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DOSSIER “ALITALIA”

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TUTTI I DOSSIER


T ARTICOLI DEL 19-21 aprile 2008      #TOP


IN EVIDENZA

Alitalia, Air France abbandona "Ritiriamo la nostra offerta". IntesaSanPaolo potrebbe riesaminare il dossier sulla compagnia. Il vettore franco-olandese rinuncia: "Gli accordi contrattuali non sono più validi" No comment da Palazzo Chigi. Il Pd: "Effetto di comportamenti irresponsabili" (La Repubblica 21-4-2008)


ROMA - Una brusca frenata sulla strada del risanamento e un piccolo spiraglio di luce. Mentre Air France-Klm annuncia il ritiro della sua offerta, IntesaSanPaolo riapre il dossier Alitalia. "Accordi contrattuali non più validi", dice la compagnia franco-olandese. Nessun commento da Palazzo Chigi. Il Pd attacca Berlusconi: "La rottura è conseguenza di comportamenti irresponsabili".

Alitalia, adieu. La lunga, estenuante trattativa con Air France-Klm sembra giunta alla fine. Il vettore franco-olandese, con un comunicato, ha annunciato il ritiro della propria offerta. "A seguito della richiesta di Alitalia di chiarire la situazione legale successiva alla rottura delle negoziazioni fra Air France-Klm e Alitalia - si legge - Air France-Klm ha comunicato ad Alitalia che gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell'offerta".

I motivi. La decisione del cda di Air France è stata presa in seguito al "cambiamento del quadro macro-economico": lo precisano fonti vicine alla compagnia, che tra i fattori sottolineano "l'aumento sensibile del greggio, nelle ultime settimane lievitato fino al 22% in più". Insomma, la situazione attuale "non consente di applicare nei tempi previsti il piano industriale". Vale a dire, "il ritorno alla redditività di Alitalia richiederebbe tempi molto più lunghi". Altre fonti vicine al management di Parigi rilevano che è improbabile che vi siano ripensamenti, visto che i vertici della compagnia sono sembrati perentori e decisi.

Palazzo Chigi non commenta. La prima reazione di Palazzo Chigi alla rinuncia di Air France - Klm è un "no comment". Mercoledì mattina si dovrebbe svolgere una riunione del Consiglio dei ministri per decidere quale strada seguire. Prima, secondo fonti del governo, l'esecutivo si attende quella che viene definita come una chiara assunzione di responsabilità politica da parte della nuova maggioranza sulle decisioni da prendere. La riunione del Cdm servirebbe infatti a varare il decreto per il prestito ponte, misura che dovrebbe assicurare la liquidità necessaria per la continuità di esercizio della compagnia aerea in attesa delle decisioni che dovranno essere assunte dal nuovo governo. Per avviare il commissariamento secondo le procedure della legge Marzano, invece, la riunione del Cdm non sarebbe necessaria. L'iniziativa dovrebbe essere presa direttamente dal Cda di Alitalia, che lo chiederebbe al ministero per lo Sviluppo Economico.

Fonti del ministero del Tesoro, invece, fanno sapere che "quello che Tommaso Padoa-Schioppa poteva dire su Alitalia, lo ha già detto a Brdo, in occasione dell'Ecofin". In quell'occasione, il ministro aveva sollecitato un'iniziativa da parte dei sindacati per riprendere la trattativa con il gruppo franco-olandese. In caso contrario, aveva sottolineato, le conseguenze sarebbero state "estremamente negative" e "irreparabili".

Il Pd: "Effetto di comportamenti irresponsabili". "Come avevamo previsto - scrive in un comunicato il Partito democratico - dichiarazioni avventate e comportamenti non responsabili hanno fatto naufragare la trattativa con Air France, mettendo a repentaglio il destino di Alitalia e di decine di migliaia di lavoratori". "Si è finito col creare una situazione che ora pesa sull'occupazione di decine di migliaia di persone che lavorano nella compagnia italiana, a Fiumicino, a Malpensa e nell'indotto", continua la nota. "Una situazione drammatica - conclude il Pd - che pesa anche sull'immagine dell'Italia, che subisce un colpo consistente. Il governo attuale e quello che verrà devono cercare di operare per garantire la continuazione dell'attività di Alitalia per aprire nuove e reali trattative".

L'apertura di IntesaSanPaolo. Per una porta che sembra chiudersi, un'altra che forse si apre: appena qualche ora prima, IntesaSanPaolo si era mostrata interessata a un intervento per salvare la compagnia di bandiera. "Se l'operazione Alitalia fosse di respiro internazionale saremmo interessati, sotto varie forme". A chiarire la posizione dell'istituto di credito, era stato Enrico Salza, presidente del consiglio di gestione della banca. "Al momento siamo fuori - aveva aggiunto - ma potremmo essere interessati a un'operazione che non sia di piccolo cabotaggio provinciale: non è questione del nuovo governo, ma bisogna che si decidano perché non è accettabile che questa situazione continui così". "Ancora non abbiamo esaminato nessun nuovo piano - aveva concluso Salza - ma siamo pronti a farlo se ci verrà richiesto, con un piano industriale".
(21 aprile 2008)



Report "Alitalia 2"

Privatizzazione bipartisan in vista per l'Alitalia ( da "EUROPA ON-LINE" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Possibile per Alitalia una soluzione bipartisan finalizzata a garantire la necessaria continuità aziendale che consenta di completare la privatizzazione in tempi brevi. È quanto è filtrato ieri sera da fonti di palazzo Chigi, al termine dell'incontro tra il sottosegretario alla presidenza del consiglio Enrico Letta con Gianni Letta e Bruno Ermolli che per Berlusconi seguono il dossier.

Su Berlusconi bufera leghista ( da "EUROPA ON-LINE" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, Berlusconi ha negato scontri nel centrodestra: "Non c'è stata alcuna lite con gli alleati e io avuto il mandato per quanto riguarda la composizione della squadra dei ministri". Le cose, come si vede, stanno diversamente. Tra le voci circolate ieri c'è anche quella secondo cui Raffaele Lombardo avrebbe suggerito a Berlusconi di imbarcare a bordo del nuovo esecutivo il neosenatore

Dalla Russia con amore ( da "EUROPA ON-LINE" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: relazioni commerciali tra i due paesi e la possibilità che Aeroflot, compagnia di bandiera russa, soccorra Alitalia. "L'ottimo rapporto personale con Putin mette Berlusconi in una condizione di vantaggio in Europa", i cui paesi membri sono divisi sull'atteggiamento da tenere nei confronti della Russia. Critico, per Londra e i paesi dell'ex cortina;

Alitalia,in pistaAeroflot ( da "Secolo XIX, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Alitalia, Mosca in pista ( da "Secolo XIX, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: acquisizione di Alitalia. "La situazione è molto aperta. Non abbiamo nulla contro Air France ma ci piacerebbe che si desse vita a un grande gruppo internazionale con Alitalia che partecipi a condizioni di parità. Siamo però disponibili ad allargare la possibilità ad altre compagnie aeree, in particolare Aeroflot, con un accordo che possa dare vita a un grande accordo internazionale"

Il cavaliere rilancia per alitalia "è pronto un tavolo con aeroflot" - lucio cillis, alberto d'argenio e ettore livini a pagina 9 ( da "Repubblica, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Banche fredde, in vantaggio Air France Asse con la Russia anche sull'energia Il Cavaliere rilancia per Alitalia "è pronto un tavolo con Aeroflot" LUCIO CILLIS, ALBERTO D'ARGENIO E ETTORE LIVINI A PAGINA 9 SEGUE A PAGINA 9.

Gesto assurdo di Berlusconi: spara a giornalista scomoda ( da "Unita, L'" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il caso Aeroflot-Alitalia: tutto è passato in secondo piano rispetto alle questioni amorose del presidente russo, sollevate proprio da una giornalista russa durante la conferenza stampa nell'ex serra di Villa La Certosa. Berlusconi e Putin sono impettiti sui podi che li mostrano alti uguali, nella politica estera del "caro Vladimir,

Alitalia, la doppia partita di Silvio: al tavolo con russi e francesi Putin: Ho parlato con Aeroflot, sono disponibili . Berlusconi: E intanto trattiamo anche con Air France ( da "Unita, L'" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: asta per aggiudicarsi Alitalia. "Oggi - ha assicurato Putin - ho parlato con il presidente di Aeroflot che si è detto disponibile a riprendere i contatti con Alitalia. Il risultato dipenderà dalle trattative delle due aziende". Che potrebbero andare avanti, come ha ricordato Berlusconi, "a prescindere da un eventuale accordo con Air France".

Un tabù infranto - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Aeroflot e Alitalia ai gasdotti, dai rapporti tra l'Europa e la Russia alla Nato, che infastidisce l'"amico Vladimir"). E in questa diplomazia da "amici miei", che Berlusconi ha sempre mostrato di considerare migliore e più produttiva (in affari) di quella tradizionale, c'è stato il posto, da parte del futuro presidente del Consiglio italiano,

Un grande Bagaglino culturale ( da "Unita, L'" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è parlato anche di Alitalia, che un mese fa lo Statista voleva regalare ai figli e ad Air One (già pronto il nuovo marchio: Pier One), salvo ripiegare due giorni fa su Air France-Klm ("ne parlerò con l'amico Sarkò") e ieri su Aeroflot. Intanto a Roma Enrico Letta perdeva tempo con lo zio Gianni a parlare della compagnia di bandiera,

Berlusconi gioca sui reporter russi morti Fa il gesto del mitra a una giornalista che aveva posto una domanda scomoda a Putin. Lei, dopo, piange ( da "Unita, L'" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Su Alitalia "la situazione è aperta", continua il leader del Pdl, e "un tavolo con Aeroflot potrà portare ad ulteriori accordi per la creazione di un gruppo internazionale di grandi dimensioni e di prestigio". Non chiude la partita Air France, mentre Putin sembra essere più cauto: prima vuole vedere i conti della compagnia,

Hub per elicotteri ( da "Unita, L'" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: controllata di Finmeccanica) e Alitalica (controllata dal gruppo Maire) hanno siglato un accordo commerciale che prevede la creazione di un hub elicotteristico presso l'aeroporto dell'Urbe di Roma. Lo rendono noto le due aziende. L'accordo prevede la realizzazione e la gestione di un centro per la manutenzione degli elicotteri AgustaWestland,

Denaro sui finanziari ( da "Unita, L'" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ha recuperato dai minimi Fiat (+0,41%): l'ad Marchionne ha dichiarato che "il mercato è orribile ma le previsioni del trimestre sono totalmente in linea". Deboli le utilities Snam RG (-0,57%), Terna (+0,089%) e A2A (+0,26%). Invariata Alitalia scambiata a 0,6 euro.

La lezione della sconfitta ( da "Unita, L'" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E se il Berlusconi che riceve Putin e tratta i destini di Alitalia è un premier che nessuno ancora ha nominato, meglio non parlare di rigore istituzionale altrimenti ti ridono appresso. Calma però. È vero, hanno vinto ma non hanno vinto tutto. I voti della destra (compreso Storace) sono 17 milioni e 800mila.

Silvio ha i numeri, speriamo che non ci deluda come l'altra volta ( da "Unita, L'" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: esecutivo Berlusconi prosegua sulla stessa strada del risanamento, indispensabile anche per mantenere credibilità in Europa". I suoi colleghi imprenditori, sul punto, preferiscono sorvolare. "Se è per questo, oggi pare che Alitalia stia per essere comprata dalla russa Aeroflot. Eppure nessuno dice nulla". Intanto Montezemolo, dal palco, strappa l'ovazione.

Il <mister> Berlusconi mette in campo i lombardi ( da "Giornale.it, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la possibilità di influire da Roma sulle politiche che riguardano Malpensa e l'Expo, attraverso la presidenza dell'Alitalia o/e un ministero competente sugli aeroporti e con le deleghe per l'Expo 2015. Tra i nomi in corsa del Carroccio ci sono parecchi lombardi. Primo fra tutti il leader della Lega, Umberto Bossi da Gemonio, accreditato come vicepremier o ministro delle Riforme.

Retroscena dietro Aeroflot, la trattativa vera è con i francesi su Malpensa ( da "Riformista, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: molto probabile che la soluzione per Alitalia di Berlusconi sia la stessa di Prodi. Ci sono buone ragioni per crederlo, anche dopo le notizie altalenanti di ieri. Prima il presidente del consiglio in pectore ha riaperto la porta ad Air France: "Parlerò con Sarkozy". Poi il leader del Pdl ha lasciato intendere che vi sono pure altre opzioni.

Alitalia <faremo un gruppo di prestigio> ( da "Riformista, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ma porterebbe Spinetta a potersi comprare Alitalia con metà dell'esborso e risanamento praticamente già fatto dal governo. L'ipotesi di un decreto legge che autorizzi la concessione ad Alitalia di un prestito ponte da 100-150 milioni, emersa proprio durante il meeting bipartisan, è stata invece smentita da Palazzo Chigi anche perché non appena lette le indiscrezioni di stampa,

Revival Il simbolo dell'alleanza tra contadini e operai resiste in qualche parte del mondo ( da "Riformista, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: alleanza tra contadini e operai resiste in qualche parte del mondo Vedremo il marchio dell'Urss su Aeroflot-Alitalia? Il Kerala è il Paradiso dei comunisti, che in Angola restano conservatori. Anche la compagnia di bandiera russa conserva l'icona, che è nata filologicamente retrò Sembra l'Italia degli anni '70. Sono tutti comunisti o cattolici. E magari entrambe le cose.

Capitale 3 il presidente del lazio: <il pd ascolti i territori e impari anche qui la lezione della lega> ( da "Riformista, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sceglieranno quelli che gettano a mare Alitalia per difendere Malpensa. Mi riferisco soprattutto ai tanti cittadini e lavoratori di Fiumicino, una realtà che vive di successi di mercato e non di assistenzialismo statalista". Poi ci sono le grandi "questioni" che tornano ciclicamente nel dibattito politico.

Il rispetto delle regole ( da "Repubblica, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Queste sono le regole in un'economia di mercato. D'altra parte, l'ignoranza delle regole di un'economia di mercato può avere conseguenze nefaste. L'Alitalia insegna. In questo periodo l'acciaio è in crisi. Vogliamo che vada male anche l'Ilva ?.

<Tavolo Aeroflot-Alitalia> Berlusconi arruola Putin ( da "Corriere della Sera" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: compagnia russa Aeroflot per Alitalia. Silvio Berlusconi lo ha ottenuto ieri dal presidente Vladimir Putin, suo ospite in Sardegna. "La situazione non è facile - ha ammesso Putin riferendosi a Alitalia -: bisogna saldare il debito e fare in modo di tornare al profitto". E ancora: "Bisogna parlare di risanamento e qui non è possibile saltare le trattative con governo e sindacati "

L'ipotesi Aeroflot ( da "Corriere della Sera" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-19 num: - pag: 5 categoria: BREVI L'ipotesi Aeroflot Ieri Silvio Berlusconi e Vladimir Putin hanno rilanciato l'ipotesi di una trattativa con la compagnia russa Aeroflot, di nuovo "disponibile a riprendere i contatti per Alitalia".

Berlusconi tratta con Aeroflot ( da "Corriere della Sera" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "Sintonia su tutto" Berlusconi tratta con Aeroflot Alitalia, intesa con Putin "per aprire un tavolo" ROMA - Un negoziato con la compagnia russa Aeroflot per Alitalia. Silvio Berlusconi lo ha ottenuto ieri dal presidente Vladimir Putin, suo ospite in Sardegna. A PAGINA 5 Baccaro.

L'accordo bipartisan ( da "Corriere della Sera" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-19 num: - pag: 5 categoria: BREVI L'accordo bipartisan Giovedì l'accordo bipartisan tra il governo uscente e il centrodestra, per un decreto con prestito ponte da 100 milioni di euro per mantenere in vita Alitalia, evitandone il commissariamento.

Dovì imita Berlusconi e Sarkò per gli ospiti ( da "Corriere della Sera" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: offerto dal Bagaglino o solo di rifornimenti di gas e Alitalia? Quel che è certo è che neanche ieri sera sono andati a letto presto: Villa Certosa si è concessa un bis con Dovì. Virginia Piccolillo Il cast Sopra, un'immagine del cast del Bagaglino nella trasmissione "Barbecue" del 2004. Nel tondo, un'immagine del comico Manlio Dovì che ha imitato per Putin Sarkozy e Ray Charles.

E la Moratti telefona al Cavaliere: subito sanzioni più dure ( da "Corriere della Sera" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la questione Alitalia, il taglio delle tasse. La chiamata del sindaco di Milano Letizia Moratti, dopo lo stupro della studentessa americana avvenuto nella notte, riporta però la rotta del nuovo governo sulla questione sicurezza. "Sarà uno dei primi provvedimenti che sarà preso dal nuovo esecutivo", ha assicurato Berlusconi.

Cgil-Cisl-Uil: rappresentanza, spiragli per l'accordo ( da "Corriere della Sera" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: anche dove non si fanno come all'Alitalia", dice Paolo Pirani (Uil). Gli accordi interconfederali dovranno essere prima approvati dagli organismi sindacali e poi convalidati col referendum tra i lavoratori. Gli accordi e i contratti di categoria seguiranno invece regole "che stabiliranno le stesse categorie", dice Nicoletta Rocchi (Cgil).

Caronna di lotta "sfileremo ad arcore" ( da "Repubblica, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stesso discorso per Alitalia. Non ci facciano pagare i biglietti della compagnia coi nostri soldi. Perché in Italia hanno vinto, qui hanno straperso. E non permetteremo giochini". Identico piglio leghista Caronna mostra dribblando le domande sul partito del nord.

Riparte la grancassa della sinistra in Tv ( da "Tempo, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia e la ricetta per il Sud, travolto dai rifiuti bassoliniani); cosa fa? In attesa magari di un altro G8 (lo "schema cileno" sempre pronto: la piazza giacobina contro il dittatore), ha rimesso in campo i soliti teoremi: gli italiani che hanno legittimato il Pdl a governare o sono scemi o si fanno ipnotizzare dalle tv in mano al Grande Manipolatore di Arcore.

Berlusconi: Alitalia tratterà con Aeroflot ( da "Tempo, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stampa Berlusconi: "Alitalia tratterà con Aeroflot" Torna in campo Aeroflot. La trattativa tra Alitalia e Air France è tutt'altro che compromessa, la situazione è aperta. Qualora non dovesse concretizzarsi in un accordo, c'è sempre la disponibilità ad allargare il confronto con altri soggetti, tra cui Aeroflot.

L'Unione europea ribadisce le sue condizioni: qualunque ( da "Tempo, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: qualunque prestito ad Alitalia può essere autorizzato dalla Ue solo "alle condizioni accettabili dagli investitori privati". Bruxelles ha escluso che autorizzerà nuovi aiuti di stato per Alitalia fino al 2011. Non entra per ora nel merito delle soluzioni prospettate per tenere in vita la compagnia in attesa di una soluzione: prestito ponte o iniezione di liquidità.

Nasce l'hub per elicotteri a Roma ( da "Tempo, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: e Alitalica (controllata dal gruppo Maire) hanno siglato un accordo commerciale che prevede la creazione di un hub elicotteristico presso l'aeroporto dell'Urbe di Roma. Lo rendono noto le due aziende in un comunicato congiunto in cui si spiega che l'accordo prevede la realizzazione e la gestione di un centro per la manutenzione degli elicotteri AgustaWestland,

Alitalia, torna in campo Aeroflot ( da "Tempo, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Possibile una trattativa con i russi Alitalia, torna in campo Aeroflot La visita di Putin a Berlusconi ha allargato lo scenario sulla vendita di Alitalia. Nel caso non andasse a buon fine la trattativa con Air France, sarebbe pronto un tavolo di dialogo con Aeroflot. Per il Cavaliere l'importante è mantenere la pari dignità con i partner e la natura italiana del nostro vettore.

Ue: prestito ponte possibile solo a prezzi di mercato - alberto d'argenio ( da "Repubblica, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Bruxelles potrebbe dare il via libera in qualche settimana ALBERTO D'ARGENIO BRUXELLES - Ancora una volta Bruxelles parla di Alitalia e come un mantra ammonisce che un prestito ponte potrà essere concesso solo a condizioni di mercato, dettando tra le righe i trucchi per aggirare gli scogli del diritto comunitario che potrebbero portare la compagnia al tracollo finanziario.

Aeroflot torna in pista per alitalia - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Aeroflot torna in pista per Alitalia Berlusconi:"Ne ho parlato con Putin". Asse con Mosca sull'energia Spunta anche l'ipotesi di un intervento stile Fiat degli istituti di credito LUCIO CILLIS ROMA - Aeroflot torna in pista per Alitalia. La conferma è arrivata ieri per bocca dello stesso Vladimir Putin, ospite di Silvio Berlusconi a villa Certosa in Sardegna:

I big del credito freddi sul salvataggio e il tempo gioca a favore di air france - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia si arricchisce di nuovi protagonisti senza però che la soluzione (almeno per ora) si avvicini. Dopo Air France ? il decano dell'asta ? e la cordata italiana dal sapore vagamente elettorale, spuntano ora Aeroflot e le banche che secondo indiscrezioni (senza conferme) in caso di fallimento dell'asse con Parigi potrebbero intervenire nel capitale della compagnia di bandiera

L'ottovolante - giuseppe turani ( da "Repubblica, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Tutto questo a patto che il nuo presidente del Consiglio Berlusconi riesca a procedere per la sua strada e non farsi bloccare o condizionare dai suoi alleati. Due segnali preoccupanti: la vicenda Alitalia appare gli bloccata. E i nomi del nuovo governo sono quelli vecchi.

ANTICIPAZIONI ( da "Manifesto, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 14 note da lontano Senza sinistra, lo strano record italiano Rossana Rossanda a pagina 3 Alitalia Aeroflot, bluff di Berlusconi L'unica pista è Air France A PAGINA 6 Italia/Iraq Stefio rinviato a giudizio: "Arruolava mercenari" A PAGINA 8 Il papa all'Onu Appello sui diritti umani, ma silenzio sulle guerre A PAGINA 10.

Bluff Aeroflot per Alitalia, Berlusconi spara-spara ( da "Manifesto, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Cecchinaggio mimico a parte, Alitalia è stato il piatto forte della conferenza stampa. Al punto che il prossimo premier ha nuovamente messo in campo l'ipotesi di vendere Alitalia agli ex sovietici di Aeroflot. Putin è sembrato disponibile e tenergli bordone davanti alla stampa;

DICE Putin in Sardegna: Berlusconi mi mancava, mi fa piacere la sua vittoria ( da "Messaggero, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E infine: "Riguardo la questione Alitalia, Aeroflot è disponibile a riprendere contatti". Vorrei fare un quiz: chi secondo voi, se non Berlusconi, è in grado, non ancora nominato presidente del Consiglio, di ospitare nella sua villa in Sardegna il presidente Putin con il quale parlare di problemi e di amicizia?

LA CORDATA italiana per Alitalia c'è. Ci sono le banche guidate da Intesa Sanpa ( da "Messaggero, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

A Roma, il Senato avvia un'inchiesta sul nuovo aeroporto di Fiumicino. Costruito in una zona ac ( da "Messaggero, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: L'Alitalia trasferisce i suoi servizi dal vecchio aeroporto di Ciampino a Fiumicino che, da un punto di vista architettonico, presenta un'immagine elegante e avveniristica. Tuttavia, fra governo e opposizione, il dibattito parlamentare, senza esclusione di colpi, durerà anni.

Alitalia, spot di Putin e Berlusconi: <Se si chiude con Air France, possibile un tavolo con Aeroflot> ( da "Liberazione" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, spot di Putin e Berlusconi: "Se si chiude con Air France, possibile un tavolo con Aeroflot" Roberto Farneti La vendita ad Air France-Klm non è più la sola opzione in campo per salvare l'Alitalia dal fallimento. Certo, al momento l'unica proposta concreta rimane quella avanzata dal gruppo franco-olandese: un progetto di acquisizione che prevede la sostanziale riduzione dell'

ROMA La partita Alitalia si gioca a Roma, ma la Commissione europea intende esercitare fino in fond ( da "Messaggero, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: esclusa ogni possibilità che Bruxelles autorizzi nuovi aiuti di Stato per Alitalia fino al 2011, visto che la compagnia "ha ricevuto l'ultima tranche dell'aiuto di Stato per la ristrutturazione nel 2001, e in base al principio fissato nelle regole della Ue, che prevede un intervento di questo tipo una sola volta ogni dieci anni, Alitalia non potrà quindi beneficiarne fino al 2011".

ROMA - Che l'obiettivo di salvare Alitalia sarebbe sopravvissuto al cambio di governo e ( da "Messaggero, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la stessa tirata fuori dal cassetto ad ogni picco delle crisi di Alitalia. Non sarebbero pochi, però, i nodi da sciogliere. Un'operazione sulla falsariga del prestito convertendo concesso alla Fiat avrebbe il pregio di strappare Alitalia da un commissariamento devastante (escluso dal governo in percore) e di lasciare il tempo al risanamento prima di un'integrazione internazionale.

Dal nostro inviato MARCO CONTI PORTO ROTONDO - Abbiamo parlato di Alital ( da "Messaggero, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Dal nostro inviato MARCO CONTI PORTO ROTONDO - "Abbiamo parlato di Alitalia e della possibilità di avere un tavolo a cui sederci con Aeroflot". L'esordio di Silvio Berlusconi nella conferenza stampa che ieri ha chiuso la due giorni di colloqui con il presidente russo Vladimir Putin, è di quelli destinati a far fragore.

MONTEZEMOLO BOCCIA I SINDACATI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alle elezioni sconfitta la sinistra dei no" Alitalia, Berlusconi fa asse con Putin: anche Aeroflot nella cordata. La Ue frena sul prestito Il presidente uscente di Confindustria, Luca di Montezemolo, attacca i sindacati: "Stop ai negoziati infiniti, i lavoratori adesso sono più vicini a noi.

Tremonti rilancia l'ipotesi eurobond ( da "Stampa, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dalla situazione dei conti pubblici alla questione Alitalia - e sottolinea di parlare solo a nome di presidente dell'Aspen Institute Italia, che nella capitale francese ha organizzato un seminario dedicato ai temi della crisi dei mercati finanziari. "Emettere debito europeo per fare investimenti europei - spiega Tremonti - fa identità europea.

Alitalia, spunta Aeroflot: "Partner di prestigio" ( da "Giornale.it, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ma ci piacerebbe che desse vita ad un gruppo internazionale in cui Alitalia possa partecipare con pari dignità". "Con Putin - aggiunge - abbiamo pensato che potrà esserci un tavolo per vedere se si potrà procedere a un rafforzamento di entrambe le compagnie, Alitalia e Aeroflot, per dare vita a un gruppo internazionale di prestigio.

Alitalia, i russi di Aeroflot sono pronti ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia debba morire così, a soli sessant'anni. L'ormai ex presidente della Russia, Vladimir Putin, prima di prendere la strada del ritorno a Mosca, ha confermato che Aeroflot è "disponibile a riprendere i contatti" con Alitalia. Putin ha dichiarato di aver sentito ieri, da Porto Rotondo, i vertici di Aeroflot e di aver discusso proprio della complessa situazione della nostra compagnia.

Alitalia, nasce l'ipotesi russa ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 19-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: Montezemolo attacca i sindacati: basta con i veti Alitalia, nasce l'ipotesi russa E mentre a Olbia si svolge il vertice tra i due leader, Montezemolo attacca i sindacati: basta con i veti Putin a Berlusconi: Aeroflot è disponibile. Passi avanti anche sull'energia --> Putin a Berlusconi: Aeroflot è disponibile.

IN BORSA NON VOLA ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: In Borsa non vola La prospettiva di una discesa in campo di Aeroflot e quindi del possibile fallimento delle trattative fra Air France e Alitalia ha messo le ali al titolo della compagnia franco-olandese che ieri, alla Borsa di Parigi, ha guadagnato quasi 6 punti. Seduta senza scossoni per Alitalia che ha chiuso l'asta finale invariata a 0,6 euro.

BERLUSCONI-PUTIN PER SALVARE ALITALIA TAVOLO CON AEROFLOT ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Putin per salvare Alitalia tavolo con Aeroflot MARCO CONTI Porto Rotondo. "Abbiamo parlato di Alitalia e della possibilità di avere un tavolo a cui sederci con Aeroflot". L'esordio di Silvio Berlusconi nella conferenza stampa che ieri pomeriggio ha chiuso la due giorni di colloqui con il presidente russo Vladimir Putin,

SI LAVORA PER LA RICAPITALIZZAZIONE. L'UE FRENA SUL PRESTITO-PONTE ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: italianità di Alitalia, si chiama Air France". L'unico dato certo è che i tempi della trattativa potrebbero essere più lunghi rispetto a quelli previsti dall'attuale governo. Non a caso, nell'intesa bipartisan siglata giovedì a Palazzo Chigi tra i due Letta (l'attuale presidente del Consiglio, Enrico, e il suo predecessore oltre che consigliere di Berlusconi,

Quale che sarà la soluzione del duo Letta (Gianni ed Enrico) per l'ultima boccata di ossig ( da "Stampa, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ponte per Alitalia non ha stupito la Commissione europea. Ma il messaggio resta lo stesso: "Fino al 2011 non ci potrà essere nessun aiuto di Stato". A 24 ore dal tavolo di Palazzo Chigi, le parole del portavoce del commissario francese ai trasporti Jacques Barrot chiariscono che una delle strade ipotizzate, il finanziamento a fondo perduto,

Se i grandi media non si accorgono dell onda verde ( da "Padania, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Sulla vicenda Alitalia, ad esempio, tutti i Tg degli ultimi due mesi hanno mandato ogni giorno in onda servizi dedicati alla preoccupazione dei sindacati e dei politici romani sui temuti tagli occupazionali nella compagnia aerea mentre non si è mai parlato degli 800 già licenziati all aeroporto di Malpensa.

Roma, le sue amnesie e la grande rivincita del Nord ( da "Padania, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la vicenda Alitalia si è legata strettamente con le sorti di Malpensa, il grande hub pedemontano, sviluppato anche con l'ambizione di renderlo il simbolo per eccellenza della capacità imprenditoriale lombarda di proiettarsi sui mercati internazionali". Orfani di un aeroporto degno della valenza produttiva di queste regioni,

Malpensa si salverà da sola ( da "Padania, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Molte compagnie chiedono di poter operare sullo scalo ALESSANDRO MONTANARI "Alitalia liberi gli slot e Malpensa si salverà da sola". Mentre la vendita della compagnia di bandiera, come confermato dal premier in pectore Silvio Berlusconi, si riapre ad ogni soluzione, Roberto Maroni conferma la linea del Carroccio. Il Nord non vuole più dipendere da scelte prese da altri e altrove,

Malpensa, ovvero come si fa una battaglia politica ( da "Padania, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ovvero come si fa una battaglia politica ALESSANDRO MONTANARI Ora che la vendita di Alitalia si riapre, con consenso bipartisan, a un vasto lotto di compratori, suona ancora più assurda la rigidità sempre tenuta da Romano Prodi e Tommaso Padoa Schioppa, i quali stavano svendendo la compagnia di bandiera a condizioni impensabili in una normale asta a più offerenti.

Giorgetti: <Bene la riapertura dei giochi, ma piano con le intese bipartisan> ( da "Padania, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: A chi preferibbe che finisse Alitalia? "Assistiamo a questi avvenimenti con grande interesse. Vediamo che Berlusconi è molto attivo e su più fronti. Confidiamo però che la soluzione finale sia la migliore non solo per Alitalia, ma anche per Malpensa". Cosa farete per tenere Berlusconi sul pezzo ?

Alitalia, si affaccia Aeroflot <Pari dignità con AirFrance-Klm> ( da "Padania, La" del 19-04-2008)
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Abstract: ipotesi Alitalia, si affaccia Aeroflot "Pari dignità con AirFrance-Klm" Roma - Silvio Berlusconi non chiude la porta della Magliana ad Air France ma incassa il rinnovato interesse di Aeroflot per Alitalia. "Ci sono contatti in corso con Air France. Da parte nostra non c è nessuna preclusione purché si torni alla premessa delle trattative con la creazione di un gruppo in cui Air France,

Berlusconi tratta con Putin e Sarkozy ( da "Padania, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: purchè l Alitalia resti compagnia di bandiera e le decisioni vengano prese in Italia. Per quanto riguarda Air France - ha poi aggiunto -, se si dovesse ritornare al primitivo progetto di una Alitalia con pari dignità, con una direzione italiana, rispetto alle due altre compagnie questa è una ipotesi di cui si può discutere e di cui sarò lieto di discutere,

Già nel 2004 un finanziamento di 400 milioni per garantire la continuità aziendale ( da "Padania, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ponte per garantire la continuità aziendale di Alitalia. "Misure urgenti per favorire la ristrutturazione ed il rilancio dell Alitalia": recitava, infatti, così il decreto legge 159 del giugno del 2004, poi convertito in legge nel luglio successivo, che dava disco verde al prestito ponte da 400 milioni di euro per il salvataggio della compagnia, allora guidata da Giancarlo Cimoli,

Liberalizzare i cieli per far volare l hub ( da "Padania, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: CAMBIATO Liberalizzare i cieli per far volare l hub La partita Alitalia è riaperta e così nel fronte pro-Malpensa scendono i toni, che diventano più pacati e riflessivi ma non meno determinati. "Il tema per noi principale - spiega il presidente di Sea Giuseppe Bonomi - resta la liberalizzazione del trasporto aereo, attraverso una rinegoziazione degli accordi bilaterali fra Stati.

I sindacati: meglio patto bipartisan e grande alleanza internazionale ( da "Padania, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 2 miliardi per il sindacalista può essere visto in modo positivo "ma non esaustivo perchè per Alitalia c è un problema industriale. La compagnia deve avere soldi ma anche un piano industriale", conclude Angeletti. Per il Sindacato dei lavoratori (Sdl), "l accordo bipartisan su Alitalia, da noi sollecitato nei passati giorni, sembra oggi prendere concretamente forma.

Riparte l'asse Berlusconi-Putin ( da "Stampa, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Aereoflot per convincerlo a riprendere la trattativa con Alitalia. E in questo modo ha offerto una sponda di una certa importanza al prossimo premier italiano per affrontare una questione che ha caratterizzato l'intera campagna elettorale. "Io - ha spiegato il Cavaliere - non ho nulla contro Air France, ma occorrono condizioni paritarie.

LA CRISI CHE VERRÀ ( da "Stampa, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La trattativa per la vendita di Alitalia a Air France, al di là dei sussulti della politica, ha subito un'interruzione cruciale quando la compagnia francese si è ritirata improvvisamente davanti alle richieste dei sindacati di Alitalia. Questa settimana, con il sorprendente risultato delle elezioni e la sonora sconfitta della Sinistra Arcobaleno,

Il Cavaliere è uomo di mondo ( da "EUROPA ON-LINE" del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, interessi commerciali. Sintetizza Quentin Peel sul Financial Times: "Per Berlusconi fare politica è fare affari". Il Cavaliere sa bene che gli americani sono pronti a sorvolare sull'amicizia esibita con Putin: la considerano, appunto, affari suoi, una relazione che fa notizia solo per il folklore degli incontri.

Non c'è caviale per Alitalia ( da "EUROPA ON-LINE" del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è caviale per Alitalia (ra. c.) Nonostante la cortina di fumo appositamente calata a villa Certosa, sotto le paillettes delle ballerine e dietro le gag appositamente composte dalla compagnia romana del Bagaglino, l'Alitalia non è stata il piatto forte dell'incontro Berlusconi-Putin ma neanche un contorno o un antipasto.

Alitalia,ritornaAir One ( da "Secolo XIX, Il" del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Alitalia, il ritornodella cordata Toto ( da "Secolo XIX, Il" del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia: riprende quota la cordata italiana, ma c'è ancora molta nebbia sulla rotta. In parallelo ai rapporti con Air France-Klm, che per ora rimane l'unico compratore disponibile, si fa strada di nuovo l'ipotesi di una soluzione italiana che poggerebbe su un'alleanza societaria tra imprenditori, banche e Air One di Carlo Toto,

La Lega frena Montezemolo<No allo scontro sociale> ( da "Secolo XIX, Il" del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: A cominciare dal prossimo caso Alitalia. Non è un caso se, ieri, il primo a bacchettare Montezemolo è stato proprio il leghista Roberto Calderoli, considerato, normalmente, un falco del centrodestra: "Io voglio fare un forte richiamo al senso di responsabilità sia di Montezemolo che dei sindacati - ha detto l'ex ministro delle Riforme,

Imprenditori italiani con air france ultimo tentativo bipartisan per alitalia - luca pagni ( da "Repubblica, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: con Air France ultimo tentativo bipartisan per Alitalia Tremonti a Parigi: "Nessun incontro con Sarkozy". Calderoli: più soggetti in campo LUCA PAGNI MILANO - Si sta già sgonfiando l'ipotesi Aeroflot per Alitalia. Archiviato l'incontro in Sardegna tra Silvio Berlusconi e il presidente russo Vladimir Putim, tornano subito a crescere le possibilità di riaprire il dialogo Air France.

Non siamo nella cordata Ermolli per Alitalia Smentita di Banca Intesa: Non c'è nulla di nuovo . D'Alema: ora sappiamo che la carta di Berlusconi è Air France ( da "Unita, L'" del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Non siamo nella cordata Ermolli per Alitalia" Smentita di Banca Intesa: "Non c'è nulla di nuovo". D'Alema: ora sappiamo che la carta di Berlusconi è Air France di Bianca Di Giovanni / Roma SMENTITE La partita Alitalia continua con l'ennesima smentita di Intesa-Sanpaolo. Per il gruppo bancario la situazione è immutata: per ora il dossier è chiuso,

Silvio III, smania da premier Poco rispetto per il Quirinale Dai nomi dei ministri al vertice con Putin: ma ancora senza incarico Stefano Rodotà: Non siamo una repubblica presidenz ( da "Unita, L'" del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: stata una maggiore evidenza pubblica di questo fenomeno sia nel caso Alitalia che nell'incontro con Putin. In entrambi i casi sarebbe stata auspicabile una maggiore misura da parte del premier in pectore. È normale che i potenziali interlocutori del caso Alitalia siano attenti al governo che verrà, e che Berlusconi dedichi altrettanta attenzione al dossier, anche incontrando Putin.

Anche Orbassano sogna l'alta velocità ( da "Giornale.it, Il" del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: due patate ustionanti": Alitalia e Tav. Non vorrei essere nei panni del Cavaliere. Mario Tranquilli e-mail Fossero solo quelle, caro Tranquilli, ci sarebbe da metterci la firma. Prodi è stato un castigo di Dio, cosa che anche Veltroni Walter, ovvero il suo clone in versione soufflé (che il grande Pellegrino Artusi da Forlimpopoli chiamava,

Maroni: <La Cgil può sparire come la Sinistra> ( da "Giornale.it, Il" del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, ma anche i contratti dei medici ospedalieri e quelli degli insegnanti precari. Che farete? "Dobbiamo affrontare in termini innovativi il rapporto con il pubblico impiego. Dobbiamo sostenere il criterio meritocratico. Questo comporta un cambiamento di attitudine della pubblica amministrazione che è la più conservatrice tra i conservatori e un cambiamento di attitudine da

Il bimbo vola da solo Uno su cinque senza mamma e papà ( da "Corriere della Sera" del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: fotografano da Alitalia. Meridiana dà anche qualche numero: "Su circa 60 mila bambini che volano in un anno, circa il 5% da solo". Molti sono poi quelli che scelgono una compagnia straniera. A vantare il rapporto più alto tra bambini trasportati e "Um" è British Airways: un milione e 600 mila minori trasportati nel 2007 (300 mila bebè)

Gli svaghi in volo ( da "Corriere della Sera" del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: BREVI Gli svaghi in volo Alitalia, giochi e libri divertenti E in più la lounge dedicata La nostra compagnia di bandiera punta tutto sull'aspetto ludico: i bambini che viaggiano soli si divertono giocando, leggendo e guardando cartoon British Airways, come al cinema Autografo del comandante Offerta di film e cartoon da cineteca per i piccoli passeggeri della compagnia britannica.

Tremonti: crisi, la ricetta Draghi non basta ( da "Corriere della Sera" del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: forse influenzato dal caso Alitalia - della visione economica del prossimo governo e un'anticipazione di atteggiamenti "interventisti" in vari campi. Del resto, gli esempi britannici (nazionalizzazione della Northern Bank, prestito della Banca centrale di 50 miliardi di sterline alle banche in difficoltà) sono tutt'altro che ortodossi.

Vertici Eni, spunta Ermolli ( da "Corriere della Sera" del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE Industria & nomine Le voci sul superconsulente e l'intreccio con Alitalia Vertici Eni, spunta Ermolli MILANO - Riconferma per Enel, Finmeccanica, Terna. E anche per l'Eni. Anche se pare parzialmente. E' stato lo stesso Silvio Berlusconi, a lasciare intendere che questa sia la direzione. E si è aperto subito il totonomine.

Non basta più il <buon samaritano> a bordo ( da "Corriere della Sera" del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Neppure Alitalia, che a Fiumicino ha un Centro medico di prim'ordine, è stata in grado di rispondere. Quelli a disposizione della European civil aviation conference (Ecac, un organismo intergovernativo) e nella letteratura dicono che la frequenza di malori è di un passeggero su 10-40 mila.

MILANO - Non si può prescindere da Air France. C'è un'intesa bipartisan ( da "Messaggero, Il" del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: intesa bipartisan tra governo uscente e futuro esecutivo di battere prioritariamente la pista francese per Alitalia. Parigi entro pochi giorni dovrebbe dare una risposta definitiva sulla disponibilità ad accettare un nuovo schema di offerta. A livello di cda della Magliana non è mai stato interrotto l'asse con Parigi, aprendo quindi ad altre soluzioni.

ROMA - Lo stupro della giovane donna alla Stazione La Storta entra nella campagna elettorale ( da "Messaggero, Il" del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Come l'Alitalia, il trasferimento di RaiDue a Milano o la scarsa manutenzione stradale. È un vortice che aspira tutto. E allora Rutelli ammonisce: che nessuno cerchi "di fare propaganda politica". Perché "contro il crimine "dobbiamo unirci". È una difesa preventiva, un invito "a non fare strumentalizzazioni".

MILANO - La vacanza in Sardegna finisce qui. A Milano lo aspetta la Lega, con le sue richieste e le ( da "Messaggero, Il" del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La trattativa per il salvataggio di Alitalia si annuncia delicata e lunga, i possibili accordi con Air France o la discesa in campo dell'Aeroflot suggeriscono prudenza e nessun passo falso. Per risollevare le sorti della compagnia di bandiera, dunque, sarebbe meglio lavorare sottotraccia e lontano dai riflettori, cosa che non si potrebbe fare portando tutti i ministri a Malpensa.

Tremonti incontra Sarkozy? ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 20-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: Primo Piano Pagina 102 alitalia Tremonti incontra Sarkozy? Alitalia --> ROMA Air France resta in pole position nella complessa trattativa per la vendita di Alitalia, anche se nessuna decisione è stata ancora presa. L'unica certezza è la scelta di procedere con una logica bipartisan.

Maroni: "La Cgil può sparire come la Sinistra" ( da "Giornale.it, Il" del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, ma anche i contratti dei medici ospedalieri e quelli degli insegnanti precari. Che farete? "Dobbiamo affrontare in termini innovativi il rapporto con il pubblico impiego. Dobbiamo sostenere il criterio meritocratico. Questo comporta un cambiamento di attitudine della pubblica amministrazione che è la più conservatrice tra i conservatori e uncambiamento di attitudine da

Sesso globale sesso sicuro ( da "Manifesto, Il" del 21-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: e non serve il marchio Alitalia né che si parta da Malpensa) per fare sesso con minorenni tailandesi, donne dell'insicuro Nord italiano idem con giovani giamaicani, clandestine dell'est si prostituiscono con cittadini dell'Ovest? Cos'è questo stridore fra l'allarme sicurezza sugli stupri e la sicurezza con cui i media di mezzo mondo (democratico)

Chi Malpensa... fa peccato ma a volte ( da "Manifesto, Il" del 21-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia Chi Malpensa... fa peccato ma a volte... Guglielmo Ragozzino L'emergenza dei rifiuti a Napoli e il nodo dell'Alitalia sono state due carte vincenti della destra alle recenti elezioni politiche. In questo secondo caso vi era un discorso generale, sulla compagnia di bandiera che poi significa solo tenere in funzione poltrone gratis per gli alti poteri e rotte in perdita,

Su palcoscenici irrequieti sfilano i fuoriclasse europei ( da "Manifesto, Il" del 21-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: capolavori riconosciuti sono Il capitale di Carlo Marx parte I e quello dedicato al crack della belga Sabena (se i manager dell'Alitalia l'avessero visto...). Ogni volta, in rappresentazioni a metà tra l'indagine scientifica e il racconto visionario, i tre cervelli quarantenni del gruppo, ci aiutano a capire una realtà, attraverso il metodico ricorso agli specialisti di un settore.

Silvio rimembri ancora? - mimmo carratelli ( da "Repubblica, La" del 21-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia oppure, testa di coccio, si muove il Carroccio. Presto detto: se continua l'insania, vola Padania. L'avviso di bordo è sempre lo stesso: "Non dimenticate il Bagaglino a mano". Le ballerine si possono sempre recuperare a Villa Certosa, Porto Rotondo, Sassari, dove la residenza del Cavaliere si è sposata con la natura,

Alitalia, la pista Air France-Klm resta favorita ( da "Secolo XIX, Il" del 21-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è discussione su Alitalia che non contempli anche il capitolo Malpensa. Per il Pd, e per il governo, occorre innanzitutto realizzare il divorzio tra lo scalo milanese e Alitalia; dopodichè, ci si può e ci si deve rimboccare le maniche chiamando in causa grandi interlocutori internazionali in modo da poter rilanciare la piena operatività.

Le nomine del Cavaliere: una poltrona all'Eni per l'amico Ermolli ( da "Unita, L'" del 21-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: amico Ermolli Non solo il dossier Alitalia ma molto, molto di più. Secondo quanto riportato ieri dal "Corriere della Sera" Bruno Ermolli, il superconsulente di Silvio Berlusconi, sarebbe candidato alla presidenza dell'Eni. Come dire: aziende pubbliche agli amici privati. Nella partita per le nomine sembrerebbe infatti che il premier in pectore sarebbe orientato ad "

Moratti: Veltroni? Voltafaccia sulla sicurezza ( da "Corriere della Sera" del 21-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dove avevamo segnalato una cosa semplicissima: tenere separati il destino di Alitalia e di Malpensa. Non è stato capito che Malpensa è un problema del Paese". Si affida al nuovo Governo. Ripete che Berlusconi le ha dato tutte le garanzie sul "pacchetto sicurezza". Dice che la Lega ha saputo intercettare i problemi della gente.

Il Papa a Ground Zero <Dio, converti chi odia> ( da "Corriere della Sera" del 21-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: All'arrivo a Washington, martedì scorso, il Papa era stato ricevuto da Gorge W. Bush. Il B777 dell'Alitalia con a bordo il Papa, il seguito e 65 giornalisti arriva a Ciampino stamattina alle 11. Luigi Accattoli GUARDA Le immagini del Papa a Ground Zero www.corriere.it A. Far.

Stato <necessario>: chi lo decide? ( da "Corriere della Sera" del 21-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: in Alitalia ad Air France/KLM. Tuttavia, Tremonti è sensibile alle critiche provenienti dall'estero che lo accusano di essere un sostenitore del protezionismo e dell'interventismo statale. In risposta a un articolo apparso sul Financial Times, il 16 aprile Tremonti ha inviato al giornale inglese una lettera in cui proclama la sua innocenza,

La Moratti chiede a Berlusconi più poteri e agenti nelle strade ( da "Giornale.it, Il" del 21-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "Noi - accusa - chiedevamo solo di separare il destino dell'hub da quello di Alitalia. Una liberalizzazione che consentisse alla Sea di poter sostituire la compagnia di bandiera con altri vettori. E, invece, il governo nella trattativa con Air France ha concesso i diritti di traffico internazionale su mono destinazione.

