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DOSSIER “ALITALIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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IN EVIDENZA

Alitalia, alta tensione tra governo e Sea Il titolo crolla. Bonanni (Cisl): «7 mila esuberi». AccorDo sui lavoratori di Malpensa (Il Corriere della Sera 18-3-2008)

 

L'esecutivo chiede il ritiro della richiesta di indennizzo. Scontri polizia-manifestanti prima del vertice con i sindacati

 

 

NOTIZIE CORRELATE

Sì dal governo all'accordo con Air France-Klm (17 marzo 2008)

Air France: offerta condizionata. I sindacati: «Spalle al muro» (16 marzo 2008)

 

MILANO - E' una nuova giornata campale per Alitalia: in mattinata il titolo a piazza Affari è precipitato ad un -20%, nonostante le due sospensioni dalle contrattazioni decise dalle autorità borsistiche per eccesso di ribasso; e nel pomeriggio l'incontro tra i sindacati e il vertice dell'azienda, all'indomani del via libera del governo all'acquisizione della compagnia di bandiera da parte di Air France-Klm, preceduto da scontro, all'esterno della sede della Magliana, tra alcuni manifestanti della Atitech di Napoli, che hanno cercato di fare irruzione all'interno, e le forze dell'ordine.

UN FERITO - Nel faccia a faccia tra i manifestanti e gli agenti in tenuta anti-sommossa un lavoratore dell'Atitech è rimasto ferito alla testa. Circa 400 lavoratori, giunti dagli stabilimenti di Napoli di Atitech (una società legata ad Az servizi), hanno cercato di entrare nella sede della compagnia, ma quando sono stati allontanati da polizia e carabinieri, sono nati dei tafferugli che hanno coinvolto i lavoratori e le forze dell'ordine. L'uomo alla testa ed è stato soccorso da un'ambulanza.

«ALITALIA? PUÒ ANCHE FALLIRE» - Intanto attorno al futuro di Alitalia e al parallelo disimpegno della compagnia dall'aeroporto di Malpensa, ferve il dibattito politico. Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha comunicato che «è impensabile la rinuncia al ricorso» contro la società della Magliana. Il Comune è il principale azionista della società che gestisce gli scali di Linate e Malpensa e chiede indennizzi pari a 1,25 miliardi di euro, quasi dieci volte la somma che Air France è disposta a pagare per acquisire la compagnia di bandiera. «Se c’è la volontà delle parti, sono pronta ad avviare una trattativa per una transazione purché ci sia garantito il giusto indennizzo» ha detto il primo cittadino. Letizia Moratti è consapevole che questa iniziativa potrebbe portare anche al fallimento di Alitalia e rendere impossibile la cessione ad Air France. «Sono fallite anche Swissair e Delta, ma gli aerei non hanno smesso di volare. Air France ha avanzato pretese tali da farmi dubitare che voglia concludere davvero l’acquisto di Alitalia», ha dichiarato il sindaco in un'intervista a Repubblica.

DAMIANO: «RITIRATE IL RICORSO» - Il governo, dal canto suo, ha sollecitato la Sea a ritirare il ricorso perché se non lo facesse «non potrà che assumersi le responsabilità conseguenti». A sostenerlo è il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, che ha aggiunto che proprio alla decisione sulla revoca «il governo subordinerà ogni ulteriore iniziativa». «Se Sea vuole ha la possibilità di far fallire Alitalia - commenta invece il ministro per lo Sviluppo economico, Pierluigi Bersani -, ma non so se questo possa giovare e non danneggiare ulteriormente il sistema aeroportuale lombardo».

MILANO CONTRO ROMA - Molto esplicita la posizione della Lega, che attraverso Roberto Calderoli fa sapere di appoggiare l'iniziativa della Moratti perché «è il minimo che si possa chiedere» e che «a noi dell'Alitalia ci interessa poco o nulla, quello che ci interessa è che venga salvaguardata Malpensa». Diametralmente opposta la posizione di Gianni Alemanno, alleato nel Pdl ma anche in corsa per la poltrona di sindaco di Roma, che pur criticando il governo per il modo in cui ha condotto le trattative («errore di politica industriale, si doveva fare una scelta italiana»), spiega che la vicenda ha avuto un «unico aspetto positivo», ovvero «la valorizzazione di Fiumicino, perchè solo la demenza degli amministratori di Alitalia del passato poteva pensare che lo scalo romano andasse depotenziato».

VENDITA E TRATTATIVA - Il presidente della Camera e leader della Sinistra arcobaleno, Fausto Bertinotti, invita invece a non accettare la logica del «prendere o lasciare» e indica i due punti a suo dire irrinunciabili: la salvaguardia dei posti di lavoro e il mantenimento per la compagnia del carattere di compagnia di bandiera. Per il socialista Enrico Boselli, invece, «la vendita è una scelta obbligata», unica alternativa al fallimento». Opinione condivisa anche da Emma Bonino. Il candidato premier del Pd, Walter Veltroni, auspica invece una progressività del disimpegno da Malpensa e critica il centrodestra diviso al proprio interno tra le posizioni leghiste pro Malpensa e quelle aennine pro Fiumicino. Ironico poi il commento alla battuta con cui Berlusconi ha evitato di commentare la vicenda: «Ha risposto: "non ho ancora letto i giornali". Alle due del pomeriggio non li ha ancora letti? Fra poco escono quelli del giorno dopo...».

«SETTE MILA ESUBERI» - Nel frattempo i sindacati prensono posizione. Duro il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, che definisce quello del governo «un comportamento assolutamente detestabile». Il leader cislino stima che se andasse in porto l'operazione con Air France si registrerebbero «circa 7.000 esuberi, una cifra impressionante». Al Ministero del Lavoro è stato però siglato un accordo tra governo, sindacati, Regione Lombardia, Province di Milano e Varese, e Sea sulla realizzazione del programma di gestione della crisi occupazionale di Malpensa. «Con l'accordo di oggi - ha dichiarato il ministro Damiano - il governo onora l'impegno assunto con i lavoratori della Sea di garantirne la continuità del reddito e dell'occupazione a fronte della contrazione da aprile delle attività dello scalo di Malpensa derivante dal nuovo orario estivo di Alitalia».


18 marzo 2008


Report "Alitalia 2"

La Marcegaglia: basta con la concertazione che media al ribasso ( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Caso Alitalia: no al ridimensionamento di Malpensa Belluno - L'Italia non deve solo fare sistema ma deve aggiungere un altro slogan: "trovare il sistema di fare". A cominciare dal "taglio della spesa pubblica improduttiva". Ne è convinta il presidente designato di Confindustria, Emma Marcegaglia, consapevole che si tratta di "

Alitalia, sì del Tesoro ad Air France Prodi a Sea: ritiri la richiesta di danni ( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Fini: "Slegare il destino dell'hub da Alitalia". Padoa Schioppa accetta le proposte francesi e prodi "condivide" Milano - Air France ha offerto durante il fine settimana una propria azione contro 160 azioni Alitalia, valutando ogni titolo della compagnia italiana meno di 10 centesimi.

Veltroni deve muovere la campagna. Attacco alla casta ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: DA ALITALIA ALLE PENSIONI, IL PDL SI DIVIDE SU TUTTO. RUTELLI: IL PROGRAMMA PER ROMA Veltroni deve muovere la campagna. Attacco alla casta In Piemonte Walter Veltroni arriva al giro di boa del suo bustour e a Novara attacca la casta: "In Italia ci sono i salari più bassi e gli stipendi dei parlamentari più alti d'Europa.

Cv Alital 1075,146<TD class ( da "Stampa, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Cv Alital 10 75,146 85,165 cv B Ifis 09 99,130 100,171 cv Bco Popol 10 100,786 100,929 cv Beni Sta 11 92,435 93,810 cv BIM 15 89,326 90,108 cv Carige 13 111,329 112,045 cv Mi-A2a 09 118,033 121,000 cv SIAS 17 94,114 95,080 cv Snia 10 101,010 101,010 cv Vitt Ass 217,040 217,040 Telecom IT CV 10 110,618 110,

La Borsa milanese ha subìto ieri il suo peggior scivolone da parecchio tempo in qua, con il Mib ( da "Stampa, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dei mercati internazionali e un fattore tutto italiano come il tracollo di Alitalia (-26,59% l'ultimo prezzo, -26,76% il riferimento a 0,39 euro). Nel paniere dei titoli principali c'è un solo segno "più", quello di Snam Rete Gas con un risicato +0,23% a 4,32 euro. Nel settore del credito arretrano Mediobanca (-5,65% a 11,61 euro), Unicredit (-4,39% a 4,25), Popolare di Milano (-4,

Elargire fondi un vero spreco Penso che alle prossime elezioni politiche molti andranno an ( da "Stampa, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: abbandono di Alitalia e finanziare la cassaintegrazione. Come mai nessuno ne parla? Questo scenario potrebbe verificarsi anche altrove e darebbe un altro forte colpo ai diritti dei lavoratori. MICHELE PIANTANIDA, CAMERI (NO) Le tasse di Prodi e il nostro declino La preoccupante stagnazione dell'economia in Italia è stata aggravata dall'

Panico da crisi, Borse giù ( da "Stampa, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Nella Borsa italiana ondata di vendite per Alitalia che ha chiuso con perdite di oltre il 26%. E proprio su Alitalia ieri sera è giunta, dopo una riunione del Consiglio dei ministri, la decisione del Tesoro che ha scelto di accettare la proposta di Air France-Klm per l'acquisto dei titoli di Alitalia in suo possesso.

Bear Stearns svenduta per due dollari ad azione ( da "Stampa, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Drammatico il tonfo per Alitalia (-26,59%, a 0,39 euro; sospesa a lungo dalle negoziazioni per eccesso di ribasso, è arrivata a perdere fino al 38% sul minimo infraday di 0,3305 euro); un crollo per Banca Italease (-11,13% a 5,30). Anche la Borsa di Francoforte ha chiuso in forte ribasso, con l'indice Dax che segna -4,18%.

Patata bollente La Lega rischia di perdere la faccia con i suoi elettori L'offerta è inaccettabile ( da "Stampa, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALITALIA LA POLITICA Patata bollente La Lega rischia di perdere la faccia con i suoi elettori "L'offerta è inaccettabile".

AirOne resta in corsa Porte aperte a una eventuale proposta migliorativa della cordata italiana con Intesa ( da "Stampa, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALITALIA VERSO LA VENDITA AirOne resta in corsa Porte aperte a una eventuale proposta migliorativa della cordata italiana con Intesa.

Entro due anni a rischio 400 posti fra gli addetti al settore merci ( da "Stampa, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: senza più voli merci Alitalia, gli esuberi saranno fino a 400". Sono i primi calcoli di una delle tante sorprese contenute nell'uovo di Pasqua presentato da Jean-Cyril Spinetta. Con Alitalia Cargo fuori gioco, calcolano dal Certet Bocconi, sparirà il 46,6% della capacità merci di Malpensa - l'aeroporto da cui passa l'80% del trasportato via cielo -

Il titolo della compagnia crolla in Borsa: -26% Berlusconi preme per chiudere la partita ( da "Stampa, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: alla sede della Magliana, il manager incontrerà le nove sigle Alitalia. Le due parti iniziano a trattare da posizioni molto distanti: i franco-olandesi propongono 1.600 esuberi, la chiusura del cargo nel 2010 e lo spacchettamento della controllata Alitalia Servizi, ovvero l'ingresso nella nuova Alitalia di circa 3.

Niente aiuti di Stato ma Roma può agire come un normale imprenditore privato ( da "Stampa, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia non può beneficiare di altri aiuti di Stato", manda a dire Jacques Barrot, responsabile europeo per i Trasporti. Per Palazzo Berlaymont il nocciolo della questione delle nozze con Air France è valutare se il credito-ponte di 300 milioni che il governo intende concedere alla compagnia in attesa del passaggio di mano costituisca o meno un'

La terza vita di John Nash ( da "Stampa, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia ("con Air France e Klm deve trovare un nome nuovo: per esempio "Allied Airlines", perché "United Airlines" c'è già"), il potere sfrenato della Cina ("l'America non è riuscita a imporre il cambio fisso dollaro-yuan"), il Nobel ad Al Gore ("è difficile dire qualcosa di intelligente su di lui, come sul riscaldamento globale"

Ha cambiato l'economia ( da "Stampa, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia ("con Air France e Klm deve trovare un nome nuovo: per esempio "Allied Airlines", perché "United Airlines" c'è già"), il potere sfrenato della Cina ("l'America non è riuscita a imporre il cambio fisso dollaro-yuan"), il Nobel ad Al Gore ("è difficile dire qualcosa di intelligente su di lui, come sul riscaldamento globale"

RASSEGNA stampa da Oltralpe. Les Echos: Alitalia si è piegata al prezzo irr ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia si è "piegata" al prezzo irrisorio di Air France. Il costo di accesso del quarto mercato europeo ? sottolinea il quotidiano ? è quasi irrisorio rispetto al potenziale che vi si cela una volta annullato "l'orrore strategico dell'hub di Milano Malpensa cui la compagnia in via di fallimento deve due terzi del suo milione di perdite quotidiane"

Il Governo dice sì ad Air France L'Ue: no ad aiuti di Stato per Alitalia I sindacati: no al prendere o lasciare . Il titolo va a picco in Borsa ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia I sindacati: no al "prendere o lasciare". Il titolo va a picco in Borsa ? MILANO ? IL GOVERNO dice sì alla cessione di Alitalia a Air France-Klm. La decisione, presa ieri sera dal consiglio dei ministri, comporta l'impegno ad aderire all'offerta della società franco-olandese da parte del Tesoro che oggi invierà una lettera alla compagnia di bandiera italiana per illustrare

Se ne accorge anche Veltroni Meno soldi ai parlamentari Hanno i compensi più alti d'Europa, gli operai i più bassi ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: dall'Alitalia, alle pensioni, alla politica estera". Gli risponde Altero Matteoli, An: "Veltroni pensa di fare tutta la campagna elettorale inventando nostre inesistenti divisioni?". POI IL VENTO dell'antipolitica. Gli stipendi dei parlamentari italiani, dice, sono i più alti d'Europa, mentre i salari sono i più bassi.

Non credo alla rivolta del Nord Calearo: La Lega protesta ma non propone. Io ministro? Sono pronto ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: Mancano, però, le condizioni che facilitino gli investimenti degli stranieri". Beh, su Alitalia, le condizioni di Air France-Klm non sono molto amichevoli. "E vero, ma bisogna fare un'analisi della situazione e vedere quello che si è sbagliato in passato. Ci siamo mossi male, purtroppo". - -->.

ANCORA un lunedì nero per Piazza Affari che dopo scambi per oltre 5 miliardi cede il 3, ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: Oltre ad Alitalia, l'ondata di vendite non ha risparmiato alcun settore, a partire dal bancario. Unicredit, il titolo più scambiato, chiude in calo del 4,39%, ma hanno perso ampio terreno anche Mediobanca (-5,65%), Monte Paschi (-3,96%), Intesa Sanpaolo (-3,1%) e Bpm (-4,3%).

Sì del governo al piano air france per alitalia ma la ue avverte niente aiuti di stato - lucio cillis a pagina 6 ( da "Repubblica, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il titolo della compagnia perde il 26 per cento Sì del governo al piano Air France per Alitalia ma la Ue avverte niente aiuti di Stato LUCIO CILLIS A PAGINA 6 SEGUE A PAGINA 6.

Missione salvezza per atitech ( da "Repubblica, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: della Magliana dove verrà presentato il progetto francese di acquisizione dell'Alitalia Missione salvezza per Atitech La Filt Cgil: azienda fuori dal piano Air France. Protesta a Roma Libertino: "Una scelta grave". Cozzolino: "Pronto a convocare un nuovo incontro" I lavoratori pronti a dare battaglia. A rischio 700 addetti più 150 dell'indotto Partiranno per Roma con sette pullman,

I giornali, Parigi e l'onda che non c'è ( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia? Bazzecola. La campagna elettorale nostrana per le elezioni del 13 aprile? Quisquilia. Le stragi e la repressione cinese in Tibet? Sciocchezze. Vuoi mettere con quella splendente figura di Pierre Cohen? Chi è, vi domanderete. Ma come, dovreste smettere di crogiolarvi nell'ignoranza, Cohen è il nuovo sindaco socialista di Tolosa che ha strappato il municipio alla destra.

<Nessun margine per la moratoria del Nord> ( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: attuale portafogli dei diritti di traffico di Alitalia (tranne quelli non esercitati da Alitalia per un periodo di dodici mesi) e fornire collaborazione e assistenza nel caso di difficoltà con Paesi extraeuropei, in particolare nel caso in cui i diritti di traffico di Alitalia possano essere pregiudicati, o possa esserne ostacolato l'accesso al mercato".

Sospetti fondati ( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 66 del 2008-03-18 pagina 1 Sospetti fondati di Livio Caputo Chi sospettava che uno degli obbiettivi di Air France nell'acquisto di Alitalia fosse l'eliminazione di Malpensa come aeroporto concorrente di Parigi ha trovato piena conferma ai suoi timori nella (...) © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Ferrero tenta di convincere i lavoratori Sea ( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Molti dei quali dal prossimo 24 marzo entreranno in cassa integrazione a causa dei tagli dei voli di Alitalia e del conseguente calo di lavoro. Poiché dall'inzio di aprile prenderà il via ufficiale il ridimensionamento dell'aeroporto, la Sea, la società che gestisce lo scalo, è costretta a rivedere e correggere il numero dei dipendenti a tempo pieno e per 900 persone scatterà la Cig.

Sì del Governo all'offerta Air France ( da "Unita, L'" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stai consultando l'edizione del Sì del Governo all'offerta Air France Crollo in Borsa Alitalia Rossi, Masocco e Venturelli a pag. 6.

Il Partito di Babele ( da "Unita, L'" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia e sulla scelta di alcuni candidati imbarazzanti a fini elettoralistici immediati, approvata da Berlusconi col dissenso di Fini e Bossi. C'è qualcosa di più profondo, di costante, di cui queste sono solo alcune manifestazioni. Il Pd è un partito già strutturato, prima delle elezioni, dotato di un regolare Statuto,

Stringere la cinghia, per primi i parlamentari Veltroni: non è giusto avere i salari più bassi d'Europa e i politici più pagati, serve sobrietà ( da "Unita, L'" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sull'Alitalia, dove la Lega dice una cosa diversa rispetto ad An, sulla politica estera, dove c'è chi vuole tornare in Iraq, quando tutti se ne stanno andando". In compenso, dice Veltroni, una cosa li accomuna: "Sono sempre cupi, hanno sempre qualcuno e qualcosa da insultare Non arrabbiatevi se io non risponderò mai.

Veltroni: in Italia i salari più bassi e le indennità più alte, e non va bene Dall'Alitalia alle pensioni sono divisi su tutto: ecco il vero programma del Pdl ( da "Unita, L'" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia alle pensioni sono divisi su tutto: ecco il vero programma del Pdl Da Veltroni, nel suo tour elettorale in Piemonte, arriva uno stop netto ai costi, troppo alti, della politica. "Non possiamo più stare in un paese - dice il leader del Pd - con gli stipendi più bassi e le retribuzioni dei parlamentari più alte del resto d'

Ondata di vendite ( da "Unita, L'" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Oltr al caso Alitalia che è stato al centro dell'attenzione fin dall'apertura, l'ondata di vendite ha colpito tutti i settori, a partire dal bancario: Unicredit ha chiuso in calo del 4,39% ma hanno perso terreno anche tutti gli altri: Mediobanca (-5,65%), Monte Paschi (-3,96%), Intesa Sanpaolo (-3,12%), Popolare Milano (-4,

Alitalia, pensioni, Libano Tutti contro tutti nel Pdl ( da "Unita, L'" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. È la questione all'ordine del giorno: la Lega, per difendere l'hub di Malpensa, boccia le condizioni poste da Air France per l'acquisto di Alitalia. "Una proposta oscena", protestano Roberto Maroni e Roberto Calderoli, portando per una volta davvero uniti fra loro la voce di Umberto Bossi, dopo un vertice a Via Bellerio.

Fini dà l'ok, la Lega no e Berlusconi tace ( da "Unita, L'" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La Lega boccia in toto la vendita di Alitalia soprattutto per difendere l'hub di Malpensa: è "un proposta oscena, un regalo a costo zero di cui si assumerà la responsabilità il governo". Gianfranco Fini invece dà un "giudizio positivo"; in serata però scopre di alcune "ombre" sugli esuberi.

Alitalia, dal governo il primo via libera Il Tesoro si impegna ad aderire all'offerta di Air France. In Borsa il titolo crolla del 26% ( da "Unita, L'" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: edizione del Alitalia, dal governo il primo via libera Il Tesoro si impegna ad aderire all'offerta di Air France. In Borsa il titolo crolla del 26% di Roberto Rossi/ Roma VIA LIBERA Alitalia marcia dritta verso Air France. Ieri il ministero del Tesoro, a sorpresa per i tempi, ha aderito all'offerta vincolante presentata dal gruppo francese lo scorso venerdì.

I sindacati oggi al tavolo: non si può smantellare il gruppo Piena sintonia tra Cgil, Cisl e Uil alla viglia dell'incontro. Questo sarà il giorno della verità ( da "Unita, L'" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: su Alitalia i sindacati rischiano proprio questo, di ritrovarsi costretti a un prendere o lasciare, con tutte le conse- guenze dell'uno e dell'altro caso. Le nove sigle presenti nella compagnia aerea oggi incontreranno i vertici di Alitalia con il presidente Maurizio Prato, e quelli di AirFrance-Klm con Jean-Ciryl Spinetta,

Malpensa vede sempre più nero. Senza il cargo 1500 esuberi aggiuntivi L'amarezza dei lavoratori: Eppure il trasporto merci è cresciuto oltre il 10% in un anno . In allarme il siste ( da "Unita, L'" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: acquisto di Alitalia. Ma non sempre sanno che cosa rispondere. "Vorrei tanto leggere il piano dei francesi, tutti ce lo raccontano, ma finora nessuno l'ha visto per davvero" racconta Flavio Nossa della Camera del Lavoro di Milano. Per ora l'unica certezza è la "molta confusione sotto il cielo di Malpensa", pieno di nubi ed agitato dall'

Fiorello canta: resta con noi Alitalia ( da "Unita, L'" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: resta con noi Alitalia Un coro sulle note di Resta con noi: è la trovata con cui Fiorello e Marco Baldini hanno trattato il tema della vendita di Alitalia ad Air France nel corso della puntata di W Radiodue. Fiorello e Baldini hanno intonato con il pubblico dello studio il celebre canto da chiesa con un testo scritto ad hoc: "Resta con noi Alitalia stasera /

Loizzo: "la puglia non può avere 4 aeroporti" ( da "Repubblica, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Se la compagnia verrà meno, dovrà rispettare le regole e pagare la penale". Intanto maggioranza e opposizione proporranno un ordine del giorno in Consiglio regionale per evitare "rischi che la riorganizzazione di Alitalia potrà comportare sul territorio pugliese".

"su malpensa non cediamo la compagnia può anche fallire" - gad lerner ( da "Repubblica, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Intanto Air France ha avanzato pretese tali da farmi dubitare che voglia concludere davvero l'acquisto di Alitalia. La compagnia italiana dispone di volumi di traffico e di cespiti derivanti dalla proprietà dei terreni di Fiumicino che già di per sé valgono molto più dei 138 milioni offerti. A simili condizioni Alitalia potrebbe interessare altri compratori".

Alitalia-air france, ok del governo - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Alitalia-Air France, ok del governo I sindacati: offerta da migliorare. Prodi: passo indietro da Sea. Titolo giù del 26% "Sì rivedibile con proposta più alta" Marcegaglia: moratoria per Malpensa LUCIO CILLIS ROMA - Anche il Tesoro dà il via libera ad Air France.

L'avvertimento dell'unione europea "non accetteremo altri aiuti di stato" - alberto d'argenio ( da "Repubblica, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per tenere in vita Alitalia fino al passaggio ad Air France. Tuttavia si potrebbe trovare una soluzione per evitare una bocciatura dell'eventuale misura: Alitalia va malissimo - è la motivazione che gli esperti Ue potrebbero accettare da Roma - quindi si potrebbe dire che per evitare all'investitore ulteriori danni, come l'abbassamento del prezzo di vendita o un fallimento,

Fiorello cambia le parole di "resta con noi" preghiera-inno per l'azienda in vendita ( da "Repubblica, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: italianità di Alitalia. Durante "Viva Radio 2", il programma che conduce insieme con Marco Baldini, lo showman ha trattato con il consueto stile comico la vicenda della compagnia aerea. Sulla base musicale di "Resta con noi", i due conduttori, con il pubblico in studio, hanno intonato "chiedi di più, non accettar, la Gioconda ci devon ridar"

Borse, un altro lunedì nero ( da "Messaggero, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il giorno della paura/Non basta l'intervento della Fed, crollano i listini in Asia e in Europa. Fmi: crisi seria Borse, un altro lunedì nero Precipita il titolo Alitalia. Sì del governo ad Air France, serve l'ok dei sindacati.

ROMA Ennesimo lunedì nero per le Borse asiatiche ed europee che ieri hanno chiuso con perdite ( da "Messaggero, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La corsa al ribasso è stata innescata dall'annuncio della Fed di una limatura di 25 centesimi del costo del denaro. Ieri l'indice Dow Jones di Wall Street ha chiuso in leggero attivo. Intanto ieri sera è arrivato il "sì" del governo all'offerta di Air France per Alitalia.

Borsa nera ( da "Manifesto, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: È il lunedì nero delle borse europee, su cui si abbatte la crisi americana. Che la Fed cerca di arginare tagliando i tassi. Inutilmente. Wall Street cede. In picchiata anche Alitalia: crolla il titolo, i sindacati protestano per i tagli, la Ue intima "niente aiuti di stato"PAGINE 4 E 5.

La clausola: no ad azioni contro Prato ( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: acquisto di Alitalia, da parte di Air France-Klm, che non sarà sfuggita all'amministratore della compagnia italiana, Maurizio Prato. Quella secondo cui Air France-Klm s'impegna a non agire e non votare in favore di azioni di responsabilità contro gli attuali amministratori e sindaci, salvo per casi di dolo, colpa grave o fatti ignoti.

Veltroni: va abbassata l'indennità dei parlamentari ( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E sull'Alitalia An è per il patto con Air France mentre la Lega è contro". E ancora un affondo contro i leghisti: "Ci sono politici che promettono la secessione se non si fa come dicono loro, poi li ritrovi il martedì sera nei ristoranti romani ed è un'altra storia.

Moratti e la telefonata di Prodi a Bonomi ( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: inadempienze promossa da Sea contro Alitalia per 1,2 miliardi - circa la cifra che il gigante francese pagherà per l'intero vettore nazionale -, al suo annuncio era stata guardata con una certa sufficienza. Eppure, ora sembra mettere la maxi operazione sotto scacco. Nelle 26 pagine della nota diffusa da Alitalia, vi si fa riferimento come a una delle condizioni poste da Air France:

Il governo abbatte Alitalia ( da "Manifesto, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: allarme sui lavori usuranti: "Il governo vari il decreto o salta tutto" Il governo abbatte Alitalia Via libera alla vendita, alle nuove condizioni imposte dai francesi. Oggi l'incontro decisivo tra l'azienda e i sindacati: una marea di "esuberi" in discussione Francesco Piccioni "Il giorno della verità" per Alitalia ha due date possibili.

Altolà della Marcegaglia <Moratoria su Malpensa> ( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Proprio per questo ieri in Consiglio dei ministri l'amministratore di Alitalia, Maurizio Prato, si è affrettato a spiegare che l'amministrazione straordinaria non porterebbe, come qualcuno pensa, a una sospensione della vicenda in attesa del nuovo governo, che magari potrebbe riaprire la trattativa con AirOne. Ipotesi questa auspicata dalla Cisl di Raffaele Bonanni.

E Fiorello canta <Resta con noi> ( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: modo loro il tema della vendita di Alitalia nel corso della puntata di Viva Radiodue. I due showmen hanno intonato, con il pubblico dello studio, il celebre canto da chiesa con un testo scritto ad hoc: "Resta con noi Alitalia stasera/ resta con noi e non te ne andare/ Resta con noi non ci lasciar/ la Francia non deve comprar/ Chiedi di più non accettar/ la Gioconda ci devon ridar"

<Così addio Nord> Il gelo di Veltroni con il governo ( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Così nel quartier generale azzurro si fa strada la vecchia opzione: far saltare l'intesa con Air France e portare Alitalia in amministrazione straordinaria. "Magari si rilancia come Parmalat". Magari se Veltroni e Berlusconi dicessero qualcosa in campagna elettorale... 49,9 per cento. La quota del capitale Alitalia messa in vendita dal Tesoro Gianni Letta Francesco Verderami.

Arriva il nuovo stop dalla Ue: no agli aiuti di Stato ( da "Manifesto, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Argenzio Bruxelles Sull'Alitalia Bruxelles ha poche idee, ma assai chiare: niente "aiuti di stato" per l'aerolinea. Il divieto è ormai un ritornello, da anni la Commissione va infatti ripetendo all'Italia che la sua ex compagnia di bandiera deve uscire dalla crisi senza iniezioni da parte dello Stato, se non a condizioni di mercato.

Alitalia Le parti sociali ( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 2008-03-18 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Alitalia Le parti sociali Fiumicino: alla mensa prime proteste C'è agitazione tra i lavoratori di Alitalia per le trattative sulla vendita della compagnia. Ieri un primo tentativo di mobilitare la protesta è partito dai lavoratori di terra in una delle mense di Fiumicino.

Scoglio Sea sulla vendita ad Air France ( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Klm nel caso in cui Alitalia soccomba. D'altra parte, ascoltando l'amministratore di Alitalia, Maurizio Prato, si è constatato che è tardi per stipulare una polizza contro il medesimo rischio. Di qui la mossa di Prodi che appare anche un modo per rinviare al fronte del Nord la responsabilità di un eventuale fallimento della compagnia che ieri in Borsa ha perso il 26,

Ribassi a raffica. Cade Seat PG ( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Oltre ad Alitalia, peggiore titolo in assoluto della giornata (-26,76%), nel paniere dei valori principali spicca un secondo ribasso a due cifre: è quello di Seat Pagine Gialle, pari all'11,33%, dovuto a una serie di cause, che vanno dall'indebitamento della società alle prospettive di una raccolta pubblicitaria in calo a causa del rallentamento dell'

È brevissimo, 150 righe , mostra quattro fogli Rutelli, orgoglioso di tanta ( da "Messaggero, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sarà hub dell'Alitalia". Cura, pulizia e manutenzione della città "saranno la mia ossessione quotidiana", garantisce il candidato del centrosinistra. "Metterò in gioco tutta la mia capacità organizzativa, credo di averlo dimostrato durante i 400 giorni del Giubileo, una sfida che non aveva precedenti e che abbiamo vinto.

Fiumicino, 3 mila posti a rischio ( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: allarme dei sindacati sullo scalo Oggi il piano di Air France per acquisire Alitalia sarà illustrato ai sindacati. Ma l'allarme è già scattato. A Fiumicino i posti di lavoro a rischio, fra i dipendenti della compagnia e quelli delle aziende dell'indotto, sono 3mila subito. E altri 3mila rischiano di scomparire dopo il 2010.

Sos Fiumicino, a rischio tremila posti di lavoro ( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: situazione drammatica Allarme dei sindacati: "Il piano Air France mette a rischio 3 mila lavoratori Alitalia e dell'indotto" Sos Fiumicino. L'operazione Air France-Alitalia rischia di bruciare almeno 3 mila posti di lavoro. Tremano i dipendenti della compagnia di base all'aeroporto Leonardo da Vinci, ma anche quelli delle centinaia di aziende dell'indotto.

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-03-18 num: - pag: 3 categoria: AL... ( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 11 anni di lavoro come precaria al call center Alitalia. Un'occupazione – dice la dipendente, iscritta al Cub – che solo ora è diventata a tempo indeterminato. Ma il servizio, che è di Alitalia Service, ad Air France non interessa. Verremo ceduti. Siamo in 300, quasi tutte donne tra cui 100 precarie, uno stipendio mensile attorno ai 700 euro.

<Non c'è consapevolezza sarà un bagno di sangue> ( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: uscita passeggeri saluta sorridente il rampista Alitalia con il consueto "comment Ça va". La risposta è sempre la stessa, imbronciata in francese: "Très mal", molto male. Lo racconta Salvatore Caprasecca, dipendente di Az Service (la società che si occupa dei servizi a terra) e segretario del Sanga, un sindacato che a Fiumicino raccoglie soprattutto le adesioni degli addetti in pista,

Casini: finita per sempre la stagione del Cavaliere ( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, Pdl e Pd hanno le idee confuse, mentre noi siamo con chiarezza per il mercato". Il leader dell'Udc ha anche denunciato "lo svuotamento della par condicio e lo sfacciato favoritismo di cui godono Veltroni e Berlusconi". Quando al quarto figlio in arrivo, che sarà maschio dopo tre femmine, Casini ha spiegato a Vanity Fair di sentirsi "

Rutelli: il campo rom Casilino 900 va sgomberato ( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Lo scalo di Fiumicino "sarà l'hub di Alitalia che torna a crescere e alimenta un turismo sempre più forte". Ancora: "Vogliamo motivare e rendere protagonisti i dipendenti del Comune. Vogliamo rendere più efficiente la rete dei servizi alle persone". Poi energia solare, metropolitane, nuovo patto con le Ferrovie.

Dubbi Sindacati e veltroni frenano ( da "Riformista, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Dubbi Sindacati e veltroni frenano Tps vende Alitalia, Di Pietro fa il leghista Dopo un'analisi dell'offerta di Air France-Klm con il ministro dell'Economia, Padoa-Schioppa, il responsabile dei Trasporti, Bianchi, e un approfondimento con l'amministratore delegato di Alitalia, Prato, Romano Prodi ha deciso ieri pomeriggio di convocare un consiglio dei ministri alle 19.

ROMA - Prodi scende in campo. Entro fine marzo deve liberare Alitalia dalla grana del contenzioso co ( da "Messaggero, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E anche se gli stessi avvocati di Alitalia considerano "pretestuose" le rivendicazioni di Giuseppe Bonomi sulla base del contratto del 2002, Parigi non ha intenzione di imbarcare con Alitalia un rischio di questa portata. E allora a Prodi non resta che giocare tutte le carte a sua disposizione per disinnescare la mina Sea.

Sì, l'operazione tra Alitalia e Air France deve concludersi entro la fine di marzo. Per qu ( da "Messaggero, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Alitalia farà parte di un gruppo guidato dal primo vettore mondiale e nelle intenzioni dei fran ( da "Messaggero, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Alitalia, disco verde del governo ad Air France ( da "Messaggero, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Segue alitalia ( da "Riformista, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Segue alitalia "Abbiamo le spalle larghe - ha proseguito Epifani - sia per sostenere un accordo che per dire che non ci sono le condizioni". La durissima dichiarazione di metà giornata di Antonio Di Pietro, che ha tuonato contro una soluzione che "umilia" Malpensa e che è un danno per il paese, non va letta,

ROMA - L'attuale piano di Alitalia, così com'è, prevede una grossa riduzione dei vol ( da "Messaggero, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: attuale piano di Alitalia, così com'è, prevede una grossa riduzione dei voli per Malpensa che richiederebbe o una moratoria o un'alternativa che lasci spazio allo scalo lombardo per ritrovare altre compagnie che vogliano volare da lì". E questa l'opinione di Emma Marcegaglia, presidente designata di Confindustria, sulla questione di Malpensa.

Il marchio, il logo e la livrea tricolore di Alitalia resteranno così come sono. Stesso discors ( da "Messaggero, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: O per i diritti di volo verso i Paesi di altri Continenti. Alitalia sarà anche una entità autonoma all'interno del gruppo Air France-Klm.

ROMA - O si vende o si fallisce e Berlusconi lo sa bene, visto che il disas ( da "Messaggero, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: mediazione ha provato a farlo Gianfranco Fini accennando alla necessità di distinguere il destino di Alitalia da quello di Malpensa, ma il problema non è ancora risolto. In attesa di vedere quale sarà la reazione del sindacato che oggi incontrerà i vertici di Alitalia e Air France, Berlusconi lavora ad una sua proposta per rilanciare Malpensa, come hub internazionale per low-cost.

ROMA Air France-Alitalia, c'è l'Ok. Ieri sera, poco dopo le 21, è arriv ( da "Messaggero, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il piano Air France e gli esuberi in Alitalia Fly che potrebbero essere ammortizzati attingendo ai 150 milioni previsti in finanziaria, ma temono per il futuro dei 4.500 dipendenti di Az-servizi che finirebbero in Fintecna e dunque fuori del "perimetro" Alitalia. Avverte il numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni: "O si apre una trattativa vera sugli esuberi,

Segue dalla prima conversazione con Fausto Bertinotti ( da "Riformista, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: offerta di Air France su Alitalia?". E cosa si dovrebbe fare di Alitalia, se non affidarsi alle offerte del mercato dopo anni di fallimento "pubblico"? "Non accontentarsi dell'offerta da quattro soldi di Air France. La situazione è compromessa. Me ne rendo conto. Rifaccio un esempio che spero non sia preso maliziosamente.

Borse a picco ( da "Tempo, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dove pesa il tonfo di Alitalia (-27%), il Mibtel ha ceduto il 3,52% e sono stati persi 21,9 miliardi di capitalizzazione. Un lunedì nero partito con il crollo dei listini asiatici (Tokyo ha ceduto del 3,7%, Hong Kong il 4,62% e Shanghai il 4,6%) e proseguito con la giornata di passione delle piazze europee.

Notizie in 2 minuti ( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia-Air France: via libera del Tesoro Alitalia: dopo il Consiglio dei ministri arriva anche il via libera del Tesoro all offerta di Air France. La Commissione europea dice no a qualsiasi intervento pubblico in favore di Alitalia. Male la compagnia di bandiera in Borsa.

ROMA - Veltroni chiede di abbassare i costi della politica, lanciando un chiaro monito contr ( da "Messaggero, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Su Alitalia, Fini ha detto sì ad Air France, Bossi no. Che cosa avrebbero fatto se fossero al governo?". E sulle pensioni le divergenze coinvolgono sia il Cavaliere che il capo leghista. "Berlusconi ha detto che vuole tornare alla legge Maroni. Tutti i suoi alleati, hanno detto no, a cominciare dallo stesso Maroni".

Il taglio dei tassi della Fed non dà fiato ai mercati ( da "Tempo, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Monito dell'Ue all'Italia sugli aiuti di Stato: a Piazza Affari Alitalia perde oltre il 26%. Voce fuori dal coro quella dell'economista Renato Brunetta: "Nessun collasso, qualcuno mente. Il crollo è illogico, servono soltanto regole più chiare". Lombardo, Pennisi e Usai alle pag. 2, 3, 15 e 41.

Alitalia, via libera del Tesoro al piano francese ( da "Tempo, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 25 miliardi Alitalia, via libera del Tesoro al piano francese Giovanni Lombardo g.lombardo@iltempo.it Il governo mantiene la rotta su Alitalia. Ieri, al termine di un consiglio dei ministri ad hoc, è arrivato il via libera del Tesoro all'offerta di Air France-Klm, nonostante i paletti imposti dai francesi sia sul fronte occupazionale sia su quello economico (

Sindacati in trincea Spinetta vuole l'intesa ( da "Tempo, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: acquisto per Alitalia. "Il sindacato ha le spalle larghe per dire un sì o un no, con tutte le conseguenze che ciò comporta", avverte il leader della Cgil Guglielmo Epifani. I sindacati chiederanno un confronto vero, pronti a lasciare il tavolo se i francesi non lasceranno spazi presentando un piano da prendere o lasciare.

Oggi 18 marzo, la cura di AirFrance-Klm per Alitalia verrà ( da "Tempo, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Klm per Alitalia verrà ... Oggi 18 marzo, la cura di AirFrance-Klm per Alitalia verrà presentata ai sindacati e forse si pronuncerà anche il Governo Prodi. è una cura pesante: un acquisto di 160 azioni Alitalia per un'azione AirFrance-Klm, un aumento di capitale previsto per giugno (e dopo che l'erario abbia effettuato un prestito-

Giornata drammatica in Borsa (-27%) ( da "Tempo, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per Alitalia a Piazza Affari dopo l'offerta vincolante di Air France. La compagnia di bandiera ha chiuso la giornata segnando un ultimo prezzo di 0,392 euro (-26,59%) dopo aver toccato, in corso di seduta, un minimo di 0,33 euro (-38,11%). L'offerta francese (0,099 euro ad azione) ha gettatto nel panico gli investitori che hanno cercato di incassare il più possibile in vista dell'

Alitalia, sì del governoall'offerta Air France ( da "Secolo XIX, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Via libera del governo ad Air France-Klm per l'acquisizione di Alitalia. L'annuncio è arrivato nella serata di ieri, dopo una giornata convulsa durante la quale si sono susseguite, da parte di politici e sindacalisti, critiche all'offerta proveniente dal gruppo franco-olandese e mentre il titolo ha chiuso con un ribasso del 20%.

Veltroni: pdl diviso su tuttofrattini insiste: voto utile ( da "Secolo XIX, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dalla questione Alitalia, alle pensioni". Ma Silvio Berlusconi non ha replicato: il Cavaliere ha deciso di concedersi un'intera settimana di vacanza, per Pasqua, e non tornerà in pubblico prima della prossima settimana. Così, a rispondere al candidato leader del centrosinistra, sono rimasti i "colonnelli": "Ma perché Veltroni continua a guardare in casa nostra?

Prodi su Alitalia: sì ad Air France ( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Gianfranco Fini, secondo cui "il caso Malpensa va tenuto staccato dalla vicenda Alitalia" perché la compagnia rischia il fallimento. Per l'azzurro Giorgio Jannone "il governo Prodi, pur in assenza dei pieni poteri, ha deciso di svendere Alitalia". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Il consiglio di Prodi: <Ok per Air France> ( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Air France può acquistare Alitalia. Romano Prodi, in piena sintonia con Padoa-Schioppa, ha riconosciuto la legittimità di alcuni dubbi sull'offerta di Air France, sicuramente peggiorativa rispetto alle attese, ma ha ricordato che Alitalia può fallire se non si chiude subito, e che quindi si è di fronte a un prendere o lasciare.

<L'Italia si è piegata a un prezzo irrisorio> ( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: così Alitalia si è "piegata" al prezzo irrisorio di Air France. A scriverlo è il quotidiano francese Les Echos, spiegando in un breve editoriale che "la sola vera sorpresa nell'accordo atteso è l'ammontare particolarmente scarso dell'offerta di Air France che proporrà agli azionisti di scambiare 160 azioni per una della holding franco-

Le obbligazioni su cui inciampò Toto ( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: in virtù del lungo rapporto come partner commerciale di Alitalia. (Alla domanda, fatta a bruciapelo nel 2001 a Francesco Mengozzi, allora ad di Alitalia: "Vi fondete con Air France?", la risposta fu: "Alla fine di un percorso". Molte carte erano già state sottoscritte allora, e gli anni successivi furono da tutti intesi come quelli di un progressivo avvicinamento).

Tracollo in Piazza Affari Alitalia perde il 26% ( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: effetto del rilancio di Alitalia sarebbe diretto, mentre gli stessi risultati industriali, nel valore della holding si ritroverebbero diluiti. Secondo gli operatori, comunque, il titolo Alitalia è destinato a scendere ancora. Del resto, come precisato da Alitalia, il lancio dell'Opas potrebbe avvenire non prima di giugno.

Alitalia, il titolo sospeso per ribasso ( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, il titolo sospeso per ribasso di Redazione Dopo una giornata di passione, con picchi minimi del 26% e l'ok del cdm all'offerta francese, il titolo perde il 10,5% dopo pochi minuti ed è sospeso. Oggi l'incontro con i sindacati per discutere il piano di Air France Milano - Nemmeno l'ok del consiglio dei ministri alla vendita ad Air France sblocca la situazione di Alitalia

Borse: Tokyo respira, l'Europa sorride ( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ancora giù Alitalia (-3%), mentre recuperano terreno Impregilo (+2,75%), Finmeccanica (+2,26%) e Telecom (+2,51%). Asia contrastata Dopo la paura in Europa di ieri, con i titoli ai minimi del 2005 e la perdita di 330 miliardi di euro, l'Asia chiude contrastata, ma lascia intravedere un rimbalzo, che in più di un caso si è spento nel finale.

Scivolano bancari e assicurativi ( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia allo sbando. Tra una sospensione e l'altra il titolo è caduto del 25,26% a 39 centesimi dopo che l'offerta Air France ha valorizzato l'azione della compagnia 10 cent. Se Piazza Affari è andata male anche le Borse Europee non hanno fatto meglio.

Milano crolladramma alitalia ( da "Secolo XIX, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 371 punti, lo S&P/Mib ha ceduto il 3,39% a 30.586 punti mentre l'All Stars è arretrato del 3,17% a 12.148 punti. Seduta drammatica per Alitalia (-26,76% a 0,39 euro) travolta dagli ordini di vendita dopo che sono stati resi noti i termini dell'offerta di Air France. 18/03/2008.

L'Ue: <Basta aiuti di Stato>. Il titolo sprofonda ( da "Secolo XIX, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: deve avere le spalle molto larghe per farsi carico degli impegni che il rilancio di Alitalia richiede". Ma quella di ieri è stata anche la giornata delrichiamo dell'Ue, per Alitalia. Secondo Bruxelles il governo italiano dovrà comportarsi come un investitore privato, indipendentemente dalle azioni che saranno messe in campo.

Svendita a 138 milioni850 milioni di risorse ( da "Secolo XIX, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: azione Alitalia è valutata meno di 10 centesimi. Per le obbligazioni convertibili l'importo complessivo è di 608 milioni di euro (0,3145 euro ad obbligazione). Agli esborsi delle due opa si aggiunge l'aumento di capitale da 1 miliardo da offrire in opzione a tutti gli azionisti e ai portatori di obbligazioni convertibili.

Cessna, condannati gli uomini-radar ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: altro Alitalia, hanno dichiarato che nei dialoghi tra pilota e torre di controllo i termini tecnici per indicare l'orografia del terreno non esistono proprio". Neanche l'avvocato Gianluigi Perra, che difende Scatena insieme a Maria Bernarda Sanna, si aspettava la doppia condanna: "Sinceramente no, anche perché la consulenza tecnica ha scagionato i controllori di volo,

Ma il duello elettorale non decolla ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia e dalla risposta da dare all'offerta (quanto meno non esaltante) messa sul tavolo dalla compagnia francese. Walter Veltroni è andato all'attacco parlando di un centrodestra diviso e incapace di governare, ed indicando come esempi la vicenda dell'Alitalia (con Fini e la Lega su posizioni opposte) e quella delle pensioni,

Il monito della Ue: <No ad aiuti di Stato> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ambito della vendita di Alitalia il governo dovrà comportarsi come un investitore privato, indipendentemente dalle azioni che saranno messe in campo. E la Commissione europea "vigilerà affinché questo principio venga rispettato". Questo il monito lanciato ieri da Bruxelles all'Italia sulla cessione di Alitalia ad Air France-Klm.

Alitalia, il Tesoro dice sì. La Borsa no ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E ieri maxi crollo in Borsa per Alitalia. ROMA Via libera dal Tesoro all'offerta vincolante di Air France-Klm per acquisire l'Alitalia. Il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, ha informato il Consiglio dei ministri dei termini della proposta del gruppo franco-olandese, accolta dal cda dell'ex compagnia di bandiera.

Epifani chiede <risposte vere> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: a Roma per strappare un sì al progetto di acquisizione di Alitalia. Non sarà facile. I sindacati chiederanno un confronto vero, pronti ad abbandonare il tavolo se i francesi non lasceranno spazi, presentando un piano da prendere o lasciare. Raggiungere un accordo, e in tempi stretti, è tra le condizioni necessarie poste da Air France-Klm per chiudere l'operazione.

Alitalia no dell'Ue agli aiuti di Stato ( da "Voce d'Italia, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sul rispetto dei principi fissati da Bruxelles Alitalia: no dell'Ue agli aiuti di Stato Il prestito di 300 milioni di euro deve essere fornito dal Tesoro a condizioni di mercato Bruxelles, 18 mar.- Alitalia “non può più beneficiare di aiuti di Stato”. E quanto ha sottolineato Michele Cercone, portavoce del commissario Ue ai Trasporti Jacques Barrot,

Alitalia: no dell'Ue agli aiuti di Stato ( da "Voce d'Italia, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sul rispetto dei principi fissati da Bruxelles Alitalia: no dell'Ue agli aiuti di Stato Il prestito di 300 milioni di euro deve essere fornito dal Tesoro a condizioni di mercato Bruxelles, 18 mar.- Alitalia “non può più beneficiare di aiuti di Stato”. E quanto ha sottolineato Michele Cercone, portavoce del commissario Ue ai Trasporti Jacques Barrot,

Alitalia, l'Ue blocca il Tesoro: <Nessun aiuto di Stato> ( da "Campanile, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, l'Ue blocca il Tesoro: "Nessun aiuto di Stato" La compagnia ne ha già beneficiato nel '97 e nel '01. Oggi il confronto tra i vertici di Air France e le parti sociali Nessun aiuto di Stato per Alitalia. Questo è il responso dell'Ue, sull'ipotesi che il Tesoro conceda un nuovo prestito ponte di 300 milioni di euro e che arriva poco dopo la sospensione dal listino del titolo

Il governo rinvia la decisione, oggi parte il confronto Air France-sindacati ( da "Liberazione" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, crolla il titolo in Borsa L'Ue: niente aiuti di Stato Roberto Farneti Una resa umiliante. E questa, di fatto, la condizione che Air France-Klm pone ai sindacati e allo Stato italiano per comprarsi l'Alitalia. Da questo punto di vista, il consiglio dei ministri convocato d'urgenza nella tarda serata di ieri - senza decidere nulla -

I francesi giocano al gatto col topo. E il topo non ha via d'uscita Aumentano i passeggeri e diminuisce il lavoro? Irragionevole. Fermiamoli ( da "Liberazione" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Nulla su Alitalia Servizi: altri 8000 lavoratori in bilico, fra cui l'area tecnica di Napoli. Si aggiungono le migliaia che saltano a Malpensa per il ritiro unilaterale di Alitalia medesima. Questa è la situazione: oltre 10.000 i posti di lavoro in pericolo, un massacro occupazionale, la fine di un vettore al servizio del sistema paese,

Sindacati in trincea, Spinetta vuole l'intesa ( da "Tempo, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stampa alitalia Sindacati in trincea, Spinetta vuole l'intesa Faccia a faccia tra Air France e i sindacati. Oggi il numero uno dei francesi, Jean-Cyril Spinetta, incontra le organizzazioni dei lavoratori per cercare il via libera all'offerta d'acquisto per Alitalia.

La trattativa capestro non è affatto finita ( da "Tempo, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stampa il futuro di alitalia La trattativa capestro non è affatto finita Oggi 18 marzo, la cura di AirFrance-Klm per Alitalia verrà presentata ai sindacati e forse si pronuncerà anche il Governo Prodi. è una cura pesante: un acquisto di 160 azioni Alitalia per un'azione AirFrance-Klm, un aumento di capitale previsto per giugno (e dopo che l'

Il governo: "Sì ad Air France-Klm" La parola ora passa ai sindacati ( da "Quotidiano.net" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: acquisizione di Alitalia. L'esecutivo ha dato parere favorevole al piano industriale proposto dalla compagnia franco-olandese, già approvato sabato scorso dal cda di Viale della Magliana. Ora il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa, invierà ad Alitalia una lettera con l'impegno ad aderire sia all'Offerta pubblica di scambio per il 100%

Alitalia crolla: il titolo cede un altro 19% ( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: non fa marcia indietro sulla causa intenta contro Alitalia per gli accordi disattesi sullo scalo di Malpensa, chiedendo un indennizzo di 1,25 miliardi di euro. "L'azione risarcitoria - dice in un'intervista rilasciata a Repubblica - è stata a lungo mediata e si basa su argomenti solidi. Alitalia ha disatteso l'impegno assunto: fare di Malpensa il suo hub.

Alitalia, sì del governo all'offerta Air France ( da "Secolo XIX, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Via libera del governo ad Air France-Klm per l'acquisizione di Alitalia. L'annuncio è arrivato nella serata di ieri, dopo una giornata convulsa durante la quale si sono susseguite, da parte di politici e sindacalisti, critiche all'offerta proveniente dal gruppo franco-olandese e mentre il titolo ha chiuso con un ribasso del 20%.

Alitalia, sindacati: valutano offerta Air France ( da "Voce d'Italia, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: del Tesoro alla compagnia d'Oltralpe: il giorno dopo Alitalia, sindacati: valutano offerta Air France Bonanni:" Il Governo ci ha escluso dalla trattativa con AirFrance" Roma, 18 mar. - Sono bastati pochi minuti dall'inizio della seduta quotidiana di Piazza Affari per far chiudere il titolo di Alitalia per eccesso di ribasso.

