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DOSSIER “ALITALIA”

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Alitalia, Passera (Intesa): non c'è nulla sul tavolo (Il Corriere della Sera 20-3-2008)

Su Alitalia «non c'è nulla sul tavolo». Lo ha detto il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo Corrado Passera. «A fine dicembre siamo stati esclusi dalla gara e da tre mesi non prendiamo parte ad alcuna trattativa», ha spiegato rispondendo a una domanda nel corso della presentazione dei risultati del 2007. Un analista aveva chiesto in particolare a Passera un commento alle dichiarazioni su un possibile nuovo coinvolgimento della banca nella partita: «Non abbiamo mai investito in qualcosa perchè chiamati da qualcuno», ha risposto.


«In Italia non c'è elezione diretta, da noi impossibile sce gliere i migliori al di là dei partiti»«Su Alitalia il governo è stato dilettante» (Il Corriere della Sera 20-3-2008)

MILANO - «La vicenda Alitalia dimostra che il governo si è mosso all'insegna di un dilettantismo molto preoccupante. Prima ci hanno detto che era l'unica possibilità di salvare Alitalia, poi ci hanno fatto sapere che la valutazione era solo di 10 centesimi al minuto, poi abbiamo scoperto che l'hub sarà solo Fiumicino e che Malpensa sarà ridimensionato, poi che gli esuberi saranno migliaia. Servono invece nuove forme di rilancio e garanzia sociale». Lo ha detto il leader di An, Gianfranco Fini, nel corso della videochat con i lettori di Corriere.it-

  tutto'ora in corso - moderata da Marco Pratellesi. «Siamo sicuri che Alitalia si salvi con la proposta Air France? - ha aggiunto l'esponente del Pdl -. Io sono stato tra quelli che ha parlato di luci e ombre, ma le seconde sono forti e le prime deboli. Da Spinetta abbiamo avuto solo la garanzia che il marchio non scompare e che ci saranno dei diritti di veto dei membri italiani nel cda. Ma le ombre sono forti e se anche il neo presidente di Confindustria o i sindacati mettano le mani avanti vuol dire che non siamo semplicemente qui a fare chiasso».

E gli imprenditori italiani? «Vedremo se avranno davvero voglia di assumersi questa capacità. Al momento l'imprenditoria nazionale pare disinteressarsi completamente alla cosa. Una in realtà c'è stata, quella di Air One, che il governo ha scartato. Anche a me sembrava ragionevole inizialmente la proposta di Air France che parlava di investimenti. Ma oggi i sindacati dicono di stare attenti perché temono che si tratti più di una svendita che di un rilancio».

«In Italia - ha detto ancora Fini, rispondendo alla domanda di un lettore - non si può applicare il modello Sarkozy-Attalì che individua i migliori al di là delle appartenenze politiche. E questo perché in Francia il presidente è eletto direttamente dal popolo e da noi no. Qui si risponde al Parlamento e quindi alla coalizione che ti ha presentato. La mia preferenza per il sistema francese però è nota». E proprio il sistema elettorale ha fatto sì che Fini abbia accettato di fare il numero due di Berlusconi, senza velleità di una corsa solitaria: «Se avessimo sistema in cui ci si candida con elezione diretta avrei preso in considerazione una mia candidatura. Ma in Italia non è così: si vota per una coalizione e ci si deve presentare in Parlamento per ottenere un voto di fiducia». E per le elezioni che verranno? «Cerchiamo intanto di vincere queste elezioni, poi per le prossime vedremo».

Fini ha però escluso che dopo il voto si debba riconsiderare l'ipotesi delle cosiddette "larghe intese" e di una coalizione bipartisan sul modello tedesco. «Ma sono sicuro che vinceremo noi e non ci sarà bisogno di ricorrere alle grandi coalizioni». Quello che è certo è che «se noi viceneremo le elezioni Casini e l'Udc staranno all'opposizione», senza cioè accordi postelettorali magari per puntellare una maggioranza che dovesse risultare risicata. Una volta al governo, in ogni caso, Fini non pensa di dover intervenire per abolire le leggi fatte dal centrosinistra. Non a priori, comunque. «Riduzione del carico fiscale sulle famiglie, interventi per la sicurezza dei cittadini e una spesa sociale che garantisca vera solidarietà - ha però spiegato - sono tre delle priorità che ci daremo».

L'ex vicepremier ha parlato anche della vicenda di Bolzaneto e della necessità di far pagare chi ha sbagliato nel fare applicare la legge, «ma senza sovvertire l'ordine delle cose perché quello che è successo nei giorni del G8, e di chi sono le responsabilità, lo ha visto il mondo intero».

Alessandro Sala
20 marzo 2008

 

 

 

Alitalia, vertice tra azienda e sindacati Berlusconi chiede prestito ponte a Prodi (La Repubblica 20-3-2008)

Finito l'incontro tra il presidente Maurizio Prato e i rappresentanti dei lavoratori. Intanto le azioni della compagnia volano in Borsa spinte dagli annunci del Cavaliere sulla possibilità di mettere insieme una cordata italiana disposta al salvataggio. Ipotesi che secondo il leader del Pdl avrebbe però bisogno di uno sforzo economico da parte del governo. La replica del premier: "Eventuali nuove offerte devono essere rapide e serie"

14:59 Di Pietro: "Moratoria su Malpensa"

"Le decisioni su Alitalia, scorporate dalla vicenda di Malpensa, vanno prese da un governo in carica e non da un esecutivo che ha soltanto titolo per le questioni ordinarie". A dirlo è stato il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro. "E' necessario - ha detto ancora Di Pietro - che ogni decisione su Alitalia metta in conto una moratoria di almeno due o tre anni su Malpensa per dare tempo a questa realtà di trovare ulteriori e migliori partner rispetto ad Alitalia.

14:03 Bonomi: "Avanti con l'azione legale"

"Un abbandono tout court della causa non è pensabile e immaginabile. Se ci dovesse pervenire, ma allo stato non è pervenuta, una proposta transattiva, la valuteremo. Siamo persone ragionevoli". E' quanto dichiarato dal presidente della Sea, Giuseppe Bonomi.

13:51 Sea, il cda con Bonomi

Il consiglio di amministrazione della Sea ha espresso "apprezzamento e pieno sostegno" al presidente e ad Giuseppe Bonomi, relativamente all'indirizzo e alle azioni intraprese "per affrontare la più grave crisi nella storia di Sea".

13:44 Cesa: "Il governo dia risposte chiare"

"Il Governo che in questo momento è responsabile della trattativa dia una risposta chiara sulla vicenda Alitalia". Lo ha detto il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa.

13:38 I sindacati: "Si vada oltre il 31"

Le nove sigle sindacali presenti in Alitalia, al termine dell'incontro con il numero uno della compagnia, sono compatte nel chiedere lo slittamento del termine del 31 marzo chiesto da Air France-Klm per chiudere l'operazione di acquisto e l'attivazione immediata del prestito ponte di 300 milioni da parte del Tesoro.

13:35 Lufthansa: "Seguiamo la vicenda"

Lufthansa "segue tutti gli sviluppi"segue tutti gli sviluppi del dossier Alitalia ma "la situazione non è cambiata". La portavoce della compagnia tedesca definisce "solo speculazioni" le indiscrezioni relative a un rinnovato interesse per la privatizzazione del vettore italiano.

13:32 Maroni: "Non vedo cordate"

"Non la vedo questa cordata, spero che ci sia perchè le condizioni poste da Air France per l'acquisto di Alitalia sono diverse da quelle poste dal governo italiano fino a poche settimane fa". Lo ha detto Roberto Maroni, presidente dei deputati della Lega commentando l'ipotesi avanzata da Silvio Berlusconi per la questione Alitalia.

13:22 Bersani: "Le parole non bastano"

"Da un anno e mezzo abbiamo cercato in ogni modo per Alitalia offerte migliorative rispetto a quelle che sono oggi sul tavolo. Se ci sono vengano avanti, naturalmente con i soldi e con un progetto industriale. Per salvare Alitalia le parole non bastano - afferma Pier Luigi Bersani, ministro dello sviluppo economico - Resto allibito di fronte a cordate improvvisate di notte dopo un anno e mezzo che è in corso la vicenda Alitalia".

13:20 Berlusconi: "I miei figli nella cordata"

I miei figli nella cordata? "Se fosse necessario non si tirerebbero indietro e farebbero il loro dovere". Così Silvio Berlusconi ribadisce di non aver alcun interesse personale, nè di Fininvest, per Alitalia ma se "chiedessero ai miei figli di entrare nella cordata, saranno loro a decidere e sono sicuro che farebbero il proprio dovere".

13:06 Finito l'incontro tra sindacati e azienda

Dopo oltre tre ore e mezzo, è terminato l'incontro tra il presidente di Alitalia Maurizio Prato e i rappresentanti delle 9 sigle sindacali presenti in azienda. Secondo quanto riferiscono fonti sindacali, dalla riunione di oggi non sono emerse novità e le posizioni delle parti rimangono inalterate rispetto all'incontro di martedì scorso. Il prossimo appuntamento è ora quello fissato per il 25 marzo prossimo.

13:03 Casini: "Diktat della Lega"

Questo e' ''il primo diktat della Lega a Berlusconi''. Lo ha detto Pier Ferdinando Casini, candidato premier dell'Udc, sulla possibile cordata italiana per salvare Alitalia.

12:49 Padoa Schioppa: "Proposta Air France è l'unica seria"

"Quella dell'Air France è una proposta seria: l'unica alternativa è il commissariamento". E' quanto avrebbe affermato il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa, conversando con il personale dell'Alitalia a Milano". A riferirlo sono fonti sindacali.

12:42 Prodi a Berlusconi: "Nuove offerte devono essere rapide e serie"

Se dovessero esserci nuove offerte per l'acquisto di Alitalia, queste dovranno essere serie e pervenire in tempi brevi. E' quanto ha spiegato Romano Prodi a Silvio Berlusconi, in un colloquio telefonico avuto questa mattina, secondo quanto riferito da fonti di palazzo Chigi. A quanto si apprende, Berlusconi ha chiamato questa mattina Prodi per parlare di Alitalia e secondo quanto riferito dalle stesse fonti, Prodi ha spiegato al leader del Pdl "tutta la situazione", sottolineando che che non c'è mai stato alcun veto ad altre offerte.

12:38 Berlusconi: "Ho chiesto a Prodi prestito ponte"

"Di Alitalia ho parlato stamattina a Romano Prodi ed ho chiesto che faccia un prestito ponte in grado di far partire la cordata degli imprenditori italiani". Lo ha detto il leader del Pdl Silvio Berlusconi nel corso dell'assemblea di Confcooperative.

12:34 Berlusconi: "Air France arrogante, proposta irrecivibile"

"Air France è arrogante e la sue proposta è irrecivibile". Lo ha ribadito Silvio Berlusconi. "Un Paese che vuole essere protagonista nel mondo - dice il leader Pdl - non può rinunciare a una compagnia di bandiera".

12:31 Malpensa, iniziato cda Sea dedicato al caso Alitalia

Ha preso il via da pochi minuti presso la sede della Sea a Linate il consiglio di amministrazione del gestore degli aeroporti milanesi.
All'ordine del giorno, riferiscono fonti della Sea, un solo tema: "Comunicazioni su situazione Alitalia". Al termine del consiglio verrà emessa una nota.

12:16 Casini: "Presunta cordata italiana è diktat Lega a Berlusconi"

"Questa presunta cordata italiana per Alitalia penso proprio sia il primo diktat della Lega a Berlusconi". Lo ha detto il candidato dell'Udc, Pier Ferdinando Casini oggi nel corso di una conferenza stampa a Verona. "La Lega avrà la golden share del prossimo Parlamento - ha aggiunto - sarà la forza determinante e quando dirà no, Berlusconi dovrà chinare il capo".

12:06 Cesa: "Berlusconi su Alitalia ha cambiato idea già tre volte"

"Berlusconi ha cambiato posizione tre volte, perché sino a tre giorni fa ha detto che andava bene Air France e ha mandato i suoi uomini ad un incontro con il governo dando il via libera ad Air France. Ieri ha detto esattamente il contrario". Lo ha dichiarato il segretario generale dell'Udc Lorenzo Cesa, a proposito della proposta di Silvio Berlusconi di una cordata di imprenditori italiani per risolvere la questione Alitalia.

11:50 Fassino: "Se Air France non piace fare subito altra offerta"

"C'è un'offerta di Air France che, per quanto onerosa, evita la chiusura di Alitalia. Non piace? Si avanzino altre proposte, ma subito però, perché tra una settimana non ci saranno più né Air France né altri. Soprattutto non ci sarà più Alitalia". Lo afferma l'esponente del Pd Piero Fassino.

11:37 Bersani: "Allibito davanti a cordate improvvisate di notte"

"Resto allibito di fronte a cordate improvvisate di notte dopo un anno e mezzo che è in corso la vicenda Alitalia". Così Pierluigi Bersani al "Sole 24 ore" commenta l'annuncio di Silvio Berlusconi di una cordata pronta a scendere in campo con un'offerta per Alitalia. "La vicenda Alitalia - dice Bersani - dimostra che siamo un paese di irresponsabili in senso tecnico, nel senso che nessuno si prende le responsabilità e chi se le prende viene massacrato".

11:35 Franceschini: "No a iniziative pre-elettoralistiche"

"Se ci fosse una operazione italiana seria, non che mette una pezza o rinvia un problema, si può vedere, finora non c'è stata. Ma non deve essere una cosa pre-elettoralistica per poi ottenere di nuovo un intervento con risorse pubbliche solo per rinviare il problema". Lo ha detto il vice segretario del Pd, Dario Franceschini, parlando a 'Repubblica Tv' di Alitalia e dell'ipotesi di cordate italiane.

11:33 Pezzotta: "Bene evitare commissariamento"

"Sarebbe bene tentare di evitare il commissariamento per Alitalia. Che questa trattativa sia stata condotta malissimo è sotto gli occhi di tutti. Non si sono lasciati dei margini di contrattazione, si è andato avanti con gli ultimatum". Lo ha detto Savino Pezzotta a Sky Tg24 Mattina in riferimento alla situazione di Alitalia.

11:23 Calderoli: "Commissariare il ministero dell'Economia"

"E' il dicastero dell'economia a dover essere commissariato e subito: solo ora infatti emergono gli sconcertanti contenuti della trattativa con Air France, contenuti che sicuramente erano ben noti al governo e a chi lo rappresenta, ma che gli stessi rappresentanti del governo si sono ben guardati, per pudore, dal darne la benché minima informazione". Lo afferma Roberto Calderoli, coordinatore delle segreterie nazionali della Lega.

11:21 Bonino: "Mi auguro che parlare di altre offerte non sia un bluff"

"C'è da augurarsi che tutto questo parlare di altre offerte non sia una bolla, perché siamo in Zona Cesarini e di tutto abbiamo bisogno meno che di bluff". Lo afferma Emma Bonino, ministro per il commercio Internazionale, nel corso della trasmissione 'Omnibus' su LA7 commentando la proposta di Berlusconi di una cordata nazionale che si faccia avanti su Alitalia.

11:17 Tremonti: "Nuova cordata un'ottima ipotesi"

"Tutta Europa sapeva che la cordata partiva da Prodi e finiva in Air France". A dirlo è Giulio Tremonti ospite questa mattina di "Omnibus" su LA7. Per questo, aggiunge, "se a fianco dell'ipotesi AirOne emergesse una cordata di industriali anche non italiani, sarebbe una cosa ottima".

11:11 Nessun contatto tra Berlusconi e Palazzo Chigi

La vendita Alitalia non è stata tuttora oggetto di alcun scambio di valutazioni tra la presidenza del Consiglio e il candidato premier del Pdl Silvio Berlusconi. Il Cavaliere aveva parlato di una telefonata con il Professore e di un nuovo appuntamento tra i due per oggi, ma a quanto si apprende nulla del genere è mai avvenuto. Una possibile intesa bipartisan sulla questione risulta pertanto ancora lontana.

10:47 Confermato per il 25 l'incontro tra Spinetta e i sindacati

"La posizione di Air France non è cristallizzata: sì alla disponibilità a trattare e ben venga l'incontro con Spinetta del prossimo 25 marzo". E' quanto ha affermato il segretario generale della Uil Trasporti Giuseppe Caronia mentre è in corso l'incontro tra Alitalia e sindacati.

10:34 Prato: "Se offerta Air France viene rifiutata subito libri in tribunale"

Se l'offerta di Air France dovesse essere rifiutata, Alitalia porterebbe subito i libri in tribunale. Lo avrebbe chiarito il presidente dell'azienda Maurizio Prato nel corso dell'incontro con i sindacati.

10:28 Prato contro Berlusconi: "Ma dove sono queste cordate?"

"Ma dove sono poi queste cordate strillate sulla stampa e mai pervenute all'azienda?". Lo ha detto il presidente di Alitalia Mauruzio Prato in polemica con Silvio Berlusconi, aggiungendo che le "possibili cordate appoggiate dalle banche poi farebbero gravare il debito sull'azienda".

10:21 Prato ai sindacati: "Offerta Alitalia è prendere o lasciare"

"Al momento l'offerta Air France è prendere o lasciare". Lo ha chiarito il presidente di Alitalia Maurizio Prato nel corso dell'incontro con i sindacati, aggiungendo, in implicita risposta alla soluzione italiana ventilata da Berlusconi: "Ma è industrialmente solida".

10:07 Intesa smentisce Berlusconi: "Alitalia non è all'ordine del giorno"

Da Intesa Sanpaolo confermano che il consiglio di gestione, che si riunisce oggi, ha l'ordine del giorno solo l'approvazione dei conti 2007 che verranno presentati alla comunità finanziaria oggi alle 15 e non il dossier Alitalia. Il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, aveva accennato questa notte alla possibilità che l'istituto potesse valutare oggi un "via libera" ad una operazione per tornare in corsa a fianco di AirOne per l'acquisizione di Alitalia.

09:53 Forse il 25 marzo nuovo incontro tra Spinetta e i sindacati

I sindacati di Alitalia potrebbero incontrare, se daranno la disponibilità il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta il 25 marzo prossimo. Lo si apprende da partecipanti alla riunione in corso alla Magliana tra rappresentanti dei lavoratori e il numero uno Alitalia, Maurizio Prato. All'incontro odierno Spinetta non partecipa dopo l'interruzione del confronto avvenuto due giorni fa.
Il confronto era stato sospeso perché i sindacati hanno respinto la proposta del gruppo franco olandese in particolare sugli esuberi, e sul futuro del cargo chiedendo maggiori margini di trattativa.

09:52 Iniziato incontro tra azienda e sindacati

E' cominciato l'incontro tra il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, e i sindacati. L'appuntamento era stato fissato ieri dall'azienda con urgenza, quella di oggi è una riunione ristretta dal momento che ieri la compagnia ha raccomandato la presenza di un solo rappresentante per ognuna delle nove sigle sindacati che rappresentano i lavoratori della compagnia.

09:51 Azioni Alitalia sospese per eccesso di rialzo in apertura di Borsa

Schizza al rialzo Alitalia in Borsa e viene sospesa. Il valore teorico è di 0,33 euro in progresso del 13,27 per cento.

09:50 Berlusconi spiega sua idea di cordata italiana per Alitalia

Berlusconi, a margine della festa di compleanno di Maroni, ha specificato quindi a cosa pensa quando pensa di cordata italiana per il salvataggio di Alitalia. "Io non credo che se uno è tra i primi dieci gruppi italiani non entra, che figura ci fa...?". "Anche io - ha aggiunto il Cavaliere - sarei disponibile ad un sacrificio, ma mi accuserebbero subito di avere un interesse. Potrei partecipare alla pari degli altri, ed anche i miei figli credo che non direbbero di no". "La regia dell'operazione - ha poi precisato - resterebbe ad Air One, che potrebbe sfruttare le sinergie con Alitalia. Dietro di lei altri imprenditori e naturalmente delle banche, tra le quali Banca Intesa, che domani (oggi per i lettori ndr), mi dicono, terrà un cda in cui dovrebbe dare via libera all'operazione".

09:46 Berlusconi: "Dopo mio annuncio Air France rinuncerà"

Dopo l'annuncio della mia contrarietà, Air France rinuncerà alla partita su Alitalia lasciando spazio all'ingresso di Air One, "la cui regia nell'operazione considero indispensabile. Tale operazione sarà sostenuta dall'aiuto di una cordata di banche, tra le quali potrebbe esservi Banca Intesa, il cui cda dovrebbe decidere domani, e di altri imprenditori, tra i quali vi potrebbero essere anche i miei figli". Lo ha detto il leader del Pdl Silvio Berlusconi conversando con i giornalisti a margine della festa di compleanno di Bobo Maroni.



Report "Alitalia 2"

La Fed "vede" la recessione Usa e taglia i tassi ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Le Borse europee hanno ieri chiuso in forte rialzo balzando sopra il 3%, con l'unica eccezione di Milano dove tuttavia l'indice Mibtel è cresciuto del 2,78% a causa delle forti perdite di Alitalia. Se infatti Londra ha messo a segno una crescita del 3,54%, Francoforte è cresciuta del 3,41% e Parigi del 3,42%.

Alitalia, il piano Pdl ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è Veltroni Alitalia, il piano Pdl GIOVANNI COCCONI Tra due ultimatum. Alla virata decisiva sulla vicenda Alitalia Berlusconi e Veltroni si ritrovano insieme in un vicolo molto molto stretto. Chiusi da una parte dal ricatto del sindaco di Milano Letizia Moratti che non ritira la richiesta di indennizzo miliardario della Sea,

E Spinetta: <Non siamo obbligati a comprarla> ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sviluppo di Malpensa e non il salvataggio di Alitalia mentre il ministro dello sviluppo economico Bersani ha replicato che, senza dubbio, "la Sea ha la possibilità di far fallire Alitalia", avendo in mano il bandolo della matassa. In questo clima, reso ancora più teso dalla dichiarazione in controtendenza del ministro dei trasporti Bianchi che parla di diktat da parte dei francesi,

Alitalia atterra sulla campagna. Berlusconi la vuole fallita ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: LA TRATTATIVA INTANTO SI FA DURA Alitalia atterra sulla campagna. Berlusconi la vuole fallita Il centrodestra gioca con Alitalia. Dopo l'ultimatum lanciato dal sindaco di Milano Moratti ("se si deve penalizzare Malpensa è meglio che Alitalia fallisca"), il Pdl si dice contrario alla vendita della compagnia di bandiera ad Air France e rilancia l'idea di una moratoria per due-

Piazza Affari, la peggiore in Europa, archivia una giornata nera: l'indice Mibtel ha perso l ( da "Stampa, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ancora una giornata movimentata per Alitalia: tra sospensioni per eccesso di ribasso e forti contrattazioni (alla fine è stato scambiato il 5,3% del capitale), il titolo ha continuato a perdere fino al pomeriggio, quando ipotesi di un rilancio dell'offerta Air France hanno consentito ad Alitalia di chiudere in rialzo dell'11,96%.

Cv Alital 1061,482<TD class ( da "Stampa, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Cv Alital 10 61,482 66,166 cv B Ifis 09 99,239 99,508 cv Bco Popol 10 100,619 100,573 cv Beni Sta 11 91,505 92,009 cv BIM 15 89,996 89,266 cv Carige 13 112,739 112,367 cv Mi-A2a 09 111,762 115,758 cv SIAS 17 92,549 93,641 cv Snia 10 101,010 101,010 cv Vitt Ass 197,000 217,040 Telecom IT CV 10 109,203 109,

Caselli: né sprechi né privilegi La Stampa del 19 marzo ha pubblicato la ( da "Stampa, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: CHIARA VIDAL E se Alitalia me la comprassi io? Lungi da me addentrarmi nei meandri della politica economico-finanziaria, ma parlando di picchiata delle azioni Alitalia penso che mai termine aeronautico fu più azzeccato. Meno di due settimane fa si parlava di crollo delle azioni per una perdita in un solo giorno del 6% del loro valore.

Umberto Bossi, comizio ieri sera al Centro polivalente ( da "Stampa, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ad attenderlo fuori dell'edificio, militanti e qualche curioso osservato a vista dalle "guardie padane". Bossi ha parlato di "sicurezza", al primo posto nel programma della Lega, di "Alitalia dove si registrerà un muro contro muro" e di parlamentari: "Dovremo averne tanti". Il Centro polivalente era gremito. \.

Alitalia, in campo Berlusconi ( da "Stampa, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: salvataggio potrebbero partecipare anche i miei figli Alitalia, in campo Berlusconi "Con Air France è finita, serve una cordata nazionale guidata da Air One" Il leader del Popolo della libertà, Silvio Berlusconi, dà la sua ricetta per la soluzione della questione Alitalia ribadendo che è "imprescindibile" un intervento di Air One e un sostegno finanziario di istituti di credito,

E il governo pensa al fallimento pilotato ( da "Stampa, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia si stanno addensando le nubi di una tempesta che potrebbe caratterizzare l'ultima fase della campagna elettorale. Sparano sul governo da destra e da sinistra e cominciano a circolare i primi veleni. "Alle condizioni di Air France - osserva Giampiero Cantoni, consigliere di Silvio Berlusconi sull'argomento - l'Alitalia può essere acquistata da una cordata di imprenditori

Oggi consiglio straordinario Sea ( da "Stampa, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Al centro della seduta del cda ci sarà la vicenda Alitalia e le sue conseguenze sul ridimensionamento di Malpensa. Intanto il Presidnete Giuseppe Bonomi è tornato sulla vicenda: "Non ci sentiamo responsabili di un eventuale fallimento della trattativa Alitalia - Air France. Il fallimento di Alitalia non è il nostro obiettivo.

Filippo Penati, presidente della provincia di Milano, fino a ieri pomeriggio non ci credeva: & ( da "Stampa, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sembrano convintissimi di entrare a testa bassa nella partita Alitalia. Diana Bracco, leader della potente Assolombarda, prima regista dell'attivismo pro-Malpensa non scopre le carte. La sua ultima proposta per salvare capre (Alitalia) e cavoli (Malpensa) era di scorporare da Alitalia il ramo d'azienda che opera su Malpensa, tutti gli slot, con relativi diritti di traffico,

Il Nord: "Non siamo il Settimo Cavalleria" ( da "Stampa, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sembrano convintissimi di entrare a testa bassa nella partita Alitalia. Diana Bracco, leader della potente Assolombarda, prima regista dell'attivismo pro-Malpensa non scopre le carte. La sua ultima proposta per salvare capre (Alitalia) e cavoli (Malpensa) era di scorporare da Alitalia il ramo d'azienda che opera su Malpensa, tutti gli slot, con relativi diritti di traffico,

La mossa di Berlusconi ( da "Stampa, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALESSANDRO BARBERA ROMA Per Alitalia il peggio si avvicina. "I margini di manovra sono inesistenti o limitatissimi": il numero uno di Air France-Klm Jean-Cyril Spinetta difende la bontà del suo piano per l'acquisto di Alitalia ma incassa il no pubblico del Pdl, i dubbi riservati del Governo e scatena un botta e risposta fra Prodi e Berlusconi.

Urgentissimo incontrare Prodi ( da "Stampa, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: al premier Romano Prodi a fronte degli sviluppi della vicenda Alitalia. Per i due segretari generali, infatti, "è improponibile l'alternativa che viene prospettata tra un accordo capestro e il fallimento di Alitalia". Piuttosto, incalzano Epifani e Bonanni, "deve essere compiuto ogni sforzo per concretizzare soluzioni alternative che evitino diktat o l'ipotesi di fallimento,

Lo schiaffo di Silvio Air France inaccettabile Meglio una cordata italiana Bersani furioso. Spinetta: duemila esuberi, su Malpensa non tratto ( da "Nazione, La (Nazionale)" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALITALIA NEL CAOS Lo schiaffo di Silvio "Air France inaccettabile" "Meglio una cordata italiana" Bersani furioso. Spinetta: duemila esuberi, su Malpensa non tratto - -->.

Piloti sul piede di guerra: SECCO NO dal consiglio generale dell'Anpac (Associazione nazionale pilot... ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: non accetteranno soluzioni ad ogni costo o che snaturino la vocazione di Alitalia quale compagnia di bandiera del Paese". I piloti hanno manifestato inoltre "serie perplessità sull'operato del cda di Alitalia che, avallando la proposta estremamente restrittiva di Air France-Klm, mette a rischio il risanamento dell'azienda".

Alitalia, Berlusconi stoppa Il Cavaliere vorrebbe in pista AirOne e la cordata italiana ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 20-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: LA VICENDA Alitalia torna in alto mare. Irrompe Berlusconi e spariglia tutto dicendo un secco "no" ai francesi: "La trattativa è stata opaca. La proposta di Air France per Alitalia è irricevibile". La Lega si spella le mani in applausi e Bossi in serata rilancia: "Air France aspetti il nuovo governo".

Jean-Cyril Spinetta, grande capo di Air France-Klm sa cosa vuole e lo dice: l'hub di Alitalia & ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 20-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: hub di Alitalia è Fiumicino, il via libera definitivo dovrà arrivare dal nuovo Governo. Ipotesi 1: vince Silvio Berlusconi. Che ieri ha tuonato: l'offerta di Air France è irricevibile, italiani fatevi avanti Ipotesi 2: vince Walter Veltroni. Che ieri ha detto: dobbiamo trovare una soluzione che limiti il più possibile l'impatto sociale e dobbiamo far decollare Malpensa,

Di NUCCIO NATOLI - ROMA - LA VICENDA Alitalia torna in alto mare ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 20-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: LA VICENDA Alitalia torna in alto mare. Irrompe Berlusconi e spariglia tutto dicendo un secco "no" ai francesi: "La trattativa è stata opaca. La proposta di Air France per Alitalia è irricevibile". La Lega si spella le mani in applausi e Bossi in serata rilancia: "Air France aspetti il nuovo governo".

OGGI CDA STRAORDINARIO DI SEA. BONOMI: NON VOGLIAMO IL FALLIMENTO 0 E Malpensa resta sulle barricate Avanti con la causa per danni ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: come chiesto da Governo e Air France, la richiesta di risarcimento danni ad Alitalia. Semmai si può pensare a una "soluzione extragiudiziale, che però riconosca il danno provocato a Malpensa da Alitalia". "Noi non abbiamo come obiettivo il fallimento della compagnia di bandiera ? ha rincarato il presidente della Sea ?

SECCO NO dal consiglio generale dell'Anpac (Associazione nazionale piloti aviazione commerciale ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 20-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: non accetteranno soluzioni ad ogni costo o che snaturino la vocazione di Alitalia quale compagnia di bandiera del Paese". I piloti hanno manifestato inoltre "serie perplessità sull'operato del cda di Alitalia che, avallando la proposta estremamente restrittiva di Air France-Klm, mette a rischio il risanamento dell'azienda".

Spinetta, presidente di Air France, blinda il piano di rilancio di Alitalia: I margini di mano ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 20-03-2008) + 1 altra fonte
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Abstract: Spinetta, presidente di Air France, blinda il piano di rilancio di Alitalia: "I margini di manovra sono ristrettissimi" - -->.

Silvio Berlusconi irrompe nella trattativa Alitalia-Air France: E' irricevibile, si facci ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 20-03-2008) + 1 altra fonte
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Abstract: Silvio Berlusconi irrompe nella trattativa Alitalia-Air France: "E irricevibile, si facciano avanti i nostri imprenditori" - -->.

Alitalia al bivio: Air France o il fallimento Berlusconi invoca la cordata italiana e chiama Air One. I sindacati: incontro urgente con Prodi ( da "Unita, L'" del 20-03-2008)
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Abstract: Stai consultando l'edizione del Alitalia al bivio: Air France o il fallimento Berlusconi invoca la cordata italiana e chiama Air One. I sindacati: incontro urgente con Prodi L'epilogo dell'Alitalia sembra scritto: o passa a Air France - Klm, oppure ci sarà il commissariamento, cioè l'anticamera del fallimento.

Fiumicino è salvo, ma non è sicuro Tra incertezza e frustrazione: Sembra d'essere svenduti ( da "Unita, L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: acquisto di Alitalia, e il pensiero all'incontro tra sindacati e vertici della compagnia aerea di bandiera di questa mattina. "Certo, a questo punto sappiamo benissimo che la situazione è quella che è, ma la cosa che ci fa più rabbia è pensare al lavoro che facciamo ogni giorno", dicono i lavoratori che arrivano dai reparti manutenzione,

Malpensa adesso teme il peggio Tra crisi e cassa integrazione: Ci vorranno anni per risalire ( da "Unita, L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Quelli delle hostess Alitalia, che mentre parlano hanno espressioni più chiare di mille parole. Per finire con quelli dei passeggeri. Sì, perché a Malpensa anche chi parte e chi arriva discute del futuro dell'aereoporto, dell'enorme cattedrale sorta in provincia di Varese, territorio leghista.

Lettere di san Silvio ai lombardi e ai campani ( da "Unita, L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Sul disastro Alitalia, un suggerimento: glissi, svicoli. Alitalia era da liquidare già ai felici tempi del magnifico, ma molto distratto governo Berlusconi. E Malpensa? La inventò il geniale Cavaliere per pagare un debito elettorale a Formigoni e ai leghisti.

Alitalia, ultimatum francese ( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il Pd: irresponsabile il leader Pdl Alitalia, ultimatum francese Berlusconi: offerta inaccettabile. I sindacati a Prodi: incontro subito ROMA - Ultimatum di Air France-Klm sull'offerta per Alitalia. "Solo lievi modifiche alla nostra proposta", ha detto l'ad della compagnia franco-olandese Spinetta.

Giù con i bancari ( da "Unita, L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Nervi tesi su Alitalia, che prima arriva al meno 30% e poi sale a più 14%. Telecom scende, fino a meno 10%. Balzo di Pirelli, positiva Mondadori. Deboli le banche. Telecom, in particolare, ha chiuso con un meno 5,39%. Tra i bancari Intesa cede il 4,07% in attesa del cda che domani approverà i conti.

Berlusconi chiude a parigi: "c'è airone" - aldo fontanarosa ( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: asta opaca perché i compratori non potevano conoscere i reali conti di Alitalia; poi la trattativa è stata limitata ad Air France. Ne riceviamo ora una proposta inaccettabile perché loro vogliono ridurre i voli merci dal 2011, poi mettere bocca su tutti gli aeroporti italiani e soprattutto toccare Malpensa. Noi vogliamo resti un grande hub da cui partire verso il mondo".

Dismissioni, licenziamenti e prestiti ecco il prezzo del commissariamento - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia no. Più vola, più perde. Cosa può fare allora (sperando non debba mai verificarsi questa ipotesi) un commissario per Alitalia? La strada è strettissima. Il primo compito è rimettere in piedi un'azienda in grado di camminare sulle sue gambe.

"moratoria per malpensa unica soluzione possibile" - roberto formigoni* e letizia moratti** ( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: permette comunque al governo di vendere Alitalia e in più fa risparmiare sia i cospicui danni richiesti dalla Sea all'Alitalia in caso di abbandono dell'hub, sia gli ammortizzatori sociali che dovrebbero inevitabilmente scattare per gli esuberi previsti. Costi che graverebbero alla fine sulla collettività, quindi sui cittadini di tutto il Paese.

Air france: il piano non si tocca sindacati: così non si tratta - alberto d'argenio luca iezzi ( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 1600 in Alitalia Fly e 500 tra i 3300 di Az servizi che rientranno nel gruppo. Fintecna che tornerà ad avere di AZ servizi e gestirà le attività a terra di Alitali per altri 8 anni con gli altri 4100 dipendenti che rimarranno in Az servizi. Forse proprio su questo punto possono essere individuate le limature nell'incontro di oggi,

La strana armata del nord - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: società intentasse causa di risarcimento contro Alitalia. Un'azione legale che, stante la richiesta di manleva imposta da Air France, potrebbe mandare a monte l'affare e, di conseguenza, provocare a catena il fallimento di Alitalia. Eventualità che non turba affatto la Moratti. "Il nostro obiettivo non è il fallimento di Alitalia", ha detto ieri il presidente della Sea Giuseppe Bonomi,

Berlusconi e le lettere ad regionam ( da "Unita, L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: impegno per l'Alitalia e, quindi, per Malpensa. Argomento caro innanzitutto ai sodali leghisti. Bisogna però trovare una sintonia. Ora il Cavaliere tuona contro l'ipotesi d'accordo, l'altra sera Tremonti affermava che poteva andar bene. Tutto e il contrario di tutto in un balletto irresponsabile su una questione così delicata.

Oggi consiglio straordinario della Sea ( da "Unita, L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 25miliardi di euro avviata contro l'Alitalia. Il governo ha chiesto alla Sea di ritirare l'azione giudiziaria di risarcimento perchè pregiudicherebbe la vendita della compagnia ad Air France. Se la Sea mantenesse la causa,Alitalia potrebbe essere costretta al fallimento,ma forse una mediazione è possibile.

I francesi rendono inagibile la trattativa ( da "Unita, L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: e il fallimento di Alitalia "è improponibile". Al termine di una giornata convulsa i leader di Cgil e Cisl Guglielmo Epifani e Raffaele Bonanni hanno scritto a Romano Prodi chiedendo un incontro "urgentissimo" e "ogni sforzo per concretizzare soluzioni alternative che evitino diktat o il fallimento", scrivono, e aggiungono che va garantito "

Voglio l'ok dei sindacati e del futuro governo ( da "Unita, L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 600 in Alitalia Fly e "500 in Alitalia Servizi". Da quest'ultima passeranno in Alitalia Fly 3.300 lavoratori e di questi 500 potrebbero essere i reali esuberi e quindi beneficiare del piano sociale. "Ho anche detto che sul Cargo di Malpensa avevamo fatto dei cambiamenti.

Berlusconi rilancia l'offerta Air One Improvviso rialzo di Alitalia, il leader della destra dice no a Parigi. Bersani: un irresponsabile ( da "Unita, L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: offerta Air One Improvviso rialzo di Alitalia, il leader della destra dice no a Parigi. Bersani: un irresponsabile di Bianca Di Giovanni / Roma TERREMOTO Due svolte nel giro di poche ore nei "cieli" Alitalia. In Borsa nel pomeriggio l'azione ha virato in terreno positivo, chiudendo con un sospetto rimbalzo (+14,31) nonostante lo stallo della trattativa con Air-

Alitalia, 2.100 esuberie le rotte a Fiumicino ( da "Secolo XIX, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Klm per Alitalia è"dura". Dopo il primo incontro con i rappresentanti dei lavoratori il presidente Jean-Cyril Spinetta ha illustrato i dettagli del piano. Sale a 2.100 la valutazione degli esuberi di personale. Cade il ruolo di Malpensa come scalo intercontinentale (hub) con il trasferimento di tutte le rotte a Fiumicino.

Gli "africani" della flessibilità - patrizia capua ( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Uno dei napoletani picchiati senza ragione davanti alla sede dell'Alitalia, alla Magliana. è un ragazzone che nelle foto ha la maglietta con su l'immagine del Che. Ora mostra ai suoi amici e compagni di lavoro i segni lasciati dagli sfollagente sul collo e sulle spalle, e dice che era andato a manifestare "armato soltanto di buona volontà".

Spinetta cerca l'accordo. I sindacati no ( da "Tempo, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stampa caso alitalia Spinetta cerca l'accordo. I sindacati no "Il Gruppo Air France-KLM non è qui per acquisire Alitalia, ma per verificare la possibilità, insieme con il personale di Alitalia, di partecipare alla creazione di un grande gruppo di dimensioni mondiali".

Se esistono in Italia degli imprenditori con un minimo di ( da "Tempo, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi boccia la proposta di Air France-Klm per acquistare Alitalia e rilancia la soluzione AirOne. Irritazione di Prodi. Il presidente del vettore transalpino, Spinetta: "Duemila esuberi, vogliamo risanare Alitalia". Lombardo e Usai alle pag. 2 e 3.

L'Alitalia paga cari ( da "Tempo, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia paga cari i difetti di trasparenza A proposito di Alitalia Spa partiamo da un dato: esiste una procedura d'infrazione per mancato recepimento della direttiva Ce del 2005 - che modifica la direttiva Cee - in materia di trasparenza delle relazioni finanziarie fra gli Stati membri e le loro imprese pubbliche nonché fra determinate imprese.

Sciopero al marconi cancellati dieci voli ( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Amsterdam (Klm), Milano Malpensa (Alitalia), Roma Fiumicino (Alitalia) e Parigi Cdg (Air France). Cancellate anche le relative partenze. Inoltre, un volo proveniente da Londra Gatwick (British Airways) è stato dirottato a Verona, mentre un altro da Bruxelles (Brussels Airlines) è stato ritardato di due ore.

Aeroporti di puglia, in crescita utili e passeggeri - piero ricci ( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Resta la "grande preoccupazione" per le vicende di Alitalia. "Al prossimo Consiglio regionale - ha detto Loizzo - presenterò un ordine del giorno condiviso da tutti i gruppi politici per scongiurare eventuali ricadute negative sulle nostre rotte".

Si accende lo scontro fra Prodi e Berlusconi ( da "Secolo XIX, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dieci volte il prezzo che pagheranno i francesi per Alitalia) chiesto da Sea, la società che gestisce l'aeroporto milanese destinato ad essere messo da parte come hub da Air France. "Il fallimento di Alitalia? Non è il nostro obiettivo. Ma abbiamo il dovere di tutelarci", spiega Giuseppe Bonomi, l'amministratore delegato di Sea.

Spinetta blinda il piano<In Alitalia 2.100 esuberi> ( da "Secolo XIX, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Spinetta blinda il piano"In Alitalia 2.100 esuberi" l'offerta di air france-klm I sindacati: "Questa non è una trattativa. In campo proposte italiane" ' 20/03/2008 impensabile non siglareNon riesco neanche a immaginare che non possa esserci un accordo Jean-Cyril SpinettaPresidente Jean-Cyril Spinetta 20/03/2008.

Barrot: <Sugli aiuti pubblicideciderà la Commissione Ue> ( da "Secolo XIX, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia garantito dal Tesoro Barrot ha detto che "servirà la notifica" dell'operazione a Bruxelles per poter verificare che essa non contenga aiuti di Stato. Il vicepresidente della Commissione europea ha ricordato che l'Alitalia ha già usufruito una volta di aiuti di Stato e che quindi questa strada non è percorribile ed anche che Alitalia è stata poi successivamente ricapitalizzata

De benedetti: "una crisi costata 270 euro a italiano" ( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sulle scelte del governo su Alitalia in un'intervista al Tg1. De Benedetti ha criticato la trattativa per la cessione del vettore, condotta "nel modo peggiore", e ricordato che la vicenda della compagnia aerea è iniziata da molto tempo: "Negli ultimi 15 anni Alitalia ha perso 15 miliardi di euro, il che vuol dire 270 euro per ogni cittadino italiano"

E il tesoro apre il "dossier fallimento" - roberto mania ( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia E il Tesoro apre il "dossier fallimento" Via alla pratica per commissariare Alitalia. Scontro in Consiglio dei ministri Padoa-Schioppa: una svendita? Nessuno ha presentato offerte migliori ROBERTO MANIA ROMA - "Ah sì? Ci sono altri compratori? Bene, portameli qua che l'Alitalia gliela vendiamo subito. Io, però, finora non li ho visti.

L'opzione Toto e la ricerca dei compratori made in Italy ( da "Corriere della Sera" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per Alitalia resta a dir poco lunare. Che non sia solo una questione di danee ma di prospettive industriali lo sa bene lo stesso Cavaliere che in serata, a corredo delle dichiarazioni ai telegiornali, ha aperto al piano tricolore AirOne- Intesa Sanpaolo affermando che "è una delle soluzioni possibili " e che tuttavia richiede il "

L'offerta ( da "Corriere della Sera" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: esuberi in Alitalia Fly e la chiusura delle attività cargo entro il 2010 L'aumento di capitale Previsto un aumento di capitale da 1 miliardo di euro interamente garantito dalla compagnia parigina Investimenti per la flotta Nel periodo 2008-2010 ci saranno investimenti complessivi per 850 milioni per il rinnovamento della flotta e il marketing Lo scambio azionario Air France offrirà un'

Epifani: non firmo ricatti, il Tesoro rinvii la vendita ( da "Corriere della Sera" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: governo e Alitalia che hanno già concordato tutto tra loro, escludendo il sindacato, non possono pensare di scaricare su di noi la responsabilità delle sorti dell'azienda". Lei vorrebbe una trattativa normale, ma Alitalia è al capolinea. Spinetta vi ha comunicato che o accettate il suo piano oppure c'è il commissariamento.

Berlusconi: irricevibile l'offerta Air France ( da "Corriere della Sera" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi rompe gli indugi su Alitalia, dichiara "irricevibile" l'offerta di Air France-Klm, auspica una cordata italiana. Una mossa che spiazza l'asse che va da Prodi al ministro del Tesoro, Padoa-Schioppa, al presidente di Alitalia, Maurizio Prato, favorevoli ai transalpini, ipotizzando una diversa gestione della crisi del vettore.

Alitalia La vendita ( da "Corriere della Sera" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-20 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Alitalia La vendita Iberia, British sale al 13,5% British Airways sale in Iberia. La compagnia ha incrementato del 3% la sua partecipazione portandola al 13,5%. Possibili ulteriori incrementi ha fatto sapere la stessa Ba.

Berlusconi boccia Air France ( da "Corriere della Sera" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: cordata italiana anche con i miei figli" ROMA - L'offerta di Air France-Klm per Alitalia è "irricevibile", per Silvio Berlusconi, che auspica una cordata italiana con la regia di AirOne e rilancia: "Potrebbero partecipare anche i miei figli". Scontro con Prodi. ALLE PAGINE 5e6 Baccaro, Gelmini, Pica, Rizzo.

Vertice a Palazzo Chigi ( da "Corriere della Sera" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sezione: Primo Piano - data: 2008-03-20 num: - pag: 6 categoria: BREVI Vertice a Palazzo Chigi I segretari generali di Cgil e Cisl Guglielmo Epifani e Raffaele Bonanni hanno chiesto al premier, Romano Prodi, "un incontro urgentissimo" ritenendo improponibile l'alternativa tra un accordo capestro e il fallimento di Alitalia".

I non candidati e le lenticchie di Padoa-Schioppa ( da "Corriere della Sera" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: neppure della città più ricca della regione più ricca si è fatto avanti per comprare l'Alitalia". Una replica indiretta alle critiche del sindaco di Milano Letizia Moratti e di chi ancora non si rassegna al fatto che l'Alitalia sia arrivata al bivio fatale: la cessione o il fallimento. E forse pure un messaggio a chi nel centrosinistra continua a masticare amaro, insieme ai sindacati.

Di Pietro: moratoria per Malpensa ( da "Corriere della Sera" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Di Pietro: moratoria per Malpensa MILANO - Sul dilemma Alitalia che agita la politica Antonio Di Pietro ha le idee chiare: va trovata una soluzione senza che Malpensa finisca nel pozzo. "Malpensa vale almeno 10 Alitalia - scandisce l'ex pm alla videochat di Corriere.it - perché intorno allo scalo si è creato un indotto.

Anticipazioni ( da "Manifesto, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Bolzaneto A PAGINA l3 Meglio tardi che mai, la macelleria va nell'urna Alitalia A PAGINA l5 Spinetta: piano intoccabile Oggi incontro con i sindacati Abu Omar A PAGINA l6 Il pm: l'avvio del processo non ostacola la Consulta Tibet A PAGINA l8 Londra: Wen Jiabao pronto a incontrare il Dalai Lama.

Alitalia, no di Berlusconi ai francesi ( da "Messaggero, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ultimatum di Spinetta: 2100 esuberi e Fiumicino hub. Prodi: unica proposta valida. Casini: senza Parigi c'è il fallimento Alitalia, no di Berlusconi ai francesi "Si prepara una cordata Air One-banche-imprese, forse dentro anche i miei figli".

ROMA Il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, dice no all'offerta per Alitalia presentata da Air ( da "Messaggero, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

ROMA Dieci giorni di tempo per un sì o per un no . Jean Ciryl S ( da "Messaggero, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia non c'è un negoziato, i margini di modifiche al nostro progetto sono esilissimi". Come dire, prendere o lasciare, anche se il presidente dell'aviolinea francese precisa di non aver mai lanciato ultimatum. Comunque la situazione continua ad essere drammaticamente in stallo perchè le organizzazioni sindacali chiedono correzioni al piano mentre i francesi replicano che sono

ROMA Credo nel rilancio della compagnia per creare un leader europeo capace di compet ( da "Messaggero, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Non si tratta "di non essere obbligati ad acquistare Alitalia". Ma di avere il consenso fondamentale dei lavoratori su un piano "credibile" per riportare Alitalia, una compagnia "sfinita da continue ristrutturazioni", alla redditività. "Si, è vero, l'accordo è a rischio", conferma dopo il primo faccia a faccia con i sindacalisti.

ROMA - Il commissariamento di Alitalia? Forse permetterebbe ai sindacati di prendere temp ( da "Messaggero, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il commissariamento di Alitalia rivelerebbe subito la sua faccia più brutta. Il disarmo di Malpensa sarebbe ancora più duro e il conto degli esuberi si appesantirebbe drammaticamente. Nello stesso tempo, offrirebbe a Air France-Klm, o a qualcun altro, un'occasione ghiotta per portare a casa il ramo d'azienda di Alitalia senza accollarsi 1,

Fiumicino, è allarme code: <Servono più agenti a terra> ( da "Corriere della Sera" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La certezza è che dal 2 di aprile Fiumicino, con le 14 rotte intercontinentali che l'Alitalia ha trasferito a Malpensa, lo scalo raggiungerà transiti passeggeri record, pari a quelli che solitamente si registrano a partire da luglio. L'obiettivo è evitare che in aeroporto collassi, come nel 2007, il sistema di smistamento bagagli.

Alemanno ottiene l'appoggio di Sarkò ( da "Corriere della Sera" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: A margine di uno dei tanti incontri in agenda, è intervenuto sulla vicenda Alitalia: "Una questione così delicata non può essere trattata da un governo in uscita, la scelta di Air France è sbagliata, c'erano altre strade da percorrere", ha detto, "c'era anche una cordata italiana ". Quella di Air One, però tagliata fuori.

Il grande rally è già finito ( da "Manifesto, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Nel panorama europeo fin dal mattino ha fatto eccezione Piazzaffari trainata al ribasso dal nuovo crollo delle azioni Alitalia (che sul finire della seduta recuperavano sulle voci di una offerta un po meno spietata da parte di Air France), ma anche di quelle di Seat Pagine Gialle. Tutto è accaduto dopo che la società ha annunciato che non avrebbe distribuito dividendi.

Spinetta: Proposta immodificabile ( da "Manifesto, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è perché Alitalia ha tutte le carte in regola per andare avanti e per conoscere una forte crescita". In tempi anche rapidi, pare: "a partire dal 2010, una volta risanata, Alitalia avrà una crescita annua che sarà più forte di Air France-Klm, perché ha perso moltissime quote di mercato e non appena sarà di nuovo redditizia potrà riacquistarle"

Berlusconi si scalda ( da "Manifesto, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ai lombardi spiega che quel che accade con Alitalia e Malpensa dipende dalla "solita storia: l'invidia per chi produce ricchezza, provata da chi, come Veltroni, non ha mai lavorato un giorno in vita sua". E così via. La difficile battaglia per il senato, dove il premio di maggioranza è assegnato su base regionale, impone scelte innovative.

La distruzione pianificata di un'industria pubblica ( da "Manifesto, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: da cui Alitalia dipende). A quel tempo gli stipendi dei dipendenti Alitalia sono effettivamente più alti della media nazionale e reggono dignitosamente il confronto con quelli europei, come si conviene a un'azienda in attivo - ancorché di proprietà pubblica - che compete sul mercato internazionale con vettori che hanno le stesse caratteristiche.

Dal 1 aprile alla fine dell'anno Alitalia "dirotterà" da Malpensa a Fiumicino no ( da "Messaggero, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Di GIULIO MANCINI Dal 1 aprile alla fine dell'anno Alitalia "dirotterà" da Malpensa a Fiumicino non meno di tre milioni e mezzo di passeggeri l'anno. E affinché non si verifichino intoppi in uno scalo già in grave ritardo con gli investimenti per l'ammodernamento, bisogna che ciascuno degli enti faccia per intero il proprio dovere.

Segue dalla prima conversazione con Amato ( da "Riformista, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Quindi sbaglia anche chi pensa che ci sia una terza via per Alitalia tra vendita ad Air France e fallimento, magari un piano bipartisan pubblico o semi-pubblico di salvataggio? Amato nega recisamente l'ipotesi: "Non ci saranno salvataggi statali di Alitalia. La Commissione ha appena detto di stare attenti a non metterci aiuti di Stato".

