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ROMA - L'accordo è ancora possibile nonostante i
problemi emersi in questi giorni: Air France-Klm ha fiducia nelle possibilità
di ripresa e di sviluppo di Alitalia e continua a considerare imprescindibile
l'appoggio dei sindacati. Ma sul piano di acquisto dell'ex compagnia di bandiera
italiana "i margini di manovra sono limitatissimi". Il presidente di
Air France-Klm Jean-Cyril Spinetta blinda il piano, all'indomani del primo
round con i sindacati di Alitalia.
Ma di traverso alle mire del gruppo franco-olandese si mettono, come era prevedibile,
i sindacati con Raffaele Bonanni della Cisl che dice: "Così la trattativa
non è agibile" e soprattutto Silvio Berlusconi che, a tarda sera mina Air
France-Klm con un uno due devastante. "Spinetta con il mio veto dovrà
rinunciare - dice il Cavaliere - e su Alitalia possono intervenire AirOne con
Banca Intesa e, nella cordata altri imprenditori italiani fra cui anche i miei
figli". Cgil e Cisl hanno chiesto a Romano Prodi un incontro
"urgentissimo". "Bisogna evitare - scrivono i sindacati - l'aternativa
fra il diktat di Spinetta e il fallimento". Mentre l'Anpac, il sindacati
dei piloti, minaccia: "se restano tagli sarà lotta dura". Ma tutto
succede prima del pesantissimo intervento di Berlusconi.
Le parole di Spinetta. "Se Air France-Klm in un periodo così difficile si
assume un impegno così importante con una compagnia che da dieci anni non fa
altro che perdere, è perché Alitalia ha tutte le carte in regola per andare
avanti e per conoscere una forte crescita" ha detto Spinetta. "A partire
dal 2010, una volta risanata, Alitalia avrà una crescita annua che sarà più
forte di Air France-Klm, perché ha perso moltissime quote di mercato e non
appena sarà di nuovo redditizia potrà riacquistarle".
Hub a Fiumicino, no a moratoria per Malpensa.
Spinetta ha però ribadito che per tornare ad essere redditizia Alitalia debba
non solo ristrutturarsi, ma anche "concentrarsi su Roma". Quanto a
Malpensa, la proposta di moratoria non è accettabile per il presidente di Air
France-Klm. "Il grosso delle perdite di Alitalia - ha rilevato Spinetta -
è generato da Milano Malpensa. Io non ho partecipato al dibattito politico, ma
con la responsabilità di un imprenditore devo dire che dal punto di vista
industriale mi sembra ragionevole la scelta di concentrare il ruolo di Hub
sull'aeroporto di Fiumicino".
2100 esuberi, per loro un piano sociale. Spinetta ha ricordato poi il numero
degli esuberi di Alitalia Fly, 1600, ripetendo che si tratta di "una stima
ragionevole", e assicurando che a favore dei lavoratori verrà messo a
punto "un piano sociale esemplare. Mobiliteremo tutte le risorse
possibili, dalla cassa integrazione, alla mobilità, agli incentivi
finanziari". Agli esuberi di Alitalia Fly si aggiungono i 500 di Alitalia
Servizi: in tutto circa
Due miliardi di investimenti. In questa operazione- ha continuato- Air
France-Klm è disposta a investire due miliardi di euro: "E' questa la
nostra scommessa - ha detto - e per questo vogliamo investire 2 miliardi di
euro di cui un miliardo è l'indebitamento che ci accolliamo e un miliardo è
l'aumento di capitale". Però alle condizioni illustrate al governo
italiano, ai sindacati e alla stampa: "Non siamo in presenza di un
negoziato classico e quindi i margini per una trattativa sono inesistenti o piccolissimi".
Due anni di moratoria per i cargo. La flotta passeggeri dell'Alitalia
"avrà una riduzione di 37 aerei passeggeri e quindi passerà da
Nuovo incontro con i sindacati. Proprio questa mattina i vertici di Alitalia
dopo una verifica con Spinetta hanno deciso di riconvocare alle 9 i
rappresentanti dei lavoratori per riprendere il confronto.
Rischio commissariamento. Il margine per chiudere positivamente è però stretto
e nel Consiglio dei ministri è riecheggiata la parola commissariamento. A
paventare questo rischio, ha sottolineato il ministro della Solidarietà Paolo
Ferrero, è stato il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa. "La
discussione è stata vivace - ha rivelato Ferrero - in alcuni casi anche dai
toni molto accesi sulla modalità di gestione e sulla responsabilità che sono in
capo a chi ha diretto la compagnia, da Cimoli a Prato, per i quali sono state
previste clausole di salvaguardia".
Scontro Berlusconi -Prodi. E i toni si vanno infiammando anche nel confronto
tra parti politiche. Il Cavaliere ha attaccato il modo in cui il governo ha
condotto la vicenda parlando di "dilettantismo", ha aggiunto di
auspicare che "una cordata di imprenditori italiani si impegni per
rilevare la compagnia" e su Air France ha detto: "Irricevibile la
proposta di Parigi". "Per chi si candida a guidare il Paese sono
dichiarazioni irresponsabili" è il commento del ministro Pierluigi
Bersani. Prodi attacca: "Di Alitalia si discute da tempo, è inutile dire
che la trattativa con Air France non va bene. Berlusconi se non è d'accordo
porti un'altra soluzione". "AirOne può essere una soluzione", è
la controreplica del leader del Pdl che poi spiega tutto il piano compreso il
coinvolgimento della sua famiglia e del suo gruppo.
Il titolo Alitalia sull'ottovolante. Un braccio di ferro che ha fatto correre
il titolo Alitalia sull'ottovolante: se in apertura di seduta a Piazza Affari
non è stato quotato per eccesso di ribasso, con le azioni della compagnia di
bandiera che hanno segnato un calo teorico del 19%, nel pomeriggio la rotta è stata
invertita e la sospensione delle trattazione è stata dettata da eccesso di
rialzo. "Il mercato scommette su un possibile ritocco all'insù
dell'offerta da parte di Air France", ha osservato un operatore.
(19 marzo 2008)
Flash 16:25
Il presidente di Air France-Klm, Jean-Cyrill
Spinetta, illustra il piano per Alitalia: «Abbiamo l'intenzione di risanare la
compagnia. Roma Fiumicino sarà il nostro hub. Per Malpensa ho proposto una
moratoria di due anni. Questa è una compagnia che non fa utili da 10 anni, la
situazione finanziaria è critica»
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trattativa
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per Air One
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spiaggia per Alitalia»
Il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, ha paventato il rischio
di un commissariamento di Alitalia nel corso della riunione del Consiglio dei
ministri di stamane. Lo ha reso noto il ministro Paolo
Ferrero. Come a dire che se l'accordo con Air France andasse in fumo
non resterebbe che prepararsi alla liquidazione della compagnia. «C'è una
grandissima preoccupazione. È evidente che in questa situazione c'è il rischio
che si vada al commissariamento o all'amministrazione straordinaria», ha
confermato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti.
Il livello della polemica politica è sempre elevatissimo, mentre aumenta il
pressing del partito democratico sul governo circa la necessità, ha rilevato
ancora una volta il candidato premier Walter
Veltroni, di non rinunciare per Malpensa allo status di secondo hub italiano
e di tagliare i voli con gradualità per salvaguardare l'occupazione. Su Libero
l'affondo di Silvio Berlusconi,
candidato premier del Pdl: «Svendono Alitalia, la nostra compagnia di bandiera,
a un quinto del suo valore di mercato, e stanno cercando di chiudere Malpensa,
il porto dell'Italia sul mondo».
A breve, comunque, riprenderà il confronto tra Alitalia ed Air France con i sindacati sul progetto di acquisizione della
compagnia italiana. Alitalia ha convocato i sindacati «per un incontro urgente»
giovedì mattina. La convocazione non fa alcun riferimento all'eventuale
partecipazione dei vertici di Air France-Klm per proseguire il confronto
avviato martedì alla presenza del presidente Jean-Cyril
Spinetta. Se ne saprà di più nel pomeriggio: la compagnia
franco-olandese ha convocato una conferemza stampa alle 16.
Questa mattina lo stesso Spinetta ha parlato di «accordo a rischio» commentando
il difficile avvio del confronto con i sindacati. Poi ha aggiunto: «Ho ancora
fiducia». Spinetta ha incontrato i vertici di Alitalia nella sede di Fintecna
per valutare la ripresa del confronto con i sindacati e a mezzogiorno si è
recato, con il presidente della compagnia italiana, Maurizio Prato, a Palazzo Chigi e ha fatto il punto della
situazione per circa due ore con
Padoa-Schioppa e il sottosegretario all'Economia Enrico
Letta.
Intanto dal fronte sindacale è stata ribadita la posizione espressa martedì al
tavolo nella sede di Alitalia. Fonti sindacali confermano che una ripresa del
confronto sarà possibile «solo se ci saranno novità», nel senso di una
disponibilità a confrontarsi con più spazio per eventuali correzione sulla
proposta di Air France-Klm per l'acquisizione di Alitalia. «Aspettiamo una
risposta», ribadiscono i sindacati.
Alitalia non è riuscita a fare prezzo in apertura a Piazza Affari e il titolo è stato
immediatamente sospeso dalle negoziazioni. Alle ore 11 il titolo scendeva
ancora a 0,195 euro (-29,35%) avvicinandosi alla soglia del prezzo di Ops
proposto da AirFrance Klm (circa 0,09 euro per azione), sebbene sugli esiti di
questo sbocco permangano ancora molti ostacoli, in primis l'opposizione dei
sindacati. «Il mercato ha spesso ragione se spinge il prezzo verso quota 0,09
euro vuol dire che non vede altra soluzione. Certo se il deal con i francesi dovesse fallire, allora i
prezzi punterebbero a zero», spiega un operatore.
Proprio questa mattina in un'intervista al Corriere della Sera Padoa-Schioppa
ha spiegato di sentirsi come «il guidatore di un'ambulanza che sta correndo per
portare il malato nell'unica clinica che si è dichiarata disponibile ad
accettarlo. Sto guidando più rapidamente che posso ma se poi non arrivo in
tempo perché ci sono semafori che mi bloccano...». Il ministro ha aggiunto che
dopo l'offerta di Air France la vicenda può avere solo tre alternative: «L'esito positivo della
trattativa, l'arrivo di un'offerta concorrente o l'amministrazione
straordinaria con la probabile liquidazione della compagnia». Di qui la
dichiarazione sul possibile commissariamento, segno che la trattativa tra
Spinetta e i sindacati non va certo per il meglio.
Infine l'altra patata bollente, la questione
Malpensa. Sea pone due condizioni per rinunciare alla causa da 1,25
miliardi intentata ad Alitalia per l'addio a Malpensa. «Noi - afferma il numero
uno del gestore degli aeroporti milanesi Giuseppe Bonomi in un'intervista a
Repubblica - non possiamo certo fare un passo indietro gratis. La causa è un
atto ponderato e dovuto». Tuttavia, prosegue, «il percorso l'ha indicato Air
France nella sua offerta d'acquisto: l'ipotesi di una transazione. Se ci
arrivasse una proposta seria noi saremmo in grado di valutarla in tempi
strettissimi, anche in via stragiudiziale e prima di fine marzo». Inoltre
«chiediamo una rapida revisione degli accordi bilaterali che ci consenta di
aprire nuovi voli intercontinentali da Malpensa e la garanzia di una parità di
accesso da Milano e Roma».
Veltroni
deve muovere la campagna. Attacco alla casta
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
DA ALITALIA
ALLE PENSIONI, IL PDL SI DIVIDE SU TUTTO. RUTELLI: IL PROGRAMMA PER ROMA
Veltroni deve muovere la campagna. Attacco alla casta In Piemonte Walter
Veltroni arriva al giro di boa del suo bustour e a Novara attacca la casta:
"In Italia ci sono i salari più bassi e gli stipendi dei parlamentari più
alti d'Europa.
Alitalia
prova a risollevarsi con Air France-Klm
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ITALIA VISTA
DAGLI ALTRI Alitalia prova a risollevarsi con Air France-Klm "Dopo lunghi
mesi di trattative il matrimonio tra Air France-Klm e Alitalia sembra sul punto
di essere celebrato", scrive a proposito dell'accordo raggiunto dalle due
compagnie il francese Le Figaro, che però avverte: "Il gruppo
franco-olandese si è riservato di annullare l'
I
paletti dell'Ue. Da oggi si tratta con i sindacati
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ALITALIA-AIR
FRANCE I paletti dell'Ue. Da oggi si tratta con i sindacati RAFFAELLA CASCIOLI
Giornata drammatica per Alitalia il cui titolo a Piazza Affari lascia sul
terreno oltre il 26% del suo valore dopo l'offerta vincolante di Air France.
Caos
calmo ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia e
Malpensa La presentazione dell'offerta di AirFrance ha fatto esplodere tutte le
contraddizioni all'interno della coalizione. Mentre Berlusconi ha avuto un
atteggiamento ondivago (prima contro i francesi, poi a favore, adesso
attendista), non si è tirato indietro il numero due Gianfranco Fini,
Anche
se gradualmente, senza cambi di strategia repentini, la campagna elettorale di
Silvio Berlusco ( da "Stampa, La"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
sulla vicenda
della vendita dell'Alitalia all'Air France si sta muovendo con molta cautela.
Ieri da Letizia Moratti a Roberto Formigoni, dal leghista Calderoli a qualche
esponente di An, gli hanno chiesto di scendere in campo, ma lui ha resistito.
Prima si è riparato dietro la trattativa di Letta: "E lui che la sta
conducendo".
Cv
Alital 1066,166<TD class ( da "Stampa, La"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Cv Alital 10
66,166 75,146 cv B Ifis 09 99,508 99,130 cv Bco Popol 10 100,573 100,786 cv
Beni Sta 11 92,009 92,435 cv BIM 15 89,266 89,326 cv Carige 13 112,367 111,329
cv Mi-A2a 09 115,758 118,033 cv SIAS 17 93,641 94,114 cv Snia 10 101,010
101,010 cv Vitt Ass 217,040 217,040 Telecom IT CV 10 109,748 110,
Piazza
Affari ottiene un bel rimbalzo dopo parecchie sedute difficili e porta a casa
un 2,78% con l ( da "Stampa, La"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Fra i titoli
che si sono in negativo, Alitalia ha subìto nel riferimento un -29,43% a 0,27
euro (che diventa -31,09% nell'ultimo prezzo). Seat Pagine Gialle ha fatto
-4,57% e Fastweb -4,04%. Giù anche Buzzi Unicem (-1,08%) e Atlantia (-0,47%) su
cui Ubs ha rivisto al ribasso il "target price" a 22 euro.
Nessun
colloquio con Palazzo Chigi Leggo sulla Stampa, in un articolo
( da "Stampa,
La" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
non su
Alitalia, non su altro argomento. Mai in assoluto. Se l'autore dell'articolo
avesse avuto la cortesia di telefonarmi per una verifica, gli avrei detto
esattamente questo. GIULIO TREMONTI Aborto in tedesco si dice anche Abort A
parte la futilità di fare della pedanteria su una tragedia epocale, perché il
vostro lettore saputello Enzo Cammilletti,
Per
ritirare la causa chiediamo un indennizzo e i diritti di volo
( da "Stampa,
La" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
2 miliardi
contro Alitalia che sta tenendo sulle corde governo, Air France e compagnia
della Magliana. Primo: Air France deve rinunciare a chiedere allo Stato
italiano di preservare per Alitalia i diritti di traffico per destinazioni
extracomunitarie. "Ho bisogno di quei diritti per sviluppare l'accessibilità
intercontinentale di Malpensa"
La
rabbia dei 500 di Atitech "Noi, meno della monnezza"
( da "Stampa,
La" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ALESSANDRO
BARBERA ROMA Nella grande sala al sesto piano della sede di Alitalia, periferia
Ovest di Roma, ieri erano in cinquanta: tre sindacalisti per ciascuna delle
nove sigle, tutta la prima fila di Alitalia e di Air France-Klm. L'ultima
trattativa per le nozze più tormentate della storia sono iniziate così: scontri
all'esterno, una pletora di parti in causa dentro.
Berlusconi
spera in un intervento degli imprenditori I suoi: "Ci lavora ancora, è il
suo pallino da sempre" ( da "Stampa, La"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Quello
impenetrabile del Cavaliere su Alitalia è in realtà una pista che aiuta a
capire cosa ne sarà della compagnia di bandiera, di quanti ci lavorano e di
Malpensa. Berlusconi pubblicamente tace perché gli conviene. Ha le mani legate.
Spera in qualche salvezza che arrivi dal cielo.
[FIRMA]GUGLIELMO
BUCCHERI ROMA Cinquecento, o poco meno. Il tavolo che dovrà ospitare il
( da "Stampa,
La" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Confronto
sindacale Alitalia-Air France è ancora vuoto quando i lavoratori di Atitech
scendono dai pullman per presidiare i cancelli del centro direzionale nella
zona Sud di Roma. Due le ore di viaggio da Napoli, centinaia i fischietti per
far rumore su quella parte di Alitalia che revisiona gli aerei e che si sente
esposta agli umori dei nuovi acquirenti.
Veltroni:
"Le vostre richieste saranno tra le nostre priorità"
( da "Stampa,
La" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ribadito che
è tempo di ridurre gli stipendi dei parlamentari) con l'Alitalia (che non deve
fallire) e con Malpensa (cui deve essere dato del tempo per trovare soluzioni
alternative). "Il Pd - per Veltroni - ha detto basta con le alleanze
contro". Berlusconi? Nel discorso di Veltroni, non c'è stato. Soltanto una
risposta alla battute sul precariato: "Di precariato si può morire,
"Su
Malpensa il Pdl ha tre facce"
( da "Stampa,
La" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
come la
questione Alitalia-Malpensa: "Non dimentichiamo che si parla innanzitutto
di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie. Non si può prendere alcuna
decisione in merito senza valutarne l'impatto sociale". Ringrazia il
ministro Damiano, alle sue spalle, che "proprio oggi ha chiuso l'intesa
per gli ammortizzatori sociali dei lavoratori di Malpensa"
Alitalia,
alta tensione sui licenziamenti Tafferugli davanti alla sede di Roma:
manganellate contro i lavoratori, un ferito Air France: non siamo obbligati a
comprare. Primo no dei ( da "Unita, L'"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Sulla
trattativa pesa però anche la denuncia ad Alitalia della Sea che gestisce
Malpensa. Tanto che il governo ha chiesto al principale azionista della società
(il Comune di Milano) di ritirarla. Altrimenti il rischio è che Alitalia possa
fallire. Intanto in Borsa il titolo della compagnia di bandiera continua la sua
discesa: ieri ha perso un altro 29%.
Il
giornalista dispari ( da "Unita, L'"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Accuratamente
evitato l'autogol su Alitalia. Presidente, lei ha fatto un logo... Eccolo:
"Io difensore della libertà" numero verde 800.... La pubblicità
progresso anti brogli va in onda a raffica."Qui il numero lo chiamo io per
difendere il mio lavoro", lamenta Emilio. Ma dai, male che va lo manterrà
la moglie.
La
mia pensione? Ho aiutato chi ha bisogno Veltroni ribatte all'attacco personale
di Fini sui costi della politica: ha perso un'occasione per tacere
( da "Unita,
L'" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
E ricorda che
su Alitalia a Destra hanno tre posizioni diverse, come sulle pensioni e persino
sulla politica estera. Su Berlusconi, senza nominarlo, si concede una battuta:
"Su Alitalia alle due non aveva ancora letto i giornali. gli conviene
leggere direttamente quelli di domani".
Rimbalzo
della Fiat ( da "Unita, L'"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia ha
avuto una giornata difficile, venendo subito rinviata al ribasso. Ottimo rialzo
per Finmeccanica (più 4,92%) premiata per i conti 2007, la crescita del
dividendo e delle stime al 2010. Fiat ha chiuso con un più 6,11%, dopo che
Merrill Lynch ne ha parlato in termini lusinghieri, definendola tra le migliori
del comparto auto.
La
trattativa che non tratta ( da "Unita, L'"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Perché se la
ex-Alitalia francesizzata dovesse essere rinchiusa in uno spezzone da immettere
tra la miriade di compagnie "low cost", allora sì bisognerebbe dire
che non vale la pena. Il penoso appuntamento di ieri non è stato del resto
preparato con avvedutezza.
Il
primo obiettivo è evitare il fallimento
( da "Unita,
L'" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Capisco che
lei dica così perché il centro destra ha portato al fallimento Alitalia, noi
l'abbiamo presa che era in coma e la lasciammo che aveva i bilanci in ordine.
Credo che la sua osservazione non sia responsabile, bisognerebbe anche capire
bene che cosa significa il fallimento dell'Alitalia, e non solo dal punto di
vista delle condizioni dei lavoratori".
Air
France: non siamo obbligati a comprare Spinetta detta le condizioni, ma i
sindacati non accettano i tagli. Trattativa in salita
( da "Unita,
L'" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
acquisi zione
di Alitalia andrà a monte. Spinetta non indora la pillola, del resto il
pensiero dell'acquirente franco-olandese è ben rappresentato dal valore
assegnato alle azioni di Alitalia, considerate carta straccia o poco più. Ma i
sindacati si sono mostrati piuttosto disincantati rispetto all'ambizione,
espressa da Spinetta,
È
grave dire che Alitalia può fallire. Malpensa deve essere un altro hub
italiano, serve gradualità nel trasferimento dei voli
( da "Unita,
L'" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Stai
consultando l'edizione del Veltroni È grave dire che Alitalia può fallire.
Malpensa deve essere un altro hub italiano, serve gradualità nel trasferimento
dei voli.
Manganellate
sui lavoratori davanti alla sede della Magliana Erano circa quattrocento,
venivano dalla Atitech di Napoli, dove si fa la manutenzione degli aerei
( da "Unita,
L'" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Nella crisi
di Alitalia, la compagnia di bandiera, la compagnia delle belle assistenti, dei
sorrisi smaglianti e delle divise eleganti, sono arrivati anche i manganelli,
quelli agitati dai poliziotti e dai carabinieri che presidiavano il centro
direzionale della Magliana, i palazzoni di via Marchetti, durante il primo
incontro tra i sindacati e i possibili,
Il
governo preme sulla Moratti: via il ricorso Sea La richiesta di danni può far
saltare la vendita. Alitalia perde un altro 30% in Borsa
( da "Unita,
L'" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
perde un altro 30% in Borsa di Roberto Rossi/ Roma CAUSA Più della vertenza
sindacale sarà il nodo relativo a Malpensa a decidere il destino di Alitalia.
La richiesta di danni per 1,250 miliardi di euro che Sea, la società che
gestisce gli aeroporti milanesi, ha avanzato nei confronti della compagnia italiana
è la spada di Damocle che pende sulla trattativa con Air France.
In
Francia c'è chi dice che Spinetta ha fatto un'offerta troppo generosa
( da "Unita,
L'" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Altre offerte
un tempo concorrenti avevano fissato il prezzo di Alitalia a zero euro".
Ma insomma, passi per i 140 milioni offerti da Spinetta. Salvo che bisogna
aggiungere un miliardo di euro di aumento di capitale per Alitalia, un miliardo
e 300 milioni di debiti, l'acquisto di 600 milioni di obbligazioni
convertibili, e si va tranquillamente oltre ai tre miliardi.
LA
SEA Ha ragione Bonomi: non è una tragedia l'hub della brughiera risorgerà in
pochi anni ( da "Giorno, Il (Nazionale)"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ultima
giornata campale della vicenda Alitalia Air France, allo scalo della brughiera
si fanno i conti con la crisi. La Regione Lombardia auspica che adesso ci siano
provvedimenti anche per l'indotto (in totale oggi ci sono 25 mila occupati
all'aeroporto e dintorni. Mentre i sindacati lanciano l'allarme per il cargo
Alitalia, attività che potrebbe chiudere entro il 2010.
Meglio
falliti che conquistati Per Malpensa la soluzione è liberalizzare i voli, ma
Air France non vuole ( da "Giorno, Il (Nazionale)"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
baciare il
terreno su cui cammina chi compra Alitalia. Perché Alitalia è tecnicamente già fallita
e non riesco a vedere un'alternativa credibile. Una soluzione potrebbe essere
la liberalizzazione dei voli, ma dubito che Air France accetti di cedere dei
voli alla concorrenza, anche perché oggi Alitalia vale solo perché ha spazi di
protezione monopolistica come vettore di bandiera.
I
dilemmi del voto al Nord ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)"
del 19-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract:
dovrebbe a
maggior ragione valere per il destino di Alitalia. Tema che, invece, a
tutt'oggi Berlusconi ha eluso. Si sa che Bossi, e a quanto pare anche Fini, è
contrario al piano di vendita ad Air France. E Berlusconi? E
"preoccupato". Un po poco. Intendiamoci, la prudenza del Cavaliere è
umanamente comprensibile: Alitalia vuol dire posti di lavoro, vuol dire
orgoglio nazionale e,
NEL
PASTICCIACCIO brutto di via della Magliana c'è una nota che la dice tutta.
E&# ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)"
del 19-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract:
grande capo
di Air France-Klm ieri l'abbia messa giù dura parlando a nuora (i sindacati)
perché suocera (il Governo) intenda: non siamo obbligati a comprare Alitalia.
Vero, ma gli italiani ? azionisti di maggioranza ? non sono obbligati a
cedergliela senza allacciarsi una robusta cintura di sicurezza. - -->.
AirOne
parte al contrattacco Nuovi voli da Malpensa
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
19-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Carlo Toto
esclusa dalla gara per Alitalia, affila le armi e decide di scendere in pista a
Malpensa con un primo consistente pacchetto di voli, oltre a quelli che già opera
sia dallo scalo varesino che da Linate: una sfida all'accordo Alitalia-Air
France. Dal 30 marzo, con l'entrata in vigore dell'orario estivo, AirOne
collegherà con 4 frequenze giornaliere Fiumicino a Malpensa (
Alitalia,
Air France avverte i sindacati Non siamo obbligati a comprare Malpensa, sì agli
ammortizzatori sociali. Scontri davanti al quartier generale
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
19-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract:
incontro con
i sindacati e i manager Alitalia, Spinetta si è presentato in modo molto
chiaro: "Non siamo obbligati ad acquisire Alitalia", ha detto il
presidente di Air France. "Non siamo qui per questo ma per verificare la
possibilità, assieme al personale di Alitalia, di partecipare alla creazione di
un grande gruppo di dimensioni mondiali.
Borse,segni
di ripresa ( da "Secolo XIX, Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
al piano per
Alitalia. Cgil, Cisl e Uil hanno respinto i numeri sugli esuberi indicati nel
progetto di acquisizione dell'ex compagnia di bandiera da parte di Air
France-Klm. All'inizio dell'incontro, sospeso ieri sera, il presidente del
colosso franco-olandese Jean-Cyril Spinetta, per ribadire che l'assenso dei
sindacati è una delle condizioni indispensabili per portare avanti l'
No
dei sindacati, "ni" di Air France
( da "Secolo
XIX, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
il titolo
crolla Alitalia, Spinetta frena: nessun obbligo a comprare in primo piano2
politica4 cronache6 dal mondo8 liguria11 economia13 marittimo15 cultura e
spettacoli17 lettere e rubriche20 commenti21 genova23 lettere e città29 album31
agenda32 spettacoli33 cinema & teatri34 televisione35 la scuola36 sport37
genova sport40 affari42 meteo -
Alitalia,
accordo a rischio ( da "Repubblica, La"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il Pdl: contrari
alla vendita Alitalia, accordo a rischio Air France ai sindacati: non siamo
obbligati a comprarla ROMA - "Non siamo obbligati ad acquistare
Alitalia". Con queste parole il presidente di Air France Jean-Cyril
Spinetta ha risposto alle perplessità dei sindacati sul piano di acquisizione.
Scontri
con 500 lavoratori ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
protestato
davanti al centro direzionale di Alitalia, alla Magliana a Roma. Nel primo
pomeriggio era previsto infatti l'avvio del confronto tra i vertici di Alitalia
e Air France e i sindacati sul piano di acquisizione del gruppo
franco-olandese. Già prima dell'arrivo del numero uno di Air France-Klm,
Jean-Cyril Spinetta, circa 500 lavoratori degli stabilimenti di manutenzione
dell'
Il
blitz di Prodi manda Veltroni fuori pista
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
essersi
improvvisamente incagliato sugli scogli del caso Alitalia. Il tentativo del
governo di salvare il salvabile, attraverso il via libera all'offerta di Air
France, si scontra con l'ostilità dell'opposizione di centrodestra e della
Sinistra arcobaleno che accusa Prodi di "scelte avventuriste"
(Manuela Palermi) e chiede un supplemento di trattativa (il ministro Paolo
Ferrero)
Alitalia,
è subito muro contro muro ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Primo Piano
Pagina 102 Alitalia, è subito muro contro muro No dei sindacati. Air France:
non siamo obbligati a comprare --> No dei sindacati. Air France: non siamo
obbligati a comprare Il piano di Air France non piace ai sindacati di Alitalia
e la trattativa parte malissimo.
"risarcimento
e rotte sbloccate per ritirare la causa su malpensa" - ettore livini
( da "Repubblica,
La" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Che Malpensa
non paghi di tasca sua i conti delle inadempienze di Alitalia e che le siano
garantiti gli strumenti per tornare a svilupparsi" Detto in soldoni?
"Vogliamo in ogni caso un risarcimento. Se Alitalia ci dà una mano a
ridimensionarne le conseguenze del suo addio può essere rivisto rispetto alle
richieste iniziali.
E
la mossa di cgil, cisl e uil spiazza il pd - goffredo de marchis
( da "Repubblica,
La" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Walter
Veltroni non nasconde la sua preoccupazione per la vicenda Alitalia, che è
drammatica di suo e s'incrocia con la campagna elettorale. Ecco perché
soprattutto oggi e in questo particolare passaggio vale la pena spendere la
parola dialogo, puntare a una via d'uscita bipartisan. Per il Partito
democratico, partito di governo ma che vuole essere nuovo rispetto
all'esperienza Prodi,
I
sindacati a air france: tagli inaccettabili spinetta: non obbligati a comprare
alitalia - lucio cillis ( da "Repubblica, La"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
25 miliardi
contro Alitalia. La soluzione di questo contenzioso è infatti uno dei paletti
posti dai francesi sul percorso del matrimonio con Alitalia. Ma nei prossimi 12
giorni si decideranno le sorti di 18mila famiglie e la premessa fatta ieri da
Spinetta ai sindacati, è netta: "Non siamo qui per acquisire Alitalia, ma
per verificare la possibilità,
Veltroni
contro la moratti: "parole gravi" - aldo fontanarosa
( da "Repubblica,
La" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
rinunci alla
causa da 1,25 miliardi contro Alitalia, accusata di voler penalizzare
l'aeroporto lombardo. La causa è un enorme ostacolo alla vendita di Alitalia ad
Air France. E se la vendita salta", spiega il ministro Bersani, "si
determina un solo effetto: il collasso della compagnia aerea, il suo effettivo
fallimento".
La
crisi di alitalia - piero ottone ( da "Repubblica, La"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Commenti La
crisi di alitalia PIERO OTTONE L'Alitalia procede, barcollando, verso il suo
destino, e anche se non è detta l'ultima parola, pare che sarà un destino
francese. Non avremo più la Compagnia di Bandiera, dunque? Pazienza: potremo
vivere lo stesso. Ma quel che più ci ferisce è il modo umiliante, terribilmente
umiliante,
Cessna:
condannato ma senza colpa ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
nel frattempo
stava arrivando il postale Alitalia da Alghero, era alto e ci chiedeva di
scendere, allora abbiamo chiesto a Elmas dove si trovasse il Cessna e abbiamo
saputo che il bireattore non rispondeva. Sono entrato in frequenza al posto di
Caponigri, ho tenuto alto il postale e poiché Elmas ripeteva di non aver
notizie ho pensato fosse successo qualcosa di grave"
Il
titolo sprofonda-29,43% a 0,276 euro
( da "Secolo
XIX, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
I titoli
Alitalia hanno continuato ad affondare anche ieri a Piazza Affari dopo la
notizia che l'offerta pubblica di scambio dei francesi valorizza le azioni
della compagnia italiana poco meno di 10 centesimi. Dopo aver trattato in calo
di oltre il 15%, Alitalia è stata sospesa per eccesso di ribasso e, in chiusura
di seduta,
Tutti
contro Prodi: Pdl e ministri dell'Unione
( da "Secolo
XIX, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
come la
Moratti, preferisce il fallimento di Alitalia al piano di Air France che
penalizza Malpensa. "Alitalia non deve fallire. Non c'è nulla di male che
ci sia una partnership internazionale ma a due condizione: non ci deve essere
un prezzo sociale troppo alto e bisogna discutere del destino di
Malpensa".
Sindacati
furibondi, Air France frena ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Prima Pagina
Pagina 2 Alitalia Sindacati furibondi, Air France frena Alitalia --> Esuberi
Bocciato ieri dai sindacati il piano per il salvataggio di Alitalia. Intanto il
presidente del gruppo Air France e Klm frena: nessuno ci obbliga a comprare.
Gli esuberi sarebbero fra i 1600 e i 7000.
Cesa:
<Moderati cattolici con noi>
( da "Secolo
XIX, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia: il
governo è nella bufera sull'offerta Air France. Il Pdl è diviso . Cosa ne pensa
l'Udc? "La questione dell'Alitalia si trascina ormai da molto tempo ed il
suo aggravarsi è certamente anche colpa di tutti i governi che si sono
succeduti negli ultimi anni.
I
lavoratori dell'atitech a roma tafferugli con la polizia, due feriti
( da "Repubblica,
La" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
due feriti
Air France non acquisirà lo stabilimento Nuovo assetto per Az Servizi Prato,
presidente Alitalia: "Nessun licenziamento ma solo soluzioni non
traumatiche" Air France intende acquisire solo alcune delle attività di Az
Servizi del Gruppo Alitalia, e in particolare quelle che riguardano la
manutenzione leggera e parte dei servizi di handling aeroportuale.
Malpensa,
da lunedì cassa integrazione per 900
( da "Repubblica,
La" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
partirà
lunedì, una settimana prima del taglio dei voli Alitalia, per 900 dipendenti
del gruppo, 350 della Sea e 550 di Sea Handling. Come chiesto dai sindacati interesserà
a rotazione i dipendenti e sarà estesa a Linate. Ma il provvedimento riguarda i
lavoratori a tempo indeterminato, 516 su circa 6000.
Prove
di matematica e inglese è caccia a un posto a bordo - luigi bolognini
( da "Repubblica,
La" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
bordo Tra i
requisiti vivere non lontano dallo scalo LUIGI BOLOGNINI E mentre a Malpensa
Alitalia c'è, sì, ma forse no, Easyjet continua a crederci. Al punto da
assumere assistenti di volo: 75 usciranno da una selezione in corso tra ieri e
oggi, altri 75 arriveranno a maggio. "Per noi - garantisce Elisa Ravella,
marketing manager per Italia e Grecia - l'aeroporto ha molto da dire.
Sea,
cassa integrazione da lunedì ferrero attacca padoa-schioppa - stefano rossi
( da "Repubblica,
La" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ammettendo
che i destini di Alitalia e Malpensa sono ormai "separati",
rimprovera la Sea per la richiesta di risarcimento all'Alitalia: "è
Alitalia che dovrebbe chiedere i danni alla Sea. Politici e imprenditori del
Nord fecero fallire l'accordo con Klm per indebolire Alitalia e aprire spazi ad
altri".
Così
l'ho raccontato a mia moglie - davide romano
( da "Repubblica,
La" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Oggi infatti
tutte le polemiche su Malpensa e Alitalia diventano triste realtà. Se mi si
permette una parentesi personale, per me è stata la prima volta che per dire
qualcosa a mia moglie ho dovuto aspettare di essere a quattrocchi con lei: per
rassicurarla e per mostrarle il bicchiere mezzo pieno.
A
malpensa rabbia e sfiducia ( da "Repubblica, La"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
la
sottrazione ad Alitalia del traffico cargo". E dunque una crisi
strutturale, non contingente. [Rosanna Rigoni] Non è una dipendente della Sea e
lavora in aeroporto solamente da sei mesi. Malgrado questo, non le è sfuggito
come il flusso dei passeggeri sia già diminuito, ben prima del maxitaglio dei
voli che sarà operativo dal 31 marzo prossimo.
<Il
Comune adotti politiche per la crisi>
( da "Corriere
della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
partito di
Veltroni sulla causa intentata dalla società aeroportuale ad Alitalia:
"Occorre un impegno del governo sia economico, sia sulla revisione degli
accordi bilaterali che regolano il trasporto internazionale. A questo punto,
non ci sarà più il danno lamentato da Sea". Il Pd ha anche chiesto al
Comune di rinunciare ai dividendi del 2007, calcolati tra i 20 e i 30 milioni
di euro.
L'hub
nella bufera ( da "Corriere della Sera"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
hub nella
bufera L'aeroporto e la vendita di Alitalia Lo scontro Il caso-Malpensa è
scoppiato in piena campagna elettorale con accuse reciproche tra i partiti che
si palleggiano le responsabilità Il dovere Il presidente della Sea Bonomi ha ribadito
che la società ha il dovere di tutelare gli interessi propri e quelli dei
lavoratori.
<Killeraggio
aziendale, Sea la prossima vittima>
( da "Corriere
della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
usa questi
termini per spiegare la vicenda Alitalia. Addio hub milanese? "Alitalia ha
fatto una scelta miope dal punto di vista strategico: non ha tenuto conto della
qualità del traffico che ruota intorno al Nord del Paese. Milano è la terza
regione più ricca d'Europa, non è questione di campanilismo ".
Richiesta
danni, la Sea <blinda> Malpensa
( da "Corriere
della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
centrodestra punta
il dito contro il governo accusato di voler svendere Malpensa per salvare
Alitalia. E il centrosinistra che propone soluzioni che possano rilanciare
l'hub. Resta ancora aperta la questione del risarcimento danni, milionario,
chiesto da Sea all'Alitalia. La società aeroportuale è "disponibile a
valutare proposte di definizione anche stragiudiziale della vertenza ".
Malpensa,
900 dipendenti senza lavoro da Pasqua
( da "Corriere
della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
La vicenda di
Alitalia viene da lontano, soprattutto da cinque anni di governi Berlusconi che
hanno portato Alitalia al prefallimento ". E se il vicesindaco Riccardo De
Corato lamenta che "chi deve tirare fuori i soldi per Malpensa ancora una
volta è la città di Milano, che ha il 90% delle azioni Sea", lo riprende
secco il presidente della Provincia Filippo Penati:
Alitalia
subbuglio nei poli ( da "Riformista, Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
subbuglio nei poli I numeri di Prodi "Non è svendita" Veltroni resta
cauto, Fini ci ripensa, Silvio no comment "Il caso Alitalia è il record
mondiale dell'ipocrisia", è sbottato a un certo punto ieri Pierluigi
Bersani. Il ministro dello Sviluppo economico ce l'aveva con i
"soloni" del centrodestra contrari alla svendita ad Air France,
Alitalia,
frenata di Air France ( da "Corriere della Sera"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Tafferugli a
Roma Alitalia, frenata di Air France "Non obbligati a comprare".
Altolà dei sindacati ROMA - Vendita di Alitalia: muro contro muro nel primo
incontro tra il presidente di Air France e i sindacati. Il primo round è stato
aggiornato a data da destinarsi mentre i dipendenti della Atitech protestavano
scontrandosi con le forze dell'
<E'
un malato ma no al partito del fallimento>
( da "Corriere
della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Prima Pagina -
data: 2008-03-19 num: - pag: 1 autore: di SERGIO RIZZO categoria: REDAZIONALE
L'intervista Padoa-Schioppa "E un malato ma no al partito del
fallimento" \\ Il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa: Alitalia
è malata, ma dico no al partito del fallimento. Chi lo sostiene scherza col
fuoco. A PAGINA 3.
Alitalia
spinetta: nessuno ci obbliga ( da "Riformista, Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Klm per il
negoziato con i sindacati e Alitalia, le proteste sono degenerate in scontri
con la polizia e un lavoratore è rimasto ferito. La manifestazione è poi
proseguita tutto il giorno davanti ai cancelli, nonostante le promesse
dell'amministratore delegato di Alitalia, Prato, di "soluzioni non
traumatiche", per Alitech.
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-19 num: - pag: 3
categoria: A... ( da "Corriere della Sera"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
NAZIONALE -
sezione: Primo Piano - data: 2008-03-19 num: - pag: 3 categoria: ALTRI OGGETTI
500 i tagli previsti per i piloti, 600 tagli tra gli assistenti di volo e 500
per gli assistenti di terra Gli scontri Attimi di tensione, dopo che decine di
dipendenti Alitalia si sono raccolti di fronte a un ingresso di Fiumicino.
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-19 num: - pag: 2
categoria: A... ( da "Corriere della Sera"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-19 num: - pag: 2
categoria: ALTRI OGGETTI 2 Maxi-causa della Sea La Sea ha chiesto ad Alitalia
un risarcimento da 1,25 miliardi per il taglio di 180 slot su Malpensa. Air
France ha indicato come condizione vincolante che Sea rinunci alla causa.
Negoziato
e protagonisti ( da "Corriere della Sera"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
2008-03-19
num: - pag: 3 categoria: BREVI Negoziato e protagonisti Maurizio Prato,
presidente di Alitalia, ha incontrato ieri i sindacati e i vertici Air
France-Klm Guglielmo Epifani: il sindacato ha "la forza per responsabilità
chiare" Antonio Di Pietro: "Una materia così non può essere decisa da
un governo in scadenza".
<Dico
no al partito del fallimento> ( da "Corriere della Sera"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia.
Successivamente quella del ministro dell'Economia, che è azionista. Poi tocca
al sindacato, a cui Air France ha dato un diritto di veto. Quindi alla Sea,
chiamata a ritirare la causa da 1,2 miliardi di euro intentata contro Alitalia,
e infine al governo nel suo complesso che deve decidere su un prestito ponte da
300 milioni.
La
vendita I nodi ( da "Corriere della Sera"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Primo Piano -
data: 2008-03-19 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Le reazioni La vendita I
nodi alla privatizzazione \\ Berlusconi C'è il problema di Alitalia e della
Malpensa. Tanti e tali problemi per cui nessuno può essere meno che prudente,
anche se poi si innestano naturalmente l'ottimismo e la capacità operativa.
Aerei
ridotti da 178 a 70 ( da "Corriere della Sera"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Ecco cosa
diventerebbe Alitalia se, fallendo, finisse sotto amministrazione controllata.
Secondo fonti del Tesoro, la compagnia passerebbe a utilizzare solo 70 velivoli
degli attuali 178. Tutto a causa dell'immediato taglio di tutte le rotte
improduttive. Una flotta più piccola di quella di Swiss che oggi può contare su
75 aerei.
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-19 num: - pag: 3
categoria: A... ( da "Corriere della Sera"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-19 num: - pag: 3
categoria: ALTRI OGGETTI 180 gli slot che a partire dalla fine di marzo
verranno tagliati da Alitalia sullo scalo di Malpensa 1600 Gli esuberi previsti
in seguito al declassamento dello scalo varesino.
Ultimatum
Air France <Non siamo obbligati a comprare Alitalia>
( da "Corriere
della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
La smentita
di Palazzo Chigi ROMA - Dichiarazioni di guerra e tafferugli ai cancelli ieri
per Alitalia. Ma dietro il polverone s'intravede qualche spiraglio sia nel confronto
sindacale sia nella causa con la Sea. L'incontro di ieri tra i vertici di Air
France- Klm e Alitalia con i sindacati è stato aggiornato a data da destinarsi,
forse già oggi.
La
Sea, Malpensa e il <piano B> con la compagnia al capolinea
( da "Corriere
della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
però, che per
Malpensa il default di Alitalia aprirebbe nuove prospettive grazie alla
possibilità di ridiscutere gli accordi bilaterali oggi in mano ad Alitalia e
che Air France intende mantenere: sulla scrivania di Giuseppe Bonomi ci sono
almeno 25 Stati con cui sarebbe possibile definire nuove rotte.
La
Fed riduce ancora i tassi Bernanke trascina le Borse
( da "Corriere
della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
78%
dell'indice S/P Mib anche in presenza del crollo di Alitalia. Ad approfittare
del rimbalzo sono state in primis le banche reduci dalla giornata di paura di
lunedì. La svizzera Ubs è risalita del 14% e in mostra si sono messe anche Hsbc
(+7%) nella City e Crèdit Agricole (+9%) a Parigi. Paola Pica.
Spinetta
nel fianco ( da "Manifesto, Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
salvataggio
di Alitalia: oltre 7.000 esuberi, concentrati soprattutto nei servizi a terra e
in quelli di manutenzione. Tensione e cariche della polizia di fronte alla sede
dell'ex compagnia di bandiera. Sindacati preoccupati, lavoratori furiosi. Ma
Spinetta mette tutti con le spalle al muro: "Senza un accordo preventivo
non se ne fa niente.
Sale
del 6,11%, Fiat regina dell! S&P-Mib
( da "Corriere
della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Maglia nera
per Alitalia, che ha sub¨
to un nuovo tonfo (-29,43%) avvicinandosi cos¨
al prezzo offerto da Air France. Ma fra i 45 titoli dell'S&P-Mib spiccano
almeno altri due ribassi consistenti: quello di Seat Pagine Gialle (-4,57%) che
si aggiunge al pesantissimo arretramento di luned¨
Lavoro
20 ore al giorno per il Paese ( da "Tempo, Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
A cominciare
dalla crisi dell'Alitalia e dal problema degli esuberi. In collegamento
telefonico con il Tg4, Berlusconi ha annunciato che uno dei primi interventi
del prossimo governo sarà di "abrogare la legge sulla par condicio, voluta
dalla sinistra". Poi lancia un numero verde da chiamare per evidenziare
eventuali brogli elettorali.
Alitalia,
tafferugli alla Magliana ( da "Corriere della Sera"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
REDAZIONALE
La vertenza I dipendenti provano a entrare nel Centro direzionale, scontri con
la polizia: due feriti Alitalia, tafferugli alla Magliana Air France riceve i
sindacati, ma è caos sotto la sede della compagnia Vertenza Alitalia, parte la
trattativa fra Air France e i sindacati Scontri in piazza fra lavoratori e
polizia Trattativa con tafferugli e due operai feriti.
AMMETTO
di essere inadeguato, però ancora non riesco a capire come sta andando l
( da "Messaggero,
Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
però ancora
non riesco a capire come sta andando la questione Alitalia-Air France. Mi si
dice che rimane compagnia di bandiera però nell'arco di alcuni anni 1600
persone dovranno lasciare il lavoro e che Fiumicino sarà più centrale rispetto
ad altri scali. Devo dire che raramente abbiamo visto mettere in ginocchio
un'azienda come è accaduto all'Alitalia.
Alitalia,
frenata sull'accordo ( da "Messaggero, Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Air France:
nessun obbligo a comprare. I sindacati: no al piano. Il Pdl critica il governo.
Tensione e scontri Alitalia, frenata sull'accordo Mercati, la Federal Reserve
taglia i tassi Usa dello 0,75% e le Borse ripartono.
ROMA
Braccio di ferro tra sindacati e Air France sulla vendita di Alitalia. Le
organizzazioni dei l ( da "Messaggero, Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Emma
e Marco, guerra dei nervi al Pd: fregati ma non molliamo
( da "Corriere
della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
con Bonino
che approva la vendita di Alitalia ad Air France e con Giorgio Tonini che dice
quel che Veltroni non può esplicitamente dire (ossia che è uno sbaglio). Ma
anche sul piano dei modi con cui si è concluso il "contratto" restano
delle difficoltà. Eppure Marco Pannella giura che la richiesta del Pd di non
candidarlo non lo ha amareggiato.
Il
vertice tra Air France, Alitalia e le sigle sindacali
( da "Tempo,
Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia e le
sigle sindacali ... Il vertice tra Air France, Alitalia e le sigle sindacali
ieri a Roma è stato terreno di scontro non solo verbale ma anche fisico. Un
lavoratore dell'Atitech di Napoli è stato ferito alla testa durante i
tafferugli con le forze dell'ordine davanti al centro direzionale di Alitalia a
via della Magliana.
Il
Gruppo Air France-KLM non è qui per acquisire Alitalia,
( da "Tempo,
Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
KLM non è qui
per acquisire Alitalia, ... "Il Gruppo Air France-KLM non è qui per
acquisire Alitalia, ma per verificare la possibilità, insieme con il personale
di Alitalia, di partecipare alla creazione di un grande gruppo di dimensioni
mondiali". è il messaggio principale del presidente e ad di Air France,
Jean-Cyrill Spinetta,
Tps
manda la lettera con il sì a Parigi
( da "Tempo,
Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Stampa
Offerta Tps manda la lettera con il sì a Parigi Il ministro dell'Economia e
delle Finanze, Tommaso Padoa-Schioppa, ha inviato ad Alitalia e ad Air
France-Klm una lettera contenente l'impegno ad aderire alle offerte pubbliche
di scambio (per le azioni) e di acquisto (per le obbligazioni) da parte di Air
France-Klm per la totalità dei titoli detenuti dal ministero stesso.
Filippo
Caleri f.caleri@iltempo.it Rimettere la decisione
( da "Tempo,
Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
it Rimettere
la decisione della vendita di Alitalia all'accordo sindacale è tutta una
messinscena. Il Governo ha commesso gravi errori e sul tema si è comportato con
grande disinvoltura. "Ora è il momento di Air France che ci chiede di
aprire una trattativa. Ma la trattativa è fatta di concessioni e non di diktat
come sembra stia venendo fuori" spiega a Il Tempo,
Lunedì
nero, l'Europa brucia 300 miliardi
( da "Tempo,
Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
dove pesa il
tonfo di Alitalia (-27%), il Mibtel ha ceduto il 3,52% e sono stati persi 21,9
miliardi di capitalizzazione. Un lunedì nero partito con il crollo dei listini
asiatici (Tokyo ha ceduto del 3,7%, Hong Kong il 4,62% e Shanghai il 4,6%) e
proseguito con la giornata di passione delle piazze europee.
Notizie
in 2 minuti ( da "Corriere della Sera"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
nessun
obbligo di comprare Alitalia "Non siamo obbligati ad acquisire Alitalia
". Il presidente di Air France, Spinetta, lo ha premesso incontrando ieri
i sindacati e ha ribadito che l'assenso delle sigle sindacali è una delle
condizioni necessarie per l'operazione. Ha confermato poi che la proposta di
acquisto prevede 1.
ROMA
Ci sono i numeri, ma non le condizioni per andare avanti. Almeno per ora. I
sindacati, ( da "Messaggero, Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
300
resteranno nel perimetro Alitalia. Di questi, 650 saranno considerati esuberi.
In Az-Servizi resteranno le società di manutenzione leggera e una parte di
Alitalia Airport. Saranno quasi certamente tagliate le altre attività, tra cui
quella di manutenzione pesante degli stabilimenti Atitech di Napoli.
Alitalia
farà parte di un gruppo guidato dal primo vettore mondiale e nelle intenzioni
dei fran ( da "Messaggero, Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ROMA
- Tafferugli, tensione e un ferito durante la protesta dei lavoratori di
Alitalia di fronte al ( da "Messaggero, Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
sindacale nel
cortile del centro direzione di Alitalia ma non hanno ottenuto una risposta positiva.
