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IN EVIDENZA
Alitalia: l'Ue, no ad aiuti di Stato La Commissione: il
prestito di 300 milioni di euro venga fornito dal Tesoro a condizioni di
mercato. Il titolo della compagnia di bandiera crolla e rimane sospeso a lungo
in borsa
MILANO - Alitalia «non può beneficiare di nuovi
aiuti a condizioni diverse da quelle che seguirebbe un investitore privato».
Michele Cercone, portavoce del commissario per i Trasporti, ha commentato così
il prestito da 300 milioni previsto nell’offerta di Air France su Alitalia, come
evidenziato nella lettera del presidente della compagnia di bandiera Maurizio
Prato al ministro dell'Economia Padoa-Schioppa.
Cercone
ha spiegato che sarebbe «prudente che le autorità italiane lavorassero a
stretto contatto con la Commissione per assicurare il buon esito
dell’operazione».
IL
PARERE DI BRUXELLES - Il
portavoce del commissario ai Trasporti Barrot ha quindi ricordato che Alitalia
ha già beneficiato in passato di aiuti di Stato e quindi, in base al principio
"una volta, ultima volta" non potrà più ricevere questo genere di
sostegno. La Commissione Europea vigilerà sul rispetto di questo principio.
Quello del prestito, ha detto ancora Cercone, «non è una questione di momento
in cui viene concesso ma di condizioni». In ogni caso per assicurare il
positivo esito dell'operazione, ha detto ancora il portavoce di Barrot, sarebbe
più «prudente» per le autorità italiane lavorare in stretto contatto con quelle
di Bruxelles. Fino a questo momento comunque alla Commissione europea non è
giunta alcuna notifica ufficiale dell'operazione Alitalia-Air France-Klm e
quindi Bruxelles continua a non commentare quanto finora emerso in merito al
possibile accordo.
SINDACATI - Sul fronte sindacale, martedì comincerà
la trattativa tra Air France e le organizzazioni dei lavoratori. Il segretario
della Cgil, Guglielmo Epifani ha dichiarato: «Domani sarà il giorno della
verità andremo a vedere questo fantomatico piano che abbimo letto sui giornali
e capiremo se ci può essere o no il nostro consenso. Questa - ha aggiunto
Epifani - non è una vicenda privata è un problema che riguarda il paese. Il
sindacato è pronto ad assumersi trasparentemente le sue reposabilità. Bisogna
capire se ci possono essere margini di trattativa». Il segretario della Cgil ha
criticato il confronto che in questa fase e avvenuto solo tra i cda di Alitalia
e Air France, con il governo «ma non con i sindacati. Questo è un fatto unico
in Europa, non si è mai visto da nessuna parte».
CROLLA
IL TITOLO - Dopo
l'offerta di acquisto di Air France oggi alla riapertura dei mercati
il titolo della compagnia di bandiera veniva sospeso al ribasso e segnava un
calo teorico del 43,63% al momento dell'apertura.
L'offerta prevede il lancio di una Ops sul 100% dei titoli Alitalia con un
concambio di un'azione Air France per ogni 160 azioni della società italiana.
In apertura il titolo Alitalia, che veniva sospeso per eccesso di ribasso,
segnava un calo teorico a 0,3010 euro, mentre a Parigi Air France era in calo
dell'1,44 circa a 15,77 euro. A questi prezzi le azioni Alitalia venivano
valorizzate a circa 0,098 euro.
Successivamente Alitalia riusciva a fare prezzo a 0,3505 euro (-34,36%) ma poi
veniva di nuovo sospesa per eccesso di ribasso tra contratti. Man mano che si
susseguivano le aste di pre-apertura, si riduceva il calo teorico delle azioni,
che alla fine facevano segnare prezzo. Alle 15.40 stavano perdendo il 27,53%.
POLITICI
DISCORDI - Intanto il giudizio sull'offerta di Air France per l'acquisto di
Alitalia divide il mondo politico. «I sindacati faranno le loro valutazioni,
ascolteremo con grande interesse e rispetto. D'altronde l'offerta Air France è
condizionata all'accoglimento da parte dei sindacati; evidentemente neppure Air
France vuole il conflitto con i lavoratori» ha dichiarato il vicepresidente del
consiglio, Massimo D'Alema.
Più critico il leader del'Italia dei Valori Antonio Di Pietro per il quale l’ok
del cda di Alitalia all'offerta di Air France-Klm è un danno per il Paese e
"umilia" un hub come Malpensa la cui rinuncia sarebbe «un omicidio
politico ed economico». «Si tratta infatti di una proposta - ha spiegato il
ministro delle Infrastrutture - finalizzata unicamente al profitto proprio
dell`offerente, che rappresenta un danno per la Compagnia, per le maestranze e
per tutto il paese". "Soprattutto - ha aggiunto Di Pietro - il piano
presentato dai francesi umilia un hub importante come Malpensa, che da solo
vale 10 volte Alitalia e nei confronti del quale, a prescindere dal momento
elettorale, dovremmo oggi impegnarci tutti per salvaguardarne le potenzialità.
Lo dico a ragion veduta - ha concluso il Ministro - perché in questi due anni
ho investito le migliori risorse del ministero per completare le infrastrutture
di accessibilità a Malpensa. Si tratterebbe insomma di un omicidio politico ed
economico rinunciare a questo scalo proprio ora».
Diverso invece il parere del leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini: «Crediamo,
in primo luogo, che i destini di Malpensa vadano slegati da quelli di Alitalia.
Poi, riteniamo che Alitalia debba stare sul mercato e non possa più essere
assistita dallo Stato».
17 marzo 2008
IL
TEST BIPARTISAN DI ALITALIA ( da "Stampa, La"
del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
della sua
coalizione elettorale continuano a dichiarare di voler salvaguardare
l'italianità di Alitalia. Sorprende semmai che Air France, nonostante
l'insostenibile lunghezza di questa operazione, sia rimasta in corsa fino
all'ultimo. Alitalia ha distrutto negli ultimi 15 anni circa 15 miliardi di
euro, poco meno di due volte le risorse mobilizzate dall'ultima manovra
finanziaria.
Apparentemente
la trattativa dovrebbe essere chiusa. Air France-Klm ha fatto l'offerta,
Alitali ( da "Stampa, La"
del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
25 miliardi
di danni ad Alitalia per i tagli allo scalo, i franco-olandesi avevano chiesto
ad Alitalia di accantonare una cifra congrua. Scartata questa ipotesi (Alitalia
presto non avrà i soldi nemmeno per gli stipendi), nella lettera di impegno Air
France-Klm chiede "una soluzione per l'eliminazione del rischio relativo
al contenzioso".
La
parola Alitalia sparisce dalla ragione sociale della holding: Valuteremo
( da "Stampa,
La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
IL NOME DUBBI
SUL COMITATO La parola Alitalia sparisce dalla ragione sociale della holding:
"Valuteremo" Il testo non garantisce il diritto di veto promesso ai
consiglieri italiani.
Crac
Parmalat/1 La giustizia lenta Con molta calma è iniziato il processo per il
crac ( da "Stampa, La"
del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Diciamo che
il '
"Proposta
umiliante Costerà cara al Paese"
( da "Stampa,
La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
salveremo
Alitalia e il Paese. Invece è una debacle, una Caporetto. Il prezzo di
un'azione Alitalia è crollato sotto i 10 centesimi; Air France vuole scambiare
ogni sua azione con 160 Alitalia; le obbligazioni valgono molto meno del valore
di mercato ma, soprattutto, vengono chiesti sacrifici enormi sull'occupazione.
"Attenti,
il sindacato non regalerà il suo sì"
( da "Stampa,
La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Ormai il
destino di Alitalia sembra segnato, e il segretario generale della Uil, Luigi
Angeletti, per la storia confessa quella che sarebbe stata la sua soluzione
preferita per la cessione della compagnia di bandiera. E ribadisce la sua
insoddisfazione per l'operato del governo Prodi.
La
società terrà i colori della livrea il marchio, il logo e un ruolo autonomo
( da "Stampa,
La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
erano
disposti ad offrire un'azione Air France-Klm ogni settanta Alitalia: circa 35
centesimi ad azione. Sabato, l'offerta vincolante accettata dal consiglio di
amministrazione Alitalia propone l'acquisto di un'azione Air France-Klm contro
160. Ai prezzi di venerdì, è poco meno di dieci centesimi ad azione: per
l'esattezza nove virgola nove.
"Tra
quattro anni meno disparità"
( da "Stampa,
La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
"In
aereo se voli Alitalia non ti danno nemmeno la salvietta rinfrescante",
cerca di consolarsi questo uomo d'affari con la mazzetta di giornali sotto il
braccio. Di libri se ne vedono pochi. Assicura l'assistente di linea di
Trenitalia: "I passeggeri sono uomini d'affari che vogliono arrivare a
Roma in orario.
I
manager con l'ufficio a 350 km all'ora
( da "Stampa,
La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
MOLTO MEGLIO
DELL'AEREO IL CONSULENTE I manager con l'ufficio a
IL
DANNO È FATTO ( da "Giorno, Il (Nazionale)"
del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
per la prima
volta, che l'ingresso di Alitalia nella holding franco-olandese significherebbe
anche la chiusura, entro il 2010, del settore all-cargo che a Milano è
fondamentale. Prodi "dica no ad Air France, questa è la svendita di
Alitalia e il funerale di Malpensa", dice l'assessore regionale Raffaele
Cattaneo.
Alitalia
dice sì Via libera dal cda. Cgil, Cisl
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
17-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract:
dal ministero
dell'Economia all'Alitalia, in attesa che si perfezioni l'acquisto. A Parigi il
tutto costerà 1,7 miliardi di euro, considerando le due offerte previste sul
capitale e sulle obbligazioni. Ma Air France chiede anche che si metta al
riparo Alitalia dalla richiesta di risarcimento danni intentata, per 1,2
miliardi di euro,
Un
danno molto grave e un'umiliazione per il Paese
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
17-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract:
senza neanche
prendersi la responsabilità civile di parlarne ai veri proprietari di Alitalia,
i cittadini italiani. Nel complesso uno scenario kafkiano". Cosa accadrà a
Malpensa? "Rispetto a questo massacro di Alitalia, che colpisce tutto il
Paese, non vedo colpi particolari. Air France almeno ha avuto la decenza di
dire che aspetteranno l'assenso del nuovo Governo.
Di
ALESSANDRO FRANZI - MILANO - AIR FRANCE-KLM mette le carte sul
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
17-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract:
dal ministero
dell'Economia all'Alitalia, in attesa che si perfezioni l'acquisto. A Parigi il
tutto costerà 1,7 miliardi di euro, considerando le due offerte previste sul
capitale e sulle obbligazioni. Ma Air France chiede anche che si metta al
riparo Alitalia dalla richiesta di risarcimento danni intentata, per 1,2
miliardi di euro,
Alitalia
dice oui all'offerta Air France Sindacati in rivolta La compagnia valutata
poco; crescono gli esuberi e gli acquirenti pongono condizioni. Ma il cda
accetta Formigoni: Cos ( da "Nazione, La (Nazionale)"
del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
IL PIANO
Alitalia dice "oui" all'offerta Air France Sindacati in rivolta La
compagnia valutata poco; crescono gli esuberi e gli acquirenti pongono
condizioni. Ma il cda accetta Formigoni: "Così tutto il Paese viene
umiliato" - -->.
Alitalia,
l'ira dei sindacati ( da "Repubblica, La"
del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Napolitano
richiama i partiti Alitalia, l'ira dei sindacati Berlusconi frena sulle
pensioni: ma attenti ai brogli ROMA - Dopo il via libera del Cda di Alitalia ad
Air France, esplode l'ira dei sindacati: "Messi con le spalle al
muro". Ma il governo va verso il sì. Intanto Berlusconi frena sulle
pensioni e denuncia: "Attenti ai brogli".
Il
centrodestra in ordine sparso via libera da an, no della lega - fulvio totaro
( da "Repubblica,
La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il sì alla
proposta di Air France su Alitalia rompe il fronte del Popolo della libertà,
nel centrodestra. Dopo la dichiarazione di Emma Marcegaglia, presidente
designato di Confindustria, che nei giorni scorsi aveva messo da parte il
problema dell'italianità, il via libera all'offerta vincolante dei francesi ha
mosso le acque nella coalizione di Berlusconi,
Ma
al tesoro ancora non si brinda "guai se resta il ricorso di malpensa"
- ettore livini ( da "Repubblica, La"
del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ma con
Alitalia in queste condizioni gli 0,099 euro ad azione che Air France è
disposta a pagare per Alitalia non sono più un problema. Lo sconto sui bond?
Arrivati a questo punto, ammettono al Tesoro, non si può più sottilizzare. I
sindacati? Certo il percorso non è in discesa, spiegano in via XX Settembre,
I
piloti sul piede di guerra "pronti a far saltare tutto"
( da "Repubblica,
La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ROMA -
"Se il documento firmato dal cda Alitalia non dovesse cambiare, noi piloti
non firmeremo alcun accordo. Anzi, saremo pronti allo scontro". Il no al
progetto francese che azzera i servizi cargo mette sul piede di guerra Fabio
Berti, il leader dell'Anpac, l'associazione che raccoglie gran parte dei
comandanti italiani.
Alitalia
ai francesi, la rabbia dei sindacati - lucio cillis
( da "Repubblica,
La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Un cda fiume
e dai toni drammatici ha dato il via libera all'offerta per Alitalia. Air
France è sempre più vicina all'acquisizione a poche ore dalla decisione del
Tesoro, anche se monta nel sindacato l'opposizione ad una proposta giudicata
"al ribasso". La buona notizia è che il tricolore e il marchio
Alitalia avranno la stessa dignità all'interno del nuovo gruppo aereo.
Il
volo diretto per new york farà scalo in costa azzurra - paolo griseri
( da "Repubblica,
La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
la fusione
tra Alitalia e Air France sembra aprire nuove prospettive per lo scalo
torinese. All'inizio dell'anno Arcamone aveva incontrato il sindaco Chiamparino
e il presidente di Sagat Maurizio Montagnese. L'idea del collegamento diretto
con gli Stati Uniti aveva interessato i vertici dell'aeroporto torinese che
avevano messo a disposizione gli studi dei loro uffici commerciali.
Il
volo torino- new york farà sosta in costa azzurra - paolo griseri
( da "Repubblica,
La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Arcamone
aveva lanciato per primo l'idea di un volo diretto Torino-New York, l'Alitalia
aveva contattato il manager per avere maggiori dettagli sull'iniziativa. A sua
volta la Gm ha fatto un po di conti. Le spese per i viaggi intercontinentali
dei suoi manager torinesi sono di oltre 500 mila euro all'anno ai quali si
devono aggiungere 200.
Malpensa,
la rivolta del nord ( da "Repubblica, La"
del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
il rilancio è
possibile Il via libera del cda di Alitalia alla fusione con Air France
rilancia l'allarme Malpensa, in particolare da Forza Italia e Lega. "è una
Caporetto del governo", dice il presidente della Regione Roberto
Formigoni, mentre il leghista Davide Boni teme un "momento molto buio per
l'intero sistema aeroportuale".
Logo
e livrea col tricolore e un consigliere per 6 anni
( da "Repubblica,
La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Un ruolo
rafforzato dalla presenza nel cda di Air France-Klm-Alitalia di un consigliere
italiano scelto dal Tesoro, la cui durata è fissata in 6 anni, che saranno
"rinnovabili" solo con l'assenso del vertice del colosso aereo.
Sull'assetto societario ieri sera la Consob ha chiesto precisazioni e Alitalia
è stata costretta ad inviare all'azionista di riferimento,
Pasti
e poltrone di lusso ma solo per il business
( da "Repubblica,
La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
offerta
francese non vincola Alitalia solo a tagli e risparmi. C'è una parte
altrettanto importante dedicata al rilancio del "brand", dello stile
Alitalia ormai ingrigito dai molti anni di crisi. Un'operazione di rinnovamento
che riguarderà gli interni delle cabine, i colori utilizzati a bordo degli
aerei, gli apparati elettronici a disposizione dei passeggeri.
Marchio
italiano ma 3 anni di tagli e addio alle merci
( da "Repubblica,
La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il progetto
arrivato sul tavolo del cda Alitalia parla in particolare del rinnovo della
flotta. Dopo quella data, infatti, Alitalia dovrebbe pensionare gradualmente i
vecchi B767 e gli Md80, sostituendoli con aerei di nuova generazione. Ma quanti
ne arriveranno e per quali destinazioni decolleranno verrà stabilito in
concreto solo tra un paio d'anni.
Con
la rinuncia al cargo nuovo colpo per malpensa
( da "Repubblica,
La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
500
lavoratori del gruppo Alitalia. Gli esuberi annunciati dai franco-olandesi
nell'offerta vincolante presentata venerdì, sarebbero a quota 1.600. Una cifra
che però non spiega in quali settori andranno a realizzarsi. Nessuna
spiegazione invece, per adesso, sul futuro dei dipendenti di Az Servizi:
indiscrezioni parlano di circa 4.
Su
AlitaliaPdl diviso,sindacatiall'attacco
( da "Secolo
XIX, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia vale
appena 138 milioni, ma per concluderne l'acquisizione Air France dovrà sborsare
complessivamente 1,7 miliardi. L'offerta è però condizionata: dal sì dei
sindacati e del governo, all'azzeramento del ricorso Sea su Malpensa. Che non
sarà l'hub internazionale, perché la scelta cade su Fiumicino.
Ma
c'era un'altra Strada? ( da "Unita, L'"
del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia non
c'è una fila di compagnie, investitori o cordate che si accalcano per poterla
rilevare. Non c'è nessuno che abbia un piano credibile con i soldi,
l'esperienza e le relazioni internazionali per assicurarne la realizzazione.
C'è solo Air France-Klm la cui offerta ha ricevuto un parere favorevole da parte
del consiglio di amministrazione al termine di una riunione la cui
Alitalia-Air
France: 1600 esuberi Epifani: siamo con le spalle al muro
( da "Unita,
L'" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
edizione del
Alitalia-Air France: 1600 esuberi Epifani: siamo con le spalle al muro L'ok di
Alitalia ad AirFrance-Klm c'è. Quello dei sindacati no. Anche perché nel piano
dei francesi è sì previsto 1 miliardo per ricapitalizzare e il mantenimento del
tricolore su aerei e divise del personale, ma anche una forte riduzione del
costo del lavoro.
Dalle
condizioni al board Ecco i punti principali
( da "Unita,
L'" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
La proposta
di Air France-Klm prevede un'offerta pubblica di scambio sul 100% delle azioni
di Alitalia in base alla quale verranno permutate 160 azioni Alitalia con una
azione Air France-Klm. È prevista anche un'offerta pubblica di acquisto sul
100% delle obbligazioni convertibili a 0,3145 euro, pari al prezzo di mercato
del 14 marzo 2008.
AirFrance-Klm,
Alitalia ha detto sì Il via libera del cda dopo 16 ore di riunione. Adesso la
parola a governo e sindacati ( da "Unita, L'"
del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Stai
consultando l'edizione del AirFrance-Klm, Alitalia ha detto sì Il via libera
del cda dopo 16 ore di riunione. Adesso la parola a governo e sindacati.
NEL
VIVO Ci sono volute sedici ore di riunione, poi è arrivato il sì del consiglio
di ( da "Unita, L'"
del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
offerta
pubblica di scambio per il 100% delle azioni di Alitalia: lo scambio sarebbe di
EX
POST L'appuntamento resta fissato per domani, le nove sigle sindacali e
professionali pr ( da "Unita, L'"
del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
nove sigle
sindacali e professionali presenti in Alitalia dovranno dire la loro sul
passaggio di mano della compagnia di bandiera, il loro consenso è stato posto
da AirFrance -Klm come condizione necessaria per completare l'operazione.
Concertazione ex-post si potrebbe dire: del piano, delle offerte che
coinvolgono 18mila lavoratori i sindacati non hanno saputo nulla fino a ieri.
Segue
dalla Prima Del resto, poiché i francesi sanno quanto e più di noi che l'uni
( da "Unita,
L'" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia), la
Aeroporti di Roma (che deve assicurare i servizi sui quali il piano di rilancio
deve poter contare), la Sea (perché si risolva il contenzioso aperto dalla
inopinata richiesta di risarcimento per la riduzione dei voli Alitalia su
Malpensa), la ricontrattazione di alcuni servizi a terra forniti a condizioni
più onerose di quelle normali in altri scali internazionali.
Berlusconi:
<Veltroni non è credibile> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Non parla di
Alitalia ("lasciamo stare, non è il momento"), glissa anche sul
capitolo Tibet e Olimpiadi. Il Popolo delle libertà applaude quando attacca a
testa bassa la sinistra. Ma a fare breccia sono soprattutto i temi cari al
Nord: la sicurezza ("ci sono clandestini a iosa e troppi pochi
soldi", è la constatazione);
Alitalia
dice sì alle nozze con Air France
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
diritti di
traffico di Alitalia, la sottoscrizione di un accordo tra Alitalia e Aeroporti
di Roma sui livelli di servizio necessari per l'attuazione del Business Plan
2008-2010, un accordo tra Alitalia, Fintecna ed Alitalia Servizi che preveda la
reinternalizzazione in Alitalia di alcune attività e la rinegoziazione di
alcune clausole dei contratti di servizio e una soluzione per l'
Stop
ai collegamenti poco remunerativi
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
se il piano
presentato da Air France-Klm si presenta come un'ancora di salvataggio per
Alitalia promettendo il ritorno all'utile in tempi brevi, dall'altra parte
sembra evidente una stretta immediata e per tutto il prossimo triennio rispetto
al ventaglio dei servizi (voli e posti) a disposizione. Parola d'ordine è
"redditività".
Sindacati
e piloti danno battaglia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia da
un lato e le nove sigle sindacali e professionali dall'altro, che partirà
martedì prossimo. E il via libera dei sindacati entro il 31 marzo è una delle
condizioni sine qua non per chiudere il contratto di acquisto. Se prima della
diffusione ufficiale dei dettagli della proposta di Parigi la potente
associazione dei piloti Anpac ha sempre sostenuto strenuamente i vantaggi
Alitalia,
<sì> all'offerta di Air France
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Prima Pagina
Pagina 2 Protestano i sindacati Alitalia, "sì" all'offerta di Air
France Protestano i sindacati --> Il cda di Alitalia dà il via libera alla
proposta di Air France-Klm, nonostante i francesi pongano condizioni molto
stringenti. E i sindacati annunciano battaglia, così come la Lega Nord che
insiste sul salvataggio di Malpensa.
<Alitalia,
il governo svende l'economia del Nord>
( da "Giornale.it,
Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Da sinistra
il presidente della Camera Fausto Bertinotti assicura che nella vicenda
Alitalia "ci sono elementi per esprimere grande preoccupazione". E
poi aggiunge: "Io non credo che si possano trovare buone soluzioni per
Alitalia se non si difende il patrimonio occupazionale dell'azienda". Una
bocciatura arriva anche da Roberto Calderoli, vicepresidente leghista del
Senato.
Bonanni:
<Governo inqualificabile, siamo nudi>
( da "Giornale.it,
Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
lei è l'unico
sindacalista che si è sempre schierato contro la cessione di Alitalia ad Air
France. Si sente sconfitto? "Sarebbe stata una sconfitta se ci fosse stato
un confronto. Ma visto che il governo ha tenuto all'oscuro noi, le forze
politiche e persino il Consiglio dei ministri, non la considero una sconfitta.
Malpensa
solo low cost e flotta dimezzata Ecco il piano Air France
( da "Giornale.it,
Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
garantiti i
livelli di efficienza richiesti dal piano industriale di Alitalia; un accordo
(con Fintecna) per il riassorbimento in Alitalia di attività di handling e
manutenzione oggi in capo ad Alitalia Servizi (circa 1.500 persone); una
soluzione per sollevare Alitalia dal rischio di dover pagare i danni alla Sea
per l'abbandono di Malpensa come hub (se sarà varato un decreto legge,
<Umiliati
da Air France, ma il nostro hub risorgerà>
( da "Corriere
della Sera" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
invito ad
Alitalia a "fermare la desertificazione di Malpensa, cioè il taglio di 44
mila voli l'anno" fino a quando non entrerà in carica il nuovo governo e
un avvertimento ad Air France: "Non vedo perché la Sea dopo aver subìto un
danno enorme debba fare un favore alla compagnia francese rinunciando
all'annunciato ricorso attraverso le vie legali"
Malpensa
perde quota <Via anche il traffico cargo>
( da "Corriere
della Sera" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
mantenere il
portafoglio attuale di diritti di traffico di Alitalia e a continuare a gestire
con modalità trasparenti e non discriminatorie ogni futura richiesta da parte
di Alitalia per diritti di traffico ". "Il sospetto è che Air France
non si accontenti di rompere il matrimonio tra Alitalia e Malpensa e voglia
limitare la possibilità di Malpensa di "fidanzarsi" con altre
compagnie"
Malpensa,
si allarga la crisi Alitalia toglie anche i cargo
( da "Corriere
della Sera" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
si allarga la
crisi Alitalia toglie anche i cargo La crisi Alitalia fa scomparire anche i
cargo da Malpensa. L'offerta Air France per l'assorbimento della compagnia di
bandiera prevede la dismissione del traffico merci entro il 2010. Ma a bloccare
sul nascere il rilancio di Malpensa potrebbe essere l'impegno che Air France
chiede al governo "
La
<cura> Air France all'esame del governo
( da "Corriere
della Sera" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
resterà compagnia di bandiera, conserverà marchio, logo e livrea, ma dovrà
sottostare a una nuova durissima cura dimagrante. Il tutto sempreché l'offerta
di francesi ed olandesi, già accettata l'altra notte dal Consiglio
dell'Alitalia, vada in porto: le "condizioni di efficacia" da
soddisfare sono infinite: sindacali,
Alitalia
La vendita ( da "Corriere della Sera"
del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-17 num: - pag: 6
categoria: BREVI Alitalia La vendita \\ Molte condizioni: Air France vuole
davvero comprare? Così il governatore Roberto Formigoni \\ Al governo interessa
far vivere Alitalia e valorizzare gli scali, spiega Massimo D'Alema.
L'offerta
e il piano ( da "Corriere della Sera"
del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
uscita dal
Cargo Entro il 2010 la flotta Alitalia sarà ridotta da
E
Parigi vuole un decreto contro il rischio Malpensa
( da "Corriere
della Sera" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
del governo a
mantenere i diritti di Alitalia e il via libera all'offerta del Tesoro, che però
dovrà concedere il prestito ponte all'Alitalia, visto che non ha più un euro in
cassa e l'operazione Air France-Klm richiede tempi lunghi. Entro il 31 marzo
dovrà arrivare anche il benestare dei sindacati al nuovo piano industriale, 1.
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-17 num: - pag: 6
categoria: A... ( da "Corriere della Sera"
del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
17 num: -
pag: 6 categoria: ALTRI OGGETTI 138 milioni, il valore di Alitalia nel piano
Air France 1 miliardo, l'aumento di capitale Alitalia. Dal Tesoro 300 milioni
milioni, previsti da Air France per il rilancio 850 -10 200 per cento: il
taglio ai passeggeri trasportati da Alitalia voli in più da Milano aRoma alla
settimana.
Cura
choc e rilancio per Alitalia ( da "Messaggero, Il"
del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
IL PIANO DI
AIR FRANCE Tagliati 42 aerei e le tratte che non danno profitto,1.600 esuberi
"Cura choc e rilancio per Alitalia" I sindacati sparano a zero: ci
lasciano solo le macerie.
SPERIAMO
di farcela . Il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, non è fiducioso
( da "Messaggero,
Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il presidente
di Alitalia, Maurizio Prato, non è fiducioso. Ma spera di sbagliarsi. Spuntare
il consenso dei sindacati sul piano di Air France-Klm rappresenta la tappa più
difficile della sua missione. Ma se l'ok non arriverà entro il 31 marzo, per
Alitalia non ci sarà appello.
Dodici
macchine incendiate nella notte Piromane preso dopo un inseguimento
( da "Corriere
della Sera" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
in viale
Alessandro Marchetti, nei pressi del centro direzionale Alitalia, sono state
distrutte una Peugeot 307, una Panda e una Citroen C3. Mezz'ora più tardi, in
via Chiusdino, al Trullo, è toccato a una Vw Passat, a una Ford Focus e a
un'Audi A4, mentre in largo Henzen sono bruciate una Renault Scenic e una Fiat
Bravo.
ROMA
- Alle 15 di oggi, alla riunione in via Bellerio convocata per discutere di
( da "Messaggero,
Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
alla riunione
in via Bellerio convocata per discutere di Alitalia e Malpensa, Umberto Bossi
ha chiamato ad illustrare la situazione Giuseppe Bonomi. Il presidente della
società che gestisce gli aeroporti milanesi (Sea), molto vicino al Carroccio, è
colui che ha voluto il ricorso per danni contro Alitalia.
ROMA
Daremo battaglia , promessa di sindacalisti. Domani andranno all'incon
( da "Messaggero,
Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Domani
andranno all'incontro con i vertici di Air France, Alitalia, Fintecna per
capire, discutere, presentare proposte alternative. Da ieri forti anche
dell'appoggio dei piloti Anpac. Sono consapevoli, i sindacati, di "essere
con le spalle al muro", che la partita è irrimediabilmente perduta. La
loro linea del Piave è stata sfondata.
ROMA
Il feuilleton della vendita Alitalia sembra senza fine, non smette di superare
nuovi sco ( da "Messaggero, Il"
del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
feuilleton
della vendita Alitalia sembra senza fine, non smette di superare nuovi scogli
senza che sia mai l'ultimo". Così commenta il quotidiano La Tribune nella
versione on line il sì all'offerta "poco elevata" di Air France-KLM.
Anche Les Echos parla di vicenda lunga e di "valutazione di Alitalia a un
livello molto debole".
FIUMICINO
- Venderemo cara la nostra pelle . Silvia, da dieci anni centralinista del call
( da "Messaggero,
Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
animo dei
lavoratori Alitalia all'indomani della "resa" con Air France.
"Il nostro settore, quello della Divisione informatica e parte della
manutenzione dice sono quelli che verranno esternalizzati. Siamo quasi in
novecento e non possono sbatterci per strada affidandoci ad aziende che magari
l'anno dopo si vedono revocato l'appalto.
ROMA
Comandante, Fabio Berti, anche i piloti Anpac bocciano il piano Air France. Cos
(
da "Messaggero,
Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Ricordo che
il cargo è l'unico settore di Alitalia che ha dato buoni risultati a detta
anche del suo responsabile". Perchè cambiare allora le carte in tavola? "E
quello che non capiamo. Il cargo Alitalia è arrivato al 76%, quello di Air
France non arriva al 61% e dunque ha una sovracapacità rispetto al mercato.
Piloti
e sindacati pronti a bloccare l'intesa raggiunta
( da "Tempo,
Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
conseguenza
dello stato comatoso nel quale è stata ridotta Alitalia", epilogo a cui si
è giunti "per le scelte via via operate dall'azionista di riferimento di
Alitalia". Per il segretario nazionale della Uiltrasporti, Marco
Veneziani, "se la trattativa sarà improntata al prendere o lasciare
l'operazione salterà".
Allarme
brogli ( da "Tempo, Il"
del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Gli chiedono
di Alitalia: "Lasciamo stare, non è il momento" risponde
garbatamente. Nessuna parola su Tibet o sul possibile boicottaggio delle
Olimpiadi. La piazza si scalda quando attacca il Pd. Sulla sicurezza, per
esempio: "Ci sono clandestini a iosa e troppi pochi soldi".
Filippo
Caleri f.caleri@iltempo.it Alitalia imbarca i
( da "Tempo,
Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
it Alitalia
imbarca i ... Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it Alitalia imbarca i francesi a
bordo. Il cda della compagnia ha dato il via libera, ieri nella primissima
mattina, all'offerta di Air France-Klm. Ma il nuovo proprietario non andrà per
il sottile in termini di occupazione.
Alitalia,
politica in fugadalle responsabilità
( da "Secolo
XIX, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
acquisto per
Alitalia in una camicia di forza. Valutando la nostra compagnia di bandiera la
miseria di 138 milioni di euro, anche se l'operazione nel suo complesso arriva
a 1,7 miliardi. Soprattutto, però, i francesi, che hanno sotto il naso la puzza
di una mai riposta "grandeur", ci trattano per come ci giudicano:
degli straccioni.
Il
Pdl si spacca su Alitalia ( da "Secolo XIX, Il"
del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
dossier
Alitalia, che è in attesa di una risposta rapida. "Faremo di tutto per
tutelare i lavoratori", assicura il ministro Cesare Damiano. Ma la vicenda
Alitalia rischia di mettere in difficoltà anche il Pdl, che si presenta diviso
all'appuntamento della cessione, prima che un eventuale responso favorevole
delle urne trasferisca la patata bollente sulla scrivania di Silvio Berlusconi.
La
giornata ( da "Manifesto, Il"
del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia Dopo
il sì del Cda ad Air France si teme per i 1600 esuberi Il sì del Cda Alitalia
all'offerta di Air France è arrivato domenica notte: l'operazione verrebbe a
costare 1,7 miliardi di euro, se si considerano le due Opa previste (la prima
sul capitale della società, la seconda sulle obbligazioni),
Come
sempre accade, la brutalità dei numeri spazza via ogni
( da "Tempo,
Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
offerta di
Air France per acquisire l'intero capitale sociale di Alitalia è il segno
tangibile del disastro cui è giunta la nostra compagnia di bandiera. I francesi
offrono infatti di scambiare una azione Air France-Klm (del valore di 16 euro
circa venerdì, alla chiusara dei mercati) con 160 azioni Alitalia (del valore
di 0,53 euro venerdì).
Malpensa,
futuro low cost: "Settemila i posti tagliati"
( da "Giornale.it,
Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Da sinistra
il presidente della Camera Fausto Bertinotti assicura che nella vicenda
Alitalia "ci sono elementi per esprimere grande preoccupazione". E
poi aggiunge: "Io non credo che si possano trovare buone soluzioni per
Alitalia se non si difende il patrimonio occupazionale dell'azienda". Una
bocciatura arriva anche da Roberto Calderoli, vicepresidente leghista del
Senato.
Candidati
dalla memoria troppo corta ( da "Giornale.it, Il"
del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
E così fino a
Prodi, che non ha saputo fare nulla di più dell'inutile "tavolo per Milano",
clamorosamente ignorato, per esempio, nella vicenda Alitalia-Malpensa. Non ci
resta che sperare, dunque, che stavolta a Roma ci vada gente senza complessi. ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
Alitalia,
Malpensa low cost e flotta dimezzata
( da "Giornale.it,
Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
garantiti i
livelli di efficienza richiesti dal piano industriale di Alitalia; un accordo
(con Fintecna) per il riassorbimento in Alitalia di attività di handling e
manutenzione oggi in capo ad Alitalia Servizi (circa 1.500 persone); una
soluzione per sollevare Alitalia dal rischio di dover pagare i danni alla Sea
per l'abbandono di Malpensa come hub (se sarà varato un decreto legge,
Bonanni:
"Governo inqualificabile, siamo nudi"
( da "Giornale.it,
Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
lei è l'unico
sindacalista che si è sempre schierato contro la cessione di Alitalia ad Air
France. Si sente sconfitto? "Sarebbe stata una sconfitta se ci fosse stato
un confronto. Ma visto che il governo ha tenuto all'oscuro noi, le forze
politiche e persino il Consiglio dei ministri, non la considero una sconfitta.
La
Fed taglia ancora i tassi: euro a 1,59
( da "Giornale.it,
Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Parigi perde
il 2,5%, Francoforte il 2,9%, Londra l'1,8%, Zurigo il 2,6%. A piazza Affari
l'S&P/Mib scende del 2,41%, il Mibtel del 2,2%. Sprofonda Alitalia, ancora
sospesa. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
I
paradossi della campagna elettorale
( da "Voce
d'Italia, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
il piano di
salvataggio di Alitalia, sotto le mentite spoglie della teoria dei campioni
nazionali - di cui non si sentiva parlare dai tempi dell'ex Governatore di
Bankitalia A. Fazio - nasconde in realtà dei calcoli politici di mera
convenienza che proprio nulla hanno a che fare col libero mercato (1).
