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T ARTICOLI DEL 19-21 aprile 2008
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IN EVIDENZA
ROMA - Una brusca frenata sulla strada del risanamento e un piccolo spiraglio
di luce. Mentre Air France-Klm annuncia il ritiro della sua offerta,
IntesaSanPaolo riapre il dossier Alitalia. "Accordi contrattuali non più
validi", dice la compagnia franco-olandese. Nessun commento da Palazzo
Chigi. Il Pd attacca Berlusconi: "La rottura è conseguenza di
comportamenti irresponsabili".
Alitalia, adieu. La lunga, estenuante trattativa con Air France-Klm sembra
giunta alla fine. Il vettore franco-olandese, con un comunicato, ha annunciato
il ritiro della propria offerta. "A seguito della richiesta di Alitalia di
chiarire la situazione legale successiva alla rottura delle negoziazioni fra
Air France-Klm e Alitalia - si legge - Air France-Klm ha comunicato ad Alitalia
che gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di
lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono più validi dal
momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio
dell'offerta".
I motivi. La decisione del cda di Air France è stata presa in seguito al
"cambiamento del quadro macro-economico": lo precisano fonti vicine
alla compagnia, che tra i fattori sottolineano "l'aumento sensibile del
greggio, nelle ultime settimane lievitato fino al 22% in più". Insomma, la
situazione attuale "non consente di applicare nei tempi previsti il piano
industriale". Vale a dire, "il ritorno alla redditività di Alitalia
richiederebbe tempi molto più lunghi". Altre fonti vicine al management di
Parigi rilevano che è improbabile che vi siano ripensamenti, visto che i
vertici della compagnia sono sembrati perentori e decisi.
Palazzo Chigi non commenta. La prima reazione di Palazzo Chigi alla rinuncia di
Air France - Klm è un "no comment". Mercoledì mattina si dovrebbe
svolgere una riunione del Consiglio dei ministri per decidere quale strada
seguire. Prima, secondo fonti del governo, l'esecutivo si attende quella che
viene definita come una chiara assunzione di responsabilità politica da parte
della nuova maggioranza sulle decisioni da prendere. La riunione del Cdm
servirebbe infatti a varare il decreto per il prestito ponte, misura che
dovrebbe assicurare la liquidità necessaria per la continuità di esercizio
della compagnia aerea in attesa delle decisioni che dovranno essere assunte dal
nuovo governo. Per avviare il commissariamento secondo le procedure della legge
Marzano, invece, la riunione del Cdm non sarebbe necessaria. L'iniziativa
dovrebbe essere presa direttamente dal Cda di Alitalia, che lo chiederebbe al
ministero per lo Sviluppo Economico.
Fonti del ministero del Tesoro, invece, fanno sapere che "quello che
Tommaso Padoa-Schioppa poteva dire su Alitalia, lo ha già detto a Brdo, in
occasione dell'Ecofin". In quell'occasione, il ministro aveva sollecitato
un'iniziativa da parte dei sindacati per riprendere la trattativa con il gruppo
franco-olandese. In caso contrario, aveva sottolineato, le conseguenze
sarebbero state "estremamente negative" e "irreparabili".
Il Pd: "Effetto di comportamenti irresponsabili". "Come avevamo
previsto - scrive in un comunicato il Partito democratico - dichiarazioni
avventate e comportamenti non responsabili hanno fatto naufragare la trattativa
con Air France, mettendo a repentaglio il destino di Alitalia e di decine di
migliaia di lavoratori". "Si è finito col creare una situazione che
ora pesa sull'occupazione di decine di migliaia di persone che lavorano nella
compagnia italiana, a Fiumicino, a Malpensa e nell'indotto", continua la
nota. "Una situazione drammatica - conclude il Pd - che pesa anche
sull'immagine dell'Italia, che subisce un colpo consistente. Il governo attuale
e quello che verrà devono cercare di operare per garantire la continuazione
dell'attività di Alitalia per aprire nuove e reali trattative".
L'apertura di IntesaSanPaolo. Per una porta che sembra chiudersi, un'altra che
forse si apre: appena qualche ora prima, IntesaSanPaolo si era mostrata
interessata a un intervento per salvare la compagnia di bandiera. "Se
l'operazione Alitalia fosse di respiro internazionale saremmo interessati,
sotto varie forme". A chiarire la posizione dell'istituto di credito, era
stato Enrico Salza, presidente del consiglio di gestione della banca. "Al
momento siamo fuori - aveva aggiunto - ma potremmo essere interessati a
un'operazione che non sia di piccolo cabotaggio provinciale: non è questione
del nuovo governo, ma bisogna che si decidano perché non è accettabile che
questa situazione continui così". "Ancora non abbiamo esaminato
nessun nuovo piano - aveva concluso Salza - ma siamo pronti a farlo se ci verrà
richiesto, con un piano industriale".
(21 aprile 2008)
Privatizzazione bipartisan in vista per l'Alitalia
( da "EUROPA
ON-LINE" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Possibile per Alitalia una soluzione bipartisan finalizzata a garantire la necessaria continuità aziendale che consenta di completare la privatizzazione in tempi brevi. È quanto è filtrato ieri sera da fonti di palazzo Chigi, al termine dell'incontro tra il sottosegretario alla presidenza del consiglio Enrico Letta con Gianni Letta e Bruno Ermolli che per Berlusconi seguono il dossier.
Su
Berlusconi bufera leghista ( da "EUROPA ON-LINE"
del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, Berlusconi ha negato scontri nel centrodestra: "Non c'è stata alcuna lite con gli alleati e io avuto il mandato per quanto riguarda la composizione della squadra dei ministri". Le cose, come si vede, stanno diversamente. Tra le voci circolate ieri c'è anche quella secondo cui Raffaele Lombardo avrebbe suggerito a Berlusconi di imbarcare a bordo del nuovo esecutivo il neosenatore
Dalla
Russia con amore ( da "EUROPA ON-LINE"
del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: relazioni commerciali tra i due paesi e la possibilità che Aeroflot, compagnia di bandiera russa, soccorra Alitalia. "L'ottimo rapporto personale con Putin mette Berlusconi in una condizione di vantaggio in Europa", i cui paesi membri sono divisi sull'atteggiamento da tenere nei confronti della Russia. Critico, per Londra e i paesi dell'ex cortina;
Alitalia,in
pistaAeroflot ( da "Secolo XIX, Il"
del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia,
Mosca in pista ( da "Secolo XIX, Il"
del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: acquisizione di Alitalia. "La situazione è molto aperta. Non abbiamo nulla contro Air France ma ci piacerebbe che si desse vita a un grande gruppo internazionale con Alitalia che partecipi a condizioni di parità. Siamo però disponibili ad allargare la possibilità ad altre compagnie aeree, in particolare Aeroflot, con un accordo che possa dare vita a un grande accordo internazionale"
Il
cavaliere rilancia per alitalia "è pronto un tavolo con aeroflot" -
lucio cillis, alberto d'argenio e ettore livini a pagina 9
( da "Repubblica,
La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Banche fredde, in vantaggio Air France Asse con la Russia anche sull'energia Il Cavaliere rilancia per Alitalia "è pronto un tavolo con Aeroflot" LUCIO CILLIS, ALBERTO D'ARGENIO E ETTORE LIVINI A PAGINA 9 SEGUE A PAGINA 9.
Gesto
assurdo di Berlusconi: spara a giornalista scomoda
( da "Unita,
L'" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il caso Aeroflot-Alitalia: tutto è passato in secondo piano rispetto alle questioni amorose del presidente russo, sollevate proprio da una giornalista russa durante la conferenza stampa nell'ex serra di Villa La Certosa. Berlusconi e Putin sono impettiti sui podi che li mostrano alti uguali, nella politica estera del "caro Vladimir,
Alitalia,
la doppia partita di Silvio: al tavolo con russi e francesi Putin: Ho parlato
con Aeroflot, sono disponibili . Berlusconi: E intanto trattiamo anche con Air
France ( da "Unita, L'"
del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: asta per aggiudicarsi Alitalia. "Oggi - ha assicurato Putin - ho parlato con il presidente di Aeroflot che si è detto disponibile a riprendere i contatti con Alitalia. Il risultato dipenderà dalle trattative delle due aziende". Che potrebbero andare avanti, come ha ricordato Berlusconi, "a prescindere da un eventuale accordo con Air France".
Un
tabù infranto - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Aeroflot e Alitalia ai gasdotti, dai rapporti tra l'Europa e la Russia alla Nato, che infastidisce l'"amico Vladimir"). E in questa diplomazia da "amici miei", che Berlusconi ha sempre mostrato di considerare migliore e più produttiva (in affari) di quella tradizionale, c'è stato il posto, da parte del futuro presidente del Consiglio italiano,
Un
grande Bagaglino culturale ( da "Unita, L'"
del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: è parlato anche di Alitalia, che un mese fa lo Statista voleva regalare ai figli e ad Air One (già pronto il nuovo marchio: Pier One), salvo ripiegare due giorni fa su Air France-Klm ("ne parlerò con l'amico Sarkò") e ieri su Aeroflot. Intanto a Roma Enrico Letta perdeva tempo con lo zio Gianni a parlare della compagnia di bandiera,
Berlusconi
gioca sui reporter russi morti Fa il gesto del mitra a una giornalista che
aveva posto una domanda scomoda a Putin. Lei, dopo, piange
( da "Unita,
L'" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Su Alitalia "la situazione è aperta", continua il leader del Pdl, e "un tavolo con Aeroflot potrà portare ad ulteriori accordi per la creazione di un gruppo internazionale di grandi dimensioni e di prestigio". Non chiude la partita Air France, mentre Putin sembra essere più cauto: prima vuole vedere i conti della compagnia,
Hub
per elicotteri ( da "Unita, L'"
del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: controllata di Finmeccanica) e Alitalica (controllata dal gruppo Maire) hanno siglato un accordo commerciale che prevede la creazione di un hub elicotteristico presso l'aeroporto dell'Urbe di Roma. Lo rendono noto le due aziende. L'accordo prevede la realizzazione e la gestione di un centro per la manutenzione degli elicotteri AgustaWestland,
Denaro
sui finanziari ( da "Unita, L'"
del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ha recuperato dai minimi Fiat (+0,41%): l'ad Marchionne ha dichiarato che "il mercato è orribile ma le previsioni del trimestre sono totalmente in linea". Deboli le utilities Snam RG (-0,57%), Terna (+0,089%) e A2A (+0,26%). Invariata Alitalia scambiata a 0,6 euro.
La
lezione della sconfitta ( da "Unita, L'"
del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E se il Berlusconi che riceve Putin e tratta i destini di Alitalia è un premier che nessuno ancora ha nominato, meglio non parlare di rigore istituzionale altrimenti ti ridono appresso. Calma però. È vero, hanno vinto ma non hanno vinto tutto. I voti della destra (compreso Storace) sono 17 milioni e 800mila.
Silvio
ha i numeri, speriamo che non ci deluda come l'altra volta
( da "Unita,
L'" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: esecutivo Berlusconi prosegua sulla stessa strada del risanamento, indispensabile anche per mantenere credibilità in Europa". I suoi colleghi imprenditori, sul punto, preferiscono sorvolare. "Se è per questo, oggi pare che Alitalia stia per essere comprata dalla russa Aeroflot. Eppure nessuno dice nulla". Intanto Montezemolo, dal palco, strappa l'ovazione.
Il
<mister> Berlusconi mette in campo i lombardi
( da "Giornale.it,
Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: la possibilità di influire da Roma sulle politiche che riguardano Malpensa e l'Expo, attraverso la presidenza dell'Alitalia o/e un ministero competente sugli aeroporti e con le deleghe per l'Expo 2015. Tra i nomi in corsa del Carroccio ci sono parecchi lombardi. Primo fra tutti il leader della Lega, Umberto Bossi da Gemonio, accreditato come vicepremier o ministro delle Riforme.
Retroscena
dietro Aeroflot, la trattativa vera è con i francesi su Malpensa
( da "Riformista,
Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: molto probabile che la soluzione per Alitalia di Berlusconi sia la stessa di Prodi. Ci sono buone ragioni per crederlo, anche dopo le notizie altalenanti di ieri. Prima il presidente del consiglio in pectore ha riaperto la porta ad Air France: "Parlerò con Sarkozy". Poi il leader del Pdl ha lasciato intendere che vi sono pure altre opzioni.
Alitalia
<faremo un gruppo di prestigio>
( da "Riformista,
Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ma porterebbe Spinetta a potersi comprare Alitalia con metà dell'esborso e risanamento praticamente già fatto dal governo. L'ipotesi di un decreto legge che autorizzi la concessione ad Alitalia di un prestito ponte da 100-150 milioni, emersa proprio durante il meeting bipartisan, è stata invece smentita da Palazzo Chigi anche perché non appena lette le indiscrezioni di stampa,
Revival
Il simbolo dell'alleanza tra contadini e operai resiste in qualche parte del
mondo ( da "Riformista, Il"
del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: alleanza tra contadini e operai resiste in qualche parte del mondo Vedremo il marchio dell'Urss su Aeroflot-Alitalia? Il Kerala è il Paradiso dei comunisti, che in Angola restano conservatori. Anche la compagnia di bandiera russa conserva l'icona, che è nata filologicamente retrò Sembra l'Italia degli anni '70. Sono tutti comunisti o cattolici. E magari entrambe le cose.
Capitale
3 il presidente del lazio: <il pd ascolti i territori e impari anche qui la
lezione della lega> ( da "Riformista, Il"
del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: sceglieranno quelli che gettano a mare Alitalia per difendere Malpensa. Mi riferisco soprattutto ai tanti cittadini e lavoratori di Fiumicino, una realtà che vive di successi di mercato e non di assistenzialismo statalista". Poi ci sono le grandi "questioni" che tornano ciclicamente nel dibattito politico.
Il
rispetto delle regole ( da "Repubblica, La"
del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Queste sono le regole in un'economia di mercato. D'altra parte, l'ignoranza delle regole di un'economia di mercato può avere conseguenze nefaste. L'Alitalia insegna. In questo periodo l'acciaio è in crisi. Vogliamo che vada male anche l'Ilva ?.
<Tavolo
Aeroflot-Alitalia> Berlusconi arruola Putin
( da "Corriere
della Sera" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: compagnia russa Aeroflot per Alitalia. Silvio Berlusconi lo ha ottenuto ieri dal presidente Vladimir Putin, suo ospite in Sardegna. "La situazione non è facile - ha ammesso Putin riferendosi a Alitalia -: bisogna saldare il debito e fare in modo di tornare al profitto". E ancora: "Bisogna parlare di risanamento e qui non è possibile saltare le trattative con governo e sindacati "
L'ipotesi
Aeroflot ( da "Corriere della Sera"
del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-19 num: - pag: 5 categoria: BREVI L'ipotesi Aeroflot Ieri Silvio Berlusconi e Vladimir Putin hanno rilanciato l'ipotesi di una trattativa con la compagnia russa Aeroflot, di nuovo "disponibile a riprendere i contatti per Alitalia".
Berlusconi
tratta con Aeroflot ( da "Corriere della Sera"
del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: "Sintonia su tutto" Berlusconi tratta con Aeroflot Alitalia, intesa con Putin "per aprire un tavolo" ROMA - Un negoziato con la compagnia russa Aeroflot per Alitalia. Silvio Berlusconi lo ha ottenuto ieri dal presidente Vladimir Putin, suo ospite in Sardegna. A PAGINA 5 Baccaro.
L'accordo
bipartisan ( da "Corriere della Sera"
del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-19 num: - pag: 5 categoria: BREVI L'accordo bipartisan Giovedì l'accordo bipartisan tra il governo uscente e il centrodestra, per un decreto con prestito ponte da 100 milioni di euro per mantenere in vita Alitalia, evitandone il commissariamento.
Dovì
imita Berlusconi e Sarkò per gli ospiti
( da "Corriere
della Sera" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: offerto dal Bagaglino o solo di rifornimenti di gas e Alitalia? Quel che è certo è che neanche ieri sera sono andati a letto presto: Villa Certosa si è concessa un bis con Dovì. Virginia Piccolillo Il cast Sopra, un'immagine del cast del Bagaglino nella trasmissione "Barbecue" del 2004. Nel tondo, un'immagine del comico Manlio Dovì che ha imitato per Putin Sarkozy e Ray Charles.
E
la Moratti telefona al Cavaliere: subito sanzioni più dure
( da "Corriere
della Sera" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: la questione Alitalia, il taglio delle tasse. La chiamata del sindaco di Milano Letizia Moratti, dopo lo stupro della studentessa americana avvenuto nella notte, riporta però la rotta del nuovo governo sulla questione sicurezza. "Sarà uno dei primi provvedimenti che sarà preso dal nuovo esecutivo", ha assicurato Berlusconi.
Cgil-Cisl-Uil:
rappresentanza, spiragli per l'accordo
( da "Corriere
della Sera" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: anche dove non si fanno come all'Alitalia", dice Paolo Pirani (Uil). Gli accordi interconfederali dovranno essere prima approvati dagli organismi sindacali e poi convalidati col referendum tra i lavoratori. Gli accordi e i contratti di categoria seguiranno invece regole "che stabiliranno le stesse categorie", dice Nicoletta Rocchi (Cgil).
Caronna
di lotta "sfileremo ad arcore"
( da "Repubblica,
La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stesso discorso per Alitalia. Non ci facciano pagare i biglietti della compagnia coi nostri soldi. Perché in Italia hanno vinto, qui hanno straperso. E non permetteremo giochini". Identico piglio leghista Caronna mostra dribblando le domande sul partito del nord.
Riparte
la grancassa della sinistra in Tv
( da "Tempo,
Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia e la ricetta per il Sud, travolto dai rifiuti bassoliniani); cosa fa? In attesa magari di un altro G8 (lo "schema cileno" sempre pronto: la piazza giacobina contro il dittatore), ha rimesso in campo i soliti teoremi: gli italiani che hanno legittimato il Pdl a governare o sono scemi o si fanno ipnotizzare dalle tv in mano al Grande Manipolatore di Arcore.
Berlusconi:
Alitalia tratterà con Aeroflot ( da "Tempo, Il"
del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stampa Berlusconi: "Alitalia tratterà con Aeroflot" Torna in campo Aeroflot. La trattativa tra Alitalia e Air France è tutt'altro che compromessa, la situazione è aperta. Qualora non dovesse concretizzarsi in un accordo, c'è sempre la disponibilità ad allargare il confronto con altri soggetti, tra cui Aeroflot.
L'Unione
europea ribadisce le sue condizioni: qualunque
( da "Tempo,
Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: qualunque prestito ad Alitalia può essere autorizzato dalla Ue solo "alle condizioni accettabili dagli investitori privati". Bruxelles ha escluso che autorizzerà nuovi aiuti di stato per Alitalia fino al 2011. Non entra per ora nel merito delle soluzioni prospettate per tenere in vita la compagnia in attesa di una soluzione: prestito ponte o iniezione di liquidità.
Nasce
l'hub per elicotteri a Roma ( da "Tempo, Il"
del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: e Alitalica (controllata dal gruppo Maire) hanno siglato un accordo commerciale che prevede la creazione di un hub elicotteristico presso l'aeroporto dell'Urbe di Roma. Lo rendono noto le due aziende in un comunicato congiunto in cui si spiega che l'accordo prevede la realizzazione e la gestione di un centro per la manutenzione degli elicotteri AgustaWestland,
Alitalia,
torna in campo Aeroflot ( da "Tempo, Il"
del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Possibile una trattativa con i russi Alitalia, torna in campo Aeroflot La visita di Putin a Berlusconi ha allargato lo scenario sulla vendita di Alitalia. Nel caso non andasse a buon fine la trattativa con Air France, sarebbe pronto un tavolo di dialogo con Aeroflot. Per il Cavaliere l'importante è mantenere la pari dignità con i partner e la natura italiana del nostro vettore.
Ue:
prestito ponte possibile solo a prezzi di mercato - alberto d'argenio
( da "Repubblica,
La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Bruxelles potrebbe dare il via libera in qualche settimana ALBERTO D'ARGENIO BRUXELLES - Ancora una volta Bruxelles parla di Alitalia e come un mantra ammonisce che un prestito ponte potrà essere concesso solo a condizioni di mercato, dettando tra le righe i trucchi per aggirare gli scogli del diritto comunitario che potrebbero portare la compagnia al tracollo finanziario.
Aeroflot
torna in pista per alitalia - lucio cillis
( da "Repubblica,
La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Aeroflot torna in pista per Alitalia Berlusconi:"Ne ho parlato con Putin". Asse con Mosca sull'energia Spunta anche l'ipotesi di un intervento stile Fiat degli istituti di credito LUCIO CILLIS ROMA - Aeroflot torna in pista per Alitalia. La conferma è arrivata ieri per bocca dello stesso Vladimir Putin, ospite di Silvio Berlusconi a villa Certosa in Sardegna:
I
big del credito freddi sul salvataggio e il tempo gioca a favore di air france
- ettore livini ( da "Repubblica, La"
del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia si arricchisce di nuovi protagonisti senza però che la soluzione (almeno per ora) si avvicini. Dopo Air France ? il decano dell'asta ? e la cordata italiana dal sapore vagamente elettorale, spuntano ora Aeroflot e le banche che secondo indiscrezioni (senza conferme) in caso di fallimento dell'asse con Parigi potrebbero intervenire nel capitale della compagnia di bandiera
L'ottovolante
- giuseppe turani ( da "Repubblica, La"
del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Tutto questo a patto che il nuo presidente del Consiglio Berlusconi riesca a procedere per la sua strada e non farsi bloccare o condizionare dai suoi alleati. Due segnali preoccupanti: la vicenda Alitalia appare gli bloccata. E i nomi del nuovo governo sono quelli vecchi.
ANTICIPAZIONI
( da "Manifesto,
Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 14 note da lontano Senza sinistra, lo strano record italiano Rossana Rossanda a pagina 3 Alitalia Aeroflot, bluff di Berlusconi L'unica pista è Air France A PAGINA 6 Italia/Iraq Stefio rinviato a giudizio: "Arruolava mercenari" A PAGINA 8 Il papa all'Onu Appello sui diritti umani, ma silenzio sulle guerre A PAGINA 10.
Bluff
Aeroflot per Alitalia, Berlusconi spara-spara
( da "Manifesto,
Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Cecchinaggio mimico a parte, Alitalia è stato il piatto forte della conferenza stampa. Al punto che il prossimo premier ha nuovamente messo in campo l'ipotesi di vendere Alitalia agli ex sovietici di Aeroflot. Putin è sembrato disponibile e tenergli bordone davanti alla stampa;
DICE
Putin in Sardegna: Berlusconi mi mancava, mi fa piacere la sua vittoria
( da "Messaggero,
Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E infine: "Riguardo la questione Alitalia, Aeroflot è disponibile a riprendere contatti". Vorrei fare un quiz: chi secondo voi, se non Berlusconi, è in grado, non ancora nominato presidente del Consiglio, di ospitare nella sua villa in Sardegna il presidente Putin con il quale parlare di problemi e di amicizia?
LA
CORDATA italiana per Alitalia c'è. Ci sono le banche guidate da Intesa Sanpa
( da "Messaggero,
Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
A
Roma, il Senato avvia un'inchiesta sul nuovo aeroporto di Fiumicino. Costruito
in una zona ac ( da "Messaggero, Il"
del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: L'Alitalia trasferisce i suoi servizi dal vecchio aeroporto di Ciampino a Fiumicino che, da un punto di vista architettonico, presenta un'immagine elegante e avveniristica. Tuttavia, fra governo e opposizione, il dibattito parlamentare, senza esclusione di colpi, durerà anni.
Alitalia,
spot di Putin e Berlusconi: <Se si chiude con Air France, possibile un
tavolo con Aeroflot> ( da "Liberazione"
del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, spot di Putin e Berlusconi: "Se si chiude con Air France, possibile un tavolo con Aeroflot" Roberto Farneti La vendita ad Air France-Klm non è più la sola opzione in campo per salvare l'Alitalia dal fallimento. Certo, al momento l'unica proposta concreta rimane quella avanzata dal gruppo franco-olandese: un progetto di acquisizione che prevede la sostanziale riduzione dell'
ROMA
La partita Alitalia si gioca a Roma, ma la Commissione europea intende
esercitare fino in fond ( da "Messaggero, Il"
del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: esclusa ogni possibilità che Bruxelles autorizzi nuovi aiuti di Stato per Alitalia fino al 2011, visto che la compagnia "ha ricevuto l'ultima tranche dell'aiuto di Stato per la ristrutturazione nel 2001, e in base al principio fissato nelle regole della Ue, che prevede un intervento di questo tipo una sola volta ogni dieci anni, Alitalia non potrà quindi beneficiarne fino al 2011".
ROMA
- Che l'obiettivo di salvare Alitalia sarebbe sopravvissuto al cambio di
governo e ( da "Messaggero, Il"
del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: la stessa tirata fuori dal cassetto ad ogni picco delle crisi di Alitalia. Non sarebbero pochi, però, i nodi da sciogliere. Un'operazione sulla falsariga del prestito convertendo concesso alla Fiat avrebbe il pregio di strappare Alitalia da un commissariamento devastante (escluso dal governo in percore) e di lasciare il tempo al risanamento prima di un'integrazione internazionale.
Dal
nostro inviato MARCO CONTI PORTO ROTONDO - Abbiamo parlato di Alital
( da "Messaggero,
Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Dal nostro inviato MARCO CONTI PORTO ROTONDO - "Abbiamo parlato di Alitalia e della possibilità di avere un tavolo a cui sederci con Aeroflot". L'esordio di Silvio Berlusconi nella conferenza stampa che ieri ha chiuso la due giorni di colloqui con il presidente russo Vladimir Putin, è di quelli destinati a far fragore.
MONTEZEMOLO
BOCCIA I SINDACATI ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alle elezioni sconfitta la sinistra dei no" Alitalia, Berlusconi fa asse con Putin: anche Aeroflot nella cordata. La Ue frena sul prestito Il presidente uscente di Confindustria, Luca di Montezemolo, attacca i sindacati: "Stop ai negoziati infiniti, i lavoratori adesso sono più vicini a noi.
Tremonti
rilancia l'ipotesi eurobond ( da "Stampa, La"
del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: dalla situazione dei conti pubblici alla questione Alitalia - e sottolinea di parlare solo a nome di presidente dell'Aspen Institute Italia, che nella capitale francese ha organizzato un seminario dedicato ai temi della crisi dei mercati finanziari. "Emettere debito europeo per fare investimenti europei - spiega Tremonti - fa identità europea.
Alitalia,
spunta Aeroflot: "Partner di prestigio"
( da "Giornale.it,
Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ma ci piacerebbe che desse vita ad un gruppo internazionale in cui Alitalia possa partecipare con pari dignità". "Con Putin - aggiunge - abbiamo pensato che potrà esserci un tavolo per vedere se si potrà procedere a un rafforzamento di entrambe le compagnie, Alitalia e Aeroflot, per dare vita a un gruppo internazionale di prestigio.
Alitalia,
i russi di Aeroflot sono pronti ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia debba morire così, a soli sessant'anni. L'ormai ex presidente della Russia, Vladimir Putin, prima di prendere la strada del ritorno a Mosca, ha confermato che Aeroflot è "disponibile a riprendere i contatti" con Alitalia. Putin ha dichiarato di aver sentito ieri, da Porto Rotondo, i vertici di Aeroflot e di aver discusso proprio della complessa situazione della nostra compagnia.
Alitalia,
nasce l'ipotesi russa ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 19-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: Montezemolo attacca i sindacati: basta con i veti Alitalia, nasce l'ipotesi russa E mentre a Olbia si svolge il vertice tra i due leader, Montezemolo attacca i sindacati: basta con i veti Putin a Berlusconi: Aeroflot è disponibile. Passi avanti anche sull'energia --> Putin a Berlusconi: Aeroflot è disponibile.
IN
BORSA NON VOLA ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: In Borsa non vola La prospettiva di una discesa in campo di Aeroflot e quindi del possibile fallimento delle trattative fra Air France e Alitalia ha messo le ali al titolo della compagnia franco-olandese che ieri, alla Borsa di Parigi, ha guadagnato quasi 6 punti. Seduta senza scossoni per Alitalia che ha chiuso l'asta finale invariata a 0,6 euro.
BERLUSCONI-PUTIN
PER SALVARE ALITALIA TAVOLO CON AEROFLOT
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Putin per salvare Alitalia tavolo con Aeroflot MARCO CONTI Porto Rotondo. "Abbiamo parlato di Alitalia e della possibilità di avere un tavolo a cui sederci con Aeroflot". L'esordio di Silvio Berlusconi nella conferenza stampa che ieri pomeriggio ha chiuso la due giorni di colloqui con il presidente russo Vladimir Putin,
SI
LAVORA PER LA RICAPITALIZZAZIONE. L'UE FRENA SUL PRESTITO-PONTE
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: italianità di Alitalia, si chiama Air France". L'unico dato certo è che i tempi della trattativa potrebbero essere più lunghi rispetto a quelli previsti dall'attuale governo. Non a caso, nell'intesa bipartisan siglata giovedì a Palazzo Chigi tra i due Letta (l'attuale presidente del Consiglio, Enrico, e il suo predecessore oltre che consigliere di Berlusconi,
Quale
che sarà la soluzione del duo Letta (Gianni ed Enrico) per l'ultima boccata di
ossig ( da "Stampa, La"
del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ponte per Alitalia non ha stupito la Commissione europea. Ma il messaggio resta lo stesso: "Fino al 2011 non ci potrà essere nessun aiuto di Stato". A 24 ore dal tavolo di Palazzo Chigi, le parole del portavoce del commissario francese ai trasporti Jacques Barrot chiariscono che una delle strade ipotizzate, il finanziamento a fondo perduto,
Se
i grandi media non si accorgono dell onda verde
( da "Padania,
La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Sulla vicenda Alitalia, ad esempio, tutti i Tg degli ultimi due mesi hanno mandato ogni giorno in onda servizi dedicati alla preoccupazione dei sindacati e dei politici romani sui temuti tagli occupazionali nella compagnia aerea mentre non si è mai parlato degli 800 già licenziati all aeroporto di Malpensa.
Roma,
le sue amnesie e la grande rivincita del Nord
( da "Padania,
La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: la vicenda Alitalia si è legata strettamente con le sorti di Malpensa, il grande hub pedemontano, sviluppato anche con l'ambizione di renderlo il simbolo per eccellenza della capacità imprenditoriale lombarda di proiettarsi sui mercati internazionali". Orfani di un aeroporto degno della valenza produttiva di queste regioni,
Malpensa
si salverà da sola ( da "Padania, La"
del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Molte compagnie chiedono di poter operare sullo scalo ALESSANDRO MONTANARI "Alitalia liberi gli slot e Malpensa si salverà da sola". Mentre la vendita della compagnia di bandiera, come confermato dal premier in pectore Silvio Berlusconi, si riapre ad ogni soluzione, Roberto Maroni conferma la linea del Carroccio. Il Nord non vuole più dipendere da scelte prese da altri e altrove,
Malpensa,
ovvero come si fa una battaglia politica
( da "Padania,
La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ovvero come si fa una battaglia politica ALESSANDRO MONTANARI Ora che la vendita di Alitalia si riapre, con consenso bipartisan, a un vasto lotto di compratori, suona ancora più assurda la rigidità sempre tenuta da Romano Prodi e Tommaso Padoa Schioppa, i quali stavano svendendo la compagnia di bandiera a condizioni impensabili in una normale asta a più offerenti.
Giorgetti:
<Bene la riapertura dei giochi, ma piano con le intese bipartisan>
( da "Padania,
La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: A chi preferibbe che finisse Alitalia? "Assistiamo a questi avvenimenti con grande interesse. Vediamo che Berlusconi è molto attivo e su più fronti. Confidiamo però che la soluzione finale sia la migliore non solo per Alitalia, ma anche per Malpensa". Cosa farete per tenere Berlusconi sul pezzo ?
Alitalia,
si affaccia Aeroflot <Pari dignità con AirFrance-Klm>
( da "Padania,
La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ipotesi Alitalia, si affaccia Aeroflot "Pari dignità con AirFrance-Klm" Roma - Silvio Berlusconi non chiude la porta della Magliana ad Air France ma incassa il rinnovato interesse di Aeroflot per Alitalia. "Ci sono contatti in corso con Air France. Da parte nostra non c è nessuna preclusione purché si torni alla premessa delle trattative con la creazione di un gruppo in cui Air France,
Berlusconi
tratta con Putin e Sarkozy ( da "Padania, La"
del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: purchè l Alitalia resti compagnia di bandiera e le decisioni vengano prese in Italia. Per quanto riguarda Air France - ha poi aggiunto -, se si dovesse ritornare al primitivo progetto di una Alitalia con pari dignità, con una direzione italiana, rispetto alle due altre compagnie questa è una ipotesi di cui si può discutere e di cui sarò lieto di discutere,
Già
nel 2004 un finanziamento di 400 milioni per garantire la continuità aziendale
( da "Padania,
La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ponte per garantire la continuità aziendale di Alitalia. "Misure urgenti per favorire la ristrutturazione ed il rilancio dell Alitalia": recitava, infatti, così il decreto legge 159 del giugno del 2004, poi convertito in legge nel luglio successivo, che dava disco verde al prestito ponte da 400 milioni di euro per il salvataggio della compagnia, allora guidata da Giancarlo Cimoli,
Liberalizzare
i cieli per far volare l hub ( da "Padania, La"
del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: CAMBIATO Liberalizzare i cieli per far volare l hub La partita Alitalia è riaperta e così nel fronte pro-Malpensa scendono i toni, che diventano più pacati e riflessivi ma non meno determinati. "Il tema per noi principale - spiega il presidente di Sea Giuseppe Bonomi - resta la liberalizzazione del trasporto aereo, attraverso una rinegoziazione degli accordi bilaterali fra Stati.
I
sindacati: meglio patto bipartisan e grande alleanza internazionale
( da "Padania,
La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 2 miliardi per il sindacalista può essere visto in modo positivo "ma non esaustivo perchè per Alitalia c è un problema industriale. La compagnia deve avere soldi ma anche un piano industriale", conclude Angeletti. Per il Sindacato dei lavoratori (Sdl), "l accordo bipartisan su Alitalia, da noi sollecitato nei passati giorni, sembra oggi prendere concretamente forma.
Riparte
l'asse Berlusconi-Putin ( da "Stampa, La"
del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Aereoflot per convincerlo a riprendere la trattativa con Alitalia. E in questo modo ha offerto una sponda di una certa importanza al prossimo premier italiano per affrontare una questione che ha caratterizzato l'intera campagna elettorale. "Io - ha spiegato il Cavaliere - non ho nulla contro Air France, ma occorrono condizioni paritarie.
LA
CRISI CHE VERRÀ ( da "Stampa, La"
del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La trattativa per la vendita di Alitalia a Air France, al di là dei sussulti della politica, ha subito un'interruzione cruciale quando la compagnia francese si è ritirata improvvisamente davanti alle richieste dei sindacati di Alitalia. Questa settimana, con il sorprendente risultato delle elezioni e la sonora sconfitta della Sinistra Arcobaleno,
Il
Cavaliere è uomo di mondo ( da "EUROPA ON-LINE"
del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, interessi commerciali. Sintetizza Quentin Peel sul Financial Times: "Per Berlusconi fare politica è fare affari". Il Cavaliere sa bene che gli americani sono pronti a sorvolare sull'amicizia esibita con Putin: la considerano, appunto, affari suoi, una relazione che fa notizia solo per il folklore degli incontri.
Non
c'è caviale per Alitalia ( da "EUROPA ON-LINE"
del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: è caviale per Alitalia (ra. c.) Nonostante la cortina di fumo appositamente calata a villa Certosa, sotto le paillettes delle ballerine e dietro le gag appositamente composte dalla compagnia romana del Bagaglino, l'Alitalia non è stata il piatto forte dell'incontro Berlusconi-Putin ma neanche un contorno o un antipasto.
Alitalia,ritornaAir
One ( da "Secolo XIX, Il"
del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia,
il ritornodella cordata Toto ( da "Secolo XIX, Il"
del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia: riprende quota la cordata italiana, ma c'è ancora molta nebbia sulla rotta. In parallelo ai rapporti con Air France-Klm, che per ora rimane l'unico compratore disponibile, si fa strada di nuovo l'ipotesi di una soluzione italiana che poggerebbe su un'alleanza societaria tra imprenditori, banche e Air One di Carlo Toto,
La
Lega frena Montezemolo<No allo scontro sociale>
( da "Secolo
XIX, Il" del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: A cominciare dal prossimo caso Alitalia. Non è un caso se, ieri, il primo a bacchettare Montezemolo è stato proprio il leghista Roberto Calderoli, considerato, normalmente, un falco del centrodestra: "Io voglio fare un forte richiamo al senso di responsabilità sia di Montezemolo che dei sindacati - ha detto l'ex ministro delle Riforme,
Imprenditori
italiani con air france ultimo tentativo bipartisan per alitalia - luca pagni
( da "Repubblica,
La" del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: con Air France ultimo tentativo bipartisan per Alitalia Tremonti a Parigi: "Nessun incontro con Sarkozy". Calderoli: più soggetti in campo LUCA PAGNI MILANO - Si sta già sgonfiando l'ipotesi Aeroflot per Alitalia. Archiviato l'incontro in Sardegna tra Silvio Berlusconi e il presidente russo Vladimir Putim, tornano subito a crescere le possibilità di riaprire il dialogo Air France.
Non
siamo nella cordata Ermolli per Alitalia Smentita di Banca Intesa: Non c'è
nulla di nuovo . D'Alema: ora sappiamo che la carta di Berlusconi è Air France
( da "Unita,
L'" del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Non siamo nella cordata Ermolli per Alitalia" Smentita di Banca Intesa: "Non c'è nulla di nuovo". D'Alema: ora sappiamo che la carta di Berlusconi è Air France di Bianca Di Giovanni / Roma SMENTITE La partita Alitalia continua con l'ennesima smentita di Intesa-Sanpaolo. Per il gruppo bancario la situazione è immutata: per ora il dossier è chiuso,
Silvio
III, smania da premier Poco rispetto per il Quirinale Dai nomi dei ministri al
vertice con Putin: ma ancora senza incarico Stefano Rodotà: Non siamo una
repubblica presidenz ( da "Unita, L'"
del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: stata una maggiore evidenza pubblica di questo fenomeno sia nel caso Alitalia che nell'incontro con Putin. In entrambi i casi sarebbe stata auspicabile una maggiore misura da parte del premier in pectore. È normale che i potenziali interlocutori del caso Alitalia siano attenti al governo che verrà, e che Berlusconi dedichi altrettanta attenzione al dossier, anche incontrando Putin.
Anche
Orbassano sogna l'alta velocità ( da "Giornale.it, Il"
del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: due patate ustionanti": Alitalia e Tav. Non vorrei essere nei panni del Cavaliere. Mario Tranquilli e-mail Fossero solo quelle, caro Tranquilli, ci sarebbe da metterci la firma. Prodi è stato un castigo di Dio, cosa che anche Veltroni Walter, ovvero il suo clone in versione soufflé (che il grande Pellegrino Artusi da Forlimpopoli chiamava,
Maroni:
<La Cgil può sparire come la Sinistra>
( da "Giornale.it,
Il" del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, ma anche i contratti dei medici ospedalieri e quelli degli insegnanti precari. Che farete? "Dobbiamo affrontare in termini innovativi il rapporto con il pubblico impiego. Dobbiamo sostenere il criterio meritocratico. Questo comporta un cambiamento di attitudine della pubblica amministrazione che è la più conservatrice tra i conservatori e un cambiamento di attitudine da
Il
bimbo vola da solo Uno su cinque senza mamma e papà
( da "Corriere
della Sera" del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: fotografano da Alitalia. Meridiana dà anche qualche numero: "Su circa 60 mila bambini che volano in un anno, circa il 5% da solo". Molti sono poi quelli che scelgono una compagnia straniera. A vantare il rapporto più alto tra bambini trasportati e "Um" è British Airways: un milione e 600 mila minori trasportati nel 2007 (300 mila bebè)
Gli
svaghi in volo ( da "Corriere della Sera"
del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: BREVI Gli svaghi in volo Alitalia, giochi e libri divertenti E in più la lounge dedicata La nostra compagnia di bandiera punta tutto sull'aspetto ludico: i bambini che viaggiano soli si divertono giocando, leggendo e guardando cartoon British Airways, come al cinema Autografo del comandante Offerta di film e cartoon da cineteca per i piccoli passeggeri della compagnia britannica.
Tremonti:
crisi, la ricetta Draghi non basta
( da "Corriere
della Sera" del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: forse influenzato dal caso Alitalia - della visione economica del prossimo governo e un'anticipazione di atteggiamenti "interventisti" in vari campi. Del resto, gli esempi britannici (nazionalizzazione della Northern Bank, prestito della Banca centrale di 50 miliardi di sterline alle banche in difficoltà) sono tutt'altro che ortodossi.
Vertici
Eni, spunta Ermolli ( da "Corriere della Sera"
del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: REDAZIONALE Industria & nomine Le voci sul superconsulente e l'intreccio con Alitalia Vertici Eni, spunta Ermolli MILANO - Riconferma per Enel, Finmeccanica, Terna. E anche per l'Eni. Anche se pare parzialmente. E' stato lo stesso Silvio Berlusconi, a lasciare intendere che questa sia la direzione. E si è aperto subito il totonomine.
Non
basta più il <buon samaritano> a bordo
( da "Corriere
della Sera" del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Neppure Alitalia, che a Fiumicino ha un Centro medico di prim'ordine, è stata in grado di rispondere. Quelli a disposizione della European civil aviation conference (Ecac, un organismo intergovernativo) e nella letteratura dicono che la frequenza di malori è di un passeggero su 10-40 mila.
MILANO
- Non si può prescindere da Air France. C'è un'intesa bipartisan
( da "Messaggero,
Il" del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: intesa bipartisan tra governo uscente e futuro esecutivo di battere prioritariamente la pista francese per Alitalia. Parigi entro pochi giorni dovrebbe dare una risposta definitiva sulla disponibilità ad accettare un nuovo schema di offerta. A livello di cda della Magliana non è mai stato interrotto l'asse con Parigi, aprendo quindi ad altre soluzioni.
ROMA
- Lo stupro della giovane donna alla Stazione La Storta entra nella campagna
elettorale ( da "Messaggero, Il"
del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Come l'Alitalia, il trasferimento di RaiDue a Milano o la scarsa manutenzione stradale. È un vortice che aspira tutto. E allora Rutelli ammonisce: che nessuno cerchi "di fare propaganda politica". Perché "contro il crimine "dobbiamo unirci". È una difesa preventiva, un invito "a non fare strumentalizzazioni".
MILANO
- La vacanza in Sardegna finisce qui. A Milano lo aspetta la Lega, con le sue
richieste e le ( da "Messaggero, Il"
del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La trattativa per il salvataggio di Alitalia si annuncia delicata e lunga, i possibili accordi con Air France o la discesa in campo dell'Aeroflot suggeriscono prudenza e nessun passo falso. Per risollevare le sorti della compagnia di bandiera, dunque, sarebbe meglio lavorare sottotraccia e lontano dai riflettori, cosa che non si potrebbe fare portando tutti i ministri a Malpensa.
Tremonti
incontra Sarkozy? ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 20-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: Primo Piano Pagina 102 alitalia Tremonti incontra Sarkozy? Alitalia --> ROMA Air France resta in pole position nella complessa trattativa per la vendita di Alitalia, anche se nessuna decisione è stata ancora presa. L'unica certezza è la scelta di procedere con una logica bipartisan.
Maroni:
"La Cgil può sparire come la Sinistra"
( da "Giornale.it,
Il" del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, ma anche i contratti dei medici ospedalieri e quelli degli insegnanti precari. Che farete? "Dobbiamo affrontare in termini innovativi il rapporto con il pubblico impiego. Dobbiamo sostenere il criterio meritocratico. Questo comporta un cambiamento di attitudine della pubblica amministrazione che è la più conservatrice tra i conservatori e uncambiamento di attitudine da
Sesso
globale sesso sicuro ( da "Manifesto, Il"
del 21-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: e non serve il marchio Alitalia né che si parta da Malpensa) per fare sesso con minorenni tailandesi, donne dell'insicuro Nord italiano idem con giovani giamaicani, clandestine dell'est si prostituiscono con cittadini dell'Ovest? Cos'è questo stridore fra l'allarme sicurezza sugli stupri e la sicurezza con cui i media di mezzo mondo (democratico)
Chi
Malpensa... fa peccato ma a volte
( da "Manifesto,
Il" del 21-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia Chi Malpensa... fa peccato ma a volte... Guglielmo Ragozzino L'emergenza dei rifiuti a Napoli e il nodo dell'Alitalia sono state due carte vincenti della destra alle recenti elezioni politiche. In questo secondo caso vi era un discorso generale, sulla compagnia di bandiera che poi significa solo tenere in funzione poltrone gratis per gli alti poteri e rotte in perdita,
Su
palcoscenici irrequieti sfilano i fuoriclasse europei
( da "Manifesto,
Il" del 21-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: capolavori riconosciuti sono Il capitale di Carlo Marx parte I e quello dedicato al crack della belga Sabena (se i manager dell'Alitalia l'avessero visto...). Ogni volta, in rappresentazioni a metà tra l'indagine scientifica e il racconto visionario, i tre cervelli quarantenni del gruppo, ci aiutano a capire una realtà, attraverso il metodico ricorso agli specialisti di un settore.