Dopo i tafferugli in serata è tornata gradualmente la calma e i 500 lavoratori
hanno deciso di levare il blocco in attesa della trattativa avviata tra
sindacati e francesi. Le dichiarazioni del presidente di Air France non
lasciano comunque molte speranze sul destino del polo napoletano,
ROMA
- Ultimatum del governo alla Sea: o ritira la richiesta di risarcimento da un
miliardo ( da "Messaggero, Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
da un
miliardo e 250 milioni avanzata ad Alitalia, oppure sono da rimettere in
discussione gli ammortizzatori sociali per Malpensa. Le due insieme non possono
stare. La mossa ufficiale di Palazzo Chigi è arrivata ieri: "La Sea ponga
in essere ogni comportamento coerente con la finalità di favorire la positiva
conclusione dell'accordo tra Air France e Alitalia ritirando il ricorso"
E'
importante perchè senza l'assenso scritto dei sindacati, ribadito anche ieri
dal p ( da "Messaggero, Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Residente di
Air France, salta tutto. L'intesa tra Tesoro, azionista di Alitalia, e i
francesi è infatti subordinata, tra l'altro, al via libera delle organizzazioni
sindacali. In assenza Parigli abbandonerà il campo.
Per
ora non ci sono le condizioni per proseguire . Spinetta: Non siamo obbligati a
comprare ( da "Messaggero, Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia: no
dei sindacati, trattativa in stallo "Per ora non ci sono le condizioni per
proseguire". Spinetta: "Non siamo obbligati a comprare".
Air
France conferma i 7mila esuberi e dice ai sindacati: <Abbiamo interesse ad
acquisire Alitalia, ma non siamo obbligati>
( da "Liberazione"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Air France
conferma i 7mila esuberi e dice ai sindacati: "Abbiamo interesse ad
acquisire Alitalia, ma non siamo obbligati" Air France conferma i 7mila
esuberi e dice ai sindacati: "Abbiamo interesse ad acquisire Alitalia, ma
non siamo obbligati". La polizia picchia i lavoratori che protestano. Così
procede l'ennesima privatizzazione all'italiana 8 19/03/2008.
Air
France irride i sindacati: <Nessuno ci obbliga>
( da "Liberazione"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
in grado di
chiedere danni a Alitalia, perchè nei fatti è Alitalia che ci ha rimesso, che
ha finanziato Sea in questi anni". Adesso l'unica maniera per salvare lo
scalo milanese, spiega Ferrero, è "una separazione dei destini di Malpensa
da quelli di Alitalia". E tuttavia l'irresponsabilità del centrodestra non
assolve l'esecutivo uscente dalle scelte compiute in questi due anni.
Malpensa
in crisi, obiettivo primario: salvare il lavoro Poi trovare i colpevoli
( da "Liberazione"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
separare i destini
di Alitalia e di Malpensa, sostenere una battaglia politica per assicurare gli
ammortizzatori sociali, tenere aperta la discussione con Air France, anche se
secondo Ferrero, la proposta attuale sarebbe troppo sbilanciata dal punto di
vista dei costi e dei benefici, con i primi tutti a carico dei lavoratori.
La
Regione Lazio stanzia un milione di euro per rilanciare l'indotto Fiumicino,
occupazione a rischio per i lavoratori dello scalo
( da "Liberazione"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
accettazione
da parte del Cda Alitalia del piano di Air France-Klm arrivano le prime stime
sugli esuberi. Un numero molto più alto rispetto a quello indicato nel piano di
rilancio, che prevedeva un taglio di 1700 dipendenti di Alitalia Fly, perché
gli effetti ricadranno inevitabilmente anche nel settore Service e Airport e su
tutto l'indotto regionale che vive in simbiosi con l'
Fallimento
- stefano bartezzaghi ( da "Repubblica, La"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
rivelato il
segreto ultimo della città che governa da Palazzo Marino: lo ha fatto quando ha
dichiarato, a proposito di Alitalia: "Altre compagnie sono fallite, ma gli
aerei non hanno smesso di volare. Neppure il fallimento significa di per sé una
catastrofe". Certo: e neppure la catastrofe è un'ecatombe, né l'ecatombe è
l'Inferno, né l'Inferno è brutto come l'hanno sempre dipinto.
Alitalia,
i lavoratori contro la vendita. Tensioni tra polizia e dimostranti
( da "Campanile,
Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
l'ad di
Alitalia, Maurizio Prato e le sigle sindacali è stato preceduto da scontri e tensioni
tra dimostranti e polizia con un lavoratore rimasto ferito alla testa
Lavoratori sul piede di guerra per la vendita di Alitalia ad Air France.
L'atteso vertice alla Magliana tra il numero uno della compagnia
franco-olandese,
Segue
dalla prima alitalia 2 ( da "Riformista, Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Segue dalla
prima alitalia 2 Le urne ci consegneranno due sentimenti contrapposti. Il primo
è la voglia di bipartitismo. Il secondo è la voglia di contestazione. Chi
sceglie il voto utile non disdegna la fine delle ostilità e dunque trova
positivi gli intenti costituenti della prossima legislatura.
Globalizzazione
E crisi economica ( da "Riformista, Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ad esempio,
da Alitalia: "Le pare possibile che Alitalia viene comprata da Air France
al costo dell'evasione fiscale di Valentino Rossi? Non difendo la cattiva
amministrazione dell'azienda, ma denuncio che lo Stato abbandoni il
campo". Qualche contatto con le tesi di Tremonti c'è: "Il
protezionismo?
Bonanni
(Cisl): "La trattativa con Air France è solo una messinscena"
( da "Tempo,
Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Stampa
destino alitalia Bonanni (Cisl): "La trattativa con Air France è solo una
messinscena" Rimettere la decisione della vendita di Alitalia all'accordo
sindacale è tutta una messinscena. Il Governo ha commesso gravi errori e sul
tema si è comportato con grande disinvoltura.
Alitalia
verrà dimezzata ( da "Manifesto, Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
la destra
difende solo lo scalo di Malpensa Alitalia verrà dimezzata Di 18.300 lavoratori
ne verrano salvati solo 11.100. I sindacati criticano tutto e chiedono
cambiamenti sostanziali per continuare il confronto Francesco Piccioni Il
massacro che ci si aspettava, confermato fino all'ultimo uomo da sacrificare.
Dipendenti
e polizia ai bordi della trattativa
( da "Manifesto,
Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
accerchiare
il centro direzionale Alitalia e protestare, protestare, protestare. Magari
arrivando a lanciare un uovo al presidente della compagnia Maurizio Prato e
all'amministratore delegato di Air France Jean Cyril Spinetta, i due che
probabilmente nei prossimi mesi decideranno di far fuori mille lavoratori solo
in Campania.
Il
governo chiede alla Sea di ritirare il ricorso miliardario contro Alitalia
( da "Manifesto,
Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
In picchiata
con Alitalia, ciò che rimane del governo Prodi è costretto a gestire e ad
avallare una vicenda ormai più grande di lui. O si vende Alitalia a Air France,
a qualsiasi condizione, o Alitalia fallisce. A ricatto il sindaco di Milano,
Letizia Moratti, ha risposto con un altro ricatto.
Nuovo
taglio shock: tassi giù dello 0,75%
( da "Manifesto,
Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ha scontato i
contraccolpi del nuovo tracollo dei titoli Alitalia. Le borse del vecchio
continente già in apertura erano in attivo, ma il vero balzo all'insù lo hanno
fatto solo dopo che negli Usa sono stati pubblicati i bilanci della Lehman
Brothers e della Goldman Sachs, che lunedì erano state al centro di una ondata
di vendite sulle voci di una situazione disastrosa dei conti.
ALITALIA-AIR
FRANCE, INTESA A RISCHIO ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Titolo ancora
a picco Alitalia-Air France, intesa a rischio No dei sindacati al piano. E
Spinetta minaccia: "Non siamo obbligati a comprare" Scontri tra la
polizia e i lavoratori dell'Atitech di Napoli: feriti due manifestanti Ancora
tensioni e polemiche dopo il via libera del governo all'acquisizione di
Alitalia da parte di Air France-Klm.
Alitalia,
Spinetta accordo a rischio, ma sono fiducioso
( da "Voce
d'Italia, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Economia
Alitalia, Spinetta: accordo a rischio, ma sono fiducioso Titolo sospeso in
apertura Roma, 19 mar. - Sempre piu complessa la trattativa di Air France-Klm
per la compravendita di Alitalia. "Non siamo certamente obbligati a
comprare" ha detto ieri il numero uno del colosso franco-olandese Jean
Cyril Spinetta.
Alitalia,
Spinetta: accordo a rischio, ma sono fiducioso
( da "Voce
d'Italia, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Economia
Alitalia, Spinetta: accordo a rischio, ma sono fiducioso Titolo sospeso in
apertura Roma, 19 mar. - Sempre piu complessa la trattativa di Air France-Klm
per la compravendita di Alitalia. "Non siamo certamente obbligati a
comprare" ha detto ieri il numero uno del colosso franco-olandese Jean
Cyril Spinetta.
Padoa
Schioppa: "Su Alitalia c'è il rischio di commissariamento"
( da "Quotidiano.net"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
vuole il
fallimento di Alitalia? Una nuova Alitalia, risorta dalla ceneri del
fallimento, potrebbe liberarsi dalle zavorre e valorizzare al meglio i propri
asset e magari essere interessante anche per altri imprenditori o aziende che
non AirFrance. Toccherebbe al governo aiutare i lavoratori in esubero con
sussidi temporanei di disoccupazione e corsi di formazione e reinserimento,
Padoa
Schioppa: "Su Alitalia c'è il rischio di commissariamento"
( da "Quotidiano.net"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
vuole il
fallimento di Alitalia? Una nuova Alitalia, risorta dalla ceneri del
fallimento, potrebbe liberarsi dalle zavorre e valorizzare al meglio i propri
asset e magari essere interessante anche per altri imprenditori o aziende che
non AirFrance. Toccherebbe al governo aiutare i lavoratori in esubero con
sussidi temporanei di disoccupazione e corsi di formazione e reinserimento,
Così
parlò Spinetta: "Non siamo obbligati ad acquisire Alitalia"
( da "Opinione,
L'" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Non siamo
obbligati ad acquisire Alitalia" di Maria Laura Zuccheri C'è anche il
rischio che adesso i francesi "snobbino" l'Alitalia e ce la mollino
sulle spalle con tutti i dipendenti, i conti in rosso e via dicendo. Più chiaro
di così non poteva essere il presidente di AirFrance, Jean-Cyril Spinetta:
"Non siamo obbligati ad acquisire Alitalia".
Il
cerino al Cavaliere ( da "Opinione, L'"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
19 Mar 2008
Edizione 55 del 19-03-2008 Il caso Alitalia Il cerino al Cavaliere di Arturo
Diaconale Ora il governo dice che se salta la trattativa con Air France per la
vendita di Alitalia la colpa è della Sea e della sua intransigenza sulla
richiesta di un rimborso di un miliardo e duecentocinquantamila euro per i
danni subiti a Malpensa.
Per
Aeroporti di Roma non si bada a spese
( da "Opinione,
L'" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
destino della
società grava soprattutto il masso Alitalia e le implicazioni che questo
porterà sulla ripartizione dei voli tra gli scali milanesi e quelli romani. Nel
caso l'attuale proposta di Air France andasse a conclusione, Aeroporti di Roma
potrebbe sì beneficiare dello spostamento su Fiumicino di tutti i voli
intercontinentali originariamente detenuti dall'hub di Malpensa,
Sarebbe
meglio il silenzio ( da "Opinione, L'"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
lasciare che
la vicenda Alitalia si consumi in silenzio, trascinata a fondo dai decennali
rossi in bilancio di cui sono tutti corresponsabili, dai politici che da sempre
nominano amministratori "amici", ai sindacati, che ogni volta che
scioperano aggravano un po di più il bilancio, e abbattono definitivamente
l'affidabilità della compagnia.
Non
resta che calare le braghe ( da "Opinione, L'"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
il piagnisteo
che adesso arriva da più parti sul caso Alitalia, altro non è che un puro
esercizio di stile comunicazionale, che non deve ingannare il cittadino. Le
colpe su Alitalia sono di tanti ed è troppo facile dire che non si deve vendere
ad Air France: arrivati a questo punto non rimane altro che consegnare Alitalia
ai Galli.
La
compagnia di bandiera come Parmalat
( da "Opinione,
L'" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Pare molto
difficile perché il modello di business di Alitalia è in profondo rosso non a
causa di manovre finanziarie azzardate ma perché scarsamente competitivo.
Inoltre Alitalia, dal punto di vista patrimoniale, Alitalia possiede una flotta
di aeroplani vecchi per non dire peggio. La tratta Milano ?
L'unico
modo per far risorgere Malpensa ( da "Opinione, L'"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
più
prosaicamente, un (ex) boiardo di stato, che prima di Alitalia ha fatto le
privatizzazioni gratis et amore Dei. Del resto il principale consulente di
Gianni Cirillo Spinetta, il patron di Air France, è l'ex ad di Alitalia
Francesco Mengozzi, uno dei corresponsabili dello sfascio della livrea
italiana.
Parlato
Tv, Veltroni resta in vetta ( da "Opinione, L'"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ampio spazio
la questione Alitalia. Se ne parla al TgLa7 delle ore 20 insieme a economia e
politica internazionale. L'ospite in studio commenta la crisi della compagnia
di bandiera e la drammatica situazione in Tibet; gli interventi di Enrico
Boselli, leader del Partito Socialista, al Tg diretto da Antonello Piroso,
valgono il secondo gradino del podio con 5 minuti e 26 secondi.
ASTA
MAL CONDOTTA MA NON C'è VIA D'USCITA
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
il quale
difende a spada tratta la citazione per danni fatta dalla Sea ad Alitalia. Gli
irrigidimenti del Carroccio degli ultimi giorni - dalle pensioni ad Alitalia -
hanno però innervosito il leader Pdl e ieri ha avuto modo di lamentarsene con
il coordinatore Roberto Calderoli: "Se non troviamo una soluzione, tra due
mesi saremmo costretti a gestire un fallimento".
LO
STRISCIONE. QUATTROCENTO LAVORATORI ATITECH DI NAPOLI HANNO MANIFESTATO DAVANTI
ALLA SEDE DI ALIT ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Lo
striscione. Quattrocento lavoratori Atitech di Napoli hanno manifestato davanti
alla sede di Alitalia a Roma. Tanti gli striscioni esposti, compresi quelli con
riferimenti all'emergenza rifiuti.
L'AEREO.
AL CENTRO DIREZIONALE DI ALITALIA, ALLA MAGLIANA, I DIMOSTRANTI NAPOLETANI
HANNO PORTA ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
L'aereo. Al
Centro direzionale di Alitalia, alla Magliana, i dimostranti napoletani hanno
portato anche aerei realizzati con la carta con su scritto: " Atitech...
ali di carta".
SPINETTA
AI SINDACATI NESSUNO CI OBBLIGA ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
insieme con
Maurizio Prato, ad di Alitalia, ha incontrato le nove sigle sindacali di
categoria per illustrare il piano. Spinetta lo ha ammesso: "È un piano
doloroso". Ma - ha aggiunto - "poi decollerà e Alitalia potrà tornare
alla profittabilità". Non ha dubbi il manager francese:
"L'integrazione sarà un successo".
FRANCESCO
VASTARELLA DUE TECNICI NAPOLETANI DELL'ATITECH DI CAPODICHINO FERITI, BANDIERE
E M ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Comincia così
il giorno più lungo delle vertenza Alitalia. "Non sono previsti
licenziamenti ma soluzioni non traumatiche per i lavoratori Atitech", dice
l'amministratore delegato di Alitalia Maurizio Prato. Ma non basta a
rassicurare i manifestanti che presidiano il piazzale Alitalia alla Magliana
fino a tardi tra cori e colazioni improvvisate per resistere più a lungo.
L'INTERVISTA
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
è uno dei due
lavoratori feriti nei tafferugli di Roma davanti al centro direzionale Alitalia
alla Magliana. Che cosa è successo? "Eravamo arrivati da pochi minuti.
Polizia e carabinieri hanno subito cercato di impedirci di entrare nel
piazzale. Nessuno tra noi aveva cattive intenzioni se non quelle di far sentire
la voce in difesa del posto di lavoro.
MARCO
CONTI ROMA. HANNO CONDOTTO MALISSIMO L'ASTA SIN DALL'INIZIO. HANNO SBAGLIA
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
il quale
difende a spada tratta la citazione per danni fatta dalla Sea ad Alitalia. Gli
irrigidimenti del Carroccio degli ultimi giorni - dalle pensioni ad Alitalia -
hanno però innervosito il leader Pdl e ieri ha avuto modo di lamentarsene con
il coordinatore Roberto Calderoli: "Se non troviamo una soluzione, tra due
mesi saremmo costretti a gestire un fallimento".
CLAUDIO
SARDO ROMA. DA QUINDICI ANNI IL SUD, ANZI L'INTERO PAESE, VIVE IN UNO STATO
D& ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Purtroppo, di
fronte alla crisi di Alitalia, gli alleati di Berlusconi stanno già mettendo in
scena l'inesorabile conflitto di domani. Altro che equilibrio. La prospettiva è
uno scontro continuo". Nella sua analisi sta dimenticando il Pd.
"Veltroni ha avviato un nuovo percorso.
Air
France ne vuole cacciare 2.100 Dipendenti e sindacati in rivolta
( da "Quotidiano.net"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
anni di
perdite" Roma, 19 marzo 2008 - Gli esuberi totali di Alitalia tra Alitalia
Fly e Alitalia Servizi sono 2.100. Lo ha precisato il numero uno di Air
France-Klm Jean Cyril Spinetta nel corso di una conferenza stampa. Spinetta ha
detto che "in conseguenza del piano industriale sono stati da noi valutati
1.
Air
France ne vuole cacciare 2.100 Dipendenti e sindacati in rivolta
( da "Quotidiano.net"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
anni di perdite"
Roma, 19 marzo 2008 - Gli esuberi totali di Alitalia tra Alitalia Fly e
Alitalia Servizi sono 2.100. Lo ha precisato il numero uno di Air France-Klm
Jean Cyril Spinetta nel corso di una conferenza stampa. Spinetta ha detto che
"in conseguenza del piano industriale sono stati da noi valutati 1.
Spinetta
2100 esuberi in Alitalia ( da "Voce d'Italia, La"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Cronaca
Spinetta: 2100 esuberi in Alitalia 500 usufruirebbero del piano sociale Jean
Cyril Spinetta, leader di Air France-Klm, in un incontro con i giornalisti ha
quantificato gli esuberi riscontrati: "Gli esuberi in Alitalia sono in
totale 2.100": "Sono
Spinetta:
2100 esuberi in Alitalia ( da "Voce d'Italia, La"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Cronaca
Spinetta: 2100 esuberi in Alitalia 500 usufruirebbero del piano sociale Jean
Cyril Spinetta, leader di Air France-Klm, in un incontro con i giornalisti ha
quantificato gli esuberi riscontrati: "Gli esuberi in Alitalia sono in
totale 2.100": "Sono
Berlusconi
fa già danni e fa saltare la trattativa Alitalia
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
Chiude le porte in faccia ad Air France e spalanca quelle del fallimento Silvio
Berlusconi chiama gli imprenditori italiani alla guerra santa contro l'invasore
francese, spalancando per Alitalia le porte del commissariamento. Al termine di
una giornata convulsa nel corso della quale il numero uno di Air France
Spinetta ha precisato che i margini della trattativa sono inesistenti
Air
France via 2.100 in esubero E Berlusconi rilancia AirOne
( da "Quotidiano.net"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ha fatto una
relazione al consiglio su Alitalia. C'è grandissima preoccupazione, è evidente
che in questa situazione c'è il rischio che si vada all'amministrazione
straordinaria". Il caso Alitalia, intanto, continua ad animare il
dibattito politico: il leader del Pd Walter Veltroni ha affermato che
"dobbiamo trovare una soluzione che limiti il più possibile l'
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del
19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
ELEZIONI DA ALITALIA ALLE PENSIONI, IL PDL SI DIVIDE SU TUTTO. RUTELLI: IL
PROGRAMMA PER ROMA Veltroni deve muovere la campagna. Attacco alla casta In
Piemonte Walter Veltroni arriva al giro di boa del suo bustour e a Novara
attacca la casta: "In Italia ci sono i salari più bassi e gli stipendi dei
parlamentari più alti d'Europa. Dobbiamo uniformare il livello delle
retribuzioni di deputati e senatori a quello degli altri paesi europei".
Bisogna tagliare i costi della politica: "Non va bene che con il
finanziamento pubblico si sostengano 51 partiti politici e 31 organi di
partito". Intanto aumentano a vista d'occhio le divisioni interne al
Popolo delle libertà. A partire dalla vendita di Alitalia,
questione che vede da una parte Fini che valuta positivamente il piano dei
francesi (anche se in serata ridimensiona le dichiarazioni) e dall'altra la
Lega e il Pdl lombardo che si oppongono strenuamente. Parti invertite invece
per le pensioni: Brunetta e Berlusconi vorrebbero un inasprimento e un ritorno
allo scalone Maroni. Ma è proprio l'ex ministro leghista a sconfessare
l'ipotesi di una riduzione della spesa previdenziale. Anche Francesco Rutelli è
in piena campagna elettorale. Il distacco con Alemanno resta molto alto. Ieri
il candidato a sindaco di Roma del Pd ha presentato il suo programma che consta
di 150 righe, "ad alta leggibilità ". Rutelli punta molto sulla
concretezza e sull'innovazione, sulle tecnologie e l'ambiente.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del
19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
L'ITALIA VISTA DAGLI ALTRI Alitalia prova a
risollevarsi con Air France-Klm "Dopo lunghi mesi di trattative il
matrimonio tra Air France-Klm e Alitalia sembra
sul punto di essere celebrato", scrive a proposito dell'accordo raggiunto
dalle due compagnie il francese Le Figaro, che però avverte: "Il gruppo
franco-olandese si è riservato di annullare l'offerta se il governo
italiano, i sindacati o l'Unione europea dovessero imporre condizioni
inaccettabili ". "L'offerta per Alitalia è
stata molto inferiore alle aspettative", riporta il Washington Post.
"Le azioni del vettore italiano sono state valutate appena un 160esimo di
quelle di Air France-Klm, per un totale di 139 milioni di euro. Altri 608
milioni dovrebbero provenire dall'acquisto delle obbligazioni convertibili
della compagnia". Secondo il New York Times, le disperate condizioni
economiche di Alitalia non lasciano molta scelta:
"Se governo e sindacati non accetteranno l'offerta la compagnia rischia di
fallire ancor prima delle elezioni di aprile. Per i francesi, del resto, sarà tutt'altro
che facile risanare i conti di Alitalia, af- itta
dall'obsolescenza della otta e dagli scioperi a ripetizione". L'economia
italiana può consolarsi con il sostegno quasi unanime offerto da Con ndustria
alla sua nuova presidente, Emma Marcegaglia. "La "dama
d'acciaio", eletta con un sovietico 95 per cento dei voti, è stata scelta
per riportare unità nella confederazione, spaccatasi durante la campagna
elettorale del 2006 tra la dirigenza che aveva fortemente criticato il governo
Berlusconi e i piccoli imprenditori del nord che continuavano a sostenere il
Cavaliere", scrive il francese Le Monde. Per Libération, invece, un buon
segnale per la ripresa del paese è la voglia di capire che emerge dalla classi
ca dei libri più letti: "Gomorra di Roberto Saviano, La casta di Stella e
Rizzo e Mani sporche di Travaglio, Gomez e Barbacetto sono l'emblema di
un'Italia che rovista tra i rottami di una società bloccata".
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del
19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
ALITALIA-AIR
FRANCE I paletti dell'Ue. Da oggi si tratta con i sindacati RAFFAELLA CASCIOLI
Giornata drammatica per Alitalia il cui titolo a
Piazza Affari lascia sul terreno oltre il 26% del suo valore dopo l'offerta
vincolante di Air France. Al termine di una seduta in cui più volte è stato sospeso per eccesso
di ribasso il titolo ha chiuso a 0,392 euro a fronte di scambi triplicati: sono
passati di mano 44,5 milioni di azioni pari a oltre il 3% del capitale
ordinario. A far precipitare il titolo non solo quello che il quotidiano
francese Les Echos ha definito un prezzo irrisorio per l'acquisto Alitalia quanto piuttosto l'altolà, peraltro previsto, di
Bruxelles all'operazione. Mentre infatti i sindacati italiani sono pronti a dar
battaglia e chiedono modifiche all'offerta di Air France, è la commissione Ue a
inviare a Roma un messaggio chiaro, aprendo così un secondo fronte al governo
impegnato in queste ore ad ottemperare alle condizioni poste da AirFrance-Klm.
L'offerta vincolante, che prevede il lancio di un'Ops (offerta pubblica di
scambio) sul 100% delle azioni Alitalia valutate in
139 milioni di euro, è subordinata a una serie di condizioni. Tra queste figura
la concessione di una linea di credito del tesoro o una garanzia pubblica di
300 milioni di euro oltre alla richiesta di eliminare il rischio del
contenzioso con la Sea che ha richiesto un indennizzo da 1,25 miliardi come
risarcimento per i danni subiti dall'abbandono di Malpensa. Se ieri pomeriggio
si è parlato di un intervento del presidente del Consiglio Prodi sulla Sea
affinché ritiri la richiesta di indennizzo, nel secondo caso l'Ue potrebbe rappresentare
un ostacolo più pericoloso del previsto. E non solo perché ad oggi Bruxelles
lamenta l'assenza di dialogo con Roma, cui peraltro ricorda che Alitalia ha già usufruito tra il 1996 e il 2001 di aiuti
pubblici, mentre nel 2004 c'è stato il prestito ponte da 400 milioni. Per la
l'Ue, dunque, non esiste alcun modo di ricorrere a misure pubbliche per Alitalia se non dimostrando che gli interventi rispetteranno
le regole di mercato. Ma non è tutto. L'esecutivo dovrà fare i conti anche con
l'ira dei sindacati, furiosi per non essere stati consultati e per un'offerta
da parte di Air France giudicata negativamente sia per gli eccessivi esuberi
che per l'organizzazione del lavoro. L'associazione dei piloti (Anpac) ha ieri
definito inadeguato e mortificante l'assetto industriale futuro della compagnia
di bandiera. I piloti contestano soprattutto l'annunciato stop alle attività
Cargo: "Tale provvedimento ? spiega l'Anpac ? lascia trasparire sospetti
molto pesanti poiché la stessa Alitalia ha
recentemente dichiarato un incremento delle attività Cargo del 13,8%". Se
l'Anpac minaccia di non sottoscrivere alcun accordo, il ministro degli esteri
D'Alema ha ieri ricordato che l'offerta Air France è condizionata
all'accoglimento del piano da parte dei sindacati che oggi incontreranno i
vertici di Alitalia e Air France. Il segretario
generale della Cgil Epifani ha detto chiaramente che "sarà il giorno della
verità" chiedendo margini di trattativa sulle condizioni poste. Nel caso
in cui non ci saranno "ne trarremo le conseguenze ". In serata si è
riunito un consiglio dei ministri per la relazione del ministro Padoa-Schioppa
sul cui tavolo è ieri arrivata sia l'offerta di Air France che il via libera
del Cda di Alitalia al progetto. Tuttavia, il
malcontento in seno al Cdm è stato espresso in primo luogo dal ministro Di
Pietro che ha parlato di una proposta umiliante perché uccide Malpensa, sulla
quale il presidente di Confindustria designato Marcegaglia ha chiesto una
moratoria.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del
19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
POPOLO DELLE LIBERTÀ
Politica estera, economia, valori: ecco tutte le contraddizioni della destra
Caos calmo RUDY FRANCESCO CALVO GIANNI DEL VECCHIO "Votare per la destra
significa continuare gli ultimi quindici anni fatti di divisioni,
frammentazioni, spaccature ". Quella di Veltroni è mera propaganda o ha
qualche fondamento? "Stanno già litigando su tutto ? argomenta il leader
del Pd ? sull'Europa, ad esempio, ci sono posizioni diverse, come sulla
politica estera e interna". In effetti, suona già un po' strano il fatto
che quelle che dovrebbero essere componenti di una stessa forza politica (il
Popolo delle libertà) presentino perfino manifesti programmatici differenziati
(basta dare un'occhiata ai relativi siti internet o ai quotidiani delle ultime
settimane), non sempre coerenti con quello di riferimento comune. Sarebbe come
se Fassino, Fioroni, Rutelli e chissà chi altro presentassero ciascuno un
proprio programma. Roba che non succedeva nemmeno ai tempi dell'Unione.
L'Italia nel mondo Le dichiarazioni dell'ex ministro della difesa Antonio
Martino sul ritiro delle truppe italiane dal Libano, appena pochi giorni fa, ha
aperto le polemiche nel Pdl sul ruolo internazionale dell'Italia. Berlusconi e
Fini hanno corretto il tiro, puntando su una revisione delle regole d'ingaggio,
ma precisando che i nostri soldati non si toccano. Ma la spaccatura si rinnova
in queste ore sul Tibet. Perfino all'interno della (ex?) An. Alemanno nei suoi
gazebo promuove una petizione per il boicottaggio delle prossime Olimpiadi di
Pechino, Fini lo smentisce: "La repressione cinese in Tibet è
intollerabile, ma non credo che debba autorizzare a chiedere il boicottaggio
delle Olimpiadi". Dalla Lega, Calderoli si spinge perfino oltre Alemanno,
invocando "il blocco immediato degli scambi commerciali" e la
minaccia dell'embargo "come con Cuba". Dazi alla Cina La politica
economica è forse il terreno su cui le posizioni all'interno del centrodestra
sono le più variegate. A cominciare dalla politica commerciale. Nelle ultime
settimane è emerso con forza il progressivo isolamento del fronte liberale e
liberista all'interno del Pdl a scapito di chi invece intendere applicare una
specie di neo-nazionalismo in materia di import-export. Il ministro
dell'economia in pectore del centrodestra, Giulio Tremonti, è da tre anni ormai
che ha indicato la strada: bisogna porre un argine all'invasione delle merci
cinesi, lo si può fare solo facendo pressioni sull'Unione europea affinché
adotti misure protezionistiche. Non a caso nel programma del Pdl è scritto
chiaro e tondo che l'Italia cercherà di introdurre dazi e quote nei confronti
di Pechino. Una posizione quella di Tremonti, no-global e catastrofista,
fortemente condivisa da Bossi e dal gruppo dirigente della Lega e che ha
trovato più di una sponda nel popolo di Alleanza nazionale. Tanto che i fautori
del libero mercato e dell'apertura dell'Italia ai mercati internazionali segnano
il passo. Insomma, tempi duri per i liberal della prima ora, come Brunetta,
Martino o Della Vedova, che da soli rimangono a difendere le ragioni del Wto. Alitalia e Malpensa La presentazione dell'offerta di AirFrance ha fatto esplodere
tutte le contraddizioni all'interno della coalizione. Mentre Berlusconi ha
avuto un atteggiamento ondivago (prima contro i francesi, poi a favore, adesso
attendista), non si è tirato indietro il numero due Gianfranco Fini, che
ha dato una valutazione sostanzialmente positiva dell'offerta parigina.
Mettendosi però di traverso al fronte lombardo anti-trasalpino, che va dal
governatore Formigoni a Maroni e Calderoli e tutta la prima linea della Lega.
Qui la querelle è tutta localistica: i francesi hanno promesso di puntare su
Fiumicino come hub e ridimensionare Malpensa. Cosa che ovviamente va bene ad An
(che tradizionalmente gode di un forte sostegno fra i lavoratori dell'aeroporto
romano) ma non ai leghisti, che addirittura del salvataggio di Malpensa hanno
fatto una bandiera di campagna elettorale. Pensioni Nonostante la smentita
quasi di rito di Berlusconi ? che sabato a Cernobbio ha annunciato un ritorno
allo scalone Maroni ? la possibilità che il centrodestra possa tornare a metter
mano alle pensioni per stringere i cordoni della borsa è tutt'altro che
tramontata. Bastava leggere ieri sul Messaggero le idee di Renato Brunetta a
proposito. Prima di tutto bisogna alzare l'età pensionabile, gli scalini di
Damiano non vanno bene. E poi si deve ridurre la spesa pensionistica, e quindi
le pensioni, tramite l'aggiornamento verso il basso dei coefficienti di
trasformazione. Idee che hanno fatto trasecolare proprio Maroni, che di
converso ha provveduto a sconfessare non solo Brunetta ma la riforma da lui stesso
pensata: "Lasciamo stare la previdenza per i prossimi cinque anni,
impegniamoci a non cambiare nulla. Propongo una moratoria". I valori Il
Pdl è un partito "anarchico, perché, in fondo, ognuno può fare quello che
vuole". La frase di Berlusconi sull'anarchia valoriale nella nuova forza
politica di centrodestra non è piaciuta molto a Famiglia cristiana, ma certo
nemmeno a partiti che su "Dio, patria e famiglia" hanno fondato la
propria storia o altri che portano come simbolo il Carroccio, evocativo della
vittoria dei comuni guelfi a Legnano contro l'imperatore Federico Barbarossa.
Per non parlare di singoli illustri del calibro di Ciarrapico e Mussolini.
"Famiglia, difesa della vita, solidarietà e lotta alla droga. Sono solo
alcuni dei valori cui si ispira il Pdl. Valori cristiani che sono alla base
della nostra unione", tuona Gasparri. Ma c'è di più, perché questi sono
"i valori del Partito popolare europeo". E lo dice uno che nel Ppe
non ha mai messo piede.
( da "Stampa,
La"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Ni sta cambiando
lentamente. Si stanno diradando le uscite del Cavaliere improntate alla
"vittoria acquisita", "ai giochi già fatti", ma sia in
pubblico sia in privato i suoi discorsi sono diventati più cauti. E il problema
non sono i sondaggi che continuano ad assegnare al centro-destra un vantaggio
tra i 7-9 punti, ma il timore che l'atmosfera del "successo scontato"
provochi degli inconvenienti che potrebbero trasformarsi in guai. Ad esempio,
se Veltroni è dato per sconfitto in partenza, l'elettore moderato, che non ha
una passione smodata per le urne, potrebbe essere tentato di restarsene a casa.
O altrimenti, quello che vuole a tutti i costi sbarrare la strada al Pd ma, nel
contempo, si sente attratto ideologicamente dalla destra di Daniela Santanchè,
potrebbe votare per quest'ultima nella convinzione che Berlusconi ha la
vittoria in tasca. Sono rischi che, sia pure in maniera limitata, i sondaggi
cominciano a segnalare (la Destra, ad esempio, è arrivata al 2,3%) e il
Cavaliere comincia a tenerne conto. Sulla sua bocca sono scomparse le ipotesi
sui possibili ministri. Per il momento il candidato del Pdl a Palazzo Chigi non
ne vuole sentir parlare. "Intanto - spiega ai suoi - perché sono
scaramantico. In secondo luogo perché bisogna vedere che piega prenderà
l'ultima parte della campagna elettorale". Come pure le previsioni di
vittoria si sono mitigate nei toni: se fino a qualche settimana fa parlava di
un "vantaggio di dieci punti", ieri al Tg4 di Emilio Fede si è
limitato a dire: "Siamo diversi punti avanti". Se Berlusconi si
limita a queste lievi correzioni di rotta i suoi strateghi sono ancora più
sulle spine. "Qui - osserva Mario Valducci - passata la Pasqua dobbiamo
cambiare pagina e passo. Dire che abbiamo vinto non ci aiuta: il nostro
elettorato affolla le urne solo se ha paura che la sinistra vinca altrimenti
preferisce passare il week-end fuori o prendere l'aereo. Per vincere dobbiamo
portarli a votare e convincerli che votare altri, magari Casini o Storace,
significa aprire la strada a Veltroni. Specie al Senato dove se vogliamo
governare con questa legge nelle regioni in cui siamo forti dobbiamo andare
anche oltre il 55%. Ecco perché dobbiamo smetterla di dare l'immagine che
abbiamo la vittoria in tasca, fare una campagna sul voto utile e cambiare i
toni con Veltroni". Discorsi che ritornano anche sulla bocca del portavoce
Paolo Bonaiuti: "Io - spiega - preferirei una campagna elettorale più
improntata all'attacco". Solo che l'accelerazione il Cavaliere vuole
imprimerla solo dopo Pasqua. Non per nulla, ad esempio, sulla vicenda della vendita
dell'Alitalia all'Air France si sta muovendo con molta
cautela. Ieri da Letizia Moratti a Roberto Formigoni, dal leghista Calderoli a
qualche esponente di An, gli hanno chiesto di scendere in campo, ma lui ha
resistito. Prima si è riparato dietro la trattativa di Letta: "E' lui che
la sta conducendo". Poi, agli intimi, ha spiegato i motivi del suo
silenzio rotto solo da qualche indiscrezione rivelata da qualche
"difensore del voto" di giovane età che ha ricevuto ieri a Palazzo
Grazioli. "Noi - ha fatto presente - non dobbiamo dimenticare che non
siamo ancora al governo. Sono d'accordo sul fatto che la proposta che è stata
avanzata da Air France è ridicola. Ma noi che interesse abbiamo a prendere una
posizione in pubblico ora? Se diciamo "no" all'offerta ci potrebbero
accusare un domani di aver decretato il fallimento della compagnia se i libri
finissero in tribunale; se diamo l'"ok" mettiamo il nostro timbro su
una trattativa che ci ha visto nel ruolo di comparse e che si è conclusa con
una mezza svendita. Del resto anche Veltroni ha assunto una posizione defilata
lasciando tutte le responsabilità a Prodi". Appunto, in ogni caso un
"sì" o un "no" possono intervenire negativamente sul rush
finale di questa campagna elettorale. E non c'è dubbio che il risultato del Senato
e, quindi, di una maggioranza stabile anche a Palazzo Madama, si giocherà tutto
nelle ultime settimane. Ci sarà bisogno soprattutto di una campagna elettorale
mirata. Ieri a Palazzo Grazioli è stata fissata una serie di appuntamenti di
peso nelle regioni che sono considerate a rischio per il Senato o perché sono
in bilico, o perché il vantaggio del Pdl è modesto: Marche, Liguria, Sardegna,
Lazio, Calabria, Abruzzo. E' su questi scacchieri che il Cavaliere concentrerà
il suo impegno. In più ci saranno "blitz" anche nelle regioni dove il
Pdl è più forte ma nelle quali ha bisogno di andare ben oltre il 55%: ad
esempio, in Lombardia la tabella di marcia di Berlusconi prevede l'acquisizione
di almeno 31 seggi. Un calendario approntato in tutta fretta anche per dare una
risposta a chi nel gruppo dirigente del Pdl era preoccupato per una campagna
elettorale che non è ancora decollata. Del resto con una legge elettorale come
l'attuale, a lista bloccata, sull'esito del risultato pesa più il dinamismo e
l'immagine del leader che non l'attivismo dei candidati. E proprio per
scrollarsi di dosso la critica che qualcuno gli muove in questa campagna
elettorale, cioè di essere pigro, il Cavaliere ha aperto la sua agenda e
illustrato la sua giornata tipo: "Lavoro 20 ore al giorno. Mi sveglio alle
7,15 e vado a nanna alle 2 e
( da "Stampa,
La"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cv
Alital 10 66,166 75,146 cv B Ifis 09 99,508 99,130 cv Bco Popol 10 100,573
100,786 cv Beni Sta 11 92,009 92,435 cv BIM 15 89,266 89,326 cv Carige 13
112,367 111,329 cv Mi-A2a 09 115,758 118,033 cv SIAS 17 93,641 94,114 cv Snia
10 101,010 101,010 cv Vitt Ass 217,040 217,040 Telecom IT CV 10 109,748 110,618.
( da "Stampa,
La"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Piazza Affari
ottiene un bel rimbalzo dopo parecchie sedute difficili e porta a casa un
+2,78% con l'S&P/Mib e +2,39% con il Mibtel. Nel comparto bancario, in
evidenza Mps (+4,69%) dopo il via libera di Bankitalia all'acquisizione di
Antonveneta. Bene anche Ubi Banca (+4,29%), Bpm (+4,27%) e Unicredit (+4,19%).
Mediobanca sale del 5,61% grazie ai target confermati della partecipata
Generali e al balzo delle merchant bank americane sul listino di Wall Street.
Nelle assicurazioni spicca il +4,94% di Mediolanum, bene anche Alleanza
(+2,28%) e Generali (+1,82%). Nell'energia Eni +2,61% a 22 euro tondi e Enel
+2,76% a 6,71 euro. Nelle telecomunicazioni Telecom è quasi ferma con un +0,08%
a 1,31 euro. Nel settore industriale forte rialzo di Fiat, salita del 6,11% a
12,88 euro (spinta anche da Merrill Lynch che indica come sia tra i gruppi
meglio posizionati per far fronte al rallentamento economico anche grazie alla
sua limitata esposizione alle fluttuazioni valutarie) e di Finmeccanica (+4,92%
a 20,83 euro). Fra i titoli che si sono in negativo, Alitalia ha subìto nel riferimento un -29,43% a 0,27 euro (che diventa
-31,09% nell'ultimo prezzo). Seat Pagine Gialle ha fatto -4,57% e Fastweb
-4,04%. Giù anche Buzzi Unicem (-1,08%) e Atlantia (-0,47%) su cui Ubs ha
rivisto al ribasso il "target price" a 22 euro.
( da "Stampa,
La"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
"Nessun
colloquio con Palazzo Chigi" Leggo sulla Stampa, in un articolo pubblicato
sotto il titolo "Berlusconi nella morsa degli alleati. Letta, Fini e
Tremonti con Parigi. Ma la Lega non è d'accordo", a firma di Amedeo La
Mattina, che Palazzo Chigi si sarebbe mosso "per sondare le reali
intenzioni dell'opposizione. Sono stati sentiti Gianni Letta, Giulio Tremonti e
Gianfranco Fini. A mettere in moto la consultazione sarebbe stato Enrico Letta.
E dall'altra parte del telefono, l'ambasciatore del governo ha ricevuto quasi
un via libera...". La notizia è totalmente infondata. Non ci sono mai
stati miei "colloqui" con Palazzo Chigi: non su Alitalia, non su altro argomento. Mai in assoluto. Se l'autore
dell'articolo avesse avuto la cortesia di telefonarmi per una verifica, gli
avrei detto esattamente questo. GIULIO TREMONTI Aborto in tedesco si dice anche
Abort A parte la futilità di fare della pedanteria su una tragedia epocale,
perché il vostro lettore saputello Enzo Cammilletti, che ieri ha messo
in discussione nella vostra rubrica il significato della parola Abort in
tedesco, non si prende la briga di consultare qualunque dizionario (gli
propongo il Sansoni)? Oltre che Abtreibung, parola il cui significato
originario a un abortista convinto dovrebbe suggerire pudore (vuol dire
"scacciare"), aborto in tedesco si dice anche Abort, e abortire si
dice abortieren, e abortivo si dice abortiv. Abort ha anche un altro
significato, triste e traslato, ed è gabinetto. Su queste cose bisognerebbe
evitare di mostrare il sé più fatuamente scherzoso. D'accordo? GIULIANO FERRARA
Dichiarazioni fatte e ritrattate Mi sono deciso a scrivervi perché assisto
ormai da un decennio a dichiarazioni fatte da un attuale candidato premier e
puntualmente poi ritrattate senza che nessuna importante testata di
informazione dica basta con decisione a questa ridicola farsa. MAURO POLIDORI I
nostri pacifisti cosa dicono del Tibet? Vorrei fare una domanda che so non
politicamente corretta per cui penso non avrò risposte. Leggo sui giornali e
vedo dai tg dell'atroce vicenda del Tibet e mi chiedo: ma i nostri grandi
pacifisti arcobalenisti si sono accorti dello tragedia in atto perpetrata dai
cinesi, oppure ritengono che tutto ciò sia giusto in quanto fatto non già dagli
americani ma da un regime comunista che "porta ordine" in territori a
suo tempo usurpati? CARLO BIONAZ, AOSTA Un'idea per i prossimi vincitori
olimpici Ho letto che il Dalai Lama si rifiuta di chiedere il boicottaggio
delle prossime Olimpiadi perché "il popolo cinese ha bisogno di sentirsi
fiero, la Cina merita di accogliere i Giochi olimpici". Parole
condivisibili. Però, per quanto mi riguarda, credo sia doveroso fare qualcosa.
Ecco allora un piccolo suggerimento agli atleti che avranno la bravura di
arrivare ai primi posti: comportarsi come alcuni campioni alle Olimpiadi di
Città del Messico del 1968, che salirono sul podio a piedi nudi sollevando il
pugno alzato e abbassando la testa in segno di protesta per la discriminazione
razziale verso i neri. Con una piccola variante: festeggiare sventolando la
bandiera tibetana insieme con la nostra. SILVANO STOPPA Sono obbligato a
cambiare identità A 73 anni sono obbligato a cambiare identità. Alla nascita mi
sono stati assegnati due nomi, Marco Pietro, e nelle varie pratiche a volte
sono stato inserito con un nome, a volte con due senza problemi. Nella carta di
identità compaiono ovviamente entrambi. Il mio codice fiscale fa riferimento al
solo primo nome, e fino a oggi tutto è proceduto regolarmente. Non avendo
ricevuto la tessera sanitaria, mi sono informato presso la Asl 3 di competenza
per conoscere il motivo: mi è stato comunicato che, poiché il codice fiscale
non corrispondeva alla carta di identità, non potevano consegnarmi la tessera.
Mi sono recato all'Agenzia delle Entrate per chiedere una dichiarazione che
attestasse che il mio codice fiscale era quello in vigore da sempre. Mi è stato
comunicato che ciò non era possibile, ma mi restano tre opzioni: 1) cambiare la
mia identità in Comune; 2) cambiare il codice fiscale; 3) rinunciare alla
tessera sanitaria. Poiché svolgo ancora attività professionali da ingegnere e a
priori non so che conseguenze possono derivarmi dall'adottare una delle prime
due soluzioni, ne deriva che dovrò rinunciare alla tessera sanitaria. MARCO
GROSSI, GENOVA Magistrati tra sprechi e privilegi Il pg di Torino lamenta di
non avere fondi per gli articoli di cancelleria. Subito dopo spende oltre
20.000 euro dei contribuenti per collocare una scultura nell'androne del
Palazzo di Giustizia. In Veneto una donna magistrato si mette in malattia per
partecipare a regate veliche. A Bari un innocente viene trattenuto in carcere per
più di tre mesi; il procuratore, anziché ammettere l'errore, se la prende con i
media. A Enna dopo 8 anni dalla sentenza il giudice non ha ancora trovato il
tempo di scrivere le motivazioni, così un mafioso torna in libertà. È la punta
dell'iceberg di una magistratura sempre pronta a mobilitarsi per difendere i
propri privilegi, inadeguata a svolgere con competenza e serietà il proprio
compito. Non risponde a verità la giustificazione di mancanza di fondi. Le
risorse sono pari a quelle degli altri Paesi europei ma si disperdono in
sprechi e privilegi. LUDOVICO MARASCO Mobili e immobili dell'on. Bonsignore In
merito alle notizie pubblicate da alcuni organi di stampa che riferiscono di un
conto corrente intestato all'on. Vito Bonsignore presso la banca Lgt di Vaduz,
nel Liechtenstein, al fine di evitare qualsiasi informazione non corretta che
potrebbe prestarsi a strumentalizzazioni si sottolinea che tutti i beni mobili
e immobili, domiciliati in Italia e all'estero e facenti capo all'on.
Bonsignore sono posseduti e gestiti nel pieno rispetto dell'attuale quadro
normativo, ivi compreso quello fiscale. ANNA PARRELLA UFFICIO STAMPA ON.
BONSIGNORE.
( da "Stampa,
La"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
"Per ritirare
la causa chiediamo un indennizzo e i diritti di volo" [FIRMA]FRANCESCO
SPINI MILANO Giuseppe Bonomi detta le condizioni di Sea per rinunciare alla
causa da 1,2 miliardi contro Alitalia che sta
tenendo sulle corde governo, Air France e compagnia della Magliana. Primo: Air
France deve rinunciare a chiedere allo Stato italiano di preservare per Alitalia i diritti di traffico per destinazioni extracomunitarie.
"Ho bisogno di quei diritti per sviluppare l'accessibilità
intercontinentale di Malpensa", dice Bonomi che chiede al governo
di procedere "a una rapida ed efficace rinegoziazione degli accordi
bilaterali internazionali" per ripristinare, in futuro, "una parità
di accesso intercontinentale fra Milano e Roma". Secondo, non per
importanza: i soldi. Spiega il top manager della società di gestione dei due
aeroporti milanesi: "Comunque vada a finire, come gestore avrò un periodo di
sofferenza prima di ricreare le condizioni per lo sviluppo di Malpensa, quindi
occorre almeno un accordo transattivo che mi ripaghi del danno. E' chiaro che
non saremo noi a quantificarlo. Restiamo in attesa che Air France presenti la
sua proposta. Di cifre non ne dico, aspetto le loro". Giornata intensa,
quella di Bonomi, cominciata di primo mattino a Roma, al ministero del Lavoro.
E' lì che arriva la dichiarazione preliminare del ministro Damiano a nome del
governo in cui si chiede di rinunciare alla richiesta di risarcimento
miliardario, perché alla "decisione di revoca il Governo subordinerà ogni
ulteriore iniziativa" e perché "il destino di migliaia di lavoratori
dipende dalle decisioni di Sea". Bonomi risponde come risponderà a tutti
per tutto il giorno e come due giorni fa aveva risposto a Prodi che al telefono
aveva perso le staffe: "La rinuncia alla causa è la prima condizione per
vendere Alitalia - gli aveva detto il premier, alzando
la voce -. Voi dovete stare attenti a valutare una cosa del genere, le
conseguenze sono enormi". E Bonomi, gelido: "Sono sei mesi che stiamo
valutando quell'azione legale. Temo sia il governo ad averla
sottovalutata...". Per cui anche ieri il ritornello non è cambiato:
"Impossibile rinunciare, la causa è un atto dovuto a tutela della società,
degli azionisti, dei lavoratori". E ancora, nella nota diramata in serata,
dalla Sea argomentano la linea dura con la "palese violazione di specifici
accordi contrattuali" di Alitalia nei confronti
dello scalo varesino. Quanto ai lavoratori, evocati dal governo, la Sea
risponde dicendo di considerare i propri come "una indispensabile e
primaria risorsa". La dimostrazione? "L'accordo al ministero del
Lavoro" sugli ammortizzatori per 900 operatori dello scalo. Per fine mese
si profila già un nuovo tavolo che, con il coinvolgimento anche della Regione
Piemonte, discuterà di protezioni sociali a tutela dei lavoratori dell'indotto,
utilizzando 80 milioni contenuti nel decreto Milleproroghe. Sul piano politico
si consuma invece lo strappo tra i due principali azionisti della Sea. Se il
sindaco di Milano, Letizia Moratti, appare determinata nel supportare la linea
dura di Bonomi, qualche dubbio sul braccio di ferro di Bonomi lo ha espresso
l'altro azionista, il presidente della provincia di Milano Filippo Penati, Pd.
"Se c'era l'effettiva volontà di trattare da parte di Sea - ha detto
durante l'incontro al ministero - non era necessario arrivare alla causa".
Per contro in consiglio provinciale proporrà un aumento di capitale per Sea
"per rafforzare la società".
( da "Stampa,
La"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
[FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA Nella grande sala al sesto piano della
sede di Alitalia, periferia Ovest di Roma, ieri erano in cinquanta: tre
sindacalisti per ciascuna delle nove sigle, tutta la prima fila di Alitalia e di Air France-Klm. L'ultima trattativa per le nozze più
tormentate della storia sono iniziate così: scontri all'esterno, una pletora di
parti in causa dentro. Jean-Cyril Spinetta, gessato grigio, camicia a
righe blu e cravatta a pois tipo Cavaliere di Arcore, ha salutato in italiano.
