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DOSSIER “ALITALIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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top          ARTICOLI DEL  17-3-2008       #TOP


IN EVIDENZA

Alitalia: l'Ue, no ad aiuti di Stato La Commissione: il prestito di 300 milioni di euro venga fornito dal Tesoro a condizioni di mercato. Il titolo della compagnia di bandiera crolla e rimane sospeso a lungo in borsa

 

MILANO - Alitalia «non può beneficiare di nuovi aiuti a condizioni diverse da quelle che seguirebbe un investitore privato». Michele Cercone, portavoce del commissario per i Trasporti, ha commentato così il prestito da 300 milioni previsto nell’offerta di Air France su Alitalia, come evidenziato nella lettera del presidente della compagnia di bandiera Maurizio Prato al ministro dell'Economia Padoa-Schioppa.

Cercone ha spiegato che sarebbe «prudente che le autorità italiane lavorassero a stretto contatto con la Commissione per assicurare il buon esito dell’operazione».

IL PARERE DI BRUXELLES - Il portavoce del commissario ai Trasporti Barrot ha quindi ricordato che Alitalia ha già beneficiato in passato di aiuti di Stato e quindi, in base al principio "una volta, ultima volta" non potrà più ricevere questo genere di sostegno. La Commissione Europea vigilerà sul rispetto di questo principio. Quello del prestito, ha detto ancora Cercone, «non è una questione di momento in cui viene concesso ma di condizioni». In ogni caso per assicurare il positivo esito dell'operazione, ha detto ancora il portavoce di Barrot, sarebbe più «prudente» per le autorità italiane lavorare in stretto contatto con quelle di Bruxelles. Fino a questo momento comunque alla Commissione europea non è giunta alcuna notifica ufficiale dell'operazione Alitalia-Air France-Klm e quindi Bruxelles continua a non commentare quanto finora emerso in merito al possibile accordo.

SINDACATI - Sul fronte sindacale, martedì comincerà la trattativa tra Air France e le organizzazioni dei lavoratori. Il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani ha dichiarato: «Domani sarà il giorno della verità andremo a vedere questo fantomatico piano che abbimo letto sui giornali e capiremo se ci può essere o no il nostro consenso. Questa - ha aggiunto Epifani - non è una vicenda privata è un problema che riguarda il paese. Il sindacato è pronto ad assumersi trasparentemente le sue reposabilità. Bisogna capire se ci possono essere margini di trattativa». Il segretario della Cgil ha criticato il confronto che in questa fase e avvenuto solo tra i cda di Alitalia e Air France, con il governo «ma non con i sindacati. Questo è un fatto unico in Europa, non si è mai visto da nessuna parte».

CROLLA IL TITOLO - Dopo l'offerta di acquisto di Air France oggi alla riapertura dei mercati il titolo della compagnia di bandiera veniva sospeso al ribasso e segnava un calo teorico del 43,63% al momento dell'apertura.
L'offerta prevede il lancio di una Ops sul 100% dei titoli Alitalia con un concambio di un'azione Air France per ogni 160 azioni della società italiana. In apertura il titolo Alitalia, che veniva sospeso per eccesso di ribasso, segnava un calo teorico a 0,3010 euro, mentre a Parigi Air France era in calo dell'1,44 circa a 15,77 euro. A questi prezzi le azioni Alitalia venivano valorizzate a circa 0,098 euro.
Successivamente Alitalia riusciva a fare prezzo a 0,3505 euro (-34,36%) ma poi veniva di nuovo sospesa per eccesso di ribasso tra contratti. Man mano che si susseguivano le aste di pre-apertura, si riduceva il calo teorico delle azioni, che alla fine facevano segnare prezzo. Alle 15.40 stavano perdendo il 27,53%.

POLITICI DISCORDI - Intanto il giudizio sull'offerta di Air France per l'acquisto di Alitalia divide il mondo politico. «I sindacati faranno le loro valutazioni, ascolteremo con grande interesse e rispetto. D'altronde l'offerta Air France è condizionata all'accoglimento da parte dei sindacati; evidentemente neppure Air France vuole il conflitto con i lavoratori» ha dichiarato il vicepresidente del consiglio, Massimo D'Alema.
Più critico il leader del'Italia dei Valori Antonio Di Pietro per il quale l’ok del cda di Alitalia all'offerta di Air France-Klm è un danno per il Paese e "umilia" un hub come Malpensa la cui rinuncia sarebbe «un omicidio politico ed economico». «Si tratta infatti di una proposta - ha spiegato il ministro delle Infrastrutture - finalizzata unicamente al profitto proprio dell`offerente, che rappresenta un danno per la Compagnia, per le maestranze e per tutto il paese". "Soprattutto - ha aggiunto Di Pietro - il piano presentato dai francesi umilia un hub importante come Malpensa, che da solo vale 10 volte Alitalia e nei confronti del quale, a prescindere dal momento elettorale, dovremmo oggi impegnarci tutti per salvaguardarne le potenzialità. Lo dico a ragion veduta - ha concluso il Ministro - perché in questi due anni ho investito le migliori risorse del ministero per completare le infrastrutture di accessibilità a Malpensa. Si tratterebbe insomma di un omicidio politico ed economico rinunciare a questo scalo proprio ora».
Diverso invece il parere del leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini: «Crediamo, in primo luogo, che i destini di Malpensa vadano slegati da quelli di Alitalia. Poi, riteniamo che Alitalia debba stare sul mercato e non possa più essere assistita dallo Stato».


17 marzo 2008

 


Report "Alitalia 2"

IL TEST BIPARTISAN DI ALITALIA ( da "Stampa, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: della sua coalizione elettorale continuano a dichiarare di voler salvaguardare l'italianità di Alitalia. Sorprende semmai che Air France, nonostante l'insostenibile lunghezza di questa operazione, sia rimasta in corsa fino all'ultimo. Alitalia ha distrutto negli ultimi 15 anni circa 15 miliardi di euro, poco meno di due volte le risorse mobilizzate dall'ultima manovra finanziaria.

Apparentemente la trattativa dovrebbe essere chiusa. Air France-Klm ha fatto l'offerta, Alitali ( da "Stampa, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 25 miliardi di danni ad Alitalia per i tagli allo scalo, i franco-olandesi avevano chiesto ad Alitalia di accantonare una cifra congrua. Scartata questa ipotesi (Alitalia presto non avrà i soldi nemmeno per gli stipendi), nella lettera di impegno Air France-Klm chiede "una soluzione per l'eliminazione del rischio relativo al contenzioso".

La parola Alitalia sparisce dalla ragione sociale della holding: Valuteremo ( da "Stampa, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: IL NOME DUBBI SUL COMITATO La parola Alitalia sparisce dalla ragione sociale della holding: "Valuteremo" Il testo non garantisce il diritto di veto promesso ai consiglieri italiani.

Crac Parmalat/1 La giustizia lenta Con molta calma è iniziato il processo per il crac ( da "Stampa, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Diciamo che il '68 ha trovato terreno fertile nell'insipienza dei politici e delle classi dirigenti che ci ritroviamo a nutrire. La situazione dell'Alitalia, affossata dai sindacati e dall'incompetenza dei dirigenti, è solo uno dei molti casi in cui appare dominante il miscuglio di cinismo e isteria ideologica. LUCA TURATI.

"Proposta umiliante Costerà cara al Paese" ( da "Stampa, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: salveremo Alitalia e il Paese. Invece è una debacle, una Caporetto. Il prezzo di un'azione Alitalia è crollato sotto i 10 centesimi; Air France vuole scambiare ogni sua azione con 160 Alitalia; le obbligazioni valgono molto meno del valore di mercato ma, soprattutto, vengono chiesti sacrifici enormi sull'occupazione.

"Attenti, il sindacato non regalerà il suo sì" ( da "Stampa, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ormai il destino di Alitalia sembra segnato, e il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, per la storia confessa quella che sarebbe stata la sua soluzione preferita per la cessione della compagnia di bandiera. E ribadisce la sua insoddisfazione per l'operato del governo Prodi.

La società terrà i colori della livrea il marchio, il logo e un ruolo autonomo ( da "Stampa, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: erano disposti ad offrire un'azione Air France-Klm ogni settanta Alitalia: circa 35 centesimi ad azione. Sabato, l'offerta vincolante accettata dal consiglio di amministrazione Alitalia propone l'acquisto di un'azione Air France-Klm contro 160. Ai prezzi di venerdì, è poco meno di dieci centesimi ad azione: per l'esattezza nove virgola nove.

"Tra quattro anni meno disparità" ( da "Stampa, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "In aereo se voli Alitalia non ti danno nemmeno la salvietta rinfrescante", cerca di consolarsi questo uomo d'affari con la mazzetta di giornali sotto il braccio. Di libri se ne vedono pochi. Assicura l'assistente di linea di Trenitalia: "I passeggeri sono uomini d'affari che vogliono arrivare a Roma in orario.

I manager con l'ufficio a 350 km all'ora ( da "Stampa, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: MOLTO MEGLIO DELL'AEREO IL CONSULENTE I manager con l'ufficio a 350 km all'ora Il gioiello di Trenitalia sfreccia da Milano a Roma Poltrone, personale zelante, quotidiani e pranzo "L'Alitalia non ti dà neanche la salvietta per le mani E da qui puoi telefonare" "Servirebbero più prese elettriche sulle carrozze non bastano mai per tutti".

IL DANNO È FATTO ( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per la prima volta, che l'ingresso di Alitalia nella holding franco-olandese significherebbe anche la chiusura, entro il 2010, del settore all-cargo che a Milano è fondamentale. Prodi "dica no ad Air France, questa è la svendita di Alitalia e il funerale di Malpensa", dice l'assessore regionale Raffaele Cattaneo.

Alitalia dice sì Via libera dal cda. Cgil, Cisl ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 17-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: dal ministero dell'Economia all'Alitalia, in attesa che si perfezioni l'acquisto. A Parigi il tutto costerà 1,7 miliardi di euro, considerando le due offerte previste sul capitale e sulle obbligazioni. Ma Air France chiede anche che si metta al riparo Alitalia dalla richiesta di risarcimento danni intentata, per 1,2 miliardi di euro,

Un danno molto grave e un'umiliazione per il Paese ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 17-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: senza neanche prendersi la responsabilità civile di parlarne ai veri proprietari di Alitalia, i cittadini italiani. Nel complesso uno scenario kafkiano". Cosa accadrà a Malpensa? "Rispetto a questo massacro di Alitalia, che colpisce tutto il Paese, non vedo colpi particolari. Air France almeno ha avuto la decenza di dire che aspetteranno l'assenso del nuovo Governo.

Di ALESSANDRO FRANZI - MILANO - AIR FRANCE-KLM mette le carte sul ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 17-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: dal ministero dell'Economia all'Alitalia, in attesa che si perfezioni l'acquisto. A Parigi il tutto costerà 1,7 miliardi di euro, considerando le due offerte previste sul capitale e sulle obbligazioni. Ma Air France chiede anche che si metta al riparo Alitalia dalla richiesta di risarcimento danni intentata, per 1,2 miliardi di euro,

Alitalia dice oui all'offerta Air France Sindacati in rivolta La compagnia valutata poco; crescono gli esuberi e gli acquirenti pongono condizioni. Ma il cda accetta Formigoni: Cos ( da "Nazione, La (Nazionale)" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: IL PIANO Alitalia dice "oui" all'offerta Air France Sindacati in rivolta La compagnia valutata poco; crescono gli esuberi e gli acquirenti pongono condizioni. Ma il cda accetta Formigoni: "Così tutto il Paese viene umiliato" - -->.

Alitalia, l'ira dei sindacati ( da "Repubblica, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Napolitano richiama i partiti Alitalia, l'ira dei sindacati Berlusconi frena sulle pensioni: ma attenti ai brogli ROMA - Dopo il via libera del Cda di Alitalia ad Air France, esplode l'ira dei sindacati: "Messi con le spalle al muro". Ma il governo va verso il sì. Intanto Berlusconi frena sulle pensioni e denuncia: "Attenti ai brogli".

Il centrodestra in ordine sparso via libera da an, no della lega - fulvio totaro ( da "Repubblica, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il sì alla proposta di Air France su Alitalia rompe il fronte del Popolo della libertà, nel centrodestra. Dopo la dichiarazione di Emma Marcegaglia, presidente designato di Confindustria, che nei giorni scorsi aveva messo da parte il problema dell'italianità, il via libera all'offerta vincolante dei francesi ha mosso le acque nella coalizione di Berlusconi,

Ma al tesoro ancora non si brinda "guai se resta il ricorso di malpensa" - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ma con Alitalia in queste condizioni gli 0,099 euro ad azione che Air France è disposta a pagare per Alitalia non sono più un problema. Lo sconto sui bond? Arrivati a questo punto, ammettono al Tesoro, non si può più sottilizzare. I sindacati? Certo il percorso non è in discesa, spiegano in via XX Settembre,

I piloti sul piede di guerra "pronti a far saltare tutto" ( da "Repubblica, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ROMA - "Se il documento firmato dal cda Alitalia non dovesse cambiare, noi piloti non firmeremo alcun accordo. Anzi, saremo pronti allo scontro". Il no al progetto francese che azzera i servizi cargo mette sul piede di guerra Fabio Berti, il leader dell'Anpac, l'associazione che raccoglie gran parte dei comandanti italiani.

Alitalia ai francesi, la rabbia dei sindacati - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Un cda fiume e dai toni drammatici ha dato il via libera all'offerta per Alitalia. Air France è sempre più vicina all'acquisizione a poche ore dalla decisione del Tesoro, anche se monta nel sindacato l'opposizione ad una proposta giudicata "al ribasso". La buona notizia è che il tricolore e il marchio Alitalia avranno la stessa dignità all'interno del nuovo gruppo aereo.

Il volo diretto per new york farà scalo in costa azzurra - paolo griseri ( da "Repubblica, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la fusione tra Alitalia e Air France sembra aprire nuove prospettive per lo scalo torinese. All'inizio dell'anno Arcamone aveva incontrato il sindaco Chiamparino e il presidente di Sagat Maurizio Montagnese. L'idea del collegamento diretto con gli Stati Uniti aveva interessato i vertici dell'aeroporto torinese che avevano messo a disposizione gli studi dei loro uffici commerciali.

Il volo torino- new york farà sosta in costa azzurra - paolo griseri ( da "Repubblica, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Arcamone aveva lanciato per primo l'idea di un volo diretto Torino-New York, l'Alitalia aveva contattato il manager per avere maggiori dettagli sull'iniziativa. A sua volta la Gm ha fatto un po di conti. Le spese per i viaggi intercontinentali dei suoi manager torinesi sono di oltre 500 mila euro all'anno ai quali si devono aggiungere 200.

Malpensa, la rivolta del nord ( da "Repubblica, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il rilancio è possibile Il via libera del cda di Alitalia alla fusione con Air France rilancia l'allarme Malpensa, in particolare da Forza Italia e Lega. "è una Caporetto del governo", dice il presidente della Regione Roberto Formigoni, mentre il leghista Davide Boni teme un "momento molto buio per l'intero sistema aeroportuale".

Logo e livrea col tricolore e un consigliere per 6 anni ( da "Repubblica, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Un ruolo rafforzato dalla presenza nel cda di Air France-Klm-Alitalia di un consigliere italiano scelto dal Tesoro, la cui durata è fissata in 6 anni, che saranno "rinnovabili" solo con l'assenso del vertice del colosso aereo. Sull'assetto societario ieri sera la Consob ha chiesto precisazioni e Alitalia è stata costretta ad inviare all'azionista di riferimento,

Pasti e poltrone di lusso ma solo per il business ( da "Repubblica, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: offerta francese non vincola Alitalia solo a tagli e risparmi. C'è una parte altrettanto importante dedicata al rilancio del "brand", dello stile Alitalia ormai ingrigito dai molti anni di crisi. Un'operazione di rinnovamento che riguarderà gli interni delle cabine, i colori utilizzati a bordo degli aerei, gli apparati elettronici a disposizione dei passeggeri.

Marchio italiano ma 3 anni di tagli e addio alle merci ( da "Repubblica, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il progetto arrivato sul tavolo del cda Alitalia parla in particolare del rinnovo della flotta. Dopo quella data, infatti, Alitalia dovrebbe pensionare gradualmente i vecchi B767 e gli Md80, sostituendoli con aerei di nuova generazione. Ma quanti ne arriveranno e per quali destinazioni decolleranno verrà stabilito in concreto solo tra un paio d'anni.

Con la rinuncia al cargo nuovo colpo per malpensa ( da "Repubblica, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 500 lavoratori del gruppo Alitalia. Gli esuberi annunciati dai franco-olandesi nell'offerta vincolante presentata venerdì, sarebbero a quota 1.600. Una cifra che però non spiega in quali settori andranno a realizzarsi. Nessuna spiegazione invece, per adesso, sul futuro dei dipendenti di Az Servizi: indiscrezioni parlano di circa 4.

Su AlitaliaPdl diviso,sindacatiall'attacco ( da "Secolo XIX, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia vale appena 138 milioni, ma per concluderne l'acquisizione Air France dovrà sborsare complessivamente 1,7 miliardi. L'offerta è però condizionata: dal sì dei sindacati e del governo, all'azzeramento del ricorso Sea su Malpensa. Che non sarà l'hub internazionale, perché la scelta cade su Fiumicino.

Ma c'era un'altra Strada? ( da "Unita, L'" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia non c'è una fila di compagnie, investitori o cordate che si accalcano per poterla rilevare. Non c'è nessuno che abbia un piano credibile con i soldi, l'esperienza e le relazioni internazionali per assicurarne la realizzazione. C'è solo Air France-Klm la cui offerta ha ricevuto un parere favorevole da parte del consiglio di amministrazione al termine di una riunione la cui

Alitalia-Air France: 1600 esuberi Epifani: siamo con le spalle al muro ( da "Unita, L'" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: edizione del Alitalia-Air France: 1600 esuberi Epifani: siamo con le spalle al muro L'ok di Alitalia ad AirFrance-Klm c'è. Quello dei sindacati no. Anche perché nel piano dei francesi è sì previsto 1 miliardo per ricapitalizzare e il mantenimento del tricolore su aerei e divise del personale, ma anche una forte riduzione del costo del lavoro.

Dalle condizioni al board Ecco i punti principali ( da "Unita, L'" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La proposta di Air France-Klm prevede un'offerta pubblica di scambio sul 100% delle azioni di Alitalia in base alla quale verranno permutate 160 azioni Alitalia con una azione Air France-Klm. È prevista anche un'offerta pubblica di acquisto sul 100% delle obbligazioni convertibili a 0,3145 euro, pari al prezzo di mercato del 14 marzo 2008.

AirFrance-Klm, Alitalia ha detto sì Il via libera del cda dopo 16 ore di riunione. Adesso la parola a governo e sindacati ( da "Unita, L'" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stai consultando l'edizione del AirFrance-Klm, Alitalia ha detto sì Il via libera del cda dopo 16 ore di riunione. Adesso la parola a governo e sindacati.

NEL VIVO Ci sono volute sedici ore di riunione, poi è arrivato il sì del consiglio di ( da "Unita, L'" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: offerta pubblica di scambio per il 100% delle azioni di Alitalia: lo scambio sarebbe di 160 a uno, cioè 160 azioni di Alitalia (8,7 milioni in totale) per un'azione di Air France-Klm, oltre a un'offerta pubblica di acquisto sul 100% delle obbligazioni convertibili Alitalia (prezzo unitario di 0,3145 euro, pari al prezzo di mercato del 14 marzo 2008).

EX POST L'appuntamento resta fissato per domani, le nove sigle sindacali e professionali pr ( da "Unita, L'" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: nove sigle sindacali e professionali presenti in Alitalia dovranno dire la loro sul passaggio di mano della compagnia di bandiera, il loro consenso è stato posto da AirFrance -Klm come condizione necessaria per completare l'operazione. Concertazione ex-post si potrebbe dire: del piano, delle offerte che coinvolgono 18mila lavoratori i sindacati non hanno saputo nulla fino a ieri.

Segue dalla Prima Del resto, poiché i francesi sanno quanto e più di noi che l'uni ( da "Unita, L'" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia), la Aeroporti di Roma (che deve assicurare i servizi sui quali il piano di rilancio deve poter contare), la Sea (perché si risolva il contenzioso aperto dalla inopinata richiesta di risarcimento per la riduzione dei voli Alitalia su Malpensa), la ricontrattazione di alcuni servizi a terra forniti a condizioni più onerose di quelle normali in altri scali internazionali.

Berlusconi: <Veltroni non è credibile> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Non parla di Alitalia ("lasciamo stare, non è il momento"), glissa anche sul capitolo Tibet e Olimpiadi. Il Popolo delle libertà applaude quando attacca a testa bassa la sinistra. Ma a fare breccia sono soprattutto i temi cari al Nord: la sicurezza ("ci sono clandestini a iosa e troppi pochi soldi", è la constatazione);

Alitalia dice sì alle nozze con Air France ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: diritti di traffico di Alitalia, la sottoscrizione di un accordo tra Alitalia e Aeroporti di Roma sui livelli di servizio necessari per l'attuazione del Business Plan 2008-2010, un accordo tra Alitalia, Fintecna ed Alitalia Servizi che preveda la reinternalizzazione in Alitalia di alcune attività e la rinegoziazione di alcune clausole dei contratti di servizio e una soluzione per l'

Stop ai collegamenti poco remunerativi ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: se il piano presentato da Air France-Klm si presenta come un'ancora di salvataggio per Alitalia promettendo il ritorno all'utile in tempi brevi, dall'altra parte sembra evidente una stretta immediata e per tutto il prossimo triennio rispetto al ventaglio dei servizi (voli e posti) a disposizione. Parola d'ordine è "redditività".

Sindacati e piloti danno battaglia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia da un lato e le nove sigle sindacali e professionali dall'altro, che partirà martedì prossimo. E il via libera dei sindacati entro il 31 marzo è una delle condizioni sine qua non per chiudere il contratto di acquisto. Se prima della diffusione ufficiale dei dettagli della proposta di Parigi la potente associazione dei piloti Anpac ha sempre sostenuto strenuamente i vantaggi

Alitalia, <sì> all'offerta di Air France ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Prima Pagina Pagina 2 Protestano i sindacati Alitalia, "sì" all'offerta di Air France Protestano i sindacati --> Il cda di Alitalia dà il via libera alla proposta di Air France-Klm, nonostante i francesi pongano condizioni molto stringenti. E i sindacati annunciano battaglia, così come la Lega Nord che insiste sul salvataggio di Malpensa.

<Alitalia, il governo svende l'economia del Nord> ( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Da sinistra il presidente della Camera Fausto Bertinotti assicura che nella vicenda Alitalia "ci sono elementi per esprimere grande preoccupazione". E poi aggiunge: "Io non credo che si possano trovare buone soluzioni per Alitalia se non si difende il patrimonio occupazionale dell'azienda". Una bocciatura arriva anche da Roberto Calderoli, vicepresidente leghista del Senato.

Bonanni: <Governo inqualificabile, siamo nudi> ( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: lei è l'unico sindacalista che si è sempre schierato contro la cessione di Alitalia ad Air France. Si sente sconfitto? "Sarebbe stata una sconfitta se ci fosse stato un confronto. Ma visto che il governo ha tenuto all'oscuro noi, le forze politiche e persino il Consiglio dei ministri, non la considero una sconfitta.

Malpensa solo low cost e flotta dimezzata Ecco il piano Air France ( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: garantiti i livelli di efficienza richiesti dal piano industriale di Alitalia; un accordo (con Fintecna) per il riassorbimento in Alitalia di attività di handling e manutenzione oggi in capo ad Alitalia Servizi (circa 1.500 persone); una soluzione per sollevare Alitalia dal rischio di dover pagare i danni alla Sea per l'abbandono di Malpensa come hub (se sarà varato un decreto legge,

<Umiliati da Air France, ma il nostro hub risorgerà> ( da "Corriere della Sera" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: invito ad Alitalia a "fermare la desertificazione di Malpensa, cioè il taglio di 44 mila voli l'anno" fino a quando non entrerà in carica il nuovo governo e un avvertimento ad Air France: "Non vedo perché la Sea dopo aver subìto un danno enorme debba fare un favore alla compagnia francese rinunciando all'annunciato ricorso attraverso le vie legali"

Malpensa perde quota <Via anche il traffico cargo> ( da "Corriere della Sera" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: mantenere il portafoglio attuale di diritti di traffico di Alitalia e a continuare a gestire con modalità trasparenti e non discriminatorie ogni futura richiesta da parte di Alitalia per diritti di traffico ". "Il sospetto è che Air France non si accontenti di rompere il matrimonio tra Alitalia e Malpensa e voglia limitare la possibilità di Malpensa di "fidanzarsi" con altre compagnie"

Malpensa, si allarga la crisi Alitalia toglie anche i cargo ( da "Corriere della Sera" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: si allarga la crisi Alitalia toglie anche i cargo La crisi Alitalia fa scomparire anche i cargo da Malpensa. L'offerta Air France per l'assorbimento della compagnia di bandiera prevede la dismissione del traffico merci entro il 2010. Ma a bloccare sul nascere il rilancio di Malpensa potrebbe essere l'impegno che Air France chiede al governo "

La <cura> Air France all'esame del governo ( da "Corriere della Sera" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia resterà compagnia di bandiera, conserverà marchio, logo e livrea, ma dovrà sottostare a una nuova durissima cura dimagrante. Il tutto sempreché l'offerta di francesi ed olandesi, già accettata l'altra notte dal Consiglio dell'Alitalia, vada in porto: le "condizioni di efficacia" da soddisfare sono infinite: sindacali,

Alitalia La vendita ( da "Corriere della Sera" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-17 num: - pag: 6 categoria: BREVI Alitalia La vendita \\ Molte condizioni: Air France vuole davvero comprare? Così il governatore Roberto Formigoni \\ Al governo interessa far vivere Alitalia e valorizzare gli scali, spiega Massimo D'Alema.

L'offerta e il piano ( da "Corriere della Sera" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: uscita dal Cargo Entro il 2010 la flotta Alitalia sarà ridotta da 185 a 137 aeromobili (20 sul lungo raggio, 101 di breve-medio, 16 regionali). Entro la stessa data Alitalia uscirà completamente dal settore Cargo (5 aeromobili). Compagnia di bandiera Alitalia resterà compagnia di bandiera, mantenendo logo, marchio e livrea.

E Parigi vuole un decreto contro il rischio Malpensa ( da "Corriere della Sera" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: del governo a mantenere i diritti di Alitalia e il via libera all'offerta del Tesoro, che però dovrà concedere il prestito ponte all'Alitalia, visto che non ha più un euro in cassa e l'operazione Air France-Klm richiede tempi lunghi. Entro il 31 marzo dovrà arrivare anche il benestare dei sindacati al nuovo piano industriale, 1.

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-17 num: - pag: 6 categoria: A... ( da "Corriere della Sera" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 17 num: - pag: 6 categoria: ALTRI OGGETTI 138 milioni, il valore di Alitalia nel piano Air France 1 miliardo, l'aumento di capitale Alitalia. Dal Tesoro 300 milioni milioni, previsti da Air France per il rilancio 850 -10 200 per cento: il taglio ai passeggeri trasportati da Alitalia voli in più da Milano aRoma alla settimana.

Cura choc e rilancio per Alitalia ( da "Messaggero, Il" del 17-03-2008)
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Abstract: IL PIANO DI AIR FRANCE Tagliati 42 aerei e le tratte che non danno profitto,1.600 esuberi "Cura choc e rilancio per Alitalia" I sindacati sparano a zero: ci lasciano solo le macerie.

SPERIAMO di farcela . Il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, non è fiducioso ( da "Messaggero, Il" del 17-03-2008)
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Abstract: Il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, non è fiducioso. Ma spera di sbagliarsi. Spuntare il consenso dei sindacati sul piano di Air France-Klm rappresenta la tappa più difficile della sua missione. Ma se l'ok non arriverà entro il 31 marzo, per Alitalia non ci sarà appello.

Dodici macchine incendiate nella notte Piromane preso dopo un inseguimento ( da "Corriere della Sera" del 17-03-2008)
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Abstract: in viale Alessandro Marchetti, nei pressi del centro direzionale Alitalia, sono state distrutte una Peugeot 307, una Panda e una Citroen C3. Mezz'ora più tardi, in via Chiusdino, al Trullo, è toccato a una Vw Passat, a una Ford Focus e a un'Audi A4, mentre in largo Henzen sono bruciate una Renault Scenic e una Fiat Bravo.

ROMA - Alle 15 di oggi, alla riunione in via Bellerio convocata per discutere di ( da "Messaggero, Il" del 17-03-2008)
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Abstract: alla riunione in via Bellerio convocata per discutere di Alitalia e Malpensa, Umberto Bossi ha chiamato ad illustrare la situazione Giuseppe Bonomi. Il presidente della società che gestisce gli aeroporti milanesi (Sea), molto vicino al Carroccio, è colui che ha voluto il ricorso per danni contro Alitalia.

ROMA Daremo battaglia , promessa di sindacalisti. Domani andranno all'incon ( da "Messaggero, Il" del 17-03-2008)
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Abstract: Domani andranno all'incontro con i vertici di Air France, Alitalia, Fintecna per capire, discutere, presentare proposte alternative. Da ieri forti anche dell'appoggio dei piloti Anpac. Sono consapevoli, i sindacati, di "essere con le spalle al muro", che la partita è irrimediabilmente perduta. La loro linea del Piave è stata sfondata.

ROMA Il feuilleton della vendita Alitalia sembra senza fine, non smette di superare nuovi sco ( da "Messaggero, Il" del 17-03-2008)
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Abstract: feuilleton della vendita Alitalia sembra senza fine, non smette di superare nuovi scogli senza che sia mai l'ultimo". Così commenta il quotidiano La Tribune nella versione on line il sì all'offerta "poco elevata" di Air France-KLM. Anche Les Echos parla di vicenda lunga e di "valutazione di Alitalia a un livello molto debole".

FIUMICINO - Venderemo cara la nostra pelle . Silvia, da dieci anni centralinista del call ( da "Messaggero, Il" del 17-03-2008)
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Abstract: animo dei lavoratori Alitalia all'indomani della "resa" con Air France. "Il nostro settore, quello della Divisione informatica e parte della manutenzione dice sono quelli che verranno esternalizzati. Siamo quasi in novecento e non possono sbatterci per strada affidandoci ad aziende che magari l'anno dopo si vedono revocato l'appalto.

ROMA Comandante, Fabio Berti, anche i piloti Anpac bocciano il piano Air France. Cos
 ( da "Messaggero, Il" del 17-03-2008)
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Abstract: Ricordo che il cargo è l'unico settore di Alitalia che ha dato buoni risultati a detta anche del suo responsabile". Perchè cambiare allora le carte in tavola? "E quello che non capiamo. Il cargo Alitalia è arrivato al 76%, quello di Air France non arriva al 61% e dunque ha una sovracapacità rispetto al mercato.

Piloti e sindacati pronti a bloccare l'intesa raggiunta ( da "Tempo, Il" del 17-03-2008)
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Abstract: conseguenza dello stato comatoso nel quale è stata ridotta Alitalia", epilogo a cui si è giunti "per le scelte via via operate dall'azionista di riferimento di Alitalia". Per il segretario nazionale della Uiltrasporti, Marco Veneziani, "se la trattativa sarà improntata al prendere o lasciare l'operazione salterà".

Allarme brogli ( da "Tempo, Il" del 17-03-2008)
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Abstract: Gli chiedono di Alitalia: "Lasciamo stare, non è il momento" risponde garbatamente. Nessuna parola su Tibet o sul possibile boicottaggio delle Olimpiadi. La piazza si scalda quando attacca il Pd. Sulla sicurezza, per esempio: "Ci sono clandestini a iosa e troppi pochi soldi".

Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it Alitalia imbarca i ( da "Tempo, Il" del 17-03-2008)
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Abstract: it Alitalia imbarca i ... Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it Alitalia imbarca i francesi a bordo. Il cda della compagnia ha dato il via libera, ieri nella primissima mattina, all'offerta di Air France-Klm. Ma il nuovo proprietario non andrà per il sottile in termini di occupazione.

Alitalia, politica in fugadalle responsabilità ( da "Secolo XIX, Il" del 17-03-2008)
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Abstract: acquisto per Alitalia in una camicia di forza. Valutando la nostra compagnia di bandiera la miseria di 138 milioni di euro, anche se l'operazione nel suo complesso arriva a 1,7 miliardi. Soprattutto, però, i francesi, che hanno sotto il naso la puzza di una mai riposta "grandeur", ci trattano per come ci giudicano: degli straccioni.

Il Pdl si spacca su Alitalia ( da "Secolo XIX, Il" del 17-03-2008)
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Abstract: dossier Alitalia, che è in attesa di una risposta rapida. "Faremo di tutto per tutelare i lavoratori", assicura il ministro Cesare Damiano. Ma la vicenda Alitalia rischia di mettere in difficoltà anche il Pdl, che si presenta diviso all'appuntamento della cessione, prima che un eventuale responso favorevole delle urne trasferisca la patata bollente sulla scrivania di Silvio Berlusconi.

La giornata ( da "Manifesto, Il" del 17-03-2008)
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Abstract: Alitalia Dopo il sì del Cda ad Air France si teme per i 1600 esuberi Il sì del Cda Alitalia all'offerta di Air France è arrivato domenica notte: l'operazione verrebbe a costare 1,7 miliardi di euro, se si considerano le due Opa previste (la prima sul capitale della società, la seconda sulle obbligazioni),

Come sempre accade, la brutalità dei numeri spazza via ogni ( da "Tempo, Il" del 17-03-2008)
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Abstract: offerta di Air France per acquisire l'intero capitale sociale di Alitalia è il segno tangibile del disastro cui è giunta la nostra compagnia di bandiera. I francesi offrono infatti di scambiare una azione Air France-Klm (del valore di 16 euro circa venerdì, alla chiusara dei mercati) con 160 azioni Alitalia (del valore di 0,53 euro venerdì).

Malpensa, futuro low cost: "Settemila i posti tagliati" ( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)
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Abstract: Da sinistra il presidente della Camera Fausto Bertinotti assicura che nella vicenda Alitalia "ci sono elementi per esprimere grande preoccupazione". E poi aggiunge: "Io non credo che si possano trovare buone soluzioni per Alitalia se non si difende il patrimonio occupazionale dell'azienda". Una bocciatura arriva anche da Roberto Calderoli, vicepresidente leghista del Senato.

Candidati dalla memoria troppo corta ( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)
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Abstract: E così fino a Prodi, che non ha saputo fare nulla di più dell'inutile "tavolo per Milano", clamorosamente ignorato, per esempio, nella vicenda Alitalia-Malpensa. Non ci resta che sperare, dunque, che stavolta a Roma ci vada gente senza complessi. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Alitalia, Malpensa low cost e flotta dimezzata ( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)
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Abstract: garantiti i livelli di efficienza richiesti dal piano industriale di Alitalia; un accordo (con Fintecna) per il riassorbimento in Alitalia di attività di handling e manutenzione oggi in capo ad Alitalia Servizi (circa 1.500 persone); una soluzione per sollevare Alitalia dal rischio di dover pagare i danni alla Sea per l'abbandono di Malpensa come hub (se sarà varato un decreto legge,

Bonanni: "Governo inqualificabile, siamo nudi" ( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)
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Abstract: lei è l'unico sindacalista che si è sempre schierato contro la cessione di Alitalia ad Air France. Si sente sconfitto? "Sarebbe stata una sconfitta se ci fosse stato un confronto. Ma visto che il governo ha tenuto all'oscuro noi, le forze politiche e persino il Consiglio dei ministri, non la considero una sconfitta.

La Fed taglia ancora i tassi: euro a 1,59 ( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)
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Abstract: Parigi perde il 2,5%, Francoforte il 2,9%, Londra l'1,8%, Zurigo il 2,6%. A piazza Affari l'S&P/Mib scende del 2,41%, il Mibtel del 2,2%. Sprofonda Alitalia, ancora sospesa. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

I paradossi della campagna elettorale ( da "Voce d'Italia, La" del 17-03-2008)
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Abstract: il piano di salvataggio di Alitalia, sotto le mentite spoglie della teoria dei campioni nazionali - di cui non si sentiva parlare dai tempi dell'ex Governatore di Bankitalia A. Fazio - nasconde in realtà dei calcoli politici di mera convenienza che proprio nulla hanno a che fare col libero mercato (1).

Alitalia, approvata l'offerta Air France ( da "Voce d'Italia, La" del 17-03-2008)
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Abstract: offerta sul web Alitalia, approvata l'offerta Air France Titolo Alitalia sospeso per eccesso di ribasso Milano, 17 mar. – Il cda di Alitalia, dopo 12 ore di riunione, ha dato la sua approvazione all'offerta del gruppo Air France-Klm. L'accordo dovrà passare ora il vaglio del Governo, maggiore azionista della compagnia,

Via libera del Cda al piano Air France ( da "Quotidiano.net" del 17-03-2008)
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Abstract: Informatica Varie Annunci legali ALITALIA Via libera del Cda al piano Air France Notte di lavoro poi il via libera del consiglio di amministrazione di Alitalia all'offerta vincolante di Air France-Klm che prevede un'offerta pubblica di scambio sul 100 per cento delle azioni Roma, 16 marzo 2008 - Via libera del consiglio di amministrazione di Alitalia all'

La Fed taglia ancora i tassi, borse a picco Alitalia sospesa per eccesso di ribasso ( da "Quotidiano.net" del 17-03-2008)
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Abstract: Alitalia sospesa per eccesso di ribasso Il tasso di sconto è sceso dal 3,50% al 3,25 per cento. Intanto JP Morgan ha annunciato la transazione con cui acquisterà Bear Stearns per 2 dollari per azione appena, nel tentativo di salvarla dalla morsa della crisi del credito Commenta New York, 17 marzo 2008 - I titoli Alitalia sono stati sospesi in Borsa con una decisione presa da piazza

ALITALIA-AIR FRANCE, INTESA E ACCUSE ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 17-03-2008)
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Abstract: E rilancia l'allarme brogli Nodi e polemiche per la vendita di Alitalia ad Air France-Klm decisa nella notte di sabato dal cda della compagnia di bandiera italiana. L'operazione costerà ai francesi 1,7 miliardi di euro. L'Alitalia conserverà la bandiera, ma gli esuberi previsti sono di circa 1.600 unità.

Su Alitalia Pdl diviso, sindacati all'attacco ( da "Secolo XIX, Il" del 17-03-2008)
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Abstract: Alitalia vale appena 138 milioni, ma per concluderne l'acquisizione Air France dovrà sborsare complessivamente 1,7 miliardi. L'offerta è però condizionata: dal sì dei sindacati e del governo, all'azzeramento del ricorso Sea su Malpensa. Che non sarà l'hub internazionale, perché la scelta cade su Fiumicino.

Berlusconi lancia l'allarme brogli: "Serve un nostro esercito" ( da "Tempo, Il" del 17-03-2008)
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Abstract: Gli chiedono di Alitalia: "Lasciamo stare, non è il momento" risponde garbatamente. Nessuna parola su Tibet o sul possibile boicottaggio delle Olimpiadi. La piazza si scalda quando attacca il Pd. Sulla sicurezza, per esempio: "Ci sono clandestini a iosa e troppi pochi soldi".

Air France non imbarca 1.600 lavoratori ( da "Tempo, Il" del 17-03-2008)
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Abstract: Stampa alitalia Air France non imbarca 1.600 lavoratori Alitalia imbarca i francesi a bordo. Il cda della compagnia ha dato il via libera, ieri nella primissima mattina, all'offerta di Air France-Klm. Ma il nuovo proprietario non andrà per il sottile in termini di occupazione.

Formigoni: "Roma ci ha svenduto ai francesi" ( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)
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Abstract: concorda con chi è soddisfatto di conservare il marchio e la livrea Alitalia sugli aerei? "Mi sembra un'ulteriore presa in giro. Non è certo un elemento determinante in questo momento. Anzi, tolgano pure il tricolore, così almeno uno sa dove sale. I danni sono enormi per tutto il Paese. Le azioni Alitalia sono già in picchiata, il concambio è ridicolo, le obbligazioni precipitano;

Veltroni: "Nel Pdl sono già divisi su tutto" ( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)
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Abstract: di Redazione Il leader del Pd attacca il centrodestra: "Dall'Alitalia alle pensioni alla politica estera sono divisi su tutti i grandi temi della campagna elettorale". E già pensa a una manifestazione in notturna Verbania - Dall'Alitalia alle pensioni alla politica estera, per il candidato leader del Partito democratico Walter Veltroni la "destra è divisa su tutto".