Silvio
rimembri ancora? - mimmo carratelli
( da "Repubblica,
La" del 21-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia oppure, testa di coccio, si muove il Carroccio. Presto detto: se continua l'insania, vola Padania. L'avviso di bordo è sempre lo stesso: "Non dimenticate il Bagaglino a mano". Le ballerine si possono sempre recuperare a Villa Certosa, Porto Rotondo, Sassari, dove la residenza del Cavaliere si è sposata con la natura,
Alitalia,
la pista Air France-Klm resta favorita
( da "Secolo
XIX, Il" del 21-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: è discussione su Alitalia che non contempli anche il capitolo Malpensa. Per il Pd, e per il governo, occorre innanzitutto realizzare il divorzio tra lo scalo milanese e Alitalia; dopodichè, ci si può e ci si deve rimboccare le maniche chiamando in causa grandi interlocutori internazionali in modo da poter rilanciare la piena operatività.
Le
nomine del Cavaliere: una poltrona all'Eni per l'amico Ermolli
( da "Unita,
L'" del 21-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: amico Ermolli Non solo il dossier Alitalia ma molto, molto di più. Secondo quanto riportato ieri dal "Corriere della Sera" Bruno Ermolli, il superconsulente di Silvio Berlusconi, sarebbe candidato alla presidenza dell'Eni. Come dire: aziende pubbliche agli amici privati. Nella partita per le nomine sembrerebbe infatti che il premier in pectore sarebbe orientato ad "
Moratti:
Veltroni? Voltafaccia sulla sicurezza
( da "Corriere
della Sera" del 21-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: dove avevamo segnalato una cosa semplicissima: tenere separati il destino di Alitalia e di Malpensa. Non è stato capito che Malpensa è un problema del Paese". Si affida al nuovo Governo. Ripete che Berlusconi le ha dato tutte le garanzie sul "pacchetto sicurezza". Dice che la Lega ha saputo intercettare i problemi della gente.
Il
Papa a Ground Zero <Dio, converti chi odia>
( da "Corriere
della Sera" del 21-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: All'arrivo a Washington, martedì scorso, il Papa era stato ricevuto da Gorge W. Bush. Il B777 dell'Alitalia con a bordo il Papa, il seguito e 65 giornalisti arriva a Ciampino stamattina alle 11. Luigi Accattoli GUARDA Le immagini del Papa a Ground Zero www.corriere.it A. Far.
Stato
<necessario>: chi lo decide?
( da "Corriere
della Sera" del 21-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: in Alitalia ad Air France/KLM. Tuttavia, Tremonti è sensibile alle critiche provenienti dall'estero che lo accusano di essere un sostenitore del protezionismo e dell'interventismo statale. In risposta a un articolo apparso sul Financial Times, il 16 aprile Tremonti ha inviato al giornale inglese una lettera in cui proclama la sua innocenza,
La
Moratti chiede a Berlusconi più poteri e agenti nelle strade
( da "Giornale.it,
Il" del 21-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: "Noi - accusa - chiedevamo solo di separare il destino dell'hub da quello di Alitalia. Una liberalizzazione che consentisse alla Sea di poter sostituire la compagnia di bandiera con altri vettori. E, invece, il governo nella trattativa con Air France ha concesso i diritti di traffico internazionale su mono destinazione.
CHISSÀ,
forse dopo Houston, we have a problem , sentiremo un giorno risuonare su
( da "Messaggero,
Il" del 21-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: non riusciamo a mantenere il controllo dei voli nazionali (vedi la vicenda Alitalia) ma culliamo l'ambizione di conquistare lo spazio. Viene da chiedersi: l'italiano, sulla base del suo temperamento e delle sue abitudini, è adatto al lavoro di astronauta? Noi amiamo le nostre piccole comodità, siamo attaccati alle nostre tradizioni.
Economia,
ora le scelte difficili -parte seconda-
( da "Voce
d'Italia, La" del 21-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: sembrano esser rappresentate dalle sorti di Alitalia – dove, peraltro, v'è da registrare un possibile ritorno di fiamma da parte dei russi di Aeroflot (anche grazie agli ottimi rapporti personali tra i due prossimi premier, S. Berlusconi e V. Putin), e che rappresenta senz'altro una buona notizia per allontanare lo spettro del fallimento della nostra compagnia di bandiera &
Putin
e Berlusconi studiano Alitalia e progettano sul gas
( da "Opinione,
L'" del 21-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: acquisizione di Alitalia. Lo aveva detto non un capo scalo, bensì il direttore Valeri Okulov parlando alla televisione Russia Today. "Ritengo che abbiamo avuto un'utile esperienza partecipando alla prima gara per la privatizzazione di Alitalia, ma le informazioni di cui disponiamo non ci rendono ottimisti riguardo a una seconda partecipazione al progetto"
Berlusconi
con Putin conquista la top ten ( da "Opinione, L'"
del 21-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ma anche la crisi Alitalia. "Troveremo al più presto una soluzione", fa sapere Berlusconi, che intanto smentisce i dissapori con gli alleati per le nomine dei ministri. Con oltre sei minuti e mezzo di parlato Tv, al leader del Pdl va l'ennesima medaglia d'oro del ranking, seguito in classifica da una sua fedele alleata: Stefania Prestigiacomo.
( da "EUROPA
ON-LINE" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Possibile per Alitalia una soluzione
bipartisan finalizzata a garantire la necessaria continuità aziendale che
consenta di completare la privatizzazione in tempi brevi. È quanto è filtrato
ieri sera da fonti di palazzo Chigi, al termine dell'incontro tra il
sottosegretario alla presidenza del consiglio Enrico Letta con Gianni Letta e
Bruno Ermolli che per Berlusconi seguono il dossier. Se al momento no si esclude alcuna
ipotesi, "compresa quella di Air France che resta sul tappeto", è possibile
prevedere un eventuale prestito-ponte se finalizzato alla vendita in tempi
brevi della compagnia di bandiera.
( da "EUROPA
ON-LINE" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
VERSO IL NUOVO GOVERNO Bossi: Non
aspettare i ballottaggi, subito i nomi. Al senato gruppo Udc-Mpa con aiuto
Lega-Pdl Su Berlusconi bufera leghista FRANCESCO LO SARDO La Lega non si fida,
s'impunta, e fa saltare il tavolo Gianni Letta-Matteoli-Calderoli per le
trattative sui nuovi ministri. Bossi sente puzza di bruciato. I
traccheggiamenti del Cavaliere lo insospettiscono perciò ieri, riunito il
vertice leghista nel quartier generale di via Bellerio, ha annunciato che
"dopo l'inutile vertice romano le prossime riunioni saranno tenute solo
con il leader del Pdl Berlusconi". I distinguo di Fini e l'odore di
manovre di Raffaele Lombardo mediatore con l'Udc, persino nei panni di
possibile traghettatore di Totò Cuffaro nel governo hanno consigliato al
Carroccio di tagliare il groviglio con un colpo di spadone. "A Roma s'è
consumato un vertice inutile. È necessario prendere decisioni rapidissime e che
Berlusconi proponga nel più breve tempo possibile la composizione del nuovo
governo", ha messo nero su bianco ieri, in una nota, la segreteria della
Lega. Ha voglia Berlusconi di dire che "bisogna interpretare il linguaggio
paradossale, iperbolico e metaforico di Bossi, quando ha affermato che a
palazzo Grazioli non s'è combinato niente". Il linguaggio di Bossi è
chiarissimo e lo sono altrettanto, sulla sponda opposta, gli uomini di Fini:
"Sulla composizione della squadra di governo Berlusconi e Gianni Letta
sono praticamente fermi ? spiega un autorevole esponente di An ? e fino al
ballottaggio del 27 maggio di fatto è tutto bloccato. Se a Roma Alemanno ce la
fa è un conto, ma se perde non può certo restare fuori dal governo...". La
conseguenza è che la questione della composizione della delegazione di An nel
prossimo governo Berlusconi, complicata anche dai dubbi di Fini
sull'accettazione della carica di presidente della camera, è un ulteriore
fattore che impedisce la definizione, adesso, della squadra dei dodici
ministri. Ma l'altro ostacolo, più macroscopico, resta quello su quali e quanti
ministeri assegnare alla Lega: una scelta bloccata a sua volta dal
"nodo" Lombardia. Formigoni dovrebbe passare la guida della regione
al Carroccio, che a quel punto ridurrebbe le pretese su Roma. In questa partita
Formigoni e la Lega giocano di sponda, si ripete nell'entourage del presidente
lombardo: ma Berlusconi ha improvvisamente frenato sull'ipotesi di eleggere il
potente governatore ciellino alla presidenza del senato, seconda carica dello
stato: perché Formigoni è sì un forzista della prima ora, ma ha il vizio
d'essere un uomo dal forte spirito indipendente, dote poco apprezzata a palazzo
Grazioli. "La situazione è in mano a Berlusconi ? dice Formigoni ? tutti
sanno che le cose devono incastrarsi l'una con l'altra per trovare la soluzione
definitiva, quella che permetterà di sbloccare tutte le diverse
situazioni". Ieri, a sorpresa, un forzista a lui vicino, Maurizio Lupi, ha
lanciato l'ipotesi di candidatura per il Pirellone dell'indipendente forzista
Gabriele Albertini: un ballon d'essai per bruciare l'ex sindaco di Milano e
scatenare ancor più il pressing leghista su Berlusconi e sostenere così la
corsa di Formigoni verso la presidenza del senato. Al centro di questo campo di
battaglia c'è il Cavaliere. Ieri, dalla Sardegna dove ha accolto l'amico
Vladimir Putin col quale ha parlato di tutto un po', dall'energia al possibile
ruolo di Aeroflot nella vicenda Alitalia, Berlusconi ha negato scontri nel centrodestra: "Non c'è
stata alcuna lite con gli alleati e io avuto il mandato per quanto riguarda la
composizione della squadra dei ministri". Le cose, come si vede, stanno
diversamente. Tra le voci circolate ieri c'è anche quella secondo cui Raffaele
Lombardo avrebbe suggerito a Berlusconi di imbarcare a bordo del nuovo
esecutivo il neosenatore udc Totò Cuffaro ? ex governatore dell'isola e
vicesegretario nazionale dell'Udc condannato in primo grado per favoreggiamento
? per aiutare il dialogo con Casini: peraltro mai interrotto a livello locale,
a partire dalla regione Sicilia. La Lega non vuol sentirne parlare, gli uomini
di Lombardo smentiscono, mentre i cuffariani non sembrano affatto infastiditi
dai boatos. Anzi. Cuffaro starebbe peraltro pensando di dar vita insieme
all'Mpa a un gruppo autonomista al senato. Sarebbero necessari dieci senatori,
ma il vicesegretario udc spera in una salvifica deroga: in ogni caso ai tre
senatori dell'Udc (Cuffaro, D'Alia e Cintola, se Antinoro resterà all'Ars) e ai
tre dell'Mpa (Pistorio, Reina e Scotti) si aggiungerebbe la leghista
Maraventano, vicesindaco di Lampedusa, e un senatore del sud offerto "in
prestito" dal Pdl. Chissà se il piano di fusione al senato con pezzi di
maggioranza è tutta farina del sacco di Totò o se Casini ne sa qualcosa.
( da "EUROPA
ON-LINE" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
PUTIN E BERLUSCONI L'incontro in
Sardegna conferma la relazione speciale tra i due leader Dalla Russia con amore
MATTEO TACCONI Una calorosa stretta di mano, sotto il cielo plumbeo della
Sardegna, bagnata dalla pioggia. È cominciato così l'incontro tra il presidente
del consiglio in pectore Silvio Berlusconi e Vladimir Putin, capo di stato
uscente e primo ministro entrante della Federazione russa. Fresco, tra l'altro,
di investitura ? roba di tre giorni fa ? a numero uno di Russia Unita, il
"partito dei ministri, dei governatori e degli oligarchi", che
detiene i due terzi dei seggi della Duma, la camera bassa russa. Gli equilibri,
finora incerti, che scandiranno la Russia nei prossimi anni sono ora chiari:
pur lasciando a Dmitry Medvedev il Cremlino (l'avvicendamento ci sarà il
prossimo 7 maggio) Putin resterà l'indiscusso titolare delle chiavi della
politica russa. Insomma, niente coabitazione paritaria con il prossimo capo di
stato. La due giorni di Vladimir Vladimirovich a villa Certosa, residenza sarda
di Berlusconi, segna, dopo il breve e tormentato interludio prodiano, l'avvio
di una nuova stagione di rapporti istituzionali tra Berlusconi e "l'amico
Vladimir". Quelli personali non sono infatti mai venuti meno, anzi. Il
fatto che Putin, reduce da una visita in Libia, abbia optato per una rapida
sortita in Italia prima di rientrare a Mosca, certifica come agli occhi del
leader russo quella con Berlusconi sia una partnership privilegiata. Secondo
Gianni De Michelis , ex ministro degli esteri, "la visita di Putin è una
cosa non convenzionale, è una vera notizia. Mentre i leader europei e mondiali
si congratulano telefonicamente con Berlusconi, Putin lo fa di persona ".
De Michelis inquadra un orizzonte di più ampio respiro, andando oltre il
vertice di villa Certosa, che vede in agenda, come anticipato da Berlusconi,
energia, rapporti tra Russia e Ue, relazioni commerciali
tra i due paesi e la possibilità che Aeroflot, compagnia di bandiera russa,
soccorra Alitalia.
"L'ottimo rapporto personale con Putin mette Berlusconi in una condizione
di vantaggio in Europa", i cui paesi membri sono divisi sull'atteggiamento
da tenere nei confronti della Russia. Critico, per Londra e i paesi dell'ex
cortina; pragmatico per italiani, francesi e (in parte) tedeschi.
"Il rapporto con Mosca è una delle questioni prioritarie di Ue e
Occidente, che verrà sicuramente discussa al G8 del 2009 alla Maddalena.
Berlusconi, facendo leva sulle relazioni con Putin, può dare più peso
all'Italia a livello internazionale ". Beninteso: non che con il
centrosinistra al governo le relazioni italo-russe siano precipitate. Prodi,
durante la sua seconda stagione a Palazzo Chigi ha avuto quattro incontri
bilaterali con Putin. Il più importante è stato quello del novembre scorso,
quando Eni e Gazprom hanno gettato le basi per l'accordo sulla costruzione del
gasdotto South Stream. Progetto, questo, che prevede di convogliare verso l'Ue,
attraverso il Mar Nero, trenta miliardi di metri cubi di gas russo annui, a
partire dal 2013. Un colpo grosso. Durante il biennio del centrosinistra,
inoltre, l'interscambio è continuato a schizzare verso l'alto, seguendo un
trend che si ripropone da una decina d'anni e collocando l'Italia, a riguardo
dei rapporti commerciali con la Federazione russa, sul secondo gradino del
podio, dopo la Germania, tra i paesi Ue. Luisa Todini , imprenditrice umbra che
in qualità di presidente del Forum di dialogo italo-russo ha guidato, a inizio
aprile, un'importante delegazione di industriali, manager pubblici e banchieri
italiani in Russia, ai quali Putin ha aperto le porte della sua dacia di Novo-
Ogaryovo, conferma la solidità, granitica, delle relazioni tra Mosca e Roma.
"In quell'incontro Putin ha ribadito che i rapporti tra Italia e Russia
vanno al di là della politica ". "C'è un'interdipendenza
virtuosa", sottolinea Todini, ribadendo che è l'energia il settore che più
stimola la cooperazione economica e che "Putin, da primo ministro, gestirà
molti dei dossier energetici". Come dire: una garanzia. Ma c'è altro,
oltre al gas. "Se Putin e la sua squadra vogliono lasciare un segno
duraturo nella storia, devono favorire lo sviluppo della media e piccola
impresa. Cosa che aprirà ulteriormente il mercato russo", dice Todini.
Insomma, le opportunità per fare affari andranno aumentando e, ipso facto,
rafforzeranno ulteriormente i rapporti politici. A favorire la fluidità del
dialogo italo-russo sono inoltre dei fattori storici. "L'Italia e la
Russia, nell'archittettura europea, non hanno conti della storia da saldare.
Per Mosca non siamo così ingombranti", ragiona Adriano Roccucci , docente
dell'università di Roma Tre e profondo conoscitore dell'area post-sovietica. Italia
e Russia, lontane e "inseparabili", a prescindere da chi governa a
Roma. Eppure, tra Berlusconi e Prodi, i russi non hanno dubbi: meglio
Berlusconi. Il punto è che Mosca, che vuole tornare a recitare un ruolo di
primo piano nell'arena internazionale, pur essendo consapevole che l'Ue è e
deve essere un partner, predilige una tattica "bilaterale",
negoziando separatamente con i vari paesi europei, per impedire che il blocco
comunitario la sovrasti, economicamente e politicamente. "Siamo stanchi di
trattare con i burocrati di Bruxelles. L'Ue è un'istituzione che non
contribuisce a rafforzare le nostre relazioni (tra Europa e Russia, ndr)",
aveva detto nel luglio del
( da "Secolo
XIX, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
La vendita Nell'incontro con Silvio
Berlusconi il presidente russo Putin ha detto che Aeroflot è interessata, ma
Air France resta favorita 19/04/2008.
( da "Secolo
XIX, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Putin a Berlusconi: "Aeroflot
è interessata a trattare". Ma Air France resta favorita ROMA. Alitalia: si riaprono i giochi. Complice lo scenario di
Villa Certosa, il presidente russo Vladimir Putin rimette in pista Aeroflot
nella partita in corso per la salvezza della compagnia di bandiera: "Ho
parlato con i vertici Aeroflot e mi hanno detto che sono disponibili riprendere
i contatti". Il padrone di casa, Silvio Berlusconi, è soddisfatto e lavora
su più fronti, dalla Francia alla Russia senza trascurare la soluzione
italiana, per trovare una via d'uscita onorevole ai guai di Alitalia:
grazie alla disponibilità dell'amico Vladimir, ora ha in mano una carta in più
da giocarsi nella partita, complicata e rischiosa, per evitare che l'azienda
della Magliana sia costretta da ammainare la bandiera, consegnandosi nelle mani
di un commissario. "Con Putin abbiamo parlato anche di Alitalia
e della possibilità di aprire un tavolo a cui sederci con Aeroflot",
conferma il Cavaliere. Aeroflot è disponibile ma rimane una carta di riserva.
Nei progetti di Berlusconi, la prima opzione da verificare, prima di orientarsi
verso altri sbocchi, è ancora quella di Air France-Klm, che tace in attesa di
capire cosa si profila al di qua delle Alpi dopo che il patron Jean-Cyril
Spinetta è tornato a Parigi senza la firma dei sindacati in calce al suo piano
di ristrutturazione e acquisizione di Alitalia. "La situazione è molto
aperta. Non abbiamo nulla contro Air France ma ci piacerebbe che si desse vita
a un grande gruppo internazionale con Alitalia che partecipi a condizioni di parità. Siamo però disponibili ad
allargare la possibilità ad altre compagnie aeree, in particolare Aeroflot, con
un accordo che possa dare vita a un grande accordo internazionale",
sostiene il Cavaliere. L'idea sarebbe quella di una grande aggregazione di
aziende, che parte dalla fusione con Air France e arriva fino ad Aeroflot. Si
parla anche di un interesse di Lufthansa ma soprattutto per lo scalo di
Malpensa ma questo rischia di compromettere le trattative con Air France, che
si troverebbe con un concorrente su piazza. Berlusconi sta mettendo molta carne
al fuoco per non precludersi nessuna via d'uscita. E, con molto senso pratico,
il presidente russo spiega come stanno le cose: "Berlusconi è preoccupato.
La situazione non è facile. Bisogna saldare il debito e fare in modo che
tornino i profitti. Bisogna parlare del risanamento della compagnia. Non è
possibile evitare una trattativa con sindacati e governo", dice Putin.
Già, prima di tutto bisogna trovare un rimedio per evitare i libri in
tribunale: dopo l'incontro a palazzo Chigi tra i due Letta, lo zio Gianni e il
nipote Enrico, il governo sta pensando a un decreto da varare forse la prossima
settimana per attivare un prestito ponte di 150 milioni di euro in modo da
garantire la continuità aziendale. Nelle casse di Alitalia
c'erano 170 milioni a fine marzo: una cifra che basta si e no per un mese e
mezzo di attività. Il prestito ponte sarebbe solo una boccata di ossigeno in
più. Ecco perchè si parla di un successivo intervento delle banche (smentito
però da palazzo Chigi), che metterebbero nel piatto 1-2 miliardi di euro in
modo da ricapitalizzare la compagnia. Questo è il nuovo scenario che ha davanti
Alitalia. Ma da Bruxelles seguono con molta attenzione
e qualche sospetto le grandi manovra attorno al prestito ponte concordato
l'altra sera nel corso del vertice bipartisan di palazzo Chigi. La Commissione
Ue ricorda che lo Stato italiano non può elargire aiuti alla compagnia di
bandiera fino al 2011. E quindi il prestito potrà essere concesso solo "a
condizioni accettabili a un investitore privato", cioè a condizioni di
mercato e non di favore. Non solo. La Commissione chiede di essere informata
dal governo sulle modalità del prestito, quando la decisione sarà presa. In
ogni caso, la palla tornerà nel campo dei sindacati, che si per ora si muovono
in ordine sparso anche se prevale una linea favorevole a riaprire la trattativa
con i francesi. "Penso che sia saggio riaprire il confronto con Air
France, che resta la via maestra. Penso che sarebbe un buon segno se ci fosse
nel capitale di Air France una presenza più forte di soggetti italiani",
dice il leader della Cgil, Guglielmo Epifani. Di Air France non parla invece il
segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, noto per la sua simpatia verso
Lufthansa: "Ci vogliono capitali per garantire i voli e ci vogliono i
manager appropriati", afferma. "Non vedo futuro diverso da Air
France", è l'opinione di Luigi Angeletti, ledael della Uil. E come lui la
pensa Renata Polverini dell'Ugl: "La carta Air France va giocata fino in
fondo". La carta francese, sia pure di malavoglia, sarà giocata anche da
Berlusconi. Ma sullo sfondo rimane la cordata italiana, alla quale lavora Bruno
Ermolli, che tiene i contatti con imprenditori e banche. Michele Lombardi
lombardi@ilsecoloxix.it 19/04/2008 Post-it 19/04/2008 Berlusconi fa il mitra.
Speriamo cheâ??continui a sparare soltanto cazzate. 19/04/2008.
( da "Repubblica,
La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Banche fredde, in
vantaggio Air France Asse con la Russia anche sull'energia Il Cavaliere
rilancia per Alitalia "è pronto un tavolo con
Aeroflot" LUCIO CILLIS, ALBERTO D'ARGENIO E ETTORE LIVINI A PAGINA 9 SEGUE
A PAGINA 9.
( da "Unita,
L'" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del
L'INCONTRO CON PUTIN Gesto assurdo di Berlusconi: "spara" a giornalista
scomoda di Natalia Lombardo inviata a Porto Rotondo Italia-Russia sulle vie del
gas, gli scambi commerciali, il caso Aeroflot-Alitalia: tutto è passato in secondo
piano rispetto alle questioni amorose del presidente russo, sollevate proprio
da una giornalista russa durante la conferenza stampa nell'ex serra di Villa La
Certosa. Berlusconi e Putin sono impettiti sui podi che li mostrano alti
uguali, nella politica estera del "caro Vladimir, caro Silvio"
ma "che non è quella della pacca sulla spalla", previene il futuro
premier. segue a pagina 3.
( da "Unita,
L'" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del Alitalia, la doppia partita di Silvio: al tavolo con russi e
francesi Putin: "Ho parlato con Aeroflot, sono disponibili".
Berlusconi: "E intanto trattiamo anche con Air France" di Roberto
Rossi / Roma RUSSIA A metà strada tra una promessa e un impegno formale, Silvio
Berlusconi inserisce nella partita Alitalia anche la
carta Aeroflot. Nella conferenza stam- pa congiunta tenuta con Vladimir Putin a
Porto Rotondo, a conclusione della visita del presidente russo, Berlusconi ha
parlato di una concreta possibilità di "un tavolo" con la compagnia
russa, che nei mesi precedenti aveva partecipato, ma senza successo, all'asta per aggiudicarsi Alitalia. "Oggi - ha assicurato Putin - ho parlato con il presidente
di Aeroflot che si è detto disponibile a riprendere i contatti con Alitalia. Il risultato dipenderà dalle
trattative delle due aziende". Che potrebbero andare avanti, come ha
ricordato Berlusconi, "a prescindere da un eventuale accordo con Air
France". Per Berlusconi, dunque, la priorità resta un accordo con
la compagnia parigina. "La situazione è aperta" ha detto il futuro
presidente del Consiglio. Che poi ha aggiunto: "Non abbiamo nulla contro
la soluzione Air France ma ci piacerebbe che desse vita ad un gruppo
internazionale con pari dignità". Se Air France rimane, per ora, la strada
da battere, resta da capire il ruolo che Aeroflot potrebbe giocare. La
compagnia russa è di medie dimensioni e con un network ridotto. Una fusione con
Alitalia sarebbe possile ma con basse sinergie
industriali. Aeroflot, secondo fonti sindacali, potrebbe essere usata in chiave
Malpensa. È da tempo che la compagnia russa cercare di ampliare il suo network
verso ovest. L'aeroporto di Varese potrebbe fare al caso. Qualunque sia la
soluzione il tempo però stringe, come spiega Fabrizio Solari della Filt-Cgil.
"C'è da garantire la continuità aziendale con un orizzonte temporale che
scongiuri il taglio delle prenotazioni da parte dei tour operator per la
stagione estiva" ha detto il sindacalista. Serve, in sostanza, il
cosiddetto prestito ponte. 150 milioni di euro che il governo, d'intesa con il
Popolo delle libertà, potrebbe stanziare a breve. "Il problema è così
grande - ha detto Berlusconi - che questo prestito non ha alcuna
importanza...". E citando De Gaulle, aggiunge: "L'attendance
suivrà... L'importante è mantenere in mani italiane la compagnia di bandiera,
vettore di un paese che può offrire al turismo mondiale il 50% dei beni
culturali del pianeta". Accanto al prestito ponte si sta facendo avanti
anche un'altra strada. Secondo fonti di agenzia ci sarebbe l'ipotesi di un
intervento di un pool di banche con una maxi ricapitalizzazione, del valore di
1-2 miliardi. Un intervento di questo genere, sul modello del prestito
convertendo della Fiat, servirebbe a dare più tempo e più calma al prossimo
esecutivo di scegliere il partner con cui stringere un'alleanza. "La
nostra disponibilità di principio c'è sempre, ma su Alitalia
non c'è nulla di nuovo rispetto al passato", ha precisato Gaetano
Miccichè, responsabile divisione corporate di Intesa Sanpaolo. "Le bocce
sono ferme, vediamo" ha aggiunto Enrico Salza, presidente del consiglio di
gestione di Intesa Sanpaolo. "Per Alitalia
bisogna pensare a qualcosa che abbia un respiro internazionale, non
provinciale". Il prestito ponte rimane quindi, almeno per ora, l'unica
soluzione finanziaria in campo per traghettare Alitalia
verso un compratore che darebbe, poi, al governo il tempo necessario per una
vera trattativa. Per il prestito ponte c'è però l'incognita Bruxelles. La
Commissione europea anche ieri ha precisato che "le relazioni finanziarie
tra il governo e Alitalia dovranno essere effettuate a
condizioni accettabili da un investitore privato". Prestito sì ma
condizioni di mercato. Nessun favore. A meno che la trattativa con Air France
non subisca un'accelerazione. A quel punto anche Bruxelles potrebbe avallare il
prestito finalizzato. E se su Air France sembra convergere anche il sindacato -
"è saggio, ha detto ieri il segretario della Cgil Guglielmo Epifani,
riaprire il confronto e rinegoziare il piano industriale e alcuni interessi
della comunità nazionale" -. sembra essersi dissolta nel nulla la cordata
italiana. "Abbiamo finalmente scoperto - ha detto ieri il ministro degli
Esteri uscente Massimo D'Alema - che la famosa cordata di Berlusconi che
dovrebbe salvare l'italianità di Alitalia è Air
France".
( da "Repubblica,
La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Commenti UN TABù INFRANTO (SEGUE
DALLA PRIMA PAGINA) Allora Nina Krusciova e poi Viktorja Brezneva apparivano,
mute e impacciate nelle loro pellicce di pessimo taglio, a fianco dei loro
mariti, al seggio elettorale di Kutuzovskij Prospekt 26, dove abitava la
super-nomenklatura, oppure ai piedi della scaletta di un aereo che trasportava
un ospite internazionale di rango e la sua consorte. Jurij Andropov e Viktor
Cernenko morirono troppo presto perché si avesse neppure il tempo di un flash
per le mogli. Fu Raissa Gorbaciova a rompere la tradizione: sia per l'aspetto e
l'abbigliamento, che non ripeteva lo stile matrjoshka delle precedenti signore
del Pcus, che per le frequenti apparizioni pubbliche connotate da una certa
disinvoltura, che ne facevano una coprotagonista della vita pubblica del
marito, anziché una gelida comparsa. Ma questa apertura non aveva mai spinto
alcun giornalista sovietico all'ardire di porle domande. E nella pur tanto
chiacchierata deregulation (etica ed etilica) eltsiniana la moglie del leader
era tornata a essere un'icona intoccabile. Neppure nella campagna elettorale
del 1996, la più americana di quelle tenute nella Russia post-sovietica, la
signora Eltsin aveva avuto il minimo ruolo. La giovane giornalista della
Nezavisimaja Gazeta, che ha osato chiedere a Putin notizie sulla presunta
storia con la modella Alina Kabaeva, contagiata forse dall'enorme eco della
love story tra Sarkozy e Carla Bruni nella stampa occidentale, deve essersi
resa conto di aver infranto un tabù che durava da quasi novant'anni prima dagli
sguardi di incredulità e riprovazione dei suoi colleghi che dalle parole di fuoco
del presidente russo. E si è messa a singhiozzare, come se il mondo le fosse
crollato adosso (sicuramente la sua carriera), proprio mentre Putin definiva
"bulevarnaja gazeta", giornale spazzatura, il quotidiano che aveva
dato notizia di un divorzio segreto dei coniugi Putin e delle imminenti nozze
con Alina. Forse l'ingenua (o coraggiosa?) giornalista avrebbe evitato la
domanda se avesse saputo che Moskovskij Korrespondent aveva appena sospeso le
pubblicazioni, dopo neppure otto mesi di vita, perché di colpo, dopo lo
"scoop", erano venuti meno i finanziamenti. Nella Russia di Putin non
esiste la censura dell'era sovietica. Non serve. C'è l'autocensura di garanzia.
L'oligarca che finanziava il giornale sa che chi tocca Putin rischia: o la
Siberia come il petroliere Khodorkovskij, o l'esilio, come tanti altri
milionari sparsi tra Londra e Israele. Forse alla "bulevarnaja
gazeta" avrebbero dovuto meditare sul titolo ammonitore di un film
compiacente uscito a febbraio, per il compleanno del presidente: Questo bacio
non è per la stampa, che si dice ispirato alla storia d'amore tra Putin e la
moglie Ljudmila, fidanzati dal tempo del liceo. Questo melodramma
politico-giornalistico è avvenuto, e forse è stato favorito, da un incontro
diplomaticamente borderline nella serra di una villa in Sardegna tra un
presidente russo decaduto, ma prossimo premier, e un presidente del Consiglio
in pectore, ma non ancora investito. Dove, tra reciproche lodi ed entusiasmi
manifesti di Putin per il successo elettorale del suo amico e quasi collega, si
è parlato di temi sui quali ci sarebbe dovuta essere una sorta di incompetenza
istituzionale (dall'Aeroflot e Alitalia ai gasdotti, dai rapporti tra l'Europa e la Russia alla Nato,
che infastidisce l'"amico Vladimir"). E in questa diplomazia da
"amici miei", che Berlusconi ha sempre mostrato di considerare
migliore e più produttiva (in affari) di quella tradizionale, c'è stato il
posto, da parte del futuro presidente del Consiglio italiano, per il
gesto che mimava il mitra verso la povera giornalista russa. Dimenticando che
sono stati diversi i giornalisti scomodi uccisi in Russia da mitra veri negli
anni putiniani. A cominciare da quella Anna Politkovskaja di Novaja Gazeta, un
giornale, amara coincidenza, dello stesso gruppo che pubblicava il
"giornale spazzatura" sospeso ieri per aver infranto la privacy di
Putin. Berlusconi non era tenuto a saperlo, ma questo nulla cambia. Spiace
constatare che il suo ritorno sulla scena internazionale ricomincia dove troppe
volte si era inceppato il suo precedente quinquennio a Palazzo Chigi: con un
gesto sopra le righe davanti alle tv e ai giornalisti di tutto il mondo.
( da "Unita,
L'" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del Un
grande Bagaglino culturale Marco Travaglio Mentre i migliori analisti ed
editorialisti del bigoncio continuano a spacciare la favola del Berlusconi
"trasformato", dello "statista che vuol passare alla
Storia" con la "rivoluzione liberale" senza ricadere negli
"errori del passato", lui riparte esattamente da dov'era partito nel
1994 (la rissa con Bossi per il ministero dell'Interno è un pezzo di repertorio
di 14 anni fa) e da dov'era arrivato nel
( da "Unita,
L'" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del
Berlusconi gioca sui reporter russi morti Fa il gesto del mitra a una
giornalista che aveva posto una domanda scomoda a Putin. Lei, dopo, piange di
Natalia Lombardoinviata a Porto Rotondo / Segue dalla prima LA PRIMA DOMANDA
sarebbe dovuta essere per la stampa italiana, invece si alza Natalya Melikova,
minuta, dall'aria fragile. Con piglio deciso, invece, parte con le domande a
raffica rivolte a Putin: "È vero quanto ha scritto un giornale riguardo
alla sua re- lazione con la ginnasta Alina Kabaeva, e che sta per divorziare da
sua moglie Liudmila?". E ancora, "è vero che sta per sposarsi con la
campionessa che ha più o meno l'età di sua figlia che vive a Monaco?".
Putin stava già sudando freddo, alza gli occhi al cielo e sospira. Berlusconi a
fianco a lui lo vede e, per aiutarlo a uscire dall'imbarazzo fa il gesto con le
mani di uno sparo di mitra: una davanti all'altra le mani, "bum bum".
Putin lo guarda e annuisce, come dire "bravo, ci vorrebbe".
"Avrei preferito domande più serie", risponde Putin. Gelido,
ammortizza l'impatto spiegando di aver chiesto un incontro con Berlusconi prima
delle elezioni "perché mi mancava", contento della "sua vittoria
schiacciante". Poi passa al contrattacco: "Non c'è una parola di
verità in quello che è stato detto dai giornali. Hanno parlato di due donne,
della campionessa olimpica, la ginnasta Alina Kabaeva e anche della sua collega
del Primo canale" della tv russa - Katia Andreyeva -. Berlusconi ride.
Putin no, spiega che "mi piacciono entrambi, come tutte le donne
russe", pari solo alle italiane. Poi l'affondo: "I politici devono
vivere in una casa di vetro, ed è giusto che la gente sappia come vivono. Ma
c'è una vita privata nella quale non ammetto interferenze", dice duro. E
se "grazie alla ripresa economica russa nessuno fa più domande sulla Cecenia",
aggiunge, "sulla vita privata devono esserci dei limiti". Subito
posti: dalla Russia infatti arriva la notizia che il Moskovski Korrespondent,
il tabloid che diede per primo la notizia della relazione di Putin, è stato
improvvisamente chiuso ed il relativo sito internet oscurato. Dopo la
conferenza stampa Natalya Melikova scoppia a piangere, temendo delle
conseguenze per sé e il suo lavoro. Il Berlusconi "pistolero" viene
preso troppo sul serio, e Bonaiuti si affretta a smentire: "la mitraglietta
era un gesto scherzoso strumentalizzato". La Federazione della stampa non
la pensa così: "A volte le battute possono essere imbarazzanti se si
considera che in Russia negli ultimi dieci anni sono morti più di 200
giornalisti e che non si sono mai trovati gli assassini". Basti pensare
alla morte di Anna Politkovskaya. Il 7 maggio Putin sarà sostituito al Cremino
da Medvedev, ieri è arrivato sereno nell'esagerato padiglione delle farfalle
(vere, in voliera). Con Silvio a mezzogiorno sbarcano sul prato da un kart da
golf. Tutto tranquillo, fino ad allora. La notte in Villa tra fuochi
d'artificio sotto la pioggia e lo spettacolino con un comico e le soubrette del
Bagaglino fatti arrivare da Roma per ricambiare una cortesia del presidente
russo. Berlusconi cambia argomento, dice che cercherà degli accordi in Europa
per togliere i visti dalla Russia. Poi passa agli scambi commerciali, che è
meglio. "C'è la voglia di fare le cose insieme tra Eni e Gazprom",
possibilità di ampliare la collaborazione "e noi siamo certamente
interessati per quanto riguarda l'Italia". Su Alitalia "la situazione è
aperta", continua il leader del Pdl, e "un tavolo con Aeroflot potrà
portare ad ulteriori accordi per la creazione di un gruppo internazionale di
grandi dimensioni e di prestigio". Non chiude la partita Air France,
mentre Putin sembra essere più cauto: prima vuole vedere i conti della
compagnia, il debito, i rapporti sindacali. Berlusconi fa un passo
indietro sul Libano, di cui ha parlato anche con Putin: "non cambieremo
nulla, e sulle regole d'ingaggio le richieste arrivano dai vertici militari. Se
saranno richieste di buon senso le accoglieremo. Non è detto sia un
peggioramento". Quanto alla politica interna, il futuro premier minimizza
le pretese dei partiti, "sono normali", con Bossi "rapporti
straordinari e nessuna frizione", lo vedrà domani o lunedì ad Arcore, però
conferma che sui ministri "spetta al presidente del consiglio indicare i
nomi al Quirinale".
( da "Unita,
L'" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del Hub
per elicotteri AgustaWestland (controllata di Finmeccanica)
e Alitalica (controllata dal gruppo Maire) hanno siglato un accordo commerciale
che prevede la creazione di un hub elicotteristico presso l'aeroporto dell'Urbe
di Roma. Lo rendono noto le due aziende. L'accordo prevede la realizzazione e
la gestione di un centro per la manutenzione degli elicotteri AgustaWestland,
nonchè attività di hospitality, servizi al passeggero, gestione di elicotteri
corporate vip e hangaraggio. L'hub elicotteristico sarà operativo nel 2009. Il
progetto riguarda la realizzazione di circa 2mila metri quadrati per l'hangar,
oltre a
( da "Unita,
L'" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del
Denaro sui finanziari Chiusura in rialzo ieri per Piazza Affari in linea con le
Borse europee, sostenute da Wall Street. Il Mibtel ha guadagnato l'1,91%, lo
S&P/Mib il 2,17%, l'All Stars lo 0,94%. Fra le blue chip denaro sui
finanziari con Banco Popolare (+5,73%), Unicredit (+3,44%), Bpm (+4,16%),
Fonsai (+3,34%) e Mps (+3,71%), che ha sancito ormai l'addio a Unipol (+1,95%),
con il mandato per la vendita alla holding della Coop del 13% di Finsoe. Sul
generale denaro su Banca Italease (+4,52%) dopo che il presidente Lino Benassi
in assemblea ha dichiarato di aspettarsi nelle prossime settimane offerte per
partnership nazionali e internazionali. Ben comprati anche i titoli del lusso
Luxottica (+3,73%), Bulgari (+6,86%) e più indietro Geox (+0,86%). Ha recuperato dai minimi Fiat (+0,41%): l'ad Marchionne ha
dichiarato che "il mercato è orribile ma le previsioni del trimestre sono
totalmente in linea". Deboli le utilities Snam RG (-0,57%), Terna
(+0,089%) e A2A (+0,26%). Invariata Alitalia scambiata a 0,6 euro.
( da "Unita,
L'" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del La
lezione della sconfitta Antonio Padellaro Segue dalla Prima P erché già in
quella campagna elettorale la composita coalizione cominciò a mostrare tutte le
crepe e le contraddizioni che avrebbero portato all'implosione di due anni
dopo. Subito Berlusconi se ne accorse e scatenò lo scatenabile recuperando
punti su punti. Eppure alla fine andò bene, il Porcellum di Calderoli giocò
incredibilmente a nostro favore e nella indimenticabile notte del 10 aprile
2006 Romano Prodi potè annunciare una vittoria risicatissima ma pur sempre
vittoria in una piazza romana che già temeva il disastro. A quel punto il
rischio sventato in extremis avrebbe dovuto suggerire a tutti gli otto o nove
partiti una strategia d'emergenza. Trincerarsi, fare quadrato, prepararsi a
resistere cinque anni e a qualunque costo. Per il bene del paese ma anche per
quel naturale istinto di autodifesa che è l'abc della politica. Fin dall'inizio
era chiaro a tutti che una anticipata fine del governo avrebbe trascinato nel
baratro partiti e partitini. Su quei pochi voti di vantaggio reinvestiti con
intelligenza e tenacia si sarebbe potuto cambiare a favore del centrosinistra
il baricentro politico del paese. Poiché era chiaro che, da Mastella a
Bertinotti ne avrebbero guadagnato tutti, a tutti ragionevolmente sarebbe
convenuto concorrere ad aiutare Prodi, proteggendolo, rassicurandolo,
portandogli la colazione a letto se necessario. Il calvario a cui è stato
sottoposto il Professore dai suoi alleati veri e presunti, giorno dopo giorno,
resta, lo sappiamo, un capolavoro di autolesionismo e di stupidità politica. E
ha ragione Veltroni quando definisce Prodi uomo di stato, "uno dei più
grandi che la storia repubblicana abbia conosciuto". Prodi, uomo capace e
per bene, al quale non finiremo mai di dire grazie. Logorato, però, e alla fine
abbattuto "da una conflittualità permanente dentro una coalizione
paralizzata dalla cultura dei no". Quel piccolo margine di maggioranza al
Senato invece di essere difeso con le unghie e con i denti è stato
continuamente giocato ai dadi per lucrarne, nel migliore dei casi, qualche
straccio di visibilità sui giornali o in tv. Il possibile che Rifondazione,
Comunisti italiani e Verdi dicono di aver fatto per tenere in piedi la baracca
non poteva bastare. Ci siamo forse dimenticati dei Rossi e dei Turigliatto? Dei
ricatti sulla politica estera? Dei ministri di lotta in piazza a manifestare
contro il governo di cui facevano parte? E adesso, se tutti i responsabili di
tanto insensato sperpero, a cominciare proprio da Mastella, non rientrano in
Parlamento chi lo ha deciso? Il perfido Veltroni. O una massa di elettori
furiosi dopo aver visto finire in fumo (e nell'immondizia) le proprie speranze?
Via, siamo seri. * * * Il secondo pericolo che la sconfitta elettorale rischia
di produrre nel campo a noi vicino è quello di una quasi resa morale. L'idea
cioè che dal 14 aprile scorso la destra ha sempre ragione. Che gli italiani
amano Berlusconi, come ci spiegano autorevoli colleghi. Che la Lega è l'unica
forza autenticamente popolare, mentre il resto è solo casta approfittatrice.
Perfino un personaggio notoriamente misurato come Montezemolo è pronto a
sostenere, senza arrossire, che ormai gli operai sono più vicini alla
Confindustria che al sindacato. Nelle inchieste televisive sulle ex Stalingrado
in mano al Carroccio nessuno obietta se il bravo cittadino indica schifato uno
spiazzo dove la moschea non si farà e dice: che vadano a pregare a casa loro. E se il Berlusconi che riceve Putin e tratta i destini di Alitalia è un premier che nessuno ancora
ha nominato, meglio non parlare di rigore istituzionale altrimenti ti ridono
appresso. Calma però. È vero, hanno vinto ma non hanno vinto tutto. I voti
della destra (compreso Storace) sono 17 milioni e 800mila. Quelli del
centrosinistra 15 milioni, di cui 12 milioni del solo Pd. Due milioni ne ha
l'Udc. Ovvero: nel paese reale maggioranza e opposizione quasi pari sono. Le
principali città italiane sono ancora governate dal Pd e dalla Sinistra. E così
la maggior parte delle regioni. Checché ne dica Luca Cordero, c'è ancora
un'organizzazione democratica di massa (11 milioni e 700mila tesserati) che si
chiama sindacato. I leghisti, sicuramente, hanno raccolto i frutti di un lavoro
capillare sul territorio. Pd e sinistra devono prenderne atto e tornare a
parlare con la gente. Le cittadine linde e pulite piacciono anche a noi. Se poi
però il sindaco col manganello non toglie le panchine per non farci sedere gli
immigrati. Del resto, di radiose comunità con i gerani sul balcone, e con
l'orrore dietro l'uscio è piena la storia del Novecento. A Veltroni diciamo
quindi tenga la barra dritta. Con la sinistra, soprattutto con il popolo della
sinistra, occorre ricostruire un rapporto perché siamo convinti che ciò può
giovare molto al Pd e allargare la sua base di consenso. Bene l'opposizione
senza sconti in Parlamento ma occorre sferrare una grande offensiva sui valori
democratici. Quando ha detto alle mafie non vogliamo i vostri voti, è stato il
momento più bello della sua campagna elettorale. Lo hanno preso in parola. Ne valeva
la pena. Ma adesso ricordiamolo a tutti. apadellaro@unita.it.
( da "Unita,
L'" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
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PLATEA Commenti, speranze e disincanto degli industriali in attesa della nuova
stagione berlusconiana "Silvio ha i numeri, speriamo che non ci deluda
come l'altra volta" di Luigina Venturelli inviata a Torino Gli
insegnamenti di Gianni Agnelli hanno gettato radici profonde in Confindustria.