CHISSÀ, forse dopo Houston, we have a problem , sentiremo un giorno risuonare su ( da "Messaggero, Il" del 21-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: non riusciamo a mantenere il controllo dei voli nazionali (vedi la vicenda Alitalia) ma culliamo l'ambizione di conquistare lo spazio. Viene da chiedersi: l'italiano, sulla base del suo temperamento e delle sue abitudini, è adatto al lavoro di astronauta? Noi amiamo le nostre piccole comodità, siamo attaccati alle nostre tradizioni.

Economia, ora le scelte difficili -parte seconda- ( da "Voce d'Italia, La" del 21-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sembrano esser rappresentate dalle sorti di Alitalia – dove, peraltro, v'è da registrare un possibile ritorno di fiamma da parte dei russi di Aeroflot (anche grazie agli ottimi rapporti personali tra i due prossimi premier, S. Berlusconi e V. Putin), e che rappresenta senz'altro una buona notizia per allontanare lo spettro del fallimento della nostra compagnia di bandiera &

Putin e Berlusconi studiano Alitalia e progettano sul gas ( da "Opinione, L'" del 21-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: acquisizione di Alitalia. Lo aveva detto non un capo scalo, bensì il direttore Valeri Okulov parlando alla televisione Russia Today. "Ritengo che abbiamo avuto un'utile esperienza partecipando alla prima gara per la privatizzazione di Alitalia, ma le informazioni di cui disponiamo non ci rendono ottimisti riguardo a una seconda partecipazione al progetto"

Berlusconi con Putin conquista la top ten ( da "Opinione, L'" del 21-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ma anche la crisi Alitalia. "Troveremo al più presto una soluzione", fa sapere Berlusconi, che intanto smentisce i dissapori con gli alleati per le nomine dei ministri. Con oltre sei minuti e mezzo di parlato Tv, al leader del Pdl va l'ennesima medaglia d'oro del ranking, seguito in classifica da una sua fedele alleata: Stefania Prestigiacomo.


Articoli

Privatizzazione bipartisan in vista per l'Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPA ON-LINE" del 19-04-2008)

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Possibile per Alitalia una soluzione bipartisan finalizzata a garantire la necessaria continuità aziendale che consenta di completare la privatizzazione in tempi brevi. È quanto è filtrato ieri sera da fonti di palazzo Chigi, al termine dell'incontro tra il sottosegretario alla presidenza del consiglio Enrico Letta con Gianni Letta e Bruno Ermolli che per Berlusconi seguono il dossier. Se al momento no si esclude alcuna ipotesi, "compresa quella di Air France che resta sul tappeto", è possibile prevedere un eventuale prestito-ponte se finalizzato alla vendita in tempi brevi della compagnia di bandiera.

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Su Berlusconi bufera leghista (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPA ON-LINE" del 19-04-2008)

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VERSO IL NUOVO GOVERNO Bossi: Non aspettare i ballottaggi, subito i nomi. Al senato gruppo Udc-Mpa con aiuto Lega-Pdl Su Berlusconi bufera leghista FRANCESCO LO SARDO La Lega non si fida, s'impunta, e fa saltare il tavolo Gianni Letta-Matteoli-Calderoli per le trattative sui nuovi ministri. Bossi sente puzza di bruciato. I traccheggiamenti del Cavaliere lo insospettiscono perciò ieri, riunito il vertice leghista nel quartier generale di via Bellerio, ha annunciato che "dopo l'inutile vertice romano le prossime riunioni saranno tenute solo con il leader del Pdl Berlusconi". I distinguo di Fini e l'odore di manovre di Raffaele Lombardo mediatore con l'Udc, persino nei panni di possibile traghettatore di Totò Cuffaro nel governo hanno consigliato al Carroccio di tagliare il groviglio con un colpo di spadone. "A Roma s'è consumato un vertice inutile. È necessario prendere decisioni rapidissime e che Berlusconi proponga nel più breve tempo possibile la composizione del nuovo governo", ha messo nero su bianco ieri, in una nota, la segreteria della Lega. Ha voglia Berlusconi di dire che "bisogna interpretare il linguaggio paradossale, iperbolico e metaforico di Bossi, quando ha affermato che a palazzo Grazioli non s'è combinato niente". Il linguaggio di Bossi è chiarissimo e lo sono altrettanto, sulla sponda opposta, gli uomini di Fini: "Sulla composizione della squadra di governo Berlusconi e Gianni Letta sono praticamente fermi ? spiega un autorevole esponente di An ? e fino al ballottaggio del 27 maggio di fatto è tutto bloccato. Se a Roma Alemanno ce la fa è un conto, ma se perde non può certo restare fuori dal governo...". La conseguenza è che la questione della composizione della delegazione di An nel prossimo governo Berlusconi, complicata anche dai dubbi di Fini sull'accettazione della carica di presidente della camera, è un ulteriore fattore che impedisce la definizione, adesso, della squadra dei dodici ministri. Ma l'altro ostacolo, più macroscopico, resta quello su quali e quanti ministeri assegnare alla Lega: una scelta bloccata a sua volta dal "nodo" Lombardia. Formigoni dovrebbe passare la guida della regione al Carroccio, che a quel punto ridurrebbe le pretese su Roma. In questa partita Formigoni e la Lega giocano di sponda, si ripete nell'entourage del presidente lombardo: ma Berlusconi ha improvvisamente frenato sull'ipotesi di eleggere il potente governatore ciellino alla presidenza del senato, seconda carica dello stato: perché Formigoni è sì un forzista della prima ora, ma ha il vizio d'essere un uomo dal forte spirito indipendente, dote poco apprezzata a palazzo Grazioli. "La situazione è in mano a Berlusconi ? dice Formigoni ? tutti sanno che le cose devono incastrarsi l'una con l'altra per trovare la soluzione definitiva, quella che permetterà di sbloccare tutte le diverse situazioni". Ieri, a sorpresa, un forzista a lui vicino, Maurizio Lupi, ha lanciato l'ipotesi di candidatura per il Pirellone dell'indipendente forzista Gabriele Albertini: un ballon d'essai per bruciare l'ex sindaco di Milano e scatenare ancor più il pressing leghista su Berlusconi e sostenere così la corsa di Formigoni verso la presidenza del senato. Al centro di questo campo di battaglia c'è il Cavaliere. Ieri, dalla Sardegna dove ha accolto l'amico Vladimir Putin col quale ha parlato di tutto un po', dall'energia al possibile ruolo di Aeroflot nella vicenda Alitalia, Berlusconi ha negato scontri nel centrodestra: "Non c'è stata alcuna lite con gli alleati e io avuto il mandato per quanto riguarda la composizione della squadra dei ministri". Le cose, come si vede, stanno diversamente. Tra le voci circolate ieri c'è anche quella secondo cui Raffaele Lombardo avrebbe suggerito a Berlusconi di imbarcare a bordo del nuovo esecutivo il neosenatore udc Totò Cuffaro ? ex governatore dell'isola e vicesegretario nazionale dell'Udc condannato in primo grado per favoreggiamento ? per aiutare il dialogo con Casini: peraltro mai interrotto a livello locale, a partire dalla regione Sicilia. La Lega non vuol sentirne parlare, gli uomini di Lombardo smentiscono, mentre i cuffariani non sembrano affatto infastiditi dai boatos. Anzi. Cuffaro starebbe peraltro pensando di dar vita insieme all'Mpa a un gruppo autonomista al senato. Sarebbero necessari dieci senatori, ma il vicesegretario udc spera in una salvifica deroga: in ogni caso ai tre senatori dell'Udc (Cuffaro, D'Alia e Cintola, se Antinoro resterà all'Ars) e ai tre dell'Mpa (Pistorio, Reina e Scotti) si aggiungerebbe la leghista Maraventano, vicesindaco di Lampedusa, e un senatore del sud offerto "in prestito" dal Pdl. Chissà se il piano di fusione al senato con pezzi di maggioranza è tutta farina del sacco di Totò o se Casini ne sa qualcosa.

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Dalla Russia con amore (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPA ON-LINE" del 19-04-2008)

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PUTIN E BERLUSCONI L'incontro in Sardegna conferma la relazione speciale tra i due leader Dalla Russia con amore MATTEO TACCONI Una calorosa stretta di mano, sotto il cielo plumbeo della Sardegna, bagnata dalla pioggia. È cominciato così l'incontro tra il presidente del consiglio in pectore Silvio Berlusconi e Vladimir Putin, capo di stato uscente e primo ministro entrante della Federazione russa. Fresco, tra l'altro, di investitura ? roba di tre giorni fa ? a numero uno di Russia Unita, il "partito dei ministri, dei governatori e degli oligarchi", che detiene i due terzi dei seggi della Duma, la camera bassa russa. Gli equilibri, finora incerti, che scandiranno la Russia nei prossimi anni sono ora chiari: pur lasciando a Dmitry Medvedev il Cremlino (l'avvicendamento ci sarà il prossimo 7 maggio) Putin resterà l'indiscusso titolare delle chiavi della politica russa. Insomma, niente coabitazione paritaria con il prossimo capo di stato. La due giorni di Vladimir Vladimirovich a villa Certosa, residenza sarda di Berlusconi, segna, dopo il breve e tormentato interludio prodiano, l'avvio di una nuova stagione di rapporti istituzionali tra Berlusconi e "l'amico Vladimir". Quelli personali non sono infatti mai venuti meno, anzi. Il fatto che Putin, reduce da una visita in Libia, abbia optato per una rapida sortita in Italia prima di rientrare a Mosca, certifica come agli occhi del leader russo quella con Berlusconi sia una partnership privilegiata. Secondo Gianni De Michelis , ex ministro degli esteri, "la visita di Putin è una cosa non convenzionale, è una vera notizia. Mentre i leader europei e mondiali si congratulano telefonicamente con Berlusconi, Putin lo fa di persona ". De Michelis inquadra un orizzonte di più ampio respiro, andando oltre il vertice di villa Certosa, che vede in agenda, come anticipato da Berlusconi, energia, rapporti tra Russia e Ue, relazioni commerciali tra i due paesi e la possibilità che Aeroflot, compagnia di bandiera russa, soccorra Alitalia. "L'ottimo rapporto personale con Putin mette Berlusconi in una condizione di vantaggio in Europa", i cui paesi membri sono divisi sull'atteggiamento da tenere nei confronti della Russia. Critico, per Londra e i paesi dell'ex cortina; pragmatico per italiani, francesi e (in parte) tedeschi. "Il rapporto con Mosca è una delle questioni prioritarie di Ue e Occidente, che verrà sicuramente discussa al G8 del 2009 alla Maddalena. Berlusconi, facendo leva sulle relazioni con Putin, può dare più peso all'Italia a livello internazionale ". Beninteso: non che con il centrosinistra al governo le relazioni italo-russe siano precipitate. Prodi, durante la sua seconda stagione a Palazzo Chigi ha avuto quattro incontri bilaterali con Putin. Il più importante è stato quello del novembre scorso, quando Eni e Gazprom hanno gettato le basi per l'accordo sulla costruzione del gasdotto South Stream. Progetto, questo, che prevede di convogliare verso l'Ue, attraverso il Mar Nero, trenta miliardi di metri cubi di gas russo annui, a partire dal 2013. Un colpo grosso. Durante il biennio del centrosinistra, inoltre, l'interscambio è continuato a schizzare verso l'alto, seguendo un trend che si ripropone da una decina d'anni e collocando l'Italia, a riguardo dei rapporti commerciali con la Federazione russa, sul secondo gradino del podio, dopo la Germania, tra i paesi Ue. Luisa Todini , imprenditrice umbra che in qualità di presidente del Forum di dialogo italo-russo ha guidato, a inizio aprile, un'importante delegazione di industriali, manager pubblici e banchieri italiani in Russia, ai quali Putin ha aperto le porte della sua dacia di Novo- Ogaryovo, conferma la solidità, granitica, delle relazioni tra Mosca e Roma. "In quell'incontro Putin ha ribadito che i rapporti tra Italia e Russia vanno al di là della politica ". "C'è un'interdipendenza virtuosa", sottolinea Todini, ribadendo che è l'energia il settore che più stimola la cooperazione economica e che "Putin, da primo ministro, gestirà molti dei dossier energetici". Come dire: una garanzia. Ma c'è altro, oltre al gas. "Se Putin e la sua squadra vogliono lasciare un segno duraturo nella storia, devono favorire lo sviluppo della media e piccola impresa. Cosa che aprirà ulteriormente il mercato russo", dice Todini. Insomma, le opportunità per fare affari andranno aumentando e, ipso facto, rafforzeranno ulteriormente i rapporti politici. A favorire la fluidità del dialogo italo-russo sono inoltre dei fattori storici. "L'Italia e la Russia, nell'archittettura europea, non hanno conti della storia da saldare. Per Mosca non siamo così ingombranti", ragiona Adriano Roccucci , docente dell'università di Roma Tre e profondo conoscitore dell'area post-sovietica. Italia e Russia, lontane e "inseparabili", a prescindere da chi governa a Roma. Eppure, tra Berlusconi e Prodi, i russi non hanno dubbi: meglio Berlusconi. Il punto è che Mosca, che vuole tornare a recitare un ruolo di primo piano nell'arena internazionale, pur essendo consapevole che l'Ue è e deve essere un partner, predilige una tattica "bilaterale", negoziando separatamente con i vari paesi europei, per impedire che il blocco comunitario la sovrasti, economicamente e politicamente. "Siamo stanchi di trattare con i burocrati di Bruxelles. L'Ue è un'istituzione che non contribuisce a rafforzare le nostre relazioni (tra Europa e Russia, ndr)", aveva detto nel luglio del 2007 l'allora presidente della commissione esteri della Duma, Kostantin Kosachev, confermando l'allergia di Mosca alle istituzioni comunitarie, spesso critiche verso i comportamenti autoritari dei russi in Cecenia, sul fronte dei diritti civili e politici, sulla libertà di stampa. Prodi è stato presidente della commissione Ue e ha sferzato i russi sul caso Yukos e sui processi farsa subìti dall'oligarca Mikhail Khodorkovsky. A Berlusconi, come spiega Roccucci, la "sensibilità bruxellese" è sconosciuta, o quasi. Tant'è che il Cavaliere non ha esitato, in passato, a difendere a spada tratta Putin sulla Cecenia. La differenza sta tutta qui. E non è di poco conto.

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Alitalia,in pistaAeroflot (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 19-04-2008)

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La vendita Nell'incontro con Silvio Berlusconi il presidente russo Putin ha detto che Aeroflot è interessata, ma Air France resta favorita 19/04/2008.

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Alitalia, Mosca in pista (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 19-04-2008)

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Putin a Berlusconi: "Aeroflot è interessata a trattare". Ma Air France resta favorita ROMA. Alitalia: si riaprono i giochi. Complice lo scenario di Villa Certosa, il presidente russo Vladimir Putin rimette in pista Aeroflot nella partita in corso per la salvezza della compagnia di bandiera: "Ho parlato con i vertici Aeroflot e mi hanno detto che sono disponibili riprendere i contatti". Il padrone di casa, Silvio Berlusconi, è soddisfatto e lavora su più fronti, dalla Francia alla Russia senza trascurare la soluzione italiana, per trovare una via d'uscita onorevole ai guai di Alitalia: grazie alla disponibilità dell'amico Vladimir, ora ha in mano una carta in più da giocarsi nella partita, complicata e rischiosa, per evitare che l'azienda della Magliana sia costretta da ammainare la bandiera, consegnandosi nelle mani di un commissario. "Con Putin abbiamo parlato anche di Alitalia e della possibilità di aprire un tavolo a cui sederci con Aeroflot", conferma il Cavaliere. Aeroflot è disponibile ma rimane una carta di riserva. Nei progetti di Berlusconi, la prima opzione da verificare, prima di orientarsi verso altri sbocchi, è ancora quella di Air France-Klm, che tace in attesa di capire cosa si profila al di qua delle Alpi dopo che il patron Jean-Cyril Spinetta è tornato a Parigi senza la firma dei sindacati in calce al suo piano di ristrutturazione e acquisizione di Alitalia. "La situazione è molto aperta. Non abbiamo nulla contro Air France ma ci piacerebbe che si desse vita a un grande gruppo internazionale con Alitalia che partecipi a condizioni di parità. Siamo però disponibili ad allargare la possibilità ad altre compagnie aeree, in particolare Aeroflot, con un accordo che possa dare vita a un grande accordo internazionale", sostiene il Cavaliere. L'idea sarebbe quella di una grande aggregazione di aziende, che parte dalla fusione con Air France e arriva fino ad Aeroflot. Si parla anche di un interesse di Lufthansa ma soprattutto per lo scalo di Malpensa ma questo rischia di compromettere le trattative con Air France, che si troverebbe con un concorrente su piazza. Berlusconi sta mettendo molta carne al fuoco per non precludersi nessuna via d'uscita. E, con molto senso pratico, il presidente russo spiega come stanno le cose: "Berlusconi è preoccupato. La situazione non è facile. Bisogna saldare il debito e fare in modo che tornino i profitti. Bisogna parlare del risanamento della compagnia. Non è possibile evitare una trattativa con sindacati e governo", dice Putin. Già, prima di tutto bisogna trovare un rimedio per evitare i libri in tribunale: dopo l'incontro a palazzo Chigi tra i due Letta, lo zio Gianni e il nipote Enrico, il governo sta pensando a un decreto da varare forse la prossima settimana per attivare un prestito ponte di 150 milioni di euro in modo da garantire la continuità aziendale. Nelle casse di Alitalia c'erano 170 milioni a fine marzo: una cifra che basta si e no per un mese e mezzo di attività. Il prestito ponte sarebbe solo una boccata di ossigeno in più. Ecco perchè si parla di un successivo intervento delle banche (smentito però da palazzo Chigi), che metterebbero nel piatto 1-2 miliardi di euro in modo da ricapitalizzare la compagnia. Questo è il nuovo scenario che ha davanti Alitalia. Ma da Bruxelles seguono con molta attenzione e qualche sospetto le grandi manovra attorno al prestito ponte concordato l'altra sera nel corso del vertice bipartisan di palazzo Chigi. La Commissione Ue ricorda che lo Stato italiano non può elargire aiuti alla compagnia di bandiera fino al 2011. E quindi il prestito potrà essere concesso solo "a condizioni accettabili a un investitore privato", cioè a condizioni di mercato e non di favore. Non solo. La Commissione chiede di essere informata dal governo sulle modalità del prestito, quando la decisione sarà presa. In ogni caso, la palla tornerà nel campo dei sindacati, che si per ora si muovono in ordine sparso anche se prevale una linea favorevole a riaprire la trattativa con i francesi. "Penso che sia saggio riaprire il confronto con Air France, che resta la via maestra. Penso che sarebbe un buon segno se ci fosse nel capitale di Air France una presenza più forte di soggetti italiani", dice il leader della Cgil, Guglielmo Epifani. Di Air France non parla invece il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, noto per la sua simpatia verso Lufthansa: "Ci vogliono capitali per garantire i voli e ci vogliono i manager appropriati", afferma. "Non vedo futuro diverso da Air France", è l'opinione di Luigi Angeletti, ledael della Uil. E come lui la pensa Renata Polverini dell'Ugl: "La carta Air France va giocata fino in fondo". La carta francese, sia pure di malavoglia, sarà giocata anche da Berlusconi. Ma sullo sfondo rimane la cordata italiana, alla quale lavora Bruno Ermolli, che tiene i contatti con imprenditori e banche. Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 19/04/2008 Post-it 19/04/2008 Berlusconi fa il mitra. Speriamo cheâ??continui a sparare soltanto cazzate. 19/04/2008.

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Il cavaliere rilancia per alitalia "è pronto un tavolo con aeroflot" - lucio cillis, alberto d'argenio e ettore livini a pagina 9 (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 19-04-2008)

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Banche fredde, in vantaggio Air France Asse con la Russia anche sull'energia Il Cavaliere rilancia per Alitalia "è pronto un tavolo con Aeroflot" LUCIO CILLIS, ALBERTO D'ARGENIO E ETTORE LIVINI A PAGINA 9 SEGUE A PAGINA 9.

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Gesto assurdo di Berlusconi: spara a giornalista scomoda (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 19-04-2008)

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Stai consultando l'edizione del L'INCONTRO CON PUTIN Gesto assurdo di Berlusconi: "spara" a giornalista scomoda di Natalia Lombardo inviata a Porto Rotondo Italia-Russia sulle vie del gas, gli scambi commerciali, il caso Aeroflot-Alitalia: tutto è passato in secondo piano rispetto alle questioni amorose del presidente russo, sollevate proprio da una giornalista russa durante la conferenza stampa nell'ex serra di Villa La Certosa. Berlusconi e Putin sono impettiti sui podi che li mostrano alti uguali, nella politica estera del "caro Vladimir, caro Silvio" ma "che non è quella della pacca sulla spalla", previene il futuro premier. segue a pagina 3.

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Alitalia, la doppia partita di Silvio: al tavolo con russi e francesi Putin: Ho parlato con Aeroflot, sono disponibili . Berlusconi: E intanto trattiamo anche con Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 19-04-2008)

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Stai consultando l'edizione del Alitalia, la doppia partita di Silvio: al tavolo con russi e francesi Putin: "Ho parlato con Aeroflot, sono disponibili". Berlusconi: "E intanto trattiamo anche con Air France" di Roberto Rossi / Roma RUSSIA A metà strada tra una promessa e un impegno formale, Silvio Berlusconi inserisce nella partita Alitalia anche la carta Aeroflot. Nella conferenza stam- pa congiunta tenuta con Vladimir Putin a Porto Rotondo, a conclusione della visita del presidente russo, Berlusconi ha parlato di una concreta possibilità di "un tavolo" con la compagnia russa, che nei mesi precedenti aveva partecipato, ma senza successo, all'asta per aggiudicarsi Alitalia. "Oggi - ha assicurato Putin - ho parlato con il presidente di Aeroflot che si è detto disponibile a riprendere i contatti con Alitalia. Il risultato dipenderà dalle trattative delle due aziende". Che potrebbero andare avanti, come ha ricordato Berlusconi, "a prescindere da un eventuale accordo con Air France". Per Berlusconi, dunque, la priorità resta un accordo con la compagnia parigina. "La situazione è aperta" ha detto il futuro presidente del Consiglio. Che poi ha aggiunto: "Non abbiamo nulla contro la soluzione Air France ma ci piacerebbe che desse vita ad un gruppo internazionale con pari dignità". Se Air France rimane, per ora, la strada da battere, resta da capire il ruolo che Aeroflot potrebbe giocare. La compagnia russa è di medie dimensioni e con un network ridotto. Una fusione con Alitalia sarebbe possile ma con basse sinergie industriali. Aeroflot, secondo fonti sindacali, potrebbe essere usata in chiave Malpensa. È da tempo che la compagnia russa cercare di ampliare il suo network verso ovest. L'aeroporto di Varese potrebbe fare al caso. Qualunque sia la soluzione il tempo però stringe, come spiega Fabrizio Solari della Filt-Cgil. "C'è da garantire la continuità aziendale con un orizzonte temporale che scongiuri il taglio delle prenotazioni da parte dei tour operator per la stagione estiva" ha detto il sindacalista. Serve, in sostanza, il cosiddetto prestito ponte. 150 milioni di euro che il governo, d'intesa con il Popolo delle libertà, potrebbe stanziare a breve. "Il problema è così grande - ha detto Berlusconi - che questo prestito non ha alcuna importanza...". E citando De Gaulle, aggiunge: "L'attendance suivrà... L'importante è mantenere in mani italiane la compagnia di bandiera, vettore di un paese che può offrire al turismo mondiale il 50% dei beni culturali del pianeta". Accanto al prestito ponte si sta facendo avanti anche un'altra strada. Secondo fonti di agenzia ci sarebbe l'ipotesi di un intervento di un pool di banche con una maxi ricapitalizzazione, del valore di 1-2 miliardi. Un intervento di questo genere, sul modello del prestito convertendo della Fiat, servirebbe a dare più tempo e più calma al prossimo esecutivo di scegliere il partner con cui stringere un'alleanza. "La nostra disponibilità di principio c'è sempre, ma su Alitalia non c'è nulla di nuovo rispetto al passato", ha precisato Gaetano Miccichè, responsabile divisione corporate di Intesa Sanpaolo. "Le bocce sono ferme, vediamo" ha aggiunto Enrico Salza, presidente del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo. "Per Alitalia bisogna pensare a qualcosa che abbia un respiro internazionale, non provinciale". Il prestito ponte rimane quindi, almeno per ora, l'unica soluzione finanziaria in campo per traghettare Alitalia verso un compratore che darebbe, poi, al governo il tempo necessario per una vera trattativa. Per il prestito ponte c'è però l'incognita Bruxelles. La Commissione europea anche ieri ha precisato che "le relazioni finanziarie tra il governo e Alitalia dovranno essere effettuate a condizioni accettabili da un investitore privato". Prestito sì ma condizioni di mercato. Nessun favore. A meno che la trattativa con Air France non subisca un'accelerazione. A quel punto anche Bruxelles potrebbe avallare il prestito finalizzato. E se su Air France sembra convergere anche il sindacato - "è saggio, ha detto ieri il segretario della Cgil Guglielmo Epifani, riaprire il confronto e rinegoziare il piano industriale e alcuni interessi della comunità nazionale" -. sembra essersi dissolta nel nulla la cordata italiana. "Abbiamo finalmente scoperto - ha detto ieri il ministro degli Esteri uscente Massimo D'Alema - che la famosa cordata di Berlusconi che dovrebbe salvare l'italianità di Alitalia è Air France".

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Un tabù infranto - (segue dalla prima pagina) (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 19-04-2008)

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Commenti UN TABù INFRANTO (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Allora Nina Krusciova e poi Viktorja Brezneva apparivano, mute e impacciate nelle loro pellicce di pessimo taglio, a fianco dei loro mariti, al seggio elettorale di Kutuzovskij Prospekt 26, dove abitava la super-nomenklatura, oppure ai piedi della scaletta di un aereo che trasportava un ospite internazionale di rango e la sua consorte. Jurij Andropov e Viktor Cernenko morirono troppo presto perché si avesse neppure il tempo di un flash per le mogli. Fu Raissa Gorbaciova a rompere la tradizione: sia per l'aspetto e l'abbigliamento, che non ripeteva lo stile matrjoshka delle precedenti signore del Pcus, che per le frequenti apparizioni pubbliche connotate da una certa disinvoltura, che ne facevano una coprotagonista della vita pubblica del marito, anziché una gelida comparsa. Ma questa apertura non aveva mai spinto alcun giornalista sovietico all'ardire di porle domande. E nella pur tanto chiacchierata deregulation (etica ed etilica) eltsiniana la moglie del leader era tornata a essere un'icona intoccabile. Neppure nella campagna elettorale del 1996, la più americana di quelle tenute nella Russia post-sovietica, la signora Eltsin aveva avuto il minimo ruolo. La giovane giornalista della Nezavisimaja Gazeta, che ha osato chiedere a Putin notizie sulla presunta storia con la modella Alina Kabaeva, contagiata forse dall'enorme eco della love story tra Sarkozy e Carla Bruni nella stampa occidentale, deve essersi resa conto di aver infranto un tabù che durava da quasi novant'anni prima dagli sguardi di incredulità e riprovazione dei suoi colleghi che dalle parole di fuoco del presidente russo. E si è messa a singhiozzare, come se il mondo le fosse crollato adosso (sicuramente la sua carriera), proprio mentre Putin definiva "bulevarnaja gazeta", giornale spazzatura, il quotidiano che aveva dato notizia di un divorzio segreto dei coniugi Putin e delle imminenti nozze con Alina. Forse l'ingenua (o coraggiosa?) giornalista avrebbe evitato la domanda se avesse saputo che Moskovskij Korrespondent aveva appena sospeso le pubblicazioni, dopo neppure otto mesi di vita, perché di colpo, dopo lo "scoop", erano venuti meno i finanziamenti. Nella Russia di Putin non esiste la censura dell'era sovietica. Non serve. C'è l'autocensura di garanzia. L'oligarca che finanziava il giornale sa che chi tocca Putin rischia: o la Siberia come il petroliere Khodorkovskij, o l'esilio, come tanti altri milionari sparsi tra Londra e Israele. Forse alla "bulevarnaja gazeta" avrebbero dovuto meditare sul titolo ammonitore di un film compiacente uscito a febbraio, per il compleanno del presidente: Questo bacio non è per la stampa, che si dice ispirato alla storia d'amore tra Putin e la moglie Ljudmila, fidanzati dal tempo del liceo. Questo melodramma politico-giornalistico è avvenuto, e forse è stato favorito, da un incontro diplomaticamente borderline nella serra di una villa in Sardegna tra un presidente russo decaduto, ma prossimo premier, e un presidente del Consiglio in pectore, ma non ancora investito. Dove, tra reciproche lodi ed entusiasmi manifesti di Putin per il successo elettorale del suo amico e quasi collega, si è parlato di temi sui quali ci sarebbe dovuta essere una sorta di incompetenza istituzionale (dall'Aeroflot e Alitalia ai gasdotti, dai rapporti tra l'Europa e la Russia alla Nato, che infastidisce l'"amico Vladimir"). E in questa diplomazia da "amici miei", che Berlusconi ha sempre mostrato di considerare migliore e più produttiva (in affari) di quella tradizionale, c'è stato il posto, da parte del futuro presidente del Consiglio italiano, per il gesto che mimava il mitra verso la povera giornalista russa. Dimenticando che sono stati diversi i giornalisti scomodi uccisi in Russia da mitra veri negli anni putiniani. A cominciare da quella Anna Politkovskaja di Novaja Gazeta, un giornale, amara coincidenza, dello stesso gruppo che pubblicava il "giornale spazzatura" sospeso ieri per aver infranto la privacy di Putin. Berlusconi non era tenuto a saperlo, ma questo nulla cambia. Spiace constatare che il suo ritorno sulla scena internazionale ricomincia dove troppe volte si era inceppato il suo precedente quinquennio a Palazzo Chigi: con un gesto sopra le righe davanti alle tv e ai giornalisti di tutto il mondo.

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Un grande Bagaglino culturale (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 19-04-2008)

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Stai consultando l'edizione del Un grande Bagaglino culturale Marco Travaglio Mentre i migliori analisti ed editorialisti del bigoncio continuano a spacciare la favola del Berlusconi "trasformato", dello "statista che vuol passare alla Storia" con la "rivoluzione liberale" senza ricadere negli "errori del passato", lui riparte esattamente da dov'era partito nel 1994 (la rissa con Bossi per il ministero dell'Interno è un pezzo di repertorio di 14 anni fa) e da dov'era arrivato nel 2006. In attesa di trasferirsi a Napoli per risolvere da par suo l'emergenza rifiuti, ieri e l'altroieri il Cainano era in una della sue ville, la numero sette, quella in Costa Smeralda, con l'amico Putin. Per sottolineare la gravità della crisi mondiale, ma anche per evidenziare la dura posizione che assumerà il nuovo governo italiano sulle continue violazioni dei diritti umani in Russia, il futuro presidente del Consiglio si è portato dietro la compagnia del Bagaglino. Una ventina di elementi aviotrasportati dal Salone Margherita a Villa Certosa, fra cabarettisti e ballerine, hanno intrattenuto i due statisti ­ provvidenzialmente sprovvisti delle rispettive consorti - fino a notte fonda. Senza dimenticare una cantatina con Mariano Apicella, peraltro in fase calante. Nei ritagli di tempo, fra una gag, un balletto e un karaoke, s'è parlato anche di Alitalia, che un mese fa lo Statista voleva regalare ai figli e ad Air One (già pronto il nuovo marchio: Pier One), salvo ripiegare due giorni fa su Air France-Klm ("ne parlerò con l'amico Sarkò") e ieri su Aeroflot. Intanto a Roma Enrico Letta perdeva tempo con lo zio Gianni a parlare della compagnia di bandiera, mentre il padrone d'Italia giocava più proficuamente con la compagnia del Bagaglino. Col consueto senso dell'opportunità, il Cainano s'è vantato con l'amico Vladimir di aver espulso dal Parlamento "anche gli ultimi comunisti": il che, detto a un ex ufficiale del Kgb, fa sempre un certo effetto. Poi è passato al suo argomento preferito: la stampa che rema contro e demonizza. Per un giorno non ha citato l'Unità, ma l'ha almeno pensata: "Farei volentieri il cambio tra stampa russa e italiana". Battuta felicissima, se si pensa che in Russia i giornalisti di opposizione non si limitano a licenziarli con editto bulgaro: li ammazzano proprio. Data l'età e lo scarso equilibrio di cui dà prova, sarebbe opportuno circondare il Cainano di premurose badanti in grado di sedarlo, con discrezione, quando appare un po' su di giri e si avventura in discorsi pericolosi. Invece è attorniato da servi, per giunta sciocchi, che fanno "sì sì" con la testa a qualunque stronzata. E' stato così anche ieri: anziché praticargli sottobanco una punturina, il suo staff l'ha incoraggiato a proseguire. E così si è consumata la tragedia. Una giornalista, ovviamente russa, ha posto una domanda vera a Putin, a proposito del suo possibile divorzio dalla moglie per coltivare la love story con una giovane e avvenente atleta. L'amico Vladimir l'ha gelata con lo sguardo. L'amico Silvio, non abituato a giornalisti che fanno domande, le ha mimato il gesto del mitra. La malcapitata, che ha negli occhi le immagini di Anna Politkowskaja e altri colleghi assassinati dopo aver parlato male di Putin, è rimasta impietrita. Poi è scoppiata in lacrime, temendo che le resti poco da vivere. A quel punto il Cainano l'ha consolata alla sua maniera: "La prossima volta invitiamo anche lei". Praticamente le ha offerto un posto al Bagaglino. Chissà perché la presenza di Putin riesce ogni volta a peggiorare la sua già spiccata volgarità verso il genere femminile. Il 23 aprile 2004 il quotidiano russo "Kommersant" raccontava la visita di Silvio e Vladimir alla fabbrica Merloni di Lipetsk, 400 km. da Mosca: "Berlusconi era particolarmente attivo ed era chiaro che aveva un obiettivo: non sarebbe stato contento se non fosse riuscito ad avvicinarsi a un gruppo di operaie. Poi, rivolto a Putin: 'Voglio baciare la lavoratrice più brava e più bella'. Aveva già individuato la sua vittima. Si è avvicinato a una donna grande come la Sardegna e con tutto il corpo ha fatto il gesto tipico dei teppisti negli androni bui dei cortili, quando importunano una ragazza che rincasa. Lei s'è scansata, ma il signor Berlusconi in passato deve aver fatto esperienza con donne anche più rapide di questa: con due salti ha raggiunto la ragazza e ha iniziato spudoratamente a baciarla in faccia. E ha scosso l'operaia ridendo, quasi volesse buttarla a terra. L'unica cosa che la donna ha potuto fare è stato rifiutarsi di ricambiare i baci. Putin assisteva alla scena immobile, gelido. Pare che non sopporti più i continui scherzi e giochetti pesanti dell'amico Silvio". Stavolta, vista anche l'età, è tutto ancor più triste. Meno slancio, più Viagra. E il progressivo trasferimento della nostra diplomazia dalla Farnesina al Salone Margherita viene festosamente accolto dalla stampa italiana al seguito che, per non disturbare, ha improvvisamente smesso di ricordare chi è Putin, che cosa accade ogni giorno sotto il suo terrificante regime con omicidi politici e arresti di oppositori. Oggi, per comprendere la gravità di quel che è accaduto ieri, è consigliabile la lettura dei giornali stranieri. Uliwood party.

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Berlusconi gioca sui reporter russi morti Fa il gesto del mitra a una giornalista che aveva posto una domanda scomoda a Putin. Lei, dopo, piange (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 19-04-2008)

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Stai consultando l'edizione del Berlusconi gioca sui reporter russi morti Fa il gesto del mitra a una giornalista che aveva posto una domanda scomoda a Putin. Lei, dopo, piange di Natalia Lombardoinviata a Porto Rotondo / Segue dalla prima LA PRIMA DOMANDA sarebbe dovuta essere per la stampa italiana, invece si alza Natalya Melikova, minuta, dall'aria fragile. Con piglio deciso, invece, parte con le domande a raffica rivolte a Putin: "È vero quanto ha scritto un giornale riguardo alla sua re- lazione con la ginnasta Alina Kabaeva, e che sta per divorziare da sua moglie Liudmila?". E ancora, "è vero che sta per sposarsi con la campionessa che ha più o meno l'età di sua figlia che vive a Monaco?". Putin stava già sudando freddo, alza gli occhi al cielo e sospira. Berlusconi a fianco a lui lo vede e, per aiutarlo a uscire dall'imbarazzo fa il gesto con le mani di uno sparo di mitra: una davanti all'altra le mani, "bum bum". Putin lo guarda e annuisce, come dire "bravo, ci vorrebbe". "Avrei preferito domande più serie", risponde Putin. Gelido, ammortizza l'impatto spiegando di aver chiesto un incontro con Berlusconi prima delle elezioni "perché mi mancava", contento della "sua vittoria schiacciante". Poi passa al contrattacco: "Non c'è una parola di verità in quello che è stato detto dai giornali. Hanno parlato di due donne, della campionessa olimpica, la ginnasta Alina Kabaeva e anche della sua collega del Primo canale" della tv russa - Katia Andreyeva -. Berlusconi ride. Putin no, spiega che "mi piacciono entrambi, come tutte le donne russe", pari solo alle italiane. Poi l'affondo: "I politici devono vivere in una casa di vetro, ed è giusto che la gente sappia come vivono. Ma c'è una vita privata nella quale non ammetto interferenze", dice duro. E se "grazie alla ripresa economica russa nessuno fa più domande sulla Cecenia", aggiunge, "sulla vita privata devono esserci dei limiti". Subito posti: dalla Russia infatti arriva la notizia che il Moskovski Korrespondent, il tabloid che diede per primo la notizia della relazione di Putin, è stato improvvisamente chiuso ed il relativo sito internet oscurato. Dopo la conferenza stampa Natalya Melikova scoppia a piangere, temendo delle conseguenze per sé e il suo lavoro. Il Berlusconi "pistolero" viene preso troppo sul serio, e Bonaiuti si affretta a smentire: "la mitraglietta era un gesto scherzoso strumentalizzato". La Federazione della stampa non la pensa così: "A volte le battute possono essere imbarazzanti se si considera che in Russia negli ultimi dieci anni sono morti più di 200 giornalisti e che non si sono mai trovati gli assassini". Basti pensare alla morte di Anna Politkovskaya. Il 7 maggio Putin sarà sostituito al Cremino da Medvedev, ieri è arrivato sereno nell'esagerato padiglione delle farfalle (vere, in voliera). Con Silvio a mezzogiorno sbarcano sul prato da un kart da golf. Tutto tranquillo, fino ad allora. La notte in Villa tra fuochi d'artificio sotto la pioggia e lo spettacolino con un comico e le soubrette del Bagaglino fatti arrivare da Roma per ricambiare una cortesia del presidente russo. Berlusconi cambia argomento, dice che cercherà degli accordi in Europa per togliere i visti dalla Russia. Poi passa agli scambi commerciali, che è meglio. "C'è la voglia di fare le cose insieme tra Eni e Gazprom", possibilità di ampliare la collaborazione "e noi siamo certamente interessati per quanto riguarda l'Italia". Su Alitalia "la situazione è aperta", continua il leader del Pdl, e "un tavolo con Aeroflot potrà portare ad ulteriori accordi per la creazione di un gruppo internazionale di grandi dimensioni e di prestigio". Non chiude la partita Air France, mentre Putin sembra essere più cauto: prima vuole vedere i conti della compagnia, il debito, i rapporti sindacali. Berlusconi fa un passo indietro sul Libano, di cui ha parlato anche con Putin: "non cambieremo nulla, e sulle regole d'ingaggio le richieste arrivano dai vertici militari. Se saranno richieste di buon senso le accoglieremo. Non è detto sia un peggioramento". Quanto alla politica interna, il futuro premier minimizza le pretese dei partiti, "sono normali", con Bossi "rapporti straordinari e nessuna frizione", lo vedrà domani o lunedì ad Arcore, però conferma che sui ministri "spetta al presidente del consiglio indicare i nomi al Quirinale".

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Hub per elicotteri (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Hub per elicotteri AgustaWestland (controllata di Finmeccanica) e Alitalica (controllata dal gruppo Maire) hanno siglato un accordo commerciale che prevede la creazione di un hub elicotteristico presso l'aeroporto dell'Urbe di Roma. Lo rendono noto le due aziende. L'accordo prevede la realizzazione e la gestione di un centro per la manutenzione degli elicotteri AgustaWestland, nonchè attività di hospitality, servizi al passeggero, gestione di elicotteri corporate vip e hangaraggio. L'hub elicotteristico sarà operativo nel 2009. Il progetto riguarda la realizzazione di circa 2mila metri quadrati per l'hangar, oltre a 300 metri quadrati dedicati all'hospitality e circa 240 metri quadrati destinati ad uffici. Alitalica, titolare della concessione presso l'aeroporto dell'Urbe, provvederà a fornire le infrastrutture e l'utilizzo degli immobili necessari sia alle attività di manutenzione elicotteri sia a quelle commerciali che AgustaWestland condurrà in sinergia con Alitalica.

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Denaro sui finanziari (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Denaro sui finanziari Chiusura in rialzo ieri per Piazza Affari in linea con le Borse europee, sostenute da Wall Street. Il Mibtel ha guadagnato l'1,91%, lo S&P/Mib il 2,17%, l'All Stars lo 0,94%. Fra le blue chip denaro sui finanziari con Banco Popolare (+5,73%), Unicredit (+3,44%), Bpm (+4,16%), Fonsai (+3,34%) e Mps (+3,71%), che ha sancito ormai l'addio a Unipol (+1,95%), con il mandato per la vendita alla holding della Coop del 13% di Finsoe. Sul generale denaro su Banca Italease (+4,52%) dopo che il presidente Lino Benassi in assemblea ha dichiarato di aspettarsi nelle prossime settimane offerte per partnership nazionali e internazionali. Ben comprati anche i titoli del lusso Luxottica (+3,73%), Bulgari (+6,86%) e più indietro Geox (+0,86%). Ha recuperato dai minimi Fiat (+0,41%): l'ad Marchionne ha dichiarato che "il mercato è orribile ma le previsioni del trimestre sono totalmente in linea". Deboli le utilities Snam RG (-0,57%), Terna (+0,089%) e A2A (+0,26%). Invariata Alitalia scambiata a 0,6 euro.

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La lezione della sconfitta (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del La lezione della sconfitta Antonio Padellaro Segue dalla Prima P erché già in quella campagna elettorale la composita coalizione cominciò a mostrare tutte le crepe e le contraddizioni che avrebbero portato all'implosione di due anni dopo. Subito Berlusconi se ne accorse e scatenò lo scatenabile recuperando punti su punti. Eppure alla fine andò bene, il Porcellum di Calderoli giocò incredibilmente a nostro favore e nella indimenticabile notte del 10 aprile 2006 Romano Prodi potè annunciare una vittoria risicatissima ma pur sempre vittoria in una piazza romana che già temeva il disastro. A quel punto il rischio sventato in extremis avrebbe dovuto suggerire a tutti gli otto o nove partiti una strategia d'emergenza. Trincerarsi, fare quadrato, prepararsi a resistere cinque anni e a qualunque costo. Per il bene del paese ma anche per quel naturale istinto di autodifesa che è l'abc della politica. Fin dall'inizio era chiaro a tutti che una anticipata fine del governo avrebbe trascinato nel baratro partiti e partitini. Su quei pochi voti di vantaggio reinvestiti con intelligenza e tenacia si sarebbe potuto cambiare a favore del centrosinistra il baricentro politico del paese. Poiché era chiaro che, da Mastella a Bertinotti ne avrebbero guadagnato tutti, a tutti ragionevolmente sarebbe convenuto concorrere ad aiutare Prodi, proteggendolo, rassicurandolo, portandogli la colazione a letto se necessario. Il calvario a cui è stato sottoposto il Professore dai suoi alleati veri e presunti, giorno dopo giorno, resta, lo sappiamo, un capolavoro di autolesionismo e di stupidità politica. E ha ragione Veltroni quando definisce Prodi uomo di stato, "uno dei più grandi che la storia repubblicana abbia conosciuto". Prodi, uomo capace e per bene, al quale non finiremo mai di dire grazie. Logorato, però, e alla fine abbattuto "da una conflittualità permanente dentro una coalizione paralizzata dalla cultura dei no". Quel piccolo margine di maggioranza al Senato invece di essere difeso con le unghie e con i denti è stato continuamente giocato ai dadi per lucrarne, nel migliore dei casi, qualche straccio di visibilità sui giornali o in tv. Il possibile che Rifondazione, Comunisti italiani e Verdi dicono di aver fatto per tenere in piedi la baracca non poteva bastare. Ci siamo forse dimenticati dei Rossi e dei Turigliatto? Dei ricatti sulla politica estera? Dei ministri di lotta in piazza a manifestare contro il governo di cui facevano parte? E adesso, se tutti i responsabili di tanto insensato sperpero, a cominciare proprio da Mastella, non rientrano in Parlamento chi lo ha deciso? Il perfido Veltroni. O una massa di elettori furiosi dopo aver visto finire in fumo (e nell'immondizia) le proprie speranze? Via, siamo seri. * * * Il secondo pericolo che la sconfitta elettorale rischia di produrre nel campo a noi vicino è quello di una quasi resa morale. L'idea cioè che dal 14 aprile scorso la destra ha sempre ragione. Che gli italiani amano Berlusconi, come ci spiegano autorevoli colleghi. Che la Lega è l'unica forza autenticamente popolare, mentre il resto è solo casta approfittatrice. Perfino un personaggio notoriamente misurato come Montezemolo è pronto a sostenere, senza arrossire, che ormai gli operai sono più vicini alla Confindustria che al sindacato. Nelle inchieste televisive sulle ex Stalingrado in mano al Carroccio nessuno obietta se il bravo cittadino indica schifato uno spiazzo dove la moschea non si farà e dice: che vadano a pregare a casa loro. E se il Berlusconi che riceve Putin e tratta i destini di Alitalia è un premier che nessuno ancora ha nominato, meglio non parlare di rigore istituzionale altrimenti ti ridono appresso. Calma però. È vero, hanno vinto ma non hanno vinto tutto. I voti della destra (compreso Storace) sono 17 milioni e 800mila. Quelli del centrosinistra 15 milioni, di cui 12 milioni del solo Pd. Due milioni ne ha l'Udc. Ovvero: nel paese reale maggioranza e opposizione quasi pari sono. Le principali città italiane sono ancora governate dal Pd e dalla Sinistra. E così la maggior parte delle regioni. Checché ne dica Luca Cordero, c'è ancora un'organizzazione democratica di massa (11 milioni e 700mila tesserati) che si chiama sindacato. I leghisti, sicuramente, hanno raccolto i frutti di un lavoro capillare sul territorio. Pd e sinistra devono prenderne atto e tornare a parlare con la gente. Le cittadine linde e pulite piacciono anche a noi. Se poi però il sindaco col manganello non toglie le panchine per non farci sedere gli immigrati. Del resto, di radiose comunità con i gerani sul balcone, e con l'orrore dietro l'uscio è piena la storia del Novecento. A Veltroni diciamo quindi tenga la barra dritta. Con la sinistra, soprattutto con il popolo della sinistra, occorre ricostruire un rapporto perché siamo convinti che ciò può giovare molto al Pd e allargare la sua base di consenso. Bene l'opposizione senza sconti in Parlamento ma occorre sferrare una grande offensiva sui valori democratici. Quando ha detto alle mafie non vogliamo i vostri voti, è stato il momento più bello della sua campagna elettorale. Lo hanno preso in parola. Ne valeva la pena. Ma adesso ricordiamolo a tutti. apadellaro@unita.it.

