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T ARTICOLI DEL 15-4-2008 #TOP
Berlusconi,
annunciate le prime mosse di governo
( da "Voce
d'Italia, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: annunciate le prime mosse di governo Rifiuti e Alitalia: priorita' assoluta. Prevista visita in Israele Roma, 15 apr. – Silvio Berlusconi, ormai premier in pectore, annuncia pubblicamente i suoi prioritari impegni di governo. Ringraziando tutti gli italiani che gli hanno dimostrato fiducia, il leader del Pdl, nel salone di Vespa prima, da Mentana poi,
Ciangherotti:
pocoaiuto dalle diocesi ( da "Secolo XIX, Il"
del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Anzitutto la campagna elettorale è stata tutta centrata su Alitalia, mozzarelle e schede elettorali e si è parlato poco dei valori della vita, che noi abbiamo voluto rimettere al centro. Inoltre ci aspettavamo un maggiore sostegno dalle diocesi. Quella di Albenga lo ha fatto, le altre meno e non abbiamo neppure sentito la voce del cardinale.
Per
Alitalia atterraggio morbido impossibilerimane soltanto la politica delle
forbici ( da "Secolo XIX, Il"
del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Sergio luciano La patata bollente dell'Alitalia sarà la prima che il nuovo governo nato si ritroverà sul tavolo. È poco ma sicuro: lo stesso Cyril Spinetta, il capo di Air France, ha sempre ripetuto, all'indomani della crisi di governo, che non avrebbe acquistato Alitalia senza l'ok del nuovo esecutivo.
L'Alitalia
rischiadi restare a terra ( da "Secolo XIX, Il"
del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Abbiamo discusso della difficile situazione di Alitalia: entrambi ci auguriamo che venga al più presto presa una decisione. La situazione finanziaria della compagnia si è estremamente deteriorata e noi siamo in quotidiano contatto con Alitalia per monitorare costantemente la situazione. È chiaro che, una volta deciso di andare in amministrazione controllata,
Bis
ultima edizione voto 14.04 ( da "Secolo XIX, Il"
del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia e dal caos rifiuti. Per varare le riforme sono pronto a riaprire la Bicamerale". La vittoria è stata certificata anche da una telefonata ricevuta, a sera, da Walter Veltroni. Berlusconi sta pensando già al governo: Franco Frattini andrà agli Esteri, Umberto Bossi ha fatto sapere di essere in pole position per il ministero delle Riforme e si parla con insistenza di Ignazio
La
Lega pronta a governare<Subito federalismo fiscale>
( da "Secolo
XIX, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: addio Alitalia, la fantomatica cordata italiana che ha monopolizzato settimane di campagna elettorale potrebbe passare nel dimenticatoio. Si punta su qualcun altro. Segnali precisi e primi nodi da sciogliere per la nuova maggioranza: Nord o Sud, Malpensa o Ponte sullo Stretto ("Per quello farei un referendum",
Dall'ici
a malpensa, la rivoluzione del pdl - roberto petrini
( da "Repubblica,
La" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: si riapre la questione Alitalia e la Lega fa subito sapere che Malpensa dovrà riprendere ad avere un ruolo importante. La politica economica del nuovo governo Berlusconi annuncia novità, ritorni al passato e piccole rivoluzioni. Quello che è certo è che la navigazione del prossimo ministro dell'Economia Giulio Tremonti avverrà in un mare in burrasca:
Il
cavaliere trionfa in tv "ora voglio passare alla storia" - (segue
dalla prima pagina) sebastiano messina
( da "Repubblica,
La" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ci impegneremo subito per risolvere l'emergenza rifiuti e il problema Alitalia. Approveremo immediatamente gli aiuti alle famiglie, agli anziani, ai giovani, alle imprese, così come promesso in campagna elettorale. Provvederemo con urgenza alla riapertura dei cantieri delle grandi opere e al piano casa". E non è finita.
Tasse,
fucili e amnesie: l'onda della protesta in camicia verde
( da "Unita,
L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: a Palazzo Chigi e negli stessi palazzi di Alitalia alla Magliana (con il leghista Bonomi, prima presidente di Alitalia e poi della Sea, cioè di Malpensa). Il male e il malessere sono profondi: reali o immaginari, indotti, ispirati, come serve comunque alla propaganda. Significativo che uno dei capi leghisti, per indicare i due primi obiettivi,
Ha
pesato il malcontento contro il governo Prodi
( da "Unita,
L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia e la messa in mora dell'aeroporto di Malpensa? "Probabilmente ha avuto un certo impatto in Lombardia, nelle province di Milano e Varese, ma il malcontento ha radici più diffuse". E i voti leghisti assumono un rilievo nazionale. "Non a caso anche in Emilia Romagna, una regione che non ha mai manifestato particolari simpatie per il partito di Umberto Bossi e in cui il centrosinistra
Si
prega di demonizzare il demonio ( da "Unita, L'"
del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: a parte lo scriteriato appoggio alla fantomatica "cordata italiana" per Alitalia), e ha perso. Che cosa voleva Piercasinando, sempre lì in mezzo tra color che son sospesi? Non s'è capito, e ha perso. Che cosa voleva il Platinette Barbuto, che diceva no all'aborto, ma sì alla legge 194? Non s'è capito, ed è letteralmente scomparso.
Crisi
Alitalia il voto avvicina il commissario Dopo l'affermazione del Pdl potrebbe
ora saltare la trattativa con Air France
( da "Unita,
L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stai consultando l'edizione del Crisi Alitalia il voto avvicina il commissario Dopo l'affermazione del Pdl potrebbe ora saltare la trattativa con Air France di Roberto Rossi/ Roma POLITICA E adesso, dopo l'affermazione del Popolo delle libertà, la partita Alitalia si complica ancora di più.
Berlusconi
torna per la terza volta Tremonti all'Economia, Frattini agli Esteri, Fini
presidente della Camera. Tra le donne: Bongiorno, Mauro, Prestigiacomo e
Carfagna ( da "Unita, L'"
del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: rifiuti e la crisi Alitalia. E davvero vuole riunire i primi consigli dei ministri a Napoli, dove "starò tre giorni a settimana" annuncia. Quanto al dialogo, il cavaliere apre le porte ai voti del Pd, più che altro fa capire che spera una convergenza loro su quelli del Pdl: "Noi siamo sempre stati aperti nei confronti dell'opposizione per lavorare assieme e ad accettare il loro voto,
"l'alitalia
e i sindacati non si scordino di sea"
( da "Repubblica,
La" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Pagina X - Milano Appello della Moratti "L'Alitalia e i sindacati non si scordino di Sea" "Alitalia liberi in fretta gli spazi a Malpensa in modo da poter essere sostituita con altri vettori". Lo chiede Letizia Moratti alla vigilia dell'incontro tra i vertici della compagnia e i sindacati.
Un
milione e mezzo di elettori in meno Ha votato l'80,5% degli italiani. Amato:
Con l'election day risparmiati centinaia di milioni
( da "Unita,
L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E poi ha incassato molto dalla capacità di essersi elevati a paladini di Malpensa nella vicenda Alitalia". E se Bossi intercetta consenso difendendo un aeroporto, Di Pietro trova i voti "di quell'antipolitica - ricorda Romano - che nelle piazze di Grillo chiedeva con insistenza la centralità della questione morale".
La
iata avverte alitalia "garanzie o dovrà chiudere" - lucio cillis elsa
vinci ( da "Repubblica, La"
del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia L'inchiesta La Iata avverte Alitalia "Garanzie o dovrà chiudere" Il titolo vola in Borsa. Baldassarre indagato Oggi il nuovo vertice tra la compagnia di bandiera e i sindacati LUCIO CILLIS ELSA VINCI ROMA - Alitalia dovrà fornire alla Iata garanzie adeguate sulla continuità operativa.
Bossi:
ora il federalismo fiscale faremo le riforme anche senza il pd - paolo berizzi
( da "Repubblica,
La" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: è stato uno dei temi forti della campagna elettorale del Carroccio: "Alitalia rimarrà finché non si troverà un vettore alternativo a Air France". Poi la maratona televisiva. Fino alle 22.30, quando, applaudito da un centinaio di militanti, Bossi si è infilato nella Volvo. "Vado da Berlusconi a festeggiare. Faccio un brindisi e poi vado a dormire".
Premiata
la battaglia protezionista ( da "Riformista, Il"
del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia. Ma se in Veneto il dato della Lega Nord non rappresenta altro che un segnale ciclico (il saliscendi è classico nel ricco Nord-Est, passato dal plebiscitarismo per il Carroccio al berlusconismo dopo la svolta pro-Milosevic di Bossi e ora rientrato alla base in nome della legalità e della tolleranza zero dopo i molti casi di cronaca nera che hanno visto protagonisti extracomunitari)
<Il
Pd ha pagato i tradimenti sui temi del Nord>
( da "Corriere
della Sera" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Salvare Alitalia sacrificando Malpensa. è un prezzo troppo elevato e c'è stata una rivolta popolare". Però su tanti temi cari alla Lega, come la sicurezza e l'immigrazione, il Pd di Veltroni si è mosso con determinazione. Perché il voto ha premiato la Lega e non il Pd?
Milano
resta al centrodestra Uno su due ha votato Berlusconi
( da "Corriere
della Sera" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia-Malpensa, non fa per loro". Certo il risultato della Lega, che ha conquistato anche una minima parte dell'elettorato berlusconian-finiano, potrebbe creare qualche problema. Non a caso, un minuto dopo le prime proiezioni, il capogruppo leghista Davide Boni rilancia l'ipoteca sulla presidenza della Regione e il capogruppo in Comune Matteo Salvini batte cassa con il sindaco
Moratti
non commenta il voto E si dedica a Expo e Malpensa
( da "Corriere
della Sera" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Nella testa della Moratti in queste ore ci sono altre due grandi questioni: Alitalia ("la causa di Sea è un atto dovuto", ha detto ieri ai microfoni del Tg regionale) e il Salone del Mobile. Che aprirà domani e che desta più di una preoccupazione sul fronte traffico. Letizia Moratti A.Sen.
Trionfa
Berlusconi, boom della Lega ( da "Corriere della Sera"
del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Subito Alitalia e rifiuti". E apre all'opposizione: "Siamo pronti a lavorare insieme sulle riforme" Trionfa Berlusconi, boom della Lega Maggioranza netta: 30 seggi in più al Senato, 100 alla Camera Il Cavaliere: anni difficili. Veltroni: complimenti, ma siete divisi ROMA - Vittoria netta di Silvio Berlusconi e del Popolo della Libertà alle elezioni politiche sia alla Camera,
<Saranno
cinque anni difficili Aperto ai suggerimenti del Pd>
( da "Corriere
della Sera" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Subito al lavoro su rifiuti e Alitalia" ROMA - L'ha vissuto come "uno dei momenti più belli della vita, il coronamento di un sogno". Ha atteso le nove di sera per rilasciare un commento ufficiale, ma la parola storia, la convinzione di vivere "un momento e una vittoria storica", è concetto che fa capolino per tutto il pomeriggio nella mente di Silvio Berlusconi.
Silvio,
sono dolori. Può tornare il terrorismo>
( da "Corriere
della Sera" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Un conto è vincere, un conto è governare. E per vincere bisogna avere dalla propria parte sindacati, poteri forti e magistratura. E poi dovrà affrontare i problemi dell'economia, dall'Alitalia all'inflazione". Francesco Cossiga Capo dello Stato dal 1985 al 1992 Lorenzo Fuccaro.
Rovati:
alla Camera io per l'Udc Ora Pier e Walter si accordino
( da "Corriere
della Sera" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: potrebbe riguardare Alitalia. "La questione è molto grave. Se salta l'accordo con Air France, ci sono da trovare dieci miliardi di euro. La prova del governo sarà durissima. Un ruolo chiave toccherà a Gianni Letta, in vista delle riforme che vanno fatte insieme e in fretta, pena l'esplosione della protesta antipolitica.
Frenano
gli indici, bene Mondadori ( da "Corriere della Sera"
del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, inoltre, è salita dell'11,11% all'asta di chiusura sull'ipotesi che il nuovo governo possa abbandonare la trattativa con Air France in favore di una cordata italiana. In forte calo, invece, Telecom Italia, che nel giorno della lunga assemblea degli azionisti ha perso il 4,11%.
<Alitalia,
senza garanzie rischio chiusura>
( da "Corriere
della Sera" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: che ha tentato un riavvicinamento ai francesi, ha visto il presidente di Alitalia, Aristide Police, che oggi incontrerà i sindacati. In mattinata Police saluterà Papa Benedetto XVI, in partenza alle 12 per Washington, con un volo Alitalia. A confronto Il presidente di Alitalia Aristide Police; Giovanni Bisignani, direttore generale di Iata;
<La
questione Malpensa? Vale almeno il 10 per cento>
( da "Corriere
della Sera" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: che svende Alitalia, che affossa Malpensa. Si sono mossi senza esitazioni: una marcia a Varese, una a Gallarate, una davanti al Terminal 1. Sarà stata demagogia, secondo i detrattori, ma alle urne il gioco di puntare tutto sull'aeroporto che rischia di mandare a carte e quarantotto i risparmi di tante famiglie, ha funzionato: la Lega fa un balzo dove c'
La
valanga lumbard spinge il Comune verso il rimpasto
( da "Giornale.it,
Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La causa ad Alitalia? È un atto dovuto dopo che nonostante precisi accordi ha deciso di abbandonare repentinamente l'aeroporto. Dobbiamo tutelare l'azienda, i lavoratori, la ricchezza creata sul territorio e poter rilanciare anche Malpensa con una vera liberalizzazione che ci consenta di sostituire Alitalia con altri vettori".
Per
la razza e il portafoglio ( da "Manifesto, Il"
del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: L'una e l'altra possono sventolare assieme - il caso Alitalia l'ha dimostrato - su un localismo separatista dei ricchi che invoca protezionismo statale - altro che liberismo!- a difesa del portafogli e della razza, Berlusconi e Bossi officianti e Tremonti benedicente. E' l'Italia bellezza, anno di grazia 2008.
Ero
certo di vincere, ma ora dialoghiamo
( da "Manifesto,
Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: emergenza rifiuti e su Alitalia", e via con una sintesi del suo programma. E qui e là si riaffacciano le solite ossessioni. La giustizia, ma anche i brogli: il risultato di ieri? La conferma che "le elezioni del 2006 non sono state regolari". Il Cavaliere assciura di non temere l'aula di palazzo Madama, la croce dell'Unione,
ROMA
- Noi siamo pronti ad accettare i voti dell'opposizione. Siamo sempre stati
aperti nei co ( da "Messaggero, Il"
del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: da Alitalia, "senza aumentare la pressione fiscale". Annuncia di voler riesumare persino la commissione Bicamerale per fare le riforme che affossò nel '96 e che ora potrebbe essere presieduta da un esponente dell'opposizione. Ammette di aver gradito gli auguri di buon lavoro che Walter Veltroni gli ha fatto per telefono.
Berlusconi:
sono commosso, sì al dialogo ( da "Messaggero, Il"
del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: "Possibile riesumare la Bicamerale. Mi aspettano 5 anni difficili. Prime emergenze: Alitalia e rifiuti".
ROMA
- La priorità per il nuovo governo è una sola: la crescita. Poi, ovviam
( da "Messaggero,
Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Per capirci: dal caos rifiuti di Napoli, dall'emergenza Alitalia, dal livello scadente dei servizi, dalle imprese del Sud che arrancano. La politica ha il compito di sciogliere questi nodi. Non di chiedere alla Germania di risolvere il problema dei rifiuti di Napoli. Ma di dare sprint a tutto il settore".
ROMA
Il voto è alle spalle. Il confronto mediatico anche. Tra qualche settimana il
nuo ( da "Messaggero, Il"
del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Temi infuocati, come nel caso di Alitalia, e comunque strutturali per cambiare l'assetto sociale del Paese. Per esempio, il fisco e la riforma dei contratti. Che, in sostanza, vuol dire stipendi, salari, pensioni, welfare. "Servono segnali immediati per dare fiducia alle imprese".
LONDRA
- Per 13 anni è stato direttore del più prestigioso magazine di attualit
( da "Messaggero,
Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Dovrà assolutamente affrontare il problema di Alitalia. Berlusconi ha bloccato la trattativa con Air France, perché vuole che la compagnia di bandiera rimanga italiana. Ma se Alitalia fallisce ci saranno forti ripercussioni, anche a livello europeo. Dovrà vedersela con Bruxelles. Spero che cambi idea e torni alle negoziazioni con chiunque possa fare un'offerta".
Dal
nostro inviato CASSINO - Le studentesse salgono sul pullman: belle, levigate. E
d ( da "Messaggero, Il"
del 15-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: ma anche per un governo che dovrà rispettare certe promesse e affrontare nodi cruciali come quello dell'Alitalia". E le tasse? "Il male peggiore. Prodi le ha alzate in modo tremendo. E l'euro è stato gestito malissimo" interviene Gianni Rocco, trent'anni di Fiat e due figlie universitarie "che non so proprio che fine faranno". Ci sono molti bertinottiani, a Cassino.
ROMA
- Allarme Iata sui conti di Alitalia. Se la compagnia di bandiera finirà in
ammini ( da "Messaggero, Il"
del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: pronta a intervenire sulla licenza se le prospettive di Alitalia non cambieranno a breve. Oggi, intanto il dossier Alitalia si riaprirà sul tavolo del vertice sindacati-azienda. Ma sarà il prossimo incontro del governo con le sigle sindacali, previsto in settimana, a verificare se ci sono davvero le condizioni per un pre-accordo tra sindacati ed Air France-Klm.
I
primi impegni con gli italiani: aiuti a giovani, anziani, imprese
( da "Giornale.it,
Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ci impegneremo subito per risolvere l'emergenza rifiuti e il problema Alitalia. Approveremo immediatamente gli aiuti alle famiglie, agli anziani, ai giovani, alle imprese, così come promesso in campagna elettorale". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
<Governerò
cinque anni Sulle riforme pronti a collaborare con tutti>
( da "Giornale.it,
Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: rifiuti e il problema Alitalia". "Provvederemo con urgenza - aggiunge - alla riapertura dei cantieri delle grandi opere e al piano casa, per dare una casa ai giovani che ancora non ce l'hanno a partire dalle città capoluogo. Da subito metteremo mano al lungo e duro lavoro necessario per la digitalizzazione e la riorganizzazione della pubblica amministrazione e per la riduzione dell'
Cautela
d'obbligo ma soddisfazione nel centrodestra
( da "Stampa,
La" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ma ci sono stati anche argomenti specifici che hanno influito in modo significativo: come la crisi Alitalia-Malpensa, un cavallo di battaglia portato avanti con determinazione, perchè tocca da vicino cittadini comuni e imprenditori. Il messaggio uscito dalle urne va nella direzione di una richiesta molto netta: rapporto più stretto e incisivo tra cittadini e politici.
Un
movimento capace di dare voce ai malumori delle province di centrodestra
( da "Stampa,
La" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ISTINTO E PASSIONE QUESTIONE SETTENTRIONALE Un movimento capace di dare voce ai malumori delle province di centrodestra Tav, Malpensa e Alitalia i temi destinati a entrare nell'agenda dell'esecutivo.
Tremonti
cosa faro' da ministro ( da "Voce d'Italia, La"
del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: è sul tappeto la questione Alitalia: anche qui si dovrà decidere di fare qualcosa, e vedremo cosa. L'altra volta del governo Berlusconi c'era stato – passato sotto silenzio – un provvedimento di legge alquanto sconcertante: alla banca del Cavaliere, Banca Mediolanum del suo amico Doris, il governo Berlusconi aveva fatto un bel regalo,
E
per Alitalia torna in gioco Malpensa
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Berlusconi: ce ne occuperemo subito E per Alitalia torna in gioco Malpensa Le incognite del dopo voto sul destino della compagnia. Berlusconi: ce ne occuperemo subito --> ROMA Subito dopo le elezioni riprende, già oggi, il confronto tra i vertici di Alitalia e i sindacati sul futuro della compagnia.
Qualche
insegnamento ( da "Opinione, L'"
del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: come nel caso di Alitalia, la mai sopita tendenza berlusconiana ad un leghismo più soft ed elegante. Certo è comunque che, a prima vista, la Lega cresce ai danni del Pdl, cioè di Fi e di An, il che avrà il suo peso e le sue conseguenze. Diciamocelo: l'antipolitica alla Grillo e l'anticasta tipo "Corsera" si raggruma su Lega e Di Pietro,
Il
Pd e lo sfondamento mancato al Nord
( da "Opinione,
L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: e ciao ciao all'Alitalia. Sinistra Arcobaleno e UDC avranno rispettivamente una trentina e una quarantina di deputati. Il resto andrà al PD di Walter Veltroni e, proporzionalmente di più, al partito di Antonio di Pietro, ossia il giustizialismo che puzza a metà fra le comisarias de policia e i campi di concentramento cinesi.
"Alitalia
può restare a terra" ( da "Stampa, La"
del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia può restare a terra" [FIRMA]LUIGI GRASSIA La vittoria del centrodestra cambia tutto anche per Alitalia. "Ci impegneremo subito per risolvere l'emergenza rifiuti e il problema Alitalia" ha detto a Porta a porta il futuro premier Silvio Berlusconi, che in campagna elettorale aveva propugnato una cordata italiana.
Quando
al telegiornale appare il volto di Walter Veltroni, Umberto Bossi scoppia in
una risata frago ( da "Stampa, La"
del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alla vigilia del nuovo incontro tra Alitalia e i sindacati cambia qualcosa con questi risultati? "Malpensa dopo il voto di oggi torna in gioco. Il Nord ha dato un sacco di soldi, non può essere chiusa. Col tempo si troverà sicuramente un altro vettore al posto di Alitalia". E sulla sicurezza?
( da "Voce d'Italia, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica Leader del
Pdl, premier in pectore Berlusconi, annunciate le prime
mosse di governo Rifiuti e Alitalia: priorita' assoluta. Prevista visita in Israele Roma, 15 apr. – Silvio
Berlusconi, ormai premier in pectore, annuncia pubblicamente i suoi prioritari
impegni di governo. Ringraziando tutti gli italiani che gli hanno dimostrato
fiducia, il leader del Pdl, nel salone di Vespa prima, da Mentana poi,
esprime la sua commozione per la vittoria annunciata e confermata, dichiarando
al contempo quali saranno le promesse fatte in campagna elettorale che intende
da subito mantenere. Prioritari saranno i problemi dei rifiuti di Napoli e di Alitalia. Di seguito esprime volontà di impiegare “impegno
ed esperienza per l'ammodernamento del Paese”, attraverso una serie di
interventi diretti nei confronti di “famiglie, anziani e giovani”. Ancora, in
previsione da subito “il riavvio delle grandi opere, un piano casa per dare
un'abitazione ai giovani che non ce l'hanno. Riorganizzazione e
digitalizzazione della Pubblica Amministrazione. Riduzione del debito pubblico;
riforma della giustizia, della scuola e della sanità.” Positiva la sua
prospettiva di collaborazione con il Pd di Veltroni, dichiarandosi “pronto a
lavorare con l'opposizione sulle riforme” . Berlusconi ha inoltre già in
programma la sua prima visita da premier in Israele: “Olmert mi ha invitato e
sarò lietissimo di andare in Israele e dare il mio supporto all'unica
democrazia mediorientale”. Contattato da diversi capi di Stato per ricevere le
prime congratulazioni, il leader del Pdl ha già fissato appuntamenti per
ripristinare “quei contatti interrotti con la sinistra al governo”. Annalisa
Tregattini.