Alitalia ( da "Riformista, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia Questi sono i costi della politica L'amministratore delegato di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, ha sintetizzato ieri dieci anni di fallimento di Alitalia come segue: "nel 1997, quando io ho assunto la guida di Air France, il fatturato era di otto miliardi di euro, allo stesso momento quello di Alitalia era di cinque miliardi di euro"

Air france la strategia di spinetta ( da "Riformista, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: offerta per Alitalia e per scandire che non si tratta di una proposta "prendere o lasciare", ma certamente con margini "limitatissimi, quasi inesistenti", vista la drammaticità del quadro e visto che non si tratta dunque di un negoziato "classico". Nella sala affollatissima di un albergo romano, l'ad di Air France-Klm Jean Cyril Spinetta ha ribadito in conferenza stampa che senza l'

Non solo malpensa cavaliere aggressivo su alitalia, annuncia cordata (toto-passera?) ( da "Riformista, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: svenduto Alitalia a un quinto del suo valore", Walter Veltroni ha deciso che tenere una linea prudente non era più possibile: "Se Berlusconi ha deciso di fare di Alitalia e Malpensa il cuore della sua campagna, noi glielo dobbiamo impedire". In effetti, così Berlusconi ha deciso: il leader del Pdl s'è convinto che il caso Alitalia è l'

Spinetta fa il furbo: <Solo 2mila esuberi>. E Berlusconi specula: <Irricevibile> ( da "Liberazione" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: France ad Alitalia "Il piano è immodificabile" I sindacati: "Addio confronto" Roberto Farneti La trattativa tra Air France e Alitalia rischia di saltare. Con conseguenze che, allo stato attuale, è difficile immaginare. A pochi giorni dalla scadenza del 31 marzo, fissata dal cda di via della Magliana, mancano infatti ancora all'appello due delle tre condizioni poste dal colosso franco-

Segue dalla prima alitalia e spinetta ( da "Riformista, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: azionista di controllo di Alitalia, si avvicina. Sulla stessa lunghezza d'onda il responsabile dello Sviluppo, Bersani, che avrebbe ricordato ai colleghi le uniche tre alternative: vendere Alitalia ai francesi, farla fallire o trovarle un altro acquirente. Nel caso di commissariamento però, ha aggiunto Bersani, chi l'ha portata al quel punto "dovrà prendersi le proprie responsabilità"

Berlusconi boccia Air France: sì a Toto ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Rischio commissariamento per Alitalia" --> Padoa-Schioppa: "Rischio commissariamento per Alitalia" Si infiamma il dibattito su Alitalia al gruppo Air France-Klm. Berlusconi: "Una cordata tra Air One, Banca Intesa e i miei figli". ROMA Berlusconi rompe il silenzio su Alitalia e va all'attacco: la proposta di Air France "è irricevibile",

Spinetta: sono 2.100 gli esuberi previsti ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: difende il piano per acquisire Alitalia. "Scommetto" sulle possibilità di successo, su un futuro di "risanamento e sviluppo" per una "compagnia sfinita", ha detto ieri il presidente di Air France-Klm. "Si, è vero, l'accordo è a rischio", ha confermato dopo il primo confronto con i sindacalisti, partito in salita.

Malpensa, oggi il responso ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 100, sono stati convocati alle 9 dal vertice di Alitalia. Che dopo riunirà un consiglio di amministrazione. MALPENSA Anche la Sea (società di gestione degli aeroporti di Linate e Malpensa) riunirà oggi un consiglio di amministrazione straordinario su "situazione Alitalia e determinazioni conseguenti".

L'intesa si allontana. Confermati 2100 esuberi ( da "Campanile, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 1600 di Alitalia Fly e 500di Alitalia Servizi". Contrariamente ai 1700 esuberi indicati nei mesi scorsi, su 9900 di Alitalia Fly, il piano Air France Klm ne prevede quindi 1600. "Nessun diktat" ha aggiunto Spinetta, spiegando che si sta trattando per creare un grande gruppo leader nel mercato europeo con vocazione mondiale,

Berlusconi boccia l'offerta di Air France ( da "Voce d'Italia, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ha così commentato il leader del Pdl Silvio Berlusconi riguardo alla "svendita" di Alitalia al consorzio franco-olandese. "C'era in gioco anche la questione Malpensa e quindi l'economia del Nord; la trattativa è stata portata avanti in modo dilettantistico; rinnovo l'invito agli imprenditori a farsi avanti per salvare una decaduta compagnia nazionale".

Air France: via 2.100 in esubero ( da "Quotidiano.net" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ha fatto una relazione al consiglio su Alitalia. C'è grandissima preoccupazione, è evidente che in questa situazione c'è il rischio che si vada all'amministrazione straordinaria". Il caso Alitalia, intanto, continua ad animare il dibattito politico: il leader del Pd Walter Veltroni ha affermato che "dobbiamo trovare una soluzione che limiti il più possibile l'

Scintille in Consiglio dei ministri. E spunta la legge Marzano ( da "Tempo, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: vede una sola alternativa alla vendita di Alitalia ad Air France-Klm, e cioè il commissariamento. Lo ha riferito il ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero, all'uscita di palazzo Chigi, al termine della riunione del Consiglio dei ministri. La discussione in consiglio dei ministri "è stata vivace e con toni molto accesi", prosegue Ferrero,

E il titolo riprende quota in Borsa ( da "Tempo, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E il titolo riprende quota in Borsa Ennesima seduta al cardiopalmo per Alitalia, oscillata pericolosamente tra il segno positivo e quello negativo, senza farsi mancare alcune sospensioni sia per eccesso di ribasso che per troppo rialzo. Alla fine ha prevalso la speranza tra gli operatori e Alitalia ha archiviato la giornata con un +11,96% a 0,309 euro per azione.

Giovanni Lombardo g.lombardo@iltempo.it L'ipotesi di ( da "Tempo, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stampa economia Alitalia, il piano è blindato L'ipotesi di commissariamento per Alitalia lascia di stucco il presidente di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta. I timori del ministro dell'economia, Tommaso Padoa Schioppa, "non li capisco, noi abbiamo un vero piano di rilancio", sussurra il manager francese a un suo stretto collaboratore prima della conferenza stampa convocata ieri all'

Mingardi: Questa agonia deve finire, era meglio il fallimento ( da "Tempo, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Più si perde tempo e peggio è per Alitalia quindi è indispensabile accettare in fretta l'offerta di AirFrance-Klm". Alberto Mingardi, direttore generale dell'Istituto Bruno Leoni, non ha dubbi in merito al futuro della compagnia di bandiera italiana. Come valuta il piano presentato dai francesi?

Se esistono in Italia degli imprenditori con un minimo di ( da "Tempo, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stampa alitalia Berlusconi rimette in pista AirOne e la cordata italiana "Se esistono in Italia degli imprenditori con un minimo di orgoglio si devono fare avanti con un'offerta ed un progetto industriale per evitare una fine così ingloriosa della nostra Compagnia di bandiera".

Il bruciante stop imposto da Silvio Berlusconi alla ( da "Tempo, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il bruciante stop imposto da Silvio Berlusconi alla trattativa su Alitalia impone due conseguenze immediate. La prima è che i negoziati devono bloccarsi immediatamente. E infatti impensabile che la compagnia (di Stato) francese continui a lavorare sul dossier in presenza di una esplicita opposizione del probabile nuovo Presidente del Consiglio.

Berlusconi boccia Air France ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Prima Pagina Pagina 2 Alitalia Berlusconi boccia Air France Alitalia --> Berlusconi riapre i giochi sulla vendita di Alitalia. Il leader della Pdl ieri ha definito "irricevibile" la proposta di Air France. Il presidente della compagnia franco-olandese Spinetta ha chiarito invece il numero degli esuberi, che saranno 2.

Spinetta: <Proposta immodificabile> ( da "Manifesto, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è perché Alitalia ha tutte le carte in regola per andare avanti e per conoscere una forte crescita". In tempi anche rapidi, pare: "a partire dal 2010, una volta risanata, Alitalia avrà una crescita annua che sarà più forte di Air France-Klm, perché ha perso moltissime quote di mercato e non appena sarà di nuovo redditizia potrà riacquistarle"

Berlusconi: "Serve prestito ponte" Prato: "Nessuna cordata" ( da "Quotidiano.net" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Giochi Homepage Annunci Auto e Moto Case Lavoro Personali Per la casa Sport - Vacanze Telefonia - Informatica Varie Annunci legali CRISI ALITALIA Berlusconi: "Serve prestito ponte" Prato: "Nessuna cordata" Il leader del Pdl rilancia e, con una telefonata chiede a Romano Prodi che il governo faccia un prestito in modo di consentire alla cordata italiana l'acquisizione di Alitalia.

La vendetta finale del Professore ( da "Opinione, L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: o accordo o l'Alitalia fallisce". Qualche dettaglio. Gli esuberi, settemila/ottomila sono una minestra da far vomitare anche il più filogovernativo dei sindacalisti; il valore delle azioni Alitalia, di cui un bel cucuzzaro è nelle mani dei dipendenti azionisti, ridotto a carta straccia: valore nel concambio con Air France 0,

Giustizia volante ( da "Opinione, L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: provvedimenti di cui sopra la decisione di aumentare il personale dei Tribunali con il 30 per cento dei dipendenti in esubero di Alitalia. Passi per le hostess, che piazzate a fianco dei Pm possono ingentilire il volto severo della legge. O al massimo servire il caffé agli avvocati ed al pubblico. Ma dove collocare i piloti? Magari tra il Presidente, il giudice a latere ed il cancelliere?

La strategia di Sea: ricavare quattrini ( da "Opinione, L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: abbandono di Alitalia. "La Sea - ha spiegato Bonomi - ha avviato questa azione giudiziaria perché ha un preciso dovere: tutelare l'integrità dell'azienda, i lavoratori di quest'azienda, i nostri azionisti". Secondo Bonomi "il fatto che il governo ci chieda di ritirare questa causa significa in buona sostanza chiederci di rinunciare all'

Montagne russe per il titolo a Piazza Affari ( da "Opinione, L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: di Alitalia anche se i margini di manovra si sono fatti, secondo quanto dichiarato dal presidente di Air France, talmente esigui da essere praticamente inesistenti. Nella nota Alitalia informava che "dopo l'incontro sindacale svoltosi martedì con la presenza dei rappresentanti di Air France-Klm, in attesa che sia possibile fissare un ulteriore incontro per la prossima settimana,

La gestione all'italiana ( da "Opinione, L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 2008 ALITALIA: COME IL GOVERNO ITALIANO HA APPLICATO IL DIRITTO CONCORSUALE La gestione all'italiana di Alberto M. Musy Il caso Alitalia visto in prospettiva meramente giuridica rende necessarie alcune riflessioni tecniche e comparative. Come molti sanno il diritto fallimentare italiano è stato oggetto di una recente riforma (

Romano lo "svenditore" ( da "Opinione, L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 2008 Caso Alitalia Romano lo "svenditore" di Arturo Diaconale Pare che Romano Prodi si sia infuriato di fronte alle accuse di aver dato via libera alla vendita di Alitalia ad Air France alla modica cifra di 120 milioni di euro. Cioè ad una cifra con cui normalmente non si compera una compagnia di bandiera ma un solo Airbus di nuova generazione.

Romano Outlet ( da "Opinione, L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Non bisogna dunque meravigliarsi dei prezzi che girano per il caso Alitalia, perché seppur in questo caso le motivazioni sono diverse dai casi precedenti, questa non è la prima svendita che vede per protagonista Prodi. Anzi, se la matematica non è un'opinione, siamo giunti a quota 30. DA presidente dell'Iri, infatti, il buon Romano cedette 29 aziende del gruppo.

Rai, dove vai senza monsignore ( da "Opinione, L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALITALIA, UNO DI QUEI BARONI/PILOTI SU CUI GRAVA GRAN PARTE DELLA RESPONSABILITA PER LO SFASCIO TOTALE IN CUI VERSA LA COMPAGNIA DI GIRO, RIMEMBRANDO I GIORNI DI INVIATO RAI - vedete come tutto si tiene - IN CUI CON L'ALITALIA FEDE GIRAVA IL MONDO ACCOMPAGNATO DAL SOPRANNOMINATO SCIUPONE L'AFRICANO) di nascondere le notizie,

Ranking politico, ancora Silvio in testa ( da "Opinione, L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ex sindaco di Roma si è detto poi molto preoccupato per la vicenda Alitalia - Air France: "La nostra compagnia di bandiera non deve fallire. Nella trattativa bisogna salvaguardare il futuro dei lavoratori e dell'aeroporto di Malpensa". Sul terzo gradino del podio troviamo Raffaele Lombardo, leader del movimento per l'autonomia.

L'Italia tra democrazia e cleptocrazia oligarchica ( da "Avanti!" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: cleptocratica destabilizzante è la parabola della compagnia aerea Alitalia, centro di colossali interessi politico-burocratici, e che costa a ogni italiano circa 75 euro all'anno, eppure non pochi politici, Formigoni in testa, ne reclamano la tutela. Nulla quanto i dieci anni nei quali l'Alitalia ha divorato denaro pubblico a miliardi al giorno, realizzando una clamorosa disuguaglianza,

La Fed abbassa i tassi, bufera sui mercati ( da "Avanti!" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Anche il titolo Alitalia, dopo la proposta di acquisizione presentata da Air France, è crollato e in mattina è stato sospeso. Ha lanciato l'allarme il Fondo monetario internazionale che ha avvertito: "La crisi finanziaria innescata dalla crisi dei mutui durerà a lungo e avrà serie conseguenze".

L'UE RIBADISCE: NON ACCETTIAMO AIUTI DI STATO ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: non accettiamo aiuti di Stato Un eventuale prestito ponte concesso ad Alitalia con la garanzia del Tesoro dovrà essere notificato a Bruxelles per poter verificare se risponde o meno a condizioni di mercato o contiene elementi di aiuto di Stato. È l'indicazione data da Jacques Barrot, vicepresidente della Commissione europea e responsabile per i trasporti.

GIUSY FRANZESE ROMA. LO SOTTOLINEA PIù VOLTE: CON QUESTO PIANO DI RISTRUTTURAZIONE L'AL ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: con questo piano di ristrutturazione l'Alitalia potrà tornare a crescere. "Ne sono convinto. L'Alitalia ha tutte le carte in regole per un rilancio. E d'altra parte l'Air France sarebbe folle a spendere oltre due miliardi di euro al solo scopo di affossarla". Ha la fama di essere un duro, Jean-Cyril Spinetta, l'amministratore delegato di Air France-Klm.

I LAVORATORI: ATITECH RESTA UNA PRIORITà ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia senza i lavoratori della Atitech", rilanciano i sindacati da Napoli dopo i tafferugli e i due feriti martedì al centro direzionale della Maglianaa Roma. "Chiediamo ai politici e alle istituzioni di far rispettare Capodichino alla stregua di Malpensa e Fiumicino, altrimenti attribuiremo loro tutta la responsabilità degli eventuali licenziamenti"

SCIVOLONE DI SEAT PAGINE GIALLE ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, molto male Seat Pagine Gialle. Violenta scivolata per quest'ultima, più volte sospesa per eccesso di ribasso: a fine giornata il titolo segna una perdita del 20% a 0,10 euro dopo la presentazione di conti economici ritenuti non soddisfacenti dagli operatori e la scelta del gruppo di non staccare alcun dividendo per destinare le risorse al progressivo ripiano del debito.

Berlusconi: "Serve prestito ponte" Prato: "Nessuna cordata, solo AirFrance- Klm" ( da "Quotidiano.net" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: faccia un prestito in modo di consentire alla cordata italiana l'acquisizione di Alitalia. Intanto il presidente ed ad della compagnia di volo esclude altre offerte oltre a quella franco -olandese Roma, 20 marzo 2008 - Al momento per Alitalia non ci sono offerte di altre cordate, alternative ad Air France-Klm. All'azienda, sebbene "strillate sulla stampa", non sono mai arrivate.

Berlusconi: "Serve un prestito ponte" Prato: "Non c'è nessun altra cordata" ( da "Quotidiano.net" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: acquisizione di Alitalia. Nuovo incontro Spinetta - sindacati martedì 25 aprile Roma, 20 marzo 2008 - Su Alitalia Silvio Berlusconi rilancia l'ipotesi di una cordata italiana per l'acquisto della compagnia di bandiera. "Ho già avuto contatti - dice - non posso dire chi sono, devo mantenere il riserbo, ma ho fiducia e conto che si possa fare"

Alitalia, Bernardo -Pdl-, 'Ora tocca agli imprenditori' ( da "Voce d'Italia, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: non prendere posizione sul destino della Compagnia di bandiera Alitalia, Bernardo (Pdl), "Ora tocca agli imprenditori" "E in gioco la credibilita del sistema-Italia con la sua classe imprenditoriale" Roma, 20 mar. - “E un problema d'orgoglio. Non c'è solo in gioco la difesa della Compagnia di bandiera, ma la credibilità del sistema-Italia con la sua classe imprenditoriale.

Alitalia, Craxi -Ps- i responsabili del disastro non possono risolvere il caso ( da "Voce d'Italia, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Politica Alitalia, Craxi (Ps): i responsabili del disastro non possono risolvere il caso Il Sottosegretario agli Esteri attacca la politica industriale del Pd Cremona, 20 mar. - Parlando questo pomeriggio a Cremona, durante la manifestazione di apertura della campagna elettorale nella circoscrizione Lombardia 3,

Alitalia, Padoa-Schioppa 'I tempi sono stressi, farsi avanti subito' ( da "Voce d'Italia, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Casini: "Cordata italiana primo diktat della Lega" Alitalia, Padoa-Schioppa: "I tempi sono stressi, farsi avanti subito" Il Ministro dell'Economia apre all'ipotesi Berlusconi di una cordata italiana per la compagnia di bandiera Roma, 20 mar. - "Chi è interessato ad Alitalia si faccia avanti con atti formali e concreti.

L'uomo del fare parla troppo Niente di serio per Alitalia ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: del fare parla troppo Niente di serio per Alitalia Prodi a Berlusconi: fate pure. Ma per Intesa "un'altra cordata non c'è" Ci sono volute appena 12 ore per scoprire il bluff di Berlusconi, che ha chiamato alle armi gli imprenditori italiani per impedire ai francesi di acquisire Air France: Intesa SanPaolo, che pure nei mesi scorsi aveva avanzato un'offerta in cordata con AirOne,

Che sbaglio, questa storia proprio ora ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: stati felici di leggere della telefonata intercorsa fra Prodi e Berlusconi sulla vicenda Alitalia. Perché questa storia complicata e comunque negativa non sarebbe mai dovuta entrare nella campagna elettorale, non era stata prevista, e nelle ultime ore ha causato al Pd un discreto danno. La telefonata con palazzo Chigi somiglia in maniera sinistra a uno scambio di idee (e di consegne?


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La Fed "vede" la recessione Usa e taglia i tassi (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 20-03-2008)

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MERCATI FINANZIARI La Fed "vede" la recessione Usa e taglia i tassi RAFFAELLA CASCIOLI Un taglio dei tassi spettacolare che dà la misura di quanto la crisi economico-finanziaria oltreoceano sia drammatica: la Federal Reserve ha ieri deciso il taglio del tasso sui Fed Fund dello 0,75% portando al 2,25% il costo del denaro. Mai era stato così basso daldicembre del 2004. Al momento il costo del denaro in Europa è superiore di 1,75 punti rispetto a quello americano. Il taglio operato dalle autorità centrali americane è stato inferiore alle attese visto che per tutta la giornata si era scommesso su un taglio di un punto percentuale e inevitabili sono stati i contraccolpi sui mercati. In serata il presidente Bush si è impegnato a prendere "ulteriori provvedimenti per aiutare l'economia statunitense", pur sottolineando che "nel lungo periodo, gli americani devono avere fiducia nell'economia del paese". La decisione, in ogni caso, è stata sofferta e assunta non all'unanimità visto che due governatori hanno votato contro. Tuttavia, a preoccupare è non solo la valutazione della Fed sulle prospettive economiche Usa in ulteriore peggioramento ma anche il fatto che i governatori hanno ammonito di essere pronti ad agire nuovamente se ve ne fosse bisogno di nuovo. Come si ricorderà la banca centrale Usa aveva già abbassato i suoi tassi di tre quarti di punto in gennaio e aveva tagliato il tasso di sconto di 25 punti base appena domenica scorsa a dimostrazione di preferire di correre il rischio di pressioni inflazionistiche pur di dare nuovi stimoli a un'economia americana in forte difficoltà.. D'altra parte, dopo il lunedì nero delle Borse, ieri ianche l segretario Usa al tesoro Henry Paulson ha riconosciuto che l'economia Usa è in declino. Non ha pronunciato la parola recessione Paulson ma il bollettino di guerra dei fondamentali non lascia spazio a dubbi. Tanto più che i nuovi dati sull'economia americana resi noti ieri sono ancora più preoccupanti tanto da rendere difficile il compito della Fed: se è tangibile la crisi dei consumatori, ma anche degli investitori, dall'altra le pressioni inflazionistiche dovute al rally dei prezzi dei prodotti energetici preoccupano. E ieri il dipartimento del lavoro Usa ha reso noto che a febbraio la componente core dell'indice dei prezzi alla produzione ha fatto registrare un balzo dello 0,5%, con il rialzo più sostenuto dal novembre del 2006. In America ormai si parla apertamente di crisi economico-finanziaria, mentre, secondo un sondaggio Gallup pubblicato ieri sul quotidiano Usa Today, il 76% degli americani crede che gli Usa siano già in recessione. Dopo la sbornia delle perdite di lunedì, ieri i mercati, non solo Usa ma anche le piazze asiatiche ed europee, hanno messo da parte per un giorno però le preoccupazioni sulla crescita economica mondiale preferendo cullarsi nelle scommesse su quanto fosse ampio il taglio da parte della Fed:. Il rimbalzo sulle Borse avvenuto sulle piazze europee, che hanno successivamente contagiato Wall Street, è stato possibile anche grazie ai risultati positivi di bilancio dei colossi bancari Usa Goldman Sachs e Lehman Brothers. Tuttavia, la ventata di ottimismo sui mercati valutari appare sospinta più dalla speculazione che da un'inversione di rotta dei mercati azionari. Le Borse europee hanno ieri chiuso in forte rialzo balzando sopra il 3%, con l'unica eccezione di Milano dove tuttavia l'indice Mibtel è cresciuto del 2,78% a causa delle forti perdite di Alitalia. Se infatti Londra ha messo a segno una crescita del 3,54%, Francoforte è cresciuta del 3,41% e Parigi del 3,42%.

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Alitalia, il piano Pdl (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

PRIVATIZZAZIONE La destra a parole contro Air France, ma nel mirino c'è Veltroni Alitalia, il piano Pdl GIOVANNI COCCONI Tra due ultimatum. Alla virata decisiva sulla vicenda Alitalia Berlusconi e Veltroni si ritrovano insieme in un vicolo molto molto stretto. Chiusi da una parte dal ricatto del sindaco di Milano Letizia Moratti che non ritira la richiesta di indennizzo miliardario della Sea, la società di gestione degli aeroporti milanesi, e dall'altra dal presidente di AirFrance, Jean-Cyrille Spinetta, che ieri ha lanciato un'offerta prendere o lasciare. Due ultimatum uguali e contrari che sembrano mettere i due principali sfidanti al voto di aprile con le spalle al muro. Perché se è vero che il Popolo delle libertà è spaccato al suo interno (come ha onestamente ammesso ieri l'ex ministro Pisanu), è anche vero che il leader del Pd non avrebbe voluto trovarsi con questa matassa da sbrogliare a un mese dalle urne. Non è un caso che nel lungo e fortunato tour in giro per la Lombardia Veltroni sia riuscito a non parlare di Alitalia. Fino a ieri quando è stato costretto dal precipitare degli eventi di una vicenda che improvvisamente si è avvitata su se stessa. Con il Pdl che ufficialmente urla contro la vendita ad Air France, in segreto spera che la compagnia di bandiera non fallisca e sempre in segreto trama per far pagare a Veltroni la "retrocessione" di Malpensa. In effetti la preoccupazione del leader del Pd è che il caso Malpensa finisca per oscurare quanto fatto di buono nella sua "campagna del Nord". Malpensa è e resterà una battaglia simbolica, probabilmente alla fine non sposterà un solo voto, ma certo si presta a essere impugnata come prova dell'indifferenza del Pd di governo verso le sorti della parte più produttiva del paese. E infatti il Partito democratico lombardo è da tempo impegnato a trovare una via di uscita. Non solo per estendere gli ammortizzatori sociali anche ai lavoratori dell'indotto, ma anche per trovare una soluzione più che onorevole per il secondo hub del paese. È il segretario del Pd lombardo, Maurizio Martina, ad avere preso in mano il dossier direttamente. Già a gennaio la sua proposta era quella di aprire ad altre compagnie gli slot lasciati liberi da Alitalia. C'è da intendersi: le rotte per l'Europa sono già liberalizzate e quelle verso il Nord America lo saranno a maggio. Il problema vero sono le tratte intercontinentali, per esempio verso India, Cina, Singapore, vincolate agli accordi bilaterali tra l'Italia e gli altri paesi e che Air France non ha nessun interesse a cedere a potenziali concorrenti. È questo il nodo più intricato che si trova ad affrontare il Pd lombardo, sempre in contatto con Veltroni. "L'aut aut della Moratti non è una posizione responsabile, anche perché in caso di fallimento Sea raddoppierebbe le perdite e non sfrutterebbe quelle opportunità che si aprono invece con l'apertura ad altre compagnie aeree" dice Anna Puccio, responsabile impresa e internazionalizzazione del Pd lombardo e braccio destro di Martina sulla vicenda Malpensa. Anche per Marco Ponti, esperto di trasporti e docente al Politecnico di Milano, "Sea è una gallina dalle uova d'oro, il problema è che fino ad oggi il monopolio Alitalia e i dividendi politici ne hanno frenato le opportunità che invece si aprirebbero in caso di apertura al mercato. Sono molte le compagnie interessate a prendere il posto di Alitalia, e il business del traffico aereo è in crescita esponenziale". Tutto il Pd è compatto sulla posizione che Alitalia non può e non deve fallire. La parola d'ordine è separare il destino della compagnia di bandiera da quello di Malpensa. Anzi, l'aeroporto milanese deve essere rilanciato anche con un aumento di capitale che la prossima settimana il Pd proporrà in consiglio provinciale. La moratoria, invece, cavalcata da Lega e da una parte del Pdl, è più una bandiera che una proposta realistica. Come ha fatto capire ieri Air France, non c'è più tempo. Il 31 marzo è vicino e la compagnia di bandiera potrebbe anche fallire. Un ultimatum che ha finito per irritare i sindacati con i quali comunque un accordo si dovrà trovare. Lo stesso presidente di Sea, Giuseppe Bonomi, in quota Lega, non sembra essere più molto convinto dalla proposta che potrebbe congelare Malpensa per due-tre anni. Meglio aprirsi subito al mercato ma con qualche garanzia in più. Uno spiraglio c'è. Il tempo stringe ma la trattativa è appena cominciata.

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E Spinetta: <Non siamo obbligati a comprarla> (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

E Spinetta: "Non siamo obbligati a comprarla" (ra. c.) Nel giorno dei ricatti incrociati (Roma vs Milano e viceversa e Spinetta vs i sindacati), tra fautori e detrattori dell'offerta di Air France su Alitalia il mercato ha già deciso: ieri il titolo della compagnia di bandiera ha lasciato sul terreno un altro 30% (dopo la perdita del 26% già registrata lunedì) portandosi a quota 28 centesimi, non distante dunque dai 10 centesimi di euro che Parigi è disposta a spendere. Sospeso più volte per eccesso di ribasso, il titolo è stato molto scambiato al punto che sono passati di mano oltre 60 milioni di azioni pari a circa il 4,5% del capitale del gruppo. Se gli investitori hanno già scommesso su chi sarà il vincitore, il governo italiano ha tentato ieri di disinnescare la mina della richiesta di indennizzo presentata dalla Sea. In una nota Palazzo Chigi ha fatto sapere che è stato raggiunto un accordo che prevede ammortizzatori sociali per i dipendenti Sea con i sindacati, la Regione Lombardia, le province di Milano e Varese e con la stessa società. "Il governo ? ha spiegato così il ministro del lavoro Cesare Damiano ? onora l'impegno assunto con i lavoratori della Sea di garantirne la continuità del reddito e dell'occupazione a fronte della contrazione da aprile delle attività dello scalo di Malpensa derivante dal nuovo orario estivo di Alitalia ". Tuttavia, ha spiegato ancora Damiano, il governo ha anche chiesto a Sea di ritirare il ricorso che potrebbe mettere a rischio la vendita della compagnia ai francesi. Come si ricorderà Sea ha presentato un ricorso per ottenere 1,25 miliardi di euro di indennizzo e Air France ha condizionato l'offerta su Alitalia proprio al ritiro di quella richiesta. Per questo il governo di Roma, che ricorda come l'intesa raggiunta ieri preveda la Cig per 900 lavoratori e la stabilizzazione di altri 400, subordina alla decisione di revoca da parte di Sea ogni ulteriore iniziativa ricordando come "in caso contrario la Sea non potrà che assumersi le responsabilità conseguenti ". Un chiaro messaggio che di fatto costituisce la risposta alla minaccia ventilata dal sindaco di Milano Letizia Moratti di mantenere il ricorso. In particolare, la Moratti ha ricordato che sua responsabilità lo sviluppo di Malpensa e non il salvataggio di Alitalia mentre il ministro dello sviluppo economico Bersani ha replicato che, senza dubbio, "la Sea ha la possibilità di far fallire Alitalia", avendo in mano il bandolo della matassa. In questo clima, reso ancora più teso dalla dichiarazione in controtendenza del ministro dei trasporti Bianchi che parla di diktat da parte dei francesi, "pieno di clausole vessatorie, al punto che oltre ad essere inaccettabile lascia anche dubbi sulle reali intenzioni finali" (argomento questo utilizzato anche dal sindaco Moratti), i vertici di Alitalia e Air France hanno aperto il confronto con le nove sigle sindacali proprio mentre fuori dei cancelli del centro direzionale di Alitalia ci sono stati tafferugli tra forze dell'ordine e i lavoratori. All'incontro considerato determinante per il via libera dei sindacati, oggi tutt'altro che scontato, l'ad di Air France Spinetta ai sindacati ha detto chiaro e tondo di non essere obbligato ad acquisire Alitalia: "Chiedo l'assenso dei sindacati ? ha dichiarato mentre si precisano i contorni del piano francese che prevede 1.600 esuberi di cui 500 piloti, 600 assistenti di volto e 500 di terra ? ma senza non siamo obbligati ad acquistare Alitalia". Detto questo però Spinetta ha mostrato di credere nell'operazione: il piano sarà doloroso ? ha concluso ? ma l'operazione sarà un successo.

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Alitalia atterra sulla campagna. Berlusconi la vuole fallita (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

ELEZIONI   "NON VA DATA AI FRANCESI", POI AL SOLITO SMENTISCE. LA TRATTATIVA INTANTO SI FA DURA Alitalia atterra sulla campagna. Berlusconi la vuole fallita Il centrodestra gioca con Alitalia. Dopo l'ultimatum lanciato dal sindaco di Milano Moratti ("se si deve penalizzare Malpensa è meglio che Alitalia fallisca"), il Pdl si dice contrario alla vendita della compagnia di bandiera ad Air France e rilancia l'idea di una moratoria per due-tre anni proprio nel giorno in cui il potenziale compratore fa capire che potrebbe ritirarsi dalla partita. Nel mirino c'è il governo Prodi, ma soprattutto Walter Veltroni che invece vuole scongiurare il fallimento della compagnia di bandiera e teme che la grana Malpensa possa compromettere il successo del suo tour nel Nord. In realtà, come ammette l'ex ministro Pisanu, anche il Pdl non ha una posizione compatta. Berlusconi lavora di veline facendo sapere che sarebbe una sciagura la vendita ai francesi per poi smentire tutto, come già aveva fatto una settimana fa. Anche i sindacati sono tornati sul piede dei guerra, infastiditi dall'ultimatum di Air France. Intanto il governo italiano ha raggiunto un accordo con Sea, cui ha chiesto di nuovo di ritirare la causa di risarcimento miliardaria (fino ad ora con poco successo), e gli enti locali interessati agli ammortizzatori sociali a favore dei lavoratori.

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Piazza Affari, la peggiore in Europa, archivia una giornata nera: l'indice Mibtel ha perso l (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Piazza Affari, la peggiore in Europa, archivia una giornata nera: l'indice Mibtel ha perso l'1,97%, seguito a ruota dall'S&P/Mib (-1,79%) e dall'All Stars (-1,61%). Sul listino, che in mattinata era partito in positivo, ha pesato soprattutto il forte calo di Telecom Italia (-5,39%), legato alle voci di un aumento di capitale per far fronte ai debiti. Ancora una giornata movimentata per Alitalia: tra sospensioni per eccesso di ribasso e forti contrattazioni (alla fine è stato scambiato il 5,3% del capitale), il titolo ha continuato a perdere fino al pomeriggio, quando ipotesi di un rilancio dell'offerta Air France hanno consentito ad Alitalia di chiudere in rialzo dell'11,96%. La maglia nera del listino va a Seat Pagine Gialle (-21,24%): il titolo è crollato, dopo l'annuncio che il gruppo non staccherà alcun dividendo per destinare le risorse al ripianamento del debito. Forti perdite anche per Lottomatica (-6,55%) e Impregilo (- 5,34%). Le vendite si sono, poi, concentrate anche sulle banche: tra le peggiori Intesa che ha ceduto oltre il 4%; in ribasso anche Unicredit (-2,26%) e Monte dei Paschi (-1,61%). Tra i titoli principali, oltre alla fiammata finale di Alitalia, in controtendenza hanno chiuso Pirelli (+6,20%) e Mondadori (+ 3,40%) che ha beneficiato delle buone prospettive sui conti.

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Cv Alital 1061,482<TD class (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Cv Alital 10 61,482 66,166 cv B Ifis 09 99,239 99,508 cv Bco Popol 10 100,619 100,573 cv Beni Sta 11 91,505 92,009 cv BIM 15 89,996 89,266 cv Carige 13 112,739 112,367 cv Mi-A2a 09 111,762 115,758 cv SIAS 17 92,549 93,641 cv Snia 10 101,010 101,010 cv Vitt Ass 197,000 217,040 Telecom IT CV 10 109,203 109,748.

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Caselli: né sprechi né privilegi La Stampa del 19 marzo ha pubblicato la (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Lettera di un tal Ludovico Marasco che mi costringe a intervenire (riservandomi di ricorrere alle sedi competenti per la necessaria tutela della verità). È assolutamente falso che il Pg di Torino abbia speso "oltre 20.000 euro dei contribuenti per collocare una scultura nell'androne del Palazzo di Giustizia". La notizia sarebbe totalmente falsa quand'anche si fosse riferita a un solo centesimo, perché mai nulla (nulla!) è stato speso dal Pg (e più in generale dall'Autorità giudiziaria) per finalità diverse da quelle dell'istituto, meno che mai per finalità del tipo che il signor Marasco asserisce parlando a vanvera e calpestando la verità. Ma il falso diventa anche grave e intollerabile diffamazione se viene utilizzato come spunto per sproloquiare, senza alcun fondamento per quanto mi riguarda, di privilegi, inadeguatezze e sprechi. Con grande amarezza, inoltre, rilevo che lettera analoga a quella del Marasco La Stampa aveva già pubblicato in data 7 luglio 2007: la mia smentita del giorno dopo (integralmente pubblicata) evidentemente non è servita a nulla, e francamente non riesco a raccapezzarmi in questo labirinto kakfiano. GIAN CARLO CASELLI PG DI TORINO L'Abort viaggia sull'omnibus Vorrei rispondere alla lettera di Giuliano Ferrara. Jerome K. Jerome, in Tre uomini in barca, ci delizia con il racconto delle esilaranti avventure di tre turisti inglesi che pretendono di farsi capire dagli autoctoni germanofoni compulsando dizionari bilingui che, com'è noto, sono tenuti a riportare anche usi desueti, arcaici, spesso incomprensibili al comune parlante. Ricorra Ferrara al buon metodo sperimentale e ripeta la sua frase ("Abort macht frei!") a un turista tedesco (o anche a qualche importante personaggio in Vaticano) e veda un po' come reagisce. E come reagirebbe lui se qualcuno gli chiedesse l'orario dell'omnibus? Si ricordi che se sorride offende gli universali valori della categoria dei tranvieri. ENZO CAMMILLETTI C'è una soluzione più precisa Riguardo alla lettera in cui Ferrara disquisisce sulle accezioni della parola tedesca per aborto, faccio notare, Duden alla mano, che fra Abort e Abtreibung la soluzione più precisa è Schwangerschaftsabbruch - interruzione di gravidanza. Che lascia aperta la questione se l'interruzione sia spontanea o indotta. Ma perché discutere sul tedesco? Ferrara parla di "tragedia epocale" per l'aborto, ma non è in posizione di dare né lezioni di lingua straniera, né di morale a nessuno, visto il suo recente sostegno della guerra in Iraq. Invece di usare quel tono da inquisitore, farebbe bene ad avere un po' di pudore! CHIARA VIDAL E se Alitalia me la comprassi io? Lungi da me addentrarmi nei meandri della politica economico-finanziaria, ma parlando di picchiata delle azioni Alitalia penso che mai termine aeronautico fu più azzeccato. Meno di due settimane fa si parlava di crollo delle azioni per una perdita in un solo giorno del 6% del loro valore. Quale altra definizione si potrebbe dare se adesso in un paio di giorni il titolo è sceso di un ulteriore 50% abbondante? Di questo passo, prendendo come riferimento la proposta di risanamento di Air France & C. mediante il taglio del numero dei "vettori" (si dice così, vero?), dei dipendenti (qualche migliaio), del trasporto merci, se riesco a consorziarmi con qualche mio vicino di casa, ci sono buone probabilità che con pochi spiccioli possa acquisire la compagnia di bandiera e, con un "aiutino" dello Stato, che immancabilmente ci sarà, nonostante il monito dell'Ue, la possa gestire meglio di chi (peraltro molto ben remunerato) ha saputo con invidiabile capacità affossarla negli ultimi anni. ATTILIO COCCHI Tanta voglia di "Corrierino" Ho letto sulla Stampa che, a Milano, verrà dedicata un'esposizione al Corriere dei Piccoli, di cui quest'anno ricorre il centenario. Non ho potuto fare a meno di collegare questo evento alle recenti polemiche sull'ignoranza dei nostri ragazzi. Ritengo che le letture "amene" possano e debbano recare un importante contributo all'elevazione del livello culturale della gioventù. Negli Anni 50 e nei primi Anni 60 ero un fedele lettore del Corrierino. Ricordo che, per i piccini, c'erano le storie di Bibì e Bibò, del Sor Pampurio, di Alibella e tanti altri simpatici personaggi: sotto alle tavole illustrate c'era un breve testo in rima che narrava la relativa vicenda; e questo, come mi ha confermato una studentessa in medicina, costituiva un potente stimolo allo sviluppo della memoria. Per i più grandicelli, invece, c'erano le riduzioni illustrate dei classici (comprese le Sacre Scritture), novelle e romanzi a puntate forniti da scrittori di ottimo livello, come Mino Milani, autore di romanzi ispirati al Far West o ai corsari, o Giana Anguissola, che scriveva per le ragazzine. E non mancavano le rubriche culturali, come "Il piccolo scienziato". Mi auguro che le giovani generazioni possano presto trovare un simile aiuto GIUSEPPE MARCHISIO Se Moratti cambia allenatore Nonostante le smentite di rito dell'interessato, pare assodato che nei giorni scorsi il presidente dell'Inter abbia preso contatto con l'ex tecnico del Chelsea, Mourinho. Che strano, pensare di sostituire l'allenatore che ha portato, dopo lungo digiuno, due scudetti. A meno che Moratti non cominci a sospettare quello che a tutti è chiaro: che il primo scudetto (quello tolto alla Juventus) non è un vero scudetto, e che anche il secondo, vinto in un campionato in cui non c'era la Juve, forse non vale poi tanto... GERLANDO RIZZO Oneri troppo pesanti per comprare casa Ho comprato la prima casa: un appartamento di 150.000 euro con mutuo di 100.000 euro. Ho contattato vari notai e il meno caro mi chiede un compenso di 2.000 euro per scrivere il rogito più altri 1.500 per il contratto di mutuo. Lo Stato mi obbliga a spendere ben 3.500 euro per la stesura di due documenti semplici che richiedono poche ore di lavoro. Spero che il prossimo governo voglia intervenire per ridurre questi oneri troppo pesanti specialmente per chi acquista la prima casa. FRANCESCO COLOMBO.

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Umberto Bossi, comizio ieri sera al Centro polivalente (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

TAPPA NEL CAPOLUOGO PER IL LEADER DELLA LEGA Umberto Bossi, comizio ieri sera al Centro polivalente Umberto Bossi ieri sera è arrivato puntualissimo. Alle 21, come da programma, è scesa dall'auto che lo ha portato al Centro polivalente di Piazza del Duomo a Porto Maurizio. Ad attenderlo fuori dell'edificio, militanti e qualche curioso osservato a vista dalle "guardie padane". Bossi ha parlato di "sicurezza", al primo posto nel programma della Lega, di "Alitalia dove si registrerà un muro contro muro" e di parlamentari: "Dovremo averne tanti". Il Centro polivalente era gremito. \.

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Alitalia, in campo Berlusconi (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Il Cavaliere frena l'intesa con i francesi: il loro è colonialismo. Al salvataggio potrebbero partecipare anche i miei figli Alitalia, in campo Berlusconi "Con Air France è finita, serve una cordata nazionale guidata da Air One" Il leader del Popolo della libertà, Silvio Berlusconi, dà la sua ricetta per la soluzione della questione Alitalia ribadendo che è "imprescindibile" un intervento di Air One e un sostegno finanziario di istituti di credito, primo fra tutti Banca Intesa che, riferisce, "domani (oggi ndr) ha un Cda che dovrebbe dare il via libera". Secondo il Cavaliere "se gli istituti di credito ci sono, si parte subito e c'è il risanamento nel giro di un anno, un anno e mezzo". Secondo il Cavaliere, dopo le sue dichiarazioni "Air France rinuncerà perché se sa che il futuro premier è contrario si ferma". Anche perchè, aggiunge Berlusconi, "il loro era colonialismo". Sulla sua disponibilità ad intervenire, Silvio sottolinea: "Sarei pronto ad un sacrificio, ma mi accuserebbero subito di avere un interesse. Potrei partecipare alla pari degli altri, ed anche i miei figli credo che non direbbero di no". Intanto è fissato per oggi un incontro con il premier Romano Prodi sulla questione. Barbera, Spini ALLE PAGINE 2 E 3.

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E il governo pensa al fallimento pilotato (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Intervento d'emergenza condiviso Retroscena E il governo pensa al fallimento pilotato AUGUSTO MINZOLINI L'accordo bipartisan convince anche Marcegaglia ROMA L'aria intorno al Palazzo si sta facendo pesante. Sulla trattativa Alitalia si stanno addensando le nubi di una tempesta che potrebbe caratterizzare l'ultima fase della campagna elettorale. Sparano sul governo da destra e da sinistra e cominciano a circolare i primi veleni. "Alle condizioni di Air France - osserva Giampiero Cantoni, consigliere di Silvio Berlusconi sull'argomento - l'Alitalia può essere acquistata da una cordata di imprenditori italiani. Il problema della compagnia è il personale. Con un taglio di 7mila posti di lavoro l'affare lo possiamo fare anche io e lei. Quello di Prodi è un regalo. Lui è un esperto in materia. Basta ricordare la trattativa per la Sme con De Benedetti". Sull'altro versante, quello della sinistra massimalista, il capogruppo dei Verdi, Angelo Bonelli, dà voce a una diceria che circola in quegli ambienti. "Ci sono - confida - tante banche Usa tra i creditori di Alitalia e la ricaduta per Tommaso Padoa Schioppa potrebbe essere la presidenza dell'Fmi". Insomma, l'armamentario da usare contro i due fautori della vendita ad Air France è già pronto: la Sme, i rapporti con la Goldman Sachs e con il mondo delle banche d'affari per il Professore; le strette relazioni con la finanza internazionale per Tps. Sono argomenti che vengono solo ventilati, gettati là. Racchiusi in un aggettivo "opaco" con cui molti giudicano la trattativa: da Silvio Berlusconi, a Fausto Bertinotti al mecenate del Pd di Veltroni, Carlo De Benedetti. "È stata un'asta opaca e senza trasparenza - spiega il Cavaliere - addirittura per alcuni aspetti contro la legge. Ad esempio i dati sulla situazione di Alitalia sono stati forniti ad Air France ma non ad Air One. Lo stesso vale per le condizioni: quelle fatte ad Air One erano inaccettabili, quelle ad Air France più favorevoli. Di fatto, una svendita. Come con la Sme. Prodi ha messo un suo intimo dell'Iri a seguire la vicenda come aveva fatto in altre situazioni. A questo punto la trattativa con Air France è finita, visto che in Francia sono abituati a pensare che il governo è una cosa seria, non come danoi. E non si metterebbero mai contro il prossimo governo. La strada è quella di una cordata italiana, capeggiata da Air One, a cui potrebbero partecipare diversi imprenditori. Tutti con la stessa quota. Potrebbero essere interessati anche i miei figli". Se gli stracci ancora non volano poco ci manca. Ieri in Consiglio dei ministri lo scontro è stato duro. La sinistra è andata all'attacco. Il ministro degli affari sociali, Paolo Ferrero, ha accusato il governo "di aver svenduto la compagnia di bandiera infischiandosene del posto di lavoro di migliaia di lavoratori". Quello dei Trasporti, Alessandro Bianchi, sia pure in modo più garbato ha ricordato a Tps le parole di un mese fa: "La proposta di Air France doveva essere di gran lunga la migliore. Ma a quanto pare lei si è sbagliato. E a queste condizioni non capisco perché l'Italia deve rinunciare ad una compagnia di bandiera". Nella riunione c'erano ancora gli echi dei dubbi espressi dal vicepremier Francesco Rutelli nel consiglio dei ministri precedente sempre in difesa dell'italianità. Con Prodi e Tps si sono schierati i vari Amato, Bersani, Parisi, ma più con il silenzio che a parole. Mentre D'Alema sponsor politico della cordata sconfitta, quella di Air One, si è dileguato dalla riunione ancor prima che la questione fosse discussa. Del resto non è che il Consiglio dei ministri dovesse prendere una decisione. Quello che doveva fare il governo l'ha già fatto con il parere del Tesoro a favore dell'accordo con Air France. Solo che più passano i giorni e più la questione sta diventando rovente. Forse proprio per questo Prodi ha colto l'occasione per difendersi. "La proposta di Air France - ha spiegato - è seria. I nostri interlocutori hanno analizzato i tentativi precedenti di salvataggio a cominciare da quello di Cimoli che, parole di Berlusconi del 2006, doveva riportare in un anno la compagnia in utile. Tutti sanno com'è andata a finire. L'Air France è stata l'unica offerta valida: un'intesa tra Alitalia e Air One sarebbe stata la somma di due debolezze. Ora abbiamo di fronte o la vendita o il fallimento. Ma in questo caso, lo dico alla sinistra e al sindacato, chi dovesse intervenire dopo avrebbe la possibilità di avere la mano ancora più pesante sull'occupazione. Purtroppo in questa storia i partiti stanno facendo la loro campagna elettorale sulla pelle di un'azienda". Poi, per dare una risposta ai veleni che circolano il Professore ha spiegato: "Se oggi o domani gli imprenditori italiani di cui si parla facessero un'opa su Alitalia - il costo delle azioni è anche favorevole - e ci presentassero un loro piano industriale noi saremmo apertissimi. Con Air-France non c'è una trattativa blindata". Fin qui in consiglio dei ministri. Poi con il presidente di Air-France- Klm, Jean Ciryl Spinetta. Il primo problema lo ha posto proprio quest'ultimo: "La situazione è già difficile, se poi devo fare i conti con il prossimo premier che mi fa la faccia feroce tutti i giorni diventa insostenibile. Debbo rifletterci su". Una riflessione a cui il Professore ha aggiunto un corollario: "Proprio per questo deve migliorare l'offerta innanzitutto sul piano occupazionale verso il sindacato. Eppoi perché anche noi messi alle strette potremmo essere costretti al commissariamento". Siamo, quindi, alla tradizionale pausa di riflessione. Una pausa che però potrebbe azzerare tutta la trattativa e mettere parola fine all'accordo con Air France: Berlusconi, infatti, continua a caldeggiare una cordata italiana. Ieri sera ha inserito nel novero anche Air One. E sulla bocca del coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi, come su quelle del "vice" di Veltroni, Franceschini, e del braccio destro di Rutelli, Gentiloni, è tornata l'ipotesi di una "soluzione bipartisan". Lo strumento potrebbe essere quello del commissariamento ricorrendo alla legge Marzano-Prodi, la stessa usata per salvare la Parmalat: i libri di Alitalia non sarebbero portati in tribunale ma si tenterebbe un piano di rilancio ristrutturando rigorosamente l'azienda. Per farlo ci sarebbe, però, bisogno di nuovi capitali. Appunto, della cordata italiana di cui parlano il Cavaliere.

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Oggi consiglio straordinario Sea (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Malpensa Oggi consiglio straordinario Sea Oggi a Linate, è convocato un consiglio di amministrazione straordinario di Sea, la società che gestisce gli scali aeroportuali milanesi. Al centro della seduta del cda ci sarà la vicenda Alitalia e le sue conseguenze sul ridimensionamento di Malpensa. Intanto il Presidnete Giuseppe Bonomi è tornato sulla vicenda: "Non ci sentiamo responsabili di un eventuale fallimento della trattativa Alitalia - Air France. Il fallimento di Alitalia non è il nostro obiettivo. Questo è certo. La Sea ha avviato questa azione giudiziaria perchè ha un preciso dovere: tutelare l'integrità dell'azienda, i lavoratori di questa azienda, gli azionisti. Il fatto che oggi il governo ci chieda di ritirare questa causa significa in buona sostanza chiederci di rinunciare all'obbligo - politico ed etico - che ha una azienda, di tutelare se stessa". Lo ha detto Giuseppe Bonomi, presidente e Ad di Sea-Aeroporti di Milano. "Non credo proprio che sarebbe meglio arrivare a un fallimento di Alitalia".

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Filippo Penati, presidente della provincia di Milano, fino a ieri pomeriggio non ci credeva: & (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Filippo Penati, presidente della provincia di Milano, fino a ieri pomeriggio non ci credeva: "È la seconda volta che sento questa storia degli imprenditori e della loro cordata. Se gli imprenditori ci sono, che si facciano avanti subito". Evidentemente Penati aveva sottovalutato le capacità di manovra del Cavaliere. Dopo tutto a mettere insieme una cordata a favore di Malpensa, anche a costo di allearsi con Carlo Toto e la sua Air One ci aveva provato ci aveva già provato leader della potente Assolombarda. Ma ultimamente aveva perso le speranze di riaprire seriamente la partita, tanto che la sua ultima proposta per salvare capre (Alitalia) e cavoli (Malpensa) era di scorporare da Alitalia il ramo d'azienda che opera su Malpensa, tutti gli slot, con relativi diritti di traffico, e il personale. C'è a chi l'idea piaceva. Come . Michele Perini, presidente di Fiera Milano, è certo: "Una cordata di imprenditori che oggi si compra Alitalia non farebbe altro che replicare situazioni già viste in passato: noi verseremmo i soldi e tutto resterebbe uguale, con una compagnia fatta di sprechi e di privilegi per chi ci lavora". Piuttosto, se le trattative con Air France non dovessero andare in porto "si potrebbero prendere gli slot ex Alitalia di Malpensa e cederli a una compagnia italiana, come AirOne, o internazionale che potrebbe fare dello scalo il suo hub del Nord Italia. Penso a compagnie del Medio Oriente a cui il comune potrebbe anche vendere una quota di Sea in maniera tale da offrigli anche un potere di indirizzo sullo scalo". Ora la mossa di Berlusconi, che mette in campo i suoi figli e quindi la Fininvest, trova come alleato Ligresti, potrebbe riaprire la partita di AirOne. Fino ad oggi, infatti, anche gli imprenditori che in un primo momento si erano detti disponibili a intervenire per salvare Malpensa, erano rimasti agli abboccamenti preliminari: prima vogliono vedere un piano industriale, numeri e strategie. La pensa così Marco Tronchetti Provera, tra i primi a lanciare lo slogan del "cip" di partecipazione, un milioncino quasi simbolico. E come lui ragiona chi - tra gli altri Emma Marcegaglia, Alberto Bombassei, Carlo Squinzi - mesi fa disse un "sì" a denti strettissimi condito con un "poi si vedrà". Al fianco di Carlo Toto si era subito schierata Intesa Sanpaolo, con il suo amministratore delegato, Corrado Passera. Insieme ad altre banche internazionali (Goldman Sachs, Nomura e Morgan Stanley) aveva garantito l'appoggio finanziario all'operazione Alitalia. Anche dopo la scelta del Tesoro di concedere la trattativa in esclusiva ad Air France, Passera si era speso per difendere l'operazione di Toto, prima che il Tar e il Consiglio di Stato la bocciassero definitivamente. Da allora Intesa Sanpaolo non avrebbe mai più studiato un'offerta concorrente a quella di Air France. Ma anche nel centrodestra i dubbi sono tanti. Un uomo molto vicino a Berlusconi nei giorni scorsi lo diceva chiaro e tondo: "La cordata di imprenditori non c'è". E allo stato non c'è neppure la possibilità che Intesa Sanpaolo faccia il passo più in là, appoggiando un'Opa concorrente firmata AirOne. Nelle ultime ore si diffondono le voci più improbabili, perfino di un rinnovato interesse della Management&Capitali di Carlo De Benedetti. L'ingegnere sghignazza: "Non c'è nulla di nulla". Poi va al Tg1 e, su governo e trattative, dice: "Oggi non c'è più niente da fare, si sono infilati in un imbuto e ci vanno fino alla fine". Anche Matteo Colaninno, candidato del Pd e imprenditore, è scettico sulla cordata: "La vedo molto difficile. Bisogna fare molta attenzione a non far scorrere altro tempo: significherebbe perdere ogni offerta e la stessa Alitalia". era di scorporare da Alitalia Dopotutto la Fininvest non ci credela seconda volta che sento questa storia degli imprenditori e della loro cordata. Mi riporta con la memoria a quando ero bambino e mi portavano al cinema a vedere il film dei cowboy contro gli indiani. Alla fine arrivava sempre il Settimo cavalleggeri e risolveva la situazione. Temo che in questo caso il Settimo cavalleggeri invocato da Berlusconi non sia esattamente dietro l'angolo. Se gli imprenditori ci sono, che si facciano avanti subito. Altrimenti le strade per Alitalia sono solo due: Air France o commissariamento". Filippo Penati, presidente della provincia di Milano, non ci crede. Ma nemmeno gli imprenditori del mitico Nord, quello arrabbiato per la Malpensa spolpata, sembrano convintissimi di entrare a testa bassa nella partita Alitalia. Diana Bracco, leader della potente Assolombarda, prima regista dell'attivismo pro-Malpensa non scopre le carte. La sua ultima proposta per salvare capre (Alitalia) e cavoli (Malpensa) era di scorporare da Alitalia il ramo d'azienda che opera su Malpensa, tutti gli slot, con relativi diritti di traffico, e il personale. C'è a chi l'idea piace.

