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DOSSIER “ALITALIA”

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IN EVIDENZA               1)        2)        3)        REPORT

 

L'Ad di Air France chiude: "Impossibile modificare la proposta" Il Cavaliere rilancia Air One: "Con Banca Intesa anche Pier Silvio e Marina". Alitalia, Spinetta blinda il piano Berlusconi: I miei figli con AirOne. La Cisl chiude la porta: "Così la trattativa è inagibile". I piloti: "Lotta dura". (La Repubblica 19-3-2008)

 

ROMA - L'accordo è ancora possibile nonostante i problemi emersi in questi giorni: Air France-Klm ha fiducia nelle possibilità di ripresa e di sviluppo di Alitalia e continua a considerare imprescindibile l'appoggio dei sindacati. Ma sul piano di acquisto dell'ex compagnia di bandiera italiana "i margini di manovra sono limitatissimi". Il presidente di Air France-Klm Jean-Cyril Spinetta blinda il piano, all'indomani del primo round con i sindacati di Alitalia.

Ma di traverso alle mire del gruppo franco-olandese si mettono, come era prevedibile, i sindacati con Raffaele Bonanni della Cisl che dice: "Così la trattativa non è agibile" e soprattutto Silvio Berlusconi che, a tarda sera mina Air France-Klm con un uno due devastante. "Spinetta con il mio veto dovrà rinunciare - dice il Cavaliere - e su Alitalia possono intervenire AirOne con Banca Intesa e, nella cordata altri imprenditori italiani fra cui anche i miei figli". Cgil e Cisl hanno chiesto a Romano Prodi un incontro "urgentissimo". "Bisogna evitare - scrivono i sindacati - l'aternativa fra il diktat di Spinetta e il fallimento". Mentre l'Anpac, il sindacati dei piloti, minaccia: "se restano tagli sarà lotta dura". Ma tutto succede prima del pesantissimo intervento di Berlusconi.

Le parole di Spinetta. "Se Air France-Klm in un periodo così difficile si assume un impegno così importante con una compagnia che da dieci anni non fa altro che perdere, è perché Alitalia ha tutte le carte in regola per andare avanti e per conoscere una forte crescita" ha detto Spinetta. "A partire dal 2010, una volta risanata, Alitalia avrà una crescita annua che sarà più forte di Air France-Klm, perché ha perso moltissime quote di mercato e non appena sarà di nuovo redditizia potrà riacquistarle".

Hub a Fiumicino, no a moratoria per Malpensa. Spinetta ha però ribadito che per tornare ad essere redditizia Alitalia debba non solo ristrutturarsi, ma anche "concentrarsi su Roma". Quanto a Malpensa, la proposta di moratoria non è accettabile per il presidente di Air France-Klm. "Il grosso delle perdite di Alitalia - ha rilevato Spinetta - è generato da Milano Malpensa. Io non ho partecipato al dibattito politico, ma con la responsabilità di un imprenditore devo dire che dal punto di vista industriale mi sembra ragionevole la scelta di concentrare il ruolo di Hub sull'aeroporto di Fiumicino".

2100 esuberi, per loro un piano sociale. Spinetta ha ricordato poi il numero degli esuberi di Alitalia Fly, 1600, ripetendo che si tratta di "una stima ragionevole", e assicurando che a favore dei lavoratori verrà messo a punto "un piano sociale esemplare. Mobiliteremo tutte le risorse possibili, dalla cassa integrazione, alla mobilità, agli incentivi finanziari". Agli esuberi di Alitalia Fly si aggiungono i 500 di Alitalia Servizi: in tutto circa 2100, ha concluso Spinetta.

Due miliardi di investimenti. In questa operazione- ha continuato- Air France-Klm è disposta a investire due miliardi di euro: "E' questa la nostra scommessa - ha detto - e per questo vogliamo investire 2 miliardi di euro di cui un miliardo è l'indebitamento che ci accolliamo e un miliardo è l'aumento di capitale". Però alle condizioni illustrate al governo italiano, ai sindacati e alla stampa: "Non siamo in presenza di un negoziato classico e quindi i margini per una trattativa sono inesistenti o piccolissimi".

Due anni di moratoria per i cargo. La flotta passeggeri dell'Alitalia "avrà una riduzione di 37 aerei passeggeri e quindi passerà da 174 a 137", ha detto ancora Spinetta, mentre per i cargo il piano di Air France-Klm propone "una moratoria per 3 aerei" sugli attuali 5 MD11 "tra l'estate 2008 e il 2010 per lasciare il tempo di trovare soluzioni economiche adeguate".

Nuovo incontro con i sindacati. Proprio questa mattina i vertici di Alitalia dopo una verifica con Spinetta hanno deciso di riconvocare alle 9 i rappresentanti dei lavoratori per riprendere il confronto.

Rischio commissariamento. Il margine per chiudere positivamente è però stretto e nel Consiglio dei ministri è riecheggiata la parola commissariamento. A paventare questo rischio, ha sottolineato il ministro della Solidarietà Paolo Ferrero, è stato il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa. "La discussione è stata vivace - ha rivelato Ferrero - in alcuni casi anche dai toni molto accesi sulla modalità di gestione e sulla responsabilità che sono in capo a chi ha diretto la compagnia, da Cimoli a Prato, per i quali sono state previste clausole di salvaguardia".

Scontro Berlusconi -Prodi. E i toni si vanno infiammando anche nel confronto tra parti politiche. Il Cavaliere ha attaccato il modo in cui il governo ha condotto la vicenda parlando di "dilettantismo", ha aggiunto di auspicare che "una cordata di imprenditori italiani si impegni per rilevare la compagnia" e su Air France ha detto: "Irricevibile la proposta di Parigi". "Per chi si candida a guidare il Paese sono dichiarazioni irresponsabili" è il commento del ministro Pierluigi Bersani. Prodi attacca: "Di Alitalia si discute da tempo, è inutile dire che la trattativa con Air France non va bene. Berlusconi se non è d'accordo porti un'altra soluzione". "AirOne può essere una soluzione", è la controreplica del leader del Pdl che poi spiega tutto il piano compreso il coinvolgimento della sua famiglia e del suo gruppo.

Il titolo Alitalia sull'ottovolante. Un braccio di ferro che ha fatto correre il titolo Alitalia sull'ottovolante: se in apertura di seduta a Piazza Affari non è stato quotato per eccesso di ribasso, con le azioni della compagnia di bandiera che hanno segnato un calo teorico del 19%, nel pomeriggio la rotta è stata invertita e la sospensione delle trattazione è stata dettata da eccesso di rialzo. "Il mercato scommette su un possibile ritocco all'insù dell'offerta da parte di Air France", ha osservato un operatore.
(19 marzo 2008)


Flash  16:25

Alitalia, Spinetta: pronti a risanare, base a Roma

Il presidente di Air France-Klm, Jean-Cyrill Spinetta, illustra il piano per Alitalia: «Abbiamo l'intenzione di risanare la compagnia. Roma Fiumicino sarà il nostro hub. Per Malpensa ho proposto una moratoria di due anni. Questa è una compagnia che non fa utili da 10 anni, la situazione finanziaria è critica»


Alitalia, per Padoa-Schioppa c'è «rischio commissariamento» a cura di Alberto Annicchiarico (iL Sole 24 Ore 19-3-2008)

 

 

 

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Il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, ha paventato il rischio di un commissariamento di Alitalia nel corso della riunione del Consiglio dei ministri di stamane. Lo ha reso noto il ministro Paolo Ferrero. Come a dire che se l'accordo con Air France andasse in fumo non resterebbe che prepararsi alla liquidazione della compagnia. «C'è una grandissima preoccupazione. È evidente che in questa situazione c'è il rischio che si vada al commissariamento o all'amministrazione straordinaria», ha confermato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti.

Il livello della polemica politica è sempre elevatissimo, mentre aumenta il pressing del partito democratico sul governo circa la necessità, ha rilevato ancora una volta il candidato premier Walter Veltroni, di non rinunciare per Malpensa allo status di secondo hub italiano e di tagliare i voli con gradualità per salvaguardare l'occupazione. Su Libero l'affondo di Silvio Berlusconi, candidato premier del Pdl: «Svendono Alitalia, la nostra compagnia di bandiera, a un quinto del suo valore di mercato, e stanno cercando di chiudere Malpensa, il porto dell'Italia sul mondo».

A breve, comunque, riprenderà il confronto tra Alitalia ed Air France con i sindacati sul progetto di acquisizione della compagnia italiana. Alitalia ha convocato i sindacati «per un incontro urgente» giovedì mattina. La convocazione non fa alcun riferimento all'eventuale partecipazione dei vertici di Air France-Klm per proseguire il confronto avviato martedì alla presenza del presidente Jean-Cyril Spinetta. Se ne saprà di più nel pomeriggio: la compagnia franco-olandese ha convocato una conferemza stampa alle 16.

Questa mattina lo stesso Spinetta ha parlato di «accordo a rischio» commentando il difficile avvio del confronto con i sindacati. Poi ha aggiunto: «Ho ancora fiducia». Spinetta ha incontrato i vertici di Alitalia nella sede di Fintecna per valutare la ripresa del confronto con i sindacati e a mezzogiorno si è recato, con il presidente della compagnia italiana, Maurizio Prato, a Palazzo Chigi e ha fatto il punto della situazione per circa due ore con Padoa-Schioppa e il sottosegretario all'Economia Enrico Letta.

Intanto dal fronte sindacale è stata ribadita la posizione espressa martedì al tavolo nella sede di Alitalia. Fonti sindacali confermano che una ripresa del confronto sarà possibile «solo se ci saranno novità», nel senso di una disponibilità a confrontarsi con più spazio per eventuali correzione sulla proposta di Air France-Klm per l'acquisizione di Alitalia. «Aspettiamo una risposta», ribadiscono i sindacati.

Alitalia non è riuscita a fare prezzo in apertura a Piazza Affari e il titolo è stato immediatamente sospeso dalle negoziazioni. Alle ore 11 il titolo scendeva ancora a 0,195 euro (-29,35%) avvicinandosi alla soglia del prezzo di Ops proposto da AirFrance Klm (circa 0,09 euro per azione), sebbene sugli esiti di questo sbocco permangano ancora molti ostacoli, in primis l'opposizione dei sindacati. «Il mercato ha spesso ragione se spinge il prezzo verso quota 0,09 euro vuol dire che non vede altra soluzione. Certo se il deal con i francesi dovesse fallire, allora i prezzi punterebbero a zero», spiega un operatore.

Proprio questa mattina in un'intervista al Corriere della Sera Padoa-Schioppa ha spiegato di sentirsi come «il guidatore di un'ambulanza che sta correndo per portare il malato nell'unica clinica che si è dichiarata disponibile ad accettarlo. Sto guidando più rapidamente che posso ma se poi non arrivo in tempo perché ci sono semafori che mi bloccano...». Il ministro ha aggiunto che dopo l'offerta di Air France la vicenda può avere solo tre alternative: «L'esito positivo della trattativa, l'arrivo di un'offerta concorrente o l'amministrazione straordinaria con la probabile liquidazione della compagnia». Di qui la dichiarazione sul possibile commissariamento, segno che la trattativa tra Spinetta e i sindacati non va certo per il meglio.

Infine l'altra patata bollente, la questione Malpensa. Sea pone due condizioni per rinunciare alla causa da 1,25 miliardi intentata ad Alitalia per l'addio a Malpensa. «Noi - afferma il numero uno del gestore degli aeroporti milanesi Giuseppe Bonomi in un'intervista a Repubblica - non possiamo certo fare un passo indietro gratis. La causa è un atto ponderato e dovuto». Tuttavia, prosegue, «il percorso l'ha indicato Air France nella sua offerta d'acquisto: l'ipotesi di una transazione. Se ci arrivasse una proposta seria noi saremmo in grado di valutarla in tempi strettissimi, anche in via stragiudiziale e prima di fine marzo». Inoltre «chiediamo una rapida revisione degli accordi bilaterali che ci consenta di aprire nuovi voli intercontinentali da Malpensa e la garanzia di una parità di accesso da Milano e Roma».



Report "Alitalia 2"

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Anche se gradualmente, senza cambi di strategia repentini, la campagna elettorale di Silvio Berlusco ( da "Stampa, La" del 19-03-2008)
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Cv Alital 1066,166<TD class ( da "Stampa, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Cv Alital 10 66,166 75,146 cv B Ifis 09 99,508 99,130 cv Bco Popol 10 100,573 100,786 cv Beni Sta 11 92,009 92,435 cv BIM 15 89,266 89,326 cv Carige 13 112,367 111,329 cv Mi-A2a 09 115,758 118,033 cv SIAS 17 93,641 94,114 cv Snia 10 101,010 101,010 cv Vitt Ass 217,040 217,040 Telecom IT CV 10 109,748 110,

Piazza Affari ottiene un bel rimbalzo dopo parecchie sedute difficili e porta a casa un 2,78% con l ( da "Stampa, La" del 19-03-2008)
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Abstract: Fra i titoli che si sono in negativo, Alitalia ha subìto nel riferimento un -29,43% a 0,27 euro (che diventa -31,09% nell'ultimo prezzo). Seat Pagine Gialle ha fatto -4,57% e Fastweb -4,04%. Giù anche Buzzi Unicem (-1,08%) e Atlantia (-0,47%) su cui Ubs ha rivisto al ribasso il "target price" a 22 euro.

Nessun colloquio con Palazzo Chigi Leggo sulla Stampa, in un articolo ( da "Stampa, La" del 19-03-2008)
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Per ritirare la causa chiediamo un indennizzo e i diritti di volo ( da "Stampa, La" del 19-03-2008)
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[FIRMA]GUGLIELMO BUCCHERI ROMA Cinquecento, o poco meno. Il tavolo che dovrà ospitare il ( da "Stampa, La" del 19-03-2008)
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Alitalia, alta tensione sui licenziamenti Tafferugli davanti alla sede di Roma: manganellate contro i lavoratori, un ferito Air France: non siamo obbligati a comprare. Primo no dei ( da "Unita, L'" del 19-03-2008)
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Abstract: Sulla trattativa pesa però anche la denuncia ad Alitalia della Sea che gestisce Malpensa. Tanto che il governo ha chiesto al principale azionista della società (il Comune di Milano) di ritirarla. Altrimenti il rischio è che Alitalia possa fallire. Intanto in Borsa il titolo della compagnia di bandiera continua la sua discesa: ieri ha perso un altro 29%.

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Argomenti: Alitalia

Abstract: Accuratamente evitato l'autogol su Alitalia. Presidente, lei ha fatto un logo... Eccolo: "Io difensore della libertà" numero verde 800.... La pubblicità progresso anti brogli va in onda a raffica."Qui il numero lo chiamo io per difendere il mio lavoro", lamenta Emilio. Ma dai, male che va lo manterrà la moglie.

La mia pensione? Ho aiutato chi ha bisogno Veltroni ribatte all'attacco personale di Fini sui costi della politica: ha perso un'occasione per tacere ( da "Unita, L'" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E ricorda che su Alitalia a Destra hanno tre posizioni diverse, come sulle pensioni e persino sulla politica estera. Su Berlusconi, senza nominarlo, si concede una battuta: "Su Alitalia alle due non aveva ancora letto i giornali. gli conviene leggere direttamente quelli di domani".

Rimbalzo della Fiat ( da "Unita, L'" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia ha avuto una giornata difficile, venendo subito rinviata al ribasso. Ottimo rialzo per Finmeccanica (più 4,92%) premiata per i conti 2007, la crescita del dividendo e delle stime al 2010. Fiat ha chiuso con un più 6,11%, dopo che Merrill Lynch ne ha parlato in termini lusinghieri, definendola tra le migliori del comparto auto.

La trattativa che non tratta ( da "Unita, L'" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Perché se la ex-Alitalia francesizzata dovesse essere rinchiusa in uno spezzone da immettere tra la miriade di compagnie "low cost", allora sì bisognerebbe dire che non vale la pena. Il penoso appuntamento di ieri non è stato del resto preparato con avvedutezza.

Il primo obiettivo è evitare il fallimento ( da "Unita, L'" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Capisco che lei dica così perché il centro destra ha portato al fallimento Alitalia, noi l'abbiamo presa che era in coma e la lasciammo che aveva i bilanci in ordine. Credo che la sua osservazione non sia responsabile, bisognerebbe anche capire bene che cosa significa il fallimento dell'Alitalia, e non solo dal punto di vista delle condizioni dei lavoratori".

Air France: non siamo obbligati a comprare Spinetta detta le condizioni, ma i sindacati non accettano i tagli. Trattativa in salita ( da "Unita, L'" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: acquisi zione di Alitalia andrà a monte. Spinetta non indora la pillola, del resto il pensiero dell'acquirente franco-olandese è ben rappresentato dal valore assegnato alle azioni di Alitalia, considerate carta straccia o poco più. Ma i sindacati si sono mostrati piuttosto disincantati rispetto all'ambizione, espressa da Spinetta,

È grave dire che Alitalia può fallire. Malpensa deve essere un altro hub italiano, serve gradualità nel trasferimento dei voli ( da "Unita, L'" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stai consultando l'edizione del Veltroni È grave dire che Alitalia può fallire. Malpensa deve essere un altro hub italiano, serve gradualità nel trasferimento dei voli.

Manganellate sui lavoratori davanti alla sede della Magliana Erano circa quattrocento, venivano dalla Atitech di Napoli, dove si fa la manutenzione degli aerei ( da "Unita, L'" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

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Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia perde un altro 30% in Borsa di Roberto Rossi/ Roma CAUSA Più della vertenza sindacale sarà il nodo relativo a Malpensa a decidere il destino di Alitalia. La richiesta di danni per 1,250 miliardi di euro che Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi, ha avanzato nei confronti della compagnia italiana è la spada di Damocle che pende sulla trattativa con Air France.

In Francia c'è chi dice che Spinetta ha fatto un'offerta troppo generosa ( da "Unita, L'" del 19-03-2008)
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Abstract: Altre offerte un tempo concorrenti avevano fissato il prezzo di Alitalia a zero euro". Ma insomma, passi per i 140 milioni offerti da Spinetta. Salvo che bisogna aggiungere un miliardo di euro di aumento di capitale per Alitalia, un miliardo e 300 milioni di debiti, l'acquisto di 600 milioni di obbligazioni convertibili, e si va tranquillamente oltre ai tre miliardi.

LA SEA Ha ragione Bonomi: non è una tragedia l'hub della brughiera risorgerà in pochi anni ( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 19-03-2008)
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Meglio falliti che conquistati Per Malpensa la soluzione è liberalizzare i voli, ma Air France non vuole ( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 19-03-2008)
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Argomenti: Alitalia

Abstract: protestato davanti al centro direzionale di Alitalia, alla Magliana a Roma. Nel primo pomeriggio era previsto infatti l'avvio del confronto tra i vertici di Alitalia e Air France e i sindacati sul piano di acquisizione del gruppo franco-olandese. Già prima dell'arrivo del numero uno di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, circa 500 lavoratori degli stabilimenti di manutenzione dell'

Il blitz di Prodi manda Veltroni fuori pista ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: essersi improvvisamente incagliato sugli scogli del caso Alitalia. Il tentativo del governo di salvare il salvabile, attraverso il via libera all'offerta di Air France, si scontra con l'ostilità dell'opposizione di centrodestra e della Sinistra arcobaleno che accusa Prodi di "scelte avventuriste" (Manuela Palermi) e chiede un supplemento di trattativa (il ministro Paolo Ferrero)

Alitalia, è subito muro contro muro ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Primo Piano Pagina 102 Alitalia, è subito muro contro muro No dei sindacati. Air France: non siamo obbligati a comprare --> No dei sindacati. Air France: non siamo obbligati a comprare Il piano di Air France non piace ai sindacati di Alitalia e la trattativa parte malissimo.

"risarcimento e rotte sbloccate per ritirare la causa su malpensa" - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Che Malpensa non paghi di tasca sua i conti delle inadempienze di Alitalia e che le siano garantiti gli strumenti per tornare a svilupparsi" Detto in soldoni? "Vogliamo in ogni caso un risarcimento. Se Alitalia ci dà una mano a ridimensionarne le conseguenze del suo addio può essere rivisto rispetto alle richieste iniziali.

E la mossa di cgil, cisl e uil spiazza il pd - goffredo de marchis ( da "Repubblica, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Walter Veltroni non nasconde la sua preoccupazione per la vicenda Alitalia, che è drammatica di suo e s'incrocia con la campagna elettorale. Ecco perché soprattutto oggi e in questo particolare passaggio vale la pena spendere la parola dialogo, puntare a una via d'uscita bipartisan. Per il Partito democratico, partito di governo ma che vuole essere nuovo rispetto all'esperienza Prodi,

I sindacati a air france: tagli inaccettabili spinetta: non obbligati a comprare alitalia - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 25 miliardi contro Alitalia. La soluzione di questo contenzioso è infatti uno dei paletti posti dai francesi sul percorso del matrimonio con Alitalia. Ma nei prossimi 12 giorni si decideranno le sorti di 18mila famiglie e la premessa fatta ieri da Spinetta ai sindacati, è netta: "Non siamo qui per acquisire Alitalia, ma per verificare la possibilità,

Veltroni contro la moratti: "parole gravi" - aldo fontanarosa ( da "Repubblica, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: rinunci alla causa da 1,25 miliardi contro Alitalia, accusata di voler penalizzare l'aeroporto lombardo. La causa è un enorme ostacolo alla vendita di Alitalia ad Air France. E se la vendita salta", spiega il ministro Bersani, "si determina un solo effetto: il collasso della compagnia aerea, il suo effettivo fallimento".

La crisi di alitalia - piero ottone ( da "Repubblica, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Commenti La crisi di alitalia PIERO OTTONE L'Alitalia procede, barcollando, verso il suo destino, e anche se non è detta l'ultima parola, pare che sarà un destino francese. Non avremo più la Compagnia di Bandiera, dunque? Pazienza: potremo vivere lo stesso. Ma quel che più ci ferisce è il modo umiliante, terribilmente umiliante,

Cessna: condannato ma senza colpa ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: nel frattempo stava arrivando il postale Alitalia da Alghero, era alto e ci chiedeva di scendere, allora abbiamo chiesto a Elmas dove si trovasse il Cessna e abbiamo saputo che il bireattore non rispondeva. Sono entrato in frequenza al posto di Caponigri, ho tenuto alto il postale e poiché Elmas ripeteva di non aver notizie ho pensato fosse successo qualcosa di grave"

Il titolo sprofonda-29,43% a 0,276 euro ( da "Secolo XIX, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: I titoli Alitalia hanno continuato ad affondare anche ieri a Piazza Affari dopo la notizia che l'offerta pubblica di scambio dei francesi valorizza le azioni della compagnia italiana poco meno di 10 centesimi. Dopo aver trattato in calo di oltre il 15%, Alitalia è stata sospesa per eccesso di ribasso e, in chiusura di seduta,

Tutti contro Prodi: Pdl e ministri dell'Unione ( da "Secolo XIX, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: come la Moratti, preferisce il fallimento di Alitalia al piano di Air France che penalizza Malpensa. "Alitalia non deve fallire. Non c'è nulla di male che ci sia una partnership internazionale ma a due condizione: non ci deve essere un prezzo sociale troppo alto e bisogna discutere del destino di Malpensa".

Sindacati furibondi, Air France frena ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Prima Pagina Pagina 2 Alitalia Sindacati furibondi, Air France frena Alitalia --> Esuberi Bocciato ieri dai sindacati il piano per il salvataggio di Alitalia. Intanto il presidente del gruppo Air France e Klm frena: nessuno ci obbliga a comprare. Gli esuberi sarebbero fra i 1600 e i 7000.

Cesa: <Moderati cattolici con noi> ( da "Secolo XIX, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia: il governo è nella bufera sull'offerta Air France. Il Pdl è diviso . Cosa ne pensa l'Udc? "La questione dell'Alitalia si trascina ormai da molto tempo ed il suo aggravarsi è certamente anche colpa di tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi anni.

I lavoratori dell'atitech a roma tafferugli con la polizia, due feriti ( da "Repubblica, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: due feriti Air France non acquisirà lo stabilimento Nuovo assetto per Az Servizi Prato, presidente Alitalia: "Nessun licenziamento ma solo soluzioni non traumatiche" Air France intende acquisire solo alcune delle attività di Az Servizi del Gruppo Alitalia, e in particolare quelle che riguardano la manutenzione leggera e parte dei servizi di handling aeroportuale.

Malpensa, da lunedì cassa integrazione per 900 ( da "Repubblica, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: partirà lunedì, una settimana prima del taglio dei voli Alitalia, per 900 dipendenti del gruppo, 350 della Sea e 550 di Sea Handling. Come chiesto dai sindacati interesserà a rotazione i dipendenti e sarà estesa a Linate. Ma il provvedimento riguarda i lavoratori a tempo indeterminato, 516 su circa 6000.

Prove di matematica e inglese è caccia a un posto a bordo - luigi bolognini ( da "Repubblica, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: bordo Tra i requisiti vivere non lontano dallo scalo LUIGI BOLOGNINI E mentre a Malpensa Alitalia c'è, sì, ma forse no, Easyjet continua a crederci. Al punto da assumere assistenti di volo: 75 usciranno da una selezione in corso tra ieri e oggi, altri 75 arriveranno a maggio. "Per noi - garantisce Elisa Ravella, marketing manager per Italia e Grecia - l'aeroporto ha molto da dire.

Sea, cassa integrazione da lunedì ferrero attacca padoa-schioppa - stefano rossi ( da "Repubblica, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ammettendo che i destini di Alitalia e Malpensa sono ormai "separati", rimprovera la Sea per la richiesta di risarcimento all'Alitalia: "è Alitalia che dovrebbe chiedere i danni alla Sea. Politici e imprenditori del Nord fecero fallire l'accordo con Klm per indebolire Alitalia e aprire spazi ad altri".

Così l'ho raccontato a mia moglie - davide romano ( da "Repubblica, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Oggi infatti tutte le polemiche su Malpensa e Alitalia diventano triste realtà. Se mi si permette una parentesi personale, per me è stata la prima volta che per dire qualcosa a mia moglie ho dovuto aspettare di essere a quattrocchi con lei: per rassicurarla e per mostrarle il bicchiere mezzo pieno.

A malpensa rabbia e sfiducia ( da "Repubblica, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la sottrazione ad Alitalia del traffico cargo". E dunque una crisi strutturale, non contingente. [Rosanna Rigoni] Non è una dipendente della Sea e lavora in aeroporto solamente da sei mesi. Malgrado questo, non le è sfuggito come il flusso dei passeggeri sia già diminuito, ben prima del maxitaglio dei voli che sarà operativo dal 31 marzo prossimo.

<Il Comune adotti politiche per la crisi> ( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: partito di Veltroni sulla causa intentata dalla società aeroportuale ad Alitalia: "Occorre un impegno del governo sia economico, sia sulla revisione degli accordi bilaterali che regolano il trasporto internazionale. A questo punto, non ci sarà più il danno lamentato da Sea". Il Pd ha anche chiesto al Comune di rinunciare ai dividendi del 2007, calcolati tra i 20 e i 30 milioni di euro.

L'hub nella bufera ( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: hub nella bufera L'aeroporto e la vendita di Alitalia Lo scontro Il caso-Malpensa è scoppiato in piena campagna elettorale con accuse reciproche tra i partiti che si palleggiano le responsabilità Il dovere Il presidente della Sea Bonomi ha ribadito che la società ha il dovere di tutelare gli interessi propri e quelli dei lavoratori.

<Killeraggio aziendale, Sea la prossima vittima> ( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: usa questi termini per spiegare la vicenda Alitalia. Addio hub milanese? "Alitalia ha fatto una scelta miope dal punto di vista strategico: non ha tenuto conto della qualità del traffico che ruota intorno al Nord del Paese. Milano è la terza regione più ricca d'Europa, non è questione di campanilismo ".

Richiesta danni, la Sea <blinda> Malpensa ( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: centrodestra punta il dito contro il governo accusato di voler svendere Malpensa per salvare Alitalia. E il centrosinistra che propone soluzioni che possano rilanciare l'hub. Resta ancora aperta la questione del risarcimento danni, milionario, chiesto da Sea all'Alitalia. La società aeroportuale è "disponibile a valutare proposte di definizione anche stragiudiziale della vertenza ".

Malpensa, 900 dipendenti senza lavoro da Pasqua ( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La vicenda di Alitalia viene da lontano, soprattutto da cinque anni di governi Berlusconi che hanno portato Alitalia al prefallimento ". E se il vicesindaco Riccardo De Corato lamenta che "chi deve tirare fuori i soldi per Malpensa ancora una volta è la città di Milano, che ha il 90% delle azioni Sea", lo riprende secco il presidente della Provincia Filippo Penati:

Alitalia subbuglio nei poli ( da "Riformista, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia subbuglio nei poli I numeri di Prodi "Non è svendita" Veltroni resta cauto, Fini ci ripensa, Silvio no comment "Il caso Alitalia è il record mondiale dell'ipocrisia", è sbottato a un certo punto ieri Pierluigi Bersani. Il ministro dello Sviluppo economico ce l'aveva con i "soloni" del centrodestra contrari alla svendita ad Air France,

Alitalia, frenata di Air France ( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Tafferugli a Roma Alitalia, frenata di Air France "Non obbligati a comprare". Altolà dei sindacati ROMA - Vendita di Alitalia: muro contro muro nel primo incontro tra il presidente di Air France e i sindacati. Il primo round è stato aggiornato a data da destinarsi mentre i dipendenti della Atitech protestavano scontrandosi con le forze dell'

<E' un malato ma no al partito del fallimento> ( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Prima Pagina - data: 2008-03-19 num: - pag: 1 autore: di SERGIO RIZZO categoria: REDAZIONALE L'intervista Padoa-Schioppa "E un malato ma no al partito del fallimento" \\ Il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa: Alitalia è malata, ma dico no al partito del fallimento. Chi lo sostiene scherza col fuoco. A PAGINA 3.

Alitalia spinetta: nessuno ci obbliga ( da "Riformista, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Klm per il negoziato con i sindacati e Alitalia, le proteste sono degenerate in scontri con la polizia e un lavoratore è rimasto ferito. La manifestazione è poi proseguita tutto il giorno davanti ai cancelli, nonostante le promesse dell'amministratore delegato di Alitalia, Prato, di "soluzioni non traumatiche", per Alitech.

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-19 num: - pag: 3 categoria: A... ( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-19 num: - pag: 3 categoria: ALTRI OGGETTI 500 i tagli previsti per i piloti, 600 tagli tra gli assistenti di volo e 500 per gli assistenti di terra Gli scontri Attimi di tensione, dopo che decine di dipendenti Alitalia si sono raccolti di fronte a un ingresso di Fiumicino.

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-19 num: - pag: 2 categoria: A... ( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-19 num: - pag: 2 categoria: ALTRI OGGETTI 2 Maxi-causa della Sea La Sea ha chiesto ad Alitalia un risarcimento da 1,25 miliardi per il taglio di 180 slot su Malpensa. Air France ha indicato come condizione vincolante che Sea rinunci alla causa.

Negoziato e protagonisti ( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 2008-03-19 num: - pag: 3 categoria: BREVI Negoziato e protagonisti Maurizio Prato, presidente di Alitalia, ha incontrato ieri i sindacati e i vertici Air France-Klm Guglielmo Epifani: il sindacato ha "la forza per responsabilità chiare" Antonio Di Pietro: "Una materia così non può essere decisa da un governo in scadenza".

<Dico no al partito del fallimento> ( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. Successivamente quella del ministro dell'Economia, che è azionista. Poi tocca al sindacato, a cui Air France ha dato un diritto di veto. Quindi alla Sea, chiamata a ritirare la causa da 1,2 miliardi di euro intentata contro Alitalia, e infine al governo nel suo complesso che deve decidere su un prestito ponte da 300 milioni.

La vendita I nodi ( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Primo Piano - data: 2008-03-19 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Le reazioni La vendita I nodi alla privatizzazione \\ Berlusconi C'è il problema di Alitalia e della Malpensa. Tanti e tali problemi per cui nessuno può essere meno che prudente, anche se poi si innestano naturalmente l'ottimismo e la capacità operativa.

Aerei ridotti da 178 a 70 ( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ecco cosa diventerebbe Alitalia se, fallendo, finisse sotto amministrazione controllata. Secondo fonti del Tesoro, la compagnia passerebbe a utilizzare solo 70 velivoli degli attuali 178. Tutto a causa dell'immediato taglio di tutte le rotte improduttive. Una flotta più piccola di quella di Swiss che oggi può contare su 75 aerei.

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-19 num: - pag: 3 categoria: A... ( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-19 num: - pag: 3 categoria: ALTRI OGGETTI 180 gli slot che a partire dalla fine di marzo verranno tagliati da Alitalia sullo scalo di Malpensa 1600 Gli esuberi previsti in seguito al declassamento dello scalo varesino.

Ultimatum Air France <Non siamo obbligati a comprare Alitalia> ( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La smentita di Palazzo Chigi ROMA - Dichiarazioni di guerra e tafferugli ai cancelli ieri per Alitalia. Ma dietro il polverone s'intravede qualche spiraglio sia nel confronto sindacale sia nella causa con la Sea. L'incontro di ieri tra i vertici di Air France- Klm e Alitalia con i sindacati è stato aggiornato a data da destinarsi, forse già oggi.

La Sea, Malpensa e il <piano B> con la compagnia al capolinea ( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: però, che per Malpensa il default di Alitalia aprirebbe nuove prospettive grazie alla possibilità di ridiscutere gli accordi bilaterali oggi in mano ad Alitalia e che Air France intende mantenere: sulla scrivania di Giuseppe Bonomi ci sono almeno 25 Stati con cui sarebbe possibile definire nuove rotte.

La Fed riduce ancora i tassi Bernanke trascina le Borse ( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 78% dell'indice S/P Mib anche in presenza del crollo di Alitalia. Ad approfittare del rimbalzo sono state in primis le banche reduci dalla giornata di paura di lunedì. La svizzera Ubs è risalita del 14% e in mostra si sono messe anche Hsbc (+7%) nella City e Crèdit Agricole (+9%) a Parigi. Paola Pica.

Spinetta nel fianco ( da "Manifesto, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: salvataggio di Alitalia: oltre 7.000 esuberi, concentrati soprattutto nei servizi a terra e in quelli di manutenzione. Tensione e cariche della polizia di fronte alla sede dell'ex compagnia di bandiera. Sindacati preoccupati, lavoratori furiosi. Ma Spinetta mette tutti con le spalle al muro: "Senza un accordo preventivo non se ne fa niente.

Sale del 6,11%, Fiat regina dell! S&P-Mib ( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Maglia nera per Alitalia, che ha sub¨
to un nuovo tonfo (-29,43%) avvicinandosi cos¨
al prezzo offerto da Air France. Ma fra i 45 titoli dell'S&P-Mib spiccano almeno altri due ribassi consistenti: quello di Seat Pagine Gialle (-4,57%) che si aggiunge al pesantissimo arretramento di luned¨

Lavoro 20 ore al giorno per il Paese ( da "Tempo, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: A cominciare dalla crisi dell'Alitalia e dal problema degli esuberi. In collegamento telefonico con il Tg4, Berlusconi ha annunciato che uno dei primi interventi del prossimo governo sarà di "abrogare la legge sulla par condicio, voluta dalla sinistra". Poi lancia un numero verde da chiamare per evidenziare eventuali brogli elettorali.

Alitalia, tafferugli alla Magliana ( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE La vertenza I dipendenti provano a entrare nel Centro direzionale, scontri con la polizia: due feriti Alitalia, tafferugli alla Magliana Air France riceve i sindacati, ma è caos sotto la sede della compagnia Vertenza Alitalia, parte la trattativa fra Air France e i sindacati Scontri in piazza fra lavoratori e polizia Trattativa con tafferugli e due operai feriti.

AMMETTO di essere inadeguato, però ancora non riesco a capire come sta andando l ( da "Messaggero, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: però ancora non riesco a capire come sta andando la questione Alitalia-Air France. Mi si dice che rimane compagnia di bandiera però nell'arco di alcuni anni 1600 persone dovranno lasciare il lavoro e che Fiumicino sarà più centrale rispetto ad altri scali. Devo dire che raramente abbiamo visto mettere in ginocchio un'azienda come è accaduto all'Alitalia.

Alitalia, frenata sull'accordo ( da "Messaggero, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Air France: nessun obbligo a comprare. I sindacati: no al piano. Il Pdl critica il governo. Tensione e scontri Alitalia, frenata sull'accordo Mercati, la Federal Reserve taglia i tassi Usa dello 0,75% e le Borse ripartono.

ROMA Braccio di ferro tra sindacati e Air France sulla vendita di Alitalia. Le organizzazioni dei l ( da "Messaggero, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Emma e Marco, guerra dei nervi al Pd: fregati ma non molliamo ( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: con Bonino che approva la vendita di Alitalia ad Air France e con Giorgio Tonini che dice quel che Veltroni non può esplicitamente dire (ossia che è uno sbaglio). Ma anche sul piano dei modi con cui si è concluso il "contratto" restano delle difficoltà. Eppure Marco Pannella giura che la richiesta del Pd di non candidarlo non lo ha amareggiato.

Il vertice tra Air France, Alitalia e le sigle sindacali ( da "Tempo, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia e le sigle sindacali ... Il vertice tra Air France, Alitalia e le sigle sindacali ieri a Roma è stato terreno di scontro non solo verbale ma anche fisico. Un lavoratore dell'Atitech di Napoli è stato ferito alla testa durante i tafferugli con le forze dell'ordine davanti al centro direzionale di Alitalia a via della Magliana.

Il Gruppo Air France-KLM non è qui per acquisire Alitalia, ( da "Tempo, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: KLM non è qui per acquisire Alitalia, ... "Il Gruppo Air France-KLM non è qui per acquisire Alitalia, ma per verificare la possibilità, insieme con il personale di Alitalia, di partecipare alla creazione di un grande gruppo di dimensioni mondiali". è il messaggio principale del presidente e ad di Air France, Jean-Cyrill Spinetta,

Tps manda la lettera con il sì a Parigi ( da "Tempo, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stampa Offerta Tps manda la lettera con il sì a Parigi Il ministro dell'Economia e delle Finanze, Tommaso Padoa-Schioppa, ha inviato ad Alitalia e ad Air France-Klm una lettera contenente l'impegno ad aderire alle offerte pubbliche di scambio (per le azioni) e di acquisto (per le obbligazioni) da parte di Air France-Klm per la totalità dei titoli detenuti dal ministero stesso.

Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it Rimettere la decisione ( da "Tempo, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: it Rimettere la decisione della vendita di Alitalia all'accordo sindacale è tutta una messinscena. Il Governo ha commesso gravi errori e sul tema si è comportato con grande disinvoltura. "Ora è il momento di Air France che ci chiede di aprire una trattativa. Ma la trattativa è fatta di concessioni e non di diktat come sembra stia venendo fuori" spiega a Il Tempo,

Lunedì nero, l'Europa brucia 300 miliardi ( da "Tempo, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dove pesa il tonfo di Alitalia (-27%), il Mibtel ha ceduto il 3,52% e sono stati persi 21,9 miliardi di capitalizzazione. Un lunedì nero partito con il crollo dei listini asiatici (Tokyo ha ceduto del 3,7%, Hong Kong il 4,62% e Shanghai il 4,6%) e proseguito con la giornata di passione delle piazze europee.

Notizie in 2 minuti ( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: nessun obbligo di comprare Alitalia "Non siamo obbligati ad acquisire Alitalia ". Il presidente di Air France, Spinetta, lo ha premesso incontrando ieri i sindacati e ha ribadito che l'assenso delle sigle sindacali è una delle condizioni necessarie per l'operazione. Ha confermato poi che la proposta di acquisto prevede 1.

ROMA Ci sono i numeri, ma non le condizioni per andare avanti. Almeno per ora. I sindacati, ( da "Messaggero, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 300 resteranno nel perimetro Alitalia. Di questi, 650 saranno considerati esuberi. In Az-Servizi resteranno le società di manutenzione leggera e una parte di Alitalia Airport. Saranno quasi certamente tagliate le altre attività, tra cui quella di manutenzione pesante degli stabilimenti Atitech di Napoli.

Alitalia farà parte di un gruppo guidato dal primo vettore mondiale e nelle intenzioni dei fran ( da "Messaggero, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

ROMA - Tafferugli, tensione e un ferito durante la protesta dei lavoratori di Alitalia di fronte al ( da "Messaggero, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sindacale nel cortile del centro direzione di Alitalia ma non hanno ottenuto una risposta positiva. Dopo i tafferugli in serata è tornata gradualmente la calma e i 500 lavoratori hanno deciso di levare il blocco in attesa della trattativa avviata tra sindacati e francesi. Le dichiarazioni del presidente di Air France non lasciano comunque molte speranze sul destino del polo napoletano,

ROMA - Ultimatum del governo alla Sea: o ritira la richiesta di risarcimento da un miliardo ( da "Messaggero, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: da un miliardo e 250 milioni avanzata ad Alitalia, oppure sono da rimettere in discussione gli ammortizzatori sociali per Malpensa. Le due insieme non possono stare. La mossa ufficiale di Palazzo Chigi è arrivata ieri: "La Sea ponga in essere ogni comportamento coerente con la finalità di favorire la positiva conclusione dell'accordo tra Air France e Alitalia ritirando il ricorso"

E' importante perchè senza l'assenso scritto dei sindacati, ribadito anche ieri dal p ( da "Messaggero, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Residente di Air France, salta tutto. L'intesa tra Tesoro, azionista di Alitalia, e i francesi è infatti subordinata, tra l'altro, al via libera delle organizzazioni sindacali. In assenza Parigli abbandonerà il campo.

Per ora non ci sono le condizioni per proseguire . Spinetta: Non siamo obbligati a comprare ( da "Messaggero, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia: no dei sindacati, trattativa in stallo "Per ora non ci sono le condizioni per proseguire". Spinetta: "Non siamo obbligati a comprare".

Air France conferma i 7mila esuberi e dice ai sindacati: <Abbiamo interesse ad acquisire Alitalia, ma non siamo obbligati> ( da "Liberazione" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Air France conferma i 7mila esuberi e dice ai sindacati: "Abbiamo interesse ad acquisire Alitalia, ma non siamo obbligati" Air France conferma i 7mila esuberi e dice ai sindacati: "Abbiamo interesse ad acquisire Alitalia, ma non siamo obbligati". La polizia picchia i lavoratori che protestano. Così procede l'ennesima privatizzazione all'italiana 8 19/03/2008.

Air France irride i sindacati: <Nessuno ci obbliga> ( da "Liberazione" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: in grado di chiedere danni a Alitalia, perchè nei fatti è Alitalia che ci ha rimesso, che ha finanziato Sea in questi anni". Adesso l'unica maniera per salvare lo scalo milanese, spiega Ferrero, è "una separazione dei destini di Malpensa da quelli di Alitalia". E tuttavia l'irresponsabilità del centrodestra non assolve l'esecutivo uscente dalle scelte compiute in questi due anni.

Malpensa in crisi, obiettivo primario: salvare il lavoro Poi trovare i colpevoli ( da "Liberazione" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: separare i destini di Alitalia e di Malpensa, sostenere una battaglia politica per assicurare gli ammortizzatori sociali, tenere aperta la discussione con Air France, anche se secondo Ferrero, la proposta attuale sarebbe troppo sbilanciata dal punto di vista dei costi e dei benefici, con i primi tutti a carico dei lavoratori.

La Regione Lazio stanzia un milione di euro per rilanciare l'indotto Fiumicino, occupazione a rischio per i lavoratori dello scalo ( da "Liberazione" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: accettazione da parte del Cda Alitalia del piano di Air France-Klm arrivano le prime stime sugli esuberi. Un numero molto più alto rispetto a quello indicato nel piano di rilancio, che prevedeva un taglio di 1700 dipendenti di Alitalia Fly, perché gli effetti ricadranno inevitabilmente anche nel settore Service e Airport e su tutto l'indotto regionale che vive in simbiosi con l'

Fallimento - stefano bartezzaghi ( da "Repubblica, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: rivelato il segreto ultimo della città che governa da Palazzo Marino: lo ha fatto quando ha dichiarato, a proposito di Alitalia: "Altre compagnie sono fallite, ma gli aerei non hanno smesso di volare. Neppure il fallimento significa di per sé una catastrofe". Certo: e neppure la catastrofe è un'ecatombe, né l'ecatombe è l'Inferno, né l'Inferno è brutto come l'hanno sempre dipinto.

Alitalia, i lavoratori contro la vendita. Tensioni tra polizia e dimostranti ( da "Campanile, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: l'ad di Alitalia, Maurizio Prato e le sigle sindacali è stato preceduto da scontri e tensioni tra dimostranti e polizia con un lavoratore rimasto ferito alla testa Lavoratori sul piede di guerra per la vendita di Alitalia ad Air France. L'atteso vertice alla Magliana tra il numero uno della compagnia franco-olandese,

Segue dalla prima alitalia 2 ( da "Riformista, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Segue dalla prima alitalia 2 Le urne ci consegneranno due sentimenti contrapposti. Il primo è la voglia di bipartitismo. Il secondo è la voglia di contestazione. Chi sceglie il voto utile non disdegna la fine delle ostilità e dunque trova positivi gli intenti costituenti della prossima legislatura.

Globalizzazione E crisi economica ( da "Riformista, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ad esempio, da Alitalia: "Le pare possibile che Alitalia viene comprata da Air France al costo dell'evasione fiscale di Valentino Rossi? Non difendo la cattiva amministrazione dell'azienda, ma denuncio che lo Stato abbandoni il campo". Qualche contatto con le tesi di Tremonti c'è: "Il protezionismo?

Bonanni (Cisl): "La trattativa con Air France è solo una messinscena" ( da "Tempo, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stampa destino alitalia Bonanni (Cisl): "La trattativa con Air France è solo una messinscena" Rimettere la decisione della vendita di Alitalia all'accordo sindacale è tutta una messinscena. Il Governo ha commesso gravi errori e sul tema si è comportato con grande disinvoltura.

Alitalia verrà dimezzata ( da "Manifesto, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la destra difende solo lo scalo di Malpensa Alitalia verrà dimezzata Di 18.300 lavoratori ne verrano salvati solo 11.100. I sindacati criticano tutto e chiedono cambiamenti sostanziali per continuare il confronto Francesco Piccioni Il massacro che ci si aspettava, confermato fino all'ultimo uomo da sacrificare.

Dipendenti e polizia ai bordi della trattativa ( da "Manifesto, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: accerchiare il centro direzionale Alitalia e protestare, protestare, protestare. Magari arrivando a lanciare un uovo al presidente della compagnia Maurizio Prato e all'amministratore delegato di Air France Jean Cyril Spinetta, i due che probabilmente nei prossimi mesi decideranno di far fuori mille lavoratori solo in Campania.

Il governo chiede alla Sea di ritirare il ricorso miliardario contro Alitalia ( da "Manifesto, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: In picchiata con Alitalia, ciò che rimane del governo Prodi è costretto a gestire e ad avallare una vicenda ormai più grande di lui. O si vende Alitalia a Air France, a qualsiasi condizione, o Alitalia fallisce. A ricatto il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha risposto con un altro ricatto.

Nuovo taglio shock: tassi giù dello 0,75% ( da "Manifesto, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ha scontato i contraccolpi del nuovo tracollo dei titoli Alitalia. Le borse del vecchio continente già in apertura erano in attivo, ma il vero balzo all'insù lo hanno fatto solo dopo che negli Usa sono stati pubblicati i bilanci della Lehman Brothers e della Goldman Sachs, che lunedì erano state al centro di una ondata di vendite sulle voci di una situazione disastrosa dei conti.

ALITALIA-AIR FRANCE, INTESA A RISCHIO ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Titolo ancora a picco Alitalia-Air France, intesa a rischio No dei sindacati al piano. E Spinetta minaccia: "Non siamo obbligati a comprare" Scontri tra la polizia e i lavoratori dell'Atitech di Napoli: feriti due manifestanti Ancora tensioni e polemiche dopo il via libera del governo all'acquisizione di Alitalia da parte di Air France-Klm.

Alitalia, Spinetta accordo a rischio, ma sono fiducioso ( da "Voce d'Italia, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Alitalia, Spinetta: accordo a rischio, ma sono fiducioso Titolo sospeso in apertura Roma, 19 mar. - Sempre piu complessa la trattativa di Air France-Klm per la compravendita di Alitalia. "Non siamo certamente obbligati a comprare" ha detto ieri il numero uno del colosso franco-olandese Jean Cyril Spinetta.

Alitalia, Spinetta: accordo a rischio, ma sono fiducioso ( da "Voce d'Italia, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Alitalia, Spinetta: accordo a rischio, ma sono fiducioso Titolo sospeso in apertura Roma, 19 mar. - Sempre piu complessa la trattativa di Air France-Klm per la compravendita di Alitalia. "Non siamo certamente obbligati a comprare" ha detto ieri il numero uno del colosso franco-olandese Jean Cyril Spinetta.

Padoa Schioppa: "Su Alitalia c'è il rischio di commissariamento" ( da "Quotidiano.net" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: vuole il fallimento di Alitalia? Una nuova Alitalia, risorta dalla ceneri del fallimento, potrebbe liberarsi dalle zavorre e valorizzare al meglio i propri asset e magari essere interessante anche per altri imprenditori o aziende che non AirFrance. Toccherebbe al governo aiutare i lavoratori in esubero con sussidi temporanei di disoccupazione e corsi di formazione e reinserimento,

Padoa Schioppa: "Su Alitalia c'è il rischio di commissariamento" ( da "Quotidiano.net" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: vuole il fallimento di Alitalia? Una nuova Alitalia, risorta dalla ceneri del fallimento, potrebbe liberarsi dalle zavorre e valorizzare al meglio i propri asset e magari essere interessante anche per altri imprenditori o aziende che non AirFrance. Toccherebbe al governo aiutare i lavoratori in esubero con sussidi temporanei di disoccupazione e corsi di formazione e reinserimento,

Così parlò Spinetta: "Non siamo obbligati ad acquisire Alitalia" ( da "Opinione, L'" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Non siamo obbligati ad acquisire Alitalia" di Maria Laura Zuccheri C'è anche il rischio che adesso i francesi "snobbino" l'Alitalia e ce la mollino sulle spalle con tutti i dipendenti, i conti in rosso e via dicendo. Più chiaro di così non poteva essere il presidente di AirFrance, Jean-Cyril Spinetta: "Non siamo obbligati ad acquisire Alitalia".

Il cerino al Cavaliere ( da "Opinione, L'" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 19 Mar 2008 Edizione 55 del 19-03-2008 Il caso Alitalia Il cerino al Cavaliere di Arturo Diaconale Ora il governo dice che se salta la trattativa con Air France per la vendita di Alitalia la colpa è della Sea e della sua intransigenza sulla richiesta di un rimborso di un miliardo e duecentocinquantamila euro per i danni subiti a Malpensa.

Per Aeroporti di Roma non si bada a spese ( da "Opinione, L'" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: destino della società grava soprattutto il masso Alitalia e le implicazioni che questo porterà sulla ripartizione dei voli tra gli scali milanesi e quelli romani. Nel caso l'attuale proposta di Air France andasse a conclusione, Aeroporti di Roma potrebbe sì beneficiare dello spostamento su Fiumicino di tutti i voli intercontinentali originariamente detenuti dall'hub di Malpensa,

Sarebbe meglio il silenzio ( da "Opinione, L'" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: lasciare che la vicenda Alitalia si consumi in silenzio, trascinata a fondo dai decennali rossi in bilancio di cui sono tutti corresponsabili, dai politici che da sempre nominano amministratori "amici", ai sindacati, che ogni volta che scioperano aggravano un po di più il bilancio, e abbattono definitivamente l'affidabilità della compagnia.

Non resta che calare le braghe ( da "Opinione, L'" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il piagnisteo che adesso arriva da più parti sul caso Alitalia, altro non è che un puro esercizio di stile comunicazionale, che non deve ingannare il cittadino. Le colpe su Alitalia sono di tanti ed è troppo facile dire che non si deve vendere ad Air France: arrivati a questo punto non rimane altro che consegnare Alitalia ai Galli.

La compagnia di bandiera come Parmalat ( da "Opinione, L'" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pare molto difficile perché il modello di business di Alitalia è in profondo rosso non a causa di manovre finanziarie azzardate ma perché scarsamente competitivo. Inoltre Alitalia, dal punto di vista patrimoniale, Alitalia possiede una flotta di aeroplani vecchi per non dire peggio. La tratta Milano ?

L'unico modo per far risorgere Malpensa ( da "Opinione, L'" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: più prosaicamente, un (ex) boiardo di stato, che prima di Alitalia ha fatto le privatizzazioni gratis et amore Dei. Del resto il principale consulente di Gianni Cirillo Spinetta, il patron di Air France, è l'ex ad di Alitalia Francesco Mengozzi, uno dei corresponsabili dello sfascio della livrea italiana.