Alitalia a picco: il titolo perde il 23,50% ( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Air France ha offerto durante il fine settimana una propria azione contro 160 azioni Alitalia, valutando ogni titolo della compagnia italiana meno di 10 centesimi. Immediata la reazione a piazza Affari dove le azioni Alitalia sono state ammesse sul mercato solo in tarda mattinata per le continue sospensioni causate dall'eccesso di ribasso.

Anche Turigliatto lascia Vespa ( da "Opinione, L'" del 17-03-2008)
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Abstract: di Michele Santoro ha dedicato la puntata al caso Alitalia, con un focus particolare sulla sorte che spetterà all'aeroporto di Malpensa se la compagnia aerea passasse nelle mani di Air France. A dibattere in studio c'erano il governatore della Lombardia Formigoni, il Ministro dei Trasporti Bianchi, Roberto Maroni e Piero Fassino, alla visione c'erano invece 3.

Veltroni: "La destra è divisa su tutto Noi sì che non dovremo mediare" ( da "Quotidiano.net" del 17-03-2008)
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Abstract: "Su Alitalia, Fini ha detto sì ad Air France, Bossi no, che cosa avrebbero fatto se fossero stati al governo?". E sulle Olimpiadi: "Boicottarle non è la soluzione" Commenta Roma, 17 marzo 2008 - Dall'Alitalia alle pensioni fino alla politica estera la "destra è divisa su tutto".

Alitalia, il monito della Ue: "Non accetteremo aiuti di Stato" ( da "Quotidiano.net" del 17-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stamane il Tesoro ha annunciato di aver ricevuto le lettere di offerrta da Alitalia (quella di Alitalia e quella di Air France a Alitalia, ndr) e di aver iniziato l'esame. L'esecutivo però dovrà ora fare i conti con l'ira dei sindacati che non hanno digerito che la decisione sia stata presa senza averne discusso con le forze sociali.

Alitalia a picco. La Ue: "No aiuti di Stato" ( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)
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Abstract: Air France ha offerto durante il fine settimana una propria azione contro 160 azioni Alitalia, valutando ogni titolo della compagnia italiana meno di 10 centesimi. Immediata la reazione a piazza Affari dove le azioni Alitalia sono state ammesse sul mercato solo in tarda mattinata per le continue sospensioni causate dall'eccesso di ribasso.

Veltroni 'Pdl diviso su tutto' ( da "Voce d'Italia, La" del 17-03-2008)
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Abstract: Alitalia alle pensioni, fino alla politica estera" Veltroni: "Pdl diviso su tutto" Comizio del leader del Pd a Verbania Verbania, 17 mar.- Dall'Alitalia alle pensioni, fino alla politica estera la “destra è divisa su tutto”. Con queste parole il leader del Partito democratico Walter Veltroni attacca il Pdl durante un comizio a Verbania,

Ue: "No agli aiuti di Stato" Il titolo precipita: meno 26,5% ( da "Quotidiano.net" del 17-03-2008)
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Abstract: Stamane il Tesoro ha annunciato di aver ricevuto le lettere di offerrta da Alitalia (quella di Alitalia e quella di Air France a Alitalia, ndr) e di aver iniziato l'esame. L'esecutivo però dovrà ora fare i conti con l'ira dei sindacati che non hanno digerito che la decisione sia stata presa senza averne discusso con le forze sociali.

Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea ( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)
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Abstract: 1 Emails Ultime discussioni Giorgio Tomasi: Ma si facciamo falire l'Alitalia. Nessuno si rende conto che abbiamo una muca che mangia molto... Marcello Foa: Caro Marcello b io non do la colpa all'Europa della crisi di Alitalia; ma osservo che il nostro... marcello b.: Le colpe dello stato in cui Alitalia si trova e dell'abbandono di Malpensa non sono.

Marcegaglia: tagliare la spesa improduttiva ( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)
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Abstract: Alitalia: no al taglio dei voli a Malpensa Belluno - L'Italia non deve solo fare sistema ma deve aggiungere un altro slogan: "trovare il sistema di fare". A cominciare dal "taglio della spesa pubblica improduttiva". Ne è convinta il presidente designato di Confindustria, Emma Marcegaglia, consapevole che si tratta di "un provvedimento impopolare che implica tagliare posti di lavoro

Alitalia, Prodi a Sea: ritiri richiesta danni ( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)
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Abstract: Air France ha offerto durante il fine settimana una propria azione contro 160 azioni Alitalia, valutando ogni titolo della compagnia italiana meno di 10 centesimi. Immediata la reazione a piazza Affari dove le azioni Alitalia sono state ammesse sul mercato solo in tarda mattinata per le continue sospensioni causate dall'eccesso di ribasso.


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IL TEST BIPARTISAN DI ALITALIA (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 17-03-2008)

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Tito Boeri IL TEST BIPARTISAN DI ALITALIA Air France-KLM ha voluto, dunque, accelerare i tempi. Non sorprende, dato che l'azienda ha liquidità sufficiente per continuare ad operare solo fino a giugno. Non sorprende, dato che Silvio Berlusconi solo una settimana fa aveva adombrato l'intenzione di rimettere tutto in discussione e diversi esponenti della sua coalizione elettorale continuano a dichiarare di voler salvaguardare l'italianità di Alitalia. Sorprende semmai che Air France, nonostante l'insostenibile lunghezza di questa operazione, sia rimasta in corsa fino all'ultimo. Alitalia ha distrutto negli ultimi 15 anni circa 15 miliardi di euro, poco meno di due volte le risorse mobilizzate dall'ultima manovra finanziaria. Si tratta di 270 euro per italiano, neonati compresi. E' un bene che qualcuno oggi voglia investire, di tasca propria, per il rilancio della compagnia ed Air France-Klm, una volta acquisito il controllo di Alitalia, avrà tutto l'interesse a rinnovare la flotta e a migliorare un servizio che sta, giorno per giorno, diventando sempre più scadente. Nessun gruppo italiano ha voluto in questi anni presentare una vera offerta. Quindi l'unica alternativa possibile all'offerta di Air France-Klm è quella di rimettere le mani nelle tasche degli italiani. Chi vuole far fallire la trattativa si deve oggi prendere questa responsabilità: deve dire agli italiani che intende varare una manovra finanziaria per far sopravvivere l'italianità (o, meglio, la statalità) di Alitalia. Sapendo che, come ci insegna l'esperienza di questi anni, Alitalia in mano pubblica non potrà mai tornare ad essere autosufficiente. E' difficile fare i conti con la realtà. E' difficile farlo per la politica quando si è in campagna elettorale. L'offerta Air France-Klm impegna non solo l'attuale governo, ma anche le principali forze dell'attuale opposizione. Si chiede a queste un impegno entro il 31 marzo. Comprensibile perché non si vuole che il prossimo governo metta i bastoni fra le ruote. Per certi aspetti questa vicenda ci darà la prova della coesione interna dei due principali schieramenti che oggi si presentano alla prova del voto. Sarà come un mini-test di governo. E' forse ancora più difficile fare i conti con la realtà per il sindacato quando ci sono tagli all'occupazione. Sono comunque meno di quelli paventati anche solo qualche giorno fa: si tratta di circa 1600 esuberi, meno del 15 per cento del personale di Az flight, quando l'unica vera alternativa alla cessione, è il fallimento della compagnia. Se si vogliono spendere bene i soldi dei contribuenti meglio utilizzarli per riformare davvero i nostri ammortizzatori sociali, offrire coperture non solo ai lavoratori coinvolti dagli esuberi Alitalia, ma anche alle centinaia di migliaia di lavoratori delle piccole imprese che in Italia perdono il lavoro ogni anno senza poter accedere a un'assicurazione contro la disoccupazione degna di questo nome solo perché non hanno santi in paradiso che perorino la loro causa. C'è una sola vera condizione che il governo deve a questo punto imporre nella trattativa: gli utili che un giorno Alitalia, come è auspicabile, tornerà a realizzare (dal 2010 in poi secondo i piani Af-Klm) dovranno essere tassati in Italia. Almeno ci vedremo restituire parte di ciò che in questi anni abbiamo versato a fondo perduto. Secondo la convenzione Ocse contro le doppie imposizioni, la tassazione deve avvenire solo nel luogo in cui è localizzata la sede di direzione effettiva. Bene allora garantirsi che questa sede sarà in Italia, come a suo tempo imposto dal governo olandese prima dell'accordo con Air France per Klm.

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Apparentemente la trattativa dovrebbe essere chiusa. Air France-Klm ha fatto l'offerta, Alitali (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

A l'ha accolta. Da giorni trapelava l'indiscrezione che oggi l'azionista Tesoro avrebbe dato il via libera formale. Ma così probabilmente non sarà. Ad annunciarlo, fra le righe, ieri è stato Massimo D'Alema: "Da adesso, sulla scorta delle valutazioni tecniche del consiglio di amministrazione, il governo si pronuncerà in quanto azionista di Alitalia e valuterà l'offerta". Misura bene le parole, D'Alema, e non a caso. Insomma, il governo italiano si aspetta un ritocco della proposta dei franco-olandesi. A scontentare l'esecutivo non sarebbe il prezzo, compensato dall'impegno sulla ricapitalizzazione, ma semmai l'entità complessiva degli investimenti, gli impegni su Malpensa, e soprattutto l'assenza di un diritto di veto per il governo italiano sulle questioni che riguardano Alitalia. Stessa cosa vale per i franco-olandesi: nel comunicato con cui Alitalia ha detto sì all'offerta la compagnia transalpina ha fatto sapere di aspettare entro il 31 marzo la risposta ad una serie di questioni: fra queste l'accordo con i sindacati sul piano di ristrutturazione, una soluzione della vertenza con la Sea, un accordo con Aeroporti di Roma sulle tariffe aeroportuali. Bastano un paio di telefonate con alcune fonti di governo per capire che fra le parti sono già partite le richieste di chiarimenti. La questione più delicata - ieri sera è stata oggetto di uno scambio di lettere fra Parigi e il Tesoro - sono le "garanzie Alitalia", ovvero tutti gli impegni che si assume Air France-Klm sul mantenimento degli interessi nazionali: qualità della rete, investimenti negli aeroporti, collegamenti intercontinentali. Quando Klm andò a nozze con Air France, ottenne un "comitato strategico" di otto persone (quattro olandesi e quattro francesi) che per tre anni ha fatto "raccomandazioni vincolanti". Su alcune questioni - fra queste le "garanzie Klm" - i consiglieri olandesi avevano diritto di veto. Quelle stesse garanzie oggi sono nelle mani di un "comitato esecutivo" e saranno valide fino al 2009. Nel caso di Alitalia è stata studiata una soluzione "un po' barocca" (così la definiva ieri una fonte dell'Esecutivo): il controllo del rispetto delle "garanzie" sarebbe affidato ad una Fondazione di diritto olandese (e non italiano) e ad un consiglio di amministrazione formato da tre persone: uno scelto dal Tesoro, uno da Air France-Klm, il terzo sarebbe scelto d'intesa da entrambi. Tutte le decisioni sarebbero prese "a maggioranza". Di poteri di veto non c'è traccia. Altra questione è il nome della holding della futura società: i soci olandesi hanno imposto che il nome Alitalia non venisse aggiunto. Il Tesoro ha ottenuto l'impegno di Air France-Klm a "valutare in un secondo momento, quando avrà acquisito il 100 per cento del capitale" la modifica. Ma nel governo c'è chi come Massimo D'Alema aveva già fatto sapere di non essere entusiasta dell'idea. A Palazzo Chigi (ma ci sarebbero stati contatti anche con il centro-destra attraverso Giulio Tremonti) c'è anche chi giudica insufficienti gli 850 milioni di investimenti nei prossimi anni messi nero su bianco. Sarebbe stata gradita anche una parola in più su Malpensa. Una questione sulla quale a giugno, quando il centro-destra sarà probabilmente di nuovo al governo, la Lega potrebbe porre problemi. Per un paradosso tutto italiano, su Malpensa anche i franco-olandesi attendono risposte: poiché la Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi, ha chiesto 1,25 miliardi di danni ad Alitalia per i tagli allo scalo, i franco-olandesi avevano chiesto ad Alitalia di accantonare una cifra congrua. Scartata questa ipotesi (Alitalia presto non avrà i soldi nemmeno per gli stipendi), nella lettera di impegno Air France-Klm chiede "una soluzione per l'eliminazione del rischio relativo al contenzioso". Che tradotto significa: se il governo non si adopera per far ritirare quella richiesta, l'accordo non si fa. "Il feuilleton della vendita Alitalia - commentava ieri il giornale francese La Tribune - non è ancora finito". Difficile dargli torto. \.

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La parola Alitalia sparisce dalla ragione sociale della holding: Valuteremo (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 17-03-2008)

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IL NOME DUBBI SUL COMITATO La parola Alitalia sparisce dalla ragione sociale della holding: "Valuteremo" Il testo non garantisce il diritto di veto promesso ai consiglieri italiani.

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Crac Parmalat/1 La giustizia lenta Con molta calma è iniziato il processo per il crac (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 17-03-2008)

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Parmalat. Sono appena passati 5 anni da quando è scoppiato lo scandalo e milioni di risparmiatori si sono trovati in mano titoli che le banche avevano venduto loro come sicurissimi pochi giorni prima. A giudicare dal numero di attori, di avvocati, di testimonianze e prove documentali da leggere, ascoltare e ponderare non si prevede che il tutto possa finire in tempi umanamente compatibili con l'età di molti risparmiatori. All'orizzonte vedo affacciarsi due tipi di prescrizioni, la prima causata dal ritardo con il quale l'azione legale è iniziata e dai tempi della giustizia italiana, l'altra biologica che farà sì che se mai i danneggiati avranno giustizia questa arriverà solamente quando i danneggiati saranno passati a miglior vita. DINA MODELLA VESPA Crac Parmalat/2 Beffa e Parlamento Il processo Parmalat è appena partito e già si sente l'odore inconfondibile della beffa per i risparmiatori truffati. Vorrei ricordare come il Parlamento si sia sempre ben guardato dal creare una commissione d'inchiesta sul più grave crac della storia italiana; evidentemente erano più importanti le bufale delle commissioni Telekom Serbia e Mitrokhin. 12 milioni di euro uscirono dalle casse Parmalat per il finanziamento illecito dei partiti, per comprare favori e silenzi, ma tutti i politici menzionati da Tanzi hanno sempre negato; sembra che nessuno si sia mai intascato questi soldi e forse questo spiega l'indifferenza pelosa del Parlamento. SILVIO ZANCHET Il ministro D'Alema e le proporzioni Nelle vicende mediorientali il ministro D'Alema è sempre pronto a fare dei distinguo, o a mettere sullo stesso piano i terroristi di Hamas e gli israeliani, accusando i medesimi di reazione sproporzionata. Se la reazione fosse stata proporzionata, Israele avrebbe dovuto spianare Gaza. Nelle vicende di Cina e Tibet D'Alema non trova sproporzionate le aggressioni cinesi sugli inermi tibetani che chiedono solo che si metta fine alla cinesizzazione dei loro territori, in difesa della loro cultura e mansueta religione. Non trova sproporzionato l'intervento dell'esercito pesantemente armato. Al vedere bandiere rosse oppure verdi D'Alema s'illanguidisce tutto, ed ha pure il coraggio di dire che l'Italia gode di un certo prestigio guadagnato con il suo lavoro. CARLO FERRAZZA Se alla Cina tutto è permesso Mai come di fronte alle olimpiadi cinesi il mondo occidentale dimostra tutta la sua incapacità di dare etica alla propria politica. Gli Stati Uniti cancellano la Cina dalla lista nera dei maggiori violatori di diritti umani, dimenticandone i campi di sterminio e la cinquantennale occupazione di un territorio (il Tibet) grande quanto l'intera Europa. La quale Europa si lamenta per essere sommersa dalle contraffazioni legalizzate, senza tuttavia avere il coraggio di imporre un blocco che sarebbe moralmente - oltre che economicamente - doveroso. E perfino il Papa si inchina al regime, accettando di concordare col governo ateo di Pechino la nomina dei propri vescovi. Tutto questo in nome di uno spirito olimpico che nell'era moderna non è mai esistito, usato solo per coprire interessi economici e di potere. PAOLO BUSCAGLINO STRAMBINO, TORINO Israele in Europa chi è d'accordo? Prima di andare a votare, avrei piacere di sapere se, all'interno dei diversi schieramenti, ci sia qualcuno disponibile ad adoperarsi per sostenere l'ingresso dello Stato di Israele nell'Unione Europea. GIUSEPPE MUSOLINO, SANTO STEFANO D'ASPROMONTE (RC) Aborto clandestino le bugie dei politici Ancora una volta i fatti di cronaca smentiscono chi - in primis, il ministro della Salute - aveva annunciato al mondo intero la scomparsa degli aborti clandestini, grazie alla legge 194. Da Genova arriva la conferma che tale fenomeno persiste, che per la sua stessa natura non è monitorabile e che, al contrario di quanto demagogicamente sostenuto, interessa prevalentemente fasce sociali abbienti. ENRICO PAGANO, MILANO Se la Brambilla è amica degli animali Leggo sulla Stampa che Michela Vittoria Brambilla "vive con 15 cani, 24 gatti, 7 capre, 2 asini e 4 cavalli": praticamente un potenziale "partito degli animali". E se volesse candidare anche pescecani, lupi, tarantole, serpenti velenosi, iene e avvoltoi può sempre cercarli tra il genere umano. LORIS NUCERA, COGNE AO Il prezzo del pane è un vero mistero E' un mistero il prezzo del pane. Nessuno che sappia dare una spiegazione soddisfacente. Tutto si può dire meno che qualcuno abbia deciso di guadagnarci di più. E saltano fuori: il costo del petrolio - quindi il costo del trasporto - quindi il maggior costo del grano - quindi il costo della farina - quindi il prezzo aumentato del pane. Ma siamo proprio sicuri che la filiera petrolio-grano sul mercato europeo sia tanto determinante da far aumentare il prezzo del pane dovunque? A Stoccarda e dintorni (dove si guadagna quasi il doppio di noi), il prezzo di un filone di pane di ottima qualità è di 1,75. Al chilo. Circa la metà di noi! LIONELLO SPADA, PIACENZA Il '68: padre dei mali italiani Più che celebrato il '68 andrebbe commemorato, come ogni avvenimento luttuoso. Certo non solo il '68 ha impedito all'Italia di essere un paese normale. Diciamo che il '68 ha trovato terreno fertile nell'insipienza dei politici e delle classi dirigenti che ci ritroviamo a nutrire. La situazione dell'Alitalia, affossata dai sindacati e dall'incompetenza dei dirigenti, è solo uno dei molti casi in cui appare dominante il miscuglio di cinismo e isteria ideologica. LUCA TURATI.

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"Proposta umiliante Costerà cara al Paese" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Roberto Formigoni "Proposta umiliante Costerà cara al Paese" [FIRMA]CHIARA BERIA DI ARGENTINE MILANO È peggio di quello che si sussurrava. Una proposta umiliante, una vera umiliazione". Il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, ha parole dure per il piano Air France. Domenica delle Palme, domenica d'ira profonda. In missione in Israele e Palestina (per accordi in campo sanitario) Formigoni che è arrivato a Tel Aviv sabato con il volo delle ore 10 da Malpensa ("Altro che flop! Era strapieno ma, dal 30 marzo, inesorabilmente come tutti gli altri verrà cancellato") lancia un monito molto chiaro: "Fermate tutto, fino a quando ci sarà il nuovo governo". Presidente Formigoni, perché giudica il piano un'umiliazione? "Ricordate le parole di Padoa-Schioppa? Entreremo nel più grande network mondiale, salveremo Alitalia e il Paese. Invece è una debacle, una Caporetto. Il prezzo di un'azione Alitalia è crollato sotto i 10 centesimi; Air France vuole scambiare ogni sua azione con 160 Alitalia; le obbligazioni valgono molto meno del valore di mercato ma, soprattutto, vengono chiesti sacrifici enormi sull'occupazione. Gli esuberi sembrano crescere di momento in momento, si parla di 2.000 più altri 5 mila di Az Service dei quali si dovrebbe far carico Fintecna. Ma quale privatizzazione! È chiaro che lo Stato dovrà sborsare soldi con la cassa integrazione. Air France chiede anche un prestito. Insomma, dobbiamo pagarla perché liquidi il nostro servizio aereo. In cambio, bontà loro, i francesi ci concedono il 2% del capitale della società e un posto in cda. Vergogna! Ci mettiamo - mani e piedi legati - a disposizione di un Paese, la Francia, che certo è nostro amico, ma anche il nostro principale concorrente. Al confronto le Forche Caudine sono state una tranquilla passeggiata sotto i fiori". Alitalia è a un passo dal crac e Air France sostiene che la riportrà in utile dal 2009. Non crede che siano sacrifici necessari? "Ancora più grave della crisi Alitalia è la crisi che patirà il sistema Paese. La desertificazione di Malpensa ricadrà a pioggia sugli aeroporti, compreso Fiumicino. A Malpensa servono i voli intercontinentali. Tokio, Delhi, Shanghai: ne avevamo 17 al giorno, tutti, salvo New York, sono aboliti. Desertificando Malpensa provocano danni gravissimi, lo studio Ambrosetti parla di 15 miliardi di euro. La Lombardia attira il 50% degli investimenti stranieri: agli imprenditori togliamo i voli diretti e, allo stesso tempo, rendiamo proibitivi i costi alle aziende che hanno tecnici che volano ogni giorno per il mondo. La verità è che i francesi puntano a togliere dal mercato il concorrente principale". Secondo lei cosa farà Sea? Dovrà ritirare il ricorso? "E perché mai? Mi sembra davvero strano che Air France chieda al governo d'intervenire su una società privata. E comunque sarà poi lo Stato a dover pagare a Sea i debiti di Alitalia". Capitolo reazioni. Quelle dei vertici sindacali sono durissime. "Da mesi siamo in perfetta sintonia, usiamo fin le stesse parole! Hanno totalmente ragione. Dopo il pateracchio della gara stanno vendendo a qualcuno che non ha presentato il piano industriale". Fini invece ha dato un giudizio positivo. "Fini si sbaglia, francamente mi stupisce questa sua dichiarazione. Al mio ritorno in Italia cercherò di spiegarglielo". Formigoni, cosa propone? "L'unica via è la moratoria anche solo di 2 anni e mezzo per Malpensa. Alitalia deve bloccare la distruzione di Malpensa. Il suo azionista di riferimento è il governo ma senza quello nuovo non si fa niente. Questione di rispetto istituzionale". \.

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"Attenti, il sindacato non regalerà il suo sì" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Luigi Angeletti "Attenti, il sindacato non regalerà il suo sì" [FIRMA]ROBERTO GIOVANNINI INVIATO A CERNOBBIO (Como) Ah, io avrei preferito gli americani. Magari inizialmente non sarebbero stati molto simpatici nei nostri confronti, non sono abituati al sindacato, ma alla fine da noi sarebbero dovuti venire per trattare". Ormai il destino di Alitalia sembra segnato, e il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, per la storia confessa quella che sarebbe stata la sua soluzione preferita per la cessione della compagnia di bandiera. E ribadisce la sua insoddisfazione per l'operato del governo Prodi. Segretario, che giudizio della proposta franco-olandese? "Nessuno, non la conosciamo. Siamo stati messi nella incredibile condizione di dover prendere una decisione senza aver potuto influire minimamente sulle condizioni. Non credo che sia mai successo in nessun altro paese europeo". Di chi è la colpa? "La grave responsabilità la porta il governo. Primo, ha fatto finta che Alitalia non fosse sua, ma dell'amministratore delegato della compagnia. Poi, ha fatto trattare l'amministratore delegato anche a nome del governo. Ma Prato ha negoziato - come detta il codice civile - per tutelare gli interessi dell'azienda. E gli interessi del Paese, chi li ha tutelati?" Si parla di 1600 esuberi. Se così fosse... "Millesettecento, milleottocento, non sappiamo niente. Non sappiamo chi siano, dove sono, quali funzioni svolgono. Sapevano che di esuberi ce n'erano circa un migliaio in Az Fly: questi 1.600 sono aggiuntivi o sono già compresi nel calcolo? Sono due cose ben diverse". Air France-Klm sembra interessata a un sì del sindacato. "Non lo regaleremo. Prima si sono sistemati tutte le loro convenienze, e siccome c'è qualcosa che non andrà per il verso giusto e non sarà piacevole, allora chiamano i sindacati... non è un bel metodo". Quando vedrete i vertici della compagnia franco-olandese? "Ho letto sui giornali che ci sarà un incontro martedì. Sarà la prima occasione in cui, forse, sapremo tutta la verità. Dicono "mangia la minestra o salta dalla finestra". Ma non è mica detto che bisogna sempre per forza mangiare la minestra, se è avvelenata". Angeletti, eppure sembra una minestra inevitabile. In tutti questi mesi non sono certo emersi acquirenti alternativi, a parte la cordata Air One... "Mah. Ci sono stati tantissimi contatti nel corso di questo negoziato. Io ad esempio sono stato sentito da Lufthansa, e non mi pareva che avessero intenzioni molto diverse da quelle dei francesi. Il mercato italiano è un mercato da cento milioni di passeggeri, una torta che fa gola. Poi si è capito che per ragioni misteriose questo o quel pretendente non poteva essere chiamato in causa a prescindere. Io, comunque, avrei visto bene gli americani...".

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La società terrà i colori della livrea il marchio, il logo e un ruolo autonomo (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

[FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA Ai valori di Borsa a Natale, erano disposti ad offrire un'azione Air France-Klm ogni settanta Alitalia: circa 35 centesimi ad azione. Sabato, l'offerta vincolante accettata dal consiglio di amministrazione Alitalia propone l'acquisto di un'azione Air France-Klm contro 160. Ai prezzi di venerdì, è poco meno di dieci centesimi ad azione: per l'esattezza nove virgola nove. Air France-Klm propone di pagare circa 139 milioni di euro. Per le obbligazioni i franco-olandesi propongono di pagare 31 centesimi ad azione, circa 608 milioni di euro. Alitalia paga le incognite che ancora aleggiano sulle annunciate nozze con i franco-olandesi: la richiesta di risarcimento della Sea, l'esito della trattativa con i sindacati, i giudizi ondivaghi della politica che in queste settimane hanno fatto crollare il valore del titolo da 80 cent a 53. Nonostante tutto, per la disastrata compagnia di bandiera Air France-Klm è comunque ancora pronta a sborsare circa 1,7 miliardi. In cambio dello sconto sul pagamento di azioni e obbligazioni, i franco-olandesi hanno migliorato l'offerta di investimento: garantiscono un aumento di capitale da un miliardo. Ma Alitalia oggi ha in cassa poco più di 200 milioni, e poiché l'iter della privatizzazione non finirà prima di giugno, per arrivare alla meta il Tesoro si è reso disponibile a concedere ad Alitalia un prestito-ponte da 300 milioni, da rimborsare subito dopo l'aumento di capitale. Se l'operazione andrà in porto Air France-Klm garantisce per Alitalia un ruolo autonomo, da "compagnia di bandiera": marchio, logo e livrea resteranno tali, come accaduto per Klm. Insomma, resterà in tutto e per tutto la compagnia di bandiera. Fiumicino sarà l'hub, a Malpensa resteranno le rotte richieste dai passeggeri business. Air France-Klm garantisce il ritorno all'utile entro il 2009, ma al prezzo di una pesante ristrutturazione: 1.600 esuberi, la riorganizzazione delle attività di terra, il taglio del settore cargo entro il 2010, il taglio entro il 2010 delle rotte anti-economiche. Entro il 2010 verrebbero messi a terra 42 aerei fra i più vecchi (gli MD80 e gli Atr 42), ma allo stesso tempo verrebbero investiti 850 milioni per il rinnovo della flotta. Nel piano dei franco-olandesi la curva della ristrutturazione finisce nel 2010: per allora la flotta (esclusa la low cost Volare) sarà costituita da 137 aerei. Nel 2011 Alitalia tornerebbe a crescere ed entro il 2016 tutta la flotta a lungo raggio sarebbe sostituita. Quando le condizioni lo permetteranno, Air France si impegna a "valutare" la riapertura delle rotte per Cina e India. Una delle condizioni poste da Air France-Klm perché l'accordo si chiuda è il via libera dei sindacati. Martedì il numero uno di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, sarà a Roma per incontrare le nove sigle Alitalia. Anpac e sindacati confederali sono in fibrillazione: la prima minaccia di non firmare se non verrà salvato il cargo (sono distaccati lì circa 50 piloti), i confederali e gli autonomi di Sdl temono per lo spacchettamento di Alitalia Servizi, la società che controlla tutti i servizi di terra. L'ipotesi dei francesi è quella di far rientrare in Alitalia circa solo 3.400 degli 8.500 dipendenti: tutte le manutenzioni (2.200 persone) e 1.200 dipendenti di "Az Airport", la società che gestisce i servizi aeroportuali. Il resto delle attività saranno oggetto del negoziato: Air France-Klm propone cessioni (per amministrazione, servizi informatici e call center) o al massimo il mantenimento di una quota. Sommando i 1.600 esuberi e i lavoratori fuori dal perimetro di Az Servizi si arriva a 6.700 posti a rischio. "Siamo stupiti e perplessi", dice il numero uno dei piloti Fabio Berti. "In assenza delle opportune e irrinunciabili modifiche al piano non firmiamo". Sulla stessa linea il leader della Filt-Cgil Fabrizio Solari: "Si tratta di un'umiliante resa senza condizioni". E la politica? Duro il leader della Lega, Umberto Bossi: "Prima vinciamo le elezioni poi pensiamo a chi viene a portar via la roba al Nord". Più cauto Gianfranco Fini: giudizio "tendenzialmente positivo". Il silenzio di Berlusconi ("oggi non ne parlo") è criticato dal sottosegretario alla presidenza del consiglio, Enrico Letta: "Non è immaginabile che il centrodestra stia zitto".

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"Tra quattro anni meno disparità" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

[FIRMA]FABIO POLETTI INVIATO SUL TRENO 9433 I cartelloni elettronici nell'atrio della stazione Centrale informano che il Milano-Roma più veloce che c'è parte dal binario 24. I monitor accanto ai binari giurano invece che è al binario 12. Iniziamo bene. Basta un'occhiata per trovare la sagoma color argento affilata come un siluro della locomotiva ETR500 Y serie 39. In cima al binario - 12, ça va sans dire - Mario Calabrò, assistente di linea di Trenitalia in elegante divisa blu e pettorina arancione, si allarga in un sorriso prestampato: "Benvenuto. Siamo in perfetto orario". Ci mancherebbe altro, dopo aver sborsato oltre 80 euro in prima classe per quattro ore e mezzo di volo su rotaia destinate a diventare tre in un futuro non troppo lontano. Le poltrone ergonomiche in tessuto marrone sono avvolgenti, nel primo quarto d'ora portano giornali, caffè e snack. Sui tavolini spuntano portatili e lap top di ultima generazione, il capotreno che dall'altoparlante "si raccomanda di limitare l'uso delle suonerie dei telefoni cellulari" se lo fila nessuno. Questo è il 9433 da Milano a Roma. Niente a che vedere con le tradotte dei pendolari, sporche, fredde o bollenti a seconda della stagione sbagliata. Qui è meglio che in ufficio. I completi grigi o blu sono la divisa d'ordinanza dei passeggeri. Le donne sfoggiano tailleur, tacchi comodi, un filo di trucco, la clip dell'orecchino che salta per lasciar spazio al Blackberry ultimo modello, telefono mail e Gps, nel caso ci si perdesse. Nella carrozza due, novantasei posti a sedere, ottanta occupati, ci sono trentasei computer aperti e cento telefonini sotto pressione. "L'ultima riunione l'ho fatta in stazione alle 9 e 30. Adesso ti mando una bozza che ho preparato, tenendo conto delle infrastrutture marginali...", parla in codice un manager in camicia bianca, cravatta scura e occhialini bordeaux. Angelo Rotunno, consulente finanziario, se la fa da Milano a Firenze almeno un paio di volte la settimana, due fermate, nemmeno tre ore destinate a diventare presto neanche due: "Uso il treno anche per andare a Roma. Molto meglio dell'aereo. Da Malpensa a Fiumicino contando gli spostamenti in città ci vuole quasi lo stesso tempo. La tariffa di prima classe è la metà. Quando ci sarà l'Alta velocità su tutta la linea l'aereo converrà solo per le lunghe tratte. E poi in treno c'è lo stesso comfort che in ufficio...". Una signora bionda in gessato, tra Bologna e Firenze perde la linea nel mezzo di una chiamata decisiva. "Non c'è campo... Devono essere le gallerie...", sibila velenosa al vento. Il vicino di posto annuisce. Dal finestrino vanno in onda solo i prati della campagna toscoemiliana. E un bel sole che sembra già estate. Di gallerie nemmeno l'ombra. Devono essere i troppi telefonini, le chiamate tutte insieme. Le Ferrovie sono avvertite. Dopo aver battuto due settimane fa il nuovo record su rotaia, 355 chilometri l'ora nel tratto da Milano a Bologna che sarà operativo tra meno di nove mesi, non dimentichi di far potenziare pure le linee telefoniche. Pietro Amante, consulente di una società farmaceutica, frequent passenger di Trenitalia, avrebbe un'altra richiesta: "Più prese elettriche sulle carrozze: non bastano mai". Insaziabili, questi colletti bianchi che non staccano un minuto. Al mondo che gli passa davanti agli occhi da questi finestrini grandi come schermi al plasma, preferiscono il monitor 17" dei computer portili. Il loro motto è "pago e pretendo". Dai macchinisti che guidano questi treni - niente a che vedere con il ferroviere della Locomotiva di Francesco Guccini: "I tempi in cui cominciava la guerra santa dei pezzenti, sembrava il treno anch'esso un mito di progresso..." - vogliono che diano tutto e lo vogliono subito. Il guidatore del 4933 snocciola i suoi record: "Da Bologna a Firenze si fanno i 250, da Roma a Napoli oltre i 300. Quando saranno finiti i cantieri toccheremo i 350 l'ora". In Giappone il JR-Maglev MLX01 sperimentale fila già a 581 chilometri l'ora. Il Shinkansen Fastech in servizio attivo sfiora i 400. Farebbero novanta minuti da Milano a Roma. Le quattro ore e mezza di oggi sono anacronistiche. Sarebbe già qualcosa abbassare il limite a tre ore. E' l'obiettivo dei prossimi mesi. Ritardi permettendo. L'uomo d'affari Angelo Rotunno guarda agli affari delle Ferrovie: "Nella carta dei servizi è scritto che oltre i venticinque minuti di ritardo, su questa tratta scatta il rimborso. Settimana scorsa per due volte l'altoparlante ha annunciato che il ritardo era di ventitre minuti". A Bologna sono già diciotto minuti. Fino a Firenze dove la tratta è più veloce, sembra che qualcosa sia stato recuperato ma dagli altoparlanti arriva solo l'avviso che il pranzo sta per essere servito. Piatti di carta, tovaglie di carta, il menù è quello che è. "In aereo se voli Alitalia non ti danno nemmeno la salvietta rinfrescante", cerca di consolarsi questo uomo d'affari con la mazzetta di giornali sotto il braccio. Di libri se ne vedono pochi. Assicura l'assistente di linea di Trenitalia: "I passeggeri sono uomini d'affari che vogliono arrivare a Roma in orario. Senza spegnere il telefonino come in aereo". Sono loro i viaggiatori del futuro, i manager che non verseranno lacrime al funerale di Alitalia e di Malpensa.

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I manager con l'ufficio a 350 km all'ora (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

MOLTO MEGLIO DELL'AEREO IL CONSULENTE I manager con l'ufficio a 350 km all'ora Il gioiello di Trenitalia sfreccia da Milano a Roma Poltrone, personale zelante, quotidiani e pranzo "L'Alitalia non ti dà neanche la salvietta per le mani E da qui puoi telefonare" "Servirebbero più prese elettriche sulle carrozze non bastano mai per tutti".

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IL DANNO È FATTO (sezione: Alitalia 2)

( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

? MILANO ? NON È PIÙ SOLO un'ipotesi. Non più un passaparola infarcito di indiscrezioni di stampa e supposizioni politiche. Il piano Air France-Klm per acquistare Alitalia è ufficiale, il cda della compagnia tricolore lo ha già anche approvato all'unanimità. Aspetta solo il via libera, difficile, dei sindacati e, più scontato, del governo in carica. Per Malpensa si tratta della conferma di un ruolo marginale. I tagli di voli e rotte (dal 30 marzo) non sono menzionati nell'offerta vincolante, anche se già significano cassa integrazione per 900 dipendenti Sea, la società di gestione, e la prospettiva di almeno due-tremila esuberi indotto compreso. Parigi dice però che Roma Fiumicino sarà il suo solo hub italiano, che a Malpensa si punterà su clientela business, low-cost e traffico point-to-point. CIOÈ MALPENSA non sarà più tecnicamente un hub. Non solo: si è saputo, per la prima volta, che l'ingresso di Alitalia nella holding franco-olandese significherebbe anche la chiusura, entro il 2010, del settore all-cargo che a Milano è fondamentale. Prodi "dica no ad Air France, questa è la svendita di Alitalia e il funerale di Malpensa", dice l'assessore regionale Raffaele Cattaneo. "Ci sono diversi aspetti del tutto sottovalutati", afferma Nino Cortorillo (Filt-Cgil), che teme il piano precluda la liberalizzazione dei voli su Malpensa. La prospettiva cui il presidente della Sea, Bonomi, sta lavorando per riportare in 3 anni lo scalo ai 24 milioni di passeggeri transitati nel 2007. Alessandro Franzi - -->.

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Alitalia dice sì Via libera dal cda. Cgil, Cisl (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 17-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))

Argomenti: Alitalia

Di ALESSANDRO FRANZI ? MILANO ? AIR FRANCE-KLM mette le carte sul tavolo e ottiene il via libera del consiglio d'amministrazione di Alitalia, dopo una seduta fiume durata 16 ore: vuole acquistare la compagnia di bandiera, uno scambio del 100% con un'azione italiana contro 160 della holding franco-olandese. Saranno 1.600 gli esuberi iniziali, nel 2010 si azzera l'attività all-cargo, Roma Fiumicino unico hub con conseguente ridimensionamento a Milano Malpensa. Il primo scoglio che Parigi deve superare è tuttavia quello dei sindacati. Cgil, Cisl e Uil parlano di "cose mai viste", contestano di essere stati finora "lasciati all'oscuro" dei contenuti della trattativa esclusiva fra i due management e nell'incontro previsto domani con l'azienda cercheranno di alzare la posta in gioco. Proprio il via libera delle nove sigle presenti in Alitalia è infatti per Air France-Klm condizione necessaria alla conclusione dell'operazione. "Il sindacato e il Paese sono con le spalle al muro ? ha commentato il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani ?. Noi non ci sottrarremo alla responsabilità di una scelta, che può essere un sì o un no a seconda dei contenuti del piano, degli investimenti, dell'occupazione e delle ricadute sul Paese". Per il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, "il Governo ci sta consegnando nudi alla trattativa con Air France, con un piano che lascia tutte le macerie agli italiani e tutta la polpa all'azienda francese". Insomma, è la chiosa del numero uno della Uil, Luigi Angeletti, "non è mica detto che bisogna sempre per forza mangiare la minestra se è avvelenata". La premessa al faccia a faccia di domani non è dunque delle più favorevoli alla strategia del cda di Alitalia, che ha dato il via libera all'unanimità all'offerta vincolante presentata da Parigi alla mezzanotte di venerdì, termine ultimo imposto dal Governo. Anche i piloti dell'Anpac minacciano di non firmare l'accordo senza "opportune e irrinunciabili modifiche" al piano considerato troppo penalizzante per l'Italia. LO SNODO è comunque decisivo. Alitalia vale già meno di sei mesi fa (il valore complessivo delle operazioni è stato valutato 139 milioni) e non ha più liquidità per andare avanti a oltranza. La holding guidata da Jean-Cyril Spinetta ha posto numerose condizioni sospensive, oltre a quella che riguarda l'accordo sindacale: fra queste un aumento di capitale per un miliardo di euro un prestito ponte ? di circa 300 milioni? dal ministero dell'Economia all'Alitalia, in attesa che si perfezioni l'acquisto. A Parigi il tutto costerà 1,7 miliardi di euro, considerando le due offerte previste sul capitale e sulle obbligazioni. Ma Air France chiede anche che si metta al riparo Alitalia dalla richiesta di risarcimento danni intentata, per 1,2 miliardi di euro, dalla società di gestione di Malpensa, la Sea. Che ci sia il via libera del Governo italiano, il quale si impegni a mantenere il suo portafoglio voli, che non ci sia opposizione dell'Antitrust europea. Adesso la parola spetta al Tesoro, quindi il governo in carica. Parigi attende le garanzie richieste entro il 31 marzo. Le offerte ? secondo una nota Alitalia diffusa su richiesta Consob ? potrebbero partire entro giugno. Se Air France deterrà oltre il 90% sarà tenuta a lanciare un'Opa residuale. Se supererà il 95% si riserva di esercitare il diritto di acquisto sul residuo delle azioni.Alitalia manterrà marchio e livrea e tornerà a un utile operativo entro dal 2009, promette Air France-Klm, la cui proposta irrompe nel pieno della campagna elettorale. Non tutti condividono la prospettiva francese. I timori sono legati soprattutto a un eventuale aumento degli esuberi, anche perchè bisogna ancora definire come saranno riorganizzate le attività di terra assicurate dalla controllata Az Service, destinata in parte a riconfluire in Alitalia, in parte a essere smantellata. - -->.