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Il Nord: "Non siamo il Settimo Cavalleria" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Retroscena "Nessuna partecipazione alla cieca" Il Nord: "Non siamo il Settimo Cavalleria" FRANCESCO SPINI MILANO Filippo Penati, presidente della provincia di Milano, fino a ieri pomeriggio non ci credeva: "È la seconda volta che sento questa storia degli imprenditori e della loro cordata. Se gli imprenditori ci sono, che si facciano avanti subito". Evidentemente Penati aveva sottovalutato le capacità di manovra del Cavaliere. Dopo tutto a mettere insieme una cordata a favore di Malpensa, anche a costo di allearsi con Carlo Toto e la sua Air One ci aveva provato ci aveva già provato leader della potente Assolombarda. Ma ultimamente aveva perso le speranze di riaprire seriamente la partita, tanto che la sua ultima proposta per salvare capre (Alitalia) e cavoli (Malpensa) era di scorporare da Alitalia il ramo d'azienda che opera su Malpensa, tutti gli slot, con relativi diritti di traffico, e il personale. C'è a chi l'idea piaceva. Come . Michele Perini, presidente di Fiera Milano, è certo: "Una cordata di imprenditori che oggi si compra Alitalia non farebbe altro che replicare situazioni già viste in passato: noi verseremmo i soldi e tutto resterebbe uguale, con una compagnia fatta di sprechi e di privilegi per chi ci lavora". Piuttosto, se le trattative con Air France non dovessero andare in porto "si potrebbero prendere gli slot ex Alitalia di Malpensa e cederli a una compagnia italiana, come AirOne, o internazionale che potrebbe fare dello scalo il suo hub del Nord Italia. Penso a compagnie del Medio Oriente a cui il comune potrebbe anche vendere una quota di Sea in maniera tale da offrigli anche un potere di indirizzo sullo scalo". Ora la mossa di Berlusconi, che mette in campo i suoi figli e quindi la Fininvest, trova come alleato Ligresti, potrebbe riaprire la partita di AirOne. Fino ad oggi, infatti, anche gli imprenditori che in un primo momento si erano detti disponibili a intervenire per salvare Malpensa, erano rimasti agli abboccamenti preliminari: prima vogliono vedere un piano industriale, numeri e strategie. La pensa così Marco Tronchetti Provera, tra i primi a lanciare lo slogan del "cip" di partecipazione, un milioncino quasi simbolico. E come lui ragiona chi - tra gli altri Emma Marcegaglia, Alberto Bombassei, Carlo Squinzi - mesi fa disse un "sì" a denti strettissimi condito con un "poi si vedrà". Al fianco di Carlo Toto si era subito schierata Intesa Sanpaolo, con il suo amministratore delegato, Corrado Passera. Insieme ad altre banche internazionali (Goldman Sachs, Nomura e Morgan Stanley) aveva garantito l'appoggio finanziario all'operazione Alitalia. Anche dopo la scelta del Tesoro di concedere la trattativa in esclusiva ad Air France, Passera si era speso per difendere l'operazione di Toto, prima che il Tar e il Consiglio di Stato la bocciassero definitivamente. Da allora Intesa Sanpaolo non avrebbe mai più studiato un'offerta concorrente a quella di Air France. Ma anche nel centrodestra i dubbi sono tanti. Un uomo molto vicino a Berlusconi nei giorni scorsi lo diceva chiaro e tondo: "La cordata di imprenditori non c'è". E allo stato non c'è neppure la possibilità che Intesa Sanpaolo faccia il passo più in là, appoggiando un'Opa concorrente firmata AirOne. Nelle ultime ore si diffondono le voci più improbabili, perfino di un rinnovato interesse della Management&Capitali di Carlo De Benedetti. L'ingegnere sghignazza: "Non c'è nulla di nulla". Poi va al Tg1 e, su governo e trattative, dice: "Oggi non c'è più niente da fare, si sono infilati in un imbuto e ci vanno fino alla fine". Anche Matteo Colaninno, candidato del Pd e imprenditore, è scettico sulla cordata: "La vedo molto difficile. Bisogna fare molta attenzione a non far scorrere altro tempo: significherebbe perdere ogni offerta e la stessa Alitalia". era di scorporare da Alitalia Dopotutto la Fininvest non ci credela seconda volta che sento questa storia degli imprenditori e della loro cordata. Mi riporta con la memoria a quando ero bambino e mi portavano al cinema a vedere il film dei cowboy contro gli indiani. Alla fine arrivava sempre il Settimo cavalleggeri e risolveva la situazione. Temo che in questo caso il Settimo cavalleggeri invocato da Berlusconi non sia esattamente dietro l'angolo. Se gli imprenditori ci sono, che si facciano avanti subito. Altrimenti le strade per Alitalia sono solo due: Air France o commissariamento". Filippo Penati, presidente della provincia di Milano, non ci crede. Ma nemmeno gli imprenditori del mitico Nord, quello arrabbiato per la Malpensa spolpata, sembrano convintissimi di entrare a testa bassa nella partita Alitalia. Diana Bracco, leader della potente Assolombarda, prima regista dell'attivismo pro-Malpensa non scopre le carte. La sua ultima proposta per salvare capre (Alitalia) e cavoli (Malpensa) era di scorporare da Alitalia il ramo d'azienda che opera su Malpensa, tutti gli slot, con relativi diritti di traffico, e il personale. C'è a chi l'idea piace.

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La mossa di Berlusconi (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Hanno detto La mossa di Berlusconi Il numero uno francese "Gli esuberi non sono seimila o ottomila In tutto sono 2100" Se ne discute da tempo, ormai Se Berlusconi non è d'accordo porti un'altra soluzione Per uno che si candida a governare sono delle dichiarazioni irresponsabili Le condizioni di Spinetta? Non vorrei che si trattasse di un ricatto È improponibile l'alternativa tra un accordo capestro e il fallimento Sarcastico su Malpensa "Di solito gli aeroporti sono al servizio delle compagnie" Romano Prodi Pierluigi Bersani Fausto Bertinotti Bonanni e Epifani [FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA Per Alitalia il peggio si avvicina. "I margini di manovra sono inesistenti o limitatissimi": il numero uno di Air France-Klm Jean-Cyril Spinetta difende la bontà del suo piano per l'acquisto di Alitalia ma incassa il no pubblico del Pdl, i dubbi riservati del Governo e scatena un botta e risposta fra Prodi e Berlusconi. Al Tg5 il premier in pectore definisce la proposta "irricevibile". Al Tg1 corregge il tiro: "Irricevibili" sono soprattutto i tagli imposti a Malpensa. Il premier, intercettato per strada durante una passeggiata con la moglie, risponde a Berlusconi: "È inutile dire che la trattativa con Air France non va bene. Se non è d'accordo, porti un'altra soluzione". Berlusconi risponde a stretto giro di agenzie. "Una soluzione? Air One è una soluzione possibile". Poche ore prima, ai suoi collaboratori, Spinetta aveva sibilato: "In questa vicenda ci sono troppe variabili che sfuggono alla realtà economica". I franco-olandesi prendono tempo ma restano in pista. I leader di Cgil e Cisl, Guglielmo Epifani e Raffaele Bonanni, sono "preoccupatissimi" ed hanno scritto a Prodi per chiedere un incontro "urgentissimo". Oggi le nove sigle Alitalia avrebbero in calendario un incontro con il presidente Maurizio Prato. Ma il numero uno della Filt-Cgil Fabrizio Solari - ago della bilancia nella trattativa - ha fatto sapere che non ci andrà: segno che non dovrebbe essere un vertice decisivo. Subito dopo l'incontro Prato ha convocato un consiglio di amministrazione nel quale ribadirà l'allarme liquidità della compagnia: in cassa ci sono più o meno 200 milioni. Lo stesso allarme lanciato durante un teso consiglio dei ministri da Tommaso Padoa-Schioppa: "Alitalia rischia il commissariamento". Il ministro dell'Economia ha fatto sapere che se la trattativa con Air France-Klm dovesse fallire giustificare a Bruxelles l'ipotizzato prestito-ponte da 300 milioni potrebbe essere giudicato dall'Unione europea come aiuto di Stato. Ieri Padoa-Schioppa e il sottosegretario Enrico Letta hanno incontrato a Palazzo Chigi Spinetta. Il messaggio del Governo è stato più o meno questo: se Air France-Klm vuole ancora comprare Alitalia, deve ritoccare l'offerta alla voce esuberi e dare una risposta alle lamentele di Malpensa. Di fatto il pressing verbale di governo e opposizione potrebbe indurre Spinetta a tornare sui suoi passi. In mattinata, dopo il fallito incontro di martedì con i sindacati, Spinetta aveva avuto la tentazione di lasciare immediatamente la capitale. Poi, convinto da Prato, è stato a Fintecna per discutere delle possibili modifiche al piano. Nel pomeriggio incontra i giornalisti per dire le sue ragioni. Parla un po' al presente e un po' al passato, come se ormai nemmeno lui sia sicuro di cosa accadrà nelle prossime ore. "Credo in questa operazione. Scommetto sulle possibilità di successo, su un futuro di risanamento e sviluppo" per una "compagnia sfinita". Spinetta vuole sgombrare il campo dalle polemiche sul numero degli esuberi: "Ho letto seimila, settemila, ottomila. In tutto sono 2.100". Raggiungere un'intesa con la maggioranza dei sindacati "è fondamentale" perché "senza il sostegno dei dipendenti per Air France-Klm sarebbe difficile impegnarsi in un'operazione difficile come questa". Ma per come è strutturata l'offerta "i margini di manovra sono inesistenti o limitatissimi". Il modello è quello con cui Air France ha "integrato, non comprato" Klm nel 2003: "Sviluppo insieme, ma continuando a esistere ognuno con il suo marchio e la sua autonomia gestionale". Un modello a suo dire vincente: "Se le grandi compagnie europee non si integrano "sono destinate a scomparire". Spinetta nega di aver peggiorato l'offerta. "Dopo l'esame dei conti, e per l'impatto dell'impennata del prezzo del petrolio", il prezzo offerto per lo scambio di azioni è sì sceso da 35 a 10 centesimi, ma "l'aumento di capitale per dare ad Alitalia le risorse di cui ha bisogno per ripartire" sale da 750 milioni a un miliardo; inoltre Air France-Klm si accolla "un miliardo di debiti". Totale: "Oltre 2 miliardi per una compagnia che è in perdita costante da 10 anni". Su Malpensa è tanto diplomatico quanto sarcastico: "Normalmente gli aeroporti sono al servizio delle compagnia aeree, e non il contrario. E' un fatto che metà delle perdite di Alitalia sono generate a Malpensa". Una cronista gli chiede se oltre ad essersi tutelato dalla causa di Sea per i tagli a Malpensa cercherà di farlo anche dal prossimo Governo. "Beh, certo un nuovo Governo arriverà. Nessuna operazione di questo tipo si può fare contro". A quell'ora, Berlusconi non aveva ancora parlato.

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Urgentissimo incontrare Prodi (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Cgil e Cisl "Urgentissimo incontrare Prodi" I leader di Cgil e Cisl, Guglielmo Epifani e Raffaele Bonanni, chiedono un incontro "urgentissimo" al premier Romano Prodi a fronte degli sviluppi della vicenda Alitalia. Per i due segretari generali, infatti, "è improponibile l'alternativa che viene prospettata tra un accordo capestro e il fallimento di Alitalia". Piuttosto, incalzano Epifani e Bonanni, "deve essere compiuto ogni sforzo per concretizzare soluzioni alternative che evitino diktat o l'ipotesi di fallimento, garantendo, altresì, il tempo necessario affinchè possa esprimersi anche il nuovo governo".

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Lo schiaffo di Silvio Air France inaccettabile Meglio una cordata italiana Bersani furioso. Spinetta: duemila esuberi, su Malpensa non tratto (sezione: Alitalia 2)

( da "Nazione, La (Nazionale)" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

ALITALIA NEL CAOS Lo schiaffo di Silvio "Air France inaccettabile" "Meglio una cordata italiana" Bersani furioso. Spinetta: duemila esuberi, su Malpensa non tratto - -->.

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Piloti sul piede di guerra: SECCO NO dal consiglio generale dell'Anpac (Associazione nazionale pilot... (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Piloti sul piede di guerra: SECCO NO dal consiglio generale dell'Anpac (Associazione nazionale piloti aviazione commerciale) ai tagli di flotta e ai consistenti esuberi fra i piloti del piano Air France-Klm: "I piloti ? afferma una nota ? non accetteranno soluzioni ad ogni costo o che snaturino la vocazione di Alitalia quale compagnia di bandiera del Paese". I piloti hanno manifestato inoltre "serie perplessità sull'operato del cda di Alitalia che, avallando la proposta estremamente restrittiva di Air France-Klm, mette a rischio il risanamento dell'azienda". - -->.

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Alitalia, Berlusconi stoppa Il Cavaliere vorrebbe in pista AirOne e la cordata italiana (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 20-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))

Argomenti: Alitalia

Di NUCCIO NATOLI ? ROMA ? LA VICENDA Alitalia torna in alto mare. Irrompe Berlusconi e spariglia tutto dicendo un secco "no" ai francesi: "La trattativa è stata opaca. La proposta di Air France per Alitalia è irricevibile". La Lega si spella le mani in applausi e Bossi in serata rilancia: "Air France aspetti il nuovo governo". Il governo Prodi, intanto, è dilaniato tra chi ritiene che "o si accetta la proposta Air France, o si va al commissariamento che è l'anticamera del fallimento", e chi (ala sinistra della coalizione) considera "l'offerta inaccettabile sul piano sociale anche perché c'è il dubbio che si voglia cancellare Alitalia dal mercato del trasporto aereo". Con chi pensa non vi sia alternativa ai francesi, pena il fallimento della compagnia, si schiera il leader dell'Udc, Casini, mentre quello della Sinistra arcobaleno, Bertinotti, è sulla linea di Berlusconi: "La proposta di Air France è inaccettabile". La bufera sollevata dal Cavaliere provoca la reazione piccata del ministro Bersani: "Quelle di Berlusconi sono dichiarazioni irresponsabili". Si fa sentire anche Prodi: "Facile dire che Air France non va bene. Berlusconi ci porti un'altra soluzione". In effetti il leader del Pdl ha accompagnato il "no" ai francesi con l'augurio che "si faccia avanti un gruppo di imprenditori italiani coraggiosi per evitare la fine ingloriosa della nostra compagnia di bandiera" e ha rilanciato l'ipotesi AirOne tra le soluzioni possibili della crisi, "anche perché avrebbe delle sinergie e godrebbe del sostegno, che è importante, di imprenditori solidi". In nottata è stato anche più preciso, auspicando dietro la regia di AirOne l'appoggio di BancaIntesa che oggi "ha un cda che dovrebbe dare il via libera". Si sono fatti sentire anche i sindacati che con Epifani (Cgil) e Bonanni (Cisl) hanno chiesto un "incontro urgentissimo" al presidente Prodi perché "è improponibile l'alternativa tra un accordo capestro e il fallimento dell'Alitalia". Ma Palazzo Chigi, in serata, ha espresso "perplessità" sulla proposta. Un quadro nebuloso nel quale il presidente di Air France, Jean Cyril Spinetta, non ribadisce il suo "prendere o lasciare", ma ci si avvicina assai. Lo fa con una conferenza stampa per ricordare che "Alitalia perde un milione di euro al giorno" e per mettere in piazza la sua proposta di acquisto. E, soprattutto, per fissare tre paletti senza i quali Air France-Klm è pronta a dire Adieu Alitalia: 1) i margini di trattativa "sono inesistenti, o limitatissimi"; 2) senza l'accordo dei sindacati non se ne fa nulla; 3) serve l'ok sia del Governo in carica sia di quello che verrà fuori dalle prossime elezioni. In sostanza, il presidente di Air France ha gettato la palla nel campo politico e sociale italiano. Il risultato è stata la bomba del "non passa lo straniero" di Berlusconi. MA PROPRIO IERI il consiglio dei ministri ha affrontato la questione. Padoa-Schioppa, ha fatto una relazione la cui sostanza è stata: "O vendiamo a Air France-Klm, o Alitalia fallisce". La discussione che si è aperta subito dopo è stata, a dir poco, veemente. Insomma, disaccordo totale nel Governo. Nel tentativo di salvare la trattativa Prodi (ma prima della sortita del Cavaliere) ha ricevuto insieme il presidente di Alitalia, Prato e Spinetta. E Prato ha stabilito che stamani si riunirà il cda e ha convocato, sempre per oggi, i sindacati nel tentativo di smussare gli angoli per fare decollare la trattativa entro marzo. Spinetta ha usato una valanga di numeri per dire che "date le condizioni, la nostra proposta è la migliore possibile". TRA I PICCOLI spiragli aperti da Spinetta di un certo rilievo ce n'è uno: la semimoratoria di due anni per il settore cargo di Alitalia con base a Malpensa. Ossia, i 5 aerei cargo in servizio saranno ridotti a 3 e opereranno fino all'estate del 2010. La spiegazione data per la scelta ("che ci costerà svariati milioni di euro") è che "l'attività full cargo da Malpensa su un fatturato di 223 milioni di euro produce perdite per 71 milioni". Sugli esuberi Spinetta ha dato i suoi numeri spiegando che per il settore voli di Alitalia sarebbero 1.600 e 500 per Alitalia servizi. Previste anche un po' di assunzioni a Fiumicino "per cui alla fine gli esuberi totali potrebbero essere inferiori a duemila". - -->.

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Jean-Cyril Spinetta, grande capo di Air France-Klm sa cosa vuole e lo dice: l'hub di Alitalia & (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 20-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))

Argomenti: Alitalia

Jean-Cyril Spinetta, grande capo di Air France-Klm sa cosa vuole e lo dice: l'hub di Alitalia è Fiumicino, il via libera definitivo dovrà arrivare dal nuovo Governo. Ipotesi 1: vince Silvio Berlusconi. Che ieri ha tuonato: l'offerta di Air France è irricevibile, italiani fatevi avanti Ipotesi 2: vince Walter Veltroni. Che ieri ha detto: dobbiamo trovare una soluzione che limiti il più possibile l'impatto sociale e dobbiamo far decollare Malpensa, che deve riuscire a recuperare la sua funzione di hub italiano. Che non possa finire esattamente come prevede Spinetta lo ha capito la Borsa che evdientemente si aspetta novità: ieri l'Alitalia ha chiuso a più 14,3%. - -->.

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Di NUCCIO NATOLI - ROMA - LA VICENDA Alitalia torna in alto mare (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 20-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))

Argomenti: Alitalia

Di NUCCIO NATOLI ? ROMA ? LA VICENDA Alitalia torna in alto mare. Irrompe Berlusconi e spariglia tutto dicendo un secco "no" ai francesi: "La trattativa è stata opaca. La proposta di Air France per Alitalia è irricevibile". La Lega si spella le mani in applausi e Bossi in serata rilancia: "Air France aspetti il nuovo governo". Il governo Prodi, intanto, è dilaniato tra chi ritiene che "o si accetta la proposta Air France, o si va al commissariamento che è l'anticamera del fallimento", e chi (ala sinistra della coalizione) considera "l'offerta inaccettabile sul piano sociale anche perché c'è il dubbio che si voglia cancellare Alitalia dal mercato del trasporto aereo". Con chi pensa non vi sia alternativa ai francesi, pena il fallimento della compagnia, si schiera il leader dell'Udc, Casini, mentre quello della Sinistra arcobaleno, Bertinotti, è sulla linea di Berlusconi: "La proposta di Air France è inaccettabile". La bufera sollevata dal Cavaliere provoca la reazione piccata del ministro Bersani: "Quelle di Berlusconi sono dichiarazioni irresponsabili". Si fa sentire anche Prodi: "Facile dire che Air France non va bene. Berlusconi ci porti un'altra soluzione". In effetti il leader del Pdl ha accompagnato il "no" ai francesi con l'augurio che "si faccia avanti un gruppo di imprenditori italiani coraggiosi per evitare la fine ingloriosa della nostra compagnia di bandiera" e ha rilanciato l'ipotesi AirOne tra le soluzioni possibili della crisi, "anche perché avrebbe delle sinergie e godrebbe del sostegno, che è importante, di imprenditori solidi". In nottata è stato anche più preciso, auspicando dietro la regia di AirOne l'appoggio di BancaIntesa che oggi "ha un cda che dovrebbe dare il via libera". Si sono fatti sentire anche i sindacati che con Epifani (Cgil) e Bonanni (Cisl) hanno chiesto un "incontro urgentissimo" al presidente Prodi perché "è improponibile l'alternativa tra un accordo capestro e il fallimento dell'Alitalia". Ma Palazzo Chigi, in serata, ha espresso "perplessità" sulla proposta. Un quadro nebuloso nel quale il presidente di Air France, Jean Cyril Spinetta, non ribadisce il suo "prendere o lasciare", ma ci si avvicina assai. Lo fa con una conferenza stampa per ricordare che "Alitalia perde un milione di euro al giorno" e per mettere in piazza la sua proposta di acquisto. E, soprattutto, per fissare tre paletti senza i quali Air France-Klm è pronta a dire Adieu Alitalia: 1) i margini di trattativa "sono inesistenti, o limitatissimi"; 2) senza l'accordo dei sindacati non se ne fa nulla; 3) serve l'ok sia del Governo in carica sia di quello che verrà fuori dalle prossime elezioni. In sostanza, il presidente di Air France ha gettato la palla nel campo politico e sociale italiano. Il risultato è stata la bomba del "non passa lo straniero" di Berlusconi. MA PROPRIO IERI il consiglio dei ministri ha affrontato la questione. Padoa-Schioppa, ha fatto una relazione la cui sostanza è stata: "O vendiamo a Air France-Klm, o Alitalia fallisce". La discussione che si è aperta subito dopo è stata, a dir poco, veemente. Insomma, disaccordo totale nel Governo. Nel tentativo di salvare la trattativa Prodi (ma prima della sortita del Cavaliere) ha ricevuto insieme il presidente di Alitalia, Prato e Spinetta. E Prato ha stabilito che stamani si riunirà il cda e ha convocato, sempre per oggi, i sindacati nel tentativo di smussare gli angoli per fare decollare la trattativa entro marzo. Spinetta ha usato una valanga di numeri per dire che "date le condizioni, la nostra proposta è la migliore possibile". TRA I PICCOLI spiragli aperti da Spinetta di un certo rilievo ce n'è uno: la semimoratoria di due anni per il settore cargo di Alitalia con base a Malpensa. Ossia, i 5 aerei cargo in servizio saranno ridotti a 3 e opereranno fino all'estate del 2010. La spiegazione data per la scelta ("che ci costerà svariati milioni di euro") è che "l'attività full cargo da Malpensa su un fatturato di 223 milioni di euro produce perdite per 71 milioni". Sugli esuberi Spinetta ha dato i suoi numeri spiegando che per il settore voli di Alitalia sarebbero 1.600 e 500 per Alitalia servizi. Previste anche un po' di assunzioni a Fiumicino "per cui alla fine gli esuberi totali potrebbero essere inferiori a duemila". - -->.

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OGGI CDA STRAORDINARIO DI SEA. BONOMI: NON VOGLIAMO IL FALLIMENTO 0 E Malpensa resta sulle barricate Avanti con la causa per danni (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

OGGI CDA STRAORDINARIO DI SEA. BONOMI: "NON VOGLIAMO IL FALLIMENTO" E Malpensa resta sulle barricate "Avanti con la causa per danni" di ALESSANDRO FRANZI ? MILANO ? GIUSEPPE Bonomi illustrerà oggi al consiglio di amministrazione della Sea gli effetti che il piano di Air France avrà, se l'operazione andrò in porto, sugli aeroporti milanesi. Il presidente della società di gestione di Linate e Malpensa illustrerà una semplice informativa, non dovrebbe scaturire alcuna decisione dalla riunione straordinaria convocata ieri sera. Del resto, però, la posizione di Sea, e del Comune di Milano che controlla la società, è chiara. A partire dalla scelta di non ritirare, come chiesto da Governo e Air France, la richiesta di risarcimento danni ad Alitalia. Semmai si può pensare a una "soluzione extragiudiziale, che però riconosca il danno provocato a Malpensa da Alitalia". "Noi non abbiamo come obiettivo il fallimento della compagnia di bandiera ? ha rincarato il presidente della Sea ?. Una compagnia aerea è libera di mutare le proprie strategie industriali, purchè questo non avvenga in aperta violazione dei contratti". Bonomi guarda avanti. Per l'aeroporto di Malpensa sono "in corso trattativa con moltissimi altri vettori" per il trasporto passeggeri. Mentre per lo smantellamento del settore cargo, annuncio di Air France non previsto, si tratta "della goccia che ha fatto traboccare il vaso, perché ? ha detto il presidente degli aeroporti milanesi ? la domanda di mercato nel nostro bacino è talmente ampia che ci saranno vettori interessati a ereditare le quote mercato liberate da Alitalia, ma anche qui in tempi non brevissimi". I toni di Bonomi sono preoccupati ma non allarmistici. Perché sa, il manager varesino, che ora bisogna trasformare Malpensa a tutti i costi e con la massima determinazione. DIVERSI I TONI della politica al Nord. Il partito pro-Malpensa è furioso per gli strettissimi margini di confronto rimasti sul futuro dello scalo in provincia di Varese, in cui ci sono già 900 cassintegrati. "La situazione che si è determinata evidenzia una responsabilità gravissima del governo Prodi che ha condotto in passato gare fallite e ha consegnato il Paese, mani e piedi legati, nella disponibilità di Air France ? ha commentato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni ? Un Governo che non ha mai ascoltato né le istituzioni territoriali né i sindacati né gli imprenditori pretenderebbe ora di scaricarci questa tragedia addosso". FORMIGONI è tornato dunque a chiedere una "moratoria per Malpensa, ipotesi già respinta dal numero uno di Air France, Spinetta, contro cui il governatore si scaglia, ricordando che "Alitalia è l'unica a perdere" soldi nell'hub lombardo. Il leghista Roberto Maroni dà del "pessimo comico" al presidente della holding franco-olandese, ma rispetto a lui "è meglio Fernandel". "Dire di sì a condizioni capestro come queste ? ha spiegato l'ex ministro del Welfare ? non si è mai visto. O stiamo di fronte a una fase di neomasochismo politico o c'è qualcos'altro sotto. Bisogna negoziare: si negozia, si tratta, non si può regalare Alitalia a Air France e chiudere Malpensa". ANCHE FIERA MILANO, che gestisce il polo europeo più grande, si dice critica verso la prospettiva di un hub azzoppato. "Dal mio osservatorio ? ha affermato il direttore generale Enrico Pazzali ? ho una chiara visione delle conseguenze economiche che tale scelta sciagurata comporterebbe. Certo, noi vivremo anche con Malpensa ridimensionata, ma vivremo peggio e anche per questo una scelta contro Malpensa, in una congiuntura economica molto debole, appare incomprensibile". - -->.

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SECCO NO dal consiglio generale dell'Anpac (Associazione nazionale piloti aviazione commerciale (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 20-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))

Argomenti: Alitalia

) ai tagli di flotta e ai consistenti esuberi fra i piloti del piano Air France-Klm: "I piloti ? afferma una nota ? non accetteranno soluzioni ad ogni costo o che snaturino la vocazione di Alitalia quale compagnia di bandiera del Paese". I piloti hanno manifestato inoltre "serie perplessità sull'operato del cda di Alitalia che, avallando la proposta estremamente restrittiva di Air France-Klm, mette a rischio il risanamento dell'azienda". - -->.

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Spinetta, presidente di Air France, blinda il piano di rilancio di Alitalia: I margini di mano (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 20-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))

Argomenti: Alitalia

Spinetta, presidente di Air France, blinda il piano di rilancio di Alitalia: "I margini di manovra sono ristrettissimi" - -->.

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Silvio Berlusconi irrompe nella trattativa Alitalia-Air France: E' irricevibile, si facci (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 20-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))

Argomenti: Alitalia

Silvio Berlusconi irrompe nella trattativa Alitalia-Air France: "E' irricevibile, si facciano avanti i nostri imprenditori" - -->.

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Alitalia al bivio: Air France o il fallimento Berlusconi invoca la cordata italiana e chiama Air One. I sindacati: incontro urgente con Prodi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Alitalia al bivio: Air France o il fallimento Berlusconi invoca la cordata italiana e chiama Air One. I sindacati: incontro urgente con Prodi L'epilogo dell'Alitalia sembra scritto: o passa a Air France - Klm, oppure ci sarà il commissariamento, cioè l'anticamera del fallimento. Tuttavia non sono da escludere sorprese. Anche clamorose. Alcuni segnali ieri si sono notati. Il titolo dopo giorni di ribassi ha chiuso la sua giornata in Borsa con un inaspettato balzo all'insù: più 14,31. Nonostante le notizie ufficiali non siano molto ottimiste. E poi le parole di Berlusconi che giudica "irricevibile" l'offerta francese e spera in "imprenditori italiani coraggiosi", aprendo ad Air One. Intanto il presidente di Air France Spinetta ha ribadito che la proposta non è modificabile. Ma i sindacati preoccupati dagli esuberi (almeno 2100) non ci stanno. Oggi nuovo incontro. E se a Fiumicino c'è preoccupazione, a Malpensa prevale la rabbia. Di Giovanni, Rossi, Masocco, Buquicchio e Caruso alle pagine 2 e 3.

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Fiumicino è salvo, ma non è sicuro Tra incertezza e frustrazione: Sembra d'essere svenduti (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Fiumicino è salvo, ma non è sicuro Tra incertezza e frustrazione: "Sembra d'essere svenduti" di Cesare Buquicchio/ Fiumicino ALL'OMBRA DEGLI ENORMI HANGAR di Az Servizi a Fiumicino la frustrazione è grande. "Lei lo sa che di strutture così ce ne sono sì e no dieci in tutto il mondo.". Il capannello di lavoratori è inquieto e allo stesso tempo sembra rassegnato, l'orecchio alle comunicazioni che arrivano dal centro di Roma, dove il numero uno di AirFrance-Klm Jean-Cyril Spinetta detta le sue ultime condizioni sull'acquisto di Alitalia, e il pensiero all'incontro tra sindacati e vertici della compagnia aerea di bandiera di questa mattina. "Certo, a questo punto sappiamo benissimo che la situazione è quella che è, ma la cosa che ci fa più rabbia è pensare al lavoro che facciamo ogni giorno", dicono i lavoratori che arrivano dai reparti manutenzione, revisione motori e dalle officine. "Il modo in cui stiamo per essere svenduti farebbe pensare che non sappiamo fare il nostro lavoro, che non siamo competitivi, ma non è così.Ci capita spesso di confrontarci con i colleghi stranieri e le assicuro che quelli in ritardo non siamo certo noi", dice Massimo esibendo il suo orgoglio ferito. "Anche i numeri parlano chiaro - spiega Alberto Giusti della Filt-Cgil -. Il mercato delle manutenzioni è in crescita e nei prossimi 10 anni aumenterà del 4/5% annuo per un valore di 60 miliardi di euro. In tutti i grandi vettori europei e mondiali le attività tecniche di manutenzione, motori e componenti sono considerate un fattore strategico sia in termini di sicurezza che di sviluppo industriale e occupazionale. Sappiamo che già ci sono importanti attività per conto terzi che la direzione tecnica potrebbe acquisire nei prossimi mesi tali da rilanciare redditività e occupazione, e invece veniamo smembrati e dimessi. Si stanno cancellando 30 anni di storia e professionalità mettendo fine ad un altro asset strategico dell'industria italiana". Non credete quindi ad una possibilità di rilancio in mano a Fintecna (la società finanziaria del Tesoro che dovrebbe acquisire il 51% di Az Servizi)? "Assolutamente no - dice Franco - che ne sanno loro di manutenzione di aerei...". E nemmeno l'impegno di Spinetta a legare per otto anni le attività di Az Servizi a quelle di Az Fly vi tranquillizzano? "E' solo il preludio ad altri licenziamenti. AirFrance non può permettersi di avere due settori tecnici in competizione e il costo del lavoro in Francia è del 40% più alto che in Italia, non possono avere questa concorrenza sociale". Settori competitivi, un costo del lavoro così basso, ma come mai si è arrivati sull'orlo del fallimento allora? "Paghiamo anni di decisioni industriali sbagliate, le responsabilità di manager incapaci e di una politica "interessata" che ha massacrato il trasporto aereo e la compagnia di bandiera. È difficile andare lontano portandosi ogni anno sulle spalle i 200 milioni di debiti di Malpensa...". A condividere le preoccupazioni dei lavoratori di Az Servizi in serata arriva anche la nota congiunta dei segretari generali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti Guerci, Pitaccio, Napoleoni e dai segretari generali Cgil, Cisl, Uil, Schiavella, Simeoni e Scardaone, che chiedono un incontro urgente al presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo (incontro fissato per martedì prossimo). "I dati che emergono dalla presentazione del piano Air France, relativo all'acquisizione Alitalia - affermano i sindacati - destano fortissima preoccupazione per i drammatici effetti che potranno avere sull'occupazione e sugli assetti produttivi e industriali dell'area romana. È assolutamente necessario porre in essere tutte le iniziative utili a scongiurare questo rischio consolidando un patrimonio di occupazione e competenze di straordinaria importanza per l'intera Regione. Le chiediamo pertanto - conclude la lettera - la convocazione di un urgentissimo incontro per verificare tutte le possibili iniziative in questa direzione". Spostandosi dall'area tecnica alle sale del Leonardo da Vinci l'atmosfera impercettibilmente migliora. I passeggeri attendono in fila di fare il ceck-in e si dicono pronti anche a sopportare futuri disagi per scioperi e proteste dei dipendenti Alitalia con cui si sentono solidali. Chi dimostra ben altro stato d'animo sono i vertici di Adr (Aeroporti di Roma) che insieme ad Enac hanno già iniziato a pianificare l'aumento di voli che da Malpensa saranno spostati su Fiumicino. "Abbiamo previsto una manutenzione straordinaria dell'impianto di smistamento dei bagagli, in attesa di quello nuovo che dovrebbe partire nel 2009, per circa 20 milioni di euro di investimento. Sugli handler sarà inoltre operativa una task force di Adr con oltre 100 persone a disposizione nel caso di eventuali carenze o guasti del sistema".

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Malpensa adesso teme il peggio Tra crisi e cassa integrazione: Ci vorranno anni per risalire (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Malpensa adesso teme il peggio Tra crisi e cassa integrazione: "Ci vorranno anni per risalire" di Giuseppe Carusoinviato a Malpensa CRISI La differenza la fanno i capannelli. Quelli del così detto personale di terra, con tanti prossimi cassintegrati che discutono di come tirare avanti. Quelli delle hostess Alitalia, che mentre parlano hanno espressioni più chiare di mille parole. Per finire con quelli dei passeggeri. Sì, perché a Malpensa anche chi parte e chi arriva discute del futuro dell'aereoporto, dell'enorme cattedrale sorta in provincia di Varese, territorio leghista. Massimo Corti, di professione dirigente di un'azienda che si occupa di illuminazioni, viene ogni settimana a Malpensa per partire in direzione di Parigi. È appena tornato dalla capitale francese e parla con altri "colleghi di tratta" di quello che potrebbe essere stato uno degli ultimi viaggi fatti dall'aeroporto che doveva diventare competitivo con i più grandi scali europei. "Io sono preoccupato da italiano" ci spiega "perché come utente non mi cambia molto: invece che partire da qua, prenderò i voli da Linate. Il problema però è il paese e la sua economia. Ancora una volta la parte più produttiva, il Nord, lo prende in quel posto per giochi romani. Io mi sono scocciato e come me molti altri". Il dirigente è arrabbiato, come i suoi compagni di capannello, e ce l'ha soprattutto con "Prodi, che del Nord si è sempre disinteressato e ci ha preparato questo bel pacchetto". Quando gli si fa notare che con il governo Berlusconi le cose non erano andate meglio per Alitalia e quindi per Malpensa, scuote la testa e dice che "comunque il problema rimane. Bisogna iniziare a fare gli interessi anche della parte più produttiva del paese, altrimenti affondiamo". Pochi metri più in là ci sono alcuni addetti ai bagagli. Parlano in modo concitato, le loro voci si stagliano sopra il brusio della massa di passeggeri in transito nel grande salone. Vittorio, dipendente Sea da tre anni, è uno dei circa novecento lavoratori che andranno in cassa integrazione. Spiega che con "Malpensa ed in generale con Alitalia ci hanno mangiato in tanti. Adesso che bisogna pagare dazio, tocca a noi, ai lavoratori. Come sempre è la parte più debole a dover rispondere degli errori di tutti. I tanti manager che si sono alternati in questi anni alla Sea ed all'Alitalia ci hanno soltanto guadagnato ed anche bei soldi, secondo me. Adesso dicono che non c'è più spazio per i miracoli, che siamo ad un passo dal baratro e bisogna intervenire in modo netto. Ma la cosa si sapeva già da diversi anni e nessuno ha mai fatto nulla, perché tanto già si sapeva come sarebbe andata a finire: avrebbero pagato i lavoratori. Io ho sempre votato a sinistra, ma stavolta voterò Lega, perché è l'unica che prova a tutelare i nostri interessi. Mi spiace dirlo, ma è così". Altrettanto arrabbiati sono gli uomini e le donne del personale di volo Alitalia, hostess e steward, che vedono con preoccupazione l'arrivo di Air France e il "taglio" di Malpensa. Caterina lavora da dieci anni sui voli di linea internazionali. Ci racconta: "Quando ho iniziato, l'ho fatto con grandi aspettative. Mi piaceva l'idea di poter girare il mondo e mi rassicurava il fatto di lavorare per la compagnia di bandiera. Per noi tutti era una sorta di garanzia, di polizza sulla vita, ed invece adesso si stata lentamente trasformando in un incubo. Io credo che se l'Italia vuole avere ancora un futuro tra le grandi nazioni del mondo, deve difendere la sua compagnia di bandiera. È come una cartina di tornasole per tutto il paese... per come la vedo io. Vendere ai francesi avrebbe lo stesso effetto della spazzatura a Napoli: una gran brutta figura. Ma io ed i miei colleghi abbiamo ancora speranza. Qualcuno sembra avere a cuore il futuro della compagnia e quindi anche di questo scalo, che rimane strategico. Vedremo nelle prossime settimane cosa accadrà". Marisa, addetta al check in, quando le chiediamo un parere ride perché "tanto qui dentro ormai non si parla d'altro, quindi con lei posso semplicemente continuare la conversazione che ho interrotto con una collega cinque minuti fa. La sensazione che si respira in questo aereoporto, intendo tra i lavoratori, è quella che ci potrebbe essere ad un funerale di una persona molto cara. Abbiamo molta paura per quello che potrà essere, ma la cosa che da veramente fastidio è il senso di impotenza. Purtroppo ti rendi conto di non poter decidere nulla e che le decisioni sulla tua vita vengono prese da altri, che probabilmente a tutto pensano tranne che a noi. Ma adesso siamo dentro l'incubo e non c'è modo di risvegliarsi".

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Lettere di san Silvio ai lombardi e ai campani (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Lettere di san Silvio ai lombardi e ai campani Studio Aperto è stato folgorato sulla via di Arcore dal nuovo san Paolo. Ma San Silvio non ha mandato lettere ai Corinzi o ai Filippesi, le ha spedite, a milioni, ai Lombardi e ai Campani: ai primi promette che nessuno toccherà Malpensa; ai secondi, che provvederà lui, in persona, a smaltire l'immondizia. Insomma, rimedierà - come ha scritto - alle perfidie di Prodi e all'arroganza di Bassolino. Emilio Fede continua a stupire. Sta mandando in onda da settimane i lamenti degli italiani. Ma dove li raccoglie la sua solerte cronista? A Milano, fra Via Larga, San Babila e Corso Vittorio Emanuele: triangolo d'oro e berlusconiano. Poi ha scoperto (senza un dato attendibile, così, a vacca) che a Roma ci sono, nell'ordine, più prostitute, più immondizia e più droga. Ecco, sottinteso, l'infame risultato dell'amministrazione veltroniana. Sul disastro Alitalia, un suggerimento: glissi, svicoli. Alitalia era da liquidare già ai felici tempi del magnifico, ma molto distratto governo Berlusconi. E Malpensa? La inventò il geniale Cavaliere per pagare un debito elettorale a Formigoni e ai leghisti. Quindi, meglio tacere. O dire la verità. Paolo Ojetti.

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Alitalia, ultimatum francese (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Spinetta: solo lievi modifiche alla nostra proposta. Padoa-Schioppa: sull'orlo del commissariamento. Il Pd: irresponsabile il leader Pdl Alitalia, ultimatum francese Berlusconi: offerta inaccettabile. I sindacati a Prodi: incontro subito ROMA - Ultimatum di Air France-Klm sull'offerta per Alitalia. "Solo lievi modifiche alla nostra proposta", ha detto l'ad della compagnia franco-olandese Spinetta. Padoa-Schioppa: siamo sull'orlo del commissariamento. Berlusconi: offerta inaccettabile. I sindacati a Prodi: è urgente un incontro. Il Pd: da Berlusconi parole irresponsabili. FONTANAROSA, GRECO, IEZZI, LIVINI E MANIA ALLE PAGINE 2, 3 E 4.

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Giù con i bancari (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Giù con i bancari Chiusura di seduta in netto ribasso per Piazza Affari, che ieri si è dimostrata la peggiore in Europa. L'indice Mibtel ha terminato la giornata in calo dell'1,97%, a 23.458 punti, mentre l'S&P/Mib ha ceduto l'1,79% e l'All Stars l'1,61%. Nervi tesi su Alitalia, che prima arriva al meno 30% e poi sale a più 14%. Telecom scende, fino a meno 10%. Balzo di Pirelli, positiva Mondadori. Deboli le banche. Telecom, in particolare, ha chiuso con un meno 5,39%. Tra i bancari Intesa cede il 4,07% in attesa del cda che domani approverà i conti. Unicredit è sul -2,2%, Bpm -1,9%, Ubi Banca invece sale dell'1,1%. Generali tiene le posizioni finendo in parità. Nell'energia Enel perde l'1,33%, Eni l'1,45%, Tenaris finisce con un calo del 3,40%. Tra le altre blue chip deboli Lottomatica e Impregilo, sale Fiat (+0,98%), balzo di Pirelli (+6,32%) per cui si avvicina il dividendo straordinario, bene Mondadori (+3,40%) alla vigilia del cda sul bilancio. Sul resto del listino, crollo di Risanamento (-23,75%). Borsa.

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Berlusconi chiude a parigi: "c'è airone" - aldo fontanarosa (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Romano Prodi "Su Malpensa trattativa irricevibile, intervengano imprenditori italiani". Bersani: "Parole irresponsabili" Berlusconi chiude a Parigi: "C'è AirOne" Air France avanza una proposta concreta. Se il Cavaliere non la gradisce, ne formuli un'altra ALDO FONTANAROSA ROMA - Per chiudere la porta ai francesi, e rimettere in pista AirOne, Silvio Berlusconi sceglie due lunghe contemporanee interviste al Tg1 e al Tg5 della sera. Prodi ribatte: "Non gli piace Air France? Porti un'altra soluzione". Dice il Cavaliere: "Se esistono in Italia imprenditori con un minimo d'orgoglio, è venuto il momento che si facciano avanti con un'offerta. Evitino una fine così ingloriosa della nostra compagnia di bandiera". Poi fa nome e cognome: la cordata che faceva capo all'AirOne di Carlo Toto - dice - è "una soluzione praticabile", perché supportata da energie molto "solide" (riferimento a Banca Intesa). "Finora" aggiunge, "la vicenda è stata portata avanti in modo dilettantesco. Prima c'è stata un'asta opaca perché i compratori non potevano conoscere i reali conti di Alitalia; poi la trattativa è stata limitata ad Air France. Ne riceviamo ora una proposta inaccettabile perché loro vogliono ridurre i voli merci dal 2011, poi mettere bocca su tutti gli aeroporti italiani e soprattutto toccare Malpensa. Noi vogliamo resti un grande hub da cui partire verso il mondo". Già ieri mattina, leggendo la sua "Lettera ai lombardi" pubblicata da Libero, gli umori del Cavaliere sono apparsi chiari: "Cercano di chiudere Malpensa, il porto dell'Italia sul mondo. E' solita invidia per chi produce ricchezza provata da chi, come Veltroni, non ha mai lavorato un giorno in vita sua". Ma Prodi trova distruttiva la linea del fondatore di Forza Italia: "E' evidente che la trattativa con i francesi non va bene. Ma è anche vero che Air France avanza una proposta concreta. Se Berlusconi non la gradisce, ne formuli un'altra". Anche Casini accusa il Cavaliere di essere arrivato fuori tempo massimo: "L'idea di una cordata italiana andava lanciata sei mesi fa". Dal fronte dei Democratici, il più duro è il ministro Bersani: "Le parole di Berlusconi sono irresponsabili se si pensa che arrivano da un uomo candidato alla guida del Paese. Dica agli italiani quali erano i conti di Alitalia nel 2001, quando gliela consegnammo, e quali quando lui ce la restituì". Invece il ministro Paolo Gentiloni chiede un accordo, una "convergenza bipartisan". Questa tregua va raggiunta oggi e conservata fino a maggio, quando la telenovela della vendita arriverà alla fine.

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Dismissioni, licenziamenti e prestiti ecco il prezzo del commissariamento - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia L'ipotesi paventata dal ministro dell'Economia, Padoa-Schioppa, in caso di fallimento della trattativa con Air France Dismissioni, licenziamenti e prestiti ecco il prezzo del commissariamento Il dossier In cassa ci sono solo 280 milioni e la compagnia ne brucia uno al giorno. Dopo c'è l'amministrazione straordinaria Il paracadute normativo potrebbe essere la legge Marzano, applicata con successo per risanare Parmalat ETTORE LIVINI MILANO - Nessuno lo ammette esplicitamente. Tutti fanno i debiti scongiuri. Ma l'ombra lunga di Sabena e Swissair ? le uniche grandi compagnie europee che hanno portato i libri in tribunale ? inizia ad allungarsi anche sul futuro di Alitalia. Se falliranno i negoziati con Air France, infatti, il Governo avrà poche scelte. O salterà fuori in tempi stretti un'altra offerta concreta o la Magliana ? che vola bruciando un milione al giorno ? esaurirà i pochi milioni (280 a gennaio) rimasti in cassa e finirà sotto l'ombrello dell'amministrazione straordinaria. Il paracadute normativo dovrebbe essere quello della Legge Marzano, già applicata con successo per Parmalat. L'iter ? che congela i crediti del gruppo ? prevede la nomina di un Commissario chiamato a decidere che fare del gruppo. Con davanti due opzioni: liquidarlo a pezzi (come Cirio) o tentare una sua ristrutturazione (come Collecchio). Parmalat e Alitalia però non sono la stessa cosa. è vero che entrambe operano in settori dove interrompere il servizio (la raccolta del latte o il trasporto aereo nazionale) è socialmente quasi impossibile. La differenza invece è il loro stato di salute industriale. L'ex impero di Tanzi, isolato dai suoi debiti, era in grado di stare in piedi da solo autofinanziandosi. Alitalia no. Più vola, più perde. Cosa può fare allora (sperando non debba mai verificarsi questa ipotesi) un commissario per Alitalia? La strada è strettissima. Il primo compito è rimettere in piedi un'azienda in grado di camminare sulle sue gambe. Come? Tagliando rotte e personale, evitando il salasso del doppio hub, separando le attività buone da quelle in perdita. In teoria può cercare capitali sul mercato. La stessa Parmalat ha ricevuto in pieno crac un prestito ponte dalle banche. Così come si possono cercare investitori (persino Air France potrebbe rientrare dalla finestra) disposti a sottoscrivere aumenti di capitale o affittare rami d'azienda. Lo Stato, in teoria, può solo stare a guardare o intervenire ? come concede la Ue ? con operazioni a condizioni di mercato. Ma nessuno sarebbe disposto a scommettere un euro su una compagnia uguale per forma e assetto a quella che si è già divorata 4,3 miliardi di denaro pubblico. Le lezioni Swissair e Sabena però lasciano un filo di speranza. Entrambe le compagnie hanno sospeso per qualche giorno i voli. Poi grazie ad aiuti pubblici ? l'Alitalia però dovrebbe giustificarli alla Ue ? hanno ripreso il servizio in versione "light". Da Swissair è stata scorporata Crossair che ha ereditato i due terzi dei voli del vettore in crisi. Ubs e Credit Suisse hanno rilevato questo ramo d'azienda ripulito dai debiti, l'hanno ribattezzato Swiss e dopo tre anni l'hanno venduta alla Lufthansa. Un percorso lungo il quale sono stati persi 9mila posti di lavoro. Dalla costola di Sabena, oberata di due miliardi di debiti, è nata invece Dat, anche questa più snella (gli organici sono stati ridotti da 12mila a 2mila persone) girata subito a investitori privati che le hanno dato un nuovo nome ? Brussells Airlines ? per poi girarla tre anni dopo a Virgin Airlines.

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"moratoria per malpensa unica soluzione possibile" - roberto formigoni* e letizia moratti** (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il sindaco di Milano e il presidente della Regione: tre anni di tempo per il rilancio "Moratoria per Malpensa unica soluzione possibile" ROBERTO FORMIGONI* E LETIZIA MORATTI** Caro direttore, Secondo il piano di taglio dei voli da Malpensa, previsto per il 30 marzo, da questa data ormai prossima Alitalia non garantirà più collegamenti tra l'aeroporto più importante del settentrione e città come Hong Kong, Pechino, Nuova Delhi, Boston e Shanghai - quest'ultima già a partire dal 15 gennaio - , solo per citare alcune delle mete più importanti per i viaggi d'affari da e verso l'Italia. Poco importa che quest'area del Paese acquisti ben due terzi dei biglietti "business" venduti in Italia. Poco importa che proprio in queste regioni si concentri la forza trainante dell'economia italiana (la Lombardia produce il 20% circa del Pil del Paese). Poco importa che proprio in quest'area si concentrino le realtà a maggiore vocazione internazionale; che da queste regioni si muova il maggior traffico di merci e servizi verso il mondo; che la Fiera di Milano e altre importanti realtà espositive del Nord attraggano un elevatissimo numero di espositori e compratori da tutto il mondo. Poco importa che proprio verso queste regioni siano orientati gli investimenti internazionali verso l'Italia e che l'assenza di un hub potrebbe rappresentare un freno a tali scelte. Per incoraggiare lo sviluppo globale del nostro Paese, niente di meglio - per la cosiddetta compagnia di bandiera - che azzerare il traffico intercontinentale di un aeroporto costruito da pochi anni con rilevanti risorse pubbliche e voluto da tanti governi precedenti, di diverso colore. Niente di meglio che costringere chi si muove da o verso il Nord dell'Italia a fare scalo a Parigi o a Roma e creare un esubero senza precedenti di posti di lavoro. Il piano di abbandono di Malpensa prevede una cancellazione di oltre 40.000 voli annui, pari al 72% del traffico di Alitalia su questo aeroporto, per un totale di otto milioni di passeggeri l'anno. Calcolando che per ogni milione di passeggeri sono occupati oltre 900 addetti, le ricadute in termini occupazionali potrebbero essere di oltre 7.000 esuberi. Senza contare che la Sea ha calcolato per sé un buco di almeno 70 milioni l'anno e 900 esuberi. Briciole, evidentemente, per chi ha oggi le responsabilità di governo. Vogliamo essere chiari: Malpensa, dopo questa "botta" che sconteremo per i prossimi due-tre anni, riprenderà a crescere, ma con i voli garantiti da altre compagnie, non da quella di bandiera. Una frattura pesante, a carico di tutto il sistema dei trasporti italiani, una vera e propria secessione indotta. La proposta di moratoria per Malpensa, che presentammo già nei mesi scorsi, è l'unica scelta sensata, che l'Italia deve pretendere dal governo, dalla compagnia di bandiera e da Air France. Una moratoria massima di tre anni, simile a quella che la stessa Air France applicò sull'aeroporto di Amsterdam Schiphol quando acquisì la compagnia olandese Klm, è un tempo ragionevole, che consentirà alla Sea di riposizionare i diritti di volo su altre compagnie, grazie alla progressiva "apertura dei cieli" prevista per i prossimi anni (già da quest'anno si apriranno quelli da e per gli Stati Uniti). Stiamo per entrare, infatti, in stagione nuova del traffico aereo, che dovrebbe finalmente superare il protezionismo che ha bloccato i cieli in questi anni e favorito quelle rendite di posizione che hanno portato alla cattiva gestione di tante compagnie di bandiera e a costi elevatissimi per i passeggeri. La scelta della moratoria non è solo la più equa per tutte le ragioni che abbiamo evidenziato, ma anche la più economica: infatti non comporta costi aggiuntivi, permette comunque al governo di vendere Alitalia e in più fa risparmiare sia i cospicui danni richiesti dalla Sea all'Alitalia in caso di abbandono dell'hub, sia gli ammortizzatori sociali che dovrebbero inevitabilmente scattare per gli esuberi previsti. Costi che graverebbero alla fine sulla collettività, quindi sui cittadini di tutto il Paese. La Regione Lombardia e il Comune di Milano fanno perciò appello al senso di responsabilità di tutti, del governo italiano, innanzitutto, in quanto principale azionista della compagnia di bandiera, di Alitalia e di Air France, e chiedono il sostegno della comunità economica, delle parti sociali e di tutti i cittadini italiani, affinché sia messa in atto la moratoria per Malpensa e si restituisca al Paese la fiducia nella ragione e nella giustizia. *Presidente della Regione Lombardia **Sindaco di Milano.