Parlato Tv, Veltroni resta in vetta ( da "Opinione, L'" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ampio spazio la questione Alitalia. Se ne parla al TgLa7 delle ore 20 insieme a economia e politica internazionale. L'ospite in studio commenta la crisi della compagnia di bandiera e la drammatica situazione in Tibet; gli interventi di Enrico Boselli, leader del Partito Socialista, al Tg diretto da Antonello Piroso, valgono il secondo gradino del podio con 5 minuti e 26 secondi.

ASTA MAL CONDOTTA MA NON C'è VIA D'USCITA ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il quale difende a spada tratta la citazione per danni fatta dalla Sea ad Alitalia. Gli irrigidimenti del Carroccio degli ultimi giorni - dalle pensioni ad Alitalia - hanno però innervosito il leader Pdl e ieri ha avuto modo di lamentarsene con il coordinatore Roberto Calderoli: "Se non troviamo una soluzione, tra due mesi saremmo costretti a gestire un fallimento".

LO STRISCIONE. QUATTROCENTO LAVORATORI ATITECH DI NAPOLI HANNO MANIFESTATO DAVANTI ALLA SEDE DI ALIT ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Lo striscione. Quattrocento lavoratori Atitech di Napoli hanno manifestato davanti alla sede di Alitalia a Roma. Tanti gli striscioni esposti, compresi quelli con riferimenti all'emergenza rifiuti.

L'AEREO. AL CENTRO DIREZIONALE DI ALITALIA, ALLA MAGLIANA, I DIMOSTRANTI NAPOLETANI HANNO PORTA ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: L'aereo. Al Centro direzionale di Alitalia, alla Magliana, i dimostranti napoletani hanno portato anche aerei realizzati con la carta con su scritto: " Atitech... ali di carta".

SPINETTA AI SINDACATI NESSUNO CI OBBLIGA ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: insieme con Maurizio Prato, ad di Alitalia, ha incontrato le nove sigle sindacali di categoria per illustrare il piano. Spinetta lo ha ammesso: "È un piano doloroso". Ma - ha aggiunto - "poi decollerà e Alitalia potrà tornare alla profittabilità". Non ha dubbi il manager francese: "L'integrazione sarà un successo".

FRANCESCO VASTARELLA DUE TECNICI NAPOLETANI DELL'ATITECH DI CAPODICHINO FERITI, BANDIERE E M ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Comincia così il giorno più lungo delle vertenza Alitalia. "Non sono previsti licenziamenti ma soluzioni non traumatiche per i lavoratori Atitech", dice l'amministratore delegato di Alitalia Maurizio Prato. Ma non basta a rassicurare i manifestanti che presidiano il piazzale Alitalia alla Magliana fino a tardi tra cori e colazioni improvvisate per resistere più a lungo.

L'INTERVISTA ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è uno dei due lavoratori feriti nei tafferugli di Roma davanti al centro direzionale Alitalia alla Magliana. Che cosa è successo? "Eravamo arrivati da pochi minuti. Polizia e carabinieri hanno subito cercato di impedirci di entrare nel piazzale. Nessuno tra noi aveva cattive intenzioni se non quelle di far sentire la voce in difesa del posto di lavoro.

MARCO CONTI ROMA. HANNO CONDOTTO MALISSIMO L'ASTA SIN DALL'INIZIO. HANNO SBAGLIA ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il quale difende a spada tratta la citazione per danni fatta dalla Sea ad Alitalia. Gli irrigidimenti del Carroccio degli ultimi giorni - dalle pensioni ad Alitalia - hanno però innervosito il leader Pdl e ieri ha avuto modo di lamentarsene con il coordinatore Roberto Calderoli: "Se non troviamo una soluzione, tra due mesi saremmo costretti a gestire un fallimento".

CLAUDIO SARDO ROMA. DA QUINDICI ANNI IL SUD, ANZI L'INTERO PAESE, VIVE IN UNO STATO D& ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Purtroppo, di fronte alla crisi di Alitalia, gli alleati di Berlusconi stanno già mettendo in scena l'inesorabile conflitto di domani. Altro che equilibrio. La prospettiva è uno scontro continuo". Nella sua analisi sta dimenticando il Pd. "Veltroni ha avviato un nuovo percorso.

Air France ne vuole cacciare 2.100 Dipendenti e sindacati in rivolta ( da "Quotidiano.net" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: anni di perdite" Roma, 19 marzo 2008 - Gli esuberi totali di Alitalia tra Alitalia Fly e Alitalia Servizi sono 2.100. Lo ha precisato il numero uno di Air France-Klm Jean Cyril Spinetta nel corso di una conferenza stampa. Spinetta ha detto che "in conseguenza del piano industriale sono stati da noi valutati 1.

Air France ne vuole cacciare 2.100 Dipendenti e sindacati in rivolta ( da "Quotidiano.net" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: anni di perdite" Roma, 19 marzo 2008 - Gli esuberi totali di Alitalia tra Alitalia Fly e Alitalia Servizi sono 2.100. Lo ha precisato il numero uno di Air France-Klm Jean Cyril Spinetta nel corso di una conferenza stampa. Spinetta ha detto che "in conseguenza del piano industriale sono stati da noi valutati 1.

Spinetta 2100 esuberi in Alitalia ( da "Voce d'Italia, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Cronaca Spinetta: 2100 esuberi in Alitalia 500 usufruirebbero del piano sociale Jean Cyril Spinetta, leader di Air France-Klm, in un incontro con i giornalisti ha quantificato gli esuberi riscontrati: "Gli esuberi in Alitalia sono in totale 2.100": "Sono 1.600 in Alitalia Fly e 500 in Alitalia Servizi" ha precisato.

Spinetta: 2100 esuberi in Alitalia ( da "Voce d'Italia, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Cronaca Spinetta: 2100 esuberi in Alitalia 500 usufruirebbero del piano sociale Jean Cyril Spinetta, leader di Air France-Klm, in un incontro con i giornalisti ha quantificato gli esuberi riscontrati: "Gli esuberi in Alitalia sono in totale 2.100": "Sono 1.600 in Alitalia Fly e 500 in Alitalia Servizi" ha precisato.

Berlusconi fa già danni e fa saltare la trattativa Alitalia ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia Chiude le porte in faccia ad Air France e spalanca quelle del fallimento Silvio Berlusconi chiama gli imprenditori italiani alla guerra santa contro l'invasore francese, spalancando per Alitalia le porte del commissariamento. Al termine di una giornata convulsa nel corso della quale il numero uno di Air France Spinetta ha precisato che i margini della trattativa sono inesistenti

Air France via 2.100 in esubero E Berlusconi rilancia AirOne ( da "Quotidiano.net" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ha fatto una relazione al consiglio su Alitalia. C'è grandissima preoccupazione, è evidente che in questa situazione c'è il rischio che si vada all'amministrazione straordinaria". Il caso Alitalia, intanto, continua ad animare il dibattito politico: il leader del Pd Walter Veltroni ha affermato che "dobbiamo trovare una soluzione che limiti il più possibile l'


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Veltroni deve muovere la campagna. Attacco alla casta (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

ELEZIONI   DA ALITALIA ALLE PENSIONI, IL PDL SI DIVIDE SU TUTTO. RUTELLI: IL PROGRAMMA PER ROMA Veltroni deve muovere la campagna. Attacco alla casta In Piemonte Walter Veltroni arriva al giro di boa del suo bustour e a Novara attacca la casta: "In Italia ci sono i salari più bassi e gli stipendi dei parlamentari più alti d'Europa. Dobbiamo uniformare il livello delle retribuzioni di deputati e senatori a quello degli altri paesi europei". Bisogna tagliare i costi della politica: "Non va bene che con il finanziamento pubblico si sostengano 51 partiti politici e 31 organi di partito". Intanto aumentano a vista d'occhio le divisioni interne al Popolo delle libertà. A partire dalla vendita di Alitalia, questione che vede da una parte Fini che valuta positivamente il piano dei francesi (anche se in serata ridimensiona le dichiarazioni) e dall'altra la Lega e il Pdl lombardo che si oppongono strenuamente. Parti invertite invece per le pensioni: Brunetta e Berlusconi vorrebbero un inasprimento e un ritorno allo scalone Maroni. Ma è proprio l'ex ministro leghista a sconfessare l'ipotesi di una riduzione della spesa previdenziale. Anche Francesco Rutelli è in piena campagna elettorale. Il distacco con Alemanno resta molto alto. Ieri il candidato a sindaco di Roma del Pd ha presentato il suo programma che consta di 150 righe, "ad alta leggibilità ". Rutelli punta molto sulla concretezza e sull'innovazione, sulle tecnologie e l'ambiente.

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Alitalia prova a risollevarsi con Air France-Klm (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

L'ITALIA VISTA DAGLI ALTRI Alitalia prova a risollevarsi con Air France-Klm "Dopo lunghi mesi di trattative il matrimonio tra Air France-Klm e Alitalia sembra sul punto di essere celebrato", scrive a proposito dell'accordo raggiunto dalle due compagnie il francese Le Figaro, che però avverte: "Il gruppo franco-olandese si è riservato di annullare l'offerta se il governo italiano, i sindacati o l'Unione europea dovessero imporre condizioni inaccettabili ". "L'offerta per Alitalia è stata molto inferiore alle aspettative", riporta il Washington Post. "Le azioni del vettore italiano sono state valutate appena un 160esimo di quelle di Air France-Klm, per un totale di 139 milioni di euro. Altri 608 milioni dovrebbero provenire dall'acquisto delle obbligazioni convertibili della compagnia". Secondo il New York Times, le disperate condizioni economiche di Alitalia non lasciano molta scelta: "Se governo e sindacati non accetteranno l'offerta la compagnia rischia di fallire ancor prima delle elezioni di aprile. Per i francesi, del resto, sarà tutt'altro che facile risanare i conti di Alitalia, af- itta dall'obsolescenza della otta e dagli scioperi a ripetizione". L'economia italiana può consolarsi con il sostegno quasi unanime offerto da Con ndustria alla sua nuova presidente, Emma Marcegaglia. "La "dama d'acciaio", eletta con un sovietico 95 per cento dei voti, è stata scelta per riportare unità nella confederazione, spaccatasi durante la campagna elettorale del 2006 tra la dirigenza che aveva fortemente criticato il governo Berlusconi e i piccoli imprenditori del nord che continuavano a sostenere il Cavaliere", scrive il francese Le Monde. Per Libération, invece, un buon segnale per la ripresa del paese è la voglia di capire che emerge dalla classi ca dei libri più letti: "Gomorra di Roberto Saviano, La casta di Stella e Rizzo e Mani sporche di Travaglio, Gomez e Barbacetto sono l'emblema di un'Italia che rovista tra i rottami di una società bloccata".

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I paletti dell'Ue. Da oggi si tratta con i sindacati (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

ALITALIA-AIR FRANCE I paletti dell'Ue. Da oggi si tratta con i sindacati RAFFAELLA CASCIOLI Giornata drammatica per Alitalia il cui titolo a Piazza Affari lascia sul terreno oltre il 26% del suo valore dopo l'offerta vincolante di Air France. Al termine di una seduta in cui più volte è stato sospeso per eccesso di ribasso il titolo ha chiuso a 0,392 euro a fronte di scambi triplicati: sono passati di mano 44,5 milioni di azioni pari a oltre il 3% del capitale ordinario. A far precipitare il titolo non solo quello che il quotidiano francese Les Echos ha definito un prezzo irrisorio per l'acquisto Alitalia quanto piuttosto l'altolà, peraltro previsto, di Bruxelles all'operazione. Mentre infatti i sindacati italiani sono pronti a dar battaglia e chiedono modifiche all'offerta di Air France, è la commissione Ue a inviare a Roma un messaggio chiaro, aprendo così un secondo fronte al governo impegnato in queste ore ad ottemperare alle condizioni poste da AirFrance-Klm. L'offerta vincolante, che prevede il lancio di un'Ops (offerta pubblica di scambio) sul 100% delle azioni Alitalia valutate in 139 milioni di euro, è subordinata a una serie di condizioni. Tra queste figura la concessione di una linea di credito del tesoro o una garanzia pubblica di 300 milioni di euro oltre alla richiesta di eliminare il rischio del contenzioso con la Sea che ha richiesto un indennizzo da 1,25 miliardi come risarcimento per i danni subiti dall'abbandono di Malpensa. Se ieri pomeriggio si è parlato di un intervento del presidente del Consiglio Prodi sulla Sea affinché ritiri la richiesta di indennizzo, nel secondo caso l'Ue potrebbe rappresentare un ostacolo più pericoloso del previsto. E non solo perché ad oggi Bruxelles lamenta l'assenza di dialogo con Roma, cui peraltro ricorda che Alitalia ha già usufruito tra il 1996 e il 2001 di aiuti pubblici, mentre nel 2004 c'è stato il prestito ponte da 400 milioni. Per la l'Ue, dunque, non esiste alcun modo di ricorrere a misure pubbliche per Alitalia se non dimostrando che gli interventi rispetteranno le regole di mercato. Ma non è tutto. L'esecutivo dovrà fare i conti anche con l'ira dei sindacati, furiosi per non essere stati consultati e per un'offerta da parte di Air France giudicata negativamente sia per gli eccessivi esuberi che per l'organizzazione del lavoro. L'associazione dei piloti (Anpac) ha ieri definito inadeguato e mortificante l'assetto industriale futuro della compagnia di bandiera. I piloti contestano soprattutto l'annunciato stop alle attività Cargo: "Tale provvedimento ? spiega l'Anpac ? lascia trasparire sospetti molto pesanti poiché la stessa Alitalia ha recentemente dichiarato un incremento delle attività Cargo del 13,8%". Se l'Anpac minaccia di non sottoscrivere alcun accordo, il ministro degli esteri D'Alema ha ieri ricordato che l'offerta Air France è condizionata all'accoglimento del piano da parte dei sindacati che oggi incontreranno i vertici di Alitalia e Air France. Il segretario generale della Cgil Epifani ha detto chiaramente che "sarà il giorno della verità" chiedendo margini di trattativa sulle condizioni poste. Nel caso in cui non ci saranno "ne trarremo le conseguenze ". In serata si è riunito un consiglio dei ministri per la relazione del ministro Padoa-Schioppa sul cui tavolo è ieri arrivata sia l'offerta di Air France che il via libera del Cda di Alitalia al progetto. Tuttavia, il malcontento in seno al Cdm è stato espresso in primo luogo dal ministro Di Pietro che ha parlato di una proposta umiliante perché uccide Malpensa, sulla quale il presidente di Confindustria designato Marcegaglia ha chiesto una moratoria.

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Caos calmo (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

POPOLO DELLE LIBERTÀ Politica estera, economia, valori: ecco tutte le contraddizioni della destra Caos calmo RUDY FRANCESCO CALVO GIANNI DEL VECCHIO "Votare per la destra significa continuare gli ultimi quindici anni fatti di divisioni, frammentazioni, spaccature ". Quella di Veltroni è mera propaganda o ha qualche fondamento? "Stanno già litigando su tutto ? argomenta il leader del Pd ? sull'Europa, ad esempio, ci sono posizioni diverse, come sulla politica estera e interna". In effetti, suona già un po' strano il fatto che quelle che dovrebbero essere componenti di una stessa forza politica (il Popolo delle libertà) presentino perfino manifesti programmatici differenziati (basta dare un'occhiata ai relativi siti internet o ai quotidiani delle ultime settimane), non sempre coerenti con quello di riferimento comune. Sarebbe come se Fassino, Fioroni, Rutelli e chissà chi altro presentassero ciascuno un proprio programma. Roba che non succedeva nemmeno ai tempi dell'Unione. L'Italia nel mondo Le dichiarazioni dell'ex ministro della difesa Antonio Martino sul ritiro delle truppe italiane dal Libano, appena pochi giorni fa, ha aperto le polemiche nel Pdl sul ruolo internazionale dell'Italia. Berlusconi e Fini hanno corretto il tiro, puntando su una revisione delle regole d'ingaggio, ma precisando che i nostri soldati non si toccano. Ma la spaccatura si rinnova in queste ore sul Tibet. Perfino all'interno della (ex?) An. Alemanno nei suoi gazebo promuove una petizione per il boicottaggio delle prossime Olimpiadi di Pechino, Fini lo smentisce: "La repressione cinese in Tibet è intollerabile, ma non credo che debba autorizzare a chiedere il boicottaggio delle Olimpiadi". Dalla Lega, Calderoli si spinge perfino oltre Alemanno, invocando "il blocco immediato degli scambi commerciali" e la minaccia dell'embargo "come con Cuba". Dazi alla Cina La politica economica è forse il terreno su cui le posizioni all'interno del centrodestra sono le più variegate. A cominciare dalla politica commerciale. Nelle ultime settimane è emerso con forza il progressivo isolamento del fronte liberale e liberista all'interno del Pdl a scapito di chi invece intendere applicare una specie di neo-nazionalismo in materia di import-export. Il ministro dell'economia in pectore del centrodestra, Giulio Tremonti, è da tre anni ormai che ha indicato la strada: bisogna porre un argine all'invasione delle merci cinesi, lo si può fare solo facendo pressioni sull'Unione europea affinché adotti misure protezionistiche. Non a caso nel programma del Pdl è scritto chiaro e tondo che l'Italia cercherà di introdurre dazi e quote nei confronti di Pechino. Una posizione quella di Tremonti, no-global e catastrofista, fortemente condivisa da Bossi e dal gruppo dirigente della Lega e che ha trovato più di una sponda nel popolo di Alleanza nazionale. Tanto che i fautori del libero mercato e dell'apertura dell'Italia ai mercati internazionali segnano il passo. Insomma, tempi duri per i liberal della prima ora, come Brunetta, Martino o Della Vedova, che da soli rimangono a difendere le ragioni del Wto. Alitalia e Malpensa La presentazione dell'offerta di AirFrance ha fatto esplodere tutte le contraddizioni all'interno della coalizione. Mentre Berlusconi ha avuto un atteggiamento ondivago (prima contro i francesi, poi a favore, adesso attendista), non si è tirato indietro il numero due Gianfranco Fini, che ha dato una valutazione sostanzialmente positiva dell'offerta parigina. Mettendosi però di traverso al fronte lombardo anti-trasalpino, che va dal governatore Formigoni a Maroni e Calderoli e tutta la prima linea della Lega. Qui la querelle è tutta localistica: i francesi hanno promesso di puntare su Fiumicino come hub e ridimensionare Malpensa. Cosa che ovviamente va bene ad An (che tradizionalmente gode di un forte sostegno fra i lavoratori dell'aeroporto romano) ma non ai leghisti, che addirittura del salvataggio di Malpensa hanno fatto una bandiera di campagna elettorale. Pensioni Nonostante la smentita quasi di rito di Berlusconi ? che sabato a Cernobbio ha annunciato un ritorno allo scalone Maroni ? la possibilità che il centrodestra possa tornare a metter mano alle pensioni per stringere i cordoni della borsa è tutt'altro che tramontata. Bastava leggere ieri sul Messaggero le idee di Renato Brunetta a proposito. Prima di tutto bisogna alzare l'età pensionabile, gli scalini di Damiano non vanno bene. E poi si deve ridurre la spesa pensionistica, e quindi le pensioni, tramite l'aggiornamento verso il basso dei coefficienti di trasformazione. Idee che hanno fatto trasecolare proprio Maroni, che di converso ha provveduto a sconfessare non solo Brunetta ma la riforma da lui stesso pensata: "Lasciamo stare la previdenza per i prossimi cinque anni, impegniamoci a non cambiare nulla. Propongo una moratoria". I valori Il Pdl è un partito "anarchico, perché, in fondo, ognuno può fare quello che vuole". La frase di Berlusconi sull'anarchia valoriale nella nuova forza politica di centrodestra non è piaciuta molto a Famiglia cristiana, ma certo nemmeno a partiti che su "Dio, patria e famiglia" hanno fondato la propria storia o altri che portano come simbolo il Carroccio, evocativo della vittoria dei comuni guelfi a Legnano contro l'imperatore Federico Barbarossa. Per non parlare di singoli illustri del calibro di Ciarrapico e Mussolini. "Famiglia, difesa della vita, solidarietà e lotta alla droga. Sono solo alcuni dei valori cui si ispira il Pdl. Valori cristiani che sono alla base della nostra unione", tuona Gasparri. Ma c'è di più, perché questi sono "i valori del Partito popolare europeo". E lo dice uno che nel Ppe non ha mai messo piede.

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Anche se gradualmente, senza cambi di strategia repentini, la campagna elettorale di Silvio Berlusco (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Ni sta cambiando lentamente. Si stanno diradando le uscite del Cavaliere improntate alla "vittoria acquisita", "ai giochi già fatti", ma sia in pubblico sia in privato i suoi discorsi sono diventati più cauti. E il problema non sono i sondaggi che continuano ad assegnare al centro-destra un vantaggio tra i 7-9 punti, ma il timore che l'atmosfera del "successo scontato" provochi degli inconvenienti che potrebbero trasformarsi in guai. Ad esempio, se Veltroni è dato per sconfitto in partenza, l'elettore moderato, che non ha una passione smodata per le urne, potrebbe essere tentato di restarsene a casa. O altrimenti, quello che vuole a tutti i costi sbarrare la strada al Pd ma, nel contempo, si sente attratto ideologicamente dalla destra di Daniela Santanchè, potrebbe votare per quest'ultima nella convinzione che Berlusconi ha la vittoria in tasca. Sono rischi che, sia pure in maniera limitata, i sondaggi cominciano a segnalare (la Destra, ad esempio, è arrivata al 2,3%) e il Cavaliere comincia a tenerne conto. Sulla sua bocca sono scomparse le ipotesi sui possibili ministri. Per il momento il candidato del Pdl a Palazzo Chigi non ne vuole sentir parlare. "Intanto - spiega ai suoi - perché sono scaramantico. In secondo luogo perché bisogna vedere che piega prenderà l'ultima parte della campagna elettorale". Come pure le previsioni di vittoria si sono mitigate nei toni: se fino a qualche settimana fa parlava di un "vantaggio di dieci punti", ieri al Tg4 di Emilio Fede si è limitato a dire: "Siamo diversi punti avanti". Se Berlusconi si limita a queste lievi correzioni di rotta i suoi strateghi sono ancora più sulle spine. "Qui - osserva Mario Valducci - passata la Pasqua dobbiamo cambiare pagina e passo. Dire che abbiamo vinto non ci aiuta: il nostro elettorato affolla le urne solo se ha paura che la sinistra vinca altrimenti preferisce passare il week-end fuori o prendere l'aereo. Per vincere dobbiamo portarli a votare e convincerli che votare altri, magari Casini o Storace, significa aprire la strada a Veltroni. Specie al Senato dove se vogliamo governare con questa legge nelle regioni in cui siamo forti dobbiamo andare anche oltre il 55%. Ecco perché dobbiamo smetterla di dare l'immagine che abbiamo la vittoria in tasca, fare una campagna sul voto utile e cambiare i toni con Veltroni". Discorsi che ritornano anche sulla bocca del portavoce Paolo Bonaiuti: "Io - spiega - preferirei una campagna elettorale più improntata all'attacco". Solo che l'accelerazione il Cavaliere vuole imprimerla solo dopo Pasqua. Non per nulla, ad esempio, sulla vicenda della vendita dell'Alitalia all'Air France si sta muovendo con molta cautela. Ieri da Letizia Moratti a Roberto Formigoni, dal leghista Calderoli a qualche esponente di An, gli hanno chiesto di scendere in campo, ma lui ha resistito. Prima si è riparato dietro la trattativa di Letta: "E' lui che la sta conducendo". Poi, agli intimi, ha spiegato i motivi del suo silenzio rotto solo da qualche indiscrezione rivelata da qualche "difensore del voto" di giovane età che ha ricevuto ieri a Palazzo Grazioli. "Noi - ha fatto presente - non dobbiamo dimenticare che non siamo ancora al governo. Sono d'accordo sul fatto che la proposta che è stata avanzata da Air France è ridicola. Ma noi che interesse abbiamo a prendere una posizione in pubblico ora? Se diciamo "no" all'offerta ci potrebbero accusare un domani di aver decretato il fallimento della compagnia se i libri finissero in tribunale; se diamo l'"ok" mettiamo il nostro timbro su una trattativa che ci ha visto nel ruolo di comparse e che si è conclusa con una mezza svendita. Del resto anche Veltroni ha assunto una posizione defilata lasciando tutte le responsabilità a Prodi". Appunto, in ogni caso un "sì" o un "no" possono intervenire negativamente sul rush finale di questa campagna elettorale. E non c'è dubbio che il risultato del Senato e, quindi, di una maggioranza stabile anche a Palazzo Madama, si giocherà tutto nelle ultime settimane. Ci sarà bisogno soprattutto di una campagna elettorale mirata. Ieri a Palazzo Grazioli è stata fissata una serie di appuntamenti di peso nelle regioni che sono considerate a rischio per il Senato o perché sono in bilico, o perché il vantaggio del Pdl è modesto: Marche, Liguria, Sardegna, Lazio, Calabria, Abruzzo. E' su questi scacchieri che il Cavaliere concentrerà il suo impegno. In più ci saranno "blitz" anche nelle regioni dove il Pdl è più forte ma nelle quali ha bisogno di andare ben oltre il 55%: ad esempio, in Lombardia la tabella di marcia di Berlusconi prevede l'acquisizione di almeno 31 seggi. Un calendario approntato in tutta fretta anche per dare una risposta a chi nel gruppo dirigente del Pdl era preoccupato per una campagna elettorale che non è ancora decollata. Del resto con una legge elettorale come l'attuale, a lista bloccata, sull'esito del risultato pesa più il dinamismo e l'immagine del leader che non l'attivismo dei candidati. E proprio per scrollarsi di dosso la critica che qualcuno gli muove in questa campagna elettorale, cioè di essere pigro, il Cavaliere ha aperto la sua agenda e illustrato la sua giornata tipo: "Lavoro 20 ore al giorno. Mi sveglio alle 7,15 e vado a nanna alle 2 e 30. In media ho 15-20 appuntamenti quotidiani, di circa 20 minuti ognuno. Le telefonate, tra un appuntamento e l'altro, sono una cinquantina. Pranzi e cene sono riunioni di lavoro. E dopo cena correggo interviste e dichiarazioni. Così per sei giorni alla settimana. Sono in odore di santità".

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Cv Alital 1066,166<TD class (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 19-03-2008)

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Cv Alital 10 66,166 75,146 cv B Ifis 09 99,508 99,130 cv Bco Popol 10 100,573 100,786 cv Beni Sta 11 92,009 92,435 cv BIM 15 89,266 89,326 cv Carige 13 112,367 111,329 cv Mi-A2a 09 115,758 118,033 cv SIAS 17 93,641 94,114 cv Snia 10 101,010 101,010 cv Vitt Ass 217,040 217,040 Telecom IT CV 10 109,748 110,618.

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Piazza Affari ottiene un bel rimbalzo dopo parecchie sedute difficili e porta a casa un 2,78% con l (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 19-03-2008)

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Piazza Affari ottiene un bel rimbalzo dopo parecchie sedute difficili e porta a casa un +2,78% con l'S&P/Mib e +2,39% con il Mibtel. Nel comparto bancario, in evidenza Mps (+4,69%) dopo il via libera di Bankitalia all'acquisizione di Antonveneta. Bene anche Ubi Banca (+4,29%), Bpm (+4,27%) e Unicredit (+4,19%). Mediobanca sale del 5,61% grazie ai target confermati della partecipata Generali e al balzo delle merchant bank americane sul listino di Wall Street. Nelle assicurazioni spicca il +4,94% di Mediolanum, bene anche Alleanza (+2,28%) e Generali (+1,82%). Nell'energia Eni +2,61% a 22 euro tondi e Enel +2,76% a 6,71 euro. Nelle telecomunicazioni Telecom è quasi ferma con un +0,08% a 1,31 euro. Nel settore industriale forte rialzo di Fiat, salita del 6,11% a 12,88 euro (spinta anche da Merrill Lynch che indica come sia tra i gruppi meglio posizionati per far fronte al rallentamento economico anche grazie alla sua limitata esposizione alle fluttuazioni valutarie) e di Finmeccanica (+4,92% a 20,83 euro). Fra i titoli che si sono in negativo, Alitalia ha subìto nel riferimento un -29,43% a 0,27 euro (che diventa -31,09% nell'ultimo prezzo). Seat Pagine Gialle ha fatto -4,57% e Fastweb -4,04%. Giù anche Buzzi Unicem (-1,08%) e Atlantia (-0,47%) su cui Ubs ha rivisto al ribasso il "target price" a 22 euro.

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Nessun colloquio con Palazzo Chigi Leggo sulla Stampa, in un articolo (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 19-03-2008)

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"Nessun colloquio con Palazzo Chigi" Leggo sulla Stampa, in un articolo pubblicato sotto il titolo "Berlusconi nella morsa degli alleati. Letta, Fini e Tremonti con Parigi. Ma la Lega non è d'accordo", a firma di Amedeo La Mattina, che Palazzo Chigi si sarebbe mosso "per sondare le reali intenzioni dell'opposizione. Sono stati sentiti Gianni Letta, Giulio Tremonti e Gianfranco Fini. A mettere in moto la consultazione sarebbe stato Enrico Letta. E dall'altra parte del telefono, l'ambasciatore del governo ha ricevuto quasi un via libera...". La notizia è totalmente infondata. Non ci sono mai stati miei "colloqui" con Palazzo Chigi: non su Alitalia, non su altro argomento. Mai in assoluto. Se l'autore dell'articolo avesse avuto la cortesia di telefonarmi per una verifica, gli avrei detto esattamente questo. GIULIO TREMONTI Aborto in tedesco si dice anche Abort A parte la futilità di fare della pedanteria su una tragedia epocale, perché il vostro lettore saputello Enzo Cammilletti, che ieri ha messo in discussione nella vostra rubrica il significato della parola Abort in tedesco, non si prende la briga di consultare qualunque dizionario (gli propongo il Sansoni)? Oltre che Abtreibung, parola il cui significato originario a un abortista convinto dovrebbe suggerire pudore (vuol dire "scacciare"), aborto in tedesco si dice anche Abort, e abortire si dice abortieren, e abortivo si dice abortiv. Abort ha anche un altro significato, triste e traslato, ed è gabinetto. Su queste cose bisognerebbe evitare di mostrare il sé più fatuamente scherzoso. D'accordo? GIULIANO FERRARA Dichiarazioni fatte e ritrattate Mi sono deciso a scrivervi perché assisto ormai da un decennio a dichiarazioni fatte da un attuale candidato premier e puntualmente poi ritrattate senza che nessuna importante testata di informazione dica basta con decisione a questa ridicola farsa. MAURO POLIDORI I nostri pacifisti cosa dicono del Tibet? Vorrei fare una domanda che so non politicamente corretta per cui penso non avrò risposte. Leggo sui giornali e vedo dai tg dell'atroce vicenda del Tibet e mi chiedo: ma i nostri grandi pacifisti arcobalenisti si sono accorti dello tragedia in atto perpetrata dai cinesi, oppure ritengono che tutto ciò sia giusto in quanto fatto non già dagli americani ma da un regime comunista che "porta ordine" in territori a suo tempo usurpati? CARLO BIONAZ, AOSTA Un'idea per i prossimi vincitori olimpici Ho letto che il Dalai Lama si rifiuta di chiedere il boicottaggio delle prossime Olimpiadi perché "il popolo cinese ha bisogno di sentirsi fiero, la Cina merita di accogliere i Giochi olimpici". Parole condivisibili. Però, per quanto mi riguarda, credo sia doveroso fare qualcosa. Ecco allora un piccolo suggerimento agli atleti che avranno la bravura di arrivare ai primi posti: comportarsi come alcuni campioni alle Olimpiadi di Città del Messico del 1968, che salirono sul podio a piedi nudi sollevando il pugno alzato e abbassando la testa in segno di protesta per la discriminazione razziale verso i neri. Con una piccola variante: festeggiare sventolando la bandiera tibetana insieme con la nostra. SILVANO STOPPA Sono obbligato a cambiare identità A 73 anni sono obbligato a cambiare identità. Alla nascita mi sono stati assegnati due nomi, Marco Pietro, e nelle varie pratiche a volte sono stato inserito con un nome, a volte con due senza problemi. Nella carta di identità compaiono ovviamente entrambi. Il mio codice fiscale fa riferimento al solo primo nome, e fino a oggi tutto è proceduto regolarmente. Non avendo ricevuto la tessera sanitaria, mi sono informato presso la Asl 3 di competenza per conoscere il motivo: mi è stato comunicato che, poiché il codice fiscale non corrispondeva alla carta di identità, non potevano consegnarmi la tessera. Mi sono recato all'Agenzia delle Entrate per chiedere una dichiarazione che attestasse che il mio codice fiscale era quello in vigore da sempre. Mi è stato comunicato che ciò non era possibile, ma mi restano tre opzioni: 1) cambiare la mia identità in Comune; 2) cambiare il codice fiscale; 3) rinunciare alla tessera sanitaria. Poiché svolgo ancora attività professionali da ingegnere e a priori non so che conseguenze possono derivarmi dall'adottare una delle prime due soluzioni, ne deriva che dovrò rinunciare alla tessera sanitaria. MARCO GROSSI, GENOVA Magistrati tra sprechi e privilegi Il pg di Torino lamenta di non avere fondi per gli articoli di cancelleria. Subito dopo spende oltre 20.000 euro dei contribuenti per collocare una scultura nell'androne del Palazzo di Giustizia. In Veneto una donna magistrato si mette in malattia per partecipare a regate veliche. A Bari un innocente viene trattenuto in carcere per più di tre mesi; il procuratore, anziché ammettere l'errore, se la prende con i media. A Enna dopo 8 anni dalla sentenza il giudice non ha ancora trovato il tempo di scrivere le motivazioni, così un mafioso torna in libertà. È la punta dell'iceberg di una magistratura sempre pronta a mobilitarsi per difendere i propri privilegi, inadeguata a svolgere con competenza e serietà il proprio compito. Non risponde a verità la giustificazione di mancanza di fondi. Le risorse sono pari a quelle degli altri Paesi europei ma si disperdono in sprechi e privilegi. LUDOVICO MARASCO Mobili e immobili dell'on. Bonsignore In merito alle notizie pubblicate da alcuni organi di stampa che riferiscono di un conto corrente intestato all'on. Vito Bonsignore presso la banca Lgt di Vaduz, nel Liechtenstein, al fine di evitare qualsiasi informazione non corretta che potrebbe prestarsi a strumentalizzazioni si sottolinea che tutti i beni mobili e immobili, domiciliati in Italia e all'estero e facenti capo all'on. Bonsignore sono posseduti e gestiti nel pieno rispetto dell'attuale quadro normativo, ivi compreso quello fiscale. ANNA PARRELLA UFFICIO STAMPA ON. BONSIGNORE.

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Per ritirare la causa chiediamo un indennizzo e i diritti di volo (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 19-03-2008)

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"Per ritirare la causa chiediamo un indennizzo e i diritti di volo" [FIRMA]FRANCESCO SPINI MILANO Giuseppe Bonomi detta le condizioni di Sea per rinunciare alla causa da 1,2 miliardi contro Alitalia che sta tenendo sulle corde governo, Air France e compagnia della Magliana. Primo: Air France deve rinunciare a chiedere allo Stato italiano di preservare per Alitalia i diritti di traffico per destinazioni extracomunitarie. "Ho bisogno di quei diritti per sviluppare l'accessibilità intercontinentale di Malpensa", dice Bonomi che chiede al governo di procedere "a una rapida ed efficace rinegoziazione degli accordi bilaterali internazionali" per ripristinare, in futuro, "una parità di accesso intercontinentale fra Milano e Roma". Secondo, non per importanza: i soldi. Spiega il top manager della società di gestione dei due aeroporti milanesi: "Comunque vada a finire, come gestore avrò un periodo di sofferenza prima di ricreare le condizioni per lo sviluppo di Malpensa, quindi occorre almeno un accordo transattivo che mi ripaghi del danno. E' chiaro che non saremo noi a quantificarlo. Restiamo in attesa che Air France presenti la sua proposta. Di cifre non ne dico, aspetto le loro". Giornata intensa, quella di Bonomi, cominciata di primo mattino a Roma, al ministero del Lavoro. E' lì che arriva la dichiarazione preliminare del ministro Damiano a nome del governo in cui si chiede di rinunciare alla richiesta di risarcimento miliardario, perché alla "decisione di revoca il Governo subordinerà ogni ulteriore iniziativa" e perché "il destino di migliaia di lavoratori dipende dalle decisioni di Sea". Bonomi risponde come risponderà a tutti per tutto il giorno e come due giorni fa aveva risposto a Prodi che al telefono aveva perso le staffe: "La rinuncia alla causa è la prima condizione per vendere Alitalia - gli aveva detto il premier, alzando la voce -. Voi dovete stare attenti a valutare una cosa del genere, le conseguenze sono enormi". E Bonomi, gelido: "Sono sei mesi che stiamo valutando quell'azione legale. Temo sia il governo ad averla sottovalutata...". Per cui anche ieri il ritornello non è cambiato: "Impossibile rinunciare, la causa è un atto dovuto a tutela della società, degli azionisti, dei lavoratori". E ancora, nella nota diramata in serata, dalla Sea argomentano la linea dura con la "palese violazione di specifici accordi contrattuali" di Alitalia nei confronti dello scalo varesino. Quanto ai lavoratori, evocati dal governo, la Sea risponde dicendo di considerare i propri come "una indispensabile e primaria risorsa". La dimostrazione? "L'accordo al ministero del Lavoro" sugli ammortizzatori per 900 operatori dello scalo. Per fine mese si profila già un nuovo tavolo che, con il coinvolgimento anche della Regione Piemonte, discuterà di protezioni sociali a tutela dei lavoratori dell'indotto, utilizzando 80 milioni contenuti nel decreto Milleproroghe. Sul piano politico si consuma invece lo strappo tra i due principali azionisti della Sea. Se il sindaco di Milano, Letizia Moratti, appare determinata nel supportare la linea dura di Bonomi, qualche dubbio sul braccio di ferro di Bonomi lo ha espresso l'altro azionista, il presidente della provincia di Milano Filippo Penati, Pd. "Se c'era l'effettiva volontà di trattare da parte di Sea - ha detto durante l'incontro al ministero - non era necessario arrivare alla causa". Per contro in consiglio provinciale proporrà un aumento di capitale per Sea "per rafforzare la società".

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La rabbia dei 500 di Atitech "Noi, meno della monnezza" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

[FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA Nella grande sala al sesto piano della sede di Alitalia, periferia Ovest di Roma, ieri erano in cinquanta: tre sindacalisti per ciascuna delle nove sigle, tutta la prima fila di Alitalia e di Air France-Klm. L'ultima trattativa per le nozze più tormentate della storia sono iniziate così: scontri all'esterno, una pletora di parti in causa dentro. Jean-Cyril Spinetta, gessato grigio, camicia a righe blu e cravatta a pois tipo Cavaliere di Arcore, ha salutato in italiano. Poi, scusandosi - "sapete, mi sento più sicuro" - è passato al francese per mettere in chiaro le cose: "Siamo interessati ad Alitalia, ma nessuno ci obbliga ad acquistarla. Il piano è doloroso ma poi decollerà: sono convinto che l'operazione sarà un successo". I numeri sono peggiori delle attese: 2.250 esuberi (con scivoli e cassa integrazione) e spacchettamento di Alitalia Servizi, la società che racchiude le attività di terra. Circa 3.200 persone verrebbero assorbite da Alitalia, altri 4.400 (compresi i lavoratori Atitech in rivolta) rimarrebbero sotto l'ala pubblica di Fintecna che avrebbe l'80% delle quote. I sindacati lamentano che fra due anni la nuova Alitalia avrebbe 11.000 dei 17.000 dipendenti di oggi. La proposta è lontana da ciò che chiedevano e sono tutti insoddisfatti: dall'Anpac ai confederali fino agli autonomi di Sdl. "Siamo più vicini alla rottura che all'accordo", spiega Marco Veneziani della Uil. Ma non è una rottura vera e propria. Spinetta ha chiesto tempo per rivedere la proposta e dovrebbe proporre un nuovo incontro già oggi: "Mi appello alla lucidità senza la quale nessuna soluzione potrà essere trovata". "Aspettiamo la loro mossa", sintetizza Fabrizio Solari della Cgil. Nel frattempo il Governo spera e procede con gli atti formali. Il Tesoro ha spedito la lettera di accettazione dell'offerta di Air France-Klm; di tutte le condizioni poste dai franco-olandesi per l'acquisto di Alitalia il Tesoro ne ha eliminata una: l'impegno a farsi carico della causa da 1,25 miliardi di Sea per i tagli a Malpensa. Prodi, subito dopo aver dato il via libera a 80 milioni di euro per la cassa integrazione a Malpensa, ha chiesto formalmente all'azionista di maggioranza, il Comune di Milano, di ritirare la causa. Verso sera alcuni contatti separati fra Prodi, Berlusconi e Letizia Moratti hanno prodotto un comunicato: la Sea è pronta a valutare "proposte di definizione anche stragiudiziale della vertenza". In breve: la soluzione del rebus Alitalia resta complicata. A forza di rinvii l'ultimo carrozzone pubblico è finito nel tritacarne della campagna elettorale nella fase più delicata della vendita. Ogni dichiarazione ieri evidenziava tutto tranne che le speranze intime: un accordo e la vendita. La Lega ha attaccato a testa bassa "il piano che distrugge Malpensa", Fini ha cambiato idea ("il piano francese ha più ombre che luci"), Veltroni ha tentato di arginare la sensazione di voler penalizzare Malpensa ("ci vuole gradualità nei tagli"), Berlusconi sta zitto e rinvia ai contatti riservati (ma smentiti dall'interessato) con Prodi. Per il Cavaliere parla Giulio Tremonti: "La trattativa dovrebbe proseguire, ma la Sea va ascoltata". Intanto il titolo crolla. Stamattina un'azione Alitalia vale il 29% in meno di ieri, la metà di lunedì mattina: 0,27 euro. E' la reazione fisiologica ad un'offerta di acquisto da nove centesimi ad azione.

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Berlusconi spera in un intervento degli imprenditori I suoi: "Ci lavora ancora, è il suo pallino da sempre" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

I silenzi a volte gridano. Quello impenetrabile del Cavaliere su Alitalia è in realtà una pista che aiuta a capire cosa ne sarà della compagnia di bandiera, di quanti ci lavorano e di Malpensa. Berlusconi pubblicamente tace perché gli conviene. Ha le mani legate. Spera in qualche salvezza che arrivi dal cielo. Una sola parola sarebbe di troppo (e di gaffe ultimamente ne ha combinate), dunque i suoi gli consigliano di cucirsi la bocca. Addirittura il portavoce, Bonaiuti, ha smentito poche innocue battute filtrate da un incontro a porte chiuse con un gruppo di giovanotti, enfaticamente ribattezzati "difensori del voto". Berlusconi obbedisce a un'esigenza tattica: chi governa è ancora Romano Prodi, che sia lui a maneggiare la patata Alitalia, scottandosi le dita e ustionando magari Veltroni, alle prese con la "questione settentrionale". Il calcolo non è nobile né generoso, ma siamo a 25 giorni dal voto. Del resto, i suoi avversari stanno comportandosi allo stesso modo: Veltroni pattina tra gli ostacoli, preoccupandosi di non sbattere. Ai francesi bisogna dire di sì, "ma anche". Salvare la partnership e pure Malpensa, la capra e i cavoli... Intanto Walter prova a scaricare sul centrodestra la responsabilità di scegliere tra l'offerta-capestro di Air France e la consegna in tribunale dei libri di Alitalia. L'aggancio provvidenziale (per Veltroni) si chiama Moratti. È lei, il sindaco di Milano targato Pdl, che può far saltare la trattativa, insistendo con l'azione legale lanciata dalla Sea, 1 miliardoe 200 milioni di danni per la Malpensa ridotta a cattedrale nel deserto. Se vanno in scena gli avvocati, i francesi se la danno a gambe. Astuti, i ministri Damiano e Bersani voltano i riflettori su donna Letizia, per segnalare che "in questo momento è lei ad avere in mano il bandolo della matassa, se intende far fallire Alitalia può farlo...". Fiducia ben riposta: la Moratti è "irremovibile", faceva sapere ieri sera da Parigi, la causa andrà avanti. Air France ritira l'offerta? Pazienza. La Lega plaude, il Cavaliere però non si associa, a costo di regalare voti padani al Carroccio. E qui scatta la spiegazione numero due del silenzio: Berlusconi ha le mani legate. Qualcuno si spinge a dire (ma non esiste benché minima prova) che si sia messo di mezzo addirittura Sarkozy, che Silvio non voglia deludere l'amico Nicolas prima ancora di tornare al governo. Di sicuro, tramite Gianni Letta, Berlusconi è vincolato con Prodi a un via libera di massima per la vendita ai cugini d'oltralpe. Anche qui per ragioni non particolarmente sincere, semmai con l'obiettivo di non doversi mai più impicciare di Alitalia casomai tornasse al governo, di liberarsi della grana finché regna Romano. Non a caso il Cavaliere rispondeva ieri sera ai cronisti: "Abbiamo comunicato in via riservata la nostra posizione a chi conduce le trattative...". Da prendere come prova, appunto, che Letta sta trattando. Però con tanta difficoltà. Svela una gola profonda di via del Plebiscito: "La proposta francese ha spiazzato tutti. Perfino Gianni se l'aspettava meno indecente". E in verità, non così indecente se l'attendevano pure sull'altra sponda, da Prodi per arrivare a Bertinotti, confidando almeno di salvare l'onore nazionale. La proposta, invece, è pessima. Talmente sgradevole nella forma e brutta nella sostanza da far rivivere ipotesi archiviate nel libro dei sogni, come la cordata nazionale. Dicono intorno a Berlusconi che lui non ha mollato la presa, "è un suo pallino, ancora ci sta lavorando". Spera che Marcegaglia smuova le acque, che Assolombarda faccia un passo serio, che chi ha i soldi li metta, che qualche personaggio (da Ligresti a Tronchetti Provera) sia invogliato dalle novità. Una in particolare: lo Stato italiano pronto ad accollarsi 5100 esuberi di Az Service, più gli altri 1800-2000 dipendenti che se ne andranno a casa, più un prezzo base crollato così in basso da doversi chinare a raccoglierlo... Dieci giorni per mettere insieme quel che resta della "razza Padana", sempre che ne esista una.

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[FIRMA]GUGLIELMO BUCCHERI ROMA Cinquecento, o poco meno. Il tavolo che dovrà ospitare il (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 19-03-2008)

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Confronto sindacale Alitalia-Air France è ancora vuoto quando i lavoratori di Atitech scendono dai pullman per presidiare i cancelli del centro direzionale nella zona Sud di Roma. Due le ore di viaggio da Napoli, centinaia i fischietti per far rumore su quella parte di Alitalia che revisiona gli aerei e che si sente esposta agli umori dei nuovi acquirenti. "Ma dove sono i colleghi romani? E quelli di Malpensa?". E ancora: "Noi paghiamo l'essere amministrati da una politica che non ci difende, destra o sinistra fa lo stesso. Dopo la monnezza, ci siamo noi". Tutte le sigle sono presenti, cori, slogan e il tentativo di farsi strada per raggiungere il piazzale. Comincia il lancio di uova, le forze dell'ordine reagiscono: prima un lacrimogeno, poi la carica. "Ero di spalle, non mi sono accorto di niente fino a quando mi sono ritrovato con la mano piena di sangue". Antonio Di Somma è di nuovo in mezzo ai suoi colleghi dopo la corsa in ospedale e i quattro punti di sutura alla fronte. "Ho pensato a mia moglie Monica e ai bambini, le immagini tv li avranno spaventati. E pensare che sono venuto qua solo per far sentire la nostra voce, punto e basta", precisa il giovane napoletano. I lavoratori di Atitech si sentono messi spalle al muro dalle strategie di Air France. Manodopera che, affermano i manifestanti, verrà spinta alla disoccupazione quando gli aerei Md80 usciranno dalla flotta. "Crumiri", urlano i 500 lavoratori mentre dipendenti Alitalia in giacca e cravatta escono dal palazzo. C'è chi gli fa le corna, chi passa ad insulti pesanti, chi si intrattiene in singole chiacchierate sindacali. "Cosa c'entriamo noi?" si domandano i "romani". "C'entrate perché così la nostra battaglia è più debole", rispondono i manifestanti. E' sera, le luci intorno al tavolo Alitalia-Air France restano accese. Lontano dal piazzale, i pullman aspettano i cinquecento lavoratori di Atitech. "Avevamo deciso di venire anche con le nostre famiglie, poi, al primo lancio di uova, ci hanno manganellato. Non siamo ultras, siamo gente che vuole il rispetto della propria dignità eppure ci hanno aspettato all'uscita dell'autostrada per scortarci", tuona Andrea, uno dei rappresentanti.

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Veltroni: "Le vostre richieste saranno tra le nostre priorità" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

IL LEADER DEL PD.COMIZIO AD AOSTA Veltroni: "Le vostre richieste saranno tra le nostre priorità" [FIRMA]ALESSANDRO CAMERA AOSTA "Veltroni hai portato in Valle d'Aosta il sole". Un saluto arrivato dalla platea di un teatro Giacosa pieno da scoppiare, che ha dato la misura di quale è stata l'accoglienza che il Pd ha riservato ieri al candidato premier Walter Veltroni in visita in Valle durante quella che l'ex sindaco di Roma continua a definire "una splendida esperienza in un Paese meraviglioso" e che alla fine lo avrà portato in 110 province. Folla assiepata nel teatro, sotto i portici di via Xavier de Maistre, in piazza Chanoux intorno ai due pullman; applausi a ripetizione per tutti i sessanta minuti di un discorso nel quale Walter Veltroni ha toccato i temi nazionali, ma anche, e con largo spazio, i problemi cari ai valdostani, dall'"intesa" alle infrastrutture, dalla montagna al parlamentare europeo. E proprio questi quattro punti sono stati oggetto di un cordiale colloquio tra Veltroni e i parlamentari valdostani uscenti Roberto Nicco e Carlo Perrin, riproposti per la tornata elettorale del 13 e 14 aprile dall'Alleanza autonomista progressista. "La Valle d'Aosta - hanno detto Nicco e Perrin a Veltroni - ha bisogno della "intesa", di un parlamentare europeo, di finanziamenti per le infrastrutture e di una nuova legge sulla montagna. C'eravamo quasi arrivati, ma la crisi del governo Prodi voluta dal centrodestra li ha bloccati". Da Veltroni è arrivata la garanzia "che questi provvedimenti faranno parte delle priorità di un Pd al governo". Sul palco del "Giacosa", prima di lasciare Veltroni alla "standing ovation" del popolo del Pd valdostano, a salutare il candidato premier è stata Erika Guichardaz, giovane impiegata valdostana. "Io - ha detto -, da sempre lontana dalla politica, con la nascita del Pd ho scoperto la voglia di fare politica per contribuire a cambiare il Paese. Ho sentito soffiare il vento del riformismo e del rinnovamento. Cambiare si può e insieme si può fare". Presentato da un emozionato Raimondo Donzel, segretario regionale del Pd, Walter Veltroni per un'ora ha parlato di tutto. Al centro l'Italia, ma subito a lato c'era la Valle d'Aosta. E via con la politica internazionale (il "Giacosa" ha tributato un applauso alla causa del Tibet insanguinato), con il rischio recessione, con i bassi salari e le pensioni povere ("che - ha detto Veltroni - devono aumentare"), con le famiglie che non arrivano a fine mese ("e che - per Veltroni - devono essere aiutate"), dei costi della politica (Veltroni ha ribadito che è tempo di ridurre gli stipendi dei parlamentari) con l'Alitalia (che non deve fallire) e con Malpensa (cui deve essere dato del tempo per trovare soluzioni alternative). "Il Pd - per Veltroni - ha detto basta con le alleanze contro". Berlusconi? Nel discorso di Veltroni, non c'è stato. Soltanto una risposta alla battute sul precariato: "Di precariato si può morire, non ci si può scherzare sopra". "E' l'ultimo miglio - ha concluso Veltroni - votare Pd, votare Nicco e Perrin, è fare dell'Italia un Paese nuovo, europeo".

