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T ARTICOLI DEL 12-4-2008 #TOP
Col
Quirinale le cordate non funzionano
( da "EUROPA
ON-LINE" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il discorso dell'Alitalia non vale per l'Italia delle istituzioni: qui, quel che c'è c'è e quello che non c'è non c'è. La Costituzione italiana è rigida, come dicono i giuristi. Lo fosse stato anche lo statuto albertino, il 28 ottobre 1922 Mussolini al governo non ci sarebbe andato.
Le
stranezze dell'italia - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ma ciò non vuol dire che la demagogia sia stata assente, come dimostra il caso Alitalia. Il Cavaliere ha persino annunciato misure impopolari, ma senza precisarne il contenuto. Veltroni ha voluto incarnare, con lo stile suo proprio e attraverso la composizione delle sue liste, l'aspirazione al rinnovamento che esiste nel Paese.
Alitalia
rinuncia a Malpensa, ma perde passeggeri Crolla del 28% il coefficiente di
riempimento dei voli della compagnia. Attesa per i nuovi incontri con Air
France ( da "Unita, L'"
del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: edizione del Alitalia rinuncia a Malpensa, ma perde passeggeri Crolla del 28% il coefficiente di riempimento dei voli della compagnia. Attesa per i nuovi incontri con Air France / Milano LA LUNGA ATTESA Sul destino di Alitalia incombe ormai l'esito delle elezioni politiche: da un lato ci sono i continui sforzi del governo per far ripartire la trattativa con Air France,
Per
Alitalia è indispensabile non aggiungere passi falsi a quelli fatti in passato,
tra cui il mancato accordo con Klm e l'assunzione di manager incapaci oltre che
eccessivamente c ( da "Unita, L'"
del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stai consultando l'edizione del Per Alitalia è indispensabile non aggiungere passi falsi a quelli fatti in passato, tra cui il mancato accordo con Klm e l'assunzione di manager incapaci oltre che eccessivamente costosi.
L'Alitalia,
l'italianità e le bufale di Berlusconi
( da "Unita,
L'" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: edizione del L'Alitalia, l'italianità e le bufale di Berlusconi Nicola Cacace Berlusconi sta facendo, come suo solito, una grossa strumentalizzazione del dramma Alitalia promettendo cordate italiane che non dispiacerebbero a nessuno se fossero attendibili e idonee a risolvere la crisi grave della compagnia aerea di bandiera.
Iannuzzi
contro de mita "inventa le cose e offende" - roberto fuccillo
( da "Repubblica,
La" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Fra poco avremo un caso Alitalia anche in Campania". Si riferisce al deficit, oltre 41 milioni, accumulato da tre aziende di trasporto, Circumvesuviana, Sepsa e Metrocampania, comprese nella holding dell'Ente autonomo Volturno. Al suo fianco il capogruppo di An spara a zero contro gli ultimi finanziamenti, 5 milioni e mezzo,
Una
bocconi del sud per la classe dirigente - francesco perillo
( da "Repubblica,
La" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Perché il caso Alitalia, che è appunto un caso esemplare di management negativo, riempia i temi della campagna elettorale più della proposta di una "Bocconi del Sud". Vi sono stati autorevoli commenti di Cardillo, di Sicca e di Galasso, ciascuno con i propri distinguo ma accomunati dall'ipotesi di rilanciare su basi diverse quanto già operante a Napoli:
Un
sistema da ripensare - ettore livini
( da "Repubblica,
La" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: opportunità di varare i lavori alle piste proprio in coincidenza con il periodo di crisi (indotta) di una Sea che tradita da Alitalia e ridimensionata dalla cassa integrazione fatica a riorganizzare le sue attività. Linate però ha un rebus molto più complesso da risolvere: il suo futuro. I milanesi, fossero loro a decidere, non avrebbero dubbi. SEGUE A PAGINA III.
Voli
a terra, è caos a linate ( da "Repubblica, La"
del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: "Ridimensionarlo adesso, dopo la crisi Alitalia, sarebbe una beffa per Milano", sottolinea l'assessore regionale ai Trasporti Raffaele Cattaneo. "Non si tratta di scegliere - aggiunge il sottosegretario Nando Dalla Chiesa - è il sistema che non funziona". MONTANARI E PISA ALLE PAGINE II E III.
"ma
ora non ha senso privarsi del forlanini" - andrea montanari
( da "Repubblica,
La" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia a chiederci di rafforzarlo, quell'Alitalia sciagurata che adesso lancia le accuse ANDREA MONTANARI Raffaele Catteneo, assessore regionale alle Infrastrutture, che cosa pensa di ciò che è accaduto giovedì e ieri a Linate?. "è successa una cosa non auspicabile, ma bisogna constatare che sono accaduti alcuni fatti concomitanti non prevedibili"
Lavori
e pioggia, voli in tilt linate di nuovo bloccato - massimo pisa
( da "Repubblica,
La" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Colpite dai disagi quasi tutte le compagnie nazionali, da Alitalia a Meridiana, da Volareweb a AirOne e l'effetto domino, tra vettori assenti in pista per il mancato arrivo e riprotezione dei viaggiatori sugli altri voli in partenza, ha generato il prevedibile ingorgo a terra per l'intera mattinata.
Per
evitare il crollo una scelta decisa - ettore livini
( da "Repubblica,
La" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La Sea sta chiedendo al Governo (azionista di quell'Alitalia che oggi è causa di buona parte dei suoi guai) un ampio risarcimento per i danni causati dall'addio della Magliana. E contemporaneamente ha mantenuto tutti gli investimenti previsti dal suo piano industriale. Ma serve un alto salto di qualità.
<Veltrusconi>,
un idillio già finito Tra Silvio e Walter finisce sul ring
( da "Giornale.it,
Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il Cavaliere "vìola le regole del gioco con le sue tv", dice "balle" su Alitalia e cose "inaccettabili" sui precari. Il giorno dopo tocca a Berlusconi da Viterbo attaccare, dalla "ricetta stalinista" ai "sondaggi falsi" del Pd passando attraverso "Di Pietro che mi fa orrore". Da allora i due leader si rinfacciano cose pesanti.
Scegliere
Storace e Casini sarebbe del tutto sprecato Non serve a niente
( da "Stampa,
La" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Per Berlusconi, gli errori - che paradossalmente gli daranno forza - sono la linea scelta su Alitalia e l'elevazione a eroe di Mangano condannato per mafia. Veltroni? Non mi è piaciuta l'insistenza sul fatto di essere giovane, più giovane di Berlusconi.
