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20-3-2008 #TOP
Su Alitalia «non c'è nulla sul tavolo». Lo ha detto
il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo Corrado Passera. «A fine dicembre
siamo stati esclusi dalla gara e da tre mesi non prendiamo parte ad alcuna
trattativa», ha spiegato rispondendo a una domanda nel corso della
presentazione dei risultati del 2007. Un analista aveva chiesto in particolare
a Passera un commento alle dichiarazioni su un possibile nuovo coinvolgimento
della banca nella partita: «Non abbiamo mai investito in qualcosa perchè
chiamati da qualcuno», ha risposto.
MILANO - «La vicenda Alitalia dimostra che il governo si è mosso all'insegna di un dilettantismo molto preoccupante. Prima ci hanno detto che era l'unica possibilità di salvare Alitalia, poi ci hanno fatto sapere che la valutazione era solo di 10 centesimi al minuto, poi abbiamo scoperto che l'hub sarà solo Fiumicino e che Malpensa sarà ridimensionato, poi che gli esuberi saranno migliaia. Servono invece nuove forme di rilancio e garanzia sociale». Lo ha detto il leader di An, Gianfranco Fini, nel corso della videochat con i lettori di Corriere.it-
tutto'ora in corso - moderata da
Marco Pratellesi. «Siamo sicuri che Alitalia si salvi con la proposta Air
France? - ha aggiunto l'esponente del Pdl -. Io sono stato tra quelli che ha
parlato di luci e ombre, ma le seconde sono forti e le prime deboli. Da
Spinetta abbiamo avuto solo la garanzia che il marchio non scompare e che ci
saranno dei diritti di veto dei membri italiani nel cda. Ma le ombre sono forti
e se anche il neo presidente di Confindustria o i sindacati mettano le mani
avanti vuol dire che non siamo semplicemente qui a fare chiasso».
14:59
Di
Pietro: "Moratoria su Malpensa"
14:03
Bonomi:
"Avanti con l'azione legale"
13:44
Cesa:
"Il governo dia risposte chiare"
13:38
I
sindacati: "Si vada oltre il 31"
13:35
Lufthansa:
"Seguiamo la vicenda"
13:32
Maroni:
"Non vedo cordate"
13:22
Bersani:
"Le parole non bastano"
13:20
Berlusconi:
"I miei figli nella cordata"
13:06
Finito
l'incontro tra sindacati e azienda
13:03
Casini:
"Diktat della Lega"
12:49
Padoa
Schioppa: "Proposta Air France è l'unica seria"
12:42
Prodi
a Berlusconi: "Nuove offerte devono essere rapide e serie"
12:38
Berlusconi:
"Ho chiesto a Prodi prestito ponte"
12:34
Berlusconi:
"Air France arrogante, proposta irrecivibile"
12:31
Malpensa,
iniziato cda Sea dedicato al caso Alitalia
12:16
Casini:
"Presunta cordata italiana è diktat Lega a Berlusconi"
12:06
Cesa:
"Berlusconi su Alitalia ha cambiato idea già tre volte"
11:50
Fassino:
"Se Air France non piace fare subito altra offerta"
11:37
Bersani:
"Allibito davanti a cordate improvvisate di notte"
11:35
Franceschini:
"No a iniziative pre-elettoralistiche"
11:33
Pezzotta:
"Bene evitare commissariamento"
11:23
Calderoli:
"Commissariare il ministero dell'Economia"
11:21
Bonino:
"Mi auguro che parlare di altre offerte non sia un bluff"
11:17
Tremonti:
"Nuova cordata un'ottima ipotesi"
11:11
Nessun
contatto tra Berlusconi e Palazzo Chigi
10:47
Confermato
per il 25 l'incontro tra Spinetta e i sindacati
10:34
Prato:
"Se offerta Air France viene rifiutata subito libri in tribunale"
10:28
Prato
contro Berlusconi: "Ma dove sono queste cordate?"
10:21
Prato
ai sindacati: "Offerta Alitalia è prendere o lasciare"
10:07
Intesa
smentisce Berlusconi: "Alitalia non è all'ordine del giorno"
09:53
Forse
il 25 marzo nuovo incontro tra Spinetta e i sindacati
09:52
Iniziato
incontro tra azienda e sindacati
09:51
Azioni
Alitalia sospese per eccesso di rialzo in apertura di Borsa
09:50
Berlusconi
spiega sua idea di cordata italiana per Alitalia
09:46
Berlusconi:
"Dopo mio annuncio Air France rinuncerà"
La
Fed "vede" la recessione Usa e taglia i tassi
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Le Borse
europee hanno ieri chiuso in forte rialzo balzando sopra il 3%, con l'unica
eccezione di Milano dove tuttavia l'indice Mibtel è cresciuto del 2,78% a causa
delle forti perdite di Alitalia. Se infatti Londra ha messo a segno una
crescita del 3,54%, Francoforte è cresciuta del 3,41% e Parigi del 3,42%.
Alitalia,
il piano Pdl ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
è Veltroni
Alitalia, il piano Pdl GIOVANNI COCCONI Tra due ultimatum. Alla virata decisiva
sulla vicenda Alitalia Berlusconi e Veltroni si ritrovano insieme in un vicolo
molto molto stretto. Chiusi da una parte dal ricatto del sindaco di Milano
Letizia Moratti che non ritira la richiesta di indennizzo miliardario della
Sea,
E
Spinetta: <Non siamo obbligati a comprarla>
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
sviluppo di
Malpensa e non il salvataggio di Alitalia mentre il ministro dello sviluppo
economico Bersani ha replicato che, senza dubbio, "la Sea ha la
possibilità di far fallire Alitalia", avendo in mano il bandolo della
matassa. In questo clima, reso ancora più teso dalla dichiarazione in
controtendenza del ministro dei trasporti Bianchi che parla di diktat da parte
dei francesi,
Alitalia
atterra sulla campagna. Berlusconi la vuole fallita
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
LA TRATTATIVA
INTANTO SI FA DURA Alitalia atterra sulla campagna. Berlusconi la vuole fallita
Il centrodestra gioca con Alitalia. Dopo l'ultimatum lanciato dal sindaco di
Milano Moratti ("se si deve penalizzare Malpensa è meglio che Alitalia
fallisca"), il Pdl si dice contrario alla vendita della compagnia di
bandiera ad Air France e rilancia l'idea di una moratoria per due-
Piazza
Affari, la peggiore in Europa, archivia una giornata nera: l'indice Mibtel ha
perso l ( da "Stampa, La"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Ancora una
giornata movimentata per Alitalia: tra sospensioni per eccesso di ribasso e
forti contrattazioni (alla fine è stato scambiato il 5,3% del capitale), il
titolo ha continuato a perdere fino al pomeriggio, quando ipotesi di un
rilancio dell'offerta Air France hanno consentito ad Alitalia di chiudere in
rialzo dell'11,96%.
Cv
Alital 1061,482<TD class ( da "Stampa, La"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Cv Alital 10
61,482 66,166 cv B Ifis 09 99,239 99,508 cv Bco Popol 10 100,619 100,573 cv
Beni Sta 11 91,505 92,009 cv BIM 15 89,996 89,266 cv Carige 13 112,739 112,367
cv Mi-A2a 09 111,762 115,758 cv SIAS 17 92,549 93,641 cv Snia 10 101,010 101,010
cv Vitt Ass 197,000 217,040 Telecom IT CV 10 109,203 109,
Caselli:
né sprechi né privilegi La Stampa del 19 marzo ha pubblicato la
( da "Stampa,
La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
CHIARA VIDAL
E se Alitalia me la comprassi io? Lungi da me addentrarmi nei meandri della
politica economico-finanziaria, ma parlando di picchiata delle azioni Alitalia
penso che mai termine aeronautico fu più azzeccato. Meno di due settimane fa si
parlava di crollo delle azioni per una perdita in un solo giorno del 6% del
loro valore.
Umberto
Bossi, comizio ieri sera al Centro polivalente
( da "Stampa,
La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Ad attenderlo
fuori dell'edificio, militanti e qualche curioso osservato a vista dalle
"guardie padane". Bossi ha parlato di "sicurezza", al primo
posto nel programma della Lega, di "Alitalia dove si registrerà un muro
contro muro" e di parlamentari: "Dovremo averne tanti". Il
Centro polivalente era gremito. \.
Alitalia,
in campo Berlusconi ( da "Stampa, La"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
salvataggio
potrebbero partecipare anche i miei figli Alitalia, in campo Berlusconi
"Con Air France è finita, serve una cordata nazionale guidata da Air
One" Il leader del Popolo della libertà, Silvio Berlusconi, dà la sua
ricetta per la soluzione della questione Alitalia ribadendo che è
"imprescindibile" un intervento di Air One e un sostegno finanziario
di istituti di credito,
E
il governo pensa al fallimento pilotato
( da "Stampa,
La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia si
stanno addensando le nubi di una tempesta che potrebbe caratterizzare l'ultima
fase della campagna elettorale. Sparano sul governo da destra e da sinistra e
cominciano a circolare i primi veleni. "Alle condizioni di Air France -
osserva Giampiero Cantoni, consigliere di Silvio Berlusconi sull'argomento -
l'Alitalia può essere acquistata da una cordata di imprenditori
Oggi
consiglio straordinario Sea ( da "Stampa, La"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Al centro
della seduta del cda ci sarà la vicenda Alitalia e le sue conseguenze sul
ridimensionamento di Malpensa. Intanto il Presidnete Giuseppe Bonomi è tornato
sulla vicenda: "Non ci sentiamo responsabili di un eventuale fallimento
della trattativa Alitalia - Air France. Il fallimento di Alitalia non è il
nostro obiettivo.
Filippo
Penati, presidente della provincia di Milano, fino a ieri pomeriggio non ci
credeva: & ( da "Stampa, La"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
sembrano
convintissimi di entrare a testa bassa nella partita Alitalia. Diana Bracco,
leader della potente Assolombarda, prima regista dell'attivismo pro-Malpensa
non scopre le carte. La sua ultima proposta per salvare capre (Alitalia) e cavoli
(Malpensa) era di scorporare da Alitalia il ramo d'azienda che opera su
Malpensa, tutti gli slot, con relativi diritti di traffico,
Il
Nord: "Non siamo il Settimo Cavalleria"
( da "Stampa,
La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
sembrano
convintissimi di entrare a testa bassa nella partita Alitalia. Diana Bracco,
leader della potente Assolombarda, prima regista dell'attivismo pro-Malpensa
non scopre le carte. La sua ultima proposta per salvare capre (Alitalia) e
cavoli (Malpensa) era di scorporare da Alitalia il ramo d'azienda che opera su
Malpensa, tutti gli slot, con relativi diritti di traffico,
La
mossa di Berlusconi ( da "Stampa, La"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ALESSANDRO BARBERA
ROMA Per Alitalia il peggio si avvicina. "I margini di manovra sono
inesistenti o limitatissimi": il numero uno di Air France-Klm Jean-Cyril
Spinetta difende la bontà del suo piano per l'acquisto di Alitalia ma incassa
il no pubblico del Pdl, i dubbi riservati del Governo e scatena un botta e
risposta fra Prodi e Berlusconi.
Urgentissimo
incontrare Prodi ( da "Stampa, La"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
al premier
Romano Prodi a fronte degli sviluppi della vicenda Alitalia. Per i due
segretari generali, infatti, "è improponibile l'alternativa che viene
prospettata tra un accordo capestro e il fallimento di Alitalia".
Piuttosto, incalzano Epifani e Bonanni, "deve essere compiuto ogni sforzo
per concretizzare soluzioni alternative che evitino diktat o l'ipotesi di
fallimento,
Lo
schiaffo di Silvio Air France inaccettabile Meglio una cordata italiana Bersani
furioso. Spinetta: duemila esuberi, su Malpensa non tratto
( da "Nazione,
La (Nazionale)" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ALITALIA NEL
CAOS Lo schiaffo di Silvio "Air France inaccettabile" "Meglio
una cordata italiana" Bersani furioso. Spinetta: duemila esuberi, su
Malpensa non tratto - -->.
Piloti
sul piede di guerra: SECCO NO dal consiglio generale dell'Anpac (Associazione
nazionale pilot... ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
non
accetteranno soluzioni ad ogni costo o che snaturino la vocazione di Alitalia
quale compagnia di bandiera del Paese". I piloti hanno manifestato inoltre
"serie perplessità sull'operato del cda di Alitalia che, avallando la
proposta estremamente restrittiva di Air France-Klm, mette a rischio il
risanamento dell'azienda".
Alitalia,
Berlusconi stoppa Il Cavaliere vorrebbe in pista AirOne e la cordata italiana
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
20-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract:
LA VICENDA
Alitalia torna in alto mare. Irrompe Berlusconi e spariglia tutto dicendo un
secco "no" ai francesi: "La trattativa è stata opaca. La
proposta di Air France per Alitalia è irricevibile". La Lega si spella le
mani in applausi e Bossi in serata rilancia: "Air France aspetti il nuovo
governo".
Jean-Cyril
Spinetta, grande capo di Air France-Klm sa cosa vuole e lo dice: l'hub di
Alitalia & ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)"
del 20-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract:
hub di
Alitalia è Fiumicino, il via libera definitivo dovrà arrivare dal nuovo
Governo. Ipotesi 1: vince Silvio Berlusconi. Che ieri ha tuonato: l'offerta di
Air France è irricevibile, italiani fatevi avanti Ipotesi 2: vince Walter
Veltroni. Che ieri ha detto: dobbiamo trovare una soluzione che limiti il più
possibile l'impatto sociale e dobbiamo far decollare Malpensa,
Di
NUCCIO NATOLI - ROMA - LA VICENDA Alitalia torna in alto mare
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
20-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract:
LA VICENDA
Alitalia torna in alto mare. Irrompe Berlusconi e spariglia tutto dicendo un
secco "no" ai francesi: "La trattativa è stata opaca. La
proposta di Air France per Alitalia è irricevibile". La Lega si spella le
mani in applausi e Bossi in serata rilancia: "Air France aspetti il nuovo
governo".
OGGI
CDA STRAORDINARIO DI SEA. BONOMI: NON VOGLIAMO IL FALLIMENTO 0 E Malpensa resta
sulle barricate Avanti con la causa per danni
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
come chiesto
da Governo e Air France, la richiesta di risarcimento danni ad Alitalia. Semmai
si può pensare a una "soluzione extragiudiziale, che però riconosca il
danno provocato a Malpensa da Alitalia". "Noi non abbiamo come
obiettivo il fallimento della compagnia di bandiera ? ha rincarato il
presidente della Sea ?
SECCO
NO dal consiglio generale dell'Anpac (Associazione nazionale piloti aviazione
commerciale ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)"
del 20-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract:
non
accetteranno soluzioni ad ogni costo o che snaturino la vocazione di Alitalia
quale compagnia di bandiera del Paese". I piloti hanno manifestato inoltre
"serie perplessità sull'operato del cda di Alitalia che, avallando la
proposta estremamente restrittiva di Air France-Klm, mette a rischio il
risanamento dell'azienda".
Spinetta,
presidente di Air France, blinda il piano di rilancio di Alitalia: I margini di
mano ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)"
del 20-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Spinetta,
presidente di Air France, blinda il piano di rilancio di Alitalia: "I
margini di manovra sono ristrettissimi" - -->.
Silvio
Berlusconi irrompe nella trattativa Alitalia-Air France: E' irricevibile, si
facci ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)"
del 20-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Silvio
Berlusconi irrompe nella trattativa Alitalia-Air France: "E irricevibile,
si facciano avanti i nostri imprenditori" - -->.
Alitalia
al bivio: Air France o il fallimento Berlusconi invoca la cordata italiana e
chiama Air One. I sindacati: incontro urgente con Prodi
( da "Unita,
L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Stai
consultando l'edizione del Alitalia al bivio: Air France o il fallimento
Berlusconi invoca la cordata italiana e chiama Air One. I sindacati: incontro
urgente con Prodi L'epilogo dell'Alitalia sembra scritto: o passa a Air France
- Klm, oppure ci sarà il commissariamento, cioè l'anticamera del fallimento.
Fiumicino
è salvo, ma non è sicuro Tra incertezza e frustrazione: Sembra d'essere
svenduti ( da "Unita, L'"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
acquisto di
Alitalia, e il pensiero all'incontro tra sindacati e vertici della compagnia
aerea di bandiera di questa mattina. "Certo, a questo punto sappiamo
benissimo che la situazione è quella che è, ma la cosa che ci fa più rabbia è
pensare al lavoro che facciamo ogni giorno", dicono i lavoratori che
arrivano dai reparti manutenzione,
Malpensa
adesso teme il peggio Tra crisi e cassa integrazione: Ci vorranno anni per
risalire ( da "Unita, L'"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Quelli delle
hostess Alitalia, che mentre parlano hanno espressioni più chiare di mille
parole. Per finire con quelli dei passeggeri. Sì, perché a Malpensa anche chi
parte e chi arriva discute del futuro dell'aereoporto, dell'enorme cattedrale
sorta in provincia di Varese, territorio leghista.
Lettere
di san Silvio ai lombardi e ai campani
( da "Unita,
L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Sul disastro
Alitalia, un suggerimento: glissi, svicoli. Alitalia era da liquidare già ai
felici tempi del magnifico, ma molto distratto governo Berlusconi. E Malpensa?
La inventò il geniale Cavaliere per pagare un debito elettorale a Formigoni e
ai leghisti.
Alitalia,
ultimatum francese ( da "Repubblica, La"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il Pd:
irresponsabile il leader Pdl Alitalia, ultimatum francese Berlusconi: offerta
inaccettabile. I sindacati a Prodi: incontro subito ROMA - Ultimatum di Air
France-Klm sull'offerta per Alitalia. "Solo lievi modifiche alla nostra
proposta", ha detto l'ad della compagnia franco-olandese Spinetta.
Giù
con i bancari ( da "Unita, L'"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Nervi tesi su
Alitalia, che prima arriva al meno 30% e poi sale a più 14%. Telecom scende,
fino a meno 10%. Balzo di Pirelli, positiva Mondadori. Deboli le banche.
Telecom, in particolare, ha chiuso con un meno 5,39%. Tra i bancari Intesa cede
il 4,07% in attesa del cda che domani approverà i conti.
Berlusconi
chiude a parigi: "c'è airone" - aldo fontanarosa
( da "Repubblica,
La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
asta opaca
perché i compratori non potevano conoscere i reali conti di Alitalia; poi la
trattativa è stata limitata ad Air France. Ne riceviamo ora una proposta
inaccettabile perché loro vogliono ridurre i voli merci dal 2011, poi mettere
bocca su tutti gli aeroporti italiani e soprattutto toccare Malpensa. Noi
vogliamo resti un grande hub da cui partire verso il mondo".
Dismissioni,
licenziamenti e prestiti ecco il prezzo del commissariamento - ettore livini
( da "Repubblica,
La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia no.
Più vola, più perde. Cosa può fare allora (sperando non debba mai verificarsi
questa ipotesi) un commissario per Alitalia? La strada è strettissima. Il primo
compito è rimettere in piedi un'azienda in grado di camminare sulle sue gambe.
"moratoria
per malpensa unica soluzione possibile" - roberto formigoni* e letizia
moratti** ( da "Repubblica, La"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
permette
comunque al governo di vendere Alitalia e in più fa risparmiare sia i cospicui
danni richiesti dalla Sea all'Alitalia in caso di abbandono dell'hub, sia gli
ammortizzatori sociali che dovrebbero inevitabilmente scattare per gli esuberi
previsti. Costi che graverebbero alla fine sulla collettività, quindi sui
cittadini di tutto il Paese.
Air
france: il piano non si tocca sindacati: così non si tratta - alberto d'argenio
luca iezzi ( da "Repubblica, La"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
La
strana armata del nord - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
società intentasse
causa di risarcimento contro Alitalia. Un'azione legale che, stante la
richiesta di manleva imposta da Air France, potrebbe mandare a monte l'affare
e, di conseguenza, provocare a catena il fallimento di Alitalia. Eventualità
che non turba affatto la Moratti. "Il nostro obiettivo non è il fallimento
di Alitalia", ha detto ieri il presidente della Sea Giuseppe Bonomi,
Berlusconi
e le lettere ad regionam ( da "Unita, L'"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
impegno per
l'Alitalia e, quindi, per Malpensa. Argomento caro innanzitutto ai sodali
leghisti. Bisogna però trovare una sintonia. Ora il Cavaliere tuona contro
l'ipotesi d'accordo, l'altra sera Tremonti affermava che poteva andar bene.
Tutto e il contrario di tutto in un balletto irresponsabile su una questione
così delicata.
Oggi
consiglio straordinario della Sea
( da "Unita,
L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
25miliardi di
euro avviata contro l'Alitalia. Il governo ha chiesto alla Sea di ritirare
l'azione giudiziaria di risarcimento perchè pregiudicherebbe la vendita della
compagnia ad Air France. Se la Sea mantenesse la causa,Alitalia potrebbe essere
costretta al fallimento,ma forse una mediazione è possibile.
I
francesi rendono inagibile la trattativa
( da "Unita,
L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
e il
fallimento di Alitalia "è improponibile". Al termine di una giornata
convulsa i leader di Cgil e Cisl Guglielmo Epifani e Raffaele Bonanni hanno
scritto a Romano Prodi chiedendo un incontro "urgentissimo" e
"ogni sforzo per concretizzare soluzioni alternative che evitino diktat o
il fallimento", scrivono, e aggiungono che va garantito "
Voglio
l'ok dei sindacati e del futuro governo
( da "Unita,
L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Berlusconi
rilancia l'offerta Air One Improvviso rialzo di Alitalia, il leader della
destra dice no a Parigi. Bersani: un irresponsabile
( da "Unita,
L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
offerta Air
One Improvviso rialzo di Alitalia, il leader della destra dice no a Parigi.
Bersani: un irresponsabile di Bianca Di Giovanni / Roma TERREMOTO Due svolte
nel giro di poche ore nei "cieli" Alitalia. In Borsa nel pomeriggio
l'azione ha virato in terreno positivo, chiudendo con un sospetto rimbalzo (+14,31)
nonostante lo stallo della trattativa con Air-
Alitalia,
2.100 esuberie le rotte a Fiumicino
( da "Secolo
XIX, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Klm per
Alitalia è"dura". Dopo il primo incontro con i rappresentanti dei
lavoratori il presidente Jean-Cyril Spinetta ha illustrato i dettagli del
piano. Sale a 2.100 la valutazione degli esuberi di personale. Cade il ruolo di
Malpensa come scalo intercontinentale (hub) con il trasferimento di tutte le
rotte a Fiumicino.
Gli
"africani" della flessibilità - patrizia capua
( da "Repubblica,
La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Uno dei
napoletani picchiati senza ragione davanti alla sede dell'Alitalia, alla
Magliana. è un ragazzone che nelle foto ha la maglietta con su l'immagine del
Che. Ora mostra ai suoi amici e compagni di lavoro i segni lasciati dagli
sfollagente sul collo e sulle spalle, e dice che era andato a manifestare
"armato soltanto di buona volontà".
Spinetta
cerca l'accordo. I sindacati no ( da "Tempo, Il"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Stampa caso
alitalia Spinetta cerca l'accordo. I sindacati no "Il Gruppo Air
France-KLM non è qui per acquisire Alitalia, ma per verificare la possibilità,
insieme con il personale di Alitalia, di partecipare alla creazione di un
grande gruppo di dimensioni mondiali".
Se
esistono in Italia degli imprenditori con un minimo di
( da "Tempo,
Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Berlusconi
boccia la proposta di Air France-Klm per acquistare Alitalia e rilancia la
soluzione AirOne. Irritazione di Prodi. Il presidente del vettore transalpino,
Spinetta: "Duemila esuberi, vogliamo risanare Alitalia". Lombardo e
Usai alle pag. 2 e 3.
L'Alitalia
paga cari ( da "Tempo, Il"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia paga
cari i difetti di trasparenza A proposito di Alitalia Spa partiamo da un dato:
esiste una procedura d'infrazione per mancato recepimento della direttiva Ce
del 2005 - che modifica la direttiva Cee - in materia di trasparenza delle
relazioni finanziarie fra gli Stati membri e le loro imprese pubbliche nonché
fra determinate imprese.
Sciopero
al marconi cancellati dieci voli ( da "Repubblica, La"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Amsterdam
(Klm), Milano Malpensa (Alitalia), Roma Fiumicino (Alitalia) e Parigi Cdg (Air
France). Cancellate anche le relative partenze. Inoltre, un volo proveniente da
Londra Gatwick (British Airways) è stato dirottato a Verona, mentre un altro da
Bruxelles (Brussels Airlines) è stato ritardato di due ore.
Aeroporti
di puglia, in crescita utili e passeggeri - piero ricci
( da "Repubblica,
La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Resta la
"grande preoccupazione" per le vicende di Alitalia. "Al prossimo
Consiglio regionale - ha detto Loizzo - presenterò un ordine del giorno
condiviso da tutti i gruppi politici per scongiurare eventuali ricadute
negative sulle nostre rotte".
Si
accende lo scontro fra Prodi e Berlusconi
( da "Secolo
XIX, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
dieci volte
il prezzo che pagheranno i francesi per Alitalia) chiesto da Sea, la società
che gestisce l'aeroporto milanese destinato ad essere messo da parte come hub
da Air France. "Il fallimento di Alitalia? Non è il nostro obiettivo. Ma
abbiamo il dovere di tutelarci", spiega Giuseppe Bonomi, l'amministratore
delegato di Sea.
Spinetta
blinda il piano<In Alitalia 2.100 esuberi>
( da "Secolo
XIX, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Spinetta
blinda il piano"In Alitalia 2.100 esuberi" l'offerta di air
france-klm I sindacati: "Questa non è una trattativa. In campo proposte
italiane" ' 20/03/2008 impensabile non siglareNon riesco neanche a
immaginare che non possa esserci un accordo Jean-Cyril SpinettaPresidente
Jean-Cyril Spinetta 20/03/2008.
Barrot:
<Sugli aiuti pubblicideciderà la Commissione Ue>
( da "Secolo
XIX, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
garantito dal Tesoro Barrot ha detto che "servirà la notifica"
dell'operazione a Bruxelles per poter verificare che essa non contenga aiuti di
Stato. Il vicepresidente della Commissione europea ha ricordato che l'Alitalia
ha già usufruito una volta di aiuti di Stato e che quindi questa strada non è
percorribile ed anche che Alitalia è stata poi successivamente ricapitalizzata
De
benedetti: "una crisi costata 270 euro a italiano"
( da "Repubblica,
La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
sulle scelte
del governo su Alitalia in un'intervista al Tg1. De Benedetti ha criticato la
trattativa per la cessione del vettore, condotta "nel modo peggiore",
e ricordato che la vicenda della compagnia aerea è iniziata da molto tempo:
"Negli ultimi 15 anni Alitalia ha perso 15 miliardi di euro, il che vuol
dire 270 euro per ogni cittadino italiano"
E
il tesoro apre il "dossier fallimento" - roberto mania
( da "Repubblica,
La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Economia E il
Tesoro apre il "dossier fallimento" Via alla pratica per
commissariare Alitalia. Scontro in Consiglio dei ministri Padoa-Schioppa: una
svendita? Nessuno ha presentato offerte migliori ROBERTO MANIA ROMA - "Ah
sì? Ci sono altri compratori? Bene, portameli qua che l'Alitalia gliela
vendiamo subito. Io, però, finora non li ho visti.
L'opzione
Toto e la ricerca dei compratori made in Italy
( da "Corriere
della Sera" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
per Alitalia
resta a dir poco lunare. Che non sia solo una questione di danee ma di
prospettive industriali lo sa bene lo stesso Cavaliere che in serata, a corredo
delle dichiarazioni ai telegiornali, ha aperto al piano tricolore AirOne-
Intesa Sanpaolo affermando che "è una delle soluzioni possibili " e
che tuttavia richiede il "
L'offerta
( da "Corriere
della Sera" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
esuberi in
Alitalia Fly e la chiusura delle attività cargo entro il
Epifani:
non firmo ricatti, il Tesoro rinvii la vendita
( da "Corriere
della Sera" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
governo e
Alitalia che hanno già concordato tutto tra loro, escludendo il sindacato, non
possono pensare di scaricare su di noi la responsabilità delle sorti
dell'azienda". Lei vorrebbe una trattativa normale, ma Alitalia è al
capolinea. Spinetta vi ha comunicato che o accettate il suo piano oppure c'è il
commissariamento.
Berlusconi:
irricevibile l'offerta Air France
( da "Corriere
della Sera" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Berlusconi
rompe gli indugi su Alitalia, dichiara "irricevibile" l'offerta di
Air France-Klm, auspica una cordata italiana. Una mossa che spiazza l'asse che
va da Prodi al ministro del Tesoro, Padoa-Schioppa, al presidente di Alitalia,
Maurizio Prato, favorevoli ai transalpini, ipotizzando una diversa gestione
della crisi del vettore.
Alitalia
La vendita ( da "Corriere della Sera"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-20 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE Alitalia La vendita Iberia, British sale al 13,5%
British Airways sale in Iberia. La compagnia ha incrementato del 3% la sua
partecipazione portandola al 13,5%. Possibili ulteriori incrementi ha fatto
sapere la stessa Ba.
Berlusconi
boccia Air France ( da "Corriere della Sera"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
cordata
italiana anche con i miei figli" ROMA - L'offerta di Air France-Klm per
Alitalia è "irricevibile", per Silvio Berlusconi, che auspica una
cordata italiana con la regia di AirOne e rilancia: "Potrebbero
partecipare anche i miei figli". Scontro con Prodi. ALLE PAGINE 5e6
Baccaro, Gelmini, Pica, Rizzo.
Vertice
a Palazzo Chigi ( da "Corriere della Sera"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
sezione:
Primo Piano - data: 2008-03-20 num: - pag: 6 categoria: BREVI Vertice a Palazzo
Chigi I segretari generali di Cgil e Cisl Guglielmo Epifani e Raffaele Bonanni
hanno chiesto al premier, Romano Prodi, "un incontro urgentissimo"
ritenendo improponibile l'alternativa tra un accordo capestro e il fallimento
di Alitalia".
I
non candidati e le lenticchie di Padoa-Schioppa
( da "Corriere
della Sera" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
neppure della
città più ricca della regione più ricca si è fatto avanti per comprare
l'Alitalia". Una replica indiretta alle critiche del sindaco di Milano
Letizia Moratti e di chi ancora non si rassegna al fatto che l'Alitalia sia
arrivata al bivio fatale: la cessione o il fallimento. E forse pure un
messaggio a chi nel centrosinistra continua a masticare amaro, insieme ai
sindacati.
Di
Pietro: moratoria per Malpensa ( da "Corriere della Sera"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Di Pietro:
moratoria per Malpensa MILANO - Sul dilemma Alitalia che agita la politica
Antonio Di Pietro ha le idee chiare: va trovata una soluzione senza che
Malpensa finisca nel pozzo. "Malpensa vale almeno 10 Alitalia - scandisce
l'ex pm alla videochat di Corriere.it - perché intorno allo scalo si è creato
un indotto.
Anticipazioni
( da "Manifesto,
Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Bolzaneto A
PAGINA l3 Meglio tardi che mai, la macelleria va nell'urna Alitalia A PAGINA l5
Spinetta: piano intoccabile Oggi incontro con i sindacati Abu Omar A PAGINA l6
Il pm: l'avvio del processo non ostacola la Consulta Tibet A PAGINA l8 Londra:
Wen Jiabao pronto a incontrare il Dalai Lama.
Alitalia,
no di Berlusconi ai francesi ( da "Messaggero, Il"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Ultimatum di
Spinetta: 2100 esuberi e Fiumicino hub. Prodi: unica proposta valida. Casini:
senza Parigi c'è il fallimento Alitalia, no di Berlusconi ai francesi "Si
prepara una cordata Air One-banche-imprese, forse dentro anche i miei
figli".
ROMA
Il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, dice no all'offerta per Alitalia
presentata da Air ( da "Messaggero, Il"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ROMA
Dieci giorni di tempo per un sì o per un no . Jean Ciryl S
( da "Messaggero,
Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia non
c'è un negoziato, i margini di modifiche al nostro progetto sono
esilissimi". Come dire, prendere o lasciare, anche se il presidente
dell'aviolinea francese precisa di non aver mai lanciato ultimatum. Comunque la
situazione continua ad essere drammaticamente in stallo perchè le
organizzazioni sindacali chiedono correzioni al piano mentre i francesi
replicano che sono
ROMA
Credo nel rilancio della compagnia per creare un leader europeo capace di
compet ( da "Messaggero, Il"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Non si tratta
"di non essere obbligati ad acquistare Alitalia". Ma di avere il
consenso fondamentale dei lavoratori su un piano "credibile" per
riportare Alitalia, una compagnia "sfinita da continue ristrutturazioni",
alla redditività. "Si, è vero, l'accordo è a rischio", conferma dopo
il primo faccia a faccia con i sindacalisti.
ROMA
- Il commissariamento di Alitalia? Forse permetterebbe ai sindacati di prendere
temp ( da "Messaggero, Il"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il
commissariamento di Alitalia rivelerebbe subito la sua faccia più brutta. Il
disarmo di Malpensa sarebbe ancora più duro e il conto degli esuberi si
appesantirebbe drammaticamente. Nello stesso tempo, offrirebbe a Air
France-Klm, o a qualcun altro, un'occasione ghiotta per portare a casa il ramo
d'azienda di Alitalia senza accollarsi 1,
Fiumicino,
è allarme code: <Servono più agenti a terra>
( da "Corriere
della Sera" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
La certezza è
che dal 2 di aprile Fiumicino, con le 14 rotte intercontinentali che l'Alitalia
ha trasferito a Malpensa, lo scalo raggiungerà transiti passeggeri record, pari
a quelli che solitamente si registrano a partire da luglio. L'obiettivo è
evitare che in aeroporto collassi, come nel 2007, il sistema di smistamento
bagagli.
Alemanno
ottiene l'appoggio di Sarkò ( da "Corriere della Sera"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
A margine di
uno dei tanti incontri in agenda, è intervenuto sulla vicenda Alitalia:
"Una questione così delicata non può essere trattata da un governo in
uscita, la scelta di Air France è sbagliata, c'erano altre strade da percorrere",
ha detto, "c'era anche una cordata italiana ". Quella di Air One,
però tagliata fuori.
Il
grande rally è già finito ( da "Manifesto, Il"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Nel panorama
europeo fin dal mattino ha fatto eccezione Piazzaffari trainata al ribasso dal
nuovo crollo delle azioni Alitalia (che sul finire della seduta recuperavano
sulle voci di una offerta un po meno spietata da parte di Air France), ma anche
di quelle di Seat Pagine Gialle. Tutto è accaduto dopo che la società ha
annunciato che non avrebbe distribuito dividendi.
Spinetta:
Proposta immodificabile ( da "Manifesto, Il"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
è perché
Alitalia ha tutte le carte in regola per andare avanti e per conoscere una
forte crescita". In tempi anche rapidi, pare: "a partire dal 2010,
una volta risanata, Alitalia avrà una crescita annua che sarà più forte di Air
France-Klm, perché ha perso moltissime quote di mercato e non appena sarà di
nuovo redditizia potrà riacquistarle"
Berlusconi
si scalda ( da "Manifesto, Il"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Ai lombardi
spiega che quel che accade con Alitalia e Malpensa dipende dalla "solita
storia: l'invidia per chi produce ricchezza, provata da chi, come Veltroni, non
ha mai lavorato un giorno in vita sua". E così via. La difficile battaglia
per il senato, dove il premio di maggioranza è assegnato su base regionale,
impone scelte innovative.
La
distruzione pianificata di un'industria pubblica
( da "Manifesto,
Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
da cui
Alitalia dipende). A quel tempo gli stipendi dei dipendenti Alitalia sono
effettivamente più alti della media nazionale e reggono dignitosamente il
confronto con quelli europei, come si conviene a un'azienda in attivo -
ancorché di proprietà pubblica - che compete sul mercato internazionale con
vettori che hanno le stesse caratteristiche.
Dal
1 aprile alla fine dell'anno Alitalia "dirotterà" da Malpensa a
Fiumicino no ( da "Messaggero, Il"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Di GIULIO
MANCINI Dal 1 aprile alla fine dell'anno Alitalia "dirotterà" da
Malpensa a Fiumicino non meno di tre milioni e mezzo di passeggeri l'anno. E
affinché non si verifichino intoppi in uno scalo già in grave ritardo con gli
investimenti per l'ammodernamento, bisogna che ciascuno degli enti faccia per
intero il proprio dovere.
Segue
dalla prima conversazione con Amato
( da "Riformista,
Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Quindi
sbaglia anche chi pensa che ci sia una terza via per Alitalia tra vendita ad
Air France e fallimento, magari un piano bipartisan pubblico o semi-pubblico di
salvataggio? Amato nega recisamente l'ipotesi: "Non ci saranno salvataggi
statali di Alitalia. La Commissione ha appena detto di stare attenti a non
metterci aiuti di Stato".
Alitalia
( da "Riformista,
Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
Questi sono i costi della politica L'amministratore delegato di Air France-Klm,
Jean Cyril Spinetta, ha sintetizzato ieri dieci anni di fallimento di Alitalia
come segue: "nel 1997, quando io ho assunto la guida di Air France, il
fatturato era di otto miliardi di euro, allo stesso momento quello di Alitalia
era di cinque miliardi di euro"
Air
france la strategia di spinetta ( da "Riformista, Il"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
offerta per
Alitalia e per scandire che non si tratta di una proposta "prendere o
lasciare", ma certamente con margini "limitatissimi, quasi
inesistenti", vista la drammaticità del quadro e visto che non si tratta
dunque di un negoziato "classico". Nella sala affollatissima di un
albergo romano, l'ad di Air France-Klm Jean Cyril Spinetta ha ribadito in
conferenza stampa che senza l'
Non
solo malpensa cavaliere aggressivo su alitalia, annuncia cordata
(toto-passera?) ( da "Riformista, Il"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
svenduto
Alitalia a un quinto del suo valore", Walter Veltroni ha deciso che tenere
una linea prudente non era più possibile: "Se Berlusconi ha deciso di fare
di Alitalia e Malpensa il cuore della sua campagna, noi glielo dobbiamo
impedire". In effetti, così Berlusconi ha deciso: il leader del Pdl s'è
convinto che il caso Alitalia è l'
Spinetta
fa il furbo: <Solo 2mila esuberi>. E Berlusconi specula:
<Irricevibile> ( da "Liberazione"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
France ad
Alitalia "Il piano è immodificabile" I sindacati: "Addio
confronto" Roberto Farneti La trattativa tra Air France e Alitalia rischia
di saltare. Con conseguenze che, allo stato attuale, è difficile immaginare. A
pochi giorni dalla scadenza del 31 marzo, fissata dal cda di via della
Magliana, mancano infatti ancora all'appello due delle tre condizioni poste dal
colosso franco-
Segue
dalla prima alitalia e spinetta ( da "Riformista, Il"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
azionista di
controllo di Alitalia, si avvicina. Sulla stessa lunghezza d'onda il
responsabile dello Sviluppo, Bersani, che avrebbe ricordato ai colleghi le
uniche tre alternative: vendere Alitalia ai francesi, farla fallire o trovarle
un altro acquirente. Nel caso di commissariamento però, ha aggiunto Bersani,
chi l'ha portata al quel punto "dovrà prendersi le proprie
responsabilità"
Berlusconi
boccia Air France: sì a Toto ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Rischio
commissariamento per Alitalia" --> Padoa-Schioppa: "Rischio
commissariamento per Alitalia" Si infiamma il dibattito su Alitalia al
gruppo Air France-Klm. Berlusconi: "Una cordata tra Air One, Banca Intesa
e i miei figli". ROMA Berlusconi rompe il silenzio su Alitalia e va
all'attacco: la proposta di Air France "è irricevibile",
Spinetta:
sono 2.100 gli esuberi previsti ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
difende il
piano per acquisire Alitalia. "Scommetto" sulle possibilità di
successo, su un futuro di "risanamento e sviluppo" per una
"compagnia sfinita", ha detto ieri il presidente di Air France-Klm.
"Si, è vero, l'accordo è a rischio", ha confermato dopo il primo
confronto con i sindacalisti, partito in salita.
Malpensa,
oggi il responso ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
100, sono
stati convocati alle 9 dal vertice di Alitalia. Che dopo riunirà un consiglio
di amministrazione. MALPENSA Anche la Sea (società di gestione degli aeroporti
di Linate e Malpensa) riunirà oggi un consiglio di amministrazione
straordinario su "situazione Alitalia e determinazioni conseguenti".
L'intesa
si allontana. Confermati 2100 esuberi
( da "Campanile,
Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
1600 di
Alitalia Fly e 500di Alitalia Servizi". Contrariamente ai 1700 esuberi
indicati nei mesi scorsi, su 9900 di Alitalia Fly, il piano Air France Klm ne
prevede quindi 1600. "Nessun diktat" ha aggiunto Spinetta, spiegando
che si sta trattando per creare un grande gruppo leader nel mercato europeo con
vocazione mondiale,
Berlusconi
boccia l'offerta di Air France ( da "Voce d'Italia, La"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ha così
commentato il leader del Pdl Silvio Berlusconi riguardo alla
"svendita" di Alitalia al consorzio franco-olandese. "C'era in
gioco anche la questione Malpensa e quindi l'economia del Nord; la trattativa è
stata portata avanti in modo dilettantistico; rinnovo l'invito agli
imprenditori a farsi avanti per salvare una decaduta compagnia nazionale".
Air
France: via 2.100 in esubero ( da "Quotidiano.net"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ha fatto una
relazione al consiglio su Alitalia. C'è grandissima preoccupazione, è evidente
che in questa situazione c'è il rischio che si vada all'amministrazione
straordinaria". Il caso Alitalia, intanto, continua ad animare il
dibattito politico: il leader del Pd Walter Veltroni ha affermato che "dobbiamo
trovare una soluzione che limiti il più possibile l'
Scintille
in Consiglio dei ministri. E spunta la legge Marzano
( da "Tempo,
Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
vede una sola
alternativa alla vendita di Alitalia ad Air France-Klm, e cioè il
commissariamento. Lo ha riferito il ministro della Solidarietà Sociale Paolo
Ferrero, all'uscita di palazzo Chigi, al termine della riunione del Consiglio
dei ministri. La discussione in consiglio dei ministri "è stata vivace e
con toni molto accesi", prosegue Ferrero,
E
il titolo riprende quota in Borsa
( da "Tempo,
Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
E il titolo
riprende quota in Borsa Ennesima seduta al cardiopalmo per Alitalia, oscillata
pericolosamente tra il segno positivo e quello negativo, senza farsi mancare
alcune sospensioni sia per eccesso di ribasso che per troppo rialzo. Alla fine
ha prevalso la speranza tra gli operatori e Alitalia ha archiviato la giornata
con un +11,96% a 0,309 euro per azione.
Giovanni
Lombardo g.lombardo@iltempo.it L'ipotesi di
( da "Tempo,
Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Stampa
economia Alitalia, il piano è blindato L'ipotesi di commissariamento per
Alitalia lascia di stucco il presidente di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta.
I timori del ministro dell'economia, Tommaso Padoa Schioppa, "non li
capisco, noi abbiamo un vero piano di rilancio", sussurra il manager
francese a un suo stretto collaboratore prima della conferenza stampa convocata
ieri all'
Mingardi:
Questa agonia deve finire, era meglio il fallimento
( da "Tempo,
Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Più si perde
tempo e peggio è per Alitalia quindi è indispensabile accettare in fretta
l'offerta di AirFrance-Klm". Alberto Mingardi, direttore generale
dell'Istituto Bruno Leoni, non ha dubbi in merito al futuro della compagnia di
bandiera italiana. Come valuta il piano presentato dai francesi?
Se
esistono in Italia degli imprenditori con un minimo di
( da "Tempo,
Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Stampa
alitalia Berlusconi rimette in pista AirOne e la cordata italiana "Se
esistono in Italia degli imprenditori con un minimo di orgoglio si devono fare
avanti con un'offerta ed un progetto industriale per evitare una fine così
ingloriosa della nostra Compagnia di bandiera".
Il
bruciante stop imposto da Silvio Berlusconi alla
( da "Tempo,
Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il bruciante
stop imposto da Silvio Berlusconi alla trattativa su Alitalia impone due
conseguenze immediate. La prima è che i negoziati devono bloccarsi
immediatamente. E infatti impensabile che la compagnia (di Stato) francese
continui a lavorare sul dossier in presenza di una esplicita opposizione del
probabile nuovo Presidente del Consiglio.
Berlusconi
boccia Air France ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Prima Pagina
Pagina 2 Alitalia Berlusconi boccia Air France Alitalia --> Berlusconi
riapre i giochi sulla vendita di Alitalia. Il leader della Pdl ieri ha definito
"irricevibile" la proposta di Air France. Il presidente della
compagnia franco-olandese Spinetta ha chiarito invece il numero degli esuberi,
che saranno 2.