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Air france: il piano non si tocca sindacati: così non si tratta - alberto d'argenio luca iezzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Air France: il piano non si tocca Sindacati: così non si tratta Epifani e Bonanni: Prodi ci chiami. La Ue: sì al prestito-ponte Oggi nuovo round tra Prato e lavoratori, minimi i margini per una intesa ALBERTO D'ARGENIO LUCA IEZZI ROMA - "Sono una persona razionale e considerando i rischi che la compagnia corre se non si chiude un accordo, o i vantaggi di chiuderlo, non riesco nemmeno ad immaginare che non ci si arrivi". Jean Cyril Spinetta chiede ai sindacati di "rendersi conto della situazione in cui versa la compagnia". Ma come spesso accade con Alitalia non è la razionalità la qualità più utilizzata e infatti le posizioni rimangono distanti. Quando Spinetta lascia l'Italia nel pomeriggio il commissariamento sembra ai sindacati un'alternativa migliore del suo piano. Oggi l'incontro tra le nove sigle e il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, parte da posizioni lontane e con margini di trattativa "quasi inesistenti" per usare le parole dello stesso manager francese. Impossibile rivedere le decisioni di ridimensionare Malpensa e di ridurre l'attività del cargo da qui al 2010 "Alitalia deve tornare alla redditività - insiste Spinetta - impossibile tenere attività in perdita e senza speranza di recupero". Spinetta ha anche difeso la bontà dell'offerta: "Investiremo più di 2 miliardi di cui uno per l'aumento di capitale, un miliardo è l'indebitamento di cui ci faremo carico più i 140 milioni agli azionisti. Solo una mente machiavellica e anche un po' malata può pensare che noi investiamo per strozzare Alitalia". Inoltre sottolinea come negli ultimi 3 mesi la situazione finanziaria, complice il petrolio, è ulteriormente peggiorata per questo Air France ha deciso di dare meno agli azionisti con l'ops per alzare l'aumento di capitale a 1 miliardo Confermati anche tutti gli esuberi (per cui sarà richiesta la cassa integrazione): 1600 in Alitalia Fly e 500 tra i 3300 di Az servizi che rientranno nel gruppo. Fintecna che tornerà ad avere di AZ servizi e gestirà le attività a terra di Alitali per altri 8 anni con gli altri 4100 dipendenti che rimarranno in Az servizi. Forse proprio su questo punto possono essere individuate le limature nell'incontro di oggi, ma sul fronte sindacale si continua chiedere di cercare altre alternative, i segretari di Cgil e Cisl Gugliemo Epifani e Raffaele Bonanni hanno chiesto al premier Romano Prodi: "Un incontro urgentissimo ritenendo improponibile l'alternativa tra un accordo capestro e il fallimento di Alitalia". Alternativa che invece rimane e con una scadenza precisa: 31 marzo il termine individuato da Prato prima che Alitalia piombi a rischio insolvenza. Per allora Spinetta chiede un sostegno della "maggioranza dei lavoratori" e che la causa di risarcimento intentata da Sea non metta più in pericolo i conti di Alitalia. Oggi Sea ha in programma un cda straordinario a conferma che una trattativa è in corso difficile che si arrivi a far ritirare il contenzioso. Se da Sea continueranno per la loro strada il governo potrebbe accollarsi preventivamente l'eventuale risarcimento. Su questo punto a Bruxelles ieri c'è stato il primo incontro tra i tecnici del Tesoro e quella della Commissione: fumata nera sulla validità per l'Europa di una manleva preventiva, mentre sarebbe più percorribile ottenere l'autorizzazione per il prestito ponte da 300 milioni garantito dallo Stato per permettere ad Alitalia di continuare a volare tra maggio e giugno per completare l'integrazione con Air France.

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La strana armata del nord - (segue dalla prima pagina) (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Commenti LA STRANA ARMATA DEL NORD (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Ci sono voluti mesi di tatticismi e di calcolo delle convenienze elettorali: alla fine il candidato premier del Pdl ha deciso di far propri gli slogan che i suoi colonnelli lombardi vanno ripetendo da mesi, dando voce ai maldipancia nordisti che non possono digerire l'equazione: Alitalia salva, Malpensa azzerata. Salva la compagnia che brucia 1 milione al giorno, che a causa di una serie spettacolare di errori di gestione ha divorato 15 miliardi di euro in 15 anni, come ha calcolato l'economista Tito Boeri; che in virtù di un accordo con i sindacati, per salvaguardare la "romanità" della stragrande maggioranza dei suoi dipendenti spende (spendeva) decine di milioni all'anno per trasferire e alloggiare a cinque stelle gli equipaggi da Roma a Milano. Azzerato, o quantomeno retrocesso a ruolo di aeroporto regionale, lo scalo "campione europeo di puntualità", come ha puntigliosamente sottolineato il sindaco di Milano, la rampa di lancio degli imprenditori del Nord per i mercati dell'Europa, dell'Oriente e delle Americhe. Puntualità, efficienza e proiezione internazionale di Milano annullati dagli sprechi e dalle inefficienze romane. Più o meno tinta di verde leghista, la questione, almeno così com'è stata presentata da Formigoni, Moratti, Lega, associazioni di imprenditori e commercianti locali, ruota intorno a questa contrapposizione. Una pianta che non ha avuto difficoltà a germogliare sul terreno dell'insofferenza fiscale, dell'insoddisfazione per i ritardi nella realizzazione delle infrastrutture, per la gestione delle politiche dell'immigrazione, per i tagli dei trasferimenti agli enti locali. Ma più che un "partito del Nord", quello che ha difeso Malpensa e che oggi boccia l'accordo con Air France-Klm è un'armata brancaleone che procede in ordine sparso, impugna armi disparate, spara cannonate su obiettivi diversi. Hanno cominciato chiedendo ad Alitalia di dismettere subito gli slot che intendeva lasciar liberi. Poi hanno chiesto l'esatto contrario, cioè di congelare la cessione degli slot. Poi hanno reclamato la moratoria. Infine, l'azionista di maggioranza di Sea, cioè il sindaco Moratti, ha premuto perché la società intentasse causa di risarcimento contro Alitalia. Un'azione legale che, stante la richiesta di manleva imposta da Air France, potrebbe mandare a monte l'affare e, di conseguenza, provocare a catena il fallimento di Alitalia. Eventualità che non turba affatto la Moratti. "Il nostro obiettivo non è il fallimento di Alitalia", ha detto ieri il presidente della Sea Giuseppe Bonomi, con ciò dando corpo alle voci che vorrebbero perfino lui preoccupato di distinguere la sua posizione da quella del sindaco. Certamente non condividono la sparata della Moratti ? molto impegnata in giro per il mondo a conquistar consensi alla candidatura milanese per l'Expo, che farebbe piovere miliardi di euro sulla città, e sui soggetti economici che ne condizionano lo sviluppo ? il governatore Formigoni e il presidente della Provincia Filippo Penati. Quello che la Moratti (e Formigoni, e la Lega, e le confindustrie locali) hanno accuratamente trascurato di ricordare è che Alitalia non è l'unico problema di Malpensa. Che le amministrazioni locali, in gran parte governate dal centrodestra, hanno qualche responsabilità se Malpensa ha un sistema di infrastrutture d'accesso del tutto inadeguato (per dirne una: i treni che da Malpensa portano i passeggeri in città, con un viaggio di 40 minuti, non li scaricano alla Stazione Centrale, dove partono i treni per le altre città italiane, ma alla Stazione Nord, venti minuti di taxi dalla Centrale). Che tra Torino e Venezia c'è un aeroporto ogni 50 chilometri e tutti fanno concorrenza a Malpensa. Che a Milano c'è un altro aeroporto, Linate, strenuamente difeso dalla Sea, che sottrae traffico a Malpensa. Così come la Moratti (e Calderoli) trascura di dire è che l'Alitalia non è la Parmalat. Che se Alitalia finisse nelle mani di un commissario i sacrifici in termini di tagli e licenziamenti sarebbero ben più pesanti di quelli imposti da Air France. Perché il commissario si muoverebbe in un quadro rigidamente dettato dalla legge: tanto entra, tanto si può spendere. Parmalat, congelati i debiti creati dalla criminosa gestione precedente, era un'azienda che stava in piedi dal punto di vista industriale. Alitalia no. Ha soldi fino a giugno, poi, senza carburante, gli aerei restano a terra. Quello che la Moratti trascura di dire è che, se anche trovasse domani (non tra otto anni, come lasciano immaginare i tempi italiani della giustizia civile) un giudice disposto a dar ragione alla Sea, nelle casse dell'Alitalia non troverebbe né 1,25 miliardi di euro, né un decimo di quella somma. Quello che trascurano di dire Berlusconi, e Formigoni, e la Moratti, è che di appelli alla cordata nazionale di imprenditori disposti ad accollarsi un progetto industriale per il rilancio della compagnia di bandiera se ne sono sentiti a decine, negli ultimi anni. A parte Toto, non si è visto nessuno. Insomma, l'armata brancaleone dei difensori di Malpensa ha prodotto molte urla, slogan e proposte discordanti, qualche volta contraddittorie. Con un denominatore comune, che l'uscita di Berlusconi ha scoperto: fare della questione Alitalia-Malpensa il corrispettivo nordico dei rifiuti di Napoli. Il paradigma dell'inefficacia del governo di centrosinistra, del fallimento di Prodi. Materia da propaganda elettorale, più che analisi economica. Randellate, più che proposte per il bene di Alitalia, di Malpensa, della politica nazionale dei trasporti.

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Berlusconi e le lettere ad regionam (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Berlusconi e le lettere "ad regionam" di Marcella Ciarnelli La raccolta dei voti Silvio Berlusconi l'ha cominciata in un luogo simbolo della mancata raccolta. Per responsabilità mai negate degli attuali amministratori ma anche sue. Perché, se lo ricordi sempre, non si sta per cinque anni al governo e poi si fa come le tre scimmiette. Sulla spazzatura di Napoli e della Campania il Cavaliere ci punta per riuscire a strappare una regione al centrosinistra. E così la prima delle lettere personalizzate che ha deciso di inviare a casa di ogni famiglia affronta da par suo il tema della "monnezza". Ne seguiranno altre. Ognuna mirata su un problema e su una disfunzione ascrivibile comunque agli eredi dei comunisti. Che sono tutti quelli che non stanno dalla sua parte anche se con falce e martello non hanno mai avuto a che fare. Vergato in un pomposo italiano ecco l'atto di accusa ai governanti che ci sono e a quelli che potrebbero arrivare, per primo il diretto avversario Walter Veltroni che Silvio Berlusconi accusa di un silenzio assordante sulla questione, "un preoccupante segno di debolezza". Sul sito dell'aspirante premier c'è una sfolgorante ed esplicita foto del dramma che attanaglia una delle città più belle del mondo. A seguire il testo dell'appello accorato alla "cara amica" e al "caro amico" di Napoli e della Campania chiamati a testimoniare dei "danni che può portare un'amministrazione di sinistra". Non mancano gli impegni. Tu mi mandi a Palazzo Chigi, io porrò fine alla catastrofe, baratta il Cavaliere. Fatti forza elettore. Vai al seggio anche se lo sconforto potrebbe far "diffondere la tentazione di non partecipare al voto". Il canovaccio di recriminazioni e promesse è sempre lo stesso. L'invito finale è sempre quel "Rialzati Italia!" che sollecita gesti scaramantici. Figuriamoci in una città come Napoli. La prima lettera è, dunque, partita. I napoletani, non avessero già tanti problemi, si troveranno a dover stoppare il "forte e cordiale abbraccio del Cavaliere" che ha deciso di ricorrere alle maniere forti nei confronti dell'avversario a dispetto dell'impegno di inizio campagna elettorale. Le altre destinazioni sono ancora da decidere. Si può ipotizzare una lettera a calabresi e siciliani per ribadire la promessa del ponte sullo Stretto, com'è noto una delle priorità in due regioni che si trovano a fare i conti con un tasso di disoccupazione tra i più alti, con autostrade mai completate, in cui l'acqua corrente quotidiana è ancora un lusso. Oppure ai piemontesi per prospettare la costruzione della Tav come l'unica delle opzioni possibili, a dispetto dell'opinione delle popolazioni coinvolte. Viva il decisionismo. Abbasso il dialogo. Promesse allettanti saranno sfornate certamente per gli elettori del Lazio, altrimenti va a finire che Storace fa più danni di quanti possa fronteggiarne Ciarrapico. Per i lombardi c'è pronto da sventolare l'impegno per l'Alitalia e, quindi, per Malpensa. Argomento caro innanzitutto ai sodali leghisti. Bisogna però trovare una sintonia. Ora il Cavaliere tuona contro l'ipotesi d'accordo, l'altra sera Tremonti affermava che poteva andar bene. Tutto e il contrario di tutto in un balletto irresponsabile su una questione così delicata. Tutto, pur di vincere. In Fondo a Destra.

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Oggi consiglio straordinario della Sea (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del CAUSE APERTE Oggi consiglio straordinario della Sea Giornata importante oggi per la vicenda Alitalia. In giornata è stata convocata una riunione straordinaria del consiglio di amministrazione della Sea, società milanese che gestisce gli aeroporti di Linate eMalpensa, che dovrà decidere in merito alla causa danni per 1,25miliardi di euro avviata contro l'Alitalia. Il governo ha chiesto alla Sea di ritirare l'azione giudiziaria di risarcimento perchè pregiudicherebbe la vendita della compagnia ad Air France. Se la Sea mantenesse la causa,Alitalia potrebbe essere costretta al fallimento,ma forse una mediazione è possibile. Ma la giornata è densa di appuntamenti rilevanti. Questamattina ci sarà un nuovo incontro ristreto tra Alitalia-Air France con i sindacati dopo ilprimo deludente vertice dell'altro ieri. Poi nel pomeriggio Alitalia ha convocato il consiglio di amministrazione per fare il punto sulla trattativa con i francesi e verificare lo stato dei conti della società. L'amministratore delegato Prato farà una relazione sull'accordo con Air France e sugli incontro di questi giorni. Infine ci potrebbe essere anche un incontro d'emergenza tra i segretari confederali di Cgil,Cisl e Uil per discutere le preoccupazioni del mondo del lavoro sulle condizioni imposte da Air France.

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I francesi rendono inagibile la trattativa (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del SINDACATI Epifani e Bonanni: incontro urgente con Prodi "I francesi rendono inagibile la trattativa" di Felicia Masocco/ Roma TERZA VIA L'alternativa tra un accordo "capestro" e il fallimento di Alitalia "è improponibile". Al termine di una giornata convulsa i leader di Cgil e Cisl Guglielmo Epifani e Raffaele Bonanni hanno scritto a Romano Prodi chiedendo un incontro "urgentissimo" e "ogni sforzo per concretizzare soluzioni alternative che evitino diktat o il fallimento", scrivono, e aggiungono che va garantito "il tempo necessario affinché possa esprimersi anche il nuovo governo, come peraltro richiesto da Spinetta". E se il nuovo governo dovesse essere di destra, ha già fatto sapere che ha altre intenzioni. Dunque che senso ha insistere sul percorso tracciato? È la riposta al pressing di AirFrance-Klm, da un lato e di Tommaso Padoa-Schioppa, dall'altro: la parola usata nelle centrali sindacali è "trappola". In più è sceso in campo Silvio Berlusconi che si appella agli imprenditori italiani, gli stessi che finora sono rimasti a guardare, facendo la sua campagna elettorale sulla pelle di migliaia di lavoratori. La situazione, già grave si complica, e come prima, più di prima, i sindacati non vogliono restare con il cerino in mano. Manca alla missiva la firma della Uil che pur valutando negativamente lo stato delle cose, ha preferito smarcarsi. Questa mattina i sindacati incontreranno i vertici di Alitalia e quelli di Fintecna, non ci sarà Jean-Ciryl Spinetta. Una riunione in ristretta con un solo rappresentante per sigla, evidentemente c'è da andare subito al sodo. Ma qual è? A sentire il numero uno di AirFrance-Klm il suo piano ha "limitatissimi margini di negoziato", esclude che si tratti di prendere o lasciare, ma tant'è. E se si lascia, ecco lo spettro dell'amministrazione straordinaria che, come spiega Padoa-Schioppa, "è un modo gentile per non dire fallimento". I sindacati sono con le spalle al muro, ma non vogliono restarci. Ieri, prima il leader della Cisl Raffaele Bonanni e la sua categoria dei trasporti, poi quello della Filt-Cgil Fabrizio Solari hanno indicato una terza via: si valutino altre proposte, italiane se ci sono, eventualmente da rafforzare con una partnership internazionale. Quando la privatizzazione della compagnia aerea mosse i primi passi, i sindacati non nascosero la loro preferenza per la cordata AirOne. L'offerta al ribasso di AirFrance-Klm ha rafforzato la convinzione e la conferenza stampa di Spinetta ha dissipato anche gli ultimi dubbi. "Non siamo in presenza di un negoziato classico e quindi i margini per una trattativa sono inesistenti o piccolissimi", ha detto il numero uno del colosso franco-olandese. Una risposta indiretta all'appello lanciato in mattinata dal leader della Cgil, Guglielmo Epifani "c'è bisogno che AirFrance faccia la prima mossa - aveva detto - si deve spostare dalle sue posizioni e aprirsi al confronto". Per Epifani "non c'è un sindacato irresponsabile", "non ci piace assolutamente la prospettiva del fallimento, tuttavia non possiamo accettare un piano che non ci convince, soprattutto con ricadute occupazionali per migliaia di lavoratori". "Sarebbe importante e interessante mettere a confronto diverse offerte che siano in grado di garantire trasparenza, l'interesse dei lavoratori e del Paese", è stato poi il commento di Bonanni alle parole di Silvio Berlusconi. Il governo e l'azionista - gli fa eco la Fit-Cisl - "sono chiamati a valutare altre strade". Anche il segretario della Filt-Cgil Fabrizio Solari punta l'indice contro il ministro dell'Economia che "contrappone il massacro sociale al fallimento". O con AirFrance si tratta "su basi diverse", oppure "si deve riprendere il filo del ragionamento avviato a suo tempo con Lufthansa". Per Solari sarebbe auspicabile "un moto d'orgoglio degli imprenditori italiani" che potrebbero poi porsi l'obiettivo di una successiva alleanza internazionale".

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Voglio l'ok dei sindacati e del futuro governo (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del SPINETTA Air France-Klm: gli esuberi sono 2100 "Voglio l'ok dei sindacati e del futuro governo" di Roberto Rossi / Roma VERITÀ Spiega, spera, auspica, rilancia, promette, blandisce, ma Jean-Cyril Spinetta non molla. Neanche un centimetro. Non sul piano industriale, che ha margini di "manovra limitatissimi", non sugli esuberi "in tutto 2100", non su Malpensa, non sulla data finale del negoziato, fissata per il 31 marzo e nemmeno sul consenso vincolante dei sindacati e del nuovo governo. "Non è un prendere o lasciare", come ha spiegato il presidente di Air France ieri durante una conferenza stampa, ma è una cosa diversa. È un'operazione verità, alla francese, con la quale il numero del gruppo manda in modo definitivo un segnale ai sindacati. Chiedendo pubblicamente un'assunzione di responsabilità. E lo fa nel giorno in cui il titolo Alitalia strappa in Borsa su voci di un fallimento pilotato e di uno spezzatino per la compagnia di bandiera. Davanti ai cronisti, in una sala di un albergo romano, Spinetta ha quindi voltato le sue carte. Il numero uno di Air France ha un disperato bisogno del consenso dei lavoratori per portare avanti la "scommessa" su Alitalia e farne "dal 2010" un gruppo con la stessa "redditività paragonabile alle migliori compagnie aeree". Per illustrare la sua operazione verità Spinetta è partito dai numeri. "Ai sindacati ho detto che gli esuberi in Alitalia sono in totale 2.100". 1.600 in Alitalia Fly e "500 in Alitalia Servizi". Da quest'ultima passeranno in Alitalia Fly 3.300 lavoratori e di questi 500 potrebbero essere i reali esuberi e quindi beneficiare del piano sociale. "Ho anche detto che sul Cargo di Malpensa avevamo fatto dei cambiamenti. La ragione è che al momento della verifica abbiamo scoperto che su un fatturato di 223 milioni l'attività ne perdeva circa 71. È impensabile tenere in vita un'attività con questi numeri". Spinetta ha anche spiegato che "la flotta passeggeri avrà una riduzione di 37 aerei passeggeri e quindi passerà da 174 a 137". Questo perché Alitalia ha aerei vecchi come l'Md80 che consumano molto più carburante. "Abbiamo visto che la compagnia non ha nessuna copertura sui carburanti. Ogni volta che il prezzo del petrolio aumenta di 10 dollari Alitalia perde circa 40 milioni". E poi il capitolo Malpensa. "Non ci può essere moratoria" ha spiegato il numero uno di Air France. "Il grosso delle perdite di Alitalia è generato" dallo scalo varesino. "Un aeroporto deve essere al servizio di una compagnia aerea e non viceversa". Il "duro" piano francese, in realtà qualche concessione ai sindacati la fa. Che cosa? "Una moratoria di due anni" per tre veivoli cargo, il prolungamento del contratto per Az Servizi con Alitalia Fly a otto anni, "per offrire ai dipendenti" dei servizi a terra "una stabilità occupazionale per il futuro", ma soprattutto una nuova "politica salariale" per i dipendenti del gruppo dopo anni di "congelamento". In più Air France è dispsta a mettere molti più soldi per il rilancio. L'aumento di capitale "per dare ad Alitalia le risorse di cui ha bisogno per ripartire" sale da 750 milioni a un miliardo. Con il miliardo di debito Air France in tutto metterebbe sul piatto due miliardi. Ma tutto questo, forse, non sarà sufficente per portare a casa Alitalia. "L'accordo è a rischio" ha detto Spinetta. Anche perché quello sindacale non è lo scoglio più alto da superare. "Prima che l'offerta su Alitalia diventi definitiva dovremo ottenere il via libera dell'Ue. A quel punto ci sarà un nuovo governo in Italia che dovrà pronunciarsi". Allo stato attuale serve anche il consenso di Berlusconi. Che preferisce, però, Toto e il fallimento tecnico della compagnia.

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Berlusconi rilancia l'offerta Air One Improvviso rialzo di Alitalia, il leader della destra dice no a Parigi. Bersani: un irresponsabile (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 20-03-2008)

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Stai consultando l'edizione del Berlusconi rilancia l'offerta Air One Improvviso rialzo di Alitalia, il leader della destra dice no a Parigi. Bersani: un irresponsabile di Bianca Di Giovanni / Roma TERREMOTO Due svolte nel giro di poche ore nei "cieli" Alitalia. In Borsa nel pomeriggio l'azione ha virato in terreno positivo, chiudendo con un sospetto rimbalzo (+14,31) nonostante lo stallo della trattativa con Air-France Klm. Dopo un paio d'ore l'an- nuncio di Silvio Berlusconi: l'offerta dei francesi è irricevibile. Il leader del Pdl aggiunge che "se esistono in Italia degli imprenditori con un minimo di orgoglio, si devono fare avanti con un'offerta e con un progetto industriale". Insomma, uno schiaffo ai francesi e porte aperte al Belpaese. Subito si diffondono voci di una possibile Opa lanciata da una cordata tricolore, magari finanziata anche da merchant bank straniere. Ma fonti finanziarie smentiscono. L'esternazione in diretta tv (sulla "sua" Canale5) del candidato premier ha tutta l'aria dello slogan elettorale in perfetto stile leghista. Giulio Tremonti plaude subito: "Bene Berlusconi, anzi benissimo". Secca la replica di Romano Prodi: "Quella di Air France è l'unica proposta concreta, se qualcuno vuol fare un'Opa (unica strada possibile oggi, ndr) la presenti". Più tardi il leader del Pdl scopre la sua carta italiana: che è sempre Air One fiancheggiata da Banca Intesa. "Con il mio veto Air France rinuncerà. Nel momento in cui capiscono che il futuro presidente del consiglio non è d'accordo, si fermano". Dietro ad Air One ci sono "istituti di credito e imprenditori disponibili (per esempio Ligresti) pronti a finanziare", in modo "che si parta subito e si risani l'azienda nel giro di un anno per tornare a fare utili subito dopo". L'ex premier spiega che in serata è stato contattato da Romano Prodi e che oggi avrà un colloquio con lui. Siamo daccapo? No, stiamo peggio. Le parole scintillanti e patriottiche di Berlusconi, infatti, potrebebro nascondere un piano molto più preoccupante, confessato da Renato Brunetta. No ai francesi, amministrazione controllata, fallimento pilotato. E già qualche esperto parla di legge Marzano: stato di crisi. Per l'Alitalia sarebbe una fine ancora più ingloriosa: magari uno spezzettamento con i capitani poco coraggiosi (quelli sì italiani) che si spartiscono le spoglie (anche il ministro Giulio Santagata aveva parlato in mattinata di "qualcuno che vuole spartirsi le spoglie" del vettore). A quel punto non ci sarebbero Malpensa o Fiumicino che tengano. E ci sarebbe sì Air One e Intesa, ma con meno soldi e mano libera su tutto: creditori e dipendenti. Insomma, senza vere cordate alternative il cammino è davvero arduo. Ma Berlusconi ha scelto di trasportare la partita Alitalia nella campagna elettorale, e resta comunque sul "no ad Air France". Così sa di mettere gli avversari su un sentiero molto stretto: se poi si arriverà al fallimento accuserà Prodi, mentre in realtà è stato lui a lasciare un'eredità ingovernabile e manager incapaci e strapagati. Paradossalmente il leader Pdl sa che potrebbe guadagnarsi anche l'appoggio dei sindacati, che già chiedono una "moratoria" sull'intera partita per evitare il diktat: o Francia o fallimento. Spinti soprattutto dai numeri troppo pesanti sull'occupazione presentati dai francesi. Ma a questo punto la partita è davvero ad alto rischio, perché in ogni caso l'amministrazione controllata è dietro l'angolo. Anche con Air One-Intesa. Lo dimostra la reazione nervosa di Pier Luigi Bersani. "Berlusconi è un irresponsabile". La linea Bersani, che appoggia Prodi e Padoa-Schioppa, rischia però di dover aprire un altro fronte stavolta a sinistra. Al consiglio dei ministri di ieri mattina, infatti, sono volate scintille tra il ministro Alessandro Bianchi e il titolare dell'Economia. "Abbiamo sempre chiesto di portare avanti due strade e non è stato fatto", avrebbe detto il ministro dei Trasporti. Insomma, la cordata Air One-Intesa si ritrova due "padrini" su fronti politicamente opposti. Ma in mezzo c'è il rischio fallimento.

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Alitalia, 2.100 esuberie le rotte a Fiumicino (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Air france ai sindacati Primo round con i sindacati. Malpensa ko. Padoa-Schioppa: "Rischi di commissariamento". Berlusconi rilancia AirOne 20/03/2008 Roma. Non è un "prendere o lasciare", ma la cura prospettata da Air France-Klm per Alitalia è"dura". Dopo il primo incontro con i rappresentanti dei lavoratori il presidente Jean-Cyril Spinetta ha illustrato i dettagli del piano. Sale a 2.100 la valutazione degli esuberi di personale. Cade il ruolo di Malpensa come scalo intercontinentale (hub) con il trasferimento di tutte le rotte a Fiumicino. Saranno tagliati 37 degli attuali 174 aerei della flotta. Accanto a questa cura dimagrante Spinetta prospetta un investimento di due miliardi di euro. Ed entro il 2010 la previsione è che Alitalia torni a crescere: secondo Spinetta, avendo ormai toccato il fondo, crescerà a ritmi molto superiori di quelli di Air France. Ma i sindacati non ci stanno. Si riaccende lo scontro tra Berlusconi e Prodi, al quale le organizzazioni dei lavoratori chiedono un "incontro urgente". Il Cavaliere rilancia l'ipotesi AirOne. Dopo l'annuncio della mia contrarietà, Air France rinuncerà lasciando spazio all'ingresso di Air One, "la cui regia nell'operazione considero indispensabile. Tale operazione sarà sostenuta dall'aiuto di una cordata di banche, tra le quali potrebbe esservi Banca Intesa, il cui cda dovrebbe decidere domani, e di altri imprenditori, tra i quali potrebbero essere anche i miei figli", ha detto il leader del Pdl. Il ministro Tommaso Padoa-Schioppa ricorda che la societàè a rischio concreto di commissariamento. g.ferrari e lombardi >> 5 20/03/2008.

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Gli "africani" della flessibilità - patrizia capua (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina XI - Napoli Gli "africani" della flessibilità Nello stabilimento Atitech. "Vogliono chiudere un polo di eccellenza" "Stanno buttando a mare le professionalità, tutto per creare nuovi poveri" PATRIZIA CAPUA Massimo Crisci è venuto a lavorare nonostante le botte prese a Roma. Uno dei napoletani picchiati senza ragione davanti alla sede dell'Alitalia, alla Magliana. è un ragazzone che nelle foto ha la maglietta con su l'immagine del Che. Ora mostra ai suoi amici e compagni di lavoro i segni lasciati dagli sfollagente sul collo e sulle spalle, e dice che era andato a manifestare "armato soltanto di buona volontà". Atitech di Capodichino, il giorno dopo gli scontri. è quasi mezzogiorno. Operai, impiegati, tecnici vanno a mensa. Gli incidenti di Roma bruciano sulla pelle anche di chi non ha ricevuto le manganellate. Dietro i cancelli ecco gli enormi hangar dove, in luoghi chiamati "baie", entrano per la revisione gli Airbus 320 e gli Md80, aerei per il "medio raggio" in Italia e in Europa. Quelli che nei piani di Air France devono essere messi "fuori dal perimetro del gruppo", secondo una definizione ormai acquisita dal lessico sindacale. La compagnia di bandiera francese vuole concludere la sua trattativa per acquisire Alitalia, entro il 31 marzo. Il suo piano taglia il personale e i costi delle lavorazioni. Quasi mille persone, tenuto conto dell'indotto. Si vorrebbe chiudere Napoli che costa 62 dollari per ogni ora lavorata e affidare a società con sede in Africa, Marocco e Algeria, che ne chiedono 50. "è già successo con Alfa Avio, quando Alitalia ha spostato la sua commessa dalla fabbrica di Pomigliano d'Arco su una azienda israeliana" ricorda Ottavio Vollero, della Rsa di Atitech. "Ma noi in questi anni abbiamo dimostrato per primi di saper essere "africani", con iniziative di flessibilità che hanno portato ad abbattere i costi". "Stanno svendendo la compagnia di bandiera, buttano a mare questa che è una realtà davvero produttiva, per creare nuove povertà" denuncia Margherita Acri, delegata Cgil di Alitalia Airport, azienda 100 per cento di Az Servizi, con un'ottantina di addetti per l'assistenza passeggeri a Capodichino. Acri parla anche per i colleghi ex Ati del Centro direzionale, dei servizi amministrativi e informatici, "abbiamo già dato con cassa integrazione e prepensionamenti". Ma quanto pesano i lavoratori Atitech sul piatto della bilancia? Imbattibili per competenze e professionalità, "fino a poco tempo fa "il fiore all'occhiello", ma deboli perché siamo la parte più piccola del gruppo" dice Alfredo Camera, operaio meccanico specializzato, con 20 anni di azienda al suo attivo. "Abbiamo un tasso di assenteismo pari a zero" afferma Corrado Cavanna, operaio, "e l'età media è 39 anni". Un ingegnere addetto all'addestramento pratico, sostiene che "questo qualificato livello di competenze è stato costruito dopo anni di formazione, regolata da leggi europee. Non è un patrimonio riconvertibile a pari prezzo. Siamo in balìa della politica, questa è la verità". "è un discorso mirato a schiacciare i più deboli. Non basta essere un "polo di eccellenza"", precisa Pasquale Cerza, delegato Uil, "per avere commesse per la manutenzione non solo da Alitalia ma anche da Cina, Spagna, Argentina, addirittura dalla Svizzera", incalza Antonio D'Auria, delegato Cgil. Ancora una volta, e il caso Napoli lo dimostra, viene fuori che l'Italia non sa difendere nemmeno i pezzi pregiati del suo patrimonio industriale. E, infatti, dice Salvatore De Rosa, "Air France sostiene che non intende più proseguire con la manutenzione pesante, però anche dopo il matrimonio con Klm, in Francia e in Olanda sono state mantenute queste attività". In tasca ha ancora il volantino portato a Roma: Napoli, Atitech ed Alitalia, il futuro su... ali di carta.

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Spinetta cerca l'accordo. I sindacati no (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa caso alitalia Spinetta cerca l'accordo. I sindacati no "Il Gruppo Air France-KLM non è qui per acquisire Alitalia, ma per verificare la possibilità, insieme con il personale di Alitalia, di partecipare alla creazione di un grande gruppo di dimensioni mondiali". è il messaggio principale del presidente e ad di Air France, Jean-Cyrill Spinetta, durante l'incontro ieri a Roma presso la sede di Alitalia con i rappresentanti nazionali delle principali organizzazioni sindacali. Ma la trattativa resta tutta in salita. Nell'incontro di ieri, infatti, in cui sono state confermate le indicazione già rese note sul piano presentato da Air France e approvato del Tesoro, non si è concretizzato l'auspicio espresso dai francesi di una apertura dei sindacati, che invece avrebbero in sostanza bocciato l'offerta. Un no pressoché unanime sarebbe arrivato non solo da Cgil,Cisl, Uil, Ugl e Sdl, ma anche e soprattutto dai piloti dell'Anpac. Intanto, le informazioni trapelate ieri non hanno rappresentato sorprese rispetto a quanto già emerso nei giorni scorsi. Sono 1600 gli esuberi in Az Fly suddivisi in 500 piloti, 600 assistenti di volo e 500 assistenti di terra. Quanto ad Az Service, l'80% del capitale di Az sarà acquisito da Fintecna. Per quanto riguarda l'occupazione, dei 7600 occupati di Az service, 3200-3300 saranno internalizzati e ritorneranno quindi in Alitalia. Di questi, 650 sono i lavoratori in esubero relativamente a parte della manutenzione leggera e parte di Alitalia Airport. Nessun riferimento è arrivato, invece, per le strutture periferiche, come Napoli e Palermo, che dovrebbero restare in Az Service. Circa 4400 lavoratori sono destinati quindi ad affluire in Fintecna. Piccolo giallo anche politico ieri sul tema. "Non ho voluto fare dichiarazioni e continuo a non farle, ma abbiamo fatto sapere in via riservata quello che pensiamo a chi sta portando avanti le trattative". Così il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, ha spiegato a chi gli ha chiesto il suo commento sugli ultimi passi della trattativa tra Airfrance-Klm e Alitalia. Palazzo Chigi ha precisato "che non risulta nessuna comunicazione giunta in via riservata a membri del governo da parte del Pdl sulla questione Alitalia".

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Se esistono in Italia degli imprenditori con un minimo di (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa "Se esistono in Italia degli imprenditori con un minimo di ... "Se esistono in Italia degli imprenditori con un minimo di orgoglio si devono fare avanti con un'offerta ed un progetto industriale per evitare una fine così ingloriosa della nostra Compagnia di bandiera". Berlusconi boccia la proposta di Air France-Klm per acquistare Alitalia e rilancia la soluzione AirOne. Irritazione di Prodi. Il presidente del vettore transalpino, Spinetta: "Duemila esuberi, vogliamo risanare Alitalia". Lombardo e Usai alle pag. 2 e 3.

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L'Alitalia paga cari (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa La Compagnia, i soldi di Stato e l'Europa L'Alitalia paga cari i difetti di trasparenza A proposito di Alitalia Spa partiamo da un dato: esiste una procedura d'infrazione per mancato recepimento della direttiva Ce del 2005 - che modifica la direttiva Cee - in materia di trasparenza delle relazioni finanziarie fra gli Stati membri e le loro imprese pubbliche nonché fra determinate imprese. Già a suo tempo (2003) il ritardo nel recepimento fu causato dalla grande complessità del testo, in secondo luogo dall'impatto della direttiva su importanti settori della vita economica del Paese (allora, trascorsi circa due anni dal termine ultimo per il recepimento, risultava che ancora più Stati europei fossero inadempienti). Per capirci qualcosa in questa matassa bisogna dire che siamo nel campo degli aiuti di Stato e fiscalità e che le imprese pubbliche presenti nell'economia nazionale di ciascuno Stato membro e i soggetti pubblici che le controllano devono rispettare le norme per la libera concorrenza che regolano il mercato europeo, ivi compreso il divieto condizionato di erogare aiuti pubblici a sostegno di alcune aziende. La direttiva Cee imponeva agli Stati membri di acquisire informazioni di carattere finanziario e di trasmetterle alla Commissione su richiesta di quest'ultima e le successive modifiche che ne hanno esteso il campo di applicazione a settori prima non considerati, come quello dei trasporti, hanno avuto parimenti attuazione in via amministrativa. In seguito l'apertura alla concorrenza di settori economici prima caratterizzati da regimi di monopolio e il rispetto delle regole imponeva di contrastare sia gli abusi di posizioni dominanti sia gli aiuti non consentiti. Può Alitalia essere considerata realtà imprenditoriale, caratterizzata dal riconoscimento di diritti speciali o esclusivi, ovvero dall'affidamento della gestione di servizi di interesse economico generale, in capo a singole imprese, le quali in un contesto caratterizzato da diversi gradi di liberalizzazione del mercato, potrebbero esercitate ulteriori attività in regime di concorrenza? Se la risposta è affermativa ci sarebbe l'esigenza di disporre di informazioni dettagliate sulla struttura finanziaria ed organizzativa interna delle imprese, con riguardo ai dati contabili afferenti alle diverse attività esercitate. Nei circa venti anni di applicazione della precedente direttiva del 1980, risulta che la Commissione europea quasi mai abbia avanzato richieste assimilabili a quelle previste dall'art. 5 riguardo alla "documentazione delle assegnazioni di risorse", ragione per cui si è ritenuto che prevedere uno strumento stabile di stoccaggio di informazioni rilevanti su dati "delicati" (erogazioni finanziarie alle imprese pubbliche) poteva essere considerato come uno strumento di "appesantimento" o, peggio, di controllo sull'attività di altri soggetti istituzionali. Ma i risultati come si vede sono ormai alla luce del sole e nonostante la trasparenza.

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Sciopero al marconi cancellati dieci voli (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina I - Bologna La vertenza Sciopero al Marconi cancellati dieci voli Prime ripercussioni anche sul traffico passeggeri in seguito alla vertenza dell'aeroporto Marconi, ieri cancellati dieci voli in arrivo. Mentre il sindaco Sergio Cofferati ha nominato l'ex ds Alessandro Ricci, già presidente di Interporto, nel cda di Sab al posto del dimissionario Franco Bernabè. L'indicazione è arrivata ieri da Palazzo d'Accursio e ora sarà lo stesso consiglio di amministrazione a ratificarla. Ricci, già sindaco di Granarolo, arriva in un momento molto delicato per lo scalo cittadino con vicissitudini giudiziarie e manageriali molto complesse oltre a polemiche interne che hanno prodotto malumori in seno alla stessa Sab. Il direttore dell'Enac Generoso Coraggio in conferenza stampa ha attaccato i vertici del Marconi. A tutto questo si aggiunge la situazione dei lavoratori dei servizi aeroportuali, licenziati in seguito al pasticcio relativo alla Doro Group. Ieri per lo sciopero di quattro ore indetto da Filt-Cgil Fit-Cisl e Uil Trasporti per i lavoratori della ditta Giacchieri, incaricata di servizi di handling, le compagnie aeree hanno cancellato in via cautelativa 10 voli tra nazionali ed internazionali. Lo ha comunicato, in una nota, la società di gestione dello scalo. Nel dettaglio, sono stati cancellati cinque voli in arrivo da Lione (Air France), Amsterdam (Klm), Milano Malpensa (Alitalia), Roma Fiumicino (Alitalia) e Parigi Cdg (Air France). Cancellate anche le relative partenze. Inoltre, un volo proveniente da Londra Gatwick (British Airways) è stato dirottato a Verona, mentre un altro da Bruxelles (Brussels Airlines) è stato ritardato di due ore.

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Aeroporti di puglia, in crescita utili e passeggeri - piero ricci (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina VIII - Bari Aeroporti di Puglia, in crescita utili e passeggeri PIERO RICCI Macina utili Aeroporti di Puglia. L'assemblea dei soci ha approvato ieri il bilancio del 2007 chiuso con un più 7%. "Questo - ha spiegato l'amministratore unico di AdP, Domenico Di Paola - nonostante il sensibile incremento dei costi derivanti dalle attività di safety e security e dall'evidente aumento dei costi di gestione connessi alla gestione delle infrastrutture aeroportuali di nuova realizzazione". Il margine, insomma, sarebbe stato ben più consistente di quanto non lo sia già, se fossero stati adeguati i diritti aeroportuali, fermi ai livelli di otto anni fa. Il risultato positivo è stato ottenuto "con un'azione mirata a efficienza e riduzione dei costi, incrementando la produttività sulla base della crescita del traffico, realizzando operazioni di valorizzazione patrimoniale". Cresce anche il traffico: più di tre milioni e 300mila passeggeri. Nel 2007 c'è stato il completamento del piano di sviluppo di mobilità aerea con l'avvio dei collegamenti da Brindisi e Foggia. Mario Loizzo, l'assessore ai Trasporti della Regione Puglia, l'ente che è l'azionista di riferimento dell'ex Seap, ha espresso "apprezzamento per i risultati ottenuti". Si è detto soddisfatto anche "dell'armonia registrata con gli altri azionisti, dalle Camere di commercio agli enti locali, che auspicano un potenziamento utile allo sviluppo della regione". Resta la "grande preoccupazione" per le vicende di Alitalia. "Al prossimo Consiglio regionale - ha detto Loizzo - presenterò un ordine del giorno condiviso da tutti i gruppi politici per scongiurare eventuali ricadute negative sulle nostre rotte".

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Si accende lo scontro fra Prodi e Berlusconi (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

La polemica politica Il Cavaliere rilancia la cordata Air One: "Ha l'appoggio di imprenditori seri". Il premier: "Faccia lui una proposta" 20/03/2008 Roma. "A questo punto, la compagnia rischia il commissariamento. Chi parla di fallimento scherza con il fuoco". Si scaldano gli animi e volano parole grosse al Consiglio dei ministri, dove si affronta l'emergenza del giorno: il destino di Alitalia. Il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa fa il punto della situazione e mette tutti davanti a una prospettiva sgradevole a tre settimane dal voto. Una prospettiva che non piace neanche a Silvio Belusconi, che boccia la trattativa con Air France: "È irricevibile. Mi auguro che si presenti un gruppo di imprenditori coraggiosi per evitare una fine ingloriosa della compagnia di bandiera", tuona il Cavaliere. E, in serata, aggiunge: "Penso che quella di Air One sia una soluzione possibile perché avrebbe delle sinergie e godrebbe del sostegno, che è importante, di imprenditori solidi". Immediata la replica del premier Romano Prodi: "Quella di Air France, per ora, è l'unica proposta. Se il Cavaliere non è d'accordo presenti un'altra soluzione". Il che significa avere un piano e poi fare un'opa che deve essere valutata e accettata dal Tesoro. Nel governo, intanto, la sinistra ormai va per fatti suoi, come se fosse fuori dalla coalizione. Ma c'è anche il ministro Antonio Di Pietro, che vorrebbe salvare Malpensa a costo di portare in tribunale i libri di Alitalia. "Qui c'è chi scherza con il fuoco", si sfoga Padoa-Schioppa, mentre tutti vogliono dire la loro. Lo sostengono i ministri del Pd, come Vannino Chiti, che mette in guardia dal "rischio di commissariamento o amministrazione controllata". "Ma questo sarebbe un disastro per il Paese", taglia corto Chiti. Padoa-Schioppa chiarisce che lui è impegnato in una corsa contro il tempo per evitare la liquidazione. E c'è chi rema contro. È lo stesso concetto, che il ministro dell'Economia propone sul Corsera usando un'immagine efficace per spiegare come stanno le cose: "Io sono come il guidatore di un'ambulanza, che sta correndo per portare il malato nell'unica clinica disponibile ad accettarlo. Sto guidando più rapidamente che posso ma, se non arrivo in tempo, è perché ci sono i semafori rossi". I semafori rossi? Sono in molti, anche dentro il governo, a mettere i bastoni fra le ruote a Romano Prodi e Padoa-Schioppa, che pensavano di essere in arrivati in vista del traguardo. Sull'altra sponda, Silvio Berlusconi e i suoi alleati non concedono tregua e soffiano sul fuoco: "Vogliono chiudere lo scalo di Malpensa. Stanno svendendo Alitalia, a un quinto del suo valore di mercato". La colpa è del governo ma anche del leader del Pd, Walter Veltroni, che il Cavaliere tira in ballo con nome e cognome: "È l'invidia per chi produce ricchezza provata da chi, come Veltroni, non ha mai lavorato un giorno in vita sua". Prole che sono miele per la Lega, che difende Malpensa a spada tratta, anche se il prezzo da pagare sarà la liquidazione della compagnia di bandiera. In ballo c'è anche il maxi-indennizzo da 1,2 miliardi (dieci volte il prezzo che pagheranno i francesi per Alitalia) chiesto da Sea, la società che gestisce l'aeroporto milanese destinato ad essere messo da parte come hub da Air France. "Il fallimento di Alitalia? Non è il nostro obiettivo. Ma abbiamo il dovere di tutelarci", spiega Giuseppe Bonomi, l'amministratore delegato di Sea. Anche Veltroni, favorevole alla trattativa con Air France, non sottovaluta il destino di Malpensa: "Ci vuole gradualità", dice. Nessuno ha il coraggio di farsi politicamente carico degli esuberi, che ci saranno a Malpensa così come a Fiumicino e a Napoli. La campagna elettorale non aiuta ma il capo di Air France Jean-Cyril Spinetta gela le attese: "Il piano non si modifica". I francesi rischiano di finire accerchiati in territorio ostile: senza l'ok dei sindacati e la marcia indietro di Sea sull'indennizzo, i francesi potrebbero battere in ritirata. Anche il clima politico è pesante, anzi pesantissimo. Il Cavaliere torna a invocare una cordata italiana, parla di "asta opaca" e si schiera contro il tavolo esclusivo con Air France "E' irricevibile", spiega. Il leghista Roberto Maroni rincara la dose: "Spinetta ci prende in giro ma se parliamo di comici è meglio Fernandel". Secondo Maroni, il piano Air France va cambiato "radicalmente" perché"non si può regalare Alitalia e chiudere Malpensa". Anche a sinistra, la musica non cambia. "Air France garantisca l'occupazione o si ritiri", avverte il Pdci Oliviero Dilberto. E il presidente della Camera Fausto Bertinotti, pure favorevole a trattare con i francesi, osserva: "Non vorrei che si trattasse di un ricatto". Spinetta non si sentirà suo agio. E, se molla Air France, c'è il commissario liquidatore dietro l'angolo. "L'alternativa ad Air France è il fallimento. Berlusconi e Veltroni lo dicano", incalza Pier Ferdinando Casini. michele lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 20/03/2008.

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Spinetta blinda il piano<In Alitalia 2.100 esuberi> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Spinetta blinda il piano"In Alitalia 2.100 esuberi" l'offerta di air france-klm I sindacati: "Questa non è una trattativa. In campo proposte italiane" ' 20/03/2008 impensabile non siglareNon riesco neanche a immaginare che non possa esserci un accordo Jean-Cyril SpinettaPresidente Jean-Cyril Spinetta 20/03/2008.

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Barrot: <Sugli aiuti pubblicideciderà la Commissione Ue> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Barrot: "Sugli aiuti pubblicideciderà la Commissione Ue" bruxelles in allerta bruxelles. Un eventuale prestito ponte concesso ad Alitalia con la garanzia del Tesoro dovrà essere notificato a Bruxelles per poter verificare se risponde o meno a condizioni di mercato o contiene elementi di aiuto di Stato. Questa è l'indicazione arrivata ieri dal vice presidente della Commissione europea, nonché responsabile per i trasporti del governo comunitario, Jacques Barrot. Barrot ha detto che finora non ci sono stati contatti preliminari con i protagonisti dell'operazione Alitalia-Air France-Klm. "Non vogliamo interferire" ha sottolineato Barrot, secondo il quale comunque la fusione tra le compagnie aeree dovrà essere esaminata dai servizi della Commissione Europea che vigilano sul rispetto della concorrenza. Davanti all'ipotesi di una possibile concessione di un prestito all'Alitalia garantito dal Tesoro Barrot ha detto che "servirà la notifica" dell'operazione a Bruxelles per poter verificare che essa non contenga aiuti di Stato. Il vicepresidente della Commissione europea ha ricordato che l'Alitalia ha già usufruito una volta di aiuti di Stato e che quindi questa strada non è percorribile ed anche che Alitalia è stata poi successivamente ricapitalizzata con un'operazione che Bruxelles ha giudicato in linea con il principio del comportamento di un investitore privato. La proposta di acquisto presentata da Air France-Klm per Alitalia, secondo Barrot, risponde a criteri di politica industriale. Ed anche se forse c'è un accordo politico soggiacente le strategie delle grandi compagnie aeree sono basate sull'efficacia industriale e commerciale. In questo contesto, per il vicepresidente dell'esecutivo comunitario si collocano anche alcuni aspetti delle trattative in corso. Lasciare le attività di Alitalia a Malpensa, ha osservato il vice presidente Barrot "è una disposizione di rilievo commerciale che non implica aiuti di Stato". 20/03/2008.

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De benedetti: "una crisi costata 270 euro a italiano" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia L'Italia e le difficoltà dell'economia Il presidente della Cir: trattativa condotta nel modo peggiore De Benedetti: "Una crisi costata 270 euro a italiano" L'Italia oggi è come una balena arenata in spiaggia. La balena però è viva, si tratta di rimetterla in mare. Le circostanze del mare sono estremamente critiche MILANO - "Si sono infilati in un imbuto e ci vanno fino alla fine". Così risponde il presidente di Cir, Carlo De Benedetti, sulle scelte del governo su Alitalia in un'intervista al Tg1. De Benedetti ha criticato la trattativa per la cessione del vettore, condotta "nel modo peggiore", e ricordato che la vicenda della compagnia aerea è iniziata da molto tempo: "Negli ultimi 15 anni Alitalia ha perso 15 miliardi di euro, il che vuol dire 270 euro per ogni cittadino italiano". Sulla trattativa De Benedetti ha spiegato che "è stata condotta nel modo peggiore: pensavano di vendere un'azienda in bonis invece ho sentito il ministro Padoa-Schioppa dire che c'è il rischio del commissariamento. Potevano farlo un anno fa e trattare su basi più serie. Oggi non c'è più niente da fare. Si sono infilati in un imbuto e ci vanno fino alla fine". L'imprenditore della holding che annovera tra le sue attività il Gruppo Espresso ha parlato anche del futuro del paese e della crisi dei mercati. Che "arriverà in Italia di sicuro, e noi siamo i più esposti perché siamo più malmessi degli altri, essendo l'ultima ruota del carro in Europa. Purtroppo, nel mondo occidentale abbiamo certamente i problemi di tutti, più i nostri". Sulla durata della crisi, De Benedetti ha detto: "Non lo so, non ho la sfera di cristallo ma non credo che ce la togliamo prima del primo trimestre 2009". Tra i problemi nazionali, ha indicato "il debito pubblico e il costo eccessivo della macchina dello stato". Secondo De Benedetti, l'Italia "è un paese straordinario non solo per sue bellezze ma anche per la sua gente, ma oggi è come una balena arenata in spiaggia. La balena però è viva, si tratta di rimetterla in mare. Le circostanze del mare sono estremamente critiche". In più, "in Italia dal 2002 la produttività è ferma e sono fermi anche i salari. Quindi quello che bisogna fare è rimettere in moto la produttività e aumentare i salari". Il presidente di Cir ha parlato anche del Mezzogiorno: "è difficile vedere qualche chance, però vedo che per la prima volta la Confindustria aver avuto il coraggio di prendere posizione in Sicilia, dopo quarant'anni di grande retorica. Luca Montezemolo e Ivan Lo Bello hanno detto che chi ha rapporti con la mafia viene sbattuto fuori. è un passo importante. I giovani hanno voglia di cambiare; giorni fa a Bari in 100mila hanno manifestato contro la criminalità organizzata. Credo che qualcosa si stia muovendo. Certo, c'è anche la spazzatura...". (a.gr.).