<I
brogli? Partiamo con l'handicap>
( da "Giornale.it,
Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, c'è una possibilità che non vada ai francesi? "Ci deve essere, purtroppo l'imprenditoria italiana non si è molto abituata a vivere il rischio di impresa, ha sempre avuto il vizio del rapporto con lo Stato. Ecco perché è stato sacrosanto l'appello di Berlusconi all'orgoglio dell'imprenditoria italiana".
L'asse
con Nxp affossa StM ( da "Giornale.it, Il"
del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: e Alitalia (+12,5%). Bene Stefanel (+5,3%) e Roma (+4,4%), lettera su Bastogi (-5,1%), Brioschi (-4,4%) e Safilo (-4,2%). Seconda seduta di realizzi sul Banco Popolare (-3,47%) dopo il +20% messo a segno da inizio aprile. Nel comparto bancario, giù Mps (-1,84%) dopo il taglio di target da parte di Morgan Stanley a 2,
"così
è un disastro a volte viene voglia di prendere il treno"
( da "Repubblica,
La" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Invece rischiamo di perdere anche Alitalia. Lei ci era affezionata? "Sicuro. è bello avere una compagnia di bandiera, con i colori del proprio Paese. Ma io sono per il pluralismo del mercato, e per conservare quello che è efficiente, quello che funziona". Alitalia non è proprio un modello, in questo.
Il
declino infinito degli aeroporti milanesi e a linate giorno di caos - roberto
bianchin ( da "Repubblica, La"
del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: voli cancellati e ritardi La Sea: colpa di pioggia e lavori Alitalia: problemi ai sistemi elettronici Tra partenze e arrivi fermati 39 aerei in due giorni di disagi nello scalo ROBERTO BIANCHIN MILANO - Piove a dirotto, il cielo è un tappeto di nuvole basse e una foschia grigio cenere galleggia sulla pianura.
Alitalia
balza del 12% dopo l'incontro governo-sindacati
( da "Repubblica,
La" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia balza del 12% dopo l'incontro governo-sindacati ROMA - Le ultime ore di campagna elettorale tengono ancora in volo la questione Alitalia. In attesa di riscontri da parte di Air France-Klm alle aperture venute dai sindacati e dal governo uscente, il futuro della compagnia di bandiera è affidato alle polemiche politiche.
E
il fattore età entra nella battaglia elettorale - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia e di tante altre cose molto più importanti che riguardano i destini della collettività. Ma intanto la più ribalda seduzione femminile e la galanteria elettoralistica machista hanno acceso l'immaginazione. "Di qua le "bele tuse"": così il Cavaliere ha suddiviso la platea di Torino ripartendo idealmente dalle belle ragazze,
Tiro
al bersaglio sui dipendenti Alitalia
( da "Manifesto,
Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: viaggiante della sola Alitalia". Produttività. Le ore di volo (che sono ovviamente meno di quelle di "servizio effettivo") individuali sarebbero, per hostess e steward, 700 e non le 595 indicate nel libro. Costo lordo. Il paragone tra gli assistenti di volo Alitalia e quelli di AirOne è "improprio", se non altro perché non esiste - ancora - un contratto nazionale del trasporto aereo,
Walter
si congeda dal popolo Pd per il silenzio elettorale: <Abbiamo chiuso con la
Sinistra radicale> ( da "Liberazione"
del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia campeggia in piazza del Popolo, a comizio non ancora iniziato, mentre un cielo plumbeo non promette niente di buono. Ma lui, l"Obama italiano (come lo gratificava ieri sul proprio sito il quotidiano tedesco Die Welt ) è tutto il giorno che cerca di volare, ostentando sicurezza e pensando positivo (citazione d'obbligo visto il feeling che ormai lega il leader Pd a Jovanotti)
Alitalia,
Letta: Corsa contro il tempo ( da "Messaggero, Il"
del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il sottosegretario prova a ricucire per il dopo elezioni. Prodi: trovare una soluzione che funzioni Alitalia, Letta: "Corsa contro il tempo" I sindacati: "Pronti a un pre-accordo, ma Air France corregga il piano".
ROMA
La prossima settimana Enrico Letta vorrebbe incontrare i sindacati. E non è
detto ( da "Messaggero, Il"
del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: avvertono i vertici delle sigle di categoria - e comunque non ci interessa discutere solo con Alitalia. Il governo, qualunque sarà, dovrà essere in campo". "Noi restiamo - insistono - sulle nostre posizioni: meno esuberi e impegno a far restare Az-Fly e Az-Servizi all'interno dello stesso perimetro Alitalia". La vicenda è stata utilizzata in campagna elettorale.
ROMA
- Schiacciati dal ridotto potere d'acquisto dei salari e da una miriade di
balzell ( da "Messaggero, Il"
del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: a causa anche dei salassi sui conti publici provocati dai capitoli Alitalia o Campania), a rendere ancor meno roseo il panorama sono i prezzi in ascesa dei carburanti. Mentre le quotazioni del greggio si mantengono elevatissime, anche se al di sotto dei picchi toccati due giorni fa (l'Agenzia internazionale per l'energia, prevede un drastico calo della domanda mondiale nel 2008),
Come
diceva Flaiano, Roma è una grande capitale e una città di provincia </I
( da "Messaggero,
Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: sta volta i cocci di Alitalia e come ricomporli: Lotito ne ha parlato alla Taverna Flavia, abituale suo buen retiro, con l'amico Mimmo Cavicchia l'oste-avvocato. Ed ecco come la pensa il presidente, qual è la sua ricetta: semplicissima, all'antica. Venderla ai francesi, aspettare i tedeschi, commissariarla, sperare nella cordata italiana?
ROMA
Sento qualcosa di impalpabile. Credo che questa non sarà la prima campagna
( da "Messaggero,
Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Perché Berlusconi non ha affrontato il tema Alitalia quando era al governo? In quei 5 anni l'Alitalia ha perso miliardi, e non perché c'era un cattivo management, come ha detto lui. Ma perché subiva oneri impropri su Malpensa. E Berlusconi, che era ed è al laccio della Lega, non poteva e non potrà porre il problema".
