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DOSSIER “ALITALIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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T ARTICOLI DEL 16-4-2008       #TOP


Report "Alitalia 2"

<Ci vergogniamo per i preti pedofili> ( da "Secolo XIX, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia seguono la conferenza stampa che dà inizio al viaggio. Benedetto XVI ha definito "una grande sofferenza per la Chiesa negli Stati Uniti, per la Chiesa in generale e per me personalmente che sia potuto accadere. È difficile per me capire come sia stato possibile che i religiosi abbiano tradito in questo modo la loro missione"

Le due risposte al disagio dei milanesi - ivan berni ( da "Repubblica, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la crisi Alitalia con l'abbandono di Malpensa e l'irrisolvibile emergenza rifiuti in Campania. Come avvenne nella prima metà degli anni 90, gli elettori hanno investito il partito di Bossi del compito di rappresentare l'insofferenza per una politica che ha sacrificato il territorio, l'economia e le infrastrutture ai propri interessi di casta,

Il premier dovrà cambiare il passo della politica ( da "Secolo XIX, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sicurezza con cui ieri sera Berlusconi si è detto convinto di risolvere in breve tempo il problema dell'Alitalia e il piglio confermato nell'affrontare il dramma della spazzatura in Campania. Vedremo anche quali effetti avranno già prima dell'estate la detassazione degli straordinari e dei premi di produttività e il pur modesto adeguamento delle pensioni minime al costo della vita.

<Alitalia, la cordata è pronta> ( da "Secolo XIX, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: allarme del numero uno di Alitalia - Il governo uscente non ha dato la disponibilità a farsi carico di un prestito ponte. E adesso la situazione è davvero grave". Già, grave. Ma quanto? Secondo le ultime analisi, Alitalia avrebbe risorse per poche settimane. Ma a preoccupare management e lavoratori è, soprattutto, l'ultimatum arrivato lunedì dalla Iata:

Scajola: <Primo obiettivo, restituire risorse agli italiani> ( da "Secolo XIX, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: opposizione e le scelte di governo (per esempio Alitalia)? "Non vedo perché: il successo della Lega è il successo di una componente essenziale della coalizione che ha sostenuto e sostiene Berlusconi. Dirò di più: in cinque anni di governo comune, la Lega è stata per Berlusconi l'alleato con il quale è stato più facile trovare un'intesa.

<La Lega è leale, non comanderà> ( da "Secolo XIX, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: caso Alitalia, pensioni minime da adeguare al costo della vita, straordinari da detassare, grandi opere da riprendere, criminalità da combattere, pubblica amministrazione da riorganizzare. Poi, ma solo "quando i conti dello stato lo consentiranno", abolizione dell'Irap e delle tasse sulla proprietà.

Vertice bipartisan sul destino di alitalia - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: al momento, non prevede un ritorno di Alitalia nello scalo lombardo. Nei prossimi giorni arriveranno le prime risposte: Air France dovrà scegliere se limare il progetto o rinunciare ad Alitalia. A quel punto entrerebbe in campo la cordata italiana e probabilmente Lufthansa. Al netto del commissariamento.

Un commissariamento "soft" per lanciare la cordata italiana - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: più qualche esperto di settore) pronti a investire un miliardo di euro per rilanciare Alitalia con un nuovo piano industriale. Incassata la vittoria elettorale del Popolo delle libertà, la cordata tricolore per la compagnia di bandiera, forte dell'appoggio del nuovo Governo, inizia a prendere forma sotto la regia di Bruno Ermolli.

Berlusconi: "un'estate per le riforme" - claudio tito ( da "Repubblica, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la Brambilla viceministro CLAUDIO TITO ROMA - L'Alitalia, il Dpef, la "monnezza", le riforme. La "road map" dei primi 100 giorni del Berlusconi IV è fatta. Il Cavaliere l'ha già stilata. Vuole accelerare. Non solo sulle emergenze vere e proprie, ma anche sulle riforme. "Dobbiamo incardinarle subito, entro giugno", è il messaggio lanciato in queste ore.

"vedrò il cavaliere sulle riforme ci dimostrino la buona volontà" - goffredo de marchis ( da "Repubblica, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, l'indulto, i rifiuti, la Tav, il tesoretto e potrei continuare GOFFREDO DE MARCHIS ROMA - "Parlare di errori sarebbe fuori luogo e ingeneroso". Anzi, per Goffredo Bettini, coordinatore del Partito democratico, Veltroni "è destinato ad aprire un ciclo nuovo della politica italiana e i cicli in Europa durano 5-10 anni.

Putin subito a cena da berlusconi bush: "impazienti di lavorare con lui" - rosalba castelletti ( da "Repubblica, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: precisa più tardi - non fa però alcun accenno alla vicenda Alitalia. Le "vive felicitazioni" del capo dell'Eliseo giungono anche più tardi per iscritto accompagnate dalla volontà "d'avviare una concertazione molto stretta" con l'Italia, "partner essenziale" in vista del semestre di presidenza dell'Ue che inizierà l'1 luglio.

<Alitalia indispensabile per l'Expo> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Primo Piano Pagina 105 "Alitalia indispensabile per l'Expo" Ma Berlusconi lascia uno spiraglio alla trattativa con Air France --> Ma Berlusconi lascia uno spiraglio alla trattativa con Air France La vicenda Alitalia e l'emergenza prezzi e salari. Sono solo alcune delle questioni che Berlusconi dovrà affrontare subito.

Classe operaia, i tormenti nell'urna ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Che da liberista dovrebbe essere felice del passaggio di Alitalia ad Air France e invece contesta questa scelta. La sconfitta elettorale è colpa della sinistra, storicamente sempre divisa su tutto e che non ha saputo governare il Paese. Resto dell'idea comunque che è importante ambire a un futuro migliore per tutti, più giusto.

Berlusconi: l'Unità va dismessa... Affonda contro il nostro giornale fuori dal coro. Veltroni: la democrazia è fatta così ( da "Unita, L'" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: via il bollo auto (con molta cautela ), risolvere i problemi rifiuti e Alitalia. Pugno duro sugli immigrati con la Bossi-Fini, riesuma le "tre i" nella scuola con apprendistato in società private. "Imprescindibile" la separazione delle carriere per i pm. Silvio III non si cura delle critiche dall'estero: "parleranno i fatti".

Fiat in discesa ( da "Unita, L'" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: elettorale tutti i titoli legati in qualche modo alla ripresa delle grandi opere promessa dal prossmo premier Silvio Berlusconi: in particolare Impregilo e Atlantia mentre Alitalia sale del 18% e gli energetici sono stati favoriti dai nuovi rialzi del petrolio. Seduta a due facce invece per Mediaset che in corso di seduta ha oscillato tra un massimo di più 3,16% e un minimo di 5,94%.

Alitalia, il governo chiede un incontro con Berlusconi Allarme per la compagnia: pochi giorni di vita Ritornano la cordata italiana e l'ipotesi Aeroflot ( da "Unita, L'" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: edizione del Alitalia, il governo chiede un incontro con Berlusconi Allarme per la compagnia: pochi giorni di vita Ritornano la cordata italiana e l'ipotesi Aeroflot di Roberto Rossi / Roma INCONTRO Come era prevedibile la partita Alitalia cambia tavolo. Il governo Prodi ha deciso ieri sera di coinvolgere nella complessa trattativa anche il Popolo delle libertà.

Il leader del Pdl: In molti si sono fatti avanti perché Alitalia resti italiana. Entro un mese la soluzione ( da "Unita, L'" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stai consultando l'edizione del Il leader del Pdl: "In molti si sono fatti avanti perché Alitalia resti italiana. Entro un mese la soluzione".

Confalonieri: si cambia Giustizia e sindacato riforme senza scontri ( da "Corriere della Sera" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: non comprende solo i rifiuti e Alitalia, anche se Confalonieri sulla compagnia di bandiera dice che "Berlusconi si sta applicando e riuscirà nell'intrapresa, perché in lui si combinano il talento politico e quello dell'imprenditore". Ma ci sono anche altre priorità: "La riforma della giustizia, per esempio, andrà affrontata.

Indici piatti, Impregilo prosegue la corsa ( da "Corriere della Sera" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: inoltre, i ribassi di Mediaset (-3,96%) A2A (-3,49%) e Seat Pagine Gialle (-3,47%), mentre fra i titoli meno capitalizzati Roma e Pirelli Real Estate hanno ceduto rispettivamente il 6% e il 3,8%. Ancora sotto i riflettori, infine, Alitalia (+18% dopo il balzo della vigilia) e Banca Italease (+3,9%).

Alitalia alla prova esuberi ( da "Tempo, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stampa nuovo round Alitalia alla prova esuberi Nuovo round tra governo e sindacati sulla vendita di Alitalia. Oggi l'esecutivo potrebbe mettere sul tavolo un più ampio utilizzo degli ammortizzatori sociali per gestire gli esuberi già previsti dal piano Prato e un nuovo ruolo di Fintecna nell'assorbire le attività di terra che dovessero rimanere fuori dalla nuova società.

Da Colombo a Pardi gli <ultimi rossi>: faremo la loro parte ( da "Corriere della Sera" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia siamo per la meritocrazia. Insomma, pronti a fare da punto di riferimento in Parlamento. Ma falce e martello, no grazie". Giuseppe Giulietti, già deputato Ds e ora eletto con Di Pietro dice che tentare di sostituirsi a quei deputati e senatori spariti sarebbe poco rispettoso, paternalistico: "Devono trovare loro nuove forme di rappresentanza.

Notizie in 2 minuti ( da "Corriere della Sera" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: oltre che di Alitalia e dei rifiuti napoletani, si occuperà di Ici (subito eliminata). In tempi brevi previsti il "bonus bebè" e la detassazione delle tredicesime. Prime tensioni con l'opposizione. Esteri Cina leader nelle pene capitali Con 470 esecuzione nel 2007, la Cina è il primo Paese del mondo per le condanne a morte eseguite.

Le trattative ( da "Corriere della Sera" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-16 num: - pag: 21 categoria: BREVI Le trattative Il giorno dopo il voto che ha visto la vittoria del centrodestra, su Alitalia sono iniziati i contatti tra il governo uscente e gli emissari di Silvio Berlusconi.

Berlusconi e Alitalia: soluzione italiana entro un mese ( da "Corriere della Sera" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Enrico Letta incontra il Pdl Berlusconi e Alitalia: soluzione italiana entro un mese ROMA - Con l'Alitalia ormai sull'orlo del commissariamento, il giorno dopo il voto, Silvio Berlusconi ieri ha detto: "Prendo in mano la situazione perché la compagnia di bandieri resti efficiente e resti a supporto dell'economia e del turismo italiani".

693 ( da "Corriere della Sera" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-16 num: - pag: 21 categoria: BREVI 693 milioni di euro, la capitalizzazione di Borsa di Alitalia. Ieri il titolo, scambiato in un'unica fase d'asta, è rimbalzato del 18%.

20 mila ( da "Corriere della Sera" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-16 num: - pag: 21 categoria: BREVI 20 mila circa, i dipendenti di Alitalia e Alitalia Servizi. Solo tra piloti e assistenti di volo, lavorano in Alitalia 6.800 persone.

ROMA Silvio Berlusconi festeggia il suo successo e si dice certo che la Lega non imporrà ( da "Messaggero, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia". Per il leader del Partito democratico, Walter Veltroni, che annuncia un governo dell'opposizione, "è un brutto inizio". Intanto a Roma, a sorpresa, si profilano i ballottaggi al Comune tra Francesco Rutelli del Pd e Gianni Alemanno del Pdl e alla Provincia, dove tra quindici giorni si sfideranno Nicola Zingaretti per i Democratici e Alfredo Antoniozzi per il Popolo della

Lo show del Cavaliere vincitore: battute, promesse, onore delle armi all'avversario ( da "Liberazione" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La più importante riguarda Malpensa: "Riusciremo ad avere una compagine italiana per Alitalia. Per fortuna - aggiunge - siamo intervenuti". Meno male che Silvio c'è . Rivolto a telecamere, registratori e taccuini, Berlusconi cede alla vanità: "Spero che dopo quindici anni che tentate di farmi fuori abbiate capito che non è possibile.

ROMA - E' subito operativo Silvio Berlusconi. Il giorno dopo la plateale vittoria elettorale ha ( da "Messaggero, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Sempre tra le prime emergenze che il Cavaliere intende affrontare quella riguardante l'Alitalia (opererà affinchè resti italiana) e l'aumento delle pensioni al di sotto dei mille euro. Poi l'abrogazione dell'Ici, la detassazione degli straordinari e dei premi di produttività e un bonus di mille euro per i bebè. Ma non è finita.

Ratzinger negli Usa, il mea culpa sui preti pedofili ( da "Liberazione" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Mentre chiudiamo il giornale, il B777 dell'Alitalia costeggia la Est Coast. Mentre attraversava ancora cieli lontani, nel previsto breve incontro con i giornalisti del seguito, il Papa ha espresso "profonda vergogna" per i preti pedofili. "Faremo tutto il possibile - ha detto - perché ciò non accada più in futuro".

ROMA - Onorevole Maroni, Berlusconi continua dire che la Lega non comander& ( da "Messaggero, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: visto dovremmo occuparci subito delle due principali emergenze che ci lascerà in eredità questo governo: rifiuti e Alitalia. Occuparsene subito scendendo a Napoli significa dare un senso concreto che il governo c'è". Sbarrerete la strada ad Air France? "Non abbiamo ancora avuto il piacere di conoscere l'offerta reale di Air France e quindi non possiamo pronunciarci.

ROMA - Non bastavano i fornitori da tenere a bada. E le società di leasing internaziona ( da "Messaggero, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Sul management di Alitalia si è abbattuto nelle ultime ore anche il pressing dell'Enac, pronta a mettere paletti sulla licenza. E poi l'allarme della Iata, decisa a escludere Alitalia dal sistema internazionale se non sarà in grado di fornire garanzie finanziarie in caso di commissariamento.

ROMA - Il premier in pectore Berlusconi rilancia la soluzione italiana per Alitalia. E Carlo Toto e ( da "Messaggero, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: perchè la priorità è di evitare il commissariamento di Alitalia. Che è sempre più in emergenza come ha riferito il presidente Aristide Police ai sindacati. Toto rivede la pista per decollare sulla Magliana e parlando col capo di qualche banca italiana avrebbe confidato che presto vorrebbe scoprire le carte anche sul futuro timoniere della nuova Alitalia: Rocco Sabelli,

ROMA - Venti paginette in tutto, scritte da Silvio Berlusconi di suo pugno e affi ( da "Messaggero, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: continua difendere Malpensa e la sua causa milionaria nei confronti di Alitalia. Per Berlusconi Malpensa deve mantenere il ruolo di "hub" a prescindere da Alitalia. Non è detto che Berlusconi non abbia affrontato con Sarkozy la questione nel corso di un colloquio telefonico. Così come è possibile che domani in Sardegna chieda a Vladimir Putin qualche dettaglio sull'offerta di Aeroflot.

ROMA Non credo che ci saranno soverchie difficoltà ad avere una compagine italia ( da "Messaggero, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: I tempi tuttavia sono ristretti perchè Alitalia è alla canna del gas. "Una cordata c'è e potrà realizzarsi concretamente entro un mese", ha ribadito Berlusconi a Porta a Porta. "Ci sono pochi soldi - ha confermato il presidente di Alitalia, Aristide Police - e la situazione è drammatica".

Dal nostro inviato FRANCA GIANSOLDATI DA BORDO DELL'AEREO PAPALE - In viaggio ( da "Messaggero, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia che lo conduceva a Washington ha scandito: "Chi è pedofilo non può essere prete. Non voglio parlare di omosessualità, ma solo di pedofilia, che è un'altra cosa". Tolleranza zero. Le sofferenze delle vittime degli abusi commessi da centinaia e centinaia di consacrati negli ultimi quarant'anni li ha ben presenti.

<Subito l'abolizione dell'Ici e il bonus bebè> ( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: emergenza rifiuti") e la questione Alitalia. "Non ci saranno soverchie difficoltà per avere una compagine italiana per Alitalia. Per fortuna siamo intervenuti". Si sofferma, poi, a ricordare lo scetticismo che ha circondato le sue previsioni pre-voto. "Le cifre del nostro vantaggio erano quelle che davo io in campagna elettorale.

Milano crede alle grandi opere ( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Anche Alitalia chiude la negoziazione in asta con un balzo del 18%: il mercato scommette su una soluzione di Berlusconi ai problemi della compagnia. Seduta pesante per Fiat che cede il 4,79% a 13,68 euro dopo i dati sulle immatricolazioni in Europa che hanno deluso il mercato: le auto nel Vecchio Continente perdono lo 0,

La prima grana da premier: a chi vendere Alitalia? ( da "Manifesto, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il "caso Alitalia" sarà il primo test che dovrà affrontare, e lì potremo mettere alla prova la sua leggendaria incapacità di far corrispondere le promesse alle realizzazioni. Ieri era in programma un incontro tra la compagnia e le nove sigle sindacali ammesse alle trattative.

C'è una parola che spesso torna sulla bocca di Berlusconi in questi giorni, accostata a vo ( da "Stampa, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per mettere in piedi una cordata italiana per Alitalia ("si farà di sicuro"), per dare un segnale tangibile della sua volontà di alleggerire la pressione fiscale e di tagliare la spesa pubblica. "Quello che ho imparato dalle mie passate esperienze a Palazzo Chigi - non si stanca di ripetere - è che bisogna gerarchizzare i problemi.

[FIRMA]UGO MAGRI ROMA Entro una settimana Berlusconi vuole che sia pronto il governo. La lista ( da "Stampa, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La sua scaletta mentale colloca al top i rifiuti e l'Alitalia. Confermato che il primo Consiglio dei ministri si terrà a Napoli, dove conta di soggiornare tre giorni a settimana per tutta la fase dell'emergenza. La base logistica, anticipa, "è già stata individuata", con Bassolino che offre collaborazione.

"Alitalia, soluzione entro un mese" ( da "Stampa, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ben informate della finanza e della politica Bruno Ermolli e Gianni Letta - emissari di Silvio Berlusconi sul caso Alitalia - starebbero già sondando la disponibilità del numero uno transalpino Jean-Cyril Spinetta a discutere di un nuovo accordo che alzerebbe il prezzo strappato dal governo Prodi. La situazione finanziaria di Alitalia è tale da non poter attendere il nuovo governo.

Dialogo sì, ma non sono Jo Condor ( da "Tempo, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. Tempi accelerati anche per trasformare il cartello elettorale del Pdl in un nuovo partito. Si farà entro l'anno. Verso il Pd ha solo una stoccata polemica che riguarda la presidenza di una delle due Camere. Pressato sull'argomento da una giornalista del Tg3, Berlusconi risponde tra lo stizzito e il divertito: "

Alitalia 'La cordata c'e'' ( da "Voce d'Italia, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Giornata positiva in Borsa per Alitalia: il titolo e' cresciuto Alitalia: "La cordata c'e'" Berlusconi ottimista, Police afferma: "Situazione drammatica: pochi soldi e poco tempo" Milano, 16 apr. – “Non ci saranno difficoltà nell'avere una cordata di imprenditori per salvare Alitalia.

Alitalia: "La cordata c'e'" ( da "Voce d'Italia, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Giornata positiva in Borsa per Alitalia: il titolo e' cresciuto Alitalia: "La cordata c'e'" Berlusconi ottimista, Police afferma: "Situazione drammatica: pochi soldi e poco tempo" Milano, 16 apr. – “Non ci saranno difficoltà nell'avere una cordata di imprenditori per salvare Alitalia.

Visita oggi l'incontro con george bush. Le affinità sui temi etici, le distanze sugli ispanici ( da "Riformista, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ha voluto dare un assaggio in merito ai settanta giornalisti presenti con lui sul Boeing Alitalia. Benedetto XVI ha spiegato che intende fare "tutto il possibile" perché la cosa non si ripeta più. "I pedofili - ha detto - saranno completamente esclusi dal sacerdozio". E ancora: "Ci vergogniamo profondamente" anche perché "è più importante avere buoni preti che avere molti preti".

Poca liquidità, dal governo un Sos al Pdl ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: chiarito i vertici di Alitalia. Le nove sigle sindacali al tavolo con Alitalia spiegano di averne preso atto e ribadiscono la disponibilità a un confronto con Air France-Klm, "l'unico attuale potenziale acquirente". E "in attesa della convocazione del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Enrico Letta", che sta tentando la difficile mediazione tra i sindacati e il gruppo franco-

Berlusconi: e ora via l'Ici ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: quadro sarà interessante vedere la soluzione che il futuro governo darà alla crisi Alitalia: Berlusconi per il momento conferma la sua preferenza per una cordata italiana, parla di una via d'uscita tranquilla e serena, ma certo occorrerà attendere l'insediamento dell'esecutivo e le prime mosse di Giulio Tremonti il quale si è sempre dimostrato più possibilista sul ruolo di Air France.

La terza era Berlusconi iniziamo da Alitalia e da Napoli ( da "Voce d'Italia, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: iniziamo da Alitalia e da Napoli "La Lega nn comandera'" Roma, 16 apr- Dopo il success oinzia il lavoro duro. Questo potrebbe essere lo slogan di apertura della terza era Berlusconi, che proprio questa mattina dall'Auditorium della Tecnica all'Eur di Roma, ha tenuto la prima conferenza stampa dopo il grande successo nel confronto elettorale.

Il leader del Pdl: "Rifiuti e Alitalia le mie priorità" ( da "Opinione, L'" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Rifiuti e Alitalia le mie priorità" di Giovanna Albertini E' un sunto del programma di governo, la prima conferenza stampa che Berlusconi tiene in qualità di Presidente del Consiglio in pectore. Ieri all'Eur di Roma, un Cavaliere quasi senza voce, provato dalla campagna elettorale appena conclusa, ripete di fronte ai microfoni di essere "

Torna d'attualità il dossier Alitalia-Air France ( da "Opinione, L'" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi non ha fatto in tempo ad assaporare la vittoria elettorale che già deve mettere mano al dossier Alitalia. E ieri, nel giorno dell'incontro dell'azienda con i sindacati, a preso un impegno formale: "Saranno coperti i servizi passeggeri di Alitalia. Tutto il necessario perché la compagnia di bandiera funzioni e resti a supporto del turismo e dell'economia italiana sarà fatto".

Lega e Mpa. I due voti del regionalismo ( da "Opinione, L'" del 16-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, ultimo esempio di gestione "romanocentrica" del potere politico ed economico. L'altro tema forte della Lega è rilevante se si considerano fatti di cronaca: mai come adesso il malessere delle classi medie riguarda il livello degli stipendi, l'inflazione, la sensazione che l'Italia attraversi un periodo di declino.

Lega non solo le roccheforti tradizionali, bossi fa breccia anche in emilia romagna ( da "Riformista, Il" del 16-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: sia che Alitalia viva sia che muoia. Anzi, se arrivano i tedeschi, dalle parti di Varese sono certamente più contenti. E poi all'Economia è tornato Tremonti, una sicurezza per i lavoratori e gli imprenditori padani". Ecco il mistero e la forza della Lega Nord: riuscire, in un paradigma di inclusività, a blandire con la medesima promessa-

Sfide annunciata la fusione tra delta e northwest ( da "Riformista, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Sfide annunciata la fusione tra delta e northwest Una nuova insidia per Alitalia: è nato il gigante dei cieli Usa Una nuova "Jumbo Airline" che piace molto a Atlanta e un po' meno a Minneapolis. Una gigante dei cieli che servirà 390 diverse città in 67 paesi differenti e avrà una flotta di ottocento aerei guidati da quasi undicimilacinquecento piloti.

Patto tra produttori 2 Marcegaglia & Co ( da "Riformista, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Cavaliere ma infastidito dalle invasioni di campo subite nella partita Alitalia, e, soprattutto, gli equilibri nel triangolo che lega la banca milanese a Generali e Mediobanca. Anche perchè è su questo terreno, oltre che in Telecom, che potrebbero pesare di più l'orientamento della nuova maggioranza e le rafforzate ambizioni delle aziende di famiglia del Cavaliere, Mediaset e Fininvest.

La Regione fa i conti con il nuovo potere e spera nel federalismo ( da "Stampa, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: aeroporto di Malpensa tradito da Alitalia, in cui i leghisti vorrebbero che si tenesse il secondo Consiglio dei ministri dopo quello per l'immondizia a Napoli. Un sogno condiviso dal manager leghista Giuseppe Bonomi a capo della Sea che gestisce gli scali milanesi: "Mi aspetto che il governo mantenga le promesse e metta in atto la liberalizzazione del trasporto aereo"

<La gente ha capito e ci ha premiato per la nostra coerenza> ( da "Padania, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: L ex-ministro del Welfare ieri è poi tornato sul caso Malpensa-Alitalia. "Come dice anche l'Unione europea il governo non può mettere neanche un centesimo nelle casse di Alitalia. Quindi, o la compra qualcuno o c è il fallimento, e per evitare il fallimento c è la legge Marzano, che è la strada giusta da seguire".

Berlusconi: <Lega alleato ragionevole> ( da "Padania, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, dice che "Malpensa non si tocca" e tende una mano al Governo ombra annunciato mezz ora prima da Walter Veltroni. Berlusconi dà la disponibilità al dialogo malgrado il leader del Pd non sia stato tanto cortese nei suoi riguardi, avendo definito "un brutto inizio" l intenzione dichiarata dal futuro premier di tenersi le presidenze di entrambe le camere dopo essersi detto

Nel Varesotto non c è partita Stravince Dario Galli ( da "Padania, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Se Alitalia vuole davvero andarsene peggio per lei, vuol dire che troveremo un altro vettore". Quando l ex senatore del Carroccio parla non sa ancora che Silvio Berlusconi, a Roma, ha appena detto che "Malpensa non si tocca" e che "la cordata d imprenditori c è e si farà avanti".

Prestito ponte In caso di accordo con Parigi pronti 300 milioni garantiti dallo Stato per sopravvivere ( da "Stampa, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ben informate della finanza e della politica Bruno Ermolli e Gianni Letta - emissari di Silvio Berlusconi sul caso Alitalia - starebbero già sondando la disponibilità del numero uno transalpino Jean-Cyril Spinetta a discutere di un nuovo accordo che alzerebbe il prezzo strappato dal governo Prodi. La situazione finanziaria di Alitalia è tale da non poter attendere il nuovo governo.

COSA PIACE AL POPOLO DEL NORD ( da "Stampa, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: e può ad esempio chiamarsi Alitalia. Chi viaggia da Malpensa a Fiumicino ha appena scoperto che l'aereo è un Atr43, quello con le eliche, tempo di volo 1 ora e 23 minuti, quasi il doppio di un Md80. "E poi ci si domanda ancora perchè votano Lega?", dice Daniele Marantelli, unico deputato del Pd di Varese.


Articoli

<Ci vergogniamo per i preti pedofili> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 16-04-2008)

Argomenti: Alitalia

"Ci vergogniamo per i preti pedofili" la visita del papa Sull'aereo per gli Usa, Benedetto XVI affronta subito uno dei temi caldi del suo viaggio Roma. Non ha paura Papa Benedetto di affrontare subito uno dei temi caldi del viaggio negli States: la pedofilia nella Chiesa cattolica. "Ci vergogniamo profondamente e faremo tutto il possibile affinché questo non si ripeta in futuro" dice ai giornalisti che alle 13.00 sul Boeing 777 dell'Alitalia seguono la conferenza stampa che dà inizio al viaggio. Benedetto XVI ha definito "una grande sofferenza per la Chiesa negli Stati Uniti, per la Chiesa in generale e per me personalmente che sia potuto accadere. È difficile per me capire come sia stato possibile che i religiosi abbiano tradito in questo modo la loro missione". "Escluderemo completamente i pedofili dal sacerdozio - ha aggiunto - è meglio avere buoni sacerdoti che tanti sacerdoti". "Penso che i vescovi, i preti e tutti i cattolici faranno il possibile per assistere, aiutare e curare queste ferite in futuro", ha detto il Papa che ha proposto tre tipi di interventi. Escludere l'ingresso di pedofili nei seminari, "un grande impegno pastorale per la riconciliazione e la cura delle ferite" e, infine, una prevenzione affinché si assicuri "una profonda formazione spirituale, umana e intellettuale" ai candidati al sacerdozio. "Solo persone sane possono essere ammesse". Il Papa ha poi parlato della laicità statunitense che "può essere un modello per il vecchio continente". "Certamente - ha aggiunto - non possiamo importarlo nel contesto europeo; però bisogna osservarlo e prenderlo come esempio". Benedetto XVI si è detto "affascinato" dal "concetto positivo di laicità" che c'è oltre Atlantico e che permette a fedeli e comunità di esprimere "liberamente" la loro fede. Poi l'altro tema atteso: il ruolo delle Nazioni Unite. L'obiettivo è che salvaguardino i valori comuni dell'umanità e difendano i diritti umani che esprimono valori non negoziabili. A questo proposito, Ratzinger ha annunciato che parlerà con Bush anche del problema dell'immigrazione negli Stati Uniti. La conferenza episcopale americana si è espressa contro il muro costruito al confine, per evitare l'ingresso dei clandestini. Il Papa chiederà al presidente americano "un maggiore impegno" negli aiuti ai Paesi latino-americani, anche per fermare, nel lungo periodo, l'esodo da Sud a Nord. "È nell'interesse di tutti - ha rimarcato il Papa - che nessuno deve avere più il bisogno di emigrare e di lasciare il proprio Paese. È interesse anche degli Stati Uniti". Nella confusione di un normale martedì mattina, alle 12, puntuale il Papa è partito. Il saluto alle autorità italiane è sulla pista, sottobordo. Ad accompagnarlo alla scaletta dell'aereo c'è il presidente uscente del consiglio Romano Prodi. Tra i primi ad arrivare il Maestro delle cerimonie pontificie monsignor Guido Marini, alla sua prima trasferta in questo incarico. Bagaglio leggero il suo. Molti dei paramenti che userà Benedetto XVI sono stati infatti creati per l'occasione negli Stati Uniti. Il Boeing 777 Sestriere, che per l'occasione diventa "Shepherd one" come l'"Air Force One" del presidente degli Stati Uniti, accoglie i poco più di cento passeggeri più l'equipaggio. Come sempre in volo il Papa invia telegrammi ai Capi di Stato dei paesi sorvolati. Questa volta, oltre all'Italia anche la Francia ha ricevuto la benedizione di Benedetto XVI. Napolitano ha risposto: "Sono certo che il suo messaggio di pace e di solidarietà fra i popoli verrà accolto con emozione e piena condivisione del suo alto e profondo valore". All'arrivo a Washington alla base di Andrews il presidente Bush riceve il Papa alla scaletta, fatto insolito che sottolinea l'importanza della visita. I vescovi americani hanno preparato una notevole copertura mediatica. Si potrà seguire in streaming video, e con solo 15 minuti di ritardo, il live della visita tappa per tappa. Il primo vero incontro con George W. Bush sarà oggi, 16 aprile, giorno dell'81esimo compleanno di Papa Benedetto. Il presidente offre una cena di gala alla Casa Bianca, ma il Papa non ci sarà, preferisce riposare in vista dei tanti impegni di questa lunga visita. Ma intanto anche l'Osservatore Romano, il cui direttore Gian Maria Vian vola con il Papa, gli rivolge "gli auguri più affettuosi con l'antica espressione latina: ad multos annos, Sancte Pater". Angela Ambrogetti 16/04/2008 La Banchero Costa tutta partecipa sentitamente al dolore della famiglia Amoretti per la scomparsa del caro Odoardo Amoretti = Si è spento serenamente Marcello Antonelli di anni 94 Ne danno il doloroso annuncio le figlie Gabriella e Franca, i generi Duddi e Piero, gli adorati nipoti Emiliano e Sabrina. Un particolare ringraziamento a Gina per le amorevoli cure prestate. Il funerale sarà celebrato questa mattina alle ore 11,30 nella Chiesa dell'Ospedale San Martino. La presente quale partecipazione e ringraziamento. Campirio e Mangini Tel. 010.581.581-010.321.437 Lidia è affettuosamente vicina all'amica Gabriella per la scomparsa della mamma Maria Grazia Baldi ved. Laiolo Gli amici Francesca e Massimo Reghitto, Veronica e Giorgio Versari, Enrica e Giorgio vicini partecipano con tanto affetto al dolore di Gabriella, Diddi, Mauro, Carlo, Luigi per la perdita della dolce e cara mamma e nonna Bobi La famiglia Caneschi annuncia la perdita del proprio caro INGEGNERE Giorgio Caneschi I funerali si svolgeranno il giorno 17 C.M. ad Arezzo. La presente serve da comunicazione e ringraziamento. = È mancato all'affetto dei suoi cari Giuseppe Capra Ne danno il triste annuncio la moglie, la figlia ed i parenti tutti. Il funerale avrà luogo giovedì 17 aprile alle ore 10 presso la chiesa parrocchiale di San Pietro in Quinto. La presente quale partecipazione e ringraziamento. Genova 16 aprile 2008 La Generale Pompe Funebri Spa Tel. 010.41.42.41 I Condomini e l'Amministratore di via Divisione Acqui 28-30 partecipano al dolore dei familiari per la scomparsa del signor Giuseppe Capra = Dopo una vita sempre affrontata con il sorriso, si è spenta Lidia Cortesi ved. Aytano Lo annunciano la figlia Patrizia con Mauro, Marta e Francesca, la sorella Piera con Tonino, Danila e Carolina i nipoti tutti. Il funerale si svolge oggi mercoledì alle ore 11,30 nella chiesa parrocchiale di San Martino D'Albaro. Non fiori ma eventuali offerte all'A.I.S.M. sezione provinciale di Genova Genova 16 aprile 2008 La Generale Pompe Funebri Spa Tel. 010.41.42.41 = È mancato all'affetto dei suoi cari il MARESCIALLO MAGGIORE Michele Dello Ioio Medaglia d'oro al Valor Militare di anni 85 Ne danno il triste annuncio la moglie, i figli, le nuore, il genero, i nipoti, i fratelli ed i parenti tutti. Il funerale avrà luogo giovedì 17 aprile alle ore 15 nella parrocchia di Santa Margherita in Sori. Il Santo Rosario viene recitato oggi mercoledì 16 alle ore 19 presso le camere ardenti dell' Istituto Hospice di Bolzaneto. Un particolare ringraziamento al personale medico e paramedico dell' Associazione Gigi Ghirotti. Si prega di non inviare fiori, ma eventuali offerte all' Associazione suddetta. La presente quale partecipazione e ringraziamento. Genova 16 aprile 2008 La Generale Pompe Funebri Spa Tel. 010.41.42.41 = Improvvisamente ci ha lasciato serenamente Teresa Durante ved. Veneroni (Lina) di anni 94 Addolorati lo annunciano le figlie Dada e Cristina con Livio, e l' adorata nipote Federica. Il funerale avrà luogo giovedì 17 aprile alle ore 11,45 nella Parrocchia di S. Maria Immacolata via Assarotti. Un particolare ringraziamento ai dottori Crosio Pizzorni, Cristina Tedeschi, e alla cara Guadalupe per le cure prestate. La presente quale partecipazione e ringraziamento. Genova,15 aprile 2008 La Generale Pompe Funebri Spa Tel. 010. 41.42.41 Maria e Betty Cabona con Angelo, sono affettuosamente vicini alle cugine per la dipartita della loro mamma Lina Durante ved. Veneroni Mariucia Manara Romanelli con Elena e Gianni si unisce al dolore dei cugini Dada, Chicca e Livio per la scomparsa della cara Lina = Improvvisamente è mancato all'affetto dei suoi cari Luciano Frediani di anni 74 Ne danno il triste annuncio i figli Cinzia con Angelo, Stefano e Barbara, Monica con Massimo, i nipoti e parenti tutti. I funerali saranno celebrati giovedì 17 aprile alle ore 10 nella Chiesa di San Giuseppe Benedetto Cottolengo di Via Cellini. La presente quale partecipazione e ringraziamento. Campirio e Mangini 010.581.581 - 010.321.437 Oss Roberto, i ragazzi della Shitama della Pro Recco Karate e di Colle degli Ometti, partecipano vivamente al dolore della famiglia per la scomparsa del caro Roberto Liuzzi Il Presidente e il Consiglio Direttivo 50 & Più Fenacom Genova è vicino al proprio segretario Beatrice Losio per la perdita del suo caro papà Francesco Losio = È mancato all'affetto dei suoi cari Ernesto Peoni Ne danno il triste annuncio la figlia Paola, il genero Mario, la nipote Fancesca, i parenti tutti. I funerali avranno luogo oggi 16 aprile alle ore 10 nella Parrocchia SS. Angeli Custodi. La presente quale partecipazione e ringraziamento A.Se.F. del Comune di Genova Tel. 010 291.55.01 Caro nonno Ernesto L'esempio della tua onestà mi sarà sempre di guida nella vita. Ti voglio bene, Francesca. Nelly, Bruno e Barbara con Paolo si uniscono al dolore di Paola, Francesca e Mario per la perdita del caro zio Ernesto Peoni I Condomini e l'Amministratore di via G. Chiesa 9 partecipano al lutto della famiglia per la perdita del signor Ernesto Peoni Proprietà e colleghi dell'hotel Mediterranée di Pegli partecipano al dolore di Marco e famiglia per la perdita del papà Gino Polzi Luca ti siamo vicini per la perdita della tua mamma Monica I tuoi amici di sempre. 1999â??16â??aprileâ??2008 Teresa Parodi Bruzzone sei sempre con noi. 2004â??16â??aprileâ??2008 Giovanni Saglioni (Gianni) Tramontò la tua vita ma non tramonta nel cuore l'affetto dei tuoi cari. La moglie, la sorella, i parenti. 16/04/2008.

