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DOSSIER “ALITALIA” |
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T ARTICOLI DEL 16-4-2008 #TOP
<Ci
vergogniamo per i preti pedofili>
( da "Secolo
XIX, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia seguono la conferenza stampa che dà inizio al viaggio. Benedetto XVI ha definito "una grande sofferenza per la Chiesa negli Stati Uniti, per la Chiesa in generale e per me personalmente che sia potuto accadere. È difficile per me capire come sia stato possibile che i religiosi abbiano tradito in questo modo la loro missione"
Le
due risposte al disagio dei milanesi - ivan berni
( da "Repubblica,
La" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: la crisi Alitalia con l'abbandono di Malpensa e l'irrisolvibile emergenza rifiuti in Campania. Come avvenne nella prima metà degli anni 90, gli elettori hanno investito il partito di Bossi del compito di rappresentare l'insofferenza per una politica che ha sacrificato il territorio, l'economia e le infrastrutture ai propri interessi di casta,
Il
premier dovrà cambiare il passo della politica
( da "Secolo
XIX, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: sicurezza con cui ieri sera Berlusconi si è detto convinto di risolvere in breve tempo il problema dell'Alitalia e il piglio confermato nell'affrontare il dramma della spazzatura in Campania. Vedremo anche quali effetti avranno già prima dell'estate la detassazione degli straordinari e dei premi di produttività e il pur modesto adeguamento delle pensioni minime al costo della vita.
<Alitalia,
la cordata è pronta> ( da "Secolo XIX, Il"
del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: allarme del numero uno di Alitalia - Il governo uscente non ha dato la disponibilità a farsi carico di un prestito ponte. E adesso la situazione è davvero grave". Già, grave. Ma quanto? Secondo le ultime analisi, Alitalia avrebbe risorse per poche settimane. Ma a preoccupare management e lavoratori è, soprattutto, l'ultimatum arrivato lunedì dalla Iata:
Scajola:
<Primo obiettivo, restituire risorse agli italiani>
( da "Secolo
XIX, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: opposizione e le scelte di governo (per esempio Alitalia)? "Non vedo perché: il successo della Lega è il successo di una componente essenziale della coalizione che ha sostenuto e sostiene Berlusconi. Dirò di più: in cinque anni di governo comune, la Lega è stata per Berlusconi l'alleato con il quale è stato più facile trovare un'intesa.
<La
Lega è leale, non comanderà> ( da "Secolo XIX, Il"
del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: caso Alitalia, pensioni minime da adeguare al costo della vita, straordinari da detassare, grandi opere da riprendere, criminalità da combattere, pubblica amministrazione da riorganizzare. Poi, ma solo "quando i conti dello stato lo consentiranno", abolizione dell'Irap e delle tasse sulla proprietà.
Vertice
bipartisan sul destino di alitalia - lucio cillis
( da "Repubblica,
La" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: al momento, non prevede un ritorno di Alitalia nello scalo lombardo. Nei prossimi giorni arriveranno le prime risposte: Air France dovrà scegliere se limare il progetto o rinunciare ad Alitalia. A quel punto entrerebbe in campo la cordata italiana e probabilmente Lufthansa. Al netto del commissariamento.
Un
commissariamento "soft" per lanciare la cordata italiana - ettore
livini ( da "Repubblica, La"
del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: più qualche esperto di settore) pronti a investire un miliardo di euro per rilanciare Alitalia con un nuovo piano industriale. Incassata la vittoria elettorale del Popolo delle libertà, la cordata tricolore per la compagnia di bandiera, forte dell'appoggio del nuovo Governo, inizia a prendere forma sotto la regia di Bruno Ermolli.
Berlusconi:
"un'estate per le riforme" - claudio tito
( da "Repubblica,
La" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: la Brambilla viceministro CLAUDIO TITO ROMA - L'Alitalia, il Dpef, la "monnezza", le riforme. La "road map" dei primi 100 giorni del Berlusconi IV è fatta. Il Cavaliere l'ha già stilata. Vuole accelerare. Non solo sulle emergenze vere e proprie, ma anche sulle riforme. "Dobbiamo incardinarle subito, entro giugno", è il messaggio lanciato in queste ore.
"vedrò
il cavaliere sulle riforme ci dimostrino la buona volontà" - goffredo de marchis
( da "Repubblica,
La" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, l'indulto, i rifiuti, la Tav, il tesoretto e potrei continuare GOFFREDO DE MARCHIS ROMA - "Parlare di errori sarebbe fuori luogo e ingeneroso". Anzi, per Goffredo Bettini, coordinatore del Partito democratico, Veltroni "è destinato ad aprire un ciclo nuovo della politica italiana e i cicli in Europa durano 5-10 anni.
Putin
subito a cena da berlusconi bush: "impazienti di lavorare con lui" -
rosalba castelletti ( da "Repubblica, La"
del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: precisa più tardi - non fa però alcun accenno alla vicenda Alitalia. Le "vive felicitazioni" del capo dell'Eliseo giungono anche più tardi per iscritto accompagnate dalla volontà "d'avviare una concertazione molto stretta" con l'Italia, "partner essenziale" in vista del semestre di presidenza dell'Ue che inizierà l'1 luglio.
<Alitalia
indispensabile per l'Expo> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Primo Piano Pagina 105 "Alitalia indispensabile per l'Expo" Ma Berlusconi lascia uno spiraglio alla trattativa con Air France --> Ma Berlusconi lascia uno spiraglio alla trattativa con Air France La vicenda Alitalia e l'emergenza prezzi e salari. Sono solo alcune delle questioni che Berlusconi dovrà affrontare subito.
Classe
operaia, i tormenti nell'urna ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Che da liberista dovrebbe essere felice del passaggio di Alitalia ad Air France e invece contesta questa scelta. La sconfitta elettorale è colpa della sinistra, storicamente sempre divisa su tutto e che non ha saputo governare il Paese. Resto dell'idea comunque che è importante ambire a un futuro migliore per tutti, più giusto.
Berlusconi:
l'Unità va dismessa... Affonda contro il nostro giornale fuori dal coro. Veltroni:
la democrazia è fatta così ( da "Unita, L'"
del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: via il bollo auto (con molta cautela ), risolvere i problemi rifiuti e Alitalia. Pugno duro sugli immigrati con la Bossi-Fini, riesuma le "tre i" nella scuola con apprendistato in società private. "Imprescindibile" la separazione delle carriere per i pm. Silvio III non si cura delle critiche dall'estero: "parleranno i fatti".
Fiat
in discesa ( da "Unita, L'"
del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: elettorale tutti i titoli legati in qualche modo alla ripresa delle grandi opere promessa dal prossmo premier Silvio Berlusconi: in particolare Impregilo e Atlantia mentre Alitalia sale del 18% e gli energetici sono stati favoriti dai nuovi rialzi del petrolio. Seduta a due facce invece per Mediaset che in corso di seduta ha oscillato tra un massimo di più 3,16% e un minimo di 5,94%.
Alitalia,
il governo chiede un incontro con Berlusconi Allarme per la compagnia: pochi
giorni di vita Ritornano la cordata italiana e l'ipotesi Aeroflot
( da "Unita,
L'" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: edizione del Alitalia, il governo chiede un incontro con Berlusconi Allarme per la compagnia: pochi giorni di vita Ritornano la cordata italiana e l'ipotesi Aeroflot di Roberto Rossi / Roma INCONTRO Come era prevedibile la partita Alitalia cambia tavolo. Il governo Prodi ha deciso ieri sera di coinvolgere nella complessa trattativa anche il Popolo delle libertà.
Il
leader del Pdl: In molti si sono fatti avanti perché Alitalia resti italiana.
Entro un mese la soluzione ( da "Unita, L'"
del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stai consultando l'edizione del Il leader del Pdl: "In molti si sono fatti avanti perché Alitalia resti italiana. Entro un mese la soluzione".
Confalonieri:
si cambia Giustizia e sindacato riforme senza scontri
( da "Corriere
della Sera" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: non comprende solo i rifiuti e Alitalia, anche se Confalonieri sulla compagnia di bandiera dice che "Berlusconi si sta applicando e riuscirà nell'intrapresa, perché in lui si combinano il talento politico e quello dell'imprenditore". Ma ci sono anche altre priorità: "La riforma della giustizia, per esempio, andrà affrontata.
Indici
piatti, Impregilo prosegue la corsa
( da "Corriere
della Sera" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: inoltre, i ribassi di Mediaset (-3,96%) A2A (-3,49%) e Seat Pagine Gialle (-3,47%), mentre fra i titoli meno capitalizzati Roma e Pirelli Real Estate hanno ceduto rispettivamente il 6% e il 3,8%. Ancora sotto i riflettori, infine, Alitalia (+18% dopo il balzo della vigilia) e Banca Italease (+3,9%).
Alitalia
alla prova esuberi ( da "Tempo, Il"
del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stampa nuovo round Alitalia alla prova esuberi Nuovo round tra governo e sindacati sulla vendita di Alitalia. Oggi l'esecutivo potrebbe mettere sul tavolo un più ampio utilizzo degli ammortizzatori sociali per gestire gli esuberi già previsti dal piano Prato e un nuovo ruolo di Fintecna nell'assorbire le attività di terra che dovessero rimanere fuori dalla nuova società.
Da
Colombo a Pardi gli <ultimi rossi>: faremo la loro parte
( da "Corriere
della Sera" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia siamo per la meritocrazia. Insomma, pronti a fare da punto di riferimento in Parlamento. Ma falce e martello, no grazie". Giuseppe Giulietti, già deputato Ds e ora eletto con Di Pietro dice che tentare di sostituirsi a quei deputati e senatori spariti sarebbe poco rispettoso, paternalistico: "Devono trovare loro nuove forme di rappresentanza.
Notizie
in 2 minuti ( da "Corriere della Sera"
del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: oltre che di Alitalia e dei rifiuti napoletani, si occuperà di Ici (subito eliminata). In tempi brevi previsti il "bonus bebè" e la detassazione delle tredicesime. Prime tensioni con l'opposizione. Esteri Cina leader nelle pene capitali Con 470 esecuzione nel 2007, la Cina è il primo Paese del mondo per le condanne a morte eseguite.
Le
trattative ( da "Corriere della Sera"
del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-16 num: - pag: 21 categoria: BREVI Le trattative Il giorno dopo il voto che ha visto la vittoria del centrodestra, su Alitalia sono iniziati i contatti tra il governo uscente e gli emissari di Silvio Berlusconi.
Berlusconi
e Alitalia: soluzione italiana entro un mese
( da "Corriere
della Sera" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Enrico Letta incontra il Pdl Berlusconi e Alitalia: soluzione italiana entro un mese ROMA - Con l'Alitalia ormai sull'orlo del commissariamento, il giorno dopo il voto, Silvio Berlusconi ieri ha detto: "Prendo in mano la situazione perché la compagnia di bandieri resti efficiente e resti a supporto dell'economia e del turismo italiani".
693
( da "Corriere
della Sera" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-16 num: - pag: 21 categoria: BREVI 693 milioni di euro, la capitalizzazione di Borsa di Alitalia. Ieri il titolo, scambiato in un'unica fase d'asta, è rimbalzato del 18%.
20
mila ( da "Corriere della Sera"
del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-16 num: - pag: 21 categoria: BREVI 20 mila circa, i dipendenti di Alitalia e Alitalia Servizi. Solo tra piloti e assistenti di volo, lavorano in Alitalia 6.800 persone.
ROMA
Silvio Berlusconi festeggia il suo successo e si dice certo che la Lega non
imporrà ( da "Messaggero, Il"
del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia". Per il leader del Partito democratico, Walter Veltroni, che annuncia un governo dell'opposizione, "è un brutto inizio". Intanto a Roma, a sorpresa, si profilano i ballottaggi al Comune tra Francesco Rutelli del Pd e Gianni Alemanno del Pdl e alla Provincia, dove tra quindici giorni si sfideranno Nicola Zingaretti per i Democratici e Alfredo Antoniozzi per il Popolo della
Lo
show del Cavaliere vincitore: battute, promesse, onore delle armi
all'avversario ( da "Liberazione"
del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La più importante riguarda Malpensa: "Riusciremo ad avere una compagine italiana per Alitalia. Per fortuna - aggiunge - siamo intervenuti". Meno male che Silvio c'è . Rivolto a telecamere, registratori e taccuini, Berlusconi cede alla vanità: "Spero che dopo quindici anni che tentate di farmi fuori abbiate capito che non è possibile.
ROMA
- E' subito operativo Silvio Berlusconi. Il giorno dopo la plateale vittoria
elettorale ha ( da "Messaggero, Il"
del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Sempre tra le prime emergenze che il Cavaliere intende affrontare quella riguardante l'Alitalia (opererà affinchè resti italiana) e l'aumento delle pensioni al di sotto dei mille euro. Poi l'abrogazione dell'Ici, la detassazione degli straordinari e dei premi di produttività e un bonus di mille euro per i bebè. Ma non è finita.
Ratzinger
negli Usa, il mea culpa sui preti pedofili
( da "Liberazione"
del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Mentre chiudiamo il giornale, il B777 dell'Alitalia costeggia la Est Coast. Mentre attraversava ancora cieli lontani, nel previsto breve incontro con i giornalisti del seguito, il Papa ha espresso "profonda vergogna" per i preti pedofili. "Faremo tutto il possibile - ha detto - perché ciò non accada più in futuro".
ROMA
- Onorevole Maroni, Berlusconi continua dire che la Lega non comander&
( da "Messaggero,
Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: visto dovremmo occuparci subito delle due principali emergenze che ci lascerà in eredità questo governo: rifiuti e Alitalia. Occuparsene subito scendendo a Napoli significa dare un senso concreto che il governo c'è". Sbarrerete la strada ad Air France? "Non abbiamo ancora avuto il piacere di conoscere l'offerta reale di Air France e quindi non possiamo pronunciarci.
ROMA
- Non bastavano i fornitori da tenere a bada. E le società di leasing
internaziona ( da "Messaggero, Il"
del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Sul management di Alitalia si è abbattuto nelle ultime ore anche il pressing dell'Enac, pronta a mettere paletti sulla licenza. E poi l'allarme della Iata, decisa a escludere Alitalia dal sistema internazionale se non sarà in grado di fornire garanzie finanziarie in caso di commissariamento.
ROMA
- Il premier in pectore Berlusconi rilancia la soluzione italiana per Alitalia.
E Carlo Toto e ( da "Messaggero, Il"
del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: perchè la priorità è di evitare il commissariamento di Alitalia. Che è sempre più in emergenza come ha riferito il presidente Aristide Police ai sindacati. Toto rivede la pista per decollare sulla Magliana e parlando col capo di qualche banca italiana avrebbe confidato che presto vorrebbe scoprire le carte anche sul futuro timoniere della nuova Alitalia: Rocco Sabelli,
ROMA
- Venti paginette in tutto, scritte da Silvio Berlusconi di suo pugno e affi
( da "Messaggero,
Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: continua difendere Malpensa e la sua causa milionaria nei confronti di Alitalia. Per Berlusconi Malpensa deve mantenere il ruolo di "hub" a prescindere da Alitalia. Non è detto che Berlusconi non abbia affrontato con Sarkozy la questione nel corso di un colloquio telefonico. Così come è possibile che domani in Sardegna chieda a Vladimir Putin qualche dettaglio sull'offerta di Aeroflot.
ROMA
Non credo che ci saranno soverchie difficoltà ad avere una compagine italia
( da "Messaggero,
Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: I tempi tuttavia sono ristretti perchè Alitalia è alla canna del gas. "Una cordata c'è e potrà realizzarsi concretamente entro un mese", ha ribadito Berlusconi a Porta a Porta. "Ci sono pochi soldi - ha confermato il presidente di Alitalia, Aristide Police - e la situazione è drammatica".
Dal
nostro inviato FRANCA GIANSOLDATI DA BORDO DELL'AEREO PAPALE - In viaggio
( da "Messaggero,
Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia che lo conduceva a Washington ha scandito: "Chi è pedofilo non può essere prete. Non voglio parlare di omosessualità, ma solo di pedofilia, che è un'altra cosa". Tolleranza zero. Le sofferenze delle vittime degli abusi commessi da centinaia e centinaia di consacrati negli ultimi quarant'anni li ha ben presenti.
<Subito
l'abolizione dell'Ici e il bonus bebè>
( da "Giornale.it,
Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: emergenza rifiuti") e la questione Alitalia. "Non ci saranno soverchie difficoltà per avere una compagine italiana per Alitalia. Per fortuna siamo intervenuti". Si sofferma, poi, a ricordare lo scetticismo che ha circondato le sue previsioni pre-voto. "Le cifre del nostro vantaggio erano quelle che davo io in campagna elettorale.
Milano
crede alle grandi opere ( da "Giornale.it, Il"
del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Anche Alitalia chiude la negoziazione in asta con un balzo del 18%: il mercato scommette su una soluzione di Berlusconi ai problemi della compagnia. Seduta pesante per Fiat che cede il 4,79% a 13,68 euro dopo i dati sulle immatricolazioni in Europa che hanno deluso il mercato: le auto nel Vecchio Continente perdono lo 0,
La
prima grana da premier: a chi vendere Alitalia?
( da "Manifesto,
Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il "caso Alitalia" sarà il primo test che dovrà affrontare, e lì potremo mettere alla prova la sua leggendaria incapacità di far corrispondere le promesse alle realizzazioni. Ieri era in programma un incontro tra la compagnia e le nove sigle sindacali ammesse alle trattative.
C'è
una parola che spesso torna sulla bocca di Berlusconi in questi giorni,
accostata a vo ( da "Stampa, La"
del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: per mettere in piedi una cordata italiana per Alitalia ("si farà di sicuro"), per dare un segnale tangibile della sua volontà di alleggerire la pressione fiscale e di tagliare la spesa pubblica. "Quello che ho imparato dalle mie passate esperienze a Palazzo Chigi - non si stanca di ripetere - è che bisogna gerarchizzare i problemi.
[FIRMA]UGO
MAGRI ROMA Entro una settimana Berlusconi vuole che sia pronto il governo. La
lista ( da "Stampa, La"
del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La sua scaletta mentale colloca al top i rifiuti e l'Alitalia. Confermato che il primo Consiglio dei ministri si terrà a Napoli, dove conta di soggiornare tre giorni a settimana per tutta la fase dell'emergenza. La base logistica, anticipa, "è già stata individuata", con Bassolino che offre collaborazione.
"Alitalia,
soluzione entro un mese" ( da "Stampa, La"
del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ben informate della finanza e della politica Bruno Ermolli e Gianni Letta - emissari di Silvio Berlusconi sul caso Alitalia - starebbero già sondando la disponibilità del numero uno transalpino Jean-Cyril Spinetta a discutere di un nuovo accordo che alzerebbe il prezzo strappato dal governo Prodi. La situazione finanziaria di Alitalia è tale da non poter attendere il nuovo governo.
Dialogo
sì, ma non sono Jo Condor ( da "Tempo, Il"
del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia. Tempi accelerati anche per trasformare il cartello elettorale del Pdl in un nuovo partito. Si farà entro l'anno. Verso il Pd ha solo una stoccata polemica che riguarda la presidenza di una delle due Camere. Pressato sull'argomento da una giornalista del Tg3, Berlusconi risponde tra lo stizzito e il divertito: "
Alitalia
'La cordata c'e'' ( da "Voce d'Italia, La"
del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Giornata positiva in Borsa per Alitalia: il titolo e' cresciuto Alitalia: "La cordata c'e'" Berlusconi ottimista, Police afferma: "Situazione drammatica: pochi soldi e poco tempo" Milano, 16 apr. – “Non ci saranno difficoltà nell'avere una cordata di imprenditori per salvare Alitalia.
Alitalia:
"La cordata c'e'" ( da "Voce d'Italia, La"
del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Giornata positiva in Borsa per Alitalia: il titolo e' cresciuto Alitalia: "La cordata c'e'" Berlusconi ottimista, Police afferma: "Situazione drammatica: pochi soldi e poco tempo" Milano, 16 apr. – “Non ci saranno difficoltà nell'avere una cordata di imprenditori per salvare Alitalia.
Visita
oggi l'incontro con george bush. Le affinità sui temi etici, le distanze sugli
ispanici ( da "Riformista, Il"
del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ha voluto dare un assaggio in merito ai settanta giornalisti presenti con lui sul Boeing Alitalia. Benedetto XVI ha spiegato che intende fare "tutto il possibile" perché la cosa non si ripeta più. "I pedofili - ha detto - saranno completamente esclusi dal sacerdozio". E ancora: "Ci vergogniamo profondamente" anche perché "è più importante avere buoni preti che avere molti preti".
Poca
liquidità, dal governo un Sos al Pdl
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: chiarito i vertici di Alitalia. Le nove sigle sindacali al tavolo con Alitalia spiegano di averne preso atto e ribadiscono la disponibilità a un confronto con Air France-Klm, "l'unico attuale potenziale acquirente". E "in attesa della convocazione del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Enrico Letta", che sta tentando la difficile mediazione tra i sindacati e il gruppo franco-
Berlusconi:
e ora via l'Ici ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 16-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: quadro sarà interessante vedere la soluzione che il futuro governo darà alla crisi Alitalia: Berlusconi per il momento conferma la sua preferenza per una cordata italiana, parla di una via d'uscita tranquilla e serena, ma certo occorrerà attendere l'insediamento dell'esecutivo e le prime mosse di Giulio Tremonti il quale si è sempre dimostrato più possibilista sul ruolo di Air France.
La
terza era Berlusconi iniziamo da Alitalia e da Napoli
( da "Voce
d'Italia, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: iniziamo da Alitalia e da Napoli "La Lega nn comandera'" Roma, 16 apr- Dopo il success oinzia il lavoro duro. Questo potrebbe essere lo slogan di apertura della terza era Berlusconi, che proprio questa mattina dall'Auditorium della Tecnica all'Eur di Roma, ha tenuto la prima conferenza stampa dopo il grande successo nel confronto elettorale.
Il
leader del Pdl: "Rifiuti e Alitalia le mie priorità"
( da "Opinione,
L'" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Rifiuti e Alitalia le mie priorità" di Giovanna Albertini E' un sunto del programma di governo, la prima conferenza stampa che Berlusconi tiene in qualità di Presidente del Consiglio in pectore. Ieri all'Eur di Roma, un Cavaliere quasi senza voce, provato dalla campagna elettorale appena conclusa, ripete di fronte ai microfoni di essere "
Torna
d'attualità il dossier Alitalia-Air France
( da "Opinione,
L'" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Berlusconi non ha fatto in tempo ad assaporare la vittoria elettorale che già deve mettere mano al dossier Alitalia. E ieri, nel giorno dell'incontro dell'azienda con i sindacati, a preso un impegno formale: "Saranno coperti i servizi passeggeri di Alitalia. Tutto il necessario perché la compagnia di bandiera funzioni e resti a supporto del turismo e dell'economia italiana sarà fatto".
Lega
e Mpa. I due voti del regionalismo
( da "Opinione,
L'" del 16-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, ultimo esempio di gestione "romanocentrica" del potere politico ed economico. L'altro tema forte della Lega è rilevante se si considerano fatti di cronaca: mai come adesso il malessere delle classi medie riguarda il livello degli stipendi, l'inflazione, la sensazione che l'Italia attraversi un periodo di declino.
Lega
non solo le roccheforti tradizionali, bossi fa breccia anche in emilia romagna
( da "Riformista,
Il" del 16-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: sia che Alitalia viva sia che muoia. Anzi, se arrivano i tedeschi, dalle parti di Varese sono certamente più contenti. E poi all'Economia è tornato Tremonti, una sicurezza per i lavoratori e gli imprenditori padani". Ecco il mistero e la forza della Lega Nord: riuscire, in un paradigma di inclusività, a blandire con la medesima promessa-
Sfide
annunciata la fusione tra delta e northwest
( da "Riformista,
Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Sfide annunciata la fusione tra delta e northwest Una nuova insidia per Alitalia: è nato il gigante dei cieli Usa Una nuova "Jumbo Airline" che piace molto a Atlanta e un po' meno a Minneapolis. Una gigante dei cieli che servirà 390 diverse città in 67 paesi differenti e avrà una flotta di ottocento aerei guidati da quasi undicimilacinquecento piloti.
Patto
tra produttori 2 Marcegaglia & Co
( da "Riformista,
Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Cavaliere ma infastidito dalle invasioni di campo subite nella partita Alitalia, e, soprattutto, gli equilibri nel triangolo che lega la banca milanese a Generali e Mediobanca. Anche perchè è su questo terreno, oltre che in Telecom, che potrebbero pesare di più l'orientamento della nuova maggioranza e le rafforzate ambizioni delle aziende di famiglia del Cavaliere, Mediaset e Fininvest.
La
Regione fa i conti con il nuovo potere e spera nel federalismo
( da "Stampa,
La" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: aeroporto di Malpensa tradito da Alitalia, in cui i leghisti vorrebbero che si tenesse il secondo Consiglio dei ministri dopo quello per l'immondizia a Napoli. Un sogno condiviso dal manager leghista Giuseppe Bonomi a capo della Sea che gestisce gli scali milanesi: "Mi aspetto che il governo mantenga le promesse e metta in atto la liberalizzazione del trasporto aereo"
<La
gente ha capito e ci ha premiato per la nostra coerenza>
( da "Padania,
La" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: L ex-ministro del Welfare ieri è poi tornato sul caso Malpensa-Alitalia. "Come dice anche l'Unione europea il governo non può mettere neanche un centesimo nelle casse di Alitalia. Quindi, o la compra qualcuno o c è il fallimento, e per evitare il fallimento c è la legge Marzano, che è la strada giusta da seguire".
Berlusconi:
<Lega alleato ragionevole> ( da "Padania, La"
del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, dice che "Malpensa non si tocca" e tende una mano al Governo ombra annunciato mezz ora prima da Walter Veltroni. Berlusconi dà la disponibilità al dialogo malgrado il leader del Pd non sia stato tanto cortese nei suoi riguardi, avendo definito "un brutto inizio" l intenzione dichiarata dal futuro premier di tenersi le presidenze di entrambe le camere dopo essersi detto
Nel
Varesotto non c è partita Stravince Dario Galli
( da "Padania,
La" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Se Alitalia vuole davvero andarsene peggio per lei, vuol dire che troveremo un altro vettore". Quando l ex senatore del Carroccio parla non sa ancora che Silvio Berlusconi, a Roma, ha appena detto che "Malpensa non si tocca" e che "la cordata d imprenditori c è e si farà avanti".
Prestito
ponte In caso di accordo con Parigi pronti 300 milioni garantiti dallo Stato
per sopravvivere ( da "Stampa, La"
del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ben informate della finanza e della politica Bruno Ermolli e Gianni Letta - emissari di Silvio Berlusconi sul caso Alitalia - starebbero già sondando la disponibilità del numero uno transalpino Jean-Cyril Spinetta a discutere di un nuovo accordo che alzerebbe il prezzo strappato dal governo Prodi. La situazione finanziaria di Alitalia è tale da non poter attendere il nuovo governo.
COSA
PIACE AL POPOLO DEL NORD ( da "Stampa, La"
del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: e può ad esempio chiamarsi Alitalia. Chi viaggia da Malpensa a Fiumicino ha appena scoperto che l'aereo è un Atr43, quello con le eliche, tempo di volo 1 ora e 23 minuti, quasi il doppio di un Md80. "E poi ci si domanda ancora perchè votano Lega?", dice Daniele Marantelli, unico deputato del Pd di Varese.
( da "Secolo XIX, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
"Ci vergogniamo
per i preti pedofili" la visita del papa Sull'aereo per gli Usa, Benedetto
XVI affronta subito uno dei temi caldi del suo viaggio Roma. Non ha paura Papa
Benedetto di affrontare subito uno dei temi caldi del viaggio negli States: la
pedofilia nella Chiesa cattolica. "Ci vergogniamo profondamente e faremo
tutto il possibile affinché questo non si ripeta in futuro" dice ai
giornalisti che alle 13.00 sul Boeing 777 dell'Alitalia seguono la conferenza stampa che dà inizio al viaggio. Benedetto
XVI ha definito "una grande sofferenza per la Chiesa negli Stati Uniti,
per la Chiesa in generale e per me personalmente che sia potuto accadere. È
difficile per me capire come sia stato possibile che i religiosi abbiano
tradito in questo modo la loro missione". "Escluderemo
completamente i pedofili dal sacerdozio - ha aggiunto - è meglio avere buoni
sacerdoti che tanti sacerdoti". "Penso che i vescovi, i preti e tutti
i cattolici faranno il possibile per assistere, aiutare e curare queste ferite
in futuro", ha detto il Papa che ha proposto tre tipi di interventi.
Escludere l'ingresso di pedofili nei seminari, "un grande impegno
pastorale per la riconciliazione e la cura delle ferite" e, infine, una
prevenzione affinché si assicuri "una profonda formazione spirituale,
umana e intellettuale" ai candidati al sacerdozio. "Solo persone sane
possono essere ammesse". Il Papa ha poi parlato della laicità statunitense
che "può essere un modello per il vecchio continente".
"Certamente - ha aggiunto - non possiamo importarlo nel contesto europeo;
però bisogna osservarlo e prenderlo come esempio". Benedetto XVI si è
detto "affascinato" dal "concetto positivo di laicità" che
c'è oltre Atlantico e che permette a fedeli e comunità di esprimere
"liberamente" la loro fede. Poi l'altro tema atteso: il ruolo delle
Nazioni Unite. L'obiettivo è che salvaguardino i valori comuni dell'umanità e
difendano i diritti umani che esprimono valori non negoziabili. A questo
proposito, Ratzinger ha annunciato che parlerà con Bush anche del problema
dell'immigrazione negli Stati Uniti. La conferenza episcopale americana si è
espressa contro il muro costruito al confine, per evitare l'ingresso dei
clandestini. Il Papa chiederà al presidente americano "un maggiore
impegno" negli aiuti ai Paesi latino-americani, anche per fermare, nel
lungo periodo, l'esodo da Sud a Nord. "È nell'interesse di tutti - ha
rimarcato il Papa - che nessuno deve avere più il bisogno di emigrare e di
lasciare il proprio Paese. È interesse anche degli Stati Uniti". Nella
confusione di un normale martedì mattina, alle 12, puntuale il Papa è partito.
Il saluto alle autorità italiane è sulla pista, sottobordo. Ad accompagnarlo
alla scaletta dell'aereo c'è il presidente uscente del consiglio Romano Prodi.
Tra i primi ad arrivare il Maestro delle cerimonie pontificie monsignor Guido
Marini, alla sua prima trasferta in questo incarico. Bagaglio leggero il suo.