Linate,
ancora caos: ritardi e voli tagliati
( da "Corriere
della Sera" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, Meridiana provenienti da Roma, Napoli, Bari, Cagliari, Alghero, Olbia) sono stati dirottati su altri scali lombardi. E così si sono creati disagi e ritardi a catena fino alle prime ore del pomeriggio. Come estremo effetto di questi ritardi si arriva alle cancellazioni: ieri sono saltati otto voli,
Craxi:
Milano ha bisogno di più sinistra riformista
( da "Corriere
della Sera" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: parlando di Expo a proposito del nodo Malpensa e Alitalia: "La compagnia presenta un bilancio di questi 15 anni che è oggettivamente negativo. Malpensa deve riprendere il proprio ruolo e l'Expo sarà uno straordinario volano: va detto però che la Sea deve restare in mano pubblica è patrimonio della città".
Amato
e i sospetti: un Viminale <casa di vetro>
( da "Corriere
della Sera" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia proveniente dal Sud America per poi essere trasportate nei capannoni di Castelnuovo di Porto, a nord di Roma, per lo spoglio. L'allarme lanciato dai magistrati calabresi, sulla possibile manipolazione parziale del voto in Argentina, ha fatto scattare da giorni procedure rigorose: "Dopo aver avuto la notizia dai magistrati abbiamo attivato il ministero degli Esteri al quale
Finale
in flessione. Bene Fastweb ( da "Corriere della Sera"
del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: vanno registrate le forti performance di Alitalia (+12,50%) e Roma Calcio (+4,45%), la prima legata alle scommesse su una ripresa delle trattative con Air France, la seconda dopo le conferme di un interessamento del finanziere Usa George Soros. Bancari In calo il comparto dei bancari, guidato da Banco Popolare e Monte Paschi.
Aeroporto,
aumentano i passeggeri e le truffe
( da "Corriere
della Sera" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: aeroporto di Fiumicino sono arrivati quasi 900 voli Alitalia in più, almeno 10-12 mila viaggiatori I tassisti romani hanno trovato un "tesoretto" da 25-30 mila euro al giorno. Dall'inizio di aprile, con l'introduzione dell'orario estivo, all'aeroporto di Fiumicino sono arrivati quasi 900 voli Alitalia in più: si tratta di collegamenti che prima gravitavano intorno a Malpensa.
+10%
È l'aumento medio del numero di corse taxi
( da "Corriere
della Sera" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia dall'aeroporto
lombardo di Malpensa 25.000 886 èil valore stimato delle circa 500-600 corse
taxi aggiuntive in partenza ogni giorno da Fiumicino con l'arrivo dei nuovi
voli da Malpensa èil numero di voli a settimana trasferito con l'orario estivo
da Malpensa a Roma, per un totale di 10-12 mila passeggeri in più al giorno
<Noi
pronti> Rispunta AirOne ( da "Corriere della Sera"
del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: segnano il rientro in scena del patron di AirOne, uno dei candidati all'acquisto di Alitalia. "C'è ancora interesse per un'iniziativa di risanamento e rilancio" dopo il voto, si fa sapere, "non senza aver effettuato una seppur breve due diligence ". Non una parola su quello che finora è stato il partner di Toto: Intesa Sanpaolo.
<Alitalia,
con poca liquidità licenza a rischio>
( da "Corriere
della Sera" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Europa ci costringerà a intervenire "Alitalia, con poca liquidità licenza a rischio" Il presidente Enac Riggio: due settimane per ripristinare la cassa ROMA - "Entro due settimane, massimo tre, se Alitalia non ci spiega come fa a ripristinare una liquidità di almeno 12 mesi, non potremo far altro che sospenderle la licenza".
L'eredità
"pesante" di un'economia al palo
( da "Campanile,
Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia. L'azienda è in crisi da anni, i prestiti ponte sono negati dall'Unione europea, perché già ottenuti (in due tranche), AirFrance ha fatto marcia indietro, e la liquidità in cassa non permette di andare avanti ancora per molto. I sindacati martedì, a voto concluso, sono stati convocati dall'azienda (giovedì hanno incontrato i vertici dell'
Il
Cav tra gaffe, attacchi e polemiche
( da "Campanile,
Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: come nel caso di Alitalia, servono fatti. Fin dall'inizio della campagna elettorale, Berlusconi si è detto sicuro di vincere. Ma con l'avvicinarsi dell'apertura delle urne questa sua ostentata certezza ha cominciato a vacillare. Ecco perché ha rispolverato il ben noto ritornello sui brogli e ha invitato con sempre più insistenza al voto utile.
Fabio
Perugia f.perugia@iltempo.it Qualcuno avrà pensato di
( da "Tempo,
Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ma anche un cartello del circolo Alitalia con la scritta "Walter facce vola'". Più avanti, tra le telecamere, il vippaio si fa sempre più folto. Arriva anche il regista Paolo Virzì. Poi Fiorella Mannoia, Serena Dandini, Remo Girone, Francesca Archibugi. Il parterre diventa una passerella.
Alitalia,
Malpensa, Caselle: così non si vola
( da "Liberazione"
del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: compagnia di bandiera si ripercuote su tutto il trasporto aereo del nord Italia Alitalia, Malpensa, Caselle: così non si vola Il disastro Alitalia ripropone con urgenza una riflessione sui limiti di una politica che insegue lo slogan e rinuncia a qualsivoglia analisi critica dell'esistente. In questi ultimi mesi l'affaire Alitalia si è trasformato in strumento di propaganda elettorale,
I
gatti bigi in Svizzera L'Oni-Ber e la pazzia L'Oni-Vel e BB + MM
( da "Liberazione"
del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Vedono un aereo Alitalia e il primo dice: "Accidenti, che aereo enorme! Facciamo una cordata e compriamolo: Piersilvio! Dudi! Dai, porta una corda. Ueh, chissà a che velocità che arriva... secondo me fa i 200 all'ora". Maroni scuote la testa: "Ma che cordata!
1.
Berlusconi era in vantaggio, ha dato qualche zampata quando poteva, ma è
( da "Stampa,
La" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Per Veltroni, apprezzo la decisione di correre da soli, una scelta coraggiosa che cambierà finalmente la politica. 4. Ho già detto: gli "sbagli" di Berlusconi, che sono tali solo per chi non lo ama. Per il leader Pd, il caso Alitalia: non ha contrattaccato, permettendo al Pdl di fare man bassa di voti al Nord.