( da "Secolo XIX, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Contro l'aborto '
.x/15/0804 "È ANDATA MALE, ma almeno abbiamo portato al centro
dell'attenzione il tema della vita e del diritto alla vita". Eraldo
Ciangherotti, capolista della lista Per la moratoria sull'aborto non si
nasconde ed ammette la sconfitta. "Non posso negare che sia andata male -
afferma Ciangherotti -, anche se in Liguria è andata meglio rispetto al dato
nazionale". E ad Albenga sono arrivati trecento voti, non malissimo per un
partito all'esordio. "Probabilmente questo dato è dovuto soprattutto al
fatto che io sono del posto, e che qui ho avuto una certa visibilità per le mie
attività con il centro aiuto vita, ma avrei preferito prendere meno voti ad
Albenga ed avere un deputato alla Camera". Come mai il risultato non è
stato all'altezza delle aspettative? "Anzitutto la
campagna elettorale è stata tutta centrata su Alitalia, mozzarelle e schede elettorali e si è parlato poco dei valori
della vita, che noi abbiamo voluto rimettere al centro. Inoltre ci aspettavamo
un maggiore sostegno dalle diocesi. Quella di Albenga lo ha fatto, le altre
meno e non abbiamo neppure sentito la voce del cardinale. Fosse accaduto
il risultato sarebbe stato probabilmente diverso". Qualche aspetto
positivo, comunque, c'è. "Sì, assolutamente. Il principale obiettivo era
quello di mettere al centro dell'attenzione i valori della vita, e far parlare
del diritto alla vita e della piena applicazione della legge 194".
.x/15/0804.
( da "Secolo XIX, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Sergio
luciano La patata bollente dell'Alitalia sarà la prima
che il nuovo governo nato si ritroverà sul tavolo. È poco ma sicuro: lo stesso Cyril
Spinetta, il capo di Air France, ha sempre ripetuto, all'indomani della crisi
di governo, che non avrebbe acquistato Alitalia senza l'ok del
nuovo esecutivo.
L'altra cosa sicura è che in qualsiasi mani, comprese quelle francesi, finisca
la compagnia, la ristrutturazione sarà durissima. La terza certezza è che
questa durezza è stata strameritata negli anni - soprattutto gli ultimi tre -
dal protervo, e miope, atteggiamento dei sindacali dell'azienda. L'ultima
verità - ovvia, ma troppi l'hanno dimenticata, ultimamente - è che se Air
France comprerà Alitalia, lo farà convinta di
concludere un ottimo affare. Non per filantropia. Proviamo a capire il perché
di queste quattro magre ma granitiche certezze cominciando dalla prima. Air
France acquista Alitalia attraverso il meccanismo
dell'offerta pubblica di scambio, in sigla "ops", pagandola quindi
non in denaro ma in azioni proprie: un certo numero di azioni Air France contro
un numero ben maggiore di azioni Alitalia. Ora, poiché
il principale azionista di Alitalia è il ministero
dell'Economia italiano, direzione generale del Tesoro, col 42% del capitale, se
rifiutasse di scambiare questa propria quota con azioni Air France,
l'acquisizione sostanzialmente fallirebbe. Quindi il governo in carica
dev'essere d'accordo "per forza". E, visto che il nuovo governo verrà
retto da Silvio Berlusconi, d'accordo non sarà. Che la ristrutturazione
dell'azienda debba essere durissima, in qualsiasi mani finisca la compagnia, è
invece l'altra verità che il governo Prodi ha dissimulato e i sindacati hanno
fatto finta di ignorare, per non irritare la loro stessa base. Come ben
documenta nel suo recentissimo libro "L'altra casta",Stefano
Livadiotti, un giornalista dell'Espresso non certo sospetto di essere un
reazionario, in Alitalia il tasso di efficienza per
dipendente è pari, secondo i calcoli dell'Association of European Airlines, a
poco più della metà di quello che può vantare la Lufthansa. Che i passeggeri
trasportati sono 1.090 per dipendente, contro i 10 mila e 350 di Ryanair. E che
nel 2004 il ricavo medio per ogni lavoratore impiegato non andava oltre i 199
mila euro, poco più di un terzo rispetto a quanto registrava ad esempio Ryanair
(513 mila euro). Un assistente di volo Alitalia
viaggia a bordo 595 ore l'anno, contro le 900 ore del collega di Lufthansa, le
850 ore di Iberia, le 810 della Tap e le 680 ore di una hostess di Air One. Ma
non basta. Il giardino dell'Eden di privilegi inammissibili spuntati dalle nove
sigle sindacali che rappresentano il personale Alitalia
in tanti anni di spadroneggiamento annovera molte altre "chicche":
per esempio i costi delle trasferte e dei soggiorni fuori sede, con alberghi
che costano il 45% in più di quel che pagano in media le altre compagnie, o
come i 45 milioni di euro l'anno per le 300 stanze d'albergo affittate, attorno
a Malpensa, dalla compagnia per farvi soggiornare i dipendenti che non hanno
voluto trasferirvisi da Roma. E l'elenco potrebbe continuare. Spinetta queste
cose le sa. E piuttosto che lasciar contagiare la sua ben più sana Air France
da simili virus, è già lì che affila il machete per tagliare tutto. Dopo aver
acquistato, naturalmente. E senza preavviso: ci mancherebbe. Perché di odioso
c'è questo: che la vendita ad Air France è stata rappresentata dal governo come
la soluzione socialmente "più morbida" dal punto di vista sociale,
quando in realtà non lo sarebbe, o non lo sarà, affatto. Per la semplice
ragione che se Spinetta finisse davvero per puntare 2 o 3 miliardi di euro sul
rilancio di Alitalia, non lo farebbe per i begli occhi
di Prodi o dei sindacalisti Alitalia, ma per
riprenderseli al più presto, e con gli interessi, sotto forma di costosi
biglietti pagati ad Air France dal foltissimo pubblico di trasvolatori italiani
intercontinentali: un mercato ricco, il nostro, che fa gola a tanti. Che un
simile coacervo di benefit costosi e inutili, e di bassissima produttività, sia
frutto di un preciso atteggiamento sindacale lo dimostra la circostanza che gli
ultimi due bilanci in attivo di Alitalia sono stati
firmati nel '97 e nel '98 dall'allora amministratore delegato Domenico Cempella
proprio grazie all'accordo da lui concluso con i sindacati, all'epoca guidati
dal leader dei piloti Augusto Angioletti, che fece diventare azionisti della
compagnia col 20% del capitale i piloti e gran parte del personale di terra,
coinvolgendoli nell'andamento economico della compagnia, che quindi per due
anni non fu funestato dagli scioperi. Rotto quell'accordo sindacale - che
s'imperniava sulla possibile alleanza alla pari con l'olandese Klm - e
ripartita la iperconflittualità, l'utile non s'è più visto. Anzi, la
conflittualitàè riesplosa, per toccare il suo culmine con lo sciopero vietato
degli assistenti di volo che nel 2005, precettati, pur di sabotare l'ordinario
funzionamento della compagnia si diedero malati contemporaneamente in duemila,
restando impuniti. Paradossalmente, un'eventuale cordata italiana che dovesse
riunirsi attorno ad Air One potrebbe rivelarsi più"morbida" con i
sindacati della potente e lontana Air France, perché più invischiata con le
mille lobby che negli ultimi trent'anni hanno reso possibile e protetto
l'anomalia Alitalia. Ma "più morbida" non
potrebbe significare in alcun caso "rinunciataria". Senza le forbici,
Alitalia è insalvabile. Ed è forse questa la ragione
per la quale si sta ingrossando il partito trasversale di coloro che ne
auspicano sicuramente il commissariamento e forse addirittura il fallimento per
trattare finalmente il futuro della compagnia - italiano o francese che debba
essere - con la controparte di sempre, appunto il sindacato, confinata
nell'angolo. E Malpensa? Malpensa ha davanti a sé un paio d'anni di sicura
sofferenza, se Alitalia non tornerà sui propri passi,
riportandovi i 170 voli che ha appena cancellato e mantenendovi il traffico cargo,
che Air France annullerebbe. Ma il bacino socio-economico servito dallo scalo è
talmente ricco, e la prospettiva dell'Expo
( da "Secolo XIX, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
L'allarme Bisignani
(Iata): "Senza garanzie non faremo volare gli aerei" milano. Servono
"garanzie adeguate e sufficienti", e servono subito, "prima di
andare in amministrazione controllata". Nel giorno del cambio di guardia
al governo del Paese, sulle sorti di Alitalia piove
un'altra grana. È Giovanni Bisignani, amministratore delegato della
International Air Transport Association (Iata), l'organizzazione alla quale
aderiscono tutte le principali compagnie aeree mondiali, a lanciare un allarme
che ha tutto il sapore dell'ultimatum. "Se non ci saranno garanzie, Alitalia dovrà uscire dal sistema internazionale e quindi
chiudere". Bisignani ha spiegato ieri di avere parlato della situazione
della compagnia con Jacques Barrot, commissario Ue ai Trasporti: "Abbiamo discusso della difficile situazione di Alitalia: entrambi ci auguriamo che
venga al più presto presa una decisione. La situazione finanziaria della
compagnia si è estremamente deteriorata e noi siamo in quotidiano contatto con Alitalia per monitorare costantemente la
situazione. È chiaro che, una volta deciso di andare in amministrazione
controllata, se Alitalia non ci darà il giusto
livello di garanzie sia sul fronte della efficienza della compagnia che su
quello della tutela dei passeggeri allora sarà inevitabile la sua uscita dal
sistema Iata. E uscire dal sistema Iata significa non poter sopravvivere, e
dunque chiudere". E proprio del rischio chiusura parla una lettera che la
Iata ha inviato nei giorni scorsi ai ministri uscenti Padoa-Schioppa, Bersani e
Bianchi. Il portavoce della Iata, Anthony Concil, ha spiegato ieri all'agenzia
Radiocor che alla lettera "non ha fatto seguito una risposta formale dell'Alitalia". Da contatti intervenuti successivamente, l'Alitalia, stando al portavoce Iata, ha indicato che terrà
conto delle posizioni dell'associazione internazionale "nel momento in cui
saranno prese le decisioni sul futuro della compagnia". L'ammontare del
deposito di sicurezza eventuale non è stato quantificato nella lettera, ma si
tratta di una somma sufficiente "per fronteggiare i rischi finanziari
potenziali". Riprende oggi alle 15, intanto, il confronto tra i vertici di
Alitalia ed i sindacati. Con uno scenario
profondamente cambiato rispetto alle ultime settimane. L'ascesa di Silvio
Berlusconi e il trionfo della Lega Nord, infatti, potrebbero avere un ruolo
decisivo sul futuro della compagnia. Ieri sera Umberto Bossi ha dichiarato che
"con la vittoria del centrodestra Malpensa tornerà in gioco. Come si fa a
chiudere un aeroporto costato così tanto? Nel tempo si troverà sicuramente un
vettore che prenderà il posto di Alitalia". Sul
tema è intervenuta anche Letizia Moratti, sindaco di Milano: "Chiediamo al
governo di rinegoziare gli accordi bilaterali che consentono a Sea di
sostituire Alitalia con altri vettori. In sostanza
quello che chiediamo è di non svendere la politica dei trasporti del Paese a un
vettore straniero". "Mi auguro che l'incontro con i sindacati vada
bene - ha aggiunto il sindaco - Non possiamo dimenticare le migliaia di
lavoratori di Malpensa, Linate e Sea, che hanno creato e creano ricchezza per
il territorio". Resta, comunque, la corsa contro il tempo di una compagnia
il cui indebitamento pesa ormai per oltre 1,36 miliardi e il cui destino, ad
oggi, è un mistero. francesco ferrari francesco.ferrari@ilsecoloxix.it
15/04/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Roma. Il voto è
stato uno tsunami. Silvio Berlusconi ha vinto: sarà lui il prossimo Presidente
del Consiglio. "Sono commosso per il risultato ?- ha commentato in diretta
a Porta a Porta ?- ci aspettano cinque anni di duro lavoro. Faremo le riforme
promesse: cominceremo da Alitalia
e dal caos rifiuti. Per varare le riforme sono pronto a riaprire la
Bicamerale". La vittoria è stata certificata anche da una telefonata
ricevuta, a sera, da Walter Veltroni. Berlusconi sta pensando già al governo:
Franco Frattini andrà agli Esteri, Umberto Bossi ha fatto sapere di essere in
pole position per il ministero delle Riforme e si parla con insistenza di
Ignazio La Russa (An) alla Difesa. Per Giulio Tremonti scontato il dicastero
all'Economia, mentre gli Interni sarebbero destinati a Roberto Maroni. Un
ministero come "premio fedeltà" lo attende anche Renato Schifani,
così come Paolo Bonaiuti che pare destinato ai Beni Culturali. Lucio Stanca
sembra il nome giusto per Funzione Pubblica e Innovazione della Pubblica
Amministrazione. Quanto a Roberto Formigoni, due possibilità: l'Industria
oppure la presidenza del Senato che Fini ha fatto sapere, casomai ci fossero
ancora dubbi in proposito, "non andrà all'opposizione". L'Ambiente
attende Altero Matteoli e Roberto Calderoli potrebbe andare alle Riforme se
Bossi fosse scelto come secondo vicepremier al fianco di Gianni Letta.
Gianfranco Fini sarà presidente della Camera. Dei 12 ministeri previsti dalla
riforma, Berlusconi ha fatto sapere quattro saranno affidati a donne. E allora,
ecco le prime indiscrezioni. Per Stefania Prestigiacomo si parla della Sanità,
Giulia Bongiorno (An) potrebbe approdare alla Giustizia, mentre la leghista
Rosi Mauro sembra destinata al Lavoro. A Mara Carfagna potrebbero andare le
Pari Opportunità. Ma c'è un quinto nome, quello di Michela Brambilla, che
potrebbe rientrare prepotentemente in gioco. A scapito di chi? Il Cavaliere ha
vinto addirittura meglio al Senato che alla Camera: otto punti di vantaggio a
Montecitorio e nove a Palazzo Madama. La coalizione che comprende il Pdl, la
Lega al Nord e Mpa al Sud, sfiora complessivamente il 47% alla Camera e il 48%
al Senato. Per effetto della legge elettorale, la sua maggioranza, avrà una
maggioranza ampia, però, solo a Montecitorio (340, grazie al premio di
maggioranza, contro i 241 del Pd e i 34 dell'Udc): a Palazzo Madama potrà
contare (senza considerare ancora i seggi assegnati dai voti degli italiani
all'estero, il cui spoglio va avanti con estrema lentezza e dove è avanti il
centrosinistra) su 167 voti. La maggioranza al Senato, però, è fissata a 158:
Berlusconi ne avrà nove (senza contare, questa volta, l'opinione dei senatori a
vita) oltre il quorum richiesto. I dati indicano che il Pdl ha vinto in dodici
regioni; al Pd ne sono andate la metà, e tutte nel centro Italia. Le urne hanno
assegnato alla Lega una vittoria senza precedenti: le vengono assegnate stime
che oscillano tra il nove ed il dieci per cento. Fino a sera tarda, il
Carroccio era il primo partito in Lombardia; il secondo, di poco, in Veneto.
Ottimo anche il responso in Piemonte. Un risultato che fa dire ad Uberto Bossi:
"È stato un voto di proposta e non di protesta: abbiamo intercettato il
voto operaio. Ora si deve fare il federalismo fiscale". La Lega avrà 22
senatori. Il Pd di Walter Veltroni non ha sfondato e, alle 20, il segretario ha
ammesso la sconfitta: "La destra governerà. Il voto le assegna la
vittoria. Anche se, all'interno della coalizione è considerevolmente aumentato
il peso della Lega". Il Partito Democratico ha migliorato sensibilmente il
risultato ottenuto da Ds e Margherita da soli (ebbero il 28% due anni fa; il
nuovo partito, nato dalla loro fusione, è al 34,5%). Ha solo sfiorato l'exploit
dell'Ulivo di Prodi: non è riuscito a convincere i delusi dal governo Prodi, ha
recuperato un po' a sinistra, poco al centro. Si è avvantaggiato anche
dell'esito, altrettanto sorprendente, dell'Italia dei Valori di Antonio di
Pietro che ha raddoppiato i consensi: ora è al 4,5%. Il Pd ha però intercettato
il voto giovanile, dal momento che alla Camera il partito è finito quasi a
ridosso del Pdl. "Faremo l'opposizione, ma siamo sempre disponibili a
fare, assieme, le riforme" ha spiegato ancora Veltroni. Ma il dato più
clamoroso uscito dalle urne è questo: nel futuro Parlamento non ci sarà alcun
rappresentante della sinistra. Rifondazione, Pdci e Verdi, tutti insieme, non
sono riusciti a superare lo sbarramento dell'otto per cento al Senato, ma
neppure quello del quattro per la Camera. "Un risultato impensabile, una
sconfitta senza precedenti. Ci hanno tradito i lavoratori traditi" ha
commentato Fausto Bertinotti che si è dimesso dalla direzione della coalizione.
A maggiore scorno, a sinistra della formazione Arcobaleno, i duri e puri di Sinistra
Critica, hanno addirittura sfiorato un punto percentuale: esattamente quello
che avrebbe fatto raggiungere almeno il risultato ottenuto da Rifondazione due
anni fa. Il Partito Socialista di Enrico Boselli non è arrivato neppure all'uno
per cento, e lui si è dimesso da segretario. L'elettorato, alla fine, ha
premiato il bipartitismo. Anche i centristi sono a rischio. Avranno due (o tre)
senatori ma solo grazie a Totò Cuffaro che ha fatto superare il quorum al
partito in Sicilia, e non è stato eletto neppure Ciriaco De Mita in Campania. A
destra Daniela Santanchè e Francesco Storace superano a stento il 2,5%.
Giuliano Ferrara è sotto la voce "altri": neppure mezzo punto
percentuale. La Liguria non è andata in controtendenza rispetto al resto del Paese:
il Pdl ha vinto sia al Senato che alla Camera, sia pure con uno scarto ridotto
di appena un punto percentuale. Angelo Bocconetti bocconetti@ilsecoloxix.it
15/04/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
La Lega pronta a
governare"Subito federalismo fiscale" Bossi: "Siamo il partito
dei lavoratori. Quello dato a noi è un voto di proposta" dal nostro
inviato Ferruccio Sansa Milano. Le pareti dai colori improbabili e i pavimenti
di finto marmo che sanno tanto di oratorio. Ecco la storica sede della Lega di
via Bellerio 41. Un palazzone squadrato a Cormano, alle porte di Milano, che
soltanto a guardarlo racconta qualcosa del trionfo leghista di ieri. Roma
sembra lontana anni luce, qui siamo in mezzo a tangenziali, condomini. Ogni
duecento metri un capannone industriale. Qui si è svolta quasi tutta la storia
della Lega. E anche le facce sono sempre le stesse, un po' invecchiate, a volte
addirittura distorte dalla malattia e dalla sofferenza, come quella del leader
Umberto Bossi. A guardarli insieme, i leghisti della prima ora, non diresti
proprio di trovarti davanti alcuni dei futuri ministri della Repubblica. C'è
Bossi con quelle camicie a quadrettoni e le scarpe da montanaro. E Calderoli,
paonazzo come sempre, troppo stretto in una giacca non proprio di sartoria.
Eppure è così: Roberto Maroni è dato per scontato (forse agli Interni, il
ministero che già occupò nel primo governo Berlusconi), così come gira il nome
di Rosy Mauro, consigliere regionale in Lombardia e vera e propria ombra del
Senatùr in questi mesi di grande fatica (a lei toccherebbe il dicastero del
Lavoro). Roberto Castelli potrebbe tornare, ma forse non alla Giustizia. E poi,
appunto, c'è lui, il Bossi, che ieri ha ammesso: "Non escludo affatto di
fare il ministro", anche se in via Bellerio c'è chi lo indica tra i
papabili per la carica di presidente del Senato. Borghezio, invece, non dovrebbe
arrivare nella stanza dei bottoni, le sparate sue e di Calderoli degli ultimi
anni sono sembrate eccessive perfino a Bossi che pochi giorni fa parlava di
imbracciare i fucili. Ma ieri non era ancora il momento di fare nomi. Di
contare le poltrone da chiedere, pretendere nel prossimo Consiglio dei
Ministri. Ieri era il tempo della festa, tra decine di giornalisti e giovani
che agitavano striscioni e bandiere. Tra cori "Bossi, Bossi, Bossi".
Eccola la Lega, che nonostante le crisi, gli alti e i bassi (quando perfino la
sede di via Bellerio e il prato di Pontida erano stati "ipotecati" al
banchiere Gianpiero Fiorani), gli scandali (vedi Antonveneta che ha toccato lo
stesso Calderoli) è salita sopra l'8 per cento in Italia. Che poi vuole dire
anche 34 per cento in città come Bergamo e quasi la maggioranza assoluta nei
piccoli comuni. "Non ce lo aspettavamo nemmeno noi", sussurrano gli
stessi dirigenti della Lega prima di parlare alle telecamere dove ostenteranno
sicurezza. Ma adesso che Lega sarà? "Noi resteremo sempre gli
stessi", giura e spergiura Roberto Calderoli. E Mario Borghezio: "Io
non cambio di una virgola. Il partito del Nord saprà dettare legge". Gli
altri, quelli che contano davvero, sono più cauti: "Siamo tutto tranne un
partito di protesta: governeremo e rispetteremo il programma. Siamo e saremo un
grande partito con senso delle istituzioni e i suoi ministri faranno importanti
riforme. Siamo stati e saremo leali. Ci basta che Berlusconi rispetti il
programma", conclude Maroni. Ed ecco che arriva Bossi, tra cori e
applausi. È stanco, fatica a salire sul palco, ma il Senatùr non si ferma.