"Se farà bene, il merito sarà di tutti. Se farà male, la responsabilità
sarà tutta sua" disse l'Avvocato nel 1994, all'epoca dell'insediamento del
primo governo Berlusconi. Opinione largamente condivisa dagli imprenditori
italiani, riuniti ieri al Lingotto di Torino per discutere della crescita
economica e, in via confidenziale con queste dichiarazioni raccolte dall'Unità,
dell'imminente cambio al vertice di Palazzo Chigi. "Gli imprenditori, per
definizione, sono sempre d'accordo con il governo in carica" commenta una
veterana esponente di Federmeccanica che, nonostante le pillole di saggezza
dispensate, ha preferito restare anonima. "Abbiamo attraversato un momento
felice senza nemmeno accorgercene. Ora ci aspetta un momento difficile,
speriamo di cavarcela". Non ci sono straordinarie attese per la prossima
ascesa del Berlusconi-ter. Solo ineccepibili richieste di modernizzazione e un
po' di scetticismo sui risultati che verranno: "La vera scommessa è la
realizzazione delle infrastrutture con il consenso sociale - spiega il
piemontese Gianluigi Garelli, settore prefabbricati - perché il corridoio 5
della Torino-Lione è un'opera necessaria, ma sarebbe meglio riuscire a farla
senza mandare l'esercito a proteggere i cantieri". Un ragionamento che
fila liscio come l'olio, e che la dice lunga sulle capacità che si accreditano
al Cavaliere a proposito di composizione dei conflitti sociali. Qualche dubbio
sussiste anche sulla volontà di razionalizzare la spesa pubblica: "Bisogna
snellire la burocrazia, tagliare gli enti pubblici che non servono, predisporre
un serio programma energetico. Stavolta il governo avrà tutti i numeri
necessari per fare le riforme" incalza Giovanni Lettieri, presidente degli
imprenditori di Napoli. Poi la rettifica: "In realtà il centrodestra li ha
già avuti in passato, mi auguro non commetta gli stessi errori". Ad
esempio, quello di non prestare la dovuta attenzione al Mezzogiorno, "che
è l'unica area del Paese che ha grandi potenzialità di crescita economica,
mentre al Nord le aree sono già sature e la manodopera è già scarsa, almeno
senza considerare quella immigrata". Precisazioni che non suonano casuali,
dato lo strapotere conquistato dalla Lega di Umberto Bossi nella prossima
coalizione di governo. Il tormentone è quello delle risposte concrete a
problemi concreti: "Il turismo funziona bene in un Paese che funziona bene
- precisa Carmela Colajacono, rappresentante di Federalberghi - perché l'Italia
è meravigliosa ma ha bisogno di un progetto organico di settore, di reti,
infrastrutture e servizi". Altrettanto vale per l'imprenditoria giovanile:
"Un giovane che abbia una buona idea e una grande voglia di fare
imprenditoria deve affrontare troppe difficoltà per realizzare il proprio
progetto. Servono semplificazioni normative, accessi al credito, supporti
logistici" sottolineava il fiorentino Paolo Orlando, industriale del
comparto metalmeccanico. Quando si passa alle mancanze, agli errori del governo
Prodi, viceversa, i discorsi degli imprenditori si fanno subito più teorici.
Per dirla con le parole di un piccolo industriale veneto: "Non si spara
sulla croce rossa". Tutti, piuttosto, rimandano alla riottosa coalizione
del fu centrosinistra: "Era un melting pot troppo vasto - commenta Silvana
Pezzoli, giovane imprenditrice di Bergamo - per dare una direzione univoca
all'azione di governo". E si tolgono qualche sassolino dalle scarpe,
magari a proposito di concorrenza e liberalizzazioni: "Nonostante le buone
intenzioni, Bersani ha liberalizzato solo le aspirine - sintetizza Andrea
Carioti, della Confindustria di Genova - mentre il decreto Lanzillotta sui
servizi pubblici è rimasto sulla carta". Va da sè, nella platea
confindustriale sono in pochi a riconoscere (o ricordare) i meriti del governo
uscente. Il cuneo fiscale, le liberalizzazioni, i sostegni allo sviluppo: tutto
dimenticato. L'amministrazione amica è sempre quella in carica al momento del
bisogno. Si distingue in questa platea il torinese Federico De Giuli,
imprenditore del settore edile: "L'esecutivo Prodi ha abbassato il debito
pubblico, una zavorra molto grossa che appesantisce tutta l'economia nazionale.
Mi auguro che l'esecutivo Berlusconi prosegua sulla stessa
strada del risanamento, indispensabile anche per mantenere credibilità in
Europa". I suoi colleghi imprenditori, sul punto, preferiscono sorvolare.
"Se è per questo, oggi pare che Alitalia stia per essere comprata dalla russa Aeroflot. Eppure nessuno
dice nulla". Intanto Montezemolo, dal palco, strappa l'ovazione.
( da "Giornale.it,
Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 94 del 2008-04-19 pagina 6 Il
"mister" Berlusconi mette in campo i lombardi di Sabrina Cottone
Sicuri Tremonti all'Economia e Stanca all'Innovazione, Bossi forse vicepremier,
il nodo del Pirellone e Formigoni Ma quanti sono i lombardi che aspirano al
governo? Tanti, forse troppi, se si considera che i ministeri saranno
probabilmente sedici (dodici con portafoglio) e che è necessario garantire una
rappresentanza a tutto il Paese, come è nelle intenzioni di Silvio Berlusconi.
E anche contando viceministri e sottosegretari, si arriva al tetto massimo di
sessanta stabilito nei giorni scorsi dal premier in pectore. Partiamo dalle
certezze. A parte Berlusconi, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti,
originario di Sondrio. È stato "nominato" per l'Innovazione Lucio
Stanca, lacustre d'adozione perché vive con la famiglia a San Fermo della
Battaglia, in provincia di Como. Ottime probabilità ha Ignazio La Russa,
siculo-lombardo, nato a Paternò e tra gli avvocati più noti di Milano, del
quale si parla come ministro della Difesa. Uno dei tasselli del mosaico è la
presidenza della Regione Lombardia, che la Lega rivendica per sé. Roberto
Formigoni in questo caso lascerebbe l'incarico da governatore per andare a
Roma, probabilmente come ministro delle Attività produttive o delle Infrastrutture,
anche se non sono escluse altre collocazioni meno pesanti. Se così fosse, il
numero di lombardi al governo si ridurrebbe perché il peso della Lombardia è
tale da ridimensionare le aspettative su Palazzo Chigi. Il Carroccio ha infatti
chiesto come compensazione quattro ministeri e soprattutto la
possibilità di influire da Roma sulle politiche che riguardano Malpensa e
l'Expo, attraverso la presidenza dell'Alitalia o/e un ministero competente sugli aeroporti e con le deleghe per
l'Expo 2015. Tra i nomi in corsa del Carroccio ci sono parecchi lombardi. Primo
fra tutti il leader della Lega, Umberto Bossi da Gemonio, accreditato come
vicepremier o ministro delle Riforme. C'è Roberto Maroni, che è di
Varese, destinato a un ministero come gli Interni (nel caso in cui la Lega
avesse un ministero pesante, uno leggero e la Lombardia) o a Welfare/ Attività
produttive (se invece gliene toccassero tre). Alle Riforme potrebbe tornare il
bergamasco Roberto Calderoli. In corsa anche Roberto Castelli, di Lecco come Formigoni,
candidato numero uno alla guida della Lombardia, rimane in ballo anche per la
Giustizia. Infine Rosy Mauro, la leader del Sin.Pa, il Sindacato padano, che il
Senatùr vorrebbe nella squadra di governo. L'elenco dei lombardi potrebbe
diminuire nel caso in cui l'Agricoltura toccasse a un leghista (forse veneto).
Rumors romani su Mariastella Gelmini, la bresciana coordinatrice regionale di
Forza Italia. In alcuni incontri si è parlato di lei, che è avvocato, come
titolare della Giustizia (che però dovrebbe andare a un'altra signora, Giulia
Bongiorno) ma è in ballo anche per Famiglia e Affari regionali. Ha qualche
ambizione di governo la neoparlamentare Viviana Beccalossi, che da assessore
regionale all'Agricoltura punta a un ruolo da sottosegretario in quel settore
(nel caso in cui il ministero toccasse alla Lega). Gira il nome di Maurizio
Lupi alla Salute, ma un suo eventuale ruolo da ministro sarebbe possibile solo
nel caso in cui Formigoni fosse costretto a rimanere al Pirellone. Più
probabile una sua collocazione come sottosegretario, così come per
quell'incarico è in corsa Giancarlo Abelli, che però non nasconde di preferire
un ritorno a Milano, come vicepresidente della Regione nel caso in cui la guida
del Pirellone toccasse alla Lega. Si parla di Abelli anche come coordinatore
regionale del partito, nel caso in cui la Gelmini diventasse ministro. Per
concludere, la lecchese Michela Vittoria Brambilla. L'animatrice dei Circoli
sarà quasi certamente nella squadra di Berlusconi e di lei, animalista convinta,
si parla come sottosegretario all'Ambiente. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA -
Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Riformista,
Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Retroscena dietro Aeroflot, la
trattativa vera è con i francesi su Malpensa Berlusconi gioca sulla slot
machine di Air France La cordata italiana parlerà francese? E' molto probabile che la soluzione per Alitalia di Berlusconi sia la stessa di Prodi. Ci sono buone ragioni per
crederlo, anche dopo le notizie altalenanti di ieri. Prima il presidente del
consiglio in pectore ha riaperto la porta ad Air France: "Parlerò con
Sarkozy". Poi il leader del Pdl ha lasciato intendere che vi sono pure
altre opzioni. La più spettacolosamente improbabile è l'avvio di un
"tavolo con Aeroflot". L'idea di una partnership italo-russa è
suggestiva, ed Aeroflot, nell'asta andata fallita, era stato l'unico operatore
ad offrire più di un miliardo di euro per il vettore italiano. La possibile
fusione fra Alitalia e la compagnia russa sarebbe cosa
ardua sia perché quest'ultima è una "piccola" a livello
internazionale, sia perché, se di un'acquisizione si trattasse, il passaggio ad
una realtà extra-europea renderebbe impossibile mantenere i diritti di volo
verso gli Stati Uniti (e pure di beneficiare dell'accordo Open Skies che
liberalizza gli spostamenti di beni e persone sull'Atlantico). Un altro
cantiere che apparentemente si sarebbe aperto, ma destra e sinistra negano, è
quello della "soluzione Fiat". Le banche immetterebbero risorse per
1-1,2 miliardi, dando ossigeno alla compagnia per un anno - e al governo tempo
adeguato per trovare una soluzione al tempo stesso politicamente accettabile, e
imprenditorialmente sostenibile. Se le agenzie battono che "le banche
avrebbero garanzie di ampie concessioni da parte sindacale per l'attuazione di
un forte piano di risanamento", è difficile non aver l'impressione che si
possa trattare soltanto di una cambiale politica. Parallelamente, per quanto si
possa ricordare la Fiat di Gianni Agnelli come una voragine per i quattrini del
contribuente, è diverso impegnarsi con azionisti privati piuttosto che col
Tesoro. Se lo Stato finora non è riuscito a dare ad Alitalia
un management credibile, si può davvero pensare che riesca a farlo ora, su
impulso dei big del settore del credito, tirati in questa partita per ragioni
dichiaratamente più politiche che d'impresa? Il prestito-ponte da 100 milioni
(a tassi di mercato, pena la scomunica Ue) appare quindi più facilmente
propedeutico ad un ritorno ai francesi. O, al limite, all'entrata in scena di
una soluzione italo-italiana, sulla quale restano tutti i dubbi. Il rischio di
una compagine troppo composita potrebbe essere quello di un predominio pubblico
non di nome ma di fatto. In vent'anni in Alitalia sono
state pompate risorse per 5,1 miliardi. Lo Stato ne ha bruciati 3,5. Aumentare
la quota di sperpero non è una ricetta per il rilancio. Ecco perché alla fine
sarebbe logico che si trovasse un accordo fra le "rupture" francese e
italiana, che Berlusconi e Sarkozy si parlassero e, paradossalmente, la
politica partorisse la soluzione meno lontana dal mercato. Air France-Klm ha un
piano industriale per Alitalia, che va in una
direzione ritenuta auspicabile da tempo. Il tema vero è quello delle condizioni
che Berlusconi riuscirà a spuntare. In una certa misura, si tratterà
inevitabilmente di un gioco delle tre carte: vantare la sopravvivenza di
tricolore e marchio, mai effettivamente messa in discussione. Ma prestare oggi
altri 100 milioni del contribuente potrebbe giustificarsi, se Air France si
adattasse a liberare gli slot di Malpensa (come chiesto da Maroni). Il regime
degli slot è basato sui cosiddetti "grandfather's rights". Ad inizio
stagione, la compagnia che li possiede ne chiede il rinnovo. Se ha utilizzato
almeno l'80% dello spazio nella stagione antecedente, il rinnovo è automatico;
altrimenti, vengono restituiti al mercato. A novembre gli slot di Alitalia sarebbero vacanti. Per metà dovrebbero essere
assegnati ad operatori già presenti sullo scalo varesino e per l'altra metà a
nuovi entranti. Nell'ultima trattativa, però, Air France aveva chiesto di
mantenerli, sia pure non utilizzati, non lasciando spazio a concorrenti. Se
l'italianità elettorale del Cavaliere fosse servita a convincere i francesi a
liberare gli slot di Malpensa, assicurandone un più veloce ritorno al mercato,
per una volta il meglio non sarebbe stato nemico del bene. Silvio e
l'eterogenesi dei Fini. 19/04/2008.
( da "Riformista,
Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia "faremo un gruppo di
prestigio" Tra gaffe e soubrette, Silvio e Vlad ripropongono l'illusione
di Aeroflot In principio fu una cena nella dacia vestiti come Totò e Peppino
appena sbarcati a Milano. Poi fu la messa in scena dello show del Bagaglino a
Villa Certosa di giovedì sera: "Dovevo restituirgli uno spettacolo",
ha dichiarato alla stampa Silvio Berlusconi durante la conferenza stampa
congiunta con Vladimir Putin in Sardegna. In un tripudio di sorrisi, pacche
sulle spalle, risate e gesti del mitra mimati nei confronti di una giornalista
russa rea di aver imbarazzato lo Zar con una domanda sulla sua presunta liason
extraconiugale, il Cavaliere ha messo in scena il suo primo spettacolino a uso
e consumo della stampa internazionale. La quale, ovviamente, ha gradito potendo
godere della prima gaffe a reti unificate: in un paese dove per essersi posta
troppe domande Anna Politkoskaya i proiettili li ha conosciuti davvero - e da
vicino - non è poi peregrino che capitino cose come quelle mimate dal primo
ministro in pectore. Ma, come al solito, si è trattato "di un gesto
scherzoso e niente più", come ha stizzosamente comunicato Paolo Bonaiuti,
ritornato in servizio permanente effettivo come uomo
"smentite&misunderstanding". Al di là del gigioneggiare, la
visita sarda del capo del Cremlino ha portato con sé anche una conseguenza
concreta: in nome della necessità di mantenere italiana Alitalia,
Berlusconi ha ottenuto rassicurazioni dalla Zar sul fatto che Aeroflot è
interessata ad aprire trattative con il vettore della Magliana. Un vero e
proprio colpo di teatro, una dimostrazione di onnipotenza per mostrare al mondo
che lui, il Cavaliere, parla a livelli altissimi, interpella gli amici giusti
che con una telefonata spalancano le porte. Anzi, gli hangar. "Abbiamo
parlato di tanti temi che conoscete: dalle forniture di gas alla possibilità di
incrementare le nostre relazioni con la federazione russa. Abbiamo passato in
rassegna tutti i punti critici della situazione internazionale e per ultimo ho
voluto raccontargli il programma di governo che realizzerò come primo ministro.
Abbiamo trovato sintonia su diversi punti e abbiamo anche parlato di Alitalia e della possibilità di avere un tavolo a cui
sederci con Aeroflot". A tal proposito, il Cavaliere ha precisato di non
avere "nulla contro la soluzione Air France, ma ci piacerebbe che desse
vita a un gruppo internazionale con pari dignità. I contatti, comunque, restano
aperti. Quando la trattativa si chiuderà con Air France, noi siamo disponibili
ad allargare la possibilità di partecipazione ad altre compagnie straniere. Con
Putin abbiamo pensato che potrà esserci un tavolo per vedere se si potrà
procedere a un rafforzamento di entrambe le compagnie, Alitalia
e Aeroflot, per dare vita a un gruppo internazionale di prestigio". Con
sede dove? Con dirigenza italiana, russa o mista? Ma soprattutto con quali
diritti bilaterali per lo sfruttamento dello spazio aereo Open Sky visto che,
salvo miracoli berlusconiani in sede europea, la Russia è ancora un paese
extracomunitario che dovrà quindi negoziare i diritti con i vari paesi in caso
compri Alitalia? Nei fatti la carta Air France è
l'unica percorribile e l'accoppiata Letta&Letta nel corso della riunione di
giovedì a Palazzo Chigi ha convenuto su questa ipotesi, temendo fortemente il
rischio di commissariamento che non solo imporrebbe tagli draconiani per
onorare la regola aurea in base alla quale il vettore, in regime di Marzano,
deve introitare ogni giorno più di quanto spende, ma
porterebbe Spinetta a potersi comprare Alitalia con metà dell'esborso e risanamento praticamente già fatto dal
governo. L'ipotesi di un decreto legge che autorizzi la concessione ad Alitalia di un prestito ponte da 100-150
milioni, emersa proprio durante il meeting bipartisan, è stata invece smentita
da Palazzo Chigi anche perché non appena lette le indiscrezioni di stampa,
la Commissione europea ha ribadito che tale eventualità deve essere effettuata
"alle condizioni accettabili agli investitori privati". Un portavoce
della Commissione, inoltre, ha ribadito che è esclusa la possibilità di aiuti
di stato per Alitalia fino al
( da "Riformista,
Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Revival Il simbolo dell'alleanza tra contadini e operai resiste in qualche parte del
mondo Vedremo il marchio dell'Urss su Aeroflot-Alitalia? Il Kerala è il Paradiso dei comunisti, che in Angola restano
conservatori. Anche la compagnia di bandiera russa conserva l'icona, che è nata
filologicamente retrò Sembra l'Italia degli anni '70. Sono tutti comunisti o
cattolici. E magari entrambe le cose. È in Kerala, patria del comunismo
tropicale posta sulla costa sud-occidentale dell'India, che dovrebbero cercare
rifugio i tanti, intristiti compagni di casa nostra. Quelli per intenderci che
hanno vissuto come un'amputazione la sostituzione della falce e martello con
l'Arcobaleno. E che a quell'Arcobaleno - buono a riempir le piazze quanto a vuotar
le urne - ascrivono almeno in parte la débacle elettorale. Devono venire in
Kerala perché in nessun altro posto al mondo si trovano così tante falci e così
tanti martelli. Sulla vetrina di ogni ufficio postale come in cima ai tetti
delle botteghe o sulle fiancate degli autobus. E le falci sono particolarmente
pasciute forse in omaggio all'opulenza del piccolo stato. Che è patria di
comunisti, cattolici e anche di businessman . Il Kerala è il primo stato al
mondo ad aver eletto democraticamente un governo comunista. Ed è dunque qui che
idealmente dovrebbe concludersi la parabola globale di un simbolo - la falce e
martello - che propriamente democratico per nascita non è. Né genericamente
socialista. Ma sovietico. E internazionale - ma nel senso di simbolo del
Komintern - è semmai la stella che sovente l'accompagna. Su questa non
insignificante disquisizione filologica si accapigliarono una ventina d'anni fa
Gavino Angius e Bettino Craxi. A rivendicare il primo la natura socialista e
popolare del simbolo, la sua matrice sovietica il secondo. Aveva ragione il
compagno Bettino. Socialista, popolare e legata alla "nostra" storia
è la bandiera, rossa come le camicie lordate di sangue che gli operai agitarono
come stendardi rivoluzionari in quel '48 che fece tremar l'Europa. Ma
intrecciare la falce (che nella Russia zarista era un simbolo delle comunità
agricole) e il martello (che gli operai nel XIX secolo recuperarono dagli
stemmi medievali delle corporazioni artigiane) fu una trovata leninista. Utile
per sostituire, come simbolo di devozione nel cuore di tanti russi, la croce
ortodossa. Ortodossia che la Rivoluzione ha poi esportato. Con alcune
significative variazioni in paesi dove i comunisti proprio non te li aspetti.
Comunisti britannici - quasi una contraddizione in termini - che accanto al
martello hanno la colomba della pace. O americani: una ruota dentata accanto al
martello. Ruota dentata che resiste ancora oggi sulla bandiera dell'Angola,
incrociata con un machete. Simboli sopravvissuti ma per pochi intenditori.
Mentre il massonico compasso che incrociava il martello nella Repubblica
Democratica tedesca è scomparso. E il sorprendente successo della Linke tedesca
- figlia anche del partito-stato della Ddr - non è ornato né dal
compasso/falce, né dal martello. Simbolo conservato invece dal moribondo
Partito Comunista francese. Insidiato dai trotzkisti di Lutte Ouvrière (che
hanno l'incavo della falce orientata a destra come prescriveva Trotzky) e della
Ligue Comuniste Révolutionnaire (che al simbolo ha rinunciato). Altrove falce e
martello sono stati rimpiccioliti e abbassati ai piedi del simbolo del Partito
(socialista o comunista) prima di esserne espulsi. Un'uscita di scena forse
malinconica ma migliore di quella prospettata da alcuni governi post-socialisti
dell'Est Europa. Che in risposta alla proposta tedesca di mettere al bando la
svastica in tutto il territorio della Ue hanno chiesto uguale trattamento per
la falce e il martello. Mettendo in difficoltà persino l'Austria che sul
simbolo nazionale fa convivere l'aquila asburgica - con una testa di meno però
rispetto a quella imperiale - e appunto falce e martello. Uno per zampa, a
spezzare la catena del nazismo. Ma quella falce e martello su campo rosso che
sventolava dal Reichstag berlinese la sera del 30 aprile del 45 possiamo
considerarla anche - fosse solo in quel momento - un simbolo di libertà? O
questo ci marchia subito come comunisti o peggio apologeti dello stalinismo che
poco dopo inghiottì l'Europa orientale? Per non rischiare meglio uscire dall'Europa.
Dove la falce e martello resiste eccome. Nella ultracapitalista Cina, sulla
bandiera del partito ma non su quella nazionale che è rossa con le stelle. Nel
Nepal dove la falce e il martello dei maoisti ha appena trionfato alle
elezioni. E appunto nel Kerala - rarissima success story del comunismo - dove
peraltro chi scrive ha visto disposti in perfetta armonia sullo stesso muro -
nel ghetto ebraico di Cochin - una falce e martello, una svastica (simbolo caro
alla tradizione indù) e un cartello che indicava una sinagoga. Si può anche
aspettare - o sperare - che da Mosca dove è nata, la falce e il martello torni
a sedurci. Con una buona proposta di business. Perché falce e martello sono
sopravvissuti alle tante trasformazioni di Aeroflot. E ancora oggi compongono
il logo della compagnia che un domani potrebbe far sua l'Alitalia.
Basterà a dissuadere il Cavaliere da tentare il colpo con l'amico Vladimir?
Nella foto che lo raffigura davanti a Villa Certosa con il presidente uscente
russo, il premier in pectore alza il pugno (sinistro) chiuso a mo' di saluto.
Difficile dire se sia di buon auspicio. 19/04/2008.
( da "Riformista,
Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Capitale 3 il presidente del lazio:
"il pd ascolti i territori e impari anche qui la lezione della lega"
Marrazzo difende Veltroni: "Anche se perdiamo Roma, deve restare"
"L'election day era sbagliato: il vento del Nord è stato più forte di
noi" Il governatore della Regione Lazio invita il suo partito, il Pd, a
mandar giù a memoria la lezione impartita dal Carroccio. Dice al Riformista
Piero Marrazzo: "La Lega Nord ha vinto le elezioni politiche perché è un
partito che è stato capace di ascoltare e soprattutto di difendere i propri
territori. Se il Pd ha compiuto qualche errore, l'ha fatto proprio su questo
terreno. Ecco perché dovremmo tutti imparare la lezione del Carroccio e dare al
nostro partito una connotazione molto più federale". In uno slogan.
"Il Pd - secondo il ragionamento di Marrazzo - deve diventare un partito
regionale". Primum, ascoltare i territori. "E infatti - sottolinea il
governatore del Lazio - voglio far mie le considerazioni di Sergio Chiamparino,
che in un'intervista (alla Stampa , ndr) ha invitato tutti a frequentare meno i
salotti e più i mercatini. Invece di fare convegni, aggiungo io, andiamo a
vedere come si sta in fila alle poste, nei pronti soccorso. È quello che ho
cercato di fare io sin dall'inizio della mia campagna elettorale del 2005 e che
continuo a fare oggi". Il Lazio, però, è finito nelle mani del Pdl.
"Ma nella provincia di Roma - replica Marrazzo - al Senato, siamo passati
da 700mila e 900mila voti. Certo, dobbiamo ammetterlo: noi non abbiamo sfondato
e il Pdl è riuscito a mantenere saldo il suo elettorato". E visto che
dietro ogni danno spesso si nasconde una beffa, ecco che Francesco Rutelli
lotta testa a testa con Gianni Alemanno per mantenere in mani piddine almeno il
Campidoglio. Stessa battaglia per Nicola Zingaretti alla provincia di Roma.
"E qui ritorno alla Lega", dice il governatore. Che aggiunge: "I
cittadini di Roma e della provincia devono capire che, votando il Pdl, sceglieranno quelli che gettano a mare Alitalia per difendere Malpensa. Mi riferisco soprattutto ai tanti
cittadini e lavoratori di Fiumicino, una realtà che vive di successi di mercato
e non di assistenzialismo statalista". Poi ci sono le grandi
"questioni" che tornano ciclicamente nel dibattito politico.
"Non ci sono solo la questione settentrionale e quella meridionale",
s'aggancia Marrazzo. "Le cito un dato della Cga di Mestre: ma lo sa che il
saldo passivo di un contribuente laziale, rispetto ai servizi che ottiene in
cambio pagando le tasse, è di circa cinquemila euro?". Ma questi sono due
appelli al voto. Come si è arrivati al rischio-beffa? "Perché - risponde
il governatore - il vento del Nord è stato più forte anche delle ottime cose
che Veltroni ha fatto da sindaco. Ecco perché io ero contrario a far svolgere
in un'unica tornata le politiche e le amministrative". Il Pd e la
Capitale. In due parole, il "modello Roma". "La storia di quello
che si è fatto negli ultimi anni - dice Marrazzo - non potrà mai venir
cancellata. Neanche in caso di sconfitta ai ballottaggi. Nel '93, Roma era una
città uscita da Tangentopoli, la capitale dei ministeri. Oggi è un territorio
effervescente, una città illuminata in cui c'è un mercato in movimento e una
politica che guida i processi". Già, ma se Rutelli perdesse... "Una
sconfitta provocherebbe tanta amarezza. In tutti noi. Amarezza e
rassegnazione". Ripercussioni sul Pd targato Veltroni? "Veltroni deve
rimanere in ogni caso. Mica solo il Lazio è andato male... Dalla Puglia e dalla
Calabria, faccio due esempi, non mi pare siano arrivati grandi risultati per il
Pd". E ancora: "Anche se tutto andrà storto, non ci dovranno essere
processi. Veltroni e Bettini si confrontino pure con D'Alema, Marini e Fioroni,
tanto per citare le altre anime del partito. Ma tutto questo dovrà avvenire in
un congresso vero, non in un processo". E intanto la sinistra è scomparsa.
"La scelta di correre da soli - è l'analisi di Marrazzo - ha semplificato
il sistema politico. Pure troppo. Qui nel Lazio abbiamo sperimentato anche gli
effetti virtuosi dell'alleanza tra i riformisti e la sinistra. Mi aspetto che
in campo nazionale i Vendola e i Diliberto facciano le loro analisi e che siano
costruttive". Il Lazio è una regione virtuosa, giura il suo governatore.
E, al contrario di quello che si dice, non rischia di fare la fine della
Campania. "Avevano tre linee di smaltimento del Cdr. Entro il 2010 ce ne
saranno sette o otto. Forse attraverseremo qualche fisiologico momento di difficoltà
- mette a verbale Marrazzo - ma stiamo implementando la raccolta differenziata.
In ogni caso, qui da noi, non c'è alcun rischio Napoli". Tommaso Labate
19/04/2008.
( da "Repubblica,
La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Genova Il rispetto
delle regole Ma dove vivono i sindacati ? Me lo chiedo perché mi sembra che i
loro capi non abbiano ancora capito che viviamo in un'economia di mercato. E
allora cominciamo da zero. In un'economia di mercato, un'impresa vive o muore
se riesce o non riesce a quadrare i bilanci. Quindi assume o licenzia secondo
le sue necessità. Se assume più del necessario, prima o dopo è destinata a fallire.
Chiaro? La gestione dell'azienda è affidata ai dirigenti che gli azionisti
hanno scelto. Può darsi che in certi casi i capi siano troppo prudenti nel
giudicare le possibilità di espansione. Ma solo gli azionisti hanno il diritto
di giudicare. Così stando le cose, è inconcepibile che i sindacati vogliano
decidere quante persone debba assumere un'azienda: nella fattispecie, l'Ilva.
Solo coloro che gestiscono l'Ilva hanno il diritto di decidere il numero delle
assunzioni. La pretesa di decidere dall'esterno, da parte dei sindacati o di
qualsiasi altro agente, il numero delle assunzioni, in un'economia di mercato è
inammissibile. E la pretesa di imporre le proprie richieste mediante uno
sciopero che blocca una città è ancora peggio che inammissibile: è una
violenza. Il ragionamento, di per sé elementare, ha una postilla. Se l'azienda
viene meno a impegni, e viola accordi, si ricorre alle vie legali per
richiamarla ai suoi obblighi. Lo sciopero non è mai la strada giusta. Queste sono le regole in un'economia di mercato. D'altra parte,
l'ignoranza delle regole di un'economia di mercato può avere conseguenze
nefaste. L'Alitalia
insegna. In questo periodo l'acciaio è in crisi. Vogliamo che vada male anche
l'Ilva ?.
( da "Corriere
della Sera" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera - NAZIONALE -
sezione: Primo Piano - data: 2008-04-19 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE
"Tavolo Aeroflot-Alitalia" Berlusconi
arruola Putin E c'è l'ipotesi di un aiuto di 1-2 miliardi dalle banche Ma va
avanti la trattativa con Parigi e l'intervento russo servirebbe ad
"allargare" l'operazione ad altre compagnie ROMA - Un negoziato con
la compagnia russa Aeroflot per Alitalia. Silvio Berlusconi lo ha ottenuto ieri dal presidente Vladimir
Putin, suo ospite in Sardegna. "La situazione non è facile - ha ammesso
Putin riferendosi a Alitalia -: bisogna saldare il debito e fare in modo di tornare al
profitto". E ancora: "Bisogna parlare di risanamento e qui non è
possibile saltare le trattative con governo e sindacati ". In ogni
caso "la proposta di Berlusconi è possibile". Aeroflot dunque torna
"disponibile a riprendere i contatti" con Alitalia.
Ma per ora la vera trattativa si svolge tra Roma e Parigi dove il consigliere
del Cavaliere, Gianni Letta, ha preso a dialogare, grazie agli uffici del
nipote, il sottosegretario del governo Prodi, Enrico Letta, con Francesco
Mengozzi, advisor per Lehman di Air France-Klm. Proprio per non turbare questo
clima Berlusconi è stato molto cauto quando ha parlato del tavolo con i russi,
collocandolo a trattativa con Air France chiusa e al solo scopo di
"allargare" a altre compagnie: "Non abbiamo nulla contro la
soluzione Air France - ha voluto precisare il Cavaliere - ma ci piacerebbe che
desse vita a un gruppo internazionale con pari dignità". Su questo punto
si sta già lavorando: si è parlato di una maggior presenza del Tesoro nel
capitale della holding internazionale, di un posto in più nel cda. Ma anche di
assicurare ai rappresentanti di Alitalia un voto più
"pesante" in consiglio quando si discuterà su temi sensibili come
marchio, rotte, sviluppo. Ma la soluzione potrebbe passare ancora una volta
dalle banche che potrebbero entrare nel capitale della Nuova Alitalia,
lasciando a Air France-Klm il 51%, per sostenerne l'"italianità".
"Penso sia saggio riaprire il confronto " ha detto ieri il leader
della Cgil, Guglielmo Epifani, auspicando proprio "una presenza nel
capitale più forte di soggetti italiani". "Per Alitalia
bisogna pensare a qualcosa che abbia un respiro internazionale, non certo
provinciale" ha suggerito ieri il presidente del Consiglio di gestione
d'Intesa-Sanpaolo, Enrico Salza, aggiungendo che "a bocce ferme
vedremo". Resta la contrarietà del Carroccio ai francesi: "Noi della
Lega non abbiamo ancora avuto accesso al dossier Alitalia
- ha detto ieri Roberto Maroni - ma comunque andrà, non potrà e non dovrà
danneggiare Malpensa ". In questo caso sul tavolo c'è l'accordo sui
diritti di traffico già ottenuto da Air France il 14 marzo scorso, che
penalizzerebbe Malpensa. La Lega lo vuole mettere in discussione, i francesi
no. "Abbiamo finalmente scoperto che la famosa cordata di Berlusconi che
dovrebbe salvare l'italianità di Alitalia è Air
France" ha ironizzato ieri Massimo D'Alema (Pd). Il negoziato proseguirà
nel week end. La prossima settimana Enrico e Gianni Letta tireranno le somme:
solo se l'intesa con i francesi sarà alle viste, il governo attiverà la linea
di credito da 100-150 milioni per proseguire la trattativa. Un prestito che,
secondo quanto precisato ieri dall'Ue, dovrà essere concesso a "condizioni
di mercato". Ma se il negoziato non decollasse, tornerebbero in campo le
altre ipotesi. A partire dal commissariamento. Procede infatti con difficoltà
la formazione della cordata italiana voluta da Berlusconi e organizzata dal suo
consulente Bruno Ermolli: in campo ci sarebbero alcuni imprenditori con una
fiche (da
( da "Corriere
della Sera" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della
Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-19 num: - pag: 5
categoria: BREVI L'ipotesi Aeroflot Ieri Silvio Berlusconi e Vladimir Putin
hanno rilanciato l'ipotesi di una trattativa con la compagnia russa Aeroflot,
di nuovo "disponibile a riprendere i contatti per Alitalia".
( da "Corriere
della Sera" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera - NAZIONALE -
sezione: Prima Pagina - data: 2008-04-19 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE
Compagnie Incontro tra i leader in Sardegna. "Sintonia
su tutto" Berlusconi tratta con Aeroflot Alitalia, intesa con Putin "per aprire un tavolo" ROMA - Un
negoziato con la compagnia russa Aeroflot per Alitalia. Silvio Berlusconi lo ha ottenuto ieri dal presidente Vladimir
Putin, suo ospite in Sardegna. A PAGINA 5 Baccaro.
( da "Corriere
della Sera" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della
Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-19 num: - pag: 5
categoria: BREVI L'accordo bipartisan Giovedì l'accordo bipartisan tra il
governo uscente e il centrodestra, per un decreto con prestito ponte da 100
milioni di euro per mantenere in vita Alitalia, evitandone il
commissariamento.
( da "Corriere
della Sera" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera - NAZIONALE -
sezione: Primo Piano - data: 2008-04-19 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Lo
show del "Bagaglino" Con il comico anche 18 ragazze Dovì imita
Berlusconi e Sarkò per gli ospiti ROMA - A letto alle 4 del mattino. Silvio
Berlusconi e l'ospite d'onore Vladimir Putin hanno tirato tardi nella prima
serata a Villa Certosa. Quella animata dalle diciotto ragazze del Bagaglino,
come ha confermato lo stesso futuro premier: "Gli dovevo restituire lo spettacolo...".
Al punto da arrivare in ritardo ieri mattina alla conferenza stampa. Manlio
Dovì, il comico che nello show di Pingitore presta il volto alla parodia di
Piero Fassino, era lì. In quanto autore e interprete dello spettacolino offerto
al presidente uscente russo nel teatro della villa dalle grandi vetrate con
vista sul mare. O almeno c'era nella prima parte della serata, culminata con un
grande buffet e l'immancabile cantata di Apicella e dello stesso futuro premier
in giacca blu e maglietta scura stile Armani. Repertorio classico compreso
O'sole mio. Seduti a un tavolo il leader del Pdl e l'ex capo dell'Fsb, il
servizio segreto succeduto al temuto Kgb, e i rispettivi staff, tutto intorno
le ragazze: ballerine e cantanti che si alternano sul palco del Bagaglino ma
ancora poco conosciute al grande pubblico. "Ragazze meravigliose -
racconta il cabarettista - Putin si è molto divertito quando ho imitato
Berlusconi e Sarkozy. Ha gradito che avevamo cantato in suo onore Oci Ciornie.
E in un perfetto inglese mi ha fatto i complimenti per l'interpretazione di
Georgia on my mind nella quale faccio la voce di Ray Charles e gli strumenti.
Putin mi ha detto che non aveva mai sentito niente di simile. Era molto
attento, molto composto. Una lezione di grandezza unita alla misura". Ma
l'attore può raccontare solo fino al momento in cui è arrivata una pizza a
chiudere la cena, poi si è allontanato verso il suo albergo a Porto Cervo. Nel
dopo cena Berlusconi è rimasto con Putin: a parlare dello spettacolo offerto dal Bagaglino o solo di rifornimenti di gas e Alitalia? Quel che è certo è che neanche
ieri sera sono andati a letto presto: Villa Certosa si è concessa un bis con
Dovì. Virginia Piccolillo Il cast Sopra, un'immagine del cast del Bagaglino
nella trasmissione "Barbecue" del 2004. Nel tondo, un'immagine del
comico Manlio Dovì che ha imitato per Putin Sarkozy e Ray Charles.
( da "Corriere
della Sera" del 19-04-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE -
sezione: Cronache - data: 2008-04-19 num: - pag: 19 categoria: REDAZIONALE
Reazioni Il Comune chiede provvedimenti urgenti E la Moratti telefona al
Cavaliere: subito sanzioni più dure Il vicesindaco: le espulsioni? Una presa in
giro Certezza della pena e modifica del sistema delle espulsioni dei
clandestini: le richieste che Milano manda al futuro governo MILANO - Il
telefono di Silvio Berlusconi squilla in mattinata. Nell'agenda del futuro
premier si affollano la scelta dei ministri, la questione Alitalia, il taglio delle tasse. La
chiamata del sindaco di Milano Letizia Moratti, dopo lo stupro della
studentessa americana avvenuto nella notte, riporta però la rotta del nuovo
governo sulla questione sicurezza. "Sarà uno dei primi provvedimenti che
sarà preso dal nuovo esecutivo", ha assicurato Berlusconi. Si parla
di "certezza della pena e inasprimento delle sanzioni". "Quel
pacchetto sicurezza che noi sindaci abbiamo atteso due anni dal vecchio governo
- spiega la Moratti in tarda mattinata - sarà esaminato in tempi brevi".
Ancora Milano e le sue paure. Il senso comune che alimenta l'associazione
stranieri- clandestini-reati, e che tanto ha pesato sulla vittoria del Pdl e
sul boom della Lega. Lo stupratore arrestato all'alba di ieri dalle volanti
della polizia aveva una sfilza di precedenti, quattro nomi farlocchi collegati
alle impronte, un decreto di espulsione. Il suo caso riapre il dibattito sul
rimpatrio degli irregolari. "è la conferma - spiega Ignazio La Russa,
probabile futuro ministro - che occorre inasprire le modalità di espulsione dei
clandestini. E in particolare mettere in atto le misure che impediscano a chi
ha commesso reati di nuocere ancora ". La promessa: "Noi di An ci
impegneremo nel Pdl perché questa sia una priorità assoluta ". La Russa
ipotizza "espulsioni per via ammini-strativa ", attacca il
"garantismo mal riposto", e infine mette il dito nella vera piaga del
sistema: "Il punto chiave è la rapidità ". Perché, ad analizzarlo
oggi, il dibattito sugli "accompagnamenti alla frontiera" si scontra
con un semplice calcolo. Per fare un esempio: il Comune di Milano stima che in
città ci siano almeno 100 mila clandestini. Il Centro di permanenza temporanea
di via Corelli, anticamera delle espulsioni per tutta la Lombardia, ha però
solo 140 posti. Un imbuto. Una barriera invalicabile. Che spiega il perché tra
gli ordini di espulsione firmati dai questori di tutta Italia e i clandestini che
effettivamente finiscono su un aereo, il rapporto sia irrisorio. Senza
considerare una serie di altri intoppi: il tempo di permanenza media nel Cpt di
Milano è più di un mese, i ricorsi sono centinaia, gli aerei per i Paesi extra
Ue non partono ogni giorno, e così via. Risultato: la maggior parte degli
stranieri che finiscono sui mattinali di polizia e carabinieri sono già stati
denunciati per "violazione della legge Bossi-Fini sull'immigrazione
". "Il sistema delle espulsioni nel nostro Paese è una presa in
giro", taglia corto il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato. Il
ministro uscente per le Pari Opportunità, Barbara Pollastrini, dice di essere
"vicina alla giovane donna che ha denunciato la violenza", ringrazia
"per l'immediato intervento le forze dell'ordine", e conclude:
"L'importante è garantire la certezza della pena". Gianni Santucci.
( da "Corriere
della Sera" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera - NAZIONALE -
sezione: Economia - data: 2008-04-19 num: - pag: 33 categoria: REDAZIONALE
Dietro le quinte Cgil-Cisl-Uil: rappresentanza, spiragli per l'accordo ROMA -
Il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, punta a chiudere la partita con Cgil e
Uil per il primo maggio, festa del lavoro. Il segretario della Cgil, Guglielmo
Epifani, sembra disponibile. Il capo della Uil, Luigi Angeletti, spera in
un'intesa "nelle prossime ore". Oggetto: la proposta di riforma del
modello contrattuale e le regole sulla rappresentatività. Sul primo punto il
documento sul quale poi i sindacati apriranno la trattativa con la
Confindustria ricalca nella sostanza la bozza concordata qualche mese fa, che
prevede due livelli di contrattazione. Con quello nazionale si adeguano le
retribuzioni all'inflazione realisticamente prevedibile e con quello aziendale
si redistribuisce la produttività. Le novità maggiori riguardano la
rappresentatività. Epifani, Bonanni e Angeletti stanno lavorando per esportare
nel privato un sistema simile a quello in vigore per i dipendenti pubblici. Le
iscrizioni al sindacato dei lavoratori dovrebbero essere certificate da un ente
terzo, tipo il Cnel, e quelle di pensionati dall'Inps. Le elezioni per le Rsu
(rappresentanze sindacali unitarie) si dovranno svolgere in tutti i luoghi di
lavoro, "anche dove non si fanno come all'Alitalia", dice Paolo Pirani (Uil).
Gli accordi interconfederali dovranno essere prima approvati dagli organismi
sindacali e poi convalidati col referendum tra i lavoratori. Gli accordi e i
contratti di categoria seguiranno invece regole "che stabiliranno le
stesse categorie", dice Nicoletta Rocchi (Cgil). La Uil ha posto
anche il problema delle regole sugli scioperi. "Non ci deve più essere uno
sciopero se prima non si vota", dice Pirani. Ma più che di un referendum
preventivo si ragiona di soglie minime di rappresentatività per proclamare gli
scioperi. Lo stesso Bonanni non sarebbe contrario. Enrico Marro # Guglielmo Epifani.
( da "Repubblica,
La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina V - Bologna Il segretario Pd
minaccia cortei "se il governo toglie soldi ai Comuni" Caronna di
lotta "Sfileremo ad Arcore" "Dialogo con Sinistra e Udc ma su
idee chiare. Sì al federalismo fiscale" "Vogliono abolire l'Ici? Sono
d'accordo. Se però il governo toglie i fondi ai Comuni e non ci sono i soldi per
i nidi, si va a manifestare ad Arcore". E' un Pd di governo e di lotta
quello che il segretario regionale Salvatore Caronna promette per la
"nuova fase" che si apre dopo il voto. Un partito democratico
"popolare, concreto, federale" che lancerà la sfida alla Lega Nord e
a al Pdl, non sulle formule organizzative, ma sugli interessi reali di quel 50%
che in lungo la via Emilia ha votato Pd. Che intende tutelate al governo degli
enti locali e nello scontro se non con Roma ladrona, con Roma populista. "Noi
- dice Caronna - vogliamo rappresentare questa gente. Gente che si è rotta le
scatole di farsi carico del populismo di Bossi e Berlusconi, ma anche
dell'inconcludenza di un approccio ideologico e salottiero ai problemi della
società". E' molto battagliero il segretario regionale che ieri ha riunito
l'esecutivo in vista dell'assemblea del 17 e 18 maggio che eleggerà la
direzione del partito. E mentre infuria la polemica sulla proposta di Cofferati
di un'organizzazione del Pd per la Padania, Caronna si preoccupa di indicare
come il partito di Veltroni si muoverà nei prossimi mesi in vista delle
elezioni amministrative del 2009. Per cominciare Caronna chiarisce due cose:
"Non sono disponibile a candidarmi né a presidente della Regione, né a
sindaco a Bologna". Un punto fermo visto che molti lo considerano in corsa
se Cofferati dovesse mollare tra un anno. "E alla fine del 2009 lascerò
anche la segreteria del Pd", aggiunge. Poi un messaggio politico: pronti a
dialogare con tutti, sia con la sinistra che con l'Udc, ma sulla base di
programmi chiari. E a proposito di programmi, ecco il manifesto del Pd nella
nuova fase. Gli ingredienti? Un'offensiva sul federalismo fiscale, sulla
sicurezza, le infrastrutture di "una regione che non si rassegna ad andare
in serie B, ma vuole competere con le migliori aree d'Europa e che non vuole
sulle spalle in peso insostenibile di uno stato che non funziona e fa pagare a
noi le proprie inefficienze". E la Lega Nord, il "Pd padano"
proposto da Cofferati, la replica di Cacciari che dice l'Emilia non fa parte
del nord? "Non solo siamo il nord - risponde - ma siamo una regione
avanzata d'Europa che può dare una spinta a modernizzare il paese e quello che
vogliamo è competere alla pari". "Vogliamo discutere di programmi,
non di organigrammi" aggiunge Caronna all'agenzia Dire, mostrando i
risultati del nord, dall'Emilia in su: il Pd con 5 milioni e 473 mila voti, il
Pdl con 5 milioni e 397 mila. E' la Lega che fa la differenza con quasi tre
milioni. Da qui la risposta che il Pd deve dare. "Vogliamo sicurezza,
infrastrutture, e un fisco più equo - dice il segretario del Pd - questo è il
partito del nord, prima ancora delle formule organizzative". Un esempio?
