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IN EVIDENZA
Alitalia, alta tensione tra governo e Sea Il titolo crolla.
Bonanni (Cisl): «7 mila esuberi». AccorDo sui lavoratori di Malpensa (Il
Corriere della Sera 18-3-2008)
L'esecutivo
chiede il ritiro della richiesta di indennizzo. Scontri polizia-manifestanti
prima del vertice con i sindacati
NOTIZIE CORRELATE
Sì dal governo
all'accordo con Air France-Klm (17 marzo 2008)
Air France:
offerta condizionata. I sindacati: «Spalle al muro» (16 marzo 2008)
MILANO - E' una nuova giornata
campale per Alitalia: in mattinata il titolo a piazza Affari è precipitato ad
un -20%, nonostante le due sospensioni dalle contrattazioni decise dalle
autorità borsistiche per eccesso di ribasso; e nel pomeriggio l'incontro tra i
sindacati e il vertice dell'azienda, all'indomani del via libera del governo all'acquisizione
della compagnia di bandiera da parte di Air France-Klm, preceduto da
scontro, all'esterno della sede della Magliana, tra alcuni manifestanti della
Atitech di Napoli, che hanno cercato di fare irruzione all'interno, e le forze
dell'ordine.
UN
FERITO - Nel
faccia a faccia tra i manifestanti e gli agenti in tenuta anti-sommossa un
lavoratore dell'Atitech è rimasto ferito alla testa. Circa 400 lavoratori,
giunti dagli stabilimenti di Napoli di Atitech (una società legata ad Az
servizi), hanno cercato di entrare nella sede della compagnia, ma quando sono
stati allontanati da polizia e carabinieri, sono nati dei tafferugli che hanno
coinvolto i lavoratori e le forze dell'ordine. L'uomo alla testa ed è stato
soccorso da un'ambulanza.
«ALITALIA? PUÒ ANCHE FALLIRE» - Intanto attorno al
futuro di Alitalia e al parallelo disimpegno della compagnia dall'aeroporto di
Malpensa, ferve il dibattito politico. Il sindaco di Milano, Letizia Moratti,
ha comunicato che «è impensabile la rinuncia al ricorso» contro la società
della Magliana. Il Comune è il principale azionista della società che gestisce
gli scali di Linate e Malpensa e chiede indennizzi pari a 1,25 miliardi di
euro, quasi dieci volte la somma che Air France è disposta a pagare per
acquisire la compagnia di bandiera. «Se c’è la volontà delle parti, sono pronta
ad avviare una trattativa per una transazione purché ci sia garantito il giusto
indennizzo» ha detto il primo cittadino. Letizia Moratti è consapevole che
questa iniziativa potrebbe portare anche al fallimento di Alitalia e rendere
impossibile la cessione ad Air France. «Sono fallite anche Swissair e Delta, ma
gli aerei non hanno smesso di volare. Air France ha avanzato pretese tali da
farmi dubitare che voglia concludere davvero l’acquisto di Alitalia», ha
dichiarato il sindaco in un'intervista a Repubblica.
DAMIANO: «RITIRATE IL RICORSO» - Il governo, dal canto suo,
ha sollecitato la Sea a ritirare il ricorso perché se non lo facesse «non potrà
che assumersi le responsabilità conseguenti». A sostenerlo è il ministro del
Lavoro, Cesare Damiano, che ha aggiunto che proprio alla decisione sulla
revoca «il governo subordinerà ogni ulteriore iniziativa». «Se Sea vuole ha la
possibilità di far fallire Alitalia - commenta invece il ministro per lo
Sviluppo economico, Pierluigi Bersani -, ma non so se questo possa
giovare e non danneggiare ulteriormente il sistema aeroportuale lombardo».
MILANO CONTRO ROMA - Molto esplicita la
posizione della Lega, che attraverso Roberto Calderoli fa sapere di
appoggiare l'iniziativa della Moratti perché «è il minimo che si possa
chiedere» e che «a noi dell'Alitalia ci interessa poco o nulla, quello che ci
interessa è che venga salvaguardata Malpensa». Diametralmente opposta la
posizione di Gianni Alemanno, alleato nel Pdl ma anche in corsa per la
poltrona di sindaco di Roma, che pur criticando il governo per il modo in cui
ha condotto le trattative («errore di politica industriale, si doveva fare una
scelta italiana»), spiega che la vicenda ha avuto un «unico aspetto positivo»,
ovvero «la valorizzazione di Fiumicino, perchè solo la demenza degli
amministratori di Alitalia del passato poteva pensare che lo scalo romano
andasse depotenziato».
VENDITA E TRATTATIVA - Il presidente della Camera
e leader della Sinistra arcobaleno, Fausto Bertinotti, invita invece a
non accettare la logica del «prendere o lasciare» e indica i due punti a suo
dire irrinunciabili: la salvaguardia dei posti di lavoro e il mantenimento per
la compagnia del carattere di compagnia di bandiera. Per il socialista Enrico
Boselli, invece, «la vendita è una scelta obbligata», unica alternativa al
fallimento». Opinione condivisa anche da Emma Bonino. Il candidato
premier del Pd, Walter Veltroni, auspica invece una progressività del
disimpegno da Malpensa e critica il centrodestra diviso al proprio interno tra
le posizioni leghiste pro Malpensa e quelle aennine pro Fiumicino. Ironico poi
il commento alla battuta con cui Berlusconi ha evitato di commentare la
vicenda: «Ha risposto: "non ho ancora letto i giornali". Alle due del
pomeriggio non li ha ancora letti? Fra poco escono quelli del giorno dopo...».
«SETTE MILA ESUBERI» - Nel frattempo i sindacati
prensono posizione. Duro il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni,
che definisce quello del governo «un comportamento assolutamente detestabile».
Il leader cislino stima che se andasse in porto l'operazione con Air France si
registrerebbero «circa 7.000 esuberi, una cifra impressionante». Al Ministero
del Lavoro è stato però siglato un accordo tra governo, sindacati, Regione
Lombardia, Province di Milano e Varese, e Sea sulla realizzazione del programma
di gestione della crisi occupazionale di Malpensa. «Con l'accordo di oggi - ha
dichiarato il ministro Damiano - il governo onora l'impegno assunto con i
lavoratori della Sea di garantirne la continuità del reddito e dell'occupazione
a fronte della contrazione da aprile delle attività dello scalo di Malpensa
derivante dal nuovo orario estivo di Alitalia».
18 marzo 2008
La
Marcegaglia: basta con la concertazione che media al ribasso
( da "Giornale.it,
Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Caso
Alitalia: no al ridimensionamento di Malpensa Belluno - L'Italia non deve solo
fare sistema ma deve aggiungere un altro slogan: "trovare il sistema di
fare". A cominciare dal "taglio della spesa pubblica
improduttiva". Ne è convinta il presidente designato di Confindustria,
Emma Marcegaglia, consapevole che si tratta di "
Alitalia,
sì del Tesoro ad Air France Prodi a Sea: ritiri la richiesta di danni
( da "Giornale.it,
Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Fini:
"Slegare il destino dell'hub da Alitalia". Padoa Schioppa accetta le
proposte francesi e prodi "condivide" Milano - Air France ha offerto
durante il fine settimana una propria azione contro 160 azioni Alitalia,
valutando ogni titolo della compagnia italiana meno di 10 centesimi.
Veltroni
deve muovere la campagna. Attacco alla casta
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
DA ALITALIA
ALLE PENSIONI, IL PDL SI DIVIDE SU TUTTO. RUTELLI: IL PROGRAMMA PER ROMA
Veltroni deve muovere la campagna. Attacco alla casta In Piemonte Walter
Veltroni arriva al giro di boa del suo bustour e a Novara attacca la casta:
"In Italia ci sono i salari più bassi e gli stipendi dei parlamentari più alti
d'Europa.
Cv
Alital 1075,146<TD class ( da "Stampa, La"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Cv Alital 10
75,146 85,165 cv B Ifis 09 99,130 100,171 cv Bco Popol 10 100,786 100,929 cv
Beni Sta 11 92,435 93,810 cv BIM 15 89,326 90,108 cv Carige 13 111,329 112,045
cv Mi-A2a 09 118,033 121,000 cv SIAS 17 94,114 95,080 cv Snia 10 101,010
101,010 cv Vitt Ass 217,040 217,040 Telecom IT CV 10 110,618 110,
La
Borsa milanese ha subìto ieri il suo peggior scivolone da parecchio tempo in
qua, con il Mib ( da "Stampa, La"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
dei mercati
internazionali e un fattore tutto italiano come il tracollo di Alitalia
(-26,59% l'ultimo prezzo, -26,76% il riferimento a 0,39 euro). Nel paniere dei
titoli principali c'è un solo segno "più", quello di Snam Rete Gas
con un risicato +0,23% a 4,32 euro. Nel settore del credito arretrano
Mediobanca (-5,65% a 11,61 euro), Unicredit (-4,39% a 4,25), Popolare di Milano
(-4,
Elargire
fondi un vero spreco Penso che alle prossime elezioni politiche molti andranno
an ( da "Stampa, La"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
abbandono di
Alitalia e finanziare la cassaintegrazione. Come mai nessuno ne parla? Questo
scenario potrebbe verificarsi anche altrove e darebbe un altro forte colpo ai
diritti dei lavoratori. MICHELE PIANTANIDA, CAMERI (NO) Le tasse di Prodi e il
nostro declino La preoccupante stagnazione dell'economia in Italia è stata
aggravata dall'
Panico
da crisi, Borse giù ( da "Stampa, La"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Nella Borsa
italiana ondata di vendite per Alitalia che ha chiuso con perdite di oltre il
26%. E proprio su Alitalia ieri sera è giunta, dopo una riunione del Consiglio
dei ministri, la decisione del Tesoro che ha scelto di accettare la proposta di
Air France-Klm per l'acquisto dei titoli di Alitalia in suo possesso.
Bear
Stearns svenduta per due dollari ad azione
( da "Stampa,
La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Drammatico il
tonfo per Alitalia (-26,59%, a 0,39 euro; sospesa a lungo dalle negoziazioni
per eccesso di ribasso, è arrivata a perdere fino al 38% sul minimo infraday di
0,3305 euro); un crollo per Banca Italease (-11,13% a 5,30). Anche la Borsa di
Francoforte ha chiuso in forte ribasso, con l'indice Dax che segna -4,18%.
Patata
bollente La Lega rischia di perdere la faccia con i suoi elettori L'offerta è
inaccettabile ( da "Stampa, La"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ALITALIA LA POLITICA
Patata bollente La Lega rischia di perdere la faccia con i suoi elettori
"L'offerta è inaccettabile".
AirOne
resta in corsa Porte aperte a una eventuale proposta migliorativa della cordata
italiana con Intesa ( da "Stampa, La"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ALITALIA
VERSO LA VENDITA AirOne resta in corsa Porte aperte a una eventuale proposta
migliorativa della cordata italiana con Intesa.
Entro
due anni a rischio 400 posti fra gli addetti al settore merci
( da "Stampa,
La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
senza più
voli merci Alitalia, gli esuberi saranno fino a 400". Sono i primi calcoli
di una delle tante sorprese contenute nell'uovo di Pasqua presentato da
Jean-Cyril Spinetta. Con Alitalia Cargo fuori gioco, calcolano dal Certet
Bocconi, sparirà il 46,6% della capacità merci di Malpensa - l'aeroporto da cui
passa l'80% del trasportato via cielo -
Il
titolo della compagnia crolla in Borsa: -26% Berlusconi preme per chiudere la
partita ( da "Stampa, La"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
alla sede
della Magliana, il manager incontrerà le nove sigle Alitalia. Le due parti
iniziano a trattare da posizioni molto distanti: i franco-olandesi propongono
1.600 esuberi, la chiusura del cargo nel 2010 e lo spacchettamento della
controllata Alitalia Servizi, ovvero l'ingresso nella nuova Alitalia di circa
3.
Niente
aiuti di Stato ma Roma può agire come un normale imprenditore privato
( da "Stampa,
La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia non
può beneficiare di altri aiuti di Stato", manda a dire Jacques Barrot,
responsabile europeo per i Trasporti. Per Palazzo Berlaymont il nocciolo della
questione delle nozze con Air France è valutare se il credito-ponte di 300
milioni che il governo intende concedere alla compagnia in attesa del passaggio
di mano costituisca o meno un'
La
terza vita di John Nash ( da "Stampa, La"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
("con Air France e Klm deve trovare un nome nuovo: per esempio
"Allied Airlines", perché "United Airlines" c'è già"),
il potere sfrenato della Cina ("l'America non è riuscita a imporre il
cambio fisso dollaro-yuan"), il Nobel ad Al Gore ("è difficile dire
qualcosa di intelligente su di lui, come sul riscaldamento globale"
Ha
cambiato l'economia ( da "Stampa, La"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
("con Air France e Klm deve trovare un nome nuovo: per esempio
"Allied Airlines", perché "United Airlines" c'è già"),
il potere sfrenato della Cina ("l'America non è riuscita a imporre il
cambio fisso dollaro-yuan"), il Nobel ad Al Gore ("è difficile dire
qualcosa di intelligente su di lui, come sul riscaldamento globale"
RASSEGNA
stampa da Oltralpe. Les Echos: Alitalia si è piegata al prezzo irr
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
18-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia si è
"piegata" al prezzo irrisorio di Air France. Il costo di accesso del
quarto mercato europeo ? sottolinea il quotidiano ? è quasi irrisorio rispetto
al potenziale che vi si cela una volta annullato "l'orrore strategico
dell'hub di Milano Malpensa cui la compagnia in via di fallimento deve due
terzi del suo milione di perdite quotidiane"
Il
Governo dice sì ad Air France L'Ue: no ad aiuti di Stato per Alitalia I
sindacati: no al prendere o lasciare . Il titolo va a picco in Borsa
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
18-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia I
sindacati: no al "prendere o lasciare". Il titolo va a picco in Borsa
? MILANO ? IL GOVERNO dice sì alla cessione di Alitalia a Air France-Klm. La
decisione, presa ieri sera dal consiglio dei ministri, comporta l'impegno ad
aderire all'offerta della società franco-olandese da parte del Tesoro che oggi
invierà una lettera alla compagnia di bandiera italiana per illustrare
Se
ne accorge anche Veltroni Meno soldi ai parlamentari Hanno i compensi più alti
d'Europa, gli operai i più bassi ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)"
del 18-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract:
dall'Alitalia,
alle pensioni, alla politica estera". Gli risponde Altero Matteoli, An:
"Veltroni pensa di fare tutta la campagna elettorale inventando nostre
inesistenti divisioni?". POI IL VENTO dell'antipolitica. Gli stipendi dei
parlamentari italiani, dice, sono i più alti d'Europa, mentre i salari sono i
più bassi.
Non
credo alla rivolta del Nord Calearo: La Lega protesta ma non propone. Io
ministro? Sono pronto ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)"
del 18-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Mancano, però,
le condizioni che facilitino gli investimenti degli stranieri". Beh, su
Alitalia, le condizioni di Air France-Klm non sono molto amichevoli. "E
vero, ma bisogna fare un'analisi della situazione e vedere quello che si è
sbagliato in passato. Ci siamo mossi male, purtroppo". - -->.
ANCORA
un lunedì nero per Piazza Affari che dopo scambi per oltre 5 miliardi cede il
3, ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)"
del 18-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Oltre ad
Alitalia, l'ondata di vendite non ha risparmiato alcun settore, a partire dal
bancario. Unicredit, il titolo più scambiato, chiude in calo del 4,39%, ma
hanno perso ampio terreno anche Mediobanca (-5,65%), Monte Paschi (-3,96%),
Intesa Sanpaolo (-3,1%) e Bpm (-4,3%).
Sì
del governo al piano air france per alitalia ma la ue avverte niente aiuti di
stato - lucio cillis a pagina 6 ( da "Repubblica, La"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il titolo
della compagnia perde il 26 per cento Sì del governo al piano Air France per
Alitalia ma la Ue avverte niente aiuti di Stato LUCIO CILLIS A PAGINA 6 SEGUE A
PAGINA 6.
Missione
salvezza per atitech ( da "Repubblica, La"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
della
Magliana dove verrà presentato il progetto francese di acquisizione
dell'Alitalia Missione salvezza per Atitech La Filt Cgil: azienda fuori dal
piano Air France. Protesta a Roma Libertino: "Una scelta grave".
Cozzolino: "Pronto a convocare un nuovo incontro" I lavoratori pronti
a dare battaglia. A rischio 700 addetti più 150 dell'indotto Partiranno per
Roma con sette pullman,
I
giornali, Parigi e l'onda che non c'è
( da "Giornale.it,
Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia?
Bazzecola. La campagna elettorale nostrana per le elezioni del 13 aprile?
Quisquilia. Le stragi e la repressione cinese in Tibet? Sciocchezze. Vuoi
mettere con quella splendente figura di Pierre Cohen? Chi è, vi domanderete. Ma
come, dovreste smettere di crogiolarvi nell'ignoranza, Cohen è il nuovo sindaco
socialista di Tolosa che ha strappato il municipio alla destra.
<Nessun
margine per la moratoria del Nord>
( da "Giornale.it,
Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
attuale
portafogli dei diritti di traffico di Alitalia (tranne quelli non esercitati da
Alitalia per un periodo di dodici mesi) e fornire collaborazione e assistenza
nel caso di difficoltà con Paesi extraeuropei, in particolare nel caso in cui i
diritti di traffico di Alitalia possano essere pregiudicati, o possa esserne
ostacolato l'accesso al mercato".
Sospetti
fondati ( da "Giornale.it, Il"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
66 del
2008-03-18 pagina 1 Sospetti fondati di Livio Caputo Chi sospettava che uno
degli obbiettivi di Air France nell'acquisto di Alitalia fosse l'eliminazione
di Malpensa come aeroporto concorrente di Parigi ha trovato piena conferma ai
suoi timori nella (...) © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
Ferrero
tenta di convincere i lavoratori Sea
( da "Giornale.it,
Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Molti dei
quali dal prossimo 24 marzo entreranno in cassa integrazione a causa dei tagli
dei voli di Alitalia e del conseguente calo di lavoro. Poiché dall'inzio di
aprile prenderà il via ufficiale il ridimensionamento dell'aeroporto, la Sea,
la società che gestisce lo scalo, è costretta a rivedere e correggere il numero
dei dipendenti a tempo pieno e per 900 persone scatterà la Cig.
Sì
del Governo all'offerta Air France
( da "Unita,
L'" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Stai
consultando l'edizione del Sì del Governo all'offerta Air France Crollo in
Borsa Alitalia Rossi, Masocco e Venturelli a pag. 6.
Il
Partito di Babele ( da "Unita, L'"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia e
sulla scelta di alcuni candidati imbarazzanti a fini elettoralistici immediati,
approvata da Berlusconi col dissenso di Fini e Bossi. C'è qualcosa di più
profondo, di costante, di cui queste sono solo alcune manifestazioni. Il Pd è
un partito già strutturato, prima delle elezioni, dotato di un regolare
Statuto,
Stringere
la cinghia, per primi i parlamentari Veltroni: non è giusto avere i salari più
bassi d'Europa e i politici più pagati, serve sobrietà
( da "Unita,
L'" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
sull'Alitalia,
dove la Lega dice una cosa diversa rispetto ad An, sulla politica estera, dove
c'è chi vuole tornare in Iraq, quando tutti se ne stanno andando". In
compenso, dice Veltroni, una cosa li accomuna: "Sono sempre cupi, hanno
sempre qualcuno e qualcosa da insultare Non arrabbiatevi se io non risponderò
mai.
Veltroni:
in Italia i salari più bassi e le indennità più alte, e non va bene
Dall'Alitalia alle pensioni sono divisi su tutto: ecco il vero programma del
Pdl ( da "Unita, L'"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia alle
pensioni sono divisi su tutto: ecco il vero programma del Pdl Da Veltroni, nel
suo tour elettorale in Piemonte, arriva uno stop netto ai costi, troppo alti,
della politica. "Non possiamo più stare in un paese - dice il leader del
Pd - con gli stipendi più bassi e le retribuzioni dei parlamentari più alte del
resto d'
Ondata
di vendite ( da "Unita, L'"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Oltr al caso
Alitalia che è stato al centro dell'attenzione fin dall'apertura, l'ondata di
vendite ha colpito tutti i settori, a partire dal bancario: Unicredit ha chiuso
in calo del 4,39% ma hanno perso terreno anche tutti gli altri: Mediobanca
(-5,65%), Monte Paschi (-3,96%), Intesa Sanpaolo (-3,12%), Popolare Milano (-4,
Alitalia,
pensioni, Libano Tutti contro tutti nel Pdl
( da "Unita,
L'" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia. È
la questione all'ordine del giorno: la Lega, per difendere l'hub di Malpensa,
boccia le condizioni poste da Air France per l'acquisto di Alitalia. "Una
proposta oscena", protestano Roberto Maroni e Roberto Calderoli, portando
per una volta davvero uniti fra loro la voce di Umberto Bossi, dopo un vertice
a Via Bellerio.
Fini
dà l'ok, la Lega no e Berlusconi tace
( da "Unita,
L'" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
La Lega
boccia in toto la vendita di Alitalia soprattutto per difendere l'hub di
Malpensa: è "un proposta oscena, un regalo a costo zero di cui si assumerà
la responsabilità il governo". Gianfranco Fini invece dà un "giudizio
positivo"; in serata però scopre di alcune "ombre" sugli
esuberi.
Alitalia,
dal governo il primo via libera Il Tesoro si impegna ad aderire all'offerta di
Air France. In Borsa il titolo crolla del 26%
( da "Unita,
L'" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
edizione del
Alitalia, dal governo il primo via libera Il Tesoro si impegna ad aderire
all'offerta di Air France. In Borsa il titolo crolla del 26% di Roberto Rossi/
Roma VIA LIBERA Alitalia marcia dritta verso Air France. Ieri il ministero del
Tesoro, a sorpresa per i tempi, ha aderito all'offerta vincolante presentata
dal gruppo francese lo scorso venerdì.
I
sindacati oggi al tavolo: non si può smantellare il gruppo Piena sintonia tra
Cgil, Cisl e Uil alla viglia dell'incontro. Questo sarà il giorno della verità
( da "Unita,
L'" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
su Alitalia i
sindacati rischiano proprio questo, di ritrovarsi costretti a un prendere o
lasciare, con tutte le conse- guenze dell'uno e dell'altro caso. Le nove sigle
presenti nella compagnia aerea oggi incontreranno i vertici di Alitalia con il
presidente Maurizio Prato, e quelli di AirFrance-Klm con Jean-Ciryl Spinetta,
Malpensa
vede sempre più nero. Senza il cargo 1500 esuberi aggiuntivi L'amarezza dei
lavoratori: Eppure il trasporto merci è cresciuto oltre il 10% in un anno . In
allarme il siste ( da "Unita, L'"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
acquisto di
Alitalia. Ma non sempre sanno che cosa rispondere. "Vorrei tanto leggere
il piano dei francesi, tutti ce lo raccontano, ma finora nessuno l'ha visto per
davvero" racconta Flavio Nossa della Camera del Lavoro di Milano. Per ora
l'unica certezza è la "molta confusione sotto il cielo di Malpensa",
pieno di nubi ed agitato dall'
Fiorello
canta: resta con noi Alitalia ( da "Unita, L'"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
resta con noi
Alitalia Un coro sulle note di Resta con noi: è la trovata con cui Fiorello e
Marco Baldini hanno trattato il tema della vendita di Alitalia ad Air France
nel corso della puntata di W Radiodue. Fiorello e Baldini hanno intonato con il
pubblico dello studio il celebre canto da chiesa con un testo scritto ad hoc:
"Resta con noi Alitalia stasera /
Loizzo:
"la puglia non può avere 4 aeroporti"
( da "Repubblica,
La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Se la
compagnia verrà meno, dovrà rispettare le regole e pagare la penale".
Intanto maggioranza e opposizione proporranno un ordine del giorno in Consiglio
regionale per evitare "rischi che la riorganizzazione di Alitalia potrà
comportare sul territorio pugliese".
"su
malpensa non cediamo la compagnia può anche fallire" - gad lerner
( da "Repubblica,
La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Intanto Air
France ha avanzato pretese tali da farmi dubitare che voglia concludere davvero
l'acquisto di Alitalia. La compagnia italiana dispone di volumi di traffico e
di cespiti derivanti dalla proprietà dei terreni di Fiumicino che già di per sé
valgono molto più dei 138 milioni offerti. A simili condizioni Alitalia potrebbe
interessare altri compratori".
Alitalia-air
france, ok del governo - lucio cillis
( da "Repubblica,
La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Economia
Alitalia-Air France, ok del governo I sindacati: offerta da migliorare. Prodi:
passo indietro da Sea. Titolo giù del 26% "Sì rivedibile con proposta più
alta" Marcegaglia: moratoria per Malpensa LUCIO CILLIS ROMA - Anche il
Tesoro dà il via libera ad Air France.
L'avvertimento
dell'unione europea "non accetteremo altri aiuti di stato" - alberto
d'argenio ( da "Repubblica, La"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
per tenere in
vita Alitalia fino al passaggio ad Air France. Tuttavia si potrebbe trovare una
soluzione per evitare una bocciatura dell'eventuale misura: Alitalia va
malissimo - è la motivazione che gli esperti Ue potrebbero accettare da Roma -
quindi si potrebbe dire che per evitare all'investitore ulteriori danni, come
l'abbassamento del prezzo di vendita o un fallimento,
Fiorello
cambia le parole di "resta con noi" preghiera-inno per l'azienda in
vendita ( da "Repubblica, La"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
italianità di
Alitalia. Durante "Viva Radio 2", il programma che conduce insieme
con Marco Baldini, lo showman ha trattato con il consueto stile comico la
vicenda della compagnia aerea. Sulla base musicale di "Resta con
noi", i due conduttori, con il pubblico in studio, hanno intonato
"chiedi di più, non accettar, la Gioconda ci devon ridar"
Borse,
un altro lunedì nero ( da "Messaggero, Il"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il giorno
della paura/Non basta l'intervento della Fed, crollano i listini in Asia e in
Europa. Fmi: crisi seria Borse, un altro lunedì nero Precipita il titolo
Alitalia. Sì del governo ad Air France, serve l'ok dei sindacati.
ROMA
Ennesimo lunedì nero per le Borse asiatiche ed europee che ieri hanno chiuso
con perdite ( da "Messaggero, Il"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
La corsa al
ribasso è stata innescata dall'annuncio della Fed di una limatura di 25
centesimi del costo del denaro. Ieri l'indice Dow Jones di Wall Street ha
chiuso in leggero attivo. Intanto ieri sera è arrivato il "sì" del
governo all'offerta di Air France per Alitalia.
Borsa
nera ( da "Manifesto, Il"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
È il lunedì
nero delle borse europee, su cui si abbatte la crisi americana. Che la Fed
cerca di arginare tagliando i tassi. Inutilmente. Wall Street cede. In
picchiata anche Alitalia: crolla il titolo, i sindacati protestano per i tagli,
la Ue intima "niente aiuti di stato"PAGINE 4 E 5.
La
clausola: no ad azioni contro Prato
( da "Corriere
della Sera" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
acquisto di
Alitalia, da parte di Air France-Klm, che non sarà sfuggita all'amministratore
della compagnia italiana, Maurizio Prato. Quella secondo cui Air France-Klm
s'impegna a non agire e non votare in favore di azioni di responsabilità contro
gli attuali amministratori e sindaci, salvo per casi di dolo, colpa grave o
fatti ignoti.
Veltroni:
va abbassata l'indennità dei parlamentari
( da "Corriere
della Sera" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
E
sull'Alitalia An è per il patto con Air France mentre la Lega è contro". E
ancora un affondo contro i leghisti: "Ci sono politici che promettono la
secessione se non si fa come dicono loro, poi li ritrovi il martedì sera nei
ristoranti romani ed è un'altra storia.
Moratti
e la telefonata di Prodi a Bonomi
( da "Corriere
della Sera" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
inadempienze
promossa da Sea contro Alitalia per 1,2 miliardi - circa la cifra che il
gigante francese pagherà per l'intero vettore nazionale -, al suo annuncio era
stata guardata con una certa sufficienza. Eppure, ora sembra mettere la maxi
operazione sotto scacco. Nelle 26 pagine della nota diffusa da Alitalia, vi si
fa riferimento come a una delle condizioni poste da Air France:
Il
governo abbatte Alitalia ( da "Manifesto, Il"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
allarme sui
lavori usuranti: "Il governo vari il decreto o salta tutto" Il
governo abbatte Alitalia Via libera alla vendita, alle nuove condizioni imposte
dai francesi. Oggi l'incontro decisivo tra l'azienda e i sindacati: una marea
di "esuberi" in discussione Francesco Piccioni "Il giorno della
verità" per Alitalia ha due date possibili.
Altolà
della Marcegaglia <Moratoria su Malpensa>
( da "Corriere
della Sera" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Proprio per
questo ieri in Consiglio dei ministri l'amministratore di Alitalia, Maurizio
Prato, si è affrettato a spiegare che l'amministrazione straordinaria non
porterebbe, come qualcuno pensa, a una sospensione della vicenda in attesa del
nuovo governo, che magari potrebbe riaprire la trattativa con AirOne. Ipotesi
questa auspicata dalla Cisl di Raffaele Bonanni.
E
Fiorello canta <Resta con noi>
( da "Corriere
della Sera" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
modo loro il
tema della vendita di Alitalia nel corso della puntata di Viva Radiodue. I due
showmen hanno intonato, con il pubblico dello studio, il celebre canto da
chiesa con un testo scritto ad hoc: "Resta con noi Alitalia stasera/ resta
con noi e non te ne andare/ Resta con noi non ci lasciar/ la Francia non deve
comprar/ Chiedi di più non accettar/ la Gioconda ci devon ridar"
<Così
addio Nord> Il gelo di Veltroni con il governo
( da "Corriere
della Sera" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Così nel
quartier generale azzurro si fa strada la vecchia opzione: far saltare l'intesa
con Air France e portare Alitalia in amministrazione straordinaria.
"Magari si rilancia come Parmalat". Magari se Veltroni e Berlusconi
dicessero qualcosa in campagna elettorale... 49,9 per cento. La quota del
capitale Alitalia messa in vendita dal Tesoro Gianni Letta Francesco Verderami.
Arriva
il nuovo stop dalla Ue: no agli aiuti di Stato
( da "Manifesto,
Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Argenzio
Bruxelles Sull'Alitalia Bruxelles ha poche idee, ma assai chiare: niente
"aiuti di stato" per l'aerolinea. Il divieto è ormai un ritornello,
da anni la Commissione va infatti ripetendo all'Italia che la sua ex compagnia
di bandiera deve uscire dalla crisi senza iniezioni da parte dello Stato, se
non a condizioni di mercato.
Alitalia
Le parti sociali ( da "Corriere della Sera"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
2008-03-18
num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Alitalia Le parti sociali Fiumicino: alla
mensa prime proteste C'è agitazione tra i lavoratori di Alitalia per le
trattative sulla vendita della compagnia. Ieri un primo tentativo di mobilitare
la protesta è partito dai lavoratori di terra in una delle mense di Fiumicino.
Scoglio
Sea sulla vendita ad Air France ( da "Corriere della Sera"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Klm nel caso
in cui Alitalia soccomba. D'altra parte, ascoltando l'amministratore di
Alitalia, Maurizio Prato, si è constatato che è tardi per stipulare una polizza
contro il medesimo rischio. Di qui la mossa di Prodi che appare anche un modo
per rinviare al fronte del Nord la responsabilità di un eventuale fallimento
della compagnia che ieri in Borsa ha perso il 26,
Ribassi
a raffica. Cade Seat PG ( da "Corriere della Sera"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Oltre ad
Alitalia, peggiore titolo in assoluto della giornata (-26,76%), nel paniere dei
valori principali spicca un secondo ribasso a due cifre: è quello di Seat
Pagine Gialle, pari all'11,33%, dovuto a una serie di cause, che vanno
dall'indebitamento della società alle prospettive di una raccolta pubblicitaria
in calo a causa del rallentamento dell'
È
brevissimo, 150 righe , mostra quattro fogli Rutelli, orgoglioso di tanta
( da "Messaggero,
Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
sarà hub
dell'Alitalia". Cura, pulizia e manutenzione della città "saranno la
mia ossessione quotidiana", garantisce il candidato del centrosinistra.
"Metterò in gioco tutta la mia capacità organizzativa, credo di averlo
dimostrato durante i 400 giorni del Giubileo, una sfida che non aveva
precedenti e che abbiamo vinto.
Fiumicino,
3 mila posti a rischio ( da "Corriere della Sera"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
allarme dei
sindacati sullo scalo Oggi il piano di Air France per acquisire Alitalia sarà
illustrato ai sindacati. Ma l'allarme è già scattato. A Fiumicino i posti di
lavoro a rischio, fra i dipendenti della compagnia e quelli delle aziende
dell'indotto, sono 3mila subito. E altri 3mila rischiano di scomparire dopo il
2010.
Sos
Fiumicino, a rischio tremila posti di lavoro
( da "Corriere
della Sera" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
situazione
drammatica Allarme dei sindacati: "Il piano Air France mette a rischio 3
mila lavoratori Alitalia e dell'indotto" Sos Fiumicino. L'operazione Air
France-Alitalia rischia di bruciare almeno 3 mila posti di lavoro. Tremano i
dipendenti della compagnia di base all'aeroporto Leonardo da Vinci, ma anche
quelli delle centinaia di aziende dell'indotto.
Corriere
della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-03-18 num: - pag: 3
categoria: AL... ( da "Corriere della Sera"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
11 anni di
lavoro come precaria al call center Alitalia. Un'occupazione – dice la
dipendente, iscritta al Cub – che solo ora è diventata a tempo indeterminato.
Ma il servizio, che è di Alitalia Service, ad Air France non interessa. Verremo
ceduti. Siamo in 300, quasi tutte donne tra cui 100 precarie, uno stipendio
mensile attorno ai 700 euro.
<Non
c'è consapevolezza sarà un bagno di sangue>
( da "Corriere
della Sera" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
uscita
passeggeri saluta sorridente il rampista Alitalia con il consueto "comment
Ça va". La risposta è sempre la stessa, imbronciata in francese:
"Très mal", molto male. Lo racconta Salvatore Caprasecca, dipendente
di Az Service (la società che si occupa dei servizi a terra) e segretario del
Sanga, un sindacato che a Fiumicino raccoglie soprattutto le adesioni degli
addetti in pista,
Casini:
finita per sempre la stagione del Cavaliere
( da "Corriere
della Sera" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia, Pdl
e Pd hanno le idee confuse, mentre noi siamo con chiarezza per il
mercato". Il leader dell'Udc ha anche denunciato "lo svuotamento
della par condicio e lo sfacciato favoritismo di cui godono Veltroni e
Berlusconi". Quando al quarto figlio in arrivo, che sarà maschio dopo tre
femmine, Casini ha spiegato a Vanity Fair di sentirsi "
Rutelli:
il campo rom Casilino 900 va sgomberato
( da "Corriere
della Sera" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Lo scalo di
Fiumicino "sarà l'hub di Alitalia che torna a crescere e alimenta un
turismo sempre più forte". Ancora: "Vogliamo motivare e rendere
protagonisti i dipendenti del Comune. Vogliamo rendere più efficiente la rete
dei servizi alle persone". Poi energia solare, metropolitane, nuovo patto
con le Ferrovie.
Dubbi
Sindacati e veltroni frenano ( da "Riformista, Il"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Dubbi
Sindacati e veltroni frenano Tps vende Alitalia, Di Pietro fa il leghista Dopo
un'analisi dell'offerta di Air France-Klm con il ministro dell'Economia,
Padoa-Schioppa, il responsabile dei Trasporti, Bianchi, e un approfondimento
con l'amministratore delegato di Alitalia, Prato, Romano Prodi ha deciso ieri
pomeriggio di convocare un consiglio dei ministri alle 19.
ROMA
- Prodi scende in campo. Entro fine marzo deve liberare Alitalia dalla grana
del contenzioso co ( da "Messaggero, Il"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
E anche se
gli stessi avvocati di Alitalia considerano "pretestuose" le
rivendicazioni di Giuseppe Bonomi sulla base del contratto del 2002, Parigi non
ha intenzione di imbarcare con Alitalia un rischio di questa portata. E allora
a Prodi non resta che giocare tutte le carte a sua disposizione per
disinnescare la mina Sea.
Sì,
l'operazione tra Alitalia e Air France deve concludersi entro la fine di marzo.
Per qu ( da "Messaggero, Il"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
farà parte di un gruppo guidato dal primo vettore mondiale e nelle intenzioni
dei fran ( da "Messaggero, Il"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia,
disco verde del governo ad Air France
( da "Messaggero,
Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Segue
alitalia ( da "Riformista, Il"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Segue
alitalia "Abbiamo le spalle larghe - ha proseguito Epifani - sia per
sostenere un accordo che per dire che non ci sono le condizioni". La
durissima dichiarazione di metà giornata di Antonio Di Pietro, che ha tuonato
contro una soluzione che "umilia" Malpensa e che è un danno per il
paese, non va letta,
ROMA
- L'attuale piano di Alitalia, così com'è, prevede una grossa riduzione dei vol
( da "Messaggero,
Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
attuale piano
di Alitalia, così com'è, prevede una grossa riduzione dei voli per Malpensa che
richiederebbe o una moratoria o un'alternativa che lasci spazio allo scalo
lombardo per ritrovare altre compagnie che vogliano volare da lì". E
questa l'opinione di Emma Marcegaglia, presidente designata di Confindustria,
sulla questione di Malpensa.
Il
marchio, il logo e la livrea tricolore di Alitalia resteranno così come sono.
Stesso discors ( da "Messaggero, Il"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
O per i
diritti di volo verso i Paesi di altri Continenti. Alitalia sarà anche una
entità autonoma all'interno del gruppo Air France-Klm.
ROMA
- O si vende o si fallisce e Berlusconi lo sa bene, visto che il disas
( da "Messaggero,
Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
mediazione ha
provato a farlo Gianfranco Fini accennando alla necessità di distinguere il
destino di Alitalia da quello di Malpensa, ma il problema non è ancora risolto.
In attesa di vedere quale sarà la reazione del sindacato che oggi incontrerà i
vertici di Alitalia e Air France, Berlusconi lavora ad una sua proposta per
rilanciare Malpensa, come hub internazionale per low-cost.
ROMA
Air France-Alitalia, c'è l'Ok. Ieri sera, poco dopo le 21, è arriv
( da "Messaggero,
Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
il piano Air
France e gli esuberi in Alitalia Fly che potrebbero essere ammortizzati
attingendo ai 150 milioni previsti in finanziaria, ma temono per il futuro dei
4.500 dipendenti di Az-servizi che finirebbero in Fintecna e dunque fuori del
"perimetro" Alitalia. Avverte il numero uno della Cisl, Raffaele
Bonanni: "O si apre una trattativa vera sugli esuberi,
Segue
dalla prima conversazione con Fausto Bertinotti
( da "Riformista,
Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
offerta di
Air France su Alitalia?". E cosa si dovrebbe fare di Alitalia, se non
affidarsi alle offerte del mercato dopo anni di fallimento
"pubblico"? "Non accontentarsi dell'offerta da quattro soldi di
Air France. La situazione è compromessa. Me ne rendo conto. Rifaccio un esempio
che spero non sia preso maliziosamente.
Borse
a picco ( da "Tempo, Il"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
dove pesa il
tonfo di Alitalia (-27%), il Mibtel ha ceduto il 3,52% e sono stati persi 21,9
miliardi di capitalizzazione. Un lunedì nero partito con il crollo dei listini
asiatici (Tokyo ha ceduto del 3,7%, Hong Kong il 4,62% e Shanghai il 4,6%) e
proseguito con la giornata di passione delle piazze europee.
Notizie
in 2 minuti ( da "Corriere della Sera"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia-Air
France: via libera del Tesoro Alitalia: dopo il Consiglio dei ministri arriva
anche il via libera del Tesoro all offerta di Air France. La Commissione
europea dice no a qualsiasi intervento pubblico in favore di Alitalia. Male la
compagnia di bandiera in Borsa.
ROMA
- Veltroni chiede di abbassare i costi della politica, lanciando un chiaro
monito contr ( da "Messaggero, Il"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Su Alitalia,
Fini ha detto sì ad Air France, Bossi no. Che cosa avrebbero fatto se fossero
al governo?". E sulle pensioni le divergenze coinvolgono sia il Cavaliere
che il capo leghista. "Berlusconi ha detto che vuole tornare alla legge
Maroni. Tutti i suoi alleati, hanno detto no, a cominciare dallo stesso
Maroni".
Il
taglio dei tassi della Fed non dà fiato ai mercati
( da "Tempo,
Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Monito
dell'Ue all'Italia sugli aiuti di Stato: a Piazza Affari Alitalia perde oltre
il 26%. Voce fuori dal coro quella dell'economista Renato Brunetta:
"Nessun collasso, qualcuno mente. Il crollo è illogico, servono soltanto
regole più chiare". Lombardo, Pennisi e Usai alle pag. 2, 3, 15 e 41.
Alitalia,
via libera del Tesoro al piano francese
( da "Tempo,
Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
25 miliardi
Alitalia, via libera del Tesoro al piano francese Giovanni Lombardo
g.lombardo@iltempo.it Il governo mantiene la rotta su Alitalia. Ieri, al
termine di un consiglio dei ministri ad hoc, è arrivato il via libera del
Tesoro all'offerta di Air France-Klm, nonostante i paletti imposti dai francesi
sia sul fronte occupazionale sia su quello economico (
Sindacati
in trincea Spinetta vuole l'intesa
( da "Tempo,
Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
acquisto per
Alitalia. "Il sindacato ha le spalle larghe per dire un sì o un no, con
tutte le conseguenze che ciò comporta", avverte il leader della Cgil
Guglielmo Epifani. I sindacati chiederanno un confronto vero, pronti a lasciare
il tavolo se i francesi non lasceranno spazi presentando un piano da prendere o
lasciare.
Oggi
18 marzo, la cura di AirFrance-Klm per Alitalia verrà
( da "Tempo,
Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Klm per
Alitalia verrà ... Oggi 18 marzo, la cura di AirFrance-Klm per Alitalia verrà
presentata ai sindacati e forse si pronuncerà anche il Governo Prodi. è una
cura pesante: un acquisto di 160 azioni Alitalia per un'azione AirFrance-Klm,
un aumento di capitale previsto per giugno (e dopo che l'erario abbia
effettuato un prestito-
Giornata
drammatica in Borsa (-27%) ( da "Tempo, Il"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
per Alitalia
a Piazza Affari dopo l'offerta vincolante di Air France. La compagnia di
bandiera ha chiuso la giornata segnando un ultimo prezzo di 0,392 euro
(-26,59%) dopo aver toccato, in corso di seduta, un minimo di 0,33 euro
(-38,11%). L'offerta francese (0,099 euro ad azione) ha gettatto nel panico gli
investitori che hanno cercato di incassare il più possibile in vista dell'
Alitalia,
sì del governoall'offerta Air France
( da "Secolo
XIX, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Via libera
del governo ad Air France-Klm per l'acquisizione di Alitalia. L'annuncio è
arrivato nella serata di ieri, dopo una giornata convulsa durante la quale si
sono susseguite, da parte di politici e sindacalisti, critiche all'offerta
proveniente dal gruppo franco-olandese e mentre il titolo ha chiuso con un
ribasso del 20%.
Veltroni:
pdl diviso su tuttofrattini insiste: voto utile
( da "Secolo
XIX, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
dalla
questione Alitalia, alle pensioni". Ma Silvio Berlusconi non ha replicato:
il Cavaliere ha deciso di concedersi un'intera settimana di vacanza, per
Pasqua, e non tornerà in pubblico prima della prossima settimana. Così, a
rispondere al candidato leader del centrosinistra, sono rimasti i
"colonnelli": "Ma perché Veltroni continua a guardare in casa
nostra?
Prodi
su Alitalia: sì ad Air France ( da "Giornale.it, Il"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Gianfranco
Fini, secondo cui "il caso Malpensa va tenuto staccato dalla vicenda
Alitalia" perché la compagnia rischia il fallimento. Per l'azzurro Giorgio
Jannone "il governo Prodi, pur in assenza dei pieni poteri, ha deciso di
svendere Alitalia". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
Il
consiglio di Prodi: <Ok per Air France>
( da "Giornale.it,
Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Air France
può acquistare Alitalia. Romano Prodi, in piena sintonia con Padoa-Schioppa, ha
riconosciuto la legittimità di alcuni dubbi sull'offerta di Air France,
sicuramente peggiorativa rispetto alle attese, ma ha ricordato che Alitalia può
fallire se non si chiude subito, e che quindi si è di fronte a un prendere o
lasciare.
<L'Italia
si è piegata a un prezzo irrisorio>
( da "Giornale.it,
Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
così Alitalia
si è "piegata" al prezzo irrisorio di Air France. A scriverlo è il
quotidiano francese Les Echos, spiegando in un breve editoriale che "la
sola vera sorpresa nell'accordo atteso è l'ammontare particolarmente scarso
dell'offerta di Air France che proporrà agli azionisti di scambiare 160 azioni
per una della holding franco-
Le
obbligazioni su cui inciampò Toto
( da "Giornale.it,
Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
in virtù del
lungo rapporto come partner commerciale di Alitalia. (Alla domanda, fatta a
bruciapelo nel
Tracollo
in Piazza Affari Alitalia perde il 26%
( da "Giornale.it,
Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
effetto del
rilancio di Alitalia sarebbe diretto, mentre gli stessi risultati industriali,
nel valore della holding si ritroverebbero diluiti. Secondo gli operatori,
comunque, il titolo Alitalia è destinato a scendere ancora. Del resto, come
precisato da Alitalia, il lancio dell'Opas potrebbe avvenire non prima di
giugno.
Alitalia,
il titolo sospeso per ribasso ( da "Giornale.it, Il"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia, il
titolo sospeso per ribasso di Redazione Dopo una giornata di passione, con
picchi minimi del 26% e l'ok del cdm all'offerta francese, il titolo perde il
10,5% dopo pochi minuti ed è sospeso. Oggi l'incontro con i sindacati per
discutere il piano di Air France Milano - Nemmeno l'ok del consiglio dei
ministri alla vendita ad Air France sblocca la situazione di Alitalia
Borse:
Tokyo respira, l'Europa sorride ( da "Giornale.it, Il"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ancora giù Alitalia
(-3%), mentre recuperano terreno Impregilo (+2,75%), Finmeccanica (+2,26%) e
Telecom (+2,51%). Asia contrastata Dopo la paura in Europa di ieri, con i
titoli ai minimi del 2005 e la perdita di 330 miliardi di euro, l'Asia chiude
contrastata, ma lascia intravedere un rimbalzo, che in più di un caso si è
spento nel finale.