Spinetta:
<Proposta immodificabile> ( da "Manifesto, Il"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
è perché
Alitalia ha tutte le carte in regola per andare avanti e per conoscere una
forte crescita". In tempi anche rapidi, pare: "a partire dal 2010,
una volta risanata, Alitalia avrà una crescita annua che sarà più forte di Air
France-Klm, perché ha perso moltissime quote di mercato e non appena sarà di
nuovo redditizia potrà riacquistarle"
Berlusconi:
"Serve prestito ponte" Prato: "Nessuna cordata"
( da "Quotidiano.net"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Giochi
Homepage Annunci Auto e Moto Case Lavoro Personali Per la casa Sport - Vacanze
Telefonia - Informatica Varie Annunci legali CRISI ALITALIA Berlusconi:
"Serve prestito ponte" Prato: "Nessuna cordata" Il leader
del Pdl rilancia e, con una telefonata chiede a Romano Prodi che il governo
faccia un prestito in modo di consentire alla cordata italiana l'acquisizione
di Alitalia.
La
vendetta finale del Professore ( da "Opinione, L'"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
o accordo o
l'Alitalia fallisce". Qualche dettaglio. Gli esuberi, settemila/ottomila
sono una minestra da far vomitare anche il più filogovernativo dei
sindacalisti; il valore delle azioni Alitalia, di cui un bel cucuzzaro è nelle
mani dei dipendenti azionisti, ridotto a carta straccia: valore nel concambio
con Air France 0,
Giustizia
volante ( da "Opinione, L'"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
provvedimenti
di cui sopra la decisione di aumentare il personale dei Tribunali con il 30 per
cento dei dipendenti in esubero di Alitalia. Passi per le hostess, che piazzate
a fianco dei Pm possono ingentilire il volto severo della legge. O al massimo
servire il caffé agli avvocati ed al pubblico. Ma dove collocare i piloti?
Magari tra il Presidente, il giudice a latere ed il cancelliere?
La
strategia di Sea: ricavare quattrini
( da "Opinione,
L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
abbandono di
Alitalia. "La Sea - ha spiegato Bonomi - ha avviato questa azione
giudiziaria perché ha un preciso dovere: tutelare l'integrità dell'azienda, i
lavoratori di quest'azienda, i nostri azionisti". Secondo Bonomi "il
fatto che il governo ci chieda di ritirare questa causa significa in buona
sostanza chiederci di rinunciare all'
Montagne
russe per il titolo a Piazza Affari
( da "Opinione,
L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
di Alitalia
anche se i margini di manovra si sono fatti, secondo quanto dichiarato dal
presidente di Air France, talmente esigui da essere praticamente inesistenti.
Nella nota Alitalia informava che "dopo l'incontro sindacale svoltosi
martedì con la presenza dei rappresentanti di Air France-Klm, in attesa che sia
possibile fissare un ulteriore incontro per la prossima settimana,
La
gestione all'italiana ( da "Opinione, L'"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
2008
ALITALIA: COME IL GOVERNO ITALIANO HA APPLICATO IL DIRITTO CONCORSUALE La
gestione all'italiana di Alberto M. Musy Il caso Alitalia visto in prospettiva
meramente giuridica rende necessarie alcune riflessioni tecniche e comparative.
Come molti sanno il diritto fallimentare italiano è stato oggetto di una
recente riforma (
Romano
lo "svenditore" ( da "Opinione, L'"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
2008 Caso
Alitalia Romano lo "svenditore" di Arturo Diaconale Pare che Romano
Prodi si sia infuriato di fronte alle accuse di aver dato via libera alla
vendita di Alitalia ad Air France alla modica cifra di 120 milioni di euro.
Cioè ad una cifra con cui normalmente non si compera una compagnia di bandiera
ma un solo Airbus di nuova generazione.
Romano
Outlet ( da "Opinione, L'"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Non bisogna
dunque meravigliarsi dei prezzi che girano per il caso Alitalia, perché seppur
in questo caso le motivazioni sono diverse dai casi precedenti, questa non è la
prima svendita che vede per protagonista Prodi. Anzi, se la matematica non è
un'opinione, siamo giunti a quota 30. DA presidente dell'Iri, infatti, il buon
Romano cedette 29 aziende del gruppo.
Rai,
dove vai senza monsignore ( da "Opinione, L'"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ALITALIA, UNO
DI QUEI BARONI/PILOTI SU CUI GRAVA GRAN PARTE DELLA RESPONSABILITA PER LO
SFASCIO TOTALE IN CUI VERSA LA COMPAGNIA DI GIRO, RIMEMBRANDO I GIORNI DI
INVIATO RAI - vedete come tutto si tiene - IN CUI CON L'ALITALIA FEDE GIRAVA IL
MONDO ACCOMPAGNATO DAL SOPRANNOMINATO SCIUPONE L'AFRICANO) di nascondere le
notizie,
Ranking
politico, ancora Silvio in testa ( da "Opinione, L'"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ex sindaco di
Roma si è detto poi molto preoccupato per la vicenda Alitalia - Air France:
"La nostra compagnia di bandiera non deve fallire. Nella trattativa
bisogna salvaguardare il futuro dei lavoratori e dell'aeroporto di
Malpensa". Sul terzo gradino del podio troviamo Raffaele Lombardo, leader
del movimento per l'autonomia.
L'Italia
tra democrazia e cleptocrazia oligarchica
( da "Avanti!"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
cleptocratica
destabilizzante è la parabola della compagnia aerea Alitalia, centro di
colossali interessi politico-burocratici, e che costa a ogni italiano circa 75
euro all'anno, eppure non pochi politici, Formigoni in testa, ne reclamano la
tutela. Nulla quanto i dieci anni nei quali l'Alitalia ha divorato denaro
pubblico a miliardi al giorno, realizzando una clamorosa disuguaglianza,
La
Fed abbassa i tassi, bufera sui mercati
( da "Avanti!"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Anche il titolo
Alitalia, dopo la proposta di acquisizione presentata da Air France, è crollato
e in mattina è stato sospeso. Ha lanciato l'allarme il Fondo monetario
internazionale che ha avvertito: "La crisi finanziaria innescata dalla
crisi dei mutui durerà a lungo e avrà serie conseguenze".
L'UE
RIBADISCE: NON ACCETTIAMO AIUTI DI STATO
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
non
accettiamo aiuti di Stato Un eventuale prestito ponte concesso ad Alitalia con
la garanzia del Tesoro dovrà essere notificato a Bruxelles per poter verificare
se risponde o meno a condizioni di mercato o contiene elementi di aiuto di
Stato. È l'indicazione data da Jacques Barrot, vicepresidente della Commissione
europea e responsabile per i trasporti.
GIUSY
FRANZESE ROMA. LO SOTTOLINEA PIù VOLTE: CON QUESTO PIANO DI RISTRUTTURAZIONE
L'AL ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
con questo
piano di ristrutturazione l'Alitalia potrà tornare a crescere. "Ne sono
convinto. L'Alitalia ha tutte le carte in regole per un rilancio. E d'altra
parte l'Air France sarebbe folle a spendere oltre due miliardi di euro al solo
scopo di affossarla". Ha la fama di essere un duro, Jean-Cyril Spinetta,
l'amministratore delegato di Air France-Klm.
I
LAVORATORI: ATITECH RESTA UNA PRIORITà
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
senza i lavoratori della Atitech", rilanciano i sindacati da Napoli dopo i
tafferugli e i due feriti martedì al centro direzionale della Maglianaa Roma.
"Chiediamo ai politici e alle istituzioni di far rispettare Capodichino
alla stregua di Malpensa e Fiumicino, altrimenti attribuiremo loro tutta la
responsabilità degli eventuali licenziamenti"
SCIVOLONE
DI SEAT PAGINE GIALLE ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia, molto
male Seat Pagine Gialle. Violenta scivolata per quest'ultima, più volte sospesa
per eccesso di ribasso: a fine giornata il titolo segna una perdita del 20% a
0,10 euro dopo la presentazione di conti economici ritenuti non soddisfacenti
dagli operatori e la scelta del gruppo di non staccare alcun dividendo per
destinare le risorse al progressivo ripiano del debito.
Berlusconi:
"Serve prestito ponte" Prato: "Nessuna cordata, solo AirFrance-
Klm" ( da "Quotidiano.net"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
faccia un
prestito in modo di consentire alla cordata italiana l'acquisizione di
Alitalia. Intanto il presidente ed ad della compagnia di volo esclude altre
offerte oltre a quella franco -olandese Roma, 20 marzo 2008 - Al momento per
Alitalia non ci sono offerte di altre cordate, alternative ad Air France-Klm.
All'azienda, sebbene "strillate sulla stampa", non sono mai arrivate.
Berlusconi:
"Serve un prestito ponte" Prato: "Non c'è nessun altra
cordata" ( da "Quotidiano.net"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
acquisizione
di Alitalia. Nuovo incontro Spinetta - sindacati martedì 25 aprile Roma, 20
marzo 2008 - Su Alitalia Silvio Berlusconi rilancia l'ipotesi di una cordata
italiana per l'acquisto della compagnia di bandiera. "Ho già avuto
contatti - dice - non posso dire chi sono, devo mantenere il riserbo, ma ho
fiducia e conto che si possa fare"
Alitalia,
Bernardo -Pdl-, 'Ora tocca agli imprenditori'
( da "Voce
d'Italia, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
non prendere
posizione sul destino della Compagnia di bandiera Alitalia, Bernardo (Pdl),
"Ora tocca agli imprenditori" "E in gioco la credibilita del
sistema-Italia con la sua classe imprenditoriale" Roma, 20 mar. - “E un
problema d'orgoglio. Non c'è solo in gioco la difesa della Compagnia di
bandiera, ma la credibilità del sistema-Italia con la sua classe
imprenditoriale.
Alitalia,
Craxi -Ps- i responsabili del disastro non possono risolvere il caso
( da "Voce
d'Italia, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Politica
Alitalia, Craxi (Ps): i responsabili del disastro non possono risolvere il caso
Il Sottosegretario agli Esteri attacca la politica industriale del Pd Cremona,
20 mar. - Parlando questo pomeriggio a Cremona, durante la manifestazione di
apertura della campagna elettorale nella circoscrizione Lombardia 3,
Alitalia,
Padoa-Schioppa 'I tempi sono stressi, farsi avanti subito'
( da "Voce
d'Italia, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Economia
Casini: "Cordata italiana primo diktat della Lega" Alitalia,
Padoa-Schioppa: "I tempi sono stressi, farsi avanti subito" Il
Ministro dell'Economia apre all'ipotesi Berlusconi di una cordata italiana per
la compagnia di bandiera Roma, 20 mar. - "Chi è interessato ad Alitalia si
faccia avanti con atti formali e concreti.
L'uomo
del fare parla troppo Niente di serio per Alitalia
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
del fare
parla troppo Niente di serio per Alitalia Prodi a Berlusconi: fate pure. Ma per
Intesa "un'altra cordata non c'è" Ci sono volute appena 12 ore per
scoprire il bluff di Berlusconi, che ha chiamato alle armi gli imprenditori
italiani per impedire ai francesi di acquisire Air France: Intesa SanPaolo, che
pure nei mesi scorsi aveva avanzato un'offerta in cordata con AirOne,
Che
sbaglio, questa storia proprio ora
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
stati felici
di leggere della telefonata intercorsa fra Prodi e Berlusconi sulla vicenda
Alitalia. Perché questa storia complicata e comunque negativa non sarebbe mai
dovuta entrare nella campagna elettorale, non era stata prevista, e nelle
ultime ore ha causato al Pd un discreto danno. La telefonata con palazzo Chigi
somiglia in maniera sinistra a uno scambio di idee (e di consegne?
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
MERCATI FINANZIARI
La Fed "vede" la recessione Usa e taglia i tassi RAFFAELLA CASCIOLI
Un taglio dei tassi spettacolare che dà la misura di quanto la crisi
economico-finanziaria oltreoceano sia drammatica: la Federal Reserve ha ieri
deciso il taglio del tasso sui Fed Fund dello 0,75% portando al 2,25% il costo
del denaro. Mai era stato così basso daldicembre del 2004. Al momento il costo
del denaro in Europa è superiore di 1,75 punti rispetto a quello americano. Il
taglio operato dalle autorità centrali americane è stato inferiore alle attese
visto che per tutta la giornata si era scommesso su un taglio di un punto
percentuale e inevitabili sono stati i contraccolpi sui mercati. In serata il
presidente Bush si è impegnato a prendere "ulteriori provvedimenti per
aiutare l'economia statunitense", pur sottolineando che "nel lungo
periodo, gli americani devono avere fiducia nell'economia del paese". La
decisione, in ogni caso, è stata sofferta e assunta non all'unanimità visto che
due governatori hanno votato contro. Tuttavia, a preoccupare è non solo la
valutazione della Fed sulle prospettive economiche Usa in ulteriore
peggioramento ma anche il fatto che i governatori hanno ammonito di essere
pronti ad agire nuovamente se ve ne fosse bisogno di nuovo. Come si ricorderà
la banca centrale Usa aveva già abbassato i suoi tassi di tre quarti di punto
in gennaio e aveva tagliato il tasso di sconto di 25 punti base appena domenica
scorsa a dimostrazione di preferire di correre il rischio di pressioni
inflazionistiche pur di dare nuovi stimoli a un'economia americana in forte
difficoltà.. D'altra parte, dopo il lunedì nero delle Borse, ieri ianche l
segretario Usa al tesoro Henry Paulson ha riconosciuto che l'economia Usa è in
declino. Non ha pronunciato la parola recessione Paulson ma il bollettino di
guerra dei fondamentali non lascia spazio a dubbi. Tanto più che i nuovi dati
sull'economia americana resi noti ieri sono ancora più preoccupanti tanto da
rendere difficile il compito della Fed: se è tangibile la crisi dei consumatori,
ma anche degli investitori, dall'altra le pressioni inflazionistiche dovute al
rally dei prezzi dei prodotti energetici preoccupano. E ieri il dipartimento
del lavoro Usa ha reso noto che a febbraio la componente core dell'indice dei
prezzi alla produzione ha fatto registrare un balzo dello 0,5%, con il rialzo
più sostenuto dal novembre del
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
PRIVATIZZAZIONE La
destra a parole contro Air France, ma nel mirino c'è
Veltroni Alitalia, il piano Pdl GIOVANNI COCCONI Tra due ultimatum. Alla virata
decisiva sulla vicenda Alitalia Berlusconi e Veltroni si ritrovano insieme in un vicolo molto
molto stretto. Chiusi da una parte dal ricatto del sindaco di Milano Letizia
Moratti che non ritira la richiesta di indennizzo miliardario della Sea,
la società di gestione degli aeroporti milanesi, e dall'altra dal presidente di
AirFrance, Jean-Cyrille Spinetta, che ieri ha lanciato un'offerta prendere o
lasciare. Due ultimatum uguali e contrari che sembrano mettere i due principali
sfidanti al voto di aprile con le spalle al muro. Perché se è vero che il
Popolo delle libertà è spaccato al suo interno (come ha onestamente ammesso
ieri l'ex ministro Pisanu), è anche vero che il leader del Pd non avrebbe
voluto trovarsi con questa matassa da sbrogliare a un mese dalle urne. Non è un
caso che nel lungo e fortunato tour in giro per la Lombardia Veltroni sia
riuscito a non parlare di Alitalia. Fino a ieri quando
è stato costretto dal precipitare degli eventi di una vicenda che
improvvisamente si è avvitata su se stessa. Con il Pdl che ufficialmente urla
contro la vendita ad Air France, in segreto spera che la compagnia di bandiera
non fallisca e sempre in segreto trama per far pagare a Veltroni la
"retrocessione" di Malpensa. In effetti la preoccupazione del leader
del Pd è che il caso Malpensa finisca per oscurare quanto fatto di buono nella
sua "campagna del Nord". Malpensa è e resterà una battaglia
simbolica, probabilmente alla fine non sposterà un solo voto, ma certo si
presta a essere impugnata come prova dell'indifferenza del Pd di governo verso
le sorti della parte più produttiva del paese. E infatti il Partito democratico
lombardo è da tempo impegnato a trovare una via di uscita. Non solo per
estendere gli ammortizzatori sociali anche ai lavoratori dell'indotto, ma anche
per trovare una soluzione più che onorevole per il secondo hub del paese. È il
segretario del Pd lombardo, Maurizio Martina, ad avere preso in mano il dossier
direttamente. Già a gennaio la sua proposta era quella di aprire ad altre
compagnie gli slot lasciati liberi da Alitalia. C'è da
intendersi: le rotte per l'Europa sono già liberalizzate e quelle verso il Nord
America lo saranno a maggio. Il problema vero sono le tratte intercontinentali,
per esempio verso India, Cina, Singapore, vincolate agli accordi bilaterali tra
l'Italia e gli altri paesi e che Air France non ha nessun interesse a cedere a
potenziali concorrenti. È questo il nodo più intricato che si trova ad
affrontare il Pd lombardo, sempre in contatto con Veltroni. "L'aut aut
della Moratti non è una posizione responsabile, anche perché in caso di
fallimento Sea raddoppierebbe le perdite e non sfrutterebbe quelle opportunità
che si aprono invece con l'apertura ad altre compagnie aeree" dice Anna
Puccio, responsabile impresa e internazionalizzazione del Pd lombardo e braccio
destro di Martina sulla vicenda Malpensa. Anche per Marco Ponti, esperto di
trasporti e docente al Politecnico di Milano, "Sea è una gallina dalle
uova d'oro, il problema è che fino ad oggi il monopolio Alitalia
e i dividendi politici ne hanno frenato le opportunità che invece si
aprirebbero in caso di apertura al mercato. Sono molte le compagnie interessate
a prendere il posto di Alitalia, e il business del
traffico aereo è in crescita esponenziale". Tutto il Pd è compatto sulla
posizione che Alitalia non può e non deve fallire. La
parola d'ordine è separare il destino della compagnia di bandiera da quello di
Malpensa. Anzi, l'aeroporto milanese deve essere rilanciato anche con un
aumento di capitale che la prossima settimana il Pd proporrà in consiglio
provinciale. La moratoria, invece, cavalcata da Lega e da una parte del Pdl, è
più una bandiera che una proposta realistica. Come ha fatto capire ieri Air
France, non c'è più tempo. Il 31 marzo è vicino e la compagnia di bandiera
potrebbe anche fallire. Un ultimatum che ha finito per irritare i sindacati con
i quali comunque un accordo si dovrà trovare. Lo stesso presidente di Sea,
Giuseppe Bonomi, in quota Lega, non sembra essere più molto convinto dalla
proposta che potrebbe congelare Malpensa per due-tre anni. Meglio aprirsi
subito al mercato ma con qualche garanzia in più. Uno spiraglio c'è. Il tempo
stringe ma la trattativa è appena cominciata.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
E Spinetta:
"Non siamo obbligati a comprarla" (ra. c.) Nel giorno dei ricatti
incrociati (Roma vs Milano e viceversa e Spinetta vs i sindacati), tra fautori
e detrattori dell'offerta di Air France su Alitalia il
mercato ha già deciso: ieri il titolo della compagnia di bandiera ha lasciato
sul terreno un altro 30% (dopo la perdita del 26% già registrata lunedì)
portandosi a quota 28 centesimi, non distante dunque dai 10 centesimi di euro
che Parigi è disposta a spendere. Sospeso più volte per eccesso di ribasso, il
titolo è stato molto scambiato al punto che sono passati di mano oltre 60
milioni di azioni pari a circa il 4,5% del capitale del gruppo. Se gli
investitori hanno già scommesso su chi sarà il vincitore, il governo italiano ha
tentato ieri di disinnescare la mina della richiesta di indennizzo presentata
dalla Sea. In una nota Palazzo Chigi ha fatto sapere che è stato raggiunto un
accordo che prevede ammortizzatori sociali per i dipendenti Sea con i
sindacati, la Regione Lombardia, le province di Milano e Varese e con la stessa
società. "Il governo ? ha spiegato così il ministro del lavoro Cesare
Damiano ? onora l'impegno assunto con i lavoratori della Sea di garantirne la
continuità del reddito e dell'occupazione a fronte della contrazione da aprile
delle attività dello scalo di Malpensa derivante dal nuovo orario estivo di Alitalia ". Tuttavia, ha spiegato ancora Damiano, il
governo ha anche chiesto a Sea di ritirare il ricorso che potrebbe mettere a
rischio la vendita della compagnia ai francesi. Come si ricorderà Sea ha
presentato un ricorso per ottenere 1,25 miliardi di euro di indennizzo e Air
France ha condizionato l'offerta su Alitalia proprio
al ritiro di quella richiesta. Per questo il governo di Roma, che ricorda come
l'intesa raggiunta ieri preveda la Cig per 900 lavoratori e la stabilizzazione
di altri 400, subordina alla decisione di revoca da parte di Sea ogni ulteriore
iniziativa ricordando come "in caso contrario la Sea non potrà che
assumersi le responsabilità conseguenti ". Un chiaro messaggio che di
fatto costituisce la risposta alla minaccia ventilata dal sindaco di Milano
Letizia Moratti di mantenere il ricorso. In particolare, la Moratti ha
ricordato che sua responsabilità lo sviluppo di Malpensa e
non il salvataggio di Alitalia mentre il ministro dello sviluppo economico Bersani ha replicato
che, senza dubbio, "la Sea ha la possibilità di far fallire Alitalia", avendo in mano il bandolo della matassa. In questo clima,
reso ancora più teso dalla dichiarazione in controtendenza del ministro dei
trasporti Bianchi che parla di diktat da parte dei francesi, "pieno
di clausole vessatorie, al punto che oltre ad essere inaccettabile lascia anche
dubbi sulle reali intenzioni finali" (argomento questo utilizzato anche
dal sindaco Moratti), i vertici di Alitalia e Air
France hanno aperto il confronto con le nove sigle sindacali proprio mentre
fuori dei cancelli del centro direzionale di Alitalia
ci sono stati tafferugli tra forze dell'ordine e i lavoratori. All'incontro
considerato determinante per il via libera dei sindacati, oggi tutt'altro che
scontato, l'ad di Air France Spinetta ai sindacati ha detto chiaro e tondo di
non essere obbligato ad acquisire Alitalia:
"Chiedo l'assenso dei sindacati ? ha dichiarato mentre si precisano i
contorni del piano francese che prevede 1.600 esuberi di cui 500 piloti, 600
assistenti di volto e 500 di terra ? ma senza non siamo obbligati ad acquistare
Alitalia". Detto questo però Spinetta ha mostrato
di credere nell'operazione: il piano sarà doloroso ? ha concluso ? ma
l'operazione sarà un successo.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
ELEZIONI
"NON VA DATA AI FRANCESI", POI AL SOLITO SMENTISCE. LA TRATTATIVA INTANTO SI FA DURA Alitalia atterra
sulla campagna. Berlusconi la vuole fallita Il centrodestra gioca con Alitalia. Dopo l'ultimatum lanciato dal sindaco di Milano Moratti
("se si deve penalizzare Malpensa è meglio che Alitalia
fallisca"), il Pdl si dice contrario alla vendita della compagnia di
bandiera ad Air France e rilancia l'idea di una moratoria per due-tre
anni proprio nel giorno in cui il potenziale compratore fa capire che potrebbe
ritirarsi dalla partita. Nel mirino c'è il governo Prodi, ma soprattutto Walter
Veltroni che invece vuole scongiurare il fallimento della compagnia di bandiera
e teme che la grana Malpensa possa compromettere il successo del suo tour nel
Nord. In realtà, come ammette l'ex ministro Pisanu, anche il Pdl non ha una
posizione compatta. Berlusconi lavora di veline facendo sapere che sarebbe una
sciagura la vendita ai francesi per poi smentire tutto, come già aveva fatto
una settimana fa. Anche i sindacati sono tornati sul piede dei guerra,
infastiditi dall'ultimatum di Air France. Intanto il governo italiano ha
raggiunto un accordo con Sea, cui ha chiesto di nuovo di ritirare la causa di
risarcimento miliardaria (fino ad ora con poco successo), e gli enti locali
interessati agli ammortizzatori sociali a favore dei lavoratori.
( da "Stampa, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Piazza Affari, la
peggiore in Europa, archivia una giornata nera: l'indice Mibtel ha perso
l'1,97%, seguito a ruota dall'S&P/Mib (-1,79%) e dall'All Stars (-1,61%).
Sul listino, che in mattinata era partito in positivo, ha pesato soprattutto il
forte calo di Telecom Italia (-5,39%), legato alle voci di un aumento di
capitale per far fronte ai debiti. Ancora una giornata
movimentata per Alitalia: tra sospensioni per eccesso di ribasso e forti contrattazioni
(alla fine è stato scambiato il 5,3% del capitale), il titolo ha continuato a
perdere fino al pomeriggio, quando ipotesi di un rilancio dell'offerta Air
France hanno consentito ad Alitalia di chiudere in rialzo
dell'11,96%. La maglia nera del listino va a Seat Pagine Gialle
(-21,24%): il titolo è crollato, dopo l'annuncio che il gruppo non staccherà
alcun dividendo per destinare le risorse al ripianamento del debito. Forti perdite
anche per Lottomatica (-6,55%) e Impregilo (- 5,34%). Le vendite si sono, poi,
concentrate anche sulle banche: tra le peggiori Intesa che ha ceduto oltre il
4%; in ribasso anche Unicredit (-2,26%) e Monte dei Paschi (-1,61%). Tra i
titoli principali, oltre alla fiammata finale di Alitalia,
in controtendenza hanno chiuso Pirelli (+6,20%) e Mondadori (+ 3,40%) che ha
beneficiato delle buone prospettive sui conti.
( da "Stampa, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cv
Alital 10 61,482 66,166 cv B Ifis 09 99,239 99,508 cv Bco Popol 10 100,619
100,573 cv Beni Sta 11 91,505 92,009 cv BIM 15 89,996 89,266 cv Carige 13
112,739 112,367 cv Mi-A2a 09 111,762 115,758 cv SIAS 17 92,549 93,641 cv Snia
10 101,010 101,010 cv Vitt Ass 197,000 217,040 Telecom IT CV 10 109,203 109,748.
( da "Stampa, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Lettera di un tal
Ludovico Marasco che mi costringe a intervenire (riservandomi di ricorrere alle
sedi competenti per la necessaria tutela della verità). È assolutamente falso
che il Pg di Torino abbia speso "oltre 20.000 euro dei contribuenti per
collocare una scultura nell'androne del Palazzo di Giustizia". La notizia
sarebbe totalmente falsa quand'anche si fosse riferita a un solo centesimo,
perché mai nulla (nulla!) è stato speso dal Pg (e più in generale dall'Autorità
giudiziaria) per finalità diverse da quelle dell'istituto, meno che mai per
finalità del tipo che il signor Marasco asserisce parlando a vanvera e
calpestando la verità. Ma il falso diventa anche grave e intollerabile
diffamazione se viene utilizzato come spunto per sproloquiare, senza alcun
fondamento per quanto mi riguarda, di privilegi, inadeguatezze e sprechi. Con
grande amarezza, inoltre, rilevo che lettera analoga a quella del Marasco La
Stampa aveva già pubblicato in data 7 luglio 2007: la mia smentita del giorno
dopo (integralmente pubblicata) evidentemente non è servita a nulla, e
francamente non riesco a raccapezzarmi in questo labirinto kakfiano. GIAN CARLO
CASELLI PG DI TORINO L'Abort viaggia sull'omnibus Vorrei rispondere alla
lettera di Giuliano Ferrara. Jerome K. Jerome, in Tre uomini in barca, ci
delizia con il racconto delle esilaranti avventure di tre turisti inglesi che pretendono
di farsi capire dagli autoctoni germanofoni compulsando dizionari bilingui che,
com'è noto, sono tenuti a riportare anche usi desueti, arcaici, spesso
incomprensibili al comune parlante. Ricorra Ferrara al buon metodo sperimentale
e ripeta la sua frase ("Abort macht frei!") a un turista tedesco (o
anche a qualche importante personaggio in Vaticano) e veda un po' come
reagisce. E come reagirebbe lui se qualcuno gli chiedesse l'orario
dell'omnibus? Si ricordi che se sorride offende gli universali valori della
categoria dei tranvieri. ENZO CAMMILLETTI C'è una soluzione più precisa
Riguardo alla lettera in cui Ferrara disquisisce sulle accezioni della parola
tedesca per aborto, faccio notare, Duden alla mano, che fra Abort e Abtreibung
la soluzione più precisa è Schwangerschaftsabbruch - interruzione di
gravidanza. Che lascia aperta la questione se l'interruzione sia spontanea o
indotta. Ma perché discutere sul tedesco? Ferrara parla di "tragedia
epocale" per l'aborto, ma non è in posizione di dare né lezioni di lingua
straniera, né di morale a nessuno, visto il suo recente sostegno della guerra
in Iraq. Invece di usare quel tono da inquisitore, farebbe bene ad avere un po'
di pudore! CHIARA VIDAL E se Alitalia me la
comprassi io? Lungi da me addentrarmi nei meandri della politica
economico-finanziaria, ma parlando di picchiata delle azioni Alitalia penso che mai termine aeronautico fu più azzeccato. Meno di due
settimane fa si parlava di crollo delle azioni per una perdita in un solo
giorno del 6% del loro valore. Quale altra definizione si potrebbe dare
se adesso in un paio di giorni il titolo è sceso di un ulteriore 50%
abbondante? Di questo passo, prendendo come riferimento la proposta di
risanamento di Air France & C. mediante il taglio del numero dei
"vettori" (si dice così, vero?), dei dipendenti (qualche migliaio),
del trasporto merci, se riesco a consorziarmi con qualche mio vicino di casa,
ci sono buone probabilità che con pochi spiccioli possa acquisire la compagnia
di bandiera e, con un "aiutino" dello Stato, che immancabilmente ci
sarà, nonostante il monito dell'Ue, la possa gestire meglio di chi (peraltro
molto ben remunerato) ha saputo con invidiabile capacità affossarla negli
ultimi anni. ATTILIO COCCHI Tanta voglia di "Corrierino" Ho letto sulla
Stampa che, a Milano, verrà dedicata un'esposizione al Corriere dei Piccoli, di
cui quest'anno ricorre il centenario. Non ho potuto fare a meno di collegare
questo evento alle recenti polemiche sull'ignoranza dei nostri ragazzi. Ritengo
che le letture "amene" possano e debbano recare un importante
contributo all'elevazione del livello culturale della gioventù. Negli Anni 50 e
nei primi Anni 60 ero un fedele lettore del Corrierino. Ricordo che, per i
piccini, c'erano le storie di Bibì e Bibò, del Sor Pampurio, di Alibella e
tanti altri simpatici personaggi: sotto alle tavole illustrate c'era un breve
testo in rima che narrava la relativa vicenda; e questo, come mi ha confermato
una studentessa in medicina, costituiva un potente stimolo allo sviluppo della
memoria. Per i più grandicelli, invece, c'erano le riduzioni illustrate dei
classici (comprese le Sacre Scritture), novelle e romanzi a puntate forniti da
scrittori di ottimo livello, come Mino Milani, autore di romanzi ispirati al
Far West o ai corsari, o Giana Anguissola, che scriveva per le ragazzine. E non
mancavano le rubriche culturali, come "Il piccolo scienziato". Mi
auguro che le giovani generazioni possano presto trovare un simile aiuto
GIUSEPPE MARCHISIO Se Moratti cambia allenatore Nonostante le smentite di rito
dell'interessato, pare assodato che nei giorni scorsi il presidente dell'Inter
abbia preso contatto con l'ex tecnico del Chelsea, Mourinho. Che strano,
pensare di sostituire l'allenatore che ha portato, dopo lungo digiuno, due
scudetti. A meno che Moratti non cominci a sospettare quello che a tutti è
chiaro: che il primo scudetto (quello tolto alla Juventus) non è un vero
scudetto, e che anche il secondo, vinto in un campionato in cui non c'era la
Juve, forse non vale poi tanto... GERLANDO RIZZO Oneri troppo pesanti per
comprare casa Ho comprato la prima casa: un appartamento di 150.000 euro con
mutuo di 100.000 euro. Ho contattato vari notai e il meno caro mi chiede un
compenso di 2.000 euro per scrivere il rogito più altri 1.500 per il contratto
di mutuo. Lo Stato mi obbliga a spendere ben 3.500 euro per la stesura di due
documenti semplici che richiedono poche ore di lavoro. Spero che il prossimo
governo voglia intervenire per ridurre questi oneri troppo pesanti specialmente
per chi acquista la prima casa. FRANCESCO COLOMBO.
( da "Stampa, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
TAPPA NEL CAPOLUOGO
PER IL LEADER DELLA LEGA Umberto Bossi, comizio ieri sera al Centro polivalente
Umberto Bossi ieri sera è arrivato puntualissimo. Alle 21, come da programma, è
scesa dall'auto che lo ha portato al Centro polivalente di Piazza del Duomo a
Porto Maurizio. Ad attenderlo fuori dell'edificio,
militanti e qualche curioso osservato a vista dalle "guardie padane".
Bossi ha parlato di "sicurezza", al primo posto nel programma della
Lega, di "Alitalia dove si registrerà un muro contro muro" e di parlamentari:
"Dovremo averne tanti". Il Centro polivalente era gremito. \.
( da "Stampa, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Il Cavaliere frena
l'intesa con i francesi: il loro è colonialismo. Al salvataggio
potrebbero partecipare anche i miei figli Alitalia, in campo
Berlusconi "Con Air France è finita, serve una cordata nazionale guidata
da Air One" Il leader del Popolo della libertà, Silvio Berlusconi, dà la
sua ricetta per la soluzione della questione Alitalia ribadendo
che è "imprescindibile" un intervento di Air One e un sostegno
finanziario di istituti di credito, primo fra tutti Banca Intesa che,
riferisce, "domani (oggi ndr) ha un Cda che dovrebbe dare il via
libera". Secondo il Cavaliere "se gli istituti di credito ci sono, si
parte subito e c'è il risanamento nel giro di un anno, un anno e mezzo".
Secondo il Cavaliere, dopo le sue dichiarazioni "Air France rinuncerà perché
se sa che il futuro premier è contrario si ferma". Anche perchè, aggiunge
Berlusconi, "il loro era colonialismo". Sulla sua disponibilità ad
intervenire, Silvio sottolinea: "Sarei pronto ad un sacrificio, ma mi
accuserebbero subito di avere un interesse. Potrei partecipare alla pari degli
altri, ed anche i miei figli credo che non direbbero di no". Intanto è
fissato per oggi un incontro con il premier Romano Prodi sulla questione.
Barbera, Spini ALLE PAGINE 2 E 3.
( da "Stampa, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Intervento
d'emergenza condiviso Retroscena E il governo pensa al fallimento pilotato
AUGUSTO MINZOLINI L'accordo bipartisan convince anche Marcegaglia ROMA L'aria
intorno al Palazzo si sta facendo pesante. Sulla trattativa Alitalia si stanno
addensando le nubi di una tempesta che potrebbe caratterizzare l'ultima fase
della campagna elettorale. Sparano sul governo da destra e da sinistra e
cominciano a circolare i primi veleni. "Alle condizioni di Air France -
osserva Giampiero Cantoni, consigliere di Silvio Berlusconi sull'argomento - l'Alitalia può essere acquistata da una cordata di imprenditori
italiani. Il problema della compagnia è il personale. Con un taglio di 7mila
posti di lavoro l'affare lo possiamo fare anche io e lei. Quello di Prodi è un
regalo. Lui è un esperto in materia. Basta ricordare la trattativa per la Sme
con De Benedetti". Sull'altro versante, quello della sinistra
massimalista, il capogruppo dei Verdi, Angelo Bonelli, dà voce a una diceria
che circola in quegli ambienti. "Ci sono - confida - tante banche Usa tra
i creditori di Alitalia e la ricaduta per Tommaso
Padoa Schioppa potrebbe essere la presidenza dell'Fmi". Insomma,
l'armamentario da usare contro i due fautori della vendita ad Air France è già
pronto: la Sme, i rapporti con la Goldman Sachs e con il mondo delle banche
d'affari per il Professore; le strette relazioni con la finanza internazionale
per Tps. Sono argomenti che vengono solo ventilati, gettati là. Racchiusi in un
aggettivo "opaco" con cui molti giudicano la trattativa: da Silvio
Berlusconi, a Fausto Bertinotti al mecenate del Pd di Veltroni, Carlo De
Benedetti. "È stata un'asta opaca e senza trasparenza - spiega il
Cavaliere - addirittura per alcuni aspetti contro la legge. Ad esempio i dati
sulla situazione di Alitalia sono stati forniti ad Air
France ma non ad Air One. Lo stesso vale per le condizioni: quelle fatte ad Air
One erano inaccettabili, quelle ad Air France più favorevoli. Di fatto, una
svendita. Come con la Sme. Prodi ha messo un suo intimo dell'Iri a seguire la
vicenda come aveva fatto in altre situazioni. A questo punto la trattativa con
Air France è finita, visto che in Francia sono abituati a pensare che il
governo è una cosa seria, non come danoi. E non si metterebbero mai contro il
prossimo governo. La strada è quella di una cordata italiana, capeggiata da Air
One, a cui potrebbero partecipare diversi imprenditori. Tutti con la stessa
quota. Potrebbero essere interessati anche i miei figli". Se gli stracci
ancora non volano poco ci manca. Ieri in Consiglio dei ministri lo scontro è
stato duro. La sinistra è andata all'attacco. Il ministro degli affari sociali,
Paolo Ferrero, ha accusato il governo "di aver svenduto la compagnia di
bandiera infischiandosene del posto di lavoro di migliaia di lavoratori".
Quello dei Trasporti, Alessandro Bianchi, sia pure in modo più garbato ha
ricordato a Tps le parole di un mese fa: "La proposta di Air France doveva
essere di gran lunga la migliore. Ma a quanto pare lei si è sbagliato. E a
queste condizioni non capisco perché l'Italia deve rinunciare ad una compagnia
di bandiera". Nella riunione c'erano ancora gli echi dei dubbi espressi
dal vicepremier Francesco Rutelli nel consiglio dei ministri precedente sempre
in difesa dell'italianità. Con Prodi e Tps si sono schierati i vari Amato,
Bersani, Parisi, ma più con il silenzio che a parole. Mentre D'Alema sponsor
politico della cordata sconfitta, quella di Air One, si è dileguato dalla
riunione ancor prima che la questione fosse discussa. Del resto non è che il
Consiglio dei ministri dovesse prendere una decisione. Quello che doveva fare
il governo l'ha già fatto con il parere del Tesoro a favore dell'accordo con
Air France. Solo che più passano i giorni e più la questione sta diventando
rovente. Forse proprio per questo Prodi ha colto l'occasione per difendersi.
"La proposta di Air France - ha spiegato - è seria. I nostri interlocutori
hanno analizzato i tentativi precedenti di salvataggio a cominciare da quello
di Cimoli che, parole di Berlusconi del 2006, doveva riportare in un anno la
compagnia in utile. Tutti sanno com'è andata a finire. L'Air France è stata
l'unica offerta valida: un'intesa tra Alitalia e Air
One sarebbe stata la somma di due debolezze. Ora abbiamo di fronte o la vendita
o il fallimento. Ma in questo caso, lo dico alla sinistra e al sindacato, chi
dovesse intervenire dopo avrebbe la possibilità di avere la mano ancora più
pesante sull'occupazione. Purtroppo in questa storia i partiti stanno facendo
la loro campagna elettorale sulla pelle di un'azienda". Poi, per dare una
risposta ai veleni che circolano il Professore ha spiegato: "Se oggi o
domani gli imprenditori italiani di cui si parla facessero un'opa su Alitalia - il costo delle azioni è anche favorevole - e ci
presentassero un loro piano industriale noi saremmo apertissimi. Con Air-France
non c'è una trattativa blindata". Fin qui in consiglio dei ministri. Poi
con il presidente di Air-France- Klm, Jean Ciryl Spinetta. Il primo problema lo
ha posto proprio quest'ultimo: "La situazione è già difficile, se poi devo
fare i conti con il prossimo premier che mi fa la faccia feroce tutti i giorni
diventa insostenibile. Debbo rifletterci su". Una riflessione a cui il
Professore ha aggiunto un corollario: "Proprio per questo deve migliorare
l'offerta innanzitutto sul piano occupazionale verso il sindacato. Eppoi perché
anche noi messi alle strette potremmo essere costretti al
commissariamento". Siamo, quindi, alla tradizionale pausa di riflessione.
Una pausa che però potrebbe azzerare tutta la trattativa e mettere parola fine
all'accordo con Air France: Berlusconi, infatti, continua a caldeggiare una
cordata italiana. Ieri sera ha inserito nel novero anche Air One. E sulla bocca
del coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi, come su quelle del "vice"
di Veltroni, Franceschini, e del braccio destro di Rutelli, Gentiloni, è
tornata l'ipotesi di una "soluzione bipartisan". Lo strumento
potrebbe essere quello del commissariamento ricorrendo alla legge
Marzano-Prodi, la stessa usata per salvare la Parmalat: i libri di Alitalia non sarebbero portati in tribunale ma si tenterebbe
un piano di rilancio ristrutturando rigorosamente l'azienda. Per farlo ci
sarebbe, però, bisogno di nuovi capitali. Appunto, della cordata italiana di
cui parlano il Cavaliere.
( da "Stampa, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Malpensa Oggi
consiglio straordinario Sea Oggi a Linate, è convocato un consiglio di
amministrazione straordinario di Sea, la società che gestisce gli scali
aeroportuali milanesi. Al centro della seduta del cda ci
sarà la vicenda Alitalia e le sue conseguenze sul ridimensionamento di Malpensa. Intanto
il Presidnete Giuseppe Bonomi è tornato sulla vicenda: "Non ci sentiamo
responsabili di un eventuale fallimento della trattativa Alitalia - Air France. Il fallimento di Alitalia non è il
nostro obiettivo. Questo è certo. La Sea ha avviato questa azione
giudiziaria perchè ha un preciso dovere: tutelare l'integrità dell'azienda, i
lavoratori di questa azienda, gli azionisti. Il fatto che oggi il governo ci
chieda di ritirare questa causa significa in buona sostanza chiederci di
rinunciare all'obbligo - politico ed etico - che ha una azienda, di tutelare se
stessa". Lo ha detto Giuseppe Bonomi, presidente e Ad di Sea-Aeroporti di
Milano. "Non credo proprio che sarebbe meglio arrivare a un fallimento di Alitalia".
( da "Stampa, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Filippo Penati,
presidente della provincia di Milano, fino a ieri pomeriggio non ci credeva:
"È la seconda volta che sento questa storia degli imprenditori e della
loro cordata. Se gli imprenditori ci sono, che si facciano avanti subito".
Evidentemente Penati aveva sottovalutato le capacità di manovra del Cavaliere.
Dopo tutto a mettere insieme una cordata a favore di Malpensa, anche a costo di
allearsi con Carlo Toto e la sua Air One ci aveva provato ci aveva già provato
leader della potente Assolombarda. Ma ultimamente aveva perso le speranze di
riaprire seriamente la partita, tanto che la sua ultima proposta per salvare
capre (Alitalia) e cavoli (Malpensa) era di scorporare
da Alitalia il ramo d'azienda che opera su Malpensa,
tutti gli slot, con relativi diritti di traffico, e il personale. C'è a chi
l'idea piaceva. Come . Michele Perini, presidente di Fiera Milano, è certo:
"Una cordata di imprenditori che oggi si compra Alitalia
non farebbe altro che replicare situazioni già viste in passato: noi verseremmo
i soldi e tutto resterebbe uguale, con una compagnia fatta di sprechi e di
privilegi per chi ci lavora". Piuttosto, se le trattative con Air France
non dovessero andare in porto "si potrebbero prendere gli slot ex Alitalia di Malpensa e cederli a una compagnia italiana,
come AirOne, o internazionale che potrebbe fare dello scalo il suo hub del Nord
Italia. Penso a compagnie del Medio Oriente a cui il comune potrebbe anche
vendere una quota di Sea in maniera tale da offrigli anche un potere di
indirizzo sullo scalo". Ora la mossa di Berlusconi, che mette in campo i
suoi figli e quindi la Fininvest, trova come alleato Ligresti, potrebbe
riaprire la partita di AirOne. Fino ad oggi, infatti, anche gli imprenditori
che in un primo momento si erano detti disponibili a intervenire per salvare
Malpensa, erano rimasti agli abboccamenti preliminari: prima vogliono vedere un
piano industriale, numeri e strategie. La pensa così Marco Tronchetti Provera,
tra i primi a lanciare lo slogan del "cip" di partecipazione, un
milioncino quasi simbolico. E come lui ragiona chi - tra gli altri Emma
Marcegaglia, Alberto Bombassei, Carlo Squinzi - mesi fa disse un "sì"
a denti strettissimi condito con un "poi si vedrà". Al fianco di
Carlo Toto si era subito schierata Intesa Sanpaolo, con il suo amministratore
delegato, Corrado Passera. Insieme ad altre banche internazionali (Goldman
Sachs, Nomura e Morgan Stanley) aveva garantito l'appoggio finanziario
all'operazione Alitalia. Anche dopo la scelta del
Tesoro di concedere la trattativa in esclusiva ad Air France, Passera si era
speso per difendere l'operazione di Toto, prima che il Tar e il Consiglio di
Stato la bocciassero definitivamente. Da allora Intesa Sanpaolo non avrebbe mai
più studiato un'offerta concorrente a quella di Air France. Ma anche nel
centrodestra i dubbi sono tanti. Un uomo molto vicino a Berlusconi nei giorni
scorsi lo diceva chiaro e tondo: "La cordata di imprenditori non
c'è". E allo stato non c'è neppure la possibilità che Intesa Sanpaolo
faccia il passo più in là, appoggiando un'Opa concorrente firmata AirOne. Nelle
ultime ore si diffondono le voci più improbabili, perfino di un rinnovato
interesse della Management&Capitali di Carlo De Benedetti. L'ingegnere
sghignazza: "Non c'è nulla di nulla". Poi va al Tg1 e, su governo e
trattative, dice: "Oggi non c'è più niente da fare, si sono infilati in un
imbuto e ci vanno fino alla fine". Anche Matteo Colaninno, candidato del
Pd e imprenditore, è scettico sulla cordata: "La vedo molto difficile.