Parla alternando i vecchi toni bellicosi tanto amati dagli elettori, con
messaggi tranquillizzanti per l'alleato di Arcore: "Dobbiamo partire dalla
volontà popolare. Adesso dobbiamo ringraziare i lombardi, i veneti, i
piemontesi e tutti quelli che ci hanno votato. I padani questa volta hanno
mandato un messaggio forte: bisogna fare le riforme perché cominciamo a perdere
la pazienza. E noi dobbiamo partire da lì, dalla volontà popolare". Ma da
chi avete preso i voti, dai cugini di Forza Italia? "No, piuttosto dal
centrosinistra, i lavoratori adesso votano per noi. Avete visto che destra
popolare? Abbiamo vinto noi e dobbiamo governare noi, perché la gente ci ha dato
il voto per andare al governo non con la sinistra". E a guardare i giovani
che cominciano a invadere la sede di via Bellerio non c'è da escluderlo. Ma
Bossi usa toni concilianti, lontani dai fucili di cui aveva parlato fino a
pochi giorni fa: "La scelta della Lega è un voto di proposta",
ribadisce. Ma voi che cosa farete per prima cosa appena tornati al Governo?
"Serve il federalismo fiscale, la gente lo chiede". E a chi ricorda i
rapporti a volte tormentati con il Cavaliere e le fibrillazioni nella coalizione,
Bossi risponde: "A Berlusconi vogliamo bene. Siamo amici. Con lui abbiamo
fatto un programma e manterremo i patti. Noi non conosciamo la parola ostaggio?
vedrete terremo fede ai patti". Appuntamento, quindi, al primo consiglio
dei ministri a Napoli? "Io piuttosto lo farei a Malpensa", suggerisce
uno dei fedelissimi. E il Senatùr: "Alla luce di questo risultato
elettorale anche per Malpensa cambia qualcosa, torna in gioco, perché non si
può chiudere un aeroporto costato così tanto. Si troverà senz'altro un nuovo
vettore per Malpensa". Insomma, addio Alitalia, la fantomatica cordata
italiana che ha monopolizzato settimane di campagna elettorale potrebbe passare
nel dimenticatoio. Si punta su qualcun altro. Segnali precisi e primi nodi da
sciogliere per la nuova maggioranza: Nord o Sud, Malpensa o Ponte sullo Stretto
("Per quello farei un referendum", dice Bossi). Ma se fosse
nato al Sud, Senatùr, sarebbe stato lo stesso leghista? "Se avesse il
padre che ho avuto io, anche una persona nata a Ostuni avrebbe votato
Lega". Poi Bossi festeggia fumando un sigaro, che se lo vedesse il suo
medico chissà se gradirebbe. sansa@ilsecoloxix.it 15/04/2008 I piani di Mauro
Rosi Mauro, ministro in pectore: "Pensiamo alle gabbie salariali"
15/04/2008 Castelli esulta Siamo la forza portante del nuovo governo. La
differenza tra Pdl e Pd sta nella L di Lega 15/04/2008 Borghezio festeggia Un
risultato ottenuto dopo una campagna elettorale con le bandiere al vento
15/04/2008 ' 15/04/2008 un partitodi governoSiamo tutto tranne che un partito
di protesta: rispetteremo il programma Roberto maroniex capogruppo Lega Nord
15/04/2008.
( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Bonanni
(Cisl) Gli industriali Dall'Ici a Malpensa, la rivoluzione del Pdl Nel
programma anche il Ponte sullo Stretto e il nucleare. Rilanciato il federalismo
fiscale L'economia La maggioranza uscita dalla urne dovrà subito dare segnali
chiari sul fronte di una nuova politica economica e sociale Il prossimo governo
investa maggiormente nel capitale umano, rivedendo il sistema educativo per
potenziare la ricerca Berlusconi ha promesso come prima misura il taglio delle
tasse sulla prima casa Per ridurre il debito e trovare risorse, prevista la
dismissione del patrimonio ROBERTO PETRINI ROMA - Si riparte con il Ponte sullo
Stretto, l'Italia potrebbe tornare a puntare sul nucleare dopo lo stop dovuto
al referendum del 1987, si riapre la questione Alitalia e la Lega fa subito sapere che
Malpensa dovrà riprendere ad avere un ruolo importante. La politica economica
del nuovo governo Berlusconi annuncia novità, ritorni al passato e piccole
rivoluzioni. Quello che è certo è che la navigazione del prossimo ministro
dell'Economia Giulio Tremonti avverrà in un mare in burrasca: il nostro
paese si presenta in stallo (la crescita secondo l'Fmi sarà solo dello 0,3 per
cento), con un deficit in salita verso il 2,5-2,6 per cento, in piena crisi dei
consumi e il quadro internazionale è assai turbolento. Sul piano delle tasse
Berlusconi gioca la partita politica più importante, ma non dimentichiamo le
opere pubbliche e l'energia: Tremonti ha già detto che centrali nucleari
potrebbero essere costruite con capitale italiano in Montenegro o in Albania e
si parla anche di un piano nazionale per avviare la costruzione di centrali Epr
di nuova generazione; il Cavaliere non vuole mollare sul faraonico progetto in
grado di collegare Calabria e Sicilia ed insiste per risolvere la contestata
questione della Tav. Quanto al fisco il futuro presidente del Consiglio non ha
rinunciato al colpo a sorpresa annunciando la clamorosa abolizione del bollo per
auto e motorini: una misura che non sarà presa subito, che costa 4-5 miliardi,
ma che ieri l'economista del Pdl Renato Brunetta ha confermato a
"Repubblica Tv" spiegando anche che sarà finanziata con le tasse in
più che lo Stato riscuote per l'aumento del prezzo del petrolio. La mossa più
imminente comunque, stando agli annunci del premier in pectore, sarà quella
dell'abolizione dell'Ici sulla prima casa: dovrebbe essere varata fin dal primo
consiglio dei ministri che dovrebbe tenersi, a quanto si è detto fino ad oggi,
a Napoli. Il precedente governo Prodi già aveva effettuato un intervento che ha
esonerato il 40 per cento delle prime case: ora per Berlusconi si tratta di
cancellare il restante 60 per cento, misura che dovrebbe costare circa 2
miliardi (a meno che non si scelga la via di diluire il taglio in più tranche).
L'altra misura immediata, prevista fin dalle prime riunioni del governo, è
quella che prevede la detassazione degli straordinari e dei premi legati alla
produttività: il costo andrebbe da
( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Il Cavaliere trionfa
in tv "Ora voglio passare alla storia" "Pronti programma e
governo, sì ai voti dell'opposizione" Interventi a raffica a Rai1, Canale
5 e Sky. Di pomeriggio visita a sorpresa alla sua università (SEGUE DALLA PRIMA
PAGINA) SEBASTIANO MESSINA Peggio per voi che non mi avete creduto, sottintende
Silvio Berlusconi. E peggio per Veltroni che prendeva in giro i miei sondaggi.
Ho vinto, come volevasi dimostrare. "E' quello che ho continuato a dire
durante tutta la campagna elettorale, convinto di avere dei sondaggi credibili
che fotografavano con esattezza la realtà della situazione". E già che
c'è, dopo essersi tolto questo sassolino dalla scarpa chiamando "Porta a
porta", il Cavaliere se ne toglie un altro telefonando a
"Matrix": anche l'altra volta, due anni fa, avevamo vinto noi.
"Le elezioni del 2006 non sono state regolari: lo prova anche il risultato
che abbiamo ottenuto oggi". Si dichiara "commosso per il risultato
che si profila", il leader del Popolo della Libertà, manda in diretta
"un abbraccio affettuoso a tutti gli italiani, con tutto il cuore" e
confida a Sky Tg24 il suo prossimo obiettivo: "Voglio restare nella storia
del mio Paese come uno statista che lo ha cambiato". Per questo fa una
nuova promessa, fuori contratto: giura "di non andare a letto una sera
senza aver realizzato qualcosa di positivo per gli italiani". Il
Berlusconi di oggi, spiega, è "molto diverso dal presidente del Consiglio
del 2001, perché ormai conosco tutto e so dare una gerarchia alle cose
importanti da fare. Stavolta più che dire le cose le farò, e non mi faro' fermare".
Ha fretta di cominciare, Berlusconi, perché "c'è tanto da lavorare".
Si parte subito, di corsa. "Non ci vorrà molto tempo per fare il governo
perché l'ho già tutto in testa", nominerà dodici "persone
esperte" (di cui "almeno quattro" donne) come suoi ministri. Le
sue consultazioni le ha già fatte al telefono, Fini e Bossi sono d'accordo,
assicura. Ci aspettano, certo, "anni difficili". Ma io, garantisce,
"opererò con tutto il mio impegno, mettendo a frutto tutta la mia
esperienza per i prossimi cinque anni, che devono essere decisivi per
l'ammodernamento del Paese". C'è già un calendario. "Ci impegneremo subito per risolvere l'emergenza rifiuti e il
problema Alitalia.
Approveremo immediatamente gli aiuti alle famiglie, agli anziani, ai giovani,
alle imprese, così come promesso in campagna elettorale. Provvederemo con
urgenza alla riapertura dei cantieri delle grandi opere e al piano casa".
E non è finita. Perché "da subito" partiranno nuove riforme.
"Metteremo mano al lungo e duro lavoro necessario per la digitalizzazione
e la riorganizzazione della pubblica amministrazione, e per la riduzione
dell'evasione fiscale. Avvieremo la riforma della giustizia, l'applicazione
della riforma della scuola, la modernizzazione della sanità. Non approveremo
mai un solo provvedimento che aumenti l'imposizione fiscale e indurisca la
libertà dei cittadini". Quanto agli sconfitti, lui ha "gradito"
la telefonata di Veltroni, "poche parole", sostanzialmente "un
augurio di buon lavoro". E annuncia di voler tenere con l'opposizione
"un atteggiamento aperto e dialogante". Siamo pronti, dice, "a
lavorare insieme e ad accettare il loro voto laddove i nostri provvedimenti li
vedessero nell'interesse di tutti gli italiani". E' una mano tesa,
soprattutto per varare le riforme istituzionali. Come? Per esempio "si
potrebbe riesumare il lavoro della Bicamerale del '94 e partire dal risultato
cui pervenimmo di comune accordo". Ma la gioia della vittoria lo spinge ad
andare oltre, e quando Paolo Mieli gli domanda - a "Matrix" - se è
disposto a seguire l'esempio di Sarkozy ed aprire la sua esperienza di governo
al contributo di esponenti del fronte opposto, lui risponde che sì, certo, ci
mancherebbe: "Là dove ci sono delle capacità e queste capacità possono
essere utili al Paese, noi siamo e saremmo lieti di poterne usufruire". La
tripla performance televisiva ha chiuso la giornata della rivincita
berlusconiana. Una giornata cominciata nella villa di Macherio, con la moglie e
i figli, rispondendo solo a poche telefonate. Poi, alle 14, il Cavaliere si è
spostato ad Arcore, per aspettare lì gli exit poll. Non si sa se le
"forchette" di Piepoli, così ampie da lasciare ancora al Pd qualche
speranza di vincere, gli abbiano fatto andare di traverso il caffè. Ma dopo le
più tranquillizzanti proiezioni delle 16,30 anche le ultime paure si sono
dissolte. Anzi, a metà pomeriggio lui è uscito con la sua Mercedes, e solo due
ore dopo i cronisti hanno saputo dov'era andato: nientemeno che all'Università
del Pensiero Liberale, di cui è il fondatore. E mentre nella sala stampa che il
Pdl aveva allestito nella sede di Confindustria il suo luogotenente a
Strasburgo, Antonio Tajani, continuava a ripetere a tutte le tv che "è
ancora molto, molto, molto presto per commentare i risultati", ad Arcore
si apparecchiava per la cena della vittoria. Attorno al tavolo, i figli Marina
e Piersilvio e gli amici di sempre: Marcello Dell'Utri, Fedele Confalonieri,
l'amministratore delegato di Publitalia Giuliano Adreani, Adriano Galliani,
l'avvocato Niccolò Ghedini, Sandro Bondi. Davanti al cancello, qualcuno suonava
il clacson, sventolando le bandiere del partito. Ma la vera festa si farà
un'altra volta.
( da "Unita, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del Tasse, fucili e amnesie: l'onda della protesta in camicia verde
di Oreste Pivetta / Milano Ci saranno ancora voti e seggi da destribuire, ma la
mappa al nord ha i colori sicuri. Le bandierine è facile immaginarle: verde
verde verdino, azzurro, un po' di rosso in versione tricolore verso Sud, cioè
nella tradizionalissima Emilia Romagna. Per il resto, Piemonte, Liguria,
Veneto, Friuli, tra il quaranta e il cinquandue per cento, è sempre Pdl-Lega.
La questione settentrionale, ammesso che esista una questione settentrionale,
sta nei numeri della Lega, che celebra il ventennale con un risultato che la
rilancia in prima fila in due regioni cardine del Nord industriale, produttivo,
urbanizzato e incazzato, il Veneto e la Lombardia, oltre il dieci per cento in
Piemonte, al dieci per cento in Friuli. La Lega ha fatto il treno per il Popolo
delle Libertà: ovvio che la prima dichiarazione di un assessore regionale
leghista, Davide Boni, sia stata per rivendicare la presidenza della Lombardia,
che Formigoni (candidato al Senato) non ha ancora lasciato. Sarà Roberto
Castelli, ex ministro di Grazia e Giustizia, lecchese, l'erede. Che la Lega
fosse decisiva lo si sapeva: dopo i primi vagiti, lo è sempre stata, morta e
risorta ormai una infinità di volte. Questa più di sempre e nella differenza
con l'ultima (in Lombardia il raddoppio rispetto alle politiche del 2006, con
il top del 34 per cento in provincia di Bergamo) si costruisce la domanda
banale: come hanno fatto? che cosa ha convinto tanti elettori ad abbracciare un
leader stanco e "malato" (come lo ha definito Berlusconi) che ai
progetti politici preferisce i fucili? Evidentemente piace così: con il colpo
in canna, che in qualsiasi paese normale espellerebbe dalla contesa politica
chiunque lo minacciasse. Evidentemente è tanto il malessere che la Lega riesce
nel suo modo a raccogliere e poi a esprimere. Evidentemente il voto di
protesta, al Nord, è ancora ad altissima frequenza. Con un bersaglio: il
governo Prodi e il futuro che s'immagina sulla scia di Prodi. La novità è che
di quel voto non riesce ad impossessarsene Berlusconi, che manifesta il peso
degli anni e del già visto. Meglio la Lega, miracolosamente interprete di
quello che fu un tema fisso del Pci di Berlinguer: partito di lotta e di
governo. Che la Lega abbia governato per cinque anni senza riuscire a cambiare
un filo della storia italiana secondo la strada indicata da Bossi, pazienza: si
dimentica. Nella grande querelle di Malpensa, s'è ad esempio dimenticato
totalmente il governo leghista: a Palazzo Chigi e negli
stessi palazzi di Alitalia
alla Magliana (con il leghista Bonomi, prima presidente di Alitalia e poi della Sea, cioè di
Malpensa). Il male e il malessere sono profondi: reali o immaginari, indotti,
ispirati, come serve comunque alla propaganda. Significativo che uno dei capi
leghisti, per indicare i due primi obiettivi, abbia messo in fila
federalismo fiscale (che sta anche nel programma di Veltroni) e "fermare
l'invasione". Da una parte le tasse (che il governo Prodi ha cercato di
far pagare equamente a tutti: e nella cultura medio-basso imprenditoriale del
Nord produttivo non c'è peggior delitto che far pagare le tasse) e la presunta
"minaccia" degli immigrati, esprimendo così un'aspirazione di
identità compatta, contro un'idea di pubblica amministrazione solidale in un
paese unito e contro lo straniero che, nella versione del Carroccio, inquina il
paesaggio, sporca, porta via il lavoro, secondo i più beceri luoghi comuni (di
cui ampiamente fa uso un leghista doc come Borghezio, ex destra nerissima). La
resistenza di quei manifesti che annunciarono la nascita della Lega (Roma
ladrona, Lumbard tas - lombardo taci, eccetera eccetera) fino al recentissimo
"indiani nelle riserve" (un capo indiano e la scritta: così finiremo
noi se continuerà l'invasione degli stranieri) testimoniano la devastante
incultura seminata dalla Lega: questo è il risultato dopo un ventennio, sulle
ragioni si dovrebbe avviare una ricerca aperta sulla politica, sulla società,
sull'influenza dei media, sulle responsabilità della politica, sui sistemi di
potere costruiti (basterebbe pensare alla Lombardia di Formigoni). Come nel
resto d'Italia, anche il Nord si presenta, a voti contati, radicalmente
bipolare. Il secondo polo, quello rappresentato dal Pd, viste le condizioni e
le aggravanti (torniamo alla vicenda di Malpensa, ma si potrebbe citare anche
l'esempio nefasto dei rifiuti napoletani) ha compiuto una specie di miracolo. Nella
semplificazione del quadro politico, potrebbe starci la consolazione: ma il
bottino è magro, immiserito dall'ennesima riprova che Lombardia (persino Sesto
S. Giovanni è "caduta") e Veneto sono roccaforti inespugnabili, che
quella che si considera la regione più ricca e moderna d'Italia appaia
completamente estranea all'idea di governo espressa dalla sinistra o dal
centrosinistra. E lo sarà probabilmente ancora: l'Expo 2015, la cui
attribuzione a Milano è stata letta come una vittoria del sindaco Moratti, avrà
i suoi buoni effetti per la destra. La distribuzione di una inimmaginabile
quantità di quattrini congelerà il consenso e allontanerà ancora più dalla
politica. Anche il Nord, come il resto d'Italia, ha vissuto l'astensionismo. Ma
la sensazione è che l'abbia pagato soprattutto la sinistra.
( da "Unita, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione
del SERGIO CHIAMPARINO"Il Carroccio ha intercettato l'umore molto più del
Pdl. Il Pd? ha fatto un mezzo miracolo" "Ha pesato il malcontento
contro il governo Prodi" di Luigina Venturelli / Milano "È inutile
girarci intorno. Il boom elettorale della Lega è un giudizio negativo nei
confronti del governo Prodi". La valutazione di Sergio Chiamparino è
tagliente. Mentre il Carroccio spopola in tutto il Nord Italia, raddoppiando i
consensi nelle sue roccaforti lombarde e venete, il sindaco di Torino parla,
tutto sommato, da "un'isola felice". Nella sua Torino il partito di
Umberto Bossi raccoglie percentuali contenute, di poco superiori al 6%. Il che,
probabilmente, gli consente di mantenere il distacco necessario per andare
dritto al cuore del problema. Sergio Chiamparino, si aspettava un simile
risultato per la Lega Nord? "Il successo del Carroccio era nell'aria.
Girando nelle province delle regioni settentrionali si sentiva che il treno di
Umberto Bossi avrebbe trainato il Pdl più di quello di Silvio Berlusconi. E le
previsioni si sono rivelate esatte: la Lega ha intercettato il malcontento
diffuso che in altri momenti avrebbe intercettato Forza Italia". Quale
malcontento? "È inutile girare intorno alla questione: il giudizio
negativo nei confronti del governo Prodi. Non dimentichiamo che anche il
Partito democratico è nato nella scorsa primavera come reazione alla batosta
elettorale presa dal centrosinistra alle passate elezioni amministrative".
Dunque, un voto di protesta contro l'esecutivo del centrosinistra? "I
risultati della Lega nascono da lì, dal malcontento nei confronti di un governo
che è caduto, dopo nemmeno due anni di vita, per colpe interne alla coalizione
e non per qualche fattore esterno. L'unico risultato compiuto del governo Prodi
è stato il risanamento dei conti pubblici, ma purtroppo è una cosa che ha
effetti quantificabili e percepibili dagli elettori solo nel lungo
periodo". Perché il voto, penalizzante nei confronti dell'uscente governo
Prodi, ha premiato la Lega e non Forza Italia? "Perché Silvio Berlusconi è
meno credibile rispetto al passato. Lo dimostra il voto nel Veneto, dove la
Lega e Forza Italia sono ad una incollatura e si contendono il podio di primo
partito nella regione. Gli elettori hanno espresso con il voto la loro voglia
di cambiamento, intercettata dal Carroccio perché l'altro partner della
coalizione del centrodestra ha perso la forza d'attrazione di un tempo".
Quanto ha contato, invece, la crisi dell'Alitalia e la messa in mora dell'aeroporto di Malpensa? "Probabilmente
ha avuto un certo impatto in Lombardia, nelle province di Milano e Varese, ma
il malcontento ha radici più diffuse". E i voti leghisti assumono un
rilievo nazionale. "Non a caso anche in Emilia Romagna, una regione che
non ha mai manifestato particolari simpatie per il partito di Umberto Bossi e
in cui il centrosinistra è forte, la Lega ha preso quasi l'8% dei
voti". Così il futuro governo del Pdl nasce con la spada del Carroccio
sulla testa. Quanto sarà condizionata l'azione dell'esecutivo Berlusconi ter?
"Il ruolo della Lega Nord sarà comunque determinante, ma le strade che si
aprono davanti al prossimo governo sono due: o il Carroccio si comporterà come
le altre volte, urlando nelle piazze ma scendendo a compromessi di potere nelle
stanze delle lobby romane, oppure i cittadini italiani dovranno vedersela con
un governo dal baricentro radical-populista". In una simile prospettiva,
quale fine farebbe la famosa questione settentrionale? "La questione
settentrionale non è altro che la difficoltà della politica di dare risposte,
al Nord come al Sud, alle realtà del Paese che sono più esposte alle dinamiche
del mercato e della competizione globale. Una difficoltà che purtroppo dura da
molto tempo". Il Paese richiede risposte urgenti. In un simile quadro politico,
quale ruolo spetterà all'opposizione? Come dovrà agire il Partito democratico?
"Intanto il Partito democratico ha fatto un mezzo miracolo, costruendo una
forza politica con il 34% dei consensi a livello nazionale. Il Partito
democratico è un fior di partito, non dobbiamo farci prendere dallo sconforto.
Questa tornata elettorale rappresentava una battaglia difficilissima, abbiamo
lanciato il cuore oltre l'ostacolo ed ora abbiamo una nuova base da cui
ripartire". Verso le prossime tornate amministrative? In Lombardia si
potrebbe votare già in autunno alle regionali per l'eventuale successore di
Formigoni. "Il Partito democratico dovrà fare leva sulle realtà in cui è
più radicato per risalire la china in tutto il Nord e gettare nuovi germogli.
Parlo da un'isola felice, non a caso a Torino il Pd è andato ben oltre il 34% e
la Lega Nord si è fermata al 6%".