Poi, scusandosi - "sapete, mi sento più sicuro" - è passato al
francese per mettere in chiaro le cose: "Siamo interessati ad Alitalia, ma nessuno ci obbliga ad acquistarla. Il piano è
doloroso ma poi decollerà: sono convinto che l'operazione sarà un
successo". I numeri sono peggiori delle attese: 2.250 esuberi (con scivoli
e cassa integrazione) e spacchettamento di Alitalia
Servizi, la società che racchiude le attività di terra. Circa 3.200 persone
verrebbero assorbite da Alitalia, altri 4.400
(compresi i lavoratori Atitech in rivolta) rimarrebbero sotto l'ala pubblica di
Fintecna che avrebbe l'80% delle quote. I sindacati lamentano che fra due anni
la nuova Alitalia avrebbe 11.000 dei 17.000 dipendenti
di oggi. La proposta è lontana da ciò che chiedevano e sono tutti insoddisfatti:
dall'Anpac ai confederali fino agli autonomi di Sdl. "Siamo più vicini
alla rottura che all'accordo", spiega Marco Veneziani della Uil. Ma non è
una rottura vera e propria. Spinetta ha chiesto tempo per rivedere la proposta
e dovrebbe proporre un nuovo incontro già oggi: "Mi appello alla lucidità
senza la quale nessuna soluzione potrà essere trovata". "Aspettiamo
la loro mossa", sintetizza Fabrizio Solari della Cgil. Nel frattempo il
Governo spera e procede con gli atti formali. Il Tesoro ha spedito la lettera
di accettazione dell'offerta di Air France-Klm; di tutte le condizioni poste
dai franco-olandesi per l'acquisto di Alitalia il
Tesoro ne ha eliminata una: l'impegno a farsi carico della causa da 1,25
miliardi di Sea per i tagli a Malpensa. Prodi, subito dopo aver dato il via
libera a 80 milioni di euro per la cassa integrazione a Malpensa, ha chiesto
formalmente all'azionista di maggioranza, il Comune di Milano, di ritirare la
causa. Verso sera alcuni contatti separati fra Prodi, Berlusconi e Letizia
Moratti hanno prodotto un comunicato: la Sea è pronta a valutare "proposte
di definizione anche stragiudiziale della vertenza". In breve: la
soluzione del rebus Alitalia resta complicata. A forza
di rinvii l'ultimo carrozzone pubblico è finito nel tritacarne della campagna
elettorale nella fase più delicata della vendita. Ogni dichiarazione ieri
evidenziava tutto tranne che le speranze intime: un accordo e la vendita. La
Lega ha attaccato a testa bassa "il piano che distrugge Malpensa",
Fini ha cambiato idea ("il piano francese ha più ombre che luci"),
Veltroni ha tentato di arginare la sensazione di voler penalizzare Malpensa
("ci vuole gradualità nei tagli"), Berlusconi sta zitto e rinvia ai
contatti riservati (ma smentiti dall'interessato) con Prodi. Per il Cavaliere
parla Giulio Tremonti: "La trattativa dovrebbe proseguire, ma la Sea va
ascoltata". Intanto il titolo crolla. Stamattina un'azione Alitalia vale il 29% in meno di ieri, la metà di lunedì
mattina: 0,27 euro. E' la reazione fisiologica ad un'offerta di acquisto da
nove centesimi ad azione.
( da "Stampa,
La"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
I silenzi a volte
gridano. Quello impenetrabile del Cavaliere su Alitalia è in realtà una pista che aiuta a capire cosa ne sarà della
compagnia di bandiera, di quanti ci lavorano e di Malpensa. Berlusconi
pubblicamente tace perché gli conviene. Ha le mani legate. Spera in qualche
salvezza che arrivi dal cielo. Una sola parola sarebbe di troppo (e di gaffe
ultimamente ne ha combinate), dunque i suoi gli consigliano di cucirsi la
bocca. Addirittura il portavoce, Bonaiuti, ha smentito poche innocue battute
filtrate da un incontro a porte chiuse con un gruppo di giovanotti,
enfaticamente ribattezzati "difensori del voto". Berlusconi obbedisce
a un'esigenza tattica: chi governa è ancora Romano Prodi, che sia lui a
maneggiare la patata Alitalia, scottandosi le dita e
ustionando magari Veltroni, alle prese con la "questione
settentrionale". Il calcolo non è nobile né generoso, ma siamo a 25 giorni
dal voto. Del resto, i suoi avversari stanno comportandosi allo stesso modo:
Veltroni pattina tra gli ostacoli, preoccupandosi di non sbattere. Ai francesi
bisogna dire di sì, "ma anche". Salvare la partnership e pure
Malpensa, la capra e i cavoli... Intanto Walter prova a scaricare sul
centrodestra la responsabilità di scegliere tra l'offerta-capestro di Air
France e la consegna in tribunale dei libri di Alitalia.
L'aggancio provvidenziale (per Veltroni) si chiama Moratti. È lei, il sindaco
di Milano targato Pdl, che può far saltare la trattativa, insistendo con
l'azione legale lanciata dalla Sea, 1 miliardoe 200 milioni di danni per la
Malpensa ridotta a cattedrale nel deserto. Se vanno in scena gli avvocati, i
francesi se la danno a gambe. Astuti, i ministri Damiano e Bersani voltano i
riflettori su donna Letizia, per segnalare che "in questo momento è lei ad
avere in mano il bandolo della matassa, se intende far fallire Alitalia può farlo...". Fiducia ben riposta: la Moratti
è "irremovibile", faceva sapere ieri sera da Parigi, la causa andrà
avanti. Air France ritira l'offerta? Pazienza. La Lega plaude, il Cavaliere
però non si associa, a costo di regalare voti padani al Carroccio. E qui scatta
la spiegazione numero due del silenzio: Berlusconi ha le mani legate. Qualcuno
si spinge a dire (ma non esiste benché minima prova) che si sia messo di mezzo
addirittura Sarkozy, che Silvio non voglia deludere l'amico Nicolas prima
ancora di tornare al governo. Di sicuro, tramite Gianni Letta, Berlusconi è
vincolato con Prodi a un via libera di massima per la vendita ai cugini
d'oltralpe. Anche qui per ragioni non particolarmente sincere, semmai con
l'obiettivo di non doversi mai più impicciare di Alitalia
casomai tornasse al governo, di liberarsi della grana finché regna Romano. Non
a caso il Cavaliere rispondeva ieri sera ai cronisti: "Abbiamo comunicato
in via riservata la nostra posizione a chi conduce le trattative...". Da
prendere come prova, appunto, che Letta sta trattando. Però con tanta
difficoltà. Svela una gola profonda di via del Plebiscito: "La proposta
francese ha spiazzato tutti. Perfino Gianni se l'aspettava meno
indecente". E in verità, non così indecente se l'attendevano pure
sull'altra sponda, da Prodi per arrivare a Bertinotti, confidando almeno di
salvare l'onore nazionale. La proposta, invece, è pessima. Talmente sgradevole
nella forma e brutta nella sostanza da far rivivere ipotesi archiviate nel
libro dei sogni, come la cordata nazionale. Dicono intorno a Berlusconi che lui
non ha mollato la presa, "è un suo pallino, ancora ci sta lavorando".
Spera che Marcegaglia smuova le acque, che Assolombarda faccia un passo serio,
che chi ha i soldi li metta, che qualche personaggio (da Ligresti a Tronchetti
Provera) sia invogliato dalle novità. Una in particolare: lo Stato italiano
pronto ad accollarsi 5100 esuberi di Az Service, più gli altri 1800-2000
dipendenti che se ne andranno a casa, più un prezzo base crollato così in basso
da doversi chinare a raccoglierlo... Dieci giorni per mettere insieme quel che
resta della "razza Padana", sempre che ne esista una.
( da "Stampa,
La"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Confronto
sindacale Alitalia-Air France è
ancora vuoto quando i lavoratori di Atitech scendono dai pullman per presidiare
i cancelli del centro direzionale nella zona Sud di Roma. Due le ore di viaggio
da Napoli, centinaia i fischietti per far rumore su quella parte di Alitalia che revisiona
gli aerei e che si sente esposta agli umori dei nuovi acquirenti. "Ma dove sono i colleghi
romani? E quelli di Malpensa?". E ancora: "Noi paghiamo l'essere
amministrati da una politica che non ci difende, destra o sinistra fa lo
stesso. Dopo la monnezza, ci siamo noi". Tutte le sigle sono presenti,
cori, slogan e il tentativo di farsi strada per raggiungere il piazzale.
Comincia il lancio di uova, le forze dell'ordine reagiscono: prima un
lacrimogeno, poi la carica. "Ero di spalle, non mi sono accorto di niente
fino a quando mi sono ritrovato con la mano piena di sangue". Antonio Di
Somma è di nuovo in mezzo ai suoi colleghi dopo la corsa in ospedale e i
quattro punti di sutura alla fronte. "Ho pensato a mia moglie Monica e ai
bambini, le immagini tv li avranno spaventati. E pensare che sono venuto qua
solo per far sentire la nostra voce, punto e basta", precisa il giovane
napoletano. I lavoratori di Atitech si sentono messi spalle al muro dalle
strategie di Air France. Manodopera che, affermano i manifestanti, verrà spinta
alla disoccupazione quando gli aerei Md80 usciranno dalla flotta. "Crumiri",
urlano i 500 lavoratori mentre dipendenti Alitalia in
giacca e cravatta escono dal palazzo. C'è chi gli fa le corna, chi passa ad
insulti pesanti, chi si intrattiene in singole chiacchierate sindacali.
"Cosa c'entriamo noi?" si domandano i "romani".
"C'entrate perché così la nostra battaglia è più debole", rispondono
i manifestanti. E' sera, le luci intorno al tavolo Alitalia-Air
France restano accese. Lontano dal piazzale, i pullman aspettano i cinquecento
lavoratori di Atitech. "Avevamo deciso di venire anche con le nostre
famiglie, poi, al primo lancio di uova, ci hanno manganellato. Non siamo
ultras, siamo gente che vuole il rispetto della propria dignità eppure ci hanno
aspettato all'uscita dell'autostrada per scortarci", tuona Andrea, uno dei
rappresentanti.
( da "Stampa,
La"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
IL LEADER DEL
PD.COMIZIO AD AOSTA Veltroni: "Le vostre richieste saranno tra le nostre
priorità" [FIRMA]ALESSANDRO CAMERA AOSTA "Veltroni hai portato in
Valle d'Aosta il sole". Un saluto arrivato dalla platea di un teatro
Giacosa pieno da scoppiare, che ha dato la misura di quale è stata
l'accoglienza che il Pd ha riservato ieri al candidato premier Walter Veltroni
in visita in Valle durante quella che l'ex sindaco di Roma continua a definire
"una splendida esperienza in un Paese meraviglioso" e che alla fine
lo avrà portato in 110 province. Folla assiepata nel teatro, sotto i portici di
via Xavier de Maistre, in piazza Chanoux intorno ai due pullman; applausi a
ripetizione per tutti i sessanta minuti di un discorso nel quale Walter
Veltroni ha toccato i temi nazionali, ma anche, e con largo spazio, i problemi
cari ai valdostani, dall'"intesa" alle infrastrutture, dalla montagna
al parlamentare europeo. E proprio questi quattro punti sono stati oggetto di
un cordiale colloquio tra Veltroni e i parlamentari valdostani uscenti Roberto Nicco
e Carlo Perrin, riproposti per la tornata elettorale del 13 e 14 aprile
dall'Alleanza autonomista progressista. "La Valle d'Aosta - hanno detto
Nicco e Perrin a Veltroni - ha bisogno della "intesa", di un
parlamentare europeo, di finanziamenti per le infrastrutture e di una nuova
legge sulla montagna. C'eravamo quasi arrivati, ma la crisi del governo Prodi
voluta dal centrodestra li ha bloccati". Da Veltroni è arrivata la
garanzia "che questi provvedimenti faranno parte delle priorità di un Pd
al governo". Sul palco del "Giacosa", prima di lasciare Veltroni
alla "standing ovation" del popolo del Pd valdostano, a salutare il
candidato premier è stata Erika Guichardaz, giovane impiegata valdostana.
"Io - ha detto -, da sempre lontana dalla politica, con la nascita del Pd
ho scoperto la voglia di fare politica per contribuire a cambiare il Paese. Ho
sentito soffiare il vento del riformismo e del rinnovamento. Cambiare si può e
insieme si può fare". Presentato da un emozionato Raimondo Donzel, segretario
regionale del Pd, Walter Veltroni per un'ora ha parlato di tutto. Al centro
l'Italia, ma subito a lato c'era la Valle d'Aosta. E via con la politica
internazionale (il "Giacosa" ha tributato un applauso alla causa del
Tibet insanguinato), con il rischio recessione, con i bassi salari e le
pensioni povere ("che - ha detto Veltroni - devono aumentare"), con
le famiglie che non arrivano a fine mese ("e che - per Veltroni - devono
essere aiutate"), dei costi della politica (Veltroni ha ribadito che è tempo di ridurre gli stipendi dei parlamentari)
con l'Alitalia (che non deve fallire) e con Malpensa (cui deve essere dato del
tempo per trovare soluzioni alternative). "Il Pd - per Veltroni - ha detto
basta con le alleanze contro". Berlusconi? Nel discorso di Veltroni, non
c'è stato. Soltanto una risposta alla battute sul precariato: "Di
precariato si può morire, non ci si può scherzare sopra". "E'
l'ultimo miglio - ha concluso Veltroni - votare Pd, votare Nicco e Perrin, è
fare dell'Italia un Paese nuovo, europeo".
( da "Stampa,
La"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
VERSO LE ELEZIONI.
IL CANDIDATO PREMIER DEL PARTITO DEMOCRATICO A VERCELLI "Su Malpensa il
Pdl ha tre facce" [FIRMA]GLORIA POZZO VERCELLI Parte dall'agricoltura,
"tema cruciale per il futuro del paese", il discorso di Walter
Veltroni alla Borsa Risi di Vercelli. E non poteva essere altrimenti, dopo la
presentazione del Forum tematico nazionale e l'introduzione tutta vercellese
all'incontro con le opere di Bellizzi e Bosio. "E' necessario il ritorno a
una dimensione agricola per ridare equilibrio al mondo in cui viviamo - ha
esordito Veltroni -: la salvaguardia dell'ambiente, l'alimentazione, i nuovi
propellenti e la risposta allo squilibrio alimentare del pianeta passano da
questo crocevia". E poi via con i grandi temi dell'attualità e del
programma elettorale. Dalla crisi che dagli Usa si sta ripercuotendo in Europa
("il governo Bush ha lasciato spazio agli aspetti più negativi del
liberismo"), alla situazione economica italiana: "In questo paese le
tasse vanno pagate come in tutto il resto del mondo, ma con una riduzione della
pressione fiscale, che deprime le possibilità di crescita". E si alza il
primo, lungo, applauso nel salone gremito di circa mille persone.
"Vogliamo un Paese più semplice e meno barocco, in cui un'azienda nasca in
un giorno, con un'autocertificazione e un solo documento: quello dell'Asl sulla
sicurezza del lavoro". E poi spazio alla formazione: "Scuola,
università e ricerca sono il cuore del futuro". Il discorso prosegue
toccando temi più specifici, come la questione Alitalia-Malpensa: "Non dimentichiamo che si parla innanzitutto di
migliaia di lavoratori e delle loro famiglie. Non si può prendere alcuna
decisione in merito senza valutarne l'impatto sociale". Ringrazia il
ministro Damiano, alle sue spalle, che "proprio oggi ha chiuso l'intesa
per gli ammortizzatori sociali dei lavoratori di Malpensa", e
ricorda come nel centrodestra ci siano ben tre diverse posizioni in merito:
"Dobbiamo pensare a cosa questa grande divisione ci potrà portare nei
prossimi mesi: vogliamo lasciarci alla spalle questi ultimi 15 anni o vogliamo
continuare così? Di certo non possiamo permettere la precarietà per milioni di
ragazzi del nostro Paese". E parte l'applauso più lungo e più sentito,
anche se l'età media della sala è innalzata dall'assenza di quei venti-trenteni
di cui si sta parlando. "Mi sono preso la responsabilità di dire che il
centro sinistra non poteva più stare insieme - prosegue -. Corriamo da soli
come avviene in Inghilterra e Spagna, con un solo gruppo parlamentare e un solo
programma: crescita economica ma anche lotta alla povertà e vicinanza a chi
soffre". Fa riferimento al pirata della strada romano che ha ucciso due
ragazze per parlare di giustizia: "Gli arresti domiciliari sono
inaccettabili, chi sbaglia deve pagare". Berlusconi consiglia alla giovane
precaria di sposare il figlio? "Io avrei risposto proponendo l'istituzione
del compenso minimo legale". Chiude con "solidarietà al popolo
tibetano" e una certezza: "Se si vuole voltare pagina, il Pd è la
scelta giusta".
( da "Unita,
L'"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Alitalia, alta tensione sui
licenziamenti Tafferugli davanti alla sede di Roma: manganellate contro i
lavoratori, un ferito Air France: non siamo obbligati a comprare. Primo no dei
sindacati al piano Senza accordo con i sindacati Air France non è disposta a
prendersi Alitalia. "Non siamo obbligati a
comprare" ha spiegato ieri Jean-Cyril Spinetta, presidente della compagnia
aerea francese alle 9 sigle sindacali che aveva di fronte. E il sì dei
rappresentanti dei lavoratori dovrà arrivare entro fine mese. Ma la tensione è
altissima. Ieri davanti alla sede della Magliana una manifestazione dei
lavoratori Alitalia è finita fra le manganellate della
polizia. Il piano francese prevede l'esubero di 1600 persone: 500 piloti, 600
assistenti di volo e 500 assistenti di terra. Ma il leader della Cisl Bonanni
teme che alla fine i posti di lavoro perduti saranno diverse migliaia. Sulla trattativa pesa però anche la denuncia ad Alitalia della Sea che gestisce Malpensa. Tanto che il governo ha chiesto
al principale azionista della società (il Comune di Milano) di ritirarla.
Altrimenti il rischio è che Alitalia possa fallire. Intanto in
Borsa il titolo della compagnia di bandiera continua la sua discesa: ieri ha perso
un altro 29%. Masocco, Rossi e Marsilli alle pagine 6 e 7.
( da "Unita,
L'"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione
del Il giornalista dispari "Presidente mi consenta, lo dico da
giornalista: metta le mani sulla par condicio, sennò io mi dimetto...". Il
Tg4 multato dall'Agcom? Ghe penserà Silvio: "È una legge liberticida,
volevamo abolirla ma l'Udc ce l'ha impedito". Per la terza volta in tre
settimane Emilio Fede offre il Tg4 alla voce di Berlusconi che pare
l'"omino dell'acqua della Libertà" nell'imitazione di Fiorello. Il
sorrisone di Silvio in Blu è fisso come un jolly sullo schermo. Fede lancia il
do all'uomo orchestra e gli porge assist a raffica: Presidente, come funziona
il sistema di voto? E vai! la palla sfonda Casini e Storace: chi vota gli altri
partiti del centrodestra fa il gioco di Veltroni. Rete. Presidente,
"Veltroni l'ha accusato di aver stracciato il programma del Pd, non è
vero, no?". Era una metafora ma Stalin non le capisce. Accuratamente evitato l'autogol su Alitalia.
Presidente, lei ha fatto un logo... Eccolo: "Io difensore della
libertà" numero verde 800.... La pubblicità progresso anti brogli va in
onda a raffica."Qui il numero lo chiamo io per difendere il mio
lavoro", lamenta Emilio. Ma dai, male che va lo manterrà la moglie...
n.l. Il Corsivo.
( da "Unita,
L'"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del "La mia pensione? Ho aiutato chi ha bisogno" Veltroni
ribatte all'attacco personale di Fini sui costi della politica: ha perso
un'occasione per tacere di Bruno Miserendino inviato a Torino A UN CERTO PUNTO,
nella sala della Borsa del riso a Vercelli, Veltroni si rabbuia e indica un
foglietto con la dichiarazione di Fini: "Io pensionato d'oro a 52 anni?
Era prevedibile che non riuscissero a fare campagna elettorale in maniera
diversa, ma devo dire che stavolta il leader di An ha perso una buona occasione
per tacere, quei soldi li do a chi ha bisogno.". È la campagna elettorale
dei colpi bassi, quella che Veltroni ha giurato di non voler fare. Irrompe e
stavolta il leader del Pd è costretto a replicare perchè Fini, da Porta a Porta,
gli dà dell'ipocrita e della "faccia tosta" per aver proposto di
portare gli stipendi dei parlamentari alla media europea. L'ha messa così il
leader di An: "C'è una cosa che mi indigna: chi è quel pensionato di 52
anni che percepisce 5.216 euro di pensione ogni mese? Credo che gli italiani
debbano saperlo. È Walter Veltroni, anche se dirà che li usa per
l'Africa.". In effetti è risaputo che Veltroni ha chiesto di rinunciare
all'indennità prevista alla fine del mandato europeo, ma non essendo possibile,
ha usato i soldi per finanziare progetti di vari organizzazioni a favore di
poveri e bisognosi. Lui lo ricorda visibilmente irritato: "Con la mia
pensione ho fatto una cosa da cui Fini potrebbe prendere insegnamento, con quei
soldi ho cercato di fare cose che facessero bene al prossimo". Aggiunta:
"Potete immaginare cosa potrei rispondere sul modo in cui vivono molti di
loro. Mi aspettavo che commettessero questo errore, ma sono cascati male".
Segue polemica durissima. Fini insiste: "Questo errore lo rifarò
volentieri, l'ho preso col sorcio in bocca". Dal pullman che va da
Vercelli a Torino, Veltroni spiega dove vanno quei soldi. Primo: ha ricevuto il
trattamento "che hanno tutti i parlamentari europei quando cessano il
mandato". Secondo: "la somma di questo trattamento più lo stipendio
di sindaco di Roma è pari alla metà di quel che ha percepito per anni Fini come
parlamentare, vicepremier e ministro". Veltroni ricorda di aver finanziato
vari progetti: 25mila euro alla Caritas, 25mila a sant'Egidio, 25mila all'Amref
per una scuola in Africa, 25mila per un progetto a favore di ragazzi autistici.
Conclusione al veleno: "Siamo certi che Fini, guadagnando il doppio del
segretario del Pd, avrà certamente contribuito con cifre doppie ad aiutare chi
ha bisogno e sarà in grado di documentarle". La vera domanda è come mai la
proposta di Veltroni di ridurre gli stipendi dei parlamentari alla media
europea, abbia provocato tanta irritazione tra gli avversari e gli ex alleati.
Dopo Fini, anche Casini e sinistra radicale, con accuse di demagogia e
ipocrisia. Segno che la proposta ha colto nel segno. Ieri Veltroni ha girato la
Val D'Aosta e altre tre province del Piemonte; l'applauso più convinto l'ha
ricevuto sui costi della politica e quando ha ricordato: "Non è giusto un
paese in cui i salari sono i più bassi d'Europa, mentre gli stipendi dei
parlamentari sono i più alti". Il leit motiv è questo anche ad Aosta,
Biella, Vercelli e infine piazza Castello a Torino, davanti a 10mila persone:
la politica "deve dare un segnale di sobrietà quando la gente tira la
cinghia" mentre la recessione americana rischia di avere pesanti ricadute
anche in Italia. Per un giorno, osserva Veltroni, a destra e a sinistra hanno
taciuto, poi, visto che la proposta di abbassare gli stipendi dei parlamentari
ha avuto un riscontro chiaro nelle reazioni degli elettori, si è scatenato
l'inferno. Lui insiste, attacca la l'amministrazione Bush, "caricatura del
liberismo" che ha travolto regole e ora rischia di travolgere borse ed
economie, ribadisce che il Pd lavora su tre fronti: salari, pensioni,
precariato. E ricorda che su Alitalia a Destra
hanno tre posizioni diverse, come sulle pensioni e persino sulla politica
estera. Su Berlusconi, senza nominarlo, si concede una battuta: "Su Alitalia alle due non aveva ancora letto i giornali. gli conviene leggere
direttamente quelli di domani". Poi a Torino, Veltroni parla anche
di sicurezza del lavoro, e non è un caso che sul palco, tra applausi commossi,
ci sia Antonio Boccuzzi, operaio sopravvissuto al rogo della Thyssen e
candidato del Pd, che ricorda: "Fosse vivo, oggi sarebbe stato il
compleanno del mio compagno Giuseppe De Masi". Il leader descrive un paese
che cresce troppo poco, con una politica sempre più affannata in polemiche che
il cittadino non capisce, dove nessuno, in campagna elettorale, parla di
doveri. Veltroni infatti dedica in tutti i comizi uno spazio per la drammatica
vicenda delle due ragazze irlandesi travolte sulle strisce a Roma da un pirata
della strada. E accusa: "Giravano su Internet immagini delle sue
spericolatezze, ed è già agli arresti domiciliari. Non può accadere in un paese
civile. Chi sbaglia deve pagare".
( da "Unita,
L'"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Rimbalzo della Fiat Chiusura di seduta in forte rialzo per la
Borsa valori, che ha approfittato delle attese per un intervento sui tassi da
parte della Federal reserve per recuperare posizioni dopo la perdita di lunedì.
L'indice Mibtel ha registrato un progresso del 2,39%, a 23.930 punti, mentre
l'S&P/Mib è salito del 2,78% e l'All Stars guadagna lo 0,96%. Tra i
principali titoli, Alitalia ha avuto una giornata difficile, venendo subito rinviata al
ribasso. Ottimo rialzo per Finmeccanica (più 4,92%) premiata per i conti 2007,
la crescita del dividendo e delle stime al 2010. Fiat ha chiuso con un più
6,11%, dopo che Merrill Lynch ne ha parlato in termini lusinghieri, definendola
tra le migliori del comparto auto. Tutti comprati i bancari, con
Unicredit più 4,19%, Intesa più 3,34%, Mps più 4,69%, Mediobanca più 5,61%, Bpm
più 4,27%. I conti premiano Mediolanum (più 4,94%) meno Generali (più 1,82%).
Tra gli energetici bene Eni (più 2,61%) ed Enel (più 2,76%). In parità Telecom.
Borsa.
( da "Unita,
L'"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del La trattativa che non tratta Bruno Ugolini Segue dalla Prima
Cercano di lasciare nell'oblio i tanti loro manager spediti sul fronte
aeroportuale a promettere splendidi rilanci. E ritornati poi a casa, dopo
fallimentari esperienze, muniti di sostanziose liquidazioni d'oro. Ma gli
italiani dovrebbero avere una memoria lunga. È anche per questo
"passato" indecente che è difficile fare ingoiare oggi ai lavoratori
dei trasporti una medicina fatta di migliaia e migliaia di "esuberi".
Soltanto costoro dovrebbero, infatti, essere chiamati al sacrificio doloroso. E
la domanda, a parte le doverose considerazioni sulla sorte di tante famiglie
spedite al macello, non può che essere improntata al dubbio: ne vale davvero la
pena? È questo il modo per salvaguardare sul serio una prospettiva di sviluppo
in questo settore decisivo per la mobilità crescente di milioni di cittadini?
Vale la pena accettare senza batter ciglio il piano massacrante di Air France-
Klm? Un piano che prevede, appunto, come unica via d'uscita, la rottamazione di
un massiccio "capitale umano", un patrimonio fatto anche di
esperienze e saperi. Quei lavoratori non sono pacchi d'immondizia da scaricare
in qualche modo. Senza offrire in cambio, oltretutto, alcuna certezza, alcuna
garanzia - a quanto si sa - sul futuro, sulla possibilità davvero questa volta,
di un rilancio del servizio aeroportuale, basato sull'efficienza, ma anche su
solidi livelli occupazionali, sulla crescita e non sul ripiegamento. Perché se la ex-Alitalia francesizzata dovesse essere
rinchiusa in uno spezzone da immettere tra la miriade di compagnie "low
cost", allora sì bisognerebbe dire che non vale la pena. Il penoso
appuntamento di ieri non è stato del resto preparato con avvedutezza. I
sindacati - mentre ogni giorno si decantano gli alti pregi della concertazione
- sono stati tagliati fuori, messi con le spalle al muro. Ora sono andati alla
trattativa di fronte ad un menù già illustrato e approvato. E che elenca i
tanti numeri chiamati esuberi. Una specie di odioso ultimatum, come se i
rappresentanti del mondo del lavoro fossero da considerare solo degli
assistenti sociali. Come se il loro compito fosse solo quello di ricevere la
direttiva per poi convincere gli interessati, gli esuberi, ad accettarla. La
vicenda comunque non è chiusa. Il manager corso, anzi francese, Jean-Cyrill
Spinetta, è stato descritto, sul "Sole-24 ore" come un negoziatore
infaticabile: "può restare tre giorni e tre notti senza dormire".
Sarà necessario prenderlo in parola e fargli capire che con quell'impostazione
il gioco non vale la candela. Non vale la pena. Ed è un po' questo, nella
serata, il commento di Fabrizio Solari segretario Cgil per i trasporti: "A
queste condizioni non si fa nulla". Ma intanto non sarebbe nemmeno giusto
incamerare la sconfitta, perdere ogni speranza. Soprattutto appare davvero
stridente un balletto macabro di ciniche forze politiche attorno a una tale
esplosiva vicenda. Non dovrebbe essere tempo di faziosi patriottismi di partito
per tentare di raccattare qualche voto in più.
( da "Unita,
L'"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del PIER LUIGI BERSANI "Il primo obiettivo è evitare il
fallimento" di Antonella Cardone/ Bologna ALLARME "È possibile
arrivare ad esiti non traumatici per i lavoratori se le radicalizzazioni delle
posizioni oggi in atto venissero superate con un accordo sinda cale e una presa
di posizione di Sea", la società di gestione dell'aeroporto di Malpensa
che, come richiesto dai francesi, dovrebbe ritirare la minaccia di ricorsi e
richieste di risarcimento danni. Il ministro allo Sviluppo economico Pier Luigi
Bersani, a Bologna per diversi appuntamenti di campagna elettorale, lo dice
chiaro tondo: "in questo momento Sea ha in mano il bandolo della matassa:
se intende far fallire Alitalia può farlo".
Ministro, sull'operazione di vendita della linea di bandiera ad Air France il
clima si fa sempre più teso. Che prospettive vede? "Le prospettive mi
paiono abbastanza chiare: allo stato attuale della situazione non c'è altra
alternativa che il fallimento se non si superano i problemi che ancora si
frappongono all'operazion con Air France, e quindi si trova l'accordo sindacale
e si ha una certa decisione di Sea . Fatto questo è possibile arrivare ad avere
dal punto di vista sindacale e delle condizioni dei lavoratori degli esiti non
traumatici. Sarebbe un risultato possibile, lo sottolineo". Eppure a giudizio
del sindaco di Milano, Moratti, l'ipotesi del fallimento non sarebbe
catastrofica. "Capisco che lei dica così perché il
centro destra ha portato al fallimento Alitalia, noi
l'abbiamo presa che era in coma e la lasciammo che aveva i bilanci in ordine. Credo
che la sua osservazione non sia responsabile, bisognerebbe anche capire bene
che cosa significa il fallimento dell'Alitalia, e non
solo dal punto di vista delle condizioni dei lavoratori". La
Moratti non è l'unica che lancia strali contro la decisione di vendere ai
francesi. "È stato raggiunto il record mondiale dell'ipocrisia: sento
continuamente dei Soloni polemici che sono quegli stessi che nel 2001 hanno
preso in mano un'Alitalia che era in pareggio, hanno
avuto responsabilità di essere azionisti come Tesoro, di essere presidenti, di
avere in mano gli aeroporti lombardi, e ci hanno consegnato un anno e mezzo fa
una situazione prefallimentare; perché, come si vede, Alitalia
è difficile anche venderla. Ancora adesso sparano sentenze: se fosse stato così
facile aggiustare le cose avevano cinque anni per aggiustarle". Sulla
conclusione della vendita il pallino è in mano a Sea? "Ricordo che
un'altra offerta sarebbe sempre possibile, in teoria. Se c'è un'altra offerta
c'è la possibilità di proporla. Se non c'è bisogna fare i conti con la realtà e
devo dire che in questo momento Sea se intende far fallire Alitalia
può farlo, ma non so quanto questo possa giovare e non danneggiare
ulteriormente il sistema aeroportuale lombardo se la valutazione di Sea è quella.
È ora di prendersi le proprie responsabilità e di decidere responsabilmente
senza più scaricare sempre sugli altri".
( da "Unita,
L'"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Air France: non siamo obbligati a comprare Spinetta detta le condizioni,
ma i sindacati non accettano i tagli. Trattativa in salita di Felicia Masocco/
Roma LE INTENZIONI Tanto per cominciare "non siamo obbligati a
comprare". Jean-Ciryl Spinetta, numero uno di AirFrance-Klm, svela le
carte ai sindacati ponendo ruvidamente in premessa la sua condizione: se entro
il 31 marzo non arriva il loro consenso l'acquisi zione di Alitalia andrà a monte. Spinetta non indora la pillola, del resto il
pensiero dell'acquirente franco-olandese è ben rappresentato dal valore
assegnato alle azioni di Alitalia, considerate carta straccia o poco più. Ma i sindacati si sono
mostrati piuttosto disincantati rispetto all'ambizione, espressa da Spinetta,
di puntare con i lavoratori alla creazione "di un grande gruppo di
dimensioni mondiali", né sensibili al richiamo ad aderire al piano perché
"senza l'adesione dei lavoratori non potrà avere successo". Dopo più
di quattro ore di riunione, al piano - soprattutto sul nodo esuberi - è
arrivato il No corale non solo da Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Sdl, ma anche e
soprattutto dai piloti dell'Anpac assolutamente contrari al destino del settore
Cargo che dovrebbe cessare nel 2010. Senza modifiche, il piano verrà respinto.
Com'era nelle previsioni, il vertice con i sindacati di categoria non è stato
facile, segna piuttosto l'avvio di un negoziato tutto in salita e dagli esiti
incerti. Ma ancora nella tarda serata non si sapeva se e a quando sarebbe stato
aggiornato. "Gli interventi che ci sono stati illustrati sono
assolutamente inaccettabili da parte dei piloti e vanno nella direzione opposta
a quella del reale rilancio della compagnia di bandiera - è il commento
dell'Anpac -. Inoltre risultano assolutamente non motivati ma, al contrario,
appaiono pretestuosi e strumentali ai soli interessi di Air France-Klm". Il
vertice, cui era presente anche il presidente di Alitalia,
Maurizio Prato, è dovuto cominciare in ritardo perché fuori dei cancelli del
quartier generale della Magliana, i lavoratori di Atitech hanno dato un
assaggio di quello che potrebbe accadere calcando la mano. La rabbia, i fischi
e insulti ai colleghi "crumiri" che erano al lavoro, i lanci di uova
contro la polizia, la carica che ne è seguita, un lavoratore finito
all'ospedale. Scontri, tensione, l'esasperazione di chi teme di ritrovarsi per
strada: Atitech è una società di Az Servizi che si occupa di manutenzione a
Napoli, è destinata a restare fuori dal "perimetro" aziendale, una
sorte oscura anche se Prato nel corso dell'incontro ha tentato di rassicurare i
sindacati, "per Atitech non ci saranno licenziamenti ma soluzioni non
traumatiche", ha risposto a una precisa domanda. Sono invece confermati i
1600 esuberi di Az Fly, scritti nel piano, 500 tra i piloti, 600 tra gli
assistenti di volo e 500 tra il personale di terra. Per quanto riguarda Az Servizi,
l'80% del capitale sarà rilevato da Fintecna che oggi ha il 49% più 2% di
diritti di voto in usufrutto, dei 7600 dipendenti attuali 3200-3300 saranno
internalizzati, rientrano cioè in Az Fly, il resto, circa 4400 lavoratori
rimane in Az Servizi, cioè fuori da Alitalia. È quindi
confermato l'interesse di AirFrance solo per alcune delle attività di Az
Servizi e precisamente la manutenzione leggera e parte dei servizi
aeroportuali. Restano fuori, la manutenzione pesante (svolta all'Atitech di
Napoli e a Palermo), ma anche l'informatica, l'amministrazione e il call
center.
( da "Unita,
L'"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai
consultando l'edizione del Veltroni È grave dire che Alitalia può fallire.
Malpensa deve essere un altro hub italiano, serve gradualità nel trasferimento
dei voli.
( da "Unita,
L'"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Manganellate sui lavoratori davanti alla sede della Magliana
Erano circa quattrocento, venivano dalla Atitech di Napoli, dove si fa la
manutenzione degli aerei di Oscar De Biasi/ Roma PROTESTA Anche i manganelli. Nella crisi di Alitalia, la compagnia di bandiera,
la compagnia delle belle assistenti, dei sorrisi smaglianti e delle divise
eleganti, sono arrivati anche i manganelli, quelli agitati dai poliziotti e dai
carabinieri che presidiavano il centro direzionale della Magliana, i palazzoni
di via Marchetti, durante il primo incontro tra i sindacati e i possibili,
non ancora certi, nuovi padroni con alla testa Jean-Cyrill Spinetta. Momenti di
confusione, agenti all'opera per allontanare i manifestanti. Qualche
manganellata ha raggiunto i manifestanti, circa quattrocento, per lo più
lavoratori napoletani dell'Atitech con le bandiere di tutti i sindacati,
arrivati con pulman e auto di prima mattina. Atitech è una società legata ad Az
servizi, settore manutenzione pesante: Atitech resterebbe fuori dall'operazione
Alitalia e Atitech che cura gli aerei Md-80 e A320
vale settecento addetti diretti e altri centocinquanta nell'indotto, lavoratori
che hanno in media 35 anni d'età e sono professionisti del settore. Ad uno di
quei lavoratori che protestavano è andata peggio che agli altri: è rimasto
ferito, è stato soccorso in ospedale, un taglio alla fronte. Niente di grave,
se non la rabbia per quelle "mazzate", per la paura di fronte al
rischio di perdere il posto. In cambio delle manganellate sono volati uova,
oggetti vari e slogan semplici, tipo: "Atitech non si tocca". Si sono
sentiti tanti fischi e molti insulti: bersagli erano, per scarsa solidarietà,
altri dipendenti, quando hanno lasciato gli uffici a fine lavoro. I
manifestanti volevano entrare, invece. Carabinieri e poliziotti li hanno
respinti. Alla fine sono arrivate anche le rassicurazioni di Maurizio Prato, il
presidente di Alitalia, che ai sindacati durante
l'incontro aveva assicurato: per i lavoratori di Atitech "non sono
previsti licenziamenti, ma solo soluzioni non traumatiche". Oltre alle
rassicurazioni di Prato, ai lavoratori Atitech sono giunte anche preoccupate
parole del sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino ("La quota di esuberi
annunciata rischia di dare un ulteriore colpo ai nostri livelli
occupazionali"), e naturalmente accorate testimonianze di solidarietà da
parte di politici vari. I sindacati hanno ovviamente condannato il
comportamento della polizia e dei carabinieri: "Atitech - secondo l'Uil
napoletana - rappresenta un centro d'eccellenza importante nella revisione
degli aeromobili della flotta Alitalia... Il sindacato
non accetterà una trattativa al buio, nè operazioni di spezzettamento in una
logica meramente ragionieristica o in quella ancora peggiore del prendere o
lasciare. Atitech e con essa Az Servizi rappresentano un know-how importante
per il rilancio di questa azienda, e per questo siamo convinti della necessità
di un'attenzione particolare da parte del Governo e delle Istituzioni locali
affinchè nelle trattative prevalgano le ragioni del lavoro insieme a quelle
dell'efficienza e della produttività dell'azienda". Le proteste sono
ovviamente continuate: "È arrivata l'ora che il governo si assuma le
proprie responsabilità. Non è possibile che siamo venuti qui - urlano dai
megafoni - per prendere mazzate". Niente presidi, niente botte, ma
tensione assai alta anche a Fiumicino, dove si toccava con mano incertezza e preoccupazione,
dove si poteva misurare da vicino il peso di tanti piani e di tanti accordi
falliti. Per ora si aspetta: si attende di conoscere con precisione il
dettaglio di questo nuovo piano e le prime valutazioni del sindacato.
( da "Unita,
L'"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Il governo preme sulla Moratti: via il ricorso Sea La richiesta
di danni può far saltare la vendita. Alitalia perde un altro 30% in Borsa
di Roberto Rossi/ Roma CAUSA Più della vertenza sindacale sarà il nodo relativo
a Malpensa a decidere il destino di Alitalia. La
richiesta di danni per 1,250 miliardi di euro che Sea, la società che gestisce
gli aeroporti milanesi, ha avanzato nei confronti della compagnia italiana è la
spada di Damocle che pende sulla trattativa con Air France. Ne sono
convinti i francesi, che hanno chiesto garanzie al governo perché la richiesta
rientri, ne è convinto lo stesso Palazzo Chigi che ieri ha inviato una nota
alla società. Poche righe nelle quali si chiede che "Sea ponga in essere
ogni comportamento coerente con la finalità di favorire la positiva conclusione
dell'accordo tra Air France e Alitalia ritirando il
ricorso presentato contro quest'ultima". Poche righe che aprono di fatto
un braccio di ferro tra l'esecutivo - che ieri ha siglato un accordo con le
istituzioni locali lombarde sulla realizzazione del programma di gestione della
crisi occupazionale di Malpensa - e il sindaco di Milano Letizia Moratti (il
Comune è il principale azionista di Sea). La Moratti, in un'intervista, ha
spiegato che la società aeroportuale avrebbe portato avanti l'azione
risarcitoria. Anche a costo di far fallire Alitalia.
"Prima di arrivare al fallimento - ha detto la Moratti - è sempre doveroso
cercare un'altra soluzione, sebbene neppure il fallimento significhi di per sè
una catastrofe". Una posizione che ha scatenato la reazione del governo.
Il ministro del Lavoro Cesare Damiano, dopo aver firmato un accordo per le
casse integrazioni di Malpensa con le istituzioni locali e la stessa società
aeroportuale, ha fatto sapere che "alla decisione di revoca il governo
subordinerà ogni ulteriore iniziativa". In serata, poi, in una nota la Sea
ha parzialmente aperto uno spiraglio alla trattativa. Secondo la società la
rinuncia da parte di Sea "al diritto fatto valere in giudizio non è
proponibile", ma in ogni caso la società è "disponibile a valutare
proposte di definizione anche stragiudiziale della vertenza, a condizione che
venga riconosciuto il danno che Sea stessa sta subendo per effetto degli
inadempimenti di Alitalia, e che si creino i
presupposti di mercato per un nuovo sviluppo dell'aeroporto di Malpensa".
E tra i presupposti la Sea ha chiesto la parità intercontinentale tra Milano e
Roma. Attorno alla Moratti, e alle posizioni della Lega, si è spostato una
fetta del Popolo delle Libertà. Dopo giorni di tentennamenti, anche il leader
di An, Gianfranco Fini, ha bocciato in maniera definitiva il piano di Air
France. "Ieri - ha detto Fini - ho parlato di luci ed ombre. Oggi vedo che
le luci sono più deboli e le ombre sono più forti". Resta da chiarire,
invece, che cosa pensa Silvio Berlusconi. Dopo aver definito il piano di Air
France uno "smacco per il Paese", l'ex premier ha dichiarato di aver
fatto conoscere "la nostra posizione in via riservata a chi sta conducendo
la trattativa". Un'affermazione smentitta da Palazzo Chigi che ha
precisato di non aver ricevuto "nessuna comunicazione". Anche il
segretario del Partito Democratico Walter Veltroni è tornato sull'argomento.
"Alitalia non deve fallire - ha detto ieri ad
Aosta -. È gravissimo sostenere questo perché ci sono migliaia di lavoratori
che rischiano il posto di lavoro". "Non c'è nulla di male - ha
continuato Veltroni - che ci sia una partnership internazionale. Ma ci sono due
varianti che devono essere tenute in conto: non deve esserci un prezzo sociale
troppo alto e bisogna discutere seriamente del destino di Malpensa". Che
per Veltroni può essere "l'altro grande hub italiano". E per questo
ci vuole "gradualità nel processo di dismissione dei voli". In attesa
di definire il caso Malpensa, ieri il governo ha aderito formalmente
all'offerta di Air France in sette punti. Tra questi anche alcune garanzie
chieste ad Air France in relazione alla politica aerea, allo status della linea
aerea, alla salvaguardia dell'identità nazionale, alla presenza di un
consigliere di nomina di un rappresentante italiano nel cda del gruppo Af-Klm.
Inoltre il Tesoro ha precisato che gli impegni non saranno vincolanti in caso
di migliore offerta. Offerta alla quale la Borsa però non crede. A Piazza
Affari Alitalia ha subito un nuovo tonfo (-29,3% a
0,27 euro). Il titolo sta di fatto avvicinandosi ai 10 centesimi messi sul
piatto da Air France. Il che vuol dire che il mercato scommette sulla vittoria
francese. Con o senza ricorso della Sea.
( da "Unita,
L'"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del PARIGI E DINTORNILa partita è ancora molto aperta. Per il
Financial Times le rigide condizioni di Air France potrebbero in realtà puntare
al ritiro e non all'acquisizione In Francia c'è chi dice che Spinetta ha fatto
un'offerta troppo generosa Gianni Marsilli E se la tattica di Jean Cyril
Spinetta non fosse quella che sembra? E' la domanda che poneva ieri il
Financial Times, per la penna di Paul Betts e la rubrica "European
View". Dice l'analista che le mosse di Spinetta si prestano a una doppia
lettura. La prima gli accredita una tattica "normale" in un negoziato
di questo genere: il prezzo offerto, 10 centesimi per azione, puo' esser considerato
realistico, per quanto possa apparire miserrimo, dagli azionisti di Air
France-KLM. Altrettanto comprensibile puo' essere il pesante apparato di
condizioni poste da Spinetta, che si possono cosi' riassumere: accordo da parte
dei sindacati del piano di ristrutturazione, e "endorsement" politico
dell'operazione da parte non solo del governo attuale, ma anche di quello che
scaturirà dalle urne a metà aprile. Riempite queste condizioni, ci sono buone
possibilità che Alitalia torni a generare profitti. La
seconda lettura suggerita da Betts è di segno opposto: che cioè il numero uno
di Air France giochi a perdere, cercando "un modo elegante di uscire da
una complicata e rischiosa acquisizione". Questo spiegherebbe la severità
delle condizioni poste agli azionisti di Alitalia, ai
responsabili politici e ai sindacati italiani. Cosi' severe da suscitare,
sperabilmente, un rigetto dell'accordo, del quale gli interlocutori al di qua
delle Alpi porterebbero l'intera responsabilità. Tanto più che i sondaggi e i
bookmakers londinesi danno Berlusconi vincente il prossimo 14 aprile. E
Berlusconi appare più freddo sull'affare, condizionato com'è da un alleato come
la Lega e da Roberto Formigoni. Per queste ragioni, conclude Betts, "è
troppo presto per sapere a quale gioco stia giocando Spinetta". L'unica
cosa sicura, è che vuol condurre le cose in modo da non indebolire il suo
gruppo. Il problema per lui non è il prezzo: "Il vero costo per Air France
sarebbe il tempo che il management dovrebbe dedicare ad Alitalia
una volta concluso l'accordo". Tempo che Spinetta teme sia penalizzante
per Air France. Perplesso sull'acquisizione appare anche "Le Monde",
che trova addirittura da ridire sul prezzo di acquisto proposto: "Altre offerte un tempo concorrenti avevano fissato il prezzo di Alitalia a zero euro". Ma insomma, passi per i 140 milioni offerti
da Spinetta. Salvo che bisogna aggiungere un miliardo di euro di aumento di
capitale per Alitalia, un miliardo e 300 milioni di debiti, l'acquisto di 600 milioni
di obbligazioni convertibili, e si va tranquillamente oltre ai tre miliardi.
Ora, Air France "puo' contare su una tesoreria di cinque miliardi per
finanziare la sua crescita", cifra che al quotidiano parigino non pare un
granché, soprattutto se si tiene conto che la capitalizzazione di borsa di Air
France-KLM è diminuita del 60 per cento negli ultimi nove mesi, e che la crisi
economica internazionale si rifletterà inevitabilmente sui profitti delle
compagnie aeree. Per questo "si potrebbe pensare che il gruppo franco-olandese
abbia altro da fare che acquistare un rivale sulla via del fallimento, in un
clima politico piuttosto teso". Il giornale prospetta tre ipotesi: che Alitalia porti i libri in tribunale, che Air France si
astenga "se non riceve il sostegno del governo e dei sindacati
italiani", che l'affare vada in porto. In quest'ultimo caso, è l'allarmata
postilla, Jean Cyril Spinetta "dovrà tenere molto fermamente i comandi dei
quali qualcuno potrebbe tentare di impadronirsi in caso di turbolenza". In
ultima analisi, se il Financial Times riconosce come "dolorose le
condizioni poste agli italiani", per quanto giustificate dal contesto
aziendale e politico di Alitalia, la stampa francese
appare più diffidente. Anche il quotidiano economico "Les Echos"
sottolinea che "la sfida è ancora lontana dall'essere vinta": tra gli
ostacoli non dimentica Bruxelles e i suoi pronunciamenti in tema di
concorrenza.
( da "Giorno,
Il (Nazionale)" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
? MILANO ? MENTRE a Roma
fra tafferugli e trattative si celebrava l'ultima giornata
campale della vicenda Alitalia Air France, allo scalo della brughiera si fanno i conti con la
crisi. La Regione Lombardia auspica che adesso ci siano provvedimenti anche per
l'indotto (in totale oggi ci sono 25 mila occupati all'aeroporto e dintorni.
Mentre i sindacati lanciano l'allarme per il cargo Alitalia, attività
che potrebbe chiudere entro il 2010. Anche il presidente della provincia
Filippo Penati si associa alla richiesta della Regione: "La garanzia dei
livelli occupazionali ? afferma il presidente della Provincia di Milano Filippo
Penati ? dovrà proseguire prevedendo protezioni sociali per i lavoratori
dell'indotto di Malpensa, attraverso l'utilizzo degli 80 milioni di euro del decreto
Milleproroghe, in modo da arrivare in tempi strettissimi all'accordo d'area
attraverso il lavoro del Tavolo con gli enti territoriali coinvolti, convocato
il 31 marzo in Regione". - -->.
( da "Giorno,
Il (Nazionale)" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
ALITALIA /
L'INTERVISTA A MARCO PONTI "Meglio falliti che conquistati" Per
Malpensa la soluzione è liberalizzare i voli, ma Air France non vuole di
ALESSANDRO FRANZI ? MILANO ? A SENTIRE i politici, specie quelli che oggi si
ergono a difensori dello scalo, sembra che qualcuno abbia deciso, dalla sera
alla mattina, di uccidere l'aeroporto di Malpensa o comunque di fargli un
dispetto. Dalla sera alla mattina però, a sentire un esperto come il professor
Marco Ponti, docente di Economia dei trasporti al Politecnico di Milano, non è
successo nulla se non che è venuta prepotentemente alla luce la crisi di una
azienda (Alitalia) e di un modello (Malpensa) che
richiede soluzioni diverse da quelle del passato. Certo spetta alla politica
dare indirizzi strategici per un settore chiave come quello del trasporto
aereo, tuttavia anche chi governa non può più prescindere dai cambiamenti
imposti dalla globalizzazione, dalle liberalizzazioni, dalla concorrenza.