Bisogna fare molta attenzione a non far scorrere altro tempo: significherebbe
perdere ogni offerta e la stessa Alitalia". era
di scorporare da Alitalia Dopotutto la Fininvest non
ci credela seconda volta che sento questa storia degli imprenditori e della
loro cordata. Mi riporta con la memoria a quando ero bambino e mi portavano al
cinema a vedere il film dei cowboy contro gli indiani. Alla fine arrivava
sempre il Settimo cavalleggeri e risolveva la situazione. Temo che in questo
caso il Settimo cavalleggeri invocato da Berlusconi non sia esattamente dietro
l'angolo. Se gli imprenditori ci sono, che si facciano avanti subito.
Altrimenti le strade per Alitalia sono solo due: Air
France o commissariamento". Filippo Penati, presidente della provincia di
Milano, non ci crede. Ma nemmeno gli imprenditori del mitico Nord, quello
arrabbiato per la Malpensa spolpata, sembrano convintissimi
di entrare a testa bassa nella partita Alitalia. Diana
Bracco, leader della potente Assolombarda, prima regista dell'attivismo
pro-Malpensa non scopre le carte. La sua ultima proposta per salvare capre (Alitalia) e cavoli (Malpensa) era di scorporare da Alitalia il ramo d'azienda che opera su Malpensa, tutti gli slot, con
relativi diritti di traffico, e il personale. C'è a chi l'idea piace.
( da "Stampa, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Retroscena
"Nessuna partecipazione alla cieca" Il Nord: "Non siamo il
Settimo Cavalleria" FRANCESCO SPINI MILANO Filippo Penati, presidente
della provincia di Milano, fino a ieri pomeriggio non ci credeva: "È la
seconda volta che sento questa storia degli imprenditori e della loro cordata.
Se gli imprenditori ci sono, che si facciano avanti subito". Evidentemente
Penati aveva sottovalutato le capacità di manovra del Cavaliere. Dopo tutto a
mettere insieme una cordata a favore di Malpensa, anche a costo di allearsi con
Carlo Toto e la sua Air One ci aveva provato ci aveva già provato leader della
potente Assolombarda. Ma ultimamente aveva perso le speranze di riaprire
seriamente la partita, tanto che la sua ultima proposta per salvare capre (Alitalia) e cavoli (Malpensa) era di scorporare da Alitalia il ramo d'azienda che opera su Malpensa, tutti gli
slot, con relativi diritti di traffico, e il personale. C'è a chi l'idea
piaceva. Come . Michele Perini, presidente di Fiera Milano, è certo: "Una
cordata di imprenditori che oggi si compra Alitalia
non farebbe altro che replicare situazioni già viste in passato: noi verseremmo
i soldi e tutto resterebbe uguale, con una compagnia fatta di sprechi e di
privilegi per chi ci lavora". Piuttosto, se le trattative con Air France
non dovessero andare in porto "si potrebbero prendere gli slot ex Alitalia di Malpensa e cederli a una compagnia italiana,
come AirOne, o internazionale che potrebbe fare dello scalo il suo hub del Nord
Italia. Penso a compagnie del Medio Oriente a cui il comune potrebbe anche
vendere una quota di Sea in maniera tale da offrigli anche un potere di
indirizzo sullo scalo". Ora la mossa di Berlusconi, che mette in campo i
suoi figli e quindi la Fininvest, trova come alleato Ligresti, potrebbe riaprire
la partita di AirOne. Fino ad oggi, infatti, anche gli imprenditori che in un
primo momento si erano detti disponibili a intervenire per salvare Malpensa,
erano rimasti agli abboccamenti preliminari: prima vogliono vedere un piano
industriale, numeri e strategie. La pensa così Marco Tronchetti Provera, tra i
primi a lanciare lo slogan del "cip" di partecipazione, un milioncino
quasi simbolico. E come lui ragiona chi - tra gli altri Emma Marcegaglia,
Alberto Bombassei, Carlo Squinzi - mesi fa disse un "sì" a denti
strettissimi condito con un "poi si vedrà". Al fianco di Carlo Toto
si era subito schierata Intesa Sanpaolo, con il suo amministratore delegato,
Corrado Passera. Insieme ad altre banche internazionali (Goldman Sachs, Nomura
e Morgan Stanley) aveva garantito l'appoggio finanziario all'operazione Alitalia. Anche dopo la scelta del Tesoro di concedere la
trattativa in esclusiva ad Air France, Passera si era speso per difendere
l'operazione di Toto, prima che il Tar e il Consiglio di Stato la bocciassero
definitivamente. Da allora Intesa Sanpaolo non avrebbe mai più studiato
un'offerta concorrente a quella di Air France. Ma anche nel centrodestra i
dubbi sono tanti. Un uomo molto vicino a Berlusconi nei giorni scorsi lo diceva
chiaro e tondo: "La cordata di imprenditori non c'è". E allo stato
non c'è neppure la possibilità che Intesa Sanpaolo faccia il passo più in là,
appoggiando un'Opa concorrente firmata AirOne. Nelle ultime ore si diffondono
le voci più improbabili, perfino di un rinnovato interesse della
Management&Capitali di Carlo De Benedetti. L'ingegnere sghignazza:
"Non c'è nulla di nulla". Poi va al Tg1 e, su governo e trattative,
dice: "Oggi non c'è più niente da fare, si sono infilati in un imbuto e ci
vanno fino alla fine". Anche Matteo Colaninno, candidato del Pd e
imprenditore, è scettico sulla cordata: "La vedo molto difficile. Bisogna
fare molta attenzione a non far scorrere altro tempo: significherebbe perdere
ogni offerta e la stessa Alitalia". era di
scorporare da Alitalia Dopotutto la Fininvest non ci
credela seconda volta che sento questa storia degli imprenditori e della loro
cordata. Mi riporta con la memoria a quando ero bambino e mi portavano al
cinema a vedere il film dei cowboy contro gli indiani. Alla fine arrivava
sempre il Settimo cavalleggeri e risolveva la situazione. Temo che in questo
caso il Settimo cavalleggeri invocato da Berlusconi non sia esattamente dietro
l'angolo. Se gli imprenditori ci sono, che si facciano avanti subito.
Altrimenti le strade per Alitalia sono solo due: Air
France o commissariamento". Filippo Penati, presidente della provincia di
Milano, non ci crede. Ma nemmeno gli imprenditori del mitico Nord, quello
arrabbiato per la Malpensa spolpata, sembrano convintissimi
di entrare a testa bassa nella partita Alitalia. Diana
Bracco, leader della potente Assolombarda, prima regista dell'attivismo
pro-Malpensa non scopre le carte. La sua ultima proposta per salvare capre (Alitalia) e cavoli (Malpensa) era di scorporare da Alitalia il ramo d'azienda che opera su Malpensa, tutti gli slot, con
relativi diritti di traffico, e il personale. C'è a chi l'idea piace.
( da "Stampa, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Hanno detto La mossa
di Berlusconi Il numero uno francese "Gli esuberi non sono seimila o
ottomila In tutto sono 2100" Se ne discute da tempo, ormai Se Berlusconi
non è d'accordo porti un'altra soluzione Per uno che si candida a governare
sono delle dichiarazioni irresponsabili Le condizioni di Spinetta? Non vorrei
che si trattasse di un ricatto È improponibile l'alternativa tra un accordo
capestro e il fallimento Sarcastico su Malpensa "Di solito gli aeroporti
sono al servizio delle compagnie" Romano Prodi Pierluigi Bersani Fausto
Bertinotti Bonanni e Epifani [FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA
Per Alitalia il peggio si avvicina. "I margini di manovra sono
inesistenti o limitatissimi": il numero uno di Air France-Klm Jean-Cyril
Spinetta difende la bontà del suo piano per l'acquisto di Alitalia ma incassa il no pubblico del Pdl, i dubbi riservati del Governo
e scatena un botta e risposta fra Prodi e Berlusconi. Al Tg5 il premier
in pectore definisce la proposta "irricevibile". Al Tg1 corregge il
tiro: "Irricevibili" sono soprattutto i tagli imposti a Malpensa. Il
premier, intercettato per strada durante una passeggiata con la moglie,
risponde a Berlusconi: "È inutile dire che la trattativa con Air France
non va bene. Se non è d'accordo, porti un'altra soluzione". Berlusconi
risponde a stretto giro di agenzie. "Una soluzione? Air One è una
soluzione possibile". Poche ore prima, ai suoi collaboratori, Spinetta
aveva sibilato: "In questa vicenda ci sono troppe variabili che sfuggono
alla realtà economica". I franco-olandesi prendono tempo ma restano in
pista. I leader di Cgil e Cisl, Guglielmo Epifani e Raffaele Bonanni, sono
"preoccupatissimi" ed hanno scritto a Prodi per chiedere un incontro
"urgentissimo". Oggi le nove sigle Alitalia
avrebbero in calendario un incontro con il presidente Maurizio Prato. Ma il
numero uno della Filt-Cgil Fabrizio Solari - ago della bilancia nella
trattativa - ha fatto sapere che non ci andrà: segno che non dovrebbe essere un
vertice decisivo. Subito dopo l'incontro Prato ha convocato un consiglio di
amministrazione nel quale ribadirà l'allarme liquidità della compagnia: in
cassa ci sono più o meno 200 milioni. Lo stesso allarme lanciato durante un
teso consiglio dei ministri da Tommaso Padoa-Schioppa: "Alitalia
rischia il commissariamento". Il ministro dell'Economia ha fatto sapere
che se la trattativa con Air France-Klm dovesse fallire giustificare a
Bruxelles l'ipotizzato prestito-ponte da 300 milioni potrebbe essere giudicato
dall'Unione europea come aiuto di Stato. Ieri Padoa-Schioppa e il
sottosegretario Enrico Letta hanno incontrato a Palazzo Chigi Spinetta. Il
messaggio del Governo è stato più o meno questo: se Air France-Klm vuole ancora
comprare Alitalia, deve ritoccare l'offerta alla voce
esuberi e dare una risposta alle lamentele di Malpensa. Di fatto il pressing
verbale di governo e opposizione potrebbe indurre Spinetta a tornare sui suoi
passi. In mattinata, dopo il fallito incontro di martedì con i sindacati,
Spinetta aveva avuto la tentazione di lasciare immediatamente la capitale. Poi,
convinto da Prato, è stato a Fintecna per discutere delle possibili modifiche
al piano. Nel pomeriggio incontra i giornalisti per dire le sue ragioni. Parla
un po' al presente e un po' al passato, come se ormai nemmeno lui sia sicuro di
cosa accadrà nelle prossime ore. "Credo in questa operazione. Scommetto
sulle possibilità di successo, su un futuro di risanamento e sviluppo" per
una "compagnia sfinita". Spinetta vuole sgombrare il campo dalle
polemiche sul numero degli esuberi: "Ho letto seimila, settemila,
ottomila. In tutto sono 2.100". Raggiungere un'intesa con la maggioranza
dei sindacati "è fondamentale" perché "senza il sostegno dei
dipendenti per Air France-Klm sarebbe difficile impegnarsi in un'operazione
difficile come questa". Ma per come è strutturata l'offerta "i
margini di manovra sono inesistenti o limitatissimi". Il modello è quello
con cui Air France ha "integrato, non comprato" Klm nel 2003:
"Sviluppo insieme, ma continuando a esistere ognuno con il suo marchio e
la sua autonomia gestionale". Un modello a suo dire vincente: "Se le
grandi compagnie europee non si integrano "sono destinate a
scomparire". Spinetta nega di aver peggiorato l'offerta. "Dopo
l'esame dei conti, e per l'impatto dell'impennata del prezzo del
petrolio", il prezzo offerto per lo scambio di azioni è sì sceso da
( da "Stampa, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cgil e Cisl
"Urgentissimo incontrare Prodi" I leader di Cgil e Cisl, Guglielmo
Epifani e Raffaele Bonanni, chiedono un incontro "urgentissimo" al premier Romano Prodi a fronte degli sviluppi della vicenda Alitalia. Per i due segretari generali, infatti, "è improponibile
l'alternativa che viene prospettata tra un accordo capestro e il fallimento di Alitalia". Piuttosto, incalzano Epifani e Bonanni, "deve essere
compiuto ogni sforzo per concretizzare soluzioni alternative che evitino diktat
o l'ipotesi di fallimento, garantendo, altresì, il tempo necessario
affinchè possa esprimersi anche il nuovo governo".
( da "Nazione, La (Nazionale)" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
ALITALIA NEL CAOS Lo
schiaffo di Silvio "Air France inaccettabile" "Meglio una
cordata italiana" Bersani furioso. Spinetta: duemila esuberi, su Malpensa
non tratto - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Piloti sul piede di
guerra: SECCO NO dal consiglio generale dell'Anpac (Associazione nazionale
piloti aviazione commerciale) ai tagli di flotta e ai consistenti esuberi fra i
piloti del piano Air France-Klm: "I piloti ? afferma una nota ? non accetteranno soluzioni ad ogni costo o che snaturino la
vocazione di Alitalia quale compagnia di bandiera del Paese". I piloti hanno
manifestato inoltre "serie perplessità sull'operato del cda di Alitalia che, avallando la proposta estremamente restrittiva di Air
France-Klm, mette a rischio il risanamento dell'azienda". - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
20-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
Di NUCCIO NATOLI ?
ROMA ? LA VICENDA Alitalia torna in
alto mare. Irrompe Berlusconi e spariglia tutto dicendo un secco "no"
ai francesi: "La trattativa è stata opaca. La proposta di Air France per Alitalia è irricevibile". La Lega si spella le mani in applausi e
Bossi in serata rilancia: "Air France aspetti il nuovo governo".
Il governo Prodi, intanto, è dilaniato tra chi ritiene che "o si accetta
la proposta Air France, o si va al commissariamento che è l'anticamera del
fallimento", e chi (ala sinistra della coalizione) considera
"l'offerta inaccettabile sul piano sociale anche perché c'è il dubbio che
si voglia cancellare Alitalia dal mercato del
trasporto aereo". Con chi pensa non vi sia alternativa ai francesi, pena
il fallimento della compagnia, si schiera il leader dell'Udc, Casini, mentre
quello della Sinistra arcobaleno, Bertinotti, è sulla linea di Berlusconi:
"La proposta di Air France è inaccettabile". La bufera sollevata dal
Cavaliere provoca la reazione piccata del ministro Bersani: "Quelle di
Berlusconi sono dichiarazioni irresponsabili". Si fa sentire anche Prodi:
"Facile dire che Air France non va bene. Berlusconi ci porti un'altra
soluzione". In effetti il leader del Pdl ha accompagnato il "no"
ai francesi con l'augurio che "si faccia avanti un gruppo di imprenditori
italiani coraggiosi per evitare la fine ingloriosa della nostra compagnia di
bandiera" e ha rilanciato l'ipotesi AirOne tra le soluzioni possibili
della crisi, "anche perché avrebbe delle sinergie e godrebbe del sostegno,
che è importante, di imprenditori solidi". In nottata è stato anche più
preciso, auspicando dietro la regia di AirOne l'appoggio di BancaIntesa che
oggi "ha un cda che dovrebbe dare il via libera". Si sono fatti
sentire anche i sindacati che con Epifani (Cgil) e Bonanni (Cisl) hanno chiesto
un "incontro urgentissimo" al presidente Prodi perché "è
improponibile l'alternativa tra un accordo capestro e il fallimento dell'Alitalia". Ma Palazzo Chigi, in serata, ha espresso
"perplessità" sulla proposta. Un quadro nebuloso nel quale il
presidente di Air France, Jean Cyril Spinetta, non ribadisce il suo
"prendere o lasciare", ma ci si avvicina assai. Lo fa con una
conferenza stampa per ricordare che "Alitalia
perde un milione di euro al giorno" e per mettere in piazza la sua
proposta di acquisto. E, soprattutto, per fissare tre paletti senza i quali Air
France-Klm è pronta a dire Adieu Alitalia: 1) i
margini di trattativa "sono inesistenti, o limitatissimi"; 2) senza
l'accordo dei sindacati non se ne fa nulla; 3) serve l'ok sia del Governo in
carica sia di quello che verrà fuori dalle prossime elezioni. In sostanza, il
presidente di Air France ha gettato la palla nel campo politico e sociale
italiano. Il risultato è stata la bomba del "non passa lo straniero"
di Berlusconi. MA PROPRIO IERI il consiglio dei ministri ha affrontato la
questione. Padoa-Schioppa, ha fatto una relazione la cui sostanza è stata:
"O vendiamo a Air France-Klm, o Alitalia
fallisce". La discussione che si è aperta subito dopo è stata, a dir poco,
veemente. Insomma, disaccordo totale nel Governo. Nel tentativo di salvare la
trattativa Prodi (ma prima della sortita del Cavaliere) ha ricevuto insieme il
presidente di Alitalia, Prato e Spinetta. E Prato ha
stabilito che stamani si riunirà il cda e ha convocato, sempre per oggi, i
sindacati nel tentativo di smussare gli angoli per fare decollare la trattativa
entro marzo. Spinetta ha usato una valanga di numeri per dire che "date le
condizioni, la nostra proposta è la migliore possibile". TRA I PICCOLI
spiragli aperti da Spinetta di un certo rilievo ce n'è uno: la semimoratoria di
due anni per il settore cargo di Alitalia con base a
Malpensa. Ossia, i 5 aerei cargo in servizio saranno ridotti a 3 e opereranno
fino all'estate del 2010. La spiegazione data per la scelta ("che ci
costerà svariati milioni di euro") è che "l'attività full cargo da
Malpensa su un fatturato di 223 milioni di euro produce perdite per 71
milioni". Sugli esuberi Spinetta ha dato i suoi numeri spiegando che per
il settore voli di Alitalia sarebbero 1.600 e 500 per Alitalia servizi. Previste anche un po' di assunzioni a
Fiumicino "per cui alla fine gli esuberi totali potrebbero essere
inferiori a duemila". - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
20-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
Jean-Cyril Spinetta,
grande capo di Air France-Klm sa cosa vuole e lo dice: l'hub
di Alitalia è Fiumicino, il via libera definitivo dovrà arrivare dal nuovo
Governo. Ipotesi 1: vince Silvio Berlusconi. Che ieri ha tuonato: l'offerta di
Air France è irricevibile, italiani fatevi avanti Ipotesi 2: vince Walter
Veltroni. Che ieri ha detto: dobbiamo trovare una soluzione che limiti il più
possibile l'impatto sociale e dobbiamo far decollare Malpensa, che deve
riuscire a recuperare la sua funzione di hub italiano. Che non possa finire
esattamente come prevede Spinetta lo ha capito la Borsa che evdientemente si
aspetta novità: ieri l'Alitalia ha chiuso a più 14,3%.
- -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
20-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
Di NUCCIO NATOLI ?
ROMA ? LA VICENDA Alitalia torna in
alto mare. Irrompe Berlusconi e spariglia tutto dicendo un secco "no"
ai francesi: "La trattativa è stata opaca. La proposta di Air France per Alitalia è irricevibile". La Lega si spella le mani in applausi e
Bossi in serata rilancia: "Air France aspetti il nuovo governo".
Il governo Prodi, intanto, è dilaniato tra chi ritiene che "o si accetta
la proposta Air France, o si va al commissariamento che è l'anticamera del
fallimento", e chi (ala sinistra della coalizione) considera
"l'offerta inaccettabile sul piano sociale anche perché c'è il dubbio che
si voglia cancellare Alitalia dal mercato del
trasporto aereo". Con chi pensa non vi sia alternativa ai francesi, pena
il fallimento della compagnia, si schiera il leader dell'Udc, Casini, mentre
quello della Sinistra arcobaleno, Bertinotti, è sulla linea di Berlusconi:
"La proposta di Air France è inaccettabile". La bufera sollevata dal
Cavaliere provoca la reazione piccata del ministro Bersani: "Quelle di
Berlusconi sono dichiarazioni irresponsabili". Si fa sentire anche Prodi:
"Facile dire che Air France non va bene. Berlusconi ci porti un'altra
soluzione". In effetti il leader del Pdl ha accompagnato il "no"
ai francesi con l'augurio che "si faccia avanti un gruppo di imprenditori
italiani coraggiosi per evitare la fine ingloriosa della nostra compagnia di
bandiera" e ha rilanciato l'ipotesi AirOne tra le soluzioni possibili
della crisi, "anche perché avrebbe delle sinergie e godrebbe del sostegno,
che è importante, di imprenditori solidi". In nottata è stato anche più
preciso, auspicando dietro la regia di AirOne l'appoggio di BancaIntesa che
oggi "ha un cda che dovrebbe dare il via libera". Si sono fatti
sentire anche i sindacati che con Epifani (Cgil) e Bonanni (Cisl) hanno chiesto
un "incontro urgentissimo" al presidente Prodi perché "è
improponibile l'alternativa tra un accordo capestro e il fallimento dell'Alitalia". Ma Palazzo Chigi, in serata, ha espresso
"perplessità" sulla proposta. Un quadro nebuloso nel quale il
presidente di Air France, Jean Cyril Spinetta, non ribadisce il suo
"prendere o lasciare", ma ci si avvicina assai. Lo fa con una
conferenza stampa per ricordare che "Alitalia
perde un milione di euro al giorno" e per mettere in piazza la sua
proposta di acquisto. E, soprattutto, per fissare tre paletti senza i quali Air
France-Klm è pronta a dire Adieu Alitalia: 1) i
margini di trattativa "sono inesistenti, o limitatissimi"; 2) senza
l'accordo dei sindacati non se ne fa nulla; 3) serve l'ok sia del Governo in
carica sia di quello che verrà fuori dalle prossime elezioni. In sostanza, il
presidente di Air France ha gettato la palla nel campo politico e sociale
italiano. Il risultato è stata la bomba del "non passa lo straniero"
di Berlusconi. MA PROPRIO IERI il consiglio dei ministri ha affrontato la
questione. Padoa-Schioppa, ha fatto una relazione la cui sostanza è stata:
"O vendiamo a Air France-Klm, o Alitalia
fallisce". La discussione che si è aperta subito dopo è stata, a dir poco,
veemente. Insomma, disaccordo totale nel Governo. Nel tentativo di salvare la
trattativa Prodi (ma prima della sortita del Cavaliere) ha ricevuto insieme il
presidente di Alitalia, Prato e Spinetta. E Prato ha
stabilito che stamani si riunirà il cda e ha convocato, sempre per oggi, i
sindacati nel tentativo di smussare gli angoli per fare decollare la trattativa
entro marzo. Spinetta ha usato una valanga di numeri per dire che "date le
condizioni, la nostra proposta è la migliore possibile". TRA I PICCOLI
spiragli aperti da Spinetta di un certo rilievo ce n'è uno: la semimoratoria di
due anni per il settore cargo di Alitalia con base a
Malpensa. Ossia, i 5 aerei cargo in servizio saranno ridotti a 3 e opereranno
fino all'estate del 2010. La spiegazione data per la scelta ("che ci
costerà svariati milioni di euro") è che "l'attività full cargo da
Malpensa su un fatturato di 223 milioni di euro produce perdite per 71
milioni". Sugli esuberi Spinetta ha dato i suoi numeri spiegando che per
il settore voli di Alitalia sarebbero 1.600 e 500 per Alitalia servizi. Previste anche un po' di assunzioni a
Fiumicino "per cui alla fine gli esuberi totali potrebbero essere
inferiori a duemila". - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
OGGI CDA
STRAORDINARIO DI SEA. BONOMI: "NON VOGLIAMO IL FALLIMENTO" E Malpensa
resta sulle barricate "Avanti con la causa per danni" di ALESSANDRO
FRANZI ? MILANO ? GIUSEPPE Bonomi illustrerà oggi al consiglio di
amministrazione della Sea gli effetti che il piano di Air France avrà, se
l'operazione andrò in porto, sugli aeroporti milanesi. Il presidente della
società di gestione di Linate e Malpensa illustrerà una semplice informativa,
non dovrebbe scaturire alcuna decisione dalla riunione straordinaria convocata
ieri sera. Del resto, però, la posizione di Sea, e del Comune di Milano che
controlla la società, è chiara. A partire dalla scelta di non ritirare, come chiesto da Governo e Air France, la richiesta di
risarcimento danni ad Alitalia. Semmai si può pensare a una "soluzione extragiudiziale,
che però riconosca il danno provocato a Malpensa da Alitalia".
"Noi non abbiamo come obiettivo il fallimento della compagnia di bandiera
? ha rincarato il presidente della Sea ?. Una compagnia aerea è libera
di mutare le proprie strategie industriali, purchè questo non avvenga in aperta
violazione dei contratti". Bonomi guarda avanti. Per l'aeroporto di
Malpensa sono "in corso trattativa con moltissimi altri vettori" per
il trasporto passeggeri. Mentre per lo smantellamento del settore cargo,
annuncio di Air France non previsto, si tratta "della goccia che ha fatto traboccare
il vaso, perché ? ha detto il presidente degli aeroporti milanesi ? la domanda
di mercato nel nostro bacino è talmente ampia che ci saranno vettori
interessati a ereditare le quote mercato liberate da Alitalia,
ma anche qui in tempi non brevissimi". I toni di Bonomi sono preoccupati
ma non allarmistici. Perché sa, il manager varesino, che ora bisogna
trasformare Malpensa a tutti i costi e con la massima determinazione. DIVERSI I
TONI della politica al Nord. Il partito pro-Malpensa è furioso per gli
strettissimi margini di confronto rimasti sul futuro dello scalo in provincia
di Varese, in cui ci sono già 900 cassintegrati. "La situazione che si è
determinata evidenzia una responsabilità gravissima del governo Prodi che ha
condotto in passato gare fallite e ha consegnato il Paese, mani e piedi legati,
nella disponibilità di Air France ? ha commentato il presidente della Regione
Lombardia, Roberto Formigoni ? Un Governo che non ha mai ascoltato né le
istituzioni territoriali né i sindacati né gli imprenditori pretenderebbe ora
di scaricarci questa tragedia addosso". FORMIGONI è tornato dunque a
chiedere una "moratoria per Malpensa, ipotesi già respinta dal numero uno
di Air France, Spinetta, contro cui il governatore si scaglia, ricordando che
"Alitalia è l'unica a perdere" soldi
nell'hub lombardo. Il leghista Roberto Maroni dà del "pessimo comico"
al presidente della holding franco-olandese, ma rispetto a lui "è meglio
Fernandel". "Dire di sì a condizioni capestro come queste ? ha
spiegato l'ex ministro del Welfare ? non si è mai visto. O stiamo di fronte a
una fase di neomasochismo politico o c'è qualcos'altro sotto. Bisogna
negoziare: si negozia, si tratta, non si può regalare Alitalia
a Air France e chiudere Malpensa". ANCHE FIERA MILANO, che gestisce il
polo europeo più grande, si dice critica verso la prospettiva di un hub
azzoppato. "Dal mio osservatorio ? ha affermato il direttore generale
Enrico Pazzali ? ho una chiara visione delle conseguenze economiche che tale
scelta sciagurata comporterebbe. Certo, noi vivremo anche con Malpensa
ridimensionata, ma vivremo peggio e anche per questo una scelta contro
Malpensa, in una congiuntura economica molto debole, appare
incomprensibile". - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
20-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
) ai tagli di flotta
e ai consistenti esuberi fra i piloti del piano Air France-Klm: "I piloti
? afferma una nota ? non accetteranno soluzioni ad ogni
costo o che snaturino la vocazione di Alitalia quale
compagnia di bandiera del Paese". I piloti hanno manifestato inoltre
"serie perplessità sull'operato del cda di Alitalia che,
avallando la proposta estremamente restrittiva di Air France-Klm, mette a
rischio il risanamento dell'azienda". - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
20-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
Spinetta, presidente
di Air France, blinda il piano di rilancio di Alitalia:
"I margini di manovra sono ristrettissimi" - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
20-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
Silvio Berlusconi
irrompe nella trattativa Alitalia-Air France: "E'
irricevibile, si facciano avanti i nostri imprenditori" - -->.
( da "Unita, L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai
consultando l'edizione del Alitalia al bivio: Air
France o il fallimento Berlusconi invoca la cordata italiana e chiama Air One.
I sindacati: incontro urgente con Prodi L'epilogo dell'Alitalia sembra
scritto: o passa a Air France - Klm, oppure ci sarà il commissariamento, cioè
l'anticamera del fallimento. Tuttavia non sono da escludere sorprese. Anche clamorose.
Alcuni segnali ieri si sono notati. Il titolo dopo giorni di ribassi ha chiuso
la sua giornata in Borsa con un inaspettato balzo all'insù: più 14,31.
Nonostante le notizie ufficiali non siano molto ottimiste. E poi le parole di
Berlusconi che giudica "irricevibile" l'offerta francese e spera in
"imprenditori italiani coraggiosi", aprendo ad Air One. Intanto il
presidente di Air France Spinetta ha ribadito che la proposta non è modificabile.
Ma i sindacati preoccupati dagli esuberi (almeno 2100) non ci stanno. Oggi
nuovo incontro. E se a Fiumicino c'è preoccupazione, a Malpensa prevale la
rabbia. Di Giovanni, Rossi, Masocco, Buquicchio e Caruso alle pagine 2 e 3.
( da "Unita, L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Fiumicino è salvo, ma non è sicuro Tra incertezza e
frustrazione: "Sembra d'essere svenduti" di Cesare Buquicchio/
Fiumicino ALL'OMBRA DEGLI ENORMI HANGAR di Az Servizi a Fiumicino la
frustrazione è grande. "Lei lo sa che di strutture così ce ne sono sì e no
dieci in tutto il mondo.". Il capannello di lavoratori è inquieto e allo
stesso tempo sembra rassegnato, l'orecchio alle comunicazioni che arrivano dal
centro di Roma, dove il numero uno di AirFrance-Klm Jean-Cyril Spinetta detta
le sue ultime condizioni sull'acquisto di Alitalia, e il pensiero all'incontro tra sindacati e vertici della
compagnia aerea di bandiera di questa mattina. "Certo, a questo punto
sappiamo benissimo che la situazione è quella che è, ma la cosa che ci fa più
rabbia è pensare al lavoro che facciamo ogni giorno", dicono i lavoratori
che arrivano dai reparti manutenzione, revisione motori e dalle
officine. "Il modo in cui stiamo per essere svenduti farebbe pensare che
non sappiamo fare il nostro lavoro, che non siamo competitivi, ma non è così.Ci
capita spesso di confrontarci con i colleghi stranieri e le assicuro che quelli
in ritardo non siamo certo noi", dice Massimo esibendo il suo orgoglio
ferito. "Anche i numeri parlano chiaro - spiega Alberto Giusti della
Filt-Cgil -. Il mercato delle manutenzioni è in crescita e nei prossimi 10 anni
aumenterà del 4/5% annuo per un valore di 60 miliardi di euro. In tutti i
grandi vettori europei e mondiali le attività tecniche di manutenzione, motori
e componenti sono considerate un fattore strategico sia in termini di sicurezza
che di sviluppo industriale e occupazionale. Sappiamo che già ci sono
importanti attività per conto terzi che la direzione tecnica potrebbe acquisire
nei prossimi mesi tali da rilanciare redditività e occupazione, e invece veniamo
smembrati e dimessi. Si stanno cancellando 30 anni di storia e professionalità
mettendo fine ad un altro asset strategico dell'industria italiana". Non
credete quindi ad una possibilità di rilancio in mano a Fintecna (la società
finanziaria del Tesoro che dovrebbe acquisire il 51% di Az Servizi)?
"Assolutamente no - dice Franco - che ne sanno loro di manutenzione di
aerei...". E nemmeno l'impegno di Spinetta a legare per otto anni le
attività di Az Servizi a quelle di Az Fly vi tranquillizzano? "E' solo il
preludio ad altri licenziamenti. AirFrance non può permettersi di avere due
settori tecnici in competizione e il costo del lavoro in Francia è del 40% più
alto che in Italia, non possono avere questa concorrenza sociale". Settori
competitivi, un costo del lavoro così basso, ma come mai si è arrivati
sull'orlo del fallimento allora? "Paghiamo anni di decisioni industriali
sbagliate, le responsabilità di manager incapaci e di una politica
"interessata" che ha massacrato il trasporto aereo e la compagnia di
bandiera. È difficile andare lontano portandosi ogni anno sulle spalle i 200
milioni di debiti di Malpensa...". A condividere le preoccupazioni dei
lavoratori di Az Servizi in serata arriva anche la nota congiunta dei segretari
generali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti Guerci, Pitaccio, Napoleoni e dai
segretari generali Cgil, Cisl, Uil, Schiavella, Simeoni e Scardaone, che
chiedono un incontro urgente al presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo
(incontro fissato per martedì prossimo). "I dati che emergono dalla
presentazione del piano Air France, relativo all'acquisizione Alitalia - affermano i sindacati - destano fortissima
preoccupazione per i drammatici effetti che potranno avere sull'occupazione e
sugli assetti produttivi e industriali dell'area romana. È assolutamente
necessario porre in essere tutte le iniziative utili a scongiurare questo
rischio consolidando un patrimonio di occupazione e competenze di straordinaria
importanza per l'intera Regione. Le chiediamo pertanto - conclude la lettera - la
convocazione di un urgentissimo incontro per verificare tutte le possibili
iniziative in questa direzione". Spostandosi dall'area tecnica alle sale
del Leonardo da Vinci l'atmosfera impercettibilmente migliora. I passeggeri
attendono in fila di fare il ceck-in e si dicono pronti anche a sopportare
futuri disagi per scioperi e proteste dei dipendenti Alitalia
con cui si sentono solidali. Chi dimostra ben altro stato d'animo sono i
vertici di Adr (Aeroporti di Roma) che insieme ad Enac hanno già iniziato a
pianificare l'aumento di voli che da Malpensa saranno spostati su Fiumicino.
"Abbiamo previsto una manutenzione straordinaria dell'impianto di
smistamento dei bagagli, in attesa di quello nuovo che dovrebbe partire nel
2009, per circa 20 milioni di euro di investimento. Sugli handler sarà inoltre
operativa una task force di Adr con oltre 100 persone a disposizione nel caso
di eventuali carenze o guasti del sistema".
( da "Unita, L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Malpensa adesso teme il peggio Tra crisi e cassa integrazione:
"Ci vorranno anni per risalire" di Giuseppe Carusoinviato a Malpensa
CRISI La differenza la fanno i capannelli. Quelli del così detto personale di
terra, con tanti prossimi cassintegrati che discutono di come tirare avanti. Quelli delle hostess Alitalia, che
mentre parlano hanno espressioni più chiare di mille parole. Per finire con
quelli dei passeggeri. Sì, perché a Malpensa anche chi parte e chi arriva
discute del futuro dell'aereoporto, dell'enorme cattedrale sorta in provincia
di Varese, territorio leghista. Massimo Corti, di professione dirigente
di un'azienda che si occupa di illuminazioni, viene ogni settimana a Malpensa
per partire in direzione di Parigi. È appena tornato dalla capitale francese e
parla con altri "colleghi di tratta" di quello che potrebbe essere
stato uno degli ultimi viaggi fatti dall'aeroporto che doveva diventare
competitivo con i più grandi scali europei. "Io sono preoccupato da
italiano" ci spiega "perché come utente non mi cambia molto: invece
che partire da qua, prenderò i voli da Linate. Il problema però è il paese e la
sua economia. Ancora una volta la parte più produttiva, il Nord, lo prende in
quel posto per giochi romani. Io mi sono scocciato e come me molti altri".
Il dirigente è arrabbiato, come i suoi compagni di capannello, e ce l'ha
soprattutto con "Prodi, che del Nord si è sempre disinteressato e ci ha
preparato questo bel pacchetto". Quando gli si fa notare che con il
governo Berlusconi le cose non erano andate meglio per Alitalia
e quindi per Malpensa, scuote la testa e dice che "comunque il problema
rimane. Bisogna iniziare a fare gli interessi anche della parte più produttiva
del paese, altrimenti affondiamo". Pochi metri più in là ci sono alcuni
addetti ai bagagli. Parlano in modo concitato, le loro voci si stagliano sopra
il brusio della massa di passeggeri in transito nel grande salone. Vittorio,
dipendente Sea da tre anni, è uno dei circa novecento lavoratori che andranno
in cassa integrazione. Spiega che con "Malpensa ed in generale con Alitalia ci hanno mangiato in tanti. Adesso che bisogna
pagare dazio, tocca a noi, ai lavoratori. Come sempre è la parte più debole a
dover rispondere degli errori di tutti. I tanti manager che si sono alternati
in questi anni alla Sea ed all'Alitalia ci hanno
soltanto guadagnato ed anche bei soldi, secondo me. Adesso dicono che non c'è
più spazio per i miracoli, che siamo ad un passo dal baratro e bisogna
intervenire in modo netto. Ma la cosa si sapeva già da diversi anni e nessuno
ha mai fatto nulla, perché tanto già si sapeva come sarebbe andata a finire:
avrebbero pagato i lavoratori. Io ho sempre votato a sinistra, ma stavolta
voterò Lega, perché è l'unica che prova a tutelare i nostri interessi. Mi
spiace dirlo, ma è così". Altrettanto arrabbiati sono gli uomini e le
donne del personale di volo Alitalia, hostess e
steward, che vedono con preoccupazione l'arrivo di Air France e il
"taglio" di Malpensa. Caterina lavora da dieci anni sui voli di linea
internazionali. Ci racconta: "Quando ho iniziato, l'ho fatto con grandi
aspettative. Mi piaceva l'idea di poter girare il mondo e mi rassicurava il
fatto di lavorare per la compagnia di bandiera. Per noi tutti era una sorta di
garanzia, di polizza sulla vita, ed invece adesso si stata lentamente trasformando
in un incubo. Io credo che se l'Italia vuole avere ancora un futuro tra le
grandi nazioni del mondo, deve difendere la sua compagnia di bandiera. È come
una cartina di tornasole per tutto il paese... per come la vedo io. Vendere ai
francesi avrebbe lo stesso effetto della spazzatura a Napoli: una gran brutta
figura. Ma io ed i miei colleghi abbiamo ancora speranza. Qualcuno sembra avere
a cuore il futuro della compagnia e quindi anche di questo scalo, che rimane
strategico. Vedremo nelle prossime settimane cosa accadrà". Marisa,
addetta al check in, quando le chiediamo un parere ride perché "tanto qui
dentro ormai non si parla d'altro, quindi con lei posso semplicemente
continuare la conversazione che ho interrotto con una collega cinque minuti fa.
La sensazione che si respira in questo aereoporto, intendo tra i lavoratori, è
quella che ci potrebbe essere ad un funerale di una persona molto cara. Abbiamo
molta paura per quello che potrà essere, ma la cosa che da veramente fastidio è
il senso di impotenza. Purtroppo ti rendi conto di non poter decidere nulla e
che le decisioni sulla tua vita vengono prese da altri, che probabilmente a
tutto pensano tranne che a noi. Ma adesso siamo dentro l'incubo e non c'è modo
di risvegliarsi".
( da "Unita, L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Lettere di san Silvio ai lombardi e ai campani Studio Aperto è
stato folgorato sulla via di Arcore dal nuovo san Paolo. Ma San Silvio non ha
mandato lettere ai Corinzi o ai Filippesi, le ha spedite, a milioni, ai
Lombardi e ai Campani: ai primi promette che nessuno toccherà Malpensa; ai
secondi, che provvederà lui, in persona, a smaltire l'immondizia. Insomma,
rimedierà - come ha scritto - alle perfidie di Prodi e all'arroganza di
Bassolino. Emilio Fede continua a stupire. Sta mandando in onda da settimane i
lamenti degli italiani. Ma dove li raccoglie la sua solerte cronista? A Milano,
fra Via Larga, San Babila e Corso Vittorio Emanuele: triangolo d'oro e
berlusconiano. Poi ha scoperto (senza un dato attendibile, così, a vacca) che a
Roma ci sono, nell'ordine, più prostitute, più immondizia e più droga. Ecco,
sottinteso, l'infame risultato dell'amministrazione veltroniana. Sul disastro Alitalia, un suggerimento: glissi,
svicoli. Alitalia era da liquidare già ai felici tempi del magnifico, ma molto
distratto governo Berlusconi. E Malpensa? La inventò il geniale Cavaliere per
pagare un debito elettorale a Formigoni e ai leghisti. Quindi, meglio
tacere. O dire la verità. Paolo Ojetti.
( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Spinetta: solo lievi
modifiche alla nostra proposta. Padoa-Schioppa: sull'orlo del commissariamento.
Il Pd: irresponsabile il leader Pdl Alitalia, ultimatum francese Berlusconi: offerta inaccettabile. I
sindacati a Prodi: incontro subito ROMA - Ultimatum di Air France-Klm
sull'offerta per Alitalia. "Solo lievi modifiche alla nostra proposta", ha detto
l'ad della compagnia franco-olandese Spinetta. Padoa-Schioppa: siamo
sull'orlo del commissariamento. Berlusconi: offerta inaccettabile. I sindacati
a Prodi: è urgente un incontro. Il Pd: da Berlusconi parole irresponsabili.
FONTANAROSA, GRECO, IEZZI, LIVINI E MANIA ALLE PAGINE 2, 3 E 4.
( da "Unita, L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Giù con i bancari Chiusura di seduta in netto ribasso per Piazza
Affari, che ieri si è dimostrata la peggiore in Europa. L'indice Mibtel ha
terminato la giornata in calo dell'1,97%, a 23.458 punti, mentre l'S&P/Mib
ha ceduto l'1,79% e l'All Stars l'1,61%. Nervi tesi su Alitalia, che prima arriva al meno 30% e poi sale a più 14%. Telecom
scende, fino a meno 10%. Balzo di Pirelli, positiva Mondadori. Deboli le
banche. Telecom, in particolare, ha chiuso con un meno 5,39%. Tra i bancari
Intesa cede il 4,07% in attesa del cda che domani approverà i conti.
Unicredit è sul -2,2%, Bpm -1,9%, Ubi Banca invece sale dell'1,1%. Generali
tiene le posizioni finendo in parità. Nell'energia Enel perde l'1,33%, Eni
l'1,45%, Tenaris finisce con un calo del 3,40%. Tra le altre blue chip deboli
Lottomatica e Impregilo, sale Fiat (+0,98%), balzo di Pirelli (+6,32%) per cui
si avvicina il dividendo straordinario, bene Mondadori (+3,40%) alla vigilia
del cda sul bilancio. Sul resto del listino, crollo di Risanamento (-23,75%).
Borsa.
( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Romano
Prodi "Su Malpensa trattativa irricevibile, intervengano imprenditori
italiani". Bersani: "Parole irresponsabili" Berlusconi chiude a
Parigi: "C'è AirOne" Air France avanza una proposta concreta. Se il
Cavaliere non la gradisce, ne formuli un'altra ALDO FONTANAROSA ROMA - Per
chiudere la porta ai francesi, e rimettere in pista AirOne, Silvio Berlusconi
sceglie due lunghe contemporanee interviste al Tg1 e al Tg5 della sera. Prodi
ribatte: "Non gli piace Air France? Porti un'altra soluzione". Dice
il Cavaliere: "Se esistono in Italia imprenditori con un minimo
d'orgoglio, è venuto il momento che si facciano avanti con un'offerta. Evitino
una fine così ingloriosa della nostra compagnia di bandiera". Poi fa nome
e cognome: la cordata che faceva capo all'AirOne di Carlo Toto - dice - è
"una soluzione praticabile", perché supportata da energie molto
"solide" (riferimento a Banca Intesa). "Finora" aggiunge,
"la vicenda è stata portata avanti in modo dilettantesco. Prima c'è stata
un'asta opaca perché i compratori non potevano conoscere i
reali conti di Alitalia; poi la trattativa è stata limitata ad Air France. Ne riceviamo
ora una proposta inaccettabile perché loro vogliono ridurre i voli merci dal
2011, poi mettere bocca su tutti gli aeroporti italiani e soprattutto toccare
Malpensa. Noi vogliamo resti un grande hub da cui partire verso il mondo".
Già ieri mattina, leggendo la sua "Lettera ai lombardi" pubblicata da
Libero, gli umori del Cavaliere sono apparsi chiari: "Cercano di chiudere
Malpensa, il porto dell'Italia sul mondo. E' solita invidia per chi produce
ricchezza provata da chi, come Veltroni, non ha mai lavorato un giorno in vita
sua". Ma Prodi trova distruttiva la linea del fondatore di Forza Italia:
"E' evidente che la trattativa con i francesi non va bene. Ma è anche vero
che Air France avanza una proposta concreta. Se Berlusconi non la gradisce, ne
formuli un'altra". Anche Casini accusa il Cavaliere di essere arrivato
fuori tempo massimo: "L'idea di una cordata italiana andava lanciata sei
mesi fa". Dal fronte dei Democratici, il più duro è il ministro Bersani:
"Le parole di Berlusconi sono irresponsabili se si pensa che arrivano da
un uomo candidato alla guida del Paese. Dica agli italiani quali erano i conti
di Alitalia nel 2001, quando gliela consegnammo, e
quali quando lui ce la restituì". Invece il ministro Paolo Gentiloni
chiede un accordo, una "convergenza bipartisan". Questa tregua va
raggiunta oggi e conservata fino a maggio, quando la telenovela della vendita
arriverà alla fine.
( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia L'ipotesi
paventata dal ministro dell'Economia, Padoa-Schioppa, in caso di fallimento
della trattativa con Air France Dismissioni, licenziamenti e prestiti ecco il
prezzo del commissariamento Il dossier In cassa ci sono solo 280 milioni e la
compagnia ne brucia uno al giorno. Dopo c'è l'amministrazione straordinaria Il
paracadute normativo potrebbe essere la legge Marzano, applicata con successo
per risanare Parmalat ETTORE LIVINI MILANO - Nessuno lo ammette esplicitamente.
Tutti fanno i debiti scongiuri. Ma l'ombra lunga di Sabena e Swissair ? le
uniche grandi compagnie europee che hanno portato i libri in tribunale ? inizia
ad allungarsi anche sul futuro di Alitalia. Se
falliranno i negoziati con Air France, infatti, il Governo avrà poche scelte. O
salterà fuori in tempi stretti un'altra offerta concreta o la Magliana ? che
vola bruciando un milione al giorno ? esaurirà i pochi milioni (
( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Il sindaco
di Milano e il presidente della Regione: tre anni di tempo per il rilancio
"Moratoria per Malpensa unica soluzione possibile" ROBERTO FORMIGONI*
E LETIZIA MORATTI** Caro direttore, Secondo il piano di taglio dei voli da Malpensa,
previsto per il 30 marzo, da questa data ormai prossima Alitalia
non garantirà più collegamenti tra l'aeroporto più importante del settentrione
e città come Hong Kong, Pechino, Nuova Delhi, Boston e Shanghai - quest'ultima
già a partire dal 15 gennaio - , solo per citare alcune delle mete più
importanti per i viaggi d'affari da e verso l'Italia. Poco importa che
quest'area del Paese acquisti ben due terzi dei biglietti "business"
venduti in Italia. Poco importa che proprio in queste regioni si concentri la
forza trainante dell'economia italiana (la Lombardia produce il 20% circa del
Pil del Paese). Poco importa che proprio in quest'area si concentrino le realtà
a maggiore vocazione internazionale; che da queste regioni si muova il maggior
traffico di merci e servizi verso il mondo; che la Fiera di Milano e altre
importanti realtà espositive del Nord attraggano un elevatissimo numero di
espositori e compratori da tutto il mondo. Poco importa che proprio verso
queste regioni siano orientati gli investimenti internazionali verso l'Italia e
che l'assenza di un hub potrebbe rappresentare un freno a tali scelte. Per
incoraggiare lo sviluppo globale del nostro Paese, niente di meglio - per la
cosiddetta compagnia di bandiera - che azzerare il traffico intercontinentale di
un aeroporto costruito da pochi anni con rilevanti risorse pubbliche e voluto
da tanti governi precedenti, di diverso colore. Niente di meglio che
costringere chi si muove da o verso il Nord dell'Italia a fare scalo a Parigi o
a Roma e creare un esubero senza precedenti di posti di lavoro. Il piano di
abbandono di Malpensa prevede una cancellazione di oltre 40.000 voli annui,
pari al 72% del traffico di Alitalia su questo
aeroporto, per un totale di otto milioni di passeggeri l'anno. Calcolando che
per ogni milione di passeggeri sono occupati oltre 900 addetti, le ricadute in
termini occupazionali potrebbero essere di oltre 7.000 esuberi. Senza contare
che la Sea ha calcolato per sé un buco di almeno 70 milioni l'anno e 900
esuberi. Briciole, evidentemente, per chi ha oggi le responsabilità di governo.
Vogliamo essere chiari: Malpensa, dopo questa "botta" che sconteremo
per i prossimi due-tre anni, riprenderà a crescere, ma con i voli garantiti da
altre compagnie, non da quella di bandiera. Una frattura pesante, a carico di
tutto il sistema dei trasporti italiani, una vera e propria secessione indotta.
La proposta di moratoria per Malpensa, che presentammo già nei mesi scorsi, è
l'unica scelta sensata, che l'Italia deve pretendere dal governo, dalla
compagnia di bandiera e da Air France. Una moratoria massima di tre anni,
simile a quella che la stessa Air France applicò sull'aeroporto di Amsterdam
Schiphol quando acquisì la compagnia olandese Klm, è un tempo ragionevole, che
consentirà alla Sea di riposizionare i diritti di volo su altre compagnie,
grazie alla progressiva "apertura dei cieli" prevista per i prossimi
anni (già da quest'anno si apriranno quelli da e per gli Stati Uniti). Stiamo
per entrare, infatti, in stagione nuova del traffico aereo, che dovrebbe
finalmente superare il protezionismo che ha bloccato i cieli in questi anni e
favorito quelle rendite di posizione che hanno portato alla cattiva gestione di
tante compagnie di bandiera e a costi elevatissimi per i passeggeri. La scelta
della moratoria non è solo la più equa per tutte le ragioni che abbiamo
evidenziato, ma anche la più economica: infatti non comporta costi aggiuntivi, permette comunque al governo di vendere Alitalia e in più
fa risparmiare sia i cospicui danni richiesti dalla Sea all'Alitalia in caso di abbandono dell'hub, sia gli ammortizzatori sociali
che dovrebbero inevitabilmente scattare per gli esuberi previsti. Costi che
graverebbero alla fine sulla collettività, quindi sui cittadini di tutto il
Paese. La Regione Lombardia e il Comune di Milano fanno perciò appello
al senso di responsabilità di tutti, del governo italiano, innanzitutto, in
quanto principale azionista della compagnia di bandiera, di Alitalia
e di Air France, e chiedono il sostegno della comunità economica, delle parti
sociali e di tutti i cittadini italiani, affinché sia messa in atto la
moratoria per Malpensa e si restituisca al Paese la fiducia nella ragione e
nella giustizia. *Presidente della Regione Lombardia **Sindaco di Milano.
( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Air France:
il piano non si tocca Sindacati: così non si tratta Epifani e Bonanni: Prodi ci
chiami. La Ue: sì al prestito-ponte Oggi nuovo round tra Prato e lavoratori,
minimi i margini per una intesa ALBERTO D'ARGENIO LUCA IEZZI ROMA - "Sono
una persona razionale e considerando i rischi che la compagnia corre se non si
chiude un accordo, o i vantaggi di chiuderlo, non riesco nemmeno ad immaginare
che non ci si arrivi". Jean Cyril Spinetta chiede ai sindacati di
"rendersi conto della situazione in cui versa la compagnia". Ma come
spesso accade con Alitalia non è la razionalità la
qualità più utilizzata e infatti le posizioni rimangono distanti. Quando
Spinetta lascia l'Italia nel pomeriggio il commissariamento sembra ai sindacati
un'alternativa migliore del suo piano. Oggi l'incontro tra le nove sigle e il
presidente di Alitalia, Maurizio Prato, parte da
posizioni lontane e con margini di trattativa "quasi inesistenti" per
usare le parole dello stesso manager francese. Impossibile rivedere le decisioni
di ridimensionare Malpensa e di ridurre l'attività del cargo da qui al 2010
"Alitalia deve tornare alla redditività - insiste
Spinetta - impossibile tenere attività in perdita e senza speranza di
recupero". Spinetta ha anche difeso la bontà dell'offerta:
"Investiremo più di 2 miliardi di cui uno per l'aumento di capitale, un
miliardo è l'indebitamento di cui ci faremo carico più i 140 milioni agli
azionisti. Solo una mente machiavellica e anche un po' malata può pensare che
noi investiamo per strozzare Alitalia". Inoltre
sottolinea come negli ultimi 3 mesi la situazione finanziaria, complice il
petrolio, è ulteriormente peggiorata per questo Air France ha deciso di dare
meno agli azionisti con l'ops per alzare l'aumento di capitale a 1 miliardo
Confermati anche tutti gli esuberi (per cui sarà richiesta la cassa
integrazione):
( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Commenti LA STRANA
ARMATA DEL NORD (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Ci sono voluti mesi di tatticismi e
di calcolo delle convenienze elettorali: alla fine il candidato premier del Pdl
ha deciso di far propri gli slogan che i suoi colonnelli lombardi vanno ripetendo
da mesi, dando voce ai maldipancia nordisti che non possono digerire
l'equazione: Alitalia salva, Malpensa azzerata. Salva
la compagnia che brucia 1 milione al giorno, che a causa di una serie
spettacolare di errori di gestione ha divorato 15 miliardi di euro in 15 anni,
come ha calcolato l'economista Tito Boeri; che in virtù di un accordo con i
sindacati, per salvaguardare la "romanità" della stragrande
maggioranza dei suoi dipendenti spende (spendeva) decine di milioni all'anno
per trasferire e alloggiare a cinque stelle gli equipaggi da Roma a Milano.
Azzerato, o quantomeno retrocesso a ruolo di aeroporto regionale, lo scalo
"campione europeo di puntualità", come ha puntigliosamente
sottolineato il sindaco di Milano, la rampa di lancio degli imprenditori del
Nord per i mercati dell'Europa, dell'Oriente e delle Americhe. Puntualità,
efficienza e proiezione internazionale di Milano annullati dagli sprechi e
dalle inefficienze romane. Più o meno tinta di verde leghista, la questione,
almeno così com'è stata presentata da Formigoni, Moratti, Lega, associazioni di
imprenditori e commercianti locali, ruota intorno a questa contrapposizione.
Una pianta che non ha avuto difficoltà a germogliare sul terreno
dell'insofferenza fiscale, dell'insoddisfazione per i ritardi nella
realizzazione delle infrastrutture, per la gestione delle politiche
dell'immigrazione, per i tagli dei trasferimenti agli enti locali. Ma più che
un "partito del Nord", quello che ha difeso Malpensa e che oggi
boccia l'accordo con Air France-Klm è un'armata brancaleone che procede in
ordine sparso, impugna armi disparate, spara cannonate su obiettivi diversi.
Hanno cominciato chiedendo ad Alitalia di dismettere
subito gli slot che intendeva lasciar liberi. Poi hanno chiesto l'esatto
contrario, cioè di congelare la cessione degli slot. Poi hanno reclamato la
moratoria. Infine, l'azionista di maggioranza di Sea, cioè il sindaco Moratti,
ha premuto perché la società intentasse causa di
risarcimento contro Alitalia. Un'azione legale che, stante la richiesta di manleva imposta da
Air France, potrebbe mandare a monte l'affare e, di conseguenza, provocare a
catena il fallimento di Alitalia. Eventualità che non turba affatto la Moratti. "Il nostro
obiettivo non è il fallimento di Alitalia", ha
detto ieri il presidente della Sea Giuseppe Bonomi, con ciò dando corpo
alle voci che vorrebbero perfino lui preoccupato di distinguere la sua
posizione da quella del sindaco. Certamente non condividono la sparata della
Moratti ? molto impegnata in giro per il mondo a conquistar consensi alla
candidatura milanese per l'Expo, che farebbe piovere miliardi di euro sulla
città, e sui soggetti economici che ne condizionano lo sviluppo ? il
governatore Formigoni e il presidente della Provincia Filippo Penati. Quello
che la Moratti (e Formigoni, e la Lega, e le confindustrie locali) hanno
accuratamente trascurato di ricordare è che Alitalia
non è l'unico problema di Malpensa. Che le amministrazioni locali, in gran
parte governate dal centrodestra, hanno qualche responsabilità se Malpensa ha
un sistema di infrastrutture d'accesso del tutto inadeguato (per dirne una: i
treni che da Malpensa portano i passeggeri in città, con un viaggio di 40
minuti, non li scaricano alla Stazione Centrale, dove partono i treni per le
altre città italiane, ma alla Stazione Nord, venti minuti di taxi dalla
Centrale). Che tra Torino e Venezia c'è un aeroporto ogni
( da "Unita, L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del Berlusconi e le lettere "ad regionam" di Marcella
Ciarnelli La raccolta dei voti Silvio Berlusconi l'ha cominciata in un luogo
simbolo della mancata raccolta. Per responsabilità mai negate degli attuali
amministratori ma anche sue. Perché, se lo ricordi sempre, non si sta per
cinque anni al governo e poi si fa come le tre scimmiette. Sulla spazzatura di
Napoli e della Campania il Cavaliere ci punta per riuscire a strappare una
regione al centrosinistra. E così la prima delle lettere personalizzate che ha
deciso di inviare a casa di ogni famiglia affronta da par suo il tema della
"monnezza". Ne seguiranno altre. Ognuna mirata su un problema e su
una disfunzione ascrivibile comunque agli eredi dei comunisti. Che sono tutti
quelli che non stanno dalla sua parte anche se con falce e martello non hanno
mai avuto a che fare. Vergato in un pomposo italiano ecco l'atto di accusa ai
governanti che ci sono e a quelli che potrebbero arrivare, per primo il diretto
avversario Walter Veltroni che Silvio Berlusconi accusa di un silenzio
assordante sulla questione, "un preoccupante segno di debolezza". Sul
sito dell'aspirante premier c'è una sfolgorante ed esplicita foto del dramma
che attanaglia una delle città più belle del mondo. A seguire il testo
dell'appello accorato alla "cara amica" e al "caro amico"
di Napoli e della Campania chiamati a testimoniare dei "danni che può
portare un'amministrazione di sinistra". Non mancano gli impegni. Tu mi
mandi a Palazzo Chigi, io porrò fine alla catastrofe, baratta il Cavaliere.
Fatti forza elettore. Vai al seggio anche se lo sconforto potrebbe far
"diffondere la tentazione di non partecipare al voto". Il canovaccio
di recriminazioni e promesse è sempre lo stesso. L'invito finale è sempre quel
"Rialzati Italia!" che sollecita gesti scaramantici. Figuriamoci in
una città come Napoli. La prima lettera è, dunque, partita. I napoletani, non
avessero già tanti problemi, si troveranno a dover stoppare il "forte e
cordiale abbraccio del Cavaliere" che ha deciso di ricorrere alle maniere
forti nei confronti dell'avversario a dispetto dell'impegno di inizio campagna
elettorale. Le altre destinazioni sono ancora da decidere. Si può ipotizzare
una lettera a calabresi e siciliani per ribadire la promessa del ponte sullo
Stretto, com'è noto una delle priorità in due regioni che si trovano a fare i
conti con un tasso di disoccupazione tra i più alti, con autostrade mai
completate, in cui l'acqua corrente quotidiana è ancora un lusso. Oppure ai
piemontesi per prospettare la costruzione della Tav come l'unica delle opzioni
possibili, a dispetto dell'opinione delle popolazioni coinvolte. Viva il
decisionismo. Abbasso il dialogo. Promesse allettanti saranno sfornate
certamente per gli elettori del Lazio, altrimenti va a finire che Storace fa
più danni di quanti possa fronteggiarne Ciarrapico. Per i lombardi c'è pronto
da sventolare l'impegno per l'Alitalia e,
quindi, per Malpensa. Argomento caro innanzitutto ai sodali leghisti. Bisogna
però trovare una sintonia. Ora il Cavaliere tuona contro l'ipotesi d'accordo,
l'altra sera Tremonti affermava che poteva andar bene. Tutto e il contrario di
tutto in un balletto irresponsabile su una questione così delicata.
Tutto, pur di vincere. In Fondo a Destra.
( da "Unita, L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del CAUSE APERTE Oggi consiglio straordinario della Sea Giornata
importante oggi per la vicenda Alitalia. In giornata è
stata convocata una riunione straordinaria del consiglio di amministrazione
della Sea, società milanese che gestisce gli aeroporti di Linate eMalpensa, che
dovrà decidere in merito alla causa danni per 1,25miliardi
di euro avviata contro l'Alitalia. Il governo ha chiesto alla Sea di ritirare l'azione giudiziaria
di risarcimento perchè pregiudicherebbe la vendita della compagnia ad Air
France. Se la Sea mantenesse la causa,Alitalia potrebbe
essere costretta al fallimento,ma forse una mediazione è possibile. Ma
la giornata è densa di appuntamenti rilevanti. Questamattina ci sarà un nuovo
incontro ristreto tra Alitalia-Air France con i
sindacati dopo ilprimo deludente vertice dell'altro ieri. Poi nel pomeriggio Alitalia ha convocato il consiglio di amministrazione per
fare il punto sulla trattativa con i francesi e verificare lo stato dei conti
della società. L'amministratore delegato Prato farà una relazione sull'accordo
con Air France e sugli incontro di questi giorni. Infine ci potrebbe essere
anche un incontro d'emergenza tra i segretari confederali di Cgil,Cisl e Uil
per discutere le preoccupazioni del mondo del lavoro sulle condizioni imposte
da Air France.
( da "Unita, L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del SINDACATI Epifani e Bonanni: incontro urgente con Prodi "I
francesi rendono inagibile la trattativa" di Felicia Masocco/ Roma TERZA
VIA L'alternativa tra un accordo "capestro" e il
fallimento di Alitalia "è improponibile". Al termine di una giornata convulsa
i leader di Cgil e Cisl Guglielmo Epifani e Raffaele Bonanni hanno scritto a
Romano Prodi chiedendo un incontro "urgentissimo" e "ogni sforzo
per concretizzare soluzioni alternative che evitino diktat o il
fallimento", scrivono, e aggiungono che va garantito "il tempo
necessario affinché possa esprimersi anche il nuovo governo, come peraltro
richiesto da Spinetta". E se il nuovo governo dovesse essere di destra, ha
già fatto sapere che ha altre intenzioni. Dunque che senso ha insistere sul
percorso tracciato? È la riposta al pressing di AirFrance-Klm, da un lato e di
Tommaso Padoa-Schioppa, dall'altro: la parola usata nelle centrali sindacali è
"trappola". In più è sceso in campo Silvio Berlusconi che si appella
agli imprenditori italiani, gli stessi che finora sono rimasti a guardare,
facendo la sua campagna elettorale sulla pelle di migliaia di lavoratori. La
situazione, già grave si complica, e come prima, più di prima, i sindacati non
vogliono restare con il cerino in mano. Manca alla missiva la firma della Uil
che pur valutando negativamente lo stato delle cose, ha preferito smarcarsi.
Questa mattina i sindacati incontreranno i vertici di Alitalia
e quelli di Fintecna, non ci sarà Jean-Ciryl Spinetta. Una riunione in ristretta
con un solo rappresentante per sigla, evidentemente c'è da andare subito al
sodo. Ma qual è? A sentire il numero uno di AirFrance-Klm il suo piano ha
"limitatissimi margini di negoziato", esclude che si tratti di
prendere o lasciare, ma tant'è. E se si lascia, ecco lo spettro
dell'amministrazione straordinaria che, come spiega Padoa-Schioppa, "è un
modo gentile per non dire fallimento". I sindacati sono con le spalle al
muro, ma non vogliono restarci. Ieri, prima il leader della Cisl Raffaele
Bonanni e la sua categoria dei trasporti, poi quello della Filt-Cgil Fabrizio
Solari hanno indicato una terza via: si valutino altre proposte, italiane se ci
sono, eventualmente da rafforzare con una partnership internazionale. Quando la
privatizzazione della compagnia aerea mosse i primi passi, i sindacati non
nascosero la loro preferenza per la cordata AirOne. L'offerta al ribasso di
AirFrance-Klm ha rafforzato la convinzione e la conferenza stampa di Spinetta
ha dissipato anche gli ultimi dubbi. "Non siamo in presenza di un
negoziato classico e quindi i margini per una trattativa sono inesistenti o
piccolissimi", ha detto il numero uno del colosso franco-olandese. Una
risposta indiretta all'appello lanciato in mattinata dal leader della Cgil,
Guglielmo Epifani "c'è bisogno che AirFrance faccia la prima mossa - aveva
detto - si deve spostare dalle sue posizioni e aprirsi al confronto". Per
Epifani "non c'è un sindacato irresponsabile", "non ci piace
assolutamente la prospettiva del fallimento, tuttavia non possiamo accettare un
piano che non ci convince, soprattutto con ricadute occupazionali per migliaia
di lavoratori". "Sarebbe importante e interessante mettere a
confronto diverse offerte che siano in grado di garantire trasparenza,
l'interesse dei lavoratori e del Paese", è stato poi il commento di
Bonanni alle parole di Silvio Berlusconi. Il governo e l'azionista - gli fa eco
la Fit-Cisl - "sono chiamati a valutare altre strade". Anche il
segretario della Filt-Cgil Fabrizio Solari punta l'indice contro il ministro
dell'Economia che "contrappone il massacro sociale al fallimento". O
con AirFrance si tratta "su basi diverse", oppure "si deve
riprendere il filo del ragionamento avviato a suo tempo con Lufthansa".
Per Solari sarebbe auspicabile "un moto d'orgoglio degli imprenditori
italiani" che potrebbero poi porsi l'obiettivo di una successiva alleanza
internazionale".
( da "Unita, L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del SPINETTA Air France-Klm: gli esuberi sono 2100 "Voglio l'ok
dei sindacati e del futuro governo" di Roberto Rossi / Roma VERITÀ Spiega,
spera, auspica, rilancia, promette, blandisce, ma Jean-Cyril Spinetta non
molla. Neanche un centimetro. Non sul piano industriale, che ha margini di
"manovra limitatissimi", non sugli esuberi "in tutto 2100",
non su Malpensa, non sulla data finale del negoziato, fissata per il 31 marzo e
nemmeno sul consenso vincolante dei sindacati e del nuovo governo. "Non è
un prendere o lasciare", come ha spiegato il presidente di Air France ieri
durante una conferenza stampa, ma è una cosa diversa. È un'operazione verità,
alla francese, con la quale il numero del gruppo manda in modo definitivo un
segnale ai sindacati. Chiedendo pubblicamente un'assunzione di responsabilità.
E lo fa nel giorno in cui il titolo Alitalia strappa
in Borsa su voci di un fallimento pilotato e di uno spezzatino per la compagnia
di bandiera. Davanti ai cronisti, in una sala di un albergo romano, Spinetta ha
quindi voltato le sue carte. Il numero uno di Air France ha un disperato
bisogno del consenso dei lavoratori per portare avanti la "scommessa"
su Alitalia e farne "dal 2010" un gruppo con
la stessa "redditività paragonabile alle migliori compagnie aeree".
Per illustrare la sua operazione verità Spinetta è partito dai numeri. "Ai
sindacati ho detto che gli esuberi in Alitalia sono in
totale 2.100".
( da "Unita, L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del Berlusconi rilancia l'offerta Air One
Improvviso rialzo di Alitalia, il leader della destra dice no a Parigi. Bersani: un
irresponsabile di Bianca Di Giovanni / Roma TERREMOTO Due svolte nel giro di
poche ore nei "cieli" Alitalia. In Borsa
nel pomeriggio l'azione ha virato in terreno positivo, chiudendo con un
sospetto rimbalzo (+14,31) nonostante lo stallo della trattativa con Air-France
Klm. Dopo un paio d'ore l'an- nuncio di Silvio Berlusconi: l'offerta dei
francesi è irricevibile. Il leader del Pdl aggiunge che "se esistono in
Italia degli imprenditori con un minimo di orgoglio, si devono fare avanti con
un'offerta e con un progetto industriale". Insomma, uno schiaffo ai
francesi e porte aperte al Belpaese. Subito si diffondono voci di una possibile
Opa lanciata da una cordata tricolore, magari finanziata anche da merchant bank
straniere. Ma fonti finanziarie smentiscono. L'esternazione in diretta tv
(sulla "sua" Canale5) del candidato premier ha tutta l'aria dello
slogan elettorale in perfetto stile leghista. Giulio Tremonti plaude subito:
"Bene Berlusconi, anzi benissimo". Secca la replica di Romano Prodi:
"Quella di Air France è l'unica proposta concreta, se qualcuno vuol fare
un'Opa (unica strada possibile oggi, ndr) la presenti". Più tardi il
leader del Pdl scopre la sua carta italiana: che è sempre Air One fiancheggiata
da Banca Intesa. "Con il mio veto Air France rinuncerà. Nel momento in cui
capiscono che il futuro presidente del consiglio non è d'accordo, si
fermano". Dietro ad Air One ci sono "istituti di credito e
imprenditori disponibili (per esempio Ligresti) pronti a finanziare", in
modo "che si parta subito e si risani l'azienda nel giro di un anno per
tornare a fare utili subito dopo". L'ex premier spiega che in serata è
stato contattato da Romano Prodi e che oggi avrà un colloquio con lui. Siamo
daccapo? No, stiamo peggio. Le parole scintillanti e patriottiche di
Berlusconi, infatti, potrebebro nascondere un piano molto più preoccupante,
confessato da Renato Brunetta. No ai francesi, amministrazione controllata,
fallimento pilotato. E già qualche esperto parla di legge Marzano: stato di
crisi. Per l'Alitalia sarebbe una fine ancora più
ingloriosa: magari uno spezzettamento con i capitani poco coraggiosi (quelli sì
italiani) che si spartiscono le spoglie (anche il ministro Giulio Santagata
aveva parlato in mattinata di "qualcuno che vuole spartirsi le
spoglie" del vettore). A quel punto non ci sarebbero Malpensa o Fiumicino
che tengano. E ci sarebbe sì Air One e Intesa, ma con meno soldi e mano libera
su tutto: creditori e dipendenti. Insomma, senza vere cordate alternative il
cammino è davvero arduo. Ma Berlusconi ha scelto di trasportare la partita Alitalia nella campagna elettorale, e resta comunque sul
"no ad Air France". Così sa di mettere gli avversari su un sentiero
molto stretto: se poi si arriverà al fallimento accuserà Prodi, mentre in
realtà è stato lui a lasciare un'eredità ingovernabile e manager incapaci e
strapagati. Paradossalmente il leader Pdl sa che potrebbe guadagnarsi anche
l'appoggio dei sindacati, che già chiedono una "moratoria"
sull'intera partita per evitare il diktat: o Francia o fallimento. Spinti
soprattutto dai numeri troppo pesanti sull'occupazione presentati dai francesi.
Ma a questo punto la partita è davvero ad alto rischio, perché in ogni caso
l'amministrazione controllata è dietro l'angolo. Anche con Air One-Intesa. Lo
dimostra la reazione nervosa di Pier Luigi Bersani. "Berlusconi è un
irresponsabile". La linea Bersani, che appoggia Prodi e Padoa-Schioppa,
rischia però di dover aprire un altro fronte stavolta a sinistra. Al consiglio
dei ministri di ieri mattina, infatti, sono volate scintille tra il ministro
Alessandro Bianchi e il titolare dell'Economia. "Abbiamo sempre chiesto di
portare avanti due strade e non è stato fatto", avrebbe detto il ministro
dei Trasporti. Insomma, la cordata Air One-Intesa si ritrova due
"padrini" su fronti politicamente opposti. Ma in mezzo c'è il rischio
fallimento.
( da "Secolo XIX, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Air france ai
sindacati Primo round con i sindacati. Malpensa ko. Padoa-Schioppa:
"Rischi di commissariamento". Berlusconi rilancia AirOne 20/03/2008
Roma. Non è un "prendere o lasciare", ma la cura prospettata da Air
France-Klm per Alitalia
è"dura". Dopo il primo incontro con i rappresentanti dei lavoratori
il presidente Jean-Cyril Spinetta ha illustrato i dettagli del piano. Sale a
2.100 la valutazione degli esuberi di personale. Cade il ruolo di Malpensa come
scalo intercontinentale (hub) con il trasferimento di tutte le rotte a
Fiumicino. Saranno tagliati 37 degli attuali 174 aerei della flotta.
Accanto a questa cura dimagrante Spinetta prospetta un investimento di due
miliardi di euro. Ed entro il 2010 la previsione è che Alitalia
torni a crescere: secondo Spinetta, avendo ormai toccato il fondo, crescerà a
ritmi molto superiori di quelli di Air France. Ma i sindacati non ci stanno. Si
riaccende lo scontro tra Berlusconi e Prodi, al quale le organizzazioni dei
lavoratori chiedono un "incontro urgente". Il Cavaliere rilancia
l'ipotesi AirOne. Dopo l'annuncio della mia contrarietà, Air France rinuncerà
lasciando spazio all'ingresso di Air One, "la cui regia nell'operazione
considero indispensabile. Tale operazione sarà sostenuta dall'aiuto di una cordata
di banche, tra le quali potrebbe esservi Banca Intesa, il cui cda dovrebbe
decidere domani, e di altri imprenditori, tra i quali potrebbero essere anche i
miei figli", ha detto il leader del Pdl. Il ministro Tommaso
Padoa-Schioppa ricorda che la societàè a rischio concreto di commissariamento.
g.ferrari e lombardi >> 5 20/03/2008.
( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina XI - Napoli
Gli "africani" della flessibilità Nello stabilimento Atitech.
"Vogliono chiudere un polo di eccellenza" "Stanno buttando a
mare le professionalità, tutto per creare nuovi poveri" PATRIZIA CAPUA
Massimo Crisci è venuto a lavorare nonostante le botte prese a Roma. Uno dei napoletani picchiati senza ragione davanti alla sede
dell'Alitalia, alla Magliana. è un ragazzone che nelle foto ha la maglietta
con su l'immagine del Che. Ora mostra ai suoi amici e compagni di lavoro i
segni lasciati dagli sfollagente sul collo e sulle spalle, e dice che era
andato a manifestare "armato soltanto di buona volontà".
Atitech di Capodichino, il giorno dopo gli scontri. è quasi mezzogiorno.
Operai, impiegati, tecnici vanno a mensa. Gli incidenti di Roma bruciano sulla
pelle anche di chi non ha ricevuto le manganellate. Dietro i cancelli ecco gli
enormi hangar dove, in luoghi chiamati "baie", entrano per la
revisione gli Airbus 320 e gli Md80, aerei per il "medio raggio" in
Italia e in Europa. Quelli che nei piani di Air France devono essere messi
"fuori dal perimetro del gruppo", secondo una definizione ormai
acquisita dal lessico sindacale. La compagnia di bandiera francese vuole
concludere la sua trattativa per acquisire Alitalia,
entro il 31 marzo. Il suo piano taglia il personale e i costi delle
lavorazioni. Quasi mille persone, tenuto conto dell'indotto. Si vorrebbe
chiudere Napoli che costa 62 dollari per ogni ora lavorata e affidare a società
con sede in Africa, Marocco e Algeria, che ne chiedono 50. "è già successo
con Alfa Avio, quando Alitalia ha spostato la sua
commessa dalla fabbrica di Pomigliano d'Arco su una azienda israeliana"
ricorda Ottavio Vollero, della Rsa di Atitech. "Ma noi in questi anni
abbiamo dimostrato per primi di saper essere "africani", con
iniziative di flessibilità che hanno portato ad abbattere i costi".
"Stanno svendendo la compagnia di bandiera, buttano a mare questa che è
una realtà davvero produttiva, per creare nuove povertà" denuncia
Margherita Acri, delegata Cgil di Alitalia Airport,
azienda 100 per cento di Az Servizi, con un'ottantina di addetti per
l'assistenza passeggeri a Capodichino. Acri parla anche per i colleghi ex Ati
del Centro direzionale, dei servizi amministrativi e informatici, "abbiamo
già dato con cassa integrazione e prepensionamenti". Ma quanto pesano i
lavoratori Atitech sul piatto della bilancia? Imbattibili per competenze e
professionalità, "fino a poco tempo fa "il fiore all'occhiello",
ma deboli perché siamo la parte più piccola del gruppo" dice Alfredo
Camera, operaio meccanico specializzato, con 20 anni di azienda al suo attivo.
"Abbiamo un tasso di assenteismo pari a zero" afferma Corrado
Cavanna, operaio, "e l'età media è 39 anni". Un ingegnere addetto
all'addestramento pratico, sostiene che "questo qualificato livello di
competenze è stato costruito dopo anni di formazione, regolata da leggi
europee. Non è un patrimonio riconvertibile a pari prezzo. Siamo in balìa della
politica, questa è la verità". "è un discorso mirato a schiacciare i
più deboli. Non basta essere un "polo di eccellenza"", precisa
Pasquale Cerza, delegato Uil, "per avere commesse per la manutenzione non
solo da Alitalia ma anche da Cina, Spagna, Argentina,
addirittura dalla Svizzera", incalza Antonio D'Auria, delegato Cgil.
Ancora una volta, e il caso Napoli lo dimostra, viene fuori che l'Italia non sa
difendere nemmeno i pezzi pregiati del suo patrimonio industriale. E, infatti,
dice Salvatore De Rosa, "Air France sostiene che non intende più
proseguire con la manutenzione pesante, però anche dopo il matrimonio con Klm,
in Francia e in Olanda sono state mantenute queste attività". In tasca ha
ancora il volantino portato a Roma: Napoli, Atitech ed Alitalia,
il futuro su... ali di carta.
( da "Tempo, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa
caso alitalia Spinetta cerca l'accordo. I sindacati no "Il Gruppo Air
France-KLM non è qui per acquisire Alitalia, ma per
verificare la possibilità, insieme con il personale di Alitalia, di
partecipare alla creazione di un grande gruppo di dimensioni mondiali". è il messaggio principale del
presidente e ad di Air France, Jean-Cyrill Spinetta, durante l'incontro ieri a
Roma presso la sede di Alitalia con i rappresentanti
nazionali delle principali organizzazioni sindacali. Ma la trattativa resta
tutta in salita. Nell'incontro di ieri, infatti, in cui sono state confermate
le indicazione già rese note sul piano presentato da Air France e approvato del
Tesoro, non si è concretizzato l'auspicio espresso dai francesi di una apertura
dei sindacati, che invece avrebbero in sostanza bocciato l'offerta. Un no
pressoché unanime sarebbe arrivato non solo da Cgil,Cisl, Uil, Ugl e Sdl, ma
anche e soprattutto dai piloti dell'Anpac. Intanto, le informazioni trapelate
ieri non hanno rappresentato sorprese rispetto a quanto già emerso nei giorni
scorsi. Sono 1600 gli esuberi in Az Fly suddivisi in 500 piloti, 600 assistenti
di volo e 500 assistenti di terra. Quanto ad Az Service, l'80% del capitale di
Az sarà acquisito da Fintecna. Per quanto riguarda l'occupazione, dei 7600
occupati di Az service, 3200-3300 saranno internalizzati e ritorneranno quindi
in Alitalia. Di questi, 650 sono i lavoratori in
esubero relativamente a parte della manutenzione leggera e parte di Alitalia Airport. Nessun riferimento è arrivato, invece, per
le strutture periferiche, come Napoli e Palermo, che dovrebbero restare in Az
Service. Circa 4400 lavoratori sono destinati quindi ad affluire in Fintecna.
Piccolo giallo anche politico ieri sul tema. "Non ho voluto fare
dichiarazioni e continuo a non farle, ma abbiamo fatto sapere in via riservata
quello che pensiamo a chi sta portando avanti le trattative". Così il
leader del Pdl, Silvio Berlusconi, ha spiegato a chi gli ha chiesto il suo
commento sugli ultimi passi della trattativa tra Airfrance-Klm e Alitalia. Palazzo Chigi ha precisato "che non risulta
nessuna comunicazione giunta in via riservata a membri del governo da parte del
Pdl sulla questione Alitalia".
( da "Tempo, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa "Se
esistono in Italia degli imprenditori con un minimo di ... "Se esistono in
Italia degli imprenditori con un minimo di orgoglio si devono fare avanti con
un'offerta ed un progetto industriale per evitare una fine così ingloriosa
della nostra Compagnia di bandiera". Berlusconi boccia
la proposta di Air France-Klm per acquistare Alitalia e
rilancia la soluzione AirOne. Irritazione di Prodi. Il presidente del vettore
transalpino, Spinetta: "Duemila esuberi, vogliamo risanare Alitalia". Lombardo e Usai alle pag. 2 e 3.
( da "Tempo, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa La Compagnia,
i soldi di Stato e l'Europa L'Alitalia paga cari i difetti di trasparenza A proposito di Alitalia Spa partiamo da un dato: esiste una procedura d'infrazione per
mancato recepimento della direttiva Ce del 2005 - che modifica la direttiva Cee
- in materia di trasparenza delle relazioni finanziarie fra gli Stati membri e
le loro imprese pubbliche nonché fra determinate imprese. Già a suo
tempo (2003) il ritardo nel recepimento fu causato dalla grande complessità del
testo, in secondo luogo dall'impatto della direttiva su importanti settori
della vita economica del Paese (allora, trascorsi circa due anni dal termine
ultimo per il recepimento, risultava che ancora più Stati europei fossero
inadempienti). Per capirci qualcosa in questa matassa bisogna dire che siamo
nel campo degli aiuti di Stato e fiscalità e che le imprese pubbliche presenti
nell'economia nazionale di ciascuno Stato membro e i soggetti pubblici che le
controllano devono rispettare le norme per la libera concorrenza che regolano
il mercato europeo, ivi compreso il divieto condizionato di erogare aiuti
pubblici a sostegno di alcune aziende. La direttiva Cee imponeva agli Stati
membri di acquisire informazioni di carattere finanziario e di trasmetterle
alla Commissione su richiesta di quest'ultima e le successive modifiche che ne
hanno esteso il campo di applicazione a settori prima non considerati, come
quello dei trasporti, hanno avuto parimenti attuazione in via amministrativa.
In seguito l'apertura alla concorrenza di settori economici prima
caratterizzati da regimi di monopolio e il rispetto delle regole imponeva di
contrastare sia gli abusi di posizioni dominanti sia gli aiuti non consentiti.
Può Alitalia essere considerata realtà
imprenditoriale, caratterizzata dal riconoscimento di diritti speciali o
esclusivi, ovvero dall'affidamento della gestione di servizi di interesse
economico generale, in capo a singole imprese, le quali in un contesto
caratterizzato da diversi gradi di liberalizzazione del mercato, potrebbero
esercitate ulteriori attività in regime di concorrenza? Se la risposta è
affermativa ci sarebbe l'esigenza di disporre di informazioni dettagliate sulla
struttura finanziaria ed organizzativa interna delle imprese, con riguardo ai
dati contabili afferenti alle diverse attività esercitate. Nei circa venti anni
di applicazione della precedente direttiva del 1980, risulta che la Commissione
europea quasi mai abbia avanzato richieste assimilabili a quelle previste
dall'art. 5 riguardo alla "documentazione delle assegnazioni di
risorse", ragione per cui si è ritenuto che prevedere uno strumento
stabile di stoccaggio di informazioni rilevanti su dati "delicati"
(erogazioni finanziarie alle imprese pubbliche) poteva essere considerato come
uno strumento di "appesantimento" o, peggio, di controllo
sull'attività di altri soggetti istituzionali. Ma i risultati come si vede sono
ormai alla luce del sole e nonostante la trasparenza.
( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina I - Bologna
La vertenza Sciopero al Marconi cancellati dieci voli Prime ripercussioni anche
sul traffico passeggeri in seguito alla vertenza dell'aeroporto Marconi, ieri
cancellati dieci voli in arrivo. Mentre il sindaco Sergio Cofferati ha nominato
l'ex ds Alessandro Ricci, già presidente di Interporto, nel cda di Sab al posto
del dimissionario Franco Bernabè. L'indicazione è arrivata ieri da Palazzo
d'Accursio e ora sarà lo stesso consiglio di amministrazione a ratificarla. Ricci,
già sindaco di Granarolo, arriva in un momento molto delicato per lo scalo
cittadino con vicissitudini giudiziarie e manageriali molto complesse oltre a
polemiche interne che hanno prodotto malumori in seno alla stessa Sab. Il
direttore dell'Enac Generoso Coraggio in conferenza stampa ha attaccato i
vertici del Marconi. A tutto questo si aggiunge la situazione dei lavoratori
dei servizi aeroportuali, licenziati in seguito al pasticcio relativo alla Doro
Group. Ieri per lo sciopero di quattro ore indetto da Filt-Cgil Fit-Cisl e Uil
Trasporti per i lavoratori della ditta Giacchieri, incaricata di servizi di
handling, le compagnie aeree hanno cancellato in via cautelativa 10 voli tra
nazionali ed internazionali. Lo ha comunicato, in una nota, la società di gestione
dello scalo. Nel dettaglio, sono stati cancellati cinque voli in arrivo da
Lione (Air France), Amsterdam (Klm), Milano Malpensa (Alitalia), Roma Fiumicino (Alitalia) e Parigi
Cdg (Air France). Cancellate anche le relative partenze. Inoltre, un volo
proveniente da Londra Gatwick (British Airways) è stato dirottato a Verona,
mentre un altro da Bruxelles (Brussels Airlines) è stato ritardato di due ore.
( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina VIII - Bari
Aeroporti di Puglia, in crescita utili e passeggeri PIERO RICCI Macina utili
Aeroporti di Puglia. L'assemblea dei soci ha approvato ieri il bilancio del
2007 chiuso con un più 7%. "Questo - ha spiegato l'amministratore unico di
AdP, Domenico Di Paola - nonostante il sensibile incremento dei costi derivanti
dalle attività di safety e security e dall'evidente aumento dei costi di
gestione connessi alla gestione delle infrastrutture aeroportuali di nuova
realizzazione". Il margine, insomma, sarebbe stato ben più consistente di
quanto non lo sia già, se fossero stati adeguati i diritti aeroportuali, fermi
ai livelli di otto anni fa. Il risultato positivo è stato ottenuto "con
un'azione mirata a efficienza e riduzione dei costi, incrementando la
produttività sulla base della crescita del traffico, realizzando operazioni di
valorizzazione patrimoniale". Cresce anche il traffico: più di tre milioni
e 300mila passeggeri. Nel 2007 c'è stato il completamento del piano di sviluppo
di mobilità aerea con l'avvio dei collegamenti da Brindisi e Foggia. Mario
Loizzo, l'assessore ai Trasporti della Regione Puglia, l'ente che è l'azionista
di riferimento dell'ex Seap, ha espresso "apprezzamento per i risultati
ottenuti". Si è detto soddisfatto anche "dell'armonia registrata con
gli altri azionisti, dalle Camere di commercio agli enti locali, che auspicano
un potenziamento utile allo sviluppo della regione". Resta
la "grande preoccupazione" per le vicende di Alitalia. "Al prossimo Consiglio regionale - ha detto Loizzo -
presenterò un ordine del giorno condiviso da tutti i gruppi politici per
scongiurare eventuali ricadute negative sulle nostre rotte".
( da "Secolo XIX, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
La polemica politica
Il Cavaliere rilancia la cordata Air One: "Ha l'appoggio di imprenditori
seri". Il premier: "Faccia lui una proposta" 20/03/2008 Roma.
"A questo punto, la compagnia rischia il commissariamento. Chi parla di
fallimento scherza con il fuoco". Si scaldano gli animi e volano parole
grosse al Consiglio dei ministri, dove si affronta l'emergenza del giorno: il
destino di Alitalia. Il ministro dell'Economia,
Tommaso Padoa-Schioppa fa il punto della situazione e mette tutti davanti a una
prospettiva sgradevole a tre settimane dal voto. Una prospettiva che non piace
neanche a Silvio Belusconi, che boccia la trattativa con Air France: "È
irricevibile. Mi auguro che si presenti un gruppo di imprenditori coraggiosi
per evitare una fine ingloriosa della compagnia di bandiera", tuona il
Cavaliere. E, in serata, aggiunge: "Penso che quella di Air One sia una
soluzione possibile perché avrebbe delle sinergie e godrebbe del sostegno, che
è importante, di imprenditori solidi". Immediata la replica del premier
Romano Prodi: "Quella di Air France, per ora, è l'unica proposta. Se il
Cavaliere non è d'accordo presenti un'altra soluzione". Il che significa
avere un piano e poi fare un'opa che deve essere valutata e accettata dal
Tesoro. Nel governo, intanto, la sinistra ormai va per fatti suoi, come se
fosse fuori dalla coalizione. Ma c'è anche il ministro Antonio Di Pietro, che
vorrebbe salvare Malpensa a costo di portare in tribunale i libri di Alitalia. "Qui c'è chi scherza con il fuoco", si
sfoga Padoa-Schioppa, mentre tutti vogliono dire la loro. Lo sostengono i
ministri del Pd, come Vannino Chiti, che mette in guardia dal "rischio di
commissariamento o amministrazione controllata". "Ma questo sarebbe
un disastro per il Paese", taglia corto Chiti. Padoa-Schioppa chiarisce
che lui è impegnato in una corsa contro il tempo per evitare la liquidazione. E
c'è chi rema contro. È lo stesso concetto, che il ministro dell'Economia
propone sul Corsera usando un'immagine efficace per spiegare come stanno le
cose: "Io sono come il guidatore di un'ambulanza, che sta correndo per
portare il malato nell'unica clinica disponibile ad accettarlo. Sto guidando
più rapidamente che posso ma, se non arrivo in tempo, è perché ci sono i semafori
rossi". I semafori rossi? Sono in molti, anche dentro il governo, a
mettere i bastoni fra le ruote a Romano Prodi e Padoa-Schioppa, che pensavano
di essere in arrivati in vista del traguardo. Sull'altra sponda, Silvio
Berlusconi e i suoi alleati non concedono tregua e soffiano sul fuoco:
"Vogliono chiudere lo scalo di Malpensa. Stanno svendendo Alitalia, a un quinto del suo valore di mercato". La
colpa è del governo ma anche del leader del Pd, Walter Veltroni, che il
Cavaliere tira in ballo con nome e cognome: "È l'invidia per chi produce
ricchezza provata da chi, come Veltroni, non ha mai lavorato un giorno in vita
sua". Prole che sono miele per la Lega, che difende Malpensa a spada
tratta, anche se il prezzo da pagare sarà la liquidazione della compagnia di
bandiera. In ballo c'è anche il maxi-indennizzo da 1,2 miliardi (dieci volte il prezzo che pagheranno i francesi per Alitalia) chiesto da Sea, la società che gestisce l'aeroporto milanese
destinato ad essere messo da parte come hub da Air France. "Il fallimento
di Alitalia? Non è il nostro obiettivo. Ma abbiamo il dovere di
tutelarci", spiega Giuseppe Bonomi, l'amministratore delegato di Sea.