Alitalia,
approvata l'offerta Air France ( da "Voce d'Italia, La"
del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
offerta sul
web Alitalia, approvata l'offerta Air France Titolo Alitalia sospeso per
eccesso di ribasso Milano, 17 mar. – Il cda di Alitalia, dopo 12 ore di
riunione, ha dato la sua approvazione all'offerta del gruppo Air France-Klm.
L'accordo dovrà passare ora il vaglio del Governo, maggiore azionista della
compagnia,
Via
libera del Cda al piano Air France
( da "Quotidiano.net"
del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Informatica
Varie Annunci legali ALITALIA Via libera del Cda al piano Air France Notte di
lavoro poi il via libera del consiglio di amministrazione di Alitalia
all'offerta vincolante di Air France-Klm che prevede un'offerta pubblica di
scambio sul 100 per cento delle azioni Roma, 16 marzo 2008 - Via libera del
consiglio di amministrazione di Alitalia all'
La
Fed taglia ancora i tassi, borse a picco Alitalia sospesa per eccesso di
ribasso ( da "Quotidiano.net"
del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia sospesa
per eccesso di ribasso Il tasso di sconto è sceso dal 3,50% al 3,25 per cento.
Intanto JP Morgan ha annunciato la transazione con cui acquisterà Bear Stearns
per 2 dollari per azione appena, nel tentativo di salvarla dalla morsa della
crisi del credito Commenta New York, 17 marzo 2008 - I titoli Alitalia sono
stati sospesi in Borsa con una decisione presa da piazza
ALITALIA-AIR
FRANCE, INTESA E ACCUSE ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
E rilancia
l'allarme brogli Nodi e polemiche per la vendita di Alitalia ad Air France-Klm
decisa nella notte di sabato dal cda della compagnia di bandiera italiana.
L'operazione costerà ai francesi 1,7 miliardi di euro. L'Alitalia conserverà la
bandiera, ma gli esuberi previsti sono di circa 1.600 unità.
Su
Alitalia Pdl diviso, sindacati all'attacco
( da "Secolo
XIX, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia vale
appena 138 milioni, ma per concluderne l'acquisizione Air France dovrà sborsare
complessivamente 1,7 miliardi. L'offerta è però condizionata: dal sì dei
sindacati e del governo, all'azzeramento del ricorso Sea su Malpensa. Che non
sarà l'hub internazionale, perché la scelta cade su Fiumicino.
Berlusconi
lancia l'allarme brogli: "Serve un nostro esercito"
( da "Tempo,
Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Gli chiedono
di Alitalia: "Lasciamo stare, non è il momento" risponde garbatamente.
Nessuna parola su Tibet o sul possibile boicottaggio delle Olimpiadi. La piazza
si scalda quando attacca il Pd. Sulla sicurezza, per esempio: "Ci sono
clandestini a iosa e troppi pochi soldi".
Air
France non imbarca 1.600 lavoratori
( da "Tempo,
Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Stampa
alitalia Air France non imbarca 1.600 lavoratori Alitalia imbarca i francesi a
bordo. Il cda della compagnia ha dato il via libera, ieri nella primissima
mattina, all'offerta di Air France-Klm. Ma il nuovo proprietario non andrà per
il sottile in termini di occupazione.
Formigoni:
"Roma ci ha svenduto ai francesi"
( da "Giornale.it,
Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
concorda con
chi è soddisfatto di conservare il marchio e la livrea Alitalia sugli aerei?
"Mi sembra un'ulteriore presa in giro. Non è certo un elemento
determinante in questo momento. Anzi, tolgano pure il tricolore, così almeno
uno sa dove sale. I danni sono enormi per tutto il Paese. Le azioni Alitalia
sono già in picchiata, il concambio è ridicolo, le obbligazioni precipitano;
Veltroni:
"Nel Pdl sono già divisi su tutto"
( da "Giornale.it,
Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
di Redazione
Il leader del Pd attacca il centrodestra: "Dall'Alitalia alle pensioni
alla politica estera sono divisi su tutti i grandi temi della campagna
elettorale". E già pensa a una manifestazione in notturna Verbania -
Dall'Alitalia alle pensioni alla politica estera, per il candidato leader del
Partito democratico Walter Veltroni la "destra è divisa su tutto".
Alitalia
a picco: il titolo perde il 23,50%
( da "Giornale.it,
Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Air France ha
offerto durante il fine settimana una propria azione contro 160 azioni
Alitalia, valutando ogni titolo della compagnia italiana meno di 10 centesimi.
Immediata la reazione a piazza Affari dove le azioni Alitalia sono state
ammesse sul mercato solo in tarda mattinata per le continue sospensioni causate
dall'eccesso di ribasso.
Anche
Turigliatto lascia Vespa ( da "Opinione, L'"
del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
di Michele
Santoro ha dedicato la puntata al caso Alitalia, con un focus particolare sulla
sorte che spetterà all'aeroporto di Malpensa se la compagnia aerea passasse
nelle mani di Air France. A dibattere in studio c'erano il governatore della
Lombardia Formigoni, il Ministro dei Trasporti Bianchi, Roberto Maroni e Piero
Fassino, alla visione c'erano invece 3.
Veltroni:
"La destra è divisa su tutto Noi sì che non dovremo mediare"
( da "Quotidiano.net"
del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
"Su
Alitalia, Fini ha detto sì ad Air France, Bossi no, che cosa avrebbero fatto se
fossero stati al governo?". E sulle Olimpiadi: "Boicottarle non è la
soluzione" Commenta Roma, 17 marzo 2008 - Dall'Alitalia alle pensioni fino
alla politica estera la "destra è divisa su tutto".
Alitalia,
il monito della Ue: "Non accetteremo aiuti di Stato"
( da "Quotidiano.net"
del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Stamane il
Tesoro ha annunciato di aver ricevuto le lettere di offerrta da Alitalia
(quella di Alitalia e quella di Air France a Alitalia, ndr) e di aver iniziato
l'esame. L'esecutivo però dovrà ora fare i conti con l'ira dei sindacati che
non hanno digerito che la decisione sia stata presa senza averne discusso con
le forze sociali.
Alitalia
a picco. La Ue: "No aiuti di Stato"
( da "Giornale.it,
Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Air France ha
offerto durante il fine settimana una propria azione contro 160 azioni
Alitalia, valutando ogni titolo della compagnia italiana meno di 10 centesimi.
Immediata la reazione a piazza Affari dove le azioni Alitalia sono state
ammesse sul mercato solo in tarda mattinata per le continue sospensioni causate
dall'eccesso di ribasso.
Veltroni
'Pdl diviso su tutto' ( da "Voce d'Italia, La"
del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia alle
pensioni, fino alla politica estera" Veltroni: "Pdl diviso su
tutto" Comizio del leader del Pd a Verbania Verbania, 17 mar.-
Dall'Alitalia alle pensioni, fino alla politica estera la “destra è divisa su
tutto”. Con queste parole il leader del Partito democratico Walter Veltroni
attacca il Pdl durante un comizio a Verbania,
Ue:
"No agli aiuti di Stato" Il titolo precipita: meno 26,5%
( da "Quotidiano.net"
del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Stamane il
Tesoro ha annunciato di aver ricevuto le lettere di offerrta da Alitalia
(quella di Alitalia e quella di Air France a Alitalia, ndr) e di aver iniziato
l'esame. L'esecutivo però dovrà ora fare i conti con l'ira dei sindacati che
non hanno digerito che la decisione sia stata presa senza averne discusso con
le forze sociali.
Dietro
la vicenda Alitalia la mano della lobby europea
( da "Giornale.it,
Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
1 Emails
Ultime discussioni Giorgio Tomasi: Ma si facciamo falire l'Alitalia. Nessuno si
rende conto che abbiamo una muca che mangia molto... Marcello Foa: Caro
Marcello b io non do la colpa all'Europa della crisi di Alitalia; ma osservo
che il nostro... marcello b.: Le colpe dello stato in cui Alitalia si trova e
dell'abbandono di Malpensa non sono.
Marcegaglia:
tagliare la spesa improduttiva ( da "Giornale.it, Il"
del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia: no
al taglio dei voli a Malpensa Belluno - L'Italia non deve solo fare sistema ma
deve aggiungere un altro slogan: "trovare il sistema di fare". A
cominciare dal "taglio della spesa pubblica improduttiva". Ne è
convinta il presidente designato di Confindustria, Emma Marcegaglia,
consapevole che si tratta di "un provvedimento impopolare che implica
tagliare posti di lavoro
Alitalia,
Prodi a Sea: ritiri richiesta danni
( da "Giornale.it,
Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Air France ha
offerto durante il fine settimana una propria azione contro 160 azioni
Alitalia, valutando ogni titolo della compagnia italiana meno di 10 centesimi.
Immediata la reazione a piazza Affari dove le azioni Alitalia sono state
ammesse sul mercato solo in tarda mattinata per le continue sospensioni causate
dall'eccesso di ribasso.
( da "Stampa, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Tito Boeri IL TEST
BIPARTISAN DI ALITALIA Air France-KLM ha voluto, dunque, accelerare i tempi.
Non sorprende, dato che l'azienda ha liquidità sufficiente per continuare ad
operare solo fino a giugno. Non sorprende, dato che Silvio Berlusconi solo una
settimana fa aveva adombrato l'intenzione di rimettere tutto in discussione e
diversi esponenti della sua coalizione elettorale
continuano a dichiarare di voler salvaguardare l'italianità di Alitalia. Sorprende semmai che Air France, nonostante l'insostenibile
lunghezza di questa operazione, sia rimasta in corsa fino all'ultimo. Alitalia ha distrutto negli ultimi 15 anni circa 15 miliardi di euro,
poco meno di due volte le risorse mobilizzate dall'ultima manovra finanziaria.
Si tratta di 270 euro per italiano, neonati compresi. E' un bene che qualcuno
oggi voglia investire, di tasca propria, per il rilancio della compagnia ed Air
France-Klm, una volta acquisito il controllo di Alitalia,
avrà tutto l'interesse a rinnovare la flotta e a migliorare un servizio che
sta, giorno per giorno, diventando sempre più scadente. Nessun gruppo italiano
ha voluto in questi anni presentare una vera offerta. Quindi l'unica
alternativa possibile all'offerta di Air France-Klm è quella di rimettere le
mani nelle tasche degli italiani. Chi vuole far fallire la trattativa si deve
oggi prendere questa responsabilità: deve dire agli italiani che intende varare
una manovra finanziaria per far sopravvivere l'italianità (o, meglio, la
statalità) di Alitalia. Sapendo che, come ci insegna
l'esperienza di questi anni, Alitalia in mano pubblica
non potrà mai tornare ad essere autosufficiente. E' difficile fare i conti con
la realtà. E' difficile farlo per la politica quando si è in campagna
elettorale. L'offerta Air France-Klm impegna non solo l'attuale governo, ma
anche le principali forze dell'attuale opposizione. Si chiede a queste un
impegno entro il 31 marzo. Comprensibile perché non si vuole che il prossimo
governo metta i bastoni fra le ruote. Per certi aspetti questa vicenda ci darà
la prova della coesione interna dei due principali schieramenti che oggi si
presentano alla prova del voto. Sarà come un mini-test di governo. E' forse
ancora più difficile fare i conti con la realtà per il sindacato quando ci sono
tagli all'occupazione. Sono comunque meno di quelli paventati anche solo
qualche giorno fa: si tratta di circa 1600 esuberi, meno del 15 per cento del
personale di Az flight, quando l'unica vera alternativa alla cessione, è il
fallimento della compagnia. Se si vogliono spendere bene i soldi dei
contribuenti meglio utilizzarli per riformare davvero i nostri ammortizzatori
sociali, offrire coperture non solo ai lavoratori coinvolti dagli esuberi Alitalia, ma anche alle centinaia di migliaia di lavoratori
delle piccole imprese che in Italia perdono il lavoro ogni anno senza poter
accedere a un'assicurazione contro la disoccupazione degna di questo nome solo
perché non hanno santi in paradiso che perorino la loro causa. C'è una sola
vera condizione che il governo deve a questo punto imporre nella trattativa:
gli utili che un giorno Alitalia, come è auspicabile,
tornerà a realizzare (dal
( da "Stampa, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
A l'ha accolta. Da
giorni trapelava l'indiscrezione che oggi l'azionista Tesoro avrebbe dato il
via libera formale. Ma così probabilmente non sarà. Ad annunciarlo, fra le
righe, ieri è stato Massimo D'Alema: "Da adesso, sulla scorta delle
valutazioni tecniche del consiglio di amministrazione, il governo si pronuncerà
in quanto azionista di Alitalia e valuterà
l'offerta". Misura bene le parole, D'Alema, e non a caso. Insomma, il
governo italiano si aspetta un ritocco della proposta dei franco-olandesi. A
scontentare l'esecutivo non sarebbe il prezzo, compensato dall'impegno sulla
ricapitalizzazione, ma semmai l'entità complessiva degli investimenti, gli
impegni su Malpensa, e soprattutto l'assenza di un diritto di veto per il
governo italiano sulle questioni che riguardano Alitalia.
Stessa cosa vale per i franco-olandesi: nel comunicato con cui Alitalia ha detto sì all'offerta la compagnia transalpina ha
fatto sapere di aspettare entro il 31 marzo la risposta ad una serie di
questioni: fra queste l'accordo con i sindacati sul piano di ristrutturazione,
una soluzione della vertenza con la Sea, un accordo con Aeroporti di Roma sulle
tariffe aeroportuali. Bastano un paio di telefonate con alcune fonti di governo
per capire che fra le parti sono già partite le richieste di chiarimenti. La
questione più delicata - ieri sera è stata oggetto di uno scambio di lettere
fra Parigi e il Tesoro - sono le "garanzie Alitalia",
ovvero tutti gli impegni che si assume Air France-Klm sul mantenimento degli
interessi nazionali: qualità della rete, investimenti negli aeroporti,
collegamenti intercontinentali. Quando Klm andò a nozze con Air France, ottenne
un "comitato strategico" di otto persone (quattro olandesi e quattro
francesi) che per tre anni ha fatto "raccomandazioni vincolanti". Su
alcune questioni - fra queste le "garanzie Klm" - i consiglieri
olandesi avevano diritto di veto. Quelle stesse garanzie oggi sono nelle mani
di un "comitato esecutivo" e saranno valide fino al 2009. Nel caso di
Alitalia è stata studiata una soluzione "un po'
barocca" (così la definiva ieri una fonte dell'Esecutivo): il controllo
del rispetto delle "garanzie" sarebbe affidato ad una Fondazione di
diritto olandese (e non italiano) e ad un consiglio di amministrazione formato
da tre persone: uno scelto dal Tesoro, uno da Air France-Klm, il terzo sarebbe
scelto d'intesa da entrambi. Tutte le decisioni sarebbero prese "a
maggioranza". Di poteri di veto non c'è traccia. Altra questione è il nome
della holding della futura società: i soci olandesi hanno imposto che il nome Alitalia non venisse aggiunto. Il Tesoro ha ottenuto
l'impegno di Air France-Klm a "valutare in un secondo momento, quando avrà
acquisito il 100 per cento del capitale" la modifica. Ma nel governo c'è
chi come Massimo D'Alema aveva già fatto sapere di non essere entusiasta
dell'idea. A Palazzo Chigi (ma ci sarebbero stati contatti anche con il
centro-destra attraverso Giulio Tremonti) c'è anche chi giudica insufficienti
gli 850 milioni di investimenti nei prossimi anni messi nero su bianco. Sarebbe
stata gradita anche una parola in più su Malpensa. Una questione sulla quale a
giugno, quando il centro-destra sarà probabilmente di nuovo al governo, la Lega
potrebbe porre problemi. Per un paradosso tutto italiano, su Malpensa anche i
franco-olandesi attendono risposte: poiché la Sea, la società che gestisce gli
aeroporti milanesi, ha chiesto 1,25 miliardi di danni ad Alitalia per i tagli allo scalo, i franco-olandesi avevano chiesto ad Alitalia di accantonare una cifra congrua. Scartata questa ipotesi (Alitalia presto non avrà i soldi nemmeno per gli stipendi), nella lettera
di impegno Air France-Klm chiede "una soluzione per l'eliminazione del
rischio relativo al contenzioso". Che tradotto significa: se il
governo non si adopera per far ritirare quella richiesta, l'accordo non si fa.
"Il feuilleton della vendita Alitalia -
commentava ieri il giornale francese La Tribune - non è ancora finito".
Difficile dargli torto. \.
( da "Stampa, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
IL
NOME DUBBI SUL COMITATO La parola Alitalia sparisce dalla
ragione sociale della holding: "Valuteremo" Il testo non garantisce
il diritto di veto promesso ai consiglieri italiani.
( da "Stampa, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Parmalat. Sono
appena passati 5 anni da quando è scoppiato lo scandalo e milioni di risparmiatori
si sono trovati in mano titoli che le banche avevano venduto loro come
sicurissimi pochi giorni prima. A giudicare dal numero di attori, di avvocati,
di testimonianze e prove documentali da leggere, ascoltare e ponderare non si
prevede che il tutto possa finire in tempi umanamente compatibili con l'età di
molti risparmiatori. All'orizzonte vedo affacciarsi due tipi di prescrizioni,
la prima causata dal ritardo con il quale l'azione legale è iniziata e dai
tempi della giustizia italiana, l'altra biologica che farà sì che se mai i
danneggiati avranno giustizia questa arriverà solamente quando i danneggiati
saranno passati a miglior vita. DINA MODELLA VESPA Crac Parmalat/2 Beffa e
Parlamento Il processo Parmalat è appena partito e già si sente l'odore
inconfondibile della beffa per i risparmiatori truffati. Vorrei ricordare come
il Parlamento si sia sempre ben guardato dal creare una commissione d'inchiesta
sul più grave crac della storia italiana; evidentemente erano più importanti le
bufale delle commissioni Telekom Serbia e Mitrokhin. 12 milioni di euro
uscirono dalle casse Parmalat per il finanziamento illecito dei partiti, per
comprare favori e silenzi, ma tutti i politici menzionati da Tanzi hanno sempre
negato; sembra che nessuno si sia mai intascato questi soldi e forse questo
spiega l'indifferenza pelosa del Parlamento. SILVIO ZANCHET Il ministro D'Alema
e le proporzioni Nelle vicende mediorientali il ministro D'Alema è sempre
pronto a fare dei distinguo, o a mettere sullo stesso piano i terroristi di
Hamas e gli israeliani, accusando i medesimi di reazione sproporzionata. Se la
reazione fosse stata proporzionata, Israele avrebbe dovuto spianare Gaza. Nelle
vicende di Cina e Tibet D'Alema non trova sproporzionate le aggressioni cinesi
sugli inermi tibetani che chiedono solo che si metta fine alla cinesizzazione
dei loro territori, in difesa della loro cultura e mansueta religione. Non
trova sproporzionato l'intervento dell'esercito pesantemente armato. Al vedere
bandiere rosse oppure verdi D'Alema s'illanguidisce tutto, ed ha pure il
coraggio di dire che l'Italia gode di un certo prestigio guadagnato con il suo
lavoro. CARLO FERRAZZA Se alla Cina tutto è permesso Mai come di fronte alle
olimpiadi cinesi il mondo occidentale dimostra tutta la sua incapacità di dare
etica alla propria politica. Gli Stati Uniti cancellano la Cina dalla lista
nera dei maggiori violatori di diritti umani, dimenticandone i campi di
sterminio e la cinquantennale occupazione di un territorio (il Tibet) grande
quanto l'intera Europa. La quale Europa si lamenta per essere sommersa dalle
contraffazioni legalizzate, senza tuttavia avere il coraggio di imporre un
blocco che sarebbe moralmente - oltre che economicamente - doveroso. E perfino
il Papa si inchina al regime, accettando di concordare col governo ateo di
Pechino la nomina dei propri vescovi. Tutto questo in nome di uno spirito
olimpico che nell'era moderna non è mai esistito, usato solo per coprire
interessi economici e di potere. PAOLO BUSCAGLINO STRAMBINO, TORINO Israele in
Europa chi è d'accordo? Prima di andare a votare, avrei piacere di sapere se,
all'interno dei diversi schieramenti, ci sia qualcuno disponibile ad adoperarsi
per sostenere l'ingresso dello Stato di Israele nell'Unione Europea. GIUSEPPE
MUSOLINO, SANTO STEFANO D'ASPROMONTE (RC) Aborto clandestino le bugie dei
politici Ancora una volta i fatti di cronaca smentiscono chi - in primis, il
ministro della Salute - aveva annunciato al mondo intero la scomparsa degli
aborti clandestini, grazie alla legge 194. Da Genova arriva la conferma che
tale fenomeno persiste, che per la sua stessa natura non è monitorabile e che,
al contrario di quanto demagogicamente sostenuto, interessa prevalentemente
fasce sociali abbienti. ENRICO PAGANO, MILANO Se la Brambilla è amica degli
animali Leggo sulla Stampa che Michela Vittoria Brambilla "vive con 15
cani, 24 gatti, 7 capre, 2 asini e 4 cavalli": praticamente un potenziale
"partito degli animali". E se volesse candidare anche pescecani,
lupi, tarantole, serpenti velenosi, iene e avvoltoi può sempre cercarli tra il
genere umano. LORIS NUCERA, COGNE AO Il prezzo del pane è un vero mistero E' un
mistero il prezzo del pane. Nessuno che sappia dare una spiegazione
soddisfacente. Tutto si può dire meno che qualcuno abbia deciso di guadagnarci
di più. E saltano fuori: il costo del petrolio - quindi il costo del trasporto
- quindi il maggior costo del grano - quindi il costo della farina - quindi il
prezzo aumentato del pane. Ma siamo proprio sicuri che la filiera
petrolio-grano sul mercato europeo sia tanto determinante da far aumentare il
prezzo del pane dovunque? A Stoccarda e dintorni (dove si guadagna quasi il
doppio di noi), il prezzo di un filone di pane di ottima qualità è di 1,75. Al
chilo. Circa la metà di noi! LIONELLO SPADA, PIACENZA Il '68: padre dei mali
italiani Più che celebrato il '68 andrebbe commemorato, come ogni avvenimento
luttuoso. Certo non solo il '
( da "Stampa, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Roberto Formigoni
"Proposta umiliante Costerà cara al Paese" [FIRMA]CHIARA BERIA DI
ARGENTINE MILANO È peggio di quello che si sussurrava. Una proposta umiliante,
una vera umiliazione". Il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni,
ha parole dure per il piano Air France. Domenica delle Palme, domenica d'ira
profonda. In missione in Israele e Palestina (per accordi in campo sanitario)
Formigoni che è arrivato a Tel Aviv sabato con il volo delle ore 10 da Malpensa
("Altro che flop! Era strapieno ma, dal 30 marzo, inesorabilmente come
tutti gli altri verrà cancellato") lancia un monito molto chiaro:
"Fermate tutto, fino a quando ci sarà il nuovo governo". Presidente
Formigoni, perché giudica il piano un'umiliazione? "Ricordate le parole di
Padoa-Schioppa? Entreremo nel più grande network mondiale, salveremo
Alitalia e il Paese. Invece è una debacle, una Caporetto. Il prezzo di
un'azione Alitalia è crollato sotto i 10 centesimi; Air France vuole scambiare ogni
sua azione con 160 Alitalia; le obbligazioni valgono molto meno del valore di mercato ma,
soprattutto, vengono chiesti sacrifici enormi sull'occupazione. Gli
esuberi sembrano crescere di momento in momento, si parla di 2.000 più altri 5
mila di Az Service dei quali si dovrebbe far carico Fintecna. Ma quale
privatizzazione! È chiaro che lo Stato dovrà sborsare soldi con la cassa
integrazione. Air France chiede anche un prestito. Insomma, dobbiamo pagarla
perché liquidi il nostro servizio aereo. In cambio, bontà loro, i francesi ci
concedono il 2% del capitale della società e un posto in cda. Vergogna! Ci
mettiamo - mani e piedi legati - a disposizione di un Paese, la Francia, che
certo è nostro amico, ma anche il nostro principale concorrente. Al confronto
le Forche Caudine sono state una tranquilla passeggiata sotto i fiori". Alitalia è a un passo dal crac e Air France sostiene che la
riportrà in utile dal 2009. Non crede che siano sacrifici necessari?
"Ancora più grave della crisi Alitalia è la crisi
che patirà il sistema Paese. La desertificazione di Malpensa ricadrà a pioggia
sugli aeroporti, compreso Fiumicino. A Malpensa servono i voli
intercontinentali. Tokio, Delhi, Shanghai: ne avevamo 17 al giorno, tutti,
salvo New York, sono aboliti. Desertificando Malpensa provocano danni
gravissimi, lo studio Ambrosetti parla di 15 miliardi di euro. La Lombardia
attira il 50% degli investimenti stranieri: agli imprenditori togliamo i voli
diretti e, allo stesso tempo, rendiamo proibitivi i costi alle aziende che
hanno tecnici che volano ogni giorno per il mondo. La verità è che i francesi
puntano a togliere dal mercato il concorrente principale". Secondo lei
cosa farà Sea? Dovrà ritirare il ricorso? "E perché mai? Mi sembra davvero
strano che Air France chieda al governo d'intervenire su una società privata. E
comunque sarà poi lo Stato a dover pagare a Sea i debiti di Alitalia".
Capitolo reazioni. Quelle dei vertici sindacali sono durissime. "Da mesi
siamo in perfetta sintonia, usiamo fin le stesse parole! Hanno totalmente
ragione. Dopo il pateracchio della gara stanno vendendo a qualcuno che non ha
presentato il piano industriale". Fini invece ha dato un giudizio
positivo. "Fini si sbaglia, francamente mi stupisce questa sua
dichiarazione. Al mio ritorno in Italia cercherò di spiegarglielo".
Formigoni, cosa propone? "L'unica via è la moratoria anche solo di 2 anni
e mezzo per Malpensa. Alitalia deve bloccare la
distruzione di Malpensa. Il suo azionista di riferimento è il governo ma senza
quello nuovo non si fa niente. Questione di rispetto istituzionale". \.
( da "Stampa, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Luigi Angeletti
"Attenti, il sindacato non regalerà il suo sì" [FIRMA]ROBERTO
GIOVANNINI INVIATO A CERNOBBIO (Como) Ah, io avrei preferito gli americani.
Magari inizialmente non sarebbero stati molto simpatici nei nostri confronti,
non sono abituati al sindacato, ma alla fine da noi sarebbero dovuti venire per
trattare". Ormai il destino di Alitalia sembra segnato, e il segretario generale della Uil, Luigi
Angeletti, per la storia confessa quella che sarebbe stata la sua soluzione
preferita per la cessione della compagnia di bandiera. E ribadisce la sua
insoddisfazione per l'operato del governo Prodi. Segretario, che
giudizio della proposta franco-olandese? "Nessuno, non la conosciamo.
Siamo stati messi nella incredibile condizione di dover prendere una decisione
senza aver potuto influire minimamente sulle condizioni. Non credo che sia mai
successo in nessun altro paese europeo". Di chi è la colpa? "La grave
responsabilità la porta il governo. Primo, ha fatto finta che Alitalia non fosse sua, ma dell'amministratore delegato
della compagnia. Poi, ha fatto trattare l'amministratore delegato anche a nome
del governo. Ma Prato ha negoziato - come detta il codice civile - per tutelare
gli interessi dell'azienda. E gli interessi del Paese, chi li ha
tutelati?" Si parla di 1600 esuberi. Se così fosse...
"Millesettecento, milleottocento, non sappiamo niente. Non sappiamo chi
siano, dove sono, quali funzioni svolgono. Sapevano che di esuberi ce n'erano
circa un migliaio in Az Fly: questi 1.600 sono aggiuntivi o sono già compresi
nel calcolo? Sono due cose ben diverse". Air France-Klm sembra interessata
a un sì del sindacato. "Non lo regaleremo. Prima si sono sistemati tutte
le loro convenienze, e siccome c'è qualcosa che non andrà per il verso giusto e
non sarà piacevole, allora chiamano i sindacati... non è un bel metodo".
Quando vedrete i vertici della compagnia franco-olandese? "Ho letto sui
giornali che ci sarà un incontro martedì. Sarà la prima occasione in cui,
forse, sapremo tutta la verità. Dicono "mangia la minestra o salta dalla
finestra". Ma non è mica detto che bisogna sempre per forza mangiare la
minestra, se è avvelenata". Angeletti, eppure sembra una minestra
inevitabile. In tutti questi mesi non sono certo emersi acquirenti alternativi,
a parte la cordata Air One... "Mah. Ci sono stati tantissimi contatti nel
corso di questo negoziato. Io ad esempio sono stato sentito da Lufthansa, e non
mi pareva che avessero intenzioni molto diverse da quelle dei francesi. Il
mercato italiano è un mercato da cento milioni di passeggeri, una torta che fa
gola. Poi si è capito che per ragioni misteriose questo o quel pretendente non
poteva essere chiamato in causa a prescindere. Io, comunque, avrei visto bene
gli americani...".
( da "Stampa, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
[FIRMA]ALESSANDRO
BARBERA ROMA Ai valori di Borsa a Natale, erano disposti ad
offrire un'azione Air France-Klm ogni settanta Alitalia: circa 35
centesimi ad azione. Sabato, l'offerta vincolante accettata dal consiglio di
amministrazione Alitalia propone l'acquisto di un'azione Air France-Klm contro 160. Ai
prezzi di venerdì, è poco meno di dieci centesimi ad azione: per l'esattezza
nove virgola nove. Air France-Klm propone di pagare circa 139 milioni di
euro. Per le obbligazioni i franco-olandesi propongono di pagare 31 centesimi
ad azione, circa 608 milioni di euro. Alitalia paga le
incognite che ancora aleggiano sulle annunciate nozze con i franco-olandesi: la
richiesta di risarcimento della Sea, l'esito della trattativa con i sindacati,
i giudizi ondivaghi della politica che in queste settimane hanno fatto crollare
il valore del titolo da 80 cent a 53. Nonostante tutto, per la disastrata
compagnia di bandiera Air France-Klm è comunque ancora pronta a sborsare circa
1,7 miliardi. In cambio dello sconto sul pagamento di azioni e obbligazioni, i
franco-olandesi hanno migliorato l'offerta di investimento: garantiscono un
aumento di capitale da un miliardo. Ma Alitalia oggi
ha in cassa poco più di 200 milioni, e poiché l'iter della privatizzazione non
finirà prima di giugno, per arrivare alla meta il Tesoro si è reso disponibile
a concedere ad Alitalia un prestito-ponte da 300
milioni, da rimborsare subito dopo l'aumento di capitale. Se l'operazione andrà
in porto Air France-Klm garantisce per Alitalia un
ruolo autonomo, da "compagnia di bandiera": marchio, logo e livrea
resteranno tali, come accaduto per Klm. Insomma, resterà in tutto e per tutto
la compagnia di bandiera. Fiumicino sarà l'hub, a Malpensa resteranno le rotte
richieste dai passeggeri business. Air France-Klm garantisce il ritorno
all'utile entro il 2009, ma al prezzo di una pesante ristrutturazione: 1.600
esuberi, la riorganizzazione delle attività di terra, il taglio del settore
cargo entro il 2010, il taglio entro il 2010 delle rotte anti-economiche. Entro
il 2010 verrebbero messi a terra 42 aerei fra i più vecchi (gli MD80 e gli Atr
42), ma allo stesso tempo verrebbero investiti 850 milioni per il rinnovo della
flotta. Nel piano dei franco-olandesi la curva della ristrutturazione finisce
nel 2010: per allora la flotta (esclusa la low cost Volare) sarà costituita da
137 aerei. Nel 2011 Alitalia tornerebbe a crescere ed
entro il 2016 tutta la flotta a lungo raggio sarebbe sostituita. Quando le
condizioni lo permetteranno, Air France si impegna a "valutare" la
riapertura delle rotte per Cina e India. Una delle condizioni poste da Air
France-Klm perché l'accordo si chiuda è il via libera dei sindacati. Martedì il
numero uno di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, sarà a Roma per incontrare
le nove sigle Alitalia. Anpac e sindacati confederali
sono in fibrillazione: la prima minaccia di non firmare se non verrà salvato il
cargo (sono distaccati lì circa 50 piloti), i confederali e gli autonomi di Sdl
temono per lo spacchettamento di Alitalia Servizi, la
società che controlla tutti i servizi di terra. L'ipotesi dei francesi è quella
di far rientrare in Alitalia circa solo 3.400 degli 8.500
dipendenti: tutte le manutenzioni (2.200 persone) e 1.200 dipendenti di
"Az Airport", la società che gestisce i servizi aeroportuali. Il
resto delle attività saranno oggetto del negoziato: Air France-Klm propone
cessioni (per amministrazione, servizi informatici e call center) o al massimo
il mantenimento di una quota. Sommando i 1.600 esuberi e i lavoratori fuori dal
perimetro di Az Servizi si arriva a 6.700 posti a rischio. "Siamo stupiti
e perplessi", dice il numero uno dei piloti Fabio Berti. "In assenza
delle opportune e irrinunciabili modifiche al piano non firmiamo". Sulla
stessa linea il leader della Filt-Cgil Fabrizio Solari: "Si tratta di
un'umiliante resa senza condizioni". E la politica? Duro il leader della
Lega, Umberto Bossi: "Prima vinciamo le elezioni poi pensiamo a chi viene
a portar via la roba al Nord". Più cauto Gianfranco Fini: giudizio
"tendenzialmente positivo". Il silenzio di Berlusconi ("oggi non
ne parlo") è criticato dal sottosegretario alla presidenza del consiglio,
Enrico Letta: "Non è immaginabile che il centrodestra stia zitto".
( da "Stampa, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
[FIRMA]FABIO POLETTI
INVIATO SUL TRENO 9433 I cartelloni elettronici nell'atrio della stazione
Centrale informano che il Milano-Roma più veloce che c'è parte dal binario 24.
I monitor accanto ai binari giurano invece che è al binario 12. Iniziamo bene.
Basta un'occhiata per trovare la sagoma color argento affilata come un siluro
della locomotiva ETR500 Y serie
( da "Stampa, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
MOLTO
MEGLIO DELL'AEREO IL CONSULENTE I manager con l'ufficio a
( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
? MILANO ? NON È PIÙ
SOLO un'ipotesi. Non più un passaparola infarcito di indiscrezioni di stampa e
supposizioni politiche. Il piano Air France-Klm per acquistare Alitalia è ufficiale, il cda della compagnia tricolore lo ha
già anche approvato all'unanimità. Aspetta solo il via libera, difficile, dei
sindacati e, più scontato, del governo in carica. Per Malpensa si tratta della
conferma di un ruolo marginale. I tagli di voli e rotte (dal 30 marzo) non sono
menzionati nell'offerta vincolante, anche se già significano cassa integrazione
per 900 dipendenti Sea, la società di gestione, e la prospettiva di almeno
due-tremila esuberi indotto compreso. Parigi dice però che Roma Fiumicino sarà
il suo solo hub italiano, che a Malpensa si punterà su clientela business,
low-cost e traffico point-to-point. CIOÈ MALPENSA non sarà più tecnicamente un
hub. Non solo: si è saputo, per la prima volta, che
l'ingresso di Alitalia nella holding franco-olandese significherebbe anche la chiusura,
entro il 2010, del settore all-cargo che a Milano è fondamentale. Prodi
"dica no ad Air France, questa è la svendita di Alitalia e il
funerale di Malpensa", dice l'assessore regionale Raffaele Cattaneo.