Alitalia, sindacati valutano offerta Air France ( da "Voce d'Italia, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: del Tesoro alla compagnia d'Oltralpe: il giorno dopo Alitalia, sindacati: valutano offerta Air France Bonanni:" Il Governo ci ha escluso dalla trattativa con AirFrance" Roma, 18 mar. - Sono bastati pochi minuti dall'inizio della seduta quotidiana di Piazza Affari per far chiudere il titolo di Alitalia per eccesso di ribasso.

Il governo: "Sì ad Air France-Klm" La parola ora passa ai sindacati ( da "Quotidiano.net" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: acquisizione di Alitalia. L'esecutivo ha dato parere favorevole al piano industriale proposto dalla compagnia franco-olandese, già approvato sabato scorso dal cda di Viale della Magliana. Ora il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa, invierà ad Alitalia una lettera con l'impegno ad aderire sia all'Offerta pubblica di scambio per il 100%

FIORELLO E BALDINI CANTANO RIDATECI LA GIOCONDA ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: È la trovata con cui Fiorello e Marco Baldini sono intervenuti sulla vendita di Alitalia ad Air France nel corso della puntata di "Viva Radiodue". Il testo: "Resta con noi Alitalia stasera/ resta con noi e non te ne andare/ Resta con noi non ci lasciar/ la Francia non deve comprar/ Chiedi di più non accettar/ la Gioconda ci devon ridar".

UN MATRIMONIO CON 25 DIKTAT ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Molto delicato appare invece il "raggiungimento di un accordo tra l'Alitalia e Aeroporti di Roma" per Fiumicino e di un'intesa con Fintecna e Alitalia Servizi per la "rinegoziazione di alcune clausole relative dei contratti di servizio". In pratica si chiedono accordi favorevoli con un soggetto privato, come AdR, e con uno pubblico, come Fintecna.

GRANA PER BERLUSCONI: CONVINCERE SEA E LEGA ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: mediazione ha provato a farlo Gianfranco Fini accennando alla necessità di distinguere il destino di Alitalia da quello di Malpensa, ma il problema non è ancora risolto. In attesa di vedere quale sarà la reazione del sindacato che oggi incontrerà i vertici di Alitalia e Air France, Berlusconi lavora a una sua proposta per rilanciare Malpensa, come hub internazionale per low-cost.

PASQUA E ELEZIONI, ALLERTA ANTITERRORISMO ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: l'Alitalia all'Air France. L'attenzione, come è sempre accaduto durante le elezioni e le festività religiose, sarà massima sia sul fronte interno che esterno. All'estero è alta la vigilanza (la guardia non è mai stata abbassata) sui militari impegnati nelle diverse missioni di pace in Afghanistan, in Libano e in Kosovo,

VELTRONI: ABBASSARE GLI STIPENDI AI POLITICI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dall'Alitalia alle pensioni. Votarli vorrebbe dire continuare gli ultimi 15 anni di frammentazione", dice prospettando immobilismo anche per il futuro. "Inventi pure inesistenti divisioni al nostro interno e mostrerà ogni giorno di più di non avere soluzioni alternative ai problemi del Paese", fa saper Altero Matteoli,

ALITALIA, VIA LIBERA DEL TESORO AD AIR FRANCE ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, via libera del Tesoro ad Air France Oggi Prato e Spinetta incontrano i sindacati Epifani: "No alla logica del prendere o lasciare" GIUSY FRANZESE Roma. La forma può sembrare un po insolita, ma la sostanza è inequivoca: il governo dice sì alla proposta di Air France-Klm per l'acquisto dell'Alitalia.

STOP UE A NUOVI AIUTI. TITOLO A PICCO: -26% ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: azione Air France contro 160 titoli Alitalia), valuta le azioni del gruppo guidato da Maurizio Prato 0,095 euro ciascuna, attribuendo al gruppo un valore di 132 milioni di euro. Va rilevato però che l'offerta di Franco Toto si fermava a 0,010 euro. Alitalia può consolarsi con il fatto che anche per i francesi, complice la tempesta sui mercati mondiali,

IL TONFO SFIORA I 22 MILIARDI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia in picchiata (-26,76% a 0,39 euro), crollano Seat (-11,33% a 0,14) e Impregilo (-7,71% a 2,76). L'Espresso (-7,63% a 2,46), tra gli editoriali si salva solo Il Sole 24 Ore (+0,85% a 4,04). Crolla Italease (-11,13% a 5,30), tonfo per Mediobanca (-5,65% a 11,61), tiene Generali (-1,17% a 26,97) grazie ai risultati 2007,

Malpensa, accordo sugli ammortizzatori Il governo: "Ora la Sea ritiri il ricorso" ( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il titolo Alitalia perde il 15%. Oggi l'incontro con i sindacati. Bonanni: "Gli esuberi? Sono 7mila". Via libera alla cassa integrazione per lo scalo lombardo. Il governo: Sea ritiri la richiesta di danni ad Alitalia Milano - Nemmeno l'ok del consiglio dei ministri alla vendita ad Air France sblocca la situazione di Alitalia in Borsa.

Alitalia, fra orrore e fallimento ( da "Opinione, L'" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 18 Mar 2008 Edizione 54 del 18-03-2008 Una storia italiana Alitalia, fra orrore e fallimento di Davide Giacalone Quello di Alitalia è un film dell'orrore. La società è nei fatti fallita, costretta a vendere in gran fretta terreni pur di alimentare un'asfittica liquidità, senza la quale neanche si compera più il carburante.

E' tutto tremendamente scontato ( da "Opinione, L'" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia parla francese Ci sono alcune cose difficili da spiegare, al di là del fatto strettamente tecnico ed economico. In termini da percepito, la gente non si spiega perché una decisione così importante è stata presa dal Governo non più in carica e non da quello che sarà eletto a breve.

Protezione solo europea ( da "Opinione, L'" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: europea di Aristide Avosetti La vicenda Alitalia-Malpensa, al di là dei giudizi che si possano dare sul probabile matrimonio dell'ormai ex compagnia di bandiera con Air France, è emblematica del quanto sia difficile, ed in molti casi impossibile, risolvere i problemi domestici alzando barriere protezioniste attraverso dazi (come è tornato ad auspicare in questi giorni Umberto Bossi,

Alitalia: le forche caudine della vendita a Air France ( da "Opinione, L'" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia: le forche caudine della vendita a Air France di Biagio Marzo |C|E|/C| la privatizzazione dell'Alitalia che infiamma il dibattito della campagna elettorale, dividendo le coalizioni in modo trasversale. Il terreno di scontro è che l'Air France vorrebbe il via libera delle organizzazioni sindacali al piano di ristrutturazione e al ritiro della richiesta della Sea del maxirisarcimento

Scontri davanti alla sede Alitalia Un lavoratore resta a terra ferito ( da "Quotidiano.net" del 18-03-2008)
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Abstract: Annunci legali MANIFESTAZIONE Scontri davanti alla sede Alitalia Un lavoratore resta a terra ferito I lavoratori della Atitech di Napoli hanno tentato di entrare nei cancelli del centro direzionale, ma Polizia e Carabinieri li hanno respinti. Alle 15 inizia l'incontro tra società, Air France e sindacati di categoria Commenta Roma, 18 marzo 2008 - Scontri davanti alla sede di Alitalia,

I francesi: "Non obbligati all'acquisizione" Scontri davanti alla sede, ferito un lavoratore ( da "Quotidiano.net" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALITALIA I francesi: "Non obbligati all'acquisizione" Scontri davanti alla sede, ferito un lavoratore Così il numero uno di Air France-Klm, Spinetta, che auspica un'intesa con i sindacati. Alcuni lavoratori hanno tentato di entrare nei cancelli del centro direzionale, ma sono stati respinti Commenta Commenti Invia commento Segnala ad un amico Nessun commento presente Clicca qui per

Air France-sindacati, per ora non c'è l'accordo Scontri davanti alla sede, ferito un lavoratore ( da "Quotidiano.net" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALITALIA Air France-sindacati, per ora non c'è l'accordo Scontri davanti alla sede, ferito un lavoratore Il numero uno di Air France-Klm, Spinetta, prende tempo. I sindacati sul piano: "Così non va". Alcuni lavoratori hanno tentato di entrare nel centro direzionale, ma sono stati respinti Commenta Commenti Invia commento Segnala ad un amico Nessun commento presente Clicca qui per


Articoli

La Marcegaglia: basta con la concertazione che media al ribasso (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)

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N. 11 del 2008-03-17 pagina 0 La Marcegaglia: basta con la concertazione che media al ribasso di Redazione Il presidente designato di Confinduatria avverte i sindacati poi dice: "tagliare la spesa pubblica improduttiva". Caso Alitalia: no al ridimensionamento di Malpensa Belluno - L'Italia non deve solo fare sistema ma deve aggiungere un altro slogan: "trovare il sistema di fare". A cominciare dal "taglio della spesa pubblica improduttiva". Ne è convinta il presidente designato di Confindustria, Emma Marcegaglia, consapevole che si tratta di "un provvedimento impopolare che implica tagliare posti di lavoro e privilegi, tagliare Enti inutili per investire in infrastrutture materiali e immateriali. Si tratta - ha detto alla platea degli imprenditori della Provincia di Belluno e ai presidenti degli industriali del Veneto - di un'operazione complessa e lunga ma necessaria". Soffermandosi sulla riforma della Pubblica amministrazione, Emma Marcegaglia, ha aggiunto che anche il tema dell'università è centrale e ha osservato che "i ministri che si sono succeduti al Governo hanno lasciato lettera morta di queste riforme. Dobbiamo avere una visione di medio termine - ha continuato - la quale implichi che le cose ben fatte da un Governo non debbano essere cancellate dal successivo. Le riforme si possono fare in un arco temporale che vada dai 10 ai 15 anni, avendo anche la forza di rispondere a contrasti perché accontentare tutti ai tavoli di concertazione con mediazioni a ribasso non porta a nulla. Questo Paese non ha più tempo da perdere - ha scandito dal palco del Teatro Comunale di Belluno - non può più rinviare le decisioni e deve guardare in faccia i problemi che riguardano la formazione, la scuola e l'innovazione che sono tutti temi sui quali dobbiamo lavorare". "No alla concertazione che media al ribasso" Rilanciare lo sviluppo del Paese da "protagonisti uscendo dai tavoli di concertazione che livellano al ribasso", ha poi detto Emma Marcegaglia. "Dobbiamo essere protagonisti del cambiamento del Paese, vogliamo contribuire con idee e progetti mettendoci la faccia, vogliamo essere parte attiva e seria e concreta ma anche voce critica che denuncia situazioni di veti e privilegi che ci condannano a una crescita bassa. Saremo presenti e forti per partecipare non in una logica di concertazione che media al ribasso ma per migliorare il Paese. Ci vorrà tempo, ma l'Italia riuscirà a risalire da questa china che non voglio definire declino". Per l'imprenditrice mantovana l'Italia "ha bisogno di premiare il merito. Non si può andare verso una logica di uguaglianza che porta a inefficienze generali - ha aggiunto parlando alla platea degli imprenditori - bisogna premiare i manager migliori e chi lavora di più e fa meglio". Sarà fondamentale combattere "il livellamento verso il basso che ci condanna a non crescere". "No allo smantellamento dei voli da Malpensa" Il presidente designato di Confindustria, prende anche atto della proposta di Air France per l'acquisto di Alitalia ma, da Belluno, dove ha preso parte all'Assemblea generale degli industriali, mette in guardia a margine dell'incontro: "è importante, dal mio punto di vista - ha spiegato la Marcegaglia -, che non si vada a uno smantellamento dei voli del Nord da Malpensa perché questo sarebbe un danno molto pesante per il Nord Italia". "Mi pare che la proposta di Air France sia stata accettata - ha aggiunto il futuro presidente di Confindustria - l'attuale piano, così come è, prevede una grossa riduzione di voli da Malpensa, io credo che ci vorrebbe o una logica di moratoria o qualche cosa che lasci spazio a Malpensa per ritrovare altre compagnie che vogliano volare da quello scalo". Tornando a commentare il tema Alitalia e il piano di riorganizzazione, l'imprenditrice mantovana ha osservato: "Così com'è il piano di fatto dal primo aprile ci sarà un calo di due terzi dei voli da Malpensa, fatto - ha concluso - che penalizza non solo Malpensa ma tutto il Nord Italia". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Alitalia, sì del Tesoro ad Air France Prodi a Sea: ritiri la richiesta di danni (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)

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N. 11 del 2008-03-17 pagina 0 Alitalia, sì del Tesoro ad Air France Prodi a Sea: ritiri la richiesta di danni di Redazione Dopo il fallimento di tre aste e una mattinata di stop per eccesso di ribasso, le azioni della compagnia di bandiera scivolano a 0,4085 euro. Bonanni: "Trattativa su esuberi o rottura". Fini: "Slegare il destino dell'hub da Alitalia". Padoa Schioppa accetta le proposte francesi e prodi "condivide" Milano - Air France ha offerto durante il fine settimana una propria azione contro 160 azioni Alitalia, valutando ogni titolo della compagnia italiana meno di 10 centesimi. Immediata la reazione a piazza Affari dove le azioni Alitalia sono state ammesse sul mercato solo in tarda mattinata per le continue sospensioni causate dall'eccesso di ribasso. Intanto il premier Romano Prodi ha intimato alla Sea di ritirare la richiesta dei danni. E in consiglio dei ministri arriva il sì di Padoa Schioppa all'offerta francese . Offerta Air france: sì del Tesoro E questa sera al consiglio dei ministri Tommaso Padoa-Schioppa, durante la "ha informato il Presidente del Consiglio - che ha espresso condivisione - in merito alla lettera che egli stesso invierà ad Alitalia contenente l'impegno ad aderire alle previste offerte pubbliche di scambio (per le azioni) e di acquisto (per le obbligazioni) da parte di Air France - KLM per la totalità dei titoli detenuti dal Ministero stesso". Lo rende noto un comunicato della presidenza del Consiglio. Il Cdm non ha, quindi, preso ancora una decisione finale. I ministri sono usciti da Palazzo Chigi senza fare dichiarazioni. Numerose le assenze nella riunione del consiglio dei ministri: mancavano, tra gli altri, Paolo Ferrero, Alfonso Pecoraro Scanio, Fabio Mussi, Antonio di Pietro, Massimo D'Alema, tutti impegnati in vari appuntamenti della campagna elettorale. Lettera del ministro ad Air France "Il ministro - spiega il comunicato del cdm - ha quindi informato il Presidente del Consiglio - che ha espresso condivisione - in merito alla lettera che egli stesso invierà ad Alitalia contenente l'impegno ad aderire alle previste offerte pubbliche di scambio (per le azioni) e di acquisto (per le obbligazioni) da parte di Air France - KLM per la totalità dei titoli detenuti dal Ministero stesso. Nella lettera viene inoltre specificato che gli impegni assunti non saranno vincolanti nel caso in cui uno o più soggetti lancino un'offerta pubblica concorrente migliorativa e il Ministero accetti tale offerta. Ciò al fine di tutelare i principi di trasparenza e non discriminazione previsti dalla normativa sulle privatizzazioni e in linea con la disciplina delle offerte pubbliche". Il contratto Il contratto prevede che il Tesoro dia il proprio impegno ad aderire alle offerte con tutte le azioni e le obbligazioni possedute prima ancora che le offerte stesse siano lanciate ma l'impegno preventivo che si chiede al Tesoro perderà ogni efficacia nel caso in cui decidesse di aderire a una offerta concorrente migliorativa rispetto a quella descritta nel contratto. Contro la trattativa in esclusiva di Alitalia con Air France aveva presentato ricorso nei giorni scorsi la compagnia aerea italiana AirOne sostenuta da Intesa SanPaolo. Al momento l'ufficio stampa di AirOne preferisce non commentare. Ma una fonte vicina al gruppo dell'imprenditore abruzzese Carlo Toto dice che "la società in questo periodo è concentrata sul suo sviluppo stand alone". Il titolo crolla Per tutta la mattinata il titolo Alitalia è rimasto sospeso dopo aver fallito tre aste, prima dell'apertura e subito dopo l'avvio degli scambi. Il titolo, che ha segnato un calo teorico del 39,7%, è stato ammesso solo alle 12,45 cedendo immediatamente il 23,50%. Possibile in giornata un Consiglio dei ministri straordinario su Alitalia per esaminare l'offerta Air France-Klm. Intanto Alitalia spiega in una nota che, nel contratto con Air France-Klm, è previsto che il ministero del Tesoro dia il proprio impegno ad aderire alle offerte con tutte le azioni e le obbligazioni possedute prima ancora che le offerte stesse siano lanciate, ma l'impegno preventivo che si chiede al Tesoro perderà ogni effetto nel caso in cui decidesse di aderire a una offerta concorrente migliorativa rispetto a quella descritta nel contratto. "Per gli azionisti e per gli obbligazionisti di Alitalia - si legge nella nota - il contratto prevede che, al ricorrere di una serie di condizioni, Air France-Klm sarà tenuta a lanciare due distinte offerte pubbliche rivolte, rispettivamente, a tutti gli azionisti e a tutti obbligazionisti". La Ue: interventi solo a condizioni di mercato Qualsiasi intervento pubblico in favore di Alitalia dovrà rispettare le condizioni di mercato, ovvero essere realizzato a condizioni non diverse da quelle di un investitore privato. è quanto ha precisato oggi Michele Cercone, portavoce del commissario Ue ai Trasporti, Jacques Barrot, in merito all'ipotesi di un prestito ponte da parte del Tesoro emersa nel quadro della cessione di Alitalia a Air France-Klm. Il portavoce di Barrot ha quindi ricordato che Alitalia ha già beneficiato in passato di aiuti di Stato e quindi, in base al principio "una volta, ultima volta" non potrà più ricevere questo genere di sostegno. La Commissione Europea vigilerà sul rispetto di questo principio. Quello del prestito, ha detto ancora Cercone, "non è una questione di momento in cui viene concesso, ma di condizioni". In ogni caso per assicurare il positivo esito dell'operazione, ha detto ancora il portavoce di Barrot, sarebbe più "prudente" per le autorità italiane lavorare in stretto contatto con quelle di Bruxelles. Fino a questo momento comunque alla Commissione europea non è giunta alcuna notifica ufficiale dell'operazione Alitalia-Air France-Klm e quindi Bruxelles continua a non commentare quanto finora emerso in merito al possibile accordo. Epifani: "Serve una trattativa per dire sì o no" Il sindacato chiede "margini per una trattativa" sulle condizioni poste da Air France per l'acquisto di Alitalia ma, "se non ci fossero ne trarremo le conseguenze". Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, sottolineando che "il sindacato ha le spalle larghe per dire un sì o un no, con tutte le conseguenze che ciò comporta". Domani, ha detto ancora Epifani "andremo a capire qualcosa su una vicenda delle più strane che sia mai capitata al sindacato. Siamo di fronte ad un processo di ristrutturazione e vendita della compagnia di bandiera italiana senza che ne sappiamo assolutamente nulla: arriviamo all'ultimo atto". Il leader della Cgil ha ribadito la speranza che ci siano margini di trattativa, perchè, ha detto, "è difficile partecipare ad un lodo mai chiesto". Il monito del Professore Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha chiesto alla Sea di ritirare la richiesta di indennizzo da 1,250 miliardi all'Alitalia come risarcimento per i danni subiti con l'abbandono di Malpensa. Secondo un lancio di Radiocor, la richiesta sarebbe, infatti, stata avanzata "in modo fermo" dal Professore tanto da sembrare la risposta ad una delle condizioni poste da Air France-Klm nell'offerta su Alitalia. Bonanni (Cisl): o si tratta sugli esuberi o sarà rottura Su Alitalia "o si apre una trattativa vera per ridurre gli esuberi o si andrà alla rottura". Lo ha detto il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. "Il governo - ha aggiunto - ha fatto tutto da solo, noi sappiamo poco o nulla e, allora, visto che hanno cominciato da soli se la finiscano da soli". Air France, secondo Bonanni, "sta acquistando praticamente gratis la nostra compagnia di bandiera: è una vicenda che grida vendetta". Fini: slegare il destino di Malpensa da Alitalia "Ci sono luci e ombre: è positivo che Air France voglia tutelare i colori della compagnia e abbia garantito ai consiglieri di amministrazione italiani il diritto di veto; negativo che il piano industriale preveda molti esuberi e che non siano in programma investimenti sufficienti per il rilancio". Lo afferma il leader di An, Gianfranco Fini intervistato a Tg5. Quanto al destino di Malpensa, Fini ribadisce che "va slegato da quello dell'Alitalia". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Veltroni deve muovere la campagna. Attacco alla casta (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

ELEZIONI   DA ALITALIA ALLE PENSIONI, IL PDL SI DIVIDE SU TUTTO. RUTELLI: IL PROGRAMMA PER ROMA Veltroni deve muovere la campagna. Attacco alla casta In Piemonte Walter Veltroni arriva al giro di boa del suo bustour e a Novara attacca la casta: "In Italia ci sono i salari più bassi e gli stipendi dei parlamentari più alti d'Europa. Dobbiamo uniformare il livello delle retribuzioni di deputati e senatori a quello degli altri paesi europei". Bisogna tagliare i costi della politica: "Non va bene che con il finanziamento pubblico si sostengano 51 partiti politici e 31 organi di partito". Intanto aumentano a vista d'occhio le divisioni interne al Popolo delle libertà. A partire dalla vendita di Alitalia, questione che vede da una parte Fini che valuta positivamente il piano dei francesi (anche se in serata ridimensiona le dichiarazioni) e dall'altra la Lega e il Pdl lombardo che si oppongono strenuamente. Parti invertite invece per le pensioni: Brunetta e Berlusconi vorrebbero un inasprimento e un ritorno allo scalone Maroni. Ma è proprio l'ex ministro leghista a sconfessare l'ipotesi di una riduzione della spesa previdenziale. Anche Francesco Rutelli è in piena campagna elettorale. Il distacco con Alemanno resta molto alto. Ieri il candidato a sindaco di Roma del Pd ha presentato il suo programma che consta di 150 righe, "ad alta leggibilità ". Rutelli punta molto sulla concretezza e sull'innovazione, sulle tecnologie e l'ambiente. ALLE PAGINE 4 E 5.

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Cv Alital 1075,146<TD class (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 18-03-2008)

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Cv Alital 10 75,146 85,165 cv B Ifis 09 99,130 100,171 cv Bco Popol 10 100,786 100,929 cv Beni Sta 11 92,435 93,810 cv BIM 15 89,326 90,108 cv Carige 13 111,329 112,045 cv Mi-A2a 09 118,033 121,000 cv SIAS 17 94,114 95,080 cv Snia 10 101,010 101,010 cv Vitt Ass 217,040 217,040 Telecom IT CV 10 110,618 110,889.

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La Borsa milanese ha subìto ieri il suo peggior scivolone da parecchio tempo in qua, con il Mib (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Tel -3,52% a 23.371 punti e l'S&P/Mib -3,39% a 30.586; in totale a Piazza Affari sono stati bruciati 21,9 di euro. A questo hanno concorso la cattiva intonazione dei mercati internazionali e un fattore tutto italiano come il tracollo di Alitalia (-26,59% l'ultimo prezzo, -26,76% il riferimento a 0,39 euro). Nel paniere dei titoli principali c'è un solo segno "più", quello di Snam Rete Gas con un risicato +0,23% a 4,32 euro. Nel settore del credito arretrano Mediobanca (-5,65% a 11,61 euro), Unicredit (-4,39% a 4,25), Popolare di Milano (-4,25% a 6,91), Mps (-3,96% a 2,66), Intesa Sanpaolo (-3,12% a 4,28), Ubi (-2,77% a 14,70) e Banco Popolare (-2,10% a 10,47). Crolla Banca Italease (-11,13% a 5,30). Tra gli assicurativi, Alleanza -4,33% a 7,76 euro, Unipol -3,43% a 1,71, Fondiaria Sai -2,99% a 25,61 e Generali -1,17% a 26,97. Ribassi superiori ai dieci punti percentuali per Seat Pg (-11,33% a 0,14), forti vendite per Impregilo (-7,71% a 2,76), L'Espresso (-7,63% a 2,46), Autogrill (-6,40 a 9,70), Saipem (-5,79% a 25,38) e Luxottica (-5,39% a 15,50). Eni ha perso il 2,99% a 21,44 ed Enel il 2,45% a 6,53. Nelle Tlc il titolo Telecom perde il 5,46% a 1,31 e Fastweb il 5,47% a 19,28 euro.

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Elargire fondi un vero spreco Penso che alle prossime elezioni politiche molti andranno an (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Che con lo spirito di punire un sistema di sprechi. Tra questi i fondi elargiti a tante sedicenti associazioni culturali di volontariato di cui ogni Regione abbonda. Per pietà, basta con le varie "Settimane" culturali patrocinate dal Ministero dell'Istruzione e dalla Regione: sono solo occasione per fare perdere ulteriore tempo ai nostri studenti. Destiniamo piuttosto i fondi a chi nel volontariato si "sporca le mani" ed è utile al prossimo. SALVATORE GANCI, CASARZA LIGURE (GE) Ferrara, il Trap e i loro strafalcioni Per quanto incredibile alcuni media tedeschi hanno ricordato lunedì la ricorrenza decennale del "leggendario" sproloquio di Trapattoni contro i giocatori del Bayern (titolo nel sito web del secondo canale tv: "Struuuunz!"). Chissà se accadrà qualcosa di simile per l'invettiva di Ferrara "Abort macht frei", che, tradotto in italiano, contiene pure una profonda verità: "il cesso rende liberi". ("aborto" in tedesco si dice "Abtreibung"). ENZO CAMMILLETTI I videogiochi all'università "Stimola a prendere decisioni e aiuta la propensione alla creatività": questa la motivazione con cui l'Università Cattolica di Roma ha introdotto nel corso di Economia e gestione dei servizi l'uso di un videogioco. Allora si potrebbe utilizzare il lego o il meccano per gli studenti di architettura o ingegneria. MAURO LUGLIO, MONFALCONE (GO) Aborto/1 Le donne ingenue Comunque la si pensi a proposito dell'aborto fa specie osservare che nella triste vicenda del medico genovese che si è suicidato sembrano coinvolte tante donne. Non ragazzine, ma persone adulte. A quanto dicono i mass media costoro giustificherebbero il ricorso all'aborto clandestino per non rendere pubbliche le loro avventure extraconiugali. Vabbè per il tradimento, ma almeno essere capaci ad evitare una gravidanza! CAOLIN IRPOOL Aborto/2 Politici razzisti Relativamente all'aborto vedo i politici come pericolosi razzisti: considerano la donna come un essere inferiore, per cui diventa liberatorio disfarsi di una vita non desiderata. Preferisco i poeti: considerano la donna come un essere superiore, da amare, per avere dei figli, desiderati. Da tenere. GIANFRANCO MORTONI Embargo olimpico per cominciare Che la Cina sia fuori o dentro la "lista nera" stilata dall'amministrazione Bush poco importa, importa la violenta repressione pianificata nei confronti dei pacifici monaci buddisti. Nel silenzio di (quasi) tutti. Cara Annunziata, perché non si applicano anche nei confronti della Cina azioni più incisive, perché non iniziare con un "embargo olimpico", per poi passare ad un blocco degli scambi sia economico che finanziario da parte sia degli Usa che dell'Europa. Verso quei poveri monaci e verso il TIbet non si può nutrire solo simpatia. ANDREA SILLIONI, BOLSENA (VT) Malpensa e l'assurdo dei cassintegrati All'aeroporto di Malpensa si verifica una situazione surreale. Riguarda la cassaintegrazione straordinaria che coinvolgerà 900 dipendenti S.E.A. spa e S.E.A. Handling dello scalo lombardo. A quanto risulta, a partire dal prossimo 24 marzo, il reparto di check-in verrà toccato da tale procedura per 385 dipendenti a tempo indeterminato, che a rotazione dovranno fermarsi per alcuni giorni (forse 6). Nel frattempo, però, il decreto "milleproroghe" permette a S.E.A., che l'ha interpretato a modo suo, di continuare ad utilizzare lavoratori a tempo determinato od interinali, mentre chi è assunto stabilmente non lavora! Il buonsenso direbbe che tali lavoratori dovrebbero essere utilizzati nei momenti di picco del traffico, soprattutto in una fase di difficoltà come questa, e non in sostituzione di impiegati a tempo indeterminato. E tutto ciò con soldi pubblici, dato che lo Stato ha stanziato decine di milioni per affrontare la crisi dovuta all'abbandono di Alitalia e finanziare la cassaintegrazione. Come mai nessuno ne parla? Questo scenario potrebbe verificarsi anche altrove e darebbe un altro forte colpo ai diritti dei lavoratori. MICHELE PIANTANIDA, CAMERI (NO) Le tasse di Prodi e il nostro declino La preoccupante stagnazione dell'economia in Italia è stata aggravata dall'eccessivo aumento della pressione fiscale fatto dal governo Prodi. Meno soldi in tasca significano meno acquisti, meno produzione e meno lavoro. Mi auguro che il prossimo governo interrompa il declino. LUISA MINETTI, MILANO L'antica Roma e i nostri problemi Sabato sera mi sono addormentato con la tv accesa, a un certo punto una voce in sottofondo parlava di favori: tipo trovare un alloggio in cambio del voto, un voto per un rinnovo dei permessi commerciali, gli affitti troppo alti. Ho aperto gli occhi cercando il telecomando per spegnere, pensando a una replica di Porta a Porta. Era Piero Angela che illustrava l'Impero Romano. RUDI TOSELLI Il ministro D'Alema e le autorità cinesi Rispondo alla lettera del signor Carlo Ferrazza "Il ministro D'Alema e le proporzioni" pubblicata ieri sulla Stampa. In molti lanci di agenzia degli ultimi giorni, nell'esprimere preoccupazione per la situazione determinatasi in Tibet, il ministro D'Alema - in sintonia con la posizione dell'Unione Europea - ha ripetutamente invitato le Autorità cinesi a porre fine alle iniziative di repressione delle manifestazioni e ad avviare un dialogo. PASQUALE FERRARA, CAPO SERVIZIO STAMPA E INFORMAZIONE MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI.

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Panico da crisi, Borse giù (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

La Fed taglia ancora i tassi, bruciati 300 miliardi. La banca Bear Stearns svenduta per un quindicesimo del suo valore Panico da crisi, Borse giù Alitalia: sì del governo all'offerta Air France. L'Ue: niente aiuti di Stato Borse europee e Piazza Affari a picco dopo il taglio del tasso di sconto della Fed e il crollo di Bear Stearns, la banca Usa travolta dalla crisi dei mutui. L'istituto di credito statunitense è stato rilevato da JP Morgan per un quindicesimo del suo valore. Gli analisti ora sperano nell'intervento della Bce. Le piazze europee hanno bruciato circa 304 miliardi di euro di capitalizzazione. Nella Borsa italiana ondata di vendite per Alitalia che ha chiuso con perdite di oltre il 26%. E proprio su Alitalia ieri sera è giunta, dopo una riunione del Consiglio dei ministri, la decisione del Tesoro che ha scelto di accettare la proposta di Air France-Klm per l'acquisto dei titoli di Alitalia in suo possesso. Nella lettera che il ministro dell'Economia invierà ad Alitalia, con l'impegno ad aderire alla proposta di Air France, viene specificato però che "gli impegni assunti non saranno vincolanti nel caso in cui uno o più soggetti lancino un'offerta pubblica migliorativa e il ministero accetti tale offerta". La Ue ha intanto fatto sapere che non saranno possibili "aiuti di Stato" alla compagnia di bandiera italiana. DA PAG. 2 A PAG. 6.

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Bear Stearns svenduta per due dollari ad azione (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

[FIRMA]FABIO POZZO Lunedì nerissimo, anzi choc, anche per le borse europee. Il taglio a sorpresa dei tassi Usa, l'offerta d'acquisto di Bern Stearns da parte di Jp Morgan a un prezzo stracciato e il "profit warning" di Siemens hanno creato il panico tra gli investitori (con l'euro che ha segnato nuovi massimi, a 1,59 dollari, e col petrolio che balza sopra i 111 dollari, per poi chiudere sull'onda delle vendite a 105,69). In un giorno sono stati bruciati in Europa circa 304 miliardi di euro: tanto è scesa la capitalizzazione del Dj Stoxx 600 ( a 7.090 miliardi), l'indice più rappresentativo delle Piazze dell'Ue, che dall'inizio dell'anno - complice l'ultima seduta - ha perso il 20,4%, vale a dire 1.817 miliardi di euro. Quello di ieri è stato il tonfo più consistente dal 21 gennaio scorso, quel lunedì nero in cui la sola Europa aveva bruciato 437 miliardi di euro. A soffrire sono i titoli finanziari, che sono stati letteralmente travolti dalla "buriana": lo Stoxx europeo delle banche è caduto del 4,4%, delle assicurazioni del 3,8%, dei finanziari del 4,8%. Il settore più toccato, però, è stato quello delle materie prime (-8,1%). Solo Milano ha bruciato quasi 22 miliardi. Il Mibtel ha chiuso a -3,52%, lo S&P/Mib ha ceduto il 3,39% (per entrambi, si tratta dei livelli minimi dal 2001), l'All Stars è arretrato del 3,17%. Drammatico il tonfo per Alitalia (-26,59%, a 0,39 euro; sospesa a lungo dalle negoziazioni per eccesso di ribasso, è arrivata a perdere fino al 38% sul minimo infraday di 0,3305 euro); un crollo per Banca Italease (-11,13% a 5,30). Anche la Borsa di Francoforte ha chiuso in forte ribasso, con l'indice Dax che segna -4,18%. A pesare la scivolata di Siemens (-17%), che ha pagato l'annuncio di "profit warning": i vertici della società hanno tagliato di circa 900 milioni di euro le stime di utile per il primo trimestre, in seguito a ritardi e cancellazioni degli ordini nelle divisioni energia, trasporti e tecnologia. Sono precipitati anche Hypo Real Estate, il gigante specializzato in mutui (-12,45%); Commerzbank (-7,04%) e Deutsche Bank (-6,03%). Non si salva Londra, dove l'Ftse-100 ha lasciato sul terreno il 3,86%. Sotto pressione, anche qui, i titoli bancari: Alliance and Leicester ha perso l'11,7%, Hbos il 7%, Rbos l'8, 09, Barclays l'8,33%. Negli assicurativi, ribassi di Friends Provident (-6,64%) e Old Mutual (-5,8%). La peggiore performance europea è di Zurigo, che chiude in calo del 5,02%, con il colosso bancario Ubs, ai minimi da nove anni, che perde il 9,9%; in picchiata anche Credit Suisse (-8,26%). Parigi è scivolata del 3,51%, sull'onda delle perdite di Eads (-12,7%), Alstom (-8,5%) e Air France-Klm, sotto del 4,38% a 15,28 euro (dall'inizio dell'anno i titoli hanno perso il 36,47%); seduta da dimenticare anche per SocGen (-8,3%), Bnp (-6,14%) e per il colosso assicurativo Axa (-5,9%). Negative anche le chiusure delle altre Piazze principali: Madrid ha perso il 2,81%, Stoccolma il 3,50% ed Amsterdam ail 3,79%. I venti "freddi" che soffiano dagli Usa, e che non trovano l'Europa al riparo, hanno visto scendere in campo anche la neopresidente degli industriali italiani, Emma Marcegaglia. "Chiediamo alle banche Ue di mettersi d'accordo per calmare questa situazione finanziaria, perché si prospetta uno scenario pericoloso che può avere un'incidenza negativa sull'economia europea e mondiale".[FIRMA].

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Patata bollente La Lega rischia di perdere la faccia con i suoi elettori L'offerta è inaccettabile (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 18-03-2008)

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ALITALIA LA POLITICA Patata bollente La Lega rischia di perdere la faccia con i suoi elettori "L'offerta è inaccettabile".

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AirOne resta in corsa Porte aperte a una eventuale proposta migliorativa della cordata italiana con Intesa (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 18-03-2008)

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ALITALIA VERSO LA VENDITA AirOne resta in corsa Porte aperte a una eventuale proposta migliorativa della cordata italiana con Intesa.

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Entro due anni a rischio 400 posti fra gli addetti al settore merci (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 18-03-2008)

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[FIRMA]FRANCESCO SPINI MILANO E ora toccherà rifare i conti. Degli esuberi. Già perché, come dice Nino Cortorillo, sindacalista della Cgil lombarda che da mesi si dibatte tra i mille garbugli della questione Malpensa-Alitalia, "l'annunciata scomparsa di Cargo nel 2010 non ce l'aspettavamo proprio. Non ce n'era traccia nel piano di sopravvivenza di Prato dove, anzi, si parlava di "consolidamento su Milano Malpensa" del business merci". E invece la "desertificazione" di Malpensa (come da tempo la chiama Formigoni) dettata da Air France anche sul fronte del trasporto merci costringe il sindacato a rivedere al rialzo le stime già pesanti delle migliaia di esuberi: "Sul fronte di Alha, la società di handling che opera con l'ex compagnia di bandiera nel settore merci, era stata calcolata la cassa integrazione per 100-150 operatori per il venir meno dei voli passeggeri. Ora, senza più voli merci Alitalia, gli esuberi saranno fino a 400". Sono i primi calcoli di una delle tante sorprese contenute nell'uovo di Pasqua presentato da Jean-Cyril Spinetta. Con Alitalia Cargo fuori gioco, calcolano dal Certet Bocconi, sparirà il 46,6% della capacità merci di Malpensa - l'aeroporto da cui passa l'80% del trasportato via cielo - pari a 6.406 tonnellate settimanali e 113 dei 269 voli merci. Un problema per gli operatori di handling, certo. Ma anche per chi, da piccolo operatore doganale, si trova con la terra che frana sotto i piedi. "Senza Alitalia vedo male sia la mia società sia l'economia italiana", sintetizza Francesco Albatri, titolare della Alimpex, spedizioniere con uffici a Linate e Malpensa che dà lavoro a una decina di persone più alcuni padroncini di camion. "Ecco, se nessun vettore rimpiazzerà Alitalia Cargo, noi perderemo tra il 35 e il 40% del traffico". L'Italia, come sottolinea l'associazione TrasportoAmico, già oggi trasporta via gomma il 75% delle merci che devono poi partire con aerei o con le navi dall'estero e il fenomeno rischia di ingigantirsi. Qualcuno scommette sulla crescita di altri aeroporti già oggi forti nel settore merci come Brescia e Bergamo; per molti sarà invece il trionfo del trasporto "aviocamionato", dei Tir che partono dall'Italia per arrivare a Francoforte e Amsterdam dove rilasciare gli air-container da incastrare nelle fusoliere dei mezzi. "Certo - dice Alessandro Trapolino, numero uno di Fedespedi, l'associazione degli spedizionieri secondo cui il mercato del nolo aereo vale 700 milioni - il traffico dei Tir aumenterà, e il danno che i ritardi e le maggiori difficoltà logistiche causeranno all'export del Paese saranno rilevanti. Ci ritroveremo indietro di 4 anni, a prima che Alitalia investisse sulle merci aumentando la flotta dedicata da uno a 5 aeromobili". Il risultato? "Se Malpensa non dovesse confermarsi come lo snodo merci più importante del Paese - spiega Mario Cadonna, managing director di Ceva Freight, l'unità di spedizioni internazionali di uno dei maggiori gruppi di logistica al mondo - i nostri progetti di crescita nello scalo dovrebbero rallentarsi. L'unica via d'uscita? Che gli slot Cargo vengano presto rilevati da altre compagnie".

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Il titolo della compagnia crolla in Borsa: -26% Berlusconi preme per chiudere la partita (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 18-03-2008)

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[FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA L'impegno, contenuto in una lettera inviata ad Alitalia, è di "aderire all'offerta pubblica e di scambio proposta da Air France-Klm". Al termine di un Consiglio dei ministri straordinario e semi-deserto (erano in 12 per via della campagna elettorale) il ministero del Tesoro ha detto sì all'offerta dei franco-olandesi. Dopo una giornata di trattative fra Roma e Parigi, il Governo ha scongiurato il rinvio. L'ultimo capoverso del comunicato tiene però la porta aperta: "Gli impegni assunti non saranno vincolanti nel caso in cui uno o più soggetti lancino un'offerta concorrente migliorativa, e il Ministero la accetti. Ciò al fine di tutelare i principi di trasparenza e non discriminazione". Se vorranno, gli sconfitti di AirOne-Intesa potranno tornare in gioco. Il vicepremier Rutelli ha di nuovo perorato la causa della cordata italiana fra gli sbuffi del premier. L'accelerazione ha due ragioni. Anzitutto la slavina di Borsa che ieri ha colpito Alitalia: presentata a mercati chiusi l'offerta dei francesi da nove centesimi per azione Alitalia, alla riapertura del lunedì il titolo ha subito tentato di allinearsi al prezzo. In una giornata ha perso il 26%, passando da 53 centesimi ad azione a 39. L'altra è il sostegno di Berlusconi, che ha fatto sapere via Gianni Letta a Prodi di "chiudere la partita, perché noi non ce la faremmo": il suo timore è di dover affrontare il commissariamento di Alitalia e una spaccatura nei primi giorni di governo. Ieri le avvisaglie: Fini da una parte a favore di Air France-Klm, dall'altra il leghista Bobo Maroni che tuonava contro un'offerta "oscena". Ora l'ultima parola passa ai sindacati e al numero uno di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta. Alle tre di oggi, alla sede della Magliana, il manager incontrerà le nove sigle Alitalia. Le due parti iniziano a trattare da posizioni molto distanti: i franco-olandesi propongono 1.600 esuberi, la chiusura del cargo nel 2010 e lo spacchettamento della controllata Alitalia Servizi, ovvero l'ingresso nella nuova Alitalia di circa 3.400 degli 8.500 dipendenti che lavorano a terra. Gli altri rimarrebbero sotto l'ala protettiva (e pubblica) di Fintecna. I sindacati considerano la proposta "inaccettabile" e minacciano la rottura. Ma Spinetta, che in queste settimane ha dovuto fare i conti con i mal di pancia dei soci olandesi, è costretto a trattare. Se l'incontro andasse male, per lui sarebbe un danno d'immagine anche in azienda. Il termine per chiudere la trattativa è il 31 marzo, ma oggi sarà la giornata determinante. Ieri Prodi e Padoa-Schioppa hanno speso la giornata a sciogliere gli ultimi nodi. Uno dei più delicati riguardava la governance della nuova Alitalia, nella quale non è previsto lo stesso diritto di veto previsto per i soci olandesi: i consiglieri di Alitalia nominati dal Tesoro potranno però in qualunque momento sollevare il mancato rispetto degli interessi nazionali. Prodi ha tentato anche di sciogliere il nodo Malpensa, poiché Air France-Klm ha chiesto la rimozione della causa della Sea da 1,25 miliardi contro Alitalia per i tagli allo scalo milanese. Prodi ne ha parlato con il numero uno Giuseppe Bonomi e con il sindaco di Milano Letizia Moratti, azionista di maggioranza. Verso sera la Moratti ha aperto uno spazio di trattativa: "Air France, Alitalia e Sea si mettano intorno a un tavolo per discutere come permettere a Sea di riconfigurarsi". Se si troverà l'accordo, fanno sapere daPalazzo Marino, la Sea potrebbe ritirare la causa. La prossima leader di Confindustria Emma Marcegaglia sostiene la battaglia: "Malpensa deve ottenere una sorta di moratoria".

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Niente aiuti di Stato ma Roma può agire come un normale imprenditore privato (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 18-03-2008)

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[FIRMA]MARCO ZATTERIN CORRISPONDENTE DA BRUXELLES La linea della Commissione è quella di sempre. "Alitalia non può beneficiare di altri aiuti di Stato", manda a dire Jacques Barrot, responsabile europeo per i Trasporti. Per Palazzo Berlaymont il nocciolo della questione delle nozze con Air France è valutare se il credito-ponte di 300 milioni che il governo intende concedere alla compagnia in attesa del passaggio di mano costituisca o meno un'iniezione ingiustificata di denaro pubblico. "Se Roma agisce da investitore privato - spiegano fonti comunitarie - allora potrebbero non esserci problemi. Ma se si tratta di una boccata di ossigeno fine a sé stessa, la situazione potrebbe essere diversa". Il portavoce di Barrot, Michele Cercone, ha spiegato che "Alitalia ha già beneficiato di aiuti alla ristrutturazione nel 97, confermata nel 2001, pertanto non può, secondo il principio "una volta, ultima volta", beneficiare di ulteriori sostegni pubblici". La sola strada possibile, aggiunge, è che ci si comporti come un qualunque operatore privato: "Se ci sono condizioni diverse per il prestito in questione, si esce dall'ambito degli interventi previsti dalle regole di mercato". Una fonte della Commissione aggiunge che un escamotage per l'Italia sarebbe quello di dimostrare che il prestito, privo di condizioni privilegiate, è la sola via per salvare la compagnia, portarla nelle mani dell'acquirente ed evitare che si perda tutto. "Roma ha scelto una strada che potrebbe anche essere accolta" si spiega a Bruxelles, ma che non risolve due problemi. Il primo è che potrebbe rivelarsi un beneficio per il nuovo azionista e, pertanto, essere in violazione delle regole Ue. Il secondo è che si rischia di aprire la strada "per un'ondata di ricorsi da parte dei concorrenti dei francesi, a partire da Airone".

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La terza vita di John Nash (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

In viaggio con il Nobel di "A beautiful mind" "Adesso studio i guai dei risparmiatori" La terza vita di John Nash John ha perso la fotocamera, John junior ha perso l'inseparabile libro "Rich Man, Poor Man" di Irwin Shaw, Alicia ha perso il cappotto. John mormora a voce bassissima e parte la battuta: "I conflitti tra religione e scienza? La risposta dev'essere politicamente corretta. Teo-politicamente corretta". Dice impetuosamente John junior, che, invece, non scherza: "Prego per tutte le anime perché si salvino". E Alicia aggiunge con dolcezza: "Non è vero che John junior ha dato fuoco alla nostra villetta di Princeton. E' stato solo un piccolo incidente". Va tutto bene a casa Nash. Il Premio Nobel dell'Economia, che il mondo conosce come "A Beautiful Mind", è diventato più brillante di un attore hollywoodiano. Si illumina dopo un pasto a base di tacchino e tavolette di cioccolato e sorride anche la compagna di sempre, Alicia, che prima di pranzo si è alzata di colpo e ha pettinato con un paio di vigorosi colpi di spazzola la frangia del suo gigantesco figlio. Tutto è stato ritrovato - fotocamera, romanzo e cappotto - e tutto è tornato al suo posto, come le formule in un teorema e come la nuova vita di John Nash. E' la terza, quella che quasi nessuno conosce, celata da un film sconcertante, dagli occhi malinconici di Russell Crowe e dalla biografia di Silvia Nasar, "Il genio dei numeri", diventato il long-seller mondiale di cui Nash non vuole vedere nemmeno la copertina. "No. E' una biografia non autorizzata". E per un momento si oscura, rifiutando l'autografo e bollando così l'ex gladiatore nato in Australia: "In effetti, non mi somiglia proprio". Una frase abusata, consolatoria, vuole convincerci che i matematici vivano in due mondi. "In uno cristallino di forme platoniche, ma anche nel mondo normale, in cui le cose sono ambigue. Vanno avanti e indietro. Sono adulti nel primo e bambini nella realtà". Cercando di sfuggire agli sguardi altrui, Nash recita alla perfezione la parte del bambino prodigio e si concentra sui particolari del microcosmo per lui bizzarro di un treno italiano. "A che velocità andremo? Trecento all'ora?". E' salito sull'Eurostar Roma-Milano con la famiglia e l'amico di mezzo secolo, Robert Aumann, anche lui Nobel per l'Economia, e la moglie: li accompagna Piergiorgio Odifreddi, che domenica li ha portati in trionfo sul palco del Festival della Matematica di Roma, spronandoli a fare le star davanti a una folla convinta che l'inferno sia lastricato di equazioni. Ma l'infantilismo di Nash - si capisce subito - è apparenza fuorviante. Conclusa la prima vita al Massachusetts Institute of Technology di Boston, da cui sbocciò la risolutiva "Teoria dei giochi", e superata la seconda da schizofrenico, in una bolla cinicamente iperpubblicizzata di messaggi extraterrestri e incontri allucinatori, la terza ha l'energia di una storia agli albori: è un laser che scannerizza il pianeta globale e comprende il crollo dei mutui americani ("sto lavorando a che cosa significhi scommettere contro il denaro"), il salvataggio dell'Alitalia ("con Air France e Klm deve trovare un nome nuovo: per esempio "Allied Airlines", perché "United Airlines" c'è già"), il potere sfrenato della Cina ("l'America non è riuscita a imporre il cambio fisso dollaro-yuan"), il Nobel ad Al Gore ("è difficile dire qualcosa di intelligente su di lui, come sul riscaldamento globale"), la sfida tra Hillary e Obama ("si deve scegliere il male minore: forse voterò Ralph Nader"). Con Aumann, seduto di fronte, il bambino posticcio (il 13 giugno compirà 80 anni) svolge e riavvolge il filo che li unisce: la celebre "Teoria dei Giochi", un capolavoro di creatività matematica citato da troppi alla leggera, capito da pochi e in prepotente espansione, con applicazioni imprevedibili oltre l'economia, come le logiche con le quali il Dna si trasforma. Lui l'ha codificata nello studiatissimo "equilibrio" - "c'è quando nessuno riesce a migliorare in maniera unilaterale il proprio comportamento: per cambiare si deve agire insieme" - mentre Aumann ha spiccato un salto ulteriore con l'"equilibrio correlato". In questo universo è prevista la non-cooperazione di una molteplicità di soggetti e, intrecciando passato e presente, dalla crisi dei missili di Cuba alle tragedie del Medio Oriente, spiega che "il punto fondamentale è individuare gli incentivi per motivare gli avversari a fare ciò che è meglio per te". Guerra e pace. Poi Borse e sport. E strategie di mercato e leggi biologiche. L'intreccio è così disorientante da far vacillare i neuroni dei più e Nash ripete (e se la ride) che nella vita quotidiana è meglio astenersi. "Sì. Troppi problemi e troppi calcoli. La Teoria dei Giochi, io, non la applico a me stesso". Ma aggiunge, con un'altra battuta biascicata: "E' sempre meglio rispondere alle domande stabilendo un rapporto tra ciò che si dice e ciò che si pensa sia meglio per sé". Come l'ospite perfetto secondo Aumann, che "deve sempre lodare almeno un piatto, anche se tutti sono pessimi!". Se non è Teoria dei Giochi questa... "Si deve avere "pretty press"", buona stampa, dice Nash, guardandoti finalmente negli occhi, con le lunghe dita che non smettono di accarezzare l'aria. E mentre l'Eurostar entra nella Stazione Centrale annuncia di aver elaborato "un pensiero filosofico": "Siamo in mezzo a una crisi di eccesso, di tipo malthusiano, ma non credo che la fine arriverà prima che l'umanità abbia imparato i viaggi intergalattici. The show must go on!". E quando Odifreddi lo provoca - "non ti stupisce che nello spazio cerchiamo le stesse forme di vita della Terra?" - lui mormora suadente: "Succede anche con l'idea che abbiamo di Dio".