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"Su Malpensa il Pdl ha tre facce" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

VERSO LE ELEZIONI. IL CANDIDATO PREMIER DEL PARTITO DEMOCRATICO A VERCELLI "Su Malpensa il Pdl ha tre facce" [FIRMA]GLORIA POZZO VERCELLI Parte dall'agricoltura, "tema cruciale per il futuro del paese", il discorso di Walter Veltroni alla Borsa Risi di Vercelli. E non poteva essere altrimenti, dopo la presentazione del Forum tematico nazionale e l'introduzione tutta vercellese all'incontro con le opere di Bellizzi e Bosio. "E' necessario il ritorno a una dimensione agricola per ridare equilibrio al mondo in cui viviamo - ha esordito Veltroni -: la salvaguardia dell'ambiente, l'alimentazione, i nuovi propellenti e la risposta allo squilibrio alimentare del pianeta passano da questo crocevia". E poi via con i grandi temi dell'attualità e del programma elettorale. Dalla crisi che dagli Usa si sta ripercuotendo in Europa ("il governo Bush ha lasciato spazio agli aspetti più negativi del liberismo"), alla situazione economica italiana: "In questo paese le tasse vanno pagate come in tutto il resto del mondo, ma con una riduzione della pressione fiscale, che deprime le possibilità di crescita". E si alza il primo, lungo, applauso nel salone gremito di circa mille persone. "Vogliamo un Paese più semplice e meno barocco, in cui un'azienda nasca in un giorno, con un'autocertificazione e un solo documento: quello dell'Asl sulla sicurezza del lavoro". E poi spazio alla formazione: "Scuola, università e ricerca sono il cuore del futuro". Il discorso prosegue toccando temi più specifici, come la questione Alitalia-Malpensa: "Non dimentichiamo che si parla innanzitutto di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie. Non si può prendere alcuna decisione in merito senza valutarne l'impatto sociale". Ringrazia il ministro Damiano, alle sue spalle, che "proprio oggi ha chiuso l'intesa per gli ammortizzatori sociali dei lavoratori di Malpensa", e ricorda come nel centrodestra ci siano ben tre diverse posizioni in merito: "Dobbiamo pensare a cosa questa grande divisione ci potrà portare nei prossimi mesi: vogliamo lasciarci alla spalle questi ultimi 15 anni o vogliamo continuare così? Di certo non possiamo permettere la precarietà per milioni di ragazzi del nostro Paese". E parte l'applauso più lungo e più sentito, anche se l'età media della sala è innalzata dall'assenza di quei venti-trenteni di cui si sta parlando. "Mi sono preso la responsabilità di dire che il centro sinistra non poteva più stare insieme - prosegue -. Corriamo da soli come avviene in Inghilterra e Spagna, con un solo gruppo parlamentare e un solo programma: crescita economica ma anche lotta alla povertà e vicinanza a chi soffre". Fa riferimento al pirata della strada romano che ha ucciso due ragazze per parlare di giustizia: "Gli arresti domiciliari sono inaccettabili, chi sbaglia deve pagare". Berlusconi consiglia alla giovane precaria di sposare il figlio? "Io avrei risposto proponendo l'istituzione del compenso minimo legale". Chiude con "solidarietà al popolo tibetano" e una certezza: "Se si vuole voltare pagina, il Pd è la scelta giusta".

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Alitalia, alta tensione sui licenziamenti Tafferugli davanti alla sede di Roma: manganellate contro i lavoratori, un ferito Air France: non siamo obbligati a comprare. Primo no dei (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Alitalia, alta tensione sui licenziamenti Tafferugli davanti alla sede di Roma: manganellate contro i lavoratori, un ferito Air France: non siamo obbligati a comprare. Primo no dei sindacati al piano Senza accordo con i sindacati Air France non è disposta a prendersi Alitalia. "Non siamo obbligati a comprare" ha spiegato ieri Jean-Cyril Spinetta, presidente della compagnia aerea francese alle 9 sigle sindacali che aveva di fronte. E il sì dei rappresentanti dei lavoratori dovrà arrivare entro fine mese. Ma la tensione è altissima. Ieri davanti alla sede della Magliana una manifestazione dei lavoratori Alitalia è finita fra le manganellate della polizia. Il piano francese prevede l'esubero di 1600 persone: 500 piloti, 600 assistenti di volo e 500 assistenti di terra. Ma il leader della Cisl Bonanni teme che alla fine i posti di lavoro perduti saranno diverse migliaia. Sulla trattativa pesa però anche la denuncia ad Alitalia della Sea che gestisce Malpensa. Tanto che il governo ha chiesto al principale azionista della società (il Comune di Milano) di ritirarla. Altrimenti il rischio è che Alitalia possa fallire. Intanto in Borsa il titolo della compagnia di bandiera continua la sua discesa: ieri ha perso un altro 29%. Masocco, Rossi e Marsilli alle pagine 6 e 7.

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Il giornalista dispari (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Il giornalista dispari "Presidente mi consenta, lo dico da giornalista: metta le mani sulla par condicio, sennò io mi dimetto...". Il Tg4 multato dall'Agcom? Ghe penserà Silvio: "È una legge liberticida, volevamo abolirla ma l'Udc ce l'ha impedito". Per la terza volta in tre settimane Emilio Fede offre il Tg4 alla voce di Berlusconi che pare l'"omino dell'acqua della Libertà" nell'imitazione di Fiorello. Il sorrisone di Silvio in Blu è fisso come un jolly sullo schermo. Fede lancia il do all'uomo orchestra e gli porge assist a raffica: Presidente, come funziona il sistema di voto? E vai! la palla sfonda Casini e Storace: chi vota gli altri partiti del centrodestra fa il gioco di Veltroni. Rete. Presidente, "Veltroni l'ha accusato di aver stracciato il programma del Pd, non è vero, no?". Era una metafora ma Stalin non le capisce. Accuratamente evitato l'autogol su Alitalia. Presidente, lei ha fatto un logo... Eccolo: "Io difensore della libertà" numero verde 800.... La pubblicità progresso anti brogli va in onda a raffica."Qui il numero lo chiamo io per difendere il mio lavoro", lamenta Emilio. Ma dai, male che va lo manterrà la moglie... n.l. Il Corsivo.

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La mia pensione? Ho aiutato chi ha bisogno Veltroni ribatte all'attacco personale di Fini sui costi della politica: ha perso un'occasione per tacere (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del "La mia pensione? Ho aiutato chi ha bisogno" Veltroni ribatte all'attacco personale di Fini sui costi della politica: ha perso un'occasione per tacere di Bruno Miserendino inviato a Torino A UN CERTO PUNTO, nella sala della Borsa del riso a Vercelli, Veltroni si rabbuia e indica un foglietto con la dichiarazione di Fini: "Io pensionato d'oro a 52 anni? Era prevedibile che non riuscissero a fare campagna elettorale in maniera diversa, ma devo dire che stavolta il leader di An ha perso una buona occasione per tacere, quei soldi li do a chi ha bisogno.". È la campagna elettorale dei colpi bassi, quella che Veltroni ha giurato di non voler fare. Irrompe e stavolta il leader del Pd è costretto a replicare perchè Fini, da Porta a Porta, gli dà dell'ipocrita e della "faccia tosta" per aver proposto di portare gli stipendi dei parlamentari alla media europea. L'ha messa così il leader di An: "C'è una cosa che mi indigna: chi è quel pensionato di 52 anni che percepisce 5.216 euro di pensione ogni mese? Credo che gli italiani debbano saperlo. È Walter Veltroni, anche se dirà che li usa per l'Africa.". In effetti è risaputo che Veltroni ha chiesto di rinunciare all'indennità prevista alla fine del mandato europeo, ma non essendo possibile, ha usato i soldi per finanziare progetti di vari organizzazioni a favore di poveri e bisognosi. Lui lo ricorda visibilmente irritato: "Con la mia pensione ho fatto una cosa da cui Fini potrebbe prendere insegnamento, con quei soldi ho cercato di fare cose che facessero bene al prossimo". Aggiunta: "Potete immaginare cosa potrei rispondere sul modo in cui vivono molti di loro. Mi aspettavo che commettessero questo errore, ma sono cascati male". Segue polemica durissima. Fini insiste: "Questo errore lo rifarò volentieri, l'ho preso col sorcio in bocca". Dal pullman che va da Vercelli a Torino, Veltroni spiega dove vanno quei soldi. Primo: ha ricevuto il trattamento "che hanno tutti i parlamentari europei quando cessano il mandato". Secondo: "la somma di questo trattamento più lo stipendio di sindaco di Roma è pari alla metà di quel che ha percepito per anni Fini come parlamentare, vicepremier e ministro". Veltroni ricorda di aver finanziato vari progetti: 25mila euro alla Caritas, 25mila a sant'Egidio, 25mila all'Amref per una scuola in Africa, 25mila per un progetto a favore di ragazzi autistici. Conclusione al veleno: "Siamo certi che Fini, guadagnando il doppio del segretario del Pd, avrà certamente contribuito con cifre doppie ad aiutare chi ha bisogno e sarà in grado di documentarle". La vera domanda è come mai la proposta di Veltroni di ridurre gli stipendi dei parlamentari alla media europea, abbia provocato tanta irritazione tra gli avversari e gli ex alleati. Dopo Fini, anche Casini e sinistra radicale, con accuse di demagogia e ipocrisia. Segno che la proposta ha colto nel segno. Ieri Veltroni ha girato la Val D'Aosta e altre tre province del Piemonte; l'applauso più convinto l'ha ricevuto sui costi della politica e quando ha ricordato: "Non è giusto un paese in cui i salari sono i più bassi d'Europa, mentre gli stipendi dei parlamentari sono i più alti". Il leit motiv è questo anche ad Aosta, Biella, Vercelli e infine piazza Castello a Torino, davanti a 10mila persone: la politica "deve dare un segnale di sobrietà quando la gente tira la cinghia" mentre la recessione americana rischia di avere pesanti ricadute anche in Italia. Per un giorno, osserva Veltroni, a destra e a sinistra hanno taciuto, poi, visto che la proposta di abbassare gli stipendi dei parlamentari ha avuto un riscontro chiaro nelle reazioni degli elettori, si è scatenato l'inferno. Lui insiste, attacca la l'amministrazione Bush, "caricatura del liberismo" che ha travolto regole e ora rischia di travolgere borse ed economie, ribadisce che il Pd lavora su tre fronti: salari, pensioni, precariato. E ricorda che su Alitalia a Destra hanno tre posizioni diverse, come sulle pensioni e persino sulla politica estera. Su Berlusconi, senza nominarlo, si concede una battuta: "Su Alitalia alle due non aveva ancora letto i giornali. gli conviene leggere direttamente quelli di domani". Poi a Torino, Veltroni parla anche di sicurezza del lavoro, e non è un caso che sul palco, tra applausi commossi, ci sia Antonio Boccuzzi, operaio sopravvissuto al rogo della Thyssen e candidato del Pd, che ricorda: "Fosse vivo, oggi sarebbe stato il compleanno del mio compagno Giuseppe De Masi". Il leader descrive un paese che cresce troppo poco, con una politica sempre più affannata in polemiche che il cittadino non capisce, dove nessuno, in campagna elettorale, parla di doveri. Veltroni infatti dedica in tutti i comizi uno spazio per la drammatica vicenda delle due ragazze irlandesi travolte sulle strisce a Roma da un pirata della strada. E accusa: "Giravano su Internet immagini delle sue spericolatezze, ed è già agli arresti domiciliari. Non può accadere in un paese civile. Chi sbaglia deve pagare".

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Rimbalzo della Fiat (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Rimbalzo della Fiat Chiusura di seduta in forte rialzo per la Borsa valori, che ha approfittato delle attese per un intervento sui tassi da parte della Federal reserve per recuperare posizioni dopo la perdita di lunedì. L'indice Mibtel ha registrato un progresso del 2,39%, a 23.930 punti, mentre l'S&P/Mib è salito del 2,78% e l'All Stars guadagna lo 0,96%. Tra i principali titoli, Alitalia ha avuto una giornata difficile, venendo subito rinviata al ribasso. Ottimo rialzo per Finmeccanica (più 4,92%) premiata per i conti 2007, la crescita del dividendo e delle stime al 2010. Fiat ha chiuso con un più 6,11%, dopo che Merrill Lynch ne ha parlato in termini lusinghieri, definendola tra le migliori del comparto auto. Tutti comprati i bancari, con Unicredit più 4,19%, Intesa più 3,34%, Mps più 4,69%, Mediobanca più 5,61%, Bpm più 4,27%. I conti premiano Mediolanum (più 4,94%) meno Generali (più 1,82%). Tra gli energetici bene Eni (più 2,61%) ed Enel (più 2,76%). In parità Telecom. Borsa.

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La trattativa che non tratta (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del La trattativa che non tratta Bruno Ugolini Segue dalla Prima Cercano di lasciare nell'oblio i tanti loro manager spediti sul fronte aeroportuale a promettere splendidi rilanci. E ritornati poi a casa, dopo fallimentari esperienze, muniti di sostanziose liquidazioni d'oro. Ma gli italiani dovrebbero avere una memoria lunga. È anche per questo "passato" indecente che è difficile fare ingoiare oggi ai lavoratori dei trasporti una medicina fatta di migliaia e migliaia di "esuberi". Soltanto costoro dovrebbero, infatti, essere chiamati al sacrificio doloroso. E la domanda, a parte le doverose considerazioni sulla sorte di tante famiglie spedite al macello, non può che essere improntata al dubbio: ne vale davvero la pena? È questo il modo per salvaguardare sul serio una prospettiva di sviluppo in questo settore decisivo per la mobilità crescente di milioni di cittadini? Vale la pena accettare senza batter ciglio il piano massacrante di Air France- Klm? Un piano che prevede, appunto, come unica via d'uscita, la rottamazione di un massiccio "capitale umano", un patrimonio fatto anche di esperienze e saperi. Quei lavoratori non sono pacchi d'immondizia da scaricare in qualche modo. Senza offrire in cambio, oltretutto, alcuna certezza, alcuna garanzia - a quanto si sa - sul futuro, sulla possibilità davvero questa volta, di un rilancio del servizio aeroportuale, basato sull'efficienza, ma anche su solidi livelli occupazionali, sulla crescita e non sul ripiegamento. Perché se la ex-Alitalia francesizzata dovesse essere rinchiusa in uno spezzone da immettere tra la miriade di compagnie "low cost", allora sì bisognerebbe dire che non vale la pena. Il penoso appuntamento di ieri non è stato del resto preparato con avvedutezza. I sindacati - mentre ogni giorno si decantano gli alti pregi della concertazione - sono stati tagliati fuori, messi con le spalle al muro. Ora sono andati alla trattativa di fronte ad un menù già illustrato e approvato. E che elenca i tanti numeri chiamati esuberi. Una specie di odioso ultimatum, come se i rappresentanti del mondo del lavoro fossero da considerare solo degli assistenti sociali. Come se il loro compito fosse solo quello di ricevere la direttiva per poi convincere gli interessati, gli esuberi, ad accettarla. La vicenda comunque non è chiusa. Il manager corso, anzi francese, Jean-Cyrill Spinetta, è stato descritto, sul "Sole-24 ore" come un negoziatore infaticabile: "può restare tre giorni e tre notti senza dormire". Sarà necessario prenderlo in parola e fargli capire che con quell'impostazione il gioco non vale la candela. Non vale la pena. Ed è un po' questo, nella serata, il commento di Fabrizio Solari segretario Cgil per i trasporti: "A queste condizioni non si fa nulla". Ma intanto non sarebbe nemmeno giusto incamerare la sconfitta, perdere ogni speranza. Soprattutto appare davvero stridente un balletto macabro di ciniche forze politiche attorno a una tale esplosiva vicenda. Non dovrebbe essere tempo di faziosi patriottismi di partito per tentare di raccattare qualche voto in più.

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Il primo obiettivo è evitare il fallimento (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del PIER LUIGI BERSANI "Il primo obiettivo è evitare il fallimento" di Antonella Cardone/ Bologna ALLARME "È possibile arrivare ad esiti non traumatici per i lavoratori se le radicalizzazioni delle posizioni oggi in atto venissero superate con un accordo sinda cale e una presa di posizione di Sea", la società di gestione dell'aeroporto di Malpensa che, come richiesto dai francesi, dovrebbe ritirare la minaccia di ricorsi e richieste di risarcimento danni. Il ministro allo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, a Bologna per diversi appuntamenti di campagna elettorale, lo dice chiaro tondo: "in questo momento Sea ha in mano il bandolo della matassa: se intende far fallire Alitalia può farlo". Ministro, sull'operazione di vendita della linea di bandiera ad Air France il clima si fa sempre più teso. Che prospettive vede? "Le prospettive mi paiono abbastanza chiare: allo stato attuale della situazione non c'è altra alternativa che il fallimento se non si superano i problemi che ancora si frappongono all'operazion con Air France, e quindi si trova l'accordo sindacale e si ha una certa decisione di Sea . Fatto questo è possibile arrivare ad avere dal punto di vista sindacale e delle condizioni dei lavoratori degli esiti non traumatici. Sarebbe un risultato possibile, lo sottolineo". Eppure a giudizio del sindaco di Milano, Moratti, l'ipotesi del fallimento non sarebbe catastrofica. "Capisco che lei dica così perché il centro destra ha portato al fallimento Alitalia, noi l'abbiamo presa che era in coma e la lasciammo che aveva i bilanci in ordine. Credo che la sua osservazione non sia responsabile, bisognerebbe anche capire bene che cosa significa il fallimento dell'Alitalia, e non solo dal punto di vista delle condizioni dei lavoratori". La Moratti non è l'unica che lancia strali contro la decisione di vendere ai francesi. "È stato raggiunto il record mondiale dell'ipocrisia: sento continuamente dei Soloni polemici che sono quegli stessi che nel 2001 hanno preso in mano un'Alitalia che era in pareggio, hanno avuto responsabilità di essere azionisti come Tesoro, di essere presidenti, di avere in mano gli aeroporti lombardi, e ci hanno consegnato un anno e mezzo fa una situazione prefallimentare; perché, come si vede, Alitalia è difficile anche venderla. Ancora adesso sparano sentenze: se fosse stato così facile aggiustare le cose avevano cinque anni per aggiustarle". Sulla conclusione della vendita il pallino è in mano a Sea? "Ricordo che un'altra offerta sarebbe sempre possibile, in teoria. Se c'è un'altra offerta c'è la possibilità di proporla. Se non c'è bisogna fare i conti con la realtà e devo dire che in questo momento Sea se intende far fallire Alitalia può farlo, ma non so quanto questo possa giovare e non danneggiare ulteriormente il sistema aeroportuale lombardo se la valutazione di Sea è quella. È ora di prendersi le proprie responsabilità e di decidere responsabilmente senza più scaricare sempre sugli altri".

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Air France: non siamo obbligati a comprare Spinetta detta le condizioni, ma i sindacati non accettano i tagli. Trattativa in salita (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Air France: non siamo obbligati a comprare Spinetta detta le condizioni, ma i sindacati non accettano i tagli. Trattativa in salita di Felicia Masocco/ Roma LE INTENZIONI Tanto per cominciare "non siamo obbligati a comprare". Jean-Ciryl Spinetta, numero uno di AirFrance-Klm, svela le carte ai sindacati ponendo ruvidamente in premessa la sua condizione: se entro il 31 marzo non arriva il loro consenso l'acquisi zione di Alitalia andrà a monte. Spinetta non indora la pillola, del resto il pensiero dell'acquirente franco-olandese è ben rappresentato dal valore assegnato alle azioni di Alitalia, considerate carta straccia o poco più. Ma i sindacati si sono mostrati piuttosto disincantati rispetto all'ambizione, espressa da Spinetta, di puntare con i lavoratori alla creazione "di un grande gruppo di dimensioni mondiali", né sensibili al richiamo ad aderire al piano perché "senza l'adesione dei lavoratori non potrà avere successo". Dopo più di quattro ore di riunione, al piano - soprattutto sul nodo esuberi - è arrivato il No corale non solo da Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Sdl, ma anche e soprattutto dai piloti dell'Anpac assolutamente contrari al destino del settore Cargo che dovrebbe cessare nel 2010. Senza modifiche, il piano verrà respinto. Com'era nelle previsioni, il vertice con i sindacati di categoria non è stato facile, segna piuttosto l'avvio di un negoziato tutto in salita e dagli esiti incerti. Ma ancora nella tarda serata non si sapeva se e a quando sarebbe stato aggiornato. "Gli interventi che ci sono stati illustrati sono assolutamente inaccettabili da parte dei piloti e vanno nella direzione opposta a quella del reale rilancio della compagnia di bandiera - è il commento dell'Anpac -. Inoltre risultano assolutamente non motivati ma, al contrario, appaiono pretestuosi e strumentali ai soli interessi di Air France-Klm". Il vertice, cui era presente anche il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, è dovuto cominciare in ritardo perché fuori dei cancelli del quartier generale della Magliana, i lavoratori di Atitech hanno dato un assaggio di quello che potrebbe accadere calcando la mano. La rabbia, i fischi e insulti ai colleghi "crumiri" che erano al lavoro, i lanci di uova contro la polizia, la carica che ne è seguita, un lavoratore finito all'ospedale. Scontri, tensione, l'esasperazione di chi teme di ritrovarsi per strada: Atitech è una società di Az Servizi che si occupa di manutenzione a Napoli, è destinata a restare fuori dal "perimetro" aziendale, una sorte oscura anche se Prato nel corso dell'incontro ha tentato di rassicurare i sindacati, "per Atitech non ci saranno licenziamenti ma soluzioni non traumatiche", ha risposto a una precisa domanda. Sono invece confermati i 1600 esuberi di Az Fly, scritti nel piano, 500 tra i piloti, 600 tra gli assistenti di volo e 500 tra il personale di terra. Per quanto riguarda Az Servizi, l'80% del capitale sarà rilevato da Fintecna che oggi ha il 49% più 2% di diritti di voto in usufrutto, dei 7600 dipendenti attuali 3200-3300 saranno internalizzati, rientrano cioè in Az Fly, il resto, circa 4400 lavoratori rimane in Az Servizi, cioè fuori da Alitalia. È quindi confermato l'interesse di AirFrance solo per alcune delle attività di Az Servizi e precisamente la manutenzione leggera e parte dei servizi aeroportuali. Restano fuori, la manutenzione pesante (svolta all'Atitech di Napoli e a Palermo), ma anche l'informatica, l'amministrazione e il call center.

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È grave dire che Alitalia può fallire. Malpensa deve essere un altro hub italiano, serve gradualità nel trasferimento dei voli (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Veltroni È grave dire che Alitalia può fallire. Malpensa deve essere un altro hub italiano, serve gradualità nel trasferimento dei voli.

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Manganellate sui lavoratori davanti alla sede della Magliana Erano circa quattrocento, venivano dalla Atitech di Napoli, dove si fa la manutenzione degli aerei (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Manganellate sui lavoratori davanti alla sede della Magliana Erano circa quattrocento, venivano dalla Atitech di Napoli, dove si fa la manutenzione degli aerei di Oscar De Biasi/ Roma PROTESTA Anche i manganelli. Nella crisi di Alitalia, la compagnia di bandiera, la compagnia delle belle assistenti, dei sorrisi smaglianti e delle divise eleganti, sono arrivati anche i manganelli, quelli agitati dai poliziotti e dai carabinieri che presidiavano il centro direzionale della Magliana, i palazzoni di via Marchetti, durante il primo incontro tra i sindacati e i possibili, non ancora certi, nuovi padroni con alla testa Jean-Cyrill Spinetta. Momenti di confusione, agenti all'opera per allontanare i manifestanti. Qualche manganellata ha raggiunto i manifestanti, circa quattrocento, per lo più lavoratori napoletani dell'Atitech con le bandiere di tutti i sindacati, arrivati con pulman e auto di prima mattina. Atitech è una società legata ad Az servizi, settore manutenzione pesante: Atitech resterebbe fuori dall'operazione Alitalia e Atitech che cura gli aerei Md-80 e A320 vale settecento addetti diretti e altri centocinquanta nell'indotto, lavoratori che hanno in media 35 anni d'età e sono professionisti del settore. Ad uno di quei lavoratori che protestavano è andata peggio che agli altri: è rimasto ferito, è stato soccorso in ospedale, un taglio alla fronte. Niente di grave, se non la rabbia per quelle "mazzate", per la paura di fronte al rischio di perdere il posto. In cambio delle manganellate sono volati uova, oggetti vari e slogan semplici, tipo: "Atitech non si tocca". Si sono sentiti tanti fischi e molti insulti: bersagli erano, per scarsa solidarietà, altri dipendenti, quando hanno lasciato gli uffici a fine lavoro. I manifestanti volevano entrare, invece. Carabinieri e poliziotti li hanno respinti. Alla fine sono arrivate anche le rassicurazioni di Maurizio Prato, il presidente di Alitalia, che ai sindacati durante l'incontro aveva assicurato: per i lavoratori di Atitech "non sono previsti licenziamenti, ma solo soluzioni non traumatiche". Oltre alle rassicurazioni di Prato, ai lavoratori Atitech sono giunte anche preoccupate parole del sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino ("La quota di esuberi annunciata rischia di dare un ulteriore colpo ai nostri livelli occupazionali"), e naturalmente accorate testimonianze di solidarietà da parte di politici vari. I sindacati hanno ovviamente condannato il comportamento della polizia e dei carabinieri: "Atitech - secondo l'Uil napoletana - rappresenta un centro d'eccellenza importante nella revisione degli aeromobili della flotta Alitalia... Il sindacato non accetterà una trattativa al buio, nè operazioni di spezzettamento in una logica meramente ragionieristica o in quella ancora peggiore del prendere o lasciare. Atitech e con essa Az Servizi rappresentano un know-how importante per il rilancio di questa azienda, e per questo siamo convinti della necessità di un'attenzione particolare da parte del Governo e delle Istituzioni locali affinchè nelle trattative prevalgano le ragioni del lavoro insieme a quelle dell'efficienza e della produttività dell'azienda". Le proteste sono ovviamente continuate: "È arrivata l'ora che il governo si assuma le proprie responsabilità. Non è possibile che siamo venuti qui - urlano dai megafoni - per prendere mazzate". Niente presidi, niente botte, ma tensione assai alta anche a Fiumicino, dove si toccava con mano incertezza e preoccupazione, dove si poteva misurare da vicino il peso di tanti piani e di tanti accordi falliti. Per ora si aspetta: si attende di conoscere con precisione il dettaglio di questo nuovo piano e le prime valutazioni del sindacato.

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Il governo preme sulla Moratti: via il ricorso Sea La richiesta di danni può far saltare la vendita. Alitalia perde un altro 30% in Borsa (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Il governo preme sulla Moratti: via il ricorso Sea La richiesta di danni può far saltare la vendita. Alitalia perde un altro 30% in Borsa di Roberto Rossi/ Roma CAUSA Più della vertenza sindacale sarà il nodo relativo a Malpensa a decidere il destino di Alitalia. La richiesta di danni per 1,250 miliardi di euro che Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi, ha avanzato nei confronti della compagnia italiana è la spada di Damocle che pende sulla trattativa con Air France. Ne sono convinti i francesi, che hanno chiesto garanzie al governo perché la richiesta rientri, ne è convinto lo stesso Palazzo Chigi che ieri ha inviato una nota alla società. Poche righe nelle quali si chiede che "Sea ponga in essere ogni comportamento coerente con la finalità di favorire la positiva conclusione dell'accordo tra Air France e Alitalia ritirando il ricorso presentato contro quest'ultima". Poche righe che aprono di fatto un braccio di ferro tra l'esecutivo - che ieri ha siglato un accordo con le istituzioni locali lombarde sulla realizzazione del programma di gestione della crisi occupazionale di Malpensa - e il sindaco di Milano Letizia Moratti (il Comune è il principale azionista di Sea). La Moratti, in un'intervista, ha spiegato che la società aeroportuale avrebbe portato avanti l'azione risarcitoria. Anche a costo di far fallire Alitalia. "Prima di arrivare al fallimento - ha detto la Moratti - è sempre doveroso cercare un'altra soluzione, sebbene neppure il fallimento significhi di per sè una catastrofe". Una posizione che ha scatenato la reazione del governo. Il ministro del Lavoro Cesare Damiano, dopo aver firmato un accordo per le casse integrazioni di Malpensa con le istituzioni locali e la stessa società aeroportuale, ha fatto sapere che "alla decisione di revoca il governo subordinerà ogni ulteriore iniziativa". In serata, poi, in una nota la Sea ha parzialmente aperto uno spiraglio alla trattativa. Secondo la società la rinuncia da parte di Sea "al diritto fatto valere in giudizio non è proponibile", ma in ogni caso la società è "disponibile a valutare proposte di definizione anche stragiudiziale della vertenza, a condizione che venga riconosciuto il danno che Sea stessa sta subendo per effetto degli inadempimenti di Alitalia, e che si creino i presupposti di mercato per un nuovo sviluppo dell'aeroporto di Malpensa". E tra i presupposti la Sea ha chiesto la parità intercontinentale tra Milano e Roma. Attorno alla Moratti, e alle posizioni della Lega, si è spostato una fetta del Popolo delle Libertà. Dopo giorni di tentennamenti, anche il leader di An, Gianfranco Fini, ha bocciato in maniera definitiva il piano di Air France. "Ieri - ha detto Fini - ho parlato di luci ed ombre. Oggi vedo che le luci sono più deboli e le ombre sono più forti". Resta da chiarire, invece, che cosa pensa Silvio Berlusconi. Dopo aver definito il piano di Air France uno "smacco per il Paese", l'ex premier ha dichiarato di aver fatto conoscere "la nostra posizione in via riservata a chi sta conducendo la trattativa". Un'affermazione smentitta da Palazzo Chigi che ha precisato di non aver ricevuto "nessuna comunicazione". Anche il segretario del Partito Democratico Walter Veltroni è tornato sull'argomento. "Alitalia non deve fallire - ha detto ieri ad Aosta -. È gravissimo sostenere questo perché ci sono migliaia di lavoratori che rischiano il posto di lavoro". "Non c'è nulla di male - ha continuato Veltroni - che ci sia una partnership internazionale. Ma ci sono due varianti che devono essere tenute in conto: non deve esserci un prezzo sociale troppo alto e bisogna discutere seriamente del destino di Malpensa". Che per Veltroni può essere "l'altro grande hub italiano". E per questo ci vuole "gradualità nel processo di dismissione dei voli". In attesa di definire il caso Malpensa, ieri il governo ha aderito formalmente all'offerta di Air France in sette punti. Tra questi anche alcune garanzie chieste ad Air France in relazione alla politica aerea, allo status della linea aerea, alla salvaguardia dell'identità nazionale, alla presenza di un consigliere di nomina di un rappresentante italiano nel cda del gruppo Af-Klm. Inoltre il Tesoro ha precisato che gli impegni non saranno vincolanti in caso di migliore offerta. Offerta alla quale la Borsa però non crede. A Piazza Affari Alitalia ha subito un nuovo tonfo (-29,3% a 0,27 euro). Il titolo sta di fatto avvicinandosi ai 10 centesimi messi sul piatto da Air France. Il che vuol dire che il mercato scommette sulla vittoria francese. Con o senza ricorso della Sea.

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In Francia c'è chi dice che Spinetta ha fatto un'offerta troppo generosa (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del PARIGI E DINTORNILa partita è ancora molto aperta. Per il Financial Times le rigide condizioni di Air France potrebbero in realtà puntare al ritiro e non all'acquisizione In Francia c'è chi dice che Spinetta ha fatto un'offerta troppo generosa Gianni Marsilli E se la tattica di Jean Cyril Spinetta non fosse quella che sembra? E' la domanda che poneva ieri il Financial Times, per la penna di Paul Betts e la rubrica "European View". Dice l'analista che le mosse di Spinetta si prestano a una doppia lettura. La prima gli accredita una tattica "normale" in un negoziato di questo genere: il prezzo offerto, 10 centesimi per azione, puo' esser considerato realistico, per quanto possa apparire miserrimo, dagli azionisti di Air France-KLM. Altrettanto comprensibile puo' essere il pesante apparato di condizioni poste da Spinetta, che si possono cosi' riassumere: accordo da parte dei sindacati del piano di ristrutturazione, e "endorsement" politico dell'operazione da parte non solo del governo attuale, ma anche di quello che scaturirà dalle urne a metà aprile. Riempite queste condizioni, ci sono buone possibilità che Alitalia torni a generare profitti. La seconda lettura suggerita da Betts è di segno opposto: che cioè il numero uno di Air France giochi a perdere, cercando "un modo elegante di uscire da una complicata e rischiosa acquisizione". Questo spiegherebbe la severità delle condizioni poste agli azionisti di Alitalia, ai responsabili politici e ai sindacati italiani. Cosi' severe da suscitare, sperabilmente, un rigetto dell'accordo, del quale gli interlocutori al di qua delle Alpi porterebbero l'intera responsabilità. Tanto più che i sondaggi e i bookmakers londinesi danno Berlusconi vincente il prossimo 14 aprile. E Berlusconi appare più freddo sull'affare, condizionato com'è da un alleato come la Lega e da Roberto Formigoni. Per queste ragioni, conclude Betts, "è troppo presto per sapere a quale gioco stia giocando Spinetta". L'unica cosa sicura, è che vuol condurre le cose in modo da non indebolire il suo gruppo. Il problema per lui non è il prezzo: "Il vero costo per Air France sarebbe il tempo che il management dovrebbe dedicare ad Alitalia una volta concluso l'accordo". Tempo che Spinetta teme sia penalizzante per Air France. Perplesso sull'acquisizione appare anche "Le Monde", che trova addirittura da ridire sul prezzo di acquisto proposto: "Altre offerte un tempo concorrenti avevano fissato il prezzo di Alitalia a zero euro". Ma insomma, passi per i 140 milioni offerti da Spinetta. Salvo che bisogna aggiungere un miliardo di euro di aumento di capitale per Alitalia, un miliardo e 300 milioni di debiti, l'acquisto di 600 milioni di obbligazioni convertibili, e si va tranquillamente oltre ai tre miliardi. Ora, Air France "puo' contare su una tesoreria di cinque miliardi per finanziare la sua crescita", cifra che al quotidiano parigino non pare un granché, soprattutto se si tiene conto che la capitalizzazione di borsa di Air France-KLM è diminuita del 60 per cento negli ultimi nove mesi, e che la crisi economica internazionale si rifletterà inevitabilmente sui profitti delle compagnie aeree. Per questo "si potrebbe pensare che il gruppo franco-olandese abbia altro da fare che acquistare un rivale sulla via del fallimento, in un clima politico piuttosto teso". Il giornale prospetta tre ipotesi: che Alitalia porti i libri in tribunale, che Air France si astenga "se non riceve il sostegno del governo e dei sindacati italiani", che l'affare vada in porto. In quest'ultimo caso, è l'allarmata postilla, Jean Cyril Spinetta "dovrà tenere molto fermamente i comandi dei quali qualcuno potrebbe tentare di impadronirsi in caso di turbolenza". In ultima analisi, se il Financial Times riconosce come "dolorose le condizioni poste agli italiani", per quanto giustificate dal contesto aziendale e politico di Alitalia, la stampa francese appare più diffidente. Anche il quotidiano economico "Les Echos" sottolinea che "la sfida è ancora lontana dall'essere vinta": tra gli ostacoli non dimentica Bruxelles e i suoi pronunciamenti in tema di concorrenza.

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LA SEA Ha ragione Bonomi: non è una tragedia l'hub della brughiera risorgerà in pochi anni (sezione: Alitalia 2)

( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

? MILANO ? MENTRE a Roma fra tafferugli e trattative si celebrava l'ultima giornata campale della vicenda Alitalia Air France, allo scalo della brughiera si fanno i conti con la crisi. La Regione Lombardia auspica che adesso ci siano provvedimenti anche per l'indotto (in totale oggi ci sono 25 mila occupati all'aeroporto e dintorni. Mentre i sindacati lanciano l'allarme per il cargo Alitalia, attività che potrebbe chiudere entro il 2010. Anche il presidente della provincia Filippo Penati si associa alla richiesta della Regione: "La garanzia dei livelli occupazionali ? afferma il presidente della Provincia di Milano Filippo Penati ? dovrà proseguire prevedendo protezioni sociali per i lavoratori dell'indotto di Malpensa, attraverso l'utilizzo degli 80 milioni di euro del decreto Milleproroghe, in modo da arrivare in tempi strettissimi all'accordo d'area attraverso il lavoro del Tavolo con gli enti territoriali coinvolti, convocato il 31 marzo in Regione". - -->.

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Meglio falliti che conquistati Per Malpensa la soluzione è liberalizzare i voli, ma Air France non vuole (sezione: Alitalia 2)

( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

ALITALIA / L'INTERVISTA A MARCO PONTI "Meglio falliti che conquistati" Per Malpensa la soluzione è liberalizzare i voli, ma Air France non vuole di ALESSANDRO FRANZI ? MILANO ? A SENTIRE i politici, specie quelli che oggi si ergono a difensori dello scalo, sembra che qualcuno abbia deciso, dalla sera alla mattina, di uccidere l'aeroporto di Malpensa o comunque di fargli un dispetto. Dalla sera alla mattina però, a sentire un esperto come il professor Marco Ponti, docente di Economia dei trasporti al Politecnico di Milano, non è successo nulla se non che è venuta prepotentemente alla luce la crisi di una azienda (Alitalia) e di un modello (Malpensa) che richiede soluzioni diverse da quelle del passato. Certo spetta alla politica dare indirizzi strategici per un settore chiave come quello del trasporto aereo, tuttavia anche chi governa non può più prescindere dai cambiamenti imposti dalla globalizzazione, dalle liberalizzazioni, dalla concorrenza. Malpensa, insomma, secondo il professor Ponti deve aprirsi al mercato, guardare avanti. E soprattutto non deve aggrapparsi al modello del monopolio che finora ha tenuto in piedi Alitalia e lo scalo in provincia di Varese. Professor Ponti, siamo al dunque. Air France ha presentato il suo piano che scontenta i sindacati e i politici del nord. Come valuta il contenuto della proposta? "Dico che bisogna baciare il terreno su cui cammina chi compra Alitalia. Perché Alitalia è tecnicamente già fallita e non riesco a vedere un'alternativa credibile. Una soluzione potrebbe essere la liberalizzazione dei voli, ma dubito che Air France accetti di cedere dei voli alla concorrenza, anche perché oggi Alitalia vale solo perché ha spazi di protezione monopolistica come vettore di bandiera. A questo punto posso anche condividere quello che ha detto il sindaco di Milano, Letizia Moratti". Vale a dire? "Non so se il fallimento di Alitalia sia un male peggiore di avere una compagnia di bandiera annessa, come una piccola parte, ad Air France". Questo però rischia di fare più danni... "Che cosa è successo qualche anno fa a Swissair e a Sabena? In Svizzera o in Belgio mica è collassato il Paese". Intanto c'è la patata bollente di Malpensa. Davvero l'hub lombardo muore? "La storia di Malpensa è stata mitizzata in modo delirante a causa della campagna elettorale. Dobbiamo fare chiarezza: Malpensa non è un hub, ma una struttura creata sul modello del monopolio del passato che oggi viene eroso dai collegamenti point-to-point". L'esperto che cura consiglia? "Lo ripeto, il modello point-to-point è il futuro. Eppoi io sto con quello che dice il presidente della Sea, Giuseppe Bonomi: siamo davanti a un problema, sì, ma non a una tragedia. Un problema che si può risolvere in pochi anni. Bonomi ha detto che c'è la coda di compagnie aeree che vogliono venire a Malpensa: se lo dice lui forse ha ragione, no"? Quanto ha pesato il deficit d'infrastrutture sullo sviluppo di Malpensa? "Ha pesato. Lo scalo è lontano da Milano, è in una zona già congestionata, è circondato da città che hanno ognuna un suo aeroporto". A giorni però apre una nuova autostrada, dopo 10 anni, e si sta completando l'aggancio ferroviario alle Fs. Tutto inutile? "No, ma Malpensa deve migliorare la sua efficienza, ha costi ancora troppo alti. Deve essere uno scalo magro e cattivo, il modello futuro è quello di aeroporti che si rubano a vicenda le buone compagnie grazie ai servizi che offrono, non possono certo sopravvivere grazie alle protezioni monopolistiche". - -->.

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I dilemmi del voto al Nord (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 19-03-2008)
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(Giorno, Il (Nazionale))

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QUANDO Prodi cadde, Berlusconi si affrettò a far sapere che riteneva dovere del governo condividere con l'opposizione le nomine delle società di Stato in scandenza. Aveva ragione. Un governo dimissionario non può assumersi una responsabilità del genere in solitudine. Ma la stessa logica dovrebbe a maggior ragione valere per il destino di Alitalia. Tema che, invece, a tutt'oggi Berlusconi ha eluso. Si sa che Bossi, e a quanto pare anche Fini, è contrario al piano di vendita ad Air France. E Berlusconi? E' "preoccupato". Un po' poco. Intendiamoci, la prudenza del Cavaliere è umanamente comprensibile: Alitalia vuol dire posti di lavoro, vuol dire orgoglio nazionale e, in buona misura, vuol dire anche Malpensa. Dire sì alla vendita avrebbe dunque un prezzo in termini di voti. E non solo al Nord. Ma, essendo questo uno dei pochi temi concreti della campagna elettorale, come si fa a non dire nulla? Formalmente, Berlusconi scarica sul governo dimissionario l'onere della scelta. Informalmente, pare abbia dato il via libera alla vendita. Ma è solo una voce. Naturalmente, Veltroni ha gioco facile nel denunciare il silenzio del Cavaliere. Ma qual è la tesi di Veltroni? Il leader del Pd dice che "Alitalia non deve fallire": da cui si desume che è favorevole alla vendita ai francesi. Ma dice anche che "un grande Paese deve avere una compagnia di bandiera": da cui si desume che è contrario alla vendida ai francesi. Uno tace, l'altro 'maancheggia': meglio per tutti discutere appassionatamente del fascismo di Ciarrapico. - -->.

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NEL PASTICCIACCIO brutto di via della Magliana c'è una nota che la dice tutta. E&# (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 19-03-2008)
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(Giorno, Il (Nazionale))

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NEL PASTICCIACCIO brutto di via della Magliana c'è una nota che la dice tutta. E' quella emessa ieri da Alessandro Bianchi, ministro dei Trasporti del Governo che, per l'ennesima volta, si è dissociato da Prodi e Padoa-Schioppa: "Quella di Air France-Klm ? dice ? più che un'offerta mi sembra un diktat pieno di clausole vessatorie, al punto che oltre a essere inaccettabile lascia anche dubbi sulle reali intenzioni finali". Se al no del ministro dei Trasporti si somma il mal di pancia del ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, il risultato è che il sì ad Air France è stato pronunciato non solo da un Governo dimissionario ma anche in disaccordo con i due ministri più importanti per competenza: Trasporti e Infrastrutture. Non c'è quindi da stupirsi se Jean Ciryl-Spinetta, grande capo di Air France-Klm ieri l'abbia messa giù dura parlando a nuora (i sindacati) perché suocera (il Governo) intenda: non siamo obbligati a comprare Alitalia. Vero, ma gli italiani ? azionisti di maggioranza ? non sono obbligati a cedergliela senza allacciarsi una robusta cintura di sicurezza. - -->.

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AirOne parte al contrattacco Nuovi voli da Malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 19-03-2008)
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(Giorno, Il (Nazionale))

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? MILANO ? AIRONE, la compagnia di Carlo Toto esclusa dalla gara per Alitalia, affila le armi e decide di scendere in pista a Malpensa con un primo consistente pacchetto di voli, oltre a quelli che già opera sia dallo scalo varesino che da Linate: una sfida all'accordo Alitalia-Air France. Dal 30 marzo, con l'entrata in vigore dell'orario estivo, AirOne collegherà con 4 frequenze giornaliere Fiumicino a Malpensa (un chiaro attacco al nuovo assetto italo-francese), un bigiornaliero da Napoli, Bari e Palermo. Inoltre volerà da Malpensa per Monaco e Atene. Ma la grande novità arriva dai collegamenti intercontinentali, anche per iniziare a riempire il vuoto lasciato da Alitalia. Da metà giugno AirOne collegherà Malpensa a Boston e Chicago grazie all'accordo Usa-Europa che liberalizza il mercato tra le due sponde dell'Atlantico. Air One, a regime, avrà una flotta di 90 Crj 900 da corto raggio, altrettanti Airbus A 320 e 20 Airbus 330 intercontinentali. m. t. - -->.

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Alitalia, Air France avverte i sindacati Non siamo obbligati a comprare Malpensa, sì agli ammortizzatori sociali. Scontri davanti al quartier generale (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 19-03-2008)
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(Giorno, Il (Nazionale))

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Alitalia, Air France avverte i sindacati "Non siamo obbligati a comprare" Malpensa, sì agli ammortizzatori sociali. Scontri davanti al quartier generale ? MILANO ? "E' ANCORA TROPPO presto per capire a che gioco sta giocando il presidente di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, se per l'acquisto di Alitalia abbia presentato un'offerta così stringente per far tornare la compagnia sulla strada della profittablità o piuttosto per portare la classe politica italiana a respingere l'accordo". Il dubbio un po' cattivello che ieri mattina si poneva il Financial Times, via via che passava la giornata e il titolo crollava in Borsa (ha perso il 29,4%, riuscendo così a dimezzare la capitalizzazione in soli due giorni) diventava l'unica chiave di lettura che permette di capire una vicenda che ieri si è persino tinta di rosso in seguito al ferimento di un dimostrante sceso in piazza assieme ad altri 500 lavoratori per difendere il posto di lavoro. Il gioco dei francesi in fondo è molto semplice: se il Governo italiano, azionista di maggioranza di Alitalia, accetta le loro condizione, AirFrance si ritroverebbe con una compagnia ripulita fin nei suoi angolini più remoti e in grado di dare rapidamente buoni frutti. In caso contrario sarà la vittima, magari titolata per chiedere i danni, di una privatizzazione ideata male, gestita peggio e conclusa nel modo più assurdo. L'IPOTESI che le reazioni politiche e sindacali diventino così forti da mandare tutto all'aria si fa sempre più consistente. La conferma è venuta proprio ieri con la conferma che in AZ Fly ci sono ? secondo il piano della compagnia franco-olandese ? 1600 esuberi. All'incontro con i sindacati e i manager Alitalia, Spinetta si è presentato in modo molto chiaro: "Non siamo obbligati ad acquisire Alitalia", ha detto il presidente di Air France. "Non siamo qui per questo ma per verificare la possibilità, assieme al personale di Alitalia, di partecipare alla creazione di un grande gruppo di dimensioni mondiali. E poichè ? ha sottolineato ? non esiste alcuna attività di servizio che possa avere successo senza l'adesione dei lavoratori, noi auspichiamo di raggiungere con voi un accordo per portare avanti un'operzione quanto mai dolorosa ma che poi decollerà". UN ACCORDO che il manager francese vuole però vedere ufficializzato in un documento firmato da tutti i sindacati e da chiunque abbia titolo in questa vicenda, rrichiesta per ora appare quanto mai campata in aria. L'accordo raggiunto a Roma per mettere in cassa integrazione 900 lavoratori della Sea non ha indotto la Società per gli esercizi aeroportuali a rinunciare, come le ha chiesto il governo, alla richiesta di 1,2 miliardi di danni ad Alitalia nonostante Air France abbia posto tra le condizioni irrinunciabili la chiusura di questa vicenda. "Se la Sea intende far fallire Alitalia, può farlo", constatava ieri il ministro per lo Sviluppo, Pierluigi Bersani. "Un Governo in scadenza non doveva affrontare una questione simile", criticava il ministro Antonio Di Pietro. "Più che un'offerta, quella di Air France sembra un diktat pieno di clausole vessatorie", rimarcava il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi mentre sull'altro fronte l'opposizione si ritrovava sulle posizioni della Lega, decisamente critiche sulla vendita e contrarissime all'ipotesi del fallimento. LE CRITICHE più feroci sono però venute dal leader della Cisl, Raffaele Bonanni: "Gli esuberi dovrebbero essere circa 7mila - annunciava - Una cifra impressionante, molto diversa da quella che il governo ci aveva comunicato". Un Governo che, con un comportamento "assolutamente detestabile, ci ha consegnati nudi alla trattativa con i francesi". La verità ? è la preoccupante conclusione del segretario generale della Cisl ?, è che "tutto era stato deciso da diverso tempo". Duri i piloti dell'Anpac al termine del primo round: giudizio estremamente negativo. Alberto Capisani - -->.

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Borse,segni di ripresa (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Dopo i 300 miliardi bruciati lunedì, i listini europei hanno aperto con il segno positivo. Milano + 1,59%. La Fed taglia ancora i tassi 19/03/2008 Roma. Primo no dei sindacati al piano per Alitalia. Cgil, Cisl e Uil hanno respinto i numeri sugli esuberi indicati nel progetto di acquisizione dell'ex compagnia di bandiera da parte di Air France-Klm. All'inizio dell'incontro, sospeso ieri sera, il presidente del colosso franco-olandese Jean-Cyril Spinetta, per ribadire che l'assenso dei sindacati è una delle condizioni indispensabili per portare avanti l'operazione, aveva premesso: "Non siamo obbligati a comprare Alitalia". Spinetta ha comunque dichiarato di essere "molto convinto del successo dell'operazione". Il titolo crolla. Prima del vertice romano, ci sono stati scontri fra lavoratori e forze dell'ordine. Un ferito. g. ferrari e lombardi >> 3 19/03/2008 "È un dovere del prossimo Parlamento cambiare meccanismo, per ridare democrazia al Paese". Appello ai cattolici: "Votare con maggiore discernimento" 19/03/2008.

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No dei sindacati, "ni" di Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Scontri tra lavoratori e polizia. il titolo crolla Alitalia, Spinetta frena: nessun obbligo a comprare in primo piano2 politica4 cronache6 dal mondo8 liguria11 economia13 marittimo15 cultura e spettacoli17 lettere e rubriche20 commenti21 genova23 lettere e città29 album31 agenda32 spettacoli33 cinema & teatri34 televisione35 la scuola36 sport37 genova sport40 affari42 meteo - lotto43 19/03/2008.

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Alitalia, accordo a rischio (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

I lavoratori: piano inaccettabile. Scontri tra manifestanti e polizia: un ferito. Polemiche su Malpensa. Il Pdl: contrari alla vendita Alitalia, accordo a rischio Air France ai sindacati: non siamo obbligati a comprarla ROMA - "Non siamo obbligati ad acquistare Alitalia". Con queste parole il presidente di Air France Jean-Cyril Spinetta ha risposto alle perplessità dei sindacati sul piano di acquisizione. Ma ieri è scoppiata anche la protesta dei lavoratori di Alitalia: a Napoli le contestazioni hanno provocato scontri con la polizia. Nel frattempo, sul fronte politico, cresce la polemica sul futuro dell'aeroporto di Malpensa. Il Popolo delle libertà: contrari alla vendita della compagnia di bandiera. CILLIS, DE MARCHIS E LIVINI ALLE PAGINE 2 E 3.

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Scontri con 500 lavoratori (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 102 I dipendenti dell'Atitech di Napoli hanno protestato alla Magliana Scontri con 500 lavoratori I dipendenti dell'Atitech di Napoli hanno protestato alla Magliana --> ROMA Tafferugli tra le forze dell'ordine, carabinieri e polizia, ed i lavoratori dell'Atitech di Napoli (una società legata ad Az servizi) che ieri hanno protestato davanti al centro direzionale di Alitalia, alla Magliana a Roma. Nel primo pomeriggio era previsto infatti l'avvio del confronto tra i vertici di Alitalia e Air France e i sindacati sul piano di acquisizione del gruppo franco-olandese. Già prima dell'arrivo del numero uno di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, circa 500 lavoratori degli stabilimenti di manutenzione dell'Atitech sono arrivati da Napoli preoccupati per il loro destino e hanno presidiato i cancelli d'ingresso del centro direzionale di Alitalia. La sede era presidiata fin dal primo pomeriggio dalle forze dell'ordine proprio perché erano attese manifestazioni di protesta dei dipendenti di Alitalia, soprattutto quelli che, con l'arrivo del gruppo franco-olandese, rischiano di perdere il posto nel settore delle manutenzioni e del cargo. GLI SCONTRI Dopo un lancio di oggetti le forze dell'ordine sono intervenute allontanando i manifestanti di qualche metro dagli ingressi della sede di Alitalia. Un lavoratore dell'Atitech di Napoli è stato ferito alla testa durante i tafferugli con le forze dell'ordine proprio davanti al centro direzionale di Alitalia ed è stato poi soccorso da un'ambulanza. I circa 500 lavoratori, giunti dagli stabilimenti di Napoli di Atitech, hanno cercato di entrare nella sede di Alitalia dove era appunto previsto l'avvio del confronto tra i vertici di Air France-Klm e i sindacati. Alla relazione delle forze dell'ordine i manifestanti hanno risposto lanciando uova e altri oggetti. Quando sono stati allontanati da polizia e carabinieri, sono nati tafferugli che hanno coinvolto i manifestanti e le forze dell'ordine. I COMMENTI "Siamo molto preoccupati per la sorte dei tanti lavoratori che rischiano di perdere il posto se fossero accettate le condizioni di vendita imposte da Air-France-Klm. Gli scontri che si sono verificati nel pomeriggio tra i poliziotti e i manifestanti sono un ulteriore segnale di allarme", ha affermato ieri l'assessore al Bilancio, programmazione economico-finanziaria e partecipazione della Regione Lazio Luigi Nieri. L'amministrazione regionale "in questi mesi ha lavorato per il rilancio dell'indotto di Fiumicino. Per il progetto di rilancio del settore manutentivo si possono inoltre utilizzare le risorse comunitarie nell'ambito della programmazione 2007-13. Bisogna puntare su azioni di sviluppo del settore e non perseguire scelte di breve respiro".