( da "Unita, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Si prega di demonizzare il demonio Marco Travaglio Tanto per
cambiare, i veri sconfitti sono gli "esperti". Anzitutto i
fattucchieri degli exit poll, che a questo punto non si capisce che li paghiamo
a fare: forse anche Vanna Marchi è più attendibile di loro. E poi le mosche
cocchiere dei grandi giornali che hanno speso fiumi d'inchiostro e riempito
colonne di piombo per insegnare ai partiti che cosa si deve fare per vincere le
elezioni e conquistare gli incerti. Gli incerti, cioè i grillini anticasta e i
delusi dei grandi partiti, han fatto come sempre a modo loro. Alcuni sono
rimasti a casa, ingrossando del 3 per cento le file del non voto (qualcuno dice
che sono pochi: ma andatelo a raccontare a Piercasinando e a Tweed Berty, che
il 3 per cento è poco). Altri si sono trascinati alle urne, votando per i due
partiti più identitari, quelli che parlano chiaro, picchiano duro e si sa che
cosa vogliono: la Lega Nord e l'Italia dei Valori. Gli esperti di nonsisachè
avevano completamente ignorato Bossi e Di Pietro, considerandoli due incidenti
della storia. Bossi parlava di fucili e Calderoli di cannoni, ma nessuno lo
prendeva sul serio o dedicava editoriali alla nuova svolta secessionista del
Carroccio, liquidandolo come folklore locale. Di Pietro predicava contro
l'inciucio, per la libertà e il pluralismo dell'informazione soprattutto in tv,
per la legalità e la tolleranza zero anche per i colletti bianchi, e veniva
zittito come il solito giustizialista demonizzatore, lontano dai "veri
problemi del paese" (che naturalmente sarebbero le "grandi
riforme", da fare ovviamente "insieme", magari con un bel
governissimo benedetto da Confindustria e Vaticano). Quei gran geni di Panebianco
e Polito spiegavano addirittura a Veltroni che doveva scaricare l'Idv, magari
per imbarcare qualche salma craxiana, ma soprattutto per non pregiudicare il
Bene Supremo: cioè il "dialogo", la "legittimazione
reciproca", le "riforme insieme". Ora che Bossi è decisivo per
il Pdl e Di Pietro per il Pd, questi cosiddetti "esperti" cadranno
dal pero e ci spiegheranno che le esigenze del Nord e i valori della legalità
sono molto sentiti dalla gente. Oppure liquideranno il tutto come un "voto
di protesta", trascurando la proposta. Che era molto chiara, netta e
identitaria (fra l'altro, per quanto riguarda la Lega pigliatutto, leggermente
inquietante). E la gente, soprattutto in tempo di crisi e di incertezze,
sceglie le fisionomie ben definite. L'aveva scritto, purtroppo invano, Giovanni
Sartori: le elezioni si vincono, da che mondo è mondo, attaccando l'avversario
nei suoi punti deboli. O almeno nominandolo, ogni tanto. Solo così si mobilita
l'elettorato e si svegliano i titubanti dal letargo. Che cosa voleva la
Sinistra Arcobaleno dell'imbolsito Tweed Berty? Non s'è capito (a parte lo scriteriato appoggio alla fantomatica "cordata
italiana" per Alitalia),
e ha perso. Che cosa voleva Piercasinando, sempre lì in mezzo tra color che son
sospesi? Non s'è capito, e ha perso. Che cosa voleva il Platinette Barbuto, che
diceva no all'aborto, ma sì alla legge 194? Non s'è capito, ed è letteralmente
scomparso. Non pervenuto. Checchè ne dicessero i tifosi del pareggio, i
predicatori del dialogo, quelli convinti che "Berlusconi è cambiato",
anzi "è stanco e forse lascia a Gianni Letta", che si apre "un
nuovo ciclo" e che "la demonizzazione non paga", Silvio
Berlusconi torna al potere per la terza volta infischiandosene del dialogo,
restando sempre uguale a se stesso, e demonizzando gli avversari raccontando
balle su balle, mentre gli avversari, che avrebbero potuto demonizzarlo dicendo
semplicemente la verità, vi hanno rinunciato. Ecco, c'è almeno questo di buono:
che nessuno, si spera, si azzarderà più ad attribuire le vittorie di Berlusconi
ai "demonizzatori" che "fanno il suo gioco". In questa
campagna elettorale, a parte l'Economist, il Financial Times, il Wall Street
Journal, il New York Times, il Newsweek, lo Spiegel, Le Monde e altri organi
del Comintern, l'unico demonizzatore è stato lui, che è riuscito persino a
trasformare Uòlter in uno "Stalin mascherato" e dedito ai brogli
(mentre i suoi brogliavano a più non posso). E ha vinto. Magari, ora che farà
il suo terzo governo-regime a reti unificate (ha già annunciato che
"Santoro continua a fare un uso criminoso della televisione pubblica"
e qualcuno dovrà provvedere e qualcuno che provveda si troverà), varrebbe la
pena di fargli l'opposizione e di demonizzarlo almeno un po'. Così, tanto per
vedere l'effetto che fa. Uliwood party.
( da "Unita, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai
consultando l'edizione del Crisi Alitalia il voto
avvicina il commissario Dopo l'affermazione del Pdl potrebbe ora saltare la
trattativa con Air France di Roberto Rossi/ Roma POLITICA E adesso, dopo
l'affermazione del Popolo delle libertà, la partita Alitalia si complica
ancora di più.
La coalizione di Silvio Berlusconi potrebbe cambiare le carte in tavola. La
trattativa con Air France, che è stata sempre bocciata dal leader del cen-
trodestra, potrebbe ora definitivamente saltare. Dopo il tentativo del governo
Prodi di riallacciare le fila, oggi l'incontro tra sindacati e azienda, appare
sempre più probabile per la compagnia aerea, anche per la sua scarsa liquidità
che a marzo era di 170 milioni di euro, l'ipotesi del commissariamento.
"Sul futuro di Alitalia - ha detto ieri
l'esponente del Pdl Maurizio Lupi - sarà presa una decisione nei prossimi
giorni, tuttavia l'ipotesi di una acquisizione da parte di Air France-Klm non è
accettabile". A Umberto Bossi, leader della Lega, ha aggiunto:
"Adesso Malpensa ritorna in gioco". Il commissarimanto, oltre a
problemi occupazionali, aprirebbe anche anche un altro fronte. "Se Alitalia, prima di andare in amministrazione controllata,
non darà alla Iata garanzie adeguate e sufficienti, a partire da quelle
finanziarie, dovrà uscire dal sistema internazionale e quindi chiudere" ha
detto ieri Giovanni Bisignani, direttore generale e amministratore delegato
della International Air Transport Association (Iata), l'organizzazione alla
quale aderiscono tutte le principali compagnie aeree mondiali. La Iata, tra
l'altro, ha inviato nei giorni scorsi una lettera proprio all'Alitalia e per conoscenza ai ministri Tommaso
Padoa-Schioppa, Pier Luigi Bersani e Alessandro Bianchi chiedendo garanzie in
caso di fallimento della società. Se tale ipotesi dovesse verificarsi l'Alitalia dovrà prevedere un "deposito di
sicurezza" per coprire i rischi potenziali rispetto agli impegni Iata. Il
portavoce della Iata Anthony Concil ha indicato che terrà conto delle posizioni
dell'associazione internazionale nel momento in cui saranno prese le decisioni
sul futuro della compagnia. Proprio ieri Bisignani si è incontrato a Bruxelles
con il commissario europeo ai trasporti Jacques Barrot. Tra gli argomenti
trattati anche il caso alitalia. Il portavoce iata ha spiegato che
l'associazione "è preoccupata per la situazione alitalia che segue
costantemente: non abbiamo chiesto alcun nuovo requisito, abbiamo solo voluto
informare la compagnia e i ministri interessati che se Alitalia
dovesse fallire allora si renderanno necessarie delle garanzie".
L'ammontare del deposito di sicurezza eventuale non è stato quantificato nella
lettera, ma si tratta di una somma sufficiente "per fronteggiare i rischi
finanziari potenziali" se l'Alitalia dovesse
fallire, ha indicato il portavoce. Va anche ricordato, come ha fatto ieri il
sindaco di Milano Letizia Moratti, che sulla compagnia pende anche una causa
della Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi (Malpensa e Linate),
per 1,25 miliardi di euro. Intanto ieri il titolo del gruppo, scambiato in
un'unica fase a Piazza Affari , ha terminato la seduta in progresso dell'11,11%
a 0,5 euro. Alitalia venerd' aveva già fatto segnare
un progresso del 12,5%.
( da "Unita, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Berlusconi torna per la terza volta Tremonti all'Economia,
Frattini agli Esteri, Fini presidente della Camera. Tra le donne: Bongiorno,
Mauro, Prestigiacomo e Carfagna di Natalia Lombardo / Roma SI DICE "COMMOSSO"
per la vittoria, Silvio Berlusconi, convinto che governerà cinque anni con
"una squadra di governo forte", e pronto a "lavorare con il Pd
sulle riforme". Non vuole usare toni trionfalistici, piuttosto sceglie la
linea del profilo istituziona- le, ben felice, però di aver essere "il
vecchio che ha battuto quello che non era il nuovo". Però ha apprezzato la
telefonata di Walter Veltroni che ne ha riconosciuto la vittoria e gli ha fatto
"gli auguri di buon lavoro" mantenendo la disponibilità al dialogo.
Così, dopo aver passato la giornata tra le ville di Arcore e Macherio, alle
nove e mezza di sera il leader del Pdl si appalesa in una telefonata in diretta
a "Porta a Porta": vuole mostrare la faccia (invisibile) da buono in
un grande "abbraccio" mediatico agli italiani che l'hanno votato. E
che hanno garantito al Pdl il 37,8% di voti al Senato (insieme a Lega e Mpa
diventa i 47,2%), contro i 33,8 del Pd e il 4,3 dell'Idv. Nei dati ancora non
definitivi alla Camera lo stacco fra partiti è di tre punti: Pdl 36,2% e il Pd
al 33,6. Il vero "botto" l'ha fatto la Lega, col 9,2 e l'8,2 al
Senato. "Sono commosso", dice Berlusconi a Porta a Porta, per
"la grande responsabilità" di governo che sembra già pesargli, dal
momento che "ci aspettano anni difficili", spiega, e intende
affrontare per primi i problemi che ha cavalcato in campagna elettorale: i rifiuti e la crisi Alitalia. E davvero vuole riunire i primi consigli dei ministri a Napoli,
dove "starò tre giorni a settimana" annuncia. Quanto al dialogo, il
cavaliere apre le porte ai voti del Pd, più che altro fa capire che spera una
convergenza loro su quelli del Pdl: "Noi siamo sempre stati aperti nei
confronti dell'opposizione per lavorare assieme e ad accettare il loro voto,
là dove i nostri provvedimenti anche loro li vedessero nell'interesse del
paese". Atteggiamento che non vuole cambiare, annuncia. Poi promette di
essere di manica larga, anche se le coperture non si sa bene dove siano:
"Mai un solo provvedimento che aumenti l'imposizione fiscale e diminuisca
la libertà dei cittadini", dice in tv, elargendo a parole vari aiuti alle
famiglie. E accoglierà "l'invito di Olmert" in Israele. Ma di dare la
presidenza di una delle Camere all'opposizione non se ne parla:
"L'opposizione ha già il presidente della Repubblica, non basta?",
sentenzia Renato Brunetta: la Camera per Fini e il SEnato per Schifani o
Pisanu, di FI. Anche la telefonata di Silvio è bipartisan (e ben studiata),
prima la Rai poi Mediaset, allo speciale del Tg5 col direttore Mimun condotto da
Mentana che ironizza: "la dittatura Mentana l'ha già provata...". Qui
il leader del Pdl ha ammesso che "questa maggioranza in Senato ci
tranquillizza", anche se, "me l'aspettavo, era quello che prevedevano
i miei sondaggi. Come si è visto questa legge elettorale non è sbagliata".
E non perde occasione per tornare all'ossessione brogli: "Questo risultato
è la prova che le elezioni del 2006 non sono state regolari". La
previsione in effetti era giusta, se il dato si conferma almeno sui 20 senatori
in più. E prevede di azzerare il lavoro di Prodi: riforma della
giustizia,"applicazione della riforma della scuola e modernizzazione della
sanità". Low profile e niente fuochi d'artificio, ma nelle varie
telefonate avute con i fedelissimi di Forza Italia, il cavaliere si è lasciato
andare alla: "Visto? E io sarei stato il vecchio? Ecco chi è il vero
nuovo, non quello che si presentava così", è il berlusconi-pensiero.
L'altra immagine che vuole dare è quella della "concretezza", da
contrapporre a "chi concreto non è". Per tutta la giornata Berlusconi
non ha parlato. L'ha passata a Villa San Martino a Arcore, poi un salto nella
residenza dove vive Veronica con i figli a Macherio. E ritorno ad Arcore in
serata, a cena con Fedele Confalonieri (si parlava anche di Gianni Letta ma da
Roma smentivano). Li raggiunge in serata Umberto Bossi, "l'amico
fraterno", per festeggiare l'en plain grazie al boom della Lega. Che ora
chiederà il conto (i forzisti minimizano, An già mugugna). Nel pomeriggio
telefona Gianfranco Fini, che seguiva i risultati nelle sede d An a Via della
Scrofa: i due si sarebbero comunicati "profonda soddisfazione". I
forzisti che vagolano nel quartier generale del Pdl all'Eur in attesa dei dati
se la prendono con gli exit poll che per un po' hanno fatto sperare il Pd di
una rimonta. Nelle sale dell'Auditorium della Tecnica, sede di Confindustria,
il clima si va sollevando con il passare delle ore, ma l'entusiasmo è mantenuto
in sordina. A Casini Silvio ha già aperto l'ovile. Con Fini e Bossi "tutti
d'accordo", assicura il leader del Pdl: la squadra di governo ce l'ha in
testa e sarà pronta rapidamente. E a caldo ieri notte (da varie adio e tv)
rivela alcuni nomi: Frattini agli Esteri, Gianfranco Fini alla presidenza della
Camera. ("me lo aveva detto in privato, ne parleremo con An e con
Bossi"), ma potrebbe ambire anche all'Interno. E Gianni Letta come uno dei
vicepremier (l'altro è Bossi?). Già annunciati Giulio Tremonti all'Economia,
Lucio Stanca all'Innovazione e, fra le quattro donne in ministeri leggeri, Stefania
Prestigiacomo alle Pari Opportunità (uno dei 3 senza portafoglio); l'avvocato
Giulia Bongiorno per An alla Giustizia, a Mara Carfagna a un ministero
"sociale", un'altra l'ha richiesta Bossi per la fidata Rosy Mauro,
magari proprio alle Riforme. Uno dei due posti riservati alla Lega: forse con
Calderoli e con Maroni ancora al Welfare. Alla Difesa potrebbe tornare il
forzista Martino, ma già batte il passo La Russa: An chiede le Infrastrutture
per Matteoli, a cui però piacerebbe tornare all'Ambiente. Formigoniè in pista
all'Istruzione o alla Sanità, Bonaiuti sfilerebbe a Bondi i Beni Culturali.
Alla Brambilla una sottopoltrona?.
( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina
X - Milano Appello della Moratti "L'Alitalia e i sindacati
non si scordino di Sea" "Alitalia liberi in
fretta gli spazi a Malpensa in modo da poter essere sostituita con altri vettori".
Lo chiede Letizia Moratti alla vigilia dell'incontro tra i vertici della
compagnia e i sindacati. "Mi auguro - dice il sindaco - che siano tenuti in debito conto
i lavoratori di Sea, quindi di Malpensa e di Linate. Sono migliaia, e Malpensa,
Linate, Sea in generale hanno creato ricchezza per il territorio". Quanto
alla richiesta di risarcimento rivolta ad Alitalia,
Moratti al Tg3 ha precisato che "la causa è un atto dovuto" dopo che
nonostante "precisi accordi Alitalia ha poi
deciso di abbandonare in maniera repentina l'aeroporto".
( da "Unita, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Un milione e mezzo di elettori in meno Ha votato l'80,5% degli
italiani. Amato: "Con l'election day risparmiati centinaia di
milioni" di Marco Bucciantini / Roma VOTO E RIFIUTI Mancano un milione e
mezzo di elettori: nel 2006 c'erano. In questi due giorni di primavera hanno
disertato le urne. Fino al tardo pomeriggio di ieri sembrava possibile
sbriciolare un baluardo: scendere sotto l'80% di affluenza per le elezioni
politiche. Non era mai accaduto, in Italia. Non è successo neanche questa
volta, alla fine si è salvato il "primato" per un soffio: 80,5% al
Senato, un soffio meno alla camera (80,46%). Decisamente molto meno a Savignano
Irpino, comune scelto dal piano che intende ridimensionare l'emergenza rifiuti
in Campania per allocare una discarica: qui, si è fatto vivo ai seggi appena il
18,1% dei 1.200 avellinesi aventi diritto. Nel 2006 furono il 67%. Terzigno,
Acerra, Arcangelo Trimonte (altri siti che dovranno ospitare i rifiuti) hanno
confermato questa forma di protesta, seppur con cifre più contenute. Si temeva
sull'affluenza l'impatto dell'antipolitica e dell'emergenza
"monnezza". Si capisce quando - attorno alle 17 - il ministro
dell'Interno Giuliano Amato si presenta ai giornalisti per divulgare i dati
ufficiali: al suo fianco c'è il prefetto Gianni De Gennaro, il poliziotto
scelto per rimediare ai guai campani. Un riassunto soddisfatto dei due giorni
di voto: "Tutto ha funzionato bene, la macchina ha viaggiato senza
intoppi. Qualche coda ai seggi, ma nessun momento imbarazzante né fastidi
particolari". E i dati stavano affluendo rapidamente rispetto alle
abitudini. "Dai seggi ai comuni, dai comuni alle prefetture e da lì a
noi". L'ultima battuta del titolare del Viminale è sull'election day,
unificazione del voto politico e amministrativo che ha permesso "di
risparmiare diverse centinaia di milioni. Denaro che potrà essere speso in
maniera più utile". Se i dati sull'astensione sono meno allarmanti delle previsioni,
e confermano l'appuntamento elettorale italiano come il più frequentato fra
quelli dei Paesi occidentali, si deve proprio all'unificazione dei voti. È
evidente nella "conta" per le elezioni provinciali, dove ha votato
infatti il 74,4% degli aventi diritto (contro il 64,2% della tornata
precedente) e per le elezioni comunali, dove il dato s'impenna all'80%, contro
il 76,7% del
( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
L'inchiesta La Iata avverte Alitalia "Garanzie
o dovrà chiudere" Il titolo vola in Borsa. Baldassarre indagato Oggi il
nuovo vertice tra la compagnia di bandiera e i sindacati LUCIO CILLIS ELSA
VINCI ROMA - Alitalia dovrà fornire alla Iata garanzie
adeguate sulla continuità operativa. "Altrimenti - ha detto ieri Giovanni Bisignani,
numero uno dell'organizzazione che riunisce le compagnie aeree mondiali - dovrà
uscire dal sistema internazionale e quindi chiudere". Il timore è quello
che il vettore non riesca a far fronte ai propri impegni con i passeggeri, un
allarme che la Iata lanciò già nel caso del fallimento della brasiliana Varig.
Per questo l'organizzazione ha inviato una lettera al governo italiano
chiedendo "precise garanzie", in caso di fallimento. Recentemente
Bisignani si era dichiarato favorevole alla trattativa in esclusiva con Air
France-Klm, che considera una "buona soluzione" per la compagnia
italiana. Oggi i vertici Alitalia incontreranno i
sindacati proprio per fare il punto su risorse finanziarie e possibili nuove
trattative con i francesi. Novità, invece, sul fronte giudiziario della vicenda
Alitalia: l'ex presidente della Corte Costituzionale e
della Rai, Antonio Baldassarre, è finito sul registro degli indagati. "Un
atto dovuto" dopo l'apertura dell'inchiesta sulla cordata da lui
rappresentata e sostenuta da Giancarlo Elia Valori, che entrò in lizza per
l'acquisizione di Alitalia nell'agosto scorso.
L'ipotesi di reato è aggiotaggio informativo. La cordata Baldassarre - che
includeva, tra gli altri, Engineering, il fondo Mivtach Shamir di Tel Aviv e la
Safna - venne ammessa a partecipare con riserva alla prima fase della
trattativa dal cda di Alitalia. Ma nel novembre scorso
il cda della Magliana comunicò di essere "nell'impossibilità di eseguire
le valutazioni dei requisiti necessari per partecipare al progetto, in merito
alla presenza, sul consorzio in via di formazione rappresentato da
Baldassarre". A dicembre la cordata venne definitivamente esclusa dalla
corsa. L'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Nello Rossi, è affidata
ai pm Stefano Pesci, Francesca Loi, Gustavo De Marinis, magistrati che indagano
anche per aggiotaggio e turbativa d'asta sulla misteriosa offerta lanciata lo
scorso dicembre dai fondi americani Evergreen e Thl. Per quest'altra vicenda,
ci sono tre indagati. L'indagine punta ai retroscena che, il 13 dicembre 2007,
accompagnarono la consegna all'allora presidente di Alitalia,
Maurizio Prato, della lettera in cui la cordata statunitense manifestava
interesse ad acquistare il 49,9% della compagnia, facendo intendere che
all'operazione avrebbe preso parte anche la Singapore Airlines. La compagnia
asiatica si affrettò a smentire, fatto ribadito davanti ai magistrati dal vice
presidente Stephen Forshaw, sentito come testimone pochi giorni fa. Ai due
fascicoli, nei giorni scorsi, ne è stato affiancato un terzo per monitorare le
oscillazioni del titolo nelle ultime fasi della trattativa con Air France-Klm.
La guardia di Finanza è stata incaricata di individuare gli acquirenti del
pacchetto di azioni pari a circa l'1,4% di Air France detenuto da Alitalia che è stato ceduto per 79 milioni di euro al fine
di fare cassa.
( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Bossi: ora il
federalismo fiscale faremo le riforme anche senza il Pd Avviso al Cavaliere:
"Il governo non si fa con una telefonata" La Lega Raddoppiati i
consensi rispetto alle elezioni del 2006: "Come nel '96" PAOLO
BERIZZI MILANO - Alle otto della sera, quando è ormai chiaro che la Lega ha
fatto il botto e che i popoli del Nord - futuri ministri leghisti compresi -
non vivranno affatto nelle riserve come l'indiano Sioux dei manifesti
elettorali, Umberto Bossi taglia la folla di giornalisti nella sala conferenze
di via Bellerio e, sollevando il pugno, grida "Padania libera!". Poi
prende posto dietro il tavolo, al centro, tra Maroni e Calderoli. "La
prima cosa che faremo è il federalismo fiscale", annuncia, "perché i
nostri sindaci sono stanchi di andare a elemosinare soldi a Roma". è
euforico, molto carico, il Senatùr. Si gode il "pieno" della Lega, si
fa riprendere dalle telecamere assieme ai "colonnelli",
all'immancabile sindacalista padana Rosy Mauro, a un gongolante Mario
Borghezio. "La gente ci vuole bene, vuole che la Lega cambi il paese -
dice Bossi - Per questo partiremo dalla volontà popolare, faremo le riforme che
chiede il popolo". Quando gli chiedono chi ha fatto la differenza tra Pd e
Pdl, accompagna la palla in rete: "Noi, ovviamente, perché chi è alleato
con la Lega vince". Il clima che si respira nella sede del Carroccio è
quello degli anni belli: sembra di essere tornati al '96, quando i lumbard
incassarono il 10,1 per cento, o al 2001 quando la percentuale salì addirittura
fino al 10,4. Il raddoppio della Lega - il dato provvisorio gli attribuisce il
9,34% dei consensi alla Camera e l'8,34% al Senato contro, rispettivamente, il
4,6% e il 4,5% delle elezioni del 2006 - il segretario federale lo legge così:
"E' un voto di proposta, non di protesta. I cittadini stavano perdendo la
pazienza - spiega - Ma questa volta la forza per fare le riforme noi l'abbiamo.