Scivolano
bancari e assicurativi ( da "Giornale.it, Il"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia allo
sbando. Tra una sospensione e l'altra il titolo è caduto del 25,26% a 39
centesimi dopo che l'offerta Air France ha valorizzato l'azione della compagnia
10 cent. Se Piazza Affari è andata male anche le Borse Europee non hanno fatto
meglio.
Milano
crolladramma alitalia ( da "Secolo XIX, Il"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
371 punti, lo
S&P/Mib ha ceduto il 3,39% a 30.586 punti mentre l'All Stars è arretrato
del 3,17% a 12.148 punti. Seduta drammatica per Alitalia (-26,76% a 0,39 euro)
travolta dagli ordini di vendita dopo che sono stati resi noti i termini
dell'offerta di Air France. 18/03/2008.
L'Ue:
<Basta aiuti di Stato>. Il titolo sprofonda
( da "Secolo
XIX, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
deve avere le
spalle molto larghe per farsi carico degli impegni che il rilancio di Alitalia
richiede". Ma quella di ieri è stata anche la giornata delrichiamo
dell'Ue, per Alitalia. Secondo Bruxelles il governo italiano dovrà comportarsi
come un investitore privato, indipendentemente dalle azioni che saranno messe
in campo.
Svendita
a 138 milioni850 milioni di risorse
( da "Secolo
XIX, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
azione
Alitalia è valutata meno di 10 centesimi. Per le obbligazioni convertibili
l'importo complessivo è di 608 milioni di euro (0,3145 euro ad obbligazione).
Agli esborsi delle due opa si aggiunge l'aumento di capitale da 1 miliardo da
offrire in opzione a tutti gli azionisti e ai portatori di obbligazioni
convertibili.
Cessna,
condannati gli uomini-radar ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
altro
Alitalia, hanno dichiarato che nei dialoghi tra pilota e torre di controllo i
termini tecnici per indicare l'orografia del terreno non esistono
proprio". Neanche l'avvocato Gianluigi Perra, che difende Scatena insieme
a Maria Bernarda Sanna, si aspettava la doppia condanna: "Sinceramente no,
anche perché la consulenza tecnica ha scagionato i controllori di volo,
Ma
il duello elettorale non decolla ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia e
dalla risposta da dare all'offerta (quanto meno non esaltante) messa sul tavolo
dalla compagnia francese. Walter Veltroni è andato all'attacco parlando di un
centrodestra diviso e incapace di governare, ed indicando come esempi la
vicenda dell'Alitalia (con Fini e la Lega su posizioni opposte) e quella delle
pensioni,
Il
monito della Ue: <No ad aiuti di Stato>
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ambito della
vendita di Alitalia il governo dovrà comportarsi come un investitore privato,
indipendentemente dalle azioni che saranno messe in campo. E la Commissione
europea "vigilerà affinché questo principio venga rispettato". Questo
il monito lanciato ieri da Bruxelles all'Italia sulla cessione di Alitalia ad
Air France-Klm.
Alitalia,
il Tesoro dice sì. La Borsa no ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
E ieri maxi
crollo in Borsa per Alitalia. ROMA Via libera dal Tesoro all'offerta vincolante
di Air France-Klm per acquisire l'Alitalia. Il ministro dell'Economia, Tommaso
Padoa-Schioppa, ha informato il Consiglio dei ministri dei termini della
proposta del gruppo franco-olandese, accolta dal cda dell'ex compagnia di
bandiera.
Epifani
chiede <risposte vere> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
a Roma per
strappare un sì al progetto di acquisizione di Alitalia. Non sarà facile. I
sindacati chiederanno un confronto vero, pronti ad abbandonare il tavolo se i
francesi non lasceranno spazi, presentando un piano da prendere o lasciare.
Raggiungere un accordo, e in tempi stretti, è tra le condizioni necessarie
poste da Air France-Klm per chiudere l'operazione.
Alitalia
no dell'Ue agli aiuti di Stato ( da "Voce d'Italia, La"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
sul rispetto
dei principi fissati da Bruxelles Alitalia: no dell'Ue agli aiuti di Stato Il
prestito di 300 milioni di euro deve essere fornito dal Tesoro a condizioni di
mercato Bruxelles, 18 mar.- Alitalia “non può più beneficiare di aiuti di
Stato”. E quanto ha sottolineato Michele Cercone, portavoce del commissario Ue
ai Trasporti Jacques Barrot,
Alitalia:
no dell'Ue agli aiuti di Stato ( da "Voce d'Italia, La"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
sul rispetto
dei principi fissati da Bruxelles Alitalia: no dell'Ue agli aiuti di Stato Il
prestito di 300 milioni di euro deve essere fornito dal Tesoro a condizioni di
mercato Bruxelles, 18 mar.- Alitalia “non può più beneficiare di aiuti di
Stato”. E quanto ha sottolineato Michele Cercone, portavoce del commissario Ue
ai Trasporti Jacques Barrot,
Alitalia,
l'Ue blocca il Tesoro: <Nessun aiuto di Stato>
( da "Campanile,
Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia,
l'Ue blocca il Tesoro: "Nessun aiuto di Stato" La compagnia ne ha già
beneficiato nel '97 e nel '01. Oggi il confronto tra i vertici di Air France e
le parti sociali Nessun aiuto di Stato per Alitalia. Questo è il responso
dell'Ue, sull'ipotesi che il Tesoro conceda un nuovo prestito ponte di 300
milioni di euro e che arriva poco dopo la sospensione dal listino del titolo
Il
governo rinvia la decisione, oggi parte il confronto Air France-sindacati
( da "Liberazione"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia,
crolla il titolo in Borsa L'Ue: niente aiuti di Stato Roberto Farneti Una resa
umiliante. E questa, di fatto, la condizione che Air France-Klm pone ai
sindacati e allo Stato italiano per comprarsi l'Alitalia. Da questo punto di
vista, il consiglio dei ministri convocato d'urgenza nella tarda serata di ieri
- senza decidere nulla -
I
francesi giocano al gatto col topo. E il topo non ha via d'uscita Aumentano i passeggeri
e diminuisce il lavoro? Irragionevole. Fermiamoli
( da "Liberazione"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Nulla su
Alitalia Servizi: altri 8000 lavoratori in bilico, fra cui l'area tecnica di
Napoli. Si aggiungono le migliaia che saltano a Malpensa per il ritiro
unilaterale di Alitalia medesima. Questa è la situazione: oltre 10.000 i posti
di lavoro in pericolo, un massacro occupazionale, la fine di un vettore al
servizio del sistema paese,
Sindacati
in trincea, Spinetta vuole l'intesa
( da "Tempo,
Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Stampa
alitalia Sindacati in trincea, Spinetta vuole l'intesa Faccia a faccia tra Air
France e i sindacati. Oggi il numero uno dei francesi, Jean-Cyril Spinetta,
incontra le organizzazioni dei lavoratori per cercare il via libera all'offerta
d'acquisto per Alitalia.
La
trattativa capestro non è affatto finita
( da "Tempo,
Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Stampa il
futuro di alitalia La trattativa capestro non è affatto finita Oggi 18 marzo,
la cura di AirFrance-Klm per Alitalia verrà presentata ai sindacati e forse si
pronuncerà anche il Governo Prodi. è una cura pesante: un acquisto di 160
azioni Alitalia per un'azione AirFrance-Klm, un aumento di capitale previsto
per giugno (e dopo che l'
Il
governo: "Sì ad Air France-Klm" La parola ora passa ai sindacati
( da "Quotidiano.net"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
acquisizione
di Alitalia. L'esecutivo ha dato parere favorevole al piano industriale
proposto dalla compagnia franco-olandese, già approvato sabato scorso dal cda
di Viale della Magliana. Ora il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa,
invierà ad Alitalia una lettera con l'impegno ad aderire sia all'Offerta
pubblica di scambio per il 100%
Alitalia
crolla: il titolo cede un altro 19%
( da "Giornale.it,
Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
non fa marcia
indietro sulla causa intenta contro Alitalia per gli accordi disattesi sullo
scalo di Malpensa, chiedendo un indennizzo di 1,25 miliardi di euro.
"L'azione risarcitoria - dice in un'intervista rilasciata a Repubblica - è
stata a lungo mediata e si basa su argomenti solidi. Alitalia ha disatteso
l'impegno assunto: fare di Malpensa il suo hub.
Alitalia,
sì del governo all'offerta Air France
( da "Secolo
XIX, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Via libera
del governo ad Air France-Klm per l'acquisizione di Alitalia. L'annuncio è
arrivato nella serata di ieri, dopo una giornata convulsa durante la quale si
sono susseguite, da parte di politici e sindacalisti, critiche all'offerta
proveniente dal gruppo franco-olandese e mentre il titolo ha chiuso con un
ribasso del 20%.
Alitalia,
sindacati: valutano offerta Air France
( da "Voce
d'Italia, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
del Tesoro
alla compagnia d'Oltralpe: il giorno dopo Alitalia, sindacati: valutano offerta
Air France Bonanni:" Il Governo ci ha escluso dalla trattativa con
AirFrance" Roma, 18 mar. - Sono bastati pochi minuti dall'inizio della
seduta quotidiana di Piazza Affari per far chiudere il titolo di Alitalia per
eccesso di ribasso.
Alitalia,
sindacati valutano offerta Air France
( da "Voce
d'Italia, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
del Tesoro
alla compagnia d'Oltralpe: il giorno dopo Alitalia, sindacati: valutano offerta
Air France Bonanni:" Il Governo ci ha escluso dalla trattativa con
AirFrance" Roma, 18 mar. - Sono bastati pochi minuti dall'inizio della
seduta quotidiana di Piazza Affari per far chiudere il titolo di Alitalia per
eccesso di ribasso.
Il
governo: "Sì ad Air France-Klm" La parola ora passa ai sindacati
( da "Quotidiano.net"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
acquisizione
di Alitalia. L'esecutivo ha dato parere favorevole al piano industriale
proposto dalla compagnia franco-olandese, già approvato sabato scorso dal cda
di Viale della Magliana. Ora il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa,
invierà ad Alitalia una lettera con l'impegno ad aderire sia all'Offerta
pubblica di scambio per il 100%
FIORELLO
E BALDINI CANTANO RIDATECI LA GIOCONDA
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
È la trovata
con cui Fiorello e Marco Baldini sono intervenuti sulla vendita di Alitalia ad
Air France nel corso della puntata di "Viva Radiodue". Il testo:
"Resta con noi Alitalia stasera/ resta con noi e non te ne andare/ Resta
con noi non ci lasciar/ la Francia non deve comprar/ Chiedi di più non
accettar/ la Gioconda ci devon ridar".
UN
MATRIMONIO CON 25 DIKTAT ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Molto
delicato appare invece il "raggiungimento di un accordo tra l'Alitalia e
Aeroporti di Roma" per Fiumicino e di un'intesa con Fintecna e Alitalia
Servizi per la "rinegoziazione di alcune clausole relative dei contratti
di servizio". In pratica si chiedono accordi favorevoli con un soggetto
privato, come AdR, e con uno pubblico, come Fintecna.
GRANA
PER BERLUSCONI: CONVINCERE SEA E LEGA
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
mediazione ha
provato a farlo Gianfranco Fini accennando alla necessità di distinguere il
destino di Alitalia da quello di Malpensa, ma il problema non è ancora risolto.
In attesa di vedere quale sarà la reazione del sindacato che oggi incontrerà i
vertici di Alitalia e Air France, Berlusconi lavora a una sua proposta per
rilanciare Malpensa, come hub internazionale per low-cost.
PASQUA
E ELEZIONI, ALLERTA ANTITERRORISMO
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
l'Alitalia
all'Air France. L'attenzione, come è sempre accaduto durante le elezioni e le
festività religiose, sarà massima sia sul fronte interno che esterno.
All'estero è alta la vigilanza (la guardia non è mai stata abbassata) sui
militari impegnati nelle diverse missioni di pace in Afghanistan, in Libano e
in Kosovo,
VELTRONI:
ABBASSARE GLI STIPENDI AI POLITICI
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
dall'Alitalia
alle pensioni. Votarli vorrebbe dire continuare gli ultimi 15 anni di
frammentazione", dice prospettando immobilismo anche per il futuro.
"Inventi pure inesistenti divisioni al nostro interno e mostrerà ogni
giorno di più di non avere soluzioni alternative ai problemi del Paese",
fa saper Altero Matteoli,
ALITALIA,
VIA LIBERA DEL TESORO AD AIR FRANCE
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia, via
libera del Tesoro ad Air France Oggi Prato e Spinetta incontrano i sindacati
Epifani: "No alla logica del prendere o lasciare" GIUSY FRANZESE
Roma. La forma può sembrare un po insolita, ma la sostanza è inequivoca: il
governo dice sì alla proposta di Air France-Klm per l'acquisto dell'Alitalia.
STOP
UE A NUOVI AIUTI. TITOLO A PICCO: -26%
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
azione Air
France contro 160 titoli Alitalia), valuta le azioni del gruppo guidato da
Maurizio Prato 0,095 euro ciascuna, attribuendo al gruppo un valore di 132
milioni di euro. Va rilevato però che l'offerta di Franco Toto si fermava a
0,010 euro. Alitalia può consolarsi con il fatto che anche per i francesi,
complice la tempesta sui mercati mondiali,
IL
TONFO SFIORA I 22 MILIARDI ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia in
picchiata (-26,76% a 0,39 euro), crollano Seat (-11,33% a 0,14) e Impregilo
(-7,71% a 2,76). L'Espresso (-7,63% a 2,46), tra gli editoriali si salva solo
Il Sole 24 Ore (+0,85% a 4,04). Crolla Italease (-11,13% a 5,30), tonfo per
Mediobanca (-5,65% a 11,61), tiene Generali (-1,17% a 26,97) grazie ai
risultati 2007,
Malpensa,
accordo sugli ammortizzatori Il governo: "Ora la Sea ritiri il
ricorso" ( da "Giornale.it, Il"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
il titolo
Alitalia perde il 15%. Oggi l'incontro con i sindacati. Bonanni: "Gli
esuberi? Sono 7mila". Via libera alla cassa integrazione per lo scalo
lombardo. Il governo: Sea ritiri la richiesta di danni ad Alitalia Milano -
Nemmeno l'ok del consiglio dei ministri alla vendita ad Air France sblocca la
situazione di Alitalia in Borsa.
Alitalia,
fra orrore e fallimento ( da "Opinione, L'"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
18 Mar 2008
Edizione 54 del 18-03-2008 Una storia italiana Alitalia, fra orrore e
fallimento di Davide Giacalone Quello di Alitalia è un film dell'orrore. La
società è nei fatti fallita, costretta a vendere in gran fretta terreni pur di
alimentare un'asfittica liquidità, senza la quale neanche si compera più il
carburante.
E'
tutto tremendamente scontato ( da "Opinione, L'"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
parla francese Ci sono alcune cose difficili da spiegare, al di là del fatto
strettamente tecnico ed economico. In termini da percepito, la gente non si
spiega perché una decisione così importante è stata presa dal Governo non più
in carica e non da quello che sarà eletto a breve.
Protezione
solo europea ( da "Opinione, L'"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
europea di
Aristide Avosetti La vicenda Alitalia-Malpensa, al di là dei giudizi che si
possano dare sul probabile matrimonio dell'ormai ex compagnia di bandiera con
Air France, è emblematica del quanto sia difficile, ed in molti casi
impossibile, risolvere i problemi domestici alzando barriere protezioniste
attraverso dazi (come è tornato ad auspicare in questi giorni Umberto Bossi,
Alitalia:
le forche caudine della vendita a Air France
( da "Opinione,
L'" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia: le
forche caudine della vendita a Air France di Biagio Marzo |C|E|/C| la
privatizzazione dell'Alitalia che infiamma il dibattito della campagna
elettorale, dividendo le coalizioni in modo trasversale. Il terreno di scontro
è che l'Air France vorrebbe il via libera delle organizzazioni sindacali al
piano di ristrutturazione e al ritiro della richiesta della Sea del
maxirisarcimento
Scontri
davanti alla sede Alitalia Un lavoratore resta a terra ferito
( da "Quotidiano.net"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Annunci
legali MANIFESTAZIONE Scontri davanti alla sede Alitalia Un lavoratore resta a
terra ferito I lavoratori della Atitech di Napoli hanno tentato di entrare nei
cancelli del centro direzionale, ma Polizia e Carabinieri li hanno respinti.
Alle 15 inizia l'incontro tra società, Air France e sindacati di categoria
Commenta Roma, 18 marzo 2008 - Scontri davanti alla sede di Alitalia,
I
francesi: "Non obbligati all'acquisizione" Scontri davanti alla sede,
ferito un lavoratore ( da "Quotidiano.net"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ALITALIA I
francesi: "Non obbligati all'acquisizione" Scontri davanti alla sede,
ferito un lavoratore Così il numero uno di Air France-Klm, Spinetta, che
auspica un'intesa con i sindacati. Alcuni lavoratori hanno tentato di entrare
nei cancelli del centro direzionale, ma sono stati respinti Commenta Commenti
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Air
France-sindacati, per ora non c'è l'accordo Scontri davanti alla sede, ferito
un lavoratore ( da "Quotidiano.net"
del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ALITALIA Air
France-sindacati, per ora non c'è l'accordo Scontri davanti alla sede, ferito
un lavoratore Il numero uno di Air France-Klm, Spinetta, prende tempo. I
sindacati sul piano: "Così non va". Alcuni lavoratori hanno tentato
di entrare nel centro direzionale, ma sono stati respinti Commenta Commenti
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( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 11 del 2008-03-17
pagina 0 La Marcegaglia: basta con la concertazione che media al ribasso di
Redazione Il presidente designato di Confinduatria avverte i sindacati poi
dice: "tagliare la spesa pubblica improduttiva". Caso
Alitalia: no al ridimensionamento di Malpensa Belluno - L'Italia non deve
solo fare sistema ma deve aggiungere un altro slogan: "trovare il sistema
di fare". A cominciare dal "taglio della spesa pubblica
improduttiva". Ne è convinta il presidente designato di Confindustria,
Emma Marcegaglia, consapevole che si tratta di "un provvedimento
impopolare che implica tagliare posti di lavoro e privilegi, tagliare Enti
inutili per investire in infrastrutture materiali e immateriali. Si tratta - ha
detto alla platea degli imprenditori della Provincia di Belluno e ai presidenti
degli industriali del Veneto - di un'operazione complessa e lunga ma
necessaria". Soffermandosi sulla riforma della Pubblica amministrazione,
Emma Marcegaglia, ha aggiunto che anche il tema dell'università è centrale e ha
osservato che "i ministri che si sono succeduti al Governo hanno lasciato
lettera morta di queste riforme. Dobbiamo avere una visione di medio termine -
ha continuato - la quale implichi che le cose ben fatte da un Governo non
debbano essere cancellate dal successivo. Le riforme si possono fare in un arco
temporale che vada dai 10 ai 15 anni, avendo anche la forza di rispondere a
contrasti perché accontentare tutti ai tavoli di concertazione con mediazioni a
ribasso non porta a nulla. Questo Paese non ha più tempo da perdere - ha
scandito dal palco del Teatro Comunale di Belluno - non può più rinviare le
decisioni e deve guardare in faccia i problemi che riguardano la formazione, la
scuola e l'innovazione che sono tutti temi sui quali dobbiamo lavorare".
"No alla concertazione che media al ribasso" Rilanciare lo sviluppo
del Paese da "protagonisti uscendo dai tavoli di concertazione che
livellano al ribasso", ha poi detto Emma Marcegaglia. "Dobbiamo
essere protagonisti del cambiamento del Paese, vogliamo contribuire con idee e
progetti mettendoci la faccia, vogliamo essere parte attiva e seria e concreta
ma anche voce critica che denuncia situazioni di veti e privilegi che ci
condannano a una crescita bassa. Saremo presenti e forti per partecipare non in
una logica di concertazione che media al ribasso ma per migliorare il Paese. Ci
vorrà tempo, ma l'Italia riuscirà a risalire da questa china che non voglio
definire declino". Per l'imprenditrice mantovana l'Italia "ha bisogno
di premiare il merito. Non si può andare verso una logica di uguaglianza che
porta a inefficienze generali - ha aggiunto parlando alla platea degli
imprenditori - bisogna premiare i manager migliori e chi lavora di più e fa
meglio". Sarà fondamentale combattere "il livellamento verso il basso
che ci condanna a non crescere". "No allo smantellamento dei voli da
Malpensa" Il presidente designato di Confindustria, prende anche atto
della proposta di Air France per l'acquisto di Alitalia
ma, da Belluno, dove ha preso parte all'Assemblea generale degli industriali,
mette in guardia a margine dell'incontro: "è importante, dal mio punto di
vista - ha spiegato la Marcegaglia -, che non si vada a uno smantellamento dei
voli del Nord da Malpensa perché questo sarebbe un danno molto pesante per il
Nord Italia". "Mi pare che la proposta di Air France sia stata
accettata - ha aggiunto il futuro presidente di Confindustria - l'attuale
piano, così come è, prevede una grossa riduzione di voli da Malpensa, io credo
che ci vorrebbe o una logica di moratoria o qualche cosa che lasci spazio a
Malpensa per ritrovare altre compagnie che vogliano volare da quello
scalo". Tornando a commentare il tema Alitalia e
il piano di riorganizzazione, l'imprenditrice mantovana ha osservato:
"Così com'è il piano di fatto dal primo aprile ci sarà un calo di due
terzi dei voli da Malpensa, fatto - ha concluso - che penalizza non solo
Malpensa ma tutto il Nord Italia". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via
G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 11 del 2008-03-17
pagina 0 Alitalia, sì del Tesoro ad Air France Prodi a
Sea: ritiri la richiesta di danni di Redazione Dopo il fallimento di tre aste e
una mattinata di stop per eccesso di ribasso, le azioni della compagnia di
bandiera scivolano a 0,4085 euro. Bonanni: "Trattativa su esuberi o
rottura". Fini: "Slegare il destino dell'hub da Alitalia". Padoa Schioppa accetta le proposte francesi e prodi
"condivide" Milano - Air France ha offerto durante il fine settimana
una propria azione contro 160 azioni Alitalia,
valutando ogni titolo della compagnia italiana meno di 10 centesimi.
Immediata la reazione a piazza Affari dove le azioni Alitalia
sono state ammesse sul mercato solo in tarda mattinata per le continue
sospensioni causate dall'eccesso di ribasso. Intanto il premier Romano Prodi ha
intimato alla Sea di ritirare la richiesta dei danni. E in consiglio dei
ministri arriva il sì di Padoa Schioppa all'offerta francese . Offerta Air
france: sì del Tesoro E questa sera al consiglio dei ministri Tommaso
Padoa-Schioppa, durante la "ha informato il Presidente del Consiglio - che
ha espresso condivisione - in merito alla lettera che egli stesso invierà ad Alitalia contenente l'impegno ad aderire alle previste
offerte pubbliche di scambio (per le azioni) e di acquisto (per le
obbligazioni) da parte di Air France - KLM per la totalità dei titoli detenuti
dal Ministero stesso". Lo rende noto un comunicato della presidenza del
Consiglio. Il Cdm non ha, quindi, preso ancora una decisione finale. I ministri
sono usciti da Palazzo Chigi senza fare dichiarazioni. Numerose le assenze
nella riunione del consiglio dei ministri: mancavano, tra gli altri, Paolo
Ferrero, Alfonso Pecoraro Scanio, Fabio Mussi, Antonio di Pietro, Massimo
D'Alema, tutti impegnati in vari appuntamenti della campagna elettorale.
Lettera del ministro ad Air France "Il ministro - spiega il comunicato del
cdm - ha quindi informato il Presidente del Consiglio - che ha espresso
condivisione - in merito alla lettera che egli stesso invierà ad Alitalia contenente l'impegno ad aderire alle previste
offerte pubbliche di scambio (per le azioni) e di acquisto (per le
obbligazioni) da parte di Air France - KLM per la totalità dei titoli detenuti
dal Ministero stesso. Nella lettera viene inoltre specificato che gli impegni
assunti non saranno vincolanti nel caso in cui uno o più soggetti lancino
un'offerta pubblica concorrente migliorativa e il Ministero accetti tale
offerta. Ciò al fine di tutelare i principi di trasparenza e non
discriminazione previsti dalla normativa sulle privatizzazioni e in linea con
la disciplina delle offerte pubbliche". Il contratto Il contratto prevede
che il Tesoro dia il proprio impegno ad aderire alle offerte con tutte le
azioni e le obbligazioni possedute prima ancora che le offerte stesse siano
lanciate ma l'impegno preventivo che si chiede al Tesoro perderà ogni efficacia
nel caso in cui decidesse di aderire a una offerta concorrente migliorativa
rispetto a quella descritta nel contratto. Contro la trattativa in esclusiva di
Alitalia con Air France aveva presentato ricorso nei
giorni scorsi la compagnia aerea italiana AirOne sostenuta da Intesa SanPaolo.
Al momento l'ufficio stampa di AirOne preferisce non commentare. Ma una fonte
vicina al gruppo dell'imprenditore abruzzese Carlo Toto dice che "la
società in questo periodo è concentrata sul suo sviluppo stand alone". Il
titolo crolla Per tutta la mattinata il titolo Alitalia
è rimasto sospeso dopo aver fallito tre aste, prima dell'apertura e subito dopo
l'avvio degli scambi. Il titolo, che ha segnato un calo teorico del 39,7%, è
stato ammesso solo alle 12,45 cedendo immediatamente il 23,50%. Possibile in
giornata un Consiglio dei ministri straordinario su Alitalia
per esaminare l'offerta Air France-Klm. Intanto Alitalia
spiega in una nota che, nel contratto con Air France-Klm, è previsto che il
ministero del Tesoro dia il proprio impegno ad aderire alle offerte con tutte
le azioni e le obbligazioni possedute prima ancora che le offerte stesse siano
lanciate, ma l'impegno preventivo che si chiede al Tesoro perderà ogni effetto
nel caso in cui decidesse di aderire a una offerta concorrente migliorativa
rispetto a quella descritta nel contratto. "Per gli azionisti e per gli
obbligazionisti di Alitalia - si legge nella nota - il
contratto prevede che, al ricorrere di una serie di condizioni, Air France-Klm
sarà tenuta a lanciare due distinte offerte pubbliche rivolte, rispettivamente,
a tutti gli azionisti e a tutti obbligazionisti". La Ue: interventi solo a
condizioni di mercato Qualsiasi intervento pubblico in favore di Alitalia dovrà rispettare le condizioni di mercato, ovvero
essere realizzato a condizioni non diverse da quelle di un investitore privato.
è quanto ha precisato oggi Michele Cercone, portavoce del commissario Ue ai
Trasporti, Jacques Barrot, in merito all'ipotesi di un prestito ponte da parte
del Tesoro emersa nel quadro della cessione di Alitalia
a Air France-Klm. Il portavoce di Barrot ha quindi ricordato che Alitalia ha già beneficiato in passato di aiuti di Stato e
quindi, in base al principio "una volta, ultima volta" non potrà più
ricevere questo genere di sostegno. La Commissione Europea vigilerà sul
rispetto di questo principio. Quello del prestito, ha detto ancora Cercone,
"non è una questione di momento in cui viene concesso, ma di
condizioni". In ogni caso per assicurare il positivo esito
dell'operazione, ha detto ancora il portavoce di Barrot, sarebbe più
"prudente" per le autorità italiane lavorare in stretto contatto con
quelle di Bruxelles. Fino a questo momento comunque alla Commissione europea
non è giunta alcuna notifica ufficiale dell'operazione Alitalia-Air
France-Klm e quindi Bruxelles continua a non commentare quanto finora emerso in
merito al possibile accordo. Epifani: "Serve una trattativa per dire sì o
no" Il sindacato chiede "margini per una trattativa" sulle condizioni
poste da Air France per l'acquisto di Alitalia ma,
"se non ci fossero ne trarremo le conseguenze". Lo ha detto il
segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, sottolineando che "il
sindacato ha le spalle larghe per dire un sì o un no, con tutte le conseguenze
che ciò comporta". Domani, ha detto ancora Epifani "andremo a capire
qualcosa su una vicenda delle più strane che sia mai capitata al sindacato.
Siamo di fronte ad un processo di ristrutturazione e vendita della compagnia di
bandiera italiana senza che ne sappiamo assolutamente nulla: arriviamo
all'ultimo atto". Il leader della Cgil ha ribadito la speranza che ci
siano margini di trattativa, perchè, ha detto, "è difficile partecipare ad
un lodo mai chiesto". Il monito del Professore Il presidente del
Consiglio, Romano Prodi, ha chiesto alla Sea di ritirare la richiesta di
indennizzo da 1,250 miliardi all'Alitalia come
risarcimento per i danni subiti con l'abbandono di Malpensa. Secondo un lancio
di Radiocor, la richiesta sarebbe, infatti, stata avanzata "in modo
fermo" dal Professore tanto da sembrare la risposta ad una delle
condizioni poste da Air France-Klm nell'offerta su Alitalia.
Bonanni (Cisl): o si tratta sugli esuberi o sarà rottura Su Alitalia
"o si apre una trattativa vera per ridurre gli esuberi o si andrà alla
rottura". Lo ha detto il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni.
"Il governo - ha aggiunto - ha fatto tutto da solo, noi sappiamo poco o
nulla e, allora, visto che hanno cominciato da soli se la finiscano da soli".
Air France, secondo Bonanni, "sta acquistando praticamente gratis la
nostra compagnia di bandiera: è una vicenda che grida vendetta". Fini:
slegare il destino di Malpensa da Alitalia "Ci
sono luci e ombre: è positivo che Air France voglia tutelare i colori della
compagnia e abbia garantito ai consiglieri di amministrazione italiani il
diritto di veto; negativo che il piano industriale preveda molti esuberi e che
non siano in programma investimenti sufficienti per il rilancio". Lo
afferma il leader di An, Gianfranco Fini intervistato a Tg5. Quanto al destino
di Malpensa, Fini ribadisce che "va slegato da quello dell'Alitalia". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
ELEZIONI DA ALITALIA ALLE PENSIONI, IL PDL SI DIVIDE SU TUTTO. RUTELLI: IL
PROGRAMMA PER ROMA Veltroni deve muovere la campagna. Attacco alla casta In
Piemonte Walter Veltroni arriva al giro di boa del suo bustour e a Novara
attacca la casta: "In Italia ci sono i salari più bassi e gli stipendi dei
parlamentari più alti d'Europa. Dobbiamo uniformare il livello delle
retribuzioni di deputati e senatori a quello degli altri paesi europei".
Bisogna tagliare i costi della politica: "Non va bene che con il
finanziamento pubblico si sostengano 51 partiti politici e 31 organi di
partito". Intanto aumentano a vista d'occhio le divisioni interne al
Popolo delle libertà. A partire dalla vendita di Alitalia,
questione che vede da una parte Fini che valuta positivamente il piano dei
francesi (anche se in serata ridimensiona le dichiarazioni) e dall'altra la
Lega e il Pdl lombardo che si oppongono strenuamente. Parti invertite invece
per le pensioni: Brunetta e Berlusconi vorrebbero un inasprimento e un ritorno
allo scalone Maroni. Ma è proprio l'ex ministro leghista a sconfessare
l'ipotesi di una riduzione della spesa previdenziale. Anche Francesco Rutelli è
in piena campagna elettorale. Il distacco con Alemanno resta molto alto. Ieri
il candidato a sindaco di Roma del Pd ha presentato il suo programma che consta
di 150 righe, "ad alta leggibilità ". Rutelli punta molto sulla
concretezza e sull'innovazione, sulle tecnologie e l'ambiente. ALLE PAGINE 4 E
5.
( da "Stampa, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cv
Alital 10 75,146 85,165 cv B Ifis 09 99,130 100,171 cv Bco Popol 10 100,786
100,929 cv Beni Sta 11 92,435 93,810 cv BIM 15 89,326 90,108 cv Carige 13
111,329 112,045 cv Mi-A2a 09 118,033 121,000 cv SIAS 17 94,114 95,080 cv Snia
10 101,010 101,010 cv Vitt Ass 217,040 217,040 Telecom IT CV 10 110,618 110,889.
( da "Stampa, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Tel -3,52% a 23.371
punti e l'S&P/Mib -3,39% a 30.586; in totale a Piazza Affari sono stati
bruciati 21,9 di euro. A questo hanno concorso la cattiva intonazione dei mercati internazionali e un fattore tutto italiano come il
tracollo di Alitalia (-26,59% l'ultimo prezzo, -26,76% il riferimento a 0,39 euro).
Nel paniere dei titoli principali c'è un solo segno "più", quello di
Snam Rete Gas con un risicato +0,23% a 4,32 euro. Nel settore del credito
arretrano Mediobanca (-5,65% a 11,61 euro), Unicredit (-4,39% a 4,25), Popolare
di Milano (-4,25% a 6,91), Mps (-3,96% a 2,66), Intesa Sanpaolo (-3,12%
a 4,28), Ubi (-2,77% a 14,70) e Banco Popolare (-2,10% a 10,47). Crolla Banca
Italease (-11,13% a 5,30). Tra gli assicurativi, Alleanza -4,33% a 7,76 euro,
Unipol -3,43% a 1,71, Fondiaria Sai -2,99% a 25,61 e Generali -1,17% a 26,97.
Ribassi superiori ai dieci punti percentuali per Seat Pg (-11,33% a 0,14),
forti vendite per Impregilo (-7,71% a 2,76), L'Espresso (-7,63% a 2,46),
Autogrill (
( da "Stampa, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Che con lo spirito
di punire un sistema di sprechi. Tra questi i fondi elargiti a tante sedicenti
associazioni culturali di volontariato di cui ogni Regione abbonda. Per pietà,
basta con le varie "Settimane" culturali patrocinate dal Ministero
dell'Istruzione e dalla Regione: sono solo occasione per fare perdere ulteriore
tempo ai nostri studenti. Destiniamo piuttosto i fondi a chi nel volontariato
si "sporca le mani" ed è utile al prossimo. SALVATORE GANCI, CASARZA
LIGURE (GE) Ferrara, il Trap e i loro strafalcioni Per quanto incredibile
alcuni media tedeschi hanno ricordato lunedì la ricorrenza decennale del
"leggendario" sproloquio di Trapattoni contro i giocatori del Bayern
(titolo nel sito web del secondo canale tv: "Struuuunz!"). Chissà se
accadrà qualcosa di simile per l'invettiva di Ferrara "Abort macht
frei", che, tradotto in italiano, contiene pure una profonda verità:
"il cesso rende liberi". ("aborto" in tedesco si dice
"Abtreibung"). ENZO CAMMILLETTI I videogiochi all'università
"Stimola a prendere decisioni e aiuta la propensione alla
creatività": questa la motivazione con cui l'Università Cattolica di Roma
ha introdotto nel corso di Economia e gestione dei servizi l'uso di un videogioco.
Allora si potrebbe utilizzare il lego o il meccano per gli studenti di
architettura o ingegneria. MAURO LUGLIO, MONFALCONE (GO) Aborto/1 Le donne
ingenue Comunque la si pensi a proposito dell'aborto fa specie osservare che
nella triste vicenda del medico genovese che si è suicidato sembrano coinvolte
tante donne. Non ragazzine, ma persone adulte. A quanto dicono i mass media
costoro giustificherebbero il ricorso all'aborto clandestino per non rendere
pubbliche le loro avventure extraconiugali. Vabbè per il tradimento, ma almeno
essere capaci ad evitare una gravidanza! CAOLIN IRPOOL Aborto/2 Politici
razzisti Relativamente all'aborto vedo i politici come pericolosi razzisti:
considerano la donna come un essere inferiore, per cui diventa liberatorio
disfarsi di una vita non desiderata. Preferisco i poeti: considerano la donna
come un essere superiore, da amare, per avere dei figli, desiderati. Da tenere.
GIANFRANCO MORTONI Embargo olimpico per cominciare Che la Cina sia fuori o
dentro la "lista nera" stilata dall'amministrazione Bush poco
importa, importa la violenta repressione pianificata nei confronti dei pacifici
monaci buddisti. Nel silenzio di (quasi) tutti. Cara Annunziata, perché non si
applicano anche nei confronti della Cina azioni più incisive, perché non
iniziare con un "embargo olimpico", per poi passare ad un blocco
degli scambi sia economico che finanziario da parte sia degli Usa che
dell'Europa. Verso quei poveri monaci e verso il TIbet non si può nutrire solo
simpatia. ANDREA SILLIONI, BOLSENA (VT) Malpensa e l'assurdo dei cassintegrati
All'aeroporto di Malpensa si verifica una situazione surreale. Riguarda la
cassaintegrazione straordinaria che coinvolgerà 900 dipendenti S.E.A. spa e
S.E.A. Handling dello scalo lombardo. A quanto risulta, a partire dal prossimo
24 marzo, il reparto di check-in verrà toccato da tale procedura per 385
dipendenti a tempo indeterminato, che a rotazione dovranno fermarsi per alcuni
giorni (forse 6). Nel frattempo, però, il decreto "milleproroghe"
permette a S.E.A., che l'ha interpretato a modo suo, di continuare ad
utilizzare lavoratori a tempo determinato od interinali, mentre chi è assunto
stabilmente non lavora! Il buonsenso direbbe che tali lavoratori dovrebbero
essere utilizzati nei momenti di picco del traffico, soprattutto in una fase di
difficoltà come questa, e non in sostituzione di impiegati a tempo
indeterminato. E tutto ciò con soldi pubblici, dato che lo Stato ha stanziato
decine di milioni per affrontare la crisi dovuta all'abbandono
di Alitalia e finanziare la cassaintegrazione. Come mai nessuno ne parla?
Questo scenario potrebbe verificarsi anche altrove e darebbe un altro forte
colpo ai diritti dei lavoratori. MICHELE PIANTANIDA, CAMERI (NO) Le tasse di
Prodi e il nostro declino La preoccupante stagnazione dell'economia in Italia è
stata aggravata dall'eccessivo aumento della pressione fiscale fatto dal
governo Prodi. Meno soldi in tasca significano meno acquisti, meno produzione e
meno lavoro. Mi auguro che il prossimo governo interrompa il declino. LUISA MINETTI,
MILANO L'antica Roma e i nostri problemi Sabato sera mi sono addormentato con
la tv accesa, a un certo punto una voce in sottofondo parlava di favori: tipo
trovare un alloggio in cambio del voto, un voto per un rinnovo dei permessi
commerciali, gli affitti troppo alti. Ho aperto gli occhi cercando il
telecomando per spegnere, pensando a una replica di Porta a Porta. Era Piero
Angela che illustrava l'Impero Romano. RUDI TOSELLI Il ministro D'Alema e le
autorità cinesi Rispondo alla lettera del signor Carlo Ferrazza "Il
ministro D'Alema e le proporzioni" pubblicata ieri sulla Stampa. In molti
lanci di agenzia degli ultimi giorni, nell'esprimere preoccupazione per la
situazione determinatasi in Tibet, il ministro D'Alema - in sintonia con la
posizione dell'Unione Europea - ha ripetutamente invitato le Autorità cinesi a
porre fine alle iniziative di repressione delle manifestazioni e ad avviare un
dialogo. PASQUALE FERRARA, CAPO SERVIZIO STAMPA E INFORMAZIONE MINISTERO DEGLI
AFFARI ESTERI.
( da "Stampa, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
La Fed taglia ancora
i tassi, bruciati 300 miliardi. La banca Bear Stearns svenduta per un
quindicesimo del suo valore Panico da crisi, Borse giù Alitalia:
sì del governo all'offerta Air France. L'Ue: niente aiuti di Stato Borse
europee e Piazza Affari a picco dopo il taglio del tasso di sconto della Fed e
il crollo di Bear Stearns, la banca Usa travolta dalla crisi dei mutui.
L'istituto di credito statunitense è stato rilevato da JP Morgan per un
quindicesimo del suo valore. Gli analisti ora sperano nell'intervento della
Bce. Le piazze europee hanno bruciato circa 304 miliardi di euro di
capitalizzazione. Nella Borsa italiana ondata di vendite
per Alitalia che ha chiuso con perdite di oltre il 26%. E proprio su Alitalia ieri sera è giunta, dopo una riunione del Consiglio dei
ministri, la decisione del Tesoro che ha scelto di accettare la proposta di Air
France-Klm per l'acquisto dei titoli di Alitalia in suo
possesso. Nella lettera che il ministro dell'Economia invierà ad Alitalia, con l'impegno ad aderire alla proposta di Air
France, viene specificato però che "gli impegni assunti non saranno
vincolanti nel caso in cui uno o più soggetti lancino un'offerta pubblica
migliorativa e il ministero accetti tale offerta". La Ue ha intanto fatto
sapere che non saranno possibili "aiuti di Stato" alla compagnia di
bandiera italiana. DA PAG.
( da "Stampa, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
[FIRMA]FABIO POZZO
Lunedì nerissimo, anzi choc, anche per le borse europee. Il taglio a sorpresa
dei tassi Usa, l'offerta d'acquisto di Bern Stearns da parte di Jp Morgan a un
prezzo stracciato e il "profit warning" di Siemens hanno creato il
panico tra gli investitori (con l'euro che ha segnato nuovi massimi, a 1,59
dollari, e col petrolio che balza sopra i 111 dollari, per poi chiudere
sull'onda delle vendite a 105,69). In un giorno sono stati bruciati in Europa
circa 304 miliardi di euro: tanto è scesa la capitalizzazione del Dj Stoxx 600
( a 7.090 miliardi), l'indice più rappresentativo delle Piazze dell'Ue, che
dall'inizio dell'anno - complice l'ultima seduta - ha perso il 20,4%, vale a
dire 1.817 miliardi di euro. Quello di ieri è stato il tonfo più consistente
dal 21 gennaio scorso, quel lunedì nero in cui la sola Europa aveva bruciato
437 miliardi di euro. A soffrire sono i titoli finanziari, che sono stati
letteralmente travolti dalla "buriana": lo Stoxx europeo delle banche
è caduto del 4,4%, delle assicurazioni del 3,8%, dei finanziari del 4,8%. Il
settore più toccato, però, è stato quello delle materie prime (-8,1%). Solo
Milano ha bruciato quasi 22 miliardi. Il Mibtel ha chiuso a -3,52%, lo
S&P/Mib ha ceduto il 3,39% (per entrambi, si tratta dei livelli minimi dal
2001), l'All Stars è arretrato del 3,17%. Drammatico il
tonfo per Alitalia (-26,59%, a 0,39 euro; sospesa a lungo dalle negoziazioni per
eccesso di ribasso, è arrivata a perdere fino al 38% sul minimo infraday di
0,3305 euro); un crollo per Banca Italease (-11,13% a 5,30). Anche la Borsa di
Francoforte ha chiuso in forte ribasso, con l'indice Dax che segna -4,18%.
A pesare la scivolata di Siemens (-17%), che ha pagato l'annuncio di
"profit warning": i vertici della società hanno tagliato di circa 900
milioni di euro le stime di utile per il primo trimestre, in seguito a ritardi
e cancellazioni degli ordini nelle divisioni energia, trasporti e tecnologia.
Sono precipitati anche Hypo Real Estate, il gigante specializzato in mutui
(-12,45%); Commerzbank (-7,04%) e Deutsche Bank (-6,03%). Non si salva Londra,
dove l'Ftse-
( da "Stampa, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
ALITALIA
LA POLITICA Patata bollente La Lega rischia di perdere la faccia con i suoi
elettori "L'offerta è inaccettabile".
( da "Stampa, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
ALITALIA
VERSO LA VENDITA AirOne resta in corsa Porte aperte a una eventuale proposta
migliorativa della cordata italiana con Intesa.
( da "Stampa, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
[FIRMA]FRANCESCO
SPINI MILANO E ora toccherà rifare i conti. Degli esuberi. Già perché, come
dice Nino Cortorillo, sindacalista della Cgil lombarda che da mesi si dibatte
tra i mille garbugli della questione Malpensa-Alitalia,
"l'annunciata scomparsa di Cargo nel 2010 non ce l'aspettavamo proprio.
Non ce n'era traccia nel piano di sopravvivenza di Prato dove, anzi, si parlava
di "consolidamento su Milano Malpensa" del business merci". E
invece la "desertificazione" di Malpensa (come da tempo la chiama
Formigoni) dettata da Air France anche sul fronte del trasporto merci costringe
il sindacato a rivedere al rialzo le stime già pesanti delle migliaia di
esuberi: "Sul fronte di Alha, la società di handling che opera con l'ex
compagnia di bandiera nel settore merci, era stata calcolata la cassa
integrazione per 100-150 operatori per il venir meno dei voli passeggeri. Ora, senza più voli merci Alitalia, gli
esuberi saranno fino a 400". Sono i primi calcoli di una delle tante
sorprese contenute nell'uovo di Pasqua presentato da Jean-Cyril Spinetta. Con Alitalia Cargo fuori gioco, calcolano dal Certet Bocconi, sparirà il
46,6% della capacità merci di Malpensa - l'aeroporto da cui passa l'80% del
trasportato via cielo - pari a 6.406 tonnellate settimanali e 113 dei
269 voli merci. Un problema per gli operatori di handling, certo. Ma anche per
chi, da piccolo operatore doganale, si trova con la terra che frana sotto i
piedi. "Senza Alitalia vedo male sia la mia
società sia l'economia italiana", sintetizza Francesco Albatri, titolare
della Alimpex, spedizioniere con uffici a Linate e Malpensa che dà lavoro a una
decina di persone più alcuni padroncini di camion. "Ecco, se nessun
vettore rimpiazzerà Alitalia Cargo, noi perderemo tra
il 35 e il 40% del traffico". L'Italia, come sottolinea l'associazione
TrasportoAmico, già oggi trasporta via gomma il 75% delle merci che devono poi
partire con aerei o con le navi dall'estero e il fenomeno rischia di
ingigantirsi. Qualcuno scommette sulla crescita di altri aeroporti già oggi
forti nel settore merci come Brescia e Bergamo; per molti sarà invece il
trionfo del trasporto "aviocamionato", dei Tir che partono
dall'Italia per arrivare a Francoforte e Amsterdam dove rilasciare gli
air-container da incastrare nelle fusoliere dei mezzi. "Certo - dice
Alessandro Trapolino, numero uno di Fedespedi, l'associazione degli
spedizionieri secondo cui il mercato del nolo aereo vale 700 milioni - il
traffico dei Tir aumenterà, e il danno che i ritardi e le maggiori difficoltà
logistiche causeranno all'export del Paese saranno rilevanti. Ci ritroveremo
indietro di 4 anni, a prima che Alitalia investisse
sulle merci aumentando la flotta dedicata da uno a 5 aeromobili". Il
risultato? "Se Malpensa non dovesse confermarsi come lo snodo merci più
importante del Paese - spiega Mario Cadonna, managing director di Ceva Freight,
l'unità di spedizioni internazionali di uno dei maggiori gruppi di logistica al
mondo - i nostri progetti di crescita nello scalo dovrebbero rallentarsi.
L'unica via d'uscita? Che gli slot Cargo vengano presto rilevati da altre
compagnie".