Molti dei paramenti che userà Benedetto XVI sono stati infatti creati per
l'occasione negli Stati Uniti. Il Boeing 777 Sestriere, che per l'occasione
diventa "Shepherd one" come l'"Air Force One" del
presidente degli Stati Uniti, accoglie i poco più di cento passeggeri più
l'equipaggio. Come sempre in volo il Papa invia telegrammi ai Capi di Stato dei
paesi sorvolati. Questa volta, oltre all'Italia anche la Francia ha ricevuto la
benedizione di Benedetto XVI. Napolitano ha risposto: "Sono certo che il
suo messaggio di pace e di solidarietà fra i popoli verrà accolto con emozione
e piena condivisione del suo alto e profondo valore". All'arrivo a
Washington alla base di Andrews il presidente Bush riceve il Papa alla
scaletta, fatto insolito che sottolinea l'importanza della visita. I vescovi
americani hanno preparato una notevole copertura mediatica. Si potrà seguire in
streaming video, e con solo 15 minuti di ritardo, il live della visita tappa
per tappa. Il primo vero incontro con George W. Bush sarà oggi, 16 aprile,
giorno dell'81esimo compleanno di Papa Benedetto. Il presidente offre una cena
di gala alla Casa Bianca, ma il Papa non ci sarà, preferisce riposare in vista
dei tanti impegni di questa lunga visita. Ma intanto anche l'Osservatore
Romano, il cui direttore Gian Maria Vian vola con il Papa, gli rivolge
"gli auguri più affettuosi con l'antica espressione latina: ad multos
annos, Sancte Pater". Angela Ambrogetti 16/04/2008 La Banchero Costa tutta
partecipa sentitamente al dolore della famiglia Amoretti per la scomparsa del
caro Odoardo Amoretti = Si è spento serenamente Marcello Antonelli di anni 94
Ne danno il doloroso annuncio le figlie Gabriella e Franca, i generi Duddi e
Piero, gli adorati nipoti Emiliano e Sabrina. Un particolare ringraziamento a
Gina per le amorevoli cure prestate. Il funerale sarà celebrato questa mattina
alle ore 11,30 nella Chiesa dell'Ospedale San Martino. La presente quale
partecipazione e ringraziamento. Campirio e Mangini Tel.
010.581.581-010.321.437 Lidia è affettuosamente vicina all'amica Gabriella per
la scomparsa della mamma Maria Grazia Baldi ved. Laiolo Gli amici Francesca e
Massimo Reghitto, Veronica e Giorgio Versari, Enrica e Giorgio vicini
partecipano con tanto affetto al dolore di Gabriella, Diddi, Mauro, Carlo,
Luigi per la perdita della dolce e cara mamma e nonna Bobi La famiglia Caneschi
annuncia la perdita del proprio caro INGEGNERE Giorgio Caneschi I funerali si
svolgeranno il giorno
( da "Repubblica, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Milano
L'intervento Le due risposte al disagio dei milanesi IVAN BERNI Non capitava
dai tempi di Formentini sindaco: in città la Lega torna in doppia cifra e tocca
il suo massimo in periferia, nelle zone popolari. Delle non poche novità
segnate dal voto per le politiche questo è, probabilmente, il dato più
intrigante. Ridotta da tempo a percentuali quasi da testimonianza, la Lega
torna a recitare in città un ruolo da protagonista sull'onda di diversi
fattori. Il principale dei quali è la ritrovata capacità di incrociare disagio,
protesta e insofferenza e di offrire, ancora, una qualche forma di
identitarismo. Dentro il risultato leghista nelle periferie non c'è soltanto la
richiesta di maggior sicurezza e l'esasperazione, gonfiata ad arte, per la
convivenza forzata con i campi rom. C'è anche un segnale forte e chiaro inviato
alla politica "romana" in relazione a due vicende che hanno segnato
in profondità la campagna elettorale: la crisi Alitalia con l'abbandono di Malpensa e
l'irrisolvibile emergenza rifiuti in Campania. Come avvenne nella prima metà
degli anni 90, gli elettori hanno investito il partito di Bossi del compito di
rappresentare l'insofferenza per una politica che ha sacrificato il territorio,
l'economia e le infrastrutture ai propri interessi di casta, vedi il
caso Alitalia-Malpensa. SEGUE A PAGINA VII.
( da "Secolo XIX, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Bruno vespa Silvio Berlusconi
ha 72 anni, è uno degli uomini più ricchi d'Europa, ha avuto successi
straordinari nell'edilizia, nella televisione e nel calcio, è stato l'unico
presidente del Consiglio italiano a governare ininterrottamente per cinque
anni. Potrebbe dunque godersi meritatamente il suo benessere, le sue venti
abitazioni distribuite nei posti più belli del mondo, cercarsi una più adeguata
abitazione a Parigi, salire finalmente sulle sue barche che - nella vana attesa
dell'armatore - dondolano pigramente con i suoi amici nei mari caldi. Se una
persona con questo passato e queste disponibilità economiche ha deciso di
candidarsi di nuovo alla guida del Paese e ha vinto le elezioni con un margine
che pochi prevedevano, deve aver dato una svolta alla propria concezione della
politica. Nei cinque anni del suo governo precedente, Silvio Berlusconi ha
firmato molte riforme importanti e alcune leggi - dalla giustizia alla
televisione - che pure inserite in quadri normativi ragionevoli hanno finito
per favorirlo personalmente. Quel governo - il cui bilancio ad avviso di chi
scrive resta nel complesso positivo - ha tuttavia sofferto per liti,
impuntature, veti, ricatti all'interno della coalizione che ne hanno rallentato
la marcia e compromesso l'immagine. Il punto più alto di autolesionismo si ebbe
nell'ultimo anno di mandato con la "discontinuità" chiesta e ottenuta
dal segretario dell'Udc Marco Follini, che impose a Berlusconi l'umiliazione di
una crisi-lampo. Ma anche le liti tra Gianfranco Fini e Giulio Tremonti non
giovarono certo né all'efficienza, né all'immagine del governo. Tutto questo è
ormai alle spalle, ma deve servire di monito sia al presidente del Consiglio,
sia ai leader delle forze che compongono la nuova e più ristretta coalizione.
Berlusconi ha incassato dalle elezioni un sostegno popolare fortissimo e ha
davanti a sé campo libero. Un suo nuovo mandato a Palazzo Chigi che gli farebbe
battere i record di Giulio Andreotti e di Giolitti ha senso soltanto se egli
sarà capace davvero di risollevare l'Italia dalla sua crisi ormai endemica e di
lasciare un segno nella storia italiana moderna. Questo non è solo il Paese
della Casta politica. È purtroppo il Paese delle caste: sindacati, associazioni
imprenditoriali e professionali, alta e bassa burocrazia, cartelli d'interessi
grandi e piccolissimi. Tutti guardano a sé e invitano ad operare nel giardino
del vicino. Pochi sono disposti a rinunce per il bene comune. Berlusconi ha
davanti a sé un compito enorme e ne ha ricordato nella conferenza stampa di
ieri sera la drammatica evidenza: dalle infrastrutture alla burocrazia,
dall'energia alla criminalità, siamo molto indietro rispetto agli altri Paesi
europei. Una svolta tangibile in questi campi basterebbe da sola a qualificare
una legislatura. Sorprende la sicurezza con cui ieri sera
Berlusconi si è detto convinto di risolvere in breve tempo il problema dell'Alitalia e il piglio confermato
nell'affrontare il dramma della spazzatura in Campania. Vedremo anche quali
effetti avranno già prima dell'estate la detassazione degli straordinari e dei
premi di produttività e il pur modesto adeguamento delle pensioni minime al
costo della vita. Ma è il cambio complessivo di passo che ci si aspetta,
dopo venti mesi in cui Romano Prodi è stato costretto a mediare ciò che mediare
non si poteva. E in questo senso è attesa alla prova la Lega, che deve lasciare
l'ottica di partito territoriale per assumersi le responsabilità di grande
partito nazionale. Il favore con cui Berlusconi ha accolto ieri sera la
decisione di Walter Veltroni di opporre al governo in carica un gabinetto ombra
dell'opposizione, lascia immaginare un confronto serrato e probabilmente
virtuoso sui singoli temi. La semplificazione parlamentare può fare il resto.
Ma il timone è nelle mani del Cavaliere: può passare alla storia o galleggiare
nel piccolo cabotaggio. A lui la scelta. Bruno Vespa, giornalista e scrittore,
dirige e conduce "Porta a porta" su Raiuno. 16/04/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
"Alitalia, la cordata è pronta" Le garanzie del
Cavaliere: "Ci penso io". Ma i sindacati confermano la disponibilità
a trattare con Air France roma. L'ottimismo del presidente del Consiglio,
Silvio Berlusconi: "La situazione si risolverà positivamente, e in pochi
giorni". Il pessimismo del presidente della compagnia, Aristide Police:
"La situazione è drammatica, abbiamo pochi soldi e poco tempo". La
prudenza dei sindacati: "Per noi non è un problema riprendere un confronto
con Air France-Klm". Il giorno dopo la vittoria elettorale del
centrodestra e l'uscita di scena del governo che aveva spianato la strada
all'arrivo di Air France, va in scena una nuova puntata della vicenda Alitalia. Con il neo premier che esclude un epilogo
drammatico ("La situazione è tutto sotto controllo", garantisce a più
riprese nel corso della sua trionfale giornata) e il presidente Police che, al
contrario, nel corso di un vertice con i sindacati ribadisce che il futuro
della compagnia è appeso a un filo. Sottilissimo. "Il momento è
drammatico, ci restano pochi soldi - è l'allarme del numero
uno di Alitalia - Il
governo uscente non ha dato la disponibilità a farsi carico di un prestito
ponte. E adesso la situazione è davvero grave". Già, grave. Ma quanto?
Secondo le ultime analisi, Alitalia avrebbe risorse per poche settimane. Ma a preoccupare management
e lavoratori è, soprattutto, l'ultimatum arrivato lunedì dalla Iata:
"O la compagnia ci darà garanzie solide, oppure non sarà autorizzata a
volare". Da qui la nuova apertura delle sigle sindacali: "Confermiamo
l'intenzione di riaprire il confronto di merito con l'unico attuale potenziale
acquirente. Oggi serve un intervento bipartisan per salvare l'azienda".
Dice Mauro Rossi, segretario generale della Filt-Cgil: "Berlusconi? In
campagna elettorale aveva un sacco di idee. Ora le verificheremo. Al momento si
è palesato solo il progetto Air France, ma se ci saranno altre ipotesi le
prenderemo in considerazione". Stessa cautela nelle parole di Claudio
Genovesi, segretario nazionale della Fit-Cisl: "Oggi c'è un quadro diverso
da valutare: siamo abituati a credere solo a quello che è sostanza. L'ipotesi
di una nuova cordata esiste finora solo in dichiarazioni che ascoltiamo da
tempo, ma che dopo il voto possono avere un peso diverso. La cordata italiana?
Vedremo. Aspettiamo una proposta strutturata, prima di parlarne". Ciò che
è necessario, suggerisce Genovesi, è comunque un prestito ponte. Anche a costo di
violare le normative comunitarie: "L'Italia ha già molte procedure di
infrazione: se se ne aggiunge una nell'interesse del Paese non è certo un
dramma". Chi, invece, resta fermamente convinto dell'inutilità di
proseguire l'attuale trattativa con Air France è l'assessore alle
Infrastrutture della Lombardia, Raffaele Cattaneo. Rafforzato dalla netta
vittoria elettorale del centrodestra e della Lega Nord (che nei Comuni vicini a
Malpensa ha raggiunto percentuali bulgare), Cattaneo torna ad alzare la voce:
"Ora che i risultati elettorali hanno delegittimato ancora di più i
protagonisti di questa brutta vicenda, abbiamo davanti solo due possibili
scenari: o Air France cambia in modo radicale il proprio piano industriale
rivedendo le proprie posizioni su Malpensa o si apre immediatamente ad altri la
possibilità di presentare una proposta alternativa in grado di rilanciare Alitalia ed allo stesso tempo di salvaguardare
Malpensa". In questo secondo caso, "sono necessarie - aggiunge - tre
settimane per una nuova due diligence: il tempo c'è, e adesso che il presidente
Berlusconi ha preso in mano il dossier Alitalia molte
cose cambieranno. Prodi ha perso fin troppo tempo, non ne perda altro
frapponendo nuovi ostacoli nei giorni che ci separano dal nuovo governo".
Berlusconi, per il momento, si limita a dispensare ottimismo: "Non
succederà nulla di grave. Il problema va risolto in fretta, ma in modo
tranquillo. Se è il caso di troncare i dialoghi con Air France? Al momento non
posso rispondere. Di sicuro non ci saranno problemi ad avere una compagine
italiana che rilevi la compagnia e Malpensa continuerà ad essere un hub
importante". francesco ferrari francesco.ferrari@ilsecoloxix.it 16/04/2008
' 16/04/2008 il pessimismodel presidenteLa situazione è drammatica: abbiamo pochi
soldi e poco tempo per salvare la compagnia aristide policepresidente Alitalia 16/04/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Scajola: "Primo
obiettivo, restituire risorse agli italiani" il candidato ligure L'ex
ministro si schermisce davanti alle indiscrezioni che parlano di un suo ritorno
al Viminale: "Non commento mai le voci" 16/04/2008 Roma. Lo danno fra
i nomi sicuri della squadra di governo di Silvio Berlusconi, ma a chi gli
chiede se ha preparato già l'abito blu da cerimonia risponde con una battuta:
"Io uso più volentieri l'abito grigio scuro". È stato il trascinatore
del Pdl in Liguria, ma se gli chiedi come ha fatto spiega che i liguri erano al
bivio: dovevano scegliere tra "decadenza e rilancio", e hanno scelto
il Pdl. Tutto qui? Sembra una cosa da niente. E invece Claudio Scajola ha messo
in piedi il nuovo partito che ha staccato di nove punti il Pd e ha vinto anche
in Liguria. Ma non c'è tempo per riposarsi: le scelte per il nuovo governo
incombono. Lui non si tira indietro e all'opposizione lancia un messaggio:
"Dialoghiamo sulle regole, ma ognuno faccia la sua parte, senza confusione
di ruoli". A fine settimana, dovrebbe essere pronta la squadra di governo:
12 ministri e 60 membri in tutto. Non è un segreto che la Liguria si aspetti di
vederla in campo. Senza fare anticipazioni, è pronto a tirare fuori dall'armadio
il vestito blu? "Io uso più volentieri l'abito grigio scuro. Anche nelle
più alte sedi istituzionali. E per principio non commento mai i "si
dice"". Ici e detassazione degli straordinari: il governo partirà da
qui. Ma quali altri provvedimenti arriveranno a breve, soprattutto per
rilanciare l'economia in affanno? "Rimettere nelle tasche degli italiani
un po' delle risorse sottratte dal governo Prodi è senz'altro il primo passo,
sia perché tante famiglie,tanti lavoratori, tanti anziani hanno davvero il
problema di arrivare alla fine del mese, sia perché questo significa un
rilancio dei consumi e quindi delle aziende, dell'occupazione, della
produttività. Ma certo, la competitività del sistema Italia prevede anche e
soprattutto grandi interventi sulle infrastrutture, una diversa politica
dell'energia, vere liberalizzazioni, che favoriscano la concorrenza". In
Liguria, il Pdl ha ribaltato i ruoli e ha conquistato la maggioranza. È più
merito vostro o è più merito della litigiosità degli avversari del Pd? E, a suo
avviso, cosa ha soprattutto convinto i liguri a puntare sul governo Pdl-Lega?
"La sinistra di governo ha penalizzato la Liguria in ogni modo. I grandi
progetti che il governo Berlusconi aveva varato per la nostra regione si sono
tutti arenati. La gente della Liguria se ne è resa perfettamente conto. Ma io
credo che i liguri abbiano scelto il centro-destra anche per un'altra ragione:
perché hanno avuto fiducia nel progetto di Berlusconi di realizzare una grande
aggregazione dei moderati, dei cattolici, dei liberali, dei riformisti. È una
scelta che guarda al futuro: la nostra Regione era davanti a un bivio fra la
decadenza e il rilancio, fra l'immobilismo e l'efficienza. I liguri hanno
scelto di guardare avanti, e questo avrà importanti conseguenze anche sulle
prossime scadenze amministrative nella nostra regione". Dialogo con il Pd:
Walter Veltroni tende la mano sulle riforme, ma Berlusconi fa sapere che
l'opposizione non avrà la presidenza di una delle Camere. Non pensa che questa
partenza possa compromettere una futura collaborazione e chiudere gli spazi del
dialogo? "Mi pare un'obiezione davvero strana: la funzione di garanzia
dell'opposizione è già esercitata dal Capo dello Stato, la cui autorevolezza è
indiscutibile per chiunque, ma la cui storia politica è tutta interna alla
sinistra. Se concedessimo all'opposizione anche la presidenza di uno dei due
rami del Parlamento, due delle tre più alte cariche dello Stato toccherebbero a
loro. Il che, avendo noi vinto le elezioni con nove punti di vantaggio, mi sembra
sia davvero pretendere un po' troppo. È appena il caso di ricordare che nel
2006, di fronte a un pareggio elettorale, la sinistra non prese neppure in
considerazione l'idea di concedere a noi una delle tre massime cariche
istituzionali. Quali sono i temi su cui è possibile cercare il dialogo senza
dare adito a sospetti di inciucio? "Il dialogo, per definizione, è
possibile e anzi opportuno su ogni argomento. Questo però nella più chiara
distinzione dei ruoli. Maggioranza e opposizione devono fare ciascuna la
propria parte, ma questo non significa che l'interesse nazionale non debba
venire comunque prima di tutto. Un'opposizione seria, costruttiva, ferma e
serena è fondamentale per il Paese. D'altronde, la nostra maggioranza ha avuto
un chiaro ed ampio mandato di governare da sola. Il Paese ha scelto e ci ha
conferito grandi responsabilità. Possiamo e vogliamo onorarle al meglio. Certo,
sulle regole della politica, sulle riforme delle istituzioni, ma solo su
questo, con l'opposizione cercheremo di raggiungere un accordo". La Lega è
determinante. Pier Ferdinando Casini sostiene che Bossi ha la golden share: non
ritiene che questo possa condizionare i rapporti con l'opposizione
e le scelte di governo (per esempio Alitalia)? "Non vedo perché: il successo della Lega è il successo di
una componente essenziale della coalizione che ha sostenuto e sostiene
Berlusconi. Dirò di più: in cinque anni di governo comune, la Lega è stata per
Berlusconi l'alleato con il quale è stato più facile trovare un'intesa.
I linguaggi sono talora diversi, i valori e i progetti sono simili o comunque
perfettamente compatibili. Considero il successo della Lega una ragione in più
di forza della maggioranza, proprio nell'affrontare i nodi difficili che
abbiamo di fronte". Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 16/04/2008
Beni Culturali Da definire In prima fila c'è Paolo Bonaiuti, portavoce
nazionale di Forza Italia: sarebbe la destinazione a lui più gradita. I giochi,
però, in questo caso, non sono ancora fatti: potrebbe toccare a un altro
"big" di FI come Sandro Bondi 16/04/2008 Pari Opportunità Mara
Carfagna Dopo due anni di esperienza parlamentare, potrebbe esserci l'esordio
"ministeriale" per la responsabile del movimento donne di Forza
Italia. Ex show girl e conduttrice tv in Rai e Mediaset, è stata rieletta nelle
liste del Pdl in Campania 16/04/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
"La Lega è
leale, non comanderà" Conferenza stampa-show di Silvio Berlusconi tra
programmi e battute. "Nessuna presidenza all'opposizione" dal nostro
inviato PAOLO CRECCHI Roma. "Via l'Ici", assicura a Radio Anch'io, e
poi ecco la telefonata a Uno Mattina per rivelare che il progetto per contenere
i prezzi "è già pronto", magari lo tirerà fuori al primo consiglio
dei ministri che si terrà a Napoli, "questo ci scredita in giro per il
mondo: la monnezza! Altro che il conflitto di interessi!". L'ultima
battuta la riserva alla claque, che nel quartier generale dell'Eur ha occupato
le prime file della platea dove si celebra il rito della conferenza stampa. I
giornalisti si avvicendano al microfono e lui li guarda dall'alto in basso,
indulgente e pure autoironico quando la macchietta di turno gli chiede se il
suo carisma, "il suo carisma, presidente!", ha contato nel risultato
elettorale: "Grazie, signora, lei può passare alla cassa". Ma quando
arriva all'Eur, auditorium della Tecnica, Silvio III Berlusconi si è già
illustrato al Paese con dovizia di particolari, radio, televisioni, agenzie che
rilanciano dalle capitali europee i suoi contatti con "Sarkozy, Fillon,
Gordon Brown, poi mi ha chiamato la Merkel e Putin, ecco, sì: giovedì siamo a
cena insieme". Doppiopetto di Caraceni, camicia azzurra, cravatta blu,
Silvio III affida all'etere e ratifica all'Eur il suo programma di governo. Chi
prova a stuzzicarlo deve ritirarsi in buon ordine, "mi chiedete di
Veltroni che non approva il mio inizio di legislatura? Per favore, parliamo di
cose serie, la gente ne ha le scatole piene dei teatrini della politica".
In prima fila lo applaudono Gianfranco Fini, cravatta gialla dopo quella rosa
del trionfo, la Michela Vittoria Brambilla che spera di andare al governo, i colonnelli
di An Gasparri-La Russa-Matteoli, la Nipote Alessandra Mussolini, Formigoni che
gigiona sulle virtù lombarde, l'aspirante sindaco di Roma Gianni Alemanno. Tra
i notabili sventolone che levati, anche da questi particolari si comprendono le
proporzioni di una vittoria. "Ereditiamo una situazione difficile, per la
congiuntura mondiale e per l'eredità che ci ha lasciato il governo ancora in
carica". Pausa. "Questo non vuol dire che siamo preoccupati".
Altra pausa. "Abbiamo già governato per cinque anni e stavolta faremo
meglio, io ho imparato a scegliere tra cose utili e cose meno utili, metteremo
subito le mani nella macchina dello Stato". Silvio III cederà al gusto
innato del cabaret, alla fine, con battute a raffica sulla gioventù e sulle troppe
donne nel governo spagnolo. Ma per una buona mezzora parla con il piglio dello
statista che ha promesso di diventare, "voglio passare alla storia".
E dunque: emergenza rifiuti, caso Alitalia, pensioni minime da adeguare al costo della vita, straordinari
da detassare, grandi opere da riprendere, criminalità da combattere, pubblica
amministrazione da riorganizzare. Poi, ma solo "quando i conti dello stato
lo consentiranno", abolizione dell'Irap e delle tasse sulla proprietà.
Silvio II e Silvio I non si sarebbero mai preoccupati di segnalare il
dettaglio. Su Veltroni si sforza di apparire elegante, non resiste solo quando
gli chiedono perché mai non ceda la presidenza di una Camera all'opposizione:
"Scusate, ma chi ha governato fino a oggi ha tenuto per sé le massime
cariche istituzionali, compreso il presidente della Repubblica. E io dovrei
cederne due su tre"? Si passa l'indice sulla fronte. Ride. Si ricompone.
Il governo sarà pronto entro la settimana e anche questa è una promessa,
"in tutto meno di sessanta persone". La vocazione europea dell'Italia
sarà onorata, "il vecchio saggio sono diventato io, tra i capi di stato,
mi ricordo di quando sono stato eletto la prima volta che c'era
Mitterrand". Si ricorda anche della Thatcher, il cavaliere, "mi
disse: cinque anni di legislatura mi sono serviti per capire, gli altri cinque
per governare? Noi abbiamo già fatto abbastanza la prima volta, ma ora possiamo
davvero cambiare questo Paese". Gli chiedono della magistratura, dribbla
con eleganza: "Ho il massimo rispetto dei magistrati, del resto mi hanno
assolto in tutti e 93 i processi che ho subito: come potrei non averne? Sui
pubblici ministeri chiedo solo che siano più equilibrati, hanno in mano la vita
delle persone, la loro carriera deve essere separata da quella dei
giudici". La lotta all'evasione fiscale? "Al contrario di quello che
è stato detto trovo profondamente ingiusto che alcuni paghino le tasse fino
all'ultimo e altri no". La riforma elettorale? "Veramente la legge ha
funzionato, per me basterebbe assegnare il premio di maggioranza su base
nazionale". Non è vero, dice, che la sinistra è fuori dal parlamento. Sta
annidata nel Partito democratico, anche nelle sue forme più radicali: eppure
"sono d'accordo sulla costituzione di un governo ombra, bravo Veltroni, risparmieremo
un sacco di tempo". Benedicendo a destra e a manca la platea promette che
le nomine (Finmeccanica, Enel, Eni) non avranno cappello politico, i manager
saranno quasi tutti riconfermati. Invita a cena Bertinotti. Si augura che la
sinistra voti i provvedimenti che condivide. Il Pdl? "Sarà il partito che
segnerà i prossimi decenni". La Lega? "Con Bossi, dopo il terribile
incidente che gli è capitato, siamo diventati fratelli. In cinque anni al
governo non ha mai comandato e non comanderà in futuro. Governeremo
insieme". Finisce con "le matte risate che mi sono fatto con Zapatero
stamattina", le confidenze sulla signora russa, la spiritosaggine rivolta
ai giornalisti: "Sono quindici anni che provate a farmi fuori, spero che
abbiate capito come non sia possibile". Assolutamente.
crecchi@ilsecoloxix.it 16/04/2008 PERCENTUALI E SEGGI sono i numeri più
importanti e immediati, ma l'analisi dei numeri assoluti del voto può essere
molto più indicativa. Ecco un confronto tra i voti di lunedì e quelli del 2006.
Dopo tutti gli stravolgimenti politici degli ultimi mesi, si scopre che in
realtà il voto è sorprendentemente stabile per le due coalizioni maggiori: ad
esempio il Pd ha avuto praticamente lo stesso numero di voti dell'Ulivo 2006, e
quasi tutto l'incremento della coalizione di Walter Veltroni (poco meno di 900
mila) è dovuto all'exploit di Antonio Di Pietro con l'Idv. Identico fenomeno a
destra: il Partito della libertà ha avuto quasi gli stessi voti della somma di
Forza Italia e An nel 2006 mentre l'incremento di Silvio Berlusconi (anche qui
circa 900 mila voti) è dovuto al boom della Lega. Il solo vero sommovimento di
domenica scorsa è il disastro della Sinistra arcobaleno, esclusa dal Parlamento
dopo aver perso quasi tre milioni di voti, in parte andati a Di Pietro, in
parte alla Lega anche per flussi intermedi, molto verso l'astensione, cresciuta
di 1,7 milioni di voti. Notevole anche se ininfluente l'affermazione della
Destra, che sottrae oltre 600 mila voti al Pdl, compensati però dal calo
dell'Udc. 16/04/2008.
( da "Repubblica, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Vertice bipartisan
sul destino di Alitalia Lo chiede il governo uscente a
Berlusconi. L'azienda: situazione drammatica Palazzo Chigi: non rinviabili
decisioni dirimenti sul futuro della compagnia Il Cavaliere: "Decine di
imprenditori disponibili" Il titolo vola LUCIO CILLIS ROMA - Silvio
Berlusconi ha preso in mano il dossier Alitalia con
l'idea della cordata italiana e il titolo vola in Borsa (+18%). A poche ore dal
risultato del voto, il Cavaliere lascia intuire quale sarà il suo progetto.
Sarà una partita tutta da giocare con la Lega che ha già chiesto di non
lasciare Malpensa al proprio destino, come previsto invece dal piano di Air
France. I francesi però non sembrano preoccuparsi più di tanto: il presidente
della compagnia, Jean-Cyril Spinetta, attende riaperture dal nuovo governo
(Giulio Tremonti è in contatto con Parigi) ma non è certo disposto a
sconfessare il proprio piano di rilancio che, al momento,
non prevede un ritorno di Alitalia nello scalo lombardo. Nei prossimi giorni arriveranno le prime
risposte: Air France dovrà scegliere se limare il progetto o rinunciare ad Alitalia. A quel punto entrerebbe in
campo la cordata italiana e probabilmente Lufthansa. Al netto del
commissariamento. "Ho già visto nel corso di una seduta di lavoro
Bruno Ermolli, il responsabile della società di consulenza che ha tenuto i
rapporti con decine di imprenditori italiani medi e piccoli che si sono
dichiarati disponibili ad aderire al mio appello" ha detto il futuro
premier. "Queste persone - ha aggiunto - pensano che non avere una
compagnia di bandiera sia un grave danno". L'impegno di Berlusconi resta
dunque quello "di mantenere in volo la compagnia aerea di bandiera e
ridare a Malpensa il ruolo di hub, risolvendo in modo tranquillo la
vicenda". Ma l'esecutivo uscente chiede una soluzione bipartisan: "A
seguito delle dichiarazioni rilasciate oggi dall'on.Berlusconi, il Governo
ritiene indispensabile che la situazione venga approfondita in un incontro
urgente con un rappresentante delegato dal leader della coalizione che ha vinto
le elezioni", si legge in un comunicato di Palazzo Chigi emesso dopo una
riunione tra i ministri Tommaso Padoa-Schioppa, Pierluigi Bersani e Alessandro
Bianchi. Il sottosegretario Enrico Letta è incaricato di cercare la mediazione.
Ieri, nel corso di un incontro con i sindacati di categoria, il presidente
della compagnia Aristide Police ha sottolineato "la gravità della
situazione". Ci sono "pochi soldi", avrebbe detto, "il
tempo ormai è pochissimo e la situazione è drammatica". La cassa sarebbe
agli sgoccioli. Senza contare che alcuni creditori esteri potrebbero presto
bussare alla porta della Magliana. Per questo i sindacati coinvolti nella
vertenza chiedono un intervento deciso. Magari anche quel prestito ponte fin
qui negato dal governo Prodi in assenza di un compratore certo. Ieri al termine
dell'incontro con Alitalia hanno chiesto un intervento
bipartisan e riconfermato "la disponibilità già espressa nel recente
incontro a Palazzo Chigi, ad un confronto di merito con l'unico attuale
potenziale acquirente, ovvero Air France-Klm". Ma nemmeno per la cordata
italiana le porte sono chiuse, Claudio Claudiani della Fit Cisl dichiara:
"La priorità è assicurare oggi la continuità aziendale di Alitalia". Per Fabio Berti dell'Anpac la cordata
italiana "farà bene alla trattativa". E Marco Veneziani, segretario
della Uil Trasporti insiste: "Se c'è una cordata allora che venga allo
scoperto in tempi brevissimi. Basta annunci, ora si proceda".
( da "Repubblica, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Ermolli
lavora a un pool di investitori che entrerebbe con un miliardo dopo
l'amministrazione straordinaria Un commissariamento "soft" per
lanciare la cordata italiana ETTORE LIVINI MILANO - Legge Marzano. Una squadra
affiatata di manager per assistere il Commissario e un gruppo di investitori
finanziari (più qualche esperto di settore) pronti a investire
un miliardo di euro per rilanciare Alitalia con un nuovo piano industriale. Incassata la vittoria elettorale
del Popolo delle libertà, la cordata tricolore per la compagnia di bandiera,
forte dell'appoggio del nuovo Governo, inizia a prendere forma sotto la regia
di Bruno Ermolli. L'ipotesi Air France ? salvo sorprese dell'ultima ora
? sembra destinata a sfumare. Parigi non intende rivedere il suo piano
(soprattutto su Malpensa) e la crociata per l'italianità che ha regalato a
Silvio Berlusconi un importante dividendo elettorale impone a questo punto di
trovare soluzioni alternative. Il percorso e i tempi però ? vista la situazione
finanziaria di Alitalia e il no della Ue a nuovi aiuti
? sono molto stretti. Lo stesso Ermolli non si fa illusioni e ritiene ormai
quasi inevitabile il passaggio della compagnia attraverso la Marzano per
avviare la ristrutturazione e la vendita. L'operazione però è piena di rischi.
Se una compagnia si ferma solo per un paio di giorni o va in amministrazione
straordinaria senza avere garanzie finanziarie di rilancio il rischio di crac
(come ha ricordato il numero uno della Iata Luigi Bisignani) è dietro l'angolo.