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Un danno molto grave e un'umiliazione per il Paese (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 17-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))

Argomenti: Alitalia

IL GOVERNATORE LOMBARDO: "CHIEDONO SOLDI AL GOVERNO: SECONDO LORO DOVREMMO PAGARE PER PORTARE VIA IL CADAVERE?" "Un danno molto grave e un'umiliazione per il Paese" dall'inviato ROSSELLA MINOTTI ? GERUSALEMME ? LA NOTIZIA del disastro Alitalia arriva come una bomba nel cuore della missione di pace che il presidente della Regione Lombardia sta conducendo in Medio Oriente. E le sue parole di reazione non sono certo leggere. "Un danno molto grave e una grande umiliazione per tutto il paese. Al confronto le forche caudine erano una passeggiata sotto petali di fiori". Qual è il danno per Malpensa? "Il danno, enorme, è in primo luogo per l'Italia. Malpensa i francesi vorrebbero chiuderla e magari spargerci sopra il sale". Questa distruzione è stata voluta solo da Air France o anche da qualcuno del governo uscente? "A Roma oggettivamente qualcuno è complice di Air France in questo piano. Anche perché sei anni fa il presidente della compagnia francese Jean-Cyril Spinetta la pensava in maniera opposta, era convinto che Alitalia ed Air France potessero crescere insieme. Ora invece si vuole fare una gigantesca idrovora che risucchia tutto su Parigi. E in tutto ciò l'atteggiamento del governo italiano è stato inaccettabile, non ha mai mosso un dito e soprattutto ha incaricato Alitalia di vendere se stessa". Tutto questo influirà sul voto del Nord il 13 e 14 aprile? "Credo che gli effetti di questa cosa si faranno sentire in tutto il Nord, e penso proprio che i cittadini lombardi e piemontesi la metteranno nell'urna". Qual è la più pesante delle condizioni poste da Air France? "Oltre al crollo delle azioni Alitalia, il fatto che la compagnia abbia chiesto al governo un prestito ponte di 250 milioni di euro. Ma non doveva essere una privatizzazione quella della compagnia di bandiera? Qui dobbiamo pagare anche per far portar via il cadavere". C'è anche la richiesta che la Sea rinunci alla richiesta danni da 1,2 miliardi nei confronti di Alitalia. "O è l'ennesima difficoltà posta perché in realtà non vogliono più comprare o è un'ulteriore richiesta di soldi al governo". Di tutto questo beneficerà Fiumicino? "Non credo. Anche se Air France dice che i suoi hub saranno Parigi, Amsterdam e Roma, in realtà si tratta di una colonizzazione che disegna un destino avaro anche per Fiumicino. D'altronde la trattativa è stata condotta in maniera clandestina, dopo un consiglio di amministrazione durato sedici ore abbiamo avuto solo fughe di notizie, Tutto questo dimostra che abbiamo sempre avuto ragione noi. Per il Governo si tratta di una vera e propria capitolazione, senza neanche prendersi la responsabilità civile di parlarne ai veri proprietari di Alitalia, i cittadini italiani. Nel complesso uno scenario kafkiano". Cosa accadrà a Malpensa? "Rispetto a questo massacro di Alitalia, che colpisce tutto il Paese, non vedo colpi particolari. Air France almeno ha avuto la decenza di dire che aspetteranno l'assenso del nuovo Governo. Alitalia invece non ferma le operazioni, e dal 30 marzo parte la desertificazione di Malpensa, con il 72 per cento dei voli Alitalia cancellati. Ma l'aereoporto risorgerà, perché il mercato è al Nord". - -->.

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Di ALESSANDRO FRANZI - MILANO - AIR FRANCE-KLM mette le carte sul (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 17-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))

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Di ALESSANDRO FRANZI ? MILANO ? AIR FRANCE-KLM mette le carte sul tavolo e ottiene il via libera del consiglio d'amministrazione di Alitalia, dopo una seduta fiume durata 16 ore: vuole acquistare la compagnia di bandiera, uno scambio del 100% con un'azione italiana contro 160 della holding franco-olandese. Saranno 1.600 gli esuberi iniziali, nel 2010 si azzera l'attività all-cargo, Roma Fiumicino unico hub con conseguente ridimensionamento a Milano Malpensa. Il primo scoglio che Parigi deve superare è tuttavia quello dei sindacati. Cgil, Cisl e Uil parlano di "cose mai viste", contestano di essere stati finora "lasciati all'oscuro" dei contenuti della trattativa esclusiva fra i due management e nell'incontro previsto domani con l'azienda cercheranno di alzare la posta in gioco. Proprio il via libera delle nove sigle presenti in Alitalia è infatti per Air France-Klm condizione necessaria alla conclusione dell'operazione. "Il sindacato e il Paese sono con le spalle al muro ? ha commentato il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani ?. Noi non ci sottrarremo alla responsabilità di una scelta, che può essere un sì o un no a seconda dei contenuti del piano, degli investimenti, dell'occupazione e delle ricadute sul Paese". Per il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, "il Governo ci sta consegnando nudi alla trattativa con Air France, con un piano che lascia tutte le macerie agli italiani e tutta la polpa all'azienda francese". Insomma, è la chiosa del numero uno della Uil, Luigi Angeletti, "non è mica detto che bisogna sempre per forza mangiare la minestra se è avvelenata". La premessa al faccia a faccia di domani non è dunque delle più favorevoli alla strategia del cda di Alitalia, che ha dato il via libera all'unanimità all'offerta vincolante presentata da Parigi alla mezzanotte di venerdì, termine ultimo imposto dal Governo. Anche i piloti dell'Anpac minacciano di non firmare l'accordo senza "opportune e irrinunciabili modifiche" al piano considerato troppo penalizzante per l'Italia. LO SNODO è comunque decisivo. Alitalia vale già meno di sei mesi fa (il valore complessivo delle operazioni è stato valutato 139 milioni) e non ha più liquidità per andare avanti a oltranza. La holding guidata da Jean-Cyril Spinetta ha posto numerose condizioni sospensive, oltre a quella che riguarda l'accordo sindacale: fra queste un aumento di capitale per un miliardo di euro un prestito ponte ? di circa 300 milioni? dal ministero dell'Economia all'Alitalia, in attesa che si perfezioni l'acquisto. A Parigi il tutto costerà 1,7 miliardi di euro, considerando le due offerte previste sul capitale e sulle obbligazioni. Ma Air France chiede anche che si metta al riparo Alitalia dalla richiesta di risarcimento danni intentata, per 1,2 miliardi di euro, dalla società di gestione di Malpensa, la Sea. Che ci sia il via libera del Governo italiano, il quale si impegni a mantenere il suo portafoglio voli, che non ci sia opposizione dell'Antitrust europea. Adesso la parola spetta al Tesoro, quindi il governo in carica. Parigi attende le garanzie richieste entro il 31 marzo. Le offerte ? secondo una nota Alitalia diffusa su richiesta Consob ? potrebbero partire entro giugno. Se Air France deterrà oltre il 90% sarà tenuta a lanciare un'Opa residuale. Se supererà il 95% si riserva di esercitare il diritto di acquisto sul residuo delle azioni.Alitalia manterrà marchio e livrea e tornerà a un utile operativo entro dal 2009, promette Air France-Klm, la cui proposta irrompe nel pieno della campagna elettorale. Non tutti condividono la prospettiva francese. I timori sono legati soprattutto a un eventuale aumento degli esuberi, anche perchè bisogna ancora definire come saranno riorganizzate le attività di terra assicurate dalla controllata Az Service, destinata in parte a riconfluire in Alitalia, in parte a essere smantellata. - -->.

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Alitalia dice oui all'offerta Air France Sindacati in rivolta La compagnia valutata poco; crescono gli esuberi e gli acquirenti pongono condizioni. Ma il cda accetta Formigoni: Cos (sezione: Alitalia 2)

( da "Nazione, La (Nazionale)" del 17-03-2008)

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IL PIANO Alitalia dice "oui" all'offerta Air France Sindacati in rivolta La compagnia valutata poco; crescono gli esuberi e gli acquirenti pongono condizioni. Ma il cda accetta Formigoni: "Così tutto il Paese viene umiliato" - -->.

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Alitalia, l'ira dei sindacati (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 17-03-2008)

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Cgil, Cisl e Uil: messi con le spalle al muro. Governo verso il sì ad Air France. Napolitano richiama i partiti Alitalia, l'ira dei sindacati Berlusconi frena sulle pensioni: ma attenti ai brogli ROMA - Dopo il via libera del Cda di Alitalia ad Air France, esplode l'ira dei sindacati: "Messi con le spalle al muro". Ma il governo va verso il sì. Intanto Berlusconi frena sulle pensioni e denuncia: "Attenti ai brogli". Napolitano richiama i partiti. SERVIZI DA PAGINA 6 A PAGINA 13.

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Il centrodestra in ordine sparso via libera da an, no della lega - fulvio totaro (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 17-03-2008)

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Economia Sull'offerta di Air France la cautela di Berlusconi: ne parliamo in un altro momento Il centrodestra in ordine sparso Via libera da An, no della Lega Il centrodestra in ordine sparso Via libera da An, no della Lega Fini: giudizio tendenzial-mente positivo Essenziale che la compagnia si riprenda Bossi: ci pensiamo noi alla questione di chi viene qui a portar via la roba al Nord FULVIO TOTARO ROMA - Il sì alla proposta di Air France su Alitalia rompe il fronte del Popolo della libertà, nel centrodestra. Dopo la dichiarazione di Emma Marcegaglia, presidente designato di Confindustria, che nei giorni scorsi aveva messo da parte il problema dell'italianità, il via libera all'offerta vincolante dei francesi ha mosso le acque nella coalizione di Berlusconi, provocando reazioni diverse, non tutte concilianti. Il leader del Pdl, impegnato nella campagna elettorale, preferisce rimandare il suo giudizio: "Ne parliamo in un altro momento", ma da Alleanza nazionale arriva il primo timido appoggio alla trattativa. Per il presidente Gianfranco Fini il giudizio sul via libera all'offerta dei francesi è "tendenzialmente positivo", in attesa della valutazione dei sindacati. "Quello che è essenziale - ha spiegato Fini - è che il piano industriale dia alla nostra compagnia la possibilità di riprendersi". Anche per Andrea Ronchi, portavoce del partito, il passaggio ad Air France "può essere una soluzione", vista la situazione di crisi della compagnia, anche se "ci sono comunque degli interrogativi". Quasi tutti di segno opposto, invece, i giudizi che arrivano dai politici delle regioni del Nord. Per Roberto Formigoni, presidente della Lombardia "si tratta di una vera Caporetto del governo e degli amministratori che ha nominato". Ma Formigoni si chiede se le condizioni poste da Air France possano compromettere la trattativa: i francesi hanno chiesto di trovare una soluzione al ricorso contro Alitalia della Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi, un contenzioso che potrebbe essere oneroso per la compagnia. "O è un'ulteriore richiesta di soldi al governo italiano ? conclude Formigoni ? o è l'ennesima difficoltà aggiunta perché Air France non ha più voglia di comprare Alitalia". Più dure le posizioni della Lega Nord, impegnata a difendere la roccaforte padana di Varese, nella cui provincia si trova l'aeroporto di Malpensa. "Inutile parlarne adesso - taglia corto Umberto Bossi - prima bisogna vincere le elezioni, poi ci pensiamo noi alla questione di quelli che vengono qui a portar via la roba al Nord". Per Roberto Calderoli "il destino di Alitalia era quello del fallimento", ma invece di portare i libri in tribunale, aggiunge il vicepresidente del Senato "si sacrifica Malpensa e con essa le possibilità di sviluppo del Nord". Anche Roberto Maroni è preoccupato "per le anticipazioni che prefigurano una forte penalizzazione di Malpensa". Dagli amministratori locali della Lega arrivano dure critiche all'accordo. Per Marco Reguzzoni, ex presidente della provincia di Varese, il comportamento del Cda di Alitalia "è un comportamento di ladri di polli, che agiscono nella notte, in silenzio". E Attilio Fontana, sindaco di Varese, spera ancora nel fallimento della trattativa: "è fuor di dubbio che per salvare Malpensa si debba insistere con il ricorso per danni avanzato da Sea - dice il sindaco - se Air France dovesse rinunciare si potrebbe mettere in sesto Malpensa".

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Ma al tesoro ancora non si brinda "guai se resta il ricorso di malpensa" - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 17-03-2008)

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Economia Una partita da 1,2 miliardi Una partita da 1,2 miliardi Air France chiede al ministero di farsi carico dei rischi di mega-risarcimento alla Sea. La Ue storce il naso Ma al Tesoro ancora non si brinda "Guai se resta il ricorso di Malpensa" ETTORE LIVINI MILANO - Il prezzo? Certo è basso, ma con Alitalia in queste condizioni gli 0,099 euro ad azione che Air France è disposta a pagare per Alitalia non sono più un problema. Lo sconto sui bond? Arrivati a questo punto, ammettono al Tesoro, non si può più sottilizzare. I sindacati? Certo il percorso non è in discesa, spiegano in via XX Settembre, ma un accordo è a portata di mano così come si può trovare la quadra anche per il prestito ponte. Tutto bene allora? Non proprio. Sulla strada delle nozze tra Air France e Alitalia c'è ancora una mina da 1,25 miliardi: il risarcimento danni chiesto dalla Sea - la società che gesticge gli aeroporti milanesi - per l'addio della Magliana alla Malpensa. A Roma, all'inizio della vicenda, l'iniziativa legale era stata bollata come un eccesso di zelo dell'ad degli scali milanesi Giuseppe Bonomi. Ma ora le cose sono cambiate. "Il vero ostacolo per l'accordo con Parigi al momento è questo", ammettono fonti vicine al ministero dell'Economia. Il nodo è intricato: la compagnia di Jean Cyril Spinetta - come sempre accade in operazioni di questo tipo - non ha nessuna intenzioni di farsi carico di questo rischio e ha posto come condizione alle nozze "l'individuazione di una soluzione che elimini il rischio per Alitalia del contenzioso". In parole povere, Air France pretende una manleva. Lo Stato italiano deve farsi carico della causa, rendendosi disponibile a pagare gli eventuali danni accertati. Una clausoletta che fa tremare i polsi ai tecnici del Tesoro, per il rischio che Bruxelles possa impugnare qualsiasi decisione di questo genere come aiuto di Stato, facendo saltare la sudatissima intesa con la compagnia transalpina. La soluzione più lineare sarebbe convincere la Sea a fare marcia indietro. Ma a Milano fanno orecchie da mercante. "La matassa adesso la devono sbrogliare al Tesoro", dicono fonti vicine al Comune, azionista di controllo del gestore degli scali lombardi. Tramontata la battaglia per la moratoria, ottenuti i primi aiuti occupazionali con i 120 milioni di euro del decreto milleproroghe, la priorità per i manager che gestiscono Malpensa è la rinegoziazione dei trattati bilaterali con una ventina di paesi per potersi dotare delle rotte necessarie ad attrarre un nuovo vettore disposto a mettere qui il suo hub italiano. Anche perché le belle parole del piano Air France ("Milano sarà un importante snodo di voli punto a punto") non bastano assolutamente nemmeno in prospettiva a colmare la voragine aperta dall'addio di Alitalia, un buco nero pari a circa 6 milioni di passeggeri l'anno in meno e a 70 milioni di perdite nel bilancio della Sea. Di baratti però per ora nessuno è disposto a parlare. "La nostra causa è un atto dovuto - ha ribadito in più occasioni Bonomi - Alitalia aveva preso un certo numero di impegni che ci avevano convinti a fare forti investimenti e poi ha fatto retromarcia lasciandoci il cerino in mano". Morale: per ora nessuna marcia indietro. La palla è nel campo del governo che se vuole davvero chiudere la partita Alitalia-Air France dovrà ritornare a quel tavolo per Milano che non ha mai voluto realmente aperto. Tenendo ben separati, come a questo punto chiedono un po' tutti, il destino di Malpensa da quello di Alitalia. Pare meno ostico invece il nodo dei sindacati. Certo anche ieri non sono mancate le dichiarazioni ad effetto e un po' di fuoco di sbarramento. Ma nessuno pare intenzionato a far saltare il banco. I piloti, fino ad oggi punte di diamante del fronte pro-Air France, sono stati spiazzati dalla decisione di chiudere il settore cargo. Ma di fronte a "opportune modifiche", hanno fatto sapere, non si metteranno di traverso. Per la Cgil, al di là del problema di "gestire 1.660 esuberi", come ha detto ieri il segretario nazionale del settore trasporti Fabrizio Solari, resta aperta l'incognita di Az Servizi, le operazioni di terra destinate a finire sotto il cappello di Fintecna dove potrebbero emergere altro consistenti tagli. "Siamo a una resa senza condizioni", ha sintetizzato Solari. Ma di fronte a un'Alitalia a corto di liquidità (nei 15 mesi in cui è durata l'asta del Tesoro sono stati bruciati quasi 600 milioni di cassa) e che continua a macinare un milione di perdita al giorno non c'è da fare troppo i preziosi. L'ultimatum di Air France ("serve un accordo complessivo entro 10 giorni") suona non a caso come la campanella dell'ultimo giro. Quello oltre il quale, in caso di mancata intesa, ci sarebbe solo l'ipotesi del commissariamento. Una strada che, forse, non spiacerebbe a Parigi (che a quel punto si vedrebbe togliere le castagne dal fuoco da altri prima di ripresentarsi all'incasso) ma che aprirebbe scenari decisamente più difficili per i dipendenti.

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I piloti sul piede di guerra "pronti a far saltare tutto" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 17-03-2008)

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Economia La polemica I piloti sul piede di guerra "Pronti a far saltare tutto" ROMA - "Se il documento firmato dal cda Alitalia non dovesse cambiare, noi piloti non firmeremo alcun accordo. Anzi, saremo pronti allo scontro". Il no al progetto francese che azzera i servizi cargo mette sul piede di guerra Fabio Berti, il leader dell'Anpac, l'associazione che raccoglie gran parte dei comandanti italiani. Una posizione netta, che in parte sorprende. Eravate favorevoli al matrimonio coi francesi... "Oggi siamo dello stesso parere. Ma i servizi cargo rappresentano una questione molto importante per tutto il Paese". In che modo? "Si punta alla mortificazione dell'azienda visto che il cargo esercita la mobilità delle merci nazionali. E se pensiamo che questo servizio ha base a Malpensa, allora stiamo creando un ulteriore danno allo scalo. La verità è che non siamo noi ad avere problemi ma i francesi: loro riempiono gli aerei di merci al 61,7% contro il 76,7% di Alitalia". Si rischia lo scontro? Il servizio passeggeri è a rischio? "Spero di no, ma se la questione non verrà affrontata e risolta noi siamo pronti a rispondere in modo adeguato". (lu.ci.).

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Alitalia ai francesi, la rabbia dei sindacati - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 17-03-2008)

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Economia Alitalia ai francesi, la rabbia dei sindacati Governo verso il sì a Air France. Cgil, Cisl e Uil: messi con le spalle al muro Acquisto a 10 cent ad azione. Compagnia valutata solo 138 milioni LUCIO CILLIS ROMA - Un cda fiume e dai toni drammatici ha dato il via libera all'offerta per Alitalia. Air France è sempre più vicina all'acquisizione a poche ore dalla decisione del Tesoro, anche se monta nel sindacato l'opposizione ad una proposta giudicata "al ribasso". La buona notizia è che il tricolore e il marchio Alitalia avranno la stessa dignità all'interno del nuovo gruppo aereo. La cattiva è che per arrivare all'integrazione la compagnia di bandiera dovrà rispettare diverse condizioni sospensive dell'accordo e sopportare tre anni di sacrifici. Per tornare a livelli competitivi dal 2011, i franco-olandesi hanno previsto una cura dimagrante che a molti sembra troppo rigida: la capacità passeggeri si riduce del 10%, i servizi tutto cargo spariranno nel 2010 (una scelta che sta scatenando la durissima reazione dei piloti) e la flotta scenderà a 137 velivoli. Nel piano sono anche citati 1.600 esuberi complessivi mentre regna l'incertezza sui lavoratori di Az Servizi dove, secondo indiscrezioni, altri 4.500 dipendenti verranno trasferiti sotto l'ala di Fintecna. La Consob ieri ha bacchettato Alitalia, costringendola a chiarire diversi punti dell'accordo: come l'ammontare della linea di credito, il prestito ponte del Tesoro che sarà di 300 milioni di euro. Dal punto di vista finanziario il gruppo transalpino lancerà una Offerta pubblica di scambio su tutte le azioni della Magliana, ovvero 160 titoli Alitalia per una Air France-Klm, pari a 10 centesimi per azione, la metà rispetto alle peggiori previsioni. Di fatto, il valore del vettore italiano, oggi, non supera i 140 milioni di euro. In arrivo anche un'Offerta pubblica di acquisto sul 100% delle obbligazioni convertibili a scadenza 2010 ad un prezzo di 0,3145 euro. Inoltre, i francesi metteranno liquidità per un miliardo di euro e investimenti per 850 milioni fino al 2010. Nel cda del nuovo gruppo sarà presente un consigliere italiano per i primi sei anni. Da quel momento in poi però quel posto potrebbe sparire visto che "il presidente di Air France-Klm farà del suo meglio per proporre in seguito la nomina di un consigliere italiano". Ci sono poi le "condizioni da rispettare": al primo posto la compagnia guidata da Jean-Cyril Spinetta pone il "raggiungimento di un accordo con le organizzazioni sindacali", che da domani avvieranno un confronto serrato con lo stesso Spinetta e Maurizio Prato, ad di Alitalia. E ancora, serviranno "l'impegno scritto a mantenere il portafoglio attuale dei diritti di traffico", un accordo su Fiumicino "per l'attuazione del piano 2008-2010", ma soprattutto "una soluzione che elimini il rischio relativo al contenzioso con la Sea", che ha chiesto alla Magliana 1,25 miliardi di risarcimento per l'abbandono di Malpensa a favore di Fiumicino. Tutte queste condizioni sospensive, dovranno essere verificate entro fine marzo. Anche se il prossimo governo non viene citato, nel contratto ci sono clausole che pongono paletti insormontabili in presenza di "peggioramenti" dello stato di salute della compagnia, o di "decisioni formali" del governo contro l'operazione. Sul caso Sea, in particolare, si cita il possibile ricorso ad un "decreto legge" ad hoc. Ce n'è abbastanza per far piombare nello sconforto diverse migliaia di lavoratori. I sindacati, per questo, affilano le armi: il leader della Cgil Guglielmo Epifani parla del sindacato messo "con le spalle al muro", quello della Cisl Raffaele Bonanni di "un governo che ci consegna nudi ad Air France". E c'è rabbia anche in chi domani andrà a trattare il futuro di Alitalia. La Filt Cgil con Fabrizio Solari giudica l'offerta "una resa senza condizioni". Per Marco Veneziani della Uil trasporti, "se la trattativa sarà improntata al prendere o lasciare l'operazione salterà", mentre Roberto Panella dell'Ugl trasporti non crede "che la logica del prendere o lasciare sia lo spirito che animerà l'incontro".

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Il volo diretto per new york farà scalo in costa azzurra - paolo griseri (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 17-03-2008)

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Pagina I - Torino Il volo diretto per New York farà scalo in Costa Azzurra PAOLO GRISERI Partenza da Torino, scalo in Costa Azzurra, arrivo a New York. Il volo diretto con la metropoli statunitense sembra uscire dal libro dei sogni per diventare, almeno, un oggetto serio di studio. La proposta, lanciata mesi fa dal manager di Gm Mike Arcamone, sta interessando enti locali e istituzioni Usa proprio mentre la fusione tra Alitalia e Air France sembra aprire nuove prospettive per lo scalo torinese. All'inizio dell'anno Arcamone aveva incontrato il sindaco Chiamparino e il presidente di Sagat Maurizio Montagnese. L'idea del collegamento diretto con gli Stati Uniti aveva interessato i vertici dell'aeroporto torinese che avevano messo a disposizione gli studi dei loro uffici commerciali. Più recentemente Arcamone ha incontrato il segretario della camera di commercio Guido Bolatto e il direttore di Unioncamere, Massimo De Andreis. SEGUE A PAGINA IV.

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Il volo torino- new york farà sosta in costa azzurra - paolo griseri (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 17-03-2008)

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Pagina IV - Torino Fra un mese pronto lo studio sui flussi di traffico Il volo Torino- New York farà sosta in Costa Azzurra PAOLO GRISERI (segue dalla prima di cronaca) Ambedue avevano accettato di affidare al Centro per l'internazionalizzazione della Camera di Commercio uno studio sui potenziali flussi di traffico dal Piemonte verso gli Stati Uniti e viceversa. Lo studio sarà pronto entro la metà di aprile e sarà successivamente messo a disposizione delle istituzioni torinesi e dell'ambasciata americana a Roma. Quando, nelle scorse settimane, Arcamone aveva lanciato per primo l'idea di un volo diretto Torino-New York, l'Alitalia aveva contattato il manager per avere maggiori dettagli sull'iniziativa. A sua volta la Gm ha fatto un po' di conti. Le spese per i viaggi intercontinentali dei suoi manager torinesi sono di oltre 500 mila euro all'anno ai quali si devono aggiungere 200.000 euro per le spese alberghiere a Francoforte, dove è obbligatorio lo scalo per chi arriva da Detroit e vuole proseguire per Torino. Le ipotesi di collegamento tra Caselle e gli Stati Uniti potrebbero essere diverse. Oltre al volo diretto con cadenza bi o tri settimanale, si potrebbe effettuare un volo con scalo a Nizza. La capitale della Costa Azzurra è già oggi collegata con New York ma ha difficoltà a riempire gli aerei. L'aggiunta dei clienti torinesi e piemontesi servirebbe ad abbassare i costi. Un'alternativa potrebbe venire da Bologna, città naturalmente alleata con Torino per via delle partecipazioni incrociate tra la Sagat e la società di gestione dell'aeroporto emiliano. Anche in questo caso lo stesso aereo potrebbe collegare Bologna-Torino-New York e viceversa. Ieri Alitalia ha reso noto che, in virtù della fusione con Air Fance aumenteranno i collegamenti di Torino con gli hub europei per i voli intercontinentali. In realtà già oggi la città è collegata con i grandi aeroporti internazionali.

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Malpensa, la rivolta del nord (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 17-03-2008)

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Pagina XIII - Milano Lega e Forza Italia insorgono per l'ok ad Air France. Ma c'è anche chi inizia a pensare al futuro dell'aeroporto Malpensa, la rivolta del Nord Formigoni: una Caporetto. Colaninno: il rilancio è possibile Il via libera del cda di Alitalia alla fusione con Air France rilancia l'allarme Malpensa, in particolare da Forza Italia e Lega. "è una Caporetto del governo", dice il presidente della Regione Roberto Formigoni, mentre il leghista Davide Boni teme un "momento molto buio per l'intero sistema aeroportuale". Ma c'è anche chi guarda avanti. Come i Verdi: "Finalmente Malpensa ha una possibilità di crescita che la Regione dovrà rendere sostenibile". Anche il Pd si mostra sereno: "Una volta finiti tutti i collegamenti, 18 milioni di italiani potranno raggiungere Malpensa in meno di due ore. Guardiamo allo scenario dei prossimi 30 anni", dice il parlamentare Daniele Marantelli. E un altro esponente del Pd, oltre che imprenditore, Matteo Colaninno, candidato alla Camera, si mostra ottimista: "Il rilancio dell'aeroporto è possibile, collegandolo in tempi certi e veloci e facendolo finalmente diventare una grandissima infrastruttura strategica che porti in Europa il ceto produttivo e in Italia il turismo internazionale". BERIZZI E SASSO A PAGINA III.

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Logo e livrea col tricolore e un consigliere per 6 anni (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 17-03-2008)

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Economia L'italianità Logo e livrea col tricolore e un consigliere per 6 anni IL marchio, il logo e la livrea tricolore di Alitalia vivranno, così come resteranno i diritti di volo verso i paesi di altri continenti. Ma non ci limiterà a mantenere la tradizionale "A" bianca, rossa e verde sul timone degli aerei. La compagnia di bandiera italiana resterà una entità industriale autonoma all'interno del nuovo gruppo aereo. Un ruolo rafforzato dalla presenza nel cda di Air France-Klm-Alitalia di un consigliere italiano scelto dal Tesoro, la cui durata è fissata in 6 anni, che saranno "rinnovabili" solo con l'assenso del vertice del colosso aereo. Sull'assetto societario ieri sera la Consob ha chiesto precisazioni e Alitalia è stata costretta ad inviare all'azionista di riferimento, il ministero dell'Economia, chiarimenti del caso sulla nuova, futura compagine di controllo del gruppo. Inoltre per 3 anni, Air France-Klm non potrà cedere la propria partecipazione di maggioranza in Alitalia.

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Pasti e poltrone di lusso ma solo per il business (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 17-03-2008)

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Economia L'offerta di servizi Pasti e poltrone di lusso ma solo per il business L'offerta francese non vincola Alitalia solo a tagli e risparmi. C'è una parte altrettanto importante dedicata al rilancio del "brand", dello stile Alitalia ormai ingrigito dai molti anni di crisi. Un'operazione di rinnovamento che riguarderà gli interni delle cabine, i colori utilizzati a bordo degli aerei, gli apparati elettronici a disposizione dei passeggeri. Migliorerà la cucina (stop ai tramezzini: i bene informati scommettono su un ritorno ai fasti della cucina tradizionale italiana), mentre le poltrone per i clienti disposti a pagare di più saranno modernissime, allungabili e comode. Novità in vista anche per le sale Vip negli aeroporti e, in generale, per tutto ciò che riguarda la clientela business. Nessun accenno, al momento, a novità altrettanto radicali per i passeggeri delle classi turistiche.

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Marchio italiano ma 3 anni di tagli e addio alle merci (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 17-03-2008)

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Economia Marchio italiano ma 3 anni di tagli e addio alle merci Come sarà la nuova compagnia di bandiera Il dossier La cura dimagrante prevede un calo dei passeggeri del 10%. Poi la promessa di un grande rilancio La nuova Alitalia targata Air France (se l'operazione andrà in porto) manterrà il nome e il marchio ma sarà una compagnia molto diversa da quella che abbiamo conosciuto fino ad oggi. Il piano di Parigi è articolato in due fasi: la prima, dal 2008 al 2010, già operativa, è quella del ridimensionamento. La compagnia di bandiera ha tagliato il 72% dei voli da Malpensa abbandonando il sogno del doppio hub e trasferendo quasi tutti i voli intercontinentali a Roma Fiumicino. Nel complesso verranno tagliate subito 18 destinazioni (soprattutto verso l'Est europeo, India e Cina) La cura dimagrante di Parigi prevede anche un colpo di forbice alla flotta. A fine 2007 Alitalia gestiva 188 aerei di cui 30 a lungo raggio. A dicembre 2010 ci saranno invece 137 aerei con il timone tricolore di cui solo 20 a lungo raggio. L'offerta dovrebbe di conseguenza calare del 10% circa con una contrazione dell'1% del traffico domestico, del 19% di quello continentale e del 6% di quello intercontinentale. Un'altra rivoluzione strisciante è quella del settore cargo. Fino ad oggi questo business, vitale per il tessuto imprenditoriale del Nord, era concentrato quasi tutto sulla Malpensa dove cresceva a ritmi del 15% l'anno. Air France ha deciso però di sospendere del tutto l'attività entro il 2010 per "le criticità" del comparto. La fase due del piano di Parigi, quella destinata a scattare dopo il 2010 (anno in cui si prevede il ritorno all'utile operativo), è quella della crescita. Ma su questo fronte, a di là degli impegni formali, non ci sono ancora grandi certezze. Il progetto arrivato sul tavolo del cda Alitalia parla in particolare del rinnovo della flotta. Dopo quella data, infatti, Alitalia dovrebbe pensionare gradualmente i vecchi B767 e gli Md80, sostituendoli con aerei di nuova generazione. Ma quanti ne arriveranno e per quali destinazioni decolleranno verrà stabilito in concreto solo tra un paio d'anni. (e.l.).

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Con la rinuncia al cargo nuovo colpo per malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 17-03-2008)

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Economia Esuberi e chiusure Con la rinuncia al cargo nuovo colpo per Malpensa Il cargo (ossia il settore merci, quasi tutto concentrato a Malpensa) chiuderà nel 2010, nei piani di Air France. I motivi ufficiali (non una novità di questi tempi) sono il caro-petrolio e i consumi eccessivi dei 5 aerei Md11 usati per trasportare merci da e per l'Italia. La chiusura rischia di suscitare la reazione dei piloti contro Air France. Momenti di incertezza anche per il resto dei circa 18.500 lavoratori del gruppo Alitalia. Gli esuberi annunciati dai franco-olandesi nell'offerta vincolante presentata venerdì, sarebbero a quota 1.600. Una cifra che però non spiega in quali settori andranno a realizzarsi. Nessuna spiegazione invece, per adesso, sul futuro dei dipendenti di Az Servizi: indiscrezioni parlano di circa 4.500 unità che passerebbero da Alitalia Servizi a Fintecna, finché i contratti in essere per la manutenzione dei vetusti Md80 e degli A321 saranno validi, ovvero per i prossimi 5 o 7 anni al massimo.

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Su AlitaliaPdl diviso,sindacatiall'attacco (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 17-03-2008)

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L'offerta di air france Dopo il via libera del cda, no di Bossi, sì di Fini. Berlusconi rinvia il giudizio. L'ira dei sindacati: "Tagliati fuori dal governo e messi con le spalle al muro davanti a una minestra avvelenata" 17/03/2008 Roma. Alitalia vale appena 138 milioni, ma per concluderne l'acquisizione Air France dovrà sborsare complessivamente 1,7 miliardi. L'offerta è però condizionata: dal sì dei sindacati e del governo, all'azzeramento del ricorso Sea su Malpensa. Che non sarà l'hub internazionale, perché la scelta cade su Fiumicino. Il "dossier" spacca il Pdl, indigna Cgil, Cisl e Uil ("ci lasciano soli") e provoca una bufera sull'esecutivo. E la Lega, per bocca di Umberto Bossi, minaccia: "Vinciamo le elezioni, poi a questi ci pensiamo noi". G. Ferrari, Lombardi e un commento di luigi leone >> 2 e 11 17/03/2008.

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Ma c'era un'altra Strada? (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Ma c'era un'altra Strada? Alfredo Recanatesi Un scelta amara Fuori la porta di Alitalia non c'è una fila di compagnie, investitori o cordate che si accalcano per poterla rilevare. Non c'è nessuno che abbia un piano credibile con i soldi, l'esperienza e le relazioni internazionali per assicurarne la realizzazione. C'è solo Air France-Klm la cui offerta ha ricevuto un parere favorevole da parte del consiglio di amministrazione al termine di una riunione la cui durata - ben 16 ore - lascia supporre che sia stata esaminata in ogni suo particolare e risvolto. segue a pagina 25.

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Alitalia-Air France: 1600 esuberi Epifani: siamo con le spalle al muro (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Alitalia-Air France: 1600 esuberi Epifani: siamo con le spalle al muro L'ok di Alitalia ad AirFrance-Klm c'è. Quello dei sindacati no. Anche perché nel piano dei francesi è sì previsto 1 miliardo per ricapitalizzare e il mantenimento del tricolore su aerei e divise del personale, ma anche una forte riduzione del costo del lavoro. Gli esuberi dovrebbero essere 1600 e nel piano di AirFrance si parla non solo di blocco del turn-over (non verranno sostituiti quelli che se ne andranno), ma anche di esodi incentivati e ammortizzatori sociali. Domani ci sarà il faccia a faccia tra l'azienda e i rappresentanti dei lavoratori (le sigle sindacali sono nove). "Non deve essere una svendita" commenta il segretario della Cgil Guglielmo Epifani che non nasconde che potrebbero sorgere "problemi occupazionali". Masocco a pagina 7.

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Dalle condizioni al board Ecco i punti principali (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Dalle condizioni al board Ecco i punti principali L'offerta. La proposta di Air France-Klm prevede un'offerta pubblica di scambio sul 100% delle azioni di Alitalia in base alla quale verranno permutate 160 azioni Alitalia con una azione Air France-Klm. È prevista anche un'offerta pubblica di acquisto sul 100% delle obbligazioni convertibili a 0,3145 euro, pari al prezzo di mercato del 14 marzo 2008. Ricapitalizzazione. L'offerta frandese prevede che si proceda ad una ricapitalizazzione da un miliardo di euro. Bandiera. Alitalia resterà compagnia di bandiera italiana, sia per quel che riguarda il marchio, la livrea degli aerei, le divise e i pasti di bordo. Fiumicino sarà lo scalo principale. Costo del lavoro. Per quanto riguarda il costo del lavoro l'offerta prevede una riduzione del personale di circa 1.600 unità. Per la gestione degli esuberi, oltre al turn over, si farà ricorso ad esodi volontari incentivati e all'applicazione degli ammortizzatori sociali. Cargo. Il piano industriale 2008-2010 prevede che "l'attività cargo bellies" (pance degli aerei di linea) prosegua inalterata e che, nel corso del biennio 2008-2009, l'attività degli aeromobili all-cargo si concentri sulle rotte con margini operativi migliori per ridursi progressivamente fino a cessare nel 2010. Cda. È prevista la nomina nel consiglio di amministrazione di Air France-Klm di un consigliere "addizionale" di nazionalità italiana e con significativa esperienza di business, e che rispetti i requisiti di indipendenza. Condizioni. Il piano è soggetto ad alcune condizioni sospensive, tra le quali l'accordo con i sindacati e l'impegno scritto dal governo a mantenere gli attuali diritti di traffico di Alitalia. La proposta.

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AirFrance-Klm, Alitalia ha detto sì Il via libera del cda dopo 16 ore di riunione. Adesso la parola a governo e sindacati (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del AirFrance-Klm, Alitalia ha detto sì Il via libera del cda dopo 16 ore di riunione. Adesso la parola a governo e sindacati.