( da "Stampa, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
[FIRMA]ALESSANDRO
BARBERA ROMA L'impegno, contenuto in una lettera inviata ad Alitalia,
è di "aderire all'offerta pubblica e di scambio proposta da Air
France-Klm". Al termine di un Consiglio dei ministri straordinario e
semi-deserto (erano in 12 per via della campagna elettorale) il ministero del
Tesoro ha detto sì all'offerta dei franco-olandesi. Dopo una giornata di
trattative fra Roma e Parigi, il Governo ha scongiurato il rinvio. L'ultimo
capoverso del comunicato tiene però la porta aperta: "Gli impegni assunti
non saranno vincolanti nel caso in cui uno o più soggetti lancino un'offerta
concorrente migliorativa, e il Ministero la accetti. Ciò al fine di tutelare i
principi di trasparenza e non discriminazione". Se vorranno, gli sconfitti
di AirOne-Intesa potranno tornare in gioco. Il vicepremier Rutelli ha di nuovo
perorato la causa della cordata italiana fra gli sbuffi del premier.
L'accelerazione ha due ragioni. Anzitutto la slavina di Borsa che ieri ha
colpito Alitalia: presentata a mercati chiusi
l'offerta dei francesi da nove centesimi per azione Alitalia,
alla riapertura del lunedì il titolo ha subito tentato di allinearsi al prezzo.
In una giornata ha perso il 26%, passando da 53 centesimi ad azione a
( da "Stampa, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
[FIRMA]MARCO
ZATTERIN CORRISPONDENTE DA BRUXELLES La linea della Commissione è quella di
sempre. "Alitalia non può beneficiare di altri aiuti di Stato", manda a dire
Jacques Barrot, responsabile europeo per i Trasporti. Per Palazzo Berlaymont il
nocciolo della questione delle nozze con Air France è valutare se il
credito-ponte di 300 milioni che il governo intende concedere alla compagnia in
attesa del passaggio di mano costituisca o meno un'iniezione
ingiustificata di denaro pubblico. "Se Roma agisce da investitore privato
- spiegano fonti comunitarie - allora potrebbero non esserci problemi. Ma se si
tratta di una boccata di ossigeno fine a sé stessa, la situazione potrebbe
essere diversa". Il portavoce di Barrot, Michele Cercone, ha spiegato che "Alitalia ha già beneficiato di aiuti alla ristrutturazione
nel 97, confermata nel 2001, pertanto non può, secondo il principio "una
volta, ultima volta", beneficiare di ulteriori sostegni pubblici". La
sola strada possibile, aggiunge, è che ci si comporti come un qualunque
operatore privato: "Se ci sono condizioni diverse per il prestito in
questione, si esce dall'ambito degli interventi previsti dalle regole di
mercato". Una fonte della Commissione aggiunge che un escamotage per
l'Italia sarebbe quello di dimostrare che il prestito, privo di condizioni
privilegiate, è la sola via per salvare la compagnia, portarla nelle mani
dell'acquirente ed evitare che si perda tutto. "Roma ha scelto una strada
che potrebbe anche essere accolta" si spiega a Bruxelles, ma che non
risolve due problemi. Il primo è che potrebbe rivelarsi un beneficio per il
nuovo azionista e, pertanto, essere in violazione delle regole Ue. Il secondo è
che si rischia di aprire la strada "per un'ondata di ricorsi da parte dei
concorrenti dei francesi, a partire da Airone".
( da "Stampa, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
In viaggio con il
Nobel di "A beautiful mind" "Adesso studio i guai dei
risparmiatori" La terza vita di John Nash John ha perso la fotocamera,
John junior ha perso l'inseparabile libro "Rich Man, Poor Man" di
Irwin Shaw, Alicia ha perso il cappotto. John mormora a voce bassissima e parte
la battuta: "I conflitti tra religione e scienza? La risposta dev'essere
politicamente corretta. Teo-politicamente corretta". Dice impetuosamente
John junior, che, invece, non scherza: "Prego per tutte le anime perché si
salvino". E Alicia aggiunge con dolcezza: "Non è vero che John junior
ha dato fuoco alla nostra villetta di Princeton. E' stato solo un piccolo
incidente". Va tutto bene a casa Nash. Il Premio Nobel dell'Economia, che
il mondo conosce come "A Beautiful Mind", è diventato più brillante
di un attore hollywoodiano. Si illumina dopo un pasto a base di tacchino e
tavolette di cioccolato e sorride anche la compagna di sempre, Alicia, che
prima di pranzo si è alzata di colpo e ha pettinato con un paio di vigorosi colpi
di spazzola la frangia del suo gigantesco figlio. Tutto è stato ritrovato -
fotocamera, romanzo e cappotto - e tutto è tornato al suo posto, come le
formule in un teorema e come la nuova vita di John Nash. E' la terza, quella
che quasi nessuno conosce, celata da un film sconcertante, dagli occhi
malinconici di Russell Crowe e dalla biografia di Silvia Nasar, "Il genio
dei numeri", diventato il long-seller mondiale di cui Nash non vuole
vedere nemmeno la copertina. "No. E' una biografia non autorizzata".
E per un momento si oscura, rifiutando l'autografo e bollando così l'ex
gladiatore nato in Australia: "In effetti, non mi somiglia proprio".
Una frase abusata, consolatoria, vuole convincerci che i matematici vivano in
due mondi. "In uno cristallino di forme platoniche, ma anche nel mondo
normale, in cui le cose sono ambigue. Vanno avanti e indietro. Sono adulti nel
primo e bambini nella realtà". Cercando di sfuggire agli sguardi altrui,
Nash recita alla perfezione la parte del bambino prodigio e si concentra sui
particolari del microcosmo per lui bizzarro di un treno italiano. "A che
velocità andremo? Trecento all'ora?". E' salito sull'Eurostar Roma-Milano
con la famiglia e l'amico di mezzo secolo, Robert Aumann, anche lui Nobel per
l'Economia, e la moglie: li accompagna Piergiorgio Odifreddi, che domenica li
ha portati in trionfo sul palco del Festival della Matematica di Roma,
spronandoli a fare le star davanti a una folla convinta che l'inferno sia
lastricato di equazioni. Ma l'infantilismo di Nash - si capisce subito - è
apparenza fuorviante. Conclusa la prima vita al Massachusetts Institute of
Technology di Boston, da cui sbocciò la risolutiva "Teoria dei
giochi", e superata la seconda da schizofrenico, in una bolla cinicamente
iperpubblicizzata di messaggi extraterrestri e incontri allucinatori, la terza
ha l'energia di una storia agli albori: è un laser che scannerizza il pianeta
globale e comprende il crollo dei mutui americani ("sto lavorando a che
cosa significhi scommettere contro il denaro"), il salvataggio dell'Alitalia ("con Air France e Klm deve trovare un nome nuovo: per
esempio "Allied Airlines", perché "United Airlines" c'è
già"), il potere sfrenato della Cina ("l'America non è riuscita a
imporre il cambio fisso dollaro-yuan"), il Nobel ad Al Gore ("è
difficile dire qualcosa di intelligente su di lui, come sul riscaldamento
globale"), la sfida tra Hillary e Obama ("si deve scegliere il
male minore: forse voterò Ralph Nader"). Con Aumann, seduto di fronte, il
bambino posticcio (il 13 giugno compirà 80 anni) svolge e riavvolge il filo che
li unisce: la celebre "Teoria dei Giochi", un capolavoro di
creatività matematica citato da troppi alla leggera, capito da pochi e in
prepotente espansione, con applicazioni imprevedibili oltre l'economia, come le
logiche con le quali il Dna si trasforma. Lui l'ha codificata nello
studiatissimo "equilibrio" - "c'è quando nessuno riesce a
migliorare in maniera unilaterale il proprio comportamento: per cambiare si
deve agire insieme" - mentre Aumann ha spiccato un salto ulteriore con
l'"equilibrio correlato". In questo universo è prevista la
non-cooperazione di una molteplicità di soggetti e, intrecciando passato e
presente, dalla crisi dei missili di Cuba alle tragedie del Medio Oriente,
spiega che "il punto fondamentale è individuare gli incentivi per motivare
gli avversari a fare ciò che è meglio per te". Guerra e pace. Poi Borse e
sport. E strategie di mercato e leggi biologiche. L'intreccio è così
disorientante da far vacillare i neuroni dei più e Nash ripete (e se la ride)
che nella vita quotidiana è meglio astenersi. "Sì. Troppi problemi e
troppi calcoli. La Teoria dei Giochi, io, non la applico a me stesso". Ma
aggiunge, con un'altra battuta biascicata: "E' sempre meglio rispondere
alle domande stabilendo un rapporto tra ciò che si dice e ciò che si pensa sia
meglio per sé". Come l'ospite perfetto secondo Aumann, che "deve
sempre lodare almeno un piatto, anche se tutti sono pessimi!". Se non è
Teoria dei Giochi questa... "Si deve avere "pretty press"",
buona stampa, dice Nash, guardandoti finalmente negli occhi, con le lunghe dita
che non smettono di accarezzare l'aria. E mentre l'Eurostar entra nella
Stazione Centrale annuncia di aver elaborato "un pensiero
filosofico": "Siamo in mezzo a una crisi di eccesso, di tipo
malthusiano, ma non credo che la fine arriverà prima che l'umanità abbia
imparato i viaggi intergalattici. The show must go on!". E quando
Odifreddi lo provoca - "non ti stupisce che nello spazio cerchiamo le
stesse forme di vita della Terra?" - lui mormora suadente: "Succede
anche con l'idea che abbiamo di Dio".
( da "Stampa, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Una rivoluzione Ha
cambiato l'economia John ha perso la fotocamera, John junior ha perso
l'inseparabile libro "Rich Man, Poor Man" di Irwin Shaw, Alicia ha
perso il cappotto. John mormora a voce bassissima e parte la battuta: "I
conflitti tra religione e scienza? La risposta dev'essere politicamente
corretta. Teo-politicamente corretta". Dice impetuosamente John junior,
che, invece, non scherza: "Prego per tutte le anime perché si
salvino". E Alicia aggiunge con dolcezza: "Non è vero che John junior
ha dato fuoco alla nostra villetta di Princeton. E' stato solo un piccolo
incidente". Va tutto bene a casa Nash. Il Premio Nobel dell'Economia, che
il mondo conosce come "A Beautiful Mind", è diventato più brillante
di un attore hollywoodiano. Si illumina dopo un pasto a base di tacchino e
tavolette di cioccolato e sorride anche la compagna di sempre, Alicia, che
prima di pranzo si è alzata di colpo e ha pettinato con un paio di vigorosi
colpi di spazzola la frangia del suo gigantesco figlio. Tutto è stato ritrovato
- fotocamera, romanzo e cappotto - e tutto è tornato al suo posto, come le
formule in un teorema e come la nuova vita di John Nash. E' la terza, quella
che quasi nessuno conosce, celata da un film sconcertante, dagli occhi
malinconici di Russell Crowe e dalla biografia di Silvia Nasar, "Il genio
dei numeri", diventato il long-seller mondiale di cui Nash non vuole
vedere nemmeno la copertina. "No. E' una biografia non autorizzata".
E per un momento si oscura, rifiutando l'autografo e bollando così l'ex gladiatore
nato in Australia: "In effetti, non mi somiglia proprio". Una frase
abusata, consolatoria, vuole convincerci che i matematici vivano in due mondi.
"In uno cristallino di forme platoniche, ma anche nel mondo normale, in
cui le cose sono ambigue. Vanno avanti e indietro. Sono adulti nel primo e
bambini nella realtà". Cercando di sfuggire agli sguardi altrui, Nash
recita alla perfezione la parte del bambino prodigio e si concentra sui
particolari del microcosmo per lui bizzarro di un treno italiano. "A che
velocità andremo? Trecento all'ora?". E' salito sull'Eurostar Roma-Milano
con la famiglia e l'amico di mezzo secolo, Robert Aumann, anche lui Nobel per
l'Economia, e la moglie: li accompagna Piergiorgio Odifreddi, che domenica li
ha portati in trionfo sul palco del Festival della Matematica di Roma,
spronandoli a fare le star davanti a una folla convinta che l'inferno sia
lastricato di equazioni. Ma l'infantilismo di Nash - si capisce subito - è
apparenza fuorviante. Conclusa la prima vita al Massachusetts Institute of
Technology di Boston, da cui sbocciò la risolutiva "Teoria dei
giochi", e superata la seconda da schizofrenico, in una bolla cinicamente
iperpubblicizzata di messaggi extraterrestri e incontri allucinatori, la terza
ha l'energia di una storia agli albori: è un laser che scannerizza il pianeta
globale e comprende il crollo dei mutui americani ("sto lavorando a che
cosa significhi scommettere contro il denaro"), il salvataggio dell'Alitalia ("con Air France e Klm deve trovare un nome nuovo: per
esempio "Allied Airlines", perché "United Airlines" c'è
già"), il potere sfrenato della Cina ("l'America non è riuscita a
imporre il cambio fisso dollaro-yuan"), il Nobel ad Al Gore ("è
difficile dire qualcosa di intelligente su di lui, come sul riscaldamento
globale"), la sfida tra Hillary e Obama ("si deve scegliere il
male minore: forse voterò Ralph Nader"). Con Aumann, seduto di fronte, il
bambino posticcio (il 13 giugno compirà 80 anni) svolge e riavvolge il filo che
li unisce: la celebre "Teoria dei Giochi", un capolavoro di
creatività matematica citato da troppi alla leggera, capito da pochi e in
prepotente espansione, con applicazioni imprevedibili oltre l'economia, come le
logiche con le quali il Dna si trasforma. Lui l'ha codificata nello studiatissimo
"equilibrio" - "c'è quando nessuno riesce a migliorare in
maniera unilaterale il proprio comportamento: per cambiare si deve agire
insieme" - mentre Aumann ha spiccato un salto ulteriore con
l'"equilibrio correlato". In questo universo è prevista la
non-cooperazione di una molteplicità di soggetti e, intrecciando passato e
presente, dalla crisi dei missili di Cuba alle tragedie del Medio Oriente,
spiega che "il punto fondamentale è individuare gli incentivi per motivare
gli avversari a fare ciò che è meglio per te". Guerra e pace. Poi Borse e
sport. E strategie di mercato e leggi biologiche. L'intreccio è così
disorientante da far vacillare i neuroni dei più e Nash ripete (e se la ride)
che nella vita quotidiana è meglio astenersi. "Sì. Troppi problemi e
troppi calcoli. La Teoria dei Giochi, io, non la applico a me stesso". Ma
aggiunge, con un'altra battuta biascicata: "E' sempre meglio rispondere
alle domande stabilendo un rapporto tra ciò che si dice e ciò che si pensa sia
meglio per sé". Come l'ospite perfetto secondo Aumann, che "deve
sempre lodare almeno un piatto, anche se tutti sono pessimi!". Se non è
Teoria dei Giochi questa... "Si deve avere "pretty press"",
buona stampa, dice Nash, guardandoti finalmente negli occhi, con le lunghe dita
che non smettono di accarezzare l'aria. E mentre l'Eurostar entra nella
Stazione Centrale annuncia di aver elaborato "un pensiero
filosofico": "Siamo in mezzo a una crisi di eccesso, di tipo
malthusiano, ma non credo che la fine arriverà prima che l'umanità abbia
imparato i viaggi intergalattici. The show must go on!". E quando
Odifreddi lo provoca - "non ti stupisce che nello spazio cerchiamo le
stesse forme di vita della Terra?" - lui mormora suadente: "Succede
anche con l'idea che abbiamo di Dio". Il Premio nel 1994 E' considerato
come il matematico americano più famoso al mondo: è John Forbes Nash Jr. Nato
il 13 giugno
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
18-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
RASSEGNA stampa da
Oltralpe. Les Echos: Alitalia si è "piegata" al prezzo irrisorio di Air France. Il
costo di accesso del quarto mercato europeo ? sottolinea il quotidiano ? è
quasi irrisorio rispetto al potenziale che vi si cela una volta annullato
"l'orrore strategico dell'hub di Milano Malpensa cui la compagnia in via
di fallimento deve due terzi del suo milione di perdite quotidiane".
"Le Figaro" sottolinea come Alitalia, pur
"sull'orlo del fallimento, apporti a Air France-KLM quote di mercato non
indifferenti". Il quotidiano "La Tribune" rileva che l'offerta
non sia ancora arrivata alla fine del suo difficile cammino. e ricorda che se
"Silvio Berlusconi dovesse vincere le elezioni, è possibile che la vendita
sia rimessa in questione". Insomma, i francesi hanno le idee chiare: a
parte sottovalutare il sì, arrivato ieri, di un'azionista di controllo che dal
13 aprile potrebbe non essere più tale. - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
18-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
Il Governo dice sì
ad Air France L'Ue: no ad aiuti di Stato per Alitalia I
sindacati: no al "prendere o lasciare". Il titolo va a picco in Borsa
? MILANO ? IL GOVERNO dice sì alla cessione di Alitalia a Air
France-Klm. La decisione, presa ieri sera dal consiglio dei ministri, comporta
l'impegno ad aderire all'offerta della società franco-olandese da parte del
Tesoro che oggi invierà una lettera alla compagnia di bandiera italiana per
illustrare i termini dell'impegno. A Bruxelles, però, l'Unione europea
ha intanto acceso un grosso faro per controllare che l'operazione avvenga nel
rispetto delle regole. "Poiché Alitalia ha già
beneficiato di un aiuto alla ristrutturazione, autorizzato nel 1997, non può beneficiare
di nuovi aiuti di Stato", ha affermato ieri il portavoce del commissario
ai Trasporti, Jacques Barrot, facendo chiaro riferimento al prestito ponte di
300 milioni che il nostro Tesoro dovrebbe concedere alla compagnia di bandiera,
in attesa che la società franco-olandese, in qualità di nuovo azionista di
controllo, la ricapitalizzi. L'INTERVENTO del Tesoro dovrà quindi avvenire in
condizoni non diverse da quelle che adotterebbe un investitore privato. E
comunque, sottolineano a Bruxelles, "sarebbe prudente" che le
autorità italiane lavorassero in stretto contatto con l'esecutivo Ue. In caso
contrario Bruxelles potrebbe avere da ridire, valutando ad esempio come un
aiuto di Stato la concessione di un prestito a una società come l'Alitalia con i bilanci in profondo rosso e sulla quale grava
la domanda di risarcimento danni per 1,25 miliardi da parte della Sea. Pretesa
alla quale il presidente dimissionario Romano Prodi ha chiesto ieri di
rinunciare. Durissima la reazione del Governatore della Lombardia. Roberto
Formigoni: "E' un governo secessionista, con la decisione di abbandonare
Malpensa e il Nord alle voglie di Air France. Si assume la responsabilità di
separare il Paese in due. Taglia i collegamenti aerei del Nord e svende quelli
del Sud ai francesi per un piatto di lenticchie". L'INTERVENTO diretto del
capo del Governo non ha però avuto la minima influenza sui mercati dove Alitalia ha vissuto ieri una giornata di passione. Dopo una
serie di crolli clamorosi che l'hanno portata a perdere fino al 43,63%, il
titolo è finalmente riuscito a far prezzo a 0,39 euro, il 26,76% in meno
rispetto a venerdì scorso. Oggi i sindacati incontreranno il presidente della
società francese, Jean-Cyril Spinetta, e hanno annunciato battaglia usando toni
molto duri. Mentre i leader di Cisl, Raffaele Bonanni e della Cgil, Guglielmo
Epifani, hanno sottilineato la stranezza di una trattativa nella quale non ci
sono margini per confrontarsi in quanto tutto è stato giù deciso, compresi i
tempi (Spinetta ha detto che senza l'accordo con i sindacati non firmerà
l'acquisto ma che tutto si deve concludere entro il 31 marzo). Il capo della
Cisl Trasporti, Claudio Claudiani, non ha invece esitato a parlare di
"scenario disastroso", di Caporetto di cui sarebbero responsabili
Prodi e Padoa-Schioppa. L'Unione piloti, accusato il Governo di essere una
proprietà debole, rinunciataria e ormai in disarmo, ha bollato l'offerta di
acquisto dei francesi, come "una richiesta di resa incondizionata" e
promette battaglia. Anche il prossimo presidente di Confindustria, Emma
Marcegaglia, è scesa in campo per difendere Malpensa: sottolineato che "è
importante che non si vada verso uno smantellamento dei voli del Nord di
Malpensa perché questo sarebbe un danno molto pesante per il Nord Italia",
ha chiesto una moratoria o qualche interventi che lasci spazio a Malpensa.
Anche la Lega Nord ha detto che si batterà per una simile soluzione, per
rimediare ai danni causati da quella che l'ex ministro Roberto Maroni ha
definto "un regalo a costo zero". E Berlusconi, hanno affemato i capi
del Carroccio, su Alitalia e Malpensa la pensa come
noi". Alberto Capisani - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
18-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
Se ne accorge anche
Veltroni "Meno soldi ai parlamentari" "Hanno i compensi più alti
d'Europa, gli operai i più bassi" ? ROMA ? VELTRONI batte sui temi
popolari e cavalca l'onda dell'antipolitica. Adesso il leader del Pd promette
l'aumento delle pensioni: "Ci stiamo lavorando". E auspica un taglio
allo stipendio dei parlamentari, che guadagnano molto di più dei colleghi
europei. Partiamo dalle pensioni. Veltroni anticipa che "dopo Pasqua"
presenterà "proposte capaci di dare alle pensioni più basse la capacità di
reggere". Il filone è ghiotto. Così Veltroni alza il tiro e assicura che
la lotta alla precarietà è "la priorità" del Pd e che "se
vinciamo, il primo provvedimento sarà il compenso minimo legale: nessun
precario potrà guadagnare meno di 1100 euro al mese". Una trovata
elettorale o il frutto di profonda riflessione, si vedrà. Veltroni continua a
ricercare il consenso più ampio. Così afferma che "chi invoca la lotta di
classe non conosce l'Italia". E confessa di "diventare pazzo quando
sento ancora parlare di lotta contro i padroni" perché oggi i piccoli e
medi imprenditori "sono milioni, spesso ex operai diventati
artigiani". Un modo per rimarcare la differenza dalla Sinistra: "Noi
non siamo più una forza che coabita con altre che attaccavano i padroni, ma
oggi siamo liberi e crediamo in un patto tra produttori per la crescita e per
la lotta alla diseguaglianza sociale". Già che c'è, ricorre all'arma del
cinema paragonando l'ex Unione alla valutazione di Fantozzi del film 'La
corazzata Potemkin': "Una boiata pazzesca". Ma la Sinistra crede
ancora alla lotta di classe: "Allora perché si muore nei cantieri, perché
si fanno scioperi per aumenti di 127 euro?", gli chiede Sgobio che poi lo
avverte: "Di questo passo finirai per copiare anche lo slogan berlusconiano
del presidente operaio... ma anche del presidente imprenditore!". Il
candidato premier del Pd attacca poi il centrodestra che sarebbe "diviso
su tutto, dall'Alitalia, alle
pensioni, alla politica estera". Gli risponde Altero Matteoli, An:
"Veltroni pensa di fare tutta la campagna elettorale inventando nostre
inesistenti divisioni?". POI IL VENTO dell'antipolitica. Gli stipendi dei
parlamentari italiani, dice, sono i più alti d'Europa, mentre i salari sono i
più bassi. Bisogna tagliare e uniformare le retribuzioni dei nostri
politici a quelle dei parlamentari degli altri Stati europei, così da
"recuperare la sobrietà della politica". E' un "ipocrita"
insorge il leghista Cota: "La riduzione del numero dei parlamentari
l'abbiamo fatta noi e loro hanno votato contro, come hanno votato contro la
proposta di Calderoli di svincolare lo stipendio dei parlamentari da quello dei
magistrati. Poi, il governo Prodi ha il record di ministri e sottosegretari: e
Veltroni dov'era, su Marte?". Ma il leader del Pd pensa ad altro, al fare
politica che "è divertente, è bellissimo", anche perchè "tutti
la possono fare", assicura. Veltroni, visto che è al Nord, attacca la
Lega: "Il lunedì fanno discorsi sulla secessione e il martedì sono nei
ristoranti di Roma". Il leader del Pd s'è poi detto contrario al
boicottaggio delle Olimpiadi di Pechino, mentre Bertinotti ha chiesto la
convocazione delle commissioni Esteri. Dal Pdl Frattini chiede a Veltroni di
"uscire dal silenzio sul Medio Oriente: vuole trattare con Hamas?".
u. bo. - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
18-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
"Non credo alla
rivolta del Nord" Calearo: "La Lega protesta ma non propone. Io
ministro? Sono pronto" di FLAVIA BALDI ? MILANO ? MASSIMO CALEARO,
imprenditore del Nord-Est, scelto a sorpresa da Walter Veltroni come capolista
del Partito democratico in Veneto, da presidente di Federmeccanica era
considerato un "falco". Ora, in caso di vittoria del Pd, è
candidato-ministro come rappresentante di una delle zone più produttive del Nord.
La sinistra, nel profondo Nord, ha sempre perso. Che cosa le fa pensare che il
13 aprile le cose possano cambiare? "Ma vede, il Partito democratico è
qualcosa di diverso dalla sinistra classica e composita. Rappresenta una vera
novità che guarda al futuro, che è realmente interessata ai problemi del Nord,
che non sottovaluta i bisogni e le richieste della sua gente". Illy,
governatore del Friuli, riconosce alla Lega il merito di aver saputo incanalare
la rabbia del Nord nell'alveo istituzionale. Lei è d'accordo? "Il Partito
democratico conosce i problemi irrisolti e cerca di offrire delle risposte
legate, però, a un sistema-Paese reale. Si parla di tasse, di federalismo, di
rappresentanza. Insomma, intendiamo risolvere i problemi, non dare solo voce
alla protesta come ha fatto la Lega". Lei crede nella necessità di
introdurre il federalismo fiscale? " Sicuramente si tratta di un'ipotesi
interessante che non deve, però, riguardare solo una parte del Paese, ma deve
essere d'aiuto anche alle regioni più deboli. Ricordiamoci che nel Nord-est,
com'è noto, c'è la cultura del volontariato, con gli extracomunitari c'è
un'integrazione molto forte, nelle fabbriche c'è bisogno della loro presenza e
del loro lavoro. Insomma, a differenza della Lega, siamo contrari a una forma di
federalismo fiscale egoista". Riccardo Illy ritiene che la secessione,
intesa come convenienza economica, possa sedurre ancora qualcuno. Lei avverte
questo rischio? "Illy è l'esempio virtuoso del sistema Nord-est. E' una
persona illuminata, un governatore amato dalla gente. Con tanto personale
politico come lui, penso che il pericolo secessione sia superato". Si
parla di Massimo Calearo come di un possibile futuro ministro in un eventuale
governo Veltroni. Sarebbe disponibile? "La cosa importante da dire , al
momento, è che il Nord-Est deve avere a Roma un suo rappresentante, un punto di
riferimento. Che poi sia io o Massimo Carraro o qualcun altro non è importante.
Certo, nel caso in cui me lo chiedano, io mi renderei disponibile".
L'Italia è vissuta oggi come un paese in stallo, circondato da altri che invece
corrono. Come rimediare? "Per uscire dallo stallo bisogna creare un sogno
per gli italiani, dare un obiettivo a questo Paese, un nuovo patto per la
crescita. Le rispondo da imprenditore. Le piccole e medie imprese, che
costituiscono l'ossatura e la forza dell'economia del Paese, per restare nel
mercato si sono rinnovate e sono, comunque, competitive. Questo, nonostante
l'euro troppo forte, il petrolio che continua la sua incredibile corsa e i
lacci e lacciuoli di una burocrazia che tende a immobilizzarti. Ci sono imprese
come Finmeccanica e Piaggio, tanto per fare esempi, più brave dei loro
competitori e che continuano a essere molto dinamiche. Mancano, però, le
condizioni che facilitino gli investimenti degli stranieri". Beh, su Alitalia, le condizioni di Air France-Klm non sono molto
amichevoli. "E' vero, ma bisogna fare un'analisi della situazione e vedere
quello che si è sbagliato in passato. Ci siamo mossi male, purtroppo". -
-->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
18-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
52%. Oltre ad Alitalia, l'ondata di vendite non ha risparmiato alcun settore, a partire
dal bancario. Unicredit, il titolo più scambiato, chiude in calo del 4,39%, ma
hanno perso ampio terreno anche Mediobanca (-5,65%), Monte Paschi (-3,96%),
Intesa Sanpaolo (-3,1%) e Bpm (-4,3%). Negli assicurativi Alleanza perde
il 4,33% e Generali, nel giorno dei conti, limita i danni (-1,17%). Altrettanto
forti i ribassi tra le tlc (Telecom Italia - 5,46%, Fastweb -5,47%) e gli
industriali (Fiat -3,4%), i tecnologici (Stm -4,71%) e le costruzioni
(Impregilo -7,71%). Non sono state da meno Autogrill (-6,4%) e Seat Pg
(-11,33%). Tonfo di Amplifon, che cede oltre il 15%. Il titolo del gruppo
leader mondiale degli apparecchi acustici ha risentito in particolare dei
risultati 2007, giudicati deludenti dal mercato. - -->.
( da "Repubblica, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Il
titolo della compagnia perde il 26 per cento Sì del governo al piano Air France
per Alitalia ma la Ue avverte niente aiuti di
Stato LUCIO CILLIS A PAGINA 6 SEGUE A PAGINA 6.
( da "Repubblica, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina VIII - Napoli
I dipendenti con sette pullman nella sede della Magliana
dove verrà presentato il progetto francese di acquisizione dell'Alitalia Missione salvezza per Atitech La Filt Cgil: azienda fuori dal
piano Air France. Protesta a Roma Libertino: "Una scelta grave".
Cozzolino: "Pronto a convocare un nuovo incontro" I lavoratori pronti
a dare battaglia. A rischio 700 addetti più 150 dell'indotto Partiranno per
Roma con sette pullman, quasi tutti i lavoratori dell'Atitech di
Capodichino, carichi di rabbia e preoccupazione. E annunciano che non sarà una
Pasqua tranquilla. Nella sede della Magliana oggi viene presentato ai sindacati
il piano dell'Air France per acquisire Alitalia. Sono
convocati anche i piloti. Sarà la conferma di quello che già si è saputo
attraverso le indiscrezioni. Nella strategia di Air France ci sono i tagli di
Az servizi, nell'ambito della quale opera Atitech di Napoli. Resterebbe esclusa
dall'acquisizione proprio l'azienda di Napoli specializzata nella manutenzione
e nella revisione degli aeromobili Md-80 e A320, per Alitalia
e per conto terzi, e che occupa circa 700 addetti diretti e 150 solo
nell'indotto. "Non rientra nel perimetro del gruppo, è fuori dal
piano" dice Federico Libertino, segretario della Filt Cgil napoletana,
"una scelta grave e inaccettabile, con ricadute molto pesanti sui
lavoratori e anche sulla economia della Campania". Ma attorno a questo
capitolo così importante c'è ancora molta confusione. Così si sono espressi i
sindacati sulle ipotesi emerse: "Oltreché scontare la necessità di gestire
comunque 1600 esuberi, rimane oscura la prospettiva per alcune migliaia di
lavoratori di Az servizi concentrati nell'area romana e a Napoli". I
lavoratori sono pronti a dare battaglia. "Alitalia
vuole il sì dei sindacati al buio. Se non lo diamo, l'azienda ci ha fatto
sapere che ci assumiamo la responsabilità del fallimento della compagnia di
bandiera - dice Libertino -. Come dire: prendere o lasciare. Ci vogliono
mettere con le spalle al muro. Ha ragione il segretario nazionale della Cgil,
Epifani: una trattativa condotta così non si è mai vista. Noi, però, di sicuro
venderemo cara la pelle". Oltre ai confederali anche l'Ugl ha preso posizione:
"Non permetteremo tagli occupazionali a nessuno - ha detto Francesco Falco
- perché senza i lavoratori della Atitech di Capodichino, non si decolla".
Molte ragioni per non accettare il verdetto della compagnia francese.
Innanzitutto Atitech non è un'azienda decotta o assistita. è una realtà
industriale con un alto livello di specializzazione, in cui l'azienda madre ha
molto investito per fare formazione. In più, tra i lavoratori l'età media è
intorno ai 40 anni, quindi è una realtà relativamente giovane. Contro
un'ipotesi che vorrebbe Atitech venduta a prezzi stracciati a Fintecna, che
detiene il 49 per cento delle azioni Alitalia, e ha
interesse a rilevare una struttura specializzata in manutenzione e revisione di
aerei, sono già state messe in campo manifestazioni. La scorsa settimana a
Capodichino i dipendenti hanno bloccato il viale di accesso all'aerostazione,
creando disagi ai passeggeri che hanno dovuto lasciare le auto e portare le
valigie a piedi. Sulla vicenda è intervenuto l'assessore regionale alle
Attività produttive Andrea Cozzolino. Ha chiarito che l'Atitech opera in un
settore strategico del tessuto economico e produttivo della Campania come
quello dell'aerospazio e delle tecnologie connesse e riveste un ruolo leader, a
livello nazionale. Per coinvolgere nel tavolo i vertici istituzionali e i
rappresentanti del governo, Cozzolino si è impegnato a riconvocare una nuova
riunione del tavolo di confronto a valle della presentazione del piano
industriale di Air France. (patrizia capua).
( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 66 del 2008-03-18
pagina 14 I giornali, Parigi e l'onda che non c'è di Redazione Valli a capire.
Per più di due settimane alcuni grandi quotidiani italiani hanno riempito le
pagine sulle elezioni municipali francesi, come se da questo voto fosse dipeso
il futuro della Francia e dell'Europa intera. Ma non dovevano semplicemente
eleggere dei sindaci? E il voto non riguardava soltanto sei città con più di
200mila abitanti e 800 piccoli comuni? E invece "dagli a Sarkozy",
"il presidente in crisi", "l'Eliseo sconfitto" e poi
"la rivincita della sinistra", "Ségolène sugli scudi"
eccetera. Tanto che ieri addirittura qualcuno ha reputato che fosse la notizia
più importante da pubblicare. Per l'amor di Dio, nessuno scandalo, ci
mancherebbe. Quel che accade in Italia e nel mondo in questi giorni non è che
sia così importante. La svendita di Alitalia? Bazzecola. La campagna
elettorale nostrana per le elezioni del 13 aprile? Quisquilia. Le stragi e la
repressione cinese in Tibet? Sciocchezze. Vuoi mettere con quella splendente
figura di Pierre Cohen? Chi è, vi domanderete. Ma come, dovreste smettere di
crogiolarvi nell'ignoranza, Cohen è il nuovo sindaco socialista di Tolosa che
ha strappato il municipio alla destra. Tra lui e il Dalai Lama ce ne
passa. Ma chissenefrega se i sindaci di Tolosa e di St Etienne sono socialisti.
Chissenefrega se a Marsiglia il primo cittadino neogollista ha conservato la
poltrona. Sarkozy è stato penalizzato dal voto amministrativo? Certo. Ma è
cambiato qualcosa? Neppure una virgola. L'unica cosa che il presidente francese
avrebbe intenzione di cambiare sono gli occhiali da sole, che a dire del suo
staff non sarebbero consoni all'etichetta. Ma allora perché tutta questa
passione verso una banale tornata di elezioni locali in un Paese straniero? Non
ci sovvengono molti esempi nel passato. Avete mai letto sulla prima pagina di
qualche quotidiano italiano del nuovo borgomastro di Lubecca oppure del
neopresidente del Cantone dei Grigioni? No? Be', non accadrà neppure in futuro,
a meno che non ci sia un gigantesco scandalo che li coinvolga. D'accordo, i giornali
non usano tutti lo stesso metro di giudizio nel pubblicare le notizie, ma ci
sarà una spiegazione per questa ripetuta enfasi sull'elezione di un pugno di
sindaci. Certo, per i lettori potrà essere di scarso interesse, ma non ci sarà
un messaggio dietro tutto ciò? Vuoi vedere che questa campagna giornalistica
non è altro che uno spot sulla presunta onda lunga della sinistra, che prima in
Spagna e poi in Francia starebbe allagando l'Europa? Insomma, forse sperano che
quest'onda bagni anche tutti noi. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 66 del 2008-03-18
pagina 4 "Nessun margine per la moratoria del Nord" di Livio Caputo
(...) "offerta vincolante" che la compagnia francese ha fatto
pervenire a Roma. Il documento, che più che a una proposta somiglia al diktat
di un Paese vincitore a uno vinto, non lascia infatti alcun margine alle
trattative sulla moratoria richiesta dai politici del Nord e contiene altri tre
siluri che sembrano fatti apposta per impedire che l'aeroporto varesino torni
presto a prosperare. Il primo è la clausola secondo cui "lo Stato italiano
deve mantenere l'attuale portafogli dei diritti di traffico
di Alitalia (tranne quelli non esercitati da Alitalia per un
periodo di dodici mesi) e fornire collaborazione e assistenza nel caso di
difficoltà con Paesi extraeuropei, in particolare nel caso in cui i diritti di
traffico di Alitalia possano essere pregiudicati, o possa esserne ostacolato
l'accesso al mercato". Nonostante il linguaggio un po' contorto, si
direbbe che Air France voglia impedire che i vuoti lasciati da Alitalia a Malpensa vengano subito colmati da altre
compagnie, che potrebbero addirittura stabilirvi il proprio hub europeo. Il
secondo siluro è la decisione di chiudere entro il 2010 le operazioni di Alitalia cargo, che attualmente rappresenta una delle
attività in maggiore sviluppo dello scalo e che, per quanto ci risulta, non
avvengono in perdita. Sembra perciò che abbia ragione il sindacato piloti,
quando afferma che i francesi vogliono, sic et simpliciter, mettere le mani sul
lucroso traffico delle merci italiane. Infine, Air France pretende che la Sea
ritiri la sua richiesta di 1,25 miliardi di danni all'Alitalia,
o in alternativa che se ne faccia carico lo Stato italiano: in altre parole,
non solo i francesi vogliono uccidere Malpensa, ma si rifiutano anche di pagare
per il suo funerale. E, incredibilmente, Prodi li asseconda, intimando alla Sea
di fare macchina indietro. Se a queste condizioni iugulatorie si aggiunge che
l'offerta finanziaria ammonta a meno di un quinto di quanto la compagnia capitalizzava
venerdì e che (come ha rivelato ieri Il Giornale) in totale i francesi mettono
sul tavolo meno soldi di quanti ne vale la sola partecipazione del 2 per cento
della stessa Air France che l'Alitalia ha in
portafoglio, è legittimo il dubbio - già avanzato da Formigoni - che la
compagnia parigina punti in realtà su un rifiuto, di cui governo e sindacati
italiani dovrebbero assumersi la responsabilità. Infatti, essa ha lasciata
aperta la strada per una "offerta migliorativa", di fronte alla quale
si ritirerebbe. E' dunque venuta l'ora della verità per Air One, per Unicredit,
per gli imprenditori lombardi che - a parole - sembravano disposti a scendere
in campo. Senza un loro intervento, un no significherebbe un fallimento quasi
immediato, perché le casse di Alitalia sono vuote e da
Bruxelles è già arrivato l'alto là contro eventuali aiuti di Stato. Ma, tutto
ben considerato, perfino questa soluzione radicale potrebbe essere, per
Malpensa, meno traumatica della svendita. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via
G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 66 del 2008-03-18 pagina 1 Sospetti fondati di Livio Caputo Chi
sospettava che uno degli obbiettivi di Air France nell'acquisto di Alitalia fosse l'eliminazione di Malpensa come aeroporto concorrente di
Parigi ha trovato piena conferma ai suoi timori nella (...) © SOCIETà EUROPEA
DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 66 del 2008-03-18
pagina 4 Ferrero tenta di convincere i lavoratori Sea di Redazione "È
colpa della Lega Nord e della giunta regionale lombarda". La Sinistra
Arcobaleno non usa mezze parole e punta il dito contro il centrodestra per l'attuale
situazione dell'aeroporto di Malpensa. Oggi il ministro alla Solidarietà
sociale ed esponente del partito, Paolo Ferrero, incontrerà i lavoratori dello
scalo. Molti dei quali dal prossimo 24 marzo entreranno in
cassa integrazione a causa dei tagli dei voli di Alitalia e del
conseguente calo di lavoro. Poiché dall'inzio di aprile prenderà il via
ufficiale il ridimensionamento dell'aeroporto, la Sea, la società che gestisce
lo scalo, è costretta a rivedere e correggere il numero dei dipendenti a tempo
pieno e per 900 persone scatterà la Cig. "Il progetto
propagandistico di hub settentrionale su Malpensa - si legge in un comunicato
della Sinistra - portato avanti senza le necessarie verifiche di compatibilità
ambientale e territoriale, privo di un serio piano industriale, si è rivelato
una terribile presa in giro nei confronti dei lavoratori, che ora rischiano di
pagare il prezzo più alto di queste scelte dissennate". Tuttavia, secondo
il partito di Ferrero, "proprio i nordisti del centrodestra tentano
spudoratamente da settimane di fare della questione Malpensa un terreno
esclusivo di propaganda e di caccia elettorale". Ferrero oggi sarà
accompagnato dal capolista alla Camera Lombardia 2, Maurizio Zipponi, e da
altri candidati della Sinistra Arcobaleno. "Ci mettiamo la faccia -
commenta il segretario lombardo del Prc, Alfio Nicotra -. Noi non abbiamo paura
di confrontarci con i lavoratori. Anzi, a loro va tutta la nostra solidarietà
dopo mesi in cui il dramma del posto di lavoro è stato strumentalizzato per
coprire le pesantissime responsabilità del centrodestra nel collasso di
Malpensa e nella crisi di Alitalia". © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Unita, L'" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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consultando l'edizione del Sì del Governo all'offerta Air France Crollo in
Borsa Alitalia Rossi, Masocco e Venturelli a pag.
6.
( da "Unita, L'" del 18-03-2008)
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l'edizione del Il Partito di Babele Stefano Ceccanti Destra Ma il Pdl coi suoi
alleati sarebbe davvero pronto a governare? Non sono solo degli scricchiolii
casuali a far venire dei seri dubbi, l'ultimo e più importante dei quali è il
lancio di una proposta pensionistica a Cernobbio da parte di Berlusconi, poi
rapidamente rientrata, e che faceva seguito ad analoghi problemi sulle missioni
internazionali, sull'Alitalia e sulla scelta di alcuni candidati imbarazzanti a fini
elettoralistici immediati, approvata da Berlusconi col dissenso di Fini e
Bossi. C'è qualcosa di più profondo, di costante, di cui queste sono solo
alcune manifestazioni. Il Pd è un partito già strutturato, prima delle
elezioni, dotato di un regolare Statuto, di un manifesto, di un gruppo
dirigente legittimato democraticamente e di un programma su cui ha fatto un
patto chiaro con altre due forze politiche. segue a pagina 26.
( da "Unita, L'" del 18-03-2008)
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l'edizione del "Stringere la cinghia, per primi i parlamentari"
Veltroni: non è giusto avere i salari più bassi d'Europa e i politici più
pagati, serve sobrietà di Bruno Miserendinoinviato ad Alessandria
"METTIAMOLA COSÌ: non è giusto un paese in cui ci sono i salari più bassi
d'Europa, e gli stipendi dei parlamentari più alti d'Europa". Proposta:
riportiamo il costo della politica italiana e quindi anche gli stipendi degli
onorevoli, a una ragionevole media euro- pea. Sarebbe, dice Veltroni, "un
segnale di sobrietà" utile al paese e alla stessa politica: "Se
bisogna stringere la cinghia, lo si deve fare tutti assieme". Applausi,
ovviamente. Li prende di mattina a Verbania, prima provincia piemontese del
tour, li prende a Novara, città leghista. Qui il Carroccio ha preparato un
gazebo con "Roma ladrona" proprio davanti alla manifestazione ma
tutto scorre via liscio. Veltroni è accolto da 2-3000mila persone e ad
Alessandria, nella piazzetta della Lega Lombarda (a volte guarda i nomi che
coincidenza), saranno almeno in 4mila. Comparse di Cinecittà, come dice
Calderoli? Lui gioca: "Qui in piazza non vedo figuranti vestiti da antichi
romani..." No, non è la prima volta che Veltroni parla dei costi della
politica e sempre, in tutte le 60 province girate l'applauso più grande scatta
quando il leader del Pd rilancia la proposta di dimezzare i parlamentari.
Veltroni però affonda sul tema perché il leit motiv dei discorsi è l'Italia che
arranca. A quest'Italia che fatica ad arrivare a fine mese, "serve una
scossa, un segnale". Salari, pensioni, precari, una politica snella che
aiuti il paese a crescere, sono i temi su cui torna. Cita le cronache dei
giornali "che raccontano di anziani che si vanno a vendere l'oro",
("non è ammissibile in un paese come il nostro"), ed è chiaro che sta
per lanciare una proposta sulle pensioni più basse. Non è ancora pronta,
Morando a Roma ci sta lavorando, ma arriverà, assicurano, dopo Pasqua. Rilancia
la sfida sulla diminuzione delle tasse sugli stipendi, che si potrebbe fare
subito ma che la Destra ha bloccato. Insomma, dice, serve un segnale in tempi
in cui si annunciano, anche come regalo dell'amministrazione Bush, venti di
recessione. "Dalla politica, in presenza di una macchina troppo grande e
troppo costosa, deve arrivare un segnale non solo simbolico ma condiviso, un
segnale che la riallacci alla società. Non va bene che con il finanziamento
pubblici si finanzino 51 partiti politici, non va bene che si finanzino 31
organi e giornali di partito, serve un messaggio di sobrietà". L'affondo,
ovviamente, tiene conto anche di un dato: c'è ancora una enorme massa di
indecisi, è lì che si gioca la partita. Lui fiuta aria buona, questo giro al
nord lo ha convinto che il messaggio del Pd su tasse salari e precari può fare
breccia nel nord produttivo e diffidente. "Ho fiducia, vedo tanti giovani
interessati", dice ai cronisti del pullman. Per questo stuzzica Lega e
Destra, che danno segnali di nervosismo. Ai secessionisti del fine settimana,
"quelli che poi fanno accordi nei ristoranti romani il lunedì",
Veltroni ricorda che sono alleati anche della Lega Sud e che tutti insieme,
compresi la Mussolini e quel tal signore (Ciarrapico ndr) che fa il saluto
romano, sono la riedizione di un film di qualità non eccelsa. "Nessuno,
anche volendo, ricorda una loro liberalizzazione". "Mi viene
tristezza quando penso a quel contratto, di cui non è stato rispettato
nulla...", dice Veltroni parlando, senza nominarlo ovviamente, di
Berlusconi. Il leader del Pd cita "tre fatti delle ultime 72 ore", su
cui, dice, "questi nostri avversari, scivolati, anzi schizzati a destra,
hanno idee molto diverse tra loro: pensioni, con Berlusconi che ripesca il
progetto Maroni ma viene stoppato da Maroni, sull'Alitalia, dove la Lega dice una cosa diversa rispetto ad An, sulla
politica estera, dove c'è chi vuole tornare in Iraq, quando tutti se ne stanno
andando". In compenso, dice Veltroni, una cosa li accomuna: "Sono
sempre cupi, hanno sempre qualcuno e qualcosa da insultare Non arrabbiatevi se
io non risponderò mai...". Noi invece, "vogliamo divertirci,
convincere". Invita tutti a dare una mano, a confrontare i programmi:
"Nel nostro le riduzioni dell'Irpef sono coperte, nel loro no",
ripete. Se questo è il messaggio che deve passare nel profondo nord, ossia il
nuovo Pd che chiede fiducia contro la vecchia Destra che si è fatta più destra,
non basterà girare per le province del nord. Servirà molto di più, però il
segnale buono è arrivato. E pochi ci credevano.