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Il blitz di Prodi manda Veltroni fuori pista (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 102 retroscena Il blitz di Prodi manda Veltroni fuori pista Retroscena --> ROMA Il vascello elettorale di Walter Veltroni sembra essersi improvvisamente incagliato sugli scogli del caso Alitalia. Il tentativo del governo di salvare il salvabile, attraverso il via libera all'offerta di Air France, si scontra con l'ostilità dell'opposizione di centrodestra e della Sinistra arcobaleno che accusa Prodi di "scelte avventuriste" (Manuela Palermi) e chiede un supplemento di trattativa (il ministro Paolo Ferrero). Così, il tentativo del segretario del Pd di spostare l'attenzione sulle migliaia di lavoratori che rischiano il posto di lavoro ("è gravissimo dire che Alitalia può fallire") non è riuscito a trovare un varco nel muro delle diffidenze e dei sospetti di chi teme una svendita della compagnia di bandiera ai francesi (Forza Italia per bocca di Maurizio Lupi): tanto più che in giornata il presidente di Air France Jean-Cyril Spinetta ha gelato i sindacati sottolineando di non essere obbligato a comprare, in altre parole di non sentirsi vincolato a una trattativa senza le garanzie minime richieste d'Oltralpe. In realtà, Veltroni cammina sul filo del rasoio: appoggia il negoziato impostato dal governo (il quale ha chiesto alla Sea di ritirare la richiesta di indennizzo contro Alitalia), ma tenta di non perdere i collegamenti a sinistra, anche perché la trattativa appare complessa e dagli esiti tutt'altro che scontati. Non a caso Antonio Di Pietro sostiene che Prodi e il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa non avrebbero dovuto nemmeno avviarla essendo dimissionari. Si ripropone per questa via la dicotomia che contrassegna tutta la campagna democratica: un programma nuovo che superi l'esperienza dell'Unione senza sconfessare apertamente la vecchia formula ulivista prodiana. La vicenda Alitalia piove tra le gambe del candidato premier democratico senza che sia ancora chiara la direzione di marcia e l'unica consolazione è il no comment di Silvio Berlusconi, il quale sa benissimo che riaprire la gara per la vendita potrebbe risultare impossibile per mancanza di tempo (la compagnia di bandiera ha le casse ormai vuote). Con una battuta, Gianfranco Fini dice che Veltroni deve stare attento a non parlare troppo del governo, altrimenti gli sgonfiano le ruote del pullman. Ma si capisce che non si possono lasciare gli elettori senza una risposta su uno dei pochi temi concreti sui quali si sviluppa il confronto elettorale. L'altro è il costo della politica, un fronte da sempre caro al leader del Pd. La sua proposta di tagliare gli stipendi dei parlamentari anche in questo caso è finita sotto il fuoco incrociato di sinistra e destra. La prima invita il sindaco di Roma a non imbracciare la bandiera del facile populismo (Giovanni Russo Spena, Angelo Bonelli) perchè il problema è serio e merita ben altri approfondimenti. Fini, invece, ritiene di aver colto l'avversario "con il sorcio in bocca" in quanto - spiega il leader di An - Veltroni è un ex deputato di 52 anni che percepisce una pensione di oltre 5.000 euro al mese. Soldi devoluti a cause di bene, ribatte Veltroni sottolineando la "caduta di stile" del suo avversario. Ma anche Pier Ferdinando Casini accusa di ipocrisia il segretario democratico: il Pd, dice infatti, non ha appoggiato l'emendamento proposto da Cdl e sinistra radicale alla Finanziaria che tagliava gli stipendi dei parlamentari. Una considerazione alla quale i democratici replicano brandendo il disegno di legge sui tagli dei costi della politica varato dal governo Prodi. Il rapporto tra denaro e politica, dunque, resta un tema sostanzialmente irrisolto alla radice di molte divisioni.

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Alitalia, è subito muro contro muro (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 102 Alitalia, è subito muro contro muro No dei sindacati. Air France: non siamo obbligati a comprare --> No dei sindacati. Air France: non siamo obbligati a comprare Il piano di Air France non piace ai sindacati di Alitalia e la trattativa parte malissimo. Spinetta avverte: non siamo obbligati a comprare. ROMA Comincia in un forte clima di tensione il primo faccia a faccia di Air France-Klm con i sindacati di Alitalia. Ritardato da tafferugli fuori dal centro direzionale della Magliana, tra lavoratori della manutenzione pesante dell'Atitech di Napoli e le forze dell'ordine, è stato segnato da un muro contro muro l'avvio della prima presentazione ufficiale ai rappresentanti delle nove sigle sindacali e professionali di Alitalia di numeri e prospettive dell'offerta per l'acquisizione dell'ex compagnia di bandiera. Precipitata ieri in Borsa (-29,4% a 0,27 euro), Alitalia, anche dopo il crollo di lunedì, ha bruciato metà della sua capitalizzazione avvicinandosi ai 10 centesimi messi sul piatto da Air France-Klm. IL MONITO "Non siamo certamente obbligati a comprare" avverte subito il numero uno del colosso franco-olandese Jean Cyril Spinetta che ha posto il via libera dei sindacati per un accordo fra le condizioni per chiudere l'operazione. Il grande negoziatore spiega che "non esiste alcuna attività di servizio che possa avere successo senza l'adesione dei lavoratori", precisando che il piano per acquisire Alitalia "può sembrare doloroso" ma "sarà un successo". Ma le cifre che poi illustra su esuberi e ridimensionamento del perimetro del gruppo italiano non convincono affatto i sindacati. E l'incontro viene sospeso. Air France-Klm ha chiesto di riprendere oggi ma in assenza di maggiori margini di trattativa per i sindacati è inutile proseguire. IL CASO MALPENSA Sul percorso minato verso un accordo tra Air France-Klm e Alitalia, intanto, è scontro fra governo e Sea su Malpensa. Non è sufficiente la sigla dell'accordo tra Governo, sindacati, Regione Lombardia, Province di Milano e Varese, e Sea sulla realizzazione del programma di gestione della crisi occupazionale di Malpensa con cui, ha spiegato il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, "il Governo onora l'impegno assunto con i lavoratori della Sea di garantirne la continuità del reddito e dell'occupazione" a fronte del taglio da aprile dei voli di Alitalia per favorire la positiva conclusione dell'accordo con Air France-Klm. L'Esecutivo ha chiesto alla società di gestione aeroportuale degli scali milanesi di ritirare il ricorso per risarcimento danni da 1,25 miliardi di euro: richiesta respinta con la spiegazione che l'azione legale è "un atto dovuto" a tutela di azienda, lavoratori e azionisti. La Sea si è detta, però, "disponibile a valutare proposte di definizione anche stragiudiziale della vertenza" attraverso "una rapida ed efficace rinegoziazione degli accordi bilaterali internazionali" da parte del governo, "per consentire un incremento" di traffico intercontinentale su Malpensa e parità di accesso intercontinentale fra Milano e Roma. TAGLI PESANTI La conferma di 1.600 esuberi per Alitalia Fly (500 piloti, 600 assistenti di volo e 500 dipendenti di terra) ha irritato in particolare i piloti per l'azzeramento del Cargo. Ma anche le sigle sindacali che rappresentano le attività di terra di Alitalia Servizi hanno respinto il piano che prevede il rientro in Alitalia di circa 3.200-3.300 dipendenti su un totale di 7.600. È stato infatti confermato che a Air France-Klm interessano solo parti della manutenzione e dei servizi aeroportuali. Per i lavoratori di Atitech, ha assicurato il numero di Alitalia, Maurizio Prato, "non sono previsti licenziamenti ma soluzioni non traumatiche". Dunque la prospettiva per le attività che non rientrano nel perimetro di Alitalia (anche amministrazione, call center, information technology) è di finire sotto l'ala di Fintecna, la finanziaria di Stato che nel progetto di Air France-Klm avrebbe la maggioranza dall'attuale 49,4%.

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"risarcimento e rotte sbloccate per ritirare la causa su malpensa" - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia I francesi Il presidente della società dello scalo lombardo apre uno spiraglio sul ricorso da 1,25 miliardi "Risarcimento e rotte sbloccate per ritirare la causa su Malpensa" Bonomi (Sea): pronti a un passo indietro, ma non gratis Anche Air France nella sua offerto di acquisto ha indicato il percorso della transazione. Se arriva una proposta decidiamo in breve ETTORE LIVINI MILANO - La Sea apre uno spiraglio al governo e pone due condizioni per rinunciare alla maxi-causa da 1,25 miliardi intentata ad Alitalia per l'addio a Malpensa. "Mettiamo le cose in chiaro ? spiega il numero uno del gestore degli aeroporti milanesi Giuseppe Bonomi ?. Romano Prodi mi ha chiesto di ritirare la richiesta di danni spiegandomi che il governo non è in grado di farsi carico del procedimento garantendo Parigi. Noi però non possiamo certo fare un passo indietro gratis. La causa è un atto ponderato e dovuto, a tutela dell'azienda, dei soci e dei lavoratori. Ma c'è un'altra strada per risolvere questo problema...". E quale sarebbe? Di tempo non ce n'è molto visto che Spinetta chiede certezze entro il 31 marzo. "Il percorso l'ha indicato Air France nella sua offerta d'acquisto: l'ipotesi di una transazione. Se ci arrivasse una proposta seria noi saremmo in grado di valutarla in tempi strettissimi, anche in via stragiudiziale e prima di fine marzo". Cosa chiedete in cambio? "Che Malpensa non paghi di tasca sua i conti delle inadempienze di Alitalia e che le siano garantiti gli strumenti per tornare a svilupparsi" Detto in soldoni? "Vogliamo in ogni caso un risarcimento. Se Alitalia ci dà una mano a ridimensionarne le conseguenze del suo addio può essere rivisto rispetto alle richieste iniziali. Il grosso delle nostre pretese, infatti, si riferisce ai danni "futuri". Poi chiediamo una cosa semplice: una rapida revisione degli accordi bilaterali che ci consenta di aprire nuovi voli intercontinentali da Malpensa e la garanzia di una parità d'accesso da Milano e Roma. Il mio timore è che Parigi pretenda di ereditare quella politica di tipo protezionistico garantita ad Alitalia negli ultimi 20 anni. Giustificata quando il governo era azionista. Ora non più. Senza diritti di traffico Malpensa non attirerà mai un nuovo vettore di riferimento". Avete già una lista di trattati da rivedere? "Certo. Quelli relativi ai paesi dove abbiamo già richieste in liste d'attesa. Le faccio l'elenco. Emirates vuole raddoppiare da 7 a 14 le frequenze settimanali con gli Emirati, El Al quelle per Israele, Belavia vuole andare a Minsk, Malaysia vuole aprire 7 voli per Kuala Lumpur, Cathay e Oasis altrettanti per Hong Kong, Korean e Asiana 7 per Seul, Biman per il Bangla Desh. E vuole sapere qual è il problema? Che io non posso aprire queste sette rotte perché mancano gli spazi nei trattati bilaterali. Poi ci sono richieste di vettori italiani ? Air Italy, Blue Panorama, Eurofly e Neos ? per Argentina, Brasile, Egitto, Giappone, Ghana, Nigeria, Russia, Venezuela. Si risolvano queste priorità e Sea valuterà che fare della sua causa ad Alitalia". Il Governo però sostiene di aver già fatto la sua parte garantendo gli strumenti per affrontare la crisi. Non vi basta? "La crisi non è colpa nostra. Dipende da fattori esterni. Noi abbiamo solo chiesto gli stessi strumenti che tutti, Alitalia in primis, utilizzano da anni. E non per espellere lavoratori ma per affrontare un periodo difficile che ci auguriamo di breve durata e da cui contiamo di uscire con le nostre forze". Qualcuno vi accusa di mettere a rischio la sopravvivenza della compagnia di bandiera e il lavoro di migliaia di persone... "è un'accusa risibile. La causa Sea è solo una delle nove condizioni imposte da Parigi. O l'hanno sottovalutata prima o non si tiene conto del fatto che Parigi ha messo sul piatto una proposta con vincoli impressionanti. Se all'inizio della procedura di vendita fossero state garantite le condizioni che si offrono oggi ad Air France, sono certo che ci sarebbero stati molti altri operatori pronti a rilevare la Magliana" Quanto costa alla Sea l'addio di Alitalia? "Un buco di 70 milioni l'anno nei conti, più un danno massimo occupazionale di 900 lavoratori, sulla base del vecchio piano. Il nuovo è ancora peggiore visto che è arrivata la ciliegina sulla torta della chiusura del cargo. Un danno clamoroso per il sistema produttivo italiano e per la competitività delle nostre imprese". Malpensa tornerà ad essere un hub? "Mi auguro di sì. Ma servono due cose: i diritti di traffico e l'ok del governo a una riorganizzazione dell'aeroporto di Linate. Anche qui ho un gran timore. Alitalia pochi mesi fa ha posto i tagli a Linate come condizione per restare a Malpensa. Adesso temo che Air France tiri in direzione opposta. Potenziare Linate per tarpare di nuovo le ali a Malpensa".

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E la mossa di cgil, cisl e uil spiazza il pd - goffredo de marchis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il partito di Veltroni vuole evitare di forzare la scelta a favore dei francesi: "Ora serve una soluzione bipartisan" E la mossa di Cgil, Cisl e Uil spiazza il Pd Il "loft" spinge per il dialogo: "Non possiamo restare con il cerino acceso in mano" GOFFREDO DE MARCHIS ROMA - "Certo, l'offerta di Air France è particolarmente dura. Mai come in questo momento c'è bisogno di una scelta condivisa, centrodestra e centrosinistra devono decidere insieme". Walter Veltroni non nasconde la sua preoccupazione per la vicenda Alitalia, che è drammatica di suo e s'incrocia con la campagna elettorale. Ecco perché soprattutto oggi e in questo particolare passaggio vale la pena spendere la parola dialogo, puntare a una via d'uscita bipartisan. Per il Partito democratico, partito di governo ma che vuole essere nuovo rispetto all'esperienza Prodi, c'è un doppio problema da fronteggiare: il ridimensionamento di Malpensa (con i voti del Nord in ballo) e le condizioni per l'acquisto poste dal gruppo franco-olandese che vengono respinte dai sindacati, compresi quelli vicini al Pd, e coinvolgono migliaia di lavoratori. Dunque, la parola d'ordine per il momento è fare finta di niente anche quando il Popolo delle libertà cavalca strumentalmente il no ad Air France. Su Alitalia è necessario cercare davvero un confronto con il Pdl, proprio come si fa o si dovrebbe fare sulle riforme istituzionali e la legge elettorale. Il responsabile economico del Pd Giorgio Tonini infatti ragiona sul futuro: "Noi potremmo dire che il buco dell'Alitalia è cresciuto proprio durante gli anni del governo Berlusconi e lo sappiamo bene. Che di Malpensa Formigoni e i sindaci di Milano si accorgono soltanto adesso. Ma il punto oggi è: cosa facciamo, tutti insieme, della compagnia di bandiera?". La posizione di Veltroni, prima del via al tavolo con il presidente di Air France Spinetta e i sindacati, era chiara: sì alla vendita ai francesi, fare di Malpensa un secondo hub italiano, evitare a tutti i costi il fallimento di Alitalia. Ma ora le sigle dei lavoratori sono scese sul piede di guerra, attaccano il governo e Tonini ammette che il progetto con cui Air France si è presentata nella sede della compagnia "complica la situazione". "Non possiamo forzare una scelta su Air France contro la metà del Paese", spiega Tonini che ricorda anche la particolarità del momento. "Il governo è in carica e ha lavorato a lungo su questa trattativa, ma non ha la fiducia delle Camere". Ora che si profila il niet dei sindacati (e fra le sigle alcune hanno come riferimento il Partito democratico, a cominciare dalla Cgil) il tema diventa ancora più caldo. Per questo Veltroni teme che si voglia "lasciare il cerino" in mano al Partito democratico. E si appella perché "non si cavalchi in maniera cinica una questione delicatissima". Ma la posizione di Berlusconi qual è? Per dialogare bisognerebbe cominciare da lì. Lo spiega a muso duro Achille Passoni, segretario confederale della Cgil e candidato in posizione sicura per il Pd in Toscana (l'altro cigiellino nelle liste Democratiche è Paolo Nerozzi). "Non vengano a chiedere il senso di responsabilità solo al sindacato. Lo devono dimostrare tutti, l'azienda e i lavoratori", dice Passoni. Da sindacalista Passoni osserva che "il ricatto di Air France è altissimo". Da futuro deputato ammette l'utilità di un tavolo, capisce che per Alitalia la soluzione passa per un accordo bipartisan, che non spacchi la politica e il Paese. "Ma Fini e la Lega - aggiunge - fino a poche ore fa sostenevano tesi opposte. E soprattutto non abbiamo ancora capito come la pensa Berlusconi".

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I sindacati a air france: tagli inaccettabili spinetta: non obbligati a comprare alitalia - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 19-03-2008)

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Economia I sindacati a Air France: tagli inaccettabili Spinetta: non obbligati a comprare Alitalia Lite su 2.200 esuberi e su Az Servizi. Trattativa sospesa. Crolla il titolo:- 31% Incerto il futuro dei 4.500 della manutenzione. Atitech, tafferugli con la polizia LUCIO CILLIS ROMA - Blindati, forze dell'ordine in tenuta antisommossa e tafferugli che provocano un ferito tra i 500 lavoratori accorsi con fischietti, striscioni e tamburi sotto la sede di Alitalia. La trattativa tra i vertici di Air France e i sindacati di categoria, comincia nel peggiore dei modi. Dopo 5 ore di confronto le parti sono rimaste sulle posizioni iniziali. Alle 22, manager francesi e sindacalisti si sono lasciati senza fissare un nuovo appuntamento utile per proseguire nel difficile negoziato. Il presidente di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, punta ad incassare il fondamentale via libera dei lavoratori in tempi brevissimi, mentre le nove sigle sindacali di Alitalia, dopo mesi di attesa chiedono un confronto più ampio. Il dialogo è dunque sospeso. Potrebbe riprendere oggi se dovesse giungere dai francesi un segnale di apertura sui 2.200 esuberi annunciati, sui 5 mila dipendenti che saranno costretti a passare sotto l'ala di Fintecna con un contratto di lavoro di 4 anni più 4, e se ci saranno passi indietro sulla chiusura del cargo. Il nuovo volto di Alitalia, con questi numeri sarà quello di una compagnia molto più leggera, con 11mila dipendenti (sui 18mila di oggi), 137 aerei (50 in meno rispetto ad oggi), nessun servizio merci e il progressivo ridimensionamento dei servizi di manutenzione pesante degli aerei, per anni fiore all'occhiello della compagnia di bandiera. I sindacati chiedono a questo punto un intervento forte del governo che ieri ha tra l'altro dato il via libera agli ammortizzatori sociali per i lavoratori della Sea. Prodi ha contestualmente messo sul tavolo milanese, la richiesta di "ritirare" la citazione per danni da 1,25 miliardi contro Alitalia. La soluzione di questo contenzioso è infatti uno dei paletti posti dai francesi sul percorso del matrimonio con Alitalia. Ma nei prossimi 12 giorni si decideranno le sorti di 18mila famiglie e la premessa fatta ieri da Spinetta ai sindacati, è netta: "Non siamo qui per acquisire Alitalia, ma per verificare la possibilità, insieme con il personale, di partecipare alla creazione di un grande gruppo di dimensioni mondiali". Spinetta, nel corso dell'incontro ha descritto ai rappresentanti nazionali delle principali organizzazioni (Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Up, Avia, Anpac, Anpav, Sdl) il "quadro competitivo mondiale" che obbliga tutti i vettori al "consolidamento" anche al fine di "salvaguardare i posti di lavoro su un mercato sempre più concorrenziale". In questo difficile contesto, "la proposta offre - per Spinetta - una reale prospettiva di futuro e di rilancio". Ma il giudizio di tutte le sigle, con qualche sottile distinguo, è negativo. Oggi sono previsti degli incontri in Fintecna coi manager francesi, mentre i sindacati attendono un segnale chiaro da Spinetta. Che potrebbe restare ancora per 24 ore a Roma e decidere di aprire qualche spiraglio in una trattativa tutta in salita destinata a proseguire dopo Pasqua.

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Veltroni contro la moratti: "parole gravi" - aldo fontanarosa (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 19-03-2008)

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Economia Berlusconi: la nostra posizione è nota a chi conduce la trattativa. Il governo: dal Pdl nessuna comunicazione Veltroni contro la Moratti: "Parole gravi" Fini: aumentano le ombre. Bersani: se la vendita salta, la compagnia aerea collassa ALDO FONTANAROSA ROMA - Sostenere che Alitalia può anche fallire e che il suo crollo non sarebbe di per sé "una catastrofe", come ha fatto Letizia Moratti nell'intervista a Repubblica di martedì, "è una cosa gravissima". "Non sono affatto d'accordo con il sindaco di Milano", dice Walter Veltroni, "perché qui ci sono in ballo migliaia di posti di lavoro". Veltroni quindi si augura che la Sea (società che gestisce Malpensa, controllata dal Comune di Milano) rinunci alla causa da 1,25 miliardi contro Alitalia, accusata di voler penalizzare l'aeroporto lombardo. La causa è un enorme ostacolo alla vendita di Alitalia ad Air France. E se la vendita salta", spiega il ministro Bersani, "si determina un solo effetto: il collasso della compagnia aerea, il suo effettivo fallimento". Il rischio, in verità, non spaventa troppo due altri ministri: Antonio Di Pietro dice che "un governo in scadenza non dovrebbe decidere", mentre Bianchi (Trasporti) accusa ora Air France di dettare "clausole vessatorie", inaccettabili. In questo nuovo scenario, che cosa pensano i capi del Popolo del Libertà? Tre giorni fa, da Catanzaro, Fini aveva aperto ad Air France. Il suo parere sulla trattativa era "tendenzialmente positivo". Ieri invece l'ex ministro degli Esteri ha scelto il fronte del no: "Aumentano le ombre. Air France offre appena 10 centesimi per azione di Alitalia contro i 35 ipotizzati a dicembre; gli esuberi salgono a 7.000, mentre il piano di rilancio della nostra compagnia è scarso. Ha ragione la Cisl: il governo porta avanti la trattativa in modo demenziale". E se lo stop della Lega resta scontato ("Air France valuta Alitalia 130 milioni", dice Calderoli, "la metà del costo di un jumbo"), Berlusconi si ritrova al centro di un giallo. A ora di pranzo, il Cavaliere rifiuta ogni commento sul caso "perché - spiega - non ho letto i giornali". In serata poi assicura di aver comunicato le sue idee, ma in via riservata, "a chi porta avanti le trattative". Palazzo Chigi precisa di non aver ricevuto alcun segnale. Resta agli atti che il capo del Popolo delle Libertà non ha espresso un no alla trattativa con i francesi, almeno in pubblico. Se questa scelta del Cavaliere può essere letta come una apertura ad Air France, lo si capirà nelle prossime ore.

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La crisi di alitalia - piero ottone (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 19-03-2008)

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Commenti La crisi di alitalia PIERO OTTONE L'Alitalia procede, barcollando, verso il suo destino, e anche se non è detta l'ultima parola, pare che sarà un destino francese. Non avremo più la Compagnia di Bandiera, dunque? Pazienza: potremo vivere lo stesso. Ma quel che più ci ferisce è il modo umiliante, terribilmente umiliante, in cui si svolgono questi ultimi atti. Da una parte i francesi, i cugini francesi, tranquilli, sicuri di sé, padroni della situazione, giocano le loro carte, senza scomporsi. Dall'altra parte, dalla nostra, gemiti, accuse, improperi: tutti i segni dell'impotenza. Dice Roberto Formigoni, presidente della Lombardia: "Le Forche caudine al confronto sono state una passeggiata". Aggiunge, riferendosi ai francesi: "Chiedono anche i soldi per portare via il cadavere". Dice Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl: "Il governo ci ha consegnati nudi a questa trattativa. Dal governo c'è stato un comportamento inqualificabile ed equivoco. Air France cede all'Italia una presenza misera nel consiglio di amministrazione della holding, un solo posto. Prende tutta la polpa, le infrastrutture, le tratte, e lascia quello che non le conviene alle partecipazioni statali italiane". Epilogo umiliante, dunque. Ma la colpa non è dei francesi. La colpa è nostra. Bisogna avere il coraggio di dirlo, chiaro e tondo: è colpa nostra se la compagnia di bandiera si è ridotta in questa situazione. E' colpa, per essere più precisi, della politica, in particolare di certe formazioni politiche vicine all'Alitalia; e di alcune rappresentanze sindacali, che hanno difeso a oltranza situazioni di privilegio, sicure che qualcuno, alla fine, avrebbe pagato il conto. Qualche cenno sul passato. Alitalia era una compagnia come tante altre; forse anche più simpatica di altre, sotto certi aspetti, grazie al genio italico. Poi sono venuti anni di crisi: sono venuti per tutti, non solo per noi. Problemi di costi, problemi di concorrenza. Sono comparse le low cost, grazie a un geniaccio irlandese e a qualcun altro come lui. E varie compagnie aeree tradizionali, non solo la nostra, sono entrate in difficoltà: in Svizzera, in Belgio, negli Stati Uniti, altrove. Ma quando è venuta la crisi si sono presi dappertutto provvedimenti drastici: fino al fallimento, come in Svizzera. E si sono messe insieme le forze disponibili, in armonia e non lottando gli uni contro gli altri col coltello fra i denti, per strappare e conservare privilegi. Dopo la crisi è venuta la rinascita. Da noi no: da noi sono continuate le guerre a oltranza, le intransigenze. Esuberi ? E' ovvio che ci sono esuberi, ma da noi non si è consentito di trarne le conseguenze: col risultato che adesso provvederanno altri. Privilegi ? Guai a chi li tocca. Ancora adesso, con l'acqua alla gola, nudi alla trattativa come dice Bonanni, c'è chi parla il linguaggio di sempre. Sentite: "Si punta alla mortificazione dell'azienda. Se il documento firmato dal consiglio di amministrazione dell'Alitalia non dovesse cambiare, noi piloti non firmeremo alcun accordo. Anzi, saremo pronti allo scontro". Così parla Fabio Berti, rappresentante dei comandanti. Ma quale scontro, se presto mancheranno i soldi per gli stipendi? Bisogna dunque avere il coraggio di dirlo. L'azienda Alitalia è mortificata, è vero. Ma l'ha mortificata questo linguaggio, questa mentalità. In altri paesi, di fronte alla crisi grave di un'azienda, tutte le forze in campo, politiche e sindacali, rappresentanti dirigenti e prestatori d'opera, hanno lavorato insieme, con buona volontà, con umiltà, per venirne a capo. Da noi, guerre, minacce, ultimatum, improperi. Soprattutto intransigenza. I francesi, intanto, si prenderanno Alitalia per quattro soldi.

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Cessna: condannato ma senza colpa (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 19-03-2008)

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Cronaca di Cagliari Pagina 1021 Uomo radar Cessna: condannato ma senza colpa Uomo radar --> È sorpreso ma sereno il tenente colonnello Bruno Scatena, e aspetta di leggere le motivazioni della sentenza che lo ha condannato a due anni insieme al maresciallo Antonio Caponigri (disastro colposo e omicidio colposo plurimo) per capire "che cosa il giudice abbia individuato di non corretto nel nostro operato". Il giorno dopo il verdetto che ha messo fine al processo di primo grado sull'incidente aereo costato la vita all'équipe dei trapianti del Brotzu e a tre piloti, all'alba del 24 febbraio 2004, gli uomini-radar di Decimomannu dicono quel che lunedì mattina traspariva chiaramente dai loro volti: non se lo aspettavano. "Abbiamo rispettato norme, leggi e regolamenti", dice Scatena, "sono in pace con me stesso. Mi dispiace molto per le vittime e per i loro parenti che sicuramente stanno peggio di me, e io davanti a tragedie come quella non ho parole, ma non vorrei pagare colpe di altri. Se fosse stata colpa nostra, diretta o indiretta, ce ne saremmo accorti subito. Noi invece abbiamo semplicemente autorizzato il volo a vista - procedura normale - a un aereo-ambulanza: non sapevano trasportasse un cuore, per noi poteva esserci un malato grave a bordo. Quando il pilota ha detto di essere in grado di separarsi dagli ostacoli perché non gli avremmo dovuto credere? Del resto il nostro radar non vedeva il Cessna perché, e lo avevamo segnalato più volte, in quella zona il segnale andava e veniva. Che il pilota non potesse vedere l'aeroporto lo si è saputo dopo, quando è stato rifatto un volo nelle stesse condizioni climatiche, ma io come facevo a saperlo? I piloti sono professionisti e non devono essere guidati da noi come dei ciechi, se dichiarano di avere il campo in vista non possiamo metterlo in dubbio. Anche i consulenti tecnici, professionisti super esperti nel settore, hanno certificato che il nostro operato è stato conforme alla normativa. Per questo la sentenza mi lascia da un lato deluso dall'altro perplesso, e con me i controllori civili e militari di tutta Italia. Non abbiamo più certezze, come dobbiamo operare d'ora in avanti visto che se applichiamo le norme possiamo incappare in guai giudiziari in caso di incidente?". Ricorda bene il giorno della sciagura il tenente colonnello Scatena: "Avevamo appena affidato il Cessna alla torre di controllo di Elmas, nel frattempo stava arrivando il postale Alitalia da Alghero, era alto e ci chiedeva di scendere, allora abbiamo chiesto a Elmas dove si trovasse il Cessna e abbiamo saputo che il bireattore non rispondeva. Sono entrato in frequenza al posto di Caponigri, ho tenuto alto il postale e poiché Elmas ripeteva di non aver notizie ho pensato fosse successo qualcosa di grave". M. F. CH.

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Il titolo sprofonda-29,43% a 0,276 euro (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

In borsa Roma. I titoli Alitalia hanno continuato ad affondare anche ieri a Piazza Affari dopo la notizia che l'offerta pubblica di scambio dei francesi valorizza le azioni della compagnia italiana poco meno di 10 centesimi. Dopo aver trattato in calo di oltre il 15%, Alitalia è stata sospesa per eccesso di ribasso e, in chiusura di seduta, è andata direttamente in asta, chiudendo in calo del 29,43% a 0,276 euro. Dal lancio dell'offerta AirFrance-Klm, avvenuto nel week end, il titolo ha perso il 49,4%. Gli scambi ieri, nonostante numerose sospensioni per scostamenti eccessivi del prezzo sui valori di controllo, sono stati ancora più vivaci di ieri: 68 milioni di pezzi scambiati a fronte dei 44 milioni di ieri e dei 7 milioni della media giornaliera dell'ultimo mese. Per il quotidiano francese Le Monde Air France-Klm "è generosa per Alitalia". Secondo il giornale l'offerta del gruppo franco-olandese "è in effetti più costosa di quanto non sembri". Le Monde rileva come Air France-Klm si faccia avanti nel momento in cui la sua "capitalizzazione di borsa si è ridotta del 60% in nove mesi". "Si poteva pensare - aggiunge - che il gruppo franco-olandese avesse altro a cui pensare che acquistare un rivale in fallimento in un contesto politico alquanto teso", ma "a torto". "La sola alternativa per Alitalia sarebbe portare i libri in tribunale". 19/03/2008.

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Tutti contro Prodi: Pdl e ministri dell'Unione (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 19-03-2008)

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Il mondo politico Dopo i tentennamenti iniziali Fini cambia idea e il centrodestra fa quadrato. Critici anche Di Pietro e Bertinotti 19/03/2008 Roma. Alitalia: è bufera sul governo. Dopo il disco verde del Tesoro alla proposta di Air France, la compagnia di bandiera vive un'altra giornata campale non solo a Piazza Affari dove il titolo precipita e alla Magliana dove i sindacati intavolano una trattativa in salita con Jean-Cyril Spinetta. Anche i palazzi della politica ribollono. La decisione del governo finisce nel mirino del Pdl, con Silvio Berlusconi che parla di uno "smacco per il Paese" e la Lega che bolla come "inaccettabile" l'offerta di Air France. "Questa è la posizione di tutta la coalizione e del Pdl", osserva il leghista Roberto Calderoli, reduce da un vertice a palazzo Grazioli con Berlusconi e An. Berlusconi e i suoi alleati serrano i ranghi, dopo le incertezze dei giorni scorsi, anche perché nel frattempo il sindaco di Milano, Letizia Moratti, azionista di Malpensa attraverso la Sea, attacca e non cede di fronte alla richiesta del governo di rinunciare all'indennizzo di 1,2 miliardi chiesti per i danni causati dall'accordo con i francesi. Una mina vagante che rischia di mettere in fuga Air France, che potrebbe essere costretta a pagare dieci volta la somma investita per comprare Alitalia. Un'altra brutta grana per il premier uscente Romano Prodi, che non viene risparmiato dal fuoco amico di chi ancora siede nel suo governo. "Su una materia così delicata, un governo in scadenza non può decidere", tuona il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro. E anche Fausto Bertinotti non è tenero con il premier e con il ministro Tommaso Padoa-Schioppa: "No al taglio dell'occupazione. Non si può lasciare mano libera al compratore. Questa decisione deve essere messa in discussione", dice il presidente della Camera. "La proposta Air France non è accettabile. Penso che vada discussa e contrattata perché provoca esuberi non solamente alla Malpensa ma anche a Roma e a Napoli, aggiunge il ministro del Prc, Paolo Ferrero. Di Pietro scalpita e la sinistra si dissocia mentre Walter Veltroni attacca la linea dura della Moratti ("Alitalia? Può anche fallire") e Berlusconi, che fino a sera evita di prendere una posizione: "Non ho letto tutti i giornali", dice il Cavaliere all'ora di pranzo. "Il mio principale avversario, alle due del pomeriggio, non ha letto ancora i giornali", ironizza Veltroni. Ma non solo lo slalom di Berlusconi e del Pdl che irrita il leader del Pd. Veltroni si scaglia, soprattutto, contro chi, come la Moratti, preferisce il fallimento di Alitalia al piano di Air France che penalizza Malpensa. "Alitalia non deve fallire. Non c'è nulla di male che ci sia una partnership internazionale ma a due condizione: non ci deve essere un prezzo sociale troppo alto e bisogna discutere del destino di Malpensa". Già, il destino dello scalo milanese si intreccia con quello della compagnia a un passo dalla vendita. La Lega insiste nel chiedere una moratoria di tre anni dei voli su Malpensa che i francesi vogliono invece tagliare subito, e sparano a zero contro la scelta di Prodi. Anche Fi, con Renato Schifani, si associa alla richiesta di una moratoria. E Maurizio Lupi, sempre di Fi, non fa sconti: "Il governo ha svenduto l'Alitalia. E Air France compra a prezzi di saldo". In An c'è un cambio di rotta rispetto al sì iniziale di Gianfranco Fini al piano di Spinetta: "E' un errore vendere ad Air France", sostiene il candidato sindaco di Roma, Gianni Alemanno. "Formigoni e Moratti hanno ragione e fanno bene ad andare avanti con le loro richieste di risarcimento", aggiunge Andrea Ronchi, portavoce di An. L'indennizzo di 1,2 miliardi di euro, chiesto dalla Sea per complicare la vita e il bilancio ai francesi, è l'altro motivo di scontro in una giornata già costellata di furibonde polemiche. Il governo teme per la trattativa con Air France e fa pressing per convincere la società di Malpensa a sgombrare il tavolo dalla richiesta di risarcimento. "Siamo alla farsa finale. E l'ultimo atto è un governo che ricatta una società quotata per impedirle di avere un sacrosanto risarcimento", afferma Calderoli. "La Sea ora ha in mano il bandolo della matassa. Se vuole, può far fallire Alitalia: decida e se ne assuma la responsabilità. Ma non so quanto questo possa giovare allo scalo lombardo", replica il ministro dello Sviluppo, il Pd Pierluigi Bersani. In serata, il Pdl conferma la linea dura. Il Cavaliere dice no ad Air France. E Fini si associa. Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 19/03/2008.

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Sindacati furibondi, Air France frena (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Prima Pagina Pagina 2 Alitalia Sindacati furibondi, Air France frena Alitalia --> Esuberi Bocciato ieri dai sindacati il piano per il salvataggio di Alitalia. Intanto il presidente del gruppo Air France e Klm frena: nessuno ci obbliga a comprare. Gli esuberi sarebbero fra i 1600 e i 7000. Tafferugli a Napoli con la polizia. Il titolo crolla in Borsa. A PAGINA 2.

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Cesa: <Moderati cattolici con noi> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Cesa: "Moderati cattolici con noi" candidati alla camera: udc I centristi, in caso di pareggio al Senato, non saranno "la stampella di nessuno. Disponibili solo a intese per le riforme" 19/03/2008 Roma. "I moderati in Liguria voteranno per l'Udc". Il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa replica così all'offensiva messa in atto da Claudio Scajola, che in Liguria punta a svuotare il partito di Pier Ferdinando Casini, trasferendo voti e dirigenti nel Pdl. In Liguria teme che moderati e cattolici voteranno davvero per Berlusconi? "Tutti i sondaggi dicono che gli elettori moderati guardano con crescente attenzione alla proposta politica dell'Udc, e ciò vale in Liguria come nel resto del Paese. All'amico Scajola consiglierei quindi maggiore prudenza e meno ottimismo. Gli italiani stanno comprendendo sempre più che la nostra è una proposta di governo seria e concreta che guarda alle reali esigenze dei cittadini e individua possibili soluzioni ai problemi del Paese partendo dallo straordinario bagaglio culturale rappresentato dal cattolicesimo popolare. D'altra parte, come è ipotizzabile che un elettore moderato e d'ispirazione cristiana possa guardare con interesse a un agglomerato come il Pdl che si va spostando sempre più a destra?" Larghe intese o inciucio? Che farà l'Udc se al Senato Pdl o Pd non riusciranno a governare? "Per intanto noi svolgiamo la nostra campagna elettorale con grande determinazione incoraggiati dal crescente entusiasmo verso il nostro partito ed il suo candidato premier Pier Ferdinando Casini. Sul che fare dopo le elezioni, vedremo. Di certo non rappresenteremo la stampella di nessuno dei due grandi partiti qualora avessero bisogno del nostro sostegno per governare. Se invece si dovessero creare le condizioni per un governo delle larghe intese per affrontare con la necessaria rapidità i principali problemi che affliggono il Paese l'Udc non farà certamente mancare il proprio contributo. Ma, in ogni caso, non si deve trattare di pasticci" Si torna a parlare di pensioni: Berlusconi vorrebbe tornare allo scalone mentre Maroni parla di moratoria. Qual è la vostra ricetta? "Quello delle pensioni è un settore estremamente delicato che deve essere sottratto al rischio di continue modifiche normative a seconda di chi governa. In ogni caso, il sistema previdenziale deve tener conto del costante aumento della vita media evitando che il mantenimento dei genitori gravi in maniera intollerabile sulle giovani generazioni. Sul piano generale noi proponiamo di estendere ai lavoratori cosiddetti atipici una serie di tutele di carattere previdenziale che a tutt'oggi non li riguardano. Si tratta di proposte chiare che contrastano visibilmente con la preoccupante confusione che, su una questione così importante, regna all'interno dei due principali schieramenti" La bestia nera di Berlusconi rimane la par condicio, mentre per Casini i veri brogli sono ai danni dei partiti minori penalizzati in tivù. L'Udc cosa teme di più? "In tema di par condicio sia Veltroni che Berlusconi stanno dimostrando tutta la loro incoerenza, rimangiandosi ciò che avevano sostenuto anche nel recente passato. Per quanto ci riguarda, quello che maggiormente ci preoccupa è l'atteggiamento arrogante del Pdl e del Pd i quali, nell'ottica di una politica basata sul grande inciucio che è ormai sotto gli occhi di tutti, stanno tentando in tutti i modi di soffocare forze politiche come l'Udc che rappresentano vaste ed importanti aree culturali del Paese. In questo modo dimostrano in verità di temerci ma è assolutamente indispensabile non abbassare la guardia e spiegare agli italiani che il vero voto utile è quello dato ai programmi seri come il nostro e non agli slogan propagandistici destinati a lasciare il tempo che trovano". Alitalia: il governo è nella bufera sull'offerta Air France. Il Pdl è diviso . Cosa ne pensa l'Udc? "La questione dell'Alitalia si trascina ormai da molto tempo ed il suo aggravarsi è certamente anche colpa di tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi anni. Anche in questo caso, quello che oggi più inquieta è la grande incertezza che, sull'argomento, emerge all'interno del Pdl e del Pd. Da parte nostra ribadiamo una posizione chiara e netta: Alitalia deve stare sul mercato e non deve essere più assistita dallo Stato. Ed in ogni caso, il suo destino va tenuto del tutto separato da quello di Malpensa". Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 19/03/2008.

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I lavoratori dell'atitech a roma tafferugli con la polizia, due feriti (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina VII - Napoli I lavoratori dell'Atitech a Roma tafferugli con la polizia, due feriti Air France non acquisirà lo stabilimento Nuovo assetto per Az Servizi Prato, presidente Alitalia: "Nessun licenziamento ma solo soluzioni non traumatiche" Air France intende acquisire solo alcune delle attività di Az Servizi del Gruppo Alitalia, e in particolare quelle che riguardano la manutenzione leggera e parte dei servizi di handling aeroportuale. Restano escluse le altre attività tra cui quelle di manutenzione pesante degli stabilimenti Atitech di Napoli. I timori della vigilia sono stati confermati. Questo è in sostanza l'esito della riunione che si è tenuta a Roma tra Air France e i sindacati, funestata anche da scontri tra polizia e lavoratori dell'Atitech di Napoli che manifestavano davanti alla sede dell'Alitalia, alla Magliana. Nell'impatto con le forze dell'ordine in assetto antisommossa, sono rimasti feriti due operai: Antonio Di Somma, delegato sindacale dell'Ugl, colpito alla testa da un manganello, sei punti di sutura e un altro che ha avuto il setto nasale fratturato. Da Napoli sono arrivati lavoratori rappresentati da tutte le sigle sindacali del settore trasporti della Campania, circa 600 persone, con autobus e auto private. L'allerta delle forze dell'ordine nella capitale era già alta, tanto che, come hanno riferito i manifestanti, "ci attendevano per scortarci, allo svincolo del raccordo anulare". Per i lavoratori dell'Atitech di Napoli non ci saranno licenziamenti, ma solo soluzioni non traumatiche, avrebbe detto il presidente di Alitalia, Maurizio Prato. Dichiarazioni che non sembrano sufficienti per scacciare le forti preoccupazioni dei dipendenti. Andrea Cozzolino, assessore regionale alle Attività produttive della Campania, ha dichiarato: "Sono con i lavoratori Atitech di Napoli. è sacrosanta la battaglia che in queste ore stanno conducendo per difendere un sito industriale di assoluta eccellenza in Italia nel campo della revisione e della manutenzione degli aeromobili e dei componenti aeronautici. Intendiamo seguire ora per ora la trattativa e il confronto anche attraverso un tavolo permanente con tutte le organizzazioni sindacali". Anna Rea, segretario generale della Uil Campania, Luigi Simeone, segretario generale della Uil Trasporti e Antonio Foccillo, segretario confederale della Uil nazionale affermano che la trattativa tra Alitalia e Air France-Klm "non si potrà chiudere facendo pagare un prezzo pesante ad una realtà economica e produttiva già fortemente in difficoltà come quella campana, attraverso il ridimensionamento di un settore attivo e prolifico sul territorio e senza prospettive chiare per gli oltre 700 lavoratori dell'Atitech e dell'Az Servizi". Secondo i sindacati, le parole di Spinetta, ad di Air France, non lasciano prevedere nulla di buono per l'azienda napoletana. "Hanno parlato di 2200 esuberi" riferisce Antonio Cepparulo della Filt Cgil "e di 4300 lavoratori fuori dal perimetro del Gruppo. Il problema di Napoli, hanno detto, intendono affrontarlo in modo specifico. Anche perché ci sarà una graduale fuoriuscita dell'MD80, uno dei due modelli di aerei di cui Atitech fa la manutenzione". Gli scontri sono cominciati quasi subito, "dopo 10 minuti dal nostro arrivo - racconta Pasquale Lione dell'Ugl - ci siamo messi davanti a loro e ci hanno colpiti con i manganelli. Non è mai successo in dieci anni nelle manifestazioni dell'Alitalia di essere aggrediti. Noi avevamo bandiere e fischietti, non mazze. Con le maestranze di Fiumicino, saremo stati circa 1200. Ci hanno trattato come se stessero arrivando dei pregiudicati. C'erano anche molte donne del Centro direzionale, altri della Magliana che sono usciti a solidarizzare". Il presidio è continuato fino a tarda sera. (patrizia capua).

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Malpensa, da lunedì cassa integrazione per 900 (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina V - Milano Malpensa, da lunedì cassa integrazione per 900 La cassa integrazione per la Sea, firmato l'accordo al ministero del Lavoro, partirà lunedì, una settimana prima del taglio dei voli Alitalia, per 900 dipendenti del gruppo, 350 della Sea e 550 di Sea Handling. Come chiesto dai sindacati interesserà a rotazione i dipendenti e sarà estesa a Linate. Ma il provvedimento riguarda i lavoratori a tempo indeterminato, 516 su circa 6000. BOLOGNINI E ROSSI ALLE PAGINE IV E V.

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Prove di matematica e inglese è caccia a un posto a bordo - luigi bolognini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina IX - Milano In palio 75 assunzioni Alle selezioni di Easyjet per 75 hostess e steward si presentano in 163 Prove di matematica e inglese è caccia a un posto a bordo Tra i requisiti vivere non lontano dallo scalo LUIGI BOLOGNINI E mentre a Malpensa Alitalia c'è, sì, ma forse no, Easyjet continua a crederci. Al punto da assumere assistenti di volo: 75 usciranno da una selezione in corso tra ieri e oggi, altri 75 arriveranno a maggio. "Per noi - garantisce Elisa Ravella, marketing manager per Italia e Grecia - l'aeroporto ha molto da dire. Entro fine 2008 raddoppieremo i nostri aeromobili, da 8 a 16, e ci serve personale". Così i sotterranei dell'hotel Ata di via Sturzo sono pieni di gente coi piedi per terra, ma che li vorrebbe in aria. Hanno partecipato alle selezioni - rispondendo a un bando sul sito Easyjet.com - in 163, età tra i 22 e i 35 anni, in media 25-26, un po' più femmine che maschi, bella o bellissima presenza. Quasi tutti del Settentrione, ma solo perché una delle condizioni del bando è la residenza a un'ora e mezza da Malpensa, per essere sempre reperibili. E tutti diplomati, anzi parecchi con la laurea, anche in materie bizzarre per chi vuol fare lo steward o l'hostess, tipo Filologia romanza e Marketing analitico. Uniti dalla passione per il volare e dalla voglia di girare il mondo, senza confini neanche mentali. "è un lavoro che si fa ancora per passione, questo - dice Vito, selezionato a suo tempo che ora la selezione la fa agli altri - In Inghilterra, dove vivo, è un modo per uscire dalla routine, dai ritmi di ufficio, il 9-5 orario continuato. Qui c'è ancora il mito del volo". Aggiungiamo che comunque i posti sono a tempo indeterminato, cioè ci si sistema a vita, guadagnando 1.600 euro lordi al mese, rimpolpabili con una percentuale sulle vendite di gadget e vivande a bordo e un'indennità che varia al variare della lunghezza dei voli. Si arriva sui 2mila euro netti, con 6 giorni di fila di lavoro e 3 di pausa più 34 giorni di ferie all'anno, e c'è di peggio nella vita. Sulla carta una selezione per 75 posti a cui partecipano in 163 non sembra durissima. Invece è impegnativa. Bisogna saper fare i conti (con la calcolatrice, sì, ma rapidissimamente) per quando a bordo si dovrà dare il resto nelle varie valute, parlare più lingue possibili, su tutte ovviamente l'inglese, che al concorso viene usato anche per le chiacchiere pre-esame, inscenare in gruppetti una simulazione delle manovre prima dell'atterraggio, descrivendosi a vicenda delle mappe senza mostrarle. E quando, nel pomeriggio, vengono letti i nomi di 30-40 persone che sono fatte accomodare fuori sembra quasi un reality: chi è uscito è eliminato, gli altri proseguono tra urla da stadio e risate. Oggi l'ultimo ostacolo, un orale, e poi benvenuti a bordo di Easyjet. Alla Malpensa.

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Sea, cassa integrazione da lunedì ferrero attacca padoa-schioppa - stefano rossi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina VIII - Milano Sea, cassa integrazione da lunedì Ferrero attacca Padoa-Schioppa "Inaccettabile la decisione del Tesoro su Air France" STEFANO ROSSI La cassa integrazione alla Sea è ufficiale. Ieri è stato firmato l'accordo al ministero del Lavoro, presenti la Regione e le Province di Milano e Varese. La cig partirà lunedì, una settimana prima del taglio dei voli Alitalia, per 900 dipendenti del gruppo, 350 della Sea e 550 di Sea Handling, la società di gestione dei servizi a terra. Come chiesto e ottenuto dai sindacati, interesserà a rotazione tutti o quasi i dipendenti e sarà estesa a Linate. Resta il fatto che la cassa riguarda i lavoratori a tempo indeterminato, non quelli assunti a termine, 516 su circa 6000. Al provvedimento sono destinati 18 milioni, prelevati dal fondo del ministero del Lavoro per gli ammortizzatori sociali in deroga. "Il governo onora l'impegno preso con i lavoratori Sea di garantire continuità di reddito e occupazione" commenta il ministro Cesare Damiano. Capitolo a parte sull'indotto. Il decreto Milleproroghe ha stanziato 40 milioni per il 2008 e altrettanti per il 2009 come "sostegno al reddito per le ristrutturazioni" delle imprese che vivono di aeroporto. Sulla ripartizione la trattativa deve ancora cominciare, i sindacati dovrebbero essere convocati in Regione (la data è da confermare) il 31 marzo. "Dovremo definire i settori e l'ambito geografico interessati - chiarisce Stefano Franzoni della segreteria confederale Uil - non vogliamo che tutti si iscrivano al club". Precedenza dunque alle attività dentro l'aerostazione, come bar, edicole, negozi. Fuori dall'aeroporto si deciderà caso per caso. Sì al comparto alberghiero varesino, "ni" a quello edilizio, se è vero che la costruzione del grande albergo davanti a Malpensa è confermata. "Non vorremmo che Formigoni allargasse le maglie", si preoccupa Flavio Nossa, segretario provinciale della Cgil varesina. Intanto l'assessore al Lavoro del Pirellone, Gianni Rossoni, già chiede più quattrini al governo "per integrare" gli 80 milioni concessi. "Il problema dell'indotto - ammette Roberto Rossi, segretario della Fit Cisl lombarda - è che non abbiamo idea delle sue esatte dimensioni". A Malpensa fa visita ai dipendenti Sea, ieri mattina, il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero che spara a zero sull'offerta Air France ("inaccettabile, riapriamo la trattativa"), ribadisce che la decisione di vendere ai francesi non è stata del governo ("non abbiamo mai votato") ma dell'azionista (il Tesoro) e, ammettendo che i destini di Alitalia e Malpensa sono ormai "separati", rimprovera la Sea per la richiesta di risarcimento all'Alitalia: "è Alitalia che dovrebbe chiedere i danni alla Sea. Politici e imprenditori del Nord fecero fallire l'accordo con Klm per indebolire Alitalia e aprire spazi ad altri". Walter Galbusera, segretario regionale Uil, si schiera con Letizia Moratti, maggior azionista di Sea in quanto sindaco di Milano: "La sua è una posizione condivisibile e non rinunciataria". Ma il Pd milanese ha un'altra ricetta: "Il Comune rinunci al dividendo per ricapitalizzare la Sea, il governo apra a nuovi vettori".

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Così l'ho raccontato a mia moglie - davide romano (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina VIII - Milano COSì L'HO RACCONTATO A MIA MOGLIE DAVIDE ROMANO Prima, come sempre nelle situazioni di incertezza, giravano le voci più diverse: dai più pessimisti che annunciavano severi tagli al personale, ai più ottimisti che dicevano: "Tranquilli. Finché la gente volerà, la Sea non avrà problemi". Ora le voci incontrollate hanno smesso di rincorrersi. Ed è la prima buona notizia. Ciascun dipendente sta infatti definendo con il proprio responsabile quanto e quando dovrà stare in cassa integrazione. Il sindacato nega che questa scelte abbiano alcuna validità in assenza di un accordo ufficiale con la Sea. Dicono sia solo una simulazione che l'azienda sta facendo per capire come gestire il personale. Ma visti i tempi stretti che ci dividono dall'inizio, è chiaro come sia più di una simulazione. è una prova generale di quello che ci aspetta. Oggi infatti tutte le polemiche su Malpensa e Alitalia diventano triste realtà. Se mi si permette una parentesi personale, per me è stata la prima volta che per dire qualcosa a mia moglie ho dovuto aspettare di essere a quattrocchi con lei: per rassicurarla e per mostrarle il bicchiere mezzo pieno. Già. Perché nonostante tutto, come cassintegrato, mi considero "fortunato". Avrò meno soldi sul conto corrente il 27 del mese, e in questi tempi di prezzi impazziti è certo un problema. Ma quando resterò a casa, avrò almeno la certezza di ritrovare il posto di lavoro. Così non sarà per altri. Penso innanzitutto a quelli che - come me dieci anni fa - operano intorno alla realtà aeroportuale come stagionali, e ai lavoratori dell'indotto. è facile immaginare che alcuni di loro semplicemente non verranno più richiamati. Almeno fino a quando Malpensa non riuscirà a occupare gli spazi lasciati improvvisamente vuoti da Alitalia. Ma chi resta senza lavoro non può aspettare, non chi ha un mutuo e/o dei figli da mantenere. è a loro che penso, quando sento la politica perdere tempo a litigare. A loro, che di tempo non ne hanno.