"Si abolisce l'Ici? Dicano come si copre il mancato gettito, sennò i
comuni non fanno i bilanci. E questo noi non lo permetteremo. Così come non
permetteremo che ci facciano pagare il ponte sullo stretto di Messina. Lo
vogliono fare? Hanno la maggioranza. Ma anche qui, ci sono infrastrutture da
finanziare, e ce le devono finanziare. Altrimenti ci sarà una reazione, anche
pesante. Stesso discorso per Alitalia. Non ci facciano pagare i biglietti della compagnia coi nostri
soldi. Perché in Italia hanno vinto, qui hanno straperso. E non permetteremo
giochini". Identico piglio leghista Caronna mostra dribblando le domande
sul partito del nord. "Non serve un coordinatore, ma che il partito
tutto si faccia carico dei nostri contenuti: sicurezza, con fondi per le forze
dell'ordine e i loro stipendi, integrazione, con risorse per le politiche
sociali rivolte agli immigrati, perché la Bossi-Fini fa solo aumentare i
clandestini. E poi il federalismo fiscale". Altrimenti tutti ad Arcore.
(l. n.).
( da "Tempo,
Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Riparte la grancassa della
sinistra in Tv Ci risiamo. La grancassa mediatica e ideologica della sinistra
(nuova e vecchia che sia) è ripartita alla grande. Non contenta di aver
totalmente sbagliato la lettura della nostra società e di aver preso una
batosta alle elezioni; di fronte a un Silvio Berlusconi che già si sta muovendo
da premier in carica (l'incontro con Putin, l'Alitalia e la ricetta per il Sud, travolto dai rifiuti bassoliniani);
cosa fa? In attesa magari di un altro G8 (lo "schema cileno" sempre
pronto: la piazza giacobina contro il dittatore), ha rimesso in campo i soliti
teoremi: gli italiani che hanno legittimato il Pdl a governare o sono scemi o
si fanno ipnotizzare dalle tv in mano al Grande Manipolatore di Arcore.
E dove esercitano, i custodi dell'obiettività, la loro funzione di pluralismo
per rieducare le coscienze deviate? Proprio dalle tv di Stato, pagate dal
cittadino. Stiamo parlando del "santorismo", che ormai sfugge allo
stesso Michele Santoro. "Anno Zero" ha riproposto, per filo e per
segno, tutti i luoghi comuni, i complessi psichiatrici, le sindromi di
Stoccolma, dell'anti-berlusconismo, che da 15 anni favoriscono il Cavaliere. La
puntata dell'altra sera, infatti, ci ha ricordato che la Cdl non può parlare di
sicurezza perché l'insicurezza l'ha creata e ci ha prosperato Berlusconi, come
l'indulto, l'immigrazione selvaggia, la corruzione, le morti sui posti di
lavoro, la crisi economica, istituzionale. E cosa è emerso? Che il povero
Romano Prodi non ha sbagliato nulla, non ha alzato le tasse, non ha mandato in
libertà i detenuti e non si è sbracato nei confronti dei rom. Ma ha solo
ereditato una situazione insostenibile e che il nuovista Walter Veltroni ha
peccato di presunzione nel non difenderlo in campagna elettorale. Viene quasi
il sospetto che si sia cercato l'incidente diplomatico per riproporre un film
già visto: l'allontanamento coatto di Santoro dalla Rai. Il santorismo, quindi,
esprime per intero le anime e i miti incapacitanti della sinistra; Michele
Santoro è Masaniello (l'incarnazione vivente e popolare del Bene, della
democrazia, dell'uguaglianza, della giustizia); Tonino Di Pietro è Robespierre,
Marco Travaglio il contabile, il ragioniere di Robespierre; la contessina
Beatrice Borromeo, la mentalità radical chic dei nobili "vicini agli
operai", Giovanni Sartori, il "liberal" elitario che spiega alle
masse la Verità. Insomma, la sinistra è proprio all'Anno zero e continuerà
sempre a farsi del male.
( da "Tempo,
Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa
Berlusconi: "Alitalia tratterà con Aeroflot" Torna
in campo Aeroflot. La trattativa tra Alitalia e Air France è
tutt'altro che compromessa, la situazione è aperta. Qualora non dovesse
concretizzarsi in un accordo, c'è sempre la disponibilità ad allargare il
confronto con altri soggetti, tra cui Aeroflot. Al termine della visita del
presidente russo Vladimir Putin in Sardegna, il premier in pectore, Silvio
Berlusconi, indica una possibile nuova prospettiva per il futuro della nostra
compagnia aerea. All'indomani del primo contatto bipartisan, il Cavaliere, nel
corso della conferenza stampa congiunta col presidente russo, ribadisce che
"la situazione è molto aperta". "Ci sono ancora contatti in
corso con Air France, contro cui - sottolinea il futuro premier - non abbiamo
nulla. Ci piacerebbe che si desse vita a un grande gruppo internazionale che
veda l'Alitalia inserita in un quadro di pari dignità
con Af e la Klm". Ma Silvio Berlusconi non chiude neanche la porta a una
possibile soluzione russa, prospettiva che potrebbe concretizzarsi, dice, in un
futuro prossimo: "Quando la trattativa con Air France si chiuderà -
aggiunge - potremo aprire un tavolo con Aeroflot e saremo disponibili ad
allargare accordi con altre grandi compagnie e ci potrà essere un tavolo per
vedere se si può procedere verso una intesa che possa dar vita a un grande
gruppo internazionale". Intanto nel vertice di giovedì a Palazzo Chigi
un'altra ipotesi è circolata. Quella di un decreto legge che autorizzi ad Alitalia un prestito ponte di 100-150 milioni di euro. è una
strada già percorsa in un recentissimo passato quella del prestito ponte per
garantire la continuità aziendalea. "Misure urgenti per favorire la
ristrutturazione ed il rilancio dell'Alitalia":
recitava, infatti, così il decreto legge 159 del giugno del 2004, poi convertito
in legge nel luglio successivo, che dava disco verde al prestito da 400 milioni
di euro per il salvataggio della compagnia, allora guidata da Giancarlo Cimoli,
e per avviare l'attuazione del nuovo piano industriale che prevedeva la
separazione societaria tra Alitalia Fly e Alitalia Servizi e una ricapitalizzazione da oltre 1
miliardo di euro. Ma il Cavaliere non conferma e non smentisce l'ipotesi:
"Il problema è così grande - argomenta - che questo prestito non ha alcuna
importanza...". E citando De Gaulle, aggiunge: "L'attendance
suivrà... L'importante è mantenere in mani italiane la compagnia di bandiera,
vettore di un paese che può offrire al turismo mondiale il 50% dei beni
culturali del pianeta". Vladimir Putin ammette che l'ipotesi di una
collaborazione futura tra Alitalia e Aeroflot è
possibile, ma mette in chiaro le difficoltà attuali: "Abbiamo discusso di
questo tema - risponde in conferenza stampa - e ho apprezzato il fatto che
Berlusconi sia preoccupato delle conseguenze della crisi del maggior vettore
italiano. La situazione infatti non è facile, bisogna saldare i debiti e
tornare ai profitti. Bisogna parlare del risanamento". Inizialmente dai
vertici della compagnia aerea russa non arrivavano conferme che chiarissero le
notizie su un eventuale interessamento all'acquisto di Alitalia.
Ma il presidente russo è intervenuto precisando che Aeroflot sarebbe
disponibile a intavolare una trattativa con la compagnia di bandiera italiana.
"Ho parlato col presidente di Aeroflot - ha spiegato Putin - che si è
detto disponibile a riprendere i contatti per Alitalia".
( da "Tempo,
Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa L'Unione europea ribadisce
le sue condizioni: qualunque ... L'Unione europea ribadisce le sue condizioni: qualunque prestito ad Alitalia può essere autorizzato dalla Ue solo "alle condizioni
accettabili dagli investitori privati". Bruxelles ha escluso che
autorizzerà nuovi aiuti di stato per Alitalia fino al 2011. Non entra per ora nel merito delle soluzioni
prospettate per tenere in vita la compagnia in attesa di una soluzione:
prestito ponte o iniezione di liquidità. L'importante - ammonisce - è
che l'intervento rispetti le condizioni di mercato e venga notificato in via
preliminare alla Commissione Ue.
( da "Tempo,
Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Finmeccanica Nasce l'hub per
elicotteri a Roma AgustaWestland (controllata di Finmeccanica) e Alitalica (controllata dal gruppo Maire) hanno siglato un
accordo commerciale che prevede la creazione di un hub elicotteristico presso
l'aeroporto dell'Urbe di Roma. Lo rendono noto le due aziende in un comunicato
congiunto in cui si spiega che l'accordo prevede la realizzazione e la gestione
di un centro per la manutenzione degli elicotteri AgustaWestland, nonché
attività di hospitality, servizi al passeggero, gestione di elicotteri
corporate vip e hangaraggio. L'hub elicotteristico sarà operativo nel 2009. Il
progetto, si legge nella nota, riguarda la realizzazione di circa
( da "Tempo,
Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa La svolta Il Cavaliere ne ha
parlato con Putin. Possibile una trattativa con i russi Alitalia, torna in campo Aeroflot La
visita di Putin a Berlusconi ha allargato lo scenario sulla vendita di Alitalia. Nel caso non andasse a buon
fine la trattativa con Air France, sarebbe pronto un tavolo di dialogo con
Aeroflot. Per il Cavaliere l'importante è mantenere la pari dignità con i
partner e la natura italiana del nostro vettore. Intanto spunta l'ipotesi
di un decreto legge che autorizzi ad Alitalia un
prestito ponte di 150 milioni per superare l'emergenza. Ma il leader del Pdl si
dice contrario a questa eventualità. a pag. 5.
( da "Repubblica,
La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Barrot: senza notifica
rischiate ricorsi Ue: prestito ponte possibile solo a prezzi di mercato Seguita
la regolare procedura, Bruxelles potrebbe dare il via
libera in qualche settimana ALBERTO D'ARGENIO BRUXELLES - Ancora una volta
Bruxelles parla di Alitalia
e come un mantra ammonisce che un prestito ponte potrà essere concesso solo a
condizioni di mercato, dettando tra le righe i trucchi per aggirare gli scogli
del diritto comunitario che potrebbero portare la compagnia al tracollo
finanziario. Ieri il portavoce del commissario Ue ai Trasporti, Jacques
Barrot, ha ricordato che qualsiasi misura in favore del vettore italiano dovrà
"rispettare il principio dell'investitore privato". Il punto cardine
intorno al quale ruota la posizione dell'Ue è sempre lo stesso: Alitalia - ha ricordato il portavoce di Barrot, Michele
Cercone - ha già beneficiato di aiuti di Stato, quindi fino al 2011 niente più
soldi pubblici per tenerla in piedi. A meno che i provvedimenti del governo non
siano presi "a condizioni di mercato". Innanzitutto il prestito
dovrebbe essere concesso con i normali tassi applicati a tutti i privati e
rimborsato negli stessi tempi. Ma non finisce qui, perché Cercone ha dato un
consiglio da non sottovalutare: è necessario notificare alla Commissione
l'eventuale prestito visto che, in caso contrario, "le terze parti
potranno rivolgersi al tribunale per chiedere il rimborso". Dunque
qualsiasi intervento prima di essere reso operativo dovrà incassare il via
libera di Bruxelles, altrimenti i concorrenti di Alitalia
potrebbero ricorrere e chiedere di congelare l'aiuto. Fonti Ue hanno assicurato
che dopo la notifica la Commissione sarà in grado di dare il via libera agli
aiuti entro "qualche settimana". Dunque, anche se al pelo, in tempo
per evitare la catastrofe. Naturalmente se il decreto da 100-150 milioni che
dovrebbe essere firmato dal governo Prodi non conterrà "furbate".
Spiegano a Bruxelles, infatti, come assicurare il via libera al provvedimento.
Primo, come detto, condizioni di mercato. Così giustificabili: il prestito
ponte può essere concesso se lo Stato assicura che essendo "alla ricerca
di un compratore ha bisogno dei soldi per traghettare la compagnia in mani più
sicure". Insomma, qualsiasi investitore non pubblico piuttosto di fallire
e vedere azzerato il valore delle sue azioni metterebbe mano al portafoglio per
tenere in vita un'azienda da vendere. E fattibile sarebbe anche l'ipotesi
banche: il loro ingresso sarebbe visto come "ulteriore garanzia di
mercato" visto che, per definizione, non agiscono in perdita. A patto che
la loro presenza non serva a mascherare aiuti illegali.
( da "Repubblica,
La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Aeroflot torna in pista per Alitalia
Berlusconi:"Ne ho parlato con Putin". Asse con Mosca sull'energia
Spunta anche l'ipotesi di un intervento stile Fiat degli istituti di credito
LUCIO CILLIS ROMA - Aeroflot torna in pista per Alitalia. La conferma è
arrivata ieri per bocca dello stesso Vladimir Putin, ospite di Silvio
Berlusconi a villa Certosa in Sardegna: "Oggi ho parlato con il presidente di Aeroflot
che si è detto disponibile a riprendere i contatti con Alitalia.
Anche se il risultato dipenderà dalle trattative delle due aziende" ha
spiegato ieri il presidente russo uscente. Oltre alla cordata tutta italiana
richiamata più volte dal Cavaliere in campagna elettorale, nel futuro di Alitalia ci sarebbe poi il possibile interessamento di
alcuni istituti bancari di peso, primo fra tutti Intesa-Sanpaolo, gruppo
schierato al fianco di Air One nella lunga e vana corsa alla fusione con la
compagnia di bandiera. L'ipotesi è quella di una ricapitalizzazione curata
dalle banche, replica del "prestito convertendo" usato per la Fiat,
con l'ingresso nelle casse della compagnia di bandiera fino a 2 miliardi di
euro. "A bocce ferme vedremo, bisogna pensare ad una cosa che abbia
respiro internazionale, non certo provinciale", è la prima risposta del
presidente del consiglio di gestione di Intesa-SanPaolo, Enrico Salza. Ma è lo
stato comatoso dei conti della Magliana il principale ostacolo da superare
oggi. Il prestito ponte da 100-150 milioni, grazie all'intesa bipartisan
stretta due giorni fa a Palazzo Chigi, potrebbe arrivare via decreto nel corso
dell'ultimo Consiglio dei ministri del governo Prodi, previsto la prossima
settimana. Al netto delle possibili obiezioni di Bruxelles, l'iniezione di
fondi freschi darà il tempo di superare senza scossoni questa fase molto
delicata per riprendere una delle ipotesi sul tavolo. Aeroflot, tra l'altro,
potrebbe entrare in uno scenario di consolidamento forte all'interno
dell'alleanza Sky Team al fianco di Roma e Parigi, come lo stesso Silvio
Berlusconi ha lasciato intendere ieri: "Quando si chiuderà la trattativa
con Air France si potranno allargare gli accordi futuri con altre compagnie -
ha detto - con Putin abbiamo stabilito che ci potrà essere un tavolo per un
rafforzamento dei vettori e per un accordo per un gruppo internazionale di
grande prestigio". La via francese non è quindi sbarrata, ma ha solo
bisogno di una riverniciata rispetto agli accordi presi col precedente governo
e al piano stilato dai manager transalpini. Berlusconi non nasconde la volontà
di arrivare ad un accordo con Air France a patto di ottenere "pari dignità"
e una revisione della governance del nuovo gruppo aereo. Nei prossimi giorni
riprenderanno i contatti tra le diplomazie per convincere il numero uno di Air
France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, a rimettere mano al progetto italo-francese e,
forse, anche russo. Oltre ad aver riaperto la possibilità di un futuro ruolo di
Aeroflot su Alitalia, nel corso del vertice, sono
stati esaminati con attenzione il dossier energetico, quello della cooperazione
militare, l'aerospaziale. Putin ha fatto tappa in Sardegna proveniente dalla
Libia dove ha discusso di energia col colonnello Muammar Gheddafi. Si è cosi
creato un triangolo energetico che coinvolge anche l'Italia, grande consumatore
di petrolio libico, e quindi l'Eni.
( da "Repubblica,
La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Gli istituti non vogliono
intervenire senza rete, le mosse dei russi condizionate dalla partnership con
Parigi I big del credito freddi sul salvataggio e il tempo gioca a favore di
Air France Ma il nodo adesso è riportare Spinetta al tavolo dei negoziati per
lo sprint finale Il cerino è in mano ai sindacati, visto che la Marzano è una
strada ad alto rischio ETTORE LIVINI MILANO - La partita per il salvataggio di Alitalia si arricchisce di nuovi
protagonisti senza però che la soluzione (almeno per ora) si avvicini. Dopo Air
France ? il decano dell'asta ? e la cordata italiana dal sapore vagamente
elettorale, spuntano ora Aeroflot e le banche che secondo indiscrezioni (senza
conferme) in caso di fallimento dell'asse con Parigi potrebbero intervenire nel
capitale della compagnia di bandiera con un salvagente da 1,5-2 miliardi
per traghettare l'aerolinea verso un nuovo partner. La realtà, però, rimane
sempre la stessa. L'unica proposta sul tavolo è quella di Parigi. L'alternativa
? la Legge Marzano sognata dalla cordata italiana per entrare in un'Alitalia risanata dallo Stato a due lire ? è sempre più in
salita. Troppi problemi legali, con il rischio altissimo di trasformare un
commissariamento pilotato in un rovinoso crac. Non a caso Silvio Berlusconi,
dopo il "no secco" promesso ad Air France in campagna elettorale, ha
innestato una poderosa retromarcia riaprendo uno spiraglio al gruppo
transalpino reo dal punto di vista del Pdl di aver "ucciso" la
Malpensa. Il problema adesso è come allungare la vita a un'Alitalia
che in cassa ha soldi per volare solo fino a metà maggio. Il mini-prestito
ponte bipartisan ? sufficientemente modesto da non scatenare guerre campali con
Bruxelles ? non è un Gerovital e basterà sì e no per altri due mesi. Il tempo
necessario, con ogni probabilità, per chiudere la partita con Air France.
Difficile a questo punto ipotizzare un rientro in pista alla grande di
Aeroflot. Certo, la realpolitik della diplomazia internazionale a volte dribbla
le leggi della logica e della finanza. I russi però sono già saldamente alleati
di Air France in Sky Team. E ben difficilmente metterebbero i bastoni tra le
ruote al partner più forte del consorzio. La ciambella di salvataggio delle
banche, almeno allo stato, più che un progetto è la speranza di chi vuol
evitare il fallimento in caso di rottura dei negoziati con Parigi. è vero che
il sistema creditizio ha contribuito a salvare la Fiat all'epoca della crisi
facendo pure un buon affare, così come è intervenuto in Telecom a salvaguardia
dell'italianità del gruppo tlc. "Alitalia però è
un'altra cosa ? spiegano tutte le fonti bancarie interpellate ieri ?. La
compagnia così com'è non sta in piedi e mancano sia il progetto industriale che
le persone per gestirlo". Allo stato quindi nessuno pensa a metter mano al
portafoglio per interventi finanziari "senza rete". La partita
insomma resta complicata e il tempo a disposizione è pochissimo. La cabina di
regia trasversale però potrebbe consentire di svelenire il clima, annacquando
le polemiche elettorali. Alitalia e Malpensa, ormai,
sono due partite completamente separate. E il salvataggio della compagnia in
questo momento è un'assoluta priorità. Nei prossimi giorni si dovrebbe lavorare
a una proposta congiunta di azienda e sindacati per provare a convincere Jean
Cyril Spinetta, numero uno di Air France, a sedersi di nuovo al tavolo.
L'italianità a la pariteticità (ovviamente non a livello finanziario) poste
come condizioni da Berlusconi per il suo ok all'accordo non dovrebbero essere
un problema visto che erano già garantite nelle ultime versioni dei piani
transalpini. Resta invece il nodo dei sindacati che avevano respinto come
irricevibile il progetto che Parigi ritiene quasi immodificabile. Ma il rischio
del crack (e magari l'ingresso nel capitale anche di un nocciolino di soci
italiani) potrebbero adesso ammorbidire le posizioni più intransigenti. Magari
grazie a qualche concessione in più da parte del governo.
( da "Repubblica,
La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia L'OTTOVOLANTE la pagella
di goldman Sachs GIUSEPPE TURANI Inattesa apertura di credito a Berlusconi da
parte di una delle banche d'affari più sofisticate del mondo, e cioè la Goldman
Sachs. Secondo gli esperti della banca americana è vero che quest'anno i
margini di intervento sono molto ristetti, ma ritengono comunque che l'Italia
quest'anno riuscirà a crescere dello 0,8 per cento contro la previsioni molto
più basse che girano in questo momento. L'anno prossimo, con meno inflazione e
meno prestiti subprime in giro, le cose dovrebbero andare un po' meglio. E la
crescita dovrebbe arrivare all'1,3 per cento. Tutto questo
a patto che il nuo presidente del Consiglio Berlusconi riesca a procedere per
la sua strada e non farsi bloccare o condizionare dai suoi alleati. Due segnali
preoccupanti: la vicenda Alitalia appare gli bloccata. E i nomi del nuovo governo sono quelli
vecchi.
( da "Manifesto,
Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
25 aprile a Roma In piazza un
"fronte antifascista" per evitare di consegnare la città ad Alemanno.
Appello di Ingrao P. 7 Carter vede Hamas "Terroristi" per la Casa
bianca, ma l'ex presidente Usa, artefice di Camp David, li incontra a Damasco
P. 11 Pasticcerie d'arte "Love Difference Pastries", un progetto di
Michelangelo Pistoletto con artisti e chef del Mediterraneo P. 14 note da lontano Senza sinistra, lo strano record italiano
Rossana Rossanda a pagina 3 Alitalia Aeroflot, bluff di Berlusconi L'unica pista è Air France A
PAGINA 6 Italia/Iraq Stefio rinviato a giudizio: "Arruolava
mercenari" A PAGINA 8 Il papa all'Onu Appello sui diritti umani, ma
silenzio sulle guerre A PAGINA 10.
( da "Manifesto,
Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Silvio a mitraglia Primo incontro
internazionale con il vecchio amico del Cremlino per il neopremier e prima
gaffe con una giornalista russa. Vittima del cecchino di Arcore a cui piace
sparare. Ma solo per scherzo Ipotesi di "un tavolo" dopo l'incontro
con Putin; la compagnia russa smentisce. Cresce il consenso su Air France-Klm,
ma "con pari dignità" Francesco Piccioni Il venditore ha fiutato la
possibilità di presentarsi come il salvatore della patria, senza neppure
doversi sforzare troppo. E allora le spara sempre più grosse. Anzi, spara anche
addosso ai giornalisti. Per scherzo, coma fa sempre il jokerman; per stemperare
la rabbia del suo "amico Putin" imbufalito per domande sulla sua vita
privata (si parla di un divorzio in vista). Ma indurisce la mascella e mima con
le mani un mitra puntato addosso alla malcapitata Natalia Melikova, giovane
cronista russa della Mezavsinaya Gazeta, interessata più al gossip familiare
che alla palese sintonia tra i due satrapi. Il risultato non è dei migliori: la
ragazza si spaventa e scoppia in lacrime (forse pensando alla connazionale
Politkovskaja, critica di Putin e uccisa a Mosca un anno e mezzo fa). Nessuno
ride. Cecchinaggio mimico a parte, Alitalia è stato il piatto forte della
conferenza stampa. Al punto che il prossimo premier ha nuovamente messo in
campo l'ipotesi di vendere Alitalia agli ex sovietici di Aeroflot. Putin è sembrato disponibile e
tenergli bordone davanti alla stampa; ma nello stesso momento Valeri
Olukov, direttore della compagnia, veniva intervistato da Russia Today e
ribadiva che "abbiamo avuto un'utile esperienza partecipando alla prima
gara per la privatizzazione, ma le informazioni di cui disponiamo non ci
rendono ottimisti riguardo a una seconda partecipazione". Non se ne parla
proprio, insomma. Ed è difficile pensare che Olukov stia muovendosi da "oppositore"
di Putin. Ergo, si deve pensare che l'uomo del Cremlino sia stato al gioco per
tenere sullo sfondo più corposi affari nel breve e medio periodo. Berlusconi -
su Alitalia - gioca in scioltezza, quasi incredulo che
ci sia stato qualcuno così "grullo" (l'epiteto da lui rivolto agli
italiani che avrebbero votato per il centrosinistra) da lasciargli campo
libero. Invece di fare la faccia feroce in pubblico, si mostra "aperto a
qualsiasi soluzione". Tanto, a fronte di un governo uscente capace fin qui
solo di evocare il "fallimento" e i "libri in tribunale",
qualsiasi risultato finale sarà "meno peggio". E quindi una sua
"vittoria". In concreto, c'è una sola novità: l'accordo
"bipartisan" sottoscritto giovedì sera da Letta&Letta (Enrico e
Gianni) per un prestito-ponte da 100-150 milioni, in modo da garantire la
"continuità aziendale" per il periodo estivo, che porterà come sempre
un po' più di soldi in cassa. Subito smentite le voci - ascritte a "fonti
sindacali" - su un possibile intervento di non meglio precisate
"banche" disposte a mettere 1 o 2 miliardi per ricapitalizzare la
compagnia. Persino Enrico Salza, di Intesa Sanpaolo (l'istituto che sosteneva
il tentativo di AirOne), ha affermato che "le bocce sono ferme".
Scomparsa nel mare di Sardegna la "cordata italiana", cui non è stato
dedicato neppure un vago accenno (ma si può giurare che "non sarebbe
contrario"). Sul prestito-ponte si è fatta sentire la Commissione europea
che - dopo aver ricordato che non le è stata ancora notificata alcuna richiesta
di autorizzazione, come da regolamento - ha ribadito la necessità che ogni
"prestito di stato" sia fatto "alle normali condizioni di
mercato" (interesse sopra il 4%, insomma). Viene citato anche il
precedente del 2004 e il principio adottato nella Ue per gli "aiuti di
stato" ("una volta, ultima volta"). Ma l'impressione generale è
che non sarà certo la Ue a mettere i bastoni tra le ruote a un accordo tra due
stati importanti. La soluzione concreta resta insomma vendere ad Air France-Klm.
E cresce anche il consenso verso una soluzione "più paritaria" tra le
due compagnie, con una partecipazione azionaria maggiore dello stato italiano
all'interno di Air France (dove il Tesoro d'oltralpe mantiene un consistente
17% e i dipendenti un altro 11%). Il confronto decisivo sarà dunque con Nicolas
Sarkozy. La "fuffa" su altri possibili (ma improbabili) acquirenti è
utile ai fini mediatici, perché da l'impressione di un grande e inesistente
"attivismo"; ma serve anche a mettere pressione sui francesi. Della
serie: concedeteci qualcosa di più, altrimenti potreste rischiare di perdere
l'affare. Non è neppure un gioco rischioso. Gli stessi giornali francesi
riconoscono che Air France "ha bisogno dell'Alitalia"
per espandersi e che si troverà a pagarla "meno di un solo bireattore".
Se fosse una trattativa tra due società private, potrebbe anche finir male.
Essendo un confronto - di fatto - tra due stati, si dovrà arrivare a un accordo
politico. C'era proprio necessità di regalarlo al Cavaliere?.
( da "Messaggero,
Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
DICE Putin in Sardegna:
"Berlusconi mi mancava, mi fa piacere la sua vittoria". E ancora:
"Non è una novità che a me piacciano le donne". E
infine: "Riguardo la questione Alitalia, Aeroflot è disponibile a riprendere contatti". Vorrei fare
un quiz: chi secondo voi, se non Berlusconi, è in grado, non ancora nominato
presidente del Consiglio, di ospitare nella sua villa in Sardegna il presidente
Putin con il quale parlare di problemi e di amicizia? Nelle case,
guardando i telegiornali, molti avranno detto: "Hai visto? Putin si è
precipitato a salutarlo, subito dopo la vittoria....". M.C.
( da "Messaggero,
Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Olo. Ma non c'è Mediobanca. C'è Air
One. Ci sono gli imprenditoricontattati da Bruno Ermolli. Che giovedì scorso si
sarebbe visto con Carlo Toto. Ieri a Milano si sarebbe materializzata la
cordata tricolore, nata come alternativa al piano di Air France. Ma altre
soluzioni si stanno moltiplicando: Lufthansa e Aeroflot, rilanciata ieri dal
futuro premier dopo l'incontro col collega russo Putin.
( da "Messaggero,
Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Quitrinosa, ha richiesto costose
soluzioni tecnologiche. L'Alitalia trasferisce i suoi servizi dal vecchio aeroporto di Ciampino a
Fiumicino che, da un punto di vista architettonico, presenta un'immagine
elegante e avveniristica. Tuttavia, fra governo e opposizione, il dibattito
parlamentare, senza esclusione di colpi, durerà anni.
( da "Liberazione"
del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Resta nella nebbia la soluzione
bipartisan per evitare il commissariamento Alitalia, spot di Putin e Berlusconi: "Se si chiude con Air France,
possibile un tavolo con Aeroflot" Roberto Farneti La vendita ad Air
France-Klm non è più la sola opzione in campo per salvare l'Alitalia dal fallimento. Certo, al
momento l'unica proposta concreta rimane quella avanzata dal gruppo
franco-olandese: un progetto di acquisizione che prevede la sostanziale
riduzione dell'Alitalia a vettore regionale,
con la consegna nelle mani di Parigi delle chiavi del trasporto aereo italiano.
E tuttavia, se la trattativa con Air France non dovesse andare in porto, per la
ex compagnia di bandiera si potrebbero aprire nuovi scenari, a partire dal
ritorno della pista russa, in attesa che la fantomatica cordata italiana
annunciata da Silvio Berlusconi in campagna elettorale si materializzi. La
conferma arriva da Vladimir Putin in persona: "Ho parlato con il
presidente del Consiglio di amministrazione di Aeroflot ed è disponibile a
riprendere i contatti con Alitalia", rende noto
il presidente della Russia, nel corso della conferenza stampa congiunta tenuta
a Porto Rotondo con lo stesso Berlusconi, di cui è stato ospite. Parole sincere
o un favore fatto ad un amico di fronte ai mass media? Il dubbio viene
ascoltando le frasi pronunciate, più o meno in contemporanea, alla tv
"Russia Today" dal direttore generale del vettore russo, Vladimir
Okulov. Il quale ha in pratica smentito il rinnovato interesse di Aeroflot:
"Penso che sia stata un'esperienza utile partecipare alla prima gara per
la privatizzazione di Alitalia, ma le informazioni di
cui disponiamo - dichiara Okulov - non ci rendono ottimisti su una
partecipazione al progetto per la seconda volta". Su chi comanda in Russia
non ci sono dubbi. Quindi, cosa succederà? Molto dipende dall'atteggiamento che
assumerà nei prossimi giorni il gruppo guidato da Jean Cyril Spinetta. Le forze
politiche che guideranno il paese nei prossimi anni non hanno "nulla
contro la soluzione Air France - precisa Berlusconi - ma ci piacerebbe che si desse
vita, come era previsto in un primo momento, ad un gruppo internazionale con
pari dignità". Qualora questo non fosse possibile, anche alla luce
dell'indisponibilità a negoziare fin qui manifestata dal consiglio di
amministrazione franco-olandese, si aprirebbero altre strade. "Quando la
trattativa si chiuderà con Air France, noi siamo disponibili - ribadisce il
leader del Pdl - ad allargare la possibilità di partecipazione ad altre
compagnie straniere. Con Putin abbiamo pensato che potrà esserci un tavolo per vedere
se si potrà procedere a un rafforzamento di entrambe le compagnie, Alitalia e Aeroflot, per dare vita a un gruppo
internazionale di prestigio". Il problema di fondo sono i tempi necessari
per far maturare questi scenari, ammesso che siano realistici. Di soldi in
cassa, infatti, ne sono rimasti ben pochi, mentre la situazione di incertezza
di Alitalia starebbe già compromettendo il buon esito
della stagione estiva, con un drastico calo delle prenotazioni. Resta avvolta
nella nebbia la soluzione bipartisan per garantire la continuità aziendale e
evitare il commissariamento, annunciata l'altro giorno da Palazzo Chigi al
termine dell'incontro tra Gianni e Enrico Letta. Ieri l'Ue ha precisato che la
concessione di un prestito ponte all'Alitalia può
avvenire solo nel rispetto delle condizioni di mercato e che un intervento del
genere deve in ogni caso essere autorizzato da Bruxelles in via preliminare.
Altrimenti soggetti terzi, in particolare i vettori concorrenti, potrebbero
presentare ricorso davanti ai rispettivi tribunali nazionali. Sempre ieri
Palazzo Chigi ha smentito l'ipotesi di un intervento delle banche nel capitale
della compagnia. Una sorta di "cura Fiat", con gli istituti di
credito che assicurerebbero ad Alitalia una
ricapitalizzazione tra 1 e 2 miliardi di euro in cambio del consenso preventivo
dei sindacati su un rigoroso piano di risanamento. "Tutte
chiacchiere", taglia corto il segretario della Filt Cgil Fabrizio Solari.
19/04/2008.
( da "Messaggero,
Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
O il proprio ruolo di arbitro. E il
portavoce del commissario ai Trasporti Jacques Barrot, Michele Cercone, ha
ricordato ieri i paletti entro i quali deve restare un eventuale intervento
pubblico per ottenere il sì da Bruxelles. Riferendosi all'ipotesi di prestito
ponte, Cercone ha detto che esso può essere autorizzato dalla Ue solo
"alle condizioni accettabili dagli investitori privati". E resta esclusa ogni possibilità che Bruxelles autorizzi nuovi aiuti di
Stato per Alitalia fino al
2011, visto che la compagnia "ha ricevuto l'ultima tranche dell'aiuto di
Stato per la ristrutturazione nel 2001, e in base al principio fissato nelle
regole della Ue, che prevede un intervento di questo tipo una sola volta ogni
dieci anni, Alitalia non
potrà quindi beneficiarne fino al 2011". Bruxelles non entra,
dunque, per ora, nel merito delle soluzioni prospettate per tenere in vita la
compagnia, in attesa di una soluzione per il suo futuro. Ma vigila
sull'applicazione di questo principio, e ribadisce che l'intervento dovrà
rispettare le condizioni di mercato ed essere notificato in via preliminare
alla Commissione (cosa sin qui non avvenuta) che deve comunque autorizzarlo in
via preventiva.
( da "Messaggero,
Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di ROBERTA AMORUSO ROMA - Che
l'obiettivo di salvare Alitalia sarebbe sopravvissuto
al cambio di governo era chiaro sin dall'inizio. Così come era abbastanza prevedibile
che difficilmente Silvio Berluscni avrebbe buttato nel cestino la trattattiva
con Air France. Anzi è la strada maestra anche per il Cavaliere. Tutto il resto
d'ora in poi è da riscrivere. Cambia lo schema di gioco: escono di scena i
manager Alitalia e il tavolo del negoziato si
trasferisce tra Palazzo Chigi, l'Eliseo e il quartier generale di Air France
(prima di arrivare sul tavolo sindacale). Cambia anche lo sfondo. Visto che il
prestito ponte salverà la compagnia dal rischio di insolvenza, almeno nel breve
periodo. Infine, cambia la strategia. Non più lo schema: "Air France o il
commissariamento". Ma uno schema a tre punte. Piano A: andare avanti con
Air France per spuntare un'operazione con pari dignità per la compagnia di
bandiera (anche aumentando il peso del fronte italiano). Piano B: aprire il
dossier a tutte le ipotesi alternative (dalla cordata italiana, al progetto
AirOne, da Lufthansa o ad Aeroflot). Se però fallisce anche il piano B, Gianni
Letta e il superconsulente di Berlusconi, Bruno Ermolli, si preparano a far
scattare il piano C: un salvataggio pilotato da un pool di banche e da un
presidente con pieni poteri. L'extrema ratio, dicono fonti vicine al dossier,
non certo un'ipotesi all'ordine del giorno. Non a caso ieri fonti di Palazzo
Chigi si è affrettata a chiarire: dell'ipotesi di un intervento delle banche
nel capitale di Alitalia con una ricapitalizzazione da
1-2 miliardi, "non si è parlato nell'incontro di giovedì" tra il
Governo uscente, Gianni Letta ed Ermolli. Ma una bozza di lavoro c'è ed è la stessa tirata fuori dal cassetto ad ogni picco delle crisi di Alitalia. Non sarebbero pochi, però, i
nodi da sciogliere. Un'operazione sulla falsariga del prestito convertendo
concesso alla Fiat avrebbe il pregio di strappare Alitalia da un commissariamento devastante (escluso dal governo in
percore) e di lasciare il tempo al risanamento prima di un'integrazione
internazionale. Ma dovrebbe superare l'ostacolo Ue. E poi ritaglierebbe
un ruolo anche per Air One. Si vedrà. Nel frattempo, la rotta è puntata su
Parigi. I contatti avuti nelle ultime settimane tra i più stretti collaboratori
di Berlusconi ed Air France hanno lasciato aperto il dossier con Jean Cyril
Spinetta. Ora il filo diretto tra il Cavaliere e l'Eliseo ("Ne parlerò con
Sarkozy", ha detto Berlusconi) sarà cruciale per preparare il terreno a un
supplemento di trattativa. E già la prossima settimana Gianni Letta potrebbero
avere un faccia faccia con Spinetta per definire i margini del negoziato. Tra i
nodi cruciali, il peso italiano nella holding, il ruolo di Malpensa, ma anche i
punti che pesano di più sulla no dei sindacati (la chiusura del cargo, la
flotta e il destino dell'Atitech di Napoli). Parigi, si sa, ha margini di
manovra strettissimi. Ma la partita italiana è importante per la strategia di
Spinetta. E la politica potrebbe arrivare dove finora non è arrivato il
mercato.
( da "Messaggero,
Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Dal nostro
inviato MARCO CONTI PORTO ROTONDO - "Abbiamo parlato di Alitalia e della
possibilità di avere un tavolo a cui sederci con Aeroflot". L'esordio di
Silvio Berlusconi nella conferenza stampa che ieri ha chiuso la due giorni di
colloqui con il presidente russo Vladimir Putin, è di quelli destinati a far
fragore. Se non
fosse che poco dopo il presidente russo, confermando e precisando, delimita a
tal punto la possibilità di una ripresa di dialogo con la compagnia aerea
russa, da consentire allo stesso Berlusconi di ripetere che "non abbiamo
nulla contro Air France e che "tuttavia occorre prima che si concluda la
trattativa con i francesi". Malgrado l'incontro in Sardegna tra Berlusconi
e Putin non avesse un'agenda ufficiale, era ovvio che la situazione della
nostra compagnia aerea entrasse nei discorsi. Se non altro perchè Berlusconi ha
fatto con Putin un lungo esame dei primi problemi che si troverà ad affrontare
tra qualche giorno da palazzo Chigi. Il dossier Alitalia-Air
France, malgrado il tentativo di mettere assieme una cordata alternativa, è da
giorni all'attenzione del Cavaliere, e non è escluso che sia oggetto anche
dell'incontro a breve che lo stesso Berlusconi avrà con Bossi per discutere
dell'assetto del governo. "La situazione non è facile - ha sostenuto il
presidente russo - ma la variante proposta da Berlusconi è accettabile per una
ripresa dei contatti". Putin ha anche spiegato di aver parlato "con
il presidente del consiglio di amministrazione di Aeroflot ed è disponibile a
riprendere i contatti con Alitalia", ma ha anche
sottolineato come non si possa prescindere dalle decisioni del governo, dei
sindacati e dalla considerazione "dell'alto debito" della Compagnia.
I tasselli da incastrare proposti da Putin rendono evidente la cautela russa a
sedersi nuovamente al tavolo della trattativa per un'azienda che già conoscono
bene per averla studiata al tempo della prima offerta Aeroflot-Unicredit.
Berlusconi non mostra comunque di aver fretta a chiudere un'intesa e quando si
prova a sottolineare che presto ci sarà un decreto del governo in carica per un
prestito ponte, sostiene che "il problema è così grande che il resto (il
prestito ndr) non è importante...l'intendenza seguirà". "La cosa
importante - sostiene - è mantenere Alitalia compagnia
di bandiera, come grande strumento per attirare turisti stranieri in
Italia". L'Aeroflot, ricorda Berlusconi, "aveva annunciato un suo
interessamento", mentre il negoziato con Parigi va avanti. "La
situazione - spiega il Cavaliere - è molto aperta, ci sono ancora questi
contatti in corso con Air France contro cui noi non abbiamo assolutamente
nulla, ci piacerebbe naturalmente che si desse vita a un grande gruppo con Alitalia che partecipasse con condizioni di pari dignità con
Air France e Klm. E quando la trattativa con Air France si chiuderà, noi siamo
assolutamente disponibili ad allargare gli accordi futuri con altre
compagnie". Con Putin "abbiamo stabilito che ci potrà essere un tavolo
per un rafforzamento delle compagnie" e per un "accordo per un gruppo
internazionale di grande prestigio".
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Il presidente uscente di
Confindustria avverte: "Stop ai negoziati infiniti, i lavoratori adesso
sono più vicini a noi" Montezemolo boccia i sindacati "Ormai sono una
casta di professionisti del veto. Alle elezioni sconfitta
la sinistra dei no" Alitalia, Berlusconi fa asse con Putin: anche Aeroflot nella cordata. La
Ue frena sul prestito Il presidente uscente di Confindustria, Luca di
Montezemolo, attacca i sindacati: "Stop ai negoziati infiniti, i
lavoratori adesso sono più vicini a noi. E non credo di poter essere
accusato di pregiudizi nei confronti dei sindacalisti perché ho sempre cercato
di coinvolgerli". Poi aggiunge: "Basta difendere la casta dei
professionisti del veto. Alle elezioni sconfitta la sinistra dei no". Su Alitalia Berlusconi fa asse con Putin: anche Aeroflot nella
cordata. La Ue frena sul prestito ponte. M. ESPOSITO E A. TROISE ALLE PAGINE 2,
3 E 4.
( da "Stampa,
La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Il caso Prima uscita europea del
futuro ministro Tremonti rilancia l'ipotesi eurobond FABIO POZZO È inutile
andare a uno scontro con la Bce o fare la guerra all'euro, ma bisogna sfruttare
la moneta forte e le dure condizioni di cambio emettendo titoli europei di
debito per fare investimenti europei". Da Parigi Giulio Tremonti, ministro
dell'Economia in pectore del futuro governo Berlusconi, rilancia la proposta dell'emissione
di eurobond per finanziare lo sviluppo. Nella sua prima uscita all'estero dopo
le elezioni, il futuro inquilino di via XX Settembre non vuole assolutamente
intervenire sulle vicende italiane - dalla situazione dei
conti pubblici alla questione Alitalia - e sottolinea di parlare solo a nome di presidente dell'Aspen
Institute Italia, che nella capitale francese ha organizzato un seminario
dedicato ai temi della crisi dei mercati finanziari. "Emettere debito
europeo per fare investimenti europei - spiega Tremonti - fa identità europea.
Ed in questa fase in cui si deve costruire un'Europa politica può essere
un'idea giusta da seguire. E quando si parla di eurobond, non si tratta di un
intervento pubblico e non si può liquidare la questione come un'attentato
all'ortodossia monetaria. Probabilmente - aggiunge - ora ci sono le condizioni
per portare avanti quello che già prevedeva il piano Delors". Tremonti
spiega che " nel 2003, invece di finanziare per 50 miliardi circa l'Agenda
di Lisbona, si optò per l'Action plan for growth" e che "oggi la
situazione è molto cambiata". "Tornare all'idea dell'eurobond -
spiega - può essere la soluzione giusta. Rispetto ad allora l'euro oggi è
ancora più forte e non si tratterebbe di utilizzare somme impegnative". Le
parole del futuro ministro arrivano il giorno dopo la secca risposta del
presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, al futuro premier Silvio
Berlusconi. Quest'ultimo aveva avanzato l'idea di rivedere il mandato della
Bce, ampliando le sue funzioni al di là di quella del controllo
sull'inflazione. "Il primo obiettivo della Bce - ha replicato Juncker -
secondo il trattato è quello di mantenere la stabilità dei prezzi";
dunque, dopo il trattato di Lisbona, "non c'è più nessuna possibilità è
necessità di tornare sul mandato della banca centrale" Tremonti, ieri a
Parigi, ha citato Alexander Hamilton, il primo ministro del Tesoro americano
nel 1789, convinto che "un piccolo debito pubblico è un bene per
lanazione". In ogni caso, ha detto Tremonti, "vorremmo evitare di
fare come un grande filosofo che nel '600, durante l'ultima grande pestilenza
europea, analizzò il fenomeno, si chiese se la peste era sostanza o accidente,
secondo le categoria di Aristotele, concluse che non era ne l'una ne l'altra,
non prese precauzioni e morì di peste". Ma non solo. Sull'eurobond - ha
ricordato ancora il futuro ministro - "si pronunciò qualche anno fa anche
Ciampi, parlando al Parlamento europeo" e titoli di questo tipo erano
previsti anche dal "Piano Delors per fare le infrastrutture fisiche in
Europa". Un'idea, che "non è economica ma politica" e che
comunque non comporta l'uso di "somme impegnative". A Parigi, però,
si è parlato anche della crisi globale, provocata dal tracollo dei subprime, e
della sfida della globalizzazione. In questa cornice Tremonti ha chiesto ai
partecipanti, da Mario Monti al ministro dell'Interno Giuliano Amato, al membro
del Board della Bce Lorenzo Bini Smaghi, se "viviamo in uno dei migliori
mondi possibili". Domanda a cui la maggioranza ha risposto negativamente.