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Le due risposte al disagio dei milanesi - ivan berni (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 16-04-2008)

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Pagina III - Milano L'intervento Le due risposte al disagio dei milanesi IVAN BERNI Non capitava dai tempi di Formentini sindaco: in città la Lega torna in doppia cifra e tocca il suo massimo in periferia, nelle zone popolari. Delle non poche novità segnate dal voto per le politiche questo è, probabilmente, il dato più intrigante. Ridotta da tempo a percentuali quasi da testimonianza, la Lega torna a recitare in città un ruolo da protagonista sull'onda di diversi fattori. Il principale dei quali è la ritrovata capacità di incrociare disagio, protesta e insofferenza e di offrire, ancora, una qualche forma di identitarismo. Dentro il risultato leghista nelle periferie non c'è soltanto la richiesta di maggior sicurezza e l'esasperazione, gonfiata ad arte, per la convivenza forzata con i campi rom. C'è anche un segnale forte e chiaro inviato alla politica "romana" in relazione a due vicende che hanno segnato in profondità la campagna elettorale: la crisi Alitalia con l'abbandono di Malpensa e l'irrisolvibile emergenza rifiuti in Campania. Come avvenne nella prima metà degli anni 90, gli elettori hanno investito il partito di Bossi del compito di rappresentare l'insofferenza per una politica che ha sacrificato il territorio, l'economia e le infrastrutture ai propri interessi di casta, vedi il caso Alitalia-Malpensa. SEGUE A PAGINA VII.

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Il premier dovrà cambiare il passo della politica (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 16-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Bruno vespa Silvio Berlusconi ha 72 anni, è uno degli uomini più ricchi d'Europa, ha avuto successi straordinari nell'edilizia, nella televisione e nel calcio, è stato l'unico presidente del Consiglio italiano a governare ininterrottamente per cinque anni. Potrebbe dunque godersi meritatamente il suo benessere, le sue venti abitazioni distribuite nei posti più belli del mondo, cercarsi una più adeguata abitazione a Parigi, salire finalmente sulle sue barche che - nella vana attesa dell'armatore - dondolano pigramente con i suoi amici nei mari caldi. Se una persona con questo passato e queste disponibilità economiche ha deciso di candidarsi di nuovo alla guida del Paese e ha vinto le elezioni con un margine che pochi prevedevano, deve aver dato una svolta alla propria concezione della politica. Nei cinque anni del suo governo precedente, Silvio Berlusconi ha firmato molte riforme importanti e alcune leggi - dalla giustizia alla televisione - che pure inserite in quadri normativi ragionevoli hanno finito per favorirlo personalmente. Quel governo - il cui bilancio ad avviso di chi scrive resta nel complesso positivo - ha tuttavia sofferto per liti, impuntature, veti, ricatti all'interno della coalizione che ne hanno rallentato la marcia e compromesso l'immagine. Il punto più alto di autolesionismo si ebbe nell'ultimo anno di mandato con la "discontinuità" chiesta e ottenuta dal segretario dell'Udc Marco Follini, che impose a Berlusconi l'umiliazione di una crisi-lampo. Ma anche le liti tra Gianfranco Fini e Giulio Tremonti non giovarono certo né all'efficienza, né all'immagine del governo. Tutto questo è ormai alle spalle, ma deve servire di monito sia al presidente del Consiglio, sia ai leader delle forze che compongono la nuova e più ristretta coalizione. Berlusconi ha incassato dalle elezioni un sostegno popolare fortissimo e ha davanti a sé campo libero. Un suo nuovo mandato a Palazzo Chigi che gli farebbe battere i record di Giulio Andreotti e di Giolitti ha senso soltanto se egli sarà capace davvero di risollevare l'Italia dalla sua crisi ormai endemica e di lasciare un segno nella storia italiana moderna. Questo non è solo il Paese della Casta politica. È purtroppo il Paese delle caste: sindacati, associazioni imprenditoriali e professionali, alta e bassa burocrazia, cartelli d'interessi grandi e piccolissimi. Tutti guardano a sé e invitano ad operare nel giardino del vicino. Pochi sono disposti a rinunce per il bene comune. Berlusconi ha davanti a sé un compito enorme e ne ha ricordato nella conferenza stampa di ieri sera la drammatica evidenza: dalle infrastrutture alla burocrazia, dall'energia alla criminalità, siamo molto indietro rispetto agli altri Paesi europei. Una svolta tangibile in questi campi basterebbe da sola a qualificare una legislatura. Sorprende la sicurezza con cui ieri sera Berlusconi si è detto convinto di risolvere in breve tempo il problema dell'Alitalia e il piglio confermato nell'affrontare il dramma della spazzatura in Campania. Vedremo anche quali effetti avranno già prima dell'estate la detassazione degli straordinari e dei premi di produttività e il pur modesto adeguamento delle pensioni minime al costo della vita. Ma è il cambio complessivo di passo che ci si aspetta, dopo venti mesi in cui Romano Prodi è stato costretto a mediare ciò che mediare non si poteva. E in questo senso è attesa alla prova la Lega, che deve lasciare l'ottica di partito territoriale per assumersi le responsabilità di grande partito nazionale. Il favore con cui Berlusconi ha accolto ieri sera la decisione di Walter Veltroni di opporre al governo in carica un gabinetto ombra dell'opposizione, lascia immaginare un confronto serrato e probabilmente virtuoso sui singoli temi. La semplificazione parlamentare può fare il resto. Ma il timone è nelle mani del Cavaliere: può passare alla storia o galleggiare nel piccolo cabotaggio. A lui la scelta. Bruno Vespa, giornalista e scrittore, dirige e conduce "Porta a porta" su Raiuno. 16/04/2008.

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<Alitalia, la cordata è pronta> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 16-04-2008)

Argomenti: Alitalia

"Alitalia, la cordata è pronta" Le garanzie del Cavaliere: "Ci penso io". Ma i sindacati confermano la disponibilità a trattare con Air France roma. L'ottimismo del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: "La situazione si risolverà positivamente, e in pochi giorni". Il pessimismo del presidente della compagnia, Aristide Police: "La situazione è drammatica, abbiamo pochi soldi e poco tempo". La prudenza dei sindacati: "Per noi non è un problema riprendere un confronto con Air France-Klm". Il giorno dopo la vittoria elettorale del centrodestra e l'uscita di scena del governo che aveva spianato la strada all'arrivo di Air France, va in scena una nuova puntata della vicenda Alitalia. Con il neo premier che esclude un epilogo drammatico ("La situazione è tutto sotto controllo", garantisce a più riprese nel corso della sua trionfale giornata) e il presidente Police che, al contrario, nel corso di un vertice con i sindacati ribadisce che il futuro della compagnia è appeso a un filo. Sottilissimo. "Il momento è drammatico, ci restano pochi soldi - è l'allarme del numero uno di Alitalia - Il governo uscente non ha dato la disponibilità a farsi carico di un prestito ponte. E adesso la situazione è davvero grave". Già, grave. Ma quanto? Secondo le ultime analisi, Alitalia avrebbe risorse per poche settimane. Ma a preoccupare management e lavoratori è, soprattutto, l'ultimatum arrivato lunedì dalla Iata: "O la compagnia ci darà garanzie solide, oppure non sarà autorizzata a volare". Da qui la nuova apertura delle sigle sindacali: "Confermiamo l'intenzione di riaprire il confronto di merito con l'unico attuale potenziale acquirente. Oggi serve un intervento bipartisan per salvare l'azienda". Dice Mauro Rossi, segretario generale della Filt-Cgil: "Berlusconi? In campagna elettorale aveva un sacco di idee. Ora le verificheremo. Al momento si è palesato solo il progetto Air France, ma se ci saranno altre ipotesi le prenderemo in considerazione". Stessa cautela nelle parole di Claudio Genovesi, segretario nazionale della Fit-Cisl: "Oggi c'è un quadro diverso da valutare: siamo abituati a credere solo a quello che è sostanza. L'ipotesi di una nuova cordata esiste finora solo in dichiarazioni che ascoltiamo da tempo, ma che dopo il voto possono avere un peso diverso. La cordata italiana? Vedremo. Aspettiamo una proposta strutturata, prima di parlarne". Ciò che è necessario, suggerisce Genovesi, è comunque un prestito ponte. Anche a costo di violare le normative comunitarie: "L'Italia ha già molte procedure di infrazione: se se ne aggiunge una nell'interesse del Paese non è certo un dramma". Chi, invece, resta fermamente convinto dell'inutilità di proseguire l'attuale trattativa con Air France è l'assessore alle Infrastrutture della Lombardia, Raffaele Cattaneo. Rafforzato dalla netta vittoria elettorale del centrodestra e della Lega Nord (che nei Comuni vicini a Malpensa ha raggiunto percentuali bulgare), Cattaneo torna ad alzare la voce: "Ora che i risultati elettorali hanno delegittimato ancora di più i protagonisti di questa brutta vicenda, abbiamo davanti solo due possibili scenari: o Air France cambia in modo radicale il proprio piano industriale rivedendo le proprie posizioni su Malpensa o si apre immediatamente ad altri la possibilità di presentare una proposta alternativa in grado di rilanciare Alitalia ed allo stesso tempo di salvaguardare Malpensa". In questo secondo caso, "sono necessarie - aggiunge - tre settimane per una nuova due diligence: il tempo c'è, e adesso che il presidente Berlusconi ha preso in mano il dossier Alitalia molte cose cambieranno. Prodi ha perso fin troppo tempo, non ne perda altro frapponendo nuovi ostacoli nei giorni che ci separano dal nuovo governo". Berlusconi, per il momento, si limita a dispensare ottimismo: "Non succederà nulla di grave. Il problema va risolto in fretta, ma in modo tranquillo. Se è il caso di troncare i dialoghi con Air France? Al momento non posso rispondere. Di sicuro non ci saranno problemi ad avere una compagine italiana che rilevi la compagnia e Malpensa continuerà ad essere un hub importante". francesco ferrari francesco.ferrari@ilsecoloxix.it 16/04/2008 ' 16/04/2008 il pessimismodel presidenteLa situazione è drammatica: abbiamo pochi soldi e poco tempo per salvare la compagnia aristide policepresidente Alitalia 16/04/2008.

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Scajola: <Primo obiettivo, restituire risorse agli italiani> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 16-04-2008)

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Scajola: "Primo obiettivo, restituire risorse agli italiani" il candidato ligure L'ex ministro si schermisce davanti alle indiscrezioni che parlano di un suo ritorno al Viminale: "Non commento mai le voci" 16/04/2008 Roma. Lo danno fra i nomi sicuri della squadra di governo di Silvio Berlusconi, ma a chi gli chiede se ha preparato già l'abito blu da cerimonia risponde con una battuta: "Io uso più volentieri l'abito grigio scuro". È stato il trascinatore del Pdl in Liguria, ma se gli chiedi come ha fatto spiega che i liguri erano al bivio: dovevano scegliere tra "decadenza e rilancio", e hanno scelto il Pdl. Tutto qui? Sembra una cosa da niente. E invece Claudio Scajola ha messo in piedi il nuovo partito che ha staccato di nove punti il Pd e ha vinto anche in Liguria. Ma non c'è tempo per riposarsi: le scelte per il nuovo governo incombono. Lui non si tira indietro e all'opposizione lancia un messaggio: "Dialoghiamo sulle regole, ma ognuno faccia la sua parte, senza confusione di ruoli". A fine settimana, dovrebbe essere pronta la squadra di governo: 12 ministri e 60 membri in tutto. Non è un segreto che la Liguria si aspetti di vederla in campo. Senza fare anticipazioni, è pronto a tirare fuori dall'armadio il vestito blu? "Io uso più volentieri l'abito grigio scuro. Anche nelle più alte sedi istituzionali. E per principio non commento mai i "si dice"". Ici e detassazione degli straordinari: il governo partirà da qui. Ma quali altri provvedimenti arriveranno a breve, soprattutto per rilanciare l'economia in affanno? "Rimettere nelle tasche degli italiani un po' delle risorse sottratte dal governo Prodi è senz'altro il primo passo, sia perché tante famiglie,tanti lavoratori, tanti anziani hanno davvero il problema di arrivare alla fine del mese, sia perché questo significa un rilancio dei consumi e quindi delle aziende, dell'occupazione, della produttività. Ma certo, la competitività del sistema Italia prevede anche e soprattutto grandi interventi sulle infrastrutture, una diversa politica dell'energia, vere liberalizzazioni, che favoriscano la concorrenza". In Liguria, il Pdl ha ribaltato i ruoli e ha conquistato la maggioranza. È più merito vostro o è più merito della litigiosità degli avversari del Pd? E, a suo avviso, cosa ha soprattutto convinto i liguri a puntare sul governo Pdl-Lega? "La sinistra di governo ha penalizzato la Liguria in ogni modo. I grandi progetti che il governo Berlusconi aveva varato per la nostra regione si sono tutti arenati. La gente della Liguria se ne è resa perfettamente conto. Ma io credo che i liguri abbiano scelto il centro-destra anche per un'altra ragione: perché hanno avuto fiducia nel progetto di Berlusconi di realizzare una grande aggregazione dei moderati, dei cattolici, dei liberali, dei riformisti. È una scelta che guarda al futuro: la nostra Regione era davanti a un bivio fra la decadenza e il rilancio, fra l'immobilismo e l'efficienza. I liguri hanno scelto di guardare avanti, e questo avrà importanti conseguenze anche sulle prossime scadenze amministrative nella nostra regione". Dialogo con il Pd: Walter Veltroni tende la mano sulle riforme, ma Berlusconi fa sapere che l'opposizione non avrà la presidenza di una delle Camere. Non pensa che questa partenza possa compromettere una futura collaborazione e chiudere gli spazi del dialogo? "Mi pare un'obiezione davvero strana: la funzione di garanzia dell'opposizione è già esercitata dal Capo dello Stato, la cui autorevolezza è indiscutibile per chiunque, ma la cui storia politica è tutta interna alla sinistra. Se concedessimo all'opposizione anche la presidenza di uno dei due rami del Parlamento, due delle tre più alte cariche dello Stato toccherebbero a loro. Il che, avendo noi vinto le elezioni con nove punti di vantaggio, mi sembra sia davvero pretendere un po' troppo. È appena il caso di ricordare che nel 2006, di fronte a un pareggio elettorale, la sinistra non prese neppure in considerazione l'idea di concedere a noi una delle tre massime cariche istituzionali. Quali sono i temi su cui è possibile cercare il dialogo senza dare adito a sospetti di inciucio? "Il dialogo, per definizione, è possibile e anzi opportuno su ogni argomento. Questo però nella più chiara distinzione dei ruoli. Maggioranza e opposizione devono fare ciascuna la propria parte, ma questo non significa che l'interesse nazionale non debba venire comunque prima di tutto. Un'opposizione seria, costruttiva, ferma e serena è fondamentale per il Paese. D'altronde, la nostra maggioranza ha avuto un chiaro ed ampio mandato di governare da sola. Il Paese ha scelto e ci ha conferito grandi responsabilità. Possiamo e vogliamo onorarle al meglio. Certo, sulle regole della politica, sulle riforme delle istituzioni, ma solo su questo, con l'opposizione cercheremo di raggiungere un accordo". La Lega è determinante. Pier Ferdinando Casini sostiene che Bossi ha la golden share: non ritiene che questo possa condizionare i rapporti con l'opposizione e le scelte di governo (per esempio Alitalia)? "Non vedo perché: il successo della Lega è il successo di una componente essenziale della coalizione che ha sostenuto e sostiene Berlusconi. Dirò di più: in cinque anni di governo comune, la Lega è stata per Berlusconi l'alleato con il quale è stato più facile trovare un'intesa. I linguaggi sono talora diversi, i valori e i progetti sono simili o comunque perfettamente compatibili. Considero il successo della Lega una ragione in più di forza della maggioranza, proprio nell'affrontare i nodi difficili che abbiamo di fronte". Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 16/04/2008 Beni Culturali Da definire In prima fila c'è Paolo Bonaiuti, portavoce nazionale di Forza Italia: sarebbe la destinazione a lui più gradita. I giochi, però, in questo caso, non sono ancora fatti: potrebbe toccare a un altro "big" di FI come Sandro Bondi 16/04/2008 Pari Opportunità Mara Carfagna Dopo due anni di esperienza parlamentare, potrebbe esserci l'esordio "ministeriale" per la responsabile del movimento donne di Forza Italia. Ex show girl e conduttrice tv in Rai e Mediaset, è stata rieletta nelle liste del Pdl in Campania 16/04/2008.

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<La Lega è leale, non comanderà> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 16-04-2008)

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"La Lega è leale, non comanderà" Conferenza stampa-show di Silvio Berlusconi tra programmi e battute. "Nessuna presidenza all'opposizione" dal nostro inviato PAOLO CRECCHI Roma. "Via l'Ici", assicura a Radio Anch'io, e poi ecco la telefonata a Uno Mattina per rivelare che il progetto per contenere i prezzi "è già pronto", magari lo tirerà fuori al primo consiglio dei ministri che si terrà a Napoli, "questo ci scredita in giro per il mondo: la monnezza! Altro che il conflitto di interessi!". L'ultima battuta la riserva alla claque, che nel quartier generale dell'Eur ha occupato le prime file della platea dove si celebra il rito della conferenza stampa. I giornalisti si avvicendano al microfono e lui li guarda dall'alto in basso, indulgente e pure autoironico quando la macchietta di turno gli chiede se il suo carisma, "il suo carisma, presidente!", ha contato nel risultato elettorale: "Grazie, signora, lei può passare alla cassa". Ma quando arriva all'Eur, auditorium della Tecnica, Silvio III Berlusconi si è già illustrato al Paese con dovizia di particolari, radio, televisioni, agenzie che rilanciano dalle capitali europee i suoi contatti con "Sarkozy, Fillon, Gordon Brown, poi mi ha chiamato la Merkel e Putin, ecco, sì: giovedì siamo a cena insieme". Doppiopetto di Caraceni, camicia azzurra, cravatta blu, Silvio III affida all'etere e ratifica all'Eur il suo programma di governo. Chi prova a stuzzicarlo deve ritirarsi in buon ordine, "mi chiedete di Veltroni che non approva il mio inizio di legislatura? Per favore, parliamo di cose serie, la gente ne ha le scatole piene dei teatrini della politica". In prima fila lo applaudono Gianfranco Fini, cravatta gialla dopo quella rosa del trionfo, la Michela Vittoria Brambilla che spera di andare al governo, i colonnelli di An Gasparri-La Russa-Matteoli, la Nipote Alessandra Mussolini, Formigoni che gigiona sulle virtù lombarde, l'aspirante sindaco di Roma Gianni Alemanno. Tra i notabili sventolone che levati, anche da questi particolari si comprendono le proporzioni di una vittoria. "Ereditiamo una situazione difficile, per la congiuntura mondiale e per l'eredità che ci ha lasciato il governo ancora in carica". Pausa. "Questo non vuol dire che siamo preoccupati". Altra pausa. "Abbiamo già governato per cinque anni e stavolta faremo meglio, io ho imparato a scegliere tra cose utili e cose meno utili, metteremo subito le mani nella macchina dello Stato". Silvio III cederà al gusto innato del cabaret, alla fine, con battute a raffica sulla gioventù e sulle troppe donne nel governo spagnolo. Ma per una buona mezzora parla con il piglio dello statista che ha promesso di diventare, "voglio passare alla storia". E dunque: emergenza rifiuti, caso Alitalia, pensioni minime da adeguare al costo della vita, straordinari da detassare, grandi opere da riprendere, criminalità da combattere, pubblica amministrazione da riorganizzare. Poi, ma solo "quando i conti dello stato lo consentiranno", abolizione dell'Irap e delle tasse sulla proprietà. Silvio II e Silvio I non si sarebbero mai preoccupati di segnalare il dettaglio. Su Veltroni si sforza di apparire elegante, non resiste solo quando gli chiedono perché mai non ceda la presidenza di una Camera all'opposizione: "Scusate, ma chi ha governato fino a oggi ha tenuto per sé le massime cariche istituzionali, compreso il presidente della Repubblica. E io dovrei cederne due su tre"? Si passa l'indice sulla fronte. Ride. Si ricompone. Il governo sarà pronto entro la settimana e anche questa è una promessa, "in tutto meno di sessanta persone". La vocazione europea dell'Italia sarà onorata, "il vecchio saggio sono diventato io, tra i capi di stato, mi ricordo di quando sono stato eletto la prima volta che c'era Mitterrand". Si ricorda anche della Thatcher, il cavaliere, "mi disse: cinque anni di legislatura mi sono serviti per capire, gli altri cinque per governare? Noi abbiamo già fatto abbastanza la prima volta, ma ora possiamo davvero cambiare questo Paese". Gli chiedono della magistratura, dribbla con eleganza: "Ho il massimo rispetto dei magistrati, del resto mi hanno assolto in tutti e 93 i processi che ho subito: come potrei non averne? Sui pubblici ministeri chiedo solo che siano più equilibrati, hanno in mano la vita delle persone, la loro carriera deve essere separata da quella dei giudici". La lotta all'evasione fiscale? "Al contrario di quello che è stato detto trovo profondamente ingiusto che alcuni paghino le tasse fino all'ultimo e altri no". La riforma elettorale? "Veramente la legge ha funzionato, per me basterebbe assegnare il premio di maggioranza su base nazionale". Non è vero, dice, che la sinistra è fuori dal parlamento. Sta annidata nel Partito democratico, anche nelle sue forme più radicali: eppure "sono d'accordo sulla costituzione di un governo ombra, bravo Veltroni, risparmieremo un sacco di tempo". Benedicendo a destra e a manca la platea promette che le nomine (Finmeccanica, Enel, Eni) non avranno cappello politico, i manager saranno quasi tutti riconfermati. Invita a cena Bertinotti. Si augura che la sinistra voti i provvedimenti che condivide. Il Pdl? "Sarà il partito che segnerà i prossimi decenni". La Lega? "Con Bossi, dopo il terribile incidente che gli è capitato, siamo diventati fratelli. In cinque anni al governo non ha mai comandato e non comanderà in futuro. Governeremo insieme". Finisce con "le matte risate che mi sono fatto con Zapatero stamattina", le confidenze sulla signora russa, la spiritosaggine rivolta ai giornalisti: "Sono quindici anni che provate a farmi fuori, spero che abbiate capito come non sia possibile". Assolutamente. crecchi@ilsecoloxix.it 16/04/2008 PERCENTUALI E SEGGI sono i numeri più importanti e immediati, ma l'analisi dei numeri assoluti del voto può essere molto più indicativa. Ecco un confronto tra i voti di lunedì e quelli del 2006. Dopo tutti gli stravolgimenti politici degli ultimi mesi, si scopre che in realtà il voto è sorprendentemente stabile per le due coalizioni maggiori: ad esempio il Pd ha avuto praticamente lo stesso numero di voti dell'Ulivo 2006, e quasi tutto l'incremento della coalizione di Walter Veltroni (poco meno di 900 mila) è dovuto all'exploit di Antonio Di Pietro con l'Idv. Identico fenomeno a destra: il Partito della libertà ha avuto quasi gli stessi voti della somma di Forza Italia e An nel 2006 mentre l'incremento di Silvio Berlusconi (anche qui circa 900 mila voti) è dovuto al boom della Lega. Il solo vero sommovimento di domenica scorsa è il disastro della Sinistra arcobaleno, esclusa dal Parlamento dopo aver perso quasi tre milioni di voti, in parte andati a Di Pietro, in parte alla Lega anche per flussi intermedi, molto verso l'astensione, cresciuta di 1,7 milioni di voti. Notevole anche se ininfluente l'affermazione della Destra, che sottrae oltre 600 mila voti al Pdl, compensati però dal calo dell'Udc. 16/04/2008.

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Vertice bipartisan sul destino di alitalia - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 16-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Vertice bipartisan sul destino di Alitalia Lo chiede il governo uscente a Berlusconi. L'azienda: situazione drammatica Palazzo Chigi: non rinviabili decisioni dirimenti sul futuro della compagnia Il Cavaliere: "Decine di imprenditori disponibili" Il titolo vola LUCIO CILLIS ROMA - Silvio Berlusconi ha preso in mano il dossier Alitalia con l'idea della cordata italiana e il titolo vola in Borsa (+18%). A poche ore dal risultato del voto, il Cavaliere lascia intuire quale sarà il suo progetto. Sarà una partita tutta da giocare con la Lega che ha già chiesto di non lasciare Malpensa al proprio destino, come previsto invece dal piano di Air France. I francesi però non sembrano preoccuparsi più di tanto: il presidente della compagnia, Jean-Cyril Spinetta, attende riaperture dal nuovo governo (Giulio Tremonti è in contatto con Parigi) ma non è certo disposto a sconfessare il proprio piano di rilancio che, al momento, non prevede un ritorno di Alitalia nello scalo lombardo. Nei prossimi giorni arriveranno le prime risposte: Air France dovrà scegliere se limare il progetto o rinunciare ad Alitalia. A quel punto entrerebbe in campo la cordata italiana e probabilmente Lufthansa. Al netto del commissariamento. "Ho già visto nel corso di una seduta di lavoro Bruno Ermolli, il responsabile della società di consulenza che ha tenuto i rapporti con decine di imprenditori italiani medi e piccoli che si sono dichiarati disponibili ad aderire al mio appello" ha detto il futuro premier. "Queste persone - ha aggiunto - pensano che non avere una compagnia di bandiera sia un grave danno". L'impegno di Berlusconi resta dunque quello "di mantenere in volo la compagnia aerea di bandiera e ridare a Malpensa il ruolo di hub, risolvendo in modo tranquillo la vicenda". Ma l'esecutivo uscente chiede una soluzione bipartisan: "A seguito delle dichiarazioni rilasciate oggi dall'on.Berlusconi, il Governo ritiene indispensabile che la situazione venga approfondita in un incontro urgente con un rappresentante delegato dal leader della coalizione che ha vinto le elezioni", si legge in un comunicato di Palazzo Chigi emesso dopo una riunione tra i ministri Tommaso Padoa-Schioppa, Pierluigi Bersani e Alessandro Bianchi. Il sottosegretario Enrico Letta è incaricato di cercare la mediazione. Ieri, nel corso di un incontro con i sindacati di categoria, il presidente della compagnia Aristide Police ha sottolineato "la gravità della situazione". Ci sono "pochi soldi", avrebbe detto, "il tempo ormai è pochissimo e la situazione è drammatica". La cassa sarebbe agli sgoccioli. Senza contare che alcuni creditori esteri potrebbero presto bussare alla porta della Magliana. Per questo i sindacati coinvolti nella vertenza chiedono un intervento deciso. Magari anche quel prestito ponte fin qui negato dal governo Prodi in assenza di un compratore certo. Ieri al termine dell'incontro con Alitalia hanno chiesto un intervento bipartisan e riconfermato "la disponibilità già espressa nel recente incontro a Palazzo Chigi, ad un confronto di merito con l'unico attuale potenziale acquirente, ovvero Air France-Klm". Ma nemmeno per la cordata italiana le porte sono chiuse, Claudio Claudiani della Fit Cisl dichiara: "La priorità è assicurare oggi la continuità aziendale di Alitalia". Per Fabio Berti dell'Anpac la cordata italiana "farà bene alla trattativa". E Marco Veneziani, segretario della Uil Trasporti insiste: "Se c'è una cordata allora che venga allo scoperto in tempi brevissimi. Basta annunci, ora si proceda".