Quei
maestrini di "Repubblica"
( da "Giornale.it,
Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: se Air France acquisterà Alitalia, Malpensa non potrà svilupparsi autonomamente ovvero non potrà sfruttare gli slot Alitalia inutilizzati. Abbiamo Expo 2015 ma saremo ostaggi dei francesi: saranno loro a decidere se e quando riattivare le rotte. Dunque gli interessi commerciali di Air France prevarranno su quelli strategici e commerciali del nord Italia.
Alitalia,
Air One è di nuovo in pista ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: interessata a un intervento per risanare le finanze di Alitalia. Ma Letta rilancia la trattativa con Air France. Air One sarebbe pronta a tornare in campo per Alitalia dopo le elezioni. Da ambienti vicini alla compagnia guidata da Carlo Toto, l'Ansa apprende che "c'è ancora interesse per un'iniziativa di risanamento e rilancio rispondente a rigorosi criteri industriali e di mercato,
Visti
dagli stati uniti ( da "Riformista, Il"
del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: we are
transfixed on Alitalia, but what about the Telecoms industry in foreign hands,
the Energy industry, the choices that are being made in view of megatrends. Why
don't we speak about the positive role of immigrants (The New York Times went
into restaurant kitchens to find the Tunisian "best carbonara cook in
Rome") Where was the Italian media?
Pagelle
alla più noiosa campagna elettorale
( da "Riformista,
Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ma aver tenuto la barra dritta durante la bufera Alitalia, e aver saputo destreggiarsi rispetto alla scomoda eredità del prodismo e all'emergenza rifiuti in Campania, che investe un pezzo primario della constituency democratica, non era facile.Voto 6,5 4 Stefano Cappellini 12/04/2008.
Segue
dalla prima veltroni risponde a Berlusconi
( da "Riformista,
Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Prendete il caso Alitalia, ne ha parlato sulle vostre colonne nella sua intervista il principale esponente dello schieramento a noi avverso. Annuncia un futuro di cordate forti, di piani industriali solidi. Però è lo stesso che nel 2004 aveva detto: Alitalia?
Vaticana
il viaggio negli stati uniti del pontefice
( da "Riformista,
Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: stati uniti del pontefice Un inginocchiatoio e un letto in legno Il Boeing Alitalia su misura per Ratzinger Il Boeing 777 Alitalia è pronto per accogliere i 100 passeggeri che lunedì mattina, insieme al Papa (101, dunque, in totale), decolleranno da Fiumicino alla volta dell'Andrews Air Force Base di Washington: una settantina di giornalisti, trenta le persone del seguito papale.
La
sinistra teme la Lega e il Nord che si sta svegliando
( da "Padania,
La" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: che per salvare Alitalia e le migliaia di dipendenti romani (molti dei quali assunti proprio dai sindaci capitolini Rutelli e Veltroni) si sacrifichi Malpensa. Umberto Bossi lo ha ripetuto spesso nei suoi comizi: "A Roma hanno una sola paura, che i padani, brava gente, che lavora e paga le tasse si sveglino e alzino la testa".
MALPENSA
SI VENDICA AEREI ALITALIA VUOTI ( da "Padania, La"
del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: per LA COMPAGNIA DI BANDIERA MALPENSA SI VENDICA AEREI ALITALIA VUOTI Mirko Molteni A pochi giorni dal drastico taglio dei voli Alitalia da Malpensa il bilancio della compagnia di bandiera italiana è ancora più negativo di quanto si poteva prevedere. Gli utenti del Nord, sempre più delusi e sfiduciati nei confronti del grande malato , per anni foraggiato inutilmente dallo Stato,
Federalismo:
adesso o mai più ( da "Padania, La"
del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Intanto il caso Alitalia è già costato oltre mille posti di lavoro in Lombardia... "Alitalia ha il fiato corto. O la compra Air France, ed è quello che noi non vorremmo, oppure interviene una cordata di imprenditori italiani con AirOne. Altrimenti l unica alternativa che si apre è quella del commissariamento con l applicazione della cosiddetta legge Marzano.
Sondaggio
TripAdvisor Indifferenti ad Alitalia
( da "Padania,
La" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia. D altro canto, il restante 32 % di indifferenti lo è perchè non baderebbero al fatto che la compagnia tricolore fosse acquisita oppure no da stranieri. E quindi continuerebbero a viaggiare con Alitalia. Viceversa, spulciando quell 11 % che sostiene di risentire della situazione, scopriamo che il 5 % ha deciso di non viaggiare con Alitalia per i previsti ponti primaverili,
Pagano
14mila stanze d albergo al mese ( da "Padania, La"
del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ancora oggi Alitalia non riesce a far partire da Fiumicino i piloti che vivono a Roma e dalla Malpensa quelli che hanno casa in Lombardia. I costi? Spropositati. "Fino al 2005 Alitalia pagava -ricostruisce il giornale - una cifra fra 10.500 e 11 mila camere d albergo ogni mese a Milano per ospitare i propri equipaggi,
La
Parola ai lettori ( da "Padania, La"
del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Roma di cui lo sfacelo Alitalia è l ultimo esempio di miglia di casi analoghi. Si straccia le vesti per una espressione che è di comune sentire al Nord perché sono tanti che sono convinti che con le chiacchiere di Veltroni non si va da nessuna parte e pensano che i guai della Padania saranno risolvibili con atti e leggi draconiani o con il trasferimento al nord di tutti i poteri.
Silvio
e Walter, tutti in lotta per Totti
( da "Stampa,
La" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia al collasso, operai che cadono dalle impalcature, Paese allo sfascio. 'Mbè? Ancora con questi dettagli? Basta. Il Paese reale vuole altro. Il valore aggiunto della campagna elettorale è il calcio, lo testimonia l'affaire-Totti. Che, dopo essersi schierato con Rutelli, il centrodestra considera come l'esorcista ufficiale di Alemanno nella corsa al Campidoglio.
Milano
è più "lontana" ( da "Stampa, La"
del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: BRUNO MONTICONE SANREMO Crisi Alitalia e problemi di Malpensa. Realtà lontane dall'estremo ponente. Ma fino ad un certo punto. Perchè il disimpegno della compagnia di bandiera dall'aeroporto padano ha avuto riflessi indiretti anche su Riviera e Costa Azzurra: sono saltati i due voli giornalieri, andata e ritorno, che collegavano Malpensa con Nizza.
