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DOSSIER “ALITALIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


top          ARTICOLI DEL  15 e 16 marzo 2008      #TOP


Report "Alitalia 2"

Alitalia frana sull'offerta Air France Presentata ma non nota la proposta: 70 azioni italiane per una francese? Meno 6,8% in Borsa ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 15-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: con o senza Alitalia, un grande aeroporto per il Nord del Paese, senza venire relegato a un ruolo regionale minore, come prevede l'attuale piano di Alitalia e di Air France". A CHIUDERE la partita di Alitalia però, secondo la Lega, non dovrebbe essere il Governo Prodi ma quello che uscirà dalle prossime elezioni di aprile,

Cv Alital 1085,165<TD class ( da "Stampa, La" del 15-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Cv Alital 10 85,165 86,099 cv B Ifis 09 100,171 100,541 cv Bco Popol 10 100,929 100,910 cv Beni Sta 11 93,810 93,842 cv BIM 15 90,108 90,281 cv Carige 13 112,045 112,633 cv Mi-A2a 09 121,000 119,688 cv SIAS 17 95,080 95,450 cv Snia 10 101,010 101,010 cv Vitt Ass 217,040 217,040 Telecom IT CV 10 110,889 111,

Per Alitalia diritto di veto in Air France ( da "Stampa, La" del 15-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: In tutta Alitalia ci saranno almeno un migliaio di esuberi, la ristrutturazione del settore cargo ma soprattutto dei servizi di terra. Circa 3.200 persone dovrebbero essere assorbite nella nuova Alitalia, gli altri 5.000 lavoratori resteranno in Alitalia Servizi, che dovrebbe rimanere partecipata sia da Alitalia che da Fintecna.

Un anno di attesa ( da "Stampa, La" del 15-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 07 Arriva Libonati Il Tesoro indica il giurista Berardino Libonati alla presidenza di Alitalia. luglio '07 Arriva Prato Fallisce la gara, Il nuovo presidente è Prato. agosto '07 Il piano Arriva il piano di sopravvivenza: esuberi, sospensioni di voli e ridimensionamento di Malpensa. dicembre '07 La scelta Il cda Alitalia sceglie Air France per la trattativa in esclusiva.

Malpensa, passo avanti per la cassa integrazione ( da "Stampa, La" del 15-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: presenza di altre compagnie se Alitalia se ne va, oppure che la stessa Alitalia concedesse un congruo periodo di transizione. Visto che queste ipotesi non si sono concretizzate si è cercato almeno di salvaguardare gli interessi dei lavoratori, e la speranza è che dopo i due anni di purgatorio, o magari anche di meno, l'aeroporto possa essere rilanciato e i lavoratori riassorbiti.

Alitalia affonda per i nuovi paletti di Air France Oggi la compagnia italiana esamina l'offerta, dopo toccherà al governo ( da "Unita, L'" del 15-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: pervenire alla compagnia di bandiera e che sarà discusso oggi dal consiglio di amministrazione di Alitalia. Martedì, poi, ci sarà anche il primo faccia a faccia fra il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, e le nove sigle sindacali presenti in Alitalia. All'incontro parteciperanno anche il presidente di Alitalia, Maurizio Prato e quello di Fintecna, Vincenzo Dettori.

Male i bancari ( da "Unita, L'" del 15-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Giù Alitalia (meno 6,81%) ai nuovi minimi, in attesa che Air France alzi il velo sull'offerta d'acquisto. Bene Atlantia (più 2,29%) che aumenta il dividendo, scende Autogrill (meno 2,35%), Luxottica cede il 3,60%. Bene Fiat (più 1,96%) nonostante il calo della quota di mercato in Europa.

Scaraffia capolista il giurista Sandulli e il nipote di Vittorio Occorsio ( da "Unita, L'" del 15-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: comandante dell'Alitalia e sindacalista della Uil deciso a portare le questioni della compagnia anche in consiglio: "Non è il luogo più adatto, ma l'Alitalia è un'importante risorsa per la nazione e per la città". Una squadra ricca di nomi e professionalità che Rutelli ha definito "formidabile", sorridendo a Francesco Soro,

Giallo sul piano di air france per alitalia il titolo crolla del 6,8% - cillis, fontanarosa e iezzi a pagina 9 ( da "Repubblica, La" del 15-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Oggi la proposta francese sarà esaminata dal Cda Giallo sul piano di Air France per Alitalia il titolo crolla del 6,8% CIllis, Fontanarosa e Iezzi a pagina 9 SEGUE A PAGINA 9.

Giallo su alitalia, titolo giù del 6,8% - luca iezzi ( da "Repubblica, La" del 15-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, titolo giù del 6,8% Trattativa sul filo con Air France, oggi il piano. Allarme esuberi LUCA IEZZI ROMA - Solo oggi sarà svelata l'offerta vincolante di Air France su Alitalia. Nonostante le otto settimane di tempo solo nella serata di ieri i negoziatori della compagnia di bandiera hanno chiuso a Parigi gli ultimi dettagli di un piano che sarà ricevuto oggi dal cda guidato

Bonanni all'attacco "francesi e governo si beffano di noi" ( da "Repubblica, La" del 15-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Oggi ci sarà il cda di Alitalia e si conoscerà l'offerta di Air France, poi martedì il vertice della nostra compagnia aerea vi dirà. "Alitalia faccia quello che vuole, ma non è certo lei il nostro interlocutore. Noi vogliamo parlare con il governo, che detiene le azioni di Alitalia.

Az servizi, si teme per 5 mila posti prodi: non firmerò qualsiasi proposta - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 15-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Le voci e le indiscrezioni che filtrano in una delle giornate più drammatiche della storia di Alitalia lasciano 18mila dipendenti nel limbo dell'incertezza. E mettono con le spalle al muro il numero uno della Magliana, Maurizio Prato, che ieri ha seguito in diretta la trattativa parigina fra i suoi uomini e la prima linea di Air France.

Rutelli rilancia "un piano regolatore delle notti romane" - giovanna vitale ( da "Repubblica, La" del 15-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il pilota Alitalia e l'assistente di volo di AirOne; la ex vicepresidente di Scienza e Vita Lucetta Scaraffia e l'ex capogruppo dei Socialisti promotore del registro delle unioni civili Gianluca Quadrana; il nipote del giudice ucciso dalle Br, Vittorio Occorsio, e il jazzista Lino Patruno;

Maroni buonistae fini escludele larghe intese ( da "Secolo XIX, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Auspica che sia il prossimo governo a chiudere l'affare Alitalia. "Chiederemo ad Air France una moratoria di tre anni sui voli per Malpensa". Definisce "una battuta elettorale" la proposta di Veltroni: mille euro al mese di salario minimo ai precari. Propone la detassazione totale degli aumenti salariali di secondo livello e degli straordinari;

Alitalia ormai in volo verso Parigi ma il titolo precipita: meno 7% ( da "Giornale.it, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: incontro con le nove sigle sindacali presenti in Alitalia, durante il quale sarà lo stesso Jean Cyril Spinetta, numero uno di Air France, a porre la sue condizioni. Va ricordato che lunedì scorso il cda parigino, decidendo di procedere con un'offerta per Alitalia, aveva posto come condizione l'accettazione del piano (per iscritto) da parte dei rappresentanti dei lavoratori.

Bufera sulle banche, Intesa resiste ( da "Giornale.it, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: In netto calo Alitalia (-6,81%) dopo aver toccato un calo del 9% nel corso della seduta. È risalita invece Fiat sopra i 13 euro, chiudendo in rialzo del 2%. Bene anche Ifil (+0,77%) e Ifi priv (+1,57%). Ha ceduto ancora Unicredit (-2,61%) come pure Mediobanca (-1,35%) e Mps (- 2,39%).

TOCCHERÀ al cda di Alitalia, oggi, dare il primo ok all'offerta di Air France-Klm ( da "Messaggero, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Di MARCO CONTI TOCCHERÀ al cda di Alitalia, oggi, dare il primo ok all'offerta di Air France-Klm. Parigi ha fatto arrivare il dossier nella tarda serata di ieri. E lunedì, prima dell'apertura dei mercati anche il Tesoro darà il via libera finale. Un sigillo politico che per la verità può già contare sul consenso di Silvio Berlusconi.

Malpensa <ferma> 900 lavoratori ( da "Corriere della Sera" del 15-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: no alla privatizzazione di Sea A fine mese l'Alitalia lascerà l'hub del Nord per concentrarsi a Fiumicino: a rischio 7.500 posti di lavoro Accordo tra Sea, sindacati e Regione Lombardia per attivare gli ammortizzatori sociali destinati ai novecento dipendenti di Malpensa rimasti senza lavoro dopo la decisione di Alitalia di lasciare lo scalo il 31 marzo.

Alitalia, svendita e tagli ( da "Manifesto, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ma secondo indiscrezioni, Air France-Klm offrirebbe per acquisire Alitalia meno della metà del corso attuale dell'azione della compagnia italiana. Un'azione Air France-Klm contro 70 azioni Alitalia. Un prezzo basso, migliorato solo dal fatto che i futuri membri del cda di Alitalia beneficeranno del diritto di veto.

ROMA Qual è il perimetro Alitalia? . E' la domanda che i sindacati si ( da "Messaggero, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Di LUCIANO COSTANTINI ROMA "Qual è il perimetro Alitalia?". E la domanda che i sindacati si pongono e porranno ad Air France martedì prossimo quando il numero uno dell'aviolinea transalpina, Jean Cyril Spinetta (o chi per lui), aprirà il confronto con i rappresentanti delle organizzazioni dei lavoratori.

Dal nostro inviato MARCO CONTI CERNOBBIO - Per me il problema non &# ( da "Messaggero, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi è ben contento di veder risolto il nodo-Alitalia e di evitare il rischio di ritrovarsi, dopo le elezioni, alle prese con una trattativa sospesa, con un'azienda che oltre ad aver perso altro valore, avrebbe bisogno di nuova liquidità per non fallire, e con un alleato (la Lega) che si metterebbe di traverso ad ogni soluzione.

Alitalia, nell'offerta Air France i poteri di veto ( da "Corriere della Sera" del 15-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: incontrerà a Roma le nove sigle sindacali di Alitalia, per illustrare loro la proposta e le condizioni di acquisto del pacchetto di maggioranza della compagnia italiana. Sull'offerta in sé, buio totale: si sa informalmente che è arrivata ieri in tarda serata nella sede dell'Alitalia, ma né questa né Air France-Klm hanno voluto confermare.

ROMA - Si è chiusa con una telefonata la trattativa tra Air France-Klm e Alitalia. Jean ( da "Messaggero, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: nella holding Air France-Klm (più l'1,5% di Parigi già in portafoglio di Alitalia che può essere acquistato da Fintecna). Ma la maggioranza di Alitalia sarà custodita in un trust italiano. Air France renderà possibile il risanamento (anche duro) e il rilancio di Alitalia con un aumento di capitale da un miliardo, a giugno.

Rocchi: niente firme a scatola chiusa ( da "Corriere della Sera" del 15-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: offerta per Alitalia. Ma finora direttamente non ci è stato comunicato nulla. Non abbiamo avuto contatti e non abbiamo interlocutori né nel governo né in Air France". Parlate fra voi? "Più o meno, visto che insistiamo sempre sugli stessi punti. Del resto il piano industriale di Air France-Klm è ancora avvolto nel mistero.

Indici giù, si salvano Mediaset e Atlantia ( da "Corriere della Sera" del 15-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Tra i valori in calo spicca innanzi tutto Alitalia che, in attesa delle nuove proposte francesi che saranno rese note oggi, è peggiorata su voci di un offerta di 1 azione Air France ogni 70 Alitalia. Flessioni significative, infine, per Banco Popolare (-4,26%), Fastweb (-4,23%) e Impregilo (-3,57%) mentre l'Espresso, sospesa al ribasso in mattinata,

Il negoziato ( da "Corriere della Sera" del 15-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il ministero del Tesoro cederà il 49,9% e dovrebbe restare con una partecipazione di circa il 3%. Dopo partirà l'offerta pubblica di scambio su tutte le azioni Alitalia 3 Le condizioni. Air France ha indicato come condizione che ci sia un consenso preventivo scritto da parte dei sindacati sugli esuberi. Finora erano calcolati in 1.700.

Alitalia ( da "Riformista, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia Franco-olandesità Ieri il titolo Alitalia è crollato del sette per cento in borsa, nel giorno in cui era annunciata, entro la mezzanotte, l'offerta d'acquisto da parte di Air France-Klm. Ma la ragione, probabilmente, è che prosegue il riallineamento del titolo sul prezzo atteso dell'offerta: secondo indiscrezioni stampa,

LA SFIDA DELL'HUB ROMANO ( da "Corriere della Sera" del 15-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Con le trattative per la vendita di Alitalia - arrivata ad uno stato fallimentare malgrado i miliardi versati dalle casse pubbliche - è venuto fuori quello che tutti sapevano ma nessuno voleva ammettere: che l'aeroporto di Roma è una grande risorsa per il nostro paese, e che la follia di una compagnia aerea, nata e radicata nel territorio romano,

Aerei e telefoni nei guai Se guardassimo al Giappone? ( da "Corriere della Sera" del 15-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE ALITALIA, TELECOM E DINTORNI Aerei e telefoni nei guai Se guardassimo al Giappone? L e difficoltà di Alitalia e Telecom, di gravità diversa ma di uguale clamore, fanno emergere quali siano i danni generati dalle tendenze ondivaghe e conservatrici dei governi nella regolazione dei mercati e nella politica industriale.

<Noi, in vantaggio del 20%> E Rutelli presenta la civica ( da "Corriere della Sera" del 15-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: fra i quali un comandante Alitalia, Giovanni Pazienza, e un assistente di volo Airone Bishay Fouad (di origine egiziana"), ha detto il coordinatore Francesco Soro a dimostrazione di rappresentatività , il candidato sindaco li legge uno a uno, iniziando dalle due donne capolista, Consuelo Battistelli, non vedente e responsabile accessibilità del-l'

Notizie in 2 minuti ( da "Corriere della Sera" del 15-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Alitalia, l'offerta nella notte Alitalia crolla in Borsa (il titolo è arrivato a perdere l'8,12%) in attesa della presentazione dell'offerta vincolante da parte di Air France. Nessuna indicazione è trapelata, ma per oggi è previsto il Cda di Alitalia.

Alitalia, nessuna notizia da Air France-Klm Tutto rimandato a oggi, riunione del Cda compresa ( da "Liberazione" del 15-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: operazione Alitalia-Air France, il titolo va a picco a Piazza Affari archiviando a Milano una perdita del 6,82% a 0,5340 euro. "Il punto cruciale dell'operazione restano gli esuberi in Alitalia Fly e Alitalia Service" ha detto il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi che ha confermato che il governo valuterà l'offerta la prossima settimana.

L'aereo non decolla, professionista risarcito da Alitalia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: professionista risarcito da Alitalia Condanna. Dovrà pagare 400 euro --> Non è una novità: volo cancellato senza spiegazione e passeggeri a terra infuriati. E chi perde la coincidenza con altri voli si arrangia. Succede, non tanto spesso ma succede. Solo che questa volta un passeggero ha deciso di andare fino in fondo: si è rivolto all'avvocato Giancarlo Mereu,

Alitalia dice sì al piano Air France ( da "Stampa, La" del 16-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Un cda fiume sull'offerta dei francesi, adesso la parola passa ai sindacati Alitalia dice sì al piano Air France Berlusconi: pensioni, con la crisi Usa non basterà tornare allo scalone Berlusconi e Veltroni si esercitano in un duello a distanza, complice l'invito della Confcommercio al tradizionale Forum di Cernobbio.

Alitalia, maratona in cda tra i paletti di Air France Riunione fiume per esaminare la proposta di Parigi e i conti ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 16-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia Servizi potrebbe passare sotto la finanziaria di Stato, Fintecna. Infine ci sarà lo scoglio politico. Il ministro uscente Pierluigi Bersani parla di una situazione disastrosa di Alitalia ereditata dal governo. L'ultima parola sull'offerta parigina spetta però al nuovo governo, che non si insedierà prima di maggio.

Maratonasull'offertaAir France ( da "Secolo XIX, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia Il documento al vaglio del Cda fino a tarda ora. Prezzo più basso ma potere di veto agli italiani. Gli esuberi sono 1.700 16/03/2008.

Genova-Parigi, ecco cosa ci toccherà con Air France ( da "Giornale.it, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ma cosa perderemo se compreranno Alitalia? Genova ore 07.30 del 11/3/2008 partenza per Parigi con volo Air France AF5846, i passeggeri con bagaglio a mano vengono invitati, senza possibilità di deroga, a depositarlo presso la porta dell'aeromobile. Tentiamo di opporre resistenza ma si sa con scarsi risultati;

Una crisi profonda e una cura che è arrivata troppo tardi Romano Prodi, di fronte al disastro, ha trovato il coraggio di puntare sulla privatizzazione ( da "Unita, L'" del 16-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Milano FALLIMENTI Gli ultimi anni di Alitalia scrivono la storia di una lunga crisi, annunciata, dichiarata, spesso occultata grazie a rapide manovre economiche a spese del contribuente. Dall'inizio degli anni '90, più di una volta Alitalia è stata sull'orlo del baratro (in undici anni ha presentato soltanto due bilanci in attivo).

Alitalia-AirFrance, il giorno più lungo Riunione fiume del cda per decidere sull'offerta francese. All'esame anche il problema liquidità ( da "Unita, L'" del 16-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, Maurizio Prato, a quello di Fintecna Vincenzo Dettori incontreranno i sindacati. Spinetta avrebbe infatti condizionato tutta l'operazione al loro consenso. Il fatto è che nessuna delle nove sigle presenti in Alitalia conosce il dettagli del piano ed è quello che hanno lamentato tanto Raffaele Bonanni quanto Nicoletta Rocchi.

Alitalia,via libera ad air france ( da "Repubblica, La" del 16-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Misure straordinarie per la grave crisi finanziaria Alitalia,via libera ad Air France ROMA - Dopo una riunione fiume il consiglio di amministrazione di Alitalia ha dato il via libera all'offerta vincolante di Air France-Klm per l'acquisto della compagnia di bandiera. Intanto è allarme per le casse dell'azienda: sarebbero rimasti poco più di 200 milioni di euro.

Via libera di alitalia a air france - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 16-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Via libera di Alitalia a Air France Riunione-fiume del cda, ok nella notte. Ma resta l'incognita-sindacati Si cerca una soluzione alla crisi di liquidità: vendita dei terreni o ipotesi di un prestito ponte. Due mesi di autonomia. Ultimi nodi: i tagli ad Az Servizi e cargo LUCIO CILLIS ROMA - Il sì al matrimonio coi francesi arriva a tarda sera.

Bersani striglia il nord "uno scalo ogni 50 km è anarchia aeroportuale" - giorgio lonardi ( da "Repubblica, La" del 16-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Gli ipercritici di oggi hanno consegnato Alitalia al disastro e vanificato il concetto di hub per Malpensa Ho fatto il ministro dei Trasporti e quando ho lasciato da tre anni la compagnia aveva i bilanci in utile GIORGIO LONARDI DAL NOSTRO INVIATO CERNOBBIO - Il ministro Pierluigi Bersani corre veloce lungo i corridoi dell'albergo di Villa d'Este,

Alitalia ad Air France a prezzo di saldo ( da "Giornale.it, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 65 del 2008-03-16 pagina 1 Alitalia ad Air France a prezzo di saldo di Redazione Via libera al termine di un'intera giornata di riunione: dopo 61 anni la compagnia cambia bandiera Un giorno e una notte per decidere dopo 61 anni il destino di Alitalia. Il Cda dell'azienda alla fine ha accettato la proposta di Air France.

Il destino della compagnia secondo i politici ( da "Giornale.it, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: le posizioni dei vari schieramenti politici sulla sorte di Alitalia. "Vorrei che nelle trattative restasse chiaro che Alitalia rimanga un simbolo italiano", ha detto ieri il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, in sintonia con Gianfranco Fini, leader di An, che benedice il matrimonio per la "dichiarata volontà dei francesi di non cancellare quella che impropriamente si definisce "

<Non sono convinto che sia finita qui. Meglio farla fallire> ( da "Giornale.it, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: anziché proteggere Alitalia, si dovrebbe favorire la crescita di altri soggetti". Adesso Alitalia diventerà una compagnia regionale? L'Italia sarà impoverita? "È chiaro che Alitalia sarà un pezzo di Air France. Ma se sarà resa efficiente potrà senza dubbio riprendersi il mercato del Nord Italia: ha ragione il presidente della Sea,

Cgil vince per gli iscritti Anpac regina dei piloti ( da "Stampa, La" del 16-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: tessere Cgil vince per gli iscritti Anpac regina dei piloti La Cgil è il sindacato più forte in Alitalia, con i suoi 2.200 iscritti, di cui 1.600 sono in Az Servizi (manutenzioni, call center, ecc.), 400 fra il personale di terra Az Fly, 150 assistenti di volo e 50 piloti. La Cisl e la Uil hanno 2.050 e 1.900 tesserati. Come per la Cgil, la maggior parte sono in Az Servizi e Az Fly.

Alitalia in saldo: 22 cent per azione ( da "Stampa, La" del 16-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: martedì alle tre i presidenti di Air France-Klm e Alitalia - Jean Cyril Spinetta e Maurizio Prato - i numeri uno di Fintecna Vincenzo Dettori e di Alitalia Servizi Giancarlo D'Andrea incontreranno le nove sigle Alitalia. Spinetta lo ha detto a chiare lettere: senza il sì dei sindacati l'accordo non si chiude.

E tra i sindacati scoppia la guerra degli esuberi ( da "Stampa, La" del 16-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Nelle febbrili trattative di queste ore il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, ha dovuto fare i conti anche con questi equilibri: il peso delle sigle nei singoli settori di attività, ma soprattutto il ruolo determinante dei confederali e il potere di veto dell'Anpac. In Alitalia ci sono più di cinquecento delegati su circa diciottomila dipendenti: almeno uno ogni 36.

Alitalia, sì sofferto ai francesi ( da "Messaggero, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il consiglio di amministrazione approva il piano di Air France dopo 14 ore di riunione Alitalia, sì sofferto ai francesi Ma l'ok è vincolato a una serie di condizioni da rispettare in tempi brevi.

ROMA Dopo 14 ore di riunione il consiglio di amministrazione di Alitalia ha dato un sofferto via li ( da "Messaggero, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: iniezione di liquidità da un miliardo di euro per "permettere ad Alitalia di recuperare la leadership sul mercato italiano". All'esame del cda di Alitalia è arrivato un progetto di riassetto completo di Az Servizi, la società che custodisce le attività di terra della compagnia. Atteso per oggi il giudizio dei sindacati.

ROMA - Feu vert. L'ok ad Air France-Klm arriva poco prima di mezzano ( da "Messaggero, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, Maurizio Prato, a quello di Fintecna Vincenzo Dettori e di Alitalia Servizi Giancarlo D'Andrea ha già un appuntamento con le nove sigle sindacali presenti in Alitalia. Sarà il banco di prova per l'offerta di Air France-Klm che, come ha detto il cda di Parigi, per per portare all'alleanza con Alitalia è condizionata all'

ROMA La trattativa vera è tutta sugli esuberi . I sindacati non si fanno tr ( da "Messaggero, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: applicazione se i dipendenti di Alitalia (soprattutto quelli di terra) si mettessero per traverso. Cgil, Cisl, Uil, Ugl hanno sempre guardato con sospetto la cessione di Alitalia ad Air France, non tanto per la sua portata complessiva, quanto per la "scarsa trasparenza" che ha contraddistinto tutto l'iter di privatizzazione e l'incertezza sulle ricadute occupazionali.

ROMA Pensavamo e pensiamo che Alitalia potesse stare su da sola, essere un'azienda importante ( da "Messaggero, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che ha presentato per Alitalia un'offerta alternativa a quella di Air France-Klm ricorrrendo poi senza successo contro la scelta della trattativa preferenziale fatta al governo. Solo pochi giorni fa, Passera si era detto convinto, a proposito del futuro di Alitalia, che esiste "uno spazio per una compagnia centrata sui bisogni di un mercato importante come quello italiano,

ROMA - Contatti costanti e un monitoraggio continuo del titolo. Da agosto del 2004 il pressing della ( da "Messaggero, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Anche il nodo dell'offerta di Parigi - inferiore al prezzo corrente delle azioni Alitalia - è noto. Così come l'ipotesi di un prestito ponte che potrebbe scattare se la trattativa si arenasse nelle secche sindacali. Contatti costanti anche ieri tra gli uomini della Consob e il cda di Alitalia per l'informativa ai mercati.

ROMA - L'ok all'offerta di Air France-Klm salva Alitalia dal fallimento. Almeno per ora. G ( da "Messaggero, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il fatto che i francesi stiano per lanciare un'Offerta pubblica di scambio sul 100% di Alitalia lascia spazio ad un'Offerta concorrente sul mercato (un'Opa o un'Ops). E quindi, almeno in teoria, anche un pretendente concorrente assicurerebbe la continuità. Questo non vuol dire, però, che Alitalia non abbia un problema di risorse finanziarie di breve termine.

Cda Alitalia: sì alla vendita ad Air France ( da "Corriere della Sera" del 16-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia: sì alla vendita ad Air France ROMA - Il consiglio di amministrazione dell'Alitalia, dopo circa tredici ore di riunione, ha accettato l'offerta di acquisto della compagnia di bandiera da parte del gruppo Air France- Klm. Iniziata alle dieci del mattino, fino a tardissima sera la riunione degli amministratori di Alitalia non era riuscita a prendere una decisone sulla proposta

Alitalia, sì del consiglio all'offerta Air France ( da "Corriere della Sera" del 16-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Klm prevederebbe un prezzo di acquisto delle azioni Alitalia in mano a Fintecna (controllata interamente dal Tesoro), di circa 22 centesimi ad azione. Il piano sottoposto ai vertici della compagnia italiana dovrebbe infatti contemplare il concambio di un'azione Air France-Klm con 70 azioni Alitalia, sensibilmente peggiore rispetto alla prima offerta, quella non vincolante (

Le tappe ( da "Corriere della Sera" del 16-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-16 num: - pag: 6 categoria: BREVI Le tappe L'allarme di Prodi La crisi di Alitalia si apre ufficialmente il 10 ottobre 2006, quando il presidente del Consiglio Romano Prodi lancia l'allarme: l'azienda, dice, "sta vivendo il momento più difficile della sua storia".

Alitalia, il cda valuta le nozze con Air France. Sindacati pronti al peggio ( da "Liberazione" del 16-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: avere diritto di veto temporaneo sulle scelte strategiche perché i diritti di volo italiani sono in capo ad Alitalia. Significativo il commento dell'ad di Intesa-San Paolo, Corrado Passera, sostenitore della cordata capeggiata da Air One: "Noi pensavamo e pensiamo che Alitalia potesse star su da sola, essere un'azienda importante per questo Paese. E stato deciso che non è così.

Alitalia, Air France presenta l'offerta ( da "Tempo, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stampa Alitalia, Air France presenta l'offerta senza commenti. Oggi l'esame del cda La proposta che impegna Parigi nell'acquisto di Alitalia dovrebbe essere arrivata nella tarda serata di ieri a Roma, nelle mani dei top manager di Alitalia, che a Parigi hanno definito assieme ai colleghi di Air France-Klm gli ultimi aspetti del piano industriale.

Alitalia, cda fiume per dire sì ( da "Tempo, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, cda fiume per dire sì Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it Un consiglio di amministrazione fiume prolungatosi fino a tarda notte ha esaminato l'offerta vincolante presentata venerdì sera da Air France-Klm per acquisire Alitalia. Gli amministratori oltre a considerare punto per punto la proposta di Parigi hanno discusso delle esigenze finanziarie di breve termine della società,

Esame fiume per l'offerta di Air France ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, Maurizio Prato, a quello di Fintecna Vincenzo Dettori e di Alitalia Servizi Giancarlo D'Andrea ha già un appuntamento con le nove sigle sindacali presenti in Alitalia. Sarà il banco di prova per l'offerta di Air France-Klm che, come ha detto il cda di Parigi, per portare all'alleanza con Alitalia è condizionata all'

Air France comprerà l'Alitalia a prezzo di svendita ( da "Giornale.it, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, Maurizio Prato, a quello di Fintecna, Vincenzo Dettori, e di Alitalia Servizi, Giancarlo D'Andrea ha già un appuntamento con le nove sigle sindacali presenti in Alitalia. Sarà il banco di prova per l'offerta di Air France-Klm che, come ha detto il cda di Parigi, porterà all'acquisizione di Alitalia solo con l'accordo con i sindacati.

Via libera del Cda al piano Air France ( da "Quotidiano.net" del 16-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Informatica Varie Annunci legali ALITALIA Via libera del Cda al piano Air France Notte di lavoro poi il via libera del consiglio di amministrazione di Alitalia all'offerta vincolante di Air France-Klm che prevede un'offerta pubblica di scambio sul 100 per cento delle azioni della compagnia di bandiera Roma, 16 marzo 2008 - Via libera del consiglio di amministrazione di Alitalia all'

Violenze e minacce, dobbiamo vigilare ( da "Giornale.it, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 2 Emails Ultime news Alitalia ad Air France a prezzo di saldo Malpensa, addio hubIl Papa: la fede non ceda all'avidità e all'idolatriaVendetta di Hamilton: trionfo McLaren "Kimi" e Massa ko"Faccio piovere con l'energia sessuale"Tibet, il Dalai Lama accusa la Cina: "Genocidio culturale e stato di terrore"Berlusconi avverte la sinistra: "Sì al dialogo,

Alitalia ad Air France a prezzo di saldo Malpensa, addio hub ( da "Giornale.it, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, Maurizio Prato, a quello di Fintecna, Vincenzo Dettori, e di Alitalia Servizi, Giancarlo D'Andrea ha già un appuntamento con le nove sigle sindacali presenti in Alitalia. Sarà il banco di prova per l'offerta di Air France-Klm che, come ha detto il cda di Parigi, porterà all'acquisizione di Alitalia solo con l'accordo con i sindacati.

Air France-Alitalia: dal rischio Sea al sì dei sindacati ( da "Giornale.it, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia Servizi Il contratto è subordinato anche al via libera da Alitalia, Fintecna e Alitalia Servizi della "reinternalizzazione in Alitalia" di alcuni settori di attività e alla rinegoziazione di alcune clausole dei contratti di servizi. Le altre condizioni L'opa, infine, non verrà lanciata in "assenza di un grave inadempimento da parte di Alitalia delle obbligazioni assunte

Fiumicino hub, per Malpensa voli business e low cost ( da "Giornale.it, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia nello scalo milanese: sarà un gateway che punta al traffico business e al low cost Roma - Il traffico aereo di Alitalia su Malpensa verrà ripianificato con un'attenzione particolare per i voli business e quelli low cost. è quanto si sottolinea nel comunicato stampa della compagnia di bandiera italiana che dà il via libera all'

Alitaglia/2 ( da "Giornale.it, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dopo la lunga riunione dei vertici Alitalia, mi fa pensare che forse sarebbe il caso di rivedere la cosa. In pratica, sembrerebbe, che AF-KLM vogliano acquistare il pacchetto Alitalia ad esclusione di AZ service cioè comprando a poco più di niente una società che in effetti vale poco ma lasciandoci una società ( 10.

LE DATE ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 16-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, dice, "vive il momento più difficile della sua storia". Il 23 novembre il presidente di Air France, Jean-Cyril Spinetta, annuncia che sono stati avviati "colloqui esplorativi" per una alleanza su richiesta di Alitalia. Il primo dicembre il Consiglio dei ministri decide la cessione di una quota di controllo della compagnia.