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NEL VIVO Ci sono volute sedici ore di riunione, poi è arrivato il sì del consiglio di (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del di Felicia Masocco / Roma NEL VIVO Ci sono volute sedici ore di riunione, poi è arrivato il sì del consiglio di amministrazione di Alitalia ad AirFrance-Klm. E non è stato facile. I francesi hanno infatti dettato condizioni non lusinghiere per la compagnia italiana, al punto che qualcuno parla di vendita in saldo. Ma c'è un fallimento da evitare, e l'alleanza con il colosso d'oltralpe (primo gruppo aereo mondiale per fatturato con 23 miliardi nel 2007) serve a scongiurarlo. Dopo 17 mesi di incubazione, la privatizzazione della compagnia aerea italiana entra finalmente nel vivo. E c'è tempo fino al 31 marzo per capire se è davvero finita un'era: scade infatti a quella data il termine posto da AirFrance-Klm per il verificarsi di una serie di condizioni. Il consenso di governo e sindacati, ma non solo. Il gruppo guidato da Jean-Ciryl Spinetta propone un'offerta pubblica di scambio per il 100% delle azioni di Alitalia: lo scambio sarebbe di 160 a uno, cioè 160 azioni di Alitalia (8,7 milioni in totale) per un'azione di Air France-Klm, oltre a un'offerta pubblica di acquisto sul 100% delle obbligazioni convertibili Alitalia (prezzo unitario di 0,3145 euro, pari al prezzo di mercato del 14 marzo 2008). Sempre per la parte economica, a operazioni di acquisto avvenute, è previsto un aumento di capitale per un miliardo di euro garantito dai franco-olandesi. Conti alla mano si tratta di un impegno complessivo pari a circa 1,7 miliardi di euro più 850 milioni di investimenti. Ma - e qui cominciano le dolenti note - il valore di Alitalia viene quantificato solo 138,5 milioni di euro. Venerdì scorso la Borsa di Parigi quotava le azioni AirFrance a 15,98 euro: se questa cifra si moltiplica per 8,7 milioni il risultato è di poco inferiore a 139 milioni. Significa che per i francesi un'azione di Alitalia vale meno di 10 centesimi (0,099 per l'esattezza). Meno dei 22 centesimi che si ventilavano alla vigilia, già in ribasso rispetto ai 35 offerti in dicembre. E sicuramente meno dei 53 centesimi spuntati da Alitalia venerdì a Piazza Affari. Gli altri punti disegnano la più classica delle ristrutturazioni, tagliare per risanare con la promessa di un ritorno, a breve, all'utile. Tra i tagli ci saranno 1600 posti di lavoro, tanti sono gli esuberi e la cifra non si discosta molto dai 1700 riportati dal piano-sopravvivenza stilato dal presidente di Alitalia Maurizio Prato: verranno gestiti con esodi incentivati e ammortizzatori sociali. Nel 2010 il servizio Cargo cesserà di essere nel 2010, mentre torneranno nel perimetro di Alitalia alcune attività oggi gestite da Alitalia Servizi come le manutenzioni. Scure anche sulla flotta, con la prospettiva però di tornare a incrementarla dal 2011 con aeromobili di nuova generazione, mentre tra il 2008 e il 2010 sono previsti investimenti pari a 850 milioni di euro sia per la flotta che per sostenere il prodotto. Drastica la riduzione dei voli, almeno per i prossimi tre anni: verranno sospesi i voli in perdita (Zagabria e Sarajevo, ma anche Dakar e Shanghai) e sempre nell'arco di un triennio è quantificata una riduzione della capacità-passeggeri pari al 10%. Questi, in sintesi, i punti salienti del piano a lungo atteso che oggi, mentre verrà giudicato dalla Borsa, riceverà anche il parere (positivo) dell'azionista Tesoro. Il quale, tra l'altro, ha dato il via libera a un prestito-ponte di circa 250 milioni che servirà ad Alitalia per sbarcare il lunario fino ad vendita avvenuta. Occorre però il consenso del Parlamento che, come si sa è in smobilitazione. In tutto questo, ci vorrà tempo prima che il piano diventi operativo. AirFrance ha infatti posto alcune condizioni che aprono scenari dall'esito incerto. Tutte dovranno verificarsi entro la fine di marzo. La prima, nota, è quella di un accordo con i sindacati: domani le nove sigle presenti in Alitalia potranno finalmente confrontarsi su un'operazione da cui sono stati finora esclusi tant'è vero che non nascondono di ritrovarsi - come dice Guglielmo Epifani - con le spalle al muro. Altra garanzia reclamata dai francesi è che nell'offerta pubblica di scambio il governo venderà tutto il 49,9% del capitale in suo possesso. In più sempre il governo, cioè l'azionista Tesoro, deve tenere AirFrance fuori dalla disputa di Malpensa o meglio dalla causa che la Sea ha intentato per 1,2 miliardi per i danni causati dal taglio dei voli sullo scalo milanese che il piano d'acquisto ridimensiona fortemente assegnando invece a Roma-Fiumicino, il ruolo di terzo hub del gruppo insieme a Parigi e Amsterdam. La querela deve essere ritirata o coperta da una garanzia dell'Economia, altrimenti non se ne fa nulla. Sono paletti che vanno consolidati entro il 31 marzo, evidentemente i franco-olandesi non intendono rinviare al nuovo governo. E qualche motivo ce l'hanno, se le urne dovessero premiare la destra. "Prima vinciamo le elezioni poi ci pensiamo", ha tuonato Umberto Bossi che non vuole mollare il serbatoio di voti Varese-Malpensa. Ma a rispondere all'appello è solo una pattuglia di Forza Italia, quella legata al territorio, mentre tace Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini addirittura azzarda un giudizio "tendenzialmente positivo".

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EX POST L'appuntamento resta fissato per domani, le nove sigle sindacali e professionali pr (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del / Roma fe.m. EX POST L'appuntamento resta fissato per domani, le nove sigle sindacali e professionali presenti in Alitalia dovranno dire la loro sul passaggio di mano della compagnia di bandiera, il loro consenso è stato posto da AirFrance -Klm come condizione necessaria per completare l'operazione. Concertazione ex-post si potrebbe dire: del piano, delle offerte che coinvolgono 18mila lavoratori i sindacati non hanno saputo nulla fino a ieri. Ma si ritrovano comunque a dire un si o un no, che l'acquirente ritiene determinante. Non a caso il leader della Cgil parla di "spalle al muro". "Quello che sta accadendo non si è mai visto in nessuna trattativa - afferma Guglielmo Epifani -. Si finisce col mettere il sindacato, che all'oscuro di tutto, con le spalle al muro e il paese nella stessa condizione". Mai come in questo caso la forma è sostanza, tuttavia i sindacati sono pronti al confronto, che sarà per forza di cose breve con meno di due settimane a disposizione, ma per nulla facile, considerato il peso della partita . La privatizzazione di Alitalia "Non deve essere essere una svendita - premette Epifani - e bisogna mantenere il perimetro dell'azienda il più ampio possibile. Altrimenti possono insorgere problemi occupazionali soprattutto alla Magliana e a Napoli. E' una questione di primaria importanza e su questo daremo il nostro giudizio finale", "può essere un sì o può essere un no a seconda dei contenuti del piano". È evidente che il confronto si presenta più difficile del previsto, addirittura un braccio di ferro. Per il leader della Cisl, Raffaele Bonanni "è grave, molto grave che il governo ci sta consegnando nudi alla trattativa con Air France a danno dei lavoratori". Per Bonanni si tratta di un prendere o lasciare, "hanno asciugato volutamente il valore delle azioni, perché tutta questa perdita di tempo è servita a fare questo, per arrivare poi ad avere uno striminzito membro nel cda, il 2% nella holding". Anche il segretario della Uil punta l'indice contro il governo e arriva a parlare di "svendita": "L'esecutivo ha fatto finta che Alitalia sia dell'amministratore delegato, del cda e non del governo", accusa Luigi Angeletti. "Non sappiamo qual è la proposta che Air France ha fatto, quando sapremo potremo dare un giudizio. Ma - ha aggiunto - non è mica detto che bisogna sempre per forza mangiare la minestra se è avvelenata". Domani i sindacati vedranno le carte con il presidente di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, e il presidente di Alitalia, Maurizio Prato. , vedranno le carte, ma c'è chi non esclude di far saltare tutto. La minaccia viene dai piloti Anpac, finora favorevoli al matrimonio con i franco-olandesi. Non manderanno giù- dicono - la fine del servizio Cargo fissata per il 2010. La definiscono una "condizione inaccettabile" e annunciano che non firmeranno accordi se tutto resta così com'è.

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Segue dalla Prima Del resto, poiché i francesi sanno quanto e più di noi che l'uni (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Segue dalla Prima Del resto, poiché i francesi sanno quanto e più di noi che l'unica alternativa che il futuro di Alitalia possa realisticamente prevedere è il fallimento, va riconosciuto che non hanno calcato la mano. Il loro piano prevede investimenti cospicui, tre anni per il risanamento prima di una graduale crescita con aerei moderni, il mantenimento del marchio e della livrea; insomma la compagnia continuerà a vivere come entità autonoma con una sua propria identità italiana offrendo servizi che sarà interesse di chi vi ha investito del suo rendere efficienti e competitivi. Comunque, non c'erano margini perché il parere dell'azienda fosse diverso. Le condizioni poste, certo, sono amare, seppure comprensibili. Non è tanto il valore di concambio attribuito alle azioni della società, che tengono conto del suo stato prefallimentare, delle perdite correnti che ancora quotidianamente genera e della più recente evoluzione dei mercati finanziari che ha ridotto di un terzo o giù di li il valore di mercato delle azioni di qualsiasi società di qualsiasi parte del mondo. Sono le condizioni poste a garanzia del "contratto" che rivelano una sostanziale diffidenza verso gli impegni di un Paese dove nulla ormai può essere considerato certo e definitivo. Per non rischiare di rimanere a metà del guado, e rimanere invischiati in una rete di resistenze, ostacoli, ricorsi e chissà cosa altro ancora, i francesi hanno chiesto impegni scritti e preventivi che riguardano il governo (impegno ad aderire alle offerte di acquisto delle azioni ed a mantenere i diritti di traffico attualmente in possesso di Alitalia), la Aeroporti di Roma (che deve assicurare i servizi sui quali il piano di rilancio deve poter contare), la Sea (perché si risolva il contenzioso aperto dalla inopinata richiesta di risarcimento per la riduzione dei voli Alitalia su Malpensa), la ricontrattazione di alcuni servizi a terra forniti a condizioni più onerose di quelle normali in altri scali internazionali. Tra le condizioni poste c'è anche - e si sapeva - la preventiva adesione al piano di risanamento delle organizzazioni sindacali. Non stupisce dopo le molte e ripetute agitazioni che hanno travagliato la storia della compagnia anche nel periodo recente, quando già boccheggiava ed era in cerca di un partner che si impegnasse nel suo salvataggio. I sindacati ora manifestano resistenza, forse sperando di poter trattare su quei 1600 esuberi che sono un boccone duro a mandar giù, ma non si può dire che non sia stato cucinato a lungo e che possa essere stato evitato nel menù di qualsiasi altro soccorritore. Anche per i sindacati - e forse soprattutto per i sindacati - vale la circostanza che l'unica alternativa all'accordo con Air France - Klm, a questo punto, è il fallimento di Alitalia, che renderebbe esuberi tutti gli attuali dipendenti con la eventuale prospettiva, per alcuni di essi, di rientrare in parti della compagnia che dovessero essere rilevate dalla procedura fallimentare, ma a condizioni sicuramente peggiori. In altri termini, il compimento della cessione di Alitalia ad Air France - Klm postula il superamento di una liturgia la cui celebrazione non può modificare più di tanto i termini della proposta di acquisto, delle relative condizioni e degli impegni dell'acquirente. Da trattare c'è davvero poco perché per trattare è necessario un minimo di forza contrattuale che la compagnia, lo Stato che ne è l'azionista di controllo ed i dipendenti attraverso i loro sindacati hanno fatto di tutto, ma proprio tutto, per compromettere. Al punto in cui sono le cose, la prospettiva che Alitalia venga salvata all'interno del maggiore gruppo europeo del settore con la salvaguardia del brand, del tricolore sul timone di coda e della maggior parte dei suoi dipendenti è tutt'altro che disprezzabile. Anzi, è la fine accettabile di una storia che avrebbe potuto finire molto peggio e che comunque rimarrà nei libri come esempio della capacità tutta italiana di disperdere un patrimonio di esperienze, di professionalità, di potenziale tecnico e di mercato come quello che Alitalia, in anni ormai lontani, aveva dimostrato di saper accumulare.

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Berlusconi: <Veltroni non è credibile> (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 103 Berlusconi: "Veltroni non è credibile" Il Cavaliere attacca il leader Pd e rilancia l'allarme brogli --> Il Cavaliere attacca il leader Pd e rilancia l'allarme brogli A Como Silvio Berlusconi, il leader del Pdl, rilancia l'allarme brogli e attacca anche Veltroni: "Lo voterei anch'io ma non è credibile". COMO In difesa sulle pensioni, in attacco sui brogli. Doppio ruolo per Silvio Berlusconi. Sabato da Cernobbio, aveva fatto intendere di voler rivedere lo scalone, ritoccandolo all'insù. Meno di ventiquattro ore ed è arrivata la scontata levata di scudi dei sindacati. Poco dopo il Cavaliere frena. "So bene che i sistemi pensionistici non si cambiano da un anno all'altro, tanto meno - assicura - senza una consultazione sociale. Come al solito, la sinistra si esercita nell'alterazione di mie dichiarazioni". Vecchio vizio "stalinista". Sulle elezioni e il rischio brogli, l'ex premier invece rispolvera un vecchia convinzione, ma con molta determinazione. Da Piazza Duomo, dove si trova per un comizio, lancia l'allarme: "C'è un problema grandissimo e per evitare il bis del 2006, quando la sinistra buttò fuori i nostri rappresentanti di lista, occorre armare un esercito in difesa della libertà". È l'una e mezza della domenica delle palme, in piena pausa pranzo, e così la piazza è piena a metà ma i comaschi che sono venuti per il presidente lo acclamano, lo incitano a più riprese, ripetono le parole d'ordine che li convincono di più. I TEMI DEL NORD Ma è anche il week-end dei gazebo per la famiglia e l'ex premier non vuole che l'attualità rubi la scena: incalzato, sulle prime non replica sulle pensioni. Il commento arriverà dopo, con una nota. Non parla di Alitalia ("lasciamo stare, non è il momento"), glissa anche sul capitolo Tibet e Olimpiadi. Il Popolo delle libertà applaude quando attacca a testa bassa la sinistra. Ma a fare breccia sono soprattutto i temi cari al Nord: la sicurezza ("ci sono clandestini a iosa e troppi pochi soldi", è la constatazione); i ritardi sulle infrastrutture e l'energia; i rifiuti. Berlusconi confessa di non dormirci la notte: un milione di tonnellate di spazzatura. A tanto ammonta la dote del governo Prodi. Il Cavaliere lo sa infatti come vanno le cose in politica: "Un mese dopo che sarò a Palazzo Chigi - pronostica - quella spazzatura sarà tutta mia". Ergo, spiega, una soluzione va trovata. TASSE E CASA Poi, le tasse. Berlusconi avrà anche inaugurato la stagione del realismo ma a farsi scippare la lotta per abbattere il peso del fisco non ci sta. E così promette di tagliare la pressione fiscale, laddove è possibile; ricorda che introdurrà il quoziente familiare, una vera e propria rivoluzione; e non dimentica la casa. "Ogni padre di famiglia ha a cuore di lasciarne una ai propri figli". Via l'Ici, quindi, ok ai buoni affitti e a un piano per l'edilizia. E se qui la sinistra copia, pazienza perchè "quando vengono copiate le cose buone sono felice", dice tra il bonario e il sarcastico. Tanto poi al governo ci va lui e non certo Veltroni, è il ragionamento sottostante. Ecco allora l'immancabile stoccatina all'avversario di questa campagna elettorale: "Se Veltroni fosse credibile e non lo è, lo voterei anche io". Così, dice, potrei finalmente godermi la vita. E invece, niente, gli toccherà prendere ancora una volta il Paese in mano e con umiltà governare. "Vi garantisco che supereremo le difficoltà", afferma cercando di mostrare un volto meno pessimista. Sì, perchè io ormai "sono un vecchietto", si lascia andare. Ma non poi così tanto, si corregge a scanso di equivoci: "Questa mattina ho incontrato un compagno di scuola, che mi ha detto: omai abbiamo un'età. Ma io gli ho risposto: parla per te". Musica per le orecchie della platea di Como: ecco bravo, resta con noi, gli replicano i suoi fan.

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Alitalia dice sì alle nozze con Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 105 Alitalia dice sì alle nozze con Air France Il piano prevede 1.600 esuberi. Sarà salvaguardata l'italianità --> Il piano prevede 1.600 esuberi. Sarà salvaguardata l'italianità Dopo una riunione lunghissima il cda ha approvato la proposta della compagnia franco-olandese. ROMA Il consiglio di amministrazione di Alitalia dice un sì sofferto all'offerta di Air France-Klm. Ma ora si profila un nuovo percorso ad ostacoli. Stretta nella morsa di una cassa con pochi spiccioli, per l'ex compagnia di bandiera si prospetta una vendita a prezzo da saldi pur di garantirsi il salvataggio. Già oggi c'è il rischio di uno scivolone in Borsa. Martedì, poi, inizia un braccio di ferro con i sindacati che si preannuncia più difficile del previsto ma che dovrà chiudersi entro fine mese. L'OFFERTA Per Alitalia il colosso franco-olandese intende spendere 138,5 milioni di euro, cioè 9,9 centesimi ad azione applicando il valore del titolo Air France-Klm, che sulla Borsa di Parigi valevano venerdì scorso 15,98 euro, al concambio di un titolo franco-olandese per 160 della compagnia italiana. Ma per tutta l'operazione, Parigi, che si dice pronta ad acquisire il 100% delle azioni della società, mette sul piatto poco più di 1,7 miliardi di euro, fra le due Opa - oltre a quella sul capitale l'altra è sulle obbligazioni convertibili, quest'ultima per 608 milioni - e l'aumento di capitale salito a un miliardo. Oggi, invece, è atteso il parere positivo dall'azionista Tesoro (49,9%) al sì di Alitalia all'offerta di Air France-Klm. Via XX Settembre, peraltro, ha dato l'assenso ad aprire una linea di credito per un "prestito ponte", che potrebbe aggirarsi attorno ai 250 milioni di euro, che il gruppo d'oltralpe rimborserebbe a conclusione dell'operazione. Ma questa immediata iniezione di liquidità, utile alla compagnia che a fine gennaio aveva solo 282 milioni di euro nel portafogli per una sopravvivenza di circa tre mesi, dovrà passare al vaglio Parlamento, a quattro settimane dalle elezioni. LA BORSA Con il titolo valutato da Air France-Klm poco meno di 10 centesimi, il rischio capitombolo per Alitalia oggi a Piazza Affari è prevedibile: venerdì quotava infatti 53 centesimi. Al momento, però non è previsto alcun provvedimento su una eventuale sospensione delle azioni. Ma il titolo della Magliana è stato spesso soggetto a speculazione che ne ha innalzato il valore, rispetto a quello che si poteva spuntare nella negoziazione con Air France-Klm, e portato il faro della Consob a intensificare l'attenzione. I TEMPI L'iter verso la firma del contratto, che Air France-Klm ha chiesto per il 31 marzo, quindi in tempi molto stretti, è minato anche dal raggiungimento di un accordo con i sindacati, dal parere del governo ("valuteremo l'offerta", ha detto il vice premier Massimo D'Alema), ma anche dall'azzeramento del rischio causato dal ricorso avanzato dalla Sea su Malpensa, che chiede un risarcimento da 1,25 miliardi. Per questo potrebbe arrivare un decreto, che - prevede il contratto - dovrà essere convertito prima del lancio dell'Opa. LA PROPOSTA Come Air France e Klm, Alitalia manterrà un ruolo autonomo, identità italiana e proprio marchio, logo e livrea. Dunque, resterà compagnia di bandiera. A fronte di ciò, il gruppo d'oltralpe prevede una riduzione complessiva del personale di circa 1.600 unità, in linea con il piano di sopravvivenza/transizione al 2010 rispetto al 2007 per i quali oltre al turn over fisiologico, si farà ricorso a esodi volontari incentivati e agli ammortizzatori sociali. L'attività degli aeromobili all-cargo si ridurrà progressivamente fino a cessare nel 2010, mentre torneranno in Alitalia alcune attività della manutenzione e del ground-handling oggi nel perimetro di Alitalia Servizi. LA FLOTTA Quanto alla flotta, il piano prevede una riduzione nel breve termine, concentrata sugli MD80 e regionali, e un ritorno alla crescita a partire dal 2011 con l'arrivo di aeromobili di nuova generazione. Il piano 2008-2010 prevede investimenti complessivi per circa 850 milioni di euro principalmente per il rinnovamento della flotta e iniziative di marketing. L'offerta prevede infine la nomina nel cda di Air France-Klm di "un consigliere di nazionalità italiana" e il ministero dell'Economia e delle Finanze che detiene il 49,9% delle azioni Alitalia deve impegnarsi ad aderire alle offerte pubbliche prima ancora che siano lanciate. Il contratto, però, sarà soggetto ad alcune condizioni sospensive, che devono verificarsi tutte entro il 31 marzo 2008: il raggiungimento di un accordo con le organizzazioni sindacali, un impegno scritto da parte del Governo a mantenere il portafoglio attuale dei diritti di traffico di Alitalia, la sottoscrizione di un accordo tra Alitalia e Aeroporti di Roma sui livelli di servizio necessari per l'attuazione del Business Plan 2008-2010, un accordo tra Alitalia, Fintecna ed Alitalia Servizi che preveda la reinternalizzazione in Alitalia di alcune attività e la rinegoziazione di alcune clausole dei contratti di servizio e una soluzione per l'eliminazione per Alitalia del rischio relativo al contenzioso in essere con la Sea, che ha chiesto 1,250 miliardi di euro di risarcimento per il taglio dei voli a Malpensa.

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Stop ai collegamenti poco remunerativi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 105 Entro il 2010 sarà ridotta del 10% la capacità di trasporto e resteranno alla compagnia solo 137 aerei Stop ai collegamenti poco remunerativi Entro il 2010 sarà ridotta del 10% la capacità di trasporto e resteranno alla compagnia solo 137 aerei --> ROMA Stop ai voli-flop, quelli non gettonatissimi dai passeggeri, e un contenimento progressivo della capacità che nel giro di un paio d'anni, al 2010, verrà ridotta complessivamente del 10%. Niente più collegamenti diretti con Shanghai o Zagabria, come era comunque stato preannunciato, già da questa estate. E per il futuro anche stretta sui posti a disposizione: sulla rete internazionale, per esempio, ce ne saranno il 19% in meno. Insomma, se il piano presentato da Air France-Klm si presenta come un'ancora di salvataggio per Alitalia promettendo il ritorno all'utile in tempi brevi, dall'altra parte sembra evidente una stretta immediata e per tutto il prossimo triennio rispetto al ventaglio dei servizi (voli e posti) a disposizione. Parola d'ordine è "redditività". In altri termini il salvataggio di Alitalia passa anche per il taglio di quei voli, che arricchiscono il timetable ma che alla fine vengono di fatto frequentati da una manciata di passeggeri, o comunque da un numero non sufficiente a giustificare la spesa. I TAGLI Nel piano del gruppo franco-olandese, così come reso noto dalla stessa compagnia di bandiera italiana, si parla esplicitamente di "sospensione dei voli con risultati economici fortemente negativi e senza prospettive di recupero a breve termine". Pesa anche il caro-petrolio: "In ragione del forte incremento del costo del carburante" è previsto il "mantenimento dei livelli di redditività complessivi mediante un'ulteriore razionalizzazione del network rispetto al Piano di Sopravvivenza/Transizione". Aggiustamenti che decorrono già dalla stagione estiva 2008. VOLI IN PERDITA Al proposito vengono citate alcune destinazioni in Europa (Zagabria, Sarajevo) e nel resto del mondo (Dakar, Shanghai, Mumbai e Delhi). Arriva però dal primo giugno il collegamento con Los Angeles. Torino, Verona, Cagliari e Brindisi vengono nuovamente collegate alla rete intercontinentale di Alitalia. Previsto anche "il netto miglioramento della connettività tra città italiane e destinazioni intercontinentali, con lo scalo intermedio a Roma che riduce i tempi di viaggio". CAPACITÀ PASSEGGERI Nel 2010 il contenimento rispetto al 2007 si attesterà, in termini di posti-chilometro offerti, con esclusione della controllata Volare, a circa il 10% con una riduzione sul network domestico di circa l'1%, sul network internazionale di circa il 19% e sul network intercontinentale di circa il 6%. "Una volta consolidati i risultati attesi dal nuovo assetto di network per il 2009 e il 2010, il Piano Industriale 2008-2010 pone le premesse per un ritorno alla crescita dell'attività e allo sviluppo a partire dal 2011", assicura il progetto targato Air France-Klm. "Il piano flotta prevede di conseguenza", aggiunge la nota, "una riduzione nel breve termine, concentrata sugli aeromobili MD80 e regional, e un ritorno alla crescita a partire dal 2011 con l'entrata in flotta di aeromobili di nuova generazione". Nel 2010 la flotta passeggeri di Alitalia, con esclusione della controllata Volare, sarà costituita da 137 aeromobili di cui 20 aeromobili di lungo raggio, 101 di breve medio raggio e 16 regional (di cui 4 aeromobili di nuova generazione). A partire dal 2011 la Compagnia tornerà a crescere con l'entrata in flotta di aeromobili di nuova generazione e con la completa sostituzione della flotta B767 entro il 2016 e di quella MD80 entro il 2020.

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Sindacati e piloti danno battaglia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 105 le reazioni "Messi con le spalle al muro" Sindacati e piloti danno battaglia Le reazioni. "Messi con le spalle al muro" --> ROMA Potrebbe profilarsi un braccio di ferro più forte del previsto nel confronto tra Air France-Klm e Alitalia da un lato e le nove sigle sindacali e professionali dall'altro, che partirà martedì prossimo. E il via libera dei sindacati entro il 31 marzo è una delle condizioni sine qua non per chiudere il contratto di acquisto. Se prima della diffusione ufficiale dei dettagli della proposta di Parigi la potente associazione dei piloti Anpac ha sempre sostenuto strenuamente i vantaggi delle nozze con il più grande gruppo aereo mondiale per fatturato, oggi l'offerta di Air France-Klm "risulta non accettabile dai piloti". Che "in assenza delle opportune ed irrinunciabili modifiche" avvertono che "non sottoscriveranno alcun accordo e si porranno in modo conflittuale". CARGO Lo strappo deriva dalla "cessazione dell'attività Cargo nel 2010 con il conseguente fermo di 5 MD11", spiega l'Anpac e l'ipotesi di un centinaio di piloti a terra. Un provvedimento che "lascia trasparire sospetti molto pesanti" e, in particolare, che Air France-Klm "trarrebbe vantaggi nel riempire i propri aerei con la merce italiana" per "sanare i propri problemi del Cargo" con "un ulteriore impatto su Milano Malpensa, dove oggi opera l'intera attività Cargo di Alitalia". I SINDACATI La Filt Cgil, da sempre contraria all'ipotesi dello "spezzatino" dell'azienda, con il segretario Fabrizio Solari giudica l'offerta "un'umiliante resa senza condizioni, conseguenza dello stato comatoso nel quale è stata ridotta Alitalia". Per il segretario della Uiltrasporti, Marco Veneziani, "se la trattativa sarà improntata al prendere o lasciare l'operazione salterà". "Il governo ci sta consegnando nudi alla trattativa", ha detto il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni. Per il leader della Cgil, Gugliemo Epifani "si finisce col mettere il sindacato, che è all'oscuro di tutto, con le spalle al muro e il Paese nella stessa condizione". La responsabilità "è del governo", ha detto il numero uno Uil, Luigi Angeletti. IL NODO L'altro ostacolo è politico. Il governo non deve essere contrario, altrimenti salta tutto. Le elezioni di metà aprile potrebbero complicare l'iter. Nessun commento arriva da Silvio Berlusconi e il giudizio del leader di An Gianfranco Fini sul via libera di Alitalia all'offerta di Air France "è tendenzialmente positivo". Ma la Lega rulla i tamburi. "Ora pensiamo a vincere, poi si vedrà". E il sindaco leghista di Varese Attilio Fontana non ci va leggero: "La nostra speranza è che Air France cambi idea e che l'Italia cambi governo", dice rilanciando il ricorso della Sea. E oggi il partito riunirà la propria segreteria politica. MALPENSA Forte preoccupazione per i rischi di "sostanziale e gravissimo" ridimensionamento dell'aeroporto milanese di Malpensa, contestazione del metodo "dell'informazione data a spizzichi e bocconi e con molti lati oscuri sulla trattativa". Questi i commenti dei sindacati lombardi. "L'obiettivo", osserva Dario Grilanda, segretario della Fit-Cisl Varese, "è che lo scalo venga rilanciato con un importante ruolo di aeroporto internazionale".

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Alitalia, <sì> all'offerta di Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-03-2008)

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Prima Pagina Pagina 2 Protestano i sindacati Alitalia, "sì" all'offerta di Air France Protestano i sindacati --> Il cda di Alitalia dà il via libera alla proposta di Air France-Klm, nonostante i francesi pongano condizioni molto stringenti. E i sindacati annunciano battaglia, così come la Lega Nord che insiste sul salvataggio di Malpensa. A PAGINA 5.

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<Alitalia, il governo svende l'economia del Nord> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 11 del 2008-03-17 pagina 3 "Alitalia, il governo svende l'economia del Nord" di Giannino della Frattina La Regione lancia l'allarme occupazione: "Anche gli esuberi sembrano crescere di momento in momento, ora si parla di tagliare 7mila lavoratori" "Grave che Roma abbia avallato piani per la compagnia senza alcuna garanzia di rilancio" (...) Parlano di 2mila tagli ai quali si devono aggiungere i 5mila di Az Service". Secondo Formigoni "più che di una privatizzazione si deve parlare di una statalizzazione, perché è chiaro che lo Stato con la cassa integrazione per i lavoratori di soldi dovrà sborsarne". E Regione Lombardia, con l'assessore Raffaele Cattaneo, chiede al governo "un sussulto" e di dire no al piano che include la "svendita della compagnia e il funerale di Malpensa". Una "situazione tragica, visti i termini dell'offerta di Air France diventati ogni giorno peggiori - osserva ironico Cattaneo - adesso ci manca solo che chiedano ai cittadini lombardi di dare un contributo di tasca propria per l'abbandono di Malpensa". Di "danni enormi al Nord produttivo del Paese", parla il deputato Maurizio Lupi, responsabile infrastrutture di Forza Italia. "Riteniamo che sia molto grave che il governo abbia dato un suo sostanziale e tacito "via libera a un piano che non offre alcuna garanzia di rilancio industriale alla compagnia di bandiera e che non risponde agli interessi generali dell'Italia". Per Davide Boni "un momento molto buio" non solo per Malpensa, ma per tutto il sistema aeroportuale. "In questo modo - spiega l'assessore regionale della Lega - Air France raggiunge due obiettivi preziosi: mettere fuori combattimento un competitor pericoloso come Malpensa e affondare del tutto la compagnia di bandiera italiana". Da sinistra il presidente della Camera Fausto Bertinotti assicura che nella vicenda Alitalia "ci sono elementi per esprimere grande preoccupazione". E poi aggiunge: "Io non credo che si possano trovare buone soluzioni per Alitalia se non si difende il patrimonio occupazionale dell'azienda". Una bocciatura arriva anche da Roberto Calderoli, vicepresidente leghista del Senato. "Le svendite di Stato proseguono - attacca -. Così dopo quelle dell'accoppiata Prodi-D'Alema degli anni scorsi, oggi si svende Malpensa immolata sull'altare di un'azienda che continua a fare solo danni. Il destino di Alitalia era quello del fallimento, invece per salvare non la compagnia di bandiera di Stato ma la vergogna di Stato, invece di portare i libri in tribunale, si sacrifica Malpensa e con essa le possibilità di sviluppo del Nord. I padani ringraziano questo governo e si preparano a presentare il conto a Prodi e Veltroni 13 e il 14 aprile". E il capogruppo del Carroccio alla Camera Roberto Maroni annuncia per oggi un vertice in via Bellerio. Presente Umberto Bossi che ieri ha tagliato corto. "Alitalia? Inutile parlarne adesso. Prima bisogna vincere le elezioni, poi ci pensiamo noi alla questione di quelli che vengono qui a portar via la roba al Nord". "La nostra speranza - gli fa eco il sindaco di Varese Attilio Fontana - è che Air France cambi idea e che l'Italia cambi governo". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Bonanni: <Governo inqualificabile, siamo nudi> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)

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N. 11 del 2008-03-17 pagina 6 Bonanni: "Governo inqualificabile, siamo nudi" di Antonio Signorini Il leader della Cisl: "È un'altra della tante privatizzazioni opache realizzate nel Paese. Spero in un sussulto di serietà e responsabilità" da Roma Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, lei è l'unico sindacalista che si è sempre schierato contro la cessione di Alitalia ad Air France. Si sente sconfitto? "Sarebbe stata una sconfitta se ci fosse stato un confronto. Ma visto che il governo ha tenuto all'oscuro noi, le forze politiche e persino il Consiglio dei ministri, non la considero una sconfitta. Non c'è stata partita. E poi adesso se ne sono accorti tutti delle anomalie di questa operazione". Quindi pollice verso? "Dal governo c'è stato un comportamento inqualificabile ed equivoco e questa è destinata ad aggiungersi alla lista delle tante privatizzazioni opache realizzate in questo Paese". Quali sono le anomalie? "Basti pensare al deprezzamento delle azioni, a partire dalla gestione Cimoli; i silenzi degli ultimi tre mesi. Fino ad arrivare a oggi, con Air France che prende azioni di valore notevolmente inferiore e concede all'Italia una presenza misera nel consiglio di amministrazione della holding, un solo posto". Però i francesi prendono un'azienda che è ormai a terra... "Prende tutta la polpa, le infrastrutture, le tratte e lascia quello che non gli conviene alle partecipazioni statali italiane". Adesso però tocca a voi. "Il governo ci ha consegnati nudi a questa trattativa. Sulla base di cosa dovremmo dare il nostro benestare alla cessione se non sappiamo i termini dello scambio e della cessione? Io spero che il governo in carica abbia un sussulto di serietà e responsabilità e ci spieghi come stanno veramente le cose. Perché ne abbiamo bisogno prima di cominciare una penosa discussione con l'azienda sull'occupazione". Si parla di 1.600 esuberi. Sono troppi? "Uno dei motivi per cui il governo disse che avrebbe scelto Air France era il fatto che gli esuberi annunciati erano più mitigati. Non mi sembra stia andando così. Vedremo al tavolo. Non avremo pregiudizi e faremo tutto nell'interesse dei lavoratori e del Paese. Io spero che il governo italiano abbia chiesto le stesse garanzie che l'esecutivo olandese pretese per Klm: il livello occupazionale, l'investimento in loco dei profitti realizzati qui. Stando a quello che sappiamo non mi pare che l'Italia sia stata altrettanto attenta agli interessi nazionali". Lei non ha mai nascosto di preferire potenziali acquirenti italiani. Ancora di questa opinione? "Non capisco perché Francia, Inghilterra e Germania facciano di tutto per avere una compagnia di bandiera e noi no. Siamo gli unici a sottrarsi a questa regola". In questi mesi gli altri due sindacati confederali, Cgil e Uil, sono stati più disponibili di voi verso Air France, oggi invece si dicono preoccupati per la decisione del cda di Alitalia. Cosa è successo? "Ho visto anche io che sindacati e forze politiche che prima erano baldanzosi e sicuri adesso si mostrano molto più cauti. Questo perché si sta sciogliendo la neve e si cominciano a vedere i buchi. Cresce la paura che alla fine qualcuno presenti il conto ai tanti che hanno applaudito a questa operazione". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Malpensa solo low cost e flotta dimezzata Ecco il piano Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)

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N. 11 del 2008-03-17 pagina 6 Malpensa solo low cost e flotta dimezzata Ecco il piano Air France di Redazione Chiesti entro il 31 marzo il sì dei sindacati, garanzie, e un prestito di 300 milioni al Tesoro. Proposti 10 centesimi per azione e 31 per ogni obbligazione da Milano La data cruciale è lunedì 31 marzo: quel giorno scadrà la proposta di Air France per l'acquisto di Alitalia. L'operazione, approvata sabato notte da un consiglio durato 15 ore, andrà avanti se saranno rispettate le condizioni poste da Parigi; cosa che, in questo momento, appare tutt'altro che scontata. Innanzitutto, il ministero dell'Economia deve impegnarsi ad aderire alle offerte pubbliche (su azioni e obbligazioni) che saranno eventualmente lanciate. Poi, nell'ordine: l'assenso dei sindacati sui tagli in Alitalia (1.600 persone) e sul nuovo modello organizzativo di Alitalia Servizi (che interesserà 4-5mila dipendenti); la garanzia scritta delle autorità a mantenere l'attuale portafoglio di diritti di traffico dell'Alitalia, e di non discriminarla all'atto di ogni futura richiesta; un accordo con Aeroporti di Roma perché siano garantiti i livelli di efficienza richiesti dal piano industriale di Alitalia; un accordo (con Fintecna) per il riassorbimento in Alitalia di attività di handling e manutenzione oggi in capo ad Alitalia Servizi (circa 1.500 persone); una soluzione per sollevare Alitalia dal rischio di dover pagare i danni alla Sea per l'abbandono di Malpensa come hub (se sarà varato un decreto legge, Air France chiede anche la conversione). Altra condizione: il Tesoro deve concedere un prestito all'Alitalia, da rimborsare dopo l'aumento di capitale. La cifra è stata resa ufficiale su richiesta della Consob: 300 milioni, necessari per dare respiro alle esauste casse della compagnia. Visto l'odore di aiuto di Stato, probabile che sia necessario un via libera da Bruxelles. Se tutte queste richieste saranno soddisfatte entro il mese, Air France procederà, presumibilmente entro giugno, con la sua offerta economica. I numeri sono peggiori delle peggiori congetture degli ultimi giorni: l'azione Alitalia viene valutata circa 10 centesimi, contro i 54 della chiusura di venerdì a Piazza Affari. Significa che stamattina, in Borsa, se ne vedranno delle belle. Il prezzo non è indicato precisamente, ma lo si evince dal concambio proposto: 160 azioni Alitalia contro un'azione Air France (che venerdì a Parigi ha chiuso a 15,99 euro). Quasi un terzo rispetto alle indicazioni dell'offerta non vincolante di dicembre: 35 centesimi. L'intera compagnia viene dunque valutata 138,5 milioni di euro: d'impatto, può sembrare offensivo. Air France lancerà un'Opa per le obbligazioni Alitalia sul mercato, al prezzo di venerdì scorso, e cioè 0,31 euro; in tutto, altri 608 milioni. Parigi pone anche una clausola, verrebbe da dire, tutta "italiana": chiede infatti che il governo, inteso come organo collegiale, non assuma alcuna decisione né faccia alcun pubblico annuncio fortemente contrario all'operazione. Ministri avvertiti. Ma che cosa è pronta a fare Air France per rilanciare Alitalia? Da un punto di vista economico, getta sul piatto - subito dopo il completamento dell'operazione - un aumento di capitale di 1 miliardo di euro. Nella prima offerta la cifra era di 750 milioni, e l'incremento spiega il calo del prezzo per azione; meglio far affluire denaro nella compagnia che consegnarlo ai suoi azionisti. Se le offerte andranno a buon fine, Alitalia sarà controllata dalla holding Air France-Klm, nella quale siederà per sei anni un consigliere italiano (in virtù della quota dell'1,4% che possiederà il Tesoro dopo il concambio). Alitalia resterà una società autonoma, di diritto italiano, manterrà nome, marchio, logo e livrea italiani. Se e quando la holding raggiungerà il 100% del capitale, il nome Alitalia potrà essere aggiunto a quelli di Air France e Klm nella denominazione della capogruppo. Per quanto riguarda il piano industriale 2008-2010, parte integrante della proposta, esso è perfettamente in linea con il piano di sopravvivenza varato in settembre, che già fu redatto in accordo con Parigi. Riassumendo: unico hub a Fiumicino, a Malpensa traffico punto a punto (con voli low cost), severa riduzione della flotta, fino a 137 aerei (dai 186 del 31 dicembre scorso); ma con contestuali investimenti per 850 milioni che permetteranno di aumentare il numero dei velivoli a partire dal 2011. L'intento è di riportare Alitalia in utile operativo nel 2010. Nell'immediato saranno avviate azioni di miglioramento della qualità e del servizio alla clientela, più comfort col riallestimento di aerei e sale di attesa, catering e intrattenimento rinnovati. Nel 2010 sarà abbandonata l'attività "all cargo", cioè con aerei dedicati, mentre continuerà il trasporto delle merci negli aerei passeggeri. Prossimi appuntamenti: oggi con il mercato, domani con Spinetta e i sindacati. Clima bollente. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<Umiliati da Air France, ma il nostro hub risorgerà> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 17-03-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-03-17 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Formigoni in missione in Israele e Palestina "Umiliati da Air France, ma il nostro hub risorgerà" DAL NOSTRO INVIATO GERUSALEMME - L'invito ad Alitalia a "fermare la desertificazione di Malpensa, cioè il taglio di 44 mila voli l'anno" fino a quando non entrerà in carica il nuovo governo e un avvertimento ad Air France: "Non vedo perché la Sea dopo aver subìto un danno enorme debba fare un favore alla compagnia francese rinunciando all'annunciato ricorso attraverso le vie legali". Il presidente della Regione Roberto Formigoni, in missione istituzionale in Israele e Palestina, per tutto il giorno non ha detto una parola sulla vicenda Alitalia, rispettando la fitta scaletta di appuntamenti. Al mattino da Gerusalemme a Tel Aviv per un convegno con industriali e scienziati israeliani, poi a colazione nella residenza dell'ambasciatore Sandro De Bernardis. Da Tel Aviv a Ramallah per l'incontro con il primo ministro dell'Autorità Palestinese, Salam Fayyad, e con il ministro della Sanità, Fathi Abu Mogli. Da Ramallah di nuovo a Gerusalemme e soltanto prima della cena ufficiale con la speaker del Parlamento, Colette Avital, Formigoni ha aperto la diga del suo malcontento. "Non voglio parlare di Malpensa - ha esordito - ma di Alitalia e dell'Italia, dell'umiliazione che hanno subito. Altro che forche caudine: quelle al confronto erano una passeggiata sotto una pioggia di petali di fiori". E via con il rosario delle condizioni poste da Air France: dal concambio delle azioni (una ogni 170), ai 2.000 esuberi, alla sorte dei 5.000 dipendenti di Az Service che dovrebbero passare a un'azienda pubblica e via elencando. "E per di più queste sono soltanto voci: non si sa nulla di preciso perché è stata condotta una trattativa clandestina. Il governo subisce i paletti imposti da Air France senza sentire il dovere di interpellare i veri proprietari di Alitalia che sono gli italiani". Quale sarà il futuro di Malpensa? "Risorgerà perché il mercato è qui. Ma certamente avremo in casa un'entità ostile". Fra le condizioni poste da Air France ci sarebbe la rinuncia di Sea a qualsiasi ricorso. Formigoni sorride sornione. "La Regione non è neppure azionista", si schermisce. Ma subito aggiunge che la Sea farà i suoi interessi. E allora? "I casi sono due: o Air France pensa di far pagare i danni della Sea allo Stato, ma mi sembra difficile perché parliamo di 1,2 miliardi di euro; oppure pone tutte queste condizioni perché ha cambiato idea e non vuole più comprare Alitalia". Claudio Schirinzi.