Si bloccherebbero le prenotazioni e i noleggiatori di aerei ritirerebbero i jet
in affitto alla Magliana. Il super advisor di Silvio Berlusconi sta così
lavorando a una Marzano "pilotata". Prima uscirebbe allo scoperto un
pool di investitori (per lo più finanziari, senza AirOne e nemmeno ? pare ? i
grandi nomi citati al Cavaliere) con un assegno da un miliardo pronto. Quindi Alitalia verrebbe affidata a una procedura concorsuale a più
teste, con un commissario affiancato da una serie di manager di settore in
grado di garantire la necessaria continuità del servizio. A quel punto ? con
l'ausilio dei nuovi potenziali partner ? verrebbe messo sul piatto un nuovo
piano industriale che partirebbe dalla situazione attuale (l'unico hub a
Fiumicino) per varare un ricambio della flotta con aerei più nuovi e più piccoli
e un rilancio all'insegna dell'italianità. La palla quindi passerebbe ai
sindacati, a quel punto con le spalle al muro, per la sigla di un patto di
produttività in grado di rendere compatibile le spese con la realtà di questa
nuova Alitalia. Le attività di volo verrebbero
scorporate del tutto da Az Servizi di cui a quel punto dovrebbero farsi carico
altre realtà pubbliche, pena il fallimento. Alla fine di questo iter la cordata
italiana potrebbe sottoscrivere un aumento di capitale e cercare dalle banche i
soldi per completare il turnaround. E Malpensa? Anche Ermolli sa che al momento
il rilancio dell'hub è quasi impraticabile con Alitalia.
E quindi ci sono due alternative. O si lascia il campo libero a Air One, che
sta studiando forti investimenti sullo scalo milanese, o si mette un nuovo
vettore in condizioni di fare dell'aeroporto lombardo il suo hub. In pole
position ci sarebbe Lufthansa che qualcuno vorrebbe coinvolgere in un secondo
tempo in un'alleanza più articolata anche con la nuova proprietà di Alitalia.
( da "Repubblica, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Berlusconi:
"Un'estate per le riforme" Braccio di ferro tra Formigoni e Schifani
per la presidenza del Senato Il Popolo della libertà Bondi andrebbe
all'Istruzione, Lupi alla Sanità, la Brambilla viceministro
CLAUDIO TITO ROMA - L'Alitalia, il Dpef, la "monnezza", le riforme. La "road
map" dei primi 100 giorni del Berlusconi IV è fatta. Il Cavaliere l'ha già
stilata. Vuole accelerare. Non solo sulle emergenze vere e proprie, ma anche
sulle riforme. "Dobbiamo incardinarle subito, entro giugno", è il
messaggio lanciato in queste ore. Ma il passaggio preliminare riguarda
le elezione dei vertici di Montecitorio e Palazzo Madama e poi la formazione
del governo. Il leader del Pdl è sicuro di poter presentare la squadra al
Quirinale entro il 10 maggio: 16 ministri di cui 12 con portafoglio. La presidenza
della Camera è riservata a Gianfranco Fini, quella del Senato vede in pole
position il forzista Renato Schifani. La reclama pure Roberto Formigoni che, in
caso contrario, alla fine potrebbe rinunciare addirittura ad entrare in
Parlamento restando alla guida della Regione Lombardia. Ieri ne ha parlato con
Berlusconi. Dentro Forza Italia, però, le resistenze non mancano. E il
Governatore non intende rinunciare al Pirellone per un ruolo nazionale di
secondo piano. A Palazzo Madama resta sullo sfondo la candidatura di Beppe
Pisanu che al momento, però, risulta meno gettonata. Quanto all'esecutivo, la
strada sembra segnata. Saranno due i vicepremier: Gianni Letta e Umberto Bossi.
Anche se a Via del Plebiscito non escludono per il senatur la delega delle Riforme.
Che allo stato spetterebbe a Roberto Calderoli. All'Economia andrà Giulio
Tremonti, agli Esteri Franco Frattini, all'Interno Roberto Maroni. Per quanto
riguarda la delegazione di An, Ignazio La Russa corre per la Difesa, Altero
Matteoli per le Infrastrutture, Gianni Alemanno per le Attività produttive e
Giulia Bongiorno per la Giustizia. Anche se sull'avvocatessa non mancano i
dubbi dello stesso partito di Fini e di una parte di Fi. Tra i fedelissimi di
Berlusconi, ci sarà Sandro Bondi destinato alla Pubblica Istruzione, Maurizio
Lupi (ciellino lombardo come Formigoni) alla Sanità, Paolo Bonaiuti ai Beni
Culturali ed Elio Vito ai Rapporti con il Parlamento. In questo caso Claudio
Scajola sarebbe il capogruppo alla Camera. Se invece Vito restasse a Montecitorio,
Bonaiuti slitterebbe ai Rapporti con il Parlamento e Scajola verrebbe
"promosso" nella squadra di governo. La "quota rosa" poi,
oltre alla Bongiorno, dovrebbe essere composta da Stefania Prestigiacomo
(Politiche comunitarie), Mara Carfagna (Famiglia), Adriana Poli Bortone
(Politiche agricole). Come viceministre ci saranno la leghista Rosi Mauro e
Michela Brambilla. Per la delicata poltrona di sottosegretario alla presidenza
del consiglio, infine, si profila una chance per Antonio Catricalà, l'attuale
presidente dell'Antitrust. Per Berlusconi, però, il chiodo fisso stanno
diventando le riforme. Vorrebbe un'estate di dialogo con il Pd.
"Modificare la Costituzione, renderla moderna, adeguarla al nuovo sistema
politico - conferma ai suoi - è la mia scommessa". è la scommessa di chi
nell'ultimo mese ha ripetuto a destra e a manca che nel 2013 vuole chiudere la
legislatura da "grande statista". La "diplomazia" forzista
è al lavoro. Gianni Letta non ha mai interrotto i rapporti con Goffredo Bettini
e pure Gaetano Quagliariello non ha smesso di aggiornare i contatti con il
centrosinistra. Tant'è che sul tavolo del "premier in pectore" figura
in bella vista il dossier sui possibili interventi. Con tanto di agenda e
scadenzario, di priorità e interventi dilazionabili nel tempo. "Bisogna
comunque fare presto", spiega al suo staff il Cavaliere. è convinto che il
primo passo da compiere sia prendere atto del "bipolarismo". Così la
prima "offerta" al Pd e all'Udc sarà la revisione dei regolamenti
parlamentari. Un passaggio ineliminabile per sveltire i lavori delle Camere.
"Del resto - osserva Quagliariello - basti pensare che al Senato ci
saranno solo quattro gruppi parlamentari. Una novità di cui bisognerà prendere
atto". L'altro "pacchetto" riguarda la Costituzione. In un primo
momento Berlusconi aveva pensato ad una sorta di "Commissione
Balladur". L'ipotesi è poi tramontata. Il modello di riferimento è
comunque già pronto: il testo Violante approvato in commissione alla Camera
solo qualche mese fa. Un progetto che prevedeva il monocameralismo, il Senato
delle regioni e il rafforzamento dei poteri del premier. E che se aggiornato
con la "devolution", il federalismo e l'attribuzione del potere di
sciogliere le Camere al presidente del Consiglio, diventerebbe un punto di
riferimento per il Pdl e la Lega. "Se modificata in quei termini - dice
Calderoli - diventerebbe una buona bozza di lavoro".
( da "Repubblica, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Bettini,
coordinatore dei Democratici: impossibile ribaltare il saldo negativo del
governo "Vedrò il Cavaliere sulle riforme ci dimostrino la buona
volontà" Tante spine da far dimenticare: Alitalia, l'indulto, i rifiuti, la Tav, il tesoretto e potrei continuare
GOFFREDO DE MARCHIS ROMA - "Parlare di errori sarebbe fuori luogo e
ingeneroso". Anzi, per Goffredo Bettini, coordinatore del Partito
democratico, Veltroni "è destinato ad aprire un ciclo nuovo della politica
italiana e i cicli in Europa durano 5-10 anni. Da nessun parte alle
prima difficoltà si rompono le righe". Dunque, si riparte da Walter, da
una sconfitta che è figlia "del saldo negativo del governo di
centrosinistra impossibile da ribaltare in così poco tempo". E Bettini ha
già un appuntamento con Silvio Berlusconi per affrontare il tema delle riforme,
come ha rivelato lo stesso Cavaliere ieri. Avevate in mente una sorta di larga
intesa già prima del voto? "Ma no. Noi abbiamo sempre detto che il piano
del governo è separato da quello delle regole del gioco, delle riforme. E
abbiamo aggiunto che siamo disponibili a un dialogo serio ricordando che
eravamo giunti già prima delle elezioni a un passo dall'accordo
possibile". Però Berlusconi ha annunciato che prenderà la presidenza di
entrambe le Camere. "Non è un buon inizio, desta parecchie preoccupazioni.
Berlusconi dice anche questa legge elettorale non è così male ma va corretta
soltanto per il premio di maggioranza al Senato. Quindi sia nel metodo sia nel
merito i primi passi dimostrano una scarsissima considerazione delle opinioni e
del peso dell'opposizione. Noi non gettiamo la spugna. Insisteremo nel dire che
sarebbe opportuno affidare una presidenza all'opposizione e che questo
rasserenerebbe il clima politico. Veltroni ha anche accennato a un'altra
questione che riguarda il commissario alla Ue. Insomma, ci sono varie vie per
dimostrare che la disponibilità della destra non è solo una chiacchiera".
Allora l'incontro con il Cavaliere slitta? "Quello di Berlusconi era più
un gesto di cortesia di fronte ai miei auguri di buon lavoro che un'iniziativa
politica". Su quali temi potete incontrarvi in Parlamento con l'altra
opposizione dell'Udc? "Innanzitutto faccio un apprezzamento per il modo in
cui Casini ha condotto la campagna elettorale con notevole coraggio per la
scelta di autonomia, ma anche per aver tenuto il punto su alcuni temi come 194
e immigrazione. Ora la collocazione di Casini all'opposizione rispetto a
Berlusconi mi sembra netta". Il rapporto con l'Udc significa che il Pd
torna a recitare il ruolo di partito della sinistra e basta? "Noi
continueremo a mantenere saldamente il profilo riformista del Pd. Questa scelta
ci ha consentito di avere un risultato rilevante e un recupero guidato da
Veltroni che ci porta a 5 punti sopra il voto di Ds e Margherita nel 2006. Noi
non dobbiamo rappresentare quelli che non ci sono in Parlamento. Detto questo,
sappiamo che un pezzo di elettorato importante non ha una rappresentanza e
quindi staremo molto attenti ai problemi reali di questa fetta del Paese".
Quali errori vi hanno portato a una sconfitta così netta? "Noi siamo
partiti da una condizione drammatica. Venti punti sotto, dicevano tutti i
sondaggi. Tante spine da far dimenticare: Alitalia,
l'indulto, i rifiuti, la Tav, il tesoretto e potrei continuare. Nonostante
questo, abbiamo impiantato la più grande forza riformista che l'Italia abbia mai
conosciuto. Siamo andati di gran lunga oltre il voto del 2006 e abbiamo
suscitato nelle piazze nuove energie giovani che sono un enorme patrimonio
democratico. Nella Capitale per dire siamo al 41 per cento il che conferma la
bontà del modello Roma, altro che storie. Parlare di errori perciò è ingeneroso
e fuori luogo". Volevate, di fronte a un buon risultato, rinnovare il
gruppo dirigente del Pd. Adesso che succede? "Andiamo avanti. Accentuando
molto la spinta al rinnovamento, che però non significa improvvisazione né
apertura generica alla società civile. Significa spazio alle forze giovani
oneste e competenti esterne o anche cresciute nei partiti e che in molti casi
sono poco valorizzate anche perché meno adatte a costruire cordate o
lobby".
( da "Repubblica, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Putin subito a cena
da Berlusconi Bush: "Impazienti di lavorare con lui" Il mondo ROSALBA
CASTELLETTI "Sono stato trattenuto dalle tante telefonate di leader
mondiali che si congratulavano": Silvio Berlusconi arriva in ritardo alla
conferenza stampa prevista nel pomeriggio, ma le scuse diventano il pretesto
per enumerare ai giornalisti gli "amici" stranieri sentiti in
giornata, "tutti convinti - assicura - che il risultato elettorale sarà
foriero di grandi cambiamenti" per l'Italia. Il primo a chiamare è il
presidente francese Nicolas Sarkozy: "una lunga e bellissima
telefonata" aveva detto in mattinata in collegamento con Radio Anch'io,
durante la quale - precisa più tardi - non fa però alcun
accenno alla vicenda Alitalia. Le "vive felicitazioni" del capo dell'Eliseo giungono
anche più tardi per iscritto accompagnate dalla volontà "d'avviare una
concertazione molto stretta" con l'Italia, "partner essenziale"
in vista del semestre di presidenza dell'Ue che inizierà l'1 luglio. Più
tardivi, a causa del fuso orario, i rallegramenti di George W. Bush: "il
presidente è impaziente di lavorare di nuovo" con Berlusconi, dichiara la
portavoce della Casa Bianca Dana Perino non appena si fa giorno negli Usa.
Anche la cancelliera tedesca Angela Merkel si dice "ansiosa di collaborare
con Berlusconi" congratulandosi per il "convincente successo
elettorale" e invitandolo in Germania. Ma il primo impegno internazionale
del futuro premier sarà l'incontro di domani in Sardegna con Vladimir Putin.
"Sarà da me a cena per la sua ultima uscita ufficiale da presidente della
Federazione russa, poi torneremo colleghi primi ministri" spiega il
vittorioso leader del Pdl che, una volta insediatosi a Palazzo Chigi, potrebbe
accogliere l'invito del premier israeliano Ehuld Olmert a partecipare ai festeggiamenti
del 60° anniversario dello Stato ebraico. Prospettiva che spinge Hamas a
chiedere a Berlusconi di smarcarsi dalla politica regionale degli Stati Uniti
"fomentatrice di odio" che "non aiuterà la soluzione dei
conflitti". Aspettativa che, secondo l'autore di Citizen Berlusconi
Alexander Stille, verrà disattesa: "Washington potrebbe chiedere un
maggiore impegno dell'Italia, per esempio in Afghanistan", già auspicato
del resto dal sottosegretario di Stato Kurt Volker. Secondo l'ex-consigliere di
Clinton Charles Kupchan, il terzo governo Berlusconi non cambierà le relazioni
con gli Usa, ma non potrà "compiere quelle importanti riforme di cui
l'Italia ha davvero bisogno": una nota stonata tra le tante
"congratulazioni sentite e non di pragmatica", le definisce il leader
del Pdl, come pure il commento diffuso su al-Hesbah, un forum propagandistico
di al-Qaeda. "Che Allah lo maledica - scrive un utente - e scateni la sua
rabbia contro di lui e contro il Papa cattivo".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina
105 "Alitalia indispensabile per l'Expo" Ma Berlusconi
lascia uno spiraglio alla trattativa con Air France --> Ma Berlusconi lascia
uno spiraglio alla trattativa con Air France La vicenda Alitalia
e l'emergenza prezzi e salari. Sono solo alcune delle questioni che Berlusconi
dovrà affrontare subito. ROMA Stop all'Ici sulla prima casa, via libera al
bonus bebè da 1000 euro, ma anche misure per adeguare pensioni e salari al
costo della vita: sono questi i provvedimenti che il nuovo governo Berlusconi
varerà già al primo Consiglio dei ministri. Riunione che si terrà, come ha
annunciato il Cavaliere, a Napoli: un modo per rappresentare la centralità
della lotta all'emergenza rifiuti. La "spazzatura" e Alitalia sono infatti i due dossier principali, ai quali il
premier in pectore ha iniziato a lavorare ancora prima di ottenere la vittoria.
Federalismo fiscale e misure contro il caro-prezzi sono le altre priorità. VIA
ICI Cancellare subito una delle tasse più odiate dagli italiani: quella sulla
prima casa. È questa una delle promesse chiave del Cavaliere. Il disegno di
legge è già pronto e sarà varato dal primo Consiglio dei ministri. La Lega
chiede però forme di compensazione per i Comuni. BIMBI E FAMIGLIE Subito via
libera a un bonus di 1000 euro per i nuovi nati e al quoziente familiare.
LAVORO Sempre nel primo Cdm via libera alla detassazione degli straordinari e
del premio di produttività. Il leader del Pdl ha spiegato di puntare sulla
detassazione degli straordinari e non sulla decontribuzione per la mancanza di
risorse. PENSIONI Subito sù quelle minime, "adeguandole", afferma
sempre Berlusconi, "al costo della vita". PREZZI "Vedremo",
ha detto sempre Berlusconi, "quali saranno le possibilità di intervento
"rispetto all'aumento dei prezzi". "Abbiamo già in mente
qualcosa, anzi un progetto preciso che metteremo in atto subito per contenere i
prezzi, a partire dalle catene alimentari e dai consorzi di commercio".
ALITALIA Il Cavaliere si è messo già al lavoro e ieri ha "avuto una seduta
di lavoro", ha detto, "con il dottor Bruno Ermolli, responsabile
della società di consulenza che ha tenuto i rapporti con decine di imprenditori
italiani disponibili al mio appello". "Per fortuna siamo intervenuti
e non ci saranno difficoltà a difendere la compagnia di bandiera", ha
aggiunto Berlusconi, "sarebbe il colmo non averla dopo l'assegnazione
dell'Expo". Non solo. Berlusconi non ha escluso che vi sia un margine,
seppur piccolo, per chiudere la trattativa con Alitalia,
magari con una soluzione che permetta la governo italiano di mantenere una
sorta di golden share, una quota privilegiata del capitale per pesare sulle
scelte della compagnia. E non è escluso che della questione Berlusconi abbia
discusso ieri durante il suo colloquio telefonico con il presidente francese
Sarkozy. FEDERALISMO FISCALE È "a prima cosa che faremo", ha ribadito
Umberto Bossi, "è il federalismo fiscale per non dover andare più a Roma a
elemosinare gli spiccioli".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina
114 Classe operaia, i tormenti nell'urna Speranze e scetticismo tra le tute blu
di Villacidro e Portovesme --> Speranze e scetticismo tra le tute blu di
Villacidro e Portovesme Viaggio tra operai rimasti senza lavoro a Silius,
Villacidro e nella zona industriale del Sulcis. Analisi del voto: chi rimpiange
il centrosinistra, chi spera in una svolta. Sotto le sferzate del vento della
crisi. DAL NOSTRO INVIATO PAOLO CARTA VILLACIDRO Tre anni fa, al tempo del
governo Berlusconi, Matteo Saba, ventenne villacidrese, aiuto pizzaiolo, cioè
infornatore di margherite con capperi e acciughe, era stato costretto a
emigrare. "A Genova ho trovato un lavoro, con tanto di assicurazione".
L'anno scorso, al tempo del governo Prodi, era rientrato in Sardegna:
"Lavoro in nero e precario: dieci giorni sì, un mese no". Ieri
all'ora dell'aperitivo nel bar Terminal di Villacidro, poca voglia di
commentare i risultati delle nuove politiche, il cambio di governo, l'elezione
in Parlamento di un concittadino come Siro Marroccu: "Sto preparando di
nuovo le valigie. Ho provato a bussare porta a porta nella zona industriale di
Villacidro. Niente. D'altronde era una speranza vana. Le fabbriche stanno cercando
di salvarsi, di non chiudere, altro che assunzione di giovani". L'ANALISI
Viaggio tra disoccupati e precari e cassintegrati e lavoratori in mobilità
dell'ex grande provincia di Cagliari che adesso ha gemmato anche Sulcis e Medio
Campidano. Il giorno dopo la vittoria del centrodestra di Silvio Berlusconi è
il tempo dell'attesa tra speranza e scetticismo. Mauro Caddia, 33 anni,
scrittore di Villacidro, invita a reagire: "Inutile aspettarsi troppo da
Governo o Regione o Provincia o Comune. Per uscire da questa situazione
occorrono inventiva, capacità, creatività. Basta con una società fondata sulla
politica e sull'aiutino. È cambiato il governo, cosa volete che cambi per un
giovane di Villacidro?". SCAINI Diverso l'atteggiamento dei cento ex
lavoratori della Nuova Scaini, l'azienda che costruiva batterie per auto, che
potrebbe riaprire ma non si sa bene né quando né come. Luigi Antonio Lampis
spiega che non è il momento di analizzare il voto o quant'altro: "Qualcuno
dovrebbe essere assunto in un'altra fabbrica di Villacidro, la Keller, altri
nella nuova impresa, chi è vicino alla pensione dovrebbe entrare negli enti
locali. Restiamo in attesa. Di buone notizie da Stato o Regione. Tutti devono
sapere solo questo: la disperazione ha raggiunto il livello di guardia".
KELLER Più loquaci gli operai della Keller. I loro vagoni ferroviari sono stati
richiesti in Iran, il cambio politico alla guida del Paese li preoccupa e non
lo nascondono. "C'è qualcuno tra noi - rivela Marco Branca, operaio della
Keller - che ha votato Berlusconi. La stragrande maggioranza era con Veltroni e
adesso ha paura. Non vogliamo che una politica pro Lega o a favore del Nord
penalizzi il Sud. E poi temiamo ripercussioni nel Medio Oriente. Berlusconi ha
annunciato che la sua prima visita all'estero sarà in Israele". Il futuro
della fabbrica? "Abbiamo il problema del trasporto merci che Trenitalia
vuol sospendere in Sardegna dal 30 giugno - prosegue Marco Branca - I nostri
treni rimarrebbero in fabbrica invenduti. Il Governo deve intervenire, la
patata bollente passa a Berlusconi e riguarda una zona dove la disoccupazione
non è mai stata così alta". CARBONIA Profondo Sulcis, il martedì dopo il
voto è una giornata come le altre per i trecento lavoratori in mobilità rimasti
senza la proroga dell'assegno di 540 euro al mese. Così Efisio Ibba, 54 anni,
ex lavoratore alla centrale Enel di Portovesme, Franco Massidda, 57 anni, ex
dipendente nel cantiere di Flumentepido si presentano come sempre negli uffici
Cgil di Carbonia. Per chiedere notizie. Solita trafila, a prescindere dal
colore del governo. "Volevamo bruciare le schede elettorali, non l'abbiamo
fatto perché riteniamo un dovere esprimere il nostro parere nell'urna. Ora è
chi governa che deve fare il proprio dovere. No, non mi aspettavo una vittoria
di Berlusconi e non sono contento. Aveva promesso un milione di posti di
lavoro, ha solo creato precariato e incitato a non pagare le tasse e a lavorare
in nero". Il loro collega Giovanni Porcu, 55 anni, la pensa diversamente:
"La svolta mi fa sperare, peggio di così non potrà andare" A SILIUS
Una volta la classe operaia per andare in paradiso lottava, partecipava alle
riunioni sindacali e di partito, votava. Adesso a Silius non più. Bassa
affluenza alle urne, 56,168 per cento. E il motivo, ovviamente, è legato alla
miniera di fluorite. Resta chiusa mentre il minerale nel mondo ha raggiunto
quotazioni record (330 euro a tonnellata). Mentre si è scoperto che nel
sottosuolo del Gerrei ce ne sono due milioni di tonnellate pronte a essere
prelevate e vendute. "La gente ha disertato il voto - spiega Jeanette
Jeffery, vedova di un minatore - perché non ha sentito l'appoggio né della
destra, né della sinistra". LA LAVERIA Laveria di Assemini, dove il
sottosuolo estratto nel Gerrei diventava piombo, fluoro, sabbia e fango: tra i
22 operai impegnati nella manutenzione degli impianti, l'analisi del voto è più
politica. "Per noi cambia poco o nulla, la miniera riaprirà quando sarà
fatto un altro bando - spiega Paolo Garau, 53 anni, asseminese - rispettando le
regole dell'Ue che impediscono gli aiuti di Stato. Personalmente credo poco
nella politica di Berlusconi. Che da liberista dovrebbe
essere felice del passaggio di Alitalia ad Air France e invece contesta questa scelta. La sconfitta
elettorale è colpa della sinistra, storicamente sempre divisa su tutto e che
non ha saputo governare il Paese. Resto dell'idea comunque che è importante
ambire a un futuro migliore per tutti, più giusto. Per esempio senza
precariato, senza guerra". Luciano Meloni, di Uta, 36 anni di lavoro nella
Mineraria Silius, non nasconde la sua preoccupazione: "Il centrosinistra
difendeva la classe operaia, il centrodestra esprime logiche diverse e quindi
temo per il futuro di noi minatori. Ma soprattutto per mio figlio, costretto a
emigrare a Barcellona per lavorare. Difficilmente tornerà in Sardegna, neppure
in Italia. E la fuga dei giovani è la peggiore sconfitta per chi governa un
paese, da destra o sinistra".
( da "Unita, L'" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Berlusconi: "l'Unità va dismessa..." Affonda contro il
nostro giornale fuori dal coro. Veltroni: la democrazia è fatta così di Natalia
Lombardo/ Roma Il BERLUSCONI TERZO si è messo il doppiopetto e diffonde volontà
di dialogo sulle riforme, ma precisa come la vede: "Dato che il Pd ha copiato
molti punti del nostro programma, se le sinistre volessero aggiungere il loro
voto al nostro, sarebbe meraviglioso". Insomma, dialogo per il leader del
Pdl vuol dire adesione alle sue proposte. E non serve neppure
"riesumare" una Bicamerale, semmai è solo un "punto di
partenza" per le riforme dello Stato tra le quali dare più potere al
premier. Berlusconi conferma che il "Porcellum" elettorale funziona,
il referendum è "inutile" o già perso. In compenso apre al dialogo
con un "governo ombra" del Pd: "Ci sarebbe chiarezza di
rapporti, non si perde tempo" i ministri competenti possono dialogare. Ma
non si parli di dare la presidenza di una delle Camere all'opposizione.
"Abbiamo vinto con nove punti in più, la sinistra si è tenuta le tre
cariche istituzionali, e ora dovrei darne una? Ma siamo seri" e si passa
due dita sulla fronte come dire: "e che c'ho scritto Giocondo?".
Abbandonati gli show da giullare in blu della campagna elettorale, Silvio
Berlusconi tenta di mostrare una statura da statista, impettito sul podio nella
sala dell'Auditorium di Confindustria. In platea ci sono anche Fini e La Russa,
con i quali ha studiato la scacchiera di governo da completare in settimana.
Entro fine anno ci sarà il congresso del partito unitario. Berlusconi continua
a martellare il bollino di garanzia per Bossi: "La Lega non ha mai
comandato in cinque anni di governo. Possono usare iperboli e paradossi ma al
tavolo delle decisioni sono molto ragionevoli". Sarà per il titolo di ieri
(Torna Berlusconi, comanda Bossi") che il leader del Pdl attacca di nuovo
l'Unità, suggerendo "a chi la produce di darsi una regolata: le accuse nei
miei confronti sono offensive", ha detto ieri a "UnoMattina",
chiedendo ai vertici del Pd di "dismettere certe posizioni di contrasto
come quella fatta propria oggi dall'Unità". In conferenza stampa poniamo
il problema e il leader del Pdl insiste: "Anche oggi - ieri- c'era molto
veleno, molto fiele, un ribaltamento della realtà, come succede di solito in un
giornale che, secondo me, non dovrebbe essere distribuito nelle piazze di Roma
da D'Alema e da Veltroni". Gli stessi, ha aggiunto, "che se ne lavano
le mani e dicono che per loro è un cruccio". Facciamo notare che un
editore liberale, quale si dice, dovrebbe rispettare la libertà d'espressione,
e Silvio ripiega nelle battute: "Infatti. Ha mai avuto notizia di
attentati alla distribuzione?", poi con un sorrisone aggiunge,
"quello che faremo semplicemente sarà togliere il finanziamento
pubblico...". Ma no, "stia traquilla, era una battuta". E se la
cava così con tutti i giornali di partito... "Non decido io la linea
editoriale dei quotidiani", ribatte Veltroni "la democrazia è fatta
così: se avessi avuto questa suscettibilità nei confronti degli attacchi
personali che ho ricevuto, sarei stato di umore molto più scuro. Gli attacchi
personali sono poco brillanti, ma prima di guardare da un'altra parte occorre
guardare in casa propria". Il dialogo non è così facile. Anche per
Berlusconi "non è un buon inizio" l'atteggiamento di Veltroni, e lancia
una stoccata al riformismo del Pd: "Non è vero che la sinistra non c'è più
in Parlamento, si chiama Pd, putroppo una parte è ancora legata
all'ideologia". Il cavaliere aveva esultato per la scomparsa della
sinistra ma si dice tanto "dispiaciuto" per Bertinotti che lo inviterà
a cena per dirgli, "da Palazzo Chigi, che gli sono vicino". Poi
ripete le promesse: taglio dell'Ici, pensioni, via il bollo
auto (con molta cautela ), risolvere i problemi rifiuti e Alitalia. Pugno duro sugli immigrati con
la Bossi-Fini, riesuma le "tre i" nella scuola con apprendistato in
società private. "Imprescindibile" la separazione delle carriere per
i pm. Silvio III non si cura delle critiche dall'estero: "parleranno i
fatti". E già bastano le telefonate di auguri di Bush, Sarkozy,
Angela Merkel. Gordon Brown. Il messaggio di Barroso, presidente della
Commissione Ue. Rapporto privilegiato con Putin, che domani sarà da lui in
Costa Smeralda. "Con Zapatero ci siamo fatti matte risate al telefono,
spero di collaborare con lui". Governo rosa? "se l'è voluta
lui...", è la solita battuta. Troppo rosa, in Italia non si può
"perché c'è una prevalenza di uomini".È il Psoe a ricordare a Silvio
che "in Italia le donne adatte ci sono".
( da "Unita, L'" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Fiat in discesa Chiusura incerta per la Borsa, che ha chiuso una
giornata altalenante con una lieve flessione dei principali indici. Il Mibtel
ha limato lo 0,08%. A penalizzare un andamento che nelle fasi centrali della
giornata è stato il rialzo è stata la debolezza di Wall Street dopo un avvio
promettente. Piazza Affari ne ha risentito con flessioni marcate soprattutto su
alcuni dei principali valori: in particolare, Fiat, il più trattato con oltre
1,2 miliardi di controvalore degli scambi su un totale di 5,2, ha risentito del
calo di immatricolazioni di auto in marzo e ha perso oltre il 5%. Hanno invece
beneficiato del risultato elettorale tutti i titoli legati
in qualche modo alla ripresa delle grandi opere promessa dal prossmo premier
Silvio Berlusconi: in particolare Impregilo e Atlantia mentre Alitalia sale del 18% e gli energetici
sono stati favoriti dai nuovi rialzi del petrolio. Seduta a due facce invece
per Mediaset che in corso di seduta ha oscillato tra un massimo di più 3,16% e
un minimo di 5,94%.