LA SOCIETà ABBONATA AL ROSSO: SOLO DUE BILANCI IN UTILE ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 16-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: le alleanze sfumate: sono tanti i motivi che hanno trasformato l'Alitalia da una delle più grandi compagnie di bandiere europee a società sull'orlo del baratro finanziario. Come sono lontani gli anni Settanta, quando l'Alitalia figurava al settimo posto nella classifica mondiale del traffico internazionale.

DA ALITALIA UN Sì SOFFERTO AD AIR FRANCE-KLM ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 16-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia rimarrebbe presente con una partecipazione inferiore al 10%. Parte della manutenzione e dei servizi aeroportuali dovrebbero rientrare nel gruppo Alitalia. Domani il dossier arriverà sul tavolo del ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa.

LETTERE ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 16-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia significa Roma Enzo Ventre - ROMA Trovo assurdo bloccare le nomine negli enti pubblici. La scelta di lasciare Malpensa è coraggiosa, visto che Linate non è stato chiuso. D'altronde Roma è l'Italia e l'Alitalia è Roma. Il pericolo non è la nutria Franco Franchi - FONTANELLE DI MONTICHIARI (MN) A proposito dei rifiuti che incombono su Napoli,


Articoli

Alitalia frana sull'offerta Air France Presentata ma non nota la proposta: 70 azioni italiane per una francese? Meno 6,8% in Borsa (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 15-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))

Argomenti: Alitalia

? MILANO ? LA PROPOSTA vincolante c'è. Di ufficiale, sui contenuti, però non è stato comunicato nulla. Oggi il consiglio d'amministrazione di Alitalia esaminerà il piano di Air France-Klm, decisa ad acquistare la compagnia tricolore, pur con i due paletti posti alla vigilia: il sì di sindacati e nuovo governo italiano. Nel pomeriggio di oggi potrebbero insomma esserci dichiarazioni formali delle due società, alla luce di cifre e impegni finalmente messi nero su bianco alla scadenza fissata alla mezzanotte di ieri per la trattativa in esclusiva. Martedì è fissato un incontro chiarificatore fra i sindacati e il presidente e amministratore delegato di Alitalia, Maurizio Prato, cui potrebbe essere presente anche l'omologo francese, Jean Cyril Spinetta, atteso nelle stesse ore a Roma. IL NODO RESTANO gli esuberi fra Alitalia e Az Service, mentre ieri in Regione Lombardia è stato firmato l'accordo per la richiesta di accesso alla cassa integrazione straordinaria in deroga per i lavoratori Sea e Sea Handling (in totale 900 dipendenti), esuberi legati alla crisi di Malpensa, l'aeroporto da cui Alitalia ha deciso di disinvestire. La procedura , salutata con sollievo dal governatore Formigoni e dal presidente Sea Bonomi sarà formalizzata martedì al ministero del Lavoro. Quanto alla trattativa Alitalia-Air France, indiscrezioni circolate ieri sulle agenzie di stampa, alla vigilia della presentazione dell'offerta francese, davano qualche pur minima indicazione. Air France è pronta a concedere poteri di veto ai consiglieri italiani che saranno nominati nella società in cui entrerà Alitalia dopo l'acquisizione. Parigi sarebbe orientata ad accogliere la proposta avanzata dall'Italia secondo le linee guida del piano di integrazione discusse e messe a punto in queste settimane. Sul prezzo rimane il rapporto di 70 azioni Alitalia ogni titolo Air France indicato in sede di offerta non vincolante. Ieri, mentre si marcia a grandi passi verso la chiusura dell'operazione, il titolo italiano è andato a picco a Piazza Affari archiviando a Milano una perdita del 6,82% a 0,5340 euro. I titoli Air France-Klm hanno invece chiuso ieri sera in rialzo dell'1,20% a 15,98 euro su una borsa parigina in calo dell'1,27%. IL DIBATTITO sul futuro di Alitalia e sull'opportunità di disimpegno su Malpensa prosegue. Ieri è intervenuta la presidente designata di Confindustria, Emma Marcegaglia. "Se i francesi fanno la migliore offerta e se questa è solida ? ha osservato ? Alitalia può passare nell'ambito di Air France e non pongo il problema dell'italianità". Sulla questione Malpensa, l'auspicio è invece che lo scalo "possa restare, con o senza Alitalia, un grande aeroporto per il Nord del Paese, senza venire relegato a un ruolo regionale minore, come prevede l'attuale piano di Alitalia e di Air France". A CHIUDERE la partita di Alitalia però, secondo la Lega, non dovrebbe essere il Governo Prodi ma quello che uscirà dalle prossime elezioni di aprile, ha detto il capogruppo alla Camera, Roberto Maroni. "Mi auguro che AirFrance non voglia fare un'offerta e che il Governo Prodi non voglia chiudere la partita e lasci al prossimo Governo la conclusione della trattativa ?ha detto Maroni a margine del forum di Confcommercio a Cernobbio ? è l'unica condizione che noi porremo". - -->.

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Cv Alital 1085,165<TD class (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 15-03-2008)

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Cv Alital 10 85,165 86,099 cv B Ifis 09 100,171 100,541 cv Bco Popol 10 100,929 100,910 cv Beni Sta 11 93,810 93,842 cv BIM 15 90,108 90,281 cv Carige 13 112,045 112,633 cv Mi-A2a 09 121,000 119,688 cv SIAS 17 95,080 95,450 cv Snia 10 101,010 101,010 cv Vitt Ass 217,040 217,040 Telecom IT CV 10 110,889 111,157.

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Per Alitalia diritto di veto in Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 15-03-2008)

Argomenti: Alitalia

IL TESORO ITALIANO GODRÀ DI UNA SORTA DI "GOLDEN SHARE" PER 3 O 5 ANNI SU TUTTE LE DECISIONI CHE RIGUARDANO L'EX COMPAGNIA DI BANDIERA Per Alitalia diritto di veto in Air France [FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA Il documento con l'offerta vincolante è pronto. Alle dieci di stamattina il cda Alitalia lo approverà e lo renderà noto. Ieri il presidente Maurizio Prato ha passato la giornata a Parigi per limare "le asprezze" - così la definisce una fonte dell'azienda - del piano Air France-Klm. Le squadre delle due compagnie e i consulenti avevano già trovato una mediazione sulle questioni più delicate come la governance e lo spazio che avrà Alitalia nella nuova holding. La parte più difficile della trattativa comincerà martedì: Jean-Cyril Spinetta ha già prenotato un volo della mattina Parigi-Roma per incontrare alle tre tutte e nove le sigle Alitalia. I francesi propongono un duro piano di ristrutturazione sul quale vogliono il sì dei sindacati. Per le sigle l'alternativa sarà fra trattare un compromesso accettabile o far scivolare Alitalia verso il commissariamento. La trattativa potrebbe durare qualche giorno; le più forti fra i dipendenti di terra (Cgil, Cisl, Sdl) sono pronte far scattare scioperi in qualunque momento. L'offerta di scambio fra i titoli Air France-Klm e Alitalia è confermata: un'azione ogni settanta. I transalpini propongono circa 22 centesimi ad azione, meno della metà dei 53 a cui veniva quotata ieri a Piazza Affari. Questo significa che il Tesoro italiano avrà nella nuova holding poco più del 2% del capitale e probabilmente un solo consigliere di amministrazione. Alla componente italiana verrebbe però garantito un potere di veto sulle questioni che riguardano direttamente Alitalia per un periodo di tre-cinque anni: è la stessa soluzione che fu inserita nell'accordo di fusione del 2004 fra Air France e Klm. Per i primi tre anni ha funzionato un "comitato strategico" formato da otto persone (quattro olandesi e quattro francesi) che faceva raccomandazioni vincolanti al consiglio della holding su tutto ciò che incideva sull'organizzazione della compagnia olandese. Un pacchetto di questioni richiedeva l'unanimità: fra queste le "garanzie Klm", ovvero le decisioni che riguardavano l'impegno a garantire la qualità della rete all'aeroporto di Amsterdam e a far sì che la compagnia restasse distinta da Air France. Le "garanzie Klm" oggi sono nelle mani di un "comitato esecutivo" e saranno valide fino al 2009. Il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi ieri ricordava che "il nodo cruciale della trattativa" resta l'atteggiamento dei sindacati di fronte ai tagli. In tutta Alitalia ci saranno almeno un migliaio di esuberi, la ristrutturazione del settore cargo ma soprattutto dei servizi di terra. Circa 3.200 persone dovrebbero essere assorbite nella nuova Alitalia, gli altri 5.000 lavoratori resteranno in Alitalia Servizi, che dovrebbe rimanere partecipata sia da Alitalia che da Fintecna. Alcune di queste attività (call center, servizi informatici e amministrazione) sarebbero cedute per diventare società fornitrici di Alitalia. Al Tesoro, che darà il suo via libera formale fra domenica e lunedì, hanno ipotizzato un prestito-ponte in caso di fallimento della trattativa. E' uno scenario che nel governo non si augura nessuno, anche perché il finanziamento sarebbe contestato dai concorrenti di fronte alla Commissione europea come aiuto di Stato. Berlusconi è il primo a sperare che le nozze si facciano: diversamente si troverebbe a iniziare l'avventura a Palazzo Chigi con il caso Alitalia.

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Un anno di attesa (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 15-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Le tappe Un anno di attesa 29/12/ 2006 Il bando Il Tesoro pubblica l'invito a presentare le manifestazioni d'interesse. febbraio '07 Arriva Libonati Il Tesoro indica il giurista Berardino Libonati alla presidenza di Alitalia. luglio '07 Arriva Prato Fallisce la gara, Il nuovo presidente è Prato. agosto '07 Il piano Arriva il piano di sopravvivenza: esuberi, sospensioni di voli e ridimensionamento di Malpensa. dicembre '07 La scelta Il cda Alitalia sceglie Air France per la trattativa in esclusiva.

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Malpensa, passo avanti per la cassa integrazione (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 15-03-2008)

Argomenti: Alitalia

[FIRMA]LUIGI GRASSIA Sulla strada della cessione di Alitalia a Air France - che purtroppo passa per un drastico ridimensionamento di Malpensa - da ieri c'è un ostacolo in meno: è stata raggiunta la necessaria intesa fra i sindacati, le imprese e gli enti locali per garantire due anni di cassa integrazione a 900 lavoratori dell'aeroporto destinati a perdere (almeno provvisoriamente) il posto. Nessuna delle parti coinvolte ha festeggiato l'evento, giudicandolo caso mai come il male minore, perché tutti in Lombardia contavano su una soluzione che consentisse a Malpensa di mantenere il suo ruolo di "hub", con la presenza di altre compagnie se Alitalia se ne va, oppure che la stessa Alitalia concedesse un congruo periodo di transizione. Visto che queste ipotesi non si sono concretizzate si è cercato almeno di salvaguardare gli interessi dei lavoratori, e la speranza è che dopo i due anni di purgatorio, o magari anche di meno, l'aeroporto possa essere rilanciato e i lavoratori riassorbiti. Quello che tecnicamente è avvenuto ieri è la firma dell'accordo territoriale fra Regione Lombardia e le Province di Milano e Varese con i sindacati per la cassa integrazione dei dipendenti Sea. L'intesa segue quella dell'8 marzo in cui si è stabilito che dal giorno 24 novecento lavoratori (350 di Sea e 550 di Sea Handling) che lavorano a Malpensa, ma anche a Linate, vengano messi " cassintegrati" per 24 mesi. Il 17 marzo ci sarà un altro incontro fra Sea e sindacati e martedì 18 un altro a Roma presso il ministero del Lavoro sulle modalità di utilizzo della cassa. Anche se si tratta di un risultato positivo, tutte le parti lo commentano gelidamente. "Come abbiamo sempre sostenuto - dice una nota di Filt Cgil Lombardia - le conseguenze della decisione sbagliata di Alitalia devono essere affrontate in una logica di crisi temporanea e non irreversibile, evitando che dal taglio dei voli si passi al taglio dell'occupazione". Il governatore Formigoni sottolinea che "la cassa integrazione a rotazione avrà la caratteristica, per noi fondamentale, di non comportare alcun licenziamento, perché le imprese si impegnano a riassorbire tutta la manodopera". Ma il presidente della Lombardia ha anche ricordato in quale quadro negativo sia stato firmato l'accordo di ieri, con il cosiddetto Tavolo di Milano che "era partito con grandi speranze e un atteggiamento di fiducia da parte nostra ma quando è insorta la prima difficoltà è stato ammazzato". Ieri è stata fissata al 31 marzo la data per un Tavolo istituzionale allargato a Regione Piemonte, Province piemontesi e parti sociali regionali.

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Alitalia affonda per i nuovi paletti di Air France Oggi la compagnia italiana esamina l'offerta, dopo toccherà al governo (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 15-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Alitalia affonda per i nuovi paletti di Air France Oggi la compagnia italiana esamina l'offerta, dopo toccherà al governo di Roberto Rossi/ Roma PIANO Da 35 a 22 centesimi. Questa, a meno di sorprese finali, dovrebbe essere la cifra che Air France avrebbe intenzione di sborsare per ogni azione di Alitalia. Un prezzo inferiore del 50% alla quotazione attuale della compagnia italiana. Il cui valore ieri in Borsa, proprio per l'effetto allineamento, è caduto del 7% circa. La proposta d'acquisto è contenuta nell'offerta vincolante che ieri il vettore francese ha fatto pervenire alla compagnia di bandiera e che sarà discusso oggi dal consiglio di amministrazione di Alitalia. Martedì, poi, ci sarà anche il primo faccia a faccia fra il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, e le nove sigle sindacali presenti in Alitalia. All'incontro parteciperanno anche il presidente di Alitalia, Maurizio Prato e quello di Fintecna, Vincenzo Dettori. La presenza di Dettori è giustificata con il fatto che nel piano di Air France una corposa parte dei dipendenti di terra di Alitalia (Az Service) dovrebbe essere inglobata proprio in Fintecna, che è un'azienda statale. In tutto si parla di circa seimila dipendenti. Nell'incontro con i sindacati si discuterà anche di esuberi. Che potrebbero essere molti di più di 1700, definiti in precedenza. E questa, oltre al prezzo delle azioni, non sarà la sola novità del piano francese. Secondo indiscrezioni di stampa Air France sarebbe pronta a concedere poteri di veto ai consiglieri italiani che saranno nominati nella società in cui atterrerà Alitalia dopo l'acquisizione. Parigi è orientata ad accogliere la proposta avanzata dall'Italia secondo le linee guida del piano di integrazione discusse e messe a punto in queste settimane. Una concessione alla quale la politica si dice estranea. Ieri il presidente francese Nicolas Sarkozy, interpellato sull'argomento, ha detto di non aver parlato del caso Alitalia con il premier italiano. Il nodo esuberi sarà vagliato attentamente anche dal governo. "Finora non sappiamo nulla", ha detto il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi "quello dei tagli è un punto cruciale che valuteremo attentamente". Resta da vedere dopo averlo valutato attentamento cosa potrà fare il governo visto che è in scadenza e che se fallisce l'acquisizione Air France, con tutta probabilità la compagnia fallisce. "La conclusione della partita dovrebbe essere lasciata al nuovo governo: è l'unica condizione che noi porremo" ha detto ieri l'ex ministro Roberto Maroni della Lega. "L'azionista di riferimento non deve più e non può più mettere un solo centesimo nel capitale della compagnia aerea". Parlando, ancora, della società romana e dello scalo di Malpensa, Maroni ha aggiunto che l'aeroporto varesino "ha le potenzialità per essere uno degli hub più importanti d'Europa a condizione che Alitalia non faccia danni. Per questo - ha concluso - chiederemo ad Air France di applicare una moratoria di 2-3 anni come ha fatto con Klm anni fa". Un passaggio che Air France non accetterebbe visto che Malpensa comporta per Alitalia 200-300 milioni di perdite l'anno e che segnerebbe la fine del negoziato. Eppure sull'arrivo di Air France anche una buona fetta dell'opinione pubblica si è allinetata. Emma Marcegaglia, prossimo presidente di Confindustria, ad esempio non vede un problema di italianità nell'acquisizione di Alitalia da parte di Air France-Klm, se l'offerta dei francesi "è la migliore". "Se i francesi fanno la migliore offerta e se questa è solida, Alitalia può passare nell'ambito di Air France e non pongo il problema dell'italianità", precisa Marcegaglia. Sulla questione Malpensa, l'auspicio è che lo scalo "possa restare, con o senza Alitalia, un grande aeroporto per il Nord del Paese, senza venire relegato a un ruolo regionale minore, come prevede l'attuale piano di Alitalia e di Air France". Intanto ieri proprio su Malpensa c'è stata la firma, tra il presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni, i sindacati e la Sea della cassa integrazione dei dipendenti Sea. L'accordo segue quello dell'8 marzo scorso, in cui si è stabilito che dal 24 marzo 900 lavoratori full time (350 dipendenti di Sea e 550 di Sea Handling) che lavorano su Malpensa e Linate saranno messi in cassa integrazione per 24 mesi.

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Male i bancari (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 15-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Male i bancari Chiusura in rosso per Piazza Affari. L'indice Mibtel segna un calo dello 0,91%, a 24.223 punti, mentre l'S&P/Mib cede lo 0,99% e l'All Stars lo 0,97%. Scambi a 5,2 miliardi di controvalore. Tra i bancari scende ancora Unicredit (meno 2,6%) che risente degli effetti dell'annuncio di Profumo sul mancato rispetto dei target 2008. Italease perde il 5,53%, Banco Popolare lascia sul terreno il 4,26%, Monte Paschi il 2,39%, tiene solo Intesa (più 0,34%). Nelle tlc, in calo Fastweb (meno 4,23%), Telecom (meno 1,21%) non confema il rimbalzo di giovedì e accusa alcuni report negativi di banche d'investimento. In campo energetico Enel scende del 2,46%; Eni segna un meno 0,32%, Saipem sale dell'1,09%. Giù Alitalia (meno 6,81%) ai nuovi minimi, in attesa che Air France alzi il velo sull'offerta d'acquisto. Bene Atlantia (più 2,29%) che aumenta il dividendo, scende Autogrill (meno 2,35%), Luxottica cede il 3,60%. Bene Fiat (più 1,96%) nonostante il calo della quota di mercato in Europa. Borsa.

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Scaraffia capolista il giurista Sandulli e il nipote di Vittorio Occorsio (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 15-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del LISTA CIVICA Scaraffia capolista il giurista Sandulli e il nipote di Vittorio Occorsio / Segue dalla prima Leo Gullotta), il presidente del gruppo consiliare del Partito Socialista-Rosa nel pugno al Comune, Gianluca Quadrana, l'assessore uscente alla famiglia, Lia Di Renzo, capogruppo capitolino uscente della Lista civica Roma per Veltroni, Carlo Alberto Fayer, l'assessore allo sport della Comunità ebraica di Roma, Vittorio Pavoncello. Ma anche personalità del sociale, come Maria Letizia D'Antonio, impegnata nelle politiche sociali, personaggi dello spettacolo, come Francesco Siciliano; il jazzista Lino Patruno, la gallerista Valentina Moncada, il presidente dell'Ente Nazionale Protezione Animali, Carla Ronchi, il nipote del giudice Vittorio Occorsio, ucciso 30 anni fa da un commando fascista, l'esperto di Diritto processuale e Civile, Piero Sandulli e Giovanni Pazienza, comandante dell'Alitalia e sindacalista della Uil deciso a portare le questioni della compagnia anche in consiglio: "Non è il luogo più adatto, ma l'Alitalia è un'importante risorsa per la nazione e per la città". Una squadra ricca di nomi e professionalità che Rutelli ha definito "formidabile", sorridendo a Francesco Soro, artefice e coordinatore della lista.

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Giallo sul piano di air france per alitalia il titolo crolla del 6,8% - cillis, fontanarosa e iezzi a pagina 9 (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 15-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi la proposta francese sarà esaminata dal Cda Giallo sul piano di Air France per Alitalia il titolo crolla del 6,8% CIllis, Fontanarosa e Iezzi a pagina 9 SEGUE A PAGINA 9.

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Giallo su alitalia, titolo giù del 6,8% - luca iezzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 15-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Giallo su Alitalia, titolo giù del 6,8% Trattativa sul filo con Air France, oggi il piano. Allarme esuberi LUCA IEZZI ROMA - Solo oggi sarà svelata l'offerta vincolante di Air France su Alitalia. Nonostante le otto settimane di tempo solo nella serata di ieri i negoziatori della compagnia di bandiera hanno chiuso a Parigi gli ultimi dettagli di un piano che sarà ricevuto oggi dal cda guidato da Maurizio Prato, e solo allora sarà reso pubblico. Martedì invece ci sarà l'incontro veramente decisivo, quello tra le nove sigle sindacali e tutti i manager coinvolti nell'offerta: Prato, ma soprattutto il presidente di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta. I francesi hanno sottolineato che solo con il via libera delle associazioni dei lavoratori (e del prossimo governo) l'offerta avrà un seguito. Ieri si è fatto più concreto il rischio che l'ennesimo tentativo di salvataggio della compagnia si areni, almeno stando alle indiscrezioni che davano l'offerta francese sensibilmente peggiorata rispetto alle anticipazioni delle settimane scorse. In particolare si teme un numero più alto di esuberi nel cargo e per Az servizi, dubbi anche sul concambio, cioè la quantità di azioni Air France offerte al ministero del Tesoro e agli altri soci Alitalia: a dicembre si parlava di un valutazione di 0,35 euro ad azione, mentre ora si parla di una revisione al ribasso di 0,22 euro per ogni titolo. Le cause sarebbero il caro petrolio e l'ulteriore peggioramento della situazione economica della compagnia di bandiera. Le voci di ulteriore svalutazioni hanno certamente contribuito al crollo del titolo della Magliana a 0,5340 euro (-6,81%), dopo aver perso anche l'8,2% nel corso della seduta. Gli stessi sindacati appaiono cauti nella consapevolezza che senza Air France il rischio fallimento si farebbe concreto: "Prima di giudicare aspettiamo di conoscere i dettagli - spiega Marco Veneziani della Uil trasporti - speriamo non sia un'offerta capestro". Anche per Roberto Panella dell'Ugl Trasporti: "Siamo disposti a trattare, ma non su basi inaccettabili". Anche il governo vedrà l'offerta solo oggi e la valuterà la settimana prossima, il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi ha sottolineato il problema degli esuberi: "Sino ad ora non sappiamo i termini dell'offerta sul personale di Alitalia Fly e Alitalia Service: questo è un punto cruciale che valuteremo attentamente". L'opposizione chiede che non sia il governo dimissionario ad avere l'ultima parola, come ribadisce il leghista Roberto Maroni. L'ex ministro conferma che nel caso l'offerta di Air France andrà in porto "Chiederemo di applicare una moratoria di due o tre anni per i voli su Malpensa". Per i sostenitori dello scalo milanese ieri la buona notizia è arrivata sul fronte lavorativo con la Regione Lombardia che ha siglato con i sindacati un accordo per la cassa integrazione di 900 dipendenti della Sea (società che gestisce gli scali milanesi). "L'intesa che firmiamo - ha detto il governatore Roberto Formigoni - è il primo importante risultato raggiunto, ma siamo comunque molto preoccupati per la crisi occupazionale che sta per colpire non solo tutto il territorio, ma anche l'indotto". Si stima un rischio per 7500 dipendenti.

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Bonanni all'attacco "francesi e governo si beffano di noi" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 15-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il leader Cisl: il sindacato è tenuto all'oscuro su tutto Bonanni all'attacco "Francesi e governo si beffano di noi" Dietro certi metodi ci sono meriti gravi: prima non ti fanno vedere, poi ti presentano piattini terrificanti ROMA - "Noi incarniamo la cultura più accordista, più dialogante del sindacato. Siamo", dice Raffaele Bonanni, "le persone più ragionevoli del Pianeta. Ma quando è troppo è troppo". Il segretario della Cisl, al telefono da Termoli, è fuori di sé perché - spiega - "il governo ci manda nudi alla mèta". Nudi, in che senso? "Ma è chiaro, scusi: Air France si sta beffando del sindacato. Dice che comprerà Alitalia solo a patto di aver il nostro via libera". Dov'è la beffa? Vi tendono un ramoscello d'ulivo... "Sanno benissimo, gli amici francesi, che noi brancoliamo nel buio. Il sindacato italiano non sa niente, ha gli occhi bendati. Dunque è molto debole, ridotto quasi all'impotenza. Altro che via libera...". Oggi ci sarà il cda di Alitalia e si conoscerà l'offerta di Air France, poi martedì il vertice della nostra compagnia aerea vi dirà. "Alitalia faccia quello che vuole, ma non è certo lei il nostro interlocutore. Noi vogliamo parlare con il governo, che detiene le azioni di Alitalia. E' il governo - che vende - a doverci spiegare quali siano le condizioni di questa cessione". Circolano voci incontrollate sul numero degli esuberi tra i dipendenti di Alitalia. Lei che cosa sa? "Niente di più di quello che scrivono giornali e agenzie di informazione". Lei si appella al governo, che però ha un piede fuori Palazzo Chigi. "Oggi, mentre la cessione avanza con forza, è Prodi che siede a Palazzo Chigi ed è lui che ci chiamerà, voglio augurarmi, oggi stesso". Lei sembra arrabbiato per il metodo: non ci informano, dice. Ma il merito della questione come le sembra? "Certi metodi avventurosi nascondono meriti gravi, pericolosi. Prima alzano la siepe per non farti vedere. Poi ti presentano piattini terrificanti". (a.fon.).

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Az servizi, si teme per 5 mila posti prodi: non firmerò qualsiasi proposta - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 15-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Voci preoccupate sul negoziato di Parigi tra Prato e Spinetta, concluso ieri in tarda serata Az Servizi, si teme per 5 mila posti Prodi: non firmerò qualsiasi proposta I piloti, da sempre favorevoli ai francesi, pronti a opporsi alla paventata chiusura del trasporto cargo. Oggi il cda più difficile della compagnia LUCIO CILLIS ROMA - Az Servizi più che dimezzata con 5mila posti in meno. E il servizio cargo destinato a chiudere. Le voci e le indiscrezioni che filtrano in una delle giornate più drammatiche della storia di Alitalia lasciano 18mila dipendenti nel limbo dell'incertezza. E mettono con le spalle al muro il numero uno della Magliana, Maurizio Prato, che ieri ha seguito in diretta la trattativa parigina fra i suoi uomini e la prima linea di Air France. Nelle frenetiche ore che hanno preceduto il consiglio di amministrazione previsto per stamattina, il premier Romano Prodi e il ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, avrebbero fatto intendere al presidente di Alitalia che il governo non è disposto a firmare "qualunque proposta" e che i tempi possono anche allungarsi prima di una decisione definitiva. Prato, per evitare la débcle, ieri ha parlato a lungo con Spinetta, sottolineando le criticità di una offerta troppo stringente e al limite della irricevibilità secondo chi ha avuto modo di vederla. E visto che la battaglia fra manager e advisor si sarebbe conclusa solo in tarda serata, bisogna fidarsi delle indiscrezioni emerse nelle ultime ore. "Giovedì a Parigi - raccontano i bene informati - le riunioni si sono susseguite fino alle 4 del mattino"; segno di una battaglia combattuta sul filo di una proposta non ancora definita ma sicuramente peggiore di quanto previsto da Alitalia. Le voci di una giornata vissuta freneticamente da sindacati, governo e azienda, dicono che il progetto francese "taglia altri posti di lavoro". Tanto che potrebbero rientrare in Alifrance solo 3mila addetti di Az Servizi sui 7.600 in forza oggi. Quindi andranno via dal nuovo gruppo, con esodi soft, circa 4.600 persone più gli esuberi già previsti nel Fly (1.100). Al momento - ma i numeri sono destinati inevitabilmente a cambiare col passare delle ore in vista dell'incontro di Spinetta e sindacati - restano i tecnici che fanno manutenzione leggera oltre alle hostess e steward di terra, mentre è a rischio l'handling. A rischio vuol dire passaggio forzato sotto l'ala di Fintecna. Ma c'è un nodo più difficile da superare, soprattutto per la possibile dura opposizione delle associazioni dei piloti. Ovvero la paventata chiusura del servizio cargo. Una mossa che metterebbe sul piede di guerra Anpac e le sigle dei comandanti, fino ad oggi strenui difensori della "pista francese". La parte più difficile dell'accordo passa infatti per gli aerei messi a terra (37) con 500 piloti senza lavoro. C'è poi il versante economico, quello meno importante per il governo ma pur sempre delicato se lasciato alla deriva in piena campagna elettorale. Filtrano indiscrezioni sulla possibilità che i consiglieri italiani presenti nel cda del nuovo gruppo possano disporre del diritto di veto. Il valore del concambio sarebbe a quota 23 centesimi di euro (dai 35 di dicembre) visto il calo in Borsa del titolo francese. Sarebbe invece salva l'italianità della compagnia. Ma non per gentile concessione del gruppo transalpino: i diritti di traffico verso Paesi come la Cina, per rotte non utilizzate ma nelle disponibilità di Alitalia, sarebbero salvaguardati solo mantenendo il marchio tricolore. Ecco perché i francesi, nonostante le resistenze di Klm, supereranno questo passaggio. Magari lasciandoci credere di aver vinto quanto meno la battaglia dell'italianità.

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Rutelli rilancia "un piano regolatore delle notti romane" - giovanna vitale (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 15-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina IX - Roma Rutelli rilancia "Un piano regolatore delle notti romane" In lista l'attore di "Tre metri sopra il cielo" Nella civica anche la gallerista Moncada, il jazzista Patruno e la Scaraffia GIOVANNA VITALE Non sarà Scamarcio, ma comunque Mauro Meconi, classe 1980, nel film-cult Tre metri sopra il cielo era Pollo, il suo migliore amico, teppistello menefreghista incline al vandalismo. Tutto il contrario di quello che Meconi è nella vita: perché l'attore 28enne, presto protagonista in tv del serial Romanzo Criminale, ha scelto l'impegno candidandosi nella lista Under 30 per Rutelli. Insieme a un'altra giovane promessa del cinema italiano: il regista e autore Francesco Amato, premiato al festival di Torino con il suo Ma che ci faccio qui (opera prima), aiuto di Pupi Avati in un paio di pellicole. Due dei sessanta giovani che compongo la junior list di Rutelli: la terza delle sue formazioni civiche oltre ai Moderati (che annovera, fra gli altri, il medico del San Gallicano Aldo Morrone, l'ex Rosa Bianca Fazio Bianco, Mino Damato, l'imprenditore Alessandro Muti) e a quella con l'effigie del Colosseo. Dove sono candidati "ben dieci professori universitari" tra cui "l'amico" Piero Sandulli; il pilota Alitalia e l'assistente di volo di AirOne; la ex vicepresidente di Scienza e Vita Lucetta Scaraffia e l'ex capogruppo dei Socialisti promotore del registro delle unioni civili Gianluca Quadrana; il nipote del giudice ucciso dalle Br, Vittorio Occorsio, e il jazzista Lino Patruno; la gallerista Valentina Moncada e Adriano Panatta; gli attori Siciliano e De Caro, i consiglieri uscenti Fayer, Saccone e Panecaldo, il rumeno Gabriel Rusu e Vittorio Pavoncello della comunità ebraica. Ma anche Dora Anticoli, compagna del consigliere civico per Veltroni Stefano Madia, morto nel 2004 e padre della capolista Pd alla Camera Marianna. Una "valanga civica di partecipazione e voglia di servire la nostra comunità", la definisce Rutelli, "un contributo di amicizia e di creazione di un gruppo che sarà determinante per il governo della città". Al quale il vicepremier comincia a credere davvero: "A gennaio, tra il candidato del centrosinistra e il candidato del centrodestra l'effetto winner, quello cioè che misura la percezione degli elettori su chi vincerà le elezioni, era alla pari. Oggi ci sono 20 punti di vantaggio per noi". Ma attenti a non cullarsi sugli allori: "Bisogna lavorare con umiltà senza montarci la testa", avverte Rutelli, "per raccogliere i consensi dei romani su un progetto serio e innovativo, capace anche di affrontare le questioni irrisolte della città". Non a caso nella lista compare pure Antonio Flamini, presidente dell'associazione locali da ballo: "Nel programma ci sarà anche il piano regolatore della notte", conclude Rutelli, "per ristabilire un equilibrio tra le esigenze del divertimento e quelle dei residenti". Trovato infine il candidato alla presidenza nel più difficile dei municipi, il XX: l'ex assessore al Commercio Gaetano Rizzo. SEGUE A PAGINA VI.