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Ha cambiato l'economia (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Una rivoluzione Ha cambiato l'economia John ha perso la fotocamera, John junior ha perso l'inseparabile libro "Rich Man, Poor Man" di Irwin Shaw, Alicia ha perso il cappotto. John mormora a voce bassissima e parte la battuta: "I conflitti tra religione e scienza? La risposta dev'essere politicamente corretta. Teo-politicamente corretta". Dice impetuosamente John junior, che, invece, non scherza: "Prego per tutte le anime perché si salvino". E Alicia aggiunge con dolcezza: "Non è vero che John junior ha dato fuoco alla nostra villetta di Princeton. E' stato solo un piccolo incidente". Va tutto bene a casa Nash. Il Premio Nobel dell'Economia, che il mondo conosce come "A Beautiful Mind", è diventato più brillante di un attore hollywoodiano. Si illumina dopo un pasto a base di tacchino e tavolette di cioccolato e sorride anche la compagna di sempre, Alicia, che prima di pranzo si è alzata di colpo e ha pettinato con un paio di vigorosi colpi di spazzola la frangia del suo gigantesco figlio. Tutto è stato ritrovato - fotocamera, romanzo e cappotto - e tutto è tornato al suo posto, come le formule in un teorema e come la nuova vita di John Nash. E' la terza, quella che quasi nessuno conosce, celata da un film sconcertante, dagli occhi malinconici di Russell Crowe e dalla biografia di Silvia Nasar, "Il genio dei numeri", diventato il long-seller mondiale di cui Nash non vuole vedere nemmeno la copertina. "No. E' una biografia non autorizzata". E per un momento si oscura, rifiutando l'autografo e bollando così l'ex gladiatore nato in Australia: "In effetti, non mi somiglia proprio". Una frase abusata, consolatoria, vuole convincerci che i matematici vivano in due mondi. "In uno cristallino di forme platoniche, ma anche nel mondo normale, in cui le cose sono ambigue. Vanno avanti e indietro. Sono adulti nel primo e bambini nella realtà". Cercando di sfuggire agli sguardi altrui, Nash recita alla perfezione la parte del bambino prodigio e si concentra sui particolari del microcosmo per lui bizzarro di un treno italiano. "A che velocità andremo? Trecento all'ora?". E' salito sull'Eurostar Roma-Milano con la famiglia e l'amico di mezzo secolo, Robert Aumann, anche lui Nobel per l'Economia, e la moglie: li accompagna Piergiorgio Odifreddi, che domenica li ha portati in trionfo sul palco del Festival della Matematica di Roma, spronandoli a fare le star davanti a una folla convinta che l'inferno sia lastricato di equazioni. Ma l'infantilismo di Nash - si capisce subito - è apparenza fuorviante. Conclusa la prima vita al Massachusetts Institute of Technology di Boston, da cui sbocciò la risolutiva "Teoria dei giochi", e superata la seconda da schizofrenico, in una bolla cinicamente iperpubblicizzata di messaggi extraterrestri e incontri allucinatori, la terza ha l'energia di una storia agli albori: è un laser che scannerizza il pianeta globale e comprende il crollo dei mutui americani ("sto lavorando a che cosa significhi scommettere contro il denaro"), il salvataggio dell'Alitalia ("con Air France e Klm deve trovare un nome nuovo: per esempio "Allied Airlines", perché "United Airlines" c'è già"), il potere sfrenato della Cina ("l'America non è riuscita a imporre il cambio fisso dollaro-yuan"), il Nobel ad Al Gore ("è difficile dire qualcosa di intelligente su di lui, come sul riscaldamento globale"), la sfida tra Hillary e Obama ("si deve scegliere il male minore: forse voterò Ralph Nader"). Con Aumann, seduto di fronte, il bambino posticcio (il 13 giugno compirà 80 anni) svolge e riavvolge il filo che li unisce: la celebre "Teoria dei Giochi", un capolavoro di creatività matematica citato da troppi alla leggera, capito da pochi e in prepotente espansione, con applicazioni imprevedibili oltre l'economia, come le logiche con le quali il Dna si trasforma. Lui l'ha codificata nello studiatissimo "equilibrio" - "c'è quando nessuno riesce a migliorare in maniera unilaterale il proprio comportamento: per cambiare si deve agire insieme" - mentre Aumann ha spiccato un salto ulteriore con l'"equilibrio correlato". In questo universo è prevista la non-cooperazione di una molteplicità di soggetti e, intrecciando passato e presente, dalla crisi dei missili di Cuba alle tragedie del Medio Oriente, spiega che "il punto fondamentale è individuare gli incentivi per motivare gli avversari a fare ciò che è meglio per te". Guerra e pace. Poi Borse e sport. E strategie di mercato e leggi biologiche. L'intreccio è così disorientante da far vacillare i neuroni dei più e Nash ripete (e se la ride) che nella vita quotidiana è meglio astenersi. "Sì. Troppi problemi e troppi calcoli. La Teoria dei Giochi, io, non la applico a me stesso". Ma aggiunge, con un'altra battuta biascicata: "E' sempre meglio rispondere alle domande stabilendo un rapporto tra ciò che si dice e ciò che si pensa sia meglio per sé". Come l'ospite perfetto secondo Aumann, che "deve sempre lodare almeno un piatto, anche se tutti sono pessimi!". Se non è Teoria dei Giochi questa... "Si deve avere "pretty press"", buona stampa, dice Nash, guardandoti finalmente negli occhi, con le lunghe dita che non smettono di accarezzare l'aria. E mentre l'Eurostar entra nella Stazione Centrale annuncia di aver elaborato "un pensiero filosofico": "Siamo in mezzo a una crisi di eccesso, di tipo malthusiano, ma non credo che la fine arriverà prima che l'umanità abbia imparato i viaggi intergalattici. The show must go on!". E quando Odifreddi lo provoca - "non ti stupisce che nello spazio cerchiamo le stesse forme di vita della Terra?" - lui mormora suadente: "Succede anche con l'idea che abbiamo di Dio". Il Premio nel 1994 E' considerato come il matematico americano più famoso al mondo: è John Forbes Nash Jr. Nato il 13 giugno 1928, ha vinto il Premio Nobel per l'Economia nel 1994 grazie ai suoi rivoluzionari studi di matematica applicata alla "Teoria dei giochi". Le sue formule hanno avuto e continuano ad avere enormi riflessi in moltissimi settori, da quello dell'economia fino ai comportamenti sociali e all'evoluzione del Dna. Hollywood Ispirato alla biografia non autorizzata "Il genio dei numeri", il kolossal hollywoodiano "A Beautiful Mind" è uscito nel 2001, diretto da Ron Howard e interpretato da Russell Crowe: è il film che ha reso Nash una celebrità globale, raccontando la sua straordinaria avventura intellettuale, ma soprattutto i suoi deliri provocati dalla schizofrenia, e mischiando spesso cinicamente verità tragica e manipolazioni romanzesche. Il "collega" Aumann L'altro grande protagonista della "Teoria dei giochi" è l'israeliano Robert Aumann: dopo aver lavorato fianco a fianco con Nash negli Anni 50 nei laboratori del prestigioso Massachusetts Institute of Technology di Boston, si è concentrato sui problemi dei giocatori multipli e sul concetto di conflitto. Ha vinto il Nobel, anche lui per l'Economia, nel 2005.

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RASSEGNA stampa da Oltralpe. Les Echos: Alitalia si è piegata al prezzo irr (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008)
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RASSEGNA stampa da Oltralpe. Les Echos: Alitalia si è "piegata" al prezzo irrisorio di Air France. Il costo di accesso del quarto mercato europeo ? sottolinea il quotidiano ? è quasi irrisorio rispetto al potenziale che vi si cela una volta annullato "l'orrore strategico dell'hub di Milano Malpensa cui la compagnia in via di fallimento deve due terzi del suo milione di perdite quotidiane". "Le Figaro" sottolinea come Alitalia, pur "sull'orlo del fallimento, apporti a Air France-KLM quote di mercato non indifferenti". Il quotidiano "La Tribune" rileva che l'offerta non sia ancora arrivata alla fine del suo difficile cammino. e ricorda che se "Silvio Berlusconi dovesse vincere le elezioni, è possibile che la vendita sia rimessa in questione". Insomma, i francesi hanno le idee chiare: a parte sottovalutare il sì, arrivato ieri, di un'azionista di controllo che dal 13 aprile potrebbe non essere più tale. - -->.

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Il Governo dice sì ad Air France L'Ue: no ad aiuti di Stato per Alitalia I sindacati: no al prendere o lasciare . Il titolo va a picco in Borsa (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008)
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Argomenti: Alitalia

Il Governo dice sì ad Air France L'Ue: no ad aiuti di Stato per Alitalia I sindacati: no al "prendere o lasciare". Il titolo va a picco in Borsa ? MILANO ? IL GOVERNO dice sì alla cessione di Alitalia a Air France-Klm. La decisione, presa ieri sera dal consiglio dei ministri, comporta l'impegno ad aderire all'offerta della società franco-olandese da parte del Tesoro che oggi invierà una lettera alla compagnia di bandiera italiana per illustrare i termini dell'impegno. A Bruxelles, però, l'Unione europea ha intanto acceso un grosso faro per controllare che l'operazione avvenga nel rispetto delle regole. "Poiché Alitalia ha già beneficiato di un aiuto alla ristrutturazione, autorizzato nel 1997, non può beneficiare di nuovi aiuti di Stato", ha affermato ieri il portavoce del commissario ai Trasporti, Jacques Barrot, facendo chiaro riferimento al prestito ponte di 300 milioni che il nostro Tesoro dovrebbe concedere alla compagnia di bandiera, in attesa che la società franco-olandese, in qualità di nuovo azionista di controllo, la ricapitalizzi. L'INTERVENTO del Tesoro dovrà quindi avvenire in condizoni non diverse da quelle che adotterebbe un investitore privato. E comunque, sottolineano a Bruxelles, "sarebbe prudente" che le autorità italiane lavorassero in stretto contatto con l'esecutivo Ue. In caso contrario Bruxelles potrebbe avere da ridire, valutando ad esempio come un aiuto di Stato la concessione di un prestito a una società come l'Alitalia con i bilanci in profondo rosso e sulla quale grava la domanda di risarcimento danni per 1,25 miliardi da parte della Sea. Pretesa alla quale il presidente dimissionario Romano Prodi ha chiesto ieri di rinunciare. Durissima la reazione del Governatore della Lombardia. Roberto Formigoni: "E' un governo secessionista, con la decisione di abbandonare Malpensa e il Nord alle voglie di Air France. Si assume la responsabilità di separare il Paese in due. Taglia i collegamenti aerei del Nord e svende quelli del Sud ai francesi per un piatto di lenticchie". L'INTERVENTO diretto del capo del Governo non ha però avuto la minima influenza sui mercati dove Alitalia ha vissuto ieri una giornata di passione. Dopo una serie di crolli clamorosi che l'hanno portata a perdere fino al 43,63%, il titolo è finalmente riuscito a far prezzo a 0,39 euro, il 26,76% in meno rispetto a venerdì scorso. Oggi i sindacati incontreranno il presidente della società francese, Jean-Cyril Spinetta, e hanno annunciato battaglia usando toni molto duri. Mentre i leader di Cisl, Raffaele Bonanni e della Cgil, Guglielmo Epifani, hanno sottilineato la stranezza di una trattativa nella quale non ci sono margini per confrontarsi in quanto tutto è stato giù deciso, compresi i tempi (Spinetta ha detto che senza l'accordo con i sindacati non firmerà l'acquisto ma che tutto si deve concludere entro il 31 marzo). Il capo della Cisl Trasporti, Claudio Claudiani, non ha invece esitato a parlare di "scenario disastroso", di Caporetto di cui sarebbero responsabili Prodi e Padoa-Schioppa. L'Unione piloti, accusato il Governo di essere una proprietà debole, rinunciataria e ormai in disarmo, ha bollato l'offerta di acquisto dei francesi, come "una richiesta di resa incondizionata" e promette battaglia. Anche il prossimo presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, è scesa in campo per difendere Malpensa: sottolineato che "è importante che non si vada verso uno smantellamento dei voli del Nord di Malpensa perché questo sarebbe un danno molto pesante per il Nord Italia", ha chiesto una moratoria o qualche interventi che lasci spazio a Malpensa. Anche la Lega Nord ha detto che si batterà per una simile soluzione, per rimediare ai danni causati da quella che l'ex ministro Roberto Maroni ha definto "un regalo a costo zero". E Berlusconi, hanno affemato i capi del Carroccio, su Alitalia e Malpensa la pensa come noi". Alberto Capisani - -->.

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Se ne accorge anche Veltroni Meno soldi ai parlamentari Hanno i compensi più alti d'Europa, gli operai i più bassi (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008)
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Se ne accorge anche Veltroni "Meno soldi ai parlamentari" "Hanno i compensi più alti d'Europa, gli operai i più bassi" ? ROMA ? VELTRONI batte sui temi popolari e cavalca l'onda dell'antipolitica. Adesso il leader del Pd promette l'aumento delle pensioni: "Ci stiamo lavorando". E auspica un taglio allo stipendio dei parlamentari, che guadagnano molto di più dei colleghi europei. Partiamo dalle pensioni. Veltroni anticipa che "dopo Pasqua" presenterà "proposte capaci di dare alle pensioni più basse la capacità di reggere". Il filone è ghiotto. Così Veltroni alza il tiro e assicura che la lotta alla precarietà è "la priorità" del Pd e che "se vinciamo, il primo provvedimento sarà il compenso minimo legale: nessun precario potrà guadagnare meno di 1100 euro al mese". Una trovata elettorale o il frutto di profonda riflessione, si vedrà. Veltroni continua a ricercare il consenso più ampio. Così afferma che "chi invoca la lotta di classe non conosce l'Italia". E confessa di "diventare pazzo quando sento ancora parlare di lotta contro i padroni" perché oggi i piccoli e medi imprenditori "sono milioni, spesso ex operai diventati artigiani". Un modo per rimarcare la differenza dalla Sinistra: "Noi non siamo più una forza che coabita con altre che attaccavano i padroni, ma oggi siamo liberi e crediamo in un patto tra produttori per la crescita e per la lotta alla diseguaglianza sociale". Già che c'è, ricorre all'arma del cinema paragonando l'ex Unione alla valutazione di Fantozzi del film 'La corazzata Potemkin': "Una boiata pazzesca". Ma la Sinistra crede ancora alla lotta di classe: "Allora perché si muore nei cantieri, perché si fanno scioperi per aumenti di 127 euro?", gli chiede Sgobio che poi lo avverte: "Di questo passo finirai per copiare anche lo slogan berlusconiano del presidente operaio... ma anche del presidente imprenditore!". Il candidato premier del Pd attacca poi il centrodestra che sarebbe "diviso su tutto, dall'Alitalia, alle pensioni, alla politica estera". Gli risponde Altero Matteoli, An: "Veltroni pensa di fare tutta la campagna elettorale inventando nostre inesistenti divisioni?". POI IL VENTO dell'antipolitica. Gli stipendi dei parlamentari italiani, dice, sono i più alti d'Europa, mentre i salari sono i più bassi. Bisogna tagliare e uniformare le retribuzioni dei nostri politici a quelle dei parlamentari degli altri Stati europei, così da "recuperare la sobrietà della politica". E' un "ipocrita" insorge il leghista Cota: "La riduzione del numero dei parlamentari l'abbiamo fatta noi e loro hanno votato contro, come hanno votato contro la proposta di Calderoli di svincolare lo stipendio dei parlamentari da quello dei magistrati. Poi, il governo Prodi ha il record di ministri e sottosegretari: e Veltroni dov'era, su Marte?". Ma il leader del Pd pensa ad altro, al fare politica che "è divertente, è bellissimo", anche perchè "tutti la possono fare", assicura. Veltroni, visto che è al Nord, attacca la Lega: "Il lunedì fanno discorsi sulla secessione e il martedì sono nei ristoranti di Roma". Il leader del Pd s'è poi detto contrario al boicottaggio delle Olimpiadi di Pechino, mentre Bertinotti ha chiesto la convocazione delle commissioni Esteri. Dal Pdl Frattini chiede a Veltroni di "uscire dal silenzio sul Medio Oriente: vuole trattare con Hamas?". u. bo. - -->.

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Non credo alla rivolta del Nord Calearo: La Lega protesta ma non propone. Io ministro? Sono pronto (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008)
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"Non credo alla rivolta del Nord" Calearo: "La Lega protesta ma non propone. Io ministro? Sono pronto" di FLAVIA BALDI ? MILANO ? MASSIMO CALEARO, imprenditore del Nord-Est, scelto a sorpresa da Walter Veltroni come capolista del Partito democratico in Veneto, da presidente di Federmeccanica era considerato un "falco". Ora, in caso di vittoria del Pd, è candidato-ministro come rappresentante di una delle zone più produttive del Nord. La sinistra, nel profondo Nord, ha sempre perso. Che cosa le fa pensare che il 13 aprile le cose possano cambiare? "Ma vede, il Partito democratico è qualcosa di diverso dalla sinistra classica e composita. Rappresenta una vera novità che guarda al futuro, che è realmente interessata ai problemi del Nord, che non sottovaluta i bisogni e le richieste della sua gente". Illy, governatore del Friuli, riconosce alla Lega il merito di aver saputo incanalare la rabbia del Nord nell'alveo istituzionale. Lei è d'accordo? "Il Partito democratico conosce i problemi irrisolti e cerca di offrire delle risposte legate, però, a un sistema-Paese reale. Si parla di tasse, di federalismo, di rappresentanza. Insomma, intendiamo risolvere i problemi, non dare solo voce alla protesta come ha fatto la Lega". Lei crede nella necessità di introdurre il federalismo fiscale? " Sicuramente si tratta di un'ipotesi interessante che non deve, però, riguardare solo una parte del Paese, ma deve essere d'aiuto anche alle regioni più deboli. Ricordiamoci che nel Nord-est, com'è noto, c'è la cultura del volontariato, con gli extracomunitari c'è un'integrazione molto forte, nelle fabbriche c'è bisogno della loro presenza e del loro lavoro. Insomma, a differenza della Lega, siamo contrari a una forma di federalismo fiscale egoista". Riccardo Illy ritiene che la secessione, intesa come convenienza economica, possa sedurre ancora qualcuno. Lei avverte questo rischio? "Illy è l'esempio virtuoso del sistema Nord-est. E' una persona illuminata, un governatore amato dalla gente. Con tanto personale politico come lui, penso che il pericolo secessione sia superato". Si parla di Massimo Calearo come di un possibile futuro ministro in un eventuale governo Veltroni. Sarebbe disponibile? "La cosa importante da dire , al momento, è che il Nord-Est deve avere a Roma un suo rappresentante, un punto di riferimento. Che poi sia io o Massimo Carraro o qualcun altro non è importante. Certo, nel caso in cui me lo chiedano, io mi renderei disponibile". L'Italia è vissuta oggi come un paese in stallo, circondato da altri che invece corrono. Come rimediare? "Per uscire dallo stallo bisogna creare un sogno per gli italiani, dare un obiettivo a questo Paese, un nuovo patto per la crescita. Le rispondo da imprenditore. Le piccole e medie imprese, che costituiscono l'ossatura e la forza dell'economia del Paese, per restare nel mercato si sono rinnovate e sono, comunque, competitive. Questo, nonostante l'euro troppo forte, il petrolio che continua la sua incredibile corsa e i lacci e lacciuoli di una burocrazia che tende a immobilizzarti. Ci sono imprese come Finmeccanica e Piaggio, tanto per fare esempi, più brave dei loro competitori e che continuano a essere molto dinamiche. Mancano, però, le condizioni che facilitino gli investimenti degli stranieri". Beh, su Alitalia, le condizioni di Air France-Klm non sono molto amichevoli. "E' vero, ma bisogna fare un'analisi della situazione e vedere quello che si è sbagliato in passato. Ci siamo mossi male, purtroppo". - -->.

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ANCORA un lunedì nero per Piazza Affari che dopo scambi per oltre 5 miliardi cede il 3, (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008)
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Argomenti: Alitalia

52%. Oltre ad Alitalia, l'ondata di vendite non ha risparmiato alcun settore, a partire dal bancario. Unicredit, il titolo più scambiato, chiude in calo del 4,39%, ma hanno perso ampio terreno anche Mediobanca (-5,65%), Monte Paschi (-3,96%), Intesa Sanpaolo (-3,1%) e Bpm (-4,3%). Negli assicurativi Alleanza perde il 4,33% e Generali, nel giorno dei conti, limita i danni (-1,17%). Altrettanto forti i ribassi tra le tlc (Telecom Italia - 5,46%, Fastweb -5,47%) e gli industriali (Fiat -3,4%), i tecnologici (Stm -4,71%) e le costruzioni (Impregilo -7,71%). Non sono state da meno Autogrill (-6,4%) e Seat Pg (-11,33%). Tonfo di Amplifon, che cede oltre il 15%. Il titolo del gruppo leader mondiale degli apparecchi acustici ha risentito in particolare dei risultati 2007, giudicati deludenti dal mercato. - -->.

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Sì del governo al piano air france per alitalia ma la ue avverte niente aiuti di stato - lucio cillis a pagina 6 (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 18-03-2008)

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Il titolo della compagnia perde il 26 per cento Sì del governo al piano Air France per Alitalia ma la Ue avverte niente aiuti di Stato LUCIO CILLIS A PAGINA 6 SEGUE A PAGINA 6.

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Missione salvezza per atitech (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 18-03-2008)

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Pagina VIII - Napoli I dipendenti con sette pullman nella sede della Magliana dove verrà presentato il progetto francese di acquisizione dell'Alitalia Missione salvezza per Atitech La Filt Cgil: azienda fuori dal piano Air France. Protesta a Roma Libertino: "Una scelta grave". Cozzolino: "Pronto a convocare un nuovo incontro" I lavoratori pronti a dare battaglia. A rischio 700 addetti più 150 dell'indotto Partiranno per Roma con sette pullman, quasi tutti i lavoratori dell'Atitech di Capodichino, carichi di rabbia e preoccupazione. E annunciano che non sarà una Pasqua tranquilla. Nella sede della Magliana oggi viene presentato ai sindacati il piano dell'Air France per acquisire Alitalia. Sono convocati anche i piloti. Sarà la conferma di quello che già si è saputo attraverso le indiscrezioni. Nella strategia di Air France ci sono i tagli di Az servizi, nell'ambito della quale opera Atitech di Napoli. Resterebbe esclusa dall'acquisizione proprio l'azienda di Napoli specializzata nella manutenzione e nella revisione degli aeromobili Md-80 e A320, per Alitalia e per conto terzi, e che occupa circa 700 addetti diretti e 150 solo nell'indotto. "Non rientra nel perimetro del gruppo, è fuori dal piano" dice Federico Libertino, segretario della Filt Cgil napoletana, "una scelta grave e inaccettabile, con ricadute molto pesanti sui lavoratori e anche sulla economia della Campania". Ma attorno a questo capitolo così importante c'è ancora molta confusione. Così si sono espressi i sindacati sulle ipotesi emerse: "Oltreché scontare la necessità di gestire comunque 1600 esuberi, rimane oscura la prospettiva per alcune migliaia di lavoratori di Az servizi concentrati nell'area romana e a Napoli". I lavoratori sono pronti a dare battaglia. "Alitalia vuole il sì dei sindacati al buio. Se non lo diamo, l'azienda ci ha fatto sapere che ci assumiamo la responsabilità del fallimento della compagnia di bandiera - dice Libertino -. Come dire: prendere o lasciare. Ci vogliono mettere con le spalle al muro. Ha ragione il segretario nazionale della Cgil, Epifani: una trattativa condotta così non si è mai vista. Noi, però, di sicuro venderemo cara la pelle". Oltre ai confederali anche l'Ugl ha preso posizione: "Non permetteremo tagli occupazionali a nessuno - ha detto Francesco Falco - perché senza i lavoratori della Atitech di Capodichino, non si decolla". Molte ragioni per non accettare il verdetto della compagnia francese. Innanzitutto Atitech non è un'azienda decotta o assistita. è una realtà industriale con un alto livello di specializzazione, in cui l'azienda madre ha molto investito per fare formazione. In più, tra i lavoratori l'età media è intorno ai 40 anni, quindi è una realtà relativamente giovane. Contro un'ipotesi che vorrebbe Atitech venduta a prezzi stracciati a Fintecna, che detiene il 49 per cento delle azioni Alitalia, e ha interesse a rilevare una struttura specializzata in manutenzione e revisione di aerei, sono già state messe in campo manifestazioni. La scorsa settimana a Capodichino i dipendenti hanno bloccato il viale di accesso all'aerostazione, creando disagi ai passeggeri che hanno dovuto lasciare le auto e portare le valigie a piedi. Sulla vicenda è intervenuto l'assessore regionale alle Attività produttive Andrea Cozzolino. Ha chiarito che l'Atitech opera in un settore strategico del tessuto economico e produttivo della Campania come quello dell'aerospazio e delle tecnologie connesse e riveste un ruolo leader, a livello nazionale. Per coinvolgere nel tavolo i vertici istituzionali e i rappresentanti del governo, Cozzolino si è impegnato a riconvocare una nuova riunione del tavolo di confronto a valle della presentazione del piano industriale di Air France. (patrizia capua).

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I giornali, Parigi e l'onda che non c'è (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)

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N. 66 del 2008-03-18 pagina 14 I giornali, Parigi e l'onda che non c'è di Redazione Valli a capire. Per più di due settimane alcuni grandi quotidiani italiani hanno riempito le pagine sulle elezioni municipali francesi, come se da questo voto fosse dipeso il futuro della Francia e dell'Europa intera. Ma non dovevano semplicemente eleggere dei sindaci? E il voto non riguardava soltanto sei città con più di 200mila abitanti e 800 piccoli comuni? E invece "dagli a Sarkozy", "il presidente in crisi", "l'Eliseo sconfitto" e poi "la rivincita della sinistra", "Ségolène sugli scudi" eccetera. Tanto che ieri addirittura qualcuno ha reputato che fosse la notizia più importante da pubblicare. Per l'amor di Dio, nessuno scandalo, ci mancherebbe. Quel che accade in Italia e nel mondo in questi giorni non è che sia così importante. La svendita di Alitalia? Bazzecola. La campagna elettorale nostrana per le elezioni del 13 aprile? Quisquilia. Le stragi e la repressione cinese in Tibet? Sciocchezze. Vuoi mettere con quella splendente figura di Pierre Cohen? Chi è, vi domanderete. Ma come, dovreste smettere di crogiolarvi nell'ignoranza, Cohen è il nuovo sindaco socialista di Tolosa che ha strappato il municipio alla destra. Tra lui e il Dalai Lama ce ne passa. Ma chissenefrega se i sindaci di Tolosa e di St Etienne sono socialisti. Chissenefrega se a Marsiglia il primo cittadino neogollista ha conservato la poltrona. Sarkozy è stato penalizzato dal voto amministrativo? Certo. Ma è cambiato qualcosa? Neppure una virgola. L'unica cosa che il presidente francese avrebbe intenzione di cambiare sono gli occhiali da sole, che a dire del suo staff non sarebbero consoni all'etichetta. Ma allora perché tutta questa passione verso una banale tornata di elezioni locali in un Paese straniero? Non ci sovvengono molti esempi nel passato. Avete mai letto sulla prima pagina di qualche quotidiano italiano del nuovo borgomastro di Lubecca oppure del neopresidente del Cantone dei Grigioni? No? Be', non accadrà neppure in futuro, a meno che non ci sia un gigantesco scandalo che li coinvolga. D'accordo, i giornali non usano tutti lo stesso metro di giudizio nel pubblicare le notizie, ma ci sarà una spiegazione per questa ripetuta enfasi sull'elezione di un pugno di sindaci. Certo, per i lettori potrà essere di scarso interesse, ma non ci sarà un messaggio dietro tutto ciò? Vuoi vedere che questa campagna giornalistica non è altro che uno spot sulla presunta onda lunga della sinistra, che prima in Spagna e poi in Francia starebbe allagando l'Europa? Insomma, forse sperano che quest'onda bagni anche tutti noi. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<Nessun margine per la moratoria del Nord> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 66 del 2008-03-18 pagina 4 "Nessun margine per la moratoria del Nord" di Livio Caputo (...) "offerta vincolante" che la compagnia francese ha fatto pervenire a Roma. Il documento, che più che a una proposta somiglia al diktat di un Paese vincitore a uno vinto, non lascia infatti alcun margine alle trattative sulla moratoria richiesta dai politici del Nord e contiene altri tre siluri che sembrano fatti apposta per impedire che l'aeroporto varesino torni presto a prosperare. Il primo è la clausola secondo cui "lo Stato italiano deve mantenere l'attuale portafogli dei diritti di traffico di Alitalia (tranne quelli non esercitati da Alitalia per un periodo di dodici mesi) e fornire collaborazione e assistenza nel caso di difficoltà con Paesi extraeuropei, in particolare nel caso in cui i diritti di traffico di Alitalia possano essere pregiudicati, o possa esserne ostacolato l'accesso al mercato". Nonostante il linguaggio un po' contorto, si direbbe che Air France voglia impedire che i vuoti lasciati da Alitalia a Malpensa vengano subito colmati da altre compagnie, che potrebbero addirittura stabilirvi il proprio hub europeo. Il secondo siluro è la decisione di chiudere entro il 2010 le operazioni di Alitalia cargo, che attualmente rappresenta una delle attività in maggiore sviluppo dello scalo e che, per quanto ci risulta, non avvengono in perdita. Sembra perciò che abbia ragione il sindacato piloti, quando afferma che i francesi vogliono, sic et simpliciter, mettere le mani sul lucroso traffico delle merci italiane. Infine, Air France pretende che la Sea ritiri la sua richiesta di 1,25 miliardi di danni all'Alitalia, o in alternativa che se ne faccia carico lo Stato italiano: in altre parole, non solo i francesi vogliono uccidere Malpensa, ma si rifiutano anche di pagare per il suo funerale. E, incredibilmente, Prodi li asseconda, intimando alla Sea di fare macchina indietro. Se a queste condizioni iugulatorie si aggiunge che l'offerta finanziaria ammonta a meno di un quinto di quanto la compagnia capitalizzava venerdì e che (come ha rivelato ieri Il Giornale) in totale i francesi mettono sul tavolo meno soldi di quanti ne vale la sola partecipazione del 2 per cento della stessa Air France che l'Alitalia ha in portafoglio, è legittimo il dubbio - già avanzato da Formigoni - che la compagnia parigina punti in realtà su un rifiuto, di cui governo e sindacati italiani dovrebbero assumersi la responsabilità. Infatti, essa ha lasciata aperta la strada per una "offerta migliorativa", di fronte alla quale si ritirerebbe. E' dunque venuta l'ora della verità per Air One, per Unicredit, per gli imprenditori lombardi che - a parole - sembravano disposti a scendere in campo. Senza un loro intervento, un no significherebbe un fallimento quasi immediato, perché le casse di Alitalia sono vuote e da Bruxelles è già arrivato l'alto là contro eventuali aiuti di Stato. Ma, tutto ben considerato, perfino questa soluzione radicale potrebbe essere, per Malpensa, meno traumatica della svendita. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Sospetti fondati (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 66 del 2008-03-18 pagina 1 Sospetti fondati di Livio Caputo Chi sospettava che uno degli obbiettivi di Air France nell'acquisto di Alitalia fosse l'eliminazione di Malpensa come aeroporto concorrente di Parigi ha trovato piena conferma ai suoi timori nella (...) © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Ferrero tenta di convincere i lavoratori Sea (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 66 del 2008-03-18 pagina 4 Ferrero tenta di convincere i lavoratori Sea di Redazione "È colpa della Lega Nord e della giunta regionale lombarda". La Sinistra Arcobaleno non usa mezze parole e punta il dito contro il centrodestra per l'attuale situazione dell'aeroporto di Malpensa. Oggi il ministro alla Solidarietà sociale ed esponente del partito, Paolo Ferrero, incontrerà i lavoratori dello scalo. Molti dei quali dal prossimo 24 marzo entreranno in cassa integrazione a causa dei tagli dei voli di Alitalia e del conseguente calo di lavoro. Poiché dall'inzio di aprile prenderà il via ufficiale il ridimensionamento dell'aeroporto, la Sea, la società che gestisce lo scalo, è costretta a rivedere e correggere il numero dei dipendenti a tempo pieno e per 900 persone scatterà la Cig. "Il progetto propagandistico di hub settentrionale su Malpensa - si legge in un comunicato della Sinistra - portato avanti senza le necessarie verifiche di compatibilità ambientale e territoriale, privo di un serio piano industriale, si è rivelato una terribile presa in giro nei confronti dei lavoratori, che ora rischiano di pagare il prezzo più alto di queste scelte dissennate". Tuttavia, secondo il partito di Ferrero, "proprio i nordisti del centrodestra tentano spudoratamente da settimane di fare della questione Malpensa un terreno esclusivo di propaganda e di caccia elettorale". Ferrero oggi sarà accompagnato dal capolista alla Camera Lombardia 2, Maurizio Zipponi, e da altri candidati della Sinistra Arcobaleno. "Ci mettiamo la faccia - commenta il segretario lombardo del Prc, Alfio Nicotra -. Noi non abbiamo paura di confrontarci con i lavoratori. Anzi, a loro va tutta la nostra solidarietà dopo mesi in cui il dramma del posto di lavoro è stato strumentalizzato per coprire le pesantissime responsabilità del centrodestra nel collasso di Malpensa e nella crisi di Alitalia". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Sì del Governo all'offerta Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Sì del Governo all'offerta Air France Crollo in Borsa Alitalia Rossi, Masocco e Venturelli a pag. 6.

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Il Partito di Babele (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Il Partito di Babele Stefano Ceccanti Destra Ma il Pdl coi suoi alleati sarebbe davvero pronto a governare? Non sono solo degli scricchiolii casuali a far venire dei seri dubbi, l'ultimo e più importante dei quali è il lancio di una proposta pensionistica a Cernobbio da parte di Berlusconi, poi rapidamente rientrata, e che faceva seguito ad analoghi problemi sulle missioni internazionali, sull'Alitalia e sulla scelta di alcuni candidati imbarazzanti a fini elettoralistici immediati, approvata da Berlusconi col dissenso di Fini e Bossi. C'è qualcosa di più profondo, di costante, di cui queste sono solo alcune manifestazioni. Il Pd è un partito già strutturato, prima delle elezioni, dotato di un regolare Statuto, di un manifesto, di un gruppo dirigente legittimato democraticamente e di un programma su cui ha fatto un patto chiaro con altre due forze politiche. segue a pagina 26.

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Stringere la cinghia, per primi i parlamentari Veltroni: non è giusto avere i salari più bassi d'Europa e i politici più pagati, serve sobrietà (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del "Stringere la cinghia, per primi i parlamentari" Veltroni: non è giusto avere i salari più bassi d'Europa e i politici più pagati, serve sobrietà di Bruno Miserendinoinviato ad Alessandria "METTIAMOLA COSÌ: non è giusto un paese in cui ci sono i salari più bassi d'Europa, e gli stipendi dei parlamentari più alti d'Europa". Proposta: riportiamo il costo della politica italiana e quindi anche gli stipendi degli onorevoli, a una ragionevole media euro- pea. Sarebbe, dice Veltroni, "un segnale di sobrietà" utile al paese e alla stessa politica: "Se bisogna stringere la cinghia, lo si deve fare tutti assieme". Applausi, ovviamente. Li prende di mattina a Verbania, prima provincia piemontese del tour, li prende a Novara, città leghista. Qui il Carroccio ha preparato un gazebo con "Roma ladrona" proprio davanti alla manifestazione ma tutto scorre via liscio. Veltroni è accolto da 2-3000mila persone e ad Alessandria, nella piazzetta della Lega Lombarda (a volte guarda i nomi che coincidenza), saranno almeno in 4mila. Comparse di Cinecittà, come dice Calderoli? Lui gioca: "Qui in piazza non vedo figuranti vestiti da antichi romani..." No, non è la prima volta che Veltroni parla dei costi della politica e sempre, in tutte le 60 province girate l'applauso più grande scatta quando il leader del Pd rilancia la proposta di dimezzare i parlamentari. Veltroni però affonda sul tema perché il leit motiv dei discorsi è l'Italia che arranca. A quest'Italia che fatica ad arrivare a fine mese, "serve una scossa, un segnale". Salari, pensioni, precari, una politica snella che aiuti il paese a crescere, sono i temi su cui torna. Cita le cronache dei giornali "che raccontano di anziani che si vanno a vendere l'oro", ("non è ammissibile in un paese come il nostro"), ed è chiaro che sta per lanciare una proposta sulle pensioni più basse. Non è ancora pronta, Morando a Roma ci sta lavorando, ma arriverà, assicurano, dopo Pasqua. Rilancia la sfida sulla diminuzione delle tasse sugli stipendi, che si potrebbe fare subito ma che la Destra ha bloccato. Insomma, dice, serve un segnale in tempi in cui si annunciano, anche come regalo dell'amministrazione Bush, venti di recessione. "Dalla politica, in presenza di una macchina troppo grande e troppo costosa, deve arrivare un segnale non solo simbolico ma condiviso, un segnale che la riallacci alla società. Non va bene che con il finanziamento pubblici si finanzino 51 partiti politici, non va bene che si finanzino 31 organi e giornali di partito, serve un messaggio di sobrietà". L'affondo, ovviamente, tiene conto anche di un dato: c'è ancora una enorme massa di indecisi, è lì che si gioca la partita. Lui fiuta aria buona, questo giro al nord lo ha convinto che il messaggio del Pd su tasse salari e precari può fare breccia nel nord produttivo e diffidente. "Ho fiducia, vedo tanti giovani interessati", dice ai cronisti del pullman. Per questo stuzzica Lega e Destra, che danno segnali di nervosismo. Ai secessionisti del fine settimana, "quelli che poi fanno accordi nei ristoranti romani il lunedì", Veltroni ricorda che sono alleati anche della Lega Sud e che tutti insieme, compresi la Mussolini e quel tal signore (Ciarrapico ndr) che fa il saluto romano, sono la riedizione di un film di qualità non eccelsa. "Nessuno, anche volendo, ricorda una loro liberalizzazione". "Mi viene tristezza quando penso a quel contratto, di cui non è stato rispettato nulla...", dice Veltroni parlando, senza nominarlo ovviamente, di Berlusconi. Il leader del Pd cita "tre fatti delle ultime 72 ore", su cui, dice, "questi nostri avversari, scivolati, anzi schizzati a destra, hanno idee molto diverse tra loro: pensioni, con Berlusconi che ripesca il progetto Maroni ma viene stoppato da Maroni, sull'Alitalia, dove la Lega dice una cosa diversa rispetto ad An, sulla politica estera, dove c'è chi vuole tornare in Iraq, quando tutti se ne stanno andando". In compenso, dice Veltroni, una cosa li accomuna: "Sono sempre cupi, hanno sempre qualcuno e qualcosa da insultare Non arrabbiatevi se io non risponderò mai...". Noi invece, "vogliamo divertirci, convincere". Invita tutti a dare una mano, a confrontare i programmi: "Nel nostro le riduzioni dell'Irpef sono coperte, nel loro no", ripete. Se questo è il messaggio che deve passare nel profondo nord, ossia il nuovo Pd che chiede fiducia contro la vecchia Destra che si è fatta più destra, non basterà girare per le province del nord. Servirà molto di più, però il segnale buono è arrivato. E pochi ci credevano.

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Veltroni: in Italia i salari più bassi e le indennità più alte, e non va bene Dall'Alitalia alle pensioni sono divisi su tutto: ecco il vero programma del Pdl (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del "Giù gli stipendi dei parlamentari" Veltroni: in Italia i salari più bassi e le indennità più alte, e non va bene Dall'Alitalia alle pensioni sono divisi su tutto: ecco il vero programma del Pdl Da Veltroni, nel suo tour elettorale in Piemonte, arriva uno stop netto ai costi, troppo alti, della politica. "Non possiamo più stare in un paese - dice il leader del Pd - con gli stipendi più bassi e le retribuzioni dei parlamentari più alte del resto d'Europa. Dobbiamo unificare le retribuzioni dei parlamentari agli altri paesi europei". Intanto a destra emergono in maniera sempre più evidente le divisioni programmatiche. Sulle pensioni è lo stesso Maroni a smentire Berlusconi. Su Alitalia Fini apre a AirFrance, proprio mentre Lega e Formigoni annunciano barricate. Miserendino, Ciarnelli, Lombardo, Collini, Di Blasi e Fantozzi alle pagine 2, 3 e 4.

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Ondata di vendite (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Ondata di vendite Ancora un lunedì nero per le Borse di tutta Europa, che hanno pagato la decisione notturna della Fed di tagliare ancora di un quarto di punto i tassi Usa, il nuovo record del petrolio e la debolezza del dollaro. Il Mibtel ha chiuso con un ribasso del 3,52% e scambi per oltre 5 miliardi. Oltr al caso Alitalia che è stato al centro dell'attenzione fin dall'apertura, l'ondata di vendite ha colpito tutti i settori, a partire dal bancario: Unicredit ha chiuso in calo del 4,39% ma hanno perso terreno anche tutti gli altri: Mediobanca (-5,65%), Monte Paschi (-3,96%), Intesa Sanpaolo (-3,12%), Popolare Milano (-4,25%); fra gli assicurativi Alleanza ha perso il 4,33% e Generali ha limitato i danni (-1,17%). Forti ribassi fra le Tlc (Telecom Italia - 5,46%, Fastweb -5,47%, Tiscali -4,9%) e gli industriali (Fiat -3,4%), i tecnologici (Stm -4,71%) e le costruzioni (Impregilo -7,71%) ma anche Autogrill (-6,4%) e fra gli editoriali soprattutto Seat (-11,33%) e l'Espresso (-7.63%). Borsa.

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Alitalia, pensioni, Libano Tutti contro tutti nel Pdl (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Alitalia, pensioni, Libano Tutti contro tutti nel Pdl di Natalia Lombardo/ Roma SCHIZOFRENIA Restano sempre la Casa della Libertà, nella quale ognuno fa quel che vuole: dentro al neonato Popolo della Libertà sono "divisi su tutto", avverte Veltroni. Dall'uscita di Martino sulla missione in Libano alle pensioni fino alla vendita dell'Alitalia. È la questione all'ordine del giorno: la Lega, per difendere l'hub di Malpensa, boccia le condizioni poste da Air France per l'acquisto di Alitalia. "Una proposta oscena", protestano Roberto Maroni e Roberto Calderoli, portando per una volta davvero uniti fra loro la voce di Umberto Bossi, dopo un vertice a Via Bellerio. Se il governo dirà sì, avvertono, "si assumerà la responsabilità di avere regalato Alitalia a costo zero e di avere danneggiato Malpensa". Silvio Berlusconi, profeta del liberismo in riposo a Arcore, tace. Eppure i due Roberti leghisti assicurano che "Berlusconi la pensa come noi su Alitalia e Malpensa". Perché non parla, allora? Meglio lasciare le grane in mano al governo uscente di Prodi... Gianfranco Fini, invece, corregge la rotta in giornata: la mattinata dà il via libera di An con un "giudizio tendenzialmente positivo"; prima di sera Fini intravede "luci e ombre": luce perché "Alitalia rischia di fallire", ombre sul piano industriale con molti esuberi e pochi investimenti. E il caso "Malpensa sia separato dall'accordo sulla vendita", dice guardando all'elettorato forte al Centro. Nel fine settimana Silvio ha lanciato e ritirato il sasso pensioni. Sabato agli imprenditori riuniti a Cernobbio Berlusconi ha prospettato un ritorno dello "scalone" Maroni, salvo fare una retromarcia il giorno dopo. Tutti l'hanno sentito, eppure smentisce: "Non l'ho mai detto, è la solita strumentalizzazione frutto del tradizionale vizio stalinista". Ma si accorge dell'uscita impopolare e recupera con toni da sindacalista: "Va mantenuto intatto il potere d'acquisto delle pensioni". Poi, da solo, tira un altro sasso: l'allarme "brogli". "Berlusconi ormai si smentisce da solo", punzecchia Casini. L'unica ad avere le idee chiare è la Lega, l'autore dello "scalone" contraddice Silvio: "Per carità, meglio non toccare nulla", avverte Maroni, che propone una "moratoria di cinque anni: il prossimo governo lasci le cose come stanno". Stavolta la palma del silenzio passa a Fini. Sulla scacchiera del Pdl viene cacciato dal gioco l'alfiere Antonio Martino, che si era spinto troppo in avanti per conto suo. Giovedì l'ex ministro della Difesa, forzista storico che aspira a tornare su quella poltrona salvo doversela battere con La Russa di An, ha liquidato la missione in Libano, annunciato l'invio di più uomini in Afghanistan e di "istruttori militari in Iraq". Il giorno prima anche Fini aveva detto che in Libano ci sono "troppi militari" e che andavano dirottati in Afghanistan. Dopo l'uscita di Martino, però, corregge il tiro. E soprattutto Berlusconi sconfessa il suo ex ministro: "Quella di Martino è una posizione personale", meglio che stia zitto, però annuncia: "cambieremo le regole d'ingaggio" della missione in Libano.

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Fini dà l'ok, la Lega no e Berlusconi tace (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Fini dà l'ok, la Lega no e Berlusconi tace Da Berlusconi un silenzio "assordante" sull'accordo di vendita della compagnia di bandiera a Air France. La Lega boccia in toto la vendita di Alitalia soprattutto per difendere l'hub di Malpensa: è "un proposta oscena, un regalo a costo zero di cui si assumerà la responsabilità il governo". Gianfranco Fini invece dà un "giudizio positivo"; in serata però scopre di alcune "ombre" sugli esuberi. Malpensa ad An sta meno a cuore che alla Lega e Fini vuole tenerla "fuori dall'accordo". Alitalia.

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Alitalia, dal governo il primo via libera Il Tesoro si impegna ad aderire all'offerta di Air France. In Borsa il titolo crolla del 26% (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Alitalia, dal governo il primo via libera Il Tesoro si impegna ad aderire all'offerta di Air France. In Borsa il titolo crolla del 26% di Roberto Rossi/ Roma VIA LIBERA Alitalia marcia dritta verso Air France. Ieri il ministero del Tesoro, a sorpresa per i tempi, ha aderito all'offerta vincolante presentata dal gruppo francese lo scorso venerdì. Il via libera è avvenuto al termine di un Consiglio dei ministri di circa due ore. Durante la riunione il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa "ha informato il Presidente del Consiglio - che ha espresso condivisione - in merito alla lettera che egli stesso invierà ad Alitalia contenente l'impegno ad aderire alle previste offerte pubbliche di scambio (per le azioni) e di acquisto (per le obbligazioni) da parte di Air France". In questo modo Palazzo Chigi si vincola alle condizioni imposte da Air France per rendere efficace il contratto. Tra queste la richiesta per l'apertura di una linea di credito per 300 milioni di euro, che Air France restituirà subito dopo l'aumento di capitale, e l'impegno a rimuovere in maniera definitiva - "con l'adozione di un decreto legge o qualsiasi altra soluzione soddisfacente" - il rischio di un risarcimento miliardario per la causa intentata dalla Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi, ad Alitalia. E proprio l'ipotesi di un prestito statale ha fatto rizzare le antenne alla Commissione europea. Michele Cercone, portavoce del commissario Ue ai Trasporti, Jacques Barrot, ha subito ricordato che per qualsiasi intervento pubblico in favore di Alitalia, che già aveva usufruito di una deroga molti mesi fa, il Tesoro dovrà rispettare le condizioni di mercato. La celerità del governo a chiudere servirà anche a dare maggiore stabilità al titolo. Il primo giorno di Borsa di Alitalia, dopo la presentazione del piano di Air France, è stato infatti drammatico. Il titolo ha perso il 26,59% a 0,392 euro dopo aver toccato, in corso di seduta, un minimo di 0,33 euro (-38,11%). Triplicati rispetto alla vigilia gli scambi: di mano sono passate 44,5 milioni di azioni (il 3,2% del capitale ordinario), contro una media degli ultimi trenta giorni di 5,9 milioni di azioni. E non poteva essere così. Nell'offerta vincolante presentata dal consiglio di amministrazione di Air France lo scorso venerdì Alitalia è stata valutata 140 milioni circa. Cioè 10 centesimi per azione. Un niente se si pensa che nell'ultima quotazione di venerdì scorso il titolo aveva chiuso a 0,53 centesimi. Ed è proprio al valore di dieci centesimi, tarato da Air France, che la Borsa si sta adeguando. Se il crollo non è stato più ampio è solo perché l'arrivo di Air France non ancora del tutto sicuro. Il mercato si aspetta il colpo a sorpresa. Che, a questo punto, potrebbe venire solo dai sindacati, il cui via libera è vincolante al lancio dell'offerta di pubblico scambio di Air France. Ieri l'amministratore delegato di Air France, Jean Cyril Spinetta, è sceso a Roma, con il suo gruppo di manager, per incontrare oggi le nove sigle sindacali di Alitalia. Che ora si trovano nel non facile compito di trattare con tempi ristretti. E nella discussione rientra in grande stile anche il caso Malpensa. Ieri il presidente in pectore degli industriali Emma Marcegaglia ha invocato, per la prima volta, una "moratoria" per lo scalo di Varese. Che piace tanto alla Lega ma non a Gianfranco Fini che, parlando al Tg5, ha ricordato che il caso Malpensa deve essere "separato" dalla vicenda Alitalia. Posizioni vicine a quelle del Pd che ieri con il responsabile economico Giorgio Tonini, ha ricordato anche che l'accordo deve essere chiuso "ma salvaguardando le esigenze di chi ci lavora".

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I sindacati oggi al tavolo: non si può smantellare il gruppo Piena sintonia tra Cgil, Cisl e Uil alla viglia dell'incontro. Questo sarà il giorno della verità (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del I sindacati oggi al tavolo: non si può smantellare il gruppo Piena sintonia tra Cgil, Cisl e Uil alla viglia dell'incontro. "Questo sarà il giorno della verità" di Felicia Masocco / Roma LODO? NO GRAZIE Ritrovarsi con il classico cerino in mano non è situazione gradevole, su Alitalia i sindacati rischiano proprio questo, di ritrovarsi costretti a un prendere o lasciare, con tutte le conse- guenze dell'uno e dell'altro caso. Le nove sigle presenti nella compagnia aerea oggi incontreranno i vertici di Alitalia con il presidente Maurizio Prato, e quelli di AirFrance-Klm con Jean-Ciryl Spinetta, e ieri hanno fatto sapere che o ci sarà una "trattativa vera" oppure sono pronti a lasciare il tavolo. "In assenza di margini di negoziato trarremo valutazioni e conseguenze -avverte Guglielmo Epifani-. Il sindacato ha le spalle larghe sia per sostenere un accordo, sia per dire che non ci sono le condizioni". Il consenso dei sindacati è stato posto da AirFrance-Klm tra le (tante) condizioni necessarie per portare in porto l'operazione di acquisizione di Alitalia, il loro parere deve arrivare entro il 31 marzo, i tempi sono strettissimi. "Siamo al disastro continua il leader Cgil - domani (oggi, ndr) sarà il giorno della verità". Tentare di capire che cosa sta accadendo dopo essere stati lasciati all'oscuro di tutto e avere appreso del "fantomatico piano" dai giornali e, dopo, mettere a fuoco che cosa fare per difendere la compagnia e i lavoratori. Margini di trattativa, dunque perché "è difficile partecipare ad un lodo mai chiesto", "giudicheremo comunque il piano sui contenuti - conclude Epifani -. Se conterrà risposte logiche su rilancio della compagnia, investimenti, perimetro aziendale e occupazione, daremo un giudizio positivo. In caso contrario sarà opposto". La sintonia con Cisl è Uil è totale anche Raffaele Bonanni reclama una trattativa altrimenti, dice, "finiscano da soli come hanno cominciato", e sarà battaglia; per dirla con il leader Uil, Luigi Angeletti, i sindacati non "regaleranno" il via libera all'offerta dei franco-olandesi. Ridurre gli esuberi, limitare i danni e salvaguardare il trasporto aereo italiano: dallo Sdl all'Ugl alle associazioni di piloti e assistenti di volo la preoccupazione è unanime, così come la determinazione a non restare a guardare, "Non avremo un atteggiamento passivo", annuncia Renata Polverini, leader Ugl; "Senza garanzie sarà sciopero generale", minaccia Sdl. Il fatto è che se nero su bianco sono stati scritti "solo" 1600 esuberi da gestire in modo soft, il taglio di flotta e rotte, la fine nel 2010 del servizio Cargo e soprattutto la nebulosa sorte di AZ Servizi, oggi controllata da Fintecna, che solo in parte AirFance vuole riportare direttamente nel perimetro di Alitalia, suggeriscono ben altre cifre. In ballo ci sono infatti tutte le attività di terra che direttamente, solo a Roma, impiegano 5mila addetti e poi c'è l'indotto. L'allarme dei sindacati è che venga smantellata l'area tecnica di Fiumicino con annessa perdita di 15mila posti di lavoro. Il "No" è chiaro, "sarebbe il prezzo più alto pagato nell'intero paese per la vendita di Alitalia", afferma il segretario della Cgil capitolina Walter Schiavella. "Se sono vere le indiscrezioni, Alitalia Servizi, ovvero il più grande insediamento industriale della nostra regione rischia di uscire fortemente ridimensionato - spiega -. Ciò insieme alla frammentazione di Alitalia Airport ed alla terziarizzazione di altri settori oltre a quello informatico e del Cargo".