Anche senza il Pd - aggiunge - Il dialogo? Dipende da loro. Ce ne accorgeremo
subito di quali sono le loro intenzioni. Quando andremo in commissione.
L'ultima volta mandarono un battaglione di costituzionalisti all'unico scopo di
bloccare tutto, perché loro non vogliono cambiare niente". Giacca grigio
chiaro, camicia verde acqua, fazzoletto verde nel taschino, Bossi era arrivato
in via Bellerio alle 15.30, molto in anticipo rispetto alle ultime elezioni e
anche alle sue abitudini. "Andrà benone, sono sicuro", ha subito
confidato ai suoi i collaboratori coi quali si è chiuso nell'ufficio in attesa
delle prime proiezioni. Tra sigari e telefonate, incollato alle dirette tv, il
senatùr ha voluto aspettare che il risultato prendesse forma prima di rilasciare
dichiarazioni. Ma che le cose si stavano mettendo al meglio lo si era intuito
già dopo le 17. "La Lega ha raddoppiato i suoi voti in tutto il Nord"
- annunciava alle 18 il consigliere comunale milanese Matteo Salvini. Uno via
l'altro si presentavano l'europarlamentare Borghezio, i colonnelli Maroni,
Calderoli e Castelli, e infine, due minuti dopo le 20, lui, Umberto Bossi.
"Mi aspettavo questo risultato", dice parlando di un
"destropopolare" per indicare il pugno sferrato agli avversari. E su
Veltroni: "Non puoi mandare il sindaco di Roma al nord a prendere i voti,
non gli è bastato pitturare di verde il pullman". Con Berlusconi si sono
già parlati: "Gli ho telefonato, era contentissimo". Ma in serata,
dopo che a Porta a Porta il leader del Pdl aveva detto "ho già in testa il
governo da fare, con Fini e Bossi siamo d'accordo", il segretario leghista
collegato con la trasmissione di Vespa ha rilanciato: "Sul governo si
tratta di capirci bene, bisogna mettersi lì a ragionare, non basta una
telefonatina". Mentre nel quartier generale leghista esplodeva la festa,
il designato ministro per le riforme sottolineava un "punto
importante": "Siamo il nuovo partito dei lavoratori, ci hanno dato
fiducia perché non ne potevano più di vogare a sinistra". Un rapido
passaggio su Malpensa, che, va detto, è stato uno dei temi
forti della campagna elettorale del Carroccio: "Alitalia rimarrà finché non si troverà un vettore alternativo a Air
France". Poi la maratona televisiva. Fino alle 22.30, quando, applaudito
da un centinaio di militanti, Bossi si è infilato nella Volvo. "Vado da
Berlusconi a festeggiare. Faccio un brindisi e poi vado a dormire".
( da "Riformista, Il" del 15-04-2008)
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Premiata la
battaglia protezionista Lombardia, la Lega trionfa grazie agli operai Oltre l'8
per cento nel dato nazionale ma a impressionare è quello locale: oltre il 20
per cento in Lombardia e Veneto, oltre il
( da "Corriere della Sera" del 15-04-2008)
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- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-04-15 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE L'ex sindaco Formentini "Il Pd ha pagato i tradimenti sui temi
del Nord" Marco Formentini, sente aria di '93? "Beh, nel '93 la Lega
prese al primo turno il 40 per cento dei voti. Ma un'affinità sicuramente
c'è". Quale? "La presa di coscienza della popolazione che gli
interessi del Nord sono stati calpestati". A che si riferisce?
"L'episodio di Malpensa è stato gravissimo. Salvare Alitalia sacrificando Malpensa. è un
prezzo troppo elevato e c'è stata una rivolta popolare". Però su tanti temi
cari alla Lega, come la sicurezza e l'immigrazione, il Pd di Veltroni si è
mosso con determinazione. Perché il voto ha premiato la Lega e non il Pd?
"C'è stato il tentativo di Veltroni di rispondere a questi bisogni, ma i
fatti prevalgono sulle parole e quando il governo ha aiutato Air France contro
Malpensa c'è stata la prova provata che si parlava bene e si razzolava male. E
le persone hanno capito". Un po' di nostalgia di quel '93?
"Assolutamente sì, il '93 è stato un momento grandioso che non rinnego.
Sono stato il protosindaco della Libertà, da soli battemmo la sinistra".
Che pericolo si trova di fronte la Lega? "Deve essere ferma nel
rivendicare le esigenze del Nord. Dopo che ha investito per anni sul
federalismo, ora è il momento del raccolto". Marco Formentini M.Gian.
( da "Corriere della Sera" del 15-04-2008)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-04-15 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE ELEZIONI 2008 Il centrodestra vince Milano resta al
centrodestra Uno su due ha votato Berlusconi Trionfano le liste per il
Cavaliere presidente. "Premiato il buon governo" La nuova tappa per
il Pdl e la Lega è la conquista della Provincia di Milano la prossima primavera
Sempre più roccaforte. Milano rimane saldamente in mano al centrodestra e,
mentre la Lega pensa alla presidenza della Regione, il Pdl guarda con maggiore
fiducia al prossimo traguardo: la conquista della Provincia. I numeri di questo
successo dicono, fin dalle prime proiezioni, che Lega e Pdl a Milano
rappresentano all'incirca la metà dei milanesi. Rispetto alle politiche del 2006,
il nuovo partito di Berlusconi passa, alla Camera, dal 41 al 37 per cento dei
consensi e la Lega fa il balzo in avanti: dal 5,2 al 12 e rotti. "Un
risultato che premia il buon governo di Milano e della Lombardia - commenta la
coordinatrice regionale di Forza Italia, onorevole Mariastella Gelmini - e che
dimostra ancora una volta il fiuto politico di Berlusconi". Incalza il
coordinatore cittadino, onorevole Luigi Casero, che offre un'altra chiave di
lettura del voto: "La Lombardia è sempre più del centrodestra. Veltroni e
il centrosinistra hanno dimostrato che non sanno capire la Lombardia e i
lombardi. La questione settentrionale, come ci ha chiaramente mostrato il caso Alitalia-Malpensa, non fa per
loro". Certo il risultato della Lega, che ha conquistato anche una minima
parte dell'elettorato berlusconian-finiano, potrebbe creare qualche problema.
Non a caso, un minuto dopo le prime proiezioni, il capogruppo leghista Davide
Boni rilancia l'ipoteca sulla presidenza della Regione e il capogruppo in
Comune Matteo Salvini batte cassa con il sindaco Moratti. La Gelmini
minimizza: "Alcune uscite sono sopra le righe. Noi parliamo con Bossi,
Giorgetti e Maroni e siamo sicuri che la Lega sarà una forza leale come è stata
finora". Ha qualche dubbio il vicesindaco Riccardo De Corato, che segue i
risultati, in mezzo a bandiere e brindisi, dal maxi schermo nella sede del Pdl
point di corso Vittorio Emanuele: "La Lega fa un paio di giri nei campi
nomadi e acchiappa voti. è chiaro che il buonismo del centrosinistra qui materializza
il suo fallimento: la gente ci chiede risposte chiare sulla sicurezza ed è una
partita che non va lasciata soltanto nelle mani della Lega ma che sarà portata
avanti dal Pdl con la Lega". Di fatto, i prossimi passaggi sono già
segnati. Il presidente Roberto Formigoni, che deve decidere se proseguire il
suo impegno politico a Roma, ancora tergiversa: "Chi farà che cosa lo
vedremo nei prossimi giorni, non c'è fretta". E, nel frattempo, volta
oltre i cieli lombardi precisando che "Silvio Berlusconi è consapevole
delle difficoltà che il Paese attraversa ma il nostro Governo sarà capace di
affrontare queste difficoltà e di dare una risposta a questi bisogni e
all'eredità pesante che il Governo Prodi ci lascia". Di certo, se non ci
saranno le dimissioni (con conseguente chiamata autunnale alle urne) di
Formigoni, andranno sostituiti i tre assessori in giunta che sono stati eletti
a Roma (Massimo Corsaro, Viviana Beccalossi e Giancarlo Abelli). Altra tappa è
quella delle provinciali della prossima primavera. "I dati di queste
politiche - anticipa l'onorevole Maurizio Lupi, vice-coordinatore cittadino di
Fi - rilanciano la nostra candidatura per il Governo della Provincia. Non
credo, come pensano in troppi nel centrosinistra, che quella di Penati sarà una
passeggiata. E se ne renderanno conto ancora meglio quando sarà terminato lo
scrutinio delle amministrative ". Il resto, è la festa. I leader del Pdl
che non sono corsi a Roma trascorrono pomeriggio e notte nella sede del Pdl
Point di corso Vittorio Emanuele, dove si stappano bottiglie, dopo le prime
proiezioni e si ulula, seguendo la tivù, quando vengono intervistati i leader
dello schieramento avversario. Così, Corsaro plaude alla "svolta storica
del primo Parlamento dal dopoguerra senza comunisti ". E mentre nel
pubblico si ripete che "vinciamo perché sappiamo governare, infatti in
Campania Bassolino perde", il capogruppo azzurro di Palazzo Marino, Giulio
Gallera, mette le mani avanti: "La Lega è andata bene. Ma escludo
categoricamente che, nel caso di un rimpasto, possa aumentare il suo peso in
giunta". Meglio dirlo prima. Elisabetta Soglio Leali Noi del Pdl siamo
sicuri che la Lega sarà una forza leale come è stata finora Acchiappa voti De
Corato: "La Lega fa un paio di giri nei campi nomadi e acchiappa voti"
La festa Al Pdl point di corso Vittorio Emanuele è festa per la vittoria alle
elezioni del Popolo della Libertà. Un milanese su due ha votato per Silvio
Berlusconi.
( da "Corriere della Sera" del 15-04-2008)
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- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-04-15 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE Palazzo Marino Moratti non commenta il voto E si dedica
a Expo e Malpensa Nel giorno della vittoria dello schieramento
"amico", Letizia Moratti sceglie il profilo basso. Nessun commento è
trapelato ieri da Palazzo Marino sull'esito del voto che ha premiato il Pdl, ma
soprattutto la Lega Nord, uno degli alleati più "riottosi" della sua
maggioranza. Eppure era stata proprio lei, non più tardi di dieci giorni fa, a
salire sul palco del comizio del Popolo della Libertà chiedendo un voto per un
nuovo governo che "creda nella sicurezza". Quella di ieri è stata
invece una normalissima giornata di lavoro trascorsa a Palazzo Marino tra
incontri e riunioni, raccontano i suoi collaboratori. Il suo dovere di
cittadino, Letizia Moratti, l'aveva d'altra parte fatto nella serata di
domenica depositando la scheda elettorale nell'urna del seggio di via della
Spiga. Pancia a terra al lavoro per l'Expo, l'indicazione che il sindaco vuol
far trapelare nelle ultime ore. E anche l'agenda odierna dimostra che in questo
momento non è il quadro politico a essere in cima ai suoi pensieri. In
mattinata incontrerà qualche assessore per fare il punto su alcuni progetti
della Milano che verrà: Città del gusto, Parco scientifico della Bovisa. Non
solo. Nella testa della Moratti in queste ore ci sono altre
due grandi questioni: Alitalia ("la causa di Sea è un atto dovuto", ha detto ieri ai
microfoni del Tg regionale) e il Salone del Mobile. Che aprirà domani e che
desta più di una preoccupazione sul fronte traffico. Letizia Moratti A.Sen.
( da "Corriere della Sera" del 15-04-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-04-15 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE I risultati Il Popolo della Libertà al 38 per cento, Bossi oltre l'
( da "Corriere della Sera" del 15-04-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-15 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE "Saranno cinque anni difficili Aperto ai suggerimenti del
Pd" Il Cavaliere: sono commosso. Ho gradito gli auguri di Veltroni
"Il successo dimostra che il voto 2006 era irregolare. Subito al lavoro su rifiuti e Alitalia" ROMA - L'ha vissuto come "uno dei momenti più belli
della vita, il coronamento di un sogno". Ha atteso le nove di sera per
rilasciare un commento ufficiale, ma la parola storia, la convinzione di vivere
"un momento e una vittoria storica", è concetto che fa capolino per
tutto il pomeriggio nella mente di Silvio Berlusconi. Insieme alla
commozione, esplicitata nel primo comunicato: "Abbraccio e ringrazio di
cuore tutti gli italiani". Il premier in pectore ha trascorso ad Arcore la
sua giornata. Chi è stato con lui lo ha trovato felice e soddisfatto, ma con
misura: "Moderato anche nella felicità", dirà in serata Paolo
Bonaiuti. E anche un tantino spensierato, visto che per un'ora fa perdere le
sue tracce e va a visitare una villa che sarà sede di quell'università del
pensiero liberale che da due anni è uno dei suoi pallini. A Rai1 e Canale 5
Berlusconi parla all'ora di cena. Si dice "pronto ad accettare voti
dell'opposizione sulle riforme". Consapevole "della grande
responsabilità e che ci attendono 5 anni difficili, che però serviranno per
ammodernare il Paese, per riprendere un percorso interrotto". Aggiunge che
nessuno gli toglierà dalla mente che "il voto del 2006 era irregolare".
Di avere già "in testa la squadra di governo ". Che lavorerà da
subito su Alitalia e sull'emergenza rifiuti in
Campania. Il primo viaggio all'estero, conferma, sarà in Israele. A casa con i
suoi ospiti, durante la giornata, Berlusconi parla un po' di tutto.
Dell'affermazione di Di Pietro, il simbolo del suo orrore durante tutta la
campagna elettorale: "Come si fa a dargli tanti voti, non capisco".
Della Lega, del grande risultato del partito di Bossi: "Sono molto
contento che il mio alleato più fedele sia stato così gratificato, è sempre
stato anche la mia forza, oggi più che mai". Sull'esclusione della
sinistra dal Parlamento invece anche qualche rammarico, frutto di una
preoccupazione: "Governare con una protesta di piazza amplificata dall'assenza
di rappresentanza". Ringrazia Walter Veltroni, che lo chiama nel
pomeriggio per riconoscere la sconfitta e fargli gli auguri di buon lavoro,
gesto apprezzato dal Cavaliere. Si sente a telefono con Gianfranco Fini, con
cui da domani dovrà trovare un percorso definito per il nuovo partito. Con
Umberto Bossi, al quale farà forse qualche concessione in più nell'esecutivo.
In serata è con gli amici più cari, i collaboratori di sempre, quel pezzo di
mondo che gli era vicino anche al momento della discesa in campo. A cena ad
Arcore ci sono Fedele Confalonieri, la figlia Marina e il suo compagno,
l'imprenditore Tarek Ben Ammar, il capo di Mediolanum Ennio Doris, l'avvocato e
amico Nicolò Ghedini, il direttore del Tg4 Emilio Fede, l'ad del Milan Adriano
Galliani, l'amministratore delegato di Publitalia Giuliano Adreani, il
consulente Bruno Ermolli, che segue da alcune settimane la vicenda Alitalia per il Cavaliere, il professore Alberto Zangrillo,
suo medico personale, Sandro Bondi e numerose altre persone. Parla anche del
leader del partito democratico: "Ha fallito - più o meno il concetto - ma
non poteva essere diversamente. Il nostro risultato dimostra anche che il
malcontento era gigantesco. Eppure ha avuto il merito di aver semplificato la
vita politica italiana, in senso bipolare ". Davanti Villa San Martino, ad
Arcore, un carosello di auto fa festa sino a notte fonda. Senato dati parziali
47,3 (FI-An-Lega) 40,9 Marco Galluzzo GUARDA I commenti di Berlusconi
www.corriere.it 2006.
( da "Corriere della Sera" del 15-04-2008)
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NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-15 num: - pag: 7 categoria:
REDAZIONALE Intervista a Cossiga "Avrà contro sindacati, poteri forti e
giudici. E Veltroni dovrà contenere le spinte dell'estrema sinistra"
Silvio, sono dolori. Può tornare il terrorismo" ROMA - "Per Silvio
Berlusconi adesso cominciano i dolori, ha una maggioranza ampia ma governare
sarà davvero difficile. Immaginavo che avrebbe vinto, ma solo di poco". Il
senatore a vita Francesco Cossiga è convinto che il Paese conoscerà una nuova
stagione di turbolenze politiche e di piazza. Perché fa questa previsione?
"Perché lo sconfitto, il leader del Partito democratico Walter Veltroni, o
chi eventualmente gli subentrerà, sarà costretto a condurre una durissima
opposizione non soltanto nelle aule parlamentari... ". Eppure i segnali da
parte del Pd sono stati di tutt'altro genere. "Sarà costretto a dare
ascolto e raccogliere le preoccupazioni di tutti gli antiberlusconiani, degli
operai della Fiom, dei precari, dei giovani no global e dei centri sociali,
insomma di tutti coloro che una volta erano rappresentati da Rifondazione
comunista, da ieri fuori del Parlamento. Sarà obbligato a farlo per impedire
che si creino le condizioni della rinascita del terrorismo brigatista. E il
terrorismo di sinistra tornerebbe ad agire se, per ipotesi, si facessero le
larghe intese. Non va dimenticato infatti che il brigatismo si scatenò
trent'anni fa, con il sequestro di Aldo Moro, contro il compromesso storico,
contro il governo di larghe intese guidato da Andreotti e nel quale io ero
ministro dell'Interno, e posso oggi dire di essere stato indicato dai
comunisti". Senatore, è davvero convinto che questa sarà la linea del Pd
nonostante Veltroni abbia detto in campagna elettorale che era finita la stagione
della contrapposizione frontale? " è l'unica strada possibile. Il Pd deve
diventare una vera forza socialdemocratica in grado di assorbire la sinistra
radicale. Non farlo, non mantenere i contatti con le masse, ripeto, può
diventare pericoloso. L'opposizione è dura oppure non è, non può essere il
partito delle banche". Eppure si è parlato tanto di dialogo tra
schieramenti opposti... "Solo in Italia si sostiene che le riforme si
fanno d'accordo, che i posti si spartiscono, che la televisione di Stato deve
essere indipendente. Ricordo che quando il redattore politico della Bbc parlò
male della politica di Tony Blair l'indomani fu cacciato via e non ci fu
nessuno sciopero, nessuna interrogazione, perché il suo comportamento fu
considerato antidemocratico. Il pensiero era: "se tu vuoi parlare contro
il governo lo puoi fare dall'opposizione". La libertà di stampa consiste
nel pluralismo della stampa". Secondo lei, che cosa succederà a Veltroni?
"Lui ha commesso l'errore di non dire che stava vincendo. Mi spiego: quando
si guida un esercito, per essere seguiti dalla truppa, si dice che si sta
vincendo e non che si sta perdendo. Ha ripetuto: la rimonta, la rimonta, siamo
a due punti. Erano convinti che il distacco fosse minimo, ma gli italiani per
natura non stanno con chi perde ma con chi vince. Dentro il partito, Walter ha
contro i prodiani e i dalemiani tacciono. E questi sono pessimi segnali per
lui". Torniamo a Berlusconi. Alcuni osservatori sostengono che per lui è
l'ultima chance, e che non ci sono più alibi perché all'interno del
centrodestra non ha più dei frenatori. "Ripeto: sarà difficile per lui.
Avrà contro i sindacati, per i quali non tutti i governi sono uguali, la
magistratura - nonostante dal programma abbia espunto qualunque riferimento a
ipotesi di separazione delle carriere tra pm e giudici - i poteri forti, anche
se forse qualcosa è cambiato con la presidenza di Emma Marcegaglia in
Confindustria. E poi avrà contro anche le grandi banche. Berlusconi è nelle
stesse condizioni politiche nelle quali si trovava nel 2001. Un conto è vincere, un conto è governare. E per vincere bisogna
avere dalla propria parte sindacati, poteri forti e magistratura. E poi dovrà
affrontare i problemi dell'economia, dall'Alitalia all'inflazione". Francesco Cossiga Capo dello Stato dal
1985 al 1992 Lorenzo Fuccaro.
( da "Corriere della Sera" del 15-04-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-15 num: - pag: 9 categoria:
REDAZIONALE Il consigliere di Prodi "Romano è stato un signore, ma non
farà il nonno" Rovati: alla Camera io per l'Udc Ora Pier e Walter si accordino
"Non chiedo la testa del leader pd, ma per il futuro dico Draghi"
MILANO – La prima telefonata è con Prodi: "Eh no Romano, non va bene per
niente. Se si ferma al 33, Veltroni avrà i suoi problemi". La seconda è
con D'Alema, che tenta di rincuorarlo: "Aspettiamo Angelo, non è detta
l'ultima parola, anche se tutte le mie indicazioni confermano che la Lega va
fortissimo ". La terza è di Costamagna, banchiere vicino al Pd, che è
fermo agli exit poll; tocca a lui dargli la notizia: "è un disastro, una
mazzata pazzesca". Angelo Rovati, uomo-chiave del prodismo, fondatore del
Partito democratico, segue lo spoglio da solo, nel suo ufficio di Milano.
"Ormai sono fuori dai giochi: posso dire quel che penso, e scegliere di
conseguenza. Alla Camera, ho votato la vera novità di queste elezioni:
l'Udc". Proprio lei, indicato da Prodi tra i 45 saggi che hanno fatto
nascere il nuovo partito? "Ho pur sempre votato Pd al Senato. Ma mi pareva
giusto appoggiare anche la scelta di Casini, dopo averlo incoraggiato di
persona. Siamo pur sempre entrambi bolognesi, e soprattutto democristiani. Così
gli ho detto: “Piero, hai 52 anni; se non lo fai adesso, non lo fai più”. Lui
ha dimostrato carattere, ed è stato premiato: lo scudo crociato tiene. L'ho
votato sia perché, con la scomparsa del partito socialista, l'Udc è l'ultimo
partito della Costituente a entrare nel nuovo Parlamento. E soprattutto perché
l'unica speranza per il futuro è un accordo tra i democratici e i
moderati". Il Pd, nota Rovati, è poco sopra i numeri del 2006. "Alla
fine, la magia di battere Berlusconi è riuscita solo a Prodi, e per due volte.