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Maroni buonistae fini escludele larghe intese (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 15-03-2008)

Argomenti: Alitalia

La politica ncernobbio. L'aria dolce del lago suggerisce struggenti abbandoni e persino un polemista come Roberto Maroni non affonda i colpi. Attacca la politica fiscale del governo Prodi, responsabile - sostiene - di aver messo il piombo nelle ali alla ripresina italiana. Ma senza livore, quasi per dovere d'ufficio. Sogna la Lombardia come la Catalogna, ricattata dai ricatti fiscali romani. Auspica che sia il prossimo governo a chiudere l'affare Alitalia. "Chiederemo ad Air France una moratoria di tre anni sui voli per Malpensa". Definisce "una battuta elettorale" la proposta di Veltroni: mille euro al mese di salario minimo ai precari. Propone la detassazione totale degli aumenti salariali di secondo livello e degli straordinari; e apre al lavoro a chiamata (chiesto da Confcommercio), "utile in particolari situazioni" e non è una novità da poco. Scioglie inni di lode a Emma Marcegaglia, incoming president di Confindustria, "una donna molto energica, con le idee molto chiare. Sarà un piacere collaborare con lei". Piero Fassino lo segue a ruota: "Marcegaglia sarà un interlocutore attento e importante anche per il Pd". Con Linda Lanzillotta, è l'unico esponente della sinistra invitato alla prima giornata del forum di Confcommercio. L'ex segretario ds riferisce che il 48% delle famiglie italiane è monoreddito e campa con meno di 1.300 euro al mese e il 60% dei matrimoni riguardano sposi tra i 26 e i 30 anni. Gianfranco Fini arriva a villa D'Este scortato da La Russa e Ronchi, sorseggia un caffè e si lancia in un ragionamento che, ridotto all'osso, suona così: il programma del PdL, il partito della Libertà, contempla il taglio alle tasse, che compare anche nel manifesto del Pd di Walter Veltroni. Non gridate all'inciucio (Fini parla, pudicamente, di un governo di larghe intese) se un giorno in Parlamento anche il partito democratico, dai banchi dell'opposizione, voterà i provvedimenti del governo. "In altri Paesi è già una norma. Votare ciò che si condivide, contrastare ciò su cui si dissente". La più combattiva è Daniela Santanché, con la proposta-choc alle banche di applicare una moratoria di due anni ai mutui delle famiglie, degli artigiani, dei piccoli imprenditori. "Dovrebbe valere per tutti, quello che talvolta già si verifica se hai un rapporto di amicizia con il direttore di banca", butta lì la candidata premier della Destra. Che ci mette anche il carico d undici: "Una tassa secca del 33% per chi fattura meno di 20mila euro. E alzare la tax area a 15 mila euro per le famiglie".R. Par. 15/03/2008.

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Alitalia ormai in volo verso Parigi ma il titolo precipita: meno 7% (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 15-03-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 64 del 2008-03-15 pagina 23 Alitalia ormai in volo verso Parigi ma il titolo precipita: meno 7% di Paolo Stefanato Oggi il consiglio darà l'ok all'offerta di Air France da Milano L'unica, vera, dichiarazione ieri l'ha fatta la Borsa: nel giorno dell'offerta vincolante di Air France il titolo di Alitalia a Piazza Affari è precipitato del 6,8%, a 0,534 euro, dopo aver toccato un minimo a 0,52, con scambi per l'1,2% del capitale. Air France (che in Borsa ha guadagnato l'1,2%) ha consegnato il proprio documento ieri pomeriggio, a Parigi, nelle mani di Piero Ceschia, direttore strategie e alleanze del vettore italiano e fin dall'inizio "gran tessitore" della partnership con Parigi; una delegazione di manager di prima linea ha passato nella capitale francese le ultime 48 ore per gli ultimi confronti. Ieri nulla è trapelato da nessuna delle due compagnie. Per oggi, invece, è prevista una giornata molto intensa: stamattina alle 10 è stato convocato il consiglio di amministrazione, alla Magliana, per visionare e discutere l'offerta da Parigi. I colloqui tra i vertici non hanno coinvolto finora i consiglieri: si tratterà quindi di un esame approfondito. Se, com'è ampiamente previsto, l'offerta sarà ritenuta accettabile, le comunicazioni dovrebbero essere duplici: da un lato Alitalia illustrerà le linee industriali del piano proposto da Air France (riguardante network, flotta, personale, attività di terra); dall'altro Air France darà i dettagli della sua offerta economico-finanziaria, rivolta all'azionista Tesoro. Questa riguarderà le tecnicalità dell'acquisizione, e quindi l'offerta di scambio e il relativo prezzo di concambio. Molte indiscrezioni si sono succedute negli ultimi giorni, e le ultime davano a 22 centesimi la valutazione finale delle azioni Alitalia; oggi si saprà. Che l'operazione sia destinata a procedere è stato indirettamente confermato, ieri, da due fattori: da un lato il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, ha confermato che il governo valuterà l'offerta la prossima settimana; non oltre lunedì, se per martedì alle 15 è già stato convocato ufficialmente l'incontro con le nove sigle sindacali presenti in Alitalia, durante il quale sarà lo stesso Jean Cyril Spinetta, numero uno di Air France, a porre la sue condizioni. Va ricordato che lunedì scorso il cda parigino, decidendo di procedere con un'offerta per Alitalia, aveva posto come condizione l'accettazione del piano (per iscritto) da parte dei rappresentanti dei lavoratori. Mentre ieri il presidente del Consiglio, Romano Prodi, è stato laconinco ("non abbiamo ancora nessuna notizia"), l'ex ministro Roberto Maroni (Lega Nord) è stato esplicito: "Mi auguro che Air France non voglia fare un'offerta" e che "non sia il governo Prodi a chiudere la partita", mentre dovrebbe essere lasciata "al nuovo governo la conclusione: è l'unica condizione che noi porremo". E, a proposito di Malpensa, ha insistito: "Chiederemo ad Air France di applicare una moratoria di 2-3 anni come ha fatto con Klm anni fa". Via libera, invece, da parte del presidente designato di Confindustria, Emma Marcegaglia: "Se i francesi fanno la migliore offerta e se questa è solida", ha osservato, "Alitalia può passare nell'ambito di Air France e non pongo il problema dell'italianità". Sulla questione Malpensa, il suo auspicio è invece che lo scalo "possa restare, con o senza Alitalia, un grande aeroporto per il Nord del Paese". Tra le indiscrezioni trapelate ieri, quella che ai consiglieri italiani che saranno presenti nella holding Air France-Klm-(Alitalia) potrebbe essere riconosciuto potere di veto sulle decisioni riguardanti Alitalia, così come fu fatto, a sua tempo, con i consiglieri olandesi per la Klm. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Bufera sulle banche, Intesa resiste (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 15-03-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 64 del 2008-03-15 pagina 26 Bufera sulle banche, Intesa resiste di Redazione Telecom non riesce a tenere quota 1,4 euro Piazza Affari si spaventa per il calo di Wall Street. Ieri dopo una mattinata positiva ha invertito la tendenza chiudendo in terreno negativo (Mibtel -0,91% e S&P/Mib -0,99%) sulla scia degli indici americani. Il crollo di Bearn Stearns ha pesato sulle quotazioni del settore bancario anche a Milano, dove ha tenuto solo Intesa Sanpaolo (più 0,34%). In netto calo Alitalia (-6,81%) dopo aver toccato un calo del 9% nel corso della seduta. È risalita invece Fiat sopra i 13 euro, chiudendo in rialzo del 2%. Bene anche Ifil (+0,77%) e Ifi priv (+1,57%). Ha ceduto ancora Unicredit (-2,61%) come pure Mediobanca (-1,35%) e Mps (- 2,39%). Tra gli assicurativi, Generali ha contenuto le perdite allo 0,98% a 27,29 euro alla vigilia dei conti di lunedì. Scende invece nuovamente sotto quota 1,4 Telecom Italia (-1,21% a 1,39 euro) mentre l'ad Franco Bernabè prosegue nel suo roadshow per presentare alla comunità finanziaria internazionale il nuovo piano triennale. In calo anche gli altri titoli delle tlc con Tiscali (- 0,44%) e Fastweb (-4,23%). In luce Mediaset che ha guadagnato il 3,23% a 5,5 euro. Giù i titoli dell'energia con Enel (-2,46%) ed Eni (-0,32%). Scivolone per Edison (-3,29%) controcorrente Saipem (più 1,09%). Bene Atlantia dopo i risultati 2007 (più 2,29%) mentre Luxottica (-3,60%) scivola ai minimi del 2005 dopo il deludente quarto trimestre annunciato l'altro ieri. E sempre a causa di Bear Stearns (che ha perso oltre il 40%) hanno chiuso in ribasso tutte le borse europee: Londra -1,07%, Francoforte - 0,75% , Parigi - 0,82% A Wall Street l'indice Dow ha segnato un meno 1,6%, il Nasdaq meno 2,2%. In controtendenza Boeing (più 2%). © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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TOCCHERÀ al cda di Alitalia, oggi, dare il primo ok all'offerta di Air France-Klm (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 15-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di MARCO CONTI TOCCHERÀ al cda di Alitalia, oggi, dare il primo ok all'offerta di Air France-Klm. Parigi ha fatto arrivare il dossier nella tarda serata di ieri. E lunedì, prima dell'apertura dei mercati anche il Tesoro darà il via libera finale. Un sigillo politico che per la verità può già contare sul consenso di Silvio Berlusconi. Già, perchè l'altolà dell'ex ministro della Lega, Roberto Maroni, preoccupato per il destino di Malpensa, non solo trova Fini su sponde diverse, ma non è condiviso neppure dal leader del Popolo della Libertà. Berlusconi è ben contento di veder risolto il nodo-Alitalia e di non dover ereditare il rischio di un fallimento. Nella tarda mattinata di ieri è stato infatti Gianni Letta a confermare a Romano Prodi, impegnato a Bruxelles nel consiglio europeo, il via libera del "Popolo della Libertà" alla conclusione della trattativa. Una telefonata in una pausa dei lavori. Intesa bipartisan, quindi, con l'impegno da parte di Berlusconi di non "sparare" sull'intesa che ha contribuito a raggiungere così come auspicato da Prodi e preteso da Air France.

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Malpensa <ferma> 900 lavoratori (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 15-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Grande Milano - data: 2008-03-15 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Crisi Accordo sindacati-Regione. Formigoni: passo necessario ma serve subito un piano di rilancio dello scalo Malpensa "ferma" 900 lavoratori Scatta la cassintegrazione. Bonomi a Penati: no alla privatizzazione di Sea A fine mese l'Alitalia lascerà l'hub del Nord per concentrarsi a Fiumicino: a rischio 7.500 posti di lavoro Accordo tra Sea, sindacati e Regione Lombardia per attivare gli ammortizzatori sociali destinati ai novecento dipendenti di Malpensa rimasti senza lavoro dopo la decisione di Alitalia di lasciare lo scalo il 31 marzo. E proprio per fine mese è stato fissato un nuovo tavolo istituzionale allargato a Regione Piemonte, Province piemontesi e parti sociali regionali per affrontare la crisi dell'hub. L'intesa raggiunta ieri, presente anche il presidente della Provincia di Milano Filippo Penati, utilizza il meccanismo della rotazione per salvaguardare i livelli occupazionali. "Questo significa - ha spiegato il governatore Roberto Formigoni - che le aziende rimpiegheranno i lavoratori coinvolti all'interno delle attività del gruppo". "Ma restiamo preoccupati - ha continuato Formigoni - per la crisi occupazionale che sta per colpire non solo tutto il territorio, ma anche l'indotto". "Un risultato importante - ha detto Giuseppe Bonomi, presidente Sea- anche perché il gruppo che gestisce gli scali di Linate e Malpensa non ha mai affrontato nella sua storia un'esperienza così difficile". Ottenuto il via libera alla cassa integrazione per i 900 dipendenti, Bonomi rilancia l'appello a non ricorrere a politiche protezioniste per rilanciare lo scalo. Si prevede che possano essere circa 7.500 i posti di lavoro a rischio conseguenza delle scelte aziendali dichiarate nel piano industriale di Alitalia , che prevede "la scelta di posizionamento su un unico hub di riferimento, quello di Fiumicino, con il conseguente abbandono di Malpensa". "L'accordo per salvaguardare i dipendenti Sea - ha detto l'assessore alle Infrastrutture e Mobilità, Raffaele Cattaneo - non avremmo mai voluto sottoscriverlo. Ma visto che non si è arrivati a una decisione sul futuro dello scalo, ritengo si sia dimostrato un grande senso di responsabilità nel non perdere neppure un minuto per offrire ai lavoratori le garanzie necessarie a superare questo periodo difficile". "Mi auguro che il prossimo governo - ha concluso Bonomi - vari una politica di liberalizzazione per garantire lo sviluppo di Milano, di Malpensa ma soprattutto per l'intero Paese. Per quanto riguarda la privatizzazione della Sea, mi pare inopportuna in un momento così difficile. Forse sarebbe meglio aspettare tempi migliori, che io mi auguro arrivino presto". ALLARME A Malpensa scatta la cassintegrazione per 900 dipendenti Sea. Accordo tra sindacati e Regione per cercare di contenere gli effetti negativi causati dall'addio di Alitalia dallo scalo.

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Alitalia, svendita e tagli (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 15-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Ieri l'offerta di Air France Klm, che verrà analizzata oggi dalla compagnia italiana. Un'azione Alitalia sarebbe stata valutata meno della metà del suo corso attuale. Pesanti gli esuberi previsti: si parla di 4 mila Anna Maria Merlo Parigi Non è ancora ufficiale, in attesa del consiglio di amministrazione di Alitalia di oggi. Ma secondo indiscrezioni, Air France-Klm offrirebbe per acquisire Alitalia meno della metà del corso attuale dell'azione della compagnia italiana. Un'azione Air France-Klm contro 70 azioni Alitalia. Un prezzo basso, migliorato solo dal fatto che i futuri membri del cda di Alitalia beneficeranno del diritto di veto. Le voci di questa proposta hanno fatto crollare ieri il titolo Alitalia alla Borsa di Milano. Se oggi questa ipotesi verrà confermata, l'azione della compagnia italiana sarebbe valutata a 0,23 euro, cioè il 56% in meno del valore attuale. Romano Prodi, da Bruxelles dove ha partecipato al Consiglio europeo, ha giocato la carta della prudenza: "Non abbiamo informazioni di questo genere, aspettiamo stasera". Il ministro dei trasporti, Alessandro Bianchi, ha precisato che attendeva i dettagli della proposta non prima di mezzanotte; e che poi sarà una seduta del governo, la settimana prossima, a valutare l'offerta e prendere una decisione. Quanto ai sindacati italiani, sono stati convocati a una riunione congiunta con i vertici di Alitalia, Fintecna e Air France Klm - Maurizio Prato, Vincenzo Dettori e Jean-Cyril Spinetta - martedì prossimo. Air France, dove lo stato francese ha progressivamente diminuito la partecipazione, ora al 18,6%, già all'epoca della fusione con l'oldandese Klm si era interessata ad Alitalia. Le due compagnie, difatti, sono da lungo tempo partner commerciali dell'italiana. Air France, diventata uno dei leader mondiali, cerca alleanze. A un certo punto, si era interessata a Iberia e aveva rifiutato di partecipare all'asta organizzata dallo stato italiano per vendere la sua partecipazione (49,9%) in Alitalia. Il modello sociale di Air France è quello della competitività internazionale. Negli ultimi anni, anche Air France ha scelto di investire nel filone dei low-cost. Per Alitalia, è prevista una ristrutturazione dolorosa: fino a 4 mila posti di lavoro potrebbero venire soppressi. Il progetto di Air France dovrebbe prevedere 500 piloti in meno per Alitalia e l'immobilizzazione di 42 aerei entro la fine dell'anno: in altri termini, quello che interessa Air France sono sole le linee che rendono. Il consiglio di amministrazione di Air France-Klm ha autorizzato la società a fare un'offerta per Alitalia, ma ha posto delle condizioni sospensive. In particolare, tra queste c'è l'accordo con i sindacati, che però si pronunceranno solo quando saranno a conoscenza dei dettagli dell'offerta Air France. Air France-Klm propone di investire 750 milioni di euro in Alitalia, attraverso un aumento di capitale. Il gruppo vuole acquisire la totalità di Alitalia, attraverso un'offerta di scambio di azioni e, inoltre, mira al 100% delle azioni convertibili, per un montante complessivo di 700 milioni di euro. "Con l'entrata di Alitalia nel gruppo Air France-Klm - afferma un comunicato della compagnia franco-olandese - il gruppo intende rafforzare la propria posizione di leader europeo e permettere in questo modo alla compagnia italiana di ritrovare la sua posizione di leader nazionale". Intanto ieri si è saputo che è stato raggiunto un accordo sugli ammortizzatori sociali dei dipendenti Sea, la società che gestisce l'aeroporto milanese di Malpensa. È stata sottoscritta dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, con il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, il presidente della Sea, Giuseppe Bonomi, Giorgio Zanzi, in sostituzione del commissario della Provincia di Varese, e i rappresentanti di Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Ugl, Sdl e Sin.Pa. L'accordo interessa 900 dipendenti e utilizza il meccanismo della rotazione. L'utilizzo della mobilità, da definirsi con successivi accordi sindacali, è previsto solo a fini pensionistici o per eventuali volontari. Allo stato attuale si prevede che possano essere circa 7.500 i posti di lavoro a rischio nel comprensorio. Seguiranno altri incontri per definire le misure per l'indotto, ma intanto i soggetti coinvolti chiedono interventi concreti da parte del governo.

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ROMA Qual è il perimetro Alitalia? . E' la domanda che i sindacati si (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 15-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di LUCIANO COSTANTINI ROMA "Qual è il perimetro Alitalia?". E' la domanda che i sindacati si pongono e porranno ad Air France martedì prossimo quando il numero uno dell'aviolinea transalpina, Jean Cyril Spinetta (o chi per lui), aprirà il confronto con i rappresentanti delle organizzazioni dei lavoratori. In quel perimetro rientreranno anche le migliaia di lavoratori di Az-Servizi o il comparto verrà spezzettato e rivenduto al migliore acquirente? Non è un caso che al faccia a faccia sia stato invitato, oltre a Maurizio Prato, anche il numero uno di Fintecna, Vincenzo Dettori. E se è vero che Air France ha posto il via libera dei sindacati come condizione irrinunciabile per l'acquisto della nostra ex compagnia di bandiera, dovrà fornire garanzie certe sul futuro occupazionale. "Per noi, questa, è una pregiudiziale", ribadiscono i vertici delle confederazioni. Che aggiungono: "Solo se c'è un punto di arrivo, potremmo anche accettare dei sacrifici. Nessun assegno in bianco". La mobilitazione non è ancora scattata: prima dovrà essere letto attentamente il piano francese. Se la valutazione fosse negativa, scatterebbero gli scioperi. "In giro - avvertono i sindacati - c'è un grande fermento. Soprattutto nell'area napoletana, più esattamente in Atitech, che potrebbe risultare ad alto rischio di dismissione". Certo le centrali sindacali avrebbero grandissime difficoltà a gestire la possibile protesta rispetto ad un piano che verrebbe attuato dai transalpini senza il consenso dei sindacati. "Costituirebbe - spiegano - una forzatura, una sorta di ricatto, un prendere o lasciare rispetto all'alternativa del fallimento la cui responsabilità andrebbe a ricadere sulla nostra testa". Quella del fallimento, negli ambienti sindacali, non è vista come un'ipotesi fantascientifica. Semmai, una ipotesi da evitare. Aprirebbe comunque orizzonti nuovi. A partire dal ritorno sulla scena di Lufthansa. Altro scenario, classicamente italiano, è quello di un possibile allungamento dei tempi, una quasi moratoria, che Air France accetterebbe, sul versante dell'occupazione, in cambio di un atteggiamento più flessibile da parte degli stessi sindacati. In questo caso chiaramente Jean Cyril Spinetta dovrebbe però mettere mano al portafoglio per garantire la sopravvivenza di Alitalia che ha i giorni contati: sino alla fine di giugno. Come, purtroppo, stanno a dimostrare le cifre: a fine gennaio nelle casse della Magliana erano rimasti soltanto 282 milioni. E in gennaio la compagnia ha bruciato quasi due milioni e mezzo di euro al giorno.

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Dal nostro inviato MARCO CONTI CERNOBBIO - Per me il problema non &# (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 15-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Dal nostro inviato MARCO CONTI CERNOBBIO - "Per me il problema non è quale governo o quale maggioranza chiude l'intesa, ma la sostanza dell'accordo. Ovvero che sia rispettata l'italianità della Compagnia e che ci sia un piano industriale serio. Mi sembra un buon segnale la disponibilità di Air France a dare poteri di veto ai consiglieri italiani e l'impegno a conservare e rafforzare marchio e rotte". Gianfranco Fini non sposa la linea intransigente di Roberto Maroni che ieri pomeriggio, appena arrivato a Cernobbio per partecipare al forum economico organizzato da Confcommercio, lancia un vero e proprio altolà al governo affinchè lasci al nuovo esecutivo il compito di concludere la trattativa con Air France. L'avvertimento dell'ex ministro della Lega, preoccupato per il destino di Malpensa, non solo trova Fini su sponde diverse, ma non è condiviso neppure da Silvio Berlusconi. Nella tarda mattinata di ieri è stato infatti Gianni Letta a confermare a Romano Prodi, impegnato a Bruxelles nel consiglio europeo, il via libera del "Popolo della Libertà" alla conclusione della trattativa. Prodi ieri mattina ha smentito di aver discusso della faccenda con il presidente francese Sarkozy, a margine del Consiglio Ue, ma la telefonata è stata fatta proprio in una pausa dei lavori. Berlusconi è ben contento di veder risolto il nodo-Alitalia e di evitare il rischio di ritrovarsi, dopo le elezioni, alle prese con una trattativa sospesa, con un'azienda che oltre ad aver perso altro valore, avrebbe bisogno di nuova liquidità per non fallire, e con un alleato (la Lega) che si metterebbe di traverso ad ogni soluzione. Conclusione vicina, quindi, perchè non solo Air France avrebbe accolto la richiesta italiana sul diritto di veto dei consiglieri italiani, ma sarebbero state date garanzie anche sulla gestione del personale di Az fly e di di Az service e sugli esuberi. Oggi, a borse chiuse, il cda di Alitalia valuterà la proposta di Air France e comunicherà al Tesoro le proprie considerazioni utili al via libera finale, che dovrebbe quindi arrivare prima della riapertura dei mercati di lunedì mattina. Niente consiglio dei ministri, quindi, per evitare che a mettersi di traverso siano anche i ministri esponenti dei piccoli partiti della vecchia maggioranza, e convocazione per martedì dei sindacati ai quali verrà illustrato il piano. Intesa bipartisan, quindi, con l'impegno da parte di Berlusconi di non "sparare" sull'intesa che ha contribuito a raggiungere così come auspicato da Prodi e preteso da Air France.

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Alitalia, nell'offerta Air France i poteri di veto (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 15-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-03-15 num: - pag: 35 categoria: REDAZIONALE Privatizzazione Oggi il consiglio, Parigi disposta a inserire una clausola sulle decisioni strategiche. Verso un prezzo più basso Alitalia, nell'offerta Air France i poteri di veto Depositata la proposta di acquisto, il piano industriale ai sindacati il 18 marzo L'operazione con il Tesoro, poi scatterà un'Ops sui titoli in circolazione. I diritti dei consiglieri italiani ROMA - L'unica cosa certa, finora, è la convocazione dei sindacati. Martedì prossimo, Jean-Cyril Spinetta, numero uno di Air France-Klm, incontrerà a Roma le nove sigle sindacali di Alitalia, per illustrare loro la proposta e le condizioni di acquisto del pacchetto di maggioranza della compagnia italiana. Sull'offerta in sé, buio totale: si sa informalmente che è arrivata ieri in tarda serata nella sede dell'Alitalia, ma né questa né Air France-Klm hanno voluto confermare. Non bisognerà aspettare molto, tuttavia e per fortuna, considerati gli scossoni in borsa del titolo Alitalia in queste ultime ore, per scoprire i dettagli del piano. Oggi stesso è in programma un consiglio di amministrazione della società per la prima valutazione dell'offerta francese, condizionata oltre che al via libera dell'antitrust Ue, al placet del Tesoro, del prossimo governo e soprattutto dei sindacati, con i quali Air-France e Klm inizieranno a discutere da subito. L'attesa si sta rivelando pesante. Ieri in Borsa il titolo dell'Alitalia è sceso ai nuovi minimi storici, a 0,5395 euro per azione, con una flessione del 5,8% che segue quella del 3,1% registrata a Piazza Affari giovedì (ieri Air France-Klm ha guadagnato il 3,8%). Lo stesso governo segue con una certa apprensione l'evolversi della situazione. "Non c'è nessuna novità, aspettiamo stasera", ha detto il presidente del Consiglio, Romano Prodi, in mattinata a Bruxelles. "Aspetto che carta canti per valutare" ha detto il ministro del Trasporti, Alessandro Bianchi, prima di tornare sul punto più delicato di tutta la trattativa, i dipendenti. "Non sappiamo i termini dell'offerta di Air France per il personale di Az Fly e Az Service (ovvero piloti e assistenti di volo e il personale di terra), che è un punto cruciale" ha aggiunto Bianchi. Difficilmente, visto che l'offerta è subordinata proprio al via libera sindacale, Air France-Klm avanzerà soluzioni drastiche per Az Service, anche se questo dovrebbe avere riflessi sul prezzo finale di acquisto, che potrebbe essere inferiore ai 35 centesimi previsti dalla prima offerta non vincolante. è inoltre possibile che l'offerta, per risultare più appetibile, conceda ai consiglieri italiani del gruppo postfusione una sorta di diritto di veto temporaneo sulle scelte strategiche. Oggi, intanto, insieme alla valutazione della proposta (il governo la discuterà a inizio settimana) il Cda Alitalia dovrebbe esaminare anche la situazione finanziaria della compagnia, di nuovo pesantemente a corto di liquidità. Mario Sensini JeanCyril Spinetta, presidente Air France.

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ROMA - Si è chiusa con una telefonata la trattativa tra Air France-Klm e Alitalia. Jean (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 15-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di ROBERTA AMORUSO ROMA - Si è chiusa con una telefonata la trattativa tra Air France-Klm e Alitalia. Jean Cyril Spinetta, il numero uno di Air France, ha messo nero su bianco gli ultimi punti dell'offerta insieme al presidente italiano, Maurizio Prato, dall'altro capo del telefono. Ma è già la tarda sera quando il resto della prima linea di Alitalia torna da Parigi dopo l'ultimo briefing: così sacrifici e garanzie del piano di rilancio sono sulla carta e l'offerta vincolante di Air France arriva sul tavolo che oggi riunisce il cda di Alitalia. Per Prato è un altro "passo avanti" nella sua missione. Ma ora il presidente "incrocia le dita" come ha fatto in ogni passaggio cruciale del suo mandato. Oggi, l'offerta dei franco-olandesi incasserà "l'apprezzamento" del cda. Lunedì arriverà l'ok del Tesoro. Ma martedì si aprirà il round con i sindacati, chiamati a dare l'ok che "condiziona" tutta l'operazione. Spinetta volerà a Roma per incontrare i rappresentanti dei lavoratori, insieme a Prato e al presidente di Fintecna, Vincenzo Dettori. E allora gli impegni di Air France sul rilancio di Alitalia si misureranno con i timori dei sindacati sull'occupazione e, soprattutto, su Az Servizi. Prato ha lavorato fino all'ultimo per creare le premesse "ragionevoli" per un accordo. E' convinto che Alitalia si sia fatta rispettare, seppure all'ultimo stadio di una malattia terminale. Ma il tempo è scaduto. "Perchè una società non possa prendere delle decisioni industriali nemmeno in punto di morte?", aveva commentato il presidente con un suo collaboratore in una delle giornate più difficili per il pressing politico e sindacale. Sul fronte industriale, il capitolo più caldo è l'occupazione e, in particolare, il futuro delle attività di terra di Az Servizi. I francesi intendono cedere il controllo di Az Servizi (il 51%) a Fintecna, la holding controllata dal Tesoro. Un passaggio necessario per ridisegnare le attività a valle. Una parte della manutenzione leggera e dell'handling sarà incorporato in Alitalia (circa 3 mila dipendenti). L'amministrazione e l'informatica sono già destinate ad Accenture e a Eads. Mentre la manutenzione pesante sarebbero affidate al controllo di un nuovo socio industriale, con una partecipazione di Alitalia o di Az Servizi. In tutto gli esuberi non supererebbero le 2 mila unità (1.700 di Az Fly). Il secondo capitolo è quello delle garanzie sul marchio e sul logo della compagnia. I francesi metteranno la società italiana sotto Air France-Klm e, assicurano, sfrutteranno la forza del marchio per recuperare la leadership sul mercato italiano. Ma sarà blindata anche la rete della compagnia che farà perno su Fiumicino. Promesse precise accompagnate da chiari accordi di governance. Di qui il di diritto di veto ai rappresentanti di Alitalia nel comitato esecutivo franco-olandese sugli indirizzi da dare al cda (che rappresenterà anche il Tesoro) in alcune materie strategiche che riguardano il posizionamento di Alitalia. L'operazione passerà dal lancio di un'Ops di Air France sul 100% di Alitalia, con un concambio (70 titoli italiani per ogni azione francese) che valorizza la compagnia di bandiera 22 centesimi per azione (ieri il titolo ha perso in Borsa il 6,81% a 0,53 euro). In questo modo il Tesoro (che oggi ha il 49,9%) avrà una quota di circa il 3% nella holding Air France-Klm (più l'1,5% di Parigi già in portafoglio di Alitalia che può essere acquistato da Fintecna). Ma la maggioranza di Alitalia sarà custodita in un trust italiano. Air France renderà possibile il risanamento (anche duro) e il rilancio di Alitalia con un aumento di capitale da un miliardo, a giugno. Fino ad allora, però, solo un finanziamento straordinario può salvare la compagnia, visto che la cassa è agli sgoccioli. Anche di questo si parlerà oggi in cda. Intanto, Emma Marcegaglia, presidente designato di Confindustria, boccia il problema di italianità: l'importante è che l' offerta di Air France "sia solida" e tale che Malpensa possa "restare, con o senza Alitalia un grande aeroporto", dice alla Tribune.