( da "Unita, L'" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del Alitalia, il governo chiede un incontro con Berlusconi Allarme per la
compagnia: pochi giorni di vita Ritornano la cordata italiana e l'ipotesi
Aeroflot di Roberto Rossi / Roma INCONTRO Come era prevedibile la partita Alitalia cambia tavolo. Il governo Prodi
ha deciso ieri sera di coinvolgere nella complessa trattativa anche il Popolo
delle libertà. Per questo, come ha spiegato il sottosegretario Enrico
Letta in una nota, ha ritenuto indispensabile convocare "un incontro
urgente con un rappresentante delegato dal leader della coalizione che ha vinto
le elezioni". La richiesta è stata voluta anche per fare chiarezza attorno
al gruppo. Ieri, infatti, Berlusconi è tornato a parlare di una cordata
italiana interessata all'acquisto del gruppo. A Porta a porta il leader del Pdl
ha dichiarato che "molti imprenditori di grande rilievo si sono fatti
avanti per garantire un impegno perché l'Alitalia
resti italiana. È un'offerta senza possibilità di ritorno all'indietro e
prevedo una soluzione entro un mese da oggi". Ma, allo stesso tempo non se
la sente di escludere che vi sia ancora un margine, magari piccolo, per
chiudere la trattativa con Air France. "Non posso dare una risposta al
riguardo, me ne occuperò - aveva detto parlando dal palco dell'Auditorium della
Tecnica dell'Eur - quando avrò responsabilità di governo". Lunedì, ha
spiegato il futuro premier, "ho avuto già una seduta di lavoro con il
dottor Bruno Ermolli, il responsabile della società di consulenza che ha tenuto
i rapporti con decine di imprenditori italiani medi e piccoli che si sono
dichiarati disponibili al mio appello". L'impegno, ha detto ancora
Berlusconi, è per "mantenere la compagnia aerea di bandiera come
nazionale. Sarebbe il colmo - ha aggiunto Berlusconi - che, dopo che Milano si
è aggiudicata l'Expo del 2015, non ci fosse vicino a quella città un hub
importante come Malpensa". Aggiungendo: "La situazione è
tranquilla" anche se "dovremo fare in fretta e bene". La
proposta del governo ha trovato anche il benestare sindacale. Ieri le nove
sigle raccolte attorno ad Alitalia avevano espresso la
necessità di un intervento politico bipartisan. Questo per dare all'Alitalia la solidità finanziaria necessaria ed evitare il
fallimento. La richiesta è venuta dopo l'incontro, definito da fonti interne
"interlocutorio", avuto con il presidente del gruppo aereo Aristide
Police. "Convinti che Alitalia rappresenti un
interesse strategico per il Paese - hanno scritto i sindacati in una nota
unitaria -, nel rilevare un mutato scenario determinato dall'esito elettorale,
in cui anche la vicenda Alitalia è inserita, sindacati
e associazioni professionali ritengono indispensabile un intervento congiunto
delle forze politiche al di là degli schieramenti partitici". Quello che
chiedono i sindacati è dunque un intervento che, in sostanza, sblocchi il
prestito ponte e dia in questo modo alla compagnia le risorse necessarie - Alitalia, al 29 febbraio, aveva liquidità per 180 milioni -
per non dover lasciare gli aerei a terra. "Ci sono pochi soldi, poco tempo
e la situazione è drammatica. Peraltro il governo uscente non ha dato
disponibilità a prestiti" ha sottolineato Police. Il prestito ponte, anche
nel caso che venga elargito, dovrebbe superare però lo scoglio di Bruxelles. La
Commissione europea ha sempre fatto sapere che non avrebbe più avallato
interventi pubblici che non fossero a "condizioni di mercato". Uno
dei modi per oltrepassare l'ostracismo europeo, e qualche riluttanza italiana,
è quello di avere un accordo con Air France. Che però, alla luce delle parole
di Berlusconi e sempre ammesso che rispondano a verità, sembra lontano (tra
l'altro ieri è rimbalzata la voce di un nuovo interessamento della russa
Aeroflot). Ieri, comunque, i sindacati si sono detti pronti a riprendere la
trattativa. Confermiamo, è scritto nel documento congiunto, "la
disponibilità già ufficialmente espressa in occasione dell'incontro a Palazzo
Chigi lo scorso 10 aprile ad un confronto di merito con l'unico attuale
potenziale acquirente". La via del prestito però non piace alla Lega.
"Come dice anche l'Unione europea - ha spiegato ieri Roberto Maroni - il
governo non può mettere neanche un centesimo nelle casse di Alitalia.
Quindi o la compra qualcuno o c'è il fallimento e per evitare il fallimento c'è
la legge Marzano, che è la strada giusta da seguire". E cioè il
commissariamento. Una soluzione che aprirebbe le porte allo spezzatino con
enormi sacrifici occupazionali.
( da "Unita, L'" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai
consultando l'edizione del Il leader del Pdl: "In molti si sono fatti
avanti perché Alitalia resti italiana. Entro un mese la
soluzione".
( da "Corriere della Sera" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-16 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Il personaggio "Bravo Mentana a fermare Silvio"
Confalonieri: si cambia Giustizia e sindacato riforme senza scontri "In
Parlamento niente più fascisti o comunisti" ROMA - Ieri ha chiamato Walter
Veltroni "e l'ho sentito un po' abbattuto ". Eppure Fedele
Confalonieri ritiene che il leader democratico un "risultato
lusinghiero" l'abbia comunque ottenuto, quello di costruire insieme a
Silvio Berlusconi le fondamenta di un nuovo sistema bipolare: "Niente più
fascisti e comunisti in Parlamento, è una novità storica". Ora l'auspicio
del presidente di Mediaset è che il dialogo - pur nel rispetto dei ruoli - si
concretizzi, "d'altronde i rapporti non si sono deteriorati in campagna
elettorale ". A evitare che accadesse "ha contribuito l'atteggiamento
delle nostre tv" e cita ad esempio "l'imparzialità di Enrico Mentana
nel duello finale": "Mi sono complimentato con il conduttore di
Matrix quando ha stoppato Berlusconi al termine della trasmissione. Ha fatto
bene. Silvio voleva solo spiegare il sistema di voto, ma se non fosse stato
fermato si sarebbe attirato critiche pesanti". C'è nell'ecumenismo di
Confalonieri il desiderio che tra i due non s'interrompa il confronto, "perché
servono le riforme e se Massimo D'Alema facesse un'opposizione
costruttiva...". Come D'Alema? "E chi ha parlato di D'Alema... Ho
detto D'Alema? Mah - sorride - chissà come mi è venuto in mente il suo nome.
Pensavo a Veltroni, comunque. Ecco, se Veltroni vuole... Si può fare. Si può
cambiare l'Italia. Eppoi, lui e Berlusconi non si sono reciprocamente accusati
di essersi copiati i programmi? Allora non sarebbe un problema approvare leggi
che si apprezzano. Non sarebbe inciucio". Ma è in carico al Cavaliere l'onere
maggiore ora che ha vinto le elezioni, "toccherà a Berlusconi saper
scegliere una buona squadra di governo, dare segnali concreti. Sono certo che
lo farà". L'agenda delle "emergenze nazionali" non comprende solo i rifiuti e Alitalia, anche se Confalonieri sulla compagnia di bandiera dice che
"Berlusconi si sta applicando e riuscirà nell'intrapresa, perché in lui si
combinano il talento politico e quello dell'imprenditore". Ma ci sono
anche altre priorità: "La riforma della giustizia, per esempio, andrà
affrontata. Però non potrà esser fatta contro i magistrati, perché la
maggior parte è gente seria, mica ci sono solo toghe rosse. E sul fronte del
lavoro, va cambiato il modo in cui si firmano i contratti, ed è vero che i
sindacati sono diventati asfissianti, ma anche in questo caso non si può agire
contro di loro. Ecco perché la scelta dei ministri sarà decisiva". C'è da
cambiare il Paese, senza entrare in conflitto con il Paese. Anche perché
"il fatto che la sinistra radicale sia rimasta fuori dal Parlamento, non è
una bella cosa. Bertinotti aveva guidato quell'area con intelligenza. Ora c'è
il rischio che si verifichi quanto paventa Cossiga. E prima ancora di un
rigurgito del terrorismo, penso alle tensioni sociali, ai disordini di
piazza". Guarda avanti Confalonieri, per evitare di voltarsi indietro.
Altrimenti gli verrebbe da dire che il Cavaliere, prima di battere Veltroni,
"ha vinto contro il razzismo culturale, contro quelli dalla puzza sotto il
naso, quelli che da 14 anni lo scherniscono in Italia e all'estero. Ma come si
è permesso l'Economist di dare del buffone a un leader capace di tornare a
vincere per la terza volta? L'ho detto anche al direttore della rivista. Il
fatto è che si continuano a usare questi stereotipi in Italia: "Berlusconi,
il mafioso, il padrino...". E i giornalisti stranieri - per raccontare il
nostro Paese - si comportano come Hemingway, che scriveva di rivoluzione dalla
stanza di un hotel di lusso. Perché non ci si oppone a questi cliché? Perché
non si capisce che così veniamo trattati come uno Stato africano ai tempi del
colonialismo? L'Italia come il Congo belga: arrivano da fuori e prendono quello
che vogliono". Si può affrontare un "argomento doloroso" con il
sorriso e il presidente di Mediaset si sforza di mostrarlo per non
"rovinare il clima". Sa bene che il Cavaliere a volte offre il
fianco, come quando in campagna elettorale ha puntato contro il Quirinale:
"Il fatto è che la politica è il trionfo dell'ipocrisia e lui non è un
ipocrita. E queste cosiddette gaffe lo rendono popolare, nel senso di popolano.
Invece arriva Scalfari e lo bolla come peronista, arriva Sartori e gli dà del
populista. Lo stesso si fa con Bossi: lui ha imposto il tema del federalismo
nell'agenda politica italiana. è vero, in certi casi esagera verbalmente, ma
non è possibile che quelli con la puzza sotto il naso ne parlino come di uno
che legge un libro ogni tanto". Meglio guardare avanti per non soffermarsi
su quel che è stato, sulla rottura tra il Cavaliere e Casini - per esempio - a
cui Confalonieri dedica una considerazione: "La grandezza di un uomo si
misura dalla capacità di comprendere la grandezza di chi ti sta accanto".
Insomma, a Casini, "ma non solo a lui", è mancata la capacità di
"riconoscere il talento di Berlusconi, la sua rivoluzione culturale.
Quella volta che si issò sul predellino dell'auto lo paragonai a Lenin, oggi
vorrei evitare ma mi viene in mente il Grande timoniere, lui che chiama
"la rossa", Michela Brambilla, e la lancia in politica come l'ultima
moglie di Mao. Ora però che è arrivato a Palazzo Chigi, Silvio sa che deve far
bene. Non l'avevo mai sentito dire "lacrime, sudore e sangue"".
L'amico di Silvio Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset Francesco
Verderami PER SAPERE DI PIù Speciale elezioni www.corriere.it.
( da "Corriere della Sera" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2008-04-16 num: -
pag: 47 categoria: REDAZIONALE La Giornata in Borsa Indici piatti, Impregilo
prosegue la corsa di Giacomo Ferrari Saipem Corre con i petroliferi e riporta
in positivo la performance da inizio d'anno Piazza Affari in lieve calo (-0,08%
il Mibtel, -0,21% l'S&P-Mib) ma con alcune singole performance
significative. Atlantia, per esempio, tra i valori più capitalizzati, è
cresciuta del 6,09%. Il balzo, secondo alcuni operatori, sarebbe legato alla
possibilità di una riapertura delle trattative con la spagnola Abertis,
osteggiate dal precedente governo. è proseguita inoltre la corsa di Impregilo
(+4,60%) nella prospettiva di una ripresa delle opere pubbliche (per lo stesso
motivo nel segmento Star Astaldi è rimbalzata del 3,28%). Tra i petroliferi,
invece, la sola Saipem è salita del 4,56%, riportando così in positivo la
performance dall'inizio dell'anno. Rimbalzo anche per Luxottica (+2,71%), che
ha parzialmente annullato le perdite della vigilia. L'elenco delle perdite, sempre
fra i valori più capitalizzati del listino, si apre invece con Fiat e Parmalat.
Il titolo del Lingotto ha ceduto il 4,79% a causa dei cattivi risultati del
mercato europeo dell'auto a marzo e delle difficoltà produttive nello
stabilimento Alfa Romeo di Pomigliano. Quanto a Parmalat, a deprimere il titolo
è stata la decisione dei giudici del New Jersey favorevole a Citigroup nella
causa che oppone il colosso del credito Usa alla società guidata da Enrico
Bondi. Significativi, inoltre, i ribassi di Mediaset
(-3,96%) A2A (-3,49%) e Seat Pagine Gialle (-3,47%), mentre fra i titoli meno
capitalizzati Roma e Pirelli Real Estate hanno ceduto rispettivamente il 6% e
il 3,8%. Ancora sotto i riflettori, infine, Alitalia (+18% dopo il balzo della vigilia) e Banca Italease (+3,9%).
( da "Tempo, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
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nuovo round Alitalia alla prova esuberi Nuovo round tra
governo e sindacati sulla vendita di Alitalia. Oggi
l'esecutivo potrebbe mettere sul tavolo un più ampio utilizzo degli
ammortizzatori sociali per gestire gli esuberi già previsti dal piano Prato e
un nuovo ruolo di Fintecna nell'assorbire le attività di terra che dovessero
rimanere fuori dalla nuova società. L'obiettivo del governo è tentare di ricucire lo strappo
tra le nove sigle rappresentative dei lavoratori e Air France-Klm. La compagnia
franco-olandese ha fatto sapere che non intende più modificare il piano di
acquisto, nonostante i sindacati abbiano presentato una proposta alternativa
(rispedita al mittente) da cui partire per ricominciare a trattare. Il dossier,
comunque, passerà nelle mani del nuovo inquilino di Palazzo Chigi, tant'è che
il prossimo incontro tra i vertici della Magliana e i sindacati è fissato dopo
il voto: l'incontro era previsto per ieri, ma le nove sigle sindacali sono
state convocate dall'azienda per martedì prossimo 15 aprile alle ore 15 ed è evidente
che l'esito delle elezioni avrà un peso determinante ai fini del negoziato. Il
cda dell'aviolinea ha assicurato la continuità aziendale ma ha fatto presente
che i tempi sono strettissimi e che in cassa le risorse finanziarie disponibili
ammontano a 170 milioni (cui si aggiungono 69 milioni del credito verso
l'erario incassato il 2 aprile scorso). Soldi che possono garantire la
sopravvivenza dell'azienda per un altro paio di mesi, visto che Alitalia brucia quasi 2 milioni di perdite al giorno. Il leader
della Cgil Guglielmo Epifani ha ribadito: "Air France deve ascoltare anche
le nostre ragioni". E il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi lancia
un appello ai sindacati: "Il tempo delle analisi è finito. Non facciamo
mosse azzardate, al di fuori della trattativa con Air France-Klm c'è solo la
prospettiva del fallimento". Bianchi oggi siederà al tavolo insieme a
Enrico Letta e ai ministri del lavoro Cesare Damiano, dello sviluppo economico
Pier Luigi Bersani e del sottosegretario all'Economia, Massimo Tononi. Intanto
il titolo Alitalia è stato ieri riammesso in Borsa, ma
è stato escluso dagli scambi, cioè trattato solo nel corso dell'asta finale. In
apertura di seduta, ha comunque segnato un calo teorico del 21% per poi
concludere la sessione con un tonfo sempre del 21% a 0,395 euro.
( da "Corriere della Sera" del 16-04-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-16 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE In Parlamento Da Colombo a Pardi gli "ultimi rossi":
faremo la loro parte ROMA - Vanno cercati con tenacia. Sono pochi, e spesso
sciolti, sono i parlamentari che solleveranno dalla polvere il vessillo della
sinistra radicale e, con cautela, torneranno a sventolarlo a Montecitorio, a
Palazzo Madama. La Sinistra Arcobaleno è stata cancellata dalle Camere. E i
temi che difendeva? Prendiamo Furio Colombo, che fu (fra tante cose) presidente
della Fiat Usa e direttore dell'Unità. Mai comunista, mai marxista. Deputato
Pd. Dice: "Se la sinistra è protezione del lavoro e dei diritti civili,
eccomi, sarò uno dei testimoni della sinistra. Soprattutto se si tratta di
difendere chi si trova su un mercato sbilanciato da disuguaglianze
insopportabili, lavoratori che sono come portatori di handicap, e la questione
è farli sentire meno soli". Diverso, per Colombo, il discorso sulle
missioni all'estero: "Sono a favore dell'impegno in Afghanistan, con Nato
e Onu". Prendiamo il professor Francesco Pardi detto Pancho, investito nel
2002 da Nanni Moretti del ruolo di potenziale leader della sinistra, ora
senatore dell'Italia dei valori. Sostiene: "Sarà un dovere ascoltare chi
non ha più rappresentanza. Mi batterò sui molti temi cari alla sinistra
radicale. Riciclaggio dei rifiuti. Energia solare. Aiuti ai precari, penso per
esempio a norme che sospendano il pagamento dei mutui per chi sia in difficoltà
economiche. E lotta alla dissipazione delle risorse pubbliche ". Si
sentirà solo? "Andrò a cercare nei corridoi chi ha sensibilità sociale. E
faccio una promessa ". Prego. "Torneranno in piazza i girotondi
". Paola Concia, deputato Pd, è rimasta unica parlamentare omosessuale dichiarata:
"Per forza porterò avanti temi che erano anche della Sinistra Arcobaleno.
Riproporremo i Dico, e il testamento biologico e la difesa della legge
sull'aborto. Il Pd se ne deve far carico, ora". Ma sarete minoranza...
"Su argomenti così non dispero di trovare intese anche dentro i partiti
della maggioranza". Proviamo a entrare più dentro la componente ex
comunista del Pd e troviamo i promotori di quella che fu la lista
"Sinistra per Veltroni" alle primarie. Vincenzo Vita dice che senza
affrontare temi come pace, precariato, lotta ai monopoli il nuovo Parlamento
sarebbe "anchilosato ". E Da Torino un giovane neo deputato come
Stefano Esposito è pronto ad allargare l'associazione piemontese "Sinistra
per" ad altre regioni, Toscana, Campania, Lombardia... "Il Pd è
ancora un partito senz'anima, noi vogliamo fare da ponte con Sinistra
Arcobaleno, con Mussi, con quei Verdi che non sono a prescindere contro
inceneritori e Tav. Dobbiamo pur recuperare pensionati e giovani che hanno
votato Lega...". Welfare per i deboli, integrazione degli immigrati, fin
qui ci siamo. Ma poi Esposito distingue: "Sulle missioni all'estero noi
stiamo totalmente con la linea Prodi. Sull'Alitalia siamo per la meritocrazia. Insomma, pronti a fare da punto di
riferimento in Parlamento. Ma falce e martello, no grazie". Giuseppe
Giulietti, già deputato Ds e ora eletto con Di Pietro dice che tentare di
sostituirsi a quei deputati e senatori spariti sarebbe poco rispettoso,
paternalistico: "Devono trovare loro nuove forme di rappresentanza.
Con l'associazione Articolo 21 cercheremo di garantire che non scompaiano dai
media. Che non si approfitti della situazione per cancellare totalmente la
sinistra". Diritti da difendere L'ex direttore dell'Unità: su lavoro e
diritti civili sarò uno dei loro testimoni La Concia: riproporremo Dico e
testamento biologico Andrea Garibaldi.
( da "Corriere della Sera" del 16-04-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-04-16 num: - pag: 72 categoria:
BREVI Notizie in 2 minuti Primo Piano Le amministrative La coalizione di
centrodestra, dopo il trionfo alle elezioni politiche, ha ottenuto buoni risultati
anche alle amministrative. Il centrosinistra ha perso il Friuli Venezia Giulia,
con Riccardo Illy battuto da Renzo Tondo. La Sicilia si è confermata azzurra
con la vittoria di Raffaele Lombardo su Anna Finocchiaro, mentre al Comune di
Roma Gianni Alemanno (Pdl) andrà al ballottaggio con Francesco Rutelli. Le
promesse di Berlusconi Silvio Berlusconi detta la sua agenda dei primi giorni
di governo: oltre che di Alitalia e dei rifiuti napoletani, si occuperà di Ici (subito eliminata).
In tempi brevi previsti il "bonus bebè" e la detassazione delle
tredicesime. Prime tensioni con l'opposizione. Esteri Cina leader nelle pene
capitali Con 470 esecuzione nel 2007, la Cina è il primo Paese del mondo per le
condanne a morte eseguite. Al secondo posto l'Iran. Lo riferisce un
rapporto di Amnesty International. Kohl presto sposo L'ex cancelliere tedesco
Helmut Kohl, 78 anni, che ha perso la moglie Hannelore nel 2001, intende
sposare presto la sua attuale compagna Maike Richter, 43 anni. Lo ha confermato
il responsabile del suo ufficio a Berlino, senza fornire dettagli sulla data
delle nozze. Cronache Papa: vergogna per pedofilia "Una vergogna
profonda". Così papa Benedetto XVI ha affrontato la vicenda degli abusi
sessuali che hanno scosso la Chiesa cattolica negli Stati Uniti e si è
impegnato a fare tutto il possibile per evitare che simili scandali si ripetano
in futuro. "I pedofili saranno completamente esclusi dal sacerdozio".
Muore 19enne. Droga? è morta agli Ospedali Riuniti di Bergamo Kristel Marcarini,
la ragazza di 19 anni, promessa dello sci, ricoverata d'urgenza domenica, in
coma irreversibile, dopo un improvviso malore in discoteca. Nel suo sangue
tracce di sostanze stupefacenti. La Borsa e il testosterone Secondo una ricerca
britannica, ci sarebbe un legame diretto tra le performance dei trader di Borsa
e i loro livelli ematici di testosterone, l'ormone sessuale maschile. Chi ha un
elevato livello di ormone ottiene profitti migliori ma è anche più portato a
correre rischi e quindi è più esposto alle perdite. Economia Conti migliori ma
tante tasse Migliorano i conti pubblici italiani nel 2007 ma al prezzo di un
"forte aumento " di tasse e contributi. Questo il giudizio della
Banca d'Italia contenuto nel Bollettino economico dell'istituto. Cultura Il
corpo di Padre Pio La vicenda della salma di Padre Pio, riesumata per essere
esposta alla venerazione dei fedeli, apre la questione di un modo di concepire
la religione che può sconfinare nell'idolatria. "Le reliquie non servono
alla fede - scrive Claudio Magris - si crede con il cuore e la ragione".
Spettacoli Il messaggio di Ortone Sta per arrivare in Italia (da venerdì in 500
sale) Ortone e il mondo del Chi, un film di animazione che ha sbancato i
botteghini americani. E' la storia di un elefante che rispetta gli esseri
minuscoli perché "una persona piccola è pur sempre una persona".
Sport Veleno in Coppa E' scontro tra Inter e Roma anche nell'andata delle
semifinali di Coppa Italia. E Mancini e Spalletti litigano a distanza. * Con
"Style Magazine" e 3,00; con "Corriere Enigmistica" e 2,30;
con "Foto:box" e 7,90; con "Storie della Bibbia" e 8,90;
con "La grande dinastia dei Paperi" e 8,90; con "Geronimo
Stilton English!" e 9,90; con "L'Europeo" e 8,90; con "Ricettario
della Cucina italiana" e 13,90; con "Il grande cinema di Alberto
Sordi" e 10,99; con "Gli itinerari di Dove" e 8,99; con
"Gianni Morandi - Grazie a tutti" e 9,99; solo in Lombardia con
"Gli atlanti a grande scala Milano e Hinterland" e 13,90; con
"Il Diritto" e 15,90. In Molise, Sicilia, Umbria, Marche, Friuli
Venezia Giulia, Sardegna, Basilicata, Abruzzo, Calabria, Trentino Alto Adige e
nelle province di SA, BA e VE con La Gazzetta dello Sport e 1,00.
( da "Corriere della Sera" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-16 num: - pag: 21
categoria: BREVI Le trattative Il giorno dopo il voto che ha visto la vittoria
del centrodestra, su Alitalia sono iniziati i contatti tra il
governo uscente e gli emissari di Silvio Berlusconi.
( da "Corriere della Sera" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-16 num: - pag: 21 categoria:
REDAZIONALE La crisi La compagnia verso il commissariamento. Enrico Letta incontra il Pdl Berlusconi e Alitalia: soluzione italiana entro un
mese ROMA - Con l'Alitalia
ormai sull'orlo del commissariamento, il giorno dopo il voto, Silvio Berlusconi
ieri ha detto: "Prendo in mano la situazione perché la compagnia di
bandieri resti efficiente e resti a supporto dell'economia e del turismo
italiani". E poi, in tarda serata, ha annunciato una soluzione
"a direzione italiana entro un mese da oggi". Dai colloqui avvenuti
ieri tra il sottosegretario Enrico Letta e il consigliere di Berlusconi, Gianni
Letta, intanto, sarebbe emerso che Alitalia avrebbe
tre settimane di vita e che solo un prestito- ponte da 100 milioni potrebbe
evitare il commissariamento, fortemente voluto dalla Lega, uscita vincente
dalle urne. Ma il governo Prodi non intende assumere alcuna decisione in
solitudine: né il commissariamento né la concessione di un prestito-ponte, cui
l'Ue è contraria. Per questo ieri, in un vertice serale, a palazzo Chigi,
tenuto dal sottosegretario Enrico Letta, presenti i ministri Tommaso Padoa-
Schioppa (Economia), Pier Luigi Bersani (Sviluppo Economico) e Alessandro
Bianchi (Trasporti), è stato deciso di rimandare la palla nel campo del Pdl.
"Dopo le dichiarazioni di Silvio Berlusconi - si legge nella nota
ufficiale - non essendo ulteriormente rinviabili decisioni dirimenti sul futuro
dell'azienda, il governo ritiene indispensabile che la situazione venga
approfondita in un incontro urgente con un rappresentante delegato dal leader
della coalizione che ha vinto le elezioni". Letta continua a sostenere
l'ipotesi Air FranceKlm, ma da Parigi non sarebbero venuti segnali positivi,
malgrado l'incoraggiamento dei sindacati italiani che ieri hanno auspicato una
decisione bipartisan. C'è poi la situazione dell'azienda che il presidente di Alitalia, Aristide Police, ieri avrebbe definito
"drammatica " in un incontro con i sindacati. Police, secondo
indiscrezioni, sarebbe contrario al prestito ponte, non volendo assumere la
responsabilità di una mancata restituzione. Inoltre il presidente, che è anche
un giurista e che si è dotato di un proprio pool legale, sarebbe preoccupato
della circostanza di non aver finora fatto seguire, alla messa a terra di 30
aerei, la gestione dei relativi esuberi. Anche ieri Berlusconi ha parlato della
cordata d'imprenditori cui avrebbe lavorato con il consulente Bruno Ermolli
persino la sera della vittoria elettorale. Il Cavaliere non avrebbe accennato a
Alitalia nella telefonata di auguri ricevuta dal
presidente francese, Nicolas Sarkozy. Mentre l'argomento potrebbe essere
affrontato giovedì prossimo, in Sardegna, con il presidente russo Vladimir
Putin, che potrebbe far tornare in campo Aeroflot. Insomma la situazione è
appesa a un filo e al momento l'ipotesi del commissariamento "dolce
", come qualcuno l'ha battezzata, cioè guidata dal governo uscente e dal
Pdl, resta la più forte in campo. Non resta che vedere se la tenace opposizione
dei sindacati potrà condurre verso altre soluzioni: il ritorno di Air France o
il prestito-ponte. Antonella Baccaro.
( da "Corriere della Sera" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-16 num: - pag: 21
categoria: BREVI 693 milioni di euro, la capitalizzazione di Borsa di Alitalia. Ieri il
titolo, scambiato in un'unica fase d'asta, è rimbalzato del 18%.
( da "Corriere della Sera" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-16 num: - pag: 21
categoria: BREVI 20 mila circa, i dipendenti di Alitalia e Alitalia Servizi. Solo
tra piloti e assistenti di volo, lavorano in Alitalia 6.800 persone.
( da "Messaggero, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
ROMA Silvio
Berlusconi festeggia il suo successo e si dice certo che "la Lega non
imporrà la sua volontà alla coalizione, sarà leale". Quindi, conferma che,
una volta al governo, abolirà l'Ici sulla prima casa ed erogherà un buono bebè
di mille euro. Per il leader del Pdl, "le prime emergenze sono i rifiuti e
l'Alitalia". Per il leader
del Partito democratico, Walter Veltroni, che annuncia un governo
dell'opposizione, "è un brutto inizio". Intanto a Roma, a sorpresa,
si profilano i ballottaggi al Comune tra Francesco Rutelli del Pd e Gianni
Alemanno del Pdl e alla Provincia, dove tra quindici giorni si sfideranno
Nicola Zingaretti per i Democratici e Alfredo Antoniozzi per il Popolo della
libertà. E in Friuli, dopo 15 anni, sconfitta per Illy, battuto da Tondo grazie
all'Udc.
( da "Liberazione" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Berlusconi annuncia:
"Via l'Ici". La Lega? "Non ha mai comandato".
"Ripartire dalla Bicamerale per le riforme" Lo show del Cavaliere
vincitore: battute, promesse, onore delle armi all'avversario Frida Nacinovich
Un anziano leader che torna perché il popolo lo chiama a una nuova esperienza
di governo. Silvio Berlusconi ironizza sulla sua età. Racconta: "Ho saputo
che una signora russa ha chiesto ad un'alta autorità del suo paese, guardando
le foto mie e di Veltroni, quale fosse il più giovane...Io naturalmente".
Risate in sala. I media sono amici di Walter Veltroni ma anche di Berlusconi.
Figuriamoci ora, che per la terza volta arriva a palazzo Chigi con una
maggioranza a prova di bomba, senza nemmeno quei rompiscatole dei centristi di
Pierferdinando Casini fra i piedi. Dalle parti del piddì si preconizza che la
Lega nord sarà un alleato ingombrante per il Popolo delle libertà. Ma da dodici
anni a questa parte, Berlusconi non ha mai avuto problemi con Umberto Bossi,
Roberto Maroni, Roberto Calderoli & c. Di qui il tranquillo e quasi
serafico approccio del capo popolo delle libertà alla sua prima conferenza
stampa da premier in pectore. Berlusconi oggi è così, il successo addolcisce la
volitiva mascella del Cavaliere comiziante. A modo suo concede anche l'onore delle
armi agli avversari sconfitti: "Veltroni vuole fare il governo ombra?
Dialogheremo con il governo ombra". Lo dice senza ridere, anche questa è
una piccola impresa. Perchè un governo ombra, si sa, pesa quanto pesano le
ombre. Fuori piove, ma nessuno dentro l'"Auditorium della tecnica"
pensa che il futuro governo sia ladro. Andava bene fino a sabato, oggi non più.
Il tempo è brutto, il Cavaliere è sereno. Le sue promesse arrivano come gli
scrosci di pioggia, a raffica. La più importante riguarda
Malpensa: "Riusciremo ad avere una compagine italiana per Alitalia. Per fortuna - aggiunge - siamo
intervenuti". Meno male che Silvio c'è . Rivolto a telecamere,
registratori e taccuini, Berlusconi cede alla vanità: "Spero che dopo
quindici anni che tentate di farmi fuori abbiate capito che non è possibile...".