Malpensa, insomma, secondo il professor Ponti deve aprirsi al mercato, guardare
avanti. E soprattutto non deve aggrapparsi al modello del monopolio che finora
ha tenuto in piedi Alitalia e lo scalo in provincia di
Varese. Professor Ponti, siamo al dunque. Air France ha presentato il suo piano
che scontenta i sindacati e i politici del nord. Come valuta il contenuto della
proposta? "Dico che bisogna baciare il terreno su cui
cammina chi compra Alitalia. Perché Alitalia è tecnicamente già fallita e non riesco a vedere un'alternativa
credibile. Una soluzione potrebbe essere la liberalizzazione dei voli, ma
dubito che Air France accetti di cedere dei voli alla concorrenza, anche perché
oggi Alitalia vale solo perché ha spazi di protezione monopolistica come
vettore di bandiera. A questo punto posso anche condividere quello che
ha detto il sindaco di Milano, Letizia Moratti". Vale a dire? "Non so
se il fallimento di Alitalia sia un male peggiore di
avere una compagnia di bandiera annessa, come una piccola parte, ad Air
France". Questo però rischia di fare più danni... "Che cosa è
successo qualche anno fa a Swissair e a Sabena? In Svizzera o in Belgio mica è
collassato il Paese". Intanto c'è la patata bollente di Malpensa. Davvero
l'hub lombardo muore? "La storia di Malpensa è stata mitizzata in modo
delirante a causa della campagna elettorale. Dobbiamo fare chiarezza: Malpensa non
è un hub, ma una struttura creata sul modello del monopolio del passato che
oggi viene eroso dai collegamenti point-to-point". L'esperto che cura
consiglia? "Lo ripeto, il modello point-to-point è il futuro. Eppoi io sto
con quello che dice il presidente della Sea, Giuseppe Bonomi: siamo davanti a
un problema, sì, ma non a una tragedia. Un problema che si può risolvere in
pochi anni. Bonomi ha detto che c'è la coda di compagnie aeree che vogliono
venire a Malpensa: se lo dice lui forse ha ragione, no"? Quanto ha pesato
il deficit d'infrastrutture sullo sviluppo di Malpensa? "Ha pesato. Lo
scalo è lontano da Milano, è in una zona già congestionata, è circondato da
città che hanno ognuna un suo aeroporto". A giorni però apre una nuova
autostrada, dopo 10 anni, e si sta completando l'aggancio ferroviario alle Fs.
Tutto inutile? "No, ma Malpensa deve migliorare la sua efficienza, ha
costi ancora troppo alti. Deve essere uno scalo magro e cattivo, il modello
futuro è quello di aeroporti che si rubano a vicenda le buone compagnie grazie
ai servizi che offrono, non possono certo sopravvivere grazie alle protezioni
monopolistiche". - -->.
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del 19-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
QUANDO Prodi cadde,
Berlusconi si affrettò a far sapere che riteneva dovere del governo condividere
con l'opposizione le nomine delle società di Stato in scandenza. Aveva ragione.
Un governo dimissionario non può assumersi una responsabilità del genere in
solitudine. Ma la stessa logica dovrebbe a maggior ragione valere per il
destino di Alitalia. Tema che, invece, a tutt'oggi
Berlusconi ha eluso. Si sa che Bossi, e a quanto pare anche Fini, è contrario
al piano di vendita ad Air France. E Berlusconi? E' "preoccupato". Un
po' poco. Intendiamoci, la prudenza del Cavaliere è umanamente comprensibile: Alitalia vuol dire posti di lavoro, vuol dire orgoglio
nazionale e, in buona misura, vuol dire anche Malpensa. Dire sì alla vendita
avrebbe dunque un prezzo in termini di voti. E non solo al Nord. Ma, essendo
questo uno dei pochi temi concreti della campagna elettorale, come si fa a non
dire nulla? Formalmente, Berlusconi scarica sul governo dimissionario l'onere
della scelta. Informalmente, pare abbia dato il via libera alla vendita. Ma è
solo una voce. Naturalmente, Veltroni ha gioco facile nel denunciare il silenzio
del Cavaliere. Ma qual è la tesi di Veltroni? Il leader del Pd dice che "Alitalia non deve fallire": da cui si desume che è
favorevole alla vendita ai francesi. Ma dice anche che "un grande Paese
deve avere una compagnia di bandiera": da cui si desume che è contrario
alla vendida ai francesi. Uno tace, l'altro 'maancheggia': meglio per tutti
discutere appassionatamente del fascismo di Ciarrapico. - -->.
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del 19-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
NEL PASTICCIACCIO
brutto di via della Magliana c'è una nota che la dice tutta. E' quella emessa
ieri da Alessandro Bianchi, ministro dei Trasporti del Governo che, per
l'ennesima volta, si è dissociato da Prodi e Padoa-Schioppa: "Quella di
Air France-Klm ? dice ? più che un'offerta mi sembra un diktat pieno di
clausole vessatorie, al punto che oltre a essere inaccettabile lascia anche
dubbi sulle reali intenzioni finali". Se al no del ministro dei Trasporti
si somma il mal di pancia del ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro,
il risultato è che il sì ad Air France è stato pronunciato non solo da un
Governo dimissionario ma anche in disaccordo con i due ministri più importanti
per competenza: Trasporti e Infrastrutture. Non c'è quindi da stupirsi se Jean
Ciryl-Spinetta, grande capo di Air France-Klm ieri l'abbia messa giù dura
parlando a nuora (i sindacati) perché suocera (il Governo) intenda: non siamo
obbligati a comprare Alitalia. Vero, ma gli italiani ?
azionisti di maggioranza ? non sono obbligati a cedergliela senza allacciarsi
una robusta cintura di sicurezza. - -->.
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del 19-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
? MILANO ? AIRONE,
la compagnia di Carlo Toto esclusa dalla gara per Alitalia, affila le armi e decide di scendere in pista a Malpensa con un
primo consistente pacchetto di voli, oltre a quelli che già opera sia dallo
scalo varesino che da Linate: una sfida all'accordo Alitalia-Air
France. Dal 30 marzo, con l'entrata in vigore dell'orario estivo, AirOne
collegherà con 4 frequenze giornaliere Fiumicino a Malpensa (un chiaro
attacco al nuovo assetto italo-francese), un bigiornaliero da Napoli, Bari e
Palermo. Inoltre volerà da Malpensa per Monaco e Atene. Ma la grande novità
arriva dai collegamenti intercontinentali, anche per iniziare a riempire il
vuoto lasciato da Alitalia. Da metà giugno AirOne
collegherà Malpensa a Boston e Chicago grazie all'accordo Usa-Europa che
liberalizza il mercato tra le due sponde dell'Atlantico. Air One, a regime,
avrà una flotta di 90 Crj 900 da corto raggio, altrettanti Airbus A 320 e 20
Airbus 330 intercontinentali. m. t. - -->.
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del 19-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
Alitalia, Air France avverte i sindacati
"Non siamo obbligati a comprare" Malpensa, sì agli ammortizzatori
sociali. Scontri davanti al quartier generale ? MILANO ? "E' ANCORA TROPPO
presto per capire a che gioco sta giocando il presidente di Air France-Klm,
Jean Cyril Spinetta, se per l'acquisto di Alitalia
abbia presentato un'offerta così stringente per far tornare la compagnia sulla
strada della profittablità o piuttosto per portare la classe politica italiana
a respingere l'accordo". Il dubbio un po' cattivello che ieri mattina si
poneva il Financial Times, via via che passava la giornata e il titolo crollava
in Borsa (ha perso il 29,4%, riuscendo così a dimezzare la capitalizzazione in
soli due giorni) diventava l'unica chiave di lettura che permette di capire una
vicenda che ieri si è persino tinta di rosso in seguito al ferimento di un
dimostrante sceso in piazza assieme ad altri 500 lavoratori per difendere il
posto di lavoro. Il gioco dei francesi in fondo è molto semplice: se il Governo
italiano, azionista di maggioranza di Alitalia,
accetta le loro condizione, AirFrance si ritroverebbe con una compagnia
ripulita fin nei suoi angolini più remoti e in grado di dare rapidamente buoni
frutti. In caso contrario sarà la vittima, magari titolata per chiedere i
danni, di una privatizzazione ideata male, gestita peggio e conclusa nel modo
più assurdo. L'IPOTESI che le reazioni politiche e sindacali diventino così
forti da mandare tutto all'aria si fa sempre più consistente. La conferma è
venuta proprio ieri con la conferma che in AZ Fly ci sono ? secondo il piano
della compagnia franco-olandese ? 1600 esuberi. All'incontro
con i sindacati e i manager Alitalia, Spinetta si è presentato
in modo molto chiaro: "Non siamo obbligati ad acquisire Alitalia", ha detto il presidente di Air France. "Non siamo qui
per questo ma per verificare la possibilità, assieme al personale di Alitalia, di partecipare alla creazione di un grande gruppo di dimensioni
mondiali. E poichè ? ha sottolineato ? non esiste alcuna attività di
servizio che possa avere successo senza l'adesione dei lavoratori, noi
auspichiamo di raggiungere con voi un accordo per portare avanti un'operzione
quanto mai dolorosa ma che poi decollerà". UN ACCORDO che il manager
francese vuole però vedere ufficializzato in un documento firmato da tutti i
sindacati e da chiunque abbia titolo in questa vicenda, rrichiesta per ora
appare quanto mai campata in aria. L'accordo raggiunto a Roma per mettere in
cassa integrazione 900 lavoratori della Sea non ha indotto la Società per gli
esercizi aeroportuali a rinunciare, come le ha chiesto il governo, alla
richiesta di 1,2 miliardi di danni ad Alitalia
nonostante Air France abbia posto tra le condizioni irrinunciabili la chiusura
di questa vicenda. "Se la Sea intende far fallire Alitalia,
può farlo", constatava ieri il ministro per lo Sviluppo, Pierluigi
Bersani. "Un Governo in scadenza non doveva affrontare una questione
simile", criticava il ministro Antonio Di Pietro. "Più che
un'offerta, quella di Air France sembra un diktat pieno di clausole
vessatorie", rimarcava il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi
mentre sull'altro fronte l'opposizione si ritrovava sulle posizioni della Lega,
decisamente critiche sulla vendita e contrarissime all'ipotesi del fallimento.
LE CRITICHE più feroci sono però venute dal leader della Cisl, Raffaele
Bonanni: "Gli esuberi dovrebbero essere circa 7mila - annunciava - Una
cifra impressionante, molto diversa da quella che il governo ci aveva
comunicato". Un Governo che, con un comportamento "assolutamente
detestabile, ci ha consegnati nudi alla trattativa con i francesi". La
verità ? è la preoccupante conclusione del segretario generale della Cisl ?, è
che "tutto era stato deciso da diverso tempo". Duri i piloti
dell'Anpac al termine del primo round: giudizio estremamente negativo. Alberto
Capisani - -->.
( da "Secolo
XIX, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Dopo i 300 miliardi
bruciati lunedì, i listini europei hanno aperto con il segno positivo. Milano +
1,59%. La Fed taglia ancora i tassi 19/03/2008 Roma. Primo no dei sindacati al piano per Alitalia. Cgil, Cisl e Uil hanno
respinto i numeri sugli esuberi indicati nel progetto di acquisizione dell'ex
compagnia di bandiera da parte di Air France-Klm. All'inizio dell'incontro,
sospeso ieri sera, il presidente del colosso franco-olandese Jean-Cyril
Spinetta, per ribadire che l'assenso dei sindacati è una delle condizioni
indispensabili per portare avanti l'operazione, aveva premesso:
"Non siamo obbligati a comprare Alitalia".
Spinetta ha comunque dichiarato di essere "molto convinto del successo
dell'operazione". Il titolo crolla. Prima del vertice romano, ci sono
stati scontri fra lavoratori e forze dell'ordine. Un ferito. g. ferrari e
lombardi >> 3 19/03/2008 "È un dovere del prossimo Parlamento
cambiare meccanismo, per ridare democrazia al Paese". Appello ai
cattolici: "Votare con maggiore discernimento" 19/03/2008.
( da "Secolo
XIX, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Scontri tra
lavoratori e polizia. il titolo crolla Alitalia, Spinetta frena: nessun obbligo a comprare in primo piano2
politica4 cronache6 dal mondo8 liguria11 economia13 marittimo15 cultura e
spettacoli17 lettere e rubriche20 commenti21 genova23 lettere e città29 album31
agenda32 spettacoli33 cinema & teatri34 televisione35 la scuola36 sport37
genova sport40 affari42 meteo - lotto43 19/03/2008.
( da "Repubblica,
La"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
I lavoratori: piano
inaccettabile. Scontri tra manifestanti e polizia: un ferito. Polemiche su
Malpensa. Il Pdl: contrari alla vendita Alitalia, accordo a rischio Air France ai sindacati: non siamo obbligati
a comprarla ROMA - "Non siamo obbligati ad acquistare Alitalia". Con queste parole il presidente di Air France Jean-Cyril
Spinetta ha risposto alle perplessità dei sindacati sul piano di acquisizione.
Ma ieri è scoppiata anche la protesta dei lavoratori di Alitalia:
a Napoli le contestazioni hanno provocato scontri con la polizia. Nel
frattempo, sul fronte politico, cresce la polemica sul futuro dell'aeroporto di
Malpensa. Il Popolo delle libertà: contrari alla vendita della compagnia di
bandiera. CILLIS, DE MARCHIS E LIVINI ALLE PAGINE 2 E 3.
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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102 I dipendenti dell'Atitech di Napoli hanno protestato alla Magliana Scontri
con 500 lavoratori I dipendenti dell'Atitech di Napoli hanno protestato alla
Magliana --> ROMA Tafferugli tra le forze dell'ordine, carabinieri e
polizia, ed i lavoratori dell'Atitech di Napoli (una società legata ad Az
servizi) che ieri hanno protestato davanti al centro
direzionale di Alitalia, alla Magliana a Roma. Nel primo pomeriggio era previsto infatti
l'avvio del confronto tra i vertici di Alitalia e Air
France e i sindacati sul piano di acquisizione del gruppo franco-olandese. Già
prima dell'arrivo del numero uno di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, circa
500 lavoratori degli stabilimenti di manutenzione dell'Atitech sono
arrivati da Napoli preoccupati per il loro destino e hanno presidiato i
cancelli d'ingresso del centro direzionale di Alitalia.
La sede era presidiata fin dal primo pomeriggio dalle forze dell'ordine proprio
perché erano attese manifestazioni di protesta dei dipendenti di Alitalia, soprattutto quelli che, con l'arrivo del gruppo
franco-olandese, rischiano di perdere il posto nel settore delle manutenzioni e
del cargo. GLI SCONTRI Dopo un lancio di oggetti le forze dell'ordine sono
intervenute allontanando i manifestanti di qualche metro dagli ingressi della
sede di Alitalia. Un lavoratore dell'Atitech di Napoli
è stato ferito alla testa durante i tafferugli con le forze dell'ordine proprio
davanti al centro direzionale di Alitalia ed è stato
poi soccorso da un'ambulanza. I circa 500 lavoratori, giunti dagli stabilimenti
di Napoli di Atitech, hanno cercato di entrare nella sede di Alitalia
dove era appunto previsto l'avvio del confronto tra i vertici di Air France-Klm
e i sindacati. Alla relazione delle forze dell'ordine i manifestanti hanno
risposto lanciando uova e altri oggetti. Quando sono stati allontanati da
polizia e carabinieri, sono nati tafferugli che hanno coinvolto i manifestanti
e le forze dell'ordine. I COMMENTI "Siamo molto preoccupati per la sorte
dei tanti lavoratori che rischiano di perdere il posto se fossero accettate le
condizioni di vendita imposte da Air-France-Klm. Gli scontri che si sono
verificati nel pomeriggio tra i poliziotti e i manifestanti sono un ulteriore
segnale di allarme", ha affermato ieri l'assessore al Bilancio,
programmazione economico-finanziaria e partecipazione della Regione Lazio Luigi
Nieri. L'amministrazione regionale "in questi mesi ha lavorato per il
rilancio dell'indotto di Fiumicino. Per il progetto di rilancio del settore
manutentivo si possono inoltre utilizzare le risorse comunitarie nell'ambito
della programmazione 2007-13. Bisogna puntare su azioni di sviluppo del settore
e non perseguire scelte di breve respiro".
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 19-03-2008)
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102 retroscena Il blitz di Prodi manda Veltroni fuori pista Retroscena -->
ROMA Il vascello elettorale di Walter Veltroni sembra essersi
improvvisamente incagliato sugli scogli del caso Alitalia. Il
tentativo del governo di salvare il salvabile, attraverso il via libera
all'offerta di Air France, si scontra con l'ostilità dell'opposizione di
centrodestra e della Sinistra arcobaleno che accusa Prodi di "scelte
avventuriste" (Manuela Palermi) e chiede un supplemento di trattativa (il
ministro Paolo Ferrero). Così, il tentativo del segretario del Pd di
spostare l'attenzione sulle migliaia di lavoratori che rischiano il posto di
lavoro ("è gravissimo dire che Alitalia può
fallire") non è riuscito a trovare un varco nel muro delle diffidenze e
dei sospetti di chi teme una svendita della compagnia di bandiera ai francesi
(Forza Italia per bocca di Maurizio Lupi): tanto più che in giornata il
presidente di Air France Jean-Cyril Spinetta ha gelato i sindacati
sottolineando di non essere obbligato a comprare, in altre parole di non
sentirsi vincolato a una trattativa senza le garanzie minime richieste
d'Oltralpe. In realtà, Veltroni cammina sul filo del rasoio: appoggia il
negoziato impostato dal governo (il quale ha chiesto alla Sea di ritirare la
richiesta di indennizzo contro Alitalia), ma tenta di
non perdere i collegamenti a sinistra, anche perché la trattativa appare
complessa e dagli esiti tutt'altro che scontati. Non a caso Antonio Di Pietro
sostiene che Prodi e il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa non
avrebbero dovuto nemmeno avviarla essendo dimissionari. Si ripropone per questa
via la dicotomia che contrassegna tutta la campagna democratica: un programma
nuovo che superi l'esperienza dell'Unione senza sconfessare apertamente la
vecchia formula ulivista prodiana. La vicenda Alitalia
piove tra le gambe del candidato premier democratico senza che sia ancora
chiara la direzione di marcia e l'unica consolazione è il no comment di Silvio
Berlusconi, il quale sa benissimo che riaprire la gara per la vendita potrebbe
risultare impossibile per mancanza di tempo (la compagnia di bandiera ha le
casse ormai vuote). Con una battuta, Gianfranco Fini dice che Veltroni deve
stare attento a non parlare troppo del governo, altrimenti gli sgonfiano le
ruote del pullman. Ma si capisce che non si possono lasciare gli elettori senza
una risposta su uno dei pochi temi concreti sui quali si sviluppa il confronto
elettorale. L'altro è il costo della politica, un fronte da sempre caro al
leader del Pd. La sua proposta di tagliare gli stipendi dei parlamentari anche
in questo caso è finita sotto il fuoco incrociato di sinistra e destra. La
prima invita il sindaco di Roma a non imbracciare la bandiera del facile populismo
(Giovanni Russo Spena, Angelo Bonelli) perchè il problema è serio e merita ben
altri approfondimenti. Fini, invece, ritiene di aver colto l'avversario
"con il sorcio in bocca" in quanto - spiega il leader di An -
Veltroni è un ex deputato di 52 anni che percepisce una pensione di oltre 5.000
euro al mese. Soldi devoluti a cause di bene, ribatte Veltroni sottolineando la
"caduta di stile" del suo avversario. Ma anche Pier Ferdinando Casini
accusa di ipocrisia il segretario democratico: il Pd, dice infatti, non ha
appoggiato l'emendamento proposto da Cdl e sinistra radicale alla Finanziaria
che tagliava gli stipendi dei parlamentari. Una considerazione alla quale i
democratici replicano brandendo il disegno di legge sui tagli dei costi della
politica varato dal governo Prodi. Il rapporto tra denaro e politica, dunque,
resta un tema sostanzialmente irrisolto alla radice di molte divisioni.
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 19-03-2008)
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102 Alitalia, è subito muro contro muro No dei
sindacati. Air France: non siamo obbligati a comprare --> No dei sindacati.
Air France: non siamo obbligati a comprare Il piano di Air France non piace ai
sindacati di Alitalia e la trattativa parte malissimo.
Spinetta avverte: non siamo obbligati a comprare. ROMA Comincia in un forte
clima di tensione il primo faccia a faccia di Air France-Klm con i sindacati di
Alitalia. Ritardato da tafferugli fuori dal centro
direzionale della Magliana, tra lavoratori della manutenzione pesante
dell'Atitech di Napoli e le forze dell'ordine, è stato segnato da un muro
contro muro l'avvio della prima presentazione ufficiale ai rappresentanti delle
nove sigle sindacali e professionali di Alitalia di
numeri e prospettive dell'offerta per l'acquisizione dell'ex compagnia di
bandiera. Precipitata ieri in Borsa (-29,4% a 0,27 euro), Alitalia,
anche dopo il crollo di lunedì, ha bruciato metà della sua capitalizzazione
avvicinandosi ai 10 centesimi messi sul piatto da Air France-Klm. IL MONITO
"Non siamo certamente obbligati a comprare" avverte subito il numero
uno del colosso franco-olandese Jean Cyril Spinetta che ha posto il via libera
dei sindacati per un accordo fra le condizioni per chiudere l'operazione. Il
grande negoziatore spiega che "non esiste alcuna attività di servizio che
possa avere successo senza l'adesione dei lavoratori", precisando che il piano
per acquisire Alitalia "può sembrare
doloroso" ma "sarà un successo". Ma le cifre che poi illustra su
esuberi e ridimensionamento del perimetro del gruppo italiano non convincono
affatto i sindacati. E l'incontro viene sospeso. Air France-Klm ha chiesto di
riprendere oggi ma in assenza di maggiori margini di trattativa per i sindacati
è inutile proseguire. IL CASO MALPENSA Sul percorso minato verso un accordo tra
Air France-Klm e Alitalia, intanto, è scontro fra
governo e Sea su Malpensa. Non è sufficiente la sigla dell'accordo tra Governo,
sindacati, Regione Lombardia, Province di Milano e Varese, e Sea sulla
realizzazione del programma di gestione della crisi occupazionale di Malpensa
con cui, ha spiegato il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, "il Governo
onora l'impegno assunto con i lavoratori della Sea di garantirne la continuità
del reddito e dell'occupazione" a fronte del taglio da aprile dei voli di Alitalia per favorire la positiva conclusione dell'accordo
con Air France-Klm. L'Esecutivo ha chiesto alla società di gestione
aeroportuale degli scali milanesi di ritirare il ricorso per risarcimento danni
da 1,25 miliardi di euro: richiesta respinta con la spiegazione che l'azione
legale è "un atto dovuto" a tutela di azienda, lavoratori e azionisti.
La Sea si è detta, però, "disponibile a valutare proposte di definizione
anche stragiudiziale della vertenza" attraverso "una rapida ed
efficace rinegoziazione degli accordi bilaterali internazionali" da parte
del governo, "per consentire un incremento" di traffico
intercontinentale su Malpensa e parità di accesso intercontinentale fra Milano
e Roma. TAGLI PESANTI La conferma di 1.600 esuberi per Alitalia
Fly (500 piloti, 600 assistenti di volo e 500 dipendenti di terra) ha irritato
in particolare i piloti per l'azzeramento del Cargo. Ma anche le sigle
sindacali che rappresentano le attività di terra di Alitalia
Servizi hanno respinto il piano che prevede il rientro in Alitalia
di circa 3.200-3.300 dipendenti su un totale di 7.600. È stato infatti confermato
che a Air France-Klm interessano solo parti della manutenzione e dei servizi
aeroportuali. Per i lavoratori di Atitech, ha assicurato il numero di Alitalia, Maurizio Prato, "non sono previsti
licenziamenti ma soluzioni non traumatiche". Dunque la prospettiva per le
attività che non rientrano nel perimetro di Alitalia
(anche amministrazione, call center, information technology) è di finire sotto
l'ala di Fintecna, la finanziaria di Stato che nel progetto di Air France-Klm
avrebbe la maggioranza dall'attuale 49,4%.
( da "Repubblica,
La"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia I francesi
Il presidente della società dello scalo lombardo apre uno spiraglio sul ricorso
da 1,25 miliardi "Risarcimento e rotte sbloccate per ritirare la causa su
Malpensa" Bonomi (Sea): pronti a un passo indietro, ma non gratis Anche
Air France nella sua offerto di acquisto ha indicato il percorso della
transazione. Se arriva una proposta decidiamo in breve ETTORE LIVINI MILANO -
La Sea apre uno spiraglio al governo e pone due condizioni per rinunciare alla
maxi-causa da 1,25 miliardi intentata ad Alitalia per
l'addio a Malpensa. "Mettiamo le cose in chiaro ? spiega il numero uno del
gestore degli aeroporti milanesi Giuseppe Bonomi ?. Romano Prodi mi ha chiesto
di ritirare la richiesta di danni spiegandomi che il governo non è in grado di
farsi carico del procedimento garantendo Parigi. Noi però non possiamo certo
fare un passo indietro gratis. La causa è un atto ponderato e dovuto, a tutela
dell'azienda, dei soci e dei lavoratori. Ma c'è un'altra strada per risolvere
questo problema...". E quale sarebbe? Di tempo non ce n'è molto visto che
Spinetta chiede certezze entro il 31 marzo. "Il percorso l'ha indicato Air
France nella sua offerta d'acquisto: l'ipotesi di una transazione. Se ci
arrivasse una proposta seria noi saremmo in grado di valutarla in tempi
strettissimi, anche in via stragiudiziale e prima di fine marzo". Cosa
chiedete in cambio? "Che Malpensa non paghi di tasca
sua i conti delle inadempienze di Alitalia e che le
siano garantiti gli strumenti per tornare a svilupparsi" Detto in soldoni?
"Vogliamo in ogni caso un risarcimento. Se Alitalia ci dà una
mano a ridimensionarne le conseguenze del suo addio può essere rivisto rispetto
alle richieste iniziali. Il grosso delle nostre pretese, infatti, si
riferisce ai danni "futuri". Poi chiediamo una cosa semplice: una
rapida revisione degli accordi bilaterali che ci consenta di aprire nuovi voli
intercontinentali da Malpensa e la garanzia di una parità d'accesso da Milano e
Roma. Il mio timore è che Parigi pretenda di ereditare quella politica di tipo
protezionistico garantita ad Alitalia negli ultimi 20
anni. Giustificata quando il governo era azionista. Ora non più. Senza diritti
di traffico Malpensa non attirerà mai un nuovo vettore di riferimento".
Avete già una lista di trattati da rivedere? "Certo. Quelli relativi ai
paesi dove abbiamo già richieste in liste d'attesa. Le faccio l'elenco.
Emirates vuole raddoppiare da
( da "Repubblica,
La"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Il partito
di Veltroni vuole evitare di forzare la scelta a favore dei francesi: "Ora
serve una soluzione bipartisan" E la mossa di Cgil, Cisl e Uil spiazza il
Pd Il "loft" spinge per il dialogo: "Non possiamo restare con il
cerino acceso in mano" GOFFREDO DE MARCHIS ROMA - "Certo, l'offerta
di Air France è particolarmente dura. Mai come in questo momento c'è bisogno di
una scelta condivisa, centrodestra e centrosinistra devono decidere
insieme". Walter Veltroni non nasconde la sua
preoccupazione per la vicenda Alitalia, che è drammatica di suo e
s'incrocia con la campagna elettorale. Ecco perché soprattutto oggi e in questo
particolare passaggio vale la pena spendere la parola dialogo, puntare a una
via d'uscita bipartisan. Per il Partito democratico, partito di governo ma che
vuole essere nuovo rispetto all'esperienza Prodi, c'è un doppio problema
da fronteggiare: il ridimensionamento di Malpensa (con i voti del Nord in
ballo) e le condizioni per l'acquisto poste dal gruppo franco-olandese che
vengono respinte dai sindacati, compresi quelli vicini al Pd, e coinvolgono
migliaia di lavoratori. Dunque, la parola d'ordine per il momento è fare finta
di niente anche quando il Popolo delle libertà cavalca strumentalmente il no ad
Air France. Su Alitalia è necessario cercare davvero
un confronto con il Pdl, proprio come si fa o si dovrebbe fare sulle riforme
istituzionali e la legge elettorale. Il responsabile economico del Pd Giorgio
Tonini infatti ragiona sul futuro: "Noi potremmo dire che il buco dell'Alitalia è cresciuto proprio durante gli anni del governo
Berlusconi e lo sappiamo bene. Che di Malpensa Formigoni e i sindaci di Milano
si accorgono soltanto adesso. Ma il punto oggi è: cosa facciamo, tutti insieme,
della compagnia di bandiera?". La posizione di Veltroni, prima del via al
tavolo con il presidente di Air France Spinetta e i sindacati, era chiara: sì
alla vendita ai francesi, fare di Malpensa un secondo hub italiano, evitare a
tutti i costi il fallimento di Alitalia. Ma ora le
sigle dei lavoratori sono scese sul piede di guerra, attaccano il governo e
Tonini ammette che il progetto con cui Air France si è presentata nella sede
della compagnia "complica la situazione". "Non possiamo forzare
una scelta su Air France contro la metà del Paese", spiega Tonini che
ricorda anche la particolarità del momento. "Il governo è in carica e ha
lavorato a lungo su questa trattativa, ma non ha la fiducia delle Camere".
Ora che si profila il niet dei sindacati (e fra le sigle alcune hanno come
riferimento il Partito democratico, a cominciare dalla Cgil) il tema diventa
ancora più caldo. Per questo Veltroni teme che si voglia "lasciare il
cerino" in mano al Partito democratico. E si appella perché "non si
cavalchi in maniera cinica una questione delicatissima". Ma la posizione
di Berlusconi qual è? Per dialogare bisognerebbe cominciare da lì. Lo spiega a
muso duro Achille Passoni, segretario confederale della Cgil e candidato in
posizione sicura per il Pd in Toscana (l'altro cigiellino nelle liste
Democratiche è Paolo Nerozzi). "Non vengano a chiedere il senso di
responsabilità solo al sindacato. Lo devono dimostrare tutti, l'azienda e i
lavoratori", dice Passoni. Da sindacalista Passoni osserva che "il
ricatto di Air France è altissimo". Da futuro deputato ammette l'utilità
di un tavolo, capisce che per Alitalia la soluzione
passa per un accordo bipartisan, che non spacchi la politica e il Paese.
"Ma Fini e la Lega - aggiunge - fino a poche ore fa sostenevano tesi
opposte. E soprattutto non abbiamo ancora capito come la pensa
Berlusconi".
( da "Repubblica,
La"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia I sindacati
a Air France: tagli inaccettabili Spinetta: non obbligati a comprare Alitalia Lite su 2.200 esuberi e su Az Servizi. Trattativa
sospesa. Crolla il titolo:- 31% Incerto il futuro dei 4.500 della manutenzione.
Atitech, tafferugli con la polizia LUCIO CILLIS ROMA - Blindati, forze
dell'ordine in tenuta antisommossa e tafferugli che provocano un ferito tra i
500 lavoratori accorsi con fischietti, striscioni e tamburi sotto la sede di Alitalia. La trattativa tra i vertici di Air France e i
sindacati di categoria, comincia nel peggiore dei modi. Dopo 5 ore di confronto
le parti sono rimaste sulle posizioni iniziali. Alle 22, manager francesi e
sindacalisti si sono lasciati senza fissare un nuovo appuntamento utile per
proseguire nel difficile negoziato. Il presidente di Air France-Klm, Jean-Cyril
Spinetta, punta ad incassare il fondamentale via libera dei lavoratori in tempi
brevissimi, mentre le nove sigle sindacali di Alitalia,
dopo mesi di attesa chiedono un confronto più ampio. Il dialogo è dunque
sospeso. Potrebbe riprendere oggi se dovesse giungere dai francesi un segnale
di apertura sui 2.200 esuberi annunciati, sui 5 mila dipendenti che saranno
costretti a passare sotto l'ala di Fintecna con un contratto di lavoro di 4
anni più 4, e se ci saranno passi indietro sulla chiusura del cargo. Il nuovo
volto di Alitalia, con questi numeri sarà quello di
una compagnia molto più leggera, con 11mila dipendenti (sui 18mila di oggi),
137 aerei (
( da "Repubblica,
La"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Berlusconi:
la nostra posizione è nota a chi conduce la trattativa. Il governo: dal Pdl
nessuna comunicazione Veltroni contro la Moratti: "Parole gravi"
Fini: aumentano le ombre. Bersani: se la vendita salta, la compagnia aerea
collassa ALDO FONTANAROSA ROMA - Sostenere che Alitalia
può anche fallire e che il suo crollo non sarebbe di per sé "una
catastrofe", come ha fatto Letizia Moratti nell'intervista a Repubblica di
martedì, "è una cosa gravissima". "Non sono affatto d'accordo
con il sindaco di Milano", dice Walter Veltroni, "perché qui ci sono
in ballo migliaia di posti di lavoro". Veltroni quindi si augura che la
Sea (società che gestisce Malpensa, controllata dal Comune di Milano) rinunci alla causa da 1,25 miliardi contro Alitalia, accusata di voler penalizzare l'aeroporto lombardo. La causa è
un enorme ostacolo alla vendita di Alitalia ad Air
France. E se la vendita salta", spiega il ministro Bersani, "si
determina un solo effetto: il collasso della compagnia aerea, il suo effettivo
fallimento". Il rischio, in verità, non spaventa troppo due altri
ministri: Antonio Di Pietro dice che "un governo in scadenza non dovrebbe
decidere", mentre Bianchi (Trasporti) accusa ora Air France di dettare
"clausole vessatorie", inaccettabili. In questo nuovo scenario, che
cosa pensano i capi del Popolo del Libertà? Tre giorni fa, da Catanzaro, Fini
aveva aperto ad Air France. Il suo parere sulla trattativa era "tendenzialmente
positivo". Ieri invece l'ex ministro degli Esteri ha scelto il fronte del
no: "Aumentano le ombre. Air France offre appena 10 centesimi per azione
di Alitalia contro i 35 ipotizzati a dicembre; gli
esuberi salgono a 7.000, mentre il piano di rilancio della nostra compagnia è
scarso. Ha ragione la Cisl: il governo porta avanti la trattativa in modo
demenziale". E se lo stop della Lega resta scontato ("Air France
valuta Alitalia 130 milioni", dice Calderoli,
"la metà del costo di un jumbo"), Berlusconi si ritrova al centro di
un giallo. A ora di pranzo, il Cavaliere rifiuta ogni commento sul caso
"perché - spiega - non ho letto i giornali". In serata poi assicura
di aver comunicato le sue idee, ma in via riservata, "a chi porta avanti
le trattative". Palazzo Chigi precisa di non aver ricevuto alcun segnale.
Resta agli atti che il capo del Popolo delle Libertà non ha espresso un no alla
trattativa con i francesi, almeno in pubblico. Se questa scelta del Cavaliere
può essere letta come una apertura ad Air France, lo si capirà nelle prossime
ore.
( da "Repubblica,
La"
del 19-03-2008)
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Commenti
La crisi di alitalia PIERO OTTONE L'Alitalia procede,
barcollando, verso il suo destino, e anche se non è detta l'ultima parola, pare
che sarà un destino francese. Non avremo più la Compagnia di Bandiera, dunque?
Pazienza: potremo vivere lo stesso. Ma quel che più ci ferisce è il modo
umiliante, terribilmente umiliante, in cui si svolgono questi ultimi atti. Da una parte i
francesi, i cugini francesi, tranquilli, sicuri di sé, padroni della
situazione, giocano le loro carte, senza scomporsi. Dall'altra parte, dalla
nostra, gemiti, accuse, improperi: tutti i segni dell'impotenza. Dice Roberto
Formigoni, presidente della Lombardia: "Le Forche caudine al confronto
sono state una passeggiata". Aggiunge, riferendosi ai francesi:
"Chiedono anche i soldi per portare via il cadavere". Dice Raffaele
Bonanni, segretario generale della Cisl: "Il governo ci ha consegnati nudi
a questa trattativa. Dal governo c'è stato un comportamento inqualificabile ed
equivoco. Air France cede all'Italia una presenza misera nel consiglio di
amministrazione della holding, un solo posto. Prende tutta la polpa, le
infrastrutture, le tratte, e lascia quello che non le conviene alle
partecipazioni statali italiane". Epilogo umiliante, dunque. Ma la colpa
non è dei francesi. La colpa è nostra. Bisogna avere il coraggio di dirlo,
chiaro e tondo: è colpa nostra se la compagnia di bandiera si è ridotta in
questa situazione. E' colpa, per essere più precisi, della politica, in
particolare di certe formazioni politiche vicine all'Alitalia;
e di alcune rappresentanze sindacali, che hanno difeso a oltranza situazioni di
privilegio, sicure che qualcuno, alla fine, avrebbe pagato il conto. Qualche
cenno sul passato. Alitalia era una compagnia come
tante altre; forse anche più simpatica di altre, sotto certi aspetti, grazie al
genio italico. Poi sono venuti anni di crisi: sono venuti per tutti, non solo
per noi. Problemi di costi, problemi di concorrenza. Sono comparse le low cost,
grazie a un geniaccio irlandese e a qualcun altro come lui. E varie compagnie
aeree tradizionali, non solo la nostra, sono entrate in difficoltà: in
Svizzera, in Belgio, negli Stati Uniti, altrove. Ma quando è venuta la crisi si
sono presi dappertutto provvedimenti drastici: fino al fallimento, come in
Svizzera. E si sono messe insieme le forze disponibili, in armonia e non
lottando gli uni contro gli altri col coltello fra i denti, per strappare e
conservare privilegi. Dopo la crisi è venuta la rinascita. Da noi no: da noi
sono continuate le guerre a oltranza, le intransigenze. Esuberi ? E' ovvio che
ci sono esuberi, ma da noi non si è consentito di trarne le conseguenze: col
risultato che adesso provvederanno altri. Privilegi ? Guai a chi li tocca.
Ancora adesso, con l'acqua alla gola, nudi alla trattativa come dice Bonanni, c'è
chi parla il linguaggio di sempre. Sentite: "Si punta alla mortificazione
dell'azienda. Se il documento firmato dal consiglio di amministrazione dell'Alitalia non dovesse cambiare, noi piloti non firmeremo
alcun accordo. Anzi, saremo pronti allo scontro". Così parla Fabio Berti,
rappresentante dei comandanti. Ma quale scontro, se presto mancheranno i soldi
per gli stipendi? Bisogna dunque avere il coraggio di dirlo. L'azienda Alitalia è mortificata, è vero. Ma l'ha mortificata questo
linguaggio, questa mentalità. In altri paesi, di fronte alla crisi grave di
un'azienda, tutte le forze in campo, politiche e sindacali, rappresentanti
dirigenti e prestatori d'opera, hanno lavorato insieme, con buona volontà, con
umiltà, per venirne a capo. Da noi, guerre, minacce, ultimatum, improperi.
Soprattutto intransigenza. I francesi, intanto, si prenderanno Alitalia per quattro soldi.
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 19-03-2008)
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Cronaca di Cagliari
Pagina 1021 Uomo radar Cessna: condannato ma senza colpa Uomo radar --> È
sorpreso ma sereno il tenente colonnello Bruno Scatena, e aspetta di leggere le
motivazioni della sentenza che lo ha condannato a due anni insieme al
maresciallo Antonio Caponigri (disastro colposo e omicidio colposo plurimo) per
capire "che cosa il giudice abbia individuato di non corretto nel nostro
operato". Il giorno dopo il verdetto che ha messo fine al processo di
primo grado sull'incidente aereo costato la vita all'équipe dei trapianti del
Brotzu e a tre piloti, all'alba del 24 febbraio 2004, gli uomini-radar di
Decimomannu dicono quel che lunedì mattina traspariva chiaramente dai loro
volti: non se lo aspettavano. "Abbiamo rispettato norme, leggi e
regolamenti", dice Scatena, "sono in pace con me stesso. Mi dispiace
molto per le vittime e per i loro parenti che sicuramente stanno peggio di me,
e io davanti a tragedie come quella non ho parole, ma non vorrei pagare colpe
di altri. Se fosse stata colpa nostra, diretta o indiretta, ce ne saremmo
accorti subito. Noi invece abbiamo semplicemente autorizzato il volo a vista -
procedura normale - a un aereo-ambulanza: non sapevano trasportasse un cuore,
per noi poteva esserci un malato grave a bordo. Quando il pilota ha detto di
essere in grado di separarsi dagli ostacoli perché non gli avremmo dovuto
credere? Del resto il nostro radar non vedeva il Cessna perché, e lo avevamo
segnalato più volte, in quella zona il segnale andava e veniva. Che il pilota
non potesse vedere l'aeroporto lo si è saputo dopo, quando è stato rifatto un
volo nelle stesse condizioni climatiche, ma io come facevo a saperlo? I piloti
sono professionisti e non devono essere guidati da noi come dei ciechi, se
dichiarano di avere il campo in vista non possiamo metterlo in dubbio. Anche i
consulenti tecnici, professionisti super esperti nel settore, hanno certificato
che il nostro operato è stato conforme alla normativa. Per questo la sentenza
mi lascia da un lato deluso dall'altro perplesso, e con me i controllori civili
e militari di tutta Italia. Non abbiamo più certezze, come dobbiamo operare
d'ora in avanti visto che se applichiamo le norme possiamo incappare in guai
giudiziari in caso di incidente?". Ricorda bene il giorno della sciagura
il tenente colonnello Scatena: "Avevamo appena affidato il Cessna alla
torre di controllo di Elmas, nel frattempo stava arrivando
il postale Alitalia da Alghero, era alto e ci chiedeva di scendere, allora abbiamo
chiesto a Elmas dove si trovasse il Cessna e abbiamo saputo che il bireattore
non rispondeva. Sono entrato in frequenza al posto di Caponigri, ho tenuto alto
il postale e poiché Elmas ripeteva di non aver notizie ho pensato fosse successo
qualcosa di grave". M. F. CH.
( da "Secolo
XIX, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
In borsa Roma. I titoli Alitalia hanno continuato ad affondare anche ieri a Piazza Affari dopo la
notizia che l'offerta pubblica di scambio dei francesi valorizza le azioni
della compagnia italiana poco meno di 10 centesimi. Dopo aver trattato in calo
di oltre il 15%, Alitalia è stata sospesa per eccesso di ribasso e, in chiusura di seduta,
è andata direttamente in asta, chiudendo in calo del 29,43% a 0,276 euro. Dal
lancio dell'offerta AirFrance-Klm, avvenuto nel week end, il titolo ha perso il
49,4%. Gli scambi ieri, nonostante numerose sospensioni per scostamenti
eccessivi del prezzo sui valori di controllo, sono stati ancora più vivaci di
ieri: 68 milioni di pezzi scambiati a fronte dei 44 milioni di ieri e dei 7
milioni della media giornaliera dell'ultimo mese. Per il quotidiano francese Le
Monde Air France-Klm "è generosa per Alitalia".
Secondo il giornale l'offerta del gruppo franco-olandese "è in effetti più
costosa di quanto non sembri". Le Monde rileva come Air France-Klm si
faccia avanti nel momento in cui la sua "capitalizzazione di borsa si è
ridotta del 60% in nove mesi". "Si poteva pensare - aggiunge - che il
gruppo franco-olandese avesse altro a cui pensare che acquistare un rivale in
fallimento in un contesto politico alquanto teso", ma "a torto".
"La sola alternativa per Alitalia sarebbe portare
i libri in tribunale". 19/03/2008.
( da "Secolo
XIX, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Il mondo politico
Dopo i tentennamenti iniziali Fini cambia idea e il centrodestra fa quadrato.
Critici anche Di Pietro e Bertinotti 19/03/2008 Roma. Alitalia:
è bufera sul governo. Dopo il disco verde del Tesoro alla proposta di Air
France, la compagnia di bandiera vive un'altra giornata campale non solo a
Piazza Affari dove il titolo precipita e alla Magliana dove i sindacati
intavolano una trattativa in salita con Jean-Cyril Spinetta. Anche i palazzi
della politica ribollono. La decisione del governo finisce nel mirino del Pdl,
con Silvio Berlusconi che parla di uno "smacco per il Paese" e la
Lega che bolla come "inaccettabile" l'offerta di Air France.
"Questa è la posizione di tutta la coalizione e del Pdl", osserva il
leghista Roberto Calderoli, reduce da un vertice a palazzo Grazioli con
Berlusconi e An. Berlusconi e i suoi alleati serrano i ranghi, dopo le
incertezze dei giorni scorsi, anche perché nel frattempo il sindaco di Milano,
Letizia Moratti, azionista di Malpensa attraverso la Sea, attacca e non cede di
fronte alla richiesta del governo di rinunciare all'indennizzo di 1,2 miliardi
chiesti per i danni causati dall'accordo con i francesi. Una mina vagante che
rischia di mettere in fuga Air France, che potrebbe essere costretta a pagare
dieci volta la somma investita per comprare Alitalia.
Un'altra brutta grana per il premier uscente Romano Prodi, che non viene
risparmiato dal fuoco amico di chi ancora siede nel suo governo. "Su una
materia così delicata, un governo in scadenza non può decidere", tuona il
ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro. E anche Fausto Bertinotti non
è tenero con il premier e con il ministro Tommaso Padoa-Schioppa: "No al
taglio dell'occupazione. Non si può lasciare mano libera al compratore. Questa
decisione deve essere messa in discussione", dice il presidente della
Camera. "La proposta Air France non è accettabile. Penso che vada discussa
e contrattata perché provoca esuberi non solamente alla Malpensa ma anche a
Roma e a Napoli, aggiunge il ministro del Prc, Paolo Ferrero. Di Pietro
scalpita e la sinistra si dissocia mentre Walter Veltroni attacca la linea dura
della Moratti ("Alitalia? Può anche
fallire") e Berlusconi, che fino a sera evita di prendere una posizione:
"Non ho letto tutti i giornali", dice il Cavaliere all'ora di pranzo.
"Il mio principale avversario, alle due del pomeriggio, non ha letto
ancora i giornali", ironizza Veltroni. Ma non solo lo slalom di Berlusconi
e del Pdl che irrita il leader del Pd. Veltroni si scaglia, soprattutto, contro
chi, come la Moratti, preferisce il fallimento di Alitalia al piano di Air France che penalizza Malpensa. "Alitalia non deve fallire. Non c'è nulla di male che ci sia una
partnership internazionale ma a due condizione: non ci deve essere un prezzo
sociale troppo alto e bisogna discutere del destino di Malpensa".
Già, il destino dello scalo milanese si intreccia con quello della compagnia a
un passo dalla vendita. La Lega insiste nel chiedere una moratoria di tre anni
dei voli su Malpensa che i francesi vogliono invece tagliare subito, e sparano
a zero contro la scelta di Prodi. Anche Fi, con Renato Schifani, si associa
alla richiesta di una moratoria. E Maurizio Lupi, sempre di Fi, non fa sconti:
"Il governo ha svenduto l'Alitalia. E Air France
compra a prezzi di saldo". In An c'è un cambio di rotta rispetto al sì
iniziale di Gianfranco Fini al piano di Spinetta: "E' un errore vendere ad
Air France", sostiene il candidato sindaco di Roma, Gianni Alemanno.
"Formigoni e Moratti hanno ragione e fanno bene ad andare avanti con le
loro richieste di risarcimento", aggiunge Andrea Ronchi, portavoce di An.
L'indennizzo di 1,2 miliardi di euro, chiesto dalla Sea per complicare la vita
e il bilancio ai francesi, è l'altro motivo di scontro in una giornata già
costellata di furibonde polemiche. Il governo teme per la trattativa con Air
France e fa pressing per convincere la società di Malpensa a sgombrare il
tavolo dalla richiesta di risarcimento. "Siamo alla farsa finale. E
l'ultimo atto è un governo che ricatta una società quotata per impedirle di
avere un sacrosanto risarcimento", afferma Calderoli. "La Sea ora ha
in mano il bandolo della matassa. Se vuole, può far fallire Alitalia:
decida e se ne assuma la responsabilità. Ma non so quanto questo possa giovare
allo scalo lombardo", replica il ministro dello Sviluppo, il Pd Pierluigi
Bersani. In serata, il Pdl conferma la linea dura. Il Cavaliere dice no ad Air
France. E Fini si associa. Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 19/03/2008.
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 19-03-2008)
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Prima Pagina Pagina
2 Alitalia Sindacati furibondi, Air France frena Alitalia --> Esuberi Bocciato ieri dai sindacati il piano
per il salvataggio di Alitalia. Intanto il presidente
del gruppo Air France e Klm frena: nessuno ci obbliga a comprare. Gli esuberi
sarebbero fra i 1600 e i 7000. Tafferugli a Napoli con la polizia. Il titolo crolla
in Borsa. A PAGINA 2.
( da "Secolo
XIX, Il" del 19-03-2008)
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Cesa: "Moderati
cattolici con noi" candidati alla camera: udc I centristi, in caso di
pareggio al Senato, non saranno "la stampella di nessuno. Disponibili solo
a intese per le riforme" 19/03/2008 Roma. "I moderati in Liguria
voteranno per l'Udc". Il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa replica così
all'offensiva messa in atto da Claudio Scajola, che in Liguria punta a svuotare
il partito di Pier Ferdinando Casini, trasferendo voti e dirigenti nel Pdl. In
Liguria teme che moderati e cattolici voteranno davvero per Berlusconi?
"Tutti i sondaggi dicono che gli elettori moderati guardano con crescente
attenzione alla proposta politica dell'Udc, e ciò vale in Liguria come nel
resto del Paese. All'amico Scajola consiglierei quindi maggiore prudenza e meno
ottimismo. Gli italiani stanno comprendendo sempre più che la nostra è una
proposta di governo seria e concreta che guarda alle reali esigenze dei
cittadini e individua possibili soluzioni ai problemi del Paese partendo dallo
straordinario bagaglio culturale rappresentato dal cattolicesimo popolare. D'altra
parte, come è ipotizzabile che un elettore moderato e d'ispirazione cristiana
possa guardare con interesse a un agglomerato come il Pdl che si va spostando
sempre più a destra?" Larghe intese o inciucio? Che farà l'Udc se al
Senato Pdl o Pd non riusciranno a governare? "Per intanto noi svolgiamo la
nostra campagna elettorale con grande determinazione incoraggiati dal crescente
entusiasmo verso il nostro partito ed il suo candidato premier Pier Ferdinando
Casini. Sul che fare dopo le elezioni, vedremo. Di certo non rappresenteremo la
stampella di nessuno dei due grandi partiti qualora avessero bisogno del nostro
sostegno per governare. Se invece si dovessero creare le condizioni per un
governo delle larghe intese per affrontare con la necessaria rapidità i
principali problemi che affliggono il Paese l'Udc non farà certamente mancare
il proprio contributo. Ma, in ogni caso, non si deve trattare di pasticci"
Si torna a parlare di pensioni: Berlusconi vorrebbe tornare allo scalone mentre
Maroni parla di moratoria. Qual è la vostra ricetta? "Quello delle
pensioni è un settore estremamente delicato che deve essere sottratto al
rischio di continue modifiche normative a seconda di chi governa. In ogni caso,
il sistema previdenziale deve tener conto del costante aumento della vita media
evitando che il mantenimento dei genitori gravi in maniera intollerabile sulle
giovani generazioni. Sul piano generale noi proponiamo di estendere ai
lavoratori cosiddetti atipici una serie di tutele di carattere previdenziale che
a tutt'oggi non li riguardano. Si tratta di proposte chiare che contrastano
visibilmente con la preoccupante confusione che, su una questione così
importante, regna all'interno dei due principali schieramenti" La bestia
nera di Berlusconi rimane la par condicio, mentre per Casini i veri brogli sono
ai danni dei partiti minori penalizzati in tivù. L'Udc cosa teme di più?