( da "Unita, L'" del 18-03-2008)
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l'edizione del "Giù gli stipendi dei parlamentari" Veltroni: in
Italia i salari più bassi e le indennità più alte, e non va bene Dall'Alitalia alle pensioni sono divisi su tutto: ecco il vero programma del
Pdl Da Veltroni, nel suo tour elettorale in Piemonte, arriva uno stop netto ai
costi, troppo alti, della politica. "Non possiamo più stare in un paese -
dice il leader del Pd - con gli stipendi più bassi e le retribuzioni dei
parlamentari più alte del resto d'Europa. Dobbiamo unificare le retribuzioni
dei parlamentari agli altri paesi europei". Intanto a destra emergono in
maniera sempre più evidente le divisioni programmatiche. Sulle pensioni è lo
stesso Maroni a smentire Berlusconi. Su Alitalia Fini
apre a AirFrance, proprio mentre Lega e Formigoni annunciano barricate.
Miserendino, Ciarnelli, Lombardo, Collini, Di Blasi e Fantozzi alle pagine 2, 3
e 4.
( da "Unita, L'" del 18-03-2008)
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l'edizione del Ondata di vendite Ancora un lunedì nero per le Borse di tutta
Europa, che hanno pagato la decisione notturna della Fed di tagliare ancora di
un quarto di punto i tassi Usa, il nuovo record del petrolio e la debolezza del
dollaro. Il Mibtel ha chiuso con un ribasso del 3,52% e scambi per oltre 5
miliardi. Oltr al caso Alitalia che è
stato al centro dell'attenzione fin dall'apertura, l'ondata di vendite ha
colpito tutti i settori, a partire dal bancario: Unicredit ha chiuso in calo
del 4,39% ma hanno perso terreno anche tutti gli altri: Mediobanca (-5,65%),
Monte Paschi (-3,96%), Intesa Sanpaolo (-3,12%), Popolare Milano (-4,25%);
fra gli assicurativi Alleanza ha perso il 4,33% e Generali ha limitato i danni
(-1,17%). Forti ribassi fra le Tlc (Telecom Italia - 5,46%, Fastweb -5,47%,
Tiscali -4,9%) e gli industriali (Fiat -3,4%), i tecnologici (Stm -4,71%) e le
costruzioni (Impregilo -7,71%) ma anche Autogrill (-6,4%) e fra gli editoriali
soprattutto Seat (-11,33%) e l'Espresso (-7.63%). Borsa.
( da "Unita, L'" del 18-03-2008)
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l'edizione del Alitalia, pensioni, Libano Tutti contro
tutti nel Pdl di Natalia Lombardo/ Roma SCHIZOFRENIA Restano sempre la Casa
della Libertà, nella quale ognuno fa quel che vuole: dentro al neonato Popolo
della Libertà sono "divisi su tutto", avverte Veltroni. Dall'uscita
di Martino sulla missione in Libano alle pensioni fino alla vendita dell'Alitalia. È la questione all'ordine del giorno: la Lega, per difendere
l'hub di Malpensa, boccia le condizioni poste da Air France per l'acquisto di Alitalia. "Una proposta oscena", protestano Roberto Maroni e
Roberto Calderoli, portando per una volta davvero uniti fra loro la voce di
Umberto Bossi, dopo un vertice a Via Bellerio. Se il governo dirà sì,
avvertono, "si assumerà la responsabilità di avere regalato Alitalia a costo zero e di avere danneggiato Malpensa".
Silvio Berlusconi, profeta del liberismo in riposo a Arcore, tace. Eppure i due
Roberti leghisti assicurano che "Berlusconi la pensa come noi su Alitalia e Malpensa". Perché non parla, allora? Meglio
lasciare le grane in mano al governo uscente di Prodi... Gianfranco Fini,
invece, corregge la rotta in giornata: la mattinata dà il via libera di An con
un "giudizio tendenzialmente positivo"; prima di sera Fini intravede
"luci e ombre": luce perché "Alitalia
rischia di fallire", ombre sul piano industriale con molti esuberi e pochi
investimenti. E il caso "Malpensa sia separato dall'accordo sulla
vendita", dice guardando all'elettorato forte al Centro. Nel fine
settimana Silvio ha lanciato e ritirato il sasso pensioni. Sabato agli
imprenditori riuniti a Cernobbio Berlusconi ha prospettato un ritorno dello
"scalone" Maroni, salvo fare una retromarcia il giorno dopo. Tutti
l'hanno sentito, eppure smentisce: "Non l'ho mai detto, è la solita
strumentalizzazione frutto del tradizionale vizio stalinista". Ma si
accorge dell'uscita impopolare e recupera con toni da sindacalista: "Va
mantenuto intatto il potere d'acquisto delle pensioni". Poi, da solo, tira
un altro sasso: l'allarme "brogli". "Berlusconi ormai si
smentisce da solo", punzecchia Casini. L'unica ad avere le idee chiare è
la Lega, l'autore dello "scalone" contraddice Silvio: "Per
carità, meglio non toccare nulla", avverte Maroni, che propone una
"moratoria di cinque anni: il prossimo governo lasci le cose come
stanno". Stavolta la palma del silenzio passa a Fini. Sulla scacchiera del
Pdl viene cacciato dal gioco l'alfiere Antonio Martino, che si era spinto
troppo in avanti per conto suo. Giovedì l'ex ministro della Difesa, forzista
storico che aspira a tornare su quella poltrona salvo doversela battere con La
Russa di An, ha liquidato la missione in Libano, annunciato l'invio di più
uomini in Afghanistan e di "istruttori militari in Iraq". Il giorno
prima anche Fini aveva detto che in Libano ci sono "troppi militari"
e che andavano dirottati in Afghanistan. Dopo l'uscita di Martino, però,
corregge il tiro. E soprattutto Berlusconi sconfessa il suo ex ministro:
"Quella di Martino è una posizione personale", meglio che stia zitto,
però annuncia: "cambieremo le regole d'ingaggio" della missione in
Libano.
( da "Unita, L'" del 18-03-2008)
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l'edizione del Fini dà l'ok, la Lega no e Berlusconi tace Da Berlusconi un
silenzio "assordante" sull'accordo di vendita della compagnia di
bandiera a Air France. La Lega boccia in toto la vendita di
Alitalia soprattutto per difendere l'hub di Malpensa: è "un proposta
oscena, un regalo a costo zero di cui si assumerà la responsabilità il
governo". Gianfranco Fini invece dà un "giudizio positivo"; in
serata però scopre di alcune "ombre" sugli esuberi. Malpensa
ad An sta meno a cuore che alla Lega e Fini vuole tenerla "fuori
dall'accordo". Alitalia.
( da "Unita, L'" del 18-03-2008)
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Stai consultando l'edizione del Alitalia, dal governo il primo via
libera Il Tesoro si impegna ad aderire all'offerta di Air France. In Borsa il
titolo crolla del 26% di Roberto Rossi/ Roma VIA LIBERA Alitalia marcia dritta verso Air France. Ieri il ministero del Tesoro, a
sorpresa per i tempi, ha aderito all'offerta vincolante presentata dal gruppo
francese lo scorso venerdì. Il via libera è avvenuto al termine di un
Consiglio dei ministri di circa due ore. Durante la riunione il ministro
dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa "ha informato il Presidente del
Consiglio - che ha espresso condivisione - in merito alla lettera che egli
stesso invierà ad Alitalia contenente l'impegno ad
aderire alle previste offerte pubbliche di scambio (per le azioni) e di
acquisto (per le obbligazioni) da parte di Air France". In questo modo
Palazzo Chigi si vincola alle condizioni imposte da Air France per rendere
efficace il contratto. Tra queste la richiesta per l'apertura di una linea di
credito per 300 milioni di euro, che Air France restituirà subito dopo l'aumento
di capitale, e l'impegno a rimuovere in maniera definitiva - "con
l'adozione di un decreto legge o qualsiasi altra soluzione soddisfacente"
- il rischio di un risarcimento miliardario per la causa intentata dalla Sea,
la società che gestisce gli aeroporti milanesi, ad Alitalia.
E proprio l'ipotesi di un prestito statale ha fatto rizzare le antenne alla
Commissione europea. Michele Cercone, portavoce del commissario Ue ai
Trasporti, Jacques Barrot, ha subito ricordato che per qualsiasi intervento
pubblico in favore di Alitalia, che già aveva
usufruito di una deroga molti mesi fa, il Tesoro dovrà rispettare le condizioni
di mercato. La celerità del governo a chiudere servirà anche a dare maggiore
stabilità al titolo. Il primo giorno di Borsa di Alitalia,
dopo la presentazione del piano di Air France, è stato infatti drammatico. Il
titolo ha perso il 26,59% a 0,392 euro dopo aver toccato, in corso di seduta,
un minimo di 0,33 euro (-38,11%). Triplicati rispetto alla vigilia gli scambi:
di mano sono passate 44,5 milioni di azioni (il 3,2% del capitale ordinario),
contro una media degli ultimi trenta giorni di 5,9 milioni di azioni. E non
poteva essere così. Nell'offerta vincolante presentata dal consiglio di
amministrazione di Air France lo scorso venerdì Alitalia
è stata valutata 140 milioni circa. Cioè 10 centesimi per azione. Un niente se
si pensa che nell'ultima quotazione di venerdì scorso il titolo aveva chiuso a
0,53 centesimi. Ed è proprio al valore di dieci centesimi, tarato da Air
France, che la Borsa si sta adeguando. Se il crollo non è stato più ampio è
solo perché l'arrivo di Air France non ancora del tutto sicuro. Il mercato si
aspetta il colpo a sorpresa. Che, a questo punto, potrebbe venire solo dai
sindacati, il cui via libera è vincolante al lancio dell'offerta di pubblico
scambio di Air France. Ieri l'amministratore delegato di Air France, Jean Cyril
Spinetta, è sceso a Roma, con il suo gruppo di manager, per incontrare oggi le
nove sigle sindacali di Alitalia. Che ora si trovano
nel non facile compito di trattare con tempi ristretti. E nella discussione
rientra in grande stile anche il caso Malpensa. Ieri il presidente in pectore
degli industriali Emma Marcegaglia ha invocato, per la prima volta, una
"moratoria" per lo scalo di Varese. Che piace tanto alla Lega ma non
a Gianfranco Fini che, parlando al Tg5, ha ricordato che il caso Malpensa deve
essere "separato" dalla vicenda Alitalia.
Posizioni vicine a quelle del Pd che ieri con il responsabile economico Giorgio
Tonini, ha ricordato anche che l'accordo deve essere chiuso "ma
salvaguardando le esigenze di chi ci lavora".
( da "Unita, L'" del 18-03-2008)
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l'edizione del I sindacati oggi al tavolo: non si può smantellare il gruppo
Piena sintonia tra Cgil, Cisl e Uil alla viglia dell'incontro. "Questo
sarà il giorno della verità" di Felicia Masocco / Roma LODO? NO GRAZIE
Ritrovarsi con il classico cerino in mano non è situazione gradevole, su Alitalia i sindacati rischiano proprio questo, di ritrovarsi costretti a
un prendere o lasciare, con tutte le conse- guenze dell'uno e dell'altro caso.
Le nove sigle presenti nella compagnia aerea oggi incontreranno i vertici di Alitalia con il presidente Maurizio Prato, e quelli di AirFrance-Klm con
Jean-Ciryl Spinetta, e ieri hanno fatto sapere che o ci sarà una
"trattativa vera" oppure sono pronti a lasciare il tavolo. "In
assenza di margini di negoziato trarremo valutazioni e conseguenze -avverte
Guglielmo Epifani-. Il sindacato ha le spalle larghe sia per sostenere un
accordo, sia per dire che non ci sono le condizioni". Il consenso dei
sindacati è stato posto da AirFrance-Klm tra le (tante) condizioni necessarie
per portare in porto l'operazione di acquisizione di Alitalia,
il loro parere deve arrivare entro il 31 marzo, i tempi sono strettissimi.
"Siamo al disastro continua il leader Cgil - domani (oggi, ndr) sarà il
giorno della verità". Tentare di capire che cosa sta accadendo dopo essere
stati lasciati all'oscuro di tutto e avere appreso del "fantomatico
piano" dai giornali e, dopo, mettere a fuoco che cosa fare per difendere
la compagnia e i lavoratori. Margini di trattativa, dunque perché "è
difficile partecipare ad un lodo mai chiesto", "giudicheremo comunque
il piano sui contenuti - conclude Epifani -. Se conterrà risposte logiche su
rilancio della compagnia, investimenti, perimetro aziendale e occupazione,
daremo un giudizio positivo. In caso contrario sarà opposto". La sintonia
con Cisl è Uil è totale anche Raffaele Bonanni reclama una trattativa
altrimenti, dice, "finiscano da soli come hanno cominciato", e sarà
battaglia; per dirla con il leader Uil, Luigi Angeletti, i sindacati non
"regaleranno" il via libera all'offerta dei franco-olandesi. Ridurre
gli esuberi, limitare i danni e salvaguardare il trasporto aereo italiano:
dallo Sdl all'Ugl alle associazioni di piloti e assistenti di volo la
preoccupazione è unanime, così come la determinazione a non restare a guardare,
"Non avremo un atteggiamento passivo", annuncia Renata Polverini,
leader Ugl; "Senza garanzie sarà sciopero generale", minaccia Sdl. Il
fatto è che se nero su bianco sono stati scritti "solo" 1600 esuberi
da gestire in modo soft, il taglio di flotta e rotte, la fine nel 2010 del
servizio Cargo e soprattutto la nebulosa sorte di AZ Servizi, oggi controllata
da Fintecna, che solo in parte AirFance vuole riportare direttamente nel
perimetro di Alitalia, suggeriscono ben altre cifre.
In ballo ci sono infatti tutte le attività di terra che direttamente, solo a
Roma, impiegano 5mila addetti e poi c'è l'indotto. L'allarme dei sindacati è
che venga smantellata l'area tecnica di Fiumicino con annessa perdita di 15mila
posti di lavoro. Il "No" è chiaro, "sarebbe il prezzo più alto
pagato nell'intero paese per la vendita di Alitalia",
afferma il segretario della Cgil capitolina Walter Schiavella. "Se sono
vere le indiscrezioni, Alitalia Servizi, ovvero il più
grande insediamento industriale della nostra regione rischia di uscire
fortemente ridimensionato - spiega -. Ciò insieme alla frammentazione di Alitalia Airport ed alla terziarizzazione di altri settori
oltre a quello informatico e del Cargo".
( da "Unita, L'" del 18-03-2008)
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l'edizione del Malpensa vede sempre più nero. "Senza il cargo 1500 esuberi
aggiuntivi" L'amarezza dei lavoratori: "Eppure il trasporto merci è
cresciuto oltre il 10% in un anno". In allarme il sistema produttivo del Nord
di Luigina Venturelli/ Milano C'è chi telefona per sfogare la rabbia: "Non
possono metterci la data di scadenza!". C'è chi chiama in preda
all'incredulità: "È vero quello che dicono i giornali? Che il servizio
cargo sarà chiuso entro il 2010?". E c'è chi ha solo bisogno di sentire
una voce amica: "Mi raccomando, fammi sapere del piano industriale".
I delegati sindacali di Malpensa cercano di rispondere a tutte le chiamate dei
colleghi, centinaia di lavoratori dell'aeroporto varesino alle prese col futuro
incerto disegnato dalla proposta "prendere o lasciare" di Air France
Klm per l'acquisto di Alitalia. Ma non
sempre sanno che cosa rispondere. "Vorrei tanto leggere il piano dei
francesi, tutti ce lo raccontano, ma finora nessuno l'ha visto per
davvero" racconta Flavio Nossa della Camera del Lavoro di Milano. Per ora
l'unica certezza è la "molta confusione sotto il cielo di Malpensa",
pieno di nubi ed agitato dall'ultimo temporale annunciato: la
dismissione entro il 2010 del trasporto merci. Le previsioni sui tagli
occupazionali, che parlavano inizialmente di 1.500 esuberi, devono ora essere
riaggiornate al doppio. "Il traffico cargo è cresciuto negli ultimi anni
più del traffico passeggeri - spiega Ezio Colombo della Filt Cgil - con
percentuali superiori al 10%. Lo scalo è una grande attrattiva per tutto il
sistema produttivo del Nord ed ospita molte aziende attive nel settore. Se
davvero chiuderà il cargo, sarà una tragedia dal punto di vista
occupazionale". Qualche ipotesi sui numeri è già stata fatta. Si
perderebbero dai mille ai 1.500 posti di lavoro: l'impresa più grande di
trasporto merci presente nell'aeroporto, 600 dipendenti, ha già avanzato
ipotesi di tagli e altre tre aziende hanno avviato i primi contatti con il
sindacato per avviare procedure di cassa integrazione, con inevitabili ricadute
anche sull'indotto. Non stupisce che pure gli imprenditori siano sul piede di
battaglia. A cominciare dalla neo presidente di Confindustria, Emma
Marcegaglia, che invoca "una logica di moratoria che lasci spazio a
Malpensa per ritrovare altre compagnie che vogliano volare dallo scalo"
per evitare "un calo dei due terzi dei voli che penalizza non solo
l'aeroporto lombardo ma tutto il Nord". Per finire con la Confartigianato
locale, secondo cui si sta giocando con il destino di "un elemento
irrinunciabile per l'internazionalizzazione delle realtà produttive milanesi e
lombarde" costituie anche dalle 260mila imprese artigiane della regione.
Tutti con il fiato sospeso, almeno fino ad oggi, quando l'incontro tra Air
France-Klm e sindacati dovrebbe sciogliere molti dei dubbi all'orizzonte. Nel
frattempo i delegati di Cgil, Cisl e Uil sono alle prese con la gestione degli
ammortizzatori sociali: ci sono 18 milioni di euro per la cassa integrazione di
900 esuberi Sea, più altri 80 milioni stanziati fino al 2009 per le altre
aziende che taglieranno i livelli occupazionali. "Stiamo lavorando perchè
queste risorse arrivino ai lavoratori colpiti dalla crisi" dicono con
preoccupazione. Il rischio è che criteri troppo ampi si traducano in un
ulteriore spreco di risorse: ad esempio, perchè parlare di crisi anche per il
settore alberghiero se, proprio davanti al terminal 1, la Sea sta costruendo un
nuovo mega albergo da 800 camere?.
( da "Unita, L'" del 18-03-2008)
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l'edizione del APPELLO RADIO Fiorello canta: resta con noi Alitalia Un coro sulle note di Resta con noi: è la trovata con cui
Fiorello e Marco Baldini hanno trattato il tema della vendita di Alitalia ad Air France nel corso della puntata di W Radiodue. Fiorello e
Baldini hanno intonato con il pubblico dello studio il celebre canto da chiesa
con un testo scritto ad hoc: "Resta con noi Alitalia stasera /
resta con noi e non te ne andare / Resta con noi non ci lasciar / la Francia
non deve comprar / Chiedi di più non accettar / la Gioconda ci devon
ridar". "Purtroppo la vendono", ha detto Fiorello. "Come si
fa a vendere la compagnia di bandiera?". Poi ha scherzato: "130
milioni sono i soldi contestati a Valentino Rossi per le tasse. Io a
( da "Repubblica, La" del 18-03-2008)
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Pagina IV - Bari La
polemica Loizzo: "La Puglia non può avere 4 aeroporti" "La sfida
di rianimare ben quattro aeroporti è proibitiva": l'assessore regionale ai
Trasporti, Mario Loizzo boccia le tratte attivate dalla città di Foggia per
Roma, Milano e Catania, durante l'audizione in prima e quinta commissione al
Consiglio regionale. Con Loizzo in commissione anche l'amministratore unico di
Aeroporti di Puglia, Domenico Di Paola chiamato a spiegare lo stato dell'arte
dei bandi per l'aeroporto di Brindisi. "La compagnia Myair - ha detto Di
Paola - non ci ha comunicato ufficialmente ancora nulla. Stiamo
contrattualizzando le prime per Parigi e per Ginevra. Se la
compagnia verrà meno, dovrà rispettare le regole e pagare la penale".
Intanto maggioranza e opposizione proporranno un ordine del giorno in Consiglio
regionale per evitare "rischi che la riorganizzazione di Alitalia potrà comportare sul territorio pugliese".
( da "Repubblica, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia "Su
Malpensa non cediamo la compagnia può anche fallire" Letizia Moratti:
impensabile la rinuncia al ricorso Pronti ad avviare una trattativa finalizzata
a una transazione, purchè ci sia garantito il giusto indennizzo GAD LERNER
MILANO - Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, nella sua veste di primo
azionista della Sea - la società aeroportuale che gestisce Linate e Malpensa -
si ritrova improvvisamente fra le mani una sorta di potere di veto sulla
vendita di Alitalia a Air France, e quindi sulla sopravvivenza
o il fallimento della nostra compagnia di bandiera dalle casse vuote. Nei
confronti della quale Sea ha intentato una causa di risarcimento per gli
accordi disattesi sullo scalo di Malpensa, chiedendo un indennizzo astronomico:
1,25 miliardi di euro, circa dieci volte la somma che Air France è disposta a
pagare Alitalia. Entro la fine del mese Parigi chiede
al governo italiano di sottoscrivere una manleva, facendosi carico della penale
nell'eventualità che la magistratura dia ragione alla Sea. A meno che? Sindaco
Moratti, la vostra causa ha un esito incerto e potrebbe sortire effetti
rovinosi. E' pensabile una rinuncia, nell'interesse del Paese? "L'azione
risarcitoria è stata a lungo meditata e si basa su argomenti solidi. Alitalia ha disatteso l'impegno assunto: fare di Malpensa il
suo hub. Una rinuncia da parte nostra è impensabile". Dal governo le è
giunta una richiesta in tal senso? "Fra ieri e oggi il presidente Prodi mi
ha chiamata due volte. Gli ho chiarito che Sea non può rinunciare a una
contropartita economica per i gravi danni subiti da Alitalia".
Si rende conto che lei può far saltare l'accordo con Air France? "Se c'è
la volontà delle parti, io sono pronta ad avviare una trattativa finalizzata a
una transazione, purchè ci sia garantito il giusto indennizzo". Ma sembra
impossibile concludere una simile trattativa entro il 31 marzo, lei si sta
assumendo una grave responsabilità? "Intanto Air
France ha avanzato pretese tali da farmi dubitare che voglia concludere davvero
l'acquisto di Alitalia. La compagnia italiana dispone di volumi di traffico e di
cespiti derivanti dalla proprietà dei terreni di Fiumicino che già di per sé
valgono molto più dei 138 milioni offerti. A simili condizioni Alitalia potrebbe interessare altri compratori". Se ce ne
fosse il tempo: le casse Alitalia sono vuote e
l'alternativa più probabile sarebbe il fallimento. "Io credo nel libero
mercato. La sorte del fallimento è già toccata a Swissair e alla Delta, ma gli
aerei non hanno smesso di volare. Non mi permetto di dire quali siano i compiti
di un governo titolato solo all'ordinaria amministrazione, ma se Air France
pretende di mantenere una clausola monopolistica sui diritti di traffico Alitalia, e per di più impone la dismissione delle attività
cargo in larga misura concentrate a Malpensa, bisognerà pure tutelare una
politica italiana dei trasporti". Sbaglio ricordandole che la sorte di Alitalia è nelle sue mani? "Sì, sbaglia, io chiedo solo
al governo di negoziare condizioni più accettabili". Prodi le avrà detto
che se Alitalia fallisse in seguito alla mancata
remissione della vostra causa, potrebbe a sua volta rivalersi finanziariamente
su Sea. "Questo si chiama terrorismo. Respingo questa ipotesi come del
tutto priva di fondamento. Se vuole vada a chiederlo ai nostri legali e ai
professori universitari che hanno convalidato le legittime richieste di Sea.
Una società florida, che in un anno ha raddoppiato gli utili portandoli da
( da "Repubblica, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Alitalia-Air France, ok del governo I
sindacati: offerta da migliorare. Prodi: passo indietro da Sea. Titolo giù del
26% "Sì rivedibile con proposta più alta" Marcegaglia: moratoria per
Malpensa LUCIO CILLIS ROMA - Anche il Tesoro dà il via libera ad Air France. L'azionista di riferimento di Alitalia aderirà all'Ops francese anche se il governo, che
ieri si è riunito a ranghi ridotti per ascoltare la relazione tecnica del
ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa, non garantirà l'eventuale
esborso finanziario legato alla causa da 1,25 miliardi intentata da Sea ad Alitalia. L'abbandono di Malpensa a favore di Fiumicino,
quindi, diventa merce di scambio con il gestore degli aeroporti milanesi. Ieri
era stato lo stesso premier Romano Prodi a chiedere "in modo fermo" a
Sea di ritirare la richiesta di indennizzo. Il pressing politico è quindi
iniziato e nei prossimi giorni si cercherà di arrivare ad una soluzione che
accontenti i francesi e risarcisca in qualche maniera i gestori dello scalo
varesino. La riunione di Palazzo Chigi, durata un'ora e mezzo, è servita anche
a mettere sul tavolo i dubbi di una parte del governo uscente: da notare
l'assenza di metà governo tra cui quella (forse polemica) di Antonio Di Pietro
e di Alessandro Bianchi, sostenitore della soluzione italiana. Padoa-Schioppa
ha informato Prodi dei contenuti della offerta e ha annunciato il proprio
assenso all'Offerta pubblica di scambio di 160 azioni Alitalia
ogni azione Air France-Klm e all'acquisto delle obbligazioni. Nel contempo gli
impegni assunti non saranno vincolanti nel caso in cui "uno o più
soggetti" lancino un'offerta pubblica concorrente migliorativa e il
ministero la accetti. Oggi è invece il giorno del primo incontro tra i
sindacati di categoria, Jean-Cyril Spinetta e Maurizio Prato. Il faccia a
faccia avverrà nella sede di via della Magliana e al momento nessuno, vista la
reazione stizzita delle sigle sindacali alla proposta francese, che, dicono,
"va migliorata", può anticiparne l'esito. Di certo sarà una battaglia
senza esclusione di colpi quella che opporrà il navigato manager francese ai
rappresentanti di sindacati tra i più combattivi. Lo scontro si gioca sugli
esuberi (1.600 nel Fly e voci di altri 5mila in Az Servizi), sul passaggio a
Fintecna della manutenzione, sugli aerei che verranno messi a terra e sul nodo
del cargo. Il fronte più duro, a sorpresa, è quello dei piloti fino a ieri
sostenitori di Spinetta e oggi avversari col coltello tra i denti dopo la
condanna a morte del settore merci. "Il sindacato ha le spalle larghe per
dire un sì o un no, con tutte le conseguenze che ciò comporta", avverte il
leader della Cgil Guglielmo Epifani. Anche per il numero uno dell'Ugl, Renata
Polverini, l'apertura di un tavolo "non può tradursi nel passivo
recepimento di quanto deciso dal cda francese". "Su Alitalia vogliamo aprire una trattativa vera: altrimenti, se
hanno cominciato da soli, possono anche finire da soli" ha detto il
segretario della Cisl, Raffaele Bonanni. "Serve una logica di moratoria o
una qualche cosa che lasci spazio a Malpensa" ha invece detto la
presidente designata di Confindustria, Emma Marcegaglia. Ma la settimana
decisiva per il futuro di Alitalia è iniziata nel
peggiore dei modi a Piazza Affari. Il titolo è crollato a 39 centesimi,
perdendo in un sol colpo un terzo del valore (il 26% in meno) rispetto alla
chiusura di venerdì. Un aggiustamento al ribasso che deriva dall'offerta di Air
France (valore: 10 centesimi per azione) e accettata dai vertici di Alitalia nel corso di un week-end drammatico e carente di
informazioni. Solo domenica notte, infatti, si è venuti a conoscenza dei
termini della governance del nuovo gruppo guidato dai francesi.
( da "Repubblica, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Il
portavoce del commissario Barrot: Alitalia ha già
usufruito una volta dei supporti pubblici, questa strada ormai è chiusa
L'avvertimento dell'Unione europea "Non accetteremo altri aiuti di
Stato" L'unica via d'uscita: far passare il prestito ponte come il
"minore dei mali" ALBERTO D'ARGENIO BRUXELLES - "Alitalia non può più godere di un aiuto di Stato avendone
già beneficiato in passato secondo la regola una volta ultima volta". Il
commissario Ue ai Trasporti, Jacques Barrot, mette i paletti a qualsiasi
iniezione di denaro pubblico per favorire la vendita della compagnia di
bandiera ad Air France-Klm. Tuttavia se il governo opterà per questa soluzione
potrebbe aprirsi uno spiraglio per evitare una clamorosa bocciatura Ue. Intanto
Air France ha fatto sapere di essere pronta a rinunciare all'operazione qualora
eventuali condizioni imposte da Bruxelles dovessero risultare troppo onerose.
Un riferimento anche all'altro futuro esame Ue, quello antitrust, che potrebbe
chiudersi con l'obbligo di cedere alcune rotte. Secondo Michele Cercone,
portavoce di Barrot, "lo Stato deve agire come investitore privato",
ovvero concedendo un eventuale prestito a condizioni di mercato visto che la
compagnia ha già beneficiato di quell'aiuto di Stato che le regole comunitarie
permettono una sola volta. Tradotto: da un eventuale prestito-ponte l'erario
non ci dovrebbe perdere. Insomma, il consiglio di Bruxelles è quello di
"lavorare insieme per assicurare il buon esito dell'operazione", anche
perché qualsiasi aiuto dovrebbe essere notificato all'Ue. Al di là delle
dichiarazioni ufficiali a Bruxelles si vive con un certo "fastidio"
il fatto che l'azienda non abbia consultato la Commissione sulle sue
intenzioni, venute a galla tramite la stampa. "E' un comportamento
politicamente scorretto e rischioso - si mormora nei corrodoi della Ue - la
faccenda è molto delicata ed era meglio annusare l'aria con noi prima di uscire
allo scoperto. Così si rischia di irritare anche i concorrenti, che sono pronti
a fare ricorso contro un aiuto". Ma non tutto volge al peggio: dietro le
dichiarazioni sul prestito ponte, motivate dalle ferree regole Ue, le prime
analisi del dossier basate su notizie di stampa non sono del tutto negative.
Innanzitutto negli uffici di Bruxelles non si esclude che lo Stato possa pagare
l'eventuale risarcimento danni a favore di Sea per il taglio di Malpensa, come
chiesto da Air-France, anche se il tema deve ancora essere approfondito.
Inoltre - si ragiona nella capitale belga - è vero che le regole europee
vietano un intervento da parte dello Stato che un investitore privato non
farebbe, ovvero un aiuto in perdita che serva da "stampella" per tenere in vita Alitalia fino al
passaggio ad Air France. Tuttavia si potrebbe trovare una soluzione per evitare
una bocciatura dell'eventuale misura: Alitalia va
malissimo - è la motivazione che gli esperti Ue potrebbero accettare da Roma -
quindi si potrebbe dire che per evitare all'investitore ulteriori danni, come
l'abbassamento del prezzo di vendita o un fallimento, il prestito in
perdita "potrebbe essere il minore dei mali". Soluzione ancora da
verificare ma che non si discosta molto da quanto si ipotizza a Roma: un
intervento dell'azionista pubblico potrebbe essere giustificato da una serie di
"circostanze eccezionali". Potrebbe cioè essere vitale per completare
la privatizzazione richiesta anche da Bruxelles, unica alternativa alla
liquidazione.
( da "Repubblica, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia La
curiosità Fiorello cambia le parole di "Resta con noi" preghiera-inno
per l'azienda in vendita ROMA - "Resta con noi, non ci lasciar, la Francia
non deve comprar". Adattando un vecchio canto religioso Fiorello si è
schierato ieri a favore dell'italianità di Alitalia. Durante "Viva Radio 2", il programma che conduce
insieme con Marco Baldini, lo showman ha trattato con il consueto stile comico
la vicenda della compagnia aerea. Sulla base musicale di "Resta con
noi", i due conduttori, con il pubblico in studio, hanno intonato "chiedi
di più, non accettar, la Gioconda ci devon ridar". Dopo la canzone
Fiorello ha concluso: "130 milioni sono i soldi contestati a Valentino
Rossi per le tasse. Io a
( da "Messaggero, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Il
giorno della paura/Non basta l'intervento della Fed, crollano i listini in Asia
e in Europa. Fmi: crisi seria Borse, un altro lunedì nero Precipita il titolo Alitalia. Sì del
governo ad Air France, serve l'ok dei sindacati.
( da "Messaggero, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Intorno al 3%. Nella
sola Europa è stato bruciato un valore superiore ai 300 miliardi di euro. La corsa al ribasso è stata innescata dall'annuncio della Fed di
una limatura di 25 centesimi del costo del denaro. Ieri l'indice Dow Jones di
Wall Street ha chiuso in leggero attivo. Intanto ieri sera è arrivato il
"sì" del governo all'offerta di Air France per Alitalia.
( da "Manifesto, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Più di 300 miliardi
di euro bruciati in una giornata. È il lunedì nero delle
borse europee, su cui si abbatte la crisi americana. Che la Fed cerca di
arginare tagliando i tassi. Inutilmente. Wall Street cede. In picchiata anche Alitalia: crolla il titolo, i sindacati protestano per i tagli, la Ue
intima "niente aiuti di stato"PAGINE 4 E 5.
( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-18 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE "Cortesia" francese La clausola: no ad azioni contro
Prato ROMA - ( a .bac. ) C'è una piccola clausola in fondo al contratto d'acquisto di Alitalia, da parte di Air
France-Klm, che non sarà sfuggita all'amministratore della compagnia italiana,
Maurizio Prato. Quella secondo cui Air France-Klm s'impegna a non agire e non
votare in favore di azioni di responsabilità contro gli attuali amministratori e
sindaci, salvo per casi di dolo, colpa grave o fatti ignoti. Un gesto di
squisita cortesia.
( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-18 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE Il Pd La proposta: gli stipendi devono essere allineati a quelli
europei Veltroni: va abbassata l'indennità dei parlamentari Sul suo tour: bello
non vedere più bandiere di Ds o Dl "è finito il tempo della coalizione che
andava da Mastella a Caruso: mai più i lunghi vertici di maggioranza" DAL
NOSTRO INVIATO ALESSANDRIA - Dal Nord Est al Nord Ovest. Il pullman di Veltroni
cambia scenario e da Trieste raggiunge questo pezzo di Piemonte vicino alla
Lombardia, girando tra Verbania e Alessandria. Ma è a Novara, città
superleghista, che il segretario del Pd fa l'annuncio: "Se vinceremo gli
stipendi di deputati e senatori saranno allineati a quelli dei parlamentari
degli altri Paesi europei ". Che sono, in molti casi, ben più bassi dei
nostri. E ancora: "Non è possibile che l'Italia sia il Paese con i salari
meno elevati e gli stipendi dei parlamentari più alti". E giù gli applausi
della folla nel Cortile del Broletto. Fa una certa impressione, di fronte a
questo annuncio, vedere, al posto dei vessilli del Carroccio, che pure ha fatto
di "Roma ladrona " il suo cavallo di battaglia, sventolare le
bandiere del Pd. Un'ora prima, dopo aver pranzato alla Cavallotta, un
ristorante nella campagna novarese, messo su da una famiglia originaria di
Lamezia Terme, esterna la sua soddisfazione proprio di fronte a quegli
stendardi e a quei cartelli. Motivo di orgoglio: "Per me è un fatto
eccezionale non avere più visto, in 57 tappe del mio giro d'Italia, neanche una
bandiera dei Ds o della Margherita: vuol dire che il Pd, in pochissimi mesi, è
riuscito già ad imporsi come un forte soggetto unitario". è tempo di
bilanci per Walter Veltroni. Appena compiuto il giro di boa del tour elettorale
fra le 110 province italiane, si confessa: "Ormai non escludo il
miracolo". Cioè quello di riuscire non solo a pareggiare al Senato, ma a
vincere alla Camera. Da iscrivere nel libro dei sogni? "Può darsi, ma ci
sono segnali importanti: i giovani, che si mobilitano come non mai in passato,
le piazze piene anche qui al Nord...". Certo, bisognerà capire se
l'ecumenico Walter ha solo ricompattato e dato nuovo entusiasmo al
centrosinistra o ha attirato anche elettori che prima votavano al centro o a
destra. Ma per il momento Veltroni sottolinea che ha voltato pagina nel fare
politica: "è finito il tempo della coalizione che andava da Mastella a
Caruso, un po' come Fantozzi con la corazzata Potemkin ". Ora le cose sono
cambiate: "La sinistra radicale può dire le sue cose, ma anche noi siamo
più liberi: non avremo più bisogno di fare estenuanti vertici di maggioranza
". E rimprovera il Pdl di essere invece rimasto "al vecchio "
sistema: "Ditemi se sono d'accordo: prima propongono di ritirarsi dal
Libano, poi si correggono. Sulle pensioni annunciano il ritorno allo scalone e
Maroni, che è colui che l'ha inventato, non è d'accordo. E
sull'Alitalia An è per il patto con Air France mentre la Lega è contro". E
ancora un affondo contro i leghisti: "Ci sono politici che promettono la
secessione se non si fa come dicono loro, poi li ritrovi il martedì sera nei
ristoranti romani ed è un'altra storia...". Roberto Zuccolini.
( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-18 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Il sindaco Moratti e la telefonata di Prodi a Bonomi MILANO -
Scomodare Davide e Golia, forse è troppo. Ma certo, la causa per inadempienze promossa da Sea contro Alitalia per 1,2
miliardi - circa la cifra che il gigante francese pagherà per l'intero vettore
nazionale -, al suo annuncio era stata guardata con una certa sufficienza.
Eppure, ora sembra mettere la maxi operazione sotto scacco. Nelle 26 pagine
della nota diffusa da Alitalia, vi si fa riferimento come a una delle condizioni poste da Air
France: o la causa viene ritirata, o il governo garantisce l'acquirente
con una manleva. Peccato che giusto ieri l'Ue abbia ricordato che l'era degli
aiuti di Stato è ormai finita. E così, Giuseppe Bonomi, il presidente Sea, ieri
non ha pronunciato una sillaba. Lo ha fatto invece l'azionista, il sindaco di
Milano Letizia Moratti: Sea, Alitalia e Air France
dovranno mettersi intorno a un tavolo per "una transazione che permetta a
Sea di riconfigurarsi come hub". Se è vero che Romano Prodi ieri ha
chiamato Bonomi per chiedergli di ritirare la causa, a quel tavolo le carte in
mano a Sea non sono da buttar via. Il presidente della Sea, Giuseppe Bonomi: causa
da 1,2 miliardi M. Cre.
( da "Manifesto, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
La vendita della
compagnia al centro della campagna elettorale: si profila uno scontro con i
sindacati sul taglio delle rotte e gli esuberi. Intanto la Cgil lancia l'allarme sui lavori usuranti: "Il governo vari il decreto o
salta tutto" Il governo abbatte Alitalia Via
libera alla vendita, alle nuove condizioni imposte dai francesi. Oggi
l'incontro decisivo tra l'azienda e i sindacati: una marea di
"esuberi" in discussione Francesco Piccioni "Il giorno della
verità" per Alitalia ha due date possibili. Quella di ieri, con la riunione
del governo che doveva avallare o meno la decisione del cda sulla vendita della
compagnai alle nuove - durissime - condizioni imposte da Air France-Klm; oppure
quella di oggi, con l'incontro tra l'azienda e i sindacati (Jean-Cyril Spinetta
è arrivato a Roma nella tarda serata), per sciogliere il dilemma
"conflitto sociale" sì o no. I ministri si sono presentati a palazzo
Chigi intorno alle 19 e la riunione si è aperta con "comunicazioni"
da parte di Tommaso Padoa Schioppa, titolare dell'economia e quindi del
pacchetto azionario (il 49,9%) oggetto della trattativa. Verso le 21 si è
concluso con una "presa d'atto" che consente al Tesoro di completare
le procedure di vendita. O di svendita. L'"offerta vincolante"
presentata dai francesi sembra infatti un curioso rovesciamento del
significato. Invece di intendere il "vincolo" come una promessa di
adempiere determinati obblighi, è stato abbassato il prezzo (un'azione francese
ogni 160 italiane) e sono state rese vincolanti una serie di condizioni in
mancanza delle quali i transalpini si dilegueranno (per finta, sia chiaro).
Condizioni pesanti: approvazione da parte del cda del piano industriale
2008-2010, accordo con i sindacati "a condizioni soddisfacenti per Air
France", regole di impiego dei dipendenti (compreso il capitolo Az
Servizi, da cui emergerebbero 5-6.000 "esuberi"), concessione di una
linea di credito di 300 milioni da parte del minsitero dell'economia, accordo
con Adr sui livelli di servizio necessari, tutela dalla causa intentata dalla
Sea (società di gestione degli aeroporti milanesi) per il previsto abbandono di
Malpensa come "secondo hub" italiano. Un capitolo, quest'ultimo che
inquieta molto i francesi, che temono un ripensamento a metà strada se
Berlusconi dovesse vincere le elezioni. Ancora ieri la presidente designata di
Confindustria, Emma Marcegaglia, si è aggiunta alla lista delle personalità di
peso che chiedono "una moratoria per Malpensa". I sindacati fanno il
viso dell'arme, chiedendo "spazio, non tempo, per una trattativa vera sul
piano di ristrutturazione". Minacciando in caso contrario un
"no" che dovrebbe preludere a iniziative di lotta e - di conseguenza
- alla fuga dei francesi. In assenza di un governo "vero", questa
ipotesi appare eccessiva. Anche perché un irrigidimento ora appare alquanto
tardivo (sono anni che la situazione di Alitalia si
trascina da un piano di ristrutturazione all'altro, con l'opposizione palese
dei soli sindacati di base). I lavoratori, dal canto loro, attendono gli
sviluppi con crescente preoccupazione. Le ristrutturazioni passate hanno
falcidiato gli effettivi senza risolvere la crisi (a ripianare i vuoti di
organico sono stati chiamati, per anni, centinaia di "stagionali") e
seminato sfiducia. Si è giunti a questa fase nelle peggiori condizioni
possibili: quelle in cui ci si trova di fronte a un "prendere o
lasciare" senza vie di mezzo. Ma con l'impressione che il governo - tutti
quelli che si sono succeduti da 10 anni a questa parte - abbiano fermamente
voluto un simile esito. Ultima beffa, i giornali francesi, ieri, definivano
"quasi irrisorio" il prezzo stabilito nell'offerta transalpina. La
valutazione, infatti, non va fatta sulla base delle pessime condizioni di
bilancio di Alitalia, ma sulla base del
"potenziale" rappresentato dal mercato aereo italiano. Una mecca
turistica di queste dimensioni, spiegava ad esempio il quotidiano Les Echo,
rende indifferente persino il miliardo di euro necessario a rifinanziare il
capitale della compagnia. Specie una volta che sarà stato "annullato
l'orrore strategico dell'hub di Malpensa, cui la compagnia sull'orlo del
fallimento deve i due terzi del suo milione di perdite quotidiane". Un
regalo, insomma; che trova una spiegazione non certo a livello economico, ma -
forse - su quello politico. Come "scambio" per scorrerie industriali
italiane oltralpe, assai poco gradite laggiù. Il "quarto mercato
europeo" viene così dato in gestione gratuita. A meno che i lavoratori,
come hanno fatto molte altre volte con successo, non riescano a riaprire i
giochi. Da soli, però. Dalla politica, è evidente, non arriverà un solo fiato a
favore.
( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-18 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE Altolà della Marcegaglia "Moratoria su Malpensa" Epifani
a Spinetta: no al prendere o lasciare La leader di Confindustria: i voli non
vanno smantellati, si trovino altre compagnie interessate allo scalo ROMA -
Confindustria e sindacati contro Air France- Klm. L'insolito fronte si è
consolidato ieri, quando il presidente designato degli industriali, Emma Marcegaglia,
è sceso in campo per respingere il piano dei francesi che "prevede una
grossa riduzione dei voli" nello scalo varesino. "Così com'è questo
piano - ha detto - dal primo aprile introdurrà un calo dei due terzi dei voli
da Malpensa, fatto che penalizza non solo l'aeroporto lombardo ma tutto il
Nord". Due le soluzioni possibili secondo la leader di Confindustria: una
moratoria per Malpensa o trovare "altre compagnie che vogliano volare
sullo scalo lombardo". Ma oggi è il giorno dei sindacati che alle 15 incontreranno
il presidente di Air France- Klm, Jean-Cyril Spinetta, arrivato a Roma ieri
sera. Su una cosa le nove sigle sono d'accordo: i francesi devono aprire una
trattativa vera. "Prendere o lasciare non è la tattica migliore" ha
avvertito il leader della Cgil, Guglielmo Epifani. E c'è persino chi, tra i
sindacati, auspica l'ipotesi di un commissariamento ex legge Prodi.
"Meglio un Bondi che uno Spinetta" è la battuta che circola e che fa
riferimento al commissario che ha risanato la Parmalat. Proprio
per questo ieri in Consiglio dei ministri l'amministratore di Alitalia, Maurizio Prato, si è affrettato a spiegare che
l'amministrazione straordinaria non porterebbe, come qualcuno pensa, a una
sospensione della vicenda in attesa del nuovo governo, che magari potrebbe
riaprire la trattativa con AirOne. Ipotesi questa auspicata dalla Cisl di
Raffaele Bonanni. La prima conseguenza sarebbe invece la sospensione di
tutte le attività improduttive, a partire da tutti i voli di Malpensa, con
conseguenze immediate sull'occupazione in termini di esuberi. Proprio oggi il
governo stipulerà con la Sea l'accordo per garantire ai lavoratori di Malpensa
gli ammortizzatori sociali concordati. Ma lo sguardo dei sindacati è volto
altrove. Persino i piloti dell'Anpac, da sempre in linea con Air France, si
trovano spiazzati dall'offerta presentata dai francesi: "Se non si rivedrà
il capitolo del cargo - avvertono- sarà guerra". C'è agitazione anche tra
i lavoratori di terra: ieri in una delle mense c'è stato un primo tentativo di
manifestazione. E i francesi? Spinetta potrebbe aprire offrendo ai piloti
maggiori chance sul cargo che, secondo il piano, dovrebbe essere smantellato
nel 2010. Mentre con gli altri sindacati il nodo è Az Servizi. Si vedrà oggi se
il presidente francese ha margini per trattare o se la crisi mondiale delle
Borse ha ridotto gli spazi di movimento di una società quotata come Air
France-Klm. Alla conquista Jean-Cyril Spinetta, ceo di Air France-Klm: oggi
cerca il sì dei sindacati al piano per Alitalia;
sotto, Emma Marcegaglia A. Bac.
( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-18 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE A Viva Radiodue E Fiorello canta "Resta con noi" ROMA -
Un coro sulle note di Resta con noi: Fiorello e Marco Baldini hanno trattato a modo loro il tema della vendita di Alitalia nel corso
della puntata di Viva Radiodue. I due showmen hanno intonato, con il pubblico
dello studio, il celebre canto da chiesa con un testo scritto ad hoc:
"Resta con noi Alitalia stasera/ resta con noi e non te ne andare/ Resta con noi non ci
lasciar/ la Francia non deve comprar/ Chiedi di più non accettar/ la Gioconda
ci devon ridar". "Purtroppo la vendono", ha poi
commentato Fiorello. "Come si fa a vendere la compagnia di
bandiera?". Poi ha aggiunto scherzando: "130 milioni sono i soldi
contestati a Valentino Rossi per le tasse. Io a
( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-18 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Retroscena "Così addio Nord" Il gelo di Veltroni con il
governo ROMA - Il conto di Alitalia è salatissimo e
nessuno vuol pagarlo in campagna elettorale. Se potessero, Berlusconi e
Veltroni lascerebbero a Prodi il compito di pagar dazio. Ma sarà impossibile
per entrambi tenersi fuori dalla mischia, perché stavolta il capo del Pd non
potrà prendere le distanze dalla decisione del governo di vendere la compagnia
ad Air France, e perché il Cavaliere dovrà risolvere la "grana" della
Sea sulla quale ha voce in capitolo. Così da ieri è iniziato un formidabile
giro di scaricabarile, gioco nel quale il destino di Alitalia
si è incrociato con i tatticismi dei due sfidanti, timorosi per le loro sorti
nelle urne. Raccontano che al termine di un colloquio con il segretario della
Cgil, Epifani, Veltroni fosse molto preoccupato per le "condizioni
capestro" poste dalla società francese: il rischio del tracollo di
Malpensa e il possibile taglio di 8000 posti di lavoro mettono a repentaglio
l'immagine del Pd che ha appena offerto al Nord e lo espongono all'attacco
della Sinistra Arcobaleno sul tema dell'occupazione. è forte l'irritazione del
leader democratico verso Prodi, responsabile - a suo dire - di aver
"lasciato la regia della trattativa a Padoa-Schioppa", come se la
partita non avesse una "forte valenza politica" oltre che economica.
Perciò ieri sera Veltroni ha mandato in avanscoperta Tonini, responsabile
economico del partito, per invitare il governo a "tutelare il patrimonio
professionale di Alitalia". Al leader democratico
non potrà bastare il fatto che l'alleato Di Pietro sia sceso in campo a difesa
di Malpensa. C'è un fianco che d'improvviso è rimasto scoperto nella sua rete:
la "svolta" del presidente designato di Confindustria, Emma
Marcegaglia, che si è detta favorevole a una moratoria per l'hub lombardo, tesi
finora sostenuta solo dalla Lega e dal governatore della Lombardia, Formigoni.
è il segno delle forti pressioni degli imprenditori locali. è il segno per
Veltroni che la partita al Nord torna a complicarsi. Ma anche per Berlusconi la
vendita di Alitalia non sarà un passaggio indolore.
Fino a qualche tempo fa il Cavaliere era rimasto aperto alle due opzioni:
quella francese e quella di Air One. Sono noti i suoi rapporti con Toto,
intravisto a Palazzo Grazioli durante le trattative per le liste del Pdl. Ma da
giorni quel progetto è tramontato. Ne è testimone anche Gasparri che ha
"incontrato casualmente " l'ad di Banca Intesa, Passera, per strada a
Roma: "Gli ho chiesto se Air One aveva ancora margini per acquistare Alitalia e lui ha allargato le braccia in modo eloquente".
Rimasta solo Air France, Prodi ha spinto su Gianni Letta perché Berlusconi si
esprimesse anzitempo sulla vendita della società ai transalpini. Ma ieri dal
braccio destro del Cavaliere non è arrivata la risposta che il Professore si
attendeva. è vero che Berlusconi non vuol trovarsi il dossier Alitalia sulla scrivania nel caso tornasse a Palazzo Chigi,
però punta a lasciare la patata bollente all'attuale governo: "Non
pensiate di avere il suo consenso ufficiale", è stato il messaggio
consegnato da Gianni Letta, nonostante gli affidamenti dati in precedenza. Il
punto è che il Cavaliere non vuole né può uscire così allo scoperto, per
evitare di lasciare alla Lega la bandiera di Malpensa, "perché se
dicessimo sì ad Air France - spiega l'azzurro Lupi - verremmo fatti a pezzi in
Lombardia". L'altro motivo è che Berlusconi vuole evitare il putiferio
dentro Forza Italia. In realtà Formigoni è già sul piede di guerra, inviperito
con "Gianni", a cui il Cavaliere aveva affidato la mediazione. E sebbene
ieri si trovasse in Israele, il governatore non ha mancato di fare arrivare le
sue lamentele all'orecchio di "Silvio ": "Non avete visto che
l'offerta di Air France è inaccettabile? Non avete visto cos'è successo in
Borsa? Come hanno reagito i sindacati e Confindustria? Bisogna dire no alla
proposta". Così nel quartier generale azzurro si fa
strada la vecchia opzione: far saltare l'intesa con Air France e portare Alitalia in amministrazione straordinaria. "Magari si rilancia come
Parmalat". Magari se Veltroni e Berlusconi dicessero qualcosa in campagna
elettorale... 49,9 per cento. La quota del capitale Alitalia messa in
vendita dal Tesoro Gianni Letta Francesco Verderami.
( da "Manifesto, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Alberto D'Argenzio Bruxelles Sull'Alitalia Bruxelles
ha poche idee, ma assai chiare: niente "aiuti di stato" per
l'aerolinea. Il divieto è ormai un ritornello, da anni la Commissione va
infatti ripetendo all'Italia che la sua ex compagnia di bandiera deve uscire
dalla crisi senza iniezioni da parte dello Stato, se non a condizioni di
mercato. Il ritornello si ripete ora che si profila l'idea del prestito
ponte di 300 milioni da parte del ministero del Tesoro nel quadro dei negoziati
con Air France-Klm. "Alitalia - assicura Michele
Cercone, portavoce del commissario ai trasporti Jacques Barrot - non può
beneficiare di nuovi aiuti a condizioni diverse da quelle che seguirebbe un
investitore privato". Quello che il governo dovrebbe fare è lavorare a
stretto contatto con la Commissione in modo da mantenere la vendita
dell'aerolinea all'interno delle regole comunitarie. Un parere più approfondito
sull'operazione viene comunque rimandato a quando "arriverà il piano
approvato, al momento non abbiamo nulla in mano". Ufficiosamente si
respira però un certo fastidio per questa ipotesi del prestito-ponte. "Non
è il piede giusto con cui iniziare - assicura un funzionario comunitario - ogni
volta che si parla di interventi pubblici per Alitalia
le altre compagnie partono in quarta. Ryanair già ci accusa di privilegiare le
aerolinee nazionali....". Per questo Bruxelles si affretta a ripetere che
il capitolo degli aiuti di stato è chiuso, da anni. In questa materia vige il
principio del one time last time, una volta e basta. Il 15 luglio 1997 la
Commissione autorizzava un intervento dello Stato per 2.750 miliardi delle
vecchie lire, pari a 1.419 milioni di euro, da versare in tre tranche con
l'obiettivo di ristrutturare la società e di rilanciarla con un piano di
sviluppo tra il 1996 ed il 2000. Le cose andarono assai diversamente, tanto che
pure gli aiuti vennero erogati solo in parte. Il 19 giugno 2002 Bruxelles
ri-autorizzava il versamento dell'ultima tranche di 129 milioni di euro,
rimasta in sospeso, e accettava anche un aumento di capitale di 1.432 milioni
di euro. Con questa doppia operazione si chiude il capitolo degli aiuti di
stato, ma non finiscono gli interventi a favore dell'aerolinea. Il 20 luglio
2004 la Commissione approva infatti un prestito-ponte dello Stato del valore di
400 milioni di euro da restituire entro 12 mesi e da abbinare ad un piano di
riqualificazione o di liquidazione dell'impresa. L'aiuto viene
"giustificato da gravi motivi sociali, perché - affermava Bruxelles -
l'avvenire della compagnia minaccia direttamente 22.200 posti di lavoro e altri
8 mila occupati nell'indotto". Alitalia non venne
liquidata e nemmeno ristrutturata. Oggi sono i francesi a farsi avanti, con un
piano che prevede un nuovo intervento del Tesoro. E Bruxelles ripete, anzi,
urla il suo ritornello: no agli aiuti di stato.
( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-18 num:
- pag: 6 categoria: REDAZIONALE Alitalia Le parti
sociali Fiumicino: alla mensa prime proteste C'è agitazione tra i lavoratori di
Alitalia per le trattative sulla vendita della compagnia. Ieri un primo
tentativo di mobilitare la protesta è partito dai lavoratori di terra in una
delle mense di Fiumicino.
( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-18 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Scoglio Sea sulla vendita ad Air France Il governo: sì all'offerta,
ma Malpensa deve ritirare la causa. La Ue: no agli aiuti di Stato Senza una
soluzione entro il 31 marzo lo spettro del fallimento. Esaminata la possibilità
di una polizza ROMA - Il Tesoro percorre l'"ultimo miglio" sulla
strada della vendita di Alitalia e s'impegna ad
aderire all'offerta di Air France-Klm. Oggi spetterà ai sindacati, che
incontreranno i vertici del colosso franco- olandese, esprimersi. Ma c'è un altro
nodo fondamentale da sciogliere entro il 31 marzo: il ritiro della causa da
1,25 miliardi promossa dalla Sea (società di gestione degli scali milanesi)
contro Alitalia. Si tratta di una delle condizioni
giudicate dai francesi imprescindibili per l'acquisto. Per questo ieri il
premier Romano Prodi ha chiesto pubblicamente alla Sea di annullare la
richiesta di danni. In caso contrario i francesi potrebbero ritirarsi. Nel
Consiglio dei ministri informale, che ieri sera ha preso atto della decisione
del ministro del Tesoro Tommaso Padoa-Schioppa, condivisa da Prodi, si è
escluso che si possa ricorrere a un decreto legge che impegni il governo a
indennizzare Air France-Klm nel caso in cui Alitalia soccomba. D'altra parte, ascoltando l'amministratore di Alitalia, Maurizio Prato, si è constatato che è tardi per stipulare una
polizza contro il medesimo rischio. Di qui la mossa di Prodi che appare anche
un modo per rinviare al fronte del Nord la responsabilità di un eventuale
fallimento della compagnia che ieri in Borsa ha perso il 26,76%. Ma il
centrodestra non raccoglie la provocazione. Il Carroccio, che ieri ha riunito
il proprio stato maggiore, convocando il presidente della Sea, il leghista
Giuseppe Bonomi, ha ribadito la sua contrarietà. "è una proposta offensiva
" ha detto il capogruppo alla Camera, Roberto Maroni. Ma nel Pdl
Gianfranco Fini non la pensa così, riscontrando "luci e ombre".
Positivi sarebbero la permanenza del marchio e il modello di governance;
negativi gli esuberi e gli scarsi investimenti. Anche nella maggioranza non c'è
concordia. Il ministro Antonio Di Pietro ha confermato la preferenza per
l'ipotesi di un fallimento di Alitalia piuttosto che
l'accettazione di un'offerta che "uccide" Malpensa. L'ex pm ha
disertato il Consiglio dei ministri così come altri colleghi, anche loro in
disaccordo con Prodi: Fabio Mussi, Paolo Ferrero, Alessandro Bianchi, Alfonso
Pecoraro Scanio. A favore dei francesi, invece, il responsabile economico del
Pd, Giorgio Tonini, secondo cui "è necessario concludere l'accordo"
salvaguardando i lavoratori. Tale divisione non ha impedito a Padoa-Schioppa di
aderire all'offerta francese specificando che "gli impegni assunti non
saranno vincolanti nel caso in cui uno o più soggetti lancino un'offerta pubblica
concorrente migliorativa e il ministero accetti tale offerta". L'Ue
intanto ammonisce: non saranno possibili altri aiuti di Stato. Antonella
Baccaro.
( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2008-03-18 num: -
pag: 36 categoria: REDAZIONALE La Giornata in Borsa di Giacomo Ferrari Ribassi
a raffica. Cade Seat PG Snam Rete Gas Grazie alla sua natura difensiva, è
l'unico titolo in controtendenza dell'S&P-Mib (+0,23%) Il lunedì nero delle
Borse, dovuto alla crisi delle banche Usa ma anche ai record di petrolio ed
euro, non ha risparmiato Piazza Affari, dove l'indice S&P-Mib ha ceduto il
3,39% e il Mibtel il 3,52%. Oltre ad Alitalia, peggiore titolo in assoluto della giornata (-26,76%), nel
paniere dei valori principali spicca un secondo ribasso a due cifre: è quello
di Seat Pagine Gialle, pari all'11,33%, dovuto a una serie di cause, che vanno
dall'indebitamento della società alle prospettive di una raccolta pubblicitaria
in calo a causa del rallentamento dell'economia, fino all'effetto
psicologico provocato dal crollo della concorrente inglese Yell alla Borsa di
Londra. Tra i 45 titoli più capitalizzati, in ogni caso, c'è una sola
variazione positiva: riguarda Snam Rete Gas (+0,23%), che ha beneficiato della
sua natura di titolo difensivo. Ha limitato i danni Generali (-1,17%) grazie ai
positivi risultati di bilancio diffusi in giornata. Fra i titoli minori bene
Aeroporti Firenze (+3,75%) e Sole-24 ore (+0,85%) sorretti dai buoni consuntivi
e dall'aumento dei dividendi. Tutte le blue-chips hanno registrato invece
arretramenti e in qualche caso i ribassi sono stati particolarmente pesanti.
Quelli di Impregilo e dell'Espresso, per esempio, hanno superato i sette punti
percentuali (rispettivamente -7,71% e -7,63%). Del 6,40% è scesa invece
Autogrill, nonostante il "buy" emesso in mattinata da Dresdner
Kleinwort. Flessioni superiori ai cinque punti, inoltre, per Bulgari (-5,05%),
Fastweb (-5,47%), Luxottica (-5,39%), Mediobanca (-5,65%), Saipem (-5,79%),
Telecom Italia (-5,46%) e Tenaris (-5,52%).
( da "Messaggero, Il" del 18-03-2008)
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Di CLAUDIO MARINCOLA
"È brevissimo, 150 righe", mostra quattro fogli Rutelli, orgoglioso
di tanta sintesi. È il programma di governo della sua coalizione, l'abstract di
un documento di 52 pagine sottoposte ad un lungo processo di certificazione
politica. "È stata sottoscritto da tutte le liste e dai candidati
presidenti dei Municipi che mi sostengono", precisa l'ex sindaco. Per il
quale "breve", vuol dire innazitutto "accessibile al grande
pubblico", l'esatto contrario di quello che fu, per intenderci, il "programmone
di Prodi", 270 pagine fitte fitte che fecero scuola. Nel senso che di
quell'esperienza ha fatto tesoro il centrosinistra romano per dotarsi di
forbici e tagliare il tagliabile. Chi vorrà approfondire troverà "nei
prossimi giorni su Internet oltre cento cartelle di merito". Dentro le 150
righe c'è un'idea di città "umana, moderna e orgogliosa", dice
Rutelli nella sede del suo comitato. Occorre aprire "una nuova stagione di
cambiamento" in cui continuità e discontinuità convivono sotto lo stesso tetto.
Perciò "riorganizzazione della macchina capitolina", ma anche
"attuazione del Piano regolatore" e una "nuova politica della
casa". Con la stessa idea veltroniana .di una Roma "essa stessa
messaggio di pace": "Ricercheremo una larga partecipazione, il
coinvolgimento della società civile e delle realtà associative perché possano
essere informati e partecipi dei processi decisionali". Se eletto sindaco
continuerà a fare quello che fa adesso da candidato, "andare nei
quartieri, sui mezzi pubblici, nei mercati per ascoltare i cittadini e prendere
nota delle loro richieste". Roma dovrà essere "una delle città più
tecnologiche ed ecologiche del mondo", con particolare riferimento alla
"infomobilità" e alla "Sala sistema", mentre Fiumucino
"sarà hub dell'Alitalia".
Cura, pulizia e manutenzione della città "saranno la mia ossessione
quotidiana", garantisce il candidato del centrosinistra. "Metterò in
gioco tutta la mia capacità organizzativa, credo di averlo dimostrato durante i
400 giorni del Giubileo, una sfida che non aveva precedenti e che abbiamo
vinto. Quindici linee comuni con la Provincia in accordo con Zingaretti
per anticipare "la riforma della città metropolitana", politiche
ambientali, rilancio dell'agricoltura con al realizzazione di "fattorie
commerciali". C'è poi il progetto delle Centoscuole, ovvero l'apertura
durante tutta la giornata di complessi scolastici destinati a diventare centro
di socialità. E i temi "caldi"?. "Una delle priorità sarà lo
sgombero di Casilino 900, impediremo qualsiasi insediamento abusivo, trattando
con rigore i crimini e con rispetto i diritti umani", chiarisce Rutelli.
In quanto all'Ici, "i romani anche grazie al mio personale impegno di
parlamentare risparmieranno 70 milioni di euro". Infine i rifiuti, tema
spinoso, sul quale è stato raggiunto un faticoso accordo con la Sinistra
arcobaleno: "Col contributo dei cittadini porteremo la raccolta
differenziata al 35/% e chiuderemo il ciclo con il pieno utilizzo delle
tecnologie di valorizzazione più moderne e avanzate".
( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)
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Corriere della Sera
- ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-03-18 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Dossier sulla salute a Ciampino: "Livelli di rumore
preoccupanti di giorno e di notte" Fiumicino, 3 mila posti a rischio
Dipendenti e indotto, l'allarme dei sindacati sullo scalo
Oggi il piano di Air France per acquisire Alitalia sarà
illustrato ai sindacati. Ma l'allarme è già scattato. A Fiumicino i posti di
lavoro a rischio, fra i dipendenti della compagnia e quelli delle aziende
dell'indotto, sono 3mila subito. E altri 3mila rischiano di scomparire dopo il
2010. Le stime sono della Cgil di Roma e del Lazio: "Le
indiscrezioni trapelate sui giornali purtroppo sembrano confermate, la
situazione è drammatica, il settore più a rischio è quello delle manutenzioni",
dice Mario Guerci, segretario regionale della Filt. E intanto torna l'emergenza
inquinamento acustico a Ciampino: secondo i nuovi rilevamenti di Cristal, il
rumore è sempre oltre i limiti di legge. Anche l'Asl locale ha avviato
accertamenti. ALLE PAGINE 2 E 3 Foschi, Fulloni e Garrone.
( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-03-18 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Sos Fiumicino, a rischio tremila posti di lavoro Tremano non solo i
dipendenti della compagnia di bandiera In 700 verso il prepensionamento. Cgil: situazione drammatica Allarme dei sindacati: "Il piano Air
France mette a rischio 3 mila lavoratori Alitalia e
dell'indotto" Sos Fiumicino. L'operazione Air France-Alitalia rischia di bruciare almeno 3 mila posti di lavoro. Tremano i
dipendenti della compagnia di base all'aeroporto Leonardo da Vinci, ma anche
quelli delle centinaia di aziende dell'indotto. E altri 3 mila posti
rischiano poi di scomparire dopo il 2010. è l'allarme lanciato dalla Cgil,
sulla base delle anticipazioni trapelate attraversoi giornali. Oggi il piano
elaborato da Parigi sarà illustrato ufficialmente ai sindacati. "Ma le
indicazioni che arrivano sono tutt'altro che rassicuranti ", dice Mario
Guerci, segretario della Filt-Cgil di Roma e del Lazio. Oltre 16 mila persone,
distribuite fra le varie società del gruppo, lavorano per Alitalia
a Fiumicino e nella sede alla Magliana: 11 mila fanno capo della attività di
violo (Fly), gli altri nei servizi di terra come le manutenzioni (Service) o lo
smistamento baggagli (Airport). "Alitalia è dotata
di un centro manutenzioni fra i migliori al mondo, ancora in questi giorni
importanti compagnie stranieri hanno chiesto operazioni di manutenzioni per i
propri aeromobili, ma la società ha detto no. è assurdo perché queste commesse
da sole permetterebero due o tre anni di vita. Air France invece non sembra
intenzionata a mantenere questo centro", dice Mario Guerci, "è
assurdo: non si chiede di investire, di mettere altri soldi nelle officine dove
lavorano quasi tremila persone: solo di non smantellarle ". Il rischio è
di un taglio secco, in questo ramo di azienda, di almeno 1000 lavoratori. Altri
500 esuberi sarebbero stati individuati nelle attività di volo e di supporto.
Poi c'è il capitolo bagagli. Da quanto trapelato, Air France intende garantire il
lavoro ad Alitalia Airport per due o tre anni: poi la
società di handling dovrebbe offrire il proprio servizio ad altri vettori.
Insomma, o troverà i clienti sul mercato, oppure scatterà la chiusura (altri
2-3000 posti). Senza considerare che dal 2010 - secondo la compagnia francese -
dovrà cessare le attività Alitalia Cargo, che si
occupa del trasporto merci: qualche altro centinaio di posti che rischia di
sparire. E a questi si aggiungono gli addetti dell'indotto: se viene
ridimensionata l'operatività dei vari rami di Alitalia,
le società fornitrici di beni e servizi perderanno commesse. Altri posti,
1000-1500 secondo il sindacato, che andranno a farsi benedire. "è una
situazione drammatica - dice Mario Guerci - , purtroppo da anni si è parlato a
vuoto della compagnia senza fare nulla. E adesso arrivano i tagli. Noi crediamo
che sia invece possibilie mantenere l'occupazione. Partendo dalle attività che
funzionano e possono auto- finanziarsi come i servizi di manutenzione".
Oltre tremila persone rischiano dunque il posto subito, "ma solo 600-700
hanno un età tale da poter usufruire di prepensionamenti e altre agevolazioni
per non restare a piedi - aggiunge Guerci -, gli altri sono lavoratori lontani
dalla pensione". E finiranno nelle liste di disoccupazione. "è
indispensabile le istituzioni e la politica assumano appieno la consapevolezza
della drammaticità della vertenza ", è il commento di Walter Schiavella,
segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio. Paolo Foschi.
( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)
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- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-03-18 num: - pag: 3 categoria:
ALTRI OGGETTI mila persone "che non hanno alcuna idea di che fine faranno.
Tutto ruota attorno ai “si dice” e ai “sembra che”. Ma l'unica certezza è che
nessuno ha ricevuto rassicurazioni sul suo destino". Tra i facchini
"circa in 400, stando a quanto trapelato, potrebbero essere addirittura
richiamati - sostiene il sindacalista - in Az Fly (la società direttamente
rilevata da Air France, ndr) mentre per la maggioranza degli altri si profila
l'assorbimento, senza alcuna certezza, in Fintecna", la finanziaria di
Stato che dovrebbe assorbire quel che resterà di Az Service. "La vendita
ad Air France - prosegue Caprasecca - è una scelta obbligata. Ci hanno detto:
“O questo, o il fallimento”. Abbiamo dovuto inghiottire tutto. Non credo ci
fosse spazio per altre opzioni". La preoccupazione dei dipendenti Alitalia si tocca con mano ovunque. Tra hangar, uffici,
corridoi, mense aziendali. Anche al varco equipaggi dell'aeroporto, dove ieri
hostess e steward Sdl (Sindacato dei lavoratori) hanno distribuito volantini
chiedendo al governo di "fare chiarezza sulle cifre degli esuberi". E
al bar del "quartier generale" della Magliana verso le tredici c'è stata
una prima "assemblea spontanea" che poi si è trasferita all'esterno
dell'edificio, sul piazzale che sovrasta il Raccordo anulare. Iniziative che
nei prossimi giorni si ripeteranno in forma più pesante. Oggi si inizia con uno
sciopero ad oltranza annunciato dai Comitato unitari di base. Altri presidi
saranno convocati dai sindacati autonomi. Per tutti, il nodo è della
salvaguardia del posto di lavoro. "Non credo che si ci sia la
consapevolezza che siamo davanti a un bagno di sangue ", osserva Antonio
Amoroso, leader del Cub rappresentativo soprattutto negli uffici. "Sembra
che Air France sia venuta qui a fare la spesa. Si porterà a Parigi solo quel
che è redditizio, senza che nessuno abbia sollevato il problema delle garanzie
per chi lavora. Si parla degli esuberi ufficiali - prosegue il sindacalista
attorno ai
( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)
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- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-03-18 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Timori in pista Preoccupazioni tra i lavoratori dei servizi
"Non c'è consapevolezza sarà un bagno di sangue" E oggi i Cub
cominciano uno sciopero a oltranza Pare che il breve dialogo si ripeta
regolarmente da qualche giorno, ogni volta che un aereo Air France atterra al
Leonardo da Vinci. La hostess transalpina che apre lo sportello per l'uscita passeggeri saluta sorridente il rampista Alitalia con il consueto "comment Ça va". La risposta è sempre
la stessa, imbronciata in francese: "Très mal", molto male. Lo
racconta Salvatore Caprasecca, dipendente di Az Service (la società che si
occupa dei servizi a terra) e segretario del Sanga, un sindacato che a
Fiumicino raccoglie soprattutto le adesioni degli addetti in pista, al
carico dei bagagli e allo spostamento dei "finger" per l'imbarco. In
tutto 3.
( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-18 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE Su "Vanity Fair" Casini: finita per sempre la stagione
del Cavaliere MILANO - "Vincerà le elezioni, ma è chiaro che la sua
stagione è finita per sempre". Pier Ferdinando Casini, intervistato da
Vanity Fair, spiega che in fondo deve dire grazie a Berlusconi: "Da tempo
provavo disagio a replicare una commedia di cui non ero convinto". La
rottura è stata un sollievo e ora Casini si prepara a fare un'opposizione
"sul modello di quella del Pri di Ugo La Malfa". In una conferenza
stampa, ieri, ha spiegato che "sull'Alitalia, Pdl e Pd
hanno le idee confuse, mentre noi siamo con chiarezza per il mercato". Il
leader dell'Udc ha anche denunciato "lo svuotamento della par condicio e
lo sfacciato favoritismo di cui godono Veltroni e Berlusconi". Quando al
quarto figlio in arrivo, che sarà maschio dopo tre femmine, Casini ha spiegato
a Vanity Fair di sentirsi "un po' fragile perché ho già 52
anni". La figlia diciottenne, dice, "voterà per me". "La
seconda - quella fidanzata con "un ragazzo di sinistra" - per
fortuna, non vota: così non rischio delusioni". Udc Pier Ferdinando Casini.
( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-03-18 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Pd Presentato il programma: cinque pagine, centocinquanta righe.
Polemica con Rifondazione sugli inceneritori Rutelli: il campo rom Casilino 900
va sgomberato Il candidato del centrosinistra: "Roma sarà inflessibile con
chi commette reati" Fine del Casilino 900. Il campo nomadi più grande di
Roma, con 600 abitanti "ufficiali", se Rutelli sarà sindaco
"sarà sgomberato". Lo ha lui stesso, Francesco Rutelli, parlando del
capitolo nomadi del suo programma. Un programma che unisce dalla Sinistra
arcobaleno al Pd, ed è di cinque pagine, centocinquanta righe. Sul Casilino
900: "Si tratta di pretendere un rispetto costante della legalità. Non
sarò disattento, non farò finta di non vedere nulla dove c'è azione criminale.
Sia chiaro: va impedito qualunque insediamento abusivo". Rutelli, dunque,
lancia un messaggio che va al di là dei nomadi e che riprende il concetto già
espresso dal Pd: la sicurezza né di destra né di sinistra. "Roma è una
città che tratta con estremo rigore i crimini e con estremo rigore i diritti
umani". Dice, Rutelli, che i bambini devono essere mandati a scuola e
"trattati in modo umano, non devono essere sfruttati e vanno tolti dalla
strada. Saremo inflessibili nei confronti di chi non rispetta le regole".
Certo, c'è stato l'ingresso della Romania in Europa "con molte migliaia di
persone senza alloggio, ma con cittadinanza europea, che non si possono
espellere". Ha accennato al decreto legislativo varato dal governo
"in base al quale e i cittadini stranieri che ricadono nelle fattispecie
di pericolosità vengono allontanati e se rientrano illegalmente rischiano fino
a 10 anni di carcere". Vogliamo "realizzare 10.000 case popolari,
10.000 case in affitto agevolato e 6.000 alloggi per studenti". E ancora:
"Vogliamo difendere il commercio con la difesa dei centri commerciali
naturali, cioè le strade con i loro negozi". Annuncia, Rutelli, la
creazione di "nuovi ottomila posti negli asili nido". C'è anche la
decisione di "piantare 100 mila alberi l'anno, per arrivare a 500 mila in
5 anni". Lo scalo di Fiumicino "sarà l'hub di Alitalia che torna a crescere e alimenta un turismo sempre più
forte". Ancora: "Vogliamo motivare e rendere protagonisti i
dipendenti del Comune. Vogliamo rendere più efficiente la rete dei servizi alle
persone". Poi energia solare, metropolitane, nuovo patto con le Ferrovie.
Polemica Rifondazione, Sentinelli manda una frecciata a Rutelli che aveva
parlato di inceneritori: "Mi sembra ci sia stato un equivoco
sull'interpretazione del programma che non parla per nulla di incerimento dei
rifiuti" Al. Cap.
( da "Riformista, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Dubbi
Sindacati e veltroni frenano Tps vende Alitalia, Di Pietro fa
il leghista Dopo un'analisi dell'offerta di Air France-Klm con il ministro
dell'Economia, Padoa-Schioppa, il responsabile dei Trasporti, Bianchi, e un
approfondimento con l'amministratore delegato di Alitalia, Prato, Romano
Prodi ha deciso ieri pomeriggio di convocare un consiglio dei ministri alle 19. Obiettivo della riunione:
consentire a Padoa-Schioppa, nella veste di azionista di controllo dell'ex
compagnia di bandiera, di illustrare la proposta ai colleghi di governo. Al
termine della riunione, un comunicato ha quindi reso noto il via libera del
governo all'offerta franco-olandese. Già alla vigilia dell'incontro da Palazzo
Chigi facevano sapere che l'orientamento del presidente del Consiglio uscente
era quello, tout court , di chiudere la partita. Il ragionamento del Prof,
raccontavano, è lineare: la nuova offerta dei francesi, pur peggiorativa
rispetto a dicembre, batte ancora dieci a uno la controproposta di Air One. E
il piano industriale è accettabile. Anche se è evidente che la proposta sconta
il sacrificio di Malpensa, è altrettanto chiaro che alternative non ce ne sono.
Alitalia è a un passo dal commissariamento e ora si
tratta di decidere soltanto se farla fallire o no. E il governo uscente vuole
evitare a tutti i costi la prima ipotesi. Ma proprio la logica di ultima
istanza non piace invece al Pd. La denuncia dei sindacati di una trattativa
"con le spalle al muro", senza negoziato, non ha lasciato insensibile
in primo luogo Walter Veltroni. Che ieri ha preferito puntare il dito contro le
divisioni del centrodestra sull'eterno dossier Alitalia,
senza intervenire nel merito. Ma che sa bene che la giornata cruciale per il
destino della compagnia guidata da Prato è oggi. Tanto più dopo l'archiviazione
del caso da parte di Prodi. Il cerino ora passa di mano ai sindacati: alle tre
è convocato l'incontro con i vertici di Air France e Alitalia.
E dai rumors della vigilia non è escluso che le nove sigle riunite al tavolo
con i vertici delle due compagnie possano addirittura bocciare la proposta di
Spinetta. I sindacati vogliono uscire dall'angolo e avere ancora un margine di
trattativa. Sono consapevoli che il risultato finale non cambia, che l'approdo
in Air France è inevitabile, ma non vogliono farlo senza trattare su alcuni
aspetti come gli esuberi. Il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani,
lo ha detto ieri a chiare lettere: senza negoziato "ci saranno delle
valutazioni e le relative conseguenze. Non ho chiesto tempo ma margini per una
trattativa. Se questi non ci fossero, ne trarremo le valutazioni e le
conseguenze". 3 18/03/2008.
( da "Messaggero, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N la Sea, se vuole
davvero chiudere il contratto con Air France. I francesi lo hanno detto a
chiare lettere. Ma cancellare un rischio di risarcimento da un miliardo e 250
milioni non è cosa facile. Anche se la mossa della Sea contro i tagli a
Malpensa è considerata un'azione "temeraria". E
anche se gli stessi avvocati di Alitalia
considerano "pretestuose" le rivendicazioni di Giuseppe Bonomi sulla
base del contratto del 2002, Parigi non ha intenzione di imbarcare con Alitalia un rischio di questa portata. E allora a Prodi non resta che
giocare tutte le carte a sua disposizione per disinnescare la mina Sea.
Una mossa l'ha già fatta. Ha chiesto alla Sea di ritirare la richiesta di
indennizzo. Ma su questo l'esito è tutt'altro che scontato. Un'alternativa è
arrivare a una transazione del giudizio. Purchè avvenga "a condizioni
soddisfacenti", per Air France, ha fatto mettere a verbale Parigi nel
contratto. Ma c'è anche un'altra via che il Tesoro e Palazzo Chigi stanno già
esaminando: una malleveria (una lettera di garanzia) a favore di Alitalia che la renda indenne dal rischio del contenzioso
Sea. Questa, però, è davvero l'ultima spiaggia per Prodi. Una malleveria di
questo tipo può essere suggellata solo da un decreto del governo. E non a caso,
anche di questo si è discusso ieri nel corso del Consiglio dei ministri. Ci
sono tuttavia ancora molti dettagli all'esame dei legali su questo fronte.
Perchè non è facile far passare un passo del genere senza il rischio di una
bocciatura della Commissione Ue, pronta a rispedire al mittente gli aiuti di
Stato. A meno che il Tesoro non riesca ad presentare la soluzione della
malleveria, come uno strumento inserito "nella prassi dei mercati".
In ogni caso, se dovesse risultare che la strada del decreto è l'unica
percorribile per Prodi, il premier non potrà fare a meno della sponda di Silvio
Berlusconi. Già, perchè il nuovo governo avrebbe l'onere di convertire in legge
l'eventuale decreto prima del lancio dell'Offerta pubblica di scambio di Air
France, quindi entro giugno. E dunque il leader del Pdl potrebbe trovarsi a convertire
un decreto senza l'appoggio della Lega. Nel frattempo, la Sea, non sembra
disposta a fare un passo indietro. Il ritiro della causa "non è all'ordine
del giorno", ha detto ieri il presidente della Sea, Giuseppe Bonomi,
uscendo dalla sede della Lega. R.Amo.
( da "Messaggero, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Ella data devono
arrivare l'ok del governo italiano, quello dei sindacati, il via libera al
prestito ponte del Tesoro, la manleva sul contenzioso della Sea, le garanzie
sui diritti di volo e sullo sviluppo di Fiumicino da parte di Adr.
( da "Messaggero, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cesi avrà la
leadership in Italia. Fiumicino verrà rafforzato e sarà l'hub di riferimento.
Nuovi aerei per la flotta in arrivo dal 2011.
( da "Messaggero, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Prodi: Sea ritiri la
richiesta d'indennizzo. I sindacati: è il giorno della verità, trattativa vera
o rottura.
( da "Riformista, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Segue
alitalia "Abbiamo le spalle larghe - ha proseguito Epifani - sia per
sostenere un accordo che per dire che non ci sono le condizioni". La
durissima dichiarazione di metà giornata di Antonio Di Pietro, che ha tuonato
contro una soluzione che "umilia" Malpensa e che è un danno per il
paese, non va letta, in questo senso, come l'ennesima sortita incontrollata, fuori linea
rispetto alla posizione ufficiale del Pd. È vero, Veltroni è stato il primo,
nei mesi scorsi a pronunciarsi nettamente per la soluzione Air France. Ma
proprio la consapevolezza, a Parigi, che la privatizzazione cade in un vuoto di
governo e che né Berlusconi, né il candidato premier Pd se la vogliono trovare
fra le mani, con il nuovo governo, deve aver ispirato la pesante revisione in
peggio dell'ultimissima offerta Air France-Klm, da parte dei suoi vertici.
Veltroni si è riposizionato dunque su una linea più morbida, di ascolto del
sindacato. In questo senso vanno considerate le dichiarazioni di due esponenti
di picco del Pd, il ministro degli Esteri D'Alema e la responsabile per le Pari
opportunità, Pollastrini. "Il tempo è tiranno", ha commentato la
ministra, "ma resto convinta che la valutazione debba essere
approfondita". Più chiaro ancora il vicepresidente del Consiglio, che ha
affermato che "i sindacati faranno le loro valutazioni: ascolteremo con
grande interesse e rispetto. D'altronde - ha aggiunto - l'offerta di Air France
è condizionata all'accoglimento da parte dei sindacati. Evidentemente neppure
Air France vuole il conflitto con i lavoratori". E la sede per riaprire la
discussione sul destino di Alitalia, dopo l'incontro
con i sindacati di oggi, potrebbe essere il Cdm convocato per domani. Ma
soprattutto, è eloquente il recente silenzio del probabile prossimo presidente
del Consiglio Berlusconi, su questo dossier. Sopo una serie di dichiarazioni a
favore della "soluzione italiana", volte soprattutto a tutelare
Malpensa, cioè a presidiare il nord, ha aperto alla possibilità di separare i
destini dell'hub milanese da quelli di Alitalia. Ed è
plausibile che il Cav, alla prospettiva di ereditare il fallimento della ex
compagnia di bandiera con tutte le conseguenze del caso (paese bloccato dagli
scioperi e sindacati in piazza), stia facendo un tifo sfegatato per Romano
Prodi, in queste ore. Tonia Mastrobuoni 18/03/2008.
( da "Messaggero, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
ROMA -
"L'attuale piano di Alitalia, così com'è, prevede
una grossa riduzione dei voli per Malpensa che richiederebbe o una moratoria o
un'alternativa che lasci spazio allo scalo lombardo per ritrovare altre
compagnie che vogliano volare da lì". E' questa l'opinione di Emma
Marcegaglia, presidente designata di Confindustria, sulla questione di
Malpensa. "Così com'è, questo piano - ha aggiunto - dal primo aprile
introdurrà un calo dei due terzi dei voli da Malpensa, fatto che penalizza non
solo l'aeroporto lombardo ma tutto il Nord". Marcegaglia ha quindi
ribadito che "è importante che non si vada ad uno smantellamento dei voli
del Nord da Malpensa". "Questo perchè - ha concluso - sarebbe molto
pesante per il Nord Italia". La proposta di Marcegaglia non poteva non
trovare d'accordo la Lega. "Apprezzo le sue dichiarazioni. Il governo non
può non tenerne conto", afferma Roberto Maroni.
( da "Messaggero, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
O
per i diritti di volo verso i Paesi di altri Continenti. Alitalia sarà anche una
entità autonoma all'interno del gruppo Air France-Klm.
( da "Messaggero, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di MARCO CONTI ROMA
- "O si vende o si fallisce e Berlusconi lo sa bene, visto che il disastro
Alitalia non è dell'ultimo anno". Emma Bonino,
ministro delle politiche Comunitarie, ieri sera ha lasciato palazzo Chigi con
in mano gli appunti presi durante l'informativa del collega e ministro
Padoa-Schioppa. La drammatica situazione della Compagnia di bandiera sta in due
cifre: quasi due milioni di euro al giorno di perdite e 4,3 miliardi di euro
versati dai contribuenti negli ultimi quindici anni nei vari e falliti
tentativi di rilancio. La decisione di aderire o meno all'offerta di Air France
spettava solo al Tesoro, ma ieri sera, durante il consiglio dei ministri, Padoa
Schioppa ha incassato la solidarietà dei colleghi Amato, Bersani e Bonino oltre
a quella più ovvia di Prodi. Ora, dopo il via libera del governo all'intesa con
Air France, la patata bollente rischia di passare nelle mani di Silvio
Berlusconi, oltre che dei sindacati. La svolta è avvenuta ieri pomeriggio
quando l'agenzia Radiocor ha battuto la notizia della lettera con la quale
Prodi chiede a "Sea" di ritirare la richiesta di indennizzo da 1,250
miliardi all'Alitalia come risarcimento per i danni
subiti con l'abbandono di Malpensa. La proposta di Air France su questo punto
parla chiaro e nelle condizioni dell'offerta i vertici della compagnia
transalpina hanno scritto che non intendono assumersi i costi del contenzioso,
lasciando al ministero dell'Economia il compito di trovare una soluzione. Per
Prodi l'unica soluzione passa però per il ritiro della richiesta di danni che
il presidente della Sea Giuseppe Bonomi, uomo molto vicino alla Lega, dovrebbe
fare spianando la strada all'intesa. Il tentativo rinviare la decisione a dopo
il voto che l'azzurro Mario Lupi ha proposto anche ieri, rischia quindi di
infrangersi nella fretta di Air France e nella volontà di Prodi di lasciare a
Berlusconi il compito di convincere la Lega - e quindi i vertici della Sea - a
fare il passo indietro. Anche in questi giorni i più stretti collaboratori di
Berlusconi hanno assicurato palazzo Chigi sul via libera del centrodestra
all'operazione Air France. Le telefonate non sono mancate anche nel fine
settimana. Il rischio di trovarsi, in caso di vittoria elettorale, subito dopo
il voto alle prese con un'azienda da ricapitalizzare e con il "no" di
Bruxelles a nuovi aiuti di stato, atterrisce sia Berlusconi che Tremonti. Resta
però per il Cavaliere il nodo rappresentato dal "no" della Lega che
non intende cedere temendo gli effetti anche elettorali di un ridimensionamento
di Malpensa. Ieri sera un tentativo di mediazione ha
provato a farlo Gianfranco Fini accennando alla necessità di distinguere il
destino di Alitalia da quello di Malpensa, ma il problema non è ancora risolto. In
attesa di vedere quale sarà la reazione del sindacato che oggi incontrerà i
vertici di Alitalia e Air France, Berlusconi lavora ad una sua proposta per
rilanciare Malpensa, come hub internazionale per low-cost.
( da "Messaggero, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di LUCIANO
COSTANTINI ROMA Air France-Alitalia, c'è l'Ok. Ieri
sera, poco dopo le 21, è arrivato il via libera del governo dopo una puntuale
relazione del ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, sull'offerta
pervenuta dall'aviolinea transalpina. Relazione "condivisa" da Romano
Prodi. Ora il Tesoro invierà ad Alitalia i termini
dell'impegno ad aderire alle previste offerte pubbliche di scambio (le azioni)
e di acquisto (per le obbligazioni) da parte di Air France-Klm per la totalità
dei titoli detenuti dal ministero stesso. Nella lettera viene precisato che
"gli impegni assunti non saranno vincolanti nel caso in cui uno o più
soggetti lancino un'offerta pubblica concorrente migliorativa e il ministero
non accetti tale offerta. Ciò al fine di tutelare i principi di trasparenza e
non discriminazione previsti dalla normativa sulle privatizzazioni e in linea
con la disciplina delle offerte pubbliche". Soddisfazione è stata espressa
da Air France-Klm. In una nota il gruppo franco-olandese "si felicita che
il governo dia il proprio sostegno alla transazione". Il premier, qualche
ora prima dell'inizio del Consiglio dei ministri aveva chiesto "in modo
fermo" alla Sea di ritirare la richiesta di indennizzo di 1,250 miliardi
come risarcimento danni per i danni subiti con l'abbandono di Malpensa. Era ed
è una delle condizioni poste da Air France nell'offerta per Alitalia.
Nel progetto francese Gianfranco Fini, intervistato dal "Tg 5", vede
"luci ed ombre": "E' positivo il fatto che i francesi abbiano
garantito che rimane il marchio tricolore e che abbia riconosciuto ai
consiglieri del nuovo cda il diritto di veto; è negativo che preveda molti
esuberi e non sufficienti investimenti per il rilancio. E comunque il caso
Malpensa va separato dal piano". Partita terminata? Non esattamente,
perchè ora i francesi devono chiudere il cerchio con le organizzazioni
sindacali. Oggi pomeriggio al quartier generale della Magliana Jean Cyril
Spinetta, Maurizio Prato, Gianfranco Dettori, rispettivi top manager di Air
France, Alitalia e Fintecna apriranno il confronto con
i rappresentanti del personale per ottenere quel "via libera" che
Parigi ritiene indispensabile per concludere l'acquisto della nostra ex
compagnia di bandiera. Una condizione che vale quasi come una clausola
inderogabile al perfezionamento dell'operazione. "Sì, sarà il giorno della
verità - ha ammesso Guglielmo Epifani - perchè saremo messi nella condizione di
avere gli elementi per esprimere un giudizio. Certo il prendere o lasciare non
è mai la tattica migliore per il sindacato". Il leader della Cgil comunque
è assai critico sul metodo con cui è stata condotta l'intera operazione
(ristrutturazione, cessione e vendita) senza che il sindacato sia stato mai
consultato. "Ma noi abbiamo le spalle larghe sia per sostenere un accordo
sia per dire che non ci sono le condizioni. Abbiamo forza per assumerci una responsabilità
chiara di un sì o un no con tutte le conseguenze che queste soluzioni
comportano". Come dire che il sindacato non si sottrarrà alle proprie
responsabilità istituzionali. Tra esse il diritto a promuovere una
mobilitazione che giunga sino allo sciopero. Anche se il numero di corso
d'Italia non ha mai pronunciato questa parola. Semmai ha espresso la speranza
"che ci sia un margine nella trattativa perchè è difficile partecipare a
un lodo mai chiesto". Il sindacato potrebbe magari accettare, più in
generale, il piano Air France e gli esuberi in Alitalia Fly che potrebbero essere ammortizzati attingendo ai 150 milioni
previsti in finanziaria, ma temono per il futuro dei 4.500 dipendenti di
Az-servizi che finirebbero in Fintecna e dunque fuori del "perimetro"
Alitalia. Avverte il numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni: "O si
apre una trattativa vera sugli esuberi, o sarà rottura".