Anche Veltroni, favorevole alla trattativa con Air France, non sottovaluta il
destino di Malpensa: "Ci vuole gradualità", dice. Nessuno ha il
coraggio di farsi politicamente carico degli esuberi, che ci saranno a Malpensa
così come a Fiumicino e a Napoli. La campagna elettorale non aiuta ma il capo
di Air France Jean-Cyril Spinetta gela le attese: "Il piano non si
modifica". I francesi rischiano di finire accerchiati in territorio
ostile: senza l'ok dei sindacati e la marcia indietro di Sea sull'indennizzo, i
francesi potrebbero battere in ritirata. Anche il clima politico è pesante,
anzi pesantissimo. Il Cavaliere torna a invocare una cordata italiana, parla di
"asta opaca" e si schiera contro il tavolo esclusivo con Air France
"E' irricevibile", spiega. Il leghista Roberto Maroni rincara la
dose: "Spinetta ci prende in giro ma se parliamo di comici è meglio Fernandel".
Secondo Maroni, il piano Air France va cambiato "radicalmente"
perché"non si può regalare Alitalia e chiudere
Malpensa". Anche a sinistra, la musica non cambia. "Air France
garantisca l'occupazione o si ritiri", avverte il Pdci Oliviero Dilberto.
E il presidente della Camera Fausto Bertinotti, pure favorevole a trattare con
i francesi, osserva: "Non vorrei che si trattasse di un ricatto".
Spinetta non si sentirà suo agio. E, se molla Air France, c'è il commissario
liquidatore dietro l'angolo. "L'alternativa ad Air France è il fallimento.
Berlusconi e Veltroni lo dicano", incalza Pier Ferdinando Casini. michele
lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 20/03/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Spinetta
blinda il piano"In Alitalia 2.100
esuberi" l'offerta di air france-klm I sindacati: "Questa non è una
trattativa. In campo proposte italiane" ' 20/03/2008 impensabile non
siglareNon riesco neanche a immaginare che non possa esserci un accordo
Jean-Cyril SpinettaPresidente Jean-Cyril Spinetta 20/03/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Barrot: "Sugli
aiuti pubblicideciderà la Commissione Ue" bruxelles in allerta bruxelles.
Un eventuale prestito ponte concesso ad Alitalia con
la garanzia del Tesoro dovrà essere notificato a Bruxelles per poter verificare
se risponde o meno a condizioni di mercato o contiene elementi di aiuto di
Stato. Questa è l'indicazione arrivata ieri dal vice presidente della
Commissione europea, nonché responsabile per i trasporti del governo
comunitario, Jacques Barrot. Barrot ha detto che finora non ci sono stati
contatti preliminari con i protagonisti dell'operazione Alitalia-Air
France-Klm. "Non vogliamo interferire" ha sottolineato Barrot,
secondo il quale comunque la fusione tra le compagnie aeree dovrà essere
esaminata dai servizi della Commissione Europea che vigilano sul rispetto della
concorrenza. Davanti all'ipotesi di una possibile concessione di un prestito
all'Alitalia garantito dal Tesoro Barrot ha detto che "servirà la
notifica" dell'operazione a Bruxelles per poter verificare che essa non
contenga aiuti di Stato. Il vicepresidente della Commissione europea ha
ricordato che l'Alitalia ha già usufruito una volta di aiuti di Stato e che quindi questa
strada non è percorribile ed anche che Alitalia è stata
poi successivamente ricapitalizzata con un'operazione che Bruxelles ha
giudicato in linea con il principio del comportamento di un investitore privato.
La proposta di acquisto presentata da Air France-Klm per Alitalia,
secondo Barrot, risponde a criteri di politica industriale. Ed anche se forse
c'è un accordo politico soggiacente le strategie delle grandi compagnie aeree
sono basate sull'efficacia industriale e commerciale. In questo contesto, per
il vicepresidente dell'esecutivo comunitario si collocano anche alcuni aspetti
delle trattative in corso. Lasciare le attività di Alitalia
a Malpensa, ha osservato il vice presidente Barrot "è una disposizione di
rilievo commerciale che non implica aiuti di Stato". 20/03/2008.
( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia L'Italia e
le difficoltà dell'economia Il presidente della Cir: trattativa condotta nel
modo peggiore De Benedetti: "Una crisi costata 270 euro a italiano"
L'Italia oggi è come una balena arenata in spiaggia. La balena però è viva, si
tratta di rimetterla in mare. Le circostanze del mare sono estremamente
critiche MILANO - "Si sono infilati in un imbuto e ci vanno fino alla fine".
Così risponde il presidente di Cir, Carlo De Benedetti, sulle
scelte del governo su Alitalia in un'intervista al Tg1. De Benedetti ha criticato la trattativa
per la cessione del vettore, condotta "nel modo peggiore", e
ricordato che la vicenda della compagnia aerea è iniziata da molto tempo:
"Negli ultimi 15 anni Alitalia ha perso 15 miliardi di
euro, il che vuol dire 270 euro per ogni cittadino italiano". Sulla
trattativa De Benedetti ha spiegato che "è stata condotta nel modo
peggiore: pensavano di vendere un'azienda in bonis invece ho sentito il
ministro Padoa-Schioppa dire che c'è il rischio del commissariamento. Potevano
farlo un anno fa e trattare su basi più serie. Oggi non c'è più niente da fare.
Si sono infilati in un imbuto e ci vanno fino alla fine". L'imprenditore
della holding che annovera tra le sue attività il Gruppo Espresso ha parlato
anche del futuro del paese e della crisi dei mercati. Che "arriverà in
Italia di sicuro, e noi siamo i più esposti perché siamo più malmessi degli
altri, essendo l'ultima ruota del carro in Europa. Purtroppo, nel mondo
occidentale abbiamo certamente i problemi di tutti, più i nostri". Sulla
durata della crisi, De Benedetti ha detto: "Non lo so, non ho la sfera di
cristallo ma non credo che ce la togliamo prima del primo trimestre 2009".
Tra i problemi nazionali, ha indicato "il debito pubblico e il costo
eccessivo della macchina dello stato". Secondo De Benedetti, l'Italia
"è un paese straordinario non solo per sue bellezze ma anche per la sua
gente, ma oggi è come una balena arenata in spiaggia. La balena però è viva, si
tratta di rimetterla in mare. Le circostanze del mare sono estremamente
critiche". In più, "in Italia dal 2002 la produttività è ferma e sono
fermi anche i salari. Quindi quello che bisogna fare è rimettere in moto la
produttività e aumentare i salari". Il presidente di Cir ha parlato anche
del Mezzogiorno: "è difficile vedere qualche chance, però vedo che per la
prima volta la Confindustria aver avuto il coraggio di prendere posizione in Sicilia,
dopo quarant'anni di grande retorica. Luca Montezemolo e Ivan Lo Bello hanno
detto che chi ha rapporti con la mafia viene sbattuto fuori. è un passo
importante. I giovani hanno voglia di cambiare; giorni fa a Bari in 100mila
hanno manifestato contro la criminalità organizzata. Credo che qualcosa si stia
muovendo. Certo, c'è anche la spazzatura...". (a.gr.).
( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
E il Tesoro apre il "dossier fallimento" Via alla pratica per
commissariare Alitalia. Scontro in
Consiglio dei ministri Padoa-Schioppa: una svendita? Nessuno ha presentato offerte
migliori ROBERTO MANIA ROMA - "Ah sì? Ci sono altri compratori? Bene,
portameli qua che l'Alitalia gliela
vendiamo subito. Io, però, finora non li ho visti. Qui c'è chi parla e parla ma non
ha mai trovato una cordata italiana disponibile. Mentre gli altri, gli
stranieri, si sono ritirati tutti, uno dopo l'altro. Chi parla, invece, ha
fatto solo danni in Borsa. Questa è la realtà". Quando il premier Romano
Prodi prende la parola nella sala del Consiglio dei ministri è a dir poco
irritato. La risposta al titolare dei Trasporti Alessandro Bianchi non
appartiene al fair play che è aduso nella riunioni di questo tipo. E' una
risposta nervosa, infastidita, quasi intollerante. Uno sfogo o una sfuriata.
Tanto che il ministro uscente in quota Pdci rimane colpito fino a commentare:
"In due anni di governo non sono mai stato trattato così male". Così
l'epilogo (comunque andrà) della interminabile privatizzazione della compagnia
di bandiera finita in coma profondo coincide, plasticamente, con l'epilogo di
una convivenza forzata, tra partiti e culture politiche diversi, che solo
l'abilità e la testardaggine del Professore aveva reso possibile. Ora, però, i
freni inibitori sono saltati. Il prodismo era il collante del governo
dimissionario, ma non va più di moda, neppure nell'economia. E allora il
presidente Prodi non ci sta a fare il bersaglio immobile - in una campagna
elettorale alla quale ha scelto di non partecipare - della destra di Silvio
Berlusconi e della sinistra massimalista dei neo-comunisti. Non ci sta a essere
messo sul banco degli imputati, insieme al fedelissimo ministro dell'Economia,
Tommaso Padoa-Schioppa, per una vicenda che ha tanti altri responsabili,
disseminati almeno lungo l'ultimo decennio (e forse più) di agonia dell'Alitalia. Non ci sta a subire gli argomenti del rifondarolo
Paolo Ferrero, ministro della Solidarietà sociale, che gli ricorda gli effetti
sociali del durissimo piano di Air France e, dunque, l'opposizione dei
sindacati, di quelli che ora con Raffaele Bonanni (Cisl) in testa scaricano
tutte le colpe sul governo. Già i sindacati: "Che - dice Prodi - hanno
fatto fuggire Lufthansa ma anche i russi di Aeroflot i quali, nero su bianco,
mi hanno scritto che i sindacati italiani sono peggio di quelli dell'Unione
sovietica". Prodi risponde alla sinistra ma parla soprattutto a Berlusconi
che ha rotto il silenzio su Alitalia: "Stanno
svendendo la compagnia di bandiera. Auspico che si presenti un gruppo di
imprenditori coraggiosi". Salvo poi in privato, nei colloqui con gli
avversari della sinistra chiedere loro - "per carità" - di chiudere
la partita-Alitalia perché altrimenti "io con la
Lega non ci riuscirò". Con Prodi c'è Padoa-Schioppa, e poi Pierluigi
Bersani, ministro dello Sviluppo economico, fino alla radicale Emma Bonino.
L'ultimo scontro a Palazzo Chigi tra riformisti e massimalisti. La relazione
del ministro dell'Economia è fredda e determinata. In sintesi: "L'unica
via d'uscita è la vendita ai francesi; l'alternativa è il fallimento".
Tanto che Padoa-Schioppa ha già aperto il "dossier amministrazione
straordinaria", chiedendo ai suoi uffici di avviare la pratica. Perché Tps
il presunto piano dell'imprenditore abruzzese Carlo Toto (Air One) con il
sostegno finanziario di Corrado Passera (IntesaSanpaolo) non l'ha mai visto.
"Ci dicono che vendiamo Alitalia per un piatto di
lenticchie? Basta che domani si presenti qualcuno con una lenticchia in più e
noi gli cediamo Alitalia", commentava ieri con i
suoi collaboratori l'ex banchiere di Francoforte. Anche se poi nell'entourage
di Prodi si comincia a pensare che Berlusconi potrebbe anche provarci a mettere
in piedi una cordata tricolore. Per ora c'è solo Jean-Cyril Spinetta, con le
sue clausole vessatorie e anche umilianti per la Magliana. Il francese vuole
andare fino in fondo. L'ha detto anche a Prodi, Padoa-Schioppa, Enrico Letta e
l'ad dell'Alitalia, Maurizio Prato in un incontro a
Palazzo Chigi. Ha detto che è pronto al negoziato con i sindacati, nonostante i
margini ridotti, pure durante il weekend pasquale: "Non ho detto che posso
anche non comprare. Ho detto che non sono venuto per "conquistare" l'Alitalia ma per coinvolgere il sindacato nel progetto di
risanamento".
( da "Corriere della Sera" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-20 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Le alternative L'opzione Toto e la ricerca dei compratori made in
Italy MILANO - Per salvare Malpensa gli imprenditori scenderebbero in pista,
anzi ci hanno già provato e non è detto che alla fine salti fuori davvero un
progetto per assicurare un grande hub del Nord, politica delle infrastrutture
permettendo. L'appello di Silvio Berlusconi non ha lasciato indifferente il
fronte industriale e finanziario che nelle regioni settentrionali concentra i
propri interessi e che di Malpensa avrà sempre più bisogno, ma per la gran
parte dei soggetti chiamati in causa dal candidato premier l'idea di fare
"la colletta" per Alitalia resta a
dir poco lunare. Che non sia solo una questione di danee ma di prospettive
industriali lo sa bene lo stesso Cavaliere che in serata, a corredo delle
dichiarazioni ai telegiornali, ha aperto al piano tricolore AirOne- Intesa
Sanpaolo affermando che "è una delle soluzioni possibili " e che
tuttavia richiede il "sostegno di imprenditori solidi che vogliono
fare qualcosa per il nostro Paese". Ma quanto costa l' eventuale rilancio?
L'offerta di Air France a circa 10 centesimi per azione, vale circa 138 milioni
ai quali si aggiunge un miliardo di aumento di capitale. Ipotizzando un
"premio" del 10-20% non si arriva a 2 miliardi, un valore pari a una
società come Bulgari o Geox. Naturalmente la differenza è che in questo caso si
tratta di un salvataggio. Come individuarli questi "coraggiosi "
disposti a sostenere l'impervia missione? Nomi ne sono circolati e continuano a
girarne in queste ore anche se è difficilmente qualcuno uscirà allo scoperto
nel bel mezzo della polemica elettorale. Preferisce stare un passo indietro
Diana Bracco, presidente di Assolombarda, che tra i primi si è mossa per
promuovere una soluzione di sistema per lo scalo Varesino. E resta dell'idea
che vada considerata una moratoria per Malpensa, Emma Marcegaglia presidente
designato di Confindustria, con Luca di Montezemolo che ieri ha puntato il dito
contro "la pessima immagine del Paese". In passato erano stati fatti
i nomi di Diego Della Valle e di Andrea Riello. Quest'ultimo aveva anzi
dichiarato la disponibilità. Marco Tronchetti Provera, tra quelli che più si
sono spesi per la difesa di Malpensa, difficilmente entrerà nella partita. E lo
stesso sembra valere per il capo della Piaggio, Roberto Colaninno, che già una
volta si era guadagnato le stellette di "coraggioso " con la scalata
alla Telecom. Ci ha messo sopra una bella pietra Carlo De Benedetti che aveva
schierato e poi ritirato dalla gara la sua Management & Capitali e che ieri
sera, intervistato dal Tg1, ha seccamente liquidato la questione. "Si sono
infilati in un imbuto e ci vanno fino alla fine" ha detto l'Ingegnere,
osservando che la trattativa per la vendita di Alitalia
è "stata condotta nel modo peggiore". Tra chi potrebbe davvero
affiancare AirOne nel piano promosso e gestito da Corrado Passera per Intesa,
sono i fondi equity. Uno dei papabili è Clessidra di Claudio Sposito, mentre è
giudicato improbabile l'intervento di Sintonia, la holding delle infrastrutture
dei Benetton con grandi disponibilità dopo l'ingresso di Goldman Sachs,
Mediobanca, e il fondo di Singapore. Non avrebbero mai del tutto rinunciato,
invece, gli americani di Tpg che avevano partecipato all'asta. Tanto Tpg quanto
altri investitori istituzionali avrebbero vincolato l'eventuale investimento
alla rinuncia alla leadership operativa del patron di AirOne, Carlo Toto.
Soluzione che sarebbe già allo studio. Paola Pica.
( da "Corriere della Sera" del 20-03-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-20 num: - pag: 5 categoria:
BREVI L'offerta Esuberi a quota 2.100 Air France ha già stimato circa 2.100 esuberi in Alitalia Fly e la chiusura delle attività cargo entro il
( da "Corriere della Sera" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-20 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE Alitalia Il sindacato Epifani: non firmo
ricatti, il Tesoro rinvii la vendita Il leader Cgil: meglio un accordo dopo il
voto "Padoa-Schioppa non può pensare di trattare al posto nostro"
"Non vogliamo il fallimento della compagnia" ROMA - Il presidente di
Air France, Jean-Cyril Spinetta, è netto: il piano per Alitalia
ha margini di cambiamento quasi inesistenti. Che cosa risponde il leader della
Cgil, Guglielmo Epifani? "Che quello che dice Spinetta non si è mai visto.
Il sindacato è sempre stato disponibile a discutere, ma non ne ha mai avuto la
possibilità. Adesso lui ci chiama e dice: o così o niente. Questa non è una
trattativa ". E che cos'è? "Un ricatto. Un triplo ricatto: al
governo, al sindacato a Malpensa". Perché? "Perché a tutti viene
chiesto un sì obbligatorio. Nel senso che se uno risponde no o avanza altre
proposte, allora diventa responsabile del fallimento della compagnia. Ma Air
France, governo e Alitalia che hanno
già concordato tutto tra loro, escludendo il sindacato, non possono pensare di
scaricare su di noi la responsabilità delle sorti dell'azienda". Lei
vorrebbe una trattativa normale, ma Alitalia è al
capolinea. Spinetta vi ha comunicato che o accettate il suo piano oppure c'è il
commissariamento. Lei cosa preferisce? "Noi dobbiamo far di tutto
per evitare il commissariamento. Sarebbe la soluzione peggiore perché
rischieremmo di trovarci da un giorno all'altro con gli aerei a terra e gli
stipendi non pagati. Non è come con la Parmalat dove l'azienda aveva una
montagna di debiti ma margini sull'attività industriale. Ma l'alternativa al
fallimento non è il piano Spinetta". Perché? "Perché manca degli
investimenti per il rilancio, per esempio della flotta. Al contrario, si vuole
chiudere il cargo. E non ci sono le garanzie sul personale che resterebbe nel
perimetro aziendale. Insomma, Alitalia verrebbe
ridimensionata ". E allora qual è la soluzione? "La trattativa su un
piano più ambizioso. Air France deve muoversi dalle posizioni iniziali".
Se non lo fa? "In questo caso il governo e l'azienda trovino il modo di
garantire la vita dell'Alitalia per altri 60-70
giorni. Si avrebbero diversi vantaggi". Quali? "Si potrebbe
sviluppare il confronto oltre la data ultimatum del 31 marzo dettata da
Spinetta. E si arriverebbe al nuovo governo. Il che ci metterebbe al riparo da
ripensamenti rispetto a un eventuale accordo firmato prima delle elezioni. Non
a caso lo stesso Spinetta pone la condizione di avere il via libera dal nuovo
governo ". Ma come si fa a garantire la continuità aziendale? I soldi in
cassa di Alitalia stanno finendo e c'è il veto dell'Ue
su nuovi aiuti di Stato. "Trovino il Tesoro e l'azienda una soluzione. Ci
sono i terreni di Fiumicino, c'è la partecipazione di Alitalia
nella stessa Air France, ma non spetta a noi dire indicare la strada".
Insomma lei un eventuale accordo prima delle elezioni non lo firma? "Non
ho detto questo. Ma che sarebbe logico farlo quando avremo il nuovo governo.
Comunque se Air France vuole trovare un'intesa, noi non ci tiriamo indietro,
consapevoli che davanti a un buon accordo sarebbe complicato per qualsiasi
governo opporsi". Davvero crede che si possa fare una lunga trattativa
vecchia maniera? Il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa- Schioppa si appella
al vostro senso di responsabilità. "Padoa-Schioppa non può pensare di fare
la trattativa al posto nostro e poi di chiamarci a ratificarla". Il leader
del Pdl, Silvio Berlusconi, auspica una cordata italiana... "E dice che la
proposta di Spinetta è irricevibile. Anche per lui, dunque, va modificata.
Quanto alla cordata, italiana o no, se c'è si faccia avanti". Berlusconi
meglio del governo Prodi su Alitalia? "Il governo
Prodi ha avuto delle responsabilità. Quello precedente di Berlusconi ne ha
avute ancora di più". Enrico Marro Negoziato Il segretario generale della
Cgil Guglielmo Epifani \\ Confronto oltre il 31 marzo. I soldi per sopravvivere
? Al limite si venda la quota Air France.
( da "Corriere della Sera" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-20 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Berlusconi: irricevibile l'offerta Air France "Cordata
italiana con AirOne e anche con i miei figli". Spinetta: il piano non si
tocca C'è il rischio di un commissariamento. Lite tra il Cavaliere e Prodi.
Oggi i consigli della compagnia e di Sea ROMA - Berlusconi
rompe gli indugi su Alitalia, dichiara "irricevibile" l'offerta di Air France-Klm,
auspica una cordata italiana. Una mossa che spiazza l'asse che va da Prodi al
ministro del Tesoro, Padoa-Schioppa, al presidente di Alitalia, Maurizio
Prato, favorevoli ai transalpini, ipotizzando una diversa gestione della crisi
del vettore. Dopo le elezioni. "Non credo - ha detto il Cavaliere -
che i primi dieci gruppi in Italia si possano tirare indietro per salvare Alitalia. Che figura ci fanno. Anche i miei figli sono
disposti a partecipare e so che anche il mondo arabo con quote di minoranza è
disposto a finanziare ". Berlusconi, tuttavia, non ha fatto altri nomi se
non quello di Ligresti. Ma ha aggiunto: "Se dietro c'è la regia di Air One
e c'è BancaIntesa, che domani (oggi per chi legge, ndr) ha un cda che dovrebbe
dare il via libera, e ci sono altri istituti di credito, si parte subito e c'è
il risanamento nel giro di un anno, un anno e mezzo". La presa di
posizione del Cavaliere, definita "irresponsabile " dal ministro
dello Sviluppo, Pierluigi Bersani, ma non commentata da Walter Veltroni, segue
le tesi della Lega e dei lombardi smentendo il fronte trattativista di Gianni
Letta e Giulio Tremonti. Ma soprattutto sembra trovare d'accordo almeno Cgil e
Cisl. Guglielmo Epifani e Raffaele Bonanni hanno chiesto a Prodi "un
incontro urgentissimo " affinché ritiri l'alternativa secca "vendita
a Air France- Klm o fallimento" e conceda più tempo alla compagnia. Ma a
Palazzo Chigi, dove ieri mattina Prodi si è ritrovato isolato in consiglio dei
ministri su Alitalia, c'è l'intenzione di procedere.
"è inutile dire che la trattativa con Air France non va bene - ha detto
Prodi -. Berlusconi se non è d'accordo, porti un'altra soluzione". Dunque
avanti tutta: se l'accordo tra i sindacati e Air France-Klm non si troverà
entro una settimana, Prato potrebbe porre le premesse dell'amministrazione
controllata portando i libri in tribunale. Già oggi il consiglio
d'amministrazione dovrebbe fare il punto sui conti senza però scoprire le
carte. La situazione dunque è tesa. Vi ha contribuito la conferenza stampa
indetta a Roma dal presidente di Air France Klm, Jean-Cyril Spinetta, che,
lungi dal tranquillizzare i sindacati, li ha spinti, almeno in parte, verso
soluzioni alternative. Spinetta in mattinata aveva incontrato Prodi e Padoa-
Schioppa, ammettendo la difficoltà di un accordo sindacale e indicando una
margine di trattativa nella discesa del numero degli esuberi e nel ripristino
di alcune rotte asiatiche su Malpensa. Alla stampa però Spinetta ha ripetuto le
cose dette ai sindacati spiegando che "i margini di manovra sono
inesistenti o limitatissimi ", assicurando che "il piano sociale
sugli esuberi sarà esemplare", scommettendo sul "successo
dell'operazione ", accordando ai sindacati tempo per decidere fino al 31
marzo. Nessuna concessione sulla chiusura del cargo che impensierisce i piloti,
né su Az Servizi o Malpensa. "Non riesco a immaginare che non possa
esserci un accordo" ha concluso, confermando la necessità del consenso
"del prossimo governo ". Stamane Prato dovrebbe incontrare i
sindacati. Ma Cgil e Cisl sembrano guardare oltre. "La trattativa su Alitalia commenta il presidente della Cir, Carlo De
Benedetti - è stata condotta nel modo peggiore: si sono infilati in un imbuto
". Antonella Baccaro Air France L'amministratore delegato, Jean-Cyril
Spinetta, risponde con il suo staff alle domande dei giornalisti a Roma.
( da "Corriere della Sera" del 20-03-2008)
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Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-20 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE Alitalia La vendita
Iberia, British sale al 13,5% British Airways sale in Iberia. La compagnia ha
incrementato del 3% la sua partecipazione portandola al 13,5%. Possibili
ulteriori incrementi ha fatto sapere la stessa Ba.
( da "Corriere della Sera" del 20-03-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-03-20 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Il Cavaliere rilancia "la regia di AirOne", lite con
Prodi. Spinetta blinda il piano Berlusconi boccia Air France "Parigi rinuncerà,
cordata italiana anche con i miei figli" ROMA -
L'offerta di Air France-Klm per Alitalia è
"irricevibile", per Silvio Berlusconi, che auspica una cordata
italiana con la regia di AirOne e rilancia: "Potrebbero partecipare anche
i miei figli". Scontro con Prodi. ALLE PAGINE 5e6 Baccaro, Gelmini, Pica,
Rizzo.
( da "Corriere della Sera" del 20-03-2008)
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Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-20 num: -
pag: 6 categoria: BREVI Vertice a Palazzo Chigi I segretari generali di Cgil e
Cisl Guglielmo Epifani e Raffaele Bonanni hanno chiesto al premier, Romano
Prodi, "un incontro urgentissimo" ritenendo improponibile
l'alternativa tra un accordo capestro e il fallimento di Alitalia".
( da "Corriere della Sera" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-20 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE Retroscena I non candidati e le lenticchie di Padoa-Schioppa ROMA -
Non sapeva ancora, il ministro dell'Economia, che Silvio Berlusconi avrebbe
rilanciato l'idea di una cordata italiana per comprare l'Alitalia,
in piena campagna elettorale. Ma ventiquattrore prima, mentre il braccio di
ferro fra i sindacati e il presidente di Air France Jean-Cyril Spinetta raggiungeva
l'apice, Tommaso Padoa- Schioppa non aveva potuto fare a meno di ricordare ai
suoi interlocutori: "Chi dice di credere al mercato deve riconoscere che
nessuno della regione più ricca d'Italia e neppure della
città più ricca della regione più ricca si è fatto avanti per comprare l'Alitalia". Una replica indiretta alle critiche del sindaco di Milano
Letizia Moratti e di chi ancora non si rassegna al fatto che l'Alitalia sia arrivata al bivio fatale: la cessione o il fallimento. E
forse pure un messaggio a chi nel centrosinistra continua a masticare amaro,
insieme ai sindacati. Durante la riunione di governo di lunedì che ha
approvato l'offerta francese il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi ha
avanzato questa sorprendente proposta: "Prima che il consiglio dei
ministri si esprima sulla vendita, sarebbe meglio aspettare l'esito
dell'incontro fra i sindacati e Spinetta ". Mentre il vicepremier
Francesco Rutelli (che non ha mai digerito l'ipotesi Air France-Klm)
considerava un errore il fatto di non aver "lasciato aperto" anche il
canale Airone (che però non avrebbe accettato una trattativa non in esclusiva).
Per poi chiedere: "Scusate, ma il governo non potrebbe acquistare il 2%
dell'Air France? Così almeno arriveremmo al 5%". Come se questo potesse cambiare
qualcosa, se non rafforzare le tesi di chi accusa Padoa- Schioppa di voler
vendere ai francesi per un piatto di lenticchie. Argomentazione che il ministro
ha commentato in privato: "Air France-Klm si è impegnata a fare
investimenti imponenti, per un valore complessivo dell'operazione pari a 1,7
miliardi, oltre a far rientrare il Tesoro di 400 milioni del vecchio prestito
obbligazionario. Chiunque pensa che la sua offerta è un piatto di lenticchie
può fare un'offerta migliore, anche di una sola lenticchia, già domani
mattina". Ma ieri la lenticchia in più non si era ancora vista. Sergio
Rizzo.
( da "Corriere della Sera" del 20-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-20 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE A "Corriere.it" Di Pietro: moratoria
per Malpensa MILANO - Sul dilemma Alitalia che agita
la politica Antonio Di Pietro ha le idee chiare: va trovata una soluzione senza
che Malpensa finisca nel pozzo. "Malpensa vale almeno 10 Alitalia - scandisce l'ex pm alla videochat di Corriere.it - perché
intorno allo scalo si è creato un indotto. Solo un governo pazzo, dopo
aver investito miliardi di euro, dispone la fine dell'hub". Da qui la
richiesta di una moratoria di due o tre anni "per trovare partner
qualificati che permettano a Malpensa di mantenere le stesse potenzialità,
senza risentire della débcle di Alitalia".
"E non me ne importa niente - taglia corto il leader dell'IdV - se nel mio
governo qualcuno la pensa in modo diverso. Io su questo tema, da ministro delle
Infrastrutture, non transigo". Poi in serata, preso atto dell'altolà del
presidente di Air France Spinetta, l'ex pm chiarisce il concetto definendo
quello dell'esecutivo di cui fa parte un "atteggiamento ondivago e
contradditorio" perché "se si era deciso di abbandonare Malpensa non
c'era bisogno di buttarci via 6 miliardi di investimenti". E aggiunge:
"è stato un grave errore non imporre come clausola alla vendita la
moratoria sullo scalo". Nel filo diretto web l'altro argomento a tenere
banco è Berlusconi e il conflitto d'interessi. Di Pietro rilancia la proposta
della limitazione a una rete televisiva per i privati. "Lo impone
l'Europa" spiega. E il Cavaliere fa bene a preoccuparsi perché "gli
terremo il fiato sul collo, anzi gli soffieremo nelle orecchie". Luca
Gelmini La videochat integrale con il ministro delle Infrastrutture Antonio Di
Pietro sul caso Alitalia e sulla campagna elettorale
su www.corriere.it Il ministro Antonio Di Pietro.
( da "Manifesto, Il" del 20-03-2008)
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Bolzaneto
A PAGINA l3 Meglio tardi che mai, la macelleria va nell'urna Alitalia A PAGINA l5
Spinetta: piano intoccabile Oggi incontro con i sindacati Abu Omar A PAGINA l6
Il pm: l'avvio del processo non ostacola la Consulta Tibet A PAGINA l8 Londra:
Wen Jiabao pronto a incontrare il Dalai Lama.
( da "Messaggero, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Ultimatum
di Spinetta: 2100 esuberi e Fiumicino hub. Prodi: unica proposta valida.
Casini: senza Parigi c'è il fallimento Alitalia, no di
Berlusconi ai francesi "Si prepara una cordata Air One-banche-imprese,
forse dentro anche i miei figli".
( da "Messaggero, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
France-Klm. "I
francesi rinunceranno - sottolinea il Cavaliere - lasciando spazio ad una
cordata italiana con Air One, Banca intesa il cui Cda potrebbe decidere oggi e
imprenditori, tra i quali vi potrebbero essere anche i miei figli". Prodi
replica che "la proposta di Parigi è l'unica concreta". E
Pierferdinando Casini attacca: "I grandi partiti non sanno cosa dire,
senza Air France c'è il fallimento". Il numero uno della compagnia
francese, Jean-Cyril Spinetta, esclude che ci siano margini di manovra per cambiare
il piano.
( da "Messaggero, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di LUCIANO COSTANTINI
ROMA Dieci giorni di tempo per un "sì" o per un "no". Jean
Ciryl Spinetta non concede proroghe ai sindacati che hanno bocciato il piano
industriale di Air France. "Sull'acquisto di Alitalia non c'è
un negoziato, i margini di modifiche al nostro progetto sono esilissimi".
Come dire, prendere o lasciare, anche se il presidente dell'aviolinea francese
precisa di non aver mai lanciato ultimatum. Comunque la situazione continua ad
essere drammaticamente in stallo perchè le organizzazioni sindacali chiedono correzioni
al piano mentre i francesi replicano che sono possibili soltanto
limature. Al momento non c'è in programma un nuovo incontro. Meno che mai con
Spinetta che ieri sera si è imbarcato sul jet che lo ha riportato a Parigi. Il
31 marzo resta l'ultimo giorno per il pronunciamento dei sindacati. Intanto
sarà Maurizio Prato, top manager di Alitalia, a tenere
i rapporti con i sindacati. Li ha convocati per questa mattina per "un
incontro urgente" al quartier generale della Magliana nel tentativo di
strappare un "sì". Tentativo destinato al fallimento. E Prato lo sa
bene. Quindi illustrerà l'alternativa, drammatica, per la compagnia, quella del
fallimento con l'arrivo di un commissario liquidatore. Una possibilità che è
stata evocata nella riunione del Consiglio dei ministri di ieri mattina e che
Tommaso Padoa-Schioppa ha confermato. Il ministro dell'Economia nella stessa
mattinata di ieri ha incontrato Spinetta e Prato per fare il punto della
situazione e pianificare le prossime mosse. La prima sarà, appunto, quella di
mettere i sindacati di fronte alla drammatica realtà. Per il pomeriggio di oggi
Prato ha convocato il consiglio di amministrazione della compagnia e non
certamente per illustrare i conti. Si conoscono fin troppo bene e comunque, gli
ultimi, sono stati ufficializzati appena qualche giorno fa. La fantasia,
neppure troppo fervida, autorizza a pensare che il presidente comunicherà al
board il "no" dei sindacati e quindi annuncerà l'arrivo - più o meno
rapido - di un commissario liquidatore. I sindacati, che hanno chisto un
incontro "urgentissimo" a Prodi, non ci stanno. Si sentono con il
cerino in mano, quello lasciato loro da Spinetta rispetto ad una scelta
definitiva: accettare il piano o decretare sostanzialmente il fallimento di Alitalia. Avverte il leader della Cisl Bonanni: "Se
Spinetta dichiara immodificabile il piano, rende non agibile la
trattativa". "Non c'è un sindacato irresponsabile - puntualizza il
numero uno della Cgil Epifani - sappiamo che la compagnia è arrivata a un punto
molto critico, ma non possiamo accettare un piano che non ci convince".
"Non accetteremo soluzioni ad ogni costo - minacciano i piloti Anpac - se
restano i tagli sarà conflitto duro".
( da "Messaggero, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di ROBERTA AMORUSO
ROMA "Credo nel rilancio della compagnia per creare un leader europeo
capace di competere nella corsa mondiale. Altrimenti non avrei impegnato oltre
2 miliardi in questa operazione. Ma questa ristrutturazione è indispensabile. E
il piano sociale è esemplare. Insomma, i margini per cambiare il piano sono
inesistenti, o limitatissimi" Questa volta il numero uno di Air France,
Jean-Cyril Spinetta non vuole davvero essere frainteso. Non
si tratta "di non essere obbligati ad acquistare Alitalia". Ma
di avere il consenso fondamentale dei lavoratori su un piano
"credibile" per riportare Alitalia, una
compagnia "sfinita da continue ristrutturazioni", alla redditività.
"Si, è vero, l'accordo è a rischio", conferma dopo il primo faccia a
faccia con i sindacalisti. "Ma ho fiducia", sottolinea. Un
incontro di lavoro con i vertici di Alitalia, una
visita a Palazzo Chigi, poi nel pomeriggio una affollata conferenza stampa.
Spinetta vuole sgombrare il campo dal polverone delle polemiche. Sulla scadenza
del 31 marzo: non è "un ultimatum di Air France. E' imposto dalle
necessità finanziarie della compagnia, come chiesto da Prato". Sul numero
degli esuberi: "Ho letto seimila, settemila, ottomila... Sono in tutto
2.100, anche meno se si considerano le assunzioni a Fiumicino". Ma
qualunque compagnia hanno conosciuto dei sacrifici prima del rilancio. Anche
Air France all'inizio degli anni '
( da "Messaggero, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
O. Forse
consentirebbe anche al fronte del Nord, Sea in testa, di mantenere il punto sul
contenzioso aperto dopo i tagli a Malpensa. Ma la realtà è un'altra. Il commissariamento di Alitalia
rivelerebbe subito la sua faccia più brutta. Il disarmo di Malpensa sarebbe
ancora più duro e il conto degli esuberi si appesantirebbe drammaticamente.
Nello stesso tempo, offrirebbe a Air France-Klm, o a qualcun altro,
un'occasione ghiotta per portare a casa il ramo d'azienda di Alitalia senza accollarsi 1,2 miliardi di indebitamento. Vediamo
perché. Qualunque commissario un minuto dopo aver congelato i debiti si
troverebbe a gestire al meglio la cassa (che arrivi dalle banche o da un
prestito del Tesoro) per mantenere l'operatività aziendale a livelli minimi.
Insomma, Prato in versione commissario dovrebbe ridurre immediatamente
l'attività, ridimensionando drasticamente i costi su quattro fronti: gli
affitti degli aerei, il carburante, le assicurazioni e gli stipendi. Risultato?
In un'ipotesi ottimistica rimarrebbero a terra almeno 50 aerei, sui 174
attuali. Il che vuol dire che Alitalia dovrebbe
rinunciare subito a più macchine di quelle ipotizzate da Air France (42).
Immediate le conseguenze sull'occupazione. Scatterebbe la cassa integrazione
per circa 3.000 piloti e hostess, e ammortizzatori sociali per altre 2.000
unità tra il personale di terra. Numeri da confrontare con i 2.100 esuberi
previsti da Parigi. Poi scatterebbero le dismissioni. E una volta ridotta Alitalia all'essenziale il manager liquidatore dovrebbe
vendere, magari all'asta, "il ramo d'azienda". E' qui che può
rientrare in campo Air France. E a quel punto, Parigi (insieme ad altri, se ce
ne saranno) avrebbe l'occasione di acquistare Alitalia
senza debiti. Un risparmio di almeno 1,2 miliardi, contro il conto attuale di
oltre 2 miliari. R.Amo.
( da "Corriere della Sera" del 20-03-2008)
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- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-03-20 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Turismo Vertice fra Enac e Adr sulle nuove rotte Fiumicino, è
allarme code: "Servono più agenti a terra" "Ho scritto a
dicembre al capo della polizia Antonio Manganelli per chiedergli un rinforzo di
personale al controllo passaporti del Leonardo da Vinci. Il problema è serio:
l'insufficienza di agenti crea una specie di "collo di bottiglia" sia
agli arrivi che alle partenze. Ma sono fiducioso che il problema si possa
risolvere ". Lo detto ieri il presidente dell'Enac Vito Riggio durante la
presentazione del piano "estate 2008". La
certezza è che dal 2 di aprile Fiumicino, con le 14 rotte intercontinentali che
l'Alitalia ha trasferito a Malpensa, lo scalo raggiungerà transiti
passeggeri record, pari a quelli che solitamente si registrano a partire da
luglio. L'obiettivo è evitare che in aeroporto collassi, come nel 2007, il
sistema di smistamento bagagli. Per evitare che altre migliaia di
valigie risultino "disguidate ", perdendosi in giro per il mondo,
alla società Adr spetterà una specie di coordinamento operativo su tutto quello
che succede in pista. Una "task force" di 100 addetti (operativa già
da Pasqua) sarà in grado di intervenire giorno e notte in caso di guasti al
nastro bagagli. La novità è che, in caso di difficoltà, la squadra potrà
"soccorrere " anche gli altri tre handler (Az Airport, Eas e Airone)
che al Leonardo da Vinci si occupano dello stivaggio. Il pacchetto delle misure
comprende altro: l'Alitalia ha annunciato un
investimento di 17 milioni di euro per il rinnovo dei mezzi che servono per
l'assistenza a terra. A fine marzo inoltre tornerà in funzione la seconda
pista, temporaneamente chiusa per il rifacimento e a maggio aprirà il molo T5
riservato ai voli "sensibili " diretti negli Stati Uniti e in
Israele. Con un suo bhs autonomo, alleggerirà in maniera consistente le code ai
terminal. Misure che rendono "ottimista" Riggio, consapevole che
"le criticità permangono, ma sono superabili con l'impegno di tutto".
E a vigilare che "tutto funzioni come un orologio", saranno gli
ispettori dell'Enac. Alessandro Fulloni.
( da "Corriere della Sera" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-03-20 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Centrodestra Il leader di An: studierò il "modello
Parigi" Alemanno ottiene l'appoggio di Sarkò Il partito del presidente
sceglie il candidato Pdl Nasce sul tema del lavoro l'alleanza con Thierry
Mariani, inviato dell'Ump per conto del presidente francese Gianni Alemanno incassa
un alleato prestigioso nella corsa per il Campidoglio: Nicholas Sarkozy. Il
capo di stato francese ieri attraverso il proprio inviato Thierry Mariani ha
annunciato l'appoggio del proprio partito (l'Ump) al candidato sindaco del Pdl.
"Stiamo guardando con molta simpatia il vostro movimento politico - ha
detto Thierry Mariani intervenendo a un convegno sul lavoro organizzato dalla
Fondazione Nuova Italia, presieduta da Alemanno - , noi abbiamo vinto mettendo
insieme pezzi del centro e della destra, come state facendo voi".
L'esponente di An, spiegando come è nato l'asse Roma-Parigi, ha affermato che
"il tema centrale dello slogan di Sarkozy è "lavorare di più per
guadagnare di più", ovvero sposare il reddito con la produttività ed è
questa anche la nostra idea". Alemanno ha anche reso noto che il 2 aprile
andrà in Francia "per studiare il modello Parigi. Le nostre capitali sono
gemellate da anni, ma sulla qualità dei servizi e sul funzionamento della città
loro sono avanti a noi. Certo hanno il problema della banlieue. Ma nel
complesso la situazione è migliore rispetto a noi". E ha ribadito
l'esigenza di riconoscere il ruolo di Roma capitale, magari con l'istituzione
del prossimo governo di "un sottosegretario per le aree
metropolitane". Quella di ieri è stata una giornata particolarmente
movimentata, per l'ex ministro. Con alti e bassi. I primi? Un nuovo sondaggio
(Swg per Radio 24) ha dato il rivale Francesco Rutelli sotto il 50%. "Da
questi numeri emerge che la corsa al ballottaggio è aperta e questo era un
nostro obiettivo. C'è un'ampia dispersione di voti, si tratta di capire come si
andranno ad assestare. è un dato in costante evoluzione". Poi i bassi.
Alemanno è andato a incontrare alcuni dipendenti del Comune che davanti alla
Bocca della verità manifestavano al grido "non siamo fannulloni ". Il
candidato sindaco è stato contestato da alcuni dei partecipanti al presidio.
"Rutelli avrebbe fatto bene a venire - ha commentato Alemanno - perché la
sinistra in questi anni ha fatto scempio dell'amministrazione comunale e questa
dei dipendenti è una normale reazione a ciò che è avvenuto". Insomma, i
fischi se li è presi. "Ma almeno io c'ero...". Per il resto, routine
da campagna elettorale. Alemanno ha incontrato l'Assobalneari di Ostia, guidata
da Renato Papagni, considerato molto vicino a Rutelli. L'esponente di An ha
promesso, in caso di vittoria, una "legge obiettivo per la trasformazione
urbanistica e la riqualificazione del litorale romano". A margine di uno dei tanti incontri in agenda, è intervenuto
sulla vicenda Alitalia: "Una questione così delicata non può essere trattata da un
governo in uscita, la scelta di Air France è sbagliata, c'erano altre strade da
percorrere", ha detto, "c'era anche una cordata italiana ".
Quella di Air One, però tagliata fuori. Paolo Foschi.