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Rocchi: niente firme a scatola chiusa (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 15-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-03-15 num: - pag: 35 categoria: REDAZIONALE La sindacalista Cgil "Con il governo e i francesi finora nessun contatto" Rocchi: niente firme a scatola chiusa ROMA - "Siamo sempre allo stesso punto. Le cose che chiediamo ad Air France-Klm sono le stesse di due mesi fa". Nicoletta Rocchi, segretario confederale della Cgil, insiste però sul fatto che finora il sindacato ha fatto tutto da sé. "C'è qualcosa di surreale in quello che sta succedendo. C'è stato detto che la compagnia francese vuole l'assenso del sindacato per andare avanti con l'offerta per Alitalia. Ma finora direttamente non ci è stato comunicato nulla. Non abbiamo avuto contatti e non abbiamo interlocutori né nel governo né in Air France". Parlate fra voi? "Più o meno, visto che insistiamo sempre sugli stessi punti. Del resto il piano industriale di Air France-Klm è ancora avvolto nel mistero. E per dirla tutta dubito pure che possa essere esplicitato tanto presto". Ma le vostre condizioni per dare il via libera alla trattativa quali sono? "Vogliamo discutere del perimetro aziendale, del destino dell'hub di Malpensa e degli investimenti per potenziare la flotta Alitalia". Nell'ambito di questi tre grandi compartimenti, che rilevo hanno le discussioni su Az service e sugli esuberi prevedibili? " Il problema di Az service è centrale: Air France-Klm vuol fare alla società una potente liposuzione trasferendo tutto il grasso tolto a Fintecna, che peraltro non sembra averne bisogno. L'immagine è forse un po' cruda ma rende bene la situazione". Di quanti lavoratori si tratta? "Passando a ragionare in termini di addetti, su circa 8.500 lavoratori in azienda, nell'Az servizi, ne resterebbero sì e no 1.500" . Fin dove siete disposti a trattare? "Vogliamo discutere per salvare quantomeno una parvenza dell' industria aeronautica italiana e vogliamo evitare che letteralmente si squagli un'intera categoria di lavoratori ". E per Malpensa? " Non siamo per la moratoria, ma chiediamo la gradualità di ogni intervento" . Stefania Tamburello Nicoletta Rocchi.

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Indici giù, si salvano Mediaset e Atlantia (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 15-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2008-03-15 num: - pag: 42 categoria: REDAZIONALE La Giornata in Borsa di Giacomo Ferrari Indici giù, si salvano Mediaset e Atlantia L'effetto Bear Stearns su Wall Street ha interrotto bruscamente l'andamento positivo dei mercati europei, che hanno virato al ribasso chiudendo l'ultima seduta della settimana con un nuovo arretramento. A Piazza Affari l'indice Mibtel è calato dello 0,91%, mentre l'S&P-Mib ha ceduto lo 0,99%. L'ipotesi di uno spin-off dell'auto, che l'amministratore delegato Sergio Marchionne non ha escluso (pur precisando che in ogni caso l'operazione non è matura), ha rilanciato il titolo Fiat. Dopo una fiammata in mattinata, che ha fatto volare l'azione ordinaria oltre quota 13 euro, l'entusiasmo degli operatori si è raffreddato e a fine seduta il vantaggio si è ridotto all'1,96%. A guidare i rialzi nell'S&P-Mib sono state invece Mediaset e Mondadori (rispettivamente +3,23% e +2,32%). Nell'ambito dei titoli più capitalizzati, spicca inoltre l'ottima performance di Atlantia (+2,29%), spinta dagli ottimi risultati di bilancio e in particolare dall'aumento del dividendo, mentre è rimbalzata Saipem (+1,09%). Qualche contraddizione nel comparto del lusso: se da un lato, infatti, Bulgari ha parzialmente annullato la débcle della vigilia (+1,54% la quotazione di riferimento), dall'altro Luxottica ha pagato con un calo del 3,6% le previste difficoltà legate all'inarrestabile calo del dollaro. Tra i valori in calo spicca innanzi tutto Alitalia che, in attesa delle nuove proposte francesi che saranno rese note oggi, è peggiorata su voci di un' offerta di 1 azione Air France ogni 70 Alitalia. Flessioni significative, infine, per Banco Popolare (-4,26%), Fastweb (-4,23%) e Impregilo (-3,57%) mentre l'Espresso, sospesa al ribasso in mattinata, ha poi chiuso in calo dell'1,07%. L'Espresso Scivola in apertura, con la sospensione al ribasso, poi recupera e chiude a -1,07%.

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Il negoziato (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 15-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-03-15 num: - pag: 35 categoria: BREVI Il negoziato 1 Il prezzo. Nella prima manifestazione d'interesse Air France indicava 35 centesimi per azione. L'ipotesi è che questo valore venga ridotto 2 Il Tesoro. Il ministero del Tesoro cederà il 49,9% e dovrebbe restare con una partecipazione di circa il 3%. Dopo partirà l'offerta pubblica di scambio su tutte le azioni Alitalia 3 Le condizioni. Air France ha indicato come condizione che ci sia un consenso preventivo scritto da parte dei sindacati sugli esuberi. Finora erano calcolati in 1.700.

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Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 15-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia Franco-olandesità Ieri il titolo Alitalia è crollato del sette per cento in borsa, nel giorno in cui era annunciata, entro la mezzanotte, l'offerta d'acquisto da parte di Air France-Klm. Ma la ragione, probabilmente, è che prosegue il riallineamento del titolo sul prezzo atteso dell'offerta: secondo indiscrezioni stampa, sarà di 22-23 centesimi contro i 35 proposti a dicembre dalla compagnia guidata da Jean Cyril Spinetta. Un ribasso, questo, che sconterebbe la svalutazione dei due titoli da fine anno a oggi, ma che rifletterebbe comunque il concambio a 70 azioni Alitalia contro ogni azione del colosso franco-olandese. Le novità del piano franco-olandese emerse sinora sono sostanzialmente tre: oltre alla modifica del prezzo, esuberi più pesanti del previsto (un capitolo che influenzerà molto l'"ultimo miglio" del negoziato), inoltre - questo è un particolare uscito ieri - il potere di veto per i consiglieri italiani che saranno nominati dopo la privatizzazione. I prossimi giorni si annunciano dunque importanti per lo sfinente caso Alitalia. Oggi il Cda valuterà l'offerta e la prossima settimana la palla passerà al governo e ai sindacati. E la conclusione formale della privatizzazione, anche per i tempi tecnici, slitterà dopo il 13 aprile, e sarà affidata al nuovo governo. In ogni caso, con il passaggio di ieri, il dossier Alitalia sembra sostanzialmente chiuso. Difficile che il prossimo governo, anche se a guidarlo sarà Berlusconi che ha spesso difeso "l'italianità" dell'ex compagnia di bandiera, si prenda la responsabilità di vederla fallire. Idem, i sindacati. 15/03/2008.

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LA SFIDA DELL'HUB ROMANO (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 15-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-03-15 num: - pag: 1 autore: di FABRIZIO MATTESINI categoria: REDAZIONALE FIUMICINO DUE LA SFIDA DELL'HUB ROMANO F ino a pochi mesi fa il destino di Fiumicino sembrava segnato: teoricamente considerato il secondo hub del paese, era ormai costretto a vivacchiare e, spariti i grandi collegamenti diretti a livello intercontinentale, era ormai quasi relegato ad aeroporto di secondo ordine. Poi le cose sono cambiate. Con le trattative per la vendita di Alitalia - arrivata ad uno stato fallimentare malgrado i miliardi versati dalle casse pubbliche - è venuto fuori quello che tutti sapevano ma nessuno voleva ammettere: che l'aeroporto di Roma è una grande risorsa per il nostro paese, e che la follia di una compagnia aerea, nata e radicata nel territorio romano, costretta ogni giorno a riempire i propri aerei per Milano (una delle rotte più redditizie del mondo) per trasferire i propri lavoratori a Malpensa non poteva continuare. Certo, purtroppo la rinascita di Fiumicino coincide con l'apparente fallimento di un grande progetto, quello di dare al Nord un aeroporto degno di questo nome. Ma sarebbe sbagliato, come purtroppo si tende a fare anche in questi giorni di competizione elettorale, enfatizzare un antagonismo tra i due scali che in realtà non esiste. Perché essi hanno una vocazione diversa (più turistica quella di Fiumicino, più business quella di Malpensa) e, soprattutto, sono incomparabili per posizione geografica. Fiumicino è collocato al centro del Mediterraneo e rappresenta un' importante testa di ponte per il sud del mondo, Malpensa invece è situata in un' area economicamente più forte, ma fatalmente subisce la concorrenza dei grandi aeroporti del Nord Europa. Trovare una soluzione per Malpensa è sicuramente prioritario, ma è anche importante, ora che molte ambiguità si sono sciolte, che Fiumicino cresca in tutta la sua potenzialità. è di due giorni fa, proprio sulle pagine di questo giornale, l'annuncio di grandi progetti che mirano addirittura ad un raddoppio dello scalo romano, con un traffico che dovrebbe raggiungere i 100 milioni di viaggiatori. Viste come sono andate le cose un po' di sano scetticismo è di rigore: i lavori per il nuovo terminal C, che si dovevano concludere nel 2008, sono appena iniziati. Ma è la strada da percorrere.

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Aerei e telefoni nei guai Se guardassimo al Giappone? (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 15-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-03-15 num: - pag: 46 autore: di MASSIMO MUCCHETTI categoria: REDAZIONALE ALITALIA, TELECOM E DINTORNI Aerei e telefoni nei guai Se guardassimo al Giappone? L e difficoltà di Alitalia e Telecom, di gravità diversa ma di uguale clamore, fanno emergere quali siano i danni generati dalle tendenze ondivaghe e conservatrici dei governi nella regolazione dei mercati e nella politica industriale. Al momento, la compagnia di bandiera appare in bilico tra l'offerta d'acquisto di Air France-Klm e il ricorso alla legge Marzano per evitare il rischio di depauperare l'impresa di fronte ai creditori. L'ultima parola spetterà al nuovo governo, ma la proposta francese è ormai fatta e il consiglio di amministrazione di Alitalia, che ha già varato un piano provvisorio gradito a Parigi, dovrebbe dire la sua prima delle elezioni. La prospettiva dell'amministrazione straordinaria parla da sé. Ma anche la cessione ad Air France rappresenta una sconfitta epocale per l'Italia più che per chi sta curando l'ultima fase. Si potranno criticare il premier Romano Prodi e il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, che pure hanno avuto il merito di non metterci più un euro, per aver tentato di privatizzare Alitalia attraverso un'asta piena di condizioni che oggi, non essendosi presentato nessuno, sono scomparse nella trattativa privata con monsieur Spinetta. La verità è che, negli ultimi 20 anni, Alitalia ha bruciato ricchezza per 15-16 miliardi ove si consideri il costo dei capitali impiegati per lo più dallo Stato, con la complicità dell'arco costituzionale e del resto. Fino a metà anni 90, la classe politica italiana ha sostenuto la resistenza conservatrice del management contro la liberalizzazione dei cieli favorendo, tuttavia, il proliferare clientelare dei piccoli aeroporti. E quando, provvisoriamente risanata da Domenico Cempella, Alitalia riuscì a pattuire una fusione tra uguali con l'olandese Klm che avrebbe lanciato Malpensa come hub, Roma e Milano riuscirono a confondere tanto le carte che gli olandesi pagarono pur di uscirne. Alitalia è finita così, perché non c'è stata un'idea generale dell'industria del trasporto aereo e la politica ha temuto che la fusione diluisse la partecipazione dello Stato determinando la privatizzazione della società. E pensare che la stessa classe politica privatizzava Telecom, Autostrade, Fiumicino e scendeva al 34% di Aem a Milano! La liberalizzazione è comunque arrivata. La quota di mercato domestico di Alitalia è scesa sotto il 50% con il resto sparpagliato tra capitalisti senza capitali. E ora, con Air France, Alitalia non viene nemmeno privatizzata, ma consegnata alla compagnia di bandiera francese, controllata dal governo di Parigi e largamente monopolista sul mercato interno. Non è una beffa? Nello stesso periodo, la fine degli anni 90, in cui Alitalia affronta obtorto collo la deregolazione dei voli, su impulso dell'Unione europea parte la liberalizzazione delle telecomunicazioni. In questo contesto, la Telecom viene privatizzata con l'obiettivo prioritario di fare cassa e senza preoccuparsi delle prospettive industriali: in particolare, senza considerare che un soggetto capace di generare un autofinanziamento così grande, e con un debito così piccolo, sarebbe diventato preda di ogni speculazione anziché soggetto di sviluppo nazionale e internazionale. Mentre la regolazione cambiava più volte orientamento, l'Italia ha affidato il futuro delle telecomunicazioni, che sono servizio ma anche rete, al mero confronto tra l'Autorità delle Comunicazioni e l'ex monopolista che ha cercato, com'è nel dna di tutti gli incumbent, di catturare il regolatore ottenendo non di rado l'effetto contrario. Ora il pensiero liberalizzatore discute dell'opportunità di scorporare l'infrastruttura non replicabile dal servizio. Ma più ancora del commissario europeo Viviane Reding, sono le banche d'affari ad augurarsi un simile esito in Telecom. E' loro convinzione che la rete potrebbe essere ceduta in larga parte, magari anche in Borsa, a prezzi vicini a quelli delle utilities, e dunque più alti dei corsi delle telecomunicazioni. L'approccio finanziario non è ingiustificato, tanto più che la legge finanziaria 2008 fa venir meno alcuni problemi fiscali. Del resto, a questi prezzi, Telecom è di nuovo tecnicamente scalabile non solo dal partner Telefonica ma anche, in teoria, dai fondi di private equity. Certo, di questi tempi non è facile reperire finanziamenti, ma va anche detto che, dati i vincoli patrimoniali, le banche italiane faticherebbero a erigere barriere. La difesa di Telecom passerebbe allora alla politica. E lo scorporo della rete, da provvedimento lungimirante del riformismo liberalizzatore, diventerebbe una poison pill nazionalista. Forse ci vuole altro. Sul Sole 24 Ore, Mauro Sentinelli, uno dei grandi delle telecomunicazioni, ha illustrato Ubiquitous Japan, il nuovo progetto per collegare tutti i giapponesi in larghissima banda, fino a 100 megabit al secondo. Il governo di Tokio stima che generi 1.500 miliardi di dollari di prodotto interno lordo aggiuntivo, un terzo del pil attuale. Ma servono 50 miliardi di investimenti, soprattutto a opera di Nippon telegraph and telephone. E poiché i benefici sono a pioggia e per Ntt c'è poco, lo Stato darà sussidi legati al progetto, e sorveglierà da vicino. L'Europa e l'Italia, conclude Sentinelli, dovrebbero pensarci. Aggiungiamo noi: come non è bastato proclamare hub Malpensa e sventolare il tricolore per avere un aeroporto perno di sviluppo e una grande compagnia di bandiera, ma ci sarebbe voluto un buon progetto com'era Alitalia-Klm, così allo Stato italiano non basterà ragionare sulla rete delle telecomunicazioni in termini finanziari o nazionalistici senza un'idea industriale forte alle spalle. \\ Tokio sta avviando "Ubiquitous Japan", un progetto per collegare tutti i giapponesi in larghissima banda che si prevede possa generare 1.500 miliardi di dollari di Pil. Servono 50 miliardi di investimenti. Forse dovremmo imparare che ragionare in termini finanziari o nazionalistici non basta, in mancanza di un'idea industriale.

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<Noi, in vantaggio del 20%> E Rutelli presenta la civica (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 15-03-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-03-15 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Centrosinistra In corsa nella lista anche la storica Lucetta Scaraffia "Noi, in vantaggio del 20%" E Rutelli presenta la civica "Ma la vittoria non è scontata, bisogna pedalare" Francesco Rutelli ha presentato la Lista civica: il 36 per cento sono donne. E "siamo avanti di 20 punti" Sessanta nomi, alcuni famosi come musicisti o attori, altri perché professionisti di grido o docenti universitari. Ventuno le donne (il 36 per cento), tre cittadini di origine straniera: età media 45 anni. è la "Lista civica per Rutelli", presentata dal candidato sindaco per il centrosinistra, con una nota finale: "Non mi sentirete parlare di sondaggi anche se li vedo e li seguo - ha detto Francesco Rutelli - Ma esiste il cosiddetto effetto winner, la risposta alla domanda "chi vince secondo lei?". A gennaio-febbraio era un dato di sostanziale parità fra il candidato di centrodestra e quello di centrosinistra. Oggi vede 20 punti di vantaggio per noi". Pausa. E alla fine aggiunge: "Però non abbiamo ancora vinto. C'è da pedalare...". Parla di una partita elettorale "da affrontare con umiltà". "Io non ricevo solo incoraggiamento e sostegno - ha concluso - anche incitamenti a intervenire su alcuni nodi difficili della capitale". I nomi della lista "fra i quali un comandante Alitalia, Giovanni Pazienza, e un assistente di volo Airone Bishay Fouad (di origine egiziana"), ha detto il coordinatore Francesco Soro a dimostrazione di rappresentatività , il candidato sindaco li legge uno a uno, iniziando dalle due donne capolista, Consuelo Battistelli, non vedente e responsabile accessibilità del-l'Ibm, seguito da quello della storica Lucetta Scaraffia, docente di Storia contemporanea a "La Sapienza". Tutti gli altri in ordine alfabetico. Ci sono i nomi già noti del tennista Adriano Panatta, degli attori Francesco Siciliano e Enzo De Caro, del jazzista Lino Patruno. Ma la lista ha anche assorbito chi le stanze del Campidoglio le conosce, come Carlo Alberto Fayer e Antonio Saccone, Gianluca Quadrana, l'ex assessore alla Famiglia Lia Di Renzo, il consigliere aggiunto Gabriel Rusu. O come Carla Rocchi, che è stata senatrice per i Verdi, o Piero Sandulli, docente di diritto processuale. E c'è un giovane di 20 anni, Vittorio Occorsio, studente e stesso nome del nonno, il giudice ucciso 30 ani fa da un commando fascista. Un altro nipote: Eugenio Campini, dell'inventore dell'aereo a reazione. Ancora: Dora Anticoli, animatrice dell' associazione "Appuntamento a Gerusalemme" e chiude Amalia Vetromile, manager con una passione per il sociale. E nella lista under 30 Mauro Meconi, di "Tre metri sopra il cielo" e il regista Francesco Amato. Lilli Garrone Sostegno Francesco Rutelli avrà la lista Civica e i "Moderati" \\ Consuelo Battistelli Non vedente e responsabile accessibilità dell'Ibm, è la capolista della Lista civica per Rutelli.

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Notizie in 2 minuti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 15-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-03-15 num: - pag: 72 categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano In Tibet proteste anticinesi: due le vittime negli scontri Nuove manifestazioni di protesta anticinesi a Lhasa capoluogo del Tibet. La polizia è intervenuta per disperdere i dimostranti: due vittime. La Casa Bianca condanna. Appello dall'Ue. Usa, travolta dalla crisi la quinta banca d'investimenti Bear Stearns, la quinta banca d'investimento degli Usa ha dichiarato ieri una crisi di liquidità che l'ha costretta a ricorrere alla Fed e a JP Morgan per ottenere fondi di emergenza. La notizia ha rafforzato notevolmente i timori di una crisi del credito globale e ha portato il titolo a cedere fino al 50% Europa, paura del supereuro Cresce in Europa l'inquietudine per la crescita dell'inflazione e per il supereuro. Riuniti a Bruxelles per il vertice di primavera, Romano Prodi e i suoi colleghi, hanno inserito i loro timori nel documento conclusivo del summit. La moneta europea ieri è volata a 1,5669 dollari, nuovo record. Politica Berlusconi: in Libano servono nuove regole d'ingaggio Silvio Berlusconi: se andremo al governo non ritireremo il contingente italiano dalla missione dell'Onu in Libano, ma chiederemo la modifica delle regole di ingaggio. Focus La Sacra Rota annulla un matrimonio fallito su cinque Aumentano del 25 per cento l'anno le richieste di annullamento dei matrimoni da parte della Sacra Rota che ormai interessano uno scioglimento su cinque. Cronache Morta a 88 anni Chiara Lubich fondatrice dei Focolari Chiara Lubich, fondatrice del movimento dei Focolari e una delle donne più influenti nel cattolicesimo moderno, è morta l'altra notte a 88 anni a Rocca di Papa, a sud di Roma. Il movimento dei Focolari conta più di 140 mila membri in 182 Paesi e vuole diffondere i valori cristiani rafforzando la famiglia. Giustizia troppo lenta: Napolitano scrive al Csm Mai più ritardi della giustizia come quello di Gela, dove per una sentenza sono stati necessari 8 anni e un imputato di reato di mafia è stato scarcerato. Lo afferma il presidente della Repubblica Napolitano, in una lettera inviata al vicepresidente del Csm, Mancino. Economia Alitalia, l'offerta nella notte Alitalia crolla in Borsa (il titolo è arrivato a perdere l'8,12%) in attesa della presentazione dell'offerta vincolante da parte di Air France. Nessuna indicazione è trapelata, ma per oggi è previsto il Cda di Alitalia. Cultura Il fascismo tra Croce e Volpe Carteggi inediti: Una biografia di Eugenio Di Rienzo svela i retroscena del dissidio scoppiato tra il filosofo Benedetto Croce e lo storico Gioacchino Volpe. Fu il fascismo a dividere i due amici. Spettacoli Ferilli la rossa Nel film "Tutta la vita davanti" che uscirà il 28 marzo, Sabrina Ferilli è la paladina dei precari. Ma lo è anche nella vita: "Da Veltroni mi aspetto una netta inversione rispetto al precariato". Sport Champions: con il Manchester la Roma cerca il riscatto Champions: nei quarti sarà ancora Roma- Manchester United, con grande voglia di rivalsa dei capitolini. L'urna ha deciso che si replica la sfida dello scorso anno, quella che all'Old Trafford finì 7-1 per gli inglesi.

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Alitalia, nessuna notizia da Air France-Klm Tutto rimandato a oggi, riunione del Cda compresa (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 15-03-2008)

Argomenti: Alitalia

E' caduto alla mezzanotte di ieri sera il termine per l'offerta di Air France ad Alitalia, ma nessuna notizia è arrivata da Oltralpe. Niente di ufficiale fino a tarda serata e non è escluso che per averne si debba aspettare la giornata odierna che ha, fra l'altro, in calendario la riunione del Cda della compagnia per esaminare la proposta Air France-Klm. Quindi, in settimana spetterà al Governo offrire una valutazione definitiva. Nel giorno di Air France non sarà però la compagnia di bandiera transalpina a relazionare sui termini della proposta. Martedì poi sarà la volta dei sindacati che incontreranno a Roma alle 15.00 l'amministratore delegato di Alitalia, Maurizio Prato. Alla riunione dovrebbe essere presente anche il numero uno della compagnia francese-olandese, Jean Cyril Spinetta previsto nella capitale martedì e mercoledì. Mentre si marcia a grandi passi verso la chiusura dell'operazione Alitalia-Air France, il titolo va a picco a Piazza Affari archiviando a Milano una perdita del 6,82% a 0,5340 euro. "Il punto cruciale dell'operazione restano gli esuberi in Alitalia Fly e Alitalia Service" ha detto il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi che ha confermato che il governo valuterà l'offerta la prossima settimana. E a chi gli chiedeva se l'offerta di Parigi sia già arrivata, Bianchi ha replicato facendo presente che a lui non risulta: "Può darsi però che sia arrivata visto che il destinatario è il ministero dell'Economia, comunque dovrà arrivare entro la mezzanotte perchè scadono i tempi". Anche il presidente del Consiglio, Romano Prodi, è rimasto in attesa per tutto il giorno. "Non abbiamo nessuna notizia di nessun tipo, aspettiamo stasera (ieri sera, Ndr)", ha affermato a margine dei lavori del consiglio europeo. Preoccupato? "I sentimenti non fanno parte delle strategie politiche, aspettiamo", ha tagliato corto il premier. Da registrare poi una presa di posizione del presidente designato di Confindustria, Emma Marcegaglia. "Se i francesi fanno la migliore offerta e se questa è solida", ha osservato, "Alitalia può passare nell'ambito di Air France e non pongo il problema dell'italianità". Sulla questione Malpensa, l'auspicio è invece che lo scalo "possa restare, con o senza Alitalia, un grande aeroporto per il Nord del Paese, senza venire relegato a un ruolo regionale minore, come prevede l'attuale piano di Alitalia e di Air France". Sul nodo Malpensa si è espresso anche il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni: "C'è pieno accordo tra tutte le istituzione, la Sea e le organizzazioni sindacali per avviare questo procedimento di cassa integrazione a rotazione che avrà la caratteristica per noi fondamentale di non procedere ad alcun licenziamento". A chiudere la partita di Alitalia però, secondo la Lega, non dovrebbe essere il Governo Prodi ma quello che uscirà dalle prossime elezioni di aprile, ha detto il capogruppo alla Camera, Roberto Maroni. "Mi auguro che AirFrance non voglia fare un'offerta e che il Governo Prodi non voglia chiudere la partita e lasci al prossimo Governo la conclusione della trattativa - ha detto Maroni - è l'unica condizione che noi porremo". 15/03/2008.

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L'aereo non decolla, professionista risarcito da Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Cronaca di Cagliari Pagina 1024 Condanna Dovrà pagare 400 euro L'aereo non decolla, professionista risarcito da Alitalia Condanna. Dovrà pagare 400 euro --> Non è una novità: volo cancellato senza spiegazione e passeggeri a terra infuriati. E chi perde la coincidenza con altri voli si arrangia. Succede, non tanto spesso ma succede. Solo che questa volta un passeggero ha deciso di andare fino in fondo: si è rivolto all'avvocato Giancarlo Mereu, ha trascinato in giudizio la compagnia di bandiera e alla fine, dopo un lunghissimo processo fatto di udienze nervose, l'ha spuntata. L'Alitalia è stata condannata, dovrà pagare 400 euro più gli interessi legali, dovrà risarcire il danno non patrimoniale, dovrà rifondere le spese di giudizio. La vicenda che si è conclusa ieri mattina davanti al giudice di pace di Cagliari risale al 21 settembre 2005: un giovane ingegnere cagliaritano aveva un appuntamento a Lisbona. Si trattava di un affare molto importante visto che riguardava un'offerta di lavoro. Il professionista era prenotato sul volo Alitalia Cagliari-Roma in partenza da Elmas alle ore 10,35. Il successivo volo per Lisbona era previsto in partenza da Roma lo stesso giorno alle 13,15. Solo che l'aereo non è mai decollato da Cagliari: senza alcuna spiegazione, dopo una lunga attesa, la compagnia di bandiera aveva cancellato il collegamento. Risultato: l'ingegnere ha perso la coincidenza per Lisbona, e anche l'appuntamento per l'offerta di lavoro. Ma, una volta tornato a casa, aveva deciso di non lasciar correre: aveva telefonato all'avvocato Mereu insieme al quale aveva deciso di portare davanti a un giudice l'Alitalia in modo da vedere riconosciuto il danno subìto, anche quello non patrimoniale, derivante proprio dall'aver mancato l'importante appuntamento di lavoro. Il processo civile si è svolto davanti al giudice di pace Maria Adele Pili: dopo molte udienze ieri è arrivata la sentenza che "condanna la società Alitalia linee aeree italiane s.p.a., in persona del legale rappresentante, al pagamento in favore dell'ingegnere cagliaritano della somma di 400 euro, maggiorata degli interessi legali dalla data di messa in mora al saldo". La compagnia aerea dovrà inoltre provvedere al "risarcimento del danno non patrimoniale liquidato, equitativamente, nella misura di 100 euro". Infine, l'Alitalia dovrà rimborsare al professionista cagliaritano le spese processuali, che il giudice di pace ha liquidato in complessivi 780 euro: 400 come diritti di procuratore, 300 per onorari di avvocato e 78 per le spese. Si conclude così, con la vittoria processuale di un passeggero, l'ennesima vicenda legata ai disagi nel trasporto aereo. La sentenza del giudice Pili tra l'altro costituisce un importante precedente: se i voli vengono cancellati senza alcuna spiegazione i passeggeri devono essere non solo rimborsati ma anche risarciti.

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Alitalia dice sì al piano Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 16-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Un cda fiume sull'offerta dei francesi, adesso la parola passa ai sindacati Alitalia dice sì al piano Air France Berlusconi: pensioni, con la crisi Usa non basterà tornare allo scalone Berlusconi e Veltroni si esercitano in un duello a distanza, complice l'invito della Confcommercio al tradizionale Forum di Cernobbio. Sullo sfondo, lo spettro della crisi americana che da un momento all'altro può "caderci addosso", come teme il Cavaliere che annuncia una stretta sulle pensioni: "Neanche lo scalone basterà più". Più ottimista il leader Pd: "Pronti a ridurre le tasse". Intanto, il crollo in Borsa riduce l'offerta per Alitalia di Air France: solo 22 centesimi per azione. ALLE PAG. 6, 7 E 31.

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Alitalia, maratona in cda tra i paletti di Air France Riunione fiume per esaminare la proposta di Parigi e i conti (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 16-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di ALESSANDRO FRANZI ? MILANO ? NON UNA RIUNIONE puramente formale, tutt'altro: il cda di Alitalia è rimasto riunito oltre dieci ore, ieri, per esaminare e dare un parere sull'offerta vincolante presentata da Air France-Klm per acquistare la compagnia di bandiera. Parere che in serata non era stato ancora comunicato ufficialmente dalla Magliana, sul cui tavolo il piano di Parigi è giunto alla mezzanotte di venerdì, al termine delle otto settimane di trattativa esclusiva. Da quanto si è appreso, poco per la verità, l'offerta pubblica di scambio sul 100% delle azioni potrebbe essere di una azione di Air France-Klm contro 70 di Alitalia, ad un prezzo di 0,22 euro contro 0,35 euro indicato a dicembre. Se il Tesoro passerà il suo 49,9% della compagnia aerea a Parigi, lo Stato italiano entrerà probabilmente con un 2-3% nella holding franco-olandese, con potere di veto su alcuni capitoli strategici in mano ai consiglieri italiani. Solo indiscrezioni, però, perché il cda di Alitalia si è protratto fino a tarda ora per esaminare anche la difficilissima situazione di cassa, comprimendo di fatto i tempi per il possibile via libera all'intera operazione. Entro domani il ministero dell'Economia deve dare il suo parere sulla proposta. E martedì è già fissato l'incontro, particolarmente decisivo, fra i due managemente e le nove sigle sindacali che rappresentano i lavoratori del gruppo tricolore. Sarà il banco di prova per capire se la condizione vincolante posta da Air France di avere il sì dei sindacati per portare a termine l'acquisto abbia un seguito positivo. LE QUESTIONI da affrontare non sono del resto di poco conto. Anzitutto si deve discutere di esuberi: 1.700 quelli preventivati ma non ancora ufficialmente indicati da Air France-Klm. Alitalia Servizi potrebbe passare sotto la finanziaria di Stato, Fintecna. Infine ci sarà lo scoglio politico. Il ministro uscente Pierluigi Bersani parla di una situazione disastrosa di Alitalia ereditata dal governo. L'ultima parola sull'offerta parigina spetta però al nuovo governo, che non si insedierà prima di maggio. - -->.

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Maratonasull'offertaAir France (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 16-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia Il documento al vaglio del Cda fino a tarda ora. Prezzo più basso ma potere di veto agli italiani. Gli esuberi sono 1.700 16/03/2008.