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Silvio ha i numeri, speriamo che non ci deluda come l'altra volta (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del IN PLATEA Commenti, speranze e disincanto degli industriali in attesa della nuova stagione berlusconiana "Silvio ha i numeri, speriamo che non ci deluda come l'altra volta" di Luigina Venturelli inviata a Torino Gli insegnamenti di Gianni Agnelli hanno gettato radici profonde in Confindustria. "Se farà bene, il merito sarà di tutti. Se farà male, la responsabilità sarà tutta sua" disse l'Avvocato nel 1994, all'epoca dell'insediamento del primo governo Berlusconi. Opinione largamente condivisa dagli imprenditori italiani, riuniti ieri al Lingotto di Torino per discutere della crescita economica e, in via confidenziale con queste dichiarazioni raccolte dall'Unità, dell'imminente cambio al vertice di Palazzo Chigi. "Gli imprenditori, per definizione, sono sempre d'accordo con il governo in carica" commenta una veterana esponente di Federmeccanica che, nonostante le pillole di saggezza dispensate, ha preferito restare anonima. "Abbiamo attraversato un momento felice senza nemmeno accorgercene. Ora ci aspetta un momento difficile, speriamo di cavarcela". Non ci sono straordinarie attese per la prossima ascesa del Berlusconi-ter. Solo ineccepibili richieste di modernizzazione e un po' di scetticismo sui risultati che verranno: "La vera scommessa è la realizzazione delle infrastrutture con il consenso sociale - spiega il piemontese Gianluigi Garelli, settore prefabbricati - perché il corridoio 5 della Torino-Lione è un'opera necessaria, ma sarebbe meglio riuscire a farla senza mandare l'esercito a proteggere i cantieri". Un ragionamento che fila liscio come l'olio, e che la dice lunga sulle capacità che si accreditano al Cavaliere a proposito di composizione dei conflitti sociali. Qualche dubbio sussiste anche sulla volontà di razionalizzare la spesa pubblica: "Bisogna snellire la burocrazia, tagliare gli enti pubblici che non servono, predisporre un serio programma energetico. Stavolta il governo avrà tutti i numeri necessari per fare le riforme" incalza Giovanni Lettieri, presidente degli imprenditori di Napoli. Poi la rettifica: "In realtà il centrodestra li ha già avuti in passato, mi auguro non commetta gli stessi errori". Ad esempio, quello di non prestare la dovuta attenzione al Mezzogiorno, "che è l'unica area del Paese che ha grandi potenzialità di crescita economica, mentre al Nord le aree sono già sature e la manodopera è già scarsa, almeno senza considerare quella immigrata". Precisazioni che non suonano casuali, dato lo strapotere conquistato dalla Lega di Umberto Bossi nella prossima coalizione di governo. Il tormentone è quello delle risposte concrete a problemi concreti: "Il turismo funziona bene in un Paese che funziona bene - precisa Carmela Colajacono, rappresentante di Federalberghi - perché l'Italia è meravigliosa ma ha bisogno di un progetto organico di settore, di reti, infrastrutture e servizi". Altrettanto vale per l'imprenditoria giovanile: "Un giovane che abbia una buona idea e una grande voglia di fare imprenditoria deve affrontare troppe difficoltà per realizzare il proprio progetto. Servono semplificazioni normative, accessi al credito, supporti logistici" sottolineava il fiorentino Paolo Orlando, industriale del comparto metalmeccanico. Quando si passa alle mancanze, agli errori del governo Prodi, viceversa, i discorsi degli imprenditori si fanno subito più teorici. Per dirla con le parole di un piccolo industriale veneto: "Non si spara sulla croce rossa". Tutti, piuttosto, rimandano alla riottosa coalizione del fu centrosinistra: "Era un melting pot troppo vasto - commenta Silvana Pezzoli, giovane imprenditrice di Bergamo - per dare una direzione univoca all'azione di governo". E si tolgono qualche sassolino dalle scarpe, magari a proposito di concorrenza e liberalizzazioni: "Nonostante le buone intenzioni, Bersani ha liberalizzato solo le aspirine - sintetizza Andrea Carioti, della Confindustria di Genova - mentre il decreto Lanzillotta sui servizi pubblici è rimasto sulla carta". Va da sè, nella platea confindustriale sono in pochi a riconoscere (o ricordare) i meriti del governo uscente. Il cuneo fiscale, le liberalizzazioni, i sostegni allo sviluppo: tutto dimenticato. L'amministrazione amica è sempre quella in carica al momento del bisogno. Si distingue in questa platea il torinese Federico De Giuli, imprenditore del settore edile: "L'esecutivo Prodi ha abbassato il debito pubblico, una zavorra molto grossa che appesantisce tutta l'economia nazionale. Mi auguro che l'esecutivo Berlusconi prosegua sulla stessa strada del risanamento, indispensabile anche per mantenere credibilità in Europa". I suoi colleghi imprenditori, sul punto, preferiscono sorvolare. "Se è per questo, oggi pare che Alitalia stia per essere comprata dalla russa Aeroflot. Eppure nessuno dice nulla". Intanto Montezemolo, dal palco, strappa l'ovazione.

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Il <mister> Berlusconi mette in campo i lombardi (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 19-04-2008)

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N. 94 del 2008-04-19 pagina 6 Il "mister" Berlusconi mette in campo i lombardi di Sabrina Cottone Sicuri Tremonti all'Economia e Stanca all'Innovazione, Bossi forse vicepremier, il nodo del Pirellone e Formigoni Ma quanti sono i lombardi che aspirano al governo? Tanti, forse troppi, se si considera che i ministeri saranno probabilmente sedici (dodici con portafoglio) e che è necessario garantire una rappresentanza a tutto il Paese, come è nelle intenzioni di Silvio Berlusconi. E anche contando viceministri e sottosegretari, si arriva al tetto massimo di sessanta stabilito nei giorni scorsi dal premier in pectore. Partiamo dalle certezze. A parte Berlusconi, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, originario di Sondrio. È stato "nominato" per l'Innovazione Lucio Stanca, lacustre d'adozione perché vive con la famiglia a San Fermo della Battaglia, in provincia di Como. Ottime probabilità ha Ignazio La Russa, siculo-lombardo, nato a Paternò e tra gli avvocati più noti di Milano, del quale si parla come ministro della Difesa. Uno dei tasselli del mosaico è la presidenza della Regione Lombardia, che la Lega rivendica per sé. Roberto Formigoni in questo caso lascerebbe l'incarico da governatore per andare a Roma, probabilmente come ministro delle Attività produttive o delle Infrastrutture, anche se non sono escluse altre collocazioni meno pesanti. Se così fosse, il numero di lombardi al governo si ridurrebbe perché il peso della Lombardia è tale da ridimensionare le aspettative su Palazzo Chigi. Il Carroccio ha infatti chiesto come compensazione quattro ministeri e soprattutto la possibilità di influire da Roma sulle politiche che riguardano Malpensa e l'Expo, attraverso la presidenza dell'Alitalia o/e un ministero competente sugli aeroporti e con le deleghe per l'Expo 2015. Tra i nomi in corsa del Carroccio ci sono parecchi lombardi. Primo fra tutti il leader della Lega, Umberto Bossi da Gemonio, accreditato come vicepremier o ministro delle Riforme. C'è Roberto Maroni, che è di Varese, destinato a un ministero come gli Interni (nel caso in cui la Lega avesse un ministero pesante, uno leggero e la Lombardia) o a Welfare/ Attività produttive (se invece gliene toccassero tre). Alle Riforme potrebbe tornare il bergamasco Roberto Calderoli. In corsa anche Roberto Castelli, di Lecco come Formigoni, candidato numero uno alla guida della Lombardia, rimane in ballo anche per la Giustizia. Infine Rosy Mauro, la leader del Sin.Pa, il Sindacato padano, che il Senatùr vorrebbe nella squadra di governo. L'elenco dei lombardi potrebbe diminuire nel caso in cui l'Agricoltura toccasse a un leghista (forse veneto). Rumors romani su Mariastella Gelmini, la bresciana coordinatrice regionale di Forza Italia. In alcuni incontri si è parlato di lei, che è avvocato, come titolare della Giustizia (che però dovrebbe andare a un'altra signora, Giulia Bongiorno) ma è in ballo anche per Famiglia e Affari regionali. Ha qualche ambizione di governo la neoparlamentare Viviana Beccalossi, che da assessore regionale all'Agricoltura punta a un ruolo da sottosegretario in quel settore (nel caso in cui il ministero toccasse alla Lega). Gira il nome di Maurizio Lupi alla Salute, ma un suo eventuale ruolo da ministro sarebbe possibile solo nel caso in cui Formigoni fosse costretto a rimanere al Pirellone. Più probabile una sua collocazione come sottosegretario, così come per quell'incarico è in corsa Giancarlo Abelli, che però non nasconde di preferire un ritorno a Milano, come vicepresidente della Regione nel caso in cui la guida del Pirellone toccasse alla Lega. Si parla di Abelli anche come coordinatore regionale del partito, nel caso in cui la Gelmini diventasse ministro. Per concludere, la lecchese Michela Vittoria Brambilla. L'animatrice dei Circoli sarà quasi certamente nella squadra di Berlusconi e di lei, animalista convinta, si parla come sottosegretario all'Ambiente. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Retroscena dietro Aeroflot, la trattativa vera è con i francesi su Malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Retroscena dietro Aeroflot, la trattativa vera è con i francesi su Malpensa Berlusconi gioca sulla slot machine di Air France La cordata italiana parlerà francese? E' molto probabile che la soluzione per Alitalia di Berlusconi sia la stessa di Prodi. Ci sono buone ragioni per crederlo, anche dopo le notizie altalenanti di ieri. Prima il presidente del consiglio in pectore ha riaperto la porta ad Air France: "Parlerò con Sarkozy". Poi il leader del Pdl ha lasciato intendere che vi sono pure altre opzioni. La più spettacolosamente improbabile è l'avvio di un "tavolo con Aeroflot". L'idea di una partnership italo-russa è suggestiva, ed Aeroflot, nell'asta andata fallita, era stato l'unico operatore ad offrire più di un miliardo di euro per il vettore italiano. La possibile fusione fra Alitalia e la compagnia russa sarebbe cosa ardua sia perché quest'ultima è una "piccola" a livello internazionale, sia perché, se di un'acquisizione si trattasse, il passaggio ad una realtà extra-europea renderebbe impossibile mantenere i diritti di volo verso gli Stati Uniti (e pure di beneficiare dell'accordo Open Skies che liberalizza gli spostamenti di beni e persone sull'Atlantico). Un altro cantiere che apparentemente si sarebbe aperto, ma destra e sinistra negano, è quello della "soluzione Fiat". Le banche immetterebbero risorse per 1-1,2 miliardi, dando ossigeno alla compagnia per un anno - e al governo tempo adeguato per trovare una soluzione al tempo stesso politicamente accettabile, e imprenditorialmente sostenibile. Se le agenzie battono che "le banche avrebbero garanzie di ampie concessioni da parte sindacale per l'attuazione di un forte piano di risanamento", è difficile non aver l'impressione che si possa trattare soltanto di una cambiale politica. Parallelamente, per quanto si possa ricordare la Fiat di Gianni Agnelli come una voragine per i quattrini del contribuente, è diverso impegnarsi con azionisti privati piuttosto che col Tesoro. Se lo Stato finora non è riuscito a dare ad Alitalia un management credibile, si può davvero pensare che riesca a farlo ora, su impulso dei big del settore del credito, tirati in questa partita per ragioni dichiaratamente più politiche che d'impresa? Il prestito-ponte da 100 milioni (a tassi di mercato, pena la scomunica Ue) appare quindi più facilmente propedeutico ad un ritorno ai francesi. O, al limite, all'entrata in scena di una soluzione italo-italiana, sulla quale restano tutti i dubbi. Il rischio di una compagine troppo composita potrebbe essere quello di un predominio pubblico non di nome ma di fatto. In vent'anni in Alitalia sono state pompate risorse per 5,1 miliardi. Lo Stato ne ha bruciati 3,5. Aumentare la quota di sperpero non è una ricetta per il rilancio. Ecco perché alla fine sarebbe logico che si trovasse un accordo fra le "rupture" francese e italiana, che Berlusconi e Sarkozy si parlassero e, paradossalmente, la politica partorisse la soluzione meno lontana dal mercato. Air France-Klm ha un piano industriale per Alitalia, che va in una direzione ritenuta auspicabile da tempo. Il tema vero è quello delle condizioni che Berlusconi riuscirà a spuntare. In una certa misura, si tratterà inevitabilmente di un gioco delle tre carte: vantare la sopravvivenza di tricolore e marchio, mai effettivamente messa in discussione. Ma prestare oggi altri 100 milioni del contribuente potrebbe giustificarsi, se Air France si adattasse a liberare gli slot di Malpensa (come chiesto da Maroni). Il regime degli slot è basato sui cosiddetti "grandfather's rights". Ad inizio stagione, la compagnia che li possiede ne chiede il rinnovo. Se ha utilizzato almeno l'80% dello spazio nella stagione antecedente, il rinnovo è automatico; altrimenti, vengono restituiti al mercato. A novembre gli slot di Alitalia sarebbero vacanti. Per metà dovrebbero essere assegnati ad operatori già presenti sullo scalo varesino e per l'altra metà a nuovi entranti. Nell'ultima trattativa, però, Air France aveva chiesto di mantenerli, sia pure non utilizzati, non lasciando spazio a concorrenti. Se l'italianità elettorale del Cavaliere fosse servita a convincere i francesi a liberare gli slot di Malpensa, assicurandone un più veloce ritorno al mercato, per una volta il meglio non sarebbe stato nemico del bene. Silvio e l'eterogenesi dei Fini. 19/04/2008.

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Alitalia <faremo un gruppo di prestigio> (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia "faremo un gruppo di prestigio" Tra gaffe e soubrette, Silvio e Vlad ripropongono l'illusione di Aeroflot In principio fu una cena nella dacia vestiti come Totò e Peppino appena sbarcati a Milano. Poi fu la messa in scena dello show del Bagaglino a Villa Certosa di giovedì sera: "Dovevo restituirgli uno spettacolo", ha dichiarato alla stampa Silvio Berlusconi durante la conferenza stampa congiunta con Vladimir Putin in Sardegna. In un tripudio di sorrisi, pacche sulle spalle, risate e gesti del mitra mimati nei confronti di una giornalista russa rea di aver imbarazzato lo Zar con una domanda sulla sua presunta liason extraconiugale, il Cavaliere ha messo in scena il suo primo spettacolino a uso e consumo della stampa internazionale. La quale, ovviamente, ha gradito potendo godere della prima gaffe a reti unificate: in un paese dove per essersi posta troppe domande Anna Politkoskaya i proiettili li ha conosciuti davvero - e da vicino - non è poi peregrino che capitino cose come quelle mimate dal primo ministro in pectore. Ma, come al solito, si è trattato "di un gesto scherzoso e niente più", come ha stizzosamente comunicato Paolo Bonaiuti, ritornato in servizio permanente effettivo come uomo "smentite&misunderstanding". Al di là del gigioneggiare, la visita sarda del capo del Cremlino ha portato con sé anche una conseguenza concreta: in nome della necessità di mantenere italiana Alitalia, Berlusconi ha ottenuto rassicurazioni dalla Zar sul fatto che Aeroflot è interessata ad aprire trattative con il vettore della Magliana. Un vero e proprio colpo di teatro, una dimostrazione di onnipotenza per mostrare al mondo che lui, il Cavaliere, parla a livelli altissimi, interpella gli amici giusti che con una telefonata spalancano le porte. Anzi, gli hangar. "Abbiamo parlato di tanti temi che conoscete: dalle forniture di gas alla possibilità di incrementare le nostre relazioni con la federazione russa. Abbiamo passato in rassegna tutti i punti critici della situazione internazionale e per ultimo ho voluto raccontargli il programma di governo che realizzerò come primo ministro. Abbiamo trovato sintonia su diversi punti e abbiamo anche parlato di Alitalia e della possibilità di avere un tavolo a cui sederci con Aeroflot". A tal proposito, il Cavaliere ha precisato di non avere "nulla contro la soluzione Air France, ma ci piacerebbe che desse vita a un gruppo internazionale con pari dignità. I contatti, comunque, restano aperti. Quando la trattativa si chiuderà con Air France, noi siamo disponibili ad allargare la possibilità di partecipazione ad altre compagnie straniere. Con Putin abbiamo pensato che potrà esserci un tavolo per vedere se si potrà procedere a un rafforzamento di entrambe le compagnie, Alitalia e Aeroflot, per dare vita a un gruppo internazionale di prestigio". Con sede dove? Con dirigenza italiana, russa o mista? Ma soprattutto con quali diritti bilaterali per lo sfruttamento dello spazio aereo Open Sky visto che, salvo miracoli berlusconiani in sede europea, la Russia è ancora un paese extracomunitario che dovrà quindi negoziare i diritti con i vari paesi in caso compri Alitalia? Nei fatti la carta Air France è l'unica percorribile e l'accoppiata Letta&Letta nel corso della riunione di giovedì a Palazzo Chigi ha convenuto su questa ipotesi, temendo fortemente il rischio di commissariamento che non solo imporrebbe tagli draconiani per onorare la regola aurea in base alla quale il vettore, in regime di Marzano, deve introitare ogni giorno più di quanto spende, ma porterebbe Spinetta a potersi comprare Alitalia con metà dell'esborso e risanamento praticamente già fatto dal governo. L'ipotesi di un decreto legge che autorizzi la concessione ad Alitalia di un prestito ponte da 100-150 milioni, emersa proprio durante il meeting bipartisan, è stata invece smentita da Palazzo Chigi anche perché non appena lette le indiscrezioni di stampa, la Commissione europea ha ribadito che tale eventualità deve essere effettuata "alle condizioni accettabili agli investitori privati". Un portavoce della Commissione, inoltre, ha ribadito che è esclusa la possibilità di aiuti di stato per Alitalia fino al 2011. In compenso Silvio Berlusconi un risultato politico a margine dell'incontro con Vladimir Putin l'ha ottenuto: sull'ipotesi di abolire i visti d'ingresso per i cittadini russi, cadeau in onore dello Zar, il Foreign Office britannico ha fatto trapelare la propria irritazione. "No comment, non entriamo nei rapporti bilaterali di altri paesi", fanno sapere ufficialmente. Ma rendendo noto off-the-record che in caso la proposta divenga concreta in sede Ue il veto di Londra sarà automatico. I casi Litvinenko e British Council bruciano ancora: Gordon Brown ha già reso noto al suo entourage che incontrerà il Cav "solo in sedi e occasioni istituzionali". Tanto per evitare bandane e Pippo Franco. 19/04/2008.

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Revival Il simbolo dell'alleanza tra contadini e operai resiste in qualche parte del mondo (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Revival Il simbolo dell'alleanza tra contadini e operai resiste in qualche parte del mondo Vedremo il marchio dell'Urss su Aeroflot-Alitalia? Il Kerala è il Paradiso dei comunisti, che in Angola restano conservatori. Anche la compagnia di bandiera russa conserva l'icona, che è nata filologicamente retrò Sembra l'Italia degli anni '70. Sono tutti comunisti o cattolici. E magari entrambe le cose. È in Kerala, patria del comunismo tropicale posta sulla costa sud-occidentale dell'India, che dovrebbero cercare rifugio i tanti, intristiti compagni di casa nostra. Quelli per intenderci che hanno vissuto come un'amputazione la sostituzione della falce e martello con l'Arcobaleno. E che a quell'Arcobaleno - buono a riempir le piazze quanto a vuotar le urne - ascrivono almeno in parte la débacle elettorale. Devono venire in Kerala perché in nessun altro posto al mondo si trovano così tante falci e così tanti martelli. Sulla vetrina di ogni ufficio postale come in cima ai tetti delle botteghe o sulle fiancate degli autobus. E le falci sono particolarmente pasciute forse in omaggio all'opulenza del piccolo stato. Che è patria di comunisti, cattolici e anche di businessman . Il Kerala è il primo stato al mondo ad aver eletto democraticamente un governo comunista. Ed è dunque qui che idealmente dovrebbe concludersi la parabola globale di un simbolo - la falce e martello - che propriamente democratico per nascita non è. Né genericamente socialista. Ma sovietico. E internazionale - ma nel senso di simbolo del Komintern - è semmai la stella che sovente l'accompagna. Su questa non insignificante disquisizione filologica si accapigliarono una ventina d'anni fa Gavino Angius e Bettino Craxi. A rivendicare il primo la natura socialista e popolare del simbolo, la sua matrice sovietica il secondo. Aveva ragione il compagno Bettino. Socialista, popolare e legata alla "nostra" storia è la bandiera, rossa come le camicie lordate di sangue che gli operai agitarono come stendardi rivoluzionari in quel '48 che fece tremar l'Europa. Ma intrecciare la falce (che nella Russia zarista era un simbolo delle comunità agricole) e il martello (che gli operai nel XIX secolo recuperarono dagli stemmi medievali delle corporazioni artigiane) fu una trovata leninista. Utile per sostituire, come simbolo di devozione nel cuore di tanti russi, la croce ortodossa. Ortodossia che la Rivoluzione ha poi esportato. Con alcune significative variazioni in paesi dove i comunisti proprio non te li aspetti. Comunisti britannici - quasi una contraddizione in termini - che accanto al martello hanno la colomba della pace. O americani: una ruota dentata accanto al martello. Ruota dentata che resiste ancora oggi sulla bandiera dell'Angola, incrociata con un machete. Simboli sopravvissuti ma per pochi intenditori. Mentre il massonico compasso che incrociava il martello nella Repubblica Democratica tedesca è scomparso. E il sorprendente successo della Linke tedesca - figlia anche del partito-stato della Ddr - non è ornato né dal compasso/falce, né dal martello. Simbolo conservato invece dal moribondo Partito Comunista francese. Insidiato dai trotzkisti di Lutte Ouvrière (che hanno l'incavo della falce orientata a destra come prescriveva Trotzky) e della Ligue Comuniste Révolutionnaire (che al simbolo ha rinunciato). Altrove falce e martello sono stati rimpiccioliti e abbassati ai piedi del simbolo del Partito (socialista o comunista) prima di esserne espulsi. Un'uscita di scena forse malinconica ma migliore di quella prospettata da alcuni governi post-socialisti dell'Est Europa. Che in risposta alla proposta tedesca di mettere al bando la svastica in tutto il territorio della Ue hanno chiesto uguale trattamento per la falce e il martello. Mettendo in difficoltà persino l'Austria che sul simbolo nazionale fa convivere l'aquila asburgica - con una testa di meno però rispetto a quella imperiale - e appunto falce e martello. Uno per zampa, a spezzare la catena del nazismo. Ma quella falce e martello su campo rosso che sventolava dal Reichstag berlinese la sera del 30 aprile del 45 possiamo considerarla anche - fosse solo in quel momento - un simbolo di libertà? O questo ci marchia subito come comunisti o peggio apologeti dello stalinismo che poco dopo inghiottì l'Europa orientale? Per non rischiare meglio uscire dall'Europa. Dove la falce e martello resiste eccome. Nella ultracapitalista Cina, sulla bandiera del partito ma non su quella nazionale che è rossa con le stelle. Nel Nepal dove la falce e il martello dei maoisti ha appena trionfato alle elezioni. E appunto nel Kerala - rarissima success story del comunismo - dove peraltro chi scrive ha visto disposti in perfetta armonia sullo stesso muro - nel ghetto ebraico di Cochin - una falce e martello, una svastica (simbolo caro alla tradizione indù) e un cartello che indicava una sinagoga. Si può anche aspettare - o sperare - che da Mosca dove è nata, la falce e il martello torni a sedurci. Con una buona proposta di business. Perché falce e martello sono sopravvissuti alle tante trasformazioni di Aeroflot. E ancora oggi compongono il logo della compagnia che un domani potrebbe far sua l'Alitalia. Basterà a dissuadere il Cavaliere da tentare il colpo con l'amico Vladimir? Nella foto che lo raffigura davanti a Villa Certosa con il presidente uscente russo, il premier in pectore alza il pugno (sinistro) chiuso a mo' di saluto. Difficile dire se sia di buon auspicio. 19/04/2008.

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Capitale 3 il presidente del lazio: <il pd ascolti i territori e impari anche qui la lezione della lega> (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Capitale 3 il presidente del lazio: "il pd ascolti i territori e impari anche qui la lezione della lega" Marrazzo difende Veltroni: "Anche se perdiamo Roma, deve restare" "L'election day era sbagliato: il vento del Nord è stato più forte di noi" Il governatore della Regione Lazio invita il suo partito, il Pd, a mandar giù a memoria la lezione impartita dal Carroccio. Dice al Riformista Piero Marrazzo: "La Lega Nord ha vinto le elezioni politiche perché è un partito che è stato capace di ascoltare e soprattutto di difendere i propri territori. Se il Pd ha compiuto qualche errore, l'ha fatto proprio su questo terreno. Ecco perché dovremmo tutti imparare la lezione del Carroccio e dare al nostro partito una connotazione molto più federale". In uno slogan. "Il Pd - secondo il ragionamento di Marrazzo - deve diventare un partito regionale". Primum, ascoltare i territori. "E infatti - sottolinea il governatore del Lazio - voglio far mie le considerazioni di Sergio Chiamparino, che in un'intervista (alla Stampa , ndr) ha invitato tutti a frequentare meno i salotti e più i mercatini. Invece di fare convegni, aggiungo io, andiamo a vedere come si sta in fila alle poste, nei pronti soccorso. È quello che ho cercato di fare io sin dall'inizio della mia campagna elettorale del 2005 e che continuo a fare oggi". Il Lazio, però, è finito nelle mani del Pdl. "Ma nella provincia di Roma - replica Marrazzo - al Senato, siamo passati da 700mila e 900mila voti. Certo, dobbiamo ammetterlo: noi non abbiamo sfondato e il Pdl è riuscito a mantenere saldo il suo elettorato". E visto che dietro ogni danno spesso si nasconde una beffa, ecco che Francesco Rutelli lotta testa a testa con Gianni Alemanno per mantenere in mani piddine almeno il Campidoglio. Stessa battaglia per Nicola Zingaretti alla provincia di Roma. "E qui ritorno alla Lega", dice il governatore. Che aggiunge: "I cittadini di Roma e della provincia devono capire che, votando il Pdl, sceglieranno quelli che gettano a mare Alitalia per difendere Malpensa. Mi riferisco soprattutto ai tanti cittadini e lavoratori di Fiumicino, una realtà che vive di successi di mercato e non di assistenzialismo statalista". Poi ci sono le grandi "questioni" che tornano ciclicamente nel dibattito politico. "Non ci sono solo la questione settentrionale e quella meridionale", s'aggancia Marrazzo. "Le cito un dato della Cga di Mestre: ma lo sa che il saldo passivo di un contribuente laziale, rispetto ai servizi che ottiene in cambio pagando le tasse, è di circa cinquemila euro?". Ma questi sono due appelli al voto. Come si è arrivati al rischio-beffa? "Perché - risponde il governatore - il vento del Nord è stato più forte anche delle ottime cose che Veltroni ha fatto da sindaco. Ecco perché io ero contrario a far svolgere in un'unica tornata le politiche e le amministrative". Il Pd e la Capitale. In due parole, il "modello Roma". "La storia di quello che si è fatto negli ultimi anni - dice Marrazzo - non potrà mai venir cancellata. Neanche in caso di sconfitta ai ballottaggi. Nel '93, Roma era una città uscita da Tangentopoli, la capitale dei ministeri. Oggi è un territorio effervescente, una città illuminata in cui c'è un mercato in movimento e una politica che guida i processi". Già, ma se Rutelli perdesse... "Una sconfitta provocherebbe tanta amarezza. In tutti noi. Amarezza e rassegnazione". Ripercussioni sul Pd targato Veltroni? "Veltroni deve rimanere in ogni caso. Mica solo il Lazio è andato male... Dalla Puglia e dalla Calabria, faccio due esempi, non mi pare siano arrivati grandi risultati per il Pd". E ancora: "Anche se tutto andrà storto, non ci dovranno essere processi. Veltroni e Bettini si confrontino pure con D'Alema, Marini e Fioroni, tanto per citare le altre anime del partito. Ma tutto questo dovrà avvenire in un congresso vero, non in un processo". E intanto la sinistra è scomparsa. "La scelta di correre da soli - è l'analisi di Marrazzo - ha semplificato il sistema politico. Pure troppo. Qui nel Lazio abbiamo sperimentato anche gli effetti virtuosi dell'alleanza tra i riformisti e la sinistra. Mi aspetto che in campo nazionale i Vendola e i Diliberto facciano le loro analisi e che siano costruttive". Il Lazio è una regione virtuosa, giura il suo governatore. E, al contrario di quello che si dice, non rischia di fare la fine della Campania. "Avevano tre linee di smaltimento del Cdr. Entro il 2010 ce ne saranno sette o otto. Forse attraverseremo qualche fisiologico momento di difficoltà - mette a verbale Marrazzo - ma stiamo implementando la raccolta differenziata. In ogni caso, qui da noi, non c'è alcun rischio Napoli". Tommaso Labate 19/04/2008.

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Il rispetto delle regole (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 19-04-2008)

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Pagina III - Genova Il rispetto delle regole Ma dove vivono i sindacati ? Me lo chiedo perché mi sembra che i loro capi non abbiano ancora capito che viviamo in un'economia di mercato. E allora cominciamo da zero. In un'economia di mercato, un'impresa vive o muore se riesce o non riesce a quadrare i bilanci. Quindi assume o licenzia secondo le sue necessità. Se assume più del necessario, prima o dopo è destinata a fallire. Chiaro? La gestione dell'azienda è affidata ai dirigenti che gli azionisti hanno scelto. Può darsi che in certi casi i capi siano troppo prudenti nel giudicare le possibilità di espansione. Ma solo gli azionisti hanno il diritto di giudicare. Così stando le cose, è inconcepibile che i sindacati vogliano decidere quante persone debba assumere un'azienda: nella fattispecie, l'Ilva. Solo coloro che gestiscono l'Ilva hanno il diritto di decidere il numero delle assunzioni. La pretesa di decidere dall'esterno, da parte dei sindacati o di qualsiasi altro agente, il numero delle assunzioni, in un'economia di mercato è inammissibile. E la pretesa di imporre le proprie richieste mediante uno sciopero che blocca una città è ancora peggio che inammissibile: è una violenza. Il ragionamento, di per sé elementare, ha una postilla. Se l'azienda viene meno a impegni, e viola accordi, si ricorre alle vie legali per richiamarla ai suoi obblighi. Lo sciopero non è mai la strada giusta. Queste sono le regole in un'economia di mercato. D'altra parte, l'ignoranza delle regole di un'economia di mercato può avere conseguenze nefaste. L'Alitalia insegna. In questo periodo l'acciaio è in crisi. Vogliamo che vada male anche l'Ilva ?.

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<Tavolo Aeroflot-Alitalia> Berlusconi arruola Putin (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 19-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-19 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE "Tavolo Aeroflot-Alitalia" Berlusconi arruola Putin E c'è l'ipotesi di un aiuto di 1-2 miliardi dalle banche Ma va avanti la trattativa con Parigi e l'intervento russo servirebbe ad "allargare" l'operazione ad altre compagnie ROMA - Un negoziato con la compagnia russa Aeroflot per Alitalia. Silvio Berlusconi lo ha ottenuto ieri dal presidente Vladimir Putin, suo ospite in Sardegna. "La situazione non è facile - ha ammesso Putin riferendosi a Alitalia -: bisogna saldare il debito e fare in modo di tornare al profitto". E ancora: "Bisogna parlare di risanamento e qui non è possibile saltare le trattative con governo e sindacati ". In ogni caso "la proposta di Berlusconi è possibile". Aeroflot dunque torna "disponibile a riprendere i contatti" con Alitalia. Ma per ora la vera trattativa si svolge tra Roma e Parigi dove il consigliere del Cavaliere, Gianni Letta, ha preso a dialogare, grazie agli uffici del nipote, il sottosegretario del governo Prodi, Enrico Letta, con Francesco Mengozzi, advisor per Lehman di Air France-Klm. Proprio per non turbare questo clima Berlusconi è stato molto cauto quando ha parlato del tavolo con i russi, collocandolo a trattativa con Air France chiusa e al solo scopo di "allargare" a altre compagnie: "Non abbiamo nulla contro la soluzione Air France - ha voluto precisare il Cavaliere - ma ci piacerebbe che desse vita a un gruppo internazionale con pari dignità". Su questo punto si sta già lavorando: si è parlato di una maggior presenza del Tesoro nel capitale della holding internazionale, di un posto in più nel cda. Ma anche di assicurare ai rappresentanti di Alitalia un voto più "pesante" in consiglio quando si discuterà su temi sensibili come marchio, rotte, sviluppo. Ma la soluzione potrebbe passare ancora una volta dalle banche che potrebbero entrare nel capitale della Nuova Alitalia, lasciando a Air France-Klm il 51%, per sostenerne l'"italianità". "Penso sia saggio riaprire il confronto " ha detto ieri il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, auspicando proprio "una presenza nel capitale più forte di soggetti italiani". "Per Alitalia bisogna pensare a qualcosa che abbia un respiro internazionale, non certo provinciale" ha suggerito ieri il presidente del Consiglio di gestione d'Intesa-Sanpaolo, Enrico Salza, aggiungendo che "a bocce ferme vedremo". Resta la contrarietà del Carroccio ai francesi: "Noi della Lega non abbiamo ancora avuto accesso al dossier Alitalia - ha detto ieri Roberto Maroni - ma comunque andrà, non potrà e non dovrà danneggiare Malpensa ". In questo caso sul tavolo c'è l'accordo sui diritti di traffico già ottenuto da Air France il 14 marzo scorso, che penalizzerebbe Malpensa. La Lega lo vuole mettere in discussione, i francesi no. "Abbiamo finalmente scoperto che la famosa cordata di Berlusconi che dovrebbe salvare l'italianità di Alitalia è Air France" ha ironizzato ieri Massimo D'Alema (Pd). Il negoziato proseguirà nel week end. La prossima settimana Enrico e Gianni Letta tireranno le somme: solo se l'intesa con i francesi sarà alle viste, il governo attiverà la linea di credito da 100-150 milioni per proseguire la trattativa. Un prestito che, secondo quanto precisato ieri dall'Ue, dovrà essere concesso a "condizioni di mercato". Ma se il negoziato non decollasse, tornerebbero in campo le altre ipotesi. A partire dal commissariamento. Procede infatti con difficoltà la formazione della cordata italiana voluta da Berlusconi e organizzata dal suo consulente Bruno Ermolli: in campo ci sarebbero alcuni imprenditori con una fiche (da 50 a 100 milioni a testa) mentre per ora Air One vi apparirebbe in posizione defilata. Insomma la cordata è ancora debole: ben lo sa Berlusconi che ieri ha tentato l'affondo con Aeroflot. Ma il tempo stringe e la proposta fatta da Ermolli al governo Prodi di attivare un prestito che allungasse la vita di Alitalia per almeno sei mesi sarebbe stata scartata. Ieri però è emersa un'altra idea, forse di matrice sindacale: una ricapitalizzazione da 1-2 miliardi operata dalle banche per dare a Alitalia un anno di tempo per trovarsi un partner. Ma è difficile che le banche si attivino senza la prospettiva certa di un'alleanza internazionale. Antonella Baccaro GUARDA Il video dell'incontro su www.corriere.it In pista Due aerei Aeroflot e Alitalia fianco a fianco: c'è un nuovo interesse dei russi.

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L'ipotesi Aeroflot (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 19-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-19 num: - pag: 5 categoria: BREVI L'ipotesi Aeroflot Ieri Silvio Berlusconi e Vladimir Putin hanno rilanciato l'ipotesi di una trattativa con la compagnia russa Aeroflot, di nuovo "disponibile a riprendere i contatti per Alitalia".

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Berlusconi tratta con Aeroflot (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-04-19 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Compagnie Incontro tra i leader in Sardegna. "Sintonia su tutto" Berlusconi tratta con Aeroflot Alitalia, intesa con Putin "per aprire un tavolo" ROMA - Un negoziato con la compagnia russa Aeroflot per Alitalia. Silvio Berlusconi lo ha ottenuto ieri dal presidente Vladimir Putin, suo ospite in Sardegna. A PAGINA 5 Baccaro.

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L'accordo bipartisan (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 19-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-19 num: - pag: 5 categoria: BREVI L'accordo bipartisan Giovedì l'accordo bipartisan tra il governo uscente e il centrodestra, per un decreto con prestito ponte da 100 milioni di euro per mantenere in vita Alitalia, evitandone il commissariamento.

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Dovì imita Berlusconi e Sarkò per gli ospiti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 19-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-19 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Lo show del "Bagaglino" Con il comico anche 18 ragazze Dovì imita Berlusconi e Sarkò per gli ospiti ROMA - A letto alle 4 del mattino. Silvio Berlusconi e l'ospite d'onore Vladimir Putin hanno tirato tardi nella prima serata a Villa Certosa. Quella animata dalle diciotto ragazze del Bagaglino, come ha confermato lo stesso futuro premier: "Gli dovevo restituire lo spettacolo...". Al punto da arrivare in ritardo ieri mattina alla conferenza stampa. Manlio Dovì, il comico che nello show di Pingitore presta il volto alla parodia di Piero Fassino, era lì. In quanto autore e interprete dello spettacolino offerto al presidente uscente russo nel teatro della villa dalle grandi vetrate con vista sul mare. O almeno c'era nella prima parte della serata, culminata con un grande buffet e l'immancabile cantata di Apicella e dello stesso futuro premier in giacca blu e maglietta scura stile Armani. Repertorio classico compreso O'sole mio. Seduti a un tavolo il leader del Pdl e l'ex capo dell'Fsb, il servizio segreto succeduto al temuto Kgb, e i rispettivi staff, tutto intorno le ragazze: ballerine e cantanti che si alternano sul palco del Bagaglino ma ancora poco conosciute al grande pubblico. "Ragazze meravigliose - racconta il cabarettista - Putin si è molto divertito quando ho imitato Berlusconi e Sarkozy. Ha gradito che avevamo cantato in suo onore Oci Ciornie. E in un perfetto inglese mi ha fatto i complimenti per l'interpretazione di Georgia on my mind nella quale faccio la voce di Ray Charles e gli strumenti. Putin mi ha detto che non aveva mai sentito niente di simile. Era molto attento, molto composto. Una lezione di grandezza unita alla misura". Ma l'attore può raccontare solo fino al momento in cui è arrivata una pizza a chiudere la cena, poi si è allontanato verso il suo albergo a Porto Cervo. Nel dopo cena Berlusconi è rimasto con Putin: a parlare dello spettacolo offerto dal Bagaglino o solo di rifornimenti di gas e Alitalia? Quel che è certo è che neanche ieri sera sono andati a letto presto: Villa Certosa si è concessa un bis con Dovì. Virginia Piccolillo Il cast Sopra, un'immagine del cast del Bagaglino nella trasmissione "Barbecue" del 2004. Nel tondo, un'immagine del comico Manlio Dovì che ha imitato per Putin Sarkozy e Ray Charles.

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E la Moratti telefona al Cavaliere: subito sanzioni più dure (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 19-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-04-19 num: - pag: 19 categoria: REDAZIONALE Reazioni Il Comune chiede provvedimenti urgenti E la Moratti telefona al Cavaliere: subito sanzioni più dure Il vicesindaco: le espulsioni? Una presa in giro Certezza della pena e modifica del sistema delle espulsioni dei clandestini: le richieste che Milano manda al futuro governo MILANO - Il telefono di Silvio Berlusconi squilla in mattinata. Nell'agenda del futuro premier si affollano la scelta dei ministri, la questione Alitalia, il taglio delle tasse. La chiamata del sindaco di Milano Letizia Moratti, dopo lo stupro della studentessa americana avvenuto nella notte, riporta però la rotta del nuovo governo sulla questione sicurezza. "Sarà uno dei primi provvedimenti che sarà preso dal nuovo esecutivo", ha assicurato Berlusconi. Si parla di "certezza della pena e inasprimento delle sanzioni". "Quel pacchetto sicurezza che noi sindaci abbiamo atteso due anni dal vecchio governo - spiega la Moratti in tarda mattinata - sarà esaminato in tempi brevi". Ancora Milano e le sue paure. Il senso comune che alimenta l'associazione stranieri- clandestini-reati, e che tanto ha pesato sulla vittoria del Pdl e sul boom della Lega. Lo stupratore arrestato all'alba di ieri dalle volanti della polizia aveva una sfilza di precedenti, quattro nomi farlocchi collegati alle impronte, un decreto di espulsione. Il suo caso riapre il dibattito sul rimpatrio degli irregolari. "è la conferma - spiega Ignazio La Russa, probabile futuro ministro - che occorre inasprire le modalità di espulsione dei clandestini. E in particolare mettere in atto le misure che impediscano a chi ha commesso reati di nuocere ancora ". La promessa: "Noi di An ci impegneremo nel Pdl perché questa sia una priorità assoluta ". La Russa ipotizza "espulsioni per via ammini-strativa ", attacca il "garantismo mal riposto", e infine mette il dito nella vera piaga del sistema: "Il punto chiave è la rapidità ". Perché, ad analizzarlo oggi, il dibattito sugli "accompagnamenti alla frontiera" si scontra con un semplice calcolo. Per fare un esempio: il Comune di Milano stima che in città ci siano almeno 100 mila clandestini. Il Centro di permanenza temporanea di via Corelli, anticamera delle espulsioni per tutta la Lombardia, ha però solo 140 posti. Un imbuto. Una barriera invalicabile. Che spiega il perché tra gli ordini di espulsione firmati dai questori di tutta Italia e i clandestini che effettivamente finiscono su un aereo, il rapporto sia irrisorio. Senza considerare una serie di altri intoppi: il tempo di permanenza media nel Cpt di Milano è più di un mese, i ricorsi sono centinaia, gli aerei per i Paesi extra Ue non partono ogni giorno, e così via. Risultato: la maggior parte degli stranieri che finiscono sui mattinali di polizia e carabinieri sono già stati denunciati per "violazione della legge Bossi-Fini sull'immigrazione ". "Il sistema delle espulsioni nel nostro Paese è una presa in giro", taglia corto il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato. Il ministro uscente per le Pari Opportunità, Barbara Pollastrini, dice di essere "vicina alla giovane donna che ha denunciato la violenza", ringrazia "per l'immediato intervento le forze dell'ordine", e conclude: "L'importante è garantire la certezza della pena". Gianni Santucci.

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Cgil-Cisl-Uil: rappresentanza, spiragli per l'accordo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 19-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-19 num: - pag: 33 categoria: REDAZIONALE Dietro le quinte Cgil-Cisl-Uil: rappresentanza, spiragli per l'accordo ROMA - Il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, punta a chiudere la partita con Cgil e Uil per il primo maggio, festa del lavoro. Il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, sembra disponibile. Il capo della Uil, Luigi Angeletti, spera in un'intesa "nelle prossime ore". Oggetto: la proposta di riforma del modello contrattuale e le regole sulla rappresentatività. Sul primo punto il documento sul quale poi i sindacati apriranno la trattativa con la Confindustria ricalca nella sostanza la bozza concordata qualche mese fa, che prevede due livelli di contrattazione. Con quello nazionale si adeguano le retribuzioni all'inflazione realisticamente prevedibile e con quello aziendale si redistribuisce la produttività. Le novità maggiori riguardano la rappresentatività. Epifani, Bonanni e Angeletti stanno lavorando per esportare nel privato un sistema simile a quello in vigore per i dipendenti pubblici. Le iscrizioni al sindacato dei lavoratori dovrebbero essere certificate da un ente terzo, tipo il Cnel, e quelle di pensionati dall'Inps. Le elezioni per le Rsu (rappresentanze sindacali unitarie) si dovranno svolgere in tutti i luoghi di lavoro, "anche dove non si fanno come all'Alitalia", dice Paolo Pirani (Uil). Gli accordi interconfederali dovranno essere prima approvati dagli organismi sindacali e poi convalidati col referendum tra i lavoratori. Gli accordi e i contratti di categoria seguiranno invece regole "che stabiliranno le stesse categorie", dice Nicoletta Rocchi (Cgil). La Uil ha posto anche il problema delle regole sugli scioperi. "Non ci deve più essere uno sciopero se prima non si vota", dice Pirani. Ma più che di un referendum preventivo si ragiona di soglie minime di rappresentatività per proclamare gli scioperi. Lo stesso Bonanni non sarebbe contrario. Enrico Marro # Guglielmo Epifani.

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Caronna di lotta "sfileremo ad arcore" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina V - Bologna Il segretario Pd minaccia cortei "se il governo toglie soldi ai Comuni" Caronna di lotta "Sfileremo ad Arcore" "Dialogo con Sinistra e Udc ma su idee chiare. Sì al federalismo fiscale" "Vogliono abolire l'Ici? Sono d'accordo. Se però il governo toglie i fondi ai Comuni e non ci sono i soldi per i nidi, si va a manifestare ad Arcore". E' un Pd di governo e di lotta quello che il segretario regionale Salvatore Caronna promette per la "nuova fase" che si apre dopo il voto. Un partito democratico "popolare, concreto, federale" che lancerà la sfida alla Lega Nord e a al Pdl, non sulle formule organizzative, ma sugli interessi reali di quel 50% che in lungo la via Emilia ha votato Pd. Che intende tutelate al governo degli enti locali e nello scontro se non con Roma ladrona, con Roma populista. "Noi - dice Caronna - vogliamo rappresentare questa gente. Gente che si è rotta le scatole di farsi carico del populismo di Bossi e Berlusconi, ma anche dell'inconcludenza di un approccio ideologico e salottiero ai problemi della società". E' molto battagliero il segretario regionale che ieri ha riunito l'esecutivo in vista dell'assemblea del 17 e 18 maggio che eleggerà la direzione del partito. E mentre infuria la polemica sulla proposta di Cofferati di un'organizzazione del Pd per la Padania, Caronna si preoccupa di indicare come il partito di Veltroni si muoverà nei prossimi mesi in vista delle elezioni amministrative del 2009. Per cominciare Caronna chiarisce due cose: "Non sono disponibile a candidarmi né a presidente della Regione, né a sindaco a Bologna". Un punto fermo visto che molti lo considerano in corsa se Cofferati dovesse mollare tra un anno. "E alla fine del 2009 lascerò anche la segreteria del Pd", aggiunge. Poi un messaggio politico: pronti a dialogare con tutti, sia con la sinistra che con l'Udc, ma sulla base di programmi chiari. E a proposito di programmi, ecco il manifesto del Pd nella nuova fase. Gli ingredienti? Un'offensiva sul federalismo fiscale, sulla sicurezza, le infrastrutture di "una regione che non si rassegna ad andare in serie B, ma vuole competere con le migliori aree d'Europa e che non vuole sulle spalle in peso insostenibile di uno stato che non funziona e fa pagare a noi le proprie inefficienze". E la Lega Nord, il "Pd padano" proposto da Cofferati, la replica di Cacciari che dice l'Emilia non fa parte del nord? "Non solo siamo il nord - risponde - ma siamo una regione avanzata d'Europa che può dare una spinta a modernizzare il paese e quello che vogliamo è competere alla pari". "Vogliamo discutere di programmi, non di organigrammi" aggiunge Caronna all'agenzia Dire, mostrando i risultati del nord, dall'Emilia in su: il Pd con 5 milioni e 473 mila voti, il Pdl con 5 milioni e 397 mila. E' la Lega che fa la differenza con quasi tre milioni. Da qui la risposta che il Pd deve dare. "Vogliamo sicurezza, infrastrutture, e un fisco più equo - dice il segretario del Pd - questo è il partito del nord, prima ancora delle formule organizzative". Un esempio? "Si abolisce l'Ici? Dicano come si copre il mancato gettito, sennò i comuni non fanno i bilanci. E questo noi non lo permetteremo. Così come non permetteremo che ci facciano pagare il ponte sullo stretto di Messina. Lo vogliono fare? Hanno la maggioranza. Ma anche qui, ci sono infrastrutture da finanziare, e ce le devono finanziare. Altrimenti ci sarà una reazione, anche pesante. Stesso discorso per Alitalia. Non ci facciano pagare i biglietti della compagnia coi nostri soldi. Perché in Italia hanno vinto, qui hanno straperso. E non permetteremo giochini". Identico piglio leghista Caronna mostra dribblando le domande sul partito del nord. "Non serve un coordinatore, ma che il partito tutto si faccia carico dei nostri contenuti: sicurezza, con fondi per le forze dell'ordine e i loro stipendi, integrazione, con risorse per le politiche sociali rivolte agli immigrati, perché la Bossi-Fini fa solo aumentare i clandestini. E poi il federalismo fiscale". Altrimenti tutti ad Arcore. (l. n.).