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Un commissariamento "soft" per lanciare la cordata italiana - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 16-04-2008)

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Economia Ermolli lavora a un pool di investitori che entrerebbe con un miliardo dopo l'amministrazione straordinaria Un commissariamento "soft" per lanciare la cordata italiana ETTORE LIVINI MILANO - Legge Marzano. Una squadra affiatata di manager per assistere il Commissario e un gruppo di investitori finanziari (più qualche esperto di settore) pronti a investire un miliardo di euro per rilanciare Alitalia con un nuovo piano industriale. Incassata la vittoria elettorale del Popolo delle libertà, la cordata tricolore per la compagnia di bandiera, forte dell'appoggio del nuovo Governo, inizia a prendere forma sotto la regia di Bruno Ermolli. L'ipotesi Air France ? salvo sorprese dell'ultima ora ? sembra destinata a sfumare. Parigi non intende rivedere il suo piano (soprattutto su Malpensa) e la crociata per l'italianità che ha regalato a Silvio Berlusconi un importante dividendo elettorale impone a questo punto di trovare soluzioni alternative. Il percorso e i tempi però ? vista la situazione finanziaria di Alitalia e il no della Ue a nuovi aiuti ? sono molto stretti. Lo stesso Ermolli non si fa illusioni e ritiene ormai quasi inevitabile il passaggio della compagnia attraverso la Marzano per avviare la ristrutturazione e la vendita. L'operazione però è piena di rischi. Se una compagnia si ferma solo per un paio di giorni o va in amministrazione straordinaria senza avere garanzie finanziarie di rilancio il rischio di crac (come ha ricordato il numero uno della Iata Luigi Bisignani) è dietro l'angolo. Si bloccherebbero le prenotazioni e i noleggiatori di aerei ritirerebbero i jet in affitto alla Magliana. Il super advisor di Silvio Berlusconi sta così lavorando a una Marzano "pilotata". Prima uscirebbe allo scoperto un pool di investitori (per lo più finanziari, senza AirOne e nemmeno ? pare ? i grandi nomi citati al Cavaliere) con un assegno da un miliardo pronto. Quindi Alitalia verrebbe affidata a una procedura concorsuale a più teste, con un commissario affiancato da una serie di manager di settore in grado di garantire la necessaria continuità del servizio. A quel punto ? con l'ausilio dei nuovi potenziali partner ? verrebbe messo sul piatto un nuovo piano industriale che partirebbe dalla situazione attuale (l'unico hub a Fiumicino) per varare un ricambio della flotta con aerei più nuovi e più piccoli e un rilancio all'insegna dell'italianità. La palla quindi passerebbe ai sindacati, a quel punto con le spalle al muro, per la sigla di un patto di produttività in grado di rendere compatibile le spese con la realtà di questa nuova Alitalia. Le attività di volo verrebbero scorporate del tutto da Az Servizi di cui a quel punto dovrebbero farsi carico altre realtà pubbliche, pena il fallimento. Alla fine di questo iter la cordata italiana potrebbe sottoscrivere un aumento di capitale e cercare dalle banche i soldi per completare il turnaround. E Malpensa? Anche Ermolli sa che al momento il rilancio dell'hub è quasi impraticabile con Alitalia. E quindi ci sono due alternative. O si lascia il campo libero a Air One, che sta studiando forti investimenti sullo scalo milanese, o si mette un nuovo vettore in condizioni di fare dell'aeroporto lombardo il suo hub. In pole position ci sarebbe Lufthansa che qualcuno vorrebbe coinvolgere in un secondo tempo in un'alleanza più articolata anche con la nuova proprietà di Alitalia.

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Berlusconi: "un'estate per le riforme" - claudio tito (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 16-04-2008)

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Berlusconi: "Un'estate per le riforme" Braccio di ferro tra Formigoni e Schifani per la presidenza del Senato Il Popolo della libertà Bondi andrebbe all'Istruzione, Lupi alla Sanità, la Brambilla viceministro CLAUDIO TITO ROMA - L'Alitalia, il Dpef, la "monnezza", le riforme. La "road map" dei primi 100 giorni del Berlusconi IV è fatta. Il Cavaliere l'ha già stilata. Vuole accelerare. Non solo sulle emergenze vere e proprie, ma anche sulle riforme. "Dobbiamo incardinarle subito, entro giugno", è il messaggio lanciato in queste ore. Ma il passaggio preliminare riguarda le elezione dei vertici di Montecitorio e Palazzo Madama e poi la formazione del governo. Il leader del Pdl è sicuro di poter presentare la squadra al Quirinale entro il 10 maggio: 16 ministri di cui 12 con portafoglio. La presidenza della Camera è riservata a Gianfranco Fini, quella del Senato vede in pole position il forzista Renato Schifani. La reclama pure Roberto Formigoni che, in caso contrario, alla fine potrebbe rinunciare addirittura ad entrare in Parlamento restando alla guida della Regione Lombardia. Ieri ne ha parlato con Berlusconi. Dentro Forza Italia, però, le resistenze non mancano. E il Governatore non intende rinunciare al Pirellone per un ruolo nazionale di secondo piano. A Palazzo Madama resta sullo sfondo la candidatura di Beppe Pisanu che al momento, però, risulta meno gettonata. Quanto all'esecutivo, la strada sembra segnata. Saranno due i vicepremier: Gianni Letta e Umberto Bossi. Anche se a Via del Plebiscito non escludono per il senatur la delega delle Riforme. Che allo stato spetterebbe a Roberto Calderoli. All'Economia andrà Giulio Tremonti, agli Esteri Franco Frattini, all'Interno Roberto Maroni. Per quanto riguarda la delegazione di An, Ignazio La Russa corre per la Difesa, Altero Matteoli per le Infrastrutture, Gianni Alemanno per le Attività produttive e Giulia Bongiorno per la Giustizia. Anche se sull'avvocatessa non mancano i dubbi dello stesso partito di Fini e di una parte di Fi. Tra i fedelissimi di Berlusconi, ci sarà Sandro Bondi destinato alla Pubblica Istruzione, Maurizio Lupi (ciellino lombardo come Formigoni) alla Sanità, Paolo Bonaiuti ai Beni Culturali ed Elio Vito ai Rapporti con il Parlamento. In questo caso Claudio Scajola sarebbe il capogruppo alla Camera. Se invece Vito restasse a Montecitorio, Bonaiuti slitterebbe ai Rapporti con il Parlamento e Scajola verrebbe "promosso" nella squadra di governo. La "quota rosa" poi, oltre alla Bongiorno, dovrebbe essere composta da Stefania Prestigiacomo (Politiche comunitarie), Mara Carfagna (Famiglia), Adriana Poli Bortone (Politiche agricole). Come viceministre ci saranno la leghista Rosi Mauro e Michela Brambilla. Per la delicata poltrona di sottosegretario alla presidenza del consiglio, infine, si profila una chance per Antonio Catricalà, l'attuale presidente dell'Antitrust. Per Berlusconi, però, il chiodo fisso stanno diventando le riforme. Vorrebbe un'estate di dialogo con il Pd. "Modificare la Costituzione, renderla moderna, adeguarla al nuovo sistema politico - conferma ai suoi - è la mia scommessa". è la scommessa di chi nell'ultimo mese ha ripetuto a destra e a manca che nel 2013 vuole chiudere la legislatura da "grande statista". La "diplomazia" forzista è al lavoro. Gianni Letta non ha mai interrotto i rapporti con Goffredo Bettini e pure Gaetano Quagliariello non ha smesso di aggiornare i contatti con il centrosinistra. Tant'è che sul tavolo del "premier in pectore" figura in bella vista il dossier sui possibili interventi. Con tanto di agenda e scadenzario, di priorità e interventi dilazionabili nel tempo. "Bisogna comunque fare presto", spiega al suo staff il Cavaliere. è convinto che il primo passo da compiere sia prendere atto del "bipolarismo". Così la prima "offerta" al Pd e all'Udc sarà la revisione dei regolamenti parlamentari. Un passaggio ineliminabile per sveltire i lavori delle Camere. "Del resto - osserva Quagliariello - basti pensare che al Senato ci saranno solo quattro gruppi parlamentari. Una novità di cui bisognerà prendere atto". L'altro "pacchetto" riguarda la Costituzione. In un primo momento Berlusconi aveva pensato ad una sorta di "Commissione Balladur". L'ipotesi è poi tramontata. Il modello di riferimento è comunque già pronto: il testo Violante approvato in commissione alla Camera solo qualche mese fa. Un progetto che prevedeva il monocameralismo, il Senato delle regioni e il rafforzamento dei poteri del premier. E che se aggiornato con la "devolution", il federalismo e l'attribuzione del potere di sciogliere le Camere al presidente del Consiglio, diventerebbe un punto di riferimento per il Pdl e la Lega. "Se modificata in quei termini - dice Calderoli - diventerebbe una buona bozza di lavoro".

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"vedrò il cavaliere sulle riforme ci dimostrino la buona volontà" - goffredo de marchis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 16-04-2008)

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Bettini, coordinatore dei Democratici: impossibile ribaltare il saldo negativo del governo "Vedrò il Cavaliere sulle riforme ci dimostrino la buona volontà" Tante spine da far dimenticare: Alitalia, l'indulto, i rifiuti, la Tav, il tesoretto e potrei continuare GOFFREDO DE MARCHIS ROMA - "Parlare di errori sarebbe fuori luogo e ingeneroso". Anzi, per Goffredo Bettini, coordinatore del Partito democratico, Veltroni "è destinato ad aprire un ciclo nuovo della politica italiana e i cicli in Europa durano 5-10 anni. Da nessun parte alle prima difficoltà si rompono le righe". Dunque, si riparte da Walter, da una sconfitta che è figlia "del saldo negativo del governo di centrosinistra impossibile da ribaltare in così poco tempo". E Bettini ha già un appuntamento con Silvio Berlusconi per affrontare il tema delle riforme, come ha rivelato lo stesso Cavaliere ieri. Avevate in mente una sorta di larga intesa già prima del voto? "Ma no. Noi abbiamo sempre detto che il piano del governo è separato da quello delle regole del gioco, delle riforme. E abbiamo aggiunto che siamo disponibili a un dialogo serio ricordando che eravamo giunti già prima delle elezioni a un passo dall'accordo possibile". Però Berlusconi ha annunciato che prenderà la presidenza di entrambe le Camere. "Non è un buon inizio, desta parecchie preoccupazioni. Berlusconi dice anche questa legge elettorale non è così male ma va corretta soltanto per il premio di maggioranza al Senato. Quindi sia nel metodo sia nel merito i primi passi dimostrano una scarsissima considerazione delle opinioni e del peso dell'opposizione. Noi non gettiamo la spugna. Insisteremo nel dire che sarebbe opportuno affidare una presidenza all'opposizione e che questo rasserenerebbe il clima politico. Veltroni ha anche accennato a un'altra questione che riguarda il commissario alla Ue. Insomma, ci sono varie vie per dimostrare che la disponibilità della destra non è solo una chiacchiera". Allora l'incontro con il Cavaliere slitta? "Quello di Berlusconi era più un gesto di cortesia di fronte ai miei auguri di buon lavoro che un'iniziativa politica". Su quali temi potete incontrarvi in Parlamento con l'altra opposizione dell'Udc? "Innanzitutto faccio un apprezzamento per il modo in cui Casini ha condotto la campagna elettorale con notevole coraggio per la scelta di autonomia, ma anche per aver tenuto il punto su alcuni temi come 194 e immigrazione. Ora la collocazione di Casini all'opposizione rispetto a Berlusconi mi sembra netta". Il rapporto con l'Udc significa che il Pd torna a recitare il ruolo di partito della sinistra e basta? "Noi continueremo a mantenere saldamente il profilo riformista del Pd. Questa scelta ci ha consentito di avere un risultato rilevante e un recupero guidato da Veltroni che ci porta a 5 punti sopra il voto di Ds e Margherita nel 2006. Noi non dobbiamo rappresentare quelli che non ci sono in Parlamento. Detto questo, sappiamo che un pezzo di elettorato importante non ha una rappresentanza e quindi staremo molto attenti ai problemi reali di questa fetta del Paese". Quali errori vi hanno portato a una sconfitta così netta? "Noi siamo partiti da una condizione drammatica. Venti punti sotto, dicevano tutti i sondaggi. Tante spine da far dimenticare: Alitalia, l'indulto, i rifiuti, la Tav, il tesoretto e potrei continuare. Nonostante questo, abbiamo impiantato la più grande forza riformista che l'Italia abbia mai conosciuto. Siamo andati di gran lunga oltre il voto del 2006 e abbiamo suscitato nelle piazze nuove energie giovani che sono un enorme patrimonio democratico. Nella Capitale per dire siamo al 41 per cento il che conferma la bontà del modello Roma, altro che storie. Parlare di errori perciò è ingeneroso e fuori luogo". Volevate, di fronte a un buon risultato, rinnovare il gruppo dirigente del Pd. Adesso che succede? "Andiamo avanti. Accentuando molto la spinta al rinnovamento, che però non significa improvvisazione né apertura generica alla società civile. Significa spazio alle forze giovani oneste e competenti esterne o anche cresciute nei partiti e che in molti casi sono poco valorizzate anche perché meno adatte a costruire cordate o lobby".

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Putin subito a cena da berlusconi bush: "impazienti di lavorare con lui" - rosalba castelletti (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 16-04-2008)

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Putin subito a cena da Berlusconi Bush: "Impazienti di lavorare con lui" Il mondo ROSALBA CASTELLETTI "Sono stato trattenuto dalle tante telefonate di leader mondiali che si congratulavano": Silvio Berlusconi arriva in ritardo alla conferenza stampa prevista nel pomeriggio, ma le scuse diventano il pretesto per enumerare ai giornalisti gli "amici" stranieri sentiti in giornata, "tutti convinti - assicura - che il risultato elettorale sarà foriero di grandi cambiamenti" per l'Italia. Il primo a chiamare è il presidente francese Nicolas Sarkozy: "una lunga e bellissima telefonata" aveva detto in mattinata in collegamento con Radio Anch'io, durante la quale - precisa più tardi - non fa però alcun accenno alla vicenda Alitalia. Le "vive felicitazioni" del capo dell'Eliseo giungono anche più tardi per iscritto accompagnate dalla volontà "d'avviare una concertazione molto stretta" con l'Italia, "partner essenziale" in vista del semestre di presidenza dell'Ue che inizierà l'1 luglio. Più tardivi, a causa del fuso orario, i rallegramenti di George W. Bush: "il presidente è impaziente di lavorare di nuovo" con Berlusconi, dichiara la portavoce della Casa Bianca Dana Perino non appena si fa giorno negli Usa. Anche la cancelliera tedesca Angela Merkel si dice "ansiosa di collaborare con Berlusconi" congratulandosi per il "convincente successo elettorale" e invitandolo in Germania. Ma il primo impegno internazionale del futuro premier sarà l'incontro di domani in Sardegna con Vladimir Putin. "Sarà da me a cena per la sua ultima uscita ufficiale da presidente della Federazione russa, poi torneremo colleghi primi ministri" spiega il vittorioso leader del Pdl che, una volta insediatosi a Palazzo Chigi, potrebbe accogliere l'invito del premier israeliano Ehuld Olmert a partecipare ai festeggiamenti del 60° anniversario dello Stato ebraico. Prospettiva che spinge Hamas a chiedere a Berlusconi di smarcarsi dalla politica regionale degli Stati Uniti "fomentatrice di odio" che "non aiuterà la soluzione dei conflitti". Aspettativa che, secondo l'autore di Citizen Berlusconi Alexander Stille, verrà disattesa: "Washington potrebbe chiedere un maggiore impegno dell'Italia, per esempio in Afghanistan", già auspicato del resto dal sottosegretario di Stato Kurt Volker. Secondo l'ex-consigliere di Clinton Charles Kupchan, il terzo governo Berlusconi non cambierà le relazioni con gli Usa, ma non potrà "compiere quelle importanti riforme di cui l'Italia ha davvero bisogno": una nota stonata tra le tante "congratulazioni sentite e non di pragmatica", le definisce il leader del Pdl, come pure il commento diffuso su al-Hesbah, un forum propagandistico di al-Qaeda. "Che Allah lo maledica - scrive un utente - e scateni la sua rabbia contro di lui e contro il Papa cattivo".

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<Alitalia indispensabile per l'Expo> (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-04-2008)

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Primo Piano Pagina 105 "Alitalia indispensabile per l'Expo" Ma Berlusconi lascia uno spiraglio alla trattativa con Air France --> Ma Berlusconi lascia uno spiraglio alla trattativa con Air France La vicenda Alitalia e l'emergenza prezzi e salari. Sono solo alcune delle questioni che Berlusconi dovrà affrontare subito. ROMA Stop all'Ici sulla prima casa, via libera al bonus bebè da 1000 euro, ma anche misure per adeguare pensioni e salari al costo della vita: sono questi i provvedimenti che il nuovo governo Berlusconi varerà già al primo Consiglio dei ministri. Riunione che si terrà, come ha annunciato il Cavaliere, a Napoli: un modo per rappresentare la centralità della lotta all'emergenza rifiuti. La "spazzatura" e Alitalia sono infatti i due dossier principali, ai quali il premier in pectore ha iniziato a lavorare ancora prima di ottenere la vittoria. Federalismo fiscale e misure contro il caro-prezzi sono le altre priorità. VIA ICI Cancellare subito una delle tasse più odiate dagli italiani: quella sulla prima casa. È questa una delle promesse chiave del Cavaliere. Il disegno di legge è già pronto e sarà varato dal primo Consiglio dei ministri. La Lega chiede però forme di compensazione per i Comuni. BIMBI E FAMIGLIE Subito via libera a un bonus di 1000 euro per i nuovi nati e al quoziente familiare. LAVORO Sempre nel primo Cdm via libera alla detassazione degli straordinari e del premio di produttività. Il leader del Pdl ha spiegato di puntare sulla detassazione degli straordinari e non sulla decontribuzione per la mancanza di risorse. PENSIONI Subito sù quelle minime, "adeguandole", afferma sempre Berlusconi, "al costo della vita". PREZZI "Vedremo", ha detto sempre Berlusconi, "quali saranno le possibilità di intervento "rispetto all'aumento dei prezzi". "Abbiamo già in mente qualcosa, anzi un progetto preciso che metteremo in atto subito per contenere i prezzi, a partire dalle catene alimentari e dai consorzi di commercio". ALITALIA Il Cavaliere si è messo già al lavoro e ieri ha "avuto una seduta di lavoro", ha detto, "con il dottor Bruno Ermolli, responsabile della società di consulenza che ha tenuto i rapporti con decine di imprenditori italiani disponibili al mio appello". "Per fortuna siamo intervenuti e non ci saranno difficoltà a difendere la compagnia di bandiera", ha aggiunto Berlusconi, "sarebbe il colmo non averla dopo l'assegnazione dell'Expo". Non solo. Berlusconi non ha escluso che vi sia un margine, seppur piccolo, per chiudere la trattativa con Alitalia, magari con una soluzione che permetta la governo italiano di mantenere una sorta di golden share, una quota privilegiata del capitale per pesare sulle scelte della compagnia. E non è escluso che della questione Berlusconi abbia discusso ieri durante il suo colloquio telefonico con il presidente francese Sarkozy. FEDERALISMO FISCALE È "a prima cosa che faremo", ha ribadito Umberto Bossi, "è il federalismo fiscale per non dover andare più a Roma a elemosinare gli spiccioli".

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Classe operaia, i tormenti nell'urna (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-04-2008)

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Primo Piano Pagina 114 Classe operaia, i tormenti nell'urna Speranze e scetticismo tra le tute blu di Villacidro e Portovesme --> Speranze e scetticismo tra le tute blu di Villacidro e Portovesme Viaggio tra operai rimasti senza lavoro a Silius, Villacidro e nella zona industriale del Sulcis. Analisi del voto: chi rimpiange il centrosinistra, chi spera in una svolta. Sotto le sferzate del vento della crisi. DAL NOSTRO INVIATO PAOLO CARTA VILLACIDRO Tre anni fa, al tempo del governo Berlusconi, Matteo Saba, ventenne villacidrese, aiuto pizzaiolo, cioè infornatore di margherite con capperi e acciughe, era stato costretto a emigrare. "A Genova ho trovato un lavoro, con tanto di assicurazione". L'anno scorso, al tempo del governo Prodi, era rientrato in Sardegna: "Lavoro in nero e precario: dieci giorni sì, un mese no". Ieri all'ora dell'aperitivo nel bar Terminal di Villacidro, poca voglia di commentare i risultati delle nuove politiche, il cambio di governo, l'elezione in Parlamento di un concittadino come Siro Marroccu: "Sto preparando di nuovo le valigie. Ho provato a bussare porta a porta nella zona industriale di Villacidro. Niente. D'altronde era una speranza vana. Le fabbriche stanno cercando di salvarsi, di non chiudere, altro che assunzione di giovani". L'ANALISI Viaggio tra disoccupati e precari e cassintegrati e lavoratori in mobilità dell'ex grande provincia di Cagliari che adesso ha gemmato anche Sulcis e Medio Campidano. Il giorno dopo la vittoria del centrodestra di Silvio Berlusconi è il tempo dell'attesa tra speranza e scetticismo. Mauro Caddia, 33 anni, scrittore di Villacidro, invita a reagire: "Inutile aspettarsi troppo da Governo o Regione o Provincia o Comune. Per uscire da questa situazione occorrono inventiva, capacità, creatività. Basta con una società fondata sulla politica e sull'aiutino. È cambiato il governo, cosa volete che cambi per un giovane di Villacidro?". SCAINI Diverso l'atteggiamento dei cento ex lavoratori della Nuova Scaini, l'azienda che costruiva batterie per auto, che potrebbe riaprire ma non si sa bene né quando né come. Luigi Antonio Lampis spiega che non è il momento di analizzare il voto o quant'altro: "Qualcuno dovrebbe essere assunto in un'altra fabbrica di Villacidro, la Keller, altri nella nuova impresa, chi è vicino alla pensione dovrebbe entrare negli enti locali. Restiamo in attesa. Di buone notizie da Stato o Regione. Tutti devono sapere solo questo: la disperazione ha raggiunto il livello di guardia". KELLER Più loquaci gli operai della Keller. I loro vagoni ferroviari sono stati richiesti in Iran, il cambio politico alla guida del Paese li preoccupa e non lo nascondono. "C'è qualcuno tra noi - rivela Marco Branca, operaio della Keller - che ha votato Berlusconi. La stragrande maggioranza era con Veltroni e adesso ha paura. Non vogliamo che una politica pro Lega o a favore del Nord penalizzi il Sud. E poi temiamo ripercussioni nel Medio Oriente. Berlusconi ha annunciato che la sua prima visita all'estero sarà in Israele". Il futuro della fabbrica? "Abbiamo il problema del trasporto merci che Trenitalia vuol sospendere in Sardegna dal 30 giugno - prosegue Marco Branca - I nostri treni rimarrebbero in fabbrica invenduti. Il Governo deve intervenire, la patata bollente passa a Berlusconi e riguarda una zona dove la disoccupazione non è mai stata così alta". CARBONIA Profondo Sulcis, il martedì dopo il voto è una giornata come le altre per i trecento lavoratori in mobilità rimasti senza la proroga dell'assegno di 540 euro al mese. Così Efisio Ibba, 54 anni, ex lavoratore alla centrale Enel di Portovesme, Franco Massidda, 57 anni, ex dipendente nel cantiere di Flumentepido si presentano come sempre negli uffici Cgil di Carbonia. Per chiedere notizie. Solita trafila, a prescindere dal colore del governo. "Volevamo bruciare le schede elettorali, non l'abbiamo fatto perché riteniamo un dovere esprimere il nostro parere nell'urna. Ora è chi governa che deve fare il proprio dovere. No, non mi aspettavo una vittoria di Berlusconi e non sono contento. Aveva promesso un milione di posti di lavoro, ha solo creato precariato e incitato a non pagare le tasse e a lavorare in nero". Il loro collega Giovanni Porcu, 55 anni, la pensa diversamente: "La svolta mi fa sperare, peggio di così non potrà andare" A SILIUS Una volta la classe operaia per andare in paradiso lottava, partecipava alle riunioni sindacali e di partito, votava. Adesso a Silius non più. Bassa affluenza alle urne, 56,168 per cento. E il motivo, ovviamente, è legato alla miniera di fluorite. Resta chiusa mentre il minerale nel mondo ha raggiunto quotazioni record (330 euro a tonnellata). Mentre si è scoperto che nel sottosuolo del Gerrei ce ne sono due milioni di tonnellate pronte a essere prelevate e vendute. "La gente ha disertato il voto - spiega Jeanette Jeffery, vedova di un minatore - perché non ha sentito l'appoggio né della destra, né della sinistra". LA LAVERIA Laveria di Assemini, dove il sottosuolo estratto nel Gerrei diventava piombo, fluoro, sabbia e fango: tra i 22 operai impegnati nella manutenzione degli impianti, l'analisi del voto è più politica. "Per noi cambia poco o nulla, la miniera riaprirà quando sarà fatto un altro bando - spiega Paolo Garau, 53 anni, asseminese - rispettando le regole dell'Ue che impediscono gli aiuti di Stato. Personalmente credo poco nella politica di Berlusconi. Che da liberista dovrebbe essere felice del passaggio di Alitalia ad Air France e invece contesta questa scelta. La sconfitta elettorale è colpa della sinistra, storicamente sempre divisa su tutto e che non ha saputo governare il Paese. Resto dell'idea comunque che è importante ambire a un futuro migliore per tutti, più giusto. Per esempio senza precariato, senza guerra". Luciano Meloni, di Uta, 36 anni di lavoro nella Mineraria Silius, non nasconde la sua preoccupazione: "Il centrosinistra difendeva la classe operaia, il centrodestra esprime logiche diverse e quindi temo per il futuro di noi minatori. Ma soprattutto per mio figlio, costretto a emigrare a Barcellona per lavorare. Difficilmente tornerà in Sardegna, neppure in Italia. E la fuga dei giovani è la peggiore sconfitta per chi governa un paese, da destra o sinistra".

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Berlusconi: l'Unità va dismessa... Affonda contro il nostro giornale fuori dal coro. Veltroni: la democrazia è fatta così (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 16-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Berlusconi: "l'Unità va dismessa..." Affonda contro il nostro giornale fuori dal coro. Veltroni: la democrazia è fatta così di Natalia Lombardo/ Roma Il BERLUSCONI TERZO si è messo il doppiopetto e diffonde volontà di dialogo sulle riforme, ma precisa come la vede: "Dato che il Pd ha copiato molti punti del nostro programma, se le sinistre volessero aggiungere il loro voto al nostro, sarebbe meraviglioso". Insomma, dialogo per il leader del Pdl vuol dire adesione alle sue proposte. E non serve neppure "riesumare" una Bicamerale, semmai è solo un "punto di partenza" per le riforme dello Stato tra le quali dare più potere al premier. Berlusconi conferma che il "Porcellum" elettorale funziona, il referendum è "inutile" o già perso. In compenso apre al dialogo con un "governo ombra" del Pd: "Ci sarebbe chiarezza di rapporti, non si perde tempo" i ministri competenti possono dialogare. Ma non si parli di dare la presidenza di una delle Camere all'opposizione. "Abbiamo vinto con nove punti in più, la sinistra si è tenuta le tre cariche istituzionali, e ora dovrei darne una? Ma siamo seri" e si passa due dita sulla fronte come dire: "e che c'ho scritto Giocondo?". Abbandonati gli show da giullare in blu della campagna elettorale, Silvio Berlusconi tenta di mostrare una statura da statista, impettito sul podio nella sala dell'Auditorium di Confindustria. In platea ci sono anche Fini e La Russa, con i quali ha studiato la scacchiera di governo da completare in settimana. Entro fine anno ci sarà il congresso del partito unitario. Berlusconi continua a martellare il bollino di garanzia per Bossi: "La Lega non ha mai comandato in cinque anni di governo. Possono usare iperboli e paradossi ma al tavolo delle decisioni sono molto ragionevoli". Sarà per il titolo di ieri (Torna Berlusconi, comanda Bossi") che il leader del Pdl attacca di nuovo l'Unità, suggerendo "a chi la produce di darsi una regolata: le accuse nei miei confronti sono offensive", ha detto ieri a "UnoMattina", chiedendo ai vertici del Pd di "dismettere certe posizioni di contrasto come quella fatta propria oggi dall'Unità". In conferenza stampa poniamo il problema e il leader del Pdl insiste: "Anche oggi - ieri- c'era molto veleno, molto fiele, un ribaltamento della realtà, come succede di solito in un giornale che, secondo me, non dovrebbe essere distribuito nelle piazze di Roma da D'Alema e da Veltroni". Gli stessi, ha aggiunto, "che se ne lavano le mani e dicono che per loro è un cruccio". Facciamo notare che un editore liberale, quale si dice, dovrebbe rispettare la libertà d'espressione, e Silvio ripiega nelle battute: "Infatti. Ha mai avuto notizia di attentati alla distribuzione?", poi con un sorrisone aggiunge, "quello che faremo semplicemente sarà togliere il finanziamento pubblico...". Ma no, "stia traquilla, era una battuta". E se la cava così con tutti i giornali di partito... "Non decido io la linea editoriale dei quotidiani", ribatte Veltroni "la democrazia è fatta così: se avessi avuto questa suscettibilità nei confronti degli attacchi personali che ho ricevuto, sarei stato di umore molto più scuro. Gli attacchi personali sono poco brillanti, ma prima di guardare da un'altra parte occorre guardare in casa propria". Il dialogo non è così facile. Anche per Berlusconi "non è un buon inizio" l'atteggiamento di Veltroni, e lancia una stoccata al riformismo del Pd: "Non è vero che la sinistra non c'è più in Parlamento, si chiama Pd, putroppo una parte è ancora legata all'ideologia". Il cavaliere aveva esultato per la scomparsa della sinistra ma si dice tanto "dispiaciuto" per Bertinotti che lo inviterà a cena per dirgli, "da Palazzo Chigi, che gli sono vicino". Poi ripete le promesse: taglio dell'Ici, pensioni, via il bollo auto (con molta cautela ), risolvere i problemi rifiuti e Alitalia. Pugno duro sugli immigrati con la Bossi-Fini, riesuma le "tre i" nella scuola con apprendistato in società private. "Imprescindibile" la separazione delle carriere per i pm. Silvio III non si cura delle critiche dall'estero: "parleranno i fatti". E già bastano le telefonate di auguri di Bush, Sarkozy, Angela Merkel. Gordon Brown. Il messaggio di Barroso, presidente della Commissione Ue. Rapporto privilegiato con Putin, che domani sarà da lui in Costa Smeralda. "Con Zapatero ci siamo fatti matte risate al telefono, spero di collaborare con lui". Governo rosa? "se l'è voluta lui...", è la solita battuta. Troppo rosa, in Italia non si può "perché c'è una prevalenza di uomini".È il Psoe a ricordare a Silvio che "in Italia le donne adatte ci sono".

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Fiat in discesa (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 16-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Fiat in discesa Chiusura incerta per la Borsa, che ha chiuso una giornata altalenante con una lieve flessione dei principali indici. Il Mibtel ha limato lo 0,08%. A penalizzare un andamento che nelle fasi centrali della giornata è stato il rialzo è stata la debolezza di Wall Street dopo un avvio promettente. Piazza Affari ne ha risentito con flessioni marcate soprattutto su alcuni dei principali valori: in particolare, Fiat, il più trattato con oltre 1,2 miliardi di controvalore degli scambi su un totale di 5,2, ha risentito del calo di immatricolazioni di auto in marzo e ha perso oltre il 5%. Hanno invece beneficiato del risultato elettorale tutti i titoli legati in qualche modo alla ripresa delle grandi opere promessa dal prossmo premier Silvio Berlusconi: in particolare Impregilo e Atlantia mentre Alitalia sale del 18% e gli energetici sono stati favoriti dai nuovi rialzi del petrolio. Seduta a due facce invece per Mediaset che in corso di seduta ha oscillato tra un massimo di più 3,16% e un minimo di 5,94%.