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Malpensa perde quota <Via anche il traffico cargo> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 17-03-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-03-17 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Polemica "Troppi paletti: i francesi contro la liberalizzazione degli slot" Malpensa perde quota "Via anche il traffico cargo" Rabbia dei piloti: così svendiamo tutto lo scalo a Parigi "Air France non vuole solo separare Malpensa da Alitalia ma anche impedire che si fidanzi con altre compagnie" Nubi sempre più fosche sul cielo di Malpensa. La nota diffusa ieri da Alitalia sui contenuti dell'offerta Air France evidenzia nuovi aspetti critici per lo scalo varesino. Per cominciare, la cancellazione nel 2010 di tutto il traffico cargo: il 70 per cento delle merci che viaggiano Alitalia a oggi partono proprio da Malpensa. Fiera l'opposizione dei piloti dell'Anpac. "La compagnia francese vuole riempire i propri aerei con le merci italiane", dice in sostanza il sindacato. Air France chiede anche di essere sollevata da eventuali "rischi relativi al contenzioso con Sea" (la società controllata dal comune di Milano ha fatto causa ad Alitalia e ha chiesto 1,2 miliardi di euro di danni). Ma è il passaggio che riguarda i diritti di traffico a nascondere le peggiori insidie. La compagnia francese chiede "un impegno scritto da parte della competente autorità governativa a mantenere il portafoglio attuale di diritti di traffico di Alitalia e a continuare a gestire con modalità trasparenti e non discriminatorie ogni futura richiesta da parte di Alitalia per diritti di traffico ". "Il sospetto è che Air France non si accontenti di rompere il matrimonio tra Alitalia e Malpensa e voglia limitare la possibilità di Malpensa di "fidanzarsi" con altre compagnie", esemplifica Nino Cortorillo, segretario generale della Filt Cgil regionale. "Solo una maggiore concorrenza nei cieli consentirebbe il rilancio di Malpensa - continua il sindacalista -. Con vincoli capestro si uccide l'aereoporto ". Se a Roma il sindacato confederale non si è ancora espresso sul merito dell'accordo Air France-Alitalia, a Milano la Cgil è netta: "Alitalia è decotta ma pur di venderla non si può accettare tutto. La blindatura del mercato aereo del Paese e il delitto-Malpensa sono un prezzo troppo alto. Allora meglio regalarla". Rita Querzé.

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Malpensa, si allarga la crisi Alitalia toglie anche i cargo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 17-03-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-03-17 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Polemica Formigoni: umiliati dai francesi, ma il mercato è qui Malpensa, si allarga la crisi Alitalia toglie anche i cargo La crisi Alitalia fa scomparire anche i cargo da Malpensa. L'offerta Air France per l'assorbimento della compagnia di bandiera prevede la dismissione del traffico merci entro il 2010. Ma a bloccare sul nascere il rilancio di Malpensa potrebbe essere l'impegno che Air France chiede al governo "a mantenere il portafoglio attuale dei diritti di traffico di Alitalia". "Se per vendere Alitalia bisogna rinunciare alla liberalizzazione dei cieli che può rilanciare Malpensa, allora meglio rinunciare all'accordo e regalare la compagnia", dice Nino Cortorillo della Filt Cgil. Intanto da Gerusalemme il presidente Formigoni attacca il governo: "Roma subisce i paletti di Air France senza interpellare i veri proprietari di Alitalia che sono gli italiani". A PAGINA 5 Querzé e Schirinzi.

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La <cura> Air France all'esame del governo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 17-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-17 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE La "cura" Air France all'esame del governo Alitalia, l'offerta vale 138 milioni. Tagli alla flotta e alle rotte. Il no dei sindacati Resterà compagnia di bandiera e manterrà il marchio. Un prestito ponte dal Tesoro per 300 milioni ROMA - Meno di dieci centesimi ad azione, per una valutazione della compagnia che non arriva a 140 milioni, 1.600 dipendenti in esubero, almeno altri 5 mila da ritrasferire allo Stato, taglio del 20% della flotta e delle rotte, con il sacrificio dell'hub di Malpensa, smantellamento del servizio Cargo. Con Air France-Klm, Alitalia resterà compagnia di bandiera, conserverà marchio, logo e livrea, ma dovrà sottostare a una nuova durissima cura dimagrante. Il tutto sempreché l'offerta di francesi ed olandesi, già accettata l'altra notte dal Consiglio dell'Alitalia, vada in porto: le "condizioni di efficacia" da soddisfare sono infinite: sindacali, politiche, economiche e tecniche, e tutte molto impegnative. Domani stesso potrebbe pronunciarsi il governo, in qualità di azionista di maggioranza, e altrettanto dovrà fare il prossimo esecutivo. Se il centrosinistra appare tutto sommato favorevole, con l'eccezione della sinistra radicale, il centrodestra è diviso: An con Gianfranco Fini è per il sì, ma Silvio Berlusconi mantiene sospeso il giudizio (e Umberto Bossi: "Inutile parlarne adesso, prima vinciamo le elezioni, poi ci pensiamo noi"). Intanto martedì i vertici di Alitalia e Air France-Klm avvieranno il confronto con i sindacati, che hanno accolto la proposta con moltissime critiche. Il loro sì è una delle condizioni per la riuscita dell'operazione, ma l'Anpac, il sindacato piloti, ha già detto che senza modifiche del piano non firmerà, mentre Cisl e Uil accusano il governo di averli lasciati "nudi alla meta", e la Cgil parla di "resa senza condizioni". Che queste siano pesanti non c'è dubbio, a testimonianza delle grandi difficoltà di Alitalia, che sarà costretta a chiedere un prestito al Tesoro da 300 milioni per sopravvivere finché i francesi, dopo il successo dell'offerta di scambio (1 azione Air France-Klm contro 160 Alitalia), attesa per giugno, non sottoscriveranno un aumento di capitale da un miliardo. Il Tesoro dopo il concambio avrà il 2-3% del nuovo gruppo e un posto in Consiglio per almeno sei anni. Per Alitalia si prospettano sacrifici, con la riduzione della flotta e delle rotte servite, ma anche con 850 milioni di investimenti, almeno fino al 2010. Se tutto andrà bene, promettono i francesi, da quell'anno l'Alitalia tornerà all'utile. E a crescere. M. Sen.

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Alitalia La vendita (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 17-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-17 num: - pag: 6 categoria: BREVI Alitalia La vendita \\ Molte condizioni: Air France vuole davvero comprare? Così il governatore Roberto Formigoni \\ Al governo interessa far vivere Alitalia e valorizzare gli scali, spiega Massimo D'Alema.

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L'offerta e il piano (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 17-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-17 num: - pag: 6 categoria: BREVI L'offerta e il piano La proposta Un italiano nel cda Air France lancerà un'offerta pubblica di scambio offrendo un'azione ogni 160 Alitalia. Al tempo stesso partirà un'Opa su tutte le obbligazioni convertibili Alitalia a 0,3145 euro. Il Tesoro esprimerà un rappresentante nel consiglio del nuovo gruppo Le condizioni e gli esuberi La prima è il prestito ponte (300 milioni) del Tesoro ad Alitalia. Poi la rimozione del contenzioso con Sea e garanzie su Fiumicino. Previsti 1.600 esuberi per Az Fly. Az Service: tornano in Alitalia alcuni settori, manutenzione e handling Fiumicino, il terzo hub Il nuovo gruppo punta su tre hub: Amsterdam, Parigi e Fiumicino. Agli scali milanesi di Malpensa e Linate un ruolo di "gateway" per attività punto-punto internazionali e intercontinentali. A Milano la sede di Volare (low cost) I tagli alla flotta e l'uscita dal Cargo Entro il 2010 la flotta Alitalia sarà ridotta da 185 a 137 aeromobili (20 sul lungo raggio, 101 di breve-medio, 16 regionali). Entro la stessa data Alitalia uscirà completamente dal settore Cargo (5 aeromobili). Compagnia di bandiera Alitalia resterà compagnia di bandiera, mantenendo logo, marchio e livrea. Air France-Klm, una volta acquisito il 100% della compagnia, potrebbe modificare la propria denominazione per includere il nome Alitalia.

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E Parigi vuole un decreto contro il rischio Malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 17-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-17 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Le condizioni La Sea e 1,2 miliardi di danni E Parigi vuole un decreto contro il rischio Malpensa ROMA - Il sì dei sindacati, un prestito dal Tesoro, un impegno scritto dal governo, e pure un decreto, ma convertito dal Parlamento. Hanno pensato davvero a tutto i francesi di Air France-Klm, per evitare sorprese con l'Alitalia. Un motivo per cui la compagnia di bandiera italiana s'è ridotta a valere 140 milioni di euro, quanto ha speso Massimo Moratti nell'ultima campagna acquisti dell'Inter, ci sarà, e allora tanto vale cautelarsi. Anche con una legge se serve: per esempio per disinnescare la mina di Malpensa, con la Sea che chiede un miliardo e 250 milioni di danni all'Alitalia per l'abbandono dell'hub. Entro il 31 marzo, perché l'offerta Air France-Klm resti valida, il contratto prevede che si trovi una soluzione per eliminare "il rischio contenzioso" con la Sea. E' una delle otto condizioni "di efficacia", perché l'offerta vada avanti. Le altre non sono meno impegnative, a parte l'"impegno scritto" del governo a mantenere i diritti di Alitalia e il via libera all'offerta del Tesoro, che però dovrà concedere il prestito ponte all'Alitalia, visto che non ha più un euro in cassa e l'operazione Air France-Klm richiede tempi lunghi. Entro il 31 marzo dovrà arrivare anche il benestare dei sindacati al nuovo piano industriale, 1.600 esuberi su 11 mila in Az Fly e lo smembramento di Az Service, che dopo il rientro di 3 mila dipendenti su 8 mila in Alitalia, tornerà a essere "pubblica ", controllata al 51% da Fintecna, che è al 100% del Tesoro. Poi bisognerà fare un accordo, sempre entro quindici giorni, con Aeroporti di Roma, perché Fiumicino deve essere sviluppato: già da fine marzo avrà 200 voli settimanali in più e i francesi ricordano bene il semi-collasso nei momenti di picco dell'estate scorsa. Se tutto sarà in ordine, il primo aprile il piano passerà alla seconda fase, la preparazione e l'annuncio delle offerte. Anche questo subordinato, ovviamente, ad una serie di condizioni. Prima di annunciare l'offerta di scambio, bisognerà verificare che non ci siano state "inadempienze al contratto" da parte dell'Alitalia, e soprattutto che il governo italiano, a questo punto il prossimo, dovendosi l'attuale esprimere entro il 31 marzo, "non dovrà aver assunto come organo collegiale alcuna decisione formale o fatto alcun pubblico annuncio che sia fortemente contrario all'operazione". Prima di lanciare l'ops, naturalmente, dovrà essere arrivato anche il semaforo verde dell'Antitrust Ue, purché l'autorizzazione, beninteso, non comporti troppi sacrifici. In quel momento dovrà essere sciolto, e radicalmente, anche il rischio Sea. Su questo il piano imposto dal gruppo franco-olandese è chiarissimo. Non basta individuare la soluzione, bisogna attuarla. Se la "condizione di efficacia" del contratto individuata per risolvere il contenzioso fosse un decreto legge, un'ipotesi evidentemente emersa in queste ultime otto settimane di contatti fittissimi tra Roma e Parigi che hanno portato alla formalizzazione dell'offerta, questo dovrà essere stato convertito. Dovrà già essere legge: blindata, inattaccabile. E solo allora si potrà andare avanti. Mario Sensini Maurizio Prato e Jean-Cyril Spinetta.

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-17 num: - pag: 6 categoria: A... (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-17 num: - pag: 6 categoria: ALTRI OGGETTI 138 milioni, il valore di Alitalia nel piano Air France 1 miliardo, l'aumento di capitale Alitalia. Dal Tesoro 300 milioni milioni, previsti da Air France per il rilancio 850 -10 200 per cento: il taglio ai passeggeri trasportati da Alitalia voli in più da Milano aRoma alla settimana.

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Cura choc e rilancio per Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

IL PIANO DI AIR FRANCE Tagliati 42 aerei e le tratte che non danno profitto,1.600 esuberi "Cura choc e rilancio per Alitalia" I sindacati sparano a zero: ci lasciano solo le macerie.

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SPERIAMO di farcela . Il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, non è fiducioso (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di ROBERTA AMORUSO "SPERIAMO di farcela". Il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, non è fiducioso. Ma spera di sbagliarsi. Spuntare il consenso dei sindacati sul piano di Air France-Klm rappresenta la tappa più difficile della sua missione. Ma se l'ok non arriverà entro il 31 marzo, per Alitalia non ci sarà appello. Il fallimento è già scritto. Mentre un'accordo con il primo vettore mondiale è una vera via di sviluppo per Alitalia.

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Dodici macchine incendiate nella notte Piromane preso dopo un inseguimento (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-03-17 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Tra Magliana e Trullo Dodici macchine incendiate nella notte Piromane preso dopo un inseguimento Prima ha rubato una Ford Fiesta, poi ha cominciato a incendiare auto. Alla Magliana e al Trullo. In una folle corsa a distruggere il maggior numero di veicoli parcheggiati. Ben dodici. Sempre con lo stesso sistema: infrangere i finestrini e gettare sui sedili uno straccio infuocato. Nedelijko Adzovic, 31 anni, di Sarajevo, non si è fermato nemmeno quando, alle 4.15 di sabato notte, le volanti della polizia lo hanno intercettato in via Laurentina. Prima di arrendersi, circondato dalle pattuglie, lo slavo ne ha speronate un paio, danneggiando anche altre auto in sosta. Adzovic è stato arrestato per incendio doloso, danneggiamento, ricettazione della Fiesta rubata, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Questa mattina il trentenne potrebbe essere processato per direttissima. A descrivere il giovane sono stati alcuni testimoni, che hanno assistito alle gesta del piromane, prima della sua fuga, sempre al volante della Fiesta. Alle 2.20, in viale Alessandro Marchetti, nei pressi del centro direzionale Alitalia, sono state distrutte una Peugeot 307, una Panda e una Citroen C3. Mezz'ora più tardi, in via Chiusdino, al Trullo, è toccato a una Vw Passat, a una Ford Focus e a un'Audi A4, mentre in largo Henzen sono bruciate una Renault Scenic e una Fiat Bravo. Due Fiat 600 e un'altra Audi sono andate a fuoco alle 3.10 in via della Magliana e ancora un'utilitaria in via Portuense. E prima dell'alba, qualcun altro ha distrutto altre tre auto fra Prati e lungotevere della Vittoria. R. Fr. Via Chiusdino Auto carbonizzate (foto Proto).

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ROMA - Alle 15 di oggi, alla riunione in via Bellerio convocata per discutere di (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di MARCO CONTI ROMA - Alle 15 di oggi, alla riunione in via Bellerio convocata per discutere di Alitalia e Malpensa, Umberto Bossi ha chiamato ad illustrare la situazione Giuseppe Bonomi. Il presidente della società che gestisce gli aeroporti milanesi (Sea), molto vicino al Carroccio, è colui che ha voluto il ricorso per danni contro Alitalia. Insieme alla Lega e alla componente lombarda di FI (Roberto Formigoni e Maurizio Lupi), Bonomi ha costruito un muro imponente contro l'accordo. Al punto che Air France ha posto come condizione per la conclusione dell'intesa, il ritiro della citazione di Sea o l'assunzione da parte del governo italiano di tutti gli oneri che potrebbero scaturire dal contenzioso. Sulla strada del "sì" ufficiale e bipartisan all'intesa che Silvio Berlusconi dovrebbe dare entro il mese come ieri sollecitava Enrico Letta, è rimasta quindi solo la Lega. Ostacolo non da poco, anche perchè il percorso è strettissimo e la scadenza di fine marzo per aderire all'accordo cade nel pieno della campagna elettorale. Oggi Bossi, con Maroni, Calderoli, Giorgetti e Reguzzoni, si ritroveranno con Bonomi per capire bene alcuni dettagli dell'offerta. Specie dal lato del prestito-ponte e dell'impegno a lasciare ad Alitalia i diritti di traffico. Con in mano i sondaggi elettorali che danno per altamente probabile la vittoria del Pdl, i vertici di Air France hanno inserito nell'offerta la necessità del via libera non solo dei sindacati, ma anche dell'opposizione. Anche perchè le nuove camere potrebbero essere chiamate a convertire un paio di decreti che serviranno a spianare la strada all'intesa (contenzioso Sea e prestito ponte). Decreti che l'attuale governo potrebbe fare subito dopo aver raggiunto l'intesa con i sindacati. In queste settimane di trattativa i contatti con l'opposizione non sono mancati. Ieri l'altro da Bruxelles, a poche ore dalla formalizzazione della proposta da parte di Air France, c'è stata una nuova telefonata tra Romano Prodi e Gianni Letta. Ora però palazzo Chigi attende un via libera formale, con un'assunzione di responsabilità esplicita da parte del Pdl. Dettaglio non da poco per Berlusconi che ieri, interpellato sulla faccenda, ha preferito prender tempo, mentre Gianfranco Fini, seppur con qualche cautela sul fronte dell'occupazione, si è dichiarato "tendenzialmente positivo". Con un'azienda che perde 2 milioni di euro al giorno, di tempo non ce ne è però molto e Berlusconi lo sa per aver dovuto affrontare il problema-Alitalia già nel corso dei suoi 5 anni di governo. Il Cavaliere condivide l'impianto dell'accordo raggiunto da Prodi, anche se in gioco c'è un consistente pacchetto di voti al Nord che lo costringe a fare i conti con il nodo di Malpensa, hub che vorrebbe a tutti i costi salvare. Al tempo stesso lo atterrisce però il rischio di trovarsi il giorno dopo la vittoria elettorale alle prese con i cocci di una trattativa fallita e con 12 mila dipendenti in piazza, visto che a maggio la prospettiva del fallimento potrebbe essere l'unica strada da seguire.

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ROMA Daremo battaglia , promessa di sindacalisti. Domani andranno all'incon (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di LUCIANO COSTANTINI ROMA "Daremo battaglia", promessa di sindacalisti. Domani andranno all'incontro con i vertici di Air France, Alitalia, Fintecna per capire, discutere, presentare proposte alternative. Da ieri forti anche dell'appoggio dei piloti Anpac. Sono consapevoli, i sindacati, di "essere con le spalle al muro", che la partita è irrimediabilmente perduta. La loro linea del Piave è stata sfondata. E comunque alla controparte francese diranno che il piano per il salvataggio e rilancio di Alitalia è "irricevibile", soprattutto, ma non solo, nel capitolo esuberi: quei 1.700 tagli agli organici ipotizzati nel progetto di Parigi sono "inaccettabili". "Purtroppo era come temevamo - lamentano - e cioè che Air France alla fine si prenderà la parte pregiata di Alitalia, tratte e piloti, mentre lascerà allo Stato italiano, quindi ai contribuenti, l'incombenza di pagare i costi del personale che sarà prepensionato o finirà in Fintecna, che è un'azienda a intero capitale pubblico". Una bocciatura, appunto, che i rappresentanti delle confederazioni sindacali formalizzeranno quando si siederanno al tavolo anche se chiederanno comunque di discutere il piano industriale. Forti del fatto che Jean Cyril Spinetta pretende il via libera dei sindacati (e del nuovo governo) prima di mettere la firma sotto l'accordo che sancirà l'acquisizione. Il più duro ed anche il più realistico nei giudizi a botta calda è stato il leader della Cisl, Raffaele Bonanni: "Cercheremo il modo di limitare i danni, tuttavia chi ha commesso questo errore ne pagherà le conseguenze. Purtroppo gli esuberi sono solo l'inizio, poi vi saranno altri pesi da affrontare a partire da Malpensa. Quello dei francesi è un piano che tutte le macerie lascia agli italiani e a loro tutta la polpa". Il numero uno della Cgil, Guglielmo Epifani, ha contestato anche il metodo condotto per la privatizzazione: "Si finisce con il mettere il sindacato, che è all'oscuro di tutto, con le spalle al muro e il Paese nella stessa condizione. Quello che sta accadendo non si era mai visto in nessuna trattativa per cessione di azienda". Il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, ha definito la situazione semplicemente "incredibile": "Non ci hanno detto nulla. Zero anche sugli esuberi. La responsabilità è del governo che ha fatto finta che Alitalia fosse dell'amministratore delegato e del Consiglio di amministrazione". "Un'umiliante resa senza condizioni", secondo il leader della Filt/Cgil, Fabrizio Solari. Giudizi magari scontati, coerenti all'atteggiamento che larga parte del sindacato ha tenuto in questi mesi. Meno scontata, anzi per certi versi sorprendente, la bocciatura dei piloti dell'Anpac che avevano visto, almeno sino a ieri, di buon occhio l'opzione francese. Ieri, in una nota, hanno preannunciato che "non sottoscriveranno alcun accordo e si porranno in modo estremamente conflittuale, fino all'ottenimento di condizioni che garantiscano un adeguato futuro alla compagnia di bandiera". I piloti chiedono modifiche al piano approvato dal Cda di Alitalia che avrebbe modificato "il lavoro prodotto in questi mesi", per esempio, con la cessazione dell'attività cargo dal 2010 e il conseguente fermo di cinque Md-11.

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ROMA Il feuilleton della vendita Alitalia sembra senza fine, non smette di superare nuovi sco (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

ROMA Il "feuilleton della vendita Alitalia sembra senza fine, non smette di superare nuovi scogli senza che sia mai l'ultimo". Così commenta il quotidiano La Tribune nella versione on line il sì all'offerta "poco elevata" di Air France-KLM. Anche Les Echos parla di vicenda lunga e di "valutazione di Alitalia a un livello molto debole".

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FIUMICINO - Venderemo cara la nostra pelle . Silvia, da dieci anni centralinista del call (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di GIULIO MANCINI FIUMICINO - "Venderemo cara la nostra pelle". Silvia, da dieci anni centralinista del call center ma solo da due con contratto a tempo indeterminato, sintetizza lo stato d'animo dei lavoratori Alitalia all'indomani della "resa" con Air France. "Il nostro settore, quello della Divisione informatica e parte della manutenzione dice sono quelli che verranno esternalizzati. Siamo quasi in novecento e non possono sbatterci per strada affidandoci ad aziende che magari l'anno dopo si vedono revocato l'appalto. Questa non è una ristrutturazione, è una svendita. E non ci stiamo". "Siamo con il fiato sospeso osserva Maurizio Malta, da 30 anni nella Divisione ingegneria, delegato Cgil Nell'incontro di martedì contiamo di conoscere il dettaglio dell'operazione. La preoccupazione è grossa anche se, finalmente, si sono fissati due paletti: l'acquirente sarà Air France e l'hub unico sarà Fiumicino". "Quelle fissate dalla compagnia francese segnala Alberto, stewart sono condizioni capestro che prefigurano scenari da lacrime e sangue. Comprarsi una flotta di 138 aerei più gli immobili Alitalia a 138 milioni di euro, con regole che devono attuarsi entro due settimane, può significare due cose: che Air France vuole defilarsi con eleganza da un'affare insostenibile oppure umiliare il nostro Paese disprezzandone i lavoratori". "Quella di 1600 unità è una quota di esuberi insostenibile sottolinea Giuseppe Contenta, da 27 anni nel Settore Manutenzioni, delegato sindacale dell'Sdl Nazionale Solo l'intervento dello Stato, che potrebbe riconoscere la riparazione dei motori come lavoro usurante, potrebbe facilitare uno scivolo dei dipendenti in età prepensionabile. Per gli altri che prospettive si aprono? Non può essere ciò che già succede ai colleghi che sono stati posti in cassa integrazione nei precedenti accordi: l'Inps gli paga gli stipendi a singhiozzo, con quattro-cinque mesi di ritardo. Vogliamo chiarezza: per ora questo è un accordo delle nebbie". E non ci stanno neanche i piloti. "Non mi convince il piano sul cargo imposto da Air France dice uno di loro appena sbarcato al "Leonardo da Vinci" da un volo di corto raggio Quello è un settore in grande crescita per Alitalia, con punte d'incremento nell'ultimo anno che arrivano al 14 per cento rispetto ad un'offerta internazionale del 5 per cento. Eppure non solo si vuole spostare tutto a Fiumicino, ovvero lontano dai centri produttivi del Nord, ma se ne decide la chiusura per il 2010". "Az Servizi" è una società del gruppo che si occupa di varie attività: dai trasporti interni alle centrali termiche alla depurazione. "Air France denuncia Mario, operaio da dodici anni di ruolo specifica che per alcune delle competenze di Az Servizi è previsto il riassorbimento in Alitalia. Siamo in più di quattromila dipendenti: degli altri che ne sarà? Nessuno ce lo dice. Aspettiamo martedì e poi, se servirà, saremo pronti a bloccare a terra tutti i voli".

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ROMA Comandante, Fabio Berti, anche i piloti Anpac bocciano il piano Air France. Cos
 (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

ROMA Comandante, Fabio Berti, anche i piloti Anpac bocciano il piano Air France. Cos'è accaduto in poche ore? "Che è cambiata - risponde il presidente dell'associazione piloti - la situazione rispetto al cargo. Una situazione che non ci piace assolutamente. Ricordo che il cargo è l'unico settore di Alitalia che ha dato buoni risultati a detta anche del suo responsabile". Perchè cambiare allora le carte in tavola? "E' quello che non capiamo. Il cargo Alitalia è arrivato al 76%, quello di Air France non arriva al 61% e dunque ha una sovracapacità rispetto al mercato. Non vorremmo che questo fosse il meccanismo per dirottare le merci italiane verso Parigi e, conseguentemente, risolvere in modo indiretto i problemi che loro hanno proprio sul settore cargo". Non c'è il rischio che possa essere la prima di successive mosse mirate a mettere a terra altri aerei, magari sul medio raggio? "E' molto difficile che avvenga perchè il nostro Paese ha bisogno di una mobilità radiale". Se la sente di escludere una sorta di cannibalizzazione dell'operativo? "In altri settori sì, sul cargo i timori ci sono perchè sono state fatte delle scelte che non vanno nell'interesse della compagnia". Avete annunciato linea dura. "Intanto martedì daremo un parere negativo. Successivamente ci impegneremo per difendere i nostri posti di lavoro e l'integrità dell'azienda con un atteggiamento molto duro". Cos.

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Piloti e sindacati pronti a bloccare l'intesa raggiunta (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Domani incontro all'Economia Piloti e sindacati pronti a bloccare l'intesa raggiunta Lo scontro sarà duro tra Air France-Klm e Alitalia da un lato e le nove sigle sindacali e professionali dall'altro. E il via libera dei sindacati entro il 31 marzo, una delle condizioni chieste da Parigi per chiudere, rischia di non arrivare. Il primo strappo è dell'associazione dei piloti Anpac per "la cessazione dell'attività Cargo nel 2010 con il conseguente fermo di 5 MD11" spiega l'Anpac e l'ipotesi di un centinaio di piloti a terra. Un elemento sottovalutato nella trattativa e che ora è tornato in primo piano. La fronda potrebbe accogliere anche gli altri sindacati che domani incontrano ufficialmente il ministro dell'Economia e l'azienda. La Filt Cgil, da sempre contraria all'ipotesi dello "spezzatino" dell'azienda, per voce del segretario generale Fabrizio Solari giudica l'offerta "un'umiliante resa senza condizioni, conseguenza dello stato comatoso nel quale è stata ridotta Alitalia", epilogo a cui si è giunti "per le scelte via via operate dall'azionista di riferimento di Alitalia". Per il segretario nazionale della Uiltrasporti, Marco Veneziani, "se la trattativa sarà improntata al prendere o lasciare l'operazione salterà". Il segretario dei Trasporti dell'Ugl Roberto Panella non crede "che la logica del prendere o lasciare sia lo spirito che animerà l'incontro di martedì anche perché la logica della condivisione esclude la modalità del prendere o lasciare".

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Allarme brogli (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa La notte delle urneIl Cavaliere avverte: "Il problema è gravissimo dobbiamo organizzarci per difendere la libertà, evitiamo il bis del 2006" Allarme brogli Riecco lo spettro dei brogli. Sivlio Berlusocni torna a gridarlo forte e chiaro. "C'è un problema grandissimo, quello dei brogli", dice dal palco del comizio in piazza Duomo a Como. "Chi se la sente - insiste il Cavaliere - di passare il sabato a confrontarsi con i rappresentanti di lista della sinistra si può mettere in lista per far parte dell'esercito dei difensori della libertà". Non è la prima volta che Berlusconi lancia un allarme simile. Anzi, praticamente lo ha fatto in tutte le tornate elettorali politiche. Stavolta però l'allarme ha un sapore diverso. Perché al Cavaliere bruciano ancora i 25mila voti di scarto del 2006 nel computo della Camera. E bruciano anche le sconfitte all'estero. Insomma, il leader del Pdl sente la vittoria sempre più vicina, scruta i sondaggi (oggi sula sua scrivania ne arriverà uno nuovo) e vede che il vantaggio non si riduce. L'unico vero problema gli può venire dal Senato per il quale ancora alcune regioni risultano in bilico. E per questo torna a far suonare la sirena: Bisogna "evitare il bis del 2006, quando la sinistra buttò fuori i nostri rappresentanti di lista, occorre armare un esercito in difesa della libertà". è una tranquilla domanica delle palme. Il Cavaliere evita accuratamente battute sull'attualità. Gli chiedono delle pensioni e non replica, aspetterà il pomeriggio per spiegare una frase del giorno prima. Gli chiedono di Alitalia: "Lasciamo stare, non è il momento" risponde garbatamente. Nessuna parola su Tibet o sul possibile boicottaggio delle Olimpiadi. La piazza si scalda quando attacca il Pd. Sulla sicurezza, per esempio: "Ci sono clandestini a iosa e troppi pochi soldi". E poi sui temi classici di questa campagna elettorale. Il malgoverno della sinistra. Che ha bloccato tutte le grandi opere ad eccezione del Mose di Venezia. L'energia. E poi i rifiuti, i rifiuti che stanno devastando l'immagine del Paese all'estero. Berlusconi confessa di non dormirci la notte: un milione di tonnellate di spazzatura. A tanto ammonta la "dote" del governo Prodi. Il Cavaliere lo sa infatti come vanno le cose in politica: "Un mese dopo che sarò a Palazzo Chigi - pronostica - quella spazzatura sarà tutta mia". Ergo, spiega, una soluzione va trovata. Come? Qualche giorno fa il Cavaliere, parlando con un gruppo di ebrei ospiti a Palazzo Grazioli, ha confessato che per la prima fase saranno ancora utilizzati i treni visto che prima che entri in funzione il termovalorizzatore di Acerra ce ne vorrà per un anno e oltre. I rifiuti, la Campania, una delle regioni a rischio e nella quale si assegna una bella fetta di senatori. Così il leader del Pdl si ricorda dell'avversario e lo attacca: "Se Veltroni fosse credibile e non lo è, lo voterei anche io". Così, dice, potrei finalmente godermi la vita. E invece, niente, gli toccherà prendere ancora una volta il Paese in mano e con umiltà governare. "Vi garantisco che supereremo le difficoltà", afferma cercando di mostrare un volto meno pessimista. Un Berlusconi che parla un linguaggio crudo, senza fronzoli quello in versione 2008. "Sono un vecchietto", si lascia scappare. Vecchietto sì, ma non troppo. Si corregge subito e racconta: "Questa mattina ho incontrato un compagno di scuola, che mi ha detto: "Ormai abbiamo un'età". Ma io gli ho risposto: "Parla per te"". E parte subito l'applauso con incoraggiamento incorporato: "Bravo, resta con noi", urlano dalla piazza. F. d. O.

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Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it Alitalia imbarca i (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it Alitalia imbarca i ... Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it Alitalia imbarca i francesi a bordo. Il cda della compagnia ha dato il via libera, ieri nella primissima mattina, all'offerta di Air France-Klm. Ma il nuovo proprietario non andrà per il sottile in termini di occupazione. A terra rimarranno circa 1.600 lavoratori. Un prezzo duro da pagare ma che garantisce un barlume di futuro ai restanti. Anche se la proposta economica fa venire un senso di sconforto agli azionisti e in generale a tutti gli italiani. Sì perché la legge del business non perdona. Alitalia non potrebbe continuare a vivere a lungo da sola. E chi compra approfitta delle debolezze altrui. Così il colosso franco-olandese ha proposto l'alleanza a prezzi di saldo. Con un un'offerta pubblica di scambio sul 100% delle azioni di Alitalia che prevede una permuta di 160 azioni Alitalia per ogni azione Air France-Klm. Un'operazione che valuta un titolo italiano, che in Borsa solo tre giorni fa valeva 53 centesimi, meno di 10 centesimi (oggi per questo si aspetta il collasso del titolo a Piazza Affari). Tradotto significa che per la Francia, la compagnia che fu ambasciatrice del made in Italy nel mondo, vale 138,5 milioni di euro. Certo per tutta l'operazione, Parigi metterà sul piatto poco più di 1,7 miliardi di euro. Insieme allo scambio di azioni, infatti, Air France comprerà tutte le obbligazioni convertibili per 608 milioni e varerà un aumento di capitale di un miliardo. Ma il disappunto per la svendita di quel che resta di un gioiello c'è. Non si può fare altrimenti però. La cassa di via della Magliana langue. E per far fronte all'allungamento dei tempi il ministero dell'Economia deve concedere ad Alitalia una linea di credito da rimborsarsi subito dopo l'esecuzione dell'aumento di capitale. Resta una magra consolazione. Alitalia manterrà un ruolo autonomo, identità italiana e proprio marchio, logo e livrea. E tre ostacoli da superare. La riduzione di circa 1.600 lavoratori per i quali si farà ricorso tra l'altro agli ammortizzatori sociali. La cessazione entro il 2010 dell'attività cargo (trasporto merci). E il superamento del contenzioso con la Sea che gestisce Malpensa e che ha chiesto per l'abbandono dello scalo 1,2 miliardi di euro. Non sarà facile. Bossi (Lega Nord) lo ha fatto intendere: "Vinciamo le elezioni, poi vediamo".

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Alitalia, politica in fugadalle responsabilità (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Luigi leone L'accordo con i sindacati, l'okay del governo, l'azzeramento del ricorso della Sea su Malpensa. E un piano industriale secondo il quale sarà Roma, e non Milano, ad affiancare Parigi e Amsterdam come hub intercontinentale. Più che ponendo una serie di condizioni, Air France blinda la sua offerta d'acquisto per Alitalia in una camicia di forza. Valutando la nostra compagnia di bandiera la miseria di 138 milioni di euro, anche se l'operazione nel suo complesso arriva a 1,7 miliardi. Soprattutto, però, i francesi, che hanno sotto il naso la puzza di una mai riposta "grandeur", ci trattano per come ci giudicano: degli straccioni. E ci sbattono in faccia, con la crudezza imposta dal "business is business", quel che loro e il resto del mondo pensano di noi: autolesionisti, pasticcioni, inaffidabili. Sono le tre ragioni (le principali, non le sole) che tengono alla larga gli investitori internazionali se si tratta di sborsare del denaro per attività che presentino un normale rischio d'impresa, ma li attirano, voraci e arroganti, se c'è da fare del colonialismo finanziario e industriale. E il caso Alitalia, in tal senso, è didascalico. Autolesionisti. Della compagnia di bandiera, controllata dal Tesoro, quindi dal governo, quindi dalla politica, è stata fatta "carne di porco". Per decenni la società ha avuto il ruolo di autentica cloaca del più becero clientelismo, per piazzare negli organici parenti, amici, affini e collaterali, e ai vertici manager "amici degli amici". Tutto nell'assoluto spregio di qualsivoglia gestione che avesse anche solo una parvenza di logica gestionale. I sindacati, che ora con qualche ragione si stracciano le vesti, ci hanno messo molto, e di più, del loro. Come nelle Fs, alle Poste e in qualunque altra azienda in cui il primo requisito richiesto, dal fattorino al top-manager, è sempre stato l'appartenza a un partito o a una consorteria. E crepasse il criterio del merito. Pasticcioni. Mentre il mondo dell'aviazione civile mutava, rapidamente e profondamente, a Roma hanno continuato a ballare sul Titanic. Alleanze internazionali? "Sì, ma...": con i franco-olandesi, con Air One per una soluzione italiana, con gli sceicchi, con gli americani. Dal clientelismo allo sproloquio il passo è stato brevissimo. Farcito di decisioni scellerate, come Malpensa, un hub creato senza un minimo di indirizzo politico-industriale e provocando un dualismo con Fiumicino che ora è una delle ragioni più radicate, e radicali, del conflitto "etnico" che lacera trasversalmente la politica e che davvero può ancora saltare l'accordo con Parigi. Inaffidabili. Umberto Bossi sentenzia: "Vinciamo le elezioni poi ci pensiamo noi a quelli che vengono a portar via la roba del Nord". Quel che è fatto e firmato è carta straccia: siamo all'apoteosi dell'italica incapacità di avere comportamenti coerenti. Anche fra le mura di casa. Se il governo cela sotto una cappa di silenzio la realtà che Air France è ormai l'unico interlocutore possibile, lasciando ai sindacati il cerino in mano (il loro via libera è imprescindibile), l'opposizione o "bosseggia" o a sua volta "pilateggia": la patata scotta troppo, più che mai nell'imminenza elettorale. Alla fine, sarà"una decisione del consiglio d'amministrazione" (unanime, ha detto sì), come se i consiglieri non li mandassero tanti Picone. Il gioco è scoperto: ognun per sè e un dio per tutti, in una fuga dalle responsabilità tanto stucchevole quanto inqualificabile. O aggettivabile soltanto in un modo: vergognosa. Non è una novità, basta sfogliare i libri di storia. Solo che la storia non ha insegnato niente. leone@ilsecoloxix.it 17/03/2008.