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Malpensa vede sempre più nero. Senza il cargo 1500 esuberi aggiuntivi L'amarezza dei lavoratori: Eppure il trasporto merci è cresciuto oltre il 10% in un anno . In allarme il siste (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 18-03-2008)

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Stai consultando l'edizione del Malpensa vede sempre più nero. "Senza il cargo 1500 esuberi aggiuntivi" L'amarezza dei lavoratori: "Eppure il trasporto merci è cresciuto oltre il 10% in un anno". In allarme il sistema produttivo del Nord di Luigina Venturelli/ Milano C'è chi telefona per sfogare la rabbia: "Non possono metterci la data di scadenza!". C'è chi chiama in preda all'incredulità: "È vero quello che dicono i giornali? Che il servizio cargo sarà chiuso entro il 2010?". E c'è chi ha solo bisogno di sentire una voce amica: "Mi raccomando, fammi sapere del piano industriale". I delegati sindacali di Malpensa cercano di rispondere a tutte le chiamate dei colleghi, centinaia di lavoratori dell'aeroporto varesino alle prese col futuro incerto disegnato dalla proposta "prendere o lasciare" di Air France Klm per l'acquisto di Alitalia. Ma non sempre sanno che cosa rispondere. "Vorrei tanto leggere il piano dei francesi, tutti ce lo raccontano, ma finora nessuno l'ha visto per davvero" racconta Flavio Nossa della Camera del Lavoro di Milano. Per ora l'unica certezza è la "molta confusione sotto il cielo di Malpensa", pieno di nubi ed agitato dall'ultimo temporale annunciato: la dismissione entro il 2010 del trasporto merci. Le previsioni sui tagli occupazionali, che parlavano inizialmente di 1.500 esuberi, devono ora essere riaggiornate al doppio. "Il traffico cargo è cresciuto negli ultimi anni più del traffico passeggeri - spiega Ezio Colombo della Filt Cgil - con percentuali superiori al 10%. Lo scalo è una grande attrattiva per tutto il sistema produttivo del Nord ed ospita molte aziende attive nel settore. Se davvero chiuderà il cargo, sarà una tragedia dal punto di vista occupazionale". Qualche ipotesi sui numeri è già stata fatta. Si perderebbero dai mille ai 1.500 posti di lavoro: l'impresa più grande di trasporto merci presente nell'aeroporto, 600 dipendenti, ha già avanzato ipotesi di tagli e altre tre aziende hanno avviato i primi contatti con il sindacato per avviare procedure di cassa integrazione, con inevitabili ricadute anche sull'indotto. Non stupisce che pure gli imprenditori siano sul piede di battaglia. A cominciare dalla neo presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che invoca "una logica di moratoria che lasci spazio a Malpensa per ritrovare altre compagnie che vogliano volare dallo scalo" per evitare "un calo dei due terzi dei voli che penalizza non solo l'aeroporto lombardo ma tutto il Nord". Per finire con la Confartigianato locale, secondo cui si sta giocando con il destino di "un elemento irrinunciabile per l'internazionalizzazione delle realtà produttive milanesi e lombarde" costituie anche dalle 260mila imprese artigiane della regione. Tutti con il fiato sospeso, almeno fino ad oggi, quando l'incontro tra Air France-Klm e sindacati dovrebbe sciogliere molti dei dubbi all'orizzonte. Nel frattempo i delegati di Cgil, Cisl e Uil sono alle prese con la gestione degli ammortizzatori sociali: ci sono 18 milioni di euro per la cassa integrazione di 900 esuberi Sea, più altri 80 milioni stanziati fino al 2009 per le altre aziende che taglieranno i livelli occupazionali. "Stiamo lavorando perchè queste risorse arrivino ai lavoratori colpiti dalla crisi" dicono con preoccupazione. Il rischio è che criteri troppo ampi si traducano in un ulteriore spreco di risorse: ad esempio, perchè parlare di crisi anche per il settore alberghiero se, proprio davanti al terminal 1, la Sea sta costruendo un nuovo mega albergo da 800 camere?.

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Fiorello canta: resta con noi Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 18-03-2008)

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Stai consultando l'edizione del APPELLO RADIO Fiorello canta: resta con noi Alitalia Un coro sulle note di Resta con noi: è la trovata con cui Fiorello e Marco Baldini hanno trattato il tema della vendita di Alitalia ad Air France nel corso della puntata di W Radiodue. Fiorello e Baldini hanno intonato con il pubblico dello studio il celebre canto da chiesa con un testo scritto ad hoc: "Resta con noi Alitalia stasera / resta con noi e non te ne andare / Resta con noi non ci lasciar / la Francia non deve comprar / Chiedi di più non accettar / la Gioconda ci devon ridar". "Purtroppo la vendono", ha detto Fiorello. "Come si fa a vendere la compagnia di bandiera?". Poi ha scherzato: "130 milioni sono i soldi contestati a Valentino Rossi per le tasse. Io a 120 l'avrei presa!".

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Loizzo: "la puglia non può avere 4 aeroporti" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 18-03-2008)

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Pagina IV - Bari La polemica Loizzo: "La Puglia non può avere 4 aeroporti" "La sfida di rianimare ben quattro aeroporti è proibitiva": l'assessore regionale ai Trasporti, Mario Loizzo boccia le tratte attivate dalla città di Foggia per Roma, Milano e Catania, durante l'audizione in prima e quinta commissione al Consiglio regionale. Con Loizzo in commissione anche l'amministratore unico di Aeroporti di Puglia, Domenico Di Paola chiamato a spiegare lo stato dell'arte dei bandi per l'aeroporto di Brindisi. "La compagnia Myair - ha detto Di Paola - non ci ha comunicato ufficialmente ancora nulla. Stiamo contrattualizzando le prime per Parigi e per Ginevra. Se la compagnia verrà meno, dovrà rispettare le regole e pagare la penale". Intanto maggioranza e opposizione proporranno un ordine del giorno in Consiglio regionale per evitare "rischi che la riorganizzazione di Alitalia potrà comportare sul territorio pugliese".

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"su malpensa non cediamo la compagnia può anche fallire" - gad lerner (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia "Su Malpensa non cediamo la compagnia può anche fallire" Letizia Moratti: impensabile la rinuncia al ricorso Pronti ad avviare una trattativa finalizzata a una transazione, purchè ci sia garantito il giusto indennizzo GAD LERNER MILANO - Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, nella sua veste di primo azionista della Sea - la società aeroportuale che gestisce Linate e Malpensa - si ritrova improvvisamente fra le mani una sorta di potere di veto sulla vendita di Alitalia a Air France, e quindi sulla sopravvivenza o il fallimento della nostra compagnia di bandiera dalle casse vuote. Nei confronti della quale Sea ha intentato una causa di risarcimento per gli accordi disattesi sullo scalo di Malpensa, chiedendo un indennizzo astronomico: 1,25 miliardi di euro, circa dieci volte la somma che Air France è disposta a pagare Alitalia. Entro la fine del mese Parigi chiede al governo italiano di sottoscrivere una manleva, facendosi carico della penale nell'eventualità che la magistratura dia ragione alla Sea. A meno che? Sindaco Moratti, la vostra causa ha un esito incerto e potrebbe sortire effetti rovinosi. E' pensabile una rinuncia, nell'interesse del Paese? "L'azione risarcitoria è stata a lungo meditata e si basa su argomenti solidi. Alitalia ha disatteso l'impegno assunto: fare di Malpensa il suo hub. Una rinuncia da parte nostra è impensabile". Dal governo le è giunta una richiesta in tal senso? "Fra ieri e oggi il presidente Prodi mi ha chiamata due volte. Gli ho chiarito che Sea non può rinunciare a una contropartita economica per i gravi danni subiti da Alitalia". Si rende conto che lei può far saltare l'accordo con Air France? "Se c'è la volontà delle parti, io sono pronta ad avviare una trattativa finalizzata a una transazione, purchè ci sia garantito il giusto indennizzo". Ma sembra impossibile concludere una simile trattativa entro il 31 marzo, lei si sta assumendo una grave responsabilità? "Intanto Air France ha avanzato pretese tali da farmi dubitare che voglia concludere davvero l'acquisto di Alitalia. La compagnia italiana dispone di volumi di traffico e di cespiti derivanti dalla proprietà dei terreni di Fiumicino che già di per sé valgono molto più dei 138 milioni offerti. A simili condizioni Alitalia potrebbe interessare altri compratori". Se ce ne fosse il tempo: le casse Alitalia sono vuote e l'alternativa più probabile sarebbe il fallimento. "Io credo nel libero mercato. La sorte del fallimento è già toccata a Swissair e alla Delta, ma gli aerei non hanno smesso di volare. Non mi permetto di dire quali siano i compiti di un governo titolato solo all'ordinaria amministrazione, ma se Air France pretende di mantenere una clausola monopolistica sui diritti di traffico Alitalia, e per di più impone la dismissione delle attività cargo in larga misura concentrate a Malpensa, bisognerà pure tutelare una politica italiana dei trasporti". Sbaglio ricordandole che la sorte di Alitalia è nelle sue mani? "Sì, sbaglia, io chiedo solo al governo di negoziare condizioni più accettabili". Prodi le avrà detto che se Alitalia fallisse in seguito alla mancata remissione della vostra causa, potrebbe a sua volta rivalersi finanziariamente su Sea. "Questo si chiama terrorismo. Respingo questa ipotesi come del tutto priva di fondamento. Se vuole vada a chiederlo ai nostri legali e ai professori universitari che hanno convalidato le legittime richieste di Sea. Una società florida, che in un anno ha raddoppiato gli utili portandoli da 25 a 50 milioni di euro. Con ciò dimostrando che il presidente Giuseppe Bonomi non è un lottizzato, bensì un manager capace. E ora dovrei sopportare che Sea venga messa in ginocchio dalle inadempienze altrui?". Posso scrivere che Letizia Moratti preferisce il fallimento di Alitalia alla remissione della causa? "Prima di arrivare al fallimento è sempre doveroso cercare un'altra soluzione, sebbene, lo ripeto, neppure il fallimento significhi di per sé una catastrofe. Alitalia si è resa responsabile di scelte sbagliate. In seguito agli accordi con i sindacati romani ha speso 200 milioni all'anno solo per le trasferte a Malpensa del personale residente nella capitale". Lo ha fatto quando a presiederla era proprio il suo Giuseppe Bonomi. Intanto le perdite si ingigantivano e nessuna forza politica, né di destra né di sinistra, ha rinunciato a ripianarle pur di evitare il fallimento. "Posso comprendere che i governi si siano prodigati per evitare il fallimento di Alitalia, ma questo non è affar mio. Io sono responsabile delle scelte positive di Sea, che tra l'altro fanno di Malpensa l'aeroporto più puntuale d'Europa. Mi spiace, ma non mi sento compartecipe delle scelte di Alitalia". Eppure lo sa che gli altri aeroporti del Nord incrementano il traffico ben più di Malpensa, e anche i milanesi preferiscono partire da Linate. La telenovela Malpensa non smaschera il falso mito della nazione padana? "Al contrario, vedo semmai prevalere una nozione romanocentrica e corporativa del trasporto aereo. Il contrario del libero mercato in cui credo. Vogliamo far perdere una società che guadagna, la Sea, e mandare in cassa integrazione 17-18 mila lavoratori del Nord? Se queste sono le premesse, capisce bene quanto sia ingiusto rivolgerci l'accusa di assistenzialismo". Vi si accusa di assistenzialismo perchè l'Alitalia dalle casse vuote non potrà mai rimborsarvi 1,25 miliardi di euro. Tocca pagare di nuovo al contribuente? "Sediamoci attorno a un tavolo, noi di Sea con Alitalia e Air France. Studiamo una revisione del prezzo - Air France paghi di più - e un'ipotesi di transazione che tenga conto degli investimenti da noi pianificati, un miliardo di euro, cento dei quali già spesi solo quest'anno". In pratica è come se lei insistesse con la richiesta di moratoria, pur sapendo che Alitalia non può ripristinare i voli Malpensa già disdetti dal 1 aprile. "Lo so anch'io che la moratoria non è più possibile. Per questo le ripeto che la nostra causa potrà essere ritirata solo a seguito di una transazione da concordare, tale da consentirci di attivare con compagnie aeree diverse da Alitalia quelle tratte, soprattutto con l'Oriente, di cui l'economia del Nord ha vitale necessità. Al governo Prodi chiedo di esercitare un'adeguata pressione su Air France, come del resto in una situazione simile già fece con successo il governo olandese per Klm". C'è un divario abissale fra 1,25 miliardi chiesti da Sea e i 138 milioni offerti da Air France. Mica pretenderà che Parigi si faccia carico della vostra controversia con Alitalia: l'indennizzo graverebbe sulle casse dello Stato. "Non per questo la svendita di Alitalia diviene un'alternativa accettabile. La nostra causa è un atto dovuto. Ci serve un margine di tempo adeguato, e un sostegno, per rimetterci a operare in condizioni di libero mercato. Non è pensabile che Alitalia ignori tali legittime esigenze. Quanto al governo, ci ha riuniti l'ultima volta intorno al 'tavolo Milano' l'ormai lontano 21 settembre. La promessa fu di consultarci a ogni passo successivo, ma non si sono più visti. Ora rischiamo di dover subire una nuova Alitalia di proprietà straniera che conserva però privilegi monopolistici e protezionisti. Altro che liberalizzazione. Soffriamo l'assenza di una politica dei trasporti che tuteli l'interesse dell'economia nazionale".

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Alitalia-air france, ok del governo - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Alitalia-Air France, ok del governo I sindacati: offerta da migliorare. Prodi: passo indietro da Sea. Titolo giù del 26% "Sì rivedibile con proposta più alta" Marcegaglia: moratoria per Malpensa LUCIO CILLIS ROMA - Anche il Tesoro dà il via libera ad Air France. L'azionista di riferimento di Alitalia aderirà all'Ops francese anche se il governo, che ieri si è riunito a ranghi ridotti per ascoltare la relazione tecnica del ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa, non garantirà l'eventuale esborso finanziario legato alla causa da 1,25 miliardi intentata da Sea ad Alitalia. L'abbandono di Malpensa a favore di Fiumicino, quindi, diventa merce di scambio con il gestore degli aeroporti milanesi. Ieri era stato lo stesso premier Romano Prodi a chiedere "in modo fermo" a Sea di ritirare la richiesta di indennizzo. Il pressing politico è quindi iniziato e nei prossimi giorni si cercherà di arrivare ad una soluzione che accontenti i francesi e risarcisca in qualche maniera i gestori dello scalo varesino. La riunione di Palazzo Chigi, durata un'ora e mezzo, è servita anche a mettere sul tavolo i dubbi di una parte del governo uscente: da notare l'assenza di metà governo tra cui quella (forse polemica) di Antonio Di Pietro e di Alessandro Bianchi, sostenitore della soluzione italiana. Padoa-Schioppa ha informato Prodi dei contenuti della offerta e ha annunciato il proprio assenso all'Offerta pubblica di scambio di 160 azioni Alitalia ogni azione Air France-Klm e all'acquisto delle obbligazioni. Nel contempo gli impegni assunti non saranno vincolanti nel caso in cui "uno o più soggetti" lancino un'offerta pubblica concorrente migliorativa e il ministero la accetti. Oggi è invece il giorno del primo incontro tra i sindacati di categoria, Jean-Cyril Spinetta e Maurizio Prato. Il faccia a faccia avverrà nella sede di via della Magliana e al momento nessuno, vista la reazione stizzita delle sigle sindacali alla proposta francese, che, dicono, "va migliorata", può anticiparne l'esito. Di certo sarà una battaglia senza esclusione di colpi quella che opporrà il navigato manager francese ai rappresentanti di sindacati tra i più combattivi. Lo scontro si gioca sugli esuberi (1.600 nel Fly e voci di altri 5mila in Az Servizi), sul passaggio a Fintecna della manutenzione, sugli aerei che verranno messi a terra e sul nodo del cargo. Il fronte più duro, a sorpresa, è quello dei piloti fino a ieri sostenitori di Spinetta e oggi avversari col coltello tra i denti dopo la condanna a morte del settore merci. "Il sindacato ha le spalle larghe per dire un sì o un no, con tutte le conseguenze che ciò comporta", avverte il leader della Cgil Guglielmo Epifani. Anche per il numero uno dell'Ugl, Renata Polverini, l'apertura di un tavolo "non può tradursi nel passivo recepimento di quanto deciso dal cda francese". "Su Alitalia vogliamo aprire una trattativa vera: altrimenti, se hanno cominciato da soli, possono anche finire da soli" ha detto il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni. "Serve una logica di moratoria o una qualche cosa che lasci spazio a Malpensa" ha invece detto la presidente designata di Confindustria, Emma Marcegaglia. Ma la settimana decisiva per il futuro di Alitalia è iniziata nel peggiore dei modi a Piazza Affari. Il titolo è crollato a 39 centesimi, perdendo in un sol colpo un terzo del valore (il 26% in meno) rispetto alla chiusura di venerdì. Un aggiustamento al ribasso che deriva dall'offerta di Air France (valore: 10 centesimi per azione) e accettata dai vertici di Alitalia nel corso di un week-end drammatico e carente di informazioni. Solo domenica notte, infatti, si è venuti a conoscenza dei termini della governance del nuovo gruppo guidato dai francesi.

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L'avvertimento dell'unione europea "non accetteremo altri aiuti di stato" - alberto d'argenio (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il portavoce del commissario Barrot: Alitalia ha già usufruito una volta dei supporti pubblici, questa strada ormai è chiusa L'avvertimento dell'Unione europea "Non accetteremo altri aiuti di Stato" L'unica via d'uscita: far passare il prestito ponte come il "minore dei mali" ALBERTO D'ARGENIO BRUXELLES - "Alitalia non può più godere di un aiuto di Stato avendone già beneficiato in passato secondo la regola una volta ultima volta". Il commissario Ue ai Trasporti, Jacques Barrot, mette i paletti a qualsiasi iniezione di denaro pubblico per favorire la vendita della compagnia di bandiera ad Air France-Klm. Tuttavia se il governo opterà per questa soluzione potrebbe aprirsi uno spiraglio per evitare una clamorosa bocciatura Ue. Intanto Air France ha fatto sapere di essere pronta a rinunciare all'operazione qualora eventuali condizioni imposte da Bruxelles dovessero risultare troppo onerose. Un riferimento anche all'altro futuro esame Ue, quello antitrust, che potrebbe chiudersi con l'obbligo di cedere alcune rotte. Secondo Michele Cercone, portavoce di Barrot, "lo Stato deve agire come investitore privato", ovvero concedendo un eventuale prestito a condizioni di mercato visto che la compagnia ha già beneficiato di quell'aiuto di Stato che le regole comunitarie permettono una sola volta. Tradotto: da un eventuale prestito-ponte l'erario non ci dovrebbe perdere. Insomma, il consiglio di Bruxelles è quello di "lavorare insieme per assicurare il buon esito dell'operazione", anche perché qualsiasi aiuto dovrebbe essere notificato all'Ue. Al di là delle dichiarazioni ufficiali a Bruxelles si vive con un certo "fastidio" il fatto che l'azienda non abbia consultato la Commissione sulle sue intenzioni, venute a galla tramite la stampa. "E' un comportamento politicamente scorretto e rischioso - si mormora nei corrodoi della Ue - la faccenda è molto delicata ed era meglio annusare l'aria con noi prima di uscire allo scoperto. Così si rischia di irritare anche i concorrenti, che sono pronti a fare ricorso contro un aiuto". Ma non tutto volge al peggio: dietro le dichiarazioni sul prestito ponte, motivate dalle ferree regole Ue, le prime analisi del dossier basate su notizie di stampa non sono del tutto negative. Innanzitutto negli uffici di Bruxelles non si esclude che lo Stato possa pagare l'eventuale risarcimento danni a favore di Sea per il taglio di Malpensa, come chiesto da Air-France, anche se il tema deve ancora essere approfondito. Inoltre - si ragiona nella capitale belga - è vero che le regole europee vietano un intervento da parte dello Stato che un investitore privato non farebbe, ovvero un aiuto in perdita che serva da "stampella" per tenere in vita Alitalia fino al passaggio ad Air France. Tuttavia si potrebbe trovare una soluzione per evitare una bocciatura dell'eventuale misura: Alitalia va malissimo - è la motivazione che gli esperti Ue potrebbero accettare da Roma - quindi si potrebbe dire che per evitare all'investitore ulteriori danni, come l'abbassamento del prezzo di vendita o un fallimento, il prestito in perdita "potrebbe essere il minore dei mali". Soluzione ancora da verificare ma che non si discosta molto da quanto si ipotizza a Roma: un intervento dell'azionista pubblico potrebbe essere giustificato da una serie di "circostanze eccezionali". Potrebbe cioè essere vitale per completare la privatizzazione richiesta anche da Bruxelles, unica alternativa alla liquidazione.

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Fiorello cambia le parole di "resta con noi" preghiera-inno per l'azienda in vendita (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia La curiosità Fiorello cambia le parole di "Resta con noi" preghiera-inno per l'azienda in vendita ROMA - "Resta con noi, non ci lasciar, la Francia non deve comprar". Adattando un vecchio canto religioso Fiorello si è schierato ieri a favore dell'italianità di Alitalia. Durante "Viva Radio 2", il programma che conduce insieme con Marco Baldini, lo showman ha trattato con il consueto stile comico la vicenda della compagnia aerea. Sulla base musicale di "Resta con noi", i due conduttori, con il pubblico in studio, hanno intonato "chiedi di più, non accettar, la Gioconda ci devon ridar". Dopo la canzone Fiorello ha concluso: "130 milioni sono i soldi contestati a Valentino Rossi per le tasse. Io a 120 l'avrei presa".

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Borse, un altro lunedì nero (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Il giorno della paura/Non basta l'intervento della Fed, crollano i listini in Asia e in Europa. Fmi: crisi seria Borse, un altro lunedì nero Precipita il titolo Alitalia. Sì del governo ad Air France, serve l'ok dei sindacati.

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ROMA Ennesimo lunedì nero per le Borse asiatiche ed europee che ieri hanno chiuso con perdite (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Intorno al 3%. Nella sola Europa è stato bruciato un valore superiore ai 300 miliardi di euro. La corsa al ribasso è stata innescata dall'annuncio della Fed di una limatura di 25 centesimi del costo del denaro. Ieri l'indice Dow Jones di Wall Street ha chiuso in leggero attivo. Intanto ieri sera è arrivato il "sì" del governo all'offerta di Air France per Alitalia.

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Borsa nera (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Più di 300 miliardi di euro bruciati in una giornata. È il lunedì nero delle borse europee, su cui si abbatte la crisi americana. Che la Fed cerca di arginare tagliando i tassi. Inutilmente. Wall Street cede. In picchiata anche Alitalia: crolla il titolo, i sindacati protestano per i tagli, la Ue intima "niente aiuti di stato"PAGINE 4 E 5.

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La clausola: no ad azioni contro Prato (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-18 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE "Cortesia" francese La clausola: no ad azioni contro Prato ROMA - ( a .bac. ) C'è una piccola clausola in fondo al contratto d'acquisto di Alitalia, da parte di Air France-Klm, che non sarà sfuggita all'amministratore della compagnia italiana, Maurizio Prato. Quella secondo cui Air France-Klm s'impegna a non agire e non votare in favore di azioni di responsabilità contro gli attuali amministratori e sindaci, salvo per casi di dolo, colpa grave o fatti ignoti. Un gesto di squisita cortesia.

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Veltroni: va abbassata l'indennità dei parlamentari (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-18 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Il Pd La proposta: gli stipendi devono essere allineati a quelli europei Veltroni: va abbassata l'indennità dei parlamentari Sul suo tour: bello non vedere più bandiere di Ds o Dl "è finito il tempo della coalizione che andava da Mastella a Caruso: mai più i lunghi vertici di maggioranza" DAL NOSTRO INVIATO ALESSANDRIA - Dal Nord Est al Nord Ovest. Il pullman di Veltroni cambia scenario e da Trieste raggiunge questo pezzo di Piemonte vicino alla Lombardia, girando tra Verbania e Alessandria. Ma è a Novara, città superleghista, che il segretario del Pd fa l'annuncio: "Se vinceremo gli stipendi di deputati e senatori saranno allineati a quelli dei parlamentari degli altri Paesi europei ". Che sono, in molti casi, ben più bassi dei nostri. E ancora: "Non è possibile che l'Italia sia il Paese con i salari meno elevati e gli stipendi dei parlamentari più alti". E giù gli applausi della folla nel Cortile del Broletto. Fa una certa impressione, di fronte a questo annuncio, vedere, al posto dei vessilli del Carroccio, che pure ha fatto di "Roma ladrona " il suo cavallo di battaglia, sventolare le bandiere del Pd. Un'ora prima, dopo aver pranzato alla Cavallotta, un ristorante nella campagna novarese, messo su da una famiglia originaria di Lamezia Terme, esterna la sua soddisfazione proprio di fronte a quegli stendardi e a quei cartelli. Motivo di orgoglio: "Per me è un fatto eccezionale non avere più visto, in 57 tappe del mio giro d'Italia, neanche una bandiera dei Ds o della Margherita: vuol dire che il Pd, in pochissimi mesi, è riuscito già ad imporsi come un forte soggetto unitario". è tempo di bilanci per Walter Veltroni. Appena compiuto il giro di boa del tour elettorale fra le 110 province italiane, si confessa: "Ormai non escludo il miracolo". Cioè quello di riuscire non solo a pareggiare al Senato, ma a vincere alla Camera. Da iscrivere nel libro dei sogni? "Può darsi, ma ci sono segnali importanti: i giovani, che si mobilitano come non mai in passato, le piazze piene anche qui al Nord...". Certo, bisognerà capire se l'ecumenico Walter ha solo ricompattato e dato nuovo entusiasmo al centrosinistra o ha attirato anche elettori che prima votavano al centro o a destra. Ma per il momento Veltroni sottolinea che ha voltato pagina nel fare politica: "è finito il tempo della coalizione che andava da Mastella a Caruso, un po' come Fantozzi con la corazzata Potemkin ". Ora le cose sono cambiate: "La sinistra radicale può dire le sue cose, ma anche noi siamo più liberi: non avremo più bisogno di fare estenuanti vertici di maggioranza ". E rimprovera il Pdl di essere invece rimasto "al vecchio " sistema: "Ditemi se sono d'accordo: prima propongono di ritirarsi dal Libano, poi si correggono. Sulle pensioni annunciano il ritorno allo scalone e Maroni, che è colui che l'ha inventato, non è d'accordo. E sull'Alitalia An è per il patto con Air France mentre la Lega è contro". E ancora un affondo contro i leghisti: "Ci sono politici che promettono la secessione se non si fa come dicono loro, poi li ritrovi il martedì sera nei ristoranti romani ed è un'altra storia...". Roberto Zuccolini.

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Moratti e la telefonata di Prodi a Bonomi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-18 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Il sindaco Moratti e la telefonata di Prodi a Bonomi MILANO - Scomodare Davide e Golia, forse è troppo. Ma certo, la causa per inadempienze promossa da Sea contro Alitalia per 1,2 miliardi - circa la cifra che il gigante francese pagherà per l'intero vettore nazionale -, al suo annuncio era stata guardata con una certa sufficienza. Eppure, ora sembra mettere la maxi operazione sotto scacco. Nelle 26 pagine della nota diffusa da Alitalia, vi si fa riferimento come a una delle condizioni poste da Air France: o la causa viene ritirata, o il governo garantisce l'acquirente con una manleva. Peccato che giusto ieri l'Ue abbia ricordato che l'era degli aiuti di Stato è ormai finita. E così, Giuseppe Bonomi, il presidente Sea, ieri non ha pronunciato una sillaba. Lo ha fatto invece l'azionista, il sindaco di Milano Letizia Moratti: Sea, Alitalia e Air France dovranno mettersi intorno a un tavolo per "una transazione che permetta a Sea di riconfigurarsi come hub". Se è vero che Romano Prodi ieri ha chiamato Bonomi per chiedergli di ritirare la causa, a quel tavolo le carte in mano a Sea non sono da buttar via. Il presidente della Sea, Giuseppe Bonomi: causa da 1,2 miliardi M. Cre.

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Il governo abbatte Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

La vendita della compagnia al centro della campagna elettorale: si profila uno scontro con i sindacati sul taglio delle rotte e gli esuberi. Intanto la Cgil lancia l'allarme sui lavori usuranti: "Il governo vari il decreto o salta tutto" Il governo abbatte Alitalia Via libera alla vendita, alle nuove condizioni imposte dai francesi. Oggi l'incontro decisivo tra l'azienda e i sindacati: una marea di "esuberi" in discussione Francesco Piccioni "Il giorno della verità" per Alitalia ha due date possibili. Quella di ieri, con la riunione del governo che doveva avallare o meno la decisione del cda sulla vendita della compagnai alle nuove - durissime - condizioni imposte da Air France-Klm; oppure quella di oggi, con l'incontro tra l'azienda e i sindacati (Jean-Cyril Spinetta è arrivato a Roma nella tarda serata), per sciogliere il dilemma "conflitto sociale" sì o no. I ministri si sono presentati a palazzo Chigi intorno alle 19 e la riunione si è aperta con "comunicazioni" da parte di Tommaso Padoa Schioppa, titolare dell'economia e quindi del pacchetto azionario (il 49,9%) oggetto della trattativa. Verso le 21 si è concluso con una "presa d'atto" che consente al Tesoro di completare le procedure di vendita. O di svendita. L'"offerta vincolante" presentata dai francesi sembra infatti un curioso rovesciamento del significato. Invece di intendere il "vincolo" come una promessa di adempiere determinati obblighi, è stato abbassato il prezzo (un'azione francese ogni 160 italiane) e sono state rese vincolanti una serie di condizioni in mancanza delle quali i transalpini si dilegueranno (per finta, sia chiaro). Condizioni pesanti: approvazione da parte del cda del piano industriale 2008-2010, accordo con i sindacati "a condizioni soddisfacenti per Air France", regole di impiego dei dipendenti (compreso il capitolo Az Servizi, da cui emergerebbero 5-6.000 "esuberi"), concessione di una linea di credito di 300 milioni da parte del minsitero dell'economia, accordo con Adr sui livelli di servizio necessari, tutela dalla causa intentata dalla Sea (società di gestione degli aeroporti milanesi) per il previsto abbandono di Malpensa come "secondo hub" italiano. Un capitolo, quest'ultimo che inquieta molto i francesi, che temono un ripensamento a metà strada se Berlusconi dovesse vincere le elezioni. Ancora ieri la presidente designata di Confindustria, Emma Marcegaglia, si è aggiunta alla lista delle personalità di peso che chiedono "una moratoria per Malpensa". I sindacati fanno il viso dell'arme, chiedendo "spazio, non tempo, per una trattativa vera sul piano di ristrutturazione". Minacciando in caso contrario un "no" che dovrebbe preludere a iniziative di lotta e - di conseguenza - alla fuga dei francesi. In assenza di un governo "vero", questa ipotesi appare eccessiva. Anche perché un irrigidimento ora appare alquanto tardivo (sono anni che la situazione di Alitalia si trascina da un piano di ristrutturazione all'altro, con l'opposizione palese dei soli sindacati di base). I lavoratori, dal canto loro, attendono gli sviluppi con crescente preoccupazione. Le ristrutturazioni passate hanno falcidiato gli effettivi senza risolvere la crisi (a ripianare i vuoti di organico sono stati chiamati, per anni, centinaia di "stagionali") e seminato sfiducia. Si è giunti a questa fase nelle peggiori condizioni possibili: quelle in cui ci si trova di fronte a un "prendere o lasciare" senza vie di mezzo. Ma con l'impressione che il governo - tutti quelli che si sono succeduti da 10 anni a questa parte - abbiano fermamente voluto un simile esito. Ultima beffa, i giornali francesi, ieri, definivano "quasi irrisorio" il prezzo stabilito nell'offerta transalpina. La valutazione, infatti, non va fatta sulla base delle pessime condizioni di bilancio di Alitalia, ma sulla base del "potenziale" rappresentato dal mercato aereo italiano. Una mecca turistica di queste dimensioni, spiegava ad esempio il quotidiano Les Echo, rende indifferente persino il miliardo di euro necessario a rifinanziare il capitale della compagnia. Specie una volta che sarà stato "annullato l'orrore strategico dell'hub di Malpensa, cui la compagnia sull'orlo del fallimento deve i due terzi del suo milione di perdite quotidiane". Un regalo, insomma; che trova una spiegazione non certo a livello economico, ma - forse - su quello politico. Come "scambio" per scorrerie industriali italiane oltralpe, assai poco gradite laggiù. Il "quarto mercato europeo" viene così dato in gestione gratuita. A meno che i lavoratori, come hanno fatto molte altre volte con successo, non riescano a riaprire i giochi. Da soli, però. Dalla politica, è evidente, non arriverà un solo fiato a favore.

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Altolà della Marcegaglia <Moratoria su Malpensa> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-18 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Altolà della Marcegaglia "Moratoria su Malpensa" Epifani a Spinetta: no al prendere o lasciare La leader di Confindustria: i voli non vanno smantellati, si trovino altre compagnie interessate allo scalo ROMA - Confindustria e sindacati contro Air France- Klm. L'insolito fronte si è consolidato ieri, quando il presidente designato degli industriali, Emma Marcegaglia, è sceso in campo per respingere il piano dei francesi che "prevede una grossa riduzione dei voli" nello scalo varesino. "Così com'è questo piano - ha detto - dal primo aprile introdurrà un calo dei due terzi dei voli da Malpensa, fatto che penalizza non solo l'aeroporto lombardo ma tutto il Nord". Due le soluzioni possibili secondo la leader di Confindustria: una moratoria per Malpensa o trovare "altre compagnie che vogliano volare sullo scalo lombardo". Ma oggi è il giorno dei sindacati che alle 15 incontreranno il presidente di Air France- Klm, Jean-Cyril Spinetta, arrivato a Roma ieri sera. Su una cosa le nove sigle sono d'accordo: i francesi devono aprire una trattativa vera. "Prendere o lasciare non è la tattica migliore" ha avvertito il leader della Cgil, Guglielmo Epifani. E c'è persino chi, tra i sindacati, auspica l'ipotesi di un commissariamento ex legge Prodi. "Meglio un Bondi che uno Spinetta" è la battuta che circola e che fa riferimento al commissario che ha risanato la Parmalat. Proprio per questo ieri in Consiglio dei ministri l'amministratore di Alitalia, Maurizio Prato, si è affrettato a spiegare che l'amministrazione straordinaria non porterebbe, come qualcuno pensa, a una sospensione della vicenda in attesa del nuovo governo, che magari potrebbe riaprire la trattativa con AirOne. Ipotesi questa auspicata dalla Cisl di Raffaele Bonanni. La prima conseguenza sarebbe invece la sospensione di tutte le attività improduttive, a partire da tutti i voli di Malpensa, con conseguenze immediate sull'occupazione in termini di esuberi. Proprio oggi il governo stipulerà con la Sea l'accordo per garantire ai lavoratori di Malpensa gli ammortizzatori sociali concordati. Ma lo sguardo dei sindacati è volto altrove. Persino i piloti dell'Anpac, da sempre in linea con Air France, si trovano spiazzati dall'offerta presentata dai francesi: "Se non si rivedrà il capitolo del cargo - avvertono- sarà guerra". C'è agitazione anche tra i lavoratori di terra: ieri in una delle mense c'è stato un primo tentativo di manifestazione. E i francesi? Spinetta potrebbe aprire offrendo ai piloti maggiori chance sul cargo che, secondo il piano, dovrebbe essere smantellato nel 2010. Mentre con gli altri sindacati il nodo è Az Servizi. Si vedrà oggi se il presidente francese ha margini per trattare o se la crisi mondiale delle Borse ha ridotto gli spazi di movimento di una società quotata come Air France-Klm. Alla conquista Jean-Cyril Spinetta, ceo di Air France-Klm: oggi cerca il sì dei sindacati al piano per Alitalia; sotto, Emma Marcegaglia A. Bac.

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E Fiorello canta <Resta con noi> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-18 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE A Viva Radiodue E Fiorello canta "Resta con noi" ROMA - Un coro sulle note di Resta con noi: Fiorello e Marco Baldini hanno trattato a modo loro il tema della vendita di Alitalia nel corso della puntata di Viva Radiodue. I due showmen hanno intonato, con il pubblico dello studio, il celebre canto da chiesa con un testo scritto ad hoc: "Resta con noi Alitalia stasera/ resta con noi e non te ne andare/ Resta con noi non ci lasciar/ la Francia non deve comprar/ Chiedi di più non accettar/ la Gioconda ci devon ridar". "Purtroppo la vendono", ha poi commentato Fiorello. "Come si fa a vendere la compagnia di bandiera?". Poi ha aggiunto scherzando: "130 milioni sono i soldi contestati a Valentino Rossi per le tasse. Io a 120 l'avrei presa!".

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<Così addio Nord> Il gelo di Veltroni con il governo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-18 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Retroscena "Così addio Nord" Il gelo di Veltroni con il governo ROMA - Il conto di Alitalia è salatissimo e nessuno vuol pagarlo in campagna elettorale. Se potessero, Berlusconi e Veltroni lascerebbero a Prodi il compito di pagar dazio. Ma sarà impossibile per entrambi tenersi fuori dalla mischia, perché stavolta il capo del Pd non potrà prendere le distanze dalla decisione del governo di vendere la compagnia ad Air France, e perché il Cavaliere dovrà risolvere la "grana" della Sea sulla quale ha voce in capitolo. Così da ieri è iniziato un formidabile giro di scaricabarile, gioco nel quale il destino di Alitalia si è incrociato con i tatticismi dei due sfidanti, timorosi per le loro sorti nelle urne. Raccontano che al termine di un colloquio con il segretario della Cgil, Epifani, Veltroni fosse molto preoccupato per le "condizioni capestro" poste dalla società francese: il rischio del tracollo di Malpensa e il possibile taglio di 8000 posti di lavoro mettono a repentaglio l'immagine del Pd che ha appena offerto al Nord e lo espongono all'attacco della Sinistra Arcobaleno sul tema dell'occupazione. è forte l'irritazione del leader democratico verso Prodi, responsabile - a suo dire - di aver "lasciato la regia della trattativa a Padoa-Schioppa", come se la partita non avesse una "forte valenza politica" oltre che economica. Perciò ieri sera Veltroni ha mandato in avanscoperta Tonini, responsabile economico del partito, per invitare il governo a "tutelare il patrimonio professionale di Alitalia". Al leader democratico non potrà bastare il fatto che l'alleato Di Pietro sia sceso in campo a difesa di Malpensa. C'è un fianco che d'improvviso è rimasto scoperto nella sua rete: la "svolta" del presidente designato di Confindustria, Emma Marcegaglia, che si è detta favorevole a una moratoria per l'hub lombardo, tesi finora sostenuta solo dalla Lega e dal governatore della Lombardia, Formigoni. è il segno delle forti pressioni degli imprenditori locali. è il segno per Veltroni che la partita al Nord torna a complicarsi. Ma anche per Berlusconi la vendita di Alitalia non sarà un passaggio indolore. Fino a qualche tempo fa il Cavaliere era rimasto aperto alle due opzioni: quella francese e quella di Air One. Sono noti i suoi rapporti con Toto, intravisto a Palazzo Grazioli durante le trattative per le liste del Pdl. Ma da giorni quel progetto è tramontato. Ne è testimone anche Gasparri che ha "incontrato casualmente " l'ad di Banca Intesa, Passera, per strada a Roma: "Gli ho chiesto se Air One aveva ancora margini per acquistare Alitalia e lui ha allargato le braccia in modo eloquente". Rimasta solo Air France, Prodi ha spinto su Gianni Letta perché Berlusconi si esprimesse anzitempo sulla vendita della società ai transalpini. Ma ieri dal braccio destro del Cavaliere non è arrivata la risposta che il Professore si attendeva. è vero che Berlusconi non vuol trovarsi il dossier Alitalia sulla scrivania nel caso tornasse a Palazzo Chigi, però punta a lasciare la patata bollente all'attuale governo: "Non pensiate di avere il suo consenso ufficiale", è stato il messaggio consegnato da Gianni Letta, nonostante gli affidamenti dati in precedenza. Il punto è che il Cavaliere non vuole né può uscire così allo scoperto, per evitare di lasciare alla Lega la bandiera di Malpensa, "perché se dicessimo sì ad Air France - spiega l'azzurro Lupi - verremmo fatti a pezzi in Lombardia". L'altro motivo è che Berlusconi vuole evitare il putiferio dentro Forza Italia. In realtà Formigoni è già sul piede di guerra, inviperito con "Gianni", a cui il Cavaliere aveva affidato la mediazione. E sebbene ieri si trovasse in Israele, il governatore non ha mancato di fare arrivare le sue lamentele all'orecchio di "Silvio ": "Non avete visto che l'offerta di Air France è inaccettabile? Non avete visto cos'è successo in Borsa? Come hanno reagito i sindacati e Confindustria? Bisogna dire no alla proposta". Così nel quartier generale azzurro si fa strada la vecchia opzione: far saltare l'intesa con Air France e portare Alitalia in amministrazione straordinaria. "Magari si rilancia come Parmalat". Magari se Veltroni e Berlusconi dicessero qualcosa in campagna elettorale... 49,9 per cento. La quota del capitale Alitalia messa in vendita dal Tesoro Gianni Letta Francesco Verderami.

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Arriva il nuovo stop dalla Ue: no agli aiuti di Stato (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Alberto D'Argenzio Bruxelles Sull'Alitalia Bruxelles ha poche idee, ma assai chiare: niente "aiuti di stato" per l'aerolinea. Il divieto è ormai un ritornello, da anni la Commissione va infatti ripetendo all'Italia che la sua ex compagnia di bandiera deve uscire dalla crisi senza iniezioni da parte dello Stato, se non a condizioni di mercato. Il ritornello si ripete ora che si profila l'idea del prestito ponte di 300 milioni da parte del ministero del Tesoro nel quadro dei negoziati con Air France-Klm. "Alitalia - assicura Michele Cercone, portavoce del commissario ai trasporti Jacques Barrot - non può beneficiare di nuovi aiuti a condizioni diverse da quelle che seguirebbe un investitore privato". Quello che il governo dovrebbe fare è lavorare a stretto contatto con la Commissione in modo da mantenere la vendita dell'aerolinea all'interno delle regole comunitarie. Un parere più approfondito sull'operazione viene comunque rimandato a quando "arriverà il piano approvato, al momento non abbiamo nulla in mano". Ufficiosamente si respira però un certo fastidio per questa ipotesi del prestito-ponte. "Non è il piede giusto con cui iniziare - assicura un funzionario comunitario - ogni volta che si parla di interventi pubblici per Alitalia le altre compagnie partono in quarta. Ryanair già ci accusa di privilegiare le aerolinee nazionali....". Per questo Bruxelles si affretta a ripetere che il capitolo degli aiuti di stato è chiuso, da anni. In questa materia vige il principio del one time last time, una volta e basta. Il 15 luglio 1997 la Commissione autorizzava un intervento dello Stato per 2.750 miliardi delle vecchie lire, pari a 1.419 milioni di euro, da versare in tre tranche con l'obiettivo di ristrutturare la società e di rilanciarla con un piano di sviluppo tra il 1996 ed il 2000. Le cose andarono assai diversamente, tanto che pure gli aiuti vennero erogati solo in parte. Il 19 giugno 2002 Bruxelles ri-autorizzava il versamento dell'ultima tranche di 129 milioni di euro, rimasta in sospeso, e accettava anche un aumento di capitale di 1.432 milioni di euro. Con questa doppia operazione si chiude il capitolo degli aiuti di stato, ma non finiscono gli interventi a favore dell'aerolinea. Il 20 luglio 2004 la Commissione approva infatti un prestito-ponte dello Stato del valore di 400 milioni di euro da restituire entro 12 mesi e da abbinare ad un piano di riqualificazione o di liquidazione dell'impresa. L'aiuto viene "giustificato da gravi motivi sociali, perché - affermava Bruxelles - l'avvenire della compagnia minaccia direttamente 22.200 posti di lavoro e altri 8 mila occupati nell'indotto". Alitalia non venne liquidata e nemmeno ristrutturata. Oggi sono i francesi a farsi avanti, con un piano che prevede un nuovo intervento del Tesoro. E Bruxelles ripete, anzi, urla il suo ritornello: no agli aiuti di stato.

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Alitalia Le parti sociali (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-18 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Alitalia Le parti sociali Fiumicino: alla mensa prime proteste C'è agitazione tra i lavoratori di Alitalia per le trattative sulla vendita della compagnia. Ieri un primo tentativo di mobilitare la protesta è partito dai lavoratori di terra in una delle mense di Fiumicino.

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Scoglio Sea sulla vendita ad Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-18 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Scoglio Sea sulla vendita ad Air France Il governo: sì all'offerta, ma Malpensa deve ritirare la causa. La Ue: no agli aiuti di Stato Senza una soluzione entro il 31 marzo lo spettro del fallimento. Esaminata la possibilità di una polizza ROMA - Il Tesoro percorre l'"ultimo miglio" sulla strada della vendita di Alitalia e s'impegna ad aderire all'offerta di Air France-Klm. Oggi spetterà ai sindacati, che incontreranno i vertici del colosso franco- olandese, esprimersi. Ma c'è un altro nodo fondamentale da sciogliere entro il 31 marzo: il ritiro della causa da 1,25 miliardi promossa dalla Sea (società di gestione degli scali milanesi) contro Alitalia. Si tratta di una delle condizioni giudicate dai francesi imprescindibili per l'acquisto. Per questo ieri il premier Romano Prodi ha chiesto pubblicamente alla Sea di annullare la richiesta di danni. In caso contrario i francesi potrebbero ritirarsi. Nel Consiglio dei ministri informale, che ieri sera ha preso atto della decisione del ministro del Tesoro Tommaso Padoa-Schioppa, condivisa da Prodi, si è escluso che si possa ricorrere a un decreto legge che impegni il governo a indennizzare Air France-Klm nel caso in cui Alitalia soccomba. D'altra parte, ascoltando l'amministratore di Alitalia, Maurizio Prato, si è constatato che è tardi per stipulare una polizza contro il medesimo rischio. Di qui la mossa di Prodi che appare anche un modo per rinviare al fronte del Nord la responsabilità di un eventuale fallimento della compagnia che ieri in Borsa ha perso il 26,76%. Ma il centrodestra non raccoglie la provocazione. Il Carroccio, che ieri ha riunito il proprio stato maggiore, convocando il presidente della Sea, il leghista Giuseppe Bonomi, ha ribadito la sua contrarietà. "è una proposta offensiva " ha detto il capogruppo alla Camera, Roberto Maroni. Ma nel Pdl Gianfranco Fini non la pensa così, riscontrando "luci e ombre". Positivi sarebbero la permanenza del marchio e il modello di governance; negativi gli esuberi e gli scarsi investimenti. Anche nella maggioranza non c'è concordia. Il ministro Antonio Di Pietro ha confermato la preferenza per l'ipotesi di un fallimento di Alitalia piuttosto che l'accettazione di un'offerta che "uccide" Malpensa. L'ex pm ha disertato il Consiglio dei ministri così come altri colleghi, anche loro in disaccordo con Prodi: Fabio Mussi, Paolo Ferrero, Alessandro Bianchi, Alfonso Pecoraro Scanio. A favore dei francesi, invece, il responsabile economico del Pd, Giorgio Tonini, secondo cui "è necessario concludere l'accordo" salvaguardando i lavoratori. Tale divisione non ha impedito a Padoa-Schioppa di aderire all'offerta francese specificando che "gli impegni assunti non saranno vincolanti nel caso in cui uno o più soggetti lancino un'offerta pubblica concorrente migliorativa e il ministero accetti tale offerta". L'Ue intanto ammonisce: non saranno possibili altri aiuti di Stato. Antonella Baccaro.

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Ribassi a raffica. Cade Seat PG (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2008-03-18 num: - pag: 36 categoria: REDAZIONALE La Giornata in Borsa di Giacomo Ferrari Ribassi a raffica. Cade Seat PG Snam Rete Gas Grazie alla sua natura difensiva, è l'unico titolo in controtendenza dell'S&P-Mib (+0,23%) Il lunedì nero delle Borse, dovuto alla crisi delle banche Usa ma anche ai record di petrolio ed euro, non ha risparmiato Piazza Affari, dove l'indice S&P-Mib ha ceduto il 3,39% e il Mibtel il 3,52%. Oltre ad Alitalia, peggiore titolo in assoluto della giornata (-26,76%), nel paniere dei valori principali spicca un secondo ribasso a due cifre: è quello di Seat Pagine Gialle, pari all'11,33%, dovuto a una serie di cause, che vanno dall'indebitamento della società alle prospettive di una raccolta pubblicitaria in calo a causa del rallentamento dell'economia, fino all'effetto psicologico provocato dal crollo della concorrente inglese Yell alla Borsa di Londra. Tra i 45 titoli più capitalizzati, in ogni caso, c'è una sola variazione positiva: riguarda Snam Rete Gas (+0,23%), che ha beneficiato della sua natura di titolo difensivo. Ha limitato i danni Generali (-1,17%) grazie ai positivi risultati di bilancio diffusi in giornata. Fra i titoli minori bene Aeroporti Firenze (+3,75%) e Sole-24 ore (+0,85%) sorretti dai buoni consuntivi e dall'aumento dei dividendi. Tutte le blue-chips hanno registrato invece arretramenti e in qualche caso i ribassi sono stati particolarmente pesanti. Quelli di Impregilo e dell'Espresso, per esempio, hanno superato i sette punti percentuali (rispettivamente -7,71% e -7,63%). Del 6,40% è scesa invece Autogrill, nonostante il "buy" emesso in mattinata da Dresdner Kleinwort. Flessioni superiori ai cinque punti, inoltre, per Bulgari (-5,05%), Fastweb (-5,47%), Luxottica (-5,39%), Mediobanca (-5,65%), Saipem (-5,79%), Telecom Italia (-5,46%) e Tenaris (-5,52%).

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È brevissimo, 150 righe , mostra quattro fogli Rutelli, orgoglioso di tanta (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di CLAUDIO MARINCOLA "È brevissimo, 150 righe", mostra quattro fogli Rutelli, orgoglioso di tanta sintesi. È il programma di governo della sua coalizione, l'abstract di un documento di 52 pagine sottoposte ad un lungo processo di certificazione politica. "È stata sottoscritto da tutte le liste e dai candidati presidenti dei Municipi che mi sostengono", precisa l'ex sindaco. Per il quale "breve", vuol dire innazitutto "accessibile al grande pubblico", l'esatto contrario di quello che fu, per intenderci, il "programmone di Prodi", 270 pagine fitte fitte che fecero scuola. Nel senso che di quell'esperienza ha fatto tesoro il centrosinistra romano per dotarsi di forbici e tagliare il tagliabile. Chi vorrà approfondire troverà "nei prossimi giorni su Internet oltre cento cartelle di merito". Dentro le 150 righe c'è un'idea di città "umana, moderna e orgogliosa", dice Rutelli nella sede del suo comitato. Occorre aprire "una nuova stagione di cambiamento" in cui continuità e discontinuità convivono sotto lo stesso tetto. Perciò "riorganizzazione della macchina capitolina", ma anche "attuazione del Piano regolatore" e una "nuova politica della casa". Con la stessa idea veltroniana .di una Roma "essa stessa messaggio di pace": "Ricercheremo una larga partecipazione, il coinvolgimento della società civile e delle realtà associative perché possano essere informati e partecipi dei processi decisionali". Se eletto sindaco continuerà a fare quello che fa adesso da candidato, "andare nei quartieri, sui mezzi pubblici, nei mercati per ascoltare i cittadini e prendere nota delle loro richieste". Roma dovrà essere "una delle città più tecnologiche ed ecologiche del mondo", con particolare riferimento alla "infomobilità" e alla "Sala sistema", mentre Fiumucino "sarà hub dell'Alitalia". Cura, pulizia e manutenzione della città "saranno la mia ossessione quotidiana", garantisce il candidato del centrosinistra. "Metterò in gioco tutta la mia capacità organizzativa, credo di averlo dimostrato durante i 400 giorni del Giubileo, una sfida che non aveva precedenti e che abbiamo vinto. Quindici linee comuni con la Provincia in accordo con Zingaretti per anticipare "la riforma della città metropolitana", politiche ambientali, rilancio dell'agricoltura con al realizzazione di "fattorie commerciali". C'è poi il progetto delle Centoscuole, ovvero l'apertura durante tutta la giornata di complessi scolastici destinati a diventare centro di socialità. E i temi "caldi"?. "Una delle priorità sarà lo sgombero di Casilino 900, impediremo qualsiasi insediamento abusivo, trattando con rigore i crimini e con rispetto i diritti umani", chiarisce Rutelli. In quanto all'Ici, "i romani anche grazie al mio personale impegno di parlamentare risparmieranno 70 milioni di euro". Infine i rifiuti, tema spinoso, sul quale è stato raggiunto un faticoso accordo con la Sinistra arcobaleno: "Col contributo dei cittadini porteremo la raccolta differenziata al 35/% e chiuderemo il ciclo con il pieno utilizzo delle tecnologie di valorizzazione più moderne e avanzate".

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Fiumicino, 3 mila posti a rischio (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-03-18 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Dossier sulla salute a Ciampino: "Livelli di rumore preoccupanti di giorno e di notte" Fiumicino, 3 mila posti a rischio Dipendenti e indotto, l'allarme dei sindacati sullo scalo Oggi il piano di Air France per acquisire Alitalia sarà illustrato ai sindacati. Ma l'allarme è già scattato. A Fiumicino i posti di lavoro a rischio, fra i dipendenti della compagnia e quelli delle aziende dell'indotto, sono 3mila subito. E altri 3mila rischiano di scomparire dopo il 2010. Le stime sono della Cgil di Roma e del Lazio: "Le indiscrezioni trapelate sui giornali purtroppo sembrano confermate, la situazione è drammatica, il settore più a rischio è quello delle manutenzioni", dice Mario Guerci, segretario regionale della Filt. E intanto torna l'emergenza inquinamento acustico a Ciampino: secondo i nuovi rilevamenti di Cristal, il rumore è sempre oltre i limiti di legge. Anche l'Asl locale ha avviato accertamenti. ALLE PAGINE 2 E 3 Foschi, Fulloni e Garrone.