( da "EUROPA ON-LINE" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
FEDERICO ORLANDO
"Se Napolitano lascia?" Ebbene no, Cavaliere, Napolitano non lascia. E
lei, se non avrà il fisico del ruolo, dovrà sudare molto a passare sotto le
"forche caudine" della Costituzione, come per soddisfare, parola
della sua amica Santanché, altre eventuali concupiscenze. Per "fisico del
ruolo" s'intende la maggioranza assoluta dei senatori eletti a Palazzo
Madama, indispensabile per ottenere dal Quirinale l'incarico di formare un
governo. Diciamo dei "senatori eletti", così come Napolitano ricordò
a Prodi quando si trattò di andare in aula a verificare la fiducia "politica"
dell'uno e dell'altro ramo del parlamento. Perché, se il presidente del
consiglio d'amministrazione della Fininvest l'ha dimenticato, la Costituzione
sta lì, sulla strada di tutti, a ricordare che "il governo deve avere la
fiducia delle due camere". Articolo 94. Se in una delle due camere il
Quirinale, che è il Colle più alto di Roma, non intravede chiara la
maggioranza, non dà l'incarico di formare il governo. Al più dà un incarico
esplorativo, come fece con Marini. Ciò significa una cosa: che la sera del 14
aprile Berlusconi dovrà contare nel suo argent de poche 158 seggi di senatori,
non uno di meno. Spiccioli negligeables, certo, per il finanziere che si fa le
leggi come gli convengono, ma indispensabili per accedere ad altro tipo di
potere: il governo della repubblica, appunto. Il fuoco di sbarramento
preventivo contro il Quirinale, scatenato da dieci giorni nella stolta
illusione di poter ottenere dalle istituzioni, con le minacce, quel che con le
minacce si ottiene da "dipendenti" o concorrenti o revisori dei
conti, è solo conferma che il Cavaliere sa di non avere in tasca quei fatidici
spiccioli, quei 158 voti di Palazzo Madama senza i quali non avrà l'incarico.
Non gli basterà provare a lusingare il Quirinale col preannuncio di una
cordata: una cordata di senatori acquistabili (i Grillo del 1994, i De
Gregorio, i Dini, i Mastella del 2006-7) disposti a integrare i numeri del Pdl.
Il discorso dell'Alitalia non vale per l'Italia delle istituzioni: qui, quel che c'è c'è e
quello che non c'è non c'è. La Costituzione italiana è rigida, come dicono i
giuristi. Lo fosse stato anche lo statuto albertino, il 28 ottobre 1922
Mussolini al governo non ci sarebbe andato. Qualcuno ripassi un po' di
storia al cavaliere. Magari Dell'Utri, se non è occupato in revisioni della
Resistenza e in beatificazioni di stallieri mafiosi. L'origine
"comunista" di Napolitano non c'entra con l'esercizio, che ci
auguriamo sempre intransigente, della sua funzione di guardiano della Costituzione
e di supremo magistrato di garanzia. Ciampi non era comunista, ma
liberaleazionista, eppure fece rimangiare al Cavaliere tutti gli sbreghi alla
Costituzione che il brianzolo aveva fatto approvare da una maggioranza pavida e
fellona. Oscar Luigi Scalfaro era democristiano, ma fece argine agli sbreghi
del sedicente "premier" in modo ancor più intransigente. Entrambi
sono vivi, e in senato potranno votare anche leggi di un ipotetico governo
Berlusconi, se ci sarà e se vorranno; ma non certo fare con lui maggioranza
"politica", cioè voto di fiducia ai sensi dell'articolo 94. Come da
precedenti. L'operazione "missile a due testate", di cui parlammo la
settimana scorsa, una contro il Quirinale per indurlo ad alzare l'asta delle
forche caudine della Costituzione, l'altra contro i senatori a vita perché si
acconcino a servirlo dopo due anni di ingiurie, più che un missile è un razzo
cinese da bengala, produce coriandoli e botti, ma per il resto, come direbbe la
Santanché? E dunque sarà il caso che in queste ultime ore di campagna
elettorale nessuno avveleni i pozzi: ben sapendo che, per quanto molti italiani
siano proni in "orizzontale" e in "diagonale", moltissimi
altri non esiterebbero a schierarsi a difesa delle istituzioni fin nella piazza
del Quirinale.
( da "Repubblica, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Commenti LE
STRANEZZE DELL'ITALIA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Si sono profilate ipotesi di
possibili intese tra Pd e Pdl dopo il voto. E subito avete giudicato questa
campagna noiosa, insipida, soporifera. Poi, su iniziativa del Pdl, da qualche
giorno la febbre è tornata a salire. Bossi ha minacciato di tirar fuori i fucili.
Marcello Dell'Utri ha annunciato la sua intenzione di riscrivere i libri di
storia. Berlusconi ha proposto di sottoporre periodicamente i pubblici
ministeri a test di sanità. Ha negato ogni credibilità a Veltroni a motivo del
suo passato comunista, e se l'è presa persino col presidente della Repubblica.
Per reazione Veltroni, già incline a sottolineare l'età del suo concorrente, ha
espresso preoccupazione per il rischio che il Cavaliere fa correre alla
democrazia. La ripresa delle ostilità ha provocato immediatamente il vostro
sdegno, anche per l'afflizione di riascoltare i toni delle precedenti elezioni
e di veder riemergere lo spettro berlusconiano. Queste vicissitudini dimostrano
la difficoltà della Repubblica italiana di stabilizzarsi e normalizzarsi. E di
accettare inoltre il principio di quella che Raymond Aron chiamava la prosa
democratica, il cui grigiore, a suo dire, sgombrava il campo dalla poesia epica
e tragica del totalitarismo. Di fatto, quale potrebbe essere un primo bilancio
della campagna elettorale 2008? è indubbiamente l'inizio di un nuovo ordine
emergente, caratterizzato dal bipartitismo. Sia il Pd che il Pdl intendono
imporre la propria preminenza. E chiudere così un ciclo di oltre un decennio di
politica caratterizzata dalla formazione di coalizioni eterogenee, utili per
vincere le elezioni, ma che rendono difficile, se non impossibile per il
centro-sinistra governare il Paese. Una dinamica di questo tipo, di
semplificazione della vita politica, suscita evidentemente resistenze a sinistra,
a destra e al centro. Ma se trovasse conferma lunedì nelle urne segnerebbe una
tappa importante nella transizione italiana. L'esistenza di due grandi gruppi
parlamentari aprirebbe forse la via a una nuova legge elettorale favorevole ai
partiti principali, e magari all'attuazione di riforme istituzionali. Il
cammino verso un sistema bipartitico contribuisce a spiegare la natura del
confronto tra Veltroni e Berlusconi, così come si è venuta determinando nel
tempo. L'uno e l'altro non potevano non imporsi al centro dell'attenzione.