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Il Pdl si spacca su Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Bossi contrario, Fini favorevole, Berlusconi rinvia il giudizio. Intanto è bufera sul governo Prodi Roma. I sindacati protestano per essere stati messi con "le spalle al muro", accusano il governo di averli tagliati fuori proponendo loro una "minestra avvelenata" e si attrezzano per "limitare i danni". Dopo il via libera nella notte di sabato del consiglio di amministrazione di Alitalia, l'offerta di Air France è ora sul tavolo del governo, che domani affronterà i sindacati e poi deciderà in settimana (l'azionista di controllo è il ministero del Tesoro) se accettare, o se invece respingere la proposta di Parigi. "Il governo valuterà l'offerta. A noi interessa che la proposta di Air France preveda l'esistenza di una compagnia di bandiera e un piano industriale che sia compatibile con la valorizzazione dei nostri principali scali", anticipa il ministro degli Esteri Massimo D'Alema. Il governo è agli sgoccioli, eppure le ultime settimane a palazzo Chigi di Romano Prodi si annunciano sotto il segno delle polemiche e delle turbolenze a causa del dossier Alitalia, che è in attesa di una risposta rapida. "Faremo di tutto per tutelare i lavoratori", assicura il ministro Cesare Damiano. Ma la vicenda Alitalia rischia di mettere in difficoltà anche il Pdl, che si presenta diviso all'appuntamento della cessione, prima che un eventuale responso favorevole delle urne trasferisca la patata bollente sulla scrivania di Silvio Berlusconi. "Di Alitalia non parlo", dice il Cavaliere. E si capisce l'imbarazzo dato che i suoi principali alleati, Lega e An, si muovono in ordine sparso, almeno per ora. Anche Umberto Bossi preferisce evitare un litigio a pochi giorni dal voto: "Prima vinciamo e poi ci pensiamo", dice il Senatur. La Lega, che oggi riunisce la segreteria a Milano, è contraria alla soluzione Air France ed è pronta a cavalcare la crisi dello scalo di Malpensa, che nel piano di Parigi avrà un ruolo marginale. Roberto Maroni anticipa il "no" del Carroccio alla cessione, senza garanzie o moratorie per lo scalo milanese: "Si prefigura una forte penalizzazione per Malpensa", dice. "Le svendite di Stato proseguono. Il destino di Alitalia era il fallimento, ma si sacrifica Malpensa, invece di portare i libri in tribunale", rincara Roberto Calderoli. Insomma, la tesi della Lega è chiara: il governo si prepara a sacrificare lo scalo di Malpensa sull'altare del salvataggio di Alitalia. Il più duro di tutti è il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, che è in linea con la Lega e paragona la vendita di Alitalia a "una Caporetto del governo e degli amministratori che ha nominato". "Le Forche Caudine sono state una passeggiata sotto una pioggia di fiori", tuona Formigoni. Non la pensa così il leader di An Gianfranco Fini, che prende le distanze da Umberto Bossi e i suoi. "Il mio giudizio sul via libera all'offerta Air France è tendenzialmente positivo. Quello che conta non è solamente la conferma del marchio, ma anche un piano industriale che dia alla nostra compagnia la possibilità di riprendersi", spiega Fini. Il leader di An va oltre e si augura che i sindacati non alzino le barricate: "Spero che si esprimano in modo positivo". Mentre Berlusconi sceglie la linea del silenzio e della prudenza dopo la giravolta di una settimana fa, la valutazione di Fi è affidata a Maurizio Lupi che esprime "preoccupazione" sia per il futuro di Malpensa sia per il piano industriale che, a suo dire, non offre "alcuna garanzia di rilancio e non risponde agli interessi del Paese". In attesa che il Pdl elabori una linea comune, la palla passa al governo e ai sindacati che si preparano giocare una partita cruciale la cui posta in gioco è la sopravvivenza della compagnia di bandiera, ormai appesa al filo esile di 200 milioni di euro disponibili in cassa, più o meno due mesi di stipendi e carburante. I sindacati però sono dubbiosi, critici oppure addirittura ostili. "Ciò che sta accadendo non si è mai visto in nessuna trattativa per la cessione di un'azienda. Il sindacato è all'oscuro di tutto", si sfoga Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil. "Il piano Air France lascia tutte le macerie agli italiani e tutta la polpa ai francesi", attacca il leader della Cisl, Raffaele Bonanni. "La responsabilitàè del governo. Ma non è detto che bisogna sempre mangiare la minestra se è avvelenata", aggiunge Luigi Angeletti, al timone della Uil. Anche il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, non è tenero con il governo di cui fa ancora parte. "L'Alitalia è al punto di crisi in cui per come è stata condotta l'azienda - osserva - ma anche per la complicità del governo Prodi e dei precedenti esecutivi". È un assaggio dell'ultima bufera che sta per abbattersi sulla testa di Prodi. Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 17/03/2008 business planIl piano prevede investimenti per 850 milioni di euro in marketing e rinnovo flotta 17/03/2008.

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La giornata (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 17-03-2008)

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La giornata Cina La protesta dei tibetani si allarga ad altre province Mentre tra Pechino e i leader tibetani in esilio è guerra di cifre sui morti in seguito agli scontri di venerdì scorso a Lhasa, i monaci hanno fatto esplodere la loro protesta anche nella contea di Aba, nella regione di Sichuan, al confine orientale del Tibet. Secondo quanto riferito dall'agenzia Reuters, centinaia di religiosi hanno assaltato una caserma di polizia, lanciato bottiglie molotov e bruciato negozi. I tibetani parlano di una decina di morti, il governo cinese nega vi siano state vittime. Scontri si sarebbero verificati anche nelle province di Quinghai e Gansu, che assieme a Tibet e Sichuan rappresentano le quattro aree con una forte presenza di popolazione di etnia tibetana. La capitale del Tibet Lhasa sarebbe sigillata (Pechino ha ufficialmente vietato agli stranieri di recarvisi) e migliaia di soldati ne pattuglierebbero le strade. E, da quando venerdì è esplosa la protesta dei monaci, secondo i tibetani i morti sono almeno 80, mentre le autorità cinesi parlano di una decina di vittime. Proteste anche in Europa, a Roma come all'Aia, dove centinaia di dimostranti hanno assediato l'ambasciata cinese, strappato la bandiera della Repubblica popolare e sostituendola con quella tibetana. Il Dalai Lama ha condannato il "regime di terrore" instaurato dalla Cina in Tibet e ha denunciato il "genocidio culturale" in corso ma ha confermato il suo "sostegno" alle Olimpiadi di Pechino. Pakistan Missili contro area tribale, 16 morti in un villaggio Almeno 16 persone sono rimaste uccise a causa di un missile che ha centrato un'area residenziale nella zona tribale alla frontiera con l'Afghanistan, nel nord-est del Pakistan. Il razzo - parito da un aereo senza pilota "Drone", di quelli utilizzati sia dall'esercito pakistano che da quello statunitense - ha colpito un'abitazione nel villaggio di Doog, nei pressi della città di Wana, nella zona tribale del sud-Waziristan. Negli ultimi mesi più volte i raid Usa "contro al Qaeda" hanno fatto vittime civili nel paese asiatico. Intanto oltre cento persone sono state fermate in relazione all'attentato che sabato ha colpito il ristorante italiano "Luna caprese" a Islamabad, uccidendo una cooperante turca. Iraq A cinque anni dalla guerra, 7 iracheni su 10: via le truppe Sette iracheni su dieci vogliono che tutte le truppe straniere se ne vadano dal loro paese, e una maggioranza relativa ritiene che Usa e Gran Bretagna si debbano in ogni caso fare maggior carico della ricostruzione del Paese. Lo rileva un sondaggio dell'istituto britannico Orb, fatto per "Channel 4", che lo pubblicherà oggi. Per il 70% circa degli interpellati, le forze guidate dagli Usa, che invasero il Paese il 20 marzo 2003, dovrebbero andarsene. Solo per il 23% l'occupazione è nell'interesse a lungo termine dell'Iraq. Per il 40% gli Usa dovrebbero fare di più per la ricostruzione, e per il 36% lo stesso dovrebbe fare la Gran Bretagna. Un quarto delle persone interpellate hanno detto di aver avuto un membro della propria famiglia ucciso a causa del conflitto. Alitalia Dopo il sì del Cda ad Air France si teme per i 1600 esuberi Il sì del Cda Alitalia all'offerta di Air France è arrivato domenica notte: l'operazione verrebbe a costare 1,7 miliardi di euro, se si considerano le due Opa previste (la prima sul capitale della società, la seconda sulle obbligazioni), ma la compagnia viene di fatto valutata per soli 138,5 milioni di euro. Infatti, secondo il concambio offerto da Air France-Klm (un titolo franco-olandese per ben 160 di Alitalia), ogni azione Alitalia viene valutata meno di 10 centesimi (esattamente 0,099 euro) mentre le obbligazioni convertibili vedono un importo complessivo di 608 milioni di euro. Per quanto riguarda il costo del lavoro, l'offerta di Air France-Klm prevede una riduzione complessiva del personale pari a circa 1.600 unità, mentre l'attività cargo dovrà cessare nel 2010. Critiche e preoccupazioni per gli esuberi previsti dal piano vengono dalla Cgil, che con il segretario Filt Fabrizio Solari, parla della decisione di Alitalia definendola "un'umiliante resa senza condizioni". Immigrati In 350 sbarcano a Lampedusa Sono 358 i clandestini sbarcati a Lampedusa nel giro di poche ore, a bordo di tre diverse imbarcazioni. Il numero più consistente di immigrati, 301, era su una barca di circa 17 metri giunta all'alba direttamente nel porto; tra di loro c'è una donna. Altri 22 clandestini sono arrivati nell'isola, poco dopo le 6.30 di ieri, su un natante intercettato dalla guardia di finanza. Intorno alle 11 sono sbarcati poi 35 extracomunitari, tra cui sei donne e un bambino, che erano su un barcone soccorso da una motovedetta della Capitaneria di porto. Tutti gli immigrati sono stati condotti nel centro di prima accoglienza per le operazioni di identificazione Francia Falso allarme bomba al salone del libro Un sospetto allarme bomba ha costretto le autorità francesi a evacuare il Salone del Libro di Parigi, dove sono ospiti d'onore gli scrittori israliani per il sessantesimo anniversario della fondazione dello Stato ebraico. I locali che ospitano l'evento sono stati evacuati per controlli di sicurezza alle 17 e sono rimasti vuoi fino a quando gli artifiieri non hanno finito i loro controlli. Diversi Paesi, come il Libano, l'Arabia Saudita e lìIram hanno invitato a boicottare la manifestazione. Tra i 39 autori israeliani ospiti dell'evento ci sono Amos Oz, David Grossman e Abraham B. Yehoshua. Il salone si è aperto venerdi. Calcio L'Inter fatica ma resiste a sei punti dalla Roma Questi i risultati della ventottesima giornata del campionato di Serie A: Atalanta - Empoli 3-1 (19' Langella/A, 27' Doni/A, 77' e 84' Padoin/A, 83' Vannucchi/E); Cagliari - Torino 3-0 (11' Jeda/C, 22' rig. E 57' Acquafresca/C); Fiorentina - Genoa 3-1 (19' Santana/F, 30' Mutu/F, 56' Pazzini/F, 83' Masiero/G); Inter - Palermo 2-1 (5' Vieira/I, 25' aut. Materazzi/I, 36' Jimenez/I); Livorno - Parma 1-1 (41' Vidigal/L, 61' Reginaldo/P); Reggina - Siena 4-0 (9' Brienza/R, 19' Cozza/R, 39' Brienza/R, 68' Missiroli/R); Sampdoria - Catania 3-1 (68' Palombo/S, 73'Stovini/C, 76' Accardi/S, 86' Bellucci/S); Juventus - Napoli (ore 20.30). Giocate ieri: Udinese - Lazio 2-2 (11' Rocchi/L, 56' Ferronetti/U, 80' Ledesma/L, 86' Di Natale/U); Roma - Milan 2-1 (56' Kakà/M, 77' Giuly/R, 81' Vucinic/R). Maratona di Roma Dominio del Kenya, per le donne prima Bogomolova Dominio del Kenya tra gli uomini nella 14/a edizione della Maratona di Roma. A vincere è stato il keniano Jonathan Yego con il tempo di 2h09'58'' davanti ai connazionali Kimutai Sanga (2h10'02'') e Henry Kapkyai (2h10'16). L'unico italiano in grado di classificarsi nelle prime posizioni Ottaviano Andriani è stato costretto al ritiro al 29/o chilometro: "Ho avuto un problema all'adduttore - ha spiegato l'atleta azzurro ai microfoni di Rai Tre - Resta l'amarezza per i sacrifici fatti, l'aver lavorato tanto e aver raccolto quasi niente. E' nata mia figlia pochi giorni fa e per restare concentrato non ho dormito insieme a loro". Tra le donne ha vinto con il terzo miglior tempo dell'anno (2h22'53''), nonché record della maratona su suolo italiano, la russa Galina Bogomolova con un netto distacco sulle sue inseguitrici. Al secondo posto si è piazzata un'altra atleta russa, Larissa Zousko (2h28'18''), mentre terza è arrivata l'ungherese Aniko Kalovics in 2h29''04. Tra le azzurre in gara si sono ritirate Ornella Ferrara e Vincenza Sicari.

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Come sempre accade, la brutalità dei numeri spazza via ogni (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 17-03-2008)

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Stampa Come sempre accade, la brutalità dei numeri spazza via ogni ... Come sempre accade, la brutalità dei numeri spazza via ogni discorso. L'offerta di Air France per acquisire l'intero capitale sociale di Alitalia è il segno tangibile del disastro cui è giunta la nostra compagnia di bandiera. I francesi offrono infatti di scambiare una azione Air France-Klm (del valore di 16 euro circa venerdì, alla chiusara dei mercati) con 160 azioni Alitalia (del valore di 0,53 euro venerdì). L'offerta si traduce in una perdita secca dell'80% per ogni titolare di quelle azioni, Stato compreso. Di fronte a questi numeri occorre ragionare con lucidità. E' evidente che a Parigi sanno di confrontarsi con un interlocutore che ha l'acqua alla gola. Inoltre siamo in campagna elettorale, con il governo più fuori che dentro Palazzo Chigi. In questo scenario di grande debolezza italiana viene da pensare con rabbia e malinconia all'enorme spreco di tempo, alla immensa quantità di denaro che il contribuente ha pompato nella casse di Alitalia, alle fallimentari strategie industriali, spesso perse nella stucchevole diatriba Fiumicino-Malpensa. Se la nostra capacità di fare sistema non va oltre l'accettare il fatto che bisogna spostare ogni mattina il personale da Roma a Milano (come avvenuto in questi anni), allora è meglio vendere ai francesi. Se siamo capaci di qualcosa di meglio, si riprenda in mano l'offerta di AirOne. Dietro però ci vorrebbe ben altro sforzo che quello di un singolo banchiere.

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Malpensa, futuro low cost: "Settemila i posti tagliati" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)

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N. 11 del 2008-03-17 pagina 1 Malpensa, futuro low cost: "Settemila i posti tagliati" di Giannino della Frattina I tagli dei voli, ma anche del personale. Una batosta per l'economia del Nord e la prospettiva di un'emergenza occupazione nel bacino intorno allo scalo di Malpensa. Ma anche a Linate dove certamente arriverà l'effetto Air France I tagli dei voli, ma anche del personale. Una batosta per l'economia del Nord e la prospettiva di un'emergenza occupazione nel bacino intorno allo scalo di Malpensa. Ma anche a Linate dove certamente arriverà l'effetto Air France. Dopo il via libera del cda alla cessione di Alitalia, è unica la protesta dei politici settentrionali con una spaccatura che, per una volta, più che politica è geografica. Da tutti la richiesta al governo di bloccare la "svendita", nonostante la promessa di rilancio dello scalo con voli low cost e business. Il governatore Roberto Formigoni parla già di "desertificazione di Malpensa" e ricorda come ora il prezzo di un'azione sia al di sotto dei 10 centesimi e che la compagnia francese vuole scambiarne una delle sue con 160 di Alitalia. "Anche gli esuberi - spiega - crescono di momento in momento. Parlano di 2mila tagli ai quali si devono aggiungere i 5mila di Az Service". Secondo Formigoni "più che di una privatizzazione si deve parlare di una statalizzazione, perché è chiaro che lo Stato con la cassa integrazione per i lavoratori di soldi dovrà sborsarne". E Regione Lombardia, con l'assessore Raffaele Cattaneo, chiede al governo "un sussulto" e di dire no al piano che include la "svendita della compagnia e il funerale di Malpensa". Una "situazione tragica, visti i termini dell'offerta di Air France diventati ogni giorno peggiori - osserva ironico Cattaneo - adesso ci manca solo che chiedano ai cittadini lombardi di dare un contributo di tasca propria per l'abbandono di Malpensa". Di "danni enormi al Nord produttivo del Paese", parla il deputato Maurizio Lupi, responsabile infrastrutture di Forza Italia. "Riteniamo che sia molto grave che il governo abbia dato un suo sostanziale e tacito "via libera a un piano che non offre alcuna garanzia di rilancio industriale alla compagnia di bandiera e che non risponde agli interessi generali dell'Italia". Per Davide Boni "un momento molto buio" non solo per Malpensa, ma per tutto il sistema aeroportuale. "In questo modo - spiega l'assessore regionale della Lega - Air France raggiunge due obiettivi preziosi: mettere fuori combattimento un competitor pericoloso come Malpensa e affondare del tutto la compagnia di bandiera italiana". Da sinistra il presidente della Camera Fausto Bertinotti assicura che nella vicenda Alitalia "ci sono elementi per esprimere grande preoccupazione". E poi aggiunge: "Io non credo che si possano trovare buone soluzioni per Alitalia se non si difende il patrimonio occupazionale dell'azienda". Una bocciatura arriva anche da Roberto Calderoli, vicepresidente leghista del Senato. "Le svendite di Stato proseguono - attacca -. Così dopo quelle dell'accoppiata Prodi-D'Alema degli anni scorsi, oggi si svende Malpensa immolata sull'altare di un'azienda che continua a fare solo danni. Il destino di Alitalia era quello del fallimento, invece per salvare non la compagnia di bandiera di Stato ma la vergogna di Stato, invece di portare i libri in tribunale, si sacrifica Malpensa e con essa le possibilità di sviluppo del Nord. I padani ringraziano questo governo e si preparano a presentare il conto a Prodi e Veltroni 13 e il 14 aprile". E il capogruppo del Carroccio alla Camera Roberto Maroni annuncia per oggi un vertice in via Bellerio. Presente Umberto Bossi che ieri ha tagliato corto. "Alitalia? Inutile parlarne adesso. Prima bisogna vincere le elezioni, poi ci pensiamo noi alla questione di quelli che vengono qui a portar via la roba al Nord". "La nostra speranza - gli fa eco il sindaco di Varese Attilio Fontana - è che Air France cambi idea e che l'Italia cambi governo". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Candidati dalla memoria troppo corta (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)

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N. 11 del 2008-03-17 pagina 0 Candidati dalla memoria troppo corta di Carlo Maria Lomartire Riecco il consueto viavai preelettorale: tutti a Milano, tutti si profondono in lodi per Milano. Veltroni, come al solito, esagera: "Io amo Milano". Nientedimeno! E nessuno ride Riecco il consueto viavai preelettorale: tutti a Milano, tutti si profondono in lodi per Milano. Veltroni, come al solito, esagera: "Io amo Milano". Nientedimeno! E nessuno ride. Ci veniva d'estate col papà che lavorava al neonato Tg della Rai, poi prontamente trasferito a Roma. In campagna elettorale, col gran parlare e scrivere che si fa di Nord e di questione settentrionale, tutti amano Milano. Almeno Berlusconi c'è nato. Da tanto amore elettorale naturalmente sgorgano tante promesse elettorali. E poi? Poi, a elezioni consumate, succede molto poco, ahinoi. Anche se mandiamo a Roma decine di deputati e sentori, ministri e sottosegretari milanesi. E non per cattiva volontà o perché le dichiarazioni d'amore siano mendaci (in qualche caso anche) ma per uno strano complesso che affligge i politici milanesi, di destra o di sinistra: temono come la peste l'accusa di "localismo", "campanilismo", di non avere una "visione nazionale". Risultato: i problemi di Milano finiscono sempre in fondo alla lista. I romani, fortunati loro, non hanno questi complessi, ottenendo dal governo tutto quello che chiedono e anche di più. L'esempio più significativo: la famosa legge per "Roma capitale" che concede al Campidoglio fondi, finanziamenti, privilegi, eccezioni ed esenzioni che Milano o qualsiasi altra città italiana si sogna. Ebbene, quella legge fu graziosamente elargita da un presidente del Consiglio milanesissimo, Bettino Craxi. E così fino a Prodi, che non ha saputo fare nulla di più dell'inutile "tavolo per Milano", clamorosamente ignorato, per esempio, nella vicenda Alitalia-Malpensa. Non ci resta che sperare, dunque, che stavolta a Roma ci vada gente senza complessi. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Alitalia, Malpensa low cost e flotta dimezzata (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)

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N. 11 del 2008-03-17 pagina 0 Alitalia, Malpensa low cost e flotta dimezzata di Redazione Chiesti entro il 31 marzo il sì dei sindacati, garanzie, e un prestito di 300 milioni al Tesoro. Proposti 10 centesimi per azione e 31 per ogni obbligazione. Previsti 1600 tagli e un diktat al governo. Bonanni: "Governo inqualibicabile, siamo nudi". L'accusa di Formigoni: "Prodi ci ha svenduto ai francesi" da Milano La data cruciale è lunedì 31 marzo: quel giorno scadrà la proposta di Air France per l'acquisto di Alitalia. L'operazione, approvata sabato notte da un consiglio durato 15 ore, andrà avanti se saranno rispettate le condizioni poste da Parigi; cosa che, in questo momento, appare tutt'altro che scontata. Innanzitutto, il ministero dell'Economia deve impegnarsi ad aderire alle offerte pubbliche (su azioni e obbligazioni) che saranno eventualmente lanciate. Poi, nell'ordine: l'assenso dei sindacati sui tagli in Alitalia (1.600 persone) e sul nuovo modello organizzativo di Alitalia Servizi (che interesserà 4-5mila dipendenti); la garanzia scritta delle autorità a mantenere l'attuale portafoglio di diritti di traffico dell'Alitalia, e di non discriminarla all'atto di ogni futura richiesta; un accordo con Aeroporti di Roma perché siano garantiti i livelli di efficienza richiesti dal piano industriale di Alitalia; un accordo (con Fintecna) per il riassorbimento in Alitalia di attività di handling e manutenzione oggi in capo ad Alitalia Servizi (circa 1.500 persone); una soluzione per sollevare Alitalia dal rischio di dover pagare i danni alla Sea per l'abbandono di Malpensa come hub (se sarà varato un decreto legge, Air France chiede anche la conversione). Altra condizione: il Tesoro deve concedere un prestito all'Alitalia, da rimborsare dopo l'aumento di capitale. La cifra è stata resa ufficiale su richiesta della Consob: 300 milioni, necessari per dare respiro alle esauste casse della compagnia. Visto l'odore di aiuto di Stato, probabile che sia necessario un via libera da Bruxelles. Se tutte queste richieste saranno soddisfatte entro il mese, Air France procederà, presumibilmente entro giugno, con la sua offerta economica. I numeri sono peggiori delle peggiori congetture degli ultimi giorni: l'azione Alitalia viene valutata circa 10 centesimi, contro i 54 della chiusura di venerdì a Piazza Affari. Significa che stamattina, in Borsa, se ne vedranno delle belle. Il prezzo non è indicato precisamente, ma lo si evince dal concambio proposto: 160 azioni Alitalia contro un'azione Air France (che venerdì a Parigi ha chiuso a 15,99 euro). Quasi un terzo rispetto alle indicazioni dell'offerta non vincolante di dicembre: 35 centesimi. L'intera compagnia viene dunque valutata 138,5 milioni di euro: d'impatto, può sembrare offensivo. Air France lancerà un'Opa per le obbligazioni Alitalia sul mercato, al prezzo di venerdì scorso, e cioè 0,31 euro; in tutto, altri 608 milioni. Parigi pone anche una clausola, verrebbe da dire, tutta "italiana": chiede infatti che il governo, inteso come organo collegiale, non assuma alcuna decisione né faccia alcun pubblico annuncio fortemente contrario all'operazione. Ministri avvertiti. Ma che cosa è pronta a fare Air France per rilanciare Alitalia? Da un punto di vista economico, getta sul piatto - subito dopo il completamento dell'operazione - un aumento di capitale di 1 miliardo di euro. Nella prima offerta la cifra era di 750 milioni, e l'incremento spiega il calo del prezzo per azione; meglio far affluire denaro nella compagnia che consegnarlo ai suoi azionisti. Se le offerte andranno a buon fine, Alitalia sarà controllata dalla holding Air France-Klm, nella quale siederà per sei anni un consigliere italiano (in virtù della quota dell'1,4% che possiederà il Tesoro dopo il concambio). Alitalia resterà una società autonoma, di diritto italiano, manterrà nome, marchio, logo e livrea italiani. Se e quando la holding raggiungerà il 100% del capitale, il nome Alitalia potrà essere aggiunto a quelli di Air France e Klm nella denominazione della capogruppo. Per quanto riguarda il piano industriale 2008-2010, parte integrante della proposta, esso è perfettamente in linea con il piano di sopravvivenza varato in settembre, che già fu redatto in accordo con Parigi. Riassumendo: unico hub a Fiumicino, a Malpensa traffico punto a punto (con voli low cost), severa riduzione della flotta, fino a 137 aerei (dai 186 del 31 dicembre scorso); ma con contestuali investimenti per 850 milioni che permetteranno di aumentare il numero dei velivoli a partire dal 2011. L'intento è di riportare Alitalia in utile operativo nel 2010. Nell'immediato saranno avviate azioni di miglioramento della qualità e del servizio alla clientela, più comfort col riallestimento di aerei e sale di attesa, catering e intrattenimento rinnovati. Nel 2010 sarà abbandonata l'attività "all cargo", cioè con aerei dedicati, mentre continuerà il trasporto delle merci negli aerei passeggeri. Prossimi appuntamenti: oggi con il mercato, domani con Spinetta e i sindacati. Clima bollente. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Bonanni: "Governo inqualificabile, siamo nudi" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)

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N. 11 del 2008-03-17 pagina 0 Bonanni: "Governo inqualificabile, siamo nudi" di Antonio Signorini Il leader della Cisl: "è un'altra della tante privatizzazioni opache realizzate nel Paese. Spero in un sussulto di serietà e responsabilità" da Roma Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, lei è l'unico sindacalista che si è sempre schierato contro la cessione di Alitalia ad Air France. Si sente sconfitto? "Sarebbe stata una sconfitta se ci fosse stato un confronto. Ma visto che il governo ha tenuto all'oscuro noi, le forze politiche e persino il Consiglio dei ministri, non la considero una sconfitta. Non c'è stata partita. E poi adesso se ne sono accorti tutti delle anomalie di questa operazione". Quindi pollice verso? "Dal governo c'è stato un comportamento inqualificabile ed equivoco e questa è destinata ad aggiungersi alla lista delle tante privatizzazioni opache realizzate in questo Paese". Quali sono le anomalie? "Basti pensare al deprezzamento delle azioni, a partire dalla gestione Cimoli; i silenzi degli ultimi tre mesi. Fino ad arrivare a oggi, con Air France che prende azioni di valore notevolmente inferiore e concede all'Italia una presenza misera nel consiglio di amministrazione della holding, un solo posto". Però i francesi prendono un'azienda che è ormai a terra... "Prende tutta la polpa, le infrastrutture, le tratte e lascia quello che non gli conviene alle partecipazioni statali italiane". Adesso però tocca a voi. "Il governo ci ha consegnati nudi a questa trattativa. Sulla base di cosa dovremmo dare il nostro benestare alla cessione se non sappiamo i termini dello scambio e della cessione? Io spero che il governo in carica abbia un sussulto di serietà e responsabilità e ci spieghi come stanno veramente le cose. Perché ne abbiamo bisogno prima di cominciare una penosa discussione con l'azienda sull'occupazione". Si parla di 1.600 esuberi. Sono troppi? "Uno dei motivi per cui il governo disse che avrebbe scelto Air France era il fatto che gli esuberi annunciati erano più mitigati. Non mi sembra stia andando così. Vedremo al tavolo. Non avremo pregiudizi e faremo tutto nell'interesse dei lavoratori e del Paese. Io spero che il governo italiano abbia chiesto le stesse garanzie che l'esecutivo olandese pretese per Klm: il livello occupazionale, l'investimento in loco dei profitti realizzati qui. Stando a quello che sappiamo non mi pare che l'Italia sia stata altrettanto attenta agli interessi nazionali". Lei non ha mai nascosto di preferire potenziali acquirenti italiani. Ancora di questa opinione? "Non capisco perché Francia, Inghilterra e Germania facciano di tutto per avere una compagnia di bandiera e noi no. Siamo gli unici a sottrarsi a questa regola". In questi mesi gli altri due sindacati confederali, Cgil e Uil, sono stati più disponibili di voi verso Air France, oggi invece si dicono preoccupati per la decisione del cda di Alitalia. Cosa è successo? "Ho visto anche io che sindacati e forze politiche che prima erano baldanzosi e sicuri adesso si mostrano molto più cauti. Questo perché si sta sciogliendo la neve e si cominciano a vedere i buchi. Cresce la paura che alla fine qualcuno presenti il conto ai tanti che hanno applaudito a questa operazione". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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La Fed taglia ancora i tassi: euro a 1,59 (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 11 del 2008-03-17 pagina 0 La Fed taglia ancora i tassi: euro a 1,59 di Redazione Nuovo intervento della banca centrale Usa: riduzione del tasso di sconto al 3,25%. La moneta unica tocca un nuovo record storico: 1,5904 dollari. Ai massimi anche il petrolio: 111,80 dollari al barile. Continua la crisi in America: la Bear Stearns è stata venduta a JP Morgan a un prezzo stracciato Milano - L'euro vola al nuovo record storico di 1,5904 dollari, mentre uil biglietto verde affonda ai minimi da 12 anni sullo yen a 95,77. Il terremoto è arrivato dopo la decisione della Fed di tagliare a sorpresa il tasso di sconto e dopo l'annuncio che la banca Bear Stearns è stata venduta a JP Morgan a un prezzo stracciato. Nuova sforbiciata della Fed La Federal Reserve, in una riunione straordinaria tenutasi ieri, ha adottato una serie di nuove misure contro la crisi del credito e la minaccia di recessione. Tra queste misure la riduzione di un quarto di punto del tasso di sconto, al 3,25 dal 3,50%, applicato ai prestiti che l'istituto fa alle banche. La Fed ha spiegato che le misure "sono mirate a sostenere la liquidità e per favorire un funzionamento regolare del mercato". Petrolio alle stelle Il petrolio continua a correre e, sul mercato elettronico after hours di New York, segna il nuovo record a 111,80 dollari al barile (+1,4%). In nottata, i future con consegna in aprile trattati al Nymex di New York erano passati di mano a 11,42 dollari, in concomitanza con il crollo del biglietto verde sui mercati valutari. Apertura pesante per le piazze Ue Avvio di settimana molto difficile per le borse europee che vanno ad aggiungersi alle perdite pesanti delle borse asiatiche e ai nuovi record di euro e petrolio. Parigi perde il 2,5%, Francoforte il 2,9%, Londra l'1,8%, Zurigo il 2,6%. A piazza Affari l'S&P/Mib scende del 2,41%, il Mibtel del 2,2%. Sprofonda Alitalia, ancora sospesa. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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I paradossi della campagna elettorale (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Mentre la veltronomics e' confusionaria I paradossi della campagna elettorale "La Destra" propone la flat tax e Tremonti rispolvera il colbertismo Roma, 17 mar. - Stiamo vivendo una campagna elettorale per le elezioni politiche davvero paradossale, non v'è dubbio. Sui temi economici, in particolare, la confusione regna sovrana... Il più grande partito di centro-destra, che si chiama Popolo della Libertà, sembra schierato su posizioni protezonistiche, avvolto nella contraddizione tra i rigurgiti colbertisti del suo Ministro dell'Economia e Finanze in pectore, G. Tremonti, e le componenti più liberiste del partito (da A. Martino a R. Brunetta). Inoltre, il piano di salvataggio di Alitalia, sotto le mentite spoglie della teoria dei campioni nazionali - di cui non si sentiva parlare dai tempi dell'ex Governatore di Bankitalia A. Fazio - nasconde in realtà dei calcoli politici di mera convenienza che proprio nulla hanno a che fare col libero mercato (1). Come ha notato C. Lottieri, Berlusconi, per tener fede al "teorema dell'elettore mediano" sta rischiando di perdere i voti degli elettori effettivi e fidelizzati di centro-destra, liberali veri, che vedono annacquare il suo messaggio originale di "Meno Stato e Più Mercato". I dazi e le paure della competizione globale non possono che porre il paese su posizioni difensive, dalle quali non potremo che uscirne con le ossa rotte! Ad un partito che si chiama e si definisce liberale, che si ispira a M. Thatcher e R. Reagan, che si è opposto al vetero-statalismo del Governo Prodi non si può che chiedere politiche dell'offerta per far tornare l'Italia alla crescita sostenuta. Ed è paradossale che invece "La Destra" di D. Santanché e F. Storace invece proponga l'introduzione della flat tax. Tradizionalmente, i partiti di estrema destra sui temi economici sono sempre stati vicini a quelli della sinistra estrema: forte intervento pubblico, politiche sociali in grande stile, statalismo esasperante. Pertanto risulta davvero originale che l'unica proposta autenticamente liberale, thatcherian-reaganiana, supply-siders venga avanzata da un partito che si richiama a valori schiettamente conservatori (2). D'altro canto la veltronomics continua a proporre confusione in grande stile: si va dalla riduzione delle aliquote fiscali alla "scaletta mobile" per i pensionati, dal rilancio della crescita all'ennesimo elogio del Welfare State, passando per le solite rinunce al nucleare: il tutto lasciando i cittadini sbigottiti sulla filosofia che ispiri un tale programma economico, che deve metter d'accordo il liberismo dei Radicali con la dottrina sociale della Chiesa dei teo-dem...(3)! Insomma, sembra confermarsi purtroppo una convinzione sempre più diffusa: che i liberali italiani non abbiano una casa, nonostante il termine "liberale" nel nostro paese sia usato ed abusato...! Cosimo Magazzino (1) "Il programma del PDL: un commento", di Cosimo Magazzino, ne "la Voce d'Italia", a. II, n. 170. (2) "Proposta dell'I.B.L. per 'liberare' l'Italia", di Cosimo Magazzino, ne "la Voce d'Italia", a. II, n. 178. (3) "Il programma del PD: un commento", di Cosimo Magazzino, ne "la Voce d'Italia", a. II, n. 175.

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Alitalia, approvata l'offerta Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia I dettagli dell'offerta sul web Alitalia, approvata l'offerta Air France Titolo Alitalia sospeso per eccesso di ribasso Milano, 17 mar. – Il cda di Alitalia, dopo 12 ore di riunione, ha dato la sua approvazione all'offerta del gruppo Air France-Klm. L'accordo dovrà passare ora il vaglio del Governo, maggiore azionista della compagnia, e dei sindacati, che già ieri sono scesi sul piede di guerra. I dettagli parlano di un'offerta pubblica di scambio, relativa ad azioni e obbligazioni per il 100% di Alitalia. Il valore è stato fissato a 160 azioni Alitalia per un azione di Air France-Klm, equivalente ad una valutazione di 0,3145 euro per ogni azione della compagnia italiana, secondo la quotazione borsistica di venerdì a Milano. Intanto il Ministero dell'economia rende noto di aver pubblicato sul proprio sito la lettera di Alitalia con la quale il Presidente Prato rende noti i contenuti dell'offerta presentata da Air France-Klm. Note dolenti per i dipendenti della compagnia di bandiera: confermata la separazione tra il vettore e la società Az Servizi, che si occupa della manutenzione, ponendo una forte ipoteca sugli 8000 dipendenti di quest'ultima. Pessime notizie anche per Alitalia Cargo, settore che nel piano AirFrance-Klm, verrebbe completamente dismesso. Il fronte occupazionale è caldo anche alla Malpensa: l'aeroporto intercontinentale di Milano, pensato come hub per il centro-nordeuropa, potrebbe perdere fino a 7.500 posti di lavoro. Per questi motivi, da martedì prossimo, inizierà il braccio di ferro con i sindacati. "Il governo ci sta consegnando nudi alla trattativa", queste le prime durissime parole del segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni mentre per Epifani di Cgil "si finisce col mettere il sindacato, che è all'oscuro di tutto, con le spalle al muro e il paese nella stessa condizione". Dissenso arriva anche dalle associazioni dei piloti: Anpac, pur avendo sempre sostenuto l'offerta di Air France-Klm fa ora dietro front dichiarando che "l'offerta è inaccettabile" in riferimento sopratutto alla chiusura dell'area Cargo. Sembra che l'offerta di AirFrance-Klm non sia piaciuta molto neppure al mercato: oggi, a Milano, Borsa Italiana sospende il titolo Alitalia per eccesso di ribasso: all'apertura segnava un calo teorico del 43,63%. Ulteriori problemi potrebbero insorgere dopo le elezioni e con la formazione di un nuovo Governo. Eccetto la Lega, che si dichiara pronta a dare battaglia, le altre forze dell'opposizione non commentano ancora. Luca Ceccarelli.