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Sos Fiumicino, a rischio tremila posti di lavoro (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-03-18 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Sos Fiumicino, a rischio tremila posti di lavoro Tremano non solo i dipendenti della compagnia di bandiera In 700 verso il prepensionamento. Cgil: situazione drammatica Allarme dei sindacati: "Il piano Air France mette a rischio 3 mila lavoratori Alitalia e dell'indotto" Sos Fiumicino. L'operazione Air France-Alitalia rischia di bruciare almeno 3 mila posti di lavoro. Tremano i dipendenti della compagnia di base all'aeroporto Leonardo da Vinci, ma anche quelli delle centinaia di aziende dell'indotto. E altri 3 mila posti rischiano poi di scomparire dopo il 2010. è l'allarme lanciato dalla Cgil, sulla base delle anticipazioni trapelate attraversoi giornali. Oggi il piano elaborato da Parigi sarà illustrato ufficialmente ai sindacati. "Ma le indicazioni che arrivano sono tutt'altro che rassicuranti ", dice Mario Guerci, segretario della Filt-Cgil di Roma e del Lazio. Oltre 16 mila persone, distribuite fra le varie società del gruppo, lavorano per Alitalia a Fiumicino e nella sede alla Magliana: 11 mila fanno capo della attività di violo (Fly), gli altri nei servizi di terra come le manutenzioni (Service) o lo smistamento baggagli (Airport). "Alitalia è dotata di un centro manutenzioni fra i migliori al mondo, ancora in questi giorni importanti compagnie stranieri hanno chiesto operazioni di manutenzioni per i propri aeromobili, ma la società ha detto no. è assurdo perché queste commesse da sole permetterebero due o tre anni di vita. Air France invece non sembra intenzionata a mantenere questo centro", dice Mario Guerci, "è assurdo: non si chiede di investire, di mettere altri soldi nelle officine dove lavorano quasi tremila persone: solo di non smantellarle ". Il rischio è di un taglio secco, in questo ramo di azienda, di almeno 1000 lavoratori. Altri 500 esuberi sarebbero stati individuati nelle attività di volo e di supporto. Poi c'è il capitolo bagagli. Da quanto trapelato, Air France intende garantire il lavoro ad Alitalia Airport per due o tre anni: poi la società di handling dovrebbe offrire il proprio servizio ad altri vettori. Insomma, o troverà i clienti sul mercato, oppure scatterà la chiusura (altri 2-3000 posti). Senza considerare che dal 2010 - secondo la compagnia francese - dovrà cessare le attività Alitalia Cargo, che si occupa del trasporto merci: qualche altro centinaio di posti che rischia di sparire. E a questi si aggiungono gli addetti dell'indotto: se viene ridimensionata l'operatività dei vari rami di Alitalia, le società fornitrici di beni e servizi perderanno commesse. Altri posti, 1000-1500 secondo il sindacato, che andranno a farsi benedire. "è una situazione drammatica - dice Mario Guerci - , purtroppo da anni si è parlato a vuoto della compagnia senza fare nulla. E adesso arrivano i tagli. Noi crediamo che sia invece possibilie mantenere l'occupazione. Partendo dalle attività che funzionano e possono auto- finanziarsi come i servizi di manutenzione". Oltre tremila persone rischiano dunque il posto subito, "ma solo 600-700 hanno un età tale da poter usufruire di prepensionamenti e altre agevolazioni per non restare a piedi - aggiunge Guerci -, gli altri sono lavoratori lontani dalla pensione". E finiranno nelle liste di disoccupazione. "è indispensabile le istituzioni e la politica assumano appieno la consapevolezza della drammaticità della vertenza ", è il commento di Walter Schiavella, segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio. Paolo Foschi.

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-03-18 num: - pag: 3 categoria: AL... (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-03-18 num: - pag: 3 categoria: ALTRI OGGETTI mila persone "che non hanno alcuna idea di che fine faranno. Tutto ruota attorno ai “si dice” e ai “sembra che”. Ma l'unica certezza è che nessuno ha ricevuto rassicurazioni sul suo destino". Tra i facchini "circa in 400, stando a quanto trapelato, potrebbero essere addirittura richiamati - sostiene il sindacalista - in Az Fly (la società direttamente rilevata da Air France, ndr) mentre per la maggioranza degli altri si profila l'assorbimento, senza alcuna certezza, in Fintecna", la finanziaria di Stato che dovrebbe assorbire quel che resterà di Az Service. "La vendita ad Air France - prosegue Caprasecca - è una scelta obbligata. Ci hanno detto: “O questo, o il fallimento”. Abbiamo dovuto inghiottire tutto. Non credo ci fosse spazio per altre opzioni". La preoccupazione dei dipendenti Alitalia si tocca con mano ovunque. Tra hangar, uffici, corridoi, mense aziendali. Anche al varco equipaggi dell'aeroporto, dove ieri hostess e steward Sdl (Sindacato dei lavoratori) hanno distribuito volantini chiedendo al governo di "fare chiarezza sulle cifre degli esuberi". E al bar del "quartier generale" della Magliana verso le tredici c'è stata una prima "assemblea spontanea" che poi si è trasferita all'esterno dell'edificio, sul piazzale che sovrasta il Raccordo anulare. Iniziative che nei prossimi giorni si ripeteranno in forma più pesante. Oggi si inizia con uno sciopero ad oltranza annunciato dai Comitato unitari di base. Altri presidi saranno convocati dai sindacati autonomi. Per tutti, il nodo è della salvaguardia del posto di lavoro. "Non credo che si ci sia la consapevolezza che siamo davanti a un bagno di sangue ", osserva Antonio Amoroso, leader del Cub rappresentativo soprattutto negli uffici. "Sembra che Air France sia venuta qui a fare la spesa. Si porterà a Parigi solo quel che è redditizio, senza che nessuno abbia sollevato il problema delle garanzie per chi lavora. Si parla degli esuberi ufficiali - prosegue il sindacalista attorno ai 1600 in Az Fly, con scivoli per il personale anziano. Ma non si sa nulla dell'indotto. Non sono chiari gli effetti del ridimensionamento dell'area cargo, decisiva per l'economia romana. Le conseguenza saranno quelle di allontanamenti dal lavoro silenziosi, di cui poco si saprà". Sono quelli che mettono in ansia Micaela Pedrocchi, "11 anni di lavoro come precaria al call center Alitalia. Un'occupazione – dice la dipendente, iscritta al Cub – che solo ora è diventata a tempo indeterminato. Ma il servizio, che è di Alitalia Service, ad Air France non interessa. Verremo ceduti. Siamo in 300, quasi tutte donne tra cui 100 precarie, uno stipendio mensile attorno ai 700 euro. E ora senza certezze per il futuro". Alessandro Fulloni.

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<Non c'è consapevolezza sarà un bagno di sangue> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-03-18 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Timori in pista Preoccupazioni tra i lavoratori dei servizi "Non c'è consapevolezza sarà un bagno di sangue" E oggi i Cub cominciano uno sciopero a oltranza Pare che il breve dialogo si ripeta regolarmente da qualche giorno, ogni volta che un aereo Air France atterra al Leonardo da Vinci. La hostess transalpina che apre lo sportello per l'uscita passeggeri saluta sorridente il rampista Alitalia con il consueto "comment Ça va". La risposta è sempre la stessa, imbronciata in francese: "Très mal", molto male. Lo racconta Salvatore Caprasecca, dipendente di Az Service (la società che si occupa dei servizi a terra) e segretario del Sanga, un sindacato che a Fiumicino raccoglie soprattutto le adesioni degli addetti in pista, al carico dei bagagli e allo spostamento dei "finger" per l'imbarco. In tutto 3.

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Casini: finita per sempre la stagione del Cavaliere (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-18 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Su "Vanity Fair" Casini: finita per sempre la stagione del Cavaliere MILANO - "Vincerà le elezioni, ma è chiaro che la sua stagione è finita per sempre". Pier Ferdinando Casini, intervistato da Vanity Fair, spiega che in fondo deve dire grazie a Berlusconi: "Da tempo provavo disagio a replicare una commedia di cui non ero convinto". La rottura è stata un sollievo e ora Casini si prepara a fare un'opposizione "sul modello di quella del Pri di Ugo La Malfa". In una conferenza stampa, ieri, ha spiegato che "sull'Alitalia, Pdl e Pd hanno le idee confuse, mentre noi siamo con chiarezza per il mercato". Il leader dell'Udc ha anche denunciato "lo svuotamento della par condicio e lo sfacciato favoritismo di cui godono Veltroni e Berlusconi". Quando al quarto figlio in arrivo, che sarà maschio dopo tre femmine, Casini ha spiegato a Vanity Fair di sentirsi "un po' fragile perché ho già 52 anni". La figlia diciottenne, dice, "voterà per me". "La seconda - quella fidanzata con "un ragazzo di sinistra" - per fortuna, non vota: così non rischio delusioni". Udc Pier Ferdinando Casini.

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Rutelli: il campo rom Casilino 900 va sgomberato (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-03-18 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Pd Presentato il programma: cinque pagine, centocinquanta righe. Polemica con Rifondazione sugli inceneritori Rutelli: il campo rom Casilino 900 va sgomberato Il candidato del centrosinistra: "Roma sarà inflessibile con chi commette reati" Fine del Casilino 900. Il campo nomadi più grande di Roma, con 600 abitanti "ufficiali", se Rutelli sarà sindaco "sarà sgomberato". Lo ha lui stesso, Francesco Rutelli, parlando del capitolo nomadi del suo programma. Un programma che unisce dalla Sinistra arcobaleno al Pd, ed è di cinque pagine, centocinquanta righe. Sul Casilino 900: "Si tratta di pretendere un rispetto costante della legalità. Non sarò disattento, non farò finta di non vedere nulla dove c'è azione criminale. Sia chiaro: va impedito qualunque insediamento abusivo". Rutelli, dunque, lancia un messaggio che va al di là dei nomadi e che riprende il concetto già espresso dal Pd: la sicurezza né di destra né di sinistra. "Roma è una città che tratta con estremo rigore i crimini e con estremo rigore i diritti umani". Dice, Rutelli, che i bambini devono essere mandati a scuola e "trattati in modo umano, non devono essere sfruttati e vanno tolti dalla strada. Saremo inflessibili nei confronti di chi non rispetta le regole". Certo, c'è stato l'ingresso della Romania in Europa "con molte migliaia di persone senza alloggio, ma con cittadinanza europea, che non si possono espellere". Ha accennato al decreto legislativo varato dal governo "in base al quale e i cittadini stranieri che ricadono nelle fattispecie di pericolosità vengono allontanati e se rientrano illegalmente rischiano fino a 10 anni di carcere". Vogliamo "realizzare 10.000 case popolari, 10.000 case in affitto agevolato e 6.000 alloggi per studenti". E ancora: "Vogliamo difendere il commercio con la difesa dei centri commerciali naturali, cioè le strade con i loro negozi". Annuncia, Rutelli, la creazione di "nuovi ottomila posti negli asili nido". C'è anche la decisione di "piantare 100 mila alberi l'anno, per arrivare a 500 mila in 5 anni". Lo scalo di Fiumicino "sarà l'hub di Alitalia che torna a crescere e alimenta un turismo sempre più forte". Ancora: "Vogliamo motivare e rendere protagonisti i dipendenti del Comune. Vogliamo rendere più efficiente la rete dei servizi alle persone". Poi energia solare, metropolitane, nuovo patto con le Ferrovie. Polemica Rifondazione, Sentinelli manda una frecciata a Rutelli che aveva parlato di inceneritori: "Mi sembra ci sia stato un equivoco sull'interpretazione del programma che non parla per nulla di incerimento dei rifiuti" Al. Cap.

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Dubbi Sindacati e veltroni frenano (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Dubbi Sindacati e veltroni frenano Tps vende Alitalia, Di Pietro fa il leghista Dopo un'analisi dell'offerta di Air France-Klm con il ministro dell'Economia, Padoa-Schioppa, il responsabile dei Trasporti, Bianchi, e un approfondimento con l'amministratore delegato di Alitalia, Prato, Romano Prodi ha deciso ieri pomeriggio di convocare un consiglio dei ministri alle 19. Obiettivo della riunione: consentire a Padoa-Schioppa, nella veste di azionista di controllo dell'ex compagnia di bandiera, di illustrare la proposta ai colleghi di governo. Al termine della riunione, un comunicato ha quindi reso noto il via libera del governo all'offerta franco-olandese. Già alla vigilia dell'incontro da Palazzo Chigi facevano sapere che l'orientamento del presidente del Consiglio uscente era quello, tout court , di chiudere la partita. Il ragionamento del Prof, raccontavano, è lineare: la nuova offerta dei francesi, pur peggiorativa rispetto a dicembre, batte ancora dieci a uno la controproposta di Air One. E il piano industriale è accettabile. Anche se è evidente che la proposta sconta il sacrificio di Malpensa, è altrettanto chiaro che alternative non ce ne sono. Alitalia è a un passo dal commissariamento e ora si tratta di decidere soltanto se farla fallire o no. E il governo uscente vuole evitare a tutti i costi la prima ipotesi. Ma proprio la logica di ultima istanza non piace invece al Pd. La denuncia dei sindacati di una trattativa "con le spalle al muro", senza negoziato, non ha lasciato insensibile in primo luogo Walter Veltroni. Che ieri ha preferito puntare il dito contro le divisioni del centrodestra sull'eterno dossier Alitalia, senza intervenire nel merito. Ma che sa bene che la giornata cruciale per il destino della compagnia guidata da Prato è oggi. Tanto più dopo l'archiviazione del caso da parte di Prodi. Il cerino ora passa di mano ai sindacati: alle tre è convocato l'incontro con i vertici di Air France e Alitalia. E dai rumors della vigilia non è escluso che le nove sigle riunite al tavolo con i vertici delle due compagnie possano addirittura bocciare la proposta di Spinetta. I sindacati vogliono uscire dall'angolo e avere ancora un margine di trattativa. Sono consapevoli che il risultato finale non cambia, che l'approdo in Air France è inevitabile, ma non vogliono farlo senza trattare su alcuni aspetti come gli esuberi. Il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, lo ha detto ieri a chiare lettere: senza negoziato "ci saranno delle valutazioni e le relative conseguenze. Non ho chiesto tempo ma margini per una trattativa. Se questi non ci fossero, ne trarremo le valutazioni e le conseguenze". 3 18/03/2008.

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ROMA - Prodi scende in campo. Entro fine marzo deve liberare Alitalia dalla grana del contenzioso co (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

N la Sea, se vuole davvero chiudere il contratto con Air France. I francesi lo hanno detto a chiare lettere. Ma cancellare un rischio di risarcimento da un miliardo e 250 milioni non è cosa facile. Anche se la mossa della Sea contro i tagli a Malpensa è considerata un'azione "temeraria". E anche se gli stessi avvocati di Alitalia considerano "pretestuose" le rivendicazioni di Giuseppe Bonomi sulla base del contratto del 2002, Parigi non ha intenzione di imbarcare con Alitalia un rischio di questa portata. E allora a Prodi non resta che giocare tutte le carte a sua disposizione per disinnescare la mina Sea. Una mossa l'ha già fatta. Ha chiesto alla Sea di ritirare la richiesta di indennizzo. Ma su questo l'esito è tutt'altro che scontato. Un'alternativa è arrivare a una transazione del giudizio. Purchè avvenga "a condizioni soddisfacenti", per Air France, ha fatto mettere a verbale Parigi nel contratto. Ma c'è anche un'altra via che il Tesoro e Palazzo Chigi stanno già esaminando: una malleveria (una lettera di garanzia) a favore di Alitalia che la renda indenne dal rischio del contenzioso Sea. Questa, però, è davvero l'ultima spiaggia per Prodi. Una malleveria di questo tipo può essere suggellata solo da un decreto del governo. E non a caso, anche di questo si è discusso ieri nel corso del Consiglio dei ministri. Ci sono tuttavia ancora molti dettagli all'esame dei legali su questo fronte. Perchè non è facile far passare un passo del genere senza il rischio di una bocciatura della Commissione Ue, pronta a rispedire al mittente gli aiuti di Stato. A meno che il Tesoro non riesca ad presentare la soluzione della malleveria, come uno strumento inserito "nella prassi dei mercati". In ogni caso, se dovesse risultare che la strada del decreto è l'unica percorribile per Prodi, il premier non potrà fare a meno della sponda di Silvio Berlusconi. Già, perchè il nuovo governo avrebbe l'onere di convertire in legge l'eventuale decreto prima del lancio dell'Offerta pubblica di scambio di Air France, quindi entro giugno. E dunque il leader del Pdl potrebbe trovarsi a convertire un decreto senza l'appoggio della Lega. Nel frattempo, la Sea, non sembra disposta a fare un passo indietro. Il ritiro della causa "non è all'ordine del giorno", ha detto ieri il presidente della Sea, Giuseppe Bonomi, uscendo dalla sede della Lega. R.Amo.

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Sì, l'operazione tra Alitalia e Air France deve concludersi entro la fine di marzo. Per qu (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Ella data devono arrivare l'ok del governo italiano, quello dei sindacati, il via libera al prestito ponte del Tesoro, la manleva sul contenzioso della Sea, le garanzie sui diritti di volo e sullo sviluppo di Fiumicino da parte di Adr.

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Alitalia farà parte di un gruppo guidato dal primo vettore mondiale e nelle intenzioni dei fran (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Cesi avrà la leadership in Italia. Fiumicino verrà rafforzato e sarà l'hub di riferimento. Nuovi aerei per la flotta in arrivo dal 2011.

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Alitalia, disco verde del governo ad Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Prodi: Sea ritiri la richiesta d'indennizzo. I sindacati: è il giorno della verità, trattativa vera o rottura.

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Segue alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Segue alitalia "Abbiamo le spalle larghe - ha proseguito Epifani - sia per sostenere un accordo che per dire che non ci sono le condizioni". La durissima dichiarazione di metà giornata di Antonio Di Pietro, che ha tuonato contro una soluzione che "umilia" Malpensa e che è un danno per il paese, non va letta, in questo senso, come l'ennesima sortita incontrollata, fuori linea rispetto alla posizione ufficiale del Pd. È vero, Veltroni è stato il primo, nei mesi scorsi a pronunciarsi nettamente per la soluzione Air France. Ma proprio la consapevolezza, a Parigi, che la privatizzazione cade in un vuoto di governo e che né Berlusconi, né il candidato premier Pd se la vogliono trovare fra le mani, con il nuovo governo, deve aver ispirato la pesante revisione in peggio dell'ultimissima offerta Air France-Klm, da parte dei suoi vertici. Veltroni si è riposizionato dunque su una linea più morbida, di ascolto del sindacato. In questo senso vanno considerate le dichiarazioni di due esponenti di picco del Pd, il ministro degli Esteri D'Alema e la responsabile per le Pari opportunità, Pollastrini. "Il tempo è tiranno", ha commentato la ministra, "ma resto convinta che la valutazione debba essere approfondita". Più chiaro ancora il vicepresidente del Consiglio, che ha affermato che "i sindacati faranno le loro valutazioni: ascolteremo con grande interesse e rispetto. D'altronde - ha aggiunto - l'offerta di Air France è condizionata all'accoglimento da parte dei sindacati. Evidentemente neppure Air France vuole il conflitto con i lavoratori". E la sede per riaprire la discussione sul destino di Alitalia, dopo l'incontro con i sindacati di oggi, potrebbe essere il Cdm convocato per domani. Ma soprattutto, è eloquente il recente silenzio del probabile prossimo presidente del Consiglio Berlusconi, su questo dossier. Sopo una serie di dichiarazioni a favore della "soluzione italiana", volte soprattutto a tutelare Malpensa, cioè a presidiare il nord, ha aperto alla possibilità di separare i destini dell'hub milanese da quelli di Alitalia. Ed è plausibile che il Cav, alla prospettiva di ereditare il fallimento della ex compagnia di bandiera con tutte le conseguenze del caso (paese bloccato dagli scioperi e sindacati in piazza), stia facendo un tifo sfegatato per Romano Prodi, in queste ore. Tonia Mastrobuoni 18/03/2008.

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ROMA - L'attuale piano di Alitalia, così com'è, prevede una grossa riduzione dei vol (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

ROMA - "L'attuale piano di Alitalia, così com'è, prevede una grossa riduzione dei voli per Malpensa che richiederebbe o una moratoria o un'alternativa che lasci spazio allo scalo lombardo per ritrovare altre compagnie che vogliano volare da lì". E' questa l'opinione di Emma Marcegaglia, presidente designata di Confindustria, sulla questione di Malpensa. "Così com'è, questo piano - ha aggiunto - dal primo aprile introdurrà un calo dei due terzi dei voli da Malpensa, fatto che penalizza non solo l'aeroporto lombardo ma tutto il Nord". Marcegaglia ha quindi ribadito che "è importante che non si vada ad uno smantellamento dei voli del Nord da Malpensa". "Questo perchè - ha concluso - sarebbe molto pesante per il Nord Italia". La proposta di Marcegaglia non poteva non trovare d'accordo la Lega. "Apprezzo le sue dichiarazioni. Il governo non può non tenerne conto", afferma Roberto Maroni.

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Il marchio, il logo e la livrea tricolore di Alitalia resteranno così come sono. Stesso discors (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

O per i diritti di volo verso i Paesi di altri Continenti. Alitalia sarà anche una entità autonoma all'interno del gruppo Air France-Klm.

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ROMA - O si vende o si fallisce e Berlusconi lo sa bene, visto che il disas (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di MARCO CONTI ROMA - "O si vende o si fallisce e Berlusconi lo sa bene, visto che il disastro Alitalia non è dell'ultimo anno". Emma Bonino, ministro delle politiche Comunitarie, ieri sera ha lasciato palazzo Chigi con in mano gli appunti presi durante l'informativa del collega e ministro Padoa-Schioppa. La drammatica situazione della Compagnia di bandiera sta in due cifre: quasi due milioni di euro al giorno di perdite e 4,3 miliardi di euro versati dai contribuenti negli ultimi quindici anni nei vari e falliti tentativi di rilancio. La decisione di aderire o meno all'offerta di Air France spettava solo al Tesoro, ma ieri sera, durante il consiglio dei ministri, Padoa Schioppa ha incassato la solidarietà dei colleghi Amato, Bersani e Bonino oltre a quella più ovvia di Prodi. Ora, dopo il via libera del governo all'intesa con Air France, la patata bollente rischia di passare nelle mani di Silvio Berlusconi, oltre che dei sindacati. La svolta è avvenuta ieri pomeriggio quando l'agenzia Radiocor ha battuto la notizia della lettera con la quale Prodi chiede a "Sea" di ritirare la richiesta di indennizzo da 1,250 miliardi all'Alitalia come risarcimento per i danni subiti con l'abbandono di Malpensa. La proposta di Air France su questo punto parla chiaro e nelle condizioni dell'offerta i vertici della compagnia transalpina hanno scritto che non intendono assumersi i costi del contenzioso, lasciando al ministero dell'Economia il compito di trovare una soluzione. Per Prodi l'unica soluzione passa però per il ritiro della richiesta di danni che il presidente della Sea Giuseppe Bonomi, uomo molto vicino alla Lega, dovrebbe fare spianando la strada all'intesa. Il tentativo rinviare la decisione a dopo il voto che l'azzurro Mario Lupi ha proposto anche ieri, rischia quindi di infrangersi nella fretta di Air France e nella volontà di Prodi di lasciare a Berlusconi il compito di convincere la Lega - e quindi i vertici della Sea - a fare il passo indietro. Anche in questi giorni i più stretti collaboratori di Berlusconi hanno assicurato palazzo Chigi sul via libera del centrodestra all'operazione Air France. Le telefonate non sono mancate anche nel fine settimana. Il rischio di trovarsi, in caso di vittoria elettorale, subito dopo il voto alle prese con un'azienda da ricapitalizzare e con il "no" di Bruxelles a nuovi aiuti di stato, atterrisce sia Berlusconi che Tremonti. Resta però per il Cavaliere il nodo rappresentato dal "no" della Lega che non intende cedere temendo gli effetti anche elettorali di un ridimensionamento di Malpensa. Ieri sera un tentativo di mediazione ha provato a farlo Gianfranco Fini accennando alla necessità di distinguere il destino di Alitalia da quello di Malpensa, ma il problema non è ancora risolto. In attesa di vedere quale sarà la reazione del sindacato che oggi incontrerà i vertici di Alitalia e Air France, Berlusconi lavora ad una sua proposta per rilanciare Malpensa, come hub internazionale per low-cost.

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ROMA Air France-Alitalia, c'è l'Ok. Ieri sera, poco dopo le 21, è arriv (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di LUCIANO COSTANTINI ROMA Air France-Alitalia, c'è l'Ok. Ieri sera, poco dopo le 21, è arrivato il via libera del governo dopo una puntuale relazione del ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, sull'offerta pervenuta dall'aviolinea transalpina. Relazione "condivisa" da Romano Prodi. Ora il Tesoro invierà ad Alitalia i termini dell'impegno ad aderire alle previste offerte pubbliche di scambio (le azioni) e di acquisto (per le obbligazioni) da parte di Air France-Klm per la totalità dei titoli detenuti dal ministero stesso. Nella lettera viene precisato che "gli impegni assunti non saranno vincolanti nel caso in cui uno o più soggetti lancino un'offerta pubblica concorrente migliorativa e il ministero non accetti tale offerta. Ciò al fine di tutelare i principi di trasparenza e non discriminazione previsti dalla normativa sulle privatizzazioni e in linea con la disciplina delle offerte pubbliche". Soddisfazione è stata espressa da Air France-Klm. In una nota il gruppo franco-olandese "si felicita che il governo dia il proprio sostegno alla transazione". Il premier, qualche ora prima dell'inizio del Consiglio dei ministri aveva chiesto "in modo fermo" alla Sea di ritirare la richiesta di indennizzo di 1,250 miliardi come risarcimento danni per i danni subiti con l'abbandono di Malpensa. Era ed è una delle condizioni poste da Air France nell'offerta per Alitalia. Nel progetto francese Gianfranco Fini, intervistato dal "Tg 5", vede "luci ed ombre": "E' positivo il fatto che i francesi abbiano garantito che rimane il marchio tricolore e che abbia riconosciuto ai consiglieri del nuovo cda il diritto di veto; è negativo che preveda molti esuberi e non sufficienti investimenti per il rilancio. E comunque il caso Malpensa va separato dal piano". Partita terminata? Non esattamente, perchè ora i francesi devono chiudere il cerchio con le organizzazioni sindacali. Oggi pomeriggio al quartier generale della Magliana Jean Cyril Spinetta, Maurizio Prato, Gianfranco Dettori, rispettivi top manager di Air France, Alitalia e Fintecna apriranno il confronto con i rappresentanti del personale per ottenere quel "via libera" che Parigi ritiene indispensabile per concludere l'acquisto della nostra ex compagnia di bandiera. Una condizione che vale quasi come una clausola inderogabile al perfezionamento dell'operazione. "Sì, sarà il giorno della verità - ha ammesso Guglielmo Epifani - perchè saremo messi nella condizione di avere gli elementi per esprimere un giudizio. Certo il prendere o lasciare non è mai la tattica migliore per il sindacato". Il leader della Cgil comunque è assai critico sul metodo con cui è stata condotta l'intera operazione (ristrutturazione, cessione e vendita) senza che il sindacato sia stato mai consultato. "Ma noi abbiamo le spalle larghe sia per sostenere un accordo sia per dire che non ci sono le condizioni. Abbiamo forza per assumerci una responsabilità chiara di un sì o un no con tutte le conseguenze che queste soluzioni comportano". Come dire che il sindacato non si sottrarrà alle proprie responsabilità istituzionali. Tra esse il diritto a promuovere una mobilitazione che giunga sino allo sciopero. Anche se il numero di corso d'Italia non ha mai pronunciato questa parola. Semmai ha espresso la speranza "che ci sia un margine nella trattativa perchè è difficile partecipare a un lodo mai chiesto". Il sindacato potrebbe magari accettare, più in generale, il piano Air France e gli esuberi in Alitalia Fly che potrebbero essere ammortizzati attingendo ai 150 milioni previsti in finanziaria, ma temono per il futuro dei 4.500 dipendenti di Az-servizi che finirebbero in Fintecna e dunque fuori del "perimetro" Alitalia. Avverte il numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni: "O si apre una trattativa vera sugli esuberi, o sarà rottura".

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Segue dalla prima conversazione con Fausto Bertinotti (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Segue dalla prima conversazione con Fausto Bertinotti "Non è ammissibile svendere Alitalia per quattro soldi" Ma il punto, primogeniture a parte, è che il leader comunista non concorda sulla ricetta tremontiana: "Oggi Tremonti fa colpo con le sue teorie ed evita l'errore banale di attribuire all'Italia la missione protezionistica. Investe del compito l'Europa. Ma che succederebbe se l'Europa lo facesse davvero? Si aprirebbe una guerra commerciale col fronte cino-indiano. E come risponderebbe il sud America, che è già giustamente sul piede di guerra per le nostre politiche agricole protezionistiche?". Bertinotti rifiuta l'idea che la tutela dell'operaio italiano dall'invasione di merci prodotte dall'operaio cinese a basso salario sia nei dazi. "Innanzitutto, segnalo che settori italiani non di nicchia come il tessile o il meccanico, che secondo certe tesi di qualche anno fa dovevano esser travolti dall'est, sono vivi e vegeti. Sui rapporti tra l'operaio cinese e quello europeo serve invece una riprogettazione. Serve la ripresa di un discorso internazionale, che provi a ritessere le fila di una ricostruzione della compagine dei lavoratori, partendo dalla questione della clausola sociale: la tracciabilità delle merci è il futuro del mondo. Le merci devono circolare liberamente, ma devono incorporare diritti minimi che ne giustifichino la circolazione. Nessuno può esser così idiota da pensare che debbano esserci livellamenti salariali impossibili, ma non è accettabile che una merce provenga da un contesto dove non è ammesso per esempio il diritto di sciopero. Questa è la questione da aprire su scala mondiale, non i dazi". Casomai, Bertinotti dà ragione a Tremonti sull'esigenza di una nuova Bretton Woods per la stabilità monetaria: "Proposta ragionevole, che non bisogna lasciare a esponenti della destra, anche perché conosco dieci economisti radicali che il discorso di Tremonti lo fanno da anni. Inascoltati". Se il programma della sinistra radicale non trova consensi, però, non può essere sempre colpa della sordità altrui. "E infatti noi abbiamo il dovere di chiederci perché non sempre siamo riusciti a costruire una massa critica sulle nostre idee e ci manca ancora, qui parlo soprattutto della sinistra italiana, un programma fondamentale. La riposta alla domanda: chi sei?". Qualcuno direbbe: ormai siete socialdemocratici. Bertinotti non si spaventa: "Noi dobbiamo fondere la nostra cultura comunista di origine, con le altre: la socialista, l'ecologista e quella dei diritti". Per il presidente della Camera la questione socialdemocratica è invece il vero dramma della sinistra riformista: "E' ferma al paradigma di Maastricht. Di fronte alla mancanza di consenso, apre ancora l'ombrello dell'Europa e della dottrina neo-liberista come giustificazione. Non si pone il problema di conciliare la riduzione di debito e deficit con un'impronta sociale, col sostegno alla domanda interna come mezzo per trainare l'economia fuori dai sussulti della crisi. Non prova a rivalutare il keynesismo, dottrina vergognosamente cancellata e demonizzata Non capisce che indagare il capitalismo non significa Soviet più elettrificazione o tornare alla Terza internazionale, e nemmeno alla cultura del Pci. Di essere accusati di essere comunisti, francamente, i vertici del Pd non corrono più il rischio. Il fatto è che temono come la morte di approdare a un orizzonte socialdemocratico. Non ragionano sulla crisi della globalizzazione, un editoriale contrario del Corriere della sera basta a terrorizzarli. La linea di fuga verso l'America è un modo di non fare i conti con questa dannata questione che si chiama socialdemocrazia. Per questo si collocano su una frontier altra, senza vedere che negli Usa la realtà è disgiunta dall'ideologia e la -Fed salva Bear Stearns e non gliene frega nulla delle possibili accuse, perché risponde solo a un criterio di efficacia. E la nazionalizzazione della Northern Rock a opera del governo laburista di Gordon Brown? In Italia la sinistra non l'avrebbe mai fatto, perché è impedita. Sente ancora di doversi accreditare. E lo stesso vale a destra. Perché se non Fini dovrebbe plaudire all'offerta di Air France su Alitalia?". E cosa si dovrebbe fare di Alitalia, se non affidarsi alle offerte del mercato dopo anni di fallimento "pubblico"? "Non accontentarsi dell'offerta da quattro soldi di Air France. La situazione è compromessa. Me ne rendo conto. Rifaccio un esempio che spero non sia preso maliziosamente. La Fiat qualche tempo prima della svolta di Marchionne era considerata spacciata, non infondatamente. Un'operazione di sostegno, di supplenza delle banche si è poi rivelata suscettibile di esito imprevedibile, perché è intervenuta una proposta di missione dell'azienda che ha mobilitato i dirigenti, i quadri e i lavoratori. Non è retorica. Perché questa operazione non è stata tentata su Alitalia? Perché non arriva qualcuno che butta via i luoghi comuni e ci prova. Serve una novità soggettiva, un tempo si sarebbe tempo volontaristica. Lo vogliamo chiamare modello Marchionne? Non importa. Quello che occorre fare è cambiare il terreno della competizione, e all'Italia per le sue caratteristiche dovrebbero riuscire più facile che ad altri. Serve una riprogettazione su un terreno di valori del modello industriale e del modello economico-sociale. Non è possibile che fino a qualche anno si privatizzava per far cassa e adesso, peggio ancora, ci si disfà di assi strategici solo perché non si riesce ad attribuire loro una missione". 18/03/2008.

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Borse a picco (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 18-03-2008)

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Stampa Crisi Il taglio dei tassi della Fed non ridà fiato ai mercati mondiali Borse a picco Giovanni Lombardo g.lombardo@iltempo.it Adesso fa davvero impressione la crisi economica e finanziaria che si sta abbattendo sui mercati mondiali. Le Borse europee bruciano 304 miliardi, mentre negli Usa vanno a picco i colossi del credito. A Milano, dove pesa il tonfo di Alitalia (-27%), il Mibtel ha ceduto il 3,52% e sono stati persi 21,9 miliardi di capitalizzazione. Un lunedì nero partito con il crollo dei listini asiatici (Tokyo ha ceduto del 3,7%, Hong Kong il 4,62% e Shanghai il 4,6%) e proseguito con la giornata di passione delle piazze europee. Non è andata meglio oltreoceano con l'apertura in ribasso di Wall Street e con la debacle di Lehman Brothers: l'istituto finanziario è arrivato a perdere il 44% sulle voci - smentite - di una presunta crisi di liquidità. Timori che non hanno risparmiato anche MF Global, la prima società a livello mondiale nel settore del brokeraggio di prodotti finanziari complessi come Etf e opzioni. Il titolo è sprofondato del 54,57%, nonostante il tentativo della dirigenza di rassicurare gli investitori. La Fed, la banca centrale americana, mirava a disinnescare le tensioni sui mercati con il taglio a sorpresa del tasso di sconto di 25 punti base al 3,25%. Una mossa spinta dalla crisi di Bear Stearns, l'istituto di credito svenduto a JPMorgan per circa 240 milioni di dollari, a due dollari per azione: il 98% in meno rispetto a fine febbraio quando il titolo era a 87,30 dollari. Sul banco degli imputati c'è la crisi dei mutui subprime americani, cioè quelli concessi con minori garanzie, che da mesi sta mettendo in difficoltà l'economia mondiale. Difficoltà che ieri hanno portato a un'ondata di vendite in Europa: l'indice Dj Stoxx 600, che raggruppa quotate a grande, media e piccola capitalizzazione di 18 paesi, ha ridotto la capitalizzazione di 304 miliardi. Zurigo è stata la peggiore tra le principali Borse chiudendo a -5,02%. Francoforte ha fatto segnare -4,18%, Londra -3,26%, Parigi -3,51%. Tra i settori, il più toccato è stato quello delle materie prime (-8,1% l'indice europeo di settore). Nonostante le nubi sui mercati, la Bce mantiene ferma la decisione di non ridurre i tassi, così come avvenuto negli Stati Uniti. I timori di un allargamento della crisi finanziaria negli Usa ha fatto schizzare ancora euro e petrolio. Sul mercato valutario di Tokyo la moneta unica europea ha sfondato la quota record di 1,59 sul dollaro arrivando a 1,5909 per poi arretrare a 1,57. L'ulteriore indebolimento del biglietto verde ha fatto salire ancora più in alto il prezzo del greggio: i contratti future con consegna aprile trattati a New York hanno toccato il nuovo massimo a 111,42 dollari. Anche in questo caso le quotazioni hanno ripiegato in serata a quota 104 dollari. L'oro ha chiuso a New York a 1.002,6 dollari, in progresso di 3,1 dollari rispetto alla chiusura precedente ma abbondantemente sotto il record raggiunto sempre ieri a 1.033,9 dollari l'oncia. Con l'oro nero ai massimi, arrivano novità sul fronte del caro-carburanti: prima di Pasqua entrerà in vigore il provvedimento che farà scattare una riduzione delle accise. Mercoledì o al massimo giovedì il testo sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale mentre la Corte dei Conti ha fatto sapere che ieri, con la registrazione del decreto, ha dato il proprio via libera alle misure fiscali che consentiranno una riduzione della componente fiscale del prezzo di benzina e gasolio pari a 2 centesimi di euro al litro.

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Notizie in 2 minuti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-03-18 num: - pag: 64 categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Borse, nuovo crac Tonfo delle Borse: Piazza Affari brucia 21,9 miliardi di euro di capitalizzazione con l'indice Mibtel a -3,52%. Dopo un nuovo taglio dei tassi da parte della Fed di un quarto di punto l'euro segna un nuovo record. Alitalia-Air France: via libera del Tesoro Alitalia: dopo il Consiglio dei ministri arriva anche il via libera del Tesoro all' offerta di Air France. La Commissione europea dice no a qualsiasi intervento pubblico in favore di Alitalia. Male la compagnia di bandiera in Borsa. Oggi l'ad di Air France incontra i sindacati. Focus Gli italiani ai manager: premiate il merito Gli italiani chiedono alla classe dirigente di premiare il merito, di dare fiducia ai giovani e di puntare sul liberismo. è questa la foto del Paese del Rapporto Luiss 2008. Politica Veltroni: stipendi più bassi ai parlamentari Walter Veltroni rilancia la proposta di abbassare gli stipendi dei parlamentari: "Non va bene che in Italia ci siano i salari più bassi e gli stipendi più alti ai parlamentari rispetto al resto d'Europa". Esteri Tibet: convocato l'ambasciatore cinese In relazione ai drammatici avvenimenti in Tibet il governo italiano ha convocato per oggi l'ambasciatore cinese, Sun Yuxi. Napolitano: necessaria un'iniziativa dell'Unione Europea. Kosovo, nuove violenze A un mese dall'indipendenza nel Kosovo, incidenti nella enclave serba a Mitrovica dove i poliziotti della forza di stabilizzazione hanno sgombrato un tribunale Onu occupato da tre giorni. I serbi sono scesi in piazza a migliaia. Negli scontri decine di feriti. Cronache Liechtenstein: i primi nomi Ci sono personaggi dell'industria, ma anche sconosciuti nella lista degli italiani che hanno depositato soldi presso la banca Lgt di Vaduz, nel Liechtenstein. Tra i nomi noti: Vito Bonsignore e Carlo Sama. Divorzio McCartney-Mills accordo da 31 milioni di euro Si è chiuso con un accordo di 24,3 milioni di sterline (circa 31 milioni di euro) la causa di divorzio tra l'ex Beatle, Paul McCartney e Heather Mills. Lei aveva chiesto quasi 5 volte di più. Le nozze nel 2002 e l'anno dopo era nata una bimba, Beatrice. Economia Generali: maxi-utili Il Cda delle Generali ha approvato il bilancio del 2007. L'utile consolidato ha raggiunto l'ammontare record di 2.916 milioni (+21,2% sul 2006). Cultura Hiroshima città felice Hiroshima felice. è il simbolo dell'orrore della guerra, ma Amélie Nothomb, scrittrice belga che in Giappone ha vissuto la sua infanzia, ne dà una descrizione diversa in Né di Eva né di Adamo. Spettacoli La sorpresa Guaccero La "tigre di Bitonto" Bianca Guaccero è riuscita, nonostante le difficoltà del Festival di Sanremo, a conquistare il pubblico: ha interpretato una miniserie per Rai Fiction; sta per iniziare un altro tv-movie e torna in teatro. Sport Moratti bacchetta Ibra "è stato un momento di nervosismo sbagliato": così il presidente dell'Inter, Massimo Moratti, è tornato sulla burrascosa uscita dal campo di Ibrahimovic ieri durante Inter-Palermo. * Con "Style Magazine" e 3,00; con "Corriere Enigmistica" e 2,30; con "Foto:box" e 7,90; con "Storie della Bibbia" e 8,90; con "La grande dinastia dei Paperi" e 8,90; con "Geronimo Stilton English!" e 9,90; con "L'Europeo" e 8,90; con "Dizionario enciclopedico della Cucina italiana" e 13,90; con "Il grande cinema di Alberto Sordi" e 10,99; con "Gli itinerari di Dove" e 4,99; con "Computer & Web" e 13,90; con "Il Diritto" e 15,90; con "Storia della civiltà europea" e 13,90. In Sicilia, Lazio (no Roma), Umbria, Marche, Puglia, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Sardegna e nelle province di PD e PR con La Gazzetta dello Sport e 1,00.

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ROMA - Veltroni chiede di abbassare i costi della politica, lanciando un chiaro monito contr (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di FABRIZIO RIZZI ROMA - Veltroni chiede di abbassare i costi della politica, lanciando un chiaro monito contro gli alti stipendi dei parlamentari. "La politica non deve essere una macchina troppo grande e costosa, deve dare un segnale di sobrietà, non solo simbolico, per riallacciarla alla società". Non ci può essere una così forte differenza in un Paese dove i lavoratori hanno i salari più bassi. "In un Paese che stringe la cinghia, lo si deve fare tutti insieme". E proporrà subito dopo Pasqua, martedì 25 marzo, un piano per alzare le pensioni dei più poveri. In Piemonte, sull'asse Verbania, Novara e Alessandria, il leader del Pd, denuncia la sproporzione, nei trattamenti economici, dei politici italiani rispetto ai loro colleghi europei. "Non possiamo più stare in un Paese con gli stipendi più bassi e le retribuzioni dei parlamentari più alte del resto d'Europa. Dobbiamo unificarle agli altri Paesi europei". Serve, dunque, un messaggio di sobrietà. "Non va bene che con il finanziamento pubblico" si distribuiscano soldi a "51 partiti politici, non va bene che si finanzino 31 organi e giornali di partito". Un'affermazione che non è fatta "per indulgere nell'anti-politica", ma per una ragione di logica, "perchè la politica deve recuperare sobrietà ed efficienza". I più poveri soffrono, le pensioni non riescono più a soddisfare i bisogni delle famiglie numerose. Il Pd presenterà martedì 25, subito dopo Pasqua, le nuove proposte "capaci di dare alle pensioni più basse la possibilità di reggere, altrimenti anche gli aumenti dei generi di prima necessità rischiano di mandare in crisi le famiglie dei pensionati". Al "Loft" ci saranno, con Veltroni, i parlamentari che hanno messo a punto il nuovo piano, Morando e Tonini. Una grande folla si è assiepata nei teatri e nelle piazze del Piemonte, ma il leghista Calderoli ha lanciato una frecciata, dicendo che Veltroni "ha una tal nostalgia di Roma che, anche quando viene al Nord, si porta le comparse di Cinecittà a fare le truppe cammellate". Veltroni gli ha risposto, indirettamente, da Verbania, con una sfida: "Devo ammettere che un appuntamento elettorale alle 11 del mattino di un lunedì è quanto di più strano si possa vedere. Voglio vedere se, facendo una manifestazione a mezzanotte, ci saranno tante persone. Faremo anche questo". Sono piovute altre critiche dal Pdl. Paolo Bonaiuti insiste: "Ci copia tutto, proprio tutto". Altrettanto ha sostenuto Gianfranco Fini secondo il quale "diversa è la credibilità del centrodestra". Perchè quando il leader parla di certezza della pena non ha la stessa credibilità della destra. "Che cos'ha fatto Veltroni quand'era al governo? Chiedete a Visco". Veltroni non vuole replicare agli attacchi del Pdl che è diviso su tutto. "Tutto quello che dice la destra, dal '94 a oggi, a cominciare dai brogli, è dejà-vue. Se finirà con un pareggio in Senato, la colpa non potrà essere attribuita alla classe politica in genere, avrà nomi e cognomi". Ovvero, quelli di Berlusconi che non ha voluto la riforma elettorale. Le contraddizioni del Pdl sono sotto gli occhi di tutti. "Sono già divisi su tutto. Su Alitalia, Fini ha detto sì ad Air France, Bossi no. Che cosa avrebbero fatto se fossero al governo?". E sulle pensioni le divergenze coinvolgono sia il Cavaliere che il capo leghista. "Berlusconi ha detto che vuole tornare alla legge Maroni. Tutti i suoi alleati, hanno detto no, a cominciare dallo stesso Maroni". E la politica estera è un ulteriore terreno di divisioni. Il Pd ha sostenuto che, se andrà "al governo, chiederà di togliere i militari dal Libano e rimandarli in Iraq. Questo vuol dire che sono divisi su tutto, significa che votare a destra è continuare con questi 15 anni di divisioni e confusione". Infine un appello, convincere gli indecisi. "Se tutti i tre milioni e mezzo di italiani che hanno votato alle primarie, si danno da fare, non ce n'è per nessuno...".

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Il taglio dei tassi della Fed non dà fiato ai mercati (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 18-03-2008)

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Stampa Il taglio dei tassi della Fed non dà fiato ai mercati ... Il taglio dei tassi della Fed non dà fiato ai mercati mondiali. Le Borse vanno a picco e l'Europa brucia 304 miliardi. Sul banco degli imputati ancora le conseguenze del crollo dei mutui subprime americani che, secondo il Fondo Monetario e l'Ocse, coinvolgeranno ancora più pesantemente tutti gli altri Paesi. Monito dell'Ue all'Italia sugli aiuti di Stato: a Piazza Affari Alitalia perde oltre il 26%. Voce fuori dal coro quella dell'economista Renato Brunetta: "Nessun collasso, qualcuno mente. Il crollo è illogico, servono soltanto regole più chiare". Lombardo, Pennisi e Usai alle pag. 2, 3, 15 e 41.

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Alitalia, via libera del Tesoro al piano francese (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 18-03-2008)

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Stampa Prodi chiede alla Sea di ritirare la causa da 1,25 miliardi Alitalia, via libera del Tesoro al piano francese Giovanni Lombardo g.lombardo@iltempo.it Il governo mantiene la rotta su Alitalia. Ieri, al termine di un consiglio dei ministri ad hoc, è arrivato il via libera del Tesoro all'offerta di Air France-Klm, nonostante i paletti imposti dai francesi sia sul fronte occupazionale sia su quello economico (Parigi mette sul piatto solo 0,099 euro per azione). Una decisione arrivata al termine di una riunione che ha visto il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, leggere un'informativa in cui viene però specificato che "gli impegni assunti non saranno vincolanti nel caso in cui uno o più soggetti lancino un'offerta pubblica concorrente migliorativa" e questa sia accettata dal Tesoro. La proposta formalizzata da Air France prevede infatti delle condizioni rigide da soddisfare entro il 31 marzo. Le più rilevanti riguardano la concessione di un prestito ponte da 300 milioni da restituire subito dopo l'aumento di capitale (l'Ue però chiede allo Stato italiano di comportarsi come un investitore privato); il raggiungimento di un accordo con i sindacati, sia per Az Fly che per Az servizi; un passo indietro di Sea sul fronte del contenzioso aperto per il risarcimento danni di 1,25 miliardi o, in alternativa, una soluzione proposta dal Tesoro che scarichi Alitalia dei rischi connessi all'azione legale. Il presidente del consiglio uscente, Romano Prodi, prima di arrivare a Palazzo Chigi ha lanciato un appello alla società che gestisce Malpensa, chiedendo il ritiro della richiesta di risarcimento danni. E il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha aperto a una possibile trattativa che potrebbe portare a un accordo. Ma proprio le richieste rigide dei francesi hanno suscitato più di un malumore all'interno del Governo. Il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro ha espresso tutto il suo "disappunto", sottolineando come la proposta francese sia "un danno per la compagnia, per le maestranze e per tutto il Paese".

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Sindacati in trincea Spinetta vuole l'intesa (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 18-03-2008)

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Stampa Sindacati in trincea Spinetta vuole l'intesa Faccia a faccia tra Air France e i sindacati. Oggi il numero uno dei francesi, Jean-Cyril Spinetta, incontra le organizzazioni dei lavoratori per cercare il via libera all'offerta d'acquisto per Alitalia. "Il sindacato ha le spalle larghe per dire un sì o un no, con tutte le conseguenze che ciò comporta", avverte il leader della Cgil Guglielmo Epifani. I sindacati chiederanno un confronto vero, pronti a lasciare il tavolo se i francesi non lasceranno spazi presentando un piano da prendere o lasciare. Raggiungere un accordo, e in tempi stretti, è tra le condizioni necessarie poste da Air France-Klm per chiudere l'operazione. Ma la posizione dei sindacati è chiara: il rischio fallimento alle porte impone una soluzione in tempi brevissimi ma, dice chiaramente Epifani, servono "margini per una trattativa", e "se non ci fossero ne trarremo le conseguenze. Prendere o lasciare non è la tattica migliore. Non lo è per il sindacato". Clima teso. L'Ugl accenna al rischio di "un forte disagio proprio in concomitanza con il periodo pasquale". Mentre per l'SdL "in assenza di un quadro di chiarezza e di garanzie sarà inevitabile l'avvio di una mobilitazione generale". L'intesa va siglata entro il 31 marzo. Il tavolo potrebbe proseguire domani. E se il confronto andrà avanti Spinetta tornerà ancora a Roma subito dopo Pasqua. I francesi vogliono sfruttare ogni ora disponibile, sanno di giocare su questo tavolo una delle partite più delicate. Oggi, con Spinetta, a ricevere i sindacalisti ci saranno il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, ed i vertici di Fintecna e Az Servizi.

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Oggi 18 marzo, la cura di AirFrance-Klm per Alitalia verrà (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 18-03-2008)

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Stampa Oggi 18 marzo, la cura di AirFrance-Klm per Alitalia verrà ... Oggi 18 marzo, la cura di AirFrance-Klm per Alitalia verrà presentata ai sindacati e forse si pronuncerà anche il Governo Prodi. è una cura pesante: un acquisto di 160 azioni Alitalia per un'azione AirFrance-Klm, un aumento di capitale previsto per giugno (e dopo che l'erario abbia effettuato un prestito-ponte di 300 milioni di euro alla compagnia di bandiera per consentirle di sopravvivere), 1600 dipendenti in esubero e sino a 5000 (alcune fonti parlano di 8500) da trasferire ad amministrazioni pubbliche, un taglio del 20% delle rotte, la perdita dello status di "hub" per Malpensa e lo smantellamento di Alitalia Cargo. Inoltre, un decreto legge convertito dal Parlamento dovrebbe bloccare il contenzioso con Malpensa. Nel conglomerato AirFrance-Klm, Alitalia conserverebbe il marchio di compagnia di bandiera, il logo, le uniformi; un italiano, inoltre, farebbe parte del CdA della holding. Sono condizioni molto più dure di quelle che ci si aspettava, o che si auspicava, poco più di due mesi fa quando si diede inizio alla trattativa in esclusiva. Gli auspici - lo sappiamo - non corrispondono sempre alle aspettative. A questo punto, è futile chiedersi chi ha sbagliato nella procedura di privatizzazione cominciata nel dicembre 2006. Il Tempo ha commentato, passo passo, i vari errori commessi; ha anche delineato possibili soluzioni. Avvertendo che man mano che passava il tempo, la situazione si faceva sempre più grave. Al momento, non pare ci siano alternative alla proposta AirFrance-Klm; non c'è stata nessuna smentita ai dati, pubblicati, sulla apparente poca consistenza finanziaria e industriale di una mai completata contro-offerta di AirOne. Nel contempo, la situazione della liquidità di Alitalia si è fatta sempre più drammatica; da qui il ricorso al prestito-ponte. Ora si è giunti prossimi alla teoria economica del suicidio formulata da Gary Becker negli Anni '60, ma innovata da Daniel Hamermesh e Neal Soss in un fondamentale saggio pubblicato un quarto di secolo fa nel "Journal of Political Economy". In breve, seguendo Hamermesh e Soss, anche se Alitalia desse valore zero alla propria sopravvivenza, ci sarebbe un valore d'opzione (a fronte di un atto così irreversibile): aspettare per vedere se qualcosa migliora. Paradossalmente, AirFrance-Klm operano proprio su questo "valore di opzione"; il prezzo che offrono è così basso perché si tratta di una "opzione call", la facoltà, non l'obbligo, di rimettere in senso la malridotta compagnia in un contesto di grande incertezza in materia di trasporto aereo in generale (e di relazioni industriali in Italia, in particolare). è proprio prendendo spunto da questo "valore di opzione" che Alitalia, il cui CdA ha già approvato l'offerta AirFrance-Klm, ha un sentiero, stretto ed in salita, da percorrere: affinare i dettagli della transizione.