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Genova-Parigi, ecco cosa ci toccherà con Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 16-03-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 65 del 2008-03-16 pagina 1 Genova-Parigi, ecco cosa ci toccherà con Air France di Redazione Hanno perso i Mondiali... e i bagagli, ma cosa perderemo se compreranno Alitalia? Genova ore 07.30 del 11/3/2008 partenza per Parigi con volo Air France AF5846, i passeggeri con bagaglio a mano vengono invitati, senza possibilità di deroga, a depositarlo presso la porta dell'aeromobile. Tentiamo di opporre resistenza ma si sa con scarsi risultati; ci imbarchiamo già pronti ad una lunga giornata di viaggio, io devo andare in Bahrein, altri a Cincinnati, altri a Londra, altri a Barbados... All'arrivo a Parigi, e come sempre con coincidenze strette, corriamo alla porta dell'aereo per prelevare il bagaglio, ma i solerti francesi ci indicano l'uscita e perentoriamente ci invitano a ritirare il bagaglio presso l'area predisposta in aeroporto. Contrariati e sapendo già di dover poi correre ci rechiamo diligentemente presso l'area indicata ed inizia l'attesa. Sono le ore 09.00. Da quel momento nessuna assistenza, nessuna informazione e la più scarsa professionalità mai vista in un aeroporto ci circondano. Passati i primi dieci minuti sorridenti ma già preoccupati iniziamo a chiedere e la risposta è sempre "stanno arrivando". Altra attesa e i primi perdono le coincidenze, l'aria si fa sempre più tesa e Air France resta muta immobile, iniziano a "volare" le prime frasi forti, le prime minacce ma le sole risposte ottenute sono pazientare e nel frattempo altre coincidenze vengono perdute. Vi risparmio le successive otto ore di attesa, parole poco educate proferite nei confronti dei francesi e l'assoluta inconsistenze ed inesistenza di Air France. Voglio solo informarvi che in 8 ore di pausa, e senza nessun ritrovamento, presso il grandioso aeroporto Charles De Gaulle di Parigi la compagnia non ha minimamente aiutato gli oltre 10 passeggeri, nessun responsabile si è scusato, nessun voucher è stato consegnato non sono state rispettate le minime norme internazionali ne tanto meno quelle di buona creanza. Ora senza contare i danni personali mi domando quanti danni subiremo se prodizzandoci venderemo la gloriosa Alitalia a questi boriosi incapaci. Io come altri nel frattempo siamo ripartiti con un volo in ritardo di un'ora rientrando a Genova alle ore 19. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Una crisi profonda e una cura che è arrivata troppo tardi Romano Prodi, di fronte al disastro, ha trovato il coraggio di puntare sulla privatizzazione (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 16-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Una crisi profonda e una cura che è arrivata troppo tardi Romano Prodi, di fronte al disastro, ha trovato il coraggio di puntare sulla privatizzazione di Marco Tedeschi / Milano FALLIMENTI Gli ultimi anni di Alitalia scrivono la storia di una lunga crisi, annunciata, dichiarata, spesso occultata grazie a rapide manovre economiche a spese del contribuente. Dall'inizio degli anni '90, più di una volta Alitalia è stata sull'orlo del baratro (in undici anni ha presentato soltanto due bilanci in attivo). Ma, a un passo dal fallimento, è sempre riuscita a salvarsi grazie a iniezioni di denaro pubblico e ad accordi in extremis con i sindacati. Sarebbe anche la storia di errori politici, cattive gestioni, povertà o addirittura assenza di strategie. Proprio di strategie è vittima ad esempio Malpensa: lo sponsor politico dell'hub milanese, il presidente regionale lombardo, Roberto Formigoni, aveva voluto la Grande Malpensa quasi come un atto di sfida nei confronti di Roma, senza riuscire a costruire davvero una alternativa a Fiumicino e ai ben più efficienti hub del Centro Europa, Parigi o Francoforte, senza riuscire a coinvolgere altre compagnie, senza costruire un autentico funzionale sistema aereoportuale, ma lasciando che si rafforzassero altri aeroporti, lungo l'asse da Torino (persino da Cuneo) a Trieste, senza ridimensionare Linate, senza garantire moderna accessibilità allo scalo varesino. Alitalia, la compagnia di bandiera, è la vittima della stessa cultura: previsioni insufficienti, scarsa agilità sui mercati decisiva quando è venuta meno la garanzia del monopolio, difesa a oltranza di privilegi, clientelismo. Alitalia ha pagato pure per Malpensa, precipitando in una crisi nera, che solo il governo Prodi ha avuto il coraggio (o ha sentito davvero la necessità...) di denunciare nella sua drammaticità. Era stato proprio il presidente del consiglio, a cinque mesi dalla nascita del suo governo, nell'ottobre 2006 a dichiarare che Alitalia stava vivendo il momento peggiore della sua esistenza. I passi successivi sono stati inevitabili. Il primo dicembre il consiglio dei ministri decide la privatizzazione, per evitare il fallimento, vendendo il 30,1%, quota che poi cresce al 39,9%. All'inizio del 2007, si dimette dal Cda di Alitalia il numero uno di Air France-Klm, Spinetta. Il 'board' decade e il 9 febbraio il ministero dell'Economia indica in Berardino Libonati alla presidenza, al posto di Giancarlo Cimoli. Nel frattempo sul tavolo del governo arrivano undici manifestazioni di interesse che successivamente si riducono a tre: Ap Holding (Air One), Texas Pacific Group e Aeroflot. In tempi diversi i tre concorrenti si ritirano e il 19 luglio il Tesoro dichiara chiusa la gara per la privatizzazione. Libonati si dimette e al suo posto viene nominato Maurizio Prato che dà il via alla trattativa privata. I conti sono sempre più in rosso: il 30 novembre la compagnia annuncia che l'indebitamento netto a fine ottobre ammonta a 1,182 miliardi. Di offerte non vincolantì ne giungono alla fine tre: Air France-Klm, Ap Holding e la cordata guidata da Antonio Baldassarre, ex presidente della Corte Costituzionale. Il 21 dicembre il Cda di Alitalia sceglie il gruppo franco-olandese per la trattativa in esclusiva. Il ricorso di Ap Holding viene respinto prima dal Tar del Lazio e poi dal Consiglio di Stato. La trattativa con i francesi può continuare. Manca ancora l'ultimo atto per un matrimonio di cui si parla da sette anni, quando Alitalia siglò un accordo con Air France ed entro in Sky Team.

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Alitalia-AirFrance, il giorno più lungo Riunione fiume del cda per decidere sull'offerta francese. All'esame anche il problema liquidità (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 16-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Alitalia-AirFrance, il giorno più lungo Riunione fiume del cda per decidere sull'offerta francese. All'esame anche il problema liquidità di Felicia Masocco / Roma L'ATTESA Una riunione lunga un giorno quella del consiglio di amministrazione di Alitalia, in camera caritatis per discutere l'offerta presentata da AirFrance-Klm per privatizzare l'ex compagnia di bandiera. Ore di attesa per avere risposte sull'offerta economi- mica, che le indiscrezioni della vigilia davano drasticamente ridotta a 22 centesimi per ogni azione Alitalia a fronte dei 35 di cui si parlò a dicembre, una revisione al ribasso che aspetta conferme o smentite, così come i rumors sul numero degli esuberi dati al rialzo rispetto ai 1700 fissati in precedenza. La scure del piano francese cadrebbe su Az Servizi, in particolare, di cui si è paventato il dimezzamento, mentre sarebbe la chiusura per il servizio Cargo. Ancora: nel quartier generale della Magliana il board ha discusso le esigenze finanziarie a breve termine della compagnia che in gennaio aveva in cassa soltanto 282 milioni di euro, appena sufficienti per tirare avanti qualche mese. A giugno sarebbe necessaria una nuova iniezione di liquidità, una ricapitalizzazione quantificata in non meno di 750 milioni. È così trascorsa una giornata con il condizionale obbligatorio, avvolta da una riservatezza senza precedenti, anch'essa a testimoniare che per Alitalia è veramente il momento di voltar pagina. Sta infatti al consiglio di amministrazione la decisione se accettare o meno l'offerta dei franco-olandesi e, nel primo come nel secondo caso, l'ex compagnia di bandiera si ritroverebbe a vivere una fase inedita. La lunghezza della riunione è ampiamente giustificata, ma ancora nella tarda serata di ieri nessuna riserva era stata sciolta. Resta comunque fissato per domani il termine entro il quale si conoscerà il parere del Tesoro, attuale azionista di controllo, che non ha mai fatto mistero di tifare per un finale franco-olandese. Se, com'è nelle previsioni, via XX Settembre darà semaforo verde all'operazione, martedì il numero uno di AirFrance-Klm, Jean Cyril Spinetta insieme al presidente dell'Alitalia, Maurizio Prato, a quello di Fintecna Vincenzo Dettori incontreranno i sindacati. Spinetta avrebbe infatti condizionato tutta l'operazione al loro consenso. Il fatto è che nessuna delle nove sigle presenti in Alitalia conosce il dettagli del piano ed è quello che hanno lamentato tanto Raffaele Bonanni quanto Nicoletta Rocchi. ""Il governo ci manda nudi alla meta", afferma il segretario della Cisl, precisando che "AirFrance si sta beffando del sindacato, dice che comprerà Alitalia solo a patto di avere il nostro via libera", ma "sanno benissimo che noi brancoliamo nel buio". "Non abbiamo avuto contatti né con il governo né con AirFarance conferma la segretaria confederale della Cgil. È surreale chiedere il nostro consenso e, allo stesso tempo, non comunicarci nulla". Va da sé che i sindacati non compreranno nulla a scatola chiusa. Passando alla politica, tanto il centrosinistra quanto il centrodestra si augurano che la partita si chiuda quanto prima. Anche Silvio Berlusconi, nonostante gli strali della Lega, ha tutto l'interesse a non ritrovarsi (eventualmente) con questa patata bollente sul tavolo. Ed è ben chiaro a tutti che il declino di Alitalia ha attraversato più di una legislatura: "La situazione lasciata in mano agli ipercritici per cinque anni ci ha consegnato un'Alitalia al disastro e un sistema aeroportuale che si è sviluppato in modo anarchico sino a vanificare il concetto stesso di hub di Malpensa", è il commento del ministro per lo Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani. "Ho fatto il ministro dei Trasporti fino al 2001: quando sono andato via, negli ultimi tre anni, Alitalia aveva i conti in nero e non in rosso, aveva fatto il trasferimento dei voli a Malpensa, con opposizioni da ogni lato, e con la clausola trattata con l'Ue" per ridiscutere il sistema aeroportuale. Qualcosa da ridire ce l'ha anche l'amministratore delegato di Intesa SanPaolo, Corrado Passera, che si era fatto avanti in cordata con AirOne per l'acquisizione dell'aviolinea: "Noi pensavamo e pensiamo che Alitalia potesse star su da sola, essere un'azienda importante per questo Paese. È stato deciso che non è così. Adesso vediamo a quali condizioni".

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Alitalia,via libera ad air france (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 16-03-2008)

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Cda fiume sull'offerta francese. Misure straordinarie per la grave crisi finanziaria Alitalia,via libera ad Air France ROMA - Dopo una riunione fiume il consiglio di amministrazione di Alitalia ha dato il via libera all'offerta vincolante di Air France-Klm per l'acquisto della compagnia di bandiera. Intanto è allarme per le casse dell'azienda: sarebbero rimasti poco più di 200 milioni di euro. Tra le ipotesi c'è la vendita delle proprietà immobiliari. CILLIS E LONARDI A PAGINA 9.

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Via libera di alitalia a air france - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 16-03-2008)

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Economia Via libera di Alitalia a Air France Riunione-fiume del cda, ok nella notte. Ma resta l'incognita-sindacati Si cerca una soluzione alla crisi di liquidità: vendita dei terreni o ipotesi di un prestito ponte. Due mesi di autonomia. Ultimi nodi: i tagli ad Az Servizi e cargo LUCIO CILLIS ROMA - Il sì al matrimonio coi francesi arriva a tarda sera. Sono servite più di 13 ore per analizzare nel dettaglio l'ultima versione super-limata dell'offerta vincolante di Air France e per affrontare una serie di opzioni di salvataggio per le casse ormai semivuote di Alitalia. Una seduta lunga e drammatica per il consiglio di amministrazione della compagnia dopo l'arrivo venerdì sera del piano francese. Il cda ha così messo una prima firma ufficiale sul cammino della sofferta privatizzazione iniziata a dicembre 2006. Ora la palla passa nelle mani del governo. Il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, invierà nelle prossime ore tutta la documentazione al ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, il quale già all'inizio della prossima settimana darà un via libera vincolato, come richiesto da Air France, all'assenso del prossimo governo. Poi toccherà alla Consob e all'Antitrust Ue dare i successivi placet all'accordo che rafforza il gruppo aereo guidato da Jean-Cyril Spinetta, già oggi al vertice mondiale del settore per fatturato. Tutto questo al netto di quella che resta - a dispetto dello stato comatoso di Alitalia - l'incognita dell'atteso vertice Spinetta-sindacati. Il numero uno del gruppo franco-olandese sarà infatti nella sede della Magliana martedì prossimo per incassare un via libera nemmeno troppo scontato dei sindacati. Resta il nodo degli aerei da mettere a terra, una linea invalicabile per i piloti (da 34 velivoli si è passati a 42), così come rimangono irrisolti i numeri relativi ai tagli di Az Servizi (si temono tagli per 5mila dipendenti). Il tempo però non è dalla parte di Alitalia: in cassa ci sono poco più di 200 milioni di euro, somma sufficiente per sopravvivere per altri due mesi al massimo prima del fallimento in mancanza di una forte iniezione di liquidità. Ecco spiegato il possibile ricorso del cda ad un prestito e alla caccia di risorse fresche: al primo posto tra le soluzioni tampone è la vendita dei terreni nei dintorni dello scalo di Fiumicino di proprietà della compagnia italiana, che frutteranno nel passaggio ad Aeroporti di Roma circa 120 milioni di euro. Meno probabile un prestito, magari garantito dai francesi. Ieri in un'intervista Gianfranco Fini, in un'intervista al Sole 24 Ore, ha "aperto" ai transalpini: per il leader di An "l'offerta di Air France su Alitalia ha dimostrato la dichiarata volontà dei francesi di non cancellare quella che impropriamente si definisce compagnia di bandiera. è un riconoscimento esplicito - ha detto Fini - al brand e al tricolore italiano. Una volta garantita questa italianità, la livrea sulla coda degli aeromobili, si può considerare soddisfatta l'esigenza di avere un vettore riconoscibile, esigenza primaria per un Paese come l'Italia". Per Corrado Passera, ad di Intesa-Sanpaolo, partner finanziario di Air One, compagnia numero due in Italia che ha inseguito a lungo il sogno di una fusione per una grande azienda del volo tricolore, "Alitalia avrebbe potuto rimanere un'azienda importante per questo paese ma è stato deciso che non è così". Dai sindacati di categoria non arrivano infine segnali improntati alla distensione. Secondo Claudio Claudiani, della Fit Cisl, "per giungere ad un accordo servirà quella chiarezza e trasparenza, auspicata più volte e mai protagonista di tutta la vicenda della privatizzazione" mentre per Marco Veneziani della Uil Trasporti "tra qualche giorno avremo di fronte Spinetta e potremo finalmente confrontarci a viso aperto, come la logica sindacale richiede".

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Bersani striglia il nord "uno scalo ogni 50 km è anarchia aeroportuale" - giorgio lonardi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 16-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Gli ipercritici I bilanci Il ministro delle Attività Produttive: troppi interessi localistici Bersani striglia il Nord "Uno scalo ogni 50 km è anarchia aeroportuale" Gli ipercritici di oggi hanno consegnato Alitalia al disastro e vanificato il concetto di hub per Malpensa Ho fatto il ministro dei Trasporti e quando ho lasciato da tre anni la compagnia aveva i bilanci in utile GIORGIO LONARDI DAL NOSTRO INVIATO CERNOBBIO - Il ministro Pierluigi Bersani corre veloce lungo i corridoi dell'albergo di Villa d'Este, al Forum Confcommercio di Cernobbio. Ha fretta perché deve tornare in Emilia per la campagna elettorale. Eppure la storia di come l'Alitalia sia finita male e di come Malpensa invece di diventare un hub rischi di finire in serie B gli è rimasta sullo stomaco. E allora ne parla, allungando il passo: "Ho fatto il ministro dei Trasporti fino al 2001 - esordisce Bersani - e quando me ne sono andato via l'Alitalia aveva da tre anni i bilanci in utile mentre nel frattempo avevamo realizzato il trasferimento dei voli a Malpensa". Però, signor ministro, molti di quei voli da Malpensa non sono mai partiti. O no? "La scelta del governo successivo, la scelta degli enti locali, è stata diversa. Hanno preferito l'anarchia aeroportuale". Il governo successivo era quello di Berlusconi, vogliamo dirlo? "E allora diciamolo". A questo punto il ministro rallenta e si guarda intorno. Siamo al bar. Poi guarda l'orologio: non c è tempo nemmeno per un caffè. Cosa vuol dire "anarchia aeroportuale"? "Vuol dire che al Nord c'è un aeroporto ogni 50 chilometri. E che ognuno persegue i suoi interessi localistici. Come è possibile fare un hub con tutti quegli aeroporti lì se ognuno tira dalla sua parte?". Ce lo dica lei, ministro Bersani: come si può fare? "Non è possibile. Guardi, già allora c'era un sacco di opposizione da parte di quelli del Nord. Eppure anche io sono del Nord e mi avrebbe fatto piacere un hub nel centro della pianura padana. E pensare che avevo ottenuto dalla Ue la concessione a ridiscutere il sistema aeroportuale italiano in ragione delle esigenze del nostro Paese". Un successo? "Un occasione persa, sprecata. Questa opportunità è stata lasciata per cinque anni in mano agli ipercritici di oggi (il centrodestra, ndr) che hanno consegnato l'Alitalia al disastro e hanno vanificato il concetto di hub per Malpensa". Senta, signor ministro, lo dica per una buona volta: lei voleva trasferire i voli da Linate a Malpensa? "Volevo farlo, sì. E trasformare Malpensa in un vero hub". E il centrodestra, sia a Roma sia a Milano, non l'ha fatto. I voli non hanno "traslocato". E' questo che vuole dirci anche durante una compagna elettorale come questa ammantata di fair play? "Questa è la storia, non c'è dubbio". A questo punto Bersani guarda l'orologio di nuovo, si smarca da una telecamera. E adesso come si può uscire dall'impasse? "Intanto bisogna disgiungere il destino di Malpensa da quello di Alitalia". E il passo successivo? "Occorre aprire un tavolo fra governo, enti locali e forze sociali nel quale gli enti locali devono dire quale è la scelta da fare per Malpensa". Ma non dicono tutti che vogliono fare l'hub? "Si, lo dicono: questo è il punto. Occorre che alle parole seguano i fatti. In ogni caso c'è bisogno di chiarezza: gli enti locali vogliono un sistema a pettine con un aeroporto ogni 50 chilometri? Lo dicano. E se invece vogliono veramente l'hub si comportino di conseguenza". Si è fatto tardi. Usciamo nel giardino e Bersani allunga ancora il passo. Ormai è impossibile raggiungerlo.

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Alitalia ad Air France a prezzo di saldo (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 16-03-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 65 del 2008-03-16 pagina 1 Alitalia ad Air France a prezzo di saldo di Redazione Via libera al termine di un'intera giornata di riunione: dopo 61 anni la compagnia cambia bandiera Un giorno e una notte per decidere dopo 61 anni il destino di Alitalia. Il Cda dell'azienda alla fine ha accettato la proposta di Air France. I legali della compagnia di bandiera hanno lavorato per mettere a punto i dettagli del comunicato (una ventina di pagine, con tutti i dettagli dell'offerta): tra gli aspetti più delicati, il futuro di Alitalia Servizi e gli esuberi. Il cambio prevederebbe un'azione Air France-Klm contro 70 Alitalia al prezzo di 0,22 euro contro lo 0,35 di cui si era parlato a dicembre. Ora si aspetta il via libera del Tesoro. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Il destino della compagnia secondo i politici (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 16-03-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 65 del 2008-03-16 pagina 8 Il destino della compagnia secondo i politici di Redazione Sono tante e diverse le posizioni dei vari schieramenti politici sulla sorte di Alitalia. "Vorrei che nelle trattative restasse chiaro che Alitalia rimanga un simbolo italiano", ha detto ieri il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, in sintonia con Gianfranco Fini, leader di An, che benedice il matrimonio per la "dichiarata volontà dei francesi di non cancellare quella che impropriamente si definisce "compagnia di bandiera", è un riconoscimento esplicito al brand e al tricolore italiano". Il leghista Roberto Maroni, invece, spera che "Air France non voglia fare un'offerta e che sia il nuovo governo a chiudere la partita, è l'unica condizione che poniamo". Il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, sull'argomento, lo scorso 17 febbraio, era più morbido: "Alitalia vada pure da Air France, vada in Francia perché altrimenti fallirebbe, ma Malpensa e i lavoratori vanno salvati". Da parte del centrosinistra, invece, risale a dieci giorni fa la presa di posizione del leader del Pd, Walter Veltroni, il quale si augurava che la questione-Alitalia venisse tenuta fuori "dal tritacarne elettorale". Sempre Veltroni: "Su Alitalia decida il mercato e il destino di Malpensa va sganciato da quello della compagnia di bandiera". Il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, un mese fa si dichiarava contrario a cordate italiane "improbabili" messe in piedi solo per non vendere a Air France. "Alitalia deve stare sul mercato - sottolineava Casini -. Bisognerebbe salvaguardarne l'italianità". Fausto Bertinotti, leader della Sinistra Arcobaleno, infine, l'estate scorsa sosteneva l'italianità della società: "Un grande Paese come l'Italia non può non avere una compagnia di bandiera". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<Non sono convinto che sia finita qui. Meglio farla fallire> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 16-03-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 65 del 2008-03-16 pagina 8 "Non sono convinto che sia finita qui. Meglio farla fallire" di Paolo Stefanato da Milano Allora è chiusa, professore? "No, non credo - risponde Marco Ponti, docente di Economia dei Trasporti al Politecnico di Milano. - Mi spiego. Alitalia è in una situazione catastrofica, tecnicamente fallita. Il suo valore è costituito soltanto dagli elementi di protezione che conserva: slot e diritti bilaterali, che significa esclusiva su molti collegamenti intercontinentali. Dove è esposta alla concorrenza, più vola e più perde". E dunque? "Spinetta è un uomo esperto. I bilaterali, in particolare, sono un valore di rilievo; se, sotto la pressione del Nord, si liberalizzassero, ho dei dubbi che Air France sarebbe ancora interessata. Non parliamo poi della moratoria: in questo caso Air France potrebbe accettare Alitalia solo in regalo. Poi c'è il nodo Az Servizi: Air France tiene pochi dipendenti e gli altri li regala allo Stato, perché le attività di terra non sono inseribili nelle economie di scala. È per questo che non sono tanto convinto che la vicenda si chiuda qui". Che alternativa c'è? "Sono cinico: se fallisse sarebbe meglio per il Paese. È vero che Air France sarebbe capace di risanarla, ma un soggetto così forte sarebbe in grado di condizionare pesantemente la continuazione delle strategie di liberalizzazione da parte della Commissione europea. Le grandi compagnie valgono in virtù del loro grado di protezione: altrimenti, una compagnia stile Ryanair le spazzerebbe via tutte". Fallimento significherebbe chiudere una grande azienda e farla a pezzi. "Invece, mi creda, sarebbe meglio puntare su un sistema di aeroporti efficienti e competitivi che possano attirare compagnie vincenti sul mercato. Meglio così o inseguire briciole di monopolio? Già dieci anni fa dicevo: anziché proteggere Alitalia, si dovrebbe favorire la crescita di altri soggetti". Adesso Alitalia diventerà una compagnia regionale? L'Italia sarà impoverita? "È chiaro che Alitalia sarà un pezzo di Air France. Ma se sarà resa efficiente potrà senza dubbio riprendersi il mercato del Nord Italia: ha ragione il presidente della Sea, Giuseppe Bonomi, quando dice "rimbocchiamoci le maniche perché il mercato sia servito adeguatamente"". Perché il governo in questi anni non è riuscito a risanare Alitalia? "Il segnale che è stato sempre dato a sindacati, fornitori e manager è il seguente: "Alitalia non può fallire". È la ricetta più sicura per portare alla rovina i conti di qualunque impresa. Questo è il peccato originale". Che futuro prevede per Air One, che si è battuta per l'acquisto dell'Alitalia? "Mi sembra messa maluccio. È molto indebitata, vola con aerei mezzi vuoti e ha ordinato decine di nuovi Airbus. Anche il partner Lufthansa si è un po' raffreddato. Non vorrei che riemergesse anche qui la logica italiana del "tanto, non mi fanno fallire"". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Cgil vince per gli iscritti Anpac regina dei piloti (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 16-03-2008)

Argomenti: Alitalia

La mappa delle tessere Cgil vince per gli iscritti Anpac regina dei piloti La Cgil è il sindacato più forte in Alitalia, con i suoi 2.200 iscritti, di cui 1.600 sono in Az Servizi (manutenzioni, call center, ecc.), 400 fra il personale di terra Az Fly, 150 assistenti di volo e 50 piloti. La Cisl e la Uil hanno 2.050 e 1.900 tesserati. Come per la Cgil, la maggior parte sono in Az Servizi e Az Fly. Quarta classificata la Sdl (1.650 iscritti), che ha la leadership degli assistenti di volo, con 900 aderenti. Segue la Ugl (1.030) che ha una presenza frammentata. Per i piloti, l'Anpac è il sindacato più forte con 900 iscritti.

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Alitalia in saldo: 22 cent per azione (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 16-03-2008)

Argomenti: Alitalia

PER IL CONSIGLIO D'AMMINISTRAZIONE, IERI, LA RIUNIONE PIÙ LUNGA NELLA STORIA DELLA SOCIETÀ Alitalia in saldo: 22 cent per azione [FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA Alle nove di sera, undici ore dopo l'inizio della riunione, i cinque consiglieri di amministrazione Alitalia erano ancora blindati nella porta all'ultimo piano della sede Alitalia, alla Magliana, periferia ovest di Roma. All'ordine del giorno due punti: la valutazione dell'offerta vincolante d'acquisto presentata da Air France-Klm e la valutazione delle "esigenze finanziarie di breve termine della società". Per tutto il giorno hanno squillato i telefoni di Palazzo Chigi, del Tesoro e della sede parigina di Air France: molti i dettagli da discutere. A fine gennaio Alitalia ha in cassa poco più di 200 milioni di euro. Denaro sufficiente per sopravvivere solo fino a giugno. Per giugno, aveva già detto l'azienda, sarà necessaria una ricapitalizzazione da almeno 750 milioni. Dopo otto settimane di trattativa in esclusiva, Air France-Klm ha presentato ai manager Alitalia un'offerta vincolante ma condizionata: di fatto, un'offerta i cui dettagli potrebbero essere ancora modificati. Quel che è certo è che l'offerta dei franco-olandesi prevede uno scambio di azioni a circa un'azione Air France-Klm per ogni azione Alitalia: ai prezzi di oggi il controvalore è circa 22 centesimi per azione contro i 35 ipotizzati a Natale. Cedendo il 49,9%, il Tesoro entrerebbe nella holding Air France-Klm-Alitalia con una quota del 2%, un solo consigliere di amministrazione ma un potere di veto fino a cinque anni per le questioni che riguardano la controllata Alitalia. Il destino della trattativa è tutt'altro che sicuro. Il grande punto interrogativo è il destino di Alitalia Servizi, la società che controlla tutti i servizi di terra (manutenzione, handling, information technology, amministrazione, call center) e nella quale lavorano più di ottomila dei circa diciannovemila dipendenti Alitalia. Il problema non è il numero degli esuberi - che dovrebbero ammontare in tutto a circa 1.700 - ma la riorganizzazione di Az Servizi. L'ultima ipotesi prevede infatti l'assorbimento in Alitalia di circa 3.200 persone, mentre gli altri dipendenti rimarrebbero in Az Servizi, nella quale Alitalia rimarrebbe azionista solo con una quota. Alcune attività (call center, servizi amministrativi e informativi) verrebbero cedute a partner esterni, e diventerebbero società fornitrici. Se da Alitalia arriverà parere positivo, lunedì è previsto il parere del ministro del Tesoro Tommaso Padoa-Schioppa che si è detto più volte favorevole alla soluzione franco-olandese. Se via XX Settembre confermerà il via libera, martedì alle tre i presidenti di Air France-Klm e Alitalia - Jean Cyril Spinetta e Maurizio Prato - i numeri uno di Fintecna Vincenzo Dettori e di Alitalia Servizi Giancarlo D'Andrea incontreranno le nove sigle Alitalia. Spinetta lo ha detto a chiare lettere: senza il sì dei sindacati l'accordo non si chiude. I tre sindacati confederali e l'Sdl, i più forti fra i dipendenti di Az Servizi, sono sul piede di guerra. La politica tutta spera che la partita si chiuda al più presto: Pd e Pdl temono di dover fare i conti con il commissariamento della compagnia, prima o dopo le elezioni. Se accadesse prima, sarebbe un problema per il centro-sinistra, se accadesse dopo a pagare il prezzo più alto sarebbe Berlusconi, che si troverebbe a iniziare la nuova avventura di Governo con il problema Alitalia. Non è un caso se ieri, in una intervista al Sole 24 Ore, il leader di An Gianfranco Fini ha dato il suo sì esplicito ai franco-olandesi: "L'offerta ha dimostrato la dichiarata volontà dei francesi di non cancellare quella che impropriamente si definisce compagnia di bandiera". Da Cernobbio il ministri uscente dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani dice che la colpa è tutta del centro-destra: "La situazione lasciata in mano agli ipercritici per cinque anni ci ha consegnato un'Alitalia al disastro. Ho fatto il ministro dei Trasporti fino al 2001: quando sono andato via, negli ultimi tre anni, Alitalia aveva i conti in nero e non in rosso". L'amministratore delegato di Intesa San Paolo, Corrado Passera, fiero sostenitore fino all'ultimo dell'offerta Air One e dell'idea di mantenere in Italia il controllo della compagnia, attende con un filo di ironia la proposta dei francesi: "Oggi, forse, dopo tanti mesi se ne saprà qualcosa. Pensavamo e pensiamo che Alitalia potesse star su da sola, essere un'azienda importante per questo Paese. È stato deciso che non è così. Adesso vediamo a quali condizioni".

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E tra i sindacati scoppia la guerra degli esuberi (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 16-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Retroscena Così le nove sigle fanno i conti sui posti da tagliare E tra i sindacati scoppia la guerra degli esuberi ROMA I piloti sono in fibrillazione per i colleghi del cargo. La Cgil per le manutenzioni, Cisl e Uil per i dipendenti dello smistamento bagagli, Sdl teme gli esuberi fra gli assistenti di volo. "Ma qual è la posizione del sindacato?", si lamentava in questi giorni un alto dirigente di Air France-Klm. Nelle febbrili trattative di queste ore il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, ha dovuto fare i conti anche con questi equilibri: il peso delle sigle nei singoli settori di attività, ma soprattutto il ruolo determinante dei confederali e il potere di veto dell'Anpac. In Alitalia ci sono più di cinquecento delegati su circa diciottomila dipendenti: almeno uno ogni 36. La loro storia è un piccolo spaccato dell'Italia corporativa. Invidie, colpi bassi, passaggi di tessere da sigla a sigla. La più potente è l'Anpac, l'associazione dei piloti. Come avviene in quasi tutte le compagnie aeree, i loro novecento iscritti valgono più di quelli qualunque altra sigla: basti pensare che da sempre esprime il direttore delle operazioni di volo della compagnia. È bastata l'indiscrezione su un taglio netto nel settore cargo (ci lavorano 50-70 fra i piloti più anziani) per spingerli a minacciare il no; loro, che sin dall'inizio della trattativa tifano per i franco-olandesi. Storicamente di destra, Anpac guerreggia da tempo con l'Unione Piloti, che ha un terzo dei suoi iscritti, circa 300. La sigla più forte numericamente è la Cgil: 2.200 tessere, 1.600 delle quali concentrate nelle attività di manutenzione. È il sindacato che avrà il maggior peso politico nella trattativa: l'eventuale commissariamento di Alitalia potrebbe pesare elettoralmente sul Partito Democratico e sulle elezioni. Forse anche per questo Piero Fassino, uno dei big del partito, giovedì ha vestito i panni del falco e invitato Air France-Klm a procedere "anche senza il sì dei sindacati". Anche Cisl e Uil sono forti fra i dipendenti di terra: circa metà dei propri iscritti lavorano nelle varie controllate. Non è un caso se in queste ore la preoccupazione numero uno di Prato fosse di ammorbidire il duro piano di risanamento di Az Servizi, la holding che tiene insieme i servizi di terra. "Senza il loro consenso non passeremo", avrebbe detto il numero uno alla controparte francese. La forza dei confederali è però minacciata dal peso crescente di Ugl e Sdl. Il "sindacato dei lavoratori intercategoriali" è vicino alla Sinistra Arcobaleno e ha rotto gli equilibri fra gli assistenti di volo, dove storicamente la facevano da padrona Avia e Anpav: per contare di più, dopo la separazione fra Az Fly (attività di volo) e Az Service (servizi di terra) queste ultime si sono federate con Anpac. Piccole o grandi che fossero, a nessuna sigla nella storia delle crisi di Alitalia è stato negato uno strapuntino ai vertici di governo. Quando l'allora governo Berlusconi mediò sul piano Cimoli, furono convocati più volte nella sala verde di Palazzo Chigi. Stavolta (paradosso ha voluto fosse un governo di centro-sinistra) nei diciotto mesi dell'interminabile privatizzazione sono stati chiamati una volta sola. Ultimamente i leader hanno incontrato in via riservata Prato, ma di fatto non gli è ancora stato permesso di trattare alcunché. Si dovranno giocare tutto in pochi giorni a partire da martedì: prendere o lasciare. \.