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Via libera del Cda al piano Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 17-03-2008)

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Il disco verde è arrivato in nottata, dopo oltre dodici ore di riunione. Il consiglio di amministrazione del vettore italiano ha accettato "all'unanimità" la proposta franco-olandese che prevede un'offerta pubblica di scambio sul 100 per cento delle azioni di Alitalia. Il concambio fissato è di 160 azioni della compagnia italiana per ogni azione Air France-Klm. La proposta prevede inoltre un'offerta pubblica di acquisto sul 100 per cento delle obbligazioni convertibili Alitalia. Con l'integrazione in Air France-Klm, è previsto che Alitalia "rafforzi la propria posizione di compagnia di bandiera" mantenendo un ruolo autonomo nel nuovo gruppo. Verranno preservati, in sostanza, l'identità, il marchio e la livrea. Tra le condizioni sospensive poste da Air France-Klm, "il raggiungimento di un accordo con le organizzazioni sindacali" di Alitalia Fly e Alitalia Servizi poiché la piena cooperazione dei dipendenti viene definita "cruciale" per il successo del rilancio della compagnia. L'integrazione con Air France-Klm prevede una serie di azioni per la riduzione dei costi; per quanto riguarda il personale è indicata una riduzione pari a circa 1.600 unità, in linea con quanto previsto dal piano varato lo scorso settembre dalla compagnia. Per questi esuberi - è stato spiegato - oltre al turn over si farà ricorso a esodi volontari incentivati e all'applicazione degli ammortizzatori sociali E' giusto vendere Alitalia a AirFrance - Klm?Record gasolio, sfiora 1,38 euro a soli due centesimi dalla verde Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Articoli Eventi --> Foto del giorno --> Foto Video Blog Sondaggi Cronaca Laura e il suo esercito di donne: "Addestro 130 ragazze, prima in Italia"Sport - Locale Calcio La rimonta della Spal è un suicidio Addio primato, il Bassano sorpassaCronaca - Locale La speranza dei lavoratori dopo l'appello dell'arcivescovoCronaca - Locale Si prega per Tarcisio Senigallia è in ansiaSpettacolo Max e l'insolito grande successo Gazzè è il più suonato alla radioCronaca - Locale A Capannori la quinta edizione Previsti più di 200 emigratiCronaca - Locale Incidenti sul lavoro, va meglio nel PicenoCronaca - Locale Tutto pronto per il pranzo, ma nell'insalata c'è un coleotteroCultura - Locale Roberto Saviano agli studenti "Tenetevi stretta l'anima"Sport - Calcio Bologna, brusco risveglio Arrigoni, l'ora delle scelteEsteri Chantal, sfigurata da un tumore: "Presidente Sarkò, lasciami morire"Cronaca - Locale Variantopoli cambia scena E' il giorno della multisaleCronaca Accoltella i figli di 2 e 7 anni e poi cerca di togliersi la vita TEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008Stagione teatrale 2007 / 2008: I due gemelli venezianiStagione di qualità al Teatro ComunaleLa Belle Epoque. Arte in Italia 1880-1915Legno e luce: un connubio tra Pedano e FlavinIl trittico di Puccini al Teatro alla ScalaIl cartellone 2007/08 del Politeama PrateseBaustelle in concerto"La guerra dei Roses" al Teatro Lauro Rossi'Tartufo', di Molière"La guerra dei Roses" al Teatro Lauro RossiSolisti dell'Accademia di santa ceciliaProgramma della Stagione di Prosa 2007-2008, Teatro dell'AquilaStagione teatrale 2007 / 2008, teatOltre: X (Ics) Racconti crudeli della giovinezzaProgramma della Stagione di Prosa 2007-2008, Teatro dell'Aquila Un laboratorio di fumetti'Tutta la vita davanti' Anteprima all'Astra 2Al via i giovedì dello shopping notturnoIl parco di via De Andrè all'ingresso della cittàLa rivoluzione dei Macchiaioli --> La Tirreno-Adriatico a MacerataGP AUSTRALIALa levitazione di Pamela AndersonFiorentina-Genoa 3-1Premiata-Benetton, 88-82Upim Fortitudo-Scavolini Spar 91-84Manfred Moelgg vince la Coppa del mondo di slalomMafia, la giornata della memoria a BariSei Nazioni, Italia-ScoziaAlbania, esplode deposito militareGru crolla a ManhattanSerie a 28esima giornataBologna- PiacenzaSerie B, Rimini sconfitto ad AvellinoSerie B, Ascoli ko a Verona Max Gazzè - 'Il solito sesso'Gli highlights di Italia-Scozia (da www.la7.it)MiSex, intervista a Milly D'AbbraccioRepressione a Lhasa, capitale del TibetTirana, esplode un deposito d'armiTibet nel sangue: almeno 100 mortiDilaga la protesta in Tibet, scontri e sparatorie'La volpe e la bambina'Le Pussycat Dolls in passerella a Los AngelesSantoro-Borromeo: c'è del tenero?Britney si esibirà per gli sceicchiSarà la Silvstedt la nuova bellissima dei VanzinaKristen, la squillo di SpitzerBritney Spears 'schiava' degli sceicchiMuse - 'Starlight' Intervista a Carlo Pedretti: "Io e il mio amico Leonardo da Vinci" del 17/03/2008 di Rossella Martina C'eravamo tanto Avati del 17/03/2008 di Giovanni Bogani La morte di Moro: trent'anni di vergogna del 16/03/2008 di Sandro Bugialli Prandelli e Spalletti, lezioni di grande calcio del 16/03/2008 di Mister X Squadra in mano e tifosi dalla sua parte: ha vinto Mancini del 16/03/2008 di Laura Alari Vota il gol più bello della 28esima giornataKit antidroga per gli adolescenti, si o no?Libano, Afganistan, Kosovo, Iraq: cambiare o no i compiti delle nostre missioni militari all'estero?Rimborsi elettorali ai partiti-fantasma, è giusto?Sei precario: sposeresti un milionario non per amore?Santoro 'cotto' della Borromeo, secondo voi è vero?Giusta la sentenza di appello a carico di Ahmetovic?Una donna alla guida di Confindustria, sei d'accordo?E' giusto il dietrofront di Mancini?Comitato di cittadini per GuazzalocaGiusto negare i funerali agli assassini?Salari, pensi che il prossimo governo riuscirà a far risalire l'Italia in classifica?E' giusto che Mancini se ne vada?E' giusto multare i clienti delle prostitute?Sei favorevole ai rally sulle strade della nostra provincia? LA FOTO DEL GIORNO Emma Marcegaglia Il 99,2% degli imprenditori ha detto sì ad Emma presidente di Confindustria: è la prima volta che in via dell'Astronomia un leader registra una percentuale così alta RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec.

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La Fed taglia ancora i tassi, borse a picco Alitalia sospesa per eccesso di ribasso (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 17-03-2008)

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Intanto JP Morgan ha annunciato la transazione con cui acquisterà Bear Stearns per 2 dollari per azione appena, nel tentativo di salvarla dalla morsa della crisi del credito Commenta New York, 17 marzo 2008 - I titoli Alitalia sono stati sospesi in Borsa con una decisione presa da piazza Affari pochi istanti prima dell'apertura delle contrattazioni. I ribassi del prezzo teorico di preapertura dopo l'accettazione, da parte del Cda, del piano di Air France per la compagnia aerea, sono molto marcati e hanno spinto Borsa Italiana a sospendere il titolo, che rientrerà nella fase di "validazione" alle 9,15. LA DECISIONE DELLA FED Una manovra straordinaria, che è arrivata tra l'altro durante il fine settimana, per la precisione in una apparentemente tranquilla giornata di domenica. Apparentemente, visto che quasi contestualmente JP Morgan stava annunciando la transazione con cui acquisterà Bear Stearns per 2 dollari per azione appena, nel tentativo di salvarla dalla morsa della crisi del credito. Ma per l'appunto anche Ben Bernanke ha riservato una sorpresa decidendo, due giorni prima della riunione ufficiale di domani, martedi' 18, di tagliare il tasso di sconto dal 3,50% al 3,25 per cento. Ancora, la Federal Reserve ha annunciato la creazione di una linea di credito che sarà messa a disposizione delle banche d'affari di Wall Street a partire da oggi. "Questi passi forniranno alle istituzioni finanziarie una maggiore rassicurazione sull'accesso ai finanziamenti" ha detto il presidente della Fed ai giornalisti, nel corso di una breve conferenza stampa. "Bernanke & Co. stanno facendo il possibile per evitare l'esplosione di una grave crisi del mercato finanziario", ha commentato Richard Yamarone, economista presso Argus Research. Ma i mercati globali non stanno reagendo bene alla duplice notizia - acquisizione di Bear Stearns da JP Morgan e taglio del tasso di sconto da parte della Fed - e quelli asiatici hanno avviato le contrattazioni in forte ribasso. Riguardo alla linea di credito che la Fed metterà a disposizione dei colossi finanziari, l'obiettivo è quello di dare alle banche una fonte di finanziamenti a breve termine, e con cadenza regolare. La durata sarà inizialmente di almeno sei mesi, ma "potrebbe essere anche estesa, nel caso in cui le condizioni lo rendessero necessario", come ha specificato la Fed. Un giudizio positivo è arrivato dalla Casa Bianca. "Apprezziamo le azioni che sono state adottate dalla Fed questa sera - ha detto la portavoce Dana Perino - Sia il segretario al Tesoro Usa Henry Paulson che il presidente della Fed Bernanke stanno operando in modo attivo per far fronte ai problemi che stanno colpendo i nostri mercati finanziari. Il segretario Paulson ha informato il presidente sugli ultimi sviluppi". In un comunicato stampa, la Fed ha reso noto che le manovre "sono concepite per aumentare la liquidità e per promuovere un funzionamento ordinato del mercato.. essenziale per promuovere la crescita economica". E ora, l'attesa è per come aprirà oggi la sessione di Wall Street e anche per la riunione di domani della Fed quando, secondo alcuni analisti, i tassi sui fed funds potranno scendere fino al 2% dal 3% attuale. Commenti Invia commento Segnala ad un amico 17/03/2008 11:23 claudio con questo si dimostra che i politici non contano proprio niente;tutto il potere reale è in mano alla supercasta dei banchieri.la democrazia per la quale ci chiamano a votare non esiste,è un incantesimo,un miraggio. Sono presenti 1 commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1 Nome: Email: Commento: Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati consenso allargato I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Articoli Eventi --> Foto del giorno --> Foto Video Blog Sondaggi Cronaca Laura e il suo esercito di donne: "Addestro 130 ragazze, prima in Italia"Sport - Locale Calcio La rimonta della Spal è un suicidio Addio primato, il Bassano sorpassaCronaca - Locale La speranza dei lavoratori dopo l'appello dell'arcivescovoCronaca - Locale Si prega per Tarcisio Senigallia è in ansiaSpettacolo Max e l'insolito grande successo Gazzè è il più suonato alla radioCronaca - Locale A Capannori la quinta edizione Previsti più di 200 emigratiCronaca - Locale Incidenti sul lavoro, va meglio nel PicenoCronaca - Locale Tutto pronto per il pranzo, ma nell'insalata c'è un coleotteroCultura - Locale Roberto Saviano agli studenti "Tenetevi stretta l'anima"Sport - Calcio Bologna, brusco risveglio Arrigoni, l'ora delle scelteEsteri Chantal, sfigurata da un tumore: "Presidente Sarkò, lasciami morire"Cronaca - Locale Variantopoli cambia scena E' il giorno della multisaleCronaca Accoltella i figli di 2 e 7 anni e poi cerca di togliersi la vita TEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008Stagione teatrale 2007 / 2008: I due gemelli venezianiStagione di qualità al Teatro ComunaleLa Belle Epoque. Arte in Italia 1880-1915Legno e luce: un connubio tra Pedano e FlavinIl trittico di Puccini al Teatro alla ScalaIl cartellone 2007/08 del Politeama PrateseBaustelle in concerto"La guerra dei Roses" al Teatro Lauro Rossi'Tartufo', di Molière"La guerra dei Roses" al Teatro Lauro RossiSolisti dell'Accademia di santa ceciliaProgramma della Stagione di Prosa 2007-2008, Teatro dell'AquilaStagione teatrale 2007 / 2008, teatOltre: X (Ics) Racconti crudeli della giovinezzaProgramma della Stagione di Prosa 2007-2008, Teatro dell'Aquila Un laboratorio di fumetti'Tutta la vita davanti' Anteprima all'Astra 2Al via i giovedì dello shopping notturnoIl parco di via De Andrè all'ingresso della cittàLa rivoluzione dei Macchiaioli --> La Tirreno-Adriatico a MacerataGP AUSTRALIALa levitazione di Pamela AndersonFiorentina-Genoa 3-1Premiata-Benetton, 88-82Upim Fortitudo-Scavolini Spar 91-84Manfred Moelgg vince la Coppa del mondo di slalomMafia, la giornata della memoria a BariSei Nazioni, Italia-ScoziaAlbania, esplode deposito militareGru crolla a ManhattanSerie a 28esima giornataBologna- PiacenzaSerie B, Rimini sconfitto ad AvellinoSerie B, Ascoli ko a Verona Max Gazzè - 'Il solito sesso'Gli highlights di Italia-Scozia (da www.la7.it)MiSex, intervista a Milly D'AbbraccioRepressione a Lhasa, capitale del TibetTirana, esplode un deposito d'armiTibet nel sangue: almeno 100 mortiDilaga la protesta in Tibet, scontri e sparatorie'La volpe e la bambina'Le Pussycat Dolls in passerella a Los AngelesSantoro-Borromeo: c'è del tenero?Britney si esibirà per gli sceicchiSarà la Silvstedt la nuova bellissima dei VanzinaKristen, la squillo di SpitzerBritney Spears 'schiava' degli sceicchiMuse - 'Starlight' Intervista a Carlo Pedretti: "Io e il mio amico Leonardo da Vinci" del 17/03/2008 di Rossella Martina C'eravamo tanto Avati del 17/03/2008 di Giovanni Bogani La morte di Moro: trent'anni di vergogna del 16/03/2008 di Sandro Bugialli Prandelli e Spalletti, lezioni di grande calcio del 16/03/2008 di Mister X Squadra in mano e tifosi dalla sua parte: ha vinto Mancini del 16/03/2008 di Laura Alari Vota il gol più bello della 28esima giornataKit antidroga per gli adolescenti, si o no?Libano, Afganistan, Kosovo, Iraq: cambiare o no i compiti delle nostre missioni militari all'estero?Rimborsi elettorali ai partiti-fantasma, è giusto?Sei precario: sposeresti un milionario non per amore?Santoro 'cotto' della Borromeo, secondo voi è vero?Giusta la sentenza di appello a carico di Ahmetovic?Una donna alla guida di Confindustria, sei d'accordo?E' giusto il dietrofront di Mancini?Comitato di cittadini per GuazzalocaGiusto negare i funerali agli assassini?Salari, pensi che il prossimo governo riuscirà a far risalire l'Italia in classifica?E' giusto che Mancini se ne vada?E' giusto multare i clienti delle prostitute?Sei favorevole ai rally sulle strade della nostra provincia? 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ALITALIA-AIR FRANCE, INTESA E ACCUSE (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Sì all'offerta dei transalpini e di Klm: impegno da 1,7 miliardi. Meno aerei. Altolà di Bossi e Formigoni Alitalia-Air France, intesa e accuse Previsti 1.600 esuberi. I sindacati: "Messi con le spalle al muro". Resta il nodo Malpensa Berlusconi si corregge sulle pensioni: nessun cambiamento. E rilancia l'allarme brogli Nodi e polemiche per la vendita di Alitalia ad Air France-Klm decisa nella notte di sabato dal cda della compagnia di bandiera italiana. L'operazione costerà ai francesi 1,7 miliardi di euro. L'Alitalia conserverà la bandiera, ma gli esuberi previsti sono di circa 1.600 unità. I sindacati: "Messi con le spalle al muro". Ridotti anche gli aerei. Resta il nodo Malpensa che potrebbe ancora fare saltare l'intesa, Air France pone infatti una condizione al governo: rendere nullo il ricorso da 1,2 milardi della Sea. M. ESPOSITO E A. TROISE A PAG. 5.

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Su Alitalia Pdl diviso, sindacati all'attacco (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

L'offerta di Air France Dopo il via libera del cda, no di Bossi, sì di Fini. Berlusconi rinvia il giudizio. L'ira dei sindacati: "Tagliati fuori dal governo e messi con le spalle al muro davanti a una minestra avvelenata" Roma. Alitalia vale appena 138 milioni, ma per concluderne l'acquisizione Air France dovrà sborsare complessivamente 1,7 miliardi. L'offerta è però condizionata: dal sì dei sindacati e del governo, all'azzeramento del ricorso Sea su Malpensa. Che non sarà l'hub internazionale, perché la scelta cade su Fiumicino. Il "dossier" spacca il Pdl, indigna Cgil, Cisl e Uil ("ci lasciano soli") e provoca una bufera sull'esecutivo. E la Lega, per bocca di Umberto Bossi, minaccia: "Vinciamo le elezioni, poi a questi ci pensiamo noi". G. Ferrari, Lombardi e un commento di Luigi Leone >> 2 e 11 17/03/2008.

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Berlusconi lancia l'allarme brogli: "Serve un nostro esercito" (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Il Cavaliere avverte Berlusconi lancia l'allarme brogli: "Serve un nostro esercito" Riecco lo spettro dei brogli. Sivlio Berlusocni torna a gridarlo forte e chiaro. "C'è un problema grandissimo, quello dei brogli", dice dal palco del comizio in piazza Duomo a Como. "Chi se la sente - insiste il Cavaliere - di passare il sabato a confrontarsi con i rappresentanti di lista della sinistra si può mettere in lista per far parte dell'esercito dei difensori della libertà". Non è la prima volta che Berlusconi lancia un allarme simile. Anzi, praticamente lo ha fatto in tutte le tornate elettorali politiche. Stavolta però l'allarme ha un sapore diverso. Perché al Cavaliere bruciano ancora i 25mila voti di scarto del 2006 nel computo della Camera. E bruciano anche le sconfitte all'estero. Insomma, il leader del Pdl sente la vittoria sempre più vicina, scruta i sondaggi (oggi sula sua scrivania ne arriverà uno nuovo) e vede che il vantaggio non si riduce. L'unico vero problema gli può venire dal Senato per il quale ancora alcune regioni risultano in bilico. E per questo torna a far suonare la sirena: Bisogna "evitare il bis del 2006, quando la sinistra buttò fuori i nostri rappresentanti di lista, occorre armare un esercito in difesa della libertà". è una tranquilla domanica delle palme. Il Cavaliere evita accuratamente battute sull'attualità. Gli chiedono delle pensioni e non replica, aspetterà il pomeriggio per spiegare una frase del giorno prima. Gli chiedono di Alitalia: "Lasciamo stare, non è il momento" risponde garbatamente. Nessuna parola su Tibet o sul possibile boicottaggio delle Olimpiadi. La piazza si scalda quando attacca il Pd. Sulla sicurezza, per esempio: "Ci sono clandestini a iosa e troppi pochi soldi". E poi sui temi classici di questa campagna elettorale. Il malgoverno della sinistra. Che ha bloccato tutte le grandi opere ad eccezione del Mose di Venezia. L'energia. E poi i rifiuti, i rifiuti che stanno devastando l'immagine del Paese all'estero. Berlusconi confessa di non dormirci la notte: un milione di tonnellate di spazzatura. A tanto ammonta la "dote" del governo Prodi. Il Cavaliere lo sa infatti come vanno le cose in politica: "Un mese dopo che sarò a Palazzo Chigi - pronostica - quella spazzatura sarà tutta mia". Ergo, spiega, una soluzione va trovata. Come? Qualche giorno fa il Cavaliere, parlando con un gruppo di ebrei ospiti a Palazzo Grazioli, ha confessato che per la prima fase saranno ancora utilizzati i treni visto che prima che entri in funzione il termovalorizzatore di Acerra ce ne vorrà per un anno e oltre. I rifiuti, la Campania, una delle regioni a rischio e nella quale si assegna una bella fetta di senatori. Così il leader del Pdl si ricorda dell'avversario e lo attacca: "Se Veltroni fosse credibile e non lo è, lo voterei anche io". Così, dice, potrei finalmente godermi la vita. E invece, niente, gli toccherà prendere ancora una volta il Paese in mano e con umiltà governare. "Vi garantisco che supereremo le difficoltà", afferma cercando di mostrare un volto meno pessimista. Un Berlusconi che parla un linguaggio crudo, senza fronzoli quello in versione 2008. "Sono un vecchietto", si lascia scappare. Vecchietto sì, ma non troppo. Si corregge subito e racconta: "Questa mattina ho incontrato un compagno di scuola, che mi ha detto: "Ormai abbiamo un'età". Ma io gli ho risposto: "Parla per te"". E parte subito l'applauso con incoraggiamento incorporato: "Bravo, resta con noi", urlano dalla piazza. F. d. O.

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Air France non imbarca 1.600 lavoratori (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 17-03-2008)

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Stampa alitalia Air France non imbarca 1.600 lavoratori Alitalia imbarca i francesi a bordo. Il cda della compagnia ha dato il via libera, ieri nella primissima mattina, all'offerta di Air France-Klm. Ma il nuovo proprietario non andrà per il sottile in termini di occupazione. A terra rimarranno circa 1.600 lavoratori. Un prezzo duro da pagare ma che garantisce un barlume di futuro ai restanti. Anche se la proposta economica fa venire un senso di sconforto agli azionisti e in generale a tutti gli italiani. Sì perché la legge del business non perdona. Alitalia non potrebbe continuare a vivere a lungo da sola. E chi compra approfitta delle debolezze altrui. Così il colosso franco-olandese ha proposto l'alleanza a prezzi di saldo. Con un un'offerta pubblica di scambio sul 100% delle azioni di Alitalia che prevede una permuta di 160 azioni Alitalia per ogni azione Air France-Klm. Un'operazione che valuta un titolo italiano, che in Borsa solo tre giorni fa valeva 53 centesimi, meno di 10 centesimi (oggi per questo si aspetta il collasso del titolo a Piazza Affari). Tradotto significa che per la Francia, la compagnia che fu ambasciatrice del made in Italy nel mondo, vale 138,5 milioni di euro. Certo per tutta l'operazione, Parigi metterà sul piatto poco più di 1,7 miliardi di euro. Insieme allo scambio di azioni, infatti, Air France comprerà tutte le obbligazioni convertibili per 608 milioni e varerà un aumento di capitale di un miliardo. Ma il disappunto per la svendita di quel che resta di un gioiello c'è. Non si può fare altrimenti però. La cassa di via della Magliana langue. E per far fronte all'allungamento dei tempi il ministero dell'Economia deve concedere ad Alitalia una linea di credito da rimborsarsi subito dopo l'esecuzione dell'aumento di capitale. Resta una magra consolazione. Alitalia manterrà un ruolo autonomo, identità italiana e proprio marchio, logo e livrea. E tre ostacoli da superare. La riduzione di circa 1.600 lavoratori per i quali si farà ricorso tra l'altro agli ammortizzatori sociali. La cessazione entro il 2010 dell'attività cargo (trasporto merci). E il superamento del contenzioso con la Sea che gestisce Malpensa e che ha chiesto per l'abbandono dello scalo 1,2 miliardi di euro. Non sarà facile. Bossi (Lega Nord) lo ha fatto intendere: "Vinciamo le elezioni, poi vediamo".

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Formigoni: "Roma ci ha svenduto ai francesi" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)

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N. 11 del 2008-03-17 pagina 0 Formigoni: "Roma ci ha svenduto ai francesi" di Sabrina Cottone Il presidente della Regione Lombardia: "Un'operazione di smantellamento umiliante, da bloccare. Sea è danneggiata, non ritirerà il ricorso" nostro inviato da Gerusalemme La "svendita" di Alitalia raggiunge Roberto Formigoni in missione tra Israele e Palestina. Il presidente della Lombardia è sorpreso, ma solo per le condizioni ancora più pesanti del previsto: "Siamo davanti a un danno grave, a un'umiliazione pesantissima. Le Forche caudine in confronto sono state una passeggiata sotto petali di fiori". è incredulo davanti alla richiesta di un prestito ponte di 300 milioni di euro da parte di Air France: "Chiedono anche i soldi per portare via il cadavere". Tra le altre "imposizioni" la riduzione di Malpensa ad aeroporto point to point, destinato al traffico business e a quello low cost. è la fine di Malpensa? "Malpensa rinascerà e risorgerà perché il mercato è lì, al Nord, anche se la presenza in Italia di un'entità ostile come Air France non sarà di aiuto. A questo punto manca solo che chiedano di spargere il sale sull'aeroporto lombardo. Ma mi sembra chiaro che il declassamento riguarda anche Fiumicino, che pure rimane hub: con quarantaquattromila voli annui cancellati a Malpensa, non potrà che subire gravi danni". Quali errori sono stati compiuti nella trattativa? "Altro che trattativa, è uno scenario kafkiano, una capitolazione, una Caporetto. Il governo non ha messo alcun paletto. Inoltre la cosiddetta trattativa è stata condotta in maniera clandestina e ancora oggi si ragiona solamente in base a fughe di notizie e non sui piani ufficiali. Anche i sindacati hanno stigmatizzato tutto questo". Lei parla di umiliazione. Non concorda con chi è soddisfatto di conservare il marchio e la livrea Alitalia sugli aerei? "Mi sembra un'ulteriore presa in giro. Non è certo un elemento determinante in questo momento. Anzi, tolgano pure il tricolore, così almeno uno sa dove sale. I danni sono enormi per tutto il Paese. Le azioni Alitalia sono già in picchiata, il concambio è ridicolo, le obbligazioni precipitano; gli esuberi sono l'unica cosa che cresce visto che sono almeno duemila. E i lavoratori di Az Service andrebbero assorbiti da Fintecna. Ma non doveva essere una privatizzazione?". Air France ha chiesto garanzie contro il ricorso della Sea. Come valuta questa mossa? "O è un'ulteriore richiesta di fondi al governo o vuol dire che continua ad aggiungere richieste perché ha cambiato idea sull'acquisto di Alitalia. Non credo che la Sea possa ritirare il ricorso, dato che si ritiene gravemente danneggiata". Air France ha chiesto che i sindacati e il futuro governo dicano la loro. Può cambiare qualcosa? "I sindacati, convocati per domani, hanno già espresso posizioni nette e forti. Ma il nuovo governo non sarà operativo prima del 10-12 maggio, ben quarantacinque giorni dopo il 31 marzo, la data in cui si compirà la desertificazione totale di Malpensa. I voli saranno ridotti del 72 per cento, con danni per tutto il Paese". Cosa chiede al governo e a Alitalia? "A quanto pare, Alitalia andrà avanti ancora per un po' e quindi non è alla vigilia del fallimento. Dovrebbe avere senso di responsabilità e bloccare le operazioni di smantellamento. Dovrebbe smettere di andare via da Malpensa". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Veltroni: "Nel Pdl sono già divisi su tutto" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 11 del 2008-03-17 pagina 0 Veltroni: "Nel Pdl sono già divisi su tutto" di Redazione Il leader del Pd attacca il centrodestra: "Dall'Alitalia alle pensioni alla politica estera sono divisi su tutti i grandi temi della campagna elettorale". E già pensa a una manifestazione in notturna Verbania - Dall'Alitalia alle pensioni alla politica estera, per il candidato leader del Partito democratico Walter Veltroni la "destra è divisa su tutto". A Verbania per la prima tappa piemontese del tour elettorale, Veltroni sottolinea le contraddizioni del principale schieramento avversario. L'attacco di Veltroni "Su Alitalia Fini ha detto sì ad Air France, Bossi no, che cosa avrebbero fatto se fossero stati al Governo". E ancora: "Sulle pensioni Berlusconi ha detto che bisogna tornare alla legge Maroni e tutti i suoi alleati hanno detto no, a cominciare dallo stesso Maroni". E infine: "L'ex ministro Martino ha proposto di togliere i militari dal Libano e inviarli di nuovo in Iraq e tutti gli altri hanno detto di no". Per concludere: "Stiamo parlando di persone che dovrebbero governare questo Paese". Non ci va giù leggero l'ex sindaco di Roma che accusa il Popolo della Libertà di essere diviso in tutto e per tutti e invita, quindi, gli italiani a non votare a destra : "Questo significherebbe continuare questi 15 anni di confusione e di divisione. Noi invece siamo una forza che vuole unire e che, grazie alla nostra scelta coraggiosa, non dovrà più mediare". Manifestazione di mezzanotte L'ultima pensata di Veltroni? Una manifestazione elettorale a mezzanotte. "Questa è la 56esima provincia che visitiamo - ha spiegato questa mattina davanti a centinaia di persone - ogni volta incontro moltissima gente. Devo ammettere che un appuntamento elettorale alle 11 del mattino di un lunedì è quanto di più strano... si possa vedere. Voglio vedere se facendo una manifestazione a mezzanotte ci saranno tante persone". E promette: "Faremo anche questo". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Alitalia a picco: il titolo perde il 23,50% (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 11 del 2008-03-17 pagina 0 Alitalia a picco: il titolo perde il 23,50% di Redazione Dopo il fallimento di tre aste e una mattinata di stop per eccesso di ribasso, le azioni della compagnia di bandiera scivola a 0,4085 euro. Possibile in giornata un Consiglio dei ministri straordinario per esaminare l'offerta Air France-Klm Milano - Air France ha offerto durante il fine settimana una propria azione contro 160 azioni Alitalia, valutando ogni titolo della compagnia italiana meno di 10 centesimi. Immediata la reazione a piazza Affari dove le azioni Alitalia sono state ammesse sul mercato solo in tarda mattinata per le continue sospensioni causate dall'eccesso di ribasso. Il contratto Il contratto prevede che il Tesoro dia il proprio impegno ad aderire alle offerte con tutte le azioni e le obbligazioni possedute prima ancora che le offerte stesse siano lanciate ma l'impegno preventivo che si chiede al Tesoro perderà ogni efficacia nel caso in cui decidesse di aderire a una offerta concorrente migliorativa rispetto a quella descritta nel contratto. Contro la trattativa in esclusiva di Alitalia con Air France aveva presentato ricorso nei giorni scorsi la compagnia aerea italiana AirOne sostenuta da Intesa SanPaolo. Al momento l'ufficio stampa di AirOne preferisce non commentare. Ma una fonte vicina al gruppo dell'imprenditore abruzzese Carlo Toto dice che "la società in questo periodo è concentrata sul suo sviluppo stand alone". Il titolo crolla Per tutta la mattinata il titolo Alitalia è rimasto sospeso dopo aver fallito tre aste, prima dell'apertura e subito dopo l'avvio degli scambi. Il titolo, che ha segnato un calo teorico del 39,7%, è stato ammesso solo alle 12,45 cedendo immediatamente il 23,50%. Possibile in giornata un Consiglio dei ministri straordinario su Alitalia per esaminare l'offerta Air France-Klm. Intanto Alitalia spiega in una nota che, nel contratto con Air France-Klm, è previsto che il ministero del Tesoro dia il proprio impegno ad aderire alle offerte con tutte le azioni e le obbligazioni possedute prima ancora che le offerte stesse siano lanciate, ma l'impegno preventivo che si chiede al Tesoro perderà ogni effetto nel caso in cui decidesse di aderire a una offerta concorrente migliorativa rispetto a quella descritta nel contratto. "Per gli azionisti e per gli obbligazionisti di Alitalia - si legge nella nota - il contratto prevede che, al ricorrere di una serie di condizioni, Air France-Klm sarà tenuta a lanciare due distinte offerte pubbliche rivolte, rispettivamente, a tutti gli azionisti e a tutti obbligazionisti". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Anche Turigliatto lascia Vespa (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 17-03-2008)

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Oggi è Lun, 17 Mar 2008 Edizione 53 del 15-03-2008 Dopo l'abbandono di Boselli, pure il leader della Sinistra Critica va via da "Porta a porta". E gli ascolti crescono, con un picco di share del 27% Anche Turigliatto lascia Vespa di Guido Del Duca Le indagini tutto intuito e umanità di "Don Matteo 6" hanno nuovamente la meglio sulle inchieste ipertecnologiche di "Ris 4", che nemmeno alla penultima puntata si eleva al di sopra della deludente media di questa quarta serie. L'ottavo appuntamento con "Don Matteo" su Rai Uno vince quindi la serata di giovedì, totalizzando 6.362.000 spettatori e il 23,69% di share nel primo episodio e 5.218.000 con il 24,15% di share nel secondo, un risultato leggermente inferiore a quello registrato nelle scorse settimane. Su Canale 5 "Ris 4 ? Delitti imperfetti" si avvia alla conclusione ma, in attesa del gran finale della prossima settimana, si deve accontentare di ascolti ben diversi da quelli degli scorsi anni, quando la serie con Lorenzo Flaherty superava senza problemi i 6 milioni di spettatori. Il primo episodio di giovedì è stato seguito da 4.755.000 spettatori pari al 17,78% di share, mentre il secondo ha totalizzato 4.220.000 spettatori con il 20,81% di share. Il seguito della fiction prodotta dalla Taodue è composto in prevalenza da donne e da spettatori di età compresa tra i 15 e i 54 anni, ma con percentuali non esaltanti. Rai Due e Italia 1 si contendono il terzo gradino del podio con "Annozero" e "Colorado". La spunta la trasmissione comica della rete Mediaset, che ottiene 3.291.000 spettatori con il 15,17% di share, facendo registrare percentuali al di sopra del 33% fra i telespettatori di età compresa tra gli 8 e i 24 anni, e superando quindi "Ris" in questo specifico target. "Annozero" di Michele Santoro ha dedicato la puntata al caso Alitalia, con un focus particolare sulla sorte che spetterà all'aeroporto di Malpensa se la compagnia aerea passasse nelle mani di Air France. A dibattere in studio c'erano il governatore della Lombardia Formigoni, il Ministro dei Trasporti Bianchi, Roberto Maroni e Piero Fassino, alla visione c'erano invece 3.372.000 spettatori pari al 13,76% di share, un pubblico composto in prevalenza da uomini e da spettatori con più di 55 anni. Nuova puntata 'movimentata' per "Porta a porta", in cui sta prendendo piede la moda di abbandonare la trasmissione come forma di protesta. Dopo Enrico Boselli, protagonista dell'abbandono proprio una settimana fa, stavolta tocca all'esponente di Sinistra Critica Franco Turigliatto, che dopo un'ora di trasmissione è uscito dallo studio esprimendo dissenso per la presenza di Roberto Fiore, segretario di Forza Nuova. I minuti in cui Turigliatto ha spiegato ad un furibondo Vespa i motivi della sua protesta hanno fatto registrare il picco di share della trasmissione, sfiorando il 27%, con oltre 1.500.000 spettatori, mentre "Porta a porta" ha registrato in totale un ascolto di 1.401.000 telespettatori con il 22,05% di share.

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Veltroni: "La destra è divisa su tutto Noi sì che non dovremo mediare" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 17-03-2008)

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"Su Alitalia, Fini ha detto sì ad Air France, Bossi no, che cosa avrebbero fatto se fossero stati al governo?". E sulle Olimpiadi: "Boicottarle non è la soluzione" Commenta Roma, 17 marzo 2008 - Dall'Alitalia alle pensioni fino alla politica estera la "destra è divisa su tutto". Attacca così il leader del Partito democratico, Walter Veltroni, durante un comizio a Verbania, prima tappa piemontese della giornata del suo tour elettorale. Veltroni ha sottolineato le contraddizioni del Pdl: "Su Alitalia, Fini ha detto sì ad Air France, Bossi no, che cosa avrebbero fatto se fossero stati al governo? Sulle pensioni Berlusconi ha detto che bisogna tornare alla legge Maroni e tutti i suoi alleati hanno detto no, a cominciare dallo stesso Maroni; l'ex ministro Martino ha proposto di togliere i militari dal Libano e inviarli di nuovo in Iraq e tutti gli altri hanno detto di no. Stiamo parlando di persone che dovrebbero governare questo Paese". Per questo, ammonisce Veltroni, "votare a destra significa continuare questi 15 anni di confusione e di divisione. Noi invece - rivendica- siamo una forza che vuole unire e che, grazie alla nostra scelta coraggiosa, non dovrà più mediare". Il leader del Pd commenta positivamente i risultati del ballottaggio alle elezioni amministrative francesi: "C'è un vento nuovo che spira dall'America e attraversa tutto l'Occidente", un vento nuovo che "tende a far prevalere e seminare le ragioni dei Democratici, ragioni che sono capacità di unire la crescita economica con la lotta alla povertà". Ma non dimentica di parlare del Tibet lanciando un appello alle autorità cinesi "perchè cessi immediatamente la repressione nei confronti dei monaci tibetani e della grande domanda di identità e autonomia di quel popolo". Anche se, osserva Veltroni, "boicottare le Olimpiadi non è la soluzione migliore". 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Alitalia, il monito della Ue: "Non accetteremo aiuti di Stato" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 17-03-2008)

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Stasera si riunisce il Consiglio dei ministri che dovrà fare i conti con l'ira dei sindacati Commenta Bruxelles, 17 marzo 2008 - Nel giorno in cui il Cda approva l'offerta di Air France-Klm e in cui il governo si riunisce per varare la proposta francese per Alitalia, arriva senza mezzi termini il monito della Commissione europea: Bruxelles non accetterà una vendita che comporti degli aiuti di Stato. Alitalia ha già beneficiato di sostegni quindi, "non potrà esserci nessun altro aiuto finanziario - ha detto da Bruxelles un portavoce - a condizioni che non siano accettabili da un investitore privato". Il Cda di Alitalia, a conclusione di una lunghissima riunione conclusasi nella notte di ieri, ha deliberato all'unanimità di accettare l'offerta vincolante di Air France-Klm. Offerta che valuta la compagnia italiana 139 milioni di euro, "cifra irrisoria" commentano i giornali francesi stamane. Come consolazione Alitalia manterrà marchio, logo e livrea - così come già avvenuto per Klm - e avrà un rappresentante nel Cda del gruppo franco-olandese. Stasera alle 19.00 si riunirà il Consiglio dei ministri che dovrà dare il suo 'ok'. "Oggi c'è una prima riunione - ha spiegato il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi - e quindi si farà il calendario dei prossimi incontri per decidere". Stamane il Tesoro ha annunciato di aver ricevuto le lettere di offerrta da Alitalia (quella di Alitalia e quella di Air France a Alitalia, ndr) e di aver iniziato l'esame. L'esecutivo però dovrà ora fare i conti con l'ira dei sindacati che non hanno digerito che la decisione sia stata presa senza averne discusso con le forze sociali. Domani sarà a Roma il numero uno della compagnia transalpina, Jean Cyril Spinetta che insieme all'ad Prato vedrà le single sindacali. "Sarà il giorno della verità andremo a vedere questo fantomatico piano che abbiamo letto sui giornali e capiremo se ci può essere o no il nostro consenso" ha detto il segretario Cgil, Guglielmo Epifani. "Questa - ha aggiunto polemico - non è una vicenda privata è un problema che riguarda il paese". "I misteri spesso nascondono cattive intenzioni che, come nel caso di Alitalia, possono far male, soprattutto ai lavoratori" ha detto anche Francesco Cavallaro, segretario generale della Cisal. Mentre il ministro degli esteri, Massimo D'Alema ha ricordato che l'offerta è 'condizionatà all'ok dei sindacati. "I sindacati faranno le loro valutazioni, e li ascolteremo con grande interesse e rispetto. D'altronde l'offerta Air France è condizionata all'accoglimento da parte dei sindacati; evidentemente neppure Air France vuole il conflitto con i lavoratori". Per ora a soffrire di più è il titolo di Alitalia che, dopo aver rinviato più volte l'apertura dper un eccesso di ribasso, scende di quasi il 20% a 0,4285 a fronte di un piano di Air France che valuta la compagnia attorno ai 10 centesimi. E' giusto vendere Alitalia a AirFrance - Klm? Commenti Invia commento Segnala ad un amico Nessun commento presente Clicca qui per inviare il tuo commento Nome: Email: Commento: Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati consenso allargato I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Articoli Eventi --> Foto del giorno --> Foto Video Blog Sondaggi Cronaca - Locale Università, internet senza fili Aumentati gli access pointEsteri Wikigender, enciclopedia online sulle disuguaglianze tra uomo e donnaSalute "La fertilità dell'uomo? 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Alitalia a picco. La Ue: "No aiuti di Stato" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 11 del 2008-03-17 pagina 0 Alitalia a picco. La Ue: "No aiuti di Stato" di Redazione Dopo il fallimento di tre aste e una mattinata di stop per eccesso di ribasso, le azioni della compagnia di bandiera scivolano a 0,4085 euro. Stasera cdm straordinario per esaminare l'offerta Air France. Il no di Bruxelles. Epifani: serve una trattativa per il sì o il no Milano - Air France ha offerto durante il fine settimana una propria azione contro 160 azioni Alitalia, valutando ogni titolo della compagnia italiana meno di 10 centesimi. Immediata la reazione a piazza Affari dove le azioni Alitalia sono state ammesse sul mercato solo in tarda mattinata per le continue sospensioni causate dall'eccesso di ribasso. Il contratto Il contratto prevede che il Tesoro dia il proprio impegno ad aderire alle offerte con tutte le azioni e le obbligazioni possedute prima ancora che le offerte stesse siano lanciate ma l'impegno preventivo che si chiede al Tesoro perderà ogni efficacia nel caso in cui decidesse di aderire a una offerta concorrente migliorativa rispetto a quella descritta nel contratto. Contro la trattativa in esclusiva di Alitalia con Air France aveva presentato ricorso nei giorni scorsi la compagnia aerea italiana AirOne sostenuta da Intesa SanPaolo. Al momento l'ufficio stampa di AirOne preferisce non commentare. Ma una fonte vicina al gruppo dell'imprenditore abruzzese Carlo Toto dice che "la società in questo periodo è concentrata sul suo sviluppo stand alone". Il titolo crolla Per tutta la mattinata il titolo Alitalia è rimasto sospeso dopo aver fallito tre aste, prima dell'apertura e subito dopo l'avvio degli scambi. Il titolo, che ha segnato un calo teorico del 39,7%, è stato ammesso solo alle 12,45 cedendo immediatamente il 23,50%. Possibile in giornata un Consiglio dei ministri straordinario su Alitalia per esaminare l'offerta Air France-Klm. Intanto Alitalia spiega in una nota che, nel contratto con Air France-Klm, è previsto che il ministero del Tesoro dia il proprio impegno ad aderire alle offerte con tutte le azioni e le obbligazioni possedute prima ancora che le offerte stesse siano lanciate, ma l'impegno preventivo che si chiede al Tesoro perderà ogni effetto nel caso in cui decidesse di aderire a una offerta concorrente migliorativa rispetto a quella descritta nel contratto. "Per gli azionisti e per gli obbligazionisti di Alitalia - si legge nella nota - il contratto prevede che, al ricorrere di una serie di condizioni, Air France-Klm sarà tenuta a lanciare due distinte offerte pubbliche rivolte, rispettivamente, a tutti gli azionisti e a tutti obbligazionisti". La Ue: interventi solo a condizioni di mercato Qualsiasi intervento pubblico in favore di Alitalia dovrà rispettare le condizioni di mercato, ovvero essere realizzato a condizioni non diverse da quelle di un investitore privato. è quanto ha precisato oggi Michele Cercone, portavoce del commissario Ue ai Trasporti, Jacques Barrot, in merito all'ipotesi di un prestito ponte da parte del Tesoro emersa nel quadro della cessione di Alitalia a Air France-Klm. Il portavoce di Barrot ha quindi ricordato che Alitalia ha già beneficiato in passato di aiuti di Stato e quindi, in base al principio "una volta, ultima volta" non potrà più ricevere questo genere di sostegno. La Commissione Europea vigilerà sul rispetto di questo principio. Quello del prestito, ha detto ancora Cercone, "non è una questione di momento in cui viene concesso, ma di condizioni". In ogni caso per assicurare il positivo esito dell'operazione, ha detto ancora il portavoce di Barrot, sarebbe più "prudente" per le autorità italiane lavorare in stretto contatto con quelle di Bruxelles. Fino a questo momento comunque alla Commissione europea non è giunta alcuna notifica ufficiale dell'operazione Alitalia-Air France-Klm e quindi Bruxelles continua a non commentare quanto finora emerso in merito al possibile accordo. Epifani: "Serve una trattativa per dire sì o no" Il sindacato chiede "margini per una trattativa" sulle condizioni poste da Air France per l'acquisto di Alitalia ma, "se non ci fossero ne trarremo le conseguenze". Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, sottolineando che "il sindacato ha le spalle larghe per dire un sì o un no, con tutte le conseguenze che ciò comporta". Domani, ha detto ancora Epifani "andremo a capire qualcosa su una vicenda delle più strane che sia mai capitata al sindacato. Siamo di fronte ad un processo di ristrutturazione e vendita della compagnia di bandiera italiana senza che ne sappiamo assolutamente nulla: arriviamo all'ultimo atto". Il leader della Cgil ha ribadito la speranza che ci siano margini di trattativa, perchè, ha detto, "è difficile partecipare ad un lodo mai chiesto". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Veltroni 'Pdl diviso su tutto' (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica "Dall'Alitalia alle pensioni, fino alla politica estera" Veltroni: "Pdl diviso su tutto" Comizio del leader del Pd a Verbania Verbania, 17 mar.- Dall'Alitalia alle pensioni, fino alla politica estera la “destra è divisa su tutto”. Con queste parole il leader del Partito democratico Walter Veltroni attacca il Pdl durante un comizio a Verbania, prima tappa piemontese della giornata del suo tour elettorale. In cerca di voti al Nord, dove la battaglia per recuperare i punti di distacco dal partito di Silvio Berlusconi è più ardua, Veltroni sottolinea le contraddizioni del Popolo delle Libertà, iniziando dal caso della compagnia aerea di bandiera. “Sull'Alitalia Fini ha detto sì ad Airfrance, Bossi invece ha detto no. Cosa sarebbe successo se fossero stati al governo?” E ancora sulla polemica per le dichiarazioni del leader del Pdl: “Sulle pensioni Berlusconi ha detto che bisogna tornare alla legge Maroni e tutti i suoi alleati hanno detto no, a cominciare dallo stesso Maroni. L'ex ministro Martino ha proposto di togliere i militari dal Libano e inviarli di nuovo in Iraq e tutti gli altri hanno detto di no. Stiamo parlando di persone che dovrebbero governare questo Paese”. E' duro con i suoi avversari il candidato premier del Pd: “Votare a destra significa continuare l'ultimo quindicennio di divisione, frammentazione e confusione che ha contraddistinto la vita italiana. Noi invece -asserisce- siamo una forza che vuole unire e che, grazie alla nostra scelta coraggiosa, non dovrà più mediare”.