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E il tesoro apre il "dossier fallimento" - roberto mania (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia E il Tesoro apre il "dossier fallimento" Via alla pratica per commissariare Alitalia. Scontro in Consiglio dei ministri Padoa-Schioppa: una svendita? Nessuno ha presentato offerte migliori ROBERTO MANIA ROMA - "Ah sì? Ci sono altri compratori? Bene, portameli qua che l'Alitalia gliela vendiamo subito. Io, però, finora non li ho visti. Qui c'è chi parla e parla ma non ha mai trovato una cordata italiana disponibile. Mentre gli altri, gli stranieri, si sono ritirati tutti, uno dopo l'altro. Chi parla, invece, ha fatto solo danni in Borsa. Questa è la realtà". Quando il premier Romano Prodi prende la parola nella sala del Consiglio dei ministri è a dir poco irritato. La risposta al titolare dei Trasporti Alessandro Bianchi non appartiene al fair play che è aduso nella riunioni di questo tipo. E' una risposta nervosa, infastidita, quasi intollerante. Uno sfogo o una sfuriata. Tanto che il ministro uscente in quota Pdci rimane colpito fino a commentare: "In due anni di governo non sono mai stato trattato così male". Così l'epilogo (comunque andrà) della interminabile privatizzazione della compagnia di bandiera finita in coma profondo coincide, plasticamente, con l'epilogo di una convivenza forzata, tra partiti e culture politiche diversi, che solo l'abilità e la testardaggine del Professore aveva reso possibile. Ora, però, i freni inibitori sono saltati. Il prodismo era il collante del governo dimissionario, ma non va più di moda, neppure nell'economia. E allora il presidente Prodi non ci sta a fare il bersaglio immobile - in una campagna elettorale alla quale ha scelto di non partecipare - della destra di Silvio Berlusconi e della sinistra massimalista dei neo-comunisti. Non ci sta a essere messo sul banco degli imputati, insieme al fedelissimo ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, per una vicenda che ha tanti altri responsabili, disseminati almeno lungo l'ultimo decennio (e forse più) di agonia dell'Alitalia. Non ci sta a subire gli argomenti del rifondarolo Paolo Ferrero, ministro della Solidarietà sociale, che gli ricorda gli effetti sociali del durissimo piano di Air France e, dunque, l'opposizione dei sindacati, di quelli che ora con Raffaele Bonanni (Cisl) in testa scaricano tutte le colpe sul governo. Già i sindacati: "Che - dice Prodi - hanno fatto fuggire Lufthansa ma anche i russi di Aeroflot i quali, nero su bianco, mi hanno scritto che i sindacati italiani sono peggio di quelli dell'Unione sovietica". Prodi risponde alla sinistra ma parla soprattutto a Berlusconi che ha rotto il silenzio su Alitalia: "Stanno svendendo la compagnia di bandiera. Auspico che si presenti un gruppo di imprenditori coraggiosi". Salvo poi in privato, nei colloqui con gli avversari della sinistra chiedere loro - "per carità" - di chiudere la partita-Alitalia perché altrimenti "io con la Lega non ci riuscirò". Con Prodi c'è Padoa-Schioppa, e poi Pierluigi Bersani, ministro dello Sviluppo economico, fino alla radicale Emma Bonino. L'ultimo scontro a Palazzo Chigi tra riformisti e massimalisti. La relazione del ministro dell'Economia è fredda e determinata. In sintesi: "L'unica via d'uscita è la vendita ai francesi; l'alternativa è il fallimento". Tanto che Padoa-Schioppa ha già aperto il "dossier amministrazione straordinaria", chiedendo ai suoi uffici di avviare la pratica. Perché Tps il presunto piano dell'imprenditore abruzzese Carlo Toto (Air One) con il sostegno finanziario di Corrado Passera (IntesaSanpaolo) non l'ha mai visto. "Ci dicono che vendiamo Alitalia per un piatto di lenticchie? Basta che domani si presenti qualcuno con una lenticchia in più e noi gli cediamo Alitalia", commentava ieri con i suoi collaboratori l'ex banchiere di Francoforte. Anche se poi nell'entourage di Prodi si comincia a pensare che Berlusconi potrebbe anche provarci a mettere in piedi una cordata tricolore. Per ora c'è solo Jean-Cyril Spinetta, con le sue clausole vessatorie e anche umilianti per la Magliana. Il francese vuole andare fino in fondo. L'ha detto anche a Prodi, Padoa-Schioppa, Enrico Letta e l'ad dell'Alitalia, Maurizio Prato in un incontro a Palazzo Chigi. Ha detto che è pronto al negoziato con i sindacati, nonostante i margini ridotti, pure durante il weekend pasquale: "Non ho detto che posso anche non comprare. Ho detto che non sono venuto per "conquistare" l'Alitalia ma per coinvolgere il sindacato nel progetto di risanamento".

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L'opzione Toto e la ricerca dei compratori made in Italy (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-20 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Le alternative L'opzione Toto e la ricerca dei compratori made in Italy MILANO - Per salvare Malpensa gli imprenditori scenderebbero in pista, anzi ci hanno già provato e non è detto che alla fine salti fuori davvero un progetto per assicurare un grande hub del Nord, politica delle infrastrutture permettendo. L'appello di Silvio Berlusconi non ha lasciato indifferente il fronte industriale e finanziario che nelle regioni settentrionali concentra i propri interessi e che di Malpensa avrà sempre più bisogno, ma per la gran parte dei soggetti chiamati in causa dal candidato premier l'idea di fare "la colletta" per Alitalia resta a dir poco lunare. Che non sia solo una questione di danee ma di prospettive industriali lo sa bene lo stesso Cavaliere che in serata, a corredo delle dichiarazioni ai telegiornali, ha aperto al piano tricolore AirOne- Intesa Sanpaolo affermando che "è una delle soluzioni possibili " e che tuttavia richiede il "sostegno di imprenditori solidi che vogliono fare qualcosa per il nostro Paese". Ma quanto costa l' eventuale rilancio? L'offerta di Air France a circa 10 centesimi per azione, vale circa 138 milioni ai quali si aggiunge un miliardo di aumento di capitale. Ipotizzando un "premio" del 10-20% non si arriva a 2 miliardi, un valore pari a una società come Bulgari o Geox. Naturalmente la differenza è che in questo caso si tratta di un salvataggio. Come individuarli questi "coraggiosi " disposti a sostenere l'impervia missione? Nomi ne sono circolati e continuano a girarne in queste ore anche se è difficilmente qualcuno uscirà allo scoperto nel bel mezzo della polemica elettorale. Preferisce stare un passo indietro Diana Bracco, presidente di Assolombarda, che tra i primi si è mossa per promuovere una soluzione di sistema per lo scalo Varesino. E resta dell'idea che vada considerata una moratoria per Malpensa, Emma Marcegaglia presidente designato di Confindustria, con Luca di Montezemolo che ieri ha puntato il dito contro "la pessima immagine del Paese". In passato erano stati fatti i nomi di Diego Della Valle e di Andrea Riello. Quest'ultimo aveva anzi dichiarato la disponibilità. Marco Tronchetti Provera, tra quelli che più si sono spesi per la difesa di Malpensa, difficilmente entrerà nella partita. E lo stesso sembra valere per il capo della Piaggio, Roberto Colaninno, che già una volta si era guadagnato le stellette di "coraggioso " con la scalata alla Telecom. Ci ha messo sopra una bella pietra Carlo De Benedetti che aveva schierato e poi ritirato dalla gara la sua Management & Capitali e che ieri sera, intervistato dal Tg1, ha seccamente liquidato la questione. "Si sono infilati in un imbuto e ci vanno fino alla fine" ha detto l'Ingegnere, osservando che la trattativa per la vendita di Alitalia è "stata condotta nel modo peggiore". Tra chi potrebbe davvero affiancare AirOne nel piano promosso e gestito da Corrado Passera per Intesa, sono i fondi equity. Uno dei papabili è Clessidra di Claudio Sposito, mentre è giudicato improbabile l'intervento di Sintonia, la holding delle infrastrutture dei Benetton con grandi disponibilità dopo l'ingresso di Goldman Sachs, Mediobanca, e il fondo di Singapore. Non avrebbero mai del tutto rinunciato, invece, gli americani di Tpg che avevano partecipato all'asta. Tanto Tpg quanto altri investitori istituzionali avrebbero vincolato l'eventuale investimento alla rinuncia alla leadership operativa del patron di AirOne, Carlo Toto. Soluzione che sarebbe già allo studio. Paola Pica.

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L'offerta (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-20 num: - pag: 5 categoria: BREVI L'offerta Esuberi a quota 2.100 Air France ha già stimato circa 2.100 esuberi in Alitalia Fly e la chiusura delle attività cargo entro il 2010 L'aumento di capitale Previsto un aumento di capitale da 1 miliardo di euro interamente garantito dalla compagnia parigina Investimenti per la flotta Nel periodo 2008-2010 ci saranno investimenti complessivi per 850 milioni per il rinnovamento della flotta e il marketing Lo scambio azionario Air France offrirà un'azione ogni 160 dell'Alitalia. Offerta anche sui bond a un prezzo di 0,3145 euro Il marchio non sparirà Nel board sarà garantita un consigliere di nomina del Tesoro per sei anni. Garantita anche la sopravvivenza del marchio.

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Epifani: non firmo ricatti, il Tesoro rinvii la vendita (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-20 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Alitalia Il sindacato Epifani: non firmo ricatti, il Tesoro rinvii la vendita Il leader Cgil: meglio un accordo dopo il voto "Padoa-Schioppa non può pensare di trattare al posto nostro" "Non vogliamo il fallimento della compagnia" ROMA - Il presidente di Air France, Jean-Cyril Spinetta, è netto: il piano per Alitalia ha margini di cambiamento quasi inesistenti. Che cosa risponde il leader della Cgil, Guglielmo Epifani? "Che quello che dice Spinetta non si è mai visto. Il sindacato è sempre stato disponibile a discutere, ma non ne ha mai avuto la possibilità. Adesso lui ci chiama e dice: o così o niente. Questa non è una trattativa ". E che cos'è? "Un ricatto. Un triplo ricatto: al governo, al sindacato a Malpensa". Perché? "Perché a tutti viene chiesto un sì obbligatorio. Nel senso che se uno risponde no o avanza altre proposte, allora diventa responsabile del fallimento della compagnia. Ma Air France, governo e Alitalia che hanno già concordato tutto tra loro, escludendo il sindacato, non possono pensare di scaricare su di noi la responsabilità delle sorti dell'azienda". Lei vorrebbe una trattativa normale, ma Alitalia è al capolinea. Spinetta vi ha comunicato che o accettate il suo piano oppure c'è il commissariamento. Lei cosa preferisce? "Noi dobbiamo far di tutto per evitare il commissariamento. Sarebbe la soluzione peggiore perché rischieremmo di trovarci da un giorno all'altro con gli aerei a terra e gli stipendi non pagati. Non è come con la Parmalat dove l'azienda aveva una montagna di debiti ma margini sull'attività industriale. Ma l'alternativa al fallimento non è il piano Spinetta". Perché? "Perché manca degli investimenti per il rilancio, per esempio della flotta. Al contrario, si vuole chiudere il cargo. E non ci sono le garanzie sul personale che resterebbe nel perimetro aziendale. Insomma, Alitalia verrebbe ridimensionata ". E allora qual è la soluzione? "La trattativa su un piano più ambizioso. Air France deve muoversi dalle posizioni iniziali". Se non lo fa? "In questo caso il governo e l'azienda trovino il modo di garantire la vita dell'Alitalia per altri 60-70 giorni. Si avrebbero diversi vantaggi". Quali? "Si potrebbe sviluppare il confronto oltre la data ultimatum del 31 marzo dettata da Spinetta. E si arriverebbe al nuovo governo. Il che ci metterebbe al riparo da ripensamenti rispetto a un eventuale accordo firmato prima delle elezioni. Non a caso lo stesso Spinetta pone la condizione di avere il via libera dal nuovo governo ". Ma come si fa a garantire la continuità aziendale? I soldi in cassa di Alitalia stanno finendo e c'è il veto dell'Ue su nuovi aiuti di Stato. "Trovino il Tesoro e l'azienda una soluzione. Ci sono i terreni di Fiumicino, c'è la partecipazione di Alitalia nella stessa Air France, ma non spetta a noi dire indicare la strada". Insomma lei un eventuale accordo prima delle elezioni non lo firma? "Non ho detto questo. Ma che sarebbe logico farlo quando avremo il nuovo governo. Comunque se Air France vuole trovare un'intesa, noi non ci tiriamo indietro, consapevoli che davanti a un buon accordo sarebbe complicato per qualsiasi governo opporsi". Davvero crede che si possa fare una lunga trattativa vecchia maniera? Il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa- Schioppa si appella al vostro senso di responsabilità. "Padoa-Schioppa non può pensare di fare la trattativa al posto nostro e poi di chiamarci a ratificarla". Il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, auspica una cordata italiana... "E dice che la proposta di Spinetta è irricevibile. Anche per lui, dunque, va modificata. Quanto alla cordata, italiana o no, se c'è si faccia avanti". Berlusconi meglio del governo Prodi su Alitalia? "Il governo Prodi ha avuto delle responsabilità. Quello precedente di Berlusconi ne ha avute ancora di più". Enrico Marro Negoziato Il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani \\ Confronto oltre il 31 marzo. I soldi per sopravvivere ? Al limite si venda la quota Air France.

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Berlusconi: irricevibile l'offerta Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-20 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Berlusconi: irricevibile l'offerta Air France "Cordata italiana con AirOne e anche con i miei figli". Spinetta: il piano non si tocca C'è il rischio di un commissariamento. Lite tra il Cavaliere e Prodi. Oggi i consigli della compagnia e di Sea ROMA - Berlusconi rompe gli indugi su Alitalia, dichiara "irricevibile" l'offerta di Air France-Klm, auspica una cordata italiana. Una mossa che spiazza l'asse che va da Prodi al ministro del Tesoro, Padoa-Schioppa, al presidente di Alitalia, Maurizio Prato, favorevoli ai transalpini, ipotizzando una diversa gestione della crisi del vettore. Dopo le elezioni. "Non credo - ha detto il Cavaliere - che i primi dieci gruppi in Italia si possano tirare indietro per salvare Alitalia. Che figura ci fanno. Anche i miei figli sono disposti a partecipare e so che anche il mondo arabo con quote di minoranza è disposto a finanziare ". Berlusconi, tuttavia, non ha fatto altri nomi se non quello di Ligresti. Ma ha aggiunto: "Se dietro c'è la regia di Air One e c'è BancaIntesa, che domani (oggi per chi legge, ndr) ha un cda che dovrebbe dare il via libera, e ci sono altri istituti di credito, si parte subito e c'è il risanamento nel giro di un anno, un anno e mezzo". La presa di posizione del Cavaliere, definita "irresponsabile " dal ministro dello Sviluppo, Pierluigi Bersani, ma non commentata da Walter Veltroni, segue le tesi della Lega e dei lombardi smentendo il fronte trattativista di Gianni Letta e Giulio Tremonti. Ma soprattutto sembra trovare d'accordo almeno Cgil e Cisl. Guglielmo Epifani e Raffaele Bonanni hanno chiesto a Prodi "un incontro urgentissimo " affinché ritiri l'alternativa secca "vendita a Air France- Klm o fallimento" e conceda più tempo alla compagnia. Ma a Palazzo Chigi, dove ieri mattina Prodi si è ritrovato isolato in consiglio dei ministri su Alitalia, c'è l'intenzione di procedere. "è inutile dire che la trattativa con Air France non va bene - ha detto Prodi -. Berlusconi se non è d'accordo, porti un'altra soluzione". Dunque avanti tutta: se l'accordo tra i sindacati e Air France-Klm non si troverà entro una settimana, Prato potrebbe porre le premesse dell'amministrazione controllata portando i libri in tribunale. Già oggi il consiglio d'amministrazione dovrebbe fare il punto sui conti senza però scoprire le carte. La situazione dunque è tesa. Vi ha contribuito la conferenza stampa indetta a Roma dal presidente di Air France Klm, Jean-Cyril Spinetta, che, lungi dal tranquillizzare i sindacati, li ha spinti, almeno in parte, verso soluzioni alternative. Spinetta in mattinata aveva incontrato Prodi e Padoa- Schioppa, ammettendo la difficoltà di un accordo sindacale e indicando una margine di trattativa nella discesa del numero degli esuberi e nel ripristino di alcune rotte asiatiche su Malpensa. Alla stampa però Spinetta ha ripetuto le cose dette ai sindacati spiegando che "i margini di manovra sono inesistenti o limitatissimi ", assicurando che "il piano sociale sugli esuberi sarà esemplare", scommettendo sul "successo dell'operazione ", accordando ai sindacati tempo per decidere fino al 31 marzo. Nessuna concessione sulla chiusura del cargo che impensierisce i piloti, né su Az Servizi o Malpensa. "Non riesco a immaginare che non possa esserci un accordo" ha concluso, confermando la necessità del consenso "del prossimo governo ". Stamane Prato dovrebbe incontrare i sindacati. Ma Cgil e Cisl sembrano guardare oltre. "La trattativa su Alitalia commenta il presidente della Cir, Carlo De Benedetti - è stata condotta nel modo peggiore: si sono infilati in un imbuto ". Antonella Baccaro Air France L'amministratore delegato, Jean-Cyril Spinetta, risponde con il suo staff alle domande dei giornalisti a Roma.

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Alitalia La vendita (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-20 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Alitalia La vendita Iberia, British sale al 13,5% British Airways sale in Iberia. La compagnia ha incrementato del 3% la sua partecipazione portandola al 13,5%. Possibili ulteriori incrementi ha fatto sapere la stessa Ba.

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Berlusconi boccia Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-03-20 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Il Cavaliere rilancia "la regia di AirOne", lite con Prodi. Spinetta blinda il piano Berlusconi boccia Air France "Parigi rinuncerà, cordata italiana anche con i miei figli" ROMA - L'offerta di Air France-Klm per Alitalia è "irricevibile", per Silvio Berlusconi, che auspica una cordata italiana con la regia di AirOne e rilancia: "Potrebbero partecipare anche i miei figli". Scontro con Prodi. ALLE PAGINE 5e6 Baccaro, Gelmini, Pica, Rizzo.

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Vertice a Palazzo Chigi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-20 num: - pag: 6 categoria: BREVI Vertice a Palazzo Chigi I segretari generali di Cgil e Cisl Guglielmo Epifani e Raffaele Bonanni hanno chiesto al premier, Romano Prodi, "un incontro urgentissimo" ritenendo improponibile l'alternativa tra un accordo capestro e il fallimento di Alitalia".

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I non candidati e le lenticchie di Padoa-Schioppa (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-20 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Retroscena I non candidati e le lenticchie di Padoa-Schioppa ROMA - Non sapeva ancora, il ministro dell'Economia, che Silvio Berlusconi avrebbe rilanciato l'idea di una cordata italiana per comprare l'Alitalia, in piena campagna elettorale. Ma ventiquattrore prima, mentre il braccio di ferro fra i sindacati e il presidente di Air France Jean-Cyril Spinetta raggiungeva l'apice, Tommaso Padoa- Schioppa non aveva potuto fare a meno di ricordare ai suoi interlocutori: "Chi dice di credere al mercato deve riconoscere che nessuno della regione più ricca d'Italia e neppure della città più ricca della regione più ricca si è fatto avanti per comprare l'Alitalia". Una replica indiretta alle critiche del sindaco di Milano Letizia Moratti e di chi ancora non si rassegna al fatto che l'Alitalia sia arrivata al bivio fatale: la cessione o il fallimento. E forse pure un messaggio a chi nel centrosinistra continua a masticare amaro, insieme ai sindacati. Durante la riunione di governo di lunedì che ha approvato l'offerta francese il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi ha avanzato questa sorprendente proposta: "Prima che il consiglio dei ministri si esprima sulla vendita, sarebbe meglio aspettare l'esito dell'incontro fra i sindacati e Spinetta ". Mentre il vicepremier Francesco Rutelli (che non ha mai digerito l'ipotesi Air France-Klm) considerava un errore il fatto di non aver "lasciato aperto" anche il canale Airone (che però non avrebbe accettato una trattativa non in esclusiva). Per poi chiedere: "Scusate, ma il governo non potrebbe acquistare il 2% dell'Air France? Così almeno arriveremmo al 5%". Come se questo potesse cambiare qualcosa, se non rafforzare le tesi di chi accusa Padoa- Schioppa di voler vendere ai francesi per un piatto di lenticchie. Argomentazione che il ministro ha commentato in privato: "Air France-Klm si è impegnata a fare investimenti imponenti, per un valore complessivo dell'operazione pari a 1,7 miliardi, oltre a far rientrare il Tesoro di 400 milioni del vecchio prestito obbligazionario. Chiunque pensa che la sua offerta è un piatto di lenticchie può fare un'offerta migliore, anche di una sola lenticchia, già domani mattina". Ma ieri la lenticchia in più non si era ancora vista. Sergio Rizzo.

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Di Pietro: moratoria per Malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-20 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE A "Corriere.it" Di Pietro: moratoria per Malpensa MILANO - Sul dilemma Alitalia che agita la politica Antonio Di Pietro ha le idee chiare: va trovata una soluzione senza che Malpensa finisca nel pozzo. "Malpensa vale almeno 10 Alitalia - scandisce l'ex pm alla videochat di Corriere.it - perché intorno allo scalo si è creato un indotto. Solo un governo pazzo, dopo aver investito miliardi di euro, dispone la fine dell'hub". Da qui la richiesta di una moratoria di due o tre anni "per trovare partner qualificati che permettano a Malpensa di mantenere le stesse potenzialità, senza risentire della débcle di Alitalia". "E non me ne importa niente - taglia corto il leader dell'IdV - se nel mio governo qualcuno la pensa in modo diverso. Io su questo tema, da ministro delle Infrastrutture, non transigo". Poi in serata, preso atto dell'altolà del presidente di Air France Spinetta, l'ex pm chiarisce il concetto definendo quello dell'esecutivo di cui fa parte un "atteggiamento ondivago e contradditorio" perché "se si era deciso di abbandonare Malpensa non c'era bisogno di buttarci via 6 miliardi di investimenti". E aggiunge: "è stato un grave errore non imporre come clausola alla vendita la moratoria sullo scalo". Nel filo diretto web l'altro argomento a tenere banco è Berlusconi e il conflitto d'interessi. Di Pietro rilancia la proposta della limitazione a una rete televisiva per i privati. "Lo impone l'Europa" spiega. E il Cavaliere fa bene a preoccuparsi perché "gli terremo il fiato sul collo, anzi gli soffieremo nelle orecchie". Luca Gelmini La videochat integrale con il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro sul caso Alitalia e sulla campagna elettorale su www.corriere.it Il ministro Antonio Di Pietro.

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Anticipazioni (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Bolzaneto A PAGINA l3 Meglio tardi che mai, la macelleria va nell'urna Alitalia A PAGINA l5 Spinetta: piano intoccabile Oggi incontro con i sindacati Abu Omar A PAGINA l6 Il pm: l'avvio del processo non ostacola la Consulta Tibet A PAGINA l8 Londra: Wen Jiabao pronto a incontrare il Dalai Lama.

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Alitalia, no di Berlusconi ai francesi (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Ultimatum di Spinetta: 2100 esuberi e Fiumicino hub. Prodi: unica proposta valida. Casini: senza Parigi c'è il fallimento Alitalia, no di Berlusconi ai francesi "Si prepara una cordata Air One-banche-imprese, forse dentro anche i miei figli".

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ROMA Il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, dice no all'offerta per Alitalia presentata da Air (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

France-Klm. "I francesi rinunceranno - sottolinea il Cavaliere - lasciando spazio ad una cordata italiana con Air One, Banca intesa il cui Cda potrebbe decidere oggi e imprenditori, tra i quali vi potrebbero essere anche i miei figli". Prodi replica che "la proposta di Parigi è l'unica concreta". E Pierferdinando Casini attacca: "I grandi partiti non sanno cosa dire, senza Air France c'è il fallimento". Il numero uno della compagnia francese, Jean-Cyril Spinetta, esclude che ci siano margini di manovra per cambiare il piano.

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ROMA Dieci giorni di tempo per un sì o per un no . Jean Ciryl S (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di LUCIANO COSTANTINI ROMA Dieci giorni di tempo per un "sì" o per un "no". Jean Ciryl Spinetta non concede proroghe ai sindacati che hanno bocciato il piano industriale di Air France. "Sull'acquisto di Alitalia non c'è un negoziato, i margini di modifiche al nostro progetto sono esilissimi". Come dire, prendere o lasciare, anche se il presidente dell'aviolinea francese precisa di non aver mai lanciato ultimatum. Comunque la situazione continua ad essere drammaticamente in stallo perchè le organizzazioni sindacali chiedono correzioni al piano mentre i francesi replicano che sono possibili soltanto limature. Al momento non c'è in programma un nuovo incontro. Meno che mai con Spinetta che ieri sera si è imbarcato sul jet che lo ha riportato a Parigi. Il 31 marzo resta l'ultimo giorno per il pronunciamento dei sindacati. Intanto sarà Maurizio Prato, top manager di Alitalia, a tenere i rapporti con i sindacati. Li ha convocati per questa mattina per "un incontro urgente" al quartier generale della Magliana nel tentativo di strappare un "sì". Tentativo destinato al fallimento. E Prato lo sa bene. Quindi illustrerà l'alternativa, drammatica, per la compagnia, quella del fallimento con l'arrivo di un commissario liquidatore. Una possibilità che è stata evocata nella riunione del Consiglio dei ministri di ieri mattina e che Tommaso Padoa-Schioppa ha confermato. Il ministro dell'Economia nella stessa mattinata di ieri ha incontrato Spinetta e Prato per fare il punto della situazione e pianificare le prossime mosse. La prima sarà, appunto, quella di mettere i sindacati di fronte alla drammatica realtà. Per il pomeriggio di oggi Prato ha convocato il consiglio di amministrazione della compagnia e non certamente per illustrare i conti. Si conoscono fin troppo bene e comunque, gli ultimi, sono stati ufficializzati appena qualche giorno fa. La fantasia, neppure troppo fervida, autorizza a pensare che il presidente comunicherà al board il "no" dei sindacati e quindi annuncerà l'arrivo - più o meno rapido - di un commissario liquidatore. I sindacati, che hanno chisto un incontro "urgentissimo" a Prodi, non ci stanno. Si sentono con il cerino in mano, quello lasciato loro da Spinetta rispetto ad una scelta definitiva: accettare il piano o decretare sostanzialmente il fallimento di Alitalia. Avverte il leader della Cisl Bonanni: "Se Spinetta dichiara immodificabile il piano, rende non agibile la trattativa". "Non c'è un sindacato irresponsabile - puntualizza il numero uno della Cgil Epifani - sappiamo che la compagnia è arrivata a un punto molto critico, ma non possiamo accettare un piano che non ci convince". "Non accetteremo soluzioni ad ogni costo - minacciano i piloti Anpac - se restano i tagli sarà conflitto duro".

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ROMA Credo nel rilancio della compagnia per creare un leader europeo capace di compet (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di ROBERTA AMORUSO ROMA "Credo nel rilancio della compagnia per creare un leader europeo capace di competere nella corsa mondiale. Altrimenti non avrei impegnato oltre 2 miliardi in questa operazione. Ma questa ristrutturazione è indispensabile. E il piano sociale è esemplare. Insomma, i margini per cambiare il piano sono inesistenti, o limitatissimi" Questa volta il numero uno di Air France, Jean-Cyril Spinetta non vuole davvero essere frainteso. Non si tratta "di non essere obbligati ad acquistare Alitalia". Ma di avere il consenso fondamentale dei lavoratori su un piano "credibile" per riportare Alitalia, una compagnia "sfinita da continue ristrutturazioni", alla redditività. "Si, è vero, l'accordo è a rischio", conferma dopo il primo faccia a faccia con i sindacalisti. "Ma ho fiducia", sottolinea. Un incontro di lavoro con i vertici di Alitalia, una visita a Palazzo Chigi, poi nel pomeriggio una affollata conferenza stampa. Spinetta vuole sgombrare il campo dal polverone delle polemiche. Sulla scadenza del 31 marzo: non è "un ultimatum di Air France. E' imposto dalle necessità finanziarie della compagnia, come chiesto da Prato". Sul numero degli esuberi: "Ho letto seimila, settemila, ottomila... Sono in tutto 2.100, anche meno se si considerano le assunzioni a Fiumicino". Ma qualunque compagnia hanno conosciuto dei sacrifici prima del rilancio. Anche Air France all'inizio degli anni '90 ha ridotto l'attività del 23%. Non solo. Spinetta lancia un messaggio chiaro ai sindacati: la legislazione italiana subordina il via libera agli ammortizzatori al consesno dei sindacati. Come dire: se non c'è l'accordo sul piano non c'è nemmeno la cassa integrazione. Il modello è quello con cui Air France ha "integrato, non comprato" Klm nel 2003: "Sviluppo insieme, ma continuando a esistere ognuno con il suo nome, un marchio, una identità nazionale, autonomia gestionale ". Un passo da fare, perchè di fronte alle prossime sfide del mercato se le grandi compagnie europee non si integrano "sono destinate a scomparire". Il progetto "nasce in un contesto difficile", rileva Spinetta, accennando alla "gravità" dei conti in rovina di Alitalia. "Ma il nostro impegno non è cambiato:". Dopo l'esame dei conti, e per l'impatto dell'impennata del prezzo del petrolio (ogni aumento del petrolio di dieci euro costa ad Alitalia 40 milioni in più di perdite), il prezzo offerto per lo scambio di azioni è sceso da 35 a circa 10 centesimi, ma l'aumento di capitale "per dare ad Alitalia le risorse di cui ha bisogno per ripartire" sale da 750 milioni a un miliardo. E bisogna accollarsi oltre un miliardo di debiti. Così l'operazione vale "ben oltre due miliardi". Non c'è stata una offerta al ribasso, e non c'è un progetto di ridimensionamento, sostiene il presidente di Air France-Klm: "Non vogliamo impedire ad Alitalia di crescere: può andare avanti. Serve una spinta. Ha perso molte quote di mercato e deve battersi per riconquistarle", così può puntare ad "una crescita annua più alta e forte di Air France-Klm".Il nodo Malpensa. "Normalmente gli aeroporti sono al servizio delle compagnia aeree, e non il contrario", punge Spinetta, che condivide la scelta di Alitalia di rivederne il ruolo: "Non ho partecipato al dibattito politico, ma dal punto di vista industriale mi sembra ragionevole. Il grosso delle perdite della compagnia è generato da Milano Malpensa".Le elezioni. Anche il prossimo governo "dovrà pronunciarsi. Nessuna operazione di questo tipo si può fare in modo ostile e contro un governo". Spinetta garantisce anche "un piano sociale esemplare" e "tutte le risorse possibili per cassa integrazione, mobilità, incentivi finanziari". 2.100 esuberi, "1.600 per Alitalia Fly, meno dei 1700 inizialmente previsti". E 500 nelle attività collaterali dopo una "reintegrazione di 3.300 dipendenti" sui 7.400 oggi al lavoro per Az Servizi, la società controllata dalla finanziaria del Tesoro Fintecna che, per le attività che non verranno acquisite, potrà contare "su una stabilità occupazionale" garantita dai contratti di fornitura ad Alitalia "che estenderemo da 4 a 8 anni". Diminuisce il numero degli esuberi tra gli assistenti di volo, aumenta a 500 quello previsto per i piloti: colpa dell'attività cargo. "Abbiamo scoperto che ha perso un terzo del fatturato": è "una palla al piede", sarebbe da "chiudere subito", ma verrà fatto gradualmente, a costo di mettere in bilancio altre perdite, pur "di lasciare il tempo per trovare soluzioni adeguate".

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ROMA - Il commissariamento di Alitalia? Forse permetterebbe ai sindacati di prendere temp (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

O. Forse consentirebbe anche al fronte del Nord, Sea in testa, di mantenere il punto sul contenzioso aperto dopo i tagli a Malpensa. Ma la realtà è un'altra. Il commissariamento di Alitalia rivelerebbe subito la sua faccia più brutta. Il disarmo di Malpensa sarebbe ancora più duro e il conto degli esuberi si appesantirebbe drammaticamente. Nello stesso tempo, offrirebbe a Air France-Klm, o a qualcun altro, un'occasione ghiotta per portare a casa il ramo d'azienda di Alitalia senza accollarsi 1,2 miliardi di indebitamento. Vediamo perché. Qualunque commissario un minuto dopo aver congelato i debiti si troverebbe a gestire al meglio la cassa (che arrivi dalle banche o da un prestito del Tesoro) per mantenere l'operatività aziendale a livelli minimi. Insomma, Prato in versione commissario dovrebbe ridurre immediatamente l'attività, ridimensionando drasticamente i costi su quattro fronti: gli affitti degli aerei, il carburante, le assicurazioni e gli stipendi. Risultato? In un'ipotesi ottimistica rimarrebbero a terra almeno 50 aerei, sui 174 attuali. Il che vuol dire che Alitalia dovrebbe rinunciare subito a più macchine di quelle ipotizzate da Air France (42). Immediate le conseguenze sull'occupazione. Scatterebbe la cassa integrazione per circa 3.000 piloti e hostess, e ammortizzatori sociali per altre 2.000 unità tra il personale di terra. Numeri da confrontare con i 2.100 esuberi previsti da Parigi. Poi scatterebbero le dismissioni. E una volta ridotta Alitalia all'essenziale il manager liquidatore dovrebbe vendere, magari all'asta, "il ramo d'azienda". E' qui che può rientrare in campo Air France. E a quel punto, Parigi (insieme ad altri, se ce ne saranno) avrebbe l'occasione di acquistare Alitalia senza debiti. Un risparmio di almeno 1,2 miliardi, contro il conto attuale di oltre 2 miliari. R.Amo.

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Fiumicino, è allarme code: <Servono più agenti a terra> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-03-20 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Turismo Vertice fra Enac e Adr sulle nuove rotte Fiumicino, è allarme code: "Servono più agenti a terra" "Ho scritto a dicembre al capo della polizia Antonio Manganelli per chiedergli un rinforzo di personale al controllo passaporti del Leonardo da Vinci. Il problema è serio: l'insufficienza di agenti crea una specie di "collo di bottiglia" sia agli arrivi che alle partenze. Ma sono fiducioso che il problema si possa risolvere ". Lo detto ieri il presidente dell'Enac Vito Riggio durante la presentazione del piano "estate 2008". La certezza è che dal 2 di aprile Fiumicino, con le 14 rotte intercontinentali che l'Alitalia ha trasferito a Malpensa, lo scalo raggiungerà transiti passeggeri record, pari a quelli che solitamente si registrano a partire da luglio. L'obiettivo è evitare che in aeroporto collassi, come nel 2007, il sistema di smistamento bagagli. Per evitare che altre migliaia di valigie risultino "disguidate ", perdendosi in giro per il mondo, alla società Adr spetterà una specie di coordinamento operativo su tutto quello che succede in pista. Una "task force" di 100 addetti (operativa già da Pasqua) sarà in grado di intervenire giorno e notte in caso di guasti al nastro bagagli. La novità è che, in caso di difficoltà, la squadra potrà "soccorrere " anche gli altri tre handler (Az Airport, Eas e Airone) che al Leonardo da Vinci si occupano dello stivaggio. Il pacchetto delle misure comprende altro: l'Alitalia ha annunciato un investimento di 17 milioni di euro per il rinnovo dei mezzi che servono per l'assistenza a terra. A fine marzo inoltre tornerà in funzione la seconda pista, temporaneamente chiusa per il rifacimento e a maggio aprirà il molo T5 riservato ai voli "sensibili " diretti negli Stati Uniti e in Israele. Con un suo bhs autonomo, alleggerirà in maniera consistente le code ai terminal. Misure che rendono "ottimista" Riggio, consapevole che "le criticità permangono, ma sono superabili con l'impegno di tutto". E a vigilare che "tutto funzioni come un orologio", saranno gli ispettori dell'Enac. Alessandro Fulloni.

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Alemanno ottiene l'appoggio di Sarkò (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-03-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-03-20 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Centrodestra Il leader di An: studierò il "modello Parigi" Alemanno ottiene l'appoggio di Sarkò Il partito del presidente sceglie il candidato Pdl Nasce sul tema del lavoro l'alleanza con Thierry Mariani, inviato dell'Ump per conto del presidente francese Gianni Alemanno incassa un alleato prestigioso nella corsa per il Campidoglio: Nicholas Sarkozy. Il capo di stato francese ieri attraverso il proprio inviato Thierry Mariani ha annunciato l'appoggio del proprio partito (l'Ump) al candidato sindaco del Pdl. "Stiamo guardando con molta simpatia il vostro movimento politico - ha detto Thierry Mariani intervenendo a un convegno sul lavoro organizzato dalla Fondazione Nuova Italia, presieduta da Alemanno - , noi abbiamo vinto mettendo insieme pezzi del centro e della destra, come state facendo voi". L'esponente di An, spiegando come è nato l'asse Roma-Parigi, ha affermato che "il tema centrale dello slogan di Sarkozy è "lavorare di più per guadagnare di più", ovvero sposare il reddito con la produttività ed è questa anche la nostra idea". Alemanno ha anche reso noto che il 2 aprile andrà in Francia "per studiare il modello Parigi. Le nostre capitali sono gemellate da anni, ma sulla qualità dei servizi e sul funzionamento della città loro sono avanti a noi. Certo hanno il problema della banlieue. Ma nel complesso la situazione è migliore rispetto a noi". E ha ribadito l'esigenza di riconoscere il ruolo di Roma capitale, magari con l'istituzione del prossimo governo di "un sottosegretario per le aree metropolitane". Quella di ieri è stata una giornata particolarmente movimentata, per l'ex ministro. Con alti e bassi. I primi? Un nuovo sondaggio (Swg per Radio 24) ha dato il rivale Francesco Rutelli sotto il 50%. "Da questi numeri emerge che la corsa al ballottaggio è aperta e questo era un nostro obiettivo. C'è un'ampia dispersione di voti, si tratta di capire come si andranno ad assestare. è un dato in costante evoluzione". Poi i bassi. Alemanno è andato a incontrare alcuni dipendenti del Comune che davanti alla Bocca della verità manifestavano al grido "non siamo fannulloni ". Il candidato sindaco è stato contestato da alcuni dei partecipanti al presidio. "Rutelli avrebbe fatto bene a venire - ha commentato Alemanno - perché la sinistra in questi anni ha fatto scempio dell'amministrazione comunale e questa dei dipendenti è una normale reazione a ciò che è avvenuto". Insomma, i fischi se li è presi. "Ma almeno io c'ero...". Per il resto, routine da campagna elettorale. Alemanno ha incontrato l'Assobalneari di Ostia, guidata da Renato Papagni, considerato molto vicino a Rutelli. L'esponente di An ha promesso, in caso di vittoria, una "legge obiettivo per la trasformazione urbanistica e la riqualificazione del litorale romano". A margine di uno dei tanti incontri in agenda, è intervenuto sulla vicenda Alitalia: "Una questione così delicata non può essere trattata da un governo in uscita, la scelta di Air France è sbagliata, c'erano altre strade da percorrere", ha detto, "c'era anche una cordata italiana ". Quella di Air One, però tagliata fuori. Paolo Foschi.

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Il grande rally è già finito (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Torna l'orso sulle Borse. Negli Usa l'indice Dow Jones chiude a -2,36, il Nasdaq a -2,57 Il grande rally è già finito I nuovi segnali di sofferenza del settore immobiliare spingono le autorità Usa ad allentare i vincoli: sul mercato altri 200 miliardi Galapagos Il rally delle borse è già finito: a brindare al nuovo vigoroso taglio dei tassi deciso martedì dalla Fed sono stati solo i mercati asiatici che hanno recuperato (ma solo parzialmente) le perdite di martedì. Su tutte le altre borse, invece, è tornato l'orso: il Dow Jones ha chiuso a meno 2,36 e il Nasdaq a meno 2,57. Eppure la giornata in Europa non era iniziata male: i forti guadagni di New York del giorno prima, in mattinata avevano spinto al rialzo gli indici azionari. Per carità, nulla di travolgente. Tanto che molti analisti parlavano di un semplice rimbalzo tecnico. Traduzione: dopo le forti perdite degli ultimi giorni, c'era chi tornava a comprare a prezzi stracciati nella speranza di un ripresa anche modesta. Nel panorama europeo fin dal mattino ha fatto eccezione Piazzaffari trainata al ribasso dal nuovo crollo delle azioni Alitalia (che sul finire della seduta recuperavano sulle voci di una offerta un po' meno spietata da parte di Air France), ma anche di quelle di Seat Pagine Gialle. Tutto è accaduto dopo che la società ha annunciato che non avrebbe distribuito dividendi. A fine giornata le azioni registravano una caduta di quasi 1/5 del valore dopo che negli ultimi mesi ne avevano perso un 75% abbondante. A preoccupare della Seat (che per anni è stata una "gallina dalle uova d'oro") non è solo la mancanza di dividendi, ma soprattutto l'elevato indebitamento. Ieri sui titoli Seat c'è stato un giro vorticoso di compravendite. Quasi un record visto che nel corso della seduta è passato di mano oltre il 10% del capitale. Così, a fine giornata il Mibtel segnava una caduta del l'1,97% che porta a quasi il 20% il crollo dell'indice dall'inizio dell'anno. Sulle altre piazze europee le perdite sono state un po' inferiori, ma ottimismo ce n'è poco in circolazione e secondo molti oggi potremmo assistere a una nuova giornata di pesanti cadute. Come sempre a "fare il mercato" sono le notizie provenienti dagli Stati uniti. Ma dagli Usa notizie brillanti non ne sono arrivate. Salvo la conferma di una febbrile attività della Fed per cercare di bloccare l'onda della crisi finanziaria. Ieri non erano attesi dati macroeconomici, ma a suscitare malumore è arrivata la notizia che nella settimana terminata il 14 marzo c'è stata una nuova caduta nella concessione di mutui e nel loro rifinanziamento. Insomma si conferma che l'attività immobiliare è ancora declinante e rischia di provocare ondate di pignoramenti e crollo dei prezzi delle case. La situazione è così grave che ieri l'Autorità federale che regola il mercato immobiliare (si chiama Ofheo) d'accordo con la Fed ha deciso di ridurre i requisiti di capitale per Freddie Mac e Fannie Mae che potranno così aumentare la loro attività sul mercato dei mutui. In pratica la Ofheo, ha ridotto il livello minimo di capitale che deve essere mantenuto da Freddie Mac e Fannie Mae dal 30 al 20 per cento. Grazie a questo modifica, le due agenzia parastatali di rifinanziamento dei mutui potranno riversare liquidità sul mercato immobiliare per circa 200 miliardi di dollari ridando fiato al mercato delle cartolarizzazioni. Ieri era anche giornata di trimestrali di parecchie banche i cui risultati sono appena discreti, ma in ogni caso migliori delle attese e delle voci che parlavano di autentici tracolli. E si anche saputo che importanti istituzioni finanziarie come Lehman Brothers, Goldman Sachs e Morgan Stanley hanno usato la finestra sul tasto di sconto della Fed che consente lo sconto anche di crediti cartolarizzati. Questo significa che la Fed seguita a inondare il sistema di liquidità per evitare il tracollo. Intanto, però, l'economia reale ripiega: i consumi petrolioferi diminuiscono e scende anche il prezzo del greggio nella certezza che la domanda diminuirà. Risultato: la borsa di New York dopo un inizio brillante è tornate in sofferenza.

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Spinetta: Proposta immodificabile (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Lunga e chiarissima conferenza stampa del presidente di AirFrance-Klm. Stamattina nuovo incontro con i sindacati Spinetta: "Proposta immodificabile" "Nessuna moratoria per Malpensa", responsabile dei due terzi delle perdite della compagnia di bandiera. La destra e il "fronte del Nord" gridano molto, ma nessuno propone una cordata imprenditoriale alternativa e credibile. Preoccupazioni per i livelli occupazionali a Roma e Milano Francesco Piccioni Sicuramente sa quel che vuole. Jean-Cyril Spinetta, presidente di Air France-Klm, non si sposta di un millimetro dalla posizione presa davanti ai sindacati il giorno prima: "il piano di acquisto di Alitalia è immodificabile". Dalla sua ha il fatto di non essere ancora il proprietario della compagnia di bandiera, ma solo il candidato acquirente. Pone perciò le sue condizioni; se piacciono, bene, altrimenti amici come prima e me ne torno a Parigi. Del resto, ha spiegato, "questo non è un negoziato classico". La differenza, bontà sua, è però posta nella "gravità della situazione", di cui spera "tutti siano consapevoli". Non gli ha fatto cambiare idea né la faccia storta dei sindacalisti (che rivedrà stamattina alle nove nella sede della Magliana), né il frastuono delle dichiarazioni dei politici. Eppure continua a ripetere di considerare "fondamentale" l'assenso "della maggioranza dei sindacati", fino alla ratifica da parte delle assemblee dei lavoratori. Così come ritiene necessario anche l'assenso "del prossimo governo", ben sapendo che potrebbe trovarsi davanti un Berlusconi - accompagnato magari da Maroni e Formigoni - che gli chiederebbe (almeno pro-forma) una "moratoria su Malpensa". Bisogna però dar atto al manager francese della capacità di parlar chiaro. Non ha infatti concesso nulla neppure su questo fronte. "Il grosso delle perdite di Alitalia (i due terzi, ndr) è generato da Malpensa"; ergo, "dal punto di vista industriale mi sembra ragionevole la scelta di concentrare il ruolo di hub su Fiumicino". Solo per la mini-flotta Cargo si potrà parlare di "moratoria" - un paio d'anni - ma senza soverchie illusioni: "questa attività perde un terzo del fatturato; non è possibile mantenerla, è come se mettessimo una palla al piede della compagnia". La sua fiducia sulla possibilità di far riprendere economicamente la compagnia è altissima, visto che è disposto a investirci 2 miliardi di euro; uno per assorbire l'indebitamento e un altro per l'aumento di capitale. "Se Air France in un periodo così difficile si assume un impegno così importante con una compagnia che da dieci anni non fa altro che perdere, è perché Alitalia ha tutte le carte in regola per andare avanti e per conoscere una forte crescita". In tempi anche rapidi, pare: "a partire dal 2010, una volta risanata, Alitalia avrà una crescita annua che sarà più forte di Air France-Klm, perché ha perso moltissime quote di mercato e non appena sarà di nuovo redditizia potrà riacquistarle". Sull'altro piatto della bilancia c'è la mannaia dei posti di lavoro. Spinetta contesta i numeri fatti in questi giorni e parla di soli "2.100 esuberi". In realtà lui calcola soltanto coloro che proprio non si dove mettere - 1.600 da Alitalia Fly, 500 da Az Service - e che perciò saranno oggetto "di un piano sociale di prim'ordine". Ovvero cassa integrazione e incentivi alla fuoriuscita. Su questo punto il ministro del lavoro, Cesare Damiano, è rimasto alquanto abbottonato, limitandosi a dire che "aspettiamo di vedere" le misure concrete. Nel conto vanno però messi anche tutti i dipendenti di Az Service che figurativamente finiranno sotto la responsabilità di Fintecna (società pubblica), ma solo fino a quando non si sarà trovata un'altra destinazione. Se ci sarà. Da Az Service, infatti, saranno riportati "nel perimetro aziendale" - ovvero Az Fly - soltanto 3.300 dipendenti sugli oltre 8.000 in organico. Stamattina, si diceva, nuovo round con i sindacati che hanno già giudicato "non potabile" il piano proposto dai francesi e hanno chiesto cambiamenti per poter cominciare a trattare davvero. Ma pur "comprendendo perfettamente che i sindacati abbiano bisogno di tempo per valutare il piano nel suo insieme", Spinetta ha precisato che "i margini di manovra sono limitatissimi". L'impressione è perciò quella di un muro non scalfibile, fuori dalla tradizione delle trattative "all'italiana" anche sul piano retorico (tipo "abolire lo scalone pensionistico" sostituendolo con una serie di "scalini" che hanno lo stesso effetto). E che perciò, alla fine, ci saranno degli sconfitti che non potranno parlare di "mezze vittorie". Oppure un fallimento nella vendita ai francesi. Non a caso, ieri, nella riunione "molto vivace" del consiglio dei ministri, è risuonata nuovamente la parola "commissariamento". Ovvero l'anticamera della liquidazione fallimentare.

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Berlusconi si scalda (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Lettere, vademecum e attacchi a Walter "pensionato della politica" Red. Pol. Roma Il leader del Pd Walter Veltroni, durante un comizio ieri a Lodi, ha zittito un militante che contestava Silvio Berlusconi, geladolo così: "Abituiamoci al fatto che siamo entrati in un'altra epoca, basta". Ma il leader del Pdl non ricambia la cortesia e, dal Tg5 della sera, attacca: "Veltroni parla in un modo e razzola in un altro. Si è presentato, e questa è la cosa che fa più scandalo, come l'uomo nuovo, ma è un pensionato della politica che ha ricevuto la pensione dal 2001 in avanti". Insomma, per il Cavaliere è tempo di vivacizzareil confronto. E anche tempo di lettere agli elettori. Il leader del Pdl opta per la missiva differenziata, regione per regione. Ai campani parla di rifiuti: "Il primo impegno del prossimo governo sarà liberare Napoli e la Campania dalla montagna sotto la quale la classe dirigente del Partito democratico le hanno sepolte"; e "il silenzio di Veltroni in proposito ci è parso un preoccupante segno di debolezza". Ai lombardi spiega che quel che accade con Alitalia e Malpensa dipende dalla "solita storia: l'invidia per chi produce ricchezza, provata da chi, come Veltroni, non ha mai lavorato un giorno in vita sua". E così via. La difficile battaglia per il senato, dove il premio di maggioranza è assegnato su base regionale, impone scelte innovative. Vecchia storia per il Cavaliere, invece, quella dei brogli e dell'esercito dei difensori del voto. Dotato, in questa occasione, di apposito manuale: ben 67 pagine di istruzioni per i rappresentanti di lista. Con una premessa: la solita sinistra "ha reso il procedimento elettorale e i suoi esiti particolarmente esposti a forzature, quando non a vere e proprie manipolazioni". Però è stata la destra a inserire nella legge elettorale "porcata" una norma in base alla quale anche gli scrutatori sono lottizzati, ma su questo il Pdl sorvola. I difensori del voto, dunque, secondo il manuale dovranno avere mille occhi, ma mai ricorrere alle maniere forti (cioè "allo scontro diretto"), nel caso in cui dovessero accorgersi di movimenti sospetti durante le operazioni ai seggi. Questo per evitare l'espulsione da parte del presidente. E i rappresentanti di lista del Pdl non dovranno nemmeno avere un atteggiamento da mastini, ma instaurare con i componenti del seggio un rapporto di "massima cordialità, pur nella consapevolezza che ognuno di loro, in ogni momento di disattenzione, potrebbe compiere irregolarità e brogli". Massima attezione, in particolare sul senato dove, è scritto nel vademecum, "l'assegnazione del premio potrebbe dipendere da pochi, pochissimi voti in molte regioni, anche in quelle tradizionalmente di sinistra".