( da "Manifesto, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Torna l'orso sulle
Borse. Negli Usa l'indice Dow Jones chiude a -2,36, il Nasdaq a -2,57 Il grande
rally è già finito I nuovi segnali di sofferenza del settore immobiliare
spingono le autorità Usa ad allentare i vincoli: sul mercato altri 200 miliardi
Galapagos Il rally delle borse è già finito: a brindare al nuovo vigoroso
taglio dei tassi deciso martedì dalla Fed sono stati solo i mercati asiatici
che hanno recuperato (ma solo parzialmente) le perdite di martedì. Su tutte le
altre borse, invece, è tornato l'orso: il Dow Jones ha chiuso a meno 2,36 e il
Nasdaq a meno 2,57. Eppure la giornata in Europa non era iniziata male: i forti
guadagni di New York del giorno prima, in mattinata avevano spinto al rialzo
gli indici azionari. Per carità, nulla di travolgente. Tanto che molti analisti
parlavano di un semplice rimbalzo tecnico. Traduzione: dopo le forti perdite
degli ultimi giorni, c'era chi tornava a comprare a prezzi stracciati nella
speranza di un ripresa anche modesta. Nel panorama europeo fin dal mattino ha
fatto eccezione Piazzaffari trainata al ribasso dal nuovo crollo delle azioni Alitalia (che sul finire della seduta recuperavano sulle
voci di una offerta un po' meno spietata da parte di Air France), ma anche di
quelle di Seat Pagine Gialle. Tutto è accaduto dopo che la società ha
annunciato che non avrebbe distribuito dividendi. A fine giornata le azioni
registravano una caduta di quasi 1/5 del valore dopo che negli ultimi mesi ne
avevano perso un 75% abbondante. A preoccupare della Seat (che per anni è stata
una "gallina dalle uova d'oro") non è solo la mancanza di dividendi,
ma soprattutto l'elevato indebitamento. Ieri sui titoli Seat c'è stato un giro
vorticoso di compravendite. Quasi un record visto che nel corso della seduta è
passato di mano oltre il 10% del capitale. Così, a fine giornata il Mibtel
segnava una caduta del l'1,97% che porta a quasi il 20% il crollo dell'indice
dall'inizio dell'anno. Sulle altre piazze europee le perdite sono state un po'
inferiori, ma ottimismo ce n'è poco in circolazione e secondo molti oggi
potremmo assistere a una nuova giornata di pesanti cadute. Come sempre a
"fare il mercato" sono le notizie provenienti dagli Stati uniti. Ma
dagli Usa notizie brillanti non ne sono arrivate. Salvo la conferma di una
febbrile attività della Fed per cercare di bloccare l'onda della crisi
finanziaria. Ieri non erano attesi dati macroeconomici, ma a suscitare malumore
è arrivata la notizia che nella settimana terminata il 14 marzo c'è stata una
nuova caduta nella concessione di mutui e nel loro rifinanziamento. Insomma si
conferma che l'attività immobiliare è ancora declinante e rischia di provocare
ondate di pignoramenti e crollo dei prezzi delle case. La situazione è così
grave che ieri l'Autorità federale che regola il mercato immobiliare (si chiama
Ofheo) d'accordo con la Fed ha deciso di ridurre i requisiti di capitale per
Freddie Mac e Fannie Mae che potranno così aumentare la loro attività sul
mercato dei mutui. In pratica la Ofheo, ha ridotto il livello minimo di
capitale che deve essere mantenuto da Freddie Mac e Fannie Mae dal 30 al 20 per
cento. Grazie a questo modifica, le due agenzia parastatali di rifinanziamento
dei mutui potranno riversare liquidità sul mercato immobiliare per circa 200
miliardi di dollari ridando fiato al mercato delle cartolarizzazioni. Ieri era
anche giornata di trimestrali di parecchie banche i cui risultati sono appena
discreti, ma in ogni caso migliori delle attese e delle voci che parlavano di
autentici tracolli. E si anche saputo che importanti istituzioni finanziarie
come Lehman Brothers, Goldman Sachs e Morgan Stanley hanno usato la finestra
sul tasto di sconto della Fed che consente lo sconto anche di crediti
cartolarizzati. Questo significa che la Fed seguita a inondare il sistema di
liquidità per evitare il tracollo. Intanto, però, l'economia reale ripiega: i
consumi petrolioferi diminuiscono e scende anche il prezzo del greggio nella
certezza che la domanda diminuirà. Risultato: la borsa di New York dopo un
inizio brillante è tornate in sofferenza.
( da "Manifesto, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Lunga e chiarissima
conferenza stampa del presidente di AirFrance-Klm. Stamattina nuovo incontro
con i sindacati Spinetta: "Proposta immodificabile" "Nessuna
moratoria per Malpensa", responsabile dei due terzi delle perdite della
compagnia di bandiera. La destra e il "fronte del Nord" gridano
molto, ma nessuno propone una cordata imprenditoriale alternativa e credibile.
Preoccupazioni per i livelli occupazionali a Roma e Milano Francesco Piccioni
Sicuramente sa quel che vuole. Jean-Cyril Spinetta, presidente di Air
France-Klm, non si sposta di un millimetro dalla posizione presa davanti ai
sindacati il giorno prima: "il piano di acquisto di Alitalia
è immodificabile". Dalla sua ha il fatto di non essere ancora il
proprietario della compagnia di bandiera, ma solo il candidato acquirente. Pone
perciò le sue condizioni; se piacciono, bene, altrimenti amici come prima e me
ne torno a Parigi. Del resto, ha spiegato, "questo non è un negoziato
classico". La differenza, bontà sua, è però posta nella "gravità
della situazione", di cui spera "tutti siano consapevoli". Non
gli ha fatto cambiare idea né la faccia storta dei sindacalisti (che rivedrà
stamattina alle nove nella sede della Magliana), né il frastuono delle
dichiarazioni dei politici. Eppure continua a ripetere di considerare
"fondamentale" l'assenso "della maggioranza dei sindacati",
fino alla ratifica da parte delle assemblee dei lavoratori. Così come ritiene
necessario anche l'assenso "del prossimo governo", ben sapendo che
potrebbe trovarsi davanti un Berlusconi - accompagnato magari da Maroni e Formigoni
- che gli chiederebbe (almeno pro-forma) una "moratoria su Malpensa".
Bisogna però dar atto al manager francese della capacità di parlar chiaro. Non
ha infatti concesso nulla neppure su questo fronte. "Il grosso delle
perdite di Alitalia (i due terzi, ndr) è generato da
Malpensa"; ergo, "dal punto di vista industriale mi sembra
ragionevole la scelta di concentrare il ruolo di hub su Fiumicino". Solo
per la mini-flotta Cargo si potrà parlare di "moratoria" - un paio
d'anni - ma senza soverchie illusioni: "questa attività perde un terzo del
fatturato; non è possibile mantenerla, è come se mettessimo una palla al piede
della compagnia". La sua fiducia sulla possibilità di far riprendere
economicamente la compagnia è altissima, visto che è disposto a investirci 2 miliardi
di euro; uno per assorbire l'indebitamento e un altro per l'aumento di
capitale. "Se Air France in un periodo così difficile si assume un impegno
così importante con una compagnia che da dieci anni non fa altro che perdere, è perché Alitalia ha tutte le carte in regola per andare avanti e per conoscere
una forte crescita". In tempi anche rapidi, pare: "a partire dal
2010, una volta risanata, Alitalia avrà una crescita annua che
sarà più forte di Air France-Klm, perché ha perso moltissime quote di mercato e
non appena sarà di nuovo redditizia potrà riacquistarle".
Sull'altro piatto della bilancia c'è la mannaia dei posti di lavoro. Spinetta
contesta i numeri fatti in questi giorni e parla di soli "2.100
esuberi". In realtà lui calcola soltanto coloro che proprio non si dove
mettere - 1.600 da Alitalia Fly, 500 da Az Service - e
che perciò saranno oggetto "di un piano sociale di prim'ordine".
Ovvero cassa integrazione e incentivi alla fuoriuscita. Su questo punto il
ministro del lavoro, Cesare Damiano, è rimasto alquanto abbottonato,
limitandosi a dire che "aspettiamo di vedere" le misure concrete. Nel
conto vanno però messi anche tutti i dipendenti di Az Service che
figurativamente finiranno sotto la responsabilità di Fintecna (società
pubblica), ma solo fino a quando non si sarà trovata un'altra destinazione. Se
ci sarà. Da Az Service, infatti, saranno riportati "nel perimetro
aziendale" - ovvero Az Fly - soltanto 3.300 dipendenti sugli oltre
( da "Manifesto, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Lettere, vademecum e
attacchi a Walter "pensionato della politica" Red. Pol. Roma Il
leader del Pd Walter Veltroni, durante un comizio ieri a Lodi, ha zittito un
militante che contestava Silvio Berlusconi, geladolo così: "Abituiamoci al
fatto che siamo entrati in un'altra epoca, basta". Ma il leader del Pdl
non ricambia la cortesia e, dal Tg5 della sera, attacca: "Veltroni parla
in un modo e razzola in un altro. Si è presentato, e questa è la cosa che fa
più scandalo, come l'uomo nuovo, ma è un pensionato della politica che ha
ricevuto la pensione dal
( da "Manifesto, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Il lento declino Dal
'92 ad oggi scelte sciagurate, stipendi bloccati, aumento dei carichi di lavoro
e degli appetiti affaristici fr. pi. Il declino inarrestabile della compagnia
di bandiera ha una data di inizio: il 1992. "Tangentopoli" si porta
via la classe politica democristiana (e socialista), e con lei i boiardi di
stato. Fin qui poco male. Si porta via, però, anche l'idea e la pratica
dell'"economia mista", lasciando campo aperto al liberismo
privatizzante (tutte le colpe della corruzione vengono scaricate sull'intreccio
"affari-politica", come se gli imprenditori - lasciati liberi di
seguire il loro uzzo - non avessero mai corrotto nessuno di propria
iniziativa). Si comincia a impostare la discussione su quelli che sarebbero
diventati famosi come i "parametri di Maastricht", lo Stato inizia ad
abbandonare il ruolo di imprenditore nei settori strategici (e a smantellare
l'Iri con il suo ultimo presidente, Romano Prodi, da cui Alitalia dipende). A quel tempo gli stipendi dei dipendenti Alitalia sono effettivamente più alti della media nazionale e reggono
dignitosamente il confronto con quelli europei, come si conviene a un'azienda
in attivo - ancorché di proprietà pubblica - che compete sul mercato
internazionale con vettori che hanno le stesse caratteristiche. Comincia
però anche la "liberalizzazione dei cieli", un processo
internazionale di apparente deregulation che in realtà sposta in poco tempo il
baricentro del business aereo dalle compagnie aeree agli aeroporti. Si pongono
in quel periodo le basi del trasporto low cost, con l'emergere di compagnie
private che non traggono più i loro profitti dai biglietti pagati dai
passeggeri, ma dagli "incentivi" degli enti locali e relative cordate
imprenditoriali (sponsor) circostanti lo scalo da attivare. Altrimenti nessuna
genialità imprenditoriale potrebbe permettere un viaggio Roma-Londra con 20
euro a testa (meno del prezzo del solo carburante). Il passeggero gode e non si
interroga, le associazioni di consumatori plaudono alla concorrenza trionfante
(senza fare i conti), i pirati dell'aria guadagnano e le compagnie di bandiera
vanno in crisi. Nel '92 il Gruppo Alitalia è
costituito da Alitalia e Ati, l'amministratore
delegato è Giovanni Bisignani. Il rinnovo del contratto è il primo "a
perdere", per i dipendenti, e introduce "il principio della
meritocrazia" e "l'aumento della produttività" (guarda un po'
chi viene fuori dalla preistoria!), cui viene legato ogni futuro aumento
salariale. Da lì in poi la frana degli stipendi sarà una costante, e anche i
conti dell'azienda inizieranno presto a virare verso il rosso fisso. Diffidate
di chi istituisce allegramente una correlazione certa tra moderazione salariale
e risanamento dei conti... Nel '
( da "Messaggero, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di
GIULIO MANCINI Dal 1 aprile alla fine dell'anno Alitalia
"dirotterà" da Malpensa a Fiumicino non meno di tre milioni e mezzo
di passeggeri l'anno. E affinché non si verifichino intoppi in uno scalo già in
grave ritardo con gli investimenti per l'ammodernamento, bisogna che ciascuno
degli enti faccia per intero il proprio dovere. E' il senso del vertice convocato
ieri nella sede dell'Enac (Ente nazionale dell'aviazione civile) dal presidente
Vito Riggio che ha incontrato la società di gestione "AdR, Aeroporti di
Roma", le quattro aziende di assistenza in rampa e i rappresentanti delle
forze dell'ordine. "Dobbiamo essere pronti a fronteggiare i nuovi carichi
di lavoro spiega Riggio Apprezziamo l'impegno della società AdR che, seppure in
grave ritardo, ha avviato investimenti significativi. Non potremo permetterci
sviste o intoppi com'è stato in passato". Sotto tiro il Bhs, il sistema di
smistamento dei bagagli: ha più di vent'anni e va sostituito. In parte sarà
sgravato dal peso dei voli "sensibili" con il loro trasferimento al
terminal T5 (800 mila passeggeri anno) pronto dal 1 maggio. In attesa del nuovo
Bhs (che arriverà a fine 2009), il vecchio impianto è stato sottoposto a
manutenzione straordinaria e sarà affiancato da una task force di cento operai
pronti a lavorare i bagagli a mano in caso di guasto. Per preparare lo scalo
all'arrivo dei nuovi voli Alitalia è stato riordinato
il programma operativo per ridurre gli orari di punta ma resta il collo di
bottiglia della carenza di agenti addetti al controllo dei passaporti. Per
questo Riggio ha sollecitato a intervenire il Capo della Polizia, Manganelli.
Intanto a Pasqua prenotazioni deludenti, del 5 per cento inferiori al previsto.
( da "Riformista, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Segue dalla prima
conversazione con Amato "Abbiamo solo un anno per evitare che l'Italia
finisca sotto la spazzatura" Su Alitalia:
"Non è possibile un salvataggio di Stato" (segue dalla prima pagina)
Amato non segue il filo. Tutt'altro: "Follie - dice - sono prove di
sbandamento e smarrimento spaventose. È molto pericoloso prendere questi come
esempi virtuosi sul ritorno allo Stato. Significherebbe prendere atto che,
presi dal panico per ciò che essi stessi hanno consentito, i maggiori
responsabili della crisi, augusti governatori di banche centrali, si avvalgono
del ricatto della stabilità del mercato e del risparmio per compiere interventi
forse inevitabili, ma ai quali non si doveva arrivare. Questa è la visione
reale e non ideologica del fenomeno. E ritengo frutto di pavida indigenza
culturale che alcuni traggano da interventi necessari ma dissennati la
conclusione che la ricetta anti-crisi sia l'intervento dello Stato".
Nicolas Sarkozy propone di limitare l'autonomia delle banche centrali.
"Soluzione sbagliata. Sarkozy ha annusato il problema, come tanti altri
che lo percepiscono, ma poi sbagliano terapia". C'è chi a sinistra, specie
dopo aver letto Tremonti, sostiene che sia il Pd a sbagliare terapia, a essere
fermo a una visione economica vecchia di dieci anni, al liberismo clintoniano
ripudiato oggi dalla stessa Hillary. "Chi lo dice è un ignorante. Com'è
noto, io frequento da anni Policy network, rete di cultura politica della
sinistra europea che si è creata attraverso i blairiani e che ha cominciato il
suo cammino all'epoca in cui Blair sosteneva che la globalizzazione andava bene
così com'era. Ebbene, una revisione critica è avvenuta da anni. Qualcuno mi
tiri fuori i documenti che dimostrano che nella sinistra inglese come in quella
italiana prevale oggi l'idea che la globalizzazione produca solo bene e non
abbia bisogno di essere governata". Blair è stato anche il primo a
sostenere che il vero confine della politica non era più tra destra e sinistra,
ma tra apertura e chiusura verso la globalizzazione. "Io non ho mai
pensato che quel confine andasse cancellato. Per me il new Labour era nelle
teorie di Tony Giddens, che diceva: "La sinistra deve cambiare perché è
cambiata la società". Se poi Blair, dopo aver a lungo camminato su questa
strada, va al congresso del partito di Sarkozy e dice "mi sento a
casa", beh, penso che abbia sbagliato casa". Da destra e da sinistra
si obietta però che nel Pd ci sia troppa fiducia nelle virtù autoregolatrici
del mercato, atteggiamento che metterebbe a rischio l'interesse nazionale in
una fase in cui altrove si insiste molto sul concetto di
"protezione". Amato si tira fuori dalla contesa. Non vuol stare né
coi "thatcheriani di sinistra", per usare una sua vecchia
definizione, né coi neostatalisti. "Io non nego che, nella fase in cui il
riformismo di sinistra si è opposto allo statalismo, al dirigismo e al
colbertismo, qualcuno può aver manifestato, come capita quando si tira troppo
l'elastico dall'altra parte, una propensione quasi ideologica a dire
"libero uno, liberi tutti". Ma non è questo il mainstream della
sinistra italiana. E chi sostiene il contrario si comporta come quel tizio che,
siccome ha deciso che se piove bisogna aprire ombrello, sostiene che tutte le
persone intorno hanno sempre negato utilità dell'ombrello. Oggi la missione
della politica è chiara: da anni diciamo che esiste un problema di
globalizzazione di attività finanziarie fuoriuscite dai confini nazionali e
quindi un mondo con un difetto strutturale di governance. Da qui bisogna
partire". Quindi sbaglia anche chi pensa che ci sia
una terza via per Alitalia tra vendita ad Air France e fallimento, magari un piano
bipartisan pubblico o semi-pubblico di salvataggio? Amato nega recisamente
l'ipotesi: "Non ci saranno salvataggi statali di Alitalia. La
Commissione ha appena detto di stare attenti a non metterci aiuti di
Stato". E la campagna elettorale italiana? Fino a che punto è
consapevole del quadro mondiale? "La campagna si sta svolgendo esattamente
com'era prevedibile che si svolgesse in un paese in cui le preoccupazioni
principali sono la capacità d'acquisto di salari e pensioni e sulla certezza
del lavoro. Tasse, pensioni, precarietà: non si poteva che finire qui. La
constituency induce alla promessa semplice. Il politico dice: farò in modo che
la benzina costi meno, che le tasse siano più basse e le pensioni più alte.
Promesse giuste, ma davanti a queste nuvole di crisi che arrivano dall'estero,
lo stesso elettore alla fine sarà spinto a chiedere al politico: ma se le tue
promesse dipendono da tutto questo, tu come farai a mantenerle? Ecco, nella
nostra campagna elettorale la politica sembra ritenere di avere il dominio
sulle conseguenze interne di ciò che accade nel mondo, senza occuparsi degli
antefatti che quelle conseguenze producono? Serve uno sforzo di tutti per
alzare lo sguardo. In questo i media hanno grande responsabilità, non inferiore
a quella della politica. Tocca anche a loro sollecitare le risposte che servono
e non chiudersi nell'aia di casa. Non ce la caviamo col solito editoriale che
prende a pallonate la politica finendo nel solito circolo vizioso: le si chiede
di più e intanto le si dà la botta in testa che serve a delegittimarla". A
parte qualche generica preoccupazione sui "tempi difficili" in
arrivo, finora Veltroni e Berlusconi (a proposito, Amato dice che la rimonta
del leader del Pd è "particolarmente difficile, non impossibile") non
hanno fatto molto per sintonizzare le loro proposte con il quadro di crisi
internazionale. Il ministro dell'Interno è fiducioso che ciò avverrà:
"Nella fase finale della campagna non si potrà che passare da qui".
Ma, avverte Amato, nulla è automatico. Per l'ex premier un altro mondo è possibile
- come recitava (con un prudenziale punto interrogativo alla fine) il titolo di
un suo recente libro - solo se ci si mette all'opera per cambiarlo. E, a
riprova della tesi, porta avanti un esempio un po' inquietante: "Qualcuno
che non insegue la cronaca si è accorto che, rebus sic stantibus, l'Italia sarà
presto sommersa rifiuti e che l'emergenza Napoli è soltanto antesignana di un
fenomeno che potrebbe svilupparsi a macchia di leopardo nel resto d'Italia?
Alla lunga, riducendo al minimo essenziale il numero di discariche e di
impianti tecnologicamente attrezzati ci siamo messi in condizione di provvedere
ai rifiuti che produciamo da qui a un anno, non di più. Che succederà a questa
Italia che si rifiuta di affrontare il problema pur avendo le miglior
tecnologie a disposizione per farlo?". Un ultima questione: anche per
distinguersi dagli omologhi bertinottiani i no global di destra sostengono che
il deficit di democrazia e di autorevolezza della politica per rispondere alla
crisi affondi le radici nei guasti del '68: perdita del principio di autorità e
di responsabilità, lassismo, antimeritocrazia. Amato si ferma un attimo. Poi
dice: "Le racconto una storia. Una mia cara amica lavorara in Rai. Eravamo
tanti amici negli anni Settanta, tanto è vero che a stagione finita io portavo
la mia barchettina di quattro metri a casa a sua, a Cabalbio, per ricoverarla
per l'inverno. Lei un giorno mi disse: "Sai, da quando in Rai s'è smesso
di darsi del lei e ci si dà del tu la gente ha smesso di lavorare". Era
una conversazione di trenototto anni fa. Non mi pare, questa sul '68, una tesi
molto nuova". Stefano Cappellini 20/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia Questi sono i costi della politica
L'amministratore delegato di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, ha
sintetizzato ieri dieci anni di fallimento di Alitalia come segue:
"nel 1997, quando io ho assunto la guida di Air France, il fatturato era
di otto miliardi di euro, allo stesso momento quello di Alitalia era di cinque
miliardi di euro". Dieci anni dopo, nel 2007, "il fatturato di Air France - senza
Klm - era di sedici miliardi di euro, quello di Alitalia
di poco più di quattro miliardi". Tradotto, ha spiegato il manager di Air
France, impegnato in questi giorni nella difficile trattativa per
l'acquisizione del gruppo guidato da Maurizio Prato, vuol dire che negli anni
in cui il vettore transalpino cresceva, in termini di giro d'affari, e
guadagnava man mano margini per investire e per svilupparsi, Alitalia
"era spesso in difficoltà e non ha avuto mezzo per svilupparsi".
Negli stessi anni, crudelmente fotografati da Spinetta, la compagnia di
bandiera ha goduto di quasi quattro miliardi di euro di aumenti di capitale
(fino allo stop definitivo della Commissione europea che avrebbe considerato
ogni ulteriore iniezione di liquidità come un aiuto di Stato). Nello stesso
periodo, Alitalia ha cambiato amministratore delegato
più o meno con ogni bilancio, più o meno una volta all'anno. Ed è stata terreno
di scontro di una vicenda surreale come Malpensa, un investimento milardario
che dieci anni fa doveva salvare Alitalia e oggi si
aggrappa disperatamente alla compagnia di bandiera per non chiudere. Un hub in
concorrenza con un'altra mezza dozzina dell'area, a cominciare da Linate, che
soffre di collegamenti demenziali verso Milano e le altre città lombarde e non
ha alcuna possibiltà - ad esempio perché non ci sono aerei la mattina presto -
di diventare uno scalo credibile. Soprattutto, diventato un orrido ring dei
politici lombardi, più occupati a litigare tra di loro e con Palazzo Chigi che
a sorvegliarne la redditività, colata letteralmente a picco, in un decennio. Ma
questi ennesimi esempi di cattiva gestione di un'azienda e di un aeroporto non
sarebbero così scandalosi se non si trattasse di soggetti pubblici e di soldi -
decine di miliardi - prelevati anche alla collettività. Anche questi sono i
costi della politica. Altro che stipendi dei parlamentari: sono questi i casi
veri di "caste", Alitalia e Malpensa.
Restiamo in fiduciosa attesa di acquirenti per comprarle o di referendum per
abolirle. 20/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Air france la
strategia di spinetta Quasi al prendere o lasciare Migliaia in piazza Roma col
Riformista, Brown apre uno spiraglio con Pechino Quaranta minuti di
introduzione per riassumere i punti salienti dell'offerta
per Alitalia e per scandire che non si tratta di una proposta "prendere
o lasciare", ma certamente con margini "limitatissimi, quasi
inesistenti", vista la drammaticità del quadro e visto che non si tratta
dunque di un negoziato "classico". Nella sala affollatissima di un
albergo romano, l'ad di Air France-Klm Jean Cyril Spinetta ha ribadito in
conferenza stampa che senza l'assenso "della maggioranza dei
sindacati" e del prossimo governo, non chiuderà la partita e ha messo i
puntini sulle "i" sia sul dossier Malpensa che sulle cifre degli
esuberi. Scuotendo la testa, ha poi puntualizzato che soltanto "una mente
machiavellica o malata" può pensare che i francesi investano due miliardi
di euro "per strozzare o per confinare" Alitalia.
Spinetta ha confermato intanto la cifra complessiva di 2.100 esuberi, di cui
1.600 di Az Fly e il resto di Az Servizi. Ma in considerazione dello sviluppo
previsto di Fiumicino - che sarà l'hub su cui concentrare gli sforzi, in futuro
- gli esuberi potrebbero scendere anche sotto quota duemila. 7 20/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Non solo malpensa
cavaliere aggressivo su alitalia, annuncia cordata (toto-passera?) Veltroni ha
paura di perdere l'aereo Walter rassicura Prodi, tavolo comune "per
stanare Silvio" Appena finito di leggere su Libero la lettera di Silvio
Berlusconi "ai lombardi", e dopo essere sobbalzato ai passaggi in cui
il leader del Pdl accusa il governo di aver chiuso Malpensa e "svenduto Alitalia a un quinto del suo valore", Walter Veltroni ha deciso che
tenere una linea prudente non era più possibile: "Se Berlusconi ha deciso
di fare di Alitalia e Malpensa il cuore della sua campagna, noi glielo dobbiamo
impedire". In effetti, così Berlusconi ha deciso: il leader del Pdl s'è
convinto che il caso Alitalia è l'unico grande jolly a disposizione in una campagna per
il resto tutta dentro le righe e ha preparato per bene l'offensiva, confortato
già due giorni fa dai primi sondaggi con effetto-Malpensa incorporato. Prima ha
riportato tutto il Pdl alla linea antifrancese, facendo rientrare le aperture
iniziali di Fini, quindi dopo un giorno di silenzio sulla questione ha sferrato
l'offensiva nordista su Libero , poi rilanciata in serata: "L'offerta Air
France è irricevibile. Mi auguro che possa farsi avanti una cordata di
imprenditori italiani". Il Pd si è trovato definitivamente spiazzato. Ecco
dunque che i mal di pancia trattenuti e i malumori silenziosi hanno lasciato il
posto alla controffensiva sul governo. Nel primo pomeriggio Veltroni ha
chiamato Prodi: "Io non voglio mettermi di traverso, ma dobbiamo stanare
Berlusconi. E il governo deve fare la sua parte". Si assuma il Cavaliere,
suggerisce Veltroni, la responsabilità di dimostrare che Alitalia
può essere pagata cinque volte più che dai francesi. E sia il "partito del
fallimento" a spiegare, davanti al probabile tracollo della compagnia, che
cacciare Air France è stato un buon affare. "Il Cavaliere porti la
soluzione", raccoglie Prodi, dichiarando in serata. Ma a palazzo Chigi si
vuole andare avanti con Air France e chiudere entro il 31 marzo. Casomai, il
sospetto prodiano sempre più forte è un altro. Che il piano di Berlusconi non
sia solo elettorale, ma industriale: togliere di mezzo Air France, rilanciare
l'ipotesi Toto (con una sostanziosa iniezione di liquidità garantita da Corrado
Passera per alzare la vecchia offerta del patron di Air One) e presentarsi come
il salvatore della patria. E se dopo il 31 marzo sopravvenisse il fallimento,
tanto meglio, l'acquisizione sarebbe più semplice. "I sindacati dovrebbero
capirlo", si spiega a palazzo Chigi. Veltroni ritiene verosimile lo
scenario. Ma per ora gli interessa altro: l'umore dell'opinione pubblica del
nord, il no dei sindacati, la necessità di fugare ogni sospetto che la vendita
poco prima delle elezioni nasconda ragioni diverse da quelle dello stato di
necessità, rivendicato ancora ieri da Tommaso Padoa-Schioppa sul Corsera . Ora
l'urgenza è frenare la possibile emorragia di voti. Per questo, mentre Veltroni
resta "allineato e coperto", Di Pietro continua a tuonare contro
l'esecutivo e la linea ufficiosa del Pd è ormai quella della "soluzione
bipartisan". Il primo a sdoganarla è il responsabile Economia del Loft
Giorgio Tonini: "A questo punto - dice al Riformista - è meglio fermarsi e
riflettere. Questo è un governo in carica per il disbrigo dell'ordinaria
amministrazione. La vendita Alitalia non lo è. Se
Berlusconi ritiene che Alitalia sia venduta a un
prezzo cinque volte inferiore e addirittura adombra l'ipotesi che dietro la
vendita ci siano ragioni oblique e inconfessabili, noi abbiamo il dovere di
fermarci". Ragioni industriali o elettorali? "Tutte e due. Qui ci
attaccano su Roma, "regalate Alitalia", e
Milano, "chiudete Malpensa". E comunque stiamo parlando di un'ipoteca
sul futuro del paese, di una trattativa difficile già di suo, che diventa
impossibile senza un'assunzione di responsabilità comune". Un tavolo
bipartisan, "aperto fin d'ora", invoca anche un altro autorevole
esponente democrat , il ministro Paolo Gentiloni: "La parola fine alla
trattativa verrà messa nella seconda metà di maggio dal prossimo governo. Penso
che debba esserci una convergenza visto che la decisione finale spetterà ad uno
dei due candidati premier, Veltroni o Berlusconi". (Cappe) 20/03/2008.
( da "Liberazione" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Spinetta fa il
furbo: "Solo 2mila esuberi". E Berlusconi specula:
"Irricevibile" Ricatto di Air France ad Alitalia "Il piano è immodificabile" I sindacati: "Addio
confronto" Roberto Farneti La trattativa tra Air France e Alitalia rischia di saltare. Con conseguenze che, allo stato attuale, è
difficile immaginare. A pochi giorni dalla scadenza del 31 marzo, fissata dal cda
di via della Magliana, mancano infatti ancora all'appello due delle tre
condizioni poste dal colosso franco-olandese: il consenso dei sindacati
e quello del prossimo governo. I primi hanno già bocciato il piano in
"salsa camembert" che prevede 2.100 esuberi tra piloti, assistenti di
volo, personale di terra, più l'espulsione dal perimetro dell'azienda di altri
3mila 300 lavoratori di Az Servizi, il cui destino sarebbe legato all'ipotetico
rinnovo, tra otto anni, del contratto di fornitura. Ieri il presidente di Air
France, Jean Cyril Spinetta, ha anche ribadito che il piano in questione è
praticamente "immodificabile". Un ultimatum vero e proprio, a cui i
sindacati hanno risposto con fermezza: "Così facendo, Spinetta non rende
agibile la trattativa", osserva il leader della Cisl Raffaele Bonanni.
Oggi ci sarà un nuovo incontro tra il presidente di Alitalia,
Maurizio Prato, e le nove sigle sindacali. Nel pomeriggio è convocato anche il
cda della compagnia. Quanto al prossimo governo, Air France dovrebbe sperare
che le elezioni le vinca il Partito Democratico, dal momento che ieri il
candidato premier del Pdl, Silvio Berlusconi, ha bollato come
"irricevibile" la trattativa in corso e ha rivolto un demagogico
appello a quegli imprenditori italiani "con un minimo di orgoglio",
affinché si facciano avanti "con un'offerta e con un progetto industriale
per evitare una fine così ingloriosa della nostra compagnia di bandiera".
La classica "boutade" da campagna elettorale, dal momento che Berlusconi
non ha mai apertamente appoggiato l'unica cordata italiana concretamente in
campo, quella guidata dal patron di Air One, Carlo Toto. Il Cavaliere ha
inoltre dato un notevole contributo, quando era alla guida del precedente
governo, al precipitare della situazione di crisi dell'Alitalia.
Inutilmente ieri Spinetta ha tentato di convincere i sindacati che quella
prospettata è una soluzione positiva, oltre ad essere l'unica possibile. Il
presidente di Air France ha persino tentato di camuffare le cifre reali sugli
esuberi del personale, sostenendo che, al netto di nuove assunzioni a
Fiumicino, sarebbero "meno di 2mila". Per loro verrà messo a punto
"un piano sociale esemplare - ha assicurato Spinetta - Mobiliteremo tutte
le risorse possibili, dalla cassa integrazione, alla mobilità, agli incentivi
finanziari". Esclusa però la moratoria per il disimpegno di Alitalia da Malpensa. Spinetta ha quindi ricordato più volte
"la situazione in cui versa la compagnia" italiana, ed ha espresso
"l'auspicio che ognuno ne prenda realmente in considerazione la gravità.
Forse ai sindacati serve un po' più di tempo - ha aggiunto - per valutare
l'operazione, ma restano pochi giorni, e considerando i rischi che la compagnia
corre se non si chiude un accordo, o i vantaggi di chiuderlo, non riesco neanche
a immaginare che non possa esserci". In altre parole, un ricatto. A cui si
aggiunge la minaccia del commissariamento ventilata ieri dal ministro
dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa. Ipotesi respinta da Ugo Boghetta,
responsabile nazionale trasporti Prc, secondo cui "le offerte di Air
France vanno rifiutate": "Forse il ministro non si è accorto -
ironizza Boghetta - che con la sua gestione della trattativa, l'Alitalia è già alla bancarotta, tant'è che Air France la
vuole in regalo". Per il segretario del Prc, Franco Giordano, "tutte
le cordate che si interesseranno alla vicenda dovranno passare al vaglio del
vincolo occupazionale e della definizione del piano industriale". Su
Malpensa, ha poi aggiunto: "Sarà decisivo l'investimento sulle rotte, in
un contesto di difficoltà dovuto a un deficit di management che non può essere
pagato dai lavoratori". 20/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Segue dalla prima
alitalia e spinetta di Tonia Mastrobuoni Quanto a Malpensa, come spesso in
passato, Spinetta è stato chiarissimo (come quando disse tempo fa che un
aeroporto senza voli la mattina presto ha zero credibilità, soprattutto come
hub del business milanese). Primo, "di solito sono gli aeroporti che
servono le compagnie aeree, non il contrario". Secondo, l'ad di Air France
ha respinto qualsiasi ipotesi di moratoria sullo scalo milanese. I francesi non
hanno alcuna intenzione di ereditare lo spinoso nodo della causa da 1,2
miliardi di euro intentata da Sea contro Alitalia. Ma
stamane è convocato un cda della società che controlla Linate e Milano,
prevedibilmente per prendere una decisione in merito. Dopo i toni perentori di
Letizia Moratti, che aveva chiuso a qualsiasi ipotesi di mediazione,
sull'argomento, l'amministratore delegato, Giuseppe Bonomi, è sembrato più
dialogante, ieri. In ogni caso Spinetta ha proposto una moratoria di due anni
sul settore cargo di Malpensa, che "sarebbe stato più logico
chiudere", ma cui i francesi vogliono concedere due anni di tempo per
trovare soluzioni adeguate "dal punto di vista sociale ed economico".
Il caso Alitalia, diventato ormai prepotentemente un
tema da campagna elettorale dopo l'inversione a U di Berlusconi che punta
evidentemente a blindare l'elettorato del nord, è stato anche al centro di un
animato consiglio dei ministri, ieri mattina. Durante il quale il responsabile
dell'Economia, Padoa-Schioppa, ha ribadito quanto già detto nell'intervista di
ieri al Corriere . Una conversazione dai toni insolitamente duri, contro
"il partito del fallimento", riproposti in sostanza anche anche al
consesso dei ministri: il commissariamento, ha chiarito l'azionista
di controllo di Alitalia, si avvicina. Sulla stessa lunghezza d'onda il responsabile
dello Sviluppo, Bersani, che avrebbe ricordato ai colleghi le uniche tre
alternative: vendere Alitalia ai francesi, farla fallire o trovarle un altro acquirente. Nel
caso di commissariamento però, ha aggiunto Bersani, chi l'ha portata al quel
punto "dovrà prendersi le proprie responsabilità". Sul fronte
opposto, il ministro dei Trasporti Bianchi e il responsabile della Solidarietà
sociale Ferrero, convinti che il piano di Air France sia invece
"irricevibile", estremamente critici con il management di Alitalia degli ultimi anni, "Cimoli compreso",
come ha sottolineato Ferrero, compatti nel chiedere ammortizzatori sociali per
tutti gli esuberi. Ma Ferrero ha ricordato anche che il fallimento della
compagnia di bandiera vada imputato in primo luogo "ai cinque anni di
governo Berlusconi e alla connivenza di certe cordate di industriali". Ma
proprio "irricevibile" è stato anche l'aggettivo usato dal Cav per sferrare
il suo pensantissimo attacco contro l'ipotesi Air France. Stamane è previsto il
nuovo round con i sindacati e ieri sera i segretari generali di Cisl e Cgil,
Bonanni ed Epifani, hanno chiesto un incontro urgente col governo, respingendo
"l'alternativa tra accordo capestro e fallimento". Ma alla luce del
fuoco di sbarramento del prossimo, probabile presidente del Consiglio, è
evidente che l'incontro con le nove sigle previsto per stamane è diventato
l'ostacolo minore. Per Spinetta, il viatico già stretto per la conquista di Alitalia sta diventando di giorno in giorno più
impraticabile. 20/03/2008.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina
103 Berlusconi boccia Air France: sì a Toto Padoa-Schioppa: "Rischio
commissariamento per Alitalia" -->
Padoa-Schioppa: "Rischio commissariamento per Alitalia"
Si infiamma il dibattito su Alitalia al gruppo Air
France-Klm. Berlusconi: "Una cordata tra Air One, Banca Intesa e i miei
figli". ROMA Berlusconi rompe il silenzio su Alitalia
e va all'attacco: la proposta di Air France "è irricevibile", dice e
suona la riscossa del tricolore. "È venuto il momento che se esistono in
Italia degli imprenditori con un minimo di orgoglio si devono fare
avanti". Il Cavaliere pensa, in particolare, all'offerta di Air One come
una delle iniziative possibili. "Alla compagnia aerea sono pronti ad
affiancarsi Banca Intesa e i miei figli", ha detto ieri a tarda notte il
Cavaliere. Ed è subito scontro con Romano Prodi. Per ora, replica il
Professore, quella di Air France "è l'unica proposta. Se il Cavaliere non
è d'accordo presenti un'altra soluzione". Il che significa avere un piano
e poi fare un'Offerta pubblica d'acquisto che deve essere valutata e accettata
dal Tesoro. Le posizioni di Berlusconi sono invece "inaccettabili"
per il ministro Pierluigi Bersani, che ha definito "irresponsabile"
l'atteggiamento del leader del Pdl. Romano Prodi e il ministro dell'Economia
Tommaso Padoa-Schioppa sono infatti convinti che se dovesse saltare la
trattativa con Parigi, il destino della compagnia di bandiera sarebbe il
commissariamento. Certo, spiega il leader del Pd Walter Veltroni su Malpensa
serve "gradualità". E poi se Alitalia non
può avere due hub, l'Italia invece - ragiona - può. LE POSIZIONI Tra le cose
che sembrano non andare giù al Cavaliere c'è proprio il trattamento riservato
dai francesi su Malpensa. Il numero uno di Af, Jean-Ceryl Spinetta, ieri ha
chiuso definitivamente la porta a qualsiasi ripensamento. E questa, insieme al
capitolo "cargo", è una delle condizioni "inaccettabili"
per il Pdl. Ma il consenso di FI, An e Lega è considerato da Parigi necessario.
Nonostante la dura presa di posizione di Berlusconi, non è comunque ancora
detta l'ultima parola. Due infatti sono le anime che in questi giorni si stanno
confrontando: da una parte il Carroccio e la "carica" dei lombardi,
dall'altra Gianni Letta e Giulio Tremonti. Il consigliere politico del
Cavaliere e l'ex ministro dell'Economia sarebbero infatti più inclini a
favorire la chiusura della partita Alitalia. Evitando
così al prossimo governo molte grane. L'unica richiesta che sarebbe arrivata,
nel corso dei contatti di questi giorni, è di mettere in campo tutta
l'accortezza possibile per gestire i rapporti con i sindacati e quindi di
tutelare in particolare l'aspetto occupazionale. IL PD Quest'ultimo rappresenta
un tema che sta molto a cuore anche alla sinistra della coalizione, come emerso
nel corso del Consiglio dei ministri di ieri mattina. Di fronte al titolare
dell'Economia che avrebbe richiamato i colleghi alla dura realtà, spiegando che
non esistono alternative auspicabili alla privatizzazione di Alitalia,
salvo il rischio di ritrovarsi con un commissario, i ministri non avrebbero
nascosto i timori. Risultato: un confronto a Palazzo Chigi vivace, a tratti dai
toni "accesi". Indiscutibile che il destino dei lavoratori sia un
tema sensibile e quindi non stupisce che sia anche stato al centro
dell'incontro, avvenuto intorno all'ora di pranzo sempre a Palazzo Chigi, tra
Spinetta, il presidente di Alitalia Maurizio Prato, il
ministro Padoa-Schioppa e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio
Enrico Letta, e Prodi. Certo, non sarebbe stato l'unico: tra i capitoli
affrontati anche quello delle tratte per la Cina e l'India, tagliate nel piano
franco olandese. Tornando invece al capitolo esuberi, nel corso del colloquio,
secondo quanto riferiscono fonti di governo, i francesi avrebbero rassicurato
gli interlocutori spiegando che l'asticella fissata intorno a quota 2000
potrebbe scendere ancora.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina
103 la trattativa Spinetta: sono 2.100 gli esuberi previsti La trattativa
--> ROMA "Credo in questa operazione". Jean-Cyril Spinetta, difende il piano per acquisire Alitalia.
"Scommetto" sulle possibilità di successo, su un futuro di
"risanamento e sviluppo" per una "compagnia sfinita", ha
detto ieri il presidente di Air France-Klm. "Si, è vero, l'accordo è a
rischio", ha confermato dopo il primo confronto con i sindacalisti,
partito in salita. "Ma ho fiducia". Un incontro di lavoro con
i vertici di Alitalia, una visita a Palazzo Chigi, poi
nel pomeriggio un'affollata conferenza stampa. Spinetta ha voluto "spiegare,
chiarire, illustrare i contenuti dell'offerta", sgombrare il campo dalle
polemiche. Sul numero degli esuberi, per esempio: "Ho letto seimila,
settemila, ottomila... Sono in tutto 2.100". Un lungo intervento per
cercare di dimostrare, punto dopo punto, che il piano di Air France può
ribaltare il futuro di Alitalia, oggi sull'orlo del
fallimento. Raggiungere un'intesa con i sindacati "è fondamentale",
ha detto Spinetta, perché "senza adesione e sostegno dei dipendenti, per
Air France-Klm sarebbe difficile impegnarsi in un'operazione come questa".
Ma per come è strutturata l'offerta, dopo l'approvazione dei cda, e l'adesione
del Tesoro, "i margini di manovra sono inesistenti o limitatissimi".
IL PIANO Il modello è quello con cui Air France ha "integrato, non
comprato" Klm nel 2003: "Sviluppo insieme, ma continuando a esistere
ognuno con il suo nome, un marchio, una identità nazionale, autonomia
gestionale". Un passo da fare, perché di fronte alle prossime sfide del
mercato se le grandi compagnie europee non si integrano "sono destinate a
scomparire". Il progetto "nasce in un contesto difficile", ha
rilevato Spinetta, accennando alla "gravità" dei conti di Alitalia. "Ma non è vero", ha detto, "che
abbiamo ridotto la cifra da investire". Dopo l'esame dei conti, e per
l'impatto dell'impennata del prezzo del petrolio, il prezzo offerto per lo
scambio di azioni è sceso da
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina
103 La Sea decide sulla richiesta di risarcimento. Incontro con i sindacati
Malpensa, oggi il responso La Sea decide sulla richiesta di risarcimento.
Incontro con i sindacati --> ROMA Il futuro di Alitalia
resta ancora a rischio. Mentre si ripropone il pericolo-commissariamento, i
sindacati restano irremovibili con i leader di Cgil e Cisl che in serata hanno
fatto un appello a Prodi, chiedendo un incontro urgente. Proprio mentre il
numero uno di Air France-Klm ha ribadito che l'ok dei lavoratori resta una
condizione prioritaria per chiudere l'operazione. Condizionata anche dal nodo
Malpensa sul quale ieri sono arrivati segnali di apertura da parte della Sea,
società di gestione dello scalo che ha convocato per oggi un consiglio
straordinario. Ancora un quadro di incertezza, dunque, in una giornata che ha
visto il titolo rimbalzare più volte per chiudere in rialzo del 12%. LA
TRATTATIVA I sindacati, con cui ieri si è interrotto il confronto del numero
uno del colosso d'oltralpe, Jean Cyril Spinetta, restano irremovibili in
assenza di modifiche alla proposta. Per sbloccare la situazione i leader di
Cgil e Cisl Guglielmo Epifani e Raffaele Bonanni hanno chiesto un incontro
urgentissimo al Premier ritenendo improponibile l'alternativa tra un accordo
capestro e il fallimento di Alitalia. Ipotesi, quella
di un commissariamento, paventata nel Consiglio dei ministri dal responsabile
dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa. Si vedrà oggi se un dialogo fra i
sindacati e il gruppo franco-olandese potrà riprendere. E Spinetta si è detto
fiducioso che il negoziato prosegua. Intanto, le nove sigle sindacali e
professionali, che hanno respinto gli esuberi previsti da Parigi, per un totale
di 2.100, sono stati convocati alle 9 dal vertice di Alitalia. Che dopo riunirà un consiglio di amministrazione. MALPENSA
Anche la Sea (società di gestione degli aeroporti di Linate e Malpensa) riunirà
oggi un consiglio di amministrazione straordinario su "situazione Alitalia e determinazioni conseguenti". La decisione appare un
segnale rispetto al rischio, che Air France-Klm ha chiesto di rimuovere, di un
risarcimento da 1,25 miliardi di euro per il taglio di voli Alitalia
su Malpensa da aprile. Il presidente di Sea Giuseppe Bonomi ha detto ieri che
l'obiettivo non è il fallimento di Alitalia. Anche
perché ne andrebbe del futuro di Malpensa. BRUXELLES Sul prestito ponte da 300
milioni di euro garantito dal Tesoro ad Alitalia per
rimpinguare le casse (con Air France-Klm che rimborserebbe con l'aumento di
capitale da un miliardo), via XX Settembre sarebbe già al lavoro. Per la
Commissione europea, che dovrà verificare se si tratta di aiuto di Stato, la
proposta presentata da Air France-Klm "risponde a criteri di politica
industriale" ha detto il vicepresidente Jacques Barrot.