Veltroni ha fatto una buona campagna, adottando una tattica del basket, di cui
è tifoso: all'inizio una “zona adeguata”, una difesa per parare i colpi; poi un
tentativo di pressing a tutto campo; alla fine però sono mancati i tiri da tre
punti". Rovati, lei è stato cestista per davvero, in serie A. Forse
occorreva una tattica diversa. "è mancato lo spirito ulivista: l'apertura
al centro cattolico, la logica delle alleanze. è evidente che la sinistra
riformista da sola non ce la fa. L'operazione Calearo-Colaninno non è servita a
nulla. Era meglio tenersi stretto De Mita, che è sempre una mente lucidissima.
Ora non sarebbe giusto chiedere la testa di Veltroni, che è stato legittimato
dalle primarie. Ma Walter deve tessere l'alleanza con Casini. Sono molto
diversi, uno viene dal Pci l'altro dalla Dc, ma sono pur sempre coetanei. Fanno
politica fin da bambini, e questo è un bene. Sommando alla coalizione di
Veltroni il 6% di Casini, siamo al pareggio. Se poi l'alleanza del futuro fosse
guidata da un grande economista, da un Mario Draghi… ". Il presente però è
di Berlusconi. "Sì, la leadership del centrodestra è più che mai nelle sue
mani. E proprio questo dovrebbe indurre Casini, che si considera alternativo a
Veltroni, a lavorare con lui". Berlusconi, in un'intervista al direttore
del Riformista Antonio Polito, poco prima del voto scherzava: "Di sicuro
non farò un piano Rovati". "Certo. Farà un piano Ermolli" è la
replica, altrettanto sorridente. "Ho trovato davvero bello l'ultimo libro
di Tremonti - dice Rovati -. Anche perché mi dà ragione: la crisi del
mercatismo, il ritorno della mano pubblica…". Il "piano Rovati"
riguardava Telecom. Il "piano Ermolli" potrebbe
riguardare Alitalia.
"La questione è molto grave. Se salta l'accordo con Air France, ci sono da
trovare dieci miliardi di euro. La prova del governo sarà durissima. Un ruolo
chiave toccherà a Gianni Letta, in vista delle riforme che vanno fatte insieme
e in fretta, pena l'esplosione della protesta antipolitica. Certo che
Silvio è formidabile. Con Romano, l'unico vero innovatore di questi quindici
anni. L'Italia è, come sempre, un Paese di centrodestra, e lui sa interpretarne
la pancia e il cuore". Siete amici, vero? "Ci lega una simpatia
istintiva. La lezione del voto è che Berlusconi va sempre guardato con
rispetto, e mai sottovalutato ". Al telefono, Prodi non sembra contento
del successo di Di Pietro. "è stato uno degli ossi più duri - commenta
Rovati -, e ora la sua influenza aumenta ". Il dissidio tra Di Pietro e
Mastella certo non ha giovato al governo. "è vero. Ma non credo alle
dietrologie. Il governo è caduto perché Mastella non ha retto. E Berlusconi
l'ha fregato magistralmente. Prima firmando la lettera in cui gli prometteva
deputati e senatori. Poi andando lui stesso in tv a raccontare tutto, e ad
annunciare che aveva cambiato idea". Telefona la moglie, Chiara Boni, la
stilista. Si parla del voto in Emilia: "Hai visto cara? Bertinotti
scompare, la Lega sale al 7%. Forse sono i comunisti che hanno votato Bossi.
Oppure i comunisti hanno votato Pd, e una parte dei nostri elettori sono
passati alla Lega per protesta: contro l'insicurezza, contro l'immigrazione
clandestina. Il Partito democratico non ha saputo intercettare il voto popolare
e di protesta ". Un errore occultare Prodi? "La scelta è stata di
Romano. Ha mantenuto un profilo istituzionale, dimostrando di essere un uomo di
Stato, oltre che un gran signore". Ora cosa farà? "Non solo il nonno.
In Italia non esiste uno con la sua agenda, con i suoi contatti internazionali;
sono certo che li metterà a disposizione del Paese. Girando il mondo con lui ho
visto presidenti e anche dittatori che lo trattano con affetto filiale o
fraterno. Nazarbaev, il leader del Kazakistan, guarda Romano come fosse
un'immagine sacra. Tremonti lo dice per criticarlo, ma Prodi è davvero il
leader europeo più vicino alla Cina; e in una vicenda come quella del Tibet
potrebbe tornare utile. Penso a un ruolo in un'istituzione internazionale, come
il Wto. Ma il campo in cui Romano potrebbe essere decisivo è il conflitto con
l'Iran: a Teheran ha relazioni molto strette". Sì, ma in Italia la sua
stagione politica si chiude con un risultato elettorale decisamente negativo.
"Attenzione però: escono dal Parlamento le forze che gli hanno impedito di
governare. Bertinotti è fuori, Mastella pure, Dini è di là. In fondo, gli
elettori hanno visto giusto". "Silvio è formidabile" "A
Berlusconi mi lega una simpatia istintiva. Con Prodi è l'unico innovatore di
questi quindici anni" La scelta Angelo Rovati. Ha votato Udc Aldo
Cazzullo.
( da "Corriere della Sera" del 15-04-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2008-04-15 num: -
pag: 49 categoria: REDAZIONALE La Giornata in Borsa di Giacomo Ferrari Frenano
gli indici, bene Mondadori Cemento La scommessa sul rilancio delle opere
pubbliche ha favorito il comparto del cemento Avvio di settimana difficile per
Piazza Affari, sulla scia delle altre Borse europee. Giù dell'1,13% l'indice
S&P-Mib e dell'1,06% il Mibtel, con scambi fermi a 3,5 miliardi di euro
(dai 5 miliardi di venerdì). Più che sull'andamento generale, i risultati
elettorali hanno parzialmente influito su alcuni singoli titoli. Mondadori, per
esempio, società editrice che fa capo al probabile futuro premier, ha
realizzato una delle migliori performance dell'S&P-Mib, con un prezzo di
riferimento in crescita del 3,27%. E altrettanto bene si sono comportati i
titoli del settore cementi e costruzioni, che potrebbero trarre vantaggio da un
possibile rilancio delle opere pubbliche. Italcementi ha messo a segno il balzo
più significativo tra i valori più capitalizzati (+3,51%), seguita da
Buzzi-Unicem (+3,05%) e Impregilo (+2,17%). Alitalia, inoltre, è salita dell'11,11% all'asta di chiusura sull'ipotesi
che il nuovo governo possa abbandonare la trattativa con Air France in favore
di una cordata italiana. In forte calo, invece, Telecom Italia, che nel giorno
della lunga assemblea degli azionisti ha perso il 4,11%. Il titolo, che
nelle precedenti sedute aveva recuperato terreno grazie anche ad acquisti
speculativi, ieri ha ripiegato a causa della delusione per l'assenza di novità
strategiche nelle dichiarazioni dei vertici della compagnia telefonica, che
hanno tra l'altro escluso l'ipotesi di una fusione con Telefonica. Giù anche
Luxottica, mentre Fiat ha ceduto il 2,48% e Monte Paschi il 2,13%. Contrastato,
infine, il comparto assicurativo: Unipol è cresciuta dell'1,83%; Mediolanum e
Fondiaria- Sai hanno invece perso rispettivamente il 2,13% e il 2,10%.
( da "Corriere della Sera" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-15 num: - pag: 41 categoria: REDAZIONALE
Il negoziato Il nodo degli impegni nei confronti delle altre compagnie aeree.
Air France apre sulla governance "Alitalia, senza
garanzie rischio chiusura" Bisignani (Iata): risorse per restare nel
sistema, anche con il commissario. Bossi: Malpensa torna in gioco Letizia
Moratti: ora una vera liberalizzazione che permetta a Malpensa di sostituire Alitalia con altri vettori ROMA - Anche la Iata suona la
campana per Alitalia. L'organizzazione internazionale
delle compagnie aeree ha inviato, all'inizio della scorsa settimana, una
lettera al vettore italiano, e per conoscenza ai ministri Tommaso
Padoa-Schioppa (Economia) e Alessandro Bianchi (Trasporti) avvertendolo che, in
caso di commissariamento, dovrà fornire "garanzie adeguate e sufficienti,
a partire da quelle finanziarie". In caso contrario, ha spiegato ieri il
direttore generale di Iata, Giovanni Bisignani, Alitalia
"dovrà uscire dal sistema internazionale ", grazie al quale vende il
90% dei biglietti nel mondo, "e quindi chiudere". Si tratta di un
avviso perché la Iata non può di per se stessa produrre il commissariamento o
il fallimento di Alitalia. Per questo la lettera suona
più come un incoraggiamento, rivolto a Alitalia,
affinché si metta nelle condizioni di non fallire, magari accettando l'ingresso
in Air France-Klm. Del resto lo stesso Bisignani, che ieri ha parlato di Alitalia con il commissario europeo ai Trasporti, Jacques
Barrot, aveva già dichiarato, in passato, di ritenere questa "una buona
soluzione ". Ma sull'ipotesi francese da ieri pende il risultato
elettorale favorevole al Pdl. "Sulla compagnia - ha dichiarato ieri
Maurizio Lupi, responsabile "azzurro " delle Infrastrutture -
decideremo nei prossimi giorni. Comunque riteniamo che la partita con Air
France sia non accettabile". Linea dura, dunque. Una posizione che Air
France-Klm si preparerebbe a affrontare offrendo aperture sulla governance. Se
il problema di Berlusconi, si ragiona, è conservare l'italianità della
compagnia è possibile fare delle concessioni: un consigliere in più nel cda
della holding o regole diverse di voto, meno sfavorevoli agli italiani. Quanto
all'eventuale richiesta di ingresso di partner nostrani, i francesi non
sarebbero contrari, a patto che il 51% di Alitalia
resti nelle loro mani e che il socio non sia un'altra compagnia aerea. Air
France-Klm potrebbe però essere chiamata a ulteriori sforzi, in particolare su
Malpensa. Il buon risultato della Lega al Nord, in Lombardia e a Milano rendono
ineludibile il problema dello scalo. "Adesso Malpensa ritorna in
gioco", avverte il leader della Lega, Umberto Bossi. "La causa della
Sea (società che gestisce gli aeroporti milanesi, ndr) è un atto dovuto "
ha ribadito il sindaco di Milano, Letizia Moratti, auspicando "una vera
liberalizzazione che ci consenta di sostituire Alitalia
con altri vettori". Un riferimento alla questione dei diritti di traffico
internazionali, ancora da risolvere. Ancora per oggi però la partita resta
nelle mani del governo uscente. Ieri il sottosegretario Enrico Letta, che ha tentato un riavvicinamento ai francesi, ha visto il
presidente di Alitalia,
Aristide Police, che oggi incontrerà i sindacati. In mattinata Police saluterà
Papa Benedetto XVI, in partenza alle 12 per Washington, con un volo Alitalia. A confronto Il presidente di Alitalia Aristide Police; Giovanni
Bisignani, direttore generale di Iata; Vito Riggio, presidente Enac; il
presidente di Air France-Klm Jean-Cyril Spinetta Antonella Baccaro.
( da "Corriere della Sera" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-04-15 num: - pag: 8
categoria: REDAZIONALE "La questione Malpensa? Vale almeno il 10 per
cento" Nei Comuni attorno all'aeroporto premiati i difensori dell'hub
Grande rimonta del Carroccio rispetto al 2006 nei centri dove ha puntato sulla
campagna per la difesa dello scalo VARESE - L'avevano capito subito che il
boccone era ghiotto: Roma ladrona, che svende Alitalia, che affossa Malpensa. Si sono
mossi senza esitazioni: una marcia a Varese, una a Gallarate, una davanti al
Terminal 1. Sarà stata demagogia, secondo i detrattori, ma alle urne il gioco
di puntare tutto sull'aeroporto che rischia di mandare a carte e quarantotto i
risparmi di tante famiglie, ha funzionato: la Lega fa un balzo dove c'è
la crisi di Malpensa e, anche se i dati devono essere confermati, le prime
proiezioni sono tutte in questo senso: in tutti i comuni della brughiera
intorno all'aeroporto Pdl e Pd mantengono le loro posizioni. Il Carroccio
invece fa salti anche di dieci punti rispetto alle politiche del
( da "Giornale.it, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 90 del 2008-04-15
pagina 6 La valanga lumbard spinge il Comune verso il rimpasto di Giannino
della Frattina Gallera: "Niente litigi in Giunta dopo la vittoria"
Chi usa diplomazia lo chiama solo "tagliando", gli altri
"rimpasto". Lo tsunami Lega Nord soffia forte anche sulla giunta in
Comune e per gli assessori suona il valzer. Magari, come chiesto proprio dal
Carroccio, riducendo a 12 il loro numero. Il capogruppo Matteo Salvini, neo
deputato, dedica la vittoria al sindaco Letizia Moratti, ma la invita a una
riflessione. "I cittadini - le sue parole - non ne possono più di campi
Rom, delinquenza e insicurezza. I maggiori consensi ci vengono soprattutto dai
quartieri popolari, come il Gratosoglio e Quarto Oggiaro e non dalla Milano
radicalchic. Sono stufi degli immigrati ed è per questo che raddoppieremo la
nostra presenza sul territorio". Chiara la critica ai progetti di
integrazione con i campi nomadi che solo quest'anno sono costati a Palazzo
Marino ben 11 milioni di euro. Nel mirino, probabilmente, quell'assessorato
alle Aree cittadine che potrebbe essere lasciato libero da Ombretta Colli che
dovrebbe dedicarsi a tempo pieno alla carica di senatore. O magari il posto del
professor Luigi Rossi Bernardi che la Moratti vorrebbe dirottare
sull'organizzazione dell'Expo. Ma è pronta a bussare alla porta della Moratti
anche la Destra del tandem Storace-Santanché. "Nessuno - tuona il
vicesindaco Riccardo De Corato con delega alla Sicurezza - può chiedere di
rivedere la politica comunale che ha contribuito a ottenere questi risultati.
Salvini può solo ringraziarci". Ma poi non può che rincorrerlo.
"L'esito elettorale - prosegue - indica che serve un segnale forte sulla
sicurezza. Da Milano e dal Nord arriva una richiesta che non va elusa, una
protesta perché c'è poca sicurezza. E il buonismo e il pietismo peloso dei
media e della sinistra alimentano e ampliano l'elettorato leghista". Ma lo
spettro del rimpasto agita anche la sinistra. "La vittoria della Lega -
attacca Marilena Adamo (Pd) - ci preoccupa e credo che aprirà un clima di
instabilità. Oggi hanno un solo assessore e non credo che si
accontenteranno". Della necessità di "dare alla città una maggiore
efficacia e celerità nelle risposte" parla anche il capogruppo del Pdl
Giulio Gallera un papabile al tavolo della giunta. "Non tanto - spiega -
per il risultato delle urne, quanto per l'Expo. Questa giunta va consolidata,
ma l'errore più grave sarebbe litigare tra di noi dopo aver vinto". E la
Moratti? Tace. E preferisce occuparsi di Malpensa. "La
causa ad Alitalia? È un
atto dovuto dopo che nonostante precisi accordi ha deciso di abbandonare
repentinamente l'aeroporto. Dobbiamo tutelare l'azienda, i lavoratori, la
ricchezza creata sul territorio e poter rilanciare anche Malpensa con una vera
liberalizzazione che ci consenta di sostituire Alitalia con altri vettori". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI
SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Manifesto, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Batosta/2 Per la razza
e il portafoglio Ida Dominijanni Non è il '94, è peggio. Allora, l'illusionista
venuto da Arcore aveva dalla sua una mossa e tre trucchi. La mossa era il
bipolarismo, creatura partorita in quattro e quattr'otto in un improvvisato
menage a tre con Gianfranco Fini e Umberto Bossi. I tre trucchi erano la sua
figura da alieno che conquistava il Palazzo con le armate della società
antipolitica, il suo contrabbando di sogni e miracoli, la sua bandiera di un
nuovo senza passato e senza radici. SEGUE A PAGINA 4 Quasi nessuno di quelli
che pensavano di intendersene di politica avrebbe puntato una fiche su di lui,
ma lui puntò su se stesso e sbancò il tavolo. Stavolta no. L'illusionista aveva
perso lo smalto sotto il cerone, l'unica mossa - la proclamazione del Pdl il
pomeriggio di una domenica qualunque - l'aveva copiata dal Pd, di alieno non
aveva più nulla, invece di sogni e miracoli ha contrabbandato difficoltà e
sacrifici con lo sconto del del bollo sul motorino. La novità incarnata tredici
anni fa era ampiamente ammuffita, e lui neanche aveva l'aria di puntare tutto
su se stesso. Eppure Silvio Berlusconi sbanca di nuovo il tavolo. Al di là di
ogni ragionevole previsione e di ogni ponderato sondaggio. E quel ch'è peggio,
con uno dei due antichi alleati, Fini, ingoiato nel Pdl, e l'altro, Bossi,
redivivo e rinvigorito fuori. Non sarà solo il Popolo delle libertà a
governare; sarà il popolo dei fucili e delle ampolle a conferire il colore
giusto a quelle libertà. Non è vero che il colore verde della Padania fa a
pugni col tricolore dell'Italia. L'una e l'altra possono
sventolare assieme - il caso Alitalia l'ha dimostrato - su un localismo separatista dei ricchi che
invoca protezionismo statale - altro che liberismo!- a difesa del portafogli e
della razza, Berlusconi e Bossi officianti e Tremonti benedicente. E' l'Italia
bellezza, anno di grazia
( da "Manifesto, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
"Ero certo di
vincere, ma ora dialoghiamo" Berlusconi rompe il silenzio telefonando a
sera a tutti i programmi tv: "nomina" Fini presidente della camera,
Letta vice premier e Frattini ministro degli esteri. E invita l'opposizione a
collaborare mettendo le mani avanti: "Saranno mesi e anni difficili"
Micaela Bongi Alle otto di sera, a ufficializzare il risultato è il leader del
Pd Walter Veltroni: "Come è prassi in tutte le democrazie occidentali, ho
telefonato a Berlusconi per dargli atto della vittoria e esprimergli l'augurio
di un buon lavoro". Lui, il Cavaliere, non arriva a Roma nemmeno per l'ora
di cena e neanche più tardi. Lascia che sia Gianfranco Fini a festeggiare in
notturna, al comitato elettorale dell'Eur, il distacco di circa 9 punti al
senato e di 8 alla camera tra la sua coalizione e quella Pd-Idv. Un distacco
che gela ogni miraggio di rimonta veltroniana. Il prossimo premier, ancora lui,
si gode a distanza i fan che sotto la pioggia sventolano bandiere e si
attacchano al clacson davanti alla sua villa di Arcore, dove segue come di
consueto lo scrutinio, lasciando che i collaboratori riferiscano sul suo stato
d'animo. Ed è il portavoce di An Andrea Ronchi, dopo il brivido iniziale e le
facce scure dei nazional-alleati che di fronte ai primi exit poll sballati si
mangiano le mani per aver creduto nel Pdl, a riferire di una telefonata
pomeridiana tra il leader confermato e Fini: soddisfazione, "profonda
soddisfazione". Per una dichiarazione in viva voce di Silvio Berlusconi,
annunciata per la serata nella forma del comunicato stampa, bisogna invece
aspettare una sua telefonata in diretta a Porta a Porta dopo le nove. E per non
lasciare a bocca asciutta la sua Mediaset il Cavaliere telefona anche a Enrico
Mentana in onda con Matrix. E poi ancora a Sky. E infine pure alla 7. Il
trionfo di sua emittenza che pure promette che darà poco peso alle tv e al
teatrino, perché vuole comportarsi da "statista": "Sono
commosso, sento una grande responsabilità", dichiara saltellando via cavo
tra una rete e l'altra. Si dice prontissimo per palazzo Chigi, con la squadra
di governo già in testa e almeno quattro donne su 12 ministri. Promette di
governare per altri cinque anni e riferisce fiero della telefonata con il
leader del Pd Veltroni, "poche parole, si è conclusa con i suoi auguri di
buon lavoro". E dopo gli ultimi fuochi della campagna elettorale,
assicurando che era certo di questo risultato, torna al fair paly: riforme col
Pd? Non solo: "Restiamo aperti verso l'opposizione e a accettare il loro
voto laddove ci sia un provvedimento per l'interesse del paese. Noi non
cambieremo questo atteggiamento che resta aperto, dialogante". Modello
Sarkozy? Ben vengano suggerimenti di "intelligenze" al di fuori del
Pdl. Ma al Pd non andrà una presidenza della camera. Lo chiarisce Fini, che
all'Eur sfoggia un nastro tricolore perché con la Lega non si sa mai, mentre
negli stessi minuti, prima di mezzanotte, è il Cavaliere che ancora imperversa
in tv a "nominare" il leader di An presidente della camera e Gianni
Letta vicepremier, ma non unico. Due ministri al Carroccio, annuncia ancora
Berlusconi, e Franco Frattini di nuovo alla Farnesina. Nel corso della sua
maratonina televisiva il Cavaliere si lancia: "Interverremo subito sull'emergenza rifiuti e su Alitalia", e via con una sintesi del suo programma. E qui e là si
riaffacciano le solite ossessioni. La giustizia, ma anche i brogli: il risultato
di ieri? La conferma che "le elezioni del 2006 non sono state
regolari". Il Cavaliere assciura di non temere l'aula di palazzo Madama,
la croce dell'Unione, né il peso della Lega: "Per quanto vediamo
abbiamo una maggioranza che ci rassicura". Tutto tranquillo, dunque? Fino
a un certo punto: perché in tv lo stesso Berlusconi ripete più o meno quanto
detto in privato ai suoi, solo caricando un po' sull'entusiasmo: "Quelli
che abbiamo davanti saranno mesi e anni difficili che richiederanno una prova di
governo di straordinaria". E Fini conferma: "Sarà difficile governare
l'Italia". Il leader del Pdl resta a cena con gli intimi, Fedele
Confalonieri, Adriano Galliani, Marcello Dell'Utri, Giulio Adreani, i figli
Pier Silvio e Marina... Politici? C'è Sandro Bondi, ed era toccato a lui, alle
otto di sera, farsi avanti a nome del capo per riferire, "commosso e
felice", che "ho parlato con lui al telefono e l'ho sentito sereno
come sempre, perché sentiva di aver fatto quello che era possibile in questa
campagna elettorale". Sembravano le parole di uno sconfitto e invece il
Pdl non ha perso né pareggiato. Ha vinto nettamente. Ma, come constata nel
pomeriggio tradendo un po' di ansia l'ex Udc da sempre berlusconiano
Giovanardi, "adesso bisogna governare".