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A malpensa rabbia e sfiducia (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina IX - Milano A Malpensa rabbia e sfiducia Tra i lavoratori poche illusioni: "La crisi durerà anni" Dipendenti Sea e addetti dei servizi guardano con preoccupazione alla situazione. L'introduzione degli ammortizzatori sociali ha incrinato le certezze: "Tirare la cinghia per un po' non ci spaventa, è la prospettiva a lungo termine che nessuno riesce ancora a darci" Una settimana al mese all'80 per cento dello stipendio, meglio di quello che è successo con la crisi dell'Alfa di Arese, ma basta a rendere buio il futuro Dal banco dei biglietti delle Ferrovie Nord ai duty free, tutto il mondo che gira intorno all'aeroporto fa i conti con l'effetto del taglio dei voli [Luca Pistoia] Luca ha 35 anni, è un caposquadra che organizza la movimentazione dei bagagli. è un operaio di nuova generazione, che prepara i piani di imbarco dei bagagli calcolando al computer i carichi da distribuire nella pancia degli aerei. Guadagna 1.400 euro al mese, ha un contratto a tempo indeterminato. Non si lamenterebbe se non fosse per la cassa integrazione: è fra i primi ad andarci, dal 24 marzo. Una settimana al mese all'80 per cento dello stipendio, ancora poco in confronto ad altre grandi crisi, vedi l'Alfa di Arese, ma sufficiente per incrinare le certezze: "Sono sposato, ho una bambina di due anni, il mutuo da rimborsare. Il futuro mi pare grigio, io e i colleghi non vediamo la luce in fondo al tunnel. Non ho questa gran fiducia che la cassa integrazione finisca fra due anni. Saranno "almeno" due anni, secondo me". [Andrea Robustelli] "Bisognerebbe aprire spazi alle nuove compagnie aeree desiderose di venire a Malpensa ma non è quello che vuole Air France". In poche parole, questo 35enne con moglie e un bimbo piccolo che abita nell'area dell'aeroporto, mette in relazione la sua situazione personale con i nuovi assetti dello scalo. La cassa integrazione a quattro giorni al mese non è la cosa che lo intimorisce di più: "Non mi spaventa tirare un po' la cinghia per un anno e mezzo o due". Ma Andrea, impiegato al bilanciamento, l'ufficio che cura il piano di carico degli aerei, vede una strategia di lungo periodo, "la sottrazione ad Alitalia del traffico cargo". E dunque una crisi strutturale, non contingente. [Rosanna Rigoni] Non è una dipendente della Sea e lavora in aeroporto solamente da sei mesi. Malgrado questo, non le è sfuggito come il flusso dei passeggeri sia già diminuito, ben prima del maxitaglio dei voli che sarà operativo dal 31 marzo prossimo. E dire che questa 25enne è a uno dei banchi che staccano i biglietti delle Ferrovie Nord. Però non si può dire che il mondo attorno a Malpensa non faccia i suoi conti. In azienda c'è stata una riunione per valutare il da farsi, in base a quello che succederà. "Non ci sono avvisaglie di un ridimensionamento del lavoro", spiega Rosanna. E se chiudessero una biglietteria e la trasferissero? "Mi seccherebbe molto, abito a 20 chilometri da qua". [Massimiliano Malaguti] Si definisce "assistente di linea", un altro modo per chiamare un caposquadra di 34 anni addetto al carico e scarico dei bagagli. Per lui, sette giorni al mese di cassa integrazione. Preoccupato? "Abbastanza". Abita a Milano e lavora in provincia di Varese, si sorbisce 112 chilometri al giorno. Insomma, al lavoro tiene parecchio e si capisce: "Sono sposato, ho un figlio, un mutuo sul groppone. Per quanto? Altri 29 anni, ho appena incominciato...". Un mutuo a tasso fisso, che gli porta via un migliaio di euro al mese. E siccome ne guadagna 1.400, la cig gli scombina i piani non di poco. La moglie ha un lavoro a progetto, niente posto fisso per lei. "Ci sono mesi in cui ci avanza qualcosa (poco) e mesi in cui non ci avanza niente". [Daniela Pastorello] Ha 36 anni e lavora alla Sea Handling, la "famigerata" società di servizi a terra della Sea che ha tanti dipendenti e bilanci in passivo. Victor Morchio, un sessantenne italocileno segretario di Sdl, sindacato autonomo, salta su per dire: "Attenzione, Sea Handling non è improduttiva. Applica tariffe sotto costo per attirare i clienti, le compagnie aree. Così facendo, contribuisce agli utili del gruppo". Daniela è una mamma separata, la rata dell'inevitabile mutuo a fine mese aspetta anche lei: "Non vorrei che fra due anni ci attendesse una ristrutturazione radicale". E non è tutto, l'applicazione della cassa è di per sé un problema. In Sea Handling vorrebbero farla a ore, non a giorni. "Venire per un turno di sei ore, di quattro ore? Alla fine impiegheremmo lo stesso tempo", dice Daniela. Su questo si sta ancora trattando. [Davide Seminara] Da quando i controlli di sicurezza su valigie e passeggeri sono stati trasferiti dalle forze dell'ordine alle compagnie, ciascun vettore ha la sua security. Davide lavora per l'Iberia, quindi la cig non lo riguarda. Ma condivide l'incertezza dei colleghi. A 29 anni vorrebbe sposarsi ma a 1.100 euro al mese non può. Già perfino lui, single, paga il mutuo. Anzi, aveva un tasso variabile che dal 4,80% è schizzato al 6,90. Con un'altra banca ha rinegoziato un fisso a 5,50 ma "la vecchia banca ne ha sempre una: una volta non ha direttive chiare dai dirigenti, un'altra ha appena cambiato le procedure. In tre mesi non sono riuscito a trasferire il mutuo". Come si arrangia? "Ho un secondo lavoro". (ste.ro.).

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<Il Comune adotti politiche per la crisi> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-03-19 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Penati "Il Comune adotti politiche per la crisi" "Non basta dire a Sea di rinunciare alla richiesta di danni presunti". Marilena Adamo, la capogruppo del Pd a Palazzo Marino, articola la posizione del partito di Veltroni sulla causa intentata dalla società aeroportuale ad Alitalia: "Occorre un impegno del governo sia economico, sia sulla revisione degli accordi bilaterali che regolano il trasporto internazionale. A questo punto, non ci sarà più il danno lamentato da Sea". Il Pd ha anche chiesto al Comune di rinunciare ai dividendi del 2007, calcolati tra i 20 e i 30 milioni di euro. Intanto, Filippo Penati ha ottenuto dal consiglio provinciale il mandato per un'assemblea straordinaria per aprire il capitale dell'azienda aeroportuale a soci privati.

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L'hub nella bufera (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-03-19 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE L'hub nella bufera L'aeroporto e la vendita di Alitalia Lo scontro Il caso-Malpensa è scoppiato in piena campagna elettorale con accuse reciproche tra i partiti che si palleggiano le responsabilità Il dovere Il presidente della Sea Bonomi ha ribadito che la società ha il dovere di tutelare gli interessi propri e quelli dei lavoratori.

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<Killeraggio aziendale, Sea la prossima vittima> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-03-19 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE David Jarach, docente Bocconi "Killeraggio aziendale, Sea la prossima vittima" "Scelte miopi", "killeraggio aziendale", "destino segnato", "aeroporti cadavere", "svendita". David Jarach, docente di Marketing del trasporto aereo alla Sda Bocconi, usa questi termini per spiegare la vicenda Alitalia. Addio hub milanese? "Alitalia ha fatto una scelta miope dal punto di vista strategico: non ha tenuto conto della qualità del traffico che ruota intorno al Nord del Paese. Milano è la terza regione più ricca d'Europa, non è questione di campanilismo ". Che ruolo ha giocato Linate in questa vicenda? "Cruciale. Due aeroporti hanno creato tensioni: Milano non è Londra". Bisognava eliminare lo scalo cittadino? "è evidente che i milanesi preferiscono partire da Linate. E allora la colpa è dei politici che al tempo si disinteressarono al problema, mantenendo lo status quo ". Cosa pensa del ricorso presentato dalla Sea contro Alitalia? "Ha caratteristiche interessanti. Primo: è stato promosso dal presidente della Sea, Giuseppe Bonomi, che è un ottimo avvocato. Secondo, c'erano fior di accordi tra Sea e Alitalia che facevano sì che quello di Malpensa fosse un hub". Alitalia non può pagare 1,2 milioni di risarcimento. "Ma intanto apre nuovi voli a Roma. Curiosa questa cosa". Cosa succederà ora? "Stiamo a vedere. Così com'è, la proposta di Air France è difficile da digerire, soprattutto sul tema del trasporto cargo. Ma ormai il destino di Air France-Klm e Alitalia è univoco. Un destino segnato da anni". Addirittura? "Nessun analista ha mai avuto dubbi: l'incapacità dei vari Carlo Cimoli e Francesco Mengozzi ha fatto la fortuna di Air France. E così ora si svende un asset critico del sistema Paese. I prossimi cadaveri saranno i gestori aeroportuali. Anche i piccoli scali regionali subiranno forti tagli". Un quadro apocalittico. "No, è la realtà: il ricorso è uno strumento in mano alla Sea per attenuare gli effetti dell'abbandono da Malpensa, ma a maggio Alitalia finisce i soldi e questa è l'arma più forte di Air France". Tutto previsto? "Certo. L'aveva scritto a settembre l'Economist: Air France sta aspettando l'agonia di Alitalia. Ancora una volta all'estero ci vedono di più. O forse, semplicemente, ci vogliono vedere ". Annachiara Sacchi.

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Richiesta danni, la Sea <blinda> Malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-03-19 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE "è indispensabile che il governo proceda a una rapida ed efficace rinegoziazione degli accordi bilaterali" Richiesta danni, la Sea "blinda" Malpensa La società che gestisce gli aeroporti: pronti a trattare, ma va garantito il rilancio dello scalo Cassintegrazione per 900 lavoratori. Jarach: un misto tra killeraggio aziendale e miopia politica Scatta il piano di cassa integrazione per i dipendenti Sea di Malpensa. Novecento lavoratori resteranno a casa a partire dal 24 marzo. Si scatena il rimpallo di responsabilità tra le forze politiche. Il centrodestra punta il dito contro il governo accusato di voler svendere Malpensa per salvare Alitalia. E il centrosinistra che propone soluzioni che possano rilanciare l'hub. Resta ancora aperta la questione del risarcimento danni, milionario, chiesto da Sea all'Alitalia. La società aeroportuale è "disponibile a valutare proposte di definizione anche stragiudiziale della vertenza ". Ma soltanto "a condizione che venga riconosciuto il danno che Sea stessa sta subendo per effetto degli inadempimenti di Alitalia e che si creino i presupposti di mercato per un nuovo sviluppo dell'aeroporto di Malpensa". A PAGINA 3 Cremonesi e Sacchi.

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Malpensa, 900 dipendenti senza lavoro da Pasqua (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-03-19 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Malpensa, 900 dipendenti senza lavoro da Pasqua Scatta la cassintegrazione. "Pronti a trattare sulla richiesta danni, ma Malpensa va rilanciata" La Sea: indispensabile che il Governo proceda a una rapida ed efficace rinegoziazione degli accordi bilaterali Sea è "disponibile a valutare proposte di definizione anche stragiudiziale della vertenza ". Ma attenzione: soltanto "a condizione che venga riconosciuto il danno che Sea stessa sta subendo per effetto degli inadempimenti di Alitalia e che si creino i presupposti di mercato per un nuovo sviluppo dell'aeroporto di Malpensa ". è il cuore della nota che Sea ha rilasciato ieri sera al termine di una giornata difficile, segnata dal deflagrare della vicenda della causa da 1,2 miliardi promossa contro Alitalia per le inadempienze degli ultimi anni, oltre che dalla firma per due anni di ammortizzatori sociali che renderanno la Pasqua amara a 900 dipendenti Sea (350 nella holding, 550 nell'handling). Dato che Air France ha posto come condizione per l'acquisto di Alitalia il ritiro della causa o una manleva del governo sulle sue possibili conseguenze, non è difficile immaginare che l'atmosfera nella palazzina direzionale di Linate ieri sia stata incandescente. Per quanto riguarda il rilancio di Malpensa, nel comunicato Sea si legge che "è indispensabile che il Governo, come più volte promesso, proceda a una rapida ed efficace rinegoziazione degli accordi bilaterali internazionali ", garantendo in ogni caso "una parità di accesso intercontinentale fra Milano e Roma". Fermo restando che "appare degna di miglior sorte la dichiarazione del Governo secondo cui "il destino di migliaia di lavoratori di tutta Italia dipende dalle decisioni di Sea"". Dal punto di vista politico, il nodo è tutto lì. Fino a questo momento la vicenda Malpensa era rimasta relativamente fuori dalla campagna elettorale, gestita con cautela da entrambi i partiti maggiori, entrambi con più di qualcosa da farsi perdonare. Ma la condizione posta da Air France costringe le parti a venire allo scoperto, e nessuna vuole rimanere con il cerino in mano. E così, mentre l'appena riconfermato presidente dell'Unione commercianti Carlo Sangalli incalza ("è necessario agire in tempi rapidi. Lo chiede con urgenza il mondo delle imprese "), Malpensa scoppia come una bomba nella campagna elettorale, proprio nel giorno in cui Walter Veltroni torna a visitare la Lombardia. Parte all'attacco la coordinatrice azzurra Mariastella Gelmini: "Se il governo pensa di scaricare le sue responsabilità su Sea, si sbaglia di grosso. L'azienda ha il dovere di tutelarsi, mentre Prodi e i suoi ministri avrebbero avuto il dovere di salvaguardare un investimento per il Paese. Un dovere che è stato scandalosamente ignorato". Le risponde a distanza il pari grado del Pd, Maurizio Martina: "Chi soffia sul fuoco rischia di creare ulteriori danni, e sarebbe il momento di un sussulto di responsabilità da parte di tutti. La vicenda di Alitalia viene da lontano, soprattutto da cinque anni di governi Berlusconi che hanno portato Alitalia al prefallimento ". E se il vicesindaco Riccardo De Corato lamenta che "chi deve tirare fuori i soldi per Malpensa ancora una volta è la città di Milano, che ha il 90% delle azioni Sea", lo riprende secco il presidente della Provincia Filippo Penati: "Veramente, è Milano che ha preso a Sea, De Corato vicesindaco, uno sconcertante superdividendo che sarebbe stato meglio speso per migliorare l'aeroporto". Marco Cremonesi.

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Alitalia subbuglio nei poli (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia subbuglio nei poli I numeri di Prodi "Non è svendita" Veltroni resta cauto, Fini ci ripensa, Silvio no comment "Il caso Alitalia è il record mondiale dell'ipocrisia", è sbottato a un certo punto ieri Pierluigi Bersani. Il ministro dello Sviluppo economico ce l'aveva con i "soloni" del centrodestra contrari alla svendita ad Air France, "che sono poi gli stessi che nel 2001 hanno preso in mano un'Alitalia in pareggio e ci hanno consegnato un anno e mezzo fa una situazione pre-fallimentare". Curiosamente, un pensiero molto simile a quello di Bersani ha attraversato la mente di Romano Prodi, irritato però da certi imbarazzi del Pd - il malumore del Veltroni "nordista" e il subitaneo smarcamento dell'alleato Di Pietro - almeno quanto dagli attacchi del centrodestra. E poi c'è la faccenda delle cifre: "Chi dice che abbiamo venduto Alitalia a 120 milioni di euro o è in malafede o è uno stupido", ha tuonato ieri il Prof con più di un interlocutore, imbestialito dopo aver letto e sentito parlare di "svendita", "quattro soldi" e "piatti di lenticchie". Un miliardo e sei. Secondo i calcoli di palazzo Chigi l'esborso complessivo di Air France per aggiudicarsi la compagnia di bandiera supera il miliardo e seicento milioni di euro, che comprendono i centoventi milioni del "prezzo di cartellino" e il miliardo e mezzo di debiti che la società di Spinetta si accolla. "E questa sarebbe una svendita? La verità è che il mio è l'unico governo che in 25 anni ha avuto il coraggio di affrontare la questione", ha rivendicato il premier parlando con i suoi. A palazzo Chigi, peraltro, la controfferta italiana di Toto non è mai stata considerata una valida alternativa, e non solo perché ancora oggi dieci volte più bassa di quella dei francesi. Prodi ha preso atto con sollievo del fatto che la cautela elettorale di Veltroni, spaventato dall'effetto Malpensa sull'elettorato settentrionale, non si sia trasformata in pressing per "disturbare il manovratore", ma certo avrebbe preferito un sostegno maggiore alla "evidenza dei numeri": "Veltroni ha le sue ragioni, io le mie. Ci sono dei momenti - ha proseguito il Prof nel suo sfogo privato - in cui le responsabilità di governo sono più importanti di qualunque ragionamento sui tempi e le opportunità". Che è poi il senso della dichiarazione per l'esterno affidata a Giulio Santagata: "Sulla vicenda Alitalia - ha detto il ministro per il Programma - il governo non si è sottratto dall'onere di assumere una decisione difficile e complicata con l'obiettivo di salvare la compagnia di bandiera". Sarkozismo vs. leghismo. Giornata molto nervosa su tutti i fronti, del resto, il day after del via libera del Tesoro all'offerta transalpina. Dove si registra un numero elevato di smarcamenti, autosmarcamenti e silenzi. Silvio Berlusconi oppone un no comment ai cronisti al seguito, ma il suo entourage spiega che prepara già le mosse per stoppare la vendita. La Lega continua ad agitare l'ascia di guerra. Spiega Roberto Calderoli: "A noi Alitalia interessa poco o nulla. Quello che ci interessa è che venga salvaguardata Malpensa". Il candidato sindaco a Roma Gianni Alemanno non fa a tempo a smentire il suo leader Gianfranco Fini, che fino a ventiquattro ore pareva sarkozianamente a fianco di Air France, che lo stesso Fini, finita la registrazione di Porta a porta , blinda la linea: "Tutto il Pdl è contro il piano francese", assicura. Contrordine? Fini giura di no: "Non vedo dov'è la notizia. Ho detto già ieri che ci sono luci e ombre sul piano Air France. Ogni giorno le luci sono più deboli, le ombre più forti". 2 Stefano Cappellini 19/03/2008.

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Alitalia, frenata di Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-03-19 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Parte male la trattativa sugli esuberi. La Sea non ritira la causa. Tafferugli a Roma Alitalia, frenata di Air France "Non obbligati a comprare". Altolà dei sindacati ROMA - Vendita di Alitalia: muro contro muro nel primo incontro tra il presidente di Air France e i sindacati. Il primo round è stato aggiornato a data da destinarsi mentre i dipendenti della Atitech protestavano scontrandosi con le forze dell'ordine. Jean-Cyril Spinetta: "Non siamo obbligati a acquisire Alitalia". E annuncia gli esuberi. Intanto la Sea (la società che gestisce Malpensa) ha giudicato "improponibile " la richiesta del governo di ritirare la causa per danni verso Alitalia, ma si dice disposta a una "soluzione anche stragiudiziale " della vicenda. A PAGINA 2 Baccaro e M.Cremonesi.

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<E' un malato ma no al partito del fallimento> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-03-19 num: - pag: 1 autore: di SERGIO RIZZO categoria: REDAZIONALE L'intervista Padoa-Schioppa "E' un malato ma no al partito del fallimento" \\ Il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa: Alitalia è malata, ma dico no al partito del fallimento. Chi lo sostiene scherza col fuoco. A PAGINA 3.

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Alitalia spinetta: nessuno ci obbliga (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 19-03-2008)

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Alitalia spinetta: nessuno ci obbliga I sindacati trattano gli esuberi crescono Intanto Bernanke taglia ancora il costo del denaro di 0,75% punti Un aereo crocifisso campeggiava ieri su uno dei cartelli dei dipendenti napoletani della Atitech che protestavano davanti alla sede di Alitalia. Effettivamente, nella difficile trattativa sulla privatizzazione dell'ex compagnia di bandiera, uno dei capitoli più spinosi riguardava proprio l'Az Servizi, cui i lavoratori di Atitech fanno capo. Prima ancora dell'arrivo dei vertici di Air France-Klm per il negoziato con i sindacati e Alitalia, le proteste sono degenerate in scontri con la polizia e un lavoratore è rimasto ferito. La manifestazione è poi proseguita tutto il giorno davanti ai cancelli, nonostante le promesse dell'amministratore delegato di Alitalia, Prato, di "soluzioni non traumatiche", per Alitech. La sua controllante, Az Servizi, è stata dunque al centro della trattativa avviata ieri. Mentre scriviamo il negoziato è ancora in corso, ma i sindacati seduti al tavolo della trattativa parlano di un "primo round" con il numero uno di Air France-Klm, Spinetta. Che sarà in Italia fino al 31 marzo, termine ultimo per l'eventuale via libera dei sindacati. E il sì dei rappresentanti del lavoratori è notoriamente una condizione imprescindibile - lo hanno stabilito gli stessi vertici di Air France - per chiudere la cessione ai francesi. Tutte le cifre ufficializzate ieri e che riguardano in particolare gli esuberi e il perimetro della futura Alitalia preoccupano molto i sindacati. La prima notizia allarmante è che non la metà, ma l'80% del capitale di Az Service sarà acquisito da Fintecna. Dei 7.600 occupati, 3200-3300 saranno internalizzati e ritorneranno in Alitalia. Di questi, 650 sono i lavoratori in esubero nell'ambito dei lavoratori che si occupano della manutenzione leggera e parte di Alitalia Airport. Nessun dettaglio è arrivato, invece, proprio sulle strutture periferiche come Napoli e Palermo, che dovrebbero restare in Az Service. Circa 4400 lavoratori sono destinati, quindi, ad affluire in Fintecna. Anche su Az Fly, i numeri sono peggiori del previsto: si tratta di 1.600 esuberi in tutto, di cui 500 piloti, 600 assistenti di volo e 500 tra il personale di terra. Spinetta ha fatto presente, all'avvio del tavolo, che Air France "non è obbligata" a comprarsi Alitalia, ha ammesso che il piano è "doloroso", ma si è detto convinto che "farà decollare" nuovamente l'ex compagnia di bandiera sull'orlo del collasso. Sulla quale pende anche la spada di Damocle di Sea: se non verrà ritirato il contenzioso sui 1,2 miliardi chiesti ad Alitalia ma che Air France non è assolutamente disposta a pagare, la trattativa fallirà comunque. Ieri il titolo è nuovamente crollato in Borsa, archiviando la seduta a Piazza Affari in rosso del 29,43% (lunedì aveva perso il 26%), chiudendo dunque a 0,276 euro. Il motivo è evidente: la quotazione si allinea sempre di più al prezzo offerto dai francesi, cioè dieci centesimi per azione. Nonostante le ripetute sospensioni per eccesso di ribasso, si sono scambiati oltre 68 milioni di azioni, pari a circa il 5% del capitale della compagnia aerea. In una giornata caratterizzata oltrettutto dal rimbalzo tecnico dopo il lunedì nero che ha bruciato 300 miliardi di euro soltanto in Europa e le attese per la mossa della Fed. Che non ha deluso le aspettative: Ben Bernanke ha tagliato i tassi di interesse di tre quarti di punto al 2,25 per cento. Tonia Mastrobuoni 19/03/2008.

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-19 num: - pag: 3 categoria: A... (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-19 num: - pag: 3 categoria: ALTRI OGGETTI 500 i tagli previsti per i piloti, 600 tagli tra gli assistenti di volo e 500 per gli assistenti di terra Gli scontri Attimi di tensione, dopo che decine di dipendenti Alitalia si sono raccolti di fronte a un ingresso di Fiumicino.

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-19 num: - pag: 2 categoria: A... (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-19 num: - pag: 2 categoria: ALTRI OGGETTI 2 Maxi-causa della Sea La Sea ha chiesto ad Alitalia un risarcimento da 1,25 miliardi per il taglio di 180 slot su Malpensa. Air France ha indicato come condizione vincolante che Sea rinunci alla causa.

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Negoziato e protagonisti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-19 num: - pag: 3 categoria: BREVI Negoziato e protagonisti Maurizio Prato, presidente di Alitalia, ha incontrato ieri i sindacati e i vertici Air France-Klm Guglielmo Epifani: il sindacato ha "la forza per responsabilità chiare" Antonio Di Pietro: "Una materia così non può essere decisa da un governo in scadenza".

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<Dico no al partito del fallimento> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-19 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Intervista Il ministro dell'Economia: se andrà in liquidazione, Sea e sindacati responsabili. Abbiamo poco tempo "Dico no al partito del fallimento" Padoa-Schioppa: è come guidare un'ambulanza con un malato che nessuno vuole ROMA - "Non vorrei deluderla, ma oggi non potrei che ripetere quello che dissi sull'Alitalia esattamente otto mesi fa, sempre al Corriere: oltre la vendita c'è soltanto la liquidazione". L'intervista con il ministro dell'Economia e delle Finanze, Tommaso Padoa- Schioppa, potrebbe finire qui, se il 19 marzo 2008 la situazione della compagnia di bandiera non fosse leggermente più grave di quella del 19 luglio 2007. Per usare un eufemismo. Allora, siamo a quel punto? "Da venerdì notte, quando è arrivata l'offerta di Air France-Klm, al 31 marzo prossimo, la partita può avere soltanto tre conclusioni. L'esito positivo della trattativa, l'arrivo di un'offerta concorrente o l'amministrazione straordinaria con la probabile liquidazione della compagnia". O si vende o l'Alitalia fallisce. "L'amministrazione straordinaria è una maniera gentile per non dire fallimento". Per il sindaco di Milano Letizia Moratti non sarebbe un dramma. "Chi minimizza le conseguenze del fallimento non sa di cosa parla oppure scherza con il fuoco". Che cosa succederà nei prossimi dieci giorni? "Dopo l'offerta di Air France- Klm c'erano cinque volontà che si dovevano esprimere. Quella del consiglio di amministrazione dell'Alitalia. Successivamente quella del ministro dell'Economia, che è azionista. Poi tocca al sindacato, a cui Air France ha dato un diritto di veto. Quindi alla Sea, chiamata a ritirare la causa da 1,2 miliardi di euro intentata contro Alitalia, e infine al governo nel suo complesso che deve decidere su un prestito ponte da 300 milioni. Cinque soggetti, ciascuno dei quali può determinare la fine di Alitalia assumendosene la responsabilità ". Ieri il suo collega Antonio Di Pietro ha detto che un governo in scadenza non può decidere. "Avrei potuto dire di no all'offerta. Ma se lo avessi fatto avrei fatto cadere l'ipotesi di vendita determinando così il crollo delle azioni e conseguenze economiche e sociali, oltre che politiche, che non esito a definire catastrofiche. Si può dire che non avevo scelta". Nemmeno in presenza di una rogna come quella della causa intentata dalla Sea per i presunti danni del ritiro di Alitalia da Malpensa? L'azionista della società è irremovibile. E se non si risolve l'operazione fallisce. "So bene che è una questione ancora più difficile di quella sindacale". E' tutto dire. "Il sindacato conosce la situazione e vuole il salvataggio della compagnia. Inutile negare le difficoltà: il numero delle sigle sindacali, le divisioni interne, una proposta sostanzialmente non negoziabile. Ma il sindacato ha forti motivazioni a che l'Alitalia si salvi". La Sea non ha forse motivazioni altrettanto forti perché l'operazione non vada in porto? "La Sea indubbiamente soffre per gli effetti su Malpensa della ristrutturazione della compagnia aerea. Ma non si può andare avanti finanziando Malpensa con le perdite dell'Alitalia. E forse nessuno lo sa meglio di chi ieri era presidente della compagnia e oggi è presidente della Sea". Facciamo il nome: Giuseppe Bonomi, ex assessore della Lega Nord. Presidente della Sea pure quando Romano Prodi, nel 1998, inaugurò il nuovo aeroporto di Malpensa. "A maggior ragione deve sapere che lo scalo di Malpensa è stato danneggiato dalla situazione generale degli aeroporti del Nord, dalle scelte della stessa Sea per Linate e dalla mancata realizzazione delle infrastrutture d'accesso. Il fatto nuovo è indubbiamente un minor numero di voli dell'Alitalia, ma sarebbe sbagliato caricare sulla compagnia le cause della crisi di Malpensa". Non le è venuto il sospetto che l'offensiva della Sea, della Regione Lombardia e del sindaco di Milano abbia qualcosa a che vedere con la campagna elettorale? "Che esista il tentativo di fare di Malpensa una bandiera del Nord è evidente. Ma siamo sicuri che sia possibile? Sa quanti passeggeri dell'Italia del Nord usano Malpensa per i loro voli intercontinentali? Solo l'8% del totale. E sa quanti milanesi usano Malpensa per le stesse destinazioni? Appena il 38%. Il restante 62% usa altri aeroporti. E la colpa di chi è? Forse di Alitalia che ha finanziato Malpensa con le proprie perdite? ". Questo vuol dire che il governo non è disponibile a pagare gli eventuali danni alla Sea, anche se questo può compromettere l'operazione Air France- Klm? "L'unico modo possibile per risolvere la questione è che la Sea ritiri la causa o accetti una transazione simbolica ". Simbolica? "La transazione c'è già stata. Con il decreto Milleproroghe abbiamo stanziato per Malpensa e la Sea 130 milioni, il Cipe ha approvato finanziamenti infrastrutturali a Malpensa per altri 300 milioni. Il totale fa 430 milioni". Non è servito a molto. Sente che frastuono arriva dal Nord? "So per esperienza che il clamore non è mai tanto alto come nel momento prima della stretta di mano. I decibel misurano la distanza dal redde rationem ". In un senso o nell'altro. "Può succedere di tutto, è vero. Io sono il guidatore di un'ambulanza che sta correndo per portare il malato nell' unica clinica che si è dichiarata disposta ad accettarlo. Sto guidando più rapidamente che posso, ma se poi non arrivo in tempo perché ci sono i semafori che mi bloccano...". Semafori manovrati forse dai politici? "So bene che c'è la campagna elettorale, ma la realtà non aspetta. E so pure a che schieramento appartiene chi, nel caso di Malpensa, ha acceso il semaforo rosso. Ma più che distinzioni fra centrodestra e centrosinistra vedo differenze fra chi è disposto ad affrontare la questione in modo ragionevole e chi ha un atteggiamento emotivo. Ragionevoli ed emotivi ce ne sono da entrambi le parti. E apprezzo anche chi opportunamente tace". Chi? "I due principali candidati premier si sono astenuti dal parlare". Che aspettino di entrare più nel vivo della campagna elettorale? "Dopo le elezioni l'ultima parola comunque toccherà a uno di loro. Se tutto andrà per il verso giusto, con i tempi tecnici dell'Ops, si arriverà alla seconda metà di maggio. Air France-Klm ha deciso di dare al futuro governo la facoltà di ritirarsi senza pagare penali". Per quale motivo? "Credo non vogliano venire a operare in Italia in una materia così delicata sapendo che c'è un governo ostile all'operazione". Le cui condizioni nel frattempo sono peggiorate. Non è così? "Da dicembre a oggi il prezzo del petrolio è esploso, il valore di Borsa di Air France si è quasi dimezzato. Per il resto l'offerta è più o meno la stessa, salvo una riduzione del prezzo per azione, più che compensato da un più robusto intervento di ricapitalizzazione e la decisione di abbandonare l'attività nel settore del cargo. Ma parliamo di un settore che fattura 250 milioni l'anno e ne perde 60: e che ha soltanto cinque aerei con 135 piloti ". Sergio Rizzo Il ministro Tommaso Padoa-Schioppa.

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La vendita I nodi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-19 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Le reazioni La vendita I nodi alla privatizzazione \\ Berlusconi C'è il problema di Alitalia e della Malpensa. Tanti e tali problemi per cui nessuno può essere meno che prudente, anche se poi si innestano naturalmente l'ottimismo e la capacità operativa.

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Aerei ridotti da 178 a 70 (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-19 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Lo scenario Aerei ridotti da 178 a 70 ROMA - ( a. bac.) Una compagnia più piccola di Swiss: il vettore nato sulle ceneri della gloriosa Swissair. Ecco cosa diventerebbe Alitalia se, fallendo, finisse sotto amministrazione controllata. Secondo fonti del Tesoro, la compagnia passerebbe a utilizzare solo 70 velivoli degli attuali 178. Tutto a causa dell'immediato taglio di tutte le rotte improduttive. Una flotta più piccola di quella di Swiss che oggi può contare su 75 aerei.

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-19 num: - pag: 3 categoria: A... (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-19 num: - pag: 3 categoria: ALTRI OGGETTI 180 gli slot che a partire dalla fine di marzo verranno tagliati da Alitalia sullo scalo di Malpensa 1600 Gli esuberi previsti in seguito al declassamento dello scalo varesino.

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Ultimatum Air France <Non siamo obbligati a comprare Alitalia> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-19 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Ultimatum Air France "Non siamo obbligati a comprare Alitalia" Lo stop dei sindacati: no a 7.000 esuberi An: ombre pesanti. Incidenti a Roma Berlusconi: "Abbiamo voluto far sapere quello che pensiamo a chi conduce la trattativa". La smentita di Palazzo Chigi ROMA - Dichiarazioni di guerra e tafferugli ai cancelli ieri per Alitalia. Ma dietro il polverone s'intravede qualche spiraglio sia nel confronto sindacale sia nella causa con la Sea. L'incontro di ieri tra i vertici di Air France- Klm e Alitalia con i sindacati è stato aggiornato a data da destinarsi, forse già oggi. Ma "è necessario riposizionare la proposta Air France-Klm" per permettere "l'approfondimento del negoziato, che ad oggi sembra improbabile ", hanno fatto sapere i sindacati. Il primo round, tenutosi alla Magliana mentre i dipendenti della controllata Atitech protestavano venendo in contrasto con le forze dell'ordine, è apparso un muro contro muro. "Non siamo obbligati a acquisire Alitalia" ha detto il presidente di Air France- Klm, Jean-Cyril Spinetta, confermando gli esuberi del piano: 500 piloti, 600 assistenti di volo e 500 di terra. Quanto a Az Servizi, 3.200-3.300 lavoratori tornerebbero nel perimetro di Alitalia, ma con 650 esuberi, gli altri resterebbero in Az Servizi che verrebbe controllata all'80% (rispetto all'attuale 51%) da Fintecna. Al coro unanime di critiche delle nove sigle, Spinetta ha reagito ribadendo le linee del piano: "Non sono un cinico - ha detto - ma uno che vi dice la verità. Mi scuso se negli ultimi giorni ho dovuto apportare alcune modifiche al piano, ma il quadro è peggiorato". Il manager si è appellato "alla lucidità senza la quale nessuna soluzione socialmente soddisfacente potrà essere conseguita ". Al tempo stesso Spinetta ha auspicato un aggiornamento dell'incontro "al più presto". Per i sindacati è segno che ci sono margini di trattativa, non si sa quanto ampi. "Se hanno novità, ci chiamino - sintetizza Fabrizio Solari (Filt-Cgil) - comunque il 31 marzo non è un termine ultimativo per trattare". Intanto la Sea risponde alla richiesta del governo di ritirare la causa considerandola "improponibile ". Tuttavia si dice disposta a una "soluzione anche stragiudiziale a condizione che venga riconosciuto il danno" e che si "creino i presupposti di mercato per un nuovo sviluppo di Malpensa ", a partire dalla rinegoziazione dei diritti di traffico. La replica cade nel giorno in cui il governo Prodi ha reso operativi gli ammortizzatori sociali per i lavoratori Sea. La mossa potrebbe essere un modo per mostrare disponibilità al dialogo, ma anche per smarcarsi dall'accusa di voler far fallire Alitalia (che ieri in Borsa ha perso il 29%). Sul fronte politico Silvio Berlusconi ieri, invitato a parlare di Alitalia, ha prima declinato l'invito, per poi spiegare: "Non ho voluto rilasciare dichiarazioni. Abbiamo voluto far sapere, in via riservata, quello che pensiamo a chi sta conducendo la trattativa". Un'affermazione subito smentita da Palazzo Chigi. Il botta e risposta fa capire che, benché le parti solidarizzino sulla soluzione Air France-Klm, nessuno voglia ancora intestarsela in solitudine. Sarà per questo che ieri il leader di An, Gianfranco Fini, ha corretto i suoi precedenti accenti concilianti su Air France, parlando di "ombre pesanti " sul piano francese. Ma in serata il vicepresidente di FI, Giulio Tremonti, al Tg3, ha smussato nuovamente i toni del Pdl. Il compratore Jean-Cyril Spinetta Antonella Baccaro Guarda il video sugli scontri sul sito www.corriere.it.

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La Sea, Malpensa e il <piano B> con la compagnia al capolinea (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-19 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Retroscena La Sea, Malpensa e il "piano B" con la compagnia al capolinea MILANO - Si fa presto a dire fronte del Nord. La richiesta di difendere Malpensa, è vero, è stata unanime: istituzioni, associazioni imprenditoriali, sindacati. Ma è sufficiente grattare un poco la patina di generico consenso, che tutte le contraddizioni affiorano impietosamente. A partire dall'ultima vicenda sotto ai riflettori, la causa per inadempienze promossa da Sea contro Alitalia. La decisione della società aeroportuale, sostenuta dall'azionista Milano e dal suo sindaco Letizia Moratti, a suo tempo mandò su tutte le furie il presidente Roberto Formigoni, che la riteneva intempestiva e controproducente. Ieri il governatore ha sì tenuto le parti della società ("Il governo ha la spudoratezza di pretendere che sia Sea a risolvere i problemi, rinunciando alla sua rivendicazione legittima"), ma è anche tornato a ripetere che "la soluzione è una e una sola e cioè la moratoria lanciata da Regione Lombardia in solitudine". In solitudine, appunto. Anche il presidente della Provincia di Milano Filippo Penati (azionista Sea per il 14,6%) continua a "ritenere il ricorso sbagliato". Ma per motivi diversi da quelli di Formigoni: "La proposta di Air France è da trattare, ma è prioritario scongiurare il fallimento di Alitalia ". Una posizione non ostile ad Air France, ma avversatissima da buona parte del fronte del Nord, a partire da un Carroccio scatenato contro l'offerta transalpina. In caso di ritiro dell'offerta Air France, le conseguenze sarebbero pesanti. L'inevitabile amministrazione controllata - se sono vere le indiscrezioni che attribuiscono a Maurizio Prato questa previsione - porterebbe a 70 gli attuali 178 aerei. Anche per Malpensa, una mazzata devastante: con la summer season, Alitalia arriverà ad avere circa 170 voli giornalieri a fronte dei 350 del corrispondente periodo del 2007. Un taglio che ha causato la cassa integrazione per 900 dipendenti Sea (350 nella holding e 550 nell'handling) e provocherà la perdita di 6 milioni di passeggeri su 19, un vuoto nel bilancio che il presidente Giuseppe Bonomi ha calcolato intorno a 70 milioni su un margine operativo lordo di circa 200. I calcoli vanno corretti tenendo conto che nel piano Prato gli aerei sarebbero comunque stati soltanto 140. Fatti i conti, un raddoppio del buco in bilancio e degli esuberi non è una previsione lontana dalla realtà. Va detto, però, che per Malpensa il default di Alitalia aprirebbe nuove prospettive grazie alla possibilità di ridiscutere gli accordi bilaterali oggi in mano ad Alitalia e che Air France intende mantenere: sulla scrivania di Giuseppe Bonomi ci sono almeno 25 Stati con cui sarebbe possibile definire nuove rotte. E difatti, il piano B di Sea nel caso di fallimento di Alitalia prevede una serie di step differenziati nel tempo. Primo: riempire subito i "vuoti" lasciati da Alitalia, quelli possibili. Secondo: ridefinire gli accordi bilaterali. Terzo: trovare un vettore (entro tre o quattro anni) in grado di riportare lo scalo al suo ruolo di hub. Letizia Moratti, Filippo Penati e Giuseppe Bonomi Marco Cremonesi.

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La Fed riduce ancora i tassi Bernanke trascina le Borse (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-03-19 num: - pag: 26 categoria: REDAZIONALE I mercati Il rimbalzo in Europa. La Casa Bianca: pronti a nuove misure La Fed riduce ancora i tassi Bernanke trascina le Borse Fed Funds giù di 0,75%. Il Dow Jones sale del 3,5% I mercati prevedevano un calo dell'1%: subito dopo l'annuncio, il dollaro si è rafforzato e Wall Street è scivolata MILANO - Il costo del denaro scende dal 3 al 2,25% negli Stati Uniti. La sforbiciata, che la comunità finanziaria si aspettava più netta e pari a punto percentuale, ha euforizzato le Borse reduci dal black monday ed è stata comunque accompagnata da parole di prudenza della Fed, per la quale i mercati "restano in condizione di stress considerevole ". La banca centrale guidata da Ben Bernanke, che ha adottato la scelta sui tassi a larga maggioranza ma non all'unanimità, ha sottolineato i rischi d'inflazione, lasciando intuire che il ciclo di tagli ai tassi potrebbe essere alla fine, o quasi. La Fed è esposta tra l'altro a un fronte di critiche avanzate dalla stampa finanziaria e dai democratici americani sul "bailout", il salvataggio da 30 miliardi di Bear Stearns. Mentre il governo di Washington ha promesso nuovi interventi a sostegno, il Wall Street Journal si è chiesto se tra salvagenti, incentivi fiscali, e aiuti di vario genere siano a rischio "le leggi del libero mercato". E più d'uno tra economisti e politici temono che a pagare i salvataggi siano alla fine i contribuenti. Detto questo, la Borsa americana ha chiuso la giornata in forte rialzo: più 3,5% il Dow Jones, più 4,24% lo S&P che ha segnato la miglior performance degli ultimi cinque anni. A dare la spinta decisiva è stata Lehman Brothers protagonista di un rally del 46% dopo la debacle che lunedì (-19% in chiusura dopo un tonfo del 45%) aveva contribuito ad affossare l'indice newyorkese. Il mercato ha tirato un sospiro di sollievo alla diffusione dei dati degli ultimi tre mesi che mostrano il dimezzamento dell'utile ma una posizione di forte liquidità per 34 miliardi di dollari ai quali vanno aggiunti 64 miliardi di "beni svincolati" e altri 99 nelle società del gruppo. Migliori delle attese anche i risultati di Goldman Sachs, anch'essa partita al gran galoppo al listino, dopo che, a sorpresa, ha registrato nei primi tre mesi un utile netto di 1,51 miliardi di dollari, in calo del 53% su base annua, ma pari a 3,23 dollari per azione (2,59 dollari le stime degli analisti). Al di qua dell'oceano, le Borse hanno vissuto una giornata di gran rimbalzi. Gli indici europei hanno chiuso con un rialzo mediamente superiore al tre per cento, con il paniere Dj Stoxx 600 in crescita del 3,6%, la migliore singola performance da inizio anno. La maglia rosa è andata a Londra (+3,54%), inseguita da Parigi (+3,42%), mentre Milano ha tutto sommato contenuto lo slancio al 2,78% dell'indice S/P Mib anche in presenza del crollo di Alitalia. Ad approfittare del rimbalzo sono state in primis le banche reduci dalla giornata di paura di lunedì. La svizzera Ubs è risalita del 14% e in mostra si sono messe anche Hsbc (+7%) nella City e Crèdit Agricole (+9%) a Parigi. Paola Pica.

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Spinetta nel fianco (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

PAGINA 5 Il presidente di Air France incontra i sindacati e spiega quanto costa la ricetta francese per l'acquisto-salvataggio di Alitalia: oltre 7.000 esuberi, concentrati soprattutto nei servizi a terra e in quelli di manutenzione. Tensione e cariche della polizia di fronte alla sede dell'ex compagnia di bandiera. Sindacati preoccupati, lavoratori furiosi. Ma Spinetta mette tutti con le spalle al muro: "Senza un accordo preventivo non se ne fa niente. E noi non siamo obbligati a comprare".

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Sale del 6,11%, Fiat regina dell! S&P-Mib (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2008-03-19 num: - pag: 32 categoria: REDAZIONALE La Giornata in Borsa di Giacomo Ferrari Sale del 6,11%, Fiat regina dell¡¯S&P-Mib Seat Pagine Gialle Con il nuovo ribasso di ieri (-4,57%) scende al minimo dell¡¯anno L'inversione di tendenza, che si era gi¨¤ manifestata nella tarda serata di luned¨¬ a Wall Street, ieri si ¨¨ rapidamente estesa alle altre Borse, secondo il consueto schema. Da parte sua Piazza Affari ha recuperato gran parte delle perdite della vigilia, con l'indice Mibtel che ha chiuso in rialzo del 2,39% e l'S&P-Mib che ha fatto ancora meglio (+2,78%). Maglia nera per Alitalia, che ha sub¨¬to un nuovo tonfo (-29,43%) avvicinandosi cos¨¬ al prezzo offerto da Air France. Ma fra i 45 titoli dell'S&P-Mib spiccano almeno altri due ribassi consistenti: quello di Seat Pagine Gialle (-4,57%) che si aggiunge al pesantissimo arretramento di luned¨¬; e quello di Fastweb (-4,04%), dovuto alla caduta delle aspettative di delisting. Entrambi i titoli hanno toccato il nuovo minimo annuale. La grande maggioranza dei valori dell'S&P-Mib ha per¨° registrato progressi. A partire da Fiat, regina del paniere con un miglioramento del 6,11%. Segue Mediobanca (+5,61%), che ha beneficiato degli ottimi conti di Generali, di cui ¨¨ la maggiore azionista. Nel comparto dei bancari, tuttavia, che ha reagito prontamente alla d¨¦bacle della vigilia, sono numerosi i rialzi superiori ai quattro punti percentuali. Monte Paschi, per esempio, ¨¨ risalita del 4,69%, mentre Popolare Milano ha guadagnato il 4,27%, Ubi Banca il 4,29% e Unicredito il 4,19%. Di quasi cinque punti, poi, l'apprezzamento di Mediolanum (+4,94%). Da segnalare, inoltre, il balzo di Finmeccanica (+4,92%) nel giorno in cui la societ¨¤ ha incontrato a Londra la comunit¨¤ finanziaria. Bene, infine, Banco Popolare (+3,59%), Fondiaria- Sai (+3,71%), Intesa-Sanpaolo (+3,34%) e Pirelli (+3,65%).

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Lavoro 20 ore al giorno per il Paese (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Modello Il Cavaliere confessa: "Mi sveglio alle 7,15 e vado a nanna alle 2,30" "Lavoro 20 ore al giorno per il Paese" "Lavoro 20 ore al giorno. Mi sveglio alle 7,15 e vado a nanna alle 2,30. In media ho 15-20 appuntamenti quotidiani, di circa 20 minuti ognuno. Le telefonate, tra un appuntamento e l'altro, sono una cinquantina. Pranzo e cena sono invariabilmente riunioni di lavoro. Non seguo nessuna vera dieta, se non l'abitudine a un menu semplice e poco calorico. Dopo la cena, lavoro alla scrivania per studiare, stilare dichiarazioni, correggere interviste, preparare gli interventi del giorno dopo. Così per sei giorni alla settimana". Questo è Berlusconi come si racconta in una intervista al settimanale Gente. Il Cavaliere dà la sua ricetta per diventare vincente e conclude dicendo di "essere quasi in odore di santità". E dei sacrifici da fare ha parlato anche a una ventina di ragazzi, tutti difensori del voto, che ha ricevuto a Palazzo Grazioli e ai quali ha illustrato le difficoltà da affontare nella prossima legislatura. A cominciare dalla crisi dell'Alitalia e dal problema degli esuberi. In collegamento telefonico con il Tg4, Berlusconi ha annunciato che uno dei primi interventi del prossimo governo sarà di "abrogare la legge sulla par condicio, voluta dalla sinistra". Poi lancia un numero verde da chiamare per evidenziare eventuali brogli elettorali. "Siccome nelle ultime elezioni ci sono stati sottratti, secondo i calcoli di esperti, quasi un milione di voti, noi non vorremmo che questo capitasse e che il risultato elettorale fosse veramente quello che fotografa la volontà degli italiani". Sono molti i "guai del Paese" che "preoccupano" Berlusconi e fra questi vi sono il "disastro della finanza Usa" e "la drammatica eredità" del governo Prodi."E poi - ha proseguito - c'è la drammatica eredità che ci lascia il governo Prodi che si somma a crisi internazionale, c'è la crescita zero dell'economia per i 40 miliardi di tasse imposte da Prodi, c'è l'inflazione alle stelle, una pressione fiscale da record, c'è più criminalità diffusa per la crescita dei clandestini e siamo il Paese che più di ogni altro deve comperare tutta l'energia all'estero". "Abbiamo soprattutto - ha aggiunto - un'immagine dell'Italia distrutta dalla tragedia dei rifiuti di Napoli e della Campania che provocherà dei danni incalcolabili per le nostre esportazioni". "E poi - ha sottolineato - per ultimo c'è il problema di Alitalia e della Malpensa, tanti e tali problemi per cui nessuno può essere meno che prudente". Intanto continuano a arrivare sondaggi. Da una rilevazione realizzata da Ipr Marketing per "Controcorrente", l'approfondimento di Sky tg 24 su chi dovrebbe succedere a Berlusconi nelal leadership del centrodestra, il 64% ha scelto Fini, l'11% Tremonti, il 7% la Santanchè.

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Alitalia, tafferugli alla Magliana (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-03-19 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE La vertenza I dipendenti provano a entrare nel Centro direzionale, scontri con la polizia: due feriti Alitalia, tafferugli alla Magliana Air France riceve i sindacati, ma è caos sotto la sede della compagnia Vertenza Alitalia, parte la trattativa fra Air France e i sindacati Scontri in piazza fra lavoratori e polizia Trattativa con tafferugli e due operai feriti. Ieri i vertici di Air France e Alitalia hanno presentato ai sindacati il piano dei transalpini per acquisire la compagnia aerea italiana. L'appuntamento era per le tre del pomeriggio nel Centro direzionale della società alla Magliana. Un incontro ancora interlocutorio. Ma il prologo è stato violento. Cinque o seicento lavoratori di Atitech, azienda del gruppo Alitalia con sede a Capodichino che si occupa della manutenzione di parte della flotta aerea, sono arrivati in pullman per chiedere garanzie sul proprio posto. Tutti in sciopero. Chiassosi e festanti. Ma quando hanno cercato di varcare i cancelli del Centro direzionale, si sono trovati di fronte un muro di forze dell'ordine: polizia e carabinieri. Allora hanno cercato di forzare il blocco. Spingendo. Ma in maniera tutto sommato pacifica. Sono stati presi a manganellate. Due addetti di Atitech, Antonio Di Somma, 30 anni, e Antonio Panico, 44, sono rimasti feriti e sono stati curati in ospedale: 6 punti di sutura alla testa per il primo, setto nasale rotto per il secondo. La tensione è così salita alle stelle addirittura prima dell'inizio della trattativa. E i rappresentanti sindacali hanno cercato di riportare la calma. Poi, dopo una consultazione fra forze dell'ordine e vertici di Alitalia, i cancelli sono stati aperti. E i lavoratori Atitech sono entrati nel cortile del Centro direzionale. E finalmente, con un'oretta di ritardo, è cominciato l'incontro sindacale, mentre in strada è tornata la calma, anche se non sono mancate le polemiche e qualche battibecco fra gli stessi lavoratori, con fischi e insulti dei dipendenti Atitech nei confronti dei colleghi di Alitalia in servizio al Centro direzionale ("servi del padrone", "vergognatevi", "noi in piazza, voi sul divano "). Cgil, Cisl e Uil, ma anche le altre sigle, hanno criticato l'uso della forza da parte della polizia. "I lavoratori volevano solo fare un pacifico sit in di protesta nel cortile della propria azienda per difendere il proprio posto - dice Giovanni Aruta, esponente Cisl e delegato sindacale di Atitech -, il piano, da quanto emerso, è inaccettabile, ci sono tagli assurdi al personale". Ancora da chiarire gli effetti dei tagli al personale sull'occupazione nel territorio di Fiumicino. Il piano Air France è infatti complesso: gli esuberi dichiarati complessivamente sono circa 2000 in tutta Italia, ma non tengono conto di esternalizzazioni, cessioni di rami di azienda e successivi tagli. Secondo i sindacati in realtà gli esuberi su tutto il territorio nazionale sarebbero in realtà 7 mila (su 19 mila dipendenti), di cui almeno un terzo su Roma. Poi c'è il capitolo indotto: i tagli all'Alitalia secondo le organizzazioni dei lavoratori indurranno un ridimensionamento delle aziende fornitrici di beni e servizi: altre 1.000-1.500 persone secondo la Cgil a rischio disoccupazione. Proteste Operai in attesa che si concluda l'incontro fra Air France - Klm e i sindacati per Alitalia Paolo Foschi.