"L'Italia comunque è stata meno esposta alle turbolenze, ha rilevato
ancora Tremonti, "perché ha un sistema meno sofisticato". Bini Smaghi
ha parlato della necessità di forti "choc" dell'economia globali per "creare
consenso internazionale per le riforme".
( da "Giornale.it,
Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 94 del 2008-04-19 pagina 0 Alitalia, spunta Aeroflot: "Partner di prestigio"
di Adalberto Signore Berlusconi ospita il presidente russo Putin: "Nulla
contro Air France, ma la nostra società deve avere pari dignità
nell'alleanza". Con il leader russo "c'è sintonia anche su
Eni-Gazprom". Con Bossi? "Nessuna frizione" Porto Rotondo
(Olbia) - La cornice è la lussuosa serra di Villa Certosa, con una ampia zona
riservata all'ormai nota collezione di farfalle che vengono da tutto il mondo.
Di tutte i colori e di tutte le dimensioni, chiuse dentro un'enorme voliera tra
piante e fiori tropicali. Un palcoscenico informale, dunque, per la prima
conferenza stampa internazionale del Cavaliere da premier in pectore. A
suggellare un faccia a faccia che non ha i crismi dell'ufficialità né le
rigidità del protocollo diplomatico. "Siamo vecchi amici - spiega Vladimir
Putin - e sono venuto a trovarlo perché mi mancava". E infatti il leader
del Cremlino e Silvio Berlusconi sono rimasti a chiacchierare fino alle tre di
notte, quando i fuochi d'artificio in onore del leader russo si erano spenti
sotto la pioggia battente ormai da oltre due ore. Con tanti temi sul tavolo.
Primo fra tutti l'Alitalia. Sulle rotte della nostra
compagnia di bandiera, confermano infatti i due leader, potrebbe esserci
Aeroflot. "La situazione - spiega il Cavaliere - è aperta. Non abbiamo
nulla contro la soluzione Air France, ma ci piacerebbe che
desse vita ad un gruppo internazionale in cui Alitalia possa partecipare con pari dignità". "Con Putin -
aggiunge - abbiamo pensato che potrà esserci un tavolo per vedere se si potrà
procedere a un rafforzamento di entrambe le compagnie, Alitalia e Aeroflot, per dare vita a un
gruppo internazionale di prestigio. Il risultato dipenderà dalle
trattative delle due aziende. La situazione però non è facile perché bisogna
saldare il debito e farla tornare al profitto". Berlusconi e Putin si
"trovano in sintonia" su molte questioni, dalle forniture di gas alla
possibilità di incrementare le nostre relazioni con la Russia. "Tra l'Eni
e Gazprom - spiega il Cavaliere - esistono molte possibilità di ampliamento
della collaborazione". Si aprono, insomma, prospettive "certamente
interessanti". E anche Putin si dice sicuro che esistano "ulteriori
possibilità di cooperazione". Berlusconi, poi, torna sulla missione
italiana in Libano e conferma che "non ci saranno cambiamenti".
"Resteremo insieme ai nostri alleati - aggiunge - ma con i militari
approfondiremo l'opportunità di cambiare le regole d'ingaggio". Breve
digressione, poi, sulla politica interna perché la domanda sullo stato dei
rapporti con Umberto Bossi è d'obbligo. La Lega, infatti, continua a tenere
alta la tensione nella speranza di far valere il suo ottimo risultato
elettorale per strappare un ministero in più di quanto inizialmente previsto.
Per dirla con le parole di Berlusconi "si sta verificando quel che è
normale che accada durante la formazione di un governo". Ma, assicura il
Cavaliere, "i rapporti con Bossi sono straordinari" e "non c'è
assolutamente alcuna frizione". Insomma, "è chiaro che ogni forza
politica tende ad avere una presenza più incisiva", ma "è il
presidente del Consiglio che proporrà i ministri". Comunque, la querelle
con la Lega va risolta al più presto, anche perché il 29 aprile si riuniscono
le Camere per la prima seduta e Berlusconi è deciso ad arrivare a quella data
con la lista dei ministri già chiusa. Altrimenti, il rischio è che nella
partita governativa entrino anche le votazioni per i due presidenti delle
Camere. Per questo, dopo la lunga telefonata di giovedì sera, domani sera o al
più tardi lunedì il Cavaliere incontrerà il leader del Carroccio per cercare di
chiudere la partita. "Quando siamo faccia a faccia - spiegava Berlusconi
ai suoi collaboratori ieri sera - io e Umberto non abbiamo alcun problema a far
tornare le cose...". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina 103 Alitalia, i russi di Aeroflot sono pronti Asse Berlusconi-
Putin anche sull'energia e la politica estera --> Asse Berlusconi- Putin
anche sull'energia e la politica estera DAL NOSTRO INVIATO ENRICO PILIA PORTO
ROTONDO Camp David, Sardegna. Il futuro capo del governo italiano ha scelto
questa inaccessibile porzione di paradiso verde per dare il benvenuto ai suoi
ospiti. Capi di Stato, di governo, quelli che lui chiama "amici",
passeranno da Villa Certosa. E dal pentagono di vetro con vista mare che
sovrasta la sua residenza sarda, Silvio Berlusconi ha deciso di dichiarare
guerra a chi pensa che l'Alitalia
debba morire così, a soli sessant'anni. L'ormai ex presidente della Russia,
Vladimir Putin, prima di prendere la strada del ritorno a Mosca, ha confermato
che Aeroflot è "disponibile a riprendere i contatti" con Alitalia. Putin ha dichiarato di aver
sentito ieri, da Porto Rotondo, i vertici di Aeroflot e di aver discusso
proprio della complessa situazione della nostra compagnia. E se due
indizi fanno una prova, potrebbe essere il gigante russo a dare una spallata
alla crisi della nostra compagnia. Servirà "un'alleanza
internazionale", ha detto Berlusconi, "che potrebbe decollare se la
trattativa con Air France dovesse chiudersi negativamente". Contro la
compagnia francese "non c'è alcun contrasto", ha detto, "il
nostro obiettivo è quello di mantenere in Italia la nostra bandiera dei
cieli". UN PONTE CON LE BANCHE Non piace, e il Cavaliere non la considera
una priorità, l'ipotesi che un pool di banche starebbe per intervenire con una
maxi ricapitalizzazione, del valore di 1-2 miliardi, per restituire un po' di
ossigeno all'Alitalia. Un intervento che darebbe il
tempo al suo governo di scegliere il partner o, addirittura, individuare nuove
alleanze. Per Berlusconi, la cosa importante è risolvere il problema: "La
situazione è così grave che tutto il resto non non ha importanza: il prestito e
altre questioni". Intanto, ieri l'Unione Europea, tramite un portavoce da
Bruxelles, ha posto alcuni paletti: "Le relazioni finanziarie tra il
governo e Alitalia dovranno essere effettuate a
condizioni accettabili da un investitore privato". L'intervento delle
banche, non confermato da Palazzo Chigi, è però visto con favore dai sindacati.
Secondo la Filt Cgil "la soluzione è da esaminare con molta
attenzione". LA SARDEGNA DEL CAVALIERE "Invito tutti i russi a
visitare la Sardegna". Partiamo dalla fine, quando la conferenza stampa -
cominciata con quasi due ore di ritardo e le scuse del padrone di casa - è
appena finita. Solo allora, c'è il tempo di parlare di Sardegna. E non manca la
frecciata diretta a Renato Soru, seppure mai nominato. "Questa visita del
capo dello Stato russo e il G8 del 2009 portano in primo piano questa meravigliosa
isola", dice il leader del Pdl, "ma mi rincresce sottolineare che in
questa terra il turismo è gestito male, la stagione è troppo breve e a costi
troppo elevati, perché si è costretti a realizzare il fatturato di un anno in
soli due mesi". Lo aveva detto in campagna elettorale, lo ripete a
risultato ottenuto: "Si deve puntare sul turismo congressuale, su nuovi
mercati, ma diffondendo un'immagine positiva". Chiusura al vetriolo:
"E poi, in vista del G8, è necessario portare a termine le infrastrutture
che sono in programma, occorre farlo nei tempi". Chissà se a Guido
Bertolaso, ieri sera a tavola al "Gallura", avranno riferito dei
consigli del vincitore delle elezioni. IL PREZZO DEL GAS Il feeling che c'è fra
i due uomini di governo lo ha saputo disegnare meglio il russo dagli occhi
azzurri: "Sono venuto a trovare Silvio perché mi mancava". Affetto a
parte, è stato il prossimo premier a dichiarare che "tra il nostro Eni e
il gigante petrolifero russo Gazprom c'è tanta voglia di fare insieme". E
ci saranno "numerose possibilità di ampliamento della
collaborazione", con prospettive "molto interessanti". Putin
annuiva e si scambiava occhiate d'intesa coll'amico italiano, non solo per la
cravatta identica che esibivano i due. Putin - come ricordato ieri - ha
ritardato il rientro a Mosca fermandosi in Sardegna dopo una visita in Libia.
Nel faccia a faccia con il leader libico Gheddafi, è stato affrontato proprio
il tema dell'espansione verso nuovi mercati dell'attività energetica di
Gazprom. Putin, insomma, seppure in uscita dal Cremlino continua a portare
fieno in cascina. Collaborazioni, accordi, sia in campo militare che nell'alta
tecnologia. Fra Russia e Italia si riaprono numerose porte e non solo
commerciali. RAPPORTI PICCANTI Era appena calata la tensione tutta russa, con
la rigida risposta di Putin sulla sua vita privata (ne parliamo in questa
pagina) che Berluscuni ha dovuto parlare di un altro genere di rapporti, non
meno complesso, quello fra lui e gli alleati. Sulle presunte liti o difficoltà
con Umberto Bossi, ha replicato senza esitare: "Tutto fila liscio, abbiamo
rapporti splendidi, non c'è assolutamente nessuna frizione". Sfiorando i
contorni del confronto: "È chiaro che ogni forza politica tende ad avere
una presenza più incisiva nel governo, ma è il presidente del Consiglio che poi
proporrà la squadra dei ministri al capo dello Stato". Come dire, alla
fine sarò io a decidere. L'ITALIA IN LIBANO Berlusconi, rispondendo a una
domanda della stampa russa, ha affrontato il tema delle regole d'ingaggio in
Libano, dove le nostre Forze armate sono in missione di pace, la prima dalla
fine della seconda guerra mondiale, spedizione che dura dal 1982.
"Rivedere le regole - ha detto - non significa per forza peggiorarle. Ho
detto che le dovremo rivedere e ne parleremo con i nostri militari".
L'apertura. "Se arriveranno richieste di buonsenso, le accetteremo".
La missione: "Non ci saranno cambiamenti, resteremo lì con i nostri
alleati, soprattutto perché ci sta a cuore che in quelle aree possa
consolidarsi la democrazia". UNA FESTA SOFT Il maltempo ci ha messo - come
si dice - lo zampino ed è quello l'unico effetto speciale che non si può
controllare. Ecco perché, nella sera fra giovedì e ieri, lo show pirotecnico è
stato dimezzato e Berlusconi ha voluto sorprendere l'ospite con lo show di un
attore, Manlio Dovì del "Bagaglino", che ha proposto musiche e
imitazioni. Una risposta del Cavaliere alle danze del ventre dell'ultima visita
a Mosca. Fra la serata portorotondina e quella moscovita, un fattore comune: la
straordinaria bellezza delle artiste sul palco. BYE BYE VLADIMIR Putin e il suo
imponente seguito (160 persone) hanno lasciato l'aeroporto di Olbia intorno
alle 14, poco dopo la fine della conferenza stampa. Non è mancato, ieri a tarda
sera, il tam tam a sfondo giallo con la notizia della (presunta) fidanzata del
presidente russo, Alina Kabayeva, che avrebbe fatto parte della spedizione.
Berlusconi, che aveva auspicato che "ormai si deve rinunciare alla pratica
dei visti tra Russia e Stati dell'Unione", ha accompagnato l'amico russo
in elicottero fin sotto la scaletta dell'Ilyushin 96-300. Un abbraccio e poi di
nuovo alla Certosa, cambio di programma (era previsto il ritorno a Roma) e
immersione negli affari politici dal buon retiro di Punta Lada.
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 19-04-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
Prima Pagina Pagina 2 E mentre a
Olbia si svolge il vertice tra i due leader, Montezemolo attacca i sindacati:
basta con i veti Alitalia, nasce l'ipotesi russa E
mentre a Olbia si svolge il vertice tra i due leader, Montezemolo attacca i
sindacati: basta con i veti Putin a Berlusconi: Aeroflot è disponibile. Passi
avanti anche sull'energia --> Putin a Berlusconi: Aeroflot è disponibile.
Passi avanti anche sull'energia Asse Berlusconi-Putin per trasporti, energia,
politica estera. Nel vertice informale a Villa Certosa i due leader, oltre a
rinsaldare una vecchia amicizia, hanno preso accordi sulle forniture di gas
all'Italia e hanno prospettato l'apertura di un tavolo di trattative con
Aeroflot per il salvataggio di Alitalia. Il Cavaliere,
insomma, non chiude le porte ad Air France ma vaglia concrete alternative.
Intanto il presidente uscente di Confindustria, Montezemolo, sferra un attacco
contro i sindacati ("sono professionisti del veto, i lavoratori ormai sono
più vicini a noi"). Nel Pd ferve il dibattito su una formula federale del
partito sul modello leghista. PAGINE 2, 3, 5.
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
In Borsa non vola
La prospettiva di una discesa in campo di Aeroflot e quindi del possibile
fallimento delle trattative fra Air France e Alitalia ha messo le
ali al titolo della compagnia franco-olandese che ieri, alla Borsa di Parigi,
ha guadagnato quasi 6 punti. Seduta senza scossoni per Alitalia che ha chiuso
l'asta finale invariata a 0,6 euro.
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Berlusconi-Putin
per salvare Alitalia tavolo
con Aeroflot MARCO CONTI Porto Rotondo. "Abbiamo parlato di Alitalia e della possibilità di avere un
tavolo a cui sederci con Aeroflot". L'esordio di Silvio Berlusconi nella
conferenza stampa che ieri pomeriggio ha chiuso la due giorni di colloqui con
il presidente russo Vladimir Putin, è di quelli destinati a far fragore.
Se non fosse che poco dopo il presidente russo, confermando e precisando,
delimita a tal punto la possibilità di una ripresa di dialogo con la compagnia
aerea russa, da consentire allo stesso Berlusconi di ripetere che "non
abbiamo nulla contro Air France e che "tuttavia occorre prima che si
concluda la trattativa con i francesi" prima di immaginare altre ipotesi.
Malgrado l'incontro in Sardegna tra Berlusconi e Putin non avesse un'agenda
ufficiale, era ovvio che la situazione della nostra compagnia aerea entrasse
nei discorsi. Se non altro perchè Berlusconi ha fatto con Putin un lungo esame
dei primi problemi che si troverà ad affrontare tra qualche giorno da Palazzo
Chigi. Alla conferenza stampa finale di due si presentano in giacca e cravatta,
anche se la due giorni è stata molto informale, condita da fuochi d'artificio e
spettacolino finale con tanto di comico dalle gag internazionali. Il dossier Alitalia-Air France, malgrado il tentativo di mettere
assieme una cordata alternativa, è da giorni all'attenzione del Cavaliere, e
non è escluso che sia oggetto anche dell'incontro a breve che lo stesso Berlusconi
avrà con Bossi per discutere dell'assetto del governo, visto che il futuro di Alitalia dipende anche da ciò che farà la Sea, la società
che gestisce gli aeroporti milanesi. "La situazione non è facile - ha
sostenuto ieri il presidente russo - ma la condizione proposta da Berlusconi è
accettabile per una ripresa dei contatti". Come dire: prima vediamo come
finisce con i francesi e poi ne riparliamo. Putin ha anche spiegato di aver
parlato dalla Sardegna "con il presidente del consiglio di amministrazione
di Aeroflot ed è disponibile a riprendere i contatti con Alitalia",
ma ha anche sottolineato come non si possa prescindere dalle decisioni del
governo, dei sindacati e dalla considerazione "dell'alto debito"
della Compagnia. I tasselli da incastrare proposti da Putin rendono evidente la
cautela russa a sedersi nuovamente al tavolo della trattativa che riguarda
un'azienda che già conoscono bene per averla studiata al tempo della prima
offerta Aeroflot-Unicredit. Berlusconi non mostra comunque di aver fretta a
chiudere un'intesa a qualunque costo e quando si prova a sottolineare che
presto ci sarà un decreto del governo in carica per un prestito ponte, sostiene
che "il problema è così grande che il resto (il prestito ndr) non è
importante... L'intendenza seguirà". "La cosa importante - sostiene -
è mantenere Alitalia compagnia di bandiera, come
grande strumento per attirare turisti stranieri in Italia". L'Aeroflot,
ricorda Berlusconi, "aveva annunciato un suo interessamento", mentre
il negoziato con Parigi va avanti. "La situazione - spiega il Cavaliere -
è molto aperta, ci sono ancora questi contatti in corso con Air France contro
cui noi non abbiamo assolutamente nulla, ci piacerebbe naturalmente che si
desse vita a un grande gruppo con Alitalia che partecipasse
a questo gruppo con condizioni di pari dignità con Air France e Klm, e quando
la trattativa con Air France si chiuderà, noi siamo assolutamente disponibili
ad allargare gli accordi futuri con altre compagnie" e con Putin
"abbiamo stabilito che ci potrà essere un tavolo per un rafforzamento
delle compagnie" e per un "accordo per un gruppo internazionale di
grande prestigio". Situazione che rischia quindi lo stallo, visto che
Berlusconi considera il prestito ponte non condizionato all'intesa con i francesi
preparandosi in questo modo ad un possibile scontro con Bruxelles.
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Si lavora per la
ricapitalizzazione. L'Ue frena sul prestito-ponte ANTONIO TROISE Roma. La
trattativa con Air France resta in piedi e trova nuovi sponsor nei sindacati.
Ma la compagnia franco-olandese rischia di non essere più la sola concorrente
in gara per conquistare la società di via della Magliana. Anzi, nelle prossime
settimane, potrebbe fare i conti con altri candidati non meno agguerriti, da
Aeroflot a Lufthansa fino alla cordata italiana nella quale dovrebbe entrare
Air One di Carlo Toto. E Berlusconi potrebbe anche convincere Sarkozy ad
allargare il perimetro delle alleanze internazionali coinvolgendo nel
salvataggio della società della Magliana altri vettori. Con l'obiettivo di
ottenere maggiori chances di sviluppo per Malpensa, l'hub più danneggiato dal
progetto di acquisizione presentato dall'amministratore delegato di Air France,
Jean-Cyril Spinetta. Una strategia che non convince per niente Massimo D'Alema:
"Abbiamo finalmente scoperto che la famosa cordata di Berlusconi, che
dovrebbe salvare l'italianità di Alitalia, si chiama Air France". L'unico dato certo è che i tempi
della trattativa potrebbero essere più lunghi rispetto a quelli previsti
dall'attuale governo. Non a caso, nell'intesa bipartisan siglata giovedì a
Palazzo Chigi tra i due Letta (l'attuale presidente del Consiglio, Enrico, e il
suo predecessore oltre che consigliere di Berlusconi, Gianni) è tornata
l'ipotesi di un "prestito-ponte" (150 milioni di euro) che dovrebbe
consentire alla compagnia di fare fronte alle spese correnti e di evitare la
prospettiva del commissariamento. Al ministero dell'Economia stanno da tempo
studiando in che modo formulare il decreto per evitare di incorrere nel disco
rosso dell'Unione europea. Ma ieri, da Bruxelles, il portavoce del commissario
Ue ai Trasporti, Jacques Barrot, ha ricordato i paletti all'interno dei quali
deve restare un intervento pubblico per ottenere l'autorizzazione da parte
dell'esecutivo comunitario. Operazione, si fa notare, che deve rispettare le
condizioni di mercato e deve essere notificata in via preliminare proprio alla
Commissione per il via libera preventivo. In caso contrario, infatti, soggetti
terzi, a cominciare dai vettori concorrenti, potrebbero ricorrere ai tribunali
nazionali per chiedere di bloccare l'intervento ed esigere l'immediata
restituzione dei soldi. Una strada che, per la verità, convince poco lo stesso
Prodi che, prima di un eventuale decreto, vuole avere dal Cavaliere le garanzie
sull'esistenza di una cordata davvero alternativa ad Air France. Proprio per
questo, nelle ultime ore, è tornata a circolare l'ipotesi di un aumento di
capitale garantito dalle banche. Un argomento del quale, si legge in un
comunicato diffuso ieri da Palazzo Chigi, non si sarebbe discusso nel vertice
tra Enrico e Gianni Letta. Ma, al di là delle smentite ufficiali, la strada per
un coinvolgimento delle banche nel salvataggio di Alitalia
sembra ormai tracciata. E nessuno può escludere che questa possa essere una
delle carte che il nuovo esecutivo si accinge a giocare. Magari insieme ad
alcune grandi società pubbliche, da Finmeccanica all'Eni. Nel frattempo, ieri,
dal vertice di Intesa Sanpaolo sono arrivati segnali di interesse. "Su Alitalia non ci so novità ma, in linea di massima, la disponibilità
di principio c'è sempre", fa sapere il responsabile corporate della banca.
Sulla stessa lunghezza d'onda anche il presidente del Comitato di gestione,
Enrico Salza: "Bisogna pensare a una cosa che abbia un respiro
internazionale, non certo provinciale". Fonti dell'istituto sottolineano
comunque che un'eventuale partecipazione sarà strettamente condizionata alla
presentazione di un piano industriale che offra garanzie di sviluppo e,
naturalmente, di ritorno dell'investimento. Garanzie che potrebbero arrivare
soprattutto dal coinvolgimento nella cordata italiana di grossi vettori
stranieri. A cominciare, ovviamente, da Aeroflot.
( da "Stampa,
La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Eno dovrà essere "a condizioni
di mercato". L'ipotesi bipartisan di varare un prestito-ponte per Alitalia non ha stupito la Commissione europea. Ma il messaggio resta lo
stesso: "Fino al 2011 non ci potrà essere nessun aiuto di Stato". A
24 ore dal tavolo di Palazzo Chigi, le parole del portavoce del commissario
francese ai trasporti Jacques Barrot chiariscono che una delle strade
ipotizzate, il finanziamento a fondo perduto, è sbarrata. Ci potrà
essere semmai un prestito garantito dallo Stato ma erogato dagli istituti di
credito: dopo settimane di indiscrezioni su questa o quella cordata italiana,
alla fine il futuro di Alitalia si gioca ancora
attorno al ruolo delle banche. Anche perché secondo quanto riferivano ieri
fonti ben informate, l'eventuale prestito (i promessi cento milioni dovrebbero
arrivare per decreto la settimana prossima) potrebbe essere il primo passo per
l'ingresso delle banche nella nuova Alitalia, magari
per sostenere quella "italianità" che Berlusconi vorrebbe raggiungere
tanto in una ipotetica cordata tricolore attorno ad Air One ma soprattutto
nell'ipotesi più concreta della nozze con Air France-Klm. "Una
disponibilità di principio c'è sempre, ma per ora nulla di nuovo", accenna
Gaetano Micciché, responsabile degli investimenti per Intesa Sanpaolo. Dice
qualcosa di più il presidente del consiglio di gestione della stessa banca,
Enrico Salza: "Alitalia è una grande compagnia
internazionale, non di provincia. Dunque bisogna pensare a una cosa che abbia
un respiro internazionale. A bocce ferme vedremo". In questi giorni
convulsi, nei quali Berlusconi è ancora alle prese con problemi che riguardano
gli equilibri politici a Milano e dintorni (vedi Malpensa) le bocce restano
invece in vorticoso movimento. Per di più a Roma, patria eletta dall'Alitalia da tempo fidanzata ad Air France, la campagna
elettorale è ancora in corso. Lo ha capito anche Jean-Cyril Spinetta, che
continua ad assistere con qualche imbarazzo alle sortite verbali del Cavaliere.
Ieri, nella stellare sala conferenze della sua villa sarda, a precisa domanda
sulle sorti di Alitalia, ha citato De Gaulle:
"L'attendance suivrà...L'importante è mantenerla in mani italiane, vettore
di un Paese che può offrire al turismo mondiale il 50% dei beni culturali del
pianeta". Ma poiché l'ospite è l'ospite, soprattutto se si chiama Vladimir
Putin, Berlusconi ha tirato fuori dal cappello un'ipotesi suggestiva: un
accordo con i franco-olandesi che coinvolga anche Aeroflot. Il Cavaliere non
penserebbe ad un ingresso nel capitale, ma al rafforzamento dei collegamenti
fra la terra degli zar e l'Italia, meta preferita dai nuovi ricchi, magari
proprio attraverso l'aeroporto abbandonato da Alitalia
e tanto caro a Roberto Formigoni e ai vertici della Lega, di questo tempi
stretti da un patto di ferro. Insomma, gli ambasciatori presso il Cavaliere -
ovvero Gianni Letta e Bruno Ermolli - continuano a sondare Parigi, ma per
capire che fine farà Alitalia bisognerà probabilmente
aspettare un paio di settimane, quando il nuovo governo sarà insediato.
Nell'attesa Massimo D'Alema ci scherza su: "Abbiamo finalmente scoperto
che la famosa cordata di Berlusconi che dovrebbe salvare l'italianità di Alitalia è Air France-Klm".
( da "Padania,
La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
MAGNASCHI E IL SUCCESSO LEGHISTA Se
i grandi media non si accorgono dell onda verde Riportiamo l articolo di
Pierluigi Magnaschi (ex direttore dell Ansa) scritto per il quotidiano
ItaliaOggi Pierluigi Magnaschi Queste elezioni sono state, non solo la Waterloo
dei sondaggisti (e non soltanto in occasione degli exit poll) ma anche dei
grandi media e degli uomini politici. Nessuno infatti si è accorto dell onda
Verde che, come un tzunami, stava investendo il Nord d Italia. Eppure sarebbe
bastato andare in giro fra bar, treni dei pendolari, banche e bancarelle delle
città del Nord per capire il vento che tirava. Ha votato Lega in Lombardia, per
il Senato, il 20,8 per cento degli elettori. Questi voti sono troppo numerosi
per essere il frutto di un colpo di testa dell ultimo momento. Essi sono invece
una tendenza chiarissima perché rappresentano un quinto dell elettorato
lombardo. Se sondaggisti, politici e media non si accorgono di questo fatto,
vuol dire che essi sono ciechi. Non ci sono scuse che tengano. A questo punto è
d obbligo porsi questa domanda: come mai è successo tutto questo? I media
(anche quelli del Nord) sono concentrati, nelle loro cronache, su quattro
chilometri quadrati dell Italia, cioè sul quadrilatero che va dalle Camere alla
presidenza della Repubblica, passando per Corte Costituzionale, Csm, Banca d
Italia e varie Authorities. Un grande giornale italiano (non citiamo una
testata perché sono tutti così, i grandi giornali italiani) schiera, su questi
quattro chilometri quadrati, non meno di 60 dei suoi migliori giornalisti. E un
singolo Tg nazionale vi concentra i suoi 70 giornalisti più preparati (e meglio
pagati). Per prendere una dichiarazione, uguale per tutti e spesso del tutto
ininfluente, di un premier o addirittura di un semplice ministro, ci sono, ogni
volta, non meno di 80 giornalisti stipati uno sopra l altro, infervorati e
rapiti come se stessero per ricevere le tavole della legge. Se questi sono i
fatti, non deve poi stupire la circostanza che i grandi media non si accorgano
nemmeno di fenomeni (come questo del voto alla Lega al senato) che sono
destinati a catturare il 20,8% dell elettorato, una fetta immensa di votanti, e
questo è avvenuto addirittura in Lombardia, la regione economicamente e
culturalmente più importante d Italia. E sintomatico, ad esempio, che tutti i
media italiani, nel presentare il successo della Lega, abbiano pubblicato la
percentuale di voti che questo partito ha ottenuto a livello nazionale che è un
interessante (ma non certo esaltante) 8,4% che, in ogni caso, non è
assolutamente significativo ai fini dell interpretazione delle conseguenze
politiche del voto. Per trovare sul Corriere della sera, la percentuale
significativa, quella che parla politicamente chiaro, e cioè la percentuale del
voto leghista in Lombardia (quest ultima, non dimentichiamolo, è la regione di
elezione del Corriere che, non a caso, è, e viene percepito in tutt Italia,
come il grande quotidiano lombardo ) bisogna andare a pag. 9 del supplemento
Milano che si trova a pag. 45 dall inizio del giornale. Il peggio è che questo
inserto Milano del Corriere della sera non viene letto fuori dalla Lombardia.
Esso infatti viene sostituito da altri supplementi regionali per cui il lettore
della capitale non apprende da un titolo, attraverso la lettura di un
quotidiano che lui ritiene sia lombardo, o comunque del Nord, quale sia la
percentuale di voti ha ottenuto la Lega, non solo in Lombardia ma anche nel
Veneto, dove il movimento politico di Bossi ha ottenuto una percentuale ancora
più alta e cioè il 26,06 %. Lo stesso discorso, dicevo, si può fare anche per
gli altri grandi giornali. Anche su la Repubblica infatti, per vedere la
percentuale di voti ottenuti dalla Lega nelle regioni del Nord, bisogna
immergersi nelle tabelle, fitte di cifre che sono stampate in carattere elenco
telefonico, di tutte le 21 regioni italiane. E queste tabelle sono state
pubblicate a pag. 20. La situazione peggiora se si prendono in considerazione i
grandi Tg, compresi quelli di Mediaset, una società ,questa, che è
milanesissima per definizione ma romanissima nei fatti. Anche tutti questi Tg,
di fronte al clamoroso risultato elettorale delle Lega nelle regioni del Nord,
sono caduti dal pero. Non solo non sono stati capaci di anticiparlo ma non sono
nemmeno stati in grado di presentarlo, non dico di analizzarlo. Ma l
oscuramento del Nord da parte del grandi Tg, che sono poi i media che fanno la
musica informativa del Paese, non si limita a questa tornata elettorale ma è
una loro caratteristica di fondo. Il Nord, nei Tg nazionali, fa infatti notizia
solo quando c è qualche delitto in villa o quando c è un massacro in
autostrada. Sulla vicenda Alitalia, ad esempio, tutti i Tg degli ultimi due mesi hanno mandato ogni
giorno in onda servizi dedicati alla preoccupazione dei sindacati e dei
politici romani sui temuti tagli occupazionali nella compagnia aerea mentre non
si è mai parlato degli 800 già licenziati all aeroporto di Malpensa.
Prima ancora che mister Spinetta mettesse le mani sull Alitalia,
800 occupati di Malpensa sono già sul lastrico senza che l opinione pubblica
italiana (non dico del Nord) ne sia informata, cioè lo sappia. Non si tratta di
interpretazione, questa, ma di semplice informazione negata. Ma se l opinione
pubblica nazionale viene defraudata dall informazione proveniente dall area
economicamente e culturalmente più avanzata del paese, primo, non funziona l
importantissimo effetto benchmark e, secondo, i politici ritengono che il paese
si riduca ai famosi quattro chilometri quadrati iper-coperti da media, tutti
romani de Roma che sono ingolfati dalla politica-politicante. Partiamo dall
effetto benchmark che è venuto meno. Ad esempio, mentre la Campania affogava
nell immondizia e la costruzione dei termovalorizzatori era bloccata dai veti
alla Pecoraro Scanio, a Venezia, addirittura a
( da "Padania,
La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Tra le analisi del voto del Sole 24
Ore Roma, le sue amnesie e la grande rivincita del Nord Si moltiplicano senza
sosta, sui giornali di ogni orientamento ed impostazione, le analisi sul voto e
sulle motivazioni che hanno spinto una grande massa di elettori delle aree
padane ad esprimere il voto per la Lega Nord. Mercoledì scorso, sul Sole 24
ore, è uscito un articolo di Salvatore Carrubba, ora giornalista a tempo pieno,
ma che fino alla scorsa amministrazione comunale milanese era Assessore alla
Cultura nella giunta Albertini. Un analista che quindi conosce bene le
aspettative e gli umori della gente lombarda. Già dal titolo, "Malpensa è
il simbolo delle amnesie di Roma", il pezzo dà magistralmente conto di
quanto il caso dell hub lombardo sia esemplare nel complesso processo di
territorializzazione del voto intorno alla proposta leghista. Carrubba ritiene
che Malpensa abbia "pesato molto sull'elettorato lombardo e milanese in particolare"
anche se dubita "che abbia avuto un effetto decisivo su quello del resto
del Nord, abituato a poter contare sugli aeroporti nel cortile di casa".
"Agli occhi di gran parte del Nord", continua, "la compagnia di
bandiera ha finito per trasformarsi in simbolo tanto degli sprechi romani che
della mortificazione lombarda. Qui, evidentemente, la
vicenda Alitalia si è
legata strettamente con le sorti di Malpensa, il grande hub pedemontano,
sviluppato anche con l'ambizione di renderlo il simbolo per eccellenza della
capacità imprenditoriale lombarda di proiettarsi sui mercati
internazionali". Orfani di un aeroporto degno della valenza produttiva di
queste regioni, i "rappresentanti dinamici della globalizzazione
italian-style" e l indotto di Malpensa, costituito dai suoi lavoratori
diretti o quelli indirettamente collegati, si sono trovati alleati intorno all
unico progetto politico che mette Malpensa al centro dell attenzione.
"Alla fine, paradossalmente", scrive ancora Carrubba, "in capo
alla Lega si sono saldati lo scontento dei primi e l'incertezza dei secondi, la
frustrazione di chi della globalizzazione è protagonista e l'incertezza di chi
la globalizzazione vorrebbe rintuzzare. Un autentico capolavoro, non c'è che
dire, soprattutto per quelle forze, come il Pd, che puntavano a recuperare un
rapporto con le forze produttive del Nord". "La gestione del caso
Malpensa - si avvia quindi alla conclusione l articolo - è stato esemplare di
quella disattenzione e di quella insensibilità della politica centrale verso le
esigenze di un ceto produttivo frustrato, in tutto il Nord, dalle strozzature
di un sistema infrastrutturale e logistico che ne mettono a repentaglio le
prospettive di sviluppo". [Data pubblicazione: 19/04/2008].
( da "Padania,
La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Molte compagnie
chiedono di poter operare sullo scalo ALESSANDRO MONTANARI "Alitalia liberi gli
slot e Malpensa si salverà da sola". Mentre la vendita della compagnia di
bandiera, come confermato dal premier in pectore Silvio Berlusconi, si riapre
ad ogni soluzione, Roberto Maroni conferma la linea del Carroccio. Il Nord non
vuole più dipendere da scelte prese da altri e altrove, dunque, se Alitalia
vuole lasciare i suoi aerei nello scalo milanese bene, altrimenti lasci ad
altri la possibilità di occupare le rotte dismesse. La richiesta di liberare
gli slot avanzata da Maroni va di pari passo alla richiesta, fatta ieri dal
sindaco Moratti e dal presidente di Sea Bonomi, di procedere alla
liberalizzazione del traffico aereo attraverso una rinegoziazione degli accordi
bilaterali fra Stati. Il senso del messaggio è che Malpensa prospererà solo e
quando la regola del gioco sarà quella del libero mercato. Ne è fermamente
convinto anche Marco Reguzzoni. L ex presidente della Provincia di Varese,
candidato dal Carroccio alla Camera proprio per portare nei palazzi romani la
sua conoscenza del problema Malpensa, si dice "molto felice" del
fatto che Berlusconi abbia preso in mano la situazione attraverso un calendario
di colloqui personali con Putin e Sarkozy. È il segno tangibile del fatto che
la vendita della compagnia di bandiera ora è veramente aperta a tutti, anche
alla russa Aeroflot. In pole position, naturalmente, resta ad Air France, ma
con condizioni molto diverse. "L ultima proposta dei francesi - commenta
Reguzzoni - era un disastro: insieme ad Alitalia
stavano per comprarsi anche a Malpensa. E questo per noi era inaccettabile".
Per quanto riguarda l aeroporto milanese, il neo-deputato ribadisce e spiega la
ricetta del trio Maroni-Moratti-Bonomi: "Dobbiamo tenere una posizione
molto ferma sul libero mercato, sia per una questione di etica che per una
questione d interesse. Di etica perché il libero mercato, in questi casi,
fornisce sempre una soluzione più efficace di quella che può dare la politica.
D interesse perchè la realtà dice che i biglietti aerei si vendono al Nord.
Quindi è chiaro che, in un regime di libero mercato, il Nord vincerebbe la
partita. Detto in altri termini: se le compagnie avranno la possibilità di
mettere gli aerei dove vogliono, prima o poi li metteranno a Malpensa".
[Data pubblicazione: 18/04/2008].
( da "Padania,
La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
A SCUOLA DALLA LEGA Malpensa, ovvero come si fa una battaglia politica ALESSANDRO MONTANARI Ora
che la vendita di Alitalia
si riapre, con consenso bipartisan, a un vasto lotto di compratori, suona
ancora più assurda la rigidità sempre tenuta da Romano Prodi e Tommaso Padoa
Schioppa, i quali stavano svendendo la compagnia di bandiera a condizioni
impensabili in una normale asta a più offerenti. E così, con Air France
in serena solitudine, è maturato l arcinoto piano-capestro che, oltretutto,
prevedeva l annientamento di Malpensa. Due piccioni con mezza fava, insomma.
Se, prima delle elezioni, solo alla Lega tutto ciò sembrava una duplice follia,
economica e politica, dopo l exploit del Carroccio nelle urne ecco che si
siglano intese bipartisan, cioè Pdl e Pd insieme, che sottoscrivono proprio i
paletti posti da Umberto Bossi. Ai tanti che in questi giorni si stanno
interrogando affonnosamente sulle ragioni del successo leghista, vogliamo
ricordare tutte le azioni messe in campo dal Carroccio a tutela dell hub
lombardo. Inannzitutto, come sempre, la Lega è stata la prima a sollevare il
problema, facendone, a giusta ragione, un simbolo di ciò che si sintende per
Questione Settentrionale: si uccide il virtuoso aeroporto padano per tenere in
vita l ennesimo disastrato carrozzone di Stato romano. Da lì in poi è stato un
pressing costante e a più livelli, a partire, naturalmente, dai tanto amati
enti territoriali. A muoversi tra i primi, per ragioni geografiche ma non solo,
è l ex presidente della Provincia di Varese, Marco Reguzzoni, che per
protestare contro i continui rifiuti del ministro Bianchi di incontrare i vertici
di Villa Recalcati minaccia blocchi stradali e clamorose iniziative di protesta
nell hub, come impedire il decolo agli aerei Alitalia.
In via Bellerio, intanto, si comincia a mettere in moto la macchina
organizzativa per tenere una grande manifestazione a Malpensa. Il nostro
quotidiano allestisce uno stand nello scalo mentre fuori, nei parcheggi,
staziona un camper della Lega Lombarda tappezzato di manifesti eloquenti.
Roberto Cota vara, nel Piemonte dell Est, un Comitato per la difesa di Malpensa
aperto alle associazioni di categoria. Si muove anche il fronte parlamentare,
che ottiene l audizione alla Camera del ministro dell Economia, costringe i
partiti ad esprimere un voto che smaschera le logge romanocentriche e rivela
qua e là qualche spaccatura e incassa gli ammortizzatori sociali per 900
lavoratori Sea. La truppa del Carroccio ottiene anche la convocazione,
purtroppo inutile, di un Tavolo per Milano su Malpensa e un incontro faccia a
faccia tra Prodi e Bossi in cui il premier capisce che l unico vero ostacolo
sulla sua strada è la Lega. Bossi, infatti, le prova tutte. Insieme a Giorgetti
incontra, in Svizzera, la Lega dei Ticinesi dalla quale ottiene una
dichiarazione di sostegno a Malpensa firmata dal Gran Consiglio del Canton
Ticino e l adesione alla manifestazione del 17 febbraio. Che si rivela un
grande successo popolare. Il governo di centrosinistra comincia a preoccuparsi
davvero, anche perché, alle viste, c è il voto politico. Una grande mossa
strategica arriva intanto dai vertici Sea. Il presidente leghista Giuseppe
Bonomi piazza sul tavolo di Prato e Spinetta una vera e propria bomba ad
orologeria, ossia una causa di risarcimento danni da un miliardo e 250milioni
di euro. I francesi chiedono al Governo italiano di adoperarsi per ottenerne il
ritiro ma, per recedere, Sea pretende una moratoria di almeno due anni. Marco
Reguzzoni, per aggiungere pressione sul Governo, convoca gli Stati Generali
della Provincia di Varese e organizza una class action di tutti gli enti, le
associazioni, gli imprenditori e i privati cittadini del varesotto che
ritengano di aver subito un danno dal trasferimento dei voli Alitalia
da Malpensa a Fiumicino. In piena campagna elettorale, mentre in ogni comizio
ed in ogni trasmissione televisiva Bossi, Maroni, Calderoli, Giorgetti e
Castelli insistono sul tema Malpensa, è ancora Reguzzoni a organizzare a
Gallarate una fiaccolata di protesta contro Ali-taglia . Per strada si vedono
migliaia di fiammelle che dopo pochi giorni si trasformano in voti. E i voti
convincono i partiti che salvare Malpensa è importante tanto quanto salvare Alitalia. [Data pubblicazione: 19/04/2008].
( da "Padania,
La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Giorgetti: "Bene la riapertura
dei giochi, ma piano con le intese bipartisan" Giancarlo Giorgetti, la
vendita di Alitalia ora si è completamente riaperta e,
pergiunta, con un intesa bipartisan siglata dai due Letta. Un punto a favore di
Malpensa e della Lega? "Nel merito questa riapertura a 360 gradi della
trattative è sicuramente un successo, ma mi resta qualche dubbio sul
metodo..." Cosa intende? "Che si riapra la partita è un fatto
certamente positivo. Il metodo bipartisan, però, mi pare un po sospetto:
insomma, non vorremmo che fosse la prova generale per altri accordi su altri
temi". Oltre ad Air France e alla cordata di Air One, ora torna a farsi
avanti anche Aeroflot. A chi preferibbe che finisse Alitalia? "Assistiamo a questi
avvenimenti con grande interesse. Vediamo che Berlusconi è molto attivo e su
più fronti. Confidiamo però che la soluzione finale sia la migliore non solo
per Alitalia, ma anche per
Malpensa". Cosa farete per tenere Berlusconi sul pezzo ?
"Berlusconi ha detto che farà il primo consiglio dei ministri a Napoli.
Noi cominceremo col ricordargli che Roberto Maroni ha chiesto che il secondo si
faccia a Malpensa. E li potremo discutere dell argomento". Per Malpensa
oggi è più ottimista? "Sono ottimista nella msura in cui vedo che le
compagnie aeree sono interessate a Malpensa. Sono poche, però, quelle in grado
di continuare a fare di Malpensa un hub. Non certo Air France, per cui il
nostro aeroporto è sempre stato un concorrente. Aeroflot, però, potrebbe avere
un serio interesse a fare di Malpensa il prooprio hub del Sud Europa"
Lufthansa sarà della partita? "Lufthansa è un ipotesi di cui si
discute". Nel frattempo l Ue continua a mettere in guardia l Italia sull ipotesi
del prestito ponte. "Infatti quella del prestito ponte è la solita
soluzione all italiana: per prendere tempo e per non decidere niente. Comunque
credo che l ostacolo Europa non sia facilmente aggirabile". La battaglia
su Malpensa è un tipico esempio di quel modo di fare politica della Lega che
ora tutti vorrebbero imparare. Qual è la differenza tra la Lega e gli altri?
"La differenza è che quando parlai con Bossi, prima di Natale, della
gravità del problema tutti i politici erano in ferie. Nessuno avrebbe scatenato
una mobilitazione generale in quel periodo. Ma Bossi lo fece e tutti lo
seguimmo. Così, quando gli altri cominciarono a parlare del problema, la
distanza era incolmabile. Eravamo già a febbraio". A.Mon. [Data
pubblicazione: 19/04/2008].