"In tema di par condicio sia Veltroni che Berlusconi stanno dimostrando
tutta la loro incoerenza, rimangiandosi ciò che avevano sostenuto anche nel
recente passato. Per quanto ci riguarda, quello che maggiormente ci preoccupa è
l'atteggiamento arrogante del Pdl e del Pd i quali, nell'ottica di una politica
basata sul grande inciucio che è ormai sotto gli occhi di tutti, stanno
tentando in tutti i modi di soffocare forze politiche come l'Udc che
rappresentano vaste ed importanti aree culturali del Paese. In questo modo
dimostrano in verità di temerci ma è assolutamente indispensabile non abbassare
la guardia e spiegare agli italiani che il vero voto utile è quello dato ai
programmi seri come il nostro e non agli slogan propagandistici destinati a
lasciare il tempo che trovano". Alitalia: il governo è nella bufera
sull'offerta Air France. Il Pdl è diviso . Cosa ne pensa l'Udc? "La
questione dell'Alitalia si trascina ormai da molto tempo ed il suo aggravarsi è
certamente anche colpa di tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi
anni. Anche in questo caso, quello che oggi più inquieta è la grande
incertezza che, sull'argomento, emerge all'interno del Pdl e del Pd. Da parte
nostra ribadiamo una posizione chiara e netta: Alitalia
deve stare sul mercato e non deve essere più assistita dallo Stato. Ed in ogni
caso, il suo destino va tenuto del tutto separato da quello di Malpensa".
Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 19/03/2008.
( da "Repubblica,
La"
del 19-03-2008)
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Pagina VII - Napoli
I lavoratori dell'Atitech a Roma tafferugli con la polizia, due feriti Air France non acquisirà lo stabilimento Nuovo assetto
per Az Servizi Prato, presidente Alitalia:
"Nessun licenziamento ma solo soluzioni non traumatiche" Air France
intende acquisire solo alcune delle attività di Az Servizi del Gruppo Alitalia, e in particolare quelle che riguardano la manutenzione leggera
e parte dei servizi di handling aeroportuale. Restano escluse le altre
attività tra cui quelle di manutenzione pesante degli stabilimenti Atitech di
Napoli. I timori della vigilia sono stati confermati. Questo è in sostanza
l'esito della riunione che si è tenuta a Roma tra Air France e i sindacati,
funestata anche da scontri tra polizia e lavoratori dell'Atitech di Napoli che
manifestavano davanti alla sede dell'Alitalia, alla
Magliana. Nell'impatto con le forze dell'ordine in assetto antisommossa, sono
rimasti feriti due operai: Antonio Di Somma, delegato sindacale dell'Ugl,
colpito alla testa da un manganello, sei punti di sutura e un altro che ha
avuto il setto nasale fratturato. Da Napoli sono arrivati lavoratori
rappresentati da tutte le sigle sindacali del settore trasporti della Campania,
circa 600 persone, con autobus e auto private. L'allerta delle forze
dell'ordine nella capitale era già alta, tanto che, come hanno riferito i
manifestanti, "ci attendevano per scortarci, allo svincolo del raccordo
anulare". Per i lavoratori dell'Atitech di Napoli non ci saranno
licenziamenti, ma solo soluzioni non traumatiche, avrebbe detto il presidente
di Alitalia, Maurizio Prato. Dichiarazioni che non
sembrano sufficienti per scacciare le forti preoccupazioni dei dipendenti.
Andrea Cozzolino, assessore regionale alle Attività produttive della Campania,
ha dichiarato: "Sono con i lavoratori Atitech di Napoli. è sacrosanta la
battaglia che in queste ore stanno conducendo per difendere un sito industriale
di assoluta eccellenza in Italia nel campo della revisione e della manutenzione
degli aeromobili e dei componenti aeronautici. Intendiamo seguire ora per ora
la trattativa e il confronto anche attraverso un tavolo permanente con tutte le
organizzazioni sindacali". Anna Rea, segretario generale della Uil
Campania, Luigi Simeone, segretario generale della Uil Trasporti e Antonio
Foccillo, segretario confederale della Uil nazionale affermano che la
trattativa tra Alitalia e Air France-Klm "non si
potrà chiudere facendo pagare un prezzo pesante ad una realtà economica e
produttiva già fortemente in difficoltà come quella campana, attraverso il
ridimensionamento di un settore attivo e prolifico sul territorio e senza
prospettive chiare per gli oltre 700 lavoratori dell'Atitech e dell'Az
Servizi". Secondo i sindacati, le parole di Spinetta, ad di Air France,
non lasciano prevedere nulla di buono per l'azienda napoletana. "Hanno
parlato di 2200 esuberi" riferisce Antonio Cepparulo della Filt Cgil
"e di 4300 lavoratori fuori dal perimetro del Gruppo. Il problema di
Napoli, hanno detto, intendono affrontarlo in modo specifico. Anche perché ci
sarà una graduale fuoriuscita dell'MD80, uno dei due modelli di aerei di cui
Atitech fa la manutenzione". Gli scontri sono cominciati quasi subito,
"dopo 10 minuti dal nostro arrivo - racconta Pasquale Lione dell'Ugl - ci
siamo messi davanti a loro e ci hanno colpiti con i manganelli. Non è mai
successo in dieci anni nelle manifestazioni dell'Alitalia
di essere aggrediti. Noi avevamo bandiere e fischietti, non mazze. Con le
maestranze di Fiumicino, saremo stati circa 1200. Ci hanno trattato come se
stessero arrivando dei pregiudicati. C'erano anche molte donne del Centro
direzionale, altri della Magliana che sono usciti a solidarizzare". Il
presidio è continuato fino a tarda sera. (patrizia capua).
( da "Repubblica,
La"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina V - Milano
Malpensa, da lunedì cassa integrazione per 900 La cassa integrazione per la
Sea, firmato l'accordo al ministero del Lavoro, partirà
lunedì, una settimana prima del taglio dei voli Alitalia, per 900
dipendenti del gruppo, 350 della Sea e 550 di Sea Handling. Come chiesto dai
sindacati interesserà a rotazione i dipendenti e sarà estesa a Linate. Ma il
provvedimento riguarda i lavoratori a tempo indeterminato, 516 su circa 6000.
BOLOGNINI E ROSSI ALLE PAGINE IV E V.
( da "Repubblica,
La"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina IX - Milano
In palio 75 assunzioni Alle selezioni di Easyjet per 75 hostess e steward si
presentano in 163 Prove di matematica e inglese è caccia a un posto a bordo Tra i requisiti vivere non lontano dallo scalo LUIGI
BOLOGNINI E mentre a Malpensa Alitalia c'è, sì, ma forse no,
Easyjet continua a crederci. Al punto da assumere assistenti di volo: 75
usciranno da una selezione in corso tra ieri e oggi, altri 75 arriveranno a
maggio. "Per noi - garantisce Elisa Ravella, marketing manager per Italia
e Grecia - l'aeroporto ha molto da dire. Entro fine 2008 raddoppieremo i
nostri aeromobili, da
( da "Repubblica,
La"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina VIII - Milano
Sea, cassa integrazione da lunedì Ferrero attacca Padoa-Schioppa
"Inaccettabile la decisione del Tesoro su Air France" STEFANO ROSSI
La cassa integrazione alla Sea è ufficiale. Ieri è stato firmato l'accordo al
ministero del Lavoro, presenti la Regione e le Province di Milano e Varese. La
cig partirà lunedì, una settimana prima del taglio dei voli Alitalia,
per 900 dipendenti del gruppo, 350 della Sea e 550 di Sea Handling, la società
di gestione dei servizi a terra. Come chiesto e ottenuto dai sindacati,
interesserà a rotazione tutti o quasi i dipendenti e sarà estesa a Linate.
Resta il fatto che la cassa riguarda i lavoratori a tempo indeterminato, non
quelli assunti a termine, 516 su circa 6000. Al provvedimento sono destinati 18
milioni, prelevati dal fondo del ministero del Lavoro per gli ammortizzatori
sociali in deroga. "Il governo onora l'impegno preso con i lavoratori Sea di
garantire continuità di reddito e occupazione" commenta il ministro Cesare
Damiano. Capitolo a parte sull'indotto. Il decreto Milleproroghe ha stanziato
40 milioni per il 2008 e altrettanti per il 2009 come "sostegno al reddito
per le ristrutturazioni" delle imprese che vivono di aeroporto. Sulla
ripartizione la trattativa deve ancora cominciare, i sindacati dovrebbero
essere convocati in Regione (la data è da confermare) il 31 marzo.
"Dovremo definire i settori e l'ambito geografico interessati - chiarisce
Stefano Franzoni della segreteria confederale Uil - non vogliamo che tutti si
iscrivano al club". Precedenza dunque alle attività dentro l'aerostazione,
come bar, edicole, negozi. Fuori dall'aeroporto si deciderà caso per caso. Sì
al comparto alberghiero varesino, "ni" a quello edilizio, se è vero
che la costruzione del grande albergo davanti a Malpensa è confermata.
"Non vorremmo che Formigoni allargasse le maglie", si preoccupa
Flavio Nossa, segretario provinciale della Cgil varesina. Intanto l'assessore
al Lavoro del Pirellone, Gianni Rossoni, già chiede più quattrini al governo
"per integrare" gli 80 milioni concessi. "Il problema
dell'indotto - ammette Roberto Rossi, segretario della Fit Cisl lombarda - è
che non abbiamo idea delle sue esatte dimensioni". A Malpensa fa visita ai
dipendenti Sea, ieri mattina, il ministro della Solidarietà sociale Paolo
Ferrero che spara a zero sull'offerta Air France ("inaccettabile,
riapriamo la trattativa"), ribadisce che la decisione di vendere ai francesi
non è stata del governo ("non abbiamo mai votato") ma dell'azionista
(il Tesoro) e, ammettendo che i destini di Alitalia e Malpensa sono ormai "separati", rimprovera la Sea
per la richiesta di risarcimento all'Alitalia: "è Alitalia che dovrebbe chiedere i danni alla Sea. Politici e imprenditori
del Nord fecero fallire l'accordo con Klm per indebolire Alitalia e aprire spazi ad altri". Walter Galbusera,
segretario regionale Uil, si schiera con Letizia Moratti, maggior azionista di
Sea in quanto sindaco di Milano: "La sua è una posizione condivisibile e
non rinunciataria". Ma il Pd milanese ha un'altra ricetta: "Il Comune
rinunci al dividendo per ricapitalizzare la Sea, il governo apra a nuovi
vettori".
( da "Repubblica,
La"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina VIII - Milano
COSì L'HO RACCONTATO A MIA MOGLIE DAVIDE ROMANO Prima, come sempre nelle
situazioni di incertezza, giravano le voci più diverse: dai più pessimisti che
annunciavano severi tagli al personale, ai più ottimisti che dicevano:
"Tranquilli. Finché la gente volerà, la Sea non avrà problemi". Ora
le voci incontrollate hanno smesso di rincorrersi. Ed è la prima buona notizia.
Ciascun dipendente sta infatti definendo con il proprio responsabile quanto e
quando dovrà stare in cassa integrazione. Il sindacato nega che questa scelte
abbiano alcuna validità in assenza di un accordo ufficiale con la Sea. Dicono
sia solo una simulazione che l'azienda sta facendo per capire come gestire il
personale. Ma visti i tempi stretti che ci dividono dall'inizio, è chiaro come
sia più di una simulazione. è una prova generale di quello che ci aspetta. Oggi infatti tutte le polemiche su Malpensa e Alitalia diventano triste realtà. Se mi si permette una parentesi
personale, per me è stata la prima volta che per dire qualcosa a mia moglie ho
dovuto aspettare di essere a quattrocchi con lei: per rassicurarla e per
mostrarle il bicchiere mezzo pieno. Già. Perché nonostante tutto, come
cassintegrato, mi considero "fortunato". Avrò meno soldi sul conto
corrente il 27 del mese, e in questi tempi di prezzi impazziti è certo un
problema. Ma quando resterò a casa, avrò almeno la certezza di ritrovare il
posto di lavoro. Così non sarà per altri. Penso innanzitutto a quelli che -
come me dieci anni fa - operano intorno alla realtà aeroportuale come
stagionali, e ai lavoratori dell'indotto. è facile immaginare che alcuni di
loro semplicemente non verranno più richiamati. Almeno fino a quando Malpensa
non riuscirà a occupare gli spazi lasciati improvvisamente vuoti da Alitalia. Ma chi resta senza lavoro non può aspettare, non
chi ha un mutuo e/o dei figli da mantenere. è a loro che penso, quando sento la
politica perdere tempo a litigare. A loro, che di tempo non ne hanno.
( da "Repubblica,
La"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina IX - Milano A
Malpensa rabbia e sfiducia Tra i lavoratori poche illusioni: "La crisi
durerà anni" Dipendenti Sea e addetti dei servizi guardano con
preoccupazione alla situazione. L'introduzione degli ammortizzatori sociali ha
incrinato le certezze: "Tirare la cinghia per un po' non ci spaventa, è la
prospettiva a lungo termine che nessuno riesce ancora a darci" Una
settimana al mese all'80 per cento dello stipendio, meglio di quello che è
successo con la crisi dell'Alfa di Arese, ma basta a rendere buio il futuro Dal
banco dei biglietti delle Ferrovie Nord ai duty free, tutto il mondo che gira
intorno all'aeroporto fa i conti con l'effetto del taglio dei voli [Luca
Pistoia] Luca ha 35 anni, è un caposquadra che organizza la movimentazione dei
bagagli. è un operaio di nuova generazione, che prepara i piani di imbarco dei
bagagli calcolando al computer i carichi da distribuire nella pancia degli
aerei. Guadagna 1.400 euro al mese, ha un contratto a tempo indeterminato. Non
si lamenterebbe se non fosse per la cassa integrazione: è fra i primi ad
andarci, dal 24 marzo. Una settimana al mese all'80 per cento dello stipendio,
ancora poco in confronto ad altre grandi crisi, vedi l'Alfa di Arese, ma
sufficiente per incrinare le certezze: "Sono sposato, ho una bambina di
due anni, il mutuo da rimborsare. Il futuro mi pare grigio, io e i colleghi non
vediamo la luce in fondo al tunnel. Non ho questa gran fiducia che la cassa
integrazione finisca fra due anni. Saranno "almeno" due anni, secondo
me". [Andrea Robustelli] "Bisognerebbe aprire spazi alle nuove
compagnie aeree desiderose di venire a Malpensa ma non è quello che vuole Air
France". In poche parole, questo 35enne con moglie e un bimbo piccolo che
abita nell'area dell'aeroporto, mette in relazione la sua situazione personale
con i nuovi assetti dello scalo. La cassa integrazione a quattro giorni al mese
non è la cosa che lo intimorisce di più: "Non mi spaventa tirare un po' la
cinghia per un anno e mezzo o due". Ma Andrea, impiegato al bilanciamento,
l'ufficio che cura il piano di carico degli aerei, vede una strategia di lungo
periodo, "la sottrazione ad Alitalia del
traffico cargo". E dunque una crisi strutturale, non contingente. [Rosanna
Rigoni] Non è una dipendente della Sea e lavora in aeroporto solamente da sei
mesi. Malgrado questo, non le è sfuggito come il flusso dei passeggeri sia già
diminuito, ben prima del maxitaglio dei voli che sarà operativo dal 31 marzo
prossimo. E dire che questa 25enne è a uno dei banchi che staccano i
biglietti delle Ferrovie Nord. Però non si può dire che il mondo attorno a
Malpensa non faccia i suoi conti. In azienda c'è stata una riunione per
valutare il da farsi, in base a quello che succederà. "Non ci sono
avvisaglie di un ridimensionamento del lavoro", spiega Rosanna. E se
chiudessero una biglietteria e la trasferissero? "Mi seccherebbe molto,
abito a
( da "Corriere
della Sera" del 19-03-2008)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-03-19 num: - pag: 3
categoria: REDAZIONALE Penati "Il Comune adotti politiche per la
crisi" "Non basta dire a Sea di rinunciare alla richiesta di danni
presunti". Marilena Adamo, la capogruppo del Pd a Palazzo Marino, articola
la posizione del partito di Veltroni sulla causa intentata
dalla società aeroportuale ad Alitalia: "Occorre un impegno
del governo sia economico, sia sulla revisione degli accordi bilaterali che
regolano il trasporto internazionale. A questo punto, non ci sarà più il danno
lamentato da Sea". Il Pd ha anche chiesto al Comune di rinunciare ai
dividendi del 2007, calcolati tra i 20 e i 30 milioni di euro. Intanto,
Filippo Penati ha ottenuto dal consiglio provinciale il mandato per
un'assemblea straordinaria per aprire il capitale dell'azienda aeroportuale a
soci privati.
( da "Corriere
della Sera" del 19-03-2008)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-03-19 num: - pag: 3
categoria: REDAZIONALE L'hub nella bufera L'aeroporto e la
vendita di Alitalia Lo scontro Il caso-Malpensa è scoppiato in piena campagna
elettorale con accuse reciproche tra i partiti che si palleggiano le
responsabilità Il dovere Il presidente della Sea Bonomi ha ribadito che la
società ha il dovere di tutelare gli interessi propri e quelli dei lavoratori.
( da "Corriere
della Sera" del 19-03-2008)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-03-19 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE David Jarach, docente Bocconi "Killeraggio aziendale, Sea la
prossima vittima" "Scelte miopi", "killeraggio
aziendale", "destino segnato", "aeroporti cadavere",
"svendita". David Jarach, docente di Marketing del trasporto aereo
alla Sda Bocconi, usa questi termini per spiegare la
vicenda Alitalia. Addio hub milanese? "Alitalia ha fatto
una scelta miope dal punto di vista strategico: non ha tenuto conto della
qualità del traffico che ruota intorno al Nord del Paese. Milano è la terza regione
più ricca d'Europa, non è questione di campanilismo ". Che ruolo ha
giocato Linate in questa vicenda? "Cruciale. Due aeroporti hanno creato
tensioni: Milano non è Londra". Bisognava eliminare lo scalo cittadino?
"è evidente che i milanesi preferiscono partire da Linate. E allora la
colpa è dei politici che al tempo si disinteressarono al problema, mantenendo
lo status quo ". Cosa pensa del ricorso presentato dalla Sea contro Alitalia? "Ha caratteristiche interessanti. Primo: è
stato promosso dal presidente della Sea, Giuseppe Bonomi, che è un ottimo
avvocato. Secondo, c'erano fior di accordi tra Sea e Alitalia
che facevano sì che quello di Malpensa fosse un hub". Alitalia
non può pagare 1,2 milioni di risarcimento. "Ma intanto apre nuovi voli a
Roma. Curiosa questa cosa". Cosa succederà ora? "Stiamo a vedere.
Così com'è, la proposta di Air France è difficile da digerire, soprattutto sul
tema del trasporto cargo. Ma ormai il destino di Air France-Klm e Alitalia è univoco. Un destino segnato da anni". Addirittura?
"Nessun analista ha mai avuto dubbi: l'incapacità dei vari Carlo Cimoli e
Francesco Mengozzi ha fatto la fortuna di Air France. E così ora si svende un
asset critico del sistema Paese. I prossimi cadaveri saranno i gestori
aeroportuali. Anche i piccoli scali regionali subiranno forti tagli". Un
quadro apocalittico. "No, è la realtà: il ricorso è uno strumento in mano
alla Sea per attenuare gli effetti dell'abbandono da Malpensa, ma a maggio Alitalia finisce i soldi e questa è l'arma più forte di Air
France". Tutto previsto? "Certo. L'aveva scritto a settembre
l'Economist: Air France sta aspettando l'agonia di Alitalia.
Ancora una volta all'estero ci vedono di più. O forse, semplicemente, ci
vogliono vedere ". Annachiara Sacchi.
( da "Corriere
della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-03-19 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE "è indispensabile che il governo proceda a una rapida ed
efficace rinegoziazione degli accordi bilaterali" Richiesta danni, la Sea
"blinda" Malpensa La società che gestisce gli aeroporti: pronti a
trattare, ma va garantito il rilancio dello scalo Cassintegrazione per 900
lavoratori. Jarach: un misto tra killeraggio aziendale e miopia politica Scatta
il piano di cassa integrazione per i dipendenti Sea di Malpensa. Novecento
lavoratori resteranno a casa a partire dal 24 marzo. Si scatena il rimpallo di
responsabilità tra le forze politiche. Il centrodestra
punta il dito contro il governo accusato di voler svendere Malpensa per salvare
Alitalia. E il centrosinistra che propone soluzioni che possano
rilanciare l'hub. Resta ancora aperta la questione del risarcimento danni,
milionario, chiesto da Sea all'Alitalia. La società aeroportuale è
"disponibile a valutare proposte di definizione anche stragiudiziale della
vertenza ". Ma soltanto "a condizione che venga riconosciuto
il danno che Sea stessa sta subendo per effetto degli inadempimenti di Alitalia e che si creino i presupposti di mercato per un
nuovo sviluppo dell'aeroporto di Malpensa". A PAGINA 3 Cremonesi e Sacchi.
( da "Corriere
della Sera" del 19-03-2008)
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- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-03-19 num: - pag: 3
categoria: REDAZIONALE Malpensa, 900 dipendenti senza lavoro da Pasqua Scatta
la cassintegrazione. "Pronti a trattare sulla richiesta danni, ma Malpensa
va rilanciata" La Sea: indispensabile che il Governo proceda a una rapida
ed efficace rinegoziazione degli accordi bilaterali Sea è "disponibile a
valutare proposte di definizione anche stragiudiziale della vertenza ". Ma
attenzione: soltanto "a condizione che venga riconosciuto il danno che Sea
stessa sta subendo per effetto degli inadempimenti di Alitalia
e che si creino i presupposti di mercato per un nuovo sviluppo dell'aeroporto
di Malpensa ". è il cuore della nota che Sea ha rilasciato ieri sera al
termine di una giornata difficile, segnata dal deflagrare della vicenda della
causa da 1,2 miliardi promossa contro Alitalia per le
inadempienze degli ultimi anni, oltre che dalla firma per due anni di
ammortizzatori sociali che renderanno la Pasqua amara a 900 dipendenti Sea (350
nella holding, 550 nell'handling). Dato che Air France ha posto come condizione
per l'acquisto di Alitalia il ritiro della causa o una
manleva del governo sulle sue possibili conseguenze, non è difficile immaginare
che l'atmosfera nella palazzina direzionale di Linate ieri sia stata
incandescente. Per quanto riguarda il rilancio di Malpensa, nel comunicato Sea
si legge che "è indispensabile che il Governo, come più volte promesso,
proceda a una rapida ed efficace rinegoziazione degli accordi bilaterali
internazionali ", garantendo in ogni caso "una parità di accesso
intercontinentale fra Milano e Roma". Fermo restando che "appare
degna di miglior sorte la dichiarazione del Governo secondo cui "il
destino di migliaia di lavoratori di tutta Italia dipende dalle decisioni di
Sea"". Dal punto di vista politico, il nodo è tutto lì. Fino a questo
momento la vicenda Malpensa era rimasta relativamente fuori dalla campagna
elettorale, gestita con cautela da entrambi i partiti maggiori, entrambi con
più di qualcosa da farsi perdonare. Ma la condizione posta da Air France
costringe le parti a venire allo scoperto, e nessuna vuole rimanere con il
cerino in mano. E così, mentre l'appena riconfermato presidente dell'Unione
commercianti Carlo Sangalli incalza ("è necessario agire in tempi rapidi.
Lo chiede con urgenza il mondo delle imprese "), Malpensa scoppia come una
bomba nella campagna elettorale, proprio nel giorno in cui Walter Veltroni
torna a visitare la Lombardia. Parte all'attacco la coordinatrice azzurra
Mariastella Gelmini: "Se il governo pensa di scaricare le sue
responsabilità su Sea, si sbaglia di grosso. L'azienda ha il dovere di
tutelarsi, mentre Prodi e i suoi ministri avrebbero avuto il dovere di
salvaguardare un investimento per il Paese. Un dovere che è stato scandalosamente
ignorato". Le risponde a distanza il pari grado del Pd, Maurizio Martina:
"Chi soffia sul fuoco rischia di creare ulteriori danni, e sarebbe il
momento di un sussulto di responsabilità da parte di tutti. La vicenda di Alitalia viene da lontano, soprattutto
da cinque anni di governi Berlusconi che hanno portato Alitalia al prefallimento ". E se il vicesindaco Riccardo De Corato
lamenta che "chi deve tirare fuori i soldi per Malpensa ancora una volta è
la città di Milano, che ha il 90% delle azioni Sea", lo riprende secco il
presidente della Provincia Filippo Penati: "Veramente, è Milano che
ha preso a Sea, De Corato vicesindaco, uno sconcertante superdividendo che
sarebbe stato meglio speso per migliorare l'aeroporto". Marco Cremonesi.
( da "Riformista,
Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia subbuglio nei poli I numeri di
Prodi "Non è svendita" Veltroni resta cauto, Fini ci ripensa, Silvio
no comment "Il caso Alitalia è il record
mondiale dell'ipocrisia", è sbottato a un certo punto ieri Pierluigi
Bersani. Il ministro dello Sviluppo economico ce l'aveva con i
"soloni" del centrodestra contrari alla svendita ad Air France, "che sono poi gli stessi che
nel 2001 hanno preso in mano un'Alitalia in pareggio e
ci hanno consegnato un anno e mezzo fa una situazione pre-fallimentare".
Curiosamente, un pensiero molto simile a quello di Bersani ha attraversato la
mente di Romano Prodi, irritato però da certi imbarazzi del Pd - il malumore
del Veltroni "nordista" e il subitaneo smarcamento dell'alleato Di
Pietro - almeno quanto dagli attacchi del centrodestra. E poi c'è la faccenda
delle cifre: "Chi dice che abbiamo venduto Alitalia
a 120 milioni di euro o è in malafede o è uno stupido", ha tuonato ieri il
Prof con più di un interlocutore, imbestialito dopo aver letto e sentito
parlare di "svendita", "quattro soldi" e "piatti di
lenticchie". Un miliardo e sei. Secondo i calcoli di palazzo Chigi
l'esborso complessivo di Air France per aggiudicarsi la compagnia di bandiera
supera il miliardo e seicento milioni di euro, che comprendono i centoventi
milioni del "prezzo di cartellino" e il miliardo e mezzo di debiti che
la società di Spinetta si accolla. "E questa sarebbe una svendita? La
verità è che il mio è l'unico governo che in 25 anni ha avuto il coraggio di
affrontare la questione", ha rivendicato il premier parlando con i suoi. A
palazzo Chigi, peraltro, la controfferta italiana di Toto non è mai stata
considerata una valida alternativa, e non solo perché ancora oggi dieci volte
più bassa di quella dei francesi. Prodi ha preso atto con sollievo del fatto
che la cautela elettorale di Veltroni, spaventato dall'effetto Malpensa
sull'elettorato settentrionale, non si sia trasformata in pressing per
"disturbare il manovratore", ma certo avrebbe preferito un sostegno
maggiore alla "evidenza dei numeri": "Veltroni ha le sue
ragioni, io le mie. Ci sono dei momenti - ha proseguito il Prof nel suo sfogo
privato - in cui le responsabilità di governo sono più importanti di qualunque
ragionamento sui tempi e le opportunità". Che è poi il senso della
dichiarazione per l'esterno affidata a Giulio Santagata: "Sulla vicenda Alitalia - ha detto il ministro per il Programma - il
governo non si è sottratto dall'onere di assumere una decisione difficile e
complicata con l'obiettivo di salvare la compagnia di bandiera".
Sarkozismo vs. leghismo. Giornata molto nervosa su tutti i fronti, del resto,
il day after del via libera del Tesoro all'offerta transalpina. Dove si
registra un numero elevato di smarcamenti, autosmarcamenti e silenzi. Silvio
Berlusconi oppone un no comment ai cronisti al seguito, ma il suo entourage
spiega che prepara già le mosse per stoppare la vendita. La Lega continua ad
agitare l'ascia di guerra. Spiega Roberto Calderoli: "A noi Alitalia interessa poco o nulla. Quello che ci interessa è
che venga salvaguardata Malpensa". Il candidato sindaco a Roma Gianni
Alemanno non fa a tempo a smentire il suo leader Gianfranco Fini, che fino a
ventiquattro ore pareva sarkozianamente a fianco di Air France, che lo stesso
Fini, finita la registrazione di Porta a porta , blinda la linea: "Tutto
il Pdl è contro il piano francese", assicura. Contrordine? Fini giura di
no: "Non vedo dov'è la notizia. Ho detto già ieri che ci sono luci e ombre
sul piano Air France. Ogni giorno le luci sono più deboli, le ombre più
forti". 2 Stefano Cappellini 19/03/2008.
( da "Corriere
della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-03-19 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Parte male la trattativa sugli esuberi. La Sea non ritira la causa.
Tafferugli a Roma Alitalia, frenata
di Air France "Non obbligati a comprare". Altolà dei sindacati ROMA -
Vendita di Alitalia: muro contro muro nel primo incontro tra il presidente di Air
France e i sindacati. Il primo round è stato aggiornato a data da destinarsi
mentre i dipendenti della Atitech protestavano scontrandosi con le forze dell'ordine.
Jean-Cyril Spinetta: "Non siamo obbligati a acquisire Alitalia".
E annuncia gli esuberi. Intanto la Sea (la società che gestisce Malpensa) ha
giudicato "improponibile " la richiesta del governo di ritirare la
causa per danni verso Alitalia, ma si dice disposta a
una "soluzione anche stragiudiziale " della vicenda. A PAGINA 2
Baccaro e M.Cremonesi.
( da "Corriere
della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-03-19 num: - pag: 1 autore: di
SERGIO RIZZO categoria: REDAZIONALE L'intervista Padoa-Schioppa "E' un
malato ma no al partito del fallimento" \\ Il ministro dell'Economia
Tommaso Padoa-Schioppa: Alitalia è malata, ma dico no
al partito del fallimento. Chi lo sostiene scherza col fuoco. A PAGINA 3.
( da "Riformista,
Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia spinetta: nessuno ci obbliga I
sindacati trattano gli esuberi crescono Intanto Bernanke taglia ancora il costo
del denaro di 0,75% punti Un aereo crocifisso campeggiava ieri su uno dei
cartelli dei dipendenti napoletani della Atitech che protestavano davanti alla
sede di Alitalia. Effettivamente, nella difficile
trattativa sulla privatizzazione dell'ex compagnia di bandiera, uno dei
capitoli più spinosi riguardava proprio l'Az Servizi, cui i lavoratori di
Atitech fanno capo. Prima ancora dell'arrivo dei vertici di Air France-Klm per il negoziato con i sindacati e Alitalia, le
proteste sono degenerate in scontri con la polizia e un lavoratore è rimasto
ferito. La manifestazione è poi proseguita tutto il giorno davanti ai cancelli,
nonostante le promesse dell'amministratore delegato di Alitalia, Prato, di "soluzioni non traumatiche", per Alitech.
La sua controllante, Az Servizi, è stata dunque al centro della trattativa
avviata ieri. Mentre scriviamo il negoziato è ancora in corso, ma i sindacati
seduti al tavolo della trattativa parlano di un "primo round" con il
numero uno di Air France-Klm, Spinetta. Che sarà in Italia fino al 31 marzo,
termine ultimo per l'eventuale via libera dei sindacati. E il sì dei
rappresentanti del lavoratori è notoriamente una condizione imprescindibile -
lo hanno stabilito gli stessi vertici di Air France - per chiudere la cessione
ai francesi. Tutte le cifre ufficializzate ieri e che riguardano in particolare
gli esuberi e il perimetro della futura Alitalia
preoccupano molto i sindacati. La prima notizia allarmante è che non la metà,
ma l'80% del capitale di Az Service sarà acquisito da Fintecna. Dei 7.600
occupati, 3200-3300 saranno internalizzati e ritorneranno in Alitalia.
Di questi, 650 sono i lavoratori in esubero nell'ambito dei lavoratori che si
occupano della manutenzione leggera e parte di Alitalia
Airport. Nessun dettaglio è arrivato, invece, proprio sulle strutture
periferiche come Napoli e Palermo, che dovrebbero restare in Az Service. Circa
4400 lavoratori sono destinati, quindi, ad affluire in Fintecna. Anche su Az
Fly, i numeri sono peggiori del previsto: si tratta di 1.600 esuberi in tutto,
di cui 500 piloti, 600 assistenti di volo e 500 tra il personale di terra.
Spinetta ha fatto presente, all'avvio del tavolo, che Air France "non è
obbligata" a comprarsi Alitalia, ha ammesso che
il piano è "doloroso", ma si è detto convinto che "farà
decollare" nuovamente l'ex compagnia di bandiera sull'orlo del collasso.
Sulla quale pende anche la spada di Damocle di Sea: se non verrà ritirato il
contenzioso sui 1,2 miliardi chiesti ad Alitalia ma
che Air France non è assolutamente disposta a pagare, la trattativa fallirà
comunque. Ieri il titolo è nuovamente crollato in Borsa, archiviando la seduta
a Piazza Affari in rosso del 29,43% (lunedì aveva perso il 26%), chiudendo
dunque a 0,276 euro. Il motivo è evidente: la quotazione si allinea sempre di
più al prezzo offerto dai francesi, cioè dieci centesimi per azione. Nonostante
le ripetute sospensioni per eccesso di ribasso, si sono scambiati oltre 68
milioni di azioni, pari a circa il 5% del capitale della compagnia aerea. In
una giornata caratterizzata oltrettutto dal rimbalzo tecnico dopo il lunedì
nero che ha bruciato 300 miliardi di euro soltanto in Europa e le attese per la
mossa della Fed. Che non ha deluso le aspettative: Ben Bernanke ha tagliato i
tassi di interesse di tre quarti di punto al 2,25 per cento. Tonia Mastrobuoni
19/03/2008.
( da "Corriere
della Sera" del 19-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-19 num:
- pag: 3 categoria: ALTRI OGGETTI 500 i tagli previsti per i piloti, 600 tagli
tra gli assistenti di volo e 500 per gli assistenti di terra Gli scontri Attimi
di tensione, dopo che decine di dipendenti Alitalia si sono
raccolti di fronte a un ingresso di Fiumicino.
( da "Corriere
della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-19 num: - pag: 2
categoria: ALTRI OGGETTI 2 Maxi-causa della Sea La Sea ha chiesto ad Alitalia un
risarcimento da 1,25 miliardi per il taglio di 180 slot su Malpensa. Air France
ha indicato come condizione vincolante che Sea rinunci alla causa.
( da "Corriere
della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-19 num:
- pag: 3 categoria: BREVI Negoziato e protagonisti Maurizio Prato, presidente
di Alitalia, ha incontrato ieri i sindacati e i vertici Air France-Klm
Guglielmo Epifani: il sindacato ha "la forza per responsabilità
chiare" Antonio Di Pietro: "Una materia così non può essere decisa da
un governo in scadenza".
( da "Corriere
della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-19 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Intervista Il ministro dell'Economia: se andrà in liquidazione, Sea
e sindacati responsabili. Abbiamo poco tempo "Dico no al partito del
fallimento" Padoa-Schioppa: è come guidare un'ambulanza con un malato che
nessuno vuole ROMA - "Non vorrei deluderla, ma oggi non potrei che
ripetere quello che dissi sull'Alitalia esattamente
otto mesi fa, sempre al Corriere: oltre la vendita c'è soltanto la
liquidazione". L'intervista con il ministro dell'Economia e delle Finanze,
Tommaso Padoa- Schioppa, potrebbe finire qui, se il 19 marzo 2008 la situazione
della compagnia di bandiera non fosse leggermente più grave di quella del 19
luglio 2007. Per usare un eufemismo. Allora, siamo a quel punto? "Da
venerdì notte, quando è arrivata l'offerta di Air France-Klm, al 31 marzo
prossimo, la partita può avere soltanto tre conclusioni. L'esito positivo della
trattativa, l'arrivo di un'offerta concorrente o l'amministrazione straordinaria
con la probabile liquidazione della compagnia". O si vende o l'Alitalia fallisce. "L'amministrazione straordinaria è
una maniera gentile per non dire fallimento". Per il sindaco di Milano
Letizia Moratti non sarebbe un dramma. "Chi minimizza le conseguenze del
fallimento non sa di cosa parla oppure scherza con il fuoco". Che cosa
succederà nei prossimi dieci giorni? "Dopo l'offerta di Air France- Klm
c'erano cinque volontà che si dovevano esprimere. Quella del consiglio di
amministrazione dell'Alitalia. Successivamente quella del ministro dell'Economia, che è
azionista. Poi tocca al sindacato, a cui Air France ha dato un diritto di veto.
Quindi alla Sea, chiamata a ritirare la causa da 1,2 miliardi di euro intentata
contro Alitalia, e infine al governo nel suo complesso che deve decidere su un
prestito ponte da 300 milioni. Cinque soggetti, ciascuno dei quali può
determinare la fine di Alitalia assumendosene la
responsabilità ". Ieri il suo collega Antonio Di Pietro ha detto che un governo
in scadenza non può decidere. "Avrei potuto dire di no all'offerta. Ma se
lo avessi fatto avrei fatto cadere l'ipotesi di vendita determinando così il
crollo delle azioni e conseguenze economiche e sociali, oltre che politiche,
che non esito a definire catastrofiche. Si può dire che non avevo scelta".
Nemmeno in presenza di una rogna come quella della causa intentata dalla Sea
per i presunti danni del ritiro di Alitalia da
Malpensa? L'azionista della società è irremovibile. E se non si risolve l'operazione
fallisce. "So bene che è una questione ancora più difficile di quella
sindacale". E' tutto dire. "Il sindacato conosce la situazione e
vuole il salvataggio della compagnia. Inutile negare le difficoltà: il numero
delle sigle sindacali, le divisioni interne, una proposta sostanzialmente non
negoziabile. Ma il sindacato ha forti motivazioni a che l'Alitalia
si salvi". La Sea non ha forse motivazioni altrettanto forti perché
l'operazione non vada in porto? "La Sea indubbiamente soffre per gli
effetti su Malpensa della ristrutturazione della compagnia aerea. Ma non si può
andare avanti finanziando Malpensa con le perdite dell'Alitalia.
E forse nessuno lo sa meglio di chi ieri era presidente della compagnia e oggi
è presidente della Sea". Facciamo il nome: Giuseppe Bonomi, ex assessore
della Lega Nord. Presidente della Sea pure quando Romano Prodi, nel 1998,
inaugurò il nuovo aeroporto di Malpensa. "A maggior ragione deve sapere
che lo scalo di Malpensa è stato danneggiato dalla situazione generale degli aeroporti
del Nord, dalle scelte della stessa Sea per Linate e dalla mancata
realizzazione delle infrastrutture d'accesso. Il fatto nuovo è indubbiamente un
minor numero di voli dell'Alitalia, ma sarebbe
sbagliato caricare sulla compagnia le cause della crisi di Malpensa". Non
le è venuto il sospetto che l'offensiva della Sea, della Regione Lombardia e
del sindaco di Milano abbia qualcosa a che vedere con la campagna elettorale?
"Che esista il tentativo di fare di Malpensa una bandiera del Nord è
evidente. Ma siamo sicuri che sia possibile? Sa quanti passeggeri dell'Italia
del Nord usano Malpensa per i loro voli intercontinentali? Solo l'8% del
totale. E sa quanti milanesi usano Malpensa per le stesse destinazioni? Appena
il 38%. Il restante 62% usa altri aeroporti. E la colpa di chi è? Forse di Alitalia che ha finanziato Malpensa con le proprie perdite?
". Questo vuol dire che il governo non è disponibile a pagare gli
eventuali danni alla Sea, anche se questo può compromettere l'operazione Air
France- Klm? "L'unico modo possibile per risolvere la questione è che la
Sea ritiri la causa o accetti una transazione simbolica ". Simbolica?
"La transazione c'è già stata. Con il decreto Milleproroghe abbiamo
stanziato per Malpensa e la Sea 130 milioni, il Cipe ha approvato finanziamenti
infrastrutturali a Malpensa per altri 300 milioni. Il totale fa 430
milioni". Non è servito a molto. Sente che frastuono arriva dal Nord?
"So per esperienza che il clamore non è mai tanto alto come nel momento
prima della stretta di mano. I decibel misurano la distanza dal redde rationem
". In un senso o nell'altro. "Può succedere di tutto, è vero. Io sono
il guidatore di un'ambulanza che sta correndo per portare il malato nell' unica
clinica che si è dichiarata disposta ad accettarlo. Sto guidando più
rapidamente che posso, ma se poi non arrivo in tempo perché ci sono i semafori
che mi bloccano...". Semafori manovrati forse dai politici? "So bene
che c'è la campagna elettorale, ma la realtà non aspetta. E so pure a che
schieramento appartiene chi, nel caso di Malpensa, ha acceso il semaforo rosso.
Ma più che distinzioni fra centrodestra e centrosinistra vedo differenze fra
chi è disposto ad affrontare la questione in modo ragionevole e chi ha un
atteggiamento emotivo. Ragionevoli ed emotivi ce ne sono da entrambi le parti.
E apprezzo anche chi opportunamente tace". Chi? "I due principali
candidati premier si sono astenuti dal parlare". Che aspettino di entrare
più nel vivo della campagna elettorale? "Dopo le elezioni l'ultima parola
comunque toccherà a uno di loro. Se tutto andrà per il verso giusto, con i
tempi tecnici dell'Ops, si arriverà alla seconda metà di maggio. Air France-Klm
ha deciso di dare al futuro governo la facoltà di ritirarsi senza pagare
penali". Per quale motivo? "Credo non vogliano venire a operare in
Italia in una materia così delicata sapendo che c'è un governo ostile
all'operazione". Le cui condizioni nel frattempo sono peggiorate. Non è
così? "Da dicembre a oggi il prezzo del petrolio è esploso, il valore di
Borsa di Air France si è quasi dimezzato. Per il resto l'offerta è più o meno
la stessa, salvo una riduzione del prezzo per azione, più che compensato da un
più robusto intervento di ricapitalizzazione e la decisione di abbandonare
l'attività nel settore del cargo. Ma parliamo di un settore che fattura 250
milioni l'anno e ne perde 60: e che ha soltanto cinque aerei con 135 piloti
". Sergio Rizzo Il ministro Tommaso Padoa-Schioppa.
( da "Corriere
della Sera" del 19-03-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-19 num:
- pag: 2 categoria: REDAZIONALE Le reazioni La vendita I nodi alla
privatizzazione \\ Berlusconi C'è il problema di Alitalia e della
Malpensa. Tanti e tali problemi per cui nessuno può essere meno che prudente,
anche se poi si innestano naturalmente l'ottimismo e la capacità operativa.
( da "Corriere
della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-19 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Lo scenario Aerei ridotti da
( da "Corriere
della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-19 num: - pag: 3
categoria: ALTRI OGGETTI 180 gli slot che a partire dalla fine di marzo
verranno tagliati da Alitalia sullo scalo di
Malpensa 1600 Gli esuberi previsti in seguito al declassamento dello scalo
varesino.
( da "Corriere
della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-19 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Ultimatum Air France "Non siamo obbligati a comprare Alitalia" Lo stop dei sindacati: no a 7.000 esuberi An:
ombre pesanti. Incidenti a Roma Berlusconi: "Abbiamo voluto far sapere
quello che pensiamo a chi conduce la trattativa". La
smentita di Palazzo Chigi ROMA - Dichiarazioni di guerra e tafferugli ai
cancelli ieri per Alitalia. Ma dietro il polverone s'intravede qualche spiraglio sia nel
confronto sindacale sia nella causa con la Sea. L'incontro di ieri tra i
vertici di Air France- Klm e Alitalia con i sindacati è stato
aggiornato a data da destinarsi, forse già oggi. Ma "è necessario
riposizionare la proposta Air France-Klm" per permettere
"l'approfondimento del negoziato, che ad oggi sembra improbabile ",
hanno fatto sapere i sindacati. Il primo round, tenutosi alla Magliana mentre i
dipendenti della controllata Atitech protestavano venendo in contrasto con le
forze dell'ordine, è apparso un muro contro muro. "Non siamo obbligati a
acquisire Alitalia" ha detto il presidente di Air
France- Klm, Jean-Cyril Spinetta, confermando gli esuberi del piano: 500
piloti, 600 assistenti di volo e 500 di terra. Quanto a Az Servizi, 3.200-3.300
lavoratori tornerebbero nel perimetro di Alitalia, ma
con 650 esuberi, gli altri resterebbero in Az Servizi che verrebbe controllata
all'80% (rispetto all'attuale 51%) da Fintecna. Al coro unanime di critiche
delle nove sigle, Spinetta ha reagito ribadendo le linee del piano: "Non
sono un cinico - ha detto - ma uno che vi dice la verità. Mi scuso se negli
ultimi giorni ho dovuto apportare alcune modifiche al piano, ma il quadro è
peggiorato". Il manager si è appellato "alla lucidità senza la quale
nessuna soluzione socialmente soddisfacente potrà essere conseguita ". Al
tempo stesso Spinetta ha auspicato un aggiornamento dell'incontro "al più
presto". Per i sindacati è segno che ci sono margini di trattativa, non si
sa quanto ampi. "Se hanno novità, ci chiamino - sintetizza Fabrizio Solari
(Filt-Cgil) - comunque il 31 marzo non è un termine ultimativo per
trattare". Intanto la Sea risponde alla richiesta del governo di ritirare
la causa considerandola "improponibile ". Tuttavia si dice disposta a
una "soluzione anche stragiudiziale a condizione che venga riconosciuto il
danno" e che si "creino i presupposti di mercato per un nuovo
sviluppo di Malpensa ", a partire dalla rinegoziazione dei diritti di
traffico. La replica cade nel giorno in cui il governo Prodi ha reso operativi
gli ammortizzatori sociali per i lavoratori Sea. La mossa potrebbe essere un
modo per mostrare disponibilità al dialogo, ma anche per smarcarsi dall'accusa
di voler far fallire Alitalia (che ieri in Borsa ha
perso il 29%). Sul fronte politico Silvio Berlusconi ieri, invitato a parlare
di Alitalia, ha prima declinato l'invito, per poi
spiegare: "Non ho voluto rilasciare dichiarazioni. Abbiamo voluto far
sapere, in via riservata, quello che pensiamo a chi sta conducendo la
trattativa". Un'affermazione subito smentita da Palazzo Chigi. Il botta e
risposta fa capire che, benché le parti solidarizzino sulla soluzione Air
France-Klm, nessuno voglia ancora intestarsela in solitudine. Sarà per questo
che ieri il leader di An, Gianfranco Fini, ha corretto i suoi precedenti
accenti concilianti su Air France, parlando di "ombre pesanti " sul
piano francese. Ma in serata il vicepresidente di FI, Giulio Tremonti, al Tg3,
ha smussato nuovamente i toni del Pdl. Il compratore Jean-Cyril Spinetta
Antonella Baccaro Guarda il video sugli scontri sul sito www.corriere.it.
( da "Corriere
della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-19 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Retroscena La Sea, Malpensa e il "piano B" con la
compagnia al capolinea MILANO - Si fa presto a dire fronte del Nord. La
richiesta di difendere Malpensa, è vero, è stata unanime: istituzioni,
associazioni imprenditoriali, sindacati. Ma è sufficiente grattare un poco la
patina di generico consenso, che tutte le contraddizioni affiorano
impietosamente. A partire dall'ultima vicenda sotto ai riflettori, la causa per
inadempienze promossa da Sea contro Alitalia. La
decisione della società aeroportuale, sostenuta dall'azionista Milano e dal suo
sindaco Letizia Moratti, a suo tempo mandò su tutte le furie il presidente
Roberto Formigoni, che la riteneva intempestiva e controproducente. Ieri il
governatore ha sì tenuto le parti della società ("Il governo ha la
spudoratezza di pretendere che sia Sea a risolvere i problemi, rinunciando alla
sua rivendicazione legittima"), ma è anche tornato a ripetere che "la
soluzione è una e una sola e cioè la moratoria lanciata da Regione Lombardia in
solitudine". In solitudine, appunto. Anche il presidente della Provincia
di Milano Filippo Penati (azionista Sea per il 14,6%) continua a "ritenere
il ricorso sbagliato". Ma per motivi diversi da quelli di Formigoni:
"La proposta di Air France è da trattare, ma è prioritario scongiurare il
fallimento di Alitalia ". Una posizione non
ostile ad Air France, ma avversatissima da buona parte del fronte del Nord, a
partire da un Carroccio scatenato contro l'offerta transalpina. In caso di
ritiro dell'offerta Air France, le conseguenze sarebbero pesanti. L'inevitabile
amministrazione controllata - se sono vere le indiscrezioni che attribuiscono a
Maurizio Prato questa previsione - porterebbe a 70 gli attuali 178 aerei. Anche
per Malpensa, una mazzata devastante: con la summer season, Alitalia
arriverà ad avere circa 170 voli giornalieri a fronte dei 350 del
corrispondente periodo del 2007. Un taglio che ha causato la cassa integrazione
per 900 dipendenti Sea (350 nella holding e 550 nell'handling) e provocherà la
perdita di 6 milioni di passeggeri su 19, un vuoto nel bilancio che il
presidente Giuseppe Bonomi ha calcolato intorno a 70 milioni su un margine
operativo lordo di circa 200. I calcoli vanno corretti tenendo conto che nel
piano Prato gli aerei sarebbero comunque stati soltanto 140. Fatti i conti, un
raddoppio del buco in bilancio e degli esuberi non è una previsione lontana
dalla realtà. Va detto, però, che per Malpensa il default
di Alitalia aprirebbe nuove prospettive grazie alla possibilità di
ridiscutere gli accordi bilaterali oggi in mano ad Alitalia e che Air
France intende mantenere: sulla scrivania di Giuseppe Bonomi ci sono almeno 25
Stati con cui sarebbe possibile definire nuove rotte. E difatti, il
piano B di Sea nel caso di fallimento di Alitalia
prevede una serie di step differenziati nel tempo. Primo: riempire subito i
"vuoti" lasciati da Alitalia, quelli
possibili. Secondo: ridefinire gli accordi bilaterali. Terzo: trovare un
vettore (entro tre o quattro anni) in grado di riportare lo scalo al suo ruolo
di hub. Letizia Moratti, Filippo Penati e Giuseppe Bonomi Marco Cremonesi.