"Ci sono diversi aspetti del tutto sottovalutati", afferma Nino
Cortorillo (Filt-Cgil), che teme il piano precluda la liberalizzazione dei voli
su Malpensa. La prospettiva cui il presidente della Sea, Bonomi, sta lavorando
per riportare in 3 anni lo scalo ai 24 milioni di passeggeri transitati nel
2007. Alessandro Franzi - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
17-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
Di ALESSANDRO FRANZI
? MILANO ? AIR FRANCE-KLM mette le carte sul tavolo e ottiene il via libera del
consiglio d'amministrazione di Alitalia, dopo una
seduta fiume durata 16 ore: vuole acquistare la compagnia di bandiera, uno
scambio del 100% con un'azione italiana contro 160 della holding
franco-olandese. Saranno 1.600 gli esuberi iniziali, nel 2010 si azzera
l'attività all-cargo, Roma Fiumicino unico hub con conseguente ridimensionamento
a Milano Malpensa. Il primo scoglio che Parigi deve superare è tuttavia quello
dei sindacati. Cgil, Cisl e Uil parlano di "cose mai viste",
contestano di essere stati finora "lasciati all'oscuro" dei contenuti
della trattativa esclusiva fra i due management e nell'incontro previsto domani
con l'azienda cercheranno di alzare la posta in gioco. Proprio il via libera
delle nove sigle presenti in Alitalia è infatti per
Air France-Klm condizione necessaria alla conclusione dell'operazione. "Il
sindacato e il Paese sono con le spalle al muro ? ha commentato il segretario
generale della Cgil, Guglielmo Epifani ?. Noi non ci sottrarremo alla
responsabilità di una scelta, che può essere un sì o un no a seconda dei
contenuti del piano, degli investimenti, dell'occupazione e delle ricadute sul
Paese". Per il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, "il Governo ci
sta consegnando nudi alla trattativa con Air France, con un piano che lascia
tutte le macerie agli italiani e tutta la polpa all'azienda francese".
Insomma, è la chiosa del numero uno della Uil, Luigi Angeletti, "non è
mica detto che bisogna sempre per forza mangiare la minestra se è
avvelenata". La premessa al faccia a faccia di domani non è dunque delle
più favorevoli alla strategia del cda di Alitalia, che
ha dato il via libera all'unanimità all'offerta vincolante presentata da Parigi
alla mezzanotte di venerdì, termine ultimo imposto dal Governo. Anche i piloti
dell'Anpac minacciano di non firmare l'accordo senza "opportune e
irrinunciabili modifiche" al piano considerato troppo penalizzante per
l'Italia. LO SNODO è comunque decisivo. Alitalia vale
già meno di sei mesi fa (il valore complessivo delle operazioni è stato
valutato 139 milioni) e non ha più liquidità per andare avanti a oltranza. La
holding guidata da Jean-Cyril Spinetta ha posto numerose condizioni sospensive,
oltre a quella che riguarda l'accordo sindacale: fra queste un aumento di
capitale per un miliardo di euro un prestito ponte ? di circa 300 milioni? dal ministero dell'Economia all'Alitalia, in
attesa che si perfezioni l'acquisto. A Parigi il tutto costerà 1,7 miliardi di
euro, considerando le due offerte previste sul capitale e sulle obbligazioni.
Ma Air France chiede anche che si metta al riparo Alitalia dalla
richiesta di risarcimento danni intentata, per 1,2 miliardi di euro,
dalla società di gestione di Malpensa, la Sea. Che ci sia il via libera del
Governo italiano, il quale si impegni a mantenere il suo portafoglio voli, che
non ci sia opposizione dell'Antitrust europea. Adesso la parola spetta al
Tesoro, quindi il governo in carica. Parigi attende le garanzie richieste entro
il 31 marzo. Le offerte ? secondo una nota Alitalia
diffusa su richiesta Consob ? potrebbero partire entro giugno. Se Air France
deterrà oltre il 90% sarà tenuta a lanciare un'Opa residuale. Se supererà il
95% si riserva di esercitare il diritto di acquisto sul residuo delle azioni.Alitalia manterrà marchio e livrea e tornerà a un utile
operativo entro dal 2009, promette Air France-Klm, la cui proposta irrompe nel
pieno della campagna elettorale. Non tutti condividono la prospettiva francese.
I timori sono legati soprattutto a un eventuale aumento degli esuberi, anche perchè
bisogna ancora definire come saranno riorganizzate le attività di terra
assicurate dalla controllata Az Service, destinata in parte a riconfluire in Alitalia, in parte a essere smantellata. - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
17-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
IL GOVERNATORE
LOMBARDO: "CHIEDONO SOLDI AL GOVERNO: SECONDO LORO DOVREMMO PAGARE PER
PORTARE VIA IL CADAVERE?" "Un danno molto grave e un'umiliazione per
il Paese" dall'inviato ROSSELLA MINOTTI ? GERUSALEMME ? LA NOTIZIA del
disastro Alitalia arriva come una bomba nel cuore
della missione di pace che il presidente della Regione Lombardia sta conducendo
in Medio Oriente. E le sue parole di reazione non sono certo leggere. "Un
danno molto grave e una grande umiliazione per tutto il paese. Al confronto le
forche caudine erano una passeggiata sotto petali di fiori". Qual è il
danno per Malpensa? "Il danno, enorme, è in primo luogo per l'Italia.
Malpensa i francesi vorrebbero chiuderla e magari spargerci sopra il
sale". Questa distruzione è stata voluta solo da Air France o anche da
qualcuno del governo uscente? "A Roma oggettivamente qualcuno è complice
di Air France in questo piano. Anche perché sei anni fa il presidente della
compagnia francese Jean-Cyril Spinetta la pensava in maniera opposta, era convinto
che Alitalia ed Air France potessero crescere insieme.
Ora invece si vuole fare una gigantesca idrovora che risucchia tutto su Parigi.
E in tutto ciò l'atteggiamento del governo italiano è stato inaccettabile, non
ha mai mosso un dito e soprattutto ha incaricato Alitalia
di vendere se stessa". Tutto questo influirà sul voto del Nord il 13 e 14
aprile? "Credo che gli effetti di questa cosa si faranno sentire in tutto
il Nord, e penso proprio che i cittadini lombardi e piemontesi la metteranno
nell'urna". Qual è la più pesante delle condizioni poste da Air France?
"Oltre al crollo delle azioni Alitalia, il fatto
che la compagnia abbia chiesto al governo un prestito ponte di 250 milioni di
euro. Ma non doveva essere una privatizzazione quella della compagnia di bandiera?
Qui dobbiamo pagare anche per far portar via il cadavere". C'è anche la
richiesta che la Sea rinunci alla richiesta danni da 1,2 miliardi nei confronti
di Alitalia. "O è l'ennesima difficoltà posta
perché in realtà non vogliono più comprare o è un'ulteriore richiesta di soldi
al governo". Di tutto questo beneficerà Fiumicino? "Non credo. Anche
se Air France dice che i suoi hub saranno Parigi, Amsterdam e Roma, in realtà
si tratta di una colonizzazione che disegna un destino avaro anche per Fiumicino.
D'altronde la trattativa è stata condotta in maniera clandestina, dopo un
consiglio di amministrazione durato sedici ore abbiamo avuto solo fughe di
notizie, Tutto questo dimostra che abbiamo sempre avuto ragione noi. Per il
Governo si tratta di una vera e propria capitolazione, senza
neanche prendersi la responsabilità civile di parlarne ai veri proprietari di Alitalia, i cittadini italiani. Nel complesso uno scenario
kafkiano". Cosa accadrà a Malpensa? "Rispetto a questo massacro di Alitalia, che colpisce tutto il Paese, non vedo colpi particolari. Air
France almeno ha avuto la decenza di dire che aspetteranno l'assenso del nuovo
Governo. Alitalia invece non ferma le
operazioni, e dal 30 marzo parte la desertificazione di Malpensa, con il 72 per
cento dei voli Alitalia cancellati. Ma l'aereoporto
risorgerà, perché il mercato è al Nord". - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
17-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
Di ALESSANDRO FRANZI
? MILANO ? AIR FRANCE-KLM mette le carte sul tavolo e ottiene il via libera del
consiglio d'amministrazione di Alitalia, dopo una
seduta fiume durata 16 ore: vuole acquistare la compagnia di bandiera, uno
scambio del 100% con un'azione italiana contro 160 della holding
franco-olandese. Saranno 1.600 gli esuberi iniziali, nel 2010 si azzera
l'attività all-cargo, Roma Fiumicino unico hub con conseguente
ridimensionamento a Milano Malpensa. Il primo scoglio che Parigi deve superare
è tuttavia quello dei sindacati. Cgil, Cisl e Uil parlano di "cose mai
viste", contestano di essere stati finora "lasciati all'oscuro"
dei contenuti della trattativa esclusiva fra i due management e nell'incontro
previsto domani con l'azienda cercheranno di alzare la posta in gioco. Proprio
il via libera delle nove sigle presenti in Alitalia è
infatti per Air France-Klm condizione necessaria alla conclusione
dell'operazione. "Il sindacato e il Paese sono con le spalle al muro ? ha
commentato il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani ?. Noi non ci
sottrarremo alla responsabilità di una scelta, che può essere un sì o un no a
seconda dei contenuti del piano, degli investimenti, dell'occupazione e delle
ricadute sul Paese". Per il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, "il
Governo ci sta consegnando nudi alla trattativa con Air France, con un piano
che lascia tutte le macerie agli italiani e tutta la polpa all'azienda
francese". Insomma, è la chiosa del numero uno della Uil, Luigi Angeletti,
"non è mica detto che bisogna sempre per forza mangiare la minestra se è
avvelenata". La premessa al faccia a faccia di domani non è dunque delle
più favorevoli alla strategia del cda di Alitalia, che
ha dato il via libera all'unanimità all'offerta vincolante presentata da Parigi
alla mezzanotte di venerdì, termine ultimo imposto dal Governo. Anche i piloti
dell'Anpac minacciano di non firmare l'accordo senza "opportune e
irrinunciabili modifiche" al piano considerato troppo penalizzante per
l'Italia. LO SNODO è comunque decisivo. Alitalia vale
già meno di sei mesi fa (il valore complessivo delle operazioni è stato
valutato 139 milioni) e non ha più liquidità per andare avanti a oltranza. La
holding guidata da Jean-Cyril Spinetta ha posto numerose condizioni sospensive,
oltre a quella che riguarda l'accordo sindacale: fra queste un aumento di
capitale per un miliardo di euro un prestito ponte ? di circa 300 milioni? dal ministero dell'Economia all'Alitalia, in
attesa che si perfezioni l'acquisto. A Parigi il tutto costerà 1,7 miliardi di
euro, considerando le due offerte previste sul capitale e sulle obbligazioni.
Ma Air France chiede anche che si metta al riparo Alitalia dalla
richiesta di risarcimento danni intentata, per 1,2 miliardi di euro,
dalla società di gestione di Malpensa, la Sea. Che ci sia il via libera del
Governo italiano, il quale si impegni a mantenere il suo portafoglio voli, che
non ci sia opposizione dell'Antitrust europea. Adesso la parola spetta al
Tesoro, quindi il governo in carica. Parigi attende le garanzie richieste entro
il 31 marzo. Le offerte ? secondo una nota Alitalia
diffusa su richiesta Consob ? potrebbero partire entro giugno. Se Air France
deterrà oltre il 90% sarà tenuta a lanciare un'Opa residuale. Se supererà il
95% si riserva di esercitare il diritto di acquisto sul residuo delle azioni.Alitalia manterrà marchio e livrea e tornerà a un utile
operativo entro dal 2009, promette Air France-Klm, la cui proposta irrompe nel
pieno della campagna elettorale. Non tutti condividono la prospettiva francese.
I timori sono legati soprattutto a un eventuale aumento degli esuberi, anche
perchè bisogna ancora definire come saranno riorganizzate le attività di terra
assicurate dalla controllata Az Service, destinata in parte a riconfluire in Alitalia, in parte a essere smantellata. - -->.
( da "Nazione, La (Nazionale)" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
IL PIANO Alitalia dice "oui" all'offerta Air France
Sindacati in rivolta La compagnia valutata poco; crescono gli esuberi e gli
acquirenti pongono condizioni. Ma il cda accetta Formigoni: "Così tutto il
Paese viene umiliato" - -->.
( da "Repubblica, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cgil, Cisl e Uil:
messi con le spalle al muro. Governo verso il sì ad Air France. Napolitano richiama i partiti Alitalia, l'ira
dei sindacati Berlusconi frena sulle pensioni: ma attenti ai brogli ROMA - Dopo
il via libera del Cda di Alitalia ad Air France, esplode l'ira dei sindacati: "Messi con le
spalle al muro". Ma il governo va verso il sì. Intanto Berlusconi frena
sulle pensioni e denuncia: "Attenti ai brogli". Napolitano
richiama i partiti. SERVIZI DA PAGINA
( da "Repubblica, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Sull'offerta di Air France la cautela di Berlusconi: ne parliamo in un altro
momento Il centrodestra in ordine sparso Via libera da An, no della Lega Il
centrodestra in ordine sparso Via libera da An, no della Lega Fini: giudizio
tendenzial-mente positivo Essenziale che la compagnia si riprenda Bossi: ci
pensiamo noi alla questione di chi viene qui a portar via la roba al Nord
FULVIO TOTARO ROMA - Il sì alla proposta di Air France su Alitalia rompe il fronte del Popolo della libertà, nel centrodestra. Dopo
la dichiarazione di Emma Marcegaglia, presidente designato di Confindustria,
che nei giorni scorsi aveva messo da parte il problema dell'italianità, il via
libera all'offerta vincolante dei francesi ha mosso le acque nella coalizione
di Berlusconi, provocando reazioni diverse, non tutte concilianti. Il
leader del Pdl, impegnato nella campagna elettorale, preferisce rimandare il
suo giudizio: "Ne parliamo in un altro momento", ma da Alleanza
nazionale arriva il primo timido appoggio alla trattativa. Per il presidente
Gianfranco Fini il giudizio sul via libera all'offerta dei francesi è
"tendenzialmente positivo", in attesa della valutazione dei
sindacati. "Quello che è essenziale - ha spiegato Fini - è che il piano
industriale dia alla nostra compagnia la possibilità di riprendersi". Anche
per Andrea Ronchi, portavoce del partito, il passaggio ad Air France "può
essere una soluzione", vista la situazione di crisi della compagnia, anche
se "ci sono comunque degli interrogativi". Quasi tutti di segno
opposto, invece, i giudizi che arrivano dai politici delle regioni del Nord.
Per Roberto Formigoni, presidente della Lombardia "si tratta di una vera
Caporetto del governo e degli amministratori che ha nominato". Ma
Formigoni si chiede se le condizioni poste da Air France possano compromettere
la trattativa: i francesi hanno chiesto di trovare una soluzione al ricorso
contro Alitalia della Sea, la società che gestisce gli
aeroporti milanesi, un contenzioso che potrebbe essere oneroso per la
compagnia. "O è un'ulteriore richiesta di soldi al governo italiano ?
conclude Formigoni ? o è l'ennesima difficoltà aggiunta perché Air France non
ha più voglia di comprare Alitalia". Più dure le
posizioni della Lega Nord, impegnata a difendere la roccaforte padana di
Varese, nella cui provincia si trova l'aeroporto di Malpensa. "Inutile
parlarne adesso - taglia corto Umberto Bossi - prima bisogna vincere le
elezioni, poi ci pensiamo noi alla questione di quelli che vengono qui a portar
via la roba al Nord". Per Roberto Calderoli "il destino di Alitalia era quello del fallimento", ma invece di
portare i libri in tribunale, aggiunge il vicepresidente del Senato "si
sacrifica Malpensa e con essa le possibilità di sviluppo del Nord". Anche
Roberto Maroni è preoccupato "per le anticipazioni che prefigurano una
forte penalizzazione di Malpensa". Dagli amministratori locali della Lega
arrivano dure critiche all'accordo. Per Marco Reguzzoni, ex presidente della
provincia di Varese, il comportamento del Cda di Alitalia
"è un comportamento di ladri di polli, che agiscono nella notte, in
silenzio". E Attilio Fontana, sindaco di Varese, spera ancora nel
fallimento della trattativa: "è fuor di dubbio che per salvare Malpensa si
debba insistere con il ricorso per danni avanzato da Sea - dice il sindaco - se
Air France dovesse rinunciare si potrebbe mettere in sesto Malpensa".
( da "Repubblica, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Una partita
da 1,2 miliardi Una partita da 1,2 miliardi Air France chiede al ministero di
farsi carico dei rischi di mega-risarcimento alla Sea. La Ue storce il naso Ma
al Tesoro ancora non si brinda "Guai se resta il ricorso di Malpensa"
ETTORE LIVINI MILANO - Il prezzo? Certo è basso, ma con Alitalia in queste condizioni gli 0,099 euro ad azione che Air France è
disposta a pagare per Alitalia non sono più un problema. Lo sconto sui bond? Arrivati a questo
punto, ammettono al Tesoro, non si può più sottilizzare. I sindacati? Certo il
percorso non è in discesa, spiegano in via XX Settembre, ma un accordo è
a portata di mano così come si può trovare la quadra anche per il prestito
ponte. Tutto bene allora? Non proprio. Sulla strada delle nozze tra Air France
e Alitalia c'è ancora una mina da 1,25 miliardi: il
risarcimento danni chiesto dalla Sea - la società che gesticge gli aeroporti
milanesi - per l'addio della Magliana alla Malpensa. A Roma, all'inizio della
vicenda, l'iniziativa legale era stata bollata come un eccesso di zelo dell'ad
degli scali milanesi Giuseppe Bonomi. Ma ora le cose sono cambiate. "Il
vero ostacolo per l'accordo con Parigi al momento è questo", ammettono
fonti vicine al ministero dell'Economia. Il nodo è intricato: la compagnia di
Jean Cyril Spinetta - come sempre accade in operazioni di questo tipo - non ha
nessuna intenzioni di farsi carico di questo rischio e ha posto come condizione
alle nozze "l'individuazione di una soluzione che elimini il rischio per Alitalia del contenzioso". In parole povere, Air France
pretende una manleva. Lo Stato italiano deve farsi carico della causa,
rendendosi disponibile a pagare gli eventuali danni accertati. Una clausoletta
che fa tremare i polsi ai tecnici del Tesoro, per il rischio che Bruxelles
possa impugnare qualsiasi decisione di questo genere come aiuto di Stato,
facendo saltare la sudatissima intesa con la compagnia transalpina. La
soluzione più lineare sarebbe convincere la Sea a fare marcia indietro. Ma a
Milano fanno orecchie da mercante. "La matassa adesso la devono sbrogliare
al Tesoro", dicono fonti vicine al Comune, azionista di controllo del
gestore degli scali lombardi. Tramontata la battaglia per la moratoria,
ottenuti i primi aiuti occupazionali con i 120 milioni di euro del decreto
milleproroghe, la priorità per i manager che gestiscono Malpensa è la
rinegoziazione dei trattati bilaterali con una ventina di paesi per potersi
dotare delle rotte necessarie ad attrarre un nuovo vettore disposto a mettere
qui il suo hub italiano. Anche perché le belle parole del piano Air France
("Milano sarà un importante snodo di voli punto a punto") non bastano
assolutamente nemmeno in prospettiva a colmare la voragine aperta dall'addio di
Alitalia, un buco nero pari a circa 6 milioni di
passeggeri l'anno in meno e a 70 milioni di perdite nel bilancio della Sea. Di
baratti però per ora nessuno è disposto a parlare. "La nostra causa è un
atto dovuto - ha ribadito in più occasioni Bonomi - Alitalia
aveva preso un certo numero di impegni che ci avevano convinti a fare forti
investimenti e poi ha fatto retromarcia lasciandoci il cerino in mano".
Morale: per ora nessuna marcia indietro. La palla è nel campo del governo che
se vuole davvero chiudere la partita Alitalia-Air
France dovrà ritornare a quel tavolo per Milano che non ha mai voluto realmente
aperto. Tenendo ben separati, come a questo punto chiedono un po' tutti, il
destino di Malpensa da quello di Alitalia. Pare meno
ostico invece il nodo dei sindacati. Certo anche ieri non sono mancate le
dichiarazioni ad effetto e un po' di fuoco di sbarramento. Ma nessuno pare
intenzionato a far saltare il banco. I piloti, fino ad oggi punte di diamante
del fronte pro-Air France, sono stati spiazzati dalla decisione di chiudere il
settore cargo. Ma di fronte a "opportune modifiche", hanno fatto
sapere, non si metteranno di traverso. Per la Cgil, al di là del problema di
"gestire 1.660 esuberi", come ha detto ieri il segretario nazionale
del settore trasporti Fabrizio Solari, resta aperta l'incognita di Az Servizi,
le operazioni di terra destinate a finire sotto il cappello di Fintecna dove
potrebbero emergere altro consistenti tagli. "Siamo a una resa senza
condizioni", ha sintetizzato Solari. Ma di fronte a un'Alitalia
a corto di liquidità (nei 15 mesi in cui è durata l'asta del Tesoro sono stati
bruciati quasi 600 milioni di cassa) e che continua a macinare un milione di
perdita al giorno non c'è da fare troppo i preziosi. L'ultimatum di Air France
("serve un accordo complessivo entro 10 giorni") suona non a caso
come la campanella dell'ultimo giro. Quello oltre il quale, in caso di mancata
intesa, ci sarebbe solo l'ipotesi del commissariamento. Una strada che, forse,
non spiacerebbe a Parigi (che a quel punto si vedrebbe togliere le castagne dal
fuoco da altri prima di ripresentarsi all'incasso) ma che aprirebbe scenari
decisamente più difficili per i dipendenti.
( da "Repubblica, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia La polemica
I piloti sul piede di guerra "Pronti a far saltare tutto" ROMA - "Se il documento firmato dal cda Alitalia non dovesse cambiare, noi piloti non firmeremo alcun accordo.
Anzi, saremo pronti allo scontro". Il no al progetto francese che azzera i
servizi cargo mette sul piede di guerra Fabio Berti, il leader dell'Anpac,
l'associazione che raccoglie gran parte dei comandanti italiani. Una
posizione netta, che in parte sorprende. Eravate favorevoli al matrimonio coi
francesi... "Oggi siamo dello stesso parere. Ma i servizi cargo
rappresentano una questione molto importante per tutto il Paese". In che
modo? "Si punta alla mortificazione dell'azienda visto che il cargo
esercita la mobilità delle merci nazionali. E se pensiamo che questo servizio
ha base a Malpensa, allora stiamo creando un ulteriore danno allo scalo. La
verità è che non siamo noi ad avere problemi ma i francesi: loro riempiono gli
aerei di merci al 61,7% contro il 76,7% di Alitalia".
Si rischia lo scontro? Il servizio passeggeri è a rischio? "Spero di no,
ma se la questione non verrà affrontata e risolta noi siamo pronti a rispondere
in modo adeguato". (lu.ci.).
( da "Repubblica, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Alitalia ai francesi, la rabbia dei sindacati Governo verso
il sì a Air France. Cgil, Cisl e Uil: messi con le spalle al muro Acquisto a 10
cent ad azione. Compagnia valutata solo 138 milioni LUCIO CILLIS ROMA - Un cda fiume e dai toni drammatici ha dato il via libera
all'offerta per Alitalia. Air France è sempre più vicina all'acquisizione a poche ore
dalla decisione del Tesoro, anche se monta nel sindacato l'opposizione ad una
proposta giudicata "al ribasso". La buona notizia è che il tricolore
e il marchio Alitalia avranno la stessa dignità all'interno del nuovo gruppo aereo.
La cattiva è che per arrivare all'integrazione la compagnia di bandiera dovrà
rispettare diverse condizioni sospensive dell'accordo e sopportare tre anni di
sacrifici. Per tornare a livelli competitivi dal 2011, i franco-olandesi hanno
previsto una cura dimagrante che a molti sembra troppo rigida: la capacità
passeggeri si riduce del 10%, i servizi tutto cargo spariranno nel 2010 (una
scelta che sta scatenando la durissima reazione dei piloti) e la flotta
scenderà a 137 velivoli. Nel piano sono anche citati 1.600 esuberi complessivi
mentre regna l'incertezza sui lavoratori di Az Servizi dove, secondo
indiscrezioni, altri 4.500 dipendenti verranno trasferiti sotto l'ala di
Fintecna. La Consob ieri ha bacchettato Alitalia,
costringendola a chiarire diversi punti dell'accordo: come l'ammontare della
linea di credito, il prestito ponte del Tesoro che sarà di 300 milioni di euro.
Dal punto di vista finanziario il gruppo transalpino lancerà una Offerta
pubblica di scambio su tutte le azioni della Magliana, ovvero 160 titoli Alitalia per una Air France-Klm, pari a 10 centesimi per
azione, la metà rispetto alle peggiori previsioni. Di fatto, il valore del
vettore italiano, oggi, non supera i 140 milioni di euro. In arrivo anche
un'Offerta pubblica di acquisto sul 100% delle obbligazioni convertibili a
scadenza 2010 ad un prezzo di 0,3145 euro. Inoltre, i francesi metteranno
liquidità per un miliardo di euro e investimenti per 850 milioni fino al 2010.
Nel cda del nuovo gruppo sarà presente un consigliere italiano per i primi sei
anni. Da quel momento in poi però quel posto potrebbe sparire visto che
"il presidente di Air France-Klm farà del suo meglio per proporre in
seguito la nomina di un consigliere italiano". Ci sono poi le
"condizioni da rispettare": al primo posto la compagnia guidata da
Jean-Cyril Spinetta pone il "raggiungimento di un accordo con le
organizzazioni sindacali", che da domani avvieranno un confronto serrato
con lo stesso Spinetta e Maurizio Prato, ad di Alitalia.
E ancora, serviranno "l'impegno scritto a mantenere il portafoglio attuale
dei diritti di traffico", un accordo su Fiumicino "per l'attuazione
del piano 2008-2010", ma soprattutto "una soluzione che elimini il
rischio relativo al contenzioso con la Sea", che ha chiesto alla Magliana
1,25 miliardi di risarcimento per l'abbandono di Malpensa a favore di
Fiumicino. Tutte queste condizioni sospensive, dovranno essere verificate entro
fine marzo. Anche se il prossimo governo non viene citato, nel contratto ci
sono clausole che pongono paletti insormontabili in presenza di
"peggioramenti" dello stato di salute della compagnia, o di
"decisioni formali" del governo contro l'operazione. Sul caso Sea, in
particolare, si cita il possibile ricorso ad un "decreto legge" ad
hoc. Ce n'è abbastanza per far piombare nello sconforto diverse migliaia di
lavoratori. I sindacati, per questo, affilano le armi: il leader della Cgil
Guglielmo Epifani parla del sindacato messo "con le spalle al muro",
quello della Cisl Raffaele Bonanni di "un governo che ci consegna nudi ad
Air France". E c'è rabbia anche in chi domani andrà a trattare il futuro
di Alitalia. La Filt Cgil con Fabrizio Solari giudica
l'offerta "una resa senza condizioni". Per Marco Veneziani della Uil
trasporti, "se la trattativa sarà improntata al prendere o lasciare
l'operazione salterà", mentre Roberto Panella dell'Ugl trasporti non crede
"che la logica del prendere o lasciare sia lo spirito che animerà
l'incontro".
( da "Repubblica, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina I - Torino Il
volo diretto per New York farà scalo in Costa Azzurra PAOLO GRISERI Partenza da
Torino, scalo in Costa Azzurra, arrivo a New York. Il volo diretto con la
metropoli statunitense sembra uscire dal libro dei sogni per diventare, almeno,
un oggetto serio di studio. La proposta, lanciata mesi fa dal manager di Gm
Mike Arcamone, sta interessando enti locali e istituzioni Usa proprio mentre la fusione tra Alitalia e Air France sembra aprire
nuove prospettive per lo scalo torinese. All'inizio dell'anno Arcamone aveva
incontrato il sindaco Chiamparino e il presidente di Sagat Maurizio Montagnese.
L'idea del collegamento diretto con gli Stati Uniti aveva interessato i vertici
dell'aeroporto torinese che avevano messo a disposizione gli studi dei loro
uffici commerciali. Più recentemente Arcamone ha incontrato il
segretario della camera di commercio Guido Bolatto e il direttore di
Unioncamere, Massimo De Andreis. SEGUE A PAGINA IV.
( da "Repubblica, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina IV - Torino
Fra un mese pronto lo studio sui flussi di traffico Il volo Torino- New York
farà sosta in Costa Azzurra PAOLO GRISERI (segue dalla prima di cronaca)
Ambedue avevano accettato di affidare al Centro per l'internazionalizzazione
della Camera di Commercio uno studio sui potenziali flussi di traffico dal
Piemonte verso gli Stati Uniti e viceversa. Lo studio sarà pronto entro la metà
di aprile e sarà successivamente messo a disposizione delle istituzioni
torinesi e dell'ambasciata americana a Roma. Quando, nelle scorse settimane,
Arcamone aveva lanciato per primo l'idea di un volo diretto Torino-New York, l'Alitalia aveva contattato il manager per avere maggiori
dettagli sull'iniziativa. A sua volta la Gm ha fatto un po' di conti. Le spese
per i viaggi intercontinentali dei suoi manager torinesi sono di oltre 500 mila
euro all'anno ai quali si devono aggiungere 200.000 euro per le spese
alberghiere a Francoforte, dove è obbligatorio lo scalo per chi arriva da
Detroit e vuole proseguire per Torino. Le ipotesi di collegamento tra Caselle e
gli Stati Uniti potrebbero essere diverse. Oltre al volo diretto con cadenza bi
o tri settimanale, si potrebbe effettuare un volo con scalo a Nizza. La
capitale della Costa Azzurra è già oggi collegata con New York ma ha difficoltà
a riempire gli aerei. L'aggiunta dei clienti torinesi e piemontesi servirebbe
ad abbassare i costi. Un'alternativa potrebbe venire da Bologna, città
naturalmente alleata con Torino per via delle partecipazioni incrociate tra la
Sagat e la società di gestione dell'aeroporto emiliano. Anche in questo caso lo
stesso aereo potrebbe collegare Bologna-Torino-New York e viceversa. Ieri Alitalia ha reso noto che, in virtù della fusione con Air
Fance aumenteranno i collegamenti di Torino con gli hub europei per i voli
intercontinentali. In realtà già oggi la città è collegata con i grandi
aeroporti internazionali.
( da "Repubblica, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina XIII - Milano
Lega e Forza Italia insorgono per l'ok ad Air France. Ma c'è anche chi inizia a
pensare al futuro dell'aeroporto Malpensa, la rivolta del Nord Formigoni: una
Caporetto. Colaninno: il rilancio è possibile Il via libera
del cda di Alitalia alla fusione con Air France rilancia l'allarme Malpensa, in
particolare da Forza Italia e Lega. "è una Caporetto del governo",
dice il presidente della Regione Roberto Formigoni, mentre il leghista Davide
Boni teme un "momento molto buio per l'intero sistema aeroportuale".
Ma c'è anche chi guarda avanti. Come i Verdi: "Finalmente Malpensa ha una
possibilità di crescita che la Regione dovrà rendere sostenibile". Anche
il Pd si mostra sereno: "Una volta finiti tutti i collegamenti, 18 milioni
di italiani potranno raggiungere Malpensa in meno di due ore. Guardiamo allo
scenario dei prossimi 30 anni", dice il parlamentare Daniele Marantelli. E
un altro esponente del Pd, oltre che imprenditore, Matteo Colaninno, candidato
alla Camera, si mostra ottimista: "Il rilancio dell'aeroporto è possibile,
collegandolo in tempi certi e veloci e facendolo finalmente diventare una
grandissima infrastruttura strategica che porti in Europa il ceto produttivo e
in Italia il turismo internazionale". BERIZZI E SASSO A PAGINA III.
( da "Repubblica, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
L'italianità Logo e livrea col tricolore e un consigliere per 6 anni IL
marchio, il logo e la livrea tricolore di Alitalia
vivranno, così come resteranno i diritti di volo verso i paesi di altri
continenti. Ma non ci limiterà a mantenere la tradizionale "A"
bianca, rossa e verde sul timone degli aerei. La compagnia di bandiera italiana
resterà una entità industriale autonoma all'interno del nuovo gruppo aereo. Un ruolo rafforzato dalla presenza nel cda di Air France-Klm-Alitalia di un consigliere italiano scelto dal Tesoro, la cui durata è
fissata in 6 anni, che saranno "rinnovabili" solo con l'assenso del
vertice del colosso aereo. Sull'assetto societario ieri sera la Consob ha
chiesto precisazioni e Alitalia è stata costretta ad inviare all'azionista di riferimento,
il ministero dell'Economia, chiarimenti del caso sulla nuova, futura compagine
di controllo del gruppo. Inoltre per 3 anni, Air France-Klm non potrà cedere la
propria partecipazione di maggioranza in Alitalia.
( da "Repubblica, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia L'offerta
di servizi Pasti e poltrone di lusso ma solo per il business L'offerta francese non vincola Alitalia solo a
tagli e risparmi. C'è una parte altrettanto importante dedicata al rilancio del
"brand", dello stile Alitalia ormai ingrigito dai molti
anni di crisi. Un'operazione di rinnovamento che riguarderà gli interni delle
cabine, i colori utilizzati a bordo degli aerei, gli apparati elettronici a
disposizione dei passeggeri. Migliorerà la cucina (stop ai tramezzini: i
bene informati scommettono su un ritorno ai fasti della cucina tradizionale
italiana), mentre le poltrone per i clienti disposti a pagare di più saranno
modernissime, allungabili e comode. Novità in vista anche per le sale Vip negli
aeroporti e, in generale, per tutto ciò che riguarda la clientela business.
Nessun accenno, al momento, a novità altrettanto radicali per i passeggeri
delle classi turistiche.
( da "Repubblica, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Marchio
italiano ma 3 anni di tagli e addio alle merci Come sarà la nuova compagnia di
bandiera Il dossier La cura dimagrante prevede un calo dei passeggeri del 10%.
Poi la promessa di un grande rilancio La nuova Alitalia
targata Air France (se l'operazione andrà in porto) manterrà il nome e il
marchio ma sarà una compagnia molto diversa da quella che abbiamo conosciuto
fino ad oggi. Il piano di Parigi è articolato in due fasi: la prima, dal 2008
al 2010, già operativa, è quella del ridimensionamento. La compagnia di
bandiera ha tagliato il 72% dei voli da Malpensa abbandonando il sogno del
doppio hub e trasferendo quasi tutti i voli intercontinentali a Roma Fiumicino.
Nel complesso verranno tagliate subito 18 destinazioni (soprattutto verso l'Est
europeo, India e Cina) La cura dimagrante di Parigi prevede anche un colpo di
forbice alla flotta. A fine 2007 Alitalia gestiva 188
aerei di cui
( da "Repubblica, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Esuberi e
chiusure Con la rinuncia al cargo nuovo colpo per Malpensa Il cargo (ossia il
settore merci, quasi tutto concentrato a Malpensa) chiuderà nel 2010, nei piani
di Air France. I motivi ufficiali (non una novità di questi tempi) sono il
caro-petrolio e i consumi eccessivi dei 5 aerei Md11 usati per trasportare
merci da e per l'Italia. La chiusura rischia di suscitare la reazione dei
piloti contro Air France. Momenti di incertezza anche per il resto dei circa
18.500 lavoratori del gruppo Alitalia. Gli
esuberi annunciati dai franco-olandesi nell'offerta vincolante presentata
venerdì, sarebbero a quota 1.600. Una cifra che però non spiega in quali
settori andranno a realizzarsi. Nessuna spiegazione invece, per adesso, sul
futuro dei dipendenti di Az Servizi: indiscrezioni parlano di circa 4.500
unità che passerebbero da Alitalia Servizi a Fintecna,
finché i contratti in essere per la manutenzione dei vetusti Md80 e degli A321
saranno validi, ovvero per i prossimi 5 o 7 anni al massimo.