Il Cavaliere highlander aggiunge: "Le cifre del nostro vantaggio erano
quelli che davo io in campagna elettorale. Mi sembrava di essere Cassandra, non
mi credevano...". Invece. Capitolo Lega, che insieme alle televisioni è il
vero segreto del successo di Berlusconi. Altro che il lifting. "Ho sentito
dire a qualcuno (Veltroni, ndr) che la Lega comanderà, la Lega non ha mai
comandato in cinque anni di governo", dice il capo popolo delle libertà. E
ancora: "Il Carroccio è sempre stato molto ragionevole al tavolo delle
decisioni". Il futuro presidente del Consiglio parla di "rapporto
fraterno" fra lui e Bossi. Governo nuovo, storie vecchie. L'assenza della
sinistra in Parlamento è un danno per la democrazia? "Io - risponde
Berlusconi - credo che non è una cosa ipotizzabile il fatto che la sinistra non
sia in Parlamento. La sinistra c'è in Parlamento, si chiama Partito
democratico. Certo, vedo che una sigla della sinistra non c'è in Parlamento ma
farà politica nel paese". Il Pd agli occhi di Berlusconi è pieno di
comunisti. Niente di nuovo sotto il sole di Arcore. Invece la Sinistra
arcobaleno non c'è più in Parlamento. "Vedendo Bertinotti dopo il voto mi
sentivo vicinissimo a lui. Quando avrò un po' di tempo lo inviterò a cena e gli
esprimerò la mia vicinanza". Coccodrillo, al pari del miglior nemico
Walter Veltroni. Bipartitici entrambi, ma con il Cavaliere pronto a calare
l'asso della Lega che si mangia il regio dell'Italia dei Valori. Un passo
indietro. La potenza della tecnologia - e di chi la possiede - regala a
Berlusconi una immateriale ubiquità su tutti i canali televisivi. Anche sulle
radio. Dal tramonto al'alba, dall'alba al tramonto. All'indomani della vittoria
netta incassata alle politiche il capo popolo delle libertà interviene a
"Radio Anch'io" e a "Uno Mattina". Parla dell'emergenza
rifiuti, di Alitalia, della composizione del nuovo
governo, del federalismo (che è "un fatto di modernità e di sussidiarietà,
è un grande principio di democrazia e di libertà"), delle riforme e del
dialogo con il Partito democratico. E poi ancora di Ici, tasse e bonus per i
nuovi nati. Un intervento a tutto campo nel quale il Cavaliere conferma che
sarà a Napoli "tre giorni a settimana" e che nel capoluogo campano
terrà il primo Consiglio dei ministri del suo governo. "Ho già trovato una
sede operativa: ci resterò per tre giorni alla settimana e verrò via solo
quando avrò la certezza di avere avviato il problema dei rifiuti verso la
soluzione definitiva". L'arcitaliano è un fiume in piena. "La
presidenza del Senato - sottolinea il Cavaliere - sarà coperta da una persona
di prestigio del partito che nella coalizione ha avuto quasi cinque volte i
consensi della Lega. Chi vince - aggiunge - deve avere almeno due cariche apicali.
La presidenza della Camera e quella del Senato andranno a noi". E Forza
Popolo delle libertà che siamo tantissimi. Per mercoledì prossimo il Cavaliere
annuncia una riunione con la Lega e gli autonomisti di Raffaele Lombardo:
"Entro questa settimana sceglierò la squadra di governo con gli alleati
della coalizione". La formazione è ormai quasi chiusa: i due vicepremier
saranno Gianni Letta e Umberto Bossi (con delega alle Riforme che potrebbe però
anche passare di mano ed andare a Roberto Calderoli). Agli Esteri andrà Franco
Frattini e all'Interno Roberto Maroni. Alleanza Nazionale - che oggi ha riunito
l'ufficio politico per una soddisfatta analisi del voto - avrà la Difesa con
Ignazio La Russa e le Infrastrutture con Altero Matteoli, mentre a Gianni
Alemanno (se dovesse uscire sconfitto dalla corsa al Campidoglio) andrebbe il
Lavoro. Al partito di Fini andrà certamente anche un quarto ministro senza
portafoglio. Si fanno i nomi di Giulia Bongiorno, Giorgia Meloni e Adriana Poli
Bortone. Sul dialogo con il Pd per le riforme, il leader del Pdl torna ad
aprire. "Sarei io il più felice di un confronto continuativo e dialogante
con le opposizioni" spiega Berlusconi. Il vincitore delle elezioni 2008 si
augura però che le opposizioni non si comportino "come hanno fatto in
passato". Ancora sul rapporto con Veltroni il futuro premier fa notare che
nel programma del partito d'opposizione ci sono "molti punti
sovrapponibili al nostro programma". "Se le sinistre volessero - dice
- aggiungere il loro voto al nostro, questo sarebbe meraviglioso". Troppa
grazia Sant'Antonio. Il Cavaliere ha ricevuto le congratulazioni del presidente
americano George W. Bush e dei capi di Stato europei. "Con Sarkozy -
confessa a "Radio Anch'io" Berlusconi - ho avuto una bellissima e
lunga telefonata". Nella telefonata al capo popolo delle libertà -
riferisce la portavoce della Casa Bianca, Dana Perino - il presidente americano
si è congratulato per la vittoria alle elezioni, e gli ha fatto sapere di
essere "pronto a lavorare di nuovo con lui". Fuori continua a
piovere, non ci saranno fuochi di artificio per la vittoria del Partito delle
libertà. Ci sono, metaforici, all'interno dell'"Audiotriom della
tecnica", all'Eur, dove Berlusconi continua a parlare e i suoi festeggiano
facendo corona al gran capo. 16/04/2008.
( da "Messaggero, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di PAOLA OREFICE
ROMA - E' subito operativo Silvio Berlusconi. Il giorno dopo la plateale
vittoria elettorale ha già pianificato l'azione di governo. D'altra parte è lo
stesso Cavaliere a confermare la sua tempra e il suo forte attivismo
"sprizzo energia da tutti i pori". Ma prima di vedere i punti
principali che l'esecutivo affronterà, una rassicurazione all'opposizione che
sia in campagna elettorale che adesso accusa: Berlusconi sarà ostaggio della
Lega. Mette le mani avanti il Cavaliere. E garantisce la lealtà di Umberto
Bossi, la sua ragionevolezza. E il fatto che il Carroccio "non ha mai
comandato in cinque anni di governo". E a chi avanza preoccupazioni per il
Sud avverte che il Mezzogiorno è ben rappresentato dal Mpa di Raffaele
Lombardo. Oggi, informa Berlusconi, si terrà un vertice con gli alleati. Ed
entro la settimana sarà pronta la lista di ministri, viceministri e
sottosegretari. Un esecutivo formato da "60 unità. La squadra sarà
numericamente la metà del governo in carica". Conferma quindi che il primo
Consiglio dei ministri si terrà a Napoli, dove peraltro soggiornerà per tre
giorni a settimana "almeno fino a quando non sarà risolto il problema
della spazzatura". Sempre tra le prime emergenze che
il Cavaliere intende affrontare quella riguardante l'Alitalia (opererà affinchè resti italiana) e l'aumento delle pensioni al
di sotto dei mille euro. Poi l'abrogazione dell'Ici, la detassazione degli
straordinari e dei premi di produttività e un bonus di mille euro per i bebè.
Ma non è finita. Pensa alla riapertura dei cantieri per le grandi opere.
Così come al contrasto della criminalità con i poliziotti e i carabinieri di
quartiere. Riorganizzazione della Pubblica Amministrazione con l'ausilio della
digitalizzazione. Riforma della scuola, ripartendo dal progetto già messo a
punto dal precedente governo Berlusconi. E ammodernamento della giustizia.
Infine "se i conti dello Stato lo permetteranno" riduzione dell'Irap,
il quoziente familiare e riduzione delle tasse sulle proprietà come quelle sulla
successione, le donazioni e i bolli per auto e motorini. Auspica Berlusconi un
dialogo e un confronto continuativo con il Pd, rifiutando "il teatrino
della politica". Dato poi che il loro programma è "sovrapponibile al
nostro" in molti punti, spera il Cavaliere che "i nostri ministri si
possano confrontare con i ministri di un governo ombra". E "sarebbe
bello che i voti della sinistra si aggiungessero ai nostri". Sulla
"tanto vituperata legge elettorale", il porcellum dice "ha
funzionato" producendo "il bipartitismo come nelle grandi democrazie
occidentali". E che per riformarla al meglio è sufficiente portare la
ripartizione regionale al Senato sul piano nazionale. Indi per cui il
referendum sarà bocciato. Annuncia che entro fine anno ci sarà il partito
unico: "Abbiamo già messo a punto insieme agli alleati le tappe accelerate
grazie alle quali entro la fine dell'anno una alleanza elettorale fondata da
principi comuni diventerà un'unica forza politica". Insiste Berlusconi
sulla separazione delle carriere dei magistrati. Quindi racconta di essere
stato inquisito 93 volte ma assolto per questo dice "non posso che dare un
giudizio positivo dei giudici. Non la stessa cosa dei Pm". Quindi boccia
la Commissione Attali, "la sua notorietà è inferiore ai suoi risultati".
Non poteva certo mancare una battuta di spirito: "Mi sembra di essere
diventato Cassandra: verace sempre creduta mai". Così adesso "non ci
sono più i partiti della Prima Repubblica, c'è un grande partito che segnerà i
decenni futuri". Annuncia anche che saranno riconfermati gran parte dei
manager "Prodi non ha sostituito quelli che noi nominammo". La
sinistra è scomparsa dal Parlamento..."è stata una conquista",
"purtroppo dentro il Pd c'è ancora una parte legata all'ideologia ostile,
al libero mercato, alla proprietà privata". Ciò non toglie che
"inviterò presto a cena Bertinotti per esprimergli la mia personale
solidarietà e la mia più cordiale vicinanza dal mio posto di presidente del
Consiglio". Infine, accenna il Cavaliere a "modificare la nostra
architettura istituzionale", dando più poteri al premier, con una sola
Camera legislativa, dimezzando i parlamentari, i consiglieri regionali e
comunali ed eliminando le Province.
( da "Liberazione" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Il papa a Washington
dopo gli scandali che hanno travolto i cattolici. Con Bush intesa su "fede
e politica" ma critiche sui migranti Ratzinger negli Usa, il mea culpa sui
preti pedofili Fulvio Fania Washington [nostro inviato] Qualche ora prima che
scattassero le misure di sicurezza lui era ancora lì, a due passi dalla
nunziatura vaticana con il suo cartello bianco per ricordare al papa la grave
colpa dei preti pedofili. La protesta silenziosa di un anziano signore da tempo
fa parte del paesaggio nel tranquillo viale delle ambasciate a Capitol Hill. IN
vista dell'arrivo di Benedetto XVI il contestatore ha esposto un cartone più
grande del solito, mentre alla vigilia della visita papale le associazioni
delle vittime di abusi hanno manifestato davanti alla Casa Bianca. Appena in
tempo prima che dai furgoni blindati della polizia si cominciassero a sentire
abbaiare i cani. Ratzinger intanto stava volando verso Andrews Air Force, la
base aerea solitamente usata dal presidente. Mentre
chiudiamo il giornale, il B777 dell'Alitalia costeggia la Est Coast. Mentre attraversava ancora cieli
lontani, nel previsto breve incontro con i giornalisti del seguito, il Papa ha
espresso "profonda vergogna" per i preti pedofili. "Faremo tutto
il possibile - ha detto - perché ciò non accada più in futuro". I
pedofili saranno cacciati dal sacerdozio, "saranno esclusi" perché
"è meglio avere buoni preti che tanti preti". Parole decise,
stringate, dall'aria pragmatica e sofferta. Ratzinger sa bene che il piano
degli affetti può risultare decisivo nel suo colloquio con la tormentata chiesa
degli States e soprattutto con i fedeli laici. Perciò confessa: "Se leggo
le storie delle vittime è difficile per me capire come sia stato possibile che
dei preti abbiano tradito in questo modo la loro missione di santificazione e
amore". Sarà questa una delle chiavi della multiforme visita americana di
Benedetto XVI. Il papa tedesco, l'ex custode della dottrina, cercherà di
presentare il suo lato umano, proporrà "riconciliazione", dirà che
bisogna "sanare le ferite". Dopo tutto qui negli States non sono
informati di ogni dettaglio pontificio come accade in Italia. Il suo
atteggiamento, ora che per la prima volta viene da papa e per di più in piena
campagna presidenziale, può influenzare il giudizio dell'opinione pubblica non
soltanto cattolica. Ma le sue parole non bastano ai movimenti che si battono
per i diritti delle vittime dei preti pedofili. Lo Snap e Voice of Faithful lo
ribadiscono dopo questo primo messaggio papale. Esigono misure severe contro i
vescovi che hanno coperto i responsabili dei delitti. La protesta
"liberal" è disposta a perdonare la compulsione maniacale di molti
pedofili ma non ammette scuse da parte di chi aveva il dovere di fermarli. Non
tutte le diocesi hanno peccato di omertà. Qui a Washington, ci fa osservare
Robert Cochran che è direttore di un'altra comunità cristiana, quella battista,
il vecchio cardinale Mc Carrick si comportò in modo più severo. Pare che il
Vaticano abbia convinto il cardinale Bernard Law, ex arcivescovo di Boston, a
non farsi vedere in America in questi giorni. Lui, che è il principale accusato
di aver coperto i pedofili, rovinerebbe il viaggio del papa il quale deve già
spiegare perché mai abbia evitato una tappa in quella città da cui nel 2002
partirono a catena le rivelazioni degli scandali. Il caso pedofili rumoreggia
ma l'America soffre d'altro, per la crisi economica, i fallimenti di Bush, la
sorte ancora indecisa del voto cattolico tra democratici e repubblicani e tra
Obama e Hillary. Nel duello su fede e politica l'ex first lady ha battuto il
rivale ma stavolta manca un candidato cattolico e nel complicato puzzle delle
diverse congregazioni cristiane americane non è certa neppure l'appartenenza
originaria battista dell'esponente repubblicano. Obama prega per la visita del
papa, Hillary proclama che gli Usa se ne sentono benedetti, McCain confida sugli
effetti dell'incontro tra Benedetto XVI e Bush. Anche su questo versante
Ratzinger ha già annunciato il suo messaggio principale. Il vecchio continente
- ha detto sull'aereo - dovrebbe "osservare e prendere come modello"
il rapporto tra laicità e fede che regola la vita pubblica Usa. L'Europa non
potrà "importarlo" semplicemente ma dovrà comunque tenerlo presente.
Quanto alle richieste che metterà sul tavolo ovale del presidente, Ratzinger ha
indicato temi molto americani. Innanzi tutto la sofferenza degli immigrati
ispanici, respinti alla frontiera oppure costretti a vivere separati dai propri
congiunti. Chiederà alla Casa Bianca "maggiore impegno per l'aiuto
all'America latina" in modo da frenare il massiccio esodo verso Nord. Una
delle pagine migliori della chiesa continentale è stata indubbiamente la linea
comune assunta dai vescovi Usa e messicani contro i muri anti-immigrati
dell'Amministrazione. 16/04/2008.
( da "Messaggero, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di MARCO CONTI ROMA
- Onorevole Maroni, Berlusconi continua dire che "la Lega non
comanderà" nel nuovo governo. Chi significa? "E' la risposta che dà a
chi continua nella trita e ritrita accusa di una Lega con in mano la
"golden-share" del governo. Una falsità che non tiene conto che noi
abbiamo sottoscritto un programma che intendiamo rispettare e che realizzeremo
insieme". Niente ricatti? "Il programma parla chiaro e l'entusiasmo
per una vittoria senza precedenti è tale che cominceremo subito in piena
armonia e compattezza. E poi Berlusconi sapeva tre mesi fa che avremmo preso
l'otto per cento. Me lo disse e io ho perso anche una scommessa. Quindi se
sapeva che avremmo raggiunto questo risultato non vedo perchè dovrebbe
dolersene ora. La verità è però un'altra...". Ovvero? "E' tutta colpa
della sinistra che abbiamo. Invece di riconoscere la vittoria e dire
"bene, vediamo cosa sapete fare", si mette subito a parlare di
complotti e a gettare discredito inventandosi divisioni che non ci sono. Non ci
sono". Veltroni però ieri l'altro ha chiamato Berlusconi riconoscendo la
vittoria. Non ha gradito? "A parte che avrebbe dovuto chiamare anche
Bossi, ma su questo possiamo anche sorvolare. Resta il fatto che ha cominciato
bene, ma ha proseguito male. Si è congratulato, ma ha poi ripreso la litania di
sempre: "la Lega una minaccia", "è un voto di protesta". La
solita storia. Invito Veltroni a rilassarsi un attimo, anche perchè con la
botta che ha preso ne ha bisogno". Niente confronto sulle riforme
istituzionali? "Aspettiamo di avviare il lavoro delle Camere e,
soprattutto di vedere quale sarà il leader dell'opposizione, visto che Veltroni
non mi sembra così saldo". Berlusconi è arrivato a proporre, salvo poi
correggersi, una Bicamerale, condivide? "Il tema del nostro assetto
istituzionale è troppo importante per discuterne ora. Vediamo prima come sarà
formato il governo". Come giudica la scomparsa dal Parlamento della
sinistra massimalista? "E' caduto il muro di Berlino anche in Italia
vent'anni dopo. Anche da noi è caduto il muro di Berlino. Sulla scheda c'erano
quattro partiti comunisti e nessuno ha raggiunto il quorum. E' una svolta, è
veramente l'inizio della Terza Repubblica". Siete voi la nuova sinistra?
"Non lo so, ma noi prendiamo i voti degli operai. E' però certo che un
partito che prende l'8 per cento in molte città del nord, civilissime, di
grande tradizione di libertà, come Varese, Como, Vicenza, Verona, tutto può
essere tranne che un partito di protesta". Però il primo consiglio dei
ministri si farà a Napoli, voi della Lega ci sarete? "Ovvio, visto dovremmo occuparci subito delle due principali emergenze
che ci lascerà in eredità questo governo: rifiuti e Alitalia. Occuparsene subito scendendo a Napoli significa dare un senso
concreto che il governo c'è". Sbarrerete la strada ad Air France?
"Non abbiamo ancora avuto il piacere di conoscere l'offerta reale di Air
France e quindi non possiamo pronunciarci. Appena avremmo modo di
visionare il dossier diremo la nostra, ma non ci sono pregiudiziali. Comunque
sia, come dice anche l'Unione europea il governo non può mettere neanche un
centesimo nelle casse di Alitalia. Quindi o la compra
qualcuno o c'è il fallimento e per evitare il fallimento c'è la legge Marzano,
che è la strada giusta da seguire". Più importante il federalismo o i
rifiuti? "Le priorità le ha indicate Berlusconi e noi le condividiamo. Questa
è la conferma che non ci sono "golden share" da sventolare. A
cominciare dal primo consiglio dei ministri dove si comincerà togliendo l'Ici
dalla prima casa e poi con le altre misure annunciate in favore di salari e
pensioni". Al Nord avete avuto un travolgente risultato. E' venuto il
momento di reclamare in Veneto e Lombardia un presidente di regione della
Lega?"Un partito territoriale come il nostro ha bisogno della guida di
queste due importanti regioni. Ne abbiamo già discusso con Berlusconi, ma nel rispetto
delle scadenze". Quindi Formigoni resta in Lombardia? "Non lo so,
spetta a lui decidere. Vedremo comunque cosa uscirà anche dalla riunione che
avranno oggi Berlusconi, Fini e Bossi. Comunque c'è grande accordo ed
entusiasmo tra di noi. Le vittorie inaspettate come questa risolvono tutti i
problemi".
( da "Messaggero, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di ROBERTA AMORUSO
ROMA - Non bastavano i fornitori da tenere a bada. E le società di leasing
internazionali proprietarie degli aerei da tranquillizzare. Sul management di Alitalia si è abbattuto nelle ultime ore anche il pressing dell'Enac,
pronta a mettere paletti sulla licenza. E poi l'allarme della Iata, decisa a
escludere Alitalia dal
sistema internazionale se non sarà in grado di fornire garanzie finanziarie in
caso di commissariamento. Mentre la Consob non molla il dossier. E
persino la Procura di Roma guarda a distanza il rischio di insolvenza della
compagnia. Per il consiglio di amministrazione di Alitalia
si tratta dunque di giocare di equilibrismo. A guidare il board della compagnia
di bandiera si trova un presidente senza deleghe operative, Aristide Police, un
esperto di diritto amministrativo che ha preso il timone subito dopo lo strappo
tra sindacati ed Air France-Klm, a dieci giorni dalle elezioni. Anche lui come
l'ex presidente, Maurizio Prato, ha detto a chiare lettere all'azionista Tesoro
e ai sindacati che c'è poco tempo per evitare il commissariamento. Ben sapendo
che in una situazione pre-fallimentare qualsiasi mossa del cda per recuperare
liquidità è esposta al rischio di un'azione di responsabilità (ma anche di
un'azione revocatoria). Se però il cda non metterà agli atti un accordo con Air
France che renda possibile subito un prestito ponte, dovrà stare altrettanto
attento a far scattare per tempo la macchina del commissariamento. Ben prima
dello stato di insolvenza. L'ultima fotografia dei conti parla di una liquidità
di 170 milioni, a fine marzo. Che si aggiunge ai 69 milioni di rimborsi
tributari ottenuti il 2 aprile. "Pochi soldi", ha detto ieri Police
ai sindacati. Di sicuro troppo pochi per gestire una fase della trattativa con
Air France o per aprire la due diligence sui conti Alitalia
a una nuova cordata tricolore. Solo un prestito ponte potrebbe garantire alla
compagnia la flessibilità necessaria. Il ministro del Tesoro uscente Tommaso
Padoa-Schioppa ha già rispedito al mittente anche la recente richiesta del
presidente Police. Ma c'è chi non esclude che il nuovo inquilino del Tesoro,
Giulio Tremonti, trovi la strada per rendere il dossier digeribile a Bruxelles.
Tra le ipotesi all'esame, secondo fonti vicine al dossier, ci sarebbe anche
quella di utilizzare la flessibilità finanziaria di Fintecna, la holding del
Tesoro azionista di Az Servizi, per dare ossigeno ad Alitalia.
Bruxelles permettendo.
( da "Messaggero, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Bruno Ermolli stringono
i tempi per unire le loro forze in un unico piano: un incontro tra i due,
secondo quanto risulta a Il Messaggero, dovrebbe svolgersi nelle prossime ore.
L'advisor di Toto Goldman Sachs avrebbe ripreso a contattare le banche del
vecchio progetto ma anche alcune nuove. Tra le quali tre popolari. Entro questa
settimana il piano Air One-Ermolli dovrebbe mettere a fuoco i contorni, perchè la priorità è di evitare il commissariamento di Alitalia. Che è sempre più in emergenza
come ha riferito il presidente Aristide Police ai sindacati. Toto rivede la
pista per decollare sulla Magliana e parlando col capo di qualche banca
italiana avrebbe confidato che presto vorrebbe scoprire le carte anche sul
futuro timoniere della nuova Alitalia: Rocco Sabelli, ex amministratore delegato della Piaggio.
Che Toto aveva già contattato alla fine dello scorso anno. L'imminente
colloquio fra l'imprenditore abruzzese e Ermolli servirà per trovare un accordo
di massima. La decina di imprenditori piccoli e medi, cui ha fatto riferimento
Berlusconi ieri, disposti a salvaguardare la compagnia di bandiera, dovrebbero
confluire nel piano-Toto integrando col cash l'offerta. Potrebbe esserci anche
Tpg cui Toto guarda con interesse. Ci sono ancora molti punti cruciali da
definire, come il ruolo che il patron di Air One potrebbe avere nella nuova Alitalia. E tutto dipende dai valori in gioco e dalla somma
da investire. Cui è legato il controllo della compagnia. Tra le incognite
maggiori resta la posizione di Intesa Sanpaolo che ha più volte ribadito di non
lavorare al dossier da dicembre e di non "rispondere a chiamata".
Riferendosi alla campagna lanciata da Berlusconi. Toto fa pressing su Corrado
Passera che, finite le elezioni e soprattutto se dovesse tramontare l'opzione
Air France, potrebbe riconsiderare l'operazione. Ma in Intesa, oltre a Giovanni
Bazoli rimasto distaccato dall'impegno di Passera per Air One, c'è Enrico Salza
molto sintonizzato col capo azienda ma sul "no ad Air One". Ma in
presenza di un piano industriale credibile, Passera potrebbe convincere gli
scettici a rivedere le posizioni. I prossimi giorni saranno importanti. Un giro
di consultazione con le banche servirà per avere le idee più chiare anche su
una bozza di piano. Toto-Ermolli potrebbero evitare l'opa impegnandosi a
sottoscrivere un aumento di capitale di Alitalia a
loro riservato di poco più di un miliardo: al quale il tesoro apporterebbe la
sua quota, diluendosi. E Toto potrebbe conferire la sua Ap Holding. Se per
venerdì la nuova cordata prendesse corpo, la prossima settimana potrebbe
riservare passaggi decisivi. Come il via libera del cda di Alitalia
a una due diligence da parte della cordata italiana. Che ha chiesto tre
settimane per rendersi conto della situazione reale in cui versa la Magliana.
Ma forse considerando l'emergenza, si potrebbero ridurre i tempi del ckeck up.
Per intervenire, il malato deve rimanere in vita. Perchè se arriva il
commissario con la legge Marzano, i giochi si riaprono e la procedura potrebbe
fare spazio anche ad altri. r. dim.
( da "Messaggero, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di MARCO CONTI ROMA
- Venti paginette in tutto, scritte da Silvio Berlusconi di suo pugno e
affidate ad esperti e professionisti che hanno seguito la trattativa con Air
France e che in queste ore stanno valutando il testo sotto il profilo della
compatibilità con la trattativa in corso e con gli impegni già presi con i
francesi. E' questo il contributo che il centrodestra offre nel momento più
delicato per la trattativa e per la Compagnia. Una sorta di
"condizioni" integrative che il leader del Pdl ha messo giù e che ruoterebbero
sulla possibilità che il Tesoro, o una società controllata, possano detenere
una quota consistente della Compagnia. Anche ieri Berlusconi pubblicamente non
ha scoperto le carte e ha tenuto ferma la linea che prevede, in caso di
fallimento della trattativa con i francesi, un intervento di una cordata
italiana. "Stiamo lavorando, non sarà difficile trovare una cordata
italiana". "Malpensa continuerà ad essere un hub importante", ha
sostenuto ieri il leader del centrodestra. Dividere il destino di Alitalia da quello di Malpensa è il primo obiettivo che il
Cavaliere persegue, anche se per ora preferisce mantenere un profilo basso
continuando a sostenere che si occuperà dell'ipotesi Air France "solo
quando sarò al governo". Intenzione del governo uscente è però proprio
l'opposto, come conferma l'appello fatto ieri sera da Enrico Letta al
centrodestra di un incontro a breve. In realtà i contatti non si sono mai
interrotti e strettissimi collaboratori del Cavaliere hanno anche avuto
contatti con i vertici di Air France. Obiettivo di Berlusconi è quello di
mettere al sicuro l'italianità del vettore nazionale, il marchio e,
soprattutto, le sue rotte. Al suo rientro da New York, Prodi dovrebbe
incontrare Gianni Letta per discutere la nomina del nuovo commissario Ue che prenderà
il posto di Franco Frattini. E' probabile che con l'occasione si discuta anche
di Alitalia, vista la propensione di alcuni stretti
collaboratori del Cavaliere a chiudere la faccenda quanto prima. In questo
gioco a rimpallo tra la promessa del Cavaliere per soluzioni alternative e la
responsabilità del governo a tenere in vita la Compagnia di bandiera sempre più
in crisi di liquidità, tentano di inserirsi i sindacati che invocano soluzioni
"bipartisan" che dopo il verdetto elettorale sembrano ancora più
complicati visto che la Lega continua difendere Malpensa e
la sua causa milionaria nei confronti di Alitalia. Per Berlusconi Malpensa deve mantenere il ruolo di
"hub" a prescindere da Alitalia. Non è detto che Berlusconi non abbia affrontato con Sarkozy la
questione nel corso di un colloquio telefonico. Così come è possibile che
domani in Sardegna chieda a Vladimir Putin qualche dettaglio sull'offerta di
Aeroflot.
( da "Messaggero, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di LUCIANO
COSTANTINI ROMA "Non credo che ci saranno soverchie difficoltà ad avere
una compagine italiana". Parola di Silvio Berlusconi che sta tessendo la
sua tela per allestire una cordata nazionale. "Ho avuto già l'altra sera
una seduta di lavoro con Bruno Ermolli, il responsabile della società di
consulenza che ha tenuto i rapporti con decine di imprenditori italiani medi e
piccoli che si sono dichiarati disponibili al mio appello ma anche che pensano
che non avere una compagnia di bandiera sarebbe un grave danno. La questione sarà
risolta in maniera tranquilla e serena". I tempi
tuttavia sono ristretti perchè Alitalia è alla canna del gas. "Una cordata c'è e potrà realizzarsi
concretamente entro un mese", ha ribadito Berlusconi a Porta a Porta.
"Ci sono pochi soldi - ha confermato il presidente di Alitalia, Aristide Police - e la
situazione è drammatica". Dietro l'angolo c'è il commissario. Oltre
tutto il numero uno della compagnia avrebbe comunicato ai sindacati, con i
quali ieri ha avuto un incontro pomeridiano alla Magliana, che il governo
uscente non ha dato disponibilità al prestito-ponte. Cioè i soldi che
dovrebbero assicurare la sopravvivenza aziendale in attesa che venga definita
la trattativa con Air France o l'arrivo di un possibile partner che sostituisca
i transalpini. Due mesi di tempo al massimo. In serata, riunione tra il
sottosegretario Enrico Letta e i ministri Padoa-Schioppa, Bianchi e Bersani.
Con una nota palazzo Chigi ha chiesto un incontro urgente con un rappresentante
di chi ha vinto le elezioni "dopo le dichiarazioni di Berlusconi e non
essendo più rinviabili decisioni dirimenti sul futuro dell'azienda". Lo
stesso Berlusconi ora ha due carte da giocare: alzare la posta con Air France
per strappare qualche significativo credito in più (per esempio, su Malpensa ed
esuberi) o tentare una via tutta italiana che porti in pista imprenditori
nazionali che supportino finanziariamente un vettore straniero di spessore (per
esempio, Lufthansa o Aeroflot). Sul caso Malpensa, il Cavaliere ha ribadito che
continuerà ad essere un hub importante anche in considerazione del fatto che
Milano ospiterà l'Expo. Il Cavaliere non può non aver affrontato, magari en
passant, la questione Alitalia nella sua telefonata
notturna con il premier francese Nicolas Sarkozy. Però ha negato. E' stato
sfuggente sui possibili margini di manovra: "Ora non posso dire nulla, me
ne occuperò quando avrò responsabilità di governo". Di Alitalia
parlerà sicuramente con Vladimir Putin tra domani e venerdì quando il
presidente russo sarà in Italia. In questo caso il discorso sarà centrato su
una possibile intesa con il vettore di Mosca. Certo Jean Cyril Spinetta non
tornerà nel nostro Paese prima che lo scenario politico si sia definitivamente
chiarito e comunque non potrà offrire molto di più di quanto contenuto nel
piano industriale. Anche se il presidente dell'aviolinea transalpina non può
non essersi riservato qualche carta da giocare sul tavolo della trattativa.
L'ennesimo incontro tra il vertice aziendale e i rappresentanti delle
organizzazioni sindacali è servito a studiare le eventuali misure da adottare
per limitare le perdite nell'attuale situazione. E comunque i sindacati, al
termine della riunione, hanno diramato un comunicato unitario in cui chiedono
un intervento bipartisan della politica per salvare la compagnia "alla
luce del mutato scenario determinato dall'esito elettorale". Si dicono
"convinti", i sindacati, "che Alitalia
rappresenti un interesse strategico per il Paese". Le stesse sigle hanno
confermato al presidente Police ("che ha rappresentato in modo oggettivo
la situazione aziendale") la loro disponibilità "ad un confronto di
merito con l'unico, attuale potenziale acquirente". E insistono per avere
un incontro a palazzo Chigi, già assicurato dal sottosegretario Enrico Letta,
perchè ritengono che "in tale quadro è indispensabile che il governo attui
le misure idonee per consolidare la continuità aziendale necessaria al
prosieguo della trattativa".
( da "Messaggero, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Dal nostro inviato
FRANCA GIANSOLDATI DA BORDO DELL'AEREO PAPALE - In viaggio per l'America, Papa
Ratzinger fa capire di essere più che mai intenzionato a chiudere
definitivamente uno dei capitoli più bui della Chiesa statunitense. "Provo
profondamente vergogna", dice alludendo allo scandalo dei preti pedofili.