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La distruzione pianificata di un'industria pubblica (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Il lento declino Dal '92 ad oggi scelte sciagurate, stipendi bloccati, aumento dei carichi di lavoro e degli appetiti affaristici fr. pi. Il declino inarrestabile della compagnia di bandiera ha una data di inizio: il 1992. "Tangentopoli" si porta via la classe politica democristiana (e socialista), e con lei i boiardi di stato. Fin qui poco male. Si porta via, però, anche l'idea e la pratica dell'"economia mista", lasciando campo aperto al liberismo privatizzante (tutte le colpe della corruzione vengono scaricate sull'intreccio "affari-politica", come se gli imprenditori - lasciati liberi di seguire il loro uzzo - non avessero mai corrotto nessuno di propria iniziativa). Si comincia a impostare la discussione su quelli che sarebbero diventati famosi come i "parametri di Maastricht", lo Stato inizia ad abbandonare il ruolo di imprenditore nei settori strategici (e a smantellare l'Iri con il suo ultimo presidente, Romano Prodi, da cui Alitalia dipende). A quel tempo gli stipendi dei dipendenti Alitalia sono effettivamente più alti della media nazionale e reggono dignitosamente il confronto con quelli europei, come si conviene a un'azienda in attivo - ancorché di proprietà pubblica - che compete sul mercato internazionale con vettori che hanno le stesse caratteristiche. Comincia però anche la "liberalizzazione dei cieli", un processo internazionale di apparente deregulation che in realtà sposta in poco tempo il baricentro del business aereo dalle compagnie aeree agli aeroporti. Si pongono in quel periodo le basi del trasporto low cost, con l'emergere di compagnie private che non traggono più i loro profitti dai biglietti pagati dai passeggeri, ma dagli "incentivi" degli enti locali e relative cordate imprenditoriali (sponsor) circostanti lo scalo da attivare. Altrimenti nessuna genialità imprenditoriale potrebbe permettere un viaggio Roma-Londra con 20 euro a testa (meno del prezzo del solo carburante). Il passeggero gode e non si interroga, le associazioni di consumatori plaudono alla concorrenza trionfante (senza fare i conti), i pirati dell'aria guadagnano e le compagnie di bandiera vanno in crisi. Nel '92 il Gruppo Alitalia è costituito da Alitalia e Ati, l'amministratore delegato è Giovanni Bisignani. Il rinnovo del contratto è il primo "a perdere", per i dipendenti, e introduce "il principio della meritocrazia" e "l'aumento della produttività" (guarda un po' chi viene fuori dalla preistoria!), cui viene legato ogni futuro aumento salariale. Da lì in poi la frana degli stipendi sarà una costante, e anche i conti dell'azienda inizieranno presto a virare verso il rosso fisso. Diffidate di chi istituisce allegramente una correlazione certa tra moderazione salariale e risanamento dei conti... Nel '94 l'a.d. è Roberto Schisano detto "l'americano", che denuncia il bilancio in rosso lasciatogli in eredità dal predecessore. Afferma tra l'altro che "la società ha tempo 500 giorni per cambiare rotta, pena il fallimento". Audacemente preveggente, forse un po' in anticipo. Il nuovo contratto di lavoro elimina gli scatti di anzianità biennali, diminuisce i periodi di riposo e gli incentivi economici, ma anche la composizione degli equipaggi. Il referendum si conclude con l'approvazione dell'accordo, ma la categoria sciopera compatta pochi giorni dopo. Qualcuno sospettò all'epoca qualche broglio elettorale. Nel '96 anche Schisano lascia, logorato dagli scioperi e dai conti che non migliorano. Viene nominato a.d. Domenico Cempella, dirigente di lungo corso all'interno della compagnia, che si pone l'obiettivo di migliorare le relazioni sindacali e far ripartire l'azienda, in vista della "privatizzazione" da realizzare per il 2000. Ottiene dal governo 2.500 miliardi di lire per risanare i conti, ma la mossa solleva l'attenzione della Ue, che subordina il prestito a "garanzie" sul futuro "di mercato" della compagnia. Il nuovo contratto riduce le ferie, allunga l'orario di lavoro effettivo, inserimento di un numero crescente di "allievi stagionali". Nel '97, a suggellare l'avvenuto coinvolgimento dei sindacati (quelli confederali, più l'Anpac per i piloti) entrano nel cda di Alitalia un rappresentante della Cisl e uno della Cgil. Si raggiunge l'accordo con la compagnia olandese Klm e si comincia a "ricostruire". Nel '98 il piano di ristrutturazione produce i suoi risultati e Cempella annuncia a un certo punto che l'Alitalia torna alla redditività; il titolo sale in borsa anche di dieci volte. E viene immesso sul mercato il 18% del pacchetto azionario. Si parla di insider trading, ma il nuovo contratto prevede che ai dipendenti venga distribuito un 20% delle azioni, nel tentativo di "fidelizzarli". L'apertura solo parziale di Malpensa getta però la società nel caos organizzativo. Seguono una gragnuola di scioperi, poi rimasti nella storia come i "100 giorni". Sult e Anpav, tra gli assistenti di volo, arrivano a sostituire pressoché integralmente Cgil, Cisl e Uil. Il 2000, invece della privatizzazione, vede la crisi; soprattutto a causa del "buco Malpensa" - mai decollata funzionalmente e fonte solo di disorganizzazione e "costi impropri". Klm se ne va a maggio, in modo "non consensuale". Per la zoppicante Malpensa è una condanna a morte (era stata caldeggiata in quanto" complementare" con gli olandesi). La situazione precipita. L'azienda sceglie la strategia del concentrarsi sul "mercato domestico", rinunciando a quote significative di traffico intercontinentale. E' una scelta suicida, perché la concorrenza low cost sul breve raggio è ormai all'apice e incontenibile; mentre è sul "lungo raggio" - dove il low cost non arriva - che si fanno i profitti "veri". Il 2001 porta una mazzata da panico. L'11 settembre di fatto restringe al minimo vitale il traffico aereo globale. Per reagire alla crisi si stringe un'alleanza (Sky Team) con Air France e Klm. E si comincia a parlare di vendere Alitalia ai francesi. In concorrenza con questo progetto sembra emergere anche l'ipotesi di portare la società in braccio a Volare, compagnia low cost in odor di Lega e con sede a Gallarate. L'avvalora la nomina a presidente di Alitalia dell'ex deputato leghista di Sesto Calende, Giuseppe Bonomi, ex (e ora neo-) presidente della Sea, la società degli aeroporti milanese che vuole portare la compagnia in tribunale per danni. La sua presidenza è caratterizzata dagli scontri feroci con l'a.d. Francesco Mengozzi, ritenuto fautore della "pista francese". Nel 2002 l'azienda viene ricapitalizzata e la dirigenza chiede di licenziare un po' di personale. Il compromesso viene raggiunto sulla base di un'ulteriore riduzione del costo del lavoro e aumento della produttività. Vengono però anche ridotte le tratte e i voli (San Francisco, Los Angeles, Hong Kong, Pechino, Rio de Janeiro che si aggiungono a quelle già chiuse prima: Bangkok, Sydney, Johannesburg, Nairobi, Santiago del Cile), in una spirale inesauribile di restrizioni delle prospettive di sviluppo. Nel 2005 la compagnia deve anche caricarsi dei Volare Web, ex pretendente all'acquisizione che ha trovato modo di andar fallita molto prima. Il caos va crescendo. Nel 2006 torna il governo Prodi e decide di privatizzare definitivamente la società. Si sceglie la procedura della gara d'asta, cui Air France non partecipa, e che sembra a quel punto disegnata per far vincere l'AirOne di Carlo Toto. All'uopo viene anche nominato un nuovo presidente, Bernardino Libonati, proveniente dall'entourage di Nomisma. Di tutto si parla, da quasi 10 anni, tranne che di strategia industriale. Gli stipendi sono precipitati ben al di sotto della concorrenza (stanno peggio solo quelli delle low cost). Il numero dei lavoratori è crollato più volte. Ora siamo alle battute finali. Una sola cosa è certa: la distruzione di questo patrimonio industriale costruiti con i soldi dei contribuenti e la competenza di chi ci ha lavorato una vita è da ascrivere unicamente all'irresponsabilità della classe di governo italiana degli ultimi 20 anni e dei vari management messi alla testa della compagnia.

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Dal 1 aprile alla fine dell'anno Alitalia "dirotterà" da Malpensa a Fiumicino no (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 20-03-2008)

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Di GIULIO MANCINI Dal 1 aprile alla fine dell'anno Alitalia "dirotterà" da Malpensa a Fiumicino non meno di tre milioni e mezzo di passeggeri l'anno. E affinché non si verifichino intoppi in uno scalo già in grave ritardo con gli investimenti per l'ammodernamento, bisogna che ciascuno degli enti faccia per intero il proprio dovere. E' il senso del vertice convocato ieri nella sede dell'Enac (Ente nazionale dell'aviazione civile) dal presidente Vito Riggio che ha incontrato la società di gestione "AdR, Aeroporti di Roma", le quattro aziende di assistenza in rampa e i rappresentanti delle forze dell'ordine. "Dobbiamo essere pronti a fronteggiare i nuovi carichi di lavoro spiega Riggio Apprezziamo l'impegno della società AdR che, seppure in grave ritardo, ha avviato investimenti significativi. Non potremo permetterci sviste o intoppi com'è stato in passato". Sotto tiro il Bhs, il sistema di smistamento dei bagagli: ha più di vent'anni e va sostituito. In parte sarà sgravato dal peso dei voli "sensibili" con il loro trasferimento al terminal T5 (800 mila passeggeri anno) pronto dal 1 maggio. In attesa del nuovo Bhs (che arriverà a fine 2009), il vecchio impianto è stato sottoposto a manutenzione straordinaria e sarà affiancato da una task force di cento operai pronti a lavorare i bagagli a mano in caso di guasto. Per preparare lo scalo all'arrivo dei nuovi voli Alitalia è stato riordinato il programma operativo per ridurre gli orari di punta ma resta il collo di bottiglia della carenza di agenti addetti al controllo dei passaporti. Per questo Riggio ha sollecitato a intervenire il Capo della Polizia, Manganelli. Intanto a Pasqua prenotazioni deludenti, del 5 per cento inferiori al previsto.

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Segue dalla prima conversazione con Amato (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 20-03-2008)

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Segue dalla prima conversazione con Amato "Abbiamo solo un anno per evitare che l'Italia finisca sotto la spazzatura" Su Alitalia: "Non è possibile un salvataggio di Stato" (segue dalla prima pagina) Amato non segue il filo. Tutt'altro: "Follie - dice - sono prove di sbandamento e smarrimento spaventose. È molto pericoloso prendere questi come esempi virtuosi sul ritorno allo Stato. Significherebbe prendere atto che, presi dal panico per ciò che essi stessi hanno consentito, i maggiori responsabili della crisi, augusti governatori di banche centrali, si avvalgono del ricatto della stabilità del mercato e del risparmio per compiere interventi forse inevitabili, ma ai quali non si doveva arrivare. Questa è la visione reale e non ideologica del fenomeno. E ritengo frutto di pavida indigenza culturale che alcuni traggano da interventi necessari ma dissennati la conclusione che la ricetta anti-crisi sia l'intervento dello Stato". Nicolas Sarkozy propone di limitare l'autonomia delle banche centrali. "Soluzione sbagliata. Sarkozy ha annusato il problema, come tanti altri che lo percepiscono, ma poi sbagliano terapia". C'è chi a sinistra, specie dopo aver letto Tremonti, sostiene che sia il Pd a sbagliare terapia, a essere fermo a una visione economica vecchia di dieci anni, al liberismo clintoniano ripudiato oggi dalla stessa Hillary. "Chi lo dice è un ignorante. Com'è noto, io frequento da anni Policy network, rete di cultura politica della sinistra europea che si è creata attraverso i blairiani e che ha cominciato il suo cammino all'epoca in cui Blair sosteneva che la globalizzazione andava bene così com'era. Ebbene, una revisione critica è avvenuta da anni. Qualcuno mi tiri fuori i documenti che dimostrano che nella sinistra inglese come in quella italiana prevale oggi l'idea che la globalizzazione produca solo bene e non abbia bisogno di essere governata". Blair è stato anche il primo a sostenere che il vero confine della politica non era più tra destra e sinistra, ma tra apertura e chiusura verso la globalizzazione. "Io non ho mai pensato che quel confine andasse cancellato. Per me il new Labour era nelle teorie di Tony Giddens, che diceva: "La sinistra deve cambiare perché è cambiata la società". Se poi Blair, dopo aver a lungo camminato su questa strada, va al congresso del partito di Sarkozy e dice "mi sento a casa", beh, penso che abbia sbagliato casa". Da destra e da sinistra si obietta però che nel Pd ci sia troppa fiducia nelle virtù autoregolatrici del mercato, atteggiamento che metterebbe a rischio l'interesse nazionale in una fase in cui altrove si insiste molto sul concetto di "protezione". Amato si tira fuori dalla contesa. Non vuol stare né coi "thatcheriani di sinistra", per usare una sua vecchia definizione, né coi neostatalisti. "Io non nego che, nella fase in cui il riformismo di sinistra si è opposto allo statalismo, al dirigismo e al colbertismo, qualcuno può aver manifestato, come capita quando si tira troppo l'elastico dall'altra parte, una propensione quasi ideologica a dire "libero uno, liberi tutti". Ma non è questo il mainstream della sinistra italiana. E chi sostiene il contrario si comporta come quel tizio che, siccome ha deciso che se piove bisogna aprire ombrello, sostiene che tutte le persone intorno hanno sempre negato utilità dell'ombrello. Oggi la missione della politica è chiara: da anni diciamo che esiste un problema di globalizzazione di attività finanziarie fuoriuscite dai confini nazionali e quindi un mondo con un difetto strutturale di governance. Da qui bisogna partire". Quindi sbaglia anche chi pensa che ci sia una terza via per Alitalia tra vendita ad Air France e fallimento, magari un piano bipartisan pubblico o semi-pubblico di salvataggio? Amato nega recisamente l'ipotesi: "Non ci saranno salvataggi statali di Alitalia. La Commissione ha appena detto di stare attenti a non metterci aiuti di Stato". E la campagna elettorale italiana? Fino a che punto è consapevole del quadro mondiale? "La campagna si sta svolgendo esattamente com'era prevedibile che si svolgesse in un paese in cui le preoccupazioni principali sono la capacità d'acquisto di salari e pensioni e sulla certezza del lavoro. Tasse, pensioni, precarietà: non si poteva che finire qui. La constituency induce alla promessa semplice. Il politico dice: farò in modo che la benzina costi meno, che le tasse siano più basse e le pensioni più alte. Promesse giuste, ma davanti a queste nuvole di crisi che arrivano dall'estero, lo stesso elettore alla fine sarà spinto a chiedere al politico: ma se le tue promesse dipendono da tutto questo, tu come farai a mantenerle? Ecco, nella nostra campagna elettorale la politica sembra ritenere di avere il dominio sulle conseguenze interne di ciò che accade nel mondo, senza occuparsi degli antefatti che quelle conseguenze producono? Serve uno sforzo di tutti per alzare lo sguardo. In questo i media hanno grande responsabilità, non inferiore a quella della politica. Tocca anche a loro sollecitare le risposte che servono e non chiudersi nell'aia di casa. Non ce la caviamo col solito editoriale che prende a pallonate la politica finendo nel solito circolo vizioso: le si chiede di più e intanto le si dà la botta in testa che serve a delegittimarla". A parte qualche generica preoccupazione sui "tempi difficili" in arrivo, finora Veltroni e Berlusconi (a proposito, Amato dice che la rimonta del leader del Pd è "particolarmente difficile, non impossibile") non hanno fatto molto per sintonizzare le loro proposte con il quadro di crisi internazionale. Il ministro dell'Interno è fiducioso che ciò avverrà: "Nella fase finale della campagna non si potrà che passare da qui". Ma, avverte Amato, nulla è automatico. Per l'ex premier un altro mondo è possibile - come recitava (con un prudenziale punto interrogativo alla fine) il titolo di un suo recente libro - solo se ci si mette all'opera per cambiarlo. E, a riprova della tesi, porta avanti un esempio un po' inquietante: "Qualcuno che non insegue la cronaca si è accorto che, rebus sic stantibus, l'Italia sarà presto sommersa rifiuti e che l'emergenza Napoli è soltanto antesignana di un fenomeno che potrebbe svilupparsi a macchia di leopardo nel resto d'Italia? Alla lunga, riducendo al minimo essenziale il numero di discariche e di impianti tecnologicamente attrezzati ci siamo messi in condizione di provvedere ai rifiuti che produciamo da qui a un anno, non di più. Che succederà a questa Italia che si rifiuta di affrontare il problema pur avendo le miglior tecnologie a disposizione per farlo?". Un ultima questione: anche per distinguersi dagli omologhi bertinottiani i no global di destra sostengono che il deficit di democrazia e di autorevolezza della politica per rispondere alla crisi affondi le radici nei guasti del '68: perdita del principio di autorità e di responsabilità, lassismo, antimeritocrazia. Amato si ferma un attimo. Poi dice: "Le racconto una storia. Una mia cara amica lavorara in Rai. Eravamo tanti amici negli anni Settanta, tanto è vero che a stagione finita io portavo la mia barchettina di quattro metri a casa a sua, a Cabalbio, per ricoverarla per l'inverno. Lei un giorno mi disse: "Sai, da quando in Rai s'è smesso di darsi del lei e ci si dà del tu la gente ha smesso di lavorare". Era una conversazione di trenototto anni fa. Non mi pare, questa sul '68, una tesi molto nuova". Stefano Cappellini 20/03/2008.

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Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia Questi sono i costi della politica L'amministratore delegato di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, ha sintetizzato ieri dieci anni di fallimento di Alitalia come segue: "nel 1997, quando io ho assunto la guida di Air France, il fatturato era di otto miliardi di euro, allo stesso momento quello di Alitalia era di cinque miliardi di euro". Dieci anni dopo, nel 2007, "il fatturato di Air France - senza Klm - era di sedici miliardi di euro, quello di Alitalia di poco più di quattro miliardi". Tradotto, ha spiegato il manager di Air France, impegnato in questi giorni nella difficile trattativa per l'acquisizione del gruppo guidato da Maurizio Prato, vuol dire che negli anni in cui il vettore transalpino cresceva, in termini di giro d'affari, e guadagnava man mano margini per investire e per svilupparsi, Alitalia "era spesso in difficoltà e non ha avuto mezzo per svilupparsi". Negli stessi anni, crudelmente fotografati da Spinetta, la compagnia di bandiera ha goduto di quasi quattro miliardi di euro di aumenti di capitale (fino allo stop definitivo della Commissione europea che avrebbe considerato ogni ulteriore iniezione di liquidità come un aiuto di Stato). Nello stesso periodo, Alitalia ha cambiato amministratore delegato più o meno con ogni bilancio, più o meno una volta all'anno. Ed è stata terreno di scontro di una vicenda surreale come Malpensa, un investimento milardario che dieci anni fa doveva salvare Alitalia e oggi si aggrappa disperatamente alla compagnia di bandiera per non chiudere. Un hub in concorrenza con un'altra mezza dozzina dell'area, a cominciare da Linate, che soffre di collegamenti demenziali verso Milano e le altre città lombarde e non ha alcuna possibiltà - ad esempio perché non ci sono aerei la mattina presto - di diventare uno scalo credibile. Soprattutto, diventato un orrido ring dei politici lombardi, più occupati a litigare tra di loro e con Palazzo Chigi che a sorvegliarne la redditività, colata letteralmente a picco, in un decennio. Ma questi ennesimi esempi di cattiva gestione di un'azienda e di un aeroporto non sarebbero così scandalosi se non si trattasse di soggetti pubblici e di soldi - decine di miliardi - prelevati anche alla collettività. Anche questi sono i costi della politica. Altro che stipendi dei parlamentari: sono questi i casi veri di "caste", Alitalia e Malpensa. Restiamo in fiduciosa attesa di acquirenti per comprarle o di referendum per abolirle. 20/03/2008.

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Air france la strategia di spinetta (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 20-03-2008)

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Air france la strategia di spinetta Quasi al prendere o lasciare Migliaia in piazza Roma col Riformista, Brown apre uno spiraglio con Pechino Quaranta minuti di introduzione per riassumere i punti salienti dell'offerta per Alitalia e per scandire che non si tratta di una proposta "prendere o lasciare", ma certamente con margini "limitatissimi, quasi inesistenti", vista la drammaticità del quadro e visto che non si tratta dunque di un negoziato "classico". Nella sala affollatissima di un albergo romano, l'ad di Air France-Klm Jean Cyril Spinetta ha ribadito in conferenza stampa che senza l'assenso "della maggioranza dei sindacati" e del prossimo governo, non chiuderà la partita e ha messo i puntini sulle "i" sia sul dossier Malpensa che sulle cifre degli esuberi. Scuotendo la testa, ha poi puntualizzato che soltanto "una mente machiavellica o malata" può pensare che i francesi investano due miliardi di euro "per strozzare o per confinare" Alitalia. Spinetta ha confermato intanto la cifra complessiva di 2.100 esuberi, di cui 1.600 di Az Fly e il resto di Az Servizi. Ma in considerazione dello sviluppo previsto di Fiumicino - che sarà l'hub su cui concentrare gli sforzi, in futuro - gli esuberi potrebbero scendere anche sotto quota duemila. 7 20/03/2008.

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Non solo malpensa cavaliere aggressivo su alitalia, annuncia cordata (toto-passera?) (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Non solo malpensa cavaliere aggressivo su alitalia, annuncia cordata (toto-passera?) Veltroni ha paura di perdere l'aereo Walter rassicura Prodi, tavolo comune "per stanare Silvio" Appena finito di leggere su Libero la lettera di Silvio Berlusconi "ai lombardi", e dopo essere sobbalzato ai passaggi in cui il leader del Pdl accusa il governo di aver chiuso Malpensa e "svenduto Alitalia a un quinto del suo valore", Walter Veltroni ha deciso che tenere una linea prudente non era più possibile: "Se Berlusconi ha deciso di fare di Alitalia e Malpensa il cuore della sua campagna, noi glielo dobbiamo impedire". In effetti, così Berlusconi ha deciso: il leader del Pdl s'è convinto che il caso Alitalia è l'unico grande jolly a disposizione in una campagna per il resto tutta dentro le righe e ha preparato per bene l'offensiva, confortato già due giorni fa dai primi sondaggi con effetto-Malpensa incorporato. Prima ha riportato tutto il Pdl alla linea antifrancese, facendo rientrare le aperture iniziali di Fini, quindi dopo un giorno di silenzio sulla questione ha sferrato l'offensiva nordista su Libero , poi rilanciata in serata: "L'offerta Air France è irricevibile. Mi auguro che possa farsi avanti una cordata di imprenditori italiani". Il Pd si è trovato definitivamente spiazzato. Ecco dunque che i mal di pancia trattenuti e i malumori silenziosi hanno lasciato il posto alla controffensiva sul governo. Nel primo pomeriggio Veltroni ha chiamato Prodi: "Io non voglio mettermi di traverso, ma dobbiamo stanare Berlusconi. E il governo deve fare la sua parte". Si assuma il Cavaliere, suggerisce Veltroni, la responsabilità di dimostrare che Alitalia può essere pagata cinque volte più che dai francesi. E sia il "partito del fallimento" a spiegare, davanti al probabile tracollo della compagnia, che cacciare Air France è stato un buon affare. "Il Cavaliere porti la soluzione", raccoglie Prodi, dichiarando in serata. Ma a palazzo Chigi si vuole andare avanti con Air France e chiudere entro il 31 marzo. Casomai, il sospetto prodiano sempre più forte è un altro. Che il piano di Berlusconi non sia solo elettorale, ma industriale: togliere di mezzo Air France, rilanciare l'ipotesi Toto (con una sostanziosa iniezione di liquidità garantita da Corrado Passera per alzare la vecchia offerta del patron di Air One) e presentarsi come il salvatore della patria. E se dopo il 31 marzo sopravvenisse il fallimento, tanto meglio, l'acquisizione sarebbe più semplice. "I sindacati dovrebbero capirlo", si spiega a palazzo Chigi. Veltroni ritiene verosimile lo scenario. Ma per ora gli interessa altro: l'umore dell'opinione pubblica del nord, il no dei sindacati, la necessità di fugare ogni sospetto che la vendita poco prima delle elezioni nasconda ragioni diverse da quelle dello stato di necessità, rivendicato ancora ieri da Tommaso Padoa-Schioppa sul Corsera . Ora l'urgenza è frenare la possibile emorragia di voti. Per questo, mentre Veltroni resta "allineato e coperto", Di Pietro continua a tuonare contro l'esecutivo e la linea ufficiosa del Pd è ormai quella della "soluzione bipartisan". Il primo a sdoganarla è il responsabile Economia del Loft Giorgio Tonini: "A questo punto - dice al Riformista - è meglio fermarsi e riflettere. Questo è un governo in carica per il disbrigo dell'ordinaria amministrazione. La vendita Alitalia non lo è. Se Berlusconi ritiene che Alitalia sia venduta a un prezzo cinque volte inferiore e addirittura adombra l'ipotesi che dietro la vendita ci siano ragioni oblique e inconfessabili, noi abbiamo il dovere di fermarci". Ragioni industriali o elettorali? "Tutte e due. Qui ci attaccano su Roma, "regalate Alitalia", e Milano, "chiudete Malpensa". E comunque stiamo parlando di un'ipoteca sul futuro del paese, di una trattativa difficile già di suo, che diventa impossibile senza un'assunzione di responsabilità comune". Un tavolo bipartisan, "aperto fin d'ora", invoca anche un altro autorevole esponente democrat , il ministro Paolo Gentiloni: "La parola fine alla trattativa verrà messa nella seconda metà di maggio dal prossimo governo. Penso che debba esserci una convergenza visto che la decisione finale spetterà ad uno dei due candidati premier, Veltroni o Berlusconi". (Cappe) 20/03/2008.

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Spinetta fa il furbo: <Solo 2mila esuberi>. E Berlusconi specula: <Irricevibile> (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Spinetta fa il furbo: "Solo 2mila esuberi". E Berlusconi specula: "Irricevibile" Ricatto di Air France ad Alitalia "Il piano è immodificabile" I sindacati: "Addio confronto" Roberto Farneti La trattativa tra Air France e Alitalia rischia di saltare. Con conseguenze che, allo stato attuale, è difficile immaginare. A pochi giorni dalla scadenza del 31 marzo, fissata dal cda di via della Magliana, mancano infatti ancora all'appello due delle tre condizioni poste dal colosso franco-olandese: il consenso dei sindacati e quello del prossimo governo. I primi hanno già bocciato il piano in "salsa camembert" che prevede 2.100 esuberi tra piloti, assistenti di volo, personale di terra, più l'espulsione dal perimetro dell'azienda di altri 3mila 300 lavoratori di Az Servizi, il cui destino sarebbe legato all'ipotetico rinnovo, tra otto anni, del contratto di fornitura. Ieri il presidente di Air France, Jean Cyril Spinetta, ha anche ribadito che il piano in questione è praticamente "immodificabile". Un ultimatum vero e proprio, a cui i sindacati hanno risposto con fermezza: "Così facendo, Spinetta non rende agibile la trattativa", osserva il leader della Cisl Raffaele Bonanni. Oggi ci sarà un nuovo incontro tra il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, e le nove sigle sindacali. Nel pomeriggio è convocato anche il cda della compagnia. Quanto al prossimo governo, Air France dovrebbe sperare che le elezioni le vinca il Partito Democratico, dal momento che ieri il candidato premier del Pdl, Silvio Berlusconi, ha bollato come "irricevibile" la trattativa in corso e ha rivolto un demagogico appello a quegli imprenditori italiani "con un minimo di orgoglio", affinché si facciano avanti "con un'offerta e con un progetto industriale per evitare una fine così ingloriosa della nostra compagnia di bandiera". La classica "boutade" da campagna elettorale, dal momento che Berlusconi non ha mai apertamente appoggiato l'unica cordata italiana concretamente in campo, quella guidata dal patron di Air One, Carlo Toto. Il Cavaliere ha inoltre dato un notevole contributo, quando era alla guida del precedente governo, al precipitare della situazione di crisi dell'Alitalia. Inutilmente ieri Spinetta ha tentato di convincere i sindacati che quella prospettata è una soluzione positiva, oltre ad essere l'unica possibile. Il presidente di Air France ha persino tentato di camuffare le cifre reali sugli esuberi del personale, sostenendo che, al netto di nuove assunzioni a Fiumicino, sarebbero "meno di 2mila". Per loro verrà messo a punto "un piano sociale esemplare - ha assicurato Spinetta - Mobiliteremo tutte le risorse possibili, dalla cassa integrazione, alla mobilità, agli incentivi finanziari". Esclusa però la moratoria per il disimpegno di Alitalia da Malpensa. Spinetta ha quindi ricordato più volte "la situazione in cui versa la compagnia" italiana, ed ha espresso "l'auspicio che ognuno ne prenda realmente in considerazione la gravità. Forse ai sindacati serve un po' più di tempo - ha aggiunto - per valutare l'operazione, ma restano pochi giorni, e considerando i rischi che la compagnia corre se non si chiude un accordo, o i vantaggi di chiuderlo, non riesco neanche a immaginare che non possa esserci". In altre parole, un ricatto. A cui si aggiunge la minaccia del commissariamento ventilata ieri dal ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa. Ipotesi respinta da Ugo Boghetta, responsabile nazionale trasporti Prc, secondo cui "le offerte di Air France vanno rifiutate": "Forse il ministro non si è accorto - ironizza Boghetta - che con la sua gestione della trattativa, l'Alitalia è già alla bancarotta, tant'è che Air France la vuole in regalo". Per il segretario del Prc, Franco Giordano, "tutte le cordate che si interesseranno alla vicenda dovranno passare al vaglio del vincolo occupazionale e della definizione del piano industriale". Su Malpensa, ha poi aggiunto: "Sarà decisivo l'investimento sulle rotte, in un contesto di difficoltà dovuto a un deficit di management che non può essere pagato dai lavoratori". 20/03/2008.

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Segue dalla prima alitalia e spinetta (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Segue dalla prima alitalia e spinetta di Tonia Mastrobuoni Quanto a Malpensa, come spesso in passato, Spinetta è stato chiarissimo (come quando disse tempo fa che un aeroporto senza voli la mattina presto ha zero credibilità, soprattutto come hub del business milanese). Primo, "di solito sono gli aeroporti che servono le compagnie aeree, non il contrario". Secondo, l'ad di Air France ha respinto qualsiasi ipotesi di moratoria sullo scalo milanese. I francesi non hanno alcuna intenzione di ereditare lo spinoso nodo della causa da 1,2 miliardi di euro intentata da Sea contro Alitalia. Ma stamane è convocato un cda della società che controlla Linate e Milano, prevedibilmente per prendere una decisione in merito. Dopo i toni perentori di Letizia Moratti, che aveva chiuso a qualsiasi ipotesi di mediazione, sull'argomento, l'amministratore delegato, Giuseppe Bonomi, è sembrato più dialogante, ieri. In ogni caso Spinetta ha proposto una moratoria di due anni sul settore cargo di Malpensa, che "sarebbe stato più logico chiudere", ma cui i francesi vogliono concedere due anni di tempo per trovare soluzioni adeguate "dal punto di vista sociale ed economico". Il caso Alitalia, diventato ormai prepotentemente un tema da campagna elettorale dopo l'inversione a U di Berlusconi che punta evidentemente a blindare l'elettorato del nord, è stato anche al centro di un animato consiglio dei ministri, ieri mattina. Durante il quale il responsabile dell'Economia, Padoa-Schioppa, ha ribadito quanto già detto nell'intervista di ieri al Corriere . Una conversazione dai toni insolitamente duri, contro "il partito del fallimento", riproposti in sostanza anche anche al consesso dei ministri: il commissariamento, ha chiarito l'azionista di controllo di Alitalia, si avvicina. Sulla stessa lunghezza d'onda il responsabile dello Sviluppo, Bersani, che avrebbe ricordato ai colleghi le uniche tre alternative: vendere Alitalia ai francesi, farla fallire o trovarle un altro acquirente. Nel caso di commissariamento però, ha aggiunto Bersani, chi l'ha portata al quel punto "dovrà prendersi le proprie responsabilità". Sul fronte opposto, il ministro dei Trasporti Bianchi e il responsabile della Solidarietà sociale Ferrero, convinti che il piano di Air France sia invece "irricevibile", estremamente critici con il management di Alitalia degli ultimi anni, "Cimoli compreso", come ha sottolineato Ferrero, compatti nel chiedere ammortizzatori sociali per tutti gli esuberi. Ma Ferrero ha ricordato anche che il fallimento della compagnia di bandiera vada imputato in primo luogo "ai cinque anni di governo Berlusconi e alla connivenza di certe cordate di industriali". Ma proprio "irricevibile" è stato anche l'aggettivo usato dal Cav per sferrare il suo pensantissimo attacco contro l'ipotesi Air France. Stamane è previsto il nuovo round con i sindacati e ieri sera i segretari generali di Cisl e Cgil, Bonanni ed Epifani, hanno chiesto un incontro urgente col governo, respingendo "l'alternativa tra accordo capestro e fallimento". Ma alla luce del fuoco di sbarramento del prossimo, probabile presidente del Consiglio, è evidente che l'incontro con le nove sigle previsto per stamane è diventato l'ostacolo minore. Per Spinetta, il viatico già stretto per la conquista di Alitalia sta diventando di giorno in giorno più impraticabile. 20/03/2008.

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Berlusconi boccia Air France: sì a Toto (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 20-03-2008)

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Primo Piano Pagina 103 Berlusconi boccia Air France: sì a Toto Padoa-Schioppa: "Rischio commissariamento per Alitalia" --> Padoa-Schioppa: "Rischio commissariamento per Alitalia" Si infiamma il dibattito su Alitalia al gruppo Air France-Klm. Berlusconi: "Una cordata tra Air One, Banca Intesa e i miei figli". ROMA Berlusconi rompe il silenzio su Alitalia e va all'attacco: la proposta di Air France "è irricevibile", dice e suona la riscossa del tricolore. "È venuto il momento che se esistono in Italia degli imprenditori con un minimo di orgoglio si devono fare avanti". Il Cavaliere pensa, in particolare, all'offerta di Air One come una delle iniziative possibili. "Alla compagnia aerea sono pronti ad affiancarsi Banca Intesa e i miei figli", ha detto ieri a tarda notte il Cavaliere. Ed è subito scontro con Romano Prodi. Per ora, replica il Professore, quella di Air France "è l'unica proposta. Se il Cavaliere non è d'accordo presenti un'altra soluzione". Il che significa avere un piano e poi fare un'Offerta pubblica d'acquisto che deve essere valutata e accettata dal Tesoro. Le posizioni di Berlusconi sono invece "inaccettabili" per il ministro Pierluigi Bersani, che ha definito "irresponsabile" l'atteggiamento del leader del Pdl. Romano Prodi e il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa sono infatti convinti che se dovesse saltare la trattativa con Parigi, il destino della compagnia di bandiera sarebbe il commissariamento. Certo, spiega il leader del Pd Walter Veltroni su Malpensa serve "gradualità". E poi se Alitalia non può avere due hub, l'Italia invece - ragiona - può. LE POSIZIONI Tra le cose che sembrano non andare giù al Cavaliere c'è proprio il trattamento riservato dai francesi su Malpensa. Il numero uno di Af, Jean-Ceryl Spinetta, ieri ha chiuso definitivamente la porta a qualsiasi ripensamento. E questa, insieme al capitolo "cargo", è una delle condizioni "inaccettabili" per il Pdl. Ma il consenso di FI, An e Lega è considerato da Parigi necessario. Nonostante la dura presa di posizione di Berlusconi, non è comunque ancora detta l'ultima parola. Due infatti sono le anime che in questi giorni si stanno confrontando: da una parte il Carroccio e la "carica" dei lombardi, dall'altra Gianni Letta e Giulio Tremonti. Il consigliere politico del Cavaliere e l'ex ministro dell'Economia sarebbero infatti più inclini a favorire la chiusura della partita Alitalia. Evitando così al prossimo governo molte grane. L'unica richiesta che sarebbe arrivata, nel corso dei contatti di questi giorni, è di mettere in campo tutta l'accortezza possibile per gestire i rapporti con i sindacati e quindi di tutelare in particolare l'aspetto occupazionale. IL PD Quest'ultimo rappresenta un tema che sta molto a cuore anche alla sinistra della coalizione, come emerso nel corso del Consiglio dei ministri di ieri mattina. Di fronte al titolare dell'Economia che avrebbe richiamato i colleghi alla dura realtà, spiegando che non esistono alternative auspicabili alla privatizzazione di Alitalia, salvo il rischio di ritrovarsi con un commissario, i ministri non avrebbero nascosto i timori. Risultato: un confronto a Palazzo Chigi vivace, a tratti dai toni "accesi". Indiscutibile che il destino dei lavoratori sia un tema sensibile e quindi non stupisce che sia anche stato al centro dell'incontro, avvenuto intorno all'ora di pranzo sempre a Palazzo Chigi, tra Spinetta, il presidente di Alitalia Maurizio Prato, il ministro Padoa-Schioppa e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta, e Prodi. Certo, non sarebbe stato l'unico: tra i capitoli affrontati anche quello delle tratte per la Cina e l'India, tagliate nel piano franco olandese. Tornando invece al capitolo esuberi, nel corso del colloquio, secondo quanto riferiscono fonti di governo, i francesi avrebbero rassicurato gli interlocutori spiegando che l'asticella fissata intorno a quota 2000 potrebbe scendere ancora.

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Spinetta: sono 2.100 gli esuberi previsti (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 103 la trattativa Spinetta: sono 2.100 gli esuberi previsti La trattativa --> ROMA "Credo in questa operazione". Jean-Cyril Spinetta, difende il piano per acquisire Alitalia. "Scommetto" sulle possibilità di successo, su un futuro di "risanamento e sviluppo" per una "compagnia sfinita", ha detto ieri il presidente di Air France-Klm. "Si, è vero, l'accordo è a rischio", ha confermato dopo il primo confronto con i sindacalisti, partito in salita. "Ma ho fiducia". Un incontro di lavoro con i vertici di Alitalia, una visita a Palazzo Chigi, poi nel pomeriggio un'affollata conferenza stampa. Spinetta ha voluto "spiegare, chiarire, illustrare i contenuti dell'offerta", sgombrare il campo dalle polemiche. Sul numero degli esuberi, per esempio: "Ho letto seimila, settemila, ottomila... Sono in tutto 2.100". Un lungo intervento per cercare di dimostrare, punto dopo punto, che il piano di Air France può ribaltare il futuro di Alitalia, oggi sull'orlo del fallimento. Raggiungere un'intesa con i sindacati "è fondamentale", ha detto Spinetta, perché "senza adesione e sostegno dei dipendenti, per Air France-Klm sarebbe difficile impegnarsi in un'operazione come questa". Ma per come è strutturata l'offerta, dopo l'approvazione dei cda, e l'adesione del Tesoro, "i margini di manovra sono inesistenti o limitatissimi". IL PIANO Il modello è quello con cui Air France ha "integrato, non comprato" Klm nel 2003: "Sviluppo insieme, ma continuando a esistere ognuno con il suo nome, un marchio, una identità nazionale, autonomia gestionale". Un passo da fare, perché di fronte alle prossime sfide del mercato se le grandi compagnie europee non si integrano "sono destinate a scomparire". Il progetto "nasce in un contesto difficile", ha rilevato Spinetta, accennando alla "gravità" dei conti di Alitalia. "Ma non è vero", ha detto, "che abbiamo ridotto la cifra da investire". Dopo l'esame dei conti, e per l'impatto dell'impennata del prezzo del petrolio, il prezzo offerto per lo scambio di azioni è sceso da 35 a circa 10 centesimi, ma l'aumento di capitale "per dare ad Alitalia le risorse di cui ha bisogno per ripartire" sale da 750 milioni a un miliardo. E bisogna accollarsi oltre un miliardo di debiti. Così l'operazione vale "ben oltre due miliardi". Non c'è stata un'offerta al ribasso, e non c'è un progetto di ridimensionamento, ha sostenuto Spinetta: "Non vogliamo impedire ad Alitalia di crescere: può andare avanti. Serve una spinta. Ha perso molte quote di mercato e deve battersi per riconquistarle". MALPENSA "Normalmente gli aeroporti sono al servizio delle compagnie, non il contrario", ha sostenuto Spinetta, che ha anche condiviso la scelta di Alitalia di rivederne il ruolo: "Dal punto di vista industriale mi sembra ragionevole. Il grosso delle perdite della compagnia è generato da Milano Malpensa". LE ELEZIONI Anche il prossimo governo "dovrà pronunciarsi. Nessuna operazione di questo tipo si può fare in modo ostile e contro un governo". Spinetta ha affermato di voler garantire anche "tutte le risorse possibili per cassa integrazione, mobilità, incentivi finanziari". 2.100 esuberi, "1.600 per Alitalia Fly, meno dei 1700 inizialmente previsti". E 500 nelle attività collaterali dopo una "reintegrazione di 3.300 dipendenti" sui 7.400 oggi al lavoro per Az Servizi, che potrà contare "su una stabilità occupazionale" garantita dai contratti di fornitura ad Alitalia "che estenderemo da 4 a 8 anni". Diminuisce il numero degli esuberi tra gli assistenti di volo, aumenta a 500 quello previsto per i piloti: colpa dell'attività cargo. "Abbiamo scoperto che ha perso un terzo del fatturato": è "una palla al piede", sarebbe da "chiudere subito", ma verrà fatto gradualmente con "soluzioni adeguate".

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Malpensa, oggi il responso (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 103 La Sea decide sulla richiesta di risarcimento. Incontro con i sindacati Malpensa, oggi il responso La Sea decide sulla richiesta di risarcimento. Incontro con i sindacati --> ROMA Il futuro di Alitalia resta ancora a rischio. Mentre si ripropone il pericolo-commissariamento, i sindacati restano irremovibili con i leader di Cgil e Cisl che in serata hanno fatto un appello a Prodi, chiedendo un incontro urgente. Proprio mentre il numero uno di Air France-Klm ha ribadito che l'ok dei lavoratori resta una condizione prioritaria per chiudere l'operazione. Condizionata anche dal nodo Malpensa sul quale ieri sono arrivati segnali di apertura da parte della Sea, società di gestione dello scalo che ha convocato per oggi un consiglio straordinario. Ancora un quadro di incertezza, dunque, in una giornata che ha visto il titolo rimbalzare più volte per chiudere in rialzo del 12%. LA TRATTATIVA I sindacati, con cui ieri si è interrotto il confronto del numero uno del colosso d'oltralpe, Jean Cyril Spinetta, restano irremovibili in assenza di modifiche alla proposta. Per sbloccare la situazione i leader di Cgil e Cisl Guglielmo Epifani e Raffaele Bonanni hanno chiesto un incontro urgentissimo al Premier ritenendo improponibile l'alternativa tra un accordo capestro e il fallimento di Alitalia. Ipotesi, quella di un commissariamento, paventata nel Consiglio dei ministri dal responsabile dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa. Si vedrà oggi se un dialogo fra i sindacati e il gruppo franco-olandese potrà riprendere. E Spinetta si è detto fiducioso che il negoziato prosegua. Intanto, le nove sigle sindacali e professionali, che hanno respinto gli esuberi previsti da Parigi, per un totale di 2.100, sono stati convocati alle 9 dal vertice di Alitalia. Che dopo riunirà un consiglio di amministrazione. MALPENSA Anche la Sea (società di gestione degli aeroporti di Linate e Malpensa) riunirà oggi un consiglio di amministrazione straordinario su "situazione Alitalia e determinazioni conseguenti". La decisione appare un segnale rispetto al rischio, che Air France-Klm ha chiesto di rimuovere, di un risarcimento da 1,25 miliardi di euro per il taglio di voli Alitalia su Malpensa da aprile. Il presidente di Sea Giuseppe Bonomi ha detto ieri che l'obiettivo non è il fallimento di Alitalia. Anche perché ne andrebbe del futuro di Malpensa. BRUXELLES Sul prestito ponte da 300 milioni di euro garantito dal Tesoro ad Alitalia per rimpinguare le casse (con Air France-Klm che rimborserebbe con l'aumento di capitale da un miliardo), via XX Settembre sarebbe già al lavoro. Per la Commissione europea, che dovrà verificare se si tratta di aiuto di Stato, la proposta presentata da Air France-Klm "risponde a criteri di politica industriale" ha detto il vicepresidente Jacques Barrot.

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L'intesa si allontana. Confermati 2100 esuberi (sezione: Alitalia 2)

( da "Campanile, Il" del 20-03-2008)

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Spinetta illustra ancora il piano: "Margini di trattativa inesistenti". Oggi nuovo incontro con i sindacati Ore decisive per la trattativa tra Alitalia e AirFrance-Klm. Dopo la riunione-fiume di ieri l'altro, che si è conclusa sostanzialmente con un nulla di fatto, caratterizzata tra l'altro da incidenti tra manifestatnti e polizia, il numero uno di Air France-Klm Jean-Cyril Spinetta ha esposto a grandi linee il piano, avvertendo che i margini della trattativa sono inesistenti, o "piccolissimi". Intanto oggi alle nove l'ad della compagnia di bandiera, Maurizio Prato e il presidente Spinetta, hanno convocato i sindacati per trovare un margine di apertura per la trattativa che dovrebbe concludersi entro il 31 marzo, come ha chiesto Prato, data la pessima situazione finanziaria di Alitalia. Tornando alla conferenza stampa, il top manager francese ha ribadito inoltre che è "fondamentale" l'ok dei sindacati per l'acquisizione di Alitalia e ha anche aperto ad una moratoria di due anni per i cargo, che perdono 71 milioni di euro contro i 223 di fatturato. "Una palla al piede dell'azienda che impedisce di svilupparsi - ha sottolineato Spinetta- ad altri settori". E nonostante queste "cifre spaventose" la proposta franco-olandese non prevede una chiusura del settore ma una moratoria di due anni dal 2008 al 2010 lasciando operativi tre aerei. Questi tre anni sarebbero il "tempo necessario - ha spiegato ancora il top manager - per trovare una soluzione adeguata sul piano economico e sociale anche accettando perdite per svariati euro". Confermati, gli esuberi che sono in tutto 2100: "1600 di Alitalia Fly e 500di Alitalia Servizi". Contrariamente ai 1700 esuberi indicati nei mesi scorsi, su 9900 di Alitalia Fly, il piano Air France Klm ne prevede quindi 1600. "Nessun diktat" ha aggiunto Spinetta, spiegando che si sta trattando per creare un grande gruppo leader nel mercato europeo con vocazione mondiale, e anche la data del 31 marzo per la conclusione della trattativa è stata richiesta dal presidente e ad dell'Alitalia Maurizio Prato alla luce della difficile situazione finanziaria dell'aerolinea italiana. Ieri, invece, si è tenuto un lungo consulto tra il numero uno di Air France-Klm e il management di via della Magliana: Spinetta e Prato si sono poi intrattenuti a palazzo Chigi per circa un'ora e mezza. E proprio nella sede del governo, durante il Consiglio dei Ministri, l'esecutivo ha affrontato il "caso" Alitalia in una "discussione informale". Il titolare dell'Economia, Tomamso Padoa Schioppa, secondo quanto riferito, avrebbe accennato al rischio-commissariamento per la compagnia aerea. "Il ministro Padoa-Schioppa - ha detto Vannino Chiti, responsabile dei rapporti col Parlamento - ha fatto una relazione al consiglio su Alitalia. C'è grandissima preoccupazione, è evidente che in questa situazione c'è il rischio che si vada all'amministrazione straordinaria". Il caso Alitalia, intanto, continua ad animare il dibattito politico: il leader del Pd Walter Veltroni ha affermato che si deve trovare una soluzione che limiti il più possibile l'impatto sociale e dobbiamo far decollare Malpensa, che deve riuscire a svilupparsi recuperando la sua funzione di Hub italiano". Per Silvio Berlusconi, invece, "svendono Alitalia, la nostra compagnia di bandiera, a un quinto del suo valore di mercato". Non si esprime il presidente di Confindustria: "Non da oggi il caso, purtroppo, è un pessimo segnale, una pessima immagine del Paese. Preferisco non commentare, ha detto Luca Cordero di Montezemolo mentre per il segretario della Cgil Guglielmo Epifani, è Air France ora a dover fare la "prima mossa". Intanto a piazza Affari, il titolo ha registrato in mattinata un ribasso e ha poi rialzato la testa: a metà pomeriggio segnava il più 5%. Intanto per oggi pomeriggio è atteso anche il Cda di Alitalia (20-03-2008).

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Berlusconi boccia l'offerta di Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 20-03-2008)

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Economia Il leader del Pdl si oppone alle 'svendita' della compagnia di bandiera Berlusconi boccia l'offerta di Air France "Dovevano farsi avanti gli imprenditori" Milano, 20 mar. - "Opaca trattativa prima, poi solo quella con Air France: un comportamento irricevibile", ha così commentato il leader del Pdl Silvio Berlusconi riguardo alla "svendita" di Alitalia al consorzio franco-olandese. "C'era in gioco anche la questione Malpensa e quindi l'economia del Nord; la trattativa è stata portata avanti in modo dilettantistico; rinnovo l'invito agli imprenditori a farsi avanti per salvare una decaduta compagnia nazionale". Berlusconi pensa anche ad un possibile ritorno di AirOne. Il numero uno di Air France-Klm Spinetta, intanto, attende il via libera all'operazione da parte del nuovo governo, in quanto " nessuna trattativa riguardante una compagnia di bandiera può trovare il parere contrario del Governo in carica". Alla complessità dell'operazione si aggiunge per i francesi la dura opposizione dei sindacati che, nelle persone dei segretari generali di Cgil e Cisl Guglielmo Epifani e Raffaele Bonanni, hanno chiesto con una missiva inviata ieri sera al presidente del consiglio, Romano Prodi, "un incontro urgentissimo per l'improponibile trattativa di vendita di Alitalia, capestrata e fallimentare". Andrea Morelli.

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Air France: via 2.100 in esubero (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 20-03-2008)

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Nessuna moratoria per Malpensa. I sindacati chiedono un incontro col governo. Il Cavaliere rilancia l'ipotesi AirOne Commenta Roma, 19 marzo 2008 - Ore decisive, e convulse, per Alitalia. Dopo la riunione-fiume di ieri con i sindacati, il numero uno di Air France-Klm Jean-Cyril Spinetta ha esposto a grandi linee il piano e ha avvertito: "I margini della trattativa sono inesistenti, o piccolissimi". In una conferenza stampa, il top manager francese ha ribadito inoltre che è possibile rilanciare Alitalia ma che, per la sua acquisizione, è fondamentale l'ok dei sindacati. Spinetta ha anche aperto ad una moratoria di due anni per Malpensa limitatamente ai cargo e ha confermato i 1.600 esuberi, ai quali si sommano i 500 dei servizi. "Nessun diktat" ha poi aggiunto, spiegando che si sta trattando per creare un grande gruppo leader nel mercato europeo con vocazione mondiale, e anche la data del 31 marzo per la conclusione della trattativa è stata richiesta dal presidente e ad dell'Alitalia Maurizio Prato alla luce della difficile situazione finanziaria dell'aerolinea italiana. Ad ogni modo, un nuovo incontro con i sindacati è stato fissato per domattina mentre il Cda è stato convocato nel pomeriggio. I segretari generali di Cgil e Cisl, Guglielmo Epifani e Raffaele Bonanni, dal canto loro, hanno chiesto in lettera inviata questa sera al al presidente del consiglio, Romano Prodi, "un incontro urgentissimo ritenendo improponibile l'alternativa tra un accordo capestro e il fallimento di Alitalia". Per Bonanni ed Epifani, "deve essere compiuto ogni sforzo per concretizzare soluzioni alternative che evitino diktat o il fallimento garantendo altresì il tempo necessario affinché possa esprimersi anche il nuovo governo, come peraltro richiesto dallo stesso Spinetta". In mattinata si era tenuto un lungo consulto tra il numero uno di Air France-Klm e il management di via della Magliana: Spinetta e Prato si sono poi intrattenuti a palazzo Chigi per circa un'ora e mezza. E proprio nella sede del governo, durante il Consiglio dei Ministri, l'esecutivo ha affrontato il caso Alitalia in una "discussione informale". Il titolare dell'Economia, secondo quanto riferito, avrebbe accennato al rischio commissariamento per la compagnia aerea: "Il ministro Padoa-Schioppa - ha detto Vannino Chiti, responsabile dei rapporti col Parlamento - ha fatto una relazione al consiglio su Alitalia. C'è grandissima preoccupazione, è evidente che in questa situazione c'è il rischio che si vada all'amministrazione straordinaria". Il caso Alitalia, intanto, continua ad animare il dibattito politico: il leader del Pd Walter Veltroni ha affermato che "dobbiamo trovare una soluzione che limiti il più possibile l'impatto sociale e dobbiamo far decollare Malpensa, che deve riuscire a svilupparsi recuperando la sua funzione di Hub italiano". E Silvio Berlusconi si augura che "si presenti un gruppo di imprenditori italiani coraggiosi". A giudizio del candidato premier del Pdl, infatti, la proposta di Air France è "irricevibile" e bisogna invece "evitare una fine ingloriosa" per l'ex compagnia di bandiera. Al Cavaliere risponde Romano Prodi. "Di Alitalia si discute da tempo. è inutile dire - osserva il presidente del Consiglio dimissionario - che la trattativa con Air France non va bene. Berlusconi se non è d'accordo porti un'altra soluzione". Non si esprime il presidente di Confindustria: "Non da oggi il caso, purtroppo, è un pessimo segnale, una pessima immagine del Paese. Preferisco non commentare", ha detto Luca Cordero di Montezemolo. E, infine, dopo una serie di ribassi, il titolo ha chiuso a piazza Affari in notevole rialzo: segno, questo, che il mercato scommette sull'ipotesi di una nuova offerta. In serata, poi, Berlusconi è ritornato a parlare dell'emergenza Alitalia riproponendo l'ipotesi Air One. Conversando con i giornalisti al suo arrivo alla festa di compleanno del leghista Roberto Maroni, il Cavaliere ha detto: "Mi sembra che ci siano imprenditori che ancora vogliono bene al nostro paese. Si facciano avanti e non ci facciano rinunciare alla nostra compagnia di bandiera tanto più che la proposta di Air France è inaccettabile". A chi gli domandava se tra le soluzioni ci fosse anche un intervento di Air One, Berlusconi ha risposto: "Sì certamente. E' una delle soluzioni possibili anche perché avrebbe delle sinergie possibili ma anche col sostegno, che è importante, di imprenditori solidi che vogliono fare qualcosa per il nostro paese". Muro contro muro AirFrance-sindacatiE' giusto vendere ad AirFrance? 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Scintille in Consiglio dei ministri. E spunta la legge Marzano (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Lo scenario Scintille in Consiglio dei ministri. E spunta la legge Marzano Il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa, vede una sola alternativa alla vendita di Alitalia ad Air France-Klm, e cioè il commissariamento. Lo ha riferito il ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero, all'uscita di palazzo Chigi, al termine della riunione del Consiglio dei ministri. La discussione in consiglio dei ministri "è stata vivace e con toni molto accesi", prosegue Ferrero, "anche sulle modalità della gestione e sulle responsabilità che stanno in capo a chi ha diretto la compagnia da Cimoli a Prato". Insomma ieri a Palazzo Chigi ci sono state scintille. E qualcuno ha avanzato l'ipotesi di ricorrere alla legge Marzano sul salvataggio delle imprese in crisi, così come avvenuto per Parmalat. Critico anche il presidente della Cir, carlo de Benedetti. "Si sono infilati in un imbuto e ci vanno fino alla fine". De Benedetti ha criticato la trattativa che è stata condotta "nel modo peggiore" e ricordato che la vicenda Alitalia è iniziata da molto tempo: "negli ultimi 15 anni ha perso 15 miliardi di euro il che vuol dire 270 euro per ogni cittadino italiano". Sulla trattativa De Benedetti ha spiegato appunto che "è stata condotta nel modo peggiore: pensavano di vendere un'azienda in bonis invece ho sentito Padoa-Schioppa dire che c'è il rischio del commissariamento. Potevano farlo un anno fa e trattare su basi più serie. Oggi non c'è più niente da fare". Ipotesi meno probabile, stando alle ricostruzioni di quello che si sono detti i ministri a Palazzo Chigi, è quella del ricorso diretto al fallimento.

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E il titolo riprende quota in Borsa (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Rialzo dell'11% E il titolo riprende quota in Borsa Ennesima seduta al cardiopalmo per Alitalia, oscillata pericolosamente tra il segno positivo e quello negativo, senza farsi mancare alcune sospensioni sia per eccesso di ribasso che per troppo rialzo. Alla fine ha prevalso la speranza tra gli operatori e Alitalia ha archiviato la giornata con un +11,96% a 0,309 euro per azione. Un risultato, comunque, che non migliora più di tanto il risultato degli ultimi periodi: nelle prime tre sedute settimanali la perdita accumulata è pari al 58,17%, da inizio marzo si arriva ad un -64,04%, da inizio anno, invece, le azioni Alitalia hanno perso il 70,66% del proprio valore, risultato che ne fa il secondo peggior titolo tra tutte le società quotate a Piazza Affari (dopo Cell Therapeutics).