( da "Secolo XIX, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
L'offerta di air
france Dopo il via libera del cda, no di Bossi, sì di Fini. Berlusconi rinvia
il giudizio. L'ira dei sindacati: "Tagliati fuori dal governo e messi con
le spalle al muro davanti a una minestra avvelenata" 17/03/2008 Roma. Alitalia vale appena 138 milioni, ma per concluderne l'acquisizione Air
France dovrà sborsare complessivamente 1,7 miliardi. L'offerta è però
condizionata: dal sì dei sindacati e del governo, all'azzeramento del ricorso
Sea su Malpensa. Che non sarà l'hub internazionale, perché la scelta cade su
Fiumicino. Il "dossier" spacca il Pdl, indigna Cgil, Cisl e
Uil ("ci lasciano soli") e provoca una bufera sull'esecutivo. E la
Lega, per bocca di Umberto Bossi, minaccia: "Vinciamo le elezioni, poi a
questi ci pensiamo noi". G. Ferrari, Lombardi e un commento di luigi leone
>> 2 e 11 17/03/2008.
( da "Unita, L'" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Ma c'era un'altra Strada? Alfredo Recanatesi Un scelta amara
Fuori la porta di Alitalia non c'è una fila di compagnie, investitori o cordate che si
accalcano per poterla rilevare. Non c'è nessuno che abbia un piano credibile
con i soldi, l'esperienza e le relazioni internazionali per assicurarne la
realizzazione. C'è solo Air France-Klm la cui offerta ha ricevuto un parere
favorevole da parte del consiglio di amministrazione al termine di una riunione
la cui durata - ben 16 ore - lascia supporre che sia stata esaminata in
ogni suo particolare e risvolto. segue a pagina 25.
( da "Unita, L'" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del Alitalia-Air France: 1600 esuberi
Epifani: siamo con le spalle al muro L'ok di Alitalia ad
AirFrance-Klm c'è. Quello dei sindacati no. Anche perché nel piano dei francesi
è sì previsto 1 miliardo per ricapitalizzare e il mantenimento del tricolore su
aerei e divise del personale, ma anche una forte riduzione del costo del
lavoro. Gli esuberi dovrebbero essere 1600 e nel piano di AirFrance si
parla non solo di blocco del turn-over (non verranno sostituiti quelli che se
ne andranno), ma anche di esodi incentivati e ammortizzatori sociali. Domani ci
sarà il faccia a faccia tra l'azienda e i rappresentanti dei lavoratori (le
sigle sindacali sono nove). "Non deve essere una svendita" commenta
il segretario della Cgil Guglielmo Epifani che non nasconde che potrebbero
sorgere "problemi occupazionali". Masocco a pagina 7.
( da "Unita, L'" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Dalle condizioni al board Ecco i punti principali L'offerta. La proposta di Air France-Klm prevede un'offerta pubblica di
scambio sul 100% delle azioni di Alitalia in base
alla quale verranno permutate 160 azioni Alitalia con una
azione Air France-Klm. È prevista anche un'offerta pubblica di acquisto sul
100% delle obbligazioni convertibili a 0,3145 euro, pari al prezzo di mercato
del 14 marzo 2008. Ricapitalizzazione. L'offerta frandese prevede che si
proceda ad una ricapitalizazzione da un miliardo di euro. Bandiera. Alitalia resterà compagnia di bandiera italiana, sia per
quel che riguarda il marchio, la livrea degli aerei, le divise e i pasti di
bordo. Fiumicino sarà lo scalo principale. Costo del lavoro. Per quanto
riguarda il costo del lavoro l'offerta prevede una riduzione del personale di
circa 1.600 unità. Per la gestione degli esuberi, oltre al turn over, si farà
ricorso ad esodi volontari incentivati e all'applicazione degli ammortizzatori
sociali. Cargo. Il piano industriale 2008-2010 prevede che "l'attività
cargo bellies" (pance degli aerei di linea) prosegua inalterata e che, nel
corso del biennio 2008-
( da "Unita, L'" del 17-03-2008)
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consultando l'edizione del AirFrance-Klm, Alitalia ha detto sì Il
via libera del cda dopo 16 ore di riunione. Adesso la parola a governo e
sindacati.
( da "Unita, L'" del 17-03-2008)
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l'edizione del di Felicia Masocco / Roma NEL VIVO Ci sono volute sedici ore di
riunione, poi è arrivato il sì del consiglio di amministrazione di Alitalia ad AirFrance-Klm. E non è stato facile. I francesi
hanno infatti dettato condizioni non lusinghiere per la compagnia italiana, al
punto che qualcuno parla di vendita in saldo. Ma c'è un fallimento da evitare,
e l'alleanza con il colosso d'oltralpe (primo gruppo aereo mondiale per
fatturato con 23 miliardi nel 2007) serve a scongiurarlo. Dopo 17 mesi di
incubazione, la privatizzazione della compagnia aerea italiana entra finalmente
nel vivo. E c'è tempo fino al 31 marzo per capire se è davvero finita un'era:
scade infatti a quella data il termine posto da AirFrance-Klm per il
verificarsi di una serie di condizioni. Il consenso di governo e sindacati, ma
non solo. Il gruppo guidato da Jean-Ciryl Spinetta propone un'offerta pubblica di scambio per il 100% delle azioni di Alitalia: lo scambio sarebbe di
( da "Unita, L'" del 17-03-2008)
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l'edizione del / Roma fe.m. EX POST L'appuntamento resta fissato per domani, le
nove sigle sindacali e professionali presenti in Alitalia dovranno dire la loro sul passaggio di mano della compagnia di
bandiera, il loro consenso è stato posto da AirFrance -Klm come condizione
necessaria per completare l'operazione. Concertazione ex-post si potrebbe dire:
del piano, delle offerte che coinvolgono 18mila lavoratori i sindacati non
hanno saputo nulla fino a ieri. Ma si ritrovano comunque a dire un si o
un no, che l'acquirente ritiene determinante. Non a caso il leader della Cgil
parla di "spalle al muro". "Quello che sta accadendo non si è
mai visto in nessuna trattativa - afferma Guglielmo Epifani -. Si finisce col
mettere il sindacato, che all'oscuro di tutto, con le spalle al muro e il paese
nella stessa condizione". Mai come in questo caso la forma è sostanza,
tuttavia i sindacati sono pronti al confronto, che sarà per forza di cose breve
con meno di due settimane a disposizione, ma per nulla facile, considerato il
peso della partita . La privatizzazione di Alitalia
"Non deve essere essere una svendita - premette Epifani - e bisogna
mantenere il perimetro dell'azienda il più ampio possibile. Altrimenti possono
insorgere problemi occupazionali soprattutto alla Magliana e a Napoli. E' una
questione di primaria importanza e su questo daremo il nostro giudizio
finale", "può essere un sì o può essere un no a seconda dei contenuti
del piano". È evidente che il confronto si presenta più difficile del
previsto, addirittura un braccio di ferro. Per il leader della Cisl, Raffaele
Bonanni "è grave, molto grave che il governo ci sta consegnando nudi alla
trattativa con Air France a danno dei lavoratori". Per Bonanni si tratta
di un prendere o lasciare, "hanno asciugato volutamente il valore delle
azioni, perché tutta questa perdita di tempo è servita a fare questo, per
arrivare poi ad avere uno striminzito membro nel cda, il 2% nella
holding". Anche il segretario della Uil punta l'indice contro il governo e
arriva a parlare di "svendita": "L'esecutivo ha fatto finta che Alitalia sia dell'amministratore delegato, del cda e non del
governo", accusa Luigi Angeletti. "Non sappiamo qual è la proposta
che Air France ha fatto, quando sapremo potremo dare un giudizio. Ma - ha
aggiunto - non è mica detto che bisogna sempre per forza mangiare la minestra
se è avvelenata". Domani i sindacati vedranno le carte con il presidente
di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, e il presidente di Alitalia,
Maurizio Prato. , vedranno le carte, ma c'è chi non esclude di far saltare
tutto. La minaccia viene dai piloti Anpac, finora favorevoli al matrimonio con
i franco-olandesi. Non manderanno giù- dicono - la fine del servizio Cargo
fissata per il 2010. La definiscono una "condizione inaccettabile" e
annunciano che non firmeranno accordi se tutto resta così com'è.
( da "Unita, L'" del 17-03-2008)
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l'edizione del Segue dalla Prima Del resto, poiché i francesi sanno quanto e
più di noi che l'unica alternativa che il futuro di Alitalia
possa realisticamente prevedere è il fallimento, va riconosciuto che non hanno
calcato la mano. Il loro piano prevede investimenti cospicui, tre anni per il
risanamento prima di una graduale crescita con aerei moderni, il mantenimento
del marchio e della livrea; insomma la compagnia continuerà a vivere come
entità autonoma con una sua propria identità italiana offrendo servizi che sarà
interesse di chi vi ha investito del suo rendere efficienti e competitivi.
Comunque, non c'erano margini perché il parere dell'azienda fosse diverso. Le
condizioni poste, certo, sono amare, seppure comprensibili. Non è tanto il
valore di concambio attribuito alle azioni della società, che tengono conto del
suo stato prefallimentare, delle perdite correnti che ancora quotidianamente
genera e della più recente evoluzione dei mercati finanziari che ha ridotto di
un terzo o giù di li il valore di mercato delle azioni di qualsiasi società di
qualsiasi parte del mondo. Sono le condizioni poste a garanzia del
"contratto" che rivelano una sostanziale diffidenza verso gli impegni
di un Paese dove nulla ormai può essere considerato certo e definitivo. Per non
rischiare di rimanere a metà del guado, e rimanere invischiati in una rete di
resistenze, ostacoli, ricorsi e chissà cosa altro ancora, i francesi hanno
chiesto impegni scritti e preventivi che riguardano il governo (impegno ad
aderire alle offerte di acquisto delle azioni ed a mantenere i diritti di
traffico attualmente in possesso di Alitalia), la Aeroporti di Roma (che
deve assicurare i servizi sui quali il piano di rilancio deve poter contare),
la Sea (perché si risolva il contenzioso aperto dalla inopinata richiesta di
risarcimento per la riduzione dei voli Alitalia su
Malpensa), la ricontrattazione di alcuni servizi a terra forniti a condizioni
più onerose di quelle normali in altri scali internazionali. Tra le
condizioni poste c'è anche - e si sapeva - la preventiva adesione al piano di
risanamento delle organizzazioni sindacali. Non stupisce dopo le molte e
ripetute agitazioni che hanno travagliato la storia della compagnia anche nel
periodo recente, quando già boccheggiava ed era in cerca di un partner che si
impegnasse nel suo salvataggio. I sindacati ora manifestano resistenza, forse
sperando di poter trattare su quei 1600 esuberi che sono un boccone duro a
mandar giù, ma non si può dire che non sia stato cucinato a lungo e che possa
essere stato evitato nel menù di qualsiasi altro soccorritore. Anche per i sindacati
- e forse soprattutto per i sindacati - vale la circostanza che l'unica
alternativa all'accordo con Air France - Klm, a questo punto, è il fallimento
di Alitalia, che renderebbe esuberi tutti gli attuali
dipendenti con la eventuale prospettiva, per alcuni di essi, di rientrare in
parti della compagnia che dovessero essere rilevate dalla procedura
fallimentare, ma a condizioni sicuramente peggiori. In altri termini, il
compimento della cessione di Alitalia ad Air France -
Klm postula il superamento di una liturgia la cui celebrazione non può
modificare più di tanto i termini della proposta di acquisto, delle relative
condizioni e degli impegni dell'acquirente. Da trattare c'è davvero poco perché
per trattare è necessario un minimo di forza contrattuale che la compagnia, lo
Stato che ne è l'azionista di controllo ed i dipendenti attraverso i loro
sindacati hanno fatto di tutto, ma proprio tutto, per compromettere. Al punto
in cui sono le cose, la prospettiva che Alitalia venga
salvata all'interno del maggiore gruppo europeo del settore con la salvaguardia
del brand, del tricolore sul timone di coda e della maggior parte dei suoi
dipendenti è tutt'altro che disprezzabile. Anzi, è la fine accettabile di una
storia che avrebbe potuto finire molto peggio e che comunque rimarrà nei libri
come esempio della capacità tutta italiana di disperdere un patrimonio di
esperienze, di professionalità, di potenziale tecnico e di mercato come quello
che Alitalia, in anni ormai lontani, aveva dimostrato
di saper accumulare.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
17-03-2008)
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103 Berlusconi: "Veltroni non è credibile" Il Cavaliere attacca il
leader Pd e rilancia l'allarme brogli --> Il Cavaliere attacca il leader Pd
e rilancia l'allarme brogli A Como Silvio Berlusconi, il leader del Pdl,
rilancia l'allarme brogli e attacca anche Veltroni: "Lo voterei anch'io ma
non è credibile". COMO In difesa sulle pensioni, in attacco sui brogli.
Doppio ruolo per Silvio Berlusconi. Sabato da Cernobbio, aveva fatto intendere
di voler rivedere lo scalone, ritoccandolo all'insù. Meno di ventiquattro ore
ed è arrivata la scontata levata di scudi dei sindacati. Poco dopo il Cavaliere
frena. "So bene che i sistemi pensionistici non si cambiano da un anno
all'altro, tanto meno - assicura - senza una consultazione sociale. Come al
solito, la sinistra si esercita nell'alterazione di mie dichiarazioni".
Vecchio vizio "stalinista". Sulle elezioni e il rischio brogli, l'ex
premier invece rispolvera un vecchia convinzione, ma con molta determinazione.
Da Piazza Duomo, dove si trova per un comizio, lancia l'allarme: "C'è un
problema grandissimo e per evitare il bis del 2006, quando la sinistra buttò
fuori i nostri rappresentanti di lista, occorre armare un esercito in difesa
della libertà". È l'una e mezza della domenica delle palme, in piena pausa
pranzo, e così la piazza è piena a metà ma i comaschi che sono venuti per il
presidente lo acclamano, lo incitano a più riprese, ripetono le parole d'ordine
che li convincono di più. I TEMI DEL NORD Ma è anche il week-end dei gazebo per
la famiglia e l'ex premier non vuole che l'attualità rubi la scena: incalzato,
sulle prime non replica sulle pensioni. Il commento arriverà dopo, con una
nota. Non parla di Alitalia
("lasciamo stare, non è il momento"), glissa anche sul capitolo Tibet
e Olimpiadi. Il Popolo delle libertà applaude quando attacca a testa bassa la
sinistra. Ma a fare breccia sono soprattutto i temi cari al Nord: la sicurezza
("ci sono clandestini a iosa e troppi pochi soldi", è la
constatazione); i ritardi sulle infrastrutture e l'energia; i rifiuti.
Berlusconi confessa di non dormirci la notte: un milione di tonnellate di
spazzatura. A tanto ammonta la dote del governo Prodi. Il Cavaliere lo sa
infatti come vanno le cose in politica: "Un mese dopo che sarò a Palazzo
Chigi - pronostica - quella spazzatura sarà tutta mia". Ergo, spiega, una
soluzione va trovata. TASSE E CASA Poi, le tasse. Berlusconi avrà anche
inaugurato la stagione del realismo ma a farsi scippare la lotta per abbattere
il peso del fisco non ci sta. E così promette di tagliare la pressione fiscale,
laddove è possibile; ricorda che introdurrà il quoziente familiare, una vera e
propria rivoluzione; e non dimentica la casa. "Ogni padre di famiglia ha a
cuore di lasciarne una ai propri figli". Via l'Ici, quindi, ok ai buoni
affitti e a un piano per l'edilizia. E se qui la sinistra copia, pazienza
perchè "quando vengono copiate le cose buone sono felice", dice tra
il bonario e il sarcastico. Tanto poi al governo ci va lui e non certo Veltroni,
è il ragionamento sottostante. Ecco allora l'immancabile stoccatina
all'avversario di questa campagna elettorale: "Se Veltroni fosse credibile
e non lo è, lo voterei anche io". Così, dice, potrei finalmente godermi la
vita. E invece, niente, gli toccherà prendere ancora una volta il Paese in mano
e con umiltà governare. "Vi garantisco che supereremo le difficoltà",
afferma cercando di mostrare un volto meno pessimista. Sì, perchè io ormai
"sono un vecchietto", si lascia andare. Ma non poi così tanto, si
corregge a scanso di equivoci: "Questa mattina ho incontrato un compagno
di scuola, che mi ha detto: omai abbiamo un'età. Ma io gli ho risposto: parla
per te". Musica per le orecchie della platea di Como: ecco bravo, resta
con noi, gli replicano i suoi fan.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
17-03-2008)
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105 Alitalia dice sì alle nozze con Air France Il
piano prevede 1.600 esuberi. Sarà salvaguardata l'italianità --> Il piano
prevede 1.600 esuberi. Sarà salvaguardata l'italianità Dopo una riunione
lunghissima il cda ha approvato la proposta della compagnia franco-olandese.
ROMA Il consiglio di amministrazione di Alitalia dice
un sì sofferto all'offerta di Air France-Klm. Ma ora si profila un nuovo
percorso ad ostacoli. Stretta nella morsa di una cassa con pochi spiccioli, per
l'ex compagnia di bandiera si prospetta una vendita a prezzo da saldi pur di
garantirsi il salvataggio. Già oggi c'è il rischio di uno scivolone in Borsa.
Martedì, poi, inizia un braccio di ferro con i sindacati che si preannuncia più
difficile del previsto ma che dovrà chiudersi entro fine mese. L'OFFERTA Per Alitalia il colosso franco-olandese intende spendere 138,5
milioni di euro, cioè 9,9 centesimi ad azione applicando il valore del titolo
Air France-Klm, che sulla Borsa di Parigi valevano venerdì scorso 15,98 euro,
al concambio di un titolo franco-olandese per 160 della compagnia italiana. Ma
per tutta l'operazione, Parigi, che si dice pronta ad acquisire il 100% delle
azioni della società, mette sul piatto poco più di 1,7 miliardi di euro, fra le
due Opa - oltre a quella sul capitale l'altra è sulle obbligazioni
convertibili, quest'ultima per 608 milioni - e l'aumento di capitale salito a
un miliardo. Oggi, invece, è atteso il parere positivo dall'azionista Tesoro
(49,9%) al sì di Alitalia all'offerta di Air
France-Klm. Via XX Settembre, peraltro, ha dato l'assenso ad aprire una linea
di credito per un "prestito ponte", che potrebbe aggirarsi attorno ai
250 milioni di euro, che il gruppo d'oltralpe rimborserebbe a conclusione
dell'operazione. Ma questa immediata iniezione di liquidità, utile alla compagnia
che a fine gennaio aveva solo 282 milioni di euro nel portafogli per una
sopravvivenza di circa tre mesi, dovrà passare al vaglio Parlamento, a quattro
settimane dalle elezioni. LA BORSA Con il titolo valutato da Air France-Klm
poco meno di 10 centesimi, il rischio capitombolo per Alitalia
oggi a Piazza Affari è prevedibile: venerdì quotava infatti 53 centesimi. Al
momento, però non è previsto alcun provvedimento su una eventuale sospensione
delle azioni. Ma il titolo della Magliana è stato spesso soggetto a
speculazione che ne ha innalzato il valore, rispetto a quello che si poteva
spuntare nella negoziazione con Air France-Klm, e portato il faro della Consob
a intensificare l'attenzione. I TEMPI L'iter verso la firma del contratto, che
Air France-Klm ha chiesto per il 31 marzo, quindi in tempi molto stretti, è
minato anche dal raggiungimento di un accordo con i sindacati, dal parere del
governo ("valuteremo l'offerta", ha detto il vice premier Massimo
D'Alema), ma anche dall'azzeramento del rischio causato dal ricorso avanzato
dalla Sea su Malpensa, che chiede un risarcimento da 1,25 miliardi. Per questo
potrebbe arrivare un decreto, che - prevede il contratto - dovrà essere
convertito prima del lancio dell'Opa. LA PROPOSTA Come Air France e Klm, Alitalia manterrà un ruolo autonomo, identità italiana e
proprio marchio, logo e livrea. Dunque, resterà compagnia di bandiera. A fronte
di ciò, il gruppo d'oltralpe prevede una riduzione complessiva del personale di
circa 1.600 unità, in linea con il piano di sopravvivenza/transizione al 2010
rispetto al 2007 per i quali oltre al turn over fisiologico, si farà ricorso a
esodi volontari incentivati e agli ammortizzatori sociali. L'attività degli
aeromobili all-cargo si ridurrà progressivamente fino a cessare nel 2010,
mentre torneranno in Alitalia alcune attività della
manutenzione e del ground-handling oggi nel perimetro di Alitalia
Servizi. LA FLOTTA Quanto alla flotta, il piano prevede una riduzione nel breve
termine, concentrata sugli MD80 e regionali, e un ritorno alla crescita a
partire dal 2011 con l'arrivo di aeromobili di nuova generazione. Il piano
2008-2010 prevede investimenti complessivi per circa 850 milioni di euro
principalmente per il rinnovamento della flotta e iniziative di marketing.
L'offerta prevede infine la nomina nel cda di Air France-Klm di "un
consigliere di nazionalità italiana" e il ministero dell'Economia e delle
Finanze che detiene il 49,9% delle azioni Alitalia
deve impegnarsi ad aderire alle offerte pubbliche prima ancora che siano lanciate.
Il contratto, però, sarà soggetto ad alcune condizioni sospensive, che devono
verificarsi tutte entro il 31 marzo 2008: il raggiungimento di un accordo con
le organizzazioni sindacali, un impegno scritto da parte del Governo a
mantenere il portafoglio attuale dei diritti di traffico di
Alitalia, la sottoscrizione di un accordo tra Alitalia e
Aeroporti di Roma sui livelli di servizio necessari per l'attuazione del
Business Plan 2008-2010, un accordo tra Alitalia, Fintecna
ed Alitalia Servizi che preveda la reinternalizzazione in Alitalia di alcune attività e la rinegoziazione di alcune clausole dei
contratti di servizio e una soluzione per l'eliminazione per Alitalia del rischio relativo al contenzioso in essere con
la Sea, che ha chiesto 1,250 miliardi di euro di risarcimento per il taglio dei
voli a Malpensa.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-03-2008)
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105 Entro il 2010 sarà ridotta del 10% la capacità di trasporto e resteranno
alla compagnia solo 137 aerei Stop ai collegamenti poco remunerativi Entro il
2010 sarà ridotta del 10% la capacità di trasporto e resteranno alla compagnia
solo 137 aerei --> ROMA Stop ai voli-flop, quelli non gettonatissimi dai
passeggeri, e un contenimento progressivo della capacità che nel giro di un
paio d'anni, al 2010, verrà ridotta complessivamente del 10%. Niente più collegamenti
diretti con Shanghai o Zagabria, come era comunque stato preannunciato, già da
questa estate. E per il futuro anche stretta sui posti a disposizione: sulla
rete internazionale, per esempio, ce ne saranno il 19% in meno. Insomma, se il piano presentato da Air France-Klm si presenta come
un'ancora di salvataggio per Alitalia promettendo il ritorno
all'utile in tempi brevi, dall'altra parte sembra evidente una stretta
immediata e per tutto il prossimo triennio rispetto al ventaglio dei servizi
(voli e posti) a disposizione. Parola d'ordine è "redditività".
In altri termini il salvataggio di Alitalia passa
anche per il taglio di quei voli, che arricchiscono il timetable ma che alla
fine vengono di fatto frequentati da una manciata di passeggeri, o comunque da
un numero non sufficiente a giustificare la spesa. I TAGLI Nel piano del gruppo
franco-olandese, così come reso noto dalla stessa compagnia di bandiera
italiana, si parla esplicitamente di "sospensione dei voli con risultati
economici fortemente negativi e senza prospettive di recupero a breve
termine". Pesa anche il caro-petrolio: "In ragione del forte
incremento del costo del carburante" è previsto il "mantenimento dei
livelli di redditività complessivi mediante un'ulteriore razionalizzazione del
network rispetto al Piano di Sopravvivenza/Transizione". Aggiustamenti che
decorrono già dalla stagione estiva 2008. VOLI IN PERDITA Al proposito vengono
citate alcune destinazioni in Europa (Zagabria, Sarajevo) e nel resto del mondo
(Dakar, Shanghai, Mumbai e Delhi). Arriva però dal primo giugno il collegamento
con Los Angeles. Torino, Verona, Cagliari e Brindisi vengono nuovamente
collegate alla rete intercontinentale di Alitalia.
Previsto anche "il netto miglioramento della connettività tra città
italiane e destinazioni intercontinentali, con lo scalo intermedio a Roma che
riduce i tempi di viaggio". CAPACITÀ PASSEGGERI Nel 2010 il contenimento
rispetto al 2007 si attesterà, in termini di posti-chilometro offerti, con
esclusione della controllata Volare, a circa il 10% con una riduzione sul
network domestico di circa l'1%, sul network internazionale di circa il 19% e
sul network intercontinentale di circa il 6%. "Una volta consolidati i
risultati attesi dal nuovo assetto di network per il 2009 e il 2010, il Piano
Industriale 2008-2010 pone le premesse per un ritorno alla crescita dell'attività
e allo sviluppo a partire dal 2011", assicura il progetto targato Air
France-Klm. "Il piano flotta prevede di conseguenza", aggiunge la
nota, "una riduzione nel breve termine, concentrata sugli aeromobili MD80
e regional, e un ritorno alla crescita a partire dal 2011 con l'entrata in
flotta di aeromobili di nuova generazione". Nel 2010 la flotta passeggeri
di Alitalia, con esclusione della controllata Volare,
sarà costituita da 137 aeromobili di cui 20 aeromobili di lungo raggio, 101 di
breve medio raggio e 16 regional (di cui 4 aeromobili di nuova generazione). A
partire dal 2011 la Compagnia tornerà a crescere con l'entrata in flotta di
aeromobili di nuova generazione e con la completa sostituzione della flotta
B767 entro il 2016 e di quella MD80 entro il 2020.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
17-03-2008)
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105 le reazioni "Messi con le spalle al muro" Sindacati e piloti
danno battaglia Le reazioni. "Messi con le spalle al muro" -->
ROMA Potrebbe profilarsi un braccio di ferro più forte del previsto nel
confronto tra Air France-Klm e Alitalia da un lato e le nove sigle sindacali e professionali dall'altro,
che partirà martedì prossimo. E il via libera dei sindacati entro il 31 marzo è
una delle condizioni sine qua non per chiudere il contratto di acquisto. Se
prima della diffusione ufficiale dei dettagli della proposta di Parigi la
potente associazione dei piloti Anpac ha sempre sostenuto strenuamente i
vantaggi delle nozze con il più grande gruppo aereo mondiale per
fatturato, oggi l'offerta di Air France-Klm "risulta non accettabile dai
piloti". Che "in assenza delle opportune ed irrinunciabili
modifiche" avvertono che "non sottoscriveranno alcun accordo e si
porranno in modo conflittuale". CARGO Lo strappo deriva dalla
"cessazione dell'attività Cargo nel 2010 con il conseguente fermo di 5
MD11", spiega l'Anpac e l'ipotesi di un centinaio di piloti a terra. Un
provvedimento che "lascia trasparire sospetti molto pesanti" e, in
particolare, che Air France-Klm "trarrebbe vantaggi nel riempire i propri
aerei con la merce italiana" per "sanare i propri problemi del
Cargo" con "un ulteriore impatto su Milano Malpensa, dove oggi opera
l'intera attività Cargo di Alitalia". I SINDACATI
La Filt Cgil, da sempre contraria all'ipotesi dello "spezzatino"
dell'azienda, con il segretario Fabrizio Solari giudica l'offerta
"un'umiliante resa senza condizioni, conseguenza dello stato comatoso nel
quale è stata ridotta Alitalia". Per il
segretario della Uiltrasporti, Marco Veneziani, "se la trattativa sarà
improntata al prendere o lasciare l'operazione salterà". "Il governo
ci sta consegnando nudi alla trattativa", ha detto il segretario della
Cisl, Raffaele Bonanni. Per il leader della Cgil, Gugliemo Epifani "si
finisce col mettere il sindacato, che è all'oscuro di tutto, con le spalle al
muro e il Paese nella stessa condizione". La responsabilità "è del
governo", ha detto il numero uno Uil, Luigi Angeletti. IL NODO L'altro
ostacolo è politico. Il governo non deve essere contrario, altrimenti salta
tutto. Le elezioni di metà aprile potrebbero complicare l'iter. Nessun commento
arriva da Silvio Berlusconi e il giudizio del leader di An Gianfranco Fini sul
via libera di Alitalia all'offerta di Air France
"è tendenzialmente positivo". Ma la Lega rulla i tamburi. "Ora
pensiamo a vincere, poi si vedrà". E il sindaco leghista di Varese Attilio
Fontana non ci va leggero: "La nostra speranza è che Air France cambi idea
e che l'Italia cambi governo", dice rilanciando il ricorso della Sea. E
oggi il partito riunirà la propria segreteria politica. MALPENSA Forte
preoccupazione per i rischi di "sostanziale e gravissimo"
ridimensionamento dell'aeroporto milanese di Malpensa, contestazione del metodo
"dell'informazione data a spizzichi e bocconi e con molti lati oscuri
sulla trattativa". Questi i commenti dei sindacati lombardi.
"L'obiettivo", osserva Dario Grilanda, segretario della Fit-Cisl
Varese, "è che lo scalo venga rilanciato con un importante ruolo di
aeroporto internazionale".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
17-03-2008)
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Prima Pagina Pagina
2 Protestano i sindacati Alitalia, "sì"
all'offerta di Air France Protestano i sindacati --> Il cda di Alitalia dà il via libera alla proposta di Air France-Klm,
nonostante i francesi pongano condizioni molto stringenti. E i sindacati
annunciano battaglia, così come la Lega Nord che insiste sul salvataggio di
Malpensa. A PAGINA 5.
( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)
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N. 11 del 2008-03-17
pagina 3 "Alitalia, il governo svende l'economia
del Nord" di Giannino della Frattina La Regione lancia l'allarme
occupazione: "Anche gli esuberi sembrano crescere di momento in momento,
ora si parla di tagliare 7mila lavoratori" "Grave che Roma abbia avallato
piani per la compagnia senza alcuna garanzia di rilancio" (...) Parlano di
2mila tagli ai quali si devono aggiungere i 5mila di Az Service". Secondo
Formigoni "più che di una privatizzazione si deve parlare di una
statalizzazione, perché è chiaro che lo Stato con la cassa integrazione per i
lavoratori di soldi dovrà sborsarne". E Regione Lombardia, con l'assessore
Raffaele Cattaneo, chiede al governo "un sussulto" e di dire no al
piano che include la "svendita della compagnia e il funerale di Malpensa".
Una "situazione tragica, visti i termini dell'offerta di Air France
diventati ogni giorno peggiori - osserva ironico Cattaneo - adesso ci manca
solo che chiedano ai cittadini lombardi di dare un contributo di tasca propria
per l'abbandono di Malpensa". Di "danni enormi al Nord produttivo del
Paese", parla il deputato Maurizio Lupi, responsabile infrastrutture di
Forza Italia. "Riteniamo che sia molto grave che il governo abbia dato un
suo sostanziale e tacito "via libera a un piano che non offre alcuna garanzia
di rilancio industriale alla compagnia di bandiera e che non risponde agli
interessi generali dell'Italia". Per Davide Boni "un momento molto
buio" non solo per Malpensa, ma per tutto il sistema aeroportuale.
"In questo modo - spiega l'assessore regionale della Lega - Air France
raggiunge due obiettivi preziosi: mettere fuori combattimento un competitor
pericoloso come Malpensa e affondare del tutto la compagnia di bandiera
italiana". Da sinistra il presidente della Camera
Fausto Bertinotti assicura che nella vicenda Alitalia "ci
sono elementi per esprimere grande preoccupazione". E poi aggiunge:
"Io non credo che si possano trovare buone soluzioni per Alitalia se non si difende il patrimonio occupazionale
dell'azienda". Una bocciatura arriva anche da Roberto Calderoli,
vicepresidente leghista del Senato. "Le svendite di Stato
proseguono - attacca -. Così dopo quelle dell'accoppiata Prodi-D'Alema degli
anni scorsi, oggi si svende Malpensa immolata sull'altare di un'azienda che
continua a fare solo danni. Il destino di Alitalia era
quello del fallimento, invece per salvare non la compagnia di bandiera di Stato
ma la vergogna di Stato, invece di portare i libri in tribunale, si sacrifica
Malpensa e con essa le possibilità di sviluppo del Nord. I padani ringraziano
questo governo e si preparano a presentare il conto a Prodi e Veltroni 13 e il
14 aprile". E il capogruppo del Carroccio alla Camera Roberto Maroni
annuncia per oggi un vertice in via Bellerio. Presente Umberto Bossi che ieri
ha tagliato corto. "Alitalia? Inutile parlarne
adesso. Prima bisogna vincere le elezioni, poi ci pensiamo noi alla questione
di quelli che vengono qui a portar via la roba al Nord". "La nostra
speranza - gli fa eco il sindaco di Varese Attilio Fontana - è che Air France
cambi idea e che l'Italia cambi governo". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI
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( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)
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N. 11 del 2008-03-17
pagina 6 Bonanni: "Governo inqualificabile, siamo nudi" di Antonio
Signorini Il leader della Cisl: "È un'altra della tante privatizzazioni
opache realizzate nel Paese. Spero in un sussulto di serietà e
responsabilità" da Roma Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, lei è l'unico sindacalista che si è sempre schierato contro la
cessione di Alitalia ad Air France. Si sente sconfitto? "Sarebbe stata una
sconfitta se ci fosse stato un confronto. Ma visto che il governo ha tenuto
all'oscuro noi, le forze politiche e persino il Consiglio dei ministri, non la
considero una sconfitta. Non c'è stata partita. E poi adesso se ne sono
accorti tutti delle anomalie di questa operazione". Quindi pollice verso?
"Dal governo c'è stato un comportamento inqualificabile ed equivoco e
questa è destinata ad aggiungersi alla lista delle tante privatizzazioni opache
realizzate in questo Paese". Quali sono le anomalie? "Basti pensare
al deprezzamento delle azioni, a partire dalla gestione Cimoli; i silenzi degli
ultimi tre mesi. Fino ad arrivare a oggi, con Air France che prende azioni di
valore notevolmente inferiore e concede all'Italia una presenza misera nel
consiglio di amministrazione della holding, un solo posto". Però i
francesi prendono un'azienda che è ormai a terra... "Prende tutta la
polpa, le infrastrutture, le tratte e lascia quello che non gli conviene alle
partecipazioni statali italiane". Adesso però tocca a voi. "Il
governo ci ha consegnati nudi a questa trattativa. Sulla base di cosa dovremmo
dare il nostro benestare alla cessione se non sappiamo i termini dello scambio
e della cessione? Io spero che il governo in carica abbia un sussulto di
serietà e responsabilità e ci spieghi come stanno veramente le cose. Perché ne
abbiamo bisogno prima di cominciare una penosa discussione con l'azienda
sull'occupazione". Si parla di 1.600 esuberi. Sono troppi? "Uno dei
motivi per cui il governo disse che avrebbe scelto Air France era il fatto che
gli esuberi annunciati erano più mitigati. Non mi sembra stia andando così.
Vedremo al tavolo. Non avremo pregiudizi e faremo tutto nell'interesse dei
lavoratori e del Paese. Io spero che il governo italiano abbia chiesto le
stesse garanzie che l'esecutivo olandese pretese per Klm: il livello
occupazionale, l'investimento in loco dei profitti realizzati qui. Stando a
quello che sappiamo non mi pare che l'Italia sia stata altrettanto attenta agli
interessi nazionali". Lei non ha mai nascosto di preferire potenziali acquirenti
italiani. Ancora di questa opinione? "Non capisco perché Francia,
Inghilterra e Germania facciano di tutto per avere una compagnia di bandiera e
noi no. Siamo gli unici a sottrarsi a questa regola". In questi mesi gli
altri due sindacati confederali, Cgil e Uil, sono stati più disponibili di voi
verso Air France, oggi invece si dicono preoccupati per la decisione del cda di
Alitalia. Cosa è successo? "Ho visto anche io che
sindacati e forze politiche che prima erano baldanzosi e sicuri adesso si
mostrano molto più cauti. Questo perché si sta sciogliendo la neve e si
cominciano a vedere i buchi. Cresce la paura che alla fine qualcuno presenti il
conto ai tanti che hanno applaudito a questa operazione". © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)
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N. 11 del 2008-03-17
pagina 6 Malpensa solo low cost e flotta dimezzata Ecco il piano Air France di
Redazione Chiesti entro il 31 marzo il sì dei sindacati, garanzie, e un
prestito di 300 milioni al Tesoro. Proposti 10 centesimi per azione e 31 per
ogni obbligazione da Milano La data cruciale è lunedì 31 marzo: quel giorno
scadrà la proposta di Air France per l'acquisto di Alitalia.