"Per me è davvero difficile comprendere come dei Sacerdoti abbiano potuto
tradire la loro missione, l'amore per Dio e non proteggere dei bambini".
Da buon tedesco non va troppo per il sottile e parla chiaro. Anzi chiarissimo.
Si capisce che non vuole dare adito ad equivoci e che vuole porre rimedio al
male. Durante un breve incontro con i giornalisti sull'aereo dell'Alitalia che lo conduceva a Washington
ha scandito: "Chi è pedofilo non può essere prete. Non voglio parlare di
omosessualità, ma solo di pedofilia, che è un'altra cosa". Tolleranza
zero. Le sofferenze delle vittime degli abusi commessi da centinaia e centinaia
di consacrati negli ultimi quarant'anni li ha ben presenti. Mai nessun
Papa prima di lui ha parlato di questo problema così duramente, così
apertamente. Forse perché è rimasto letteralmente scioccato nel leggere le
testimonianze arrivate a Roma. Lo scabroso dossier è piuttosto corposo ed è da
tempo bene in vista sulla sua scrivania. Nella capitale americana, prima tappa
del suo "pellegrinaggio", come lo definisce, quasi sicuramente
dovrebbe incontrare riservatamente un gruppo di vittime. Un gesto di affetto e
di vicinanza pensando a tutti coloro che hanno subito violenze. "So che
c'è grande sofferenza nella chiesa americana e anche io soffro". Sabato
prossimo nella Cattedrale di San Patrick a New York, è previsto che guiderà un
corale mea culpa con tutti i religiosi e i vescovi del Paese. A loro indicherà
anche la via da seguire per mettere fine ad un incubo costato assai caro alla
Chiesa americana in termine di immagine, credibilità e finanze. "Dobbiamo agire
a tre livelli. Il primo livello è quello giuridico che implica l'applicazione
della giustizia. Il che vuol dire escludere i sacerdoti pedofili dal
sacerdozio. Una seconda prospettiva, invece, è pastorale e riguarda gli aiuti
alle vittime; bisogna dare loro assistenza e aiutarle alla
riconciliazione". "Il terzo livello contempla, infine, un maggior
rigore nella formazione dei seminaristi". Il viaggio americano di
Benedetto XVI si è aperto in volo con un ringraziamento al presidente Bush che,
in suo onore, ha fatto un insolito strappo alla regola andandogli incontro
all'aeroporto, dell'Andrews Air Force Base a Washington. Nei giorni a venire
seguiranno i colloqui formali alla Casa Bianca, lo scambio dei discorsi e
persino un party, al quale però Benedetto XVI non andrà per festeggiare il suo
ottantunesimo compleanno. Papa Ratzinger ha anticipato che a Bush vuole parlare
di tante cose, ma soprattutto di immigrazione, un tema che gli sta a cuore e
del quale è stato edotto dall'Episcopato messicano e Latino americano ricevuto
in Vaticano in questi mesi. "Gli farò presente che gli Stati Uniti devono
aiutare nello sviluppo quei Paesi da dove proviene il flusso". Tra le
misure a breve scadenza auspicate dalla Chiesa ci sono i ricongiungimenti
familiari. "Per me l'importante è che le famiglie non siano distrutte.
Questo sarebbe pericoloso per il tessuto umano e sociale dei Paesi da dove
parte l'immigrazione". L'America Ratzinger la conosce piuttosto bene vi è
stato più e più volte prima da vescovo e poi da cardinale per tenere cicli di
conferenze; ancora oggi ha corrispondenze con amici accademici americani. Di
questa nazione apprezza soprattutto la capacità di applicare a vari livelli
"un concetto positivo di laicità". "Le istituzioni laiche vivono
con un consenso morale che di fatto esiste anche tra i cittadini". Un
esempio dal quale l'Europa potrebbe trarre giovamento anche se, si è lamentato,
l'America studiata da Toqueville, con gli anni si è trasformata, ha subito
delle involuzioni e oggi, pure negli Usa, la Chiesa soffre l'effetto di
"un nuovo secolarismo". La situazione non è più come prima e "si
è indubbiamente complicata". La speranza che anima il Papa della Spe Salvi
è di affidare al "grande popolo americano" un messaggio di
positività, per aiutarlo a superare un momento di stanchezza. Allo stesso modo
desidera far capire alle nazioni rappresentate al Palazzo di Vetro la necessità
di far salvi i diritti naturali, quelli "inscritti nel cuore
dell'uomo". La base delle Nazioni Unite e della sua Carta che compie
quest'anno sessant'anni, è costituita da "diritti che esprimono valori non
negoziabili" vale a dire valori che non solo "precedono tutte le
istituzioni" ma che ne sono "il fondamento stesso".
( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 91 del 2008-04-16
pagina 3 "Subito l'abolizione dell'Ici e il bonus bebè" di Fabrizio
De Feo Berlusconi deciso a mettere subito mano alla macchina dello Stato.
Sicurezza, emergenza rifiuti e Alitalia le altre
priorità da Roma "Mi sento molto diverso dal Berlusconi dei primi giorni
del 2001. Conosco la macchina pubblica, posso essere immediatamente operativo
per il bene del Paese e dei cittadini". Serenità, pragmatismo e continuità
rispetto alla sua precedente esperienza di governo. Ma anche la volontà di
presentarsi subito come "l'uomo del fare" e far girare subito il
motore del nuovo governo, senza perdere troppo tempo nella celebrazione dei
riti della politica. Alla prima conferenza stampa dopo il successo elettorale
Silvio Berlusconi mette al bando i trionfalismi e inizia subito a dettare una
prima traccia del programma dei primi cento giorni, con alcuni obiettivi
concreti e immediati (sicurezza, federalismo, soluzione dell'emergenza rifiuti
e dell'intricata questione Alitalia, alleggerimenti
fiscali). Il presidente del Consiglio in pectore ci tiene, però, anche a
inviare messaggi mirati agli osservatori internazionali. In giornata ha
ricevuto le telefonate dei maggiori leader mondiali, da Nicolas Sarkozy a
George Bush, fino ad Angela Merkel e Gordon Brown. Tutti leader più giovani di
lui. E così, scherzando sulla sua età, si ritaglia il ruolo di pater familias
dell'Unione europea che fu di François Mitterrand nella prima metà degli anni
'90 e si propone come leader di una nuova Europa protagonista nel mondo. Per
quanto riguarda il capitolo del dialogo con l'opposizione, Berlusconi risponde
secco: "Una parte politica vince con nove punti di vantaggio e all'altra
parte dovrebbe dare le due cariche istituzionali più importanti?".
Dopodiché il Cavaliere si passa la mano sopra la fronte, come a dire:
"Mica c'è scritto giocondo...". In ogni caso "io sarei felice di
un confronto con le opposizioni. In questo senso l'ipotesi che formino un
governo ombra mi sembra positiva. Inoltre nel programma del Pd ci sono molti
punti sovrapponibili con il nostro. Se le sinistre volessero aggiungere il loro
voto al nostro, sarebbe meraviglioso". Poi il leader del centrodestra
torna sulla presidenza delle Camere. "Il Senato sarà coperto da una
persona di prestigio del nostro partito. Entro questa settimana sceglierò la
squadra di governo insieme agli alleati". Berlusconi conferma che i primi
due problemi che affronterà saranno i rifiuti di Napoli ("starò nella
città partenopea tre giorni a settimana e verrò via solo quando avrò la
certezza di avere avviato il problema dei rifiuti verso la soluzione
definitiva. Vista l'importanza del problema creeremo un sottosegretario che si
occupi sempre dell'emergenza rifiuti") e la questione Alitalia. "Non ci saranno soverchie
difficoltà per avere una compagine italiana per Alitalia. Per fortuna siamo intervenuti". Si sofferma, poi, a
ricordare lo scetticismo che ha circondato le sue previsioni pre-voto. "Le
cifre del nostro vantaggio erano quelle che davo io in campagna elettorale.
Mi sembrava di essere Cassandra, non mi credevano". E rispedisce subito al
mittente il tentativo della sinistra di accreditare l'immagine di un governo
schiavo degli umori della Lega. "Ho sentito qualcuno dire che la Lega
comanderà. La Lega è sempre stata molto ragionevole al tavolo delle decisioni.
Oggi, poi, il legame è rafforzato dall'amicizia che si è creata con Bossi nel
periodo della sua malattia". Un giornalista, a quel punto, gli chiede se
l'assenza della sinistra in Parlamento sia un danno per la democrazia. "La
sinistra c'è: si chiama Pd. Mi sento vicinissimo a Bertinotti. Quando avrò un
po' di tempo lo inviterò a cena e gli esprimerò la mia vicinanza". C'è
spazio, poi, per ricordare l'intenzione di procedere con alcuni provvedimenti
che andranno a impattare in positivo sulle tasche degli italiani. Quali?
Innanzitutto "l'abolizione dell'Ici nel primo Consiglio dei ministri
insieme alla detassazione degli straordinari, al premio di produttività e a un
bonus di 1000 euro per i nuovi nati". Ma anche "una riduzione delle
tasse sulla proprietà" e in particolare "delle imposte sulla
successione, sulle donazioni, sul bollo auto e moto". Berlusconi assicura
che ai vertici dei principali gruppi italiani a partecipazione pubblica non ci
saranno rivoluzioni e i manager saranno "quasi tutti confermati". E
derubrica il referendum elettorale come un esercizio ormai inutile.
"L'attuale legge ha fornito risultati storici. Penso che il referendum
possa essere tranquillamente bocciato dalla maggioranza dei cittadini".
Poi il siparietto finale. Quando una cronista gli chiede per quale motivo
piaccia tanto agli italiani, la battuta arriva immediata: "Perché sono
giovane". Quindi il futuro premier racconta un aneddoto: "Ho saputo
che una signora russa ha chiesto a un'alta autorità del suo Paese, guardando le
foto mie e di Veltroni, quale fosse il più giovane dei due". © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 91 del 2008-04-16
pagina 30 Milano crede alle grandi opere di Redazione In rialzo i titoli del
settore costruzioni Piazza Affari chiude in lieve calo una seduta altalenante
allineandosi all'andamento di Wall Street che dopo un avvio positivo passa in
territorio negativo a metà seduta, con il Dow Jones in calo dello 0,11%, il
Nasdaq dello 0,21% e l'S&P500 dello 0,16%. A Milano l'indice S&P/Mib è
sceso dello 0,21%, il Mibtel dello 0,08%, mentre l'All Stars ha chiuso in
rialzo dello 0,5%. Volumi per 5,2 miliardi di euro circa. Sul listino hanno
prevalso i cali di Fiat e dei bancari rispetto ai rialzi dei petroliferi e dei
titoli del settore delle costruzioni, quest'ultimi premiati dall'esito delle
elezioni politiche con la vittoria della coalizione di centro-destra guidata da
Silvio Berlusconi e le conseguenti attese per il rilancio delle grandi opere:
Impregilo sale del 4,6% e Astaldi del 3,3%. Anche Alitalia chiude la negoziazione in asta
con un balzo del 18%: il mercato scommette su una soluzione di Berlusconi ai problemi
della compagnia. Seduta pesante per Fiat che cede il 4,79% a 13,68 euro dopo i
dati sulle immatricolazioni in Europa che hanno deluso il mercato: le auto nel
Vecchio Continente perdono lo 0,35%. I nuovi record storici toccati
dalle quotazioni del petrolio favoriscono i rialzi di Saipem (più 4,56%) ed Eni
(più 0,6%) in un contesto positivo per tutto il settore in Europa, con lo Stoxx
a più 1,7%. Positivi anche Snam, Enel e Terna, ma scende del 3,5% A2A. Il rally
degli energetici traina anche le Borse europee, che chiudono in rialzo, dopo
cinque sedute all'insegna del rosso. L'indice Ftse
( da "Manifesto, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Promette una soluzione
"tranquilla e serena". Attesi da un momento all'altro i nomi
misteriosi; ma intanto il prestito-ponte per garantire l'operatività Francesco
Piccioni La palla è in mano a Berlusconi. Il "caso Alitalia" sarà il primo test che
dovrà affrontare, e lì potremo mettere alla prova la sua leggendaria incapacità
di far corrispondere le promesse alle realizzazioni. Ieri era in programma un
incontro tra la compagnia e le nove sigle sindacali ammesse alle trattative.
L'amministratore delegato, Aristide Police, ha svolto il suo prevedibile
compito, ricordando che "la tenuta aziendale è strettamente collegata
all'esistenza di una proposta concreta sul tavolo" - ovvero l'acquisto da
parte di air Farnce-Klm. Del resto, ha aggiunto, la situazione di cassa "è
drammatica, il tempo ormai è poco". Anche perché "il governo uscente
non ha dato la disponibilità per il prestito-ponte". Questo era l'elemento
chiave per dare fiato sia all'attività della compagnia aerea, sia - di
conseguenza - alla discussione con Air France, presentatasi al tavolo con una
proposta "prendere o lasciare" grazie all'inconcepibile procedura
adottata da Tommaso Padoa Schioppa. Negare il presto, per il quasi ex ministro
dell'economia, era il modo per costringere i sindacati a firmare senza
discutere il piano di ristrutturazione preparato dai francesi. La forzatura non
è andata a buon fine ed ora sarà il neopresidente del consiglio a doversi far
carico di risolvere il problema. Ieri, nel corso di una conferenza stampa, ha
straparlato un po' di tutto, compresa Alitalia.
Ovviamente per garantire che secondo lui "non ci saranno soverchie
difficoltà per avere una compagine italiana" in grado di rilevare la
compagnia di bandiera. Anzi, l'intricata faccenda "si risolverà in modo
tranquillo, sereno e certo". Visto che c'era, ha garantito anche che
Malpensa resterà un hub internazionale (com'è noto, proprio questo ha provocato
per 10 anni i due terzi del buco in bilancio di Alitalia).
Anche i francesi l'attendono al varco. Persino i giornali conservatori si mostrano
abbastanza diffidenti nei suoi confronti. La Tribune ricorda come per tutta la
campagna elettorale "Silvio" abbia "criticato il rischio di
farsi colonizzare dai francesi", per poi canbiare registro un minuto dopo
la certezza della vittoria, quando asseriva che la sua "prima telefonata
sarebbe stata per Sarkozy". Ci si attende perciò da un momento all'altro
"l'annuncio" fatale: questa benedetta cordata italiana, "fatta
da imprenditori importanti, medi e piccoli" (i grandi, evidentemente, non
gli devono un bel niente), c'è oppure no? Che il capofila "tecnico"
di un caravanserraglio italico debba per forza essere AirOne sembra scontato.
E' infatti impossibile improvvisarsi strategist in un mercato maturo e in
veloce trasformazione come quello del trasporto aereo; anzi, sarebbe
probabilmente un problema enorme anche per AirOne passare dal ruolo di player
locale di supporto a Lufthansa a "compagnia di bandiera" dotata di un
forte grado di autonomia (e di rischio). I sindacati, che giustamente non si
fidano né dei francesi (di cui ormai hanno memorizzato il piano industriale) né
del berlusca (che non ha ancora tirato fuori un solo nome di imprenditore e
tantomeno un abbozzo di piano), sono usciti dalla riunione con Police diramando
una nota unitaria che si limita a ribadire la disponibilità a riprendere il
confronto con Air France ("l'unico attuale acquirente"); ma chiedono
anche alle forze politiche - al governo uscente e al subentrante - un
"intervento bipartisan" per salvaguardare "un interesse
strategico per il Paese". Il margine si fa stretto anche per Berlusconi.
Se ha davvero una "cordata" in testa, dovrà concedere rapidamente il
prestito-ponte per garantire la "continuità aziendale" fin quando non
si saranno concluse le trattative con nuovo pretendente (dalla due diligence
all'offerta vincolante, alla vendita vera e propria). Oppure vendere
immediatamente ad Air France alle condizioni già note. Se non concederà il
prestito, infatti, vorrà dire che ha, sì, dei potenziali acquirenti; ma
disponibili soltanto a prendersi i bocconi migliori di una compagnia già
commissariata e in fallimento. Non proprio un "atto salvifico",
insomma.
( da "Stampa, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Lte alla sua
persona, altre al governo, altre al nuovo partito dei moderati: la Storia.
Voglio passare alla Storia", ripete spesso in questi giorni il Cavaliere.
Ed ancora: "Il nuovo partito dei moderati farà la Storia di questo Paese
per decenni". Di esempi simili se ne potrebbero citare tanti. E per capire
il nuovo Berlusconi, il personaggio che si cimenta per la terza volta nel
difficile ruolo di premier di questo Paese, bisogna partire proprio da qui.
Qualcuno potrebbe anche ironizzare sulla nuova sindrome bonapartista del
personaggio, ma lui ci crede davvero. Il Cavaliere, infatti, sa benissimo che
questa sarà l'ultima volta che andrà a Palazzo Chigi. E' difficile immaginarlo
a 76 anni - tanti ne avrebbe alla fine del suo mandato - in una nuova campagna
elettorale nel ruolo di candidato premier. Quindi, se vuole scrivere davvero il
suo nome sui libri di Storia, questa è la sua occasione. E magari è anche
l'unica strada per inventarsi un altro futuro politico di padre della Patria,
magari in un altro ruolo, quello di Capo dello Stato. Se questo è il suo
obiettivo - o la sua fissazione - è nelle condizioni per raggiungerlo. Non ha
ossessioni elettorali e questo lo renderà libero - quando sarà necessario - di
prendere anche delle decisioni impopolari. Inoltre ha già ottenuto un risultato
non trascurabile contribuendo a cambiare il panorama politico del Paese: ci
sono due grandi partiti come si usa negli altri Paesi europei e nel nostro
Parlamento non è presente una formazione politica che abbia nel suo simbolo la
Falce e Martello. "Sono spariti - spiega - sia gli estremisti di sinistra,
sia quelli di destra e questa è già di per sé una grande riforma". Ma
sbaglierebbe chi pensasse che per passare alla Storia il Cavaliere punti tutto
sulla politica pura, si tratti di scenari o di istituzioni. Anzi. Gli
abboccamenti e i segnali al Pd su questi temi servono più che altro per creare
un'atmosfera, una cornice che favorisca l'azione di governo. Non il contrario.
Il dialogo sulle riforme sta lì, e se sono rose fioriranno. Non per nulla il
personaggio anche se aspira a lasciare il suo nome ai posteri, non si fa
imprigionare nella ragnatela del confronto a tutti i costi. Ne conosce i rischi
a memoria. Né al dialogo, naturalmente, sacrifica la presidenza di una delle
due Camere per l'opposizione: "Non ho scritto sulla fronte giocondo".
Tanto meno si lascia affascinare dalla nuova Bibbia dello schema bipartisan, la
Commissone Attali: "E' più famosa per il nome che per i risultati che ha
prodotto". Berlusconi si atteggia a uomo del "fare" e per
entrare nell'elenco degli statisti che saranno ricordati preferisce qualcosa di
più palpabile: "Mi piacerebbe - altro leit motiv - passare alla storia per
un altro piano casa come quello di Fanfani". Appunto, dovendo scegliere
tra l'apporre la propria firma sotto una nuova legge elettorale o dare il suo
nome al Ponte di Messina, il Cavaliere non avrebbe nessun dubbio, opterebbe per
quest'ultimo. Ecco perché le priorità da qui ai prossimi mesi del neo-premier
non saranno le riforme. Di quest'ultime si parlerà, magari molto, ma intanto
Berlusconi si impegnerà a fondo per risolvere il problema dei rifiuti a Napoli,
per mettere in piedi una cordata italiana per Alitalia ("si farà di
sicuro"), per dare un segnale tangibile della sua volontà di alleggerire
la pressione fiscale e di tagliare la spesa pubblica. "Quello che ho
imparato dalle mie passate esperienze a Palazzo Chigi - non si stanca di
ripetere - è che bisogna gerarchizzare i problemi. Ci sono anche molte
cose che si possono non fare". Altre, invece, sono fondamentali come
quelle tre priorità e Berlusconi è il primo a sapere che nei primi cento giorni
deve dare agli italiani le prova tangibile che il Paese ha cambiato pagina.
"Prodi - ha spiegato ai suoi consiglieri - si è bruciato tutta la sua
credibilità in tre mesi: aveva promesso che non avrebbe aumentato le tasse e,
invece, lo ha fatto. Noi le nostre promesse dobbiamo mantenerle se non vogliamo
rischiare di fare la stessa fine". Già, i fatti concreti, "quelli che
la gente può vedere", sono quelli che lo esaltano. "Tornerò a fare il
presidente del Consiglio - ha fatto presente ieri davanti alle telecamere -
come facevo l'imprenditore: ogni sera prima di andare a dormire voglio scrivere
sul diario che ho fatto qualcosa per il mio Paese". Torniamo alla Storia,
quindi. Solo che tra Berlusconi e il suo sogno c'è anche il presente con tutte
le sue beghe. Come la scelta dei ministri: il Cavaliere vorrebbe aver già in
tasca la lista da portare dal capo dello Stato, ma come si sa, queste faccende
hanno le loro liturgie. Le puoi abbreviare ma non le puoi cancellare. Così ci
sono ancora i dubbi di Fini sulla presidenza della Camera, le ambizioni di
Frattini, gli obiettivi di Formigoni. "Sono sceso in aereo con il
Presidente - racconta quest'ultimo - e abbiamo parlato. Lui sa che il mio posto
di governatore è pronto per la Lega che, accontentata in questo modo (per loro
ha anche un valore simbolico), lascerà perdere la richiesta del Viminale. Io
potrei fare il presidente del Senato o il ministro degli Esteri. Dipende dal
presidente, ma questa voce che gli americani non mi vogliono alla Farnesina è
un'invenzione messa in giro dagli invidiosi. La scelta di Frattini agli Esteri
ancora non è fatta, inoltre lui preferirebbe l'Interno. Solo che per quadrare
il cerchio bisogna prima capire che cosa deciderà Fini: se davvero andrà alla
presidenza della Camera o opterà per la Farnesina. Comunque, il puzzle dovrà
comporlo il presidente che ha tanta voglia di fare: vuole passare alla
Storia". Ancora quella parola. Solo che ogni statista per avere un
capitolo nei manuali di liceo di domani, deve sopportare anche le beghe del
presente.
( da "Stampa, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Dei ministri ce l'ha
tutta in mente, assicura, oggi ne discuterà a pranzo con Bossi e con Fini. Il
Cavaliere è certissimo che dai due soci non gli verranno obiezioni. A Veltroni
che lo stuzzica sul Senatur ("vuole comandare"), replica che "la
Lega è leale". Sceglierà "in gran parte persone esperte affinché
possano essere immediatamente operative". Per accorciare i tempi, poche
facce nuove e molte vecchie conoscenze. Con un piccolo particolare: nel
migliore dei casi, il quarto governo Berlusconi potrà entrare in azione solo ai
primi di maggio. Prima, non è possibile, esistono regole e procedure da
rispettare. Le nuove Camere sono convocate il 29 aprile, debbono formare i
gruppi parlamentari, eleggerne i capigruppo, quindi i presidenti delle
assemblee, infine gli uffici di presidenza. Solo allora Giorgio Napolitano (che
ha espresso le congratulazioni "alla coalizione guidata da Silvio
Berlusconi per la netta vittoria") potrà svolgere le consultazioni e
conferire l'incarico. Quindi giuramento, nomina dei sottosegretari, dibattito
sulla fiducia... Per un mesetto ancora, insomma, il Cavaliere resterà ai
blocchi di partenza. Berlusconi occuperà il tempo preparando le carte dei primi
provvedimenti. Ieri s'è concesso fiumi di esternazioni, culminate in un'anomala
conferenza stampa, punteggiata dagli applausi dei fan. Davanti alle telecamere
e allo stato maggiore del Pdl, ha ripetuto senza sorprese le promesse della
campagna elettorale. La sua scaletta mentale colloca al top
i rifiuti e l'Alitalia.
Confermato che il primo Consiglio dei ministri si terrà a Napoli, dove conta di
soggiornare tre giorni a settimana per tutta la fase dell'emergenza. La base
logistica, anticipa, "è già stata individuata", con Bassolino che
offre collaborazione. Sulla compagnia di bandiera ostenta sicurezza, la
questione "verrà risolta in modo sereno", la cordata italiana attende
solo un segnale. Par di capire che i famosi provvedimenti a sostegno delle
famiglie potrebbero essere decisi non nel primo consiglio dei ministri, ma
nelle riunioni immediatamente successive. Resta l'impegno su bonus bebè,
abolizione dell'Ici sulla prima casa, detassazione di straordinari e premi di
produzione, adeguamento al carovita delle pensioni sotto i 1000 euro.
Berlusconi piazza in cima alle priorità le grandi opere, il rilancio del
poliziotto di quartiere e "la chiusura delle frontiere ai
clandestini". Corsia preferenziale all'incremento di pena per i reati più
gravi. Più in là nel tempo e "costi permettendo" (cioè campa
cavallo), spera di ridurre l'Irap, di introdurre il quoziente familiare, di
cancellare il bollo auto. Nulla di davvero originale rispetto alla vigilia del
voto. Del resto, Berlusconi ha impiegato il suo tempo nei festeggiamenti e al
telefono con le personalità straniere che lo chiamano per congratularsi: da
Zapatero ("col quale ci siamo fatti grandi risate") a Sarkozy, da
Bush a Putin (che domani sarà suo ospite in Sardegna). Il Cavaliere giura di
voler rispettare le direttive europee in materia economica, di essere pronto a
mettere nel mirino gli evasori ("è profondamente ingiusto che dei
cittadini non paghino le tasse"), di mostrarsi magnanimo con i manager
pubblici nominati da Prodi: "Al momento del rinnovo, la massima parte di
loro verrà riconfermata". Promette di migliorare le relazioni con la carta
stampata, ma intanto definisce i commenti dei corrispondenti stranieri "il
trionfo del pregiudizio". Scherzando, ma non troppo, minaccia di togliere
i contributi statali all'"Unità" e rimprovera i dirigenti Pd che la
distribuiscono in piazza. Quando avrà un attimo di tempo, inviterà a cena
Bertinotti. Sul referendum di Segni e Guzzetta alza le spalle: "Sarà
bocciato".
( da "Stampa, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Hanno detto LA
SVOLTA "Alitalia, soluzione entro un mese"
Soci tricolore e altri voli intercontinetali Ermolli e Letta sondano Parigi
Spinetta Costretto a trattare dopo il mancato ingresso del nuovo gigante americano
dei cieli Delta-Northwest DUE NODI PER BERLUSCONI [FIRMA]ALESSANDRO BARBERA
ROMA Una cordata di imprenditori nostrani che rilevino fra il 30 e il 50% della
nuova Alitalia. Rafforzamento della componente
italiana nella holding franco-olandese. Più voli intercontinentali da Malpensa
partendo dal ripristino dei collegamenti per Cina e India. Revisione della
convenzione Enac sui diritti di traffico per lasciare spazio ai concorrenti
nello scalo milanese. "Margini di trattativa con Air France-Klm? Con Sarkozy
non ne ho parlato, me ne occuperò quando avrò responsabilità di governo",
diceva ieri il Cavaliere. Salvo poi, nella tarda serata, parlare a Porta a
porta di una proposta "tutta italiana" che può portare a una
soluzione che "non andrà al di là di un mese". In collegamento con la
trasmissione di Bruno Vespa, il premier in pectore ha poi spiegato che ha avuto
contatti con molti imprenditori e che tra essi c'è anche "una società che
ha anche un know how specifico, assistita da un importante istituto bancario".
Il riferimento, neppure tanto velato, è ad Air One. Ma secondo quanto
riferiscono fonti ben informate della finanza e della
politica Bruno Ermolli e Gianni Letta - emissari di Silvio Berlusconi sul caso Alitalia - starebbero già sondando la
disponibilità del numero uno transalpino Jean-Cyril Spinetta a discutere di un
nuovo accordo che alzerebbe il prezzo strappato dal governo Prodi. La
situazione finanziaria di Alitalia è tale da non poter attendere il nuovo governo. Sempre
ieri, in un nuovo vertice coi 9 sindacati della compagnia, Aristide Police è
stato netto: "Ci sono pochi soldi, poco tempo e la situazione è
drammatica". Fra al massimo un mese il presidente Alitalia
sarà costretto a chiedere la nomina di un commissario. E quel giorno Berlusconi
potrebbe non essersi ancora insediato. Non a caso ieri Palazzo Chigi, su
richiesta delle sigle, ha chiesto ufficialmente al centro-destra un
"incontro urgente con un rappresentante delegato" per discutere il da
farsi. Già da qualche giorno Enrico Letta, incaricato dal Pd di sbrogliare la
matassa, ha aperto un canale con il prossimo vicepremier, ovvero lo zio Gianni.
Se i sindacati torneranno al tavolo con Parigi e firmeranno un pre-accordo, il
governo sarebbe pronto a far scattare il prestito-ponte da 300 milioni, erogato
da una grande banca ma garantito dallo Stato. All'aeroporto Charles de Gaulle,
sede della compagnia franco-olandese, le bocche sono cucite. Il clima è però di
chi attende alla finestra: "Ogni parola in più in questa fase potrebbe essere
fatale", dice una fonte vicina al dossier. A Parigi attendono di capire
come evolverà la discussione nella nuova maggioranza, e se le ipotesi ventilate
in alcuni contatti informali siano effettivamente percorribili. E del resto
sanno che Berlusconi, smessi rapidamente i panni del difensore dell'italianità
a tutti i costi, non oppone più un "no" secco ma guarda anche a
soluzioni alternative. L'opzione numero uno per il presidente di
Sin&rgetica (nonché consigliere Mediaset) Bruno Ermolli era quella di
Lufthansa. Ma a Francoforte l'ipotesi di un controllo paritario della compagnia
non sarebbe stato accolto con grande entusiasmo. Per questo Ermolli avrebbe
rispolverato anche la soluzione tutta italiana Alitalia-Air
One, accompagnata dagli stessi soci che potrebbero partecipare alla soluzione
francese: da Ligresti a Gavio, da Diana Bracco alla Camera di Commercio di
Milano. "Non avremo difficoltà a trovare una compagine di
imprenditori", garantiva ieri il Cavaliere. Un modo per dire a Parigi che
l'accordo non ci sarà a qualunque costo. Un eventuale accordo con Air France
non potrà non passare dal rilancio di Malpensa, una questione sulla quale
Parigi è finora rimasta molto fredda: il Cavaliere ha il fiato sul collo della
Lega e del sindaco di Milano Letizia Moratti i quali - con in tasca la carta
dell'Expò 2015 - ora sono determinati ad ottenere il massimo. "O Alitalia la compra qualcuno, o c'è il fallimento e per
evitare il fallimento c'è la legge Marzano, che è la strada giusta da
seguire", avverte il numero due del Carroccio Bobo Maroni. Se si andasse
al commissariamento, Air France-Klm perderebbe ogni speranza di avere la
meglio. Spinetta non intende mollare, almeno fino a quando i soci olandesi, da
sempre freddi all'operazione, non gli opporranno un ultimo no. Da ieri però
anche gli olandesi hanno un motivo in più per andare avanti: per una strana
coincidenza di tempi, Delta e Northwest hanno trovato l'accordo che farà
nascere il più temibile concorrente americano alla supremazia mondiale dei
franco-olandesi. Parigi avrebbe voluto diventare socio nell'affare partecipando
all'aumento di capitale per 750 milioni. Invece all'ultimo momento è stata
lasciata fuori: "Le risorse in liquidità delle due compagnie non
richiedono finanziamenti supplementari", recita un laconico comunicato.
Un'altra débâcle dopo questa a Parigi non se la possono permettere.