Grazie alla sua presenza e al suo attivismo, Veltroni ha potuto in parte
mascherare gli aspetti ancora vaghi del suo progetto, i contorni incerti del
suo partito, la sua fragilità e le sue divisioni. Ha proposto sogni e ottimismo
per infondere speranza nel suo schieramento. Dal canto suo, Berlusconi ha
cercato di rilanciare una dinamica ormai un po' logora, e di rinvigorire
l'entusiasmo dei suoi sostenitori. A differenza del passato, niente promesse né
miracoli annunciati ? ma ciò non vuol dire che la demagogia
sia stata assente, come dimostra il caso Alitalia. Il Cavaliere ha persino annunciato misure impopolari, ma senza
precisarne il contenuto. Veltroni ha voluto incarnare, con lo stile suo proprio
e attraverso la composizione delle sue liste, l'aspirazione al rinnovamento che
esiste nel Paese. Berlusconi si è sforzato di non apparire come l'eterno
candidato, oltre tutto gravato del peso degli anni (da qui il nuovo look in
fatto di vestiario e forma fisica). L'uno e l'altro hanno avuto bisogno di
costituirsi come avversari rispettabili, evitando di affrontare temi tabù come
il conflitto d'interessi del Cavaliere. Se Veltroni non ha voluto ricorrere
all'antiberlusconismo, di cui conosce i limiti, Berlusconi si è astenuto
dall'utilizzare l'arma dell'anticomunismo. I loro programmi sono ricentrati,
anche se non identici. Ad esempio, in materia di economia Veltroni ha parlato
di misure che sono quelle classiche della sinistra, in favore dei lavoratori
dipendenti, dei pensionati, dei precari e delle casalinghe; mentre Berlusconi
si è focalizzato sui tagli alle imposte. Alla fine però gli antagonismi del
passato sono risorti, e con maggior durezza, a causa dello scontro provocato da
Berlusconi. Sia lui che il suo concorrente hanno bisogno di rivolgersi agli
indecisi e agli elettori tentati dall'astensione. Il Cavaliere è incapace di
controllare la propria aggressività, e i suoi colpi d'ariete mirano a
mobilitare gli elettori sconcertati di non ritrovare più il grande
trasgressore. Veltroni deve assicurarsi il voto utile a sinistra. Entrambi
corrono dei rischi. Se gli eccessi del primo possono incitare i potenziali
elettori di sinistra ancora esitanti a votare Pd per evitare il suo ritorno al
potere, il secondo rischia di deludere i moderati. Ma l'essenziale è altrove.
Questa campagna non è stata all'altezza delle enormi sfide che l'Italia è
chiamata a raccogliere. A questo riguardo, è illuminante il confronto con le
elezioni presidenziali francesi del 2007, che hanno consentito, soprattutto
grazie a Sarkozy, una presa di coscienza del declino del Paese. Peraltro, e
benché il presidente Sarkozy stia toccando il livello più basso nei sondaggi, i
francesi sono ormai convinti della necessità delle riforme. La campagna
italiana del 2008 non ha avuto gli stessi effetti. Non si è quasi mai parlato ?
come peraltro accade abitualmente, sia in Italia che altrove ? dell'Europa e
del mondo. E non sono stati posti al centro del dibattito altri temi cruciali:
lo stato generale del Paese, il suo posto nell'ambito della concorrenza
internazionale, il regresso della competitività delle imprese, gli ostacoli
alla crescita, la bassa produttività del lavoro, il considerevole ritardo della
ricerca, dello sviluppo e dell'insegnamento superiore, il disastro demografico,
il blocco della mobilità dei giovani, l'aggravarsi delle disuguaglianze
sociali, di genere, territoriali, generazionali ecc. I due principali candidati
non hanno lanciato messaggi chiari sull'obbligo di prendere decisioni, né
indicato una rotta precisa. L'Italia è più che mai alla deriva. Traduzione di
Elisabetta Horvat.
( da "Unita, L'" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del Alitalia rinuncia a Malpensa, ma perde passeggeri Crolla del 28% il
coefficiente di riempimento dei voli della compagnia. Attesa per i nuovi
incontri con Air France / Milano LA LUNGA ATTESA Sul destino di Alitalia incombe ormai l'esito delle
elezioni politiche: da un lato ci sono i continui sforzi del governo per far ripartire
la trattativa con Air France, considerata una "soluzione
positiva" anche da Veltroni, dall'altro lato c'è un salto nel buio.
Ovvero: la fantomatica cordata ventilata da Berlusconi, le nuove parole
d'interesse da parte di Air One, il rischio del commissariamento.
"Dobbiamo trovare una soluzione che funzioni" si è augurato il
presidente del Consiglio, Romano Prodi, all'indomani delle "buone
notizie" emerse dall'incontro di giovedì tra il governo e i sindacati di Alitalia. "È una corsa contro il tempo" ha
ribadito il sottosegretario Enrico Letta. "Ce ne occuperemo anche la
settimana prossima, Alitalia ha sempre meno risorse
disponibili ed è responsabilità di tutti arrivare a una soluzione prima che le
risorse siano finite". La liquidità nelle casse del vettore, infatti,
ammonta a 170 milioni di euro, sufficienti ad assicurarle non oltre un mese di
vita, mentre il contribuente italiano sta pagando 75 euro per ogni anno che
l'azienda chiude in rosso. Il governo continua così a lavorare per una seconda opportunità
con Air France-Klm, la cui proposta viene considerata "percorribile e
buona". Sugli stessi toni anche il leader del Pd, Walter Veltroni, che
giudica positivamente una soluzione francese alla crisi di Alitalia
"se i sindacati riusciranno a garantire le due cose fondamentali, e cioè
la riduzione dell'impatto sociale e il rilancio di Malpensa come grande hub del
nostro Paese". Intanto il Pdl continua a prendere tempo: "Mi pare
evidente che la cordata italiana si manifesterà solo dopo che sarà uscito di
scena il governo Prodi" ha affermato l'ex leader di An, Gianfranco Fini.