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Alitalia, il governo chiede un incontro con Berlusconi Allarme per la compagnia: pochi giorni di vita Ritornano la cordata italiana e l'ipotesi Aeroflot (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 16-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Alitalia, il governo chiede un incontro con Berlusconi Allarme per la compagnia: pochi giorni di vita Ritornano la cordata italiana e l'ipotesi Aeroflot di Roberto Rossi / Roma INCONTRO Come era prevedibile la partita Alitalia cambia tavolo. Il governo Prodi ha deciso ieri sera di coinvolgere nella complessa trattativa anche il Popolo delle libertà. Per questo, come ha spiegato il sottosegretario Enrico Letta in una nota, ha ritenuto indispensabile convocare "un incontro urgente con un rappresentante delegato dal leader della coalizione che ha vinto le elezioni". La richiesta è stata voluta anche per fare chiarezza attorno al gruppo. Ieri, infatti, Berlusconi è tornato a parlare di una cordata italiana interessata all'acquisto del gruppo. A Porta a porta il leader del Pdl ha dichiarato che "molti imprenditori di grande rilievo si sono fatti avanti per garantire un impegno perché l'Alitalia resti italiana. È un'offerta senza possibilità di ritorno all'indietro e prevedo una soluzione entro un mese da oggi". Ma, allo stesso tempo non se la sente di escludere che vi sia ancora un margine, magari piccolo, per chiudere la trattativa con Air France. "Non posso dare una risposta al riguardo, me ne occuperò - aveva detto parlando dal palco dell'Auditorium della Tecnica dell'Eur - quando avrò responsabilità di governo". Lunedì, ha spiegato il futuro premier, "ho avuto già una seduta di lavoro con il dottor Bruno Ermolli, il responsabile della società di consulenza che ha tenuto i rapporti con decine di imprenditori italiani medi e piccoli che si sono dichiarati disponibili al mio appello". L'impegno, ha detto ancora Berlusconi, è per "mantenere la compagnia aerea di bandiera come nazionale. Sarebbe il colmo - ha aggiunto Berlusconi - che, dopo che Milano si è aggiudicata l'Expo del 2015, non ci fosse vicino a quella città un hub importante come Malpensa". Aggiungendo: "La situazione è tranquilla" anche se "dovremo fare in fretta e bene". La proposta del governo ha trovato anche il benestare sindacale. Ieri le nove sigle raccolte attorno ad Alitalia avevano espresso la necessità di un intervento politico bipartisan. Questo per dare all'Alitalia la solidità finanziaria necessaria ed evitare il fallimento. La richiesta è venuta dopo l'incontro, definito da fonti interne "interlocutorio", avuto con il presidente del gruppo aereo Aristide Police. "Convinti che Alitalia rappresenti un interesse strategico per il Paese - hanno scritto i sindacati in una nota unitaria -, nel rilevare un mutato scenario determinato dall'esito elettorale, in cui anche la vicenda Alitalia è inserita, sindacati e associazioni professionali ritengono indispensabile un intervento congiunto delle forze politiche al di là degli schieramenti partitici". Quello che chiedono i sindacati è dunque un intervento che, in sostanza, sblocchi il prestito ponte e dia in questo modo alla compagnia le risorse necessarie - Alitalia, al 29 febbraio, aveva liquidità per 180 milioni - per non dover lasciare gli aerei a terra. "Ci sono pochi soldi, poco tempo e la situazione è drammatica. Peraltro il governo uscente non ha dato disponibilità a prestiti" ha sottolineato Police. Il prestito ponte, anche nel caso che venga elargito, dovrebbe superare però lo scoglio di Bruxelles. La Commissione europea ha sempre fatto sapere che non avrebbe più avallato interventi pubblici che non fossero a "condizioni di mercato". Uno dei modi per oltrepassare l'ostracismo europeo, e qualche riluttanza italiana, è quello di avere un accordo con Air France. Che però, alla luce delle parole di Berlusconi e sempre ammesso che rispondano a verità, sembra lontano (tra l'altro ieri è rimbalzata la voce di un nuovo interessamento della russa Aeroflot). Ieri, comunque, i sindacati si sono detti pronti a riprendere la trattativa. Confermiamo, è scritto nel documento congiunto, "la disponibilità già ufficialmente espressa in occasione dell'incontro a Palazzo Chigi lo scorso 10 aprile ad un confronto di merito con l'unico attuale potenziale acquirente". La via del prestito però non piace alla Lega. "Come dice anche l'Unione europea - ha spiegato ieri Roberto Maroni - il governo non può mettere neanche un centesimo nelle casse di Alitalia. Quindi o la compra qualcuno o c'è il fallimento e per evitare il fallimento c'è la legge Marzano, che è la strada giusta da seguire". E cioè il commissariamento. Una soluzione che aprirebbe le porte allo spezzatino con enormi sacrifici occupazionali.

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Il leader del Pdl: In molti si sono fatti avanti perché Alitalia resti italiana. Entro un mese la soluzione (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 16-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Il leader del Pdl: "In molti si sono fatti avanti perché Alitalia resti italiana. Entro un mese la soluzione".

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Confalonieri: si cambia Giustizia e sindacato riforme senza scontri (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 16-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-16 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Il personaggio "Bravo Mentana a fermare Silvio" Confalonieri: si cambia Giustizia e sindacato riforme senza scontri "In Parlamento niente più fascisti o comunisti" ROMA - Ieri ha chiamato Walter Veltroni "e l'ho sentito un po' abbattuto ". Eppure Fedele Confalonieri ritiene che il leader democratico un "risultato lusinghiero" l'abbia comunque ottenuto, quello di costruire insieme a Silvio Berlusconi le fondamenta di un nuovo sistema bipolare: "Niente più fascisti e comunisti in Parlamento, è una novità storica". Ora l'auspicio del presidente di Mediaset è che il dialogo - pur nel rispetto dei ruoli - si concretizzi, "d'altronde i rapporti non si sono deteriorati in campagna elettorale ". A evitare che accadesse "ha contribuito l'atteggiamento delle nostre tv" e cita ad esempio "l'imparzialità di Enrico Mentana nel duello finale": "Mi sono complimentato con il conduttore di Matrix quando ha stoppato Berlusconi al termine della trasmissione. Ha fatto bene. Silvio voleva solo spiegare il sistema di voto, ma se non fosse stato fermato si sarebbe attirato critiche pesanti". C'è nell'ecumenismo di Confalonieri il desiderio che tra i due non s'interrompa il confronto, "perché servono le riforme e se Massimo D'Alema facesse un'opposizione costruttiva...". Come D'Alema? "E chi ha parlato di D'Alema... Ho detto D'Alema? Mah - sorride - chissà come mi è venuto in mente il suo nome. Pensavo a Veltroni, comunque. Ecco, se Veltroni vuole... Si può fare. Si può cambiare l'Italia. Eppoi, lui e Berlusconi non si sono reciprocamente accusati di essersi copiati i programmi? Allora non sarebbe un problema approvare leggi che si apprezzano. Non sarebbe inciucio". Ma è in carico al Cavaliere l'onere maggiore ora che ha vinto le elezioni, "toccherà a Berlusconi saper scegliere una buona squadra di governo, dare segnali concreti. Sono certo che lo farà". L'agenda delle "emergenze nazionali" non comprende solo i rifiuti e Alitalia, anche se Confalonieri sulla compagnia di bandiera dice che "Berlusconi si sta applicando e riuscirà nell'intrapresa, perché in lui si combinano il talento politico e quello dell'imprenditore". Ma ci sono anche altre priorità: "La riforma della giustizia, per esempio, andrà affrontata. Però non potrà esser fatta contro i magistrati, perché la maggior parte è gente seria, mica ci sono solo toghe rosse. E sul fronte del lavoro, va cambiato il modo in cui si firmano i contratti, ed è vero che i sindacati sono diventati asfissianti, ma anche in questo caso non si può agire contro di loro. Ecco perché la scelta dei ministri sarà decisiva". C'è da cambiare il Paese, senza entrare in conflitto con il Paese. Anche perché "il fatto che la sinistra radicale sia rimasta fuori dal Parlamento, non è una bella cosa. Bertinotti aveva guidato quell'area con intelligenza. Ora c'è il rischio che si verifichi quanto paventa Cossiga. E prima ancora di un rigurgito del terrorismo, penso alle tensioni sociali, ai disordini di piazza". Guarda avanti Confalonieri, per evitare di voltarsi indietro. Altrimenti gli verrebbe da dire che il Cavaliere, prima di battere Veltroni, "ha vinto contro il razzismo culturale, contro quelli dalla puzza sotto il naso, quelli che da 14 anni lo scherniscono in Italia e all'estero. Ma come si è permesso l'Economist di dare del buffone a un leader capace di tornare a vincere per la terza volta? L'ho detto anche al direttore della rivista. Il fatto è che si continuano a usare questi stereotipi in Italia: "Berlusconi, il mafioso, il padrino...". E i giornalisti stranieri - per raccontare il nostro Paese - si comportano come Hemingway, che scriveva di rivoluzione dalla stanza di un hotel di lusso. Perché non ci si oppone a questi cliché? Perché non si capisce che così veniamo trattati come uno Stato africano ai tempi del colonialismo? L'Italia come il Congo belga: arrivano da fuori e prendono quello che vogliono". Si può affrontare un "argomento doloroso" con il sorriso e il presidente di Mediaset si sforza di mostrarlo per non "rovinare il clima". Sa bene che il Cavaliere a volte offre il fianco, come quando in campagna elettorale ha puntato contro il Quirinale: "Il fatto è che la politica è il trionfo dell'ipocrisia e lui non è un ipocrita. E queste cosiddette gaffe lo rendono popolare, nel senso di popolano. Invece arriva Scalfari e lo bolla come peronista, arriva Sartori e gli dà del populista. Lo stesso si fa con Bossi: lui ha imposto il tema del federalismo nell'agenda politica italiana. è vero, in certi casi esagera verbalmente, ma non è possibile che quelli con la puzza sotto il naso ne parlino come di uno che legge un libro ogni tanto". Meglio guardare avanti per non soffermarsi su quel che è stato, sulla rottura tra il Cavaliere e Casini - per esempio - a cui Confalonieri dedica una considerazione: "La grandezza di un uomo si misura dalla capacità di comprendere la grandezza di chi ti sta accanto". Insomma, a Casini, "ma non solo a lui", è mancata la capacità di "riconoscere il talento di Berlusconi, la sua rivoluzione culturale. Quella volta che si issò sul predellino dell'auto lo paragonai a Lenin, oggi vorrei evitare ma mi viene in mente il Grande timoniere, lui che chiama "la rossa", Michela Brambilla, e la lancia in politica come l'ultima moglie di Mao. Ora però che è arrivato a Palazzo Chigi, Silvio sa che deve far bene. Non l'avevo mai sentito dire "lacrime, sudore e sangue"". L'amico di Silvio Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset Francesco Verderami PER SAPERE DI PIù Speciale elezioni www.corriere.it.

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Indici piatti, Impregilo prosegue la corsa (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 16-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2008-04-16 num: - pag: 47 categoria: REDAZIONALE La Giornata in Borsa Indici piatti, Impregilo prosegue la corsa di Giacomo Ferrari Saipem Corre con i petroliferi e riporta in positivo la performance da inizio d'anno Piazza Affari in lieve calo (-0,08% il Mibtel, -0,21% l'S&P-Mib) ma con alcune singole performance significative. Atlantia, per esempio, tra i valori più capitalizzati, è cresciuta del 6,09%. Il balzo, secondo alcuni operatori, sarebbe legato alla possibilità di una riapertura delle trattative con la spagnola Abertis, osteggiate dal precedente governo. è proseguita inoltre la corsa di Impregilo (+4,60%) nella prospettiva di una ripresa delle opere pubbliche (per lo stesso motivo nel segmento Star Astaldi è rimbalzata del 3,28%). Tra i petroliferi, invece, la sola Saipem è salita del 4,56%, riportando così in positivo la performance dall'inizio dell'anno. Rimbalzo anche per Luxottica (+2,71%), che ha parzialmente annullato le perdite della vigilia. L'elenco delle perdite, sempre fra i valori più capitalizzati del listino, si apre invece con Fiat e Parmalat. Il titolo del Lingotto ha ceduto il 4,79% a causa dei cattivi risultati del mercato europeo dell'auto a marzo e delle difficoltà produttive nello stabilimento Alfa Romeo di Pomigliano. Quanto a Parmalat, a deprimere il titolo è stata la decisione dei giudici del New Jersey favorevole a Citigroup nella causa che oppone il colosso del credito Usa alla società guidata da Enrico Bondi. Significativi, inoltre, i ribassi di Mediaset (-3,96%) A2A (-3,49%) e Seat Pagine Gialle (-3,47%), mentre fra i titoli meno capitalizzati Roma e Pirelli Real Estate hanno ceduto rispettivamente il 6% e il 3,8%. Ancora sotto i riflettori, infine, Alitalia (+18% dopo il balzo della vigilia) e Banca Italease (+3,9%).

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Alitalia alla prova esuberi (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 16-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa nuovo round Alitalia alla prova esuberi Nuovo round tra governo e sindacati sulla vendita di Alitalia. Oggi l'esecutivo potrebbe mettere sul tavolo un più ampio utilizzo degli ammortizzatori sociali per gestire gli esuberi già previsti dal piano Prato e un nuovo ruolo di Fintecna nell'assorbire le attività di terra che dovessero rimanere fuori dalla nuova società. L'obiettivo del governo è tentare di ricucire lo strappo tra le nove sigle rappresentative dei lavoratori e Air France-Klm. La compagnia franco-olandese ha fatto sapere che non intende più modificare il piano di acquisto, nonostante i sindacati abbiano presentato una proposta alternativa (rispedita al mittente) da cui partire per ricominciare a trattare. Il dossier, comunque, passerà nelle mani del nuovo inquilino di Palazzo Chigi, tant'è che il prossimo incontro tra i vertici della Magliana e i sindacati è fissato dopo il voto: l'incontro era previsto per ieri, ma le nove sigle sindacali sono state convocate dall'azienda per martedì prossimo 15 aprile alle ore 15 ed è evidente che l'esito delle elezioni avrà un peso determinante ai fini del negoziato. Il cda dell'aviolinea ha assicurato la continuità aziendale ma ha fatto presente che i tempi sono strettissimi e che in cassa le risorse finanziarie disponibili ammontano a 170 milioni (cui si aggiungono 69 milioni del credito verso l'erario incassato il 2 aprile scorso). Soldi che possono garantire la sopravvivenza dell'azienda per un altro paio di mesi, visto che Alitalia brucia quasi 2 milioni di perdite al giorno. Il leader della Cgil Guglielmo Epifani ha ribadito: "Air France deve ascoltare anche le nostre ragioni". E il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi lancia un appello ai sindacati: "Il tempo delle analisi è finito. Non facciamo mosse azzardate, al di fuori della trattativa con Air France-Klm c'è solo la prospettiva del fallimento". Bianchi oggi siederà al tavolo insieme a Enrico Letta e ai ministri del lavoro Cesare Damiano, dello sviluppo economico Pier Luigi Bersani e del sottosegretario all'Economia, Massimo Tononi. Intanto il titolo Alitalia è stato ieri riammesso in Borsa, ma è stato escluso dagli scambi, cioè trattato solo nel corso dell'asta finale. In apertura di seduta, ha comunque segnato un calo teorico del 21% per poi concludere la sessione con un tonfo sempre del 21% a 0,395 euro.

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Da Colombo a Pardi gli <ultimi rossi>: faremo la loro parte (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 16-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-16 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE In Parlamento Da Colombo a Pardi gli "ultimi rossi": faremo la loro parte ROMA - Vanno cercati con tenacia. Sono pochi, e spesso sciolti, sono i parlamentari che solleveranno dalla polvere il vessillo della sinistra radicale e, con cautela, torneranno a sventolarlo a Montecitorio, a Palazzo Madama. La Sinistra Arcobaleno è stata cancellata dalle Camere. E i temi che difendeva? Prendiamo Furio Colombo, che fu (fra tante cose) presidente della Fiat Usa e direttore dell'Unità. Mai comunista, mai marxista. Deputato Pd. Dice: "Se la sinistra è protezione del lavoro e dei diritti civili, eccomi, sarò uno dei testimoni della sinistra. Soprattutto se si tratta di difendere chi si trova su un mercato sbilanciato da disuguaglianze insopportabili, lavoratori che sono come portatori di handicap, e la questione è farli sentire meno soli". Diverso, per Colombo, il discorso sulle missioni all'estero: "Sono a favore dell'impegno in Afghanistan, con Nato e Onu". Prendiamo il professor Francesco Pardi detto Pancho, investito nel 2002 da Nanni Moretti del ruolo di potenziale leader della sinistra, ora senatore dell'Italia dei valori. Sostiene: "Sarà un dovere ascoltare chi non ha più rappresentanza. Mi batterò sui molti temi cari alla sinistra radicale. Riciclaggio dei rifiuti. Energia solare. Aiuti ai precari, penso per esempio a norme che sospendano il pagamento dei mutui per chi sia in difficoltà economiche. E lotta alla dissipazione delle risorse pubbliche ". Si sentirà solo? "Andrò a cercare nei corridoi chi ha sensibilità sociale. E faccio una promessa ". Prego. "Torneranno in piazza i girotondi ". Paola Concia, deputato Pd, è rimasta unica parlamentare omosessuale dichiarata: "Per forza porterò avanti temi che erano anche della Sinistra Arcobaleno. Riproporremo i Dico, e il testamento biologico e la difesa della legge sull'aborto. Il Pd se ne deve far carico, ora". Ma sarete minoranza... "Su argomenti così non dispero di trovare intese anche dentro i partiti della maggioranza". Proviamo a entrare più dentro la componente ex comunista del Pd e troviamo i promotori di quella che fu la lista "Sinistra per Veltroni" alle primarie. Vincenzo Vita dice che senza affrontare temi come pace, precariato, lotta ai monopoli il nuovo Parlamento sarebbe "anchilosato ". E Da Torino un giovane neo deputato come Stefano Esposito è pronto ad allargare l'associazione piemontese "Sinistra per" ad altre regioni, Toscana, Campania, Lombardia... "Il Pd è ancora un partito senz'anima, noi vogliamo fare da ponte con Sinistra Arcobaleno, con Mussi, con quei Verdi che non sono a prescindere contro inceneritori e Tav. Dobbiamo pur recuperare pensionati e giovani che hanno votato Lega...". Welfare per i deboli, integrazione degli immigrati, fin qui ci siamo. Ma poi Esposito distingue: "Sulle missioni all'estero noi stiamo totalmente con la linea Prodi. Sull'Alitalia siamo per la meritocrazia. Insomma, pronti a fare da punto di riferimento in Parlamento. Ma falce e martello, no grazie". Giuseppe Giulietti, già deputato Ds e ora eletto con Di Pietro dice che tentare di sostituirsi a quei deputati e senatori spariti sarebbe poco rispettoso, paternalistico: "Devono trovare loro nuove forme di rappresentanza. Con l'associazione Articolo 21 cercheremo di garantire che non scompaiano dai media. Che non si approfitti della situazione per cancellare totalmente la sinistra". Diritti da difendere L'ex direttore dell'Unità: su lavoro e diritti civili sarò uno dei loro testimoni La Concia: riproporremo Dico e testamento biologico Andrea Garibaldi.

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Notizie in 2 minuti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 16-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-04-16 num: - pag: 72 categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo Piano Le amministrative La coalizione di centrodestra, dopo il trionfo alle elezioni politiche, ha ottenuto buoni risultati anche alle amministrative. Il centrosinistra ha perso il Friuli Venezia Giulia, con Riccardo Illy battuto da Renzo Tondo. La Sicilia si è confermata azzurra con la vittoria di Raffaele Lombardo su Anna Finocchiaro, mentre al Comune di Roma Gianni Alemanno (Pdl) andrà al ballottaggio con Francesco Rutelli. Le promesse di Berlusconi Silvio Berlusconi detta la sua agenda dei primi giorni di governo: oltre che di Alitalia e dei rifiuti napoletani, si occuperà di Ici (subito eliminata). In tempi brevi previsti il "bonus bebè" e la detassazione delle tredicesime. Prime tensioni con l'opposizione. Esteri Cina leader nelle pene capitali Con 470 esecuzione nel 2007, la Cina è il primo Paese del mondo per le condanne a morte eseguite. Al secondo posto l'Iran. Lo riferisce un rapporto di Amnesty International. Kohl presto sposo L'ex cancelliere tedesco Helmut Kohl, 78 anni, che ha perso la moglie Hannelore nel 2001, intende sposare presto la sua attuale compagna Maike Richter, 43 anni. Lo ha confermato il responsabile del suo ufficio a Berlino, senza fornire dettagli sulla data delle nozze. Cronache Papa: vergogna per pedofilia "Una vergogna profonda". Così papa Benedetto XVI ha affrontato la vicenda degli abusi sessuali che hanno scosso la Chiesa cattolica negli Stati Uniti e si è impegnato a fare tutto il possibile per evitare che simili scandali si ripetano in futuro. "I pedofili saranno completamente esclusi dal sacerdozio". Muore 19enne. Droga? è morta agli Ospedali Riuniti di Bergamo Kristel Marcarini, la ragazza di 19 anni, promessa dello sci, ricoverata d'urgenza domenica, in coma irreversibile, dopo un improvviso malore in discoteca. Nel suo sangue tracce di sostanze stupefacenti. La Borsa e il testosterone Secondo una ricerca britannica, ci sarebbe un legame diretto tra le performance dei trader di Borsa e i loro livelli ematici di testosterone, l'ormone sessuale maschile. Chi ha un elevato livello di ormone ottiene profitti migliori ma è anche più portato a correre rischi e quindi è più esposto alle perdite. Economia Conti migliori ma tante tasse Migliorano i conti pubblici italiani nel 2007 ma al prezzo di un "forte aumento " di tasse e contributi. Questo il giudizio della Banca d'Italia contenuto nel Bollettino economico dell'istituto. Cultura Il corpo di Padre Pio La vicenda della salma di Padre Pio, riesumata per essere esposta alla venerazione dei fedeli, apre la questione di un modo di concepire la religione che può sconfinare nell'idolatria. "Le reliquie non servono alla fede - scrive Claudio Magris - si crede con il cuore e la ragione". Spettacoli Il messaggio di Ortone Sta per arrivare in Italia (da venerdì in 500 sale) Ortone e il mondo del Chi, un film di animazione che ha sbancato i botteghini americani. E' la storia di un elefante che rispetta gli esseri minuscoli perché "una persona piccola è pur sempre una persona". Sport Veleno in Coppa E' scontro tra Inter e Roma anche nell'andata delle semifinali di Coppa Italia. E Mancini e Spalletti litigano a distanza. * Con "Style Magazine" e 3,00; con "Corriere Enigmistica" e 2,30; con "Foto:box" e 7,90; con "Storie della Bibbia" e 8,90; con "La grande dinastia dei Paperi" e 8,90; con "Geronimo Stilton English!" e 9,90; con "L'Europeo" e 8,90; con "Ricettario della Cucina italiana" e 13,90; con "Il grande cinema di Alberto Sordi" e 10,99; con "Gli itinerari di Dove" e 8,99; con "Gianni Morandi - Grazie a tutti" e 9,99; solo in Lombardia con "Gli atlanti a grande scala Milano e Hinterland" e 13,90; con "Il Diritto" e 15,90. In Molise, Sicilia, Umbria, Marche, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Basilicata, Abruzzo, Calabria, Trentino Alto Adige e nelle province di SA, BA e VE con La Gazzetta dello Sport e 1,00.

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Le trattative (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 16-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-16 num: - pag: 21 categoria: BREVI Le trattative Il giorno dopo il voto che ha visto la vittoria del centrodestra, su Alitalia sono iniziati i contatti tra il governo uscente e gli emissari di Silvio Berlusconi.

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Berlusconi e Alitalia: soluzione italiana entro un mese (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 16-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-16 num: - pag: 21 categoria: REDAZIONALE La crisi La compagnia verso il commissariamento. Enrico Letta incontra il Pdl Berlusconi e Alitalia: soluzione italiana entro un mese ROMA - Con l'Alitalia ormai sull'orlo del commissariamento, il giorno dopo il voto, Silvio Berlusconi ieri ha detto: "Prendo in mano la situazione perché la compagnia di bandieri resti efficiente e resti a supporto dell'economia e del turismo italiani". E poi, in tarda serata, ha annunciato una soluzione "a direzione italiana entro un mese da oggi". Dai colloqui avvenuti ieri tra il sottosegretario Enrico Letta e il consigliere di Berlusconi, Gianni Letta, intanto, sarebbe emerso che Alitalia avrebbe tre settimane di vita e che solo un prestito- ponte da 100 milioni potrebbe evitare il commissariamento, fortemente voluto dalla Lega, uscita vincente dalle urne. Ma il governo Prodi non intende assumere alcuna decisione in solitudine: né il commissariamento né la concessione di un prestito-ponte, cui l'Ue è contraria. Per questo ieri, in un vertice serale, a palazzo Chigi, tenuto dal sottosegretario Enrico Letta, presenti i ministri Tommaso Padoa- Schioppa (Economia), Pier Luigi Bersani (Sviluppo Economico) e Alessandro Bianchi (Trasporti), è stato deciso di rimandare la palla nel campo del Pdl. "Dopo le dichiarazioni di Silvio Berlusconi - si legge nella nota ufficiale - non essendo ulteriormente rinviabili decisioni dirimenti sul futuro dell'azienda, il governo ritiene indispensabile che la situazione venga approfondita in un incontro urgente con un rappresentante delegato dal leader della coalizione che ha vinto le elezioni". Letta continua a sostenere l'ipotesi Air FranceKlm, ma da Parigi non sarebbero venuti segnali positivi, malgrado l'incoraggiamento dei sindacati italiani che ieri hanno auspicato una decisione bipartisan. C'è poi la situazione dell'azienda che il presidente di Alitalia, Aristide Police, ieri avrebbe definito "drammatica " in un incontro con i sindacati. Police, secondo indiscrezioni, sarebbe contrario al prestito ponte, non volendo assumere la responsabilità di una mancata restituzione. Inoltre il presidente, che è anche un giurista e che si è dotato di un proprio pool legale, sarebbe preoccupato della circostanza di non aver finora fatto seguire, alla messa a terra di 30 aerei, la gestione dei relativi esuberi. Anche ieri Berlusconi ha parlato della cordata d'imprenditori cui avrebbe lavorato con il consulente Bruno Ermolli persino la sera della vittoria elettorale. Il Cavaliere non avrebbe accennato a Alitalia nella telefonata di auguri ricevuta dal presidente francese, Nicolas Sarkozy. Mentre l'argomento potrebbe essere affrontato giovedì prossimo, in Sardegna, con il presidente russo Vladimir Putin, che potrebbe far tornare in campo Aeroflot. Insomma la situazione è appesa a un filo e al momento l'ipotesi del commissariamento "dolce ", come qualcuno l'ha battezzata, cioè guidata dal governo uscente e dal Pdl, resta la più forte in campo. Non resta che vedere se la tenace opposizione dei sindacati potrà condurre verso altre soluzioni: il ritorno di Air France o il prestito-ponte. Antonella Baccaro.

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693 (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 16-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-16 num: - pag: 21 categoria: BREVI 693 milioni di euro, la capitalizzazione di Borsa di Alitalia. Ieri il titolo, scambiato in un'unica fase d'asta, è rimbalzato del 18%.

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20 mila (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 16-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-16 num: - pag: 21 categoria: BREVI 20 mila circa, i dipendenti di Alitalia e Alitalia Servizi. Solo tra piloti e assistenti di volo, lavorano in Alitalia 6.800 persone.

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ROMA Silvio Berlusconi festeggia il suo successo e si dice certo che la Lega non imporrà (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 16-04-2008)

Argomenti: Alitalia

ROMA Silvio Berlusconi festeggia il suo successo e si dice certo che "la Lega non imporrà la sua volontà alla coalizione, sarà leale". Quindi, conferma che, una volta al governo, abolirà l'Ici sulla prima casa ed erogherà un buono bebè di mille euro. Per il leader del Pdl, "le prime emergenze sono i rifiuti e l'Alitalia". Per il leader del Partito democratico, Walter Veltroni, che annuncia un governo dell'opposizione, "è un brutto inizio". Intanto a Roma, a sorpresa, si profilano i ballottaggi al Comune tra Francesco Rutelli del Pd e Gianni Alemanno del Pdl e alla Provincia, dove tra quindici giorni si sfideranno Nicola Zingaretti per i Democratici e Alfredo Antoniozzi per il Popolo della libertà. E in Friuli, dopo 15 anni, sconfitta per Illy, battuto da Tondo grazie all'Udc.

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Lo show del Cavaliere vincitore: battute, promesse, onore delle armi all'avversario (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 16-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Berlusconi annuncia: "Via l'Ici". La Lega? "Non ha mai comandato". "Ripartire dalla Bicamerale per le riforme" Lo show del Cavaliere vincitore: battute, promesse, onore delle armi all'avversario Frida Nacinovich Un anziano leader che torna perché il popolo lo chiama a una nuova esperienza di governo. Silvio Berlusconi ironizza sulla sua età. Racconta: "Ho saputo che una signora russa ha chiesto ad un'alta autorità del suo paese, guardando le foto mie e di Veltroni, quale fosse il più giovane...Io naturalmente". Risate in sala. I media sono amici di Walter Veltroni ma anche di Berlusconi. Figuriamoci ora, che per la terza volta arriva a palazzo Chigi con una maggioranza a prova di bomba, senza nemmeno quei rompiscatole dei centristi di Pierferdinando Casini fra i piedi. Dalle parti del piddì si preconizza che la Lega nord sarà un alleato ingombrante per il Popolo delle libertà. Ma da dodici anni a questa parte, Berlusconi non ha mai avuto problemi con Umberto Bossi, Roberto Maroni, Roberto Calderoli & c. Di qui il tranquillo e quasi serafico approccio del capo popolo delle libertà alla sua prima conferenza stampa da premier in pectore. Berlusconi oggi è così, il successo addolcisce la volitiva mascella del Cavaliere comiziante. A modo suo concede anche l'onore delle armi agli avversari sconfitti: "Veltroni vuole fare il governo ombra? Dialogheremo con il governo ombra". Lo dice senza ridere, anche questa è una piccola impresa. Perchè un governo ombra, si sa, pesa quanto pesano le ombre. Fuori piove, ma nessuno dentro l'"Auditorium della tecnica" pensa che il futuro governo sia ladro. Andava bene fino a sabato, oggi non più. Il tempo è brutto, il Cavaliere è sereno. Le sue promesse arrivano come gli scrosci di pioggia, a raffica. La più importante riguarda Malpensa: "Riusciremo ad avere una compagine italiana per Alitalia. Per fortuna - aggiunge - siamo intervenuti". Meno male che Silvio c'è . Rivolto a telecamere, registratori e taccuini, Berlusconi cede alla vanità: "Spero che dopo quindici anni che tentate di farmi fuori abbiate capito che non è possibile...". Il Cavaliere highlander aggiunge: "Le cifre del nostro vantaggio erano quelli che davo io in campagna elettorale. Mi sembrava di essere Cassandra, non mi credevano...". Invece. Capitolo Lega, che insieme alle televisioni è il vero segreto del successo di Berlusconi. Altro che il lifting. "Ho sentito dire a qualcuno (Veltroni, ndr) che la Lega comanderà, la Lega non ha mai comandato in cinque anni di governo", dice il capo popolo delle libertà. E ancora: "Il Carroccio è sempre stato molto ragionevole al tavolo delle decisioni". Il futuro presidente del Consiglio parla di "rapporto fraterno" fra lui e Bossi. Governo nuovo, storie vecchie. L'assenza della sinistra in Parlamento è un danno per la democrazia? "Io - risponde Berlusconi - credo che non è una cosa ipotizzabile il fatto che la sinistra non sia in Parlamento. La sinistra c'è in Parlamento, si chiama Partito democratico. Certo, vedo che una sigla della sinistra non c'è in Parlamento ma farà politica nel paese". Il Pd agli occhi di Berlusconi è pieno di comunisti. Niente di nuovo sotto il sole di Arcore. Invece la Sinistra arcobaleno non c'è più in Parlamento. "Vedendo Bertinotti dopo il voto mi sentivo vicinissimo a lui. Quando avrò un po' di tempo lo inviterò a cena e gli esprimerò la mia vicinanza". Coccodrillo, al pari del miglior nemico Walter Veltroni. Bipartitici entrambi, ma con il Cavaliere pronto a calare l'asso della Lega che si mangia il regio dell'Italia dei Valori. Un passo indietro. La potenza della tecnologia - e di chi la possiede - regala a Berlusconi una immateriale ubiquità su tutti i canali televisivi. Anche sulle radio. Dal tramonto al'alba, dall'alba al tramonto. All'indomani della vittoria netta incassata alle politiche il capo popolo delle libertà interviene a "Radio Anch'io" e a "Uno Mattina". Parla dell'emergenza rifiuti, di Alitalia, della composizione del nuovo governo, del federalismo (che è "un fatto di modernità e di sussidiarietà, è un grande principio di democrazia e di libertà"), delle riforme e del dialogo con il Partito democratico. E poi ancora di Ici, tasse e bonus per i nuovi nati. Un intervento a tutto campo nel quale il Cavaliere conferma che sarà a Napoli "tre giorni a settimana" e che nel capoluogo campano terrà il primo Consiglio dei ministri del suo governo. "Ho già trovato una sede operativa: ci resterò per tre giorni alla settimana e verrò via solo quando avrò la certezza di avere avviato il problema dei rifiuti verso la soluzione definitiva". L'arcitaliano è un fiume in piena. "La presidenza del Senato - sottolinea il Cavaliere - sarà coperta da una persona di prestigio del partito che nella coalizione ha avuto quasi cinque volte i consensi della Lega. Chi vince - aggiunge - deve avere almeno due cariche apicali. La presidenza della Camera e quella del Senato andranno a noi". E Forza Popolo delle libertà che siamo tantissimi. Per mercoledì prossimo il Cavaliere annuncia una riunione con la Lega e gli autonomisti di Raffaele Lombardo: "Entro questa settimana sceglierò la squadra di governo con gli alleati della coalizione". La formazione è ormai quasi chiusa: i due vicepremier saranno Gianni Letta e Umberto Bossi (con delega alle Riforme che potrebbe però anche passare di mano ed andare a Roberto Calderoli). Agli Esteri andrà Franco Frattini e all'Interno Roberto Maroni. Alleanza Nazionale - che oggi ha riunito l'ufficio politico per una soddisfatta analisi del voto - avrà la Difesa con Ignazio La Russa e le Infrastrutture con Altero Matteoli, mentre a Gianni Alemanno (se dovesse uscire sconfitto dalla corsa al Campidoglio) andrebbe il Lavoro. Al partito di Fini andrà certamente anche un quarto ministro senza portafoglio. Si fanno i nomi di Giulia Bongiorno, Giorgia Meloni e Adriana Poli Bortone. Sul dialogo con il Pd per le riforme, il leader del Pdl torna ad aprire. "Sarei io il più felice di un confronto continuativo e dialogante con le opposizioni" spiega Berlusconi. Il vincitore delle elezioni 2008 si augura però che le opposizioni non si comportino "come hanno fatto in passato". Ancora sul rapporto con Veltroni il futuro premier fa notare che nel programma del partito d'opposizione ci sono "molti punti sovrapponibili al nostro programma". "Se le sinistre volessero - dice - aggiungere il loro voto al nostro, questo sarebbe meraviglioso". Troppa grazia Sant'Antonio. Il Cavaliere ha ricevuto le congratulazioni del presidente americano George W. Bush e dei capi di Stato europei. "Con Sarkozy - confessa a "Radio Anch'io" Berlusconi - ho avuto una bellissima e lunga telefonata". Nella telefonata al capo popolo delle libertà - riferisce la portavoce della Casa Bianca, Dana Perino - il presidente americano si è congratulato per la vittoria alle elezioni, e gli ha fatto sapere di essere "pronto a lavorare di nuovo con lui". Fuori continua a piovere, non ci saranno fuochi di artificio per la vittoria del Partito delle libertà. Ci sono, metaforici, all'interno dell'"Audiotriom della tecnica", all'Eur, dove Berlusconi continua a parlare e i suoi festeggiano facendo corona al gran capo. 16/04/2008.