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Ue: "No agli aiuti di Stato" Il titolo precipita: meno 26,5% (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 17-03-2008)

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Il titolo è caduto di oltre il 26%, scambia pari al 3,2% del capitale. Commenta Bruxelles, 17 marzo 2008 - Nel giorno in cui il Cda approva l'offerta di Air France-Klm e in cui il governo si riunisce per varare la proposta francese per Alitalia, arriva senza mezzi termini il monito della Commissione europea: Bruxelles non accetterà una vendita che comporti degli aiuti di Stato. Alitalia ha già beneficiato di sostegni quindi, "non potrà esserci nessun altro aiuto finanziario - ha detto da Bruxelles un portavoce - a condizioni che non siano accettabili da un investitore privato". Il Cda di Alitalia, a conclusione di una lunghissima riunione conclusasi nella notte di ieri, ha deliberato all'unanimità di accettare l'offerta vincolante di Air France-Klm. Offerta che valuta la compagnia italiana 139 milioni di euro, "cifra irrisoria" commentano i giornali francesi stamane. 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"Sarà il giorno della verità andremo a vedere questo fantomatico piano che abbiamo letto sui giornali e capiremo se ci può essere o no il nostro consenso" ha detto il segretario Cgil, Guglielmo Epifani. "Questa - ha aggiunto polemico - non è una vicenda privata è un problema che riguarda il paese". "I misteri spesso nascondono cattive intenzioni che, come nel caso di Alitalia, possono far male, soprattutto ai lavoratori" ha detto anche Francesco Cavallaro, segretario generale della Cisal. Mentre il ministro degli esteri, Massimo D'Alema ha ricordato che l'offerta è 'condizionatà all'ok dei sindacati. "I sindacati faranno le loro valutazioni, e li ascolteremo con grande interesse e rispetto. D'altronde l'offerta Air France è condizionata all'accoglimento da parte dei sindacati; evidentemente neppure Air France vuole il conflitto con i lavoratori". Per ora a soffrire di più è il titolo di Alitalia che, dopo aver rinviato più volte l'apertura dper un eccesso di ribasso, scende di quasi il 20% a 0,4285 a fronte di un piano di Air France che valuta la compagnia attorno ai 10 centesimi. CROLLO IN BORSA Alitalia allo sbando. Tra una sospensione e l'altra il titolo è caduto del 25,26% a 39 centesimi dopo che l'offerta Air France ha valorizzato l'azione della compagnia 10 cent. Gli scambi sono stati pari al 3,2% del capitale. E' giusto vendere Alitalia a AirFrance - Klm? Commenti Invia commento Segnala ad un amico 17/03/2008 16:54 GIOVANNI V. MI dispiace come italiano perché tutte le aziende di stato sono state svendute da un "proprietario" (lo Stato)e dal suo "galoppino" (il governo) neanche a prezzo di realizzo! !Normalmente,dovrebbe intervenire la magistratura....se non c'è trasparenza!!o no!?!?!Ma in questo paese...va così.Dicevo di essere dispiaciuto,ma anche contento perché così coloro che per anni hanno fatto deviare da una seria politica economica la compagnia,con infiniti e scriteriati scioperi,domani faranno i conti con i francesi.Ieri i sindacalisti si sono strappati i capelli,ma bisognerebbe chiedergli dov'erano quando venivano approvati i bilanci in rosso.Purtroppo saremo noi cittadini a pagare gli "arrosti"di questi amministratori della cosa pubblica,che non hanno saputo curare gli interessi dell'azienda di stato. Sono presenti 1 commenti, invia il tuo commento! 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Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Come ha spiegato Paolo Stefanato sul Giornale di oggi Alitalia anziché essere svenduta sarà praticamente regalata ad Air France. E a rimetterci non sarà solo Malpensa. Molti si stanno pentendo, non però i ministri dell'attuale governo. E non è difficile capire perché. Se si analizza con distacco la vicenda ci si accorge come Bruxelles dietro le quinte abbia spinto per questa soluzione. Innanzitutto, considerazioni strategiche: è stata Bruxelles a volere che Air France diventasse la compagnia di riferimento europea. E dunque in questa logica era auspicabile che Alitalia finisse nelle mani di Air France-Klm e di conseguenza che l'hub di Parigi assumesse ancor più importanza con il declassamento di Malpensa. E chi ha condotto nel governo la trattativa per la cessione? Il ministro del Tesoro Tommaso Padoa Schioppa, ex membro della Banca centrale europea, con la vigile protezione di Romano Prodi, ex presidente della Commissione europea ovvero due leader politici che, assieme a Giuliano Amato ed Emma Bonino, sono da sempre estremamente sensibili agli interessi comunitari. Oggi la Commissione europea ha pronunciato un secco no alla concessione di nuovi aiuti di Stato. Il portavoce del commissario ai trasporti Jacques Barrot (un francese) ha ricordato che Alitalia ha già beneficiato in passato di aiuti di Stato e quindi, in base al principio "una volta, ultima volta" non potrà più ricevere questo genere di sostegno. Il tempismo è perfetto: mentre l'Italia scopre con sconcerto l'inganno ed è tentata dal dire di no, la Commissione europea la mette con le spalle al muro: o dice sì all'offerta o Alitalia dovrà fallire. Prodi e Padoa Schioppa naturalmente non manifestano rimorsi, né dubbi. Anzi, il premier uscente intima alla Sea di ritirare la richiesta di indennizzo danni rivolta ad Alitalia, come desiderato da Air France. Risponde presente, una volta di più. Un'operazione magistrale, complimenti alla lobby europea. Scritto in Italia Commenti ( 7 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Boicottare le Olimpiadi crea confusione? Secondo il nostro ministro degli Esteri Massimo D'Alema disertare le Olimpiadi per mandare un messaggio alla Cina sul Tibet potrebbe "dividerci e far confusione". Io capisco l'imbarazzo della diplomazia in questi frangenti, ma perchè un boicottaggio dovrebbe "far confusione"? O si è favorevoli per ragioni umanitarie o si è contrari per ragioni di opportunità politica ed economica. Qual è la posizione dell'Italia? La confusione mi sembra la stia creando D'Alema, forse travolto dal vociare di queste ore. Improvvisamente tutti si occupano di Tibet: molti eponenti del Pdl e della Sinistra arcobaleno invocano il boicottaggio, il Pd medita, Cossiga è contrario e ancora una volta provoca: "Vorrei comprendere il motivo per il quale tutti protestano per le misure forti con le quali i governi di Pechino e di Nuova Delhi cercano di ristabilire l'ordine nei propri territori, mentre quasi tutti tacciono sulla repressione giudiziario-poliziesca del Governo di Madrid nei Paesi Baschi". In queste ore il mio cuore è con il Dalai Lama e con il popolo tibetano, ma ho l'impressione che, anche volendo, l'Occidente non possa permettersi il boicottaggio e che si sia rassegnato a convivere con questa Cina, capitalista e dittatoriale. E allora, a dispetto dell'emozione, ho l'impressione che finirà come in Birmania. Un bagno di sangue, qualche settimana per dimenticare e amici come prima. AGGIORNAMENTO IMPORTANTE: il Dalai Lama dice no al boicottaggio dei Giochi Olimpici, in quanto punirebbe ingiustamente il popolo cinese, mentre solo il governo di Pechino è responsabile di quello che ha definito un "genocidio culturale". E a questo punto cosa si deve fare: insistere comunque per il boicottaggio o seguire l'invito del Dalai Lama? Scritto in cina Commenti ( 45 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 Un (osceno) baratto tra Stati Uniti e Cina? Chi segue i mercati finanziari sa che i rapporti tra Stati Uniti e Cina sono vincolati da un interesse reciproco: l'America è il principale sbocco della produzione industriale cinese, in cambio Pechino finanzia il deficit statunitense comprando a man bassa titoli di Stato. Ma la crisi finanziaria sembra aver rotto l'equilibrio e non certo a favore di Washington. In queste ore gli Usa appaiono molto vulnerabili: politicamente perché sono in piena campagna per le presidenziali, economicamente perché sono in recessione e con il sistema finanziario sotto sopra, militarmente perché l'esercito appare demotivato e diviso (vedi le dimissioni dell'ammiraglio William Fallon, 63 anni, comandante delle forze Usa in Medio Oriente). Qualcuno si chiede se siano ancora una superpotenza, certo sono in crisi come raramente è capitato nella storia recente. E in questo contesto lascia allibiti la notizia che il Dipartimento di Stato ha tolto la Cina dalla lista nera dei Paesi che violano i diritti umani. Ma come? Qualche mese fa Bush conferiva la massima onoreficenza al Dalai Lama e proprio nel momento in cui il leader spiriturale tibetano denuncia la brutale repressione dei cinesi in Tibet, l'America assolve Pechino? Basta leggere il rapporto per rendersi conto dell'assurdità della decisione. Nel testo infatti si riconosce che: "La Cina soffoca qualunque tipo di libertà di espressione, nega ai suoi cittadini i più elementari diritti umani, censura internet, arresta i blogger, sorveglia i giornalisti stranieri, se è il caso li intimidisce". Inoltre "stritola la libertà religiosa nel Tibet buddista e nello Xinjiang musulmano, spedisce chi protesta ai lavori forzati, tortura i prigionieri con i peggiori strumenti partoriti dalla crudeltà umana, strappa confessioni per delitti mai commessi, li condanna preferibilmente senza processo". Ciò nonostante non è più nell'elenco dei cattivi. Perché? Il governo americano ha più che mai bisogno dei fondi cinesi (anche di quelli sovrani) per tamponare lo scandalo subprime, mentre Pechino nell'anno delle Olimpiadi ha urgenza di migliorare la propria immagine internazionale. Quella strana assoluzione del Dipartimento di Stato equivale a una benedizione. Dobbiamo sopettare un (osceno) baratto tra i due Paesi? Scritto in cina, gli usa e il mondo Commenti ( 23 ) " (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Mar 08 L'ultima moda: tutti immobili per tre minuti E' un'organizzazione nata nel 2001 per diletto negli Stati Uniti e ora si sta diffondendo in tutto il mondo. Lo scopo? Divertirsi creando eventi di massa senza senso in luoghi pubblici. Improv Everywhere riesce a coinvolgere centinaia e talvolta migliaia di persone. L'ultima impresa: rimanere immobili per tre minuti in una stazione o in una piazza non appena il "regista" dà il via. L'effetto è surreale, come potete vedere dai video su questo blog. Hanno iniziato a New York, poi il blitz è stato replicato a Londra, infine a Parigi. Arriverà anche in Italia? Probabilmente sì. E in fondo non c'è da stupirsi: per diletto - e solleticando la voglia di protagonismo - è facile mobilitare i giovani, non altrettanto avviene per cause concrete e meritevoli. Un segno dei tempi o, forse, un altro effetto della globalizzazione, che alimenta l'illusione della diversità e dell'originalità, ma in realtà appiattisce le differenze etniche, culturali, di comportamento. Le mode dei giovani ormai sono planetarie: new York, Milano, Parigi, Zurigo, vestono tutti allo stesso modo, vedono gli stessi film, ascoltano la stessa musica, ragionano allo stesso modo. E vivono in città che devono affrontare gli stessi problemi. La globalizzazione può essere divertente come in questo caso, ma sradica l'identità nazionale, familiare, culturale e tende a renderci tutti uguali. YouTube Direkt Scritto in globalizzazione Commenti ( 14 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Mar 08 Globalizzazione, ma Tremonti ha ragione o torto? Giulio Tremonti lo conosciamo tutti: è un liberale, anzi un liberista. Ma nel suo ultimo saggio La paura e la speranza sposa tesi molto anticonformiste sugli effetti della globalizzazione. Non è diventato un no global, ma quasi. Qualche passaggio, significativo: "È finita in Europa l'"età dell'oro". È finita la fiaba del progresso continuo e gratuito. La fiaba della globalizzazione, la "cornucopia" del XXI secolo. Una fiaba che pure ci era stata così ben raccontata. Il tempo che sta arrivando è un tempo di ferro. I prezzi il prezzo delle merci e del petrolio, il prezzo del denaro e degli alimentari invece di scendere, salgono. Low cost può ancora essere un viaggio di piacere, ma non la spesa di tutti i giorni (.) Come in un mondo rovesciato, il superfluo viene dunque a costare assurdamente meno del necessario. Cosa è successo? È successo che in un soffio di tempo, in poco più di dieci anni, sono cambiate la struttura e la velocità del mondo. Meccanismi che normalmente avrebbero occupato una storia di lunga durata, fatta da decenni e decenni, sono stati prima concentrati e poi fatti esplodere di colpo. Come si è già visto in tante altre rivoluzioni, quella della globalizzazione è stata preparata da illuminati, messa in atto da fanatici, da predicatori partiti con fede teologica alla ricerca del paradiso terrestre. Il corso della storia non poteva certo essere fermato, ma qualcuno e qualcosa ne ha follemente voluto e causato l'accelerazione aprendo come nel mito il "vaso di Pandora", liberando e scatenando forze che ora sono difficili da controllare". E il peggio, secondo Tremonti, deve ancora venire: "Procedendo per inevitabili linee di rottura, la globalizzazione ci ha dunque già presentato il suo primo conto con lo shock sui prezzi e con il carovita. Ma questo è solo l'inizio. Perché la globalizzazione sta cominciando a presentare anche altri conti: il conto della crisi finanziaria; il conto del disastro ambientale; il conto delle tensioni geopolitiche che, pronte a scatenarsi, si stanno accumulando nel mondo. È infatti già cominciata la lotta per la conservazione o per il dominio delle risorse naturali e delle aree di influenza". Secondo l'ex ministro delle finanze "In Europa, per la massa della popolazione non per i pochi che stanno al vertice, ma per i tanti che stanno alla base della piramide il paradiso terrestre, l'incremento di benessere portato dalla globalizzazione è comunque durato poco, soltanto un pugno di anni. Quello che doveva essere un paradiso salariale, sociale, ambientale si sta infatti trasformando nel suo opposto. Va a stare ancora peggio chi stava già peggio. Sta meglio solo chi stava già meglio. E non è solo questione di soldi. Perché la garantita sicurezza nel benessere che sarebbe stato portato dalla globalizzazione si sta trasformando in insicurezza personale, sociale, generale, ambientale". E la colpa sarebbe del mercatismo ovvero dall'unione di due ideologie "Il liberalismo si basava su un principio di libertà applicato al mercato, il comunismo su di una legge di sviluppo applicata alla società. Il mercatismo è la loro sintesi. Perché applica al mercato una legge di sviluppo lineare e globale. (.) Il comunismo non è quindi finito, si è solo trasformato, ha stretto alleanza con il capitalismo . In particolare, è il comunismo a fornire al consumismo il codice di forza necessario per la sua diffusione lineare su scala globale". Insomma, la globalizzazione sarebbe una fregatura. Ha ragione Tremonti? Davvero il comunism-consumismo sta trionfando? O, come sostengono liberisti Doc, i recenti forti squilibri sono semplici passaggi nell'ambito di un processo che resta positivo anche per l'Occidente e che sta facendo uscire dalla miseria centinaia di milioni di persone, a cominciare da India e Cina? E, anche volendo, la globalizzazione si può ancora correggere? Scritto in globalizzazione, gli usa e il mondo Commenti ( 28 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Mar 08 Fisco e famiglie: stop a un'ingiustizia tutta italiana Non è una questione di destra o di sinistra, ma di buon senso. L'Italia è uno dei pochi Paesi al mondo che a parole riconosce l'importanza della famiglia, ma che nei fatti non fa nulla per incoraggiare le coppie ad avere più di un figlio. Anzi, penalizza i nuclei numerosi. Le detrazioni sono irrisorie, con il risultato che oggi una famiglia con tre o quattro figli paga le stesse tasse di un celibe o di una con solo un figlio. E' un'assurdità a cui molti Paesi hanno cercato di porre rimedi. Molti cantoni svizzeri, ad esempio, riconoscono detrazioni fiscali di 9-10 mila frs (6-7mila euro) a figlio, la Francia applica da tempo la formula del quoziente familiare. E i risultati si vedono: i francesi con più figli sono la norma, mentre in Italia molti si fermano a uno. Un amico mi ha segnalato su Internet, la petizione on line "per un fisco a misura di famiglia" lanciata dal Forum delle associazioni familiari per un fisco a misura di famiglia. L'iniziativa chiede l'equità orizzontale ovvero che il reddito imponibile venga calcolato non solo in base al reddito percepito, ma anche in base al numero dei componenti della famiglia". E dunque "considerando un sistema di deduzioni dal reddito pari al reale costo di mantenimento di ogni soggetto a carico, sulla base delle scale di equivalenza, indipendenti dal reddito, che gli studiosi hanno da tempo identificato". La richiesta mi sembra ragionevole e quanto mai opportuna in campagna elettorale, per tentare di costringere chi vincerà le elezioni a mantenere una promessa da sempre disattesa e dunque - sebbene di solito sia restio a sottoscrivere sottoscrizioni o appelli - faccio volentieri un'eccezione rilanciando su questo blog l'iniziativa. Scritto in Italia Commenti ( 15 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 E la droga sparisce (dalla campagna elettorale) Sembra ormai una costante nei Paesi occidentali: ogni volta che si entra in campagna elettorale, il problema droga diventa marginale. Francia, Stati Uniti, Italia: stesso copione. Nei programmi dei partiti al più si trovano generiche condanne, vecchie proposte riguardanti marjuana ed eroina, ma talvolta nemmeno quelle. Eppure le statistiche dimostrano che gli stupefacenti sono sempre più diffusi nelle nostre società, come spiega da tempo un esperto del calibro di Riccardo Gatti. Nelle scuole, ma non solo. Ormai farsi di cocaina o di hashish è corrente in molti ambienti. E secondo l' International narcotics control board dell'Onu, i narcotrafficanti avrebbero deciso di accentuare ulteriormente la penetrazione nei mercati europei, soprattutto di coca (vedi articolo di Micalessin). L'Italia, tra l'altro, è il terzo Paese Ue per consumo di "polvere bianca" e il primo, con la Spagna, per hashish. Questi temi dovrebbero preoccupare - e molto - i nostri politici perché la droga non è più un problema che riguarda gli emarginati ma un fenomeno che penetra nella società civile, condizionandola. Si imporrebbe una riflessione ampia, generalizzata, sincera con considerazioni e analisi finalmente pertinenti e invece le reazioni sono blandissime. A destra il Popolo delle libertà promette la piena attuazione della legge Fini-Giovanardi; tra i democratici l'argomento è tabù: Veltroni tace per mascherare i contrasti tra radicali e cattolici. La posizione del partito non è coerente ed è curioso che il centrodestra non ne approfitti portando il dibattito su questo tema. Ma in generale mi chiedo: perché in campagna elettorale i partiti tendono ad evitare una questione che invece è fondamentale? C' è chi dice: ormai i consumatori sono così numerosi che rappresentano un gruppo di interesse, sebbene non dichiarato, e nessuno vuole perdere l'appoggio dei milioni di consumatori (più o meno occasionali) di cocaina o hashish. Altri sostengono che il consumo di sostanze stupefacenti tra gli stessi politici è così diffuso che prevale un interesse di casta: tutti avrebbero convenienza a tacere. Altri ancora pensano che in fondo sia la stessa società civile a mostrare disinteresse e dunque i partiti si adeguano. Qual è la verità? Misteri democratici. Scritto in notizie nascoste, Italia Commenti ( 19 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Mar 08 Internet fa bene ai giornali I giornalisti di solito non amano le critiche e fino a quando non esisteva Internet erano soliti fare spallucce quando ricevevano lettere di protesta. Rispondere? Raro. Correggere i propri errori? Quasi mai. L'avvento della Rete e dei blog sta costringendo i media a ripensare la professione, rendendola più flessibile e umile. Chi legge "il cuore del mondo" sa che il sottoscritto accoglie con favore questa evoluzione, anche se non bisogna credere che i mezzi d'informazione tradizionali stiano scomparendo. Anzi, restano più che mai influenti e la campagna elettorale americana lo dimostra: a spostare i voti sono gli interventi in televisione di Hillary Clinton e Barack Obama o l'orientamento complessivo dei giornali (che peraltro risultano ancora una volta assai conformisti), come ho spiegato in una recente analisi per l'Osservatorio europeo di giornalismo, dell'Università della Svizzera italiana. Internet e i blog si dimostrano molto vivaci e talvolta più interessanti e liberi delle testate tradizionali, ma hanno ancora un ruolo complementare. Quel che emerge da una ricerca, sempre dell'Osservatorio europeo di giornalismo, è che sbaglia chi pensa a una contrapposizione netta tra informazione online e tradizionale. Della serie: o l'uno o l'altra. In questo studio, curato da Piero Macrì, emerge invece che si sta sviluppando un sistema sostenibile tra i due mondi. La convergenza multimediale non è a somma zero: "Dopo un periodo di incertezza l'integrazione con il Web operata da molti editori della carta stampata ha permesso di ampliare il numero di lettori dei singoli giornali e stabilire nuove forme di comunicazione di tipo multimediale. Il New York Times, per esempio, ha aumentato, su base settimanale, di 446 mila lettori l'audience complessivo, il Guardian ha quasi triplicato i lettori mentre Le Monde e Le Figaro li hanno quasi raddoppiati", scrive Macrì. E ancora: "Si sta ormai definitivamente affermando la formula del tutto gratis", mentre "esplodono gli investimenti pubblicitari, perché nel complesso vale la logica in base alla quale è più profittevole attirare il più grande numero di lettori e generare un più alto fatturato piuttosto che sposare la causa del contenuto a pagamento". Chi fosse interessato può leggere la ricerca qui. A restare indietro sono i giornalisti che stentano ad adeguarsi e dunque subiscono questa evoluzione anziché cavalcarla. Un po' per pigrizia, un po' per supponenza . Come al solito. Ma non hanno scelta se vogliono sopravvivere nel lungo periodo. Scritto in giornalismo Commenti ( 18 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Mar 08 Attenti, la Russia potrebbe vacillare (di nuovo) Non c'è euforia nelle strade di Mosca all'indomani delle vittoria di Medvedev. L'umore della gente oscilla tra l'indifferenza e il pessimismo. Eppure la Russia dovrebbe essere ricca e il corso putiniano continuare. Perché, dunque, questo clima? Nel futuro della Russia si addensano diverse nubi. Innanzitutto: nessuno crede all'ipotesi del doppio zar, che storicamente è destabilizzante e foriera di sventure. Tra i due - Putin e Medvedev - solo uno rimarrà in sella. Lo dicono amici e nemici del Cremlino (che ho interpellato in questo articolo). Inoltre, lo strombazzato riarmo nucleare sembra essere un bluff: dal punto di vista militare la Russia continua ad essere indietro di almeno un paio di decenni rispetto agli Usa e alcuni Paesi - India, Algeria, Norvegia - iniziano a rifiutare le commesse per scarsa qualità e inadeguatezza tecnologica. Il punto più importante però riguarda l'economia. Il boss dell'energia elettrica russa Ciubais ha avvertito che fra due anni il surplus commerciale garantito da petrolio e gas si esaurirà e dunque il Paese dovrà fare affidamento sull'economia reale, che però manca. La ricchezza di questi anni non è stata utilizzata per rilanciare industria, agricoltura, infrastrutture. Inoltre il debito dei nuclei familiari russi è in forte aumento, molte banche sono sull'orlo del fallimento e il fondo di stabilizzazione non basterà a salvarle. L'inflazione corre, la disoccupazione resta alta. Insomma, la prospettiva di una nuova crisi economica è concreta. E questa non è una buona notizia per l'Italia. Come ha scritto recentemente su Economy un brillante economista italiano, Marco Fortis, il vero Eldorado per le nostre aziende non è la Cina, ma la Russia, dove esportiamo beni per 10 miliardi di dollari, contro i 6 miliardi verso Pechino. La Russia oggi ha superato persino gli Usa come mercato di destinazione. La presidenza di Medvedev non nasce sotto una buona stella. Attenti, la Russia potrebbe vacillare di nuovo. Sarebbe una cattiva notizia per l'economia italiana. E, più in generale, per l'Occidente? Scritto in russia Commenti ( 29 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 L'incubo Kosovo: la Russia finirà come la Serbia? Sono a Mosca per seguire le presidenziali russe e da qui si capiscono meglio le ragioni che inducono il Cremlino a usare toni durissimi sul Kosovo. Putin teme che l'America voglia destabilizzare la Russia usando strategie opache e incruente. Finora era convinto che gli Usa stessero preparando una rivoluzione popolare a Mosca, come quelle arancione in Ucraina e rosa in Georgia. Oggi infatti sappiamo che quelle rivolte furono pianificate per tempo e incentivate per da spin doctor statunitensi. Ma, come spiega il politologo Serghei Kara-Mourza che cito oggi sul Giornale, "esistono tanti altri modi per rovesciare in modo incruento un regime, ad esempio fomentando le tensioni etniche o le spinte separatiste di alcune regioni". E ai piani alti del Cremlino l'indipendenza accordata dall'Occidente al Kosovo suona come un pericoloso precedente per una Russia più fragile di quanto si pensi: ha un territorio enorme, frazionato in decine di repubbliche e province autonome, ma la popolazione è in drastico declino e nell'estremo oriente intere zone stanno diventando cinesi. La Russia da tempo non si fida più degli Usa. Ha ragione il Cremlino nel temere che la variante Kosovo possa essere applicata al proprio Paese? O si tratta di una psicosi, considerato che gli Usa, in piena crisi economica e in un anno elettorale, non paiono nelle condizioni migliori per tentare una manovra del genere, ammesso che sia davvero nei loro piani? Scritto in russia, gli usa e il mondo Commenti ( 52 ) " (5 voti, il voto medio è: 3.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (12) democrazia (13) francia (14) germania (2) giornalismo (29) gli usa e il mondo (20) globalizzazione (2) immigrazione (17) islam (10) Italia (73) medio oriente (7) notizie nascoste (26) presidenziali usa (5) russia (9) svizzera (3) turchia (11) Varie (12) I più inviati In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Cina, il regime intimidisce anche i giornalisti stranieri - 1 Emails Immigrazione, la sinistra sbaglia. 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Marcegaglia: tagliare la spesa improduttiva (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 11 del 2008-03-17 pagina 0 Marcegaglia: tagliare la spesa improduttiva di Redazione Il presidente designato di Confinduatria critica la "concertazione che media al ribasso". Caso Alitalia: no al taglio dei voli a Malpensa Belluno - L'Italia non deve solo fare sistema ma deve aggiungere un altro slogan: "trovare il sistema di fare". A cominciare dal "taglio della spesa pubblica improduttiva". Ne è convinta il presidente designato di Confindustria, Emma Marcegaglia, consapevole che si tratta di "un provvedimento impopolare che implica tagliare posti di lavoro e privilegi, tagliare Enti inutili per investire in infrastrutture materiali e immateriali. Si tratta - ha detto alla platea degli imprenditori della Provincia di Belluno e ai presidenti degli industriali del Veneto - di un'operazione complessa e lunga ma necessaria". Soffermandosi sulla riforma della Pubblica amministrazione, Emma Marcegaglia, ha aggiunto che anche il tema dell'università è centrale e ha osservato che "i ministri che si sono succeduti al Governo hanno lasciato lettera morta di queste riforme. Dobbiamo avere una visione di medio termine - ha continuato - la quale implichi che le cose ben fatte da un Governo non debbano essere cancellate dal successivo. Le riforme si possono fare in un arco temporale che vada dai 10 ai 15 anni, avendo anche la forza di rispondere a contrasti perché accontentare tutti ai tavoli di concertazione con mediazioni a ribasso non porta a nulla. Questo Paese non ha più tempo da perdere - ha scandito dal palco del Teatro Comunale di Belluno - non può più rinviare le decisioni e deve guardare in faccia i problemi che riguardano la formazione, la scuola e l'innovazione che sono tutti temi sui quali dobbiamo lavorare". "No alla concertazione che media al ribasso" Rilanciare lo sviluppo del Paese da "protagonisti uscendo dai tavoli di concertazione che livellano al ribasso", ha poi detto Emma Marcegaglia. "Dobbiamo essere protagonisti del cambiamento del Paese, vogliamo contribuire con idee e progetti mettendoci la faccia, vogliamo essere parte attiva e seria e concreta ma anche voce critica che denuncia situazioni di veti e privilegi che ci condannano a una crescita bassa. Saremo presenti e forti per partecipare non in una logica di concertazione che media al ribasso ma per migliorare il Paese. Ci vorrà tempo, ma l'Italia riuscirà a risalire da questa china che non voglio definire declino". Per l'imprenditrice mantovana l'Italia "ha bisogno di premiare il merito. Non si può andare verso una logica di uguaglianza che porta a inefficienze generali - ha aggiunto parlando alla platea degli imprenditori - bisogna premiare i manager migliori e chi lavora di più e fa meglio". Sarà fondamentale combattere "il livellamento verso il basso che ci condanna a non crescere". "No allo smantellamento dei voli da Malpensa" Il presidente designato di Confindustria, prende anche atto della proposta di Air France per l'acquisto di Alitalia ma, da Belluno, dove ha preso parte all'Assemblea generale degli industriali, mette in guardia a margine dell'incontro: "è importante, dal mio punto di vista - ha spiegato la Marcegaglia -, che non si vada a uno smantellamento dei voli del Nord da Malpensa perché questo sarebbe un danno molto pesante per il Nord Italia". "Mi pare che la proposta di Air France sia stata accettata - ha aggiunto il futuro presidente di Confindustria - l'attuale piano, così come è, prevede una grossa riduzione di voli da Malpensa, io credo che ci vorrebbe o una logica di moratoria o qualche cosa che lasci spazio a Malpensa per ritrovare altre compagnie che vogliano volare da quello scalo". Tornando a commentare il tema Alitalia e il piano di riorganizzazione, l'imprenditrice mantovana ha osservato: "Così com'è il piano di fatto dal primo aprile ci sarà un calo di due terzi dei voli da Malpensa, fatto - ha concluso - che penalizza non solo Malpensa ma tutto il Nord Italia". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Alitalia, Prodi a Sea: ritiri richiesta danni (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 11 del 2008-03-17 pagina 0 Alitalia, Prodi a Sea: ritiri richiesta danni di Redazione Dopo il fallimento di tre aste e una mattinata di stop per eccesso di ribasso, le azioni della compagnia di bandiera scivolano a 0,4085 euro. Stasera cdm straordinario per esaminare l'offerta Air France. Il premier alla Sea: "Ritirare la richiesta di indennizzo da 1,250 miliardi" Milano - Air France ha offerto durante il fine settimana una propria azione contro 160 azioni Alitalia, valutando ogni titolo della compagnia italiana meno di 10 centesimi. Immediata la reazione a piazza Affari dove le azioni Alitalia sono state ammesse sul mercato solo in tarda mattinata per le continue sospensioni causate dall'eccesso di ribasso. Intanto il premier Romano Prodi ha intimato alla Sea di ritirare la richiesta dei danni. Il contratto Il contratto prevede che il Tesoro dia il proprio impegno ad aderire alle offerte con tutte le azioni e le obbligazioni possedute prima ancora che le offerte stesse siano lanciate ma l'impegno preventivo che si chiede al Tesoro perderà ogni efficacia nel caso in cui decidesse di aderire a una offerta concorrente migliorativa rispetto a quella descritta nel contratto. Contro la trattativa in esclusiva di Alitalia con Air France aveva presentato ricorso nei giorni scorsi la compagnia aerea italiana AirOne sostenuta da Intesa SanPaolo. Al momento l'ufficio stampa di AirOne preferisce non commentare. Ma una fonte vicina al gruppo dell'imprenditore abruzzese Carlo Toto dice che "la società in questo periodo è concentrata sul suo sviluppo stand alone". Il titolo crolla Per tutta la mattinata il titolo Alitalia è rimasto sospeso dopo aver fallito tre aste, prima dell'apertura e subito dopo l'avvio degli scambi. Il titolo, che ha segnato un calo teorico del 39,7%, è stato ammesso solo alle 12,45 cedendo immediatamente il 23,50%. Possibile in giornata un Consiglio dei ministri straordinario su Alitalia per esaminare l'offerta Air France-Klm. Intanto Alitalia spiega in una nota che, nel contratto con Air France-Klm, è previsto che il ministero del Tesoro dia il proprio impegno ad aderire alle offerte con tutte le azioni e le obbligazioni possedute prima ancora che le offerte stesse siano lanciate, ma l'impegno preventivo che si chiede al Tesoro perderà ogni effetto nel caso in cui decidesse di aderire a una offerta concorrente migliorativa rispetto a quella descritta nel contratto. "Per gli azionisti e per gli obbligazionisti di Alitalia - si legge nella nota - il contratto prevede che, al ricorrere di una serie di condizioni, Air France-Klm sarà tenuta a lanciare due distinte offerte pubbliche rivolte, rispettivamente, a tutti gli azionisti e a tutti obbligazionisti". La Ue: interventi solo a condizioni di mercato Qualsiasi intervento pubblico in favore di Alitalia dovrà rispettare le condizioni di mercato, ovvero essere realizzato a condizioni non diverse da quelle di un investitore privato. è quanto ha precisato oggi Michele Cercone, portavoce del commissario Ue ai Trasporti, Jacques Barrot, in merito all'ipotesi di un prestito ponte da parte del Tesoro emersa nel quadro della cessione di Alitalia a Air France-Klm. Il portavoce di Barrot ha quindi ricordato che Alitalia ha già beneficiato in passato di aiuti di Stato e quindi, in base al principio "una volta, ultima volta" non potrà più ricevere questo genere di sostegno. La Commissione Europea vigilerà sul rispetto di questo principio. Quello del prestito, ha detto ancora Cercone, "non è una questione di momento in cui viene concesso, ma di condizioni". In ogni caso per assicurare il positivo esito dell'operazione, ha detto ancora il portavoce di Barrot, sarebbe più "prudente" per le autorità italiane lavorare in stretto contatto con quelle di Bruxelles. Fino a questo momento comunque alla Commissione europea non è giunta alcuna notifica ufficiale dell'operazione Alitalia-Air France-Klm e quindi Bruxelles continua a non commentare quanto finora emerso in merito al possibile accordo. Epifani: "Serve una trattativa per dire sì o no" Il sindacato chiede "margini per una trattativa" sulle condizioni poste da Air France per l'acquisto di Alitalia ma, "se non ci fossero ne trarremo le conseguenze". Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, sottolineando che "il sindacato ha le spalle larghe per dire un sì o un no, con tutte le conseguenze che ciò comporta". Domani, ha detto ancora Epifani "andremo a capire qualcosa su una vicenda delle più strane che sia mai capitata al sindacato. Siamo di fronte ad un processo di ristrutturazione e vendita della compagnia di bandiera italiana senza che ne sappiamo assolutamente nulla: arriviamo all'ultimo atto". Il leader della Cgil ha ribadito la speranza che ci siano margini di trattativa, perchè, ha detto, "è difficile partecipare ad un lodo mai chiesto". Il monito del Professore Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha chiesto alla Sea di ritirare la richiesta di indennizzo da 1,250 miliardi all'Alitalia come risarcimento per i danni subiti con l'abbandono di Malpensa. Secondo un lancio di Radiocor, la richiesta sarebbe, infatti, stata avanzata "in modo fermo" dal Professore tanto da sembrare la risposta ad una delle condizioni poste da Air France-Klm nell'offerta su Alitalia. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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