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AMMETTO di essere inadeguato, però ancora non riesco a capire come sta andando l (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di MAURIZIO COSTANZO AMMETTO di essere inadeguato, però ancora non riesco a capire come sta andando la questione Alitalia-Air France. Mi si dice che rimane compagnia di bandiera però nell'arco di alcuni anni 1600 persone dovranno lasciare il lavoro e che Fiumicino sarà più centrale rispetto ad altri scali. Devo dire che raramente abbiamo visto mettere in ginocchio un'azienda come è accaduto all'Alitalia.Certamente si è trattato di un susseguirsi di mancate scelte politiche. È comunque mortificante quanto si legge in Italia e soprattutto quanto si legge dell'Italia fuori confine.

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Alitalia, frenata sull'accordo (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Air France: nessun obbligo a comprare. I sindacati: no al piano. Il Pdl critica il governo. Tensione e scontri Alitalia, frenata sull'accordo Mercati, la Federal Reserve taglia i tassi Usa dello 0,75% e le Borse ripartono.

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ROMA Braccio di ferro tra sindacati e Air France sulla vendita di Alitalia. Le organizzazioni dei l (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Avoratori hanno bocciato il piano industriale francese e hanno chiesto maggiori garanzie. Spinetta: "Non siamo obbligati a comprare". Previsti 1.600 esuberi in Az-Fly e lo scorporo di Az-Servizi che finirebbe a Fintecna. Intanto ieri è stata una giornata di ripresa delle Borse mondiali, sull'onda del taglio di 0,75% dei tassi Usa deciso dalla Fed. Piazza Affari ha guadagnato il 2,4%.

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Emma e Marco, guerra dei nervi al Pd: fregati ma non molliamo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-19 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE La coppia radicale Il ministro: a Torino non mi hanno invitata. Il partito: i dirigenti locali avevano parlato con la segretaria Emma e Marco, guerra dei nervi al Pd: fregati ma non molliamo ROMA - "Il Pd non è un partito democratico e, insieme al Pdl, sta conducendo una campagna mediatica di regime ": parola di Marco Pannella, che già lunedì a Porta a porta, invitato come sostenitore del Pd, non aveva risparmiato critiche. Già, i radicali vivono con insofferenza questa condizione di ospiti imbarazzanti a casa Veltroni. E non è un problema del solo leader radicale (fatto fuori dalle liste), che, tra l'amaro e l'ironico, dice: "Beh, almeno non hanno potuto togliere a me e D'Elia l'elettorato passivo: possiamo ancora votare". Anche Emma Bonino, capolista ben nascosta in Piemonte, si rende conto del fatto che a ogni iniziativa importante lei non viene invitata, onde non rinfocolare l'ennesima polemica tra laici e cattolici. E infatti anche ieri a Torino è rimasta fuori dalla manifestazione con Veltroni: "Nessuno mi ha invitata", dice. (Il comitato del Pd locale si giustifica: avevamo parlato con la sua segretaria). Del resto, analoga situazione ha vissuto addirittura Zapatero. Il premier spagnolo, è stato cercato e corteggiato per il gran finale della campagna elettorale del Pd. Poi, per non irritare gli ex ppi, si è deciso di annullare quell'appuntamento. Ciononostante, Pannella non ha intenzione alcuna di rompere con il Partito democratico, anche se la notizia che Walter Veltroni diserterebbe la manifestazione pro-Tibet di oggi lo turba: "Aveva aderito e io avevo capito che ci sarebbe stato! Vabbè, chi non fa un bel guadagno è lui". Ma stracciare il contratto prematrimoniale con il Pd non è nel novero delle cose possibili, se non altro per quei "3,15 milioni di euro" che, come ricorda Emma Bonino, gli uomini del Loft "devono dare ai radicali". E allora, per dirla alla Pannella, "vale la legge del menga, chi ce l'ha se lo tenga: ci hanno fregato e non hanno mantenuto la parola data perché non eleggeranno nove dei nostri, ma noi non rompiamo. Però ricordiamo ogni giorno a Veltroni che non mantiene le promesse". Sì, ogni giorno, uno stillicidio che sfianca il Pd - che tenta per questa ragione di oscurare i candidati radicali- ma che spinge Pannella a insistere: "Io non li mollo, rimango attaccato. Voglio partecipare alla costruzione di un vero Partito democratico". Certo, l'aspirazione di Pannella non fa esplodere di gioia gli uomini del Loft, ma tant'è: ormai hanno imbarcato i radicali e devono cercare di gestirli. Per questa ragione il Pd non diserta la manifestazione a sostegno del Tibet: oggi in piazza ci saranno sicuramente Goffredo Bettini e il candidato alla presidenza della Provincia di Roma Nicola Zingaretti. Due veltroniani doc: non sia mai Pannella se ne voglia uscire con un attacco nei confronti del Partito democratico che prima aderisce all'iniziativa e poi latita. Anzi, ieri sera le adesioni aumentavano (e c'era chi spingeva Veltroni a compiere un passo) per la preoccupazione di finire sul banco degli imputati. Insomma, nonostante le dosi di bromuro che al Pd tentano di spargere, il rapporto con i radicali resta tutt'altro che semplice. Sul piano dei contenuti: con Bonino che approva la vendita di Alitalia ad Air France e con Giorgio Tonini che dice quel che Veltroni non può esplicitamente dire (ossia che è uno sbaglio). Ma anche sul piano dei modi con cui si è concluso il "contratto" restano delle difficoltà. Eppure Marco Pannella giura che la richiesta del Pd di non candidarlo non lo ha amareggiato. Il modo non l'offende, sostiene: "Peggio per loro, io accumulo e metto da parte". E a furia di mettere da parte si è capito che il leader radicale darà del filo da torcere al Partito democratico durante la campagna elettorale, ma anche dopo... Maria Teresa Meli.

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Il vertice tra Air France, Alitalia e le sigle sindacali (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 19-03-2008)

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Stampa Il vertice tra Air France, Alitalia e le sigle sindacali ... Il vertice tra Air France, Alitalia e le sigle sindacali ieri a Roma è stato terreno di scontro non solo verbale ma anche fisico. Un lavoratore dell'Atitech di Napoli è stato ferito alla testa durante i tafferugli con le forze dell'ordine davanti al centro direzionale di Alitalia a via della Magliana. Erano circa 400 i lavoratori, giunti dagli stabilimenti di Napoli di Atitech (una società legata ad Az servizi) che hanno cercato di entrare nella sede di Alitalia dove è si è tenuto il confronto tra i vertici di Air France-Klm e i sindacati. Alla reazione delle forze dell'ordine i lavoratori hanno risposto lanciando uova e altri oggetti. Quando sono stati allontanati da polizia e carabinieri, sono nati dei tafferugli che hanno coinvolto i manifestanti e le forze dell'ordine. Uno dei lavoratori è rimasto ferito alla testa ed è stato soccorso da un'ambulanza.

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Il Gruppo Air France-KLM non è qui per acquisire Alitalia, (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 19-03-2008)

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Stampa "Il Gruppo Air France-KLM non è qui per acquisire Alitalia, ... "Il Gruppo Air France-KLM non è qui per acquisire Alitalia, ma per verificare la possibilità, insieme con il personale di Alitalia, di partecipare alla creazione di un grande gruppo di dimensioni mondiali". è il messaggio principale del presidente e ad di Air France, Jean-Cyrill Spinetta, durante l'incontro ieri a Roma presso la sede di Alitalia con i rappresentanti nazionali delle principali organizzazioni sindacali. Ma la trattativa resta tutta in salita. Nell'incontro di ieri, infatti, in cui sono state confermate le indicazione già rese note sul piano presentato da Air France e approvato del Tesoro, non si è concretizzato l'auspicio espresso dai francesi di una apertura dei sindacati, che invece avrebbero in sostanza bocciato l'offerta. Un no pressoché unanime sarebbe arrivato non solo da Cgil,Cisl, Uil, Ugl e Sdl, ma anche e soprattutto dai piloti dell'Anpac. Intanto, le informazioni trapelate ieri non hanno rappresentato sorprese rispetto a quanto già emerso nei giorni scorsi. Sono 1600 gli esuberi in Az Fly suddivisi in 500 piloti, 600 assistenti di volo e 500 assistenti di terra. Quanto ad Az Service, l'80% del capitale di Az sarà acquisito da Fintecna. Per quanto riguarda l'occupazione, dei 7600 occupati di Az service, 3200-3300 saranno internalizzati e ritorneranno quindi in Alitalia. Di questi, 650 sono i lavoratori in esubero relativamente a parte della manutenzione leggera e parte di Alitalia Airport. Nessun riferimento è arrivato, invece, per le strutture periferiche, come Napoli e Palermo, che dovrebbero restare in Az Service. Circa 4400 lavoratori sono destinati quindi ad affluire in Fintecna. Piccolo giallo anche politico ieri sul tema. "Non ho voluto fare dichiarazioni e continuo a non farle, ma abbiamo fatto sapere in via riservata quello che pensiamo a chi sta portando avanti le trattative". Così il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, ha spiegato a chi gli ha chiesto il suo commento sugli ultimi passi della trattativa tra Airfrance-Klm e Alitalia. Palazzo Chigi ha precisato "che non risulta nessuna comunicazione giunta in via riservata a membri del governo da parte del Pdl sulla questione Alitalia".

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Tps manda la lettera con il sì a Parigi (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 19-03-2008)

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Stampa Offerta Tps manda la lettera con il sì a Parigi Il ministro dell'Economia e delle Finanze, Tommaso Padoa-Schioppa, ha inviato ad Alitalia e ad Air France-Klm una lettera contenente l'impegno ad aderire alle offerte pubbliche di scambio (per le azioni) e di acquisto (per le obbligazioni) da parte di Air France-Klm per la totalità dei titoli detenuti dal ministero stesso. Lo ha reso noto un comunicato di via XX Settembre nel quale si aggiunge che nella lettera viene inoltre specificato che "gli impegni assunti non saranno vincolanti nel caso in cui uno o più soggetti lancino un'offerta pubblica concorrente migliorativa e il ministero accetti tale offerta". La lettera è stata pubblicata sul sito del ministero, una scelta che "assume rilievo - conclude il ministero - anche per assicurare il rispetto del principio di trasparenza e non discriminazione in relazione a eventuali offerte pubbliche migliorative".

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Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it Rimettere la decisione (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 19-03-2008)

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Stampa Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it Rimettere la decisione ... Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it Rimettere la decisione della vendita di Alitalia all'accordo sindacale è tutta una messinscena. Il Governo ha commesso gravi errori e sul tema si è comportato con grande disinvoltura. "Ora è il momento di Air France che ci chiede di aprire una trattativa. Ma la trattativa è fatta di concessioni e non di diktat come sembra stia venendo fuori" spiega a Il Tempo, Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl. Insomma una trattativa nata e condotta male? Il Governo non ci ha detto nulla. Ha condotto una trattativa senza chiederci mai nulla. E ho avuto il sospetto che tutto fosse già deciso quando si è visto che sullo stesso tema il ministro dei trasporti e quello delle infrastrutture avevano idee differenti e non fossero d'accordo. Ora a che punto si è arrivati? Il comportamento che stanno tenendo è prendere o lasciare. A noi così non va bene. Ognuno si deve prendere la propria responsabilità. Non possiamo avallare i numeri che ci comunicano e le decisioni del governo. Dico di più. Con questa gestione del caso Alitalia si è aggiunta un'altra perla alle privatizzazioni avvenute in Italia. La mancanza di trasparenza è stata vistosa. Alla fine siete quasi considerati un ostacolo? Non siamo un ostacolo ma per avere il nostro assenso ci devono coinvolgere. è la prima volta che ci si tiene all'oscuro di tutto. Non so dove sono stati abituati ad avere relazioni industriali ma spero non alla Cayenna. Il Governo sta cercando una via di salvezza per la compagnia. è tutto da gettare? Il governo ha commesso un gravissimo errore di disinvoltura. Per quanto riguarda Air France se hanno interesse ad aprire una trattativa dovrebbero sapere che una trattativa non è un'insieme di diktat. Non credo che si possano avallare scelte molto discutibili senza che venga modificato nulla. E anzi non capisco perché rimettono la decisione finale all'accordo sindacale. Mi pare tutta una messinscena. Cosa non vi va giù? Non siamo d'accordo con gli esuberi. Erano stati annunciati altri numeri. Uno dei criteri principali emersi nel corso della trattativa era quello per cui si prevedevano meno esuberi. Siete pronti a rimettere tutto in discussione? Dipende solo da Air France. Nessuno può pensare di mediare senza sindacato. La disponibilità c'è. Aspettiamo. Una delle cause che può far saltare tutto è il ricorso della Sea su Malpensa. Che ne pensa? Il fatto che il comune di Milano faccia causa al governo centrale si commenta da solo. è il segnale di un governo che ha tirato avanti senza curarsi di intoppi, ostacoli ed esigenze. Un governo molto leggero.

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Lunedì nero, l'Europa brucia 300 miliardi (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 19-03-2008)

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Stampa Borse a picco Lunedì nero, l'Europa brucia 300 miliardi Adesso fa davvero impressione la crisi economica e finanziaria che si sta abbattendo sui mercati mondiali. Le Borse europee bruciano 304 miliardi, mentre negli Usa vanno a picco i colossi del credito. A Milano, dove pesa il tonfo di Alitalia (-27%), il Mibtel ha ceduto il 3,52% e sono stati persi 21,9 miliardi di capitalizzazione. Un lunedì nero partito con il crollo dei listini asiatici (Tokyo ha ceduto del 3,7%, Hong Kong il 4,62% e Shanghai il 4,6%) e proseguito con la giornata di passione delle piazze europee. Non è andata meglio oltreoceano con l'apertura in ribasso di Wall Street e con la debacle di Lehman Brothers: l'istituto finanziario è arrivato a perdere il 44% sulle voci - smentite - di una presunta crisi di liquidità. Timori che non hanno risparmiato anche MF Global, la prima società a livello mondiale nel settore del brokeraggio di prodotti finanziari complessi come Etf e opzioni. Il titolo è sprofondato del 54,57%, nonostante il tentativo della dirigenza di rassicurare gli investitori. La Fed, la banca centrale americana, mirava a disinnescare le tensioni sui mercati con il taglio a sorpresa del tasso di sconto di 25 punti base al 3,25%. Una mossa spinta dalla crisi di Bear Stearns, l'istituto di credito svenduto a JPMorgan per circa 240 milioni di dollari, a due dollari per azione: il 98% in meno rispetto a fine febbraio quando il titolo era a 87,30 dollari. Sul banco degli imputati c'è la crisi dei mutui subprime americani, cioè quelli concessi con minori garanzie, che da mesi sta mettendo in difficoltà l'economia mondiale. Difficoltà che ieri hanno portato a un'ondata di vendite in Europa: l'indice Dj Stoxx 600, che raggruppa quotate a grande, media e piccola capitalizzazione di 18 paesi, ha ridotto la capitalizzazione di 304 miliardi. Zurigo è stata la peggiore tra le principali Borse chiudendo a -5,02%. Francoforte ha fatto segnare -4,18%, Londra -3,26%, Parigi -3,51%. Tra i settori, il più toccato è stato quello delle materie prime (-8,1% l'indice europeo di settore). Nonostante le nubi sui mercati, la Bce mantiene ferma la decisione di non ridurre i tassi, così come avvenuto negli Stati Uniti. I timori di un allargamento della crisi finanziaria negli Usa ha fatto schizzare ancora euro e petrolio. Sul mercato valutario di Tokyo la moneta unica europea ha sfondato la quota record di 1,59 sul dollaro arrivando a 1,5909 per poi arretrare a 1,57. L'ulteriore indebolimento del biglietto verde ha fatto salire ancora più in alto il prezzo del greggio: i contratti future con consegna aprile trattati a New York hanno toccato il nuovo massimo a 111,42 dollari. Anche in questo caso le quotazioni hanno ripiegato in serata a quota 104 dollari. L'oro ha chiuso a New York a 1.002,6 dollari, in progresso di 3,1 dollari rispetto alla chiusura precedente ma abbondantemente sotto il record raggiunto sempre ieri a 1.033,9 dollari l'oncia. Con l'oro nero ai massimi, arrivano novità sul fronte del caro-carburanti: prima di Pasqua entrerà in vigore il provvedimento che farà scattare una riduzione delle accise. Mercoledì o al massimo giovedì il testo sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale mentre la Corte dei Conti ha fatto sapere che ieri, con la registrazione del decreto, ha dato il proprio via libera alle misure fiscali che consentiranno una riduzione della componente fiscale del prezzo di benzina e gasolio pari a 2 centesimi di euro al litro.

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Notizie in 2 minuti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-03-19 num: - pag: 56 categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Air France: nessun obbligo di comprare Alitalia "Non siamo obbligati ad acquisire Alitalia ". Il presidente di Air France, Spinetta, lo ha premesso incontrando ieri i sindacati e ha ribadito che l'assenso delle sigle sindacali è una delle condizioni necessarie per l'operazione. Ha confermato poi che la proposta di acquisto prevede 1.600 esuberi in Alitalia Fly. I vescovi: va cambiata la legge elettorale Cambiare la legge elettorale "è un dovere del prossimo Parlamento, per ridare più democrazia al Paese e la possibilità ai cittadini di scegliere i loro rappresentanti ". è quanto chiedono i vescovi per bocca del loro segretario generale, mons. Giuseppe Betori. E sul caso degli aborti di Genova: "Ciò che è accaduto è la conseguenza di una mentalità abortista senza confini, che non accetta nemmeno i limiti della legge". Focus Le opere pubbliche lumaca L'Italia conserva il record della lentezza nelle grandi opere come la Tav e in quelle meno grandi come una terza corsia autostradale nella Pianura padana. Il confronto fra i tempi italiani e quelli di altri Paesi è desolante. Esteri Tibet: il Dalai Lama pronto a dimettersi Il Dalai Lama è pronto a dimettersi se proseguiranno le violenze in Tibet. Mentre continuano le proteste anticinesi il premio Nobel per la Pace ha invitato i manifestanti alla moderazione ma "se le cose diventeranno incontrollabili, l'unica soluzione sarà quella di dimettermi ". Cronache Travolge e uccide due turiste: il pirata ai domiciliari A Roma un uomo di 32 anni ubriaco ha investito e ucciso sulle strisce pedonali due turiste irlandesi di 28 e 29 anni e non si è fermato. Quindi si è schiantato contro delle auto in sosta. Gli sono stati concessi gli arresti domiciliari. Polemiche. Economia La Fed taglia i tassi Borse in ripresa La Banca centrale americana (Fed) ha tagliato i tassi sui fed funds di 0,75 punti percentuali dal 3% al 2,25 per cento. Rimbalzano le Borse. Cultura Quei misteri tra il '44 e il '45 Intorno al crollo del fascismo e alla fine della Seconda guerra mondiale, è fiorita una miriade di interrogativi, leggende, e particolari che "non tornano". E in Misteri italiani (Rizzoli) Silvio Bertoldi si incarica di dissipare in parte il buio su quanto accadde in Italia nel 1944-45, ombre che si sono anche allungate fino ai giorni nostri. Spettacoli La scomparsa di Minghella Il regista britannico Anthony Minghella è morto a 54 anni. Vinse l'Oscar come miglior regista nel 1996 per "Il paziente inglese". Minghella sarebbe morto per un'emorragia dopo un intervento chirurgico. Sport In Serie A il derby di Roma Lazio-Roma, stasera, è l'appuntamento clou della Serie A. Il presidente laziale Lotito: "Questo derby deve restare nella storia del calcio come esempio di grande spettacolo sportivo, di rispetto e solidarietà". Ferrari: Todt si dimette da amministratore delegato Jean Todt si è dimesso da amministratore delegato della Ferrari. Il consiglio di amministrazione ha riconfermato alla presidenza Luca Cordero di Montezemolo e ha nominato, al posto di Todt, Amedeo Felisa. * Con "Style Magazine" e 3,00; con "Corriere Enigmistica" e 2,30; con "Foto:box" e 7,90; con "Storie della Bibbia" e 8,90; con "La grande dinastia dei Paperi" e 8,90; con "Geronimo Stilton English!" e 9,90; con "L'Europeo" e 8,90; con "Dizionario enciclopedico della Cucina italiana" e 13,90; con "Il grande cinema di Alberto Sordi" e 10,99; con "Gli itinerari di Dove" e 4,99; con "Computer & Web" e 13,90; con "Il Diritto" e 15,90; con "Storia della civiltà europea" e 13,90. In Sicilia, Lazio (no Roma), Umbria, Marche, Puglia, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Sardegna e nelle province di PD e PR con La Gazzetta dello Sport e 1,00.

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ROMA Ci sono i numeri, ma non le condizioni per andare avanti. Almeno per ora. I sindacati, (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di LUCIANO COSTANTINI ROMA Ci sono i numeri, ma non le condizioni per andare avanti. Almeno per ora. I sindacati, al termine del primo round con il vertice di Air France, hanno bocciato l'offerta di Parigi. Strada in salita, comunque sbarrata da tutte e nove le sigle presenti al tavolo e soprattutto dai piloti e assistenti dell'Anpac che hanno definito l'incontro come "estremamente negativo". Troppi tagli e nebulose prospettive di sviluppo. Non è una rottuta, ma quasi. Le parti si sono lasciate senza darsi un nuovo appuntamento. Per la verità, la delegazione francese ha proposto di aggiornare a questa mattina la discussione, ma i rappresentanti dei lavoratori hanno risposto con un secco "no" perchè vogliono che prima siano soddisfatte almeno quattro condizioni: maggiori garanzie per l'occupazione, un più definito perimetro di Alitalia all'interno del gruppo franco-olandese (esuberi), potenziamento della flotta e più tempo per negoziare. Solo, una volta soddisfatte queste quattro condizioni, la trattativa potrà essere ripresa. Difficile che il confronto possa essere chiuso entro marzo, ma non potrà avere neppure tempi lunghissimi perchè Jean Cyril Spinetta, ieri pomeriggio, aprendo il tavolo di confronto alla Magliana, è stato chiarissimo: "Non siamo obbligati ad acquisire Alitalia". Ed ha aggiunto di aspettarsi il via libera dei sindacati entro il 31, accompagnato da un impegno scritto da parte dei rappresentanti delle varie categorie: personale di terra, piloti e assistenti di volo. Una sorta di prendere o lasciare. Quasi un ultimatum. I numeri, dicevamo: il progetto di Parigi prevede 1.600 esuberi in Az-Fly, cioè nel reparto volo: 500 tra i piloti, 600 tra gli assistenti di volo, 500 tra gli assistenti terra. Poi Az-Servizi. Qui Spinetta ha precisato che degli attuali 7.600 dipendenti, tra i 3.200 e i 3.300 resteranno nel perimetro Alitalia. Di questi, 650 saranno considerati esuberi. In Az-Servizi resteranno le società di manutenzione leggera e una parte di Alitalia Airport. Saranno quasi certamente tagliate le altre attività, tra cui quella di manutenzione pesante degli stabilimenti Atitech di Napoli. Le altre attività resteranno in Az-Servizi che tuttavia avrà un nuovo assetto azionario con una quota dell'80% in mano a Fintecna. Oggi Az-Servizi è al 51% in mano ad Alitalia, ma è controllata da Fintecna che ha il 49% delle azioni, più un 2% di diritti di voto in usufrutto. Gestisce la manutenzione, l'informatica, l'amministrazione, il call center e i servizi aeroportuali. Il cargo verrà gradualmente ridotto fino alla chiusura, prevista per il 2010. "Non ci saranno licenziamenti per Atitech, ma solo soluzioni non traumatiche", ha assicurato il top manager della Magliana, Maurizio Prato. Numeri accompagnati da un discorso per chiarire lo spirito del piano. "Non siamo qui - ha precisato Spinetta - per acquisire Alitalia, ma per verificare la possibilità di partecipare alla creazione di un grande gruppo di dimensioni mondiali. Offriamo ad Alitalia una reale prospettiva di futuro e rilancio. Non si tratta solo di creare i campioni europei di domani, ma anche di salvaguardare i posti di lavoro su un mercato sempre più concorrenziale". Infine la postilla, ma non secondaria: "Non esiste alcuna attività di servizio che possa avere successo senza l'adesione dei lavoratori". Una mera esortazione per coinvolgere tutto il personale nell'operazione di risanamento o anche, e soprattutto, la richiesta di sottoscrivere un accordo, come condizione "sine qua non" per arrivare alla firma sul contratto di acquisto? Non va dimenticato che Air France ha sempre posto l'assenso dei lavoratori come netta pregiudiziale alla conclusione dell'intesa. Ieri intanto governo ha raggiunto un accordo con i sindacati e gli enti locali lombardi per l'applicazione degli ammortizzatori per Malpensa. Più in particolare, sul pacchetto di tutele per i dipendenti e sulla gestione occupazionale dello scalo in conseguenza del trasferimento di voli dall'aeroporto varesino a Fiumicino. Ancora ieri il Tesoro ha inviato ad Air France e Alitalia la lettera di adesione all'offerta francese che prevede, tra l'altro, il "mantenimento della struttura per un periodo tre anni dal completamento dell'operazione e dell'identità nazionale" della nostra ex compagnia di bandiera.

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Alitalia farà parte di un gruppo guidato dal primo vettore mondiale e nelle intenzioni dei fran (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Cesi avrà la leadership in Italia. Fiumicino verrà rafforzato e sarà l'hub di riferimento. Nuovi aerei per la flotta in arrivo dal 2011.

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ROMA - Tafferugli, tensione e un ferito durante la protesta dei lavoratori di Alitalia di fronte al (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 19-03-2008)

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Centro direzionale della Magliana. Scontri che si sono verificati prima dell'incontro tra il presidente di Air France e le contro parte italiana. La manifestazione - indetta dai sindacati - ha rischiato di degenerare quando i lavoratori hanno cercato di sfondare il presidio della polizia. Dopo un lancio di uova ad allegire la tensione ci ha pensato la reazione, particolarmente veemente, delle forze dell'ordine che ha allontanato i manifestanti. Ma la carica della polizia e il fuggi-fuggi generale ha creato scompiglio. A farne le spese è stato un lavoratore dell'Atitech di Napoli, rimasto ferito alla testa durante gli scontri. I dipendenti degli stabilimenti di Napoli dell'Atitech protestano per la preoccupazione che le loro attività, di manutenzione pesante sotto AZ Servizi, vengano escluse dalla proposta di acquisto. Ieri hanno chiesto di poter svolgere un'assemblea sindacale nel cortile del centro direzione di Alitalia ma non hanno ottenuto una risposta positiva. Dopo i tafferugli in serata è tornata gradualmente la calma e i 500 lavoratori hanno deciso di levare il blocco in attesa della trattativa avviata tra sindacati e francesi. Le dichiarazioni del presidente di Air France non lasciano comunque molte speranze sul destino del polo napoletano, che rischia di essere tagliato. Anche se margini di manovra potrebbero aprirsi per trovare una soluzione indolore.

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ROMA - Ultimatum del governo alla Sea: o ritira la richiesta di risarcimento da un miliardo (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di ROBERTA AMORUSO ROMA - Ultimatum del governo alla Sea: o ritira la richiesta di risarcimento da un miliardo e 250 milioni avanzata ad Alitalia, oppure sono da rimettere in discussione gli ammortizzatori sociali per Malpensa. Le due insieme non possono stare. La mossa ufficiale di Palazzo Chigi è arrivata ieri: "La Sea ponga in essere ogni comportamento coerente con la finalità di favorire la positiva conclusione dell'accordo tra Air France e Alitalia ritirando il ricorso". La nota di Palazzo Chigi è arrivata a stretto giro di posta, proprio nel giorno in cui è stato raggiunto l'accordo sugli ammortizzatori sociali e sulla Cassa integrazione a Malpensa. Di qui la precisazione del governo: "Alla decisione di revoca il Governo subordinerà ogni ulteriore iniziativa". Di tutto questo ora il presidente della Sea, Giuseppe Bonomi ne deve tenere conto. Deve fare lo stesso il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni insieme a tutto il fronte del Nord guidato dalla Lega. E soprattutto deve tenerne conto il sindaco di Milano. Ieri, in un'intervista a La Repubblica, Letizia Moratti ha escluso una marcia indietro sulla causa di risarcimento ("Alitalia può anche fallire"). Al massimo c'è spazio per una transazione, sostiene il sindaco. Ma ora la fermezza con cui Prodi mette sul tavolo della trattativa anche gli ammortizzatori sociali per Malpensa ha già rimescolato le carte in tavola. Anche perchè nè l'ipotesi della transazione, nè quella della manleva chiesta da Air France al governo, risultano percorribili, secondo gli ultimi approfondimenti del dossier anche in sede Ue. Entrambi questi strumenti, infatti, rischiano di essere bollati da Bruxelles come aiuti di Stato. E allora anche ieri le diplomazie hanno lavorato, tra Roma e Milano, con l'obiettivo di disinnescare la mina Sea entro il 31 marzo, come previsto dalle condizioni di Air France. Fino alla nuova posizione della Sea, chiarita ieri sera. La società "è disponibile a valutare proposte di definizione anche stragiudiziale della vertenza - recita una nota della Sea. A condizione, però, che "venga riconosciuto il danno che Sea stessa sta subendo per effetto degli inadempimenti di Alitalia e che si creino i presupposti di mercato per un nuovo sviluppo dell'aeroporto di Malpensa". "È indispensabile - prosegue Sea - che il Governo, come più volte promesso, proceda a una rapida ed efficace rinegoziazione degli accordi bilaterali internazionali, tali da consentire un incremento dell'accessibilità diretta intercontinentale del Paese, una conseguente maggiore accessibilità intercontinentale di Malpensa e una parità di accesso intercontinentale fra Milano e Roma". Ma il ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani avverte: "Se Sea vuole, ha la possibilità di far fallire Alitalia. Ma non so se questo possa giovare e non danneggiare ulteriormente il sistema aeroportuale lombardo".

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E' importante perchè senza l'assenso scritto dei sindacati, ribadito anche ieri dal p (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 19-03-2008)

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Residente di Air France, salta tutto. L'intesa tra Tesoro, azionista di Alitalia, e i francesi è infatti subordinata, tra l'altro, al via libera delle organizzazioni sindacali. In assenza Parigli abbandonerà il campo.

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Per ora non ci sono le condizioni per proseguire . Spinetta: Non siamo obbligati a comprare (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 19-03-2008)

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Alitalia: no dei sindacati, trattativa in stallo "Per ora non ci sono le condizioni per proseguire". Spinetta: "Non siamo obbligati a comprare".

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Air France conferma i 7mila esuberi e dice ai sindacati: <Abbiamo interesse ad acquisire Alitalia, ma non siamo obbligati> (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 19-03-2008)

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Air France conferma i 7mila esuberi e dice ai sindacati: "Abbiamo interesse ad acquisire Alitalia, ma non siamo obbligati" Air France conferma i 7mila esuberi e dice ai sindacati: "Abbiamo interesse ad acquisire Alitalia, ma non siamo obbligati". La polizia picchia i lavoratori che protestano. Così procede l'ennesima privatizzazione all'italiana 8 19/03/2008.

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Air France irride i sindacati: <Nessuno ci obbliga> (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 19-03-2008)

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Air France irride i sindacati: "Nessuno ci obbliga" Alitalia, 7mila esuberi e botte ai lavoratori Roberto Farneti Il titolo azionario che cade a picco in Borsa per il secondo giorno consecutivo, facendo anche di peggio (-29,3%) rispetto al tracollo della seduta precedente (-26%); la polizia che manganella i lavoratori della Atitech di Napoli, accorsi a Roma in 500 per protestare davanti al centro direzionale della Magliana, perché sanno che anche il loro posto di lavoro è a rischio; il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, che irride i sindacati, con parole dal chiaro sapore ricattatorio: "Abbiamo interesse ad acquisire Alitalia, ma non siamo obbligati". Frase che, nel contesto attuale, significa più o meno: "Le condizioni le dettiamo noi. O accettate di sottoscrivere quanto vi proponiamo, a partire dai 7mila esuberi, o vi lasciamo fallire". Quanto è accaduto nella giornata di ieri è la scena finale di un film già visto. Rappresenta, infatti, il logico epilogo dell'ennesima privatizzazione "all'italiana", dove a guadagnarci è sempre e solo chi compra e a rimetterci sono lo Stato e i lavoratori. Colpa del governo Prodi, che ha lasciato gestire questo delicata vicenda, dagli importanti risvolti industriali, a un ministro-ragioniere come Tommaso Padoa Schioppa, unicamente interessato a liberare i conti pubblici dal fardello di una azienda costantemente in perdita. Ma anche colpa dei governi precedenti. "Berlusconi ci consegnò la compagnia sull'orlo del fallimento", ricorda il ministro per l'Attuazione del Programma, Giulio Santagata. Vero. Per non parlare di Letizia Moratti. Nella sua veste di primo azionista della Sea, la sindaca di Milano ritiene "impensabile" che la società aeroportuale possa rinunciare alla richiesta di un indennizzo di 1,25 miliardi di euro per la scelta di Alitalia - "suggerita" da Air France - di abbandonare Malpensa a partire dal prossimo primo aprile. "Alitalia? Può anche fallire", aggiunge la ex ministra di Berlusconi. Al vetriolo la replica del ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero: "Non credo che la Sea sia in grado di chiedere danni a Alitalia, perchè nei fatti è Alitalia che ci ha rimesso, che ha finanziato Sea in questi anni". Adesso l'unica maniera per salvare lo scalo milanese, spiega Ferrero, è "una separazione dei destini di Malpensa da quelli di Alitalia". E tuttavia l'irresponsabilità del centrodestra non assolve l'esecutivo uscente dalle scelte compiute in questi due anni. Il risultato, oggi, è sotto gli occhi di tutti: l'unico futuro che si prospetta per Alitalia è una svendita a favore del colosso franco-olandese, che avrà come conseguenza il ridimensionamento della ex compagnia di bandiera, con la messa a terra di 49 aerei, il taglio dei voli internazionali, e l'espulsione dal perimetro dell'azienda di metà dei servizi di terra. Ad essere incluse saranno le società di manutenzione leggera e una parte di Alitalia Airport. In pratica, su un totale di 7.600 dipendenti di Az Servizi, tra i 3.200 e i 3.300 resteranno nel perimetro di Alitalia. Di questi, 650 saranno esuberi. Il resto dei lavoratori e delle attività andrà sotto il controllo di Fintecna. Confermati anche i 1600 esuberi in Az Fly, di cui 500 tra i piloti, 600 tra gli assistenti di volo e 500 tra il personale di terra. "Un piano doloroso ma sarà un successo", assicura Spinetta, che chiede ai lavoratori "di partecipare alla creazione di un grande gruppo di dimensioni mondiali". Con "il vostro contributo - assicura il numero uno di Air France, rivolto ai sindacati - Alitalia potrà tornare alla profittabilità". Raffaele Bonanni, segretario della Cisl, se la prende col governo: "Ci hanno consegnato nudi alla trattativa con Air France. Una cosa inqualificabile. Fanno tutto in silenzio, fanno tutto da soli e poi all'ultimo momento vogliono scaricare sulle nostre spalle la decisione". Anche Fausto Bertinotti scuote la testa: "Crescono le proteste dei lavoratori - osserva il candidato premier della Sinistra Arcobaleno - e vanno riproposti contro la svendita due elementi: considerare i lavoratori come una risorsa per il futuro contro le logiche dei tagli e i licenziamenti, considerare Alitalia come compagnia di bandiera che può essere oggetto di accordi internazionali o di cambi di proprietà ma misurati su una strategia di servizio all'Italia". Secondo Bertinotti, "queste due condizioni non sono garantite da Air France". 19/03/2008.

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Malpensa in crisi, obiettivo primario: salvare il lavoro Poi trovare i colpevoli (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Ivan Mazzacani Milano "Non si può accettare a scatola chiusa la proposta di Air France, occorre avviare una discussione perché a pagare non siano i lavoratori": le parole sono del ministro alla solidarietà Paolo Ferrero che ieri, insieme ad altri esponenti locali e nazionali della Sinistra l'Arcobaleno, ha incontrato alcuni lavoratori all'aeroporto di Malpensa. Tre i punti fondamentali della strategia di salvataggio dei posti di lavoro: separare i destini di Alitalia e di Malpensa, sostenere una battaglia politica per assicurare gli ammortizzatori sociali, tenere aperta la discussione con Air France, anche se secondo Ferrero, la proposta attuale sarebbe troppo sbilanciata dal punto di vista dei costi e dei benefici, con i primi tutti a carico dei lavoratori. Dal punto di vista politico si discute sulle responsabilità. "Bisogna constatare il fallimento di una classe imprenditoriale e politica. In passato la Lega Nord ha fatto fallire un accordo con Klm che avrebbe potuto risollevare le sorti di Alitalia e oggi cerca di affondarla per fare posto alle compagnie straniere". Punta il dito contro la Lega Nord anche Maurizio Zipponi che la accusa di tacere gli effetti nefasti del commissariamento, ossia la chiusura di tutti i settori in perdita con una conseguente crisi occupazionale di dimensioni inaccettabili". Zipponi sottolinea inoltre "l'incongruenza degli imprenditori", a partire da Asso Lombarda, "da un lato propensi a rivendicare politiche liberiste, dall'altro a promuovere per Malpensa grandi operazioni stataliste. Ma nessun finanziamento pubblico deve andare ai privati". Alla neo presidente degli industriali Emma Marcegaglia, Zipponi chiede quanti soldi di tasca propria è disposta a mettere, all'ad del gruppo Intesa San Paolo, Corrado Passera, invece se nella cordata con Airone le banche siano disposte a mettere a rischio il proprio capitale. Le responsabilità politiche secondo Zipponi vanno ricercate anche nella società che gestisce l'aeroporto, la Sea, che non è riuscita a tutelare lo scalo varesino dalla crisi. Alla richiesta di indennizzo milionario avanzata dal sindaco di Milano, nonché primo azionista di Sea, Letizia Moratti, Zipponi risponde che "caso mai è Alitalia che dovrebbe fare causa alla Sea, per aver disatteso gli accordi iniziali". Oggi, a Malpensa ci sono 9mila lavoratori precari, il 50% del totale. Come Daniele, 23 anni. Assunto dalla Icts con un contratto di apprendistato per la durata di tre anni, non sa dire cosa accadrà, ma oggi è costretto a lavorare meno ore a causa del taglio dei voli operato da Alitalia, per 500 euro al mese. I più amareggiati sono però i lavoratori di Sea. Roberta, 44 anni, in Sea da 20: "Abbiamo accettato molti sacrifici, turni straordinari, di certo non ci aspettavamo che finisse così". Per le circa 900 hostess presenti a Malpensa si parla di una cassa integrazione a ore che dovrebbe scattare il primo di Aprile, per un taglio di circa il 20% dello stipendio. 19/03/2008.

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La Regione Lazio stanzia un milione di euro per rilanciare l'indotto Fiumicino, occupazione a rischio per i lavoratori dello scalo (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 19-03-2008)

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Alessandro Ambrosin Fiumicino (Rm) A Fiumicino è allarme generale. Dopo l'accettazione da parte del Cda Alitalia del piano di Air France-Klm arrivano le prime stime sugli esuberi. Un numero molto più alto rispetto a quello indicato nel piano di rilancio, che prevedeva un taglio di 1700 dipendenti di Alitalia Fly, perché gli effetti ricadranno inevitabilmente anche nel settore Service e Airport e su tutto l'indotto regionale che vive in simbiosi con l'hub più importante della penisola. A leggere i calcoli del 2005 diffusi dalla Iata (International Air Transport Association), ogni posto di lavoro perso equivale a quattro nell'indotto. Sono, infatti, 130mila gli addetti legati allo scalo romano, contro i 35mila impiegati all'attività dell'aeroporto di Fiumicino. Un effetto che coinvolge migliaia di persone tra quelle occupate nei servizi di catering, quelle destinate allo scarico e carico degli aeromobili, gli addetti alle spedizioni e alla manutenzione e quelli che lavorano nei servizi di pulizia all'interno dei veivoli e dell'aeroscalo romano. Un numero impressionante di uomini e donne che sopravvivono grazie soprattutto alla compagnia di bandiera. Anche per loro si profila un futuro d'incertezza assoluta, dove l'effetto domino potrebbe rivelarsi fatale in tutta la sua drammaticità. Le condizioni dettate dal gruppo anglo-olandese del "prendere o fallire" prevedono l'uscita dell'attività Cargo Alitalia entro il 2010, fonte importantissima per l'economia regionale e la messa a terra di 42 aeromobili. "Questo non è un piano di rilancio ma una capitolazione annunciata, - afferma Vittorio Mantelli, candidato alle provinciali di Roma nel collegio di Fiumicino - l'ultimo asset strategico che segue le orme di altri poli di eccellenza svenduti dal paese. La compagnia di bandiera è con le spalle al muro e il prezzo da pagare per questo piano che non c'è sarà altissimo. Nonostante il trend di crescita di "propensione al volo" si esprima al doppio delle percentuali rispetto agli altri paesi europei, l'area tecnica di Fiumicino finirà con il diventare una cattedrale nel deserto. Anche per gli operai certificati da esperienza e professionalità impiegati negli hangar e nelle officine di manutenzione si apriranno le porte in Fintecna. Ciò che accade oggi è sempre stato avvertito dalla Sinistra l'Arcobaleno, tanto che lo scorso anno, esattamente nel novembre del 2007 presentò il disegno di legge "Città del volo". Un progetto regionale - conclude Mantelli - mirato al rilancio dell'area tecnica Alitalia e alla creazione del distretto aeronautico di Fiumicino basato sul principio della ricerca e dell'innovazione come assi strategici a cui fare riferimento". Della stessa opinione è Enrico Luciani, presidente Commissione Mobilità della Regione Lazio: "Da una dettagliata analisi dopo la privatizzazione degli Aeroporti di Roma avevamo avvertito che la forte flessione dell'occupazione all'interno dello scalo di Fiumicino con una tendenza alla precarizzazione erano fenomeni evidenti. Nel documento realizzato sulla "Città del volo" avevamo predisposto un disegno di legge che mirava ad elevare l'hub di Fiumicino a polo principale delle manutenzioni e migliorare non solo la qualità dei servizi, ma anche la formazione dei lavoratori già penalizzati dall'incertezza del loro futuro professionale. Il piano di vendita - conclude Luciani - comporterà una perdita in termini d'impiego e per questo motivo sarebbe opportuno meditare ancora sulle scelte future e ricercare una soluzione rispondente non solo alle esigenze della compagnia di bandiera, ma sul fronte dell'intero sistema occupazionale". Luigi Nieri, assessore al Bilancio, in questi mesi ha lavorato per il rilancio dell'indotto di Fiumicino con investimenti sulla competitività, la formazione del personale, l'innovazione in un'ottica di sviluppo locale, centrale per la regione stessa con uno stanziamento nel bilancio della Regione di un milione di euro. "Per il progetto di rilancio del settore manutentivo - dichiara Nieri - si possono inoltre utilizzare le risorse comunitarie nell'ambito della programmazione 2007-2013. Vanno studiate tutte le soluzioni possibili per evitare che le difficoltà di un settore strategico per la regione e per il paese siano sostenute dai soli lavoratori". 19/03/2008.

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Fallimento - stefano bartezzaghi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 19-03-2008)

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Cultura FALLIMENTO lapsus STEFANO BARTEZZAGHI à la guerre comme à la guerre: e sull'erta barricata di Malpensa, il sindaco di Milano Letizia Moratti - nome di gaudio e cognome di petrolio - ha commesso un atto estremo, un'imprudenza forse necessaria. Ha rivelato il segreto ultimo della città che governa da Palazzo Marino: lo ha fatto quando ha dichiarato, a proposito di Alitalia: "Altre compagnie sono fallite, ma gli aerei non hanno smesso di volare. Neppure il fallimento significa di per sé una catastrofe". Certo: e neppure la catastrofe è un'ecatombe, né l'ecatombe è l'Inferno, né l'Inferno è brutto come l'hanno sempre dipinto. Milano non ha colossei e fori da esibire sfacciatamente: solo qualche colonna e qualche tratto di mura, quel che basta a fare da supporto per la pubblicità. Ma Milano deliba rovine anche meglio di Roma, da cui la distingue il gusto innato per la rovina inappariscente, segreta e per ciò stesso invincibile: il giovanilismo, ossia la senilità occultata; l'efficientismo, ossia l'efficienza predicata, ossia l'insipienza attiva; il mito del presente, ossia la negazione della storia. Le persone meglio in vista a Milano hanno fallito molte volte: ma hanno continuato a volare, e quindi se ne vantano.

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Alitalia, i lavoratori contro la vendita. Tensioni tra polizia e dimostranti (sezione: Alitalia 2)

( da "Campanile, Il" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

L'atteso vertice che si è svolto ieri alla Magliana tra il numero uno della compagnia franco-olandese, Jean-Cyril Spinetta, l'ad di Alitalia, Maurizio Prato e le sigle sindacali è stato preceduto da scontri e tensioni tra dimostranti e polizia con un lavoratore rimasto ferito alla testa Lavoratori sul piede di guerra per la vendita di Alitalia ad Air France. L'atteso vertice alla Magliana tra il numero uno della compagnia franco-olandese, Jean-Cyril Spinetta, l'ad di Alitalia, Maurizio Prato e le sigle sindacali è stato preceduto da scontri e tensioni tra dimostranti e polizia con un lavoratore rimasto ferito alla testa. Al tavolo siedono per Air France-Klm il numero Jean-Cyril Spinetta, e il direttore generale Pierre-Henri Gourgeon, per Alitalia l'ad Maurizio Prato, e il direttore Giancarlo Schisano, e le nove sigle sindacali di settore, Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Sdl, Anpac, Up, Avia e Anpav. Intanto, però, la politica si divide sulla vendita tra favorevoli e contrari. Fra i fautori della seconda, il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, che fa sapere che ci sono almeno due cose che non convincono nell'offerta di Air France: "La politica occupazionale e la strategia di impresa". Il candidato premier de "La Sinistra Arcobaleno" ai microfoni di Ecotv non ha dubbi: "I lavoratori di Alitalia devono essere considerati una risorsa e quindi devono essere utilizzati". Di tutt'altro avviso, invece il ministro per le Politiche comunitarie Emma Bonino, per la quale, Alitalia "è un problema antico che oggi viene a maturazione: l'alternativa alla vendita amara all'Air France è il fallimento, su questo bisogna essere chiari". Sul dossier pesa anche come un macigno la questione Malpensa. Il governo ha annunciato che è stato siglato presso il ministero del Lavoro un accordo con sindacati, Regione Lombardia, Province di Milano e Varese, e Sea per la gestione della crisi occupazionale dello scalo milanese. Ma ha chiesto anche alla Sea di "favorire la positiva conclusione dell'accordo tra Air France e Alitalia ritirando il ricorso presentato contro quest'ultima. Da tale accordo - sottolinea il ministro del Lavoro, Cesare Damiano - "dipende difatti il futuro, di comune interesse, di migliaia di lavoratori di tutta Italia e dunque anche di quelli che operano nello stesso aeroporto di Malpensa. In caso contrario la Sea non potrà che assumersi le responsabilità conseguenti". Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, resta però convinta della linea dura. "L'azione risarcitoria - dice in un'intervista rilasciata a "La Repubblica" - è stata a lungo mediata e si basa su argomenti solidi. Alitalia ha disatteso l'impegno assunto: fare di Malpensa il suo hub. Una rinuncia da parte nostra è impensabile". Per poi aggiungere che l'eventuale fallimento della compagnia di bandiera non sarebbe "una catastrofe". Nel frattempo continua a crollare il titolo in Borsa: le azioni Alitalia continuano ad andare a picco senza soluzione di continuità e si avviano a chiudere la sessione a 0,27 euro, in calo del 29,30%, dopo essere state sospese al ribasso. Il ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, ha chiesto a Sea un atto di responsabilità. "Devo dire ? afferma - che in questo momento Sea ha in mano il bandolo della matassa: se intende far fallire Alitalia può farlo". (19-03-2008).

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Segue dalla prima alitalia 2 (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Segue dalla prima alitalia 2 Le urne ci consegneranno due sentimenti contrapposti. Il primo è la voglia di bipartitismo. Il secondo è la voglia di contestazione. Chi sceglie il voto utile non disdegna la fine delle ostilità e dunque trova positivi gli intenti costituenti della prossima legislatura. Chi invece sceglie di rafforzare i partiti "dalle tinte forti" (Lega, Sinistra Arcobaleno e Destra) lo fa per rafforzare quei movimenti meno malleabili agli accordi pasticciati. In questa prospettiva, non prevedo grandi spazi per i disegni centristi. Quello che accadrà al Senato potrebbe essere meno tragico di quel che sento dire in giro, ciò però potrebbe richiedere qualche... rinforzino. Gianluigi Paragone 19/03/2008.

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Globalizzazione E crisi economica (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Globalizzazione E crisi economica Così Giulio fa breccia tra i movimenti Cremaschi plaude e vede lo spettro del '29 La parola "crisi", si sa, fa parte del repertorio classico della sinistra. E non è una novità nemmeno il fatto che nelle discussioni sulla crisi, più si va a sinistra, più le sfumature sui suoi risvolti diventano articolate. Ma che, almeno nella fotografia della situazione, buona parte delle tesi di Tremonti siano condivise da un sindacalista-movimentista come Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom, tanto scontato non è proprio. Spiega Cremaschi: "Guardi, non voglio fare come quelli che al bar danno la formazione a Donadoni, ma la critica di Tremonti al Wto e la necessità di una nuova Bretton Woods sono idee condivisibili. Tra l'altro sono battaglie portate avanti da tempo dal movimento no global". Certo, per Cremaschi le differenze restano ("Il libro di Tremonti esprime un punto di vista intelligente, ma gollista") ma, se non nella cura, nella diagnosi sulla crisi economica il sindacalista fiommino è d'accordo con l'ex ministro dell'Economia: "Il problema non è solo correggere la globalizzazione, il problema, come dice Tremonti, è questa globalizzazione". Che il movimento no global abbia trovato un suo campione è certo azzardato dirlo, ma qualche affinità c'è: "Tremonti sta più a sinistra di Padoa Schioppa" dice Cremaschi. E Veltroni? "Il tema è come si regola il mercato. Veltroni vive a Disneyland. E non solo lui: tutta questa campagna elettorale è priva di elementi di contatto con la realtà". Cremaschi si dice convinto da Tremonti almeno su due punti di fondo. E chiarisce: "Il primo è il riconoscimento del carattere distorto della globalizzazione, sul piano finanziario e sociale. Ha ragione Tremonti nel criticare un certo estremismo capitalista e i processi di finanziarizzazione dell'economia che ci mettono di fronte al rischio di un nuovo'29. Un esempio? La politica folle della Banca europea che tiene alto il cambio dell'euro ricorda quella della Banca britannica che negli anni Venti teneva alto quello della sterlina. E aggiungo: ha ancora ragione Tremonti quando sostiene che è inaccettabile che si deve risparmiare sulla busta paga ma si dice che un operaio può fare un volo low cost". Il secondo punto: "Anche il giudizio sull'Europa è condivisibile. L'Europa di oggi è un concentrato di ideologie liberiste e di pratiche burocratiche. Basti vedere le sentenze della Corte europea sul lavoro che distruggono i contratti nazionali. Ne cito una, recentissima, contro i sindacati svedesi: un'impresa ha dato in appalto un lavoro a una azienda lettone che faceva lavorare i suoi operai in Svezia, ma con salari come se fosse in Lettonia. Il sindacato ha vinto la vertenza, l'impresa ha fatto causa al sindacato e la Corte europea le ha dato ragione". Su queste premesse Cremaschi spiega quale è l'assunto (tremontiano) che lo ha persuaso: "La critica al mercatismo è giusta ed è giusto che la politica si riappropri della tolda di comando. Come diceva Mao è la politica che deve governare la canna del fucile e non viceversa. Vale lo stesso per il mercato". Le affinità con le tesi dell'ex ministro sembrano fermarsi qui. Dice Cremaschi: "Sui valori è un libro pre-'68: Dio, famiglia, comunità. Così come non mi convince la sua idea di federalismo che liquida i poteri dello Stato: è anch'essa figlia della globalizzazione". Su come indirizzare la canna del fucile per Cremaschi la parola d'ordine è: ruolo dello Stato nell'economia. A partire, ad esempio, da Alitalia: "Le pare possibile che Alitalia viene comprata da Air France al costo dell'evasione fiscale di Valentino Rossi? Non difendo la cattiva amministrazione dell'azienda, ma denuncio che lo Stato abbandoni il campo". Qualche contatto con le tesi di Tremonti c'è: "Il protezionismo? Si fa ma non si dice. Nessun arabo o cinese è riuscito a comprare beni strategici negli Stati Uniti. Più che dazi e tariffe è necessario un ruolo pubblico nell'economia". Ma la risposta, per Cremaschi, deve essere di stampo marcatamente keynesiano: "Lo Stato deve intervenire, promuovere, spendere. Non ha senso dire: prima la crescita, poi i salari. Gli aumenti salariali creano crescita perché creano domanda. E serve una programmazione sia a livello nazionale che globale. Non voglio essere catastrofista ma, di fronte a questa crisi, o si agisce subito o vedo uno scenario di distruzione". Sul piano sociale, però, Cremaschi offre una soluzione più di lotta che di governo: "I movimenti ripartiranno. Nei prossimi mesi ci saranno tensioni sociali, civili e aumenteranno i conflitti nei luoghi di lavoro. La lotta di classe è tutt'altro che finita". E i sindacati? "Il bilancio sociale di quelli che rappresentiamo è in rosso. E in Italia sui salari è entrata in crisi la concertazione che è servita a tenere in piedi più il sindacato di quelli che rappresenta. Serve meno Palazzo e più contrattazione". 19/03/2008.