( da "Padania,
La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
L incontro Berlusconi - Putin e le
nuove ipotesi Alitalia, si affaccia Aeroflot "Pari dignità con AirFrance-Klm"
Roma - Silvio Berlusconi non chiude la porta della Magliana ad Air France ma
incassa il rinnovato interesse di Aeroflot per Alitalia. "Ci sono contatti in corso con Air France. Da parte nostra
non c è nessuna preclusione purché si torni alla premessa delle trattative con
la creazione di un gruppo in cui Air France, Klm e Alitalia
abbiano pari dignità", ha dichiarato il premier in pectore al termine dell
incontro di ieri mattina col presidente russo Vladimir Putin. Il leader del Pdl
ha ribadito anche che "Alitalia deve rimanere la
compagnia di bandiera". Quanto all ipotesi Aeroflot, il Cavaliere ha
spiegato che il vettore russo potrebbe tornare in pista, quando si sarà
conclusa la trattativa con Parigi, "con l'obiettivo di rafforzare entrambe
le compagnie e realizzare un gruppo di grande dimensione e prestigio". Da
parte sua Putin ha rivelato di aver avuto dal presidente di Aeroflot la
conferma che la compagnia russa è pronta a riprendere i contatti con Alitalia. Ma il ritorno in campo di Aeroflot non è l'unico
colpo di scena. Secondo fonti sindacali, nell'immediato futuro di Alitalia non ci sarebbe solo la prospettiva di un decreto
legge per un prestito ponte da 100-150 milioni di euro, ma anche una massiccia
iniezione di liquidità da parte di un pool di banche. Si tratterebbe di almeno
1-1,2 miliardi di euro: una cifra sufficiente a garantire non solo la
continuità aziendale, ma soprattutto adeguati tempi e spazi alla trattazione
del dossier da parte del nuovo governo. Le banche realizzerebbero l operazione
attraverso un vero e proprio ingresso nel capitale del vettore, sul modello di
quanto avvenuto in passato per la Fiat. Per poter attuare questa operazione,
comunque, sottolineano le stesse fonti, uno dei presupposti sarebbe il consenso
delle organizzazioni sindacali visto che si renderebbe necessario un rigoroso
piano di risanamento. Per la Commissione europea "qualunque prestito deve
essere fatto secondo il principio dell'investitore privato" ossia secondo
le regole del mercato. Lo ha spiegato Michele Cercone, portavoce del
commissario per i Trasporti Jacques Barrot. "Come già sapete ha aggiunto
Cercone - l'ultimo aiuto per la ristrutturazione è del 2001 e dunque, secondo
il principio one time last time fino al 2011 non ce ne possono essere
altri". [Data pubblicazione: 19/04/2008].
( da "Padania,
La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Il Cavaliere: "In piedi tutte
le ipotesi". Ieri incontro tra i due Letta Berlusconi tratta con Putin e
Sarkozy Roma - Silvio Berlusconi prende in mano il fascicolo Alitalia
e si tiene aperte tutte le strade, compresa quella di Air France ma solo,
precisa, se i transalpini proporranno condizioni paritarie. Il premier in
pectore è uscito allo scoperto ieri, rivelando che in serata il suo
ambasciatore Gianni Letta avrebbe incontrato il nipote ed attuale
sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Enrico Letta per discutere, e
probabilmente cercare un consensi bipartisan, sul da farsi. Berlusconi, però,
ha detto, o fatto capire, molto di più. "Restano in piedi tutte le ipotesi
-ha affermato - purchè l Alitalia resti compagnia di bandiera e le decisioni vengano prese in
Italia. Per quanto riguarda Air France - ha poi aggiunto -, se si dovesse
ritornare al primitivo progetto di una Alitalia con pari dignità, con una direzione italiana, rispetto alle due
altre compagnie questa è una ipotesi di cui si può discutere e di cui sarò
lieto di discutere, una volta che avrò l incarico e che sarò a Palazzo
Chigi, anche con il presidente francese Nicolas Sarkozy". Tutto insomma,
lascia intendere Berlusconi, dipenderà dall esito degli incontri internazionali
già in agenda. Ieri, ad esempio, il Cavaliere ha ricevuto in Sardegna l amico
ed ex premier russo Vladimir Putin ed è certo che abbiano discusso anche di un
eventuale nuovo interessamento di Aeroflot per Alitalia.
Per quanto riguarda la cordata italiana, Bruno Ermolli, l esperto cui
Berlusconi ha delegato il ruolo di cercatore , avrebbe già trovato
disponibilità in alcuni manager del settore aereo e in alcune banche. I diretti
interessati, però, chiedono che Alitalia venga prima
commissariata, ricapitalizzata e snellita nell organico. Fatto questo, si
dovrebbe procedere ad una partnership con un vettore di livello internazionale.
Resta valida, infine, anche la pista Air One-Intesasanpaolo. [Data
pubblicazione: 18/04/2008].
( da "Padania,
La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Roma - È una strada già percorsa in
un recentissimo passato quella del prestito ponte per
garantire la continuità aziendale di Alitalia. "Misure urgenti per favorire la ristrutturazione ed il
rilancio dell Alitalia":
recitava, infatti, così il decreto legge 159 del giugno del 2004, poi
convertito in legge nel luglio successivo, che dava disco verde al prestito
ponte da 400 milioni di euro per il salvataggio della compagnia, allora guidata
da Giancarlo Cimoli, e per avviare l attuaizone del nuovo piano
industriale che prevedeva la separazione societaria tra Alitalia
Fly e Alitalia Servizi e una ricapitalizzazione da
oltre 1 miliardo di euro. Il prestito ponte doveva garantire il fabbisogno di
cassa per il periodo di bassa stagione, dall ottobre del 2004 al marzo 2005,
proprio in attesa della nuova iniezione di capitale, che sarebbe stata poi
autorizzata da Bruxelles nel giugno del 2005. Con il decreto legge 159, il
ministero dell Economia e delle Finanze veniva autorizzato a concedere, con
provvedimenti adottati in conformità alla normativa comunitaria e nel rispetto
dei principi contenuti nell accordo sottoscritto a Palazzo Chigi da Governo e
parti sociali il precedente 6 maggio, la garanzia dello Stato per un prestito
non superiore a 400 milioni e da rimborsare entro dodici mesi dalla data dell
ultimo versamento all azienda. Effettuata la procedura competitiva per il
finanziamento, così come prevedeva il decreto, la Dresdner Kleinwort
Wassertstein veniva prescelta come unico soggetto finanziatore del prestito e
il contratto venne poi stipulato nell ottobre del 2004. Il prestito fu poi
restituito nel dicembre del 2005. [Data pubblicazione: 19/04/2008].
( da "Padania,
La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
CLIMA CAMBIATO
Liberalizzare i cieli per far volare l hub La partita Alitalia è riaperta e così nel fronte pro-Malpensa scendono i toni, che
diventano più pacati e riflessivi ma non meno determinati. "Il tema per
noi principale - spiega il presidente di Sea Giuseppe Bonomi - resta la
liberalizzazione del trasporto aereo, attraverso una rinegoziazione degli
accordi bilaterali fra Stati. Questo per consentire al Paese di crescere
innanzitutto quanto ad accessibilità diretta intercontinentale e per costruire
il presupposto per cui Malpensa si possa rilanciare come hub". La
liberalizzazione del traffico aereo, precisa poi il manager varesino, è un
argomento sul quale "non solo il Governo, ma tutta la politica è tenuta ad
attivarsi, perchè un tema più bipartisan di questo non c è". Col cambio d
inquilini a Palazzo Chigi, pare destinato a cambiare anche l atteggiamento di
Sea sul maxi-risarcimento danni da un miliardo e duecentocinquanta milioni di
euro. "Se ci venisse formulata una proposta - conferma Bonomi - la
valuteremo". La sensazione, però, è che con alle spalle un Governo che
nella vendita di Alitalia ponga al compratore il
paletto della salvaguardia di Malpensa, non ci sarà bisogno di ricorrere alla
legge. Sull argomento torna a intervenire anche Letizia Moratti. "Malpensa
- osserva il sindaco di Milano e primo azionista di Sea - ha già dimostrato di
saper recuperare, anche all interno degli accordi bilaterali esistenti, buona
parte del traffico perduto dopo l abbandono di Alitalia.
Noi ovviamente chiediamo al Governo di poter rinegoziare gli accordi bilaterali
per poter avere nuovi vettori, che sono interessatissimi a Malpensa ma che,
senza le rinegoziazioni, non possono entrare". E intanto sull asse
Roma-Milano s invertono i ruoli. Ora, infatti, è il Governatore del Lazio Piero
Marrazzo a lanciare grida d allarme su Fiumicino. "La domanda che pongo
con urgenza alla nuova maggioranza - dice l esponente del Pd - è se tutti
ritengano che Fiumicino debba essere il vero hub di riferimento per il Paese.
Chiedo quindi a tutti di esprimersi in maniera inequivocabile sulla recente
decisione di Alitalia di riportare i voli da Malpensa
a Fiumicino, come imponeva la logica e come vorrà sempre il mercato". A.
Mon. [Data pubblicazione: 18/04/2008].
( da "Padania,
La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Reazioni articolate e interlocutorie
I sindacati: meglio patto bipartisan e grande alleanza internazionale Roma -
Interlocutorie le prime reazioni sindacali alle ipotesi che si stanno
affacciando per la soluzione del caso Alitalia.
"Non vedo un futuro diverso da Air France-Klm", ha detto il leader
della Uil Luigi Angeletti: "Bisogna invece puntare su "una trattativa
diversa in condizioni migliori". Nel corso di una conferenza stampa,
Angeletti ha sottolineato che la compagnia franco-olandese resta comunque "l
acquirente più probabile". Per il leader Uil "essere rimessi nelle
condizioni di discutere le modalità di vendita è sicuramente un fatto
positivo". Così come lo sono i colloqui e la ricerca di nuovi possibili
acquirenti. "È chiaro che avere più possibili acquirenti è meglio che
averne uno solo ma quello che ha maggiori chance continua ad essere Air
France". Per quanto riguarda l ipotesi di una ricapitalizzazione con un
investimento da parte delle banche con 1-2 miliardi per il
sindacalista può essere visto in modo positivo "ma non esaustivo perchè
per Alitalia c è un
problema industriale. La compagnia deve avere soldi ma anche un piano
industriale", conclude Angeletti. Per il Sindacato dei lavoratori (Sdl),
"l accordo bipartisan su Alitalia, da noi sollecitato nei passati giorni, sembra oggi prendere
concretamente forma. Si tratterebbe in effetti della realizzazione di
una posizione che poneva come ineludibile una trattativa che necessita di tempi
più ampi, sino ad ora incredibilmente negati". A dichiararlo e il
coordinatore nazionale del Sdl, Fabrizio Tomaselli. Una decisione in tempi
brevissimi per garantire la continuità aziendale deve essere questo, per il
segretario generale della Filt-Cgil, Fabrizio Solari, il primo passo da
compiere per poter far ripartire una vera trattativa per inserire Alitalia nel contesto di una grande alleanza internazionale.
"Il primo atto - afferma Solari commentando l esito dell incontro a
Palazzo Chigi - deve essere la decisione bipartisan di assicurare il tempo
necessario perchè la trattativa decolli. Occorre immediatamente fare la scelta
di garantire la continuità aziendale, anche per impedire l erosione dei ricavi
generata dall incertezza sul futuro della compagnia. Mi auguro che questo primo
tassello possa essere deciso in tempi brevissimi". "Siamo aperti a
valutare tutte le ipotesi - conclude il numero uno della Filt - ma la via
maestra resta quella di ripartire da qui, da una vera trattativa che proponga Alitalia inserita, con pari dignità, in una grande alleanza
internazionale". [Data pubblicazione: 19/04/2008].
( da "Stampa,
La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Reportage L'incontro a Villa
Certosa in Sardegna Riparte l'asse Berlusconi-Putin Aerei, energia e gasdotti
al centro del summit "È grazie all'amicizia che si risolvono i
problemi" AUGUSTO MINZOLINI INVIATO A PORTO ROTONDO Lo Zar Vladimir deve
proprio avere un rapporto stretto con Silvio Berlusconi. Non possono, infatti,
non sorprendere le parole che ha usato per spiegare la sua gita a villa
Certosa. "Era una visita che avevo concordato con Silvio ancor prima che
fossero state indette le elezioni e ancor prima che lui le vincesse. Mi
mancava, volevo parlare con lui. E poi dovevamo discutere di alcune
questioni". Quel "mi mancava" ha fatto toccare al Cavaliere il
cielo con un dito. Quelle due parole sono state la dimostrazione più lampante
che la sua visione della politica estera improntata molto sui rapporti personali
è tutt'altro che sbagliata. E ieri Berlusconi ha voluto a tutti i costi
spiegarla quasi che fosse una nuova filosofia: "Non si tratta della
politica delle pacche sulle spalle ma della consapevolezza che è grazie ad
un'amicizia profonda tra le persone e tra i leader che ci si capisce meglio e
si risolvono i problemi". Ieri c'è stata una dimostrazione dell'efficacia
del nuovo "verbo" diplomatico. Nel giro di dodici ore Silvio e
Vladimir hanno messo in cantiere due "business" di una certa
rilevanza per i due paesi. Putin ha telefonato addirittura da villa Certosa al
presidente dell'Aereoflot per convincerlo a riprendere la
trattativa con Alitalia. E
in questo modo ha offerto una sponda di una certa importanza al prossimo
premier italiano per affrontare una questione che ha caratterizzato l'intera
campagna elettorale. "Io - ha spiegato il Cavaliere - non ho nulla contro
Air France, ma occorrono condizioni paritarie. La trattativa è aperta ma
bisogna risanare l'azienda, il marchio e l'italianità delle decisioni. Con
Putin abbiamo parlato della possibilità di coinvolgere Aeroflot con un accordo
che possa dare vita ad un gruppo internazionale". Insomma, Berlusconi,
anche grazie allo zar, sta tessendo la sua tela. Adesso c'è anche un altro
partner internazionale ed è molto probabile che nel giro di due-tre settimane
si materializzi anche la cordata italiana. Dopo l'Alitalia
il confronto si è spostato sulla collaborazione tra Eni e Gazprom che nella
mente di Berlusconi e Putin deve essere sempre più stretta (è stato appena
firmato un accordo sui giacimenti libici). Anche sulla crisi libanese sempre
seguita con una certa attenzione da Mosca, il Cavaliere ha rassicurato lo zar:
giorni fa aveva dichiarato che avrebbe rivisto le regole di ingaggio dei nostri
soldati; ieri ha precisato che valuterà la richiesta dei comandi militari e
deciderà secondo "buonsenso". Infine, ultimo regalo all'amico,
Berlusconi ha confermato che porterà alla Ue la proposta di abolire il
"visto" per favorire i flussi turistici dalla Russia. Quindi
l'amicizia tra i due ha prodotto una serie di accordi di peso. Ma quelle 20 ore
passate insieme hanno dimostrato anche, se ce ne fosse stato ancora bisogno,
che i due sono molto simili. Che sono fatti apposta per intendersi. Allo zar,
ad esempio, piacciono le donne quanto al Cavaliere. Così a villa Certosa
l'argomento, volontariamente o meno, ha tenuto banco. Anche perchè sui tabloid
moscoviti imperversa un gossip che coinvolge il Presidente: secondo alcuni
starebbe per sposare la bella ginnasta Alina Kabaeva. E questa "voce"
ha accompagnato il soggiorno dello zar. L'altra sera un artista del bagaglino,
Manlio Dovì, ha preparato una gag su un altro primo ministro innamorato, il
francese Sarkozy, tutta improntata sulla sua love story con Carla Bruni. Poi la
questione femminile è esplosa in conferenza stampa, quando una cronista della
Mezavsinaya Gazeta ha domandato a Putin del matrimonio. "In quello che mi
ha chiesto - è stata la risposta fredda dello zar - non c'è una sola parola di
verità. In passato in altre pubblicazioni sono state menzionate altre donne. A
me piacciono tutte. Mi piacciono tutte le donne russe perchè sono le più belle
e dotate del mondo. Solo le italiane possono concorrere con loro". Poi è
stato un po' più duro: "Io capisco che un uomo politico deve vivere in una
casa di vetro. Ma anche in ciò esistono limiti. Ho sempre avuto antipatia per
quelli che con naso colante e con in testa le proprie fantasie erotiche cercano
di infilarsi nella vita altrui". Sarà stata l'aria di Villa Certosa ma
quello Zar, normalmente taciturno, si è trasformato in un inedito Berlusconi.
Mentre il Cavaliere "vero" per dovere di ospitalità ha continuato ad
interpretare se stesso. Così per rompere la tensione non ha trovato di meglio
che mimare con le mani il gesto del mitra che spara prendendo di mira la
cronista. Apriti cielo. Grazie alle agenzie di stampa italiane è scoppiata la
solita polemica nostrana. C'è chi ha visto la cronista con gli occhi umidi. Chi
l'ha sentita sollevata per Berlusconi ("si sa che lui scherza"), meno
per Putin. E pensare che i più maliziosi - visto che in queste conferenze
stampa sono gli staff a scegliere i giornalisti per le domande - hanno avuto il
sospetto avvalorato da qualche voce ufficiosa che la sceneggiata è servita allo
Zar per dare un taglio al gossip. Del resto Putin è più che d'accordo con il
motto del Cavaliere: "Gli statisti non vanno giudicati sotto la cintola
dei pantaloni".
( da "Stampa,
La" del 19-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Pietro Garibaldi LA CRISI CHE VERRÀ
In questi anni ai sindacati e ai rappresentanti dei datori di lavoro spettava
il compito di riformare il modello contrattuale. Questa importante riforma non
è invece ancora stata portata a termine. E' un'occasione mancata. Non è
semplice dire quanto del mancato accordo sul modello contrattuale sia
addebitabile ai sindacati e quanto ai rappresentanti dei datori di lavoro. E'
però indubbio che le divisioni all'interno dei sindacati confederali hanno
pesato molto. Certamente non è un buon momento per i sindacati italiani. La trattativa per la vendita di Alitalia a Air France, al di là dei sussulti della politica, ha subito
un'interruzione cruciale quando la compagnia francese si è ritirata
improvvisamente davanti alle richieste dei sindacati di Alitalia. Questa settimana, con il
sorprendente risultato delle elezioni e la sonora sconfitta della Sinistra
Arcobaleno, il sindacato ha poi visto sparire dal prossimo Parlamento
italiano un suo storico alleato. In un'importante parte della società vi è un
diffuso malessere per il ruolo dei sindacati. Universalmente riconosciuti come
organizzazioni con formidabili capacità di mobilitazione delle masse, i sindacati
sono spesso visti dall'opinione pubblica come una forza conservatrice.
L'immagine diffusa è quella di un potere che protegge gli interessi di una
minoranza di lavoratori super tutelati e impiegati nella grande industria e nel
settore pubblico, ma troppo poco riformista quando si tratta di difendere i
lavoratori più giovani, spesso occupati in condizioni precarie e bloccati in
una trappola di contratti a tempo determinato. Questo sentimento di sfiducia
verso i rappresentanti dei lavoratori ha recentemente spinto Stefano Livadiotti
a intitolare un libro sul sindacato "l'altra casta", da affiancare
alla prima casta, quella politica di cui tanto si è parlato in questi ultimi
anni. Dei sindacati non si può certamente fare a meno e una società senza sindacati
non sarebbe una società migliore. In molti momenti della storia repubblicana, e
negli anni bui del terrorismo in particolare, i sindacati hanno avuto un ruolo
fondamentale. Oggi però devono diventare più rappresentativi. Un problema di
rappresentanza esiste però anche tra i datori di lavoro. Così come molti
sindacati finiscono per identificarsi soltanto con una piccola parte di
lavoratori e pensionati, anche le associazioni dei datori di lavoro danno voce
solo a una piccola parte del mondo delle imprese. Uno dei problemi italiani è
l'ossessione della concertazione. Quei lunghi tavoli di discussione a Palazzo
Chigi sono un'abitudine tutta nostra e spesso poco utile. Sarebbe importante
che sindacati e datori di lavoro si concentrassero esclusivamente sui problemi
legati al mondo delle aziende e dei lavoratori e al sistema di relazioni
industriali, lasciando al Parlamento e alle forze politiche il compito di
comporre gli interessi complessi delle società moderne.
Pietro.garibaldi@carloalberto.org.
( da "EUROPA
ON-LINE" del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia
GUIDO MOLTEDO Non avrà una
"visione" in politica estera, ma la bussola internazionale di Silvio
Berlusconi s'orienta seguendo alcuni punti fissi collaudati e riconoscibili.
Una relazione molto forte con l'America, anche quando stride con i basilari
interessi europei, che comunque non sono considerati prioritari; un rapporto
privilegiato con Israele; un ostentato disinteresse verso l'Asia, per non dire
dell'Africa e dell'America Latina. Fissati questi pochi punti fermi, si sente
libero, su un altro terreno, di fare le operazioni che gli stanno davvero a
cuore, nelle quali il lato degli affari è prevalente e nelle quali egli gioca
con grande disinvoltura la carta della sua persona, del rapporto personale e
amicale con i suoi interlocutori, sia che si tratti di Vladimir Putin sia che
si tratti di Nicolas Sarkozy. Con loro il tema è il business: energia, Alitalia, interessi commerciali.
Sintetizza Quentin Peel sul Financial Times: "Per Berlusconi fare politica
è fare affari". Il Cavaliere sa bene che gli americani sono pronti a
sorvolare sull'amicizia esibita con Putin: la considerano, appunto, affari
suoi, una relazione che fa notizia solo per il folklore degli incontri.
Ben sapendo che sui dossier che stanno più a cuore a Washington potranno
contare sempre sull'Italia berlusconiana. Questo tratto personale ? e i punti
che abbiamo prima elencato ? ha caratterizzato le precedenti esperienze
governative di Berlusconi nell'arena internazionale. L'esordio del suo nuovo
mandato con l'amico Vladimir fa pensare che il canovaccio si ripeterà tal
quale. Come in passato, peraltro, alla Farnesina non ci sarà un D'Alema del
centro-destra, ma un diligente amministratore della macchina diplomatica, come
Franco Frattini. La politica estera farà capo a palazzo Chigi e alle ville del
Cavaliere. Il quale promette che non si farà prendere dalla bulimia
presenzialista dei precedenti mandati, ma sarà più sobrio e selettivo negli
impegni internazionali. Ma la minore quantità non cambierà la qualità della sua
presenza sulla scena mondiale. Certo, diversamente dalle precedenti esperienze
governative, quella che sta per cominciare s'inquadra in un mondo parecchio
cambiato rispetto agli anni Novanta e al primo quinquennio del
( da "EUROPA
ON-LINE" del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia
CRISI NONOSTANTE AEROFLOT
SIA DISPONIBILE AL TAVOLO Non c'è caviale per Alitalia (ra. c.) Nonostante la cortina
di fumo appositamente calata a villa Certosa, sotto le paillettes delle
ballerine e dietro le gag appositamente composte dalla compagnia romana del
Bagaglino, l'Alitalia non è
stata il piatto forte dell'incontro Berlusconi-Putin ma neanche un contorno o
un antipasto. E, questo, nonostante ieri il Cavaliere abbia riferito, al
termine dei colloqui con il leader russo, che è possibile aprire un tavolo con
Aeroflot. Quella stessa Aeroflot che appena qualche giorno fa aveva fatto
sapere di non essere più interessata al dossier Alitalia.
La stessa disponibilità a un incontro, confermata da Putin, appare più un modo
di coprire l'amico su un terreno scivoloso piuttosto che nascondere un reale
interesse per la vicenda. All'indomani dell'incontro dei due Letta (Enrico e
Gianni) a palazzo Chigi da cui è emersa la possibilità di un'intesa bipartisan
sulla privatizzazione di Alitalia è ancora una volta
Air France in pole position. Lo stesso Berlusconi ha dichiarato che la
situazione è aperta: "Ci sono ancora questi contatti in corso con Air
France, contro cui noi non abbiamo nulla da dire. Ci piacerebbe che si desse
vita a un grande gruppo internazionale con Alitalia
che partecipasse con condizioni di pari dignità". Ieri, intanto, si è
diffusa l'indiscrezione di un pool di banche pronte a intervenire con una
maxiricapitalizzazione di 1-2 miliardi di euro. Rumours che, peraltro, non
hanno trovato conferma ufficiale ma solo la puntualizzazione di palazzo Chigi
secondo cui nell'incontro di giovedì non è stato affrontato il tema
dell'ingresso delle banche nel capitale di Alitalia.
Semmai l'unica ipotesi che resta sul tappeto è quella di un mini-prestito ponte
da 100-150 milioni di euro concesso dall'attuale governo, con il consenso della
nuova maggioranza, per consentire all'Alitalia quella
boccata d'ossigeno. Un prestito-ponte possibile solo se finalizzato a una
rapida vendita di Alitalia. Al riguardo, infatti, è
già intervenuta l'Europa che ieri ha precisato come la compagnia di bandiera
italiana può ricevere finanziamenti solo a condizioni accettabili da un
investitore privato. Come si ricorderà infatti l'Alitalia
non può più beneficiare di aiuti di stato fino al 2011 visto che già in passato
ha beneficiato di finanziamenti per il suo salvataggio e nel 2004 è stata
destinataria di un prestito ponte da 400 milioni restituito poi nel dicembre
del 2005.
( da "Secolo
XIX, Il" del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia
La cordata La compagnia di Carlo
Toto, insieme a banche e imprenditori, sarebbe di nuovo in pista per la
compagnia di bandiera 20/04/2008.
( da "Secolo
XIX, Il" del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia
La vendita della compagnia Il
patron di Air One riprende le manovre, ma le banche tacciono Roma. Alitalia: riprende quota la cordata
italiana, ma c'è ancora molta nebbia sulla rotta. In parallelo ai rapporti con
Air France-Klm, che per ora rimane l'unico compratore disponibile, si fa strada
di nuovo l'ipotesi di una soluzione italiana che poggerebbe su un'alleanza societaria
tra imprenditori, banche e Air One di Carlo Toto, il quale si
impegnerebbe al 40 per cento, come le banche, mentre gli industriali
interessati si accollerebbero il restante 20 per cento. La regia è sempre nelle
mani di Bruno Ermolli, il fidato consulente di Silvio Berlusconi, che non
chiude ad Air France e chiama in aiuto Aeroflot ma soprattutto coltiva ancora
il suo progetto di un salvagente italiano. Mentre Alitalia
è in attesa della boccata di ossigeno annunciata sotto forma di un
prestito-ponte, c'è un gran movimento di banche, anche estere, attorno al
capezzale dell'azienda, ma Intesa Sanpaolo gela le attese e smentisce di aver
riaperto il dossier che porta alla Magliana. "Ricostruzioni destituite di
ogni fondamento", taglia corto il portavoce dell'istituto guidato da
Corrado Passera, che viene indicato da un quotidiano come il capofila del
consorzio per il salvataggio di Alitalia. Nessun
commento invece da parte del patron di Air One, che rimane comune sulla scena
nel caso di una soluzione tricolore. "Non c'è nulla di nuovo",
insistono ai piani alti di Intesa. "La disponibilità di principio c'è
sempre ma non ci sono contatti con Air One", aveva detto l'altro giorno
Gaetano Miccichè, uno dei top manager dell'istituto. Anche Mediobanca sarebbe
fuori dalla partita così come esclude un suo intervento il fondo d'investimenti
americano Tpg. E allora? Ap Holding, la cassaforte di Toto, forse ha ripreso i
contatti con Nomura e Morgan Stanley con la supervisione dell'advisor Goldman
Sachs. Tra smentite e grandi manovre, la strada italiana si presenta tuttora
come un intricato groviglio ancora senza un punto di svolta. Anche Berlusconi,
lo sponsor più convinto della cordata italiana, vuole prima verificare se c'è
spazio per arrivare a un accordo con Air France-Klm anche se da parte del
Cavaliere c'è una richiesta di "pari dignità" che difficilmente potrà
essere accettata dai francesi che fatturano 23 miliardi con un miliardo di
guadagno mentre l'azienda della Magliana ne fattura appena 5 di miliardi con un
rosso in bilancio di 400 milioni. Può darsi davvero che Berlusconi voglia
tentare di ammorbidire i francesi, magari parlando con Nicolas Sarkozy, ma può
anche darsi che il premier in pectore voglia solo prendere tempo in attesa del
ballottaggio per il sindaco di Roma, considerando che il piano Air France salva
e rilancia come hub Fiumicino a spese dello scalo milanese di Malpensa. Tra una
settimana, chiusa la partita per il Campidoglio, il Cavaliere dovrà chiarire i
rapporti con Jean-Cyril Spinetta, che è ancora in attesa di una risposta dei
sindacati. Senza questo passaggio, tutte le altre soluzioni non possono
concretizzarsi. Questa vale anche per la cordata italiana e lo stesso Passera
non si stanca di ripetere che nessuna novitàè possibile se prima non si chiude
la trattativa in esclusiva con in francesi. Con Air France ancora in campo,
anche Lufthansa non scoprirà le carte e non si farà avanti, da sola o in
cordata con Air One. Stesso discorso per la russa Aeroflot, rientrata in gioco
dopo l'intercessione di Vladimr Putin ma come carta di riserva o complementare
alla trattativa con Air France. E c'è di più: i russi da soli non potranno
avere il controllo di Alitalia perché, in base alla
legge, la compagnia di bandiera perderebbe i diritti di volo sulle rotte
europee e su quelle intercontinentali se l'azionista è extra Ue. L'ostacolo
viene portato alla luce sulle pagine del Sole24Ore e rischia di pesare
sull'ipotesi di un salvataggio da parte di Aeroflot, che può quindi svolgere
solo un ruolo di azionista di minoranza. "Bisognerà proseguire nella
trattativa con Air France, evitando il ricorso alla legge Marzano, che non è
una soluzione tranquilla", avverte Enrico Morando, il responsabile
economico del Pd. Il fatto è che ora i sindacati si sentono più tranquilli dopo
il vertice di giovedì a palazzo Chigi, da cui sarebbe emersa la disponibilità
bipartisan di un prestito ponte di 150 milioni di euro. I piloti dell'Up
esprimono "vivo apprezzamento" per questa scelta che, sostengono,
può"consentire una trattativa per la privatizzazione, rapida ma con tempi
adeguati". Il ricorso alla legge Marzano non viene considerata una iattura
dal leghista Roberto Calderoli: "La vicenda Alitalia
si sta sbloccando. La legge Marzano? Sono due strade. L'importante è che non ce
ne sia una a senso unico", dice. La legge Marzano rischia però di
paralizzare la compagnia perché i proprietari degli aerei in leasing si
affretterebbero ritirare i veivoli mentre i grandi creditori esteri, come
General Electric e Honeywell, non farebbero sconti. L'ultima spiaggia rimane
dunque il prestito ponte. Ma i 150 milioni bastano sì e no fino all'estate. Alitalia ha bisogno di capitali freschi, almeno 1,5
miliardi. Air France era pronta a sborsare 1 miliardo. Ma più il tempo passa e
più il conto rischia di farsi salato. Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it
20/04/2008 ' 20/04/2008 il banchieresi fa da parteNoi capofila di una cordata
italiana? Una notizia che non ha alcun fondamento corrado passerAad Intesa
Sanpaolo 20/04/2008 Ringraziamento La famiglia Chierici ringrazia il professor
De Cian, la sua équipe ed il personale infermieristico del Reparto per le
amorevoli cure prestate al loro caro Franco. 20/04/2008.
( da "Secolo
XIX, Il" del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia
La Lega frena Montezemolo"No
allo scontro sociale" dopo l'attacco al sindacato Maroni: "Meglio la
via del dialogo". Epifani: "Sbagliato drammatizzare" Roma. Ieri
il passaggio di consegne; almeno quello ufficioso. Romano Prodi ha, di fatto,
lasciato le chiavi di Palazzo Chigi al suo successore: "I conti che lascio
sono ottimi ed in ordine. Abbiamo risanato il bilancio dello Stato - ha detto
ai giornalisti - Ora toccherà al nuovo governo dovrà fare quello che abbiamo
fatto noi per risanare il Paese. Di certo non avrà di che scialacquare".
Un solo rammarico: "Adesso abbiamo un Parlamento con molti meno partiti e,
quindi, la maggioranza potrà lavorare in maniera più agevole", ha detto
Prodi, immaginando alle traversie che ha dovuto affrontare in due anni di
governo. Oggi, Silvio Berlusconi, a cena con Umberto Bossi, comincerà a gettare
le basi del nuovo esecutivo: ci sono da sciogliere i nodi dei due ministeri
chiave che la Lega ha reclamato, quello degli Interni e delle Riforme. Al
momento, il puzzle della nuova squadra vede entrare ed uscire candidature quasi
ogni quarto d'ora. Il ministero della Salute, ieri, ad esempio, è stato
attribuito nell'ordine a Maria Vittoria Brambilla, Fi, a Gianni Alemanno (ma
solo se dovesse perdere il ballottaggio con Rutelli), An, e di Rosi Mauro,
Lega, nel caso si incastrassero le poltrone del Welfare e della Famiglia in
maniera diversa da quella prospettata finora. E poi c'è il nodo della Regione
Lombardia: se Roberto Formigoni dovesse assumere un incarico (o ministro o
Presidente del senato) il Carroccio rivendica la direzione del Pirellone.
Berlusconi nicchia: anche perché, da accordi presi prima delle Politiche, deve
già lasciare al Carroccio la candidatura della presidenza del Veneto, quando si
voterà fra due anni. Il Cavaliere rischia di lasciare al principale alleato
quasi tutti i gioielli che il centrodestra sta governando. Ed An non ne sarebbe
contenta. Ma, nelle ultime ore, sul tavolo del Presidente del Consiglio in
pectore è arrivata un'altra patata bollente. Il durissimo attacco, scagliato
giovedì sera da Luca Cordero di Montezemolo contro i sindacati ("Sanno
solo dire dei no ed i lavoratori sono più vicini a noi che a loro") desta
preoccupazione. C'è il timore che possano avvelenarsi i rapporti sociali e, di
conseguenza, trovare sulla strada del futuro governo, un sindacato con il
coltello tra i denti. Preoccupazione rafforzata, oltretutto, dall'assenza, in
Parlamento, dei partiti della sinistra storica. Non è il timore espresso dal
Presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga (che vede con
preoccupazione la possibile recrudescenza di fenomeni eversivi) a preoccupare:
è la quasi certezza che ogni vertenza possa sfociare in scioperi e lunghi
bracci di ferro. A cominciare dal prossimo caso Alitalia. Non è un caso se, ieri, il
primo a bacchettare Montezemolo è stato proprio il leghista Roberto Calderoli,
considerato, normalmente, un falco del centrodestra: "Io voglio fare un
forte richiamo al senso di responsabilità sia di Montezemolo che dei sindacati
- ha detto l'ex ministro delle Riforme, con toni insolitamente
concilianti - Le condizioni del paese non consentono rese dei conti, o, peggio
ancora, scontri senza prigionieri. Tutti, compreso il presidente uscente di
Confindustria, dovrebbero fare un esame di coscienza e dare un contributo alla
ricostruzione di questo paese che in tanti, a cominciare dalla politica hanno
contribuito a distruggere". Per Roberto Maroni, invece, "Montezemolo
ha ragione nel merito, ma ora dobbiamo proseguire sulla strada del
dialogo". Imprevedibile la reazione di Gianfranco Rotondi, Dc: "Le
sue dichiarazioni contro il sindacato sono gravissime. Montezemolo non può attaccare
un giorno il Parlamento ed il giorno dopo dare degli sfasciacarrozze ai
sindacati". Le parole di Montezemolo, nel centrosinistra, non hanno
provocato eccessivo stupore. Da quando Montezemolo aveva deciso di non scendere
in politica (Veltroni gli aveva offerto una candidatura) si era capito che il
presidente degli industriali avrebbe voluto giocare in altro modo la sua
partita. "Drammatizzare la difficile situazione economica degli operai è
un errore grave" ha spiegato Guglielmo Epifani. Infine, una curiosità:
stata molto alta l'affluenza al voto per il rinnovo della rsu alla Poltrona
Frau di Tolentino, di cui Montezemolo è azionista di maggioranza. Su 377
lavoratori dipendenti aventi diritto al voto, in 337 (89%) hanno espresso la
loro preferenza. La Fillea-Cgil ha ottenuto 244 preferenze (75%). Angelo
Bocconetti bocconetti@ilsecoloxix.it 20/04/2008.
( da "Repubblica,
La" del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Imprenditori italiani con Air France ultimo tentativo bipartisan per Alitalia Tremonti a Parigi: "Nessun
incontro con Sarkozy". Calderoli: più soggetti in campo LUCA PAGNI MILANO
- Si sta già sgonfiando l'ipotesi Aeroflot per Alitalia. Archiviato l'incontro in Sardegna tra Silvio Berlusconi e il
presidente russo Vladimir Putim, tornano subito a crescere le possibilità di
riaprire il dialogo Air France. E già si parla di nuovi incontri
bipartisan tra le forze politiche. Tanto è vero che nel pomeriggio di ieri si
era diffusa la notizia secondo cui Giulio Tremonti, ministro dell'Economia in
pectore del futuro governo di centrodestra, ieri a Parigi per un convegno
organizzato dall'Aspen, si fosse addirittura incontrato con il presidente
Nicolas Sarkozy approfittando di una pausa dei lavori. Episodio smentito da
Tremonti, ma che ha rafforzato la possibilità che contatti tra Berlusconi e
l'Eliseo siano già in corso. Anche perché altre ipotesi percorribili in tempi
brevi non se ne vedono. L'ipotesi Aeroflot rischierebbe di portare Alitalia fuori dalla Ue, visto che all'interno dell'Unione
godono di privilegi riconosciuti solo le imprese la cui maggioranza azionaria
sia di società o governi europei. Per esempio, con una maggioranza in mano a
Aeroflot, Alitalia rischierebbe di perdere gli accordi
per i voli internazionali. Anche la cordata italiana a cui Berlusconi ripete di
continuare a lavorare non si vede all'orizzonte: ieri Intesa Sanpaolo ha
bollato come "destituite di ogni fondamento" le ricostruzioni
giornalistiche che vedrebbero la banca guidata da Corrado Passera come uno dei
protagonisti della cordata assieme alla AirOne di Carlo Toto. Per Intesa la
partita è chiusa dopo la scelta del governo di avviare una trattativa in
esclusiva con Air France. Si riparte quindi da possibili incontri tra esponenti
del governo uscente e del Pdl. Qui la conferma arriva dall'esponente della Lega
Roberto Calderoli, che ieri ha dichiarato come "la vicenda Alitalia si stia sbloccando e si stia andando verso una
pluralità di soggetti di natura economica e altri di natura
imprenditoriale". Il che confermerebbe l'ipotesi che Berlusconi possa
convincere Sarkozy ad affiancare a Air France un piccolo nocciolo di
imprenditori italiani. Di sicuro, prima vanno assicurati fondi freschi affinché
gli aerei Alitalia continuino a volare. Il governo è
pronto al prestito ponte (si parla di una cifra tra 100 e 150 milioni). Ma a
condizione "che lo sbocco finale sia chiaro", ha ricordato ieri
l'esponente del Pd Enrico Morando. Ovvero che riprenda la trattativa con Air
France, perché solo in questo modo la Ue "potrebbe avere un occhio
tollerante" e non considerarlo aiuto di stato. Il capitolo più spinoso
rimane Malpensa. Per il governo è chiuso: l'aeroporto deve rilanciarsi cercando
altre compagnie. Ma per Calderoli qualsiasi soluzione deve "contemplare la
riapertura degli accordi bilaterali internazionali". I francesi sono
avvertiti.
( da "Unita,
L'" del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del
"Non siamo nella cordata Ermolli per Alitalia" Smentita di Banca Intesa:
"Non c'è nulla di nuovo". D'Alema: ora sappiamo che la carta di
Berlusconi è Air France di Bianca Di Giovanni / Roma SMENTITE La partita Alitalia continua con l'ennesima
smentita di Intesa-Sanpaolo. Per il gruppo bancario la situazione è immutata:
per ora il dossier è chiuso, si riaprirà solo con eventuali novità. Con
buona pace di alcuni mezzi di informazione (ieri lo ha fatto il Messaggero) che
continuano a parlare di una cordata tricolore pronta a scendere in campo con i
soldi della banca guidata da Corrado Passera. Il quotidiano romano parlava ieri
di una cordata composta per il 40% da AirOne, un altro 40% dalle banche e il
20% dagli "imprenditori coraggiosi" che hanno risposto all'appello di
Silvio Berlusconi. "Ricostruzione destituita di fondamento" è stata
la replica secca di un portavoce del gruppo bancario. Il fatto che il nome
Intesa-Sanpaolo continui a spuntare nelle indiscrezioni dei giornali somiglia
più a una speranza di alcuni, piuttosto che a un dato effettivo. Non si esclude
che all'interno dello stesso istituto possa esserci stato un bracico di ferro
tra chi (come Passera) era intenzionato a proseguire, e altri (per esempio Salza
o Giovanni Bazoli) più decisi a fermarsi. E pare che abbiano vinto questi
ultimi. A questo punto, per dirla con il sarcasmo di Massimo D'Alema, abbiamo
capito che "la cordata tricolore di Berlusconi è Air France", mentre
l'ipotesi Aeroflot resta (molto) sullo sfondo. Prima dovrà chiudersi il dossier
con i francesi, poi semmai potrà aprirsi un'altra opzione. Certo, il governo
italiano (quello ancora in carica e quello in pectore) è impegnato a strappare
condizioni più favorevoli. La presenza di un soggetto italiano nella
governance, più garanzie sul nome e il traffico. Sicuramente il nuovo esecutivo
punta a far ritornare Jean-Cyril Spinetta a Malpensa. Se non come prima, almeno
in parte. Non è detto che sia questa la via maestra per raggiungere l'intesa
con Parigi. D'altro canto il vertice della compagnia franco-olandese si era
mostrato già disponibile al ripristino di alcuni voli lungo raggio. Con questa
misura Spinetta otterrebbe due risultati: accontentare le richieste dei piloti
e anche quelle del nord. Ma queste sono solo congetture. Per ora tutte le mosse
si giocano a livello politico, con una priorità su tutte: fronteggiare la grave
crisi finanziaria in cui si trova la compagnia italiana. Un'emergenza da
risolvere se si vuole davvero affrontare una trattativa dai tempi lunghi. Sul
tavolo c'è la possibilità di un prestito dello Stato, da erogare però a
condizioni di mercato e secondo le regole imposte dall'Ue. Cioè previa
informazione a Bruxelles e in presenza di precise garanzie. L'azienda dal canto
suo punta a ottenere un prestito solo in presenza di un accordo industriale. In
caso contrario la restituzione del prestito sarebbe molto a rischio. In quel
caso si profilerebbe davvero il fallimento. Per questo il binario finanziario e
quello dell'intesa con Parigi (o con una cordata alternativa) devono procedere
parallelamente. Roberto calderoli intanto ieri non ha escluso l'utilizzo della
Marzano. "È irresponsabile - ha replicato Enrico Morando - Quella
procedura sarebbe una iattura per i lavoratori. Meglio procedere con Air
France".
( da "Unita,
L'" del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del
Silvio III, smania da premier "Poco rispetto per il Quirinale" Dai
nomi dei ministri al "vertice" con Putin: ma ancora senza incarico
Stefano Rodotà: "Non siamo una repubblica presidenziale" di Andrea
Carugati / Roma "L'INDICAZIONE PREVENTIVA dei ministri potrebbe essere
interpretata come un tentativo di condizionare il presidente della Repubblica e
portare a un conflitto istituzionale. Per questo è stato opportuno che il
segretario generale del Quirinale Donato Marra abbia ricordato le procedure
legittime per la formazione di un governo". Stefano Rodotà, ordinario di
Diritto civile alla Sapienza, commenta "l'attivismo" del premier in
pectore Silvio Berlusconi, dai ministri indicati anzitempo, agli incontri
internazionali con Putin al caso Alitalia. Rodotà in
particolare cita il caso di Porta a Porta: Berlusconi in collegamento ha fatto
nomi di ministri, Rosy Bindi ha fatto presente che la Costituzione prevedeva
una procedura diversa e Bruno Vespa le ha detto, in sostanza, che le sue erano
nostalgie per le lungaggini della Prima Repubblica. A quel punto Marra ha
scritto a Vespa per ricordare le prerogative del Quirinale (la lettera è stata
letta dal conduttore in una successiva puntata di Porta a Porta). "Il
conduttore ha fatto una gaffe e Berlusconi, anche in questo caso, ha mostrato
un senso delle istituzioni non molto elevato", dice Rodotà. Eppure è
legittimo che un giornalista chieda al vincitore delle elezioni chi saranno i
ministri... "Certamente, ma il ministro Bindi ha richiamato correttamente
i poteri del Quirinale e il conduttore non ha colto l'occasione per ribadire la
corretta prassi costituzionale. Anzi, ha quasi irriso il ragionamento del
ministro Bindi. Il giornalista ha tutto il diritto di esercitarsi sul
toto-ministri, ma non si deve mai dimenticare che i poteri del presidente della
Repubblica nella formazione del governo non sono un'anticaglia". La lettera
del Quirinale è stata indirizzata al giornalista, non al vincitore delle
elezioni. "Nel momento in cui si sottolineano le prerogativa del
presidente della Repubblica, c'è anche un'indicazione molto chiara al premier
in pectore". Eppure ormai la prassi è cambiata. Il governo viene scelto
dai cittadini, seppur in modo indiretto. "Si è creato un senso comune, ma
in Italia non c'è l'elezione diretta del premier. In questi anni le modifiche
alle leggi elettorali con l'indicazione preventiva del premier hanno creato
creato una prassi che condiziona i poteri del presidente della Repubblica. E
tuttavia questo non cancella la parte successiva dell'articolo 92 della
Costituzione che riguarda il potere di nomina dei ministri. Nel 2001 già il
presidente Ciampi aveva richiamato questa norma davanti all'attivismo di
Berlusconi. Scalfaro fece di più: bloccò la nomina di Cesare Previti al
ministero della Giustizia esercitando i suoi legittimi poteri. Non è solo un
dato formale. L'Italia non è una repubblica presidenziale, la persona indicata
sulle schede elettorali non è investita di alcun potere prima della nomina da
parte del presidente della Repubblica e della fiducia del Parlamento. Non si
tratta di passaggi superflui". Lei citava il caso del 2001. Le pare che
oggi questo slittamento verso un presidenzialismo di fatto si sia accentuato?