( da "Corriere
della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-03-19 num: - pag: 26 categoria:
REDAZIONALE I mercati Il rimbalzo in Europa. La Casa Bianca: pronti a nuove
misure La Fed riduce ancora i tassi Bernanke trascina le Borse Fed Funds giù di
0,75%. Il Dow Jones sale del 3,5% I mercati prevedevano un calo dell'1%: subito
dopo l'annuncio, il dollaro si è rafforzato e Wall Street è scivolata MILANO -
Il costo del denaro scende dal 3 al 2,25% negli Stati Uniti. La sforbiciata,
che la comunità finanziaria si aspettava più netta e pari a punto percentuale,
ha euforizzato le Borse reduci dal black monday ed è stata comunque
accompagnata da parole di prudenza della Fed, per la quale i mercati
"restano in condizione di stress considerevole ". La banca centrale
guidata da Ben Bernanke, che ha adottato la scelta sui tassi a larga maggioranza
ma non all'unanimità, ha sottolineato i rischi d'inflazione, lasciando intuire
che il ciclo di tagli ai tassi potrebbe essere alla fine, o quasi. La Fed è
esposta tra l'altro a un fronte di critiche avanzate dalla stampa finanziaria e
dai democratici americani sul "bailout", il salvataggio da 30
miliardi di Bear Stearns. Mentre il governo di Washington ha promesso nuovi
interventi a sostegno, il Wall Street Journal si è chiesto se tra salvagenti,
incentivi fiscali, e aiuti di vario genere siano a rischio "le leggi del
libero mercato". E più d'uno tra economisti e politici temono che a pagare
i salvataggi siano alla fine i contribuenti. Detto questo, la Borsa americana
ha chiuso la giornata in forte rialzo: più 3,5% il Dow Jones, più 4,24% lo
S&P che ha segnato la miglior performance degli ultimi cinque anni. A dare
la spinta decisiva è stata Lehman Brothers protagonista di un rally del 46%
dopo la debacle che lunedì (-19% in chiusura dopo un tonfo del 45%) aveva
contribuito ad affossare l'indice newyorkese. Il mercato ha tirato un sospiro
di sollievo alla diffusione dei dati degli ultimi tre mesi che mostrano il
dimezzamento dell'utile ma una posizione di forte liquidità per 34 miliardi di
dollari ai quali vanno aggiunti 64 miliardi di "beni svincolati" e
altri 99 nelle società del gruppo. Migliori delle attese anche i risultati di
Goldman Sachs, anch'essa partita al gran galoppo al listino, dopo che, a
sorpresa, ha registrato nei primi tre mesi un utile netto di 1,51 miliardi di
dollari, in calo del 53% su base annua, ma pari a 3,23 dollari per azione (2,59
dollari le stime degli analisti). Al di qua dell'oceano, le Borse hanno vissuto
una giornata di gran rimbalzi. Gli indici europei hanno chiuso con un rialzo
mediamente superiore al tre per cento, con il paniere Dj Stoxx
( da "Manifesto,
Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
PAGINA 5 Il presidente
di Air France incontra i sindacati e spiega quanto costa la ricetta francese
per l'acquisto-salvataggio di Alitalia: oltre
7.000 esuberi, concentrati soprattutto nei servizi a terra e in quelli di
manutenzione. Tensione e cariche della polizia di fronte alla sede dell'ex
compagnia di bandiera. Sindacati preoccupati, lavoratori furiosi. Ma Spinetta
mette tutti con le spalle al muro: "Senza un accordo preventivo non se ne
fa niente. E noi non siamo obbligati a comprare".
( da "Corriere
della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2008-03-19 num: -
pag: 32 categoria: REDAZIONALE La Giornata in Borsa di Giacomo Ferrari Sale del
6,11%, Fiat regina dell¡¯S&P-Mib Seat Pagine Gialle Con il nuovo ribasso di
ieri (-4,57%) scende al minimo dell¡¯anno L'inversione di tendenza, che si era
gi¨¤ manifestata nella tarda serata di luned¨¬ a Wall Street, ieri si ¨¨
rapidamente estesa alle altre Borse, secondo il consueto schema. Da parte sua
Piazza Affari ha recuperato gran parte delle perdite della vigilia, con
l'indice Mibtel che ha chiuso in rialzo del 2,39% e l'S&P-Mib che ha fatto
ancora meglio (+2,78%). Maglia nera per Alitalia, che
ha sub¨¬to un nuovo tonfo (-29,43%) avvicinandosi cos¨¬ al prezzo offerto da
Air France. Ma fra i 45 titoli dell'S&P-Mib spiccano almeno altri due
ribassi consistenti: quello di Seat Pagine Gialle (-4,57%) che si aggiunge al
pesantissimo arretramento di luned¨¬; e quello di Fastweb (-4,04%), dovuto alla
caduta delle aspettative di delisting. Entrambi i titoli hanno toccato il nuovo
minimo annuale. La grande maggioranza dei valori dell'S&P-Mib ha per¨°
registrato progressi. A partire da Fiat, regina del paniere con un
miglioramento del 6,11%. Segue Mediobanca (+5,61%), che ha beneficiato degli
ottimi conti di Generali, di cui ¨¨ la maggiore azionista. Nel comparto dei
bancari, tuttavia, che ha reagito prontamente alla d¨¦bacle della vigilia, sono
numerosi i rialzi superiori ai quattro punti percentuali. Monte Paschi, per
esempio, ¨¨ risalita del 4,69%, mentre Popolare Milano ha guadagnato il 4,27%,
Ubi Banca il 4,29% e Unicredito il 4,19%. Di quasi cinque punti, poi,
l'apprezzamento di Mediolanum (+4,94%). Da segnalare, inoltre, il balzo di
Finmeccanica (+4,92%) nel giorno in cui la societ¨¤ ha incontrato a Londra la
comunit¨¤ finanziaria. Bene, infine, Banco Popolare (+3,59%), Fondiaria- Sai
(+3,71%), Intesa-Sanpaolo (+3,34%) e Pirelli (+3,65%).
( da "Tempo,
Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Modello Il
Cavaliere confessa: "Mi sveglio alle 7,15 e vado a nanna alle 2,30"
"Lavoro 20 ore al giorno per il Paese" "Lavoro 20 ore al giorno.
Mi sveglio alle 7,15 e vado a nanna alle 2,30. In media ho 15-20 appuntamenti quotidiani,
di circa 20 minuti ognuno. Le telefonate, tra un appuntamento e l'altro, sono
una cinquantina. Pranzo e cena sono invariabilmente riunioni di lavoro. Non
seguo nessuna vera dieta, se non l'abitudine a un menu semplice e poco
calorico. Dopo la cena, lavoro alla scrivania per studiare, stilare
dichiarazioni, correggere interviste, preparare gli interventi del giorno dopo.
Così per sei giorni alla settimana". Questo è Berlusconi come si racconta
in una intervista al settimanale Gente. Il Cavaliere dà la sua ricetta per
diventare vincente e conclude dicendo di "essere quasi in odore di
santità". E dei sacrifici da fare ha parlato anche a una ventina di
ragazzi, tutti difensori del voto, che ha ricevuto a Palazzo Grazioli e ai
quali ha illustrato le difficoltà da affontare nella prossima legislatura. A cominciare dalla crisi dell'Alitalia e dal
problema degli esuberi. In collegamento telefonico con il Tg4, Berlusconi ha
annunciato che uno dei primi interventi del prossimo governo sarà di
"abrogare la legge sulla par condicio, voluta dalla sinistra". Poi
lancia un numero verde da chiamare per evidenziare eventuali brogli elettorali.
"Siccome nelle ultime elezioni ci sono stati sottratti, secondo i calcoli
di esperti, quasi un milione di voti, noi non vorremmo che questo capitasse e
che il risultato elettorale fosse veramente quello che fotografa la volontà
degli italiani". Sono molti i "guai del Paese" che
"preoccupano" Berlusconi e fra questi vi sono il "disastro della
finanza Usa" e "la drammatica eredità" del governo Prodi."E
poi - ha proseguito - c'è la drammatica eredità che ci lascia il governo Prodi
che si somma a crisi internazionale, c'è la crescita zero dell'economia per i
40 miliardi di tasse imposte da Prodi, c'è l'inflazione alle stelle, una pressione
fiscale da record, c'è più criminalità diffusa per la crescita dei clandestini
e siamo il Paese che più di ogni altro deve comperare tutta l'energia
all'estero". "Abbiamo soprattutto - ha aggiunto - un'immagine
dell'Italia distrutta dalla tragedia dei rifiuti di Napoli e della Campania che
provocherà dei danni incalcolabili per le nostre esportazioni". "E
poi - ha sottolineato - per ultimo c'è il problema di Alitalia
e della Malpensa, tanti e tali problemi per cui nessuno può essere meno che
prudente". Intanto continuano a arrivare sondaggi. Da una rilevazione
realizzata da Ipr Marketing per "Controcorrente", l'approfondimento
di Sky tg 24 su chi dovrebbe succedere a Berlusconi nelal leadership del
centrodestra, il 64% ha scelto Fini, l'11% Tremonti, il 7% la Santanchè.
( da "Corriere
della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-03-19 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE La vertenza I dipendenti provano a entrare nel Centro
direzionale, scontri con la polizia: due feriti Alitalia,
tafferugli alla Magliana Air France riceve i sindacati, ma è caos sotto la sede
della compagnia Vertenza Alitalia, parte la trattativa fra Air France e i sindacati Scontri in
piazza fra lavoratori e polizia Trattativa con tafferugli e due operai feriti.
Ieri i vertici di Air France e Alitalia hanno presentato
ai sindacati il piano dei transalpini per acquisire la compagnia aerea
italiana. L'appuntamento era per le tre del pomeriggio nel Centro direzionale
della società alla Magliana. Un incontro ancora interlocutorio. Ma il prologo è
stato violento. Cinque o seicento lavoratori di Atitech, azienda del gruppo Alitalia con sede a Capodichino che si occupa della
manutenzione di parte della flotta aerea, sono arrivati in pullman per chiedere
garanzie sul proprio posto. Tutti in sciopero. Chiassosi e festanti. Ma quando
hanno cercato di varcare i cancelli del Centro direzionale, si sono trovati di
fronte un muro di forze dell'ordine: polizia e carabinieri. Allora hanno
cercato di forzare il blocco. Spingendo. Ma in maniera tutto sommato pacifica.
Sono stati presi a manganellate. Due addetti di Atitech, Antonio Di Somma, 30
anni, e Antonio Panico, 44, sono rimasti feriti e sono stati curati in
ospedale: 6 punti di sutura alla testa per il primo, setto nasale rotto per il
secondo. La tensione è così salita alle stelle addirittura prima dell'inizio
della trattativa. E i rappresentanti sindacali hanno cercato di riportare la
calma. Poi, dopo una consultazione fra forze dell'ordine e vertici di Alitalia, i cancelli sono stati aperti. E i lavoratori
Atitech sono entrati nel cortile del Centro direzionale. E finalmente, con
un'oretta di ritardo, è cominciato l'incontro sindacale, mentre in strada è
tornata la calma, anche se non sono mancate le polemiche e qualche battibecco
fra gli stessi lavoratori, con fischi e insulti dei dipendenti Atitech nei
confronti dei colleghi di Alitalia in servizio al
Centro direzionale ("servi del padrone", "vergognatevi",
"noi in piazza, voi sul divano "). Cgil, Cisl e Uil, ma anche le
altre sigle, hanno criticato l'uso della forza da parte della polizia. "I
lavoratori volevano solo fare un pacifico sit in di protesta nel cortile della
propria azienda per difendere il proprio posto - dice Giovanni Aruta, esponente
Cisl e delegato sindacale di Atitech -, il piano, da quanto emerso, è inaccettabile,
ci sono tagli assurdi al personale". Ancora da chiarire gli effetti dei
tagli al personale sull'occupazione nel territorio di Fiumicino. Il piano Air
France è infatti complesso: gli esuberi dichiarati complessivamente sono circa
( da "Messaggero,
Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di MAURIZIO COSTANZO
AMMETTO di essere inadeguato, però ancora non riesco a
capire come sta andando la questione Alitalia-Air
France. Mi si dice che rimane compagnia di bandiera però nell'arco di alcuni
anni 1600 persone dovranno lasciare il lavoro e che Fiumicino sarà più centrale
rispetto ad altri scali. Devo dire che raramente abbiamo visto mettere in
ginocchio un'azienda come è accaduto all'Alitalia.Certamente
si è trattato di un susseguirsi di mancate scelte politiche. È comunque
mortificante quanto si legge in Italia e soprattutto quanto si legge
dell'Italia fuori confine.
( da "Messaggero,
Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Air
France: nessun obbligo a comprare. I sindacati: no al piano. Il Pdl critica il
governo. Tensione e scontri Alitalia, frenata sull'accordo
Mercati, la Federal Reserve taglia i tassi Usa dello 0,75% e le Borse
ripartono.
( da "Messaggero,
Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Avoratori hanno
bocciato il piano industriale francese e hanno chiesto maggiori garanzie.
Spinetta: "Non siamo obbligati a comprare". Previsti 1.600 esuberi in
Az-Fly e lo scorporo di Az-Servizi che finirebbe a Fintecna. Intanto ieri è
stata una giornata di ripresa delle Borse mondiali, sull'onda del taglio di
0,75% dei tassi Usa deciso dalla Fed. Piazza Affari ha guadagnato il 2,4%.
( da "Corriere
della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-19 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE La coppia radicale Il ministro: a Torino non mi hanno invitata. Il
partito: i dirigenti locali avevano parlato con la segretaria Emma e Marco,
guerra dei nervi al Pd: fregati ma non molliamo ROMA - "Il Pd non è un
partito democratico e, insieme al Pdl, sta conducendo una campagna mediatica di
regime ": parola di Marco Pannella, che già lunedì a Porta a porta,
invitato come sostenitore del Pd, non aveva risparmiato critiche. Già, i
radicali vivono con insofferenza questa condizione di ospiti imbarazzanti a
casa Veltroni. E non è un problema del solo leader radicale (fatto fuori dalle
liste), che, tra l'amaro e l'ironico, dice: "Beh, almeno non hanno potuto
togliere a me e D'Elia l'elettorato passivo: possiamo ancora votare".
Anche Emma Bonino, capolista ben nascosta in Piemonte, si rende conto del fatto
che a ogni iniziativa importante lei non viene invitata, onde non rinfocolare
l'ennesima polemica tra laici e cattolici. E infatti anche ieri a Torino è
rimasta fuori dalla manifestazione con Veltroni: "Nessuno mi ha
invitata", dice. (Il comitato del Pd locale si giustifica: avevamo parlato
con la sua segretaria). Del resto, analoga situazione ha vissuto addirittura
Zapatero. Il premier spagnolo, è stato cercato e corteggiato per il gran finale
della campagna elettorale del Pd. Poi, per non irritare gli ex ppi, si è deciso
di annullare quell'appuntamento. Ciononostante, Pannella non ha intenzione
alcuna di rompere con il Partito democratico, anche se la notizia che Walter
Veltroni diserterebbe la manifestazione pro-Tibet di oggi lo turba: "Aveva
aderito e io avevo capito che ci sarebbe stato! Vabbè, chi non fa un bel
guadagno è lui". Ma stracciare il contratto prematrimoniale con il Pd non
è nel novero delle cose possibili, se non altro per quei "3,15 milioni di
euro" che, come ricorda Emma Bonino, gli uomini del Loft "devono dare
ai radicali". E allora, per dirla alla Pannella, "vale la legge del
menga, chi ce l'ha se lo tenga: ci hanno fregato e non hanno mantenuto la
parola data perché non eleggeranno nove dei nostri, ma noi non rompiamo. Però
ricordiamo ogni giorno a Veltroni che non mantiene le promesse". Sì, ogni
giorno, uno stillicidio che sfianca il Pd - che tenta per questa ragione di
oscurare i candidati radicali- ma che spinge Pannella a insistere: "Io non
li mollo, rimango attaccato. Voglio partecipare alla costruzione di un vero
Partito democratico". Certo, l'aspirazione di Pannella non fa esplodere di
gioia gli uomini del Loft, ma tant'è: ormai hanno imbarcato i radicali e devono
cercare di gestirli. Per questa ragione il Pd non diserta la manifestazione a
sostegno del Tibet: oggi in piazza ci saranno sicuramente Goffredo Bettini e il
candidato alla presidenza della Provincia di Roma Nicola Zingaretti. Due
veltroniani doc: non sia mai Pannella se ne voglia uscire con un attacco nei
confronti del Partito democratico che prima aderisce all'iniziativa e poi
latita. Anzi, ieri sera le adesioni aumentavano (e c'era chi spingeva Veltroni
a compiere un passo) per la preoccupazione di finire sul banco degli imputati.
Insomma, nonostante le dosi di bromuro che al Pd tentano di spargere, il
rapporto con i radicali resta tutt'altro che semplice. Sul piano dei contenuti:
con Bonino che approva la vendita di Alitalia ad Air France e con Giorgio Tonini che dice quel che Veltroni
non può esplicitamente dire (ossia che è uno sbaglio). Ma anche sul piano dei
modi con cui si è concluso il "contratto" restano delle difficoltà.
Eppure Marco Pannella giura che la richiesta del Pd di non candidarlo non lo ha
amareggiato. Il modo non l'offende, sostiene: "Peggio per loro, io
accumulo e metto da parte". E a furia di mettere da parte si è capito che
il leader radicale darà del filo da torcere al Partito democratico durante la
campagna elettorale, ma anche dopo... Maria Teresa Meli.
( da "Tempo,
Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Il vertice
tra Air France, Alitalia e le sigle sindacali ... Il vertice tra Air France, Alitalia e le sigle sindacali ieri a Roma è stato terreno di scontro non
solo verbale ma anche fisico. Un lavoratore dell'Atitech di Napoli è stato
ferito alla testa durante i tafferugli con le forze dell'ordine davanti al
centro direzionale di Alitalia a via della Magliana. Erano circa 400 i lavoratori,
giunti dagli stabilimenti di Napoli di Atitech (una società legata ad Az
servizi) che hanno cercato di entrare nella sede di Alitalia
dove è si è tenuto il confronto tra i vertici di Air France-Klm e i sindacati.
Alla reazione delle forze dell'ordine i lavoratori hanno risposto lanciando
uova e altri oggetti. Quando sono stati allontanati da polizia e carabinieri,
sono nati dei tafferugli che hanno coinvolto i manifestanti e le forze
dell'ordine. Uno dei lavoratori è rimasto ferito alla testa ed è stato soccorso
da un'ambulanza.
( da "Tempo,
Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa "Il
Gruppo Air France-KLM non è qui per acquisire Alitalia, ... "Il Gruppo Air France-KLM non è qui per acquisire Alitalia, ma per verificare la possibilità, insieme con il personale di Alitalia, di partecipare alla creazione di un grande gruppo di dimensioni
mondiali". è il messaggio principale del presidente e ad di Air France,
Jean-Cyrill Spinetta, durante l'incontro ieri a Roma presso la sede di Alitalia con i rappresentanti nazionali delle principali
organizzazioni sindacali. Ma la trattativa resta tutta in salita. Nell'incontro
di ieri, infatti, in cui sono state confermate le indicazione già rese note sul
piano presentato da Air France e approvato del Tesoro, non si è concretizzato
l'auspicio espresso dai francesi di una apertura dei sindacati, che invece
avrebbero in sostanza bocciato l'offerta. Un no pressoché unanime sarebbe
arrivato non solo da Cgil,Cisl, Uil, Ugl e Sdl, ma anche e soprattutto dai
piloti dell'Anpac. Intanto, le informazioni trapelate ieri non hanno
rappresentato sorprese rispetto a quanto già emerso nei giorni scorsi. Sono
1600 gli esuberi in Az Fly suddivisi in 500 piloti, 600 assistenti di volo e
500 assistenti di terra. Quanto ad Az Service, l'80% del capitale di Az sarà
acquisito da Fintecna. Per quanto riguarda l'occupazione, dei 7600 occupati di
Az service, 3200-3300 saranno internalizzati e ritorneranno quindi in Alitalia. Di questi, 650 sono i lavoratori in esubero
relativamente a parte della manutenzione leggera e parte di Alitalia
Airport. Nessun riferimento è arrivato, invece, per le strutture periferiche,
come Napoli e Palermo, che dovrebbero restare in Az Service. Circa 4400
lavoratori sono destinati quindi ad affluire in Fintecna. Piccolo giallo anche
politico ieri sul tema. "Non ho voluto fare dichiarazioni e continuo a non
farle, ma abbiamo fatto sapere in via riservata quello che pensiamo a chi sta
portando avanti le trattative". Così il leader del Pdl, Silvio Berlusconi,
ha spiegato a chi gli ha chiesto il suo commento sugli ultimi passi della
trattativa tra Airfrance-Klm e Alitalia. Palazzo Chigi
ha precisato "che non risulta nessuna comunicazione giunta in via
riservata a membri del governo da parte del Pdl sulla questione Alitalia".
( da "Tempo,
Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa
Offerta Tps manda la lettera con il sì a Parigi Il ministro dell'Economia e
delle Finanze, Tommaso Padoa-Schioppa, ha inviato ad Alitalia e ad Air France-Klm
una lettera contenente l'impegno ad aderire alle offerte pubbliche di scambio
(per le azioni) e di acquisto (per le obbligazioni) da parte di Air France-Klm
per la totalità dei titoli detenuti dal ministero stesso. Lo ha reso noto un comunicato di
via XX Settembre nel quale si aggiunge che nella lettera viene inoltre
specificato che "gli impegni assunti non saranno vincolanti nel caso in
cui uno o più soggetti lancino un'offerta pubblica concorrente migliorativa e
il ministero accetti tale offerta". La lettera è stata pubblicata sul sito
del ministero, una scelta che "assume rilievo - conclude il ministero -
anche per assicurare il rispetto del principio di trasparenza e non
discriminazione in relazione a eventuali offerte pubbliche migliorative".
( da "Tempo,
Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Filippo
Caleri f.caleri@iltempo.it Rimettere la decisione ... Filippo Caleri
f.caleri@iltempo.it Rimettere la decisione della vendita di
Alitalia all'accordo sindacale è tutta una messinscena. Il Governo ha
commesso gravi errori e sul tema si è comportato con grande disinvoltura.
"Ora è il momento di Air France che ci chiede di aprire una trattativa. Ma
la trattativa è fatta di concessioni e non di diktat come sembra stia venendo
fuori" spiega a Il Tempo, Raffaele Bonanni, segretario generale
della Cisl. Insomma una trattativa nata e condotta male? Il Governo non ci ha
detto nulla. Ha condotto una trattativa senza chiederci mai nulla. E ho avuto
il sospetto che tutto fosse già deciso quando si è visto che sullo stesso tema
il ministro dei trasporti e quello delle infrastrutture avevano idee differenti
e non fossero d'accordo. Ora a che punto si è arrivati? Il comportamento che
stanno tenendo è prendere o lasciare. A noi così non va bene. Ognuno si deve
prendere la propria responsabilità. Non possiamo avallare i numeri che ci
comunicano e le decisioni del governo. Dico di più. Con questa gestione del
caso Alitalia si è aggiunta un'altra perla alle
privatizzazioni avvenute in Italia. La mancanza di trasparenza è stata vistosa.
Alla fine siete quasi considerati un ostacolo? Non siamo un ostacolo ma per
avere il nostro assenso ci devono coinvolgere. è la prima volta che ci si tiene
all'oscuro di tutto. Non so dove sono stati abituati ad avere relazioni
industriali ma spero non alla Cayenna. Il Governo sta cercando una via di
salvezza per la compagnia. è tutto da gettare? Il governo ha commesso un
gravissimo errore di disinvoltura. Per quanto riguarda Air France se hanno
interesse ad aprire una trattativa dovrebbero sapere che una trattativa non è
un'insieme di diktat. Non credo che si possano avallare scelte molto
discutibili senza che venga modificato nulla. E anzi non capisco perché
rimettono la decisione finale all'accordo sindacale. Mi pare tutta una
messinscena. Cosa non vi va giù? Non siamo d'accordo con gli esuberi. Erano
stati annunciati altri numeri. Uno dei criteri principali emersi nel corso
della trattativa era quello per cui si prevedevano meno esuberi. Siete pronti a
rimettere tutto in discussione? Dipende solo da Air France. Nessuno può pensare
di mediare senza sindacato. La disponibilità c'è. Aspettiamo. Una delle cause
che può far saltare tutto è il ricorso della Sea su Malpensa. Che ne pensa? Il
fatto che il comune di Milano faccia causa al governo centrale si commenta da
solo. è il segnale di un governo che ha tirato avanti senza curarsi di intoppi,
ostacoli ed esigenze. Un governo molto leggero.
( da "Tempo,
Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Borse a picco
Lunedì nero, l'Europa brucia 300 miliardi Adesso fa davvero impressione la
crisi economica e finanziaria che si sta abbattendo sui mercati mondiali. Le
Borse europee bruciano 304 miliardi, mentre negli Usa vanno a picco i colossi
del credito. A Milano, dove pesa il tonfo di Alitalia (-27%), il Mibtel ha ceduto il 3,52% e sono stati persi 21,9
miliardi di capitalizzazione. Un lunedì nero partito con il crollo dei listini
asiatici (Tokyo ha ceduto del 3,7%, Hong Kong il 4,62% e Shanghai il 4,6%) e
proseguito con la giornata di passione delle piazze europee. Non è
andata meglio oltreoceano con l'apertura in ribasso di Wall Street e con la
debacle di Lehman Brothers: l'istituto finanziario è arrivato a perdere il 44%
sulle voci - smentite - di una presunta crisi di liquidità. Timori che non
hanno risparmiato anche MF Global, la prima società a livello mondiale nel
settore del brokeraggio di prodotti finanziari complessi come Etf e opzioni. Il
titolo è sprofondato del 54,57%, nonostante il tentativo della dirigenza di
rassicurare gli investitori. La Fed, la banca centrale americana, mirava a
disinnescare le tensioni sui mercati con il taglio a sorpresa del tasso di
sconto di 25 punti base al 3,25%. Una mossa spinta dalla crisi di Bear Stearns,
l'istituto di credito svenduto a JPMorgan per circa 240 milioni di dollari, a
due dollari per azione: il 98% in meno rispetto a fine febbraio quando il
titolo era a 87,30 dollari. Sul banco degli imputati c'è la crisi dei mutui
subprime americani, cioè quelli concessi con minori garanzie, che da mesi sta
mettendo in difficoltà l'economia mondiale. Difficoltà che ieri hanno portato a
un'ondata di vendite in Europa: l'indice Dj Stoxx 600, che raggruppa quotate a
grande, media e piccola capitalizzazione di 18 paesi, ha ridotto la
capitalizzazione di 304 miliardi. Zurigo è stata la peggiore tra le principali
Borse chiudendo a -5,02%. Francoforte ha fatto segnare -4,18%, Londra -3,26%,
Parigi -3,51%. Tra i settori, il più toccato è stato quello delle materie prime
(-8,1% l'indice europeo di settore). Nonostante le nubi sui mercati, la Bce
mantiene ferma la decisione di non ridurre i tassi, così come avvenuto negli
Stati Uniti. I timori di un allargamento della crisi finanziaria negli Usa ha
fatto schizzare ancora euro e petrolio. Sul mercato valutario di Tokyo la
moneta unica europea ha sfondato la quota record di 1,59 sul dollaro arrivando
a 1,5909 per poi arretrare a 1,57. L'ulteriore indebolimento del biglietto
verde ha fatto salire ancora più in alto il prezzo del greggio: i contratti
future con consegna aprile trattati a New York hanno toccato il nuovo massimo a
111,42 dollari. Anche in questo caso le quotazioni hanno ripiegato in serata a
quota 104 dollari. L'oro ha chiuso a New York a 1.002,6 dollari, in progresso
di 3,1 dollari rispetto alla chiusura precedente ma abbondantemente sotto il
record raggiunto sempre ieri a 1.033,9 dollari l'oncia. Con l'oro nero ai
massimi, arrivano novità sul fronte del caro-carburanti: prima di Pasqua
entrerà in vigore il provvedimento che farà scattare una riduzione delle
accise. Mercoledì o al massimo giovedì il testo sarà pubblicato in Gazzetta
Ufficiale mentre la Corte dei Conti ha fatto sapere che ieri, con la
registrazione del decreto, ha dato il proprio via libera alle misure fiscali
che consentiranno una riduzione della componente fiscale del prezzo di benzina
e gasolio pari a 2 centesimi di euro al litro.
( da "Corriere
della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-03-19 num: - pag: 56 categoria:
BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Air France: nessun
obbligo di comprare Alitalia "Non siamo obbligati ad acquisire Alitalia ".
Il presidente di Air France, Spinetta, lo ha premesso incontrando ieri i
sindacati e ha ribadito che l'assenso delle sigle sindacali è una delle condizioni
necessarie per l'operazione. Ha confermato poi che la proposta di acquisto
prevede 1.600 esuberi in Alitalia Fly. I
vescovi: va cambiata la legge elettorale Cambiare la legge elettorale "è
un dovere del prossimo Parlamento, per ridare più democrazia al Paese e la
possibilità ai cittadini di scegliere i loro rappresentanti ". è quanto
chiedono i vescovi per bocca del loro segretario generale, mons. Giuseppe
Betori. E sul caso degli aborti di Genova: "Ciò che è accaduto è la
conseguenza di una mentalità abortista senza confini, che non accetta nemmeno i
limiti della legge". Focus Le opere pubbliche lumaca L'Italia conserva il
record della lentezza nelle grandi opere come la Tav e in quelle meno grandi
come una terza corsia autostradale nella Pianura padana. Il confronto fra i
tempi italiani e quelli di altri Paesi è desolante. Esteri Tibet: il Dalai Lama
pronto a dimettersi Il Dalai Lama è pronto a dimettersi se proseguiranno le
violenze in Tibet. Mentre continuano le proteste anticinesi il premio Nobel per
la Pace ha invitato i manifestanti alla moderazione ma "se le cose
diventeranno incontrollabili, l'unica soluzione sarà quella di dimettermi
". Cronache Travolge e uccide due turiste: il pirata ai domiciliari A Roma
un uomo di 32 anni ubriaco ha investito e ucciso sulle strisce pedonali due
turiste irlandesi di 28 e 29 anni e non si è fermato. Quindi si è schiantato
contro delle auto in sosta. Gli sono stati concessi gli arresti domiciliari.
Polemiche. Economia La Fed taglia i tassi Borse in ripresa La Banca centrale
americana (Fed) ha tagliato i tassi sui fed funds di 0,75 punti percentuali dal
3% al 2,25 per cento. Rimbalzano le Borse. Cultura Quei misteri tra il '44 e il
'45 Intorno al crollo del fascismo e alla fine della Seconda guerra mondiale, è
fiorita una miriade di interrogativi, leggende, e particolari che "non
tornano". E in Misteri italiani (Rizzoli) Silvio Bertoldi si incarica di
dissipare in parte il buio su quanto accadde in Italia nel 1944-45, ombre che
si sono anche allungate fino ai giorni nostri. Spettacoli La scomparsa di
Minghella Il regista britannico Anthony Minghella è morto a 54 anni. Vinse
l'Oscar come miglior regista nel 1996 per "Il paziente inglese".
Minghella sarebbe morto per un'emorragia dopo un intervento chirurgico. Sport
In Serie A il derby di Roma Lazio-Roma, stasera, è l'appuntamento clou della
Serie A. Il presidente laziale Lotito: "Questo derby deve restare nella
storia del calcio come esempio di grande spettacolo sportivo, di rispetto e
solidarietà". Ferrari: Todt si dimette da amministratore delegato Jean
Todt si è dimesso da amministratore delegato della Ferrari. Il consiglio di
amministrazione ha riconfermato alla presidenza Luca Cordero di Montezemolo e
ha nominato, al posto di Todt, Amedeo Felisa. * Con "Style Magazine"
e 3,00; con "Corriere Enigmistica" e 2,30; con "Foto:box" e
7,90; con "Storie della Bibbia" e 8,90; con "La grande dinastia
dei Paperi" e 8,90; con "Geronimo Stilton English!" e 9,90; con "L'Europeo"
e 8,90; con "Dizionario enciclopedico della Cucina italiana" e 13,90;
con "Il grande cinema di Alberto Sordi" e 10,99; con "Gli
itinerari di Dove" e 4,99; con "Computer & Web" e 13,90; con
"Il Diritto" e 15,90; con "Storia della civiltà europea" e
13,90. In Sicilia, Lazio (no Roma), Umbria, Marche, Puglia, Trentino Alto
Adige, Friuli Venezia Giulia, Sardegna e nelle province di PD e PR con La
Gazzetta dello Sport e 1,00.
( da "Messaggero,
Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di LUCIANO
COSTANTINI ROMA Ci sono i numeri, ma non le condizioni per andare avanti.
Almeno per ora. I sindacati, al termine del primo round con il vertice di Air
France, hanno bocciato l'offerta di Parigi. Strada in salita, comunque sbarrata
da tutte e nove le sigle presenti al tavolo e soprattutto dai piloti e assistenti
dell'Anpac che hanno definito l'incontro come "estremamente
negativo". Troppi tagli e nebulose prospettive di sviluppo. Non è una
rottuta, ma quasi. Le parti si sono lasciate senza darsi un nuovo appuntamento.
Per la verità, la delegazione francese ha proposto di aggiornare a questa
mattina la discussione, ma i rappresentanti dei lavoratori hanno risposto con
un secco "no" perchè vogliono che prima siano soddisfatte almeno
quattro condizioni: maggiori garanzie per l'occupazione, un più definito perimetro
di Alitalia all'interno del gruppo franco-olandese
(esuberi), potenziamento della flotta e più tempo per negoziare. Solo, una
volta soddisfatte queste quattro condizioni, la trattativa potrà essere
ripresa. Difficile che il confronto possa essere chiuso entro marzo, ma non
potrà avere neppure tempi lunghissimi perchè Jean Cyril Spinetta, ieri
pomeriggio, aprendo il tavolo di confronto alla Magliana, è stato chiarissimo:
"Non siamo obbligati ad acquisire Alitalia".
Ed ha aggiunto di aspettarsi il via libera dei sindacati entro il 31,
accompagnato da un impegno scritto da parte dei rappresentanti delle varie
categorie: personale di terra, piloti e assistenti di volo. Una sorta di
prendere o lasciare. Quasi un ultimatum. I numeri, dicevamo: il progetto di
Parigi prevede 1.600 esuberi in Az-Fly, cioè nel reparto volo: 500 tra i
piloti, 600 tra gli assistenti di volo, 500 tra gli assistenti terra. Poi
Az-Servizi. Qui Spinetta ha precisato che degli attuali 7.600 dipendenti, tra i
3.200 e i 3.300 resteranno nel perimetro Alitalia. Di questi, 650 saranno considerati esuberi. In Az-Servizi
resteranno le società di manutenzione leggera e una parte di Alitalia Airport. Saranno quasi certamente tagliate le altre attività,
tra cui quella di manutenzione pesante degli stabilimenti Atitech di Napoli.
Le altre attività resteranno in Az-Servizi che tuttavia avrà un nuovo assetto
azionario con una quota dell'80% in mano a Fintecna. Oggi Az-Servizi è al 51%
in mano ad Alitalia, ma è controllata da Fintecna che
ha il 49% delle azioni, più un 2% di diritti di voto in usufrutto. Gestisce la
manutenzione, l'informatica, l'amministrazione, il call center e i servizi
aeroportuali. Il cargo verrà gradualmente ridotto fino alla chiusura, prevista
per il 2010. "Non ci saranno licenziamenti per Atitech, ma solo soluzioni
non traumatiche", ha assicurato il top manager della Magliana, Maurizio
Prato. Numeri accompagnati da un discorso per chiarire lo spirito del piano.
"Non siamo qui - ha precisato Spinetta - per acquisire Alitalia,
ma per verificare la possibilità di partecipare alla creazione di un grande
gruppo di dimensioni mondiali. Offriamo ad Alitalia
una reale prospettiva di futuro e rilancio. Non si tratta solo di creare i
campioni europei di domani, ma anche di salvaguardare i posti di lavoro su un
mercato sempre più concorrenziale". Infine la postilla, ma non secondaria:
"Non esiste alcuna attività di servizio che possa avere successo senza
l'adesione dei lavoratori". Una mera esortazione per coinvolgere tutto il
personale nell'operazione di risanamento o anche, e soprattutto, la richiesta
di sottoscrivere un accordo, come condizione "sine qua non" per
arrivare alla firma sul contratto di acquisto? Non va dimenticato che Air
France ha sempre posto l'assenso dei lavoratori come netta pregiudiziale alla
conclusione dell'intesa. Ieri intanto governo ha raggiunto un accordo con i
sindacati e gli enti locali lombardi per l'applicazione degli ammortizzatori
per Malpensa. Più in particolare, sul pacchetto di tutele per i dipendenti e
sulla gestione occupazionale dello scalo in conseguenza del trasferimento di
voli dall'aeroporto varesino a Fiumicino. Ancora ieri il Tesoro ha inviato ad
Air France e Alitalia la lettera di adesione
all'offerta francese che prevede, tra l'altro, il "mantenimento della
struttura per un periodo tre anni dal completamento dell'operazione e
dell'identità nazionale" della nostra ex compagnia di bandiera.
( da "Messaggero,
Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cesi avrà la
leadership in Italia. Fiumicino verrà rafforzato e sarà l'hub di riferimento. Nuovi
aerei per la flotta in arrivo dal 2011.
( da "Messaggero,
Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Centro direzionale
della Magliana. Scontri che si sono verificati prima dell'incontro tra il
presidente di Air France e le contro parte italiana. La manifestazione -
indetta dai sindacati - ha rischiato di degenerare quando i lavoratori hanno
cercato di sfondare il presidio della polizia. Dopo un lancio di uova ad
allegire la tensione ci ha pensato la reazione, particolarmente veemente, delle
forze dell'ordine che ha allontanato i manifestanti. Ma la carica della polizia
e il fuggi-fuggi generale ha creato scompiglio. A farne le spese è stato un
lavoratore dell'Atitech di Napoli, rimasto ferito alla testa durante gli
scontri. I dipendenti degli stabilimenti di Napoli dell'Atitech protestano per
la preoccupazione che le loro attività, di manutenzione pesante sotto AZ
Servizi, vengano escluse dalla proposta di acquisto. Ieri hanno chiesto di
poter svolgere un'assemblea sindacale nel cortile del
centro direzione di Alitalia ma non hanno ottenuto una risposta positiva. Dopo i tafferugli
in serata è tornata gradualmente la calma e i 500 lavoratori hanno deciso di
levare il blocco in attesa della trattativa avviata tra sindacati e francesi.
Le dichiarazioni del presidente di Air France non lasciano comunque molte
speranze sul destino del polo napoletano, che rischia di essere
tagliato. Anche se margini di manovra potrebbero aprirsi per trovare una
soluzione indolore.
( da "Messaggero,
Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di ROBERTA AMORUSO
ROMA - Ultimatum del governo alla Sea: o ritira la richiesta di risarcimento da un miliardo e 250 milioni avanzata ad Alitalia, oppure sono da rimettere in discussione gli ammortizzatori
sociali per Malpensa. Le due insieme non possono stare. La mossa ufficiale di
Palazzo Chigi è arrivata ieri: "La Sea ponga in essere ogni comportamento
coerente con la finalità di favorire la positiva conclusione dell'accordo tra
Air France e Alitalia ritirando il ricorso". La nota di Palazzo Chigi è
arrivata a stretto giro di posta, proprio nel giorno in cui è stato raggiunto
l'accordo sugli ammortizzatori sociali e sulla Cassa integrazione a Malpensa.
Di qui la precisazione del governo: "Alla decisione di revoca il Governo
subordinerà ogni ulteriore iniziativa". Di tutto questo ora il presidente
della Sea, Giuseppe Bonomi ne deve tenere conto. Deve fare lo stesso il
governatore della Lombardia, Roberto Formigoni insieme a tutto il fronte del
Nord guidato dalla Lega. E soprattutto deve tenerne conto il sindaco di Milano.
Ieri, in un'intervista a La Repubblica, Letizia Moratti ha escluso una marcia
indietro sulla causa di risarcimento ("Alitalia
può anche fallire"). Al massimo c'è spazio per una transazione, sostiene
il sindaco. Ma ora la fermezza con cui Prodi mette sul tavolo della trattativa
anche gli ammortizzatori sociali per Malpensa ha già rimescolato le carte in
tavola. Anche perchè nè l'ipotesi della transazione, nè quella della manleva
chiesta da Air France al governo, risultano percorribili, secondo gli ultimi
approfondimenti del dossier anche in sede Ue. Entrambi questi strumenti,
infatti, rischiano di essere bollati da Bruxelles come aiuti di Stato. E allora
anche ieri le diplomazie hanno lavorato, tra Roma e Milano, con l'obiettivo di
disinnescare la mina Sea entro il 31 marzo, come previsto dalle condizioni di
Air France. Fino alla nuova posizione della Sea, chiarita ieri sera. La società
"è disponibile a valutare proposte di definizione anche stragiudiziale
della vertenza - recita una nota della Sea. A condizione, però, che "venga
riconosciuto il danno che Sea stessa sta subendo per effetto degli
inadempimenti di Alitalia e che si creino i
presupposti di mercato per un nuovo sviluppo dell'aeroporto di Malpensa".
"È indispensabile - prosegue Sea - che il Governo, come più volte
promesso, proceda a una rapida ed efficace rinegoziazione degli accordi
bilaterali internazionali, tali da consentire un incremento dell'accessibilità
diretta intercontinentale del Paese, una conseguente maggiore accessibilità
intercontinentale di Malpensa e una parità di accesso intercontinentale fra
Milano e Roma". Ma il ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani
avverte: "Se Sea vuole, ha la possibilità di far fallire Alitalia. Ma non so se questo possa giovare e non
danneggiare ulteriormente il sistema aeroportuale lombardo".
( da "Messaggero,
Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Residente
di Air France, salta tutto. L'intesa tra Tesoro, azionista di Alitalia, e i francesi
è infatti subordinata, tra l'altro, al via libera delle organizzazioni
sindacali. In assenza Parigli abbandonerà il campo.
( da "Messaggero,
Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia: no dei sindacati, trattativa in
stallo "Per ora non ci sono le condizioni per proseguire". Spinetta:
"Non siamo obbligati a comprare".
( da "Liberazione" del
19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Air
France conferma i 7mila esuberi e dice ai sindacati: "Abbiamo interesse ad
acquisire Alitalia, ma non siamo
obbligati" Air France conferma i 7mila esuberi e dice ai sindacati:
"Abbiamo interesse ad acquisire Alitalia, ma non siamo
obbligati". La polizia picchia i lavoratori che protestano. Così procede
l'ennesima privatizzazione all'italiana 8 19/03/2008.
( da "Liberazione" del
19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Air France irride i
sindacati: "Nessuno ci obbliga" Alitalia,
7mila esuberi e botte ai lavoratori Roberto Farneti Il titolo azionario che
cade a picco in Borsa per il secondo giorno consecutivo, facendo anche di
peggio (-29,3%) rispetto al tracollo della seduta precedente (-26%); la polizia
che manganella i lavoratori della Atitech di Napoli, accorsi a Roma in 500 per
protestare davanti al centro direzionale della Magliana, perché sanno che anche
il loro posto di lavoro è a rischio; il numero uno di Air France-Klm, Jean
Cyril Spinetta, che irride i sindacati, con parole dal chiaro sapore
ricattatorio: "Abbiamo interesse ad acquisire Alitalia,
ma non siamo obbligati". Frase che, nel contesto attuale, significa più o
meno: "Le condizioni le dettiamo noi. O accettate di sottoscrivere quanto vi
proponiamo, a partire dai 7mila esuberi, o vi lasciamo fallire". Quanto è
accaduto nella giornata di ieri è la scena finale di un film già visto.
Rappresenta, infatti, il logico epilogo dell'ennesima privatizzazione
"all'italiana", dove a guadagnarci è sempre e solo chi compra e a
rimetterci sono lo Stato e i lavoratori. Colpa del governo Prodi, che ha
lasciato gestire questo delicata vicenda, dagli importanti risvolti
industriali, a un ministro-ragioniere come Tommaso Padoa Schioppa, unicamente
interessato a liberare i conti pubblici dal fardello di una azienda
costantemente in perdita. Ma anche colpa dei governi precedenti.
"Berlusconi ci consegnò la compagnia sull'orlo del fallimento",
ricorda il ministro per l'Attuazione del Programma, Giulio Santagata. Vero. Per
non parlare di Letizia Moratti. Nella sua veste di primo azionista della Sea,
la sindaca di Milano ritiene "impensabile" che la società
aeroportuale possa rinunciare alla richiesta di un indennizzo di 1,25 miliardi
di euro per la scelta di Alitalia -
"suggerita" da Air France - di abbandonare Malpensa a partire dal
prossimo primo aprile. "Alitalia? Può anche
fallire", aggiunge la ex ministra di Berlusconi. Al vetriolo la replica
del ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero: "Non credo che la
Sea sia in grado di chiedere danni a Alitalia, perchè nei fatti è Alitalia che ci ha
rimesso, che ha finanziato Sea in questi anni". Adesso l'unica maniera per
salvare lo scalo milanese, spiega Ferrero, è "una separazione dei destini
di Malpensa da quelli di Alitalia". E tuttavia l'irresponsabilità del centrodestra non
assolve l'esecutivo uscente dalle scelte compiute in questi due anni. Il
risultato, oggi, è sotto gli occhi di tutti: l'unico futuro che si prospetta
per Alitalia è una svendita a favore del colosso
franco-olandese, che avrà come conseguenza il ridimensionamento della ex
compagnia di bandiera, con la messa a terra di 49 aerei, il taglio dei voli
internazionali, e l'espulsione dal perimetro dell'azienda di metà dei servizi
di terra. Ad essere incluse saranno le società di manutenzione leggera e una
parte di Alitalia Airport. In pratica, su un totale di
7.600 dipendenti di Az Servizi, tra i 3.200 e i 3.300 resteranno nel perimetro
di Alitalia. Di questi, 650 saranno esuberi. Il resto
dei lavoratori e delle attività andrà sotto il controllo di Fintecna.
Confermati anche i 1600 esuberi in Az Fly, di cui 500 tra i piloti, 600 tra gli
assistenti di volo e 500 tra il personale di terra. "Un piano doloroso ma
sarà un successo", assicura Spinetta, che chiede ai lavoratori "di
partecipare alla creazione di un grande gruppo di dimensioni mondiali".
Con "il vostro contributo - assicura il numero uno di Air France, rivolto
ai sindacati - Alitalia potrà tornare alla
profittabilità". Raffaele Bonanni, segretario della Cisl, se la prende col
governo: "Ci hanno consegnato nudi alla trattativa con Air France. Una
cosa inqualificabile. Fanno tutto in silenzio, fanno tutto da soli e poi
all'ultimo momento vogliono scaricare sulle nostre spalle la decisione".
Anche Fausto Bertinotti scuote la testa: "Crescono le proteste dei
lavoratori - osserva il candidato premier della Sinistra Arcobaleno - e vanno
riproposti contro la svendita due elementi: considerare i lavoratori come una
risorsa per il futuro contro le logiche dei tagli e i licenziamenti,
considerare Alitalia come compagnia di bandiera che
può essere oggetto di accordi internazionali o di cambi di proprietà ma
misurati su una strategia di servizio all'Italia". Secondo Bertinotti,
"queste due condizioni non sono garantite da Air France". 19/03/2008.
( da "Liberazione" del
19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Ivan Mazzacani
Milano "Non si può accettare a scatola chiusa la proposta di Air France,
occorre avviare una discussione perché a pagare non siano i lavoratori":
le parole sono del ministro alla solidarietà Paolo Ferrero che ieri, insieme ad
altri esponenti locali e nazionali della Sinistra l'Arcobaleno, ha incontrato
alcuni lavoratori all'aeroporto di Malpensa. Tre i punti fondamentali della
strategia di salvataggio dei posti di lavoro: separare i
destini di Alitalia e di Malpensa, sostenere una battaglia politica per assicurare
gli ammortizzatori sociali, tenere aperta la discussione con Air France, anche
se secondo Ferrero, la proposta attuale sarebbe troppo sbilanciata dal punto di
vista dei costi e dei benefici, con i primi tutti a carico dei lavoratori.
Dal punto di vista politico si discute sulle responsabilità. "Bisogna
constatare il fallimento di una classe imprenditoriale e politica. In passato
la Lega Nord ha fatto fallire un accordo con Klm che avrebbe potuto risollevare
le sorti di Alitalia e oggi cerca di affondarla per
fare posto alle compagnie straniere". Punta il dito contro la Lega Nord
anche Maurizio Zipponi che la accusa di tacere gli effetti nefasti del
commissariamento, ossia la chiusura di tutti i settori in perdita con una
conseguente crisi occupazionale di dimensioni inaccettabili". Zipponi
sottolinea inoltre "l'incongruenza degli imprenditori", a partire da
Asso Lombarda, "da un lato propensi a rivendicare politiche liberiste,
dall'altro a promuovere per Malpensa grandi operazioni stataliste. Ma nessun
finanziamento pubblico deve andare ai privati". Alla neo presidente degli
industriali Emma Marcegaglia, Zipponi chiede quanti soldi di tasca propria è
disposta a mettere, all'ad del gruppo Intesa San Paolo, Corrado Passera, invece
se nella cordata con Airone le banche siano disposte a mettere a rischio il
proprio capitale. Le responsabilità politiche secondo Zipponi vanno ricercate
anche nella società che gestisce l'aeroporto, la Sea, che non è riuscita a
tutelare lo scalo varesino dalla crisi. Alla richiesta di indennizzo milionario
avanzata dal sindaco di Milano, nonché primo azionista di Sea, Letizia Moratti,
Zipponi risponde che "caso mai è Alitalia che
dovrebbe fare causa alla Sea, per aver disatteso gli accordi iniziali".
Oggi, a Malpensa ci sono 9mila lavoratori precari, il 50% del totale. Come
Daniele, 23 anni. Assunto dalla Icts con un contratto di apprendistato per la
durata di tre anni, non sa dire cosa accadrà, ma oggi è costretto a lavorare
meno ore a causa del taglio dei voli operato da Alitalia,
per 500 euro al mese. I più amareggiati sono però i lavoratori di Sea. Roberta,
44 anni, in Sea da 20: "Abbiamo accettato molti sacrifici, turni
straordinari, di certo non ci aspettavamo che finisse così". Per le circa
900 hostess presenti a Malpensa si parla di una cassa integrazione a ore che
dovrebbe scattare il primo di Aprile, per un taglio di circa il 20% dello
stipendio. 19/03/2008.
( da "Liberazione" del
19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Alessandro Ambrosin Fiumicino
(Rm) A Fiumicino è allarme generale. Dopo l'accettazione da
parte del Cda Alitalia del piano di Air France-Klm arrivano le prime stime sugli
esuberi. Un numero molto più alto rispetto a quello indicato nel piano di
rilancio, che prevedeva un taglio di 1700 dipendenti di Alitalia Fly, perché gli effetti ricadranno inevitabilmente anche nel
settore Service e Airport e su tutto l'indotto regionale che vive in simbiosi
con l'hub più importante della penisola. A leggere i calcoli del 2005
diffusi dalla Iata (International Air Transport Association), ogni posto di
lavoro perso equivale a quattro nell'indotto. Sono, infatti, 130mila gli
addetti legati allo scalo romano, contro i 35mila impiegati all'attività
dell'aeroporto di Fiumicino. Un effetto che coinvolge migliaia di persone tra
quelle occupate nei servizi di catering, quelle destinate allo scarico e carico
degli aeromobili, gli addetti alle spedizioni e alla manutenzione e quelli che
lavorano nei servizi di pulizia all'interno dei veivoli e dell'aeroscalo
romano. Un numero impressionante di uomini e donne che sopravvivono grazie
soprattutto alla compagnia di bandiera. Anche per loro si profila un futuro
d'incertezza assoluta, dove l'effetto domino potrebbe rivelarsi fatale in tutta
la sua drammaticità. Le condizioni dettate dal gruppo anglo-olandese del
"prendere o fallire" prevedono l'uscita dell'attività Cargo Alitalia entro il 2010, fonte importantissima per l'economia
regionale e la messa a terra di 42 aeromobili. "Questo non è un piano di
rilancio ma una capitolazione annunciata, - afferma Vittorio Mantelli,
candidato alle provinciali di Roma nel collegio di Fiumicino - l'ultimo asset
strategico che segue le orme di altri poli di eccellenza svenduti dal paese. La
compagnia di bandiera è con le spalle al muro e il prezzo da pagare per questo
piano che non c'è sarà altissimo. Nonostante il trend di crescita di
"propensione al volo" si esprima al doppio delle percentuali rispetto
agli altri paesi europei, l'area tecnica di Fiumicino finirà con il diventare
una cattedrale nel deserto. Anche per gli operai certificati da esperienza e
professionalità impiegati negli hangar e nelle officine di manutenzione si
apriranno le porte in Fintecna. Ciò che accade oggi è sempre stato avvertito
dalla Sinistra l'Arcobaleno, tanto che lo scorso anno, esattamente nel novembre
del 2007 presentò il disegno di legge "Città del volo". Un progetto
regionale - conclude Mantelli - mirato al rilancio dell'area tecnica Alitalia e alla creazione del distretto aeronautico di Fiumicino
basato sul principio della ricerca e dell'innovazione come assi strategici a
cui fare riferimento". Della stessa opinione è Enrico Luciani, presidente
Commissione Mobilità della Regione Lazio: "Da una dettagliata analisi dopo
la privatizzazione degli Aeroporti di Roma avevamo avvertito che la forte
flessione dell'occupazione all'interno dello scalo di Fiumicino con una
tendenza alla precarizzazione erano fenomeni evidenti. Nel documento realizzato
sulla "Città del volo" avevamo predisposto un disegno di legge che
mirava ad elevare l'hub di Fiumicino a polo principale delle manutenzioni e
migliorare non solo la qualità dei servizi, ma anche la formazione dei
lavoratori già penalizzati dall'incertezza del loro futuro professionale. Il
piano di vendita - conclude Luciani - comporterà una perdita in termini
d'impiego e per questo motivo sarebbe opportuno meditare ancora sulle scelte
future e ricercare una soluzione rispondente non solo alle esigenze della
compagnia di bandiera, ma sul fronte dell'intero sistema occupazionale".