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Riparte la grancassa della sinistra in Tv (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Riparte la grancassa della sinistra in Tv Ci risiamo. La grancassa mediatica e ideologica della sinistra (nuova e vecchia che sia) è ripartita alla grande. Non contenta di aver totalmente sbagliato la lettura della nostra società e di aver preso una batosta alle elezioni; di fronte a un Silvio Berlusconi che già si sta muovendo da premier in carica (l'incontro con Putin, l'Alitalia e la ricetta per il Sud, travolto dai rifiuti bassoliniani); cosa fa? In attesa magari di un altro G8 (lo "schema cileno" sempre pronto: la piazza giacobina contro il dittatore), ha rimesso in campo i soliti teoremi: gli italiani che hanno legittimato il Pdl a governare o sono scemi o si fanno ipnotizzare dalle tv in mano al Grande Manipolatore di Arcore. E dove esercitano, i custodi dell'obiettività, la loro funzione di pluralismo per rieducare le coscienze deviate? Proprio dalle tv di Stato, pagate dal cittadino. Stiamo parlando del "santorismo", che ormai sfugge allo stesso Michele Santoro. "Anno Zero" ha riproposto, per filo e per segno, tutti i luoghi comuni, i complessi psichiatrici, le sindromi di Stoccolma, dell'anti-berlusconismo, che da 15 anni favoriscono il Cavaliere. La puntata dell'altra sera, infatti, ci ha ricordato che la Cdl non può parlare di sicurezza perché l'insicurezza l'ha creata e ci ha prosperato Berlusconi, come l'indulto, l'immigrazione selvaggia, la corruzione, le morti sui posti di lavoro, la crisi economica, istituzionale. E cosa è emerso? Che il povero Romano Prodi non ha sbagliato nulla, non ha alzato le tasse, non ha mandato in libertà i detenuti e non si è sbracato nei confronti dei rom. Ma ha solo ereditato una situazione insostenibile e che il nuovista Walter Veltroni ha peccato di presunzione nel non difenderlo in campagna elettorale. Viene quasi il sospetto che si sia cercato l'incidente diplomatico per riproporre un film già visto: l'allontanamento coatto di Santoro dalla Rai. Il santorismo, quindi, esprime per intero le anime e i miti incapacitanti della sinistra; Michele Santoro è Masaniello (l'incarnazione vivente e popolare del Bene, della democrazia, dell'uguaglianza, della giustizia); Tonino Di Pietro è Robespierre, Marco Travaglio il contabile, il ragioniere di Robespierre; la contessina Beatrice Borromeo, la mentalità radical chic dei nobili "vicini agli operai", Giovanni Sartori, il "liberal" elitario che spiega alle masse la Verità. Insomma, la sinistra è proprio all'Anno zero e continuerà sempre a farsi del male.

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Berlusconi: Alitalia tratterà con Aeroflot (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Berlusconi: "Alitalia tratterà con Aeroflot" Torna in campo Aeroflot. La trattativa tra Alitalia e Air France è tutt'altro che compromessa, la situazione è aperta. Qualora non dovesse concretizzarsi in un accordo, c'è sempre la disponibilità ad allargare il confronto con altri soggetti, tra cui Aeroflot. Al termine della visita del presidente russo Vladimir Putin in Sardegna, il premier in pectore, Silvio Berlusconi, indica una possibile nuova prospettiva per il futuro della nostra compagnia aerea. All'indomani del primo contatto bipartisan, il Cavaliere, nel corso della conferenza stampa congiunta col presidente russo, ribadisce che "la situazione è molto aperta". "Ci sono ancora contatti in corso con Air France, contro cui - sottolinea il futuro premier - non abbiamo nulla. Ci piacerebbe che si desse vita a un grande gruppo internazionale che veda l'Alitalia inserita in un quadro di pari dignità con Af e la Klm". Ma Silvio Berlusconi non chiude neanche la porta a una possibile soluzione russa, prospettiva che potrebbe concretizzarsi, dice, in un futuro prossimo: "Quando la trattativa con Air France si chiuderà - aggiunge - potremo aprire un tavolo con Aeroflot e saremo disponibili ad allargare accordi con altre grandi compagnie e ci potrà essere un tavolo per vedere se si può procedere verso una intesa che possa dar vita a un grande gruppo internazionale". Intanto nel vertice di giovedì a Palazzo Chigi un'altra ipotesi è circolata. Quella di un decreto legge che autorizzi ad Alitalia un prestito ponte di 100-150 milioni di euro. è una strada già percorsa in un recentissimo passato quella del prestito ponte per garantire la continuità aziendalea. "Misure urgenti per favorire la ristrutturazione ed il rilancio dell'Alitalia": recitava, infatti, così il decreto legge 159 del giugno del 2004, poi convertito in legge nel luglio successivo, che dava disco verde al prestito da 400 milioni di euro per il salvataggio della compagnia, allora guidata da Giancarlo Cimoli, e per avviare l'attuazione del nuovo piano industriale che prevedeva la separazione societaria tra Alitalia Fly e Alitalia Servizi e una ricapitalizzazione da oltre 1 miliardo di euro. Ma il Cavaliere non conferma e non smentisce l'ipotesi: "Il problema è così grande - argomenta - che questo prestito non ha alcuna importanza...". E citando De Gaulle, aggiunge: "L'attendance suivrà... L'importante è mantenere in mani italiane la compagnia di bandiera, vettore di un paese che può offrire al turismo mondiale il 50% dei beni culturali del pianeta". Vladimir Putin ammette che l'ipotesi di una collaborazione futura tra Alitalia e Aeroflot è possibile, ma mette in chiaro le difficoltà attuali: "Abbiamo discusso di questo tema - risponde in conferenza stampa - e ho apprezzato il fatto che Berlusconi sia preoccupato delle conseguenze della crisi del maggior vettore italiano. La situazione infatti non è facile, bisogna saldare i debiti e tornare ai profitti. Bisogna parlare del risanamento". Inizialmente dai vertici della compagnia aerea russa non arrivavano conferme che chiarissero le notizie su un eventuale interessamento all'acquisto di Alitalia. Ma il presidente russo è intervenuto precisando che Aeroflot sarebbe disponibile a intavolare una trattativa con la compagnia di bandiera italiana. "Ho parlato col presidente di Aeroflot - ha spiegato Putin - che si è detto disponibile a riprendere i contatti per Alitalia".

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L'Unione europea ribadisce le sue condizioni: qualunque (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa L'Unione europea ribadisce le sue condizioni: qualunque ... L'Unione europea ribadisce le sue condizioni: qualunque prestito ad Alitalia può essere autorizzato dalla Ue solo "alle condizioni accettabili dagli investitori privati". Bruxelles ha escluso che autorizzerà nuovi aiuti di stato per Alitalia fino al 2011. Non entra per ora nel merito delle soluzioni prospettate per tenere in vita la compagnia in attesa di una soluzione: prestito ponte o iniezione di liquidità. L'importante - ammonisce - è che l'intervento rispetti le condizioni di mercato e venga notificato in via preliminare alla Commissione Ue.

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Nasce l'hub per elicotteri a Roma (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Finmeccanica Nasce l'hub per elicotteri a Roma AgustaWestland (controllata di Finmeccanica) e Alitalica (controllata dal gruppo Maire) hanno siglato un accordo commerciale che prevede la creazione di un hub elicotteristico presso l'aeroporto dell'Urbe di Roma. Lo rendono noto le due aziende in un comunicato congiunto in cui si spiega che l'accordo prevede la realizzazione e la gestione di un centro per la manutenzione degli elicotteri AgustaWestland, nonché attività di hospitality, servizi al passeggero, gestione di elicotteri corporate vip e hangaraggio. L'hub elicotteristico sarà operativo nel 2009. Il progetto, si legge nella nota, riguarda la realizzazione di circa 2.000 metri quadrati per l'hangar, oltre a 300 metri quadrati dedicati all'hospitality e circa 240 metri quadrati destinati ad uffici. Alitalica, titolare della concessione presso l'aeroporto dell'Urbe, provvederà a fornire le infrastrutture e l'utilizzo degli immobili necessari sia alle attività di manutenzione elicotteri sia a quelle commerciali che AgustaWestland condurrà in sinergia con Alitalica. Le due società, grazie alla complementarietà delle rispettive capacità ed esperienze nel settore, intendono con questo accordo promuovere la commercializzazione degli elicotteri AgustaWestland e favorire lo sviluppo elicotteristico Corporate a Roma e in tutto il Sud Italia.

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Alitalia, torna in campo Aeroflot (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa La svolta Il Cavaliere ne ha parlato con Putin. Possibile una trattativa con i russi Alitalia, torna in campo Aeroflot La visita di Putin a Berlusconi ha allargato lo scenario sulla vendita di Alitalia. Nel caso non andasse a buon fine la trattativa con Air France, sarebbe pronto un tavolo di dialogo con Aeroflot. Per il Cavaliere l'importante è mantenere la pari dignità con i partner e la natura italiana del nostro vettore. Intanto spunta l'ipotesi di un decreto legge che autorizzi ad Alitalia un prestito ponte di 150 milioni per superare l'emergenza. Ma il leader del Pdl si dice contrario a questa eventualità. a pag. 5.

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Ue: prestito ponte possibile solo a prezzi di mercato - alberto d'argenio (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Barrot: senza notifica rischiate ricorsi Ue: prestito ponte possibile solo a prezzi di mercato Seguita la regolare procedura, Bruxelles potrebbe dare il via libera in qualche settimana ALBERTO D'ARGENIO BRUXELLES - Ancora una volta Bruxelles parla di Alitalia e come un mantra ammonisce che un prestito ponte potrà essere concesso solo a condizioni di mercato, dettando tra le righe i trucchi per aggirare gli scogli del diritto comunitario che potrebbero portare la compagnia al tracollo finanziario. Ieri il portavoce del commissario Ue ai Trasporti, Jacques Barrot, ha ricordato che qualsiasi misura in favore del vettore italiano dovrà "rispettare il principio dell'investitore privato". Il punto cardine intorno al quale ruota la posizione dell'Ue è sempre lo stesso: Alitalia - ha ricordato il portavoce di Barrot, Michele Cercone - ha già beneficiato di aiuti di Stato, quindi fino al 2011 niente più soldi pubblici per tenerla in piedi. A meno che i provvedimenti del governo non siano presi "a condizioni di mercato". Innanzitutto il prestito dovrebbe essere concesso con i normali tassi applicati a tutti i privati e rimborsato negli stessi tempi. Ma non finisce qui, perché Cercone ha dato un consiglio da non sottovalutare: è necessario notificare alla Commissione l'eventuale prestito visto che, in caso contrario, "le terze parti potranno rivolgersi al tribunale per chiedere il rimborso". Dunque qualsiasi intervento prima di essere reso operativo dovrà incassare il via libera di Bruxelles, altrimenti i concorrenti di Alitalia potrebbero ricorrere e chiedere di congelare l'aiuto. Fonti Ue hanno assicurato che dopo la notifica la Commissione sarà in grado di dare il via libera agli aiuti entro "qualche settimana". Dunque, anche se al pelo, in tempo per evitare la catastrofe. Naturalmente se il decreto da 100-150 milioni che dovrebbe essere firmato dal governo Prodi non conterrà "furbate". Spiegano a Bruxelles, infatti, come assicurare il via libera al provvedimento. Primo, come detto, condizioni di mercato. Così giustificabili: il prestito ponte può essere concesso se lo Stato assicura che essendo "alla ricerca di un compratore ha bisogno dei soldi per traghettare la compagnia in mani più sicure". Insomma, qualsiasi investitore non pubblico piuttosto di fallire e vedere azzerato il valore delle sue azioni metterebbe mano al portafoglio per tenere in vita un'azienda da vendere. E fattibile sarebbe anche l'ipotesi banche: il loro ingresso sarebbe visto come "ulteriore garanzia di mercato" visto che, per definizione, non agiscono in perdita. A patto che la loro presenza non serva a mascherare aiuti illegali.

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Aeroflot torna in pista per alitalia - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Aeroflot torna in pista per Alitalia Berlusconi:"Ne ho parlato con Putin". Asse con Mosca sull'energia Spunta anche l'ipotesi di un intervento stile Fiat degli istituti di credito LUCIO CILLIS ROMA - Aeroflot torna in pista per Alitalia. La conferma è arrivata ieri per bocca dello stesso Vladimir Putin, ospite di Silvio Berlusconi a villa Certosa in Sardegna: "Oggi ho parlato con il presidente di Aeroflot che si è detto disponibile a riprendere i contatti con Alitalia. Anche se il risultato dipenderà dalle trattative delle due aziende" ha spiegato ieri il presidente russo uscente. Oltre alla cordata tutta italiana richiamata più volte dal Cavaliere in campagna elettorale, nel futuro di Alitalia ci sarebbe poi il possibile interessamento di alcuni istituti bancari di peso, primo fra tutti Intesa-Sanpaolo, gruppo schierato al fianco di Air One nella lunga e vana corsa alla fusione con la compagnia di bandiera. L'ipotesi è quella di una ricapitalizzazione curata dalle banche, replica del "prestito convertendo" usato per la Fiat, con l'ingresso nelle casse della compagnia di bandiera fino a 2 miliardi di euro. "A bocce ferme vedremo, bisogna pensare ad una cosa che abbia respiro internazionale, non certo provinciale", è la prima risposta del presidente del consiglio di gestione di Intesa-SanPaolo, Enrico Salza. Ma è lo stato comatoso dei conti della Magliana il principale ostacolo da superare oggi. Il prestito ponte da 100-150 milioni, grazie all'intesa bipartisan stretta due giorni fa a Palazzo Chigi, potrebbe arrivare via decreto nel corso dell'ultimo Consiglio dei ministri del governo Prodi, previsto la prossima settimana. Al netto delle possibili obiezioni di Bruxelles, l'iniezione di fondi freschi darà il tempo di superare senza scossoni questa fase molto delicata per riprendere una delle ipotesi sul tavolo. Aeroflot, tra l'altro, potrebbe entrare in uno scenario di consolidamento forte all'interno dell'alleanza Sky Team al fianco di Roma e Parigi, come lo stesso Silvio Berlusconi ha lasciato intendere ieri: "Quando si chiuderà la trattativa con Air France si potranno allargare gli accordi futuri con altre compagnie - ha detto - con Putin abbiamo stabilito che ci potrà essere un tavolo per un rafforzamento dei vettori e per un accordo per un gruppo internazionale di grande prestigio". La via francese non è quindi sbarrata, ma ha solo bisogno di una riverniciata rispetto agli accordi presi col precedente governo e al piano stilato dai manager transalpini. Berlusconi non nasconde la volontà di arrivare ad un accordo con Air France a patto di ottenere "pari dignità" e una revisione della governance del nuovo gruppo aereo. Nei prossimi giorni riprenderanno i contatti tra le diplomazie per convincere il numero uno di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, a rimettere mano al progetto italo-francese e, forse, anche russo. Oltre ad aver riaperto la possibilità di un futuro ruolo di Aeroflot su Alitalia, nel corso del vertice, sono stati esaminati con attenzione il dossier energetico, quello della cooperazione militare, l'aerospaziale. Putin ha fatto tappa in Sardegna proveniente dalla Libia dove ha discusso di energia col colonnello Muammar Gheddafi. Si è cosi creato un triangolo energetico che coinvolge anche l'Italia, grande consumatore di petrolio libico, e quindi l'Eni.

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I big del credito freddi sul salvataggio e il tempo gioca a favore di air france - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Gli istituti non vogliono intervenire senza rete, le mosse dei russi condizionate dalla partnership con Parigi I big del credito freddi sul salvataggio e il tempo gioca a favore di Air France Ma il nodo adesso è riportare Spinetta al tavolo dei negoziati per lo sprint finale Il cerino è in mano ai sindacati, visto che la Marzano è una strada ad alto rischio ETTORE LIVINI MILANO - La partita per il salvataggio di Alitalia si arricchisce di nuovi protagonisti senza però che la soluzione (almeno per ora) si avvicini. Dopo Air France ? il decano dell'asta ? e la cordata italiana dal sapore vagamente elettorale, spuntano ora Aeroflot e le banche che secondo indiscrezioni (senza conferme) in caso di fallimento dell'asse con Parigi potrebbero intervenire nel capitale della compagnia di bandiera con un salvagente da 1,5-2 miliardi per traghettare l'aerolinea verso un nuovo partner. La realtà, però, rimane sempre la stessa. L'unica proposta sul tavolo è quella di Parigi. L'alternativa ? la Legge Marzano sognata dalla cordata italiana per entrare in un'Alitalia risanata dallo Stato a due lire ? è sempre più in salita. Troppi problemi legali, con il rischio altissimo di trasformare un commissariamento pilotato in un rovinoso crac. Non a caso Silvio Berlusconi, dopo il "no secco" promesso ad Air France in campagna elettorale, ha innestato una poderosa retromarcia riaprendo uno spiraglio al gruppo transalpino reo dal punto di vista del Pdl di aver "ucciso" la Malpensa. Il problema adesso è come allungare la vita a un'Alitalia che in cassa ha soldi per volare solo fino a metà maggio. Il mini-prestito ponte bipartisan ? sufficientemente modesto da non scatenare guerre campali con Bruxelles ? non è un Gerovital e basterà sì e no per altri due mesi. Il tempo necessario, con ogni probabilità, per chiudere la partita con Air France. Difficile a questo punto ipotizzare un rientro in pista alla grande di Aeroflot. Certo, la realpolitik della diplomazia internazionale a volte dribbla le leggi della logica e della finanza. I russi però sono già saldamente alleati di Air France in Sky Team. E ben difficilmente metterebbero i bastoni tra le ruote al partner più forte del consorzio. La ciambella di salvataggio delle banche, almeno allo stato, più che un progetto è la speranza di chi vuol evitare il fallimento in caso di rottura dei negoziati con Parigi. è vero che il sistema creditizio ha contribuito a salvare la Fiat all'epoca della crisi facendo pure un buon affare, così come è intervenuto in Telecom a salvaguardia dell'italianità del gruppo tlc. "Alitalia però è un'altra cosa ? spiegano tutte le fonti bancarie interpellate ieri ?. La compagnia così com'è non sta in piedi e mancano sia il progetto industriale che le persone per gestirlo". Allo stato quindi nessuno pensa a metter mano al portafoglio per interventi finanziari "senza rete". La partita insomma resta complicata e il tempo a disposizione è pochissimo. La cabina di regia trasversale però potrebbe consentire di svelenire il clima, annacquando le polemiche elettorali. Alitalia e Malpensa, ormai, sono due partite completamente separate. E il salvataggio della compagnia in questo momento è un'assoluta priorità. Nei prossimi giorni si dovrebbe lavorare a una proposta congiunta di azienda e sindacati per provare a convincere Jean Cyril Spinetta, numero uno di Air France, a sedersi di nuovo al tavolo. L'italianità a la pariteticità (ovviamente non a livello finanziario) poste come condizioni da Berlusconi per il suo ok all'accordo non dovrebbero essere un problema visto che erano già garantite nelle ultime versioni dei piani transalpini. Resta invece il nodo dei sindacati che avevano respinto come irricevibile il progetto che Parigi ritiene quasi immodificabile. Ma il rischio del crack (e magari l'ingresso nel capitale anche di un nocciolino di soci italiani) potrebbero adesso ammorbidire le posizioni più intransigenti. Magari grazie a qualche concessione in più da parte del governo.

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L'ottovolante - giuseppe turani (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia L'OTTOVOLANTE la pagella di goldman Sachs GIUSEPPE TURANI Inattesa apertura di credito a Berlusconi da parte di una delle banche d'affari più sofisticate del mondo, e cioè la Goldman Sachs. Secondo gli esperti della banca americana è vero che quest'anno i margini di intervento sono molto ristetti, ma ritengono comunque che l'Italia quest'anno riuscirà a crescere dello 0,8 per cento contro la previsioni molto più basse che girano in questo momento. L'anno prossimo, con meno inflazione e meno prestiti subprime in giro, le cose dovrebbero andare un po' meglio. E la crescita dovrebbe arrivare all'1,3 per cento. Tutto questo a patto che il nuo presidente del Consiglio Berlusconi riesca a procedere per la sua strada e non farsi bloccare o condizionare dai suoi alleati. Due segnali preoccupanti: la vicenda Alitalia appare gli bloccata. E i nomi del nuovo governo sono quelli vecchi.

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ANTICIPAZIONI (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

25 aprile a Roma In piazza un "fronte antifascista" per evitare di consegnare la città ad Alemanno. Appello di Ingrao P. 7 Carter vede Hamas "Terroristi" per la Casa bianca, ma l'ex presidente Usa, artefice di Camp David, li incontra a Damasco P. 11 Pasticcerie d'arte "Love Difference Pastries", un progetto di Michelangelo Pistoletto con artisti e chef del Mediterraneo P. 14 note da lontano Senza sinistra, lo strano record italiano Rossana Rossanda a pagina 3 Alitalia Aeroflot, bluff di Berlusconi L'unica pista è Air France A PAGINA 6 Italia/Iraq Stefio rinviato a giudizio: "Arruolava mercenari" A PAGINA 8 Il papa all'Onu Appello sui diritti umani, ma silenzio sulle guerre A PAGINA 10.

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Bluff Aeroflot per Alitalia, Berlusconi spara-spara (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Silvio a mitraglia Primo incontro internazionale con il vecchio amico del Cremlino per il neopremier e prima gaffe con una giornalista russa. Vittima del cecchino di Arcore a cui piace sparare. Ma solo per scherzo Ipotesi di "un tavolo" dopo l'incontro con Putin; la compagnia russa smentisce. Cresce il consenso su Air France-Klm, ma "con pari dignità" Francesco Piccioni Il venditore ha fiutato la possibilità di presentarsi come il salvatore della patria, senza neppure doversi sforzare troppo. E allora le spara sempre più grosse. Anzi, spara anche addosso ai giornalisti. Per scherzo, coma fa sempre il jokerman; per stemperare la rabbia del suo "amico Putin" imbufalito per domande sulla sua vita privata (si parla di un divorzio in vista). Ma indurisce la mascella e mima con le mani un mitra puntato addosso alla malcapitata Natalia Melikova, giovane cronista russa della Mezavsinaya Gazeta, interessata più al gossip familiare che alla palese sintonia tra i due satrapi. Il risultato non è dei migliori: la ragazza si spaventa e scoppia in lacrime (forse pensando alla connazionale Politkovskaja, critica di Putin e uccisa a Mosca un anno e mezzo fa). Nessuno ride. Cecchinaggio mimico a parte, Alitalia è stato il piatto forte della conferenza stampa. Al punto che il prossimo premier ha nuovamente messo in campo l'ipotesi di vendere Alitalia agli ex sovietici di Aeroflot. Putin è sembrato disponibile e tenergli bordone davanti alla stampa; ma nello stesso momento Valeri Olukov, direttore della compagnia, veniva intervistato da Russia Today e ribadiva che "abbiamo avuto un'utile esperienza partecipando alla prima gara per la privatizzazione, ma le informazioni di cui disponiamo non ci rendono ottimisti riguardo a una seconda partecipazione". Non se ne parla proprio, insomma. Ed è difficile pensare che Olukov stia muovendosi da "oppositore" di Putin. Ergo, si deve pensare che l'uomo del Cremlino sia stato al gioco per tenere sullo sfondo più corposi affari nel breve e medio periodo. Berlusconi - su Alitalia - gioca in scioltezza, quasi incredulo che ci sia stato qualcuno così "grullo" (l'epiteto da lui rivolto agli italiani che avrebbero votato per il centrosinistra) da lasciargli campo libero. Invece di fare la faccia feroce in pubblico, si mostra "aperto a qualsiasi soluzione". Tanto, a fronte di un governo uscente capace fin qui solo di evocare il "fallimento" e i "libri in tribunale", qualsiasi risultato finale sarà "meno peggio". E quindi una sua "vittoria". In concreto, c'è una sola novità: l'accordo "bipartisan" sottoscritto giovedì sera da Letta&Letta (Enrico e Gianni) per un prestito-ponte da 100-150 milioni, in modo da garantire la "continuità aziendale" per il periodo estivo, che porterà come sempre un po' più di soldi in cassa. Subito smentite le voci - ascritte a "fonti sindacali" - su un possibile intervento di non meglio precisate "banche" disposte a mettere 1 o 2 miliardi per ricapitalizzare la compagnia. Persino Enrico Salza, di Intesa Sanpaolo (l'istituto che sosteneva il tentativo di AirOne), ha affermato che "le bocce sono ferme". Scomparsa nel mare di Sardegna la "cordata italiana", cui non è stato dedicato neppure un vago accenno (ma si può giurare che "non sarebbe contrario"). Sul prestito-ponte si è fatta sentire la Commissione europea che - dopo aver ricordato che non le è stata ancora notificata alcuna richiesta di autorizzazione, come da regolamento - ha ribadito la necessità che ogni "prestito di stato" sia fatto "alle normali condizioni di mercato" (interesse sopra il 4%, insomma). Viene citato anche il precedente del 2004 e il principio adottato nella Ue per gli "aiuti di stato" ("una volta, ultima volta"). Ma l'impressione generale è che non sarà certo la Ue a mettere i bastoni tra le ruote a un accordo tra due stati importanti. La soluzione concreta resta insomma vendere ad Air France-Klm. E cresce anche il consenso verso una soluzione "più paritaria" tra le due compagnie, con una partecipazione azionaria maggiore dello stato italiano all'interno di Air France (dove il Tesoro d'oltralpe mantiene un consistente 17% e i dipendenti un altro 11%). Il confronto decisivo sarà dunque con Nicolas Sarkozy. La "fuffa" su altri possibili (ma improbabili) acquirenti è utile ai fini mediatici, perché da l'impressione di un grande e inesistente "attivismo"; ma serve anche a mettere pressione sui francesi. Della serie: concedeteci qualcosa di più, altrimenti potreste rischiare di perdere l'affare. Non è neppure un gioco rischioso. Gli stessi giornali francesi riconoscono che Air France "ha bisogno dell'Alitalia" per espandersi e che si troverà a pagarla "meno di un solo bireattore". Se fosse una trattativa tra due società private, potrebbe anche finir male. Essendo un confronto - di fatto - tra due stati, si dovrà arrivare a un accordo politico. C'era proprio necessità di regalarlo al Cavaliere?.

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DICE Putin in Sardegna: Berlusconi mi mancava, mi fa piacere la sua vittoria (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

DICE Putin in Sardegna: "Berlusconi mi mancava, mi fa piacere la sua vittoria". E ancora: "Non è una novità che a me piacciano le donne". E infine: "Riguardo la questione Alitalia, Aeroflot è disponibile a riprendere contatti". Vorrei fare un quiz: chi secondo voi, se non Berlusconi, è in grado, non ancora nominato presidente del Consiglio, di ospitare nella sua villa in Sardegna il presidente Putin con il quale parlare di problemi e di amicizia? Nelle case, guardando i telegiornali, molti avranno detto: "Hai visto? Putin si è precipitato a salutarlo, subito dopo la vittoria....". M.C.

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LA CORDATA italiana per Alitalia c'è. Ci sono le banche guidate da Intesa Sanpa (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Olo. Ma non c'è Mediobanca. C'è Air One. Ci sono gli imprenditoricontattati da Bruno Ermolli. Che giovedì scorso si sarebbe visto con Carlo Toto. Ieri a Milano si sarebbe materializzata la cordata tricolore, nata come alternativa al piano di Air France. Ma altre soluzioni si stanno moltiplicando: Lufthansa e Aeroflot, rilanciata ieri dal futuro premier dopo l'incontro col collega russo Putin.

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A Roma, il Senato avvia un'inchiesta sul nuovo aeroporto di Fiumicino. Costruito in una zona ac (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Quitrinosa, ha richiesto costose soluzioni tecnologiche. L'Alitalia trasferisce i suoi servizi dal vecchio aeroporto di Ciampino a Fiumicino che, da un punto di vista architettonico, presenta un'immagine elegante e avveniristica. Tuttavia, fra governo e opposizione, il dibattito parlamentare, senza esclusione di colpi, durerà anni.

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Alitalia, spot di Putin e Berlusconi: <Se si chiude con Air France, possibile un tavolo con Aeroflot> (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Resta nella nebbia la soluzione bipartisan per evitare il commissariamento Alitalia, spot di Putin e Berlusconi: "Se si chiude con Air France, possibile un tavolo con Aeroflot" Roberto Farneti La vendita ad Air France-Klm non è più la sola opzione in campo per salvare l'Alitalia dal fallimento. Certo, al momento l'unica proposta concreta rimane quella avanzata dal gruppo franco-olandese: un progetto di acquisizione che prevede la sostanziale riduzione dell'Alitalia a vettore regionale, con la consegna nelle mani di Parigi delle chiavi del trasporto aereo italiano. E tuttavia, se la trattativa con Air France non dovesse andare in porto, per la ex compagnia di bandiera si potrebbero aprire nuovi scenari, a partire dal ritorno della pista russa, in attesa che la fantomatica cordata italiana annunciata da Silvio Berlusconi in campagna elettorale si materializzi. La conferma arriva da Vladimir Putin in persona: "Ho parlato con il presidente del Consiglio di amministrazione di Aeroflot ed è disponibile a riprendere i contatti con Alitalia", rende noto il presidente della Russia, nel corso della conferenza stampa congiunta tenuta a Porto Rotondo con lo stesso Berlusconi, di cui è stato ospite. Parole sincere o un favore fatto ad un amico di fronte ai mass media? Il dubbio viene ascoltando le frasi pronunciate, più o meno in contemporanea, alla tv "Russia Today" dal direttore generale del vettore russo, Vladimir Okulov. Il quale ha in pratica smentito il rinnovato interesse di Aeroflot: "Penso che sia stata un'esperienza utile partecipare alla prima gara per la privatizzazione di Alitalia, ma le informazioni di cui disponiamo - dichiara Okulov - non ci rendono ottimisti su una partecipazione al progetto per la seconda volta". Su chi comanda in Russia non ci sono dubbi. Quindi, cosa succederà? Molto dipende dall'atteggiamento che assumerà nei prossimi giorni il gruppo guidato da Jean Cyril Spinetta. Le forze politiche che guideranno il paese nei prossimi anni non hanno "nulla contro la soluzione Air France - precisa Berlusconi - ma ci piacerebbe che si desse vita, come era previsto in un primo momento, ad un gruppo internazionale con pari dignità". Qualora questo non fosse possibile, anche alla luce dell'indisponibilità a negoziare fin qui manifestata dal consiglio di amministrazione franco-olandese, si aprirebbero altre strade. "Quando la trattativa si chiuderà con Air France, noi siamo disponibili - ribadisce il leader del Pdl - ad allargare la possibilità di partecipazione ad altre compagnie straniere. Con Putin abbiamo pensato che potrà esserci un tavolo per vedere se si potrà procedere a un rafforzamento di entrambe le compagnie, Alitalia e Aeroflot, per dare vita a un gruppo internazionale di prestigio". Il problema di fondo sono i tempi necessari per far maturare questi scenari, ammesso che siano realistici. Di soldi in cassa, infatti, ne sono rimasti ben pochi, mentre la situazione di incertezza di Alitalia starebbe già compromettendo il buon esito della stagione estiva, con un drastico calo delle prenotazioni. Resta avvolta nella nebbia la soluzione bipartisan per garantire la continuità aziendale e evitare il commissariamento, annunciata l'altro giorno da Palazzo Chigi al termine dell'incontro tra Gianni e Enrico Letta. Ieri l'Ue ha precisato che la concessione di un prestito ponte all'Alitalia può avvenire solo nel rispetto delle condizioni di mercato e che un intervento del genere deve in ogni caso essere autorizzato da Bruxelles in via preliminare. Altrimenti soggetti terzi, in particolare i vettori concorrenti, potrebbero presentare ricorso davanti ai rispettivi tribunali nazionali. Sempre ieri Palazzo Chigi ha smentito l'ipotesi di un intervento delle banche nel capitale della compagnia. Una sorta di "cura Fiat", con gli istituti di credito che assicurerebbero ad Alitalia una ricapitalizzazione tra 1 e 2 miliardi di euro in cambio del consenso preventivo dei sindacati su un rigoroso piano di risanamento. "Tutte chiacchiere", taglia corto il segretario della Filt Cgil Fabrizio Solari. 19/04/2008.

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ROMA La partita Alitalia si gioca a Roma, ma la Commissione europea intende esercitare fino in fond (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

O il proprio ruolo di arbitro. E il portavoce del commissario ai Trasporti Jacques Barrot, Michele Cercone, ha ricordato ieri i paletti entro i quali deve restare un eventuale intervento pubblico per ottenere il sì da Bruxelles. Riferendosi all'ipotesi di prestito ponte, Cercone ha detto che esso può essere autorizzato dalla Ue solo "alle condizioni accettabili dagli investitori privati". E resta esclusa ogni possibilità che Bruxelles autorizzi nuovi aiuti di Stato per Alitalia fino al 2011, visto che la compagnia "ha ricevuto l'ultima tranche dell'aiuto di Stato per la ristrutturazione nel 2001, e in base al principio fissato nelle regole della Ue, che prevede un intervento di questo tipo una sola volta ogni dieci anni, Alitalia non potrà quindi beneficiarne fino al 2011". Bruxelles non entra, dunque, per ora, nel merito delle soluzioni prospettate per tenere in vita la compagnia, in attesa di una soluzione per il suo futuro. Ma vigila sull'applicazione di questo principio, e ribadisce che l'intervento dovrà rispettare le condizioni di mercato ed essere notificato in via preliminare alla Commissione (cosa sin qui non avvenuta) che deve comunque autorizzarlo in via preventiva.

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ROMA - Che l'obiettivo di salvare Alitalia sarebbe sopravvissuto al cambio di governo e (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Di ROBERTA AMORUSO ROMA - Che l'obiettivo di salvare Alitalia sarebbe sopravvissuto al cambio di governo era chiaro sin dall'inizio. Così come era abbastanza prevedibile che difficilmente Silvio Berluscni avrebbe buttato nel cestino la trattattiva con Air France. Anzi è la strada maestra anche per il Cavaliere. Tutto il resto d'ora in poi è da riscrivere. Cambia lo schema di gioco: escono di scena i manager Alitalia e il tavolo del negoziato si trasferisce tra Palazzo Chigi, l'Eliseo e il quartier generale di Air France (prima di arrivare sul tavolo sindacale). Cambia anche lo sfondo. Visto che il prestito ponte salverà la compagnia dal rischio di insolvenza, almeno nel breve periodo. Infine, cambia la strategia. Non più lo schema: "Air France o il commissariamento". Ma uno schema a tre punte. Piano A: andare avanti con Air France per spuntare un'operazione con pari dignità per la compagnia di bandiera (anche aumentando il peso del fronte italiano). Piano B: aprire il dossier a tutte le ipotesi alternative (dalla cordata italiana, al progetto AirOne, da Lufthansa o ad Aeroflot). Se però fallisce anche il piano B, Gianni Letta e il superconsulente di Berlusconi, Bruno Ermolli, si preparano a far scattare il piano C: un salvataggio pilotato da un pool di banche e da un presidente con pieni poteri. L'extrema ratio, dicono fonti vicine al dossier, non certo un'ipotesi all'ordine del giorno. Non a caso ieri fonti di Palazzo Chigi si è affrettata a chiarire: dell'ipotesi di un intervento delle banche nel capitale di Alitalia con una ricapitalizzazione da 1-2 miliardi, "non si è parlato nell'incontro di giovedì" tra il Governo uscente, Gianni Letta ed Ermolli. Ma una bozza di lavoro c'è ed è la stessa tirata fuori dal cassetto ad ogni picco delle crisi di Alitalia. Non sarebbero pochi, però, i nodi da sciogliere. Un'operazione sulla falsariga del prestito convertendo concesso alla Fiat avrebbe il pregio di strappare Alitalia da un commissariamento devastante (escluso dal governo in percore) e di lasciare il tempo al risanamento prima di un'integrazione internazionale. Ma dovrebbe superare l'ostacolo Ue. E poi ritaglierebbe un ruolo anche per Air One. Si vedrà. Nel frattempo, la rotta è puntata su Parigi. I contatti avuti nelle ultime settimane tra i più stretti collaboratori di Berlusconi ed Air France hanno lasciato aperto il dossier con Jean Cyril Spinetta. Ora il filo diretto tra il Cavaliere e l'Eliseo ("Ne parlerò con Sarkozy", ha detto Berlusconi) sarà cruciale per preparare il terreno a un supplemento di trattativa. E già la prossima settimana Gianni Letta potrebbero avere un faccia faccia con Spinetta per definire i margini del negoziato. Tra i nodi cruciali, il peso italiano nella holding, il ruolo di Malpensa, ma anche i punti che pesano di più sulla no dei sindacati (la chiusura del cargo, la flotta e il destino dell'Atitech di Napoli). Parigi, si sa, ha margini di manovra strettissimi. Ma la partita italiana è importante per la strategia di Spinetta. E la politica potrebbe arrivare dove finora non è arrivato il mercato.

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Dal nostro inviato MARCO CONTI PORTO ROTONDO - Abbiamo parlato di Alital (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Dal nostro inviato MARCO CONTI PORTO ROTONDO - "Abbiamo parlato di Alitalia e della possibilità di avere un tavolo a cui sederci con Aeroflot". L'esordio di Silvio Berlusconi nella conferenza stampa che ieri ha chiuso la due giorni di colloqui con il presidente russo Vladimir Putin, è di quelli destinati a far fragore. Se non fosse che poco dopo il presidente russo, confermando e precisando, delimita a tal punto la possibilità di una ripresa di dialogo con la compagnia aerea russa, da consentire allo stesso Berlusconi di ripetere che "non abbiamo nulla contro Air France e che "tuttavia occorre prima che si concluda la trattativa con i francesi". Malgrado l'incontro in Sardegna tra Berlusconi e Putin non avesse un'agenda ufficiale, era ovvio che la situazione della nostra compagnia aerea entrasse nei discorsi. Se non altro perchè Berlusconi ha fatto con Putin un lungo esame dei primi problemi che si troverà ad affrontare tra qualche giorno da palazzo Chigi. Il dossier Alitalia-Air France, malgrado il tentativo di mettere assieme una cordata alternativa, è da giorni all'attenzione del Cavaliere, e non è escluso che sia oggetto anche dell'incontro a breve che lo stesso Berlusconi avrà con Bossi per discutere dell'assetto del governo. "La situazione non è facile - ha sostenuto il presidente russo - ma la variante proposta da Berlusconi è accettabile per una ripresa dei contatti". Putin ha anche spiegato di aver parlato "con il presidente del consiglio di amministrazione di Aeroflot ed è disponibile a riprendere i contatti con Alitalia", ma ha anche sottolineato come non si possa prescindere dalle decisioni del governo, dei sindacati e dalla considerazione "dell'alto debito" della Compagnia. I tasselli da incastrare proposti da Putin rendono evidente la cautela russa a sedersi nuovamente al tavolo della trattativa per un'azienda che già conoscono bene per averla studiata al tempo della prima offerta Aeroflot-Unicredit. Berlusconi non mostra comunque di aver fretta a chiudere un'intesa e quando si prova a sottolineare che presto ci sarà un decreto del governo in carica per un prestito ponte, sostiene che "il problema è così grande che il resto (il prestito ndr) non è importante...l'intendenza seguirà". "La cosa importante - sostiene - è mantenere Alitalia compagnia di bandiera, come grande strumento per attirare turisti stranieri in Italia". L'Aeroflot, ricorda Berlusconi, "aveva annunciato un suo interessamento", mentre il negoziato con Parigi va avanti. "La situazione - spiega il Cavaliere - è molto aperta, ci sono ancora questi contatti in corso con Air France contro cui noi non abbiamo assolutamente nulla, ci piacerebbe naturalmente che si desse vita a un grande gruppo con Alitalia che partecipasse con condizioni di pari dignità con Air France e Klm. E quando la trattativa con Air France si chiuderà, noi siamo assolutamente disponibili ad allargare gli accordi futuri con altre compagnie". Con Putin "abbiamo stabilito che ci potrà essere un tavolo per un rafforzamento delle compagnie" e per un "accordo per un gruppo internazionale di grande prestigio".

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MONTEZEMOLO BOCCIA I SINDACATI (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Il presidente uscente di Confindustria avverte: "Stop ai negoziati infiniti, i lavoratori adesso sono più vicini a noi" Montezemolo boccia i sindacati "Ormai sono una casta di professionisti del veto. Alle elezioni sconfitta la sinistra dei no" Alitalia, Berlusconi fa asse con Putin: anche Aeroflot nella cordata. La Ue frena sul prestito Il presidente uscente di Confindustria, Luca di Montezemolo, attacca i sindacati: "Stop ai negoziati infiniti, i lavoratori adesso sono più vicini a noi. E non credo di poter essere accusato di pregiudizi nei confronti dei sindacalisti perché ho sempre cercato di coinvolgerli". Poi aggiunge: "Basta difendere la casta dei professionisti del veto. Alle elezioni sconfitta la sinistra dei no". Su Alitalia Berlusconi fa asse con Putin: anche Aeroflot nella cordata. La Ue frena sul prestito ponte. M. ESPOSITO E A. TROISE ALLE PAGINE 2, 3 E 4.

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Tremonti rilancia l'ipotesi eurobond (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Il caso Prima uscita europea del futuro ministro Tremonti rilancia l'ipotesi eurobond FABIO POZZO È inutile andare a uno scontro con la Bce o fare la guerra all'euro, ma bisogna sfruttare la moneta forte e le dure condizioni di cambio emettendo titoli europei di debito per fare investimenti europei". Da Parigi Giulio Tremonti, ministro dell'Economia in pectore del futuro governo Berlusconi, rilancia la proposta dell'emissione di eurobond per finanziare lo sviluppo. Nella sua prima uscita all'estero dopo le elezioni, il futuro inquilino di via XX Settembre non vuole assolutamente intervenire sulle vicende italiane - dalla situazione dei conti pubblici alla questione Alitalia - e sottolinea di parlare solo a nome di presidente dell'Aspen Institute Italia, che nella capitale francese ha organizzato un seminario dedicato ai temi della crisi dei mercati finanziari. "Emettere debito europeo per fare investimenti europei - spiega Tremonti - fa identità europea. Ed in questa fase in cui si deve costruire un'Europa politica può essere un'idea giusta da seguire. E quando si parla di eurobond, non si tratta di un intervento pubblico e non si può liquidare la questione come un'attentato all'ortodossia monetaria. Probabilmente - aggiunge - ora ci sono le condizioni per portare avanti quello che già prevedeva il piano Delors". Tremonti spiega che " nel 2003, invece di finanziare per 50 miliardi circa l'Agenda di Lisbona, si optò per l'Action plan for growth" e che "oggi la situazione è molto cambiata". "Tornare all'idea dell'eurobond - spiega - può essere la soluzione giusta. Rispetto ad allora l'euro oggi è ancora più forte e non si tratterebbe di utilizzare somme impegnative". Le parole del futuro ministro arrivano il giorno dopo la secca risposta del presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, al futuro premier Silvio Berlusconi. Quest'ultimo aveva avanzato l'idea di rivedere il mandato della Bce, ampliando le sue funzioni al di là di quella del controllo sull'inflazione. "Il primo obiettivo della Bce - ha replicato Juncker - secondo il trattato è quello di mantenere la stabilità dei prezzi"; dunque, dopo il trattato di Lisbona, "non c'è più nessuna possibilità è necessità di tornare sul mandato della banca centrale" Tremonti, ieri a Parigi, ha citato Alexander Hamilton, il primo ministro del Tesoro americano nel 1789, convinto che "un piccolo debito pubblico è un bene per lanazione". In ogni caso, ha detto Tremonti, "vorremmo evitare di fare come un grande filosofo che nel '600, durante l'ultima grande pestilenza europea, analizzò il fenomeno, si chiese se la peste era sostanza o accidente, secondo le categoria di Aristotele, concluse che non era ne l'una ne l'altra, non prese precauzioni e morì di peste". Ma non solo. Sull'eurobond - ha ricordato ancora il futuro ministro - "si pronunciò qualche anno fa anche Ciampi, parlando al Parlamento europeo" e titoli di questo tipo erano previsti anche dal "Piano Delors per fare le infrastrutture fisiche in Europa". Un'idea, che "non è economica ma politica" e che comunque non comporta l'uso di "somme impegnative". A Parigi, però, si è parlato anche della crisi globale, provocata dal tracollo dei subprime, e della sfida della globalizzazione. In questa cornice Tremonti ha chiesto ai partecipanti, da Mario Monti al ministro dell'Interno Giuliano Amato, al membro del Board della Bce Lorenzo Bini Smaghi, se "viviamo in uno dei migliori mondi possibili". Domanda a cui la maggioranza ha risposto negativamente. "L'Italia comunque è stata meno esposta alle turbolenze, ha rilevato ancora Tremonti, "perché ha un sistema meno sofisticato". Bini Smaghi ha parlato della necessità di forti "choc" dell'economia globali per "creare consenso internazionale per le riforme".