Non a caso sono tornate a circolare voci su AirOne, che sarebbe pronta a
tornare in campo per Alitalia dopo le elezioni
"ovviamente non senza aver effettuato una seppur breve due diligence, una
verifica sui conti di Alitalia è infatti una
condizione necessaria per la formalizzazione di qualunque impegno
vincolante" si mormora in ambienti vicini alla compagnia di Carlo Toto.
Nel frattempo, però, si possono già valutare i primi effetti del piano di
transizione predisposto dall'ex presidente Maurizio Prato per Alitalia: la cancellazione dei tre quarti dei voli
all'aeroporto di Malpensa ha causato un crollo dei coefficienti di riempimento
dei voli della compagnia del 28%. Nella prima settimana di aprile il cosiddetto
load factor è sceso in picchiata al 49% rispetto al 77% dello stesso periodo
del 2007: il Malpensa-San Paolo passa da 82% a 48%, il Telaviv da 81% a 49%, il
Malpensa-Amsterdam da 72% a 36% (la media delle altre compagnie su questa
tratta viaggia sull'80%). Il Boston che un anno fa partiva da Malpensa con un
coefficiente di riempimento dell'80%, oggi parte da Roma con un misero 65% e il
Toronto passa da 87% quando era su Malpensa al 75% su Fiumicino. Insomma: i
voli che Alitalia ha lasciato a Malpensa partono mezzi
vuoti e i voli spostati a Fiumicino caricano meno passeggeri, quindi producono
ricavi largamente inferiori a quanto producevano su Malpensa. "Se Alitalia risparmia 200 milioni di euro abbandonando Malpensa
- si è chiesto provocatoriamente l'assessore ai Trasporti della Regione
Lombardia, Raffaele Cattaneo - quanti sono i ricavi che sta perdendo?".
Dati preoccupanti, che non hanno impedito ad Alitalia
di chiudere positivamente la settimana a Piazza Affari: i titoli della
compagnia di bandiera (scambiati in un'unica fase d'asta) hanno guadagnato il
12,5% a 0,45 euro.
( da "Unita, L'" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai
consultando l'edizione del Per Alitalia è
indispensabile non aggiungere passi falsi a quelli fatti in passato, tra cui il
mancato accordo con Klm e l'assunzione di manager incapaci oltre che
eccessivamente costosi.
( da "Unita, L'" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del L'Alitalia, l'italianità e le bufale di Berlusconi Nicola Cacace Berlusconi
sta facendo, come suo solito, una grossa strumentalizzazione del dramma Alitalia promettendo cordate italiane
che non dispiacerebbero a nessuno se fossero attendibili e idonee a risolvere
la crisi grave della compagnia aerea di bandiera. L'esperienza
internazionale dimostra ampiamente che il problema del risanamento e rilancio
di una compagnia aerea di bandiera non si è mai realizzato soltanto col
reperimento dei capitali necessari, necessari ma non sufficienti senza un
Management ed una rete di relazioni internazionali adeguata. Mentre il governo
gioca l'ultima carta dichiarando chiaramente ai sindacati che l'unica
alternativa ad Air France è il commissariamento o il fallimento con conseguenze
gravi per l'occupazione ed il paese, Berlusconi ne fa incauta materia
elettorale, promettendo una cordata italiana dietro l'angolo. Ma qui non
bastano i soldi, tutte le esperienze europee di fallimenti di aerolinee -anche
i numerosi fallimenti americani, sotto questo profilo, non sono stati diversi,
anche se assistiti da una legge speciale, la Charter 11, che consentiva alla
compagnia in crisi di non pagare i debitori è stato sempre necessario
l'intervento di una compagnia aerea nel nocciolo duro dei nuovi azionisti- da
Swissair-Sabena a Iberia insegnano che mai crisi di compagnia aerea è stata
superata senza il coinvolgimento di una forte compagnia del settore. Iberia è
un caso di salvataggio intelligente fatto dagli spagnoli nel '99 quando lo
Stato vende il 40% a un nocciolo duro centrato su British Airways. Oggi Iberia
è privata e in salute, lo Stato è sceso al 5%, con 28 milioni di passeggeri ha
superato Alitalia che all'epoca della privatizzazione
le era davanti, mantenendo con British Airways, che ha il 9%, un rapporto di
collaborazione efficace e non soffocante. Caso analogo per Swissair, che prima
incorpora la fallita Sabena e poi, nel 2005, fallita anche Swiss, la società
nata dal fallimento di Swissair-Sabena, viene essa stessa salvata da Lufthansa.