( da "Tempo, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa la terza era
del cavaliere "Dialogo sì, ma non sono Jo Condor" Ha già vestito i
panni dello statista. Il Berlusconi ter è qualcosa di completamente diverso da
quello al quale finora i media erano abituati. Il sorriso è tirato, il tono pacato,
le parole misurate. Quando arriva nella sala dell'Auditorium della Tecnica,
Fini è già lì da mezz'ora che lo aspetta nervoso. Ma lui non se ne cura.
Stringe distrattamente le mani alla prima fila. Non ha nessun foglio in mano,
parla a braccio ma si capisce subito che nel discorso non c'è nulla lasciato
all'estemporaneità. Fa l'elenco delle congratulazioni ricevute dai vari capi di
Stato stranieri. Ed è l'unica concessione alla vanità. Davanti alle telecamere
non c'è più il superuomo che assicura un nuovo miracolo economico, la soluzione
ai guasti della sinistra, la ricetta per i mali della giustizia e della
sicurezza. Dice subito che è "preoccupato" che la situazione "è
difficile perchè l'Italia ha negatività in più rispetto agli altri Paesi
europei". E quindi descrive un quadro fosco: prezzi alle stelle, debito
pubblico elevato, evasione fiscale e criminalità diffuse, alto costo
dell'energia. Nessuna promessa di soluzioni immediate ma "l'impegno a una
immediata operatività". L'agenda prevede la formazione del governo entro
la settimana e poi via, si parte con le due emergenze: i rifiuti a Napoli e l'Alitalia. Tempi accelerati anche per
trasformare il cartello elettorale del Pdl in un nuovo partito. Si farà entro
l'anno. Verso il Pd ha solo una stoccata polemica che riguarda la presidenza di
una delle due Camere. Pressato sull'argomento da una giornalista del Tg3,
Berlusconi risponde tra lo stizzito e il divertito: "Lei ragiona
come se una forza che ha vinto con nove punti di margine dovesse lasciare
all'opposizione le tre più alte cariche dello Stato". Poi fa un segno
sulla fronte come dire: ma che c'ho scritto Jo Condor? (il noto personaggio dei
caroselli degli anni Sessanta) Per il resto il Cavaliere è ben attento a non
rompere il filo di una possibile collaborazione. "Visto che molti punti
del loro programma sono sovrapponibili ai nostri, i voti della sinistra in
Parlamento si uniscano ai nostri, naturalmente dopo una discussione".
Sulle riforme non ha mostrato di voler accelerare. "La legge elettorale ha
funzionato. Semmai bisognerebbe trasformare il premio di maggioranza da
regionale a nazionale". Quanto all'ipotesi di ricostituire la bicamerale
precisa che "non serve lo strumento bicamerale ma che il lavoro fatto in
quell'occasione potrebbe essere un'ottima base di partenza per un lavoro
bipartisan". Poi ripete i punti del programma di governo dalla
detassazione degli straordinari all'eliminazione dell'Ici sulla prima casa
all'adeguamento delle pensioni sotto i mille euro al costo della vita. Parla di
cantieri da riaprire, di pubblica amministrazione da digitalizzare, di
frontiere da chiudere per sbarrare la strada agli immigrati irregolari, di
sepaazione delle carriere nella magistratura. Tranquillizza sul peso della
Lega. Il pieno di voti nel Sud del Pdl è un contrappeso e comunque "la
Lega non ha mai comandato e Bossi nelle decisioni è sempre stato
ragionevole". Berlusconi parla anche della scomparsa della sinistra
radicale dal Parlamento. "Telefonerò a Bertinotti e lo inviterò a cena".
La politica estera parte informalmente con l'"amico Vladimir" Putin a
villa Certosa in Sardegna; poi una missione, probabilmente la prima dopo
l'insediamento a palazzo Chigi, in Israele. Quindi l'Europa e naturalmente un
saluto ufficiale all'altro "amico" al di là dell'Oceano, il
presidente George W. Bush.
( da "Voce d'Italia, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Giornata positiva in Borsa per Alitalia: il titolo e'
cresciuto Alitalia: "La cordata c'e'"
Berlusconi ottimista, Police afferma: "Situazione drammatica: pochi soldi
e poco tempo" Milano, 16 apr. – “Non ci saranno difficoltà nell'avere una
cordata di imprenditori per salvare Alitalia. Sarebbe il colmo se, dopo che
Milano si è aggiudicata l'Expo 2015, non avessimo un hub vicino all'Expo e una
compagnia di bandiera. La questione si risolverà certamente”. Le parole del
leader del Pdl, Silvio Berlusconi, bilanciano quelle di Aristide Police,
presidente di Alitalia che, meno ottimista, afferma:
“Ci sono pochi soldi, poco tempo e la situazione è drammatica. Peraltro il
governo uscente non ha dato disponibilità a prestiti”. Fabio Berti, presidente
dell'Anpac, ha così commentato: “L'attuale quadro politico può aiutare a
sbloccare la trattativa con Air France. Le dichiarazioni del leader del Pdl,
Silvio Berlusconi, sono state molto chiare e possono esercitare una pressione
su Air France, che finora ha evitato una vera trattativa e potrebbe riaprire un
vero confronto”. E sull'ipotesi secondo la quale potrebbe materializzarsi la
cordata italiana auspicata da Berlusconi, il segretario nazionale della
Fit-Cisl, Claudio Genovesi ha dichiarato: “Le novità annunciate da Berlusconi
devono trovare concretezza in una risposta strutturata. E altrettanto vale a
proposito della trattativa con Air France. Certamente la solidità della nuova
maggioranza determina condizioni diverse e la stessa cordata Air France-Klm
dovrà prenderne atto dando una risposta solida”. Per Alitalia,
a Piazza Affari, ieri è stata tuttavia una giornata positiva. Il titolo della
compagnia di bandiera, trattato con il sistema dell'unica fase d'asta, ha
terminato la seduta in rialzo del 18% a 0,59 euro. Il titolo è cresciuto,
assicurano dalle sale operative, dopo che Silvio Berlusconi ha assicurato che
il nuovo governo farà tutto il necessario per salvare la compagnia di bandiera.
Giulia Fossati.
( da "Voce d'Italia, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Giornata positiva in Borsa per Alitalia: il titolo e'
cresciuto Alitalia: "La cordata c'e'"
Berlusconi ottimista, Police afferma: "Situazione drammatica: pochi soldi
e poco tempo" Milano, 16 apr. – “Non ci saranno difficoltà nell'avere una
cordata di imprenditori per salvare Alitalia. Sarebbe il colmo se, dopo che
Milano si è aggiudicata l'Expo 2015, non avessimo un hub vicino all'Expo e una
compagnia di bandiera. La questione si risolverà certamente”. Le parole del
leader del Pdl, Silvio Berlusconi, bilanciano quelle di Aristide Police,
presidente di Alitalia che, meno ottimista, afferma: “Ci
sono pochi soldi, poco tempo e la situazione è drammatica. Peraltro il governo
uscente non ha dato disponibilità a prestiti”. Fabio Berti, presidente
dell'Anpac, ha così commentato: “L'attuale quadro politico può aiutare a
sbloccare la trattativa con Air France. Le dichiarazioni del leader del Pdl,
Silvio Berlusconi, sono state molto chiare e possono esercitare una pressione
su Air France, che finora ha evitato una vera trattativa e potrebbe riaprire un
vero confronto”. E sull'ipotesi secondo la quale potrebbe materializzarsi la
cordata italiana auspicata da Berlusconi, il segretario nazionale della
Fit-Cisl, Claudio Genovesi ha dichiarato: “Le novità annunciate da Berlusconi
devono trovare concretezza in una risposta strutturata. E altrettanto vale a proposito
della trattativa con Air France. Certamente la solidità della nuova maggioranza
determina condizioni diverse e la stessa cordata Air France-Klm dovrà prenderne
atto dando una risposta solida”. Per Alitalia, a
Piazza Affari, ieri è stata tuttavia una giornata positiva. Il titolo della
compagnia di bandiera, trattato con il sistema dell'unica fase d'asta, ha
terminato la seduta in rialzo del 18% a 0,59 euro. Il titolo è cresciuto,
assicurano dalle sale operative, dopo che Silvio Berlusconi ha assicurato che
il nuovo governo farà tutto il necessario per salvare la compagnia di bandiera.
Giulia Fossati.
( da "Riformista, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Visita oggi
l'incontro con george bush. Le affinità sui temi etici, le distanze sugli
ispanici La promessa di Ratzinger: "Via i preti pedofili" Oggi è la
prima giornata di Benedetto XVI negli Stati Uniti. Una giornata che coincide
con l'81esimo compleanno di Ratzinger. E la cosa ha colpito emotivamente il
popolo americano, onorato che il successore di Wojtyla si trovi nel loro paese
in un giorno per lui così importante. Sabato, poi, sarà l'anniversario del suo
terzo anno di pontificato, anch'esso festeggiato negli Usa. Coincidenze che
rafforzano quel 58 per cento di cittadini statunitensi che, secondo un recente
sondaggio, ha dichiarato di avere un'opinione positiva di Benedetto XVI. In
molti - il 64 per cento secondo un'altra inchiesta - si aspettano molto dal suo
arrivo, soprattutto attendono parole utili per accrescere la forza spirituale
della società americana. Già quest'oggi Benedetto XVI ha la possibilità di non
deluderli. Queste prime ventiquattro ore in America sono caratterizzate da due
incontri importanti. Il primo, nello studio ovale della Casa Bianca di
Washington, col presidente George W. Bush. Un incontro preceduto da un discorso
pubblico tenuto nella South Lawn della Casa Bianca. Il secondo, nel pomeriggio,
con i vescovi americani nella basilica dell'Immacolata Concezione di
Washington: anche qui ci sarà un discorso. Benedetto XVI incontrerà Bush in
forma privata. I due si erano incontrati già una prima volta: il 9 giugno dello
scorso anno in Vaticano. In quell'occasione trovarono diversi punti di
convergenza, inerenti soprattutto la necessità di promuovere la tolleranza e la
comprensione fra culture e religioni. Un tema che verrà affrontato anche nel faccia
a faccia di questa mattina. Ma non solo. Come ha in parte anticipato nei giorni
scorsi l'ambasciatrice Usa presso la Santa Sede, Mary Ann Glendon, i due
parleranno anche del ruolo che fede e ragione hanno nel futuro del mondo. E poi
le tematiche internazionali quali il conflitto israelo-palestinese, la pace in
Medio Oriente e in altre zone a rischio, Iraq in primis . La Santa Sede è stata
sempre critica verso l'interventismo americano nel paese. Ma a cose fatte
prevale l'idea che lasciare il paese oggi sarebbe un disastro soprattutto per
la popolazione del posto. Bush e il Papa parleranno anche della promozione dei
diritti umani. Su questo punto l'amministrazione Bush non è lontana dalle
istanze vaticane inerenti la difesa della vita in ogni sua forma, il
"no" agli esperimenti sulle cellule embrionali staminali e alla
legalizzazione dei matrimoni tra gay. Più difficile, quando si parla di diritti
umani, il nodo dell'immigrazione. Negli Usa moltissimi cattolici sono immigrati
ispanici. Il Papa, nel messaggio video registrato prima della partenza, ha
parlato anche nella loro lingua. Gli ispanici costituiscono oggi comunità molto
numerose, soprattutto negli Stati ai confini col Messico. In Arizona, ad
esempio, ci sono più messe in spagnolo che in inglese. Spesso si tratta di
immigrati clandestini che lottano in condizioni di vita disagiate e senza il
riconoscimento di alcun diritto. Per la loro condizione già diversi vescovi
statunitensi hanno rivolto a Bush esplicite critiche. È anche la loro voce che
Benedetto XVI cercherà di far sentire al presidente Usa nel colloquio odierno.
Nel pomeriggio saranno i vescovi americani ad accogliere il Papa nella basilica
dell'Immacolata Concezione. Con lui reciteranno i vesperi e poi ne ascolteranno
un discorso. Nei giorni scorsi diversi esponenti dell'episcopato Usa hanno
esplicitamente espresso l'auspicio che il Papa affronti il tema dello scandalo
degli abusi sessuali dei sacerdoti. Scandalo che ha messo in ginocchio, anche
finanziariamente, diverse diocesi americane. E il Papa lo affronterà, il tema,
anche se probabilmente lo farà in modo compiuto soltanto sabato mattina, nella
messa con i sacerdoti, i religiosi e le religiose convenuti nella cattedrale
Saint Patrick di New York. Ieri, però, volando verso gli Usa, ha voluto dare un assaggio in merito ai settanta giornalisti
presenti con lui sul Boeing Alitalia. Benedetto XVI ha spiegato che intende fare "tutto il
possibile" perché la cosa non si ripeta più. "I pedofili - ha detto -
saranno completamente esclusi dal sacerdozio". E ancora: "Ci
vergogniamo profondamente" anche perché "è più importante avere buoni
preti che avere molti preti". "Se leggo le storie di quelle
vittime - ha concluso il Papa - è difficile per me comprendere come sia stato
possibile che i sacerdoti abbiano tradito in questo modo la loro missione di
alleviare, di dare l'amore di Dio a quei bambini". (P. Rod) 16/04/2008.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina
105 trattativa La compagnia Poca liquidità, dal governo un Sos al Pdl
Trattativa. La compagnia --> ROMA Tempi strettissimi, solo pochi soldi
ancora in cassa: alla ripresa del confronto con i sindacati le parole del
presidente di Alitalia, Aristide Police, riferite dai
sindacalisti presenti, sono fredde, chiare, ribadiscono il quadro di una
situazione finanziaria che, sotto il pressing del rischio commissariamento, non
permette di valutare soluzioni che richiedano tempo. "La situazione è
drammatica", ma il momento politico crea una situazione di empasse:
"Servono decisioni del governo uscente e decisioni di chi si appresta a
governare, dobbiamo aspettare che arrivino", avrebbero chiarito i vertici di Alitalia. Le nove sigle sindacali al tavolo con Alitalia spiegano di averne preso atto e ribadiscono la disponibilità a
un confronto con Air France-Klm, "l'unico attuale potenziale
acquirente". E "in attesa della convocazione del sottosegretario alla
Presidenza del Consiglio Enrico Letta", che sta tentando la difficile
mediazione tra i sindacati e il gruppo franco-olandese, le sigle
chiedono al governo uscente un prestito ponte che porti liquidità nelle casse
della compagnia, una soluzione che difficilmente passerebbe l'esame di
Bruxelles e che, secondo i sindacati, non piace al governo. Intanto, ieri
Letta, con una nota ufficiale di Palazzo Chigi, ha chiesto un incontro urgente
alla coalizione che ha vinto le elezioni per approfondire la questione.
INTERVENTO CONGIUNTO Un quadro delicato: per i sindacati la via d'uscita
potrebbe essere quella di una alleanza, un "intervento coordinato e
congiunto", tra il governo uscente e chi si appresta a governare, con il
sostegno di tutte le forze politiche. I sindacati attendono che si concretizzi
la possibilità di una cordata italiana alternativa ad Air France, cavallo di
battaglia del leader del Pdl Silvio Berlusconi. Poi sarà "da
valutare", dicono. Intanto sperano che la posizione del leader del
prossimo governo possa servire a sbloccare la situazione con Air France-Klm
spingendo i francesi ad accettare condizioni più vicine alle richieste dei
sindacati. Per l'Anpac, dice il presidente Fabio Berti, "il nuovo quadro
politico può aiutare, è molto diverso: le dichiarazioni di Berlusconi e di Fini
possono mettere pressione su Air France che ha sempre evitato una vera
trattativa". Per l'esponente della Lega, Roberto Maroni, "come dice
anche l'Unione europea il governo non può mettere neanche un centesimo nelle
casse di Alitalia. Quindi o la compra qualcuno o c'è
il fallimento e per evitare il fallimento c'è la legge Marzano, che è la strada
giusta da seguire".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
16-04-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina
103 Berlusconi: e ora via l'Ici Le prime mosse: taglio delle tasse e guerra ai
rifiuti --> Le prime mosse: taglio delle tasse e guerra ai rifiuti ROMA Le
prime mosse di Silvio Berlusconi sembrano tutte indirizzate al pragmatismo: la
lista dei ministri in settimana, il governo in pochi giorni e soprattutto
alcuni obiettivi concreti e immediati: sicurezza, federalismo, soluzione
dell'emergenza rifiuti, abolizione dell'Ici. Il Cavaliere si presenta ancora
una volta come "l'uomo del fare", nella speranza di imprimere un
sigillo innovativo ai suoi primi cento giorni di governo, i più importanti per
il giudizio degli elettori. Il leader del Pdl non è preoccupato per l'impronta
nordista impressa dalla Lega al risultato elettorale: Umberto Bossi, fa sapere,
è praticamente un amico e non ha mai ostacolato l'azione dell'esecutivo. Parole
tranquillizzanti, rivolte con tutta evidenza agli osservatori internazionali
assieme all'assicurazione di godere della fiducia di tanti leader stranieri che
lo hanno chiamato per congratularsi, sicuri che l'Italia abbia imboccato la via
del cambiamento. Il premier in pectore, in altre parole, si preoccupa di
spegnere sul nascere le possibili polemiche che hanno segnato la sua precedente
esperienza di governo a livello europeo, guarda ad un orizzonte che impone
forzatamente difficili scelte comuni di politica monetaria e commerciale in uno
scenario di recessione mondiale. In questo quadro sarà
interessante vedere la soluzione che il futuro governo darà alla crisi Alitalia: Berlusconi per il momento
conferma la sua preferenza per una cordata italiana, parla di una via d'uscita
tranquilla e serena, ma certo occorrerà attendere l'insediamento dell'esecutivo
e le prime mosse di Giulio Tremonti il quale si è sempre dimostrato più
possibilista sul ruolo di Air France. Il Cavaliere conferma comunque la
disponibilità al dialogo con il Partito democratico sulle riforme, ma senza
grandi concessioni: le presidenze dei due rami del Parlamento andranno al Pdl e
non ci sarà nessuna nuova Bicamerale, anche per la notevole semplificazione
impressa al quadro politico dal voto. In questo senso non ha torto Berlusconi
quando sottolinea come il vituperato "Porcellum" alla prova dei fatti
abbia consentito una mezza rivoluzione, a dimostrazione che quello che conta
non sono i modelli tecnici di voto ma la direzione che i partiti sono in grado
di indicare ai cittadini. Piuttosto il Cavaliere ribadisce la sua
preoccupazione sul fronte dell'economia. "La situazione del Paese",
dice il leader del Pdl nel corso della prima conferenza stampa convocata dopo
la netta vittoria elettorale che lo riporterà presto a Palazzo Chigi, con
"l'eredità del governo Prodi" e la congiuntura internazionale non
favorevole "è difficile". Conferma che "entro la fine
dell'anno" l'alleanza elettorale del Pdl "diventerà un'unica forza
politica". Si compiace di aver previsto il risultato delle urne,
paragonandosi a una novella Cassandra. Replica a Walter Veltroni che lo accusa
di essere partito con il piede sbagliato nel dialogo con l'opposizione,
soprattutto nel voler confermare che nessuna delle due Camere andrà
all'opposizione: prima dribblando la domanda ("Ne abbiamo piene le scatole
dei teatrini della politica"); poi restituendo la punzecchiatura
all'avversario ("Non mi pare un brillantissimo inizio da parte di
Veltroni"). La disponibilità mostrata ieri verso il dialogo con
l'opposizione sembra limitata alla possibilità che il Pd voti i provvedimenti
della maggioranza: "Sarebbe meraviglioso".
( da "Voce d'Italia, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Cronaca IL Cavaliere
alla prima conferenza stampa per la presentazione del suo programma La terza
era Berlusconi: iniziamo da Alitalia e da Napoli "La Lega nn comandera'" Roma, 16 apr- Dopo
il success oinzia il lavoro duro. Questo potrebbe essere lo slogan di apertura
della terza era Berlusconi, che proprio questa mattina dall'Auditorium della
Tecnica all'Eur di Roma, ha tenuto la prima conferenza stampa dopo il grande
successo nel confronto elettorale. Molti gli argomenti trattati, e
maggiore attenzione riservata ai due grandi problemi che ormai da mesi non
preoccupano soltanto gli Italiani, sopratutto per la difficoltà dimostrata nel
trovare un punto d'incontro definitivo. Berlusconi inzia dunque da Alitalia, per la quale conferma la necessità di
un'intervento nazionale e non estero. "Per la compagnia di bandiera si
troverà una soluzione ad un mese da oggi", conferma il candidato Premier,
confermando la possibilità già prospettata in campagna elettorale della
presenza di una cordata di imprenditori italiani. Secondo problema
fondamentale: i Rifiuti, per i quali invece promette un'mpegno più serio e
costante. La prima riunione del Consiglio dei Ministri avverrà dunque a Napoli,
dove successivamente il Cavaliere si recherà per tre giorni ogni settimana per
controllarre personalmente il raggiungimento dei risultati già prefissati.Verrà
duqnue nominato appositamente per l'emergenza rifiuti un Sottosegretario
governativo, che coordinerà le varie fasi dell'intervento nel più breve tempo
possibile. Ma siamo solo all'inziio della lunga conferenza del nuovo
Berlusconi, che in breve non esita a commentare il rapporto con l'opposizione e
la necessità di un intervento comune. "Spero non si comportino come le
solite opposizioni; se vorranno aggiungere il loro voto al nosro sarà un modo
per arrivare facilmente alle grandi riforme che cambieranno il nostro
paese", commenta Berlusconi, dopo avere chiarito la sua totale volontà a
riservare la Presidenza di entrambe le Camere allo schieramento di
Centro-destra. "Non facciamo domande sul solito teatrino della
politica" risponde invece ai giornalisti a seguito delle domande sul suo
rapporto con Veltroni. Si dichiara invece dispiaciuto per Bertinotti, al quale
promette una cena insieme per dimostrargli la sua vicinanza. E infine tocca a
Bossi, verso il quale il Leader dichiara di provare un "affetto
fraterno". "La Lega non comanderà, non ha mai comandato in cinque
anni, e Bossi è sempre molto ragionevole al tavolo delle decisioni". Entro
mercoledi riunione con tutti gli altri alleati, ed entro brevissimo la lista
definitiva dei Minsitri che siederanno al futuro Consilglio. Tanti altri i temi
affrontati dal vincitore delle elezioni, tra cui Ici, di cui è già pronto un
disegno di legge per la prima riunione del Consiglio dei Minsitri, bonus bebè
di 1000 euro, premio di produttività, grandi riforme, federalismo, definito dal
Cavalierie stesso "grande forma di democrazia e libertà". Non manca
il tempo per salutare Bush e Sarkozy, per il quale si dichiara felice della
lunga telefonata ricevuta, e non mancano nemmeno quelle due tre battute di
tipica autostima berlusconiana, il quale alla conclusione di tutto, appellandosi
scherzosamente ai giornalisti dice: "l'avete capito che non potete farmi
fuori? Sono quindici anni che ci provate, spero che abbiate capito che non è
possibile". Marco Grisafi.
( da "Opinione, L'" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mer, 16 Apr
2008 Edizione 74 del 16-04-2008 Programma di governo Il leader del Pdl: "Rifiuti e Alitalia le mie priorità" di Giovanna Albertini E' un sunto del
programma di governo, la prima conferenza stampa che Berlusconi tiene in
qualità di Presidente del Consiglio in pectore. Ieri all'Eur di Roma, un
Cavaliere quasi senza voce, provato dalla campagna elettorale appena conclusa,
ripete di fronte ai microfoni di essere "commosso" per il
risultato ottenuto. "Commosso e preoccupato insieme - precisa - anche
perché la situazione che andremo ad affrontare è difficile, difficile per
l'Europa e per il nostro Paese che ha delle negatività che ereditiamo da questo
governo ancora in carica". Ciò premesso, il leader del Pdl comincia ad
illustrare quelle che saranno le priorità del suo governo e le prime questioni
che verranno affrontate dal Consiglio dei Ministri. "Abbiamo due emergenze
a cui dovremmo dedicarsi immediatamente", dice. "L'emergenza rifiuti
in Campania e poi la compagnia di bandiera". Riguardo ad Alitalia "non ci saranno soverchie difficoltà
nell'avere una compagine italiana - precisa - specialmente dopo che l'Italia è
riuscita ad aggiudicarsi l'expo del 2015. Sarebbe il colmo non avere un hub
importante vicino all'expo e una compagnia di bandiera per portare in Italia i
turisti di tutto il mondo". Risolte le emergenze, si passa alla ordinaria
amministrazione. All'attuazione di "quelle misure che in campagna
elettorale abbiamo più volte raccontato agli elettori. Interverremo per
alleviare le difficoltà delle famiglie con l'abrogazione dell'Ici e la
detassazione degli straordinari e dei premi di produzione, con l'adeguamento
delle pensioni inferiori a mille euro al costo della vita". "Poi
passeremo ai giovani e alle imprese e alla riapertura dei cantieri delle grande
opere e al contrasto della criminalità. Espanderemo la polizia di prossimità da
subito - continua Berlusconi - e naturalmente applicheremo la legge Bossi-Fini.
Chiuderemo le frontiere, ripercorreremo i tragitti che ci avevano portato ad
avere la collaborazione di tutti i paesi frontalieri per restituire loro gli
extracomunitari che sono venuti a noi". Ma il governo lavorerà anche su
altri fronti - sottoliena il Cavaliere che fa un costante riferimento all'opera
svolta nel suo passato quinquennio da Premier. E parla di "pene più gravi
e meno lassismo, ammodernamento della giustizia e "ritireremo fuori la
riforma della scuola. Poi le altre cose indicate nel programma, come la
riduzione dell'Irap, che attueremo se i conti lo consentiranno", conclude.
( da "Opinione, L'" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mer, 16 Apr
2008 Edizione 74 del 16-04-2008 TEMPI STRETTI Torna d'attualità il dossier Alitalia-Air France di Maria Laura Zuccheri Neanche il tempo
di arrivare a Roma che le grane di via della Magliana balzano nuovamente alla
ribalta. Silvio Berlusconi non ha fatto in tempo ad
assaporare la vittoria elettorale che già deve mettere mano al dossier Alitalia. E ieri, nel giorno
dell'incontro dell'azienda con i sindacati, a preso un impegno formale:
"Saranno coperti i servizi passeggeri di Alitalia. Tutto il necessario perché la compagnia di bandiera funzioni e
resti a supporto del turismo e dell'economia italiana sarà fatto".
Dichiarazioni che hanno fatto volare il titolo a Piazza Affari che ha
registrato a fine mattinata un progresso "teorico" del 20% con un
prezzo di riferimento pari a 0,6 euro, contro gli 0,5 della vigilia.
Berlusconi, ha spiegato di aver avuto "una seduta di lavoro con Bruno
Ermolli, che ha tenuto i rapporti con le decine di imprenditori importanti medi
e piccoli che si sono dichiarati disponibili non solo dopo il mio appello, ma
anche per un fatto di interesse". Insomma, ha assicurato il leader del Pdl
dai microfoni della radio pubblica, "prendo in mano la situazione perché
la compagnia di bandiera funzioni e resti a supporto del turismo e
dell'economia italiana". E mentre lo scenario per Alitalia
sembra destinato a cambiare radicalmente, i sindacati hanno incontrato i
vertici dell'azienda dopo che la scorsa settimana il Governo uscente aveva
rilanciato la possibilità di un'intesa con Air France-Klm. "La situazione
dell'Alitalia è drammatica: ci sono pochi soldi e poco
tempo", ha avvertito senza mezzi termini il neo presidente dell'Alitalia, Aristide Police, ricordando anche che il Governo
uscente non ha dato disponibilità a concedere nuovi prestiti. Secondo l'Anpac,
il nuovo quadro politico comunque potrebbe "aiutare a sbloccare la
trattativa con Air France". Mentre per altri esponenti delle forze
sindacali le novità annunciate da Silvio Berlusconi in merito a una cordata
italiana dovranno comunque avere delle risposte strutturate. Il tutto mentre da
Parigi ci si trincera dietro un diplomatico "no comment" e mentre
continuano ad arrivare ultimatum come quello della Iata che lunedì aveva
minacciato l'uscita della compagnia dal sistema senza le necessarie garanzie.
Intanto resta anche aperta l'incognita Malpensa alla luce della strenua difesa
della Lega Nord. Giuseppe Bonomi, presidente della Sea, la società che gestisce
gli scali milanesi, non crede ci saranno grandi novità: "Noi andiamo
avanti per la nostra strada, tanto ormai Alitalia ha
già abbandonato lo scalo". "O Air France cambia il proprio piano
industriale o si apre ad altri la possibilità di presentare una proposta
alternativa in grado di rilanciare Alitalia ed allo
stesso tempo di salvaguardare Malpensa" ha poi dichiarato l'assessore alle
Infrastrutture e mobilità della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo
aggiungendo che "sono necessarie tre settimane per una nuova due
diligence". "Il tempo c'è - ha aggiunto - e adesso che Berlusconi ha
preso in mano il dossier Alitalia molte cose
cambieranno".
( da "Opinione, L'" del 16-04-2008)
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Oggi è Mer, 16 Apr
2008 Edizione 74 del 16-04-2008 Le ragioni del voto Lega e Mpa. I due voti del
regionalismo di Massimiliano Melley Accanto a più ovvie considerazioni, e a
risultati che comunque sorprendono in più punti (ad esempio la debacle della
Sinistra Arcobaleno), non è da sottovalutare un confronto tra i due movimenti
alleati del PdL, che segnano opposti andamenti. La Lega Nord, da una parte, si
riafferma come partito determinante per avere registrato un successo in tutto
il settentrione, e discrete percentuali rispetto al solito perfino in Liguria
ed Emilia Romagna. Le ragioni del voto alla Lega Nord sono necessariamente da
comprendere se non si vuole liquidare il fatto tacciando di egoismo la parte
produttiva del Paese. Ormai il partito di Bossi non è nuovo sulla scena: almeno
dal 1992 registra consensi non di scarso rilievo. Il resto della classe politica
ha sempre pensato che il fenomeno leghista fosse passeggero, e forse lo sarà,
ma nel lungo periodo. Il malessere "nordista" è più diffuso che mai,
e non basta l'Expo a far sorridere chi nello stesso periodo si sente defraudato
di Malpensa per via della nota vicenda dell'Alitalia, ultimo esempio di gestione "romanocentrica" del
potere politico ed economico. L'altro tema forte della Lega è rilevante se si
considerano fatti di cronaca: mai come adesso il malessere delle classi medie riguarda
il livello degli stipendi, l'inflazione, la sensazione che l'Italia attraversi
un periodo di declino. Dall'altra parte, al sud ci si attendeva un
risultato non modesto del movimento di Lombardo, che aveva il compito
d'intercettare i voti in libera uscita di Udeur e Udc, da un lato, e frenare il
passaggio di consensi da An a La Destra, dall'altro. Possiamo dire che l'MpA ha
parzialmente raggiunto questo scopo solo in Sicilia (dove peraltro il prossimo
Governatore sarà proprio Lombardo): troppo poco. I due volti del regionalismo
hanno quindi avuto opposti risultati, tuttavia in un quadro di governo unitario
del Paese si troveranno necessariamente a collaborare: in fondo lo spirito
nazionale è quanto più conta perché l'Italia ritrovi una competitività che è
allo stesso tempo urgente per l'oggi e indispensabile per il domani. Per
correggere il declino non ci si può più aspettare che la crescita riguardi solo
sei o sette regioni su venti.