( da "Riformista, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Segue dalla prima
conversazione con Fausto Bertinotti "Non è ammissibile svendere Alitalia per quattro soldi" Ma il punto, primogeniture
a parte, è che il leader comunista non concorda sulla ricetta tremontiana:
"Oggi Tremonti fa colpo con le sue teorie ed evita l'errore banale di
attribuire all'Italia la missione protezionistica. Investe del compito
l'Europa. Ma che succederebbe se l'Europa lo facesse davvero? Si aprirebbe una
guerra commerciale col fronte cino-indiano. E come risponderebbe il sud
America, che è già giustamente sul piede di guerra per le nostre politiche
agricole protezionistiche?". Bertinotti rifiuta l'idea che la tutela dell'operaio
italiano dall'invasione di merci prodotte dall'operaio cinese a basso salario
sia nei dazi. "Innanzitutto, segnalo che settori italiani non di nicchia
come il tessile o il meccanico, che secondo certe tesi di qualche anno fa
dovevano esser travolti dall'est, sono vivi e vegeti. Sui rapporti tra
l'operaio cinese e quello europeo serve invece una riprogettazione. Serve la
ripresa di un discorso internazionale, che provi a ritessere le fila di una
ricostruzione della compagine dei lavoratori, partendo dalla questione della
clausola sociale: la tracciabilità delle merci è il futuro del mondo. Le merci
devono circolare liberamente, ma devono incorporare diritti minimi che ne
giustifichino la circolazione. Nessuno può esser così idiota da pensare che
debbano esserci livellamenti salariali impossibili, ma non è accettabile che
una merce provenga da un contesto dove non è ammesso per esempio il diritto di
sciopero. Questa è la questione da aprire su scala mondiale, non i dazi".
Casomai, Bertinotti dà ragione a Tremonti sull'esigenza di una nuova Bretton
Woods per la stabilità monetaria: "Proposta ragionevole, che non bisogna
lasciare a esponenti della destra, anche perché conosco dieci economisti
radicali che il discorso di Tremonti lo fanno da anni. Inascoltati". Se il
programma della sinistra radicale non trova consensi, però, non può essere
sempre colpa della sordità altrui. "E infatti noi abbiamo il dovere di
chiederci perché non sempre siamo riusciti a costruire una massa critica sulle
nostre idee e ci manca ancora, qui parlo soprattutto della sinistra italiana,
un programma fondamentale. La riposta alla domanda: chi sei?". Qualcuno
direbbe: ormai siete socialdemocratici. Bertinotti non si spaventa: "Noi
dobbiamo fondere la nostra cultura comunista di origine, con le altre: la
socialista, l'ecologista e quella dei diritti". Per il presidente della
Camera la questione socialdemocratica è invece il vero dramma della sinistra
riformista: "E' ferma al paradigma di Maastricht. Di fronte alla mancanza
di consenso, apre ancora l'ombrello dell'Europa e della dottrina neo-liberista
come giustificazione. Non si pone il problema di conciliare la riduzione di
debito e deficit con un'impronta sociale, col sostegno alla domanda interna
come mezzo per trainare l'economia fuori dai sussulti della crisi. Non prova a
rivalutare il keynesismo, dottrina vergognosamente cancellata e demonizzata Non
capisce che indagare il capitalismo non significa Soviet più elettrificazione o
tornare alla Terza internazionale, e nemmeno alla cultura del Pci. Di essere
accusati di essere comunisti, francamente, i vertici del Pd non corrono più il
rischio. Il fatto è che temono come la morte di approdare a un orizzonte
socialdemocratico. Non ragionano sulla crisi della globalizzazione, un
editoriale contrario del Corriere della sera basta a terrorizzarli. La linea di
fuga verso l'America è un modo di non fare i conti con questa dannata questione
che si chiama socialdemocrazia. Per questo si collocano su una frontier altra,
senza vedere che negli Usa la realtà è disgiunta dall'ideologia e la -Fed salva
Bear Stearns e non gliene frega nulla delle possibili accuse, perché risponde
solo a un criterio di efficacia. E la nazionalizzazione della Northern Rock a
opera del governo laburista di Gordon Brown? In Italia la sinistra non
l'avrebbe mai fatto, perché è impedita. Sente ancora di doversi accreditare. E
lo stesso vale a destra. Perché se non Fini dovrebbe plaudire all'offerta di Air France su Alitalia?". E
cosa si dovrebbe fare di Alitalia, se non affidarsi alle offerte del mercato dopo anni di
fallimento "pubblico"? "Non accontentarsi dell'offerta da
quattro soldi di Air France. La situazione è compromessa. Me ne rendo conto.
Rifaccio un esempio che spero non sia preso maliziosamente. La Fiat
qualche tempo prima della svolta di Marchionne era considerata spacciata, non
infondatamente. Un'operazione di sostegno, di supplenza delle banche si è poi
rivelata suscettibile di esito imprevedibile, perché è intervenuta una proposta
di missione dell'azienda che ha mobilitato i dirigenti, i quadri e i
lavoratori. Non è retorica. Perché questa operazione non è stata tentata su Alitalia? Perché non arriva qualcuno che butta via i luoghi
comuni e ci prova. Serve una novità soggettiva, un tempo si sarebbe tempo
volontaristica. Lo vogliamo chiamare modello Marchionne? Non importa. Quello
che occorre fare è cambiare il terreno della competizione, e all'Italia per le
sue caratteristiche dovrebbero riuscire più facile che ad altri. Serve una
riprogettazione su un terreno di valori del modello industriale e del modello
economico-sociale. Non è possibile che fino a qualche anno si privatizzava per
far cassa e adesso, peggio ancora, ci si disfà di assi strategici solo perché
non si riesce ad attribuire loro una missione". 18/03/2008.
( da "Tempo, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Crisi Il
taglio dei tassi della Fed non ridà fiato ai mercati mondiali Borse a picco
Giovanni Lombardo g.lombardo@iltempo.it Adesso fa davvero impressione la crisi
economica e finanziaria che si sta abbattendo sui mercati mondiali. Le Borse
europee bruciano 304 miliardi, mentre negli Usa vanno a picco i colossi del
credito. A Milano, dove pesa il tonfo di Alitalia (-27%), il Mibtel ha ceduto il 3,52% e sono stati persi 21,9
miliardi di capitalizzazione. Un lunedì nero partito con il crollo dei listini
asiatici (Tokyo ha ceduto del 3,7%, Hong Kong il 4,62% e Shanghai il 4,6%) e
proseguito con la giornata di passione delle piazze europee. Non è
andata meglio oltreoceano con l'apertura in ribasso di Wall Street e con la
debacle di Lehman Brothers: l'istituto finanziario è arrivato a perdere il 44%
sulle voci - smentite - di una presunta crisi di liquidità. Timori che non
hanno risparmiato anche MF Global, la prima società a livello mondiale nel
settore del brokeraggio di prodotti finanziari complessi come Etf e opzioni. Il
titolo è sprofondato del 54,57%, nonostante il tentativo della dirigenza di
rassicurare gli investitori. La Fed, la banca centrale americana, mirava a
disinnescare le tensioni sui mercati con il taglio a sorpresa del tasso di
sconto di 25 punti base al 3,25%. Una mossa spinta dalla crisi di Bear Stearns,
l'istituto di credito svenduto a JPMorgan per circa 240 milioni di dollari, a
due dollari per azione: il 98% in meno rispetto a fine febbraio quando il
titolo era a 87,30 dollari. Sul banco degli imputati c'è la crisi dei mutui
subprime americani, cioè quelli concessi con minori garanzie, che da mesi sta
mettendo in difficoltà l'economia mondiale. Difficoltà che ieri hanno portato a
un'ondata di vendite in Europa: l'indice Dj Stoxx 600, che raggruppa quotate a
grande, media e piccola capitalizzazione di 18 paesi, ha ridotto la
capitalizzazione di 304 miliardi. Zurigo è stata la peggiore tra le principali
Borse chiudendo a -5,02%. Francoforte ha fatto segnare -4,18%, Londra -3,26%,
Parigi -3,51%. Tra i settori, il più toccato è stato quello delle materie prime
(-8,1% l'indice europeo di settore). Nonostante le nubi sui mercati, la Bce
mantiene ferma la decisione di non ridurre i tassi, così come avvenuto negli
Stati Uniti. I timori di un allargamento della crisi finanziaria negli Usa ha
fatto schizzare ancora euro e petrolio. Sul mercato valutario di Tokyo la
moneta unica europea ha sfondato la quota record di 1,59 sul dollaro arrivando
a 1,5909 per poi arretrare a 1,57. L'ulteriore indebolimento del biglietto
verde ha fatto salire ancora più in alto il prezzo del greggio: i contratti
future con consegna aprile trattati a New York hanno toccato il nuovo massimo a
111,42 dollari. Anche in questo caso le quotazioni hanno ripiegato in serata a
quota 104 dollari. L'oro ha chiuso a New York a 1.002,6 dollari, in progresso
di 3,1 dollari rispetto alla chiusura precedente ma abbondantemente sotto il
record raggiunto sempre ieri a 1.033,9 dollari l'oncia. Con l'oro nero ai
massimi, arrivano novità sul fronte del caro-carburanti: prima di Pasqua
entrerà in vigore il provvedimento che farà scattare una riduzione delle
accise. Mercoledì o al massimo giovedì il testo sarà pubblicato in Gazzetta
Ufficiale mentre la Corte dei Conti ha fatto sapere che ieri, con la
registrazione del decreto, ha dato il proprio via libera alle misure fiscali
che consentiranno una riduzione della componente fiscale del prezzo di benzina
e gasolio pari a 2 centesimi di euro al litro.
( da "Corriere della Sera" del 18-03-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-03-18 num: - pag: 64 categoria:
BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Borse, nuovo crac Tonfo delle Borse: Piazza
Affari brucia 21,9 miliardi di euro di capitalizzazione con l'indice Mibtel a
-3,52%. Dopo un nuovo taglio dei tassi da parte della Fed di un quarto di punto
l'euro segna un nuovo record. Alitalia-Air France: via
libera del Tesoro Alitalia: dopo il Consiglio dei
ministri arriva anche il via libera del Tesoro all' offerta di Air France. La
Commissione europea dice no a qualsiasi intervento pubblico in favore di Alitalia. Male la compagnia di bandiera in Borsa. Oggi l'ad
di Air France incontra i sindacati. Focus Gli italiani ai manager: premiate il
merito Gli italiani chiedono alla classe dirigente di premiare il merito, di
dare fiducia ai giovani e di puntare sul liberismo. è questa la foto del Paese
del Rapporto Luiss 2008. Politica Veltroni: stipendi più bassi ai parlamentari
Walter Veltroni rilancia la proposta di abbassare gli stipendi dei
parlamentari: "Non va bene che in Italia ci siano i salari più bassi e gli
stipendi più alti ai parlamentari rispetto al resto d'Europa". Esteri
Tibet: convocato l'ambasciatore cinese In relazione ai drammatici avvenimenti
in Tibet il governo italiano ha convocato per oggi l'ambasciatore cinese, Sun
Yuxi. Napolitano: necessaria un'iniziativa dell'Unione Europea. Kosovo, nuove
violenze A un mese dall'indipendenza nel Kosovo, incidenti nella enclave serba
a Mitrovica dove i poliziotti della forza di stabilizzazione hanno sgombrato un
tribunale Onu occupato da tre giorni. I serbi sono scesi in piazza a migliaia.
Negli scontri decine di feriti. Cronache Liechtenstein: i primi nomi Ci sono
personaggi dell'industria, ma anche sconosciuti nella lista degli italiani che
hanno depositato soldi presso la banca Lgt di Vaduz, nel Liechtenstein. Tra i
nomi noti: Vito Bonsignore e Carlo Sama. Divorzio McCartney-Mills accordo da 31
milioni di euro Si è chiuso con un accordo di 24,3 milioni di sterline (circa
31 milioni di euro) la causa di divorzio tra l'ex Beatle, Paul McCartney e
Heather Mills. Lei aveva chiesto quasi 5 volte di più. Le nozze nel 2002 e
l'anno dopo era nata una bimba, Beatrice. Economia Generali: maxi-utili Il Cda
delle Generali ha approvato il bilancio del
( da "Messaggero, Il" del 18-03-2008)
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Di FABRIZIO RIZZI
ROMA - Veltroni chiede di abbassare i costi della politica, lanciando un chiaro
monito contro gli alti stipendi dei parlamentari. "La politica non deve
essere una macchina troppo grande e costosa, deve dare un segnale di sobrietà, non
solo simbolico, per riallacciarla alla società". Non ci può essere una
così forte differenza in un Paese dove i lavoratori hanno i salari più bassi.
"In un Paese che stringe la cinghia, lo si deve fare tutti insieme".
E proporrà subito dopo Pasqua, martedì 25 marzo, un piano per alzare le
pensioni dei più poveri. In Piemonte, sull'asse Verbania, Novara e Alessandria,
il leader del Pd, denuncia la sproporzione, nei trattamenti economici, dei
politici italiani rispetto ai loro colleghi europei. "Non possiamo più
stare in un Paese con gli stipendi più bassi e le retribuzioni dei parlamentari
più alte del resto d'Europa. Dobbiamo unificarle agli altri Paesi
europei". Serve, dunque, un messaggio di sobrietà. "Non va bene che
con il finanziamento pubblico" si distribuiscano soldi a "51 partiti
politici, non va bene che si finanzino 31 organi e giornali di partito".
Un'affermazione che non è fatta "per indulgere nell'anti-politica",
ma per una ragione di logica, "perchè la politica deve recuperare sobrietà
ed efficienza". I più poveri soffrono, le pensioni non riescono più a
soddisfare i bisogni delle famiglie numerose. Il Pd presenterà martedì 25,
subito dopo Pasqua, le nuove proposte "capaci di dare alle pensioni più
basse la possibilità di reggere, altrimenti anche gli aumenti dei generi di
prima necessità rischiano di mandare in crisi le famiglie dei pensionati".
Al "Loft" ci saranno, con Veltroni, i parlamentari che hanno messo a
punto il nuovo piano, Morando e Tonini. Una grande folla si è assiepata nei
teatri e nelle piazze del Piemonte, ma il leghista Calderoli ha lanciato una
frecciata, dicendo che Veltroni "ha una tal nostalgia di Roma che, anche
quando viene al Nord, si porta le comparse di Cinecittà a fare le truppe
cammellate". Veltroni gli ha risposto, indirettamente, da Verbania, con
una sfida: "Devo ammettere che un appuntamento elettorale alle 11 del
mattino di un lunedì è quanto di più strano si possa vedere. Voglio vedere se,
facendo una manifestazione a mezzanotte, ci saranno tante persone. Faremo anche
questo". Sono piovute altre critiche dal Pdl. Paolo Bonaiuti insiste:
"Ci copia tutto, proprio tutto". Altrettanto ha sostenuto Gianfranco
Fini secondo il quale "diversa è la credibilità del centrodestra".
Perchè quando il leader parla di certezza della pena non ha la stessa
credibilità della destra. "Che cos'ha fatto Veltroni quand'era al governo?
Chiedete a Visco". Veltroni non vuole replicare agli attacchi del Pdl che
è diviso su tutto. "Tutto quello che dice la destra, dal '
( da "Tempo, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Il taglio dei
tassi della Fed non dà fiato ai mercati ... Il taglio dei tassi della Fed non
dà fiato ai mercati mondiali. Le Borse vanno a picco e l'Europa brucia 304
miliardi. Sul banco degli imputati ancora le conseguenze del crollo dei mutui
subprime americani che, secondo il Fondo Monetario e l'Ocse, coinvolgeranno
ancora più pesantemente tutti gli altri Paesi. Monito
dell'Ue all'Italia sugli aiuti di Stato: a Piazza Affari Alitalia perde oltre il 26%. Voce fuori dal coro quella dell'economista
Renato Brunetta: "Nessun collasso, qualcuno mente. Il crollo è illogico,
servono soltanto regole più chiare". Lombardo, Pennisi e Usai alle pag. 2,
3, 15 e 41.
( da "Tempo, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Prodi chiede
alla Sea di ritirare la causa da 1,25 miliardi Alitalia, via libera del Tesoro al piano francese Giovanni Lombardo
g.lombardo@iltempo.it Il governo mantiene la rotta su Alitalia. Ieri, al
termine di un consiglio dei ministri ad hoc, è arrivato il via libera del
Tesoro all'offerta di Air France-Klm, nonostante i paletti imposti dai francesi
sia sul fronte occupazionale sia su quello economico (Parigi mette sul
piatto solo 0,099 euro per azione). Una decisione arrivata al termine di una
riunione che ha visto il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, leggere
un'informativa in cui viene però specificato che "gli impegni assunti non
saranno vincolanti nel caso in cui uno o più soggetti lancino un'offerta
pubblica concorrente migliorativa" e questa sia accettata dal Tesoro. La
proposta formalizzata da Air France prevede infatti delle condizioni rigide da
soddisfare entro il 31 marzo. Le più rilevanti riguardano la concessione di un
prestito ponte da 300 milioni da restituire subito dopo l'aumento di capitale
(l'Ue però chiede allo Stato italiano di comportarsi come un investitore
privato); il raggiungimento di un accordo con i sindacati, sia per Az Fly che
per Az servizi; un passo indietro di Sea sul fronte del contenzioso aperto per
il risarcimento danni di 1,25 miliardi o, in alternativa, una soluzione proposta
dal Tesoro che scarichi Alitalia dei rischi connessi
all'azione legale. Il presidente del consiglio uscente, Romano Prodi, prima di
arrivare a Palazzo Chigi ha lanciato un appello alla società che gestisce
Malpensa, chiedendo il ritiro della richiesta di risarcimento danni. E il
sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha aperto a una possibile trattativa che
potrebbe portare a un accordo. Ma proprio le richieste rigide dei francesi
hanno suscitato più di un malumore all'interno del Governo. Il ministro delle
Infrastrutture Antonio Di Pietro ha espresso tutto il suo
"disappunto", sottolineando come la proposta francese sia "un
danno per la compagnia, per le maestranze e per tutto il Paese".
( da "Tempo, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Sindacati in
trincea Spinetta vuole l'intesa Faccia a faccia tra Air France e i sindacati.
Oggi il numero uno dei francesi, Jean-Cyril Spinetta, incontra le
organizzazioni dei lavoratori per cercare il via libera all'offerta d'acquisto per Alitalia. "Il sindacato ha le
spalle larghe per dire un sì o un no, con tutte le conseguenze che ciò
comporta", avverte il leader della Cgil Guglielmo Epifani. I sindacati
chiederanno un confronto vero, pronti a lasciare il tavolo se i francesi non
lasceranno spazi presentando un piano da prendere o lasciare.
Raggiungere un accordo, e in tempi stretti, è tra le condizioni necessarie
poste da Air France-Klm per chiudere l'operazione. Ma la posizione dei
sindacati è chiara: il rischio fallimento alle porte impone una soluzione in
tempi brevissimi ma, dice chiaramente Epifani, servono "margini per una trattativa",
e "se non ci fossero ne trarremo le conseguenze. Prendere o lasciare non è
la tattica migliore. Non lo è per il sindacato". Clima teso. L'Ugl accenna
al rischio di "un forte disagio proprio in concomitanza con il periodo
pasquale". Mentre per l'SdL "in assenza di un quadro di chiarezza e
di garanzie sarà inevitabile l'avvio di una mobilitazione generale".
L'intesa va siglata entro il 31 marzo. Il tavolo potrebbe proseguire domani. E
se il confronto andrà avanti Spinetta tornerà ancora a Roma subito dopo Pasqua.
I francesi vogliono sfruttare ogni ora disponibile, sanno di giocare su questo
tavolo una delle partite più delicate. Oggi, con Spinetta, a ricevere i
sindacalisti ci saranno il presidente di Alitalia,
Maurizio Prato, ed i vertici di Fintecna e Az Servizi.
( da "Tempo, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Oggi 18
marzo, la cura di AirFrance-Klm per Alitalia verrà ... Oggi 18 marzo, la cura di AirFrance-Klm per Alitalia verrà presentata ai sindacati e forse si pronuncerà anche il
Governo Prodi. è una cura pesante: un acquisto di 160 azioni Alitalia per un'azione AirFrance-Klm, un aumento di capitale previsto per
giugno (e dopo che l'erario abbia effettuato un prestito-ponte di 300
milioni di euro alla compagnia di bandiera per consentirle di sopravvivere),
1600 dipendenti in esubero e sino a 5000 (alcune fonti parlano di 8500) da
trasferire ad amministrazioni pubbliche, un taglio del 20% delle rotte, la
perdita dello status di "hub" per Malpensa e lo smantellamento di Alitalia Cargo. Inoltre, un decreto legge convertito dal
Parlamento dovrebbe bloccare il contenzioso con Malpensa. Nel conglomerato
AirFrance-Klm, Alitalia conserverebbe il marchio di
compagnia di bandiera, il logo, le uniformi; un italiano, inoltre, farebbe
parte del CdA della holding. Sono condizioni molto più dure di quelle che ci si
aspettava, o che si auspicava, poco più di due mesi fa quando si diede inizio
alla trattativa in esclusiva. Gli auspici - lo sappiamo - non corrispondono
sempre alle aspettative. A questo punto, è futile chiedersi chi ha sbagliato
nella procedura di privatizzazione cominciata nel dicembre 2006. Il Tempo ha
commentato, passo passo, i vari errori commessi; ha anche delineato possibili
soluzioni. Avvertendo che man mano che passava il tempo, la situazione si
faceva sempre più grave. Al momento, non pare ci siano alternative alla
proposta AirFrance-Klm; non c'è stata nessuna smentita ai dati, pubblicati,
sulla apparente poca consistenza finanziaria e industriale di una mai
completata contro-offerta di AirOne. Nel contempo, la situazione della
liquidità di Alitalia si è fatta sempre più
drammatica; da qui il ricorso al prestito-ponte. Ora si è giunti prossimi alla
teoria economica del suicidio formulata da Gary Becker negli Anni '60, ma innovata
da Daniel Hamermesh e Neal Soss in un fondamentale saggio pubblicato un quarto
di secolo fa nel "Journal of Political Economy". In breve, seguendo
Hamermesh e Soss, anche se Alitalia desse valore zero
alla propria sopravvivenza, ci sarebbe un valore d'opzione (a fronte di un atto
così irreversibile): aspettare per vedere se qualcosa migliora.
Paradossalmente, AirFrance-Klm operano proprio su questo "valore di
opzione"; il prezzo che offrono è così basso perché si tratta di una
"opzione call", la facoltà, non l'obbligo, di rimettere in senso la
malridotta compagnia in un contesto di grande incertezza in materia di
trasporto aereo in generale (e di relazioni industriali in Italia, in
particolare). è proprio prendendo spunto da questo "valore di opzione"
che Alitalia, il cui CdA ha già approvato l'offerta
AirFrance-Klm, ha un sentiero, stretto ed in salita, da percorrere: affinare i
dettagli della transizione.
( da "Tempo, Il" del 18-03-2008)
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Stampa Il titolo
Giornata drammatica in Borsa (-27%) Seduta drammatica per Alitalia a Piazza Affari dopo l'offerta vincolante di Air France. La
compagnia di bandiera ha chiuso la giornata segnando un ultimo prezzo di 0,392
euro (-26,59%) dopo aver toccato, in corso di seduta, un minimo di 0,33 euro
(-38,11%). L'offerta francese (0,099 euro ad azione) ha gettatto nel panico gli
investitori che hanno cercato di incassare il più possibile in vista dell'offerta
di scambio (un'azione Air France per 160 titoli Alitalia).
E così a Piazza Affarri si sono riversati gli ordini di vendita. Triplicati
rispetto alla vigilia gli scambi: di mano sono passate 44,5 milioni di azioni
(il 3,2% del capitale ordinario), contro una media degli ultimi trenta giorni
di 5,9 milioni di azioni.
( da "Secolo XIX, Il" del 18-03-2008)
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"salvo proposte
più vantaggiose" ROMA. Via libera del governo ad Air
France-Klm per l'acquisizione di Alitalia.
L'annuncio è arrivato nella serata di ieri, dopo una giornata convulsa durante
la quale si sono susseguite, da parte di politici e sindacalisti, critiche
all'offerta proveniente dal gruppo franco-olandese e mentre il titolo ha chiuso
con un ribasso del 20%. In questo quadro la decisione del governo è una
sconfessione dell'atteggiamento sindacale e un invito a sedersi al tavolo delle
trattative con i francesi. Tutte le sigle sindacali, che oggi incontreranno i
vertici di Alitalia e il numero uno di Air France-Klm,
Jean Cyril Spinetta, si sono dette contrarie ad accettare il piano industriale
francese se non ci saranno modifiche. Intanto, però, sono state messe con le
spalle al muro dal governo che ha dato il suo sì all'offerta lasciando ai
sindacati la sola possibilità di andare a un negoziato che i francesi vogliono
chiudere entro il 31 marzo. Bruxelles, intanto, ha espresso dubbi sul prestito
da 300 milioni, richiesto da Air France-Klm per consentire ad Alitalia di arrivare all'aumento di capitale previsto dopo
la chiusura dell'operazione. f. ferrari e lombardi >> 3 18/03/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 18-03-2008)
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La giornata nRoma La
scintilla della campagna elettorale non scocca. Ieri Walter Veltroni ha cercato
di accenderla per tutto il giorno: "Il Pdl è diviso su tutto, dalla questione Alitalia, alle pensioni". Ma
Silvio Berlusconi non ha replicato: il Cavaliere ha deciso di concedersi
un'intera settimana di vacanza, per Pasqua, e non tornerà in pubblico prima
della prossima settimana. Così, a rispondere al candidato leader del
centrosinistra, sono rimasti i "colonnelli": "Ma perché Veltroni
continua a guardare in casa nostra? Pensi alle sue di contraddizioni,
tra giustizialisti e garantisti, tra "cattocomunisti" e
radicali" replica Elio Vito, capogruppo alla Camera di Fi. Di fatto,
l'affondo di Veltroni nei confronti dell'avversario, non trova resistenza:
"Trovo ingiusto che, in un paese che tira la cinghia, gli stipendi dei
parlamentari siano così alti. Dobbiamo ridurli, non per cavalcare l'onda
dell'antipolitica, ma per senso di sobrietà". "Anche noi siamo
d'accordo"è la sola replica che arriva da uno dei luogotenenti di
Gianfranco Fini, Italo Bocchino. Tutto lì. Alla fine della giornata a far
rumore sono le parole di Gianfranco Rotondi, leader della Nuova Dc, ora confluito
nel Pdl: "Io spero vinca il centro destra, ma può anche succedere che
nessuno dei due prevalga, e, allora, i due partiti dovranno collaborare"
ha detto durante le trasmissione "Porta a Porta". Parole che hanno
fatto scattare subito due allarmi. Il primo, nella Sinistra Arcobaleno: Franco
Giordano, segretario di Rifondazione, presente in trasmissione, ha subito
bollato questa tesi come "prova tecnica di concordia", ovvero
"inciucio". Il secondo campanello, nello stesso Pd: si legge, nelle
parole di Rotondi, la conferma di un progressivo riavvicinamento nelle
intenzioni di voto, tra i due schieramenti. "Credo che Berlusconi,
stracciando il nostro programma, ritirando fuori la storia dei
"brogli", mostri nervosismo perché anche i suoi sondaggi confermano
l'erosione del vantaggio iniziale" spiega Massimo D'Alema. I dati che
vengono sfornati dagli istituti di sondaggi, mostrano che, in Senato, la
battaglia è sul filo di lana, con possibilità di un clamoroso stallo finale,
nel numero dei seggi. Al punto che, in queste ore, in molti litigano sul valore
del "voto utile". "Chiedere un voto utile ai due grandi
schieramenti rischia di diventare una cappa sulla società italiana, perché si
finisce per non rappresentare la realtà di un intero paese" si è lamentato
Giordano. "Chiedere agli elettori di scegliere solo tra i due schieramenti
più grandi è una vile dimostrazione di arroganza - ha rincarato la dose anche
Lorenzo Cesa, segretario dell'Udc, possibile vittima di un sistema elettorale
bipartitico . Il centrodestra, però, chiede espressamente il "voto
utile": "E' necessario, per semplificare il sistema politico" ha
risposto ad entrambi Franco Frattini, Pdl. Veltroni ha smentito per l'ennesima
volta la disponibilità del Pd a governi di "larghe intese" dopo il 15
aprile: "Possiamo solo scrivere insieme le regole e tornare, subito dopo,
al voto". Ha preferito, invece, gettare un po' di sale nelle ferite del
Pdl. "Sono divisi su tutto: Fini ha detto "sì" ad Airfrance,
Bossi vuole fare le barricate; Berlusconi vorrebbe riformare le pensioni e
tornare alla legge Maroni, ma tutti i suoi alleati hanno tentato di bloccarlo,
a cominciare proprio dall'ex ministro leghista, Roberto Maroni. Cosa
succederebbe se andassero nuovamente al governo? La paralisi. Nei cinque anni in
cui hanno governato avevano promesso di diminuire i reati: sono aumentati di
500.000 unità. Promettevano un milione di posti di lavoro: ci sono stati
130.000 disoccupati in più". Proprio ieri mattina, Maroni aveva spiegato
di non condividere le tesi di Berlusconi: "Ai lavoratori dobbiamo dare
certezze. Se andremo al governo ci impegniamo a lasciare le cose come stanno
per tutta la legislatura". bocconetti@ilsecoloxix.it 18/03/2008.
( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)
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N. 66 del 2008-03-18
pagina 10 Prodi su Alitalia: sì ad Air France di Gian
Maria De Francesco L'esecutivo, sebbene senza pieni poteri, ha accettato
l'offerta. Oggi Spinetta incontrerà i sindacati privati della sponda politica
dopo l'ok di Palazzo Chigi Roma - Il governo ha detto sì ad Air France-Klm.
Ieri sera il Consiglio dei ministri, convocato ad hoc per valutare l'offerta su
Alitalia, si è concluso con il formale via libera
all'Ops franco-olandese che valuta i titoli della compagnia 9,99 centesimi. In
pratica, l'affare è fatto considerato che il Tesoro ha in portafoglio il 49,9%
delle azioni del vettore. Il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa,
nel corso della riunione ha sostanzialmente sintetizzato ai colleghi i
contenuti dell'offerta vincolante presentata dal gruppo guidato da Jean-Cyril
Spinetta. Il premier Romano Prodi ha "espresso condivisione" in
merito ai contenuti della lettera che lo stesso Tps invierà ad Alitalia contenente l'impegno ad aderire sia all'Ops sia
all'Opa sulle obbligazioni. E tanto è bastato considerato che solo 12 ministri
del pletorico esecutivo a 25 erano presenti. Gli altri 13, compresi i
"battaglieri" Di Pietro e Ferrero, erano tutti in campagna
elettorale. C'è un "però": il commitment del ministero non sarà
vincolante nel caso in cui uno o più soggetti dovessero lanciare un'offerta
pubblica concorrente migliorativa rispetto a quella francese e via XX Settembre
la accettasse. Tale intendimento, si legge nella nota, è volto "a tutelare
i principi di trasparenza e non discriminazione previsti dalla normativa sulle privatizzazioni
e in linea con la disciplina delle offerte pubbliche". Il rispetto delle
regole è fondamentale, soprattutto in ottica europea. Tra le condizioni poste
da Air France-Klm, infatti, figura un prestito-ponte da 300 milioni erogato dal
Tesoro ad Alitalia per garantire la continuità
aziendale prima dell'aumento di capitale targato Parigi. Questa volta da
Bruxelles non dovrebbero giungere particolari opposizioni considerato che è uno
dei big del trasporto aereo a sponsorizzare il presunto aiuto di Stato e non la
piccola compagnia italiana. Più difficile sarà la trattativa con i sindacati.
Spinetta, già da ieri sera a Roma, incontrerà questo pomeriggio insieme con il
suo omologo italiano Maurizio Prato i rappresentanti delle nove sigle del
trasporto aereo nella sede di Alitalia alla Magliana.
Si tratterà di stabilire quanto le parti siano disposte a venirsi incontro,
ovvero quante e quali concessioni i francesi siano disposti a lasciarsi
strappare. "Faremo una battaglia per ridurre gli esuberi - ha annunciato
il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni - visto che Air France ha
acquistato gratis la nostra compagnia". Il collega della Cgil, Guglielmo
Epifani, è ancor più agguerrito: "Il sindacato ha le spalle larghe per
dire un sì o un no, con tutte le conseguenze che ciò comporta: serve un
confronto vero". L'ok di Palazzo Chigi, però, fa venir meno un'importante
sponda per il sindacato. La rappresentanza dei piloti, invece, è stata
negativamente impressionata dall'intenzione franco-olandese di sospendere le
attività cargo entro il 2010, ma è possibile che su questo punto si possa
trovare un'intesa. Altrettanto importante sarà la mediazione governativa sulla
questione Malpensa. Secondo alcune indiscrezioni, il premier Prodi avrebbe
chiesto a Sea, la società di gestione degli scali milanesi, di ritirare la
richiesta di indennizzo da 1,25 miliardi nei confronti di Alitalia
per l'abbandono dell'hub varesino. L'accelerazione decisa dall'esecutivo ha
scontentato pure l'opposizione, intenzionata ad affrontare il tema subito dopo
la tornata elettorale. Il capogruppo della Lega Nord alla Camera, Roberto
Maroni, aveva definito "oscena, inaccettabile e offensiva" l'offerta
di Air France. Più possibilista il presidente di An, Gianfranco
Fini, secondo cui "il caso Malpensa va tenuto staccato dalla vicenda Alitalia" perché la compagnia rischia il fallimento. Per l'azzurro
Giorgio Jannone "il governo Prodi, pur in assenza dei pieni poteri, ha
deciso di svendere Alitalia". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)
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N. 66 del 2008-03-18
pagina 1 Il consiglio di Prodi: "Ok per Air France" di Redazione Il
consiglio dei ministri dice sì. Air France può acquistare Alitalia. Romano Prodi, in piena sintonia con Padoa-Schioppa, ha
riconosciuto la legittimità di alcuni dubbi sull'offerta di Air France,
sicuramente peggiorativa rispetto alle attese, ma ha ricordato che Alitalia può fallire se non si chiude subito, e che quindi si è di fronte
a un prendere o lasciare. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)
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N. 66 del 2008-03-18
pagina 11 "L'Italia si è piegata a un prezzo irrisorio" di Redazione
Lo scrive "Les Echos". Ma per "La Tribune" la questione non
è ancora chiusa Un "sì" doloroso: così Alitalia si è "piegata" al prezzo irrisorio di Air France. A
scriverlo è il quotidiano francese Les Echos, spiegando in un breve editoriale
che "la sola vera sorpresa nell'accordo atteso è l'ammontare
particolarmente scarso dell'offerta di Air France che proporrà agli azionisti
di scambiare 160 azioni per una della holding franco-olandese per
l'equivalente di 10 centesimi pari a 138 milioni di euro", il che "è
meno - prosegue il giornale - dei 35 centesimi evocati dalla stampa all'inizio
del negoziato esclusivo e molto meno dell'ultimo prezzo trattato dal titolo in
Borsa dal valore ancora di 53 centesimi". Il quotidiano francese conclude
sottolineando che "il costo di accesso del quarto mercato europeo è quasi
irrisorio rispetto al potenziale che vi si cela" e che potrà sviluppare la
compagnia di bandiera italiana "una volta annullato l'orrore strategico
dell'hub di Milano Malpensa cui la compagnia in via di fallimento deve due
terzi del suo milione di perdite quotidiane". Anche il quotidiano Le
Figaro dimostra a sua volta come Alitalia, pur
"sull'orlo del fallimento, apporti a Air France-Klm quote di mercato non
indifferenti". Dal canto suo, un altro giornale francese, La Tribune
rileva in particolare come l'offerta non sia ancora arrivata alla fine del suo
difficile cammino. Il giornale ricorda che se "il fronte conservatore di
Silvio Berlusconi dovesse vincere le elezioni, è possibile che la vendita sia
rimessa in questione". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4
- 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)
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N. 66 del 2008-03-18
pagina 10 Le obbligazioni su cui inciampò Toto di Redazione Ora i francesi
pagano per i bond il prezzo rifiutato ad Air One da Milano Dicono che la
rottura, nel luglio 2007, tra Air One e il ministero dell'Economia, sia
avvenuta su un fatto preciso: il prezzo delle obbligazioni. Air One (o meglio,
Ap holding, di proprietà di Carlo Toto) era rimasta l'unico soggetto in gara
per acquistare Alitalia. Si erano ritirati anche gli
ultimi colossi, Aeroflot, Tpg, Matlin Patterson; Air France e Lufthansa non si
erano nemmeno fatte avanti. Sembrava che l'operazione dovesse chiudersi in mani
italiane. A Toto erano state fatte varie concessioni, a cominciare da una
deroga (peraltro prevista dalla legge) alle limitazioni antitrust sulla rotta
Linate-Fiumicino. Poi Toto (che, secondo testimoni vicini al dossier, ha fatto
l'errore "di voler stravincere, non vincere"), chiese di acquistare
le obbligazioni Alitalia al prezzo di mercato. Il
Tesoro voleva il nominale. Fu la rottura. E la gara passò a una fase
successiva, con nuovi protagonisti: per esempio il presidente della compagnia,
Berardino Libonati, chiamato per gestire la procedura di privatizzazione, fu
sostituito con Maurizio Prato, al quale furono dati maggiori poteri, e cioè la
delega a valutare le offerte che fossero pervenute. L'altro elemento di novità
fu l'arrivo, tra i candidati all'acquisto, di Air France, assente nella prima
tornata di gara. Qualcuno azzardò: sapevano che non sarebbe andata a buon fine;
tanta era la convinzione che proprio Air France fosse l'acquirente
"naturale", in virtù del lungo rapporto come
partner commerciale di Alitalia. (Alla domanda, fatta a bruciapelo nel
( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)
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N. 66 del 2008-03-18
pagina 11 Tracollo in Piazza Affari Alitalia perde il
26% di Paolo Stefanato Ma la discesa del titolo si ferma a 39 centesimi contro
i 10 proposti da Air France. Giù anche il gruppo parigino da Milano La notizia
non è che il titolo Alitalia ieri in Borsa abbia perso
il 26% del suo valore, scendendo da
( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)
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N. 66 del 2008-03-18
pagina 0 Alitalia, il titolo sospeso per ribasso di Redazione Dopo una giornata di
passione, con picchi minimi del 26% e l'ok del cdm all'offerta francese, il
titolo perde il 10,5% dopo pochi minuti ed è sospeso. Oggi l'incontro con i
sindacati per discutere il piano di Air France Milano - Nemmeno l'ok del
consiglio dei ministri alla vendita ad Air France sblocca la situazione di Alitalia in Borsa.
Apertura molto volatile per il titolo della compagnia di bandiera, sospeso dopo
pochi minuti per eccesso di ribasso. Oggi si tiene l'incontro fra i vertici del
vettore e i sindacati dopo il via libera all'offerta di Air France del cdm. Non
si arrestano le vendite su Alitalia a Piazza Affari,
dove i titoli della compagnia di bandiera sono stati sospesi per eccesso di
ribasso sul prezzo di controllo quando facevano segnare un calo del 10,51% a
0,35 euro. In pochi minuti sono passati di mano 2,4 milioni di pezzi quando la
media per un'intera seduta dell'ultimo mese è di 6,9 milioni. © SOCIETà EUROPEA
DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)
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N. 66 del 2008-03-18
pagina 0 Borse: Tokyo respira, l'Europa sorride di Redazione Ieri bruciati 330
miliardi di euro. L'Asia chiude contrastata: tentativi di rimbalzo smorzati sul
finale. In attesa di una nuova decisione della Fed le piazze del vecchio
Continente aprono molto positive Milano - Tentativo di rimbalzo in apertura per
le Borse europee dopo il tonfo di ieri, mentre gli investitori si interrogano
su quali saranno le decisioni della Fed sui tassi. A Milano il Mibtel guadagna
l'1,28% e l'S&P/Mib l'1,45%. In deciso rialzo anche Francoforte (+1,31%),
Londra (+1,67%) e Parigi (+1,53%). Tra le Blue Chip di Piazza Affari, ancora giù Alitalia (-3%), mentre recuperano terreno Impregilo (+2,75%),
Finmeccanica (+2,26%) e Telecom (+2,51%). Asia contrastata Dopo la paura in
Europa di ieri, con i titoli ai minimi del 2005 e la perdita di 330 miliardi di
euro, l'Asia chiude contrastata, ma lascia intravedere un rimbalzo, che in più
di un caso si è spento nel finale. Dopo la burrasca di ieri,
l'attenzione dei mercati è tutta concentrata sulle decisioni che prenderà oggi
la Fed sui tassi di interesse. Nell'attesa, il dollaro è rimasto
sostanzialmente stabile, mentre il greggio ha recuperato qualcosa dopo i
realizzi della vigilia. L'oro ha fatto un passo indietro dal nuovo record
segnato ieri sopra i 1.030 dollari l'oncia. Il Nikkei è salito dell'1,5%,
mentre l'indice Msci, che misura la performance delle borse asiatiche escluso
il Giappone, segna un rialzo dello 0,29%. Si smorza nel finale il rimbalzo di
Hong Kong dopo il crollo di ieri, rialzi più consistenti, ma senza strappi, per
Bombay, Taiwan, Seul. Il parziale recupero dei mercati è stato guidato
principalmente dal settore bancario, il più colpito dall'ondata di vendite
della vigilia. Sydney e Singapore si muovono appena sotto la parità, mentre
cede il 3,9% l'indice di Shanghai con i trader che parlano di "panic selling".
A fare le spese del crollo di fiducia degli investitori sono state soprattutto
le matricole di quest'anno. Lunedì nero In Europa è arrivato uno scossone che
ha portato i titoli ai minimi dal 2005. Meno 3,8% per Londra, -4,18% per il Dax
di Francoforte, -3,5% per il Cac 40 di Parigi e per il Mibtel di Milano. Nella
chiusura degli indici principali delle più importanti borse europee è la
fotografia dell'ultimo ciclone che ha investito ieri i mercati mondiali. Ancora
in numeri: nel vecchio continente sono stati bruciati in un giorno più di 300
miliardi di capitalizzazione. Lo stoxx 600, termometro dei mercati europei, è
sceso ai minimi dal 2005 e ha terminato la giornata in calo di più del 4%. Il
crollo ha seguito il taglio d'emergenza del costo del denaro deciso ieri dalla
Federal Reserve americana e il salvataggio pilotato della banca d'affari
americana Bear Stearns da parte di Jp Morgan. La paura ha toccato alla fine
anche il petrolio, sceso dal nuovo record di 111,80 dollari a 106,04. Il taglio
del costo del denaro, deciso eccezionalmente di domenica dalla banca centrale
americana, è una misura di stimolo dell'economia solitamente ben accolta dalle
borse. Ieri però non è bastato a rassicurare i mercati di Asia, Europa, e
America: Wall Street si è mossa con andamento fluttuante chiudendo contrastata.
Il salvataggio indirettamente pubblico di Bear Stearns, ha evitato infatti il
crack della banca in crisi di liquidità, ma ha di nuovo amplificato i timori
sulla tenuta del sistema del credito. La nuova crisi finanziaria importata
dagli Stati Uniti ha travolto i titoli finanziari: lo stoxx europeo delle
banche è caduto del 4,4%, delle assicurazioni del 3,8%, dei finanziari del
4,8%. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)
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N. 66 del 2008-03-18
pagina 22 Scivolano bancari e assicurativi di Redazione In Europa la peggiore è
Zurigo Piazza Affari chiude in territorio negativo, con l'Europa, una giornata
che ha visto crollare i listini mondiali. Il Mibtel ha perso il 3,5%, l'S&P
Mib il 3,39%. Il crollo ha seguito il taglio d'emergenza del costo del denaro
deciso domenica dalla Federal Reserve americana e il salvataggio pilotato della
banca d'affari americana Bear Stearns da parte di Jp Morgan. La nuova crisi
finanziaria importata dagli Stati Uniti ha travolto i titoli finanziari. In
piazza Affari Mediobanca è arretrata del 5,7%, Unicredit del 4,5%, Popolare
Milano e Alleanza del 4,3%, Mps del 3,9%. Generali ha limitato il calo all'1,2%
dopo aver chiuso il 2007 con un utile netto record. In fondo al listino
principale sono cadute Seat (-11,39%), l'Espresso (-7,3%), Autogrill (-6,3%),
Saipem (-5,7%). Telecom Italia ha ceduto il 5,4%. Alitalia allo
sbando. Tra una sospensione e l'altra il titolo è caduto del 25,26% a 39
centesimi dopo che l'offerta Air France ha valorizzato l'azione della compagnia
10 cent. Se Piazza Affari è andata male anche le Borse Europee non hanno fatto
meglio. L'Europa ha bruciato in totale 260 miliardi di euro. Zurigo è
stata la peggiore tra le principali Borse chiudendo a -5,02%. Francoforte ha
fatto segnare -4,18%, Londra -3,26%, Parigi -3,51%. Tra i settori, il più
toccato è stato quello delle materie prime (-8,1% l'indice europeo di settore).
Tra i titoli peggiori a Francoforte c'è Siemens che ha lanciato un profit
warning che è arretrata del 12,6%. Male anche i finanziari Hypo Re (-8,8%),
Commerzbank (-7,6%), Deutsche Bank (-6,4%) e Deutsche Postbank (-6,1%). In
controtendenza Volkswagen (+2,3%). © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Secolo XIX, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Commento milano.
Seduta disastrosa per Piazza Affari che crolla, insieme alle altre Borse
mondiali sotto il peso della crisi finanziaria mondiale. Il Mibtel ha chiuso in
ribasso del 3,52% a 23.371 punti, lo S&P/Mib ha ceduto
il 3,39% a 30.586 punti mentre l'All Stars è arretrato del 3,17% a 12.148
punti. Seduta drammatica per Alitalia (-26,76% a 0,39 euro)
travolta dagli ordini di vendita dopo che sono stati resi noti i termini
dell'offerta di Air France. 18/03/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
L'Ue: "Basta
aiuti di Stato". Il titolo sprofonda la giornata in borsa A Piazza Affari
le azioni della compagnia perdono il 26%. Appello di Emma Marcegaglia:
"Serve una moratoria per Malpensa" 18/03/2008 milano. Un'altra
giornata di sofferenza, per Alitalia. Con il titolo
che, dopo essere stato sospeso e riammesso due volte, ha chiuso con un pesante
- 26% fermandosi a quota 0,39 euro. La compagnia di bandiera non viveva un
crollo di questa entità dal 10 maggio
( da "Secolo XIX, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Business plan Roma.