L'operazione, approvata sabato notte da un consiglio durato 15 ore, andrà
avanti se saranno rispettate le condizioni poste da Parigi; cosa che, in questo
momento, appare tutt'altro che scontata. Innanzitutto, il ministero
dell'Economia deve impegnarsi ad aderire alle offerte pubbliche (su azioni e
obbligazioni) che saranno eventualmente lanciate. Poi, nell'ordine: l'assenso
dei sindacati sui tagli in Alitalia (1.600 persone) e
sul nuovo modello organizzativo di Alitalia Servizi
(che interesserà 4-5mila dipendenti); la garanzia scritta delle autorità a
mantenere l'attuale portafoglio di diritti di traffico dell'Alitalia,
e di non discriminarla all'atto di ogni futura richiesta; un accordo con
Aeroporti di Roma perché siano garantiti i livelli di
efficienza richiesti dal piano industriale di Alitalia; un
accordo (con Fintecna) per il riassorbimento in Alitalia di
attività di handling e manutenzione oggi in capo ad Alitalia Servizi
(circa 1.500 persone); una soluzione per sollevare Alitalia dal
rischio di dover pagare i danni alla Sea per l'abbandono di Malpensa come hub
(se sarà varato un decreto legge, Air France chiede anche la
conversione). Altra condizione: il Tesoro deve concedere un prestito all'Alitalia, da rimborsare dopo l'aumento di capitale. La cifra
è stata resa ufficiale su richiesta della Consob: 300 milioni, necessari per
dare respiro alle esauste casse della compagnia. Visto l'odore di aiuto di
Stato, probabile che sia necessario un via libera da Bruxelles. Se tutte queste
richieste saranno soddisfatte entro il mese, Air France procederà,
presumibilmente entro giugno, con la sua offerta economica. I numeri sono
peggiori delle peggiori congetture degli ultimi giorni: l'azione Alitalia viene valutata circa 10 centesimi, contro i 54
della chiusura di venerdì a Piazza Affari. Significa che stamattina, in Borsa,
se ne vedranno delle belle. Il prezzo non è indicato precisamente, ma lo si
evince dal concambio proposto: 160 azioni Alitalia
contro un'azione Air France (che venerdì a Parigi ha chiuso a 15,99 euro).
Quasi un terzo rispetto alle indicazioni dell'offerta non vincolante di
dicembre: 35 centesimi. L'intera compagnia viene dunque valutata 138,5 milioni
di euro: d'impatto, può sembrare offensivo. Air France lancerà un'Opa per le
obbligazioni Alitalia sul mercato, al prezzo di
venerdì scorso, e cioè 0,31 euro; in tutto, altri 608 milioni. Parigi pone
anche una clausola, verrebbe da dire, tutta "italiana": chiede
infatti che il governo, inteso come organo collegiale, non assuma alcuna
decisione né faccia alcun pubblico annuncio fortemente contrario
all'operazione. Ministri avvertiti. Ma che cosa è pronta a fare Air France per
rilanciare Alitalia? Da un punto di vista economico,
getta sul piatto - subito dopo il completamento dell'operazione - un aumento di
capitale di 1 miliardo di euro. Nella prima offerta la cifra era di 750
milioni, e l'incremento spiega il calo del prezzo per azione; meglio far
affluire denaro nella compagnia che consegnarlo ai suoi azionisti. Se le
offerte andranno a buon fine, Alitalia sarà
controllata dalla holding Air France-Klm, nella quale siederà per sei anni un
consigliere italiano (in virtù della quota dell'1,4% che possiederà il Tesoro
dopo il concambio). Alitalia resterà una società
autonoma, di diritto italiano, manterrà nome, marchio, logo e livrea italiani.
Se e quando la holding raggiungerà il 100% del capitale, il nome Alitalia potrà essere aggiunto a quelli di Air France e Klm
nella denominazione della capogruppo. Per quanto riguarda il piano industriale
2008-2010, parte integrante della proposta, esso è perfettamente in linea con
il piano di sopravvivenza varato in settembre, che già fu redatto in accordo
con Parigi. Riassumendo: unico hub a Fiumicino, a Malpensa traffico punto a
punto (con voli low cost), severa riduzione della flotta, fino a 137 aerei (dai
186 del 31 dicembre scorso); ma con contestuali investimenti per 850 milioni
che permetteranno di aumentare il numero dei velivoli a partire dal
( da "Corriere della Sera" del 17-03-2008)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-03-17 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE Formigoni in missione in Israele e Palestina
"Umiliati da Air France, ma il nostro hub risorgerà" DAL NOSTRO
INVIATO GERUSALEMME - L'invito ad Alitalia a
"fermare la desertificazione di Malpensa, cioè il taglio di 44 mila voli
l'anno" fino a quando non entrerà in carica il nuovo governo e un
avvertimento ad Air France: "Non vedo perché la Sea dopo aver subìto un
danno enorme debba fare un favore alla compagnia francese rinunciando
all'annunciato ricorso attraverso le vie legali". Il presidente
della Regione Roberto Formigoni, in missione istituzionale in Israele e
Palestina, per tutto il giorno non ha detto una parola sulla vicenda Alitalia, rispettando la fitta scaletta di appuntamenti. Al
mattino da Gerusalemme a Tel Aviv per un convegno con industriali e scienziati
israeliani, poi a colazione nella residenza dell'ambasciatore Sandro De
Bernardis. Da Tel Aviv a Ramallah per l'incontro con il primo ministro
dell'Autorità Palestinese, Salam Fayyad, e con il ministro della Sanità, Fathi
Abu Mogli. Da Ramallah di nuovo a Gerusalemme e soltanto prima della cena
ufficiale con la speaker del Parlamento, Colette Avital, Formigoni ha aperto la
diga del suo malcontento. "Non voglio parlare di Malpensa - ha esordito -
ma di Alitalia e dell'Italia, dell'umiliazione che
hanno subito. Altro che forche caudine: quelle al confronto erano una
passeggiata sotto una pioggia di petali di fiori". E via con il rosario delle
condizioni poste da Air France: dal concambio delle azioni (una ogni 170), ai
2.000 esuberi, alla sorte dei 5.000 dipendenti di Az Service che dovrebbero
passare a un'azienda pubblica e via elencando. "E per di più queste sono
soltanto voci: non si sa nulla di preciso perché è stata condotta una
trattativa clandestina. Il governo subisce i paletti imposti da Air France
senza sentire il dovere di interpellare i veri proprietari di Alitalia che sono gli italiani". Quale sarà il futuro
di Malpensa? "Risorgerà perché il mercato è qui. Ma certamente avremo in
casa un'entità ostile". Fra le condizioni poste da Air France ci sarebbe
la rinuncia di Sea a qualsiasi ricorso. Formigoni sorride sornione. "La
Regione non è neppure azionista", si schermisce. Ma subito aggiunge che la
Sea farà i suoi interessi. E allora? "I casi sono due: o Air France pensa
di far pagare i danni della Sea allo Stato, ma mi sembra difficile perché
parliamo di 1,2 miliardi di euro; oppure pone tutte queste condizioni perché ha
cambiato idea e non vuole più comprare Alitalia".
Claudio Schirinzi.
( da "Corriere della Sera" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-03-17 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE Polemica "Troppi paletti: i francesi contro la
liberalizzazione degli slot" Malpensa perde quota "Via anche il
traffico cargo" Rabbia dei piloti: così svendiamo tutto lo scalo a Parigi
"Air France non vuole solo separare Malpensa da Alitalia
ma anche impedire che si fidanzi con altre compagnie" Nubi sempre più
fosche sul cielo di Malpensa. La nota diffusa ieri da Alitalia
sui contenuti dell'offerta Air France evidenzia nuovi aspetti critici per lo
scalo varesino. Per cominciare, la cancellazione nel 2010 di tutto il traffico
cargo: il 70 per cento delle merci che viaggiano Alitalia
a oggi partono proprio da Malpensa. Fiera l'opposizione dei piloti dell'Anpac.
"La compagnia francese vuole riempire i propri aerei con le merci
italiane", dice in sostanza il sindacato. Air France chiede anche di
essere sollevata da eventuali "rischi relativi al contenzioso con Sea"
(la società controllata dal comune di Milano ha fatto causa ad Alitalia e ha chiesto 1,2 miliardi di euro di danni). Ma è
il passaggio che riguarda i diritti di traffico a nascondere le peggiori
insidie. La compagnia francese chiede "un impegno scritto da parte della
competente autorità governativa a mantenere il portafoglio
attuale di diritti di traffico di Alitalia e a
continuare a gestire con modalità trasparenti e non discriminatorie ogni futura
richiesta da parte di Alitalia per diritti di traffico ". "Il sospetto è che Air
France non si accontenti di rompere il matrimonio tra Alitalia e
Malpensa e voglia limitare la possibilità di Malpensa di "fidanzarsi"
con altre compagnie", esemplifica Nino Cortorillo, segretario
generale della Filt Cgil regionale. "Solo una maggiore concorrenza nei
cieli consentirebbe il rilancio di Malpensa - continua il sindacalista -. Con
vincoli capestro si uccide l'aereoporto ". Se a Roma il sindacato
confederale non si è ancora espresso sul merito dell'accordo Air France-Alitalia, a Milano la Cgil è netta: "Alitalia
è decotta ma pur di venderla non si può accettare tutto. La blindatura del
mercato aereo del Paese e il delitto-Malpensa sono un prezzo troppo alto.
Allora meglio regalarla". Rita Querzé.
( da "Corriere della Sera" del 17-03-2008)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-03-17 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Polemica Formigoni: umiliati dai francesi, ma il mercato è qui
Malpensa, si allarga la crisi Alitalia toglie
anche i cargo La crisi Alitalia fa scomparire anche i cargo da Malpensa. L'offerta Air France
per l'assorbimento della compagnia di bandiera prevede la dismissione del
traffico merci entro il 2010. Ma a bloccare sul nascere il rilancio di Malpensa
potrebbe essere l'impegno che Air France chiede al governo "a
mantenere il portafoglio attuale dei diritti di traffico di Alitalia".
"Se per vendere Alitalia bisogna rinunciare alla
liberalizzazione dei cieli che può rilanciare Malpensa, allora meglio
rinunciare all'accordo e regalare la compagnia", dice Nino Cortorillo
della Filt Cgil. Intanto da Gerusalemme il presidente Formigoni attacca il
governo: "Roma subisce i paletti di Air France senza interpellare i veri
proprietari di Alitalia che sono gli italiani". A
PAGINA 5 Querzé e Schirinzi.
( da "Corriere della Sera" del 17-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-17 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE La "cura" Air France all'esame del governo Alitalia, l'offerta vale 138 milioni. Tagli alla flotta e
alle rotte. Il no dei sindacati Resterà compagnia di bandiera e manterrà il
marchio. Un prestito ponte dal Tesoro per 300 milioni ROMA - Meno di dieci
centesimi ad azione, per una valutazione della compagnia che non arriva a 140
milioni, 1.600 dipendenti in esubero, almeno altri 5 mila da ritrasferire allo
Stato, taglio del 20% della flotta e delle rotte, con il sacrificio dell'hub di
Malpensa, smantellamento del servizio Cargo. Con Air France-Klm, Alitalia resterà compagnia di bandiera, conserverà marchio, logo e
livrea, ma dovrà sottostare a una nuova durissima cura dimagrante. Il tutto
sempreché l'offerta di francesi ed olandesi, già accettata l'altra notte dal
Consiglio dell'Alitalia, vada in porto: le "condizioni di efficacia" da
soddisfare sono infinite: sindacali, politiche, economiche e tecniche, e
tutte molto impegnative. Domani stesso potrebbe pronunciarsi il governo, in
qualità di azionista di maggioranza, e altrettanto dovrà fare il prossimo
esecutivo. Se il centrosinistra appare tutto sommato favorevole, con
l'eccezione della sinistra radicale, il centrodestra è diviso: An con
Gianfranco Fini è per il sì, ma Silvio Berlusconi mantiene sospeso il giudizio
(e Umberto Bossi: "Inutile parlarne adesso, prima vinciamo le elezioni,
poi ci pensiamo noi"). Intanto martedì i vertici di Alitalia
e Air France-Klm avvieranno il confronto con i sindacati, che hanno accolto la
proposta con moltissime critiche. Il loro sì è una delle condizioni per la
riuscita dell'operazione, ma l'Anpac, il sindacato piloti, ha già detto che
senza modifiche del piano non firmerà, mentre Cisl e Uil accusano il governo di
averli lasciati "nudi alla meta", e la Cgil parla di "resa senza
condizioni". Che queste siano pesanti non c'è dubbio, a testimonianza
delle grandi difficoltà di Alitalia, che sarà
costretta a chiedere un prestito al Tesoro da 300 milioni per sopravvivere
finché i francesi, dopo il successo dell'offerta di scambio (1 azione Air
France-Klm contro 160 Alitalia), attesa per giugno,
non sottoscriveranno un aumento di capitale da un miliardo. Il Tesoro dopo il
concambio avrà il 2-3% del nuovo gruppo e un posto in Consiglio per almeno sei
anni. Per Alitalia si prospettano sacrifici, con la
riduzione della flotta e delle rotte servite, ma anche con 850 milioni di
investimenti, almeno fino al 2010. Se tutto andrà bene, promettono i francesi,
da quell'anno l'Alitalia tornerà all'utile. E a
crescere. M. Sen.
( da "Corriere della Sera" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-17 num: - pag: 6
categoria: BREVI Alitalia La vendita \\
Molte condizioni: Air France vuole davvero comprare? Così il governatore
Roberto Formigoni \\ Al governo interessa far vivere Alitalia e valorizzare
gli scali, spiega Massimo D'Alema.
( da "Corriere della Sera" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-17 num: - pag: 6 categoria:
BREVI L'offerta e il piano La proposta Un italiano nel cda Air France lancerà
un'offerta pubblica di scambio offrendo un'azione ogni 160 Alitalia.
Al tempo stesso partirà un'Opa su tutte le obbligazioni convertibili Alitalia a 0,3145 euro. Il Tesoro esprimerà un
rappresentante nel consiglio del nuovo gruppo Le condizioni e gli esuberi La
prima è il prestito ponte (300 milioni) del Tesoro ad Alitalia.
Poi la rimozione del contenzioso con Sea e garanzie su Fiumicino. Previsti
1.600 esuberi per Az Fly. Az Service: tornano in Alitalia
alcuni settori, manutenzione e handling Fiumicino, il terzo hub Il nuovo gruppo
punta su tre hub: Amsterdam, Parigi e Fiumicino. Agli scali milanesi di
Malpensa e Linate un ruolo di "gateway" per attività punto-punto
internazionali e intercontinentali. A Milano la sede di Volare (low cost) I
tagli alla flotta e l'uscita dal Cargo Entro il 2010 la
flotta Alitalia sarà ridotta da
( da "Corriere della Sera" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-17 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE Le condizioni La Sea e 1,2 miliardi di danni E Parigi vuole un
decreto contro il rischio Malpensa ROMA - Il sì dei sindacati, un prestito dal
Tesoro, un impegno scritto dal governo, e pure un decreto, ma convertito dal
Parlamento. Hanno pensato davvero a tutto i francesi di Air France-Klm, per
evitare sorprese con l'Alitalia. Un motivo per cui la
compagnia di bandiera italiana s'è ridotta a valere 140 milioni di euro, quanto
ha speso Massimo Moratti nell'ultima campagna acquisti dell'Inter, ci sarà, e
allora tanto vale cautelarsi. Anche con una legge se serve: per esempio per
disinnescare la mina di Malpensa, con la Sea che chiede un miliardo e 250 milioni
di danni all'Alitalia per l'abbandono dell'hub. Entro
il 31 marzo, perché l'offerta Air France-Klm resti valida, il contratto prevede
che si trovi una soluzione per eliminare "il rischio contenzioso" con
la Sea. E' una delle otto condizioni "di efficacia", perché l'offerta
vada avanti. Le altre non sono meno impegnative, a parte l'"impegno
scritto" del governo a mantenere i diritti di Alitalia e il via libera all'offerta del Tesoro, che però dovrà concedere
il prestito ponte all'Alitalia, visto che non ha più un euro in cassa e l'operazione Air
France-Klm richiede tempi lunghi. Entro il 31 marzo dovrà arrivare anche il
benestare dei sindacati al nuovo piano industriale, 1.600 esuberi su 11
mila in Az Fly e lo smembramento di Az Service, che dopo il rientro di 3 mila
dipendenti su 8 mila in Alitalia, tornerà a essere
"pubblica ", controllata al 51% da Fintecna, che è al 100% del
Tesoro. Poi bisognerà fare un accordo, sempre entro quindici giorni, con
Aeroporti di Roma, perché Fiumicino deve essere sviluppato: già da fine marzo
avrà 200 voli settimanali in più e i francesi ricordano bene il semi-collasso
nei momenti di picco dell'estate scorsa. Se tutto sarà in ordine, il primo
aprile il piano passerà alla seconda fase, la preparazione e l'annuncio delle
offerte. Anche questo subordinato, ovviamente, ad una serie di condizioni.
Prima di annunciare l'offerta di scambio, bisognerà verificare che non ci siano
state "inadempienze al contratto" da parte dell'Alitalia,
e soprattutto che il governo italiano, a questo punto il prossimo, dovendosi
l'attuale esprimere entro il 31 marzo, "non dovrà aver assunto come organo
collegiale alcuna decisione formale o fatto alcun pubblico annuncio che sia
fortemente contrario all'operazione". Prima di lanciare l'ops, naturalmente,
dovrà essere arrivato anche il semaforo verde dell'Antitrust Ue, purché
l'autorizzazione, beninteso, non comporti troppi sacrifici. In quel momento
dovrà essere sciolto, e radicalmente, anche il rischio Sea. Su questo il piano
imposto dal gruppo franco-olandese è chiarissimo. Non basta individuare la
soluzione, bisogna attuarla. Se la "condizione di efficacia" del
contratto individuata per risolvere il contenzioso fosse un decreto legge,
un'ipotesi evidentemente emersa in queste ultime otto settimane di contatti
fittissimi tra Roma e Parigi che hanno portato alla formalizzazione
dell'offerta, questo dovrà essere stato convertito. Dovrà già essere legge:
blindata, inattaccabile. E solo allora si potrà andare avanti. Mario Sensini
Maurizio Prato e Jean-Cyril Spinetta.
( da "Corriere della Sera" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-17 num:
- pag: 6 categoria: ALTRI OGGETTI 138 milioni, il valore di Alitalia nel piano Air France 1 miliardo, l'aumento di capitale Alitalia. Dal Tesoro 300 milioni milioni, previsti da Air France per il
rilancio 850 -10 200 per cento: il taglio ai passeggeri trasportati da Alitalia voli in più da Milano aRoma alla settimana.
( da "Messaggero, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
IL
PIANO DI AIR FRANCE Tagliati 42 aerei e le tratte che non danno profitto,1.600
esuberi "Cura choc e rilancio per Alitalia" I
sindacati sparano a zero: ci lasciano solo le macerie.
( da "Messaggero, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di ROBERTA AMORUSO
"SPERIAMO di farcela". Il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, non è fiducioso. Ma spera di sbagliarsi.
Spuntare il consenso dei sindacati sul piano di Air France-Klm rappresenta la
tappa più difficile della sua missione. Ma se l'ok non arriverà entro il 31
marzo, per Alitalia non ci sarà appello. Il fallimento è già scritto. Mentre
un'accordo con il primo vettore mondiale è una vera via di sviluppo per Alitalia.
( da "Corriere della Sera" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-03-17 num: - pag: 4 categoria:
REDAZIONALE Tra Magliana e Trullo Dodici macchine incendiate nella notte
Piromane preso dopo un inseguimento Prima ha rubato una Ford Fiesta, poi ha
cominciato a incendiare auto. Alla Magliana e al Trullo. In una folle corsa a
distruggere il maggior numero di veicoli parcheggiati. Ben dodici. Sempre con
lo stesso sistema: infrangere i finestrini e gettare sui sedili uno straccio
infuocato. Nedelijko Adzovic, 31 anni, di Sarajevo, non si è fermato nemmeno
quando, alle 4.15 di sabato notte, le volanti della polizia lo hanno
intercettato in via Laurentina. Prima di arrendersi, circondato dalle
pattuglie, lo slavo ne ha speronate un paio, danneggiando anche altre auto in
sosta. Adzovic è stato arrestato per incendio doloso, danneggiamento,
ricettazione della Fiesta rubata, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
Questa mattina il trentenne potrebbe essere processato per direttissima. A
descrivere il giovane sono stati alcuni testimoni, che hanno assistito alle
gesta del piromane, prima della sua fuga, sempre al volante della Fiesta. Alle
2.20, in viale Alessandro Marchetti, nei pressi del centro
direzionale Alitalia, sono state distrutte una Peugeot 307, una Panda e una Citroen
C3. Mezz'ora più tardi, in via Chiusdino, al Trullo, è toccato a una Vw Passat,
a una Ford Focus e a un'Audi A4, mentre in largo Henzen sono bruciate una
Renault Scenic e una Fiat Bravo. Due Fiat 600 e un'altra Audi sono
andate a fuoco alle
( da "Messaggero, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di MARCO CONTI ROMA
- Alle 15 di oggi, alla riunione in via Bellerio convocata
per discutere di Alitalia e Malpensa, Umberto Bossi ha chiamato ad illustrare la
situazione Giuseppe Bonomi. Il presidente della società che gestisce gli
aeroporti milanesi (Sea), molto vicino al Carroccio, è colui che ha voluto il ricorso
per danni contro Alitalia. Insieme alla Lega e alla componente lombarda di FI
(Roberto Formigoni e Maurizio Lupi), Bonomi ha costruito un muro imponente
contro l'accordo. Al punto che Air France ha posto come condizione per la
conclusione dell'intesa, il ritiro della citazione di Sea o l'assunzione da
parte del governo italiano di tutti gli oneri che potrebbero scaturire dal
contenzioso. Sulla strada del "sì" ufficiale e bipartisan all'intesa
che Silvio Berlusconi dovrebbe dare entro il mese come ieri sollecitava Enrico
Letta, è rimasta quindi solo la Lega. Ostacolo non da poco, anche perchè il
percorso è strettissimo e la scadenza di fine marzo per aderire all'accordo
cade nel pieno della campagna elettorale. Oggi Bossi, con Maroni, Calderoli,
Giorgetti e Reguzzoni, si ritroveranno con Bonomi per capire bene alcuni
dettagli dell'offerta. Specie dal lato del prestito-ponte e dell'impegno a
lasciare ad Alitalia i diritti di traffico. Con in
mano i sondaggi elettorali che danno per altamente probabile la vittoria del
Pdl, i vertici di Air France hanno inserito nell'offerta la necessità del via
libera non solo dei sindacati, ma anche dell'opposizione. Anche perchè le nuove
camere potrebbero essere chiamate a convertire un paio di decreti che
serviranno a spianare la strada all'intesa (contenzioso Sea e prestito ponte).
Decreti che l'attuale governo potrebbe fare subito dopo aver raggiunto l'intesa
con i sindacati. In queste settimane di trattativa i contatti con l'opposizione
non sono mancati. Ieri l'altro da Bruxelles, a poche ore dalla formalizzazione
della proposta da parte di Air France, c'è stata una nuova telefonata tra
Romano Prodi e Gianni Letta. Ora però palazzo Chigi attende un via libera
formale, con un'assunzione di responsabilità esplicita da parte del Pdl.
Dettaglio non da poco per Berlusconi che ieri, interpellato sulla faccenda, ha
preferito prender tempo, mentre Gianfranco Fini, seppur con qualche cautela sul
fronte dell'occupazione, si è dichiarato "tendenzialmente positivo".
Con un'azienda che perde 2 milioni di euro al giorno, di tempo non ce ne è però
molto e Berlusconi lo sa per aver dovuto affrontare il problema-Alitalia già nel corso dei suoi 5 anni di governo. Il
Cavaliere condivide l'impianto dell'accordo raggiunto da Prodi, anche se in
gioco c'è un consistente pacchetto di voti al Nord che lo costringe a fare i
conti con il nodo di Malpensa, hub che vorrebbe a tutti i costi salvare. Al
tempo stesso lo atterrisce però il rischio di trovarsi il giorno dopo la
vittoria elettorale alle prese con i cocci di una trattativa fallita e con 12
mila dipendenti in piazza, visto che a maggio la prospettiva del fallimento
potrebbe essere l'unica strada da seguire.
( da "Messaggero, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di LUCIANO
COSTANTINI ROMA "Daremo battaglia", promessa di sindacalisti. Domani andranno all'incontro con i vertici di Air France, Alitalia, Fintecna per capire, discutere, presentare proposte
alternative. Da ieri forti anche dell'appoggio dei piloti Anpac. Sono
consapevoli, i sindacati, di "essere con le spalle al muro", che la
partita è irrimediabilmente perduta. La loro linea del Piave è stata sfondata.
E comunque alla controparte francese diranno che il piano per il salvataggio e
rilancio di Alitalia è "irricevibile",
soprattutto, ma non solo, nel capitolo esuberi: quei 1.700 tagli agli organici
ipotizzati nel progetto di Parigi sono "inaccettabili".
"Purtroppo era come temevamo - lamentano - e cioè che Air France alla fine
si prenderà la parte pregiata di Alitalia, tratte e
piloti, mentre lascerà allo Stato italiano, quindi ai contribuenti,
l'incombenza di pagare i costi del personale che sarà prepensionato o finirà in
Fintecna, che è un'azienda a intero capitale pubblico". Una bocciatura,
appunto, che i rappresentanti delle confederazioni sindacali formalizzeranno
quando si siederanno al tavolo anche se chiederanno comunque di discutere il
piano industriale. Forti del fatto che Jean Cyril Spinetta pretende il via
libera dei sindacati (e del nuovo governo) prima di mettere la firma sotto
l'accordo che sancirà l'acquisizione. Il più duro ed anche il più realistico
nei giudizi a botta calda è stato il leader della Cisl, Raffaele Bonanni:
"Cercheremo il modo di limitare i danni, tuttavia chi ha commesso questo
errore ne pagherà le conseguenze. Purtroppo gli esuberi sono solo l'inizio, poi
vi saranno altri pesi da affrontare a partire da Malpensa. Quello dei francesi
è un piano che tutte le macerie lascia agli italiani e a loro tutta la
polpa". Il numero uno della Cgil, Guglielmo Epifani, ha contestato anche
il metodo condotto per la privatizzazione: "Si finisce con il mettere il
sindacato, che è all'oscuro di tutto, con le spalle al muro e il Paese nella
stessa condizione. Quello che sta accadendo non si era mai visto in nessuna
trattativa per cessione di azienda". Il segretario generale della Uil,
Luigi Angeletti, ha definito la situazione semplicemente
"incredibile": "Non ci hanno detto nulla. Zero anche sugli
esuberi. La responsabilità è del governo che ha fatto finta che Alitalia fosse dell'amministratore delegato e del Consiglio
di amministrazione". "Un'umiliante resa senza condizioni",
secondo il leader della Filt/Cgil, Fabrizio Solari. Giudizi magari scontati,
coerenti all'atteggiamento che larga parte del sindacato ha tenuto in questi
mesi. Meno scontata, anzi per certi versi sorprendente, la bocciatura dei
piloti dell'Anpac che avevano visto, almeno sino a ieri, di buon occhio
l'opzione francese. Ieri, in una nota, hanno preannunciato che "non sottoscriveranno
alcun accordo e si porranno in modo estremamente conflittuale, fino
all'ottenimento di condizioni che garantiscano un adeguato futuro alla
compagnia di bandiera". I piloti chiedono modifiche al piano approvato dal
Cda di Alitalia che avrebbe modificato "il lavoro
prodotto in questi mesi", per esempio, con la cessazione dell'attività
cargo dal 2010 e il conseguente fermo di cinque Md-11.
( da "Messaggero, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
ROMA Il "feuilleton della vendita Alitalia sembra
senza fine, non smette di superare nuovi scogli senza che sia mai l'ultimo".
Così commenta il quotidiano La Tribune nella versione on line il sì all'offerta
"poco elevata" di Air France-KLM. Anche Les Echos parla di vicenda
lunga e di "valutazione di Alitalia a un
livello molto debole".
( da "Messaggero, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di GIULIO MANCINI
FIUMICINO - "Venderemo cara la nostra pelle". Silvia, da dieci anni
centralinista del call center ma solo da due con contratto a tempo
indeterminato, sintetizza lo stato d'animo dei lavoratori Alitalia all'indomani della "resa" con Air France. "Il
nostro settore, quello della Divisione informatica e parte della manutenzione
dice sono quelli che verranno esternalizzati. Siamo quasi in novecento e non
possono sbatterci per strada affidandoci ad aziende che magari l'anno dopo si
vedono revocato l'appalto. Questa non è una ristrutturazione, è una
svendita. E non ci stiamo". "Siamo con il fiato sospeso osserva
Maurizio Malta, da 30 anni nella Divisione ingegneria, delegato Cgil
Nell'incontro di martedì contiamo di conoscere il dettaglio dell'operazione. La
preoccupazione è grossa anche se, finalmente, si sono fissati due paletti:
l'acquirente sarà Air France e l'hub unico sarà Fiumicino". "Quelle
fissate dalla compagnia francese segnala Alberto, stewart sono condizioni
capestro che prefigurano scenari da lacrime e sangue. Comprarsi una flotta di
138 aerei più gli immobili Alitalia a 138 milioni di
euro, con regole che devono attuarsi entro due settimane, può significare due
cose: che Air France vuole defilarsi con eleganza da un'affare insostenibile
oppure umiliare il nostro Paese disprezzandone i lavoratori". "Quella
di 1600 unità è una quota di esuberi insostenibile sottolinea Giuseppe
Contenta, da 27 anni nel Settore Manutenzioni, delegato sindacale dell'Sdl
Nazionale Solo l'intervento dello Stato, che potrebbe riconoscere la riparazione
dei motori come lavoro usurante, potrebbe facilitare uno scivolo dei dipendenti
in età prepensionabile. Per gli altri che prospettive si aprono? Non può essere
ciò che già succede ai colleghi che sono stati posti in cassa integrazione nei
precedenti accordi: l'Inps gli paga gli stipendi a singhiozzo, con
quattro-cinque mesi di ritardo. Vogliamo chiarezza: per ora questo è un accordo
delle nebbie". E non ci stanno neanche i piloti. "Non mi convince il
piano sul cargo imposto da Air France dice uno di loro appena sbarcato al
"Leonardo da Vinci" da un volo di corto raggio Quello è un settore in
grande crescita per Alitalia, con punte d'incremento
nell'ultimo anno che arrivano al 14 per cento rispetto ad un'offerta
internazionale del 5 per cento. Eppure non solo si vuole spostare tutto a
Fiumicino, ovvero lontano dai centri produttivi del Nord, ma se ne decide la
chiusura per il 2010". "Az Servizi" è una società del gruppo che
si occupa di varie attività: dai trasporti interni alle centrali termiche alla
depurazione. "Air France denuncia Mario, operaio da dodici anni di ruolo
specifica che per alcune delle competenze di Az Servizi è previsto il
riassorbimento in Alitalia. Siamo in più di
quattromila dipendenti: degli altri che ne sarà? Nessuno ce lo dice. Aspettiamo
martedì e poi, se servirà, saremo pronti a bloccare a terra tutti i voli".
( da "Messaggero, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
ROMA Comandante,
Fabio Berti, anche i piloti Anpac bocciano il piano Air France. Cos'è accaduto
in poche ore? "Che è cambiata - risponde il presidente dell'associazione
piloti - la situazione rispetto al cargo. Una situazione che non ci piace
assolutamente. Ricordo che il cargo è l'unico settore di Alitalia
che ha dato buoni risultati a detta anche del suo responsabile". Perchè
cambiare allora le carte in tavola? "E' quello che non capiamo. Il cargo Alitalia è arrivato al 76%, quello di Air France non arriva
al 61% e dunque ha una sovracapacità rispetto al mercato. Non vorremmo che
questo fosse il meccanismo per dirottare le merci italiane verso Parigi e,
conseguentemente, risolvere in modo indiretto i problemi che loro hanno proprio
sul settore cargo". Non c'è il rischio che possa essere la prima di
successive mosse mirate a mettere a terra altri aerei, magari sul medio raggio?
"E' molto difficile che avvenga perchè il nostro Paese ha bisogno di una
mobilità radiale". Se la sente di escludere una sorta di cannibalizzazione
dell'operativo? "In altri settori sì, sul cargo i timori ci sono perchè
sono state fatte delle scelte che non vanno nell'interesse della
compagnia". Avete annunciato linea dura. "Intanto martedì daremo un
parere negativo. Successivamente ci impegneremo per difendere i nostri posti di
lavoro e l'integrità dell'azienda con un atteggiamento molto duro". Cos.
( da "Tempo, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Domani
incontro all'Economia Piloti e sindacati pronti a bloccare l'intesa raggiunta
Lo scontro sarà duro tra Air France-Klm e Alitalia da
un lato e le nove sigle sindacali e professionali dall'altro. E il via libera
dei sindacati entro il 31 marzo, una delle condizioni chieste da Parigi per
chiudere, rischia di non arrivare. Il primo strappo è dell'associazione dei
piloti Anpac per "la cessazione dell'attività Cargo nel 2010 con il
conseguente fermo di 5 MD11" spiega l'Anpac e l'ipotesi di un centinaio di
piloti a terra. Un elemento sottovalutato nella trattativa e che ora è tornato
in primo piano. La fronda potrebbe accogliere anche gli altri sindacati che
domani incontrano ufficialmente il ministro dell'Economia e l'azienda. La Filt
Cgil, da sempre contraria all'ipotesi dello "spezzatino"
dell'azienda, per voce del segretario generale Fabrizio Solari giudica
l'offerta "un'umiliante resa senza condizioni, conseguenza
dello stato comatoso nel quale è stata ridotta Alitalia",
epilogo a cui si è giunti "per le scelte via via operate dall'azionista di
riferimento di Alitalia". Per il segretario nazionale della Uiltrasporti, Marco
Veneziani, "se la trattativa sarà improntata al prendere o lasciare
l'operazione salterà". Il segretario dei Trasporti dell'Ugl Roberto
Panella non crede "che la logica del prendere o lasciare sia lo spirito
che animerà l'incontro di martedì anche perché la logica della condivisione
esclude la modalità del prendere o lasciare".