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Alitalia, spunta Aeroflot: "Partner di prestigio" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 94 del 2008-04-19 pagina 0 Alitalia, spunta Aeroflot: "Partner di prestigio" di Adalberto Signore Berlusconi ospita il presidente russo Putin: "Nulla contro Air France, ma la nostra società deve avere pari dignità nell'alleanza". Con il leader russo "c'è sintonia anche su Eni-Gazprom". Con Bossi? "Nessuna frizione" Porto Rotondo (Olbia) - La cornice è la lussuosa serra di Villa Certosa, con una ampia zona riservata all'ormai nota collezione di farfalle che vengono da tutto il mondo. Di tutte i colori e di tutte le dimensioni, chiuse dentro un'enorme voliera tra piante e fiori tropicali. Un palcoscenico informale, dunque, per la prima conferenza stampa internazionale del Cavaliere da premier in pectore. A suggellare un faccia a faccia che non ha i crismi dell'ufficialità né le rigidità del protocollo diplomatico. "Siamo vecchi amici - spiega Vladimir Putin - e sono venuto a trovarlo perché mi mancava". E infatti il leader del Cremlino e Silvio Berlusconi sono rimasti a chiacchierare fino alle tre di notte, quando i fuochi d'artificio in onore del leader russo si erano spenti sotto la pioggia battente ormai da oltre due ore. Con tanti temi sul tavolo. Primo fra tutti l'Alitalia. Sulle rotte della nostra compagnia di bandiera, confermano infatti i due leader, potrebbe esserci Aeroflot. "La situazione - spiega il Cavaliere - è aperta. Non abbiamo nulla contro la soluzione Air France, ma ci piacerebbe che desse vita ad un gruppo internazionale in cui Alitalia possa partecipare con pari dignità". "Con Putin - aggiunge - abbiamo pensato che potrà esserci un tavolo per vedere se si potrà procedere a un rafforzamento di entrambe le compagnie, Alitalia e Aeroflot, per dare vita a un gruppo internazionale di prestigio. Il risultato dipenderà dalle trattative delle due aziende. La situazione però non è facile perché bisogna saldare il debito e farla tornare al profitto". Berlusconi e Putin si "trovano in sintonia" su molte questioni, dalle forniture di gas alla possibilità di incrementare le nostre relazioni con la Russia. "Tra l'Eni e Gazprom - spiega il Cavaliere - esistono molte possibilità di ampliamento della collaborazione". Si aprono, insomma, prospettive "certamente interessanti". E anche Putin si dice sicuro che esistano "ulteriori possibilità di cooperazione". Berlusconi, poi, torna sulla missione italiana in Libano e conferma che "non ci saranno cambiamenti". "Resteremo insieme ai nostri alleati - aggiunge - ma con i militari approfondiremo l'opportunità di cambiare le regole d'ingaggio". Breve digressione, poi, sulla politica interna perché la domanda sullo stato dei rapporti con Umberto Bossi è d'obbligo. La Lega, infatti, continua a tenere alta la tensione nella speranza di far valere il suo ottimo risultato elettorale per strappare un ministero in più di quanto inizialmente previsto. Per dirla con le parole di Berlusconi "si sta verificando quel che è normale che accada durante la formazione di un governo". Ma, assicura il Cavaliere, "i rapporti con Bossi sono straordinari" e "non c'è assolutamente alcuna frizione". Insomma, "è chiaro che ogni forza politica tende ad avere una presenza più incisiva", ma "è il presidente del Consiglio che proporrà i ministri". Comunque, la querelle con la Lega va risolta al più presto, anche perché il 29 aprile si riuniscono le Camere per la prima seduta e Berlusconi è deciso ad arrivare a quella data con la lista dei ministri già chiusa. Altrimenti, il rischio è che nella partita governativa entrino anche le votazioni per i due presidenti delle Camere. Per questo, dopo la lunga telefonata di giovedì sera, domani sera o al più tardi lunedì il Cavaliere incontrerà il leader del Carroccio per cercare di chiudere la partita. "Quando siamo faccia a faccia - spiegava Berlusconi ai suoi collaboratori ieri sera - io e Umberto non abbiamo alcun problema a far tornare le cose...". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Alitalia, i russi di Aeroflot sono pronti (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 103 Alitalia, i russi di Aeroflot sono pronti Asse Berlusconi- Putin anche sull'energia e la politica estera --> Asse Berlusconi- Putin anche sull'energia e la politica estera DAL NOSTRO INVIATO ENRICO PILIA PORTO ROTONDO Camp David, Sardegna. Il futuro capo del governo italiano ha scelto questa inaccessibile porzione di paradiso verde per dare il benvenuto ai suoi ospiti. Capi di Stato, di governo, quelli che lui chiama "amici", passeranno da Villa Certosa. E dal pentagono di vetro con vista mare che sovrasta la sua residenza sarda, Silvio Berlusconi ha deciso di dichiarare guerra a chi pensa che l'Alitalia debba morire così, a soli sessant'anni. L'ormai ex presidente della Russia, Vladimir Putin, prima di prendere la strada del ritorno a Mosca, ha confermato che Aeroflot è "disponibile a riprendere i contatti" con Alitalia. Putin ha dichiarato di aver sentito ieri, da Porto Rotondo, i vertici di Aeroflot e di aver discusso proprio della complessa situazione della nostra compagnia. E se due indizi fanno una prova, potrebbe essere il gigante russo a dare una spallata alla crisi della nostra compagnia. Servirà "un'alleanza internazionale", ha detto Berlusconi, "che potrebbe decollare se la trattativa con Air France dovesse chiudersi negativamente". Contro la compagnia francese "non c'è alcun contrasto", ha detto, "il nostro obiettivo è quello di mantenere in Italia la nostra bandiera dei cieli". UN PONTE CON LE BANCHE Non piace, e il Cavaliere non la considera una priorità, l'ipotesi che un pool di banche starebbe per intervenire con una maxi ricapitalizzazione, del valore di 1-2 miliardi, per restituire un po' di ossigeno all'Alitalia. Un intervento che darebbe il tempo al suo governo di scegliere il partner o, addirittura, individuare nuove alleanze. Per Berlusconi, la cosa importante è risolvere il problema: "La situazione è così grave che tutto il resto non non ha importanza: il prestito e altre questioni". Intanto, ieri l'Unione Europea, tramite un portavoce da Bruxelles, ha posto alcuni paletti: "Le relazioni finanziarie tra il governo e Alitalia dovranno essere effettuate a condizioni accettabili da un investitore privato". L'intervento delle banche, non confermato da Palazzo Chigi, è però visto con favore dai sindacati. Secondo la Filt Cgil "la soluzione è da esaminare con molta attenzione". LA SARDEGNA DEL CAVALIERE "Invito tutti i russi a visitare la Sardegna". Partiamo dalla fine, quando la conferenza stampa - cominciata con quasi due ore di ritardo e le scuse del padrone di casa - è appena finita. Solo allora, c'è il tempo di parlare di Sardegna. E non manca la frecciata diretta a Renato Soru, seppure mai nominato. "Questa visita del capo dello Stato russo e il G8 del 2009 portano in primo piano questa meravigliosa isola", dice il leader del Pdl, "ma mi rincresce sottolineare che in questa terra il turismo è gestito male, la stagione è troppo breve e a costi troppo elevati, perché si è costretti a realizzare il fatturato di un anno in soli due mesi". Lo aveva detto in campagna elettorale, lo ripete a risultato ottenuto: "Si deve puntare sul turismo congressuale, su nuovi mercati, ma diffondendo un'immagine positiva". Chiusura al vetriolo: "E poi, in vista del G8, è necessario portare a termine le infrastrutture che sono in programma, occorre farlo nei tempi". Chissà se a Guido Bertolaso, ieri sera a tavola al "Gallura", avranno riferito dei consigli del vincitore delle elezioni. IL PREZZO DEL GAS Il feeling che c'è fra i due uomini di governo lo ha saputo disegnare meglio il russo dagli occhi azzurri: "Sono venuto a trovare Silvio perché mi mancava". Affetto a parte, è stato il prossimo premier a dichiarare che "tra il nostro Eni e il gigante petrolifero russo Gazprom c'è tanta voglia di fare insieme". E ci saranno "numerose possibilità di ampliamento della collaborazione", con prospettive "molto interessanti". Putin annuiva e si scambiava occhiate d'intesa coll'amico italiano, non solo per la cravatta identica che esibivano i due. Putin - come ricordato ieri - ha ritardato il rientro a Mosca fermandosi in Sardegna dopo una visita in Libia. Nel faccia a faccia con il leader libico Gheddafi, è stato affrontato proprio il tema dell'espansione verso nuovi mercati dell'attività energetica di Gazprom. Putin, insomma, seppure in uscita dal Cremlino continua a portare fieno in cascina. Collaborazioni, accordi, sia in campo militare che nell'alta tecnologia. Fra Russia e Italia si riaprono numerose porte e non solo commerciali. RAPPORTI PICCANTI Era appena calata la tensione tutta russa, con la rigida risposta di Putin sulla sua vita privata (ne parliamo in questa pagina) che Berluscuni ha dovuto parlare di un altro genere di rapporti, non meno complesso, quello fra lui e gli alleati. Sulle presunte liti o difficoltà con Umberto Bossi, ha replicato senza esitare: "Tutto fila liscio, abbiamo rapporti splendidi, non c'è assolutamente nessuna frizione". Sfiorando i contorni del confronto: "È chiaro che ogni forza politica tende ad avere una presenza più incisiva nel governo, ma è il presidente del Consiglio che poi proporrà la squadra dei ministri al capo dello Stato". Come dire, alla fine sarò io a decidere. L'ITALIA IN LIBANO Berlusconi, rispondendo a una domanda della stampa russa, ha affrontato il tema delle regole d'ingaggio in Libano, dove le nostre Forze armate sono in missione di pace, la prima dalla fine della seconda guerra mondiale, spedizione che dura dal 1982. "Rivedere le regole - ha detto - non significa per forza peggiorarle. Ho detto che le dovremo rivedere e ne parleremo con i nostri militari". L'apertura. "Se arriveranno richieste di buonsenso, le accetteremo". La missione: "Non ci saranno cambiamenti, resteremo lì con i nostri alleati, soprattutto perché ci sta a cuore che in quelle aree possa consolidarsi la democrazia". UNA FESTA SOFT Il maltempo ci ha messo - come si dice - lo zampino ed è quello l'unico effetto speciale che non si può controllare. Ecco perché, nella sera fra giovedì e ieri, lo show pirotecnico è stato dimezzato e Berlusconi ha voluto sorprendere l'ospite con lo show di un attore, Manlio Dovì del "Bagaglino", che ha proposto musiche e imitazioni. Una risposta del Cavaliere alle danze del ventre dell'ultima visita a Mosca. Fra la serata portorotondina e quella moscovita, un fattore comune: la straordinaria bellezza delle artiste sul palco. BYE BYE VLADIMIR Putin e il suo imponente seguito (160 persone) hanno lasciato l'aeroporto di Olbia intorno alle 14, poco dopo la fine della conferenza stampa. Non è mancato, ieri a tarda sera, il tam tam a sfondo giallo con la notizia della (presunta) fidanzata del presidente russo, Alina Kabayeva, che avrebbe fatto parte della spedizione. Berlusconi, che aveva auspicato che "ormai si deve rinunciare alla pratica dei visti tra Russia e Stati dell'Unione", ha accompagnato l'amico russo in elicottero fin sotto la scaletta dell'Ilyushin 96-300. Un abbraccio e poi di nuovo alla Certosa, cambio di programma (era previsto il ritorno a Roma) e immersione negli affari politici dal buon retiro di Punta Lada.

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Alitalia, nasce l'ipotesi russa (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 19-04-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))

Argomenti: Alitalia

Prima Pagina Pagina 2 E mentre a Olbia si svolge il vertice tra i due leader, Montezemolo attacca i sindacati: basta con i veti Alitalia, nasce l'ipotesi russa E mentre a Olbia si svolge il vertice tra i due leader, Montezemolo attacca i sindacati: basta con i veti Putin a Berlusconi: Aeroflot è disponibile. Passi avanti anche sull'energia --> Putin a Berlusconi: Aeroflot è disponibile. Passi avanti anche sull'energia Asse Berlusconi-Putin per trasporti, energia, politica estera. Nel vertice informale a Villa Certosa i due leader, oltre a rinsaldare una vecchia amicizia, hanno preso accordi sulle forniture di gas all'Italia e hanno prospettato l'apertura di un tavolo di trattative con Aeroflot per il salvataggio di Alitalia. Il Cavaliere, insomma, non chiude le porte ad Air France ma vaglia concrete alternative. Intanto il presidente uscente di Confindustria, Montezemolo, sferra un attacco contro i sindacati ("sono professionisti del veto, i lavoratori ormai sono più vicini a noi"). Nel Pd ferve il dibattito su una formula federale del partito sul modello leghista. PAGINE 2, 3, 5.

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IN BORSA NON VOLA (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

In Borsa non vola La prospettiva di una discesa in campo di Aeroflot e quindi del possibile fallimento delle trattative fra Air France e Alitalia ha messo le ali al titolo della compagnia franco-olandese che ieri, alla Borsa di Parigi, ha guadagnato quasi 6 punti. Seduta senza scossoni per Alitalia che ha chiuso l'asta finale invariata a 0,6 euro.

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BERLUSCONI-PUTIN PER SALVARE ALITALIA TAVOLO CON AEROFLOT (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Berlusconi-Putin per salvare Alitalia tavolo con Aeroflot MARCO CONTI Porto Rotondo. "Abbiamo parlato di Alitalia e della possibilità di avere un tavolo a cui sederci con Aeroflot". L'esordio di Silvio Berlusconi nella conferenza stampa che ieri pomeriggio ha chiuso la due giorni di colloqui con il presidente russo Vladimir Putin, è di quelli destinati a far fragore. Se non fosse che poco dopo il presidente russo, confermando e precisando, delimita a tal punto la possibilità di una ripresa di dialogo con la compagnia aerea russa, da consentire allo stesso Berlusconi di ripetere che "non abbiamo nulla contro Air France e che "tuttavia occorre prima che si concluda la trattativa con i francesi" prima di immaginare altre ipotesi. Malgrado l'incontro in Sardegna tra Berlusconi e Putin non avesse un'agenda ufficiale, era ovvio che la situazione della nostra compagnia aerea entrasse nei discorsi. Se non altro perchè Berlusconi ha fatto con Putin un lungo esame dei primi problemi che si troverà ad affrontare tra qualche giorno da Palazzo Chigi. Alla conferenza stampa finale di due si presentano in giacca e cravatta, anche se la due giorni è stata molto informale, condita da fuochi d'artificio e spettacolino finale con tanto di comico dalle gag internazionali. Il dossier Alitalia-Air France, malgrado il tentativo di mettere assieme una cordata alternativa, è da giorni all'attenzione del Cavaliere, e non è escluso che sia oggetto anche dell'incontro a breve che lo stesso Berlusconi avrà con Bossi per discutere dell'assetto del governo, visto che il futuro di Alitalia dipende anche da ciò che farà la Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi. "La situazione non è facile - ha sostenuto ieri il presidente russo - ma la condizione proposta da Berlusconi è accettabile per una ripresa dei contatti". Come dire: prima vediamo come finisce con i francesi e poi ne riparliamo. Putin ha anche spiegato di aver parlato dalla Sardegna "con il presidente del consiglio di amministrazione di Aeroflot ed è disponibile a riprendere i contatti con Alitalia", ma ha anche sottolineato come non si possa prescindere dalle decisioni del governo, dei sindacati e dalla considerazione "dell'alto debito" della Compagnia. I tasselli da incastrare proposti da Putin rendono evidente la cautela russa a sedersi nuovamente al tavolo della trattativa che riguarda un'azienda che già conoscono bene per averla studiata al tempo della prima offerta Aeroflot-Unicredit. Berlusconi non mostra comunque di aver fretta a chiudere un'intesa a qualunque costo e quando si prova a sottolineare che presto ci sarà un decreto del governo in carica per un prestito ponte, sostiene che "il problema è così grande che il resto (il prestito ndr) non è importante... L'intendenza seguirà". "La cosa importante - sostiene - è mantenere Alitalia compagnia di bandiera, come grande strumento per attirare turisti stranieri in Italia". L'Aeroflot, ricorda Berlusconi, "aveva annunciato un suo interessamento", mentre il negoziato con Parigi va avanti. "La situazione - spiega il Cavaliere - è molto aperta, ci sono ancora questi contatti in corso con Air France contro cui noi non abbiamo assolutamente nulla, ci piacerebbe naturalmente che si desse vita a un grande gruppo con Alitalia che partecipasse a questo gruppo con condizioni di pari dignità con Air France e Klm, e quando la trattativa con Air France si chiuderà, noi siamo assolutamente disponibili ad allargare gli accordi futuri con altre compagnie" e con Putin "abbiamo stabilito che ci potrà essere un tavolo per un rafforzamento delle compagnie" e per un "accordo per un gruppo internazionale di grande prestigio". Situazione che rischia quindi lo stallo, visto che Berlusconi considera il prestito ponte non condizionato all'intesa con i francesi preparandosi in questo modo ad un possibile scontro con Bruxelles.

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SI LAVORA PER LA RICAPITALIZZAZIONE. L'UE FRENA SUL PRESTITO-PONTE (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Si lavora per la ricapitalizzazione. L'Ue frena sul prestito-ponte ANTONIO TROISE Roma. La trattativa con Air France resta in piedi e trova nuovi sponsor nei sindacati. Ma la compagnia franco-olandese rischia di non essere più la sola concorrente in gara per conquistare la società di via della Magliana. Anzi, nelle prossime settimane, potrebbe fare i conti con altri candidati non meno agguerriti, da Aeroflot a Lufthansa fino alla cordata italiana nella quale dovrebbe entrare Air One di Carlo Toto. E Berlusconi potrebbe anche convincere Sarkozy ad allargare il perimetro delle alleanze internazionali coinvolgendo nel salvataggio della società della Magliana altri vettori. Con l'obiettivo di ottenere maggiori chances di sviluppo per Malpensa, l'hub più danneggiato dal progetto di acquisizione presentato dall'amministratore delegato di Air France, Jean-Cyril Spinetta. Una strategia che non convince per niente Massimo D'Alema: "Abbiamo finalmente scoperto che la famosa cordata di Berlusconi, che dovrebbe salvare l'italianità di Alitalia, si chiama Air France". L'unico dato certo è che i tempi della trattativa potrebbero essere più lunghi rispetto a quelli previsti dall'attuale governo. Non a caso, nell'intesa bipartisan siglata giovedì a Palazzo Chigi tra i due Letta (l'attuale presidente del Consiglio, Enrico, e il suo predecessore oltre che consigliere di Berlusconi, Gianni) è tornata l'ipotesi di un "prestito-ponte" (150 milioni di euro) che dovrebbe consentire alla compagnia di fare fronte alle spese correnti e di evitare la prospettiva del commissariamento. Al ministero dell'Economia stanno da tempo studiando in che modo formulare il decreto per evitare di incorrere nel disco rosso dell'Unione europea. Ma ieri, da Bruxelles, il portavoce del commissario Ue ai Trasporti, Jacques Barrot, ha ricordato i paletti all'interno dei quali deve restare un intervento pubblico per ottenere l'autorizzazione da parte dell'esecutivo comunitario. Operazione, si fa notare, che deve rispettare le condizioni di mercato e deve essere notificata in via preliminare proprio alla Commissione per il via libera preventivo. In caso contrario, infatti, soggetti terzi, a cominciare dai vettori concorrenti, potrebbero ricorrere ai tribunali nazionali per chiedere di bloccare l'intervento ed esigere l'immediata restituzione dei soldi. Una strada che, per la verità, convince poco lo stesso Prodi che, prima di un eventuale decreto, vuole avere dal Cavaliere le garanzie sull'esistenza di una cordata davvero alternativa ad Air France. Proprio per questo, nelle ultime ore, è tornata a circolare l'ipotesi di un aumento di capitale garantito dalle banche. Un argomento del quale, si legge in un comunicato diffuso ieri da Palazzo Chigi, non si sarebbe discusso nel vertice tra Enrico e Gianni Letta. Ma, al di là delle smentite ufficiali, la strada per un coinvolgimento delle banche nel salvataggio di Alitalia sembra ormai tracciata. E nessuno può escludere che questa possa essere una delle carte che il nuovo esecutivo si accinge a giocare. Magari insieme ad alcune grandi società pubbliche, da Finmeccanica all'Eni. Nel frattempo, ieri, dal vertice di Intesa Sanpaolo sono arrivati segnali di interesse. "Su Alitalia non ci so novità ma, in linea di massima, la disponibilità di principio c'è sempre", fa sapere il responsabile corporate della banca. Sulla stessa lunghezza d'onda anche il presidente del Comitato di gestione, Enrico Salza: "Bisogna pensare a una cosa che abbia un respiro internazionale, non certo provinciale". Fonti dell'istituto sottolineano comunque che un'eventuale partecipazione sarà strettamente condizionata alla presentazione di un piano industriale che offra garanzie di sviluppo e, naturalmente, di ritorno dell'investimento. Garanzie che potrebbero arrivare soprattutto dal coinvolgimento nella cordata italiana di grossi vettori stranieri. A cominciare, ovviamente, da Aeroflot.

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Quale che sarà la soluzione del duo Letta (Gianni ed Enrico) per l'ultima boccata di ossig (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Eno dovrà essere "a condizioni di mercato". L'ipotesi bipartisan di varare un prestito-ponte per Alitalia non ha stupito la Commissione europea. Ma il messaggio resta lo stesso: "Fino al 2011 non ci potrà essere nessun aiuto di Stato". A 24 ore dal tavolo di Palazzo Chigi, le parole del portavoce del commissario francese ai trasporti Jacques Barrot chiariscono che una delle strade ipotizzate, il finanziamento a fondo perduto, è sbarrata. Ci potrà essere semmai un prestito garantito dallo Stato ma erogato dagli istituti di credito: dopo settimane di indiscrezioni su questa o quella cordata italiana, alla fine il futuro di Alitalia si gioca ancora attorno al ruolo delle banche. Anche perché secondo quanto riferivano ieri fonti ben informate, l'eventuale prestito (i promessi cento milioni dovrebbero arrivare per decreto la settimana prossima) potrebbe essere il primo passo per l'ingresso delle banche nella nuova Alitalia, magari per sostenere quella "italianità" che Berlusconi vorrebbe raggiungere tanto in una ipotetica cordata tricolore attorno ad Air One ma soprattutto nell'ipotesi più concreta della nozze con Air France-Klm. "Una disponibilità di principio c'è sempre, ma per ora nulla di nuovo", accenna Gaetano Micciché, responsabile degli investimenti per Intesa Sanpaolo. Dice qualcosa di più il presidente del consiglio di gestione della stessa banca, Enrico Salza: "Alitalia è una grande compagnia internazionale, non di provincia. Dunque bisogna pensare a una cosa che abbia un respiro internazionale. A bocce ferme vedremo". In questi giorni convulsi, nei quali Berlusconi è ancora alle prese con problemi che riguardano gli equilibri politici a Milano e dintorni (vedi Malpensa) le bocce restano invece in vorticoso movimento. Per di più a Roma, patria eletta dall'Alitalia da tempo fidanzata ad Air France, la campagna elettorale è ancora in corso. Lo ha capito anche Jean-Cyril Spinetta, che continua ad assistere con qualche imbarazzo alle sortite verbali del Cavaliere. Ieri, nella stellare sala conferenze della sua villa sarda, a precisa domanda sulle sorti di Alitalia, ha citato De Gaulle: "L'attendance suivrà...L'importante è mantenerla in mani italiane, vettore di un Paese che può offrire al turismo mondiale il 50% dei beni culturali del pianeta". Ma poiché l'ospite è l'ospite, soprattutto se si chiama Vladimir Putin, Berlusconi ha tirato fuori dal cappello un'ipotesi suggestiva: un accordo con i franco-olandesi che coinvolga anche Aeroflot. Il Cavaliere non penserebbe ad un ingresso nel capitale, ma al rafforzamento dei collegamenti fra la terra degli zar e l'Italia, meta preferita dai nuovi ricchi, magari proprio attraverso l'aeroporto abbandonato da Alitalia e tanto caro a Roberto Formigoni e ai vertici della Lega, di questo tempi stretti da un patto di ferro. Insomma, gli ambasciatori presso il Cavaliere - ovvero Gianni Letta e Bruno Ermolli - continuano a sondare Parigi, ma per capire che fine farà Alitalia bisognerà probabilmente aspettare un paio di settimane, quando il nuovo governo sarà insediato. Nell'attesa Massimo D'Alema ci scherza su: "Abbiamo finalmente scoperto che la famosa cordata di Berlusconi che dovrebbe salvare l'italianità di Alitalia è Air France-Klm".

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Se i grandi media non si accorgono dell onda verde (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

MAGNASCHI E IL SUCCESSO LEGHISTA Se i grandi media non si accorgono dell onda verde Riportiamo l articolo di Pierluigi Magnaschi (ex direttore dell Ansa) scritto per il quotidiano ItaliaOggi Pierluigi Magnaschi Queste elezioni sono state, non solo la Waterloo dei sondaggisti (e non soltanto in occasione degli exit poll) ma anche dei grandi media e degli uomini politici. Nessuno infatti si è accorto dell onda Verde che, come un tzunami, stava investendo il Nord d Italia. Eppure sarebbe bastato andare in giro fra bar, treni dei pendolari, banche e bancarelle delle città del Nord per capire il vento che tirava. Ha votato Lega in Lombardia, per il Senato, il 20,8 per cento degli elettori. Questi voti sono troppo numerosi per essere il frutto di un colpo di testa dell ultimo momento. Essi sono invece una tendenza chiarissima perché rappresentano un quinto dell elettorato lombardo. Se sondaggisti, politici e media non si accorgono di questo fatto, vuol dire che essi sono ciechi. Non ci sono scuse che tengano. A questo punto è d obbligo porsi questa domanda: come mai è successo tutto questo? I media (anche quelli del Nord) sono concentrati, nelle loro cronache, su quattro chilometri quadrati dell Italia, cioè sul quadrilatero che va dalle Camere alla presidenza della Repubblica, passando per Corte Costituzionale, Csm, Banca d Italia e varie Authorities. Un grande giornale italiano (non citiamo una testata perché sono tutti così, i grandi giornali italiani) schiera, su questi quattro chilometri quadrati, non meno di 60 dei suoi migliori giornalisti. E un singolo Tg nazionale vi concentra i suoi 70 giornalisti più preparati (e meglio pagati). Per prendere una dichiarazione, uguale per tutti e spesso del tutto ininfluente, di un premier o addirittura di un semplice ministro, ci sono, ogni volta, non meno di 80 giornalisti stipati uno sopra l altro, infervorati e rapiti come se stessero per ricevere le tavole della legge. Se questi sono i fatti, non deve poi stupire la circostanza che i grandi media non si accorgano nemmeno di fenomeni (come questo del voto alla Lega al senato) che sono destinati a catturare il 20,8% dell elettorato, una fetta immensa di votanti, e questo è avvenuto addirittura in Lombardia, la regione economicamente e culturalmente più importante d Italia. E sintomatico, ad esempio, che tutti i media italiani, nel presentare il successo della Lega, abbiano pubblicato la percentuale di voti che questo partito ha ottenuto a livello nazionale che è un interessante (ma non certo esaltante) 8,4% che, in ogni caso, non è assolutamente significativo ai fini dell interpretazione delle conseguenze politiche del voto. Per trovare sul Corriere della sera, la percentuale significativa, quella che parla politicamente chiaro, e cioè la percentuale del voto leghista in Lombardia (quest ultima, non dimentichiamolo, è la regione di elezione del Corriere che, non a caso, è, e viene percepito in tutt Italia, come il grande quotidiano lombardo ) bisogna andare a pag. 9 del supplemento Milano che si trova a pag. 45 dall inizio del giornale. Il peggio è che questo inserto Milano del Corriere della sera non viene letto fuori dalla Lombardia. Esso infatti viene sostituito da altri supplementi regionali per cui il lettore della capitale non apprende da un titolo, attraverso la lettura di un quotidiano che lui ritiene sia lombardo, o comunque del Nord, quale sia la percentuale di voti ha ottenuto la Lega, non solo in Lombardia ma anche nel Veneto, dove il movimento politico di Bossi ha ottenuto una percentuale ancora più alta e cioè il 26,06 %. Lo stesso discorso, dicevo, si può fare anche per gli altri grandi giornali. Anche su la Repubblica infatti, per vedere la percentuale di voti ottenuti dalla Lega nelle regioni del Nord, bisogna immergersi nelle tabelle, fitte di cifre che sono stampate in carattere elenco telefonico, di tutte le 21 regioni italiane. E queste tabelle sono state pubblicate a pag. 20. La situazione peggiora se si prendono in considerazione i grandi Tg, compresi quelli di Mediaset, una società ,questa, che è milanesissima per definizione ma romanissima nei fatti. Anche tutti questi Tg, di fronte al clamoroso risultato elettorale delle Lega nelle regioni del Nord, sono caduti dal pero. Non solo non sono stati capaci di anticiparlo ma non sono nemmeno stati in grado di presentarlo, non dico di analizzarlo. Ma l oscuramento del Nord da parte del grandi Tg, che sono poi i media che fanno la musica informativa del Paese, non si limita a questa tornata elettorale ma è una loro caratteristica di fondo. Il Nord, nei Tg nazionali, fa infatti notizia solo quando c è qualche delitto in villa o quando c è un massacro in autostrada. Sulla vicenda Alitalia, ad esempio, tutti i Tg degli ultimi due mesi hanno mandato ogni giorno in onda servizi dedicati alla preoccupazione dei sindacati e dei politici romani sui temuti tagli occupazionali nella compagnia aerea mentre non si è mai parlato degli 800 già licenziati all aeroporto di Malpensa. Prima ancora che mister Spinetta mettesse le mani sull Alitalia, 800 occupati di Malpensa sono già sul lastrico senza che l opinione pubblica italiana (non dico del Nord) ne sia informata, cioè lo sappia. Non si tratta di interpretazione, questa, ma di semplice informazione negata. Ma se l opinione pubblica nazionale viene defraudata dall informazione proveniente dall area economicamente e culturalmente più avanzata del paese, primo, non funziona l importantissimo effetto benchmark e, secondo, i politici ritengono che il paese si riduca ai famosi quattro chilometri quadrati iper-coperti da media, tutti romani de Roma che sono ingolfati dalla politica-politicante. Partiamo dall effetto benchmark che è venuto meno. Ad esempio, mentre la Campania affogava nell immondizia e la costruzione dei termovalorizzatori era bloccata dai veti alla Pecoraro Scanio, a Venezia, addirittura a 10 chilometri da Piazza San Marco, veniva realizzato, per iniziativa di giunte di centro-sinistra, e in soli due anni, un grande e modernissimo termovalorizzatore destinato anche a riscaldare le abitazioni della città di Mestre. Questa notizia, se fosse stata conosciuta dal resto del Paese, dimostrava che questi impianti potevano essere realizzati in fretta e che un comune di centro sinistra, condizionato anche lui dagli ecologisti che pure erano in giunta, riusciva a farlo. Ma di questa notizia, Roma e il resto dell Italia, non hanno mai saputo nulla. E vediamo adesso le devastanti conseguenze politiche dell informazione ombelicale romana dei grandi media. La riforma Bersani dei taxi, ad esempio, è stata fatta con il machete perché i politici che l hanno redatta avevano davanti agli occhi le condizioni da Terzo mondo del servizio taxistico romano che poteva essere migliorato soltanto picchiando giù duro. Solo che, quelle botte, le hanno prese anche i tassisti di molte altre città italiane che invece stavano assicurando un servizio ottimo ai loro clienti. L oscuramento del Nord da parte del centro sinistra si è aggiunto alla sua cancellazione mediatica. Il governo Prodi, ad esempio, non aveva nella sua compagine alcun ministro del Veneto-Friuli Venezia Giulia (area oggi, non solo industrialmente più avanzata ma anche la più internazionalizzata del paese). E portava, nel governo Prodi, il vento del Nord (che storicamente spira dalla Lombardia) solo la volonterosa Pollastrini. La volontà di cancellare politicamente il Nord da parte di Prodi era cosi forte che, se fosse stato per lui, avrebbe tenuto la Costituente del Pd a Roma. Veltroni, pur essendo romano ma anche uno che aveva capito lontano un miglio come si stavano mettendo le cose, dovette sudare sette camicie per spostare tale Assemblea a Milano. Ed è sintomatico che, nel suo tour elettorale, la presenza di Veltroni al Nord sia stata continua ed insistente. Ma non si riesce, in quattro settimane, a ribaltare un metodo, un cultura e un approccio che durano da almeno 30 anni. Con il voto alla Lega, l elettorato del Nord ha mandato un segnale preciso. Ha ricordato, a tutti gli abitanti del quadrilatero d oro dei quattro chilometri qaudrati del centro di Roma e ai media che in tale pozzanghera continuano a rispecchiarsi beati, che esiste anche il Nord dell Italia che è un area che serve al resto del paese. Il Nord d Italia ormai, al suo Nord, non ha più frontiere con nessun paese ad esso confinante. Fra due mesi infatti cadranno pure i confini con la Svizzera (anche se i media italiani non ne parlano) perché la Svizzera, pur non facendo parte della Ue, ha aderito agli accordi di Schengen. Si apre così un nuovo capitolo di cui il voto alla Lega è un solo un prodromo. E Veltroni, più ancora del brianzolissimo Berlusconi, bisogna pur dirlo, l ho ha capito perfettamente. Purtroppo non in tempo. Sarà per la prossima volta? [Data pubblicazione: 18/04/2008].

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Roma, le sue amnesie e la grande rivincita del Nord (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Tra le analisi del voto del Sole 24 Ore Roma, le sue amnesie e la grande rivincita del Nord Si moltiplicano senza sosta, sui giornali di ogni orientamento ed impostazione, le analisi sul voto e sulle motivazioni che hanno spinto una grande massa di elettori delle aree padane ad esprimere il voto per la Lega Nord. Mercoledì scorso, sul Sole 24 ore, è uscito un articolo di Salvatore Carrubba, ora giornalista a tempo pieno, ma che fino alla scorsa amministrazione comunale milanese era Assessore alla Cultura nella giunta Albertini. Un analista che quindi conosce bene le aspettative e gli umori della gente lombarda. Già dal titolo, "Malpensa è il simbolo delle amnesie di Roma", il pezzo dà magistralmente conto di quanto il caso dell hub lombardo sia esemplare nel complesso processo di territorializzazione del voto intorno alla proposta leghista. Carrubba ritiene che Malpensa abbia "pesato molto sull'elettorato lombardo e milanese in particolare" anche se dubita "che abbia avuto un effetto decisivo su quello del resto del Nord, abituato a poter contare sugli aeroporti nel cortile di casa". "Agli occhi di gran parte del Nord", continua, "la compagnia di bandiera ha finito per trasformarsi in simbolo tanto degli sprechi romani che della mortificazione lombarda. Qui, evidentemente, la vicenda Alitalia si è legata strettamente con le sorti di Malpensa, il grande hub pedemontano, sviluppato anche con l'ambizione di renderlo il simbolo per eccellenza della capacità imprenditoriale lombarda di proiettarsi sui mercati internazionali". Orfani di un aeroporto degno della valenza produttiva di queste regioni, i "rappresentanti dinamici della globalizzazione italian-style" e l indotto di Malpensa, costituito dai suoi lavoratori diretti o quelli indirettamente collegati, si sono trovati alleati intorno all unico progetto politico che mette Malpensa al centro dell attenzione. "Alla fine, paradossalmente", scrive ancora Carrubba, "in capo alla Lega si sono saldati lo scontento dei primi e l'incertezza dei secondi, la frustrazione di chi della globalizzazione è protagonista e l'incertezza di chi la globalizzazione vorrebbe rintuzzare. Un autentico capolavoro, non c'è che dire, soprattutto per quelle forze, come il Pd, che puntavano a recuperare un rapporto con le forze produttive del Nord". "La gestione del caso Malpensa - si avvia quindi alla conclusione l articolo - è stato esemplare di quella disattenzione e di quella insensibilità della politica centrale verso le esigenze di un ceto produttivo frustrato, in tutto il Nord, dalle strozzature di un sistema infrastrutturale e logistico che ne mettono a repentaglio le prospettive di sviluppo". [Data pubblicazione: 19/04/2008].

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Malpensa si salverà da sola (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Molte compagnie chiedono di poter operare sullo scalo ALESSANDRO MONTANARI "Alitalia liberi gli slot e Malpensa si salverà da sola". Mentre la vendita della compagnia di bandiera, come confermato dal premier in pectore Silvio Berlusconi, si riapre ad ogni soluzione, Roberto Maroni conferma la linea del Carroccio. Il Nord non vuole più dipendere da scelte prese da altri e altrove, dunque, se Alitalia vuole lasciare i suoi aerei nello scalo milanese bene, altrimenti lasci ad altri la possibilità di occupare le rotte dismesse. La richiesta di liberare gli slot avanzata da Maroni va di pari passo alla richiesta, fatta ieri dal sindaco Moratti e dal presidente di Sea Bonomi, di procedere alla liberalizzazione del traffico aereo attraverso una rinegoziazione degli accordi bilaterali fra Stati. Il senso del messaggio è che Malpensa prospererà solo e quando la regola del gioco sarà quella del libero mercato. Ne è fermamente convinto anche Marco Reguzzoni. L ex presidente della Provincia di Varese, candidato dal Carroccio alla Camera proprio per portare nei palazzi romani la sua conoscenza del problema Malpensa, si dice "molto felice" del fatto che Berlusconi abbia preso in mano la situazione attraverso un calendario di colloqui personali con Putin e Sarkozy. È il segno tangibile del fatto che la vendita della compagnia di bandiera ora è veramente aperta a tutti, anche alla russa Aeroflot. In pole position, naturalmente, resta ad Air France, ma con condizioni molto diverse. "L ultima proposta dei francesi - commenta Reguzzoni - era un disastro: insieme ad Alitalia stavano per comprarsi anche a Malpensa. E questo per noi era inaccettabile". Per quanto riguarda l aeroporto milanese, il neo-deputato ribadisce e spiega la ricetta del trio Maroni-Moratti-Bonomi: "Dobbiamo tenere una posizione molto ferma sul libero mercato, sia per una questione di etica che per una questione d interesse. Di etica perché il libero mercato, in questi casi, fornisce sempre una soluzione più efficace di quella che può dare la politica. D interesse perchè la realtà dice che i biglietti aerei si vendono al Nord. Quindi è chiaro che, in un regime di libero mercato, il Nord vincerebbe la partita. Detto in altri termini: se le compagnie avranno la possibilità di mettere gli aerei dove vogliono, prima o poi li metteranno a Malpensa". [Data pubblicazione: 18/04/2008].

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Malpensa, ovvero come si fa una battaglia politica (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

A SCUOLA DALLA LEGA Malpensa, ovvero come si fa una battaglia politica ALESSANDRO MONTANARI Ora che la vendita di Alitalia si riapre, con consenso bipartisan, a un vasto lotto di compratori, suona ancora più assurda la rigidità sempre tenuta da Romano Prodi e Tommaso Padoa Schioppa, i quali stavano svendendo la compagnia di bandiera a condizioni impensabili in una normale asta a più offerenti. E così, con Air France in serena solitudine, è maturato l arcinoto piano-capestro che, oltretutto, prevedeva l annientamento di Malpensa. Due piccioni con mezza fava, insomma. Se, prima delle elezioni, solo alla Lega tutto ciò sembrava una duplice follia, economica e politica, dopo l exploit del Carroccio nelle urne ecco che si siglano intese bipartisan, cioè Pdl e Pd insieme, che sottoscrivono proprio i paletti posti da Umberto Bossi. Ai tanti che in questi giorni si stanno interrogando affonnosamente sulle ragioni del successo leghista, vogliamo ricordare tutte le azioni messe in campo dal Carroccio a tutela dell hub lombardo. Inannzitutto, come sempre, la Lega è stata la prima a sollevare il problema, facendone, a giusta ragione, un simbolo di ciò che si sintende per Questione Settentrionale: si uccide il virtuoso aeroporto padano per tenere in vita l ennesimo disastrato carrozzone di Stato romano. Da lì in poi è stato un pressing costante e a più livelli, a partire, naturalmente, dai tanto amati enti territoriali. A muoversi tra i primi, per ragioni geografiche ma non solo, è l ex presidente della Provincia di Varese, Marco Reguzzoni, che per protestare contro i continui rifiuti del ministro Bianchi di incontrare i vertici di Villa Recalcati minaccia blocchi stradali e clamorose iniziative di protesta nell hub, come impedire il decolo agli aerei Alitalia. In via Bellerio, intanto, si comincia a mettere in moto la macchina organizzativa per tenere una grande manifestazione a Malpensa. Il nostro quotidiano allestisce uno stand nello scalo mentre fuori, nei parcheggi, staziona un camper della Lega Lombarda tappezzato di manifesti eloquenti. Roberto Cota vara, nel Piemonte dell Est, un Comitato per la difesa di Malpensa aperto alle associazioni di categoria. Si muove anche il fronte parlamentare, che ottiene l audizione alla Camera del ministro dell Economia, costringe i partiti ad esprimere un voto che smaschera le logge romanocentriche e rivela qua e là qualche spaccatura e incassa gli ammortizzatori sociali per 900 lavoratori Sea. La truppa del Carroccio ottiene anche la convocazione, purtroppo inutile, di un Tavolo per Milano su Malpensa e un incontro faccia a faccia tra Prodi e Bossi in cui il premier capisce che l unico vero ostacolo sulla sua strada è la Lega. Bossi, infatti, le prova tutte. Insieme a Giorgetti incontra, in Svizzera, la Lega dei Ticinesi dalla quale ottiene una dichiarazione di sostegno a Malpensa firmata dal Gran Consiglio del Canton Ticino e l adesione alla manifestazione del 17 febbraio. Che si rivela un grande successo popolare. Il governo di centrosinistra comincia a preoccuparsi davvero, anche perché, alle viste, c è il voto politico. Una grande mossa strategica arriva intanto dai vertici Sea. Il presidente leghista Giuseppe Bonomi piazza sul tavolo di Prato e Spinetta una vera e propria bomba ad orologeria, ossia una causa di risarcimento danni da un miliardo e 250milioni di euro. I francesi chiedono al Governo italiano di adoperarsi per ottenerne il ritiro ma, per recedere, Sea pretende una moratoria di almeno due anni. Marco Reguzzoni, per aggiungere pressione sul Governo, convoca gli Stati Generali della Provincia di Varese e organizza una class action di tutti gli enti, le associazioni, gli imprenditori e i privati cittadini del varesotto che ritengano di aver subito un danno dal trasferimento dei voli Alitalia da Malpensa a Fiumicino. In piena campagna elettorale, mentre in ogni comizio ed in ogni trasmissione televisiva Bossi, Maroni, Calderoli, Giorgetti e Castelli insistono sul tema Malpensa, è ancora Reguzzoni a organizzare a Gallarate una fiaccolata di protesta contro Ali-taglia . Per strada si vedono migliaia di fiammelle che dopo pochi giorni si trasformano in voti. E i voti convincono i partiti che salvare Malpensa è importante tanto quanto salvare Alitalia. [Data pubblicazione: 19/04/2008].

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Giorgetti: <Bene la riapertura dei giochi, ma piano con le intese bipartisan> (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Giorgetti: "Bene la riapertura dei giochi, ma piano con le intese bipartisan" Giancarlo Giorgetti, la vendita di Alitalia ora si è completamente riaperta e, pergiunta, con un intesa bipartisan siglata dai due Letta. Un punto a favore di Malpensa e della Lega? "Nel merito questa riapertura a 360 gradi della trattative è sicuramente un successo, ma mi resta qualche dubbio sul metodo..." Cosa intende? "Che si riapra la partita è un fatto certamente positivo. Il metodo bipartisan, però, mi pare un po sospetto: insomma, non vorremmo che fosse la prova generale per altri accordi su altri temi". Oltre ad Air France e alla cordata di Air One, ora torna a farsi avanti anche Aeroflot. A chi preferibbe che finisse Alitalia? "Assistiamo a questi avvenimenti con grande interesse. Vediamo che Berlusconi è molto attivo e su più fronti. Confidiamo però che la soluzione finale sia la migliore non solo per Alitalia, ma anche per Malpensa". Cosa farete per tenere Berlusconi sul pezzo ? "Berlusconi ha detto che farà il primo consiglio dei ministri a Napoli. Noi cominceremo col ricordargli che Roberto Maroni ha chiesto che il secondo si faccia a Malpensa. E li potremo discutere dell argomento". Per Malpensa oggi è più ottimista? "Sono ottimista nella msura in cui vedo che le compagnie aeree sono interessate a Malpensa. Sono poche, però, quelle in grado di continuare a fare di Malpensa un hub. Non certo Air France, per cui il nostro aeroporto è sempre stato un concorrente. Aeroflot, però, potrebbe avere un serio interesse a fare di Malpensa il prooprio hub del Sud Europa" Lufthansa sarà della partita? "Lufthansa è un ipotesi di cui si discute". Nel frattempo l Ue continua a mettere in guardia l Italia sull ipotesi del prestito ponte. "Infatti quella del prestito ponte è la solita soluzione all italiana: per prendere tempo e per non decidere niente. Comunque credo che l ostacolo Europa non sia facilmente aggirabile". La battaglia su Malpensa è un tipico esempio di quel modo di fare politica della Lega che ora tutti vorrebbero imparare. Qual è la differenza tra la Lega e gli altri? "La differenza è che quando parlai con Bossi, prima di Natale, della gravità del problema tutti i politici erano in ferie. Nessuno avrebbe scatenato una mobilitazione generale in quel periodo. Ma Bossi lo fece e tutti lo seguimmo. Così, quando gli altri cominciarono a parlare del problema, la distanza era incolmabile. Eravamo già a febbraio". A.Mon. [Data pubblicazione: 19/04/2008].

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Alitalia, si affaccia Aeroflot <Pari dignità con AirFrance-Klm> (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

L incontro Berlusconi - Putin e le nuove ipotesi Alitalia, si affaccia Aeroflot "Pari dignità con AirFrance-Klm" Roma - Silvio Berlusconi non chiude la porta della Magliana ad Air France ma incassa il rinnovato interesse di Aeroflot per Alitalia. "Ci sono contatti in corso con Air France. Da parte nostra non c è nessuna preclusione purché si torni alla premessa delle trattative con la creazione di un gruppo in cui Air France, Klm e Alitalia abbiano pari dignità", ha dichiarato il premier in pectore al termine dell incontro di ieri mattina col presidente russo Vladimir Putin. Il leader del Pdl ha ribadito anche che "Alitalia deve rimanere la compagnia di bandiera". Quanto all ipotesi Aeroflot, il Cavaliere ha spiegato che il vettore russo potrebbe tornare in pista, quando si sarà conclusa la trattativa con Parigi, "con l'obiettivo di rafforzare entrambe le compagnie e realizzare un gruppo di grande dimensione e prestigio". Da parte sua Putin ha rivelato di aver avuto dal presidente di Aeroflot la conferma che la compagnia russa è pronta a riprendere i contatti con Alitalia. Ma il ritorno in campo di Aeroflot non è l'unico colpo di scena. Secondo fonti sindacali, nell'immediato futuro di Alitalia non ci sarebbe solo la prospettiva di un decreto legge per un prestito ponte da 100-150 milioni di euro, ma anche una massiccia iniezione di liquidità da parte di un pool di banche. Si tratterebbe di almeno 1-1,2 miliardi di euro: una cifra sufficiente a garantire non solo la continuità aziendale, ma soprattutto adeguati tempi e spazi alla trattazione del dossier da parte del nuovo governo. Le banche realizzerebbero l operazione attraverso un vero e proprio ingresso nel capitale del vettore, sul modello di quanto avvenuto in passato per la Fiat. Per poter attuare questa operazione, comunque, sottolineano le stesse fonti, uno dei presupposti sarebbe il consenso delle organizzazioni sindacali visto che si renderebbe necessario un rigoroso piano di risanamento. Per la Commissione europea "qualunque prestito deve essere fatto secondo il principio dell'investitore privato" ossia secondo le regole del mercato. Lo ha spiegato Michele Cercone, portavoce del commissario per i Trasporti Jacques Barrot. "Come già sapete ha aggiunto Cercone - l'ultimo aiuto per la ristrutturazione è del 2001 e dunque, secondo il principio one time last time fino al 2011 non ce ne possono essere altri". [Data pubblicazione: 19/04/2008].

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Berlusconi tratta con Putin e Sarkozy (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Il Cavaliere: "In piedi tutte le ipotesi". Ieri incontro tra i due Letta Berlusconi tratta con Putin e Sarkozy Roma - Silvio Berlusconi prende in mano il fascicolo Alitalia e si tiene aperte tutte le strade, compresa quella di Air France ma solo, precisa, se i transalpini proporranno condizioni paritarie. Il premier in pectore è uscito allo scoperto ieri, rivelando che in serata il suo ambasciatore Gianni Letta avrebbe incontrato il nipote ed attuale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Enrico Letta per discutere, e probabilmente cercare un consensi bipartisan, sul da farsi. Berlusconi, però, ha detto, o fatto capire, molto di più. "Restano in piedi tutte le ipotesi -ha affermato - purchè l Alitalia resti compagnia di bandiera e le decisioni vengano prese in Italia. Per quanto riguarda Air France - ha poi aggiunto -, se si dovesse ritornare al primitivo progetto di una Alitalia con pari dignità, con una direzione italiana, rispetto alle due altre compagnie questa è una ipotesi di cui si può discutere e di cui sarò lieto di discutere, una volta che avrò l incarico e che sarò a Palazzo Chigi, anche con il presidente francese Nicolas Sarkozy". Tutto insomma, lascia intendere Berlusconi, dipenderà dall esito degli incontri internazionali già in agenda. Ieri, ad esempio, il Cavaliere ha ricevuto in Sardegna l amico ed ex premier russo Vladimir Putin ed è certo che abbiano discusso anche di un eventuale nuovo interessamento di Aeroflot per Alitalia. Per quanto riguarda la cordata italiana, Bruno Ermolli, l esperto cui Berlusconi ha delegato il ruolo di cercatore , avrebbe già trovato disponibilità in alcuni manager del settore aereo e in alcune banche. I diretti interessati, però, chiedono che Alitalia venga prima commissariata, ricapitalizzata e snellita nell organico. Fatto questo, si dovrebbe procedere ad una partnership con un vettore di livello internazionale. Resta valida, infine, anche la pista Air One-Intesasanpaolo. [Data pubblicazione: 18/04/2008].

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Già nel 2004 un finanziamento di 400 milioni per garantire la continuità aziendale (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Roma - È una strada già percorsa in un recentissimo passato quella del prestito ponte per garantire la continuità aziendale di Alitalia. "Misure urgenti per favorire la ristrutturazione ed il rilancio dell Alitalia": recitava, infatti, così il decreto legge 159 del giugno del 2004, poi convertito in legge nel luglio successivo, che dava disco verde al prestito ponte da 400 milioni di euro per il salvataggio della compagnia, allora guidata da Giancarlo Cimoli, e per avviare l attuaizone del nuovo piano industriale che prevedeva la separazione societaria tra Alitalia Fly e Alitalia Servizi e una ricapitalizzazione da oltre 1 miliardo di euro. Il prestito ponte doveva garantire il fabbisogno di cassa per il periodo di bassa stagione, dall ottobre del 2004 al marzo 2005, proprio in attesa della nuova iniezione di capitale, che sarebbe stata poi autorizzata da Bruxelles nel giugno del 2005. Con il decreto legge 159, il ministero dell Economia e delle Finanze veniva autorizzato a concedere, con provvedimenti adottati in conformità alla normativa comunitaria e nel rispetto dei principi contenuti nell accordo sottoscritto a Palazzo Chigi da Governo e parti sociali il precedente 6 maggio, la garanzia dello Stato per un prestito non superiore a 400 milioni e da rimborsare entro dodici mesi dalla data dell ultimo versamento all azienda. Effettuata la procedura competitiva per il finanziamento, così come prevedeva il decreto, la Dresdner Kleinwort Wassertstein veniva prescelta come unico soggetto finanziatore del prestito e il contratto venne poi stipulato nell ottobre del 2004. Il prestito fu poi restituito nel dicembre del 2005. [Data pubblicazione: 19/04/2008].