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Giornata drammatica in Borsa (-27%) (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 18-03-2008)

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Stampa Il titolo Giornata drammatica in Borsa (-27%) Seduta drammatica per Alitalia a Piazza Affari dopo l'offerta vincolante di Air France. La compagnia di bandiera ha chiuso la giornata segnando un ultimo prezzo di 0,392 euro (-26,59%) dopo aver toccato, in corso di seduta, un minimo di 0,33 euro (-38,11%). L'offerta francese (0,099 euro ad azione) ha gettatto nel panico gli investitori che hanno cercato di incassare il più possibile in vista dell'offerta di scambio (un'azione Air France per 160 titoli Alitalia). E così a Piazza Affarri si sono riversati gli ordini di vendita. Triplicati rispetto alla vigilia gli scambi: di mano sono passate 44,5 milioni di azioni (il 3,2% del capitale ordinario), contro una media degli ultimi trenta giorni di 5,9 milioni di azioni.

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Alitalia, sì del governoall'offerta Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

"salvo proposte più vantaggiose" ROMA. Via libera del governo ad Air France-Klm per l'acquisizione di Alitalia. L'annuncio è arrivato nella serata di ieri, dopo una giornata convulsa durante la quale si sono susseguite, da parte di politici e sindacalisti, critiche all'offerta proveniente dal gruppo franco-olandese e mentre il titolo ha chiuso con un ribasso del 20%. In questo quadro la decisione del governo è una sconfessione dell'atteggiamento sindacale e un invito a sedersi al tavolo delle trattative con i francesi. Tutte le sigle sindacali, che oggi incontreranno i vertici di Alitalia e il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, si sono dette contrarie ad accettare il piano industriale francese se non ci saranno modifiche. Intanto, però, sono state messe con le spalle al muro dal governo che ha dato il suo sì all'offerta lasciando ai sindacati la sola possibilità di andare a un negoziato che i francesi vogliono chiudere entro il 31 marzo. Bruxelles, intanto, ha espresso dubbi sul prestito da 300 milioni, richiesto da Air France-Klm per consentire ad Alitalia di arrivare all'aumento di capitale previsto dopo la chiusura dell'operazione. f. ferrari e lombardi >> 3 18/03/2008.

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Veltroni: pdl diviso su tuttofrattini insiste: voto utile (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

La giornata nRoma La scintilla della campagna elettorale non scocca. Ieri Walter Veltroni ha cercato di accenderla per tutto il giorno: "Il Pdl è diviso su tutto, dalla questione Alitalia, alle pensioni". Ma Silvio Berlusconi non ha replicato: il Cavaliere ha deciso di concedersi un'intera settimana di vacanza, per Pasqua, e non tornerà in pubblico prima della prossima settimana. Così, a rispondere al candidato leader del centrosinistra, sono rimasti i "colonnelli": "Ma perché Veltroni continua a guardare in casa nostra? Pensi alle sue di contraddizioni, tra giustizialisti e garantisti, tra "cattocomunisti" e radicali" replica Elio Vito, capogruppo alla Camera di Fi. Di fatto, l'affondo di Veltroni nei confronti dell'avversario, non trova resistenza: "Trovo ingiusto che, in un paese che tira la cinghia, gli stipendi dei parlamentari siano così alti. Dobbiamo ridurli, non per cavalcare l'onda dell'antipolitica, ma per senso di sobrietà". "Anche noi siamo d'accordo"è la sola replica che arriva da uno dei luogotenenti di Gianfranco Fini, Italo Bocchino. Tutto lì. Alla fine della giornata a far rumore sono le parole di Gianfranco Rotondi, leader della Nuova Dc, ora confluito nel Pdl: "Io spero vinca il centro destra, ma può anche succedere che nessuno dei due prevalga, e, allora, i due partiti dovranno collaborare" ha detto durante le trasmissione "Porta a Porta". Parole che hanno fatto scattare subito due allarmi. Il primo, nella Sinistra Arcobaleno: Franco Giordano, segretario di Rifondazione, presente in trasmissione, ha subito bollato questa tesi come "prova tecnica di concordia", ovvero "inciucio". Il secondo campanello, nello stesso Pd: si legge, nelle parole di Rotondi, la conferma di un progressivo riavvicinamento nelle intenzioni di voto, tra i due schieramenti. "Credo che Berlusconi, stracciando il nostro programma, ritirando fuori la storia dei "brogli", mostri nervosismo perché anche i suoi sondaggi confermano l'erosione del vantaggio iniziale" spiega Massimo D'Alema. I dati che vengono sfornati dagli istituti di sondaggi, mostrano che, in Senato, la battaglia è sul filo di lana, con possibilità di un clamoroso stallo finale, nel numero dei seggi. Al punto che, in queste ore, in molti litigano sul valore del "voto utile". "Chiedere un voto utile ai due grandi schieramenti rischia di diventare una cappa sulla società italiana, perché si finisce per non rappresentare la realtà di un intero paese" si è lamentato Giordano. "Chiedere agli elettori di scegliere solo tra i due schieramenti più grandi è una vile dimostrazione di arroganza - ha rincarato la dose anche Lorenzo Cesa, segretario dell'Udc, possibile vittima di un sistema elettorale bipartitico . Il centrodestra, però, chiede espressamente il "voto utile": "E' necessario, per semplificare il sistema politico" ha risposto ad entrambi Franco Frattini, Pdl. Veltroni ha smentito per l'ennesima volta la disponibilità del Pd a governi di "larghe intese" dopo il 15 aprile: "Possiamo solo scrivere insieme le regole e tornare, subito dopo, al voto". Ha preferito, invece, gettare un po' di sale nelle ferite del Pdl. "Sono divisi su tutto: Fini ha detto "sì" ad Airfrance, Bossi vuole fare le barricate; Berlusconi vorrebbe riformare le pensioni e tornare alla legge Maroni, ma tutti i suoi alleati hanno tentato di bloccarlo, a cominciare proprio dall'ex ministro leghista, Roberto Maroni. Cosa succederebbe se andassero nuovamente al governo? La paralisi. Nei cinque anni in cui hanno governato avevano promesso di diminuire i reati: sono aumentati di 500.000 unità. Promettevano un milione di posti di lavoro: ci sono stati 130.000 disoccupati in più". Proprio ieri mattina, Maroni aveva spiegato di non condividere le tesi di Berlusconi: "Ai lavoratori dobbiamo dare certezze. Se andremo al governo ci impegniamo a lasciare le cose come stanno per tutta la legislatura". bocconetti@ilsecoloxix.it 18/03/2008.

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Prodi su Alitalia: sì ad Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)

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N. 66 del 2008-03-18 pagina 10 Prodi su Alitalia: sì ad Air France di Gian Maria De Francesco L'esecutivo, sebbene senza pieni poteri, ha accettato l'offerta. Oggi Spinetta incontrerà i sindacati privati della sponda politica dopo l'ok di Palazzo Chigi Roma - Il governo ha detto sì ad Air France-Klm. Ieri sera il Consiglio dei ministri, convocato ad hoc per valutare l'offerta su Alitalia, si è concluso con il formale via libera all'Ops franco-olandese che valuta i titoli della compagnia 9,99 centesimi. In pratica, l'affare è fatto considerato che il Tesoro ha in portafoglio il 49,9% delle azioni del vettore. Il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, nel corso della riunione ha sostanzialmente sintetizzato ai colleghi i contenuti dell'offerta vincolante presentata dal gruppo guidato da Jean-Cyril Spinetta. Il premier Romano Prodi ha "espresso condivisione" in merito ai contenuti della lettera che lo stesso Tps invierà ad Alitalia contenente l'impegno ad aderire sia all'Ops sia all'Opa sulle obbligazioni. E tanto è bastato considerato che solo 12 ministri del pletorico esecutivo a 25 erano presenti. Gli altri 13, compresi i "battaglieri" Di Pietro e Ferrero, erano tutti in campagna elettorale. C'è un "però": il commitment del ministero non sarà vincolante nel caso in cui uno o più soggetti dovessero lanciare un'offerta pubblica concorrente migliorativa rispetto a quella francese e via XX Settembre la accettasse. Tale intendimento, si legge nella nota, è volto "a tutelare i principi di trasparenza e non discriminazione previsti dalla normativa sulle privatizzazioni e in linea con la disciplina delle offerte pubbliche". Il rispetto delle regole è fondamentale, soprattutto in ottica europea. Tra le condizioni poste da Air France-Klm, infatti, figura un prestito-ponte da 300 milioni erogato dal Tesoro ad Alitalia per garantire la continuità aziendale prima dell'aumento di capitale targato Parigi. Questa volta da Bruxelles non dovrebbero giungere particolari opposizioni considerato che è uno dei big del trasporto aereo a sponsorizzare il presunto aiuto di Stato e non la piccola compagnia italiana. Più difficile sarà la trattativa con i sindacati. Spinetta, già da ieri sera a Roma, incontrerà questo pomeriggio insieme con il suo omologo italiano Maurizio Prato i rappresentanti delle nove sigle del trasporto aereo nella sede di Alitalia alla Magliana. Si tratterà di stabilire quanto le parti siano disposte a venirsi incontro, ovvero quante e quali concessioni i francesi siano disposti a lasciarsi strappare. "Faremo una battaglia per ridurre gli esuberi - ha annunciato il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni - visto che Air France ha acquistato gratis la nostra compagnia". Il collega della Cgil, Guglielmo Epifani, è ancor più agguerrito: "Il sindacato ha le spalle larghe per dire un sì o un no, con tutte le conseguenze che ciò comporta: serve un confronto vero". L'ok di Palazzo Chigi, però, fa venir meno un'importante sponda per il sindacato. La rappresentanza dei piloti, invece, è stata negativamente impressionata dall'intenzione franco-olandese di sospendere le attività cargo entro il 2010, ma è possibile che su questo punto si possa trovare un'intesa. Altrettanto importante sarà la mediazione governativa sulla questione Malpensa. Secondo alcune indiscrezioni, il premier Prodi avrebbe chiesto a Sea, la società di gestione degli scali milanesi, di ritirare la richiesta di indennizzo da 1,25 miliardi nei confronti di Alitalia per l'abbandono dell'hub varesino. L'accelerazione decisa dall'esecutivo ha scontentato pure l'opposizione, intenzionata ad affrontare il tema subito dopo la tornata elettorale. Il capogruppo della Lega Nord alla Camera, Roberto Maroni, aveva definito "oscena, inaccettabile e offensiva" l'offerta di Air France. Più possibilista il presidente di An, Gianfranco Fini, secondo cui "il caso Malpensa va tenuto staccato dalla vicenda Alitalia" perché la compagnia rischia il fallimento. Per l'azzurro Giorgio Jannone "il governo Prodi, pur in assenza dei pieni poteri, ha deciso di svendere Alitalia". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Il consiglio di Prodi: <Ok per Air France> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)

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N. 66 del 2008-03-18 pagina 1 Il consiglio di Prodi: "Ok per Air France" di Redazione Il consiglio dei ministri dice sì. Air France può acquistare Alitalia. Romano Prodi, in piena sintonia con Padoa-Schioppa, ha riconosciuto la legittimità di alcuni dubbi sull'offerta di Air France, sicuramente peggiorativa rispetto alle attese, ma ha ricordato che Alitalia può fallire se non si chiude subito, e che quindi si è di fronte a un prendere o lasciare. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<L'Italia si è piegata a un prezzo irrisorio> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)

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N. 66 del 2008-03-18 pagina 11 "L'Italia si è piegata a un prezzo irrisorio" di Redazione Lo scrive "Les Echos". Ma per "La Tribune" la questione non è ancora chiusa Un "sì" doloroso: così Alitalia si è "piegata" al prezzo irrisorio di Air France. A scriverlo è il quotidiano francese Les Echos, spiegando in un breve editoriale che "la sola vera sorpresa nell'accordo atteso è l'ammontare particolarmente scarso dell'offerta di Air France che proporrà agli azionisti di scambiare 160 azioni per una della holding franco-olandese per l'equivalente di 10 centesimi pari a 138 milioni di euro", il che "è meno - prosegue il giornale - dei 35 centesimi evocati dalla stampa all'inizio del negoziato esclusivo e molto meno dell'ultimo prezzo trattato dal titolo in Borsa dal valore ancora di 53 centesimi". Il quotidiano francese conclude sottolineando che "il costo di accesso del quarto mercato europeo è quasi irrisorio rispetto al potenziale che vi si cela" e che potrà sviluppare la compagnia di bandiera italiana "una volta annullato l'orrore strategico dell'hub di Milano Malpensa cui la compagnia in via di fallimento deve due terzi del suo milione di perdite quotidiane". Anche il quotidiano Le Figaro dimostra a sua volta come Alitalia, pur "sull'orlo del fallimento, apporti a Air France-Klm quote di mercato non indifferenti". Dal canto suo, un altro giornale francese, La Tribune rileva in particolare come l'offerta non sia ancora arrivata alla fine del suo difficile cammino. Il giornale ricorda che se "il fronte conservatore di Silvio Berlusconi dovesse vincere le elezioni, è possibile che la vendita sia rimessa in questione". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Le obbligazioni su cui inciampò Toto (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)

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N. 66 del 2008-03-18 pagina 10 Le obbligazioni su cui inciampò Toto di Redazione Ora i francesi pagano per i bond il prezzo rifiutato ad Air One da Milano Dicono che la rottura, nel luglio 2007, tra Air One e il ministero dell'Economia, sia avvenuta su un fatto preciso: il prezzo delle obbligazioni. Air One (o meglio, Ap holding, di proprietà di Carlo Toto) era rimasta l'unico soggetto in gara per acquistare Alitalia. Si erano ritirati anche gli ultimi colossi, Aeroflot, Tpg, Matlin Patterson; Air France e Lufthansa non si erano nemmeno fatte avanti. Sembrava che l'operazione dovesse chiudersi in mani italiane. A Toto erano state fatte varie concessioni, a cominciare da una deroga (peraltro prevista dalla legge) alle limitazioni antitrust sulla rotta Linate-Fiumicino. Poi Toto (che, secondo testimoni vicini al dossier, ha fatto l'errore "di voler stravincere, non vincere"), chiese di acquistare le obbligazioni Alitalia al prezzo di mercato. Il Tesoro voleva il nominale. Fu la rottura. E la gara passò a una fase successiva, con nuovi protagonisti: per esempio il presidente della compagnia, Berardino Libonati, chiamato per gestire la procedura di privatizzazione, fu sostituito con Maurizio Prato, al quale furono dati maggiori poteri, e cioè la delega a valutare le offerte che fossero pervenute. L'altro elemento di novità fu l'arrivo, tra i candidati all'acquisto, di Air France, assente nella prima tornata di gara. Qualcuno azzardò: sapevano che non sarebbe andata a buon fine; tanta era la convinzione che proprio Air France fosse l'acquirente "naturale", in virtù del lungo rapporto come partner commerciale di Alitalia. (Alla domanda, fatta a bruciapelo nel 2001 a Francesco Mengozzi, allora ad di Alitalia: "Vi fondete con Air France?", la risposta fu: "Alla fine di un percorso". Molte carte erano già state sottoscritte allora, e gli anni successivi furono da tutti intesi come quelli di un progressivo avvicinamento). Oggi quel prezzo "di mercato" delle obbligazioni Alitalia negato a Carlo Toto, viene accordato a Jean-Cyril Spinetta. Il piano di Ap holding, in dettaglio, non si è mai conosciuto né sono stati rivelati i tanto attesi partner della cordata (si rese disponibile solo un operatore di catering, MyChef). Ma le promesse di Carlo Toto erano state importanti, per esempio 4,3 miliardi di investimenti, garantiti dallo strenuo appoggio di Intesa Sanpaolo; o la garanzia del posto per 15.700 dipendenti. Più di Air France. E dire che Toto era stato a un passo dalla firma... © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Tracollo in Piazza Affari Alitalia perde il 26% (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 66 del 2008-03-18 pagina 11 Tracollo in Piazza Affari Alitalia perde il 26% di Paolo Stefanato Ma la discesa del titolo si ferma a 39 centesimi contro i 10 proposti da Air France. Giù anche il gruppo parigino da Milano La notizia non è che il titolo Alitalia ieri in Borsa abbia perso il 26% del suo valore, scendendo da 56 a 39 centesimi. La vera notizia è che sia sceso così poco. Il riferimento di valore, infatti, sono quei 10 centesimi contenuti nell'offerta di scambio proposta da Air France-Klm. Tutti si aspettavano che il titolo si allineasse a quel prezzo. Ma gli interrogativi non sono di ieri, risalgono almeno a dicembre. L'offerta non vincolante di Air France allora fu indicata, con indiscrezioni mai smentite, in 35 centesimi; nelle ultime settimane, altre indiscrezioni avevano fatto scendere il livello a 22. Sabato notte la doccia fredda: 10 centesimi. Ma il valore di Borsa è rimasto costantemente superiore a tutti i prezzi d'offerta indicati. Il dato sulla capitalizzazione rende meglio l'idea: ieri Piazza Affari ha valutato Alitalia 540 milioni di euro, quando Air France è pronta a pagarla non più di 138. Misteri. Sul mercato sono stati scambiati 44,5 milioni di azioni, pari al 3,2% del capitale, sette volte la medie dell'ultimo mese. Il prezzo ha avuto oscillazioni tra un minimo di 33 e un massimo di 42 centesimi. Per buona parte della seduta il titolo è rimasto sospeso per eccesso di ribasso, con prezzi teorici. A Parigi, intanto anche l'acquirente Air France viaggiava in ribasso, spinta dai venti contrari che hanno investito tutti i mercati: a fine seduta ha perso il 4,38%, a 15,3 euro. Ma perché - è il quesito ricorrente - il titolo di Alitalia vale più di quanto annunciato dall'offerta? Una risposta netta non c'è. Nelle ultime settimane molti possono aver puntato su una reazione a sorpresa, per esempio un'Opa di un altro operatore, Air One in primis. La cosa curiosa è che non risulta che ci sia un forte scoperto su Alitalia: non si trovano titoli in prestito sul mercato, fatto che impedisce le manovre ribassiste. I piccoli investitori sono già usciti da un pezzo. I titoli della compagnia oggi sono in mano soprattutto a fondi e investitori istituzionali. Molti di questi hanno proprie esigenze di bilancio: vendere adesso significherebbe dover rendere esplicite forti minusvalenze, che nel medio-lungo periodo potrebbero essere limate. Gli ottimisti, infatti, si aspettano che i piani di salvataggio di Alitalia possano andare a buon fine, e che nel tempo i titoli possano riacquistare un valore. La società, ricordiamo, sarà oggetto di un aumento di capitale, aperto a tutti e garantito da Air France. La variabile principale è legata al fatto che l'Alitalia di oggi rimanga o no quotata a Milano; fatto che dipenderà da quanti titoli raccoglierà sul mercato l'offerente parigino. È più probabile che possa rivalutarsi il titolo se resterà quotato: in questo caso l'effetto del rilancio di Alitalia sarebbe diretto, mentre gli stessi risultati industriali, nel valore della holding si ritroverebbero diluiti. Secondo gli operatori, comunque, il titolo Alitalia è destinato a scendere ancora. Del resto, come precisato da Alitalia, il lancio dell'Opas potrebbe avvenire non prima di giugno. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Alitalia, il titolo sospeso per ribasso (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)

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N. 66 del 2008-03-18 pagina 0 Alitalia, il titolo sospeso per ribasso di Redazione Dopo una giornata di passione, con picchi minimi del 26% e l'ok del cdm all'offerta francese, il titolo perde il 10,5% dopo pochi minuti ed è sospeso. Oggi l'incontro con i sindacati per discutere il piano di Air France Milano - Nemmeno l'ok del consiglio dei ministri alla vendita ad Air France sblocca la situazione di Alitalia in Borsa. Apertura molto volatile per il titolo della compagnia di bandiera, sospeso dopo pochi minuti per eccesso di ribasso. Oggi si tiene l'incontro fra i vertici del vettore e i sindacati dopo il via libera all'offerta di Air France del cdm. Non si arrestano le vendite su Alitalia a Piazza Affari, dove i titoli della compagnia di bandiera sono stati sospesi per eccesso di ribasso sul prezzo di controllo quando facevano segnare un calo del 10,51% a 0,35 euro. In pochi minuti sono passati di mano 2,4 milioni di pezzi quando la media per un'intera seduta dell'ultimo mese è di 6,9 milioni. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Borse: Tokyo respira, l'Europa sorride (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)

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N. 66 del 2008-03-18 pagina 0 Borse: Tokyo respira, l'Europa sorride di Redazione Ieri bruciati 330 miliardi di euro. L'Asia chiude contrastata: tentativi di rimbalzo smorzati sul finale. In attesa di una nuova decisione della Fed le piazze del vecchio Continente aprono molto positive Milano - Tentativo di rimbalzo in apertura per le Borse europee dopo il tonfo di ieri, mentre gli investitori si interrogano su quali saranno le decisioni della Fed sui tassi. A Milano il Mibtel guadagna l'1,28% e l'S&P/Mib l'1,45%. In deciso rialzo anche Francoforte (+1,31%), Londra (+1,67%) e Parigi (+1,53%). Tra le Blue Chip di Piazza Affari, ancora giù Alitalia (-3%), mentre recuperano terreno Impregilo (+2,75%), Finmeccanica (+2,26%) e Telecom (+2,51%). Asia contrastata Dopo la paura in Europa di ieri, con i titoli ai minimi del 2005 e la perdita di 330 miliardi di euro, l'Asia chiude contrastata, ma lascia intravedere un rimbalzo, che in più di un caso si è spento nel finale. Dopo la burrasca di ieri, l'attenzione dei mercati è tutta concentrata sulle decisioni che prenderà oggi la Fed sui tassi di interesse. Nell'attesa, il dollaro è rimasto sostanzialmente stabile, mentre il greggio ha recuperato qualcosa dopo i realizzi della vigilia. L'oro ha fatto un passo indietro dal nuovo record segnato ieri sopra i 1.030 dollari l'oncia. Il Nikkei è salito dell'1,5%, mentre l'indice Msci, che misura la performance delle borse asiatiche escluso il Giappone, segna un rialzo dello 0,29%. Si smorza nel finale il rimbalzo di Hong Kong dopo il crollo di ieri, rialzi più consistenti, ma senza strappi, per Bombay, Taiwan, Seul. Il parziale recupero dei mercati è stato guidato principalmente dal settore bancario, il più colpito dall'ondata di vendite della vigilia. Sydney e Singapore si muovono appena sotto la parità, mentre cede il 3,9% l'indice di Shanghai con i trader che parlano di "panic selling". A fare le spese del crollo di fiducia degli investitori sono state soprattutto le matricole di quest'anno. Lunedì nero In Europa è arrivato uno scossone che ha portato i titoli ai minimi dal 2005. Meno 3,8% per Londra, -4,18% per il Dax di Francoforte, -3,5% per il Cac 40 di Parigi e per il Mibtel di Milano. Nella chiusura degli indici principali delle più importanti borse europee è la fotografia dell'ultimo ciclone che ha investito ieri i mercati mondiali. Ancora in numeri: nel vecchio continente sono stati bruciati in un giorno più di 300 miliardi di capitalizzazione. Lo stoxx 600, termometro dei mercati europei, è sceso ai minimi dal 2005 e ha terminato la giornata in calo di più del 4%. Il crollo ha seguito il taglio d'emergenza del costo del denaro deciso ieri dalla Federal Reserve americana e il salvataggio pilotato della banca d'affari americana Bear Stearns da parte di Jp Morgan. La paura ha toccato alla fine anche il petrolio, sceso dal nuovo record di 111,80 dollari a 106,04. Il taglio del costo del denaro, deciso eccezionalmente di domenica dalla banca centrale americana, è una misura di stimolo dell'economia solitamente ben accolta dalle borse. Ieri però non è bastato a rassicurare i mercati di Asia, Europa, e America: Wall Street si è mossa con andamento fluttuante chiudendo contrastata. Il salvataggio indirettamente pubblico di Bear Stearns, ha evitato infatti il crack della banca in crisi di liquidità, ma ha di nuovo amplificato i timori sulla tenuta del sistema del credito. La nuova crisi finanziaria importata dagli Stati Uniti ha travolto i titoli finanziari: lo stoxx europeo delle banche è caduto del 4,4%, delle assicurazioni del 3,8%, dei finanziari del 4,8%. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Scivolano bancari e assicurativi (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)

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N. 66 del 2008-03-18 pagina 22 Scivolano bancari e assicurativi di Redazione In Europa la peggiore è Zurigo Piazza Affari chiude in territorio negativo, con l'Europa, una giornata che ha visto crollare i listini mondiali. Il Mibtel ha perso il 3,5%, l'S&P Mib il 3,39%. Il crollo ha seguito il taglio d'emergenza del costo del denaro deciso domenica dalla Federal Reserve americana e il salvataggio pilotato della banca d'affari americana Bear Stearns da parte di Jp Morgan. La nuova crisi finanziaria importata dagli Stati Uniti ha travolto i titoli finanziari. In piazza Affari Mediobanca è arretrata del 5,7%, Unicredit del 4,5%, Popolare Milano e Alleanza del 4,3%, Mps del 3,9%. Generali ha limitato il calo all'1,2% dopo aver chiuso il 2007 con un utile netto record. In fondo al listino principale sono cadute Seat (-11,39%), l'Espresso (-7,3%), Autogrill (-6,3%), Saipem (-5,7%). Telecom Italia ha ceduto il 5,4%. Alitalia allo sbando. Tra una sospensione e l'altra il titolo è caduto del 25,26% a 39 centesimi dopo che l'offerta Air France ha valorizzato l'azione della compagnia 10 cent. Se Piazza Affari è andata male anche le Borse Europee non hanno fatto meglio. L'Europa ha bruciato in totale 260 miliardi di euro. Zurigo è stata la peggiore tra le principali Borse chiudendo a -5,02%. Francoforte ha fatto segnare -4,18%, Londra -3,26%, Parigi -3,51%. Tra i settori, il più toccato è stato quello delle materie prime (-8,1% l'indice europeo di settore). Tra i titoli peggiori a Francoforte c'è Siemens che ha lanciato un profit warning che è arretrata del 12,6%. Male anche i finanziari Hypo Re (-8,8%), Commerzbank (-7,6%), Deutsche Bank (-6,4%) e Deutsche Postbank (-6,1%). In controtendenza Volkswagen (+2,3%). © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Milano crolladramma alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Commento milano. Seduta disastrosa per Piazza Affari che crolla, insieme alle altre Borse mondiali sotto il peso della crisi finanziaria mondiale. Il Mibtel ha chiuso in ribasso del 3,52% a 23.371 punti, lo S&P/Mib ha ceduto il 3,39% a 30.586 punti mentre l'All Stars è arretrato del 3,17% a 12.148 punti. Seduta drammatica per Alitalia (-26,76% a 0,39 euro) travolta dagli ordini di vendita dopo che sono stati resi noti i termini dell'offerta di Air France. 18/03/2008.

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L'Ue: <Basta aiuti di Stato>. Il titolo sprofonda (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

L'Ue: "Basta aiuti di Stato". Il titolo sprofonda la giornata in borsa A Piazza Affari le azioni della compagnia perdono il 26%. Appello di Emma Marcegaglia: "Serve una moratoria per Malpensa" 18/03/2008 milano. Un'altra giornata di sofferenza, per Alitalia. Con il titolo che, dopo essere stato sospeso e riammesso due volte, ha chiuso con un pesante - 26% fermandosi a quota 0,39 euro. La compagnia di bandiera non viveva un crollo di questa entità dal 10 maggio 1994. A Piazza Affari, prima che il governo si pronunciasse sul piano Air France, sono stati scambiati 44,5 milioni di azioni, circa il 3,2% del capitale, con volumi triplicati rispetto alla vigilia e pari a 7,5 volte la media delle ultime trenta sedute. Il titolo - come avevano previsto quasi tutti gli operatori - è stato sottoposto a fortissimi strappi oscillando tra un minimo di 0,33 euro (-38,1%) e un massimo di 0,42 euro (-19,57%). La capitalizzazione di mercato della compagnia di bandiera è scesa, così, a 540 milioni di euro. Una cifra bassissima, ma comunque più alta di quella offerta dal board di Air France-Klm che, nella sua proposta carta contro carta (un'azione Air France contro 160 titoli Alitalia), valuta le azioni del gruppo guidato da Maurizio Prato 0,095 euro ciascuna, attribuendo al gruppo un valore di 132 milioni di euro. Ma ieri neppure i francesi hanno potuto sorridere: a Parigi le azioni Air France hanno perso il 4,38%, piombando a 15,28 euro. Il crollo di Alitalia, secondo gli analisti, era "assolutamente prevedibile", dopo che in passato si era ipotizzata un'offerta di 0,35 euro da parte di Air France-Klm. Malgrado tutto, come suggeriva ieri, a Borsa chiusa, un operatore straniero, "il mercato nutre ancora la speranza che possa saltare fuori qualcosa di diverso, magari una proposta migliorativa dei francesi". Un nuovo scenario potrebbe essere favorito, secondo alcuni osservatori, da un eventuale ostruzionismo dei sindacati: "Non è per nulla un affare concluso - ha sottolineato a Bloomberg un analista di Aviation Economics -, il cambio del governo aggiunge grande incertezza e i sindacati possono sempre affondare l'accordo". "Ma chiunque si proponga in alternativa rispetto ai francesi - aggiunge Pio de Gregorio, head of equity di Centrosim - deve avere le spalle molto larghe per farsi carico degli impegni che il rilancio di Alitalia richiede". Ma quella di ieri è stata anche la giornata delrichiamo dell'Ue, per Alitalia. Secondo Bruxelles il governo italiano dovrà comportarsi come un investitore privato, indipendentemente dalle azioni che saranno messe in campo. E la Commissione europea "vigilerà afffinché questo principio venga rispettato". A preoccupare l'Ue è l'ipotesi di un nuovo prestito-ponte garantito dallo Stato per assicurare la sopravvivenza della compagnia. "Alitalia ha già ricevuto aiuti di Stato nel 1997 e, in base al principio "one time, last time" (una volta, ultima volta), questa strada è ormai preclusa", ha detto un portavoce del commissario ai Trasporti Jacques Barrot. Nessun commento è arrivato da Bruxelles, invece, sulla richiesta, rivolta da Air France-Klm allo Stato italiano, di garantire che la "sua" Alitalia, qualunque sia l'esito della causa pendente in tribunale e intentata dalla Sea, non sia chiamata a pagare danni all'aeroporto di Malpensa. Sulla vicenda ieri è intervenuta il presidente designato di Confindustria, Emma Marcegaglia: "Così com'è il piano, di fatto dal 1° aprile ci sarà un calo dei due terzi di voli da Malpensa: fatto che penalizza non solo l'aeroporto di Milano, ma tutto il Nord Italia. E ciòè molto negativo". Per Marcegaglia, "a questo punto è lecito pensare che la proposta di Air France sia stata sostanzialmente accettata. È importante però che non si vada ad uno smantellamento dei voli di Malpensa perché questo sarebbe un danno molto pesante. Io credo ci vorrebbe o una logica di moratoria, o un qualche intervento che lasci spazio a Malpensa per ritrovare altre compagnie che vogliano volare dall'aeroporto lombardo". Parole che hanno trovato l'immediato consenso del leghista Roberto Maroni : "A questo punto il fronte che rivendica la salvaguardia di Malpensa è così ampio che il governo non può non tenerne conto". francesco ferrari francesco.ferrari@ilsecoloxix.it 18/03/2008 ' 18/03/2008 l'allarmedegli industrialiDal 1° aprile i voli da Malpensa saranno ridotti di due terzi: per il Nord il danno sarà immenso EMMA MARCEGAGLIApresidente designato industriali 18/03/2008.

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Svendita a 138 milioni850 milioni di risorse (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 18-03-2008)

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Business plan Roma. L'operazione del gruppo Air France-Klm comporta un esborso di 1,7 miliardi di euro, più l'aumento di capitale da 1 miliardo. La compagnia di bandiera è valutata 138 milioni di euro, cifra che si ricava applicando il valore delle azioni Air France-Klm al concambio di un titolo franco-olandese per 160 della compagnia italiana. L'azione Alitalia è valutata meno di 10 centesimi. Per le obbligazioni convertibili l'importo complessivo è di 608 milioni di euro (0,3145 euro ad obbligazione). Agli esborsi delle due opa si aggiunge l'aumento di capitale da 1 miliardo da offrire in opzione a tutti gli azionisti e ai portatori di obbligazioni convertibili. L'aumento di capitale è funzionale anche al rimborso della linea di credito - 300 milioni di euro - che il ministero dell'Economia anticiperà per mantenere la liquidità di Alitalia fino alla conclusione dell'operazione. Sul fronte costo del lavoro, l'offerta prevede una riduzione complessiva del personale di 1.600 unità attraverso "turn over fisiologico, esodi volontari incentivati e ammortizzatori sociali". Per quanto riguarda la flotta, il piano prevede una riduzione concentrata sugli MD80 e regional, e un ritorno alla crescita a partire dal 2011 con l'entrata di aeromobili di nuova generazione: il piano di Air France-Klm include 850 milioni di euro di investimenti per il rinnovamento della flotta e iniziative di marketing. 18/03/2008.

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Cessna, condannati gli uomini-radar (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 18-03-2008)

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Cronaca di Cagliari Pagina 1020 Gup. Due anni ai controllori di turno a Decimo la notte del disastro sui Sette Fretelli Cessna, condannati gli uomini-radar Gup.. Due anni ai controllori di turno a Decimo la notte del disastro sui Sette Fretelli Atti al pm per una nuova indagine sulla compagnia aerea --> Atti al pm per una nuova indagine sulla compagnia aerea Rischiano l'accusa di disastro colposo i titolari di Kable tv e City jet: i proprietari del bireattore non avevano fornito al pilota la cartografia. Va giù duro il giudice: due anni di reclusione (in abbreviato, quindi sono tre) ai due uomini-radar di turno a Decimomannu la notte del disastro del Cessna. E non è ancora tutto: gli atti tornano al pubblico ministero affinché indaghi sui titolari di Kable tv e City jet. Il che vuol dire: se i proprietari del bireattore avessero fornito al pilota gli strumenti cartografici forse l'aereo che trasportava un cuore da trapiantare al Brotzu non si sarebbe schiantato, all'alba del 24 febbraio 2004, sulla punta Baccu Malu dei Sette Fratelli. La decisione arriva poco prima delle 13 ed è una mazzata per il tenente colonnello Bruno Scatena, per il maresciallo Antonio Caponigri, e per tutti i controllori di volo che non hanno mai fatto mancare la loro solidarietà ai due colleghi sotto processo: il gup Giovanni Lavena va perfino oltre le richieste dei pm Mauro Mura e Rossana Allieri che hanno sollecitato la condanna dei due militari a un anno e dieci mesi. La difesa confidava invece sulla consulenza tecnica che sembrava escludere responsabilità degli uomini-radar. In sostanza, quando il pilota chiede il volo a vista la responsabilità è tutta sua. Ma per i pm Mura e Allieri le cose non stanno proprio così, non a caso hanno aperto un'inchiesta-bis per verificare come mai il regolamento sul visual approach non fosse stato adeguatamente pubblicizzato. La linea dell'accusa, condivisa dal giudice, è chiarissima: il pilota si sarebbe dovuto informare sull'orografia, ecco perché i pm gli addossano gran parte di responsabilità nello schianto che costò la vita al pilota Helmut Zulner, al secondo Thomas Giacomuzzi, all'allievo Daniele Giacobbe, ai chirurghi Alessandro Ricchi e Antonio Carta, del tecnico perfusionista Gianmarco Pinna. Però, c'è un però: gli uomini-radar sapevano che in quel punto il pilota non poteva vedere l'aeroporto, avrebbero insomma dovuto avvisarlo, ecco perché i pm accollano a Scatena e Caponigri una colpa, seppur ridotta al 30 per cento. Sarà dunque importante leggere, fra 90 giorni, le motivazioni di un verdetto contestato apertamente dalla difesa: "Non ho nessuna parola da dire perché tutte quelle che mi vengono in mente sono inopportune", dice l'avvocato Massimiliano Ravenna che tutela Caponigri e che lascia l'aula prima che il giudice completi la lettura del dispositivo quando è però ormai chiaro che sarà un verdetto di colpevolezza. "Si tratta della mia più grossa delusione professionale. Invito tutti a leggere la consulenza dei tecnici scelti dai pm, dunque dall'accusa, e anche la trascrizione del loro esame in udienza. Noi abbiamo effettuato indagini difensive e due piloti, uno Meridiana l'altro Alitalia, hanno dichiarato che nei dialoghi tra pilota e torre di controllo i termini tecnici per indicare l'orografia del terreno non esistono proprio". Neanche l'avvocato Gianluigi Perra, che difende Scatena insieme a Maria Bernarda Sanna, si aspettava la doppia condanna: "Sinceramente no, anche perché la consulenza tecnica ha scagionato i controllori di volo, e anche in aula gli esperti hanno chiarito tutti gli aspetti, senza contraddizioni né senza dubbi. Aspettiamo di leggere le motivazioni poi impugneremo la sentenza, questo è sicuro". L'avvocato Alberto Filippini, parte civile per i familiari del pilota, offre invece una diversa chiave di lettura: "Questa sentenza afferma un principio, la sicurezza dei voli non è demandata a una sola persona. Gli uomini-radar sapevano che in quel punto Zurner non poteva vedere l'aeroporto di Elmas, dovevano dunque comunicargli che si trovava in una feritoria dei monti Sette Fratelli". MARIA FRANCESCA CHIAPPE.

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Ma il duello elettorale non decolla (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 18-03-2008)

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Politica Italiana Pagina 106 il punto Ma il duello elettorale non decolla Il punto --> ROMA In una campagna elettorale che rischia di avvitarsi attorno a polemiche come l'allarme brogli (lanciato in via preventiva da Silvio Berlusconi), il recupero o meno del Pd nei sondaggi (annunciato di nuovo da Franceschini) o gli inviti al voto utile (che arrivano soprattutto dal Pdl ed irritano l'Unione di Centro e la Sinistra Arcobaleno), i temi economici e finanziari offrono argomenti di preoccupazione generale e fanno emergere convergenze e divergenze trasversali agli schieramenti. RECESSIONE I miliardi bruciati sulle piazze borsistiche si aggiungono al quadro già segnato da un prezzo del petrolio alle stelle, dai timori per l'economia americana, dal fantasma di un riaccendersi dell'inflazione in un contesto di stagnazione e da una irrisolta questione salariale. Questioni su cui i partiti devono proporre soluzioni credibili; a cominciare dal destino dell'Alitalia e dalla risposta da dare all'offerta (quanto meno non esaltante) messa sul tavolo dalla compagnia francese. Walter Veltroni è andato all'attacco parlando di un centrodestra diviso e incapace di governare, ed indicando come esempi la vicenda dell'Alitalia (con Fini e la Lega su posizioni opposte) e quella delle pensioni, su cui è stato lo stesso ex ministro Maroni ad escludere il ripristino del sistema che porta il suo nome, il cosiddetto scalone (ossia il passaggio senza gradualità al nuovo sistema), il cui fantasma era stato evocato a seguito di alcune dichiarazioni di Berlusconi. Ma è stato lo stesso Maroni a ributtare la palla nel campo di Veltroni e di tutto il centrosinistra a proposito dell'altra vicenda evocata, ossia l'Alitalia, sfidando il segretario del Pd a dire chiaramente quale sia la sua posizione di fronte all'offerta arrivata dalla Francia, che ieri la Lega ha chiesto al governo in carica di respingere immediatamente. La richiesta che Veltroni si pronunci e, soprattutto, che sia Prodi a dire subito di no, ha un doppio significato: serve a mettere la patata bollente in mano al centrosinistra (anche se Veltroni ha distinto le posizioni del suo Pd dalla maggioranza uscente, una scelta impopolare per il nord non ne aiuterebbe la campagna elettorale in una regione importante come la Lombardia). IL SILENZIO DEL CAVALIERE Il perdurante silenzio di Berlusconi, in effetti, è di difficile lettura. Per Maroni va intepretato nel senso che la posizione del capo del Pdl resta quella già espressa, che è uguale a quella della Lega; ma è anche vero che se le cose stessero proprio così, Berlusconi non avrebbe avuto problemi a ripetere il proprio giudizio. Invece Berlusconi tace; forse perchè alcune delle sue ultime uscite non hanno trovato buona accoglienza. O forse perchè la sua convenienza è comunque quella di lasciare tutto sul conto del governo Prodi. Per Veltroni, invece, la campagna elettorale si gioca sulla volontà di presentare il Pd come una risposta effettivamente nuova ai problemi del paese; per questo insiste nel marcare le differenze programmatiche dal Pdl (contro l'accusa di avere copiato rilanciata dal portavoce del Cavaliere, Bonaiuti). I NANETTI E gli altri partiti? Se la Sinistra è un bersaglio polemico privilegiato per Veltroni, per il Pdl l'obiettivo da colpire è, oltre alla Destra, l'Unione di Centro. Che a sua volta respinge come infondati gli appelli al voto utile e che, con Casini, risponde all'allarme di Berlusconi che l'unico broglio è una normativa sulla par condicio svuotata a favore dei grandi partiti, nel tentativo di levare spazio alle forze minori.

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Il monito della Ue: <No ad aiuti di Stato> (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 18-03-2008)

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Politica Italiana Pagina 107 Bruxelles vigilerà sull'operazione dopo i prestiti degli anni scorsi. Confindustria: "Moratoria su Malpensa" Il monito della Ue: "No ad aiuti di Stato" Bruxelles vigilerà sull'operazione dopo i prestiti degli anni scorsi. Confindustria: "Moratoria su Malpensa" --> ROMA Nell'ambito della vendita di Alitalia il governo dovrà comportarsi come un investitore privato, indipendentemente dalle azioni che saranno messe in campo. E la Commissione europea "vigilerà affinché questo principio venga rispettato". Questo il monito lanciato ieri da Bruxelles all'Italia sulla cessione di Alitalia ad Air France-Klm. Allo stesso tempo, in Italia, Emma Marcegaglia, presidente designato di Confindustria, ha invece rivolto l'ennesimo appello a governo e Air France per una moratoria su Malpensa. L'ESAME DELLA UE Le modalità dell'operazione non sono ancora del tutto note e tanto meno sono state notificate ufficialmente ai servizi della Commissione Ue. Ma davanti all'ipotesi di un nuovo prestito ponte garantito dallo Stato per assicurare la sopravvivenza della compagnia - almeno fino all'iniezione di liquidità che dovrebbe arrivare dall'acquirente - Michele Cercone, portavoce del vicepresidente della Commissione europea responsabile per i trasporti, Jacques Barrot, ricorda che Alitalia ha già ricevuto aiuti di Stato nel 1997 in base al principio "one time, last time" (una volta, ultima volta) e che questa strada è ormai preclusa. Resta aperto invece il percorso già seguito nel 2004-2005, biennio che vide un serrato confronto tra Roma e Bruxelles su un'ingente ricapitalizzazione. Alla fine il via libera della Commissione europea arrivò - nonostante le insistenti proteste delle compagnie concorrenti, prima tra tutte la British Airways - solo dopo aver ottenuto dallo Stato italiano l'impegno che si sarebbe comportato come un investitore privato operante in un'economia di mercato. Anche a quel tempo il dossier Alitalia passò tra le mani di Barrot il quale propose all'esecutivo comunitario di dare luce verde all'intervento pubblico poiché si era giunti alla conclusione che le previste operazioni di ricapitalizzazione, per un totale di 1,2 miliardi di euro, non contenessero alcun aiuto di Stato. Comunque per ora sul caso Alitalia la parola d'ordine a Bruxelles è "prudenza". Molto probabilmente l'operazione dovrà passare anche al vaglio dei servizi antitrust europei che fanno capo al commissario per la concorrenza Neelie Kroes. I suoi collaboratori però al momento non si pronunciano. CONFINDUSTRIA "L'attuale piano di Alitalia, così com'è, prevede una grossa riduzione dei voli che vorrebbe o una logica di moratoria o una qualche cosa che lasci spazio a Malpensa per ritrovare altre compagnie che vogliano volare dallo scalo lombardo", ha ribadito ieri la presidente designata di Confindustria, Emma Marcegaglia. "Questo piano", ha aggiunto, "dal primo aprile introdurrà un calo dei due terzi dei voli da Malpensa, fatto che penalizza non solo l'aeroporto lombardo ma tutto il Nord".

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Alitalia, il Tesoro dice sì. La Borsa no (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 18-03-2008)

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Politica Italiana Pagina 107 Alitalia, il Tesoro dice sì. La Borsa no Accettata l'offerta di Air France dopo il crollo a Piazza Affari --> Accettata l'offerta di Air France dopo il crollo a Piazza Affari Il Tesoro dice sì alla proposta di Air France, anche se il governo non prende una decisione formale. All'interno dell'esecutivo, tuttavia, sono molte le voci critiche. E ieri maxi crollo in Borsa per Alitalia. ROMA Via libera dal Tesoro all'offerta vincolante di Air France-Klm per acquisire l'Alitalia. Il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, ha informato il Consiglio dei ministri dei termini della proposta del gruppo franco-olandese, accolta dal cda dell'ex compagnia di bandiera. L'azionista ha così annunciato che invierà una lettera ad Alitalia contenente l'impegno ad aderire alle offerte pubbliche di scambio delle azioni e di acquisto delle obbligazioni per tutti i titoli detenuti dal Tesoro (che ha il 49,9%). Una decisione, quest'ultima, sulla quale il presidente del Consiglio, Romano Prodi, "ha espresso condivisione", come precisato ieri sera da una nota di Palazzo Chigi, diffusa al termine della riunione. Nella lettera, "viene inoltre specificato che gli impegni assunti non saranno vincolanti nel caso in cui uno più soggetti lancino un'offerta pubblica concorrente e il ministero accetti". IL CDM Il consiglio dei ministri non si è pronunciato formalmente sull'offerta, e la decisione di non decidere potrebbe essere letta con un avvallo alla scelta del Tesoro. Inoltre, l'esecutivo non ha posto formalmente alcun paletto ad Air France, mentre la sinistra radicale, da una parte, e la Lega Nord, dall'altra, continuano a esprimere dubbi e perplessità. Alla riunione mancavano molti ministri, tra cui proprio i più critici, come Antonio Di Pietro, e i rappresentanti della sinistra radicale Paolo Ferrero, Fabio Mussi e Alfonso Pecoraro Scanio. Ma le loro preoccupazioni per i tagli annunciati da Air France sono stati abbondantemente espressi fuori da Palazzo Chigi. Da una parte lo stesso Prodi, secondo quanto riferito da alcuni partecipanti, avrebbe riconosciuto che l'offerta è peggiorativa rispetto a quello che ci si aspettava all'inizio. La preoccupazione di Di Pietro, invece, è legata al futuro dell'aeroporto di Malpensa. Il ministro delle Infrastrutture ha bollato la proposta dei transalpini come "umiliante", e il piano "è finalizzato unicamente al profitto dell'offerente". Ma anche nell'opposizione non c'è unanimità: la Lega Nord è la più intransigente. Roberto Maroni, prima della riunione del Consiglio dei ministri aveva chiesto che il governo bocciasse Air France: "È una proposta inaccettabile e offensiva perché rappresenterebbe la morte di Malpensa". LA BORSA Intanto, ieri Alitalia ha avuto in Piazza Affari una seduta drammatica (-26,76% a 0,39 euro) travolta dagli ordini di vendita, all'indomani dell'approvazione del cda dell'offerta del gruppo d'oltralpe, che a Parigi ha chiuso in ribasso del 4,38% a 15,28 euro. Alitalia non viveva un crollo di queste proporzioni dal 10 maggio del 1994. Il titolo è stato sottoposto a fortissimi strappi oscillando tra un minimo di 0,33 euro (-38,1%) e un massimo di 0,42 euro (-19,57%). La capitalizzazione di mercato della compagnia di bandiera è scesa a 540 milioni di euro circa. Poco, ma sempre più di quanto offerto da Air France che, nella sua proposta carta contro carta (un'azione Air France contro 160 titoli Alitalia), valuta le azioni del gruppo guidato da Maurizio Prato 0,095 euro ciascuna, attribuendo al gruppo un valore di 132 milioni di euro circa. MALPENSA Resta, poi, il nodo Malpensa, con il rischio di risarcimento danni per 1,25 miliardi chiesto dalla società di gestione Sea ad Alitalia per il taglio dei voli. Air France-Klm ha chiesto che venga scongiurato il pericolo, con il ritiro della causa (proposta bocciata dalla Sea) o con l'impegno del Tesoro a indennizzare la società. Per cercare la soluzione, sarebbero in corso contatti tra Palazzo Chigi e Milano e il premier avrebbe sentito il sindaco Letizia Moratti.

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Epifani chiede <risposte vere> (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 18-03-2008)

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Politica Italiana Pagina 107 I sindacati Oggi l'incontro con Spinetta Epifani chiede "risposte vere" I sindacati. Oggi l'incontro con Spinetta --> ROMA "Il sindacato ha le spalle larghe per dire un sì o un no, con tutte le conseguenze che ciò comporta", avverte il leader della Cgil Guglielmo Epifani alla vigilia dell'incontro con il numero uno di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, a Roma per strappare un sì al progetto di acquisizione di Alitalia. Non sarà facile. I sindacati chiederanno un confronto vero, pronti ad abbandonare il tavolo se i francesi non lasceranno spazi, presentando un piano da prendere o lasciare. Raggiungere un accordo, e in tempi stretti, è tra le condizioni necessarie poste da Air France-Klm per chiudere l'operazione. Ma la posizione dei sindacati è chiara: il rischio fallimento alle porte impone una soluzione in tempi brevissimi ma, dice chiaramente Epifani, servono "margini per una trattativa", e "se non ci fossero ne trarremo le conseguenze. Prendere o lasciare non è la tattica migliore". CLIMA TESO L'Ugl accenna al rischio di "un forte disagio proprio in concomitanza con il periodo pasquale". "Sono ottimista, credo di poter raggiungere un accordo", aveva detto Spinetta dopo primi incontri a Roma, lo scorso gennaio. Il manager dovrà gestire un difficile gioco di equilibrio tra la necessità di trovare un accordo e i pochi margini di modifica per un'offerta già presentata. Con tempi strettissimi: l'intesa va siglata entro il 31 marzo. IL CONFRONTO Il tavolo si apre oggi, per poi eventualmente proseguire mercoledì. E se il confronto andrà avanti Spinetta tornerà ancora a Roma subito dopo Pasqua. I francesi vogliono sfruttare ogni ora disponibile, sanno di giocare su questo tavolo una delle partite più delicate. Oggi, con Spinetta, a ricevere i sindacalisti ci saranno il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, e i vertici di Fintecna e Az Servizi. Presenteranno i contenuti industriali dell'operazione, il piano di ristrutturazione e rilancio che accompagna l'offerta. Il nodo più delicato è il futuro delle attività gestite da Az Servizi (controllata da Fintecna) che solo in parte Air France vuol riportare nel perimetro del gruppo Alitalia. Mentre sul fronte dei piloti c'è forte attenzione sul cargo, attività che per i francesi va gradualmente chiusa. Se arriveranno "risposte su occupazione, perimetro aziendale, rilancio e investimenti, bene. Se le risposte saranno di segno opposto anche il nostro giudizio lo sarà", dice Epifani. Anche per il numero uno dell'Ugl, Renata Polverini, l'apertura di un tavolo "non può tradursi in un atteggiamento di passivo recepimento di quanto deciso dal cda franco olandese". Per l'Unione Piloti "ha molto il sapore di una richiesta di resa incondizionata".