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ROMA - E' subito operativo Silvio Berlusconi. Il giorno dopo la plateale vittoria elettorale ha (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 16-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Di PAOLA OREFICE ROMA - E' subito operativo Silvio Berlusconi. Il giorno dopo la plateale vittoria elettorale ha già pianificato l'azione di governo. D'altra parte è lo stesso Cavaliere a confermare la sua tempra e il suo forte attivismo "sprizzo energia da tutti i pori". Ma prima di vedere i punti principali che l'esecutivo affronterà, una rassicurazione all'opposizione che sia in campagna elettorale che adesso accusa: Berlusconi sarà ostaggio della Lega. Mette le mani avanti il Cavaliere. E garantisce la lealtà di Umberto Bossi, la sua ragionevolezza. E il fatto che il Carroccio "non ha mai comandato in cinque anni di governo". E a chi avanza preoccupazioni per il Sud avverte che il Mezzogiorno è ben rappresentato dal Mpa di Raffaele Lombardo. Oggi, informa Berlusconi, si terrà un vertice con gli alleati. Ed entro la settimana sarà pronta la lista di ministri, viceministri e sottosegretari. Un esecutivo formato da "60 unità. La squadra sarà numericamente la metà del governo in carica". Conferma quindi che il primo Consiglio dei ministri si terrà a Napoli, dove peraltro soggiornerà per tre giorni a settimana "almeno fino a quando non sarà risolto il problema della spazzatura". Sempre tra le prime emergenze che il Cavaliere intende affrontare quella riguardante l'Alitalia (opererà affinchè resti italiana) e l'aumento delle pensioni al di sotto dei mille euro. Poi l'abrogazione dell'Ici, la detassazione degli straordinari e dei premi di produttività e un bonus di mille euro per i bebè. Ma non è finita. Pensa alla riapertura dei cantieri per le grandi opere. Così come al contrasto della criminalità con i poliziotti e i carabinieri di quartiere. Riorganizzazione della Pubblica Amministrazione con l'ausilio della digitalizzazione. Riforma della scuola, ripartendo dal progetto già messo a punto dal precedente governo Berlusconi. E ammodernamento della giustizia. Infine "se i conti dello Stato lo permetteranno" riduzione dell'Irap, il quoziente familiare e riduzione delle tasse sulle proprietà come quelle sulla successione, le donazioni e i bolli per auto e motorini. Auspica Berlusconi un dialogo e un confronto continuativo con il Pd, rifiutando "il teatrino della politica". Dato poi che il loro programma è "sovrapponibile al nostro" in molti punti, spera il Cavaliere che "i nostri ministri si possano confrontare con i ministri di un governo ombra". E "sarebbe bello che i voti della sinistra si aggiungessero ai nostri". Sulla "tanto vituperata legge elettorale", il porcellum dice "ha funzionato" producendo "il bipartitismo come nelle grandi democrazie occidentali". E che per riformarla al meglio è sufficiente portare la ripartizione regionale al Senato sul piano nazionale. Indi per cui il referendum sarà bocciato. Annuncia che entro fine anno ci sarà il partito unico: "Abbiamo già messo a punto insieme agli alleati le tappe accelerate grazie alle quali entro la fine dell'anno una alleanza elettorale fondata da principi comuni diventerà un'unica forza politica". Insiste Berlusconi sulla separazione delle carriere dei magistrati. Quindi racconta di essere stato inquisito 93 volte ma assolto per questo dice "non posso che dare un giudizio positivo dei giudici. Non la stessa cosa dei Pm". Quindi boccia la Commissione Attali, "la sua notorietà è inferiore ai suoi risultati". Non poteva certo mancare una battuta di spirito: "Mi sembra di essere diventato Cassandra: verace sempre creduta mai". Così adesso "non ci sono più i partiti della Prima Repubblica, c'è un grande partito che segnerà i decenni futuri". Annuncia anche che saranno riconfermati gran parte dei manager "Prodi non ha sostituito quelli che noi nominammo". La sinistra è scomparsa dal Parlamento..."è stata una conquista", "purtroppo dentro il Pd c'è ancora una parte legata all'ideologia ostile, al libero mercato, alla proprietà privata". Ciò non toglie che "inviterò presto a cena Bertinotti per esprimergli la mia personale solidarietà e la mia più cordiale vicinanza dal mio posto di presidente del Consiglio". Infine, accenna il Cavaliere a "modificare la nostra architettura istituzionale", dando più poteri al premier, con una sola Camera legislativa, dimezzando i parlamentari, i consiglieri regionali e comunali ed eliminando le Province.

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Ratzinger negli Usa, il mea culpa sui preti pedofili (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 16-04-2008)

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Il papa a Washington dopo gli scandali che hanno travolto i cattolici. Con Bush intesa su "fede e politica" ma critiche sui migranti Ratzinger negli Usa, il mea culpa sui preti pedofili Fulvio Fania Washington [nostro inviato] Qualche ora prima che scattassero le misure di sicurezza lui era ancora lì, a due passi dalla nunziatura vaticana con il suo cartello bianco per ricordare al papa la grave colpa dei preti pedofili. La protesta silenziosa di un anziano signore da tempo fa parte del paesaggio nel tranquillo viale delle ambasciate a Capitol Hill. IN vista dell'arrivo di Benedetto XVI il contestatore ha esposto un cartone più grande del solito, mentre alla vigilia della visita papale le associazioni delle vittime di abusi hanno manifestato davanti alla Casa Bianca. Appena in tempo prima che dai furgoni blindati della polizia si cominciassero a sentire abbaiare i cani. Ratzinger intanto stava volando verso Andrews Air Force, la base aerea solitamente usata dal presidente. Mentre chiudiamo il giornale, il B777 dell'Alitalia costeggia la Est Coast. Mentre attraversava ancora cieli lontani, nel previsto breve incontro con i giornalisti del seguito, il Papa ha espresso "profonda vergogna" per i preti pedofili. "Faremo tutto il possibile - ha detto - perché ciò non accada più in futuro". I pedofili saranno cacciati dal sacerdozio, "saranno esclusi" perché "è meglio avere buoni preti che tanti preti". Parole decise, stringate, dall'aria pragmatica e sofferta. Ratzinger sa bene che il piano degli affetti può risultare decisivo nel suo colloquio con la tormentata chiesa degli States e soprattutto con i fedeli laici. Perciò confessa: "Se leggo le storie delle vittime è difficile per me capire come sia stato possibile che dei preti abbiano tradito in questo modo la loro missione di santificazione e amore". Sarà questa una delle chiavi della multiforme visita americana di Benedetto XVI. Il papa tedesco, l'ex custode della dottrina, cercherà di presentare il suo lato umano, proporrà "riconciliazione", dirà che bisogna "sanare le ferite". Dopo tutto qui negli States non sono informati di ogni dettaglio pontificio come accade in Italia. Il suo atteggiamento, ora che per la prima volta viene da papa e per di più in piena campagna presidenziale, può influenzare il giudizio dell'opinione pubblica non soltanto cattolica. Ma le sue parole non bastano ai movimenti che si battono per i diritti delle vittime dei preti pedofili. Lo Snap e Voice of Faithful lo ribadiscono dopo questo primo messaggio papale. Esigono misure severe contro i vescovi che hanno coperto i responsabili dei delitti. La protesta "liberal" è disposta a perdonare la compulsione maniacale di molti pedofili ma non ammette scuse da parte di chi aveva il dovere di fermarli. Non tutte le diocesi hanno peccato di omertà. Qui a Washington, ci fa osservare Robert Cochran che è direttore di un'altra comunità cristiana, quella battista, il vecchio cardinale Mc Carrick si comportò in modo più severo. Pare che il Vaticano abbia convinto il cardinale Bernard Law, ex arcivescovo di Boston, a non farsi vedere in America in questi giorni. Lui, che è il principale accusato di aver coperto i pedofili, rovinerebbe il viaggio del papa il quale deve già spiegare perché mai abbia evitato una tappa in quella città da cui nel 2002 partirono a catena le rivelazioni degli scandali. Il caso pedofili rumoreggia ma l'America soffre d'altro, per la crisi economica, i fallimenti di Bush, la sorte ancora indecisa del voto cattolico tra democratici e repubblicani e tra Obama e Hillary. Nel duello su fede e politica l'ex first lady ha battuto il rivale ma stavolta manca un candidato cattolico e nel complicato puzzle delle diverse congregazioni cristiane americane non è certa neppure l'appartenenza originaria battista dell'esponente repubblicano. Obama prega per la visita del papa, Hillary proclama che gli Usa se ne sentono benedetti, McCain confida sugli effetti dell'incontro tra Benedetto XVI e Bush. Anche su questo versante Ratzinger ha già annunciato il suo messaggio principale. Il vecchio continente - ha detto sull'aereo - dovrebbe "osservare e prendere come modello" il rapporto tra laicità e fede che regola la vita pubblica Usa. L'Europa non potrà "importarlo" semplicemente ma dovrà comunque tenerlo presente. Quanto alle richieste che metterà sul tavolo ovale del presidente, Ratzinger ha indicato temi molto americani. Innanzi tutto la sofferenza degli immigrati ispanici, respinti alla frontiera oppure costretti a vivere separati dai propri congiunti. Chiederà alla Casa Bianca "maggiore impegno per l'aiuto all'America latina" in modo da frenare il massiccio esodo verso Nord. Una delle pagine migliori della chiesa continentale è stata indubbiamente la linea comune assunta dai vescovi Usa e messicani contro i muri anti-immigrati dell'Amministrazione. 16/04/2008.

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ROMA - Onorevole Maroni, Berlusconi continua dire che la Lega non comander& (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 16-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Di MARCO CONTI ROMA - Onorevole Maroni, Berlusconi continua dire che "la Lega non comanderà" nel nuovo governo. Chi significa? "E' la risposta che dà a chi continua nella trita e ritrita accusa di una Lega con in mano la "golden-share" del governo. Una falsità che non tiene conto che noi abbiamo sottoscritto un programma che intendiamo rispettare e che realizzeremo insieme". Niente ricatti? "Il programma parla chiaro e l'entusiasmo per una vittoria senza precedenti è tale che cominceremo subito in piena armonia e compattezza. E poi Berlusconi sapeva tre mesi fa che avremmo preso l'otto per cento. Me lo disse e io ho perso anche una scommessa. Quindi se sapeva che avremmo raggiunto questo risultato non vedo perchè dovrebbe dolersene ora. La verità è però un'altra...". Ovvero? "E' tutta colpa della sinistra che abbiamo. Invece di riconoscere la vittoria e dire "bene, vediamo cosa sapete fare", si mette subito a parlare di complotti e a gettare discredito inventandosi divisioni che non ci sono. Non ci sono". Veltroni però ieri l'altro ha chiamato Berlusconi riconoscendo la vittoria. Non ha gradito? "A parte che avrebbe dovuto chiamare anche Bossi, ma su questo possiamo anche sorvolare. Resta il fatto che ha cominciato bene, ma ha proseguito male. Si è congratulato, ma ha poi ripreso la litania di sempre: "la Lega una minaccia", "è un voto di protesta". La solita storia. Invito Veltroni a rilassarsi un attimo, anche perchè con la botta che ha preso ne ha bisogno". Niente confronto sulle riforme istituzionali? "Aspettiamo di avviare il lavoro delle Camere e, soprattutto di vedere quale sarà il leader dell'opposizione, visto che Veltroni non mi sembra così saldo". Berlusconi è arrivato a proporre, salvo poi correggersi, una Bicamerale, condivide? "Il tema del nostro assetto istituzionale è troppo importante per discuterne ora. Vediamo prima come sarà formato il governo". Come giudica la scomparsa dal Parlamento della sinistra massimalista? "E' caduto il muro di Berlino anche in Italia vent'anni dopo. Anche da noi è caduto il muro di Berlino. Sulla scheda c'erano quattro partiti comunisti e nessuno ha raggiunto il quorum. E' una svolta, è veramente l'inizio della Terza Repubblica". Siete voi la nuova sinistra? "Non lo so, ma noi prendiamo i voti degli operai. E' però certo che un partito che prende l'8 per cento in molte città del nord, civilissime, di grande tradizione di libertà, come Varese, Como, Vicenza, Verona, tutto può essere tranne che un partito di protesta". Però il primo consiglio dei ministri si farà a Napoli, voi della Lega ci sarete? "Ovvio, visto dovremmo occuparci subito delle due principali emergenze che ci lascerà in eredità questo governo: rifiuti e Alitalia. Occuparsene subito scendendo a Napoli significa dare un senso concreto che il governo c'è". Sbarrerete la strada ad Air France? "Non abbiamo ancora avuto il piacere di conoscere l'offerta reale di Air France e quindi non possiamo pronunciarci. Appena avremmo modo di visionare il dossier diremo la nostra, ma non ci sono pregiudiziali. Comunque sia, come dice anche l'Unione europea il governo non può mettere neanche un centesimo nelle casse di Alitalia. Quindi o la compra qualcuno o c'è il fallimento e per evitare il fallimento c'è la legge Marzano, che è la strada giusta da seguire". Più importante il federalismo o i rifiuti? "Le priorità le ha indicate Berlusconi e noi le condividiamo. Questa è la conferma che non ci sono "golden share" da sventolare. A cominciare dal primo consiglio dei ministri dove si comincerà togliendo l'Ici dalla prima casa e poi con le altre misure annunciate in favore di salari e pensioni". Al Nord avete avuto un travolgente risultato. E' venuto il momento di reclamare in Veneto e Lombardia un presidente di regione della Lega?"Un partito territoriale come il nostro ha bisogno della guida di queste due importanti regioni. Ne abbiamo già discusso con Berlusconi, ma nel rispetto delle scadenze". Quindi Formigoni resta in Lombardia? "Non lo so, spetta a lui decidere. Vedremo comunque cosa uscirà anche dalla riunione che avranno oggi Berlusconi, Fini e Bossi. Comunque c'è grande accordo ed entusiasmo tra di noi. Le vittorie inaspettate come questa risolvono tutti i problemi".

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ROMA - Non bastavano i fornitori da tenere a bada. E le società di leasing internaziona (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 16-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Di ROBERTA AMORUSO ROMA - Non bastavano i fornitori da tenere a bada. E le società di leasing internazionali proprietarie degli aerei da tranquillizzare. Sul management di Alitalia si è abbattuto nelle ultime ore anche il pressing dell'Enac, pronta a mettere paletti sulla licenza. E poi l'allarme della Iata, decisa a escludere Alitalia dal sistema internazionale se non sarà in grado di fornire garanzie finanziarie in caso di commissariamento. Mentre la Consob non molla il dossier. E persino la Procura di Roma guarda a distanza il rischio di insolvenza della compagnia. Per il consiglio di amministrazione di Alitalia si tratta dunque di giocare di equilibrismo. A guidare il board della compagnia di bandiera si trova un presidente senza deleghe operative, Aristide Police, un esperto di diritto amministrativo che ha preso il timone subito dopo lo strappo tra sindacati ed Air France-Klm, a dieci giorni dalle elezioni. Anche lui come l'ex presidente, Maurizio Prato, ha detto a chiare lettere all'azionista Tesoro e ai sindacati che c'è poco tempo per evitare il commissariamento. Ben sapendo che in una situazione pre-fallimentare qualsiasi mossa del cda per recuperare liquidità è esposta al rischio di un'azione di responsabilità (ma anche di un'azione revocatoria). Se però il cda non metterà agli atti un accordo con Air France che renda possibile subito un prestito ponte, dovrà stare altrettanto attento a far scattare per tempo la macchina del commissariamento. Ben prima dello stato di insolvenza. L'ultima fotografia dei conti parla di una liquidità di 170 milioni, a fine marzo. Che si aggiunge ai 69 milioni di rimborsi tributari ottenuti il 2 aprile. "Pochi soldi", ha detto ieri Police ai sindacati. Di sicuro troppo pochi per gestire una fase della trattativa con Air France o per aprire la due diligence sui conti Alitalia a una nuova cordata tricolore. Solo un prestito ponte potrebbe garantire alla compagnia la flessibilità necessaria. Il ministro del Tesoro uscente Tommaso Padoa-Schioppa ha già rispedito al mittente anche la recente richiesta del presidente Police. Ma c'è chi non esclude che il nuovo inquilino del Tesoro, Giulio Tremonti, trovi la strada per rendere il dossier digeribile a Bruxelles. Tra le ipotesi all'esame, secondo fonti vicine al dossier, ci sarebbe anche quella di utilizzare la flessibilità finanziaria di Fintecna, la holding del Tesoro azionista di Az Servizi, per dare ossigeno ad Alitalia. Bruxelles permettendo.

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ROMA - Il premier in pectore Berlusconi rilancia la soluzione italiana per Alitalia. E Carlo Toto e (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 16-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Bruno Ermolli stringono i tempi per unire le loro forze in un unico piano: un incontro tra i due, secondo quanto risulta a Il Messaggero, dovrebbe svolgersi nelle prossime ore. L'advisor di Toto Goldman Sachs avrebbe ripreso a contattare le banche del vecchio progetto ma anche alcune nuove. Tra le quali tre popolari. Entro questa settimana il piano Air One-Ermolli dovrebbe mettere a fuoco i contorni, perchè la priorità è di evitare il commissariamento di Alitalia. Che è sempre più in emergenza come ha riferito il presidente Aristide Police ai sindacati. Toto rivede la pista per decollare sulla Magliana e parlando col capo di qualche banca italiana avrebbe confidato che presto vorrebbe scoprire le carte anche sul futuro timoniere della nuova Alitalia: Rocco Sabelli, ex amministratore delegato della Piaggio. Che Toto aveva già contattato alla fine dello scorso anno. L'imminente colloquio fra l'imprenditore abruzzese e Ermolli servirà per trovare un accordo di massima. La decina di imprenditori piccoli e medi, cui ha fatto riferimento Berlusconi ieri, disposti a salvaguardare la compagnia di bandiera, dovrebbero confluire nel piano-Toto integrando col cash l'offerta. Potrebbe esserci anche Tpg cui Toto guarda con interesse. Ci sono ancora molti punti cruciali da definire, come il ruolo che il patron di Air One potrebbe avere nella nuova Alitalia. E tutto dipende dai valori in gioco e dalla somma da investire. Cui è legato il controllo della compagnia. Tra le incognite maggiori resta la posizione di Intesa Sanpaolo che ha più volte ribadito di non lavorare al dossier da dicembre e di non "rispondere a chiamata". Riferendosi alla campagna lanciata da Berlusconi. Toto fa pressing su Corrado Passera che, finite le elezioni e soprattutto se dovesse tramontare l'opzione Air France, potrebbe riconsiderare l'operazione. Ma in Intesa, oltre a Giovanni Bazoli rimasto distaccato dall'impegno di Passera per Air One, c'è Enrico Salza molto sintonizzato col capo azienda ma sul "no ad Air One". Ma in presenza di un piano industriale credibile, Passera potrebbe convincere gli scettici a rivedere le posizioni. I prossimi giorni saranno importanti. Un giro di consultazione con le banche servirà per avere le idee più chiare anche su una bozza di piano. Toto-Ermolli potrebbero evitare l'opa impegnandosi a sottoscrivere un aumento di capitale di Alitalia a loro riservato di poco più di un miliardo: al quale il tesoro apporterebbe la sua quota, diluendosi. E Toto potrebbe conferire la sua Ap Holding. Se per venerdì la nuova cordata prendesse corpo, la prossima settimana potrebbe riservare passaggi decisivi. Come il via libera del cda di Alitalia a una due diligence da parte della cordata italiana. Che ha chiesto tre settimane per rendersi conto della situazione reale in cui versa la Magliana. Ma forse considerando l'emergenza, si potrebbero ridurre i tempi del ckeck up. Per intervenire, il malato deve rimanere in vita. Perchè se arriva il commissario con la legge Marzano, i giochi si riaprono e la procedura potrebbe fare spazio anche ad altri. r. dim.

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ROMA - Venti paginette in tutto, scritte da Silvio Berlusconi di suo pugno e affi (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 16-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Di MARCO CONTI ROMA - Venti paginette in tutto, scritte da Silvio Berlusconi di suo pugno e affidate ad esperti e professionisti che hanno seguito la trattativa con Air France e che in queste ore stanno valutando il testo sotto il profilo della compatibilità con la trattativa in corso e con gli impegni già presi con i francesi. E' questo il contributo che il centrodestra offre nel momento più delicato per la trattativa e per la Compagnia. Una sorta di "condizioni" integrative che il leader del Pdl ha messo giù e che ruoterebbero sulla possibilità che il Tesoro, o una società controllata, possano detenere una quota consistente della Compagnia. Anche ieri Berlusconi pubblicamente non ha scoperto le carte e ha tenuto ferma la linea che prevede, in caso di fallimento della trattativa con i francesi, un intervento di una cordata italiana. "Stiamo lavorando, non sarà difficile trovare una cordata italiana". "Malpensa continuerà ad essere un hub importante", ha sostenuto ieri il leader del centrodestra. Dividere il destino di Alitalia da quello di Malpensa è il primo obiettivo che il Cavaliere persegue, anche se per ora preferisce mantenere un profilo basso continuando a sostenere che si occuperà dell'ipotesi Air France "solo quando sarò al governo". Intenzione del governo uscente è però proprio l'opposto, come conferma l'appello fatto ieri sera da Enrico Letta al centrodestra di un incontro a breve. In realtà i contatti non si sono mai interrotti e strettissimi collaboratori del Cavaliere hanno anche avuto contatti con i vertici di Air France. Obiettivo di Berlusconi è quello di mettere al sicuro l'italianità del vettore nazionale, il marchio e, soprattutto, le sue rotte. Al suo rientro da New York, Prodi dovrebbe incontrare Gianni Letta per discutere la nomina del nuovo commissario Ue che prenderà il posto di Franco Frattini. E' probabile che con l'occasione si discuta anche di Alitalia, vista la propensione di alcuni stretti collaboratori del Cavaliere a chiudere la faccenda quanto prima. In questo gioco a rimpallo tra la promessa del Cavaliere per soluzioni alternative e la responsabilità del governo a tenere in vita la Compagnia di bandiera sempre più in crisi di liquidità, tentano di inserirsi i sindacati che invocano soluzioni "bipartisan" che dopo il verdetto elettorale sembrano ancora più complicati visto che la Lega continua difendere Malpensa e la sua causa milionaria nei confronti di Alitalia. Per Berlusconi Malpensa deve mantenere il ruolo di "hub" a prescindere da Alitalia. Non è detto che Berlusconi non abbia affrontato con Sarkozy la questione nel corso di un colloquio telefonico. Così come è possibile che domani in Sardegna chieda a Vladimir Putin qualche dettaglio sull'offerta di Aeroflot.

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ROMA Non credo che ci saranno soverchie difficoltà ad avere una compagine italia (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 16-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Di LUCIANO COSTANTINI ROMA "Non credo che ci saranno soverchie difficoltà ad avere una compagine italiana". Parola di Silvio Berlusconi che sta tessendo la sua tela per allestire una cordata nazionale. "Ho avuto già l'altra sera una seduta di lavoro con Bruno Ermolli, il responsabile della società di consulenza che ha tenuto i rapporti con decine di imprenditori italiani medi e piccoli che si sono dichiarati disponibili al mio appello ma anche che pensano che non avere una compagnia di bandiera sarebbe un grave danno. La questione sarà risolta in maniera tranquilla e serena". I tempi tuttavia sono ristretti perchè Alitalia è alla canna del gas. "Una cordata c'è e potrà realizzarsi concretamente entro un mese", ha ribadito Berlusconi a Porta a Porta. "Ci sono pochi soldi - ha confermato il presidente di Alitalia, Aristide Police - e la situazione è drammatica". Dietro l'angolo c'è il commissario. Oltre tutto il numero uno della compagnia avrebbe comunicato ai sindacati, con i quali ieri ha avuto un incontro pomeridiano alla Magliana, che il governo uscente non ha dato disponibilità al prestito-ponte. Cioè i soldi che dovrebbero assicurare la sopravvivenza aziendale in attesa che venga definita la trattativa con Air France o l'arrivo di un possibile partner che sostituisca i transalpini. Due mesi di tempo al massimo. In serata, riunione tra il sottosegretario Enrico Letta e i ministri Padoa-Schioppa, Bianchi e Bersani. Con una nota palazzo Chigi ha chiesto un incontro urgente con un rappresentante di chi ha vinto le elezioni "dopo le dichiarazioni di Berlusconi e non essendo più rinviabili decisioni dirimenti sul futuro dell'azienda". Lo stesso Berlusconi ora ha due carte da giocare: alzare la posta con Air France per strappare qualche significativo credito in più (per esempio, su Malpensa ed esuberi) o tentare una via tutta italiana che porti in pista imprenditori nazionali che supportino finanziariamente un vettore straniero di spessore (per esempio, Lufthansa o Aeroflot). Sul caso Malpensa, il Cavaliere ha ribadito che continuerà ad essere un hub importante anche in considerazione del fatto che Milano ospiterà l'Expo. Il Cavaliere non può non aver affrontato, magari en passant, la questione Alitalia nella sua telefonata notturna con il premier francese Nicolas Sarkozy. Però ha negato. E' stato sfuggente sui possibili margini di manovra: "Ora non posso dire nulla, me ne occuperò quando avrò responsabilità di governo". Di Alitalia parlerà sicuramente con Vladimir Putin tra domani e venerdì quando il presidente russo sarà in Italia. In questo caso il discorso sarà centrato su una possibile intesa con il vettore di Mosca. Certo Jean Cyril Spinetta non tornerà nel nostro Paese prima che lo scenario politico si sia definitivamente chiarito e comunque non potrà offrire molto di più di quanto contenuto nel piano industriale. Anche se il presidente dell'aviolinea transalpina non può non essersi riservato qualche carta da giocare sul tavolo della trattativa. L'ennesimo incontro tra il vertice aziendale e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali è servito a studiare le eventuali misure da adottare per limitare le perdite nell'attuale situazione. E comunque i sindacati, al termine della riunione, hanno diramato un comunicato unitario in cui chiedono un intervento bipartisan della politica per salvare la compagnia "alla luce del mutato scenario determinato dall'esito elettorale". Si dicono "convinti", i sindacati, "che Alitalia rappresenti un interesse strategico per il Paese". Le stesse sigle hanno confermato al presidente Police ("che ha rappresentato in modo oggettivo la situazione aziendale") la loro disponibilità "ad un confronto di merito con l'unico, attuale potenziale acquirente". E insistono per avere un incontro a palazzo Chigi, già assicurato dal sottosegretario Enrico Letta, perchè ritengono che "in tale quadro è indispensabile che il governo attui le misure idonee per consolidare la continuità aziendale necessaria al prosieguo della trattativa".

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Dal nostro inviato FRANCA GIANSOLDATI DA BORDO DELL'AEREO PAPALE - In viaggio (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 16-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Dal nostro inviato FRANCA GIANSOLDATI DA BORDO DELL'AEREO PAPALE - In viaggio per l'America, Papa Ratzinger fa capire di essere più che mai intenzionato a chiudere definitivamente uno dei capitoli più bui della Chiesa statunitense. "Provo profondamente vergogna", dice alludendo allo scandalo dei preti pedofili. "Per me è davvero difficile comprendere come dei Sacerdoti abbiano potuto tradire la loro missione, l'amore per Dio e non proteggere dei bambini". Da buon tedesco non va troppo per il sottile e parla chiaro. Anzi chiarissimo. Si capisce che non vuole dare adito ad equivoci e che vuole porre rimedio al male. Durante un breve incontro con i giornalisti sull'aereo dell'Alitalia che lo conduceva a Washington ha scandito: "Chi è pedofilo non può essere prete. Non voglio parlare di omosessualità, ma solo di pedofilia, che è un'altra cosa". Tolleranza zero. Le sofferenze delle vittime degli abusi commessi da centinaia e centinaia di consacrati negli ultimi quarant'anni li ha ben presenti. Mai nessun Papa prima di lui ha parlato di questo problema così duramente, così apertamente. Forse perché è rimasto letteralmente scioccato nel leggere le testimonianze arrivate a Roma. Lo scabroso dossier è piuttosto corposo ed è da tempo bene in vista sulla sua scrivania. Nella capitale americana, prima tappa del suo "pellegrinaggio", come lo definisce, quasi sicuramente dovrebbe incontrare riservatamente un gruppo di vittime. Un gesto di affetto e di vicinanza pensando a tutti coloro che hanno subito violenze. "So che c'è grande sofferenza nella chiesa americana e anche io soffro". Sabato prossimo nella Cattedrale di San Patrick a New York, è previsto che guiderà un corale mea culpa con tutti i religiosi e i vescovi del Paese. A loro indicherà anche la via da seguire per mettere fine ad un incubo costato assai caro alla Chiesa americana in termine di immagine, credibilità e finanze. "Dobbiamo agire a tre livelli. Il primo livello è quello giuridico che implica l'applicazione della giustizia. Il che vuol dire escludere i sacerdoti pedofili dal sacerdozio. Una seconda prospettiva, invece, è pastorale e riguarda gli aiuti alle vittime; bisogna dare loro assistenza e aiutarle alla riconciliazione". "Il terzo livello contempla, infine, un maggior rigore nella formazione dei seminaristi". Il viaggio americano di Benedetto XVI si è aperto in volo con un ringraziamento al presidente Bush che, in suo onore, ha fatto un insolito strappo alla regola andandogli incontro all'aeroporto, dell'Andrews Air Force Base a Washington. Nei giorni a venire seguiranno i colloqui formali alla Casa Bianca, lo scambio dei discorsi e persino un party, al quale però Benedetto XVI non andrà per festeggiare il suo ottantunesimo compleanno. Papa Ratzinger ha anticipato che a Bush vuole parlare di tante cose, ma soprattutto di immigrazione, un tema che gli sta a cuore e del quale è stato edotto dall'Episcopato messicano e Latino americano ricevuto in Vaticano in questi mesi. "Gli farò presente che gli Stati Uniti devono aiutare nello sviluppo quei Paesi da dove proviene il flusso". Tra le misure a breve scadenza auspicate dalla Chiesa ci sono i ricongiungimenti familiari. "Per me l'importante è che le famiglie non siano distrutte. Questo sarebbe pericoloso per il tessuto umano e sociale dei Paesi da dove parte l'immigrazione". L'America Ratzinger la conosce piuttosto bene vi è stato più e più volte prima da vescovo e poi da cardinale per tenere cicli di conferenze; ancora oggi ha corrispondenze con amici accademici americani. Di questa nazione apprezza soprattutto la capacità di applicare a vari livelli "un concetto positivo di laicità". "Le istituzioni laiche vivono con un consenso morale che di fatto esiste anche tra i cittadini". Un esempio dal quale l'Europa potrebbe trarre giovamento anche se, si è lamentato, l'America studiata da Toqueville, con gli anni si è trasformata, ha subito delle involuzioni e oggi, pure negli Usa, la Chiesa soffre l'effetto di "un nuovo secolarismo". La situazione non è più come prima e "si è indubbiamente complicata". La speranza che anima il Papa della Spe Salvi è di affidare al "grande popolo americano" un messaggio di positività, per aiutarlo a superare un momento di stanchezza. Allo stesso modo desidera far capire alle nazioni rappresentate al Palazzo di Vetro la necessità di far salvi i diritti naturali, quelli "inscritti nel cuore dell'uomo". La base delle Nazioni Unite e della sua Carta che compie quest'anno sessant'anni, è costituita da "diritti che esprimono valori non negoziabili" vale a dire valori che non solo "precedono tutte le istituzioni" ma che ne sono "il fondamento stesso".