Luigi Nieri, assessore al Bilancio, in questi mesi ha lavorato per il rilancio
dell'indotto di Fiumicino con investimenti sulla competitività, la formazione
del personale, l'innovazione in un'ottica di sviluppo locale, centrale per la regione
stessa con uno stanziamento nel bilancio della Regione di un milione di euro.
"Per il progetto di rilancio del settore manutentivo - dichiara Nieri - si
possono inoltre utilizzare le risorse comunitarie nell'ambito della
programmazione 2007-2013. Vanno studiate tutte le soluzioni possibili per
evitare che le difficoltà di un settore strategico per la regione e per il
paese siano sostenute dai soli lavoratori". 19/03/2008.
( da "Repubblica,
La"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cultura FALLIMENTO
lapsus STEFANO BARTEZZAGHI à la guerre comme à la guerre: e sull'erta barricata
di Malpensa, il sindaco di Milano Letizia Moratti - nome di gaudio e cognome di
petrolio - ha commesso un atto estremo, un'imprudenza forse necessaria. Ha rivelato il segreto ultimo della città che governa da Palazzo
Marino: lo ha fatto quando ha dichiarato, a proposito di Alitalia: "Altre compagnie sono fallite, ma gli aerei non hanno
smesso di volare. Neppure il fallimento significa di per sé una
catastrofe". Certo: e neppure la catastrofe è un'ecatombe, né l'ecatombe è
l'Inferno, né l'Inferno è brutto come l'hanno sempre dipinto. Milano non
ha colossei e fori da esibire sfacciatamente: solo qualche colonna e qualche
tratto di mura, quel che basta a fare da supporto per la pubblicità. Ma Milano
deliba rovine anche meglio di Roma, da cui la distingue il gusto innato per la
rovina inappariscente, segreta e per ciò stesso invincibile: il giovanilismo,
ossia la senilità occultata; l'efficientismo, ossia l'efficienza predicata,
ossia l'insipienza attiva; il mito del presente, ossia la negazione della
storia. Le persone meglio in vista a Milano hanno fallito molte volte: ma hanno
continuato a volare, e quindi se ne vantano.
( da "Campanile,
Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
L'atteso vertice che
si è svolto ieri alla Magliana tra il numero uno della compagnia
franco-olandese, Jean-Cyril Spinetta, l'ad di Alitalia, Maurizio Prato e le sigle sindacali è stato preceduto da
scontri e tensioni tra dimostranti e polizia con un lavoratore rimasto ferito
alla testa Lavoratori sul piede di guerra per la vendita di Alitalia ad Air France. L'atteso vertice alla Magliana tra il numero uno
della compagnia franco-olandese, Jean-Cyril Spinetta, l'ad di Alitalia, Maurizio Prato e le sigle sindacali è stato
preceduto da scontri e tensioni tra dimostranti e polizia con un lavoratore
rimasto ferito alla testa. Al tavolo siedono per Air France-Klm il numero
Jean-Cyril Spinetta, e il direttore generale Pierre-Henri Gourgeon, per Alitalia l'ad Maurizio Prato, e il direttore Giancarlo
Schisano, e le nove sigle sindacali di settore, Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Sdl,
Anpac, Up, Avia e Anpav. Intanto, però, la politica si divide sulla vendita tra
favorevoli e contrari. Fra i fautori della seconda, il presidente della Camera,
Fausto Bertinotti, che fa sapere che ci sono almeno due cose che non convincono
nell'offerta di Air France: "La politica occupazionale e la strategia di
impresa". Il candidato premier de "La Sinistra Arcobaleno" ai
microfoni di Ecotv non ha dubbi: "I lavoratori di Alitalia
devono essere considerati una risorsa e quindi devono essere utilizzati".
Di tutt'altro avviso, invece il ministro per le Politiche comunitarie Emma
Bonino, per la quale, Alitalia "è un problema
antico che oggi viene a maturazione: l'alternativa alla vendita amara all'Air
France è il fallimento, su questo bisogna essere chiari". Sul dossier pesa
anche come un macigno la questione Malpensa. Il governo ha annunciato che è
stato siglato presso il ministero del Lavoro un accordo con sindacati, Regione
Lombardia, Province di Milano e Varese, e Sea per la gestione della crisi
occupazionale dello scalo milanese. Ma ha chiesto anche alla Sea di
"favorire la positiva conclusione dell'accordo tra Air France e Alitalia ritirando il ricorso presentato contro
quest'ultima. Da tale accordo - sottolinea il ministro del Lavoro, Cesare
Damiano - "dipende difatti il futuro, di comune interesse, di migliaia di
lavoratori di tutta Italia e dunque anche di quelli che operano nello stesso
aeroporto di Malpensa. In caso contrario la Sea non potrà che assumersi le
responsabilità conseguenti". Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, resta
però convinta della linea dura. "L'azione risarcitoria - dice in
un'intervista rilasciata a "La Repubblica" - è stata a lungo mediata
e si basa su argomenti solidi. Alitalia ha disatteso
l'impegno assunto: fare di Malpensa il suo hub. Una rinuncia da parte nostra è
impensabile". Per poi aggiungere che l'eventuale fallimento della
compagnia di bandiera non sarebbe "una catastrofe". Nel frattempo
continua a crollare il titolo in Borsa: le azioni Alitalia
continuano ad andare a picco senza soluzione di continuità e si avviano a
chiudere la sessione a 0,27 euro, in calo del 29,30%, dopo essere state sospese
al ribasso. Il ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, ha chiesto
a Sea un atto di responsabilità. "Devo dire ? afferma - che in questo momento
Sea ha in mano il bandolo della matassa: se intende far fallire Alitalia può farlo". (19-03-2008).
( da "Riformista,
Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Segue
dalla prima alitalia 2 Le urne ci consegneranno due sentimenti contrapposti. Il
primo è la voglia di bipartitismo. Il secondo è la voglia di contestazione. Chi
sceglie il voto utile non disdegna la fine delle ostilità e dunque trova
positivi gli intenti costituenti della prossima legislatura. Chi invece sceglie di rafforzare i
partiti "dalle tinte forti" (Lega, Sinistra Arcobaleno e Destra) lo
fa per rafforzare quei movimenti meno malleabili agli accordi pasticciati. In
questa prospettiva, non prevedo grandi spazi per i disegni centristi. Quello
che accadrà al Senato potrebbe essere meno tragico di quel che sento dire in
giro, ciò però potrebbe richiedere qualche... rinforzino. Gianluigi Paragone
19/03/2008.
( da "Riformista,
Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Globalizzazione E
crisi economica Così Giulio fa breccia tra i movimenti Cremaschi plaude e vede
lo spettro del '29 La parola "crisi", si sa, fa parte del repertorio
classico della sinistra. E non è una novità nemmeno il fatto che nelle
discussioni sulla crisi, più si va a sinistra, più le sfumature sui suoi
risvolti diventano articolate. Ma che, almeno nella fotografia della
situazione, buona parte delle tesi di Tremonti siano condivise da un
sindacalista-movimentista come Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della
Fiom, tanto scontato non è proprio. Spiega Cremaschi: "Guardi, non voglio
fare come quelli che al bar danno la formazione a Donadoni, ma la critica di
Tremonti al Wto e la necessità di una nuova Bretton Woods sono idee
condivisibili. Tra l'altro sono battaglie portate avanti da tempo dal movimento
no global". Certo, per Cremaschi le differenze restano ("Il libro di
Tremonti esprime un punto di vista intelligente, ma gollista") ma, se non
nella cura, nella diagnosi sulla crisi economica il sindacalista fiommino è
d'accordo con l'ex ministro dell'Economia: "Il problema non è solo
correggere la globalizzazione, il problema, come dice Tremonti, è questa
globalizzazione". Che il movimento no global abbia trovato un suo campione
è certo azzardato dirlo, ma qualche affinità c'è: "Tremonti sta più a
sinistra di Padoa Schioppa" dice Cremaschi. E Veltroni? "Il tema è
come si regola il mercato. Veltroni vive a Disneyland. E non solo lui: tutta
questa campagna elettorale è priva di elementi di contatto con la realtà".
Cremaschi si dice convinto da Tremonti almeno su due punti di fondo. E
chiarisce: "Il primo è il riconoscimento del carattere distorto della
globalizzazione, sul piano finanziario e sociale. Ha ragione Tremonti nel
criticare un certo estremismo capitalista e i processi di finanziarizzazione
dell'economia che ci mettono di fronte al rischio di un nuovo'29. Un esempio?
La politica folle della Banca europea che tiene alto il cambio dell'euro
ricorda quella della Banca britannica che negli anni Venti teneva alto quello
della sterlina. E aggiungo: ha ancora ragione Tremonti quando sostiene che è
inaccettabile che si deve risparmiare sulla busta paga ma si dice che un
operaio può fare un volo low cost". Il secondo punto: "Anche il
giudizio sull'Europa è condivisibile. L'Europa di oggi è un concentrato di
ideologie liberiste e di pratiche burocratiche. Basti vedere le sentenze della
Corte europea sul lavoro che distruggono i contratti nazionali. Ne cito una,
recentissima, contro i sindacati svedesi: un'impresa ha dato in appalto un
lavoro a una azienda lettone che faceva lavorare i suoi operai in Svezia, ma
con salari come se fosse in Lettonia. Il sindacato ha vinto la vertenza,
l'impresa ha fatto causa al sindacato e la Corte europea le ha dato
ragione". Su queste premesse Cremaschi spiega quale è l'assunto
(tremontiano) che lo ha persuaso: "La critica al mercatismo è giusta ed è
giusto che la politica si riappropri della tolda di comando. Come diceva Mao è
la politica che deve governare la canna del fucile e non viceversa. Vale lo
stesso per il mercato". Le affinità con le tesi dell'ex ministro sembrano
fermarsi qui. Dice Cremaschi: "Sui valori è un libro pre-'68: Dio,
famiglia, comunità. Così come non mi convince la sua idea di federalismo che
liquida i poteri dello Stato: è anch'essa figlia della globalizzazione".
Su come indirizzare la canna del fucile per Cremaschi la parola d'ordine è:
ruolo dello Stato nell'economia. A partire, ad esempio, da Alitalia: "Le pare possibile che Alitalia viene
comprata da Air France al costo dell'evasione fiscale di Valentino Rossi? Non
difendo la cattiva amministrazione dell'azienda, ma denuncio che lo Stato
abbandoni il campo". Qualche contatto con le tesi di Tremonti c'è:
"Il protezionismo? Si fa ma non si dice. Nessun arabo o cinese è
riuscito a comprare beni strategici negli Stati Uniti. Più che dazi e tariffe è
necessario un ruolo pubblico nell'economia". Ma la risposta, per
Cremaschi, deve essere di stampo marcatamente keynesiano: "Lo Stato deve
intervenire, promuovere, spendere. Non ha senso dire: prima la crescita, poi i
salari. Gli aumenti salariali creano crescita perché creano domanda. E serve
una programmazione sia a livello nazionale che globale. Non voglio essere
catastrofista ma, di fronte a questa crisi, o si agisce subito o vedo uno
scenario di distruzione". Sul piano sociale, però, Cremaschi offre una
soluzione più di lotta che di governo: "I movimenti ripartiranno. Nei
prossimi mesi ci saranno tensioni sociali, civili e aumenteranno i conflitti
nei luoghi di lavoro. La lotta di classe è tutt'altro che finita". E i
sindacati? "Il bilancio sociale di quelli che rappresentiamo è in rosso. E
in Italia sui salari è entrata in crisi la concertazione che è servita a tenere
in piedi più il sindacato di quelli che rappresenta. Serve meno Palazzo e più
contrattazione". 19/03/2008.
( da "Tempo,
Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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destino alitalia Bonanni (Cisl): "La trattativa con Air France è solo una
messinscena" Rimettere la decisione della vendita di Alitalia all'accordo
sindacale è tutta una messinscena. Il Governo ha commesso gravi errori e sul
tema si è comportato con grande disinvoltura. "Ora è il momento di Air
France che ci chiede di aprire una trattativa. Ma la trattativa è fatta di
concessioni e non di diktat come sembra stia venendo fuori" spiega a Il
Tempo, Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl. Insomma una trattativa
nata e condotta male? Il Governo non ci ha detto nulla. Ha condotto una
trattativa senza chiederci mai nulla. E ho avuto il sospetto che tutto fosse
già deciso quando si è visto che sullo stesso tema il ministro dei trasporti e
quello delle infrastrutture avevano idee differenti e non fossero d'accordo.
Ora a che punto si è arrivati? Il comportamento che stanno tenendo è prendere o
lasciare. A noi così non va bene. Ognuno si deve prendere la propria
responsabilità. Non possiamo avallare i numeri che ci comunicano e le decisioni
del governo. Dico di più. Con questa gestione del caso Alitalia
si è aggiunta un'altra perla alle privatizzazioni avvenute in Italia. La
mancanza di trasparenza è stata vistosa. Alla fine siete quasi considerati un
ostacolo? Non siamo un ostacolo ma per avere il nostro assenso ci devono
coinvolgere. è la prima volta che ci si tiene all'oscuro di tutto. Non so dove
sono stati abituati ad avere relazioni industriali ma spero non alla Cayenna.
Il Governo sta cercando una via di salvezza per la compagnia. è tutto da
gettare? Il governo ha commesso un gravissimo errore di disinvoltura. Per
quanto riguarda Air France se hanno interesse ad aprire una trattativa
dovrebbero sapere che una trattativa non è un'insieme di diktat. Non credo che
si possano avallare scelte molto discutibili senza che venga modificato nulla.
E anzi non capisco perché rimettono la decisione finale all'accordo sindacale.
Mi pare tutta una messinscena. Cosa non vi va giù? Non siamo d'accordo con gli
esuberi. Erano stati annunciati altri numeri. Uno dei criteri principali emersi
nel corso della trattativa era quello per cui si prevedevano meno esuberi.
Siete pronti a rimettere tutto in discussione? Dipende solo da Air France.
Nessuno può pensare di mediare senza sindacato. La disponibilità c'è.
Aspettiamo. Una delle cause che può far saltare tutto è il ricorso della Sea su
Malpensa. Che ne pensa? Il fatto che il comune di Milano faccia causa al
governo centrale si commenta da solo. è il segnale di un governo che ha tirato
avanti senza curarsi di intoppi, ostacoli ed esigenze. Un governo molto
leggero.
( da "Manifesto,
Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Air France mette giù
il "prendere o lasciare", perché "non siamo obbligati a
comprare". Presidio e proteste (e botte della polizia) fuori della sede
centrale della Magliana. La politica si divide, la destra
difende solo lo scalo di Malpensa Alitalia verrà
dimezzata Di 18.300 lavoratori ne verrano salvati solo 11.100. I sindacati
criticano tutto e chiedono cambiamenti sostanziali per continuare il confronto
Francesco Piccioni Il massacro che ci si aspettava, confermato fino all'ultimo
uomo da sacrificare. Con in più l'intimazione rivolta ai sindacati:
"vogliamo che l'accettazione di questo piano sia controfirmata da tutti
voi entro il 31 marzo", con tre distinti documenti: uno per i piloti, un
altro per gli assistenti di volo il terzo per il personale di terra. Prendere o
lasciare, perché tanto "non siamo obbligati ad acquisire Alitalia". Il progetto illustrato ieri pomeriggio,
nella sede romana della Magliana, dal presidente di AirFrance-Klm, Jean-Cyril
Spinetta, prevede quasi un dimezzamento dei dipendenti in carico all'ex
compagnia di bandiera: da
( da "Manifesto,
Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
La protesta
Dipendenti e polizia ai bordi della trattativa Francesca Pilla Sono partiti
prestissimo da Napoli Capodichino, 20 macchine, 7 pullman e un obiettivo:
arrivare alla Magliana in tempo per farsi sentire, accerchiare
il centro direzionale Alitalia e protestare, protestare, protestare. Magari arrivando a
lanciare un uovo al presidente della compagnia Maurizio Prato e
all'amministratore delegato di Air France Jean Cyril Spinetta, i due che
probabilmente nei prossimi mesi decideranno di far fuori mille lavoratori solo
in Campania. "Noi siamo quelli dei servizi di terra, quelli che
nella vendita finiranno in mezzo alla strada o nel migliore dei casi tritati da
un'azienda all'altra - spiega uno dei lavoratori Atitech di Napoli. Sappiamo
che Air France ha intenzione di scaricarci". Preoccupazione, rabbia,
tensione, il viaggio è passato ripercorrendo gli ultimi anni di una lenta
agonia. "All'arrivo in quella che consideriamo ancora casa nostra - spiega
un altro - abbiamo avuto il benvenuto dalle forze dell'ordine in assetto
antisommossa". Così è bastato il lancio di qualche uovo ed è partita la
carica. Nel parapiglia, sotto i manganelli finiscono due lavoratori: un naso e
un sopracciglio rotto. Il più grave, De Somma, dell'Ugl, si becca dieci punti
di sutura. Torna la calma. Qualcuno tra la folla chiede che una delegazione
possa entrare nelle stanze chiuse della trattativa, la risposta arriva con
polizia e carabinieri che serrano le fila. "E' arrivata l'ora che il
governo si assuma le proprie responsabilità. Non è possibile che siamo venuti
qui - urlano dai megafoni - per prendere mazzate ". Ottengono il permesso
di tenere un'assemblea con i rappresentanti sindacali all'interno della sede di
via Marchetti. "Non c'è un'informazione reale su quanto sta avvenendo -
racconta Ciro Labanchi dell'Alitalia servizi - si
parla di 1.600 esuberi ma sono le cifre che riguardano il personale Fly, ci
sono altri 8 mila dei servizi che però stanno per essere tagliati. Questo è il
risultato della divisione firmata nel 2004 dai quegli stessi sindacati che
dovrebbero difenderci". "Ci siamo trovati di fronte a un prendere o
lasciare - risponde Antonio D'Auria segretario Filt Cgil Campania - se non
avessimo sottoscritto l'accordo saremmo rimasti fuori dal perimetro del
gruppo". In quel momento per i sindacati confederali era l'unica soluzione
per far arrivare i finanziamenti attraverso Fintecna in sinergia con le
attività di Fiumicino. Ma oggi quei lavoratori "a terra" sono
considerati zavorra. "Ho 45 anni e
( da "Manifesto,
Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Il sindaco di
Milano, Letizia Moratti, è disposta a far fallire la compagnia di bandiera
piuttosto che rinunciare alla difesa a oltranza di Malpensa. L'esecutivo fa la
voce grossa ma è debole Giorgio Salvetti Milano Milano contro Roma.
Centrodestra contro centrosinistra. Parigi contro tutti e tutti contro i
lavoratori. In picchiata con Alitalia, ciò che
rimane del governo Prodi è costretto a gestire e ad avallare una vicenda ormai
più grande di lui. O si vende Alitalia a Air France, a qualsiasi
condizione, o Alitalia fallisce. A ricatto il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha risposto
con un altro ricatto. E' decisa a non ritirare il ricorso contro Alitalia per il mancato rispetto degli accordi su Malpensa
presentato da Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi controllata
dal Comune di Milano. Sea chiede 1,25 miliardi di euro di risarcimento, dieci
volte di più di quanto Air France è disposta a pagare per tutta l'Alitalia. Con una nota del ministro del Lavoro (che ieri ha
siglato un accordo per la gestione occupazionale dei lavoratori di Malpensa),
il governo ha chiesto a Sea di ritirare il ricorso. "Se Sea non lo farà -
ha scritto Damiano - non potrà che assumersi le responsabilità
conseguenti". Siamo al braccio di ferro ma è Sea, a questo punto, a ritrovarsi
in mano le carte per impedire la vendita a Air-France. Lo ha ammesso anche
Pierluigi Bersani. "Se Sea vuole ha la possibilità di far fallire Alitalia, ma non so se questo possa giovare al sistema
aeroportuale lombardo". Di tutt'altro avviso il sindaco di Milano.
"Il presidente Prodi mi ha chiamato due volte - ha dichiarato a la
Repubblica Letizia Moratti - gli ho chiarito che Sea non può rinunciare a un
contropartita economica". E poco importa se il ricorso di Sea porterà Alitalia al fallimento. "Sono fallite anche Swissair e
Delta ma gli aerei non ha smesso di volare. Air France ha avanzato pretese tali
da farmi dubitare che voglia concluedere davvero l'acquisto di Alitalia". E ancora. "Se c'è la volontà delle
parti sono pronta ad avviare una trattativa per una transazione purchè ci sia
garantito il giusto indennizzo". L'esecutivo, tramite il ministro Damiano,
ha però fatto sapere che "il governo subordinerà alla decisione di revoca
ogni ulteriore iniziativa". Come dire, prima di poter intavolare qualsiasi
trattativa Sea deve ritirate quel ricorso. Ma Moratti non molla. E al suo
fianco si è schierato il governatore lombardo Formigoni. "Il governo,
messo in ginocchio da Air France, ora si accorge di Malpensa e chiede ai
lombardi di risolvere il problema. Hanno predicato che la soluzione era quella
di separare le sorti di Malpensa da quelle di Alitalia,
ora si sono accorti che sono parte di un'unica partita". Il rapporto tra Alitalia e Malpensa è malato sin dall'inzio, prima Malpensa
doveva salvare Alitalia, poi è successo il contrario,
e ora il gioco si ribalta di nuovo. Il ministro Bersani ricorda al centrodestra
e ai dirigenti di Sea, già dirigenti di Alitalia, le
proprie responsabilità. "Se siamo a questo punto è prima di tutto colpa
loro". Ma da due anni governa il centrosinistra e l'esanime governo Prodi
a questo punto non ha la forza né per imporre la propria decisione al nord
ribelle, né per rinegoziare le condizioni imposte da Air France. Per alcuni
commentatori la svendita di Alitalia è talmente
clamorosa da apparire addirittura come un favore ai francesi in cambio di
qualche possibile affare italiano in Francia. La svendita, però, è criticata
anche da alcuni ministri del governo Prodi. Per il ministro dei trasporti
Bianchi, quella di Air France "è un diktat pieno di clausole vessatorie.
Poiché l'obiettivo primario resta quello non solo di evitare il fallimento di Alitalia ma di rilanciarne il ruolo e l'immagine, credo si
debba lavorare sia per chiedere di modificare in modo significativo l'offerta
di Af, sia per acquisire nuove e più costruttive offerte di altri
operatori". Critico anche il ministro delle infrastrutture Di Pietro.
"Questa materia così delicata - ha detto - non può essere affrontata né
decisa da un governo in scadenza. E' stato un errore aver lasciato mandato agli
amministratori di Alitalia a trattare il caso. Hanno
solo l'interesse a piazzare il prodotto". I leghisti la mettono sulla
geografia e Calderoli parla di governo "nordofobico". Berlusconi
tace, Veltroni invece sfodera l'ennesimo 'ma anche'. Per il leader del Pd è
grave parlare di fallimento, la trattativa va conclusa, "ma vanno tutelati
i lavoratori. E Dobbiamo trovare la strada per fare in modo che Malpensa
diventi l'altro grande hub italiano. Alitalia non può
avere due hub, ma l'Italia forse sì".
( da "Manifesto,
Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Prosegue la terapia d'urto
della Fed che giustifica il taglio con il forte rallentamento dell'economia e
con le difficoltà delle banche La Fed ha nuovamente tagliato il costo del
denaro portando il tasso sui Fed fund al 2,25% e il tasso di sconto al 2,50%.
Si tratta di un taglio enorme che negli ultimi 23 anni ha un solo precedente,
quello del 22 gennaio di quest'anno. Per trovare un taglio superiore a quello
deciso ieri sera occorre risalire all'ottobre 1984 quando a guidare la Fed
c'era (prima di Alan Greenspan ) Paul Volcker che decise addirittura una
sforbiciata dell'1,75%. Ma allora il tasso sui Fed fund era all'11,75%.
"Le prospettive dell'economia sono peggiorate ulteriormente - è scritto
nel comunicato emesso alla fine della riunione del comitato monetario - e la
crescita dei consumi ha rallentato, mentre il mercato del lavoro si è
indebolito". Inoltre, "i mercati finanziari rimangono in uno stato di
grande stress e le crisi del credito e del mercato immobiliare minacciano di
pesare sulla crescita economica per alcuni trimestri". Insomma, la
congiuntura è debole e la decisione è stata presa anche in presenza di un tasso
di inflazione quasi doppio rispetto al tasso attuale di intervento. Il nuovo
taglio-shock del costo del denaro è arrivato dopo una settimana nerissima per
le borse mondiali. Che ieri hanno festeggiato in anticipo. A Tokyo l'indice
Nikkei ha recuperato l'1,50%, mentre l'Hang Seng di Hong Kong ha messo a segno
un recupero dell'1,42%. Buoni rialzi, ma non clamorosi. E questo si spiega con
la perdurante debolezza del dollaro che anche se ieri non ha segnato nuovi
record negativi, rimane su livelli molto bassi e questo ostacolerà le
esportazioni di "tigri" e "dragoni". Di ben altro spessore
il recupero delle borse europee: tutte con aumenti superiori al 3%, salvo
Milano che ha scontato i contraccolpi del nuovo tracollo
dei titoli Alitalia. Le borse del vecchio continente già in apertura erano in
attivo, ma il vero balzo all'insù lo hanno fatto solo dopo che negli Usa sono
stati pubblicati i bilanci della Lehman Brothers e della Goldman Sachs, che
lunedì erano state al centro di una ondata di vendite sulle voci di una
situazione disastrosa dei conti. Le trimestrali di Lehman e della
Goldman non sono brillanti e evidenziano forti svalutazioni per crediti
inesigibili. Tuttavia non sembrano sull'orlo del tracollo e di una crisi
finanziaria. Almeno questo testimoniano i conti relativi al periodo dicembre
2007- febbraio 2008. Per tranquillizzare ulteriormente i mercati la Lehman è
anche sottolineato di disporre di oltre 30 miliardi di dollari di liquidità e
di asset che, se necessario, potrebbero essere venduti rapidamente. Il mancato
tracollo delle due banche Usa ha spinto al rialzo soprattutto i titoli bancari
europei che lunedì avevano sofferto di più. Il risultato è stato che a fine
giornata a Londra l'indice Ftse100 era in positivo del 3,54%, mentre a Milano
il Mibtel recuperava il 2,39%. A Francoforte il Dax segnava un +3,41%; il Cac40
parigino è salito del 3,42%, mentre a Zurigo lo Smi guadagna il 3,54%. In ogni
caso su nessuna piazza sono state recuperate le perdite di lunedì. Negli Stati
uniti a parte le notizie non cattive dal fronte bancario, non è che tutto vada
benissimo. E ne è convinto anche il ministro dell'economia Paulson che ieri ha
di nuovo parlato di "una forte contrazione dell'economia". D'altra
parte con i nuovi dati macroeconomici diffusi ieri non c'è da essere ottimisti.
E' arrivata, ad esempio, la conferma che l'inflazione è alta: in febbraio i
prezzi alla produzione hanno segnato un aumento dello 0,3%, mentre l'indice
"core" (che esclusi gli energetici e gli alimentari), è salito dello
0,5% dopo lo 0,4% di gennaio. Altro dato negativo (una conferma) dal settore
edilizio: in febbraio l'apertura di nuovi cantieri è diminuita dello 0,6% e - dato
ancora peggiore - le nuove licenze edilizie sono crollate del 7,8% il livello
più basso degli ultimi 16 anni. George W. Bush, il segretario al tesoro Henry
Paulson e il presidente della Fed, Ben Bernanke. Foto Ap.
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Linea dura del
manager transalpino al tavolo della trattativa. Pressione del governo sulla
Sea. Titolo ancora a picco Alitalia-Air
France, intesa a rischio No dei sindacati al piano. E Spinetta minaccia:
"Non siamo obbligati a comprare" Scontri tra la polizia e i
lavoratori dell'Atitech di Napoli: feriti due manifestanti Ancora tensioni e
polemiche dopo il via libera del governo all'acquisizione di Alitalia da parte di Air France-Klm. Fuori il quartier generale
della Magliana le proteste dei lavoratori napoletani di Atitech, sfociate in tafferugli
e scontri con due feriti. All'interno la fermezza dell'amministarore delegato
di Air France, Jean Cyril Spinetta ("non siamo obbligati a comprare")
che con Maurizio Prato, ad della compagnia di bandiera, ha incontrato le nove
sigle sindacali per illustrare il piano. Piano bocciato dai sindacati. A Piazza
Affari il titolo di Alitalia ha fatto registrare un
altro tonfo: -29,3%, facendo scendere il prezzo delle azioni a 27 centesimi.
Pressioni del governo sulla Sea per ritirare la richiesta di risarcimento.
FRANZESE E SERVIZI ALLE PAGINE 2 E 3 Un lavoratore dell'Atitech di Napoli
ferito alla testa durante gli scontri con la polizia davanti alla sede Alitalia.
( da "Voce
d'Italia, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Alitalia, Spinetta: accordo a rischio, ma sono fiducioso
Titolo sospeso in apertura Roma, 19 mar. - Sempre piu' complessa la trattativa
di Air France-Klm per la compravendita di Alitalia.
"Non siamo certamente obbligati a comprare" ha detto ieri il numero
uno del colosso franco-olandese Jean Cyril Spinetta. Le cifre proposte Da
Spinetta su esuberi e ridimensionamento del perimetro del gruppo italiano non
hanno per nulla convinto i sindacati. L'incontro è stato quindi sospeso e Air
France-Klm ha chiesto di riprendere nella giornata di oggi. Spinetta non
nasconde le evidenti difficoltà, ma sembra comunque ottimista: "Si è verò,
l' accordo è a rischio" ma ha "ancora fiducia". Il presidente di
Air France-Klm si trova al momento al lavoro con il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, e la prima linea di manager della
compagnia italiana. Un incontro che servirà anche a valutare se ci sono margini
di trattativa per riprendere il confronto con i sindacati. I siondacati nel
frattempo ribadiscono la posizione espressa martedì al tavolo nella sede di Alitalia. Fonti sindacali confermano che una ripresa del
confronto sarà possibile "solo se ci saranno novità", nel senso di
una disponibilità a confrontarsi con più spazio per eventuali correzione sulla
proposta di Air France-Klm per l'acquisizione di Alitalia.
"Aspettiamo una risposta", dicono i sindacati. L'amministratore
delegato di Sea-Aeroporti di Milano, Giuseppe Bonomi, intervenendo alla
trasmissione televisiva Panorama del Giorno su Canale 5 sostiene che "il
fallimento di Alitalia non è il nostro obiettivo, ma
abbiamo il dovere di tutelare Sea". "Il governo - ha continuato
Bonomi - chiedendoci di rinunciare alla causa, ci chiede di rinunciare al
diritto di ogni azienda di tutelare se stessa". In stallo la situazione in
borsa e Alitalia non riesce ad avviare le
contrattazioni a Piazza Affari e viene sospesa per eccesso di ribasso. Alle
9,10 il titolo ha segnato un calo teorico del 16,67% a 0,23 euro. Alitalia non ha fatto prezzo per circa un'ora, poi ha aperto
con un prezzo di 0,208 euro (-24,6%). Dopo aver toccato un minimo a 0,199 euro
il titolo segna a metà mattinata 0,215 euro, con un -22,1%. Continua così il
riallineamento del prezzo a quello offerto da Air France con il concambio, pari
a circa 0,10 euro.
( da "Voce
d'Italia, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Alitalia, Spinetta: accordo a rischio, ma sono fiducioso
Titolo sospeso in apertura Roma, 19 mar. - Sempre piu' complessa la trattativa
di Air France-Klm per la compravendita di Alitalia.
"Non siamo certamente obbligati a comprare" ha detto ieri il numero
uno del colosso franco-olandese Jean Cyril Spinetta. Le cifre proposte Da
Spinetta su esuberi e ridimensionamento del perimetro del gruppo italiano non
hanno per nulla convinto i sindacati. L'incontro è stato quindi sospeso e Air
France-Klm ha chiesto di riprendere nella giornata di oggi. Spinetta non
nasconde le evidenti difficoltà, ma sembra comunque ottimista: "Si è verò,
l' accordo è a rischio" ma ha "ancora fiducia". Il presidente di
Air France-Klm si trova al momento al lavoro con il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, e la prima linea di manager della
compagnia italiana. Un incontro che servirà anche a valutare se ci sono margini
di trattativa per riprendere il confronto con i sindacati. I siondacati nel
frattempo ribadiscono la posizione espressa martedì al tavolo nella sede di Alitalia. Fonti sindacali confermano che una ripresa del
confronto sarà possibile "solo se ci saranno novità", nel senso di
una disponibilità a confrontarsi con più spazio per eventuali correzione sulla
proposta di Air France-Klm per l'acquisizione di Alitalia.
"Aspettiamo una risposta", dicono i sindacati. L'amministratore
delegato di Sea-Aeroporti di Milano, Giuseppe Bonomi, intervenendo alla
trasmissione televisiva Panorama del Giorno su Canale 5 sostiene che "il
fallimento di Alitalia non è il nostro obiettivo, ma
abbiamo il dovere di tutelare Sea". "Il governo - ha continuato
Bonomi - chiedendoci di rinunciare alla causa, ci chiede di rinunciare al
diritto di ogni azienda di tutelare se stessa". In stallo la situazione in
borsa e Alitalia non riesce ad avviare le
contrattazioni a Piazza Affari e viene sospesa per eccesso di ribasso. Alle
9,10 il titolo ha segnato un calo teorico del 16,67% a 0,23 euro. Alitalia non ha fatto prezzo per circa un'ora, poi ha aperto
con un prezzo di 0,208 euro (-24,6%). Dopo aver toccato un minimo a 0,199 euro
il titolo segna a metà mattinata 0,215 euro, con un -22,1%. Continua così il
riallineamento del prezzo a quello offerto da Air France con il concambio, pari
a circa 0,10 euro.
( da "Quotidiano.net" del
19-03-2008)
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commissariamento" Spinetta: "Ho ancora fiducia". I sindacati sul
piano: "Così non va". E in borsa il titolo non apre per eccesso di
ribasso Commenta Commenti Invia commento Segnala ad un amico 19/03/2008 11:27 Camillo
Debrai Perchè non si vuole il fallimento di Alitalia? Una nuova Alitalia, risorta dalla ceneri del
fallimento, potrebbe liberarsi dalle zavorre e valorizzare al meglio i propri
asset e magari essere interessante anche per altri imprenditori o aziende che
non AirFrance. Toccherebbe al governo aiutare i lavoratori in esubero con
sussidi temporanei di disoccupazione e corsi di formazione e reinserimento,
ma non ha senso trasferire questo compito all'azienda che è virtualmente
fallita. Il posto fisso non esiste più, non esiste per le migliaia di
lavoratori delle PMI italiane, e non si vede perchè debba esistere per Alitalia. Sono presenti 1 commenti, invia il tuo commento!
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- Locale Liceali sotto esame dei carabinieri Gli ispettori scolastici sentono
EndriCronaca - Locale Scoperte tre pompe non in regola, una è a RovigoCronaca -
Locale Aumentano le coste balneabili Le Marche superano quota 87%Cronaca -
Locale Quando il Rimini usa la doppietta Vantaggiato e Greco colpiscono 2
voltePazzo mondo Troppe 'turche' ai Giochi di Pechino, scoppia il 'watergate'
olimpicoCultura - Locale Salesi, mancano novemila euro Appello alla città per
l'ultimo sforzoGossip Sms a Cecilia, il cronista si scusa E Sarkozy rinuncia
alla causaCronaca - Locale Prima prova l'approccio Poi l'aggressione sotto
casaCronaca - Locale Licenziamenti e articolo 18: un inedito di Marco BiagiCronaca
Per due anni abusa di una ragazzina 'Se non ci stai pubblico i video
hard'Spettacolo Alex Britti e il suo periodo di crisi "Non volevo più fare
dischi"Cronaca - Locale "Non odio nessuno, voglio solo
serenità"Sport Rosolino in semifinale 200 stile libero Colbertaldo e
Pizzetti in finale 800 sl Legno e luce: un connubio tra Pedano e FlavinMajoli
Dietro lo specchio'TEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008Stagione teatrale
2007 / 2008: I due gemelli venezianiStagione di qualità al Teatro ComunaleIl
trittico di Puccini al Teatro alla ScalaLa Belle Epoque. Arte in Italia
1880-1915Il cartellone 2007/08 del Politeama PrateseBaustelle in
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TibetLucca: i migliori anni della nostra vitaTir trasporta clandestini
iracheniTreviso-Bologna Le prime immagini da Lhasa, TibetVideo: 2001 Odissea
nello Spazio di KubrickLa squillo di Spitzer, show bollente per i 18 anniIl
robot studiato dalla Boston Dynamics, Big DogIntervista: Franco Giordano
(Sinistra Arcobaleno)Patti Smith - 'Because the Night'Alex Britti - 'Mi
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Lippi frai Rossoneri e il BarcellonaIntervista a Paola Binetti (Pd)Intervista a
Maurizio GasparriIntervista a Gianni Alemanno (PdL)Friedrich Vernarelli al
volanteLa Nazione - Lucca: spot, i migliori anni della nostra vita Il Tra
boccia Moggi: "Le intercettazioni supportano le prove, confermati 5 anni
di squalifica con proposta di radiaizone" del 19/03/2008 di Mister X
Bentornati Rem del 19/03/2008 di Andrea Brusa La camorra, la mafia e il
silenzio dei politici del 19/03/2008 di Sandro Bugialli La ruota dei neonati
non è un orrore del 18/03/2008 di Massimo Pandolfi Una vita su eBay del
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d'accordo?In discoteca con il 'trenino'. Che cosa ne pensate?Terrorismo, temi
nuovi attacchi?Sei d'accordo con l'esonero di Piccioni?Vota il gol più bello
della 28esima giornataKit antidroga per gli adolescenti, si o no?Libano,
Afganistan, Kosovo, Iraq: cambiare o no i compiti delle nostre missioni
militari all'estero?Rimborsi elettorali ai partiti-fantasma, è giusto?Sei
precario: sposeresti un milionario non per amore?Santoro 'cotto' della Borromeo,
secondo voi è vero?Giusta la sentenza di appello a carico di Ahmetovic?Una
donna alla guida di Confindustria, sei d'accordo?E' giusto il dietrofront di
Mancini?Comitato di cittadini per GuazzalocaGiusto negare i funerali agli
assassini? LA FOTO DEL GIORNO Sexy fashion Dalla musica alla passerella: un
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Camillo Debrai Perchè non si vuole il fallimento di Alitalia? Una nuova Alitalia, risorta dalla ceneri del fallimento,
potrebbe liberarsi dalle zavorre e valorizzare al meglio i propri asset e
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( da "Opinione,
L'"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mer, 19 Mar
2008 Edizione 55 del 19-03-2008 IL TITOLO VA A PICCO Così parlò Spinetta:
"Non siamo obbligati ad acquisire Alitalia" di Maria Laura Zuccheri C'è anche il rischio che adesso i
francesi "snobbino" l'Alitalia e ce la
mollino sulle spalle con tutti i dipendenti, i conti in rosso e via dicendo.
Più chiaro di così non poteva essere il presidente di AirFrance, Jean-Cyril
Spinetta: "Non siamo obbligati ad acquisire Alitalia".
Con queste parole ha esordito davanti ai sindacati Italiani ai quali stava
illustrando l'amarissimo piano di acquisizione. Spinetta, hanno riferito fonti
sindacali, ha ribadito la richiesta di un impegno scritto da parte dei
rappresentanti dei lavoratori della compagnia di bandiera italiana, uno
ciascuno per piloti, assistenti di volo e personale di terra, entro il 31
marzo. Spinetta, secondo quanto si è appreso, si è comunque detto
"convinto che l'integrazione sarà un successo. Sarà un'operazione
dolorosa, ma poi decollerà. Integreremo Alitalia - ha
concluso il numero uno di Air France - come abbiamo fatto con Klm". Sono
stati confermati, per ora, 1600 esuberi in Az Fly. A informare sulla cifra i
sindacati nel corso dell'incontro con i vertici di Alitalia
e Air France è stato Giorgio Callegari, direttore Alleanze della compagnia. Gli
esuberi sono stati così suddivisi: 500 tra i piloti, 600 tra gli assistenti di
volo e 500 tra gli assistenti di terra. L'incontro con i sindacati è stato
preceduto da momenti di tensione davanti alla sede di Alitalia
in via della Magliana. Davanti ai cancelli della compagnia stazionavano circa
300 manifestanti di diverse organizzazioni sindacali. A un certo punto la
polizia ha caricato i dimostranti per impedire loro l'ingresso nella sede della
compagnia e uno dei lavoratori è rimasto ferito alla testa ed è stato soccorso
da un'ambulanza. Questa potrebbe essere la cronaca della giornata se non fosse
d'obbligo registrare anche che con i crolli delle ultime due sedute di Borsa Alitalia ha ormai bruciato metà della sua capitalizzazione.
Tra lunedì e ieri, i giorni successivi all'ok del cda di Air France - Klm alla
trattativa in esclusiva, il titolo ha fatto registrare una perdita complessiva
quasi del 50% (il 48,31% per la precisione), portando così il valore in Piazza
Affari a quota 382,7 milioni di euro. Una capitalizzazione questa che potrebbe
diluirsi ulteriormente nelle prossime sedute alla luce del fatto che il titolo
si sta allineando ai dieci centesimi per azione offerti da Air France. Questo
prezzo valuta la compagnia di bandiera 138,6 milioni di euro. Il riferimento
della seduta di ieri è a 0,276 euro (-29,43%).
( da "Opinione,
L'"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mer, 19 Mar 2008 Edizione 55 del 19-03-2008 Il caso Alitalia Il cerino al Cavaliere di Arturo Diaconale Ora il governo dice
che se salta la trattativa con Air France per la vendita di Alitalia la colpa è della Sea e della sua intransigenza sulla richiesta
di un rimborso di un miliardo e duecentocinquantamila euro per i danni subiti a
Malpensa. Ha un bel dire Letizia Moratti che la Sea è disponibile a
rinunciare alla cifra astronomica richiesta inizialmente in cambio di una
adeguata. Il gioco del cerino è in pieno svolgimento. E se mai i francesi
dovessero tirarsi indietro il governo di Romano Prodi avrebbe trovato già il
responsabile del fallimento della vendita della compagnia di bandiera ed il suo
conseguente ed inevitabile fallimento. Molti sostengono che in realtà Air
France abbia posto delle nuove e più pesanti condizioni d'acquisto proprio alla
scopo di suscitare reazioni negative talmente forti da giustificare il proprio
ritiro. Secondo questa ipotesi, infatti, i francesi avrebbero rifatto i conti e
scoperto che acquisendo Alitalia i problemi sarebbero
mille volte superiori ai vantaggi. E si sarebbero mossi di conseguenza. Ma il
governo, che ha dato il via libera alla proposta di Air France, non si è
neppure posto un dubbio del genere. Si è preoccupato solo di pararsi le spalle
dalle polemiche furibonde che scoppierebbero in caso di fallimento della
trattativa della Compagnia di Bandiera. E ha scaricato preventivamente la
responsabilità di una eventualità del genere sulla Sea. Cioè sul sindaco di
Milano Letizia Moratti, sul Presidente della Regione Lombardia Roberto
Formigoni, su Umberto Bossi e la Lega. E, quindi, sul Pdl e sul suo candidato
Premier Silvio Berlusconi. Il caso Alitalia, quindi, è
diventato un argomento di campagna elettorale. Con il Pd che invece di
preoccuparsi di aver accettato una offerta jugulatoria dei francesi, pensa solo
a passare il cerino nelle mani del Pdl. E con parecchi esponenti dello stesso
Pdl che, nel tentativo di perseguire i loro particolari interessi elettorali,
si sforzano di favorire con ogni mezzo l'operazione degli avversari. La
polemica tra Maroni ed Alemanno, il primo impegnato a difendere ad oltranza
Malpensa ed il secondo ad esaltare Fiumicino, è fin troppo indicativa del
masochismo elettorale di certi esponente del Pdl. Ma la vicenda Alitalia è troppo grande per essere ristretta nell'angusto
recinto della contingenza elettorale. Perché il caso non sarà chiuso dal voto
degli elettori. Dopo il 13 aprile chi andrà al governo dovrà comunque fare i
conti con questa patata bollente. E, poiché con ogni probabilità al governo ci
tornerà il Pdl, sarebbe opportuno che Silvio Berlusconi non solo intervenisse a
sedare i contrasti della propria maggioranza che favoriscono le speculazioni
del Pd, ma indicasse per tempo la strada da seguire per risolvere la questione.
Il punto vero è definire una alternativa credibile al "patto leonino"
proposto da Air France. Cioè, visto che non esistono per Alitalia
altri acquirenti con un minimo di credibilità, indicare le tappe che attraverso
un fallimento adeguatamente pilotato potrebbero portare alla rinascita dalle
proprie ceneri della Compagnia di Bandiera ed alla difesa sia di Malpensa che
di Fiumicino. Impresa diperata? Può essere. Ma l'unica in grado di stoppare le
speculazioni elettorali, dare una speranza ai lavoratori che rischiano il posto
e costringere Air France a rinunciare alla prepotenza ed accettare condizioni
più eque.
( da "Opinione,
L'"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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2008 Edizione 55 del 19-03-2008 IL BILANCIO DI GEMINA Per Aeroporti di Roma non
si bada a spese Il dividendo di 0,05 euro, meno della metà di quello dello
scorso anno, verrà offerto ai soli azionisti riparmio di Emilia Rettura Del
traffico aereo in aumento, in Italia come nel resto del mondo, a Gemina non se
ne sono resi conto. Almeno stando a vedere i conti del Gruppo che, dopo
l'acquisizione di Aeroporti di Roma, hanno un solo colore: rosso. Tra i numeri
del bilancio 2007, alcuni destano preoccupazione: 17,1 milioni di euro di
perdita rispetto ai 117,4 milioni di utile ottenuti nel 2006, un utile, per la
sola Gemina Spa, di 13,3 milioni di euro, a fronte dei 50,9 milioni dell'anno
precedente. Ancora, un dividendo di 0,05 euro per azione che verrà offerto ai
soli azionisti risparmio il prossimo 22 maggio. Meno della metà di quello distribuito
lo scorso anno, che era di 0,12 euro per le azioni risparmio, 0,10 per quelle
ordinarie. Cresce anche l'indebitamento finanziario, che passa dagli 890
milioni del 2006 al 1.451 milioni del 2007. Per quanto riguarda i ricavi,
aumentati del 56,9% fino a una somma finale di 436,2 milioni di euro, bisogna
analizzare distintamente i diversi settore di interesse del Gruppo che, nel
corso dello scorso anno, ha cambiato letteralmente configurazione investendo
nelle infrastrutture aeree. Il bilancio dello scorso anno, infatti, prende in
considerazione le due diverse fasi di acquisto degli scali romani, controllati
per il 51,08% nel primo semestre, con una quota del 95,7% nella seconda parte
dell'anno. Nei ricavi derivati da attività aeroportuali, la società milanese
registra il primo segno positivo: crescita del 7,9% per un totale di 548, 3
milioni di euro. Sempre nel settore delle infrastrutture aeroportuali, in
evidenza anche il miglioramento nei ricavi dei servizi di comunicazione per il
controllo del traffico, che salgono da 3 milioni a 24,2 milioni di euro. Un
risultato soddisfacente che potrebbe non replicarsi, però, nel prossimo anno. I
dati sul traffico aereo nei primi due mesi di quest'anno, infatti, parlano sì
di un incremento del comparto, pari a un + 2,4% nel quantitativo di voli e un +
5,8% nel numero dei passeggeri, ma non con gli stessi ritmi di quello
registrato nel 2007. Non solo, sul destino della società
grava soprattutto il masso Alitalia e le implicazioni che
questo porterà sulla ripartizione dei voli tra gli scali milanesi e quelli
romani. Nel caso l'attuale proposta di Air France andasse a conclusione,
Aeroporti di Roma potrebbe sì beneficiare dello spostamento su Fiumicino di
tutti i voli intercontinentali originariamente detenuti dall'hub di Malpensa,
come previsto dal piano. Ma dovrebbe anche sopportare una diminuzione generale
del 10% dei passeggeri che viaggeranno con la nostra compagnia di bandiera
nell'ipotesi di acquisizione francese. Tornando ai ricavi del Gruppo Gemina,
vanno male quelli del comparto di produzione di energia elettrica e termica,
che vedono una perdita del 15,1%, portandosi a 17,4 milioni. In questo campo
verranno riversati parte degli investimenti totali che Gemina si propone per il
2008, destinati alla costruzione della centrale di cogenerazione di Fiumicino e
alla ristrutturazione di quella a biomassa di Castellavazzo. Contro un
quantitativo di 96,4 milioni di euro in totale investiti nel 2007, per il
prossimo anno il Gruppo intende concentrare sui soli Aeroporti di Roma risorse
pari a 149 milioni di euro. Una somma che rappresenta solo una fetta del
miliardo e 600 milioni da investire tra il 2008 e il
( da "Opinione,
L'"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mer, 19 Mar
2008 Edizione 55 del 19-03-2008 Note spurie Sarebbe meglio il silenzio di
Valerio Fioravanti Converrebbe non parlarne, lasciare che la vicenda Alitalia si consumi in silenzio, trascinata a fondo dai
decennali rossi in bilancio di cui sono tutti corresponsabili, dai politici che
da sempre nominano amministratori "amici", ai sindacati, che ogni
volta che scioperano aggravano un po' di più il bilancio, e abbattono
definitivamente l'affidabilità della compagnia. Converrebbe non parlarne, e di
1600 o 2000 o 5000 "esuberi" non si accorgerebbe nessuno, una goccia
nell'oceano del mercato del lavoro italiano. Invece la politica e i media,
masochisticamente, fanno a gara a riproporre sempre le solite soluzioni, sempre
molto costose, sempre molto inutili. E noi a destra abbiamo addirittura un
partito che quando gli pare fa il federalista, e quando invece vuole salvare un
aeroporto del Nord arriva a sostenere addirittura che si debba mantenere in
vita, a costi esorbitanti, una compagnia di bandiera che non funziona più da
tempo, senza nemmeno poter "esuberare" quelli che l'hanno fatta fallire.