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Alitalia, sì sofferto ai francesi (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 16-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Il consiglio di amministrazione approva il piano di Air France dopo 14 ore di riunione Alitalia, sì sofferto ai francesi Ma l'ok è vincolato a una serie di condizioni da rispettare in tempi brevi.

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ROMA Dopo 14 ore di riunione il consiglio di amministrazione di Alitalia ha dato un sofferto via li (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 16-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Bera all'offerta di Air France-Klm. Ma l'ok è vincolato a una serie di condizioni da rispettare in tempi brevi. Sul tavolo un piano di risanamento e di rilancio della compagnia di bandiera destinato a ridisegnarne i connotati dopo anni di rosso nei bilanci. Parigi è disposta a garantire un'iniezione di liquidità da un miliardo di euro per "permettere ad Alitalia di recuperare la leadership sul mercato italiano". All'esame del cda di Alitalia è arrivato un progetto di riassetto completo di Az Servizi, la società che custodisce le attività di terra della compagnia. Atteso per oggi il giudizio dei sindacati.

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ROMA - Feu vert. L'ok ad Air France-Klm arriva poco prima di mezzano (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 16-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di ROBERTA AMORUSO ROMA - Feu vert. L'ok ad Air France-Klm arriva poco prima di mezzanotte. Dopo oltre 14 ore di riunione superblindata del consiglio di amministrazione di Alitalia, il presidente Maurizio Prato mette a verbale l'ultimo punto della delibera che alza il velo sui piani di Parigi. Ma si tratta di un'ok vincolato. E nella missiva da recapitare a Parigi ci sono anche le condizioni dettate da Prato per l'efficacia del contratto. Condizioni precise da realizzare subito, in tempi brevi. Sacrifici , obiettivi e promesse del rilancio di Alitalia sono sintetizzati in quindici pagine di un comunicato che raggiunge il mercato nella notte. Sul tavolo le linee di un piano industriale fatto di sacrifici e garanzie. Un progetto destinato a ridisegnare i connotati di una compagnia che negli ultimi undici anni è riuscita a chiudere i bilanci in utile solo due volte. Tra il 2006 e il 2007 ha bruciato quasi un miliardo di euro versato dai soci a fine 2005. Ora la cassa è finita. Alitalia ha bisogno di un altro miliardo di euro per sopravvivere. E l'operazione Air France è l'ultima chance per strappare la compagnia al fallimento. Ma fino a che punto fosse "duro" il piano di risanamento e di rilancio di Parigi è stato chiaro solo ieri notte, dopo la riunione fiume del cda. Sono passate in archivio otto settimane di trattativa in esclusiva, rigorosamente top secret, fatte di indiscrezioni rimaste senza alcuna conferma ufficiale sui nodi cruciali dell'offerta: i numeri degli esuberi, sul destino degli 8.500 dipendenti di Az Servizi e sui tagli di Az Fly. Anche venerdì sera l'offerta di Parigi è arrivata nel quartier generale della Magliana nel più stretto silenzio nelle mani di manager Alitalia che per 48 ore hanno trattato gli ultimi dettagli della proposta. E ieri un consiglio di amministrazione che si preannunciava lungo e impegnativo ha finito per superare ogni previsione: oltre quattordici ore di riunione e di attesa. Attesa per vedere fino a che punto sono confermate le indiscrezioni degli ultimi giorni. L'Ops. Le indiscrezioni riferivano di un'offerta pubblica di scambio sul 100% delle azioni con un concambio (un'azione Air France-Klm contro 70 Alitalia) che valorizza i titoli della compagnia di bandiera circa 0,22 euro rispetto agli 0,35 euro fotografati dai due titoli a dicembre scorso. Cedendo la propria quota del 49,9%, il Tesoro ottenerrebbe intorno al 3% nella nuova holding Air France-Klm-Alitalia (più un altro 1,5% controllato da Fintecna). Sempre secondo indiscrezioni, ai consiglieri italiani verrebbe riconosciuto potere di veto su alcune scelte strategiche che riguardano il posizionamento di Alitalia sul mercato italiano. L'occupazione. Aspetti delicati dell'offerta riguardano anche il piano industriale, in particolare il futuro di Alitalia Servizi (manutenzione, handling, information technology, amministrazione, call center) e gli esuberi. Questi ultimi potrebbero riguardare circa 1.700 lavoratori in totale tra Alitalia Fly e Servizi. La società delle attività di terra, passerebbero sotto il controllo della finanziaria di Stato, Fintecna che oggi possiede il 49,4% più l'usufrutto dell'1,6%. Parte della manutenzione e dei servizi aeroportuali dovrebbero rientrare nel gruppo Alitalia. Per le altre attività, il controllo passerebbe a dei nuovi partner. L'agenda. Entro lunedì è poi previsto il parere del Tesoro che sinora ha tifato per la soluzione franco-olandese. Se via XX Settembre confermerà, come ci si attende, il via libera, martedì il numero uno del gruppo d'oltralpe, Jean-Cyril Spinetta assieme al presidente dell'Alitalia, Maurizio Prato, a quello di Fintecna Vincenzo Dettori e di Alitalia Servizi Giancarlo D'Andrea ha già un appuntamento con le nove sigle sindacali presenti in Alitalia. Sarà il banco di prova per l'offerta di Air France-Klm che, come ha detto il cda di Parigi, per per portare all'alleanza con Alitalia è condizionata all'accordo con i sindacati. Tra Roma e Parigi l'auspicio è arrivare all'obiettivo prima delle nuove elezioni. Una linea che vede uniti anche il premier Romano Prodi e Silvio Berlusconi, il leader della Pdl, che non ha alcuna intenzione di ereditare il fardello Alitalia. Arrivare a un accordo con i sindacati non sarà tuttavia un'impresa facile. Soprattutto perchè i dettagli dell'offerta di Parigi saranno sul loro tavolo per la prima volta proprio martedì. Così Filt Cgil e Fit Cisl avvertono: non accetteranno un accordo al buio.

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ROMA La trattativa vera è tutta sugli esuberi . I sindacati non si fanno tr (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 16-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di LUCIANO COSTANTINI ROMA "La trattativa vera è tutta sugli esuberi". I sindacati non si fanno troppe illusioni sulle "aperture" dei francesi, soprattutto per quanto riguarda le possibilità di sviluppo dell'Alitalia che verrà, compreso il ruolo di Malpensa. Ma sono assolutamente consapevoli che la partita si giocherà sull'occupazione. E sono decisi a giocarsela fino in fondo. A cominciare da martedì quando la delegazione transalpina (non è scontata, tutt'altro, la presenza al tavolo di Jean Cyril Spinetta) incontrerà quella delle organizzazioni dei lavoratori. Perchè martedì, finalmente, si potrà cominciare a discutere sui numeri che poi contrassegnerranno il destino soprattutto dei dipendenti che oggi figurano negli organici di Az-Servizi. Nessuno, nè Alitalia nè Air France, per la verità hanno mai parlato di "esuberi", ma i sindacati temono il cosiddetto "spezzatino" aziendale, cioè la scomposizione in vari pezzi dell'asset che andrebbe così a perdere la sua unitarietà e in particolare l'ombrello protettivo di Alitalia. In altre parole, c'è il rischio che gli occupati in Az-Servizi possano progressivamente perdere la copertura sino ad oggi offerta dalla nostra ex compagnia di bandiera. Per il personale impiegato a Napoli il rischio è praticamente una drammatica realtà: 800 persone impiegate in Atitech e nel polo informatico di Capodichino potrebbero essere "tagliate" già al momento dell'arrivo dei francesi. E' più di una sensazione se è vero che il personale è in assemblea permanente ormai da dieci giorni. L'eventuale cancellazione del comparto napoletano farebbe scattare immediatamente la protesta. A rischio, pure se a livello è più basso, anche quattro-cinquemila lavoratori occupati nella Capitale, nei vari settori di terra, dalla manutenzione all'informatica. I sindacati, ovviamente, al tavolo di confronto chiederanno ai francesi tutele certe sul futuro di questi dipendenti. E se non sarà Air France a fornire garanzie, dovrà essere il Tesoro ad assumere impegni precisi, per esempio, attraverso Fintecna. "Certo - hanno affermato più volte i sindacati - non potremo accettare interventi che risultino slegati da un progetto complessivo ed organico di salvataggio e sviluppo della compagnia". E comunque la salvaguardia dell'occupazione resta la priorità e anche la pregiudiziale per intavolare una trattativa. In caso contrario il negoziato neppure si aprirebbe e il giudizio sul piano francese verrebbe bocciato a priori. Oltre tutto, i sindacati, vogliono prendersi qualche giorno per esaminare nei dettagli il progetto di Spinetta. "Il governo e l'azienda - spiegano - si è preso un anno e mezzo per discutere con Parigi, noi vorremmo avere almeno qualche giorno per procedere ad un'attenta verifica. Comunque il nostro parere arriverà soltanto dopo quello del ministero dell'Economia. Non prima". Dice il leader della Cisl, Raffaele Bonanni: "Il governo ci manda nudi alla meta. Air France sta beffando il sindacato". Air France vuole il via libera delle organizzazioni sindacali prima di mettere la firma sull'acquisto di Alitalia. Tecnicamente non costituisce una condizione vincolante, nel senso che domani Jean Cyril Spinetta e Tommaso Padoa-Schioppa potrebbero chiudere la difficile pratica, ma l'operazione potrebbe risultare di problematica, se non drammatica, applicazione se i dipendenti di Alitalia (soprattutto quelli di terra) si mettessero per traverso. Cgil, Cisl, Uil, Ugl hanno sempre guardato con sospetto la cessione di Alitalia ad Air France, non tanto per la sua portata complessiva, quanto per la "scarsa trasparenza" che ha contraddistinto tutto l'iter di privatizzazione e l'incertezza sulle ricadute occupazionali.

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ROMA Pensavamo e pensiamo che Alitalia potesse stare su da sola, essere un'azienda importante (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 16-03-2008)

Argomenti: Alitalia

ROMA "Pensavamo e pensiamo che Alitalia potesse stare su da sola, essere un'azienda importante per questo Paese. È stato deciso che non è così. Vedremo da ora in poi a quali condizioni". Il commento critico è di Corrado Passera. Il top manager di Intesa Sanpaolo si è espresso in questi termini sulla vicenda che riguarda la compagnia aerea a margine del Forum organizzato da Confcommercio a Cernobbio. Come è noto, l'istituto guidato da Passera è a fianco di Air One, la compagnia dell'impreditore Carlo Toto, che ha presentato per Alitalia un'offerta alternativa a quella di Air France-Klm ricorrrendo poi senza successo contro la scelta della trattativa preferenziale fatta al governo. Solo pochi giorni fa, Passera si era detto convinto, a proposito del futuro di Alitalia, che esiste "uno spazio per una compagnia centrata sui bisogni di un mercato importante come quello italiano, uno dei più grandi del mondo".

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ROMA - Contatti costanti e un monitoraggio continuo del titolo. Da agosto del 2004 il pressing della (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 16-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Consob su Alitalia è asfissiante. Un "marcamento" che negli ultimi mesi - in vista della conclusione della trattativa con Air France - si è fatto di ora in ora più attento. Non che prima non lo fosse visto che da tempo la compagnia deve comunicare al mercato ogni mese lo "stato di salute" dei conti, il livello dell'indebitamento, la liquidità in cassa. Insomma, tutte le cifre di cui hanno bisogno gli investitori, grandi e piccoli, per decidere. E in questi mesi di gara - nonostante le interferenze dei politici, che più di una volta sono stati richiamati dall'Autorità di Vigilanza ad evitare commenti a mercati aperti - le informazioni a disposizione sono state copiose. Dall'allarme sui soldi realmente in cassa, al rischio, più volte sottolineato dallo stesso presidente Prato, che in in assenza di un accordo definitivo con Air France, i conti della compagnia sarebbero finiti in tribunale. Anche il nodo dell'offerta di Parigi - inferiore al prezzo corrente delle azioni Alitalia - è noto. Così come l'ipotesi di un prestito ponte che potrebbe scattare se la trattativa si arenasse nelle secche sindacali. Contatti costanti anche ieri tra gli uomini della Consob e il cda di Alitalia per l'informativa ai mercati.

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ROMA - L'ok all'offerta di Air France-Klm salva Alitalia dal fallimento. Almeno per ora. G (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 16-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Ià. Anche se sulla carta manca ancora l'ok del Tesoro. Anche se è tutto da costruire il consenso "condizionante" dei sindacati. Se l'ok del nuovo governo arriverà solo a maggio. E anche se il semaforo verde all'operazione dall'Antitrust Ue e dalla Consob arriverà solo tra aprile e maggio. La cosiddetta "continuità aziendale" per ora è salva. L'importante era fare arrivare l'offerta francese e timbrare l'accettazione. Insomma, niente libri in tribunale e licenza revocata dall'Enac. Perchè, comunque vada a finire l'operazione con Air France, oggi ci sono le obbligazioni di un terzo (non il Tesoro che non può più farlo) a garantire la sopravvivenza di Alitalia. Basta questo? Sì, secondo il consiglio di amministrazione, che ha condiviso l'orientamento anche con i revisori di Deloitte. Perchè "è cambiata la posizione della società sul mercato, sul profilo della continuità aziendale", spiega una fonte vicina al dossier. Cioè, a questo punto, se Air France-Klm dovesse fare marcia indietro, "dovrebbe rifondere il danno", secondo gli accordi. Inoltre, il fatto che i francesi stiano per lanciare un'Offerta pubblica di scambio sul 100% di Alitalia lascia spazio ad un'Offerta concorrente sul mercato (un'Opa o un'Ops). E quindi, almeno in teoria, anche un pretendente concorrente assicurerebbe la continuità. Questo non vuol dire, però, che Alitalia non abbia un problema di risorse finanziarie di breve termine. A fine gennaio la liquidità a disposizione era di 282 milioni, ma oggi sarebbe già scesa sotto quota 200 milioni. Troppo pochi per gestire l'operatività fino a giugno. Una mano potrebbe arrivare a breve dalla vendita ad Adr dei terreni adiacenti a Fiumicino, un affare da circa 120 milioni (47 ettari per i terreni di Pianabella più 13 ettari in capo ad Az Servizi). Ma Prato sperava in qualcosa di più delle dismissioni. Se i tempi con Air France si allungano, la compagnia potrebbe andare comunque in affanno. Ecco perchè il presidente vorrebbe poter contare su un finanziamento (circa 250 milioni) che traghetti la società fino all'arrivo di Air France. L'ipotesi di un prestito soci sostenuto dal Tesoro vagliata dal cda correva il rischio concreto di essere bocciata da Bruxelless, visto che aveva tutti i connotati degli aiuti di Stato. Per lo stesso motivo, non è sembrata percorribile la strada del prestito ponte garantito sempre dal Tesoro. Quindi rimaneva la garanzia di Air France da portare alle banche. Ma i francesi senza l'ok dei sindacati che condiziona tutta l'operazione, insieme a quello del nuovo governo, non sono disposti a fare un passo. Per ora no. Ma se tutti paletti cui è condizionata l'offerta vincolante saranno rimossi, allora si vedrà. R.Amo.

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Cda Alitalia: sì alla vendita ad Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 16-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-03-16 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Scelta finale Cda Alitalia: sì alla vendita ad Air France ROMA - Il consiglio di amministrazione dell'Alitalia, dopo circa tredici ore di riunione, ha accettato l'offerta di acquisto della compagnia di bandiera da parte del gruppo Air France- Klm. Iniziata alle dieci del mattino, fino a tardissima sera la riunione degli amministratori di Alitalia non era riuscita a prendere una decisone sulla proposta francese, discussa dai vertici delle due compagnie per 8 settimane e formalizzata venerdì sera. Poi, intorno a mezzanotte, la fine della suspense, anche se nessuno in realtà si attendeva il fallimento dell'accordo, visto come l'ultima spiaggia per la compagnia in difficoltà. A PAGINA 6 Sensini.

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Alitalia, sì del consiglio all'offerta Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 16-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-16 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Alitalia, sì del consiglio all'offerta Air France Maratona nella notte, poi il via libera. Il nodo della ricapitalizzazione e della liquidità Gli aspetti occupazionali e industriali saranno discussi già mercoledì fra Prato e Jean-Cyril Spinetta ROMA - L'offerta di Air France-Klm per l'acquisto di Alitalia è stata accettata, anche se al Consiglio d'amministrazione della nostra compagnia di bandiera sono state necessarie oltre sedici ore di riunione per prendere la decisione. Iniziato alle dieci del mattino, a notte fonda il vertice degli amministratori di Alitalia sulla proposta francese, discussa dai manager delle due compagnie per otto lunghissime settimane e formalizzata venerdì sera, era ancora in pieno svolgimento. Un infinito esame di tutti i minimi aspetti dell'offerta che ha poi ottenuto il via libera, ma non solo, perché il consiglio ha discusso a lungo, in seguito, anche sulle modalità di reperire liquidità per far fronte alle esigenze più immediate della società. Nessuna notizia ufficiale è trapelata sui contenuti finanziari ed industriali della proposta. Secondo indiscrezioni la proposta di Air France- Klm prevederebbe un prezzo di acquisto delle azioni Alitalia in mano a Fintecna (controllata interamente dal Tesoro), di circa 22 centesimi ad azione. Il piano sottoposto ai vertici della compagnia italiana dovrebbe infatti contemplare il concambio di un'azione Air France-Klm con 70 azioni Alitalia, sensibilmente peggiore rispetto alla prima offerta, quella non vincolante (35 centesimi ad azione), presentata due mesi fa, prima dell'inizio della trattativa in esclusiva. Nel piano di acquisto, sempre secondo le indiscrezioni, sarebbero confermati circa 1700 esuberi nell'intero gruppo Alitalia. Francesi e olandesi assorbirebbero solo una parte dei dipendenti del ramo d'azienda della nostra compagnia che svolge i servizi a terra, Az Service, che a questo punto dovrebbe rimanere sotto il controllo formale di Fintecna, oggi al 49% nel capitale della società. Gli aspetti industriali e occupazionali del piano saranno discussi già mercoledì prossimo nel corso di un incontro tra il leader del grupp o Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, e le nove sigle sindacati che rappresentano i lavoratori della società, al cui benestare francesi ed olandesi hanno subordinato l'offerta. All'inizio della settimana, tra lunedì e martedì, sarà il governo dimissionario di Romano Prodi a doversi esprimere sulla faccenda. Già lunedì il ministro dell'Econom ia, Tommaso Padoa-Schioppa, dovrebbe riunire i suoi advisors, il Comitato privatizzazioni ed avere un primo confronto con il presidente del Consiglio, ma non è escluso che la decisione sulla proposta di acquisto di Air France-Klm possa investire il governo nella sua collegialità. Sarà solo un primo passaggio "politico", perché i francesi hanno già chiarito di voler ottenere anche il via libera del nuovo esecutivo che si insedierà dopo le elezioni di metà aprile. L'offerta pubblica di scambio tra le azioni delle due compagnie dovrebbe comunque partire prima dell'estate, dopo che anche la Consob e l'Antitrust europeo avranno dato il loro verdetto. Subito dopo è prevista una prima ricapitalizzazione di Alitalia, che avrà bisogno di almeno 750 milioni di euro per tirare avanti da giugno a fine anno. Ancora prima, però, bisognerà pensare alle esigenze di finanziamento più immediato, perché i fondi attualmente in cassa non bastano per arrivare a metà anno. Anche di questo si è discusso ieri nel corso del consiglio d'amministrazione. L'ipotesi di un prestito ponte da parte del Tesoro resta in piedi, anche se i manager Alitalia stanno valutando la possibilità di precedere rapidamente alla cessione di alcune attività immobiliari. Mario Sensini.

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Le tappe (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 16-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-16 num: - pag: 6 categoria: BREVI Le tappe L'allarme di Prodi La crisi di Alitalia si apre ufficialmente il 10 ottobre 2006, quando il presidente del Consiglio Romano Prodi lancia l'allarme: l'azienda, dice, "sta vivendo il momento più difficile della sua storia".

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Alitalia, il cda valuta le nozze con Air France. Sindacati pronti al peggio (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 16-03-2008)

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Roberto Farneti Air France-Klm è a un passo dall'acquisto dell'Alitalia. E' assai improbabile, infatti, che il consiglio di amministrazione della ex compagnia di bandiera italiana, ancora in corso mentre scriviamo, respinga l'offerta "definitiva e vincolante" del colosso franco-olandese. Anche la politica sembra d'accordo. Già oggi il Tesoro (azionista di Alitalia al 49,9%) dovrebbe incontrarsi con i ministri interessati per fare il punto sull'offerta prima di dare, domani, il proprio parere, sinora favorevole all'intesa con Air France. Possibile anche un passaggio nel consiglio dei ministri di mercoledì prossimo. Lo stesso Silvio Berlusconi, dopo avere ipotizzato un esito diverso, ha innescato la retromarcia: in caso di vittoria alle elezioni, neanche a lui conviene doversi trovare a gestire un'Alitalia morente e in bancarotta. Insomma, per impedire che le chiavi italiane di un settore strategico, quale è il trasporto aereo, finiscano indirettamente nelle mani di un paese concorrente ci vorrebbe un miracolo. L'unica clausola favorevole strappata, secondo indiscrezioni, è che i consiglieri italiani nel futuro board con Air France-Klm dovrebbero avere diritto di veto temporaneo sulle scelte strategiche perché i diritti di volo italiani sono in capo ad Alitalia. Significativo il commento dell'ad di Intesa-San Paolo, Corrado Passera, sostenitore della cordata capeggiata da Air One: "Noi pensavamo e pensiamo che Alitalia potesse star su da sola, essere un'azienda importante per questo Paese. E' stato deciso che non è così. Adesso vediamo a quali condizioni". Per conoscerle in modo ufficiale bisognerà però attendere martedì prossimo, quando Jean Cyril Spinetta, numero uno di Air France-Klm, incontrerà le nove sigle sindacali di Alitalia. Che si preparano al peggio. Si parla già, infatti, di esuberi superiori al previsto. 16/03/2008.

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Alitalia, Air France presenta l'offerta (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 16-03-2008)

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Stampa Alitalia, Air France presenta l'offerta senza commenti. Oggi l'esame del cda La proposta che impegna Parigi nell'acquisto di Alitalia dovrebbe essere arrivata nella tarda serata di ieri a Roma, nelle mani dei top manager di Alitalia, che a Parigi hanno definito assieme ai colleghi di Air France-Klm gli ultimi aspetti del piano industriale. Ora i fari si accendono sul cda della compagnia di oggi per l'esame finale. Se ci sarà il via libera, sarà poi il Tesoro a decidere se dare il disco verde all'operazione. L'indecisione fino all'ultimo secondo non h aperò premiato il titolo in Borsa sceso a 0,53 euro (-6,81%) dopo aver toccato un calo del 9% nel corso della seduta. Martedì prossimo, intanto, le nove sigle sindacali presenti in Alitalia sono state convocate dall'azienda per un incontro sul piano industriale "integrato e sviluppato dopo il negoziato in esclusiva con Air France-Klm". E sarà la volta, finalmente, dell'ufficializzazione del progetto da parte del numero uno del gruppo d'oltralpe, Jean Cyril Spinetta, affiancato dai vertici di Alitalia Maurizio Prato, di Fintecna Vincenzo Dettori e di Alitalia Servizi Giancarlo D'Andrea. Il governo auspica una chiusura della trattativa già nella prossima settimana. L'esecutivo avrebbe fatto giungere ad Air France-Klm anche il segnale di non usare la mano pesante nel taglio dei lavoratori, perché la situazione diventerebbe ingestibile. L'offerta dovrebbe prevedere il passaggio di 3.000 lavoratori della manutenzione di Fiumicino e delle attività aeroportuali da Az Servizi in Az Fly. Gli altri circa 5.300 dipendenti di terra cambierebbero datore di lavoro per accordi con altri partner.

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Alitalia, cda fiume per dire sì (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 16-03-2008)

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Stampa I punti delicati: il nodo esuberi e la sistemazione di Az Servizi. Domani l'esame dell'Economia Alitalia, cda fiume per dire sì Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it Un consiglio di amministrazione fiume prolungatosi fino a tarda notte ha esaminato l'offerta vincolante presentata venerdì sera da Air France-Klm per acquisire Alitalia. Gli amministratori oltre a considerare punto per punto la proposta di Parigi hanno discusso delle esigenze finanziarie di breve termine della società, che a fine gennaio aveva solo 282 milioni di euro in cassa. Fondi sufficienti per sopravvivere solo qualche mese. Per giugno, aveva già avvertito il board nei giorni scorsi, sarà necessaria una ricapitalizzazione da almeno 750 milioni. "La situazione lasciata in mano agli ipercritici per cinque anni ci ha consegnato un'Alitalia al disastro - ha affermato il ministro per lo Sviluppo Economico Pierluigi Bersani - Ho fatto il ministro dei Trasporti fino al 2001: quando sono andato via, negli ultimi tre anni, Alitalia aveva i conti in nero e non in rosso". A Cernobbio l'a.d. di Intesa San Paolo, Corrado Passera ha detto: "Oggi, forse, dopo tanti mesi se ne saprà qualcosa. Pensavamo e pensiamo che Alitalia potesse star su da sola, essere un'azienda importante per questo Paese. è stato deciso che non è così. Adesso vediamo a quali condizioni". Dell'offerta sono trapelate solo indiscrezioni, per esempio sull'offerta pubblica di scambio sul 100% delle azioni che potrebbe essere di un'azione Air France-Klm contro 70 Alitalia al prezzo intorno a 0,22 euro rispetto a 0,35 euro di cui si era parlato nel dicembre scorso. Cedendo la propria quota del 49,9%, il Tesoro potrebbe ottenere intorno al 2-3% nella nuova holding Air France-Klm-Alitalia. Sempre secondo indiscrezioni, ai consiglieri italiani verrebbe riconosciuto potere di veto sulle scelte strategiche. Aspetti delicati riguardano particolare il futuro di Alitalia Servizi e gli esuberi. Questi ultimi potrebbero riguardare circa 1.700 lavoratori in totale tra Alitalia Fly e Servizi. La società delle attività di terra, dovrebbe passare sotto la maggioranza della finanziaria di Stato, Fintecna che oggi possiede il 49,4% più l'usufrutto dell'1,6%. Alitalia rimarrebbe presente con una partecipazione inferiore al 10%. Parte della manutenzione e dei servizi aeroportuali dovrebbero rientrare nel gruppo Alitalia. Per le altre attività sarebbero previste alleanze con partner. Entro domani è poi previsto il parere del Tesoro che sinora ha tifato per la soluzione franco-olandese.

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Esame fiume per l'offerta di Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-03-2008)

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Economia Pagina 221 Alitalia. La riunione del cda per verificare il piano della società francese è andata avanti fino a tarda notte. Perplessità dei sindacati Esame fiume per l'offerta di Air France Alitalia.. La riunione del cda per verificare il piano della società francese è andata avanti fino a tarda notte. Perplessità dei sindacati --> Riunione fiume per il consiglio di amministrazione dell'Alitalia nel giorno in cui doveva esaminare e decidere se accettare l'offerta vincolante presentata da Air France-Klm per acquisire l'ex compagnia di bandiera. Gli amministratori si sono riuniti fin dalla mattina, e l'incontro è andato avanti fino a tarda notte, anche per riconsiderare le esigenze finanziarie di breve termine della società, che a fine gennaio aveva solo 282 milioni di euro in cassa. Denaro sufficiente per sopravvivere ancora qualche mese. Per giugno, aveva già avvertito il board, sarà necessaria una ricapitalizzazione da almeno 750 milioni. "La situazione lasciata in mano agli ipercritici per cinque anni ci ha consegnato un'Alitalia al disastro", ha affermato ieri il ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani, "ho fatto il ministro dei Trasporti fino al 2001: quando sono andato via, negli ultimi tre anni, Alitalia aveva i conti in nero e non in rosso". A Cernobbio con lui anche l'amministratore delegato di Intesa-SanPaolo, Corrado Passera: "Oggi, forse, dopo tanti mesi se ne saprà qualcosa", ha detto il banchiere che sosteneva AirOne, "pensavamo e pensiamo che Alitalia potesse star su da sola , essere un'azienda importante per questo Paese. È stato deciso che non è così. Adesso vediamo a quali condizioni". AIR FRANCE Dopo otto settimane di trattativa in esclusiva, il gruppo d'oltralpe non ha reso noto di aver consegnato ieri l'offerta, consegnata a Parigi nelle mani di manager Alitalia che per 48 ore hanno trattato gli ultimi dettagli della proposta. Di cui sono trapelate solo indiscrezioni, per esempio sull'offerta pubblica di scambio sul 100% delle azioni che potrebbe essere di un'azione Air France-Klm contro 70 Alitalia al prezzo intorno a 0,22 euro rispetto a 0,35 euro di cui si era parlato nel dicembre scorso. Cedendo la propria quota del 49,9%, il Tesoro potrebbe ottenere intorno al 2-3% nella nuova holding Air France-Klm-Alitalia. Sempre secondo indiscrezioni, ai consiglieri italiani verrebbe riconosciuto potere di veto sulle scelte strategiche. IL PIANO Aspetti delicati dell'offerta riguardano anche il piano industriale, in particolare il futuro di Alitalia Servizi (manutenzione, handling, information technology, amministrazione, call center) e gli esuberi. Questi ultimi potrebbero riguardare circa 1.700 lavoratori in totale tra Alitalia Fly e Servizi. La società delle attività di terra, dovrebbe passare sotto la maggioranza della finanziaria di Stato, Fintecna che oggi possiede il 49,4% più l'usufrutto dell'1,6%. Alitalia rimarrebbe presente con una partecipazione inferiore al 10%. Parte della manutenzione e dei servizi aeroportuali dovrebbero rientrare nel gruppo Alitalia. Per le altre attività sarebbero previste alleanze con partner. Entro domani è poi previsto il parere del Tesoro che sinora ha tifato per la soluzione franco-olandese. Se via XX Settembre confermerà, come ci si attende, il via libera, martedì il numero uno del gruppo d'oltralpe, Jean Cyril Spinetta assieme al presidente dell'Alitalia, Maurizio Prato, a quello di Fintecna Vincenzo Dettori e di Alitalia Servizi Giancarlo D'Andrea ha già un appuntamento con le nove sigle sindacali presenti in Alitalia. Sarà il banco di prova per l'offerta di Air France-Klm che, come ha detto il cda di Parigi, per portare all'alleanza con Alitalia è condizionata all'accordo con i sindacati. Ma soprattutto Filt-Cgil e Fit-Cisl, che sinora hanno lamentato l'assenza di informazioni sul piano, non accetteranno un accordo al buio.