L'operazione del gruppo Air France-Klm comporta un esborso di 1,7 miliardi di
euro, più l'aumento di capitale da 1 miliardo. La compagnia di bandiera è
valutata 138 milioni di euro, cifra che si ricava applicando il valore delle
azioni Air France-Klm al concambio di un titolo franco-olandese per 160 della
compagnia italiana. L'azione Alitalia è
valutata meno di 10 centesimi. Per le obbligazioni convertibili l'importo
complessivo è di 608 milioni di euro (0,3145 euro ad obbligazione). Agli
esborsi delle due opa si aggiunge l'aumento di capitale da 1 miliardo da
offrire in opzione a tutti gli azionisti e ai portatori di obbligazioni
convertibili. L'aumento di capitale è funzionale anche al rimborso della
linea di credito - 300 milioni di euro - che il ministero dell'Economia
anticiperà per mantenere la liquidità di Alitalia fino
alla conclusione dell'operazione. Sul fronte costo del lavoro, l'offerta
prevede una riduzione complessiva del personale di 1.600 unità attraverso
"turn over fisiologico, esodi volontari incentivati e ammortizzatori
sociali". Per quanto riguarda la flotta, il piano prevede una riduzione
concentrata sugli MD80 e regional, e un ritorno alla crescita a partire dal
2011 con l'entrata di aeromobili di nuova generazione: il piano di Air
France-Klm include 850 milioni di euro di investimenti per il rinnovamento
della flotta e iniziative di marketing. 18/03/2008.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
18-03-2008)
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Cronaca di Cagliari
Pagina 1020 Gup. Due anni ai controllori di turno a Decimo la notte del
disastro sui Sette Fretelli Cessna, condannati gli uomini-radar Gup.. Due anni
ai controllori di turno a Decimo la notte del disastro sui Sette Fretelli Atti
al pm per una nuova indagine sulla compagnia aerea --> Atti al pm per una
nuova indagine sulla compagnia aerea Rischiano l'accusa di disastro colposo i
titolari di Kable tv e City jet: i proprietari del bireattore non avevano
fornito al pilota la cartografia. Va giù duro il giudice: due anni di
reclusione (in abbreviato, quindi sono tre) ai due uomini-radar di turno a
Decimomannu la notte del disastro del Cessna. E non è ancora tutto: gli atti
tornano al pubblico ministero affinché indaghi sui titolari di Kable tv e City
jet. Il che vuol dire: se i proprietari del bireattore avessero fornito al
pilota gli strumenti cartografici forse l'aereo che trasportava un cuore da
trapiantare al Brotzu non si sarebbe schiantato, all'alba del 24 febbraio 2004,
sulla punta Baccu Malu dei Sette Fratelli. La decisione arriva poco prima delle
13 ed è una mazzata per il tenente colonnello Bruno Scatena, per il maresciallo
Antonio Caponigri, e per tutti i controllori di volo che non hanno mai fatto
mancare la loro solidarietà ai due colleghi sotto processo: il gup Giovanni
Lavena va perfino oltre le richieste dei pm Mauro Mura e Rossana Allieri che
hanno sollecitato la condanna dei due militari a un anno e dieci mesi. La
difesa confidava invece sulla consulenza tecnica che sembrava escludere
responsabilità degli uomini-radar. In sostanza, quando il pilota chiede il volo
a vista la responsabilità è tutta sua. Ma per i pm Mura e Allieri le cose non
stanno proprio così, non a caso hanno aperto un'inchiesta-bis per verificare
come mai il regolamento sul visual approach non fosse stato adeguatamente
pubblicizzato. La linea dell'accusa, condivisa dal giudice, è chiarissima: il
pilota si sarebbe dovuto informare sull'orografia, ecco perché i pm gli
addossano gran parte di responsabilità nello schianto che costò la vita al
pilota Helmut Zulner, al secondo Thomas Giacomuzzi, all'allievo Daniele
Giacobbe, ai chirurghi Alessandro Ricchi e Antonio Carta, del tecnico
perfusionista Gianmarco Pinna. Però, c'è un però: gli uomini-radar sapevano che
in quel punto il pilota non poteva vedere l'aeroporto, avrebbero insomma dovuto
avvisarlo, ecco perché i pm accollano a Scatena e Caponigri una colpa, seppur
ridotta al 30 per cento. Sarà dunque importante leggere, fra 90 giorni, le
motivazioni di un verdetto contestato apertamente dalla difesa: "Non ho
nessuna parola da dire perché tutte quelle che mi vengono in mente sono
inopportune", dice l'avvocato Massimiliano Ravenna che tutela Caponigri e
che lascia l'aula prima che il giudice completi la lettura del dispositivo
quando è però ormai chiaro che sarà un verdetto di colpevolezza. "Si
tratta della mia più grossa delusione professionale. Invito tutti a leggere la
consulenza dei tecnici scelti dai pm, dunque dall'accusa, e anche la
trascrizione del loro esame in udienza. Noi abbiamo effettuato indagini
difensive e due piloti, uno Meridiana l'altro Alitalia, hanno dichiarato che nei dialoghi tra pilota e torre di
controllo i termini tecnici per indicare l'orografia del terreno non esistono
proprio". Neanche l'avvocato Gianluigi Perra, che difende Scatena insieme
a Maria Bernarda Sanna, si aspettava la doppia condanna: "Sinceramente no,
anche perché la consulenza tecnica ha scagionato i controllori di volo,
e anche in aula gli esperti hanno chiarito tutti gli aspetti, senza
contraddizioni né senza dubbi. Aspettiamo di leggere le motivazioni poi
impugneremo la sentenza, questo è sicuro". L'avvocato Alberto Filippini,
parte civile per i familiari del pilota, offre invece una diversa chiave di
lettura: "Questa sentenza afferma un principio, la sicurezza dei voli non
è demandata a una sola persona. Gli uomini-radar sapevano che in quel punto
Zurner non poteva vedere l'aeroporto di Elmas, dovevano dunque comunicargli che
si trovava in una feritoria dei monti Sette Fratelli". MARIA FRANCESCA
CHIAPPE.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
18-03-2008)
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Politica Italiana
Pagina 106 il punto Ma il duello elettorale non decolla Il punto --> ROMA In
una campagna elettorale che rischia di avvitarsi attorno a polemiche come
l'allarme brogli (lanciato in via preventiva da Silvio Berlusconi), il recupero
o meno del Pd nei sondaggi (annunciato di nuovo da Franceschini) o gli inviti
al voto utile (che arrivano soprattutto dal Pdl ed irritano l'Unione di Centro
e la Sinistra Arcobaleno), i temi economici e finanziari offrono argomenti di
preoccupazione generale e fanno emergere convergenze e divergenze trasversali
agli schieramenti. RECESSIONE I miliardi bruciati sulle piazze borsistiche si
aggiungono al quadro già segnato da un prezzo del petrolio alle stelle, dai
timori per l'economia americana, dal fantasma di un riaccendersi dell'inflazione
in un contesto di stagnazione e da una irrisolta questione salariale. Questioni
su cui i partiti devono proporre soluzioni credibili; a cominciare dal destino
dell'Alitalia e dalla risposta da dare all'offerta (quanto meno non esaltante)
messa sul tavolo dalla compagnia francese. Walter Veltroni è andato all'attacco
parlando di un centrodestra diviso e incapace di governare, ed indicando come
esempi la vicenda dell'Alitalia (con Fini e la Lega su posizioni opposte) e quella delle
pensioni, su cui è stato lo stesso ex ministro Maroni ad escludere il
ripristino del sistema che porta il suo nome, il cosiddetto scalone (ossia il
passaggio senza gradualità al nuovo sistema), il cui fantasma era stato evocato
a seguito di alcune dichiarazioni di Berlusconi. Ma è stato lo stesso Maroni a
ributtare la palla nel campo di Veltroni e di tutto il centrosinistra a
proposito dell'altra vicenda evocata, ossia l'Alitalia,
sfidando il segretario del Pd a dire chiaramente quale sia la sua posizione di
fronte all'offerta arrivata dalla Francia, che ieri la Lega ha chiesto al
governo in carica di respingere immediatamente. La richiesta che Veltroni si
pronunci e, soprattutto, che sia Prodi a dire subito di no, ha un doppio
significato: serve a mettere la patata bollente in mano al centrosinistra
(anche se Veltroni ha distinto le posizioni del suo Pd dalla maggioranza
uscente, una scelta impopolare per il nord non ne aiuterebbe la campagna
elettorale in una regione importante come la Lombardia). IL SILENZIO DEL
CAVALIERE Il perdurante silenzio di Berlusconi, in effetti, è di difficile
lettura. Per Maroni va intepretato nel senso che la posizione del capo del Pdl
resta quella già espressa, che è uguale a quella della Lega; ma è anche vero
che se le cose stessero proprio così, Berlusconi non avrebbe avuto problemi a
ripetere il proprio giudizio. Invece Berlusconi tace; forse perchè alcune delle
sue ultime uscite non hanno trovato buona accoglienza. O forse perchè la sua
convenienza è comunque quella di lasciare tutto sul conto del governo Prodi.
Per Veltroni, invece, la campagna elettorale si gioca sulla volontà di
presentare il Pd come una risposta effettivamente nuova ai problemi del paese;
per questo insiste nel marcare le differenze programmatiche dal Pdl (contro
l'accusa di avere copiato rilanciata dal portavoce del Cavaliere, Bonaiuti). I
NANETTI E gli altri partiti? Se la Sinistra è un bersaglio polemico
privilegiato per Veltroni, per il Pdl l'obiettivo da colpire è, oltre alla
Destra, l'Unione di Centro. Che a sua volta respinge come infondati gli appelli
al voto utile e che, con Casini, risponde all'allarme di Berlusconi che l'unico
broglio è una normativa sulla par condicio svuotata a favore dei grandi
partiti, nel tentativo di levare spazio alle forze minori.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
18-03-2008)
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Politica Italiana
Pagina 107 Bruxelles vigilerà sull'operazione dopo i prestiti degli anni
scorsi. Confindustria: "Moratoria su Malpensa" Il monito della Ue:
"No ad aiuti di Stato" Bruxelles vigilerà sull'operazione dopo i
prestiti degli anni scorsi. Confindustria: "Moratoria su Malpensa"
--> ROMA Nell'ambito della vendita di Alitalia il governo dovrà comportarsi come un investitore privato,
indipendentemente dalle azioni che saranno messe in campo. E la Commissione
europea "vigilerà affinché questo principio venga rispettato". Questo
il monito lanciato ieri da Bruxelles all'Italia sulla cessione di Alitalia ad Air France-Klm. Allo stesso tempo, in Italia, Emma
Marcegaglia, presidente designato di Confindustria, ha invece rivolto
l'ennesimo appello a governo e Air France per una moratoria su Malpensa.
L'ESAME DELLA UE Le modalità dell'operazione non sono ancora del tutto note e
tanto meno sono state notificate ufficialmente ai servizi della Commissione Ue.
Ma davanti all'ipotesi di un nuovo prestito ponte garantito dallo Stato per
assicurare la sopravvivenza della compagnia - almeno fino all'iniezione di
liquidità che dovrebbe arrivare dall'acquirente - Michele Cercone, portavoce
del vicepresidente della Commissione europea responsabile per i trasporti,
Jacques Barrot, ricorda che Alitalia ha già ricevuto
aiuti di Stato nel
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
18-03-2008)
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Politica Italiana
Pagina 107 Alitalia, il Tesoro dice sì. La Borsa no
Accettata l'offerta di Air France dopo il crollo a Piazza Affari --> Accettata
l'offerta di Air France dopo il crollo a Piazza Affari Il Tesoro dice sì alla
proposta di Air France, anche se il governo non prende una decisione formale.
All'interno dell'esecutivo, tuttavia, sono molte le voci critiche. E ieri maxi crollo in Borsa per Alitalia. ROMA Via
libera dal Tesoro all'offerta vincolante di Air France-Klm per acquisire l'Alitalia. Il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, ha informato
il Consiglio dei ministri dei termini della proposta del gruppo
franco-olandese, accolta dal cda dell'ex compagnia di bandiera.
L'azionista ha così annunciato che invierà una lettera ad Alitalia
contenente l'impegno ad aderire alle offerte pubbliche di scambio delle azioni
e di acquisto delle obbligazioni per tutti i titoli detenuti dal Tesoro (che ha
il 49,9%). Una decisione, quest'ultima, sulla quale il presidente del
Consiglio, Romano Prodi, "ha espresso condivisione", come precisato
ieri sera da una nota di Palazzo Chigi, diffusa al termine della riunione.
Nella lettera, "viene inoltre specificato che gli impegni assunti non
saranno vincolanti nel caso in cui uno più soggetti lancino un'offerta pubblica
concorrente e il ministero accetti". IL CDM Il consiglio dei ministri non
si è pronunciato formalmente sull'offerta, e la decisione di non decidere
potrebbe essere letta con un avvallo alla scelta del Tesoro. Inoltre,
l'esecutivo non ha posto formalmente alcun paletto ad Air France, mentre la
sinistra radicale, da una parte, e la Lega Nord, dall'altra, continuano a
esprimere dubbi e perplessità. Alla riunione mancavano molti ministri, tra cui
proprio i più critici, come Antonio Di Pietro, e i rappresentanti della
sinistra radicale Paolo Ferrero, Fabio Mussi e Alfonso Pecoraro Scanio. Ma le
loro preoccupazioni per i tagli annunciati da Air France sono stati
abbondantemente espressi fuori da Palazzo Chigi. Da una parte lo stesso Prodi,
secondo quanto riferito da alcuni partecipanti, avrebbe riconosciuto che
l'offerta è peggiorativa rispetto a quello che ci si aspettava all'inizio. La
preoccupazione di Di Pietro, invece, è legata al futuro dell'aeroporto di
Malpensa. Il ministro delle Infrastrutture ha bollato la proposta dei
transalpini come "umiliante", e il piano "è finalizzato
unicamente al profitto dell'offerente". Ma anche nell'opposizione non c'è
unanimità: la Lega Nord è la più intransigente. Roberto Maroni, prima della riunione
del Consiglio dei ministri aveva chiesto che il governo bocciasse Air France:
"È una proposta inaccettabile e offensiva perché rappresenterebbe la morte
di Malpensa". LA BORSA Intanto, ieri Alitalia ha
avuto in Piazza Affari una seduta drammatica (-26,76% a 0,39 euro) travolta
dagli ordini di vendita, all'indomani dell'approvazione del cda dell'offerta
del gruppo d'oltralpe, che a Parigi ha chiuso in ribasso del 4,38% a 15,28
euro. Alitalia non viveva un crollo di queste
proporzioni dal 10 maggio del 1994. Il titolo è stato sottoposto a fortissimi
strappi oscillando tra un minimo di 0,33 euro (-38,1%) e un massimo di 0,42
euro (-19,57%). La capitalizzazione di mercato della compagnia di bandiera è
scesa a 540 milioni di euro circa. Poco, ma sempre più di quanto offerto da Air
France che, nella sua proposta carta contro carta (un'azione Air France contro
160 titoli Alitalia), valuta le azioni del gruppo
guidato da Maurizio Prato 0,095 euro ciascuna, attribuendo al gruppo un valore
di 132 milioni di euro circa. MALPENSA Resta, poi, il nodo Malpensa, con il
rischio di risarcimento danni per 1,25 miliardi chiesto dalla società di
gestione Sea ad Alitalia per il taglio dei voli. Air
France-Klm ha chiesto che venga scongiurato il pericolo, con il ritiro della
causa (proposta bocciata dalla Sea) o con l'impegno del Tesoro a indennizzare
la società. Per cercare la soluzione, sarebbero in corso contatti tra Palazzo
Chigi e Milano e il premier avrebbe sentito il sindaco Letizia Moratti.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
18-03-2008)
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Politica Italiana
Pagina 107 I sindacati Oggi l'incontro con Spinetta Epifani chiede
"risposte vere" I sindacati. Oggi l'incontro con Spinetta --> ROMA
"Il sindacato ha le spalle larghe per dire un sì o un no, con tutte le
conseguenze che ciò comporta", avverte il leader della Cgil Guglielmo
Epifani alla vigilia dell'incontro con il numero uno di Air France-Klm,
Jean-Cyril Spinetta, a Roma per strappare un sì al progetto
di acquisizione di Alitalia. Non sarà facile. I sindacati chiederanno un confronto vero,
pronti ad abbandonare il tavolo se i francesi non lasceranno spazi, presentando
un piano da prendere o lasciare. Raggiungere un accordo, e in tempi stretti, è
tra le condizioni necessarie poste da Air France-Klm per chiudere l'operazione.
Ma la posizione dei sindacati è chiara: il rischio fallimento alle porte impone
una soluzione in tempi brevissimi ma, dice chiaramente Epifani, servono
"margini per una trattativa", e "se non ci fossero ne trarremo
le conseguenze. Prendere o lasciare non è la tattica migliore". CLIMA TESO
L'Ugl accenna al rischio di "un forte disagio proprio in concomitanza con
il periodo pasquale". "Sono ottimista, credo di poter raggiungere un
accordo", aveva detto Spinetta dopo primi incontri a Roma, lo scorso
gennaio. Il manager dovrà gestire un difficile gioco di equilibrio tra la
necessità di trovare un accordo e i pochi margini di modifica per un'offerta
già presentata. Con tempi strettissimi: l'intesa va siglata entro il 31 marzo.
IL CONFRONTO Il tavolo si apre oggi, per poi eventualmente proseguire
mercoledì. E se il confronto andrà avanti Spinetta tornerà ancora a Roma subito
dopo Pasqua. I francesi vogliono sfruttare ogni ora disponibile, sanno di
giocare su questo tavolo una delle partite più delicate. Oggi, con Spinetta, a
ricevere i sindacalisti ci saranno il presidente di Alitalia,
Maurizio Prato, e i vertici di Fintecna e Az Servizi. Presenteranno i contenuti
industriali dell'operazione, il piano di ristrutturazione e rilancio che
accompagna l'offerta. Il nodo più delicato è il futuro delle attività gestite
da Az Servizi (controllata da Fintecna) che solo in parte Air France vuol
riportare nel perimetro del gruppo Alitalia. Mentre
sul fronte dei piloti c'è forte attenzione sul cargo, attività che per i
francesi va gradualmente chiusa. Se arriveranno "risposte su occupazione,
perimetro aziendale, rilancio e investimenti, bene. Se le risposte saranno di
segno opposto anche il nostro giudizio lo sarà", dice Epifani. Anche per
il numero uno dell'Ugl, Renata Polverini, l'apertura di un tavolo "non può
tradursi in un atteggiamento di passivo recepimento di quanto deciso dal cda
franco olandese". Per l'Unione Piloti "ha molto il sapore di una
richiesta di resa incondizionata".
( da "Voce d'Italia, La" del 18-03-2008)
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Economia La
Commissione vigilera' sul rispetto dei principi fissati da Bruxelles Alitalia: no dell'Ue agli aiuti di Stato Il prestito di 300
milioni di euro deve essere fornito dal Tesoro a condizioni di mercato
Bruxelles, 18 mar.- Alitalia “non può più beneficiare
di aiuti di Stato”. E' quanto ha sottolineato Michele Cercone, portavoce del
commissario Ue ai Trasporti Jacques Barrot, parlando degli ultimi sviluppi sul
caso Alitalia e dell'ipotesi di un prestito ponte.
Bruxelles non potrà accettare “interventi che non rispettino il principio
dell'investitore privato”, perciò eventuali misure pubbliche dovranno
rispettare le condizioni di mercato. Cercone ha ricordato che Alitalia ha già beneficiato in passato di aiuti di Stato
(nel 1997 versati nel 2001) e quindi, in base al principio “one time, last
time” (“una volta, ultima volta”) non potrà più ricevere questo genere di
sostegno. “Lo Stato italiano - ha aggiunto - è in parte proprietario di Alitalia quindi qualunque intervento deve basarsi sul
principio dell'investitore privato”. In questa cornice, ha ammonito, “sarebbe
prudente che le autorità italiane lavorassero a stretto contatto con la
Commissione per assicurare il buon esito dell'operazione”. L'esecutivo Ue fa
sapere che fino ad ora, comunque, non è giunta nessuna notifica ufficiale
dell'operazione di Air France-Klm su Alitalia. Da
parte sua la Commissione “vigilerà affinché vengano rispettati” i principi
previsti da Bruxelles; mentre sulla tempistica dell'eventuale prestito ponte
-stimato in 300 milioni di euro- l'esecutivo Ue non si esprime, sottolineando
che l'aspetto che interessa sono “le condizioni in cui viene concesso”.
( da "Voce d'Italia, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia La
Commissione vigilera' sul rispetto dei principi fissati da Bruxelles Alitalia: no dell'Ue agli aiuti di Stato Il prestito di 300
milioni di euro deve essere fornito dal Tesoro a condizioni di mercato
Bruxelles, 18 mar.- Alitalia “non può più beneficiare
di aiuti di Stato”. E' quanto ha sottolineato Michele Cercone, portavoce del
commissario Ue ai Trasporti Jacques Barrot, parlando degli ultimi sviluppi sul
caso Alitalia e dell'ipotesi di un prestito ponte.
Bruxelles non potrà accettare “interventi che non rispettino il principio
dell'investitore privato”, perciò eventuali misure pubbliche dovranno
rispettare le condizioni di mercato. Cercone ha ricordato che Alitalia ha già beneficiato in passato di aiuti di Stato
(nel 1997 versati nel 2001) e quindi, in base al principio “one time, last
time” (“una volta, ultima volta”) non potrà più ricevere questo genere di
sostegno. “Lo Stato italiano - ha aggiunto - è in parte proprietario di Alitalia quindi qualunque intervento deve basarsi sul
principio dell'investitore privato”. In questa cornice, ha ammonito, “sarebbe
prudente che le autorità italiane lavorassero a stretto contatto con la
Commissione per assicurare il buon esito dell'operazione”. L'esecutivo Ue fa
sapere che fino ad ora, comunque, non è giunta nessuna notifica ufficiale
dell'operazione di Air France-Klm su Alitalia. Da
parte sua la Commissione “vigilerà affinché vengano rispettati” i principi
previsti da Bruxelles; mentre sulla tempistica dell'eventuale prestito ponte
-stimato in 300 milioni di euro- l'esecutivo Ue non si esprime, sottolineando
che l'aspetto che interessa sono “le condizioni in cui viene concesso”.
( da "Campanile, Il" del 18-03-2008)
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Alitalia, l'Ue blocca il Tesoro:
"Nessun aiuto di Stato" La compagnia ne ha già beneficiato nel '97 e
nel '01. Oggi il confronto tra i vertici di Air France e le parti sociali
Nessun aiuto di Stato per Alitalia. Questo è il
responso dell'Ue, sull'ipotesi che il Tesoro conceda un nuovo prestito ponte di
300 milioni di euro e che arriva poco dopo la sospensione dal listino del
titolo per
eccesso di ribasso, poco dopo, riammesso. Secondo il portavoce del ministro dei
Trasporti dell'Unione, Jacques Barrot, Michele Cercone, la compagnia di
bandiera "ha già beneficiato di un aiuto alla ristrutturazione autorizzato
nel 1997 e confermato nel 2001" e quindi sfuma anche l'ipotesi che il
ministero dell'Economia conceda una linea di credito da rimborsarsi dopo un
aumento di capitale. Intanto oggi, a due giorni dal via libera del Cda della Magliana
all'offerta di Air France, la compagnia guidata da Spinetta, se la dovrà vedere
con i sindacati, pronti a dare battaglia, soprattutto sugli esuberi. Insomma,
il verdetto dell'Europa e l'aut aut dei sindacati, complicano una situazione
già in parte compromessa. La Commissione europea, dal canto suo, ricorda che
non potrà esserci nessun sostegno finanziario a condizioni che non siano
accettabili da un investitore privato. Questo, in base al principio che vige
nel settore dei trasporti, e che consente l'autorizzazione di un solo aiuto di
Stato, "aiuto del quale Alitalia ha già
beneficiato". Il portavoce, poi ha avvertito, che la Commissione vigilerà
sul rispetto di questo principio. Un altro portavoce ha precisato che l'accordo
per la vendita di Alitalia ad Air France "non è
stato ancora notificato ufficialmente alla Commissione europea", autorità
competente in materia di antitrust. Più in generale, Cercone ha osservato che
"sarebbe prudente che le autorità italiane lavorassero in stretta collaborazione
con la Commissione europea per assicurare il buon esito dell'operazione".
Ma vediamo in sintesi qual è il piano di Air France. Il Tricolore e il marchio Alitalia avranno la stessa considerazione all'interno del
nuovo gruppo. Però, allo stesso tempo, per arrivare all'integrazione, la
compagnia dovrà rispettare diverse condizioni sospensive dell'accordo e
sopportare tre anni di sacrifici. Per tornare, dal
( da "Liberazione" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia, crolla il titolo in Borsa L'Ue:
niente aiuti di Stato Roberto Farneti Una resa umiliante. E' questa, di fatto,
la condizione che Air France-Klm pone ai sindacati e allo Stato italiano per
comprarsi l'Alitalia. Da questo punto di vista, il
consiglio dei ministri convocato d'urgenza nella tarda serata di ieri - senza
decidere nulla - è solo un atto tardivo, giunto al termine di una giornata
drammatica, nella quale il titolo Alitalia ha accusato
in Borsa un tonfo del 26,7%. Il problema è che la proposta "prendere o
lasciare" gettata sul tavolo dal colosso franco-olandese, che ha già
ottenuto il via libera dal cda di via della Magliana, è solo l'epilogo di una
vicenda, quella della privatizzazione, gestita dall'ala prodiana del governo in
modo consapevolmente suicida. Fin dall'inizio, infatti, è apparso chiaro che
l'obiettivo del Tesoro era quello di liberarsi in fretta di una azienda in
perdita e non di provare a mantenere in Italia una compagnia forte, attraverso
cui conservare il controllo di un settore strategico, quale è il trasporto
aereo. Ora, al termine della trattativa in esclusiva, la verità è venuta a
galla: ad Air France non interessa affatto di avere con l'Alitalia
un rapporto più o meno "alla pari", come con Klm; semplicemente,
vuole utilizzarla come cavallo di Troia per insediarsi nel quarto mercato
europeo, con l'unico ovvio obiettivo di fare i propri interessi. Tutto ciò
emerge con chiarezza dal piano, il quale "prevede - spiega il segretario
della Filt Cgil, Fabrizio Solari - una flotta che al 2010 si attesta a 137
aeromobili di cui 20 di lungo raggio, con una riduzione di 49 aeromobili (9 di
lungo raggio)". Inoltre prosegue il sindacalista "il numero di
passeggeri-Km-offerti subirà una riduzione di circa il 10%, concentrata nei
segmenti più significativi dell'internazionale (meno 19%) e
dell'intercontinentale (meno 6%). Praticamente tutto il mercato del nord Italia
viene asservito alle esigenze di crescita dell'hub di Parigi, rendendo vano
l'investimento infrastrutturale ancora in corso su Malpensa". A tutto
questo si aggiunge l'uscita dall'attività Cargo (trasporto merci) pianificata
nel 2010 e l'assoluta mancanza di prospettive per i servizi di terra, che in
larga parte resterebbero nelle mani di Fintecna. Risultato: 8mila esuberi, di
cui
( da "Liberazione" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Ugo Boghetta* Così
non si può! Air France con Alitalia gioca come il
gatto con il topo. Ed ormai il topo sembra non aver via d'uscita. Le ultime
mosse e proposte avanzate dai francesi sono unghiate in faccia: in AZ fly 1700
esuberi, 42 aerei a terra, ridimensionamento del volato nazionale,
internazionale, intercontinentale. Nulla su Alitalia Servizi: altri 8000 lavoratori in bilico, fra cui l'area tecnica
di Napoli. Si aggiungono le migliaia che saltano a Malpensa per il ritiro
unilaterale di Alitalia medesima. Questa è la situazione: oltre 10.000 i posti di lavoro
in pericolo, un massacro occupazionale, la fine di un vettore al servizio del
sistema paese, un'altra debacle industriale. Ma chi ha cacciato il topo
nell'angolo? Le difficoltà di Alitalia nascono nel
lontano 1992/1993, e da allora si sono succeduti vari governi, fra cui due
volte Berlusconi e Prodi. Il quinquennale governo Berlusconi/An/Lega ha avuto
l'opportunità di un rilancio di Alitalia come
compagnia integrata dopo forti lotte dei lavoratori. Si scelse, invece, di
scorporare Alitalia in due e di preparare la svendita.
Nel frattempo si imponeva ad Alitalia anche un ruolo
su Malpensa che mal si addiceva ad un'azienda in crisi. Un aeroporto, per
altro, che è stato un fiasco progettuale: costruito dentro un parco, con zone
ampiamente popolose nei dintorni, con collegamenti mancanti, e con medi
aeroporti ogni
( da "Tempo, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa
alitalia Sindacati in trincea, Spinetta vuole l'intesa Faccia a faccia tra Air
France e i sindacati. Oggi il numero uno dei francesi, Jean-Cyril Spinetta,
incontra le organizzazioni dei lavoratori per cercare il via libera all'offerta
d'acquisto per Alitalia. I"Il sindacato ha le spalle
larghe per dire un sì o un no, con tutte le conseguenze che ciò comporta",
avverte il leader della Cgil Guglielmo Epifani. sindacati chiederanno un
confronto vero, pronti a lasciare il tavolo se i francesi non lasceranno spazi
presentando un piano da prendere o lasciare. Raggiungere un accordo, e in tempi
stretti, è tra le condizioni necessarie poste da Air France-Klm per chiudere
l'operazione. Ma la posizione dei sindacati è chiara: il rischio fallimento
alle porte impone una soluzione in tempi brevissimi ma, dice chiaramente
Epifani, servono "margini per una trattativa", e "se non ci
fossero ne trarremo le conseguenze. Prendere o lasciare non è la tattica
migliore. Non lo è per il sindacato". Clima teso. L'Ugl accenna al rischio
di "un forte disagio proprio in concomitanza con il periodo
pasquale". Mentre per l'SdL "in assenza di un quadro di chiarezza e
di garanzie sarà inevitabile l'avvio di una mobilitazione generale".
L'intesa va siglata entro il 31 marzo. Il tavolo potrebbe proseguire domani. E
se il confronto andrà avanti Spinetta tornerà ancora a Roma subito dopo Pasqua.
I francesi vogliono sfruttare ogni ora disponibile, sanno di giocare su questo
tavolo una delle partite più delicate. Oggi, con Spinetta, a ricevere i
sindacalisti ci saranno il presidente di Alitalia,
Maurizio Prato, ed i vertici di Fintecna e Az Servizi.
( da "Tempo, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa
il futuro di alitalia La trattativa capestro non è affatto finita Oggi 18
marzo, la cura di AirFrance-Klm per Alitalia verrà
presentata ai sindacati e forse si pronuncerà anche il Governo Prodi. è una
cura pesante: un acquisto di 160 azioni Alitalia per un'azione
AirFrance-Klm, un aumento di capitale previsto per giugno (e dopo che l'erario abbia effettuato un
prestito-ponte di 300 milioni di euro alla compagnia di bandiera per
consentirle di sopravvivere), 1600 dipendenti in esubero e sino a 5000 (alcune
fonti parlano di 8500) da trasferire ad amministrazioni pubbliche, un taglio
del 20% delle rotte, la perdita dello status di "hub" per Malpensa e
lo smantellamento di Alitalia Cargo. Inoltre, un
decreto legge convertito dal Parlamento dovrebbe bloccare il contenzioso con
Malpensa. Nel conglomerato AirFrance-Klm, Alitalia
conserverebbe il marchio di compagnia di bandiera, il logo, le uniformi; un
italiano, inoltre, farebbe parte del CdA della holding. Sono condizioni molto
più dure di quelle che ci si aspettava, o che si auspicava, poco più di due
mesi fa quando si diede inizio alla trattativa in esclusiva. Gli auspici - lo
sappiamo - non corrispondono sempre alle aspettative. A questo punto, è futile
chiedersi chi ha sbagliato nella procedura di privatizzazione cominciata nel
dicembre 2006. Il Tempo ha commentato, passo passo, i vari errori commessi; ha
anche delineato possibili soluzioni. Avvertendo che man mano che passava il tempo,
la situazione si faceva sempre più grave. Al momento, non pare ci siano
alternative alla proposta AirFrance-Klm; non c'è stata nessuna smentita ai
dati, pubblicati, sulla apparente poca consistenza finanziaria e industriale di
una mai completata contro-offerta di AirOne. Nel contempo, la situazione della
liquidità di Alitalia si è fatta sempre più
drammatica; da qui il ricorso al prestito-ponte. Ora si è giunti prossimi alla
teoria economica del suicidio formulata da Gary Becker negli Anni '60, ma innovata
da Daniel Hamermesh e Neal Soss in un fondamentale saggio pubblicato un quarto
di secolo fa nel "Journal of Political Economy". In breve, seguendo
Hamermesh e Soss, anche se Alitalia desse valore zero
alla propria sopravvivenza, ci sarebbe un valore d'opzione (a fronte di un atto
così irreversibile): aspettare per vedere se qualcosa migliora.
Paradossalmente, AirFrance-Klm operano proprio su questo "valore di
opzione"; il prezzo che offrono è così basso perché si tratta di una
"opzione call", la facoltà, non l'obbligo, di rimettere in senso la
malridotta compagnia in un contesto di grande incertezza in materia di
trasporto aereo in generale (e di relazioni industriali in Italia, in
particolare). è proprio prendendo spunto da questo "valore di opzione"
che Alitalia, il cui CdA ha già approvato l'offerta
AirFrance-Klm, ha un sentiero, stretto ed in salita, da percorrere: affinare i
dettagli della transizione.
( da "Quotidiano.net" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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"Sì ad Air France-Klm" La parola ora passa ai sindacati Titolo
sospeso per eccesso di ribasso Il Tesoro si impegna ad aderire all'offerta
vincolante della compagnia franco-olandese. Dall'opposizione Gianfranco Fini
vede "luci e ombre" Roma, 17 marzo 2008 - Via libera del Governo
all'offerta vincolante presentata da Air France-Klm per l'acquisizione
di Alitalia. L'esecutivo ha dato parere favorevole al piano industriale
proposto dalla compagnia franco-olandese, già approvato sabato scorso dal cda
di Viale della Magliana. Ora il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa,
invierà ad Alitalia una lettera con l'impegno ad aderire sia all'Offerta pubblica di
scambio per il 100% delle azioni Alitalia sia a
quella di acquisto per il 100% delle obbligazioni convertibili da parte di Air
France-Klm. All'incontro di Palazzo Chigi erano presenti solo dodici ministri,
data la convocazione urgente ed il fatto che molti si trovano fuori Roma in
campagna elettorale. Il semaforo verde del ministero dell'Economia, condiviso
dal Presidente del Consiglio Prodi, è una delle condizioni sospensive poste da
Air France-Klm per la validità dell'offerta di Parigi. L'altra condizione
vincolante è l'ok dei sindacati, che infatti entreranno in campo domani. Nel
pomeriggio i sindacati incontreranno a Roma il manager francese, Jean-Cyril
Spinetta e l'ad della ex compagnia di bandiera, Maurizio Prato. Il leader della
Cgil, Guglielmo Epifani, avverte che è necessario un margine di contrattazione:
"Sarà il giorno della verità, andremo a vedere questo fantomatico piano
che abbiamo letto sui giornali e capiremo se ci può essere o no il nostro
consenso". Proprio oggi è arrivato, intanto, il monito della Commissione
europea. Bruxelles non accetterà una vendita che comporti aiuti di Stato: Alitalia ha già beneficiato di sostegni, quindi "non
potrà esserci nessun altro aiuto finanziario - ha detto un portavoce - a
condizioni che non siano accettabili da un investitore privato". Intanto
da Confindustria il presidente designato, Emma Marcegaglia, si dice
preoccupata. "Mi pare - ha sottolineato - che la proposta di Air France
sia stata accettata. è importante che non si vada ad uno smantellamento dei
voli da Malpensa perchè questo sarebbe un danno molto pesante per il Nord
Italia. Così com'è - ha aggiunto - la proposta prevede invece una grossa
riduzione dei voli da Malpensa. Credo che ci vorrebbe o una logica di
moratoria, o un qualche cosa che lasci spazio a Malpensa per ritrovare altre
Compagnie che vogliono volare da quello scalo". "I sindacati faranno
le loro valutazioni - ha detto il ministro degli Esteri Massimo D'Alema - e li
ascolteremo con grande interesse e rispetto. Neppure Air France vuole il
conflitto con i lavoratori". Dall'opposizione Gianfranco Fini vede
"luci e ombre" nell'offerta di Air France per Alitalia.
Parlando al Tg5 il leader di An ricorda che "l'Alitalia
rischia di fallire" e ritiene "positivo il fatto che Air France abbia
garantito che il marchio tricolore rimane", mentre è "negativo il
fatto che il piano industriale preveda molti esuberi e che non preveda
sufficienti investimenti per il rilancio". Per chi si oppone all'ipotesi
Air France-Klm rimane una sola speranza. Il comunicato di palazzo Chigi pone
nell'ultimo capoverso una condizione: nella lettera che Padoa Schioppa invierà
all'Alitalia verrà specificato che "gli impegni
assunti non saranno vincolanti nel caso in cui uno o più soggetti lancino una
offerta pubblica concorrente migliorativa e il ministero accetti tale offerta.
Ciò al fine di tutelare i principi di trasparenza e non discriminazione
previsti dalla normativa sulle privatizzazioni e in linea con la disciplina
delle offerte pubbliche". Oggi, intanto, per Alitalia
è stata una seduta drammatica a Piazza Affari dopo l'offerta vincolante di Air
France. La compagnia di bandiera ha infatti chiuso la giornata segnando un
ultimo prezzo di 0,392 euro (-26,59%) dopo aver toccato, in corso di seduta, un
minimo di 0,33 euro (-38,11%). E' giusto vendere Alitalia
ad AirFrance-Klm?IL MONITO Ue: "No agli aiuti di Stato" - LUNEDI'
NERO Borse a picco, bruciati 304 miliardi - BANKITALIA "Montepaschi, sì
all'acquisizione di Antonveneta" Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email:
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( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 66 del 2008-03-18
pagina 0 Alitalia crolla: il titolo cede un altro 19%
di Redazione Dopo una giornata di passione, con picchi minimi del 26% e l'ok
del cdm all'offerta francese, il titolo perde il 10,5% dopo pochi minuti e non
riesce a essere ammesso. Oggi l'incontro con i sindacati per discutere il piano
di Air France. Bonanni: "Gli esuberi? Col piano sono 7mila" Milano -
Nemmeno l'ok del consiglio dei ministri alla vendita ad Air France sblocca la
situazione di Alitalia in Borsa. Apertura molto volatile
per il titolo della compagnia di bandiera, sospeso dopo pochi minuti per
eccesso di ribasso, e riammesso solo in tarda mattinata. Oggi si tiene
l'incontro fra i vertici del vettore e i sindacati dopo il via libera
all'offerta di Air France del consiglio dei ministri. Crolla il titolo a piazza
Affari Non si arrestano le vendite su Alitalia a
Piazza Affari, dove i titoli della compagnia di bandiera sono stati sospesi per
eccesso di ribasso sul prezzo di controllo quando facevano segnare un calo del
10,51% a 0,35 euro. In pochi minuti sono passati di mano 2,4 milioni di pezzi
quando la media per un'intera seduta dell'ultimo mese è di 6,9 milioni. Alitalia, sospesa per eccesso di ribasso pochi minuti dopo
l'avvio di seduta, viene riammesso nel mercato solo in tarda mattinata, ma il
titolo perde il 19,20% a 0,31 euro. Bonanni: "Con questa offerta 7mila
esuberi" Il piano di Air France-Klm per l'acquisizione di Alitalia comporta circa 7.000 esuberi. Lo ha detto il
segretario della Cisl Raffaele Bonanni, intervenendo a "Panorama del
giorno" su Canale5. "Se dovessimo vedere confermate le intenzioni di
Air France e del governo, che ci manda nudi alla trattativa con i francesi, gli
esuberi dovrebbero essere circa settemila. Una cifra impressionante, un dato
molto diverso da quello che il governo aveva detto sostenendo che proprio il
basso numero di esuberi era il motivo per cui la scelta era stata indirizzata
verso Air France e non verso altri", ha detto Bonanni. L'offerta di Air
France-Klm prevede circa 1700 esuberi nella parte Fly, il resto presumibilmente
viene da Az servizi, che gestisce i servizi di terra, anche se un dato
ufficiale non è stato ancora reso noto. "Dal governo atteggiamento
detestabile" Secondo Bonanni il governo ha avuto nella vicenda Alitalia un "comportamento assolutamente
detestabile". "Il governo non prende una posizione chiara, in modo
tale da garantire dei punti di approdo. Allora, fanno tutto in silenzio, fanno
tutto da soli e poi all'ultimo momento vogliono scaricare sulle nostre spalle
la decisione, cucinano questa ministra acida e ci dicono 'o la mangi inacidendo
anche tu, altrimenti ti prendi le responsabilità della minestra acida'",
ha detto Bonanni. La Moratti: "Il fallimento non è una catastrofe"
Letizia Moratti, sindaco di Milano e primo azionista dei Sea, la società che
gestisce gli aeroporti milanesi, compresa Malpensa, non fa
marcia indietro sulla causa intenta contro Alitalia per gli
accordi disattesi sullo scalo di Malpensa, chiedendo un indennizzo di 1,25
miliardi di euro. "L'azione risarcitoria - dice in un'intervista
rilasciata a Repubblica - è stata a lungo mediata e si basa su argomenti
solidi. Alitalia ha disatteso l'impegno assunto: fare di Malpensa il suo hub.
Una rinuncia da parte nostra è impensabile". Non solo. Il sindaco di
Milano spiega che un fallimento di Alitalia non
"è una catastrofe". "Prima di arrivare al fallimento - spiega la
Moratti - è sempre doveroso cercare un'altra soluzione, sebbene, lo ripeto,
neppure il fallimento significhi di per sè una catastrofe. Alitalia
si è resa responsabile di scelte sbagliate. In seguito agli accordi con i
sindacati romani ha speso 200milioni all'anno solo per le trasferte a Malpensa
del personale residente nella capitale". Il sindaco di Milano, in un
passaggio dell'intervista invita Alitalia, Sea e Air
France a sedersi intorno ad un tavolo, "studiamo una revisione del prezzo
- Air France paghi di più - e un'ipotesi di transizione che tenga conto degli
investimenti da noi pianificati, un miliardo di euro, cento dei quali già spesi
solo quest'anno". Il "Finacial Times: qual è il gioco di Spinetta?
Con il prezzo offerto per Alitalia, appena 10
centesimi per azione, ma soprattutto le condizioni poste all'acquisizione,
l'amministratore delegato di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, sta cercando
di assicurarsi le massime possibilità di successo sull'integrazione del vettore
italiano, oppure, all'opposto, ha scelto una "maniera elegante" per
defilarsi da un'operazione ad altro rischio, che sindacati e politici
giudicheranno "semplicemente impossibile". Lo afferma l'editorialsita
del Financial Times Paul Betts, nella consueta rubrica European View. "è
troppo presto - secondo Betts - per capire quale gioco stia giocando Spinetta,
astuto negoziatore e abile stratega". Il vettore franco olandese è sempre
stato interessato a Alitalia, "o quantomeno al
suo mercato", e si tratta di una compagnia che conosce molto bene avendone
controllato per anni una quota del 2%. Ciò che conta davvero non è il prezzo,
prosegue l'articolo, il vero costo sarà nel tempo da dedicare al vettore
italiano una volta rilevato. "Questo spiegherebbe per quale motivo
Spinetta voglia ottenere degli impegni di ferro da pate dei sindacati". Un
altro fattore da considerare è che questa operazione potrebbe segnare l'avvio
di una nuova ondata di consolidamenti nell'industria del trasporto aereo Ue,
che vede coinvolte la britannica Bmi, la spagnola Iberia e forse la scandinava
Sas. "Solitamente in queste situazioni il primo a muoversi finisce per
pagare più degli altri e per fare da apripista, Spinetta - conclude Betts - non
vuole cadere in questa trappola". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via
G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Secolo XIX, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
"Salvo proposte
più vantaggiose" ROMA. Via libera del governo ad Air
France-Klm per l'acquisizione di Alitalia.
L'annuncio è arrivato nella serata di ieri, dopo una giornata convulsa durante
la quale si sono susseguite, da parte di politici e sindacalisti, critiche
all'offerta proveniente dal gruppo franco-olandese e mentre il titolo ha chiuso
con un ribasso del 20%. In questo quadro la decisione del governo è una
sconfessione dell'atteggiamento sindacale e un invito a sedersi al tavolo delle
trattative con i francesi. Tutte le sigle sindacali, che oggi incontreranno i
vertici di Alitalia e il numero uno di Air France-Klm,
Jean Cyril Spinetta, si sono dette contrarie ad accettare il piano industriale
francese se non ci saranno modifiche. Intanto, però, sono state messe con le
spalle al muro dal governo che ha dato il suo sì all'offerta lasciando ai
sindacati la sola possibilità di andare a un negoziato che i francesi vogliono
chiudere entro il 31 marzo. Bruxelles, intanto, ha espresso dubbi sul prestito
da 300 milioni, richiesto da Air France-Klm per consentire ad Alitalia di arrivare all'aumento di capitale previsto dopo
la chiusura dell'operazione. F. Ferrari e Lombardi >> 3 18/03/2008.
( da "Voce d'Italia, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Si' del Tesoro alla compagnia d'Oltralpe: il giorno dopo Alitalia, sindacati: valutano offerta Air France Bonanni:" Il
Governo ci ha escluso dalla trattativa con AirFrance" Roma, 18 mar. - Sono
bastati pochi minuti dall'inizio della seduta quotidiana di Piazza Affari per
far chiudere il titolo di Alitalia per eccesso di ribasso.
Oggi è il giorno dell'incontro con il Presidente di AirFrance-Klm Spinetta.
Bonanni, segretario della Cisl, attacca duramente il governo uscente: "Ci
ha lasciato all'oscuro di tutto, comportamento detestabile che ci ha lasciato
nudi di fronte alle richieste di Air France. Non era mai accaduto che si
rifiutasse di parlare con i sindacati. A testimonianza di ciò la malgestione
dei cargo per salvare Malpensa, ma ovviamente anche qui è saltato tutto. Se
vengono confermate le stime di Air France, ci saranno 7000 esuberi". E' lo
sfogo di chi dal Governo Prodi non è proprio stato ascoltato. Bertinotti, in
colloquio con il "Riformista" spiega: " non bisogna
accontentarsi dei 4 soldi di Air France; la situazione è ormai compremessa, ma
bisognava pensare ad una soluzione come quella di Marchionne per la Fiat.
Perchè non se ne è mai parlato? Serve una riprogettazione su un terreno dei
valori del modello industriale e del modello economico-sociale". Andrea
Morelli.
( da "Voce d'Italia, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Si' del Tesoro alla compagnia d'Oltralpe: il giorno dopo Alitalia, sindacati: valutano offerta Air France Bonanni:" Il
Governo ci ha escluso dalla trattativa con AirFrance" Roma, 18 mar. - Sono
bastati pochi minuti dall'inizio della seduta quotidiana di Piazza Affari per
far chiudere il titolo di Alitalia per eccesso di ribasso.
Oggi è il giorno dell'incontro con il Presidente di AirFrance-Klm Spinetta.