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Alitalia no dell'Ue agli aiuti di Stato (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 18-03-2008)

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Economia La Commissione vigilera' sul rispetto dei principi fissati da Bruxelles Alitalia: no dell'Ue agli aiuti di Stato Il prestito di 300 milioni di euro deve essere fornito dal Tesoro a condizioni di mercato Bruxelles, 18 mar.- Alitalia “non può più beneficiare di aiuti di Stato”. E' quanto ha sottolineato Michele Cercone, portavoce del commissario Ue ai Trasporti Jacques Barrot, parlando degli ultimi sviluppi sul caso Alitalia e dell'ipotesi di un prestito ponte. Bruxelles non potrà accettare “interventi che non rispettino il principio dell'investitore privato”, perciò eventuali misure pubbliche dovranno rispettare le condizioni di mercato. Cercone ha ricordato che Alitalia ha già beneficiato in passato di aiuti di Stato (nel 1997 versati nel 2001) e quindi, in base al principio “one time, last time” (“una volta, ultima volta”) non potrà più ricevere questo genere di sostegno. “Lo Stato italiano - ha aggiunto - è in parte proprietario di Alitalia quindi qualunque intervento deve basarsi sul principio dell'investitore privato”. In questa cornice, ha ammonito, “sarebbe prudente che le autorità italiane lavorassero a stretto contatto con la Commissione per assicurare il buon esito dell'operazione”. L'esecutivo Ue fa sapere che fino ad ora, comunque, non è giunta nessuna notifica ufficiale dell'operazione di Air France-Klm su Alitalia. Da parte sua la Commissione “vigilerà affinché vengano rispettati” i principi previsti da Bruxelles; mentre sulla tempistica dell'eventuale prestito ponte -stimato in 300 milioni di euro- l'esecutivo Ue non si esprime, sottolineando che l'aspetto che interessa sono “le condizioni in cui viene concesso”.

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Alitalia: no dell'Ue agli aiuti di Stato (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 18-03-2008)

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Economia La Commissione vigilera' sul rispetto dei principi fissati da Bruxelles Alitalia: no dell'Ue agli aiuti di Stato Il prestito di 300 milioni di euro deve essere fornito dal Tesoro a condizioni di mercato Bruxelles, 18 mar.- Alitalia “non può più beneficiare di aiuti di Stato”. E' quanto ha sottolineato Michele Cercone, portavoce del commissario Ue ai Trasporti Jacques Barrot, parlando degli ultimi sviluppi sul caso Alitalia e dell'ipotesi di un prestito ponte. Bruxelles non potrà accettare “interventi che non rispettino il principio dell'investitore privato”, perciò eventuali misure pubbliche dovranno rispettare le condizioni di mercato. Cercone ha ricordato che Alitalia ha già beneficiato in passato di aiuti di Stato (nel 1997 versati nel 2001) e quindi, in base al principio “one time, last time” (“una volta, ultima volta”) non potrà più ricevere questo genere di sostegno. “Lo Stato italiano - ha aggiunto - è in parte proprietario di Alitalia quindi qualunque intervento deve basarsi sul principio dell'investitore privato”. In questa cornice, ha ammonito, “sarebbe prudente che le autorità italiane lavorassero a stretto contatto con la Commissione per assicurare il buon esito dell'operazione”. L'esecutivo Ue fa sapere che fino ad ora, comunque, non è giunta nessuna notifica ufficiale dell'operazione di Air France-Klm su Alitalia. Da parte sua la Commissione “vigilerà affinché vengano rispettati” i principi previsti da Bruxelles; mentre sulla tempistica dell'eventuale prestito ponte -stimato in 300 milioni di euro- l'esecutivo Ue non si esprime, sottolineando che l'aspetto che interessa sono “le condizioni in cui viene concesso”.

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Alitalia, l'Ue blocca il Tesoro: <Nessun aiuto di Stato> (sezione: Alitalia 2)

( da "Campanile, Il" del 18-03-2008)

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Alitalia, l'Ue blocca il Tesoro: "Nessun aiuto di Stato" La compagnia ne ha già beneficiato nel '97 e nel '01. Oggi il confronto tra i vertici di Air France e le parti sociali Nessun aiuto di Stato per Alitalia. Questo è il responso dell'Ue, sull'ipotesi che il Tesoro conceda un nuovo prestito ponte di 300 milioni di euro e che arriva poco dopo la sospensione dal listino del titolo per eccesso di ribasso, poco dopo, riammesso. Secondo il portavoce del ministro dei Trasporti dell'Unione, Jacques Barrot, Michele Cercone, la compagnia di bandiera "ha già beneficiato di un aiuto alla ristrutturazione autorizzato nel 1997 e confermato nel 2001" e quindi sfuma anche l'ipotesi che il ministero dell'Economia conceda una linea di credito da rimborsarsi dopo un aumento di capitale. Intanto oggi, a due giorni dal via libera del Cda della Magliana all'offerta di Air France, la compagnia guidata da Spinetta, se la dovrà vedere con i sindacati, pronti a dare battaglia, soprattutto sugli esuberi. Insomma, il verdetto dell'Europa e l'aut aut dei sindacati, complicano una situazione già in parte compromessa. La Commissione europea, dal canto suo, ricorda che non potrà esserci nessun sostegno finanziario a condizioni che non siano accettabili da un investitore privato. Questo, in base al principio che vige nel settore dei trasporti, e che consente l'autorizzazione di un solo aiuto di Stato, "aiuto del quale Alitalia ha già beneficiato". Il portavoce, poi ha avvertito, che la Commissione vigilerà sul rispetto di questo principio. Un altro portavoce ha precisato che l'accordo per la vendita di Alitalia ad Air France "non è stato ancora notificato ufficialmente alla Commissione europea", autorità competente in materia di antitrust. Più in generale, Cercone ha osservato che "sarebbe prudente che le autorità italiane lavorassero in stretta collaborazione con la Commissione europea per assicurare il buon esito dell'operazione". Ma vediamo in sintesi qual è il piano di Air France. Il Tricolore e il marchio Alitalia avranno la stessa considerazione all'interno del nuovo gruppo. Però, allo stesso tempo, per arrivare all'integrazione, la compagnia dovrà rispettare diverse condizioni sospensive dell'accordo e sopportare tre anni di sacrifici. Per tornare, dal 2011, a livelli competitivi, il gruppo franco-olandese ha previsto una cura dimagrante che sta facendo infuriare i sindacati. La capacità passeggeri ? secondo il piano ? si riduce del 10%, i servizi tutto cargo spariranno dal 2010 (una decisione che sta provocando una forte reazione da parte dei piloti), mentre la flotta scenderà a 137 velivoli. Il piano prevede, poi, 1.600 esuberi complessivi, anche se in Az-servizi regna ancora incertezza (sembra, infatti, che 4.500 dipendenti verranno trasferiti sotto l'ala di Fintecna). Dal punto di vista economico, Air France lancerà un'Offerta pubblica di scambio su tutte le azioni della compagnia di bandiera, 160 titoli Alitalia per una Air France Klm, paria 10 centesimi per azione, la metà rispetto alle peggiori previsioni. In arrivo anche un'offerta pubblica di acquisto sul 100% delle obbligazioni convertibili a scadenza 2010 ad un prezzo di 0,3145 euro. I francesi metteranno, inoltre, liquidità per un miliardo di euro e investimenti per 850 milioni fino al 2010. E, ancora, nel Cda del nuovo gruppo sarà presente per i primi sei anni un consigliere italiano. Ci sono poi le condizioni da rispettare perché l'accordo vada in porto. La prima riguarda il raggiungimento di un'intesa con i sindacati, e la seconda una soluzione che elimini il contenzioso con i vertici Sea, che ha chiesto 1,25 miliardi ai alla Magliana a titolo di risarcimento dell'abbandono dello scalo di Malpensa a vantaggio di Fiumicino. E oggi, almeno sul primo punto, potrà essere fatta un po' di luce. Spinetta e l'ad di Alitalia, Prato incontreranno le single sindacali. Epifani, leader Cgil, ha fatto sapere che il piano andrà visto da vicino prima di dare il consenso, mentre per il numero uno della Cisal, Francesco Cavallaio "i misteri spesso nascondono cattive intenzioni". (18-03-2008).

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Il governo rinvia la decisione, oggi parte il confronto Air France-sindacati (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 18-03-2008)

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Alitalia, crolla il titolo in Borsa L'Ue: niente aiuti di Stato Roberto Farneti Una resa umiliante. E' questa, di fatto, la condizione che Air France-Klm pone ai sindacati e allo Stato italiano per comprarsi l'Alitalia. Da questo punto di vista, il consiglio dei ministri convocato d'urgenza nella tarda serata di ieri - senza decidere nulla - è solo un atto tardivo, giunto al termine di una giornata drammatica, nella quale il titolo Alitalia ha accusato in Borsa un tonfo del 26,7%. Il problema è che la proposta "prendere o lasciare" gettata sul tavolo dal colosso franco-olandese, che ha già ottenuto il via libera dal cda di via della Magliana, è solo l'epilogo di una vicenda, quella della privatizzazione, gestita dall'ala prodiana del governo in modo consapevolmente suicida. Fin dall'inizio, infatti, è apparso chiaro che l'obiettivo del Tesoro era quello di liberarsi in fretta di una azienda in perdita e non di provare a mantenere in Italia una compagnia forte, attraverso cui conservare il controllo di un settore strategico, quale è il trasporto aereo. Ora, al termine della trattativa in esclusiva, la verità è venuta a galla: ad Air France non interessa affatto di avere con l'Alitalia un rapporto più o meno "alla pari", come con Klm; semplicemente, vuole utilizzarla come cavallo di Troia per insediarsi nel quarto mercato europeo, con l'unico ovvio obiettivo di fare i propri interessi. Tutto ciò emerge con chiarezza dal piano, il quale "prevede - spiega il segretario della Filt Cgil, Fabrizio Solari - una flotta che al 2010 si attesta a 137 aeromobili di cui 20 di lungo raggio, con una riduzione di 49 aeromobili (9 di lungo raggio)". Inoltre prosegue il sindacalista "il numero di passeggeri-Km-offerti subirà una riduzione di circa il 10%, concentrata nei segmenti più significativi dell'internazionale (meno 19%) e dell'intercontinentale (meno 6%). Praticamente tutto il mercato del nord Italia viene asservito alle esigenze di crescita dell'hub di Parigi, rendendo vano l'investimento infrastrutturale ancora in corso su Malpensa". A tutto questo si aggiunge l'uscita dall'attività Cargo (trasporto merci) pianificata nel 2010 e l'assoluta mancanza di prospettive per i servizi di terra, che in larga parte resterebbero nelle mani di Fintecna. Risultato: 8mila esuberi, di cui 1700 in Az Fly (personale di volo). Insomma, un ricatto inaccettabile. Così la pensano tutti i sindacati e il numero uno di Air France, Jean Cyril Spinetta, dovrà faticare parecchio per convincerli. Il primo incontro si terrà oggi, la scadenza fissata per il raggiungimento di un accordo è quella del 31 marzo. Ieri il leader della Cgil Guglielmo Epifani ha detto che il sì al piano non è affatto scontato e ha espresso l'auspicio che si apra una "trattativa vera". E' significativo che persino i piloti dell'Anpac, tifosi accesi dell'opzione francese, ora minaccino fuoco e fiamme, mentre il sindacato Sdl invita il governo a non escludere "l'ipotesi di percorrere strade diverse come fatto nel recente passato, in analoghe situazioni, dal governo spagnolo nei confronti di Iberia". Anche il ministro Paolo Ferrero invita il governo a valutare le conseguenze industriali e le ricadute occupazionali del piano. Il problema è che l'Alitalia è con l'acqua alla gola. Il prestito di 300 milioni di euro messo in campo dal Tesoro e posto da Air France come ulteriore condizione per l'acquisto della compagnia, è messo in forse da Bruxelles. Ieri il portavoce del commissario Ue ai Trasporti ha ricordato che Alitalia ha già beneficiato in passato di aiuti di Stato e quindi, in base al principio "Una volta, ultima volta", non potrà più riceverne. A meno che l'Italia non dimostri che si comporta effettivamente come un investitore privato operante in una economia di mercato. Nel caso specifico, l'obiezione potrebbe essere superata: senza quei 300 mln, infatti, l'acquirente non compra e se non compra l'azionista pubblico perde tutto. Altro ostacolo, la richiesta di indennizzo da 1,250 miliardi avanzata dalla Sea, la società che gestisce gli scali milanesi, per i danni subiti con l'abbandono di Malpensa. Non ci sta il presidente del Consiglio, Romano Prodi, intervenuto ieri per intimare "in modo fermo" la retromarcia alla Sea, mentre il presidente designato di Confindustria, Emma Marcegaglia, rinnova la richiesta di una "moratoria o un qualche intervento che lasci spazio a Malpensa per ritrovare altre compagnie che vogliano volare dall'aeroporto lombardo". 18/03/2008.

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I francesi giocano al gatto col topo. E il topo non ha via d'uscita Aumentano i passeggeri e diminuisce il lavoro? Irragionevole. Fermiamoli (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 18-03-2008)

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Ugo Boghetta* Così non si può! Air France con Alitalia gioca come il gatto con il topo. Ed ormai il topo sembra non aver via d'uscita. Le ultime mosse e proposte avanzate dai francesi sono unghiate in faccia: in AZ fly 1700 esuberi, 42 aerei a terra, ridimensionamento del volato nazionale, internazionale, intercontinentale. Nulla su Alitalia Servizi: altri 8000 lavoratori in bilico, fra cui l'area tecnica di Napoli. Si aggiungono le migliaia che saltano a Malpensa per il ritiro unilaterale di Alitalia medesima. Questa è la situazione: oltre 10.000 i posti di lavoro in pericolo, un massacro occupazionale, la fine di un vettore al servizio del sistema paese, un'altra debacle industriale. Ma chi ha cacciato il topo nell'angolo? Le difficoltà di Alitalia nascono nel lontano 1992/1993, e da allora si sono succeduti vari governi, fra cui due volte Berlusconi e Prodi. Il quinquennale governo Berlusconi/An/Lega ha avuto l'opportunità di un rilancio di Alitalia come compagnia integrata dopo forti lotte dei lavoratori. Si scelse, invece, di scorporare Alitalia in due e di preparare la svendita. Nel frattempo si imponeva ad Alitalia anche un ruolo su Malpensa che mal si addiceva ad un'azienda in crisi. Un aeroporto, per altro, che è stato un fiasco progettuale: costruito dentro un parco, con zone ampiamente popolose nei dintorni, con collegamenti mancanti, e con medi aeroporti ogni 50 km. Ed infine il duo Prodi/Schioppa ha gestito in modo occulto una lunga e confusa trattativa che ha portato l'azienda "nuda alla meta". Tutto ciò è anche il frutto della sbornia liberista. Mentre Francia, Germania, Inghilterra rilanciavano le loro compagnie, noi distruggevamo Alitalia per far posto ad Airone. Oggi abbiamo due compagnie malconce. Si è parlato dell'opzione Airone. In linea teorica era la preferibile: italiane entrambe, si portava la copertura del traffico domestico al 70/80% costruendo una base importante per qualsiasi alleanza non subalterna. Basti pensare che oggi solo il 23% dei viaggiatori da e per l'estero usano un vettore italiano. Airone, tuttavia, si è dimostra inconsistente. Ma Air France è troppo forte. Serviva un governo che sorreggesse la trattativa, che rispettasse il programma dell'Unione: rilancio e ruolo nazionale dell'azienda. Così non è stato. Non è che i due massimi candidati di queste elezioni abbiano brillato. Veltroni ha detto, sìi ad Air France "ma anche" ad Airone. Berlusconi, ha detto no ad Air France, ma il no è durato qualche ora. Confusione. Formigoni e Lega nord, colpevoli anch'essi del progetto Malpensa e della situazione Alitalia (Bonomi della Lega Nord è stato nei Cda di Sea ed Az) hanno strumentalizzato la giusta rivendicazione dei lavoratori che perdevano il lavoro. Vorremmo sapere però perchè metà dei lavoratori è precario. Ma Malpensa non diventerà mai un hub perché non ci sarà nessuna grande compagnia che lo sceglierà come tale. Potrà essere un grande aeroporto, ma non più di quello che è diventato poiché incompatibile con l'ambiente. Visti i ritmi di aumento del trasporto aereo Malpensa potrebbe tuttavia recuperare i voli in due/tre anni e permettere di riassumere i lavoratori. Serviva un'uscita graduale da parte di Alitalia. Così non è stato. Che fretta c'era? E cosa ne sarà tutti tutti i lavoratori di Alitalia Fly e Service di Roma e di Napoli? Come è possibile che un paese che ha aumenti di passeggeri del 7/8% perda oltre diecimila posti di lavoro? È inaccettabile. È irragionevole. Ancora una volta tocca ai lavoratori. Fermiamoli. * Responsabile trasporti di Rifondazione comunista 18/03/2008.

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Sindacati in trincea, Spinetta vuole l'intesa (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 18-03-2008)

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Stampa alitalia Sindacati in trincea, Spinetta vuole l'intesa Faccia a faccia tra Air France e i sindacati. Oggi il numero uno dei francesi, Jean-Cyril Spinetta, incontra le organizzazioni dei lavoratori per cercare il via libera all'offerta d'acquisto per Alitalia. I"Il sindacato ha le spalle larghe per dire un sì o un no, con tutte le conseguenze che ciò comporta", avverte il leader della Cgil Guglielmo Epifani. sindacati chiederanno un confronto vero, pronti a lasciare il tavolo se i francesi non lasceranno spazi presentando un piano da prendere o lasciare. Raggiungere un accordo, e in tempi stretti, è tra le condizioni necessarie poste da Air France-Klm per chiudere l'operazione. Ma la posizione dei sindacati è chiara: il rischio fallimento alle porte impone una soluzione in tempi brevissimi ma, dice chiaramente Epifani, servono "margini per una trattativa", e "se non ci fossero ne trarremo le conseguenze. Prendere o lasciare non è la tattica migliore. Non lo è per il sindacato". Clima teso. L'Ugl accenna al rischio di "un forte disagio proprio in concomitanza con il periodo pasquale". Mentre per l'SdL "in assenza di un quadro di chiarezza e di garanzie sarà inevitabile l'avvio di una mobilitazione generale". L'intesa va siglata entro il 31 marzo. Il tavolo potrebbe proseguire domani. E se il confronto andrà avanti Spinetta tornerà ancora a Roma subito dopo Pasqua. I francesi vogliono sfruttare ogni ora disponibile, sanno di giocare su questo tavolo una delle partite più delicate. Oggi, con Spinetta, a ricevere i sindacalisti ci saranno il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, ed i vertici di Fintecna e Az Servizi.

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La trattativa capestro non è affatto finita (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 18-03-2008)

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Stampa il futuro di alitalia La trattativa capestro non è affatto finita Oggi 18 marzo, la cura di AirFrance-Klm per Alitalia verrà presentata ai sindacati e forse si pronuncerà anche il Governo Prodi. è una cura pesante: un acquisto di 160 azioni Alitalia per un'azione AirFrance-Klm, un aumento di capitale previsto per giugno (e dopo che l'erario abbia effettuato un prestito-ponte di 300 milioni di euro alla compagnia di bandiera per consentirle di sopravvivere), 1600 dipendenti in esubero e sino a 5000 (alcune fonti parlano di 8500) da trasferire ad amministrazioni pubbliche, un taglio del 20% delle rotte, la perdita dello status di "hub" per Malpensa e lo smantellamento di Alitalia Cargo. Inoltre, un decreto legge convertito dal Parlamento dovrebbe bloccare il contenzioso con Malpensa. Nel conglomerato AirFrance-Klm, Alitalia conserverebbe il marchio di compagnia di bandiera, il logo, le uniformi; un italiano, inoltre, farebbe parte del CdA della holding. Sono condizioni molto più dure di quelle che ci si aspettava, o che si auspicava, poco più di due mesi fa quando si diede inizio alla trattativa in esclusiva. Gli auspici - lo sappiamo - non corrispondono sempre alle aspettative. A questo punto, è futile chiedersi chi ha sbagliato nella procedura di privatizzazione cominciata nel dicembre 2006. Il Tempo ha commentato, passo passo, i vari errori commessi; ha anche delineato possibili soluzioni. Avvertendo che man mano che passava il tempo, la situazione si faceva sempre più grave. Al momento, non pare ci siano alternative alla proposta AirFrance-Klm; non c'è stata nessuna smentita ai dati, pubblicati, sulla apparente poca consistenza finanziaria e industriale di una mai completata contro-offerta di AirOne. Nel contempo, la situazione della liquidità di Alitalia si è fatta sempre più drammatica; da qui il ricorso al prestito-ponte. Ora si è giunti prossimi alla teoria economica del suicidio formulata da Gary Becker negli Anni '60, ma innovata da Daniel Hamermesh e Neal Soss in un fondamentale saggio pubblicato un quarto di secolo fa nel "Journal of Political Economy". In breve, seguendo Hamermesh e Soss, anche se Alitalia desse valore zero alla propria sopravvivenza, ci sarebbe un valore d'opzione (a fronte di un atto così irreversibile): aspettare per vedere se qualcosa migliora. Paradossalmente, AirFrance-Klm operano proprio su questo "valore di opzione"; il prezzo che offrono è così basso perché si tratta di una "opzione call", la facoltà, non l'obbligo, di rimettere in senso la malridotta compagnia in un contesto di grande incertezza in materia di trasporto aereo in generale (e di relazioni industriali in Italia, in particolare). è proprio prendendo spunto da questo "valore di opzione" che Alitalia, il cui CdA ha già approvato l'offerta AirFrance-Klm, ha un sentiero, stretto ed in salita, da percorrere: affinare i dettagli della transizione.

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Il governo: "Sì ad Air France-Klm" La parola ora passa ai sindacati (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 18-03-2008)

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Dall'opposizione Gianfranco Fini vede "luci e ombre" Roma, 17 marzo 2008 - Via libera del Governo all'offerta vincolante presentata da Air France-Klm per l'acquisizione di Alitalia. L'esecutivo ha dato parere favorevole al piano industriale proposto dalla compagnia franco-olandese, già approvato sabato scorso dal cda di Viale della Magliana. Ora il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa, invierà ad Alitalia una lettera con l'impegno ad aderire sia all'Offerta pubblica di scambio per il 100% delle azioni Alitalia sia a quella di acquisto per il 100% delle obbligazioni convertibili da parte di Air France-Klm. All'incontro di Palazzo Chigi erano presenti solo dodici ministri, data la convocazione urgente ed il fatto che molti si trovano fuori Roma in campagna elettorale. Il semaforo verde del ministero dell'Economia, condiviso dal Presidente del Consiglio Prodi, è una delle condizioni sospensive poste da Air France-Klm per la validità dell'offerta di Parigi. L'altra condizione vincolante è l'ok dei sindacati, che infatti entreranno in campo domani. Nel pomeriggio i sindacati incontreranno a Roma il manager francese, Jean-Cyril Spinetta e l'ad della ex compagnia di bandiera, Maurizio Prato. Il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, avverte che è necessario un margine di contrattazione: "Sarà il giorno della verità, andremo a vedere questo fantomatico piano che abbiamo letto sui giornali e capiremo se ci può essere o no il nostro consenso". Proprio oggi è arrivato, intanto, il monito della Commissione europea. Bruxelles non accetterà una vendita che comporti aiuti di Stato: Alitalia ha già beneficiato di sostegni, quindi "non potrà esserci nessun altro aiuto finanziario - ha detto un portavoce - a condizioni che non siano accettabili da un investitore privato". Intanto da Confindustria il presidente designato, Emma Marcegaglia, si dice preoccupata. "Mi pare - ha sottolineato - che la proposta di Air France sia stata accettata. è importante che non si vada ad uno smantellamento dei voli da Malpensa perchè questo sarebbe un danno molto pesante per il Nord Italia. Così com'è - ha aggiunto - la proposta prevede invece una grossa riduzione dei voli da Malpensa. Credo che ci vorrebbe o una logica di moratoria, o un qualche cosa che lasci spazio a Malpensa per ritrovare altre Compagnie che vogliono volare da quello scalo". "I sindacati faranno le loro valutazioni - ha detto il ministro degli Esteri Massimo D'Alema - e li ascolteremo con grande interesse e rispetto. Neppure Air France vuole il conflitto con i lavoratori". Dall'opposizione Gianfranco Fini vede "luci e ombre" nell'offerta di Air France per Alitalia. Parlando al Tg5 il leader di An ricorda che "l'Alitalia rischia di fallire" e ritiene "positivo il fatto che Air France abbia garantito che il marchio tricolore rimane", mentre è "negativo il fatto che il piano industriale preveda molti esuberi e che non preveda sufficienti investimenti per il rilancio". Per chi si oppone all'ipotesi Air France-Klm rimane una sola speranza. Il comunicato di palazzo Chigi pone nell'ultimo capoverso una condizione: nella lettera che Padoa Schioppa invierà all'Alitalia verrà specificato che "gli impegni assunti non saranno vincolanti nel caso in cui uno o più soggetti lancino una offerta pubblica concorrente migliorativa e il ministero accetti tale offerta. Ciò al fine di tutelare i principi di trasparenza e non discriminazione previsti dalla normativa sulle privatizzazioni e in linea con la disciplina delle offerte pubbliche". Oggi, intanto, per Alitalia è stata una seduta drammatica a Piazza Affari dopo l'offerta vincolante di Air France. La compagnia di bandiera ha infatti chiuso la giornata segnando un ultimo prezzo di 0,392 euro (-26,59%) dopo aver toccato, in corso di seduta, un minimo di 0,33 euro (-38,11%). E' giusto vendere Alitalia ad AirFrance-Klm?IL MONITO Ue: "No agli aiuti di Stato" - LUNEDI' NERO Borse a picco, bruciati 304 miliardi - BANKITALIA "Montepaschi, sì all'acquisizione di Antonveneta" Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Articoli Eventi --> Foto del giorno --> Foto Video Blog Sondaggi Cronaca - Locale La 'banda del rame' scatenata Rubati 16 km di cavo da un'aziendaCronaca - Locale Nuova questura: le firme che contanoSalute Si allungano le liste di attesa per tutti gli esami mediciCronaca - Locale Treu:"Ora finalmente guardiamo senza polemiche all'eredità di Marco"Cronaca - Locale Il professore muore in gita scolasticaCronaca - Locale Sputo a un tifoso dopo la gara L'Indesit licenzia BernardiCronaca - Locale Rapina a un distributore Benzinaio accoltellatoGossip Niente camice bianco per George Clooney non tornerà sul set di ERCronaca - Locale Bestiame abbandonato nella neve "E' una forma di maltrattamento"Spettacolo - Locale "Stasera venite a teatro, divertimento garantito"Sport - Locale Basket E' Patrick Mutombo il rinforzo della Carife in attesa della volataCronaca - Locale Il rapporto annuale di Legambiente 'boccia' le scuole per la manutenzioneSport Filippi in finale nei 400 misti Majoli Dietro lo specchio'TEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008Stagione teatrale 2007 / 2008: I due gemelli venezianiStagione di qualità al Teatro ComunaleLa Belle Epoque. 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Alitalia crolla: il titolo cede un altro 19% (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 66 del 2008-03-18 pagina 0 Alitalia crolla: il titolo cede un altro 19% di Redazione Dopo una giornata di passione, con picchi minimi del 26% e l'ok del cdm all'offerta francese, il titolo perde il 10,5% dopo pochi minuti e non riesce a essere ammesso. Oggi l'incontro con i sindacati per discutere il piano di Air France. Bonanni: "Gli esuberi? Col piano sono 7mila" Milano - Nemmeno l'ok del consiglio dei ministri alla vendita ad Air France sblocca la situazione di Alitalia in Borsa. Apertura molto volatile per il titolo della compagnia di bandiera, sospeso dopo pochi minuti per eccesso di ribasso, e riammesso solo in tarda mattinata. Oggi si tiene l'incontro fra i vertici del vettore e i sindacati dopo il via libera all'offerta di Air France del consiglio dei ministri. Crolla il titolo a piazza Affari Non si arrestano le vendite su Alitalia a Piazza Affari, dove i titoli della compagnia di bandiera sono stati sospesi per eccesso di ribasso sul prezzo di controllo quando facevano segnare un calo del 10,51% a 0,35 euro. In pochi minuti sono passati di mano 2,4 milioni di pezzi quando la media per un'intera seduta dell'ultimo mese è di 6,9 milioni. Alitalia, sospesa per eccesso di ribasso pochi minuti dopo l'avvio di seduta, viene riammesso nel mercato solo in tarda mattinata, ma il titolo perde il 19,20% a 0,31 euro. Bonanni: "Con questa offerta 7mila esuberi" Il piano di Air France-Klm per l'acquisizione di Alitalia comporta circa 7.000 esuberi. Lo ha detto il segretario della Cisl Raffaele Bonanni, intervenendo a "Panorama del giorno" su Canale5. "Se dovessimo vedere confermate le intenzioni di Air France e del governo, che ci manda nudi alla trattativa con i francesi, gli esuberi dovrebbero essere circa settemila. Una cifra impressionante, un dato molto diverso da quello che il governo aveva detto sostenendo che proprio il basso numero di esuberi era il motivo per cui la scelta era stata indirizzata verso Air France e non verso altri", ha detto Bonanni. L'offerta di Air France-Klm prevede circa 1700 esuberi nella parte Fly, il resto presumibilmente viene da Az servizi, che gestisce i servizi di terra, anche se un dato ufficiale non è stato ancora reso noto. "Dal governo atteggiamento detestabile" Secondo Bonanni il governo ha avuto nella vicenda Alitalia un "comportamento assolutamente detestabile". "Il governo non prende una posizione chiara, in modo tale da garantire dei punti di approdo. Allora, fanno tutto in silenzio, fanno tutto da soli e poi all'ultimo momento vogliono scaricare sulle nostre spalle la decisione, cucinano questa ministra acida e ci dicono 'o la mangi inacidendo anche tu, altrimenti ti prendi le responsabilità della minestra acida'", ha detto Bonanni. La Moratti: "Il fallimento non è una catastrofe" Letizia Moratti, sindaco di Milano e primo azionista dei Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi, compresa Malpensa, non fa marcia indietro sulla causa intenta contro Alitalia per gli accordi disattesi sullo scalo di Malpensa, chiedendo un indennizzo di 1,25 miliardi di euro. "L'azione risarcitoria - dice in un'intervista rilasciata a Repubblica - è stata a lungo mediata e si basa su argomenti solidi. Alitalia ha disatteso l'impegno assunto: fare di Malpensa il suo hub. Una rinuncia da parte nostra è impensabile". Non solo. Il sindaco di Milano spiega che un fallimento di Alitalia non "è una catastrofe". "Prima di arrivare al fallimento - spiega la Moratti - è sempre doveroso cercare un'altra soluzione, sebbene, lo ripeto, neppure il fallimento significhi di per sè una catastrofe. Alitalia si è resa responsabile di scelte sbagliate. In seguito agli accordi con i sindacati romani ha speso 200milioni all'anno solo per le trasferte a Malpensa del personale residente nella capitale". Il sindaco di Milano, in un passaggio dell'intervista invita Alitalia, Sea e Air France a sedersi intorno ad un tavolo, "studiamo una revisione del prezzo - Air France paghi di più - e un'ipotesi di transizione che tenga conto degli investimenti da noi pianificati, un miliardo di euro, cento dei quali già spesi solo quest'anno". Il "Finacial Times: qual è il gioco di Spinetta? Con il prezzo offerto per Alitalia, appena 10 centesimi per azione, ma soprattutto le condizioni poste all'acquisizione, l'amministratore delegato di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, sta cercando di assicurarsi le massime possibilità di successo sull'integrazione del vettore italiano, oppure, all'opposto, ha scelto una "maniera elegante" per defilarsi da un'operazione ad altro rischio, che sindacati e politici giudicheranno "semplicemente impossibile". Lo afferma l'editorialsita del Financial Times Paul Betts, nella consueta rubrica European View. "è troppo presto - secondo Betts - per capire quale gioco stia giocando Spinetta, astuto negoziatore e abile stratega". Il vettore franco olandese è sempre stato interessato a Alitalia, "o quantomeno al suo mercato", e si tratta di una compagnia che conosce molto bene avendone controllato per anni una quota del 2%. Ciò che conta davvero non è il prezzo, prosegue l'articolo, il vero costo sarà nel tempo da dedicare al vettore italiano una volta rilevato. "Questo spiegherebbe per quale motivo Spinetta voglia ottenere degli impegni di ferro da pate dei sindacati". Un altro fattore da considerare è che questa operazione potrebbe segnare l'avvio di una nuova ondata di consolidamenti nell'industria del trasporto aereo Ue, che vede coinvolte la britannica Bmi, la spagnola Iberia e forse la scandinava Sas. "Solitamente in queste situazioni il primo a muoversi finisce per pagare più degli altri e per fare da apripista, Spinetta - conclude Betts - non vuole cadere in questa trappola". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Alitalia, sì del governo all'offerta Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

"Salvo proposte più vantaggiose" ROMA. Via libera del governo ad Air France-Klm per l'acquisizione di Alitalia. L'annuncio è arrivato nella serata di ieri, dopo una giornata convulsa durante la quale si sono susseguite, da parte di politici e sindacalisti, critiche all'offerta proveniente dal gruppo franco-olandese e mentre il titolo ha chiuso con un ribasso del 20%. In questo quadro la decisione del governo è una sconfessione dell'atteggiamento sindacale e un invito a sedersi al tavolo delle trattative con i francesi. Tutte le sigle sindacali, che oggi incontreranno i vertici di Alitalia e il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, si sono dette contrarie ad accettare il piano industriale francese se non ci saranno modifiche. Intanto, però, sono state messe con le spalle al muro dal governo che ha dato il suo sì all'offerta lasciando ai sindacati la sola possibilità di andare a un negoziato che i francesi vogliono chiudere entro il 31 marzo. Bruxelles, intanto, ha espresso dubbi sul prestito da 300 milioni, richiesto da Air France-Klm per consentire ad Alitalia di arrivare all'aumento di capitale previsto dopo la chiusura dell'operazione. F. Ferrari e Lombardi >> 3 18/03/2008.

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Alitalia, sindacati: valutano offerta Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Si' del Tesoro alla compagnia d'Oltralpe: il giorno dopo Alitalia, sindacati: valutano offerta Air France Bonanni:" Il Governo ci ha escluso dalla trattativa con AirFrance" Roma, 18 mar. - Sono bastati pochi minuti dall'inizio della seduta quotidiana di Piazza Affari per far chiudere il titolo di Alitalia per eccesso di ribasso. Oggi è il giorno dell'incontro con il Presidente di AirFrance-Klm Spinetta. Bonanni, segretario della Cisl, attacca duramente il governo uscente: "Ci ha lasciato all'oscuro di tutto, comportamento detestabile che ci ha lasciato nudi di fronte alle richieste di Air France. Non era mai accaduto che si rifiutasse di parlare con i sindacati. A testimonianza di ciò la malgestione dei cargo per salvare Malpensa, ma ovviamente anche qui è saltato tutto. Se vengono confermate le stime di Air France, ci saranno 7000 esuberi". E' lo sfogo di chi dal Governo Prodi non è proprio stato ascoltato. Bertinotti, in colloquio con il "Riformista" spiega: " non bisogna accontentarsi dei 4 soldi di Air France; la situazione è ormai compremessa, ma bisognava pensare ad una soluzione come quella di Marchionne per la Fiat. Perchè non se ne è mai parlato? Serve una riprogettazione su un terreno dei valori del modello industriale e del modello economico-sociale". Andrea Morelli.

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Alitalia, sindacati valutano offerta Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Si' del Tesoro alla compagnia d'Oltralpe: il giorno dopo Alitalia, sindacati: valutano offerta Air France Bonanni:" Il Governo ci ha escluso dalla trattativa con AirFrance" Roma, 18 mar. - Sono bastati pochi minuti dall'inizio della seduta quotidiana di Piazza Affari per far chiudere il titolo di Alitalia per eccesso di ribasso. Oggi è il giorno dell'incontro con il Presidente di AirFrance-Klm Spinetta. Bonanni, segretario della Cisl, attacca duramente il governo uscente: "Ci ha lasciato all'oscuro di tutto, comportamento detestabile che ci ha lasciato nudi di fronte alle richieste di Air France. Non era mai accaduto che si rifiutasse di parlare con i sindacati. A testimonianza di ciò la malgestione dei cargo per salvare Malpensa, ma ovviamente anche qui è saltato tutto. Se vengono confermate le stime di Air France, ci saranno 7000 esuberi". E' lo sfogo di chi dal Governo Prodi non è proprio stato ascoltato. Bertinotti, in colloquio con il "Riformista" spiega: " non bisogna accontentarsi dei 4 soldi di Air France; la situazione è ormai compremessa, ma bisognava pensare ad una soluzione come quella di Marchionne per la Fiat. Perchè non se ne è mai parlato? Serve una riprogettazione su un terreno dei valori del modello industriale e del modello economico-sociale". Andrea Morelli.

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Il governo: "Sì ad Air France-Klm" La parola ora passa ai sindacati (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

NOME UTENTE PASSWORD Leggi il giornale Prova GRATUITA Politica CANALI CITTà SPORT MOTORI MULTIMEDIA SHOPPING BLOG MOBILE CERCA LAVORO ANNUNCI Homepage Quotidiano.net Cronaca Stop al bullismo Politica & Economia Borse Lavoro Esteri Cultura & libri Arte & Mostre Cinema Musica Spettacolo e TV Gossip Casa Pazzo Mondo Salute Tecnologia Sondaggi Archivio news Cavallo Magazine Eventi E-nigmistica Giochi Mappe Meteo Mooovie Viaggi IL RESTO DEL CARLINO BOLOGNA Ancona Ascoli Cesena Fermo Ferrara Forlì Imola Macerata Modena Pesaro Ravenna Reggio Emilia Rimini Rovigo LA NAZIONE FIRENZE Arezzo Empoli Grosseto La Spezia Livorno Lucca Massa Carrara Perugia Pisa Pistoia Prato Siena Viareggio IL GIORNO MILANO Bergamo Brescia Como Lecco Lodi Sondrio HOMEPAGE IL TEMPO.IT ROMA Lazio Nord Latina Frosinone Abruzzo Molise HOMEPAGE ILSECOLO XIX.it GENOVA La Spezia Imperia Savona Levante Basso Piemonte Tutto lo sport Calciomercato Serie A: tutte le squadre Serie A: l'ultima giornata Serie A: tempo reale e classifiche Serie B: tempo reale e classifiche Calendario Serie A Calendario Serie B Siti di A e B BLOG DI SPORT A che gioco giochiamo? di Laura Alari Pallonate di Enzo Bucchioni Mister X di Xavier Jacobelli Affari tuoi di Giulio Mola Fischi proibiti di Simone Nozzoli Servizi Vincenti di Ubaldo Scanagatta Profondo Rosso di Leo Turrini SPECIALI Champions League 2008 Sei Nazioni 2008 Mondiali di Rugby ARCHIVIO GERMANIA 2006 Formula 1 2007 Formula 1 2006 Motomondiale 2007 Motomondiale 2006 Calciopoli MEDIA CENTER Ultimi pubblicati Foto del giorno Fotogallery Ricerca Multimedia Calendari Cinema Cronaca Cultura Economia Esteri Gossip Moda Mostre Pazzo Mondo Politica Salute Spettacolo Sport Tecnologia In Edicola! 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Dall'opposizione Gianfranco Fini vede "luci e ombre" Roma, 17 marzo 2008 - Via libera del Governo all'offerta vincolante presentata da Air France-Klm per l'acquisizione di Alitalia. L'esecutivo ha dato parere favorevole al piano industriale proposto dalla compagnia franco-olandese, già approvato sabato scorso dal cda di Viale della Magliana. Ora il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa, invierà ad Alitalia una lettera con l'impegno ad aderire sia all'Offerta pubblica di scambio per il 100% delle azioni Alitalia sia a quella di acquisto per il 100% delle obbligazioni convertibili da parte di Air France-Klm. All'incontro di Palazzo Chigi erano presenti solo dodici ministri, data la convocazione urgente ed il fatto che molti si trovano fuori Roma in campagna elettorale. Il semaforo verde del ministero dell'Economia, condiviso dal Presidente del Consiglio Prodi, è una delle condizioni sospensive poste da Air France-Klm per la validità dell'offerta di Parigi. L'altra condizione vincolante è l'ok dei sindacati, che infatti entreranno in campo domani. Nel pomeriggio i sindacati incontreranno a Roma il manager francese, Jean-Cyril Spinetta e l'ad della ex compagnia di bandiera, Maurizio Prato. Il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, avverte che è necessario un margine di contrattazione: "Sarà il giorno della verità, andremo a vedere questo fantomatico piano che abbiamo letto sui giornali e capiremo se ci può essere o no il nostro consenso". Proprio oggi è arrivato, intanto, il monito della Commissione europea. Bruxelles non accetterà una vendita che comporti aiuti di Stato: Alitalia ha già beneficiato di sostegni, quindi "non potrà esserci nessun altro aiuto finanziario - ha detto un portavoce - a condizioni che non siano accettabili da un investitore privato". Intanto da Confindustria il presidente designato, Emma Marcegaglia, si dice preoccupata. "Mi pare - ha sottolineato - che la proposta di Air France sia stata accettata. è importante che non si vada ad uno smantellamento dei voli da Malpensa perchè questo sarebbe un danno molto pesante per il Nord Italia. Così com'è - ha aggiunto - la proposta prevede invece una grossa riduzione dei voli da Malpensa. Credo che ci vorrebbe o una logica di moratoria, o un qualche cosa che lasci spazio a Malpensa per ritrovare altre Compagnie che vogliono volare da quello scalo". "I sindacati faranno le loro valutazioni - ha detto il ministro degli Esteri Massimo D'Alema - e li ascolteremo con grande interesse e rispetto. Neppure Air France vuole il conflitto con i lavoratori". Dall'opposizione Gianfranco Fini vede "luci e ombre" nell'offerta di Air France per Alitalia. Parlando al Tg5 il leader di An ricorda che "l'Alitalia rischia di fallire" e ritiene "positivo il fatto che Air France abbia garantito che il marchio tricolore rimane", mentre è "negativo il fatto che il piano industriale preveda molti esuberi e che non preveda sufficienti investimenti per il rilancio". Per chi si oppone all'ipotesi Air France-Klm rimane una sola speranza. Il comunicato di palazzo Chigi pone nell'ultimo capoverso una condizione: nella lettera che Padoa Schioppa invierà all'Alitalia verrà specificato che "gli impegni assunti non saranno vincolanti nel caso in cui uno o più soggetti lancino una offerta pubblica concorrente migliorativa e il ministero accetti tale offerta. Ciò al fine di tutelare i principi di trasparenza e non discriminazione previsti dalla normativa sulle privatizzazioni e in linea con la disciplina delle offerte pubbliche". Oggi, intanto, per Alitalia è stata una seduta drammatica a Piazza Affari dopo l'offerta vincolante di Air France. La compagnia di bandiera ha infatti chiuso la giornata segnando un ultimo prezzo di 0,392 euro (-26,59%) dopo aver toccato, in corso di seduta, un minimo di 0,33 euro (-38,11%). E' giusto vendere Alitalia ad AirFrance-Klm?Titolo sospeso per eccesso di ribasso - IL MONITO Ue: "No agli aiuti di Stato" - LUNEDI' NERO Borse a picco, bruciati 304 miliardi - BANKITALIA "Montepaschi, sì all'acquisizione di Antonveneta" Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Articoli Eventi --> Foto del giorno --> Foto Video Blog Sondaggi Cronaca - Locale Pacco bomba sospetto al tribunale Dopo l'evacuazione il cessato allarmeMostre In mostra gli artisti "primitivi", maestri del gotico internazionaleCronaca - Locale Nascosti in un camion tra le patate Beccati 19 clandestini iracheniCronaca - Locale Scoperto un kit per fare dosi di eroina grazie alle segnalazioni dei residentiCronaca Novità per l'esame di terza media "Le prove saranno uguali per tutti"Cronaca - Locale Raccolta differenziata: Tarsu scontata Il contributo passa da 10 a 16 euroGossip Fabrizio Corona dopo lo scandalo: "Sto cercando di cambiare la mia vita"Cronaca - Locale Il messaggio di Hadj a Macalli: "Più rispetto per i rossoneri"Esteri Fisco, spuntano i primi dei 157 nomi: politici, docenti e gente di spettacoloCronaca - Locale Rapina a mano armata alla BdM I malviventi portano via 15mila euroCronaca - Locale Nuova questura: le firme che contanoSalute Si allungano le liste di attesa per tutti gli esami mediciCronaca - Locale Treu:"Ora finalmente guardiamo senza polemiche all'eredità di Marco" Majoli Dietro lo specchio'TEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008Stagione teatrale 2007 / 2008: I due gemelli venezianiStagione di qualità al Teatro ComunaleLa Belle Epoque. 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FIORELLO E BALDINI CANTANO RIDATECI LA GIOCONDA (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Fiorello e Baldini cantano "Ridateci la Gioconda" Un coro sulle note di "Resta con noi". È la trovata con cui Fiorello e Marco Baldini sono intervenuti sulla vendita di Alitalia ad Air France nel corso della puntata di "Viva Radiodue". Il testo: "Resta con noi Alitalia stasera/ resta con noi e non te ne andare/ Resta con noi non ci lasciar/ la Francia non deve comprar/ Chiedi di più non accettar/ la Gioconda ci devon ridar".

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UN MATRIMONIO CON 25 DIKTAT (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Un matrimonio con 25 diktat Un "sì" con venticinque "se". L'offerta di matrimonio dei francesi è vincolata a talmente tante condizioni che ieri la Consob ha chiesto una nota che precisasse punto per punto le "condizioni d'efficacia" del contratto proposto venerdì da Air France-Klm e accettato sabato note da Alitalia. E così le diciannove pagine del primo comunicato si sono arricchite di cinque pagine di precisazioni, dalle quali risulta che le condizioni che devono verificarsi perché il contratto vada davvero a buon fine sono appunto venticinque. Alcune, va rilevato, sono del tutto naturali, come l'adesione del ministero dell'Economia all'offerta di scambio di azioni, condizione necessaria perché la compagnia aerea, oggi al 49,9% del Tesoro, passi di mano. Altre sono quantomeno bizzarre, se non altro nella formulazione. Per esempio si chiede che "il governo italiano, come organo collegiale, non dovrà aver assunto alcuna decisione formale o fatto alcun pubblico annuncio che sia fortemente contrario all'operazione". Una frase che la dice lunga su come ci vedono i transalpini: sanno bene infatti che la dichiarazione di un singolo ministro non conta nulla e accettano persino un provvedimento contrario all'operazione purché sia più di facciata che di sostanza. Il punto più sorprendente, è noto, riguarda la causa che la Sea ha intentato contro Alitalia dopo il ridimensionamento di Malpensa, con una richiesta di danni di 1,25 miliardi dinanzi al tribunale di Busto Arstizio. Qui i francesi sono addirittura didascalici e propongono un ventaglio di soluzioni. Si parte dal mero abbandono da parte di Sea dell'iniziativa legale, a una transazione "a condizioni soddisfacenti per Air France-Klm" fino all'"impegno del ministero dell'Economia a indennizzare integralmente Alitalia eventualmente tramite l'adozione di un decreto legge". Tale provvedimento andrebbe convertito in legge dal Parlamento "prima del formale annuncio da parte di Air France-Klm della decisione di lanciare le offerte". Il che con le elezioni in corso rischia di essere quantomeno acrobatico visto che le nuove Camere si riuniranno il 29 aprile e avranno qualche altro impegno, come nominare i presidenti e votare la fiducia al prossimo governo. Il nodo del consenso sindacale, leggendo le precisazioni, non appare particolarmente stringente, perché è sufficiente che ci sia il sì delle organizzazioni sindacali "rappresentanti la maggioranza di ciascuna delle categorie di dipendenti della compagnia", per cui nessuna singola sigla ha diritto di veto. Molto delicato appare invece il "raggiungimento di un accordo tra l'Alitalia e Aeroporti di Roma" per Fiumicino e di un'intesa con Fintecna e Alitalia Servizi per la "rinegoziazione di alcune clausole relative dei contratti di servizio". In pratica si chiedono accordi favorevoli con un soggetto privato, come AdR, e con uno pubblico, come Fintecna. Con il rischio che il soggetto privato si ponga come prorità il proprio specifico utile (AdR è del gruppo Gemina, quotato in Borsa) e che una eventuale generosità di Fintecna sia bollata come "aiuto di Stato" dall'Unione europea. Di fronte a tutte queste richieste, i transalpini offrono però una serie di garanzie, chiamate "Assurances". In particolare Air France-Klm "si impegna a che, nel rispetto dei principi di equilibrio economico finanziario e degli obiettivi di complessiva profittabilità del gruppo allargato, venga assicurata un'adeguata copertura del territorio nazionale e un adeguato livello di servizio". Un vincolo, se si riflette, neanche troppo stringente visto che mantenere i collegamenti nazionali è comunque sottoposto al principio di profittabilità. Ma, come se non bastasse, nella nota di precisazione si puntualizza che "nell'ambito delle garanzie (Assurances) relativamente alla copertura territoriale è da intendersi nei limiti del significato del verbo "to strive to" come "sforzarsi per"". Non una vera e propria garanzia, bensì poco più di un auspicio. m.e.

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GRANA PER BERLUSCONI: CONVINCERE SEA E LEGA (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

IL RETROSCENA MARCO CONTI Roma."O si vende o si fallisce e Berlusconi lo sa bene, visto che il disastro Alitalia non è dell'ultimo anno". Emma Bonino, ministro delle politiche Comunitarie, ieri sera ha lasciato palazzo Chigi con in mano gli appunti presi durante l'informativa del collega e ministro Padoa-Schioppa. La drammatica situazione della Compagnia di bandiera sta in due cifre: quasi due milioni di euro al giorno di perdite e 4,3 miliardi di euro versati dai contribuenti negli ultimi quindici anni nei vari e falliti tentativi di rilancio. La decisione di aderire o meno all'offerta di Air France spettava solo al Tesoro, ma ieri sera, durante il consiglio dei ministri, Padoa Schioppa ha incassato la solidarietà dei colleghi Amato, Bersani e Bonino oltre a quella più ovvia di Prodi. Ora, dopo il via libera del governo all'intesa con Air France, la patata bollente rischia di passare nelle mani di Silvio Berlusconi, oltre che dei sindacati. La svolta è avvenuta ieri pomeriggio quando l'agenzia Radiocor ha battuto la notizia della lettera con la quale Prodi chiede a "Sea" di ritirare la richiesta di indennizzo da 1,250 miliardi all'Alitalia come risarcimento per i danni subiti con l'abbandono di Malpensa. La proposta di Air France su questo punto parla chiaro e nelle condizioni dell'offerta i vertici della compagnia transalpina hanno scritto che non intendono assumersi i costi del contenzioso, lasciando al ministero dell'Economia il compito di trovare una soluzione. Per Prodi l'unica soluzione passa però per il ritiro della richiesta di danni che il presidente della Sea Giuseppe Bonomi, uomo molto vicino alla Lega, dovrebbe fare spianando la strada all'intesa. Il tentativo rinviare la decisione a dopo il voto che l'azzurro Mario Lupi ha proposto anche ieri, rischia quindi di infrangersi nella fretta di Air France e nella volontà di Prodi di lasciare a Berlusconi il compito di convincere la Lega - e quindi i vertici della Sea - a fare il passo indietro. Anche in questi giorni i più stretti collaboratori di Berlusconi hanno assicurato palazzo Chigi sul via libera del centrodestra all'operazione Air France. Le telefonate non sono mancate anche nel fine settimana. Il rischio di trovarsi, in caso di vittoria elettorale, subito dopo il voto alle prese con un'azienda da ricapitalizzare e con il "no" di Bruxelles a nuovi aiuti di Stato, atterrisce sia Berlusconi che Tremonti. Resta però per il Cavaliere il nodo rappresentato dal "no" della Lega che non intende cedere temendo gli effetti anche elettorali di un ridimensionamento di Malpensa. Ieri sera un tentativo di mediazione ha provato a farlo Gianfranco Fini accennando alla necessità di distinguere il destino di Alitalia da quello di Malpensa, ma il problema non è ancora risolto. In attesa di vedere quale sarà la reazione del sindacato che oggi incontrerà i vertici di Alitalia e Air France, Berlusconi lavora a una sua proposta per rilanciare Malpensa, come hub internazionale per low-cost.