( da "Riformista, Il" del 16-04-2008)
Pubblicato anche in: (Riformista, Il)
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Lega non solo le
roccheforti tradizionali, bossi fa breccia anche in emilia romagna Falce e
Carroccio, il voto padano è mezzo rosso La grande vendetta si è consumata.
Nonostante i toni siano quelli dell'alleato moderato e giudizioso, in casa
leghista la valanga di voti regalata dalle urne è moneta sonante da far pesare
al banco delle scelte di governo e delle alleanze. I numeri, d'altronde, sono
astronomici. L'8,2 per cento alla Camera e l'8 per cento al Senato a livello
nazionale, ma a impressionare sono i dati regionali: oltre il 20 per cento in
Lombardia, il
( da "Riformista, Il" del 16-04-2008)
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Sfide
annunciata la fusione tra delta e northwest Una nuova insidia per Alitalia: è nato il
gigante dei cieli Usa Una nuova "Jumbo Airline" che piace molto a
Atlanta e un po' meno a Minneapolis. Una gigante dei cieli che servirà 390
diverse città in 67 paesi differenti e avrà una flotta di ottocento aerei
guidati da quasi undicimilacinquecento piloti. E che costringerà tutte le compagnie
aeree americane, europee e asiatiche a ripensare al futuro del trasporto aereo
in tempi di crisi economica e di alti costi del petrolio. L'annuncio della
fusione tra la Delta e la Northwest, arrivato ufficialmente lunedì notte, non è
arrivato del tutto a sorpresa per gli esperti di aviazione commerciale negli
Stati Uniti, che già erano al corrente di una serie di trattative cominciate da
tempo. Per l'economia americana e per milioni di viaggiatori, però, la nascita
della compagnia aerea più grande del mondo ha rappresentato un segnale preciso.
Che il mondo dell'aviazione commerciale fosse di nuovo in crisi dopo aver
superato nel 2006 le difficoltà degli anni precedenti, post crisi delle Torri
gemelle, non è un mistero per nessuno. Diverse piccole compagnie sono state
costrette a chiudere recentemente i battenti, le revisioni delle Federal
Aviation Administration, diventate recentemente più severe, hanno puntato il
dito sui rischi di una flotta spesso ormai antiquata e costretto, solo la
settimana scorsa, la American Airlines a cancellare migliaia di voli. Il prezzo
del petrolio a 113 dollari al barile, ha forzato tutti a ripensare ai costi.
Soprattutto, però, la fusione ha indicato che il processo di rivoluzione
iniziato ai tempi della "deregulation" voluta da Ronald Reagan negli
anni Ottanta è arrivato alla sua fase finale e alla creazione di giganti
destinati a dominare il settore. Secondo i progetti annunciati ieri
dall'amministratore delegato della Delta, Richard Anderson, la Delta Airlines
acquisterà la Northwest Airlines per una cifra complessiva di tre miliardi di
dollari e gli azionisti di quest'ultima compagnia riceveranno 1,25 azioni Delta
per ogni a azione Northwest posseduta, il 17 per cento in più del prezzo
attuale sul mercato. Il costo previsto per l'integrazione delle due compagnie è
di un miliardo di dollari, una somma pari al risparmio dei costi e all'aumento
dei ricavi che il nuovo colosso dovrebbe nei progetti garantire. "Insieme
creeremo la più grossa linea aerea americana", ha spiegato ottimista
Anderson , che tra l'altro aveva lavorato in passato per la Northwest e conosce
bene la realtà della compagnia acquisita, "una linea aerea sicura dal
punto di vista finanziario, capace di investire sui nostri dipendenti e sui
nostri clienti, e costruita per prosperare in un mercato sempre più
competitivo". In effetti, da molti punti di vista, la Delta e la Northwest
sembrano fatte apposta per capirsi, l'una forte soprattutto sul mercato delle
rotte per l'Europa e quelle interne sulla costa Atlantica, l'altra
specializzata soprattutto nelle rotte verso l'Estremo Oriente e l'Asia e le
città americane del Midwest e del Pacifico, con poche rotte in comune da
eliminare in futuro. In una fusione pensata ovviamente nei minimi particolari,
Anderson ha fatto il possibile per minimizzare e prevenire tutti i rischi di
opposizione. Così ha promesso che rimarranno aperti e operativi tutti gli hub
delle due compagnie, quello della Delta di Atlanta, ma anche quello della
Northwest di Minneapolis, e quelli all'estero a Amsterdam, Parigi e Tokyo. Alla
sua controparte nella compagnia acquisita, Dough Steenland, Anderson ha offerto
una posizione in un consiglio d'amministrazione che avrà un presidente
proveniente dalla Delta, Daniel Carp, e un vice, Roy Bostock, proveniente dalla
Northwest. Malgrado tutte le precauzioni, tuttavia, il clamoroso
"merger" rischia di incontrare qualche ostacolo. Prima di tutto, la
prospettata unificazione delle due compagnie dovrà avere l'approvazione della
commissione Antitrust. La decisione del governo prenderà almeno alcuni mesi e
non è garantita anche se, come ha osservato la commentatrice del Detroit Press,
Ellen Creager, "Washington non vuole certo la morte di un'altra compagnia
aerea e quindi, alla fine, approverà il progetto". Più complesso il
problema con il personale. Ai piloti e agli altri dipendenti, per esempio,
Anderson ha offerto una percentuale del 7,50 per cento della nuova compagnia e
un contratto unificato. Almeno per il momento, tuttavia, i piloti della Delta e
quelli della Northwest non hanno raggiunto un accordo sulle clausole che
garantiscono l'anzianità e potrebbero decidersi a una ferma opposizione,
appoggiati dal governatore del Minnesota Tim Pawlenty, che teme una diminuzione
di importanza per l'hub di Minneapolis. Infine, per ora inascoltati, ci sono i
viaggiatori. Già vessati dalle code, dai ritardi e dalle norme di sicurezza, i
consumatori hanno lasciato ieri capire di riservarsi ogni giudizio
sull'operazione. Ma tutti sembrano sicuri che il nuovo colosso, insieme a
quelli che inevitabilmente si formeranno quando le altre compagnie Usa, la
Continental e la American Airlines e quelle europee reagiranno all'iniziativa
della Delta, significherà soprattutto, nel lungo termine, un aumento del costo
dei biglietti. 16/04/2008.
( da "Riformista, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Patto tra produttori
2 Marcegaglia & Co Confindustria in ansia per l'exploit di Bossi ma in
qualche salotto buono c'è aria di festa La sorpresa delle prime proiezioni ha
lasciato spazio, quando i dati sono diventati certi, a più di un sospiro. Che è
stato di sollievo per alcuni e di preoccupazione per altri. Il giorno dopo, per
i poteri forti economico-finanziari, è comunque all'insegna della fibrillazione
per il cambiamento. Per chi "festeggia" il largo successo di
Berlusconi alle urne, che chiude una lunga stagione di instabilità, per chi lo
aveva previsto e paventato, e per chi ammette di esserne rimasto spiazzato.
Sicuramente, il risultato elettorale cambia lo scenario. Per dirla con il
presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, il dato certo è
quello di "una maggioranza chiara e netta che permette una piena
governabilita", che si abbina alla "netta sconfitta" delle forze
"portatrici di una cultura anti-impresa e anti-mercato", e che può
consentire l'approvazione di riforme "necessarie ed ineludibili". A queste
esternazioni pubbliche si affiancano, però, le riflessioni "private",
quelle che il Riformista raccoglie negli stessi ambienti confindustriali e che
evidenziano più di una preoccupazione per un dato altrettanto netto, il ruolo
chiave che assume la Lega nella nuova geografia parlamentare. Con tutte le
conseguenti insidie che si preparano sul cammino di un governo che dovrà fare i
conti con le spinte tutt'altro che moderate che arriveranno su terreni
sensibili per gli industriali, come la gestione dei flussi di immigrazione e la
riforma in senso federalista dello Stato. Se gran parte dell'entusiasmo
confindustriale per il centrosinistra, palese nel 2006 e poi progressivamente
rientrato durante l'ultima legislatura, era già evidentemente ridimensionato
prima del voto, è vero anche che tra gli industriali si era consolidata un'area
di consenso verso la nuova esperienza del Partito Democratico. Oggi, in quella
stessa area, si respira soprattutto cautela. La stessa che ha spinto il
presidente in pectore, Emma Marcegaglia, a mantere un rigoroso silenzio durante
tutta la campagna elettorale. Un approccio, che in diversi casi si confonde con
la diffidenza per il "già visto" berlusconiano, che appare condiviso
anche al vertice delle più grandi istituzioni finanziarie del Paese. La reazione
che trapela, in un ambiente che non ha mai nascosto simpatie prodiane, è
orientata ad un certo distacco. Che fa sembrare lontani i tempi della
partecipazione convinta del presidente di IntesaSanpaolo, Giovanni Bazoli, e
dell'Ad di Unicredit, Alessandro Profumo, alle primarie del Pd. Il verdetto
delle urne sembra incidere però in maniera diversa sulle prospettive delle due
prime banche italiane. Per entrambe viene a mancare un canale preferenziale a
Palazzo Chigi. Ma se per Profumo il cambiamento può tradursi in un ulteriore
slancio verso la definitiva internazionalizzazione del suo gruppo, per Bazoli
si apre una stagione nuova, all'interno e all'esterno di Ca de' Sass. In ballo
ci sono la dialettica con Corrado Passera, meno "ostile" al Cavaliere ma infastidito dalle invasioni di campo subite nella
partita Alitalia, e,
soprattutto, gli equilibri nel triangolo che lega la banca milanese a Generali
e Mediobanca. Anche perchè è su questo terreno, oltre che in Telecom, che
potrebbero pesare di più l'orientamento della nuova maggioranza e le rafforzate
ambizioni delle aziende di famiglia del Cavaliere, Mediaset e Fininvest.
Anche in questa ottica, dalla partita esce senz'altro rafforzato il presidente
del Consiglio di Sorveglianza di Piazzetta Cuccia, Cesare Geronzi, che ha testato
gli ottimi rapporti con Berlusconi già nelle delicate vicende legate alla sorte
di Capitalia. E che è forte anche della sponda, sempre pronta, dei francesi
Bollorè e Ben Ammar. Della partita, a vario titolo, fa parte la variegata
galassia di imprenditori sensibile alle prevedibili aperture berlusconiane. Dai
Benetton, impegnati in Generali e in cerca di pace dopo la tensione con il
Governo Prodi per lo stop alla fusione Autostrade-Abertis. Fino alla lunga
lista, tra cui spicca l'amico Ligresti, degli interessati alle ricadute
dell'aggiudicazione a Milano dell'Expo 2015. Impermeabile a qualsiasi
sconvolgimento nazionale sembra invece Caltagirone, capace di tessere una rete
bipartisan di buoni rapporti e interessato soprattutto a garantirsi non belligeranza
a Roma. Obiettivo che raggiungerà qualunque sia l'esito della tornata
amninistrativa nella Capitale. Senza dubbio rassicurati dal risultato
elettorale sono i vertici di Enel, Eni e Finmeccanica. Tutti in odore di
conferma, dopo il pericolo, scampato, di una tornata di nomine di stampo
prodiano. 16/04/2008.
( da "Stampa, La" del 16-04-2008)
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[FIRMA]FABIO POLETTI
FRANCESCO SPINI MILANO Padania verde addio. Fiorisce il cemento, arrivano gli
affari, si ridisegna la mappa del potere, parte il risiko delle nomine. A
partire dal Pirellone dove il leghista Roberto Castelli è in pole position per
diventare governatore ("Calma, ne ho visti troppi entrare papi in conclave
e uscirne cardinali...") e già sogna la Lombardia con il turbo e le
betoniere: "Finalmente si faranno le infrastrutture. In Spagna ci sono
( da "Padania, La" del 16-04-2008)
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Roberto Maroni a
tutto campo "La gente ha capito e ci ha premiato per la nostra
coerenza" Una vittoria imponente, meritata, travolgente. Che si spiega con
diverse chiavi. Ma in primo luogo, il successo della Lega Nord dipende dal
fatto che la gente ha capito che "c è solo un partito che rappresenta gli
interessi del Nord, e questo è la Lega". Il presidente uscente dei
deputati leghisti Roberto Maroni, che in via Bellerio viene dato per sicuro ministro
del futuro governo Berlusconi, torna sulle ragioni del successo del suo partito
in questa tornata elettorale e spiega che quello dato in massa al Carroccio
alle politiche dell altro giorno "non è un voto di protesta, ma un
indicazione convinta per il federalismo". La nota che ha stupìto
maggiormente i commentatori, oltre ai numeri assoluti, riguarda la tipologia
dell elettorato che si è rivolto al Carroccio. Un forte successo, infatti, il
partito di Bossi lo ha avuto tra i lavoratori perché, come spiega Maroni
"queste persone hanno capito che la soluzione dei loro problemi passa
attraverso il federalismo. Il comunismo appartiene al secolo scorso e il Muro
di Berlino è caduto anche in Italia". Ma la Lega è stata premiata anche
per la difesa dei cittadini e del territorio. E infatti, sul tema sicurezza e
immigrazione Maroni assicura che verrà "applicata la Bossi-Fini con un
atteggiamento di rigore e di forte integrazione per coloro che vengono qui per
lavorare. Sul piano della sicurezza daremo ai nostri sindaci poteri di
vigilanza". Del resto, assicura Maroni "il nodo sicurezza è
chiaramente fra le priorità del nuovo governo Berlusconi e un esempio da
seguire è quanto fatto dal sindaco leghista di Cittadella, Massimo Bitonci. Il
primo cittadino di Cittadella, ora eletto parlamentare del Carroccio, nel
novembre del 2007, tra le altre ordinanze, emanò quella diventata famosa col
nome della cosiddetta ordinanza anti-sbandati . Insomma, lotta all immigrazione
clandestina, misure per garantire l integrazione, controllo e presidio del
territorio e maggiori poteri ai sindaci sono alcuni dei punti cardine del
progetto sicurezza su cui la Lega spingerà al massimo in parlamento. Senza
dimenticare, ricorda Maroni, "la piena attuazione della Bossi-Fini". L ex-ministro del Welfare ieri è poi tornato sul caso Malpensa-Alitalia. "Come dice anche l'Unione
europea il governo non può mettere neanche un centesimo nelle casse di Alitalia. Quindi, o la compra qualcuno o
c è il fallimento, e per evitare il fallimento c è la legge Marzano, che è la
strada giusta da seguire". Per quanto riguarda Malpensa, Maroni
ricorda come più in generale sia l intero capitolo delle infrastrutture a
essere fondamentale e come il governo sarà impegnato a rispettare anche in
questo senso il programma. Infine l abrogazione dell Imposta Comunale sugli
Immobili sulla prima casa, che secondo Maroni deve avvenire "senza danno
per i comuni. Lo stop all Ici sulla prima casa per noi è musica, però è
assolutamente necessario che questa misura avvenga a condizione che sia prevista
una compensazione per i comuni". Ma. Ma. [Data pubblicazione: 16/04/2008].
( da "Padania, La" del 16-04-2008)
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SU MALPENSA:
"NON SI TOCCA" Berlusconi: "Lega alleato ragionevole" Roma
- Silvio Berlusconi tiene la prima conferenza stampa da premier in pectore ed è
subito show. Assicura che la Lega non sarà un problema ma una risorsa, conferma
l esistenza della cordata d imprenditori interessata ad Alitalia, dice che "Malpensa non si tocca" e tende una mano al
Governo ombra annunciato mezz ora prima da Walter Veltroni. Berlusconi dà la
disponibilità al dialogo malgrado il leader del Pd non sia stato tanto cortese
nei suoi riguardi, avendo definito "un brutto inizio" l intenzione
dichiarata dal futuro premier di tenersi le presidenze di entrambe le camere
dopo essersi detto disponibile al confronto bipartisan. Il Cavaliere non
commenta i rilievi di Veltroni, derubricandoli a "teatrino politico",
ma valuta positivamente l istituzione del Governo ombra e conferma che sia lui
in qualità di presidente sia i suoi ministri discuteranno con i propri omologhi
ombra dell opposizione. Da Berlusconi precisazione importante anche sul
percorso delle riforme istituzionali: "Non ho rilanciato la Bicamerale -
ha sottolineato -, ho detto solo che sarebbe una buona base per un lavoro
bipartisan sulle riforme. Non credo che ci sia la possibilità di una
commissione nuova". Quanto al peso del Carroccio nell Esecutivo, il
Cavaliere ricorda che la Lega non ha mai avuto atteggiamenti prevaricatori, ma
che "è sempre stata un alleato molto ragionevole al tavolo delle
decisioni". E di nuovo definisce "fraterni" i rapporti tra lui e
Umberto Bossi. Restando ai temi leghisti, il premier in pectore prende in mano
la duplice questione Alitalia-Malpensa. "Non ci
saranno difficoltà nell avere una cordata di imprenditori per salvare la nostra
compagnia di bandiera. E sarebbe il colmo se, dopo che Milano si è aggiudicata
l Expo 2015, non avessimo un hub vicino all Expo ed una compagnia di bandiera.
La questione si risolverà certamente. Malpensa non si tocca". [Data
pubblicazione: 16/04/2008].
( da "Padania, La" del 16-04-2008)
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L ex senatore eletto
presidente della Provincia con il 65,12%. Testa a testa Lega-Pdl per il primato
territoriale ALESSANDRO MONTANARI È Dario Galli il nuovo presidente della
Provincia di Varese. Come previsto, infatti, il candidato del Carroccio,
sostenuto anche da Popolo delle Libertà e Udc, non ha avuto alcun problema a
sconfiggere il candidato del centrosinistra Mario Aspesi: Galli ha ottenuto il
64,12 per cento dei consensi contro il 26,06 per cento del candidato del
Partito Democratico. Ancora una volta, dunque, nella terra che ha dato i natali
ad Umberto Bossi non c è stata partita, tanto che prima delle 19 si poteva già
festeggiare. Il primo pensiero del vincitore è tutto per il Segretario:
"Ne è passato di tempo - ha esclamato il nuovo timoniere di Villa
Recalcati - da quando Bossi andava in giro a chiedere i voti! Se gli avessero
dato retta prima, non saremmo in queste condizioni...". Per quanto
riguardo i primi impegni della prossima giunta, che avrà tre assessori leghisti
nei punti chiave (Bilancio, Marketing Territoriale, Agricoltura, Caccia e
Pesca), Galli conferma quanto riferito in campagna elettorale su queste stesse
colonne: "I primi punti che affronterò saranno il piano idrico, il piano
rifiuti e la crisi di Malpensa. Se Alitalia vuole davvero andarsene peggio
per lei, vuol dire che troveremo un altro vettore". Quando l ex senatore
del Carroccio parla non sa ancora che Silvio Berlusconi, a Roma, ha appena
detto che "Malpensa non si tocca" e che "la cordata d
imprenditori c è e si farà avanti". Ha voluto partecipare al
trionfo bulgaro di Galli, anche il presidente uscente Marco Reguzzoni, che ha
colto l occasione della festa per togliersi un sassolino dalla scarpa.
"Gli elettori - ha detto - hanno capito e premiato la mia scelta di andare
a Roma per difendere gli interessi del territorio". Il dato è reso
evidente sia dal risultato delle politiche, sia dall esito delle
amministrative. Nel varesotto, infatti, la Lega - a scrutinio quasi ultimato -
si gioca la leadership territoriale con il Pdl: 29,7% dei voti al partito nato
dalla fusione di Forza Italia e An, 29,5% al Carroccio. Il che, se i numeri non
subiranno grandi variazioni, si tradurrà in un patrimonio di undici seggi per
la Lega Nord e undici per il Pdl, mentre scenderebbe a un solo seggio la
presenza dell Udc nel consiglio provinciale. Nove, infine, i posti guadagnati
dal Partito Democratico mentre uno è in ballottaggio tra Idv e Sinistra
Arcobaleno. Il varesotto, dunque, conferma la propria tradizione di roccaforte
storica del Carroccio. Ora, però, ci si butta nel lavoro. La questione Malpensa
esige un impegno immediato e assiduo, essendo in gioco, sul territorio,
qualcosa come 7-8mila posti di lavoro. Ma Galli non dovrà occuparsi solo di
situazioni critiche come quella legata allo smantellamento dell aeroporto. Tra
le tante magagne, infatti, c è anche una grande opportunità come il Mondiale di
ciclismo che, a settembre prossimo, proietterà le bellezze del varesotto in
tutto il mondo. Il neo-presidente, però, confida molto anche sull Expo 2015 di
Milano. E per questo intende allestire da subito un tavolo istituzionale con
tutti gli attori sociali. Perché il varesotto, dice, deve sapere prendere al
volo anche il grande treno dell Expo. [Data pubblicazione: 16/04/2008].
( da "Stampa, La" del 16-04-2008)
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Police Il nuovo
presidente ai sindacati: "Poco tempo, pochi soldi, la situazione è
drammatica" Palazzo Chigi "Serve un patto bipartisan, la compagnia
non può aspettare il nuovo esecutivo" Prestito ponte In caso di accordo
con Parigi pronti 300 milioni garantiti dallo Stato per sopravvivere Un
eventuale accordo con Air France dovrà passare dal rilancio dello scalo di
Malpensa [FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA Una cordata di imprenditori nostrani
che rilevino fra il 30 e il 50% della nuova Alitalia.
Rafforzamento della componente italiana nella holding franco-olandese. Più voli
intercontinentali da Malpensa partendo dal ripristino dei collegamenti per Cina
e India. Revisione della convenzione Enac sui diritti di traffico per lasciare
spazio ai concorrenti nello scalo milanese. "Margini di trattativa con Air
France-Klm? Con Sarkozy non ne ho parlato, me ne occuperò quando avrò
responsabilità di governo", diceva ieri il Cavaliere. Salvo poi, nella
tarda serata, parlare a Porta a porta di una proposta "tutta
italiana" che può portare a una soluzione che "non andrà al di là di
un mese". In collegamento con la trasmissione di Bruno Vespa, il premier
in pectore ha poi spiegato che ha avuto contatti con molti imprenditori e che
tra essi c'è anche "una società che ha anche un know how specifico,
assistita da un importante istituto bancario". Il riferimento, neppure tanto
velato, è ad Air One. Ma secondo quanto riferiscono fonti ben
informate della finanza e della politica Bruno Ermolli e Gianni Letta -
emissari di Silvio Berlusconi sul caso Alitalia - starebbero già sondando la disponibilità del numero uno
transalpino Jean-Cyril Spinetta a discutere di un nuovo accordo che alzerebbe
il prezzo strappato dal governo Prodi. La situazione finanziaria di Alitalia è tale da non poter attendere
il nuovo governo. Sempre ieri, in un nuovo vertice coi 9 sindacati della
compagnia, Aristide Police è stato netto: "Ci sono pochi soldi, poco tempo
e la situazione è drammatica". Fra al massimo un mese il presidente Alitalia sarà costretto a chiedere la nomina di un
commissario. E quel giorno Berlusconi potrebbe non essersi ancora insediato.
Non a caso ieri Palazzo Chigi, su richiesta delle sigle, ha chiesto
ufficialmente al centro-destra un "incontro urgente con un rappresentante
delegato" per discutere il da farsi. Già da qualche giorno Enrico Letta,
incaricato dal Pd di sbrogliare la matassa, ha aperto un canale con il prossimo
vicepremier, ovvero lo zio Gianni. Se i sindacati torneranno al tavolo con
Parigi e firmeranno un pre-accordo, il governo sarebbe pronto a far scattare il
prestito-ponte da 300 milioni, erogato da una grande banca ma garantito dallo
Stato. All'aeroporto Charles de Gaulle, sede della compagnia franco-olandese,
le bocche sono cucite. Il clima è però di chi attende alla finestra: "Ogni
parola in più in questa fase potrebbe essere fatale", dice una fonte vicina
al dossier. A Parigi attendono di capire come evolverà la discussione nella
nuova maggioranza, e se le ipotesi ventilate in alcuni contatti informali siano
effettivamente percorribili. E del resto sanno che Berlusconi, smessi
rapidamente i panni del difensore dell'italianità a tutti i costi, non oppone
più un "no" secco ma guarda anche a soluzioni alternative. L'opzione
numero uno per il presidente di Sin&rgetica (nonché consigliere Mediaset)
Bruno Ermolli era quella di Lufthansa. Ma a Francoforte l'ipotesi di un
controllo paritario della compagnia non sarebbe stato accolto con grande
entusiasmo. Per questo Ermolli avrebbe rispolverato anche la soluzione tutta
italiana Alitalia-Air One, accompagnata dagli stessi
soci che potrebbero partecipare alla soluzione francese: da Ligresti a Gavio,
da Diana Bracco alla Camera di Commercio di Milano. "Non avremo difficoltà
a trovare una compagine di imprenditori", garantiva ieri il Cavaliere. Un
modo per dire a Parigi che l'accordo non ci sarà a qualunque costo. Un eventuale
accordo con Air France non potrà non passare dal rilancio di Malpensa, una
questione sulla quale Parigi è finora rimasta molto fredda: il Cavaliere ha il
fiato sul collo della Lega e del sindaco di Milano Letizia Moratti i quali -
con in tasca la carta dell'Expò 2015 - ora sono determinati ad ottenere il
massimo. "O Alitalia la compra qualcuno, o c'è il
fallimento e per evitare il fallimento c'è la legge Marzano, che è la strada
giusta da seguire", avverte il numero due del Carroccio Bobo Maroni. Se si
andasse al commissariamento, Air France-Klm perderebbe ogni speranza di avere
la meglio. Spinetta non intende mollare, almeno fino a quando i soci olandesi,
da sempre freddi all'operazione, non gli opporranno un ultimo no. Da ieri però
anche gli olandesi hanno un motivo in più per andare avanti: per una strana
coincidenza di tempi, Delta e Northwest hanno trovato l'accordo che farà
nascere il più temibile concorrente americano alla supremazia mondiale dei
franco-olandesi. Parigi avrebbe voluto diventare socio nell'affare partecipando
all'aumento di capitale per 750 milioni. Invece all'ultimo momento è stata
lasciata fuori: "Le risorse in liquidità delle due compagnie non
richiedono finanziamenti supplementari", recita un laconico comunicato.
Un'altra débâcle dopo questa a Parigi non se la possono permettere.
( da "Stampa, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Giovanni Cerruti COSA
PIACE AL POPOLO DEL NORD Stupirsi dello stupore. E' capitato l'altra notte a
Roberto Maroni, quando in tv ha visto i titoli delle prime edizioni.
"Sembravano quelli del '94 o del 2001, ma che la Lega faccia il pieno di
voti al Nord è ancora una novità?". E'capitato, ieri mattina, anche a Ilvo
Diamanti, il sociologo vicentino che studia la Lega da quand'era bambina.
"Questa novità ha più di vent'anni -dice-, eppure dopo ogni votazione si
fa finta che sia un inedito". Come la conquista dell'Emilia, dove aveva
già un deputato e un senatore e adesso ne ha quattro più due. I voti delle
valli, delle città, delle periferie operaie. Chi studia i flussi elettorali,
come Diamanti, già vede la linea diretta che parte dalla Sinistra Arcobaleno,
da falce e martello a Falce&Carroccio. E pure questa non è una novità
assoluta. Dice niente la frase "La Lega nasce da una costola di
sinistra"?. Per averla detta, Massimo D'Alema da sinistra è ancora
canzonato. "Ma a Sesto San Giovanni -racconta Guido Salvini, neodeputato-
se abbiamo triplicato i voti è perchè vengono da lì, dagli operai che hanno
abbandonato la vecchia bandiera". L'altra notte a Badoere, nel trevigiano,
sotto il tendone della festa leghista, il parlamentare Giampaolo Dozzo si è
fermato a un tavolo. "Un imprenditore tessile con i suoi operai, tutti
voti per noi". Perchè, come ha spiegato e rispiegato Diamanti, qui gli
interessi dell'impresa e dell'operaio coincidono. "E quando va male -dice
Dozzo- si comincia a ragionare, ad esempio sulle gabbie salariali, sul federalismo
fiscale, sulle infrastrutture che mancano. La sola novità è la dimensione
rilevante di questo voto operaio". Non basta, non è tutto. "E' stato
un voto trasversale", dice Giuliano Molossi, direttore della
"Gazzetta di Parma". Lì si è guadagnato il seggio da senatore
Giovanni Torri, 47 anni, leghista da sempre. "Sono andato dappertutto, da
Santa Maria del Taro al Passo del Cerreto, ho fatto comizi dove non è mai
andato nessuno, in osterie con due vecchietti, nelle bocciofile, nelle balere.
All'uscita ero sempre sicuro di aver convinto almeno la metà". Aggiunge:
"Mai andato in tv, mai spedita una lettera, mai messa un'inserzione sui
giornali". Forse sarà come dice Mino Martinazzoli, l'ultimo segretario
della dc: "Quelli della Lega sono rimasti gli unici a far politica nei
bar". O sarà che lontano da tv e dai giornali la Lega va ad intercettare
disagio e bisogni. Ancora Molossi: "Qui hanno deciso di spostare la
moschea nella zona industriale, e tra piccole imprese e operai hanno risposto
con il voto. Era prevedibile il successo, ma non in queste proporzioni e così
trasversale: l'hanno votata l'industriale con jet privato e la donna delle
pulizie". La sicurezza, dunque. E il solito ritorno della solita
"Questione Settentrionale", due parole pronunciate per la prima volta
da Bettino Craxi il 5 giugno 1987, e quel giorno Umberto Bossi aveva debuttato
come senatore. Ma è sempre qui, la Questione Settentrionale, e può ad esempio chiamarsi Alitalia. Chi viaggia da Malpensa a Fiumicino ha appena scoperto che l'aereo
è un Atr43, quello con le eliche, tempo di volo 1 ora e 23 minuti, quasi il
doppio di un Md80. "E poi ci si domanda ancora perchè votano Lega?",
dice Daniele Marantelli, unico deputato del Pd di Varese. Anche
Marantelli si stupisce dello stupore. "Se fai la battaglia in difesa dello
"scalone" delle pensioni è difficile che il giovane operaio ti
voti". Come altri del Pd del Nord, portato Romano Prodi al governo, due
anni fa aveva avvertito del pericolo. E Pierangelo Ferrari, rieletto a Brescia
nel Pd, ricorda quel che dicevano: "Dobbiamo cominciare a capire questi
"rozzi con la fabbrichetta e le loro paure" e smetterla con il nostro
atteggiamento di superiorità. Se falliamo non ci sarà appello". E così è
andata. Un voto leghista davvero trasversale. Antonio Marano, direttore di
Rai2, varesino come Bossi e Maroni, è sicuro che i voti siano arrivati anche da
sinistra. "Da almeno la metà degli 800 che lavorano nel nuovo centro di
produzione di Milano - dice -. "Però noi non siamo di destra", mi
avvertivano. E io a spiegare che nemmeno la Lega lo è, un leghista non chiederà
mai di schierarsi a destra, basta stare qui e capire chi fa gli interessi del
Nord che vuole correre e non vuol farsi inghiottire". E poi c'è la Lega
che ha preso i voti, quella che sta tra la sede milanese di via Bellerio e il
villino di Gemonio, da dove Bossi dirige, litiga con la salute, e ora tratta
ministri e nomine. La Lega che ha governato a Roma più di 5 anni, che ha avuto
il sindaco di Milano, che ha quelli di Novara, Varese, Verona, Treviso, le
province del Nord, gli assessorati in Lombardia e Veneto. La stessa che gioca
pesante con le parole, evoca paure e fucili e non è mai riuscita ad organizzare
nemmeno uno sciopero del canone Rai. Ma "è una Lega che non fa più paura",
come dice Diamanti. Sempre di lotta, sempre più di governo.