( da "Campanile, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Spinetta illustra
ancora il piano: "Margini di trattativa inesistenti". Oggi nuovo
incontro con i sindacati Ore decisive per la trattativa tra Alitalia
e AirFrance-Klm. Dopo la riunione-fiume di ieri l'altro, che si è conclusa
sostanzialmente con un nulla di fatto, caratterizzata tra l'altro da incidenti
tra manifestatnti e polizia, il numero uno di Air France-Klm Jean-Cyril
Spinetta ha esposto a grandi linee il piano, avvertendo che i margini della
trattativa sono inesistenti, o "piccolissimi". Intanto oggi alle nove
l'ad della compagnia di bandiera, Maurizio Prato e il presidente Spinetta,
hanno convocato i sindacati per trovare un margine di apertura per la
trattativa che dovrebbe concludersi entro il 31 marzo, come ha chiesto Prato,
data la pessima situazione finanziaria di Alitalia.
Tornando alla conferenza stampa, il top manager francese ha ribadito inoltre
che è "fondamentale" l'ok dei sindacati per l'acquisizione di Alitalia e ha anche aperto ad una moratoria di due anni per
i cargo, che perdono 71 milioni di euro contro i 223 di fatturato. "Una
palla al piede dell'azienda che impedisce di svilupparsi - ha sottolineato
Spinetta- ad altri settori". E nonostante queste "cifre
spaventose" la proposta franco-olandese non prevede una chiusura del
settore ma una moratoria di due anni dal 2008 al 2010 lasciando operativi tre
aerei. Questi tre anni sarebbero il "tempo necessario - ha spiegato ancora
il top manager - per trovare una soluzione adeguata sul piano economico e
sociale anche accettando perdite per svariati euro". Confermati, gli
esuberi che sono in tutto 2100: "1600 di Alitalia Fly e 500di Alitalia Servizi".
Contrariamente ai 1700 esuberi indicati nei mesi scorsi, su 9900 di Alitalia Fly, il piano Air France Klm ne prevede quindi 1600.
"Nessun diktat" ha aggiunto Spinetta, spiegando che si sta trattando
per creare un grande gruppo leader nel mercato europeo con vocazione mondiale,
e anche la data del 31 marzo per la conclusione della trattativa è stata
richiesta dal presidente e ad dell'Alitalia Maurizio
Prato alla luce della difficile situazione finanziaria dell'aerolinea italiana.
Ieri, invece, si è tenuto un lungo consulto tra il numero uno di Air France-Klm
e il management di via della Magliana: Spinetta e Prato si sono poi
intrattenuti a palazzo Chigi per circa un'ora e mezza. E proprio nella sede del
governo, durante il Consiglio dei Ministri, l'esecutivo ha affrontato il
"caso" Alitalia in una "discussione
informale". Il titolare dell'Economia, Tomamso Padoa Schioppa, secondo
quanto riferito, avrebbe accennato al rischio-commissariamento per la compagnia
aerea. "Il ministro Padoa-Schioppa - ha detto Vannino Chiti, responsabile
dei rapporti col Parlamento - ha fatto una relazione al consiglio su Alitalia. C'è grandissima preoccupazione, è evidente che in
questa situazione c'è il rischio che si vada all'amministrazione
straordinaria". Il caso Alitalia, intanto,
continua ad animare il dibattito politico: il leader del Pd Walter Veltroni ha
affermato che si deve trovare una soluzione che limiti il più possibile
l'impatto sociale e dobbiamo far decollare Malpensa, che deve riuscire a
svilupparsi recuperando la sua funzione di Hub italiano". Per Silvio
Berlusconi, invece, "svendono Alitalia, la nostra
compagnia di bandiera, a un quinto del suo valore di mercato". Non si
esprime il presidente di Confindustria: "Non da oggi il caso, purtroppo, è
un pessimo segnale, una pessima immagine del Paese. Preferisco non commentare,
ha detto Luca Cordero di Montezemolo mentre per il segretario della Cgil Guglielmo
Epifani, è Air France ora a dover fare la "prima mossa". Intanto a
piazza Affari, il titolo ha registrato in mattinata un ribasso e ha poi
rialzato la testa: a metà pomeriggio segnava il più 5%. Intanto per oggi
pomeriggio è atteso anche il Cda di Alitalia (20-03-2008).
( da "Voce d'Italia, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Il leader
del Pdl si oppone alle 'svendita' della compagnia di bandiera Berlusconi boccia
l'offerta di Air France "Dovevano farsi avanti gli imprenditori"
Milano, 20 mar. - "Opaca trattativa prima, poi solo quella con Air France:
un comportamento irricevibile", ha così commentato il
leader del Pdl Silvio Berlusconi riguardo alla "svendita" di Alitalia al consorzio franco-olandese. "C'era in gioco anche la
questione Malpensa e quindi l'economia del Nord; la trattativa è stata portata
avanti in modo dilettantistico; rinnovo l'invito agli imprenditori a farsi
avanti per salvare una decaduta compagnia nazionale". Berlusconi
pensa anche ad un possibile ritorno di AirOne. Il numero uno di Air France-Klm
Spinetta, intanto, attende il via libera all'operazione da parte del nuovo
governo, in quanto " nessuna trattativa riguardante una compagnia di
bandiera può trovare il parere contrario del Governo in carica". Alla
complessità dell'operazione si aggiunge per i francesi la dura opposizione dei
sindacati che, nelle persone dei segretari generali di Cgil e Cisl Guglielmo
Epifani e Raffaele Bonanni, hanno chiesto con una missiva inviata ieri sera al
presidente del consiglio, Romano Prodi, "un incontro urgentissimo per
l'improponibile trattativa di vendita di Alitalia,
capestrata e fallimentare". Andrea Morelli.
( da "Quotidiano.net" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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STANGATA DEI FRANCESI Air France: via
( da "Tempo, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Lo scenario
Scintille in Consiglio dei ministri. E spunta la legge Marzano Il ministro
dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa, vede una sola
alternativa alla vendita di Alitalia ad Air France-Klm, e cioè
il commissariamento. Lo ha riferito il ministro della Solidarietà Sociale Paolo
Ferrero, all'uscita di palazzo Chigi, al termine della riunione del Consiglio
dei ministri. La discussione in consiglio dei ministri "è stata vivace e
con toni molto accesi", prosegue Ferrero, "anche sulle
modalità della gestione e sulle responsabilità che stanno in capo a chi ha
diretto la compagnia da Cimoli a Prato". Insomma ieri a Palazzo Chigi ci
sono state scintille. E qualcuno ha avanzato l'ipotesi di ricorrere alla legge
Marzano sul salvataggio delle imprese in crisi, così come avvenuto per
Parmalat. Critico anche il presidente della Cir, carlo de Benedetti. "Si
sono infilati in un imbuto e ci vanno fino alla fine". De Benedetti ha
criticato la trattativa che è stata condotta "nel modo peggiore" e
ricordato che la vicenda Alitalia è iniziata da molto
tempo: "negli ultimi 15 anni ha perso 15 miliardi di euro il che vuol dire
270 euro per ogni cittadino italiano". Sulla trattativa De Benedetti ha
spiegato appunto che "è stata condotta nel modo peggiore: pensavano di vendere
un'azienda in bonis invece ho sentito Padoa-Schioppa dire che c'è il rischio
del commissariamento. Potevano farlo un anno fa e trattare su basi più serie.
Oggi non c'è più niente da fare". Ipotesi meno probabile, stando alle
ricostruzioni di quello che si sono detti i ministri a Palazzo Chigi, è quella
del ricorso diretto al fallimento.
( da "Tempo, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Rialzo
dell'11% E il titolo riprende quota in Borsa Ennesima
seduta al cardiopalmo per Alitalia, oscillata pericolosamente
tra il segno positivo e quello negativo, senza farsi mancare alcune sospensioni
sia per eccesso di ribasso che per troppo rialzo. Alla fine ha prevalso la
speranza tra gli operatori e Alitalia ha archiviato la giornata
con un +11,96% a 0,309 euro per azione. Un risultato, comunque, che non
migliora più di tanto il risultato degli ultimi periodi: nelle prime tre sedute
settimanali la perdita accumulata è pari al 58,17%, da inizio marzo si arriva
ad un -64,04%, da inizio anno, invece, le azioni Alitalia
hanno perso il 70,66% del proprio valore, risultato che ne fa il secondo
peggior titolo tra tutte le società quotate a Piazza Affari (dopo Cell
Therapeutics).
( da "Tempo, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa
economia Alitalia, il piano è
blindato L'ipotesi di commissariamento per Alitalia lascia di
stucco il presidente di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta. I timori del
ministro dell'economia, Tommaso Padoa Schioppa, "non li capisco, noi
abbiamo un vero piano di rilancio", sussurra il manager francese a un suo
stretto collaboratore prima della conferenza stampa convocata ieri all'Hotel Bernini Bristol a Roma.
"Si è vero, l'accordo è a rischio, ma credo in questa operazione"
dice Spinetta che durante l'incontro ha messo bene in chiaro alcuni punti
discussi con i sindacati. "I margini di trattativa sono inesistenti o
piccolissimi", perché "non siamo in presenza di un negoziato
classico", ma di fronte a un'azienda "sfinita" che per
rilanciarsi "deve ridurre la flotta, concentrarsi su Roma e tornare a fare
profitti". Ma per andare avanti "serve l'accordo con i sindacati e
con il nuovo governo". Il numero uno della compagnia francese ha precisato
le linee guida del piano di salvataggio. Gli esuberi saranno 2.100: di questi
1.600 riguardano Az Fly che in totale conta 9.900 dipendenti; gli altri 500 si
riferiscono ai 3.300 dipendenti di Az Servizi (su un totale di 7.400) che
rientrano nel perimetro di vendita. Anche se la riduzione del personale
potrebbe scendere sotto quota 2.000 unità se si considera che Air France pensa
a nuove assunzioni nello scalo di Fiumicino. Spinetta ha anche fatto sapere che
su richiesta del presidente di Alitalia, Maurizio
Prato "i vincoli contrattuali con Az Servizi saranno rinnovati per 8
anni". Poi arriva una promessa: "Prenderemo l'impegno che tra gli
esuberi nessuno verrà lasciato in mezzo a una strada". La flotta sarà
ridotta di 37 aerei, passando da
( da "Tempo, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa L'intervista
al direttore dell'Istituto Bruno Leoni Mingardi: "Questa agonia deve
finire, era meglio il fallimento" "Questa agonia deve finire. Più si perde tempo e peggio è per Alitalia quindi è indispensabile
accettare in fretta l'offerta di AirFrance-Klm". Alberto Mingardi,
direttore generale dell'Istituto Bruno Leoni, non ha dubbi in merito al futuro
della compagnia di bandiera italiana. Come valuta il piano presentato dai
francesi? L'offerta è brutta. Più bassa di almeno un terzo rispetto a
quella che si poteva ottenere. Resta la proposta più vantaggiosa?
Indubbiamente. Il piano di AirFrance-Klm è dieci volte superiore a quello di
Airone. Non vedo in giro cavalieri bianchi o gentiluomini pronti a investire di
più su Alitalia. Ma tutto è possibile. Sempre meglio
del fallimento. Non sono d'accordo. A mio avviso, da liberale, sarebbe stato
meglio farla fallire due anni fa. Non avremmo assistito a questo balletto che
ha solo fatto perdere valore alla società. E oggi? Nessuno vuole davvero far
fallire Alitalia: chi lo sbandiera è solo per
danneggiare i francesi e ottenere una dilazione. Un ennesimo gioco delle parti.
Un modo per allungare i tempi? Sì. O meglio, un modo per perdere tempo. E già
se ne è perso a sufficienza. La privatizzazione disperata rappresenta l'unica
via possibile a questo punto. I francesi sono pronti a investire 2 miliardi e a
mantenere la centralità di Fiumicino. La strategia del doppio hub non ha
pagato. Una realtà chiara a tutti. Nei fatti Fiumicino è una risorsa strategica
per Alitalia e da cui non si può prescindere. Uno dei
pochi aspetti di mercato in questa vicenda che ha pagato a caro prezzo il costo
della politica. Eppure i sindacati suonano l'allarme licenziamenti nell'area
romana. Il gioco è finito. L'unica accortezza è quella di non aprire troppo la
porta ai francesi per evitare di renderli monopolisti a casa nostra. Le altre
compagnie e gli aeroporti dovranno adoperarsi per diventare sempre più
concorrenziali. L'esempio del fallimento della compagnia belga Sabena insegna
che il mercato crea sviluppo. Perchè Alitalia non ha
saputo negli anni incrementare il traffico dei passeggeri? La colpa è di una
gestione inefficiente e di investimenti sbagliati. I passeggeri sono cresciuti
per quasi tutte le compagnie, segno che è aumentato il bacino di utenza. Alitalia è rimasta stabile, non è stata capace di attirare
nuovi clienti. Come valuta il monito dell'Unione europea all'Italia sugli aiuti
di Stato per salvare la compagnia? Uno dei pochi provvedimenti corretti. Un
saggio consiglio da ascoltare per far in modo che il mercato torni a essere
sovrano. Soprattutto in Italia.
( da "Tempo, Il" del 20-03-2008)
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alitalia Berlusconi rimette in pista AirOne e la cordata italiana "Se
esistono in Italia degli imprenditori con un minimo di orgoglio si devono fare
avanti con un'offerta ed un progetto industriale per evitare una fine così
ingloriosa della nostra Compagnia di bandiera". Berlusconi rompe il silenzio su Alitalia e va all'attacco: la proposta di Air France "è
irricevibile" [...] [...] dice e suona la riscossa del tricolore. Il
Cavaliere pensa, in particolare, all'offerta di AirOne come una delle iniziative
possibili. "Air France rinuncerà alla partita su Alitalia
lasciando spazio all'ingresso di Air One, la cui regia nell'operazione
considero indispensabile. Tale operazione sarà sostenuta dall'aiuto di una
cordata di banche, tra le quali potrebbe esservi Banca Intesa, il cui cda
dovrebbe decidere domani (oggi ndr) e di altri imprenditori, tra i quali vi
potrebbero essere anche i miei figli". Irritazione di Prodi. "Per ora
- afferma il premier - quella dei francesi è l'unica proposta. Se il Cavaliere
non è d'accordo presenti un'altra soluzione". Il che significa avere un
piano e poi fare un'opa che deve essere valutata e accettata dal Tesoro. Romano
Prodi e il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa sono infatti convinti
che se dovesse saltare la trattativa con Parigi, il destino della compagnia di
bandiera si ridurrebbe al commissariamento. Il numero uno di Air France,
Jean-Ceryl Spinetta, ieri ha chiuso definitivamente la porta a qualsiasi
ripensamento. E questa, insieme al capitolo "cargo", è una delle
condizioni "inaccettabili" per il Pdl. Ma il consenso di Fi, An e
Lega sia considerato da Parigi necessario. Nonostante la dura presa di
posizione di Berlusconi, non è comunque ancora detta l'ultima parola. Due
infatti sono le anime che in questi giorni si stanno confrontando: da una parte
il Carroccio e la "carica" dei lombardi, dall'altra Gianni Letta e
Giulio Tremonti. Il consigliere politico del Cavaliere e l'ex ministro
dell'Economia sarebbero infatti più inclini a favorire la chiusura della partita
Alitalia (anche se Tremonti ha accolto con favore le
dichiarazioni di Berlusconi). Evitando così al prossimo governo molte grane.
L'unica richiesta che sarebbe arrivata, nel corso dei contatti di questi
giorni, è di mettere in campo tutta l'accortezza possibile per gestire i
rapporti con i sindacati e quindi di tutelare in particolare l'aspetto
occupazionale. Quest'ultimo rappresenta un tema che sta molto a cuore anche
alla sinistra della coalizione, che ne sarebbe tornata a parlare nel corso del
Consiglio dei ministri di questa mattina. Di fronte al titolare dell'Economia
che avrebbe richiamato i colleghi alla dura realtà, spiegando che non esistono
alternative auspicabili alla privatizzazione di Alitalia,
salvo il rischio di ritrovarsi con un commissario, i ministri non avrebbero
nascosto i timori. Risultato: un confronto a Palazzo Chigi vivace, a tratti dai
toni "accesi". Indiscutibile che il destino dei lavoratori sia uno
tema sensibile e quindi non stupisce che sia anche stato al centro dell'incontro,
avvenuto intorno all'ora di pranzo sempre a Palazzo Chigi, tra Spinetta, il
presidente di Alitalia Maurizio Prato, il ministro
Padoa-Schioppa e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta,
e Prodi. Certo, non sarebbe stato l'unico: tra i capitolo affrontati anche
quello delle tratte per la Cina e l'India, tagliate nel piano franco olandese.
Tornado invece al capitolo esuberi, nel corso del colloquio, secondo quanto
riferiscono fonti di governo, i francesi avrebbero rassicurato gli interlocutori
spiegando che l'asticella fissata intorno a quota 2000 potrebbe scendere
ancora, toccando una cifra decisamente più bassa. Il governo si sarebbe detto
invece disponibile a intervenire sull'unico fronte di sua competenza, facendo
il massimo possibile, quello degli ammortizzatori sociali.
( da "Tempo, Il" del 20-03-2008)
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Stampa Il bruciante
stop imposto da Silvio Berlusconi alla ... Il bruciante stop imposto da Silvio
Berlusconi alla trattativa su Alitalia impone due
conseguenze immediate. La prima è che i negoziati devono bloccarsi
immediatamente. E' infatti impensabile che la compagnia (di Stato) francese
continui a lavorare sul dossier in presenza di una esplicita opposizione del
probabile nuovo Presidente del Consiglio. E se non fosse il management di Air
France a fermarsi, dovrebbe imporglielo Sarkozy, in nome dei corretti rapporti tra
paesi fondatori dell'Unione Europea. La seconda conseguenza è che la vicenda
finisce a questo punto dritta sul tavolo del nuovo governo, probabilmente
affidata a Giulio Tremonti. Ecco allora il nodo della questione: la ricetta
messa in campo dal governo Prodi non ha funzionato, complice la fine anticipata
della legislatura. La vendita ad Air France non è sbagliata in astratto, ma
l'asta andata deserta è stata pessima, da ogni punto di vista. E il prezzo
concordato con i francesi è altrettanto pessimo, di quelli che fanno venir
voglia di portare i libri in tribunale. Berlusconi chiama a raccolta gli
imprenditori italiani. Idea affascinante, ma poi in azienda qualcuno deve
comandare. Può essere un manager naturalmente, che però dovrà affrontare i
molti nodi irrisolti: esuberi compresi. Torna in pista AirOne? Vedremo. Quello
che è certo è che su questa partita il governo che nasce si gioca entro giugno
tutta o quasi la sua credibilità.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
20-03-2008)
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2 Alitalia Berlusconi boccia Air France Alitalia --> Berlusconi riapre i giochi sulla vendita di Alitalia. Il leader della Pdl ieri ha definito
"irricevibile" la proposta di Air France. Il presidente della
compagnia franco-olandese Spinetta ha chiarito invece il numero degli esuberi,
che saranno 2.100, mentre il ministro Padoa-Schioppa ha parlato di rischio commissariamento
per la società.
( da "Manifesto, Il" del 20-03-2008)
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Spinetta:
"Proposta immodificabile" Lunga e chiarissima conferenza stampa del
presidente di AirFrance-Klm. Stamattina nuovo incontro con i sindacati
"Nessuna moratoria per Malpensa", responsabile dei due terzi delle
perdite della compagnia di bandiera. La destra e il "fronte del Nord"
gridano molto, ma nessuno propone una cordata imprenditoriale alternativa e
credibile. Preoccupazioni per i livelli occupazionali a Roma e Milano Francesco
Piccioni Sicuramente sa quel che vuole. Jean-Cyril Spinetta, presidente di Air
France-Klm, non si sposta di un millimetro dalla posizione presa davanti ai
sindacati il giorno prima: "il piano di acquisto di Alitalia
è immodificabile". Dalla sua ha il fatto di non essere ancora il
proprietario della compagnia di bandiera, ma solo il candidato acquirente. Pone
perciò le sue condizioni; se piacciono, bene, altrimenti amici come prima e me
ne torno a Parigi. Del resto, ha spiegato, "questo non è un negoziato
classico". La differenza, bontà sua, è però posta nella "gravità
della situazione", di cui spera "tutti siano consapevoli". Non
gli ha fatto cambiare idea né la faccia storta dei sindacalisti (che rivedrà
stamattina alle nove nella sede della Magliana), né il frastuono delle
dichiarazioni dei politici. Eppure continua a ripetere di considerare
"fondamentale" l'assenso "della maggioranza dei sindacati",
fino alla ratifica da parte delle assemblee dei lavoratori. Così come ritiene
necessario anche l'assenso "del prossimo governo", ben sapendo che
potrebbe trovarsi davanti un Berlusconi - accompagnato magari da Maroni e
Formigoni - che gli chiederebbe (almeno pro-forma) una "moratoria su
Malpensa". Bisogna però dar atto al manager francese della capacità di
parlar chiaro. Non ha infatti concesso nulla neppure su questo fronte. "Il
grosso delle perdite di Alitalia (i due terzi, ndr) è
generato da Malpensa"; ergo, "dal punto di vista industriale mi
sembra ragionevole la scelta di concentrare il ruolo di hub su Fiumicino".
Solo per la mini-flotta Cargo si potrà parlare di "moratoria" - un
paio d'anni - ma senza soverchie illusioni: "questa attività perde un
terzo del fatturato; non è possibile mantenerla, è come se mettessimo una palla
al piede della compagnia". La sua fiducia sulla possibilità di far
riprendere economicamente la compagnia è altissima, visto che è disposto a
investirci 2 miliardi di euro; uno per assorbire l'indebitamento e un altro per
l'aumento di capitale. "Se Air France in un periodo così difficile si
assume un impegno così importante con una compagnia che da dieci anni non fa
altro che perdere, è perché Alitalia ha tutte
le carte in regola per andare avanti e per conoscere una forte crescita".
In tempi anche rapidi, pare: "a partire dal 2010, una volta risanata, Alitalia avrà una crescita annua che sarà più forte di Air France-Klm,
perché ha perso moltissime quote di mercato e non appena sarà di nuovo
redditizia potrà riacquistarle". Sull'altro piatto della bilancia
c'è la mannaia dei posti di lavoro. Spinetta contesta i numeri fatti in questi
giorni e parla di soli "2.100 esuberi". In realtà lui calcola
soltanto coloro che proprio non si dove mettere - 1.600 da Alitalia
Fly, 500 da Az Service - e che perciò saranno oggetto "di un piano sociale
di prim'ordine". Ovvero cassa integrazione e incentivi alla fuoriuscita.
Su questo punto il ministro del lavoro, Cesare Damiano, è rimasto alquanto
abbottonato, limitandosi a dire che "aspettiamo di vedere" le misure
concrete. Nel conto vanno però messi anche tutti i dipendenti di Az Service che
figurativamente finiranno sotto la responsabilità di Fintecna (società
pubblica), ma solo fino a quando non si sarà trovata un'altra destinazione. Se
ci sarà. Da Az Service, infatti, saranno riportati "nel perimetro
aziendale" - ovvero Az Fly - soltanto 3.300 dipendenti sugli oltre
( da "Quotidiano.net" del 20-03-2008)
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Informatica Varie Annunci legali CRISI ALITALIA Berlusconi: "Serve
prestito ponte" Prato: "Nessuna cordata" Il leader del Pdl
rilancia e, con una telefonata chiede a Romano Prodi che il governo faccia un
prestito in modo di consentire alla cordata italiana l'acquisizione di Alitalia. Intanto il presidente ed ad della compagnia di volo
esclude altre offerte oltre a quella di Air France- Klm Roma, 20 marzo 2008 -
Al momento per Alitalia non ci sono offerte di altre
cordate, alternative ad Air France-Klm. All'azienda, sebbene "strillate
sulla stampa", non sono mai arrivate. Lo ha sottolineato il presidente ed
ad di Alitalia, Maurizio Prato, all'incontro di
stamattina con i sindacati. "Dove sono - ha detto Prato secondo quanto
riferiscono fonti sindacali presenti all'incontro - le offerte di queste
cordate strillate sulla stampa ma mai pervenute in azienda?". BERLUSCONI
RILANCIA Silvio Berlusconi ha chiesto questa mattina in una telefonata al
presidente del Consiglio Romano Prodi che il governo faccia un "prestito
ponte" in modo di consentire alla cordata italiana l'acquisizione di Alitalia. Lo ha raccontato lo stesso Berlusconi in un
intervento di fronte alla Confcooperative. "Credo - ha spiegato - che si
dovrà presentare una cordata di imprenditori italiani e che, ne ho parlato
stamattina con Prodi al telefono, per non fare sì che si vada verso il
fallimento, il governo debba prestarsi a un prestito ponte che dovrebbe
consentire a questa cordata di mettere assieme un piano industriale e di fare
una due diligence come non era stato consentito nella prima gara".
Berlusconi: "Con il mio veto Air France rinuncerà" - Air France: via
( da "Opinione, L'" del 20-03-2008)
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Oggi è Gio, 20 Mar
2008 Edizione 56 del 20-03-2008 Strettamente confidenziale La vendetta finale
del Professore di Hush Hush Povero Veltroni. Aveva fatto tutto quello che
poteva per cercare di convincere il Nord che il suo Partito Democratico era
diverso dall'Ulivo e dall'Unione; si era spinto perfino ad assicurare che se
avesse vinto le elezioni ci sarebbe stato addirittura un ministerio apposito
per il Nord Est, cercando di rassicurare chi, come il governatore del Friuli
Ruiccardo Illy e il sociologo Ilvo Diamanti, che si erano spinti a tornare a
parlare di rischi di secessione, che i loro timori, ancorchè fondati, potevano
essere esorcizzati. Ma Veltroni non aveva messo in conto la vendetta dell'ex
boiardo di stato Romano Prodi e la vendetta è arrivata con il patatrac della
vendita di Alitalia a Air France-Klm. Una vendetta
sopraffina, perché fatta di molteplici sfaccettature, alle quali non poteva
mancare il rinforzino di Padoa Schioppa, quello del tesoretto scomparso, il
ministro dell'econosua che ieri ha detto "o accordo o
l'Alitalia fallisce". Qualche dettaglio. Gli esuberi, settemila/ottomila
sono una minestra da far vomitare anche il più filogovernativo dei
sindacalisti; il valore delle azioni Alitalia, di cui
un bel cucuzzaro è nelle mani dei dipendenti azionisti, ridotto a carta
straccia: valore nel concambio con Air France 0,10 centesimi di euro per
azione, meno di una mancia al bar quando si beve un caffé. Intanto il titolo ha
già perso solo l'altro ieri circa il 30% del suo valore in Borsa, nonostante
sia passato di mano circa il 5% del capitale sociale di Alitalia
stessa, una roba che in America avrebbe già fatto aprire alla Sec e all'Fbi
un'indagine per verificare se si sia posto in essere il reato di insider
trading. Poi c'è la Sea, la società del Comune di Milano che gestisce la
Malpensa, che per bocca dell'azionista di maggioranza assoluta, il sindaco
Letizia Moratti, ha fatto sapere ufficialmente che la causa per danni contro Alitalia-Air France non sarà ritirata, e facesse il governo
Prodi quello che volesse. Intanto il ministro rifondarolo Ferrero si recava ad
una assemblea di lavoratori a Malpensa cercando di convincerli, senza
minimamente riuscirci, che loro, quelli dell'estrema sinistra, non erano al
governo con Prodi e Padoa Schioppa, no, stavano al cesso ogni volta che si
parlava dell'argomento Alitalia. Altro che il
Bagaglino e il tg matto: qui siamo al surrealismo, a Dalì, Mirò, Magritte e De
Chrico nella loro forma più splendente. La Confindustria, dal canto suo, ha
certificato con le chiarissime parole della neo presidente Emma Marcegaglia che
i giochetti pro governo dei tempi di Luca e Diego sono finiti, alle spalle,
rien và plus: Malpensa è vitale per il Nord, va mantenuta, separata dal destino
di Alitalia ed anzi hanno ragione la Moratti e il
Bonomi presidente della Sea: per i danni subiti dalla fuga di Alitalia, l'aereoporto milanese dovrà avere una riparazione
monetaria. E poi lo si dovrà aprire alle compagnie aeree che vogliono
utilizzarlo per arrivare a Milano, per partecipare alle Fiere, e per portare
con i cargo i prodotti del made in Italy nel mondo. Air France invece il cargo
lo vuole chiudere entro il 2010, per traferire tutto a Parigi, da cui parirà il
made in France mentre il made in Italy farà la coda sui piazzali
dell'aereoporto di Charles De Gaulle. Ma per l'ex boiardo di stato Romano Pordi
sono tutte cazzate: lui, il Nord non lo ha mai amato,anzi,sin dai tempi
dell'Alfa Romeo svenduta alla Fiat e quindi morta é sempre stato conseguente.
Come con Veltroni: mi avete silurato? E io siluro voi, e pazienza se il pieno
dei voti lo faranno il partito di Berlusconi e Fini e, soprattutto, la Lega di
Bossi. Lui, Romano Pordi, l'uomo di Stato secondo Veltroni, se ne va in
pensione, torna a fare il professore, fra il Mulino e la Nomisma. E gli altri,
ma mi raccomando questo è STRETTAMENTE CONFIDENZIALE, si fottano, come hanno
fottuto lui.
( da "Opinione, L'" del 20-03-2008)
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Oggi è Gio, 20 Mar
2008 Edizione 56 del 20-03-2008 Giustizia volante di Orso Di Pietra Uno può
anche essere d'accordo nel ridurre a due i tre gradi di giudizio. Può anche
sforzarsi ed immaginare che potrebbe essere utile abolire la Cirielli per la
prescrizione dei reati. Ed, infine, pensare che le spese per la sicurezza siano
uguali a quelle per la politica ed ipotizzare di risolvere i guai della
sicurezza dedicandole il 30 per cento i costi della politica. Ma suscita
qualche perplessità l'idea di Antonio Di Pietro di risolvere i problemi della
giustizia aggiungendo ai provvedimenti di cui sopra la
decisione di aumentare il personale dei Tribunali con il 30 per cento dei
dipendenti in esubero di Alitalia. Passi per le hostess, che piazzate a fianco dei Pm possono
ingentilire il volto severo della legge. O al massimo servire il caffé agli
avvocati ed al pubblico. Ma dove collocare i piloti? Magari tra il Presidente,
il giudice a latere ed il cancelliere? A testimonianza che nella
giustizia secondo Di Pietro i Tribunali volano e servono solo a fare il
check-in per le carceri? Ovviamente senza appello e senza prescrizione?
Attenzione: non stiamo su "Scherzi a parte!".
( da "Opinione, L'" del 20-03-2008)
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2008 Edizione 56 del 20-03-2008 FRONTE DEL NORD La strategia di Sea: ricavare
quattrini di Alessandra Mieli Come se si trattasse di Fort Alamo, invece che di
Malpensa. Dall'hub della brughiera lombarda parte il messaggio: tireremo
diritto e venderemo cara la pelle. Non che Giuseppe Bonomi si sia mai fatto
troppe illusioni a riguardo, nella cordata di imprenditori ci ha sempre creduto
poco, quindi si è rimboccato le maniche e ha piazzato l'unico vero ostacolo tra
i piedi del presidente di Air France, la causa per il risarcimento dei danni
derivati all'aeroporto dall'abbandono di Alitalia. "La Sea - ha spiegato Bonomi - ha avviato questa azione
giudiziaria perché ha un preciso dovere: tutelare l'integrità dell'azienda, i
lavoratori di quest'azienda, i nostri azionisti". Secondo Bonomi "il
fatto che il governo ci chieda di ritirare questa causa significa in buona
sostanza chiederci di rinunciare all'obbligo direi politico ed etico,
che ha un'azienda, di tutelare se stessa". In merito alla situazione
politica Bonomi ha precisato che "le richieste che abbiamo fatto a questo
Governo le avremmo fatte a qualsiasi altro Governo. La richiesta principale è
di rendere libero il mercato del trasporto aereo, che oggi non è tale".
Quindi i denari derivati da una transazione (altamente probabile) servirebbero
a rilanciare i servizi dell'aeroporto adeguandolo alle necessità di un nuovo
operatore. E, indirettamente il presidente della Sea ha confermato dicendo che
per il futuro di Malpensa "abbiamo in corso trattative con moltissimi
altri vettori".
( da "Opinione, L'" del 20-03-2008)
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Oggi è Gio, 20 Mar
2008 Edizione 56 del 20-03-2008 CONVOCATO IL CDA Montagne russe per il titolo a
Piazza Affari di Maria Laura Zuccheri Oggi per la compagnia di bandiera sarà
un'altra giornata di fuoco. Alle 9 del mattino è previsto un nuovo, ulteriore,
incontro dei sindacati con il Cda di Alitalia anche se i margini di manovra si sono fatti, secondo quanto
dichiarato dal presidente di Air France, talmente esigui da essere praticamente
inesistenti. Nella nota Alitalia informava che "dopo l'incontro sindacale svoltosi martedì
con la presenza dei rappresentanti di Air France-Klm, in attesa che sia
possibile fissare un ulteriore incontro per la prossima settimana, ha
convocato le Rappresentanze Sindacali e per il pomeriggio il Consiglio di
Amministrazione, all'esito del quale informerà il mercato in ordine agli
sviluppi della situazione". Pare di intendere che i tempi si stiano
facendo stretti e che la trattativa possa giungere a una conclusione in tempi
brevi. Intanto in Borsa Alitalia ha fatto registrare
una chiusura in forte rialzo (+11,96% sul prezzo di riferimento a 0,30 euro)
dopo una giornata in altalena a seconda delle notizie in arrivo sulla
trattativa per la cessione ad Air France. Il titolo della compagnia aerea era
arrivato a perdere oltre il 30% ed è stato caratterizzato da più sospensioni,
sia al ribasso sia al rialzo.
( da "Opinione, L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Gio, 20 Mar
2008 Edizione 56 del 20-03-2008 ALITALIA: COME IL GOVERNO
ITALIANO HA APPLICATO IL DIRITTO CONCORSUALE La gestione all'italiana di
Alberto M. Musy Il caso Alitalia visto in prospettiva meramente giuridica rende necessarie alcune
riflessioni tecniche e comparative. Come molti sanno il diritto fallimentare
italiano è stato oggetto di una recente riforma (d.lgs 6 gennaio 2006,
n. 5) e di alcuni interventi mirati nel settore delle ristrutturazioni
industriali dovuti da un lato alla necessità di ottemperare al divieto
comunitario degli aiuti di Stato (cosiddetta Prodi bis D.lgs 8 luglio 1999, n.
270) dall'altro da quella di fronteggiare il caso Parmalat (decreto Marzano
D.L. 347 del 23 dicembre 2003 convertito dalla legge n. 39 dell'8 febbraio 2004
via via modificato fino alla legge 281 del 24 novembre 2004). Nel caso di
"grandi imprese in crisi" il nostro ordinamento prevede il ricorso
all'amministrazione straordinaria (procedura concorsuale con finalità
conservative del patrimonio produttivo mediante prosecuzione, riattivazione o
riconversione delle attività imprenditoriali), sotto la supervisione del
Ministero dell'Industria; tale procedura mette l'azienda in crisi nelle mani di
uno o tre commissari i quali debbono verificare se vi sono ipotesi di rilancio,
verificano le compatibilità con le disposizioni comunitarie mettendo nelle mani
della Commissione Europea il programma, gestiscono le attività o provvedono
alla vendita dell'azienda evitando la dispersione del patrimonio aziendale
ancora valido. Laddove durante la procedura emerga l'impossibilità di una
continuazione si arriverà ad una vera e propria dichiarazione di fallimento con
la conseguente dismissione del patrimonio aziendale. Nel caso di "grandi
imprese irrimediabilmente in stato di insolvenza", sulla spinta del caso
Parmalat, il legislatore ha introdotto una ulteriore forma di amministrazione
straordinaria, che prevede l'immediata ammissione a tale procedura, che
consenta un più rapido avvio e svolgimento accelerato delle procedure di insolvenza
delle imprese grandissime, garantisca un'efficace ristrutturazione dell'impresa
insolvente e dell'intero gruppo nella quale la medesima è inserita, nonché
permetta di proseguire, senza far venir meno le garanzie per i creditori,
l'obiettivo di conservare l'avviamento e la posizione di mercato dell'impresa,
assicurando la ristrutturazione del passivo e l'eventuale dismissione delle
sole attività non strategiche e coerenti con l'oggetto dell'attività principale
d'impresa. Il decreto inseriva alcuni strumenti innovativi per conseguire le
finalità richiamate, in particolare, un'innovativa figura di concordato che ha
fatto dire a molti che il legislatore italiano si era ispirato alle procedure
di turnaround statunitensi quali il famoso Chapter 11 del Bankruptcy Act del
1978. Nel modello americano il debitore o un suo creditore possono chiedere che
l'impresa in crisi sia ammessa ai benefici della procedura di ristrutturazione;
in caso di ammissione il debitore assume in ogni caso la veste di "debtor
in possession". Il titolare, o il management originario, mantiene la
gestione dei propri affari, anche se l'autorità giudiziaria, a propria
discrezione, può nominare un trustee (fiduciario) affinché svolga un'opera di
supervisione sull'attività dell'impresa. Egli manterrà tale identità fintanto
che il piano di riorganizzazione venga approvato, oppure venga abbandonato,
convertito nella procedura fallimentare vera e propria. Nel caso delle
procedure di rilancio, deve essere presentato un piano di ristrutturazione aziendale
che determini le modalità di rimborso dei debitori. Esso deve essere approvato
dalla maggioranza dei debitori e deve assicurare ad essi non meno di quanto si
stima riceverebbero nell'ipotesi di liquidazione dell'impresa. Non esiste
nell'ordinamento statunitense una norma che stabilisca un termine massimo entro
il quale occorre presentare un piano di riordino, tuttavia al debitore, al
quale viene riconosciuta la priorità nella proposta, è riservato un termine di
120 giorni, decorrente dall'apertura della procedura concorsuale, durante il
quale nessun altro può effettuare un'ulteriore proposta. Tale termine non è
perentorio: a discrezione della corte, infatti, può essere ampliato oppure
ristretto. Se il debitore non si attiva nel termine predetto, lasciando spirare
inutilmente il periodo di 120 giorni, egli decade dal diritto, e chiunque vi
abbia interesse, creditori o trustee, può rivolgersi al giudice per effettuare
una propria proposta. Per quanto concerne, invece, la durata della procedura
concorsuale volta a eliminare lo stato di insolvenza dell'impresa coinvolta,
non è previsto un termine ultimo. Tale procedura può pertanto durare anche
alcuni anni, a meno che la corte, lo United States trustee, il comitato dei
creditori o chiunque possa esservi interessato, non agisca per l'apposizione di
un termine massimo. In base al paragrafo 1121, la corte ha l'onere di redigere
un verbale di apertura della procedura il quale deve contenere informazioni
relative ai beni esistenti e alle responsabilità e transazioni ancora pendenti
in capo al debitore, al fine di fornire ai creditori elementi sufficienti per
effettuare un giudizio ponderato circa la obiettiva possibilità di
riorganizzare l'impresa e dunque soddisfare i propri crediti. Sempre la
bankruptcy court deve verificare che il piano di riordino contenga una
classificazione delle pretese creditorie e la specificazione di come ciascuna
categoria di crediti verrà trattata nel periodo di vigenza del piano. I
creditori i cui crediti siano "impaired" (compromessi), ovvero quelli
che subiranno modifiche o verranno liquidati soltanto in una percentuale del
loro valore, avranno diritto di voto (by ballot) per l'approvazione del piano.
Una volta approvato il "disclosure statement" ed esaurite le
votazioni, la corte provvede a disporre un "confirmation hearing" nel
quale acquisirà le valutazioni necessarie circa la conferma o meno del piano.
Chi conosce il modello americano e legge il Decreto Marzano, ma anche la Prodi
Bis, non può non ammettere una serie di similitudini tra i due ordinamenti,
similitudini amplificate dalla riforma fallimentare che in ossequio al modello
anglosassone ha ridotto gli aspetti persecutori delle procedure fallimentari,
dato un maggior ruolo ai creditori ed aumentato le possibilità di definizione
stragiudiziale delle procedure concorsuali. Tutto questo però non ha avuto
alcun impatto nella vicenda Alitalia, il Governo ha
gestito un'amministrazione straordinaria irrituale, dove al posto dei
commissari ha nominato degli amministratori il cui compito non è stato altro
che raccogliere le offerte di alcuni operatori industriali per tentare il
rilancio della compagnia ed il salvataggio del salvabile. Importare un modello
legale da un altro Paese non serve quando il contesto sociale ed economico non
è il medesimo: troppa radicata nel nostro Paese è l'idea che lo Stato possa
ingerirsi nelle vicende economiche, troppo forte il potere delle organizzazioni
sindacali nel dettare le agende politiche, troppo frastagliato il sistema
politico per poter imporre delle soluzioni economicamente efficienti.
Professore Straordinario di Diritto Privato Comparato Università del Piemonte
Orientale, Novara.
( da "Opinione, L'" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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2008 Edizione 56 del 20-03-2008 Caso Alitalia Romano lo "svenditore" di Arturo Diaconale Pare che
Romano Prodi si sia infuriato di fronte alle accuse di aver dato via libera
alla vendita di Alitalia ad Air France alla modica cifra di 120 milioni di euro. Cioè ad
una cifra con cui normalmente non si compera una compagnia di bandiera ma un
solo Airbus di nuova generazione. Ed avrebbe insistito con i suoi più stretti
collaboratori nel ricordare che i francesi non si limiterebbero a sborsare 120
milioni di euro ma si accollerebbero anche il miliardo e mezzo di debiti
accumulati da Alitalia. La rabbia di Prodi è
comprensibile. Ma non perché la precisazione sulla reale entità dell'operazione
renda conveniente e congrua la vendita della nostra compagnia di bandiera
all'Air France. Ma perché nella vicenda Alitalia il
Presidente del Consiglio gioca una parte consistente della propria reputazione.
Quella che in futuro lo farà ricordare nella storia politica del nostro paese.
Si dirà che per chi ha scelto di uscire dalla scena politica nazionale e di
dedicarsi ad attività diverse da quelle dell'impegno nella vita pubblica, la
reputazione non dovrebbe essere un grande problema. L'attuale Presidente del
Consiglio, però, non si accinge a compiere un passo alla Celestino V. Non si
chiude in convento. E neppure nella sua abitazione bolognese. Probabilmente
pensa di dedicarsi ad iniziative culturali o umanitarie sul piano internazionale.
Se non, addirittura, passate le elezioni e verificate le conseguenze che il
risultato potrà provocare all'interno del Partito Democratico, a rimettersi in
gioco con la sua strategia dell'Ulivo e dell'Unione che, tutto sommato, è
l'unica risultata due volte vincente nei confronti del centro destra di Silvio
Berlusconi. Prodi, dunque, sia per carattere, sia per interesse specifico, non
può permettersi di infischiarsene del ricordo che lascia agli italiani.
Vorrebbe passare per il risanatore delle finanze pubbliche, una sorta di
redivivo Quintino Sella. Ma con la vicenda dell'Alitalia
rischia di essere marchiato per i decenni a venire come l"uomo delle
svendite". Quello che per scelta o per accidente ha percorso una
lunghissima carriera politica all'insegna delle vendite a prezzi stracciati di
importanti pezzi dello stato. Una calunnia? Può essere. Ma chi esordisce con la
svendita dell'Alfa Romeo alla Fiat, prosegue con la svendita della Sme a Carlo
De Benedetti e, dopo una serie di privatizzazioni che provocano polemiche mai
sopite del tutto, chiude il ciclo della propria carriera politica con la
svendita di Alitalia, non si può lamentare se poi
viene ribattezzato con la qualifica di "svenditore". Ha ragione,
dunque, il Presidente del Consiglio ad imbufalirsi di fronte alle accuse di
voler liquidare la compagnia di bandiera per un misero piatto di lenticchie. Ma
se vuole evitare di passare alla storia come "Romano lo svenditore"
non deve limitarsi ad ululare di rabbia. Deve comportarsi di conseguenza. E
creare le condizioni affinché l'ultimo atto qualificante della sua presenza a
Palazzo Chigi non possa venire neppure sfiorato dal sospetto di aver realizzato
l'ennesimo e più inqualificabile "favore agli amici".