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PASQUA E ELEZIONI, ALLERTA ANTITERRORISMO (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Pasqua e elezioni, allerta antiterrorismo ELENA ROMANAZZI Roma. Due gazebi del Pdl incendiati a Milano, uno a Foligno, tre dati alle fiamme a Livorno (due della Lega e uno del Popolo delle Libertà), poi l'irruzione nella sede del Carroccio a Torino. Il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, ha riunito e presieduto il Comitato Nazionale per l'Ordine e la sicurezza pubblica. Al centro del vertice, al quale hanno partecipato i responsabili delle forze dell'ordine, il capo della Polizia, il Comandante generale dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e i responsabili degli organismi di informazione e sicurezza, Aisi (ex Sisde) e Aise (ex Sismi), il dossier elezioni e l'analisi degli episodi che si sono verificati nei giorni scorsi. Azioni di pseudo estremismo politico, dietro le quali, secondo quanto emerge dal Viminale, non ci sarebbero, allo stato attuale, un disegno comune nè una strategia eversiva. A rafforzare questa tesi anche le rivendicazioni che hanno accompagnato gli ultimi due episodi, quelli di Milano avvenuti tra il 5 e il 6 marzo e il 7 e l'8 marzo. Gli atti incendiari sono stati rivendicati da una sigla tutta nuova, "Arrembaggio rivoluzionario Contro ogni potere" (Arcop), sconosciuta agli investigatori. Manifestazioni di "fibrillazione", così vengono definiti questi gesti, considerati, tuttavia, quasi fisiologici in campagna elettorale che tuttavia verranno tenuti d'occhio con sempre maggiore attenzione all'avvicinarsi della data delle elezioni. Non ci sono "rischi specifici", nè sulle elezioni nè sulle vicine festività pasquali. Non accadrà, questa è opinione comune tra i vertici delle forze dell'ordine, quanto è avvenuto in Spagna dove, per mano dell'ETA, due giorni prima della consultazioni è stato ucciso, davanti alla sua abitazione, l'ex assessore socialista Isaias Carrasco. Nel corso della riunione al Viminale, malgrado non siano emersi allarmi specifici, "è stata evidenziata l'opportunità di mantenere la massima attenzione sulle usuali fonti di rischio connesse a questi appuntamenti, dal terrorismo interno e internazionale all'estremismo politico". Si sarebbe anche parlato del possibile impatto che potrà avere la cessione della compagnia di bandiera, l'Alitalia all'Air France. L'attenzione, come è sempre accaduto durante le elezioni e le festività religiose, sarà massima sia sul fronte interno che esterno. All'estero è alta la vigilanza (la guardia non è mai stata abbassata) sui militari impegnati nelle diverse missioni di pace in Afghanistan, in Libano e in Kosovo, dove la situazione, in questi giorni è delicatissima. Una attenzione particolare è riservata agli italiani che vivono all'estero, ma fanno notare gli esperti, si tratta di una "normale vigilanza". L'eventuale minaccia da fronteggiare resta sempre quella del terrorismo di matrice islamica, ma non sono emersi nel corso della riunione del Comitato, segnali specifici di allarme. Per le festività pasquali, come ogni anno, l'indicazione è quella di intensificare la vigilanza degli obiettivi considerati sensibili. Dunque verranno intensificati i controlli nelle stazioni ferroviarie, nei porti, negli aereoporti e nelle metropolitane. Sotto lo sguardo attento delle forze dell'ordine anche le chiese, dove la vigilanza sarà discreta. Verranno monitorati anche i monumenti e i musei, in vista di un maggiore afflusso turistico, come è sempre stato negli ultimi anni durante le festività religiose. Particolare attenzione alle città d'arte, a Roma, Venezia, Firenze, Milano, Napoli, dove i controlli verranno rafforzati.

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VELTRONI: ABBASSARE GLI STIPENDI AI POLITICI (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Veltroni: abbassare gli stipendi ai politici MARIA PAOLA MILANESIO Roma. Silvio Berlusconi ha già detto di volerli dimezzare nei primi tre mesi di governo. Anche per Walter Veltroni quei mille parlamentari sono troppi ed eccessivo è il loro stipendio, "il più alto in Europa", mentre i salari degli italiani sono "tra i più bassi". "Se dobbiamo tirare la cinghia bisogna farlo tutti assieme. Non va bene che con i soldi pubblici si finanzino 51 forze politiche e si diano fondi a 31 giornali e organi di partito. Bisogna tornare a una politica di sobrietà", ha detto ieri il candidato premier del Pd, al suo primo giorno in Piemonte. Terra difficile anche questa, poco incline a mostrare simpatia alla sinistra (fa eccezione Torino), ma che Veltroni conta di conquistare convincendo i delusi, gli incerti e rimarcando le contraddizioni dell'avversario. Il governo Berlusconi? "Non ha realizzato quasi nulla di quanto promesso". L'allarme brogli da parte del Cavaliere? "Tutto quello che dice la destra, dal '94 a oggi, è già visto". "Per forza che dice così! Prima si è letto e riletto il programma di Berlusconi e poi lo ha ricopiato", ribatte Paolo Bonaniuti, portavoce del Cavaliere. Veltroni non replica, convinto che alzare i toni della polemica non serva, ma aiuti molto di più evidenziare i punti deboli dell'avversario. "Noi vogliamo unire l'Italia, abbiamo fatto una scelta coraggiosa. La destra, invece, è divisa su tutto, dall'Alitalia alle pensioni. Votarli vorrebbe dire continuare gli ultimi 15 anni di frammentazione", dice prospettando immobilismo anche per il futuro. "Inventi pure inesistenti divisioni al nostro interno e mostrerà ogni giorno di più di non avere soluzioni alternative ai problemi del Paese", fa saper Altero Matteoli, An. Veltroni, invece, è sicuro che con il Pd al governo sarà tutt'altra musica, perché per la prima volta "votando per un partito, si può avere il governo di un partito, come in Spagna e Inghilterra". "Sull'Unione io ho detto ciò che tutti pensavano, un po' come Fantozzi sul film la Corazzata Pothemkin". Che il leader del Pd senta la fine della coalizione che ha sorretto Prodi come una liberazione è cosa nota. "Divento pazzo quando li sento parlare di lotta di classe contro i padroni", ha detto ieri. Ma se la scelta di correre da soli - così i sondaggi - ha premiato il Pd, resta da superare lo scoglio del voto cattolico che guarderebbe con maggiore interesse al Pdl. "Nel nostro partito convivono culture e posizioni diverse. Lo scontro tra i due maggiori partiti fa soffrire sia il centro sia la sinistra radicale. Questi ultimi paventano un governo delle larghe intese, mentre Pier Ferdinando Casini, il candidato premier dell'Unione di centro, tuona contro "il vero broglio". "È lo svuotamento della par condicio e lo sfacciato favoritismo che vede uniti Berlusconi e Veltroni", dice Casini. Sui leader Pdl e Pd qualche frecciata: "Berlusconi? Non c'è un suo annuncio che non venga smentito da lui stesso. Veltroni? Tutti hanno capito chi tra me, il Cavaliere e Veltroni sia stato coraggioso". Al centro, Walter Veltroni A sinistra, Pier Ferdinando Casini e sotto, una seduta della Camera.

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ALITALIA, VIA LIBERA DEL TESORO AD AIR FRANCE (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia, via libera del Tesoro ad Air France Oggi Prato e Spinetta incontrano i sindacati Epifani: "No alla logica del prendere o lasciare" GIUSY FRANZESE Roma. La forma può sembrare un po' insolita, ma la sostanza è inequivoca: il governo dice sì alla proposta di Air France-Klm per l'acquisto dell'Alitalia. Non ci hanno messo nemmeno molto a decidere: la riunione straordinaria del Consiglio dei ministri è durata un'ora e mezza. Giusto il tempo di prendere atto della relazione del ministro dell'Economia sulle condizioni dell'offerta da parte del colosso franco olandese e dell'intenzione di Padoa-Schioppa di aderire. Formalmente la decisione è presa, quindi, dal Tesoro che è il principale azionista della compagnia di bandiera, ma di fatto - come recita il comunicato di Palazzo Chigi - si tratta di una decisione "condivisa". Certamente lo è da parte del premier, Romano Prodi. Il quale, tra l'altro, in mattinata aveva chiesto alla Sea, la società che gestisce Malpensa, di ritirare la richiesta di indennizzo di 1,25 miliardi avanzata all'Alitalia come risarcimento per l'abbandono dello scalo. Un chiaro segnale che si andava verso il sì all'Air France, visto che la garanzia di una chiusura non onerosa del contenzioso con la Sea è una della condizioni dei francesi. Il via libera verrà sostanziato con una lettera che Padoa-Schioppa invierà immediatamente all'Alitalia e nella quale, appunto, c'è "l'impegno ad aderire alle previste offerte pubbliche di scambio (per le azioni) e di acquisto (per le obbligazioni) da parte di Air France-Klm per la totalità dei titoli detenuti dal ministero stesso". Naturalmente a lettera chiarisce che "gli impegni assunti non saranno vincolanti" se dovessero arrivare offerte pubbliche migliorative. Come dire: se qualcuno offre di più, ben venga. La specificazione è ovvia, ma anche dovuta. Soprattutto alla luce delle proteste da parte dei più svariati fronti. Come la Sinistra arcobaleno che grida allo scandalo e alla svendita. E la Lega Nord, preoccupata per Malpensa. Anche il futuro presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia, ieri ha fatto sentire la sua voce: serve "una moratoria" per Malpensa, perché il piano di ristrutturazione "di fatto penalizza tutto il Nord". A questo punto la palla passa nelle mani dei sindacati. Air France lo ha già detto più di una volta: il loro assenso è indispensabile. Ed è qui che si apre la partita più delicata. visto che i sindacati hanno già fatto sapere che - così come appare - il piano di ristrutturazione messo a punto dai francesi non va. L'incontro "della verità" avverrà oggi, al quartier generale della Magliana. Le nove sigle sindacali saranno ricevute dall'ad di Alitalia, Maurizio Prato, e da quello di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, atterrato ieri sera a Roma. Le premesse per ora sono bellicose. I sindacati sono rimasti spiazzati dalle condizioni dell'offerta: non le attendevano così al ribasso e temono rischi sul fronte occupazione, soprattutto per i lavoratori di Az servizi, che oggi presidieranno la Magliana (dieci gli autobus previsti da Napoli). Di certo i sindacalisti non andranno solo ad ascoltare. "Prendere o lasciare non è mai la tattica migliore. Spero ci possa essere un margine di trattativa. Il sindacato ha le spalle larghe per dire un sì o un no" dice il numero uno della Cgil Guglielmo Epifani. "Non è mica detto che bisogna sempre per forza mangiare la minestra, se è avvelenata" fa sapere il numero uno Uil, Luigi Angeletti. Dice il leader della Cisl, Raffaele Bonanni: "O si apre una trattativa vera per ridurre gli esuberi o si andrà alla rottura". Aggiunge l'Ugl di Renata Polverini: "Non siamo disponibili a una mera ratifica". E così i sindacati di base, quelli degli assistenti di volo e anche quelli dei piloti che, fino all'altro giorno, non nascondevano di tifare per la soluzione Air France.

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STOP UE A NUOVI AIUTI. TITOLO A PICCO: -26% (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stop Ue a nuovi aiuti. Titolo a picco: -26% MARCO ESPOSITO Meno 43,6%. Alle ore 9 la settimana borsistica di Alitalia si apre con un calo-choc. Un calo teorico, perché in nessun titolo è stato scambiato in omaggio al principio che non si accettano scambi con oscillazioni troppo brusche. Il fatto è che l'offerta di Air France-Klm, che nessuno si aspettava generosa, è apparsa agli stessi commentatori francesi "irrisoria", come ha scritto Les Echos. E così il titolo Alitalia è stato sospeso, bloccando le contrattazioni per alcuni minuti, prima alle 9.15 poi alle 9.29 quindi alle 9.45. Alle 10.15 arriva il primo prezzo: 0,3505 euro con un calo del 34,36%. Poi una nuova sospensione. Soltanto alle 12.45 gli scambi sono ripresi regolarmente ma a quel punto è arrivata una nuova bordata, stavolta da Bruxelles, con l'affermazione che non sarà tollerata alcuna forma di aiuto di Stato nei confronti di Alitalia. La flessione della compagnia aeronautica è rimasta molto pesante, sempre superiore al 20% per chiudere a meno 26,59 a un prezzo di 0,3920 euro. Per quanto la picchiata sia clamorosa, c'è nella storia tormentata della compagnia un precedente peggiore, nella seduta del 10 maggio del 1994, l'ultimo del governo di Carlo Azeglio Ciampi. Sul mercato sono state scambiati 44,5 milioni di azioni, pari al 3,2% del capitale, con volumi triplicati rispetto alla vigilia e pari a 7,5 volte la media delle ultime trenta sedute. La capitalizzazione di mercato della compagnia di bandiera è scesa a 540 milioni di euro. Poco, ma sempre più di quanto offerto da Air France che, nella sua proposta carta contro carta (un'azione Air France contro 160 titoli Alitalia), valuta le azioni del gruppo guidato da Maurizio Prato 0,095 euro ciascuna, attribuendo al gruppo un valore di 132 milioni di euro. Va rilevato però che l'offerta di Franco Toto si fermava a 0,010 euro. Alitalia può consolarsi con il fatto che anche per i francesi, complice la tempesta sui mercati mondiali, non è stata una giornata facile: Air France-Klm ha perso il 4,38% a 15,28 euro contro il -3,51% della Borsa di Parigi. Tornando a Bruxelles, dalla Commissione europea è arrivato un invito al governo italiano a comportarsi come un investitore privato, indipendentemente dalle azioni che saranno messe in campo. Nessun prestito ponte a condizioni di favore, quindi, e soprattutto nessuna clausola di salvataggio in caso di vittoria della Sea nel contenzioso per Malpensa. Mentre Air France com'è noto chiede, in caso di mancata transazione, che il governo italiano si faccia carico integralmente dell'eventuale penale. Una cifra potenzialmente elevata visto che la società che gestisce gli scali milanesi, Sea, ha quantificato il danno in 1,25 miliardi di euro. Garantire la copertura di un rischio giudiziario equivale a un aiuto di Stato e la Commissione europea ha messo le mani avanti affermando che "vigilerà affinché tale principio venga rispettato", come ha detto Michele Cercone, portavoce del vicepresidente della Commissione europea responsabile per i trasporti, Jacques Barrot. Da Bruxelles si sottolinea che Alitalia ha già ricevuto aiuti di Stato nel 1997 in base al principio "one time, last time" (una volta, ultima volta) e che questa strada è ormai preclusa. Resta aperto invece il percorso già seguito nel 2004-2005, biennio che vide un serrato confronto tra Roma e Bruxelles su un'ingente ricapitalizzazione. Alla fine il via libera della Commissione europea arrivò - nonostante le insistenti proteste delle compagnie concorrenti, prima tra tutte la British Airways - solo dopo aver ottenuto dallo Stato italiano l'impegno che si sarebbe comportato come un investitore privato operante in una economia di mercato. Anche a quel tempo il dossier Alitalia passò tra le mani di Barrot il quale propose all'esecutivo comunitario di dare luce verde all'intervento pubblico poiché si era giunti alla conclusione che le operazioni di ricapitalizzazione, per un totale di 1,2 miliardi di euro, non rappresentavano un sussidio mascherato. I colori di Air France e Alitalia. In basso due assistenti di volo della compagnia italiana nello scalo di Fiumicino.

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IL TONFO SFIORA I 22 MILIARDI (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Il tonfo sfiora i 22 miliardi Seduta disastrosa per Piazza Affari, come per le altre Borse mondiali. Il Mibtel ha chiuso in ribasso del 3,52% a 23.371 punti, lo S&P/Mib ha ceduto il 3,39% a 30.586 punti mentre l'All Stars è arretrato del 3,17% a 12.148 punti. Sulla Piazza milanese sono stati bruciati 21,9 miliardi di euro. Travolti dalle vendite tutti i titoli del listino principale con la sola eccezione di Snam Rete Gas (+0,23% a 4,32 euro). Il controvalore degli scambi si è fermato a circa 5,1 miliardi di euro, in linea con i 5,2 della vigilia. Alitalia in picchiata (-26,76% a 0,39 euro), crollano Seat (-11,33% a 0,14) e Impregilo (-7,71% a 2,76). L'Espresso (-7,63% a 2,46), tra gli editoriali si salva solo Il Sole 24 Ore (+0,85% a 4,04). Crolla Italease (-11,13% a 5,30), tonfo per Mediobanca (-5,65% a 11,61), tiene Generali (-1,17% a 26,97) grazie ai risultati 2007, chiusi con un utile record di 2,9 miliardi di euro. Telecom (-5,46) scivola a 1,30, Fiat (-3,40) a 12 euro. Telecom (-5,46% a 1,31), che ha subito il taglio del rating da parte di Stander & Poor's. Molto pesante anche Fiat (-3,40 a 12,14). Eni ha perso quasi il 3% (-2,99% a 21,44) mentre Enel ha ceduto il 2,5% circa (-2,45% a 6,53). Nelle tlc tonfo per Fastweb (-5,47% a 19,28).

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Malpensa, accordo sugli ammortizzatori Il governo: "Ora la Sea ritiri il ricorso" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 66 del 2008-03-18 pagina 0 Malpensa, accordo sugli ammortizzatori Il governo: "Ora la Sea ritiri il ricorso" di Redazione Dopo una giornata di passione, con picchi minimi del 26% e l'ok del cdm all'offerta francese, il titolo Alitalia perde il 15%. Oggi l'incontro con i sindacati. Bonanni: "Gli esuberi? Sono 7mila". Via libera alla cassa integrazione per lo scalo lombardo. Il governo: Sea ritiri la richiesta di danni ad Alitalia Milano - Nemmeno l'ok del consiglio dei ministri alla vendita ad Air France sblocca la situazione di Alitalia in Borsa. Apertura molto volatile per il titolo della compagnia di bandiera, sospeso dopo pochi minuti per eccesso di ribasso, e riammesso solo in tarda mattinata. Oggi si tiene l'incontro fra i vertici del vettore e i sindacati dopo il via libera all'offerta di Air France del consiglio dei ministri. Crolla il titolo a piazza Affari Non si arrestano le vendite su Alitalia a Piazza Affari, dove i titoli della compagnia di bandiera sono stati sospesi per eccesso di ribasso sul prezzo di controllo quando facevano segnare un calo del 10,51% a 0,35 euro. In pochi minuti sono passati di mano 2,4 milioni di pezzi quando la media per un'intera seduta dell'ultimo mese è di 6,9 milioni. Alitalia, sospesa per eccesso di ribasso pochi minuti dopo l'avvio di seduta, viene riammesso nel mercato solo in tarda mattinata, ma il titolo perde il 15%. Bonanni: "Con questa offerta 7mila esuberi" Il piano di Air France-Klm per l'acquisizione di Alitalia comporta circa 7.000 esuberi. Lo ha detto il segretario della Cisl Raffaele Bonanni, intervenendo a "Panorama del giorno" su Canale5. "Se dovessimo vedere confermate le intenzioni di Air France e del governo, che ci manda nudi alla trattativa con i francesi, gli esuberi dovrebbero essere circa settemila. Una cifra impressionante, un dato molto diverso da quello che il governo aveva detto sostenendo che proprio il basso numero di esuberi era il motivo per cui la scelta era stata indirizzata verso Air France e non verso altri", ha detto Bonanni. L'offerta di Air France-Klm prevede circa 1700 esuberi nella parte Fly, il resto presumibilmente viene da Az servizi, che gestisce i servizi di terra, anche se un dato ufficiale non è stato ancora reso noto. "Dal governo atteggiamento detestabile" Secondo Bonanni il governo ha avuto nella vicenda Alitalia un "comportamento assolutamente detestabile". "Il governo non prende una posizione chiara, in modo tale da garantire dei punti di approdo. Allora, fanno tutto in silenzio, fanno tutto da soli e poi all'ultimo momento vogliono scaricare sulle nostre spalle la decisione, cucinano questa ministra acida e ci dicono 'o la mangi inacidendo anche tu, altrimenti ti prendi le responsabilità della minestra acida'", ha detto Bonanni. La Moratti: "Il fallimento non è una catastrofe" Letizia Moratti, sindaco di Milano e primo azionista dei Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi, compresa Malpensa, non fa marcia indietro sulla causa intenta contro Alitalia per gli accordi disattesi sullo scalo di Malpensa, chiedendo un indennizzo di 1,25 miliardi di euro. "L'azione risarcitoria - dice in un'intervista rilasciata a Repubblica - è stata a lungo mediata e si basa su argomenti solidi. Alitalia ha disatteso l'impegno assunto: fare di Malpensa il suo hub. Una rinuncia da parte nostra è impensabile". Non solo. Il sindaco di Milano spiega che un fallimento di Alitalia non "è una catastrofe". "Prima di arrivare al fallimento - spiega la Moratti - è sempre doveroso cercare un'altra soluzione, sebbene, lo ripeto, neppure il fallimento significhi di per sè una catastrofe. Alitalia si è resa responsabile di scelte sbagliate. In seguito agli accordi con i sindacati romani ha speso 200milioni all'anno solo per le trasferte a Malpensa del personale residente nella capitale". Il sindaco di Milano, in un passaggio dell'intervista invita Alitalia, Sea e Air France a sedersi intorno ad un tavolo, "studiamo una revisione del prezzo - Air France paghi di più - e un'ipotesi di transizione che tenga conto degli investimenti da noi pianificati, un miliardo di euro, cento dei quali già spesi solo quest'anno". Il "Financial Times: qual è il gioco di Spinetta? Con il prezzo offerto per Alitalia, appena 10 centesimi per azione, ma soprattutto le condizioni poste all'acquisizione, l'amministratore delegato di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, sta cercando di assicurarsi le massime possibilità di successo sull'integrazione del vettore italiano, oppure, all'opposto, ha scelto una "maniera elegante" per defilarsi da un'operazione ad altro rischio, che sindacati e politici giudicheranno "semplicemente impossibile". Lo afferma l'editorialsita del Financial Times Paul Betts, nella consueta rubrica European View. "è troppo presto - secondo Betts - per capire quale gioco stia giocando Spinetta, astuto negoziatore e abile stratega". Il vettore franco olandese è sempre stato interessato a Alitalia, "o quantomeno al suo mercato", e si tratta di una compagnia che conosce molto bene avendone controllato per anni una quota del 2%. Ciò che conta davvero non è il prezzo, prosegue l'articolo, il vero costo sarà nel tempo da dedicare al vettore italiano una volta rilevato. "Questo spiegherebbe per quale motivo Spinetta voglia ottenere degli impegni di ferro da pate dei sindacati". Un altro fattore da considerare è che questa operazione potrebbe segnare l'avvio di una nuova ondata di consolidamenti nell'industria del trasporto aereo Ue, che vede coinvolte la britannica Bmi, la spagnola Iberia e forse la scandinava Sas. "Solitamente in queste situazioni il primo a muoversi finisce per pagare più degli altri e per fare da apripista, Spinetta - conclude Betts - non vuole cadere in questa trappola". Malpensa: via libera agli ammortizzatori sociali Accordo raggiunto al ministero del Lavoro tra governo, sindacati e regione Lombardia, province di Milano e Varese, e Sea - Sea Handling, sulla realizzazione del programma di gestione della crisi occupazionale di Malpensa. è una nota del ministero di via Veneto a comunicarlo. Contemporaneamente "il Governo chiede che Sea ponga in essere ogni comportamento coerente con la finalità di favorire la positiva conclusione dell'accordo tra Air France e Alitalia ritirando il ricorso presentato contro quest'ultima". "Ora Sea ritiri il ricorso" "Da tale accordo dipende difatti il futuro, di comune interesse, di migliaia di lavoratori di tutta Italia e dunque anche di quelli che operano nello stesso aeroporto di Malpensa", ha spiegato il ministro del lavoro, Cesare Damiano. "In caso contrario la Sea non potrà che assumersi le responsabilità conseguenti. Alla decisione di revoca il Governo subordinerà ogni ulteriore iniziativa", ha concluso sottolineando come con l'accordo di oggi "il Governo onora l'impegno assunto con i lavoratori della Sea di garantirne la continuità del reddito e dell'occupazione a fronte della contrazione da aprile delle attività dello scalo di Malpensa derivante dal nuovo orario estivo di Alitalia". An: la Morati vada avanti... "Letizia Moratti e Roberto Formigoni hanno ragione ad andare avanti con le loro richieste". Così il portavoce di An, Andrea Ronchi, lasciando Palazzo Grazioli al termine di una riunione organizzativa del Pdl, apprezza la volontà di andare avanti sulla richiesta di risarcimento per quanto riguarda la Sea. "Sono buoni amministratori - aggiunge Ronchi - attenti agli interessi dei cittadini". Secondo il portavoce di An, "la vicenda Alitalia dimostra quanto sia stato fallimentare il comportamento del governo Prodi-Veltroni". "Le osservazioni di Emma Marcegaglia - prosegue - sono giustificatissime e anche Bonanni ha ragione. Questo governo è contro gli interessi nazionali e gli italiani sanno di chi è la responsabilità di questo disastro. Tutti devono ricordare che Padoa-Schioppa si è comportato come chi voleva assolutamente dare la compagnia a Air France, facendo perdere tempo prezioso ed è a lui che bisogna chiederne conto". "Certamente l'Alitalia andava salvata ma - si chiede Ronchi - come mai solo ora si capiscono le criticità di quell'operazione? Noi non siamo contro il piano ma ci sono problemi che andavano approfonditi molto di più". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Alitalia, fra orrore e fallimento (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 18-03-2008)

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Oggi è Mar, 18 Mar 2008 Edizione 54 del 18-03-2008 Una storia italiana Alitalia, fra orrore e fallimento di Davide Giacalone Quello di Alitalia è un film dell'orrore. La società è nei fatti fallita, costretta a vendere in gran fretta terreni pur di alimentare un'asfittica liquidità, senza la quale neanche si compera più il carburante. Posseduta e controllata dallo Stato italiano, vale a dire, quindi, dalla politica italiana, s'appresta ad essere venduta ad Air France, a sua volta controllata dallo Stato francese. Dicono che in questo modo conserviamo la "compagnia di bandiera", in realtà cediamo ai francesi il governo politico dello stendardo. Se i francesi avessero voglia d'investire nello sviluppo del trasporto aereo italiano dovrebbero essere salutati con gioia. Meglio sarebbe se si trattasse di privati. Le cose non stanno, però, così: i francesi mirano a mettere le mani su alcune, ricchissime tratte interne e ad allargare la loro quota di mercato nel far volare gli italiani. Non puntano ad investire, ma a prendere i soldi dei nostri cittadini. E noi glieli daremmo volentieri, a loro come a chiunque sia in grado di trasportarci in modo conveniente, se non fosse che per andare fra Roma e Milano paghiamo di più che per girare il globo intero e che proprio tale arretratezza concorrenziale, tale dominio dell'intrecciarsi fra gestioni aeroportuali e mantenimento del cartello volante, è il boccone succulento che i cugini s'apprestano a pappare. Non è un caso, del resto, che hanno posto la condizione secondo la quale devono essere i sindacati a concordare sulle loro gesta, chiarendo così che vogliono il consenso dei complici che hanno portato al disastro, affinché tale prezzo politico compensi la protezione della rendita di posizione. Il film dell'orrore ha il suo risvolto psichico, mostra il ghigno assassino del malato di mente: le forze politiche si copiano l'un l'altra per proclamare l'avvento di riforme, liberalizzazioni, merito e concorrenza, poi tacciono innanzi alla plateale negazione di tutto questo. Soprattutto nessuna di queste forze ha avuto un soprassalto di dignità nazionale nel momento in cui si è consegnato ai sindacati il potere di veto sull'operazione, nessuna ha fatto osservare che, semmai, a quel tavolo dovrebbero essere rappresentati gli interessi degli italiani, di quelli cui si spiega che si deve essere competitivi, ma cui poi si fanno pagare gli spostamenti alcuni multipli in più di quel che costano ad altri cittadini europei. Detto tutto questo, la vendita ai francesi, nelle condizioni date, non è un male. Se ne trarranno vantaggio sarà un bene per loro, e se non ci riusciranno faranno fallire Alitalia, anche formalmente. Magari noi italiani saremo costretti a spostarci di meno, perché poco conveniente volare avanti ed indietro, e vorrà dire che ci telefoneremo più spesso, pagando le tariffe a spagnoli, inglesi, egiziani e cinesi. Ma visto che si ragiona così per le aziende di stato e per le squadre di calcio, non si potrebbe farlo anche per i governi?.

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E' tutto tremendamente scontato (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 18-03-2008)

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Oggi è Mar, 18 Mar 2008 Edizione 54 del 18-03-2008 FUORI DAL VASO - A colloquio con Luigi Crespi E' tutto tremendamente scontato di Luigi Crespi Madonna che noia Questa campagna elettorale è noiosa da morire. Qualcuno dice che l'unico elemento stimolante è Ferrara, ma secondo me senza di lui avremmo un tasso di civiltà maggiore. L'operazione Ferrara è un'operazione cinica e basta. E non serve a cambiare una campagna elettorale che è noiosa a non finire, con temi identici e le solite polemiche. La figura più partitica, a mio parere, rimane quella di Casini. Questo perché il Cavaliere, coerentemente con il suo personaggio, è la continuità di ciò che cambia, Veltroni è il nuovo che si rinnova, ma Casini è pazzesco: sembra nato ieri. Usa la tecnica della rimozione, si presenta come l'anticasta, mentre con lui e Baccini ci sono De Mita e Cuffaro che sono l'esemplificazione più strutturata della casta. E poi Casini è quello che fa più pubblicità, più affissioni; insomma è un democristiano della peggiore "sfatta". La conclusione è che io non so più con chi prendermela e alla fine me la devo prendere con Boselli. Che campagna elettorale è, se i temi etici non li tocca nessuno, e se i programmi di Veltroni e Berlusconi sono uguali e dove sono diversi, li correggono? E' sconcertante il paragone con il resto del mondo dove cambia molto, mentre da noi abbiamo ancora Berlusconi e Veltroni. E perdipiù possiamo prevedere esattamente cosa diranno i due nelle prossime tre settimane. Alitalia parla francese Ci sono alcune cose difficili da spiegare, al di là del fatto strettamente tecnico ed economico. In termini da percepito, la gente non si spiega perché una decisione così importante è stata presa dal Governo non più in carica e non da quello che sarà eletto a breve. E perché Berlusconi non dice nulla in tal proposito? Non sono un operatore finanziario, ma se l'operazione l'addebitano a Prodi è perché pensano che ci sia sotto qualche fregatura, è lui quello destinato a rimanere con il cerino in mano. Altrimenti se fossi il capo dell'opposizione, direi "fermi tutti": ma forse siamo noi dei mal pensatori nati... Cina e dintorni A volte gli Stati Uniti sono di un tempismo eccezionale: inserisco la Cina nel gruppo delle nazioni che hanno smesso di non rispettare i diritti umani e il giorno dopo parte lo sterminio di centinai di monaci e tibetani. Solo per questo sarebbe da andare da Bush e dirgli che è scemo. Tra le tante cose che ho sentito, c'è qualcuno che afferma che questa è un'operazione americana fatta per rallentare l'economia cinese, ma è una teoria a cui personalmente non do peso. La cosa scandalosa è che la maggior parte dei paesi tacciono sulla vicenda per motivi di tipo economico, ma quello che la Cina sta facendo al Tibet. L'amara conclusione, però, è che ci ritroviamo a parlare di Cina e Tibet perché non sappiamo più che cosa dire: ci hanno tolto anche il gusto di una bella campagna elettorale.

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Protezione solo europea (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 18-03-2008)

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Oggi è Mar, 18 Mar 2008 Edizione 54 del 18-03-2008 Il dibattito Protezione solo europea di Aristide Avosetti La vicenda Alitalia-Malpensa, al di là dei giudizi che si possano dare sul probabile matrimonio dell'ormai ex compagnia di bandiera con Air France, è emblematica del quanto sia difficile, ed in molti casi impossibile, risolvere i problemi domestici alzando barriere protezioniste attraverso dazi (come è tornato ad auspicare in questi giorni Umberto Bossi, vantando su questo una sintonia con Giulio Tremonti), oppure ricorrendo ad aiuti dello stato nazionale, in varie forme mascherate, o semplicemente varando provvedimenti legislativi a difesa dell'industria nazionale. L'idea che il federalismo significhi che ognuno è libero di fare a casa sua quello che gli pare è sicuramente suggestiva e, forse, utile da agitare in campagna elettorale, ma di nessuna utilità di fronte ai problemi reali. Metti la regola secondo la pietra e non la pietra secondo la regola insegnava 200 anni fa Johann Wolfgang von Goethe. Al riguardo, gli ostacoli a marciare nella direzione prospettata dai colbertisti autoctoni sono sostanzialmente due. Il primo è rappresentato dalla nostra appartenenza, peraltro come Paese fondatore, all'Unione Europea. L'assunzione di provvedimenti in contraddizione con le regole che sovrintendono il complicato processo di convergenza fra le economie degli attuali 27 Paesi membri, avrebbe come inevitabile esito l'espulsione, almeno di fatto, dell'Italia da quel consesso ed il venire meno dei benefici che quell'appartenza comporta. Benefici che, a detta dei più, sono molto più consistenti delle vessazioni imposte dalle 'tecnoburocrazie' di Bruxelles. La seconda, forse ancor più rilevante, è che la nostra economia di trasformazione, fortemente aperta sia sul versante delle importazioni che su quello delle esportazioni, e il relativo benessere sociale del Paese sono tuttora fortemente caratterizzati dall'andamento dell'industria manifatturiera, il cui fatturato è in larga misura condizionato dall'export che sta orientandosi in maniera significativa verso i Paese cosiddetti emergenti. La Russia, ad esempio, è ormai il primo mercato per l'abbigliamento femminile 'made in italy', mentre Cina e Hong Kong assieme si apprestano a diventare il secondo mercato per la nostra industria del tessile-abbigliamento. Un settore che occupa oltre 500.000 addetti, che con un fatturato di quasi 55 miliardi di euro realizzati per oltre la metà sui mercati esteri, rappresenta il 25% dell'attivo della bilancia commerciale. Il combinato disposto di questi due fattori, di fronte a misure protezioniste varate da istituzioni italiane ci esporrebbe: a) al rischio di perdere consistenti quote di fatturato per le nostre industrie sull'importante mercato europeo; b) a ritorsioni ancor più devastanti, perché senza la protezione europea, da parte dei Paesi extra Ue. Nel 2005, ad esempio, a seguito della cessazione della limitazione delle importazioni di prodotti tessili ed abbigliamento dai Paesi extra-Ue, l'Europa contrattò e stabili con la Cina una limitazione delle sue esportazioni per un biennio, consentendo soprattutto all'industria italiana di procedere con meno pressione verso il riposizionamento della propria produzione verso le fasce medio-alte e nel contempo di continuare ad esportare in maniera significativa verso quel grande mercato. Domanda retorica: avrebbe potuto l'Italia da sola fare altrettanto? Per agire localmente, bisogna insomma saper pensare globalmente. Se, pragmaticamente, una qualche forma di protezionismo ha da essere adottata, in particolare per contrastare forme inaccettabili di concorrenza fondate sul dumping sociale, questa non può che essere decisa a livello europeo. Il resto sono solo imbonimenti pre-elettorali.

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Alitalia: le forche caudine della vendita a Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 18-03-2008)

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Oggi è Mar, 18 Mar 2008 Edizione 54 del 18-03-2008 L'ALIENAZIONE DELLA COMPAGNIA DI BANDIERA Alitalia: le forche caudine della vendita a Air France di Biagio Marzo |C|E'|/C| la privatizzazione dell'Alitalia che infiamma il dibattito della campagna elettorale, dividendo le coalizioni in modo trasversale. Il terreno di scontro è che l'Air France vorrebbe il via libera delle organizzazioni sindacali al piano di ristrutturazione e al ritiro della richiesta della Sea del maxirisarcimento nei confronti dell'Alitalia. L'Alitalia non meritava, tra l'altro, una simile sorte: una svendita, benché perda 2 milioni di euro al giorno e abbia fatto perdere, in 15 anni, allo Stato Italiano una somma pari a 15 mila miliardi di euro. Epperò, resta un prezzo molto basso. Non c'è che dire: Air France la vorrebbe comprare a 138 milioni rispetto al suo valore di 140 milioni di euro. Inoltre, non si vende solo l'Alitalia con la sua flotta obsoleta, ma i terreni nel comune di Fiumicino dove cade l'hub, slot importanti tra cui quelli dell'aeroporto londinese Heathrow. Come sempre ci sono i pro e i contro. Per dovere di cronaca, non è la prima volta che si vendono a prezzi stracciati i beni pubblici. Le privatizzazioni di banche, imprese e aziende di servizi hanno liberato l'economia da una sorta di socialismo reale, ma, nello stesso tempo, lo Stato ha perso beni di straordinario valore industriale e finanziario, sebbene abbia fatto cassa per far diminuire il debito pubblico, per far sì, tra l'altro, che l'Italia potesse fare il suo ingresso a Maastricht. I Governi di sinistra hanno privatizzato in quest'ottica e, comunque, in una certa misura molto di più dei governi di destra che hanno preso, grazie a Giulio Tremonti, come modello Jean Baptiste Colbert, ministro delle Finanze sotto il regno di Luigi XIV. Se Tremonti tornerà in via XX settembre non cambierà il paradigma. Anzi. Diciamo questo per rinfrescare le idee a chi vede le privatizzazioni come uno dei principali catalizzatori della crescita economica. Per inciso, non siamo tra coloro si battono per un ritorno tourt court dello Stato nell'economia, ma nemmeno tra quelli che vorrebbero spogliarlo di tutti i suoi beni, sotto la scusa che il privato sarebbe in grado di gestirli meglio. Se dovessimo prendere come modello il caso Telecom Italia, dovremmo chiedere il ritorno delle Partecipazioni Statali guidate dai boiardi di Stato. La cessione del 49% di Alitalia è il processo di privatizzazione più sofferto e più segnato dai tempi lunghi. In effetti, mai nella storia delle privatizzazioni c'è stata una così lunga operazione. E non si capisce perché Air France nonostante ciò abbia puntato sulla acquisizione. Per il fatto, probabilmente, che nel 2002 la compagnia italiana e quella francese sottoscrissero degli accordi commerciali e definirono la comune appartenenza all'alleanza SkyTeam, con uno scambio azionario del 2%. In base a questo patto, al numero uno di Air France, Jean Cyril Spinetta, fu attribuito un posto nel cda di Alitalia, e al suo corrispondente italiano - Francesco Mengozzi, prima, Giancarlo Cimoli, poi - una simmetrica poltrona in Air France. Alla luce dei fatti, la cessione dell'Alitalia ai francesi è dovuta al fatto che il sistema Italia paga il prezzo maggiore per via del mondo imprenditoriale nazionale che non ha avuto la forza economica o, meglio dire, l'interesse per acquistarla. Solo la coppia Carlo Toto e Corrado Passera, ad di Intesa San Paolo, si stanno battendo affinché l'aviolinea resti italiana, naturalmente, nelle mani di Air One. Passera, al contrario degli altri suoi colleghi banchieri, ha issato la bandiera dell'italianità. In questo momento, non dispiace che l'abbia fatto, anche perché il merito altrimenti se lo sarebbe preso in toto il finanziere bretone Vincent Bolloré, scopertosi difensore dell'italianità e dei "santuari" del capitalismo italiano. Air France?Klm ha assicurato il ritorno all'utile entro il 2009 e, in più, ha garantito un ruolo autonomo dell'Alitalia come compagnia di bandiera, condicio sine qua non la sovranità spetterà al tricolore francese. La qualcosa consisterebbe di avere il marchio, il logo e livrea, così come è stato fatto quando la Klm passò sotto la sua gestione. Per quando riguarda il nodo hub: Fiumicino la spunterebbe su Malpensa e su questo aeroporto resterebbero le rotte richieste dai passeggeri di categoria business. Mentre, ci sarebbe nel 2010 lo smobilizzo di 42 aerei fra i più vecchi (gli MD80 e gli Atr 42); al contempo, verrebbero investiti 850 milioni di euro per rinnovare la flotta. Nel piano di Spinetta la curva della ristrutturazione finisce nel 2010: per allora la flotta (esclusa la low cost Volare) sarà costituita da 137 aerei. Nel 2011, Alitalia tornerebbe a crescere ed entro il 2016 tutta la flotta a lungo raggio sarebbe rinnovata. Quando le condizioni lo permetteranno, Air France si impegna a "valutare" la riapertura delle rotte per Cina e India. Tutto questo a quale prezzo? A prezzo di un ristrutturazione che vedrebbe 1.600 esuberi, la riorganizzazione delle attività di terra, il taglio del settore cargo entro il 2010 e la cancellazione delle rotte che non procurano profitti. Su questo piano di Air France la polemica è divampata e la campagna elettorale ne ha subito, nel bene e nel male, le conseguenze. Il rischio che si corre che la privatizzazione fallisca, dopodiché ne vedremmo delle belle.

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Scontri davanti alla sede Alitalia Un lavoratore resta a terra ferito (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 18-03-2008)

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Alle 15 inizia l'incontro tra società, Air France e sindacati di categoria Commenta Roma, 18 marzo 2008 - Scontri davanti alla sede di Alitalia, tra i lavoratori della Atitech di Napoli che stanno manifestando di fronte all'edificio della Magliana e le forze dell'ordine. I lavoratori hanno tentato di entrare nei cancelli del centro direzionale, ma Polizia e Carabinieri li hanno respinti. Un manifestante è rimasto a terra ferito. Alle 15 inizia l'incontro tra società, Air France e sindacati di categoria. Sembra tornata la calma, al momento, davanti ai cancelli del centro direzionale di Alitalia. Manifestanti e forze dell'ordine si fronteggiano ancora ma da parte dei circa 500 lavoratori che stazionano nel piazzale partono solo slogan. Il governo dice sì ad Air France Commenti Invia commento Segnala ad un amico Nessun commento presente Clicca qui per inviare il tuo commento Nome: Email: Commento: Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati consenso allargato I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Articoli Eventi --> Foto del giorno --> Foto Video Blog Sondaggi Spettacolo Il chitarrista di Vasco Rossi diventa terziario francescanoCronaca - Locale Pirata rintracciato dopo schianto Patente ritirata già due volteCinema E' morto Anthony Minghella, regista del Paziente ingleseCronaca - Locale Tusimo, dal Gal 200mila euro Così 7 castelli torneranno a splendereCronaca - Locale Pacco bomba sospetto al tribunale Dopo l'evacuazione il cessato allarmeMostre In mostra gli artisti "primitivi", maestri del gotico internazionaleCronaca - Locale Nascosti in un camion tra le patate Beccati 19 clandestini iracheniCronaca - Locale Scoperto un kit per fare dosi di eroina grazie alle segnalazioni dei residentiGossip Fabrizio Corona dopo lo scandalo: "Sto cercando di cambiare la mia vita"Cronaca - Locale Il messaggio di Hadj a Macalli: "Più rispetto per i rossoneri"Esteri Fisco, spuntano i primi dei 157 nomi: politici, docenti e gente di spettacoloCronaca - Locale Rapina a mano armata alla BdM I malviventi portano via 15mila euroCronaca - Locale Nuova questura: le firme che contano Majoli Dietro lo specchio'TEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008Stagione teatrale 2007 / 2008: I due gemelli venezianiStagione di qualità al Teatro ComunaleLa Belle Epoque. 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LA VOSTRA HIT PARADE del 18/03/2008 di Andrea Brusa Terrorismo, temi nuovi attacchi?Sei d'accordo con l'esonero di Piccioni?Vota il gol più bello della 28esima giornataKit antidroga per gli adolescenti, si o no?Libano, Afganistan, Kosovo, Iraq: cambiare o no i compiti delle nostre missioni militari all'estero?Rimborsi elettorali ai partiti-fantasma, è giusto?Sei precario: sposeresti un milionario non per amore?Santoro 'cotto' della Borromeo, secondo voi è vero?Giusta la sentenza di appello a carico di Ahmetovic?Una donna alla guida di Confindustria, sei d'accordo?E' giusto il dietrofront di Mancini?Comitato di cittadini per GuazzalocaGiusto negare i funerali agli assassini?Salari, pensi che il prossimo governo riuscirà a far risalire l'Italia in classifica?E' giusto che Mancini se ne vada? 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I francesi: "Non obbligati all'acquisizione" Scontri davanti alla sede, ferito un lavoratore (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 18-03-2008)

Argomenti: Alitalia

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Alcuni lavoratori hanno tentato di entrare nei cancelli del centro direzionale, ma sono stati respinti Commenta Commenti Invia commento Segnala ad un amico Nessun commento presente Clicca qui per inviare il tuo commento Nome: Email: Commento: Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati consenso allargato I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Articoli Eventi --> Foto del giorno --> Foto Video Blog Sondaggi Sport - Calcio Serie B, il Chievo tenta la fuga Segui i match in tempo realeSport Prima medaglia per Filippo Magnini: argento nella staffetta 4x100 stileSport Alessia Filippi vince l'oro nei 400 misti Rosolino e la staffetta 4x100 d'argentoCronaca - Locale Tenta di rapinare la banca, un cliente lo rincorre e lo bloccaCronaca - Locale Settore manifatturiero rallenta Aspettative negative per il 2008Sport - Rugby Contro Overmach Parma sono quattro i giocatori in forseVarie Ancona diventa il set di una fiction Le telecamere in città il 31 marzoCronaca - Locale Il Premio 'Silvano Cardellini' assegna quattro borse di studioCronaca - Locale Nascondeva 97 pasticche di ecstasy In manette ventiduenne puglieseSpettacolo - Locale Gigi D'Alessio sul palco del Rossini Corsa per accaparrarsi gli ultimi postiCavalloMagazine - Scuderia La sobbattitura, il trauma della suola Le cause più comuni e i rimediCronaca - Locale Sequestrato 1 milione di 'gratta e vinci' Sette denunciati in varie città del NordEsteri Napolitano: "Il golpe di Pinochet mobilitò tutta l'italia antifascista" Majoli Dietro lo specchio'TEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008Stagione teatrale 2007 / 2008: I due gemelli venezianiStagione di qualità al Teatro ComunaleLa Belle Epoque. Arte in Italia 1880-1915Legno e luce: un connubio tra Pedano e FlavinIl trittico di Puccini al Teatro alla ScalaIl cartellone 2007/08 del Politeama PrateseBaustelle in concerto"La guerra dei Roses" al Teatro Lauro Rossi'Tartufo', di Molière"La guerra dei Roses" al Teatro Lauro RossiSolisti dell'Accademia di santa ceciliaProgramma della Stagione di Prosa 2007-2008, Teatro dell'AquilaStagione teatrale 2007 / 2008, teatOltre: X (Ics) Racconti crudeli della giovinezza Il talento di Carlo Cecchi al teatro dell'AquilaJoint venture per lo sviluppo di Volvo C30 ReCharge ConceptI paperoni del ParlamentoUn cingolano corre sulle nevi di SveziaFabri Fibra reppa nella sua Senigallia --> La nuova AgilaAlfa Mi.ToL'auto pirata che ha ucciso le due irlandesiMercedes Classe MAlitalia, la manifestazione: tra forze dell'ordine e feritiLe foto del massacro in TibetLucca: i migliori anni della nostra vitaTir trasporta clandestini iracheniMartina ColombariPaolo Maldini visto dai lettori del 'The Guardian''Buona la prima'Il divorzio McCartney - MillsPresentazione del film 'Colpo d'occhio'La Tirreno-Adriatico a MacerataCoopsette-Montecatini 85-77 Calciomercato: Lippi frai Rossoneri e il BarcellonaIntervista a Paola Binetti (Pd)Intervista a Maurizio GasparriIntervista a Gianni Alemanno (PdL)Friedrich Vernarelli al volanteLa Nazione - Lucca: spot, i migliori anni della nostra vitaMadonna: 'Sono ancora felicemente sposata'Clooney non farà più il medico di E.R.Cicciolina nuova stella della tv argentinaLutto nel cinema. 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Air France-sindacati, per ora non c'è l'accordo Scontri davanti alla sede, ferito un lavoratore (sezione: Alitalia 2)

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I sindacati sul piano: "Così non va". Alcuni lavoratori hanno tentato di entrare nel centro direzionale, ma sono stati respinti Commenta Commenti Invia commento Segnala ad un amico Nessun commento presente Clicca qui per inviare il tuo commento Nome: Email: Commento: Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati consenso allargato I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Articoli Eventi --> Foto del giorno --> Foto Video Blog Sondaggi Sport - Locale Calcio Modena-Vicenza, pareggio 'faticoso'Cronaca - Locale Operaio scivola in fabbrica Ricoverato in ospedale, è graveSport - Calcio Il Chievo frena, il Bologna vince e aggancia i veneti in vettaSport Prima medaglia per Filippo Magnini: argento nella staffetta 4x100 stileCronaca - Locale Tenta di rapinare la banca, un cliente lo rincorre e lo bloccaCronaca - Locale Il settore manifatturiero rallenta Aspettative negative per il 2008Sport - Rugby Femi-Cz, in campo il giorno di Pasqua Al 'Battaglini' arriva l'OvermachVarie Ancona diventa il set di una fiction Le telecamere in città il 31 marzoCronaca - Locale Il Premio 'Silvano Cardellini' assegna quattro borse di studioSpettacolo - Locale Gigi D'Alessio sul palco del Rossini Corsa per accaparrarsi gli ultimi postiCavalloMagazine - Scuderia La sobbattitura, il trauma della suola Le cause più comuni e i rimediCronaca - Locale Sequestrato 1 milione di 'gratta e vinci' Sette denunciati in varie città del NordEsteri Napolitano: "Il golpe di Pinochet mobilitò tutta l'italia antifascista" Majoli Dietro lo specchio'TEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008Stagione teatrale 2007 / 2008: I due gemelli venezianiStagione di qualità al Teatro ComunaleLa Belle Epoque. Arte in Italia 1880-1915Legno e luce: un connubio tra Pedano e FlavinIl trittico di Puccini al Teatro alla ScalaIl cartellone 2007/08 del Politeama PrateseBaustelle in concerto"La guerra dei Roses" al Teatro Lauro Rossi'Tartufo', di Molière"La guerra dei Roses" al Teatro Lauro RossiSolisti dell'Accademia di santa ceciliaProgramma della Stagione di Prosa 2007-2008, Teatro dell'AquilaStagione teatrale 2007 / 2008, teatOltre: X (Ics) Racconti crudeli della giovinezza Il talento di Carlo Cecchi al teatro dell'AquilaJoint venture per lo sviluppo di Volvo C30 ReCharge ConceptI paperoni del ParlamentoUn cingolano corre sulle nevi di SveziaFabri Fibra reppa nella sua Senigallia --> La nuova AgilaAlfa Mi.ToL'auto pirata che ha ucciso le due irlandesiMercedes Classe MAlitalia, la manifestazione: tra forze dell'ordine e feritiLe foto del massacro in TibetLucca: i migliori anni della nostra vitaTir trasporta clandestini iracheniTreviso-BolognaMartina ColombariPaolo Maldini visto dai lettori del 'The Guardian''Buona la prima'Il divorzio McCartney - MillsPresentazione del film 'Colpo d'occhio'La Tirreno-Adriatico a Macerata Calciomercato: Lippi frai Rossoneri e il BarcellonaIntervista a Paola Binetti (Pd)Intervista a Maurizio GasparriIntervista a Gianni Alemanno (PdL)Friedrich Vernarelli al volanteLa Nazione - Lucca: spot, i migliori anni della nostra vitaMadonna: 'Sono ancora felicemente sposata'Clooney non farà più il medico di E.R.Cicciolina nuova stella della tv argentinaLutto nel cinema. Muore Anthony MinghellaParis Hilton cerca vero amico in tvMaradona in Bolivia gioca con Evo Moralessarkozy folgorato dalla bellezza di Bar Rafaeli, indugia guardandole il senoPaola Cortellesi imita Daniela SantanchéFabri Fibra - 'Applausi per fibra' La ruota dei neonati non è un orrore del 18/03/2008 di Massimo Pandolfi Una vita su eBay del 18/03/2008 di Davide Costa Preoccupazioni d'Oltretevere del 18/03/2008 di Francesco Ghidetti Interisti, rassegnatevi: Moratti canta solo con Celentano del 18/03/2008 di Laura Alari ite, missa est del 18/03/2008 di Vittorio Savini Terrorismo, temi nuovi attacchi?Sei d'accordo con l'esonero di Piccioni?Vota il gol più bello della 28esima giornataKit antidroga per gli adolescenti, si o no?Libano, Afganistan, Kosovo, Iraq: cambiare o no i compiti delle nostre missioni militari all'estero?Rimborsi elettorali ai partiti-fantasma, è giusto?Sei precario: sposeresti un milionario non per amore?Santoro 'cotto' della Borromeo, secondo voi è vero?Giusta la sentenza di appello a carico di Ahmetovic?Una donna alla guida di Confindustria, sei d'accordo?E' giusto il dietrofront di Mancini?Comitato di cittadini per GuazzalocaGiusto negare i funerali agli assassini?Salari, pensi che il prossimo governo riuscirà a far risalire l'Italia in classifica?E' giusto che Mancini se ne vada? 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