"C'è stata una maggiore evidenza pubblica di questo
fenomeno sia nel caso Alitalia che nell'incontro con Putin. In entrambi i casi sarebbe stata
auspicabile una maggiore misura da parte del premier in pectore. È normale che
i potenziali interlocutori del caso Alitalia siano attenti al governo che verrà, e che Berlusconi dedichi
altrettanta attenzione al dossier, anche incontrando Putin. E tuttavia
non è il massimo dell'eleganza che un capo di stato straniero si precipiti a
parlare non con il governo legittimo ma con il futuro premier. Anche se questo
avviene in una sede privata come la villa in Sardegna". Sembrava un
vertice internazionale... "Appunto, non è stato un segnale di particolare
correttezza da parte di entrambi. Capisco la voglia di dare la sensazione che i
poteri siano già passati e di mostrarsi efficiente, ma viviamo in una
democrazia parlamentare e la forma è sostanza. L'incontro tra Gianni ed Enrico
Letta sul caso Alitalia è stato un esempio positivo:
questo è un modo corretto di affrontare una fase di transizione, senza tagliare
fuori il governo in carica. Questo vale anche per la nomina del sostituto di
Frattini alla Commissione europea: se le dimissioni ci saranno prima della nascita
del novo governo, Prodi potrebbe essere costretto a colmare il vuoto. Anche in
questo caso sarebbe corretta una consultazione tra le due parti. Ma non vi è
dubbio che questa è una prerogativa del governo in carica". Sulle nomine
degli enti pubblici Prodi ha fatto un passo indietro in attesa del voto...
"Avrebbe potuto procedere alle nomine e non l'ha fatto per rispetto del
futuro governo. Nel caso di Berlusconi invece vengono svolte attività che
ancora non sono formalmente di competenza. È evidente che si tratta di due modi
assai diversi di intendere le istituzioni".
( da "Giornale.it,
Il" del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 95 del 2008-04-20 pagina 38
Anche Orbassano sogna l'alta velocità di Paolo Granzotto Caro Granzotto, sono
d'accordo anch'io con il fatto che è ormai giunta l'ora di finirla con
l'addebitare al governo precedente tutti i guai dell'Italia; non possiamo
comunque negare che il governo Prodi abbia lasciato in eredità al governo
Berlusconi "due patate ustionanti": Alitalia e Tav. Non vorrei essere nei
panni del Cavaliere. Mario Tranquilli e-mail Fossero solo quelle, caro
Tranquilli, ci sarebbe da metterci la firma. Prodi è stato un castigo di Dio,
cosa che anche Veltroni Walter, ovvero il suo clone in versione soufflé (che il
grande Pellegrino Artusi da Forlimpopoli chiamava, guarda caso,
"sgonfiotto"), è costretto ad ammettere. La Tav, poi, è una patata diventata
bollente per una malintesa burbanza europeista (se la ricorda, caro Tranquilli,
l'Europa? Chissà dove è andata a cacciarsi) ed anzi, ne approfitto per lanciare
un appello a Silvio Berlusconi: Presidente! Ascolti la voce di chi tanto
inchiostro ha versato per la causa! Perché ostinarsi a bucare montagne, perché
incaponirsi ad aprire una via nelle viscere delle Alpi per raggiungere Lione?
Scusi, Presidente: che ce ne impippa a noi di Lione? Magari un domani potrebbe
anche impipparcene, ma non trova più savio, non trova più opportuno e
rispondente alle esigenze degli italiani completare dapprima una rete Tav
domestica? Nella fattispecie Torino-Trieste e Milano-Roma-Monnezza
City-Bari-Taranto? O Reggio, faccia lei (così, poi, ci si attacca il Ponte sullo
Stretto)? Veda come hanno proceduto Francia e Spagna: dapprima si son fatti le
linee ad alta velocità che servivano ai propri spostamenti veloci e dipoi, con
calma, i collegamenti previsti dai "corridoi" eurolandici. Ma sempre
badando al sodo. Parigi-Londra, ad esempio (due ore e un quarto. Un
bell'andare, non trova?). Mica Parigi-Orbassano. Quindi, Tav sì, sì e poi sì.
Ma dapprincipio si tavizzi l'Italia che, in quanto a trasporti, sta ancora ai
tempi del buon Re Ferdinando (da Napoli in giù, la rete ferroviaria è tutta,
ripeto, tutta, a binario unico. Manco nel Sudan). Ci pensa, presidente
beneamato? Così facendo - e facendo per il meglio - lei taglierebbe l'erba
sotto i piedi ai descamisados "No Tav" della Valsusa. Niente più
barricate, niente più presidi: solo vacche tutte a pillacchere che pascolano
beate; solo salti di camosci e tuoni di valanga, per dirla col poeta. E allora
orsù, dica se non addio almeno arrivederci a Lione, che tanto chi ci vuole
andare, a Lione, ci vada; e concentri la sua indomabile volontà di fare, di
realizzare, sul Bel Paese, così che presto possa sfrecciarvi l'agognatissima
alta velocità. (Una prece: so che ha un subisso di cose da fare, ma tanto per
far intendere ai lettori che io, sì, insomma, una certa dimestichezza con lei ce
l'ho, anche se non è vero, d'accordo, potrebbe mica rispondere al mio appello?
Bastano due righe. Ci farei davvero una gran bella figura e non le dico quanto
se ne lustrerebbe l'autostima. Grazie). © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via
G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it,
Il" del 20-04-2008)
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N. 95 del 2008-04-20 pagina 10
Maroni: "La Cgil può sparire come la Sinistra" di Gian Maria De
Francesco Le associazioni dei lavoratori, sempre più percepite come
"casta", non rappresentano le tute blu che ora salgono sul Carroccio.
Solo gli statali continuano a far sentire la propria voce da Roma Roberto
Maroni, capogruppo della Lega Nord alla Camera e già ministro del Welfare nel
governo Berlusconi, che cosa pensa delle dichiarazioni del presidente di
Confindustria Montezemolo che ha definito i sindacati "professionisti del
veto"? "Montezemolo dice cose condivisibili nel merito perché una
parte dei sindacati ha un atteggiamento conservatore, è schierato
ideologicamente ed è contrario a qualsiasi innovazione significativa nel
modello contrattuale. Ma si tratta di una parte: la Cisl ha sempre sostenuto la
necessità di innovare, mentre la Cgil ha tenuto un atteggiamento negativo. Nel
metodo, però, non credo che sia opportuna una operazione "Confindustria
contro sindacato" perché occorre superare le divisioni e lavorare per far
fronte alla crisi". Quindi è d'accordo con il suo collega di partito
Calderoli che ha auspicato maggior "senso di responsabilità" perché
non è il momento dei "regolamenti di conti"? "Sì, è il momento
di mettere da parte la campagna elettorale e considerare che siamo tutti
chiamati ad affrontare una stagione difficile che richiede riforme importanti.
Il sindacato non può pensare di essere la parte che pone veti ma non vorrei che
qualcuno si fosse messo in testa che, visto che la sinistra radicale è fuori
dal Parlamento, si possa fare a meno di dialogare con loro. Sarebbe un grave
errore emarginare questa parte che è presente nel sindacato". Anche la
Lega è chiamata a fare la sua parte visto che i flussi elettorali dimostrano
che molti operai l'hanno votata. "Il voto operaio lo prendiamo da sempre,
oggi è molto più evidente. Sul piano politico vuol dire che sulle questioni
poste dal mondo del lavoro la ricetta della sinistra non piace mentre piace la
ricetta della Lega che è il federalismo. Non possiamo però farci carico delle
questioni tra lavoratore e datore di lavoro dove c'è il sindacato. Ma il
sindacato deve rendersi conto che ha una possibilità di sopravvivere come corpo
intermedio rafforzando la sua autonomia dai partiti, cosa che la Cisl sta
facendo ma non la Cgil che è il più apertamente schierato. Spero che lo shock
della sinistra radicale serva per risvegliarsi dal torpore e tornare a fare il
sindacato e non la cinghia di trasmissione perché questa funzione è stata
sonoramente e clamorosamente bocciata dall'esito del voto". Nel programma
del centrodestra sono enfatizzati punti come la detassazione degli straordinari
e il rafforzamento della contrattazione di secondo livello che al sindacato non
sono piaciuti. "Se il sindacato non si rinnova, rischia di essere superato
da un mondo del lavoro meno ideologico e più pragmatico. Noi svolgiamo un ruolo
di supplenza nei confronti dei milioni di lavoratori che non sono
sindacalizzati e che sono la stragrande maggioranza. Su 22 milioni di
lavoratori meno di 5 milioni sono iscritti al sindacato, il resto sono
pensionati. Un sindacato che si rifaccia alla falce e al martello è destinato a
finire come la sinistra radicale. Di qui la necessità di riprendere il dialogo
per evitare derive incontrollate da parte di chi si sente messo ai margini.
Dobbiamo evitare di acuire i conflitti sociali. Quando si subisce una sconfitta
politica cocente o si elabora il lutto o ci può essere una reazione
violenta". Sul tavolo del nuovo governo, però, non ci sarà solo Alitalia, ma anche i contratti dei
medici ospedalieri e quelli degli insegnanti precari. Che farete?
"Dobbiamo affrontare in termini innovativi il rapporto con il pubblico
impiego. Dobbiamo sostenere il criterio meritocratico. Questo comporta un
cambiamento di attitudine della pubblica amministrazione che è la più
conservatrice tra i conservatori e un cambiamento di attitudine da parte
nostra perché nella precedente esperienza ci sono state spinte agli aumenti a
pioggia non legati al merito. Secondo la mia personale opinione, questo segnale
di discontinuità forte può essere accompagnato da un provvedimento che in
qualche modo risolva le questioni sul tappeto a condizione che le regole per il
futuro cambino". E per la riforma della contrattazione come agirete?
"Il modello è quello del contratto degli artigiani fatto nel 2005. La
stessa Confartigianato lo definì federalista perché era differenziato su base
territoriale legando le retribuzioni al costo della vita. Questo vale per il
privato e per il pubblico perché avere la stessa retribuzione a Milano e a
Matera vuol dire penalizzare l'insegnante di Milano e incentivarlo a chiedere
il trasferimento nel caso in cui venga da Matera. O voltiamo pagina o non
cambierà niente e avremo perso la nostra scommessa". © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Corriere
della Sera" del 20-04-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE -
sezione: Cronache - data: 2008-04-20 num: - pag: 24 categoria: REDAZIONALE
Costume "Pacchetti di intrattenimento" offerti dalle compagnie Il
bimbo vola da solo Uno su cinque senza mamma e papà Famiglie separate e
amicizie "globali". Nuovo business Check-in, menù, servizi dedicati e
tessere a punti per i clienti più affezionati. Il picco dei viaggi durante le
vacanze MILANO - Li riconosci dal bustone che portano appeso al collo con la
scritta: "Um". Vale a dire: unaccompanied minors, minore non accompagnato.
Quello di Lorenzo è quasi più grande di lui. Dentro ci sono i documenti, i dati
di mamma e papà, il biglietto per Parigi e la sua tessera accumula miglia.
"In tre anni ne ho "guadagnate" più io di mia sorella",
gongola lui. "Mamma vive a Milano. Papà a Parigi. E io? Volo". Parla
veloce, il piccolo frequent flyer. Senza staccare gli occhi dalla playstation
nella Sala Amica di Malpensa. Da qui lo scorso anno, tra montagne di lego e
libri colorati - dicono dalla Sea, la società che gestisce gli scali di Milano
- sono passati 16.200 "Um": giovani (12-18 anni) e giovanissimi
(5-12) passeggeri che hanno preso il volo senza mamma e papà. Un esercito in
crescita, sostengono le principali compagnie europee: la media dei dati delle
major dice che un bambino ogni cinque viaggia da solo. Vuoi perché sono sempre
di più le coppie (separate e non) che vivono in città lontane. Vuoi perché
anche le giovani amicizie sono sempre più globali.("Sono andato solo anche
dal mio amico Paul a Londra", conferma Lorenzo) Ecco così che, dopo la
caccia ai businessman, le compagnie sono sempre più attente a mettere a punto
pacchetti d'intrattenimento per i giovani passeggeri. La tendenza è anche
nostrana. "I bambini che viaggiano da soli sono sempre di più. Il picco?
Durante le vacanze" fotografano da Alitalia. Meridiana dà anche qualche
numero: "Su circa 60 mila bambini che volano in un anno, circa il 5% da
solo". Molti sono poi quelli che scelgono una compagnia straniera. A
vantare il rapporto più alto tra bambini trasportati e "Um" è British
Airways: un milione e 600 mila minori trasportati nel 2007 (300 mila bebè),
600.000 quelli che hanno viaggiato da soli (37,5%) e 40.000 quelli che hanno
usato il servizio Skylyers Solo. Tre milioni sono gli "under 12" che
hanno volato con Planète Bleu di Air France (430 mila i bebè): 410 mila i
piccoli flyer in volo senza mamma e papà (13,6%). Sugli aerei Lufthansa hanno
viaggiato soli in 500 mila: 70 mila gli affidati ad assistenti; 10 mila i baby
frequent flyer. Sì, perché molti dei piccoli passeggeri sono dei veri
affezionati. Per loro Lufthansa ha creato la tessera JetFriends (
( da "Corriere
della Sera" del 20-04-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE -
sezione: Cronache - data: 2008-04-20 num: - pag: 24 categoria: BREVI Gli svaghi in volo Alitalia, giochi e libri divertenti E in più la lounge dedicata La nostra
compagnia di bandiera punta tutto sull'aspetto ludico: i bambini che viaggiano
soli si divertono giocando, leggendo e guardando cartoon British Airways, come
al cinema Autografo del comandante Offerta di film e cartoon da cineteca per i
piccoli passeggeri della compagnia britannica. E, a fine volo, saluto al
comandante e firma del giornale di bordo Lufthansa, regali e menù studiati Lo
chef serve "coda di tigre" Intrattenere in volo i bambini soli: una
vocazione per la compagnia tedesca. Che regala zainetto-mascotte e serve i
piatti di Ralf Zachler: coda di tigre e mano di pirata Air France, libri e
videogame I giochi elettronici più nuovi Nella lounge e in volo, la compagnia
francese offre le ultime novità in fatto di videogame ma anche libri che
assicurano lo svago dei suoi piccoli passeggeri.
( da "Corriere
della Sera" del 20-04-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE -
sezione: Economia - data: 2008-04-20 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE
Mutui & istituzioni Il dibattito all'Aspen. Monti: due speranze la prossima
presidenza della Ue alla Francia e la fine dell'era Bush Tremonti: crisi, la
ricetta Draghi non basta "Un'aspirina per una malattia grave". E la
Banca d'Inghilterra vara una rete di salvataggio per le banche Secondo il ministro
dell'Economia in pectore le parole chiave sono interventi e "aiuti di
Stato" DAL NOSTRO CORRISPONDENTE PARIGI - I malati gravi non si curano con
l'aspirina. Per Giulio Tremonti l'aspirina è il rapporto al Financial stability
forum del governatore di Bankitalia Mario Draghi sulla crisi dei mutui
finanziari. Secondo il ministro dell'Economia in pectore, il rapporto è
reticente su parole chiave come "aiuti di Stato",
"nazionalizzazioni " e "salvataggi": "Si parla di
iniezioni di liquidità e altre cose fumose: siamo di fronte a un tipo di
cultura non più sufficiente ad affrontare i problemi di un mondo
cambiato". Pur parlando in una sede accademica - il convegno Aspen a
Parigi - la critica di Tremonti è un'indicazione - forse
influenzato dal caso Alitalia - della visione economica del prossimo governo e
un'anticipazione di atteggiamenti "interventisti" in vari campi. Del
resto, gli esempi britannici (nazionalizzazione della Northern Bank, prestito
della Banca centrale di 50 miliardi di sterline alle banche in difficoltà) sono
tutt'altro che ortodossi. Lo stesso Tremonti ha rilanciato l'idea
dell'Eurobond, il debito pubblico europeo per finanziare progetti d'importanza
strategica: infrastrutture, ricerca, energia. Al di là delle prevedibili
polemiche, è il contesto dell' emergenza finanziaria internazionale a
vivacizzare la discussione sulle terapie d'urto. Il titolo della conferenza
"Europa, Usa, disordine globale e nuova Bretton Woods" è forse
ambizioso per un "think tank", ma le indicazioni del dibattito, per
quanto condizionate da molte variabili (elezioni americane, crisi in Medio
Oriente, emergenza alimentare in Africa, guerra in Iraq e sfida iraniana)
conducono alla necessità di inventare i rimedi e condividere una nuova
gerarchia di valori: più trasparenza, più equilibrio fra competitività e
protezione, in una parola "più politica". Alcune battute di
banchieri, economisti ed esperti internazionali sulla crisi erano da raduno no
global più che da convegno a porte chiuse in un grand hotel di Parigi. L'unilateralismo
del presidente Bush è il più grande fallimento politico degli ultimi anni.
Bisogna riscoprire Keynes, il ruolo della politica nella governance dei
processi economici. La crisi dei mercati finanziari è gravissima, paragonabile
a quella del 1929. Non si tratta soltanto di saper cogliere le sfide della
globalizzazione, ma di inventare contromisure per ripararne i guasti, gli shock
economici, sociali, alimentari, energetici, ecologici degli ultimi anni.
L'Europa sta dando il buon esempio in termini di stabilità della moneta e di
regole del mercato interno, ma rischia di essere isolata in un mondo senza
regole in cui si affermano le potenze emergenti (Cina, India) e i Paesi che
detengono le più importanti risorse energetiche (Russia e mondo arabo/
musulmano). Battute non attribuibili per prassi Aspen (con eccezione di
Tremonti che parlava nei corridoi), ma eloquenti nella condivisione di critiche
pesanti alla globalizzazione senza controllo e al Vangelo liberista, inteso
come fiducia messianica nelle potenzialità e nell'autoregolamentazione del
mercato. Non si tratta di rispolverare forme di protezionismo statalista, in
cui talvolta si confondono vecchie ricette delle destre nazionaliste o delle
sinistre anticapitaliste, il vento neocon e l'ira no global, ma di ritrovare
una rotta sicura nella navigazione fra gli iceberg del Titanic globale. Può
essere stimolante collegare la riflessione di Aspen alla lunga coda di
turisti-cittadini del mondo per visitare al Louvre l'esposizione dedicata al
mito di Babilonia, grande metafora della globalizzazione nell' antichità.
Esaltata dall'Illuminismo come capitale universale degli scambi mercantili e
culturali e denigrata dal Romanticismo come ambizione, paurosa e fuori misura
per la condizione umana. Oggi, come nell'antichità, c'è differenza fra nuovo
ordine globale e torre di Babele. Il presidente della Bocconi, Mario Monti
(citabile nel breefing fuori conferenza), ha sottolineato almeno due motivi di
speranza: la prossima presidenza francese dell'Unione Europea ("un grande
Paese e un presidente forte possono far sentire più che in passato la voce
dell'Europa nelle sedi globali ") e la nuova amministrazione americana che
segnerà in ogni caso la fine dell'era Bush. Massimo Nava Giulio Tremonti,
ministro in pectore Il governatore di Bank of England Mervyn King si appresta a
varare una manovra di emergenza sui crediti immobiliari.
( da "Corriere
della Sera" del 20-04-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE -
sezione: Economia - data: 2008-04-20 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE Industria & nomine Le voci sul superconsulente e
l'intreccio con Alitalia
Vertici Eni, spunta Ermolli MILANO - Riconferma per Enel, Finmeccanica, Terna.
E anche per l'Eni. Anche se pare parzialmente. E' stato lo stesso Silvio
Berlusconi, a lasciare intendere che questa sia la direzione. E si è aperto
subito il totonomine. Probabilmente il riferimento del premier entrante
è stato alla presidenza. L'amministratore delegato Paolo Scaroni, è al primo
mandato. Mentre il presidente Roberto Poli sarebbe alla terza riconferma che lo
porterebbe a superare persino il leggendario "fondatore", Enrico
Mattei. E quindi è probabile che Poli, nonostante goda della fiducia del
Cavaliere che lo nominò a suo tempo e che lo annovera tra i professionisti più
ascoltati, possa decidere di lasciare la mano. Tra i possibili nomi si è fatta
strada l'ipotesi Bruno Ermolli, da lunghi anni una sorta di antenna sensibile
del Cavaliere nel mondo dell'economia italiana. E non solo. Con le sue società,
a partire da Sin&rgetica, Ermolli ha studiato, seguito e collaborato alla
messa a punto della riorganizzazione di grandi banche come Unicredito passando
per il Sanpaolo oggi Intesa Sanpaolo, fino ai grandi gruppi industriali come
Telecom Italia. Senza dimenticare la sua presenza nella Fondazione Cariplo.
L'imprenditore e superconsulente è stato inoltre decisivo con la sua Promos per
arrivare alla designazione di Milano come sede dell'Expo 2015. Fino alla
difficile partita su Alitalia che Ermolli segue per
conto proprio del Cavaliere. G. R.
( da "Corriere
della Sera" del 20-04-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE -
sezione: Salute - data: 2008-04-20 num: - pag: 53 categoria: REDAZIONALE Viaggi
aerei La diffusione delle rotte e il moltiplicarsi dei vettori accentuano i
problemi di sicurezza e di pronto soccorso Non basta più il "buon
samaritano" a bordo Più passeggeri e sempre più anziani: aumentano le
emergenze sanitarie in volo A 10 mila metri di altitudine, l'assistenza medica
diventa un'operazione complessa. Ma il comandante può sempre decidere
l'atterraggio extrascalo Meglio comunque poter contare sul buon Samaritano.
Sugli aerei, soprattutto per le rotte a medio e a lungo raggio, la presenza di
un medico fra i passeggeri è ancora il sistema più diffuso per affrontare
un'emergenza medica a bordo. Dicono le rassicuranti statistiche dell'Annual
Review of publich health statunitense che è possibile trovarlo nell'85 per
cento dei voli. Un'intricata matassa di questioni giuridiche, valutazioni
economiche e considerazioni pratiche fanno sì che quando qualcuno sta veramente
male in una cabina a diecimila metri di quota suoni il cicalino delle
emergenze. Subito dopo, la voce dell'assistente di volo fa la classica domanda:
"C'è un dottore a bordo?". Certo, gli studi sull'argomento sostengono
che i malori siano abbastanza rari. Ma è sconsolante verificare che nessun
organismo internazionale sia in grado di fornire statistiche a supporto.
"Non abbiamo una raccolta di dati centralizzata - ammette Claude Thibeault,
responsabile medico della Iata, l'organizzazione internazionale delle compagnie
aeree -. Sono informazioni che di solito vengono raccolte dalle singole
compagnie, se lo fanno". Già, perché non esiste nemmeno un obbligo in tal
senso. Stessa risposta dalla Association of european airlines e da Enac, l'ente
nazionale dell'aviazione civile. Neppure la prestigiosa Aerospace medical
association degli Stati Uniti è in grado di fornire questi dati. "Ci
abbiamo provato, ma le compagnie aeree sono restie a collaborare", spiega
Russel Rayman responsabile dell'Asma. Neppure Alitalia, che a Fiumicino ha un Centro
medico di prim'ordine, è stata in grado di rispondere. Quelli a disposizione
della European civil aviation conference (Ecac, un organismo intergovernativo)
e nella letteratura dicono che la frequenza di malori è di un passeggero su
10-40 mila. Le patologie gravi poi sono rare e solo 1 volo ogni mille
viene dirottato per cause mediche. La morte si verifica in media da un caso su
tre milioni di passeggeri a uno su 5 milioni. Si stima che ci siano almeno 350
richieste di assistenza medica in volo, ogni giorno nel mondo. Ma l'Ecac stessa
prevede che i casi di malore in volo siano destinati ad aumentare per una serie
di fattori che vanno dalla crescita del traffico commerciale (quasi 2 miliardi
di passeggeri all'anno), al numero sempre maggiore di passeggeri anziani e
all'incremento della durata dei voli. E non è il solo. L'altra fonte in grado
di fornire un'ampia casistica è MedAir, azienda dell'Arizona che offre consulenza
per le emergenze in volo a 74 compagnie aeree internazionali attraverso il suo
MedLink Global Response Center, un centro di controllo a terra. Anche se
l'andamento del 2007 è stato in calo ( vedi grafico), dal 2000 al 2006 le
emergenze registrate sono passate da
( da "Messaggero,
Il" del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di ROSARIO DIMITO MILANO - Non si
può prescindere da Air France. C'è un'intesa bipartisan tra
governo uscente e futuro esecutivo di battere prioritariamente la pista
francese per Alitalia.
Parigi entro pochi giorni dovrebbe dare una risposta definitiva sulla
disponibilità ad accettare un nuovo schema di offerta. A livello di cda della
Magliana non è mai stato interrotto l'asse con Parigi, aprendo quindi ad altre
soluzioni. E fino a quando il potere politico e di conseguenza gli
organi della Magliana, terranno in vita il negoziato con Air France, nessuna
cordata alternativa, seppur disponibile, vorrà fare passi formali. Ieri Intesa
Sanpaolo ha definito destituite di fondamento le ipotesi di un suo rientro in campo
su Alitalia. Air One invece si è trincerata dietro no
comment rispetto alla ricostruzione fatta da Il Messaggero di ieri su un
vertice di banche - avrebbero partecipato anche gli uomini di Nomura e Morgan
Stanley e i consulenti di Seabury ingaggiati da Carlo Toto - svoltosi due
giorni fa a Milano. La riunione sarebbe servita a verificare la fattibilità di
un piano che unisca la proposta di Air One e la cordata italiana di
imprenditori organizzata da Bruno Ermolli. La super cordata c'è nella misura in
cui esiste la disponibilità ad approfondire il dossier, ma a determinate
condizioni. E comunque tra i candidati a far parte della supercordata tricolore
le visioni non sarebbero convergenti: Air One predilige una Alitalia
in continuità aziendale, qualche banca americana invece preferisce un
intervento in presenza di un commissario. La condizione irrinunciabile sarebbe
la necessità di fare una due diligence di 2-3 settimane. Il superconsulente
patron di Sinergetica che ha ricevuto un mese fa l'incarico da Silvio
Berlusconi di costruire una soluzione italiana, ha preso parte giovedì scorso
al vertice a Palazzo Chigi, presenti per il governo uscente Enrico Letta e
Pierluigi Bersani e per il nuovo Gianni Letta. Dal consulto di palazzo Chigi
sarebbe emerso l'indirizzo univoco da proseguire il negoziato con Air France.
Lo show down con i francesi comunque è atteso per metà settimana. Forse
mercoledì, quando Jean Cyril Spinetta, timoniere del vettore parigino dovrebbe
comunicare se accetterà di allinearsi con l'impostazione concordata da vecchio
e nuovo governo. In breve se è propenso a ritoccare l'offerta presentata
riconoscendo ad Alitalia lo status di compagnia di
bandiera e a riconsiderare il ruolo di Malpensa che nell'offerta originaria
viene pesantemente ridimensionata. E poi c'è sempre il nodo della trattativa
coi sindacati sul quale Spinetta ha abbandonato il tavolo negoziale. Nel
riconoscimento di Alitalia come compagnia di bandiera
potrebbero inserirsi alcune varianti che coniugherebbero le esigenze della politica
con le ambizioni della finanza e del mercato. Air France potrebbe accettare una
soluzione che rassomigli a quella adottata per Telecom. Costruire una alleanza
tra un partner industriale forte, credibile con una statura internazionale e
partner finanziari. In questo contesto potrebbero avere spazio le varie
alternative. Come Lufthansa. Aeroflot, rilanciata da Berlusconi dopo l'incontro
con Vladimir Putin. E la stessa supercordata Air One-banche-imprenditori.
"Per Alitalia si può pensare a una dimensione
internazionale, ma a bocce ferme", ha detto Enrico Salza, presidente del
consiglio di gestione di Intesa. E Gaetano Miccichè ha ribadito che "la
nostra disponibilità c'è sempre". Due posizioni che aprono alla
possibilità di rimettersi in pista. Ma tutti attendono la risposta di Air
France. Ingtanto c'è da registrare un piccolo giallo in merito ad un presunto
incontro che il prossimo ministro dell'Economia, Tremonti, avrebbe avuto ieri
con il presidente francese Sarkozy. Presente a Parigi per un convegno dell'Aspen,
Tremonti alle 11 e
( da "Messaggero,
Il" del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di CLAUDIO MARINCOLA ROMA - Lo
stupro della giovane donna alla Stazione La Storta entra nella campagna
elettorale romana. Come l'Alitalia, il trasferimento di RaiDue a Milano o la scarsa manutenzione
stradale. È un vortice che aspira tutto. E allora Rutelli ammonisce: che
nessuno cerchi "di fare propaganda politica". Perché "contro il
crimine "dobbiamo unirci". È una difesa preventiva, un invito "a
non fare strumentalizzazioni". "Quando si verifica - dice il
candidato del centrosinistra - un episodio di crimine a Milano nessuno accusa
il sindaco. Penso che si debba avere più rispetto per le vittime. L'ex
vicepremier ieri ha atteso di conoscere i particolari della drammatica
violenza, la giovane studentessa africana accoltellata e violentata da un
romeno. Quindi, a metà pomeriggio, ha disdetto tutti gli impegni e convocato
una conferenza stampa nella sede del suo comitato. "Se sarò sindaco - ha
ribadito - mi schiererò in prima linea a tutela dei cittadini è un impegno fortissimo
che prendo per la tutela della sicurezza". Bisogna, secondo Rutelli,
contrastare, prevenire e punire i responsabili. Qualsiasi violenza "è
intollerabile", "un sindaco deve difendere le donne da questa
escalation". L'ex vicepremier ha elencato i numeri della paura: i 4663
casi accertati di violenza contro le donne nelle nostre città, solo nel 2007,
"quasi 13 al giorno". Poi ha ricordato le misure messe in campo dopo
il caso-Reggiani, il decreto legislativo che ha permesso l'espulsione in 2 mesi
e mezzo di oltre 280 persone. "E' un provvedimento efficace - ha sostenuto
Rutelli - : le persone espulse se decidono di rientrare nel nostro Paese
rischiano fino a 10 anni di carcere". Per Rutelli, insomma, non siamo
all'anno zero, "ci sono interventi in corso". "La Storta - ha
ricordato - è una delle 24 stazioni di Roma in cui sono stati fatti i primi
interventi di decoro e sono in corso le procedure per l'appalto per i lavori di
illuminazione e installazione del sistema di videosorveglianza". L'ex
sindaco capitolino propone un programma straordinario e soluzioni aggiuntive:
una rete di colonnine sos per le aree a rischio, potenziamento delle rete dei
cellulari nei tragitti di metro e treni, braccialetti luminosi per le donne che
percorrono strade isolate".
( da "Messaggero,
Il" del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Sue priorità, antipasto di una
settimana di trattative complicate. Berlusconi e Bossi si devono incontrare
prima che riprendano i colloqui romani del Cavaliere e come al solito lo
faranno ad Arcore, forse già oggi - domenica - al più tardi lunedì. "Con
Umberto c'è piena sintonia" ha mandato a dire il premier in pectore per
tranquillizzare la coalizione. Ma dalle parti del Carroccio fanno capire che le
"cose da mettere a posto" sono ancora parecchie. Dopo il vertice
romano di mercoledì scorso, quello da cui Bossi è venuto via di malumore
("Non si è deciso niente!") la Lega continua a ripetere due parole
soltanto: "Federalismo e Sicurezza". Nel rendez-vous col Cavaliere
quelle due parole verranno tradotte nell'esplicita richiesta del Ministero delle
Riforme e di quello dell'Interno. E se sul primo non ci sono problemi, sul
secondo la questione si fa spinosa. Berlusconi preferirebbe affidare il
Viminale a qualcuno di sua assoluta fiducia: Gianni Letta, o Scajola, o Franco
Frattini che non obbligatoriamente deve finire agli Esteri. Ma sa che alla Lega
qualcosa di pesante deve pur cedere, e i posti pesanti a disposizione sono
soltanto sei. Escluse le presidenze delle due Camere (già assegnate ad An e
Forza Italia), rimangono quattro Ministeri che danno prestigio, visibilità e
potere: Economia, Esteri, Giustizia, Interni. Il Carroccio sa di non poter
ambire ai primi due perché "l'amico Tremonti" non si tocca e perché
un ministro degli Esteri leghista è improponibile agli occhi del mondo.
Rimangono Giustizia e Interni. La speranza del Cavaliere è quella che Bossi si
accontenti di vedere nuovamente Roberto Castelli nel ruolo di Guardasigilli,
anche perché fra il 2001 e il
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 20-04-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
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Primo Piano Pagina 102 alitalia
Tremonti incontra Sarkozy? Alitalia --> ROMA Air
France resta in pole position nella complessa trattativa per la vendita di Alitalia, anche se nessuna decisione è stata ancora presa.
L'unica certezza è la scelta di procedere con una logica bipartisan. E non è
escluso che la prossima settimana ci sia un nuovo incontro governo-Pdl per fare
il punto sulla situazione. Si va verso "lo sblocco", assicura
l'esponente della Lega Roberto Calderoli. Il vicepresidente del Senato parla di
"soggetti plurimi", provenienti dal mondo dell'economia e da quello
delle imprese. Il che fa pensare alla cordata italiana. Intesa SanPaolo, però,
ha smentito la partecipazione, con Air One, a un qualsiasi progetto. Per
l'esecutivo uscente Parigi rappresenta l'unica vera chance, mentre Silvio
Berlusconi ha assicurato che ne parlerà con il Nicolas Sarkozy, non appena
insediato a Palazzo Chigi. Ma ieri si sono rincorse voci su una possibile
visita del ministro dell'Economia in pectore Giulio Tremonti (che si trova a
Parigi per un convegno dell'Aspen, dal quale si è però assentato un paio di
ore) al presidente francese. Non c'è discussione su Alitalia
che non contempli anche il capitolo Malpensa. Per il Pd il divorzio con Alitalia è necessario, mentre rilanciare lo scalo è
esattamente quello che vogliono i leghisti.
( da "Giornale.it,
Il" del 20-04-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 95 del 2008-04-20 pagina 0
Maroni: "La Cgil può sparire come la Sinistra" di Gian Maria De
Francesco L'ex ministro del Welfare: "Ha un atteggiamento conservatore e
dovrebbe tornare a fare il suo mestiere. Occorre un approccio più
pragmatico" Roma - Roberto Maroni, capogruppo della Lega Nord alla Camera
e già ministro del Welfare nel governo Berlusconi, che cosa pensa delle
dichiarazioni del presidente di Confindustria Montezemolo che ha definito i
sindacati "professionisti del veto"? "Montezemolo dice cose
condivisibili nel merito perché una parte dei sindacati ha un atteggiamento
conservatore, è schierato ideologicamente ed è contrario a qualsiasi
innovazione significativa nel modello contrattuale. Ma si tratta di una parte:
la Cisl ha sempre sostenuto la necessità di innovare, mentre la Cgil ha tenuto
un atteggiamento negativo. Nel metodo, però, non credo che sia opportuna una
operazione “Confindustria contro sindacato” perché occorre superare le
divisioni e lavorare per far fronte alla crisi". Quindi è d'accordo con il
suo collega di partito Calderoli che ha auspicato magg i o r "senso di
responsabilit à " perché non è il momento dei "regolamenti di
conti"? "Sì, è il momento di mettereda parte la campagna elettorale e
considerare che siamo tutti chiamati ad affrontare una stagione difficile che
richiede riforme importanti. Il sindacato non può pensare di essere la parte
che pone veti ma non vorrei che qualcuno si fosse messo in testa che, visto che
la sinistra radicale è fuori dal Parlamento, si possa fare ameno di dialogare
con loro. Sarebbe un grave errore emarginare questa parte che è presente nel
sindacato". Anche la Lega è chiamata a fare la sua parte visto che i
flussi elettorali dimostrano che molti operai l'hanno votata. "Il voto
operaio lo prendiamo da sempre, oggi è molto più evidente. Sul piano politico
vuol dire che sulle questioni poste dal mondo del lavoro la ricetta della
sinistra non piace mentre piace la ricetta della Lega che è il federalismo. Non
possiamo però farci carico delle questioni tra lavoratore e datore di lavoro
dove c'è il sindacato. Ma il sindacato deve rendersi conto che ha una
possibilità di sopravvivere come corpo intermedio rafforzando la sua autonomia
dai partiti, cosa c h e la Cisl sta facendo ma non la Cgil che è il più
apertamente schierato. Spero che lo shock della sinistra radicale serva per
risvegliarsi dal torpore e tornare a fare il sindacato e non la cinghia di
trasmissione perché questa funzione è stata sonoramente e clamorosamente
bocciata dall'esito del voto". Nel programma del centrodestra sono
enfatizzati punti come la detassazione degli straordinari e il rafforzamento
della contrattazione di secondo livello che al sindacato non sono piaciuti.
"Se il sindacato non si rinnova, rischia di essere superato da un mondo
del lavoro meno ideologico e più pragmatico. Noi svolgiamo un ruolo di
supplenza nei confronti dei milioni di lavoratori che non sono sindacalizzati e
che sono la stragrande maggioranza. Su 22 milioni di lavoratori meno di
5milioni sono iscritti al sindacato, il resto sono pensionati. Un sindacato che
si rifaccia alla falce e al martello è destinato a finire comela sinistra
radicale. Di qui la necessità di riprendere il dialogo per evitare derive
incontrollate da parte di chi si sente messo ai margini. Dobbiamo evitare di
acuire i conflitti sociali. Quando si subisce una sconfitta politica cocente o
si elabora il lutto o ci può essere una reazione violenta". Sul tavolo del
nuovo governo, però, non ci sarà solo Alitalia, ma anche i contratti dei medici ospedalieri e quelli degli
insegnanti precari. Che farete? "Dobbiamo affrontare in termini innovativi
il rapporto con il pubblico impiego. Dobbiamo sostenere il criterio
meritocratico. Questo comporta un cambiamento di attitudine della pubblica
amministrazione che è la più conservatrice tra i conservatori e uncambiamento
di attitudine da parte nostra perché nella precedente esperienza ci sono
state spinte agli aumenti a pioggia non legati al merito. Secondo la mia
personale opinione, questo segnale di discontinuità forte può essere
accompagnato da un provvedimento che in qualche modo risolva le questioni sul
tappeto a condizione che le regole per il futuro cambino". E per la
riforma della contrattazione come agirete? "Il modello è quello del
contratto degli artigiani fatto nel 2005. La stessa Confartigianato lo definì
federalista perché era differenziato su base territoriale legando le
retribuzioni al costo della vita. Questo vale per il privato e per il pubblico
perché avere la stessa retribuzione aMilano e a Matera vuol dire penalizzare
l'insegnante di Milano e incentivarlo a chiedere il trasferimento nel caso in
cui venga da Matera. O voltiamo pagina o non cambierà niente e avremo perso la
nostra scommessa". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
( da "Manifesto,
Il" del 21-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Ida Dominijanni Milano, studentessa
americana stuprata da un giovane egiziano clandestino all'uscita di una
discoteca. Roma, studentessa sudafricana accoltellata e ripetutamente
violentata da un giovane rumeno clandestino all'uscita di una stazione: tale e
quale sei mesi fa Giovanna Reggiani, che ci rimise la vita. Sono tutte uguali
le storie di stupro, non da oggi e non da ieri. Cambia nel tempo il copione
della reazione, a seconda degli scopi a cui serve. SEGUE A PAGINA 4 Ci fu un
tempo in cui serviva per far approvare una legge contro la violenza sessuale
(ci vollero 17 anni), e modularne l'articolato sulla base dell'allarme sociale
e dei titoli sui giornali più che delle esigenze femminili. Adesso serve a
espellere i clandestini, detti anche barbari, preferibilmente su base etnica
(di quante razze ci dovremo liberare?), e a rilanciare ogni giorno la parola
magica del momento, quella che serve a spiegare tutto della questione
settentrionale (ma Roma non è al nord), del voto alla Lega e al Pdl, della
débacle della sinistra e della fine del Novecento. La parola magica è
sicurezza. Al Nord, ci spiegano (ma anche a Roma), i cittadini vogliono
sicurezza, la sinistra non lo capisce e non si piega alle ricette della destra,
che sono le uniche possibili. Più espulsioni, e ci saranno meno stupri (solo a
Roma, nel 2007, 4663 casi denunciati, 13 al giorno), meno rapine, meno anziane
strangolate (sempre a Roma, sempre due giorni fa, l'ultima è stata trovata
morta con un laccetto alla gola, a casa sua ai Parioli, che è un quartiere
ricco e non una stazione buia). Il farmaco si sa in anticipo che è un placebo:
gli uomini, cittadini e clandestini, occidentali e africani, ariani e rom,
stuprano le donne da sempre, e se si tratta di donne di altre etnie e
nazionalità pare che da sempre ci provino più gusto (vi ricordate gli stupri
etnici? "Tutti gli stupri sono etnici", scrisse all'epoca una sociologa
con non poco scandalo), perché violentare una donna "altrui" è una
prova raddoppiata di virile potenza. Gli uomini però, i nostri uomini di
governo - e anche di lotta -, questo argomento pare non li tocchi mai
direttamente: riguarda sempre qualche altro. Quelli di governo urlano
"sicurezza!" e chiuso. Quelli di lotta replicano che la sicurezza non
si può ottenere a scapito dei diritti fondamentali di chi la minaccia, e chiuso
anche lì. La sinistra, è vero, sul tema non trova una presa. Il che non vuol
dire che la destra, invece, ci prenda: si limita a usare una parola-ombrello.
Piove di tutto - immigrati, lavoratori a basso costo, lingue sconosciute,
lineamenti diversi, kebab maleodoranti, stupri, borseggi, bancomat clonati,
prostitute - e ognuno vorrebbe il suo ombrello. Ma gli ombrelli, mentre
proteggono, nascondono. Sicurezza è una parola - ombrello, che nasconde troppe
cose. In primo luogo, una scomoda verità che nessuno dice né a destra né a
sinistra: c'è un tasso di rischio che è ineliminabile dalla condizione umana,
dall'esposizione all'altro in cui ciascuno si trova su questa terra, nonché
dalla democrazia, che non è un set di garanzie pronto per l'uso. Secondo, la
graduazione del rischio, e di conseguenza dell'allarme, e di conseguenza dei rimedi:
il rischio che attiene all'essere un corpo femminile considerato una preda, non
è paragonabile al rischio, per quanto sgradevole, che ti rubino il portafogli.
Terzo, il carattere specifico di ogni rischio specifico. Stiamo al caso:
studentessa americana stuprata da egiziano, studentessa sudafricana stuprata da
giovane rumeno. Aggiungiamoci tutti i precedenti analoghi. Aggiungiamoci magari
anche il caso Mez di Perugia (studentessa americana presumibilmente
accoltellata dopo pratiche sessuali hard da un giovane italiano e un giovane
italo-ivoriano). D'accordo, c'è di mezzo la sicurezza. Ma non ci sarà di mezzo
anche il sesso? Cos'è questo nuovo mercato sessuale globale, in cui uomini
abusano donne preferibilmente straniere, uomini extracomunitari stuprano
cittadine europee, uomini maturi europei ingrassano le compagnie aeree (e non serve il marchio Alitalia né che si parta da Malpensa) per fare sesso con minorenni
tailandesi, donne dell'insicuro Nord italiano idem con giovani giamaicani,
clandestine dell'est si prostituiscono con cittadini dell'Ovest? Cos'è questo
stridore fra l'allarme sicurezza sugli stupri e la sicurezza con cui i media di
mezzo mondo (democratico) traducono in disponibilità sessuale la libertà
femminile? Quando le risposte-ombrello proteggono poco o nulla, talvolta è
sensato cambiare le domande. Ida Dominijanni.
( da "Manifesto,
Il" del 21-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia Chi
Malpensa... fa peccato ma a volte... Guglielmo Ragozzino L'emergenza dei
rifiuti a Napoli e il nodo dell'Alitalia sono state due
carte vincenti della destra alle recenti elezioni politiche. In questo secondo
caso vi era un discorso generale, sulla compagnia di bandiera che poi significa
solo tenere in funzione poltrone gratis per gli alti poteri e rotte in perdita, anche copiosa, per favorire
determinati rapporti internazionali. L'Alitalia,
disperata, voleva abolirle o ridisegnarle. Il punto vero del dissidio era però
un altro, il destino di Malpensa. Dell'aeroporto lombardo, sempre in procinto
di decollare ma il cui decollo era sempre rimandato a tempi migliori, si è
parlato a fondo nella campagna elettorale. Ma non era una novità discutere di
Malpensa. In passato, già con l'avvento dei jet commerciali, la pista di Milano
Linate, in fondo al Viale Forlanini era considerata insufficiente. Inoltre
l'area era particolarmente nebbiosa. Radar antinebbia ce n'era qualcuno, in
aeroporti stranieri particolarmente tecnologici, ma era una scienza infida,
strana e molto costosa. Molto meglio spostare tutto verso la limpida brughiera,
verso Varese. Una bella colata di cemento, e via... Più avanti negli anni
l'esclusiva del traffico aereo tra Fiumicino e Linate diventò il punto decisivo
dell'Alitalia. La compagnia si sosteneva e pagava gli
extracosti da compagnia di bandiera con gli exrtraprofitti di quei voli
detenuti in monopolio. Ma non poteva durare. La compagnia fu per esempio
costretta a spostare voli su Malpensa, pur ritenendoli inutili. Malpensa allora
non era troppo popolare in Lombardia e in Piemonte. Forse una decina di città
avevano altrettanti progetti di aeroporti alternativi. La rivalutazione dei
terreni e dei paesi vicini a una possibile pista, una ricca colata di cemento,
alberghi e magazzini per hub di serie B: visioni ripetute di provincia in
provincia. Il caso del grande aeroporto di Orio al Serio a est di Milano, cioè
dalla parte opposta di Malpensa, è ben presente a tutti. Ogni iniziativa per
dare risalto all'aeroporto di tutti i lombardi era continuamente ostacolata.