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Liberalizzare i cieli per far volare l hub (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

CLIMA CAMBIATO Liberalizzare i cieli per far volare l hub La partita Alitalia è riaperta e così nel fronte pro-Malpensa scendono i toni, che diventano più pacati e riflessivi ma non meno determinati. "Il tema per noi principale - spiega il presidente di Sea Giuseppe Bonomi - resta la liberalizzazione del trasporto aereo, attraverso una rinegoziazione degli accordi bilaterali fra Stati. Questo per consentire al Paese di crescere innanzitutto quanto ad accessibilità diretta intercontinentale e per costruire il presupposto per cui Malpensa si possa rilanciare come hub". La liberalizzazione del traffico aereo, precisa poi il manager varesino, è un argomento sul quale "non solo il Governo, ma tutta la politica è tenuta ad attivarsi, perchè un tema più bipartisan di questo non c è". Col cambio d inquilini a Palazzo Chigi, pare destinato a cambiare anche l atteggiamento di Sea sul maxi-risarcimento danni da un miliardo e duecentocinquanta milioni di euro. "Se ci venisse formulata una proposta - conferma Bonomi - la valuteremo". La sensazione, però, è che con alle spalle un Governo che nella vendita di Alitalia ponga al compratore il paletto della salvaguardia di Malpensa, non ci sarà bisogno di ricorrere alla legge. Sull argomento torna a intervenire anche Letizia Moratti. "Malpensa - osserva il sindaco di Milano e primo azionista di Sea - ha già dimostrato di saper recuperare, anche all interno degli accordi bilaterali esistenti, buona parte del traffico perduto dopo l abbandono di Alitalia. Noi ovviamente chiediamo al Governo di poter rinegoziare gli accordi bilaterali per poter avere nuovi vettori, che sono interessatissimi a Malpensa ma che, senza le rinegoziazioni, non possono entrare". E intanto sull asse Roma-Milano s invertono i ruoli. Ora, infatti, è il Governatore del Lazio Piero Marrazzo a lanciare grida d allarme su Fiumicino. "La domanda che pongo con urgenza alla nuova maggioranza - dice l esponente del Pd - è se tutti ritengano che Fiumicino debba essere il vero hub di riferimento per il Paese. Chiedo quindi a tutti di esprimersi in maniera inequivocabile sulla recente decisione di Alitalia di riportare i voli da Malpensa a Fiumicino, come imponeva la logica e come vorrà sempre il mercato". A. Mon. [Data pubblicazione: 18/04/2008].

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I sindacati: meglio patto bipartisan e grande alleanza internazionale (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Reazioni articolate e interlocutorie I sindacati: meglio patto bipartisan e grande alleanza internazionale Roma - Interlocutorie le prime reazioni sindacali alle ipotesi che si stanno affacciando per la soluzione del caso Alitalia. "Non vedo un futuro diverso da Air France-Klm", ha detto il leader della Uil Luigi Angeletti: "Bisogna invece puntare su "una trattativa diversa in condizioni migliori". Nel corso di una conferenza stampa, Angeletti ha sottolineato che la compagnia franco-olandese resta comunque "l acquirente più probabile". Per il leader Uil "essere rimessi nelle condizioni di discutere le modalità di vendita è sicuramente un fatto positivo". Così come lo sono i colloqui e la ricerca di nuovi possibili acquirenti. "È chiaro che avere più possibili acquirenti è meglio che averne uno solo ma quello che ha maggiori chance continua ad essere Air France". Per quanto riguarda l ipotesi di una ricapitalizzazione con un investimento da parte delle banche con 1-2 miliardi per il sindacalista può essere visto in modo positivo "ma non esaustivo perchè per Alitalia c è un problema industriale. La compagnia deve avere soldi ma anche un piano industriale", conclude Angeletti. Per il Sindacato dei lavoratori (Sdl), "l accordo bipartisan su Alitalia, da noi sollecitato nei passati giorni, sembra oggi prendere concretamente forma. Si tratterebbe in effetti della realizzazione di una posizione che poneva come ineludibile una trattativa che necessita di tempi più ampi, sino ad ora incredibilmente negati". A dichiararlo e il coordinatore nazionale del Sdl, Fabrizio Tomaselli. Una decisione in tempi brevissimi per garantire la continuità aziendale deve essere questo, per il segretario generale della Filt-Cgil, Fabrizio Solari, il primo passo da compiere per poter far ripartire una vera trattativa per inserire Alitalia nel contesto di una grande alleanza internazionale. "Il primo atto - afferma Solari commentando l esito dell incontro a Palazzo Chigi - deve essere la decisione bipartisan di assicurare il tempo necessario perchè la trattativa decolli. Occorre immediatamente fare la scelta di garantire la continuità aziendale, anche per impedire l erosione dei ricavi generata dall incertezza sul futuro della compagnia. Mi auguro che questo primo tassello possa essere deciso in tempi brevissimi". "Siamo aperti a valutare tutte le ipotesi - conclude il numero uno della Filt - ma la via maestra resta quella di ripartire da qui, da una vera trattativa che proponga Alitalia inserita, con pari dignità, in una grande alleanza internazionale". [Data pubblicazione: 19/04/2008].

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Riparte l'asse Berlusconi-Putin (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Reportage L'incontro a Villa Certosa in Sardegna Riparte l'asse Berlusconi-Putin Aerei, energia e gasdotti al centro del summit "È grazie all'amicizia che si risolvono i problemi" AUGUSTO MINZOLINI INVIATO A PORTO ROTONDO Lo Zar Vladimir deve proprio avere un rapporto stretto con Silvio Berlusconi. Non possono, infatti, non sorprendere le parole che ha usato per spiegare la sua gita a villa Certosa. "Era una visita che avevo concordato con Silvio ancor prima che fossero state indette le elezioni e ancor prima che lui le vincesse. Mi mancava, volevo parlare con lui. E poi dovevamo discutere di alcune questioni". Quel "mi mancava" ha fatto toccare al Cavaliere il cielo con un dito. Quelle due parole sono state la dimostrazione più lampante che la sua visione della politica estera improntata molto sui rapporti personali è tutt'altro che sbagliata. E ieri Berlusconi ha voluto a tutti i costi spiegarla quasi che fosse una nuova filosofia: "Non si tratta della politica delle pacche sulle spalle ma della consapevolezza che è grazie ad un'amicizia profonda tra le persone e tra i leader che ci si capisce meglio e si risolvono i problemi". Ieri c'è stata una dimostrazione dell'efficacia del nuovo "verbo" diplomatico. Nel giro di dodici ore Silvio e Vladimir hanno messo in cantiere due "business" di una certa rilevanza per i due paesi. Putin ha telefonato addirittura da villa Certosa al presidente dell'Aereoflot per convincerlo a riprendere la trattativa con Alitalia. E in questo modo ha offerto una sponda di una certa importanza al prossimo premier italiano per affrontare una questione che ha caratterizzato l'intera campagna elettorale. "Io - ha spiegato il Cavaliere - non ho nulla contro Air France, ma occorrono condizioni paritarie. La trattativa è aperta ma bisogna risanare l'azienda, il marchio e l'italianità delle decisioni. Con Putin abbiamo parlato della possibilità di coinvolgere Aeroflot con un accordo che possa dare vita ad un gruppo internazionale". Insomma, Berlusconi, anche grazie allo zar, sta tessendo la sua tela. Adesso c'è anche un altro partner internazionale ed è molto probabile che nel giro di due-tre settimane si materializzi anche la cordata italiana. Dopo l'Alitalia il confronto si è spostato sulla collaborazione tra Eni e Gazprom che nella mente di Berlusconi e Putin deve essere sempre più stretta (è stato appena firmato un accordo sui giacimenti libici). Anche sulla crisi libanese sempre seguita con una certa attenzione da Mosca, il Cavaliere ha rassicurato lo zar: giorni fa aveva dichiarato che avrebbe rivisto le regole di ingaggio dei nostri soldati; ieri ha precisato che valuterà la richiesta dei comandi militari e deciderà secondo "buonsenso". Infine, ultimo regalo all'amico, Berlusconi ha confermato che porterà alla Ue la proposta di abolire il "visto" per favorire i flussi turistici dalla Russia. Quindi l'amicizia tra i due ha prodotto una serie di accordi di peso. Ma quelle 20 ore passate insieme hanno dimostrato anche, se ce ne fosse stato ancora bisogno, che i due sono molto simili. Che sono fatti apposta per intendersi. Allo zar, ad esempio, piacciono le donne quanto al Cavaliere. Così a villa Certosa l'argomento, volontariamente o meno, ha tenuto banco. Anche perchè sui tabloid moscoviti imperversa un gossip che coinvolge il Presidente: secondo alcuni starebbe per sposare la bella ginnasta Alina Kabaeva. E questa "voce" ha accompagnato il soggiorno dello zar. L'altra sera un artista del bagaglino, Manlio Dovì, ha preparato una gag su un altro primo ministro innamorato, il francese Sarkozy, tutta improntata sulla sua love story con Carla Bruni. Poi la questione femminile è esplosa in conferenza stampa, quando una cronista della Mezavsinaya Gazeta ha domandato a Putin del matrimonio. "In quello che mi ha chiesto - è stata la risposta fredda dello zar - non c'è una sola parola di verità. In passato in altre pubblicazioni sono state menzionate altre donne. A me piacciono tutte. Mi piacciono tutte le donne russe perchè sono le più belle e dotate del mondo. Solo le italiane possono concorrere con loro". Poi è stato un po' più duro: "Io capisco che un uomo politico deve vivere in una casa di vetro. Ma anche in ciò esistono limiti. Ho sempre avuto antipatia per quelli che con naso colante e con in testa le proprie fantasie erotiche cercano di infilarsi nella vita altrui". Sarà stata l'aria di Villa Certosa ma quello Zar, normalmente taciturno, si è trasformato in un inedito Berlusconi. Mentre il Cavaliere "vero" per dovere di ospitalità ha continuato ad interpretare se stesso. Così per rompere la tensione non ha trovato di meglio che mimare con le mani il gesto del mitra che spara prendendo di mira la cronista. Apriti cielo. Grazie alle agenzie di stampa italiane è scoppiata la solita polemica nostrana. C'è chi ha visto la cronista con gli occhi umidi. Chi l'ha sentita sollevata per Berlusconi ("si sa che lui scherza"), meno per Putin. E pensare che i più maliziosi - visto che in queste conferenze stampa sono gli staff a scegliere i giornalisti per le domande - hanno avuto il sospetto avvalorato da qualche voce ufficiosa che la sceneggiata è servita allo Zar per dare un taglio al gossip. Del resto Putin è più che d'accordo con il motto del Cavaliere: "Gli statisti non vanno giudicati sotto la cintola dei pantaloni".

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LA CRISI CHE VERRÀ (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 19-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Pietro Garibaldi LA CRISI CHE VERRÀ In questi anni ai sindacati e ai rappresentanti dei datori di lavoro spettava il compito di riformare il modello contrattuale. Questa importante riforma non è invece ancora stata portata a termine. E' un'occasione mancata. Non è semplice dire quanto del mancato accordo sul modello contrattuale sia addebitabile ai sindacati e quanto ai rappresentanti dei datori di lavoro. E' però indubbio che le divisioni all'interno dei sindacati confederali hanno pesato molto. Certamente non è un buon momento per i sindacati italiani. La trattativa per la vendita di Alitalia a Air France, al di là dei sussulti della politica, ha subito un'interruzione cruciale quando la compagnia francese si è ritirata improvvisamente davanti alle richieste dei sindacati di Alitalia. Questa settimana, con il sorprendente risultato delle elezioni e la sonora sconfitta della Sinistra Arcobaleno, il sindacato ha poi visto sparire dal prossimo Parlamento italiano un suo storico alleato. In un'importante parte della società vi è un diffuso malessere per il ruolo dei sindacati. Universalmente riconosciuti come organizzazioni con formidabili capacità di mobilitazione delle masse, i sindacati sono spesso visti dall'opinione pubblica come una forza conservatrice. L'immagine diffusa è quella di un potere che protegge gli interessi di una minoranza di lavoratori super tutelati e impiegati nella grande industria e nel settore pubblico, ma troppo poco riformista quando si tratta di difendere i lavoratori più giovani, spesso occupati in condizioni precarie e bloccati in una trappola di contratti a tempo determinato. Questo sentimento di sfiducia verso i rappresentanti dei lavoratori ha recentemente spinto Stefano Livadiotti a intitolare un libro sul sindacato "l'altra casta", da affiancare alla prima casta, quella politica di cui tanto si è parlato in questi ultimi anni. Dei sindacati non si può certamente fare a meno e una società senza sindacati non sarebbe una società migliore. In molti momenti della storia repubblicana, e negli anni bui del terrorismo in particolare, i sindacati hanno avuto un ruolo fondamentale. Oggi però devono diventare più rappresentativi. Un problema di rappresentanza esiste però anche tra i datori di lavoro. Così come molti sindacati finiscono per identificarsi soltanto con una piccola parte di lavoratori e pensionati, anche le associazioni dei datori di lavoro danno voce solo a una piccola parte del mondo delle imprese. Uno dei problemi italiani è l'ossessione della concertazione. Quei lunghi tavoli di discussione a Palazzo Chigi sono un'abitudine tutta nostra e spesso poco utile. Sarebbe importante che sindacati e datori di lavoro si concentrassero esclusivamente sui problemi legati al mondo delle aziende e dei lavoratori e al sistema di relazioni industriali, lasciando al Parlamento e alle forze politiche il compito di comporre gli interessi complessi delle società moderne. Pietro.garibaldi@carloalberto.org.

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Il Cavaliere è uomo di mondo (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPA ON-LINE" del 20-04-2008)

Argomenti: Alitalia

GUIDO MOLTEDO Non avrà una "visione" in politica estera, ma la bussola internazionale di Silvio Berlusconi s'orienta seguendo alcuni punti fissi collaudati e riconoscibili. Una relazione molto forte con l'America, anche quando stride con i basilari interessi europei, che comunque non sono considerati prioritari; un rapporto privilegiato con Israele; un ostentato disinteresse verso l'Asia, per non dire dell'Africa e dell'America Latina. Fissati questi pochi punti fermi, si sente libero, su un altro terreno, di fare le operazioni che gli stanno davvero a cuore, nelle quali il lato degli affari è prevalente e nelle quali egli gioca con grande disinvoltura la carta della sua persona, del rapporto personale e amicale con i suoi interlocutori, sia che si tratti di Vladimir Putin sia che si tratti di Nicolas Sarkozy. Con loro il tema è il business: energia, Alitalia, interessi commerciali. Sintetizza Quentin Peel sul Financial Times: "Per Berlusconi fare politica è fare affari". Il Cavaliere sa bene che gli americani sono pronti a sorvolare sull'amicizia esibita con Putin: la considerano, appunto, affari suoi, una relazione che fa notizia solo per il folklore degli incontri. Ben sapendo che sui dossier che stanno più a cuore a Washington potranno contare sempre sull'Italia berlusconiana. Questo tratto personale ? e i punti che abbiamo prima elencato ? ha caratterizzato le precedenti esperienze governative di Berlusconi nell'arena internazionale. L'esordio del suo nuovo mandato con l'amico Vladimir fa pensare che il canovaccio si ripeterà tal quale. Come in passato, peraltro, alla Farnesina non ci sarà un D'Alema del centro-destra, ma un diligente amministratore della macchina diplomatica, come Franco Frattini. La politica estera farà capo a palazzo Chigi e alle ville del Cavaliere. Il quale promette che non si farà prendere dalla bulimia presenzialista dei precedenti mandati, ma sarà più sobrio e selettivo negli impegni internazionali. Ma la minore quantità non cambierà la qualità della sua presenza sulla scena mondiale. Certo, diversamente dalle precedenti esperienze governative, quella che sta per cominciare s'inquadra in un mondo parecchio cambiato rispetto agli anni Novanta e al primo quinquennio del 2000. L'Unione Europea non ha quella coesione e autorevolezza che aveva agli inizi della moneta unica e prima dell'allargamento: d'altra parte, se è andata indietro, è anche per responsabilità diretta di Berlusconi e del suo amico Aznar, nonché di Blair, disfattisti della coesione europea per seguire la folle impresa irachena di Bush. Nei rapporti con Bruxelles, avrà più che altro bisogno di un suo "ambasciatore" personale che tenga d'occhio la Commissione. Per questo l'uomo più adatto a sostituire Frattini come commissario Ue è il superfedelissimo Tajani. Inoltre, protagonisti della politica mondiale ? come Bush e Brown ? sono o in uscita o in crisi. Gli altri protagonisti sono presi dalle loro faccende interne, segnate da una crisi economica severa e di lunga durata. C'è, insomma, una comunità internazionale spaesata e priva di forti leadership, in questo momento, che rendono meno problematica la vita a personaggi bizzarri come Berlusconi. Il quale ovviamente potrà e saprà approfittarne. Forse con grande vantaggio per sé e per il suo "sistema".Difficilmente per l'Italia. Che, sotto la sua presidenza, corre il serio rischio di finire fuori del club degli Otto grandi. La sua economia non le consente più di esserne parte, dicono in diverse capitali, pensando alla forza di paesi come Cina, India e Brasile e del rispettivo peso nei loro continenti, o al dinamismo di paesi come la Spagna. Anche se non avverrà una clamorosa esclusione, sono indizi del drammatico calo di considerazione in cui sta piombando l'Italia. Un'Italia senza sponde in Europa, anzi assillata dalla voglia di liberarsi dei vincoli europei. Che proprio per questo rischia davvero di scivolare via dal giro dei paesi che contano.

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Non c'è caviale per Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPA ON-LINE" del 20-04-2008)

Argomenti: Alitalia

CRISI   NONOSTANTE AEROFLOT SIA DISPONIBILE AL TAVOLO Non c'è caviale per Alitalia (ra. c.) Nonostante la cortina di fumo appositamente calata a villa Certosa, sotto le paillettes delle ballerine e dietro le gag appositamente composte dalla compagnia romana del Bagaglino, l'Alitalia non è stata il piatto forte dell'incontro Berlusconi-Putin ma neanche un contorno o un antipasto. E, questo, nonostante ieri il Cavaliere abbia riferito, al termine dei colloqui con il leader russo, che è possibile aprire un tavolo con Aeroflot. Quella stessa Aeroflot che appena qualche giorno fa aveva fatto sapere di non essere più interessata al dossier Alitalia. La stessa disponibilità a un incontro, confermata da Putin, appare più un modo di coprire l'amico su un terreno scivoloso piuttosto che nascondere un reale interesse per la vicenda. All'indomani dell'incontro dei due Letta (Enrico e Gianni) a palazzo Chigi da cui è emersa la possibilità di un'intesa bipartisan sulla privatizzazione di Alitalia è ancora una volta Air France in pole position. Lo stesso Berlusconi ha dichiarato che la situazione è aperta: "Ci sono ancora questi contatti in corso con Air France, contro cui noi non abbiamo nulla da dire. Ci piacerebbe che si desse vita a un grande gruppo internazionale con Alitalia che partecipasse con condizioni di pari dignità". Ieri, intanto, si è diffusa l'indiscrezione di un pool di banche pronte a intervenire con una maxiricapitalizzazione di 1-2 miliardi di euro. Rumours che, peraltro, non hanno trovato conferma ufficiale ma solo la puntualizzazione di palazzo Chigi secondo cui nell'incontro di giovedì non è stato affrontato il tema dell'ingresso delle banche nel capitale di Alitalia. Semmai l'unica ipotesi che resta sul tappeto è quella di un mini-prestito ponte da 100-150 milioni di euro concesso dall'attuale governo, con il consenso della nuova maggioranza, per consentire all'Alitalia quella boccata d'ossigeno. Un prestito-ponte possibile solo se finalizzato a una rapida vendita di Alitalia. Al riguardo, infatti, è già intervenuta l'Europa che ieri ha precisato come la compagnia di bandiera italiana può ricevere finanziamenti solo a condizioni accettabili da un investitore privato. Come si ricorderà infatti l'Alitalia non può più beneficiare di aiuti di stato fino al 2011 visto che già in passato ha beneficiato di finanziamenti per il suo salvataggio e nel 2004 è stata destinataria di un prestito ponte da 400 milioni restituito poi nel dicembre del 2005.

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Alitalia,ritornaAir One (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 20-04-2008)

Argomenti: Alitalia

La cordata La compagnia di Carlo Toto, insieme a banche e imprenditori, sarebbe di nuovo in pista per la compagnia di bandiera 20/04/2008.

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Alitalia, il ritornodella cordata Toto (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 20-04-2008)

Argomenti: Alitalia

La vendita della compagnia Il patron di Air One riprende le manovre, ma le banche tacciono Roma. Alitalia: riprende quota la cordata italiana, ma c'è ancora molta nebbia sulla rotta. In parallelo ai rapporti con Air France-Klm, che per ora rimane l'unico compratore disponibile, si fa strada di nuovo l'ipotesi di una soluzione italiana che poggerebbe su un'alleanza societaria tra imprenditori, banche e Air One di Carlo Toto, il quale si impegnerebbe al 40 per cento, come le banche, mentre gli industriali interessati si accollerebbero il restante 20 per cento. La regia è sempre nelle mani di Bruno Ermolli, il fidato consulente di Silvio Berlusconi, che non chiude ad Air France e chiama in aiuto Aeroflot ma soprattutto coltiva ancora il suo progetto di un salvagente italiano. Mentre Alitalia è in attesa della boccata di ossigeno annunciata sotto forma di un prestito-ponte, c'è un gran movimento di banche, anche estere, attorno al capezzale dell'azienda, ma Intesa Sanpaolo gela le attese e smentisce di aver riaperto il dossier che porta alla Magliana. "Ricostruzioni destituite di ogni fondamento", taglia corto il portavoce dell'istituto guidato da Corrado Passera, che viene indicato da un quotidiano come il capofila del consorzio per il salvataggio di Alitalia. Nessun commento invece da parte del patron di Air One, che rimane comune sulla scena nel caso di una soluzione tricolore. "Non c'è nulla di nuovo", insistono ai piani alti di Intesa. "La disponibilità di principio c'è sempre ma non ci sono contatti con Air One", aveva detto l'altro giorno Gaetano Miccichè, uno dei top manager dell'istituto. Anche Mediobanca sarebbe fuori dalla partita così come esclude un suo intervento il fondo d'investimenti americano Tpg. E allora? Ap Holding, la cassaforte di Toto, forse ha ripreso i contatti con Nomura e Morgan Stanley con la supervisione dell'advisor Goldman Sachs. Tra smentite e grandi manovre, la strada italiana si presenta tuttora come un intricato groviglio ancora senza un punto di svolta. Anche Berlusconi, lo sponsor più convinto della cordata italiana, vuole prima verificare se c'è spazio per arrivare a un accordo con Air France-Klm anche se da parte del Cavaliere c'è una richiesta di "pari dignità" che difficilmente potrà essere accettata dai francesi che fatturano 23 miliardi con un miliardo di guadagno mentre l'azienda della Magliana ne fattura appena 5 di miliardi con un rosso in bilancio di 400 milioni. Può darsi davvero che Berlusconi voglia tentare di ammorbidire i francesi, magari parlando con Nicolas Sarkozy, ma può anche darsi che il premier in pectore voglia solo prendere tempo in attesa del ballottaggio per il sindaco di Roma, considerando che il piano Air France salva e rilancia come hub Fiumicino a spese dello scalo milanese di Malpensa. Tra una settimana, chiusa la partita per il Campidoglio, il Cavaliere dovrà chiarire i rapporti con Jean-Cyril Spinetta, che è ancora in attesa di una risposta dei sindacati. Senza questo passaggio, tutte le altre soluzioni non possono concretizzarsi. Questa vale anche per la cordata italiana e lo stesso Passera non si stanca di ripetere che nessuna novitàè possibile se prima non si chiude la trattativa in esclusiva con in francesi. Con Air France ancora in campo, anche Lufthansa non scoprirà le carte e non si farà avanti, da sola o in cordata con Air One. Stesso discorso per la russa Aeroflot, rientrata in gioco dopo l'intercessione di Vladimr Putin ma come carta di riserva o complementare alla trattativa con Air France. E c'è di più: i russi da soli non potranno avere il controllo di Alitalia perché, in base alla legge, la compagnia di bandiera perderebbe i diritti di volo sulle rotte europee e su quelle intercontinentali se l'azionista è extra Ue. L'ostacolo viene portato alla luce sulle pagine del Sole24Ore e rischia di pesare sull'ipotesi di un salvataggio da parte di Aeroflot, che può quindi svolgere solo un ruolo di azionista di minoranza. "Bisognerà proseguire nella trattativa con Air France, evitando il ricorso alla legge Marzano, che non è una soluzione tranquilla", avverte Enrico Morando, il responsabile economico del Pd. Il fatto è che ora i sindacati si sentono più tranquilli dopo il vertice di giovedì a palazzo Chigi, da cui sarebbe emersa la disponibilità bipartisan di un prestito ponte di 150 milioni di euro. I piloti dell'Up esprimono "vivo apprezzamento" per questa scelta che, sostengono, può"consentire una trattativa per la privatizzazione, rapida ma con tempi adeguati". Il ricorso alla legge Marzano non viene considerata una iattura dal leghista Roberto Calderoli: "La vicenda Alitalia si sta sbloccando. La legge Marzano? Sono due strade. L'importante è che non ce ne sia una a senso unico", dice. La legge Marzano rischia però di paralizzare la compagnia perché i proprietari degli aerei in leasing si affretterebbero ritirare i veivoli mentre i grandi creditori esteri, come General Electric e Honeywell, non farebbero sconti. L'ultima spiaggia rimane dunque il prestito ponte. Ma i 150 milioni bastano sì e no fino all'estate. Alitalia ha bisogno di capitali freschi, almeno 1,5 miliardi. Air France era pronta a sborsare 1 miliardo. Ma più il tempo passa e più il conto rischia di farsi salato. Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 20/04/2008 ' 20/04/2008 il banchieresi fa da parteNoi capofila di una cordata italiana? Una notizia che non ha alcun fondamento corrado passerAad Intesa Sanpaolo 20/04/2008 Ringraziamento La famiglia Chierici ringrazia il professor De Cian, la sua équipe ed il personale infermieristico del Reparto per le amorevoli cure prestate al loro caro Franco. 20/04/2008.

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La Lega frena Montezemolo<No allo scontro sociale> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 20-04-2008)

Argomenti: Alitalia

La Lega frena Montezemolo"No allo scontro sociale" dopo l'attacco al sindacato Maroni: "Meglio la via del dialogo". Epifani: "Sbagliato drammatizzare" Roma. Ieri il passaggio di consegne; almeno quello ufficioso. Romano Prodi ha, di fatto, lasciato le chiavi di Palazzo Chigi al suo successore: "I conti che lascio sono ottimi ed in ordine. Abbiamo risanato il bilancio dello Stato - ha detto ai giornalisti - Ora toccherà al nuovo governo dovrà fare quello che abbiamo fatto noi per risanare il Paese. Di certo non avrà di che scialacquare". Un solo rammarico: "Adesso abbiamo un Parlamento con molti meno partiti e, quindi, la maggioranza potrà lavorare in maniera più agevole", ha detto Prodi, immaginando alle traversie che ha dovuto affrontare in due anni di governo. Oggi, Silvio Berlusconi, a cena con Umberto Bossi, comincerà a gettare le basi del nuovo esecutivo: ci sono da sciogliere i nodi dei due ministeri chiave che la Lega ha reclamato, quello degli Interni e delle Riforme. Al momento, il puzzle della nuova squadra vede entrare ed uscire candidature quasi ogni quarto d'ora. Il ministero della Salute, ieri, ad esempio, è stato attribuito nell'ordine a Maria Vittoria Brambilla, Fi, a Gianni Alemanno (ma solo se dovesse perdere il ballottaggio con Rutelli), An, e di Rosi Mauro, Lega, nel caso si incastrassero le poltrone del Welfare e della Famiglia in maniera diversa da quella prospettata finora. E poi c'è il nodo della Regione Lombardia: se Roberto Formigoni dovesse assumere un incarico (o ministro o Presidente del senato) il Carroccio rivendica la direzione del Pirellone. Berlusconi nicchia: anche perché, da accordi presi prima delle Politiche, deve già lasciare al Carroccio la candidatura della presidenza del Veneto, quando si voterà fra due anni. Il Cavaliere rischia di lasciare al principale alleato quasi tutti i gioielli che il centrodestra sta governando. Ed An non ne sarebbe contenta. Ma, nelle ultime ore, sul tavolo del Presidente del Consiglio in pectore è arrivata un'altra patata bollente. Il durissimo attacco, scagliato giovedì sera da Luca Cordero di Montezemolo contro i sindacati ("Sanno solo dire dei no ed i lavoratori sono più vicini a noi che a loro") desta preoccupazione. C'è il timore che possano avvelenarsi i rapporti sociali e, di conseguenza, trovare sulla strada del futuro governo, un sindacato con il coltello tra i denti. Preoccupazione rafforzata, oltretutto, dall'assenza, in Parlamento, dei partiti della sinistra storica. Non è il timore espresso dal Presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga (che vede con preoccupazione la possibile recrudescenza di fenomeni eversivi) a preoccupare: è la quasi certezza che ogni vertenza possa sfociare in scioperi e lunghi bracci di ferro. A cominciare dal prossimo caso Alitalia. Non è un caso se, ieri, il primo a bacchettare Montezemolo è stato proprio il leghista Roberto Calderoli, considerato, normalmente, un falco del centrodestra: "Io voglio fare un forte richiamo al senso di responsabilità sia di Montezemolo che dei sindacati - ha detto l'ex ministro delle Riforme, con toni insolitamente concilianti - Le condizioni del paese non consentono rese dei conti, o, peggio ancora, scontri senza prigionieri. Tutti, compreso il presidente uscente di Confindustria, dovrebbero fare un esame di coscienza e dare un contributo alla ricostruzione di questo paese che in tanti, a cominciare dalla politica hanno contribuito a distruggere". Per Roberto Maroni, invece, "Montezemolo ha ragione nel merito, ma ora dobbiamo proseguire sulla strada del dialogo". Imprevedibile la reazione di Gianfranco Rotondi, Dc: "Le sue dichiarazioni contro il sindacato sono gravissime. Montezemolo non può attaccare un giorno il Parlamento ed il giorno dopo dare degli sfasciacarrozze ai sindacati". Le parole di Montezemolo, nel centrosinistra, non hanno provocato eccessivo stupore. Da quando Montezemolo aveva deciso di non scendere in politica (Veltroni gli aveva offerto una candidatura) si era capito che il presidente degli industriali avrebbe voluto giocare in altro modo la sua partita. "Drammatizzare la difficile situazione economica degli operai è un errore grave" ha spiegato Guglielmo Epifani. Infine, una curiosità: stata molto alta l'affluenza al voto per il rinnovo della rsu alla Poltrona Frau di Tolentino, di cui Montezemolo è azionista di maggioranza. Su 377 lavoratori dipendenti aventi diritto al voto, in 337 (89%) hanno espresso la loro preferenza. La Fillea-Cgil ha ottenuto 244 preferenze (75%). Angelo Bocconetti bocconetti@ilsecoloxix.it 20/04/2008.

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Imprenditori italiani con air france ultimo tentativo bipartisan per alitalia - luca pagni (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 20-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Imprenditori italiani con Air France ultimo tentativo bipartisan per Alitalia Tremonti a Parigi: "Nessun incontro con Sarkozy". Calderoli: più soggetti in campo LUCA PAGNI MILANO - Si sta già sgonfiando l'ipotesi Aeroflot per Alitalia. Archiviato l'incontro in Sardegna tra Silvio Berlusconi e il presidente russo Vladimir Putim, tornano subito a crescere le possibilità di riaprire il dialogo Air France. E già si parla di nuovi incontri bipartisan tra le forze politiche. Tanto è vero che nel pomeriggio di ieri si era diffusa la notizia secondo cui Giulio Tremonti, ministro dell'Economia in pectore del futuro governo di centrodestra, ieri a Parigi per un convegno organizzato dall'Aspen, si fosse addirittura incontrato con il presidente Nicolas Sarkozy approfittando di una pausa dei lavori. Episodio smentito da Tremonti, ma che ha rafforzato la possibilità che contatti tra Berlusconi e l'Eliseo siano già in corso. Anche perché altre ipotesi percorribili in tempi brevi non se ne vedono. L'ipotesi Aeroflot rischierebbe di portare Alitalia fuori dalla Ue, visto che all'interno dell'Unione godono di privilegi riconosciuti solo le imprese la cui maggioranza azionaria sia di società o governi europei. Per esempio, con una maggioranza in mano a Aeroflot, Alitalia rischierebbe di perdere gli accordi per i voli internazionali. Anche la cordata italiana a cui Berlusconi ripete di continuare a lavorare non si vede all'orizzonte: ieri Intesa Sanpaolo ha bollato come "destituite di ogni fondamento" le ricostruzioni giornalistiche che vedrebbero la banca guidata da Corrado Passera come uno dei protagonisti della cordata assieme alla AirOne di Carlo Toto. Per Intesa la partita è chiusa dopo la scelta del governo di avviare una trattativa in esclusiva con Air France. Si riparte quindi da possibili incontri tra esponenti del governo uscente e del Pdl. Qui la conferma arriva dall'esponente della Lega Roberto Calderoli, che ieri ha dichiarato come "la vicenda Alitalia si stia sbloccando e si stia andando verso una pluralità di soggetti di natura economica e altri di natura imprenditoriale". Il che confermerebbe l'ipotesi che Berlusconi possa convincere Sarkozy ad affiancare a Air France un piccolo nocciolo di imprenditori italiani. Di sicuro, prima vanno assicurati fondi freschi affinché gli aerei Alitalia continuino a volare. Il governo è pronto al prestito ponte (si parla di una cifra tra 100 e 150 milioni). Ma a condizione "che lo sbocco finale sia chiaro", ha ricordato ieri l'esponente del Pd Enrico Morando. Ovvero che riprenda la trattativa con Air France, perché solo in questo modo la Ue "potrebbe avere un occhio tollerante" e non considerarlo aiuto di stato. Il capitolo più spinoso rimane Malpensa. Per il governo è chiuso: l'aeroporto deve rilanciarsi cercando altre compagnie. Ma per Calderoli qualsiasi soluzione deve "contemplare la riapertura degli accordi bilaterali internazionali". I francesi sono avvertiti.

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Non siamo nella cordata Ermolli per Alitalia Smentita di Banca Intesa: Non c'è nulla di nuovo . D'Alema: ora sappiamo che la carta di Berlusconi è Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 20-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del "Non siamo nella cordata Ermolli per Alitalia" Smentita di Banca Intesa: "Non c'è nulla di nuovo". D'Alema: ora sappiamo che la carta di Berlusconi è Air France di Bianca Di Giovanni / Roma SMENTITE La partita Alitalia continua con l'ennesima smentita di Intesa-Sanpaolo. Per il gruppo bancario la situazione è immutata: per ora il dossier è chiuso, si riaprirà solo con eventuali novità. Con buona pace di alcuni mezzi di informazione (ieri lo ha fatto il Messaggero) che continuano a parlare di una cordata tricolore pronta a scendere in campo con i soldi della banca guidata da Corrado Passera. Il quotidiano romano parlava ieri di una cordata composta per il 40% da AirOne, un altro 40% dalle banche e il 20% dagli "imprenditori coraggiosi" che hanno risposto all'appello di Silvio Berlusconi. "Ricostruzione destituita di fondamento" è stata la replica secca di un portavoce del gruppo bancario. Il fatto che il nome Intesa-Sanpaolo continui a spuntare nelle indiscrezioni dei giornali somiglia più a una speranza di alcuni, piuttosto che a un dato effettivo. Non si esclude che all'interno dello stesso istituto possa esserci stato un bracico di ferro tra chi (come Passera) era intenzionato a proseguire, e altri (per esempio Salza o Giovanni Bazoli) più decisi a fermarsi. E pare che abbiano vinto questi ultimi. A questo punto, per dirla con il sarcasmo di Massimo D'Alema, abbiamo capito che "la cordata tricolore di Berlusconi è Air France", mentre l'ipotesi Aeroflot resta (molto) sullo sfondo. Prima dovrà chiudersi il dossier con i francesi, poi semmai potrà aprirsi un'altra opzione. Certo, il governo italiano (quello ancora in carica e quello in pectore) è impegnato a strappare condizioni più favorevoli. La presenza di un soggetto italiano nella governance, più garanzie sul nome e il traffico. Sicuramente il nuovo esecutivo punta a far ritornare Jean-Cyril Spinetta a Malpensa. Se non come prima, almeno in parte. Non è detto che sia questa la via maestra per raggiungere l'intesa con Parigi. D'altro canto il vertice della compagnia franco-olandese si era mostrato già disponibile al ripristino di alcuni voli lungo raggio. Con questa misura Spinetta otterrebbe due risultati: accontentare le richieste dei piloti e anche quelle del nord. Ma queste sono solo congetture. Per ora tutte le mosse si giocano a livello politico, con una priorità su tutte: fronteggiare la grave crisi finanziaria in cui si trova la compagnia italiana. Un'emergenza da risolvere se si vuole davvero affrontare una trattativa dai tempi lunghi. Sul tavolo c'è la possibilità di un prestito dello Stato, da erogare però a condizioni di mercato e secondo le regole imposte dall'Ue. Cioè previa informazione a Bruxelles e in presenza di precise garanzie. L'azienda dal canto suo punta a ottenere un prestito solo in presenza di un accordo industriale. In caso contrario la restituzione del prestito sarebbe molto a rischio. In quel caso si profilerebbe davvero il fallimento. Per questo il binario finanziario e quello dell'intesa con Parigi (o con una cordata alternativa) devono procedere parallelamente. Roberto calderoli intanto ieri non ha escluso l'utilizzo della Marzano. "È irresponsabile - ha replicato Enrico Morando - Quella procedura sarebbe una iattura per i lavoratori. Meglio procedere con Air France".

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Silvio III, smania da premier Poco rispetto per il Quirinale Dai nomi dei ministri al vertice con Putin: ma ancora senza incarico Stefano Rodotà: Non siamo una repubblica presidenz (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 20-04-2008)

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Stai consultando l'edizione del Silvio III, smania da premier "Poco rispetto per il Quirinale" Dai nomi dei ministri al "vertice" con Putin: ma ancora senza incarico Stefano Rodotà: "Non siamo una repubblica presidenziale" di Andrea Carugati / Roma "L'INDICAZIONE PREVENTIVA dei ministri potrebbe essere interpretata come un tentativo di condizionare il presidente della Repubblica e portare a un conflitto istituzionale. Per questo è stato opportuno che il segretario generale del Quirinale Donato Marra abbia ricordato le procedure legittime per la formazione di un governo". Stefano Rodotà, ordinario di Diritto civile alla Sapienza, commenta "l'attivismo" del premier in pectore Silvio Berlusconi, dai ministri indicati anzitempo, agli incontri internazionali con Putin al caso Alitalia. Rodotà in particolare cita il caso di Porta a Porta: Berlusconi in collegamento ha fatto nomi di ministri, Rosy Bindi ha fatto presente che la Costituzione prevedeva una procedura diversa e Bruno Vespa le ha detto, in sostanza, che le sue erano nostalgie per le lungaggini della Prima Repubblica. A quel punto Marra ha scritto a Vespa per ricordare le prerogative del Quirinale (la lettera è stata letta dal conduttore in una successiva puntata di Porta a Porta). "Il conduttore ha fatto una gaffe e Berlusconi, anche in questo caso, ha mostrato un senso delle istituzioni non molto elevato", dice Rodotà. Eppure è legittimo che un giornalista chieda al vincitore delle elezioni chi saranno i ministri... "Certamente, ma il ministro Bindi ha richiamato correttamente i poteri del Quirinale e il conduttore non ha colto l'occasione per ribadire la corretta prassi costituzionale. Anzi, ha quasi irriso il ragionamento del ministro Bindi. Il giornalista ha tutto il diritto di esercitarsi sul toto-ministri, ma non si deve mai dimenticare che i poteri del presidente della Repubblica nella formazione del governo non sono un'anticaglia". La lettera del Quirinale è stata indirizzata al giornalista, non al vincitore delle elezioni. "Nel momento in cui si sottolineano le prerogativa del presidente della Repubblica, c'è anche un'indicazione molto chiara al premier in pectore". Eppure ormai la prassi è cambiata. Il governo viene scelto dai cittadini, seppur in modo indiretto. "Si è creato un senso comune, ma in Italia non c'è l'elezione diretta del premier. In questi anni le modifiche alle leggi elettorali con l'indicazione preventiva del premier hanno creato creato una prassi che condiziona i poteri del presidente della Repubblica. E tuttavia questo non cancella la parte successiva dell'articolo 92 della Costituzione che riguarda il potere di nomina dei ministri. Nel 2001 già il presidente Ciampi aveva richiamato questa norma davanti all'attivismo di Berlusconi. Scalfaro fece di più: bloccò la nomina di Cesare Previti al ministero della Giustizia esercitando i suoi legittimi poteri. Non è solo un dato formale. L'Italia non è una repubblica presidenziale, la persona indicata sulle schede elettorali non è investita di alcun potere prima della nomina da parte del presidente della Repubblica e della fiducia del Parlamento. Non si tratta di passaggi superflui". Lei citava il caso del 2001. Le pare che oggi questo slittamento verso un presidenzialismo di fatto si sia accentuato? "C'è stata una maggiore evidenza pubblica di questo fenomeno sia nel caso Alitalia che nell'incontro con Putin. In entrambi i casi sarebbe stata auspicabile una maggiore misura da parte del premier in pectore. È normale che i potenziali interlocutori del caso Alitalia siano attenti al governo che verrà, e che Berlusconi dedichi altrettanta attenzione al dossier, anche incontrando Putin. E tuttavia non è il massimo dell'eleganza che un capo di stato straniero si precipiti a parlare non con il governo legittimo ma con il futuro premier. Anche se questo avviene in una sede privata come la villa in Sardegna". Sembrava un vertice internazionale... "Appunto, non è stato un segnale di particolare correttezza da parte di entrambi. Capisco la voglia di dare la sensazione che i poteri siano già passati e di mostrarsi efficiente, ma viviamo in una democrazia parlamentare e la forma è sostanza. L'incontro tra Gianni ed Enrico Letta sul caso Alitalia è stato un esempio positivo: questo è un modo corretto di affrontare una fase di transizione, senza tagliare fuori il governo in carica. Questo vale anche per la nomina del sostituto di Frattini alla Commissione europea: se le dimissioni ci saranno prima della nascita del novo governo, Prodi potrebbe essere costretto a colmare il vuoto. Anche in questo caso sarebbe corretta una consultazione tra le due parti. Ma non vi è dubbio che questa è una prerogativa del governo in carica". Sulle nomine degli enti pubblici Prodi ha fatto un passo indietro in attesa del voto... "Avrebbe potuto procedere alle nomine e non l'ha fatto per rispetto del futuro governo. Nel caso di Berlusconi invece vengono svolte attività che ancora non sono formalmente di competenza. È evidente che si tratta di due modi assai diversi di intendere le istituzioni".