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Giovanni Lombardo g.lombardo@iltempo.it L'ipotesi di (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa economia Alitalia, il piano è blindato L'ipotesi di commissariamento per Alitalia lascia di stucco il presidente di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta. I timori del ministro dell'economia, Tommaso Padoa Schioppa, "non li capisco, noi abbiamo un vero piano di rilancio", sussurra il manager francese a un suo stretto collaboratore prima della conferenza stampa convocata ieri all'Hotel Bernini Bristol a Roma. "Si è vero, l'accordo è a rischio, ma credo in questa operazione" dice Spinetta che durante l'incontro ha messo bene in chiaro alcuni punti discussi con i sindacati. "I margini di trattativa sono inesistenti o piccolissimi", perché "non siamo in presenza di un negoziato classico", ma di fronte a un'azienda "sfinita" che per rilanciarsi "deve ridurre la flotta, concentrarsi su Roma e tornare a fare profitti". Ma per andare avanti "serve l'accordo con i sindacati e con il nuovo governo". Il numero uno della compagnia francese ha precisato le linee guida del piano di salvataggio. Gli esuberi saranno 2.100: di questi 1.600 riguardano Az Fly che in totale conta 9.900 dipendenti; gli altri 500 si riferiscono ai 3.300 dipendenti di Az Servizi (su un totale di 7.400) che rientrano nel perimetro di vendita. Anche se la riduzione del personale potrebbe scendere sotto quota 2.000 unità se si considera che Air France pensa a nuove assunzioni nello scalo di Fiumicino. Spinetta ha anche fatto sapere che su richiesta del presidente di Alitalia, Maurizio Prato "i vincoli contrattuali con Az Servizi saranno rinnovati per 8 anni". Poi arriva una promessa: "Prenderemo l'impegno che tra gli esuberi nessuno verrà lasciato in mezzo a una strada". La flotta sarà ridotta di 37 aerei, passando da 174 a 137 velivoli. Il gruppo franco-olandese è pronto a sottoscrivere un aumento di capitale di un miliardo di euro e a ripianare l'indebitamento che ammonta anch'esso a un miliardo. "Inizialmente avevamo previsto una iniezione di risorse di 750 milioni - ha sottolineato Spinetta - poi la situazione è cambiata, anche se per noi l'esborso rimane lo stesso visto che abbiamo ridotto l'offerta sulle azioni". Come dire: il prezzo dell'offerta di acquisizione di Alitalia (0,099 euro ad azione) è stato inferiore al prezzo della proposta non vincolante a causa del peggioramento dei conti della compagnia degli ultimi tre mesi. E la colpa è del petrolio che "Alitalia paga a prezzo di mercato", visto che "non ha coperture". Per quanto riguarda i cargo, "questa attività perde un terzo del fatturato e mantenerla non è possibile", ha aggiunto Spinetta che comunque propone "una moratoria di due anni per tre aerei" sugli attuali 5 tra l'estate 2008 e il 2010. Poi il manager ha lanciato un nuovo monito ai sindacati: "Perché si possa usufruire della cassa integrazione è necessario che ci sia un accordo maggioritario tra le principali sigle sindacali e la compagnia. La data del 31 marzo per la fine delle trattative ci è stata chiesta dal dottor Prato perché la situazione della compagnia diventa sempre peggiore più passa il tempo". Spinetta non entra nel dibattito politico su Malpensa, ma ribadisce che la compagnia ha perdite troppo alte sullo scalo lombardo "per accettare una moratoria". A proposito del ricorso della Sea per 1,25 miliardi di euro come risarcimento per i danni che ritiene di subire dal ritiro dei voli da parte di Alitalia da Malpensa, la manleva è necessaria perché, ha spiegato Spinetta "non possiamo andare avanti con questa spada di Damocle".

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Mingardi: Questa agonia deve finire, era meglio il fallimento (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa L'intervista al direttore dell'Istituto Bruno Leoni Mingardi: "Questa agonia deve finire, era meglio il fallimento" "Questa agonia deve finire. Più si perde tempo e peggio è per Alitalia quindi è indispensabile accettare in fretta l'offerta di AirFrance-Klm". Alberto Mingardi, direttore generale dell'Istituto Bruno Leoni, non ha dubbi in merito al futuro della compagnia di bandiera italiana. Come valuta il piano presentato dai francesi? L'offerta è brutta. Più bassa di almeno un terzo rispetto a quella che si poteva ottenere. Resta la proposta più vantaggiosa? Indubbiamente. Il piano di AirFrance-Klm è dieci volte superiore a quello di Airone. Non vedo in giro cavalieri bianchi o gentiluomini pronti a investire di più su Alitalia. Ma tutto è possibile. Sempre meglio del fallimento. Non sono d'accordo. A mio avviso, da liberale, sarebbe stato meglio farla fallire due anni fa. Non avremmo assistito a questo balletto che ha solo fatto perdere valore alla società. E oggi? Nessuno vuole davvero far fallire Alitalia: chi lo sbandiera è solo per danneggiare i francesi e ottenere una dilazione. Un ennesimo gioco delle parti. Un modo per allungare i tempi? Sì. O meglio, un modo per perdere tempo. E già se ne è perso a sufficienza. La privatizzazione disperata rappresenta l'unica via possibile a questo punto. I francesi sono pronti a investire 2 miliardi e a mantenere la centralità di Fiumicino. La strategia del doppio hub non ha pagato. Una realtà chiara a tutti. Nei fatti Fiumicino è una risorsa strategica per Alitalia e da cui non si può prescindere. Uno dei pochi aspetti di mercato in questa vicenda che ha pagato a caro prezzo il costo della politica. Eppure i sindacati suonano l'allarme licenziamenti nell'area romana. Il gioco è finito. L'unica accortezza è quella di non aprire troppo la porta ai francesi per evitare di renderli monopolisti a casa nostra. Le altre compagnie e gli aeroporti dovranno adoperarsi per diventare sempre più concorrenziali. L'esempio del fallimento della compagnia belga Sabena insegna che il mercato crea sviluppo. Perchè Alitalia non ha saputo negli anni incrementare il traffico dei passeggeri? La colpa è di una gestione inefficiente e di investimenti sbagliati. I passeggeri sono cresciuti per quasi tutte le compagnie, segno che è aumentato il bacino di utenza. Alitalia è rimasta stabile, non è stata capace di attirare nuovi clienti. Come valuta il monito dell'Unione europea all'Italia sugli aiuti di Stato per salvare la compagnia? Uno dei pochi provvedimenti corretti. Un saggio consiglio da ascoltare per far in modo che il mercato torni a essere sovrano. Soprattutto in Italia.

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Se esistono in Italia degli imprenditori con un minimo di (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa alitalia Berlusconi rimette in pista AirOne e la cordata italiana "Se esistono in Italia degli imprenditori con un minimo di orgoglio si devono fare avanti con un'offerta ed un progetto industriale per evitare una fine così ingloriosa della nostra Compagnia di bandiera". Berlusconi rompe il silenzio su Alitalia e va all'attacco: la proposta di Air France "è irricevibile" [...] [...] dice e suona la riscossa del tricolore. Il Cavaliere pensa, in particolare, all'offerta di AirOne come una delle iniziative possibili. "Air France rinuncerà alla partita su Alitalia lasciando spazio all'ingresso di Air One, la cui regia nell'operazione considero indispensabile. Tale operazione sarà sostenuta dall'aiuto di una cordata di banche, tra le quali potrebbe esservi Banca Intesa, il cui cda dovrebbe decidere domani (oggi ndr) e di altri imprenditori, tra i quali vi potrebbero essere anche i miei figli". Irritazione di Prodi. "Per ora - afferma il premier - quella dei francesi è l'unica proposta. Se il Cavaliere non è d'accordo presenti un'altra soluzione". Il che significa avere un piano e poi fare un'opa che deve essere valutata e accettata dal Tesoro. Romano Prodi e il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa sono infatti convinti che se dovesse saltare la trattativa con Parigi, il destino della compagnia di bandiera si ridurrebbe al commissariamento. Il numero uno di Air France, Jean-Ceryl Spinetta, ieri ha chiuso definitivamente la porta a qualsiasi ripensamento. E questa, insieme al capitolo "cargo", è una delle condizioni "inaccettabili" per il Pdl. Ma il consenso di Fi, An e Lega sia considerato da Parigi necessario. Nonostante la dura presa di posizione di Berlusconi, non è comunque ancora detta l'ultima parola. Due infatti sono le anime che in questi giorni si stanno confrontando: da una parte il Carroccio e la "carica" dei lombardi, dall'altra Gianni Letta e Giulio Tremonti. Il consigliere politico del Cavaliere e l'ex ministro dell'Economia sarebbero infatti più inclini a favorire la chiusura della partita Alitalia (anche se Tremonti ha accolto con favore le dichiarazioni di Berlusconi). Evitando così al prossimo governo molte grane. L'unica richiesta che sarebbe arrivata, nel corso dei contatti di questi giorni, è di mettere in campo tutta l'accortezza possibile per gestire i rapporti con i sindacati e quindi di tutelare in particolare l'aspetto occupazionale. Quest'ultimo rappresenta un tema che sta molto a cuore anche alla sinistra della coalizione, che ne sarebbe tornata a parlare nel corso del Consiglio dei ministri di questa mattina. Di fronte al titolare dell'Economia che avrebbe richiamato i colleghi alla dura realtà, spiegando che non esistono alternative auspicabili alla privatizzazione di Alitalia, salvo il rischio di ritrovarsi con un commissario, i ministri non avrebbero nascosto i timori. Risultato: un confronto a Palazzo Chigi vivace, a tratti dai toni "accesi". Indiscutibile che il destino dei lavoratori sia uno tema sensibile e quindi non stupisce che sia anche stato al centro dell'incontro, avvenuto intorno all'ora di pranzo sempre a Palazzo Chigi, tra Spinetta, il presidente di Alitalia Maurizio Prato, il ministro Padoa-Schioppa e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta, e Prodi. Certo, non sarebbe stato l'unico: tra i capitolo affrontati anche quello delle tratte per la Cina e l'India, tagliate nel piano franco olandese. Tornado invece al capitolo esuberi, nel corso del colloquio, secondo quanto riferiscono fonti di governo, i francesi avrebbero rassicurato gli interlocutori spiegando che l'asticella fissata intorno a quota 2000 potrebbe scendere ancora, toccando una cifra decisamente più bassa. Il governo si sarebbe detto invece disponibile a intervenire sull'unico fronte di sua competenza, facendo il massimo possibile, quello degli ammortizzatori sociali.

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Il bruciante stop imposto da Silvio Berlusconi alla (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 20-03-2008)

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Stampa Il bruciante stop imposto da Silvio Berlusconi alla ... Il bruciante stop imposto da Silvio Berlusconi alla trattativa su Alitalia impone due conseguenze immediate. La prima è che i negoziati devono bloccarsi immediatamente. E' infatti impensabile che la compagnia (di Stato) francese continui a lavorare sul dossier in presenza di una esplicita opposizione del probabile nuovo Presidente del Consiglio. E se non fosse il management di Air France a fermarsi, dovrebbe imporglielo Sarkozy, in nome dei corretti rapporti tra paesi fondatori dell'Unione Europea. La seconda conseguenza è che la vicenda finisce a questo punto dritta sul tavolo del nuovo governo, probabilmente affidata a Giulio Tremonti. Ecco allora il nodo della questione: la ricetta messa in campo dal governo Prodi non ha funzionato, complice la fine anticipata della legislatura. La vendita ad Air France non è sbagliata in astratto, ma l'asta andata deserta è stata pessima, da ogni punto di vista. E il prezzo concordato con i francesi è altrettanto pessimo, di quelli che fanno venir voglia di portare i libri in tribunale. Berlusconi chiama a raccolta gli imprenditori italiani. Idea affascinante, ma poi in azienda qualcuno deve comandare. Può essere un manager naturalmente, che però dovrà affrontare i molti nodi irrisolti: esuberi compresi. Torna in pista AirOne? Vedremo. Quello che è certo è che su questa partita il governo che nasce si gioca entro giugno tutta o quasi la sua credibilità.

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Berlusconi boccia Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 20-03-2008)

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Prima Pagina Pagina 2 Alitalia Berlusconi boccia Air France Alitalia --> Berlusconi riapre i giochi sulla vendita di Alitalia. Il leader della Pdl ieri ha definito "irricevibile" la proposta di Air France. Il presidente della compagnia franco-olandese Spinetta ha chiarito invece il numero degli esuberi, che saranno 2.100, mentre il ministro Padoa-Schioppa ha parlato di rischio commissariamento per la società.

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Spinetta: <Proposta immodificabile> (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 20-03-2008)

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Spinetta: "Proposta immodificabile" Lunga e chiarissima conferenza stampa del presidente di AirFrance-Klm. Stamattina nuovo incontro con i sindacati "Nessuna moratoria per Malpensa", responsabile dei due terzi delle perdite della compagnia di bandiera. La destra e il "fronte del Nord" gridano molto, ma nessuno propone una cordata imprenditoriale alternativa e credibile. Preoccupazioni per i livelli occupazionali a Roma e Milano Francesco Piccioni Sicuramente sa quel che vuole. Jean-Cyril Spinetta, presidente di Air France-Klm, non si sposta di un millimetro dalla posizione presa davanti ai sindacati il giorno prima: "il piano di acquisto di Alitalia è immodificabile". Dalla sua ha il fatto di non essere ancora il proprietario della compagnia di bandiera, ma solo il candidato acquirente. Pone perciò le sue condizioni; se piacciono, bene, altrimenti amici come prima e me ne torno a Parigi. Del resto, ha spiegato, "questo non è un negoziato classico". La differenza, bontà sua, è però posta nella "gravità della situazione", di cui spera "tutti siano consapevoli". Non gli ha fatto cambiare idea né la faccia storta dei sindacalisti (che rivedrà stamattina alle nove nella sede della Magliana), né il frastuono delle dichiarazioni dei politici. Eppure continua a ripetere di considerare "fondamentale" l'assenso "della maggioranza dei sindacati", fino alla ratifica da parte delle assemblee dei lavoratori. Così come ritiene necessario anche l'assenso "del prossimo governo", ben sapendo che potrebbe trovarsi davanti un Berlusconi - accompagnato magari da Maroni e Formigoni - che gli chiederebbe (almeno pro-forma) una "moratoria su Malpensa". Bisogna però dar atto al manager francese della capacità di parlar chiaro. Non ha infatti concesso nulla neppure su questo fronte. "Il grosso delle perdite di Alitalia (i due terzi, ndr) è generato da Malpensa"; ergo, "dal punto di vista industriale mi sembra ragionevole la scelta di concentrare il ruolo di hub su Fiumicino". Solo per la mini-flotta Cargo si potrà parlare di "moratoria" - un paio d'anni - ma senza soverchie illusioni: "questa attività perde un terzo del fatturato; non è possibile mantenerla, è come se mettessimo una palla al piede della compagnia". La sua fiducia sulla possibilità di far riprendere economicamente la compagnia è altissima, visto che è disposto a investirci 2 miliardi di euro; uno per assorbire l'indebitamento e un altro per l'aumento di capitale. "Se Air France in un periodo così difficile si assume un impegno così importante con una compagnia che da dieci anni non fa altro che perdere, è perché Alitalia ha tutte le carte in regola per andare avanti e per conoscere una forte crescita". In tempi anche rapidi, pare: "a partire dal 2010, una volta risanata, Alitalia avrà una crescita annua che sarà più forte di Air France-Klm, perché ha perso moltissime quote di mercato e non appena sarà di nuovo redditizia potrà riacquistarle". Sull'altro piatto della bilancia c'è la mannaia dei posti di lavoro. Spinetta contesta i numeri fatti in questi giorni e parla di soli "2.100 esuberi". In realtà lui calcola soltanto coloro che proprio non si dove mettere - 1.600 da Alitalia Fly, 500 da Az Service - e che perciò saranno oggetto "di un piano sociale di prim'ordine". Ovvero cassa integrazione e incentivi alla fuoriuscita. Su questo punto il ministro del lavoro, Cesare Damiano, è rimasto alquanto abbottonato, limitandosi a dire che "aspettiamo di vedere" le misure concrete. Nel conto vanno però messi anche tutti i dipendenti di Az Service che figurativamente finiranno sotto la responsabilità di Fintecna (società pubblica), ma solo fino a quando non si sarà trovata un'altra destinazione. Se ci sarà. Da Az Service, infatti, saranno riportati "nel perimetro aziendale" - ovvero Az Fly - soltanto 3.300 dipendenti sugli oltre 8.000 in organico. Stamattina, si diceva, nuovo round con i sindacati che hanno già giudicato "non potabile" il piano proposto dai francesi e hanno chiesto cambiamenti per poter cominciare a trattare davvero. Ma pur "comprendendo perfettamente che i sindacati abbiano bisogno di tempo per valutare il piano nel suo insieme", Spinetta ha precisato che "i margini di manovra sono limitatissimi". L'impressione è perciò quella di un muro non scalfibile, fuori dalla tradizione delle trattative "all'italiana" anche sul piano retorico (tipo "abolire lo scalone pensionistico" sostituendolo con una serie di "scalini" che hanno lo stesso effetto). E che perciò, alla fine, ci saranno degli sconfitti che non potranno parlare di "mezze vittorie". Oppure un fallimento nella vendita ai francesi. Non a caso, ieri, nella riunione "molto vivace" del consiglio dei ministri, è risuonata nuovamente la parola "commissariamento". Ovvero l'anticamera della liquidazione fallimentare.

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Berlusconi: "Serve prestito ponte" Prato: "Nessuna cordata" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 20-03-2008)

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Intanto il presidente ed ad della compagnia di volo esclude altre offerte oltre a quella di Air France- Klm Roma, 20 marzo 2008 - Al momento per Alitalia non ci sono offerte di altre cordate, alternative ad Air France-Klm. All'azienda, sebbene "strillate sulla stampa", non sono mai arrivate. Lo ha sottolineato il presidente ed ad di Alitalia, Maurizio Prato, all'incontro di stamattina con i sindacati. "Dove sono - ha detto Prato secondo quanto riferiscono fonti sindacali presenti all'incontro - le offerte di queste cordate strillate sulla stampa ma mai pervenute in azienda?". BERLUSCONI RILANCIA Silvio Berlusconi ha chiesto questa mattina in una telefonata al presidente del Consiglio Romano Prodi che il governo faccia un "prestito ponte" in modo di consentire alla cordata italiana l'acquisizione di Alitalia. Lo ha raccontato lo stesso Berlusconi in un intervento di fronte alla Confcooperative. "Credo - ha spiegato - che si dovrà presentare una cordata di imprenditori italiani e che, ne ho parlato stamattina con Prodi al telefono, per non fare sì che si vada verso il fallimento, il governo debba prestarsi a un prestito ponte che dovrebbe consentire a questa cordata di mettere assieme un piano industriale e di fare una due diligence come non era stato consentito nella prima gara". Berlusconi: "Con il mio veto Air France rinuncerà" - Air France: via 2.100 in esubero Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Articoli Eventi --> Foto del giorno --> Foto Video Blog Sondaggi Cronaca - Locale Flessibilità, pensioni e salari Ecco le ricette per l'ItaliaCronaca - Locale Sfruttavano manodopera clandestina Sette persone finiscono in manetteGossip Francesca Chillemi con un biondino La notte brava della carabinieraCronaca - Locale Foto hard a ragazzine, il tappezziere alla sbarraCronaca - Locale Spacciatore magrebino in manette grazie alle segnalazioni di cittadiniCronaca - Locale Sgominata gang, tre arresti Sequestrati 50 chili di cocainaCronaca - Locale Ecco la Nogara-mare: 88 chilometri, 13 caselliCronaca - Locale Una primavera rock Ecco il poker d'assiVarie Venerdì in tutta la provincia si rievoca la Passione di CristoSpettacolo Giò di Tonno torna al musical "Vi svelo la mia parte oscura"Politica - Locale Scoppia la guerra a sinistra La Regione attacca Massimo RossiCronaca - Locale Sorpresi a guidare senza patente Sequestrate le auto a due nomadiCronaca - Locale Torna l'inverno in tutta la regione Imbiancato l'alto Maceratese Majoli Dietro lo specchio'TEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008Stagione di qualità al Teatro ComunaleIl cartellone 2007/08 del Politeama PrateseLa Belle Epoque. 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Seconda, a grande distanza, la Santanché, terzo Bertinotti LEGGI LA NOTIZIA RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec /div>.

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La vendetta finale del Professore (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Gio, 20 Mar 2008 Edizione 56 del 20-03-2008 Strettamente confidenziale La vendetta finale del Professore di Hush Hush Povero Veltroni. Aveva fatto tutto quello che poteva per cercare di convincere il Nord che il suo Partito Democratico era diverso dall'Ulivo e dall'Unione; si era spinto perfino ad assicurare che se avesse vinto le elezioni ci sarebbe stato addirittura un ministerio apposito per il Nord Est, cercando di rassicurare chi, come il governatore del Friuli Ruiccardo Illy e il sociologo Ilvo Diamanti, che si erano spinti a tornare a parlare di rischi di secessione, che i loro timori, ancorchè fondati, potevano essere esorcizzati. Ma Veltroni non aveva messo in conto la vendetta dell'ex boiardo di stato Romano Prodi e la vendetta è arrivata con il patatrac della vendita di Alitalia a Air France-Klm. Una vendetta sopraffina, perché fatta di molteplici sfaccettature, alle quali non poteva mancare il rinforzino di Padoa Schioppa, quello del tesoretto scomparso, il ministro dell'econosua che ieri ha detto "o accordo o l'Alitalia fallisce". Qualche dettaglio. Gli esuberi, settemila/ottomila sono una minestra da far vomitare anche il più filogovernativo dei sindacalisti; il valore delle azioni Alitalia, di cui un bel cucuzzaro è nelle mani dei dipendenti azionisti, ridotto a carta straccia: valore nel concambio con Air France 0,10 centesimi di euro per azione, meno di una mancia al bar quando si beve un caffé. Intanto il titolo ha già perso solo l'altro ieri circa il 30% del suo valore in Borsa, nonostante sia passato di mano circa il 5% del capitale sociale di Alitalia stessa, una roba che in America avrebbe già fatto aprire alla Sec e all'Fbi un'indagine per verificare se si sia posto in essere il reato di insider trading. Poi c'è la Sea, la società del Comune di Milano che gestisce la Malpensa, che per bocca dell'azionista di maggioranza assoluta, il sindaco Letizia Moratti, ha fatto sapere ufficialmente che la causa per danni contro Alitalia-Air France non sarà ritirata, e facesse il governo Prodi quello che volesse. Intanto il ministro rifondarolo Ferrero si recava ad una assemblea di lavoratori a Malpensa cercando di convincerli, senza minimamente riuscirci, che loro, quelli dell'estrema sinistra, non erano al governo con Prodi e Padoa Schioppa, no, stavano al cesso ogni volta che si parlava dell'argomento Alitalia. Altro che il Bagaglino e il tg matto: qui siamo al surrealismo, a Dalì, Mirò, Magritte e De Chrico nella loro forma più splendente. La Confindustria, dal canto suo, ha certificato con le chiarissime parole della neo presidente Emma Marcegaglia che i giochetti pro governo dei tempi di Luca e Diego sono finiti, alle spalle, rien và plus: Malpensa è vitale per il Nord, va mantenuta, separata dal destino di Alitalia ed anzi hanno ragione la Moratti e il Bonomi presidente della Sea: per i danni subiti dalla fuga di Alitalia, l'aereoporto milanese dovrà avere una riparazione monetaria. E poi lo si dovrà aprire alle compagnie aeree che vogliono utilizzarlo per arrivare a Milano, per partecipare alle Fiere, e per portare con i cargo i prodotti del made in Italy nel mondo. Air France invece il cargo lo vuole chiudere entro il 2010, per traferire tutto a Parigi, da cui parirà il made in France mentre il made in Italy farà la coda sui piazzali dell'aereoporto di Charles De Gaulle. Ma per l'ex boiardo di stato Romano Pordi sono tutte cazzate: lui, il Nord non lo ha mai amato,anzi,sin dai tempi dell'Alfa Romeo svenduta alla Fiat e quindi morta é sempre stato conseguente. Come con Veltroni: mi avete silurato? E io siluro voi, e pazienza se il pieno dei voti lo faranno il partito di Berlusconi e Fini e, soprattutto, la Lega di Bossi. Lui, Romano Pordi, l'uomo di Stato secondo Veltroni, se ne va in pensione, torna a fare il professore, fra il Mulino e la Nomisma. E gli altri, ma mi raccomando questo è STRETTAMENTE CONFIDENZIALE, si fottano, come hanno fottuto lui.

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Giustizia volante (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 20-03-2008)

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Oggi è Gio, 20 Mar 2008 Edizione 56 del 20-03-2008 Giustizia volante di Orso Di Pietra Uno può anche essere d'accordo nel ridurre a due i tre gradi di giudizio. Può anche sforzarsi ed immaginare che potrebbe essere utile abolire la Cirielli per la prescrizione dei reati. Ed, infine, pensare che le spese per la sicurezza siano uguali a quelle per la politica ed ipotizzare di risolvere i guai della sicurezza dedicandole il 30 per cento i costi della politica. Ma suscita qualche perplessità l'idea di Antonio Di Pietro di risolvere i problemi della giustizia aggiungendo ai provvedimenti di cui sopra la decisione di aumentare il personale dei Tribunali con il 30 per cento dei dipendenti in esubero di Alitalia. Passi per le hostess, che piazzate a fianco dei Pm possono ingentilire il volto severo della legge. O al massimo servire il caffé agli avvocati ed al pubblico. Ma dove collocare i piloti? Magari tra il Presidente, il giudice a latere ed il cancelliere? A testimonianza che nella giustizia secondo Di Pietro i Tribunali volano e servono solo a fare il check-in per le carceri? Ovviamente senza appello e senza prescrizione? Attenzione: non stiamo su "Scherzi a parte!".

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La strategia di Sea: ricavare quattrini (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 20-03-2008)

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Oggi è Gio, 20 Mar 2008 Edizione 56 del 20-03-2008 FRONTE DEL NORD La strategia di Sea: ricavare quattrini di Alessandra Mieli Come se si trattasse di Fort Alamo, invece che di Malpensa. Dall'hub della brughiera lombarda parte il messaggio: tireremo diritto e venderemo cara la pelle. Non che Giuseppe Bonomi si sia mai fatto troppe illusioni a riguardo, nella cordata di imprenditori ci ha sempre creduto poco, quindi si è rimboccato le maniche e ha piazzato l'unico vero ostacolo tra i piedi del presidente di Air France, la causa per il risarcimento dei danni derivati all'aeroporto dall'abbandono di Alitalia. "La Sea - ha spiegato Bonomi - ha avviato questa azione giudiziaria perché ha un preciso dovere: tutelare l'integrità dell'azienda, i lavoratori di quest'azienda, i nostri azionisti". Secondo Bonomi "il fatto che il governo ci chieda di ritirare questa causa significa in buona sostanza chiederci di rinunciare all'obbligo direi politico ed etico, che ha un'azienda, di tutelare se stessa". In merito alla situazione politica Bonomi ha precisato che "le richieste che abbiamo fatto a questo Governo le avremmo fatte a qualsiasi altro Governo. La richiesta principale è di rendere libero il mercato del trasporto aereo, che oggi non è tale". Quindi i denari derivati da una transazione (altamente probabile) servirebbero a rilanciare i servizi dell'aeroporto adeguandolo alle necessità di un nuovo operatore. E, indirettamente il presidente della Sea ha confermato dicendo che per il futuro di Malpensa "abbiamo in corso trattative con moltissimi altri vettori".

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Montagne russe per il titolo a Piazza Affari (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 20-03-2008)

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Oggi è Gio, 20 Mar 2008 Edizione 56 del 20-03-2008 CONVOCATO IL CDA Montagne russe per il titolo a Piazza Affari di Maria Laura Zuccheri Oggi per la compagnia di bandiera sarà un'altra giornata di fuoco. Alle 9 del mattino è previsto un nuovo, ulteriore, incontro dei sindacati con il Cda di Alitalia anche se i margini di manovra si sono fatti, secondo quanto dichiarato dal presidente di Air France, talmente esigui da essere praticamente inesistenti. Nella nota Alitalia informava che "dopo l'incontro sindacale svoltosi martedì con la presenza dei rappresentanti di Air France-Klm, in attesa che sia possibile fissare un ulteriore incontro per la prossima settimana, ha convocato le Rappresentanze Sindacali e per il pomeriggio il Consiglio di Amministrazione, all'esito del quale informerà il mercato in ordine agli sviluppi della situazione". Pare di intendere che i tempi si stiano facendo stretti e che la trattativa possa giungere a una conclusione in tempi brevi. Intanto in Borsa Alitalia ha fatto registrare una chiusura in forte rialzo (+11,96% sul prezzo di riferimento a 0,30 euro) dopo una giornata in altalena a seconda delle notizie in arrivo sulla trattativa per la cessione ad Air France. Il titolo della compagnia aerea era arrivato a perdere oltre il 30% ed è stato caratterizzato da più sospensioni, sia al ribasso sia al rialzo.

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La gestione all'italiana (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 20-03-2008)

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Oggi è Gio, 20 Mar 2008 Edizione 56 del 20-03-2008 ALITALIA: COME IL GOVERNO ITALIANO HA APPLICATO IL DIRITTO CONCORSUALE La gestione all'italiana di Alberto M. Musy Il caso Alitalia visto in prospettiva meramente giuridica rende necessarie alcune riflessioni tecniche e comparative. Come molti sanno il diritto fallimentare italiano è stato oggetto di una recente riforma (d.lgs 6 gennaio 2006, n. 5) e di alcuni interventi mirati nel settore delle ristrutturazioni industriali dovuti da un lato alla necessità di ottemperare al divieto comunitario degli aiuti di Stato (cosiddetta Prodi bis D.lgs 8 luglio 1999, n. 270) dall'altro da quella di fronteggiare il caso Parmalat (decreto Marzano D.L. 347 del 23 dicembre 2003 convertito dalla legge n. 39 dell'8 febbraio 2004 via via modificato fino alla legge 281 del 24 novembre 2004). Nel caso di "grandi imprese in crisi" il nostro ordinamento prevede il ricorso all'amministrazione straordinaria (procedura concorsuale con finalità conservative del patrimonio produttivo mediante prosecuzione, riattivazione o riconversione delle attività imprenditoriali), sotto la supervisione del Ministero dell'Industria; tale procedura mette l'azienda in crisi nelle mani di uno o tre commissari i quali debbono verificare se vi sono ipotesi di rilancio, verificano le compatibilità con le disposizioni comunitarie mettendo nelle mani della Commissione Europea il programma, gestiscono le attività o provvedono alla vendita dell'azienda evitando la dispersione del patrimonio aziendale ancora valido. Laddove durante la procedura emerga l'impossibilità di una continuazione si arriverà ad una vera e propria dichiarazione di fallimento con la conseguente dismissione del patrimonio aziendale. Nel caso di "grandi imprese irrimediabilmente in stato di insolvenza", sulla spinta del caso Parmalat, il legislatore ha introdotto una ulteriore forma di amministrazione straordinaria, che prevede l'immediata ammissione a tale procedura, che consenta un più rapido avvio e svolgimento accelerato delle procedure di insolvenza delle imprese grandissime, garantisca un'efficace ristrutturazione dell'impresa insolvente e dell'intero gruppo nella quale la medesima è inserita, nonché permetta di proseguire, senza far venir meno le garanzie per i creditori, l'obiettivo di conservare l'avviamento e la posizione di mercato dell'impresa, assicurando la ristrutturazione del passivo e l'eventuale dismissione delle sole attività non strategiche e coerenti con l'oggetto dell'attività principale d'impresa. Il decreto inseriva alcuni strumenti innovativi per conseguire le finalità richiamate, in particolare, un'innovativa figura di concordato che ha fatto dire a molti che il legislatore italiano si era ispirato alle procedure di turnaround statunitensi quali il famoso Chapter 11 del Bankruptcy Act del 1978. Nel modello americano il debitore o un suo creditore possono chiedere che l'impresa in crisi sia ammessa ai benefici della procedura di ristrutturazione; in caso di ammissione il debitore assume in ogni caso la veste di "debtor in possession". Il titolare, o il management originario, mantiene la gestione dei propri affari, anche se l'autorità giudiziaria, a propria discrezione, può nominare un trustee (fiduciario) affinché svolga un'opera di supervisione sull'attività dell'impresa. Egli manterrà tale identità fintanto che il piano di riorganizzazione venga approvato, oppure venga abbandonato, convertito nella procedura fallimentare vera e propria. Nel caso delle procedure di rilancio, deve essere presentato un piano di ristrutturazione aziendale che determini le modalità di rimborso dei debitori. Esso deve essere approvato dalla maggioranza dei debitori e deve assicurare ad essi non meno di quanto si stima riceverebbero nell'ipotesi di liquidazione dell'impresa. Non esiste nell'ordinamento statunitense una norma che stabilisca un termine massimo entro il quale occorre presentare un piano di riordino, tuttavia al debitore, al quale viene riconosciuta la priorità nella proposta, è riservato un termine di 120 giorni, decorrente dall'apertura della procedura concorsuale, durante il quale nessun altro può effettuare un'ulteriore proposta. Tale termine non è perentorio: a discrezione della corte, infatti, può essere ampliato oppure ristretto. Se il debitore non si attiva nel termine predetto, lasciando spirare inutilmente il periodo di 120 giorni, egli decade dal diritto, e chiunque vi abbia interesse, creditori o trustee, può rivolgersi al giudice per effettuare una propria proposta. Per quanto concerne, invece, la durata della procedura concorsuale volta a eliminare lo stato di insolvenza dell'impresa coinvolta, non è previsto un termine ultimo. Tale procedura può pertanto durare anche alcuni anni, a meno che la corte, lo United States trustee, il comitato dei creditori o chiunque possa esservi interessato, non agisca per l'apposizione di un termine massimo. In base al paragrafo 1121, la corte ha l'onere di redigere un verbale di apertura della procedura il quale deve contenere informazioni relative ai beni esistenti e alle responsabilità e transazioni ancora pendenti in capo al debitore, al fine di fornire ai creditori elementi sufficienti per effettuare un giudizio ponderato circa la obiettiva possibilità di riorganizzare l'impresa e dunque soddisfare i propri crediti. Sempre la bankruptcy court deve verificare che il piano di riordino contenga una classificazione delle pretese creditorie e la specificazione di come ciascuna categoria di crediti verrà trattata nel periodo di vigenza del piano. I creditori i cui crediti siano "impaired" (compromessi), ovvero quelli che subiranno modifiche o verranno liquidati soltanto in una percentuale del loro valore, avranno diritto di voto (by ballot) per l'approvazione del piano. Una volta approvato il "disclosure statement" ed esaurite le votazioni, la corte provvede a disporre un "confirmation hearing" nel quale acquisirà le valutazioni necessarie circa la conferma o meno del piano. Chi conosce il modello americano e legge il Decreto Marzano, ma anche la Prodi Bis, non può non ammettere una serie di similitudini tra i due ordinamenti, similitudini amplificate dalla riforma fallimentare che in ossequio al modello anglosassone ha ridotto gli aspetti persecutori delle procedure fallimentari, dato un maggior ruolo ai creditori ed aumentato le possibilità di definizione stragiudiziale delle procedure concorsuali. Tutto questo però non ha avuto alcun impatto nella vicenda Alitalia, il Governo ha gestito un'amministrazione straordinaria irrituale, dove al posto dei commissari ha nominato degli amministratori il cui compito non è stato altro che raccogliere le offerte di alcuni operatori industriali per tentare il rilancio della compagnia ed il salvataggio del salvabile. Importare un modello legale da un altro Paese non serve quando il contesto sociale ed economico non è il medesimo: troppa radicata nel nostro Paese è l'idea che lo Stato possa ingerirsi nelle vicende economiche, troppo forte il potere delle organizzazioni sindacali nel dettare le agende politiche, troppo frastagliato il sistema politico per poter imporre delle soluzioni economicamente efficienti. Professore Straordinario di Diritto Privato Comparato Università del Piemonte Orientale, Novara.

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Romano lo "svenditore" (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 20-03-2008)

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Oggi è Gio, 20 Mar 2008 Edizione 56 del 20-03-2008 Caso Alitalia Romano lo "svenditore" di Arturo Diaconale Pare che Romano Prodi si sia infuriato di fronte alle accuse di aver dato via libera alla vendita di Alitalia ad Air France alla modica cifra di 120 milioni di euro. Cioè ad una cifra con cui normalmente non si compera una compagnia di bandiera ma un solo Airbus di nuova generazione. Ed avrebbe insistito con i suoi più stretti collaboratori nel ricordare che i francesi non si limiterebbero a sborsare 120 milioni di euro ma si accollerebbero anche il miliardo e mezzo di debiti accumulati da Alitalia. La rabbia di Prodi è comprensibile. Ma non perché la precisazione sulla reale entità dell'operazione renda conveniente e congrua la vendita della nostra compagnia di bandiera all'Air France. Ma perché nella vicenda Alitalia il Presidente del Consiglio gioca una parte consistente della propria reputazione. Quella che in futuro lo farà ricordare nella storia politica del nostro paese. Si dirà che per chi ha scelto di uscire dalla scena politica nazionale e di dedicarsi ad attività diverse da quelle dell'impegno nella vita pubblica, la reputazione non dovrebbe essere un grande problema. L'attuale Presidente del Consiglio, però, non si accinge a compiere un passo alla Celestino V. Non si chiude in convento. E neppure nella sua abitazione bolognese. Probabilmente pensa di dedicarsi ad iniziative culturali o umanitarie sul piano internazionale. Se non, addirittura, passate le elezioni e verificate le conseguenze che il risultato potrà provocare all'interno del Partito Democratico, a rimettersi in gioco con la sua strategia dell'Ulivo e dell'Unione che, tutto sommato, è l'unica risultata due volte vincente nei confronti del centro destra di Silvio Berlusconi. Prodi, dunque, sia per carattere, sia per interesse specifico, non può permettersi di infischiarsene del ricordo che lascia agli italiani. Vorrebbe passare per il risanatore delle finanze pubbliche, una sorta di redivivo Quintino Sella. Ma con la vicenda dell'Alitalia rischia di essere marchiato per i decenni a venire come l"uomo delle svendite". Quello che per scelta o per accidente ha percorso una lunghissima carriera politica all'insegna delle vendite a prezzi stracciati di importanti pezzi dello stato. Una calunnia? Può essere. Ma chi esordisce con la svendita dell'Alfa Romeo alla Fiat, prosegue con la svendita della Sme a Carlo De Benedetti e, dopo una serie di privatizzazioni che provocano polemiche mai sopite del tutto, chiude il ciclo della propria carriera politica con la svendita di Alitalia, non si può lamentare se poi viene ribattezzato con la qualifica di "svenditore". Ha ragione, dunque, il Presidente del Consiglio ad imbufalirsi di fronte alle accuse di voler liquidare la compagnia di bandiera per un misero piatto di lenticchie. Ma se vuole evitare di passare alla storia come "Romano lo svenditore" non deve limitarsi ad ululare di rabbia. Deve comportarsi di conseguenza. E creare le condizioni affinché l'ultimo atto qualificante della sua presenza a Palazzo Chigi non possa venire neppure sfiorato dal sospetto di aver realizzato l'ennesimo e più inqualificabile "favore agli amici".

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Romano Outlet (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Gio, 20 Mar 2008 Edizione 56 del 20-03-2008 Romano Prodi: E' stato due volte numero uno dell'Iri E ha (s)venduto 29 aziende statali Romano Outlet di Francesco Blasilli "Svuoto tutto per fine attività". Questo è il motto che ha accompagnato la carriera del migliore (s)venditore che la storia dell'Italia moderna ricordi: Romano Prodi. Un vero fenomeno nel campo commerciale, quando il materiale in vendita ? questo sia chiaro ? non è il suo. Ed infatti più che di vendite, bisognerebbe parlare di regali. Regali per i quali è anche finito ripetutamente sotto inchiesta. Non bisogna dunque meravigliarsi dei prezzi che girano per il caso Alitalia, perché seppur in questo caso le motivazioni sono diverse dai casi precedenti, questa non è la prima svendita che vede per protagonista Prodi. Anzi, se la matematica non è un'opinione, siamo giunti a quota 30. DA presidente dell'Iri, infatti, il buon Romano cedette 29 aziende del gruppo. Un vero e proprio record mondiale. La vendita più clamorosa, rimane quella dell'Alfa Romeo passata nel 1986 sotto il controllo della Fiat. Mille e settecento furono i miliardi di lire sborsati dagli Agnelli: per rendere l'idea dell'affare portato a termine da Prodi, basta dire che la Ford offrì per l'Alfa Romeo giusto il triplo. Perché allora il prestigioso marchio automobilistico finì a Torino? Per ragioni campanilistiche. Bisognava lasciarlo in Italia. Apprendiamo allora con piacere che, a distanza di vent'anni, il venditore Romano ha cambiato completamente idea, ribaltandola: Alitalia è meglio darla ai francesi, piuttosto che a Toto. Un po' di amaro in bocca, invece, a Prodi deve essere rimasto per la mancata vendita della Sme all'amicone De Benedetti e alla sua Buitoni. Nell'aprile tutto era fatto per 497 miliardi: un'inezia per un'azienda il cui valore era stato stimato in oltre 3mila miliardi. Perchè saltò tutto? Perchè qualcuno (una cordata con Berlusconi....) osò offrire di più, un fatto del tutto inconcepibile al Mercatone di Romanone, dove l'aquirente lo sceglie lui e il prezzo lo fa chi acquista. E la vicenda Sme, come tutti sapete, è finita in tribunale. Altro che Coop, Mercatone Uno ed Emmezeta: i veri affari si fanno dal buon Mortadella, solo che avere la Carta Acquisti è molto difficile. Se c'è l'hai, però, ti va veramente di lusso. Come per la famiglia Benetton che si è comprata le autostrade italiane per 704 miliardi, azienda stimata dieci volte tanto. Tra i ribassi di Romano, poi, non si possono scordare quello della Italgel, ceduta alla Nestlè per 437 miliardi oppure il "prendi 4 paghi quello che vuoi" fatto a Cragnotti, imprenditore che ha successivamente dimostrato tutta la sua "affidabilità". "Latte Sud, Torrimpietra latte, Solac e Castellino le aziende passate con la benedizione di Romano sotto il controllo dell'ex presidente della Lazio. Senza dimenticare che la Fisvi di Cragnotti si era già portata a casa la CDB per la modica cifra di 310 miliardi, anche se per la procura che indagò sulla vicenda, la società valeva oltre 1070. Prodi, però, anche fuori dall'Iri prosegue nella sua opera di privatizzazioni: nel 1997 la Telecom, sotto la presidenza di Guido Rossi (altro uomo, secondo tradizione italiana, buone per tutte le stagioni, siano queste telefoniche che calcistiche) viene venduta. E Romano che c'entra? Beh è presidente del Consiglio, ruolo che occupa tuttora (anche se in molti, democratici veltroniani in primis, sembrano esserselo dimenticato). E da inquilino di palazzo Chigi, l'ottimo Romano tenta di portare a termine la cessione di Alitalia ai francesi. Ad onor del vero, nel dire che anche in questo caso stiamo parlando di una svendita, non si può non sottolineare come ci troviamo di fronte ad un passo assolutamente necessario. Il prezzo, infatti, seppure irrisorio (appena oltre i 100 milioni di euro) va integrato con i debiti della nostra compagnia di bandiera e con il miliardo e duecento milioni che il tribunale potrebbe condannare a pagare alla Sea. Per questo Air France compra solo ad un prezzo irrisorio, prezzo su cui stavolta Prodi non ha inciso più di tanto. Nessuno può negare, però, che il presidente del Consiglio, da dimissionario, abbia voluto dare un'accelerata improvvisa alla cessione di Alitalia: come a volere essere ad ogni costo lui il liquidatore. Il motivo non è certo quello di volere essere nominato "miglior svenditore d'Italia"; quel titolo lo ha già in tasca da tempo. Il motivo di tanta fretta va ricercato nella voglia di regalare l'ultima polpetta avvelenata a Veltroni e Berlusconi. Al primo, che con la nascita del PD lo ha accoltellato alle spalle, lascia una campagna elettorale da gestire con l'ombra dei tagli dei dipendenti Alitalia; al secondo, una nazione senza più compagnia di bandiera. Perché Romano Prodi, a dispetto dalle sembianze da mortadella, è cattivo, molto cattivo. Con tutti, tranne che - naturalmente ? con gli acquirenti del suo bazar. Certo, però, la colpa di certe svendite va anche ricercata in chi per ben due volte lo ha voluto alla presidenza dell'Iri: nel 1993, infatti, Carlo Azeglio Ciampi lo richiamò per dar vita gli ultimi saldi invernali. Adesso, però, il periodo delle offerte è finito. Almeno in Italia. Perché Prodi ha annunciato che da noi non farà più nulla, "visto che c'è molto da fare nel resto del mondo". E già, c'è da vendere la Torre Eiffel, il Tower Bridge e "peccato per le Due Torri, - deve aver sussurrato al fido Angelone Rovati ? c'avevo già l'acquirente". Fosse per noi ? che comunque un paio di mille euro da parte per acquistare una bella piramide li abbiamo messi ? Prodi lo manderemmo a vendere il ghiaccio agli eschimesi. Oppure direttamente in Siberia.

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Rai, dove vai senza monsignore (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Gio, 20 Mar 2008 Edizione 56 del 20-03-2008 Rai, dove vai senza monsignore... di Il Grillo Sparlante I lettori certificati che mi seguono dai tempi di .COM si ricorderanno che mi capitò di definire la Rai come la PANCIA DELLA POLITICA e l'Alitalia come la SOTTOPANCIA DELLA POLITICA. La differenza fra PANCIA E SOTTOPANCIA è, plasticamente, in quello che sta succedendo in queste ore e da settimane: il Cavallo morente, la Rai, si SALVERA' anche questa volta dall'ennesimo GIRO ELETTORALE mentre la COMPAGNIA DI GIRO CON GLI AEREI DI CARTONE e la FRECCIA CALATA sta finendo dove merita, ossia nel CESSO. Ovviamente i TIGI' del Cavallo morente come, per altro, quelli del CAVALIERE RITORNANTE cercano fin dove e come possono (il MAESTRO E' FEDE, EMILIO FEDE, CHE STA DA GIORNI AL TELEFONO DURANTE IL TG4 CON UN COMANDANTE DELL'ALITALIA, UNO DI QUEI BARONI/PILOTI SU CUI GRAVA GRAN PARTE DELLA RESPONSABILITA' PER LO SFASCIO TOTALE IN CUI VERSA LA COMPAGNIA DI GIRO, RIMEMBRANDO I GIORNI DI INVIATO RAI - vedete come tutto si tiene - IN CUI CON L'ALITALIA FEDE GIRAVA IL MONDO ACCOMPAGNATO DAL SOPRANNOMINATO SCIUPONE L'AFRICANO) di nascondere le notizie, di indorare la pillola, di mettere tutto all'ITALIANA sul PIAGNISTEO DEL CORE DE MAMMA: aiuto!, per favore duemila e non sette o ottomila esuberi! QUALCUNO, INSOMMA, FACCIA QUALCOSA! Non un servizio, un approfondimento, una qualsiasi COSA che spieghi COME, PERCHE' E PER COLPA DI CHI di è giunti a questa situazione: niente, oh, pare che dormano tutti e i nostri migliori complimenti vanno agli oltre 60 giornalisti di penna, computer e telecamera, partecipanti della redazione del Cavallo morente di Milano, Corso Sempione, per la loro puntualità e precisione nel documentare la situazione de cuius, MALPENSA COMPRESA. Si tratta degli stessi ormai stagionati giovanotti e giovanotte che dai tempi di Carlo Cudega vorrebbero fare un tg economico nazionale per conto loro, con tanto di direttore del SEMPIONE, negli ultimi tempi benedetti dalla SOLDATESSA DI BOSSI, come l'ha chiamata il Cav Prossimo Premier, INCATENATA ALLA SEDIA DI CONSIGLIERA DI AMMINISTRAZIONE DELLA RAI CHE NEMMENO GLI ZACCARIA E I PEDULLA' DI PRIMA REPUBBLICA MEMORIA. In attesa del solito comunicato proveniente da Corso Sempione che spiegherà come BLA, BLA, BLA, spostiamoci al MAZZINI, dove il RUAN Guido Paglia ha messo a segno un nuovo goal: è riuscito, con un magistrale scambio da DESTRA A SINISTRA, a far nominare DIRIGENTE (un altro, eh sì) un tale GRECO che era il funzionario addetto a compilare i moduli per i premi a cui partecipa la Rai. Tale GRECO è così diventato direttore di sede a POTENZA e al suo posto con la giunta della ben più SOSTANZIOSA responsabilità di SEGRETARIA GENERALE DEL PRIX ITALIA, è arrivata DONNA MARCELLA SANSONI, già al Tg2 quota Pci-Pds-Ds, poi vice direttore di Rai International. Una vita quella di DONNA MARCELLA SANSONI spesa da una parte sola, che non è quella dei lavoratori di vittoriana memoria, ma quella in RAI ben più ricca soddisfazione della SINISTRA. NIENTE DA FARE INVECE, PER ORA, PER LE ALTRE NOMINE SU CUI VOLEVA BLIZZARE CAPPON NONSTANTE IL PERIODO DI SONNO ELETTORALE, MA NON E' DETTA L'ULTIMA PAROLA, IN PARTICOLARE PER LA NOMINA A RESPONSABILE DELL'UFFICIO STAMPA DI CARLO FONTANA, CAPO REDATTORE AI TG REGIONALI IN QUOTA AL PARTITO DEMOCRATICO DI VELTRONI E FRANCESCHINI MA CON GARANZIA A TEMPO ANCHE DELL'UDC DI CASINI, BACCINI, CIOCCHETTI E STADERINI, NONCHE' NIPOTE DI UN QUOTATO VESCOVO. PERCHE' OGGI, IN RAI, DOVE VAI SE ALMENO UN MONSIGNORE NON CE L'HAI? Buona giornata. E buona fortuna.

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Ranking politico, ancora Silvio in testa (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Gio, 20 Mar 2008 Edizione 56 del 20-03-2008 Ranking politico, ancora Silvio in testa di Christian Saragoni Le imminenti elezioni di aprile, il confronto con Veltroni e la par condicio. Questi sono i principali argomenti su cui Silvio Berlusconi, primo nel ranking con più di 12 minuti di parlato Tv, interviene davanti alle telecamere dei notiziari nazionali di martedì 18 marzo. Collegato in diretta telefonica con il Tg4 della sera, il leader del Pdl invita prima gli elettori a non disperdere il proprio voto per i partiti minori, poi lancia un duro attacco a Walter Veltroni. "Le promesse di Veltroni si sono rivelate inesatte. Da sempre la sinistra usa i propri programmi come uno specchietto per le allodole". Alla domanda del direttore Fede su chi vincerà le elezioni, il Cavaliere risponde: "Il Pdl è in vantaggio di 7 punti sul partito democratico". A conclusione del suo intervento al Tg4, Berlusconi affronta il delicato tema della par condicio: "Una legge aborticida che l'Udc di Casini ci ha impedito di abolire. Una legge che sarà presto abrogata". Al secondo posto della speciale graduatoria del tempo di parola si piazza Walter Veltroni, impegnato nel suo tour elettorale lungo la penisola. Protagonista di un comizio a Vercelli, il leader del Pd punta il dito sugli alti costi della politica, proponendo di ridurre lo stipendio dei parlamentari italiani. L'ex sindaco di Roma si è detto poi molto preoccupato per la vicenda Alitalia - Air France: "La nostra compagnia di bandiera non deve fallire. Nella trattativa bisogna salvaguardare il futuro dei lavoratori e dell'aeroporto di Malpensa". Sul terzo gradino del podio troviamo Raffaele Lombardo, leader del movimento per l'autonomia. Ospite negli studi del TgLa7, edizione delle 20, il candidato del Pdl alla poltrona di Governatore in Sicilia auspica prima una riduzione dei costi della politica; poi definisce iniqua e anti democratica l'attuale legge elettorale. In merito alla questione Alitalia prende la parola anche Fausto Bertinotti, quarto nel ranking con oltre 2 minuti di intervista. Direttamente dai microfoni del Tg1, il candidato premier de La Sinistra L'Arcobaleno definisce inaccettabile il programma di rilancio presentato da Air France. "Alitalia è un'azienda strategica per il Paese. Per la sua vendita servono un piano industriale e garanzia per le occupazioni. Non si può accettare una soluzione che taglia migliaia e migliaia di posti di lavoro", ha sottolineato l'ex presidente della Camera. Già abituati ai microfoni e alle playlist, i cantanti Gianna Nannini e Franco Califano, rispettivamente al quinto e al settimo posto del ranking, danno un tocco musicale alla classifica del parlato Tv. La rocker toscana ottiene spazio nei tg per il mega concerto, decisamente da tutto esaurito, che terrà in questi giorni nella capitale; il "Califfo", invece, presenta alla stampa il suo libro autobiografico "Senza Manette", testo in cui Califano racconta la sua vita senza peli sulla lingua.