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Bonanni (Cisl): "La trattativa con Air France è solo una messinscena" (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 19-03-2008)

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Stampa destino alitalia Bonanni (Cisl): "La trattativa con Air France è solo una messinscena" Rimettere la decisione della vendita di Alitalia all'accordo sindacale è tutta una messinscena. Il Governo ha commesso gravi errori e sul tema si è comportato con grande disinvoltura. "Ora è il momento di Air France che ci chiede di aprire una trattativa. Ma la trattativa è fatta di concessioni e non di diktat come sembra stia venendo fuori" spiega a Il Tempo, Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl. Insomma una trattativa nata e condotta male? Il Governo non ci ha detto nulla. Ha condotto una trattativa senza chiederci mai nulla. E ho avuto il sospetto che tutto fosse già deciso quando si è visto che sullo stesso tema il ministro dei trasporti e quello delle infrastrutture avevano idee differenti e non fossero d'accordo. Ora a che punto si è arrivati? Il comportamento che stanno tenendo è prendere o lasciare. A noi così non va bene. Ognuno si deve prendere la propria responsabilità. Non possiamo avallare i numeri che ci comunicano e le decisioni del governo. Dico di più. Con questa gestione del caso Alitalia si è aggiunta un'altra perla alle privatizzazioni avvenute in Italia. La mancanza di trasparenza è stata vistosa. Alla fine siete quasi considerati un ostacolo? Non siamo un ostacolo ma per avere il nostro assenso ci devono coinvolgere. è la prima volta che ci si tiene all'oscuro di tutto. Non so dove sono stati abituati ad avere relazioni industriali ma spero non alla Cayenna. Il Governo sta cercando una via di salvezza per la compagnia. è tutto da gettare? Il governo ha commesso un gravissimo errore di disinvoltura. Per quanto riguarda Air France se hanno interesse ad aprire una trattativa dovrebbero sapere che una trattativa non è un'insieme di diktat. Non credo che si possano avallare scelte molto discutibili senza che venga modificato nulla. E anzi non capisco perché rimettono la decisione finale all'accordo sindacale. Mi pare tutta una messinscena. Cosa non vi va giù? Non siamo d'accordo con gli esuberi. Erano stati annunciati altri numeri. Uno dei criteri principali emersi nel corso della trattativa era quello per cui si prevedevano meno esuberi. Siete pronti a rimettere tutto in discussione? Dipende solo da Air France. Nessuno può pensare di mediare senza sindacato. La disponibilità c'è. Aspettiamo. Una delle cause che può far saltare tutto è il ricorso della Sea su Malpensa. Che ne pensa? Il fatto che il comune di Milano faccia causa al governo centrale si commenta da solo. è il segnale di un governo che ha tirato avanti senza curarsi di intoppi, ostacoli ed esigenze. Un governo molto leggero.

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Alitalia verrà dimezzata (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 19-03-2008)

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Air France mette giù il "prendere o lasciare", perché "non siamo obbligati a comprare". Presidio e proteste (e botte della polizia) fuori della sede centrale della Magliana. La politica si divide, la destra difende solo lo scalo di Malpensa Alitalia verrà dimezzata Di 18.300 lavoratori ne verrano salvati solo 11.100. I sindacati criticano tutto e chiedono cambiamenti sostanziali per continuare il confronto Francesco Piccioni Il massacro che ci si aspettava, confermato fino all'ultimo uomo da sacrificare. Con in più l'intimazione rivolta ai sindacati: "vogliamo che l'accettazione di questo piano sia controfirmata da tutti voi entro il 31 marzo", con tre distinti documenti: uno per i piloti, un altro per gli assistenti di volo il terzo per il personale di terra. Prendere o lasciare, perché tanto "non siamo obbligati ad acquisire Alitalia". Il progetto illustrato ieri pomeriggio, nella sede romana della Magliana, dal presidente di AirFrance-Klm, Jean-Cyril Spinetta, prevede quasi un dimezzamento dei dipendenti in carico all'ex compagnia di bandiera: da 18.300 a 11.100. Il calcolo è abbastanza semplice. In questo momento la società risulta divisa in due tronconi, le attività di volo vere e proprie in Az Fly e quelle di terra in Az Service. Nella prima lavorano 10.000 persone (tra piloti, assistenti di volo e line maintenance - la manutenzione in pista, tra un atterraggio e il successivo decollo), nella seconda (manutenzione pesante, handling, centro elettronico, amministrazione, ecc) 8.300. I tagli sono pesanti e differenziali. Da Az Fly dovranno andarsene 500 piloti, 600 assistenti di volo e 500 di terra. Da Az Service saranno recuperati invece appena 2.700 dipendenti, mentre gli altri saranno in piccola parte ricollocati presso società che hanno mostrato interesse a rilevare singole attività specifiche (Accenture per il comparto amministrazione e Eds per quello informatica). Il resto a Fintecna - società statale al 100% - che dovrà gestirne in qualche modo il "deflusso" verso altri lidi. Anche la flotta subisce nell'immediato un drastico ridimensionamento. Dal primo aprile resteranno a terra ben 34 aerei; dal marzo 2009 si fermano 2 Mbii (cargo) e entro il 2010 anche gli altri tre. I 600 dipendenti dell'Atitech sono considerati in uscita, ma con tempi più lunghi (entro il 2012). L'incontro di ieri è iniziato con un'ora e mezzo di ritardo a causa dei piccoli tafferugli all'entrata della Magliana, con la polizia a manganellare i lavoratori di Atitech (manutenzione) giunti da Napoli. Poi Spinetta, il dirrettore generalePierre-Henri Gourgeon, l'a.d. italiano Maurizio Prato e il direttore Giancarlo Schisano si sono visti con i rappresentanti delle nove sigle sindacali presenti in azienda (Anpac, Cgil, Cisl, Uil, Sdl, Up, Avia, Anpav e Ugl). Un lungo monologo in cui la successione dei tagli è stata inquadrata all'interno di una "strategia di rilancio" sui tempi lunghi. "Siamo qui - ha esordito Spinetta - per verificare, insieme al personale Alitalia, di partecipare alla creazione di un gruppo di dimensioni mondiali". L'"adesione dei lavoratori", nella visione francese, è importante perché "non esiste alcuna attività di servizio che possa altrimenti avere successo". Subito dopo hanno detto la propria tutti i rappresentanti sindacali. Con critiche molto forti, ma anche non quel tanto di diplomazia necessaria a non rompere completamente. In pratica, come sintetizzava poi un esponente dell'Sdl, "nel metodo, non va bene quasi nulla, come era già stato detto a Prato" in occasione delle "anticipazioni" di qualche settimana fa (sui tagli, la definizione di "perimetro aziendale, la flotta, ecc); "nel merito, peggio ancora, perché non si può mettere quasi 20.000 persone spalle al muro dicendo 'o accettate tutto in dieci giorni oppure l'azienda chiude'". Anche l'Anpac - l'associazione dei piloti, da sempre molto interna alla logica aziendale - ha cambiato posizione. Prima era in pratica d'accordo su quasi tutto, ora punta i piedi; forse perché il numero di piloti "in esubero" risulta aumentato di un centinaio di unità. La proposta di Air France ("rivediamoci domani su questa stessa base") è stata respinta dai sindacati, che hanno chiesto ai francesi di far tesoro delle critiche avanzate da tutti per riformulare una proposta "più ragionevole". Ma, al momento di andare in stampa, non era stata ancora data una risposta. Può essere perciò che la discussione vada avanti, magari oggi stesso (visto che il 31 è stao ormai posto come dead line ). Il governo italiano, proprietario del 49,9% in vendita, si è fatto vivo soltanto per comunicare di aver spedito ai francesi una lettera in sette punti in cui il Tesoro si impegna "irrevocabilmente" ad accettare l'offerta di scambio e di acquisto e a votare per l'approvazione della deliberazione da sottoporre all'assemblea straordinaria di Air France-Klm. Il Tesoro sottolinea anche che gli aspetti di interesse generale sono "adeguatamente salvaguardati". Deve essersi dimenticato dei 18.300 dipendenti.

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Dipendenti e polizia ai bordi della trattativa (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 19-03-2008)

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La protesta Dipendenti e polizia ai bordi della trattativa Francesca Pilla Sono partiti prestissimo da Napoli Capodichino, 20 macchine, 7 pullman e un obiettivo: arrivare alla Magliana in tempo per farsi sentire, accerchiare il centro direzionale Alitalia e protestare, protestare, protestare. Magari arrivando a lanciare un uovo al presidente della compagnia Maurizio Prato e all'amministratore delegato di Air France Jean Cyril Spinetta, i due che probabilmente nei prossimi mesi decideranno di far fuori mille lavoratori solo in Campania. "Noi siamo quelli dei servizi di terra, quelli che nella vendita finiranno in mezzo alla strada o nel migliore dei casi tritati da un'azienda all'altra - spiega uno dei lavoratori Atitech di Napoli. Sappiamo che Air France ha intenzione di scaricarci". Preoccupazione, rabbia, tensione, il viaggio è passato ripercorrendo gli ultimi anni di una lenta agonia. "All'arrivo in quella che consideriamo ancora casa nostra - spiega un altro - abbiamo avuto il benvenuto dalle forze dell'ordine in assetto antisommossa". Così è bastato il lancio di qualche uovo ed è partita la carica. Nel parapiglia, sotto i manganelli finiscono due lavoratori: un naso e un sopracciglio rotto. Il più grave, De Somma, dell'Ugl, si becca dieci punti di sutura. Torna la calma. Qualcuno tra la folla chiede che una delegazione possa entrare nelle stanze chiuse della trattativa, la risposta arriva con polizia e carabinieri che serrano le fila. "E' arrivata l'ora che il governo si assuma le proprie responsabilità. Non è possibile che siamo venuti qui - urlano dai megafoni - per prendere mazzate ". Ottengono il permesso di tenere un'assemblea con i rappresentanti sindacali all'interno della sede di via Marchetti. "Non c'è un'informazione reale su quanto sta avvenendo - racconta Ciro Labanchi dell'Alitalia servizi - si parla di 1.600 esuberi ma sono le cifre che riguardano il personale Fly, ci sono altri 8 mila dei servizi che però stanno per essere tagliati. Questo è il risultato della divisione firmata nel 2004 dai quegli stessi sindacati che dovrebbero difenderci". "Ci siamo trovati di fronte a un prendere o lasciare - risponde Antonio D'Auria segretario Filt Cgil Campania - se non avessimo sottoscritto l'accordo saremmo rimasti fuori dal perimetro del gruppo". In quel momento per i sindacati confederali era l'unica soluzione per far arrivare i finanziamenti attraverso Fintecna in sinergia con le attività di Fiumicino. Ma oggi quei lavoratori "a terra" sono considerati zavorra. "Ho 45 anni e 20 in azienda - continua Labanchi - sono troppo vecchio per trovare un lavoro e troppo giovane per andare in pensione". Lui fa parte dei 60 "delocalizzati" negli uffici del centro direzionale di Napoli. Ma sono tanti quelli che tremano in Campania, circa 1300 a contratto. "Siamo i rifiutati della situazione - spiega Michele Capuzzo, segretario Sdl Campania - A Napoli abbiamo l'hangar più all'avanguardia d'Europa (realizzato con i soldi pubblici, ndr ) e con 800 lavoratori ad alta professionalità e una media sotto 30 anni. Ora corriamo il rischio di essere messi da parte".

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Il governo chiede alla Sea di ritirare il ricorso miliardario contro Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 19-03-2008)

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Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, è disposta a far fallire la compagnia di bandiera piuttosto che rinunciare alla difesa a oltranza di Malpensa. L'esecutivo fa la voce grossa ma è debole Giorgio Salvetti Milano Milano contro Roma. Centrodestra contro centrosinistra. Parigi contro tutti e tutti contro i lavoratori. In picchiata con Alitalia, ciò che rimane del governo Prodi è costretto a gestire e ad avallare una vicenda ormai più grande di lui. O si vende Alitalia a Air France, a qualsiasi condizione, o Alitalia fallisce. A ricatto il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha risposto con un altro ricatto. E' decisa a non ritirare il ricorso contro Alitalia per il mancato rispetto degli accordi su Malpensa presentato da Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi controllata dal Comune di Milano. Sea chiede 1,25 miliardi di euro di risarcimento, dieci volte di più di quanto Air France è disposta a pagare per tutta l'Alitalia. Con una nota del ministro del Lavoro (che ieri ha siglato un accordo per la gestione occupazionale dei lavoratori di Malpensa), il governo ha chiesto a Sea di ritirare il ricorso. "Se Sea non lo farà - ha scritto Damiano - non potrà che assumersi le responsabilità conseguenti". Siamo al braccio di ferro ma è Sea, a questo punto, a ritrovarsi in mano le carte per impedire la vendita a Air-France. Lo ha ammesso anche Pierluigi Bersani. "Se Sea vuole ha la possibilità di far fallire Alitalia, ma non so se questo possa giovare al sistema aeroportuale lombardo". Di tutt'altro avviso il sindaco di Milano. "Il presidente Prodi mi ha chiamato due volte - ha dichiarato a la Repubblica Letizia Moratti - gli ho chiarito che Sea non può rinunciare a un contropartita economica". E poco importa se il ricorso di Sea porterà Alitalia al fallimento. "Sono fallite anche Swissair e Delta ma gli aerei non ha smesso di volare. Air France ha avanzato pretese tali da farmi dubitare che voglia concluedere davvero l'acquisto di Alitalia". E ancora. "Se c'è la volontà delle parti sono pronta ad avviare una trattativa per una transazione purchè ci sia garantito il giusto indennizzo". L'esecutivo, tramite il ministro Damiano, ha però fatto sapere che "il governo subordinerà alla decisione di revoca ogni ulteriore iniziativa". Come dire, prima di poter intavolare qualsiasi trattativa Sea deve ritirate quel ricorso. Ma Moratti non molla. E al suo fianco si è schierato il governatore lombardo Formigoni. "Il governo, messo in ginocchio da Air France, ora si accorge di Malpensa e chiede ai lombardi di risolvere il problema. Hanno predicato che la soluzione era quella di separare le sorti di Malpensa da quelle di Alitalia, ora si sono accorti che sono parte di un'unica partita". Il rapporto tra Alitalia e Malpensa è malato sin dall'inzio, prima Malpensa doveva salvare Alitalia, poi è successo il contrario, e ora il gioco si ribalta di nuovo. Il ministro Bersani ricorda al centrodestra e ai dirigenti di Sea, già dirigenti di Alitalia, le proprie responsabilità. "Se siamo a questo punto è prima di tutto colpa loro". Ma da due anni governa il centrosinistra e l'esanime governo Prodi a questo punto non ha la forza né per imporre la propria decisione al nord ribelle, né per rinegoziare le condizioni imposte da Air France. Per alcuni commentatori la svendita di Alitalia è talmente clamorosa da apparire addirittura come un favore ai francesi in cambio di qualche possibile affare italiano in Francia. La svendita, però, è criticata anche da alcuni ministri del governo Prodi. Per il ministro dei trasporti Bianchi, quella di Air France "è un diktat pieno di clausole vessatorie. Poiché l'obiettivo primario resta quello non solo di evitare il fallimento di Alitalia ma di rilanciarne il ruolo e l'immagine, credo si debba lavorare sia per chiedere di modificare in modo significativo l'offerta di Af, sia per acquisire nuove e più costruttive offerte di altri operatori". Critico anche il ministro delle infrastrutture Di Pietro. "Questa materia così delicata - ha detto - non può essere affrontata né decisa da un governo in scadenza. E' stato un errore aver lasciato mandato agli amministratori di Alitalia a trattare il caso. Hanno solo l'interesse a piazzare il prodotto". I leghisti la mettono sulla geografia e Calderoli parla di governo "nordofobico". Berlusconi tace, Veltroni invece sfodera l'ennesimo 'ma anche'. Per il leader del Pd è grave parlare di fallimento, la trattativa va conclusa, "ma vanno tutelati i lavoratori. E Dobbiamo trovare la strada per fare in modo che Malpensa diventi l'altro grande hub italiano. Alitalia non può avere due hub, ma l'Italia forse sì".

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Nuovo taglio shock: tassi giù dello 0,75% (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 19-03-2008)

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Prosegue la terapia d'urto della Fed che giustifica il taglio con il forte rallentamento dell'economia e con le difficoltà delle banche La Fed ha nuovamente tagliato il costo del denaro portando il tasso sui Fed fund al 2,25% e il tasso di sconto al 2,50%. Si tratta di un taglio enorme che negli ultimi 23 anni ha un solo precedente, quello del 22 gennaio di quest'anno. Per trovare un taglio superiore a quello deciso ieri sera occorre risalire all'ottobre 1984 quando a guidare la Fed c'era (prima di Alan Greenspan ) Paul Volcker che decise addirittura una sforbiciata dell'1,75%. Ma allora il tasso sui Fed fund era all'11,75%. "Le prospettive dell'economia sono peggiorate ulteriormente - è scritto nel comunicato emesso alla fine della riunione del comitato monetario - e la crescita dei consumi ha rallentato, mentre il mercato del lavoro si è indebolito". Inoltre, "i mercati finanziari rimangono in uno stato di grande stress e le crisi del credito e del mercato immobiliare minacciano di pesare sulla crescita economica per alcuni trimestri". Insomma, la congiuntura è debole e la decisione è stata presa anche in presenza di un tasso di inflazione quasi doppio rispetto al tasso attuale di intervento. Il nuovo taglio-shock del costo del denaro è arrivato dopo una settimana nerissima per le borse mondiali. Che ieri hanno festeggiato in anticipo. A Tokyo l'indice Nikkei ha recuperato l'1,50%, mentre l'Hang Seng di Hong Kong ha messo a segno un recupero dell'1,42%. Buoni rialzi, ma non clamorosi. E questo si spiega con la perdurante debolezza del dollaro che anche se ieri non ha segnato nuovi record negativi, rimane su livelli molto bassi e questo ostacolerà le esportazioni di "tigri" e "dragoni". Di ben altro spessore il recupero delle borse europee: tutte con aumenti superiori al 3%, salvo Milano che ha scontato i contraccolpi del nuovo tracollo dei titoli Alitalia. Le borse del vecchio continente già in apertura erano in attivo, ma il vero balzo all'insù lo hanno fatto solo dopo che negli Usa sono stati pubblicati i bilanci della Lehman Brothers e della Goldman Sachs, che lunedì erano state al centro di una ondata di vendite sulle voci di una situazione disastrosa dei conti. Le trimestrali di Lehman e della Goldman non sono brillanti e evidenziano forti svalutazioni per crediti inesigibili. Tuttavia non sembrano sull'orlo del tracollo e di una crisi finanziaria. Almeno questo testimoniano i conti relativi al periodo dicembre 2007- febbraio 2008. Per tranquillizzare ulteriormente i mercati la Lehman è anche sottolineato di disporre di oltre 30 miliardi di dollari di liquidità e di asset che, se necessario, potrebbero essere venduti rapidamente. Il mancato tracollo delle due banche Usa ha spinto al rialzo soprattutto i titoli bancari europei che lunedì avevano sofferto di più. Il risultato è stato che a fine giornata a Londra l'indice Ftse100 era in positivo del 3,54%, mentre a Milano il Mibtel recuperava il 2,39%. A Francoforte il Dax segnava un +3,41%; il Cac40 parigino è salito del 3,42%, mentre a Zurigo lo Smi guadagna il 3,54%. In ogni caso su nessuna piazza sono state recuperate le perdite di lunedì. Negli Stati uniti a parte le notizie non cattive dal fronte bancario, non è che tutto vada benissimo. E ne è convinto anche il ministro dell'economia Paulson che ieri ha di nuovo parlato di "una forte contrazione dell'economia". D'altra parte con i nuovi dati macroeconomici diffusi ieri non c'è da essere ottimisti. E' arrivata, ad esempio, la conferma che l'inflazione è alta: in febbraio i prezzi alla produzione hanno segnato un aumento dello 0,3%, mentre l'indice "core" (che esclusi gli energetici e gli alimentari), è salito dello 0,5% dopo lo 0,4% di gennaio. Altro dato negativo (una conferma) dal settore edilizio: in febbraio l'apertura di nuovi cantieri è diminuita dello 0,6% e - dato ancora peggiore - le nuove licenze edilizie sono crollate del 7,8% il livello più basso degli ultimi 16 anni. George W. Bush, il segretario al tesoro Henry Paulson e il presidente della Fed, Ben Bernanke. Foto Ap.

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ALITALIA-AIR FRANCE, INTESA A RISCHIO (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 19-03-2008)

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Linea dura del manager transalpino al tavolo della trattativa. Pressione del governo sulla Sea. Titolo ancora a picco Alitalia-Air France, intesa a rischio No dei sindacati al piano. E Spinetta minaccia: "Non siamo obbligati a comprare" Scontri tra la polizia e i lavoratori dell'Atitech di Napoli: feriti due manifestanti Ancora tensioni e polemiche dopo il via libera del governo all'acquisizione di Alitalia da parte di Air France-Klm. Fuori il quartier generale della Magliana le proteste dei lavoratori napoletani di Atitech, sfociate in tafferugli e scontri con due feriti. All'interno la fermezza dell'amministarore delegato di Air France, Jean Cyril Spinetta ("non siamo obbligati a comprare") che con Maurizio Prato, ad della compagnia di bandiera, ha incontrato le nove sigle sindacali per illustrare il piano. Piano bocciato dai sindacati. A Piazza Affari il titolo di Alitalia ha fatto registrare un altro tonfo: -29,3%, facendo scendere il prezzo delle azioni a 27 centesimi. Pressioni del governo sulla Sea per ritirare la richiesta di risarcimento. FRANZESE E SERVIZI ALLE PAGINE 2 E 3 Un lavoratore dell'Atitech di Napoli ferito alla testa durante gli scontri con la polizia davanti alla sede Alitalia.

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Alitalia, Spinetta accordo a rischio, ma sono fiducioso (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 19-03-2008)

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Economia Alitalia, Spinetta: accordo a rischio, ma sono fiducioso Titolo sospeso in apertura Roma, 19 mar. - Sempre piu' complessa la trattativa di Air France-Klm per la compravendita di Alitalia. "Non siamo certamente obbligati a comprare" ha detto ieri il numero uno del colosso franco-olandese Jean Cyril Spinetta. Le cifre proposte Da Spinetta su esuberi e ridimensionamento del perimetro del gruppo italiano non hanno per nulla convinto i sindacati. L'incontro è stato quindi sospeso e Air France-Klm ha chiesto di riprendere nella giornata di oggi. Spinetta non nasconde le evidenti difficoltà, ma sembra comunque ottimista: "Si è verò, l' accordo è a rischio" ma ha "ancora fiducia". Il presidente di Air France-Klm si trova al momento al lavoro con il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, e la prima linea di manager della compagnia italiana. Un incontro che servirà anche a valutare se ci sono margini di trattativa per riprendere il confronto con i sindacati. I siondacati nel frattempo ribadiscono la posizione espressa martedì al tavolo nella sede di Alitalia. Fonti sindacali confermano che una ripresa del confronto sarà possibile "solo se ci saranno novità", nel senso di una disponibilità a confrontarsi con più spazio per eventuali correzione sulla proposta di Air France-Klm per l'acquisizione di Alitalia. "Aspettiamo una risposta", dicono i sindacati. L'amministratore delegato di Sea-Aeroporti di Milano, Giuseppe Bonomi, intervenendo alla trasmissione televisiva Panorama del Giorno su Canale 5 sostiene che "il fallimento di Alitalia non è il nostro obiettivo, ma abbiamo il dovere di tutelare Sea". "Il governo - ha continuato Bonomi - chiedendoci di rinunciare alla causa, ci chiede di rinunciare al diritto di ogni azienda di tutelare se stessa". In stallo la situazione in borsa e Alitalia non riesce ad avviare le contrattazioni a Piazza Affari e viene sospesa per eccesso di ribasso. Alle 9,10 il titolo ha segnato un calo teorico del 16,67% a 0,23 euro. Alitalia non ha fatto prezzo per circa un'ora, poi ha aperto con un prezzo di 0,208 euro (-24,6%). Dopo aver toccato un minimo a 0,199 euro il titolo segna a metà mattinata 0,215 euro, con un -22,1%. Continua così il riallineamento del prezzo a quello offerto da Air France con il concambio, pari a circa 0,10 euro.

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Alitalia, Spinetta: accordo a rischio, ma sono fiducioso (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 19-03-2008)

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Economia Alitalia, Spinetta: accordo a rischio, ma sono fiducioso Titolo sospeso in apertura Roma, 19 mar. - Sempre piu' complessa la trattativa di Air France-Klm per la compravendita di Alitalia. "Non siamo certamente obbligati a comprare" ha detto ieri il numero uno del colosso franco-olandese Jean Cyril Spinetta. Le cifre proposte Da Spinetta su esuberi e ridimensionamento del perimetro del gruppo italiano non hanno per nulla convinto i sindacati. L'incontro è stato quindi sospeso e Air France-Klm ha chiesto di riprendere nella giornata di oggi. Spinetta non nasconde le evidenti difficoltà, ma sembra comunque ottimista: "Si è verò, l' accordo è a rischio" ma ha "ancora fiducia". Il presidente di Air France-Klm si trova al momento al lavoro con il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, e la prima linea di manager della compagnia italiana. Un incontro che servirà anche a valutare se ci sono margini di trattativa per riprendere il confronto con i sindacati. I siondacati nel frattempo ribadiscono la posizione espressa martedì al tavolo nella sede di Alitalia. Fonti sindacali confermano che una ripresa del confronto sarà possibile "solo se ci saranno novità", nel senso di una disponibilità a confrontarsi con più spazio per eventuali correzione sulla proposta di Air France-Klm per l'acquisizione di Alitalia. "Aspettiamo una risposta", dicono i sindacati. L'amministratore delegato di Sea-Aeroporti di Milano, Giuseppe Bonomi, intervenendo alla trasmissione televisiva Panorama del Giorno su Canale 5 sostiene che "il fallimento di Alitalia non è il nostro obiettivo, ma abbiamo il dovere di tutelare Sea". "Il governo - ha continuato Bonomi - chiedendoci di rinunciare alla causa, ci chiede di rinunciare al diritto di ogni azienda di tutelare se stessa". In stallo la situazione in borsa e Alitalia non riesce ad avviare le contrattazioni a Piazza Affari e viene sospesa per eccesso di ribasso. Alle 9,10 il titolo ha segnato un calo teorico del 16,67% a 0,23 euro. Alitalia non ha fatto prezzo per circa un'ora, poi ha aperto con un prezzo di 0,208 euro (-24,6%). Dopo aver toccato un minimo a 0,199 euro il titolo segna a metà mattinata 0,215 euro, con un -22,1%. Continua così il riallineamento del prezzo a quello offerto da Air France con il concambio, pari a circa 0,10 euro.

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Padoa Schioppa: "Su Alitalia c'è il rischio di commissariamento" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

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I sindacati sul piano: "Così non va". E in borsa il titolo non apre per eccesso di ribasso Commenta Commenti Invia commento Segnala ad un amico 19/03/2008 11:27 Camillo Debrai Perchè non si vuole il fallimento di Alitalia? Una nuova Alitalia, risorta dalla ceneri del fallimento, potrebbe liberarsi dalle zavorre e valorizzare al meglio i propri asset e magari essere interessante anche per altri imprenditori o aziende che non AirFrance. Toccherebbe al governo aiutare i lavoratori in esubero con sussidi temporanei di disoccupazione e corsi di formazione e reinserimento, ma non ha senso trasferire questo compito all'azienda che è virtualmente fallita. Il posto fisso non esiste più, non esiste per le migliaia di lavoratori delle PMI italiane, e non si vede perchè debba esistere per Alitalia. Sono presenti 1 commenti, invia il tuo commento! 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Che cosa ne pensate?Terrorismo, temi nuovi attacchi?Sei d'accordo con l'esonero di Piccioni?Vota il gol più bello della 28esima giornataKit antidroga per gli adolescenti, si o no?Libano, Afganistan, Kosovo, Iraq: cambiare o no i compiti delle nostre missioni militari all'estero?Rimborsi elettorali ai partiti-fantasma, è giusto?Sei precario: sposeresti un milionario non per amore?Santoro 'cotto' della Borromeo, secondo voi è vero?Giusta la sentenza di appello a carico di Ahmetovic?Una donna alla guida di Confindustria, sei d'accordo?E' giusto il dietrofront di Mancini?Comitato di cittadini per GuazzalocaGiusto negare i funerali agli assassini? LA FOTO DEL GIORNO Sexy fashion Dalla musica alla passerella: un momento della sfilata della linea di lingerie Pussycat Dolls, alla settimana della moda di Los Angeles GUARDA LE IMMAGINI RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec /div>.

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Così parlò Spinetta: "Non siamo obbligati ad acquisire Alitalia" (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Mer, 19 Mar 2008 Edizione 55 del 19-03-2008 IL TITOLO VA A PICCO Così parlò Spinetta: "Non siamo obbligati ad acquisire Alitalia" di Maria Laura Zuccheri C'è anche il rischio che adesso i francesi "snobbino" l'Alitalia e ce la mollino sulle spalle con tutti i dipendenti, i conti in rosso e via dicendo. Più chiaro di così non poteva essere il presidente di AirFrance, Jean-Cyril Spinetta: "Non siamo obbligati ad acquisire Alitalia". Con queste parole ha esordito davanti ai sindacati Italiani ai quali stava illustrando l'amarissimo piano di acquisizione. Spinetta, hanno riferito fonti sindacali, ha ribadito la richiesta di un impegno scritto da parte dei rappresentanti dei lavoratori della compagnia di bandiera italiana, uno ciascuno per piloti, assistenti di volo e personale di terra, entro il 31 marzo. Spinetta, secondo quanto si è appreso, si è comunque detto "convinto che l'integrazione sarà un successo. Sarà un'operazione dolorosa, ma poi decollerà. Integreremo Alitalia - ha concluso il numero uno di Air France - come abbiamo fatto con Klm". Sono stati confermati, per ora, 1600 esuberi in Az Fly. A informare sulla cifra i sindacati nel corso dell'incontro con i vertici di Alitalia e Air France è stato Giorgio Callegari, direttore Alleanze della compagnia. Gli esuberi sono stati così suddivisi: 500 tra i piloti, 600 tra gli assistenti di volo e 500 tra gli assistenti di terra. L'incontro con i sindacati è stato preceduto da momenti di tensione davanti alla sede di Alitalia in via della Magliana. Davanti ai cancelli della compagnia stazionavano circa 300 manifestanti di diverse organizzazioni sindacali. A un certo punto la polizia ha caricato i dimostranti per impedire loro l'ingresso nella sede della compagnia e uno dei lavoratori è rimasto ferito alla testa ed è stato soccorso da un'ambulanza. Questa potrebbe essere la cronaca della giornata se non fosse d'obbligo registrare anche che con i crolli delle ultime due sedute di Borsa Alitalia ha ormai bruciato metà della sua capitalizzazione. Tra lunedì e ieri, i giorni successivi all'ok del cda di Air France - Klm alla trattativa in esclusiva, il titolo ha fatto registrare una perdita complessiva quasi del 50% (il 48,31% per la precisione), portando così il valore in Piazza Affari a quota 382,7 milioni di euro. Una capitalizzazione questa che potrebbe diluirsi ulteriormente nelle prossime sedute alla luce del fatto che il titolo si sta allineando ai dieci centesimi per azione offerti da Air France. Questo prezzo valuta la compagnia di bandiera 138,6 milioni di euro. Il riferimento della seduta di ieri è a 0,276 euro (-29,43%).

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Il cerino al Cavaliere (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Mer, 19 Mar 2008 Edizione 55 del 19-03-2008 Il caso Alitalia Il cerino al Cavaliere di Arturo Diaconale Ora il governo dice che se salta la trattativa con Air France per la vendita di Alitalia la colpa è della Sea e della sua intransigenza sulla richiesta di un rimborso di un miliardo e duecentocinquantamila euro per i danni subiti a Malpensa. Ha un bel dire Letizia Moratti che la Sea è disponibile a rinunciare alla cifra astronomica richiesta inizialmente in cambio di una adeguata. Il gioco del cerino è in pieno svolgimento. E se mai i francesi dovessero tirarsi indietro il governo di Romano Prodi avrebbe trovato già il responsabile del fallimento della vendita della compagnia di bandiera ed il suo conseguente ed inevitabile fallimento. Molti sostengono che in realtà Air France abbia posto delle nuove e più pesanti condizioni d'acquisto proprio alla scopo di suscitare reazioni negative talmente forti da giustificare il proprio ritiro. Secondo questa ipotesi, infatti, i francesi avrebbero rifatto i conti e scoperto che acquisendo Alitalia i problemi sarebbero mille volte superiori ai vantaggi. E si sarebbero mossi di conseguenza. Ma il governo, che ha dato il via libera alla proposta di Air France, non si è neppure posto un dubbio del genere. Si è preoccupato solo di pararsi le spalle dalle polemiche furibonde che scoppierebbero in caso di fallimento della trattativa della Compagnia di Bandiera. E ha scaricato preventivamente la responsabilità di una eventualità del genere sulla Sea. Cioè sul sindaco di Milano Letizia Moratti, sul Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, su Umberto Bossi e la Lega. E, quindi, sul Pdl e sul suo candidato Premier Silvio Berlusconi. Il caso Alitalia, quindi, è diventato un argomento di campagna elettorale. Con il Pd che invece di preoccuparsi di aver accettato una offerta jugulatoria dei francesi, pensa solo a passare il cerino nelle mani del Pdl. E con parecchi esponenti dello stesso Pdl che, nel tentativo di perseguire i loro particolari interessi elettorali, si sforzano di favorire con ogni mezzo l'operazione degli avversari. La polemica tra Maroni ed Alemanno, il primo impegnato a difendere ad oltranza Malpensa ed il secondo ad esaltare Fiumicino, è fin troppo indicativa del masochismo elettorale di certi esponente del Pdl. Ma la vicenda Alitalia è troppo grande per essere ristretta nell'angusto recinto della contingenza elettorale. Perché il caso non sarà chiuso dal voto degli elettori. Dopo il 13 aprile chi andrà al governo dovrà comunque fare i conti con questa patata bollente. E, poiché con ogni probabilità al governo ci tornerà il Pdl, sarebbe opportuno che Silvio Berlusconi non solo intervenisse a sedare i contrasti della propria maggioranza che favoriscono le speculazioni del Pd, ma indicasse per tempo la strada da seguire per risolvere la questione. Il punto vero è definire una alternativa credibile al "patto leonino" proposto da Air France. Cioè, visto che non esistono per Alitalia altri acquirenti con un minimo di credibilità, indicare le tappe che attraverso un fallimento adeguatamente pilotato potrebbero portare alla rinascita dalle proprie ceneri della Compagnia di Bandiera ed alla difesa sia di Malpensa che di Fiumicino. Impresa diperata? Può essere. Ma l'unica in grado di stoppare le speculazioni elettorali, dare una speranza ai lavoratori che rischiano il posto e costringere Air France a rinunciare alla prepotenza ed accettare condizioni più eque.

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Per Aeroporti di Roma non si bada a spese (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Mer, 19 Mar 2008 Edizione 55 del 19-03-2008 IL BILANCIO DI GEMINA Per Aeroporti di Roma non si bada a spese Il dividendo di 0,05 euro, meno della metà di quello dello scorso anno, verrà offerto ai soli azionisti riparmio di Emilia Rettura Del traffico aereo in aumento, in Italia come nel resto del mondo, a Gemina non se ne sono resi conto. Almeno stando a vedere i conti del Gruppo che, dopo l'acquisizione di Aeroporti di Roma, hanno un solo colore: rosso. Tra i numeri del bilancio 2007, alcuni destano preoccupazione: 17,1 milioni di euro di perdita rispetto ai 117,4 milioni di utile ottenuti nel 2006, un utile, per la sola Gemina Spa, di 13,3 milioni di euro, a fronte dei 50,9 milioni dell'anno precedente. Ancora, un dividendo di 0,05 euro per azione che verrà offerto ai soli azionisti risparmio il prossimo 22 maggio. Meno della metà di quello distribuito lo scorso anno, che era di 0,12 euro per le azioni risparmio, 0,10 per quelle ordinarie. Cresce anche l'indebitamento finanziario, che passa dagli 890 milioni del 2006 al 1.451 milioni del 2007. Per quanto riguarda i ricavi, aumentati del 56,9% fino a una somma finale di 436,2 milioni di euro, bisogna analizzare distintamente i diversi settore di interesse del Gruppo che, nel corso dello scorso anno, ha cambiato letteralmente configurazione investendo nelle infrastrutture aeree. Il bilancio dello scorso anno, infatti, prende in considerazione le due diverse fasi di acquisto degli scali romani, controllati per il 51,08% nel primo semestre, con una quota del 95,7% nella seconda parte dell'anno. Nei ricavi derivati da attività aeroportuali, la società milanese registra il primo segno positivo: crescita del 7,9% per un totale di 548, 3 milioni di euro. Sempre nel settore delle infrastrutture aeroportuali, in evidenza anche il miglioramento nei ricavi dei servizi di comunicazione per il controllo del traffico, che salgono da 3 milioni a 24,2 milioni di euro. Un risultato soddisfacente che potrebbe non replicarsi, però, nel prossimo anno. I dati sul traffico aereo nei primi due mesi di quest'anno, infatti, parlano sì di un incremento del comparto, pari a un + 2,4% nel quantitativo di voli e un + 5,8% nel numero dei passeggeri, ma non con gli stessi ritmi di quello registrato nel 2007. Non solo, sul destino della società grava soprattutto il masso Alitalia e le implicazioni che questo porterà sulla ripartizione dei voli tra gli scali milanesi e quelli romani. Nel caso l'attuale proposta di Air France andasse a conclusione, Aeroporti di Roma potrebbe sì beneficiare dello spostamento su Fiumicino di tutti i voli intercontinentali originariamente detenuti dall'hub di Malpensa, come previsto dal piano. Ma dovrebbe anche sopportare una diminuzione generale del 10% dei passeggeri che viaggeranno con la nostra compagnia di bandiera nell'ipotesi di acquisizione francese. Tornando ai ricavi del Gruppo Gemina, vanno male quelli del comparto di produzione di energia elettrica e termica, che vedono una perdita del 15,1%, portandosi a 17,4 milioni. In questo campo verranno riversati parte degli investimenti totali che Gemina si propone per il 2008, destinati alla costruzione della centrale di cogenerazione di Fiumicino e alla ristrutturazione di quella a biomassa di Castellavazzo. Contro un quantitativo di 96,4 milioni di euro in totale investiti nel 2007, per il prossimo anno il Gruppo intende concentrare sui soli Aeroporti di Roma risorse pari a 149 milioni di euro. Una somma che rappresenta solo una fetta del miliardo e 600 milioni da investire tra il 2008 e il 2017. A dimostrazione che per Aeroporti di Roma Gemina non bada a spese.

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Sarebbe meglio il silenzio (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Mer, 19 Mar 2008 Edizione 55 del 19-03-2008 Note spurie Sarebbe meglio il silenzio di Valerio Fioravanti Converrebbe non parlarne, lasciare che la vicenda Alitalia si consumi in silenzio, trascinata a fondo dai decennali rossi in bilancio di cui sono tutti corresponsabili, dai politici che da sempre nominano amministratori "amici", ai sindacati, che ogni volta che scioperano aggravano un po' di più il bilancio, e abbattono definitivamente l'affidabilità della compagnia. Converrebbe non parlarne, e di 1600 o 2000 o 5000 "esuberi" non si accorgerebbe nessuno, una goccia nell'oceano del mercato del lavoro italiano. Invece la politica e i media, masochisticamente, fanno a gara a riproporre sempre le solite soluzioni, sempre molto costose, sempre molto inutili. E noi a destra abbiamo addirittura un partito che quando gli pare fa il federalista, e quando invece vuole salvare un aeroporto del Nord arriva a sostenere addirittura che si debba mantenere in vita, a costi esorbitanti, una compagnia di bandiera che non funziona più da tempo, senza nemmeno poter "esuberare" quelli che l'hanno fatta fallire. Come nella tradizione della peggiore partitocrazia, di "Roma ladrona". Converrebbe, soprattutto a destra, non parlarne, e lasciare che Alitalia vada a fondo definitivamente in queste settimane di interregno. SIAMO LONTANI Nello stato di New York uno dei soliti scandali pruriginosi ha costretto il governatore alle dimissioni ed ha fatto subentrare il vice nella carica principale. Il vice, ora titolare dell'importantissima poltrona, è nero, e soprattutto è cieco. L'Unità, siccome tutto quello che succede negli Stati Uniti deve per forza essere banale, se non stupido, ha titolato "Governatore per caso". Forse sarà stato il caso a fargli fare l'ultimo passo, ma David Paterson al posto di vicegovernatore non ci era arrivato per sbaglio: si era candidato, ed era stato eletto. Bravo lui, ma bravi soprattutto i suoi elettori, che evidentemente non si sono lasciati fuorviare dal sua handicap e gli hanno riconosciuto il pieno diritto ad una carriera politica di rilievo. E bravo anche il suo predecessore, quell'Eliot Spitzer rimosso per aver mentito, che prima di aver fatto l'ipocrita sulle cose di sesso, aveva avuto il coraggio di metterselo a fianco in campagna elettorale. Siamo contenti che il 55° Governatore dello stato di New York sia un cieco. Noi purtroppo, con buona pace dell'Unità, siano ancora molto lontani da cose del genere.

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Non resta che calare le braghe (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 19-03-2008)

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Oggi è Mer, 19 Mar 2008 Edizione 55 del 19-03-2008 Non resta che calare le braghe La vendita di Alitalia ad Air France è l'unica soluzione, anche se porterà ad 8mila licenziamenti Le colpe del tracollo vanno ricercate in una classe politica miope e nei nostri imprenditori senza idee di Francesco Blasilli I buoi sono ormai usciti dalla stalla. Per questo motivo, il piagnisteo che adesso arriva da più parti sul caso Alitalia, altro non è che un puro esercizio di stile comunicazionale, che non deve ingannare il cittadino. Le colpe su Alitalia sono di tanti ed è troppo facile dire che non si deve vendere ad Air France: arrivati a questo punto non rimane altro che consegnare Alitalia ai Galli. E la consegna avverrà ad un prezzo ridicolo, appena 138 milioni di euro (basta pensare che un magnate americano sta per offrirne 250 per acquistare la Roma calcio), un prezzo che più che ad una vendita, fa pensare ad un regalo. Ora, però, non si può fare altrimenti. Ed infatti i sindacati stanno già, in gran segreto, da una settimana a Parigi per cercare di limitare i danni che, è facile prevedere, saranno tanti. Ad Air France, infatti, interessa l'unico ramo remunerativo di Alitalia: la tratta Milano Linate ? Roma Fiumicino. E i francesi, tra l'altro, vogliono anche l'affossamento definitivo di Malpensa, concorrente pericoloso per il loro Charles De Gaulle: una volta acquisita Alitalia, infatti, l'obiettivo dei transalpini è quello di farci volare in tutto il mondo facendo scalo a Parigi. Un po' quello che già fa la Lufthansa spostando i veneti da Venezia a Francoforte (o Monaco) e da lì verso qualunque destinazione, cosa che avviene anche da Linate per la verità; e questo non è altro che uno dei motivi del fallimento di Malpensa, aeroporto troppo scomodo da raggiungere rispetto a Linate. Con l'arrivo dei francesi, comunque, l'effetto più dirompente sull'opinione pubblica sarebbe quello del licenziamento di 8mila dipendenti. Ed è questo il motivo per cui si permette ad un governo dimissionario di portare a termine un'operazione così importante: non è certo Berlusconi che vorrà prendersi questo onere, in virtù del proverbio che dice che le vittorie hanno molti padri, ma le sconfitte sono orfane. Ed infatti, al di là delle dichiarazioni di facciata, il Cavaliere è ben contento che la nostra compagnia di bandiera vada a finire oltralpe. Anche perché, in fin dei conti, saranno i francesi a mandare a casa 8mila dipendenti Alitalia. E i nostri politici, in un modo o nell'altro, salveranno la faccia. Anche se, e questo non può essere dimenticato, la disgraziata fine di Alitalia va addebitata ai nostri politici. E anche ai nostri imprenditori. La nostra classe politica si è sempre contraddistinta per la miopia delle sue vedute ed ha fatto progetti sempre indirizzati al giorno dopo e mai all'anno successivo: l'unico obiettivo è sempre stato quello di vincere le elezioni e rimanere al proprio posto. Per questo si è scelto di trascinare la lunga agonia di Alitalia, mentre sarebbe stato meglio far fallire la compagnia come avvenuto a Swissair e Sabena. Anche perché in quei casi gli aerei hanno continuato a volare. Una volta fatta fallire la compagnia, poi, si sarebbe ripartiti da zero e i dipendenti sarebbero stati riassunti poco alla volta. Solo che questa operazione avrebbe avuto un impatto clamorosamente negativo al momento della sua realizzazione: qualcuno avrebbe dovuto prendersi l'onere di mandare a casa contemporaneamente tutti i dipendenti (senza dimenticare le trasmissioni, a cominciare da Porta a Porta, spese a difesa del fatto che il Paese non poteva privarsi di una compagnia di bandiera). Con il rischio, poi, che qualcun'altro ? successivamente ? avrebbe avuto l'onore di riassumerli un po' per volta. Meglio allora mandare tutto a puttane. E poi non si può nascondere nemmeno il fatto che lo Stato italiano non ha avuto per Alitalia l'occhio di riguardo avuto per la Fiat. La casa automobilista torinese, nel momento di massima crisi, fece prepensionamenti laddove non era possibile, ma Roma tacque e pagò le pensioni. Per Alitalia, al contrario, niente di niente. Nemmeno la forza di difendere Malpensa, facendo sloggiare tutte le compagnie straniere che operano a Linate. C'è poi il capitolo relativo agli imprenditori italiani che chiedono a gran voce una moratoria per lasciare la situazione in stand by e avere così il tempo di trovare una soluzione autoctona. Ma i problemi sono due. Il primo è che di questo passo Alitalia porta velocemente i libri contabili al Tribunale fallimentare, perché le perdite giornaliere sono improponibili (e il fallimento era auspicabile qualche anno fa, non adesso che la situazione è precipitata). Il secondo è che non si capisce perché gli imprenditori italiani dovrebbero fare domani quello che non hanno fatto fino ad oggi: quando Toto aveva provato a mettere le mani su Alitalia, non è che c'era stata la corsa a dargli una mano o a creare un'alternativa se l'abruzzese non veniva considerato imprenditorial correct, anzi. A complicare la situazione, poi, e a renderla semplicemente grottesca c'è l'azione legale intrapresa dalla Sea nei confronti di Alitalia, per un risarcimento di oltre un miliardo e duecento milioni di euro. Risarcimento che, qualora Alitalia fosse condannata a pagare, porterebbe al fallimento immediato della compagnia di bandiera. Che infatti finirà in mano ai francesi per la cifra ridicola di 138 milioni di euro. Tanto se licenziano 8mila persone la colpa è la loro, mica di Prodi. Al massimo potrebbe ricadere un po' di luce negativa su Veltroni, comunque destinato alla sconfitta. Ma i fischi se li prenderanno tutti i francesi: poco male, tanto non è che dalle nostre parti abbiano mai riscosso troppe simpatie. Dimenticando che, con questa mossa, siamo riuscito anche a rovesciare il corso della storia: una volta erano i Romani a dominare i Galli, non il contrario. Ma i tempi cambiano. In peggio.

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La compagnia di bandiera come Parmalat (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Mer, 19 Mar 2008 Edizione 55 del 19-03-2008 PERCORSI ALTERNATIVI DI SALVATAGGIO: LA PROCEDURA DI AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA La compagnia di bandiera come Parmalat di Alessandra Mieli Emma Bonino dixit: Alitalia "è un problema antico che oggi viene a maturazione: l'alternativa alla vendita amara all'Air France è il fallimento, su questo bisogna essere chiari". Non sbaglia Emma Bonino se si considera quanto si sa della situazione contabile della compagnia di bandiera italiana. Ma, una scappatoia forse a ben guardare ci sarebbe: Alitalia potrebbe scegliere in alternativa alla "svendita" la procedura di amministrazione straordinaria, che per un caso del destino va sotto il nome di Prodi bis e che è quel meccanismo che ha permesso a una società come Parmalat di salvarsi. Il che tuttavia non significa che automaticamente, imboccando questa strada, si salvi anche il vettore nazionale. E, di seguito vedremo perché. Cominciamo però dall'ipotesi (per ora remota) che la trattativa di vendita salti perché i francesi ci vogliono "strangolare" o perché i sindacati si ribellano o perché si vuole mantenere due hub. Quale che sia il motivo, ha scarsa importanza. Al presidente di Alitalia, Maurizio Prato, che sui conti in rosso è sempre stato esplicito, non resterebbe che portare i libri sociali in tribunale. E poi? Poi se volesse percorrere la via della Prodi bis dovrebbe presentare un'esplicita richiesta in questo senso. Ma, (c'è sempre un ma...) dovrebbe anche sostanziare la richiesta spiegando che per l'azienda esistono concrete prospettive di ripresa e che si chiede l'ammissione alla Prodi bis finalizzata alla continuità e alla conservazione del patrimonio e dell'attività. Questo accadde per Parmalat. Il gruppo che fu di patòn Calisto Tanzi produceva merendine, yogurt, aveva una squadra di calcio e un tour operator. E seppure le manovre finanziarie dei suoi manager erano a dir poco spericolate, tuttavia aveva un solido core business. Il commissario Enrico Bondi si liberò dei calciatori, delle attività turistiche, dovette cedere ancora qualche ramo d'azienda ma salvò la società. Potrebbe Prato fare altrettanto? Pare molto difficile perché il modello di business di Alitalia è in profondo rosso non a causa di manovre finanziarie azzardate ma perché scarsamente competitivo. Inoltre Alitalia, dal punto di vista patrimoniale, Alitalia possiede una flotta di aeroplani vecchi per non dire peggio. La tratta Milano ? Roma vede in servizio ancora esemplari in via d'estinzione di MD 80 per esempio. Quindi non c'è granché da mettere sul piatto della bilancia per farla pendere a favore di una procedura che, se correttamente applicata, aggirerebbe le forche caudine delle normative europee vincolanti. Resta come extrema ratio l'ipotesi del fallimento. Questo lo possono chiedere al tribunale sia gli amministratori della società, sia qualunque soggetto che vanti nei confronti della compagnia di bandiera un credito non inferiore a 30 mila euro. Ma attenzione: i fallimenti sono come i vasi di Pandora: chi li apre se ne assume la responsabilità e difficilmente si esce soddisfatti da una procedura fallimentare. Anche perché i primi creditori a essere liquidati sarebbero i dipendenti. In tasca agli italiani non rimarrebbe il becco di euro, in compenso dovrebbero pagare (ancora una volta) gli ammortizzatori sociali per gli ex dipendenti per un periodo di tempo abbastanza lungo. E in aggiunta avrebbero non uno, ma due hub sul gobbo.