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<Subito l'abolizione dell'Ici e il bonus bebè> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 91 del 2008-04-16 pagina 3 "Subito l'abolizione dell'Ici e il bonus bebè" di Fabrizio De Feo Berlusconi deciso a mettere subito mano alla macchina dello Stato. Sicurezza, emergenza rifiuti e Alitalia le altre priorità da Roma "Mi sento molto diverso dal Berlusconi dei primi giorni del 2001. Conosco la macchina pubblica, posso essere immediatamente operativo per il bene del Paese e dei cittadini". Serenità, pragmatismo e continuità rispetto alla sua precedente esperienza di governo. Ma anche la volontà di presentarsi subito come "l'uomo del fare" e far girare subito il motore del nuovo governo, senza perdere troppo tempo nella celebrazione dei riti della politica. Alla prima conferenza stampa dopo il successo elettorale Silvio Berlusconi mette al bando i trionfalismi e inizia subito a dettare una prima traccia del programma dei primi cento giorni, con alcuni obiettivi concreti e immediati (sicurezza, federalismo, soluzione dell'emergenza rifiuti e dell'intricata questione Alitalia, alleggerimenti fiscali). Il presidente del Consiglio in pectore ci tiene, però, anche a inviare messaggi mirati agli osservatori internazionali. In giornata ha ricevuto le telefonate dei maggiori leader mondiali, da Nicolas Sarkozy a George Bush, fino ad Angela Merkel e Gordon Brown. Tutti leader più giovani di lui. E così, scherzando sulla sua età, si ritaglia il ruolo di pater familias dell'Unione europea che fu di François Mitterrand nella prima metà degli anni '90 e si propone come leader di una nuova Europa protagonista nel mondo. Per quanto riguarda il capitolo del dialogo con l'opposizione, Berlusconi risponde secco: "Una parte politica vince con nove punti di vantaggio e all'altra parte dovrebbe dare le due cariche istituzionali più importanti?". Dopodiché il Cavaliere si passa la mano sopra la fronte, come a dire: "Mica c'è scritto giocondo...". In ogni caso "io sarei felice di un confronto con le opposizioni. In questo senso l'ipotesi che formino un governo ombra mi sembra positiva. Inoltre nel programma del Pd ci sono molti punti sovrapponibili con il nostro. Se le sinistre volessero aggiungere il loro voto al nostro, sarebbe meraviglioso". Poi il leader del centrodestra torna sulla presidenza delle Camere. "Il Senato sarà coperto da una persona di prestigio del nostro partito. Entro questa settimana sceglierò la squadra di governo insieme agli alleati". Berlusconi conferma che i primi due problemi che affronterà saranno i rifiuti di Napoli ("starò nella città partenopea tre giorni a settimana e verrò via solo quando avrò la certezza di avere avviato il problema dei rifiuti verso la soluzione definitiva. Vista l'importanza del problema creeremo un sottosegretario che si occupi sempre dell'emergenza rifiuti") e la questione Alitalia. "Non ci saranno soverchie difficoltà per avere una compagine italiana per Alitalia. Per fortuna siamo intervenuti". Si sofferma, poi, a ricordare lo scetticismo che ha circondato le sue previsioni pre-voto. "Le cifre del nostro vantaggio erano quelle che davo io in campagna elettorale. Mi sembrava di essere Cassandra, non mi credevano". E rispedisce subito al mittente il tentativo della sinistra di accreditare l'immagine di un governo schiavo degli umori della Lega. "Ho sentito qualcuno dire che la Lega comanderà. La Lega è sempre stata molto ragionevole al tavolo delle decisioni. Oggi, poi, il legame è rafforzato dall'amicizia che si è creata con Bossi nel periodo della sua malattia". Un giornalista, a quel punto, gli chiede se l'assenza della sinistra in Parlamento sia un danno per la democrazia. "La sinistra c'è: si chiama Pd. Mi sento vicinissimo a Bertinotti. Quando avrò un po' di tempo lo inviterò a cena e gli esprimerò la mia vicinanza". C'è spazio, poi, per ricordare l'intenzione di procedere con alcuni provvedimenti che andranno a impattare in positivo sulle tasche degli italiani. Quali? Innanzitutto "l'abolizione dell'Ici nel primo Consiglio dei ministri insieme alla detassazione degli straordinari, al premio di produttività e a un bonus di 1000 euro per i nuovi nati". Ma anche "una riduzione delle tasse sulla proprietà" e in particolare "delle imposte sulla successione, sulle donazioni, sul bollo auto e moto". Berlusconi assicura che ai vertici dei principali gruppi italiani a partecipazione pubblica non ci saranno rivoluzioni e i manager saranno "quasi tutti confermati". E derubrica il referendum elettorale come un esercizio ormai inutile. "L'attuale legge ha fornito risultati storici. Penso che il referendum possa essere tranquillamente bocciato dalla maggioranza dei cittadini". Poi il siparietto finale. Quando una cronista gli chiede per quale motivo piaccia tanto agli italiani, la battuta arriva immediata: "Perché sono giovane". Quindi il futuro premier racconta un aneddoto: "Ho saputo che una signora russa ha chiesto a un'alta autorità del suo Paese, guardando le foto mie e di Veltroni, quale fosse il più giovane dei due". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Milano crede alle grandi opere (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 91 del 2008-04-16 pagina 30 Milano crede alle grandi opere di Redazione In rialzo i titoli del settore costruzioni Piazza Affari chiude in lieve calo una seduta altalenante allineandosi all'andamento di Wall Street che dopo un avvio positivo passa in territorio negativo a metà seduta, con il Dow Jones in calo dello 0,11%, il Nasdaq dello 0,21% e l'S&P500 dello 0,16%. A Milano l'indice S&P/Mib è sceso dello 0,21%, il Mibtel dello 0,08%, mentre l'All Stars ha chiuso in rialzo dello 0,5%. Volumi per 5,2 miliardi di euro circa. Sul listino hanno prevalso i cali di Fiat e dei bancari rispetto ai rialzi dei petroliferi e dei titoli del settore delle costruzioni, quest'ultimi premiati dall'esito delle elezioni politiche con la vittoria della coalizione di centro-destra guidata da Silvio Berlusconi e le conseguenti attese per il rilancio delle grandi opere: Impregilo sale del 4,6% e Astaldi del 3,3%. Anche Alitalia chiude la negoziazione in asta con un balzo del 18%: il mercato scommette su una soluzione di Berlusconi ai problemi della compagnia. Seduta pesante per Fiat che cede il 4,79% a 13,68 euro dopo i dati sulle immatricolazioni in Europa che hanno deluso il mercato: le auto nel Vecchio Continente perdono lo 0,35%. I nuovi record storici toccati dalle quotazioni del petrolio favoriscono i rialzi di Saipem (più 4,56%) ed Eni (più 0,6%) in un contesto positivo per tutto il settore in Europa, con lo Stoxx a più 1,7%. Positivi anche Snam, Enel e Terna, ma scende del 3,5% A2A. Il rally degli energetici traina anche le Borse europee, che chiudono in rialzo, dopo cinque sedute all'insegna del rosso. L'indice Ftse 100 a Londra guadagna l'1,29%, il Cac 40 di Parigi registra un aumento dello 0,30% e il Dax 30 di Francoforte sale dello 0,47 per cento. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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La prima grana da premier: a chi vendere Alitalia? (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 16-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Promette una soluzione "tranquilla e serena". Attesi da un momento all'altro i nomi misteriosi; ma intanto il prestito-ponte per garantire l'operatività Francesco Piccioni La palla è in mano a Berlusconi. Il "caso Alitalia" sarà il primo test che dovrà affrontare, e lì potremo mettere alla prova la sua leggendaria incapacità di far corrispondere le promesse alle realizzazioni. Ieri era in programma un incontro tra la compagnia e le nove sigle sindacali ammesse alle trattative. L'amministratore delegato, Aristide Police, ha svolto il suo prevedibile compito, ricordando che "la tenuta aziendale è strettamente collegata all'esistenza di una proposta concreta sul tavolo" - ovvero l'acquisto da parte di air Farnce-Klm. Del resto, ha aggiunto, la situazione di cassa "è drammatica, il tempo ormai è poco". Anche perché "il governo uscente non ha dato la disponibilità per il prestito-ponte". Questo era l'elemento chiave per dare fiato sia all'attività della compagnia aerea, sia - di conseguenza - alla discussione con Air France, presentatasi al tavolo con una proposta "prendere o lasciare" grazie all'inconcepibile procedura adottata da Tommaso Padoa Schioppa. Negare il presto, per il quasi ex ministro dell'economia, era il modo per costringere i sindacati a firmare senza discutere il piano di ristrutturazione preparato dai francesi. La forzatura non è andata a buon fine ed ora sarà il neopresidente del consiglio a doversi far carico di risolvere il problema. Ieri, nel corso di una conferenza stampa, ha straparlato un po' di tutto, compresa Alitalia. Ovviamente per garantire che secondo lui "non ci saranno soverchie difficoltà per avere una compagine italiana" in grado di rilevare la compagnia di bandiera. Anzi, l'intricata faccenda "si risolverà in modo tranquillo, sereno e certo". Visto che c'era, ha garantito anche che Malpensa resterà un hub internazionale (com'è noto, proprio questo ha provocato per 10 anni i due terzi del buco in bilancio di Alitalia). Anche i francesi l'attendono al varco. Persino i giornali conservatori si mostrano abbastanza diffidenti nei suoi confronti. La Tribune ricorda come per tutta la campagna elettorale "Silvio" abbia "criticato il rischio di farsi colonizzare dai francesi", per poi canbiare registro un minuto dopo la certezza della vittoria, quando asseriva che la sua "prima telefonata sarebbe stata per Sarkozy". Ci si attende perciò da un momento all'altro "l'annuncio" fatale: questa benedetta cordata italiana, "fatta da imprenditori importanti, medi e piccoli" (i grandi, evidentemente, non gli devono un bel niente), c'è oppure no? Che il capofila "tecnico" di un caravanserraglio italico debba per forza essere AirOne sembra scontato. E' infatti impossibile improvvisarsi strategist in un mercato maturo e in veloce trasformazione come quello del trasporto aereo; anzi, sarebbe probabilmente un problema enorme anche per AirOne passare dal ruolo di player locale di supporto a Lufthansa a "compagnia di bandiera" dotata di un forte grado di autonomia (e di rischio). I sindacati, che giustamente non si fidano né dei francesi (di cui ormai hanno memorizzato il piano industriale) né del berlusca (che non ha ancora tirato fuori un solo nome di imprenditore e tantomeno un abbozzo di piano), sono usciti dalla riunione con Police diramando una nota unitaria che si limita a ribadire la disponibilità a riprendere il confronto con Air France ("l'unico attuale acquirente"); ma chiedono anche alle forze politiche - al governo uscente e al subentrante - un "intervento bipartisan" per salvaguardare "un interesse strategico per il Paese". Il margine si fa stretto anche per Berlusconi. Se ha davvero una "cordata" in testa, dovrà concedere rapidamente il prestito-ponte per garantire la "continuità aziendale" fin quando non si saranno concluse le trattative con nuovo pretendente (dalla due diligence all'offerta vincolante, alla vendita vera e propria). Oppure vendere immediatamente ad Air France alle condizioni già note. Se non concederà il prestito, infatti, vorrà dire che ha, sì, dei potenziali acquirenti; ma disponibili soltanto a prendersi i bocconi migliori di una compagnia già commissariata e in fallimento. Non proprio un "atto salvifico", insomma.

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C'è una parola che spesso torna sulla bocca di Berlusconi in questi giorni, accostata a vo (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 16-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Lte alla sua persona, altre al governo, altre al nuovo partito dei moderati: la Storia. Voglio passare alla Storia", ripete spesso in questi giorni il Cavaliere. Ed ancora: "Il nuovo partito dei moderati farà la Storia di questo Paese per decenni". Di esempi simili se ne potrebbero citare tanti. E per capire il nuovo Berlusconi, il personaggio che si cimenta per la terza volta nel difficile ruolo di premier di questo Paese, bisogna partire proprio da qui. Qualcuno potrebbe anche ironizzare sulla nuova sindrome bonapartista del personaggio, ma lui ci crede davvero. Il Cavaliere, infatti, sa benissimo che questa sarà l'ultima volta che andrà a Palazzo Chigi. E' difficile immaginarlo a 76 anni - tanti ne avrebbe alla fine del suo mandato - in una nuova campagna elettorale nel ruolo di candidato premier. Quindi, se vuole scrivere davvero il suo nome sui libri di Storia, questa è la sua occasione. E magari è anche l'unica strada per inventarsi un altro futuro politico di padre della Patria, magari in un altro ruolo, quello di Capo dello Stato. Se questo è il suo obiettivo - o la sua fissazione - è nelle condizioni per raggiungerlo. Non ha ossessioni elettorali e questo lo renderà libero - quando sarà necessario - di prendere anche delle decisioni impopolari. Inoltre ha già ottenuto un risultato non trascurabile contribuendo a cambiare il panorama politico del Paese: ci sono due grandi partiti come si usa negli altri Paesi europei e nel nostro Parlamento non è presente una formazione politica che abbia nel suo simbolo la Falce e Martello. "Sono spariti - spiega - sia gli estremisti di sinistra, sia quelli di destra e questa è già di per sé una grande riforma". Ma sbaglierebbe chi pensasse che per passare alla Storia il Cavaliere punti tutto sulla politica pura, si tratti di scenari o di istituzioni. Anzi. Gli abboccamenti e i segnali al Pd su questi temi servono più che altro per creare un'atmosfera, una cornice che favorisca l'azione di governo. Non il contrario. Il dialogo sulle riforme sta lì, e se sono rose fioriranno. Non per nulla il personaggio anche se aspira a lasciare il suo nome ai posteri, non si fa imprigionare nella ragnatela del confronto a tutti i costi. Ne conosce i rischi a memoria. Né al dialogo, naturalmente, sacrifica la presidenza di una delle due Camere per l'opposizione: "Non ho scritto sulla fronte giocondo". Tanto meno si lascia affascinare dalla nuova Bibbia dello schema bipartisan, la Commissone Attali: "E' più famosa per il nome che per i risultati che ha prodotto". Berlusconi si atteggia a uomo del "fare" e per entrare nell'elenco degli statisti che saranno ricordati preferisce qualcosa di più palpabile: "Mi piacerebbe - altro leit motiv - passare alla storia per un altro piano casa come quello di Fanfani". Appunto, dovendo scegliere tra l'apporre la propria firma sotto una nuova legge elettorale o dare il suo nome al Ponte di Messina, il Cavaliere non avrebbe nessun dubbio, opterebbe per quest'ultimo. Ecco perché le priorità da qui ai prossimi mesi del neo-premier non saranno le riforme. Di quest'ultime si parlerà, magari molto, ma intanto Berlusconi si impegnerà a fondo per risolvere il problema dei rifiuti a Napoli, per mettere in piedi una cordata italiana per Alitalia ("si farà di sicuro"), per dare un segnale tangibile della sua volontà di alleggerire la pressione fiscale e di tagliare la spesa pubblica. "Quello che ho imparato dalle mie passate esperienze a Palazzo Chigi - non si stanca di ripetere - è che bisogna gerarchizzare i problemi. Ci sono anche molte cose che si possono non fare". Altre, invece, sono fondamentali come quelle tre priorità e Berlusconi è il primo a sapere che nei primi cento giorni deve dare agli italiani le prova tangibile che il Paese ha cambiato pagina. "Prodi - ha spiegato ai suoi consiglieri - si è bruciato tutta la sua credibilità in tre mesi: aveva promesso che non avrebbe aumentato le tasse e, invece, lo ha fatto. Noi le nostre promesse dobbiamo mantenerle se non vogliamo rischiare di fare la stessa fine". Già, i fatti concreti, "quelli che la gente può vedere", sono quelli che lo esaltano. "Tornerò a fare il presidente del Consiglio - ha fatto presente ieri davanti alle telecamere - come facevo l'imprenditore: ogni sera prima di andare a dormire voglio scrivere sul diario che ho fatto qualcosa per il mio Paese". Torniamo alla Storia, quindi. Solo che tra Berlusconi e il suo sogno c'è anche il presente con tutte le sue beghe. Come la scelta dei ministri: il Cavaliere vorrebbe aver già in tasca la lista da portare dal capo dello Stato, ma come si sa, queste faccende hanno le loro liturgie. Le puoi abbreviare ma non le puoi cancellare. Così ci sono ancora i dubbi di Fini sulla presidenza della Camera, le ambizioni di Frattini, gli obiettivi di Formigoni. "Sono sceso in aereo con il Presidente - racconta quest'ultimo - e abbiamo parlato. Lui sa che il mio posto di governatore è pronto per la Lega che, accontentata in questo modo (per loro ha anche un valore simbolico), lascerà perdere la richiesta del Viminale. Io potrei fare il presidente del Senato o il ministro degli Esteri. Dipende dal presidente, ma questa voce che gli americani non mi vogliono alla Farnesina è un'invenzione messa in giro dagli invidiosi. La scelta di Frattini agli Esteri ancora non è fatta, inoltre lui preferirebbe l'Interno. Solo che per quadrare il cerchio bisogna prima capire che cosa deciderà Fini: se davvero andrà alla presidenza della Camera o opterà per la Farnesina. Comunque, il puzzle dovrà comporlo il presidente che ha tanta voglia di fare: vuole passare alla Storia". Ancora quella parola. Solo che ogni statista per avere un capitolo nei manuali di liceo di domani, deve sopportare anche le beghe del presente.

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[FIRMA]UGO MAGRI ROMA Entro una settimana Berlusconi vuole che sia pronto il governo. La lista (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 16-04-2008)

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Dei ministri ce l'ha tutta in mente, assicura, oggi ne discuterà a pranzo con Bossi e con Fini. Il Cavaliere è certissimo che dai due soci non gli verranno obiezioni. A Veltroni che lo stuzzica sul Senatur ("vuole comandare"), replica che "la Lega è leale". Sceglierà "in gran parte persone esperte affinché possano essere immediatamente operative". Per accorciare i tempi, poche facce nuove e molte vecchie conoscenze. Con un piccolo particolare: nel migliore dei casi, il quarto governo Berlusconi potrà entrare in azione solo ai primi di maggio. Prima, non è possibile, esistono regole e procedure da rispettare. Le nuove Camere sono convocate il 29 aprile, debbono formare i gruppi parlamentari, eleggerne i capigruppo, quindi i presidenti delle assemblee, infine gli uffici di presidenza. Solo allora Giorgio Napolitano (che ha espresso le congratulazioni "alla coalizione guidata da Silvio Berlusconi per la netta vittoria") potrà svolgere le consultazioni e conferire l'incarico. Quindi giuramento, nomina dei sottosegretari, dibattito sulla fiducia... Per un mesetto ancora, insomma, il Cavaliere resterà ai blocchi di partenza. Berlusconi occuperà il tempo preparando le carte dei primi provvedimenti. Ieri s'è concesso fiumi di esternazioni, culminate in un'anomala conferenza stampa, punteggiata dagli applausi dei fan. Davanti alle telecamere e allo stato maggiore del Pdl, ha ripetuto senza sorprese le promesse della campagna elettorale. La sua scaletta mentale colloca al top i rifiuti e l'Alitalia. Confermato che il primo Consiglio dei ministri si terrà a Napoli, dove conta di soggiornare tre giorni a settimana per tutta la fase dell'emergenza. La base logistica, anticipa, "è già stata individuata", con Bassolino che offre collaborazione. Sulla compagnia di bandiera ostenta sicurezza, la questione "verrà risolta in modo sereno", la cordata italiana attende solo un segnale. Par di capire che i famosi provvedimenti a sostegno delle famiglie potrebbero essere decisi non nel primo consiglio dei ministri, ma nelle riunioni immediatamente successive. Resta l'impegno su bonus bebè, abolizione dell'Ici sulla prima casa, detassazione di straordinari e premi di produzione, adeguamento al carovita delle pensioni sotto i 1000 euro. Berlusconi piazza in cima alle priorità le grandi opere, il rilancio del poliziotto di quartiere e "la chiusura delle frontiere ai clandestini". Corsia preferenziale all'incremento di pena per i reati più gravi. Più in là nel tempo e "costi permettendo" (cioè campa cavallo), spera di ridurre l'Irap, di introdurre il quoziente familiare, di cancellare il bollo auto. Nulla di davvero originale rispetto alla vigilia del voto. Del resto, Berlusconi ha impiegato il suo tempo nei festeggiamenti e al telefono con le personalità straniere che lo chiamano per congratularsi: da Zapatero ("col quale ci siamo fatti grandi risate") a Sarkozy, da Bush a Putin (che domani sarà suo ospite in Sardegna). Il Cavaliere giura di voler rispettare le direttive europee in materia economica, di essere pronto a mettere nel mirino gli evasori ("è profondamente ingiusto che dei cittadini non paghino le tasse"), di mostrarsi magnanimo con i manager pubblici nominati da Prodi: "Al momento del rinnovo, la massima parte di loro verrà riconfermata". Promette di migliorare le relazioni con la carta stampata, ma intanto definisce i commenti dei corrispondenti stranieri "il trionfo del pregiudizio". Scherzando, ma non troppo, minaccia di togliere i contributi statali all'"Unità" e rimprovera i dirigenti Pd che la distribuiscono in piazza. Quando avrà un attimo di tempo, inviterà a cena Bertinotti. Sul referendum di Segni e Guzzetta alza le spalle: "Sarà bocciato".

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"Alitalia, soluzione entro un mese" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 16-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Hanno detto LA SVOLTA "Alitalia, soluzione entro un mese" Soci tricolore e altri voli intercontinetali Ermolli e Letta sondano Parigi Spinetta Costretto a trattare dopo il mancato ingresso del nuovo gigante americano dei cieli Delta-Northwest DUE NODI PER BERLUSCONI [FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA Una cordata di imprenditori nostrani che rilevino fra il 30 e il 50% della nuova Alitalia. Rafforzamento della componente italiana nella holding franco-olandese. Più voli intercontinentali da Malpensa partendo dal ripristino dei collegamenti per Cina e India. Revisione della convenzione Enac sui diritti di traffico per lasciare spazio ai concorrenti nello scalo milanese. "Margini di trattativa con Air France-Klm? Con Sarkozy non ne ho parlato, me ne occuperò quando avrò responsabilità di governo", diceva ieri il Cavaliere. Salvo poi, nella tarda serata, parlare a Porta a porta di una proposta "tutta italiana" che può portare a una soluzione che "non andrà al di là di un mese". In collegamento con la trasmissione di Bruno Vespa, il premier in pectore ha poi spiegato che ha avuto contatti con molti imprenditori e che tra essi c'è anche "una società che ha anche un know how specifico, assistita da un importante istituto bancario". Il riferimento, neppure tanto velato, è ad Air One. Ma secondo quanto riferiscono fonti ben informate della finanza e della politica Bruno Ermolli e Gianni Letta - emissari di Silvio Berlusconi sul caso Alitalia - starebbero già sondando la disponibilità del numero uno transalpino Jean-Cyril Spinetta a discutere di un nuovo accordo che alzerebbe il prezzo strappato dal governo Prodi. La situazione finanziaria di Alitalia è tale da non poter attendere il nuovo governo. Sempre ieri, in un nuovo vertice coi 9 sindacati della compagnia, Aristide Police è stato netto: "Ci sono pochi soldi, poco tempo e la situazione è drammatica". Fra al massimo un mese il presidente Alitalia sarà costretto a chiedere la nomina di un commissario. E quel giorno Berlusconi potrebbe non essersi ancora insediato. Non a caso ieri Palazzo Chigi, su richiesta delle sigle, ha chiesto ufficialmente al centro-destra un "incontro urgente con un rappresentante delegato" per discutere il da farsi. Già da qualche giorno Enrico Letta, incaricato dal Pd di sbrogliare la matassa, ha aperto un canale con il prossimo vicepremier, ovvero lo zio Gianni. Se i sindacati torneranno al tavolo con Parigi e firmeranno un pre-accordo, il governo sarebbe pronto a far scattare il prestito-ponte da 300 milioni, erogato da una grande banca ma garantito dallo Stato. All'aeroporto Charles de Gaulle, sede della compagnia franco-olandese, le bocche sono cucite. Il clima è però di chi attende alla finestra: "Ogni parola in più in questa fase potrebbe essere fatale", dice una fonte vicina al dossier. A Parigi attendono di capire come evolverà la discussione nella nuova maggioranza, e se le ipotesi ventilate in alcuni contatti informali siano effettivamente percorribili. E del resto sanno che Berlusconi, smessi rapidamente i panni del difensore dell'italianità a tutti i costi, non oppone più un "no" secco ma guarda anche a soluzioni alternative. L'opzione numero uno per il presidente di Sin&rgetica (nonché consigliere Mediaset) Bruno Ermolli era quella di Lufthansa. Ma a Francoforte l'ipotesi di un controllo paritario della compagnia non sarebbe stato accolto con grande entusiasmo. Per questo Ermolli avrebbe rispolverato anche la soluzione tutta italiana Alitalia-Air One, accompagnata dagli stessi soci che potrebbero partecipare alla soluzione francese: da Ligresti a Gavio, da Diana Bracco alla Camera di Commercio di Milano. "Non avremo difficoltà a trovare una compagine di imprenditori", garantiva ieri il Cavaliere. Un modo per dire a Parigi che l'accordo non ci sarà a qualunque costo. Un eventuale accordo con Air France non potrà non passare dal rilancio di Malpensa, una questione sulla quale Parigi è finora rimasta molto fredda: il Cavaliere ha il fiato sul collo della Lega e del sindaco di Milano Letizia Moratti i quali - con in tasca la carta dell'Expò 2015 - ora sono determinati ad ottenere il massimo. "O Alitalia la compra qualcuno, o c'è il fallimento e per evitare il fallimento c'è la legge Marzano, che è la strada giusta da seguire", avverte il numero due del Carroccio Bobo Maroni. Se si andasse al commissariamento, Air France-Klm perderebbe ogni speranza di avere la meglio. Spinetta non intende mollare, almeno fino a quando i soci olandesi, da sempre freddi all'operazione, non gli opporranno un ultimo no. Da ieri però anche gli olandesi hanno un motivo in più per andare avanti: per una strana coincidenza di tempi, Delta e Northwest hanno trovato l'accordo che farà nascere il più temibile concorrente americano alla supremazia mondiale dei franco-olandesi. Parigi avrebbe voluto diventare socio nell'affare partecipando all'aumento di capitale per 750 milioni. Invece all'ultimo momento è stata lasciata fuori: "Le risorse in liquidità delle due compagnie non richiedono finanziamenti supplementari", recita un laconico comunicato. Un'altra débâcle dopo questa a Parigi non se la possono permettere.

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Dialogo sì, ma non sono Jo Condor (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 16-04-2008)

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Stampa la terza era del cavaliere "Dialogo sì, ma non sono Jo Condor" Ha già vestito i panni dello statista. Il Berlusconi ter è qualcosa di completamente diverso da quello al quale finora i media erano abituati. Il sorriso è tirato, il tono pacato, le parole misurate. Quando arriva nella sala dell'Auditorium della Tecnica, Fini è già lì da mezz'ora che lo aspetta nervoso. Ma lui non se ne cura. Stringe distrattamente le mani alla prima fila. Non ha nessun foglio in mano, parla a braccio ma si capisce subito che nel discorso non c'è nulla lasciato all'estemporaneità. Fa l'elenco delle congratulazioni ricevute dai vari capi di Stato stranieri. Ed è l'unica concessione alla vanità. Davanti alle telecamere non c'è più il superuomo che assicura un nuovo miracolo economico, la soluzione ai guasti della sinistra, la ricetta per i mali della giustizia e della sicurezza. Dice subito che è "preoccupato" che la situazione "è difficile perchè l'Italia ha negatività in più rispetto agli altri Paesi europei". E quindi descrive un quadro fosco: prezzi alle stelle, debito pubblico elevato, evasione fiscale e criminalità diffuse, alto costo dell'energia. Nessuna promessa di soluzioni immediate ma "l'impegno a una immediata operatività". L'agenda prevede la formazione del governo entro la settimana e poi via, si parte con le due emergenze: i rifiuti a Napoli e l'Alitalia. Tempi accelerati anche per trasformare il cartello elettorale del Pdl in un nuovo partito. Si farà entro l'anno. Verso il Pd ha solo una stoccata polemica che riguarda la presidenza di una delle due Camere. Pressato sull'argomento da una giornalista del Tg3, Berlusconi risponde tra lo stizzito e il divertito: "Lei ragiona come se una forza che ha vinto con nove punti di margine dovesse lasciare all'opposizione le tre più alte cariche dello Stato". Poi fa un segno sulla fronte come dire: ma che c'ho scritto Jo Condor? (il noto personaggio dei caroselli degli anni Sessanta) Per il resto il Cavaliere è ben attento a non rompere il filo di una possibile collaborazione. "Visto che molti punti del loro programma sono sovrapponibili ai nostri, i voti della sinistra in Parlamento si uniscano ai nostri, naturalmente dopo una discussione". Sulle riforme non ha mostrato di voler accelerare. "La legge elettorale ha funzionato. Semmai bisognerebbe trasformare il premio di maggioranza da regionale a nazionale". Quanto all'ipotesi di ricostituire la bicamerale precisa che "non serve lo strumento bicamerale ma che il lavoro fatto in quell'occasione potrebbe essere un'ottima base di partenza per un lavoro bipartisan". Poi ripete i punti del programma di governo dalla detassazione degli straordinari all'eliminazione dell'Ici sulla prima casa all'adeguamento delle pensioni sotto i mille euro al costo della vita. Parla di cantieri da riaprire, di pubblica amministrazione da digitalizzare, di frontiere da chiudere per sbarrare la strada agli immigrati irregolari, di sepaazione delle carriere nella magistratura. Tranquillizza sul peso della Lega. Il pieno di voti nel Sud del Pdl è un contrappeso e comunque "la Lega non ha mai comandato e Bossi nelle decisioni è sempre stato ragionevole". Berlusconi parla anche della scomparsa della sinistra radicale dal Parlamento. "Telefonerò a Bertinotti e lo inviterò a cena". La politica estera parte informalmente con l'"amico Vladimir" Putin a villa Certosa in Sardegna; poi una missione, probabilmente la prima dopo l'insediamento a palazzo Chigi, in Israele. Quindi l'Europa e naturalmente un saluto ufficiale all'altro "amico" al di là dell'Oceano, il presidente George W. Bush.

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Alitalia 'La cordata c'e'' (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 16-04-2008)

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Economia Giornata positiva in Borsa per Alitalia: il titolo e' cresciuto Alitalia: "La cordata c'e'" Berlusconi ottimista, Police afferma: "Situazione drammatica: pochi soldi e poco tempo" Milano, 16 apr. – “Non ci saranno difficoltà nell'avere una cordata di imprenditori per salvare Alitalia. Sarebbe il colmo se, dopo che Milano si è aggiudicata l'Expo 2015, non avessimo un hub vicino all'Expo e una compagnia di bandiera. La questione si risolverà certamente”. Le parole del leader del Pdl, Silvio Berlusconi, bilanciano quelle di Aristide Police, presidente di Alitalia che, meno ottimista, afferma: “Ci sono pochi soldi, poco tempo e la situazione è drammatica. Peraltro il governo uscente non ha dato disponibilità a prestiti”. Fabio Berti, presidente dell'Anpac, ha così commentato: “L'attuale quadro politico può aiutare a sbloccare la trattativa con Air France. Le dichiarazioni del leader del Pdl, Silvio Berlusconi, sono state molto chiare e possono esercitare una pressione su Air France, che finora ha evitato una vera trattativa e potrebbe riaprire un vero confronto”. E sull'ipotesi secondo la quale potrebbe materializzarsi la cordata italiana auspicata da Berlusconi, il segretario nazionale della Fit-Cisl, Claudio Genovesi ha dichiarato: “Le novità annunciate da Berlusconi devono trovare concretezza in una risposta strutturata. E altrettanto vale a proposito della trattativa con Air France. Certamente la solidità della nuova maggioranza determina condizioni diverse e la stessa cordata Air France-Klm dovrà prenderne atto dando una risposta solida”. Per Alitalia, a Piazza Affari, ieri è stata tuttavia una giornata positiva. Il titolo della compagnia di bandiera, trattato con il sistema dell'unica fase d'asta, ha terminato la seduta in rialzo del 18% a 0,59 euro. Il titolo è cresciuto, assicurano dalle sale operative, dopo che Silvio Berlusconi ha assicurato che il nuovo governo farà tutto il necessario per salvare la compagnia di bandiera. Giulia Fossati.