( da "Opinione, L'" del 20-03-2008)
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2008 Edizione 56 del 20-03-2008 Romano Prodi: E' stato due volte numero uno
dell'Iri E ha (s)venduto 29 aziende statali Romano Outlet di Francesco Blasilli
"Svuoto tutto per fine attività". Questo è il motto che ha
accompagnato la carriera del migliore (s)venditore che la storia dell'Italia
moderna ricordi: Romano Prodi. Un vero fenomeno nel campo commerciale, quando
il materiale in vendita ? questo sia chiaro ? non è il suo. Ed infatti più che
di vendite, bisognerebbe parlare di regali. Regali per i quali è anche finito
ripetutamente sotto inchiesta. Non bisogna dunque
meravigliarsi dei prezzi che girano per il caso Alitalia, perché
seppur in questo caso le motivazioni sono diverse dai casi precedenti, questa
non è la prima svendita che vede per protagonista Prodi. Anzi, se la matematica
non è un'opinione, siamo giunti a quota 30. DA presidente dell'Iri, infatti, il
buon Romano cedette 29 aziende del gruppo. Un vero e proprio record
mondiale. La vendita più clamorosa, rimane quella dell'Alfa Romeo passata nel
1986 sotto il controllo della Fiat. Mille e settecento furono i miliardi di
lire sborsati dagli Agnelli: per rendere l'idea dell'affare portato a termine
da Prodi, basta dire che la Ford offrì per l'Alfa Romeo giusto il triplo.
Perché allora il prestigioso marchio automobilistico finì a Torino? Per ragioni
campanilistiche. Bisognava lasciarlo in Italia. Apprendiamo allora con piacere
che, a distanza di vent'anni, il venditore Romano ha cambiato completamente
idea, ribaltandola: Alitalia è meglio darla ai
francesi, piuttosto che a Toto. Un po' di amaro in bocca, invece, a Prodi deve
essere rimasto per la mancata vendita della Sme all'amicone De Benedetti e alla
sua Buitoni. Nell'aprile tutto era fatto per 497 miliardi: un'inezia per
un'azienda il cui valore era stato stimato in oltre 3mila miliardi. Perchè
saltò tutto? Perchè qualcuno (una cordata con Berlusconi....) osò offrire di
più, un fatto del tutto inconcepibile al Mercatone di Romanone, dove l'aquirente
lo sceglie lui e il prezzo lo fa chi acquista. E la vicenda Sme, come tutti
sapete, è finita in tribunale. Altro che Coop, Mercatone Uno ed Emmezeta: i
veri affari si fanno dal buon Mortadella, solo che avere la Carta Acquisti è
molto difficile. Se c'è l'hai, però, ti va veramente di lusso. Come per la
famiglia Benetton che si è comprata le autostrade italiane per 704 miliardi,
azienda stimata dieci volte tanto. Tra i ribassi di Romano, poi, non si possono
scordare quello della Italgel, ceduta alla Nestlè per 437 miliardi oppure il
"prendi 4 paghi quello che vuoi" fatto a Cragnotti, imprenditore che
ha successivamente dimostrato tutta la sua "affidabilità".
"Latte Sud, Torrimpietra latte, Solac e Castellino le aziende passate con
la benedizione di Romano sotto il controllo dell'ex presidente della Lazio.
Senza dimenticare che la Fisvi di Cragnotti si era già portata a casa la CDB
per la modica cifra di 310 miliardi, anche se per la procura che indagò sulla
vicenda, la società valeva oltre 1070. Prodi, però, anche fuori dall'Iri
prosegue nella sua opera di privatizzazioni: nel 1997 la Telecom, sotto la
presidenza di Guido Rossi (altro uomo, secondo tradizione italiana, buone per
tutte le stagioni, siano queste telefoniche che calcistiche) viene venduta. E Romano
che c'entra? Beh è presidente del Consiglio, ruolo che occupa tuttora (anche se
in molti, democratici veltroniani in primis, sembrano esserselo dimenticato). E
da inquilino di palazzo Chigi, l'ottimo Romano tenta di portare a termine la
cessione di Alitalia ai francesi. Ad onor del vero,
nel dire che anche in questo caso stiamo parlando di una svendita, non si può
non sottolineare come ci troviamo di fronte ad un passo assolutamente
necessario. Il prezzo, infatti, seppure irrisorio (appena oltre i 100 milioni
di euro) va integrato con i debiti della nostra compagnia di bandiera e con il
miliardo e duecento milioni che il tribunale potrebbe condannare a pagare alla
Sea. Per questo Air France compra solo ad un prezzo irrisorio, prezzo su cui
stavolta Prodi non ha inciso più di tanto. Nessuno può negare, però, che il
presidente del Consiglio, da dimissionario, abbia voluto dare un'accelerata
improvvisa alla cessione di Alitalia: come a volere
essere ad ogni costo lui il liquidatore. Il motivo non è certo quello di volere
essere nominato "miglior svenditore d'Italia"; quel titolo lo ha già
in tasca da tempo. Il motivo di tanta fretta va ricercato nella voglia di
regalare l'ultima polpetta avvelenata a Veltroni e Berlusconi. Al primo, che
con la nascita del PD lo ha accoltellato alle spalle, lascia una campagna
elettorale da gestire con l'ombra dei tagli dei dipendenti Alitalia;
al secondo, una nazione senza più compagnia di bandiera. Perché Romano Prodi, a
dispetto dalle sembianze da mortadella, è cattivo, molto cattivo. Con tutti,
tranne che - naturalmente ? con gli acquirenti del suo bazar. Certo, però, la
colpa di certe svendite va anche ricercata in chi per ben due volte lo ha
voluto alla presidenza dell'Iri: nel 1993, infatti, Carlo Azeglio Ciampi lo richiamò
per dar vita gli ultimi saldi invernali. Adesso, però, il periodo delle offerte
è finito. Almeno in Italia. Perché Prodi ha annunciato che da noi non farà più
nulla, "visto che c'è molto da fare nel resto del mondo". E già, c'è
da vendere la Torre Eiffel, il Tower Bridge e "peccato per le Due Torri, -
deve aver sussurrato al fido Angelone Rovati ? c'avevo già l'acquirente".
Fosse per noi ? che comunque un paio di mille euro da parte per acquistare una
bella piramide li abbiamo messi ? Prodi lo manderemmo a vendere il ghiaccio
agli eschimesi. Oppure direttamente in Siberia.
( da "Opinione, L'" del 20-03-2008)
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2008 Edizione 56 del 20-03-2008 Rai, dove vai senza monsignore... di Il Grillo
Sparlante I lettori certificati che mi seguono dai tempi di .COM si
ricorderanno che mi capitò di definire la Rai come la PANCIA DELLA POLITICA e
l'Alitalia come la SOTTOPANCIA DELLA POLITICA. La
differenza fra PANCIA E SOTTOPANCIA è, plasticamente, in quello che sta
succedendo in queste ore e da settimane: il Cavallo morente, la Rai, si
SALVERA' anche questa volta dall'ennesimo GIRO ELETTORALE mentre la COMPAGNIA
DI GIRO CON GLI AEREI DI CARTONE e la FRECCIA CALATA sta finendo dove merita,
ossia nel CESSO. Ovviamente i TIGI' del Cavallo morente come, per altro, quelli
del CAVALIERE RITORNANTE cercano fin dove e come possono (il MAESTRO E' FEDE,
EMILIO FEDE, CHE STA DA GIORNI AL TELEFONO DURANTE IL TG4 CON UN COMANDANTE
DELL'ALITALIA, UNO DI QUEI BARONI/PILOTI SU CUI GRAVA GRAN PARTE DELLA
RESPONSABILITA' PER LO SFASCIO TOTALE IN CUI VERSA LA COMPAGNIA DI GIRO,
RIMEMBRANDO I GIORNI DI INVIATO RAI - vedete come tutto si tiene - IN CUI CON
L'ALITALIA FEDE GIRAVA IL MONDO ACCOMPAGNATO DAL SOPRANNOMINATO SCIUPONE
L'AFRICANO) di nascondere le notizie, di indorare la pillola, di mettere tutto
all'ITALIANA sul PIAGNISTEO DEL CORE DE MAMMA: aiuto!, per favore duemila e non
sette o ottomila esuberi! QUALCUNO, INSOMMA, FACCIA QUALCOSA! Non un servizio,
un approfondimento, una qualsiasi COSA che spieghi COME, PERCHE' E PER COLPA DI
CHI di è giunti a questa situazione: niente, oh, pare che dormano tutti e i
nostri migliori complimenti vanno agli oltre 60 giornalisti di penna, computer
e telecamera, partecipanti della redazione del Cavallo morente di Milano, Corso
Sempione, per la loro puntualità e precisione nel documentare la situazione de
cuius, MALPENSA COMPRESA. Si tratta degli stessi ormai stagionati giovanotti e
giovanotte che dai tempi di Carlo Cudega vorrebbero fare un tg economico
nazionale per conto loro, con tanto di direttore del SEMPIONE, negli ultimi
tempi benedetti dalla SOLDATESSA DI BOSSI, come l'ha chiamata il Cav Prossimo
Premier, INCATENATA ALLA SEDIA DI CONSIGLIERA DI AMMINISTRAZIONE DELLA RAI CHE
NEMMENO GLI ZACCARIA E I PEDULLA' DI PRIMA REPUBBLICA MEMORIA. In attesa del
solito comunicato proveniente da Corso Sempione che spiegherà come BLA, BLA,
BLA, spostiamoci al MAZZINI, dove il RUAN Guido Paglia ha messo a segno un
nuovo goal: è riuscito, con un magistrale scambio da DESTRA A SINISTRA, a far
nominare DIRIGENTE (un altro, eh sì) un tale GRECO che era il funzionario
addetto a compilare i moduli per i premi a cui partecipa la Rai. Tale GRECO è
così diventato direttore di sede a POTENZA e al suo posto con la giunta della
ben più SOSTANZIOSA responsabilità di SEGRETARIA GENERALE DEL PRIX ITALIA, è
arrivata DONNA MARCELLA SANSONI, già al Tg2 quota Pci-Pds-Ds, poi vice
direttore di Rai International. Una vita quella di DONNA MARCELLA SANSONI spesa
da una parte sola, che non è quella dei lavoratori di vittoriana memoria, ma
quella in RAI ben più ricca soddisfazione della SINISTRA. NIENTE DA FARE
INVECE, PER ORA, PER LE ALTRE NOMINE SU CUI VOLEVA BLIZZARE CAPPON NONSTANTE IL
PERIODO DI SONNO ELETTORALE, MA NON E' DETTA L'ULTIMA PAROLA, IN PARTICOLARE
PER LA NOMINA A RESPONSABILE DELL'UFFICIO STAMPA DI CARLO FONTANA, CAPO
REDATTORE AI TG REGIONALI IN QUOTA AL PARTITO DEMOCRATICO DI VELTRONI E
FRANCESCHINI MA CON GARANZIA A TEMPO ANCHE DELL'UDC DI CASINI, BACCINI,
CIOCCHETTI E STADERINI, NONCHE' NIPOTE DI UN QUOTATO VESCOVO. PERCHE' OGGI, IN
RAI, DOVE VAI SE ALMENO UN MONSIGNORE NON CE L'HAI? Buona giornata. E buona fortuna.
( da "Opinione, L'" del 20-03-2008)
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2008 Edizione 56 del 20-03-2008 Ranking politico, ancora Silvio in testa di
Christian Saragoni Le imminenti elezioni di aprile, il confronto con Veltroni e
la par condicio. Questi sono i principali argomenti su cui Silvio Berlusconi,
primo nel ranking con più di 12 minuti di parlato Tv, interviene davanti alle
telecamere dei notiziari nazionali di martedì 18 marzo. Collegato in diretta
telefonica con il Tg4 della sera, il leader del Pdl invita prima gli elettori a
non disperdere il proprio voto per i partiti minori, poi lancia un duro attacco
a Walter Veltroni. "Le promesse di Veltroni si sono rivelate inesatte. Da
sempre la sinistra usa i propri programmi come uno specchietto per le
allodole". Alla domanda del direttore Fede su chi vincerà le elezioni, il
Cavaliere risponde: "Il Pdl è in vantaggio di 7 punti sul partito
democratico". A conclusione del suo intervento al Tg4, Berlusconi affronta
il delicato tema della par condicio: "Una legge aborticida che l'Udc di
Casini ci ha impedito di abolire. Una legge che sarà presto abrogata". Al
secondo posto della speciale graduatoria del tempo di parola si piazza Walter
Veltroni, impegnato nel suo tour elettorale lungo la penisola. Protagonista di
un comizio a Vercelli, il leader del Pd punta il dito sugli alti costi della
politica, proponendo di ridurre lo stipendio dei parlamentari italiani. L'ex sindaco di Roma si è detto poi molto preoccupato per la
vicenda Alitalia - Air France: "La nostra compagnia di bandiera non deve
fallire. Nella trattativa bisogna salvaguardare il futuro dei lavoratori e
dell'aeroporto di Malpensa". Sul terzo gradino del podio troviamo Raffaele
Lombardo, leader del movimento per l'autonomia. Ospite negli studi del
TgLa7, edizione delle 20, il candidato del Pdl alla poltrona di Governatore in
Sicilia auspica prima una riduzione dei costi della politica; poi definisce
iniqua e anti democratica l'attuale legge elettorale. In merito alla questione Alitalia prende la parola anche Fausto Bertinotti, quarto
nel ranking con oltre 2 minuti di intervista. Direttamente dai microfoni del
Tg1, il candidato premier de La Sinistra L'Arcobaleno definisce inaccettabile
il programma di rilancio presentato da Air France. "Alitalia
è un'azienda strategica per il Paese. Per la sua vendita servono un piano
industriale e garanzia per le occupazioni. Non si può accettare una soluzione
che taglia migliaia e migliaia di posti di lavoro", ha sottolineato l'ex
presidente della Camera. Già abituati ai microfoni e alle playlist, i cantanti
Gianna Nannini e Franco Califano, rispettivamente al quinto e al settimo posto
del ranking, danno un tocco musicale alla classifica del parlato Tv. La rocker
toscana ottiene spazio nei tg per il mega concerto, decisamente da tutto
esaurito, che terrà in questi giorni nella capitale; il "Califfo",
invece, presenta alla stampa il suo libro autobiografico "Senza
Manette", testo in cui Califano racconta la sua vita senza peli sulla
lingua.
( da "Avanti!" del 20-03-2008)
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DALL'IMMINENTE
FALLIMENTO DELLA COMPAGNIA DI BANDIERA AL PORCELLUM: NEL BELPAESE POCHI
"ELETTI" STANNO TOGLIENDO POTERE AL POPOLO L'Italia tra democrazia e
cleptocrazia oligarchica 20/03/2008 Studiando la profonda trasformazione del
paradigma politico nell'Occidente post-illuminista - il cui esito è
l'affermazione nell'Ottocento della democrazia parlamentare rappresentativa -,
Guglielmo Ferrero enunciò il concetto di legittimità, per il quale una classe
politica mantiene il potere e si tramanda fin quando il popolo che governa ne
riconosce la legittimità. Affermazione ovvia, eppure fino a Ferrero
sostanzialmente fraintesa, in quanto la struttura mitica di legittimazione
prevaleva e si imponeva come principio metodologico conoscitivo. Ferrero,
enunciata l'astrazione concettuale, non nega il valore decisivo del paradigma
mitico per la stabilizzazione della lotta politica in una comunità, ovvero il
controllo del momento conflittuale violento: la guerra civile, nella conquista
ed esercizio del potere. Il paradigma mitico di legittimazione della gestione
del potere politico che si è imposto nell'Occidente post-illuminista è
antitetico rispetto al paradigma di legittimazione del potere politico delle
forme statali preilluministe, legittimato nella trascendenza, in ragione della
sua connessione e subordinazione all'universo religioso cristiano, espressione
di una trascendenza mostratasi attraverso una "rivelazione" che
risale dagli Evangeli alla Bibbia, dov'è fissato il codice di legittimazione
mitica delle varie versioni delle religioni sorte intorno alla figura
sacrificale del Cristo, come delle istituzioni politiche degli Stati cristiani.
L'affermazione nell'Occidente post-illuminista del modello o codice democratico
ha quindi significato un totale rovesciamento delle relazioni nell'universo
mitico della politica, che nella democrazia ha come luogo di legittimazione
molto di più che il consenso popolare: la logica democratica si fonda sul
principio che le magistrature come le leggi sono valide soltanto in quanto e quando
ricevono il consenso della comunità attraverso la sanzione rituale delle
assemblee elettorali. Ecco perché la vittoria della democrazia in Occidente nel
XVIII secolo ha significato ed è passata per una netta rottura nell'universo
religioso, tra i secoli XVII e XVIII violentemente staccato e isolato
dall'universo della politica, e non senza tenaci, perduranti resistenze da
parte della sfera religiosa. Resistenze peraltro documentate dalle lunghe
ingerenze dei vari cleri, ora sulle singole leggi, ora e più spesso allo stesso
principio democratico, sorto tra Rinascimento e Illuminismo attraverso una
riflessione politica intrisa di neostoicismo panteista in Spinoza e nei
filosofi inglesi, di teismo volterriano enciclopedista, e di recuperi simbolici
filobuddisti schopenaueriani e neopagani nietzchani. Queste maschere
filosofiche sono state anche il prezzo grande e doloroso che l'Occidente ha
pagato per la separazione tra politica e religione e la privatizzazione della
religione; di fatto la sola via per salvare in uno il principio della
legittimazione dal basso dell'azione politica attraverso i rituali democratici
e la sopravvivenza del codice religioso cristiano come forma di credenza
popolare diffusa. Osserviamo di passaggio che proprio questa complessa elaborazione
simbolica della frattura tra codice biblico e politica democratica per la
mediazione dalla filosofia, è l'elemento mancante che rende problematica la
democrazia, ovvero la legittimazione del potere politico dal basso, nei paesi
musulmani. Ma da dov' è venuta, com' è stata possibile in Occidente questa vera
rivoluzione complessa e drammatica che è stata la legittimazione del potere
politico nel popolo attraverso la democrazia? Da dove l'Occidente ha tratto il
mito fondatore della legittimazione del potere politico attraverso il consenso
dal basso? Da dov'è venuta questa vera inversione di polarità del principio di
legittimazione del potere politico, trasferendolo da dio al popolo, con la
conseguente separazione tra politica e religione? Come e dove sorge questo
principio di legittimità del quale non si trovano esempio al di fuori della
storia occidentale? *** "S'impadroniscono con la forza delle proprietà e
l'ordine è distrutto / non c' è più equa distribuzione controllata dalla
comunità", canta il poeta greco Teognide, la redazione delle cui opere si
colloca nell'intorno tra la 57a e la 59a olimpiade (552-
( da "Avanti!" del 20-03-2008)
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LA BANCA CENTRALE
USA RIDUCE IL COSTO DEL DOLLARO DI UN QUARTO DI PUNTO: BORSE DI TUTTO IL MONDO
IN CADUTA LIBERA La Fed abbassa i tassi, bufera sui mercati 20/03/2008 Una
tempesta si è abbattuta sui mercati finanziari di tutto il mondo dopo la
decisione della Federal Reserve di ridurre, con una mossa inattesa, il tasso di
sconto di un quarto di punto (da
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
L'Ue ribadisce: non accettiamo aiuti di Stato Un eventuale prestito ponte
concesso ad Alitalia con la garanzia del Tesoro dovrà essere notificato a Bruxelles
per poter verificare se risponde o meno a condizioni di mercato o contiene
elementi di aiuto di Stato. È l'indicazione data da Jacques Barrot,
vicepresidente della Commissione europea e responsabile per i trasporti.
"Ma non vogliamo interferire", ha sottolineato Barrot spiegando che
fino ad ora non ci sono stati contatti con i protagonisti dell'operazione Alitalia-Air France e ricordando come la strada degli aiuti
di Stato non è percorribile perché già seguita una volta. "La proposta di
acquisto di Air France - ha continuato Barrot - risponde a criteri di politica
industriale. E anche se forse c'è un accordo politico soggiacente, le strategie
delle grandi compagnie aeree sono basate sull'efficacia industriale e
commerciale". In questo contesto, per il vicepresidente dell'esecutivo
comunitario si collocano anche alcuni aspetti della trattativa in corso.
Lasciare le attività di Alitalia a Malpensa, ad
esempio, "è una disposizione di rilievo commerciale che non implica aiuti
di Stato".
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
GIUSY FRANZESE Roma.
Lo sottolinea più volte: con questo piano di
ristrutturazione l'Alitalia potrà tornare a crescere. "Ne sono convinto. L'Alitalia ha tutte le carte in regole per un rilancio. E d'altra parte
l'Air France sarebbe folle a spendere oltre due miliardi di euro al solo scopo
di affossarla". Ha la fama di essere un duro, Jean-Cyril Spinetta,
l'amministratore delegato di Air France-Klm. È sicuramente un uomo
puntualissimo (il suo arrivo in conferenza stampa spacca il secondo) e molto
determinato. I giornali ieri mattina gli attribuivano frasi e intenzioni
"deformate"? Spinetta - in una giornata in cui ha già avuto il suo
bel daffare con i vertici di Alitalia e poi con un
successivo incontro con il governo a Palazzo Chigi - decide di convocare a
sorpresa la stampa e spiegare, punto per punto, la sua offerta. Un modo per
chiarire i dubbi sollevati sull'effettiva intenzione del gruppo franco olandese
di procedere all'acquisto, ma anche per mandare a dire ai sindacati - che
l'altra sera hanno bocciato il piano di tagli occupazionali e di riduzione
delle flotte - che Air France è davvero interessata al futuro dell'Alitalia. Solo che la situazione è quella che è, anzi negli
ultimi tre mesi si è anche deteriorata. Il che, in sintesi, significa che le
condizioni non cambiano. "I margini di trattativa sono inesistenti"
dice. Poi precisa: "Limitatissimi". E così i tempi: stretti,
strettissimi. Entro il 31 marzo bisognerà che i sindacati dicano sì o no,
servirà "un accordo maggioritario". È una condizione irrinunciabile.
"Se manca sarà molto difficile impegnarsi in questa operazione"
afferma. Aggiungendo: "Non è un diktat o un ultimatum", ma
"l'auspicio" che tutti si rendano conto della gravità della
situazione e si assumano le proprie responsabilità. I sindacati dicono che non
accetteranno una trattativa "prendere o lasciare"? Spinetta non si
scompone più di tanto: "È una frase che non ha nessun senso. Non ci
troviamo di fronte ad un negoziato tradizionale, classico". Certo -
riconosce - il "dossier è complesso", il piano non è morbido. Anche
se lui, nell'esporre i punti, calca la mano più sui vantaggi futuri che sui
sacrifici presenti. Ed ecco che precisa: il prezzo, rispetto all'offerta di tre
mesi fa, è al ribasso, ma la situazione economica generale è peggiorata e poi
in compenso Air France ha aumentato la ricapitalizzazione da 750 milioni
previsti a un miliardo di euro. In totale, tra acquisto delle azioni,
ricapitalizzazione e debiti da pagare della società, il costo è di oltre due
miliardi. E poi, sì, è vero, gli esuberi sono 2100 (1.600 di Az Fly e 500 tra
gli "internalizzati" di Az Servizi), ma a dicembre per Az Fly si era
parlato di 1700 unità e l'hub di Fiumicino sarà potenziato con cento nuove
assunzioni. In ogni caso si tratta di una cifra "molto lontana dai
quattromila, settemila esuberi di cui ho letto". Ancora: è vero, Az
Servizi sarà divisa, solo 3.300 lavoratori su 7.400 resteranno nel nuovo
colosso aereo. Gli altri rimarranno alla finanziaria del Tesoro, la Fintecna
(che diventerà proprietaria all'80% di Az Servizi). Ma il contratto di quattro
anni da poco firmato tra Az Fly e Az Servizi sarà prorogato di altri quattro
anni. Per cui i lavoratori hanno "una garanzia di stabilità" per
almeno otto anni. E, comunque, per gli esuberi, sarà messo in atto "un
piano sociale esemplare, nessuno sarà lasciato ai margini, utilizzeremo tutti
gli strumenti possibili". E così per la riduzione della flotta e delle
rotte. Spinetta conferma la messa a terra di 37 aerei e l'abbandono del settore
cargo. Perde troppo e "sarebbe come mettere una palla al piede alla
compagnia e impedirle di farla sviluppare". Ma sarà un'uscita graduale in
due anni. Su Malpensa Spinetta è perentorio. Il secondo hub è il motivo
principale delle perdite quotidiane di Alitalia:
"Continuare così è un'assurdità. È assolutamente impensabile". Infine
la precisazione sul governo che verrà: "Nessuna operazione nel settore del
trasporto aereo si può fare in modo ostile o con il parere contrario del
governo in carica. Ci aspettiamo un sì chiaro anche dal nuovo governo".
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 20-03-2008)
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I lavoratori:
Atitech resta una priorità Su Atitech, lo stabilimento di manutenzione pesante
dell'aeroporto napoletano di Capodichino, si va al muro contro muro.
"Impensabile che si possa trattare la vendita dell'Alitalia senza i
lavoratori della Atitech", rilanciano i sindacati da Napoli dopo i
tafferugli e i due feriti martedì al centro direzionale della Maglianaa Roma.
"Chiediamo ai politici e alle istituzioni di far rispettare Capodichino
alla stregua di Malpensa e Fiumicino, altrimenti attribuiremo loro tutta la
responsabilità degli eventuali licenziamenti", si legge nelle note
sindacali. Ieri si sono succeduti i vertici dei sindacati dei trasporti a Roma
per decidere le strategie per la difesa dei posti di lavoro. "I dipendenti
della Atitech non sono obbligati a perdere il posto di lavoro", dichiara
Francesco Falco, segretario campano dell'Ugl parafrasando le parole del
presidente di Air France, Spinetta. "La soluzione Fintecna - attacca
Giovanni Spina, responsabile campano Fit Cisl - non offre un futuro produttivo
ma appare transitoria. L'Air France sembra volere acquisire solo il mercato Alitalia per portare tutto altrove". "Per questo -
insiste Giovanni Aruta, delegato Cisl dell'Atitech - chiediamo che sulla
vertenza si mobiliti l'intero comparto nazionale dei trasporti, magari con un
blocco complessivo che dia una scossa". L'Atitech, 700 lavoratori più
altri 200 nell'indotto, è considerata azienda leader nel settore delle
manutenzioni in Europa: cura non solo la flotta Alitalia
ma anche di compagnie estere.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 20-03-2008)
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Scivolone di Seat
Pagine Gialle Piazza Affari annulla quasi tutto il recupero dell'altro giorno
archiviando una giornata storta: l'indice Mibtel ha perso l'1,97%, facendo
segnare il calo di gran lunga maggiore in Europa. Sul listino italiano, che pur
era partito in positivo, ha pesato soprattutto il calo di Telecom Italia, che
ha chiuso in perdita di oltre il 5% ma in recupero, mentre tutto il mercato
resta incerto in attesa che magari la Bce segua la scelta della Federal reserve
statunitense e vari un atteso taglio dei tassi. In altalena Alitalia, molto
male Seat Pagine Gialle. Violenta scivolata per quest'ultima, più volte sospesa
per eccesso di ribasso: a fine giornata il titolo segna una perdita del 20% a
0,10 euro dopo la presentazione di conti economici ritenuti non soddisfacenti
dagli operatori e la scelta del gruppo di non staccare alcun dividendo per
destinare le risorse al progressivo ripiano del debito. In Piazza Affari
forti perdite anche per Lottomatica (-6,55% a 18,86 euro) e Impregilo, in calo finale
del 5,34% a 2,62 euro. Vendite per tutta la giornata su diversi titoli del
credito, con Intesa che fa segnare la perdita finale più ingente (-4,07% a 4,24
euro). In ribasso anche Unicredit (-2,26% a 4,32) e Monte dei Paschi (-1,61% a
2,74 euro).
( da "Quotidiano.net" del 20-03-2008)
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Prato: "Nessuna cordata, solo AirFrance- Klm" Il leader del Pdl
rilancia e, con una telefonata chiede a Romano Prodi che il governo faccia un prestito in modo di consentire alla cordata italiana
l'acquisizione di Alitalia. Intanto il presidente ed ad della compagnia di volo esclude
altre offerte oltre a quella franco -olandese Roma, 20 marzo 2008 - Al momento
per Alitalia non ci sono offerte di altre cordate, alternative ad Air
France-Klm. All'azienda, sebbene "strillate sulla stampa", non sono
mai arrivate. Lo ha sottolineato il presidente ed ad di Alitalia, Maurizio Prato, all'incontro di stamattina con i
sindacati. "Dove sono - ha detto Prato secondo quanto riferiscono fonti
sindacali presenti all'incontro - le offerte di queste cordate strillate sulla
stampa ma mai pervenute in azienda?". BERLUSCONI RILANCIA Silvio
Berlusconi ha chiesto questa mattina in una telefonata al presidente del
Consiglio Romano Prodi che il governo faccia un "prestito ponte" in
modo di consentire alla cordata italiana l'acquisizione di Alitalia.
Lo ha raccontato lo stesso Berlusconi in un intervento di fronte alla
Confcooperative. "Credo - ha spiegato - che si dovrà presentare una
cordata di imprenditori italiani e che, ne ho parlato stamattina con Prodi al
telefono, per non fare sì che si vada verso il fallimento, il governo debba
prestarsi a un prestito ponte che dovrebbe consentire a questa cordata di
mettere assieme un piano industriale e di fare una due diligence come non era
stato consentito nella prima gara". Berlusconi: "Con il mio veto Air
France rinuncerà" - Air France: via
( da "Quotidiano.net" del 20-03-2008)
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Annunci legali CRISI ALITALIA Berlusconi: "Serve un prestito ponte"
Prato: "Non c'è nessun altra cordata" Il leader del Pdl rilancia e,
con una telefonata chiede a Romano Prodi che il governo faccia un prestito in
modo di consentire alla cordata italiana l'acquisizione di Alitalia. Nuovo incontro Spinetta - sindacati martedì 25 aprile Roma, 20
marzo 2008 - Su Alitalia Silvio Berlusconi rilancia l'ipotesi di una cordata italiana per
l'acquisto della compagnia di bandiera. "Ho già avuto contatti - dice -
non posso dire chi sono, devo mantenere il riserbo, ma ho fiducia e conto che
si possa fare". La questione Alitalia è
stata al centro stamani di un colloquio telefonico tra il Cavaliere ed il
Premier Romano Prodi. "Credo - ha spiegato Silvio Berlusconi - che si
dovrà presentare una cordata di imprenditori italiani e che, ne ho parlato
stamattina con Prodi al telefono, il governo debba prestarsi a un prestito
ponte che dovrebbe consentire a questa cordata di mettere assieme un piano
industriale e di fare una, due, diligence come non era stato consentito nella
prima gara". Romano Prodi nel colloquio telefonico con il Cavaliere ha
spiegato che "se dovessero esserci nuove, eventuali, offerte per
l'acquisto di Alitalia, queste dovranno essere serie e
pervenire in tempi brevi". Silvio Berlusconi durante il discorso alle
Confcooperative ha definito la proposta di Air France per Alitalia
"arrogante e irricevibile". "Non penso che un Paese che vuole
essere protagonista nel mondo - ha detto l'ex Presidente del Consiglio - possa
rinunciare alla compagnia di bandiera". L'ex premier su un suo eventuale
interesse su Alitalia ha precisato che "non c'è
nessun interesse da parte mia o di Fininvest ma se lo chiedessero ai miei
figli, se fosse necessario, non si tirerebbero indietro". Sempre a margine
dell'incontro con Confcooperative il leader del Pdl ha aggiunto che "non
c'è nessun interesse della mia famiglia. Penso che gli imprenditori più
importanti dovrebbero sentirsi in dovere di dare una partecipazione. Se lo
chiedessero a me io non ho nessun interesse se invece lo chiedessero ai miei
figli loro farebbero il loro dovere". Gianfranco Fini sottolinea che
Berlusconi "non si è pronunciato a favore della cordata di Air One.
Berlusconi -aggiunge il leader di An- ha detto una cosa più che giusta :
possibile che la proposta di Air France, che è considerata negativa da
Confindustria, sindacati e molti analisti, sia l'unica? Possibile che altri
imprenditori italiani non siano in grado di fare un'offertà". Gianfranco
Fini invita poi a non concentrare l'attenzione sull'idea che "i figli di
Berlusconi" possano partecipare a una cordata italiana per acquistare Alitalia. "Probabilmente non sono nemmeno
interessati" dice il leader di An. E il candidato premier del Pd, Walter
Veltroni, durante un comizio elettorale a Cuneo, ha affermato che "su Alitalia Berlusconi ha detto di no e poco prima Fini aveva
detto che era favorevole". Questo, secondo Veltroni, è solo uno dei punti
su cui ci sono divergenze nel Pdl. "Neanche abbiamo iniziato - ha concluso
- è gia sono divisi. Su Alitalia, su Europa e su
pensioni". NESSUNA ALTERNATIVA L'offerta di Air France è l'unica 'chance'
per Alitalia. Una proposta "prendere o
lasciare" ma, al contrario delle altre è "industrialmente
solida". Il presidente della compagnia aerea italiana, Maurizio Prato,
incalza i sindacati riuniti oggi alla Magliana durante l'incontro che precede
il Cda della società che avrà sul tavolo l'offerta francese. Parole che fanno
da freno alla proposta appena lanciata da Silvio Berlusconi di un prestito
ponte per appoggiare una cordata di imprenditori-banche pronta a offrire
un'alternativa alla scelta Air France. E mentre Prodi precisa che se ci saranno
nuove offerte queste dovranno essere serie e pervenire in tempi brevi, i suoi
ministri fanno quadrato: "Quella dell'Air France è una proposta seria:
l'unica alternativa è il commissariamento" ha affermato il ministro
dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa. "Chi è interessato ad Alitalia - ha aggiunto - si faccia avanti con atti formali e
offerte concrete, altrimenti distrugge una possibilità di vendita anzichè
costruirne una nuova. I tempi, ormai strettissimi, sono dettati dalla
condizione della compagnia e non possono dipendere dal calendario
politico". "Da un anno e mezzo abbiamo cercato in ogni modo per Alitalia offerte migliorative rispetto a quelle che sono
oggi sul tavolo - ha detto il ministro dello Sviluppo Economico, Pierluigi
Bersani. "Se ci sono vengano avanti - ha aggiunto - naturalmente con i
soldi e con un progetto industriale. Per salvare Alitalia
le parole non bastano". Intanto i sindacati restano distanti dalla
proposta Air France e, dopo tre ore e mezzo di riunione oggi hanno si sono
aggiornati a un nuovo incontro con Spinetta il 25 marzo. "La nostra
posizione non cambia: respingiamo al mittente l'atteggiamento di chiusura di
Spinetta" ha affermato il segretario nazionale della Filt Cgil, Mauro
Rossi, al termine dell'incontro tra Alitalia e
sindacati. "La presa di posizione di Berlusconi è di grande rilevanza
politica - ammette poi il leader della Uil Luigi Angeleti - se si
concretizzasse una proposta alternativa ci sarebbe la dimostrazione, nei fatti,
che anche in Italia esistono degli imprenditori". Per tutti comunque il
commissariamento di Alitalia è da evitare e forse
l'unica cosa e lasciare che tutto venga risolto dal prossimo governo. Da Milano
posizioni sul dossier arrivano dal numero uno di Intesa Sanpaolo, Corrado
Passera che in merito alle proposte di Berlusconi dice di non avere
"assolutamente nulla sul tavolo" riguardo a Alitalia.
Mentre dal Cda della Sea la linea è quella di andare avanti con l'azione
giudiziaria contro la compagnia aerea italiana. Mentre in Italia la tensione
sul dossier Alitalia sale e si tinge sempre di più di
campagna elettorale, dalla Germania Lufthansa resta alla finestra: seguiamo
attentamente gli sviluppi - fa sapere una portavoce della compagnia tedesca. Ma
per il momento nessuna offerta. Berlusconi: "Con il mio veto Air France
rinuncerà" - Air France: 2.100 esubero Segnala ad un amico Tuo nome: Tua
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( da "Voce d'Italia, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica Veltroni
accusato di non prendere posizione sul destino della Compagnia di bandiera Alitalia, Bernardo (Pdl), "Ora tocca agli
imprenditori" "E' in gioco la credibilita' del sistema-Italia con la
sua classe imprenditoriale" Roma, 20 mar. - “E' un problema d'orgoglio.
Non c'è solo in gioco la difesa della Compagnia di bandiera, ma la credibilità
del sistema-Italia con la sua classe imprenditoriale. Ora si devono fare avanti
gli uomini della finanza e dell'industria nazionale perché devono sentire la
responsabilità di rappresentare non soltanto i loro interessi, ma anche quelli
del Paese". Così l'onorevole Maurizio Bernardo (Pdl) ribadisce la linea
indicata dal candidato premier del centrodestra. Secondo il componente della
Commissione attività produttive della Camera, questi sono i motivi per i quali
"Berlusconi li ha chiamati ad assumersi l'impegno di salvare l'Alitalia, rivolgendo l'appello anche alla sua famiglia, per
non tirarsi fuori da questo difficile e oneroso tentativo di ridare all'Italia
la sua compagnia aerea e di rassicurare le decine di migliaia di lavoratori
impiegati nella compagnia e a Malpensa”. L'ex assessore lombardo, ha poi
aggiunto: “Ci troviamo finalmente alle prese, in questa campagna elettorale,
con un tema concreto e di grande rilevanza, di fronte al quale Veltroni ha
balbettato frasi trite e ritrite, mentre il settanta per cento degli uomini di
governo in carica e che fanno parte dei candidati delle liste del 'pensionato
della politica' Valter Veltroni, stanno cercando di regalare Alitalia
ai francesi e di smantellare Malpensa". "Capisco – ha concluso
Bernardo – che a sinistra il concetto di investimento e di sviluppo è
indigesto, tanto da obbligare Sartori (che non è certo di centrodestra) a
bacchettare la politica dei governi di sinistra nemici di questo concetto
irrinunciabile, ma i posti di lavoro si salvano soltanto impiegando risorse, e
la crisi generale è possibile combatterla solo con lo sviluppo. Si facciano
avanti, allora, anche coloro che si nascondono all'ombra dello Stato e
attendono con il cappello in mano finanziamenti e privatizzazioni. Berlusconi
ha chiesto a tutti, anche a costoro, un atto di coraggio e soprattutto un
esempio di solidarietà verso il paese. Questa volta non dovrà essere giudicata
la politica, ma la classe imprenditoriale”. Jack Farrow.
( da "Voce d'Italia, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica
Alitalia, Craxi (Ps): i responsabili del
disastro non possono risolvere il caso Il Sottosegretario agli Esteri attacca
la politica industriale del Pd Cremona, 20 mar. - Parlando questo pomeriggio a
Cremona, durante la manifestazione di apertura della campagna elettorale nella
circoscrizione Lombardia 3, il candidato capolista del Partito socialista, Bobo
Craxi, si è domandato “per quale ragione dovrebbero essere gli stessi
protagonisti del disastro dell'Alitalia a riuscire a
risolvere un caso che per anni è stato lasciato marcire. In ciò, sono
praticamente identici, sia il 'nano', sia la 'ballerina': quest'ultima, in
particolare, tende a parlare d'altro, non dice la verità ai lavoratori e userà
il metodo Calearo o Colaninno per risolvere temi di politica industriale”.
Ellis Mais.
( da "Voce d'Italia, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Casini: "Cordata italiana primo diktat della Lega" Alitalia,
Padoa-Schioppa: "I tempi sono stressi, farsi avanti subito" Il
Ministro dell'Economia apre all'ipotesi Berlusconi di una cordata italiana per
la compagnia di bandiera Roma, 20 mar. - "Chi è interessato ad Alitalia si faccia
avanti con atti formali e concreti. I tempi sono strettissimi". Lo ha dichiarato questo
pomeriggio il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa (foto), che in una
nota ha commentato "le dichiarazioni su ipotetiche cordate di imprenditori
italiani a rilevare Alitalia", aprendo di fatto
all'iptesi avanzata da Berlusconi. "I tempi strettissimi - ha sottolineato
il Ministro dell'Economia - sono dettati dalla condizione della compagnia e non
possono dipendere dal calendario politico". Secondo Padoa-Schioppa, si
rischia di "distruggere una possibilità di vendita anzichè costruirne una
nuova". La questione Alitalia è entrata
prepotentemente nell'agenda politica della campagna elettorale, e rischia di
condizionare pesantemente il voto, con il centrodestra schiacciato sulle
posizioni della Lega nord, e Veltroni che cerca in tutti i modi di non prendere
posizioni per non perdere i voti dei lombardi, pur sapendo che l'unica soluzone
è la vendita ad Air France. Per il leader dell'Udc Pierferdinando Casini
"il materializzarsi improvviso di una cordata italiana per Alitalia è il primo diktat della Lega a Berlusconi".
Casini lo ha detto nel corso di un incontro a Verona, affermando che con Alitalia "Berlusconi comincia a pagare i prezzi alla
Lega di un ipotetico Governo del Pdl". "Se c'erano imprenditori
italiani capaci - ha proseguito il leader dell'Udc - perché non sono venuti
fuori prima? Non vorrei fosse una boutade elettorale e la cordata di Berlusconi
scompaia il 14 aprile". Casini ha quindi sottolineato che la compagnia di
bandiera "é allo stremo per condizionamenti di diversa natura".
"Il problema c'era già durante il Governo Berlusconi: era sul tavolo ma si
è rimandato tutto - ha detto - Una politica del rinvio intrapresa anche dal
Governo Prodi". Tornando al ruolo della Lega nord, Casini ha definito il
movimento di Bossi la "golden share del prossimo Governo. Sarà la forza
determinante - ha concluso - e quando dirà no, Berlusconi dovrà chinare il
capo". nel Pdl le posizioni non sono univoche. Il senatore azzurro
Giampiero Cantoni insiste da anni perchè la compagnia di bandiera porti i libri
in tribunale, ma ha dovuto arrendersi di fronte al neo-dirigismo del leader del
centrodestra, più interessato, in questa fase, a cercare di tornare a Palazzo
Chigi, piuttosto che ribadire la fiducia nel mercato. Jack Farrow.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
La destra (e i
sindacati) mettono in fuga Air France. Senza avere alternative vere L'uomo del fare parla troppo Niente di serio per Alitalia Prodi a Berlusconi: fate pure. Ma per Intesa "un'altra cordata
non c'è" Ci sono volute appena 12 ore per scoprire il bluff di Berlusconi,
che ha chiamato alle armi gli imprenditori italiani per impedire ai francesi di
acquisire Air France: Intesa SanPaolo, che pure nei mesi scorsi aveva avanzato
un'offerta in cordata con AirOne, non ci sta. Berlusconi, però, non ci
crede e spiega che l'istituto non si è tirato indietro ma chiede un'altra
chance. Appena qualche ora prima il Cavaliere aveva chiesto a Prodi un prestito
ponte per Alitalia e il ministro Padoa- Schioppa aveva
sollecitato fatti non parole: chi è interessato si faccia avanti ora, non
possiamo aspettare. Il commissariamento della compagnia di bandiera è più
vicino visto che le parole di Berlusconi hanno galvanizzato i sindacati i quali
ora chiedono uno slittamento dei tempi della trattativa. Il presidente Alitalia Prato ha detto ieri che i francesi sono l'unica
chance per la compagnia. A PAGINA 3.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 20-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Fossimo stati ieri
al posto di Veltroni, non saremmo stati felici di leggere
della telefonata intercorsa fra Prodi e Berlusconi sulla vicenda Alitalia. Perché questa storia complicata e comunque negativa non sarebbe
mai dovuta entrare nella campagna elettorale, non era stata prevista, e nelle
ultime ore ha causato al Pd un discreto danno. La telefonata con palazzo Chigi
somiglia in maniera sinistra a uno scambio di idee (e di consegne?) fra
premier attuale e f u t u r o . Berlusconi si è comportato come uno che già
governa e decide, dà indicazioni su prestiti da fare e trattative da riaprire.
Le incertezze e le contraddizioni del governo Prodi sono tornate alla ribalta
dopo tutta la fatica fatta per superarle. Insomma, un disastro. Ora può darsi
che i ruoli si ribaltino, e che la parte del pasticcione possa essere
affibbiata tutta al Cavaliere. Non c'è alcuna seria alternativa alla vendita ad
Air France, BancaIntesa si tira fuori (pur con toni polemici verso il governo),
questa famosa cordata italiana somiglia curiosamente a quelle che si alternano
per acquistare l'Unità: non esiste. Per cui, se il Pdl fa saltare la trattativa
coi francesi, si assume gravi responsabilità a fronte di un vantaggio pari a
zero. Bisogna aspettare a vedere se andrà così. Quel che è certo è che dopo due
anni di naiveté impolitica Padoa-Schioppa, pur tenendosi fuori dalla mischia,
ha voluto apporre il proprio sigillo anche alla campagna elettorale. Non c'era
bisogno. Per chiunque conosca un po' l'Italia, è bizzarro pensare che dopo anni
di rinvii la crisi Alitalia dovesse essere risolta
proprio a un mese dalle elezioni. Cioè nel momento di massima turbolenza,
esponendo una trattativa già difficile alle intemperie della polemica
elettorale. Berlusconi che ne approfitta è un bell'irresponsabile. Ma anche chi
gliene ha dato l'occasione non scherza.