( da "Tempo, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa La notte
delle urneIl Cavaliere avverte: "Il problema è gravissimo dobbiamo
organizzarci per difendere la libertà, evitiamo il bis del 2006" Allarme
brogli Riecco lo spettro dei brogli. Sivlio Berlusocni torna a gridarlo forte e
chiaro. "C'è un problema grandissimo, quello dei brogli", dice dal
palco del comizio in piazza Duomo a Como. "Chi se la sente - insiste il
Cavaliere - di passare il sabato a confrontarsi con i rappresentanti di lista
della sinistra si può mettere in lista per far parte dell'esercito dei
difensori della libertà". Non è la prima volta che Berlusconi lancia un
allarme simile. Anzi, praticamente lo ha fatto in tutte le tornate elettorali
politiche. Stavolta però l'allarme ha un sapore diverso. Perché al Cavaliere
bruciano ancora i 25mila voti di scarto del 2006 nel computo della Camera. E
bruciano anche le sconfitte all'estero. Insomma, il leader del Pdl sente la
vittoria sempre più vicina, scruta i sondaggi (oggi sula sua scrivania ne arriverà
uno nuovo) e vede che il vantaggio non si riduce. L'unico vero problema gli può
venire dal Senato per il quale ancora alcune regioni risultano in bilico. E per
questo torna a far suonare la sirena: Bisogna "evitare il bis del 2006,
quando la sinistra buttò fuori i nostri rappresentanti di lista, occorre armare
un esercito in difesa della libertà". è una tranquilla domanica delle
palme. Il Cavaliere evita accuratamente battute sull'attualità. Gli chiedono
delle pensioni e non replica, aspetterà il pomeriggio per spiegare una frase
del giorno prima. Gli chiedono di Alitalia:
"Lasciamo stare, non è il momento" risponde garbatamente. Nessuna
parola su Tibet o sul possibile boicottaggio delle Olimpiadi. La piazza si
scalda quando attacca il Pd. Sulla sicurezza, per esempio: "Ci sono
clandestini a iosa e troppi pochi soldi". E poi sui temi classici
di questa campagna elettorale. Il malgoverno della sinistra. Che ha bloccato
tutte le grandi opere ad eccezione del Mose di Venezia. L'energia. E poi i
rifiuti, i rifiuti che stanno devastando l'immagine del Paese all'estero.
Berlusconi confessa di non dormirci la notte: un milione di tonnellate di
spazzatura. A tanto ammonta la "dote" del governo Prodi. Il Cavaliere
lo sa infatti come vanno le cose in politica: "Un mese dopo che sarò a
Palazzo Chigi - pronostica - quella spazzatura sarà tutta mia". Ergo,
spiega, una soluzione va trovata. Come? Qualche giorno fa il Cavaliere,
parlando con un gruppo di ebrei ospiti a Palazzo Grazioli, ha confessato che
per la prima fase saranno ancora utilizzati i treni visto che prima che entri
in funzione il termovalorizzatore di Acerra ce ne vorrà per un anno e oltre. I
rifiuti, la Campania, una delle regioni a rischio e nella quale si assegna una
bella fetta di senatori. Così il leader del Pdl si ricorda dell'avversario e lo
attacca: "Se Veltroni fosse credibile e non lo è, lo voterei anche
io". Così, dice, potrei finalmente godermi la vita. E invece, niente, gli
toccherà prendere ancora una volta il Paese in mano e con umiltà governare.
"Vi garantisco che supereremo le difficoltà", afferma cercando di
mostrare un volto meno pessimista. Un Berlusconi che parla un linguaggio crudo,
senza fronzoli quello in versione 2008. "Sono un vecchietto", si
lascia scappare. Vecchietto sì, ma non troppo. Si corregge subito e racconta:
"Questa mattina ho incontrato un compagno di scuola, che mi ha detto:
"Ormai abbiamo un'età". Ma io gli ho risposto: "Parla per
te"". E parte subito l'applauso con incoraggiamento incorporato:
"Bravo, resta con noi", urlano dalla piazza. F. d. O.
( da "Tempo, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Filippo
Caleri f.caleri@iltempo.it Alitalia imbarca i
... Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it Alitalia imbarca i
francesi a bordo. Il cda della compagnia ha dato il via libera, ieri nella
primissima mattina, all'offerta di Air France-Klm. Ma il nuovo proprietario non
andrà per il sottile in termini di occupazione. A terra rimarranno circa
1.600 lavoratori. Un prezzo duro da pagare ma che garantisce un barlume di
futuro ai restanti. Anche se la proposta economica fa venire un senso di
sconforto agli azionisti e in generale a tutti gli italiani. Sì perché la legge
del business non perdona. Alitalia non potrebbe
continuare a vivere a lungo da sola. E chi compra approfitta delle debolezze
altrui. Così il colosso franco-olandese ha proposto l'alleanza a prezzi di
saldo. Con un un'offerta pubblica di scambio sul 100% delle azioni di Alitalia che prevede una permuta di 160 azioni Alitalia per ogni azione Air France-Klm. Un'operazione che
valuta un titolo italiano, che in Borsa solo tre giorni fa valeva 53 centesimi,
meno di 10 centesimi (oggi per questo si aspetta il collasso del titolo a
Piazza Affari). Tradotto significa che per la Francia, la compagnia che fu
ambasciatrice del made in Italy nel mondo, vale 138,5 milioni di euro. Certo
per tutta l'operazione, Parigi metterà sul piatto poco più di 1,7 miliardi di
euro. Insieme allo scambio di azioni, infatti, Air France comprerà tutte le
obbligazioni convertibili per 608 milioni e varerà un aumento di capitale di un
miliardo. Ma il disappunto per la svendita di quel che resta di un gioiello
c'è. Non si può fare altrimenti però. La cassa di via della Magliana langue. E
per far fronte all'allungamento dei tempi il ministero dell'Economia deve
concedere ad Alitalia una linea di credito da
rimborsarsi subito dopo l'esecuzione dell'aumento di capitale. Resta una magra
consolazione. Alitalia manterrà un ruolo autonomo,
identità italiana e proprio marchio, logo e livrea. E tre ostacoli da superare.
La riduzione di circa 1.600 lavoratori per i quali si farà ricorso tra l'altro
agli ammortizzatori sociali. La cessazione entro il 2010 dell'attività cargo
(trasporto merci). E il superamento del contenzioso con la Sea che gestisce
Malpensa e che ha chiesto per l'abbandono dello scalo 1,2 miliardi di euro. Non
sarà facile. Bossi (Lega Nord) lo ha fatto intendere: "Vinciamo le
elezioni, poi vediamo".
( da "Secolo XIX, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Luigi leone
L'accordo con i sindacati, l'okay del governo, l'azzeramento del ricorso della
Sea su Malpensa. E un piano industriale secondo il quale sarà Roma, e non
Milano, ad affiancare Parigi e Amsterdam come hub intercontinentale. Più che
ponendo una serie di condizioni, Air France blinda la sua offerta d'acquisto per Alitalia in una camicia di forza.
Valutando la nostra compagnia di bandiera la miseria di 138 milioni di euro,
anche se l'operazione nel suo complesso arriva a 1,7 miliardi. Soprattutto,
però, i francesi, che hanno sotto il naso la puzza di una mai riposta
"grandeur", ci trattano per come ci giudicano: degli straccioni.
E ci sbattono in faccia, con la crudezza imposta dal "business is
business", quel che loro e il resto del mondo pensano di noi:
autolesionisti, pasticcioni, inaffidabili. Sono le tre ragioni (le principali,
non le sole) che tengono alla larga gli investitori internazionali se si tratta
di sborsare del denaro per attività che presentino un normale rischio d'impresa,
ma li attirano, voraci e arroganti, se c'è da fare del colonialismo finanziario
e industriale. E il caso Alitalia, in tal senso, è
didascalico. Autolesionisti. Della compagnia di bandiera, controllata dal
Tesoro, quindi dal governo, quindi dalla politica, è stata fatta "carne di
porco". Per decenni la società ha avuto il ruolo di autentica cloaca del
più becero clientelismo, per piazzare negli organici parenti, amici, affini e
collaterali, e ai vertici manager "amici degli amici". Tutto
nell'assoluto spregio di qualsivoglia gestione che avesse anche solo una
parvenza di logica gestionale. I sindacati, che ora con qualche ragione si
stracciano le vesti, ci hanno messo molto, e di più, del loro. Come nelle Fs,
alle Poste e in qualunque altra azienda in cui il primo requisito richiesto,
dal fattorino al top-manager, è sempre stato l'appartenza a un partito o a una
consorteria. E crepasse il criterio del merito. Pasticcioni. Mentre il mondo
dell'aviazione civile mutava, rapidamente e profondamente, a Roma hanno
continuato a ballare sul Titanic. Alleanze internazionali? "Sì,
ma...": con i franco-olandesi, con Air One per una soluzione italiana, con
gli sceicchi, con gli americani. Dal clientelismo allo sproloquio il passo è
stato brevissimo. Farcito di decisioni scellerate, come Malpensa, un hub creato
senza un minimo di indirizzo politico-industriale e provocando un dualismo con
Fiumicino che ora è una delle ragioni più radicate, e radicali, del conflitto
"etnico" che lacera trasversalmente la politica e che davvero può
ancora saltare l'accordo con Parigi. Inaffidabili. Umberto Bossi sentenzia:
"Vinciamo le elezioni poi ci pensiamo noi a quelli che vengono a portar
via la roba del Nord". Quel che è fatto e firmato è carta straccia: siamo
all'apoteosi dell'italica incapacità di avere comportamenti coerenti. Anche fra
le mura di casa. Se il governo cela sotto una cappa di silenzio la realtà che
Air France è ormai l'unico interlocutore possibile, lasciando ai sindacati il
cerino in mano (il loro via libera è imprescindibile), l'opposizione o
"bosseggia" o a sua volta "pilateggia": la patata scotta
troppo, più che mai nell'imminenza elettorale. Alla fine, sarà"una
decisione del consiglio d'amministrazione" (unanime, ha detto sì), come se
i consiglieri non li mandassero tanti Picone. Il gioco è scoperto: ognun per sè
e un dio per tutti, in una fuga dalle responsabilità tanto stucchevole quanto
inqualificabile. O aggettivabile soltanto in un modo: vergognosa. Non è una
novità, basta sfogliare i libri di storia. Solo che la storia non ha insegnato
niente. leone@ilsecoloxix.it 17/03/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Bossi contrario,
Fini favorevole, Berlusconi rinvia il giudizio. Intanto è bufera sul governo
Prodi Roma. I sindacati protestano per essere stati messi con "le spalle
al muro", accusano il governo di averli tagliati fuori proponendo loro una
"minestra avvelenata" e si attrezzano per "limitare i
danni". Dopo il via libera nella notte di sabato del consiglio di
amministrazione di Alitalia, l'offerta di Air France è
ora sul tavolo del governo, che domani affronterà i sindacati e poi deciderà in
settimana (l'azionista di controllo è il ministero del Tesoro) se accettare, o
se invece respingere la proposta di Parigi. "Il governo valuterà
l'offerta. A noi interessa che la proposta di Air France preveda l'esistenza di
una compagnia di bandiera e un piano industriale che sia compatibile con la
valorizzazione dei nostri principali scali", anticipa il ministro degli
Esteri Massimo D'Alema. Il governo è agli sgoccioli, eppure le ultime settimane
a palazzo Chigi di Romano Prodi si annunciano sotto il segno delle polemiche e
delle turbolenze a causa del dossier Alitalia, che è in attesa di una risposta rapida. "Faremo di tutto
per tutelare i lavoratori", assicura il ministro Cesare Damiano. Ma la
vicenda Alitalia rischia di mettere in difficoltà anche il Pdl, che si presenta
diviso all'appuntamento della cessione, prima che un eventuale responso
favorevole delle urne trasferisca la patata bollente sulla scrivania di Silvio
Berlusconi. "Di Alitalia non parlo",
dice il Cavaliere. E si capisce l'imbarazzo dato che i suoi principali alleati,
Lega e An, si muovono in ordine sparso, almeno per ora. Anche Umberto Bossi
preferisce evitare un litigio a pochi giorni dal voto: "Prima vinciamo e
poi ci pensiamo", dice il Senatur. La Lega, che oggi riunisce la
segreteria a Milano, è contraria alla soluzione Air France ed è pronta a
cavalcare la crisi dello scalo di Malpensa, che nel piano di Parigi avrà un
ruolo marginale. Roberto Maroni anticipa il "no" del Carroccio alla
cessione, senza garanzie o moratorie per lo scalo milanese: "Si prefigura
una forte penalizzazione per Malpensa", dice. "Le svendite di Stato
proseguono. Il destino di Alitalia era il fallimento,
ma si sacrifica Malpensa, invece di portare i libri in tribunale", rincara
Roberto Calderoli. Insomma, la tesi della Lega è chiara: il governo si prepara
a sacrificare lo scalo di Malpensa sull'altare del salvataggio di Alitalia. Il più duro di tutti è il governatore della
Lombardia, Roberto Formigoni, che è in linea con la Lega e paragona la vendita
di Alitalia a "una Caporetto del governo e degli
amministratori che ha nominato". "Le Forche Caudine sono state una
passeggiata sotto una pioggia di fiori", tuona Formigoni. Non la pensa
così il leader di An Gianfranco Fini, che prende le distanze da Umberto Bossi e
i suoi. "Il mio giudizio sul via libera all'offerta Air France è
tendenzialmente positivo. Quello che conta non è solamente la conferma del
marchio, ma anche un piano industriale che dia alla nostra compagnia la
possibilità di riprendersi", spiega Fini. Il leader di An va oltre e si
augura che i sindacati non alzino le barricate: "Spero che si esprimano in
modo positivo". Mentre Berlusconi sceglie la linea del silenzio e della
prudenza dopo la giravolta di una settimana fa, la valutazione di Fi è affidata
a Maurizio Lupi che esprime "preoccupazione" sia per il futuro di
Malpensa sia per il piano industriale che, a suo dire, non offre "alcuna
garanzia di rilancio e non risponde agli interessi del Paese". In attesa
che il Pdl elabori una linea comune, la palla passa al governo e ai sindacati
che si preparano giocare una partita cruciale la cui posta in gioco è la
sopravvivenza della compagnia di bandiera, ormai appesa al filo esile di 200
milioni di euro disponibili in cassa, più o meno due mesi di stipendi e
carburante. I sindacati però sono dubbiosi, critici oppure addirittura ostili.
"Ciò che sta accadendo non si è mai visto in nessuna trattativa per la
cessione di un'azienda. Il sindacato è all'oscuro di tutto", si sfoga
Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil. "Il piano Air France
lascia tutte le macerie agli italiani e tutta la polpa ai francesi",
attacca il leader della Cisl, Raffaele Bonanni. "La responsabilitàè del
governo. Ma non è detto che bisogna sempre mangiare la minestra se è
avvelenata", aggiunge Luigi Angeletti, al timone della Uil. Anche il
presidente della Camera, Fausto Bertinotti, non è tenero con il governo di cui
fa ancora parte. "L'Alitalia è al punto di crisi
in cui per come è stata condotta l'azienda - osserva - ma anche per la
complicità del governo Prodi e dei precedenti esecutivi". È un assaggio
dell'ultima bufera che sta per abbattersi sulla testa di Prodi. Michele
Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 17/03/2008 business planIl piano prevede
investimenti per 850 milioni di euro in marketing e rinnovo flotta 17/03/2008.
( da "Manifesto, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
La giornata Cina La
protesta dei tibetani si allarga ad altre province Mentre tra Pechino e i
leader tibetani in esilio è guerra di cifre sui morti in seguito agli scontri
di venerdì scorso a Lhasa, i monaci hanno fatto esplodere la loro protesta
anche nella contea di Aba, nella regione di Sichuan, al confine orientale del
Tibet. Secondo quanto riferito dall'agenzia Reuters, centinaia di religiosi
hanno assaltato una caserma di polizia, lanciato bottiglie molotov e bruciato
negozi. I tibetani parlano di una decina di morti, il governo cinese nega vi
siano state vittime. Scontri si sarebbero verificati anche nelle province di
Quinghai e Gansu, che assieme a Tibet e Sichuan rappresentano le quattro aree
con una forte presenza di popolazione di etnia tibetana. La capitale del Tibet
Lhasa sarebbe sigillata (Pechino ha ufficialmente vietato agli stranieri di
recarvisi) e migliaia di soldati ne pattuglierebbero le strade. E, da quando
venerdì è esplosa la protesta dei monaci, secondo i tibetani i morti sono almeno
80, mentre le autorità cinesi parlano di una decina di vittime. Proteste anche
in Europa, a Roma come all'Aia, dove centinaia di dimostranti hanno assediato
l'ambasciata cinese, strappato la bandiera della Repubblica popolare e
sostituendola con quella tibetana. Il Dalai Lama ha condannato il "regime
di terrore" instaurato dalla Cina in Tibet e ha denunciato il
"genocidio culturale" in corso ma ha confermato il suo
"sostegno" alle Olimpiadi di Pechino. Pakistan Missili contro area
tribale, 16 morti in un villaggio Almeno 16 persone sono rimaste uccise a causa
di un missile che ha centrato un'area residenziale nella zona tribale alla
frontiera con l'Afghanistan, nel nord-est del Pakistan. Il razzo - parito da un
aereo senza pilota "Drone", di quelli utilizzati sia dall'esercito
pakistano che da quello statunitense - ha colpito un'abitazione nel villaggio
di Doog, nei pressi della città di Wana, nella zona tribale del sud-Waziristan.
Negli ultimi mesi più volte i raid Usa "contro al Qaeda" hanno fatto
vittime civili nel paese asiatico. Intanto oltre cento persone sono state
fermate in relazione all'attentato che sabato ha colpito il ristorante italiano
"Luna caprese" a Islamabad, uccidendo una cooperante turca. Iraq A
cinque anni dalla guerra, 7 iracheni su 10: via le truppe Sette iracheni su
dieci vogliono che tutte le truppe straniere se ne vadano dal loro paese, e una
maggioranza relativa ritiene che Usa e Gran Bretagna si debbano in ogni caso
fare maggior carico della ricostruzione del Paese. Lo rileva un sondaggio
dell'istituto britannico Orb, fatto per "Channel 4", che lo
pubblicherà oggi. Per il 70% circa degli interpellati, le forze guidate dagli
Usa, che invasero il Paese il 20 marzo 2003, dovrebbero andarsene. Solo per il
23% l'occupazione è nell'interesse a lungo termine dell'Iraq. Per il 40% gli
Usa dovrebbero fare di più per la ricostruzione, e per il 36% lo stesso
dovrebbe fare la Gran Bretagna. Un quarto delle persone interpellate hanno
detto di aver avuto un membro della propria famiglia ucciso a causa del
conflitto. Alitalia Dopo il sì del Cda ad Air France si teme per i 1600 esuberi Il
sì del Cda Alitalia all'offerta di Air France è arrivato domenica notte:
l'operazione verrebbe a costare 1,7 miliardi di euro, se si considerano le due
Opa previste (la prima sul capitale della società, la seconda sulle
obbligazioni), ma la compagnia viene di fatto valutata per soli 138,5
milioni di euro. Infatti, secondo il concambio offerto da Air France-Klm (un
titolo franco-olandese per ben 160 di Alitalia), ogni azione
Alitalia viene valutata meno di 10 centesimi
(esattamente 0,099 euro) mentre le obbligazioni convertibili vedono un importo
complessivo di 608 milioni di euro. Per quanto riguarda il costo del lavoro,
l'offerta di Air France-Klm prevede una riduzione complessiva del personale
pari a circa 1.600 unità, mentre l'attività cargo dovrà cessare nel 2010.
Critiche e preoccupazioni per gli esuberi previsti dal piano vengono dalla
Cgil, che con il segretario Filt Fabrizio Solari, parla della decisione di Alitalia definendola "un'umiliante resa senza
condizioni". Immigrati In 350 sbarcano a Lampedusa Sono 358 i clandestini
sbarcati a Lampedusa nel giro di poche ore, a bordo di tre diverse
imbarcazioni. Il numero più consistente di immigrati, 301, era su una barca di
circa
( da "Tempo, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Come sempre
accade, la brutalità dei numeri spazza via ogni ... Come sempre accade, la
brutalità dei numeri spazza via ogni discorso. L'offerta di
Air France per acquisire l'intero capitale sociale di Alitalia è il
segno tangibile del disastro cui è giunta la nostra compagnia di bandiera. I
francesi offrono infatti di scambiare una azione Air France-Klm (del valore di
16 euro circa venerdì, alla chiusara dei mercati) con 160 azioni Alitalia (del valore di 0,53 euro venerdì). L'offerta si traduce
in una perdita secca dell'80% per ogni titolare di quelle azioni, Stato
compreso. Di fronte a questi numeri occorre ragionare con lucidità. E' evidente
che a Parigi sanno di confrontarsi con un interlocutore che ha l'acqua alla
gola. Inoltre siamo in campagna elettorale, con il governo più fuori che dentro
Palazzo Chigi. In questo scenario di grande debolezza italiana viene da pensare
con rabbia e malinconia all'enorme spreco di tempo, alla immensa quantità di
denaro che il contribuente ha pompato nella casse di Alitalia,
alle fallimentari strategie industriali, spesso perse nella stucchevole
diatriba Fiumicino-Malpensa. Se la nostra capacità di fare sistema non va oltre
l'accettare il fatto che bisogna spostare ogni mattina il personale da Roma a
Milano (come avvenuto in questi anni), allora è meglio vendere ai francesi. Se
siamo capaci di qualcosa di meglio, si riprenda in mano l'offerta di AirOne.
Dietro però ci vorrebbe ben altro sforzo che quello di un singolo banchiere.
( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 11 del 2008-03-17
pagina 1 Malpensa, futuro low cost: "Settemila i posti tagliati" di
Giannino della Frattina I tagli dei voli, ma anche del personale. Una batosta
per l'economia del Nord e la prospettiva di un'emergenza occupazione nel bacino
intorno allo scalo di Malpensa. Ma anche a Linate dove certamente arriverà
l'effetto Air France I tagli dei voli, ma anche del personale. Una batosta per
l'economia del Nord e la prospettiva di un'emergenza occupazione nel bacino
intorno allo scalo di Malpensa. Ma anche a Linate dove certamente arriverà
l'effetto Air France. Dopo il via libera del cda alla cessione di Alitalia, è unica la protesta dei politici settentrionali
con una spaccatura che, per una volta, più che politica è geografica. Da tutti
la richiesta al governo di bloccare la "svendita", nonostante la
promessa di rilancio dello scalo con voli low cost e business. Il governatore
Roberto Formigoni parla già di "desertificazione di Malpensa" e
ricorda come ora il prezzo di un'azione sia al di sotto dei 10 centesimi e che
la compagnia francese vuole scambiarne una delle sue con 160 di Alitalia. "Anche gli esuberi - spiega - crescono di
momento in momento. Parlano di 2mila tagli ai quali si devono aggiungere i
5mila di Az Service". Secondo Formigoni "più che di una
privatizzazione si deve parlare di una statalizzazione, perché è chiaro che lo
Stato con la cassa integrazione per i lavoratori di soldi dovrà
sborsarne". E Regione Lombardia, con l'assessore Raffaele Cattaneo, chiede
al governo "un sussulto" e di dire no al piano che include la
"svendita della compagnia e il funerale di Malpensa". Una
"situazione tragica, visti i termini dell'offerta di Air France diventati
ogni giorno peggiori - osserva ironico Cattaneo - adesso ci manca solo che chiedano
ai cittadini lombardi di dare un contributo di tasca propria per l'abbandono di
Malpensa". Di "danni enormi al Nord produttivo del Paese", parla
il deputato Maurizio Lupi, responsabile infrastrutture di Forza Italia.
"Riteniamo che sia molto grave che il governo abbia dato un suo
sostanziale e tacito "via libera a un piano che non offre alcuna garanzia
di rilancio industriale alla compagnia di bandiera e che non risponde agli
interessi generali dell'Italia". Per Davide Boni "un momento molto
buio" non solo per Malpensa, ma per tutto il sistema aeroportuale.
"In questo modo - spiega l'assessore regionale della Lega - Air France
raggiunge due obiettivi preziosi: mettere fuori combattimento un competitor
pericoloso come Malpensa e affondare del tutto la compagnia di bandiera
italiana". Da sinistra il presidente della Camera
Fausto Bertinotti assicura che nella vicenda Alitalia "ci
sono elementi per esprimere grande preoccupazione". E poi aggiunge:
"Io non credo che si possano trovare buone soluzioni per Alitalia se non si difende il patrimonio occupazionale
dell'azienda". Una bocciatura arriva anche da Roberto Calderoli,
vicepresidente leghista del Senato. "Le svendite di Stato
proseguono - attacca -. Così dopo quelle dell'accoppiata Prodi-D'Alema degli
anni scorsi, oggi si svende Malpensa immolata sull'altare di un'azienda che
continua a fare solo danni. Il destino di Alitalia era
quello del fallimento, invece per salvare non la compagnia di bandiera di Stato
ma la vergogna di Stato, invece di portare i libri in tribunale, si sacrifica
Malpensa e con essa le possibilità di sviluppo del Nord. I padani ringraziano
questo governo e si preparano a presentare il conto a Prodi e Veltroni 13 e il
14 aprile". E il capogruppo del Carroccio alla Camera Roberto Maroni
annuncia per oggi un vertice in via Bellerio. Presente Umberto Bossi che ieri
ha tagliato corto. "Alitalia? Inutile parlarne
adesso. Prima bisogna vincere le elezioni, poi ci pensiamo noi alla questione
di quelli che vengono qui a portar via la roba al Nord". "La nostra
speranza - gli fa eco il sindaco di Varese Attilio Fontana - è che Air France
cambi idea e che l'Italia cambi governo". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI
SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)
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N. 11 del 2008-03-17
pagina 0 Candidati dalla memoria troppo corta di Carlo Maria Lomartire Riecco
il consueto viavai preelettorale: tutti a Milano, tutti si profondono in lodi
per Milano. Veltroni, come al solito, esagera: "Io amo Milano". Nientedimeno!
E nessuno ride Riecco il consueto viavai preelettorale: tutti a Milano, tutti
si profondono in lodi per Milano. Veltroni, come al solito, esagera: "Io
amo Milano". Nientedimeno! E nessuno ride. Ci veniva d'estate col papà che
lavorava al neonato Tg della Rai, poi prontamente trasferito a Roma. In
campagna elettorale, col gran parlare e scrivere che si fa di Nord e di
questione settentrionale, tutti amano Milano. Almeno Berlusconi c'è nato. Da
tanto amore elettorale naturalmente sgorgano tante promesse elettorali. E poi?
Poi, a elezioni consumate, succede molto poco, ahinoi. Anche se mandiamo a Roma
decine di deputati e sentori, ministri e sottosegretari milanesi. E non per
cattiva volontà o perché le dichiarazioni d'amore siano mendaci (in qualche
caso anche) ma per uno strano complesso che affligge i politici milanesi, di
destra o di sinistra: temono come la peste l'accusa di "localismo",
"campanilismo", di non avere una "visione nazionale".
Risultato: i problemi di Milano finiscono sempre in fondo alla lista. I romani,
fortunati loro, non hanno questi complessi, ottenendo dal governo tutto quello
che chiedono e anche di più. L'esempio più significativo: la famosa legge per
"Roma capitale" che concede al Campidoglio fondi, finanziamenti,
privilegi, eccezioni ed esenzioni che Milano o qualsiasi altra città italiana
si sogna. Ebbene, quella legge fu graziosamente elargita da un presidente del
Consiglio milanesissimo, Bettino Craxi. E così fino a
Prodi, che non ha saputo fare nulla di più dell'inutile "tavolo per Milano",
clamorosamente ignorato, per esempio, nella vicenda Alitalia-Malpensa.
Non ci resta che sperare, dunque, che stavolta a Roma ci vada gente senza
complessi. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)
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N. 11 del 2008-03-17
pagina 0 Alitalia, Malpensa low cost e flotta
dimezzata di Redazione Chiesti entro il 31 marzo il sì dei sindacati, garanzie,
e un prestito di 300 milioni al Tesoro. Proposti 10 centesimi per azione e 31
per ogni obbligazione. Previsti 1600 tagli e un diktat al governo. Bonanni:
"Governo inqualibicabile, siamo nudi". L'accusa di Formigoni:
"Prodi ci ha svenduto ai francesi" da Milano La data cruciale è
lunedì 31 marzo: quel giorno scadrà la proposta di Air France per l'acquisto di
Alitalia. L'operazione, approvata sabato notte da un
consiglio durato 15 ore, andrà avanti se saranno rispettate le condizioni poste
da Parigi; cosa che, in questo momento, appare tutt'altro che scontata.
Innanzitutto, il ministero dell'Economia deve impegnarsi ad aderire alle
offerte pubbliche (su azioni e obbligazioni) che saranno eventualmente
lanciate. Poi, nell'ordine: l'assenso dei sindacati sui tagli in Alitalia (1.600 persone) e sul nuovo modello organizzativo
di Alitalia Servizi (che interesserà 4-5mila
dipendenti); la garanzia scritta delle autorità a mantenere l'attuale
portafoglio di diritti di traffico dell'Alitalia, e di
non discriminarla all'atto di ogni futura richiesta; un accordo con Aeroporti
di Roma perché siano garantiti i livelli di efficienza
richiesti dal piano industriale di Alitalia; un
accordo (con Fintecna) per il riassorbimento in Alitalia di
attività di handling e manutenzione oggi in capo ad Alitalia Servizi
(circa 1.500 persone); una soluzione per sollevare Alitalia dal
rischio di dover pagare i danni alla Sea per l'abbandono di Malpensa come hub
(se sarà varato un decreto legge, Air France chiede anche la
conversione). Altra condizione: il Tesoro deve concedere un prestito all'Alitalia, da rimborsare dopo l'aumento di capitale. La cifra
è stata resa ufficiale su richiesta della Consob: 300 milioni, necessari per
dare respiro alle esauste casse della compagnia. Visto l'odore di aiuto di
Stato, probabile che sia necessario un via libera da Bruxelles. Se tutte queste
richieste saranno soddisfatte entro il mese, Air France procederà, presumibilmente
entro giugno, con la sua offerta economica. I numeri sono peggiori delle
peggiori congetture degli ultimi giorni: l'azione Alitalia
viene valutata circa 10 centesimi, contro i 54 della chiusura di venerdì a
Piazza Affari. Significa che stamattina, in Borsa, se ne vedranno delle belle.
Il prezzo non è indicato precisamente, ma lo si evince dal concambio proposto:
160 azioni Alitalia contro un'azione Air France (che
venerdì a Parigi ha chiuso a 15,99 euro). Quasi un terzo rispetto alle indicazioni
dell'offerta non vincolante di dicembre: 35 centesimi. L'intera compagnia viene
dunque valutata 138,5 milioni di euro: d'impatto, può sembrare offensivo. Air
France lancerà un'Opa per le obbligazioni Alitalia sul
mercato, al prezzo di venerdì scorso, e cioè 0,31 euro; in tutto, altri 608
milioni. Parigi pone anche una clausola, verrebbe da dire, tutta
"italiana": chiede infatti che il governo, inteso come organo
collegiale, non assuma alcuna decisione né faccia alcun pubblico annuncio
fortemente contrario all'operazione. Ministri avvertiti. Ma che cosa è pronta a
fare Air France per rilanciare Alitalia? Da un punto
di vista economico, getta sul piatto - subito dopo il completamento
dell'operazione - un aumento di capitale di 1 miliardo di euro. Nella prima
offerta la cifra era di 750 milioni, e l'incremento spiega il calo del prezzo
per azione; meglio far affluire denaro nella compagnia che consegnarlo ai suoi
azionisti. Se le offerte andranno a buon fine, Alitalia
sarà controllata dalla holding Air France-Klm, nella quale siederà per sei anni
un consigliere italiano (in virtù della quota dell'1,4% che possiederà il
Tesoro dopo il concambio). Alitalia resterà una
società autonoma, di diritto italiano, manterrà nome, marchio, logo e livrea
italiani. Se e quando la holding raggiungerà il 100% del capitale, il nome Alitalia potrà essere aggiunto a quelli di Air France e Klm
nella denominazione della capogruppo. Per quanto riguarda il piano industriale
2008-2010, parte integrante della proposta, esso è perfettamente in linea con
il piano di sopravvivenza varato in settembre, che già fu redatto in accordo
con Parigi. Riassumendo: unico hub a Fiumicino, a Malpensa traffico punto a
punto (con voli low cost), severa riduzione della flotta, fino a 137 aerei (dai
186 del 31 dicembre scorso); ma con contestuali investimenti per 850 milioni
che permetteranno di aumentare il numero dei velivoli a partire dal
( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 11 del 2008-03-17
pagina 0 Bonanni: "Governo inqualificabile, siamo nudi" di Antonio
Signorini Il leader della Cisl: "è un'altra della tante privatizzazioni
opache realizzate nel Paese. Spero in un sussulto di serietà e responsabilità"
da Roma Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, lei
è l'unico sindacalista che si è sempre schierato contro la cessione di Alitalia ad Air France. Si sente sconfitto? "Sarebbe stata una
sconfitta se ci fosse stato un confronto. Ma visto che il governo ha tenuto all'oscuro
noi, le forze politiche e persino il Consiglio dei ministri, non la considero
una sconfitta. Non c'è stata partita. E poi adesso se ne sono accorti
tutti delle anomalie di questa operazione". Quindi pollice verso?
"Dal governo c'è stato un comportamento inqualificabile ed equivoco e
questa è destinata ad aggiungersi alla lista delle tante privatizzazioni opache
realizzate in questo Paese". Quali sono le anomalie? "Basti pensare
al deprezzamento delle azioni, a partire dalla gestione Cimoli; i silenzi degli
ultimi tre mesi. Fino ad arrivare a oggi, con Air France che prende azioni di
valore notevolmente inferiore e concede all'Italia una presenza misera nel
consiglio di amministrazione della holding, un solo posto". Però i
francesi prendono un'azienda che è ormai a terra... "Prende tutta la
polpa, le infrastrutture, le tratte e lascia quello che non gli conviene alle
partecipazioni statali italiane". Adesso però tocca a voi. "Il
governo ci ha consegnati nudi a questa trattativa. Sulla base di cosa dovremmo
dare il nostro benestare alla cessione se non sappiamo i termini dello scambio
e della cessione? Io spero che il governo in carica abbia un sussulto di
serietà e responsabilità e ci spieghi come stanno veramente le cose. Perché ne
abbiamo bisogno prima di cominciare una penosa discussione con l'azienda
sull'occupazione". Si parla di 1.600 esuberi. Sono troppi? "Uno dei
motivi per cui il governo disse che avrebbe scelto Air France era il fatto che
gli esuberi annunciati erano più mitigati. Non mi sembra stia andando così.
Vedremo al tavolo. Non avremo pregiudizi e faremo tutto nell'interesse dei
lavoratori e del Paese. Io spero che il governo italiano abbia chiesto le
stesse garanzie che l'esecutivo olandese pretese per Klm: il livello
occupazionale, l'investimento in loco dei profitti realizzati qui. Stando a
quello che sappiamo non mi pare che l'Italia sia stata altrettanto attenta agli
interessi nazionali". Lei non ha mai nascosto di preferire potenziali
acquirenti italiani. Ancora di questa opinione? "Non capisco perché
Francia, Inghilterra e Germania facciano di tutto per avere una compagnia di
bandiera e noi no. Siamo gli unici a sottrarsi a questa regola". In questi
mesi gli altri due sindacati confederali, Cgil e Uil, sono stati più disponibili
di voi verso Air France, oggi invece si dicono preoccupati per la decisione del
cda di Alitalia. Cosa è successo? "Ho visto anche
io che sindacati e forze politiche che prima erano baldanzosi e sicuri adesso
si mostrano molto più cauti. Questo perché si sta sciogliendo la neve e si
cominciano a vedere i buchi. Cresce la paura che alla fine qualcuno presenti il
conto ai tanti che hanno applaudito a questa operazione". © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)
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N. 11 del 2008-03-17
pagina 0 La Fed taglia ancora i tassi: euro a 1,59 di Redazione Nuovo
intervento della banca centrale Usa: riduzione del tasso di sconto al 3,25%. La
moneta unica tocca un nuovo record storico: 1,5904 dollari. Ai massimi anche il
petrolio: 111,80 dollari al barile. Continua la crisi in America: la Bear
Stearns è stata venduta a JP Morgan a un prezzo stracciato Milano - L'euro vola
al nuovo record storico di 1,5904 dollari, mentre uil biglietto verde affonda
ai minimi da 12 anni sullo yen a 95,77. Il terremoto è arrivato dopo la
decisione della Fed di tagliare a sorpresa il tasso di sconto e dopo l'annuncio
che la banca Bear Stearns è stata venduta a JP Morgan a un prezzo stracciato.