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Alitalia: "La cordata c'e'" (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 16-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Giornata positiva in Borsa per Alitalia: il titolo e' cresciuto Alitalia: "La cordata c'e'" Berlusconi ottimista, Police afferma: "Situazione drammatica: pochi soldi e poco tempo" Milano, 16 apr. – “Non ci saranno difficoltà nell'avere una cordata di imprenditori per salvare Alitalia. Sarebbe il colmo se, dopo che Milano si è aggiudicata l'Expo 2015, non avessimo un hub vicino all'Expo e una compagnia di bandiera. La questione si risolverà certamente”. Le parole del leader del Pdl, Silvio Berlusconi, bilanciano quelle di Aristide Police, presidente di Alitalia che, meno ottimista, afferma: “Ci sono pochi soldi, poco tempo e la situazione è drammatica. Peraltro il governo uscente non ha dato disponibilità a prestiti”. Fabio Berti, presidente dell'Anpac, ha così commentato: “L'attuale quadro politico può aiutare a sbloccare la trattativa con Air France. Le dichiarazioni del leader del Pdl, Silvio Berlusconi, sono state molto chiare e possono esercitare una pressione su Air France, che finora ha evitato una vera trattativa e potrebbe riaprire un vero confronto”. E sull'ipotesi secondo la quale potrebbe materializzarsi la cordata italiana auspicata da Berlusconi, il segretario nazionale della Fit-Cisl, Claudio Genovesi ha dichiarato: “Le novità annunciate da Berlusconi devono trovare concretezza in una risposta strutturata. E altrettanto vale a proposito della trattativa con Air France. Certamente la solidità della nuova maggioranza determina condizioni diverse e la stessa cordata Air France-Klm dovrà prenderne atto dando una risposta solida”. Per Alitalia, a Piazza Affari, ieri è stata tuttavia una giornata positiva. Il titolo della compagnia di bandiera, trattato con il sistema dell'unica fase d'asta, ha terminato la seduta in rialzo del 18% a 0,59 euro. Il titolo è cresciuto, assicurano dalle sale operative, dopo che Silvio Berlusconi ha assicurato che il nuovo governo farà tutto il necessario per salvare la compagnia di bandiera. Giulia Fossati.

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Visita oggi l'incontro con george bush. Le affinità sui temi etici, le distanze sugli ispanici (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 16-04-2008)

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Visita oggi l'incontro con george bush. Le affinità sui temi etici, le distanze sugli ispanici La promessa di Ratzinger: "Via i preti pedofili" Oggi è la prima giornata di Benedetto XVI negli Stati Uniti. Una giornata che coincide con l'81esimo compleanno di Ratzinger. E la cosa ha colpito emotivamente il popolo americano, onorato che il successore di Wojtyla si trovi nel loro paese in un giorno per lui così importante. Sabato, poi, sarà l'anniversario del suo terzo anno di pontificato, anch'esso festeggiato negli Usa. Coincidenze che rafforzano quel 58 per cento di cittadini statunitensi che, secondo un recente sondaggio, ha dichiarato di avere un'opinione positiva di Benedetto XVI. In molti - il 64 per cento secondo un'altra inchiesta - si aspettano molto dal suo arrivo, soprattutto attendono parole utili per accrescere la forza spirituale della società americana. Già quest'oggi Benedetto XVI ha la possibilità di non deluderli. Queste prime ventiquattro ore in America sono caratterizzate da due incontri importanti. Il primo, nello studio ovale della Casa Bianca di Washington, col presidente George W. Bush. Un incontro preceduto da un discorso pubblico tenuto nella South Lawn della Casa Bianca. Il secondo, nel pomeriggio, con i vescovi americani nella basilica dell'Immacolata Concezione di Washington: anche qui ci sarà un discorso. Benedetto XVI incontrerà Bush in forma privata. I due si erano incontrati già una prima volta: il 9 giugno dello scorso anno in Vaticano. In quell'occasione trovarono diversi punti di convergenza, inerenti soprattutto la necessità di promuovere la tolleranza e la comprensione fra culture e religioni. Un tema che verrà affrontato anche nel faccia a faccia di questa mattina. Ma non solo. Come ha in parte anticipato nei giorni scorsi l'ambasciatrice Usa presso la Santa Sede, Mary Ann Glendon, i due parleranno anche del ruolo che fede e ragione hanno nel futuro del mondo. E poi le tematiche internazionali quali il conflitto israelo-palestinese, la pace in Medio Oriente e in altre zone a rischio, Iraq in primis . La Santa Sede è stata sempre critica verso l'interventismo americano nel paese. Ma a cose fatte prevale l'idea che lasciare il paese oggi sarebbe un disastro soprattutto per la popolazione del posto. Bush e il Papa parleranno anche della promozione dei diritti umani. Su questo punto l'amministrazione Bush non è lontana dalle istanze vaticane inerenti la difesa della vita in ogni sua forma, il "no" agli esperimenti sulle cellule embrionali staminali e alla legalizzazione dei matrimoni tra gay. Più difficile, quando si parla di diritti umani, il nodo dell'immigrazione. Negli Usa moltissimi cattolici sono immigrati ispanici. Il Papa, nel messaggio video registrato prima della partenza, ha parlato anche nella loro lingua. Gli ispanici costituiscono oggi comunità molto numerose, soprattutto negli Stati ai confini col Messico. In Arizona, ad esempio, ci sono più messe in spagnolo che in inglese. Spesso si tratta di immigrati clandestini che lottano in condizioni di vita disagiate e senza il riconoscimento di alcun diritto. Per la loro condizione già diversi vescovi statunitensi hanno rivolto a Bush esplicite critiche. È anche la loro voce che Benedetto XVI cercherà di far sentire al presidente Usa nel colloquio odierno. Nel pomeriggio saranno i vescovi americani ad accogliere il Papa nella basilica dell'Immacolata Concezione. Con lui reciteranno i vesperi e poi ne ascolteranno un discorso. Nei giorni scorsi diversi esponenti dell'episcopato Usa hanno esplicitamente espresso l'auspicio che il Papa affronti il tema dello scandalo degli abusi sessuali dei sacerdoti. Scandalo che ha messo in ginocchio, anche finanziariamente, diverse diocesi americane. E il Papa lo affronterà, il tema, anche se probabilmente lo farà in modo compiuto soltanto sabato mattina, nella messa con i sacerdoti, i religiosi e le religiose convenuti nella cattedrale Saint Patrick di New York. Ieri, però, volando verso gli Usa, ha voluto dare un assaggio in merito ai settanta giornalisti presenti con lui sul Boeing Alitalia. Benedetto XVI ha spiegato che intende fare "tutto il possibile" perché la cosa non si ripeta più. "I pedofili - ha detto - saranno completamente esclusi dal sacerdozio". E ancora: "Ci vergogniamo profondamente" anche perché "è più importante avere buoni preti che avere molti preti". "Se leggo le storie di quelle vittime - ha concluso il Papa - è difficile per me comprendere come sia stato possibile che i sacerdoti abbiano tradito in questo modo la loro missione di alleviare, di dare l'amore di Dio a quei bambini". (P. Rod) 16/04/2008.

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Poca liquidità, dal governo un Sos al Pdl (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-04-2008)

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Primo Piano Pagina 105 trattativa La compagnia Poca liquidità, dal governo un Sos al Pdl Trattativa. La compagnia --> ROMA Tempi strettissimi, solo pochi soldi ancora in cassa: alla ripresa del confronto con i sindacati le parole del presidente di Alitalia, Aristide Police, riferite dai sindacalisti presenti, sono fredde, chiare, ribadiscono il quadro di una situazione finanziaria che, sotto il pressing del rischio commissariamento, non permette di valutare soluzioni che richiedano tempo. "La situazione è drammatica", ma il momento politico crea una situazione di empasse: "Servono decisioni del governo uscente e decisioni di chi si appresta a governare, dobbiamo aspettare che arrivino", avrebbero chiarito i vertici di Alitalia. Le nove sigle sindacali al tavolo con Alitalia spiegano di averne preso atto e ribadiscono la disponibilità a un confronto con Air France-Klm, "l'unico attuale potenziale acquirente". E "in attesa della convocazione del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Enrico Letta", che sta tentando la difficile mediazione tra i sindacati e il gruppo franco-olandese, le sigle chiedono al governo uscente un prestito ponte che porti liquidità nelle casse della compagnia, una soluzione che difficilmente passerebbe l'esame di Bruxelles e che, secondo i sindacati, non piace al governo. Intanto, ieri Letta, con una nota ufficiale di Palazzo Chigi, ha chiesto un incontro urgente alla coalizione che ha vinto le elezioni per approfondire la questione. INTERVENTO CONGIUNTO Un quadro delicato: per i sindacati la via d'uscita potrebbe essere quella di una alleanza, un "intervento coordinato e congiunto", tra il governo uscente e chi si appresta a governare, con il sostegno di tutte le forze politiche. I sindacati attendono che si concretizzi la possibilità di una cordata italiana alternativa ad Air France, cavallo di battaglia del leader del Pdl Silvio Berlusconi. Poi sarà "da valutare", dicono. Intanto sperano che la posizione del leader del prossimo governo possa servire a sbloccare la situazione con Air France-Klm spingendo i francesi ad accettare condizioni più vicine alle richieste dei sindacati. Per l'Anpac, dice il presidente Fabio Berti, "il nuovo quadro politico può aiutare, è molto diverso: le dichiarazioni di Berlusconi e di Fini possono mettere pressione su Air France che ha sempre evitato una vera trattativa". Per l'esponente della Lega, Roberto Maroni, "come dice anche l'Unione europea il governo non può mettere neanche un centesimo nelle casse di Alitalia. Quindi o la compra qualcuno o c'è il fallimento e per evitare il fallimento c'è la legge Marzano, che è la strada giusta da seguire".

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Berlusconi: e ora via l'Ici (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-04-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 103 Berlusconi: e ora via l'Ici Le prime mosse: taglio delle tasse e guerra ai rifiuti --> Le prime mosse: taglio delle tasse e guerra ai rifiuti ROMA Le prime mosse di Silvio Berlusconi sembrano tutte indirizzate al pragmatismo: la lista dei ministri in settimana, il governo in pochi giorni e soprattutto alcuni obiettivi concreti e immediati: sicurezza, federalismo, soluzione dell'emergenza rifiuti, abolizione dell'Ici. Il Cavaliere si presenta ancora una volta come "l'uomo del fare", nella speranza di imprimere un sigillo innovativo ai suoi primi cento giorni di governo, i più importanti per il giudizio degli elettori. Il leader del Pdl non è preoccupato per l'impronta nordista impressa dalla Lega al risultato elettorale: Umberto Bossi, fa sapere, è praticamente un amico e non ha mai ostacolato l'azione dell'esecutivo. Parole tranquillizzanti, rivolte con tutta evidenza agli osservatori internazionali assieme all'assicurazione di godere della fiducia di tanti leader stranieri che lo hanno chiamato per congratularsi, sicuri che l'Italia abbia imboccato la via del cambiamento. Il premier in pectore, in altre parole, si preoccupa di spegnere sul nascere le possibili polemiche che hanno segnato la sua precedente esperienza di governo a livello europeo, guarda ad un orizzonte che impone forzatamente difficili scelte comuni di politica monetaria e commerciale in uno scenario di recessione mondiale. In questo quadro sarà interessante vedere la soluzione che il futuro governo darà alla crisi Alitalia: Berlusconi per il momento conferma la sua preferenza per una cordata italiana, parla di una via d'uscita tranquilla e serena, ma certo occorrerà attendere l'insediamento dell'esecutivo e le prime mosse di Giulio Tremonti il quale si è sempre dimostrato più possibilista sul ruolo di Air France. Il Cavaliere conferma comunque la disponibilità al dialogo con il Partito democratico sulle riforme, ma senza grandi concessioni: le presidenze dei due rami del Parlamento andranno al Pdl e non ci sarà nessuna nuova Bicamerale, anche per la notevole semplificazione impressa al quadro politico dal voto. In questo senso non ha torto Berlusconi quando sottolinea come il vituperato "Porcellum" alla prova dei fatti abbia consentito una mezza rivoluzione, a dimostrazione che quello che conta non sono i modelli tecnici di voto ma la direzione che i partiti sono in grado di indicare ai cittadini. Piuttosto il Cavaliere ribadisce la sua preoccupazione sul fronte dell'economia. "La situazione del Paese", dice il leader del Pdl nel corso della prima conferenza stampa convocata dopo la netta vittoria elettorale che lo riporterà presto a Palazzo Chigi, con "l'eredità del governo Prodi" e la congiuntura internazionale non favorevole "è difficile". Conferma che "entro la fine dell'anno" l'alleanza elettorale del Pdl "diventerà un'unica forza politica". Si compiace di aver previsto il risultato delle urne, paragonandosi a una novella Cassandra. Replica a Walter Veltroni che lo accusa di essere partito con il piede sbagliato nel dialogo con l'opposizione, soprattutto nel voler confermare che nessuna delle due Camere andrà all'opposizione: prima dribblando la domanda ("Ne abbiamo piene le scatole dei teatrini della politica"); poi restituendo la punzecchiatura all'avversario ("Non mi pare un brillantissimo inizio da parte di Veltroni"). La disponibilità mostrata ieri verso il dialogo con l'opposizione sembra limitata alla possibilità che il Pd voti i provvedimenti della maggioranza: "Sarebbe meraviglioso".

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La terza era Berlusconi iniziamo da Alitalia e da Napoli (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 16-04-2008)

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Cronaca IL Cavaliere alla prima conferenza stampa per la presentazione del suo programma La terza era Berlusconi: iniziamo da Alitalia e da Napoli "La Lega nn comandera'" Roma, 16 apr- Dopo il success oinzia il lavoro duro. Questo potrebbe essere lo slogan di apertura della terza era Berlusconi, che proprio questa mattina dall'Auditorium della Tecnica all'Eur di Roma, ha tenuto la prima conferenza stampa dopo il grande successo nel confronto elettorale. Molti gli argomenti trattati, e maggiore attenzione riservata ai due grandi problemi che ormai da mesi non preoccupano soltanto gli Italiani, sopratutto per la difficoltà dimostrata nel trovare un punto d'incontro definitivo. Berlusconi inzia dunque da Alitalia, per la quale conferma la necessità di un'intervento nazionale e non estero. "Per la compagnia di bandiera si troverà una soluzione ad un mese da oggi", conferma il candidato Premier, confermando la possibilità già prospettata in campagna elettorale della presenza di una cordata di imprenditori italiani. Secondo problema fondamentale: i Rifiuti, per i quali invece promette un'mpegno più serio e costante. La prima riunione del Consiglio dei Ministri avverrà dunque a Napoli, dove successivamente il Cavaliere si recherà per tre giorni ogni settimana per controllarre personalmente il raggiungimento dei risultati già prefissati.Verrà duqnue nominato appositamente per l'emergenza rifiuti un Sottosegretario governativo, che coordinerà le varie fasi dell'intervento nel più breve tempo possibile. Ma siamo solo all'inziio della lunga conferenza del nuovo Berlusconi, che in breve non esita a commentare il rapporto con l'opposizione e la necessità di un intervento comune. "Spero non si comportino come le solite opposizioni; se vorranno aggiungere il loro voto al nosro sarà un modo per arrivare facilmente alle grandi riforme che cambieranno il nostro paese", commenta Berlusconi, dopo avere chiarito la sua totale volontà a riservare la Presidenza di entrambe le Camere allo schieramento di Centro-destra. "Non facciamo domande sul solito teatrino della politica" risponde invece ai giornalisti a seguito delle domande sul suo rapporto con Veltroni. Si dichiara invece dispiaciuto per Bertinotti, al quale promette una cena insieme per dimostrargli la sua vicinanza. E infine tocca a Bossi, verso il quale il Leader dichiara di provare un "affetto fraterno". "La Lega non comanderà, non ha mai comandato in cinque anni, e Bossi è sempre molto ragionevole al tavolo delle decisioni". Entro mercoledi riunione con tutti gli altri alleati, ed entro brevissimo la lista definitiva dei Minsitri che siederanno al futuro Consilglio. Tanti altri i temi affrontati dal vincitore delle elezioni, tra cui Ici, di cui è già pronto un disegno di legge per la prima riunione del Consiglio dei Minsitri, bonus bebè di 1000 euro, premio di produttività, grandi riforme, federalismo, definito dal Cavalierie stesso "grande forma di democrazia e libertà". Non manca il tempo per salutare Bush e Sarkozy, per il quale si dichiara felice della lunga telefonata ricevuta, e non mancano nemmeno quelle due tre battute di tipica autostima berlusconiana, il quale alla conclusione di tutto, appellandosi scherzosamente ai giornalisti dice: "l'avete capito che non potete farmi fuori? Sono quindici anni che ci provate, spero che abbiate capito che non è possibile". Marco Grisafi.

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Il leader del Pdl: "Rifiuti e Alitalia le mie priorità" (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 16-04-2008)

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Oggi è Mer, 16 Apr 2008 Edizione 74 del 16-04-2008 Programma di governo Il leader del Pdl: "Rifiuti e Alitalia le mie priorità" di Giovanna Albertini E' un sunto del programma di governo, la prima conferenza stampa che Berlusconi tiene in qualità di Presidente del Consiglio in pectore. Ieri all'Eur di Roma, un Cavaliere quasi senza voce, provato dalla campagna elettorale appena conclusa, ripete di fronte ai microfoni di essere "commosso" per il risultato ottenuto. "Commosso e preoccupato insieme - precisa - anche perché la situazione che andremo ad affrontare è difficile, difficile per l'Europa e per il nostro Paese che ha delle negatività che ereditiamo da questo governo ancora in carica". Ciò premesso, il leader del Pdl comincia ad illustrare quelle che saranno le priorità del suo governo e le prime questioni che verranno affrontate dal Consiglio dei Ministri. "Abbiamo due emergenze a cui dovremmo dedicarsi immediatamente", dice. "L'emergenza rifiuti in Campania e poi la compagnia di bandiera". Riguardo ad Alitalia "non ci saranno soverchie difficoltà nell'avere una compagine italiana - precisa - specialmente dopo che l'Italia è riuscita ad aggiudicarsi l'expo del 2015. Sarebbe il colmo non avere un hub importante vicino all'expo e una compagnia di bandiera per portare in Italia i turisti di tutto il mondo". Risolte le emergenze, si passa alla ordinaria amministrazione. All'attuazione di "quelle misure che in campagna elettorale abbiamo più volte raccontato agli elettori. Interverremo per alleviare le difficoltà delle famiglie con l'abrogazione dell'Ici e la detassazione degli straordinari e dei premi di produzione, con l'adeguamento delle pensioni inferiori a mille euro al costo della vita". "Poi passeremo ai giovani e alle imprese e alla riapertura dei cantieri delle grande opere e al contrasto della criminalità. Espanderemo la polizia di prossimità da subito - continua Berlusconi - e naturalmente applicheremo la legge Bossi-Fini. Chiuderemo le frontiere, ripercorreremo i tragitti che ci avevano portato ad avere la collaborazione di tutti i paesi frontalieri per restituire loro gli extracomunitari che sono venuti a noi". Ma il governo lavorerà anche su altri fronti - sottoliena il Cavaliere che fa un costante riferimento all'opera svolta nel suo passato quinquennio da Premier. E parla di "pene più gravi e meno lassismo, ammodernamento della giustizia e "ritireremo fuori la riforma della scuola. Poi le altre cose indicate nel programma, come la riduzione dell'Irap, che attueremo se i conti lo consentiranno", conclude.

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Torna d'attualità il dossier Alitalia-Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 16-04-2008)

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Oggi è Mer, 16 Apr 2008 Edizione 74 del 16-04-2008 TEMPI STRETTI Torna d'attualità il dossier Alitalia-Air France di Maria Laura Zuccheri Neanche il tempo di arrivare a Roma che le grane di via della Magliana balzano nuovamente alla ribalta. Silvio Berlusconi non ha fatto in tempo ad assaporare la vittoria elettorale che già deve mettere mano al dossier Alitalia. E ieri, nel giorno dell'incontro dell'azienda con i sindacati, a preso un impegno formale: "Saranno coperti i servizi passeggeri di Alitalia. Tutto il necessario perché la compagnia di bandiera funzioni e resti a supporto del turismo e dell'economia italiana sarà fatto". Dichiarazioni che hanno fatto volare il titolo a Piazza Affari che ha registrato a fine mattinata un progresso "teorico" del 20% con un prezzo di riferimento pari a 0,6 euro, contro gli 0,5 della vigilia. Berlusconi, ha spiegato di aver avuto "una seduta di lavoro con Bruno Ermolli, che ha tenuto i rapporti con le decine di imprenditori importanti medi e piccoli che si sono dichiarati disponibili non solo dopo il mio appello, ma anche per un fatto di interesse". Insomma, ha assicurato il leader del Pdl dai microfoni della radio pubblica, "prendo in mano la situazione perché la compagnia di bandiera funzioni e resti a supporto del turismo e dell'economia italiana". E mentre lo scenario per Alitalia sembra destinato a cambiare radicalmente, i sindacati hanno incontrato i vertici dell'azienda dopo che la scorsa settimana il Governo uscente aveva rilanciato la possibilità di un'intesa con Air France-Klm. "La situazione dell'Alitalia è drammatica: ci sono pochi soldi e poco tempo", ha avvertito senza mezzi termini il neo presidente dell'Alitalia, Aristide Police, ricordando anche che il Governo uscente non ha dato disponibilità a concedere nuovi prestiti. Secondo l'Anpac, il nuovo quadro politico comunque potrebbe "aiutare a sbloccare la trattativa con Air France". Mentre per altri esponenti delle forze sindacali le novità annunciate da Silvio Berlusconi in merito a una cordata italiana dovranno comunque avere delle risposte strutturate. Il tutto mentre da Parigi ci si trincera dietro un diplomatico "no comment" e mentre continuano ad arrivare ultimatum come quello della Iata che lunedì aveva minacciato l'uscita della compagnia dal sistema senza le necessarie garanzie. Intanto resta anche aperta l'incognita Malpensa alla luce della strenua difesa della Lega Nord. Giuseppe Bonomi, presidente della Sea, la società che gestisce gli scali milanesi, non crede ci saranno grandi novità: "Noi andiamo avanti per la nostra strada, tanto ormai Alitalia ha già abbandonato lo scalo". "O Air France cambia il proprio piano industriale o si apre ad altri la possibilità di presentare una proposta alternativa in grado di rilanciare Alitalia ed allo stesso tempo di salvaguardare Malpensa" ha poi dichiarato l'assessore alle Infrastrutture e mobilità della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo aggiungendo che "sono necessarie tre settimane per una nuova due diligence". "Il tempo c'è - ha aggiunto - e adesso che Berlusconi ha preso in mano il dossier Alitalia molte cose cambieranno".

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Lega e Mpa. I due voti del regionalismo (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 16-04-2008)
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Oggi è Mer, 16 Apr 2008 Edizione 74 del 16-04-2008 Le ragioni del voto Lega e Mpa. I due voti del regionalismo di Massimiliano Melley Accanto a più ovvie considerazioni, e a risultati che comunque sorprendono in più punti (ad esempio la debacle della Sinistra Arcobaleno), non è da sottovalutare un confronto tra i due movimenti alleati del PdL, che segnano opposti andamenti. La Lega Nord, da una parte, si riafferma come partito determinante per avere registrato un successo in tutto il settentrione, e discrete percentuali rispetto al solito perfino in Liguria ed Emilia Romagna. Le ragioni del voto alla Lega Nord sono necessariamente da comprendere se non si vuole liquidare il fatto tacciando di egoismo la parte produttiva del Paese. Ormai il partito di Bossi non è nuovo sulla scena: almeno dal 1992 registra consensi non di scarso rilievo. Il resto della classe politica ha sempre pensato che il fenomeno leghista fosse passeggero, e forse lo sarà, ma nel lungo periodo. Il malessere "nordista" è più diffuso che mai, e non basta l'Expo a far sorridere chi nello stesso periodo si sente defraudato di Malpensa per via della nota vicenda dell'Alitalia, ultimo esempio di gestione "romanocentrica" del potere politico ed economico. L'altro tema forte della Lega è rilevante se si considerano fatti di cronaca: mai come adesso il malessere delle classi medie riguarda il livello degli stipendi, l'inflazione, la sensazione che l'Italia attraversi un periodo di declino. Dall'altra parte, al sud ci si attendeva un risultato non modesto del movimento di Lombardo, che aveva il compito d'intercettare i voti in libera uscita di Udeur e Udc, da un lato, e frenare il passaggio di consensi da An a La Destra, dall'altro. Possiamo dire che l'MpA ha parzialmente raggiunto questo scopo solo in Sicilia (dove peraltro il prossimo Governatore sarà proprio Lombardo): troppo poco. I due volti del regionalismo hanno quindi avuto opposti risultati, tuttavia in un quadro di governo unitario del Paese si troveranno necessariamente a collaborare: in fondo lo spirito nazionale è quanto più conta perché l'Italia ritrovi una competitività che è allo stesso tempo urgente per l'oggi e indispensabile per il domani. Per correggere il declino non ci si può più aspettare che la crescita riguardi solo sei o sette regioni su venti.

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Lega non solo le roccheforti tradizionali, bossi fa breccia anche in emilia romagna (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 16-04-2008)
Pubblicato anche in: (Riformista, Il)

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Lega non solo le roccheforti tradizionali, bossi fa breccia anche in emilia romagna Falce e Carroccio, il voto padano è mezzo rosso La grande vendetta si è consumata. Nonostante i toni siano quelli dell'alleato moderato e giudizioso, in casa leghista la valanga di voti regalata dalle urne è moneta sonante da far pesare al banco delle scelte di governo e delle alleanze. I numeri, d'altronde, sono astronomici. L'8,2 per cento alla Camera e l'8 per cento al Senato a livello nazionale, ma a impressionare sono i dati regionali: oltre il 20 per cento in Lombardia, il 28 in Veneto dove è primo partito con picchi del 33 per cento in centri come Verona, quasi il 15 in Piemonte. E poi la riconquista di Milano dopo dieci anni con un risultato in doppia cifra e le tante, piccole vittorie che danno l'idea di un fenomeno antico ma nuovo nelle sue implicazioni: per tutti valga la rossa Emilia-Romagna dove il Carroccio è arrivato al 7 per cento con picchi dell'11 per cento a Parma, dell'8,5 a Reggio Emilia, del 9 a Modena e dell'8 per cento a Ferrara e Bologna. Ovunque al Nord i lumbard hanno fatto il pieno drenando voti alla sinistra, soprattutto quella più estrema, che vede nel partito di Umberto Bossi l'unico riferimento in quanto a difesa del lavoro salariato, della proprietà (già, il tabù è caduto anche in questo senso), della sicurezza. Inutile negare l'evidenza: la famosa questione settentrionale che il Pd si sentiva certo di aver colto ed elaborato è invece ben lungi dall'aver trovato uno sbocco differente da quello rappresentato da via Bellerio. Il poster delle belle intenzioni rappresentato dalla candidatura di Calearo rimane l'immagine sbiadita di un misunderstanding colpevole nei riguardi di una componente del paese che - purtroppo - tanta parte della leadership e dell'intellighenzia di sinistra ritiene ancora intellettualmente e moralmente inferiore. Gretta, legata al soldo, pronta a benedire l'evasione fiscale e la disuguaglianza: così viene vista la Padania. La risposta è quella che abbiamo sotto gli occhi: un sonoro schiaffone sul muso sia al Pd che a quella Sinistra Arcobaleno che nelle intenzioni si pone come unico rappresentante della classe operaia ma che non ne capisce i bisogni, le paure, le ansie e le aspettative. "Nel Nord-Est non si sfonda ricorrendo a candidati come Calearo. Siamo sempre lì, spostiamo i mobili da una stanza all'altra", avvertiva severo dalle colonne di Repubblica , Massimo Cacciari. Difficile dargli torto. È la dinamica della banlieu, l'estremizzazione totale del bisogno che non trova risposta nei canali moderati e cerca la rottura nel voto gridato, di protesta senza mediazione: ciò che prima trovava sbocco nell'urgenza rivendicativa della lotta al padronato, della giustizia sociale, della falce e martello come simulacro di una scelta di campo ora si è liofilizzato in una volatilità ideale che cede al realismo non ideologico della contingenza. L'immigrato che delinque, il campo nomadi sotto casa, l'emergenza rifiuti, la casta indifferenziatamente percepita come Roma centro di potere, sono altrettanti bip di un cercapersone elettorale che ha visto la Lega Nord fare il pieno pescando a destra e sinistra. Perché sui temi forti della sicurezza An, per citare una metafora di Dino Buzzati, "si è tagliata le unghie, non ha più spine" e quindi molti elettori tra l'ipotesi "ministeriale" del partito di Fini e il neofascismo gretto e politicamente residuale di Destra o Forza Nuova sceglie la perfetta via di mezzo: il Carroccio, capace di essere duro ma anche governativo, ovvero contare a livello di scelte pur restando potenzialmente ribelle, rivoluzionario. "Umberto Bossi sta lavorando da tempo a una nuova legge sull'immigrazione, che noi chiamiamo Bossi/Bossi. Noi non vogliamo che i padani a casa loro si sentano cittadini di serie B a spese di zingari ed extracomunitari", ha reso noto ieri mattina Mario Borghezio, volto "impresentabile" della Lega in versione blazer ma perfetta testa d'ariete del Carroccio da battaglia, quello che intercetta bisogni e paure in campagna elettorale e poi gioca a poker sul tavolo di governo, forte delle fiches garantite dall'elettorato trasversale. "Chiederemo giustizia nella ripartizione delle risorse. Il denaro che i padani, con molta sofferenza, versano con le tasse, deve rimanere in gran parte nel nostro territorio, che ne ha bisogno, soprattutto in tema di infrastrutture", l'altra priorità sottolineata dall'esponente torinese del Carroccio: i soldi, la busta paga, quei daneé guardati con tanto ribrezzo dai sociologi della miopia che invece al Nord fanno la differenza tra vivere e sopravvivere, attitudine a cui la zona più produttiva del Paese non è abituata. Soprattutto nella sua parte più sensibile, il ceto medio. "Faremo ciò che abbiamo promesso in campagna elettorale perché questa volta i numeri sono dalla nostra parte", attacca un neo-deputato intercettato dal Riformista dopo la sbornia elettorale del lunedì notte. "Nella scorsa legislatura c'erano Casini e Fini che facevano fronte comune, una sorta di "patto della gelosia" per contrastare il rapporto particolare tra Bossi e Berlusconi. Ora quel patto non c'è più. Le cene del lunedì ad Arcore non piacevano ai salotti romani, beh questa volta ce ne freghiamo di quello che pensano i salotti romani: siamo forti come nel 1996, ora sta agli altri venire incontro a noi". Su cosa? "Prima di tutto federalismo fiscale, contrasto all'immigrazione clandestina, smantellamento dei campi nomadi abusivi e salvataggio di Malpensa, sia che Alitalia viva sia che muoia. Anzi, se arrivano i tedeschi, dalle parti di Varese sono certamente più contenti. E poi all'Economia è tornato Tremonti, una sicurezza per i lavoratori e gli imprenditori padani". Ecco il mistero e la forza della Lega Nord: riuscire, in un paradigma di inclusività, a blandire con la medesima promessa-proposta ciò che la logora logica della lotta di classe vuole ancora in contrapposizione, ovvero imprenditore e dipendente salariato. Le categorie giurassiche sono morte al Nord, sia per una crisi che ha proletarizzato velocemente e ferocemente non solo la vecchia classe operaia ma anche quel terziario che negli anni Novanta faceva rima con benessere, sia perché la logica della rappresentanza romana, calata dall'alto, sta stretta a lavoratori che pagano lo scotto della concorrenza e della mancanza di infrastrutture. Il fronte del "no a tutti i costi" non seduce più il lavoratore di sinistra del profondo Nord perché questo - in assenza di proposte serie, realistiche e moderne - tende a trovare maggior sicurezza nel neo-protezionismo colbertiano del duo Bossi-Tremonti. La fuga in avanti del Nord, paradossalmente, è terminata con un ritorno al 1996. "Noi sappiamo cosa vuol dire lavorare e mantenere una famiglia, sappiamo i sacrifici che si devono fare per tirare la fine del mese e quindi proponiamo ricette drastiche che la gente apprezza perché vede come oneste, chiare. Se a questo uniamo il fatto che vivere è già difficile ma con un campo nomadi sotto casa diventa spesso insopportabile, si capisce perché a Milano abbiamo conquistato zone periferiche e degradate come Quarto Oggiaro, Gratosoglio e le altre aree di case popolari dell'Aler dove vivono tantissimi meridionali, gente che fino a una tornata elettorale fa non avrebbe mai neppure pensato di votare per noi. Continuino pure con la tiritera del razzismo quelli della sinistra, ci regalano solo altro elettorato", conclude il neo-deputato. Forse un po' grezzo a livello di dialettica politica ma terribilmente efficace. C'è un quorum di mezzo a dimostrarlo. 16/04/2008.