( da "Messaggero, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
ROMA - "Noi siamo
pronti ad accettare i voti dell'opposizione. Siamo sempre stati aperti nei
confronti dell'opposizione per lavorare assieme e ad accettare il loro voto, là
dove i nostri provvedimenti anche loro li vedessero nell'interesse del paese.
Quindi, non cambieremo assolutamente nulla di questo nostro atteggiamento che è
stato sempre aperto e dialogante". Alle nove di sera Silvio Berlusconi
celebra in diretta tv la sua vittoria, ma senza trionfalismi. I dati, al Senato
e alla Camera sono ormai definitivi e il leader del Pdl si collega via telefono
da Arcore per ringraziare i suoi elettori sulle reti Rai e Mediaset. "Sono
commosso", "si riparte dal 2006", spiega in un abbraccio a reti
unificate, nel quale sottolinea come le percentuali di ieri confermano che le elezioni
di due anni fa furono "irregolari". Nel ruolo di statista e di
premier in pectore, preoccupato per la situazione del Paese, Berlusconi impone
ai suoi "calma" e "moderazione". Niente feste perchè sente
"la grande responsabilità" di una situazione difficile "Io -
spiega il Cavaliere - opererò con tutto il mio impegno mettendo a frutto tutta
la mia esperienza per i prossimi cinque anni, che devono essere decisivi per
l'ammodernamento del Paese". Berlusconi promette di partire dai rifiuti, dal
piano casa, dalla riapertura dei cantieri, da Alitalia, "senza aumentare la
pressione fiscale". Annuncia di voler riesumare persino la commissione
Bicamerale per fare le riforme che affossò nel '96 e che ora potrebbe essere
presieduta da un esponente dell'opposizione. Ammette di aver gradito gli auguri
di buon lavoro che Walter Veltroni gli ha fatto per telefono. Sempre per
telefono ha più volte sentito Gianfranco Fini e Umberto Bossi, il quale in
serata è andato a trovarlo ad Arcore per cominciare ad analizzare come il
travolgente successo del Carroccio verrà "monetizzato" nella squadra
di governo che il Cavaliere ha già in mente. "Per il governo - promette -
ci vorrà poco tempo: ho già in testa la squadra, dodici ministri di cui quattro
donne". Qualche il nome il Cavaliere lo fa già in diretta tv. E' noto, il
Cavaliere ad Arcore si sente molto più a casa che a palazzo Grazioli, e il
risultato travolgente ottenuto ieri preferisce commentarlo subito con i suoi
più stretti collaboratori. Eppure ieri pomeriggio bastava andare nei saloni
dell'auditorium della tecnica all'Eur per capire che Berlusconi non ha mai
avuto dubbi sulla vittoria. Il quartier generale allestito dal Pdl all'Eur
grazie alla tenacia di Mario Catalano e Roberto Gasparotti era degno di un
vertice internazionale, con tanto di tv straniere in diretta. "L'Italia ha
scelto il centrodestra - esulta il portavoce di An Andrea Ronchi". Molto
soddisfatto anche Paolo Bonaiuti che sottolinea anche la capacità dell'elettore
del centrodestra di dare per acquisito un partito costruito nel giro di due
mesi. Il boom della Lega nobn preoccupa Maurizio Gasparri (An9, che sottolinea
il successo nel Lazio e abbraccia a più riprese un Antonio Tajani (FI) che alle
prime proiezioni fa scorrere qualche lacrima sulle guance. "La gente ci
vuole bene e chiede che cambiamo il Paese - spiega in serata Umberto Bossi -
bisogna fare in modo che parte dei soldi restino sul territorio". Poi,
rispondendo ai giornalisti che lo assediano in via Bellerio, spiega che si è
sentito al telefono con Berlusconi: "Sì l'ho sentito, era tanto
contento" e, a proposito del leader della Pdl, aggiunge: "con me
Berlusconi mantiene sempre i patti", riferendosi al fatto che è sicuro che
le riforme si faranno. Per la Lega si deve cominciare dal federalismo e dal
federalismo fiscale. Roberto Maroni lo ripete in tv, e nella sede del Carroccio
nessuno ha dubbi. Nel frattempo Berlusconi si gode la vittoria ad Arcore
cenando con la sua "famiglia allargata" fatta da figli e strettissimi
collaboratori. Il telefono è bollente e oltre ad una pioggia di congratulazioni
di leader di casa nostra, chiamano anche dall'estero. Telefona il primo
ministro olandese Balkenende, il premier spagnolo Zapatero, quello albanese
Berisha e quello tunisino Ben Ali. Nella notte è stato fissato anche un
colloquio con la Casa Bianca per una telefonata con George W. Bush e una
chiacchierata con il presidente francese Nicholas Sarkozy. Con Putin, invece,
dovrebbe esserci presto un incontro. Ma.Con.
( da "Messaggero, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
"Possibile
riesumare la Bicamerale. Mi aspettano 5 anni difficili. Prime emergenze: Alitalia e
rifiuti".
( da "Messaggero, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di UMBERTO MANCINI
ROMA - "La priorità per il nuovo governo è una sola: la crescita. Poi,
ovviamente, rimettere sotto controllo la spesa pubblica e liberalizzazione i
servizi pubblici locali". Giacomo Vaciago, economista e docente alla
Cattolica, stila l'agenda per il nuovo esecutivo. Professore, siamo in una fase
congiunturale difficile: crescita zero o poco più: cosa dovrà fare subito
Berlusconi? "La politica, quella vera, è fatta di scelte. E sono 15 anni
che i problemi del Paese non vengono affrontati, proprio perchè non si è mai
scelto. Ora la prima cosa da fare e riavviare la crescita economica. Attraverso
riforme strutturali come la semplificazione amministrativa e la riduzione delle
tasse". Una spinta forte per le aziende... "Le imposte - e non solo
quelle che paga il mondo delle imprese - vanno ridotte sopratutto a chi le paga
e paga troppo. E poi chi governerà dovrà puntare non solo sulle imprese che
esprimono un livello di eccellenza, ma sopratutto su chi è ai minimi ed è in
ritardo". Cioè? "Le aziende di qualità del Nord sono frenate dal
livello generale non di eccellenza. Per capirci: dal caos
rifiuti di Napoli, dall'emergenza Alitalia, dal livello scadente dei servizi, dalle imprese del Sud che
arrancano. La politica ha il compito di sciogliere questi nodi. Non di chiedere
alla Germania di risolvere il problema dei rifiuti di Napoli. Ma di dare sprint
a tutto il settore". Ci sono le potenzialità per fare crescere il
Paese? "Credo di sì. A patto ci si muova in questa ottica. Innovando e
riformando sul serio. Meno tasse, meno burocrazia, più mercato". E sul
fronte della spesa pubblica? "Va messa sotto controllo la spesa
"storica". Come del resto aveva provato a fare Padoa-Schioppa.
Rimettendo sotto la lente tutta una serie di spese che vengono dal passato e
che non sono state mai "revisionate" a fondo. E questo si può fare
solo attraverso una buona amministrazione, il taglio delle spese inutili,
razionaliazzazioni e una organizzazione migliore. Anche qui si tratta di fare
delle scelte, magari impopolari, ma nette".
( da "Messaggero, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di LUCIANO
COSTANTINI ROMA Il voto è alle spalle. Il confronto mediatico anche. Tra
qualche settimana il nuovo governo sarà chiamato a riprendere il confronto con
le parti sociali. Temi infuocati, come nel caso di Alitalia, e comunque strutturali per
cambiare l'assetto sociale del Paese. Per esempio, il fisco e la riforma dei
contratti. Che, in sostanza, vuol dire stipendi, salari, pensioni, welfare.
"Servono segnali immediati per dare fiducia alle imprese".
Così in una intervista al quotidiano francese "Les Echos" il futuro
presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. "Alcune proposte
elettorali, come la defiscalizzazione degli straordinari, sono
importanti". Il nuovo esecutivo, secondo la Marcegaglia, dovrà investire
sul materiale umano rivedendo il sistema educativo per potenziare ricerca e
innovazione. E poi la riforma della burocrazia che "costa ogni anno alle
piccole e medie imprese 14 miliardi di euro, cioè un punto di pil". E,
ovviamente, "bisognerà operare tenendo conto del debito pubblico che costa
30 miliardi di interessi di più che negli altri Paesi europei". Priorità
ben precise, peraltro, in linea con quelle sempre ribadite da Luca Cordero di
Montezemolo. Emma Marcegaglia è fiduciosa sull'apporto del made in Italy che
continuerà ad essere la punta di diamante del Paese "a patto però che
l'euro non continui a battere record contro il dollaro". La Marcegaglia il
23 aprile presenterà al parlamentino di viale dell'Astronomia la propria
squadra; il 23 maggio sarà incoronato primo presidente donna dell'associazione
degli industriali; avvierà quasi subito il confronto e con il nuovo governo e
con i sindacati. Impegno difficile anche se su alcuni punti troverà qualche
sponda nel sindacato. Per esempio, nella richiesta di detrazioni fiscali, nella
detassazione degli straordinari e negli aumenti salariali di secondo livello,
legati all'aumento della produttività. Il tutto dovrà, ovviamente, essere
inquadrato nella riforma del modello contrattuale. Montezemolo nei giorni
scorsi ha lanciato una sorta di ultimatum alle organizzazioni sindacali:
"O si fa in tempi rapidi, o ci accorderemo con chi ci sta". Nel
sindacato, si sa, le posizioni non sono esattamente unitarie. Ma la priorità
delle priorità, almeno in chiave temporale, per Cgil, Cisl, Uil, Ugl è la
questione Alitalia che con l'arrivo di Silvio
Berlusconi a palazzo Chigi potrebbe sviluppare scenari diversi, a partire da un
ripensamento della vendita della compagnia ai francesi. Comunque questa è un
partita che si giocherà nelle prossime settimane. Le organizzazioni dei
lavoratori, così come Confindustria, chiedono "forte stabilità e
governabilità". Raffaele Bonanni, leader della Cisl, manda il suo
messaggio in una nota redatta quando ancora il risultato del voto non era
definitivo anche se assai verosimile: "I cittadini italiani reclamano
risposte immediate ai gravi problemi economici e sociali, a cominciare dai
salari e dalle pensioni falcidiati dall'aumento dei prezzi, delle tariffe e
delle tasse. Crediamo che bisognerà cominciare da qui". Secondo il numero
no di via Po la nuova maggioranza uscita dalle urne dovrà "subito dare
segnali chiari sul fronte di una nuova politica economica e sociale, delle
indispensabili infrastrutture, del sostegno alle famiglie più deboli".
Bonanni sottolinea che "fornirà il proprio contributo autonomo e responsabile
per creare un clima favorevole alla necessaria concertazione e alla
collaborazione tra maggioranza e opposizione sulle riforme economiche, sociali
e istituzionali per uscire dalla fase di stagnazione economica e garantire una
crescita equa e solidale di tutto il Paese". "Si profila - sottolinea
Renata Polverini dell'Ugl - quella condizione di governabilità di cui il Paese
ha bisogno e noi siamo pronti a confrontarci su tutte le emergenze". Per
Luigi Angeletti "la vittoria del Pdl è inequivocabile, gli elettori hanno
consegnato un risultato che non mette in discussione la governabilità".
"Una politica per la crescita economica - argomenta il segretario generale
della Uil - deve partire da un aumento delle retribuzioni in termini reali e
della produttività".
( da "Messaggero, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di DEBORAH AMERI
LONDRA - Per 13 anni è stato direttore del più prestigioso magazine di
attualità del mondo, l'Economist. Sotto la sua guida il settimanale ha
raddoppiato la tiratura da cinquecentomila a oltre un milione di copie vendute
in tutto il mondo, diventando il primo vero magazine globale dell'editoria
moderna. Bill Emmott, 52 anni, ne ha lasciato il timone nel 2006, per dedicarsi
alla scrittura di libri e all'insegnamento nelle università. Oggi è uno dei
giornalisti britannici più famosi all'estero. Da sempre segue le vicende del
nostro Paese con particolare attenzione. Nel 2001 aveva fatto il giro del mondo
quella copertina sfacciata con il titolo a tutta pagina Why Silvio Berlusconi
is unfit to lead Italy (Perché Silvio Berlusconi non è adatto a governare
l'Italia). Walter Veltroni, con un partito appena nato, ha affrontato una
mission impossible? "Veltroni ha fatto una buona campagna elettorale, ma
non possiamo nasconderci che abbia fallito. Ha risalito un poco la china,
certo. Ma non abbastanza. Non è una figura che possa ispirare i giovani. Non è
un Barack Obama, è più legato al passato che al futuro. Ma questa è la
percezione di uno straniero, forse in Italia viene visto come un volto
piuttosto nuovo". E' possibile intravedere qualche somiglianza tra il Pd e
il New Labour di Tony Blair? "Temo di no. Veltroni non ha il carisma di
Blair, il Partito Democratico mi sembra ancora un po' acerbo, ancora troppo
ancorato al vecchio Centrosinistra. Forse ha avuto poco tempo per maturare.
Mister Veltroni si è ritrovato le elezioni nel peggior momento possibile per
lui". Cosa dovrà fare per prima cosa il nuovo Premier? "Dovrà assolutamente affrontare il problema di Alitalia. Berlusconi ha bloccato la
trattativa con Air France, perché vuole che la compagnia di bandiera rimanga
italiana. Ma se Alitalia
fallisce ci saranno forti ripercussioni, anche a livello europeo. Dovrà
vedersela con Bruxelles. Spero che cambi idea e torni alle negoziazioni con
chiunque possa fare un'offerta". La Lega Nord ha riportato una grande
vittoria all'interno della coalizione. Crede che potrà ricattare il Pdl?
"Se fossi Umberto Bossi cercherei di usare tutto il mio potere per
ottenere quello che voglio. E questo è il momento giusto. E' già successo e
succederà ancora. Berlusconi sarà nelle mani della Lega. E il governo potrebbe
anche non durare per tutta la legislatura". Secondo lei che percezione ha
di noi l'Europa? "Vi vede come un'anomalia. Soprattutto dopo questa nuova
vittoria del Cavaliere. In molti si chiedono perché voi italiani lo votiate
ancora. Noi ci rispondiamo che i suoi media vi convincono e che l'opposizione
non è così solida da contrastarlo. I volti sono quelli di sempre. Forse Romano
Prodi ha fatto un unico errore: nel 2006 doveva lasciare il posto da primo
ministro a una figura giovane e carismatica, che potesse trascinare la
coalizione e portare una ventata di aria nuova". Mister Emmott, dopo sette
anni e un'altra elezione, pensa ancora che Berlusconi sia "unfit"?
"Certo. Non è cambiato nulla dal
( da "Messaggero, Il" del 15-04-2008)
Pubblicato anche in: (Messaggero, Il)
Argomenti: Alitalia
SANDRO VACCHI dal
nostro inviato CASSINO - Le studentesse salgono sul pullman: belle, levigate. E
disoccupate. Fanno le stagiste alla Fiat di Cassino, quattromila dipendenti che
assemblano e verniciano Croma, Bravo, prossimamente Delta e forse Alfa 149.
Guadagnano sui 1100 euro gli operai, il doppio gli impiegati, ma sono
tutt'altro che dei buoni partiti, signori di mezz'età che tirano la cinghia per
arrivare alla quarta settimana. Da un pezzo la classe operaia non va più in
paradiso, vivendo invece da anni in un inferno di salari squarciati
dall'inflazione, dalle tasse, dall'euro. "E di Prodi. La colpa è di
Prodi!" ruggisce Guerino Ventre, 52 anni, trenta di Fiat, tre figli e 1150
euro di salario. Un "destro"? Un "nero"? E' più rosso che
più rosso non si può: delegato Fiom-Cgil, voto alla Sinistra Arcobaleno. E
rabbia da vendere. "Parecchi operai hanno votato a destra." Si dice
delusione palpabile, con una frase fatta: in Guerino si palpano la
disillusione, la sfiducia, il timore per il futuro dei figli. "Il successo
della Lega è il voto della protesta. E le tante astensioni lo confermano, la
gente è stanca della politica. Promesse, promesse e basta." Ma la Sinistra
Arcobaleno non doveva essere diversa? "Doveva. Con la storia del
"voto utile", molti a sinistra hanno votato Veltroni pur di non far
vincere Berlusconi. Ecco il risultato". Cavaliere a Palazzo Chigi, allora?
Guerino non si fa illusioni, né per chi comincia a lavorare né per chi finisce.
"Il lavoro precario è ormai l'unico possibile in Italia, nessuna speranza
che la legge Biagi sia riformata o abolita. E per le pensioni spero solo che
non si torni allo scalone Maroni, con un aumento dell'età per lasciare il lavoro".
Dai cancelli del più grande stabilimento del centro-sud i dipendenti escono a
passo lento. Giovanni ha un maglione arancione, i capelli bianchi e il cuore a
destra. Impiegato qui da quando Cassino ha aperto i battenti, stavolta non ha
votato. "Non ne posso più di Comuni indebitati, Cassino compreso, che i
loro buchi li fanno tappare ai cittadini. Io prendo 2500 euro al mese, che non
sarebbero pochi, ma ho due figli all'università, mia moglie non lavora e a fine
mese ci arrivo a malapena. E dire che quando ho cominciato, col mio stipendio
vivevo bene". Quello del salario è il partito trasversale fra destra e
sinistra, il partito che perde da anni, chiunque vinca le elezioni.
"Bisognerebbe aumentarlo di almeno trecento euro al mese. Così chi ce la
fa più?" si domanda Donato Gatti, segretario della Fiom-Cgil operaio Fiat
in distacco sindacale. Lancia un fischio di sorpresa quando legge exit poll e
proiezioni. Poi, lui uomo di sinistra, fa un imprevisto elogio di Sarkozy:
"S'è appellato ai commercianti perché non esasperassero l'effetto
dell'euro. Da noi, invece, una liberalizzazione selvaggia ha massacrato i
prezzi e la classe operaia". Cosa si aspetta, adesso? "Il sistema
industriale non va bene, speriamo nell'anno prossimo. Sarà dura per gli operai,
ma anche per un governo che dovrà rispettare certe promesse
e affrontare nodi cruciali come quello dell'Alitalia". E le tasse? "Il male peggiore. Prodi le ha alzate in
modo tremendo. E l'euro è stato gestito malissimo" interviene Gianni
Rocco, trent'anni di Fiat e due figlie universitarie "che non so proprio
che fine faranno". Ci sono molti bertinottiani, a Cassino. E tutti
sfiduciati dal governo Prodi, insoddisfatti dalle urne, pessimisti per il
futuro. "Il problema non è Berlusconi, ma il precariato ormai stabilizzato"
commenta Pompeo Rasi, operaio con trent'anni di Fiat. "La flessibilità
adesso è la norma. Anche la Fiat assume a tempo, poi si vedrà. Sergio
Marchionne è bravissimo, ma le prospettive non sono così rosee, la Bravo non va
a gonfie vele". Se avesse vinto Veltroni? "Non c'è differenza fra Pd
e Pdl, si parlava perfino di larghe intese. Io sono preoccupato per i miei due
figli, perché oggi le prospettive di un giovane sono peggiori di quelle di
dieci anni fa". Piccola consolazione, il nuovo contratto dei
metalmeccanici. "Per fortuna abbiamo messo un freno al lavoro interinale
dopo 44 mesi" commenta Francesco Giangrande, dipendente Fiat della Uilm.
Sinistra divisa, colpa del Pd che non ha voluto socialisti e
"arcobaleni": lui la spiega così. "La questione è un'altra. E'
che nessuno ha mai fatto una lotta seria all'evasione fiscale, il male più
grosso di questo Paese" interviene Marco C., impiegato del sesto livello.
Berlusconi ha promesso di eliminare l'Ici e il bollo auto. Ci crede? "E
dove prenderà le risorse dello Stato? Ancora dalle buste paga?" La sua
quanto pesa? Sorride amaro: "Poco, molto poco: 1600 euro. Con vent'anni di
anzianità, due figli piccoli e il sesto livello impiegatizio". Ce la fa?
"Ce la facevo. Adesso scusi, ma ho l'autobus". Viaggia in pullman,
fra la benzina e Chanel numero 5 c'è poca differenza.
( da "Messaggero, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di ROBERTA AMORUSO
ROMA - Allarme Iata sui conti di Alitalia. Se la
compagnia di bandiera finirà in amministrazione straordinaria dovrà essere in
grado di dare garanzie finanziarie precise. Altrimenti, dovrà uscire dal
sistema dell'International Air Transport Association, l'organizzazione alla
quale aderiscono tutte le principali compagnie aeree mondiali. A lanciare
l'allarme è Giovanni Bisignani, direttore generale e amministratore delegato
della stessa Iata, che ha affrontato la questione Alitalia
a Bruxelles col commissario Ue ai trasporti, Jacques Barrot. Si tratta
dell'ennesima tegola sul destino della compagnia, che la scorsa settimana ha
già incassato la minaccia dell'Enac, pronta a intervenire
sulla licenza se le prospettive di Alitalia non cambieranno a breve. Oggi, intanto il dossier Alitalia si riaprirà sul tavolo del
vertice sindacati-azienda. Ma sarà il prossimo incontro del governo con le
sigle sindacali, previsto in settimana, a verificare se ci sono davvero le
condizioni per un pre-accordo tra sindacati ed Air France-Klm. Un
percorso, quest'ultimo, su cui ha lavorato a fondo il sottosegretario alla
presidenza del Consiglio, Enrico Letta. Che da, oggi, tuttavia, dovrà tener
conto dell'esito della tornata elettorale che affida la guida del nuovo governo
al leader della Pdl, Silvio Berlusconi. Il nuovo inquilino di Palazzo Chigi
confermerà la sua contrarietà alla trattativa con Air France-Klm? Spunterà una
cordata tricolore? E quanto peseranno, d'ora in poi, le istanze del Nord su
Malpensa, mentre il sindaco di Milano Letizia Moratti chiede al governo di
rinegoziare gli accordi bilaterali? "Adesso Malpensa ritorna in
gioco", ha dichiarato il leader della Lega, Umberto Bossi. "La nostra
priorità - ha affermato Berlusconi - è farla restare compagnia di
bandiera". "Non abbiamo pregiudizi su Air France - ha precisato Fini
- ma se loro vanno avanti così a noi non sta bene". In questo contesto si
colloca l'allarme della Iata. "Se Alitalia, prima
di andare in amministrazione controllata, non darà alla Iata garanzie adeguate
e sufficienti (finanziarie, ma anche sul fronte della efficienza della
compagnia che su quello della tutela dei passeggeri) dovrà uscire dal sistema
internazionale e quindi chiudere". Nella lettera inviata da Bisignani all'Alitalia sono indicate tutte le garanzie richieste alla
compagnia, a partire dal cosiddetto deposito di sicurezza per coprire i rischi
legati al commissariamento.