Nuova sforbiciata della Fed La Federal Reserve, in una riunione straordinaria
tenutasi ieri, ha adottato una serie di nuove misure contro la crisi del
credito e la minaccia di recessione. Tra queste misure la riduzione di un
quarto di punto del tasso di sconto, al 3,25 dal 3,50%, applicato ai prestiti
che l'istituto fa alle banche. La Fed ha spiegato che le misure "sono
mirate a sostenere la liquidità e per favorire un funzionamento regolare del
mercato". Petrolio alle stelle Il petrolio continua a correre e, sul
mercato elettronico after hours di New York, segna il nuovo record a 111,80
dollari al barile (+1,4%). In nottata, i future con consegna in aprile trattati
al Nymex di New York erano passati di mano a 11,42 dollari, in concomitanza con
il crollo del biglietto verde sui mercati valutari. Apertura pesante per le
piazze Ue Avvio di settimana molto difficile per le borse europee che vanno ad
aggiungersi alle perdite pesanti delle borse asiatiche e ai nuovi record di
euro e petrolio. Parigi perde il 2,5%, Francoforte il 2,9%,
Londra l'1,8%, Zurigo il 2,6%. A piazza Affari l'S&P/Mib scende del 2,41%,
il Mibtel del 2,2%. Sprofonda Alitalia, ancora sospesa. © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Voce d'Italia, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Mentre la
veltronomics e' confusionaria I paradossi della campagna elettorale "La
Destra" propone la flat tax e Tremonti rispolvera il colbertismo Roma, 17
mar. - Stiamo vivendo una campagna elettorale per le elezioni politiche davvero
paradossale, non v'è dubbio. Sui temi economici, in particolare, la confusione
regna sovrana... Il più grande partito di centro-destra, che si chiama Popolo
della Libertà, sembra schierato su posizioni protezonistiche, avvolto nella
contraddizione tra i rigurgiti colbertisti del suo Ministro dell'Economia e
Finanze in pectore, G. Tremonti, e le componenti più liberiste del partito (da
A. Martino a R. Brunetta). Inoltre, il piano di salvataggio
di Alitalia, sotto le mentite spoglie della teoria dei campioni nazionali -
di cui non si sentiva parlare dai tempi dell'ex Governatore di Bankitalia A.
Fazio - nasconde in realtà dei calcoli politici di mera convenienza che proprio
nulla hanno a che fare col libero mercato (1). Come ha notato C.
Lottieri, Berlusconi, per tener fede al "teorema dell'elettore
mediano" sta rischiando di perdere i voti degli elettori effettivi e
fidelizzati di centro-destra, liberali veri, che vedono annacquare il suo
messaggio originale di "Meno Stato e Più Mercato". I dazi e le paure
della competizione globale non possono che porre il paese su posizioni
difensive, dalle quali non potremo che uscirne con le ossa rotte! Ad un partito
che si chiama e si definisce liberale, che si ispira a M. Thatcher e R. Reagan,
che si è opposto al vetero-statalismo del Governo Prodi non si può che chiedere
politiche dell'offerta per far tornare l'Italia alla crescita sostenuta. Ed è
paradossale che invece "La Destra" di D. Santanché e F. Storace
invece proponga l'introduzione della flat tax. Tradizionalmente, i partiti di
estrema destra sui temi economici sono sempre stati vicini a quelli della
sinistra estrema: forte intervento pubblico, politiche sociali in grande stile,
statalismo esasperante. Pertanto risulta davvero originale che l'unica proposta
autenticamente liberale, thatcherian-reaganiana, supply-siders venga avanzata
da un partito che si richiama a valori schiettamente conservatori (2). D'altro
canto la veltronomics continua a proporre confusione in grande stile: si va
dalla riduzione delle aliquote fiscali alla "scaletta mobile" per i
pensionati, dal rilancio della crescita all'ennesimo elogio del Welfare State,
passando per le solite rinunce al nucleare: il tutto lasciando i cittadini
sbigottiti sulla filosofia che ispiri un tale programma economico, che deve
metter d'accordo il liberismo dei Radicali con la dottrina sociale della Chiesa
dei teo-dem...(3)! Insomma, sembra confermarsi purtroppo una convinzione sempre
più diffusa: che i liberali italiani non abbiano una casa, nonostante il
termine "liberale" nel nostro paese sia usato ed abusato...! Cosimo
Magazzino (1) "Il programma del PDL: un commento", di Cosimo
Magazzino, ne "la Voce d'Italia", a. II, n. 170. (2) "Proposta
dell'I.B.L. per 'liberare' l'Italia", di Cosimo Magazzino, ne "la
Voce d'Italia", a. II, n. 178. (3) "Il programma del PD: un
commento", di Cosimo Magazzino, ne "la Voce d'Italia", a. II, n.
175.
( da "Voce d'Italia, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia I dettagli
dell'offerta sul web Alitalia,
approvata l'offerta Air France Titolo Alitalia sospeso
per eccesso di ribasso Milano, 17 mar. – Il cda di Alitalia, dopo 12
ore di riunione, ha dato la sua approvazione all'offerta del gruppo Air
France-Klm. L'accordo dovrà passare ora il vaglio del Governo, maggiore
azionista della compagnia, e dei sindacati, che già ieri sono scesi sul
piede di guerra. I dettagli parlano di un'offerta pubblica di scambio, relativa
ad azioni e obbligazioni per il 100% di Alitalia. Il
valore è stato fissato a 160 azioni Alitalia per un
azione di Air France-Klm, equivalente ad una valutazione di 0,3145 euro per
ogni azione della compagnia italiana, secondo la quotazione borsistica di
venerdì a Milano. Intanto il Ministero dell'economia rende noto di aver
pubblicato sul proprio sito la lettera di Alitalia con
la quale il Presidente Prato rende noti i contenuti dell'offerta presentata da
Air France-Klm. Note dolenti per i dipendenti della compagnia di bandiera:
confermata la separazione tra il vettore e la società Az Servizi, che si occupa
della manutenzione, ponendo una forte ipoteca sugli 8000 dipendenti di
quest'ultima. Pessime notizie anche per Alitalia
Cargo, settore che nel piano AirFrance-Klm, verrebbe completamente dismesso. Il
fronte occupazionale è caldo anche alla Malpensa: l'aeroporto intercontinentale
di Milano, pensato come hub per il centro-nordeuropa, potrebbe perdere fino a
7.500 posti di lavoro. Per questi motivi, da martedì prossimo, inizierà il
braccio di ferro con i sindacati. "Il governo ci sta consegnando nudi alla
trattativa", queste le prime durissime parole del segretario generale
della Cisl, Raffaele Bonanni mentre per Epifani di Cgil "si finisce col
mettere il sindacato, che è all'oscuro di tutto, con le spalle al muro e il
paese nella stessa condizione". Dissenso arriva anche dalle associazioni
dei piloti: Anpac, pur avendo sempre sostenuto l'offerta di Air France-Klm fa
ora dietro front dichiarando che "l'offerta è inaccettabile" in
riferimento sopratutto alla chiusura dell'area Cargo. Sembra che l'offerta di
AirFrance-Klm non sia piaciuta molto neppure al mercato: oggi, a Milano, Borsa
Italiana sospende il titolo Alitalia per eccesso di
ribasso: all'apertura segnava un calo teorico del 43,63%. Ulteriori problemi
potrebbero insorgere dopo le elezioni e con la formazione di un nuovo Governo.
Eccetto la Lega, che si dichiara pronta a dare battaglia, le altre forze
dell'opposizione non commentano ancora. Luca Ceccarelli.
( da "Quotidiano.net" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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ALITALIA Via libera del Cda al piano Air France Notte di lavoro poi il via
libera del consiglio di amministrazione di Alitalia
all'offerta vincolante di Air France-Klm che prevede un'offerta pubblica di
scambio sul 100 per cento delle azioni Roma, 16 marzo 2008 - Via libera del
consiglio di amministrazione di Alitalia all'offerta
vincolante di Air France-Klm. Il disco verde è arrivato in nottata, dopo oltre
dodici ore di riunione. Il consiglio di amministrazione del vettore italiano ha
accettato "all'unanimità" la proposta franco-olandese che prevede
un'offerta pubblica di scambio sul 100 per cento delle azioni di Alitalia. Il concambio fissato è di 160 azioni della
compagnia italiana per ogni azione Air France-Klm. La proposta prevede inoltre
un'offerta pubblica di acquisto sul 100 per cento delle obbligazioni
convertibili Alitalia. Con l'integrazione in Air
France-Klm, è previsto che Alitalia "rafforzi la
propria posizione di compagnia di bandiera" mantenendo un ruolo autonomo
nel nuovo gruppo. Verranno preservati, in sostanza, l'identità, il marchio e la
livrea. Tra le condizioni sospensive poste da Air France-Klm, "il
raggiungimento di un accordo con le organizzazioni sindacali" di Alitalia Fly e Alitalia Servizi
poiché la piena cooperazione dei dipendenti viene definita "cruciale"
per il successo del rilancio della compagnia. L'integrazione con Air France-Klm
prevede una serie di azioni per la riduzione dei costi; per quanto riguarda il
personale è indicata una riduzione pari a circa 1.600 unità, in linea con
quanto previsto dal piano varato lo scorso settembre dalla compagnia. Per
questi esuberi - è stato spiegato - oltre al turn over si farà ricorso a esodi
volontari incentivati e all'applicazione degli ammortizzatori sociali E' giusto
vendere Alitalia a AirFrance - Klm?Record gasolio,
sfiora 1,38 euro a soli due centesimi dalla verde Segnala ad un amico Tuo nome:
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Tarcisio Senigallia è in ansiaSpettacolo Max e l'insolito grande successo Gazzè
è il più suonato alla radioCronaca - Locale A Capannori la quinta edizione
Previsti più di 200 emigratiCronaca - Locale Incidenti sul lavoro, va meglio
nel PicenoCronaca - Locale Tutto pronto per il pranzo, ma nell'insalata c'è un
coleotteroCultura - Locale Roberto Saviano agli studenti "Tenetevi stretta
l'anima"Sport - Calcio Bologna, brusco risveglio Arrigoni, l'ora delle
scelteEsteri Chantal, sfigurata da un tumore: "Presidente Sarkò, lasciami
morire"Cronaca - Locale Variantopoli cambia scena E' il giorno della
multisaleCronaca Accoltella i figli di 2 e 7 anni e poi cerca di togliersi la
vita TEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008Stagione teatrale 2007 / 2008: I
due gemelli venezianiStagione di qualità al Teatro ComunaleLa Belle Epoque.
Arte in Italia 1880-1915Legno e luce: un connubio tra Pedano e FlavinIl
trittico di Puccini al Teatro alla ScalaIl cartellone 2007/08 del Politeama
PrateseBaustelle in concerto"La guerra dei Roses" al Teatro Lauro
Rossi'Tartufo', di Molière"La guerra dei Roses" al Teatro Lauro
RossiSolisti dell'Accademia di santa ceciliaProgramma della Stagione di Prosa
2007-2008, Teatro dell'AquilaStagione teatrale 2007 / 2008, teatOltre: X (Ics) Racconti
crudeli della giovinezzaProgramma della Stagione di Prosa 2007-2008, Teatro
dell'Aquila Un laboratorio di fumetti'Tutta la vita davanti' Anteprima
all'Astra 2Al via i giovedì dello shopping notturnoIl parco di via De Andrè
all'ingresso della cittàLa rivoluzione dei Macchiaioli --> La
Tirreno-Adriatico a MacerataGP AUSTRALIALa levitazione di Pamela
AndersonFiorentina-Genoa 3-1Premiata-Benetton, 88-82Upim Fortitudo-Scavolini
Spar 91-84Manfred Moelgg vince la Coppa del mondo di slalomMafia, la giornata
della memoria a BariSei Nazioni, Italia-ScoziaAlbania, esplode deposito
militareGru crolla a ManhattanSerie a 28esima giornataBologna- PiacenzaSerie B,
Rimini sconfitto ad AvellinoSerie B, Ascoli ko a Verona Max Gazzè - 'Il solito
sesso'Gli highlights di Italia-Scozia (da www.la7.it)MiSex, intervista a Milly
D'AbbraccioRepressione a Lhasa, capitale del TibetTirana, esplode un deposito
d'armiTibet nel sangue: almeno 100 mortiDilaga la protesta in Tibet, scontri e
sparatorie'La volpe e la bambina'Le Pussycat Dolls in passerella a Los
AngelesSantoro-Borromeo: c'è del tenero?Britney si esibirà per gli sceicchiSarà
la Silvstedt la nuova bellissima dei VanzinaKristen, la squillo di
SpitzerBritney Spears 'schiava' degli sceicchiMuse - 'Starlight' Intervista a Carlo
Pedretti: "Io e il mio amico Leonardo da Vinci" del 17/03/2008 di
Rossella Martina C'eravamo tanto Avati del 17/03/2008 di Giovanni Bogani La
morte di Moro: trent'anni di vergogna del 16/03/2008 di Sandro Bugialli
Prandelli e Spalletti, lezioni di grande calcio del 16/03/2008 di Mister X
Squadra in mano e tifosi dalla sua parte: ha vinto Mancini del 16/03/2008 di
Laura Alari Vota il gol più bello della 28esima giornataKit antidroga per gli
adolescenti, si o no?Libano, Afganistan, Kosovo, Iraq: cambiare o no i compiti
delle nostre missioni militari all'estero?Rimborsi elettorali ai
partiti-fantasma, è giusto?Sei precario: sposeresti un milionario non per
amore?Santoro 'cotto' della Borromeo, secondo voi è vero?Giusta la sentenza di
appello a carico di Ahmetovic?Una donna alla guida di Confindustria, sei
d'accordo?E' giusto il dietrofront di Mancini?Comitato di cittadini per
GuazzalocaGiusto negare i funerali agli assassini?Salari, pensi che il prossimo
governo riuscirà a far risalire l'Italia in classifica?E' giusto che Mancini se
ne vada?E' giusto multare i clienti delle prostitute?Sei favorevole ai rally
sulle strade della nostra provincia? LA FOTO DEL GIORNO Emma Marcegaglia Il
99,2% degli imprenditori ha detto sì ad Emma presidente di Confindustria: è la
prima volta che in via dell'Astronomia un leader registra una percentuale così
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Argomenti: Alitalia
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Annunci legali MOSSA A SORPRESA La Fed taglia ancora i tassi, borse a picco Alitalia sospesa per eccesso di ribasso Il tasso di sconto è sceso dal
3,50% al 3,25 per cento. Intanto JP Morgan ha annunciato la transazione con cui
acquisterà Bear Stearns per 2 dollari per azione appena, nel tentativo di
salvarla dalla morsa della crisi del credito Commenta New York, 17 marzo 2008 -
I titoli Alitalia sono stati sospesi in Borsa con una decisione presa da piazza
Affari pochi istanti prima dell'apertura delle contrattazioni. I ribassi del
prezzo teorico di preapertura dopo l'accettazione, da parte del Cda, del piano
di Air France per la compagnia aerea, sono molto marcati e hanno spinto Borsa
Italiana a sospendere il titolo, che rientrerà nella fase di
"validazione" alle 9,15. LA DECISIONE DELLA FED Una manovra
straordinaria, che è arrivata tra l'altro durante il fine settimana, per la
precisione in una apparentemente tranquilla giornata di domenica.
Apparentemente, visto che quasi contestualmente JP Morgan stava annunciando la
transazione con cui acquisterà Bear Stearns per 2 dollari per azione appena,
nel tentativo di salvarla dalla morsa della crisi del credito. Ma per l'appunto
anche Ben Bernanke ha riservato una sorpresa decidendo, due giorni prima della
riunione ufficiale di domani, martedi' 18, di tagliare il tasso di sconto dal
3,50% al 3,25 per cento. Ancora, la Federal Reserve ha annunciato la creazione
di una linea di credito che sarà messa a disposizione delle banche d'affari di
Wall Street a partire da oggi. "Questi passi forniranno alle istituzioni
finanziarie una maggiore rassicurazione sull'accesso ai finanziamenti" ha
detto il presidente della Fed ai giornalisti, nel corso di una breve conferenza
stampa. "Bernanke & Co. stanno facendo il possibile per evitare
l'esplosione di una grave crisi del mercato finanziario", ha commentato
Richard Yamarone, economista presso Argus Research. Ma i mercati globali non
stanno reagendo bene alla duplice notizia - acquisizione di Bear Stearns da JP
Morgan e taglio del tasso di sconto da parte della Fed - e quelli asiatici
hanno avviato le contrattazioni in forte ribasso. Riguardo alla linea di
credito che la Fed metterà a disposizione dei colossi finanziari, l'obiettivo è
quello di dare alle banche una fonte di finanziamenti a breve termine, e con
cadenza regolare. La durata sarà inizialmente di almeno sei mesi, ma
"potrebbe essere anche estesa, nel caso in cui le condizioni lo rendessero
necessario", come ha specificato la Fed. Un giudizio positivo è arrivato
dalla Casa Bianca. "Apprezziamo le azioni che sono state adottate dalla
Fed questa sera - ha detto la portavoce Dana Perino - Sia il segretario al
Tesoro Usa Henry Paulson che il presidente della Fed Bernanke stanno operando
in modo attivo per far fronte ai problemi che stanno colpendo i nostri mercati
finanziari. Il segretario Paulson ha informato il presidente sugli ultimi
sviluppi". In un comunicato stampa, la Fed ha reso noto che le manovre
"sono concepite per aumentare la liquidità e per promuovere un
funzionamento ordinato del mercato.. essenziale per promuovere la crescita
economica". E ora, l'attesa è per come aprirà oggi la sessione di Wall
Street e anche per la riunione di domani della Fed quando, secondo alcuni
analisti, i tassi sui fed funds potranno scendere fino al 2% dal 3% attuale.
Commenti Invia commento Segnala ad un amico 17/03/2008 11:23 claudio con questo
si dimostra che i politici non contano proprio niente;tutto il potere reale è
in mano alla supercasta dei banchieri.la democrazia per la quale ci chiamano a
votare non esiste,è un incantesimo,un miraggio. Sono presenti 1 commenti, invia
il tuo commento! Pagine: 1 Nome: Email: Commento: Riscrivi il codice che
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Racconti crudeli della giovinezzaProgramma della Stagione di Prosa 2007-2008,
Teatro dell'Aquila Un laboratorio di fumetti'Tutta la vita davanti' Anteprima
all'Astra 2Al via i giovedì dello shopping notturnoIl parco di via De Andrè all'ingresso
della cittàLa rivoluzione dei Macchiaioli --> La Tirreno-Adriatico a
MacerataGP AUSTRALIALa levitazione di Pamela AndersonFiorentina-Genoa
3-1Premiata-Benetton, 88-82Upim Fortitudo-Scavolini Spar 91-84Manfred Moelgg
vince la Coppa del mondo di slalomMafia, la giornata della memoria a BariSei
Nazioni, Italia-ScoziaAlbania, esplode deposito militareGru crolla a
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AvellinoSerie B, Ascoli ko a Verona Max Gazzè - 'Il solito sesso'Gli highlights
di Italia-Scozia (da www.la7.it)MiSex, intervista a Milly
D'AbbraccioRepressione a Lhasa, capitale del TibetTirana, esplode un deposito
d'armiTibet nel sangue: almeno 100 mortiDilaga la protesta in Tibet, scontri e
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AngelesSantoro-Borromeo: c'è del tenero?Britney si esibirà per gli sceicchiSarà
la Silvstedt la nuova bellissima dei VanzinaKristen, la squillo di
SpitzerBritney Spears 'schiava' degli sceicchiMuse - 'Starlight' Intervista a
Carlo Pedretti: "Io e il mio amico Leonardo da Vinci" del 17/03/2008
di Rossella Martina C'eravamo tanto Avati del 17/03/2008 di Giovanni Bogani La
morte di Moro: trent'anni di vergogna del 16/03/2008 di Sandro Bugialli Prandelli
e Spalletti, lezioni di grande calcio del 16/03/2008 di Mister X Squadra in
mano e tifosi dalla sua parte: ha vinto Mancini del 16/03/2008 di Laura Alari
Vota il gol più bello della 28esima giornataKit antidroga per gli adolescenti,
si o no?Libano, Afganistan, Kosovo, Iraq: cambiare o no i compiti delle nostre
missioni militari all'estero?Rimborsi elettorali ai partiti-fantasma, è
giusto?Sei precario: sposeresti un milionario non per amore?Santoro 'cotto'
della Borromeo, secondo voi è vero?Giusta la sentenza di appello a carico di
Ahmetovic?Una donna alla guida di Confindustria, sei d'accordo?E' giusto il
dietrofront di Mancini?Comitato di cittadini per GuazzalocaGiusto negare i
funerali agli assassini?Salari, pensi che il prossimo governo riuscirà a far
risalire l'Italia in classifica?E' giusto che Mancini se ne vada?E' giusto
multare i clienti delle prostitute?Sei favorevole ai rally sulle strade della
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un momento della sfilata della linea di lingerie Pussycat Dolls, alla settimana
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( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Sì all'offerta dei
transalpini e di Klm: impegno da 1,7 miliardi. Meno aerei. Altolà di Bossi e
Formigoni Alitalia-Air France, intesa e accuse
Previsti 1.600 esuberi. I sindacati: "Messi con le spalle al muro".
Resta il nodo Malpensa Berlusconi si corregge sulle pensioni: nessun
cambiamento. E rilancia l'allarme brogli Nodi e polemiche
per la vendita di Alitalia ad Air France-Klm decisa nella notte di sabato dal cda della
compagnia di bandiera italiana. L'operazione costerà ai francesi 1,7 miliardi
di euro. L'Alitalia conserverà la bandiera, ma gli esuberi previsti sono di circa
1.600 unità. I sindacati: "Messi con le spalle al muro".
Ridotti anche gli aerei. Resta il nodo Malpensa che potrebbe ancora fare
saltare l'intesa, Air France pone infatti una condizione al governo: rendere
nullo il ricorso da 1,2 milardi della Sea. M. ESPOSITO E A. TROISE A PAG. 5.
( da "Secolo XIX, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
L'offerta di Air
France Dopo il via libera del cda, no di Bossi, sì di Fini. Berlusconi rinvia
il giudizio. L'ira dei sindacati: "Tagliati fuori dal governo e messi con
le spalle al muro davanti a una minestra avvelenata" Roma. Alitalia vale appena 138 milioni, ma per concluderne l'acquisizione Air
France dovrà sborsare complessivamente 1,7 miliardi. L'offerta è però
condizionata: dal sì dei sindacati e del governo, all'azzeramento del ricorso
Sea su Malpensa. Che non sarà l'hub internazionale, perché la scelta cade su
Fiumicino. Il "dossier" spacca il Pdl, indigna Cgil, Cisl e
Uil ("ci lasciano soli") e provoca una bufera sull'esecutivo. E la
Lega, per bocca di Umberto Bossi, minaccia: "Vinciamo le elezioni, poi a
questi ci pensiamo noi". G. Ferrari, Lombardi e un commento di Luigi Leone
>> 2 e 11 17/03/2008.
( da "Tempo, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Il Cavaliere
avverte Berlusconi lancia l'allarme brogli: "Serve un nostro
esercito" Riecco lo spettro dei brogli. Sivlio Berlusocni torna a gridarlo
forte e chiaro. "C'è un problema grandissimo, quello dei brogli",
dice dal palco del comizio in piazza Duomo a Como. "Chi se la sente -
insiste il Cavaliere - di passare il sabato a confrontarsi con i rappresentanti
di lista della sinistra si può mettere in lista per far parte dell'esercito dei
difensori della libertà". Non è la prima volta che Berlusconi lancia un
allarme simile. Anzi, praticamente lo ha fatto in tutte le tornate elettorali
politiche. Stavolta però l'allarme ha un sapore diverso. Perché al Cavaliere
bruciano ancora i 25mila voti di scarto del 2006 nel computo della Camera. E
bruciano anche le sconfitte all'estero. Insomma, il leader del Pdl sente la
vittoria sempre più vicina, scruta i sondaggi (oggi sula sua scrivania ne
arriverà uno nuovo) e vede che il vantaggio non si riduce. L'unico vero
problema gli può venire dal Senato per il quale ancora alcune regioni risultano
in bilico. E per questo torna a far suonare la sirena: Bisogna "evitare il
bis del 2006, quando la sinistra buttò fuori i nostri rappresentanti di lista,
occorre armare un esercito in difesa della libertà". è una tranquilla
domanica delle palme. Il Cavaliere evita accuratamente battute sull'attualità.
Gli chiedono delle pensioni e non replica, aspetterà il pomeriggio per spiegare
una frase del giorno prima. Gli chiedono di Alitalia: "Lasciamo stare, non è il momento" risponde
garbatamente. Nessuna parola su Tibet o sul possibile boicottaggio delle
Olimpiadi. La piazza si scalda quando attacca il Pd. Sulla sicurezza, per
esempio: "Ci sono clandestini a iosa e troppi pochi soldi". E
poi sui temi classici di questa campagna elettorale. Il malgoverno della
sinistra. Che ha bloccato tutte le grandi opere ad eccezione del Mose di
Venezia. L'energia. E poi i rifiuti, i rifiuti che stanno devastando l'immagine
del Paese all'estero. Berlusconi confessa di non dormirci la notte: un milione
di tonnellate di spazzatura. A tanto ammonta la "dote" del governo
Prodi. Il Cavaliere lo sa infatti come vanno le cose in politica: "Un mese
dopo che sarò a Palazzo Chigi - pronostica - quella spazzatura sarà tutta
mia". Ergo, spiega, una soluzione va trovata. Come? Qualche giorno fa il
Cavaliere, parlando con un gruppo di ebrei ospiti a Palazzo Grazioli, ha
confessato che per la prima fase saranno ancora utilizzati i treni visto che
prima che entri in funzione il termovalorizzatore di Acerra ce ne vorrà per un
anno e oltre. I rifiuti, la Campania, una delle regioni a rischio e nella quale
si assegna una bella fetta di senatori. Così il leader del Pdl si ricorda
dell'avversario e lo attacca: "Se Veltroni fosse credibile e non lo è, lo
voterei anche io". Così, dice, potrei finalmente godermi la vita. E
invece, niente, gli toccherà prendere ancora una volta il Paese in mano e con
umiltà governare. "Vi garantisco che supereremo le difficoltà",
afferma cercando di mostrare un volto meno pessimista. Un Berlusconi che parla
un linguaggio crudo, senza fronzoli quello in versione 2008. "Sono un
vecchietto", si lascia scappare. Vecchietto sì, ma non troppo. Si corregge
subito e racconta: "Questa mattina ho incontrato un compagno di scuola,
che mi ha detto: "Ormai abbiamo un'età". Ma io gli ho risposto:
"Parla per te"". E parte subito l'applauso con incoraggiamento
incorporato: "Bravo, resta con noi", urlano dalla piazza. F. d. O.
( da "Tempo, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa
alitalia Air France non imbarca 1.600 lavoratori Alitalia imbarca i
francesi a bordo. Il cda della compagnia ha dato il via libera, ieri nella
primissima mattina, all'offerta di Air France-Klm. Ma il nuovo proprietario non
andrà per il sottile in termini di occupazione. A terra rimarranno circa 1.600
lavoratori. Un prezzo duro da pagare ma che garantisce un barlume di futuro ai
restanti. Anche se la proposta economica fa venire un senso di sconforto agli
azionisti e in generale a tutti gli italiani. Sì perché la legge del business
non perdona. Alitalia non potrebbe continuare a vivere
a lungo da sola. E chi compra approfitta delle debolezze altrui. Così il
colosso franco-olandese ha proposto l'alleanza a prezzi di saldo. Con un
un'offerta pubblica di scambio sul 100% delle azioni di Alitalia
che prevede una permuta di 160 azioni Alitalia per
ogni azione Air France-Klm. Un'operazione che valuta un titolo italiano, che in
Borsa solo tre giorni fa valeva 53 centesimi, meno di 10 centesimi (oggi per
questo si aspetta il collasso del titolo a Piazza Affari). Tradotto significa
che per la Francia, la compagnia che fu ambasciatrice del made in Italy nel
mondo, vale 138,5 milioni di euro. Certo per tutta l'operazione, Parigi metterà
sul piatto poco più di 1,7 miliardi di euro. Insieme allo scambio di azioni,
infatti, Air France comprerà tutte le obbligazioni convertibili per 608 milioni
e varerà un aumento di capitale di un miliardo. Ma il disappunto per la
svendita di quel che resta di un gioiello c'è. Non si può fare altrimenti però.
La cassa di via della Magliana langue. E per far fronte all'allungamento dei
tempi il ministero dell'Economia deve concedere ad Alitalia
una linea di credito da rimborsarsi subito dopo l'esecuzione dell'aumento di
capitale. Resta una magra consolazione. Alitalia
manterrà un ruolo autonomo, identità italiana e proprio marchio, logo e livrea.
E tre ostacoli da superare. La riduzione di circa 1.600 lavoratori per i quali
si farà ricorso tra l'altro agli ammortizzatori sociali. La cessazione entro il
2010 dell'attività cargo (trasporto merci). E il superamento del contenzioso
con la Sea che gestisce Malpensa e che ha chiesto per l'abbandono dello scalo
1,2 miliardi di euro. Non sarà facile. Bossi (Lega Nord) lo ha fatto intendere:
"Vinciamo le elezioni, poi vediamo".
( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 11 del 2008-03-17
pagina 0 Formigoni: "Roma ci ha svenduto ai francesi" di Sabrina
Cottone Il presidente della Regione Lombardia: "Un'operazione di
smantellamento umiliante, da bloccare. Sea è danneggiata, non ritirerà il
ricorso" nostro inviato da Gerusalemme La "svendita" di Alitalia raggiunge Roberto Formigoni in missione tra Israele
e Palestina. Il presidente della Lombardia è sorpreso, ma solo per le
condizioni ancora più pesanti del previsto: "Siamo davanti a un danno
grave, a un'umiliazione pesantissima. Le Forche caudine in confronto sono state
una passeggiata sotto petali di fiori". è incredulo davanti alla richiesta
di un prestito ponte di 300 milioni di euro da parte di Air France:
"Chiedono anche i soldi per portare via il cadavere". Tra le altre
"imposizioni" la riduzione di Malpensa ad aeroporto point to point,
destinato al traffico business e a quello low cost. è la fine di Malpensa?
"Malpensa rinascerà e risorgerà perché il mercato è lì, al Nord, anche se
la presenza in Italia di un'entità ostile come Air France non sarà di aiuto. A
questo punto manca solo che chiedano di spargere il sale sull'aeroporto
lombardo. Ma mi sembra chiaro che il declassamento riguarda anche Fiumicino,
che pure rimane hub: con quarantaquattromila voli annui cancellati a Malpensa,
non potrà che subire gravi danni". Quali errori sono stati compiuti nella
trattativa? "Altro che trattativa, è uno scenario kafkiano, una
capitolazione, una Caporetto. Il governo non ha messo alcun paletto. Inoltre la
cosiddetta trattativa è stata condotta in maniera clandestina e ancora oggi si
ragiona solamente in base a fughe di notizie e non sui piani ufficiali. Anche i
sindacati hanno stigmatizzato tutto questo". Lei parla di umiliazione. Non
concorda con chi è soddisfatto di conservare il marchio e
la livrea Alitalia sugli aerei? "Mi sembra un'ulteriore presa in giro. Non è
certo un elemento determinante in questo momento. Anzi, tolgano pure il
tricolore, così almeno uno sa dove sale. I danni sono enormi per tutto il
Paese. Le azioni Alitalia sono già in picchiata, il concambio è ridicolo, le obbligazioni
precipitano; gli esuberi sono l'unica cosa che cresce visto che sono
almeno duemila. E i lavoratori di Az Service andrebbero assorbiti da Fintecna.
Ma non doveva essere una privatizzazione?". Air France ha chiesto garanzie
contro il ricorso della Sea. Come valuta questa mossa? "O è un'ulteriore
richiesta di fondi al governo o vuol dire che continua ad aggiungere richieste
perché ha cambiato idea sull'acquisto di Alitalia. Non
credo che la Sea possa ritirare il ricorso, dato che si ritiene gravemente
danneggiata". Air France ha chiesto che i sindacati e il futuro governo
dicano la loro. Può cambiare qualcosa? "I sindacati, convocati per domani,
hanno già espresso posizioni nette e forti. Ma il nuovo governo non sarà
operativo prima del 10-12 maggio, ben quarantacinque giorni dopo il 31 marzo,
la data in cui si compirà la desertificazione totale di Malpensa. I voli
saranno ridotti del 72 per cento, con danni per tutto il Paese". Cosa chiede
al governo e a Alitalia? "A quanto pare, Alitalia andrà avanti ancora per un po' e quindi non è alla
vigilia del fallimento. Dovrebbe avere senso di responsabilità e bloccare le
operazioni di smantellamento. Dovrebbe smettere di andare via da
Malpensa". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 11 del 2008-03-17
pagina 0 Veltroni: "Nel Pdl sono già divisi su tutto" di Redazione Il leader del Pd attacca il centrodestra:
"Dall'Alitalia alle pensioni alla politica estera sono divisi su tutti i grandi
temi della campagna elettorale". E già pensa a una manifestazione in
notturna Verbania - Dall'Alitalia alle pensioni alla politica estera, per il candidato leader del
Partito democratico Walter Veltroni la "destra è divisa su tutto".
A Verbania per la prima tappa piemontese del tour elettorale, Veltroni
sottolinea le contraddizioni del principale schieramento avversario. L'attacco
di Veltroni "Su Alitalia Fini ha detto sì ad Air
France, Bossi no, che cosa avrebbero fatto se fossero stati al Governo". E
ancora: "Sulle pensioni Berlusconi ha detto che bisogna tornare alla legge
Maroni e tutti i suoi alleati hanno detto no, a cominciare dallo stesso
Maroni". E infine: "L'ex ministro Martino ha proposto di togliere i
militari dal Libano e inviarli di nuovo in Iraq e tutti gli altri hanno detto
di no". Per concludere: "Stiamo parlando di persone che dovrebbero
governare questo Paese". Non ci va giù leggero l'ex sindaco di Roma che
accusa il Popolo della Libertà di essere diviso in tutto e per tutti e invita,
quindi, gli italiani a non votare a destra : "Questo significherebbe
continuare questi 15 anni di confusione e di divisione. Noi invece siamo una
forza che vuole unire e che, grazie alla nostra scelta coraggiosa, non dovrà
più mediare". Manifestazione di mezzanotte L'ultima pensata di Veltroni?
Una manifestazione elettorale a mezzanotte. "Questa è la 56esima provincia
che visitiamo - ha spiegato questa mattina davanti a centinaia di persone -
ogni volta incontro moltissima gente. Devo ammettere che un appuntamento
elettorale alle 11 del mattino di un lunedì è quanto di più strano... si possa
vedere. Voglio vedere se facendo una manifestazione a mezzanotte ci saranno
tante persone". E promette: "Faremo anche questo". © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 11 del 2008-03-17
pagina 0 Alitalia a picco: il titolo perde il 23,50%
di Redazione Dopo il fallimento di tre aste e una mattinata di stop per eccesso
di ribasso, le azioni della compagnia di bandiera scivola a 0,4085 euro.