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Sfide annunciata la fusione tra delta e northwest (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 16-04-2008)

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Sfide annunciata la fusione tra delta e northwest Una nuova insidia per Alitalia: è nato il gigante dei cieli Usa Una nuova "Jumbo Airline" che piace molto a Atlanta e un po' meno a Minneapolis. Una gigante dei cieli che servirà 390 diverse città in 67 paesi differenti e avrà una flotta di ottocento aerei guidati da quasi undicimilacinquecento piloti. E che costringerà tutte le compagnie aeree americane, europee e asiatiche a ripensare al futuro del trasporto aereo in tempi di crisi economica e di alti costi del petrolio. L'annuncio della fusione tra la Delta e la Northwest, arrivato ufficialmente lunedì notte, non è arrivato del tutto a sorpresa per gli esperti di aviazione commerciale negli Stati Uniti, che già erano al corrente di una serie di trattative cominciate da tempo. Per l'economia americana e per milioni di viaggiatori, però, la nascita della compagnia aerea più grande del mondo ha rappresentato un segnale preciso. Che il mondo dell'aviazione commerciale fosse di nuovo in crisi dopo aver superato nel 2006 le difficoltà degli anni precedenti, post crisi delle Torri gemelle, non è un mistero per nessuno. Diverse piccole compagnie sono state costrette a chiudere recentemente i battenti, le revisioni delle Federal Aviation Administration, diventate recentemente più severe, hanno puntato il dito sui rischi di una flotta spesso ormai antiquata e costretto, solo la settimana scorsa, la American Airlines a cancellare migliaia di voli. Il prezzo del petrolio a 113 dollari al barile, ha forzato tutti a ripensare ai costi. Soprattutto, però, la fusione ha indicato che il processo di rivoluzione iniziato ai tempi della "deregulation" voluta da Ronald Reagan negli anni Ottanta è arrivato alla sua fase finale e alla creazione di giganti destinati a dominare il settore. Secondo i progetti annunciati ieri dall'amministratore delegato della Delta, Richard Anderson, la Delta Airlines acquisterà la Northwest Airlines per una cifra complessiva di tre miliardi di dollari e gli azionisti di quest'ultima compagnia riceveranno 1,25 azioni Delta per ogni a azione Northwest posseduta, il 17 per cento in più del prezzo attuale sul mercato. Il costo previsto per l'integrazione delle due compagnie è di un miliardo di dollari, una somma pari al risparmio dei costi e all'aumento dei ricavi che il nuovo colosso dovrebbe nei progetti garantire. "Insieme creeremo la più grossa linea aerea americana", ha spiegato ottimista Anderson , che tra l'altro aveva lavorato in passato per la Northwest e conosce bene la realtà della compagnia acquisita, "una linea aerea sicura dal punto di vista finanziario, capace di investire sui nostri dipendenti e sui nostri clienti, e costruita per prosperare in un mercato sempre più competitivo". In effetti, da molti punti di vista, la Delta e la Northwest sembrano fatte apposta per capirsi, l'una forte soprattutto sul mercato delle rotte per l'Europa e quelle interne sulla costa Atlantica, l'altra specializzata soprattutto nelle rotte verso l'Estremo Oriente e l'Asia e le città americane del Midwest e del Pacifico, con poche rotte in comune da eliminare in futuro. In una fusione pensata ovviamente nei minimi particolari, Anderson ha fatto il possibile per minimizzare e prevenire tutti i rischi di opposizione. Così ha promesso che rimarranno aperti e operativi tutti gli hub delle due compagnie, quello della Delta di Atlanta, ma anche quello della Northwest di Minneapolis, e quelli all'estero a Amsterdam, Parigi e Tokyo. Alla sua controparte nella compagnia acquisita, Dough Steenland, Anderson ha offerto una posizione in un consiglio d'amministrazione che avrà un presidente proveniente dalla Delta, Daniel Carp, e un vice, Roy Bostock, proveniente dalla Northwest. Malgrado tutte le precauzioni, tuttavia, il clamoroso "merger" rischia di incontrare qualche ostacolo. Prima di tutto, la prospettata unificazione delle due compagnie dovrà avere l'approvazione della commissione Antitrust. La decisione del governo prenderà almeno alcuni mesi e non è garantita anche se, come ha osservato la commentatrice del Detroit Press, Ellen Creager, "Washington non vuole certo la morte di un'altra compagnia aerea e quindi, alla fine, approverà il progetto". Più complesso il problema con il personale. Ai piloti e agli altri dipendenti, per esempio, Anderson ha offerto una percentuale del 7,50 per cento della nuova compagnia e un contratto unificato. Almeno per il momento, tuttavia, i piloti della Delta e quelli della Northwest non hanno raggiunto un accordo sulle clausole che garantiscono l'anzianità e potrebbero decidersi a una ferma opposizione, appoggiati dal governatore del Minnesota Tim Pawlenty, che teme una diminuzione di importanza per l'hub di Minneapolis. Infine, per ora inascoltati, ci sono i viaggiatori. Già vessati dalle code, dai ritardi e dalle norme di sicurezza, i consumatori hanno lasciato ieri capire di riservarsi ogni giudizio sull'operazione. Ma tutti sembrano sicuri che il nuovo colosso, insieme a quelli che inevitabilmente si formeranno quando le altre compagnie Usa, la Continental e la American Airlines e quelle europee reagiranno all'iniziativa della Delta, significherà soprattutto, nel lungo termine, un aumento del costo dei biglietti. 16/04/2008.

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Patto tra produttori 2 Marcegaglia & Co (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 16-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Patto tra produttori 2 Marcegaglia & Co Confindustria in ansia per l'exploit di Bossi ma in qualche salotto buono c'è aria di festa La sorpresa delle prime proiezioni ha lasciato spazio, quando i dati sono diventati certi, a più di un sospiro. Che è stato di sollievo per alcuni e di preoccupazione per altri. Il giorno dopo, per i poteri forti economico-finanziari, è comunque all'insegna della fibrillazione per il cambiamento. Per chi "festeggia" il largo successo di Berlusconi alle urne, che chiude una lunga stagione di instabilità, per chi lo aveva previsto e paventato, e per chi ammette di esserne rimasto spiazzato. Sicuramente, il risultato elettorale cambia lo scenario. Per dirla con il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, il dato certo è quello di "una maggioranza chiara e netta che permette una piena governabilita", che si abbina alla "netta sconfitta" delle forze "portatrici di una cultura anti-impresa e anti-mercato", e che può consentire l'approvazione di riforme "necessarie ed ineludibili". A queste esternazioni pubbliche si affiancano, però, le riflessioni "private", quelle che il Riformista raccoglie negli stessi ambienti confindustriali e che evidenziano più di una preoccupazione per un dato altrettanto netto, il ruolo chiave che assume la Lega nella nuova geografia parlamentare. Con tutte le conseguenti insidie che si preparano sul cammino di un governo che dovrà fare i conti con le spinte tutt'altro che moderate che arriveranno su terreni sensibili per gli industriali, come la gestione dei flussi di immigrazione e la riforma in senso federalista dello Stato. Se gran parte dell'entusiasmo confindustriale per il centrosinistra, palese nel 2006 e poi progressivamente rientrato durante l'ultima legislatura, era già evidentemente ridimensionato prima del voto, è vero anche che tra gli industriali si era consolidata un'area di consenso verso la nuova esperienza del Partito Democratico. Oggi, in quella stessa area, si respira soprattutto cautela. La stessa che ha spinto il presidente in pectore, Emma Marcegaglia, a mantere un rigoroso silenzio durante tutta la campagna elettorale. Un approccio, che in diversi casi si confonde con la diffidenza per il "già visto" berlusconiano, che appare condiviso anche al vertice delle più grandi istituzioni finanziarie del Paese. La reazione che trapela, in un ambiente che non ha mai nascosto simpatie prodiane, è orientata ad un certo distacco. Che fa sembrare lontani i tempi della partecipazione convinta del presidente di IntesaSanpaolo, Giovanni Bazoli, e dell'Ad di Unicredit, Alessandro Profumo, alle primarie del Pd. Il verdetto delle urne sembra incidere però in maniera diversa sulle prospettive delle due prime banche italiane. Per entrambe viene a mancare un canale preferenziale a Palazzo Chigi. Ma se per Profumo il cambiamento può tradursi in un ulteriore slancio verso la definitiva internazionalizzazione del suo gruppo, per Bazoli si apre una stagione nuova, all'interno e all'esterno di Ca de' Sass. In ballo ci sono la dialettica con Corrado Passera, meno "ostile" al Cavaliere ma infastidito dalle invasioni di campo subite nella partita Alitalia, e, soprattutto, gli equilibri nel triangolo che lega la banca milanese a Generali e Mediobanca. Anche perchè è su questo terreno, oltre che in Telecom, che potrebbero pesare di più l'orientamento della nuova maggioranza e le rafforzate ambizioni delle aziende di famiglia del Cavaliere, Mediaset e Fininvest. Anche in questa ottica, dalla partita esce senz'altro rafforzato il presidente del Consiglio di Sorveglianza di Piazzetta Cuccia, Cesare Geronzi, che ha testato gli ottimi rapporti con Berlusconi già nelle delicate vicende legate alla sorte di Capitalia. E che è forte anche della sponda, sempre pronta, dei francesi Bollorè e Ben Ammar. Della partita, a vario titolo, fa parte la variegata galassia di imprenditori sensibile alle prevedibili aperture berlusconiane. Dai Benetton, impegnati in Generali e in cerca di pace dopo la tensione con il Governo Prodi per lo stop alla fusione Autostrade-Abertis. Fino alla lunga lista, tra cui spicca l'amico Ligresti, degli interessati alle ricadute dell'aggiudicazione a Milano dell'Expo 2015. Impermeabile a qualsiasi sconvolgimento nazionale sembra invece Caltagirone, capace di tessere una rete bipartisan di buoni rapporti e interessato soprattutto a garantirsi non belligeranza a Roma. Obiettivo che raggiungerà qualunque sia l'esito della tornata amninistrativa nella Capitale. Senza dubbio rassicurati dal risultato elettorale sono i vertici di Enel, Eni e Finmeccanica. Tutti in odore di conferma, dopo il pericolo, scampato, di una tornata di nomine di stampo prodiano. 16/04/2008.

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La Regione fa i conti con il nuovo potere e spera nel federalismo (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 16-04-2008)

Argomenti: Alitalia

[FIRMA]FABIO POLETTI FRANCESCO SPINI MILANO Padania verde addio. Fiorisce il cemento, arrivano gli affari, si ridisegna la mappa del potere, parte il risiko delle nomine. A partire dal Pirellone dove il leghista Roberto Castelli è in pole position per diventare governatore ("Calma, ne ho visti troppi entrare papi in conclave e uscirne cardinali...") e già sogna la Lombardia con il turbo e le betoniere: "Finalmente si faranno le infrastrutture. In Spagna ci sono 279 chilometri di autostrada ogni milione di abitanti. In Italia 144. In Lombardia 61. Non si può. Sta arrivando l'Expo 2015 a Milano. Malpensa è una priorità. Come i grattacieli che ridisegneranno Milano. A me piacciono, anche quelli storti". Al primo posto del core business c'è ovviamente l'aeroporto di Malpensa tradito da Alitalia, in cui i leghisti vorrebbero che si tenesse il secondo Consiglio dei ministri dopo quello per l'immondizia a Napoli. Un sogno condiviso dal manager leghista Giuseppe Bonomi a capo della Sea che gestisce gli scali milanesi: "Mi aspetto che il governo mantenga le promesse e metta in atto la liberalizzazione del trasporto aereo". Attorno a Malpensa gira un business da 9 miliardi di euro, contando l'indotto. Niente di fronte ai 20 miliardi di investimenti per l'Expo 2015. Bruscolini davanti a quello che potrebbe diventare la Regione Lombardia se passasse l'obiettivo del federalismo fiscale. Stefano Galli, capogruppo della Lega al Pirellone, fa due conti: "Con il federalismo, l'80% dell'Iva rimarrà in regione, così come il 15% dell'Irpef. C'è da far raddoppiare il bilancio della Lombardia, che ora è di 27 miliardi di euro". Fanno più di 50 miliardi di euro. Una montagna di soldi che porta la Lombardia ancora una volta sotto i riflettori. Antonio Marano, direttore di Rai2 in quota Bossi, immagina i riflettori e pure gli studi televisivi: "Con me la quota di produzione di Rai2 a Milano è passata dal 4 al 70%. Con l'Expo e la vittoria di Berlusconi e Bossi, una rete e un telegiornale devono arrivare a Milano. Il centrosinistra e il sistema romano questa volta potranno niente". Un progetto che i leghisti vorrebbero immediatamente. Mica come la città del cinema nell'area dell'ex Manifattura tabacchi di viale Fulvio Testi, inaugurata anni fa da Bossi e rimasta un cantiere a cielo aperto. Una rete televisiva padana potrebbe anche influire sui palinsesti e far resuscitare la fiction televisiva su Barbarossa, il Braveheart lombardo più amato dalla Lega. Cantieri da far partire come la Pedemontana, la Brebemi e soprattutto la Tav. Una rete televisiva. Ci vorrebbe una banca. I leghisti ci avevano provato con la Credieuronord, salvata dal discusso banchiere Gianpiero Fiorani prima di portare i libri in Tribunale. Poco amati dai salotti buoni della finanza gli uomini di Umberto Bossi ripiegano sull'amministrazione pubblica. Su 44 direttori generali degli ospedali lombardi - un affaire da 15 miliardi di euro - 10 sono in quota Lega. Tra poco si apre il rinnovo delle cariche dell'Aler, l'edilizia popolare che a Milano vale 150 mila appartamenti. Carlo Monguzzi, consigliere regionale dei Verdi, crede poco all'escalation del sistema padano: "Qui comanda la Compagnia delle Opere di Formigoni. Ci sarà guerra, i leghisti sono destinati a perdere". Gli uomini di Bossi affilano comunque gli spadoni padani per non rimanere a bocca asciutta nel rinnovo dei cda delle grandi società a partecipazione statale, dall'Eni all'Enel a Finmeccanica. Il consigliere dell'Enel in quota Lega Gianfranco Tosi punta i piedi: "Prima era solo una gentile concessione lasciarci un posto nei cda, da oggi dovranno riconoscere uno stato di fatto". Quello che conta per la Lega è mettere le mani avanti, possibilmente sulla Lombardia. Roberto Castelli sogna i grattacieli che non ama Silvio Berlusconi e immagina di fare la differenza: "E' finito il tempo in cui dicevano che essere leghisti è un handicap".

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<La gente ha capito e ci ha premiato per la nostra coerenza> (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 16-04-2008)

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Roberto Maroni a tutto campo "La gente ha capito e ci ha premiato per la nostra coerenza" Una vittoria imponente, meritata, travolgente. Che si spiega con diverse chiavi. Ma in primo luogo, il successo della Lega Nord dipende dal fatto che la gente ha capito che "c è solo un partito che rappresenta gli interessi del Nord, e questo è la Lega". Il presidente uscente dei deputati leghisti Roberto Maroni, che in via Bellerio viene dato per sicuro ministro del futuro governo Berlusconi, torna sulle ragioni del successo del suo partito in questa tornata elettorale e spiega che quello dato in massa al Carroccio alle politiche dell altro giorno "non è un voto di protesta, ma un indicazione convinta per il federalismo". La nota che ha stupìto maggiormente i commentatori, oltre ai numeri assoluti, riguarda la tipologia dell elettorato che si è rivolto al Carroccio. Un forte successo, infatti, il partito di Bossi lo ha avuto tra i lavoratori perché, come spiega Maroni "queste persone hanno capito che la soluzione dei loro problemi passa attraverso il federalismo. Il comunismo appartiene al secolo scorso e il Muro di Berlino è caduto anche in Italia". Ma la Lega è stata premiata anche per la difesa dei cittadini e del territorio. E infatti, sul tema sicurezza e immigrazione Maroni assicura che verrà "applicata la Bossi-Fini con un atteggiamento di rigore e di forte integrazione per coloro che vengono qui per lavorare. Sul piano della sicurezza daremo ai nostri sindaci poteri di vigilanza". Del resto, assicura Maroni "il nodo sicurezza è chiaramente fra le priorità del nuovo governo Berlusconi e un esempio da seguire è quanto fatto dal sindaco leghista di Cittadella, Massimo Bitonci. Il primo cittadino di Cittadella, ora eletto parlamentare del Carroccio, nel novembre del 2007, tra le altre ordinanze, emanò quella diventata famosa col nome della cosiddetta ordinanza anti-sbandati . Insomma, lotta all immigrazione clandestina, misure per garantire l integrazione, controllo e presidio del territorio e maggiori poteri ai sindaci sono alcuni dei punti cardine del progetto sicurezza su cui la Lega spingerà al massimo in parlamento. Senza dimenticare, ricorda Maroni, "la piena attuazione della Bossi-Fini". L ex-ministro del Welfare ieri è poi tornato sul caso Malpensa-Alitalia. "Come dice anche l'Unione europea il governo non può mettere neanche un centesimo nelle casse di Alitalia. Quindi, o la compra qualcuno o c è il fallimento, e per evitare il fallimento c è la legge Marzano, che è la strada giusta da seguire". Per quanto riguarda Malpensa, Maroni ricorda come più in generale sia l intero capitolo delle infrastrutture a essere fondamentale e come il governo sarà impegnato a rispettare anche in questo senso il programma. Infine l abrogazione dell Imposta Comunale sugli Immobili sulla prima casa, che secondo Maroni deve avvenire "senza danno per i comuni. Lo stop all Ici sulla prima casa per noi è musica, però è assolutamente necessario che questa misura avvenga a condizione che sia prevista una compensazione per i comuni". Ma. Ma. [Data pubblicazione: 16/04/2008].

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Berlusconi: <Lega alleato ragionevole> (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 16-04-2008)

Argomenti: Alitalia

SU MALPENSA: "NON SI TOCCA" Berlusconi: "Lega alleato ragionevole" Roma - Silvio Berlusconi tiene la prima conferenza stampa da premier in pectore ed è subito show. Assicura che la Lega non sarà un problema ma una risorsa, conferma l esistenza della cordata d imprenditori interessata ad Alitalia, dice che "Malpensa non si tocca" e tende una mano al Governo ombra annunciato mezz ora prima da Walter Veltroni. Berlusconi dà la disponibilità al dialogo malgrado il leader del Pd non sia stato tanto cortese nei suoi riguardi, avendo definito "un brutto inizio" l intenzione dichiarata dal futuro premier di tenersi le presidenze di entrambe le camere dopo essersi detto disponibile al confronto bipartisan. Il Cavaliere non commenta i rilievi di Veltroni, derubricandoli a "teatrino politico", ma valuta positivamente l istituzione del Governo ombra e conferma che sia lui in qualità di presidente sia i suoi ministri discuteranno con i propri omologhi ombra dell opposizione. Da Berlusconi precisazione importante anche sul percorso delle riforme istituzionali: "Non ho rilanciato la Bicamerale - ha sottolineato -, ho detto solo che sarebbe una buona base per un lavoro bipartisan sulle riforme. Non credo che ci sia la possibilità di una commissione nuova". Quanto al peso del Carroccio nell Esecutivo, il Cavaliere ricorda che la Lega non ha mai avuto atteggiamenti prevaricatori, ma che "è sempre stata un alleato molto ragionevole al tavolo delle decisioni". E di nuovo definisce "fraterni" i rapporti tra lui e Umberto Bossi. Restando ai temi leghisti, il premier in pectore prende in mano la duplice questione Alitalia-Malpensa. "Non ci saranno difficoltà nell avere una cordata di imprenditori per salvare la nostra compagnia di bandiera. E sarebbe il colmo se, dopo che Milano si è aggiudicata l Expo 2015, non avessimo un hub vicino all Expo ed una compagnia di bandiera. La questione si risolverà certamente. Malpensa non si tocca". [Data pubblicazione: 16/04/2008].

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Nel Varesotto non c è partita Stravince Dario Galli (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 16-04-2008)

Argomenti: Alitalia

L ex senatore eletto presidente della Provincia con il 65,12%. Testa a testa Lega-Pdl per il primato territoriale ALESSANDRO MONTANARI È Dario Galli il nuovo presidente della Provincia di Varese. Come previsto, infatti, il candidato del Carroccio, sostenuto anche da Popolo delle Libertà e Udc, non ha avuto alcun problema a sconfiggere il candidato del centrosinistra Mario Aspesi: Galli ha ottenuto il 64,12 per cento dei consensi contro il 26,06 per cento del candidato del Partito Democratico. Ancora una volta, dunque, nella terra che ha dato i natali ad Umberto Bossi non c è stata partita, tanto che prima delle 19 si poteva già festeggiare. Il primo pensiero del vincitore è tutto per il Segretario: "Ne è passato di tempo - ha esclamato il nuovo timoniere di Villa Recalcati - da quando Bossi andava in giro a chiedere i voti! Se gli avessero dato retta prima, non saremmo in queste condizioni...". Per quanto riguardo i primi impegni della prossima giunta, che avrà tre assessori leghisti nei punti chiave (Bilancio, Marketing Territoriale, Agricoltura, Caccia e Pesca), Galli conferma quanto riferito in campagna elettorale su queste stesse colonne: "I primi punti che affronterò saranno il piano idrico, il piano rifiuti e la crisi di Malpensa. Se Alitalia vuole davvero andarsene peggio per lei, vuol dire che troveremo un altro vettore". Quando l ex senatore del Carroccio parla non sa ancora che Silvio Berlusconi, a Roma, ha appena detto che "Malpensa non si tocca" e che "la cordata d imprenditori c è e si farà avanti". Ha voluto partecipare al trionfo bulgaro di Galli, anche il presidente uscente Marco Reguzzoni, che ha colto l occasione della festa per togliersi un sassolino dalla scarpa. "Gli elettori - ha detto - hanno capito e premiato la mia scelta di andare a Roma per difendere gli interessi del territorio". Il dato è reso evidente sia dal risultato delle politiche, sia dall esito delle amministrative. Nel varesotto, infatti, la Lega - a scrutinio quasi ultimato - si gioca la leadership territoriale con il Pdl: 29,7% dei voti al partito nato dalla fusione di Forza Italia e An, 29,5% al Carroccio. Il che, se i numeri non subiranno grandi variazioni, si tradurrà in un patrimonio di undici seggi per la Lega Nord e undici per il Pdl, mentre scenderebbe a un solo seggio la presenza dell Udc nel consiglio provinciale. Nove, infine, i posti guadagnati dal Partito Democratico mentre uno è in ballottaggio tra Idv e Sinistra Arcobaleno. Il varesotto, dunque, conferma la propria tradizione di roccaforte storica del Carroccio. Ora, però, ci si butta nel lavoro. La questione Malpensa esige un impegno immediato e assiduo, essendo in gioco, sul territorio, qualcosa come 7-8mila posti di lavoro. Ma Galli non dovrà occuparsi solo di situazioni critiche come quella legata allo smantellamento dell aeroporto. Tra le tante magagne, infatti, c è anche una grande opportunità come il Mondiale di ciclismo che, a settembre prossimo, proietterà le bellezze del varesotto in tutto il mondo. Il neo-presidente, però, confida molto anche sull Expo 2015 di Milano. E per questo intende allestire da subito un tavolo istituzionale con tutti gli attori sociali. Perché il varesotto, dice, deve sapere prendere al volo anche il grande treno dell Expo. [Data pubblicazione: 16/04/2008].

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Prestito ponte In caso di accordo con Parigi pronti 300 milioni garantiti dallo Stato per sopravvivere (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 16-04-2008)

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Police Il nuovo presidente ai sindacati: "Poco tempo, pochi soldi, la situazione è drammatica" Palazzo Chigi "Serve un patto bipartisan, la compagnia non può aspettare il nuovo esecutivo" Prestito ponte In caso di accordo con Parigi pronti 300 milioni garantiti dallo Stato per sopravvivere Un eventuale accordo con Air France dovrà passare dal rilancio dello scalo di Malpensa [FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA Una cordata di imprenditori nostrani che rilevino fra il 30 e il 50% della nuova Alitalia. Rafforzamento della componente italiana nella holding franco-olandese. Più voli intercontinentali da Malpensa partendo dal ripristino dei collegamenti per Cina e India. Revisione della convenzione Enac sui diritti di traffico per lasciare spazio ai concorrenti nello scalo milanese. "Margini di trattativa con Air France-Klm? Con Sarkozy non ne ho parlato, me ne occuperò quando avrò responsabilità di governo", diceva ieri il Cavaliere. Salvo poi, nella tarda serata, parlare a Porta a porta di una proposta "tutta italiana" che può portare a una soluzione che "non andrà al di là di un mese". In collegamento con la trasmissione di Bruno Vespa, il premier in pectore ha poi spiegato che ha avuto contatti con molti imprenditori e che tra essi c'è anche "una società che ha anche un know how specifico, assistita da un importante istituto bancario". Il riferimento, neppure tanto velato, è ad Air One. Ma secondo quanto riferiscono fonti ben informate della finanza e della politica Bruno Ermolli e Gianni Letta - emissari di Silvio Berlusconi sul caso Alitalia - starebbero già sondando la disponibilità del numero uno transalpino Jean-Cyril Spinetta a discutere di un nuovo accordo che alzerebbe il prezzo strappato dal governo Prodi. La situazione finanziaria di Alitalia è tale da non poter attendere il nuovo governo. Sempre ieri, in un nuovo vertice coi 9 sindacati della compagnia, Aristide Police è stato netto: "Ci sono pochi soldi, poco tempo e la situazione è drammatica". Fra al massimo un mese il presidente Alitalia sarà costretto a chiedere la nomina di un commissario. E quel giorno Berlusconi potrebbe non essersi ancora insediato. Non a caso ieri Palazzo Chigi, su richiesta delle sigle, ha chiesto ufficialmente al centro-destra un "incontro urgente con un rappresentante delegato" per discutere il da farsi. Già da qualche giorno Enrico Letta, incaricato dal Pd di sbrogliare la matassa, ha aperto un canale con il prossimo vicepremier, ovvero lo zio Gianni. Se i sindacati torneranno al tavolo con Parigi e firmeranno un pre-accordo, il governo sarebbe pronto a far scattare il prestito-ponte da 300 milioni, erogato da una grande banca ma garantito dallo Stato. All'aeroporto Charles de Gaulle, sede della compagnia franco-olandese, le bocche sono cucite. Il clima è però di chi attende alla finestra: "Ogni parola in più in questa fase potrebbe essere fatale", dice una fonte vicina al dossier. A Parigi attendono di capire come evolverà la discussione nella nuova maggioranza, e se le ipotesi ventilate in alcuni contatti informali siano effettivamente percorribili. E del resto sanno che Berlusconi, smessi rapidamente i panni del difensore dell'italianità a tutti i costi, non oppone più un "no" secco ma guarda anche a soluzioni alternative. L'opzione numero uno per il presidente di Sin&rgetica (nonché consigliere Mediaset) Bruno Ermolli era quella di Lufthansa. Ma a Francoforte l'ipotesi di un controllo paritario della compagnia non sarebbe stato accolto con grande entusiasmo. Per questo Ermolli avrebbe rispolverato anche la soluzione tutta italiana Alitalia-Air One, accompagnata dagli stessi soci che potrebbero partecipare alla soluzione francese: da Ligresti a Gavio, da Diana Bracco alla Camera di Commercio di Milano. "Non avremo difficoltà a trovare una compagine di imprenditori", garantiva ieri il Cavaliere. Un modo per dire a Parigi che l'accordo non ci sarà a qualunque costo. Un eventuale accordo con Air France non potrà non passare dal rilancio di Malpensa, una questione sulla quale Parigi è finora rimasta molto fredda: il Cavaliere ha il fiato sul collo della Lega e del sindaco di Milano Letizia Moratti i quali - con in tasca la carta dell'Expò 2015 - ora sono determinati ad ottenere il massimo. "O Alitalia la compra qualcuno, o c'è il fallimento e per evitare il fallimento c'è la legge Marzano, che è la strada giusta da seguire", avverte il numero due del Carroccio Bobo Maroni. Se si andasse al commissariamento, Air France-Klm perderebbe ogni speranza di avere la meglio. Spinetta non intende mollare, almeno fino a quando i soci olandesi, da sempre freddi all'operazione, non gli opporranno un ultimo no. Da ieri però anche gli olandesi hanno un motivo in più per andare avanti: per una strana coincidenza di tempi, Delta e Northwest hanno trovato l'accordo che farà nascere il più temibile concorrente americano alla supremazia mondiale dei franco-olandesi. Parigi avrebbe voluto diventare socio nell'affare partecipando all'aumento di capitale per 750 milioni. Invece all'ultimo momento è stata lasciata fuori: "Le risorse in liquidità delle due compagnie non richiedono finanziamenti supplementari", recita un laconico comunicato. Un'altra débâcle dopo questa a Parigi non se la possono permettere.

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COSA PIACE AL POPOLO DEL NORD (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 16-04-2008)

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Giovanni Cerruti COSA PIACE AL POPOLO DEL NORD Stupirsi dello stupore. E' capitato l'altra notte a Roberto Maroni, quando in tv ha visto i titoli delle prime edizioni. "Sembravano quelli del '94 o del 2001, ma che la Lega faccia il pieno di voti al Nord è ancora una novità?". E'capitato, ieri mattina, anche a Ilvo Diamanti, il sociologo vicentino che studia la Lega da quand'era bambina. "Questa novità ha più di vent'anni -dice-, eppure dopo ogni votazione si fa finta che sia un inedito". Come la conquista dell'Emilia, dove aveva già un deputato e un senatore e adesso ne ha quattro più due. I voti delle valli, delle città, delle periferie operaie. Chi studia i flussi elettorali, come Diamanti, già vede la linea diretta che parte dalla Sinistra Arcobaleno, da falce e martello a Falce&Carroccio. E pure questa non è una novità assoluta. Dice niente la frase "La Lega nasce da una costola di sinistra"?. Per averla detta, Massimo D'Alema da sinistra è ancora canzonato. "Ma a Sesto San Giovanni -racconta Guido Salvini, neodeputato- se abbiamo triplicato i voti è perchè vengono da lì, dagli operai che hanno abbandonato la vecchia bandiera". L'altra notte a Badoere, nel trevigiano, sotto il tendone della festa leghista, il parlamentare Giampaolo Dozzo si è fermato a un tavolo. "Un imprenditore tessile con i suoi operai, tutti voti per noi". Perchè, come ha spiegato e rispiegato Diamanti, qui gli interessi dell'impresa e dell'operaio coincidono. "E quando va male -dice Dozzo- si comincia a ragionare, ad esempio sulle gabbie salariali, sul federalismo fiscale, sulle infrastrutture che mancano. La sola novità è la dimensione rilevante di questo voto operaio". Non basta, non è tutto. "E' stato un voto trasversale", dice Giuliano Molossi, direttore della "Gazzetta di Parma". Lì si è guadagnato il seggio da senatore Giovanni Torri, 47 anni, leghista da sempre. "Sono andato dappertutto, da Santa Maria del Taro al Passo del Cerreto, ho fatto comizi dove non è mai andato nessuno, in osterie con due vecchietti, nelle bocciofile, nelle balere. All'uscita ero sempre sicuro di aver convinto almeno la metà". Aggiunge: "Mai andato in tv, mai spedita una lettera, mai messa un'inserzione sui giornali". Forse sarà come dice Mino Martinazzoli, l'ultimo segretario della dc: "Quelli della Lega sono rimasti gli unici a far politica nei bar". O sarà che lontano da tv e dai giornali la Lega va ad intercettare disagio e bisogni. Ancora Molossi: "Qui hanno deciso di spostare la moschea nella zona industriale, e tra piccole imprese e operai hanno risposto con il voto. Era prevedibile il successo, ma non in queste proporzioni e così trasversale: l'hanno votata l'industriale con jet privato e la donna delle pulizie". La sicurezza, dunque. E il solito ritorno della solita "Questione Settentrionale", due parole pronunciate per la prima volta da Bettino Craxi il 5 giugno 1987, e quel giorno Umberto Bossi aveva debuttato come senatore. Ma è sempre qui, la Questione Settentrionale, e può ad esempio chiamarsi Alitalia. Chi viaggia da Malpensa a Fiumicino ha appena scoperto che l'aereo è un Atr43, quello con le eliche, tempo di volo 1 ora e 23 minuti, quasi il doppio di un Md80. "E poi ci si domanda ancora perchè votano Lega?", dice Daniele Marantelli, unico deputato del Pd di Varese. Anche Marantelli si stupisce dello stupore. "Se fai la battaglia in difesa dello "scalone" delle pensioni è difficile che il giovane operaio ti voti". Come altri del Pd del Nord, portato Romano Prodi al governo, due anni fa aveva avvertito del pericolo. E Pierangelo Ferrari, rieletto a Brescia nel Pd, ricorda quel che dicevano: "Dobbiamo cominciare a capire questi "rozzi con la fabbrichetta e le loro paure" e smetterla con il nostro atteggiamento di superiorità. Se falliamo non ci sarà appello". E così è andata. Un voto leghista davvero trasversale. Antonio Marano, direttore di Rai2, varesino come Bossi e Maroni, è sicuro che i voti siano arrivati anche da sinistra. "Da almeno la metà degli 800 che lavorano nel nuovo centro di produzione di Milano - dice -. "Però noi non siamo di destra", mi avvertivano. E io a spiegare che nemmeno la Lega lo è, un leghista non chiederà mai di schierarsi a destra, basta stare qui e capire chi fa gli interessi del Nord che vuole correre e non vuol farsi inghiottire". E poi c'è la Lega che ha preso i voti, quella che sta tra la sede milanese di via Bellerio e il villino di Gemonio, da dove Bossi dirige, litiga con la salute, e ora tratta ministri e nomine. La Lega che ha governato a Roma più di 5 anni, che ha avuto il sindaco di Milano, che ha quelli di Novara, Varese, Verona, Treviso, le province del Nord, gli assessorati in Lombardia e Veneto. La stessa che gioca pesante con le parole, evoca paure e fucili e non è mai riuscita ad organizzare nemmeno uno sciopero del canone Rai. Ma "è una Lega che non fa più paura", come dice Diamanti. Sempre di lotta, sempre più di governo.

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