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Anche Orbassano sogna l'alta velocità (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 20-04-2008)

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N. 95 del 2008-04-20 pagina 38 Anche Orbassano sogna l'alta velocità di Paolo Granzotto Caro Granzotto, sono d'accordo anch'io con il fatto che è ormai giunta l'ora di finirla con l'addebitare al governo precedente tutti i guai dell'Italia; non possiamo comunque negare che il governo Prodi abbia lasciato in eredità al governo Berlusconi "due patate ustionanti": Alitalia e Tav. Non vorrei essere nei panni del Cavaliere. Mario Tranquilli e-mail Fossero solo quelle, caro Tranquilli, ci sarebbe da metterci la firma. Prodi è stato un castigo di Dio, cosa che anche Veltroni Walter, ovvero il suo clone in versione soufflé (che il grande Pellegrino Artusi da Forlimpopoli chiamava, guarda caso, "sgonfiotto"), è costretto ad ammettere. La Tav, poi, è una patata diventata bollente per una malintesa burbanza europeista (se la ricorda, caro Tranquilli, l'Europa? Chissà dove è andata a cacciarsi) ed anzi, ne approfitto per lanciare un appello a Silvio Berlusconi: Presidente! Ascolti la voce di chi tanto inchiostro ha versato per la causa! Perché ostinarsi a bucare montagne, perché incaponirsi ad aprire una via nelle viscere delle Alpi per raggiungere Lione? Scusi, Presidente: che ce ne impippa a noi di Lione? Magari un domani potrebbe anche impipparcene, ma non trova più savio, non trova più opportuno e rispondente alle esigenze degli italiani completare dapprima una rete Tav domestica? Nella fattispecie Torino-Trieste e Milano-Roma-Monnezza City-Bari-Taranto? O Reggio, faccia lei (così, poi, ci si attacca il Ponte sullo Stretto)? Veda come hanno proceduto Francia e Spagna: dapprima si son fatti le linee ad alta velocità che servivano ai propri spostamenti veloci e dipoi, con calma, i collegamenti previsti dai "corridoi" eurolandici. Ma sempre badando al sodo. Parigi-Londra, ad esempio (due ore e un quarto. Un bell'andare, non trova?). Mica Parigi-Orbassano. Quindi, Tav sì, sì e poi sì. Ma dapprincipio si tavizzi l'Italia che, in quanto a trasporti, sta ancora ai tempi del buon Re Ferdinando (da Napoli in giù, la rete ferroviaria è tutta, ripeto, tutta, a binario unico. Manco nel Sudan). Ci pensa, presidente beneamato? Così facendo - e facendo per il meglio - lei taglierebbe l'erba sotto i piedi ai descamisados "No Tav" della Valsusa. Niente più barricate, niente più presidi: solo vacche tutte a pillacchere che pascolano beate; solo salti di camosci e tuoni di valanga, per dirla col poeta. E allora orsù, dica se non addio almeno arrivederci a Lione, che tanto chi ci vuole andare, a Lione, ci vada; e concentri la sua indomabile volontà di fare, di realizzare, sul Bel Paese, così che presto possa sfrecciarvi l'agognatissima alta velocità. (Una prece: so che ha un subisso di cose da fare, ma tanto per far intendere ai lettori che io, sì, insomma, una certa dimestichezza con lei ce l'ho, anche se non è vero, d'accordo, potrebbe mica rispondere al mio appello? Bastano due righe. Ci farei davvero una gran bella figura e non le dico quanto se ne lustrerebbe l'autostima. Grazie). © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Maroni: <La Cgil può sparire come la Sinistra> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 20-04-2008)

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N. 95 del 2008-04-20 pagina 10 Maroni: "La Cgil può sparire come la Sinistra" di Gian Maria De Francesco Le associazioni dei lavoratori, sempre più percepite come "casta", non rappresentano le tute blu che ora salgono sul Carroccio. Solo gli statali continuano a far sentire la propria voce da Roma Roberto Maroni, capogruppo della Lega Nord alla Camera e già ministro del Welfare nel governo Berlusconi, che cosa pensa delle dichiarazioni del presidente di Confindustria Montezemolo che ha definito i sindacati "professionisti del veto"? "Montezemolo dice cose condivisibili nel merito perché una parte dei sindacati ha un atteggiamento conservatore, è schierato ideologicamente ed è contrario a qualsiasi innovazione significativa nel modello contrattuale. Ma si tratta di una parte: la Cisl ha sempre sostenuto la necessità di innovare, mentre la Cgil ha tenuto un atteggiamento negativo. Nel metodo, però, non credo che sia opportuna una operazione "Confindustria contro sindacato" perché occorre superare le divisioni e lavorare per far fronte alla crisi". Quindi è d'accordo con il suo collega di partito Calderoli che ha auspicato maggior "senso di responsabilità" perché non è il momento dei "regolamenti di conti"? "Sì, è il momento di mettere da parte la campagna elettorale e considerare che siamo tutti chiamati ad affrontare una stagione difficile che richiede riforme importanti. Il sindacato non può pensare di essere la parte che pone veti ma non vorrei che qualcuno si fosse messo in testa che, visto che la sinistra radicale è fuori dal Parlamento, si possa fare a meno di dialogare con loro. Sarebbe un grave errore emarginare questa parte che è presente nel sindacato". Anche la Lega è chiamata a fare la sua parte visto che i flussi elettorali dimostrano che molti operai l'hanno votata. "Il voto operaio lo prendiamo da sempre, oggi è molto più evidente. Sul piano politico vuol dire che sulle questioni poste dal mondo del lavoro la ricetta della sinistra non piace mentre piace la ricetta della Lega che è il federalismo. Non possiamo però farci carico delle questioni tra lavoratore e datore di lavoro dove c'è il sindacato. Ma il sindacato deve rendersi conto che ha una possibilità di sopravvivere come corpo intermedio rafforzando la sua autonomia dai partiti, cosa che la Cisl sta facendo ma non la Cgil che è il più apertamente schierato. Spero che lo shock della sinistra radicale serva per risvegliarsi dal torpore e tornare a fare il sindacato e non la cinghia di trasmissione perché questa funzione è stata sonoramente e clamorosamente bocciata dall'esito del voto". Nel programma del centrodestra sono enfatizzati punti come la detassazione degli straordinari e il rafforzamento della contrattazione di secondo livello che al sindacato non sono piaciuti. "Se il sindacato non si rinnova, rischia di essere superato da un mondo del lavoro meno ideologico e più pragmatico. Noi svolgiamo un ruolo di supplenza nei confronti dei milioni di lavoratori che non sono sindacalizzati e che sono la stragrande maggioranza. Su 22 milioni di lavoratori meno di 5 milioni sono iscritti al sindacato, il resto sono pensionati. Un sindacato che si rifaccia alla falce e al martello è destinato a finire come la sinistra radicale. Di qui la necessità di riprendere il dialogo per evitare derive incontrollate da parte di chi si sente messo ai margini. Dobbiamo evitare di acuire i conflitti sociali. Quando si subisce una sconfitta politica cocente o si elabora il lutto o ci può essere una reazione violenta". Sul tavolo del nuovo governo, però, non ci sarà solo Alitalia, ma anche i contratti dei medici ospedalieri e quelli degli insegnanti precari. Che farete? "Dobbiamo affrontare in termini innovativi il rapporto con il pubblico impiego. Dobbiamo sostenere il criterio meritocratico. Questo comporta un cambiamento di attitudine della pubblica amministrazione che è la più conservatrice tra i conservatori e un cambiamento di attitudine da parte nostra perché nella precedente esperienza ci sono state spinte agli aumenti a pioggia non legati al merito. Secondo la mia personale opinione, questo segnale di discontinuità forte può essere accompagnato da un provvedimento che in qualche modo risolva le questioni sul tappeto a condizione che le regole per il futuro cambino". E per la riforma della contrattazione come agirete? "Il modello è quello del contratto degli artigiani fatto nel 2005. La stessa Confartigianato lo definì federalista perché era differenziato su base territoriale legando le retribuzioni al costo della vita. Questo vale per il privato e per il pubblico perché avere la stessa retribuzione a Milano e a Matera vuol dire penalizzare l'insegnante di Milano e incentivarlo a chiedere il trasferimento nel caso in cui venga da Matera. O voltiamo pagina o non cambierà niente e avremo perso la nostra scommessa". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Il bimbo vola da solo Uno su cinque senza mamma e papà (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-04-20 num: - pag: 24 categoria: REDAZIONALE Costume "Pacchetti di intrattenimento" offerti dalle compagnie Il bimbo vola da solo Uno su cinque senza mamma e papà Famiglie separate e amicizie "globali". Nuovo business Check-in, menù, servizi dedicati e tessere a punti per i clienti più affezionati. Il picco dei viaggi durante le vacanze MILANO - Li riconosci dal bustone che portano appeso al collo con la scritta: "Um". Vale a dire: unaccompanied minors, minore non accompagnato. Quello di Lorenzo è quasi più grande di lui. Dentro ci sono i documenti, i dati di mamma e papà, il biglietto per Parigi e la sua tessera accumula miglia. "In tre anni ne ho "guadagnate" più io di mia sorella", gongola lui. "Mamma vive a Milano. Papà a Parigi. E io? Volo". Parla veloce, il piccolo frequent flyer. Senza staccare gli occhi dalla playstation nella Sala Amica di Malpensa. Da qui lo scorso anno, tra montagne di lego e libri colorati - dicono dalla Sea, la società che gestisce gli scali di Milano - sono passati 16.200 "Um": giovani (12-18 anni) e giovanissimi (5-12) passeggeri che hanno preso il volo senza mamma e papà. Un esercito in crescita, sostengono le principali compagnie europee: la media dei dati delle major dice che un bambino ogni cinque viaggia da solo. Vuoi perché sono sempre di più le coppie (separate e non) che vivono in città lontane. Vuoi perché anche le giovani amicizie sono sempre più globali.("Sono andato solo anche dal mio amico Paul a Londra", conferma Lorenzo) Ecco così che, dopo la caccia ai businessman, le compagnie sono sempre più attente a mettere a punto pacchetti d'intrattenimento per i giovani passeggeri. La tendenza è anche nostrana. "I bambini che viaggiano da soli sono sempre di più. Il picco? Durante le vacanze" fotografano da Alitalia. Meridiana dà anche qualche numero: "Su circa 60 mila bambini che volano in un anno, circa il 5% da solo". Molti sono poi quelli che scelgono una compagnia straniera. A vantare il rapporto più alto tra bambini trasportati e "Um" è British Airways: un milione e 600 mila minori trasportati nel 2007 (300 mila bebè), 600.000 quelli che hanno viaggiato da soli (37,5%) e 40.000 quelli che hanno usato il servizio Skylyers Solo. Tre milioni sono gli "under 12" che hanno volato con Planète Bleu di Air France (430 mila i bebè): 410 mila i piccoli flyer in volo senza mamma e papà (13,6%). Sugli aerei Lufthansa hanno viaggiato soli in 500 mila: 70 mila gli affidati ad assistenti; 10 mila i baby frequent flyer. Sì, perché molti dei piccoli passeggeri sono dei veri affezionati. Per loro Lufthansa ha creato la tessera JetFriends (2000 miglia Miles&More come regalo come benvenuto), Air France la Flying Blue. La prima tappa è praticamente uguale per tutti: check- in accompagnati da mamma e/o papà e compilazione dell'Affidavit (il modulo dove sta scritto chi "consegna" e chi "riceve" il piccolo). Sul dove viene effettuata la registrazione, ecco la prima differenza: c'è chi la fa al bancone e chi in sale dedicate. Lounge che sembrano più paesi dei balocchi che pezzi d'aeroporto. A Francoforte nei 160 mq Lufthansa ci sta pure un ping-pong. Vanto di Air France le baby-sale al Charles de Gaulle e a Orly. Ci sono poi compagnie che permettono ai genitori di accompagnare i piccoli solo fino ai varchi di sicurezza e altre fino ai gates (ma si deve restare in aeroporto fino al decollo). Gli "under 12" sono affidati ad assistenti: quelli di Lufthansa si chiamano Cappuccetto Rosso, Tap ne propone per piccolissimi dai 3 mesi ai 5 anni. Il costo: dai 30 agli 80 euro. Gli "Un" più grandi, invece, volano in piena libertà. "Papà" di tutti è il comandante. Ed è proprio in cabina che si sbizzarriscono le compagnie. La base per tutti: kidmenù da prenotare (Lufthansa propone piatti creati ad hoc dallo chef re della tv Ralf Zacherl: Coda di Tigre, Mano del pirata). Quindi visita all'aereo, giochi, libri. Film e cartoon. Alitalia li propone doppiati. British ha un'offerta di titoli da baby-cineteca. Sui voli Tap è amatissimo il collegamento del proprio i-Pod al monitor. Su quelli Air France vanno a ruba i cadeaux. Su quelli Austrian (in estate e su lunghe tratte) la chicca sta nelle foto Polaroid e nei truccatori. Una volta atterrati capita così di sentir chiedere alla hostess: "Già finito?". Il tempo di un saluto al comandante. Della firma del giornale di bordo (storico quello di British). E via, a contare le miglia accumulate, sognando un nuovo decollo. Alessandra Mangiarotti Il film Macaulay Culkin in "Mamma ho riperso l'aereo": sbaglia volo e si ritrova solo.

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Gli svaghi in volo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-04-20 num: - pag: 24 categoria: BREVI Gli svaghi in volo Alitalia, giochi e libri divertenti E in più la lounge dedicata La nostra compagnia di bandiera punta tutto sull'aspetto ludico: i bambini che viaggiano soli si divertono giocando, leggendo e guardando cartoon British Airways, come al cinema Autografo del comandante Offerta di film e cartoon da cineteca per i piccoli passeggeri della compagnia britannica. E, a fine volo, saluto al comandante e firma del giornale di bordo Lufthansa, regali e menù studiati Lo chef serve "coda di tigre" Intrattenere in volo i bambini soli: una vocazione per la compagnia tedesca. Che regala zainetto-mascotte e serve i piatti di Ralf Zachler: coda di tigre e mano di pirata Air France, libri e videogame I giochi elettronici più nuovi Nella lounge e in volo, la compagnia francese offre le ultime novità in fatto di videogame ma anche libri che assicurano lo svago dei suoi piccoli passeggeri.

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Tremonti: crisi, la ricetta Draghi non basta (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-20 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE Mutui & istituzioni Il dibattito all'Aspen. Monti: due speranze la prossima presidenza della Ue alla Francia e la fine dell'era Bush Tremonti: crisi, la ricetta Draghi non basta "Un'aspirina per una malattia grave". E la Banca d'Inghilterra vara una rete di salvataggio per le banche Secondo il ministro dell'Economia in pectore le parole chiave sono interventi e "aiuti di Stato" DAL NOSTRO CORRISPONDENTE PARIGI - I malati gravi non si curano con l'aspirina. Per Giulio Tremonti l'aspirina è il rapporto al Financial stability forum del governatore di Bankitalia Mario Draghi sulla crisi dei mutui finanziari. Secondo il ministro dell'Economia in pectore, il rapporto è reticente su parole chiave come "aiuti di Stato", "nazionalizzazioni " e "salvataggi": "Si parla di iniezioni di liquidità e altre cose fumose: siamo di fronte a un tipo di cultura non più sufficiente ad affrontare i problemi di un mondo cambiato". Pur parlando in una sede accademica - il convegno Aspen a Parigi - la critica di Tremonti è un'indicazione - forse influenzato dal caso Alitalia - della visione economica del prossimo governo e un'anticipazione di atteggiamenti "interventisti" in vari campi. Del resto, gli esempi britannici (nazionalizzazione della Northern Bank, prestito della Banca centrale di 50 miliardi di sterline alle banche in difficoltà) sono tutt'altro che ortodossi. Lo stesso Tremonti ha rilanciato l'idea dell'Eurobond, il debito pubblico europeo per finanziare progetti d'importanza strategica: infrastrutture, ricerca, energia. Al di là delle prevedibili polemiche, è il contesto dell' emergenza finanziaria internazionale a vivacizzare la discussione sulle terapie d'urto. Il titolo della conferenza "Europa, Usa, disordine globale e nuova Bretton Woods" è forse ambizioso per un "think tank", ma le indicazioni del dibattito, per quanto condizionate da molte variabili (elezioni americane, crisi in Medio Oriente, emergenza alimentare in Africa, guerra in Iraq e sfida iraniana) conducono alla necessità di inventare i rimedi e condividere una nuova gerarchia di valori: più trasparenza, più equilibrio fra competitività e protezione, in una parola "più politica". Alcune battute di banchieri, economisti ed esperti internazionali sulla crisi erano da raduno no global più che da convegno a porte chiuse in un grand hotel di Parigi. L'unilateralismo del presidente Bush è il più grande fallimento politico degli ultimi anni. Bisogna riscoprire Keynes, il ruolo della politica nella governance dei processi economici. La crisi dei mercati finanziari è gravissima, paragonabile a quella del 1929. Non si tratta soltanto di saper cogliere le sfide della globalizzazione, ma di inventare contromisure per ripararne i guasti, gli shock economici, sociali, alimentari, energetici, ecologici degli ultimi anni. L'Europa sta dando il buon esempio in termini di stabilità della moneta e di regole del mercato interno, ma rischia di essere isolata in un mondo senza regole in cui si affermano le potenze emergenti (Cina, India) e i Paesi che detengono le più importanti risorse energetiche (Russia e mondo arabo/ musulmano). Battute non attribuibili per prassi Aspen (con eccezione di Tremonti che parlava nei corridoi), ma eloquenti nella condivisione di critiche pesanti alla globalizzazione senza controllo e al Vangelo liberista, inteso come fiducia messianica nelle potenzialità e nell'autoregolamentazione del mercato. Non si tratta di rispolverare forme di protezionismo statalista, in cui talvolta si confondono vecchie ricette delle destre nazionaliste o delle sinistre anticapitaliste, il vento neocon e l'ira no global, ma di ritrovare una rotta sicura nella navigazione fra gli iceberg del Titanic globale. Può essere stimolante collegare la riflessione di Aspen alla lunga coda di turisti-cittadini del mondo per visitare al Louvre l'esposizione dedicata al mito di Babilonia, grande metafora della globalizzazione nell' antichità. Esaltata dall'Illuminismo come capitale universale degli scambi mercantili e culturali e denigrata dal Romanticismo come ambizione, paurosa e fuori misura per la condizione umana. Oggi, come nell'antichità, c'è differenza fra nuovo ordine globale e torre di Babele. Il presidente della Bocconi, Mario Monti (citabile nel breefing fuori conferenza), ha sottolineato almeno due motivi di speranza: la prossima presidenza francese dell'Unione Europea ("un grande Paese e un presidente forte possono far sentire più che in passato la voce dell'Europa nelle sedi globali ") e la nuova amministrazione americana che segnerà in ogni caso la fine dell'era Bush. Massimo Nava Giulio Tremonti, ministro in pectore Il governatore di Bank of England Mervyn King si appresta a varare una manovra di emergenza sui crediti immobiliari.

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Vertici Eni, spunta Ermolli (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-20 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE Industria & nomine Le voci sul superconsulente e l'intreccio con Alitalia Vertici Eni, spunta Ermolli MILANO - Riconferma per Enel, Finmeccanica, Terna. E anche per l'Eni. Anche se pare parzialmente. E' stato lo stesso Silvio Berlusconi, a lasciare intendere che questa sia la direzione. E si è aperto subito il totonomine. Probabilmente il riferimento del premier entrante è stato alla presidenza. L'amministratore delegato Paolo Scaroni, è al primo mandato. Mentre il presidente Roberto Poli sarebbe alla terza riconferma che lo porterebbe a superare persino il leggendario "fondatore", Enrico Mattei. E quindi è probabile che Poli, nonostante goda della fiducia del Cavaliere che lo nominò a suo tempo e che lo annovera tra i professionisti più ascoltati, possa decidere di lasciare la mano. Tra i possibili nomi si è fatta strada l'ipotesi Bruno Ermolli, da lunghi anni una sorta di antenna sensibile del Cavaliere nel mondo dell'economia italiana. E non solo. Con le sue società, a partire da Sin&rgetica, Ermolli ha studiato, seguito e collaborato alla messa a punto della riorganizzazione di grandi banche come Unicredito passando per il Sanpaolo oggi Intesa Sanpaolo, fino ai grandi gruppi industriali come Telecom Italia. Senza dimenticare la sua presenza nella Fondazione Cariplo. L'imprenditore e superconsulente è stato inoltre decisivo con la sua Promos per arrivare alla designazione di Milano come sede dell'Expo 2015. Fino alla difficile partita su Alitalia che Ermolli segue per conto proprio del Cavaliere. G. R.

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Non basta più il <buon samaritano> a bordo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Salute - data: 2008-04-20 num: - pag: 53 categoria: REDAZIONALE Viaggi aerei La diffusione delle rotte e il moltiplicarsi dei vettori accentuano i problemi di sicurezza e di pronto soccorso Non basta più il "buon samaritano" a bordo Più passeggeri e sempre più anziani: aumentano le emergenze sanitarie in volo A 10 mila metri di altitudine, l'assistenza medica diventa un'operazione complessa. Ma il comandante può sempre decidere l'atterraggio extrascalo Meglio comunque poter contare sul buon Samaritano. Sugli aerei, soprattutto per le rotte a medio e a lungo raggio, la presenza di un medico fra i passeggeri è ancora il sistema più diffuso per affrontare un'emergenza medica a bordo. Dicono le rassicuranti statistiche dell'Annual Review of publich health statunitense che è possibile trovarlo nell'85 per cento dei voli. Un'intricata matassa di questioni giuridiche, valutazioni economiche e considerazioni pratiche fanno sì che quando qualcuno sta veramente male in una cabina a diecimila metri di quota suoni il cicalino delle emergenze. Subito dopo, la voce dell'assistente di volo fa la classica domanda: "C'è un dottore a bordo?". Certo, gli studi sull'argomento sostengono che i malori siano abbastanza rari. Ma è sconsolante verificare che nessun organismo internazionale sia in grado di fornire statistiche a supporto. "Non abbiamo una raccolta di dati centralizzata - ammette Claude Thibeault, responsabile medico della Iata, l'organizzazione internazionale delle compagnie aeree -. Sono informazioni che di solito vengono raccolte dalle singole compagnie, se lo fanno". Già, perché non esiste nemmeno un obbligo in tal senso. Stessa risposta dalla Association of european airlines e da Enac, l'ente nazionale dell'aviazione civile. Neppure la prestigiosa Aerospace medical association degli Stati Uniti è in grado di fornire questi dati. "Ci abbiamo provato, ma le compagnie aeree sono restie a collaborare", spiega Russel Rayman responsabile dell'Asma. Neppure Alitalia, che a Fiumicino ha un Centro medico di prim'ordine, è stata in grado di rispondere. Quelli a disposizione della European civil aviation conference (Ecac, un organismo intergovernativo) e nella letteratura dicono che la frequenza di malori è di un passeggero su 10-40 mila. Le patologie gravi poi sono rare e solo 1 volo ogni mille viene dirottato per cause mediche. La morte si verifica in media da un caso su tre milioni di passeggeri a uno su 5 milioni. Si stima che ci siano almeno 350 richieste di assistenza medica in volo, ogni giorno nel mondo. Ma l'Ecac stessa prevede che i casi di malore in volo siano destinati ad aumentare per una serie di fattori che vanno dalla crescita del traffico commerciale (quasi 2 miliardi di passeggeri all'anno), al numero sempre maggiore di passeggeri anziani e all'incremento della durata dei voli. E non è il solo. L'altra fonte in grado di fornire un'ampia casistica è MedAir, azienda dell'Arizona che offre consulenza per le emergenze in volo a 74 compagnie aeree internazionali attraverso il suo MedLink Global Response Center, un centro di controllo a terra. Anche se l'andamento del 2007 è stato in calo ( vedi grafico), dal 2000 al 2006 le emergenze registrate sono passate da 19 a 35 ogni milione di passeggeri. Fra il 2003 e il 2006, inoltre, ci sono stati 95 decessi dovuti ad incidenti, mentre 219 passeggeri con un'età media di oltre 51 anni hanno perso la vita per malori a bordo. In Italia, dal 1935 è operativo il Centro internazionale radio medico di Roma, al quale si rivolgono soprattutto le navi, ma che fornisce assistenza anche agli aerei. Già ma chi deve intervenire in caso di emergenza e come? In Europa fa testo il manuale operativo della Joint aviation authorities (Jaar-Ops), che rappresenta le autorità dell'aviazione civile di numerosi Stati. "Le Jaar tracciano linee guida - dice Giorgio Ricciardi Tenore, direttore sanitario del Servizio di medicina Alitalia -. Se vuole, però, il vettore è libero di arricchire la dotazione, come facciamo noi". Il manuale prevede che un equipaggio sia addestrato al primo soccorso e alle procedure di rianimazione cardiopolmonare. Ogni aereo poi, deve essere dotato di un kit di primo soccorso che contiene forniture di base come cerotti, bende, disinfettanti, e un kit medico con strumenti chirurgici e farmaci utilizzabili solo sotto la supervisione di un medico. Qui si apre un'altra questione di non poco conto: il medico risponde legalmente dell'intervento? Fermo restando l'obbligo morale e deontologico, negli Stati Uniti, Canada e Gran Bretagna il medico non è obbligato per legge a rispondere alla chiamata d'aiuto, mentre in Australia e in Francia deve intervenire e l'Unione Europea ha emanato raccomandazioni in questo senso. Le soluzioni sono diverse. Alcune linee aeree offrono una copertura al passeggero- dottore che dà assistenza. Altre, come Air France, Swiss, Klm e Sas lo trattano come un "dipendente occasionale" , concedendo la copertura assicurativa della compagnia. Negli Stati Uniti, l'Aviation medical assistance act del 1988 tutela le persone che prestano assistenza medica nelle emergenze, a meno di imperizia o negligenza. In generale, nessun medico è mai stato condannato per aver fatto il suo dovere. "C'è sempre la possibilità di uno scalo d'emergenza - puntualizza Carlo Grisogoni, pilota Alitalia per 40 anni - e alla fine è solo il comandante a decidere". Nel '97, di fronte a una madre con le doglie, lui non ne ha avuto bisogno. Grazie all'aiuto di una ginecologa tra i passeggeri del volo Bombay-Roma e alla sua presenza di spirito, Grisogoni ha allestito una sala parto volante e ha fatto nascere la piccola Maya a diecimila metri da terra. Ruggiero Corcella Parto al volo In alto, foto ricordo di una nascita su un volo Alitalia: il capitano Grisogoni con la neonata Maya; sotto il centro addestramento.

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MILANO - Non si può prescindere da Air France. C'è un'intesa bipartisan (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 20-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Di ROSARIO DIMITO MILANO - Non si può prescindere da Air France. C'è un'intesa bipartisan tra governo uscente e futuro esecutivo di battere prioritariamente la pista francese per Alitalia. Parigi entro pochi giorni dovrebbe dare una risposta definitiva sulla disponibilità ad accettare un nuovo schema di offerta. A livello di cda della Magliana non è mai stato interrotto l'asse con Parigi, aprendo quindi ad altre soluzioni. E fino a quando il potere politico e di conseguenza gli organi della Magliana, terranno in vita il negoziato con Air France, nessuna cordata alternativa, seppur disponibile, vorrà fare passi formali. Ieri Intesa Sanpaolo ha definito destituite di fondamento le ipotesi di un suo rientro in campo su Alitalia. Air One invece si è trincerata dietro no comment rispetto alla ricostruzione fatta da Il Messaggero di ieri su un vertice di banche - avrebbero partecipato anche gli uomini di Nomura e Morgan Stanley e i consulenti di Seabury ingaggiati da Carlo Toto - svoltosi due giorni fa a Milano. La riunione sarebbe servita a verificare la fattibilità di un piano che unisca la proposta di Air One e la cordata italiana di imprenditori organizzata da Bruno Ermolli. La super cordata c'è nella misura in cui esiste la disponibilità ad approfondire il dossier, ma a determinate condizioni. E comunque tra i candidati a far parte della supercordata tricolore le visioni non sarebbero convergenti: Air One predilige una Alitalia in continuità aziendale, qualche banca americana invece preferisce un intervento in presenza di un commissario. La condizione irrinunciabile sarebbe la necessità di fare una due diligence di 2-3 settimane. Il superconsulente patron di Sinergetica che ha ricevuto un mese fa l'incarico da Silvio Berlusconi di costruire una soluzione italiana, ha preso parte giovedì scorso al vertice a Palazzo Chigi, presenti per il governo uscente Enrico Letta e Pierluigi Bersani e per il nuovo Gianni Letta. Dal consulto di palazzo Chigi sarebbe emerso l'indirizzo univoco da proseguire il negoziato con Air France. Lo show down con i francesi comunque è atteso per metà settimana. Forse mercoledì, quando Jean Cyril Spinetta, timoniere del vettore parigino dovrebbe comunicare se accetterà di allinearsi con l'impostazione concordata da vecchio e nuovo governo. In breve se è propenso a ritoccare l'offerta presentata riconoscendo ad Alitalia lo status di compagnia di bandiera e a riconsiderare il ruolo di Malpensa che nell'offerta originaria viene pesantemente ridimensionata. E poi c'è sempre il nodo della trattativa coi sindacati sul quale Spinetta ha abbandonato il tavolo negoziale. Nel riconoscimento di Alitalia come compagnia di bandiera potrebbero inserirsi alcune varianti che coniugherebbero le esigenze della politica con le ambizioni della finanza e del mercato. Air France potrebbe accettare una soluzione che rassomigli a quella adottata per Telecom. Costruire una alleanza tra un partner industriale forte, credibile con una statura internazionale e partner finanziari. In questo contesto potrebbero avere spazio le varie alternative. Come Lufthansa. Aeroflot, rilanciata da Berlusconi dopo l'incontro con Vladimir Putin. E la stessa supercordata Air One-banche-imprenditori. "Per Alitalia si può pensare a una dimensione internazionale, ma a bocce ferme", ha detto Enrico Salza, presidente del consiglio di gestione di Intesa. E Gaetano Miccichè ha ribadito che "la nostra disponibilità c'è sempre". Due posizioni che aprono alla possibilità di rimettersi in pista. Ma tutti attendono la risposta di Air France. Ingtanto c'è da registrare un piccolo giallo in merito ad un presunto incontro che il prossimo ministro dell'Economia, Tremonti, avrebbe avuto ieri con il presidente francese Sarkozy. Presente a Parigi per un convegno dell'Aspen, Tremonti alle 11 e 30 ha preso un taxi e si è allontanato dall'albergo che ospitava il convegno per due ore. Secondo alcune voci il prossimo ministro avrebbe incontrato Sarkozy ma, tornato in albergo Tremonti ha smentito sia l'eventuale incontro, sia di aver affrontato il caso Alitalia.

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ROMA - Lo stupro della giovane donna alla Stazione La Storta entra nella campagna elettorale (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 20-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Di CLAUDIO MARINCOLA ROMA - Lo stupro della giovane donna alla Stazione La Storta entra nella campagna elettorale romana. Come l'Alitalia, il trasferimento di RaiDue a Milano o la scarsa manutenzione stradale. È un vortice che aspira tutto. E allora Rutelli ammonisce: che nessuno cerchi "di fare propaganda politica". Perché "contro il crimine "dobbiamo unirci". È una difesa preventiva, un invito "a non fare strumentalizzazioni". "Quando si verifica - dice il candidato del centrosinistra - un episodio di crimine a Milano nessuno accusa il sindaco. Penso che si debba avere più rispetto per le vittime. L'ex vicepremier ieri ha atteso di conoscere i particolari della drammatica violenza, la giovane studentessa africana accoltellata e violentata da un romeno. Quindi, a metà pomeriggio, ha disdetto tutti gli impegni e convocato una conferenza stampa nella sede del suo comitato. "Se sarò sindaco - ha ribadito - mi schiererò in prima linea a tutela dei cittadini è un impegno fortissimo che prendo per la tutela della sicurezza". Bisogna, secondo Rutelli, contrastare, prevenire e punire i responsabili. Qualsiasi violenza "è intollerabile", "un sindaco deve difendere le donne da questa escalation". L'ex vicepremier ha elencato i numeri della paura: i 4663 casi accertati di violenza contro le donne nelle nostre città, solo nel 2007, "quasi 13 al giorno". Poi ha ricordato le misure messe in campo dopo il caso-Reggiani, il decreto legislativo che ha permesso l'espulsione in 2 mesi e mezzo di oltre 280 persone. "E' un provvedimento efficace - ha sostenuto Rutelli - : le persone espulse se decidono di rientrare nel nostro Paese rischiano fino a 10 anni di carcere". Per Rutelli, insomma, non siamo all'anno zero, "ci sono interventi in corso". "La Storta - ha ricordato - è una delle 24 stazioni di Roma in cui sono stati fatti i primi interventi di decoro e sono in corso le procedure per l'appalto per i lavori di illuminazione e installazione del sistema di videosorveglianza". L'ex sindaco capitolino propone un programma straordinario e soluzioni aggiuntive: una rete di colonnine sos per le aree a rischio, potenziamento delle rete dei cellulari nei tragitti di metro e treni, braccialetti luminosi per le donne che percorrono strade isolate".

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MILANO - La vacanza in Sardegna finisce qui. A Milano lo aspetta la Lega, con le sue richieste e le (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 20-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Sue priorità, antipasto di una settimana di trattative complicate. Berlusconi e Bossi si devono incontrare prima che riprendano i colloqui romani del Cavaliere e come al solito lo faranno ad Arcore, forse già oggi - domenica - al più tardi lunedì. "Con Umberto c'è piena sintonia" ha mandato a dire il premier in pectore per tranquillizzare la coalizione. Ma dalle parti del Carroccio fanno capire che le "cose da mettere a posto" sono ancora parecchie. Dopo il vertice romano di mercoledì scorso, quello da cui Bossi è venuto via di malumore ("Non si è deciso niente!") la Lega continua a ripetere due parole soltanto: "Federalismo e Sicurezza". Nel rendez-vous col Cavaliere quelle due parole verranno tradotte nell'esplicita richiesta del Ministero delle Riforme e di quello dell'Interno. E se sul primo non ci sono problemi, sul secondo la questione si fa spinosa. Berlusconi preferirebbe affidare il Viminale a qualcuno di sua assoluta fiducia: Gianni Letta, o Scajola, o Franco Frattini che non obbligatoriamente deve finire agli Esteri. Ma sa che alla Lega qualcosa di pesante deve pur cedere, e i posti pesanti a disposizione sono soltanto sei. Escluse le presidenze delle due Camere (già assegnate ad An e Forza Italia), rimangono quattro Ministeri che danno prestigio, visibilità e potere: Economia, Esteri, Giustizia, Interni. Il Carroccio sa di non poter ambire ai primi due perché "l'amico Tremonti" non si tocca e perché un ministro degli Esteri leghista è improponibile agli occhi del mondo. Rimangono Giustizia e Interni. La speranza del Cavaliere è quella che Bossi si accontenti di vedere nuovamente Roberto Castelli nel ruolo di Guardasigilli, anche perché fra il 2001 e il 2006 l'ingegnere lecchese si era mostrato in sintonia con la politica di Berlusconi in materia di Giustizia. Ma Bossi non sembra intenzionato a cedere. Vuole a tutti i costi mandare Bobo Maroni al Viminale perché da lì si orientano le politiche sull'immigrazione e la sicurezza, temi che hanno permesso alla Lega di sfondare fra gli elettori. Il braccio di ferro si annuncia vigoroso. A meno che Berlusconi non affidi un ruolo di primo piano a Roberto Formigoni in modo da cedere la presidenza della Regione Lombardia a un leghista: una eventualità a cui ormai credono in pochi, anche se sarebbe l'unica mossa in grado di allentare le pretese padane sul Viminale. Sul piatto ci sono poi altre questioni che potrebbero accentuare le frizioni fra "l'amico Silvio" e "l'amico Umberto". Che non riguardano tanto le poltrone, quanto le prime mosse del Governo. Si dice che a Napoli il Cavaliere stia già facendo risistemare la suite in un grand hotel che sarà il suo quartier generale all'inizio della nuova avventura da premier. A Napoli infatti è intenzionato a riunire i primi Consigli dei Ministri per mettere mano alla questione dei rifiuti. Non che la Lega abbia qualcosa in contrario, ma come contropartita vuole che le seguenti riunioni del Governo avvengano a Milano, se non addirittura alla Malpensa, altro nodo particolarmente caro al Carroccio. Per quel che se ne sa, Berlusconi non vorrebbe forzare la mano con una iniziativa tanto clamorosa. La trattativa per il salvataggio di Alitalia si annuncia delicata e lunga, i possibili accordi con Air France o la discesa in campo dell'Aeroflot suggeriscono prudenza e nessun passo falso. Per risollevare le sorti della compagnia di bandiera, dunque, sarebbe meglio lavorare sottotraccia e lontano dai riflettori, cosa che non si potrebbe fare portando tutti i ministri a Malpensa. red. mil.

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Tremonti incontra Sarkozy? (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 20-04-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 102 alitalia Tremonti incontra Sarkozy? Alitalia --> ROMA Air France resta in pole position nella complessa trattativa per la vendita di Alitalia, anche se nessuna decisione è stata ancora presa. L'unica certezza è la scelta di procedere con una logica bipartisan. E non è escluso che la prossima settimana ci sia un nuovo incontro governo-Pdl per fare il punto sulla situazione. Si va verso "lo sblocco", assicura l'esponente della Lega Roberto Calderoli. Il vicepresidente del Senato parla di "soggetti plurimi", provenienti dal mondo dell'economia e da quello delle imprese. Il che fa pensare alla cordata italiana. Intesa SanPaolo, però, ha smentito la partecipazione, con Air One, a un qualsiasi progetto. Per l'esecutivo uscente Parigi rappresenta l'unica vera chance, mentre Silvio Berlusconi ha assicurato che ne parlerà con il Nicolas Sarkozy, non appena insediato a Palazzo Chigi. Ma ieri si sono rincorse voci su una possibile visita del ministro dell'Economia in pectore Giulio Tremonti (che si trova a Parigi per un convegno dell'Aspen, dal quale si è però assentato un paio di ore) al presidente francese. Non c'è discussione su Alitalia che non contempli anche il capitolo Malpensa. Per il Pd il divorzio con Alitalia è necessario, mentre rilanciare lo scalo è esattamente quello che vogliono i leghisti.

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Maroni: "La Cgil può sparire come la Sinistra" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 20-04-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 95 del 2008-04-20 pagina 0 Maroni: "La Cgil può sparire come la Sinistra" di Gian Maria De Francesco L'ex ministro del Welfare: "Ha un atteggiamento conservatore e dovrebbe tornare a fare il suo mestiere. Occorre un approccio più pragmatico" Roma - Roberto Maroni, capogruppo della Lega Nord alla Camera e già ministro del Welfare nel governo Berlusconi, che cosa pensa delle dichiarazioni del presidente di Confindustria Montezemolo che ha definito i sindacati "professionisti del veto"? "Montezemolo dice cose condivisibili nel merito perché una parte dei sindacati ha un atteggiamento conservatore, è schierato ideologicamente ed è contrario a qualsiasi innovazione significativa nel modello contrattuale. Ma si tratta di una parte: la Cisl ha sempre sostenuto la necessità di innovare, mentre la Cgil ha tenuto un atteggiamento negativo. Nel metodo, però, non credo che sia opportuna una operazione “Confindustria contro sindacato” perché occorre superare le divisioni e lavorare per far fronte alla crisi". Quindi è d'accordo con il suo collega di partito Calderoli che ha auspicato magg i o r "senso di responsabilit à " perché non è il momento dei "regolamenti di conti"? "Sì, è il momento di mettereda parte la campagna elettorale e considerare che siamo tutti chiamati ad affrontare una stagione difficile che richiede riforme importanti. Il sindacato non può pensare di essere la parte che pone veti ma non vorrei che qualcuno si fosse messo in testa che, visto che la sinistra radicale è fuori dal Parlamento, si possa fare ameno di dialogare con loro. Sarebbe un grave errore emarginare questa parte che è presente nel sindacato". Anche la Lega è chiamata a fare la sua parte visto che i flussi elettorali dimostrano che molti operai l'hanno votata. "Il voto operaio lo prendiamo da sempre, oggi è molto più evidente. Sul piano politico vuol dire che sulle questioni poste dal mondo del lavoro la ricetta della sinistra non piace mentre piace la ricetta della Lega che è il federalismo. Non possiamo però farci carico delle questioni tra lavoratore e datore di lavoro dove c'è il sindacato. Ma il sindacato deve rendersi conto che ha una possibilità di sopravvivere come corpo intermedio rafforzando la sua autonomia dai partiti, cosa c h e la Cisl sta facendo ma non la Cgil che è il più apertamente schierato. Spero che lo shock della sinistra radicale serva per risvegliarsi dal torpore e tornare a fare il sindacato e non la cinghia di trasmissione perché questa funzione è stata sonoramente e clamorosamente bocciata dall'esito del voto". Nel programma del centrodestra sono enfatizzati punti come la detassazione degli straordinari e il rafforzamento della contrattazione di secondo livello che al sindacato non sono piaciuti. "Se il sindacato non si rinnova, rischia di essere superato da un mondo del lavoro meno ideologico e più pragmatico. Noi svolgiamo un ruolo di supplenza nei confronti dei milioni di lavoratori che non sono sindacalizzati e che sono la stragrande maggioranza. Su 22 milioni di lavoratori meno di 5milioni sono iscritti al sindacato, il resto sono pensionati. Un sindacato che si rifaccia alla falce e al martello è destinato a finire comela sinistra radicale. Di qui la necessità di riprendere il dialogo per evitare derive incontrollate da parte di chi si sente messo ai margini. Dobbiamo evitare di acuire i conflitti sociali. Quando si subisce una sconfitta politica cocente o si elabora il lutto o ci può essere una reazione violenta". Sul tavolo del nuovo governo, però, non ci sarà solo Alitalia, ma anche i contratti dei medici ospedalieri e quelli degli insegnanti precari. Che farete? "Dobbiamo affrontare in termini innovativi il rapporto con il pubblico impiego. Dobbiamo sostenere il criterio meritocratico. Questo comporta un cambiamento di attitudine della pubblica amministrazione che è la più conservatrice tra i conservatori e uncambiamento di attitudine da parte nostra perché nella precedente esperienza ci sono state spinte agli aumenti a pioggia non legati al merito. Secondo la mia personale opinione, questo segnale di discontinuità forte può essere accompagnato da un provvedimento che in qualche modo risolva le questioni sul tappeto a condizione che le regole per il futuro cambino". E per la riforma della contrattazione come agirete? "Il modello è quello del contratto degli artigiani fatto nel 2005. La stessa Confartigianato lo definì federalista perché era differenziato su base territoriale legando le retribuzioni al costo della vita. Questo vale per il privato e per il pubblico perché avere la stessa retribuzione aMilano e a Matera vuol dire penalizzare l'insegnante di Milano e incentivarlo a chiedere il trasferimento nel caso in cui venga da Matera. O voltiamo pagina o non cambierà niente e avremo perso la nostra scommessa". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Sesso globale sesso sicuro (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 21-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Ida Dominijanni Milano, studentessa americana stuprata da un giovane egiziano clandestino all'uscita di una discoteca. Roma, studentessa sudafricana accoltellata e ripetutamente violentata da un giovane rumeno clandestino all'uscita di una stazione: tale e quale sei mesi fa Giovanna Reggiani, che ci rimise la vita. Sono tutte uguali le storie di stupro, non da oggi e non da ieri. Cambia nel tempo il copione della reazione, a seconda degli scopi a cui serve. SEGUE A PAGINA 4 Ci fu un tempo in cui serviva per far approvare una legge contro la violenza sessuale (ci vollero 17 anni), e modularne l'articolato sulla base dell'allarme sociale e dei titoli sui giornali più che delle esigenze femminili. Adesso serve a espellere i clandestini, detti anche barbari, preferibilmente su base etnica (di quante razze ci dovremo liberare?), e a rilanciare ogni giorno la parola magica del momento, quella che serve a spiegare tutto della questione settentrionale (ma Roma non è al nord), del voto alla Lega e al Pdl, della débacle della sinistra e della fine del Novecento. La parola magica è sicurezza. Al Nord, ci spiegano (ma anche a Roma), i cittadini vogliono sicurezza, la sinistra non lo capisce e non si piega alle ricette della destra, che sono le uniche possibili. Più espulsioni, e ci saranno meno stupri (solo a Roma, nel 2007, 4663 casi denunciati, 13 al giorno), meno rapine, meno anziane strangolate (sempre a Roma, sempre due giorni fa, l'ultima è stata trovata morta con un laccetto alla gola, a casa sua ai Parioli, che è un quartiere ricco e non una stazione buia). Il farmaco si sa in anticipo che è un placebo: gli uomini, cittadini e clandestini, occidentali e africani, ariani e rom, stuprano le donne da sempre, e se si tratta di donne di altre etnie e nazionalità pare che da sempre ci provino più gusto (vi ricordate gli stupri etnici? "Tutti gli stupri sono etnici", scrisse all'epoca una sociologa con non poco scandalo), perché violentare una donna "altrui" è una prova raddoppiata di virile potenza. Gli uomini però, i nostri uomini di governo - e anche di lotta -, questo argomento pare non li tocchi mai direttamente: riguarda sempre qualche altro. Quelli di governo urlano "sicurezza!" e chiuso. Quelli di lotta replicano che la sicurezza non si può ottenere a scapito dei diritti fondamentali di chi la minaccia, e chiuso anche lì. La sinistra, è vero, sul tema non trova una presa. Il che non vuol dire che la destra, invece, ci prenda: si limita a usare una parola-ombrello. Piove di tutto - immigrati, lavoratori a basso costo, lingue sconosciute, lineamenti diversi, kebab maleodoranti, stupri, borseggi, bancomat clonati, prostitute - e ognuno vorrebbe il suo ombrello. Ma gli ombrelli, mentre proteggono, nascondono. Sicurezza è una parola - ombrello, che nasconde troppe cose. In primo luogo, una scomoda verità che nessuno dice né a destra né a sinistra: c'è un tasso di rischio che è ineliminabile dalla condizione umana, dall'esposizione all'altro in cui ciascuno si trova su questa terra, nonché dalla democrazia, che non è un set di garanzie pronto per l'uso. Secondo, la graduazione del rischio, e di conseguenza dell'allarme, e di conseguenza dei rimedi: il rischio che attiene all'essere un corpo femminile considerato una preda, non è paragonabile al rischio, per quanto sgradevole, che ti rubino il portafogli. Terzo, il carattere specifico di ogni rischio specifico. Stiamo al caso: studentessa americana stuprata da egiziano, studentessa sudafricana stuprata da giovane rumeno. Aggiungiamoci tutti i precedenti analoghi. Aggiungiamoci magari anche il caso Mez di Perugia (studentessa americana presumibilmente accoltellata dopo pratiche sessuali hard da un giovane italiano e un giovane italo-ivoriano). D'accordo, c'è di mezzo la sicurezza. Ma non ci sarà di mezzo anche il sesso? Cos'è questo nuovo mercato sessuale globale, in cui uomini abusano donne preferibilmente straniere, uomini extracomunitari stuprano cittadine europee, uomini maturi europei ingrassano le compagnie aeree (e non serve il marchio Alitalia né che si parta da Malpensa) per fare sesso con minorenni tailandesi, donne dell'insicuro Nord italiano idem con giovani giamaicani, clandestine dell'est si prostituiscono con cittadini dell'Ovest? Cos'è questo stridore fra l'allarme sicurezza sugli stupri e la sicurezza con cui i media di mezzo mondo (democratico) traducono in disponibilità sessuale la libertà femminile? Quando le risposte-ombrello proteggono poco o nulla, talvolta è sensato cambiare le domande. Ida Dominijanni.

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Chi Malpensa... fa peccato ma a volte (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 21-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia Chi Malpensa... fa peccato ma a volte... Guglielmo Ragozzino L'emergenza dei rifiuti a Napoli e il nodo dell'Alitalia sono state due carte vincenti della destra alle recenti elezioni politiche. In questo secondo caso vi era un discorso generale, sulla compagnia di bandiera che poi significa solo tenere in funzione poltrone gratis per gli alti poteri e rotte in perdita, anche copiosa, per favorire determinati rapporti internazionali. L'Alitalia, disperata, voleva abolirle o ridisegnarle. Il punto vero del dissidio era però un altro, il destino di Malpensa. Dell'aeroporto lombardo, sempre in procinto di decollare ma il cui decollo era sempre rimandato a tempi migliori, si è parlato a fondo nella campagna elettorale. Ma non era una novità discutere di Malpensa. In passato, già con l'avvento dei jet commerciali, la pista di Milano Linate, in fondo al Viale Forlanini era considerata insufficiente. Inoltre l'area era particolarmente nebbiosa. Radar antinebbia ce n'era qualcuno, in aeroporti stranieri particolarmente tecnologici, ma era una scienza infida, strana e molto costosa. Molto meglio spostare tutto verso la limpida brughiera, verso Varese. Una bella colata di cemento, e via... Più avanti negli anni l'esclusiva del traffico aereo tra Fiumicino e Linate diventò il punto decisivo dell'Alitalia. La compagnia si sosteneva e pagava gli extracosti da compagnia di bandiera con gli exrtraprofitti di quei voli detenuti in monopolio. Ma non poteva durare. La compagnia fu per esempio costretta a spostare voli su Malpensa, pur ritenendoli inutili. Malpensa allora non era troppo popolare in Lombardia e in Piemonte. Forse una decina di città avevano altrettanti progetti di aeroporti alternativi. La rivalutazione dei terreni e dei paesi vicini a una possibile pista, una ricca colata di cemento, alberghi e magazzini per hub di serie B: visioni ripetute di provincia in provincia. Il caso del grande aeroporto di Orio al Serio a est di Milano, cioè dalla parte opposta di Malpensa, è ben presente a tutti. Ogni iniziativa per dare risalto all'aeroporto di tutti i lombardi era continuamente ostacolata. C'erano problemi di collegamenti, di treni, di alloggi per gli equipaggi: difficoltà vere e inventate, piccoli e grandi fastidi per affossare sempre più definitivamente l'ipotesi del mega aeroporto del nord. A questo punto intervenne la decisione di Alitalia: salviamo la compagnia, dissero i massimi dirigenti, buttando a mare Malpensa e i suoi voli. Si decise di tagliare due terzi dei voli da e per Malpensa, soprattutto quelli intercontinentali. Per raggiungere destinazioni lontane, si sarebbe dovuto partire da Roma, oppure da Parigi. "Fate voi", disse il governo, nel massimo del suo liberismo di recente acquisizione. Air France, principale interlocutore, era d'accordo; anzi faceva capire che la chiusura di Malpensa era un passaggio indispensabile per l'affare. La posizione di Air France era sospetta. La destra politica italiana, in sostanza la Lega, puntava il dito sullo spostamento dei traffici aerei dalla Lombardia ad altri aeroporti francesi, come Lione o Nizza o altri ancora più lontani, per raggiungere hub più comodi per la compagnia. I passeggeri calcolavano tempi di viaggio di almeno tre ore più lunghi. I politici lombardi, in rappresentanza di una parte preponderante della popolazione chiesero una moratoria: mantenete i traffici per al massimo tre anni, per consentire un avvicendamento di altre compagnie, magari low cost e mantenere in piedi (e in vita) il sistema aeroportuale. Il principale documento lombardo aggiungeva un particolare: va tenuta in considerazione "la rilevanza delle decisioni che dovranno essere assunte in merito all'assegnazione dell'Expo". Era una richiesta ragionevole, veniva da uno schieramento molto ampio in cui era ricompresa anche la Provincia di Milano, a presidenza di sinistra. Ma non fu accolta neppure questa sollecitazione a ragionare. Non ci si accorse dell'egemonia della Lega sul tema di Malpensa e dei commerci lombardi. Oramai si era deciso. Silvio Berlusconi ebbe tutto il tempo di pasticciare tra figli, cordate, Aeroflot, di turbare la trattativa, come si dice in gergo. Glielo lasciarono fare, indisturbato. Con un vero e proprio gioco al massacro si voleva regalare centinaia di migliaia di voti alla destra.