Possibile in giornata un Consiglio dei ministri straordinario per esaminare
l'offerta Air France-Klm Milano - Air France ha offerto
durante il fine settimana una propria azione contro 160 azioni Alitalia, valutando ogni titolo della compagnia italiana meno di 10
centesimi. Immediata la reazione a piazza Affari dove le azioni Alitalia sono state ammesse sul mercato solo in tarda mattinata per le
continue sospensioni causate dall'eccesso di ribasso. Il contratto Il
contratto prevede che il Tesoro dia il proprio impegno ad aderire alle offerte
con tutte le azioni e le obbligazioni possedute prima ancora che le offerte
stesse siano lanciate ma l'impegno preventivo che si chiede al Tesoro perderà
ogni efficacia nel caso in cui decidesse di aderire a una offerta concorrente
migliorativa rispetto a quella descritta nel contratto. Contro la trattativa in
esclusiva di Alitalia con Air France aveva presentato
ricorso nei giorni scorsi la compagnia aerea italiana AirOne sostenuta da
Intesa SanPaolo. Al momento l'ufficio stampa di AirOne preferisce non
commentare. Ma una fonte vicina al gruppo dell'imprenditore abruzzese Carlo
Toto dice che "la società in questo periodo è concentrata sul suo sviluppo
stand alone". Il titolo crolla Per tutta la mattinata il titolo Alitalia è rimasto sospeso dopo aver fallito tre aste, prima
dell'apertura e subito dopo l'avvio degli scambi. Il titolo, che ha segnato un
calo teorico del 39,7%, è stato ammesso solo alle 12,45 cedendo immediatamente
il 23,50%. Possibile in giornata un Consiglio dei ministri straordinario su Alitalia per esaminare l'offerta Air France-Klm. Intanto Alitalia spiega in una nota che, nel contratto con Air
France-Klm, è previsto che il ministero del Tesoro dia il proprio impegno ad
aderire alle offerte con tutte le azioni e le obbligazioni possedute prima
ancora che le offerte stesse siano lanciate, ma l'impegno preventivo che si
chiede al Tesoro perderà ogni effetto nel caso in cui decidesse di aderire a
una offerta concorrente migliorativa rispetto a quella descritta nel contratto.
"Per gli azionisti e per gli obbligazionisti di Alitalia
- si legge nella nota - il contratto prevede che, al ricorrere di una serie di
condizioni, Air France-Klm sarà tenuta a lanciare due distinte offerte
pubbliche rivolte, rispettivamente, a tutti gli azionisti e a tutti
obbligazionisti". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
( da "Opinione, L'" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Lun, 17 Mar
2008 Edizione 53 del 15-03-2008 Dopo l'abbandono di Boselli, pure il leader
della Sinistra Critica va via da "Porta a porta". E gli ascolti
crescono, con un picco di share del 27% Anche Turigliatto lascia Vespa di Guido
Del Duca Le indagini tutto intuito e umanità di "Don Matteo 6" hanno
nuovamente la meglio sulle inchieste ipertecnologiche di "Ris 4", che
nemmeno alla penultima puntata si eleva al di sopra della deludente media di
questa quarta serie. L'ottavo appuntamento con "Don Matteo" su Rai
Uno vince quindi la serata di giovedì, totalizzando 6.362.000 spettatori e il
23,69% di share nel primo episodio e 5.218.000 con il 24,15% di share nel
secondo, un risultato leggermente inferiore a quello registrato nelle scorse
settimane. Su Canale 5 "Ris 4 ? Delitti imperfetti" si avvia alla
conclusione ma, in attesa del gran finale della prossima settimana, si deve
accontentare di ascolti ben diversi da quelli degli scorsi anni, quando la
serie con Lorenzo Flaherty superava senza problemi i 6 milioni di spettatori.
Il primo episodio di giovedì è stato seguito da 4.755.000 spettatori pari al
17,78% di share, mentre il secondo ha totalizzato 4.220.000 spettatori con il
20,81% di share. Il seguito della fiction prodotta dalla Taodue è composto in
prevalenza da donne e da spettatori di età compresa tra i 15 e i 54 anni, ma
con percentuali non esaltanti. Rai Due e Italia 1 si contendono il terzo
gradino del podio con "Annozero" e "Colorado". La spunta la
trasmissione comica della rete Mediaset, che ottiene 3.291.000 spettatori con
il 15,17% di share, facendo registrare percentuali al di sopra del 33% fra i
telespettatori di età compresa tra gli 8 e i 24 anni, e superando quindi
"Ris" in questo specifico target. "Annozero" di Michele Santoro ha dedicato la puntata al caso Alitalia, con un focus particolare sulla sorte che spetterà all'aeroporto
di Malpensa se la compagnia aerea passasse nelle mani di Air France. A
dibattere in studio c'erano il governatore della Lombardia Formigoni, il
Ministro dei Trasporti Bianchi, Roberto Maroni e Piero Fassino, alla visione
c'erano invece 3.372.000 spettatori pari al 13,76% di share, un pubblico
composto in prevalenza da uomini e da spettatori con più di 55 anni. Nuova
puntata 'movimentata' per "Porta a porta", in cui sta prendendo piede
la moda di abbandonare la trasmissione come forma di protesta. Dopo Enrico
Boselli, protagonista dell'abbandono proprio una settimana fa, stavolta tocca
all'esponente di Sinistra Critica Franco Turigliatto, che dopo un'ora di
trasmissione è uscito dallo studio esprimendo dissenso per la presenza di
Roberto Fiore, segretario di Forza Nuova. I minuti in cui Turigliatto ha
spiegato ad un furibondo Vespa i motivi della sua protesta hanno fatto
registrare il picco di share della trasmissione, sfiorando il 27%, con oltre
1.500.000 spettatori, mentre "Porta a porta" ha registrato in totale
un ascolto di 1.401.000 telespettatori con il 22,05% di share.
( da "Quotidiano.net" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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Annunci legali VERSO LE ELEZIONI / PD Veltroni: "La destra è divisa su
tutto Noi sì che non dovremo mediare" Un esempio? "Su
Alitalia, Fini ha detto sì ad Air France, Bossi no, che cosa avrebbero
fatto se fossero stati al governo?". E sulle Olimpiadi: "Boicottarle
non è la soluzione" Commenta Roma, 17 marzo 2008 - Dall'Alitalia alle pensioni fino alla politica estera la "destra è divisa
su tutto". Attacca così il leader del Partito democratico, Walter
Veltroni, durante un comizio a Verbania, prima tappa piemontese della giornata
del suo tour elettorale. Veltroni ha sottolineato le contraddizioni del Pdl:
"Su Alitalia, Fini ha detto sì ad Air France,
Bossi no, che cosa avrebbero fatto se fossero stati al governo? Sulle pensioni
Berlusconi ha detto che bisogna tornare alla legge Maroni e tutti i suoi
alleati hanno detto no, a cominciare dallo stesso Maroni; l'ex ministro Martino
ha proposto di togliere i militari dal Libano e inviarli di nuovo in Iraq e
tutti gli altri hanno detto di no. Stiamo parlando di persone che dovrebbero
governare questo Paese". Per questo, ammonisce Veltroni, "votare a
destra significa continuare questi 15 anni di confusione e di divisione. Noi
invece - rivendica- siamo una forza che vuole unire e che, grazie alla nostra
scelta coraggiosa, non dovrà più mediare". Il leader del Pd commenta
positivamente i risultati del ballottaggio alle elezioni amministrative francesi:
"C'è un vento nuovo che spira dall'America e attraversa tutto
l'Occidente", un vento nuovo che "tende a far prevalere e seminare le
ragioni dei Democratici, ragioni che sono capacità di unire la crescita
economica con la lotta alla povertà". Ma non dimentica di parlare del
Tibet lanciando un appello alle autorità cinesi "perchè cessi
immediatamente la repressione nei confronti dei monaci tibetani e della grande
domanda di identità e autonomia di quel popolo". Anche se, osserva
Veltroni, "boicottare le Olimpiadi non è la soluzione migliore".
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Annunci legali APPROVATA L'OFFERTA AIRFRANCE Alitalia,
il monito della Ue: "Non accetteremo aiuti di Stato" Alitalia ha già beneficiato di sostegni: Bruxelles non
accetterà una vendita che comporti aiuti. Stasera si riunisce il Consiglio dei
ministri che dovrà fare i conti con l'ira dei sindacati Commenta Bruxelles, 17
marzo 2008 - Nel giorno in cui il Cda approva l'offerta di Air France-Klm e in
cui il governo si riunisce per varare la proposta francese per Alitalia, arriva senza mezzi termini il monito della
Commissione europea: Bruxelles non accetterà una vendita che comporti degli
aiuti di Stato. Alitalia ha già beneficiato di
sostegni quindi, "non potrà esserci nessun altro aiuto finanziario - ha
detto da Bruxelles un portavoce - a condizioni che non siano accettabili da un
investitore privato". Il Cda di Alitalia, a
conclusione di una lunghissima riunione conclusasi nella notte di ieri, ha
deliberato all'unanimità di accettare l'offerta vincolante di Air France-Klm.
Offerta che valuta la compagnia italiana 139 milioni di euro, "cifra
irrisoria" commentano i giornali francesi stamane. Come consolazione Alitalia manterrà marchio, logo e livrea - così come già
avvenuto per Klm - e avrà un rappresentante nel Cda del gruppo franco-olandese.
Stasera alle 19.00 si riunirà il Consiglio dei ministri che dovrà dare il suo
'ok'. "Oggi c'è una prima riunione - ha spiegato il ministro dei Trasporti
Alessandro Bianchi - e quindi si farà il calendario dei prossimi incontri per
decidere". Stamane il Tesoro ha annunciato di aver
ricevuto le lettere di offerrta da Alitalia (quella
di Alitalia e quella di Air France a Alitalia, ndr) e
di aver iniziato l'esame. L'esecutivo però dovrà ora fare i conti con l'ira dei
sindacati che non hanno digerito che la decisione sia stata presa senza averne
discusso con le forze sociali. Domani sarà a Roma il numero uno della
compagnia transalpina, Jean Cyril Spinetta che insieme all'ad Prato vedrà le
single sindacali. "Sarà il giorno della verità andremo a vedere questo
fantomatico piano che abbiamo letto sui giornali e capiremo se ci può essere o
no il nostro consenso" ha detto il segretario Cgil, Guglielmo Epifani.
"Questa - ha aggiunto polemico - non è una vicenda privata è un problema
che riguarda il paese". "I misteri spesso nascondono cattive
intenzioni che, come nel caso di Alitalia, possono far
male, soprattutto ai lavoratori" ha detto anche Francesco Cavallaro,
segretario generale della Cisal. Mentre il ministro degli esteri, Massimo
D'Alema ha ricordato che l'offerta è 'condizionatà all'ok dei sindacati.
"I sindacati faranno le loro valutazioni, e li ascolteremo con grande
interesse e rispetto. D'altronde l'offerta Air France è condizionata all'accoglimento
da parte dei sindacati; evidentemente neppure Air France vuole il conflitto con
i lavoratori". Per ora a soffrire di più è il titolo di Alitalia
che, dopo aver rinviato più volte l'apertura dper un eccesso di ribasso, scende
di quasi il 20% a
( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 11 del 2008-03-17
pagina 0 Alitalia a picco. La Ue: "No aiuti di
Stato" di Redazione Dopo il fallimento di tre aste e una mattinata di stop
per eccesso di ribasso, le azioni della compagnia di bandiera scivolano a
0,4085 euro. Stasera cdm straordinario per esaminare l'offerta Air France. Il no
di Bruxelles. Epifani: serve una trattativa per il sì o il no Milano - Air France ha offerto durante il fine settimana una propria
azione contro 160 azioni Alitalia, valutando ogni titolo della compagnia italiana meno di 10
centesimi. Immediata la reazione a piazza Affari dove le azioni Alitalia sono state ammesse sul mercato solo in tarda mattinata per le
continue sospensioni causate dall'eccesso di ribasso. Il contratto Il
contratto prevede che il Tesoro dia il proprio impegno ad aderire alle offerte
con tutte le azioni e le obbligazioni possedute prima ancora che le offerte
stesse siano lanciate ma l'impegno preventivo che si chiede al Tesoro perderà
ogni efficacia nel caso in cui decidesse di aderire a una offerta concorrente
migliorativa rispetto a quella descritta nel contratto. Contro la trattativa in
esclusiva di Alitalia con Air France aveva presentato
ricorso nei giorni scorsi la compagnia aerea italiana AirOne sostenuta da
Intesa SanPaolo. Al momento l'ufficio stampa di AirOne preferisce non commentare.
Ma una fonte vicina al gruppo dell'imprenditore abruzzese Carlo Toto dice che
"la società in questo periodo è concentrata sul suo sviluppo stand
alone". Il titolo crolla Per tutta la mattinata il titolo Alitalia è rimasto sospeso dopo aver fallito tre aste, prima
dell'apertura e subito dopo l'avvio degli scambi. Il titolo, che ha segnato un
calo teorico del 39,7%, è stato ammesso solo alle 12,45 cedendo immediatamente
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ancora che le offerte stesse siano lanciate, ma l'impegno preventivo che si
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una offerta concorrente migliorativa rispetto a quella descritta nel contratto.
"Per gli azionisti e per gli obbligazionisti di Alitalia
- si legge nella nota - il contratto prevede che, al ricorrere di una serie di
condizioni, Air France-Klm sarà tenuta a lanciare due distinte offerte
pubbliche rivolte, rispettivamente, a tutti gli azionisti e a tutti obbligazionisti".
La Ue: interventi solo a condizioni di mercato Qualsiasi intervento pubblico in
favore di Alitalia dovrà rispettare le condizioni di
mercato, ovvero essere realizzato a condizioni non diverse da quelle di un
investitore privato. è quanto ha precisato oggi Michele Cercone, portavoce del
commissario Ue ai Trasporti, Jacques Barrot, in merito all'ipotesi di un
prestito ponte da parte del Tesoro emersa nel quadro della cessione di Alitalia a Air France-Klm. Il portavoce di Barrot ha quindi
ricordato che Alitalia ha già beneficiato in passato
di aiuti di Stato e quindi, in base al principio "una volta, ultima
volta" non potrà più ricevere questo genere di sostegno. La Commissione
Europea vigilerà sul rispetto di questo principio. Quello del prestito, ha
detto ancora Cercone, "non è una questione di momento in cui viene
concesso, ma di condizioni". In ogni caso per assicurare il positivo esito
dell'operazione, ha detto ancora il portavoce di Barrot, sarebbe più
"prudente" per le autorità italiane lavorare in stretto contatto con
quelle di Bruxelles. Fino a questo momento comunque alla Commissione europea
non è giunta alcuna notifica ufficiale dell'operazione Alitalia-Air
France-Klm e quindi Bruxelles continua a non commentare quanto finora emerso in
merito al possibile accordo. Epifani: "Serve una trattativa per dire sì o
no" Il sindacato chiede "margini per una trattativa" sulle
condizioni poste da Air France per l'acquisto di Alitalia
ma, "se non ci fossero ne trarremo le conseguenze". Lo ha detto il
segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, sottolineando che "il
sindacato ha le spalle larghe per dire un sì o un no, con tutte le conseguenze
che ciò comporta". Domani, ha detto ancora Epifani "andremo a capire
qualcosa su una vicenda delle più strane che sia mai capitata al sindacato.
Siamo di fronte ad un processo di ristrutturazione e vendita della compagnia di
bandiera italiana senza che ne sappiamo assolutamente nulla: arriviamo
all'ultimo atto". Il leader della Cgil ha ribadito la speranza che ci
siano margini di trattativa, perchè, ha detto, "è difficile partecipare ad
un lodo mai chiesto". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
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( da "Voce d'Italia, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica "Dall'Alitalia alle pensioni, fino alla politica estera" Veltroni:
"Pdl diviso su tutto" Comizio del leader del Pd a Verbania Verbania,
17 mar.- Dall'Alitalia alle pensioni, fino alla politica estera la “destra è divisa su
tutto”. Con queste parole il leader del Partito democratico Walter Veltroni
attacca il Pdl durante un comizio a Verbania, prima tappa piemontese
della giornata del suo tour elettorale. In cerca di voti al Nord, dove la
battaglia per recuperare i punti di distacco dal partito di Silvio Berlusconi è
più ardua, Veltroni sottolinea le contraddizioni del Popolo delle Libertà,
iniziando dal caso della compagnia aerea di bandiera. “Sull'Alitalia
Fini ha detto sì ad Airfrance, Bossi invece ha detto no. Cosa sarebbe successo
se fossero stati al governo?” E ancora sulla polemica per le dichiarazioni del
leader del Pdl: “Sulle pensioni Berlusconi ha detto che bisogna tornare alla
legge Maroni e tutti i suoi alleati hanno detto no, a cominciare dallo stesso
Maroni. L'ex ministro Martino ha proposto di togliere i militari dal Libano e
inviarli di nuovo in Iraq e tutti gli altri hanno detto di no. Stiamo parlando
di persone che dovrebbero governare questo Paese”. E' duro con i suoi avversari
il candidato premier del Pd: “Votare a destra significa continuare l'ultimo quindicennio
di divisione, frammentazione e confusione che ha contraddistinto la vita
italiana. Noi invece -asserisce- siamo una forza che vuole unire e che, grazie
alla nostra scelta coraggiosa, non dovrà più mediare”.
( da "Quotidiano.net" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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Vacanze Telefonia - Informatica Varie Annunci legali CRISI ALITALIA Ue:
"No agli aiuti di Stato" Il titolo precipita: meno 26,5% Alitalia ha già beneficiato di sostegni: Bruxelles non
accetterà una vendita che comporti aiuti. Il titolo è caduto di oltre il 26%,
scambia pari al 3,2% del capitale. Commenta Bruxelles, 17 marzo 2008 - Nel
giorno in cui il Cda approva l'offerta di Air France-Klm e in cui il governo si
riunisce per varare la proposta francese per Alitalia,
arriva senza mezzi termini il monito della Commissione europea: Bruxelles non
accetterà una vendita che comporti degli aiuti di Stato. Alitalia
ha già beneficiato di sostegni quindi, "non potrà esserci nessun altro
aiuto finanziario - ha detto da Bruxelles un portavoce - a condizioni che non
siano accettabili da un investitore privato". Il Cda di Alitalia,
a conclusione di una lunghissima riunione conclusasi nella notte di ieri, ha
deliberato all'unanimità di accettare l'offerta vincolante di Air France-Klm.
Offerta che valuta la compagnia italiana 139 milioni di euro, "cifra
irrisoria" commentano i giornali francesi stamane. Come consolazione Alitalia manterrà marchio, logo e livrea - così come già
avvenuto per Klm - e avrà un rappresentante nel Cda del gruppo franco-olandese.
Stasera alle 19.00 si riunirà il Consiglio dei ministri che dovrà dare il suo
'ok'. "Oggi c'è una prima riunione - ha spiegato il ministro dei Trasporti
Alessandro Bianchi - e quindi si farà il calendario dei prossimi incontri per
decidere". Stamane il Tesoro ha annunciato di aver
ricevuto le lettere di offerrta da Alitalia (quella
di Alitalia e quella di Air France a Alitalia, ndr) e
di aver iniziato l'esame. L'esecutivo però dovrà ora fare i conti con l'ira dei
sindacati che non hanno digerito che la decisione sia stata presa senza averne
discusso con le forze sociali. Domani sarà a Roma il numero uno della
compagnia transalpina, Jean Cyril Spinetta che insieme all'ad Prato vedrà le
single sindacali. "Sarà il giorno della verità andremo a vedere questo
fantomatico piano che abbiamo letto sui giornali e capiremo se ci può essere o
no il nostro consenso" ha detto il segretario Cgil, Guglielmo Epifani.
"Questa - ha aggiunto polemico - non è una vicenda privata è un problema
che riguarda il paese". "I misteri spesso nascondono cattive
intenzioni che, come nel caso di Alitalia, possono far
male, soprattutto ai lavoratori" ha detto anche Francesco Cavallaro,
segretario generale della Cisal. Mentre il ministro degli esteri, Massimo
D'Alema ha ricordato che l'offerta è 'condizionatà all'ok dei sindacati.
"I sindacati faranno le loro valutazioni, e li ascolteremo con grande
interesse e rispetto. D'altronde l'offerta Air France è condizionata
all'accoglimento da parte dei sindacati; evidentemente neppure Air France vuole
il conflitto con i lavoratori". Per ora a soffrire di più è il titolo di Alitalia che, dopo aver rinviato più volte l'apertura dper
un eccesso di ribasso, scende di quasi il 20% a
( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Come ha spiegato
Paolo Stefanato sul Giornale di oggi Alitalia anziché
essere svenduta sarà praticamente regalata ad Air France. E a rimetterci non
sarà solo Malpensa. Molti si stanno pentendo, non però i ministri dell'attuale
governo. E non è difficile capire perché. Se si analizza con distacco la
vicenda ci si accorge come Bruxelles dietro le quinte abbia spinto per questa
soluzione. Innanzitutto, considerazioni strategiche: è stata Bruxelles a volere
che Air France diventasse la compagnia di riferimento europea. E dunque in
questa logica era auspicabile che Alitalia finisse
nelle mani di Air France-Klm e di conseguenza che l'hub di Parigi assumesse
ancor più importanza con il declassamento di Malpensa. E chi ha condotto nel
governo la trattativa per la cessione? Il ministro del Tesoro Tommaso Padoa
Schioppa, ex membro della Banca centrale europea, con la vigile protezione di
Romano Prodi, ex presidente della Commissione europea ovvero due leader
politici che, assieme a Giuliano Amato ed Emma Bonino, sono da sempre
estremamente sensibili agli interessi comunitari. Oggi la Commissione europea
ha pronunciato un secco no alla concessione di nuovi aiuti di Stato. Il
portavoce del commissario ai trasporti Jacques Barrot (un francese) ha
ricordato che Alitalia ha già beneficiato in passato
di aiuti di Stato e quindi, in base al principio "una volta, ultima
volta" non potrà più ricevere questo genere di sostegno. Il tempismo è
perfetto: mentre l'Italia scopre con sconcerto l'inganno ed è tentata dal dire
di no, la Commissione europea la mette con le spalle al muro: o dice sì
all'offerta o Alitalia dovrà fallire. Prodi e Padoa
Schioppa naturalmente non manifestano rimorsi, né dubbi. Anzi, il premier
uscente intima alla Sea di ritirare la richiesta di indennizzo danni rivolta ad
Alitalia, come desiderato da Air France. Risponde
presente, una volta di più. Un'operazione magistrale, complimenti alla lobby
europea. Scritto in Italia Commenti ( 7 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su
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Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Boicottare le
Olimpiadi crea confusione? Secondo il nostro ministro degli Esteri Massimo
D'Alema disertare le Olimpiadi per mandare un messaggio alla Cina sul Tibet
potrebbe "dividerci e far confusione". Io capisco l'imbarazzo della
diplomazia in questi frangenti, ma perchè un boicottaggio dovrebbe "far
confusione"? O si è favorevoli per ragioni umanitarie o si è contrari per
ragioni di opportunità politica ed economica. Qual è la posizione dell'Italia?
La confusione mi sembra la stia creando D'Alema, forse travolto dal vociare di
queste ore. Improvvisamente tutti si occupano di Tibet: molti eponenti del Pdl
e della Sinistra arcobaleno invocano il boicottaggio, il Pd medita, Cossiga è
contrario e ancora una volta provoca: "Vorrei comprendere il motivo per il
quale tutti protestano per le misure forti con le quali i governi di Pechino e
di Nuova Delhi cercano di ristabilire l'ordine nei propri territori, mentre
quasi tutti tacciono sulla repressione giudiziario-poliziesca del Governo di
Madrid nei Paesi Baschi". In queste ore il mio cuore è con il Dalai Lama e
con il popolo tibetano, ma ho l'impressione che, anche volendo, l'Occidente non
possa permettersi il boicottaggio e che si sia rassegnato a convivere con
questa Cina, capitalista e dittatoriale. E allora, a dispetto dell'emozione, ho
l'impressione che finirà come in Birmania. Un bagno di sangue, qualche
settimana per dimenticare e amici come prima. AGGIORNAMENTO IMPORTANTE: il
Dalai Lama dice no al boicottaggio dei Giochi Olimpici, in quanto punirebbe
ingiustamente il popolo cinese, mentre solo il governo di Pechino è
responsabile di quello che ha definito un "genocidio culturale". E a
questo punto cosa si deve fare: insistere comunque per il boicottaggio o
seguire l'invito del Dalai Lama? Scritto in cina Commenti ( 45 ) " (2
voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello
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13Mar 08 Un (osceno) baratto tra Stati Uniti e Cina? Chi segue i mercati
finanziari sa che i rapporti tra Stati Uniti e Cina sono vincolati da un
interesse reciproco: l'America è il principale sbocco della produzione
industriale cinese, in cambio Pechino finanzia il deficit statunitense
comprando a man bassa titoli di Stato. Ma la crisi finanziaria sembra aver
rotto l'equilibrio e non certo a favore di Washington. In queste ore gli Usa
appaiono molto vulnerabili: politicamente perché sono in piena campagna per le
presidenziali, economicamente perché sono in recessione e con il sistema
finanziario sotto sopra, militarmente perché l'esercito appare demotivato e
diviso (vedi le dimissioni dell'ammiraglio William Fallon, 63 anni, comandante
delle forze Usa in Medio Oriente). Qualcuno si chiede se siano ancora una
superpotenza, certo sono in crisi come raramente è capitato nella storia
recente. E in questo contesto lascia allibiti la notizia che il Dipartimento di
Stato ha tolto la Cina dalla lista nera dei Paesi che violano i diritti umani.
Ma come? Qualche mese fa Bush conferiva la massima onoreficenza al Dalai Lama e
proprio nel momento in cui il leader spiriturale tibetano denuncia la brutale
repressione dei cinesi in Tibet, l'America assolve Pechino? Basta leggere il
rapporto per rendersi conto dell'assurdità della decisione. Nel testo infatti
si riconosce che: "La Cina soffoca qualunque tipo di libertà di
espressione, nega ai suoi cittadini i più elementari diritti umani, censura
internet, arresta i blogger, sorveglia i giornalisti stranieri, se è il caso li
intimidisce". Inoltre "stritola la libertà religiosa nel Tibet
buddista e nello Xinjiang musulmano, spedisce chi protesta ai lavori forzati,
tortura i prigionieri con i peggiori strumenti partoriti dalla crudeltà umana,
strappa confessioni per delitti mai commessi, li condanna preferibilmente senza
processo". Ciò nonostante non è più nell'elenco dei cattivi. Perché? Il
governo americano ha più che mai bisogno dei fondi cinesi (anche di quelli
sovrani) per tamponare lo scandalo subprime, mentre Pechino nell'anno delle
Olimpiadi ha urgenza di migliorare la propria immagine internazionale. Quella
strana assoluzione del Dipartimento di Stato equivale a una benedizione.
Dobbiamo sopettare un (osceno) baratto tra i due Paesi? Scritto in cina, gli
usa e il mondo Commenti ( 23 ) " (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo
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( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 11 del 2008-03-17
pagina 0 Marcegaglia: tagliare la spesa improduttiva di Redazione Il presidente
designato di Confinduatria critica la "concertazione che media al
ribasso". Caso Alitalia: no al taglio dei voli a Malpensa Belluno - L'Italia non deve
solo fare sistema ma deve aggiungere un altro slogan: "trovare il sistema
di fare". A cominciare dal "taglio della spesa pubblica
improduttiva". Ne è convinta il presidente designato di Confindustria,
Emma Marcegaglia, consapevole che si tratta di "un provvedimento
impopolare che implica tagliare posti di lavoro e privilegi, tagliare
Enti inutili per investire in infrastrutture materiali e immateriali. Si tratta
- ha detto alla platea degli imprenditori della Provincia di Belluno e ai
presidenti degli industriali del Veneto - di un'operazione complessa e lunga ma
necessaria". Soffermandosi sulla riforma della Pubblica amministrazione,
Emma Marcegaglia, ha aggiunto che anche il tema dell'università è centrale e ha
osservato che "i ministri che si sono succeduti al Governo hanno lasciato
lettera morta di queste riforme. Dobbiamo avere una visione di medio termine -
ha continuato - la quale implichi che le cose ben fatte da un Governo non
debbano essere cancellate dal successivo. Le riforme si possono fare in un arco
temporale che vada dai 10 ai 15 anni, avendo anche la forza di rispondere a
contrasti perché accontentare tutti ai tavoli di concertazione con mediazioni a
ribasso non porta a nulla. Questo Paese non ha più tempo da perdere - ha
scandito dal palco del Teatro Comunale di Belluno - non può più rinviare le
decisioni e deve guardare in faccia i problemi che riguardano la formazione, la
scuola e l'innovazione che sono tutti temi sui quali dobbiamo lavorare".
"No alla concertazione che media al ribasso" Rilanciare lo sviluppo
del Paese da "protagonisti uscendo dai tavoli di concertazione che
livellano al ribasso", ha poi detto Emma Marcegaglia. "Dobbiamo
essere protagonisti del cambiamento del Paese, vogliamo contribuire con idee e
progetti mettendoci la faccia, vogliamo essere parte attiva e seria e concreta
ma anche voce critica che denuncia situazioni di veti e privilegi che ci
condannano a una crescita bassa. Saremo presenti e forti per partecipare non in
una logica di concertazione che media al ribasso ma per migliorare il Paese. Ci
vorrà tempo, ma l'Italia riuscirà a risalire da questa china che non voglio
definire declino". Per l'imprenditrice mantovana l'Italia "ha bisogno
di premiare il merito. Non si può andare verso una logica di uguaglianza che
porta a inefficienze generali - ha aggiunto parlando alla platea degli
imprenditori - bisogna premiare i manager migliori e chi lavora di più e fa
meglio". Sarà fondamentale combattere "il livellamento verso il basso
che ci condanna a non crescere". "No allo smantellamento dei voli da
Malpensa" Il presidente designato di Confindustria, prende anche atto
della proposta di Air France per l'acquisto di Alitalia
ma, da Belluno, dove ha preso parte all'Assemblea generale degli industriali,
mette in guardia a margine dell'incontro: "è importante, dal mio punto di
vista - ha spiegato la Marcegaglia -, che non si vada a uno smantellamento dei
voli del Nord da Malpensa perché questo sarebbe un danno molto pesante per il
Nord Italia". "Mi pare che la proposta di Air France sia stata
accettata - ha aggiunto il futuro presidente di Confindustria - l'attuale
piano, così come è, prevede una grossa riduzione di voli da Malpensa, io credo
che ci vorrebbe o una logica di moratoria o qualche cosa che lasci spazio a
Malpensa per ritrovare altre compagnie che vogliano volare da quello
scalo". Tornando a commentare il tema Alitalia e
il piano di riorganizzazione, l'imprenditrice mantovana ha osservato:
"Così com'è il piano di fatto dal primo aprile ci sarà un calo di due
terzi dei voli da Malpensa, fatto - ha concluso - che penalizza non solo
Malpensa ma tutto il Nord Italia". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via
G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 11 del 2008-03-17
pagina 0 Alitalia, Prodi a Sea: ritiri richiesta danni
di Redazione Dopo il fallimento di tre aste e una mattinata di stop per eccesso
di ribasso, le azioni della compagnia di bandiera scivolano a 0,4085 euro.
Stasera cdm straordinario per esaminare l'offerta Air France. Il premier alla
Sea: "Ritirare la richiesta di indennizzo da 1,250 miliardi" Milano -
Air France ha offerto durante il fine settimana una propria
azione contro 160 azioni Alitalia, valutando ogni titolo della compagnia italiana meno di 10
centesimi. Immediata la reazione a piazza Affari dove le azioni Alitalia sono state ammesse sul mercato solo in tarda mattinata per le
continue sospensioni causate dall'eccesso di ribasso. Intanto il premier
Romano Prodi ha intimato alla Sea di ritirare la richiesta dei danni. Il
contratto Il contratto prevede che il Tesoro dia il proprio impegno ad aderire
alle offerte con tutte le azioni e le obbligazioni possedute prima ancora che
le offerte stesse siano lanciate ma l'impegno preventivo che si chiede al
Tesoro perderà ogni efficacia nel caso in cui decidesse di aderire a una
offerta concorrente migliorativa rispetto a quella descritta nel contratto.
Contro la trattativa in esclusiva di Alitalia con Air
France aveva presentato ricorso nei giorni scorsi la compagnia aerea italiana
AirOne sostenuta da Intesa SanPaolo. Al momento l'ufficio stampa di AirOne
preferisce non commentare. Ma una fonte vicina al gruppo dell'imprenditore
abruzzese Carlo Toto dice che "la società in questo periodo è concentrata
sul suo sviluppo stand alone". Il titolo crolla Per tutta la mattinata il
titolo Alitalia è rimasto sospeso dopo aver fallito
tre aste, prima dell'apertura e subito dopo l'avvio degli scambi. Il titolo,
che ha segnato un calo teorico del 39,7%, è stato ammesso solo alle 12,45 cedendo
immediatamente il 23,50%. Possibile in giornata un Consiglio dei ministri
straordinario su Alitalia per esaminare l'offerta Air
France-Klm. Intanto Alitalia spiega in una nota che,
nel contratto con Air France-Klm, è previsto che il ministero del Tesoro dia il
proprio impegno ad aderire alle offerte con tutte le azioni e le obbligazioni
possedute prima ancora che le offerte stesse siano lanciate, ma l'impegno
preventivo che si chiede al Tesoro perderà ogni effetto nel caso in cui
decidesse di aderire a una offerta concorrente migliorativa rispetto a quella
descritta nel contratto. "Per gli azionisti e per gli obbligazionisti di Alitalia - si legge nella nota - il contratto prevede che,
al ricorrere di una serie di condizioni, Air France-Klm sarà tenuta a lanciare
due distinte offerte pubbliche rivolte, rispettivamente, a tutti gli azionisti
e a tutti obbligazionisti". La Ue: interventi solo a condizioni di mercato
Qualsiasi intervento pubblico in favore di Alitalia
dovrà rispettare le condizioni di mercato, ovvero essere realizzato a
condizioni non diverse da quelle di un investitore privato. è quanto ha
precisato oggi Michele Cercone, portavoce del commissario Ue ai Trasporti,
Jacques Barrot, in merito all'ipotesi di un prestito ponte da parte del Tesoro emersa
nel quadro della cessione di Alitalia a Air
France-Klm. Il portavoce di Barrot ha quindi ricordato che Alitalia
ha già beneficiato in passato di aiuti di Stato e quindi, in base al principio
"una volta, ultima volta" non potrà più ricevere questo genere di
sostegno. La Commissione Europea vigilerà sul rispetto di questo principio.
Quello del prestito, ha detto ancora Cercone, "non è una questione di
momento in cui viene concesso, ma di condizioni". In ogni caso per
assicurare il positivo esito dell'operazione, ha detto ancora il portavoce di
Barrot, sarebbe più "prudente" per le autorità italiane lavorare in
stretto contatto con quelle di Bruxelles. Fino a questo momento comunque alla
Commissione europea non è giunta alcuna notifica ufficiale dell'operazione Alitalia-Air France-Klm e quindi Bruxelles continua a non
commentare quanto finora emerso in merito al possibile accordo. Epifani:
"Serve una trattativa per dire sì o no" Il sindacato chiede
"margini per una trattativa" sulle condizioni poste da Air France per
l'acquisto di Alitalia ma, "se non ci fossero ne
trarremo le conseguenze". Lo ha detto il segretario generale della Cgil,
Guglielmo Epifani, sottolineando che "il sindacato ha le spalle larghe per
dire un sì o un no, con tutte le conseguenze che ciò comporta". Domani, ha
detto ancora Epifani "andremo a capire qualcosa su una vicenda delle più
strane che sia mai capitata al sindacato. Siamo di fronte ad un processo di
ristrutturazione e vendita della compagnia di bandiera italiana senza che ne sappiamo
assolutamente nulla: arriviamo all'ultimo atto". Il leader della Cgil ha
ribadito la speranza che ci siano margini di trattativa, perchè, ha detto,
"è difficile partecipare ad un lodo mai chiesto". Il monito del
Professore Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha chiesto alla Sea di
ritirare la richiesta di indennizzo da 1,250 miliardi all'Alitalia
come risarcimento per i danni subiti con l'abbandono di Malpensa. Secondo un
lancio di Radiocor, la richiesta sarebbe, infatti, stata avanzata "in modo
fermo" dal Professore tanto da sembrare la risposta ad una delle
condizioni poste da Air France-Klm nell'offerta su Alitalia.
© SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.