Bonanni, segretario della Cisl, attacca duramente il governo uscente: "Ci
ha lasciato all'oscuro di tutto, comportamento detestabile che ci ha lasciato
nudi di fronte alle richieste di Air France. Non era mai accaduto che si
rifiutasse di parlare con i sindacati. A testimonianza di ciò la malgestione
dei cargo per salvare Malpensa, ma ovviamente anche qui è saltato tutto. Se
vengono confermate le stime di Air France, ci saranno 7000 esuberi". E' lo
sfogo di chi dal Governo Prodi non è proprio stato ascoltato. Bertinotti, in
colloquio con il "Riformista" spiega: " non bisogna
accontentarsi dei 4 soldi di Air France; la situazione è ormai compremessa, ma
bisognava pensare ad una soluzione come quella di Marchionne per la Fiat.
Perchè non se ne è mai parlato? Serve una riprogettazione su un terreno dei
valori del modello industriale e del modello economico-sociale". Andrea
Morelli.
( da "Quotidiano.net" del 18-03-2008)
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Magliana. Ora il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa, invierà ad Alitalia una lettera con l'impegno ad aderire sia all'Offerta pubblica di
scambio per il 100% delle azioni Alitalia sia a
quella di acquisto per il 100% delle obbligazioni convertibili da parte di Air
France-Klm. All'incontro di Palazzo Chigi erano presenti solo dodici ministri,
data la convocazione urgente ed il fatto che molti si trovano fuori Roma in
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dal Presidente del Consiglio Prodi, è una delle condizioni sospensive poste da
Air France-Klm per la validità dell'offerta di Parigi. L'altra condizione
vincolante è l'ok dei sindacati, che infatti entreranno in campo domani. Nel
pomeriggio i sindacati incontreranno a Roma il manager francese, Jean-Cyril
Spinetta e l'ad della ex compagnia di bandiera, Maurizio Prato. Il leader della
Cgil, Guglielmo Epifani, avverte che è necessario un margine di contrattazione:
"Sarà il giorno della verità, andremo a vedere questo fantomatico piano
che abbiamo letto sui giornali e capiremo se ci può essere o no il nostro
consenso". Proprio oggi è arrivato, intanto, il monito della Commissione
europea. Bruxelles non accetterà una vendita che comporti aiuti di Stato: Alitalia ha già beneficiato di sostegni, quindi "non
potrà esserci nessun altro aiuto finanziario - ha detto un portavoce - a condizioni
che non siano accettabili da un investitore privato". Intanto da
Confindustria il presidente designato, Emma Marcegaglia, si dice preoccupata.
"Mi pare - ha sottolineato - che la proposta di Air France sia stata
accettata. è importante che non si vada ad uno smantellamento dei voli da
Malpensa perchè questo sarebbe un danno molto pesante per il Nord Italia. Così
com'è - ha aggiunto - la proposta prevede invece una grossa riduzione dei voli
da Malpensa. Credo che ci vorrebbe o una logica di moratoria, o un qualche cosa
che lasci spazio a Malpensa per ritrovare altre Compagnie che vogliono volare
da quello scalo". "I sindacati faranno le loro valutazioni - ha detto
il ministro degli Esteri Massimo D'Alema - e li ascolteremo con grande interesse
e rispetto. Neppure Air France vuole il conflitto con i lavoratori".
Dall'opposizione Gianfranco Fini vede "luci e ombre" nell'offerta di
Air France per Alitalia. Parlando al Tg5 il leader di
An ricorda che "l'Alitalia rischia di
fallire" e ritiene "positivo il fatto che Air France abbia garantito
che il marchio tricolore rimane", mentre è "negativo il fatto che il
piano industriale preveda molti esuberi e che non preveda sufficienti
investimenti per il rilancio". Per chi si oppone all'ipotesi Air
France-Klm rimane una sola speranza. Il comunicato di palazzo Chigi pone
nell'ultimo capoverso una condizione: nella lettera che Padoa Schioppa invierà
all'Alitalia verrà specificato che "gli impegni
assunti non saranno vincolanti nel caso in cui uno o più soggetti lancino una
offerta pubblica concorrente migliorativa e il ministero accetti tale offerta.
Ciò al fine di tutelare i principi di trasparenza e non discriminazione
previsti dalla normativa sulle privatizzazioni e in linea con la disciplina
delle offerte pubbliche". Oggi, intanto, per Alitalia
è stata una seduta drammatica a Piazza Affari dopo l'offerta vincolante di Air
France. La compagnia di bandiera ha infatti chiuso la giornata segnando un
ultimo prezzo di 0,392 euro (-26,59%) dopo aver toccato, in corso di seduta, un
minimo di 0,33 euro (-38,11%). E' giusto vendere Alitalia
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uguali per tutti"Cronaca - Locale Raccolta differenziata: Tarsu scontata
Il contributo passa da
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Fiorello e Baldini
cantano "Ridateci la Gioconda" Un coro sulle note di "Resta con
noi". È la trovata con cui Fiorello e Marco Baldini
sono intervenuti sulla vendita di Alitalia ad Air
France nel corso della puntata di "Viva Radiodue". Il testo:
"Resta con noi Alitalia stasera/ resta con noi e non te ne andare/ Resta con noi non ci
lasciar/ la Francia non deve comprar/ Chiedi di più non accettar/ la Gioconda
ci devon ridar".
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Un matrimonio con 25
diktat Un "sì" con venticinque "se". L'offerta di
matrimonio dei francesi è vincolata a talmente tante condizioni che ieri la Consob
ha chiesto una nota che precisasse punto per punto le "condizioni
d'efficacia" del contratto proposto venerdì da Air France-Klm e accettato
sabato note da Alitalia. E così le diciannove pagine
del primo comunicato si sono arricchite di cinque pagine di precisazioni, dalle
quali risulta che le condizioni che devono verificarsi perché il contratto vada
davvero a buon fine sono appunto venticinque. Alcune, va rilevato, sono del
tutto naturali, come l'adesione del ministero dell'Economia all'offerta di scambio
di azioni, condizione necessaria perché la compagnia aerea, oggi al 49,9% del
Tesoro, passi di mano. Altre sono quantomeno bizzarre, se non altro nella
formulazione. Per esempio si chiede che "il governo italiano, come organo
collegiale, non dovrà aver assunto alcuna decisione formale o fatto alcun
pubblico annuncio che sia fortemente contrario all'operazione". Una frase
che la dice lunga su come ci vedono i transalpini: sanno bene infatti che la
dichiarazione di un singolo ministro non conta nulla e accettano persino un
provvedimento contrario all'operazione purché sia più di facciata che di
sostanza. Il punto più sorprendente, è noto, riguarda la causa che la Sea ha
intentato contro Alitalia dopo il ridimensionamento di
Malpensa, con una richiesta di danni di 1,25 miliardi dinanzi al tribunale di
Busto Arstizio. Qui i francesi sono addirittura didascalici e propongono un
ventaglio di soluzioni. Si parte dal mero abbandono da parte di Sea
dell'iniziativa legale, a una transazione "a condizioni soddisfacenti per
Air France-Klm" fino all'"impegno del ministero dell'Economia a
indennizzare integralmente Alitalia eventualmente
tramite l'adozione di un decreto legge". Tale provvedimento andrebbe
convertito in legge dal Parlamento "prima del formale annuncio da parte di
Air France-Klm della decisione di lanciare le offerte". Il che con le
elezioni in corso rischia di essere quantomeno acrobatico visto che le nuove
Camere si riuniranno il 29 aprile e avranno qualche altro impegno, come
nominare i presidenti e votare la fiducia al prossimo governo. Il nodo del
consenso sindacale, leggendo le precisazioni, non appare particolarmente
stringente, perché è sufficiente che ci sia il sì delle organizzazioni
sindacali "rappresentanti la maggioranza di ciascuna delle categorie di
dipendenti della compagnia", per cui nessuna singola sigla ha diritto di
veto. Molto delicato appare invece il "raggiungimento
di un accordo tra l'Alitalia e Aeroporti di Roma" per Fiumicino e di un'intesa con
Fintecna e Alitalia Servizi per la "rinegoziazione di alcune clausole relative
dei contratti di servizio". In pratica si chiedono accordi favorevoli con
un soggetto privato, come AdR, e con uno pubblico, come Fintecna. Con il
rischio che il soggetto privato si ponga come prorità il proprio specifico
utile (AdR è del gruppo Gemina, quotato in Borsa) e che una eventuale
generosità di Fintecna sia bollata come "aiuto di Stato" dall'Unione
europea. Di fronte a tutte queste richieste, i transalpini offrono però una
serie di garanzie, chiamate "Assurances". In particolare Air
France-Klm "si impegna a che, nel rispetto dei principi di equilibrio
economico finanziario e degli obiettivi di complessiva profittabilità del
gruppo allargato, venga assicurata un'adeguata copertura del territorio
nazionale e un adeguato livello di servizio". Un vincolo, se si riflette,
neanche troppo stringente visto che mantenere i collegamenti nazionali è
comunque sottoposto al principio di profittabilità. Ma, come se non bastasse,
nella nota di precisazione si puntualizza che "nell'ambito delle garanzie
(Assurances) relativamente alla copertura territoriale è da intendersi nei
limiti del significato del verbo "to strive to" come "sforzarsi
per"". Non una vera e propria garanzia, bensì poco più di un
auspicio. m.e.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
IL RETROSCENA MARCO
CONTI Roma."O si vende o si fallisce e Berlusconi lo sa bene, visto che il
disastro Alitalia non è dell'ultimo anno". Emma
Bonino, ministro delle politiche Comunitarie, ieri sera ha lasciato palazzo
Chigi con in mano gli appunti presi durante l'informativa del collega e
ministro Padoa-Schioppa. La drammatica situazione della Compagnia di bandiera
sta in due cifre: quasi due milioni di euro al giorno di perdite e 4,3 miliardi
di euro versati dai contribuenti negli ultimi quindici anni nei vari e falliti
tentativi di rilancio. La decisione di aderire o meno all'offerta di Air France
spettava solo al Tesoro, ma ieri sera, durante il consiglio dei ministri, Padoa
Schioppa ha incassato la solidarietà dei colleghi Amato, Bersani e Bonino oltre
a quella più ovvia di Prodi. Ora, dopo il via libera del governo all'intesa con
Air France, la patata bollente rischia di passare nelle mani di Silvio
Berlusconi, oltre che dei sindacati. La svolta è avvenuta ieri pomeriggio
quando l'agenzia Radiocor ha battuto la notizia della lettera con la quale
Prodi chiede a "Sea" di ritirare la richiesta di indennizzo da 1,250
miliardi all'Alitalia come risarcimento per i danni
subiti con l'abbandono di Malpensa. La proposta di Air France su questo punto
parla chiaro e nelle condizioni dell'offerta i vertici della compagnia
transalpina hanno scritto che non intendono assumersi i costi del contenzioso,
lasciando al ministero dell'Economia il compito di trovare una soluzione. Per
Prodi l'unica soluzione passa però per il ritiro della richiesta di danni che
il presidente della Sea Giuseppe Bonomi, uomo molto vicino alla Lega, dovrebbe
fare spianando la strada all'intesa. Il tentativo rinviare la decisione a dopo
il voto che l'azzurro Mario Lupi ha proposto anche ieri, rischia quindi di
infrangersi nella fretta di Air France e nella volontà di Prodi di lasciare a
Berlusconi il compito di convincere la Lega - e quindi i vertici della Sea - a
fare il passo indietro. Anche in questi giorni i più stretti collaboratori di
Berlusconi hanno assicurato palazzo Chigi sul via libera del centrodestra
all'operazione Air France. Le telefonate non sono mancate anche nel fine
settimana. Il rischio di trovarsi, in caso di vittoria elettorale, subito dopo
il voto alle prese con un'azienda da ricapitalizzare e con il "no" di
Bruxelles a nuovi aiuti di Stato, atterrisce sia Berlusconi che Tremonti. Resta
però per il Cavaliere il nodo rappresentato dal "no" della Lega che
non intende cedere temendo gli effetti anche elettorali di un ridimensionamento
di Malpensa. Ieri sera un tentativo di mediazione ha
provato a farlo Gianfranco Fini accennando alla necessità di distinguere il
destino di Alitalia da quello di Malpensa, ma il problema non è ancora risolto. In
attesa di vedere quale sarà la reazione del sindacato che oggi incontrerà i
vertici di Alitalia e Air France, Berlusconi lavora a una sua proposta per
rilanciare Malpensa, come hub internazionale per low-cost.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Pasqua e elezioni,
allerta antiterrorismo ELENA ROMANAZZI Roma. Due gazebi del Pdl incendiati a
Milano, uno a Foligno, tre dati alle fiamme a Livorno (due della Lega e uno del
Popolo delle Libertà), poi l'irruzione nella sede del Carroccio a Torino. Il
ministro dell'Interno, Giuliano Amato, ha riunito e presieduto il Comitato
Nazionale per l'Ordine e la sicurezza pubblica. Al centro del vertice, al quale
hanno partecipato i responsabili delle forze dell'ordine, il capo della
Polizia, il Comandante generale dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e i
responsabili degli organismi di informazione e sicurezza, Aisi (ex Sisde) e
Aise (ex Sismi), il dossier elezioni e l'analisi degli episodi che si sono
verificati nei giorni scorsi. Azioni di pseudo estremismo politico, dietro le
quali, secondo quanto emerge dal Viminale, non ci sarebbero, allo stato
attuale, un disegno comune nè una strategia eversiva. A rafforzare questa tesi
anche le rivendicazioni che hanno accompagnato gli ultimi due episodi, quelli
di Milano avvenuti tra il 5 e il 6 marzo e il 7 e l'8 marzo. Gli atti
incendiari sono stati rivendicati da una sigla tutta nuova, "Arrembaggio rivoluzionario
Contro ogni potere" (Arcop), sconosciuta agli investigatori.
Manifestazioni di "fibrillazione", così vengono definiti questi
gesti, considerati, tuttavia, quasi fisiologici in campagna elettorale che
tuttavia verranno tenuti d'occhio con sempre maggiore attenzione
all'avvicinarsi della data delle elezioni. Non ci sono "rischi
specifici", nè sulle elezioni nè sulle vicine festività pasquali. Non
accadrà, questa è opinione comune tra i vertici delle forze dell'ordine, quanto
è avvenuto in Spagna dove, per mano dell'ETA, due giorni prima della
consultazioni è stato ucciso, davanti alla sua abitazione, l'ex assessore
socialista Isaias Carrasco. Nel corso della riunione al Viminale, malgrado non
siano emersi allarmi specifici, "è stata evidenziata l'opportunità di
mantenere la massima attenzione sulle usuali fonti di rischio connesse a questi
appuntamenti, dal terrorismo interno e internazionale all'estremismo
politico". Si sarebbe anche parlato del possibile impatto che potrà avere
la cessione della compagnia di bandiera, l'Alitalia all'Air France. L'attenzione, come è sempre accaduto durante le
elezioni e le festività religiose, sarà massima sia sul fronte interno che
esterno. All'estero è alta la vigilanza (la guardia non è mai stata abbassata)
sui militari impegnati nelle diverse missioni di pace in Afghanistan, in Libano
e in Kosovo, dove la situazione, in questi giorni è delicatissima. Una
attenzione particolare è riservata agli italiani che vivono all'estero, ma
fanno notare gli esperti, si tratta di una "normale vigilanza".
L'eventuale minaccia da fronteggiare resta sempre quella del terrorismo di
matrice islamica, ma non sono emersi nel corso della riunione del Comitato,
segnali specifici di allarme. Per le festività pasquali, come ogni anno, l'indicazione
è quella di intensificare la vigilanza degli obiettivi considerati sensibili.
Dunque verranno intensificati i controlli nelle stazioni ferroviarie, nei
porti, negli aereoporti e nelle metropolitane. Sotto lo sguardo attento delle
forze dell'ordine anche le chiese, dove la vigilanza sarà discreta. Verranno
monitorati anche i monumenti e i musei, in vista di un maggiore afflusso
turistico, come è sempre stato negli ultimi anni durante le festività
religiose. Particolare attenzione alle città d'arte, a Roma, Venezia, Firenze,
Milano, Napoli, dove i controlli verranno rafforzati.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Veltroni: abbassare
gli stipendi ai politici MARIA PAOLA MILANESIO Roma. Silvio Berlusconi ha già detto
di volerli dimezzare nei primi tre mesi di governo. Anche per Walter Veltroni
quei mille parlamentari sono troppi ed eccessivo è il loro stipendio, "il
più alto in Europa", mentre i salari degli italiani sono "tra i più
bassi". "Se dobbiamo tirare la cinghia bisogna farlo tutti assieme.
Non va bene che con i soldi pubblici si finanzino 51 forze politiche e si diano
fondi a 31 giornali e organi di partito. Bisogna tornare a una politica di
sobrietà", ha detto ieri il candidato premier del Pd, al suo primo giorno
in Piemonte. Terra difficile anche questa, poco incline a mostrare simpatia
alla sinistra (fa eccezione Torino), ma che Veltroni conta di conquistare
convincendo i delusi, gli incerti e rimarcando le contraddizioni
dell'avversario. Il governo Berlusconi? "Non ha realizzato quasi nulla di
quanto promesso". L'allarme brogli da parte del Cavaliere? "Tutto
quello che dice la destra, dal '
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia, via libera del Tesoro ad Air
France Oggi Prato e Spinetta incontrano i sindacati Epifani: "No alla
logica del prendere o lasciare" GIUSY FRANZESE Roma. La forma può sembrare
un po' insolita, ma la sostanza è inequivoca: il governo dice sì alla proposta
di Air France-Klm per l'acquisto dell'Alitalia. Non ci
hanno messo nemmeno molto a decidere: la riunione straordinaria del Consiglio
dei ministri è durata un'ora e mezza. Giusto il tempo di prendere atto della
relazione del ministro dell'Economia sulle condizioni dell'offerta da parte del
colosso franco olandese e dell'intenzione di Padoa-Schioppa di aderire.
Formalmente la decisione è presa, quindi, dal Tesoro che è il principale
azionista della compagnia di bandiera, ma di fatto - come recita il comunicato
di Palazzo Chigi - si tratta di una decisione "condivisa". Certamente
lo è da parte del premier, Romano Prodi. Il quale, tra l'altro, in mattinata
aveva chiesto alla Sea, la società che gestisce Malpensa, di ritirare la
richiesta di indennizzo di 1,25 miliardi avanzata all'Alitalia
come risarcimento per l'abbandono dello scalo. Un chiaro segnale che si andava
verso il sì all'Air France, visto che la garanzia di una chiusura non onerosa
del contenzioso con la Sea è una della condizioni dei francesi. Il via libera
verrà sostanziato con una lettera che Padoa-Schioppa invierà immediatamente
all'Alitalia e nella quale, appunto, c'è
"l'impegno ad aderire alle previste offerte pubbliche di scambio (per le
azioni) e di acquisto (per le obbligazioni) da parte di Air France-Klm per la
totalità dei titoli detenuti dal ministero stesso". Naturalmente a lettera
chiarisce che "gli impegni assunti non saranno vincolanti" se
dovessero arrivare offerte pubbliche migliorative. Come dire: se qualcuno offre
di più, ben venga. La specificazione è ovvia, ma anche dovuta. Soprattutto alla
luce delle proteste da parte dei più svariati fronti. Come la Sinistra
arcobaleno che grida allo scandalo e alla svendita. E la Lega Nord, preoccupata
per Malpensa. Anche il futuro presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia,
ieri ha fatto sentire la sua voce: serve "una moratoria" per
Malpensa, perché il piano di ristrutturazione "di fatto penalizza tutto il
Nord". A questo punto la palla passa nelle mani dei sindacati. Air France
lo ha già detto più di una volta: il loro assenso è indispensabile. Ed è qui
che si apre la partita più delicata. visto che i sindacati hanno già fatto
sapere che - così come appare - il piano di ristrutturazione messo a punto dai
francesi non va. L'incontro "della verità" avverrà oggi, al quartier
generale della Magliana. Le nove sigle sindacali saranno ricevute dall'ad di Alitalia, Maurizio Prato, e da quello di Air France-Klm,
Jean Cyril Spinetta, atterrato ieri sera a Roma. Le premesse per ora sono
bellicose. I sindacati sono rimasti spiazzati dalle condizioni dell'offerta:
non le attendevano così al ribasso e temono rischi sul fronte occupazione,
soprattutto per i lavoratori di Az servizi, che oggi presidieranno la Magliana
(dieci gli autobus previsti da Napoli). Di certo i sindacalisti non andranno
solo ad ascoltare. "Prendere o lasciare non è mai la tattica migliore.
Spero ci possa essere un margine di trattativa. Il sindacato ha le spalle
larghe per dire un sì o un no" dice il numero uno della Cgil Guglielmo
Epifani. "Non è mica detto che bisogna sempre per forza mangiare la
minestra, se è avvelenata" fa sapere il numero uno Uil, Luigi Angeletti.
Dice il leader della Cisl, Raffaele Bonanni: "O si apre una trattativa
vera per ridurre gli esuberi o si andrà alla rottura". Aggiunge l'Ugl di
Renata Polverini: "Non siamo disponibili a una mera ratifica". E così
i sindacati di base, quelli degli assistenti di volo e anche quelli dei piloti
che, fino all'altro giorno, non nascondevano di tifare per la soluzione Air
France.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stop Ue a nuovi
aiuti. Titolo a picco: -26% MARCO ESPOSITO Meno 43,6%. Alle ore 9 la settimana
borsistica di Alitalia si apre con un calo-choc. Un
calo teorico, perché in nessun titolo è stato scambiato in omaggio al principio
che non si accettano scambi con oscillazioni troppo brusche. Il fatto è che
l'offerta di Air France-Klm, che nessuno si aspettava generosa, è apparsa agli
stessi commentatori francesi "irrisoria", come ha scritto Les Echos.
E così il titolo Alitalia è stato sospeso, bloccando
le contrattazioni per alcuni minuti, prima alle 9.15 poi alle 9.29 quindi alle
9.45. Alle 10.15 arriva il primo prezzo: 0,3505 euro con un calo del 34,36%.
Poi una nuova sospensione. Soltanto alle 12.45 gli scambi sono ripresi
regolarmente ma a quel punto è arrivata una nuova bordata, stavolta da
Bruxelles, con l'affermazione che non sarà tollerata alcuna forma di aiuto di
Stato nei confronti di Alitalia. La flessione della
compagnia aeronautica è rimasta molto pesante, sempre superiore al 20% per
chiudere a meno
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Il tonfo sfiora i 22
miliardi Seduta disastrosa per Piazza Affari, come per le altre Borse mondiali.
Il Mibtel ha chiuso in ribasso del 3,52% a 23.371 punti, lo S&P/Mib ha
ceduto il 3,39% a 30.586 punti mentre l'All Stars è arretrato del 3,17% a
12.148 punti. Sulla Piazza milanese sono stati bruciati 21,9 miliardi di euro.
Travolti dalle vendite tutti i titoli del listino principale con la sola
eccezione di Snam Rete Gas (+0,23% a 4,32 euro). Il controvalore degli scambi
si è fermato a circa 5,1 miliardi di euro, in linea con i 5,2 della vigilia. Alitalia in picchiata (-26,76% a 0,39 euro), crollano Seat (-11,33% a
0,14) e Impregilo (-7,71% a 2,76). L'Espresso (-7,63% a 2,46), tra gli
editoriali si salva solo Il Sole 24 Ore (+0,85% a 4,04). Crolla Italease
(-11,13% a 5,30), tonfo per Mediobanca (-5,65% a 11,61), tiene Generali (-1,17%
a 26,97) grazie ai risultati 2007, chiusi con un utile record di 2,9
miliardi di euro. Telecom (-5,46) scivola a 1,30, Fiat (-3,40) a 12 euro.
Telecom (-5,46% a 1,31), che ha subito il taglio del rating da parte di Stander
& Poor's. Molto pesante anche Fiat (
( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 66 del 2008-03-18
pagina 0 Malpensa, accordo sugli ammortizzatori Il governo: "Ora la Sea
ritiri il ricorso" di Redazione Dopo una giornata di passione, con picchi
minimi del 26% e l'ok del cdm all'offerta francese, il
titolo Alitalia perde il 15%. Oggi l'incontro con i sindacati. Bonanni:
"Gli esuberi? Sono 7mila". Via libera alla cassa integrazione per lo
scalo lombardo. Il governo: Sea ritiri la richiesta di danni ad Alitalia Milano - Nemmeno l'ok del consiglio dei ministri alla vendita ad
Air France sblocca la situazione di Alitalia in Borsa.
Apertura molto volatile per il titolo della compagnia di bandiera, sospeso dopo
pochi minuti per eccesso di ribasso, e riammesso solo in tarda mattinata. Oggi
si tiene l'incontro fra i vertici del vettore e i sindacati dopo il via libera
all'offerta di Air France del consiglio dei ministri. Crolla il titolo a piazza
Affari Non si arrestano le vendite su Alitalia a
Piazza Affari, dove i titoli della compagnia di bandiera sono stati sospesi per
eccesso di ribasso sul prezzo di controllo quando facevano segnare un calo del
10,51% a 0,35 euro. In pochi minuti sono passati di mano 2,4 milioni di pezzi
quando la media per un'intera seduta dell'ultimo mese è di 6,9 milioni. Alitalia, sospesa per eccesso di ribasso pochi minuti dopo
l'avvio di seduta, viene riammesso nel mercato solo in tarda mattinata, ma il
titolo perde il 15%. Bonanni: "Con questa offerta 7mila esuberi" Il
piano di Air France-Klm per l'acquisizione di Alitalia
comporta circa 7.000 esuberi. Lo ha detto il segretario della Cisl Raffaele
Bonanni, intervenendo a "Panorama del giorno" su Canale5. "Se
dovessimo vedere confermate le intenzioni di Air France e del governo, che ci
manda nudi alla trattativa con i francesi, gli esuberi dovrebbero essere circa
settemila. Una cifra impressionante, un dato molto diverso da quello che il
governo aveva detto sostenendo che proprio il basso numero di esuberi era il
motivo per cui la scelta era stata indirizzata verso Air France e non verso
altri", ha detto Bonanni. L'offerta di Air France-Klm prevede circa 1700
esuberi nella parte Fly, il resto presumibilmente viene da Az servizi, che
gestisce i servizi di terra, anche se un dato ufficiale non è stato ancora reso
noto. "Dal governo atteggiamento detestabile" Secondo Bonanni il
governo ha avuto nella vicenda Alitalia un
"comportamento assolutamente detestabile". "Il governo non
prende una posizione chiara, in modo tale da garantire dei punti di approdo.
Allora, fanno tutto in silenzio, fanno tutto da soli e poi all'ultimo momento
vogliono scaricare sulle nostre spalle la decisione, cucinano questa ministra
acida e ci dicono 'o la mangi inacidendo anche tu, altrimenti ti prendi le
responsabilità della minestra acida'", ha detto Bonanni. La Moratti:
"Il fallimento non è una catastrofe" Letizia Moratti, sindaco di
Milano e primo azionista dei Sea, la società che gestisce gli aeroporti
milanesi, compresa Malpensa, non fa marcia indietro sulla causa intenta contro Alitalia per gli accordi disattesi sullo scalo di Malpensa,
chiedendo un indennizzo di 1,25 miliardi di euro. "L'azione risarcitoria -
dice in un'intervista rilasciata a Repubblica - è stata a lungo mediata e si
basa su argomenti solidi. Alitalia ha disatteso
l'impegno assunto: fare di Malpensa il suo hub. Una rinuncia da parte nostra è
impensabile". Non solo. Il sindaco di Milano spiega che un fallimento di Alitalia non "è una catastrofe". "Prima di
arrivare al fallimento - spiega la Moratti - è sempre doveroso cercare un'altra
soluzione, sebbene, lo ripeto, neppure il fallimento significhi di per sè una
catastrofe. Alitalia si è resa responsabile di scelte
sbagliate. In seguito agli accordi con i sindacati romani ha speso 200milioni
all'anno solo per le trasferte a Malpensa del personale residente nella
capitale". Il sindaco di Milano, in un passaggio dell'intervista invita Alitalia, Sea e Air France a sedersi intorno ad un tavolo,
"studiamo una revisione del prezzo - Air France paghi di più - e
un'ipotesi di transizione che tenga conto degli investimenti da noi
pianificati, un miliardo di euro, cento dei quali già spesi solo
quest'anno". Il "Financial Times: qual è il gioco di Spinetta? Con il
prezzo offerto per Alitalia, appena 10 centesimi per
azione, ma soprattutto le condizioni poste all'acquisizione, l'amministratore
delegato di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, sta cercando di assicurarsi le
massime possibilità di successo sull'integrazione del vettore italiano, oppure,
all'opposto, ha scelto una "maniera elegante" per defilarsi da
un'operazione ad altro rischio, che sindacati e politici giudicheranno
"semplicemente impossibile". Lo afferma l'editorialsita del Financial
Times Paul Betts, nella consueta rubrica European View. "è troppo presto -
secondo Betts - per capire quale gioco stia giocando Spinetta, astuto
negoziatore e abile stratega". Il vettore franco olandese è sempre stato
interessato a Alitalia, "o quantomeno al suo
mercato", e si tratta di una compagnia che conosce molto bene avendone
controllato per anni una quota del 2%. Ciò che conta davvero non è il prezzo,
prosegue l'articolo, il vero costo sarà nel tempo da dedicare al vettore
italiano una volta rilevato. "Questo spiegherebbe per quale motivo
Spinetta voglia ottenere degli impegni di ferro da pate dei sindacati". Un
altro fattore da considerare è che questa operazione potrebbe segnare l'avvio
di una nuova ondata di consolidamenti nell'industria del trasporto aereo Ue,
che vede coinvolte la britannica Bmi, la spagnola Iberia e forse la scandinava
Sas. "Solitamente in queste situazioni il primo a muoversi finisce per
pagare più degli altri e per fare da apripista, Spinetta - conclude Betts - non
vuole cadere in questa trappola". Malpensa: via libera agli ammortizzatori
sociali Accordo raggiunto al ministero del Lavoro tra governo, sindacati e
regione Lombardia, province di Milano e Varese, e Sea - Sea Handling, sulla
realizzazione del programma di gestione della crisi occupazionale di Malpensa.
è una nota del ministero di via Veneto a comunicarlo. Contemporaneamente
"il Governo chiede che Sea ponga in essere ogni comportamento coerente con
la finalità di favorire la positiva conclusione dell'accordo tra Air France e Alitalia ritirando il ricorso presentato contro
quest'ultima". "Ora Sea ritiri il ricorso" "Da tale accordo
dipende difatti il futuro, di comune interesse, di migliaia di lavoratori di
tutta Italia e dunque anche di quelli che operano nello stesso aeroporto di
Malpensa", ha spiegato il ministro del lavoro, Cesare Damiano. "In
caso contrario la Sea non potrà che assumersi le responsabilità conseguenti.
Alla decisione di revoca il Governo subordinerà ogni ulteriore
iniziativa", ha concluso sottolineando come con l'accordo di oggi "il
Governo onora l'impegno assunto con i lavoratori della Sea di garantirne la
continuità del reddito e dell'occupazione a fronte della contrazione da aprile
delle attività dello scalo di Malpensa derivante dal nuovo orario estivo di Alitalia". An: la Morati vada avanti... "Letizia
Moratti e Roberto Formigoni hanno ragione ad andare avanti con le loro
richieste". Così il portavoce di An, Andrea Ronchi, lasciando Palazzo
Grazioli al termine di una riunione organizzativa del Pdl, apprezza la volontà
di andare avanti sulla richiesta di risarcimento per quanto riguarda la Sea. "Sono
buoni amministratori - aggiunge Ronchi - attenti agli interessi dei
cittadini". Secondo il portavoce di An, "la vicenda Alitalia dimostra quanto sia stato fallimentare il
comportamento del governo Prodi-Veltroni". "Le osservazioni di Emma
Marcegaglia - prosegue - sono giustificatissime e anche Bonanni ha ragione.
Questo governo è contro gli interessi nazionali e gli italiani sanno di chi è
la responsabilità di questo disastro. Tutti devono ricordare che Padoa-Schioppa
si è comportato come chi voleva assolutamente dare la compagnia a Air France,
facendo perdere tempo prezioso ed è a lui che bisogna chiederne conto".
"Certamente l'Alitalia andava salvata ma - si
chiede Ronchi - come mai solo ora si capiscono le criticità di
quell'operazione? Noi non siamo contro il piano ma ci sono problemi che
andavano approfonditi molto di più". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA -
Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Opinione, L'" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mar, 18 Mar 2008 Edizione 54 del 18-03-2008 Una storia italiana Alitalia, fra orrore e fallimento di Davide Giacalone Quello di Alitalia è un film dell'orrore. La società è nei fatti fallita, costretta
a vendere in gran fretta terreni pur di alimentare un'asfittica liquidità,
senza la quale neanche si compera più il carburante. Posseduta e
controllata dallo Stato italiano, vale a dire, quindi, dalla politica italiana,
s'appresta ad essere venduta ad Air France, a sua volta controllata dallo Stato
francese. Dicono che in questo modo conserviamo la "compagnia di
bandiera", in realtà cediamo ai francesi il governo politico dello
stendardo. Se i francesi avessero voglia d'investire nello sviluppo del
trasporto aereo italiano dovrebbero essere salutati con gioia. Meglio sarebbe
se si trattasse di privati. Le cose non stanno, però, così: i francesi mirano a
mettere le mani su alcune, ricchissime tratte interne e ad allargare la loro quota
di mercato nel far volare gli italiani. Non puntano ad investire, ma a prendere
i soldi dei nostri cittadini. E noi glieli daremmo volentieri, a loro come a
chiunque sia in grado di trasportarci in modo conveniente, se non fosse che per
andare fra Roma e Milano paghiamo di più che per girare il globo intero e che
proprio tale arretratezza concorrenziale, tale dominio dell'intrecciarsi fra
gestioni aeroportuali e mantenimento del cartello volante, è il boccone
succulento che i cugini s'apprestano a pappare. Non è un caso, del resto, che
hanno posto la condizione secondo la quale devono essere i sindacati a
concordare sulle loro gesta, chiarendo così che vogliono il consenso dei
complici che hanno portato al disastro, affinché tale prezzo politico compensi
la protezione della rendita di posizione. Il film dell'orrore ha il suo
risvolto psichico, mostra il ghigno assassino del malato di mente: le forze
politiche si copiano l'un l'altra per proclamare l'avvento di riforme,
liberalizzazioni, merito e concorrenza, poi tacciono innanzi alla plateale
negazione di tutto questo. Soprattutto nessuna di queste forze ha avuto un
soprassalto di dignità nazionale nel momento in cui si è consegnato ai
sindacati il potere di veto sull'operazione, nessuna ha fatto osservare che,
semmai, a quel tavolo dovrebbero essere rappresentati gli interessi degli
italiani, di quelli cui si spiega che si deve essere competitivi, ma cui poi si
fanno pagare gli spostamenti alcuni multipli in più di quel che costano ad
altri cittadini europei. Detto tutto questo, la vendita ai francesi, nelle
condizioni date, non è un male. Se ne trarranno vantaggio sarà un bene per
loro, e se non ci riusciranno faranno fallire Alitalia,
anche formalmente. Magari noi italiani saremo costretti a spostarci di meno,
perché poco conveniente volare avanti ed indietro, e vorrà dire che ci
telefoneremo più spesso, pagando le tariffe a spagnoli, inglesi, egiziani e
cinesi. Ma visto che si ragiona così per le aziende di stato e per le squadre
di calcio, non si potrebbe farlo anche per i governi?.
( da "Opinione, L'" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mar, 18 Mar
2008 Edizione 54 del 18-03-2008 FUORI DAL VASO - A colloquio con Luigi Crespi
E' tutto tremendamente scontato di Luigi Crespi Madonna che noia Questa
campagna elettorale è noiosa da morire. Qualcuno dice che l'unico elemento
stimolante è Ferrara, ma secondo me senza di lui avremmo un tasso di civiltà
maggiore. L'operazione Ferrara è un'operazione cinica e basta. E non serve a
cambiare una campagna elettorale che è noiosa a non finire, con temi identici e
le solite polemiche. La figura più partitica, a mio parere, rimane quella di
Casini. Questo perché il Cavaliere, coerentemente con il suo personaggio, è la
continuità di ciò che cambia, Veltroni è il nuovo che si rinnova, ma Casini è
pazzesco: sembra nato ieri. Usa la tecnica della rimozione, si presenta come
l'anticasta, mentre con lui e Baccini ci sono De Mita e Cuffaro che sono
l'esemplificazione più strutturata della casta. E poi Casini è quello che fa
più pubblicità, più affissioni; insomma è un democristiano della peggiore
"sfatta". La conclusione è che io non so più con chi prendermela e
alla fine me la devo prendere con Boselli. Che campagna elettorale è, se i temi
etici non li tocca nessuno, e se i programmi di Veltroni e Berlusconi sono
uguali e dove sono diversi, li correggono? E' sconcertante il paragone con il
resto del mondo dove cambia molto, mentre da noi abbiamo ancora Berlusconi e
Veltroni. E perdipiù possiamo prevedere esattamente cosa diranno i due nelle
prossime tre settimane. Alitalia parla francese Ci sono alcune cose difficili da spiegare, al di
là del fatto strettamente tecnico ed economico. In termini da percepito, la
gente non si spiega perché una decisione così importante è stata presa dal
Governo non più in carica e non da quello che sarà eletto a breve. E
perché Berlusconi non dice nulla in tal proposito? Non sono un operatore
finanziario, ma se l'operazione l'addebitano a Prodi è perché pensano che ci
sia sotto qualche fregatura, è lui quello destinato a rimanere con il cerino in
mano. Altrimenti se fossi il capo dell'opposizione, direi "fermi tutti":
ma forse siamo noi dei mal pensatori nati... Cina e dintorni A volte gli Stati
Uniti sono di un tempismo eccezionale: inserisco la Cina nel gruppo delle
nazioni che hanno smesso di non rispettare i diritti umani e il giorno dopo
parte lo sterminio di centinai di monaci e tibetani. Solo per questo sarebbe da
andare da Bush e dirgli che è scemo. Tra le tante cose che ho sentito, c'è
qualcuno che afferma che questa è un'operazione americana fatta per rallentare
l'economia cinese, ma è una teoria a cui personalmente non do peso. La cosa
scandalosa è che la maggior parte dei paesi tacciono sulla vicenda per motivi
di tipo economico, ma quello che la Cina sta facendo al Tibet. L'amara
conclusione, però, è che ci ritroviamo a parlare di Cina e Tibet perché non sappiamo
più che cosa dire: ci hanno tolto anche il gusto di una bella campagna
elettorale.
( da "Opinione, L'" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mar, 18 Mar
2008 Edizione 54 del 18-03-2008 Il dibattito Protezione solo europea di Aristide Avosetti La vicenda Alitalia-Malpensa,
al di là dei giudizi che si possano dare sul probabile matrimonio dell'ormai ex
compagnia di bandiera con Air France, è emblematica del quanto sia difficile,
ed in molti casi impossibile, risolvere i problemi domestici alzando barriere
protezioniste attraverso dazi (come è tornato ad auspicare in questi giorni
Umberto Bossi, vantando su questo una sintonia con Giulio Tremonti),
oppure ricorrendo ad aiuti dello stato nazionale, in varie forme mascherate, o
semplicemente varando provvedimenti legislativi a difesa dell'industria
nazionale. L'idea che il federalismo significhi che ognuno è libero di fare a
casa sua quello che gli pare è sicuramente suggestiva e, forse, utile da
agitare in campagna elettorale, ma di nessuna utilità di fronte ai problemi
reali. Metti la regola secondo la pietra e non la pietra secondo la regola
insegnava 200 anni fa Johann Wolfgang von Goethe. Al riguardo, gli ostacoli a
marciare nella direzione prospettata dai colbertisti autoctoni sono
sostanzialmente due. Il primo è rappresentato dalla nostra appartenenza,
peraltro come Paese fondatore, all'Unione Europea. L'assunzione di provvedimenti
in contraddizione con le regole che sovrintendono il complicato processo di
convergenza fra le economie degli attuali 27 Paesi membri, avrebbe come
inevitabile esito l'espulsione, almeno di fatto, dell'Italia da quel consesso
ed il venire meno dei benefici che quell'appartenza comporta. Benefici che, a
detta dei più, sono molto più consistenti delle vessazioni imposte dalle
'tecnoburocrazie' di Bruxelles. La seconda, forse ancor più rilevante, è che la
nostra economia di trasformazione, fortemente aperta sia sul versante delle
importazioni che su quello delle esportazioni, e il relativo benessere sociale
del Paese sono tuttora fortemente caratterizzati dall'andamento dell'industria
manifatturiera, il cui fatturato è in larga misura condizionato dall'export che
sta orientandosi in maniera significativa verso i Paese cosiddetti emergenti.
La Russia, ad esempio, è ormai il primo mercato per l'abbigliamento femminile
'made in italy', mentre Cina e Hong Kong assieme si apprestano a diventare il
secondo mercato per la nostra industria del tessile-abbigliamento. Un settore
che occupa oltre 500.000 addetti, che con un fatturato di quasi 55 miliardi di
euro realizzati per oltre la metà sui mercati esteri, rappresenta il 25%
dell'attivo della bilancia commerciale. Il combinato disposto di questi due
fattori, di fronte a misure protezioniste varate da istituzioni italiane ci
esporrebbe: a) al rischio di perdere consistenti quote di fatturato per le
nostre industrie sull'importante mercato europeo; b) a ritorsioni ancor più
devastanti, perché senza la protezione europea, da parte dei Paesi extra Ue.
Nel 2005, ad esempio, a seguito della cessazione della limitazione delle
importazioni di prodotti tessili ed abbigliamento dai Paesi extra-Ue, l'Europa
contrattò e stabili con la Cina una limitazione delle sue esportazioni per un
biennio, consentendo soprattutto all'industria italiana di procedere con meno
pressione verso il riposizionamento della propria produzione verso le fasce
medio-alte e nel contempo di continuare ad esportare in maniera significativa
verso quel grande mercato. Domanda retorica: avrebbe potuto l'Italia da sola
fare altrettanto? Per agire localmente, bisogna insomma saper pensare
globalmente. Se, pragmaticamente, una qualche forma di protezionismo ha da essere
adottata, in particolare per contrastare forme inaccettabili di concorrenza
fondate sul dumping sociale, questa non può che essere decisa a livello
europeo. Il resto sono solo imbonimenti pre-elettorali.
( da "Opinione, L'" del 18-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mar, 18 Mar
2008 Edizione 54 del 18-03-
( da "Quotidiano.net" del 18-03-2008)
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Annunci legali MANIFESTAZIONE Scontri davanti alla sede Alitalia Un lavoratore resta a terra ferito I lavoratori della Atitech di
Napoli hanno tentato di entrare nei cancelli del centro direzionale, ma Polizia
e Carabinieri li hanno respinti. Alle 15 inizia l'incontro tra società, Air
France e sindacati di categoria Commenta Roma, 18 marzo 2008 - Scontri davanti
alla sede di Alitalia, tra i lavoratori della Atitech di Napoli che stanno
manifestando di fronte all'edificio della Magliana e le forze dell'ordine. I
lavoratori hanno tentato di entrare nei cancelli del centro direzionale, ma
Polizia e Carabinieri li hanno respinti. Un manifestante è rimasto a terra
ferito. Alle 15 inizia l'incontro tra società, Air France e sindacati di
categoria. Sembra tornata la calma, al momento, davanti ai cancelli del centro
direzionale di Alitalia. Manifestanti e forze
dell'ordine si fronteggiano ancora ma da parte dei circa 500 lavoratori che
stazionano nel piazzale partono solo slogan. Il governo dice sì ad Air France
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Mancini?Comitato di cittadini per GuazzalocaGiusto negare i funerali agli
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ferito un lavoratore Il numero uno di Air France-Klm, Spinetta, prende tempo. I
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guerra dei Roses" al Teatro Lauro RossiSolisti dell'Accademia di santa
ceciliaProgramma della Stagione di Prosa 2007-2008, Teatro dell'AquilaStagione
teatrale 2007 / 2008, teatOltre: X (Ics) Racconti crudeli della giovinezza Il
talento di Carlo Cecchi al teatro dell'AquilaJoint venture per lo sviluppo di
Volvo C30 ReCharge ConceptI paperoni del ParlamentoUn cingolano corre sulle
nevi di SveziaFabri Fibra reppa nella sua Senigallia --> La nuova AgilaAlfa
Mi.ToL'auto pirata che ha ucciso le due irlandesiMercedes Classe MAlitalia, la manifestazione: tra forze dell'ordine e
feritiLe foto del massacro in TibetLucca: i migliori anni della nostra vitaTir
trasporta clandestini iracheniTreviso-BolognaMartina ColombariPaolo Maldini
visto dai lettori del 'The Guardian''Buona la prima'Il divorzio McCartney -
MillsPresentazione del film 'Colpo d'occhio'La Tirreno-Adriatico a Macerata
Calciomercato: Lippi frai Rossoneri e il BarcellonaIntervista a Paola Binetti
(Pd)Intervista a Maurizio GasparriIntervista a Gianni Alemanno (PdL)Friedrich
Vernarelli al volanteLa Nazione - Lucca: spot, i migliori anni della nostra
vitaMadonna: 'Sono ancora felicemente sposata'Clooney non farà più il medico di
E.R.Cicciolina nuova stella della tv argentinaLutto nel cinema. Muore Anthony
MinghellaParis Hilton cerca vero amico in tvMaradona in Bolivia gioca con Evo
Moralessarkozy folgorato dalla bellezza di Bar Rafaeli, indugia guardandole il
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La ruota dei neonati non è un orrore del 18/03/2008 di Massimo Pandolfi Una
vita su eBay del 18/03/2008 di Davide Costa Preoccupazioni d'Oltretevere del
18/03/2008 di Francesco Ghidetti Interisti, rassegnatevi: Moratti canta solo
con Celentano del 18/03/2008 di Laura Alari ite, missa est del 18/03/2008 di
Vittorio Savini Terrorismo, temi nuovi attacchi?Sei d'accordo con l'esonero di
Piccioni?Vota il gol più bello della 28esima giornataKit antidroga per gli
adolescenti, si o no?Libano, Afganistan, Kosovo, Iraq: cambiare o no i compiti
delle nostre missioni militari all'estero?Rimborsi elettorali ai
partiti-fantasma, è giusto?Sei precario: sposeresti un milionario non per
amore?Santoro 'cotto' della Borromeo, secondo voi è vero?Giusta la sentenza di
appello a carico di Ahmetovic?Una donna alla guida di Confindustria, sei
d'accordo?E' giusto il dietrofront di Mancini?Comitato di cittadini per
GuazzalocaGiusto negare i funerali agli assassini?Salari, pensi che il prossimo
governo riuscirà a far risalire l'Italia in classifica?E' giusto che Mancini se
ne vada? LA FOTO DEL GIORNO Sexy fashion Dalla musica alla passerella: un
momento della sfilata della linea di lingerie Pussycat Dolls, alla settimana
della moda di Los Angeles GUARDA LE IMMAGINI RICERCA ANNUNCI pubblicità
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