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L'unico modo per far risorgere Malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 19-03-2008)

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Oggi è Mer, 19 Mar 2008 Edizione 55 del 19-03-2008 Strettamente confidenziale L'unico modo per far risorgere Malpensa di Hush Hush Tutto quello che abbiamo scritto a proposito della vicenda Alitalia-Air France-Malpensa pur essendo STRETTAMENTE CONFIDENZIALE si è mostrato e si sta mostrando non solo vero ma anche drammatico. Gli scontri di ieri dei lavoratori davanti alla sede della ex compagnia di bandiera, nel corso dell'incontro fra i sindacati e i vertici del colosso franco-olandese, non sono stati i primi e non saranno gli ultimi. Noi, ZITTI ZITTI, avevamo scritto in tempi non sospetti di circa ottomila esuberi: il segreterio della Cisl Bonanni li ha quantificati in settemila; il leader cislino si è però dimenticato di aggiungere che a chi resterà nel gruppo franco olandese verrà esplicitamente chiesto di rinunciare per un tot di tempo ? tre, cinque anni? - ad ogni forma di contrattazione aziendale, non solo sugli aumenti salariali ma anche rispetto alla nuova organizzazione del lavoro, in particolare per il personale viaggiante, il quale, ad occhio, rimpiangerà amaramente di non avere accettato il trasferimento a Malpensa in modo da trasformare l'aereoporto milanese in un hub. Veltroni ieri ha lanciato alti strali contro le condizioni di vendita lasciate fare dal governo Prodi; giorni fa aveva definito Prodi un uomo di stato, uno statista. No, caro Veltroni, Prodi non è un uomo di stato ma, più prosaicamente, un (ex) boiardo di stato, che prima di Alitalia ha fatto le privatizzazioni gratis et amore Dei. Del resto il principale consulente di Gianni Cirillo Spinetta, il patron di Air France, è l'ex ad di Alitalia Francesco Mengozzi, uno dei corresponsabili dello sfascio della livrea italiana. Ora, a questo dramma romano si aggiungerà anche quello milanese della Malpensa. Il governo ha chiesto alla Sea di ritirare la richiesta di risarcimento danni contro l'Alitalia avendo concesso l'elemosina della cassa integrazione guadagni per i dipendenti della Sea che si trovano senza lavoro per effetto dei voli Alitalia riposizionati su Roma Fiumicino. Vuol dire che dopo avere mantenuto una COMPAGNIA FALLITA ci toccherà mantenere i dipendenti dell'aereoporto che rischia di fallire per il fallimento della COMPAGNIA. C'è qualcosa di perverso in tutto questo e anche se deve restare fra noi, perchè STRETTAMENTE CONFIDENZIALE, vorremmo dire al presidente leghista della Sea Bonomi, già presidente leghista della COMPAGNIA FALLITA che qualora ritirasse la causa in corso con, a questo punto, AIR FRANCE, si impiccherebbe alla sua stessa corda. Bonomi ha invece in mano un'arma formidabile: aspettare le elezioni e poi pretendere che Berlusconi, se guiderà come appare probabile il nuovo governo, si occupi di Malpensa, dove basta che il governo italiano rinegozi in sede internazionale gli accordi bilaterali su decolli e atterraggi, e quindi i voli su Malpensa, con alcuni stati dell'Estremo Oriente, dell'America e della penisola arabica. Solo così si separerà sul serio e concretamente il destino di Malpensa da quello dell'Air France alitalizzata. Non farlo significherà una sola cosa: entro qualche mese a Malpensa e nell'indotto aereportuale del varesotto ci saranno quasi cinquemila persone senza posto di lavoro. Che faranno: assalteranno via Bellerio come ieri è stata assaltata la Magliana? Attenzione dunque, che è tutto STRETTAMENTE CONFIDENZIALE.

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Parlato Tv, Veltroni resta in vetta (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Mer, 19 Mar 2008 Edizione 55 del 19-03-2008 Parlato Tv, Veltroni resta in vetta di Lucilla Bicocchi Prosegue il tour elettorale di Walter Veltroni che lunedì 17 marzo fa tappa in Piemonte. E' ancora lui a vincere la classifica del parlato Tv, con 6 minuti e 44 secondi. Da Verbania il leader del Pd torna ad attaccare i suoi avversari accusandoli di essere divisi su tutto ma soprattutto rinnovando il suo slogan: il Pd è un'alternativa di coesione e compattezza. Nelle scalette condizionate dal dibattito politico trova ampio spazio la questione Alitalia. Se ne parla al TgLa7 delle ore 20 insieme a economia e politica internazionale. L'ospite in studio commenta la crisi della compagnia di bandiera e la drammatica situazione in Tibet; gli interventi di Enrico Boselli, leader del Partito Socialista, al Tg diretto da Antonello Piroso, valgono il secondo gradino del podio con 5 minuti e 26 secondi. E sulla sponda Mediaset? Al Tg4 è di scena Vittorio Feltri, di casa nel notiziario di Emilio Fede. Collegato in diretta, il direttore di "Libero" spiega al pubblico del Tg che sia il PdL sia il Pd mancheranno di alcuni voti. Veltroni non avrà quelli dell'estrema sinistra e Berlusconi non incasserà i consensi degli elettori dell'Udc. Una trama noir, ambientata nel mondo dell'arte. A metà classifica si respira aria di cinema con il nuovo film che vede protagonista Riccardo Scamarcio. L'attore pugliese, intervistato al Tg1, Studio Aperto e La7, parla di sé e del suo personaggio in "Colpo d'occhio", accanto a lui una bravissima Vittoria Puccini. Solo la sesta posizione per Silvio Berlusconi, presente nei Tg con poco più di 2 minuti. Il leader del PdL, a quattro settimane dal voto, parla a Como in una piazza affollatissima, e ribadisce i punti chiave del suo programma. Sicurezza, taglio dell'Ici e difesa della famiglia. Due gradini più in basso trova spazio la voce istituzionale del capo dello Stato. Visita ufficiale in Cile per Giorgio Napolitano. L'incontro con il primo presidente della Repubblica donna Michelle Bachelet è anche l'occasione per lanciare un monito alla Cina per il rispetto dei diritti umani. L'Europa, secondo il presidente, deve assumere una forte decisione di tutela. Ultime posizioni per Casini e Tremonti. "Il vero voto utile è quello libero", ribadisce il leader dell'Udc, proseguendo la sua battaglia contro i partiti maggiori, PdL e Pd. Ma in primo piano c'è anche il programma centrista, con una proposta a favore dei portatori di handicap. Ancora economia in primo piano al Tg1 serale. Tremonti rilancia accuse al Governo Prodi, colpevole di aver distrutto l'economia del Paese, ma non risparmia nemmeno Veltroni, pronto a mantenere le sue promesse alzando le tasse agli italiani. Il vice presidente di Forza Italia presenta anche il suo ultimo libro: "La paura e la speranza". Un titolo emblematico. "Non sono d'accordo", dice, "con un mondo in cui le bollette mangiano la vita della gente. Noi siamo per un mondo diverso. Lontano dal modello proposto dal Pd".

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ASTA MAL CONDOTTA MA NON C'è VIA D'USCITA (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

"Asta mal condotta ma non c'è via d'uscita" MARCO CONTI Roma. "Hanno condotto malissimo l'asta sin dall'inizio. Hanno sbagliato a privilegiare un solo interlocutore che alla fine ha dettato le sue condizioni. In un anno e mezzo di discussioni e trattative hanno scoraggiato chiunque e ora siamo dove siamo e vie d'uscita diverse non ce ne sono". Sono giorni che Silvio Berlusconi si interroga su possibili alternative alla vendita di Alitalia ai francesi di Jean-Cyril Spinetta e, soprattutto, allo smantellamento di Malpensa. Ieri pomeriggio, rientrando a Roma, ne ha parlato con più di un suo collaboratore scegliendo però ancora la linea della riservatezza. Berlusconi non si espone e attende lo sviluppo della trattativa sindacale, ma ieri sera sarebbe stato lo stesso presidente di Air France a rinnovare la richiesta di una presa di posizione ufficiale anche del leader del centrodestra. Già qualche giorno fa Air France fece sapere che avrebbe voluto un assenso all'intesa anche da parte del principale partito d'opposizione. I francesi, sondaggi alla mano, non intendono infatti acquisire un'azienda che opera in regime di concessione e tariffe, contro il parere del governo, attuale e futuro. "Non siamo obbligati a comprare", ha sostenuto ieri lo stesso Spinetta mandando un messaggio chiaro a coloro che si oppongono più o meno formalmente. È anche per questo che Berlusconi si guarda bene dal pronunciare parole definitive sulla faccenda. La situazione della compagnia aerea di bandiera il leader del Popolo della libertà la conosce bene, e non solo per aver tentato da premier con l'allora amministratore delegato Gianfranco Cimoli l'ultimo salvataggio costato alle casse dello Stato più di un miliardo di euro, ma per aver avuto anche di recente una radiografia drammatica della situazione dell'azienda. Le ultime fasi della trattativa il Cavaliere le ha seguite da vicino dando gli assensi necessari alle scelte del governo tramite Gianni Letta e un Giulio Tremonti terrorizzato dall'idea di ritrovarsi, da ministro dell'Economia nel possibile e nuovo governo Berlusconi, a gestire il possibile fallimento. Contatti tra il Cavaliere e Palazzo Chigi ci sono stati anche ieri ma, preoccupazioni a parte su Malpensa ed esuberi, la linea del via libera non è cambiata. Dividere i destini di Alitalia da quelli di Malpensa non è facile. Come non è facile far venire a più miti consigli la Lega e la componente nordista del Pdl guidata dal governatore della Lombardia Roberto Formigoni, il quale difende a spada tratta la citazione per danni fatta dalla Sea ad Alitalia. Gli irrigidimenti del Carroccio degli ultimi giorni - dalle pensioni ad Alitalia - hanno però innervosito il leader Pdl e ieri ha avuto modo di lamentarsene con il coordinatore Roberto Calderoli: "Se non troviamo una soluzione, tra due mesi saremmo costretti a gestire un fallimento".

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LO STRISCIONE. QUATTROCENTO LAVORATORI ATITECH DI NAPOLI HANNO MANIFESTATO DAVANTI ALLA SEDE DI ALIT (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Lo striscione. Quattrocento lavoratori Atitech di Napoli hanno manifestato davanti alla sede di Alitalia a Roma. Tanti gli striscioni esposti, compresi quelli con riferimenti all'emergenza rifiuti.

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L'AEREO. AL CENTRO DIREZIONALE DI ALITALIA, ALLA MAGLIANA, I DIMOSTRANTI NAPOLETANI HANNO PORTA (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

L'aereo. Al Centro direzionale di Alitalia, alla Magliana, i dimostranti napoletani hanno portato anche aerei realizzati con la carta con su scritto: " Atitech... ali di carta".

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SPINETTA AI SINDACATI NESSUNO CI OBBLIGA (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Spinetta ai sindacati "Nessuno ci obbliga" GIUSY FRANZESE Roma. Veloci verso l'occhio del ciclone. Dritti verso il buco nero. Alitalia non riesce a invertire la rotta e a bordo è sempre più caos: gli schieramenti politici si rimpallano responsabilità e accuse, i sindacati denunciano esorbitanti esuberi, i lavoratori tremano, il governo si divide, gli amministratori lombardi si impuntano sulla vicenda del risarcimento miliardario dovuto alla società che gestisce Malpensa. Intanto i francesi ricordano: vogliamo una decisione entro il 31 marzo. E avvertono: "Non siamo obbligati ad acquisire Alitalia". È stata un'altra giornata campale quella di ieri per la compagnia di bandiera. Con pessime notizie in arrivo sia da Milano che da Roma. A Piazza Affari il titolo ha fatto registrare un altro tonfo: -29,3%, facendo scendere il prezzo delle azioni a 27 centesimi. A fine contrattazione erano passate di mano circa 61 milioni di azioni, ovvero il 5% del capitale del gruppo. In due giorni Alitalia ha visto volatizzare il 50% del suo valore complessivo (l'altro ieri aveva perso il 26%). A Roma non è andata meglio. La tensione si tagliava a fette al quartier generale della Magliana. Fuori, le proteste dei lavoratori napoletani di Atitech, sfociate in scontri e tafferugli, con tanto di feriti portati via dall'ambulanza. Dentro, ai piani alti, il gelo e la fermezza delle parole dell'amministratore delegato di Air France, Jean-Cyril Spinetta che, insieme con Maurizio Prato, ad di Alitalia, ha incontrato le nove sigle sindacali di categoria per illustrare il piano. Spinetta lo ha ammesso: "È un piano doloroso". Ma - ha aggiunto - "poi decollerà e Alitalia potrà tornare alla profittabilità". Non ha dubbi il manager francese: "L'integrazione sarà un successo". Esattamente come è accaduto con Klm. Mettendosi insieme, francesi olandesi e italiani diventeranno "i campioni europei". Spinetta ha comunque ribadito che è indispensabile la collaborazione dei sindacati e dei lavoratori. E ha chiesto un impegno scritto entro il 31 marzo. Anzi tre accordi: uno con i piloti, uno con gli assistenti di volo, uno con il personale di terra. Un obiettivo per ora non proprio a portata di mano. Buona parte dei timori dei sindacati, infatti, si sono rivelati fondati. Perché è vero che il piano di Air France fissa l'asticella degli esuberi a 1.600 unità (500 tra i piloti, 600 tra gli assistenti di volo e 500 tra il personale di terra), ma è anche vero che questo è il destino di Az fly. L'uscita dal settore cargo - che i francesi confermano entro il 2010 - porterà ad altri esuberi. E poi c'è la vicenda Az service, che si presenta ben più complessa: i francesi hanno intenzione di tenersi solo 3.300 dipendenti su un totale di 7.600. Il resto rimarrà in capo alla Fintecna (controllata dal Tesoro). In pratica Az service verrebbe scorporata: le attività di manutenzione leggera e parte dei servizi di handling aeroportuale rimarranno nel gruppo che si costituirà con la fusione di Air France-Klm e Alitalia. Le altre attività, tra cui quelle di manutenzione pesante degli stabilimenti Atitech di Napoli, resteranno ad Az service che avrà un nuovo assetto azionario con una quota dell'80% in mano alla Fintecna. Il loro destino? Prato ha cercato di rassicurare: "Non ci saranno licenziamenti ma solo soluzioni non traumatiche". Parole che, però, lasciano integri tutti i dubbi e le preoccupazioni dei sindacati. Che infatti, per ora, hanno scandito un sonoro no all'intera operazione. Nei prossimi giorni, forse già domani, ci sarà un nuovo round. Intanto monta il caso Malpensa. Un problema particolarmente sentito dalla Lega Nord. E da ieri ufficialmente anche nell'agenda di Berlusconi. Il Cavaliere ha fatto sapere di aver comunicato la sua posizione alle parti che trattano (cosa smentita categoricamente da Palazzo Chigi) facendo trapelare che la vicenda lo preoccupa non poco, fino al punto da definire l'offerta Air France, uno "smacco per l'Italia". Posizione condivisa anche da Fini che ha aggiustato il tiro rispetto alle dichiarazioni dei giorni scorsi. "Oggi vedo più ombre che luci" ha detto. Al centro dell'attenzione il risarcimento danni di un miliardo e 250 milioni avanzato dalla Sea ad Alitalia. Air France non ne vuole sentir parlare. Ieri il governo ha chiuso l'accordo per la gestione della crisi occupazionale dello scalo lombardo con il via libera agli ammortizzatori sociali. Ma ha ribadito la richiesta alla Sea (avanzata già l'altro ieri da Prodi) di rinunciare al risarcimento. In mattinata il sindaco di Milano, Letizia Moratti, si era detta contraria, difendendo a spada tratta le ragioni di Malpensa anche a costo del fallimento dell'Alitalia (parole "gravissime", ha commentato il leader del Pd Walter Veltroni). In serata dalla Sea una flebile apertura: "La rinuncia non è proponibile. Ma la società è disponibile a valutare proposte di definizione stragiudiziale".

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FRANCESCO VASTARELLA DUE TECNICI NAPOLETANI DELL'ATITECH DI CAPODICHINO FERITI, BANDIERE E M (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

FRANCESCO VASTARELLA Due tecnici napoletani dell'Atitech di Capodichino feriti, bandiere e manifestini sindacali sull'erba e sull'asfalto, manganelli e scudi delle forze dell'ordine in assetto antisommossa. Comincia così il giorno più lungo delle vertenza Alitalia. "Non sono previsti licenziamenti ma soluzioni non traumatiche per i lavoratori Atitech", dice l'amministratore delegato di Alitalia Maurizio Prato. Ma non basta a rassicurare i manifestanti che presidiano il piazzale Alitalia alla Magliana fino a tardi tra cori e colazioni improvvisate per resistere più a lungo. Volantini a forma di aereo, bandiere, striscioni, manifesti: "Non siamo la monnezza di Napoli". Sale la tensione con l'avvicinarsi delle 15, l'ora di inizio della trattativa tra Alitalia, Air France e i sindacati riuniti alla Magliana. Premono i lavoratori Atitech arrivati da Napoli con dieci pullman e decisi a raggiungere il piazzale Alitalia dove sta per cominciare il negoziato. Tesi e determinati a respingere ogni tentativo i carabinieri e la polizia schierata davanti al Centro direzionale Alitalia. Il vertice comincia un'ora e mezza più tardi del previsto. Basta poco a far esplodere la tensione che cova, un malinteso sulla volontà dei lavoratori di sfondare il cordone e raggiungere la sede del vertice con il piano di Air France che esclude dall'acquisto la società di servizi di manutenzione Atitech. "Macché, sembrava tutto preparato, come se qualcuno avesse soffiato sul fuoco istigando contro di noi arrivati da Napoli", attacca il delegato Ugl Pasquale Lione. I manganelli vengono alzati, parte la carica sebbene non si tratti di manifestanti abituati alle proteste e alle provocazioni di piazza. Quelli dell'Atitech sono tecnici di alta specializzazione, molti i giovani formati per la manutenzione degli aerei, un settore d'eccellenza in Campania, come l'intero comparto aerospaziale. Sono gli stessi che una settimana fa hanno manifestato a Capodichino e che minacciano blocchi dello scalo partenopeo con pesanti ripercussioni su arrivi e partenze turistiche di Pasqua, già condizionata dalla crisi per l'emergenza rifiuti. "Siamo abituati a lavorare, ora siamo costretti a protestare per difendere il nostro futuro. Non ci fermeremo", sottolinea il delegato Cisl dell'Atitech, Giovanni Aruta. Tra i lavoratori c'è chi riesce ad allontanarsi, altri si ritrovano nel bel mezzo e vengono travolti dalla carica. Una carica che, sebbene le forze dell'ordine la definiscano di alleggerimento, vede cadere in maniera pesante i manganelli. Un sindacalista Ugl, Antonio Di Somma, 37 anni, da Pozzuoli, inciampa, cade e resta a terra sanguinante dalla testa: i medici dovranno suturare la ferita con cinque punti più una serie di medicazioni. Per un altro lavoratore, Antonio Panico, 43 anni, da Sant'Anastasia, aderente alla sigla sindacale Sdl, una manganellata al volto, sangue e deviazione del setto nasale. Le forze dell'ordine parlano di intervento necessario dopo il lancio di oggetti per allontanare i manifestanti dalla zona di sicurezza. I sindacati smentiscono e parlano di manifestazione pacifica e di soli aerei di carta lanciati dai lavoratori. Negli stessi minuti a Fiumicino altra protesta con tecnici del settore motori a bloccare i varchi. Poi, alla Magliana, quando cominciano a uscire dagli uffici, gli impiegati del Centro direzionale Alitalia della Magliana vengono presi di mira dai manifestanti. "Vergogna, vergogna" il grido per ogni impiegato che esce, additato per la mancata adesione alla protesta. "Comprensibile la rabbia dei lavoratori - dichiara Antonio Cepparulo, del dipartimento nazionale trasporti della Cgil - La preoccupazione è forte. Con le forze dell'ordine è tornata la calma, gli agenti sono lavoratori come noi e il dialogo sarà necessario visto che la vertenza si annuncia dura e difficile". Intanto, nel piazzale, dopo la trattativa con la polizia, comincia l'assemblea dei lavoratori Atitech. Da Napoli arrivano i messaggi di solidarietà dei sindacati, dalla segretaria regionale Uil Anna Rea che invoca l'intervento del governo, a quello Ugl Francesco Falco. Solidarietà ai lavoratori dal ministro Luigi Nicolais e dall'assessore regionale alle Attività produttive Andrea Cozzolino. "Non accetteremo piani senza risposte convincenti sul futuro dei lavoratori", insiste il segretario Fit Cisl Giovanni Spina. E Michele D'Apuzzo, segretario Sdl: "Tra i dipendenti Atitech l'età media è sotto i trenta anni, tutti con alle spalle periodi di formazione elevata. Un danno alla Campania e al Paese".

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L'INTERVISTA (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

L'intervista "Mi sono ritrovato faccia a faccia con gli agenti. Non sono scappato, ho cercato di parlare. All'improvviso ho avuto due colpi di manganello, uno sul naso, e sono caduto". Antonio Panico, 43 anni, di Sant'Anastasia, sposato, due figli, aderente alla sigla sindacale Sdl, è uno dei due lavoratori feriti nei tafferugli di Roma davanti al centro direzionale Alitalia alla Magliana. Che cosa è successo? "Eravamo arrivati da pochi minuti. Polizia e carabinieri hanno subito cercato di impedirci di entrare nel piazzale. Nessuno tra noi aveva cattive intenzioni se non quelle di far sentire la voce in difesa del posto di lavoro. All'improvviso, inspiegabilmente, è salita la tensione. Confesso di essermi accorto all'ultimo momento che tutti i colleghi stavano scappando". Lei che ha fatto? "Mi sono fermato, ho tentato di parlare con gli agenti. "Che fate?", ho gridato. Non siamo delinquenti. Volevo spiegare che la nostra era una iniziativa pacifica, come le altre a Napoli nei giorni scorsi, senza alcuna volontà di scatenare il caos. Per la verità sono riuscito a dire ben poco. Mentre parlavo e mi sembrava di essere ascoltato è arrivata la prima botta in faccia che mi ha stordito, sono stato travolto, a terra un'altra manganellata. Sono stato calpestato nella ressa e dopo dei minuti in cui ho perso l'orientamento mi sono ritrovato sanguinante, soccorso dai colleghi". Era con lei l'altro ferito? "Ci siamo ritrovati insieme nel pronto soccorso di un ospedale vicino, trasportati da un'ambulanza arrivata dopo parecchio tempo. Per lui il colpo è stato più pesante. Io sono rimasto qui a manifestare e per Antonio Di Somma i colleghi hanno preferito farlo tornare a casa". Ha intenzione di presentare denuncia per l'accaduto? "Siamo stati trattatti come provocatori e delinquenti, ma non credo che presenterò denuncia per un gesto comunque ingiustificabile nei miei confronti: non si colpisce una persona che non avendo nulla da temere parla e non scappa. Mi auguro, però, prese di posizione nette sulla vicenda Atitech e sui tafferugli". A chi si riferisce? "Alle istituzioni locali, dovrebbero schierarsi in maniera più netta su uno stabilimento campano dell'eccellenza aerospaziale. È vero che a Napoli ci sono problemi drammatici in questi mesi, ma per Malpensa il livello di mobilitazione è stato molto più alto. Mille posti a rischio tra dipendenti diretti e indotto dell'Atitech rappresentano un patrimonio da tutelare a ogni costo, anche perché sono forti le potenzialità di sviluppo del nostro comparto, si pensi al nuovo centro di ricerca della Boeing aperto a Portici". Lei da quanti anni lavora all'Atitech? "Da venti anni sono dipendente dello stabilimento di Capodichino. Sono un tecnico addetto alle carlinghe, più volte ho seguito corsi di formazione e di aggiornamento professionale. Non vorrei che si approfittasse delle difficoltà del gruppo e della vendita per gettare fango su una azienda che tutti riconoscono come tra le migliori del settore in Europa. Basta vedere la lista dei clienti che si affidano a noi e che nelle nostre mani mettono la vita di migliaia di passeggeri. Altro che agitatori di piazze". f.v.

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MARCO CONTI ROMA. HANNO CONDOTTO MALISSIMO L'ASTA SIN DALL'INIZIO. HANNO SBAGLIA (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 19-03-2008)

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MARCO CONTI Roma. "Hanno condotto malissimo l'asta sin dall'inizio. Hanno sbagliato a privilegiare un solo interlocutore che alla fine ha dettato le sue condizioni. In un anno e mezzo di discussioni e trattative hanno scoraggiato chiunque e ora siamo dove siamo e vie d'uscita diverse non ce ne sono". Sono giorni che Silvio Berlusconi si interroga su possibili alternative alla vendita di Alitalia ai francesi di Jean-Cyril Spinetta e, soprattutto, allo smantellamento di Malpensa. Ieri pomeriggio, rientrando a Roma, ne ha parlato con più di un suo collaboratore scegliendo però ancora la linea della riservatezza. Berlusconi non si espone e attende lo sviluppo della trattativa sindacale, ma ieri sera sarebbe stato lo stesso presidente di Air France a rinnovare la richiesta di una presa di posizione ufficiale anche del leader del centrodestra. Già qualche giorno fa Air France fece sapere che avrebbe voluto un assenso all'intesa anche da parte del principale partito d'opposizione. I francesi, sondaggi alla mano, non intendono infatti acquisire un'azienda che opera in regime di concessione e tariffe, contro il parere del governo, attuale e futuro. "Non siamo obbligati a comprare", ha sostenuto ieri lo stesso Spinetta mandando un messaggio chiaro a coloro che si oppongono più o meno formalmente. È anche per questo che Berlusconi si guarda bene dal pronunciare parole definitive sulla faccenda. La situazione della compagnia aerea di bandiera il leader del Popolo della libertà la conosce bene, e non solo per aver tentato da premier con l'allora amministratore delegato Gianfranco Cimoli l'ultimo salvataggio costato alle casse dello Stato più di un miliardo di euro, ma per aver avuto anche di recente una radiografia drammatica della situazione dell'azienda. Le ultime fasi della trattativa il Cavaliere le ha seguite da vicino dando gli assensi necessari alle scelte del governo tramite Gianni Letta e un Giulio Tremonti terrorizzato dall'idea di ritrovarsi, da ministro dell'Economia nel possibile e nuovo governo Berlusconi, a gestire il possibile fallimento. Contatti tra il Cavaliere e Palazzo Chigi ci sono stati anche ieri ma, preoccupazioni a parte su Malpensa ed esuberi, la linea del via libera non è cambiata. Dividere i destini di Alitalia da quelli di Malpensa non è facile. Come non è facile far venire a più miti consigli la Lega e la componente nordista del Pdl guidata dal governatore della Lombardia Roberto Formigoni, il quale difende a spada tratta la citazione per danni fatta dalla Sea ad Alitalia. Gli irrigidimenti del Carroccio degli ultimi giorni - dalle pensioni ad Alitalia - hanno però innervosito il leader Pdl e ieri ha avuto modo di lamentarsene con il coordinatore Roberto Calderoli: "Se non troviamo una soluzione, tra due mesi saremmo costretti a gestire un fallimento".

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CLAUDIO SARDO ROMA. DA QUINDICI ANNI IL SUD, ANZI L'INTERO PAESE, VIVE IN UNO STATO D& (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 19-03-2008)

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CLAUDIO SARDO Roma. "Da quindici anni il Sud, anzi l'intero Paese, vive in uno stato d'emergenza. Il problema non è se la questione meridionale sia stata soppiantata o meno da una questione settentrionale. Il problema vero è che è stata rimossa la questione democristiana. Solo la Dc è stata capace di garantire un equilibrio tra Nord e Sud in termini di sviluppo e di crescita civile. E da quando quel modello è entrato in crisi, negli anni '80, nessuno ha trovato più una soluzione". Ferdinando Adornato, fondatore dei circoli Liberal, è candidato Udc in due regioni del Mezzogiorno, la Campania e l'Abruzzo. Che senso ha parlare ancora oggi di questione democristiana? Non è soltanto nostalgia? "Nient'affatto. È la metafora di un equilibrio necessario nell'azione di governo, a cui però Pdl e Pd sembrano aver rinunciato. A dire il vero Berlusconi aveva tentato un nuovo compromesso, ponendo Forza Italia come collante di una coalizione che aveva la Lega al Nord e l'Udc al Sud. Ora però ha fatto saltare l'equilibrio rinunciando al centro e ai moderati. Credo che pagherà questo spostamento verso destra e verso la Lega in termini di voti. Ma soprattutto pagherà se dovesse tornare a Palazzo Chigi: non si può governare un Paese così complesso radicalizzando posizioni e interessi rappresentati". Berlusconi potrebbe affidare al partito di Fini il compito di bilanciare le spinte leghiste. "Ma An non c'è più. Peraltro non è mai stata in grado di rappresentare la questione democristiana. Non si tratta solo di giustapporre gli interessi del Sud a quelli del Nord. Trovare un equilibrio vuol dire creare sinergie e sviluppare quello spirito di solidarietà che oggi sembra smarrito in un Paese, dove lo scaricabarile è diventato lo sport nazionale. Purtroppo, di fronte alla crisi di Alitalia, gli alleati di Berlusconi stanno già mettendo in scena l'inesorabile conflitto di domani. Altro che equilibrio. La prospettiva è uno scontro continuo". Nella sua analisi sta dimenticando il Pd. "Veltroni ha avviato un nuovo percorso. Ma sono ancora molte e irrisolte le contraddizioni nel suo campo. E resta il peso di una classe dirigente - penso a Bassolino e alla Iervolino - che cerca disperatamente di sottrarsi alle responsabilità nella catastrofica gestione dei rifiuti". Tornando alla questione democristiana, bisogna considerare che quel modello di intervento pubblico poi degenerò. "Negli anni '80 la Dc avrebbe dovuto rinnovare se stessa. Il tentativo ci fu. Ma non riuscì. L'Italia aveva bisogno di una nuova Dc liberale. Che riorganizzasse l'intervento pubblico. Aprendo al liberalismo, premiando talenti, merito, energie nuove". Un partito liberale di massa. Non era il sogno di Berlusconi? "Era il suo sogno. E ha anche cercato di realizzarlo per qualche tempo. Ma la rottura con il centro ha segnato la sua rinuncia definitiva. Da tempo, con i circoli Liberal, sono impegnato alla costruzione di un nuovo, grande partito dei moderati in Italia. Ora penso che questo progetto possa ripartire solo dal centro. Peraltro, comunque finiscano le elezioni, il dopo-Berlusconi mi pare già cominciato...". Il Sud però non ha solo bisogno di liberalismo. Ha bisogno anche di politiche pubbliche serie e mirate. "E chi l'ha detto che serie politiche pubbliche non possono essere anche liberali? Prendiamo ad esempio la scuola e la sanità: sono il cuore del welfare e, al tempo stesso, uno dei punti di crisi della credibilità dello Stato. Perché non introdurre elementi di liberalizzazione, utilizzando i buoni-scuola e i buoni-salute? Il bene pubblico non cessa di essere tale perché lo gestisce un privato. E per liberalizzare ci vuole uno Stato e un governo autorevoli e presenti". Per rilanciare lo sviluppo però sono necessari interventi diretti. Il flusso dei fondi comunitari fino al 2013 sarà molto consistente ma probabilmente sarà anche l'ultimo. "Guai a perderlo. O smarrirlo nei mille rivoli del clientelismo. Io sono federalista. Ma penso che in questi anni abbiamo solo moltiplicato la burocrazia centrale in tante burocrazie regionali. Il Sud ha bisogno di infrastrutture. Di grandi progetti. Ma non solo il Ponte sullo Stretto. Oggi deve essere lo Stato in prima persona, il governo centrale, magari dopo aver discusso con le Regioni, a decidere i progetti. Altrimenti il Sud non avrà ciò gli serve. È il Sud la chiave di volta del futuro italiano".

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Air France ne vuole cacciare 2.100 Dipendenti e sindacati in rivolta (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 19-03-2008)

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Ma nessun esubero resterà emarginato: "Il nostro piano sociale sarà esemplare". Nessuna moratoria per Malpensa: "Impensabile, anni di perdite" Roma, 19 marzo 2008 - Gli esuberi totali di Alitalia tra Alitalia Fly e Alitalia Servizi sono 2.100. Lo ha precisato il numero uno di Air France-Klm Jean Cyril Spinetta nel corso di una conferenza stampa. Spinetta ha detto che "in conseguenza del piano industriale sono stati da noi valutati 1.600 esuberi" nella Sly. Mentre per quanto riguarda Az Servizi le persone in esubero sono "circa 500 che possono essere considerati come reali esuberi, cioè persone che potranno beneficiare del piano sociale. Quindi se fate i conti in tutto sono 2.100. La cifra molto lontana dagli 4mila, 7mila, 8mila di cui ho letto o sentito". Spinetta ha poi spiegato che 3.300 persone delle 7.400 di Az Servizi saranno internalizzate. Spinetta ha poi spiegato di aver chiarito ai sindacati che il numero degli esuberi progressivamente potrebbe ridursi in una seconda fase con lo sviluppo di Fiumicino. "Abbiamo detto ai sindacati - ha detto il numero uno di Air France-Klm - che in considerazione dello sviluppo di Fiumicino il numero totale degli esuberi sarà inferiore ai 2mila". Nessuna moratoria su Malpensa. Il presidente e amministratore delegato di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, risponde così a chi gli chiede se sia possibile una modifica in tal senso del piano dell'acquisizione di Alitalia. "Se non ci fossero le perdite generate proprio da Malpensa - ha detto nel corso di una conferenza - sarei d'accordo". "Su Malpensa - ha aggiunto - ho incontrato Formigoni e Bonomi e volentieri avrei voluto cedere alla richiesta se non ci fossero perdite. Ma sono sicuro, fatte le nostre valutazioni, che ci sono e partire con anni di perdite è impensabile". Nessun esubero di Alitalia resterà emarginato. Il nostro piano sociale "sarà esemplare". Così il numero uno di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, nel corso di una conferenza stampa. "Abbiamo detto ai sindacati nell'incontro di ieri - ha affermato - che noi prendiamo un impegno in relazione agli esuberi. Nessuno resterà emarginato. Il nostro piano sociale sarà esemplare e mobiliteremo tutte le risorse economiche necessarie". Il numero uno di Air France, Jean-Cyril Spinetta, si augura che il dialogo con i sindacati possa riprendere "il più rapidamente possibile". Lo ha detto nel corso di una conferenza stampa sottolineando di comprendere "perfettamente che i sindacati di Alitalia abbiano bisogno di tempo per valutare il piano nel suo insieme". Ma "auspico - ha aggiunto - che sia possibile riprendere la discussione il più rapidamente possibile per un esito positivo che potrà venire solo se ciascuno prenderà veramente coscienza della situazione". I margini di manovra per modificare il piano sono "inesistenti o limitatissimi". Lo ha detto il presidente e amministratore delegato di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, nel corso di una conferenza stampa. Secondo Spinetta "porre la questione in termini di prendere o lasciare non ha senso. Questo perché - ha spiegato il manager - non ci troviamo di fronte a un negoziato classico dove si parla di diminuire i costi o aumentare l'efficienza; siamo invece in presenza di una azienda in grande difficoltà. Le nostre offerte sono state approvate dai consigli di amministrazione di Air France-Klm, dal consiglio di amministrazione di Alitalia e dal Tesoro". "Queste proposte - ha aggiunto - formano un insieme coerente e tutti sanno che margini di manovra per modifiche al piano industriale sono inesistenti o limitatissime". Il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, non ha mai detto di non voler acquistare Alitalia ma di voler creare "un leader europeo con vocazione mondiale" insieme ad Alitalia. Questo quanto ha precisato nel corso di una conferenza stampa precisando che le sue parole di ieri dette ai sindacati "sono state deformate". "Quando ho incontrato i sindacati ho detto che non ero venuto per acquistarla ma per verificare se fosse possibile insieme ad Alitalia creare un leader europeo a vocazione mondiale per me essenziale". Spinetta ha spiegato che questo è quanto è avvenuto con Klm che si è sviluppata "e continua ad esistere con marchio e autonomia gestionale. E' la stessa cosa che vorremmo fare per Alitalia. E questa mia affermazione è stata interpretata come non sono costretto ad acquistare Alitalia". Il prezzo dell'offerta di acquisizione di Alitalia è stata inferiore al prezzo della proposta non vincolante per il peggioramento dei conti della compagnia degli ultimi tre mesi, a causa dell'aumento del prezzo del petrolio. Lo ha sottolineato il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, nel corso di una conferenza stampa. Spinetta ha spiegato che "tra il momento di fine dicembre in cui abbiamo iniziato ad approfondire e le nuove stime fatte a fine febbraio-inizi marzo, siamo giunti all'infelice conclusione che in tre mesi la situazione di Alitalia si era ulteriormente degradata". Ad incidere sul peggioramento l'incremento del prezzo del petrolio che ha superato i 100 dollari al barile. "Ogni volta che il petrolio aumenta di 10 dollari - ha detto Spinetta - Alitalia perde 40 milioni". Padoa Schioppa: "Rischio di commissariamento" - Muro contro muro AirFrance-sindacatiE' giusto vendere ad AirFrance? Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Articoli Eventi --> Foto del giorno --> Foto Video Blog Sondaggi Sport - Calcio Morti sospette ex viola, la perizia: "Nessun collegamento con i farmaci"Cronaca - Locale Viaggiava con la cocaina nell'auto Arrestato un trentenne kosovaroCronaca - Locale Ajimoto, chiesto il prolungamento della cassa integrazione guadagniCronaca Un amico inchioda il commercialista "Disse: Non credo sia morte naturale"Cultura - Locale Scambia la foto sulla carta d'identità per aprire un negozio a RiccioneCronaca - Locale Morti sospette ex viola, la perizia: "Nessun collegamento con i farmaci"Cronaca - Locale Arriva anche a Reggio il 'car pooling' Sulla stessa auto per inquinare menoCronaca - Locale Pellacani: "Il pensiero e le idee di Biagi non sono morte con lui"Cronaca - Locale "Nel 2009 duecento docenti in meno ma oltre tremila alunni in più"Esteri Bush: "Orgoglioso dei risultati"Spettacolo Anna Valle come non l'avete mai vista Sarà un killer spietato in 'Misstake'Gossip William in settimana bianca con Kate Nessun 'congelamento' per un annoCronaca - Locale Ici e Irpef restano invariate E' querelle sull'entità del debito Legno e luce: un connubio tra Pedano e FlavinMajoli Dietro lo specchio'TEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008Stagione teatrale 2007 / 2008: I due gemelli venezianiStagione di qualità al Teatro ComunaleIl trittico di Puccini al Teatro alla ScalaLa Belle Epoque. 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Air France ne vuole cacciare 2.100 Dipendenti e sindacati in rivolta (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 19-03-2008)

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Ma nessun esubero resterà emarginato: "Il nostro piano sociale sarà esemplare". Nessuna moratoria per Malpensa: "Impensabile, anni di perdite" Roma, 19 marzo 2008 - Gli esuberi totali di Alitalia tra Alitalia Fly e Alitalia Servizi sono 2.100. Lo ha precisato il numero uno di Air France-Klm Jean Cyril Spinetta nel corso di una conferenza stampa. Spinetta ha detto che "in conseguenza del piano industriale sono stati da noi valutati 1.600 esuberi" nella Sly. Mentre per quanto riguarda Az Servizi le persone in esubero sono "circa 500 che possono essere considerati come reali esuberi, cioè persone che potranno beneficiare del piano sociale. Quindi se fate i conti in tutto sono 2.100. La cifra molto lontana dagli 4mila, 7mila, 8mila di cui ho letto o sentito". Spinetta ha poi spiegato che 3.300 persone delle 7.400 di Az Servizi saranno internalizzate. Spinetta ha poi spiegato di aver chiarito ai sindacati che il numero degli esuberi progressivamente potrebbe ridursi in una seconda fase con lo sviluppo di Fiumicino. "Abbiamo detto ai sindacati - ha detto il numero uno di Air France-Klm - che in considerazione dello sviluppo di Fiumicino il numero totale degli esuberi sarà inferiore ai 2mila". Nessuna moratoria su Malpensa. Il presidente e amministratore delegato di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, risponde così a chi gli chiede se sia possibile una modifica in tal senso del piano dell'acquisizione di Alitalia. "Se non ci fossero le perdite generate proprio da Malpensa - ha detto nel corso di una conferenza - sarei d'accordo". "Su Malpensa - ha aggiunto - ho incontrato Formigoni e Bonomi e volentieri avrei voluto cedere alla richiesta se non ci fossero perdite. Ma sono sicuro, fatte le nostre valutazioni, che ci sono e partire con anni di perdite è impensabile". Nessun esubero di Alitalia resterà emarginato. Il nostro piano sociale "sarà esemplare". Così il numero uno di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, nel corso di una conferenza stampa. "Abbiamo detto ai sindacati nell'incontro di ieri - ha affermato - che noi prendiamo un impegno in relazione agli esuberi. Nessuno resterà emarginato. Il nostro piano sociale sarà esemplare e mobiliteremo tutte le risorse economiche necessarie". Il numero uno di Air France, Jean-Cyril Spinetta, si augura che il dialogo con i sindacati possa riprendere "il più rapidamente possibile". Lo ha detto nel corso di una conferenza stampa sottolineando di comprendere "perfettamente che i sindacati di Alitalia abbiano bisogno di tempo per valutare il piano nel suo insieme". Ma "auspico - ha aggiunto - che sia possibile riprendere la discussione il più rapidamente possibile per un esito positivo che potrà venire solo se ciascuno prenderà veramente coscienza della situazione". I margini di manovra per modificare il piano sono "inesistenti o limitatissimi". Lo ha detto il presidente e amministratore delegato di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, nel corso di una conferenza stampa. Secondo Spinetta "porre la questione in termini di prendere o lasciare non ha senso. Questo perché - ha spiegato il manager - non ci troviamo di fronte a un negoziato classico dove si parla di diminuire i costi o aumentare l'efficienza; siamo invece in presenza di una azienda in grande difficoltà. Le nostre offerte sono state approvate dai consigli di amministrazione di Air France-Klm, dal consiglio di amministrazione di Alitalia e dal Tesoro". "Queste proposte - ha aggiunto - formano un insieme coerente e tutti sanno che margini di manovra per modifiche al piano industriale sono inesistenti o limitatissime". Il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, non ha mai detto di non voler acquistare Alitalia ma di voler creare "un leader europeo con vocazione mondiale" insieme ad Alitalia. Questo quanto ha precisato nel corso di una conferenza stampa precisando che le sue parole di ieri dette ai sindacati "sono state deformate". "Quando ho incontrato i sindacati ho detto che non ero venuto per acquistarla ma per verificare se fosse possibile insieme ad Alitalia creare un leader europeo a vocazione mondiale per me essenziale". Spinetta ha spiegato che questo è quanto è avvenuto con Klm che si è sviluppata "e continua ad esistere con marchio e autonomia gestionale. E' la stessa cosa che vorremmo fare per Alitalia. E questa mia affermazione è stata interpretata come non sono costretto ad acquistare Alitalia". Il prezzo dell'offerta di acquisizione di Alitalia è stata inferiore al prezzo della proposta non vincolante per il peggioramento dei conti della compagnia degli ultimi tre mesi, a causa dell'aumento del prezzo del petrolio. Lo ha sottolineato il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, nel corso di una conferenza stampa. Spinetta ha spiegato che "tra il momento di fine dicembre in cui abbiamo iniziato ad approfondire e le nuove stime fatte a fine febbraio-inizi marzo, siamo giunti all'infelice conclusione che in tre mesi la situazione di Alitalia si era ulteriormente degradata". Ad incidere sul peggioramento l'incremento del prezzo del petrolio che ha superato i 100 dollari al barile. "Ogni volta che il petrolio aumenta di 10 dollari - ha detto Spinetta - Alitalia perde 40 milioni". Padoa Schioppa: "Rischio di commissariamento" - Muro contro muro AirFrance-sindacatiE' giusto vendere ad AirFrance? Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Articoli Eventi --> Foto del giorno --> Foto Video Blog Sondaggi Sport - Calcio Morti sospette ex viola, la perizia: "Nessun collegamento con i farmaci"Cronaca - Locale Viaggiava con la cocaina nell'auto Arrestato un trentenne kosovaroCronaca - Locale Ajimoto, chiesto il prolungamento della cassa integrazione guadagniCronaca Un amico inchioda il commercialista "Disse: Non credo sia morte naturale"Cultura - Locale Scambia la foto sulla carta d'identità per aprire un negozio a RiccioneCronaca - Locale Morti sospette ex viola, la perizia: "Nessun collegamento con i farmaci"Cronaca - Locale Arriva anche a Reggio il 'car pooling' Sulla stessa auto per inquinare menoCronaca - Locale Pellacani: "Il pensiero e le idee di Biagi non sono morte con lui"Cronaca - Locale "Nel 2009 duecento docenti in meno ma oltre tremila alunni in più"Esteri Bush: "Orgoglioso dei risultati"Spettacolo Anna Valle come non l'avete mai vista Sarà un killer spietato in 'Misstake'Gossip William in settimana bianca con Kate Nessun 'congelamento' per un annoCronaca - Locale Ici e Irpef restano invariate E' querelle sull'entità del debito Legno e luce: un connubio tra Pedano e FlavinMajoli Dietro lo specchio'TEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008Stagione teatrale 2007 / 2008: I due gemelli venezianiStagione di qualità al Teatro ComunaleIl trittico di Puccini al Teatro alla ScalaLa Belle Epoque. 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Spinetta 2100 esuberi in Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Cronaca Spinetta: 2100 esuberi in Alitalia 500 usufruirebbero del piano sociale Jean Cyril Spinetta, leader di Air France-Klm, in un incontro con i giornalisti ha quantificato gli esuberi riscontrati: "Gli esuberi in Alitalia sono in totale 2.100": "Sono 1.600 in Alitalia Fly e 500 in Alitalia Servizi" ha precisato. Da Alitalia Servizi ad Alitalia Fly passeranno 3.300 lavoratori. 500, tra questi ultimi, potrebbero costituire i reali esuberi, cui verrebbe destinato il piano sociale. "Siamo in presenza di un'offerta approvata dai due cda e poi dal ministero dell'economia. Tutti sanno che i margini di manovra sono inesistenti o limitatissimi", ha sottolineato Spinetta. Aggiungendo che Alitalia ha perdite troppo alte sull' aeroporto di Malpensa: ecco perchè Air France-Klm non ha voluto accettare alcuna moratoria. "Avrei voluto accettarla ma sono sicuro di essere nel giusto" ha commentato Spinetta. "Forse le perdite si possono cancellare", ma in futuro, perchè "partire con anni di perdite è impensabile".

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Spinetta: 2100 esuberi in Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 19-03-2008)

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Cronaca Spinetta: 2100 esuberi in Alitalia 500 usufruirebbero del piano sociale Jean Cyril Spinetta, leader di Air France-Klm, in un incontro con i giornalisti ha quantificato gli esuberi riscontrati: "Gli esuberi in Alitalia sono in totale 2.100": "Sono 1.600 in Alitalia Fly e 500 in Alitalia Servizi" ha precisato. Da Alitalia Servizi ad Alitalia Fly passeranno 3.300 lavoratori. 500, tra questi ultimi, potrebbero costituire i reali esuberi, cui verrebbe destinato il piano sociale. "Siamo in presenza di un'offerta approvata dai due cda e poi dal ministero dell'economia. Tutti sanno che i margini di manovra sono inesistenti o limitatissimi", ha sottolineato Spinetta. Aggiungendo che Alitalia ha perdite troppo alte sull' aeroporto di Malpensa: ecco perchè Air France-Klm non ha voluto accettare alcuna moratoria. "Avrei voluto accettarla ma sono sicuro di essere nel giusto" ha commentato Spinetta. "Forse le perdite si possono cancellare", ma in futuro, perchè "partire con anni di perdite è impensabile".

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Berlusconi fa già danni e fa saltare la trattativa Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 19-03-2008)

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Spinetta conferma il piano e chiede garanzie alla politica. La destra gli risponde no Berlusconi fa già danni e fa saltare la trattativa Alitalia Chiude le porte in faccia ad Air France e spalanca quelle del fallimento Silvio Berlusconi chiama gli imprenditori italiani alla guerra santa contro l'invasore francese, spalancando per Alitalia le porte del commissariamento. Al termine di una giornata convulsa nel corso della quale il numero uno di Air France Spinetta ha precisato che i margini della trattativa sono inesistenti e che oltre al sì dei sindacati l'operazione deve avere il consenso di questo e del prossimo governo, il candidato premier del Pdl chiude le porte in faccia ad Air France. "Mi auguro che si presenti un gruppo di imprenditori italiani coraggiosi ? ha detto Berlusconi ai microfoni del Tg5 bollando come irricevibile l'offerta Air France ? per evitare una fine così ingloriosa della nostra compagnia di bandiera". "Inutile dire così ? ribatte Prodi ? Se Berlusconi non è d'accordo trovi un'altra soluzione ". I sindacati, convocati di nuovo dall'Alitalia per stamattina, restano scettici, mentre Montezemolo parla di "una pessima immagine per il paese". Il leader del Pd Walter Veltroni ha auspicato che l'aeroporto di Malpensa sia il secondo hub italiano orientato alla clientela business. A PAGINA 3.

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Air France via 2.100 in esubero E Berlusconi rilancia AirOne (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 19-03-2008)

Argomenti: Alitalia

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Nessuna moratoria per Malpensa. I sidacati chiedono un incontro col governo. E' scontro tra Prodi e il Cavaliere Roma, 19 marzo 2008 - Ore decisive, e convulse, per Alitalia. Dopo la riunione-fiume di ieri con i sindacati, il numero uno di Air France-Klm Jean-Cyril Spinetta ha esposto a grandi linee il piano e ha avvertito: "I margini della trattativa sono inesistenti, o piccolissimi". In una conferenza stampa, il top manager francese ha ribadito inoltre che è possibile rilanciare Alitalia ma che, per la sua acquisizione, è fondamentale l'ok dei sindacati. Spinetta ha anche aperto ad una moratoria di due anni per Malpensa limitatamente ai cargo e ha confermato i 1.600 esuberi, ai quali si sommano i 500 dei servizi. "Nessun diktat" ha poi aggiunto, spiegando che si sta trattando per creare un grande gruppo leader nel mercato europeo con vocazione mondiale, e anche la data del 31 marzo per la conclusione della trattativa è stata richiesta dal presidente e ad dell'Alitalia Maurizio Prato alla luce della difficile situazione finanziaria dell'aerolinea italiana. Ad ogni modo, un nuovo incontro con i sindacati è stato fissato per domattina mentre il Cda è stato convocato nel pomeriggio. I segretari generali di Cgil e Cisl, Guglielmo Epifani e Raffaele Bonanni, dal canto loro, hanno chiesto in lettera inviata questa sera al al presidente del consiglio, Romano Prodi, "un incontro urgentissimo ritenendo improponibile l'alternativa tra un accordo capestro e il fallimento di Alitalia". Per Bonanni ed Epifani, "deve essere compiuto ogni sforzo per concretizzare soluzioni alternative che evitino diktat o il fallimento garantendo altresì il tempo necessario affinché possa esprimersi anche il nuovo governo, come peraltro richiesto dallo stesso Spinetta". In mattinata si era tenuto un lungo consulto tra il numero uno di Air France-Klm e il management di via della Magliana: Spinetta e Prato si sono poi intrattenuti a palazzo Chigi per circa un'ora e mezza. E proprio nella sede del governo, durante il Consiglio dei Ministri, l'esecutivo ha affrontato il caso Alitalia in una "discussione informale". Il titolare dell'Economia, secondo quanto riferito, avrebbe accennato al rischio commissariamento per la compagnia aerea: "Il ministro Padoa-Schioppa - ha detto Vannino Chiti, responsabile dei rapporti col Parlamento - ha fatto una relazione al consiglio su Alitalia. C'è grandissima preoccupazione, è evidente che in questa situazione c'è il rischio che si vada all'amministrazione straordinaria". Il caso Alitalia, intanto, continua ad animare il dibattito politico: il leader del Pd Walter Veltroni ha affermato che "dobbiamo trovare una soluzione che limiti il più possibile l'impatto sociale e dobbiamo far decollare Malpensa, che deve riuscire a svilupparsi recuperando la sua funzione di Hub italiano". E Silvio Berlusconi si augura che "si presenti un gruppo di imprenditori italiani coraggiosi". A giudizio del candidato premier del Pdl, infatti, la proposta di Air France è "irricevibile" e bisogna invece "evitare una fine ingloriosa" per l'ex compagnia di bandiera. Al Cavaliere risponde Romano Prodi. "Di Alitalia si discute da tempo. è inutile dire - osserva il presidente del Consiglio dimissionario - che la trattativa con Air France non va bene. Berlusconi se non è d'accordo porti un'altra soluzione". Non si esprime il presidente di Confindustria: "Non da oggi il caso, purtroppo, è un pessimo segnale, una pessima immagine del Paese. Preferisco non commentare", ha detto Luca Cordero di Montezemolo. E, infine, dopo una serie di ribassi, il titolo ha chiuso a piazza Affari in notevole rialzo: segno, questo, che il mercato scommette sull'ipotesi di una nuova offerta. In serata, poi, Berlusconi è ritornato a parlare dell'emergenza Alitalia riproponendo l'ipotesi Air One. Conversando con i giornalisti al suo arrivo alla festa di compleanno del leghista Roberto Maroni, il Cavaliere ha detto: "Mi sembra che ci siano imprenditori che ancora vogliono bene al nostro paese. Si facciano avanti e non ci facciano rinunciare alla nostra compagnia di bandiera tanto più che la proposta di Air France è inaccettabile". A chi gli domandava se tra le soluzioni ci fosse anche un intervento di Air One, Berlusconi ha risposto: "Sì certamente. E' una delle soluzioni possibili anche perché avrebbe delle sinergie possibili ma anche col sostegno, che è importante, di imprenditori solidi che vogliono fare qualcosa per il nostro paese". Muro contro muro AirFrance-sindacatiE' giusto vendere ad AirFrance? 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