C'erano problemi di collegamenti, di treni, di alloggi per gli equipaggi:
difficoltà vere e inventate, piccoli e grandi fastidi per affossare sempre più
definitivamente l'ipotesi del mega aeroporto del nord. A questo punto
intervenne la decisione di Alitalia: salviamo la
compagnia, dissero i massimi dirigenti, buttando a mare Malpensa e i suoi voli.
Si decise di tagliare due terzi dei voli da e per Malpensa, soprattutto quelli
intercontinentali. Per raggiungere destinazioni lontane, si sarebbe dovuto
partire da Roma, oppure da Parigi. "Fate voi", disse il governo, nel
massimo del suo liberismo di recente acquisizione. Air France, principale
interlocutore, era d'accordo; anzi faceva capire che la chiusura di Malpensa
era un passaggio indispensabile per l'affare. La posizione di Air France era
sospetta. La destra politica italiana, in sostanza la Lega, puntava il dito
sullo spostamento dei traffici aerei dalla Lombardia ad altri aeroporti
francesi, come Lione o Nizza o altri ancora più lontani, per raggiungere hub
più comodi per la compagnia. I passeggeri calcolavano tempi di viaggio di
almeno tre ore più lunghi. I politici lombardi, in rappresentanza di una parte
preponderante della popolazione chiesero una moratoria: mantenete i traffici
per al massimo tre anni, per consentire un avvicendamento di altre compagnie,
magari low cost e mantenere in piedi (e in vita) il sistema aeroportuale. Il
principale documento lombardo aggiungeva un particolare: va tenuta in
considerazione "la rilevanza delle decisioni che dovranno essere assunte
in merito all'assegnazione dell'Expo". Era una richiesta ragionevole,
veniva da uno schieramento molto ampio in cui era ricompresa anche la Provincia
di Milano, a presidenza di sinistra. Ma non fu accolta neppure questa
sollecitazione a ragionare. Non ci si accorse dell'egemonia della Lega sul tema
di Malpensa e dei commerci lombardi. Oramai si era deciso. Silvio Berlusconi
ebbe tutto il tempo di pasticciare tra figli, cordate, Aeroflot, di turbare la
trattativa, come si dice in gergo. Glielo lasciarono fare, indisturbato. Con un
vero e proprio gioco al massacro si voleva regalare centinaia di migliaia di
voti alla destra.
( da "Manifesto,
Il" del 21-04-2008)
Argomenti: Alitalia
A teatro Su palcoscenici irrequieti
sfilano i fuoriclasse europei In Grecia, i drammaturghi del vecchio continente
si confrontano sul territorio di un sociale dissestato; Dafne e Io,
performances delle ninfe costrette a "cambiare" forma; a Bolzano il
coreografo Akram Khan "danza" sulle tante traiettorie del nomadismo
Il premio Europa, che insieme ai valori teatrali valuta anche quelli civili, ha
incoronato Patrice Chéreau. Il regista a Salonicco ha portato in scena "La
douleur" di Margherite Duras e "Coma" di Pierre Guyotat, una
sconvolgente analisi della d Gianfranco Capitta Salonicco È un appuntamento
importante ormai quello del premio Europa, alla dodicesima edizione, tenutosi
per la seconda volta nella capitale della Grecia del Nord. Appuntamento che per
tre giorni rende "comunità" artisti e istituzioni del continente. In
una curiosa atmosfera, in cui a fianco dei valori teatrali e della
comunicazione, primeggiano quelli civili di uno spicchio sociale ormai
abitualmente sgomento (l'anno scorso erano i francesi a tremare per l'avvento
di Sarkozy, quest'anno toccava a noi italiani ricevere pacche sulle spalle e
sorrisi di compatimento per l'ineluttabilità del ritorno berlusconiano). Ma
preoccupazioni ed ansie trasparivano anche da quanto andavamo vedendo sui
palcoscenici. Il Premio Europa vero e proprio è andato a Patrice Chéreau, il
geniale regista francese che si è spostato ormai con slittamenti progressivi
dal teatro al cinema e all'opera. Il premio invece per le nuove realtà teatrali
è stato appannaggio di un "tris-equo" che a fianco ad un altro genio
della scena, la coreografa tedesca Sasha Waltz (rappresentata dal marito perché
in forma fisica non adeguata al momento, ma difficile anche da accettare come
"nuova realtà", dopo più di dieci anni di grandi successi) vedeva
premiati gli irresistibili Rimini Protokoll e il regista polacco Krystof
Warlikowski. Ma una menzione speciale riposizionava il premio su una
consapevolezza civile molto avanzata: il Belarus Free Theatre di Minsk è un
gruppo costretto in patria alla semiclandestinità, mentre gode di ammirazione e
appoggi in Europa, a cominciare dai tre fuoriclasse (in campo teatrale come in
quello civile) che lo sostengono e caldeggiano: Harold Pinter, Tom Stoppard e
Vaclav Havel (senza trascurare la solidarietà di Mick Jagger). Elementare il
tipo di comunicazione teatrale del gruppo bielorusso, quasi al limite del
cabaret. Ma fortissimo è l'impatto di quella protesta e di quei racconti di una
società disastrata, che si trasforma in un vero pugno nello stomaco per noi
italiani, quando in mezzo alle tranches de vie drammatizzate (storie di assenze
paterne, di madri costrette al degrado, tra fiumi d'alcol e tentazioni
prostitutive), spunta il caso dei genitori di Cogoleto, che volevano tenersi
per sempre la bambina affidata periodicamente alle loro cure a Genova. Il loro
è un teatro che interroga in profondità (magari lanciandosi in variazioni sui
testi di Pinter, o con affondi drammatici su un ragazzo violato), senza
dissipare del tutto per le nostre abitudini pigre il pregiudizio rispetto a un
teatro agit prop, che nella forma ricorda malauguratamente i nostri comici. In
ogni caso il contatto con la realtà scenica bielorussa invita ad approfondirne
la conoscenza. Ancor più valore conoscitivo ha avuto, per gli spettatori
internazionali a Salonicco, poter vedere finalmente gli spettacoli di
Warlikowski, regista che con un paio di colleghi sta rilanciando nell'Europa
occidentale la scena polacca, dopo la scomparsa dei grandi profeti del secolo
scorso, come Grotowski a Kantor. Il titolo scelto per questa presentazione era
un piccolo classico di oggi, quel Cleansed di Sarah Kane ben conosciuto anche
in Italia. Con la sorpresa spiazzante di veder trattare quel battente ritratto
fotografico di un campus inglese, scandito da droga, sesso omo ed etero,
medicina sadica e viluppi familiari, con una aura poetica che pochi vi avevano
finora intravisto. Interpretazione sorprendente, ma che certo conferisce alla
drammaturgia di Kane possibilità inusitate, lontano dal crudo privilegio
generazionale. Hanno riscosso invece un successo unanime gli "ingegneri"
tedeschi dell'immaginario raccolti dietro la sigla Rimini Protokoll (già noti
in Italia, ma destinati in breve a nuove curiose esperienze da noi). I loro capolavori riconosciuti sono Il capitale di Carlo Marx parte I e
quello dedicato al crack della belga Sabena (se i manager dell'Alitalia l'avessero visto...). Ogni
volta, in rappresentazioni a metà tra l'indagine scientifica e il racconto
visionario, i tre cervelli quarantenni del gruppo, ci aiutano a capire una
realtà, attraverso il metodico ricorso agli specialisti di un settore.
Quell'intreccio sempre dà spessore narrativo e scenico a un nodo vitale del
pensiero contemporaneo. Questa volta hanno mostrato, attraverso una
megainstallazione di trenini elettrici dal titolo Mnemopark, l'essenza più profonda
della Svizzera. Seguendo i vagoncini e gli scenari moltiplicati in palcoscenico
dai video, si scoprivano facce nascoste dell'anima elvetica, della sua economia
e della sua cultura. Ma il vero protagonista del Premio Europa (che ancora
rappresenta lo sforzo e l'investimento dell'Unione all'approfondimento dei suoi
"maestri") è stato ovviamente Chéreau. Assai noto anche in Italia, da
quando nel 1968 sostituì Strehler nelle regie del Piccolo, e fino all'ultima
inaugurazione scaligera con il suo prediletto Tristano wagneriano. Chéreau è il
volto più consapevole e irrequieto dell'artista europeo oggi. Tanto più oggi,
in cui privilegia cinema e lirica rispetto al teatro e alle sue modalità
pachidermiche. Forse proprio per questo preferisce opere e grande schermo, che
almeno giustificano tempi e investimenti. Ma di teatro rimane una vera
autorità. A sessant'anni portati con fascino scattante, è andato egli stesso in
scena, in operazioni a metà tra la lettura e l'interpretazione. E senza
smentire la propria storia, legata in palcoscenico a pochi classici, ma al
metodico lavoro con la scrittura di Bernard Marie Koltès, ha dato vita e
brividi a La douleur di Marguerite Duras, e a una impressionante analisi della
depressione, Coma, scritta da un altro maudit francese di grande umanità,
Pierre Guyotat. Coma arriverà anche a Villa Medici a Roma a fine estate, e
l'incontro con Chéreau sarà ancora da non perdere.
( da "Repubblica,
La" del 21-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina I - Napoli Silvio rimembri
ancora? MIMMO CARRATELLI L'Italia mostra il lato B e, come avrebbe detto Lauro,
tutti i noli vengono al pettine. Tagli e cuci, aboliamo l'ici, rifondiamo
l'aci, ci stropicciamo gli oci. Si farà un ponte sullo stretto o sul largo?
Sarà detassato il petto di bollo, non si pagherà l'autobollo. Avremo donne alte
e slanciate: meno basse per tutti. Ci stiamo rialzando, Italia. Tacco e punta.
Niente più bande, ma bandane. E avremo gli stivali della settima Lega: Bossi e
ti sarà aperto. è scomparso l'arco in un baleno, la fiamma s'è spenta e i
nanetti non ci sono più. è il maggioritario, bellezza. Voleremo, questo è
sicuro: la compagnia c'è, la bandiera pure, tiriamo i flap, evitiamo il flop,
basta uno spot e liberiamo gli slot e le machine di Malpensa. O si fa l'Alitalia oppure, testa di coccio, si
muove il Carroccio. Presto detto: se continua l'insania, vola Padania. L'avviso
di bordo è sempre lo stesso: "Non dimenticate il Bagaglino a mano".
Le ballerine si possono sempre recuperare a Villa Certosa, Porto Rotondo,
Sassari, dove la residenza del Cavaliere si è sposata con la natura, ma
per Procura. Nella villa sono visibili un finto nuraghe, un finto Bonaiuti che
il gel l'aiuti, finti fini, bossi ma di siepe, un sondaggio rampicante e la
piscina a forma di Aida Yespica. è più di una telecamera con bagno, è un
villone con molte camere da Letta. A Napoli dovrà accontentarsi di Palazzo
Reale dove ogni scherzo vale e quattordici anni fa il ganzo fu raggiunto da un
avviso di ganzaria. Silvio, rimembri ancora? Viene a togliere i rifiuti, ma,
com'è, come non è, ora abbiamo piani e soluzioni. Uòlter Canapino, l'ex di
Grinpìs (organizzazione ambientalista pis, pis, bau, bau), nato a Peggio
Emilia, ma districatosi nel peggio di Napoli, ha sventagliato 25 impianti per
superare la crisi e bollato di incompetenza tutti quelli che prima di lui non
se n'erano accorti. Ha fatto i conti: prendo 6500 tonnellate, ne elimino 1300
col resto di due, moltiplico per 3,14, sottraggo l'umido, estraggo la radice
quadrata del secco, gassifico a Santa Maria la Fossa, termovalorizzo a Salerno,
oplà. Ma con calma, ha aggiunto guardando il golfo: "Non ho la barchetta
magica". La puzza oggi a otto.
( da "Secolo
XIX, Il" del 21-04-2008)
Argomenti: Alitalia
La vendita della compagnia In settimana
possibile nuovo confronto fra governo e Pdl. All'ordine del giorno il
prestito-ponte per evitare il fallimento 21/04/2008 roma. Il gruppo Air
France-Klm resta in pole position nella complessa trattativa per la vendita di Alitalia, anche se nessuna decisione è stata ancora presa.
L'unica certezza è la scelta di procedere con una logica bipartisan. E non è
escluso che entro la fine di questa settimana ci sia un nuovo incontro
governo-Pdl per fare il punto sulla situazione. Si va verso "lo sblocco",
ha assicurato nei giorni scorsi l'esponente della Lega Roberto Calderoli.
Certo, il vicepresidente del Senato parla di "soggetti plurimi",
provenienti dal mondo dell'economia e da quello delle imprese. Il che fa
pensare alla cordata italiana, piuttosto che a partner stranieri. Cordata alla
quale il Cavaliere non smette di lavorare, ma che non sembra essere la
soluzione più probabile. Intesa Sanpaolo, tra l'altro, proprio sabato ha
smentito la partecipazione, con AirOne, a un qualsiasi progetto. "Non c'è
nulla di nuovo - ha precisato il portavoce dell'istituto di credito - rispetto
a quanto dichiarato ripetutamente e anche recentemente dai vertici
dell'Istituto". Nei giorni scorsi il top management della banca aveva più
volte ribadito che, dopo la scelta da parte del Tesoro di avviare trattative in
esclusiva con Air France, "non c'è più nulla allo studio sul dossier Alitalia". E venerdì Gaetano Miccichè, responsabile
della divisione Corporate di Intesa San Paolo, spiegando che "la
disponibilità di principio c'è sempre, ma per ora non c'è nulla di nuovo
rispetto al passato", aveva sottolineato che "non ci sono contatti
con AirOne" Per l'esecutivo uscente non ci sono dubbi: Parigi rappresenta
l'unica vera chance in campo e per il futuro di Alitalia
sarebbe meglio non lasciarsela sfuggire. Da lì i tentativi di trovare un
accordo con la nuova maggioranza. Silvio Berlusconi ha assicurato che ne
parlerà direttamente con il Nicolas Sarkozy, non appena insediato a Palazzo
Chigi. Ma nulla toglie che contatti con l'Eliseo siano già in corso. E così
nelle ultime ore si sono rincorse voci su una possibile visita del ministro
dell'Economia in pectore Giulio Tremonti (che si trova a Parigi per un convegno
dell'Aspen, dal quale si è però assentato, sabato, un paio di ore) al presidente
francese. Voci recisamente smentite dall'esponente azzurro, ma che non hanno
fugato definitivamente il dubbio dei giornalisti che seguivano i lavori del
convegno. Questa settimana potrebbe comunque registrare qualche novità, a
partire dall'emissione di un prestito ponte (tra i 100 e i 150 milioni di
euro). La palla è nel campo del Pdl: il governo è infatti disposto a staccare
un assegno solo qualora arrivi una chiara assunzione di responsabilità da parte
del centrodestra. L'ipotesi di un prestito - conferma l'esponente del Pd Enrico
Morando - è possibile esclusivamente se "lo sbocco finale è chiaro".
E se questa condizione fosse rispettata, anche l'Unione europea potrebbe avere,
si dice convinto, "un occhio tollerante". Non c'è
discussione su Alitalia che
non contempli anche il capitolo Malpensa. Per il Pd, e per il governo, occorre
innanzitutto realizzare il divorzio tra lo scalo milanese e Alitalia; dopodichè, ci si può e ci si
deve rimboccare le maniche chiamando in causa grandi interlocutori internazionali
in modo da poter rilanciare la piena operatività. E rilanciare lo scalo
è esattamente quello che vogliono i leghisti: la moratoria per la chiusura dei
voli intercontinentali è ormai una battaglia persa, riconosce Calderoli, e
quindi ora la scommessa si sposta sul futuro: "Qualsiasi accordo deve
contemplare - conclude - la riapertura degli accordi bilaterali
internazionali". L'Unione piloti, intanto, giudica positivamente
"l'interesse politico bipartisan per Alitalia e
le indiscrezioni di possibili nuovi potenziali acquirenti".
L'associazioneesprime in una nota anche apprezzamento per l'impegno delle
"forze politiche nazionali in occasione dei recenti incontri presso
Palazzo Chigi riguardanti, tra l'altro, l'impegno ad avviare a breve le procedure
per la concessione di un prestito ponte per Alitalia
in modo da consentire una trattativa per la privatizzazione, rapida ma con
tempi adeguati". 21/04/2008.
( da "Unita,
L'" del 21-04-2008)
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INDISCREZIONI Le nomine del Cavaliere: una poltrona all'Eni per l'amico Ermolli Non solo il dossier Alitalia ma molto, molto di più. Secondo quanto riportato ieri dal
"Corriere della Sera" Bruno Ermolli, il superconsulente di Silvio
Berlusconi, sarebbe candidato alla presidenza dell'Eni. Come dire: aziende
pubbliche agli amici privati. Nella partita per le nomine sembrerebbe infatti
che il premier in pectore sarebbe orientato ad "una riconferma
parziale" al vertice della compagnia petrolifera. "L'amministratore
delegato Paolo Scaroni - sottolinea il quotidiano - è al primo mandato. Mentre
il presidente Roberto Poli sarebbe alla terza riconferma, che lo porterebbe a
superare persino il leggendario "fondatore" Enrico Mattei". Tra
i possibili nomi per il successore di Poli, scrive il Corriere "si è fatta
strada l'ipotesi Bruno Ermolli, da lunghi anni una sorta di antenna sensibile
del Cavaliere nel mondo dell'economia italiana". Il superconsulente, che
sta faticando non poco a mettere su una cordata tricolore per rilevare l'Alitalia, ha già una lunga storia alle spalle nei palazzi
della finanza. Con le sue società ha studiato e seguito riorganizzazioni di
grandi banche, come Unicredit e Sanpaolo, fino ai grandi gruppi industriali
come Telecom. Non gli mancano certo le poltrone: side nel consiglio della
Fondazione Cariplo. Secondo il quotidiano milanese, la sua "Promos" sarebbe
stata decisiva per la designazione di Milano come sede dell'Expo 2015. Oggi la
sfida è tutta nella compagnia di bandiera: ma la sfida si sta dimostrando
abbastanza ardua. Il Cavaliere puntava a cacciare i francesi dalla porta, ma
questi tornano sempre dalla finestra, vista l'assenza per ora di alternative
finanziariamente e industrialmente valide. Ora i tempi stringono, e magari
Ermolli pensa già all'Eni.
( da "Corriere
della Sera" del 21-04-2008)
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Corriere della Sera - MILANO -
sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-04-21 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Moratti: Veltroni? Voltafaccia sulla sicurezza "Mi accusò di
lanciare l'emergenza criminalità per le elezioni. Ora lo fa lui" Per il
sindaco "sulle violenze sessuali non è stato fatto nulla". Nullo è
stato anche il potenziamento "per quanto riguarda le forze dell'ordine,
non sono stati coperti neppure i posti del turn over degli agenti" Attacca
Veltroni, Amato, Fioroni ma salva e ringrazia Romano Prodi. Perfida Letizia
Moratti. Dai microfoni di Lucia Annunziata su Rai3 si toglie tanti sassolini
dalle scarpe e dispensa consigli al vetriolo al centrosinistra. "Basta al
partito dei no" è il suggerimento per Veltroni. "E soprattutto
sorridete un po' di più, non è vero che è tutto brutto e tutto in
declino". Sicurezza, rom, clandestini, Malpensa, Expo. Il sindaco sfoglia
l'agenda dei fallimenti e dei successi del fu governo Prodi. Uno solo. La
vittoria condivisa sull'Expo. Per questo arrivano i ringraziamenti a Prodi. Per
gli altri, schiaffi. Soprattutto per Veltroni accusato di aver fatto un
voltafaccia sulla sicurezza. "Mi ricordo il vertice al Viminale con i
sindaci, una settimana prima della manifestazione milanese sulla sicurezza -
attacca la Moratti -. Sono stata lasciata sola. Veltroni mi accusò di lanciare
l'emergenza criminalità per motivi elettorali. Non c'erano elezioni. Dopo
qualche settimana era più preoccupato di me e aveva detto al governo state
attenti perché siamo seduti su una polveriera. Quale era il Veltroni vero?
Quello di qualche settimana prima al Viminale o quello di qualche settimana
dopo? Comunque sia la polveriera è rimasta ". Parla di due anni di
"tavoli inutili", riferendosi al Tavolo per Milano. Salva solo il
lavoro di Di Pietro sulle infrastrutture. "E forse - è l'ennesima
frecciata a Veltroni - questo spiega il suo successo elettorale, ha saputo
intercettare i problemi del Nord". Per il resto, malissimo sulla
sicurezza. "Sulla violenza sessuale non è stato fatto nulla. Per il resto
non sono stati coperti neanche i posti del turn over delle forze
dell'ordine". Il problema dei clandestini resta al primo posto. "A
Milano gli irregolari sono 40 mila ". Agli sgomberi dei rom, preferisce
gli accordi bilaterali con gli altri governi, ossia la prevenzione più che la
repressione. "Ma questo governo non ha fatto nulla come invece si fece con
Albania e Libia, degli accordi che permisero di rallentare il flusso degli
immigrati. Mi sembra strano che io sindaco di Milano debba incontrare il
ministro rumeno e non invece il governo". Attacca Fioroni per la circolare
sui figli dei clandestini nelle scuole dell'infanzia: "Siamo
contrari". E parla di "naufragio" totale su Malpensa: "Il
tavolo è naufragato sul tema Malpensa, dove avevamo
segnalato una cosa semplicissima: tenere separati il destino di Alitalia e di Malpensa. Non è stato
capito che Malpensa è un problema del Paese". Si affida al nuovo Governo.
Ripete che Berlusconi le ha dato tutte le garanzie sul "pacchetto
sicurezza". Dice che la Lega ha saputo intercettare i problemi della
gente. E mercoledì volerà a Roma per incontrare il Cavaliere. In agenda
c'è l'Expo. Maurizio Giannattasio Lo scontro Attacchi Salva solo Prodi e
attacca Veltroni, Amato, Fioroni. Così Letizia Moratti ai microfoni di Rai3
Elezioni Nel mirino soprattutto Veltroni. "Mi accusò di lanciare
l'emergenza criminalità per motivi elettorali. Dopo qualche settimana era più
preoccupato di me".
( da "Corriere
della Sera" del 21-04-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE -
sezione: Primo Piano - data: 2008-04-21 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE #
La visita negli Usa Il Papa a Ground Zero "Dio, converti chi odia" Il
ricordo dei morti e l'appello per la pace Nell'ultima omelia ha rinnovato
l'appello ai cattolici negli Stati Uniti: "Opponetevi all'aborto" DA
UNO DEI NOSTRI INVIATI NEW YORK - La preghiera del Papa a Ground Zero potrebbe
restare nella memoria collettiva come il "De Profundis" della nostra
epoca: l'invocazione "dal profondo" - come suona l'attacco del Salmo
129 - di chi implora Dio dal luogo della morte. Alle 9.30 del mattino Benedetto
XVI è sceso a
( da "Corriere
della Sera" del 21-04-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE -
sezione: Opinioni - data: 2008-04-21 num: - pag: 28 autore: di BILL EMMOTT
categoria: REDAZIONALE CRITICHE A TREMONTI Stato "necessario": chi lo
decide? SEGUE DALLA PRIMA Eppure, decenni di governi deboli da una parte e
dall'altra, con un costante andirivieni di primi ministri e caratterizzati,
fino a questi ultimi anni, da economie che sembravano ignorare le disfunzioni
della politica, rendono il confronto irresistibile. Oggi che la coalizione di
Silvio Berlusconi gode di un'ampia maggioranza in entrambi i rami del
Parlamento, i due Paesi sembrano aver preso strade diverse: il Giappone infatti
è rimasto bloccato da una paralisi politica e un Parlamento diviso. Ma le cose
stanno davvero così? Ci ha pensato Giulio Tremonti, proprio in questi giorni, a
ristabilire un collegamento. Il redivivo ministro del Tesoro è riuscito, prima
della campagna elettorale, a rianimare il dibattito sull'intervento dello Stato
nell'economia, grazie al suo recente libro La paura e la speranza. Anche il suo
capo ha illustrato ampiamente le proprie vedute nel manifestare la sua
opposizione alla vendita della quota del governo (49%) in Alitalia ad Air France/KLM. Tuttavia,
Tremonti è sensibile alle critiche provenienti dall'estero che lo accusano di
essere un sostenitore del protezionismo e dell'interventismo statale. In
risposta a un articolo apparso sul Financial Times, il 16 aprile Tremonti ha
inviato al giornale inglese una lettera in cui proclama la sua innocenza,
affermando di favorire "un mercato regolato, contro un mercato libero e
non regolato" e una filosofia di "mercato se possibile, Stato se
necessario". E che cosa ci sarebbe da ridire? In Giappone, perlomeno,
qualcuno è d'accordo con lui. Un hedge fund inglese, The Children's Investment
Fund (TCI), è appena stato bloccato dal governo quando ha voluto aumentare
l'attuale quota azionaria del 10% in una delle grandi aziende elettriche
giapponesi, la J-Power. Il capo di gabinetto del governo giapponese, Nobutaka
Machimura, l'uomo politico più importante dopo il primo ministro, giura che il
suo intervento è legittimo "per proteggere la sicurezza nazionale" e
"salvaguardare l'ordine pubblico". Si tratta di un intervento statale
necessario, afferma Machimura, e non c'è motivo per cui una tale azione
dovrebbe scoraggiare il capitale estero dal fare investimenti in Giappone.
L'Italia, dal canto suo, è ben più aperta del Giappone agli investimenti
stranieri, eppure i due Paesi condividono la medesima diffidenza di sottofondo
riguardo la proprietà estera e i sentimenti nazionalistici nei cosiddetti
settori "strategici", come l'aviazione, le telecomunicazioni e
l'energia elettrica. Né Tremonti, né Machimura hanno fatto finora uno sforzo
sincero per trovare argomenti logici a sostegno delle loro posizioni.
L'affermazione di Tremonti, di essere favorevole a un "mercato
regolato", non significa nulla. Non esiste un mercato che non abbia
regole, tranne il contrabbando e il narcotraffico. Tutto il commercio legale è
soggetto alla normativa stipulata dalla World Trade Organization. E il
tribunale della WTO è chiamato a dirimere tutte le questioni relative al rispetto
delle regole. Pertanto il "mercato libero e non regolato" contro il
quale si scaglia Giulio Tremonti semplicemente non esiste. La vera questione è
capire se Tremonti accetta le regole che esistono, o se è intenzionato a
cambiarle. Nel qual caso, dovrebbe sottoporre le sue proposte al dibattito
pubblico. Ugualmente, sostenere "mercato se possibile, Stato se
necessario" non ci dice proprio un bel niente. Chi decide se lo Stato è
necessario? Come si definisce la necessità? Esiste questa necessità nel caso
dell'Alitalia, in un mondo in cui quasi tutti i Paesi
europei hanno rinunciato all'idea di una compagnia di bandiera? Su questi punti
dovrebbe focalizzarsi una discussione aperta e sincera. La controparte
giapponese è ugualmente in malafede. Difatti Machimura sostiene che gli
investitori stranieri capiranno certamente perché non possono accaparrarsi una
quota azionaria troppo cospicua di un'azienda elettrica. E perché mai? Quale
possibile minaccia all'"ordine pubblico" e alla sicurezza nazionale
ne verrebbe da TCI (o da qualsiasi altro hedge fund), se chiede al management
di aumentare i dividendi ed evitare sprechi di capitale nell'acquisto di
pacchetti azionari in altre società? In moltissimi Paesi, tra cui la Gran
Bretagna, le aziende elettriche sono di proprietà straniera e non ci sono mai
stati casi comprovati di minacce all'ordine pubblico. La vera domanda che tanto
gli italiani quanto i giapponesi dovrebbero porsi semmai è la seguente:
nell'interesse di chi si faranno questi interventi in Alitalia
e J-Power? Nel vero interesse dei cittadini, dei passeggeri e degli utenti?
Oppure nell'interesse di una lobby specifica, molto più ristretta? Se fosse
veramente nell'interesse pubblico nazionale, allora l'intervento statale
potrebbe definirsi davvero "necessario", per tornare al termine di
Tremonti. Ma questo intervento dovrà essere chiaramente giustificato, ogni
qualvolta il governo si arroga il diritto di interferire. © Bill Emmott, 2008
Traduzione di Rita Baldassarre \\ Nonostante sembrino due Paesi culturalmente
diversi, l'Italia e il Giappone presentano analogie sul versante politico. Il
recente saggio di Giulio Tremonti ha rafforzato questo collegamento, puntando
sul protezionismo e sull'interventismo statale. I casi Alitalia
e J-Power, invece, dimostrano che l'interferenza dei governi nell'economia può
esserci solo se chiaramente giustificata.
( da "Giornale.it,
Il" del 21-04-2008)
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N. 16 del 2008-04-21 pagina 3 La
Moratti chiede a Berlusconi più poteri e agenti nelle strade di Giannino della
Frattina Mercoledì l'incontro con il futuro premier. Sul tavolo il
"pacchetto sicurezza" che il nuovo governo intende varare al più
presto Tre casi in soli dieci giorni a Milano. Uno terribile l'altra notte a
Roma. Ma il ministero dell'Interno assicura che il numero degli stupri è in
calo. "Finché ci sarà anche un solo caso di violenza nelle nostre città,
io mi sento responsabile". A un anno dalla grande manifestazione che portò
in piazza migliaia di milanesi per chiedere più sicurezza, il sindaco Letizia
Moratti prosegue nella sua battaglia. "C'era anche Silvio Berlusconi - ci
tiene a ricordare -. E non era tempo di campagna elettorale o di elezioni.
Segno che condivideva la mia preoccupazione". E ora ha già promesso che
tra i primi atti del nuovo governo ci sarà il varo del "pacchetto
sicurezza" nato a Milano dalla collaborazione tra la Moratti e il
vicesindaco Riccardo De Corato. Mercoledì l'incontro con il futuro premier per
fissare i punti più importanti. A Milano, la premessa molto poco incoraggiante,
secondo stime nemmeno troppo pessimistiche, ci sarebbero 40mila extracomunitari
irregolari. Una città nella città di gente "senza casa, né lavoro e dunque
inevitabilmente più portata a delinquere". Il frutto di due anni di
governo Prodi che, accusa la Moratti, "non ha fatto nulla per combattere
le violenze sessuali", dato che il decreto Mastella-Pollastrini è
naufragato in Parlamento. Vittima di un centrosinistra la cui "politica
sull'immigrazione non ha fatto che aggravare i problemi legati alla
sicurezza". Già pronta, allora, l'agenda da presentare dopodomani a
Berlusconi. Innanzitutto nuove norme e nuovi poteri ai sindaci "per poter
combattere l'abusivismo nelle case popolari, la violenza sulle donne, sui più
deboli, le truffe agli anziani, scippi, rapine, droga, prostituzione e
l'accattonaggio per strada". Ripescando, magari, la proposta fatta al
Senato da De Corato che chiedeva di istituire il reato di "riduzione in
schiavitù" per chi obblighi donne e bambini all'elemosina. Oltre alle
leggi gli uomini, poliziotti, carabinieri e finanzieri arrivati a Milano, dopo
la firma del Patto per la sicurezza, ma in misura addirittura minore rispetto a
chi è andato in pensione. Altra richiesta è la possibilità di utilizzare i
fondi del Comune, in deroga alle leggi Finanziarie e ai patti di stabilità, per
investimenti sulla sicurezza. Tecnologia, come le telecamere per sorvegliare
parchi e zone a rischio, o nuovi "ghisa". Duecento dei quali, ricorda
il sindaco, entreranno presto in servizio. Non l'unico intervento di chi, nel
silenzio di Roma, anche in questi mesi ha avanzato più proposte che richieste. "Abbiamo
messo cento custodi sociali nei caseggiati popolari, mille telecamere contro i
delinquenti, fatto firmare un patto di legalità ai rom, creato alla clinica
Mangiagalli un centro di assistenza per le donne violentate". Ma non
basta. "Vogliamo investire ancora di più in uomini e tecnologia",
rilancia la Moratti. Che ricorda come la Lega Nord abbia vinto le elezioni
proprio per questa sua capacità "di interpretare i bisogni della
gente". "Basta destra e sinistra - l'invito -, sono concetti del
secolo scorso. Ora bisogna saper affrontare i problemi. La sinistra ha perso
perché ha saputo solo aumentare le tasse e non ha risolto nulla".
Naufragando anche su Malpensa. "Noi - accusa -
chiedevamo solo di separare il destino dell'hub da quello di Alitalia. Una liberalizzazione che
consentisse alla Sea di poter sostituire la compagnia di bandiera con altri
vettori. E, invece, il governo nella trattativa con Air France ha concesso i
diritti di traffico internazionale su mono destinazione. Come dire che
ha svenduto la politica dei trasporti del nostro Paese. Un errore gravissimo
che gli elettori hanno punito". Severamente. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI
SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Messaggero,
Il" del 21-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di ANTONELLO DOSE e MARCO PRESTA
CHISSÀ, forse dopo "Houston, we have a problem", sentiremo un giorno
risuonare sui media di tutto il mondo la frase "Frascati, qui butta
male!". Qualche giorno fa, il presidente dell'Agenzia spaziale italiana,
Giovanni Bignami, ha presentato a Frascati, nella splendida cornice dei
Castelli romani, il bando di concorso per il reclutamento di nuovi astronauti
europei. Insomma, presto per essere assunti in cielo non sarà più necessaria la
santità. La nostra speranza è che tra questi coraggiosi trovi posto un giovane
Italiano, che accetti di spostarsi per lavoro dal nostro pianeta nel cosmo: un
caso di pendolarismo estremo, se vogliamo. Uno dei primi a cogliere il grande
fascino di una missione spaziale, non a caso, fu proprio l'italianissimo Don
Backy, con l'indimenticabile verso "Per me che sono nullità... nell'Immensità!".
I requisiti richiesti dal bando di concorso in questione sono di avere una
laurea in materie scientifiche, conoscere molto bene l'inglese e magari il
russo, essere in ottime condizioni psicofisiche e non aver mai visto il film
Alien. L'auspicio del presidente dell'Asi è che tra i candidati a questo posto
così prestigioso ci sia almeno una rappresentante del gentil sesso e,
possibilmente, più di una. Anche a livello siderale, si ripropone l'annoso
problema che avevamo nelle festicciole dell'adolescenza: mancavano le donne.
Purtroppo, gli anni passano ma certe questioni non trovano una adeguata
soluzione. Viviamo un momento davvero curioso nel nostro Paese, incomprensibile
e pieno di contraddizioni: non riusciamo a mantenere il
controllo dei voli nazionali (vedi la vicenda Alitalia) ma culliamo l'ambizione di conquistare lo spazio. Viene da
chiedersi: l'italiano, sulla base del suo temperamento e delle sue abitudini, è
adatto al lavoro di astronauta? Noi amiamo le nostre piccole comodità, siamo
attaccati alle nostre tradizioni. Ad esempio, la contemporanea assenza
dell'antenna parabolica e del digitale terrestre potrebbero destabilizzare un
nostro connazionale, specie durante i weekend. Inoltre, l'impossibilità di
chiamare la mamma due volte al giorno dalla navicella orbitante potrebbe
causare momenti di insicurezza al cosmonauta tricolore. In più, quanto può
resistere una teglia di lasagne in assenza di gravità? Prendono i cellulari
nella ionosfera? Venderanno il panforte sulla stazione orbitale? Tutti fattori che
vanno presi in seria considerazione e analizzati con la dovuta serietà. Si
potrebbe obiettare che quello del viaggiatore spaziale è un mestiere pieno di
incognite e pericoloso ma, per quanto concerne la sicurezza sul lavoro, anche
sulla terra, qui da noi, non stiamo messi benissimo. Certo, per il genitore
medio italiano sarebbe una grande soddisfazione poter dire "Mio figlio? Ha
trovato un posto... molto in alto!": dopo quello di concorrente a un
reality show e quello di aspirante coniuge di un figlio di Berlusconi,
diventare astronauta potrebbe essere la grande ambizione delle nuove
generazioni. Dal numero delle domande di partecipazione al concorso che
giungeranno al nostro Ente spaziale, capiremo se sarà così. E poi, c'è un
aspetto che rende questa professione estremamente interessante: la possibilità
di guardare il nostro Paese da molto, molto lontano. Da
( da "Voce
d'Italia, La" del 21-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Economia, ora le scelte
difficili (parte seconda) Roma, 21 apr. – Continuiamo la nostra rassegna sulle
difficili scelte che il nuovo governo di centro-destra sarà chiamato a fare
nelle settimane prossime venture. Assodato che le due priorità sembrano esser rappresentate dalle sorti di Alitalia – dove, peraltro, v'è da
registrare un possibile ritorno di fiamma da parte dei russi di Aeroflot (anche
grazie agli ottimi rapporti personali tra i due prossimi premier, S. Berlusconi
e V. Putin), e che rappresenta senz'altro una buona notizia per allontanare lo
spettro del fallimento della nostra compagnia di bandiera – e
dalle sorti della finanza pubblica italiana, tanti altri punti critici andranno
comunque affrontati. Il risanamento dei conti pubblici passa per una riduzione
ed una riqualificazione della spesa pubblica, dove continuano a farla da
padrona le spese per gli interessi passivi e, più in generale, le spese
correnti, tipicamente improduttive. Comprimere le spese di funzionamento della
macchina statale lascerebbe anche spazio alle spese in conto capitale, quelle
per infrastrutture pubbliche, tipicamente produttive invece, che permetterebbe
al paese di fare un passo decisivo verso il superamento dell'atavico divario
territoriale Nord (ricco)-Sud (povero), aiuterebbe la crescita dell'attività
economica, e – dal punto di vista squisitamente politico – farebbe sì che una maggioranza
con un partito ex-secessionista (la Lega Nord) riesca là dove per decenni
governi di tutti i colori hanno tragicamente fallito (1). A proposito di spese
produttive, non vanno dimenticate quelle destinate a Ricerca&Sviluppo. La
coalizione di centro-sinistra ne aveva fatto una bandiera durante la campagna
elettorale del 2006, ma poi il tema ha rappresentato uno dei tanti fallimenti
di quel governo troppo eterogeneo, con un Ministro, Mussi, che ha lasciato
ricordi nient'affatto piacevoli, e che ora non è nemmeno più parlamentare… (2).
Bisogna permettere ai ricercatori universitari di non rimanere schiacciati né
dai carichi didattici cui vengono costretti (residuando per la ricerca le ore
notturne, ben che vada) né dai salti mortali economici che vengono chiamati a
fare, a causa delle loro buste paga letteralmente da fame… Favorire gli scambi
culturali Università-Imprese, l'internazionalizzazione del nostro mondo
accademico, rendere più attraente ed appetibile fare ricerca in Italia (da una
parte superando l'ipocrisia dei concorsi pubblici e promuovendo la libera
chiamata del corpo docente da parte delle varie istituzioni universitarie, e
dall'altra premiando economicamente i prescelti), tutto ciò per evitare la
tanto vituperata “fuga dei cervelli” (3). All'orizzonte sembra stagliarsi una
recessione globale dalle dimensioni imprevedibili. Eppure, in controtendenza,
le turbolenze inflazionistiche che stanno scuotendo le economie europee dalla
fine del 2007 fanno sì che la BCE non possa permettersi un abbassamento dei
tassi (4). Altra sfida: aiutare i sindacati ad ammodernarsi. Nonostante le
speranze che erano venute dopo talune dichiarazioni di alcuni sindacalisti
pochi mesi orsono a proposito di abbassamento della pressione fiscale (5-6), la
vicenda Alitalia ci ha consegnato un quadro davvero
sconfortante. Lontanissimi dall'essere delle organizzazioni laburiste, con in
testa – marchiata a fuoco – la “regola fondamentale della politica dei prezzi e
dei redditi” esse hanno dimostrato il vecchio e stantio ancoraggio, tutto
ottocentesco, alla politica del no-no-no, con diktat inutili. Anche in questo,
forse, potrebbe aiutare uno dei numi tutelari berlusconiani (per sua espressa,
e ripetuta, ammissione), quella Margaret Thatcher che sfidò per prima ed
apertamente le fortissime Trade Unions britanniche, vincendo le loro resistenze
con costi sociali non trascurabili, epperò costringendoli a fare un passo
decisivo verso la modernità (tanto che S. Merlo scrive su Il Foglio di
"decostruzione thatcheriana del sindacato"). Insomma, il destino del
prossimo governo di centro-destra passerà, mai come questa volta, per le
difficili scelte da prendersi in campo economico-finanziario. Cosimo Magazzino
(1) "Rapporto Censis 2007: crescita costante, ma la società italiana
viaggia a due velocità", di Cosimo Magazzino, ne "la Voce
d'Italia", a. II, n. 84. (2) "Università e ricerca: l'ennesimo
fallimento di un governo miope", di Cosimo Magazzino, ne "la Voce
d'Italia", a. II, n. 44. (3) "Ricerca, questa sconosciuta!", di
Cosimo Magazzino, ne "la Voce d'Italia", a. II, n. 196. (4)
"L'allarme inflazione blocca i tassi", di Cosimo Magazzino, ne
"la Voce d'Italia", a. II, n. 205. (5) "Proposta di Epifani: giù
le tasse su salari e pensioni", di Cosimo Magazzino, ne "la Voce
d'Italia", a. II, n. 46. (6) "Rivoluzionamo il nostro sistema
fiscale", di Cosimo Magazzino, ne "la Voce d'Italia", a. II, n.
56.
( da "Opinione, L'" del 21-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Lun, 21 Apr 2008
Edizione 77 del 19-04-2008 SUMMIT A VILLA CERTOSA Putin e Berlusconi studiano Alitalia e progettano sul gas di Alessandra Mieli Grande è
la distanza che separa la Sardegna da Mosca. E così ieri è andato in scena un
bizzarro siparietto. Mentre il presidente russo Vladimir Putin era a colloquio
con Silvio Berlusconi, futuro premier, le agenzie battevano la notizia che la
compagnia di bandiera ex sovietica, ovvero l'Aeroflot, giudicava improbabile un
ritorno d'interesse per l'acquisizione di Alitalia. Lo aveva detto non un capo
scalo, bensì il direttore Valeri Okulov parlando alla televisione Russia Today.
"Ritengo che abbiamo avuto un'utile esperienza partecipando alla prima
gara per la privatizzazione di Alitalia, ma le informazioni di cui disponiamo non ci rendono ottimisti
riguardo a una seconda partecipazione al progetto", aveva spiegato
Okulov. Ma, durante la conferenza stampa a Villa Certosa, ecco il coup de
théâtre: "Ho parlato con il presidente del cda di Aeroflot e si è detto
disponibile a riprende gli incontri con Alitalia. Il
risultato non si sa, dipenderà dalle trattative tra le aziende"annunciava
il presidente della Federazione russa. Difficile immaginare che in Russia
chiunque osi l'inelegante gesto di contraddire Zar Putin, quindi dovremmo credere
a un ritorno di fiamma dei russi per la nostra compagnia di bandiera. In realtà
si tratta solo di una cortese attenzione: lo stesso Putin infatti conosce il
contesto e di Alitalia ha detto "la situazione
non è facile; bisogna saldare il debito e farla tornare al profitto. Penso che
bisogna parlare del risanamento delle compagnia". Ecco perché la soluzione
del problema sembra rivolgersi, come abbiamo già scritto, verso Parigi più che
verso le steppe. Bruno Ermolli e il duo Gianni / Enrico Letta si stanno
adoperando per garantire innanzi tutto un prestito ponte che consenta alla
compagnia di bandiera di non spirare nell'attesa dell'insediamento del nuovo
esecutivo. Dopo di che il quadro che pare delinearsi è il seguente: la cordata
italiana composta da imprenditori privati e probabilmente appoggiata anche
dalle banche ("La disponibilità di principio c'è sempre," ha
dichiarato Gaetano Miccichè, responsabile della divisione Corporate di Intesa
San Paolo) potrebbe essere il partner finanziario, mentre ai francesi
toccherebbe il ruolo di socio industriale, mestiere che hanno dato prova di
svolgere molto bene. I sindacati dovranno inevitabilmente ingoiare l'amaro
boccone degli esuberi (almeno 2.100) e Silvio Berlusconi ne uscirà a testa alta
avendo salvato il tricolore sulla coda dei nostri aerei, ma anche i francesi
saranno soddisfatti di aver acquisito un mercato e di essersi rafforzati sul
piano internazionale. Ma dall'incontro sardo è emerso che la Federazione Russa
punta a estendere la collaborazione in settori tecnologici, nello spazio, nei
trasporti e nell'aviazione. E per quanto riguarda le intese nell'energia
Vladimir Putin ha puntualizzato che queste andranno oltre il comparto gas e
riguarderanno anche l'energia elettrica. Ricordando inoltre l'incontro avuto in
aprile con gli investitori italiani, Putin ha confermato la volontà del suo
Governo di incentivare gli investimenti, sottolineando l'interscambio record di
36 miliardi di dollari del 2007. Nello specifico è stato ribadito l'obiettivo
della partnership operativa tra Eni e Gazprom in Libia.
( da "Opinione, L'" del 21-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Lun, 21 Apr 2008
Edizione 77 del 19-04-2008 Berlusconi con Putin conquista la top ten di Claudia
Bruno 17 aprile