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L'Italia tra democrazia e cleptocrazia oligarchica (sezione: Alitalia 2)

( da "Avanti!" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

DALL'IMMINENTE FALLIMENTO DELLA COMPAGNIA DI BANDIERA AL PORCELLUM: NEL BELPAESE POCHI "ELETTI" STANNO TOGLIENDO POTERE AL POPOLO L'Italia tra democrazia e cleptocrazia oligarchica 20/03/2008 Studiando la profonda trasformazione del paradigma politico nell'Occidente post-illuminista - il cui esito è l'affermazione nell'Ottocento della democrazia parlamentare rappresentativa -, Guglielmo Ferrero enunciò il concetto di legittimità, per il quale una classe politica mantiene il potere e si tramanda fin quando il popolo che governa ne riconosce la legittimità. Affermazione ovvia, eppure fino a Ferrero sostanzialmente fraintesa, in quanto la struttura mitica di legittimazione prevaleva e si imponeva come principio metodologico conoscitivo. Ferrero, enunciata l'astrazione concettuale, non nega il valore decisivo del paradigma mitico per la stabilizzazione della lotta politica in una comunità, ovvero il controllo del momento conflittuale violento: la guerra civile, nella conquista ed esercizio del potere. Il paradigma mitico di legittimazione della gestione del potere politico che si è imposto nell'Occidente post-illuminista è antitetico rispetto al paradigma di legittimazione del potere politico delle forme statali preilluministe, legittimato nella trascendenza, in ragione della sua connessione e subordinazione all'universo religioso cristiano, espressione di una trascendenza mostratasi attraverso una "rivelazione" che risale dagli Evangeli alla Bibbia, dov'è fissato il codice di legittimazione mitica delle varie versioni delle religioni sorte intorno alla figura sacrificale del Cristo, come delle istituzioni politiche degli Stati cristiani. L'affermazione nell'Occidente post-illuminista del modello o codice democratico ha quindi significato un totale rovesciamento delle relazioni nell'universo mitico della politica, che nella democrazia ha come luogo di legittimazione molto di più che il consenso popolare: la logica democratica si fonda sul principio che le magistrature come le leggi sono valide soltanto in quanto e quando ricevono il consenso della comunità attraverso la sanzione rituale delle assemblee elettorali. Ecco perché la vittoria della democrazia in Occidente nel XVIII secolo ha significato ed è passata per una netta rottura nell'universo religioso, tra i secoli XVII e XVIII violentemente staccato e isolato dall'universo della politica, e non senza tenaci, perduranti resistenze da parte della sfera religiosa. Resistenze peraltro documentate dalle lunghe ingerenze dei vari cleri, ora sulle singole leggi, ora e più spesso allo stesso principio democratico, sorto tra Rinascimento e Illuminismo attraverso una riflessione politica intrisa di neostoicismo panteista in Spinoza e nei filosofi inglesi, di teismo volterriano enciclopedista, e di recuperi simbolici filobuddisti schopenaueriani e neopagani nietzchani. Queste maschere filosofiche sono state anche il prezzo grande e doloroso che l'Occidente ha pagato per la separazione tra politica e religione e la privatizzazione della religione; di fatto la sola via per salvare in uno il principio della legittimazione dal basso dell'azione politica attraverso i rituali democratici e la sopravvivenza del codice religioso cristiano come forma di credenza popolare diffusa. Osserviamo di passaggio che proprio questa complessa elaborazione simbolica della frattura tra codice biblico e politica democratica per la mediazione dalla filosofia, è l'elemento mancante che rende problematica la democrazia, ovvero la legittimazione del potere politico dal basso, nei paesi musulmani. Ma da dov' è venuta, com' è stata possibile in Occidente questa vera rivoluzione complessa e drammatica che è stata la legittimazione del potere politico nel popolo attraverso la democrazia? Da dove l'Occidente ha tratto il mito fondatore della legittimazione del potere politico attraverso il consenso dal basso? Da dov'è venuta questa vera inversione di polarità del principio di legittimazione del potere politico, trasferendolo da dio al popolo, con la conseguente separazione tra politica e religione? Come e dove sorge questo principio di legittimità del quale non si trovano esempio al di fuori della storia occidentale? *** "S'impadroniscono con la forza delle proprietà e l'ordine è distrutto / non c' è più equa distribuzione controllata dalla comunità", canta il poeta greco Teognide, la redazione delle cui opere si colloca nell'intorno tra la 57a e la 59a olimpiade (552-41 aC). Siamo quindi quasi a ridosso alla rivoluzione che ha portato alla nascita della "polis" greca, tra VI e V secolo a.C., il cui schema si articola pressoché ovunque, come testimoniato da alcune epigrafi coeve, intorno alla concentrazione in una comunità urbana, suddivisa in tribù, di popolazioni sparse in villaggi, e nella celebrazione di questa unità urbana attraverso grandi pasti sacrificali comuni; pasti nei quali si costruisce un'uguaglianza concreta: a ogni commensale spetta la stessa quantità di cibo, assegnato per sorteggio. Ma perché questa pratica alimentare egualitaria, da dove viene, che cosa la produce e in uno la democrazia degli antichi dove sta l'archetipo mitico della nostra democrazia? L'istituzione dalla quale sorge e sulla quale si sostiene la democrazia urbana greca durante tutta la sua parabola è la falange oplitica. Dall'uguaglianza nella falange dei combattenti discende l'uguaglianza dei cittadini, che trova la sua evidenza simbolica rituale nei pasti comunitari, al cui vertice sta il rigoroso egualitarismo alimentare spartano, dove i cittadini mettono in comune il cibo e lo consumano ogni giorno assieme in una rigorosa uguaglianza. Ma questo egualitarismo alimentare aveva il suo antecedente, la sua fondazione in una redistribuzione delle terre in lotti uguali, lotti spesso, come a Sparta dagli iloti, coltivati da schiavi, mentre l'elmo, i gambali, la lancia e l'armatura di ferro degli opliti esigevano un forte investimento di capitali. Molto sintetizzando, la tecnica militare greca aveva messo a punto la macchina da guerra nota come falange, capace di sconfiggere gruppi di cavalleria, a patto di saper manovrare ed essere abbastanza numerosa da fare massa d'urto. Da qui la necessità di un addestramento, ma anche una connessa elaborazione legittimante, intorno a un'idea egualitaria, che si esprime con una rivoluzionaria azione religiosa: il centro dell'azione sacrificale si sposta dagli altari intorno alla relazione sacerdote-vittima, al pasto comunitario dei commilitoni, rispetto ai quali il sacerdote sacrificatore diventa una figura marginale. E da questo spostamento prende forma quella logica conviviale intorno ai canti, come appunto quelli elegiaci, una cui voce il nostro Teognide; pasti conviviali che porteranno per gradi dal canto al dibattito filosofico, come testimoniato dai dialoghi platonici, anche questi frutto della democrazia oplita cittadina greca, il cui modello culturale si rivelerà così suggestivo da coinvolgerà nel canone anche l'area italica e quella punico-cartaginese, con una progressiva eclissi della centralità sacrificale, e una connessa critica alle sue funzioni pubbliche, surrogate da un diritto laico. *** Stabilito il nesso falange oplita democrazia, torniamo al "nostro" distico di Teognide, che contiene per noi democratici moderni due indicazioni capitali ancora ben vive e attuali. In primis la democrazia nasce come mercato regolato; detto in nostro linguaggio è da subito lotta all'oligopolio, la cui forma politica connessa è l'oligarchia, che afferma il suo diritto al dominio, al possedere di più per dirigere la comunità in nome di una legge derivata dalla trascendenza, secondo uno schema ben preciso, con il quale polemizzarono spesso ferocemente i profeti di Israele, ma invano. Ezechiele denuncia abominevole la pratica dei leviti di infilare il forchettone nel pentolone dove bolle la carne del sacrificio e prendere per sé quanto catturato. Contro il profeta la regola sacra resta e si impone, e il popolo ebraico non realizzerà mai una rivoluzione democratica, in quanto, malgrado la comune fratellanza sotto il Padre Creatore biblico, non riuscirà a realizzare uno spazio di uguaglianza reale, per non aver osato una forma istituzionale in una dimensione simbolica egualitaria, malgrado la legge dell'anno sabbatico. Tanto l'oligarchia sacerdotale dei leviti, che l'oligarchia dei bramini indù resteranno, attraverso il rito sacrificale, come mediazione tra il sacro e la comunità, le caste garanti di una logica classista nelle loro società. La "polis" greca nasce contro chi reclama il diritto divino di infilare il forchettone sacro nella pignatta dei sacrifici, nasce contro la legittimazione della disuguaglianza sacrificale, ma che si realizza soltanto in quanto i sodali del convivio sono (stati) prima ancora e soprattutto i sodali dell'unità equalizzatrice della macchina bellica falange, vero luogo di fondazione della democrazia tra gli elleni, in quanto la redistribuzione egualitaria dei lotti di terreno che mantengono i singoli opliti si fonda, procede dalla necessità della falange, efficiente: macchina bellica imbattibile soltanto se fondata su un'etica sociale egualitaria. Ecco perché viola l'ordine democratico chi altera l'eguaglianza tra i proprietari. Ma il distico di Teognide contiene un'ancor più importante informazione. Teognide è circa coevo alla generazione che ha realizzato la grande redistribuzione democratica delle proprietà terriere, imposta agli oligarchi dalla massa politicizzata nella falange, ma questa redistribuzione appena realizzata appare già insidiata. E questa insidia muove anche da ragioni naturali, in quanto non c'è un controllo della comunità sui processi naturali quali un diverso indice di natalità familiare, una maggiore accortezza e abilità nella conduzione degli affari, ma non sono queste le differenziazioni che fanno problema nel passo di Teognide, in quanto queste differenze "naturali" sono rimarginabili attraverso una correzione culturale redistributiva che ripeta quella originaria fondativa della democrazia, possibile in quanto e fin quando persiste la macchina militare falange, luogo di una eguaglianza esercitata, che nella società simposiale la sua celebrazione simbolica. Teognide ci dice che, contro la cultura democratica oplitica sono all'azione forze antiegualitarie che vogliono sconvolgere la struttura sociale realizzando una diversa distribuzione delle proprietà e quindi cambiare l'articolazione dei rapporti di forza dentro la città greca, ovvero vogliono realizzare un trasferimento di potere dall'eguaglianza politico-simposiale alla asimmetria della gerarchizzazione sacrificale. Nella "polis", fin dalla sua fondazione sono attivi gruppi antidemocratici che progettano di realizzare una sottrazione di potere al popolo, un vero furto di potere ovvero, mutuando dal lessico greco, di realizzare una cleptocrazia, spesso con iniziative tattiche locali mirate entro un disegno di trasformazione generale. Soprattutto contro queste azioni cleptocratiche, dove riescono, oltre che contro le asimmetrie dovute a cause naturali, fin dalle origini, la democrazia ha una costante necessità di manutenzione, ovvero di continue ricostruzioni di uno spazio egualitario esercitato, in quanto questo spazio è continuamente messo in discussione dalla dinamica degli eventi sociali, che quindi vanno corretti, emendati, o la democrazia, come ben descritto nella politica di Aristotele, soprattutto attraverso l'azione cleptocratica progettata da gruppi di aspiranti oligarchi, degenera in demagogia prima e poi scompare. E il filosofo non fa altro che riflettere sul concreto degli avvenimenti, che ci dicono: fin quando al centro dell'organizzazione sociale resta la falange, ovvero la "polis" è istituzione sociale con al centro il problema della difesa militare delle proprie istituzioni libere, la democrazia permane, in quanto permane l'esigenza di correggere le devianze oligarchiche nel corpo sociale, in ragione di continui processi di diversa concentrazione della ricchezza e del potere. E infatti Sparta resta democratica fin quando il suo esercito svolge una funzione centrale nella politica greca, e così Atene. Ma anche a Roma la democrazia resta garantita fin quando la funzione militare costringe gli oligarchi a tener conto della richiesta egualitaria delle plebi, poi travolte, marginalizzate dalla costruzione dell'impero e dall'affermarsi di un esercito professionale, ma che comunque resta alla fine il solo luogo di una democrazia residuale in una società ormai ricostruita intorno al principio sacrificale asimmetrico biblico del dio padre. Nella società cristiana occidentale, in ristretti gruppi intellettuali, resta però vivo il mito della democrazia antica - attraverso Livio e Tacito, la visione stoica di Cicerone e Seneca e quella epicurea di Lucrezio e anche nelle forme istituzionali cittadine residue - tanto da portare, tra il XII e il XIII secolo a una vera rinascita della democrazia comunale, che entra in immediato conflitto con il potere politico della teocrazia clerico-feudal-imperiale. La rivoluzione comunale esplode quando le milizie cittadine creano, come già nel mondo greco, un centro autonomo di potere collettivo, e investe tutta l'Europa urbana, tra l'Italia centrale e il Mare del Nord, alimentando eresie, scontri tra borghesia e aristocrazia. Questo fin quando i singoli comuni seppero mettere in campo una organizzazione militare di combattimento capace di resistere vittoriosamente alle armate clerico-feudali. Il comune medioevale scompare, come quello antico, quando entra in crisi la sua macchina militare, ma per una crisi sostanzialmente diversa: nella caduta del comune medioevale non c'è quasi cleptocrazia ma rifeudalizzazione accettata passivamente dal corpo sociale non appena, come esemplifica il comune di Siena, la sua forza militare non è più la garante delle libertà civiche. Ma le borghesie cittadine europee, pur sconfitte politicamente per non aver rotto sul piano simbolico sacrificale con l'ordine politico egemone, avvieranno quello sviluppo economico culturale un cui riferimento simbolico resterà la democrazia degli antichi, che diventa nell'illuminismo, a partire da Machiavelli e Spinosa, il grande mito riproposto. Ma la realizzazione di esso appare ardua, in quanto bisogna inventare le forme nelle quali calare una democrazia che, negli antichi e nel medioevo era stata locale: fondata su piccole unità: una democrazia diretta, mentre il problema che la cultura illuminista, tra i secentisti e Kant, si trova a dove articolare è quello di una democrazia capace di gestire grandi unità statali territoriali, percorse da profonde differenze. Come gestire una democrazia delle differenze? L'Inghilterra ci riesce attraverso una finzione, sorta dal violento scontro tra il comune di Londra e la monarchia: la mediazione parlamentare, ovvero il recupero e la trasformazione di un istituto schiettamente medioevale, sorto per controllare la politica dei signori feudali, soprattutto controllandone la spesa, ergo il diritto di levare imposte. Il consiglio della Corona, o governo di gabinetto controllato dal Parlamento, è la grande finzione simbolica inglese che, saldandosi con la riflessione politica francese tra Montesquieu e Tocqueville, porterà alla democrazia rappresentativa ottocentesca, articolata intorno ai riti elettorali e ai partiti politici, viva fin quando si dovrà confrontare, dalla parte del popolo, con le resistenze della residua oligarchia clerico-feudale. Una democrazia rappresentativa ottocentesca poi rivitalizzata intorno alla questione delle diseguaglianze da mediare e compensare, scatenate nel corpo sociale dal capitalismo d'impresa, intorno alla necessità di una mediazione politica del conflitto tra capitale e lavoro, il cui altro possibile altro esito immanente, per una complessa politica cleptocratica, sono il fascismo e il comunismo; il primo un'estremizzazione neofeudale e il secondo una radicalizzazione democratica totalitaria di tipo neospartano. *** Dalla nostra pur sommaria ricostruzione sono emerse intorno alla democrazia due verità decisive circa il suo sviluppo non solo in Italia, la cui attuale crisi politica non è che un volto della crisi politica delle democrazie occidentali, insidiate, non meno delle antiche dalle strategie cleptocratiche di gruppi oligarchici. Innanzitutto al centro della democrazia c'è un principio egualitario, che nella democrazia delle origini discese e si enucleò come astrazione da una istituzione sociale centrale. Per l'azione cleptocratica prima nel mondo post-alessandrino e poi nella Roma imperialista prende forma lo Stato burocratico altamente gerarchizzato, che poi troverà un principio di legittimità nella gerarchizzazione trascendente religiosa di matrice biblica, intorno al rito sacrificale del Cristo, la cui celebrazione evocativa nella messa tiene il luogo della comunione dei commensali della democrazia antica. Una democrazia il cui patrimonio di esperienze spirituali elaborate nella sua parabola così grande, un immaginario simbolico così forte da imporsi e ritornare per ben due volte come modello di organizzazione dello spazio della politica. Con il comune medioevale e con la democrazia occidentale post-illuminista, che riformula il principio egualitario come eguaglianza di tutte le persone davanti alla legge, anche istituzionalizzandolo, prima nella Società delle Nazioni e poi nell'Onu e nei tribunali connessi. *** Se la democrazia occidentale discende da quella classica, dalla quale trae i suoi valori, se n'è però separata attraverso un uso diverso dei rituali elettorali, impiegati, soprattutto nell'area europea extra-anglosassone, non per eleggere magistrature e per varare leggi, ma per eleggere dei rappresentanti o parlamentari incaricati di designare magistrati, esecutivo compreso, e varare leggi. Questo ha rapidamente portato a una svolta regressiva burocratica delle democrazie rappresentative occidentali, la cui classe politica, malgrado la designazione elettorale, ha sistematicamente teso a saldarsi e fare fronte comune, in un disegno cleptocratico, con il potente residuo delle strutture burocratiche degli stati assolutisti post-feudali, che si sono trasformate in istanze di gestione amministrativa di un crescente monte fiscale. Come la democrazia degli antichi chiedeva una costante revisione redistributiva dei lotti agricoli, che garantivano la base economica alla falange, anche la democrazia rappresentativa dei moderni richiede una costante manutenzione, pena la sua degenerazione oligarchica, e per la via neofascista, e per la via, oggi marginale, ma destinata a ritrovare attenzione, bolscevica. Un clamoroso esempio nel nostro Paese di questa azione cleptocratica destabilizzante è la parabola della compagnia aerea Alitalia, centro di colossali interessi politico-burocratici, e che costa a ogni italiano circa 75 euro all'anno, eppure non pochi politici, Formigoni in testa, ne reclamano la tutela. Nulla quanto i dieci anni nei quali l'Alitalia ha divorato denaro pubblico a miliardi al giorno, realizzando una clamorosa disuguaglianza, quindi un vulnus cleptocratico oligarchico al principio democratico, descrive quanto anche la nostra democrazia abbia bisogno, e perfin più di quella degli antichi, di una costante manutenzione in senso egualitario. E nulla descrive quanto la tecnica cleptocratica oggi trionfi in Italia quanto il meccanismo elettorale in vigore con il quale il 13 aprile il Paese si accinge a votare. Un'elezione che di fatto ratifica, in ragione di un ignobile aborto legislativo, la scelta di pochi oligarchi. A misurare la natura cleptocratica del nostro meccanismo elettorale è la sua contiguità a quelli imposti dall'oligarchia clericale che regge la Repubblica islamica iraniana a quel popolo o ancora al meccanismo elettorale della Russia putiniana. Oggi la sola vera differenza capitale tra la democrazia italiana e le realtà politiche oligarchiche di Iran e Russia sta in quel patrimonio immateriale di derivazione classica, entro il quale ogni cittadino italiano si ripensa come attore politico. Soltanto questo grande patrimonio spirituale simbolico ci difende dalla capitolazione nella degenerazione oligarchica, perché è questa eredità spirituale che ci permette di individuare a prima apparizione i demagoghi, come ieri seppero fare i Gobetti, i fratelli Rosselli, i Colorni, gli Ernesto Rossi. Ma questa cultura in Italia ha ancora suoi spazi dove esercitare quella costante capacità di manutenzione della democrazia, che deve tradursi dalla critica alla riforma delle istituzioni? O non piuttosto questa capacità critica trova un grave impedimento a farsi pratica nella forza della strategia logica cleptocratica che si è innestata e sviluppata dalla democrazia rappresentativa, che tende per moto interno a degenerare in macchina oligarchica attraverso la ricombinazione cleptocratica di politici e burocrati? Questo è l'inquietante nodo gordiano sul quale bisogna riflettere, a partire dalla radicale domanda: se dalla democrazia rappresentativa sono nati fascismo e bolscevismo, non si deve almeno accentuare, come richiesto nella crisi della Prima Repubblica italiana, la separazione tra camere e governo, secondo i modelli francese e americano e soprattutto, a riconsegnare agli elettori, attraverso collegi uninominali, la designazione del corpo legislativo e tutelare la rigorosa autonomia del giudiziario, permettendogli l'esercizio rapido e certo dell'azione processuale? Almeno queste tre manutenzioni vanno rapidamente fatte, per rimettere in funzione una minimale democrazia italiana, trarla fuori dalla presente degenerazione oligarchica che la soffoca. Soltanto dopo queste tre manutenzioni potrà essere avviata una vera politica di ristrutturazione istituzionale in direzione antiburocratica, e attraverso un rigoroso orientamento degli investimenti pubblici nella direzione del sostegno alle tecnologie rinnovabili leggere e del più rigoroso controllo sui meccanismi speculativi finanziari, vero luogo deputato della cleptocrazia oligarchica, come raccontano e la voragine del nostro debito pubblico scavata dai politici, e anche i furti al risparmio privato attraverso vere truffe oligarchiche quali Parmalat, Telecom, Cirio et similia, che hanno ridotto il nostro Paese a penultima economia europea, sempre che il Portogallo non ci abbia già superati. Ma mentre nel Paese cresce la povertà aumenta il numero dei nostri cleptocrati con ville e patrimoni nei vari paradisi fiscali. Alla presente tragica stagnazione sociale l'azione cleptocratica degli oligarchi ha ridotto la già prospera democrazia italiana sorta dalla Resistenza, e in questa stagnazione resterà, se non riuscirà a emendarsi. Allora il Paese inevitabilmente entrerà in una devastante spirale regressiva che lo porterà fuori dall'area dell'euro e alla mercé delle sue bande di cleptocrati, che si rilegittimeranno politicamente in quella trascendenza che già spregia come laiciste le verità laiche, intorno alla separazione tra il sacro e la politica, dove si fonda ogni logica politica democratica. E in questo contrasto tra cleptocrazia oligarchica e ripresa delle istanze democratiche sta anche la vera questione centrale delle elezioni del 13 aprile.

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La Fed abbassa i tassi, bufera sui mercati (sezione: Alitalia 2)

( da "Avanti!" del 20-03-2008)

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LA BANCA CENTRALE USA RIDUCE IL COSTO DEL DOLLARO DI UN QUARTO DI PUNTO: BORSE DI TUTTO IL MONDO IN CADUTA LIBERA La Fed abbassa i tassi, bufera sui mercati 20/03/2008 Una tempesta si è abbattuta sui mercati finanziari di tutto il mondo dopo la decisione della Federal Reserve di ridurre, con una mossa inattesa, il tasso di sconto di un quarto di punto (da 3,50 a 3,25) e in seguito all'annuncio della vendita a prezzi da saldo di Bear Stearns, la quinta banca d'affari degli Stati Uniti, ormai a corto di liquidità, all'istituto di credito Jp-Morgan. La manovra della Fed punta ad accrescere la liquidità dei mercati americani ridando fiducia al pianeta del credito immobilizzato dalla crisi dei mutui. Una strategia ineludibile per tentare di arginare la recessione degli Stati Uniti. Erano trent'anni che la Fed non interveniva con una misura d'emergenza durante il fine settimana. Oggi la banca americana tornerà a riunirsi. "Stiamo seguendo la situazione da vicino", ha detto il presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, parlando a Washington. "Nel lungo termine - ha garantito - la nostra economia ne uscirà bene, anche se siamo in tempi difficili". Reazioni a catena, ieri mattina, sui mercati internazionali. Accentuate le perdite nelle Borse asiatiche ed europee. Listini in caduta libera, debolissimo il dollaro. Petrolio, oro ed euro hanno toccato per una parte della giornata i massimi storici. In picchiata i listini di tutte le piazze europee. Anche il titolo Alitalia, dopo la proposta di acquisizione presentata da Air France, è crollato e in mattina è stato sospeso. Ha lanciato l'allarme il Fondo monetario internazionale che ha avvertito: "La crisi finanziaria innescata dalla crisi dei mutui durerà a lungo e avrà serie conseguenze". "Il Fondo incoraggia misure di stimolo all'economia - ha detto il direttore generale Dominique Strauss-Kahn - da parte dei governi ma anche delle autorità locali". Considera questa la crisi "più acuta dalla fine della Seconda Guerra mondiale a oggi" Alan Greenspan, l'ex numero uno della Federal Riserve. "Dopo che negli Usa si è creata una bolla del mercato immobiliare, con un picco a inizio 2006, questa crisi, che si è accompagnata da un crollo dei prezzi del mattone - ha precisato Greenspan - probabilmente finirà quando i prezzi degli immobili s stabilizzeranno, e con loro il valore dei titoli legati a mutui e coperti dal valore delle case". Chi plaude convintamente alla decisione della Federal Reserve è Angel Gurria, segretario dell'Ocse: "Fornire liquidità al mercato in questo momento è la strategia migliore per evitare un tracollo della fiducia. Per questo vanno applauditi gli interventi delle banche centrali perché il collasso di una grande banca può tradursi in un rischio per l'intero sistema finanziario". La bufera è appena cominciata per Attilio Ventura, ex presidente di Borsa Italiana, che consiglia agli investitori "molta prudenza". "C'è uno scossone incredibile - ha commentato - perché è planetario. La cosa che turba di più è che non si conosce la reale consistenza dei problemi che emergono ogni giorno. Ogni giorno, infatti, c'è una nuova azienda, banca o un fondo, che dichiara forfait e non si sa qual è la verità. Bisognerebbe fare un check del credito-debito di tutte le istituzioni in modo serio e completo". "È importante che la Fed sia intervenuta - ha concluso Ventura - ma questo è avvenuto durante un week-end, cosa che non avveniva da decine di anni e che dimostra la gravità della situazione".

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L'UE RIBADISCE: NON ACCETTIAMO AIUTI DI STATO (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

L'Ue ribadisce: non accettiamo aiuti di Stato Un eventuale prestito ponte concesso ad Alitalia con la garanzia del Tesoro dovrà essere notificato a Bruxelles per poter verificare se risponde o meno a condizioni di mercato o contiene elementi di aiuto di Stato. È l'indicazione data da Jacques Barrot, vicepresidente della Commissione europea e responsabile per i trasporti. "Ma non vogliamo interferire", ha sottolineato Barrot spiegando che fino ad ora non ci sono stati contatti con i protagonisti dell'operazione Alitalia-Air France e ricordando come la strada degli aiuti di Stato non è percorribile perché già seguita una volta. "La proposta di acquisto di Air France - ha continuato Barrot - risponde a criteri di politica industriale. E anche se forse c'è un accordo politico soggiacente, le strategie delle grandi compagnie aeree sono basate sull'efficacia industriale e commerciale". In questo contesto, per il vicepresidente dell'esecutivo comunitario si collocano anche alcuni aspetti della trattativa in corso. Lasciare le attività di Alitalia a Malpensa, ad esempio, "è una disposizione di rilievo commerciale che non implica aiuti di Stato".

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GIUSY FRANZESE ROMA. LO SOTTOLINEA PIù VOLTE: CON QUESTO PIANO DI RISTRUTTURAZIONE L'AL (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

GIUSY FRANZESE Roma. Lo sottolinea più volte: con questo piano di ristrutturazione l'Alitalia potrà tornare a crescere. "Ne sono convinto. L'Alitalia ha tutte le carte in regole per un rilancio. E d'altra parte l'Air France sarebbe folle a spendere oltre due miliardi di euro al solo scopo di affossarla". Ha la fama di essere un duro, Jean-Cyril Spinetta, l'amministratore delegato di Air France-Klm. È sicuramente un uomo puntualissimo (il suo arrivo in conferenza stampa spacca il secondo) e molto determinato. I giornali ieri mattina gli attribuivano frasi e intenzioni "deformate"? Spinetta - in una giornata in cui ha già avuto il suo bel daffare con i vertici di Alitalia e poi con un successivo incontro con il governo a Palazzo Chigi - decide di convocare a sorpresa la stampa e spiegare, punto per punto, la sua offerta. Un modo per chiarire i dubbi sollevati sull'effettiva intenzione del gruppo franco olandese di procedere all'acquisto, ma anche per mandare a dire ai sindacati - che l'altra sera hanno bocciato il piano di tagli occupazionali e di riduzione delle flotte - che Air France è davvero interessata al futuro dell'Alitalia. Solo che la situazione è quella che è, anzi negli ultimi tre mesi si è anche deteriorata. Il che, in sintesi, significa che le condizioni non cambiano. "I margini di trattativa sono inesistenti" dice. Poi precisa: "Limitatissimi". E così i tempi: stretti, strettissimi. Entro il 31 marzo bisognerà che i sindacati dicano sì o no, servirà "un accordo maggioritario". È una condizione irrinunciabile. "Se manca sarà molto difficile impegnarsi in questa operazione" afferma. Aggiungendo: "Non è un diktat o un ultimatum", ma "l'auspicio" che tutti si rendano conto della gravità della situazione e si assumano le proprie responsabilità. I sindacati dicono che non accetteranno una trattativa "prendere o lasciare"? Spinetta non si scompone più di tanto: "È una frase che non ha nessun senso. Non ci troviamo di fronte ad un negoziato tradizionale, classico". Certo - riconosce - il "dossier è complesso", il piano non è morbido. Anche se lui, nell'esporre i punti, calca la mano più sui vantaggi futuri che sui sacrifici presenti. Ed ecco che precisa: il prezzo, rispetto all'offerta di tre mesi fa, è al ribasso, ma la situazione economica generale è peggiorata e poi in compenso Air France ha aumentato la ricapitalizzazione da 750 milioni previsti a un miliardo di euro. In totale, tra acquisto delle azioni, ricapitalizzazione e debiti da pagare della società, il costo è di oltre due miliardi. E poi, sì, è vero, gli esuberi sono 2100 (1.600 di Az Fly e 500 tra gli "internalizzati" di Az Servizi), ma a dicembre per Az Fly si era parlato di 1700 unità e l'hub di Fiumicino sarà potenziato con cento nuove assunzioni. In ogni caso si tratta di una cifra "molto lontana dai quattromila, settemila esuberi di cui ho letto". Ancora: è vero, Az Servizi sarà divisa, solo 3.300 lavoratori su 7.400 resteranno nel nuovo colosso aereo. Gli altri rimarranno alla finanziaria del Tesoro, la Fintecna (che diventerà proprietaria all'80% di Az Servizi). Ma il contratto di quattro anni da poco firmato tra Az Fly e Az Servizi sarà prorogato di altri quattro anni. Per cui i lavoratori hanno "una garanzia di stabilità" per almeno otto anni. E, comunque, per gli esuberi, sarà messo in atto "un piano sociale esemplare, nessuno sarà lasciato ai margini, utilizzeremo tutti gli strumenti possibili". E così per la riduzione della flotta e delle rotte. Spinetta conferma la messa a terra di 37 aerei e l'abbandono del settore cargo. Perde troppo e "sarebbe come mettere una palla al piede alla compagnia e impedirle di farla sviluppare". Ma sarà un'uscita graduale in due anni. Su Malpensa Spinetta è perentorio. Il secondo hub è il motivo principale delle perdite quotidiane di Alitalia: "Continuare così è un'assurdità. È assolutamente impensabile". Infine la precisazione sul governo che verrà: "Nessuna operazione nel settore del trasporto aereo si può fare in modo ostile o con il parere contrario del governo in carica. Ci aspettiamo un sì chiaro anche dal nuovo governo".

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I LAVORATORI: ATITECH RESTA UNA PRIORITà (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

I lavoratori: Atitech resta una priorità Su Atitech, lo stabilimento di manutenzione pesante dell'aeroporto napoletano di Capodichino, si va al muro contro muro. "Impensabile che si possa trattare la vendita dell'Alitalia senza i lavoratori della Atitech", rilanciano i sindacati da Napoli dopo i tafferugli e i due feriti martedì al centro direzionale della Maglianaa Roma. "Chiediamo ai politici e alle istituzioni di far rispettare Capodichino alla stregua di Malpensa e Fiumicino, altrimenti attribuiremo loro tutta la responsabilità degli eventuali licenziamenti", si legge nelle note sindacali. Ieri si sono succeduti i vertici dei sindacati dei trasporti a Roma per decidere le strategie per la difesa dei posti di lavoro. "I dipendenti della Atitech non sono obbligati a perdere il posto di lavoro", dichiara Francesco Falco, segretario campano dell'Ugl parafrasando le parole del presidente di Air France, Spinetta. "La soluzione Fintecna - attacca Giovanni Spina, responsabile campano Fit Cisl - non offre un futuro produttivo ma appare transitoria. L'Air France sembra volere acquisire solo il mercato Alitalia per portare tutto altrove". "Per questo - insiste Giovanni Aruta, delegato Cisl dell'Atitech - chiediamo che sulla vertenza si mobiliti l'intero comparto nazionale dei trasporti, magari con un blocco complessivo che dia una scossa". L'Atitech, 700 lavoratori più altri 200 nell'indotto, è considerata azienda leader nel settore delle manutenzioni in Europa: cura non solo la flotta Alitalia ma anche di compagnie estere.

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SCIVOLONE DI SEAT PAGINE GIALLE (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Scivolone di Seat Pagine Gialle Piazza Affari annulla quasi tutto il recupero dell'altro giorno archiviando una giornata storta: l'indice Mibtel ha perso l'1,97%, facendo segnare il calo di gran lunga maggiore in Europa. Sul listino italiano, che pur era partito in positivo, ha pesato soprattutto il calo di Telecom Italia, che ha chiuso in perdita di oltre il 5% ma in recupero, mentre tutto il mercato resta incerto in attesa che magari la Bce segua la scelta della Federal reserve statunitense e vari un atteso taglio dei tassi. In altalena Alitalia, molto male Seat Pagine Gialle. Violenta scivolata per quest'ultima, più volte sospesa per eccesso di ribasso: a fine giornata il titolo segna una perdita del 20% a 0,10 euro dopo la presentazione di conti economici ritenuti non soddisfacenti dagli operatori e la scelta del gruppo di non staccare alcun dividendo per destinare le risorse al progressivo ripiano del debito. In Piazza Affari forti perdite anche per Lottomatica (-6,55% a 18,86 euro) e Impregilo, in calo finale del 5,34% a 2,62 euro. Vendite per tutta la giornata su diversi titoli del credito, con Intesa che fa segnare la perdita finale più ingente (-4,07% a 4,24 euro). In ribasso anche Unicredit (-2,26% a 4,32) e Monte dei Paschi (-1,61% a 2,74 euro).

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Berlusconi: "Serve prestito ponte" Prato: "Nessuna cordata, solo AirFrance- Klm" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 20-03-2008)

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Intanto il presidente ed ad della compagnia di volo esclude altre offerte oltre a quella franco -olandese Roma, 20 marzo 2008 - Al momento per Alitalia non ci sono offerte di altre cordate, alternative ad Air France-Klm. All'azienda, sebbene "strillate sulla stampa", non sono mai arrivate. Lo ha sottolineato il presidente ed ad di Alitalia, Maurizio Prato, all'incontro di stamattina con i sindacati. "Dove sono - ha detto Prato secondo quanto riferiscono fonti sindacali presenti all'incontro - le offerte di queste cordate strillate sulla stampa ma mai pervenute in azienda?". BERLUSCONI RILANCIA Silvio Berlusconi ha chiesto questa mattina in una telefonata al presidente del Consiglio Romano Prodi che il governo faccia un "prestito ponte" in modo di consentire alla cordata italiana l'acquisizione di Alitalia. Lo ha raccontato lo stesso Berlusconi in un intervento di fronte alla Confcooperative. "Credo - ha spiegato - che si dovrà presentare una cordata di imprenditori italiani e che, ne ho parlato stamattina con Prodi al telefono, per non fare sì che si vada verso il fallimento, il governo debba prestarsi a un prestito ponte che dovrebbe consentire a questa cordata di mettere assieme un piano industriale e di fare una due diligence come non era stato consentito nella prima gara". Berlusconi: "Con il mio veto Air France rinuncerà" - Air France: via 2.100 in esubero Giusto vendere Alitalia ad Air France? Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Articoli Eventi --> Foto del giorno --> Foto Video Blog Sondaggi Cronaca Irlandese investite a Castel Sant'Angelo Il pirata resta in carcereCronaca - Locale Cade tubo di un'impalcatura Feriti lievi tre passantiCronaca - Locale Recuperati 444 pezzi rubati Denunciate dodici personeCronaca - Locale Fece esplodere ordigno al ristorante, arrestato l'ex convivente della baristaCronaca - Locale Sarà il tempio della grande musica Firmato l'atto di compravenditaCronaca - Locale Con una scusa finto tecnico del gas deruba pensionate di soldi e gioielliCronaca - Locale Violenza in famiglia per comprare dosi 23enne arrestato per rapina e lesioniCronaca - Locale Flessibilità, pensioni e salari Ecco le ricette per l'ItaliaCronaca - Locale Sfruttavano manodopera clandestina Sette persone finiscono in manetteGossip Francesca Chillemi con un biondino La notte brava della carabinieraCronaca - Locale Foto hard a ragazzine, il tappezziere alla sbarraCronaca - Locale Spacciatore magrebino in manette grazie alle segnalazioni di cittadiniCronaca - Locale Ecco la Nogara-mare: 88 chilometri, 13 caselli Majoli Dietro lo specchio'TEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008Stagione di qualità al Teatro ComunaleIl cartellone 2007/08 del Politeama PrateseLa Belle Epoque. 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Berlusconi: "Serve un prestito ponte" Prato: "Non c'è nessun altra cordata" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 20-03-2008)

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Nuovo incontro Spinetta - sindacati martedì 25 aprile Roma, 20 marzo 2008 - Su Alitalia Silvio Berlusconi rilancia l'ipotesi di una cordata italiana per l'acquisto della compagnia di bandiera. "Ho già avuto contatti - dice - non posso dire chi sono, devo mantenere il riserbo, ma ho fiducia e conto che si possa fare". La questione Alitalia è stata al centro stamani di un colloquio telefonico tra il Cavaliere ed il Premier Romano Prodi. "Credo - ha spiegato Silvio Berlusconi - che si dovrà presentare una cordata di imprenditori italiani e che, ne ho parlato stamattina con Prodi al telefono, il governo debba prestarsi a un prestito ponte che dovrebbe consentire a questa cordata di mettere assieme un piano industriale e di fare una, due, diligence come non era stato consentito nella prima gara". Romano Prodi nel colloquio telefonico con il Cavaliere ha spiegato che "se dovessero esserci nuove, eventuali, offerte per l'acquisto di Alitalia, queste dovranno essere serie e pervenire in tempi brevi". Silvio Berlusconi durante il discorso alle Confcooperative ha definito la proposta di Air France per Alitalia "arrogante e irricevibile". "Non penso che un Paese che vuole essere protagonista nel mondo - ha detto l'ex Presidente del Consiglio - possa rinunciare alla compagnia di bandiera". L'ex premier su un suo eventuale interesse su Alitalia ha precisato che "non c'è nessun interesse da parte mia o di Fininvest ma se lo chiedessero ai miei figli, se fosse necessario, non si tirerebbero indietro". Sempre a margine dell'incontro con Confcooperative il leader del Pdl ha aggiunto che "non c'è nessun interesse della mia famiglia. Penso che gli imprenditori più importanti dovrebbero sentirsi in dovere di dare una partecipazione. Se lo chiedessero a me io non ho nessun interesse se invece lo chiedessero ai miei figli loro farebbero il loro dovere". Gianfranco Fini sottolinea che Berlusconi "non si è pronunciato a favore della cordata di Air One. Berlusconi -aggiunge il leader di An- ha detto una cosa più che giusta : possibile che la proposta di Air France, che è considerata negativa da Confindustria, sindacati e molti analisti, sia l'unica? Possibile che altri imprenditori italiani non siano in grado di fare un'offertà". Gianfranco Fini invita poi a non concentrare l'attenzione sull'idea che "i figli di Berlusconi" possano partecipare a una cordata italiana per acquistare Alitalia. "Probabilmente non sono nemmeno interessati" dice il leader di An. E il candidato premier del Pd, Walter Veltroni, durante un comizio elettorale a Cuneo, ha affermato che "su Alitalia Berlusconi ha detto di no e poco prima Fini aveva detto che era favorevole". Questo, secondo Veltroni, è solo uno dei punti su cui ci sono divergenze nel Pdl. "Neanche abbiamo iniziato - ha concluso - è gia sono divisi. Su Alitalia, su Europa e su pensioni". NESSUNA ALTERNATIVA L'offerta di Air France è l'unica 'chance' per Alitalia. Una proposta "prendere o lasciare" ma, al contrario delle altre è "industrialmente solida". Il presidente della compagnia aerea italiana, Maurizio Prato, incalza i sindacati riuniti oggi alla Magliana durante l'incontro che precede il Cda della società che avrà sul tavolo l'offerta francese. Parole che fanno da freno alla proposta appena lanciata da Silvio Berlusconi di un prestito ponte per appoggiare una cordata di imprenditori-banche pronta a offrire un'alternativa alla scelta Air France. E mentre Prodi precisa che se ci saranno nuove offerte queste dovranno essere serie e pervenire in tempi brevi, i suoi ministri fanno quadrato: "Quella dell'Air France è una proposta seria: l'unica alternativa è il commissariamento" ha affermato il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa. "Chi è interessato ad Alitalia - ha aggiunto - si faccia avanti con atti formali e offerte concrete, altrimenti distrugge una possibilità di vendita anzichè costruirne una nuova. I tempi, ormai strettissimi, sono dettati dalla condizione della compagnia e non possono dipendere dal calendario politico". "Da un anno e mezzo abbiamo cercato in ogni modo per Alitalia offerte migliorative rispetto a quelle che sono oggi sul tavolo - ha detto il ministro dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani. "Se ci sono vengano avanti - ha aggiunto - naturalmente con i soldi e con un progetto industriale. Per salvare Alitalia le parole non bastano". Intanto i sindacati restano distanti dalla proposta Air France e, dopo tre ore e mezzo di riunione oggi hanno si sono aggiornati a un nuovo incontro con Spinetta il 25 marzo. "La nostra posizione non cambia: respingiamo al mittente l'atteggiamento di chiusura di Spinetta" ha affermato il segretario nazionale della Filt Cgil, Mauro Rossi, al termine dell'incontro tra Alitalia e sindacati. "La presa di posizione di Berlusconi è di grande rilevanza politica - ammette poi il leader della Uil Luigi Angeleti - se si concretizzasse una proposta alternativa ci sarebbe la dimostrazione, nei fatti, che anche in Italia esistono degli imprenditori". Per tutti comunque il commissariamento di Alitalia è da evitare e forse l'unica cosa e lasciare che tutto venga risolto dal prossimo governo. Da Milano posizioni sul dossier arrivano dal numero uno di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera che in merito alle proposte di Berlusconi dice di non avere "assolutamente nulla sul tavolo" riguardo a Alitalia. Mentre dal Cda della Sea la linea è quella di andare avanti con l'azione giudiziaria contro la compagnia aerea italiana. Mentre in Italia la tensione sul dossier Alitalia sale e si tinge sempre di più di campagna elettorale, dalla Germania Lufthansa resta alla finestra: seguiamo attentamente gli sviluppi - fa sapere una portavoce della compagnia tedesca. Ma per il momento nessuna offerta. Berlusconi: "Con il mio veto Air France rinuncerà" - Air France: 2.100 esubero Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Articoli Eventi --> Foto del giorno --> Foto Video Blog Sondaggi Sport - Calcio Problema al flessore per Kakà A rischio la gara col TorinoCronaca - Locale Spacciava a giovani del Fermano Tunisino finisce in manetteCronaca - Locale Vento forte e mare agitato Allerta meteo fino al 22 marzoCronaca - Locale Ipnotizza la cassiera e ruba 800 euro Si cerca uno straniero sui 40 anniSpettacolo L'amore a prima vista secondo Binoche e CarellCronaca - Locale Maltempo, Pasqua con la neve E il vento spazza tutta la regioneCronaca - Locale Pagani: "La Pedemontana va avanti, l'arteria potrà aprire entro il 2008"Cultura - Locale Giovane scappa dai domiciliari Bloccato dai carabinieri di RiccioneGossip Michael Stipe fa outing "Sono omosessuale"Cronaca - Locale Precipita da 8 metri sul set Clinicamente morto uno stuntmanCronaca - Locale Fece esplodere ordigno al ristorante, arrestato l'ex convivente della baristaCronaca - Locale Con una scusa finto tecnico del gas deruba pensionate di soldi e gioielliCronaca - Locale Sfruttavano manodopera clandestina Sette persone finiscono in manette Majoli Dietro lo specchio'TEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008Stagione di qualità al Teatro ComunaleIl cartellone 2007/08 del Politeama PrateseLa Belle Epoque. 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Che cosa ne pensate?Terrorismo, temi nuovi attacchi?Sei d'accordo con l'esonero di Piccioni?Vota il gol più bello della 28esima giornataKit antidroga per gli adolescenti, si o no?Libano, Afganistan, Kosovo, Iraq: cambiare o no i compiti delle nostre missioni militari all'estero?Rimborsi elettorali ai partiti-fantasma, è giusto?Sei precario: sposeresti un milionario non per amore?Santoro 'cotto' della Borromeo, secondo voi è vero?Giusta la sentenza di appello a carico di Ahmetovic? LA FOTO DEL GIORNO I paperoni del Parlamento Il Cavaliere nel 2006 ha dichiarato quasi cinque volte rispetto all'anno precedente: 139.245.570 euro. Seconda, a grande distanza, la Santanché, terzo Bertinotti LEGGI LA NOTIZIA RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. 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Alitalia, Bernardo -Pdl-, 'Ora tocca agli imprenditori' (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica Veltroni accusato di non prendere posizione sul destino della Compagnia di bandiera Alitalia, Bernardo (Pdl), "Ora tocca agli imprenditori" "E' in gioco la credibilita' del sistema-Italia con la sua classe imprenditoriale" Roma, 20 mar. - “E' un problema d'orgoglio. Non c'è solo in gioco la difesa della Compagnia di bandiera, ma la credibilità del sistema-Italia con la sua classe imprenditoriale. Ora si devono fare avanti gli uomini della finanza e dell'industria nazionale perché devono sentire la responsabilità di rappresentare non soltanto i loro interessi, ma anche quelli del Paese". Così l'onorevole Maurizio Bernardo (Pdl) ribadisce la linea indicata dal candidato premier del centrodestra. Secondo il componente della Commissione attività produttive della Camera, questi sono i motivi per i quali "Berlusconi li ha chiamati ad assumersi l'impegno di salvare l'Alitalia, rivolgendo l'appello anche alla sua famiglia, per non tirarsi fuori da questo difficile e oneroso tentativo di ridare all'Italia la sua compagnia aerea e di rassicurare le decine di migliaia di lavoratori impiegati nella compagnia e a Malpensa”. L'ex assessore lombardo, ha poi aggiunto: “Ci troviamo finalmente alle prese, in questa campagna elettorale, con un tema concreto e di grande rilevanza, di fronte al quale Veltroni ha balbettato frasi trite e ritrite, mentre il settanta per cento degli uomini di governo in carica e che fanno parte dei candidati delle liste del 'pensionato della politica' Valter Veltroni, stanno cercando di regalare Alitalia ai francesi e di smantellare Malpensa". "Capisco – ha concluso Bernardo – che a sinistra il concetto di investimento e di sviluppo è indigesto, tanto da obbligare Sartori (che non è certo di centrodestra) a bacchettare la politica dei governi di sinistra nemici di questo concetto irrinunciabile, ma i posti di lavoro si salvano soltanto impiegando risorse, e la crisi generale è possibile combatterla solo con lo sviluppo. Si facciano avanti, allora, anche coloro che si nascondono all'ombra dello Stato e attendono con il cappello in mano finanziamenti e privatizzazioni. Berlusconi ha chiesto a tutti, anche a costoro, un atto di coraggio e soprattutto un esempio di solidarietà verso il paese. Questa volta non dovrà essere giudicata la politica, ma la classe imprenditoriale”. Jack Farrow.

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Alitalia, Craxi -Ps- i responsabili del disastro non possono risolvere il caso (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica Alitalia, Craxi (Ps): i responsabili del disastro non possono risolvere il caso Il Sottosegretario agli Esteri attacca la politica industriale del Pd Cremona, 20 mar. - Parlando questo pomeriggio a Cremona, durante la manifestazione di apertura della campagna elettorale nella circoscrizione Lombardia 3, il candidato capolista del Partito socialista, Bobo Craxi, si è domandato “per quale ragione dovrebbero essere gli stessi protagonisti del disastro dell'Alitalia a riuscire a risolvere un caso che per anni è stato lasciato marcire. In ciò, sono praticamente identici, sia il 'nano', sia la 'ballerina': quest'ultima, in particolare, tende a parlare d'altro, non dice la verità ai lavoratori e userà il metodo Calearo o Colaninno per risolvere temi di politica industriale”. Ellis Mais.

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Alitalia, Padoa-Schioppa 'I tempi sono stressi, farsi avanti subito' (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Casini: "Cordata italiana primo diktat della Lega" Alitalia, Padoa-Schioppa: "I tempi sono stressi, farsi avanti subito" Il Ministro dell'Economia apre all'ipotesi Berlusconi di una cordata italiana per la compagnia di bandiera Roma, 20 mar. - "Chi è interessato ad Alitalia si faccia avanti con atti formali e concreti. I tempi sono strettissimi". Lo ha dichiarato questo pomeriggio il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa (foto), che in una nota ha commentato "le dichiarazioni su ipotetiche cordate di imprenditori italiani a rilevare Alitalia", aprendo di fatto all'iptesi avanzata da Berlusconi. "I tempi strettissimi - ha sottolineato il Ministro dell'Economia - sono dettati dalla condizione della compagnia e non possono dipendere dal calendario politico". Secondo Padoa-Schioppa, si rischia di "distruggere una possibilità di vendita anzichè costruirne una nuova". La questione Alitalia è entrata prepotentemente nell'agenda politica della campagna elettorale, e rischia di condizionare pesantemente il voto, con il centrodestra schiacciato sulle posizioni della Lega nord, e Veltroni che cerca in tutti i modi di non prendere posizioni per non perdere i voti dei lombardi, pur sapendo che l'unica soluzone è la vendita ad Air France. Per il leader dell'Udc Pierferdinando Casini "il materializzarsi improvviso di una cordata italiana per Alitalia è il primo diktat della Lega a Berlusconi". Casini lo ha detto nel corso di un incontro a Verona, affermando che con Alitalia "Berlusconi comincia a pagare i prezzi alla Lega di un ipotetico Governo del Pdl". "Se c'erano imprenditori italiani capaci - ha proseguito il leader dell'Udc - perché non sono venuti fuori prima? Non vorrei fosse una boutade elettorale e la cordata di Berlusconi scompaia il 14 aprile". Casini ha quindi sottolineato che la compagnia di bandiera "é allo stremo per condizionamenti di diversa natura". "Il problema c'era già durante il Governo Berlusconi: era sul tavolo ma si è rimandato tutto - ha detto - Una politica del rinvio intrapresa anche dal Governo Prodi". Tornando al ruolo della Lega nord, Casini ha definito il movimento di Bossi la "golden share del prossimo Governo. Sarà la forza determinante - ha concluso - e quando dirà no, Berlusconi dovrà chinare il capo". nel Pdl le posizioni non sono univoche. Il senatore azzurro Giampiero Cantoni insiste da anni perchè la compagnia di bandiera porti i libri in tribunale, ma ha dovuto arrendersi di fronte al neo-dirigismo del leader del centrodestra, più interessato, in questa fase, a cercare di tornare a Palazzo Chigi, piuttosto che ribadire la fiducia nel mercato. Jack Farrow.

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L'uomo del fare parla troppo Niente di serio per Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

La destra (e i sindacati) mettono in fuga Air France. Senza avere alternative vere L'uomo del fare parla troppo Niente di serio per Alitalia Prodi a Berlusconi: fate pure. Ma per Intesa "un'altra cordata non c'è" Ci sono volute appena 12 ore per scoprire il bluff di Berlusconi, che ha chiamato alle armi gli imprenditori italiani per impedire ai francesi di acquisire Air France: Intesa SanPaolo, che pure nei mesi scorsi aveva avanzato un'offerta in cordata con AirOne, non ci sta. Berlusconi, però, non ci crede e spiega che l'istituto non si è tirato indietro ma chiede un'altra chance. Appena qualche ora prima il Cavaliere aveva chiesto a Prodi un prestito ponte per Alitalia e il ministro Padoa- Schioppa aveva sollecitato fatti non parole: chi è interessato si faccia avanti ora, non possiamo aspettare. Il commissariamento della compagnia di bandiera è più vicino visto che le parole di Berlusconi hanno galvanizzato i sindacati i quali ora chiedono uno slittamento dei tempi della trattativa. Il presidente Alitalia Prato ha detto ieri che i francesi sono l'unica chance per la compagnia. A PAGINA 3.

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Che sbaglio, questa storia proprio ora (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 20-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Fossimo stati ieri al posto di Veltroni, non saremmo stati felici di leggere della telefonata intercorsa fra Prodi e Berlusconi sulla vicenda Alitalia. Perché questa storia complicata e comunque negativa non sarebbe mai dovuta entrare nella campagna elettorale, non era stata prevista, e nelle ultime ore ha causato al Pd un discreto danno. La telefonata con palazzo Chigi somiglia in maniera sinistra a uno scambio di idee (e di consegne?) fra premier attuale e f u t u r o . Berlusconi si è comportato come uno che già governa e decide, dà indicazioni su prestiti da fare e trattative da riaprire. Le incertezze e le contraddizioni del governo Prodi sono tornate alla ribalta dopo tutta la fatica fatta per superarle. Insomma, un disastro. Ora può darsi che i ruoli si ribaltino, e che la parte del pasticcione possa essere affibbiata tutta al Cavaliere. Non c'è alcuna seria alternativa alla vendita ad Air France, BancaIntesa si tira fuori (pur con toni polemici verso il governo), questa famosa cordata italiana somiglia curiosamente a quelle che si alternano per acquistare l'Unità: non esiste. Per cui, se il Pdl fa saltare la trattativa coi francesi, si assume gravi responsabilità a fronte di un vantaggio pari a zero. Bisogna aspettare a vedere se andrà così. Quel che è certo è che dopo due anni di naiveté impolitica Padoa-Schioppa, pur tenendosi fuori dalla mischia, ha voluto apporre il proprio sigillo anche alla campagna elettorale. Non c'era bisogno. Per chiunque conosca un po' l'Italia, è bizzarro pensare che dopo anni di rinvii la crisi Alitalia dovesse essere risolta proprio a un mese dalle elezioni. Cioè nel momento di massima turbolenza, esponendo una trattativa già difficile alle intemperie della polemica elettorale. Berlusconi che ne approfitta è un bell'irresponsabile. Ma anche chi gliene ha dato l'occasione non scherza.

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