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Air France comprerà l'Alitalia a prezzo di svendita (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 16-03-2008)

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N. 65 del 2008-03-16 pagina 0 Air France comprerà l'Alitalia a prezzo di svendita di Paolo Stefanato Proposta accettata. Intera giornata di riunione fino a notte, poi l'intesa sulla cessione trascritta in venti pagine da Milano Una giornata intera dedicata alla proposta vincolante formulata da Air France. Il consiglio di amministrazione di Alitalia si è riunito, al sesto piano del palazzo della Magliana, intorno alle 11: un'ora dopo rispetto alla convocazione. Intorno a mezzanotte il via libera, anche se la riunione è proseguita con i legali all'opera per varare il lungo comunicato (una ventina di pagine, con tutti i dettagli dell'offerta) annunciato per la notte. Un fatto oggettivo, la durata, che da solo indica il grado di importanza dell'argomento, la sua delicatezza, il grado di approfondimento dedicato al dossier. Ieri è stata una giornata storica per Alitalia, per la quale dopo 61 anni il futuro si profila non più in autonomia. Gli amministratori hanno considerato anche le esigenze finanziarie di breve termine della società, che a fine gennaio aveva solo 282 milioni di euro in cassa. Denaro sufficiente per sopravvivere ancora qualche mese. Per giugno, aveva già avvertito il cda presieduto da Maurizio Prato, sarà necessaria una ricapitalizzazione da almeno 750 milioni: esattamente il denaro preventivato da Air France per una ricapitalizzazione. "La situazione lasciata in mano agli ipercritici per cinque anni ci ha consegnato un'Alitalia al disastro - ha affermato ieri il ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani -. Ho fatto il ministro dei Trasporti fino al 2001: quando sono andato via, negli ultimi tre anni Alitalia aveva i conti in nero e non in rosso". A Cernobbio con lui anche l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera: "Oggi, forse, dopo tanti mesi se ne saprà qualcosa - ha detto in mattinata il banchiere che ha strenuamente sostenuto la candidatura di Air One -. Pensavamo e pensiamo che Alitalia potesse star su da sola, essere un'azienda importante per il Paese. è stato deciso che non è così. Adesso vediamo a quali condizioni". Dopo otto settimane di trattativa in esclusiva, il gruppo d'Oltralpe ha consegnato venerdì l'offerta, a Parigi, nelle mani di manager Alitalia che per 48 ore hanno trattato gli ultimi dettagli della proposta. Della quale sono trapelate solo indiscrezioni: per esempio, l'offerta pubblica di scambio sul 100% delle azioni che potrebbe essere di un'azione Air France-Klm contro 70 Alitalia al prezzo intorno a 0,22 euro rispetto a 0,35 euro di cui si era parlato nel dicembre scorso. Cedendo la propria quota del 49,9%, il Tesoro potrebbe ottenere intorno al 2-3% nella nuova holding Air France-Klm-Alitalia. Sempre secondo indiscrezioni, ai consiglieri italiani (uno o due, non si sa) verrebbe riconosciuto potere di veto sulle scelte strategiche. Tra gli aspetti più delicati dell'offerta, il futuro di Alitalia Servizi (manutenzione, handling, information technology, amministrazione, call center) e gli esuberi. Questi ultimi potrebbero riguardare circa 1.700 lavoratori in totale tra Alitalia Fly e Servizi; ma secondo alcune fonti potrebbero essere molto più numerosi. La società delle attività di terra, dovrebbe passare sotto la maggioranza della finanziaria di Stato, Fintecna che oggi possiede il 49,4% più l'usufrutto dell'1,6%. Alitalia rimarrebbe presente con una partecipazione inferiore al 10%. Parte della manutenzione e dei servizi aeroportuali dovrebbero rientrare nel gruppo Alitalia. Per le altre attività sarebbero previste alleanze con partner. Entro domani è poi previsto il parere del Tesoro che sinora ha tifato per la soluzione franco-olandese. Se via XX Settembre confermerà, come ci si attende, il via libera, martedì il numero uno del gruppo d'oltralpe, Jean Cyril Spinetta assieme al presidente dell'Alitalia, Maurizio Prato, a quello di Fintecna, Vincenzo Dettori, e di Alitalia Servizi, Giancarlo D'Andrea ha già un appuntamento con le nove sigle sindacali presenti in Alitalia. Sarà il banco di prova per l'offerta di Air France-Klm che, come ha detto il cda di Parigi, porterà all'acquisizione di Alitalia solo con l'accordo con i sindacati. Ma soprattutto Cgil e Cisl, che finora hanno lamentato l'assenza di informazioni, non accetteranno "un accordo al buio". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Via libera del Cda al piano Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 16-03-2008)

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Il disco verde è arrivato in nottata, dopo oltre dodici ore di riunione. Il consiglio di amministrazione del vettore italiano ha accettato "all'unanimità" la proposta franco-olandese che prevede un'offerta pubblica di scambio sul 100 per cento delle azioni di Alitalia. Il concambio fissato è di 160 azioni della compagnia italiana per ogni azione Air France-Klm. La proposta prevede inoltre un'offerta pubblica di acquisto sul 100 per cento delle obbligazioni convertibili Alitalia. Con l'integrazione in Air France-Klm, è previsto che Alitalia "rafforzi la propria posizione di compagnia di bandiera" mantenendo un ruolo autonomo nel nuovo gruppo. Verranno preservati, in sostanza, l'identità, il marchio e la livrea. Tra le condizioni sospensive poste da Air France-Klm, "il raggiungimento di un accordo con le organizzazioni sindacali" di Alitalia Fly e Alitalia Servizi poiché la piena cooperazione dei dipendenti viene definita "cruciale" per il successo del rilancio della compagnia. L'integrazione con Air France-Klm prevede una serie di azioni per la riduzione dei costi; per quanto riguarda il personale è indicata una riduzione pari a circa 1.600 unità, in linea con quanto previsto dal piano varato lo scorso settembre dalla compagnia. Per questi esuberi - è stato spiegato - oltre al turn over si farà ricorso a esodi volontari incentivati e all'applicazione degli ammortizzatori sociali E' giusto vendere Alitalia a AirFrance - Klm? 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Violenze e minacce, dobbiamo vigilare (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 16-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Due notizie. La prima riguarda un episodio avvenuto ieri, nella prima tappa della due giorni veneta di Giuliano Ferrara per la campagna elettorale. Come sapere, il direttore del Foglio ha presentato una lista per una moratoria sull'aborto. A Conegliano è accaduta una cosa incredibile: non solo violenze verbali dei "democratici" dei centri sociali, ma si è pasatti anche alle mani. Il giornalista Francesco Agnoli è stato aggredito con due pugni e si è visto strappare tutti i libri e volantini che aveva con sè; alla candidata Maria Luisa Tezza ed a un simpatizzante hanno conficcato in bocca prezzemolo e tirato addossa uova e vernice rossa. Lo stesso trattamento l'ha ricevuto qualche comune cittadino che era lì solo per ascoltare. Alle proteste di Agnoli contro il questore, si è sentito rispondere: "Questi sono gli ordini. Dobbiamo solo contenere, perchè se reagiamo scoppia il finimondo". Oggi Ferrara è a Padova. Speriamo bene. La seconda notizia riguarda Pacifico Gammella, frequentatore da un paio di mesi di questo blog. Spesso e volentieri le sue riflessioni e i suoi commenti hanno provocato accesissimi dibattiti. Bene, Gammella e la sua famiglia hanno ricevuto minacce. Mi ha chiesto di cancellare dal blog ogni suo commento. Nessuno deve essere minacciato, nessuno aggredito, per aver espresso le proprie opinioni. Esprimo tutta la mia (e credo anche la vostra) solidarietà, agli aggrediti di Conegliano e a Gammella. Scritto in Varie Non commentato " (1 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Mar 08 In memoria di Edoardo Luciani Lunedì scorso, alle 21.00, è morto improvvisamente a causa di un'embolia Edoardo Luciani, fratello di Giovanni Paolo I. Era stato ricoverato dal sabato precedente all'ospedale di Belluno ed era stato appena sottoposto a un intervento - riuscito - di angioplastica. Edoardo, detto "maestro Berto", aveva quasi 91 anni. Lo conoscevo bene da una decina d'anni, mi aveva aiutato a scrivere la biografia del fratello che pubblicai in occasione dei vent'anni dell'elezione e della morte. Lo incontravo due volte l'anno, nella sua casa di Natale d'Agordo, accanto alla stufa di maiolica, nella stessa stanza in cui era nato Albino. Ogni volta che mi salutava, dopo avermi dato l'immancabile regalo dei funghi che lui stesso aveva raccolto, mi diceva: "Arrivederci, qui o in cielo.". L'ho incontrato l'ultima volta il 31 dicembre. Erano appena stati da lui due signori venuti appositamente da Milano per portargli i saluti di Papa Giovanni Paolo I, ricevuti - dicevano - attraverso un medium. Lui li aveva ascoltati con pazienza, fingendo di credere loro, per buona educazione. Era divertito mentre me lo raccontava: "Quanta gente strana c'è al mondo. Mi hanno detto: 'Suo fratello le manda i saluti e le vuole far sapere che sta bene dove sta.' Pensa!". Era rimasto solo, dopo la morte della moglie. Finalmente ha potuto riabbracciarla e riabbracciare Albino, che una sera del settembre 1978, accompagnandolo all'ascensore, volle stringerlo a sé come per un addio. Berto, che era in partenza per l'Australia, non capì quel gesto inconsueto per due montanari schivi quali erano. Lo comprese pochi giorni dopo, quando lo raggiunsero telefonicamete a Sindney per comunicargli che suo fratello Papa si era spento nella notte. Dopo soli 33 giorni di pontificato. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 Il sacrificio del vescovo Rahho Oggi in Iraq è stato ritrovato il cadavere di monsignor Paulos Faraj Rahho, arcivescovo di Mossul dei Caldei, rapito il 29 febbraio. Lo ha riferito monsignor Shlemon Warduni, vescovo ausiliare di Babilonia dei Caldei. "Lo abbiamo ritrovato privo di vita nei dintorni di Mossul, i rapitori lo avevano sepolto" ha affermato il presule citato dall'agenzia Sir. Faccio autocritica per non aver dedicato qualche post al sacrificio di quest'uomo. Fino a quando dovrà continuare questa situazione scatenata dalla maledetta guerra in Irak? Ricordo ancora con commozione la determinazione con cui il vecchio Papa Giovanni Paolo II, già malato, urlò implorando dalla finestra del suo studio che non si iniziasse questo conflitto. Scritto in Varie Commenti ( 91 ) " (5 votes, average: 4.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 La Chiesa e il caso Moro trent'anni dopo S'intitola Parole, opere e omissioni. La Chiesa nell'Italia degli anni di piombo (Rizzoli, pp. 268, 17 euro) il libro scritto dalla giornalista di "Jesus" Annachiara Valle - in libreria dal 19 marzo - che rivela alcuni retroscena "vaticani" del caso Moro. Ne scrivo oggi sul Giornale. Nel libro si descrive il tentativo dell'allora vescovo di Ivrea, Luigi Bettazzi, di proporsi come ostaggio alle Br in cambio di Moro, ipotesi che il prelato aveva concordato con il vescovo di Livorno Ablondi e con l'ausiliare di Roma Clemente Riva. La Segreteria di Stato di Paolo VI, però, disse no, imponendo a Bettazzi di lasciar perdere. Dal libro emergono particolari interessanti sulle informazioni che ambienti ecclesiali milanesi avevano in merito alle Br. Padre David Maria Turoldo e Camillo De Piaz, suo confratello, avevano alzato il telefono: "C'è da fare qualcosa. I vescovi non possono stare a guardare. Moro deve essere salvato". Padre Camillo sapeva che "bisognava offrire qualche spiraglio alle Br se si voleva ottenere la liberazione". Padre De Piaz, oggi novantenne, rivela: "Non posso fare i nomi, ma posso dire che eravamo in contatto con persone che potevano dirci cosa stava avvenendo all'interno delle Br e sapevano che i brigatisti erano in disaccordo sulla decisione finale". Scritto in Varie Commenti ( 10 ) " (4 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Mar 08 ll Papa: la secolarizzazione colpisce anche la Chiesa Ieri mattina Benedetto XVI ha ricevuto i partecipanti alla plenaria del Pontificio Consiglio della Cultura, guidato dall'arcivescovo Ravasi e ha pronunciato un discorso importante, parlando della secolarizzazione e affermando che essa "non è soltanto minaccia esterna per i credenti, ma si manifesta già da tempo in seno alla Chiesa stessa. Snatura dall'interno e in profondità la fede cristiana e, di conseguenza, lo stile di vita e il comportamento quotidiano dei credenti". "Essi vivono nel mondo - ha aggiunto il Papa - e sono spesso segnati, se non condizionati, dalla cultura dell'immagine che impone modelli e impulsi contraddittori, nella negazione pratica di Dio: non c'è più bisogno di Dio, di pensare a lui e di ritornare a lui. Inoltre - ha detto ancora - la mentalità edonistica e consumistica predominante favorisce, nei fedeli come nei pastori, una deriva verso la superficialità e un egocentrismo che nuoce alla vita ecclesiale". Questo è l'articolo che pubblico oggi sul Giornale. Scritto in Varie Commenti ( 195 ) " (16 votes, average: 4.94 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 L'ideologia che fa dimenticare la storia Ricevendo in udienza i membri del Pontificio Comitato di Scienze storiche, Benedetto XVI ha dichiarato: "Tipico di questa mentalità (contemporanea, ndr) è il disinteresse per la storia, che si traduce nell'emarginazione delle scienze storiche. Dove sono attive queste forze ideologiche, la ricerca storica e l'insegnamento della storia all'università e nelle scuole di ogni livello e grado vengono trascurati. Ciò produce una società che, dimentica del proprio passato e quindi sprovvista di criteri acquisiti attraverso l'esperienza, non è più in grado di progettare un'armonica convivenza e un comune impegno nella realizzazione di obiettivi futuri. Tale società si presenta particolarmente vulnerabile alla manipolazione ideologica. Il pericolo cresce in misura sempre maggiore a causa dell'eccessiva enfasi data alla storia contemporanea, soprattutto quando le ricerche in questo settore sono condizionate da una metodologia ispirata al positivismo e alla sociologia. Vengono ignorati, altresì, importanti ambiti della realtà storica, perfino intere epoche. Ad esempio, in molti piani di studio l'insegnamento della storia inizia solamente a partire dagli eventi della Rivoluzione Francese. Prodotto inevitabile di tale sviluppo è una società ignara del proprio passato e quindi priva di memoria storica. Non è chi non veda la gravità di una simile conseguenza: come la perdita della memoria provoca nell'individuo la perdita dell'identità, in modo analogo questo fenomeno si verifica per la società nel suo complesso". San Filippo Neri scriveva all'amico Cesare Baronio, il fondatore della storiografia cattolica, di venire almeno una volta al mese a insegnare la storia ai seminaristi perché - diceva - se non si conosce più la storia si finisce per non conoscere più la fede. Il cristianesimo è un avvenimento legato inscindibilmente alla storia (Gesù si è incarnato in un determinato momento del tempo) e la Chiesa, fin dai tempi di Leone XIII, ha aperto gli archivi agli studiosi, perché "non bisogna aver paura della verità". Purtroppo l'ideologia del progresso, il positivismo e il sociologismo, hanno messo in crisi gli studi storici. E hanno fatto sì che si sia affermata una vulgata che presenta quella della Chiesa come una storia "criminale". Tracce di questo pregiudizio negativo e di questa scarsa aderenza ai fatti (motivata da precomprensioni ideologiche) si rintraccia a mio avviso anche nel Padre Pio di Sergio Luzzatto, contro il quale, come i frequentatori di questo blog sanno bene, ho polemizzato senza avere alcuna risposta in merito ai rilievi concreti, puntuali e documentati che ho mosso - insieme al collega Gaeta - al suo libro. Scritto in Varie Commenti ( 199 ) " (14 votes, average: 4.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Mar 08 Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare Era stata celebrata nei mesi scorsi, "una tantum" e tra mille difficoltà, nella cappella dell'Università Cattolica del Sacro Cuore la messa tridentina secondo il Motu proprio "Summorum Pontificum" di Benedetto XVI. L'aveva presieduta don Gianni Ambrosio, cappellano della Cattolica. Fino all'ultimo "consigliato" da un alto esponente della Curia di Milano di lasciar perdere. Lo scorso febbraio Ambrosio è stato consacrato vescovo a Piacenza. Quella messa non è mai stata ripetuta. E ora nella cappella, rimasta fino ad oggi con l'altare antico, sono iniziati i lavori per l'installazione di un altare rivolto verso il popolo. Magari si tratta di un progetto stabilito da anni, ma la coincidenza temporale balza agli occhi e fa pensare. Anche perché la riforma liturgica (e le indicazioni sugli altari, che non risalgono al Concilio, ma al post-concilio) è terminata da un pezzo. Lo scorso gennaio, com'è noto, Benedetto XVI ha celebrato nella Cappella Sistina sull'altare antico, senza far montare quello "mobile" rivolto verso il popolo. Scritto in Varie Commenti ( 206 ) " (19 votes, average: 4.79 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 02Mar 08 Se lo storico replica: "Lei non sa chi sono io!" Sul Corriere della Sera di oggi Vittorio Messori dedica un lungo articolo al libro "Padre Pio. L'ultimo sospetto" (Piemme), che ho scritto insieme al collega di Famiglia Cristiana Saverio Gaeta per confutare le illazioni e i sospetti sollevati lo scorso ottobre dallo storico Sergio Luzzatto con il suo libro dedicato a Padre Pio (a suo dire, "il primo libro di storia" scritto sul frate con le stimmate. Luzzatto sul Corriere replica a Messori e soprattutto a me e a Gaeta, con un articolo la cui lettura è a mio modesto avviso altamente istruttiva: ci dà dei pasticcioni, ci definisce agiografi devoti, dice che siamo dei dilettanti quando pretendiamo di occuparci di storia. Insomma, in modo supponente e sprezzante sembra voler dire: "Voi non sapete chi sono io!". Peccato che non abbia potuto rispondere a uno - dico uno soltanto - dei puntuali rilievi che, documenti alla mano, abbiamo mosso al suo lavoro. Lui - non noi - ha omesso di citare una testimonianza del 1920 che scagionava Padre Pio sull'uso della veratrina. Lui - non noi - ha fatto il dilettante e ha scritto nel "primo libro di storia su Padre Pio" che durante l'eccidio di San Giovanni Rotondo furono ammazzati tutti "rossi", dimenticando di dire che la strage nacque dall'uccisione di un carabiniere, Vito Imbriani. Citare correttamente i documenti, forse avrebbe fatto cadere la sua tesi sul Padre Pio clerico-fascista. Lui - non noi - ha citato le "filmine" che incastrerebbero Padre Pio sorpreso in improbabili atteggiamenti poco convenienti con donne, senza specificare che si trattava di pessime registrazioni audio, non video. Insomma, chiarissimo Professor Luzzatto, invece di lanciare accuse generiche dicendo che non siamo storici, perché non risponde ai rilievi che le abbiamo mosso esibendo le carte? Questa la risposta che pubblico sul Giornale. Scritto in Varie Commenti ( 68 ) " (43 votes, average: 4.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Mar 08 Tettamanzi su Youtube, Papa Wojtyla sul telefonino La Chiesa non teme i nuovi mezzi di comunicazione, li usa. Il video con la catechesi quaresimale sul battesimo dell'arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi, spopola su Youtube e viene cliccata in tutto il mondo: il "classifica" il non più giovane cardinale batte Jovanotti, segno che le persone nel Web cercano anche contenuti di un certo tipo. Personalmente apprezzo l'iniziativa del cardinale Tettamanzi, che così raggiunge mondi e persone altrimenti irraggiungibili attraverso i soliti canali dalla Chiesa. E' sempre di questi giorni la notizia di un'inziaitiva di Vodafone, che con la supervisione di Joaquìn Navarro Valls, l'ex direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha attivato un servizio per ricevere sul telefonino (sms e mms) offrendo "le ragioni per vivere" (raccolta di parole importanti sui temi della felicità e gioia; "il santo del giorno" e "le parole di Giovanni Paolo II" (che descrivono le frasi più toccati di Papa Wojtyla. Un servizio del genere è offerto già da anni dal sito di Korazym (www.korazym.org), insieme a Catholic Press Photo: il servizio MMS sull'Angelus Domini/Regina Coeli del papa. Il tutto, prodotto per Acotel. La redazione di Korazym produce il servizio Angelus nelle tre dimensioni da portare sul telefonino degli utenti in tempo reale tramite un MMS, corredato di testo, audio e foto della news: una sintesi della riflessione domenicale e una minicronaca in voce. Scritto in Varie Commenti ( 72 ) " (19 votes, average: 4.74 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Feb 08 Pio XII, l'appunto inedito: "Ho visto il miracolo del sole" Sul Giornale di oggi pubblico un appunto manoscritto inedito, emerso dalle carte della famiglia Pacelli. E' vergato a matita, riutilizzando un foglio nel quale il Papa aveva iniziato a scrivere a macchina le parole "Maria. Maria". Descrive con stile notarile e asciutto le quattro volte in cui Pio XII vide il cosiddetto "miracolo del sole" mentre passeggiava nei giardini vaticani. Il globo solare roteava ed era possibile fissarlo con lo sguardo. Lo stesso avvenimento era accaduto il 13 ottobre 1917 a Fatima, al termine delle apparizioni mariane ai tre pastorelli. Papa Pacelli assistette all'identico fenomeno l'antivigilia, la vigilia e il giorno della proclamazione del dogma dell'assunzione di Maria in cielo (celebrata il 1 novembre 1950) e infine nell'ottava della stessa cerimonia, l'8 novembre. Scritto in Varie Commenti ( 215 ) " (21 votes, average: 4.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (152) Ultime discussioni toscanaccio: gianni b. facile estrapolare delle frasi della bibbia ed applicarle come ci pare sono bravo anche... Marcello: Voglio portare un contributo controcorrente e politicamente scorretto. Indro Montanelli scrisse e disse che... Pipìta Del Monte: Caro Mick, accolgo pensierosa il Suo sincero richiamo a non esulare dal tema di questa pagina, ma... Physikelly: A fine dicemnre , a Chicago, il neo-eletto presidente della Conferenza Episcopale Americana, Card.... Physikelly: [Per chi non l'avesse già letto. :] "Il motu proprio "Summorum Pontificum" esce... Gli articoli più inviati Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? 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Alitalia ad Air France a prezzo di saldo Malpensa, addio hub (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 16-03-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 65 del 2008-03-16 pagina 0 Alitalia ad Air France a prezzo di saldo Malpensa, addio hub di Paolo Stefanato Proposta accettata. Intera giornata di riunione fino a notte, poi l'intesa sulla cessione trascritta in venti pagine. Gli scogli della Sea e dei sindacati. Fiumicino hub intercontinentale, Malpensa "gateway": voli business e low cost da Milano Una giornata intera dedicata alla proposta vincolante formulata da Air France. Il consiglio di amministrazione di Alitalia si è riunito, al sesto piano del palazzo della Magliana, intorno alle 11: un'ora dopo rispetto alla convocazione. Intorno a mezzanotte il via libera, anche se la riunione è proseguita con i legali all'opera per varare il lungo comunicato (una ventina di pagine, con tutti i dettagli dell'offerta) annunciato per la notte. Un fatto oggettivo, la durata, che da solo indica il grado di importanza dell'argomento, la sua delicatezza, il grado di approfondimento dedicato al dossier. Ieri è stata una giornata storica per Alitalia, per la quale dopo 61 anni il futuro si profila non più in autonomia. Gli amministratori hanno considerato anche le esigenze finanziarie di breve termine della società, che a fine gennaio aveva solo 282 milioni di euro in cassa. Denaro sufficiente per sopravvivere ancora qualche mese. Per giugno, aveva già avvertito il cda presieduto da Maurizio Prato, sarà necessaria una ricapitalizzazione da almeno 750 milioni: esattamente il denaro preventivato da Air France per una ricapitalizzazione. "La situazione lasciata in mano agli ipercritici per cinque anni ci ha consegnato un'Alitalia al disastro - ha affermato ieri il ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani -. Ho fatto il ministro dei Trasporti fino al 2001: quando sono andato via, negli ultimi tre anni Alitalia aveva i conti in nero e non in rosso". A Cernobbio con lui anche l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera: "Oggi, forse, dopo tanti mesi se ne saprà qualcosa - ha detto in mattinata il banchiere che ha strenuamente sostenuto la candidatura di Air One -. Pensavamo e pensiamo che Alitalia potesse star su da sola, essere un'azienda importante per il Paese. è stato deciso che non è così. Adesso vediamo a quali condizioni". Dopo otto settimane di trattativa in esclusiva, il gruppo d'Oltralpe ha consegnato venerdì l'offerta, a Parigi, nelle mani di manager Alitalia che per 48 ore hanno trattato gli ultimi dettagli della proposta. Della quale sono trapelate solo indiscrezioni: per esempio, l'offerta pubblica di scambio sul 100% delle azioni che potrebbe essere di un'azione Air France-Klm contro 70 Alitalia al prezzo intorno a 0,22 euro rispetto a 0,35 euro di cui si era parlato nel dicembre scorso. Cedendo la propria quota del 49,9%, il Tesoro potrebbe ottenere intorno al 2-3% nella nuova holding Air France-Klm-Alitalia. Sempre secondo indiscrezioni, ai consiglieri italiani (uno o due, non si sa) verrebbe riconosciuto potere di veto sulle scelte strategiche. Tra gli aspetti più delicati dell'offerta, il futuro di Alitalia Servizi (manutenzione, handling, information technology, amministrazione, call center) e gli esuberi. Questi ultimi potrebbero riguardare circa 1.700 lavoratori in totale tra Alitalia Fly e Servizi; ma secondo alcune fonti potrebbero essere molto più numerosi. La società delle attività di terra, dovrebbe passare sotto la maggioranza della finanziaria di Stato, Fintecna che oggi possiede il 49,4% più l'usufrutto dell'1,6%. Alitalia rimarrebbe presente con una partecipazione inferiore al 10%. Parte della manutenzione e dei servizi aeroportuali dovrebbero rientrare nel gruppo Alitalia. Per le altre attività sarebbero previste alleanze con partner. Entro domani è poi previsto il parere del Tesoro che sinora ha tifato per la soluzione franco-olandese. Se via XX Settembre confermerà, come ci si attende, il via libera, martedì il numero uno del gruppo d'oltralpe, Jean Cyril Spinetta assieme al presidente dell'Alitalia, Maurizio Prato, a quello di Fintecna, Vincenzo Dettori, e di Alitalia Servizi, Giancarlo D'Andrea ha già un appuntamento con le nove sigle sindacali presenti in Alitalia. Sarà il banco di prova per l'offerta di Air France-Klm che, come ha detto il cda di Parigi, porterà all'acquisizione di Alitalia solo con l'accordo con i sindacati. Ma soprattutto Cgil e Cisl, che finora hanno lamentato l'assenza di informazioni, non accetteranno "un accordo al buio". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Air France-Alitalia: dal rischio Sea al sì dei sindacati (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 16-03-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 65 del 2008-03-16 pagina 0 Air France-Alitalia: dal rischio Sea al sì dei sindacati di Redazione Sulla conclusione dell'affaire Air France Alitalia ci sono molti ostacoli da rimuovere, e l'operazione è condizionata da molti "sì". Vediamo il percorso "minato" Roma - Il raggiungimento di un accordo con i sindacati, il parere del governo, ma anche l'azzeramento del rischio causato dal ricorso avanzato dalla Sea su Malpensa, magari attraverso un decreto legge. è un percorso minato, ricco di "condizioni sospensive" che potrebbero far saltare l'operazione, quello previsto dalla proposta di acquisto avanzata per Alitalia da Klm-Air France. Per alcuni "paletti", come quello relativo all'ok dei sindacati, è previsto un vero tour de force: l'accordo dovrà arrivare entro la fine del mese. Ma il percorso minato richiederà qualche mese per verificare il rispetto anche di altre condizioni, tanto che nel comunicato del gruppo franco-olandese si indica "la fine del primo semestre 2008" come la data entro la quale dovrebbero esprimersi le autorità antitrust, le cui decisioni - se prevedono condizioni che non sono "ragionevolmente accettabili" - rappresentano un altro possibile paletto sospensivo all'operazione. Il contratto proposto da Air France-Klm - è scritto nel comunicato diffuso in nottata da Alitalia - "non è immediatamente efficace in quanto soggetto a talune condizioni sospensive". Viene quindi indicato un primo elenco di condizioni "da verificarsi tutte entro il 31 marzo 2008", al quale ne vengono aggiunte altre, che devono essere rispettate prima del lancio effettivo delle due opa previste sulle azioni ordinarie (tramite scambio con titoli Air France-Klm) e sulle obbligazioni convertibili. Ecco le varie condizioni. L'accordo con i sindacati Il piano prevede un ridimensionamento di 1.600 unità da raggiungere con "turn over fisiologico, esodi volontari incentivati e l'applicazione degli ammortizzatori sociali". L'accordo con le organizzazioni sindacali - è scritto nel comunicato - è previsto "sia con riguardo ai dipendenti di Alitalia, sia quelli di Alitalia Servizi, essendo la piena cooperazione dei dipendenti cruciale per il successo del rilancio della compagnia". Il ricorso Sea Per l'avvio del contratto deve essere individuata "una soluzione che consenta l'eliminazione per Alitalia del rischio relativo al contenzioso in essere con la Società Sea". Si ipotizza per questo anche lo strumento del decreto legge. "Con riferimento al contenzioso Sea - è scritto tra le condizioni che devono essere soddisfatte prima del lancio dell'Opa - qualora la condizione di efficacia si sia verificata a mezzo di un decreto legge, che lo stesso sia stato convertito". Il parere del governo è una delle condizioni al quale è condizionato il lancio dell'Opa. "Il governo Italiano - è scritto - come organo collegiale, non dovrà aver assunto alcuna decisione formale o fatto alcun pubblico annuncio che sia fortemente contrario all'operazione". Linea di credito Come condizione di efficacia del contratto è previsto che il Tesoro "conceda ad Alitalia una linea di credito da rimborsarsi subito dopo l'esecuzione dell'aumento di capitale". Ci sarebbe però già una manifestazione di disponibilità "a promuovere le azioni necessarie per la concessione". L'Antitrust "La Commissione Europea - è scritto nella nota Alitalia - dovrà essersi pronunciata a favore dell'operazione, anche se con decisione che richieda il soddisfacimento di alcune condizioni che siano ragionevolmente accettabili per Air France-Klm". Dovrà inoltre essere scaduto "il periodo di attesa previsto dalla regolamentazione antitrust statunitense". Il portafoglio voli Il governo dovrà impegnarsi per iscritto a "mantenere il portafoglio attuale dei diritti di traffico di Alitalia" e di "continuare a gestire con modalità trasparenti e non discriminatorie" le future richieste di Alitalia per i diritti di traffico. Altra condizione è un accordo tra Alitalia e Aeroporti di Roma sui livelli di servizio per attuare il business plan 2008-2010. Alitalia Servizi Il contratto è subordinato anche al via libera da Alitalia, Fintecna e Alitalia Servizi della "reinternalizzazione in Alitalia" di alcuni settori di attività e alla rinegoziazione di alcune clausole dei contratti di servizi. Le altre condizioni L'opa, infine, non verrà lanciata in "assenza di un grave inadempimento da parte di Alitalia delle obbligazioni assunte in base al contratto e a cui non sia stato posto rimedio entro quattro settimane da una richiesta scritta di Air France-Klm". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Fiumicino hub, per Malpensa voli business e low cost (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 16-03-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 65 del 2008-03-16 pagina 0 Fiumicino hub, per Malpensa voli business e low cost di Redazione L'intesa sancisce il ridimensionamento della presenza di Air France-Alitalia nello scalo milanese: sarà un gateway che punta al traffico business e al low cost Roma - Il traffico aereo di Alitalia su Malpensa verrà ripianificato con un'attenzione particolare per i voli business e quelli low cost. è quanto si sottolinea nel comunicato stampa della compagnia di bandiera italiana che dà il via libera all'offerta Air France-Klm. Il piano prende dunque in considerazione l'aeroporto di Milano "come importante gateway, con attività 'punto-puntò da e verso destinazioni internazionali ed intercontinentali". L'obiettivo è quello di recuperare quote di mercato attraverso "un maggiore presidio delle necessità del traffico business che, su particolari destinazioni internazionali ed intercontinentali, richiede partenze nella prima parte della mattina e voli di ritorno nel tardo pomeriggio; un'ulteriore crescita con il supporto dell'alleanza Sky Team; lo sviluppo dell'attività low-cost di Volare, come fatto da Transavia ad Amsterdam, Rotterdam e recentemente, in Francia, ad Orly". Roma: hub intercontinentale L'aeroporto di Roma è nel piano di offerta per Alitalia uno dei tre hub intercontinentali, insieme a Parigi ed Amsterdam, sui quali "poggia il disegno di rete integrato delle tre compagnie". è quanto evidenzia la compagnia di bandiera italiana nel comunicato che dà il via libera all'offerta del gruppo Air France-Klm. Il piano - si precisa "sarà strutturato su flussi di traffico coerenti con le dimensioni rispettive degli hub". L'hub "di riferimento" italiano sarà dunque Fiumicino, "centrale rispetto al mercato italiano e bacino naturale di traffico per sfruttare al massimo le caratteristiche di Roma". è prevista dunque "un'adeguata copertura dei mercati attraverso un'offerta di destinazioni internazionali e intercontinentali, economicamente e finanziariamente sostenibile, al servizio della clientela italiana ed estera. La scelta di Roma Fiumicino come hub è coerente - si sottolinea - con le caratteristiche dei significativi flussi di domanda per la destinazione Roma, domanda che può essere servita più efficientemente con un network basato su un singolo hub sul quale concentrare una consistente offerta di voli verso le principali destinazioni di breve/medio raggio". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Alitaglia/2 (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 16-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Cari commensali, l'amico Gamaximo scrive: "Egr. Sig. Porro, come certamente avrà inteso sono uno tra i sostenitori del fatto che Alitalia debba essere venduta ad una società privata che abbia le competenze per rimettere a posto una situazione che noi, in vent'anni, non siamo stati capaci di sistemare. Mi sembra tra l'altro che Air France-KLM possa essere proprio la soluzione giusta ma .. le ultime notizie trapelate questa mattina, dopo la lunga riunione dei vertici Alitalia, mi fa pensare che forse sarebbe il caso di rivedere la cosa. In pratica, sembrerebbe, che AF-KLM vogliano acquistare il pacchetto Alitalia ad esclusione di AZ service cioè comprando a poco più di niente una società che in effetti vale poco ma lasciandoci una società ( 10.000 persone) che vive sui servizi dati agli aeromobili e a tutto quanto ci gira intorno ma ..togliendoci gli aeromobili. Cosa vuol dire? Che affare è? In pratica mi sembra che ci venga offerto un bel panino imbottito da quale viene sfilato in prosciutto! Cosa ne dice? Forse bisognerà dire ad AF-KLM che gli affari bisogna farli in due !!". Sapete che vi dico: qualche sospetto mi inizia a venire anche a me. Sono da 20 ore in viaggio: sono andato a Los angeles, ovviamente via Monaco. E sono ancora qui, a Monaco, che aspetto la mia coincidenza per Malpensa. Sono disponibile, ma anche rattristato, di non avere un volo diretto da Milano a Lax, ma il costo di questo sacrificio deve valere la pena. Certo, poi penso al servizio e al costo di Alitalia peri contribuenti, e mi viene un po' di pessimismo. L'idea che Airfrance si compri Alitalia, ci sposti a Parigi, e non si prenda tutto il "pacco" mi fa però imbufalire Scritto in Varie Non commentato " (No Ratings Yet) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Mar 08 Morti di ipocrisia Se domani mattina, speriamo di no, dovessi fare un incidente mortale con il motorino mentre vado a fare un'intervista, sarei considerato, per le statistiche, un morto sul lavoro. I commensali mi perdoneranno la macabra suggestione, ma serve per evitare di parlare di morti senza mai mettersi, anche ipoteticamente, in discussione. Ebbene circa il 70 per cento dei circa 1200 morti sul lavoro, sono deceduti per incidenti stradali. Qualcuno pensa dunque che il mio datore (l'odiato Berlusconi, in questo caso jr) sia responsabile anche di questo? Mi metto in discussione in prima persona e paradossalmente perchè mi sembra che su questa faccenda si stia facendo un baccano ipocrita che nulla ha a che vedere con le morti drammatiche sul modello Thyssen. Oggi mi sono dilungato sul giornale esattamente su questo tema. Il consiglio dei ministri pensa che basti una legge e una sanzione dura per ridurre gli incidenti sul lavoro. Si tratta di un alibi insopportabile, soprattutto vista la gravità del tema che affronta. Anzi più norme, più burocrazia, più imposizioni rischiano di metterne fuori legge le imprese marginali, quelle per le quali il rischio professionale è maggiore. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (10 votes, average: 4.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Il grano e gli Aerei puliti Ieri le quotazioni del grano sono balzate del 25 per cento, toccando il record di 12 dollari per bushel (così si chiama l'unità di misura delle materie prime alimentari) al Chicago board of trade. Si tratta di un record storico. La causa scatenante deriva dall'annuncio del Kazakistan di mettere un dazio all'export di grano. Così come quelli appena applicati dalla Russia, i grandi granai del mondo sono preoccupati dall'aumento dei prezzi del grano nei loro paesi e dunque adottano politiche protezionistiche. A ciò si aggiunga che le raccolte mondiali non sono andate particolarmente bene. Ma il fattore scatenante è l'utilizzo dei prodotti della terra per fare biocarburanti. Grazie ai sussidi negli stati uniti il 4 per cento del Mais è stato prodotto per fini energetici. Come era facilmente prevedibile il prezzo dei prodotti base alimentari sta andando alle stelle. Proprio ieri uno dei quattro motori del Boeing 747 della Virgin sulla rotta Londra Amsterdam è stato alimentato con una miscela (il 20 per cento) di Biofuel. Perfetto i nostri areoplani (che secondo le stime contribuiscono a meno del per cento dell'effetto serra) saranno in futuro puliti. Se il prezzo da pagare è avere il raddoppio del valore delle materie prime alimentari (è quanto è avvenuto da gennaio) pazienza. O no? Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (4 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Biocarburanti ed effetto serra: quante balle Non vi fidate del sottoscritto. Anzi non citatemi proprio. Ma quando state in un bel salotto progressista e si parla di effetto serra e di carburanti alternativi citate l'ultimo studio della rivista Science: non certo una pattuglia di inquinatori con il Suv. Anzi fate di più appuntatetevi questo indirizzo internet (un po' lungo per la verità) con la sintesi della ricerca: http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/1151861 Sostengono, contro tutte le mode del momento, che i biocarburanti contribuiscono a peggiorare il cosiddetto effetto serra, quasi raddoppiandolo. E che lo sfruttamento intensivo delle terre per la coltivazione estesa di biocarburanti danneggia l'ambiente più di quanto faccio l'uso del petrolio. Scritto in Varie Commenti ( 40 ) " (15 votes, average: 4.27 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Feb 08 "243 e il 68 24 nasce da un'idea geniale di Joel Surnow: scandire 24 ore di panico, seguendole passo passo in una fiction televisiva in tempo reale. E' il ticchettio di una bomba che inesorabilmente sta per scoppiare e che i nostri eroi cercano di disinnescare. Ogni stagione di "243 (nata nel 2001) dura dunque 24 episodi da un'ora (è il trucco e l'originalità della serie televisiva). L'eroe Jack Bauer e i suoi compagni si trovano sempre davanti ad un dilemma: privilegiare la sicurezza o rispettare la libertà. La gravità della situazione, li porta sempre e comunque a privilegiare la prima. Insomma dietro alla fiction si pone una questione fondamentale dell'america di oggi: a che punto si possono violare le libertà individuali? Le scene di tortura sono numerosissime e per la prima volta sono sempre perpetrate dai buoni a danno dei cattivi: rovesciando il copione tipico del cinema americano. Surnow se ne frega. Figlio di un venditore di tappeti in bolletta e per di più democratico, studente alla liberal Berkeley, Joel è diventato un'icona dell'America conservatrice post 9/11. Ed una figura rara del business holliwoodiano, per la maggior parte liberal. "243, seguitissimo, sta istillando tra i giovani americani un'idea dell'uso della forza e della lotta contro i nemici (oggi i fanatici islamici) diametralmente opposta a quella liberal della generazione del 68 (la lotta ai comunisti). Non è detto che sia un bene. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (6 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05Feb 08 Economia di Guerra Ieri Bush ha presentato la sua finanziaria. Ecco qualche ingrediente. La spesa pubblica americana toccherà per la prima volta i 3000 miliardi di dollari (la piccola Italia spende un quarto e cioè 750 miliardi di euro). Anche gli Usa avranno a che fare con un deficit di Bilancio, come dalle nostre parti, sarà intorno al 3 per cento del Pil. 1600 miliardi di spesa pubblica (più della metà del totale) vanno in assistenza sanitaria e pensioni. Mentre la Difesa avrà un bilancio di 515 miliardi di dollari. Si tratta del 4 per cento del Pil. Durante la guerra in Corea era al 9 per cento, durante il Vietnam era al 13 e durante la seconda guerra mondiale al 35,38 per cento. Afganistan e Iraq alla fine del 2009 saranno complessivamente costate (a partire dal 2001) quasi mille miliardi di dollari. Qualche considerazione iniziale. 1. Nonostante la sforzo bellico, gli Usa spendono "solo" quattro volte quando si faccia da noi. 2. Il deficit americano, che fa gridare allo scandalo, sarà più o meno pari al nostro, ma sconta il solito impegno bellico. 3. Bush "guerrafondaio", spende, in termini relativi, meno, molto meno, dei suoi colleghi che lo hanno proceduto. 4. Da quando sono iniziate le due guerre, sono stati approvati tagli fiscali per 1,3 miliardi (che scadranno nel 2011) Scritto in pol economica Commenti ( 17 ) " (14 votes, average: 4.07 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 27Jan 08 Boudon e la giustizia sociale Ho recentemente letto uno studio sociologico fatto da Frohlich e Oppenheimer e riportato da Raymond Boudon. Sono stati scelti due gruppi di cittadini (usa e polacchi) ed è stato loro chiesto di optare per un principio di giustizia sociale al buio (con relativa distribuzione del reddito) 1. seleziona una distribuzione che massimizzi il livello medio del reddito 2. seleziona una distribuzione che massimizzi il livello più basso del reddito (principio della giustizia di Rawls) 3. seleziona una distribuzione che massimizzi il reddito medio e definisca un reddito minimo (dunque questo principio non implica che il valore minimo di reddito sia il più alto possibile come per Rawls, ma che ci sia comunque una soglia minima) 4. seleziona una distribuzione che massimizzi il reddito medio e che stabilisca che le differenze tra i redditi non superino una certa soglia. Nell'esperimento inoltre ai soggetti veniva detto che una volta scelto uno dei quattro principi, loro stessi sarebbero stati posizionati all'interno della distribuzione derivante dal principio scelto, in una delle diverse classe di reddito, ma in modo casuale. In buona sostanza la scelta di ciascuno nel panel avrebbe avuto un impatto sul proprio reddito. Per i componenti del panel la scelta però non sarebbe stata influenzata da interessi personali, poichè il loro livello di retribuzione sarebbe stato determinato in maniera casuale. Ebbene il risultato,largamente vincitore (quasi 80 per cento sia per americani, sia per polacchi) è stato il principio numero 3. E la secca bocciatura dei principi di giustizia sociale rawlsiani secondo i quali sono da preferire distribuzioni di reddito che massimizzino il reddito minimo, anche a scapito del reddito medio. La lezione che Boudon trae è che gli individui privilegiano, al buio, una situazione di crescita per tutti, ma con un'assicurazione (il reddito minimo per chi corre di meno). E dunque che la distribuzione del reddito prediletta è di tipo meritocratico e non egualitaristico. Scritto in citazioni Commenti ( 16 ) " (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 22Jan 08 Mastellate Siamo un po' fuori tema, ma tant'è. Il governo è in crisi poichè il suo ministro di giustizia e il partitino che guida si sono sfilati della maggioranza. E' una crisi più grave delle tante altre vissute dal governo Prodi, essenzialmente per due motivi. 1. La chiesa si è messa di traverso, agitando così l'anima cattocomunista che è forte nella maggioranza. Più della questione Dico, lo schiaffo al Papa, benchè non direttamente nato a Palazzo Chigi, brucia oltre tevere. E si ha l'impressione che in questo caso non si sia porta la guancia. 2. la magistratura, con un'indagine che sembra una farsa, ha colpito al cuore. Il governo rischia di cadere non dunque per la sua incapacità politica, non per la sua inadeguatezza economica, non per le sue vessazioni fiscali, non per la sua timidezza internazionale, non per la sua incapacità a gestire la munnezza. No, cade perchè due grandi poteri si sono messi di traverso. La gioia di una possibile caduta di Prodi è mitigata dalla risibilità dei motivi per i quali è cagionata. Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (15 votes, average: 2.93 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Jan 08 Renditiamoci conto In altra discussione e con gli interventi graditi dell'Avvocato Matteucci abbiamo cucinato il tema della tassazione delle rendite finanziarie. Val la pena, però riservare uno spazio ad hoc. Butto in pentola qualche ingrediente. 1. La tassazione delle rendite finanziarie in Italia è tra le più basse del mondo: bloccata al 12,5 per cento sia per i rendimenti delle obbligazioni (compresi i titoli di stato) sia per i capital gain sulle azioni. 2. Ci si dimentica però sempre di dire che la tassazione del risparmio è la più odiosa delle tasse: in quanto è una doppia tassazione. Insomma i quattrini che vengono investiti in Borsa o nei Bot non cadono dal cielo; sono frutto dei redditi da lavoro o di impresa, che a loro volta sono stati già tassati. Quando si pone l'accento sul punto 1, si dimentica di dire che i quattrini risparmiati e investiti sono al netto di una tassazione che in Italia è la tra le più alte del mondo. 3.Nel 2007 (e con ragione) si è chiesto agli italiani di farsi una pensione complementare e integrativa di quella pubblica. Ebbene i fondi pensione che investono largamente in titoli di stato italiani, con l'aumento della tassazione delle rendite finanziarie, rischiano di rendere ancor meno di quanto hanno fatto negli ultimi anni. A tutto discapito dell'assegno previdenziale che ci aspetterà. 4. L'ultima volta che si è aumentata la tassazione sui Bot si è detto che era una partita di giro. e cioè che le maggiori tasse venivano compensate dai maggiori rendimenti che avrebbero dovuto riconoscere i titoli di stato per mantenere la loro appetibilità. Ora il mercato è però e dunque questo fenomeno non accadrà più. Mi spiego meglio. Diciamo che un Btp decennale renda il 4,3 per cento. Se la tassazione dovesse passare dal 12,5 al 20 per cento, come minaccia il governo, il rendimento netto del titolo dovrebbe diminuire circa del 7,5 per cento (o meglio il 7,5 per cento del 4,3 per cento, abbassando il rendimento netto circa al 4 per cento). Infatti la gran parte del nostro debito pubblico è in mano ad investitori lordisti, che le tasse non le pagano con la cedolare secca. Cari commensali la tassazione delle rendite finanziarie, che renderà molto poco in termini di gettito, sembra più un ipocrita accanimento sociale (che poi si rivelerà come al solito controproducente per i più deboli) che una buona manovra di equità fiscale. Dove sono finiti tutti quei progressisti che scomodavano Einaudi: qualcuno si ricorda cosa scrisse sul risparmio? Scritto in pol economica Commenti ( 12 ) " (17 votes, average: 3.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jan 08 Agnelli e Marini, senza parole "MARINI: AGNELLI, SAPEVA SEMPRE VEDERE L'INTERESSE GENERALE" è il commento del presidente del Senato ed ex sindacalista, alle commemorazione dell'Avvocato. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (12 votes, average: 2.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola Porro su ilGiornale.it contatti Categorie burocrazia (1) citazioni (2) finanza (9) pol economica (18) Varie (30) Ultime discussioni gamaximo: Egr. Sig. Porro, come certamente avrà inteso sono uno tra i sostenitori del fatto che Alitalia debba... fabrizio: purtroppo è così. pensi che anche il mio datore di lavoro per sopralluoghi mi vieta l'uso della... Annalisa: Quando ho letto il modo con cui Porro aveva posto l'argomento di discussione, vista la delicatezza... Nicola Porro: Gentile Luca devo a Lei e a tanti altri alcune precisazioni. 1.Gli incidenti sul lavoro non sono... luca: Ammesso e non concesso che il 70% sia una cifra vera, spero che lei tra gli incidenti sul lavoro... 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LE DATE (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 16-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Le difficoltà dei conti, le complicazioni nelle procedure per la vendita e i ricorsi davanti alla magistratura amministrativa. Sono due anni ricchi di colpi di scena quelli che hanno portato alla proposta di acquisto da parte di Air France-Klm. Ecco alcune tappe-chiave. Il 10 ottobre 2006 Prodi lancia l'allarme: Alitalia, dice, "vive il momento più difficile della sua storia". Il 23 novembre il presidente di Air France, Jean-Cyril Spinetta, annuncia che sono stati avviati "colloqui esplorativi" per una alleanza su richiesta di Alitalia. Il primo dicembre il Consiglio dei ministri decide la cessione di una quota di controllo della compagnia. Il 29 dicembre il Tesoro pubblica l'invito a presentare manifestazioni di interesse. Il 17 gennaio 2007 il cda decade dopo le dimissioni di Jean-Cyril Spinetta. Il 9 febbraio il Tesoro indica il giurista Berardino Libonati alla presidenza di Alitalia. Il 13 febbraio sono cinque le cordate in gara per la fase di presentazione delle offerte non vincolanti: Ap Holding di Carlo Toto con il supporto finanziario di Intesa-Sanpaolo; il fondo salva-imprese di Carlo De Benedetti Management & Capitali; MatlinPatterson Global Advisers; Texas Pacific Group Europe; Unicredit Banca Mobiliare. Il 16 aprile le cordate si riducono a tre: Tpg, Aeroflot e Ap Holding presentano al Tesoro le proprie offerte preliminari non vincolanti. Il 27 giugno Aeroflot annuncia il ritiro dalla gara. Poi una lunga sfilza di altre tappe-chiave che portano fino al 10 marzo scorso quando il cda di Air France-Klm autorizza la presentazione per il 14 marzo di una offerta soggetta a condizioni sospensive tra cui l'accordo con i sindacati e garantisce che Alitalia resterà una compagnia di bandiera.