Come nella tradizione della peggiore partitocrazia, di "Roma
ladrona". Converrebbe, soprattutto a destra, non parlarne, e lasciare che Alitalia vada a fondo definitivamente in queste settimane di
interregno. SIAMO LONTANI Nello stato di New York uno dei soliti scandali
pruriginosi ha costretto il governatore alle dimissioni ed ha fatto subentrare
il vice nella carica principale. Il vice, ora titolare dell'importantissima
poltrona, è nero, e soprattutto è cieco. L'Unità, siccome tutto quello che
succede negli Stati Uniti deve per forza essere banale, se non stupido, ha
titolato "Governatore per caso". Forse sarà stato il caso a fargli
fare l'ultimo passo, ma David Paterson al posto di vicegovernatore non ci era
arrivato per sbaglio: si era candidato, ed era stato eletto. Bravo lui, ma
bravi soprattutto i suoi elettori, che evidentemente non si sono lasciati
fuorviare dal sua handicap e gli hanno riconosciuto il pieno diritto ad una
carriera politica di rilievo. E bravo anche il suo predecessore, quell'Eliot
Spitzer rimosso per aver mentito, che prima di aver fatto l'ipocrita sulle cose
di sesso, aveva avuto il coraggio di metterselo a fianco in campagna
elettorale. Siamo contenti che il 55° Governatore dello stato di New York sia
un cieco. Noi purtroppo, con buona pace dell'Unità, siano ancora molto lontani
da cose del genere.
( da "Opinione,
L'"
del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mer, 19 Mar
2008 Edizione 55 del 19-03-2008 Non resta che calare le braghe La vendita di Alitalia ad Air France è l'unica soluzione, anche se porterà
ad 8mila licenziamenti Le colpe del tracollo vanno ricercate in una classe
politica miope e nei nostri imprenditori senza idee di Francesco Blasilli I
buoi sono ormai usciti dalla stalla. Per questo motivo, il
piagnisteo che adesso arriva da più parti sul caso Alitalia, altro
non è che un puro esercizio di stile comunicazionale, che non deve ingannare il
cittadino. Le colpe su Alitalia sono di tanti ed è troppo facile dire che non si deve vendere ad
Air France: arrivati a questo punto non rimane altro che consegnare Alitalia ai Galli. E la consegna avverrà ad un prezzo ridicolo,
appena 138 milioni di euro (basta pensare che un magnate americano sta per
offrirne 250 per acquistare la Roma calcio), un prezzo che più che ad una
vendita, fa pensare ad un regalo. Ora, però, non si può fare altrimenti. Ed
infatti i sindacati stanno già, in gran segreto, da una settimana a Parigi per
cercare di limitare i danni che, è facile prevedere, saranno tanti. Ad Air
France, infatti, interessa l'unico ramo remunerativo di Alitalia:
la tratta Milano Linate ? Roma Fiumicino. E i francesi, tra l'altro, vogliono
anche l'affossamento definitivo di Malpensa, concorrente pericoloso per il loro
Charles De Gaulle: una volta acquisita Alitalia,
infatti, l'obiettivo dei transalpini è quello di farci volare in tutto il mondo
facendo scalo a Parigi. Un po' quello che già fa la Lufthansa spostando i
veneti da Venezia a Francoforte (o Monaco) e da lì verso qualunque
destinazione, cosa che avviene anche da Linate per la verità; e questo non è
altro che uno dei motivi del fallimento di Malpensa, aeroporto troppo scomodo
da raggiungere rispetto a Linate. Con l'arrivo dei francesi, comunque,
l'effetto più dirompente sull'opinione pubblica sarebbe quello del
licenziamento di 8mila dipendenti. Ed è questo il motivo per cui si permette ad
un governo dimissionario di portare a termine un'operazione così importante:
non è certo Berlusconi che vorrà prendersi questo onere, in virtù del proverbio
che dice che le vittorie hanno molti padri, ma le sconfitte sono orfane. Ed
infatti, al di là delle dichiarazioni di facciata, il Cavaliere è ben contento
che la nostra compagnia di bandiera vada a finire oltralpe. Anche perché, in
fin dei conti, saranno i francesi a mandare a casa 8mila dipendenti Alitalia. E i nostri politici, in un modo o nell'altro,
salveranno la faccia. Anche se, e questo non può essere dimenticato, la
disgraziata fine di Alitalia va addebitata ai nostri
politici. E anche ai nostri imprenditori. La nostra classe politica si è sempre
contraddistinta per la miopia delle sue vedute ed ha fatto progetti sempre
indirizzati al giorno dopo e mai all'anno successivo: l'unico obiettivo è
sempre stato quello di vincere le elezioni e rimanere al proprio posto. Per
questo si è scelto di trascinare la lunga agonia di Alitalia,
mentre sarebbe stato meglio far fallire la compagnia come avvenuto a Swissair e
Sabena. Anche perché in quei casi gli aerei hanno continuato a volare. Una
volta fatta fallire la compagnia, poi, si sarebbe ripartiti da zero e i
dipendenti sarebbero stati riassunti poco alla volta. Solo che questa
operazione avrebbe avuto un impatto clamorosamente negativo al momento della
sua realizzazione: qualcuno avrebbe dovuto prendersi l'onere di mandare a casa
contemporaneamente tutti i dipendenti (senza dimenticare le trasmissioni, a
cominciare da Porta a Porta, spese a difesa del fatto che il Paese non poteva
privarsi di una compagnia di bandiera). Con il rischio, poi, che qualcun'altro
? successivamente ? avrebbe avuto l'onore di riassumerli un po' per volta.
Meglio allora mandare tutto a puttane. E poi non si può nascondere nemmeno il
fatto che lo Stato italiano non ha avuto per Alitalia
l'occhio di riguardo avuto per la Fiat. La casa automobilista torinese, nel
momento di massima crisi, fece prepensionamenti laddove non era possibile, ma
Roma tacque e pagò le pensioni. Per Alitalia, al
contrario, niente di niente. Nemmeno la forza di difendere Malpensa, facendo
sloggiare tutte le compagnie straniere che operano a Linate. C'è poi il
capitolo relativo agli imprenditori italiani che chiedono a gran voce una
moratoria per lasciare la situazione in stand by e avere così il tempo di
trovare una soluzione autoctona. Ma i problemi sono due. Il primo è che di
questo passo Alitalia porta velocemente i libri
contabili al Tribunale fallimentare, perché le perdite giornaliere sono
improponibili (e il fallimento era auspicabile qualche anno fa, non adesso che
la situazione è precipitata). Il secondo è che non si capisce perché gli
imprenditori italiani dovrebbero fare domani quello che non hanno fatto fino ad
oggi: quando Toto aveva provato a mettere le mani su Alitalia,
non è che c'era stata la corsa a dargli una mano o a creare un'alternativa se
l'abruzzese non veniva considerato imprenditorial correct, anzi. A complicare
la situazione, poi, e a renderla semplicemente grottesca c'è l'azione legale
intrapresa dalla Sea nei confronti di Alitalia, per un
risarcimento di oltre un miliardo e duecento milioni di euro. Risarcimento che,
qualora Alitalia fosse condannata a pagare, porterebbe
al fallimento immediato della compagnia di bandiera. Che infatti finirà in mano
ai francesi per la cifra ridicola di 138 milioni di euro. Tanto se licenziano
8mila persone la colpa è la loro, mica di Prodi. Al massimo potrebbe ricadere
un po' di luce negativa su Veltroni, comunque destinato alla sconfitta. Ma i
fischi se li prenderanno tutti i francesi: poco male, tanto non è che dalle
nostre parti abbiano mai riscosso troppe simpatie. Dimenticando che, con questa
mossa, siamo riuscito anche a rovesciare il corso della storia: una volta erano
i Romani a dominare i Galli, non il contrario. Ma i tempi cambiano. In peggio.
( da "Opinione,
L'"
del 19-03-2008)
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Edizione 55 del 19-03-2008 PERCORSI ALTERNATIVI DI SALVATAGGIO: LA PROCEDURA DI
AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA La compagnia di bandiera come Parmalat di
Alessandra Mieli Emma Bonino dixit: Alitalia "è
un problema antico che oggi viene a maturazione: l'alternativa alla vendita
amara all'Air France è il fallimento, su questo bisogna essere chiari".
Non sbaglia Emma Bonino se si considera quanto si sa della situazione contabile
della compagnia di bandiera italiana. Ma, una scappatoia forse a ben guardare ci
sarebbe: Alitalia potrebbe scegliere in alternativa
alla "svendita" la procedura di amministrazione straordinaria, che
per un caso del destino va sotto il nome di Prodi bis e che è quel meccanismo
che ha permesso a una società come Parmalat di salvarsi. Il che tuttavia non
significa che automaticamente, imboccando questa strada, si salvi anche il
vettore nazionale. E, di seguito vedremo perché. Cominciamo però dall'ipotesi
(per ora remota) che la trattativa di vendita salti perché i francesi ci
vogliono "strangolare" o perché i sindacati si ribellano o perché si
vuole mantenere due hub. Quale che sia il motivo, ha scarsa importanza. Al
presidente di Alitalia, Maurizio Prato, che sui conti
in rosso è sempre stato esplicito, non resterebbe che portare i libri sociali
in tribunale. E poi? Poi se volesse percorrere la via della Prodi bis dovrebbe
presentare un'esplicita richiesta in questo senso. Ma, (c'è sempre un ma...)
dovrebbe anche sostanziare la richiesta spiegando che per l'azienda esistono
concrete prospettive di ripresa e che si chiede l'ammissione alla Prodi bis
finalizzata alla continuità e alla conservazione del patrimonio e
dell'attività. Questo accadde per Parmalat. Il gruppo che fu di patòn Calisto
Tanzi produceva merendine, yogurt, aveva una squadra di calcio e un tour
operator. E seppure le manovre finanziarie dei suoi manager erano a dir poco
spericolate, tuttavia aveva un solido core business. Il commissario Enrico
Bondi si liberò dei calciatori, delle attività turistiche, dovette cedere ancora
qualche ramo d'azienda ma salvò la società. Potrebbe Prato fare altrettanto? Pare molto difficile perché il modello di business di Alitalia è in profondo rosso non a causa di manovre finanziarie azzardate
ma perché scarsamente competitivo. Inoltre Alitalia, dal
punto di vista patrimoniale, Alitalia possiede una flotta di
aeroplani vecchi per non dire peggio. La tratta Milano ? Roma vede in
servizio ancora esemplari in via d'estinzione di MD 80 per esempio. Quindi non
c'è granché da mettere sul piatto della bilancia per farla pendere a favore di
una procedura che, se correttamente applicata, aggirerebbe le forche caudine
delle normative europee vincolanti. Resta come extrema ratio l'ipotesi del
fallimento. Questo lo possono chiedere al tribunale sia gli amministratori
della società, sia qualunque soggetto che vanti nei confronti della compagnia
di bandiera un credito non inferiore a 30 mila euro. Ma attenzione: i
fallimenti sono come i vasi di Pandora: chi li apre se ne assume la
responsabilità e difficilmente si esce soddisfatti da una procedura
fallimentare. Anche perché i primi creditori a essere liquidati sarebbero i
dipendenti. In tasca agli italiani non rimarrebbe il becco di euro, in compenso
dovrebbero pagare (ancora una volta) gli ammortizzatori sociali per gli ex
dipendenti per un periodo di tempo abbastanza lungo. E in aggiunta avrebbero
non uno, ma due hub sul gobbo.
( da "Opinione,
L'"
del 19-03-2008)
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2008 Edizione 55 del 19-03-2008 Strettamente confidenziale L'unico modo per far
risorgere Malpensa di Hush Hush Tutto quello che abbiamo scritto a proposito
della vicenda Alitalia-Air France-Malpensa pur essendo
STRETTAMENTE CONFIDENZIALE si è mostrato e si sta mostrando non solo vero ma
anche drammatico. Gli scontri di ieri dei lavoratori davanti alla sede della ex
compagnia di bandiera, nel corso dell'incontro fra i sindacati e i vertici del
colosso franco-olandese, non sono stati i primi e non saranno gli ultimi. Noi,
ZITTI ZITTI, avevamo scritto in tempi non sospetti di circa ottomila esuberi:
il segreterio della Cisl Bonanni li ha quantificati in settemila; il leader
cislino si è però dimenticato di aggiungere che a chi resterà nel gruppo franco
olandese verrà esplicitamente chiesto di rinunciare per un tot di tempo ? tre,
cinque anni? - ad ogni forma di contrattazione aziendale, non solo sugli
aumenti salariali ma anche rispetto alla nuova organizzazione del lavoro, in
particolare per il personale viaggiante, il quale, ad occhio, rimpiangerà
amaramente di non avere accettato il trasferimento a Malpensa in modo da
trasformare l'aereoporto milanese in un hub. Veltroni ieri ha lanciato alti
strali contro le condizioni di vendita lasciate fare dal governo Prodi; giorni
fa aveva definito Prodi un uomo di stato, uno statista. No, caro Veltroni,
Prodi non è un uomo di stato ma, più prosaicamente, un (ex)
boiardo di stato, che prima di Alitalia ha fatto le privatizzazioni
gratis et amore Dei. Del resto il principale consulente di Gianni Cirillo
Spinetta, il patron di Air France, è l'ex ad di Alitalia Francesco
Mengozzi, uno dei corresponsabili dello sfascio della livrea italiana.
Ora, a questo dramma romano si aggiungerà anche quello milanese della Malpensa.
Il governo ha chiesto alla Sea di ritirare la richiesta di risarcimento danni
contro l'Alitalia avendo concesso l'elemosina della
cassa integrazione guadagni per i dipendenti della Sea che si trovano senza
lavoro per effetto dei voli Alitalia riposizionati su
Roma Fiumicino. Vuol dire che dopo avere mantenuto una COMPAGNIA FALLITA ci
toccherà mantenere i dipendenti dell'aereoporto che rischia di fallire per il
fallimento della COMPAGNIA. C'è qualcosa di perverso in tutto questo e anche se
deve restare fra noi, perchè STRETTAMENTE CONFIDENZIALE, vorremmo dire al
presidente leghista della Sea Bonomi, già presidente leghista della COMPAGNIA
FALLITA che qualora ritirasse la causa in corso con, a questo punto, AIR
FRANCE, si impiccherebbe alla sua stessa corda. Bonomi ha invece in mano
un'arma formidabile: aspettare le elezioni e poi pretendere che Berlusconi, se
guiderà come appare probabile il nuovo governo, si occupi di Malpensa, dove basta
che il governo italiano rinegozi in sede internazionale gli accordi bilaterali
su decolli e atterraggi, e quindi i voli su Malpensa, con alcuni stati
dell'Estremo Oriente, dell'America e della penisola arabica. Solo così si
separerà sul serio e concretamente il destino di Malpensa da quello dell'Air
France alitalizzata. Non farlo significherà una sola cosa: entro qualche mese a
Malpensa e nell'indotto aereportuale del varesotto ci saranno quasi cinquemila
persone senza posto di lavoro. Che faranno: assalteranno via Bellerio come ieri
è stata assaltata la Magliana? Attenzione dunque, che è tutto STRETTAMENTE
CONFIDENZIALE.
( da "Opinione,
L'"
del 19-03-2008)
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2008 Edizione 55 del 19-03-2008 Parlato Tv, Veltroni resta in vetta di Lucilla
Bicocchi Prosegue il tour elettorale di Walter Veltroni che lunedì 17 marzo fa
tappa in Piemonte. E' ancora lui a vincere la classifica del parlato Tv, con 6
minuti e 44 secondi. Da Verbania il leader del Pd torna ad attaccare i suoi
avversari accusandoli di essere divisi su tutto ma soprattutto rinnovando il
suo slogan: il Pd è un'alternativa di coesione e compattezza. Nelle scalette
condizionate dal dibattito politico trova ampio spazio la
questione Alitalia. Se ne parla al TgLa7 delle ore 20 insieme a economia e politica
internazionale. L'ospite in studio commenta la crisi della compagnia di
bandiera e la drammatica situazione in Tibet; gli interventi di Enrico Boselli,
leader del Partito Socialista, al Tg diretto da Antonello Piroso, valgono il
secondo gradino del podio con 5 minuti e 26 secondi. E sulla sponda
Mediaset? Al Tg4 è di scena Vittorio Feltri, di casa nel notiziario di Emilio
Fede. Collegato in diretta, il direttore di "Libero" spiega al
pubblico del Tg che sia il PdL sia il Pd mancheranno di alcuni voti. Veltroni
non avrà quelli dell'estrema sinistra e Berlusconi non incasserà i consensi
degli elettori dell'Udc. Una trama noir, ambientata nel mondo dell'arte. A metà
classifica si respira aria di cinema con il nuovo film che vede protagonista
Riccardo Scamarcio. L'attore pugliese, intervistato al Tg1, Studio Aperto e
La7, parla di sé e del suo personaggio in "Colpo d'occhio", accanto a
lui una bravissima Vittoria Puccini. Solo la sesta posizione per Silvio
Berlusconi, presente nei Tg con poco più di 2 minuti. Il leader del PdL, a
quattro settimane dal voto, parla a Como in una piazza affollatissima, e
ribadisce i punti chiave del suo programma. Sicurezza, taglio dell'Ici e difesa
della famiglia. Due gradini più in basso trova spazio la voce istituzionale del
capo dello Stato. Visita ufficiale in Cile per Giorgio Napolitano. L'incontro
con il primo presidente della Repubblica donna Michelle Bachelet è anche
l'occasione per lanciare un monito alla Cina per il rispetto dei diritti umani.
L'Europa, secondo il presidente, deve assumere una forte decisione di tutela.
Ultime posizioni per Casini e Tremonti. "Il vero voto utile è quello
libero", ribadisce il leader dell'Udc, proseguendo la sua battaglia contro
i partiti maggiori, PdL e Pd. Ma in primo piano c'è anche il programma
centrista, con una proposta a favore dei portatori di handicap. Ancora economia
in primo piano al Tg1 serale. Tremonti rilancia accuse al Governo Prodi,
colpevole di aver distrutto l'economia del Paese, ma non risparmia nemmeno
Veltroni, pronto a mantenere le sue promesse alzando le tasse agli italiani. Il
vice presidente di Forza Italia presenta anche il suo ultimo libro: "La
paura e la speranza". Un titolo emblematico. "Non sono
d'accordo", dice, "con un mondo in cui le bollette mangiano la vita
della gente. Noi siamo per un mondo diverso. Lontano dal modello proposto dal
Pd".
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
"Asta mal
condotta ma non c'è via d'uscita" MARCO CONTI Roma. "Hanno condotto
malissimo l'asta sin dall'inizio. Hanno sbagliato a privilegiare un solo
interlocutore che alla fine ha dettato le sue condizioni. In un anno e mezzo di
discussioni e trattative hanno scoraggiato chiunque e ora siamo dove siamo e
vie d'uscita diverse non ce ne sono". Sono giorni che Silvio Berlusconi si
interroga su possibili alternative alla vendita di Alitalia
ai francesi di Jean-Cyril Spinetta e, soprattutto, allo smantellamento di
Malpensa. Ieri pomeriggio, rientrando a Roma, ne ha parlato con più di un suo
collaboratore scegliendo però ancora la linea della riservatezza. Berlusconi
non si espone e attende lo sviluppo della trattativa sindacale, ma ieri sera
sarebbe stato lo stesso presidente di Air France a rinnovare la richiesta di
una presa di posizione ufficiale anche del leader del centrodestra. Già qualche
giorno fa Air France fece sapere che avrebbe voluto un assenso all'intesa anche
da parte del principale partito d'opposizione. I francesi, sondaggi alla mano,
non intendono infatti acquisire un'azienda che opera in regime di concessione e
tariffe, contro il parere del governo, attuale e futuro. "Non siamo
obbligati a comprare", ha sostenuto ieri lo stesso Spinetta mandando un
messaggio chiaro a coloro che si oppongono più o meno formalmente. È anche per
questo che Berlusconi si guarda bene dal pronunciare parole definitive sulla
faccenda. La situazione della compagnia aerea di bandiera il leader del Popolo
della libertà la conosce bene, e non solo per aver tentato da premier con
l'allora amministratore delegato Gianfranco Cimoli l'ultimo salvataggio costato
alle casse dello Stato più di un miliardo di euro, ma per aver avuto anche di
recente una radiografia drammatica della situazione dell'azienda. Le ultime
fasi della trattativa il Cavaliere le ha seguite da vicino dando gli assensi
necessari alle scelte del governo tramite Gianni Letta e un Giulio Tremonti
terrorizzato dall'idea di ritrovarsi, da ministro dell'Economia nel possibile e
nuovo governo Berlusconi, a gestire il possibile fallimento. Contatti tra il
Cavaliere e Palazzo Chigi ci sono stati anche ieri ma, preoccupazioni a parte
su Malpensa ed esuberi, la linea del via libera non è cambiata. Dividere i
destini di Alitalia da quelli di Malpensa non è
facile. Come non è facile far venire a più miti consigli la Lega e la
componente nordista del Pdl guidata dal governatore della Lombardia Roberto
Formigoni, il quale difende a spada tratta la citazione per
danni fatta dalla Sea ad Alitalia. Gli irrigidimenti del Carroccio degli ultimi giorni - dalle
pensioni ad Alitalia - hanno però innervosito il leader Pdl e ieri ha avuto modo di
lamentarsene con il coordinatore Roberto Calderoli: "Se non troviamo una
soluzione, tra due mesi saremmo costretti a gestire un fallimento".
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Lo
striscione. Quattrocento lavoratori Atitech di Napoli hanno manifestato davanti
alla sede di Alitalia a Roma. Tanti
gli striscioni esposti, compresi quelli con riferimenti all'emergenza rifiuti.
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
L'aereo.
Al Centro direzionale di Alitalia, alla
Magliana, i dimostranti napoletani hanno portato anche aerei realizzati con la
carta con su scritto: " Atitech... ali di carta".
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Spinetta ai
sindacati "Nessuno ci obbliga" GIUSY FRANZESE Roma. Veloci verso
l'occhio del ciclone. Dritti verso il buco nero. Alitalia
non riesce a invertire la rotta e a bordo è sempre più caos: gli schieramenti
politici si rimpallano responsabilità e accuse, i sindacati denunciano
esorbitanti esuberi, i lavoratori tremano, il governo si divide, gli
amministratori lombardi si impuntano sulla vicenda del risarcimento miliardario
dovuto alla società che gestisce Malpensa. Intanto i francesi ricordano:
vogliamo una decisione entro il 31 marzo. E avvertono: "Non siamo
obbligati ad acquisire Alitalia". È stata
un'altra giornata campale quella di ieri per la compagnia di bandiera. Con
pessime notizie in arrivo sia da Milano che da Roma. A Piazza Affari il titolo
ha fatto registrare un altro tonfo: -29,3%, facendo scendere il prezzo delle
azioni a 27 centesimi. A fine contrattazione erano passate di mano circa 61
milioni di azioni, ovvero il 5% del capitale del gruppo. In due giorni Alitalia ha visto volatizzare il 50% del suo valore
complessivo (l'altro ieri aveva perso il 26%). A Roma non è andata meglio. La
tensione si tagliava a fette al quartier generale della Magliana. Fuori, le
proteste dei lavoratori napoletani di Atitech, sfociate in scontri e
tafferugli, con tanto di feriti portati via dall'ambulanza. Dentro, ai piani
alti, il gelo e la fermezza delle parole dell'amministratore delegato di Air
France, Jean-Cyril Spinetta che, insieme con Maurizio
Prato, ad di Alitalia, ha incontrato le nove sigle sindacali di categoria per
illustrare il piano. Spinetta lo ha ammesso: "È un piano doloroso".
Ma - ha aggiunto - "poi decollerà e Alitalia potrà tornare
alla profittabilità". Non ha dubbi il manager francese:
"L'integrazione sarà un successo". Esattamente come è accaduto
con Klm. Mettendosi insieme, francesi olandesi e italiani diventeranno "i
campioni europei". Spinetta ha comunque ribadito che è indispensabile la
collaborazione dei sindacati e dei lavoratori. E ha chiesto un impegno scritto
entro il 31 marzo. Anzi tre accordi: uno con i piloti, uno con gli assistenti
di volo, uno con il personale di terra. Un obiettivo per ora non proprio a portata
di mano. Buona parte dei timori dei sindacati, infatti, si sono rivelati
fondati. Perché è vero che il piano di Air France fissa l'asticella degli
esuberi a 1.600 unità (500 tra i piloti, 600 tra gli assistenti di volo e 500
tra il personale di terra), ma è anche vero che questo è il destino di Az fly.
L'uscita dal settore cargo - che i francesi confermano entro il 2010 - porterà
ad altri esuberi. E poi c'è la vicenda Az service, che si presenta ben più
complessa: i francesi hanno intenzione di tenersi solo 3.300 dipendenti su un
totale di 7.600. Il resto rimarrà in capo alla Fintecna (controllata dal
Tesoro). In pratica Az service verrebbe scorporata: le attività di manutenzione
leggera e parte dei servizi di handling aeroportuale rimarranno nel gruppo che
si costituirà con la fusione di Air France-Klm e Alitalia.
Le altre attività, tra cui quelle di manutenzione pesante degli stabilimenti
Atitech di Napoli, resteranno ad Az service che avrà un nuovo assetto azionario
con una quota dell'80% in mano alla Fintecna. Il loro destino? Prato ha cercato
di rassicurare: "Non ci saranno licenziamenti ma solo soluzioni non
traumatiche". Parole che, però, lasciano integri tutti i dubbi e le
preoccupazioni dei sindacati. Che infatti, per ora, hanno scandito un sonoro no
all'intera operazione. Nei prossimi giorni, forse già domani, ci sarà un nuovo
round. Intanto monta il caso Malpensa. Un problema particolarmente sentito
dalla Lega Nord. E da ieri ufficialmente anche nell'agenda di Berlusconi. Il
Cavaliere ha fatto sapere di aver comunicato la sua posizione alle parti che
trattano (cosa smentita categoricamente da Palazzo Chigi) facendo trapelare che
la vicenda lo preoccupa non poco, fino al punto da definire l'offerta Air
France, uno "smacco per l'Italia". Posizione condivisa anche da Fini
che ha aggiustato il tiro rispetto alle dichiarazioni dei giorni scorsi.
"Oggi vedo più ombre che luci" ha detto. Al centro dell'attenzione il
risarcimento danni di un miliardo e 250 milioni avanzato dalla Sea ad Alitalia. Air France non ne vuole sentir parlare. Ieri il
governo ha chiuso l'accordo per la gestione della crisi occupazionale dello
scalo lombardo con il via libera agli ammortizzatori sociali. Ma ha ribadito la
richiesta alla Sea (avanzata già l'altro ieri da Prodi) di rinunciare al
risarcimento. In mattinata il sindaco di Milano, Letizia Moratti, si era detta
contraria, difendendo a spada tratta le ragioni di Malpensa anche a costo del
fallimento dell'Alitalia (parole
"gravissime", ha commentato il leader del Pd Walter Veltroni). In
serata dalla Sea una flebile apertura: "La rinuncia non è proponibile. Ma
la società è disponibile a valutare proposte di definizione
stragiudiziale".
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
FRANCESCO VASTARELLA
Due tecnici napoletani dell'Atitech di Capodichino feriti, bandiere e
manifestini sindacali sull'erba e sull'asfalto, manganelli e scudi delle forze
dell'ordine in assetto antisommossa. Comincia così il
giorno più lungo delle vertenza Alitalia.
"Non sono previsti licenziamenti ma soluzioni non traumatiche per i
lavoratori Atitech", dice l'amministratore delegato di Alitalia Maurizio Prato. Ma non basta a rassicurare i manifestanti che
presidiano il piazzale Alitalia alla Magliana fino a tardi tra cori e colazioni improvvisate per
resistere più a lungo. Volantini a forma di aereo, bandiere, striscioni,
manifesti: "Non siamo la monnezza di Napoli". Sale la tensione con
l'avvicinarsi delle
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
L'intervista
"Mi sono ritrovato faccia a faccia con gli agenti. Non sono scappato, ho
cercato di parlare. All'improvviso ho avuto due colpi di manganello, uno sul naso,
e sono caduto". Antonio Panico, 43 anni, di Sant'Anastasia, sposato, due
figli, aderente alla sigla sindacale Sdl, è uno dei due
lavoratori feriti nei tafferugli di Roma davanti al centro direzionale Alitalia alla Magliana. Che cosa è successo? "Eravamo arrivati da
pochi minuti. Polizia e carabinieri hanno subito cercato di impedirci di
entrare nel piazzale. Nessuno tra noi aveva cattive intenzioni se non quelle di
far sentire la voce in difesa del posto di lavoro. All'improvviso,
inspiegabilmente, è salita la tensione. Confesso di essermi accorto all'ultimo
momento che tutti i colleghi stavano scappando". Lei che ha fatto?
"Mi sono fermato, ho tentato di parlare con gli agenti. "Che
fate?", ho gridato. Non siamo delinquenti. Volevo spiegare che la nostra
era una iniziativa pacifica, come le altre a Napoli nei giorni scorsi, senza
alcuna volontà di scatenare il caos. Per la verità sono riuscito a dire ben
poco. Mentre parlavo e mi sembrava di essere ascoltato è arrivata la prima
botta in faccia che mi ha stordito, sono stato travolto, a terra un'altra
manganellata. Sono stato calpestato nella ressa e dopo dei minuti in cui ho
perso l'orientamento mi sono ritrovato sanguinante, soccorso dai
colleghi". Era con lei l'altro ferito? "Ci siamo ritrovati insieme
nel pronto soccorso di un ospedale vicino, trasportati da un'ambulanza arrivata
dopo parecchio tempo. Per lui il colpo è stato più pesante. Io sono rimasto qui
a manifestare e per Antonio Di Somma i colleghi hanno preferito farlo tornare a
casa". Ha intenzione di presentare denuncia per l'accaduto? "Siamo
stati trattatti come provocatori e delinquenti, ma non credo che presenterò
denuncia per un gesto comunque ingiustificabile nei miei confronti: non si
colpisce una persona che non avendo nulla da temere parla e non scappa. Mi
auguro, però, prese di posizione nette sulla vicenda Atitech e sui
tafferugli". A chi si riferisce? "Alle istituzioni locali, dovrebbero
schierarsi in maniera più netta su uno stabilimento campano dell'eccellenza
aerospaziale. È vero che a Napoli ci sono problemi drammatici in questi mesi,
ma per Malpensa il livello di mobilitazione è stato molto più alto. Mille posti
a rischio tra dipendenti diretti e indotto dell'Atitech rappresentano un
patrimonio da tutelare a ogni costo, anche perché sono forti le potenzialità di
sviluppo del nostro comparto, si pensi al nuovo centro di ricerca della Boeing
aperto a Portici". Lei da quanti anni lavora all'Atitech? "Da venti
anni sono dipendente dello stabilimento di Capodichino. Sono un tecnico addetto
alle carlinghe, più volte ho seguito corsi di formazione e di aggiornamento
professionale. Non vorrei che si approfittasse delle difficoltà del gruppo e
della vendita per gettare fango su una azienda che tutti riconoscono come tra
le migliori del settore in Europa. Basta vedere la lista dei clienti che si
affidano a noi e che nelle nostre mani mettono la vita di migliaia di
passeggeri. Altro che agitatori di piazze". f.v.
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
MARCO CONTI Roma.
"Hanno condotto malissimo l'asta sin dall'inizio. Hanno sbagliato a
privilegiare un solo interlocutore che alla fine ha dettato le sue condizioni.
In un anno e mezzo di discussioni e trattative hanno scoraggiato chiunque e ora
siamo dove siamo e vie d'uscita diverse non ce ne sono". Sono giorni che
Silvio Berlusconi si interroga su possibili alternative alla vendita di Alitalia ai francesi di Jean-Cyril Spinetta e, soprattutto,
allo smantellamento di Malpensa. Ieri pomeriggio, rientrando a Roma, ne ha
parlato con più di un suo collaboratore scegliendo però ancora la linea della riservatezza.
Berlusconi non si espone e attende lo sviluppo della trattativa sindacale, ma
ieri sera sarebbe stato lo stesso presidente di Air France a rinnovare la
richiesta di una presa di posizione ufficiale anche del leader del
centrodestra. Già qualche giorno fa Air France fece sapere che avrebbe voluto
un assenso all'intesa anche da parte del principale partito d'opposizione. I
francesi, sondaggi alla mano, non intendono infatti acquisire un'azienda che
opera in regime di concessione e tariffe, contro il parere del governo, attuale
e futuro. "Non siamo obbligati a comprare", ha sostenuto ieri lo
stesso Spinetta mandando un messaggio chiaro a coloro che si oppongono più o
meno formalmente. È anche per questo che Berlusconi si guarda bene dal
pronunciare parole definitive sulla faccenda. La situazione della compagnia
aerea di bandiera il leader del Popolo della libertà la conosce bene, e non
solo per aver tentato da premier con l'allora amministratore delegato
Gianfranco Cimoli l'ultimo salvataggio costato alle casse dello Stato più di un
miliardo di euro, ma per aver avuto anche di recente una radiografia drammatica
della situazione dell'azienda. Le ultime fasi della trattativa il Cavaliere le
ha seguite da vicino dando gli assensi necessari alle scelte del governo
tramite Gianni Letta e un Giulio Tremonti terrorizzato dall'idea di ritrovarsi,
da ministro dell'Economia nel possibile e nuovo governo Berlusconi, a gestire
il possibile fallimento. Contatti tra il Cavaliere e Palazzo Chigi ci sono
stati anche ieri ma, preoccupazioni a parte su Malpensa ed esuberi, la linea
del via libera non è cambiata. Dividere i destini di Alitalia
da quelli di Malpensa non è facile. Come non è facile far venire a più miti
consigli la Lega e la componente nordista del Pdl guidata dal governatore della
Lombardia Roberto Formigoni, il quale difende a spada
tratta la citazione per danni fatta dalla Sea ad Alitalia. Gli
irrigidimenti del Carroccio degli ultimi giorni - dalle pensioni ad Alitalia - hanno però innervosito il leader Pdl e ieri ha avuto modo di
lamentarsene con il coordinatore Roberto Calderoli: "Se non troviamo una
soluzione, tra due mesi saremmo costretti a gestire un fallimento".
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
CLAUDIO SARDO Roma.
"Da quindici anni il Sud, anzi l'intero Paese, vive in uno stato
d'emergenza. Il problema non è se la questione meridionale sia stata
soppiantata o meno da una questione settentrionale. Il problema vero è che è
stata rimossa la questione democristiana. Solo la Dc è stata capace di
garantire un equilibrio tra Nord e Sud in termini di sviluppo e di crescita
civile. E da quando quel modello è entrato in crisi, negli anni '80, nessuno ha
trovato più una soluzione". Ferdinando Adornato, fondatore dei circoli
Liberal, è candidato Udc in due regioni del Mezzogiorno, la Campania e
l'Abruzzo. Che senso ha parlare ancora oggi di questione democristiana? Non è
soltanto nostalgia? "Nient'affatto. È la metafora di un equilibrio
necessario nell'azione di governo, a cui però Pdl e Pd sembrano aver
rinunciato. A dire il vero Berlusconi aveva tentato un nuovo compromesso,
ponendo Forza Italia come collante di una coalizione che aveva la Lega al Nord
e l'Udc al Sud. Ora però ha fatto saltare l'equilibrio rinunciando al centro e
ai moderati. Credo che pagherà questo spostamento verso destra e verso la Lega
in termini di voti. Ma soprattutto pagherà se dovesse tornare a Palazzo Chigi:
non si può governare un Paese così complesso radicalizzando posizioni e
interessi rappresentati". Berlusconi potrebbe affidare al partito di Fini
il compito di bilanciare le spinte leghiste. "Ma An non c'è più. Peraltro
non è mai stata in grado di rappresentare la questione democristiana. Non si
tratta solo di giustapporre gli interessi del Sud a quelli del Nord. Trovare un
equilibrio vuol dire creare sinergie e sviluppare quello spirito di solidarietà
che oggi sembra smarrito in un Paese, dove lo scaricabarile è diventato lo
sport nazionale. Purtroppo, di fronte alla crisi di Alitalia, gli alleati di Berlusconi stanno già mettendo in scena
l'inesorabile conflitto di domani. Altro che equilibrio. La prospettiva è uno
scontro continuo". Nella sua analisi sta dimenticando il Pd.
"Veltroni ha avviato un nuovo percorso. Ma sono ancora molte e
irrisolte le contraddizioni nel suo campo. E resta il peso di una classe
dirigente - penso a Bassolino e alla Iervolino - che cerca disperatamente di
sottrarsi alle responsabilità nella catastrofica gestione dei rifiuti".
Tornando alla questione democristiana, bisogna considerare che quel modello di
intervento pubblico poi degenerò. "Negli anni '80 la Dc avrebbe dovuto
rinnovare se stessa. Il tentativo ci fu. Ma non riuscì. L'Italia aveva bisogno
di una nuova Dc liberale. Che riorganizzasse l'intervento pubblico. Aprendo al
liberalismo, premiando talenti, merito, energie nuove". Un partito
liberale di massa. Non era il sogno di Berlusconi? "Era il suo sogno. E ha
anche cercato di realizzarlo per qualche tempo. Ma la rottura con il centro ha
segnato la sua rinuncia definitiva. Da tempo, con i circoli Liberal, sono
impegnato alla costruzione di un nuovo, grande partito dei moderati in Italia.
Ora penso che questo progetto possa ripartire solo dal centro. Peraltro,
comunque finiscano le elezioni, il dopo-Berlusconi mi pare già
cominciato...". Il Sud però non ha solo bisogno di liberalismo. Ha bisogno
anche di politiche pubbliche serie e mirate. "E chi l'ha detto che serie
politiche pubbliche non possono essere anche liberali? Prendiamo ad esempio la
scuola e la sanità: sono il cuore del welfare e, al tempo stesso, uno dei punti
di crisi della credibilità dello Stato. Perché non introdurre elementi di
liberalizzazione, utilizzando i buoni-scuola e i buoni-salute? Il bene pubblico
non cessa di essere tale perché lo gestisce un privato. E per liberalizzare ci
vuole uno Stato e un governo autorevoli e presenti". Per rilanciare lo
sviluppo però sono necessari interventi diretti. Il flusso dei fondi comunitari
fino al 2013 sarà molto consistente ma probabilmente sarà anche l'ultimo.
"Guai a perderlo. O smarrirlo nei mille rivoli del clientelismo. Io sono
federalista. Ma penso che in questi anni abbiamo solo moltiplicato la
burocrazia centrale in tante burocrazie regionali. Il Sud ha bisogno di
infrastrutture. Di grandi progetti. Ma non solo il Ponte sullo Stretto. Oggi
deve essere lo Stato in prima persona, il governo centrale, magari dopo aver
discusso con le Regioni, a decidere i progetti. Altrimenti il Sud non avrà ciò
gli serve. È il Sud la chiave di volta del futuro italiano".
( da "Quotidiano.net" del
19-03-2008)
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STANGATA DEI FRANCESI Air France ne vuole cacciare 2.100 Dipendenti e sindacati
in rivolta Jean Cyril Spinetta precisa: "Cifra molto lontana dai 4mila,
7mila, 8mila di cui ho letto o sentito". Ma nessun esubero resterà
emarginato: "Il nostro piano sociale sarà esemplare". Nessuna
moratoria per Malpensa: "Impensabile, anni di
perdite" Roma, 19 marzo 2008 - Gli esuberi totali di Alitalia tra Alitalia Fly e Alitalia Servizi sono 2.100. Lo ha precisato il numero uno di Air
France-Klm Jean Cyril Spinetta nel corso di una conferenza stampa. Spinetta ha
detto che "in conseguenza del piano industriale sono stati da noi valutati
1.600 esuberi" nella Sly. Mentre per quanto riguarda Az Servizi le
persone in esubero sono "circa 500 che possono essere considerati come
reali esuberi, cioè persone che potranno beneficiare del piano sociale. Quindi
se fate i conti in tutto sono 2.100. La cifra molto lontana dagli 4mila, 7mila,
8mila di cui ho letto o sentito". Spinetta ha poi spiegato che 3.300
persone delle 7.400 di Az Servizi saranno internalizzate. Spinetta ha poi
spiegato di aver chiarito ai sindacati che il numero degli esuberi progressivamente
potrebbe ridursi in una seconda fase con lo sviluppo di Fiumicino.
"Abbiamo detto ai sindacati - ha detto il numero uno di Air France-Klm -
che in considerazione dello sviluppo di Fiumicino il numero totale degli
esuberi sarà inferiore ai 2mila". Nessuna moratoria su Malpensa. Il
presidente e amministratore delegato di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta,
risponde così a chi gli chiede se sia possibile una modifica in tal senso del
piano dell'acquisizione di Alitalia. "Se non ci
fossero le perdite generate proprio da Malpensa - ha detto nel corso di una
conferenza - sarei d'accordo". "Su Malpensa - ha aggiunto - ho
incontrato Formigoni e Bonomi e volentieri avrei voluto cedere alla richiesta
se non ci fossero perdite. Ma sono sicuro, fatte le nostre valutazioni, che ci
sono e partire con anni di perdite è impensabile". Nessun esubero di Alitalia resterà emarginato. Il nostro piano sociale
"sarà esemplare". Così il numero uno di Air France-Klm, Jean-Cyril
Spinetta, nel corso di una conferenza stampa. "Abbiamo detto ai sindacati
nell'incontro di ieri - ha affermato - che noi prendiamo un impegno in
relazione agli esuberi. Nessuno resterà emarginato. Il nostro piano sociale
sarà esemplare e mobiliteremo tutte le risorse economiche necessarie". Il
numero uno di Air France, Jean-Cyril Spinetta, si augura che il dialogo con i
sindacati possa riprendere "il più rapidamente possibile". Lo ha
detto nel corso di una conferenza stampa sottolineando di comprendere
"perfettamente che i sindacati di Alitalia abbiano
bisogno di tempo per valutare il piano nel suo insieme". Ma "auspico
- ha aggiunto - che sia possibile riprendere la discussione il più rapidamente
possibile per un esito positivo che potrà venire solo se ciascuno prenderà
veramente coscienza della situazione". I margini di manovra per modificare
il piano sono "inesistenti o limitatissimi". Lo ha detto il
presidente e amministratore delegato di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta,
nel corso di una conferenza stampa. Secondo Spinetta "porre la questione
in termini di prendere o lasciare non ha senso. Questo perché - ha spiegato il
manager - non ci troviamo di fronte a un negoziato classico dove si parla di
diminuire i costi o aumentare l'efficienza; siamo invece in presenza di una
azienda in grande difficoltà. Le nostre offerte sono state approvate dai
consigli di amministrazione di Air France-Klm, dal consiglio di amministrazione
di Alitalia e dal Tesoro". "Queste proposte
- ha aggiunto - formano un insieme coerente e tutti sanno che margini di
manovra per modifiche al piano industriale sono inesistenti o
limitatissime". Il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, non
ha mai detto di non voler acquistare Alitalia ma di
voler creare "un leader europeo con vocazione mondiale" insieme ad Alitalia. Questo quanto ha precisato nel corso di una
conferenza stampa precisando che le sue parole di ieri dette ai sindacati
"sono state deformate". "Quando ho incontrato i sindacati ho
detto che non ero venuto per acquistarla ma per verificare se fosse possibile
insieme ad Alitalia creare un leader europeo a
vocazione mondiale per me essenziale". Spinetta ha spiegato che questo è
quanto è avvenuto con Klm che si è sviluppata "e continua ad esistere con
marchio e autonomia gestionale. E' la stessa cosa che vorremmo fare per Alitalia. E questa mia affermazione è stata interpretata
come non sono costretto ad acquistare Alitalia".
Il prezzo dell'offerta di acquisizione di Alitalia è
stata inferiore al prezzo della proposta non vincolante per il peggioramento
dei conti della compagnia degli ultimi tre mesi, a causa dell'aumento del
prezzo del petrolio. Lo ha sottolineato il numero uno di Air France-Klm, Jean
Cyril Spinetta, nel corso di una conferenza stampa. Spinetta ha spiegato che
"tra il momento di fine dicembre in cui abbiamo iniziato ad approfondire e
le nuove stime fatte a fine febbraio-inizi marzo, siamo giunti all'infelice
conclusione che in tre mesi la situazione di Alitalia
si era ulteriormente degradata". Ad incidere sul peggioramento
l'incremento del prezzo del petrolio che ha superato i 100 dollari al barile.
"Ogni volta che il petrolio aumenta di 10 dollari - ha detto Spinetta - Alitalia perde 40 milioni". Padoa Schioppa:
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cacciare 2.100 Dipendenti e sindacati in rivolta Jean Cyril Spinetta precisa:
"Cifra molto lontana dai 4mila, 7mila, 8mila di cui ho letto o
sentito". Ma nessun esubero resterà emarginato: "Il nostro piano
sociale sarà esemplare". Nessuna moratoria per Malpensa:
"Impensabile, anni di perdite" Roma, 19 marzo
2008 - Gli esuberi totali di Alitalia tra Alitalia Fly e Alitalia Servizi sono 2.100. Lo ha precisato il numero uno di Air
France-Klm Jean Cyril Spinetta nel corso di una conferenza stampa. Spinetta ha
detto che "in conseguenza del piano industriale sono stati da noi valutati
1.600 esuberi" nella Sly. Mentre per quanto riguarda Az Servizi le
persone in esubero sono "circa 500 che possono essere considerati come
reali esuberi, cioè persone che potranno beneficiare del piano sociale. Quindi
se fate i conti in tutto sono 2.100. La cifra molto lontana dagli 4mila, 7mila,
8mila di cui ho letto o sentito". Spinetta ha poi spiegato che 3.300
persone delle 7.400 di Az Servizi saranno internalizzate. Spinetta ha poi
spiegato di aver chiarito ai sindacati che il numero degli esuberi
progressivamente potrebbe ridursi in una seconda fase con lo sviluppo di
Fiumicino. "Abbiamo detto ai sindacati - ha detto il numero uno di Air
France-Klm - che in considerazione dello sviluppo di Fiumicino il numero totale
degli esuberi sarà inferiore ai 2mila". Nessuna moratoria su Malpensa. Il
presidente e amministratore delegato di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta,
risponde così a chi gli chiede se sia possibile una modifica in tal senso del
piano dell'acquisizione di Alitalia. "Se non ci
fossero le perdite generate proprio da Malpensa - ha detto nel corso di una
conferenza - sarei d'accordo". "Su Malpensa - ha aggiunto - ho
incontrato Formigoni e Bonomi e volentieri avrei voluto cedere alla richiesta
se non ci fossero perdite. Ma sono sicuro, fatte le nostre valutazioni, che ci
sono e partire con anni di perdite è impensabile". Nessun esubero di Alitalia resterà emarginato. Il nostro piano sociale
"sarà esemplare". Così il numero uno di Air France-Klm, Jean-Cyril
Spinetta, nel corso di una conferenza stampa. "Abbiamo detto ai sindacati
nell'incontro di ieri - ha affermato - che noi prendiamo un impegno in
relazione agli esuberi. Nessuno resterà emarginato. Il nostro piano sociale
sarà esemplare e mobiliteremo tutte le risorse economiche necessarie". Il
numero uno di Air France, Jean-Cyril Spinetta, si augura che il dialogo con i
sindacati possa riprendere "il più rapidamente possibile". Lo ha
detto nel corso di una conferenza stampa sottolineando di comprendere "perfettamente
che i sindacati di Alitalia abbiano bisogno di tempo
per valutare il piano nel suo insieme". Ma "auspico - ha aggiunto -
che sia possibile riprendere la discussione il più rapidamente possibile per un
esito positivo che potrà venire solo se ciascuno prenderà veramente coscienza
della situazione". I margini di manovra per modificare il piano sono
"inesistenti o limitatissimi". Lo ha detto il presidente e
amministratore delegato di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, nel corso di
una conferenza stampa. Secondo Spinetta "porre la questione in termini di
prendere o lasciare non ha senso. Questo perché - ha spiegato il manager - non
ci troviamo di fronte a un negoziato classico dove si parla di diminuire i
costi o aumentare l'efficienza; siamo invece in presenza di una azienda in
grande difficoltà. Le nostre offerte sono state approvate dai consigli di
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modifiche al piano industriale sono inesistenti o limitatissime". Il
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Questo quanto ha precisato nel corso di una conferenza stampa precisando che le
sue parole di ieri dette ai sindacati "sono state deformate".
"Quando ho incontrato i sindacati ho detto che non ero venuto per
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ha spiegato che questo è quanto è avvenuto con Klm che si è sviluppata "e
continua ad esistere con marchio e autonomia gestionale. E' la stessa cosa che
vorremmo fare per Alitalia. E questa mia affermazione
è stata interpretata come non sono costretto ad acquistare Alitalia".
Il prezzo dell'offerta di acquisizione di Alitalia è
stata inferiore al prezzo della proposta non vincolante per il peggioramento
dei conti della compagnia degli ultimi tre mesi, a causa dell'aumento del
prezzo del petrolio. Lo ha sottolineato il numero uno di Air France-Klm, Jean
Cyril Spinetta, nel corso di una conferenza stampa. Spinetta ha spiegato che
"tra il momento di fine dicembre in cui abbiamo iniziato ad approfondire e
le nuove stime fatte a fine febbraio-inizi marzo, siamo giunti all'infelice
conclusione che in tre mesi la situazione di Alitalia
si era ulteriormente degradata". Ad incidere sul peggioramento l'incremento
del prezzo del petrolio che ha superato i 100 dollari al barile. "Ogni
volta che il petrolio aumenta di 10 dollari - ha detto Spinetta - Alitalia perde 40 milioni". Padoa Schioppa:
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Molière"La guerra dei Roses" al Teatro Lauro RossiSolisti
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Arcobaleno al Palazzetto dello sportBologna in rock Un festival a Patty SmithUn
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( da "Voce
d'Italia, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cronaca
Spinetta: 2100 esuberi in Alitalia 500
usufruirebbero del piano sociale Jean Cyril Spinetta, leader di Air France-Klm,
in un incontro con i giornalisti ha quantificato gli esuberi riscontrati:
"Gli esuberi in Alitalia sono in totale
2.100": "Sono
( da "Voce
d'Italia, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cronaca
Spinetta: 2100 esuberi in Alitalia 500 usufruirebbero
del piano sociale Jean Cyril Spinetta, leader di Air France-Klm, in un incontro
con i giornalisti ha quantificato gli esuberi riscontrati: "Gli esuberi in
Alitalia sono in totale 2.100":
"Sono
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del
19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Spinetta conferma il
piano e chiede garanzie alla politica. La destra gli risponde no Berlusconi fa
già danni e fa saltare la trattativa Alitalia Chiude le porte in faccia
ad Air France e spalanca quelle del fallimento Silvio Berlusconi chiama gli
imprenditori italiani alla guerra santa contro l'invasore francese, spalancando
per Alitalia le porte del commissariamento. Al termine di una giornata
convulsa nel corso della quale il numero uno di Air France Spinetta ha
precisato che i margini della trattativa sono inesistenti e che oltre al
sì dei sindacati l'operazione deve avere il consenso di questo e del prossimo
governo, il candidato premier del Pdl chiude le porte in faccia ad Air France.
"Mi auguro che si presenti un gruppo di imprenditori italiani coraggiosi ?
ha detto Berlusconi ai microfoni del Tg5 bollando come irricevibile l'offerta Air
France ? per evitare una fine così ingloriosa della nostra compagnia di
bandiera". "Inutile dire così ? ribatte Prodi ? Se Berlusconi non è
d'accordo trovi un'altra soluzione ". I sindacati, convocati di nuovo
dall'Alitalia per stamattina, restano scettici, mentre
Montezemolo parla di "una pessima immagine per il paese". Il leader
del Pd Walter Veltroni ha auspicato che l'aeroporto di Malpensa sia il secondo
hub italiano orientato alla clientela business. A PAGINA 3.
( da "Quotidiano.net" del
19-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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