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Su palcoscenici irrequieti sfilano i fuoriclasse europei (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 21-04-2008)

Argomenti: Alitalia

A teatro Su palcoscenici irrequieti sfilano i fuoriclasse europei In Grecia, i drammaturghi del vecchio continente si confrontano sul territorio di un sociale dissestato; Dafne e Io, performances delle ninfe costrette a "cambiare" forma; a Bolzano il coreografo Akram Khan "danza" sulle tante traiettorie del nomadismo Il premio Europa, che insieme ai valori teatrali valuta anche quelli civili, ha incoronato Patrice Chéreau. Il regista a Salonicco ha portato in scena "La douleur" di Margherite Duras e "Coma" di Pierre Guyotat, una sconvolgente analisi della d Gianfranco Capitta Salonicco È un appuntamento importante ormai quello del premio Europa, alla dodicesima edizione, tenutosi per la seconda volta nella capitale della Grecia del Nord. Appuntamento che per tre giorni rende "comunità" artisti e istituzioni del continente. In una curiosa atmosfera, in cui a fianco dei valori teatrali e della comunicazione, primeggiano quelli civili di uno spicchio sociale ormai abitualmente sgomento (l'anno scorso erano i francesi a tremare per l'avvento di Sarkozy, quest'anno toccava a noi italiani ricevere pacche sulle spalle e sorrisi di compatimento per l'ineluttabilità del ritorno berlusconiano). Ma preoccupazioni ed ansie trasparivano anche da quanto andavamo vedendo sui palcoscenici. Il Premio Europa vero e proprio è andato a Patrice Chéreau, il geniale regista francese che si è spostato ormai con slittamenti progressivi dal teatro al cinema e all'opera. Il premio invece per le nuove realtà teatrali è stato appannaggio di un "tris-equo" che a fianco ad un altro genio della scena, la coreografa tedesca Sasha Waltz (rappresentata dal marito perché in forma fisica non adeguata al momento, ma difficile anche da accettare come "nuova realtà", dopo più di dieci anni di grandi successi) vedeva premiati gli irresistibili Rimini Protokoll e il regista polacco Krystof Warlikowski. Ma una menzione speciale riposizionava il premio su una consapevolezza civile molto avanzata: il Belarus Free Theatre di Minsk è un gruppo costretto in patria alla semiclandestinità, mentre gode di ammirazione e appoggi in Europa, a cominciare dai tre fuoriclasse (in campo teatrale come in quello civile) che lo sostengono e caldeggiano: Harold Pinter, Tom Stoppard e Vaclav Havel (senza trascurare la solidarietà di Mick Jagger). Elementare il tipo di comunicazione teatrale del gruppo bielorusso, quasi al limite del cabaret. Ma fortissimo è l'impatto di quella protesta e di quei racconti di una società disastrata, che si trasforma in un vero pugno nello stomaco per noi italiani, quando in mezzo alle tranches de vie drammatizzate (storie di assenze paterne, di madri costrette al degrado, tra fiumi d'alcol e tentazioni prostitutive), spunta il caso dei genitori di Cogoleto, che volevano tenersi per sempre la bambina affidata periodicamente alle loro cure a Genova. Il loro è un teatro che interroga in profondità (magari lanciandosi in variazioni sui testi di Pinter, o con affondi drammatici su un ragazzo violato), senza dissipare del tutto per le nostre abitudini pigre il pregiudizio rispetto a un teatro agit prop, che nella forma ricorda malauguratamente i nostri comici. In ogni caso il contatto con la realtà scenica bielorussa invita ad approfondirne la conoscenza. Ancor più valore conoscitivo ha avuto, per gli spettatori internazionali a Salonicco, poter vedere finalmente gli spettacoli di Warlikowski, regista che con un paio di colleghi sta rilanciando nell'Europa occidentale la scena polacca, dopo la scomparsa dei grandi profeti del secolo scorso, come Grotowski a Kantor. Il titolo scelto per questa presentazione era un piccolo classico di oggi, quel Cleansed di Sarah Kane ben conosciuto anche in Italia. Con la sorpresa spiazzante di veder trattare quel battente ritratto fotografico di un campus inglese, scandito da droga, sesso omo ed etero, medicina sadica e viluppi familiari, con una aura poetica che pochi vi avevano finora intravisto. Interpretazione sorprendente, ma che certo conferisce alla drammaturgia di Kane possibilità inusitate, lontano dal crudo privilegio generazionale. Hanno riscosso invece un successo unanime gli "ingegneri" tedeschi dell'immaginario raccolti dietro la sigla Rimini Protokoll (già noti in Italia, ma destinati in breve a nuove curiose esperienze da noi). I loro capolavori riconosciuti sono Il capitale di Carlo Marx parte I e quello dedicato al crack della belga Sabena (se i manager dell'Alitalia l'avessero visto...). Ogni volta, in rappresentazioni a metà tra l'indagine scientifica e il racconto visionario, i tre cervelli quarantenni del gruppo, ci aiutano a capire una realtà, attraverso il metodico ricorso agli specialisti di un settore. Quell'intreccio sempre dà spessore narrativo e scenico a un nodo vitale del pensiero contemporaneo. Questa volta hanno mostrato, attraverso una megainstallazione di trenini elettrici dal titolo Mnemopark, l'essenza più profonda della Svizzera. Seguendo i vagoncini e gli scenari moltiplicati in palcoscenico dai video, si scoprivano facce nascoste dell'anima elvetica, della sua economia e della sua cultura. Ma il vero protagonista del Premio Europa (che ancora rappresenta lo sforzo e l'investimento dell'Unione all'approfondimento dei suoi "maestri") è stato ovviamente Chéreau. Assai noto anche in Italia, da quando nel 1968 sostituì Strehler nelle regie del Piccolo, e fino all'ultima inaugurazione scaligera con il suo prediletto Tristano wagneriano. Chéreau è il volto più consapevole e irrequieto dell'artista europeo oggi. Tanto più oggi, in cui privilegia cinema e lirica rispetto al teatro e alle sue modalità pachidermiche. Forse proprio per questo preferisce opere e grande schermo, che almeno giustificano tempi e investimenti. Ma di teatro rimane una vera autorità. A sessant'anni portati con fascino scattante, è andato egli stesso in scena, in operazioni a metà tra la lettura e l'interpretazione. E senza smentire la propria storia, legata in palcoscenico a pochi classici, ma al metodico lavoro con la scrittura di Bernard Marie Koltès, ha dato vita e brividi a La douleur di Marguerite Duras, e a una impressionante analisi della depressione, Coma, scritta da un altro maudit francese di grande umanità, Pierre Guyotat. Coma arriverà anche a Villa Medici a Roma a fine estate, e l'incontro con Chéreau sarà ancora da non perdere.

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Silvio rimembri ancora? - mimmo carratelli (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-04-2008)

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Pagina I - Napoli Silvio rimembri ancora? MIMMO CARRATELLI L'Italia mostra il lato B e, come avrebbe detto Lauro, tutti i noli vengono al pettine. Tagli e cuci, aboliamo l'ici, rifondiamo l'aci, ci stropicciamo gli oci. Si farà un ponte sullo stretto o sul largo? Sarà detassato il petto di bollo, non si pagherà l'autobollo. Avremo donne alte e slanciate: meno basse per tutti. Ci stiamo rialzando, Italia. Tacco e punta. Niente più bande, ma bandane. E avremo gli stivali della settima Lega: Bossi e ti sarà aperto. è scomparso l'arco in un baleno, la fiamma s'è spenta e i nanetti non ci sono più. è il maggioritario, bellezza. Voleremo, questo è sicuro: la compagnia c'è, la bandiera pure, tiriamo i flap, evitiamo il flop, basta uno spot e liberiamo gli slot e le machine di Malpensa. O si fa l'Alitalia oppure, testa di coccio, si muove il Carroccio. Presto detto: se continua l'insania, vola Padania. L'avviso di bordo è sempre lo stesso: "Non dimenticate il Bagaglino a mano". Le ballerine si possono sempre recuperare a Villa Certosa, Porto Rotondo, Sassari, dove la residenza del Cavaliere si è sposata con la natura, ma per Procura. Nella villa sono visibili un finto nuraghe, un finto Bonaiuti che il gel l'aiuti, finti fini, bossi ma di siepe, un sondaggio rampicante e la piscina a forma di Aida Yespica. è più di una telecamera con bagno, è un villone con molte camere da Letta. A Napoli dovrà accontentarsi di Palazzo Reale dove ogni scherzo vale e quattordici anni fa il ganzo fu raggiunto da un avviso di ganzaria. Silvio, rimembri ancora? Viene a togliere i rifiuti, ma, com'è, come non è, ora abbiamo piani e soluzioni. Uòlter Canapino, l'ex di Grinpìs (organizzazione ambientalista pis, pis, bau, bau), nato a Peggio Emilia, ma districatosi nel peggio di Napoli, ha sventagliato 25 impianti per superare la crisi e bollato di incompetenza tutti quelli che prima di lui non se n'erano accorti. Ha fatto i conti: prendo 6500 tonnellate, ne elimino 1300 col resto di due, moltiplico per 3,14, sottraggo l'umido, estraggo la radice quadrata del secco, gassifico a Santa Maria la Fossa, termovalorizzo a Salerno, oplà. Ma con calma, ha aggiunto guardando il golfo: "Non ho la barchetta magica". La puzza oggi a otto.

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Alitalia, la pista Air France-Klm resta favorita (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 21-04-2008)

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La vendita della compagnia In settimana possibile nuovo confronto fra governo e Pdl. All'ordine del giorno il prestito-ponte per evitare il fallimento 21/04/2008 roma. Il gruppo Air France-Klm resta in pole position nella complessa trattativa per la vendita di Alitalia, anche se nessuna decisione è stata ancora presa. L'unica certezza è la scelta di procedere con una logica bipartisan. E non è escluso che entro la fine di questa settimana ci sia un nuovo incontro governo-Pdl per fare il punto sulla situazione. Si va verso "lo sblocco", ha assicurato nei giorni scorsi l'esponente della Lega Roberto Calderoli. Certo, il vicepresidente del Senato parla di "soggetti plurimi", provenienti dal mondo dell'economia e da quello delle imprese. Il che fa pensare alla cordata italiana, piuttosto che a partner stranieri. Cordata alla quale il Cavaliere non smette di lavorare, ma che non sembra essere la soluzione più probabile. Intesa Sanpaolo, tra l'altro, proprio sabato ha smentito la partecipazione, con AirOne, a un qualsiasi progetto. "Non c'è nulla di nuovo - ha precisato il portavoce dell'istituto di credito - rispetto a quanto dichiarato ripetutamente e anche recentemente dai vertici dell'Istituto". Nei giorni scorsi il top management della banca aveva più volte ribadito che, dopo la scelta da parte del Tesoro di avviare trattative in esclusiva con Air France, "non c'è più nulla allo studio sul dossier Alitalia". E venerdì Gaetano Miccichè, responsabile della divisione Corporate di Intesa San Paolo, spiegando che "la disponibilità di principio c'è sempre, ma per ora non c'è nulla di nuovo rispetto al passato", aveva sottolineato che "non ci sono contatti con AirOne" Per l'esecutivo uscente non ci sono dubbi: Parigi rappresenta l'unica vera chance in campo e per il futuro di Alitalia sarebbe meglio non lasciarsela sfuggire. Da lì i tentativi di trovare un accordo con la nuova maggioranza. Silvio Berlusconi ha assicurato che ne parlerà direttamente con il Nicolas Sarkozy, non appena insediato a Palazzo Chigi. Ma nulla toglie che contatti con l'Eliseo siano già in corso. E così nelle ultime ore si sono rincorse voci su una possibile visita del ministro dell'Economia in pectore Giulio Tremonti (che si trova a Parigi per un convegno dell'Aspen, dal quale si è però assentato, sabato, un paio di ore) al presidente francese. Voci recisamente smentite dall'esponente azzurro, ma che non hanno fugato definitivamente il dubbio dei giornalisti che seguivano i lavori del convegno. Questa settimana potrebbe comunque registrare qualche novità, a partire dall'emissione di un prestito ponte (tra i 100 e i 150 milioni di euro). La palla è nel campo del Pdl: il governo è infatti disposto a staccare un assegno solo qualora arrivi una chiara assunzione di responsabilità da parte del centrodestra. L'ipotesi di un prestito - conferma l'esponente del Pd Enrico Morando - è possibile esclusivamente se "lo sbocco finale è chiaro". E se questa condizione fosse rispettata, anche l'Unione europea potrebbe avere, si dice convinto, "un occhio tollerante". Non c'è discussione su Alitalia che non contempli anche il capitolo Malpensa. Per il Pd, e per il governo, occorre innanzitutto realizzare il divorzio tra lo scalo milanese e Alitalia; dopodichè, ci si può e ci si deve rimboccare le maniche chiamando in causa grandi interlocutori internazionali in modo da poter rilanciare la piena operatività. E rilanciare lo scalo è esattamente quello che vogliono i leghisti: la moratoria per la chiusura dei voli intercontinentali è ormai una battaglia persa, riconosce Calderoli, e quindi ora la scommessa si sposta sul futuro: "Qualsiasi accordo deve contemplare - conclude - la riapertura degli accordi bilaterali internazionali". L'Unione piloti, intanto, giudica positivamente "l'interesse politico bipartisan per Alitalia e le indiscrezioni di possibili nuovi potenziali acquirenti". L'associazioneesprime in una nota anche apprezzamento per l'impegno delle "forze politiche nazionali in occasione dei recenti incontri presso Palazzo Chigi riguardanti, tra l'altro, l'impegno ad avviare a breve le procedure per la concessione di un prestito ponte per Alitalia in modo da consentire una trattativa per la privatizzazione, rapida ma con tempi adeguati". 21/04/2008.

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Le nomine del Cavaliere: una poltrona all'Eni per l'amico Ermolli (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 21-04-2008)

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Stai consultando l'edizione del INDISCREZIONI Le nomine del Cavaliere: una poltrona all'Eni per l'amico Ermolli Non solo il dossier Alitalia ma molto, molto di più. Secondo quanto riportato ieri dal "Corriere della Sera" Bruno Ermolli, il superconsulente di Silvio Berlusconi, sarebbe candidato alla presidenza dell'Eni. Come dire: aziende pubbliche agli amici privati. Nella partita per le nomine sembrerebbe infatti che il premier in pectore sarebbe orientato ad "una riconferma parziale" al vertice della compagnia petrolifera. "L'amministratore delegato Paolo Scaroni - sottolinea il quotidiano - è al primo mandato. Mentre il presidente Roberto Poli sarebbe alla terza riconferma, che lo porterebbe a superare persino il leggendario "fondatore" Enrico Mattei". Tra i possibili nomi per il successore di Poli, scrive il Corriere "si è fatta strada l'ipotesi Bruno Ermolli, da lunghi anni una sorta di antenna sensibile del Cavaliere nel mondo dell'economia italiana". Il superconsulente, che sta faticando non poco a mettere su una cordata tricolore per rilevare l'Alitalia, ha già una lunga storia alle spalle nei palazzi della finanza. Con le sue società ha studiato e seguito riorganizzazioni di grandi banche, come Unicredit e Sanpaolo, fino ai grandi gruppi industriali come Telecom. Non gli mancano certo le poltrone: side nel consiglio della Fondazione Cariplo. Secondo il quotidiano milanese, la sua "Promos" sarebbe stata decisiva per la designazione di Milano come sede dell'Expo 2015. Oggi la sfida è tutta nella compagnia di bandiera: ma la sfida si sta dimostrando abbastanza ardua. Il Cavaliere puntava a cacciare i francesi dalla porta, ma questi tornano sempre dalla finestra, vista l'assenza per ora di alternative finanziariamente e industrialmente valide. Ora i tempi stringono, e magari Ermolli pensa già all'Eni.

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Moratti: Veltroni? Voltafaccia sulla sicurezza (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-04-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-04-21 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Moratti: Veltroni? Voltafaccia sulla sicurezza "Mi accusò di lanciare l'emergenza criminalità per le elezioni. Ora lo fa lui" Per il sindaco "sulle violenze sessuali non è stato fatto nulla". Nullo è stato anche il potenziamento "per quanto riguarda le forze dell'ordine, non sono stati coperti neppure i posti del turn over degli agenti" Attacca Veltroni, Amato, Fioroni ma salva e ringrazia Romano Prodi. Perfida Letizia Moratti. Dai microfoni di Lucia Annunziata su Rai3 si toglie tanti sassolini dalle scarpe e dispensa consigli al vetriolo al centrosinistra. "Basta al partito dei no" è il suggerimento per Veltroni. "E soprattutto sorridete un po' di più, non è vero che è tutto brutto e tutto in declino". Sicurezza, rom, clandestini, Malpensa, Expo. Il sindaco sfoglia l'agenda dei fallimenti e dei successi del fu governo Prodi. Uno solo. La vittoria condivisa sull'Expo. Per questo arrivano i ringraziamenti a Prodi. Per gli altri, schiaffi. Soprattutto per Veltroni accusato di aver fatto un voltafaccia sulla sicurezza. "Mi ricordo il vertice al Viminale con i sindaci, una settimana prima della manifestazione milanese sulla sicurezza - attacca la Moratti -. Sono stata lasciata sola. Veltroni mi accusò di lanciare l'emergenza criminalità per motivi elettorali. Non c'erano elezioni. Dopo qualche settimana era più preoccupato di me e aveva detto al governo state attenti perché siamo seduti su una polveriera. Quale era il Veltroni vero? Quello di qualche settimana prima al Viminale o quello di qualche settimana dopo? Comunque sia la polveriera è rimasta ". Parla di due anni di "tavoli inutili", riferendosi al Tavolo per Milano. Salva solo il lavoro di Di Pietro sulle infrastrutture. "E forse - è l'ennesima frecciata a Veltroni - questo spiega il suo successo elettorale, ha saputo intercettare i problemi del Nord". Per il resto, malissimo sulla sicurezza. "Sulla violenza sessuale non è stato fatto nulla. Per il resto non sono stati coperti neanche i posti del turn over delle forze dell'ordine". Il problema dei clandestini resta al primo posto. "A Milano gli irregolari sono 40 mila ". Agli sgomberi dei rom, preferisce gli accordi bilaterali con gli altri governi, ossia la prevenzione più che la repressione. "Ma questo governo non ha fatto nulla come invece si fece con Albania e Libia, degli accordi che permisero di rallentare il flusso degli immigrati. Mi sembra strano che io sindaco di Milano debba incontrare il ministro rumeno e non invece il governo". Attacca Fioroni per la circolare sui figli dei clandestini nelle scuole dell'infanzia: "Siamo contrari". E parla di "naufragio" totale su Malpensa: "Il tavolo è naufragato sul tema Malpensa, dove avevamo segnalato una cosa semplicissima: tenere separati il destino di Alitalia e di Malpensa. Non è stato capito che Malpensa è un problema del Paese". Si affida al nuovo Governo. Ripete che Berlusconi le ha dato tutte le garanzie sul "pacchetto sicurezza". Dice che la Lega ha saputo intercettare i problemi della gente. E mercoledì volerà a Roma per incontrare il Cavaliere. In agenda c'è l'Expo. Maurizio Giannattasio Lo scontro Attacchi Salva solo Prodi e attacca Veltroni, Amato, Fioroni. Così Letizia Moratti ai microfoni di Rai3 Elezioni Nel mirino soprattutto Veltroni. "Mi accusò di lanciare l'emergenza criminalità per motivi elettorali. Dopo qualche settimana era più preoccupato di me".

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Il Papa a Ground Zero <Dio, converti chi odia> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-21 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE # La visita negli Usa Il Papa a Ground Zero "Dio, converti chi odia" Il ricordo dei morti e l'appello per la pace Nell'ultima omelia ha rinnovato l'appello ai cattolici negli Stati Uniti: "Opponetevi all'aborto" DA UNO DEI NOSTRI INVIATI NEW YORK - La preghiera del Papa a Ground Zero potrebbe restare nella memoria collettiva come il "De Profundis" della nostra epoca: l'invocazione "dal profondo" - come suona l'attacco del Salmo 129 - di chi implora Dio dal luogo della morte. Alle 9.30 del mattino Benedetto XVI è sceso a 80 metri di profondità, sul fondo del cratere che è nel luogo delle Twin Towers e da lì ha chiesto la "compassione" e la "luce" dell' Onnipotente per l'umanità colpita con "incredibile violenza e dolore" da "eventi così tremendi ". Il Papa teologo qui non ha fatto discorsi ma solo una preghiera. Coperto da un cappotto bianco sulla veste bianca, ha camminato con i mocassini rossi delle cerimonie sul Bed Rock, il letto di roccia basaltica su cui poggia Manhattan, e si è inginocchiato. Ha pregato per due minuti in silenzio poi ha acceso un cero, immagine di Cristo che illumina le tenebre, e davanti a quella fiammella ha letto una preghiera di 45 righe scritta per questo "atto" papale. La prima invocazione serve al Papa per chiarire che prega a nome di una moltitudine di cuori e credi: "O Dio dell'amore, della compassione e della riconciliazione, rivolgi il tuo sguardo su di noi, popolo di molte fedi e tradizioni diverse, che siamo riuniti oggi in questo luogo, scenario di incredibile violenza e dolore". Segue il "memento" dei morti, il ricordo delle 2.896 persone bruciate e schiacciate dal crollo delle torri: "Ti chiediamo nella tua bontà di concedere luce e pace eterna a tutti coloro che sono morti in questo luogo. I primi eroici soccorritori: i nostri vigili del fuoco, agenti di polizia, addetti ai servizi di emergenza e personale della Capitaneria di porto. Insieme a tutti gli uomini e le donne innocenti, vittime di questa tragedia solo perché il loro lavoro e il loro servizio li ha portati qui l'11 settembre 2001". Poi il "memento " dei vivi, sopravvissuti e parenti dei morti: "Ti chiediamo, nella tua compassione, di portare la guarigione a coloro i quali, a causa della loro presenza qui in quel giorno, soffrono per le lesioni e la malattia. Guarisci la sofferenza delle famiglie ancora in lutto e di quanti hanno perso persone care in questa tragedia. Concedi loro la forza di continuare a vivere con coraggio e speranza". Gli aerei dirottati dell'11 settembre furono 4 e Benedetto non dimentica nessuna vittima: "Ricordiamo anche coloro che hanno trovato la morte, i feriti e quanti hanno perso i loro cari in quello stesso giorno al Pentagono e a Shanksville, in Pennsylvania". Al cuore della preghiera è la domanda della pace e della conversione dei terroristi dall'odio all'amore: "Dio della pace, porta la tua pace nel nostro mondo violento: pace nei cuori di tutti gli uomini e le donne e pace tra le nazioni della terra. Volgi verso il tuo cammino di amore coloro che hanno il cuore e la mente consumati dall'odio". Infine la domanda delle domande, perché tanto sacrificio migliori il mondo: "Dio della comprensione, sopraffatti dalla dimensione immane di questa tragedia, cerchiamo la tua luce e la tua guida mentre siamo davanti a eventi così tremendi. Concedi a coloro le cui vite sono state risparmiate di poter vivere in modo che le vite perdute qui non siano state perdute invano. Confortaci e consolaci, rafforzaci nella speranza e concedici la saggezza e il coraggio di lavorare instancabilmente per un mondo in cui pace e amore autentici regnino tra le nazioni e nei cuori di tutti". Dopo aver pregato, il Papa saluta le 24 persone sorteggiate per essere lì tra le 1.100 che l'avevano chiesto. Tra esse Dympna Judge Jesich, 74 anni, sorella gemella del cappellano dei pompieri Mychal Judge, amico della comunità gay, morto nel crollo delle Torri mentre portava aiuto. Tra preghiera e colloqui sono stati trenta intensi minuti. Il viaggio del Papa si è concluso il pomeriggio con una messa allo Yankee Stadium dove già celebrarono Paolo VI (1964) e Giovanni Paolo II (1979). Qui è tornato su uno dei temi del viaggio, chiedendo ai cattolici Usa loro di "opporsi all'aborto". Erano presenti delegazioni da Boston, Louisville e Filadelfia che insieme a New York festeggiano i 200 anni della fondazione come diocesi. A salutare il Papa all'aeroporto c'era il vicepresidente Richard B. Cheney. All'arrivo a Washington, martedì scorso, il Papa era stato ricevuto da Gorge W. Bush. Il B777 dell'Alitalia con a bordo il Papa, il seguito e 65 giornalisti arriva a Ciampino stamattina alle 11. Luigi Accattoli GUARDA Le immagini del Papa a Ground Zero www.corriere.it A. Far.

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Stato <necessario>: chi lo decide? (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-04-21 num: - pag: 28 autore: di BILL EMMOTT categoria: REDAZIONALE CRITICHE A TREMONTI Stato "necessario": chi lo decide? SEGUE DALLA PRIMA Eppure, decenni di governi deboli da una parte e dall'altra, con un costante andirivieni di primi ministri e caratterizzati, fino a questi ultimi anni, da economie che sembravano ignorare le disfunzioni della politica, rendono il confronto irresistibile. Oggi che la coalizione di Silvio Berlusconi gode di un'ampia maggioranza in entrambi i rami del Parlamento, i due Paesi sembrano aver preso strade diverse: il Giappone infatti è rimasto bloccato da una paralisi politica e un Parlamento diviso. Ma le cose stanno davvero così? Ci ha pensato Giulio Tremonti, proprio in questi giorni, a ristabilire un collegamento. Il redivivo ministro del Tesoro è riuscito, prima della campagna elettorale, a rianimare il dibattito sull'intervento dello Stato nell'economia, grazie al suo recente libro La paura e la speranza. Anche il suo capo ha illustrato ampiamente le proprie vedute nel manifestare la sua opposizione alla vendita della quota del governo (49%) in Alitalia ad Air France/KLM. Tuttavia, Tremonti è sensibile alle critiche provenienti dall'estero che lo accusano di essere un sostenitore del protezionismo e dell'interventismo statale. In risposta a un articolo apparso sul Financial Times, il 16 aprile Tremonti ha inviato al giornale inglese una lettera in cui proclama la sua innocenza, affermando di favorire "un mercato regolato, contro un mercato libero e non regolato" e una filosofia di "mercato se possibile, Stato se necessario". E che cosa ci sarebbe da ridire? In Giappone, perlomeno, qualcuno è d'accordo con lui. Un hedge fund inglese, The Children's Investment Fund (TCI), è appena stato bloccato dal governo quando ha voluto aumentare l'attuale quota azionaria del 10% in una delle grandi aziende elettriche giapponesi, la J-Power. Il capo di gabinetto del governo giapponese, Nobutaka Machimura, l'uomo politico più importante dopo il primo ministro, giura che il suo intervento è legittimo "per proteggere la sicurezza nazionale" e "salvaguardare l'ordine pubblico". Si tratta di un intervento statale necessario, afferma Machimura, e non c'è motivo per cui una tale azione dovrebbe scoraggiare il capitale estero dal fare investimenti in Giappone. L'Italia, dal canto suo, è ben più aperta del Giappone agli investimenti stranieri, eppure i due Paesi condividono la medesima diffidenza di sottofondo riguardo la proprietà estera e i sentimenti nazionalistici nei cosiddetti settori "strategici", come l'aviazione, le telecomunicazioni e l'energia elettrica. Né Tremonti, né Machimura hanno fatto finora uno sforzo sincero per trovare argomenti logici a sostegno delle loro posizioni. L'affermazione di Tremonti, di essere favorevole a un "mercato regolato", non significa nulla. Non esiste un mercato che non abbia regole, tranne il contrabbando e il narcotraffico. Tutto il commercio legale è soggetto alla normativa stipulata dalla World Trade Organization. E il tribunale della WTO è chiamato a dirimere tutte le questioni relative al rispetto delle regole. Pertanto il "mercato libero e non regolato" contro il quale si scaglia Giulio Tremonti semplicemente non esiste. La vera questione è capire se Tremonti accetta le regole che esistono, o se è intenzionato a cambiarle. Nel qual caso, dovrebbe sottoporre le sue proposte al dibattito pubblico. Ugualmente, sostenere "mercato se possibile, Stato se necessario" non ci dice proprio un bel niente. Chi decide se lo Stato è necessario? Come si definisce la necessità? Esiste questa necessità nel caso dell'Alitalia, in un mondo in cui quasi tutti i Paesi europei hanno rinunciato all'idea di una compagnia di bandiera? Su questi punti dovrebbe focalizzarsi una discussione aperta e sincera. La controparte giapponese è ugualmente in malafede. Difatti Machimura sostiene che gli investitori stranieri capiranno certamente perché non possono accaparrarsi una quota azionaria troppo cospicua di un'azienda elettrica. E perché mai? Quale possibile minaccia all'"ordine pubblico" e alla sicurezza nazionale ne verrebbe da TCI (o da qualsiasi altro hedge fund), se chiede al management di aumentare i dividendi ed evitare sprechi di capitale nell'acquisto di pacchetti azionari in altre società? In moltissimi Paesi, tra cui la Gran Bretagna, le aziende elettriche sono di proprietà straniera e non ci sono mai stati casi comprovati di minacce all'ordine pubblico. La vera domanda che tanto gli italiani quanto i giapponesi dovrebbero porsi semmai è la seguente: nell'interesse di chi si faranno questi interventi in Alitalia e J-Power? Nel vero interesse dei cittadini, dei passeggeri e degli utenti? Oppure nell'interesse di una lobby specifica, molto più ristretta? Se fosse veramente nell'interesse pubblico nazionale, allora l'intervento statale potrebbe definirsi davvero "necessario", per tornare al termine di Tremonti. Ma questo intervento dovrà essere chiaramente giustificato, ogni qualvolta il governo si arroga il diritto di interferire. © Bill Emmott, 2008 Traduzione di Rita Baldassarre \\ Nonostante sembrino due Paesi culturalmente diversi, l'Italia e il Giappone presentano analogie sul versante politico. Il recente saggio di Giulio Tremonti ha rafforzato questo collegamento, puntando sul protezionismo e sull'interventismo statale. I casi Alitalia e J-Power, invece, dimostrano che l'interferenza dei governi nell'economia può esserci solo se chiaramente giustificata.

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La Moratti chiede a Berlusconi più poteri e agenti nelle strade (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 21-04-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 16 del 2008-04-21 pagina 3 La Moratti chiede a Berlusconi più poteri e agenti nelle strade di Giannino della Frattina Mercoledì l'incontro con il futuro premier. Sul tavolo il "pacchetto sicurezza" che il nuovo governo intende varare al più presto Tre casi in soli dieci giorni a Milano. Uno terribile l'altra notte a Roma. Ma il ministero dell'Interno assicura che il numero degli stupri è in calo. "Finché ci sarà anche un solo caso di violenza nelle nostre città, io mi sento responsabile". A un anno dalla grande manifestazione che portò in piazza migliaia di milanesi per chiedere più sicurezza, il sindaco Letizia Moratti prosegue nella sua battaglia. "C'era anche Silvio Berlusconi - ci tiene a ricordare -. E non era tempo di campagna elettorale o di elezioni. Segno che condivideva la mia preoccupazione". E ora ha già promesso che tra i primi atti del nuovo governo ci sarà il varo del "pacchetto sicurezza" nato a Milano dalla collaborazione tra la Moratti e il vicesindaco Riccardo De Corato. Mercoledì l'incontro con il futuro premier per fissare i punti più importanti. A Milano, la premessa molto poco incoraggiante, secondo stime nemmeno troppo pessimistiche, ci sarebbero 40mila extracomunitari irregolari. Una città nella città di gente "senza casa, né lavoro e dunque inevitabilmente più portata a delinquere". Il frutto di due anni di governo Prodi che, accusa la Moratti, "non ha fatto nulla per combattere le violenze sessuali", dato che il decreto Mastella-Pollastrini è naufragato in Parlamento. Vittima di un centrosinistra la cui "politica sull'immigrazione non ha fatto che aggravare i problemi legati alla sicurezza". Già pronta, allora, l'agenda da presentare dopodomani a Berlusconi. Innanzitutto nuove norme e nuovi poteri ai sindaci "per poter combattere l'abusivismo nelle case popolari, la violenza sulle donne, sui più deboli, le truffe agli anziani, scippi, rapine, droga, prostituzione e l'accattonaggio per strada". Ripescando, magari, la proposta fatta al Senato da De Corato che chiedeva di istituire il reato di "riduzione in schiavitù" per chi obblighi donne e bambini all'elemosina. Oltre alle leggi gli uomini, poliziotti, carabinieri e finanzieri arrivati a Milano, dopo la firma del Patto per la sicurezza, ma in misura addirittura minore rispetto a chi è andato in pensione. Altra richiesta è la possibilità di utilizzare i fondi del Comune, in deroga alle leggi Finanziarie e ai patti di stabilità, per investimenti sulla sicurezza. Tecnologia, come le telecamere per sorvegliare parchi e zone a rischio, o nuovi "ghisa". Duecento dei quali, ricorda il sindaco, entreranno presto in servizio. Non l'unico intervento di chi, nel silenzio di Roma, anche in questi mesi ha avanzato più proposte che richieste. "Abbiamo messo cento custodi sociali nei caseggiati popolari, mille telecamere contro i delinquenti, fatto firmare un patto di legalità ai rom, creato alla clinica Mangiagalli un centro di assistenza per le donne violentate". Ma non basta. "Vogliamo investire ancora di più in uomini e tecnologia", rilancia la Moratti. Che ricorda come la Lega Nord abbia vinto le elezioni proprio per questa sua capacità "di interpretare i bisogni della gente". "Basta destra e sinistra - l'invito -, sono concetti del secolo scorso. Ora bisogna saper affrontare i problemi. La sinistra ha perso perché ha saputo solo aumentare le tasse e non ha risolto nulla". Naufragando anche su Malpensa. "Noi - accusa - chiedevamo solo di separare il destino dell'hub da quello di Alitalia. Una liberalizzazione che consentisse alla Sea di poter sostituire la compagnia di bandiera con altri vettori. E, invece, il governo nella trattativa con Air France ha concesso i diritti di traffico internazionale su mono destinazione. Come dire che ha svenduto la politica dei trasporti del nostro Paese. Un errore gravissimo che gli elettori hanno punito". Severamente. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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CHISSÀ, forse dopo Houston, we have a problem , sentiremo un giorno risuonare su (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 21-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Di ANTONELLO DOSE e MARCO PRESTA CHISSÀ, forse dopo "Houston, we have a problem", sentiremo un giorno risuonare sui media di tutto il mondo la frase "Frascati, qui butta male!". Qualche giorno fa, il presidente dell'Agenzia spaziale italiana, Giovanni Bignami, ha presentato a Frascati, nella splendida cornice dei Castelli romani, il bando di concorso per il reclutamento di nuovi astronauti europei. Insomma, presto per essere assunti in cielo non sarà più necessaria la santità. La nostra speranza è che tra questi coraggiosi trovi posto un giovane Italiano, che accetti di spostarsi per lavoro dal nostro pianeta nel cosmo: un caso di pendolarismo estremo, se vogliamo. Uno dei primi a cogliere il grande fascino di una missione spaziale, non a caso, fu proprio l'italianissimo Don Backy, con l'indimenticabile verso "Per me che sono nullità... nell'Immensità!". I requisiti richiesti dal bando di concorso in questione sono di avere una laurea in materie scientifiche, conoscere molto bene l'inglese e magari il russo, essere in ottime condizioni psicofisiche e non aver mai visto il film Alien. L'auspicio del presidente dell'Asi è che tra i candidati a questo posto così prestigioso ci sia almeno una rappresentante del gentil sesso e, possibilmente, più di una. Anche a livello siderale, si ripropone l'annoso problema che avevamo nelle festicciole dell'adolescenza: mancavano le donne. Purtroppo, gli anni passano ma certe questioni non trovano una adeguata soluzione. Viviamo un momento davvero curioso nel nostro Paese, incomprensibile e pieno di contraddizioni: non riusciamo a mantenere il controllo dei voli nazionali (vedi la vicenda Alitalia) ma culliamo l'ambizione di conquistare lo spazio. Viene da chiedersi: l'italiano, sulla base del suo temperamento e delle sue abitudini, è adatto al lavoro di astronauta? Noi amiamo le nostre piccole comodità, siamo attaccati alle nostre tradizioni. Ad esempio, la contemporanea assenza dell'antenna parabolica e del digitale terrestre potrebbero destabilizzare un nostro connazionale, specie durante i weekend. Inoltre, l'impossibilità di chiamare la mamma due volte al giorno dalla navicella orbitante potrebbe causare momenti di insicurezza al cosmonauta tricolore. In più, quanto può resistere una teglia di lasagne in assenza di gravità? Prendono i cellulari nella ionosfera? Venderanno il panforte sulla stazione orbitale? Tutti fattori che vanno presi in seria considerazione e analizzati con la dovuta serietà. Si potrebbe obiettare che quello del viaggiatore spaziale è un mestiere pieno di incognite e pericoloso ma, per quanto concerne la sicurezza sul lavoro, anche sulla terra, qui da noi, non stiamo messi benissimo. Certo, per il genitore medio italiano sarebbe una grande soddisfazione poter dire "Mio figlio? Ha trovato un posto... molto in alto!": dopo quello di concorrente a un reality show e quello di aspirante coniuge di un figlio di Berlusconi, diventare astronauta potrebbe essere la grande ambizione delle nuove generazioni. Dal numero delle domande di partecipazione al concorso che giungeranno al nostro Ente spaziale, capiremo se sarà così. E poi, c'è un aspetto che rende questa professione estremamente interessante: la possibilità di guardare il nostro Paese da molto, molto lontano. Da 350 km e più di altezza, tutto appare indubbiamente più tollerabile.

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Economia, ora le scelte difficili -parte seconda- (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 21-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Economia, ora le scelte difficili (parte seconda) Roma, 21 apr. – Continuiamo la nostra rassegna sulle difficili scelte che il nuovo governo di centro-destra sarà chiamato a fare nelle settimane prossime venture. Assodato che le due priorità sembrano esser rappresentate dalle sorti di Alitalia – dove, peraltro, v'è da registrare un possibile ritorno di fiamma da parte dei russi di Aeroflot (anche grazie agli ottimi rapporti personali tra i due prossimi premier, S. Berlusconi e V. Putin), e che rappresenta senz'altro una buona notizia per allontanare lo spettro del fallimento della nostra compagnia di bandiera &ndash; e dalle sorti della finanza pubblica italiana, tanti altri punti critici andranno comunque affrontati. Il risanamento dei conti pubblici passa per una riduzione ed una riqualificazione della spesa pubblica, dove continuano a farla da padrona le spese per gli interessi passivi e, più in generale, le spese correnti, tipicamente improduttive. Comprimere le spese di funzionamento della macchina statale lascerebbe anche spazio alle spese in conto capitale, quelle per infrastrutture pubbliche, tipicamente produttive invece, che permetterebbe al paese di fare un passo decisivo verso il superamento dell'atavico divario territoriale Nord (ricco)-Sud (povero), aiuterebbe la crescita dell'attività economica, e – dal punto di vista squisitamente politico – farebbe sì che una maggioranza con un partito ex-secessionista (la Lega Nord) riesca là dove per decenni governi di tutti i colori hanno tragicamente fallito (1). A proposito di spese produttive, non vanno dimenticate quelle destinate a Ricerca&Sviluppo. La coalizione di centro-sinistra ne aveva fatto una bandiera durante la campagna elettorale del 2006, ma poi il tema ha rappresentato uno dei tanti fallimenti di quel governo troppo eterogeneo, con un Ministro, Mussi, che ha lasciato ricordi nient'affatto piacevoli, e che ora non è nemmeno più parlamentare… (2). Bisogna permettere ai ricercatori universitari di non rimanere schiacciati né dai carichi didattici cui vengono costretti (residuando per la ricerca le ore notturne, ben che vada) né dai salti mortali economici che vengono chiamati a fare, a causa delle loro buste paga letteralmente da fame… Favorire gli scambi culturali Università-Imprese, l'internazionalizzazione del nostro mondo accademico, rendere più attraente ed appetibile fare ricerca in Italia (da una parte superando l'ipocrisia dei concorsi pubblici e promuovendo la libera chiamata del corpo docente da parte delle varie istituzioni universitarie, e dall'altra premiando economicamente i prescelti), tutto ciò per evitare la tanto vituperata “fuga dei cervelli” (3). All'orizzonte sembra stagliarsi una recessione globale dalle dimensioni imprevedibili. Eppure, in controtendenza, le turbolenze inflazionistiche che stanno scuotendo le economie europee dalla fine del 2007 fanno sì che la BCE non possa permettersi un abbassamento dei tassi (4). Altra sfida: aiutare i sindacati ad ammodernarsi. Nonostante le speranze che erano venute dopo talune dichiarazioni di alcuni sindacalisti pochi mesi orsono a proposito di abbassamento della pressione fiscale (5-6), la vicenda Alitalia ci ha consegnato un quadro davvero sconfortante. Lontanissimi dall'essere delle organizzazioni laburiste, con in testa – marchiata a fuoco – la “regola fondamentale della politica dei prezzi e dei redditi” esse hanno dimostrato il vecchio e stantio ancoraggio, tutto ottocentesco, alla politica del no-no-no, con diktat inutili. Anche in questo, forse, potrebbe aiutare uno dei numi tutelari berlusconiani (per sua espressa, e ripetuta, ammissione), quella Margaret Thatcher che sfidò per prima ed apertamente le fortissime Trade Unions britanniche, vincendo le loro resistenze con costi sociali non trascurabili, epperò costringendoli a fare un passo decisivo verso la modernità (tanto che S. Merlo scrive su Il Foglio di "decostruzione thatcheriana del sindacato"). Insomma, il destino del prossimo governo di centro-destra passerà, mai come questa volta, per le difficili scelte da prendersi in campo economico-finanziario. Cosimo Magazzino (1) "Rapporto Censis 2007: crescita costante, ma la società italiana viaggia a due velocità", di Cosimo Magazzino, ne "la Voce d'Italia", a. II, n. 84. (2) "Università e ricerca: l'ennesimo fallimento di un governo miope", di Cosimo Magazzino, ne "la Voce d'Italia", a. II, n. 44. (3) "Ricerca, questa sconosciuta!", di Cosimo Magazzino, ne "la Voce d'Italia", a. II, n. 196. (4) "L'allarme inflazione blocca i tassi", di Cosimo Magazzino, ne "la Voce d'Italia", a. II, n. 205. (5) "Proposta di Epifani: giù le tasse su salari e pensioni", di Cosimo Magazzino, ne "la Voce d'Italia", a. II, n. 46. (6) "Rivoluzionamo il nostro sistema fiscale", di Cosimo Magazzino, ne "la Voce d'Italia", a. II, n. 56.

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Putin e Berlusconi studiano Alitalia e progettano sul gas (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 21-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Lun, 21 Apr 2008 Edizione 77 del 19-04-2008 SUMMIT A VILLA CERTOSA Putin e Berlusconi studiano Alitalia e progettano sul gas di Alessandra Mieli Grande è la distanza che separa la Sardegna da Mosca. E così ieri è andato in scena un bizzarro siparietto. Mentre il presidente russo Vladimir Putin era a colloquio con Silvio Berlusconi, futuro premier, le agenzie battevano la notizia che la compagnia di bandiera ex sovietica, ovvero l'Aeroflot, giudicava improbabile un ritorno d'interesse per l'acquisizione di Alitalia. Lo aveva detto non un capo scalo, bensì il direttore Valeri Okulov parlando alla televisione Russia Today. "Ritengo che abbiamo avuto un'utile esperienza partecipando alla prima gara per la privatizzazione di Alitalia, ma le informazioni di cui disponiamo non ci rendono ottimisti riguardo a una seconda partecipazione al progetto", aveva spiegato Okulov. Ma, durante la conferenza stampa a Villa Certosa, ecco il coup de théâtre: "Ho parlato con il presidente del cda di Aeroflot e si è detto disponibile a riprende gli incontri con Alitalia. Il risultato non si sa, dipenderà dalle trattative tra le aziende"annunciava il presidente della Federazione russa. Difficile immaginare che in Russia chiunque osi l'inelegante gesto di contraddire Zar Putin, quindi dovremmo credere a un ritorno di fiamma dei russi per la nostra compagnia di bandiera. In realtà si tratta solo di una cortese attenzione: lo stesso Putin infatti conosce il contesto e di Alitalia ha detto "la situazione non è facile; bisogna saldare il debito e farla tornare al profitto. Penso che bisogna parlare del risanamento delle compagnia". Ecco perché la soluzione del problema sembra rivolgersi, come abbiamo già scritto, verso Parigi più che verso le steppe. Bruno Ermolli e il duo Gianni / Enrico Letta si stanno adoperando per garantire innanzi tutto un prestito ponte che consenta alla compagnia di bandiera di non spirare nell'attesa dell'insediamento del nuovo esecutivo. Dopo di che il quadro che pare delinearsi è il seguente: la cordata italiana composta da imprenditori privati e probabilmente appoggiata anche dalle banche ("La disponibilità di principio c'è sempre," ha dichiarato Gaetano Miccichè, responsabile della divisione Corporate di Intesa San Paolo) potrebbe essere il partner finanziario, mentre ai francesi toccherebbe il ruolo di socio industriale, mestiere che hanno dato prova di svolgere molto bene. I sindacati dovranno inevitabilmente ingoiare l'amaro boccone degli esuberi (almeno 2.100) e Silvio Berlusconi ne uscirà a testa alta avendo salvato il tricolore sulla coda dei nostri aerei, ma anche i francesi saranno soddisfatti di aver acquisito un mercato e di essersi rafforzati sul piano internazionale. Ma dall'incontro sardo è emerso che la Federazione Russa punta a estendere la collaborazione in settori tecnologici, nello spazio, nei trasporti e nell'aviazione. E per quanto riguarda le intese nell'energia Vladimir Putin ha puntualizzato che queste andranno oltre il comparto gas e riguarderanno anche l'energia elettrica. Ricordando inoltre l'incontro avuto in aprile con gli investitori italiani, Putin ha confermato la volontà del suo Governo di incentivare gli investimenti, sottolineando l'interscambio record di 36 miliardi di dollari del 2007. Nello specifico è stato ribadito l'obiettivo della partnership operativa tra Eni e Gazprom in Libia.

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Berlusconi con Putin conquista la top ten (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 21-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Lun, 21 Apr 2008 Edizione 77 del 19-04-2008 Berlusconi con Putin conquista la top ten di Claudia Bruno 17 aprile 2008. A tre giorni dalle elezioni politiche l'attenzione dei media è tutta concentrata su Berlusconi e sulla formazione del nuovo Governo. Il Cavaliere si trova in Sardegna a Porto Rotondo dove ha ricevuto il premier russo Putin, il primo capo di Stato a congratularsi con il Cavaliere per la vittoria elettorale. In primo piano i rapporti tra l'Unione europea e la federazione russa, l'energia, ma anche la crisi Alitalia. "Troveremo al più presto una soluzione", fa sapere Berlusconi, che intanto smentisce i dissapori con gli alleati per le nomine dei ministri. Con oltre sei minuti e mezzo di parlato Tv, al leader del Pdl va l'ennesima medaglia d'oro del ranking, seguito in classifica da una sua fedele alleata: Stefania Prestigiacomo. In collegamento in diretta con la redazione del Tg4 la Prestigiacomo commenta insieme al direttore Emilio Fede l'incredibile risultato elettorale e parla delle priorità del futuro Governo Berlusconi. Scendendo di una posizione lasciamo i commenti sulle elezioni e il mondo della politica per incontrare il medico Umberto Tirelli che ci porta alla terribile storia che ha drammaticamente visto protagonista una giovane diciannovenne di Bergamo morta dopo aver assunto una pasticca di ecstasy in discoteca. Secondo l'esperto le nuove droghe chimiche in circolazione sono molto pericolose. "Gli effetti tossici delle anfetamine sono devastanti", spiega ai microfoni del Tg4. Dalla medicina alla matematica il passo è breve, con una manciata di secondi di scarto occupa la quarta posizione della top ten Piergiorgio Odifreddi. Il professore, ospite in studio al Tg4, commenta le principali news della giornata con Armando Sommajuolo e poi presenta il suo ultimo libro dal titolo "Il matematico impenitente" ed in particolare si sofferma sul capitolo intitolato "Pedofilia e petrofilia in tv". "Questo capitolo si riferisce ai fatti avvenuti a maggio dello scorso anno, quando è andato in onda un filmato sui preti pedofili che si è cercato in tutti i modi di ostacolare anche attraverso interpellanze parlamentari". Molte notizie scomode, spiega il matematico, spesso non vengono divulgate. Solo giungendo a metà classifica si fa sentire la voce di Walter Veltroni, che commenta le ultime decisioni del leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro orientato a non entrare in un unico gruppo Parlamentare con il Pd. Veltroni in giornata ha anche avuto un incontro con Casini, al centro dei colloqui una possibile intesa per contrastare la maggioranza. Di economia e della forte crisi che sta vivendo l'Europa in quest'ultimo periodo parla Lorenzo Bini Smaghi, esponente del Comitato esecutivo della Banca centrale europea. Intervistato dal Tg3 l'economista spiega che è necessario frenare il prima possibile l'inflazione, in forte rialzo per l'aumento del greggio. Con un minuto e mezzo di dichiarazioni rilasciate ai microfoni dei notiziari Mediaset, infine, chiude la classifica del parlato Tv il 22enne cagliaritano Marco Carta, vincitore mercoledì scorso della settima edizione di "Amici di Maria De Filippi".

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