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LA SOCIETà ABBONATA AL ROSSO: SOLO DUE BILANCI IN UTILE (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 16-03-2008)

Argomenti: Alitalia

La società abbonata al rosso: solo due bilanci in utile Roma. Piani di investimento che poi si sono rivelati sbagliati, personale sempre più numeroso e forse remunerato un po' troppo, l'avvento e il successo delle compagnie low cost, le alleanze sfumate: sono tanti i motivi che hanno trasformato l'Alitalia da una delle più grandi compagnie di bandiere europee a società sull'orlo del baratro finanziario. Come sono lontani gli anni Settanta, quando l'Alitalia figurava al settimo posto nella classifica mondiale del traffico internazionale. Volare con Alitalia, lavorare per Alitalia era un vanto, in quel periodo. Far parte del personale di bordo, hostess e piloti, di una compagnia così prestigiosa, per tanti era un sogno. Ora è quasi un incubo. L'incubo del non sapere che cosa riserva il futuro, chi entrerà nella lista degli esuberi e chi invece si salverà. Negli ultimi undici anni la compagnia è riuscita a chiudere il bilancio in utile soltanto due volte. E se non fosse stato per le ripetute iniezioni di liquidità da parte dello Stato, azionista principale attraverso il Tesoro (detiene il 49,9% del capitale), forse sarebbe già fallita. E anche adesso il problema liquidità è "il" problema a breve termine. A fine gennaio nelle casse erano rimasti solo 282 milioni. C'è chi sostiene che a giugno potrebbero non esserci più i soldi nemmeno per pagare il personale e il carburante. Sarebbe quindi urgente un finanziamento straordinario. Un'altra iniezione di soldi pubblici. Si parla di un prestito ponte di 250 milioni di euro. Del problema liquidità si è parlato anche nella riunione del consiglio di amministrazione della compagnia il 7 marzo scorso. La situazione di oggi affonda le sue radici negli anni Novanta. Nel '96 l'allora amministratore delegato Domenico Cempella per affrontare la crisi strutturale che aveva investito la compagnia vara un ambizioso piano industriale che ha, tra i suoi punti forti, l'alleanza con la compagnia olandese Klm. Ma nell'aprile del 2000 la Klm decide unilateralmente per il divorzio. Alitalia si trova a dover gestire da sola Malpensa. I bilanci tornano ad accumulare perdite. Cempella esce ed arriva, all'inizio del 2001, Francesco Mengozzi. Si cerca un altro partner e in estate arriva il primo accordo con Air France, entrando a far parte di Sky Team. Con i francesi si realizza anche uno scambio societario in prospettiva di una fusione societaria. Ma l'11 settembre sconvolge il mondo e i piani di tutti, mettendo in ginocchio l'industria del trasporto aereo. Alitalia subisce un colpo ancora maggiore rispetto alla concorrenza. Parte la ristrutturazione con i primi esuberi. Si susseguono i cambi ai vertici (Zanichelli, Cimoli, Libonati, infine Prato), nuovi piani industriali, scioperi selvaggi e annunciati, rotture e accordi con i sindacati. Ma fino ad oggi niente e nessuno è riuscito a invertire la rotta verso l'occhio del ciclone. gi.fr.

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DA ALITALIA UN Sì SOFFERTO AD AIR FRANCE-KLM (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 16-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Da Alitalia un sì sofferto ad Air France-Klm GIUSY FRANZESE Roma. Sono entrati in quella stanza intorno alle undici del mattino e solo dopo dodici ore è arrivato il sofferto sì ad Air France-Klm. Dodici ore a studiare fino al più piccolo particolare il dossier arrivato l'altra sera con l'ultimo volo da Parigi. La riunione di ieri del board dell'Alitalia è stata forse la più lunga nella storia della compagnia di bandiera italiana da quando è nata 61 anni fa. Per l'amministratore delegato Maurizio Prato e gli altri consiglieri il compito, d'altra parte, era delicato: decidere se accettare le condizioni del colosso dei cieli franco-olandese per l'acquisto del 100% della società, oppure affrontare il rischio sempre più reale di chiudere baracca e burattini portando i libri in tribunale. Perché una cosa è certa: Alitalia, così com'è, non può andare avanti. La cassa è agli sgoccioli, già a fine gennaio erano rimasti solo 282 milioni di euro. E le perdite superano il milione di euro al giorno. C'è chi dice che ammontano addirittura al doppio. Una emorragia che non si riesce a fermare in nessuna maniera. E che è andata avanti, quasi fino al collasso, inesorabilmente, complice anche il caro-petrolio, anche in queste otto settimane di trattativa esclusiva con Air France. Uno dei motivi principali per cui il gruppo franco-olandese avrebbe limato notevolmente le condizioni di offerta. Fino a tarda sera, comunque, sui dettagli non si è saputo nulla di ufficiale. Chiusi nella riunione fiume, Prato e i suoi non hanno fatto trapelare alcunché. Incontro blindatissimo. Le indiscrezioni restano ferme all'altro ieri e confermano un prezzo al ribasso. Il concambio rimarrebbe 70 azioni Alitalia ogni azione Air France-Klm, al prezzo di 22 centesimi (a dicembre si parlava di 35 centesimi). Cedendo la propria quota del 49,9%, il Tesoro potrebbe ottenere intorno al 2-3% nella nuova holding. Ai consiglieri italiani verrebbe riconosciuto potere di veto sulle scelte strategiche. Ma il punto più "caldo" riguarda gli esuberi: 1.700, secondo alcuni rumors; 5.000 secondo altri. Az Servizi, la società delle attività di terra, dovrebbe passare sotto la maggioranza della finanziaria di Stato, Fintecna che oggi possiede il 49,4% più l'usufrutto dell'1,6%. Alitalia rimarrebbe presente con una partecipazione inferiore al 10%. Parte della manutenzione e dei servizi aeroportuali dovrebbero rientrare nel gruppo Alitalia. Domani il dossier arriverà sul tavolo del ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa. I sindacati sono stati già stati convocati per un incontro con Prato e l'ad di Air France, Jean Cyril Spinetta, per martedì. Finora, comunque, Padoa-Schioppa (ma anche lo stesso Prodi) non hanno nascosto di tifare per la soluzione Air France, se non altro per mancanza di concorrenti con adeguate garanzie. Quelle messe in campo dall'AirOne di Carlo Toto, non sono state ritenute sufficienti. Cosa che, come è noto, oltre a un ricorso al Tar rigettato, ha provocato una montagna di polemiche. Ancora ieri , l'amministratore delegato di Intesa San Paolo, Corrado Passera, che affianca Air One nell'offerta, non ha mancato di ribadirle: "Pensavamo e pensiamo che Alitalia potesse star su da sola, essere un'azienda importante per questo Paese. È stato deciso che non è così. Adesso vediamo a quali condizioni". Dal governo, ieri, l'unica osservazione è arrivata dal ministro per lo Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani: "La situazione lasciata in mano agli ipercritici per cinque anni ci ha consegnato un'Alitalia al disastro. Ho fatto il ministro dei Trasporti fino al 2001: quando sono andato via Alitalia aveva i conti in nero e non in rosso".

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LETTERE (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 16-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Lettere È troppo tardi per poter riparare Ciro Napolitano - NAPOLI C'erano, una volta, gli esami di riparazione, ultima occasione per non ripetere l'anno. L'amministrazione comunale ha trascurato, per tanti anni, l'avvio di una seria raccolta differenziata, porta a porta. Adesso corre ai ripari: settanta nuove "campane" per le strade. A cosa servirà e quanto costerà? Sono i rimedi dell'ultima ora per evitare la nomina del commissario ad acta paventata da De Gennaro, che potrebbe essere la soluzione più proficua per i contribuenti L'Alitalia significa Roma Enzo Ventre - ROMA Trovo assurdo bloccare le nomine negli enti pubblici. La scelta di lasciare Malpensa è coraggiosa, visto che Linate non è stato chiuso. D'altronde Roma è l'Italia e l'Alitalia è Roma. Il pericolo non è la nutria Franco Franchi - FONTANELLE DI MONTICHIARI (MN) A proposito dei rifiuti che incombono su Napoli, un pericolo maggiore sta arrivando: la nutria. È un topo gigantesco, lungo 60 cm, coda compresa, apportatore di gravissime malattie con la sua urina e le sue feci. I gatti scappano. Si chiama "rattus norvegensis" perché i primi esemplari vennero dall'America a bordo delle navi norvegesi; si è diffuso in tutta Europa. È molto prolifica, i rifiuti sono un cibo prodigioso per rinvigorirla. Il famigerato Rasputin disse che la gente per lei scapperà dalle città. Bisogna buttare esche avvelenate tra i sacchetti d'immondizia, da trasportare agli inceneritori e da bruciare con fuoco controllato. Più che altro siamo in presenza di una bufala, una raccolta di notizie false. La nutria (myocastor coypus) non è un topo, non è pericolosa per l'uomo (l'Istituto zooprofilattico di Brescia ha provato che la storia dei virus è una leggenda) e avrebbe qualche difficoltà a prosperare a Napoli in quanto ama i luoghi umidi come le rive dei fiumi; ed è diffusa, ci dispiace, soprattutto al Nord. Si moltiplica perché quando la sua pelliccia - il "castorino" - era di moda ne importarono tante, abbandonate quando l'affare calò. E tuttavia il ministero dell'Ambiente e il Wwf, pensate un po', ne auspicano la decimazione in quanto trasmetterebbe all'uomo alcuni parassiti. Motori accesi spreco e danni Massimo Cundari - NAPOLI Anch'io ho notato che gli R2 in piazza Garibaldi, in attesa di ripartire all'orario stabilito, hanno i motori accesi, anche di pomeriggio. Forse l'Anm ha molto carburante da smaltire o forse non lo paga. Non capisco perché gli autisti non spengono i motori durante la sosta. Fanno più presto a ripartire? Così provocano danni all'ambiente e a loro stessi, che respirano aria inquinata. Nunzio Gallo grande e modesto Gino Cappa - NAPOLI Vivissimo rimpianto ha destato la dipartita di Nunzio Gallo: un vero artista. Egli ha portato la canzone di Napoli nel mondo, scevra di volgarità. Ha coperto con dignità e orgoglio una lusinghiera carriera. Prima cantante lirico, passò alla musica leggera da protagonista. Fu attore di successo. Si distingueva per il tratto solare e umano, cordiale e signorile. Ma la virtù preminente era la francescana modestia, con cui confermava la saggezza della massima di Lessing: solo chi è veramente grande è veramente modesto. Mi è caro ricordare un incontro con i big della canzone organizzato dal compianto poeta Salvatore Tolino il 21 luglio 1995. Si incontrarono Gallo, Murolo, Basurto, Ricci, Amato, Vera Nandi, Tina De Paolis, Fiume, Isa Landi. Al piano Enzo D'Onofrio, al violino Luigi Salvati. Suonò pure la signora Bruna Gaeta Catalano accompagnando Franco Ricci in due canzoni del padre, l'acclamato E.A. Mario. In quell'incontro si suggellò l'amicizia fra i protagonisti. Un'altra lettera di affettuoso rimpianto per Nunzio, un artista che ha lasciato il segno. Giardini, addio vincono i garage Gennaro Piccirilo - AFRAGOLA (NA) Fino a pochi decenni fa rideva al sole una teoria di giardini fioriti, suggestiva e sicura riserva ecologica. Un incanto, soprattutto in primavera. Ricordo con nostalgia una canzone di Bixio-Cherubini: "Trillano i mandolini / fioriscono i giardini, / Napoli è tutta sole". Le albe di un tempo si possono solo sognare, a causa del pernicioso inquinamento, aggravato dai miasmi della spazzatura. Piange il cuore nel constatare che la quasi totalità dei giardini è stata divorata dalla famelica esigenza di autorimesse, capannoni, depositi. Bisogna augurarsi che vengano risparmiati i pochi scampati alla furia del cemento. Lei ha ricordato una pillola di saggezza di Verdi: "Torniamo all'indietro e sarà progresso". D'accordo. Nel caso specifico bisognerebbe abbattere le costruzioni e pretendere il ripristino dei luoghi? Fantascienza. Si può sperare, però, che i Comuni indicano concorsi speciali aperti a tutti, proprietari e inquilini, per arricchire con piante e fiori i terrazzi, le finestre, i balconi e i cortili. Con premi ai vincitori. Meglio che niente. Al professore Piccirillo l'omaggio di un brano di "Canzone futurista" di Francesco Cangiullo, fine anni Trenta: "Tutte sti giesummine int' 'e ciardine / pareno stelle 'e latta / e chiste arance careche 'e sterline. / 'A luna già è figliata / e ha fatto 'na cullana 'e lampadine".

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