( da "Giornale.it, Il" del 15-04-2008)
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N. 90 del 2008-04-15
pagina 5 I primi impegni con gli italiani: aiuti a giovani, anziani, imprese di
Redazione "I mesi e gli anni che l'Italia ha davanti saranno difficili.
Richiederanno una prova di governo di straordinaria forza e di capacità
riformatrice. Io opererò con tutto il mio impegno, mettendo a frutto tutta la
mia esperienza per i prossimi cinque anni, che devono essere decisivi per
l'ammodernamento del Paese. Ci impegneremo subito per
risolvere l'emergenza rifiuti e il problema Alitalia. Approveremo immediatamente gli aiuti alle famiglie, agli
anziani, ai giovani, alle imprese, così come promesso in campagna
elettorale". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 90 del 2008-04-15
pagina 5 "Governerò cinque anni Sulle riforme pronti a collaborare con
tutti" di Adalberto Signore Il Cavaliere già al lavoro sulla politica
estera. Giovedì in Sardegna è in programma un faccia con Putin. Il primo
viaggio ufficiale sarà in Israele: "In Medio Oriente è l'unica
democrazia" da Roma La soddisfazione, ammette in privato durante le tante
telefonate che si rincorrono nella giornata, "è di quelle che si provano
poche volte nella vita". Esattamente due anni fa, nelle ore che
precedevano il voto che avrebbe poi certificato un sostanziale pareggio, erano
in molti a dare Silvio Berlusconi per politicamente finito. Ventiquattro mesi e
qualche giorno dopo, il Cavaliere torna a Palazzo Chigi con una maggioranza
schiacciante. Un "vittoria di squadra", ripete al telefono con
Gianfranco Fini e Umberto Bossi, anche se il futuro premier la sente
soprattutto sua. Non solo perché le ultime due settimane non si è risparmiato
comizi e interviste, al punto di dover ricorrere agli aerosol di cortisone per
salvare la voce, ma pure perché alla fine il progetto del Pdl lanciato a San
Babila e la scelta di correre in solitaria - senza Udc e Destra - ha pagato.
Insomma, confida durante la cena ad Arcore con Fedele Confalonieri, Adriano
Galliani, Niccolò Ghedini, Sandro Bondi e Bruno Ermolli, "questo è un
momento storico". Un concetto ribadito a notte, quando a Villa San Martino
arrivano Umberto Bossi e i colonnelli leghisti. Ma alla soddisfazione non si
unisce l'euforia perché, spiega più volte in privato il Cavaliere a metà
pomeriggio, "ora dobbiamo rimboccarci le maniche" e "affrontare
un periodo difficilissimo". Un concetto che ribadisce anche a Paolo Bonaiuti
quando i due si sentono per concordare la dichiarazione da fare di lì a qualche
ora a Porta a Porta. Tanto che il suo portavoce lo descrive "felice della
vittoria" ma "sereno" e "tranquillo". E infatti -
collegandosi a sera prima con la Rai, poi con Mediaset e Sky - Berlusconi non
lascia spazio a trionfalismi se non per dire che "per il nostro Paese è un
grande risultato". "Che avremmo vinto - aggiunge - l'ho sempre detto.
Sono commosso per la prova di fiducia che mi è giunta da tanti cittadini che
ringrazio con tutto il cuore". Poi, però, il leader del Pdl guarda al
futuro. "Sento una grande responsabilità - dice - perché ci aspettano
momenti difficili. Richiederanno una prova di governo di straordinaria forza e
capacità riformatrice. Per questo opererò con tutto il mio impegno per i
prossimi cinque anni". Grande disponibilità, poi, verso l'opposizione.
"Ho gradito molto la telefonata di Walter Veltroni", spiega, che
"mi ha fatto gli auguri di buon lavoro". E ancora: "Confermo
l'assoluta apertura affinché il dialogo ci sia e sia fruttuoso". Anche
rispetto a Pier Ferdinando Casini perché "andremo d'accordo con tutti
coloro che vorranno lavorare con noi per il bene del Paese". Insomma,
"sulle riforme siamo pronti a lavorare insieme". Tanto da non essere
contrario a "riesumare la commissione Bicamerale fatta nel '94".
"Non vedo alcun motivo - spiega - per non ripartire dai risultati a cui
eravamo pervenuti con quel lavoro". Ma Berlusconi guarda già ai prossimi
giorni. "Avvieremo da subito - dice - la riforma della giustizia, l'applicazione
della riforma della scuola e la modernizzazione della sanità". E "ci
impegneremo subito per risolvere l'emergenza rifiuti e il
problema Alitalia".
"Provvederemo con urgenza - aggiunge - alla riapertura dei cantieri delle
grandi opere e al piano casa, per dare una casa ai giovani che ancora non ce
l'hanno a partire dalle città capoluogo. Da subito metteremo mano al lungo e
duro lavoro necessario per la digitalizzazione e la riorganizzazione della
pubblica amministrazione e per la riduzione dell'evasione fiscale. Mai
approverò un solo provvedimento che aumenti l'imposizione fiscale e indurisca
la libertà dei cittadini". Insomma, un Berlusconi che non si fa prendere
dall'entusiasmo. E che preferisce guardare già ai prossimi appuntamenti con
prudenza e responsabilità. D'altra parte, confida in più d'una telefonata
privata, "ora ricadrà su di noi il difficile compito di fermare il
declino". Il Cavaliere, però, guarda anche alla politica estera che nei
suoi cinque anni a Palazzo Chigi è stata uno dei suoi principali impegni. Il
suo primo viaggio ufficiale da presidente del Consiglio sarà in Israele per i
festeggiamenti dei 60 anni dello Stato. "Olmert - spiega - mi ha invitato
e sarò lietissimo di essere presente per dare supporto all'unica democrazia
presente in Medio Oriente". Ma già giovedì dovrebbe avere un faccia a
faccia con Vladimir Putin in Sardegna. Da ieri, infatti, l'ambasciata russa sta
organizzando nel dettaglio lo scalo del leader del Cremlino a Portorotondo per
un incontro privato a Villa Certosa. Nulla di ufficiale, fanno sapere fonti
diplomatiche, perché giovedì il Cavaliere non sarà ancora in carica. Me che
tornando dalla Libia Putin voglia fare una deviazione sulla Sardegna per
congratularsi con il Cavaliere è un segnale che non passerà inosservato. ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Stampa, La" del 15-04-2008)
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All'interno
VINCITORI SCONFITTI A TORINO Cautela d'obbligo ma soddisfazione nel
centrodestra Sinistra Arcobaleno I risultati Meneghini e Piatti e Pd:
autocritiche per ricominciare Maria Paola Arbeia della Camera e del Senato
Servizi Il voto ha premiato chi negli ultimi tempi ha saputo esprimere la
vicinanza con la gente. A Novara e nel Novarese il risultato non è stato una
sorpresa, ma la conferma di una tendenza prevista e in progressione. I temi
della campagna elettorale sono stati fortemente radicati con il territorio e i
problemi connessi: i candidati hanno cercato di farli emergere in tutta la loro
complessità. Ma ci sono stati anche argomenti specifici che
hanno influito in modo significativo: come la crisi Alitalia-Malpensa, un cavallo di battaglia portato avanti con
determinazione, perchè tocca da vicino cittadini comuni e imprenditori. Il
messaggio uscito dalle urne va nella direzione di una richiesta molto netta:
rapporto più stretto e incisivo tra cittadini e politici. Chi andrà a
Roma ha un mandato preciso: soluzioni rapide e corte.
( da "Stampa, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
ISTINTO
E PASSIONE QUESTIONE SETTENTRIONALE Un movimento capace di dare voce ai
malumori delle province di centrodestra Tav, Malpensa e Alitalia i temi
destinati a entrare nell'agenda dell'esecutivo.
( da "Voce d'Italia, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Dopo lo
vittoria elettorale Tremonti: cosa faro' da ministro I primi provvedimenti
annunciati a caldo Milano, 15 apr. – Archiviate ormai le elezioni, guardiamo
avanti. Il risultato delle urne consegna un Paese più compatto nel suo organico
parlamentare; finalmente è terminato il tempo di una pletora di partitini che
mettevano ogni giorno a rischio la governabilità: gli elettori hanno premiato i
partiti grandi, forse perché al cittadino comune interessa che chi sta al
governo sia in grado di prendere decisioni risolutive senza essere in ostaggio
di chicchessia. Berlusconi ha vinto, ma ha vinto anche Veltroni che dal nulla
ha creato uno schieramento i cui valori, per la prima volta, non erano fondati
sull'anti-berlusconismo. I programmi elettorali non erano così simili come
molti hanno sostenuto ed ora vediamo che succede. Tremonti – già “nominato”
prossimo Ministro dell'Economia – ieri ha iniziato a raccontare i primi
provvedimenti che ha in mente. “Detasserò gli straordinari per collegare
produttività e soldi in più per i lavoratori; toglierò l'Ici sulla prima casa e
affronterò il problema mutui”. Tremonti ha accusato Padoa-Schioppa di essere
"uno zombie" e Prodi di aver "regalato soldi alle banche".
Ha anche affermato (e qui forse non ha tutti i torti) che va rivisto totalmente
il concetto di globalizzazione, privilegiando l'Europa al mondo. La
globalizzazione, secondo Tremonti, è quella che ha rovinato tante famiglie,
illuse che il mondo girasse se loro consumavano a tutti i costi, anche
acquistando indebitandosi. Ora che Berlusconi ha vinto, Tremonti dovrà fare i
conti anche con le promesse elettorali del Cavaliere di Arcore: aumento delle
pensioni minime fino a 1.000 euro al mese, abolizione dell'Ici per la prima
casa, abolizione del bollo su auto e moto, defiscalizzazione per le imprese, ed
altro ancora. Il tutto senza cenni sul taglio della spesa pubblica. La cosa –
di primo acchito – appare miracolosa: vedremo come si riuscirà a far quadrare i
conti. Ed ancora, vedremo Tremonti alla prova dei fatti su quanto è andato
dicendo per tutta la campagna elettorale ed anche nel suo libro, vale a dire il
ritorno ad una nuova Bretton Woods. Vale a dire, ritornare a dare un
controvalore “reale” alla moneta come era negli anni '50 e fino al '70, con il
dollaro che veniva emesso contro oro, assicurando così un valore concreto al
denaro di scambio. Poi c'è sul tappeto la questione Alitalia: anche qui si dovrà decidere di
fare qualcosa, e vedremo cosa. L'altra volta del governo Berlusconi c'era stato
– passato sotto silenzio – un provvedimento di legge alquanto sconcertante:
alla banca del Cavaliere, Banca Mediolanum del suo amico Doris, il governo
Berlusconi aveva fatto un bel regalo, decidendo per legge di distribuire
i prodotti della banca negli uffici postali di tutta Italia ed autorizzando gli
stessi uffici postali ad effettuare operazioni per conto dei clienti
Mediolanum. In pratica, Berlusconi Primo Ministro aveva regalato 13.000
sportelli postali a Berlusconi padrone di Mediolanum. Che succederà ora con di
nuovo il Cavaliere come Premier? Quali altri vantaggi darà alle sue “creature”?
Confidiamo che la nuova responsabilità di governo induca ad attenzione e
prudenza prima di legiferare su provvedimenti discutibili ed in palese
conflitto di interessi. Non ci crediamo, ma almeno ci speriamo… Massimo
Benvenuti massimo.benvenuti@voceditalia.it.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina 111
Le incognite del dopo voto sul destino della compagnia. Berlusconi: ce ne
occuperemo subito E per Alitalia torna in gioco
Malpensa Le incognite del dopo voto sul destino della compagnia. Berlusconi: ce
ne occuperemo subito --> ROMA Subito dopo le elezioni riprende, già oggi, il
confronto tra i vertici di Alitalia e i sindacati sul
futuro della compagnia. E all'indomani del voto, sgomberato il campo dalla
campagna elettorale, sarà presto possibile capire se i risultati delle
politiche porteranno a un cambio di rotta rispetto all'unica soluzione sul
tavolo del governo uscente: salvare Alitalia
recuperando in extremis il progetto di cessione ad Air France-Klm. Scenario che
in poche ore può radicalmente cambiare. Potrebbe concretizzarsi l'ipotesi di
una cordata di imprenditori italiani alternativa ad Air France-Klm, cavallo di
battaglia del leader del Pdl Silvio Berlusconi, che ieri ha annunciato di
volersi occupare subito della questione Alitalia.
Mentre il risultato della Lega potrebbe dare più forza alla difesa di Malpensa
che ha perso il ruolo di hub per una scelta di Alitalia
condivisa dal progetto di Air France-Klm. "Malpensa ritorna in gioco?
Altroché!", ha detto il leader della Lega Umberto Bossi commentando i
risultati elettorali, "non si può chiudere un aeroporto costato così tanto
e così importante per il Nord". I TEMPI Temi che hanno infiammato il
dibattito pre-elettorale. Un cambio di regia al governo potrebbe così aprire la
strada a soluzioni diverse anche se resta l'ostacolo dei tempi stretti imposti
dalla difficile, delicatissima situazione finanziaria della compagnia. Alitalia resta in corsa contro il tempo: giorno dopo giorno,
con forti perdite, e il peso di un indebitamento oltre quota 1,36 miliardi,
consuma quel minimo di liquidità che le consente ancora di operare. Allarme
rilanciato dalla Iata, l'associazione mondiale delle compagnie aeree. "Se Alitalia non darà alla Iata garanzie adeguate e sufficienti,
a partire da quelle finanziarie, dovrà uscire dal sistema internazionale, e
quindi chiudere". Perché fuori dalla Iata "non può
sopravvivere". Non ha usato mezzi termini Giovanni Bisignani, direttore e
amministratore delegato dell'organizzazione che rappresenta le principali
compagnie aeree mondiali (circa 240, pari al 94% del traffico di linea).
Bisignani ha affrontato la questione Alitalia
incontrando, a Bruxelles, il commissario Ue dei Trasporti, Jacques Barrot.
"La situazione finanziaria della compagnia", ha detto, "si è
estremamente deteriorata e siamo in quotidiano contatto con Alitalia
per monitorare la situazione".
( da "Opinione, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mar, 15 Apr 2008
Edizione 73 del 15-04-2008 Elezioni 2008 Qualche insegnamento di Paolo
Pillitteri Mai dire mai in politica e, soprattutto, mai esprimere giudizi prima
dei dati finali di un'elezione, 2006 docet. Ma qualche riflessione va pure
espressa, proprio alla luce alle generali constatazioni secondo le quali, per
lo meno, questo voto rafforza il bipartitismo rendendolo, molto probabilmente,
irreversibile. Si disse e scrisse così anche nel
( da "Opinione, L'" del 15-04-2008)
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Oggi è Mar, 15 Apr
2008 Edizione 73 del 15-04-2008 Strettamente confidenziale Il Pd e lo
sfondamento mancato al Nord di Hush Hush Sono a Malpensa pronto per tornare OFF
SHORE mentre le proiezioni del voto al Senato danno ormai un quadro certo di
come sarà composto il futuro Parlamento, ben anticipato dall'Ipsos di Nando
Pagnoncelli che ha bruciato sul tempo quello, prima fuorviante e poi timido,
tratteggiato dal Consortium di Piepoli che, guarda che combinazione, ha
lavorato per la Rai. Alla Camera dei Deputati il Popolo della Libertà e la Lega
Nord avranno una maggioranza assoluta di 347-348 parlamentari, con la Lega però
che grazie al travolgente successo in Lombardia e Veneto, sarà determinante per
far passare qualsiasi provvedimento del futuro Governo, in particolare al
Senato dove si profilano 23 seggi per il Carroccio a fronte di una maggioranza
di 163 e forse oltre per il Cavaliere. Resti fra noi perché è STRETTAMENTE
CONFIDENZIALE ma giusto perché sono qui a Malpensa una cosa posso già svelarla:
il nuovo governo rinegozierà gli accordi bilaterali fra gli Stati, onde poter
far atterrare e decollare da Malpensa gli aerei di tutte le compagnie, e ciao ciao all'Alitalia. Sinistra Arcobaleno e UDC avranno rispettivamente una trentina
e una quarantina di deputati. Il resto andrà al PD di Walter Veltroni e,
proporzionalmente di più, al partito di Antonio di Pietro, ossia il
giustizialismo che puzza a metà fra le comisarias de policia e i campi di
concentramento cinesi. Al Senato, invece, tranne una piccolissima
rappresentanza dell'UDC con Cuffaro in prima fila, ci sarà un bipolarismo quasi
perfetto, anche qui però l'inaspettata, ampia maggioranza raccolta da Silvio
Berlusconi sarà fortemente condizionata dagli eletti di Umberto Bossi, che in
virtù delle percentuali raccolte al Nord sottrae non pochi senatori al PDL, che
invece erano dati per certi. Morale: Veltroni, con la sua vocazione
maggioritaria, è riuscito a cannibalizzare le forze alla sua sinistra o a
spingere quell'elettorato verso l'astensione, senza però riuscire a sfondare al
centro, ma anzi perdendo proprio pezzi importanti del suo elettorato moderato
soprattutto al Nord. Il PD, infatti, resta inchiodato alla percentuale raccolta
nel 2006 dall'Ulivo e non può nemmeno più contare su alleati magari instabili,
ma alleati. Davvero geniale! E adesso, nonostante le scoppole prese anche nelle
regioni cosiddette 'rosse', assisteremo di nuovo al gioco dei quattro cantoni
che da oltre 15 anni ci propongono gli ex-ragazzi della FGCI, poi PCI, poi PDS,
poi DS ed infine PD: scommettiamo, infatti, che ci riproporranno la discesa in
campo di quel 'genio' di D'Alema? Tornando alla Lega, c'è da dire che la
sensazione generale era che il partito di Bossi fossi in fase ascendente, ma
non in modo così consistente come si sta rivelando. Evidentemente questa
crescita ha intercettato una fetta consistente di voti ispirati al sentimento
dell'antipolitica e li ha ricondotti nell'alveo parlamentare. Così come avvenne
in tempi diversi con le spinte separatiste, per le quali la Lega è stata una
valvola di sfogo che le ha neutralizzate, come scrive il governatore del Friuli
Venezia Giulia, Riccardo Illy, nel suo libro "Così perdiamo il Nord".
Di certo la sinistra non l'ha conquistato. Adesso toccherà a Berlusconi dare
segnali concreti al rinnovato popolo leghista, non pensando di prenderlo in
giro.
( da "Stampa, La" del 15-04-2008)
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BISIGNANI (IATA):
DEVE DARE GARANZIE FINANZIARIE OPPURE ESCE DAL NOSTRO SISTEMA MONDIALE DI
PAGAMENTI E FALLISCE "Alitalia può restare a terra" [FIRMA]LUIGI GRASSIA La vittoria del
centrodestra cambia tutto anche per Alitalia. "Ci impegneremo subito per risolvere l'emergenza rifiuti e
il problema Alitalia"
ha detto a Porta a porta il futuro premier Silvio Berlusconi, che in campagna
elettorale aveva propugnato una cordata italiana. E Umberto Bossi fa
valere la posizione di socio forte della Lega nell'esecutivo in via di
formazione: "Alitalia resterà a Malpensa fino a
quando non si troverà un altro grande vettore. Non si può chiudere un aeroporto
costato così tanto e così importante per il Nord". Oggi il cda di Alitalia e i sindacati tornano a parlarsi, con un altro
fatto nuovo sul tavolo oltre al cambio di maggioranza: l'avvertimento della
Iata (federazione mondiale delle compagnie) che minaccia di cacciare Alitalia fuori dal suo complesso sistema di pagamenti e
compensazioni. Cosa che equivarrebbe a una condanna a morte. "Se Alitalia, prima di andare in amministrazione controllata,
non darà alla Iata garanzie adeguate e sufficienti, a partire da quelle
finanziarie, dovrà uscire dal sistema internazionale e quindi chiudere" ha
detto ieri il direttore generale della federazione, Giovanni Bisignani, dopo
avere affrontato la questione a Bruxelles col commissario Ue ai trasporti,
Jacques Barrot. Su questo argomento Bisignani ha inviato giorni fa all'allora
a.d. Maurizio Prato una lettera formale, per "fare in modo che Alitalia sia pienamente al corrente di quello che la Iata
deve fare". Il problema nasce dal fatto che la Iata gestisce in tutto il
mondo un sistema estremamente complesso di pagamenti ma soprattutto di debiti e
di crediti che tengono conto di ogni decollo e atterraggio, ogni volo in
code-sharing, ogni pagamento di servizi aeroportuali, insomma un dare e un
avere molto complesso che ha nella Iata la sua cassa centrale. È inconcepibile
che questo sistema tolleri compagnie che non danno garanzie di tenuta
finanziaria: sarebbe come costringere i soci a finanziare in perdita i
concorrenti. In passato le compagnie che sono uscite da questo sistema di
"clearing" (come la brasiliana Varig) sono fallite in pochi giorni,
non potendo più operare in alcuno scalo. Queste considerazioni, unite alla
percezione di un certo scollamento fra i vertici sindacali (più duri al tavolo
della trattativa) e la base (che adesso più che mai ha paura per il suo posto
di lavoro) potrebbero indurre le sigle ad ammorbidire la loro posizione
negoziale? Da un giro di telefonate risulta di no. "Questo presunto
scollamento con la base è figlio di una precisa indicazione aziendale, recepita
solo da alcuni" dice Mauro Rossi, segretario nazionale della Filt Cgil
responsabile del trasporto aereo. "Ci sono molte questioni aperte da
discutere, quindi non accetteremo ultimatum". Il fatto nuovo di Berlusconi
premier? "Io ho trattato con Berlusconi per anni, in un'altra legislatura,
e non ho notato tutto questo suo interesse per Alitalia"
chiude Rossi. Per Claudio Claudiani, segretario della Fit Cisl, "per
adesso la cordata italiana è fantaeconomia, non è sostenuta da alcun elemento
di sostanza. Se si vuol materializzare il momento è ora". Claudiani nega
che i sindacati abbiano proposto un contropiano: "Esiste solo il piano di
Spinetta. Ma con criticità da affrontare". Ieri in Borsa il titolo Alitalia ha fatto +11,11% a 0,50 euro. Evidentemente il
mercato crede ancora nella compagnia.
( da "Stampa, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Rosa. "Com'è
andato il Pd, com'è andato? Non lo so neanche... Per vincere a quello lì non
gli è bastato pitturare il pullman di verde". Sono le otto di sera. Il
leader del Carroccio si è permesso anche un pisolino, tanto erano rassicuranti
quei dati che dal primo pomeriggio piovevano in via Bellerio. La Lega che fa il
botto. La Lega che raddoppia i voti dal