L'intervento di forti multinazionali nei salvataggi e nel rilancio di grandi
imprese è esperienza comune a tutti i settori di trasporto internazionale,
aereo, navale, etc. perché il posizionamento forte nella Rete mondiale in
questi casi è strategico. Il sistema portuale italiano, dato per spacciato 15
anni fa è oggi in forte ripresa grazie a colossi del settore come la tedesca
Eurekai che ha rilevato i Terminl container di Gioia Tauro, La Spezia,
Livorno,Ravenna e Cagliari, la danese Maerk ha il Terminal container di Savona,
la cinese di Taiwan Evergreen ha preso il Terminal container di Taranto, la
cinese Cosco quello di Napoli e la società di Singapore Psa quelli dei porti di
Venezia e Genova. L'italianità dell'impresa salvatrice è utile se serve a
risolvere il problema. Abbiamo esempi di settori strategici dove il mancato
intervento di un "cavaliere bianco" straniero ha contribuito al
fallimento di una impresa italiana di importanza strategica. È il caso della
elettronica dove nel
( da "Repubblica, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina IX - Napoli
Il segretario del Pd replica a un'intervista dell'ex premier Iannuzzi contro De
Mita "Inventa le cose e offende" Pdl, Bassolino nel mirino: An
denuncia 41 milioni di deficit nei trasporti ROBERTO FUCCILLO LA campagna è
finita, lunedì si conteranno i voti, ma in Campania c'è chi pensa di aver già
vinto almeno una battaglia. Tino Iannuzzi, segretario regionale del Pd, ha
usato l'ultimo giorno per tirare un sospiro di sollievo: "Il successo di
piazza Plebiscito parla di un partito che c'è. Inutile nasconderlo, ci sono
state fasi difficili: le primarie, i rifiuti, la formazione delle liste, gli
abbandoni. Ma il riconoscimento di Veltroni, al quale abbiamo dato la piazza
più affollata d'Italia, dice che ora marciamo sulla stessa linea, qui come sul
nazionale. Questo non va giù a chi se n'è andato nell'Udc e alterna offese
personali a invenzioni di sana pianta". è l'ultimo scontro con l'ex
maestro: Ciriaco De Mita ha raccontato in una intervista che proprio Iannuzzi
lo avrebbe tentato a rimanere nel Pd, prospettandogli che dopo il voto Veltroni
sarebbe saltato. "Invenzioni", dice Iannuzzi. Respingendo versioni
che evidentemente tendono a metterlo in cattiva luce agli occhi del suo
segretario nazionale. è però l'ultimo strascico della rissa delle primarie. Ora
Iannuzzi deve chiamare al voto, e non esita a proporre il teorema del voto
utile: "Serve un voto per il Mezzogiorno, col Pdl sarebbe decisiva e
asfissiante la presenza della Lega. Ogni altro voto è fuori dalle proposte di
governo in campo". All'offensiva di Iannuzzi fa eco quella di Luigi
Nicolais: "La rimonta del Pd è in atto. Serve un ultimo sforzo, soprattutto
dobbiamo impegnarci tutti a vincere la tentazione del non-voto dei tanti
indecisi". Qualcosa su questo fronte deve pur aver ottenuto Massimo
D'Alema, di cui ieri sono stati diffusi i numeri:
( da "Repubblica, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina XI - Napoli UNA
BOCCONI DEL SUD PER LA CLASSE DIRIGENTE FRANCESCO PERILLO l centrodestra,
un'area chiaramente più legata all'imprenditoria locale, potrebbe cavalcarla
come una coraggiosa proposta bipartisan. C'è da chiedersi ancora perché non sia
stata elaborata in progetto e pronunciata ad alta voce. Perché
il caso Alitalia, che è
appunto un caso esemplare di management negativo, riempia i temi della campagna
elettorale più della proposta di una "Bocconi del Sud". Vi sono stati
autorevoli commenti di Cardillo, di Sicca e di Galasso, ciascuno con i propri
distinguo ma accomunati dall'ipotesi di rilanciare su basi diverse quanto già
operante a Napoli: lo Stoà nella speciale cornice di Villa Campolieto.
La scuola, istituita dall'Iri paradossalmente proprio alla vigilia dell'era
dello smantellamento delle partecipazioni statali, e rilevata poi dalla
partecipazione delle istituzioni locali, da vent'anni silenziosamente porta
avanti master e programmi di approfondimento di grande valore, iniziative che
spesso non hanno nulla da invidiare a quelle delle più blasonate scuole
europee. Il punto è che, a differenza di quelle, qui non si riesce a "fare
scuola". Dalla Bocconi e dalla Luiss esce una significativa parte della
classe dirigente, non solo aziendale, del Paese. Una classe di ventenni che si
formano e di quarantenni che si aggiornano, in contatto con un network
internazionale di competenze, contesi da enti e società multinazionali,
portatori di "best practices" e di mestieri allo stato dell'arte, di
un saper fare pragmatico richiesto nelle banche di Milano come nelle consulenze
di Londra. Allo Stoà passano invece in molti, spesso parcheggiando e
transitando, nel tentativo di arricchire il proprio curriculum o di ottenere un
titolo in più per trovare il posto, per tentare almeno con uno stage il
contatto con le aziende, o per ottenere un avanzamento di carriera. è colpa
dello Stoà? Nel Mezzogiorno non si può fare altrimenti? Siamo in realtà in
presenza di un circolo vizioso che riproduce se stesso: degrado e arretratezza
del tessuto produttivo meridionale producono, nonostante la scuola di
management, comportamenti arretrati. Non producono classe dirigente ma
professionisti del precario, orientati a costruire per se stessi le migliori
scorciatoie per inserirsi nella società, ma non orientati a dirigere il
cambiamento del tessuto in cui s'inseriscono. Allora la proposta di Veltroni ha
un senso se, indipendentemente dai temi elettorali, venisse rilanciata, gettata
al di là degli schieramenti, e riformulata come proposta di gestione del
cambiamento. Sì, la scuola di management del Sud è scuola di "change
management", di gestione del cambiamento; la Bocconi del Sud non solo
serve, ma non può non avere un target diverso dalla Bocconi del Nord. Qui non
basta fornire metodi e strumenti allo stato dell'arte per il management delle
organizzazioni. Qui non basta il "saper fare", ma occorre una marcia
in più: il target dovrà includere anche un "saper essere". Come a
dire che il cardine della formazione manageriale dovrà necessariamente ruotare
sugli assi integrati e sistemici della Qualità totale, dell'Innovazione e
dell'Etica d'impresa: non si tratta solo di "discipline" manageriali,
ma di cultura valoriale. Senza per questo voler già impostare un progetto che
richiederà invece la paziente costruzione di convergenze e di network, a
partire dal coinvolgimento di iniziative già coraggiosamente in essere, come ad
esempio quella dei "Laici e Gesuiti per Napoli". Vista del Sud una
scuola di management non può limitarsi a "riprodurre" classe dirigente,
ma è chiamata a spezzare il circolo vizioso dell'arretratezza, che prima ancora
di essere economica è politica ed etica. La mission che differenzierebbe la
Bocconi del Sud da quella del Nord è molto più ambiziosa: produrre "classe
dirigente trasformazionale" e porsi su questa base come polo di
riferimento per tutti i Sud dell'Europa e del Mediterraneo. Una scuola "di
confine", per dirla con Pier Luigi Celli. L'autore è manager e docente di
Formazione e politiche delle risorse umane all'Istituto universitario Suor
Orsola Benincasa.
( da "Repubblica, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina I - Milano UN
SISTEMA DA RIPENSARE ETTORE LIVINI LE NUBI basse e i voli cancellati non sono
il vero problema di Linate. Certo i guai di giovedì e di ieri, a maggior
ragione in un momento in cui in tutto il settore i nervi sono tesissimi, non
sono un bel regalo per l'immagine degli aeroporti di Milano. Così come si può
sindacare sull'opportunità di varare i lavori alle piste
proprio in coincidenza con il periodo di crisi (indotta) di una Sea che tradita
da Alitalia e
ridimensionata dalla cassa integrazione fatica a riorganizzare le sue attività.
Linate però ha un rebus molto più complesso da risolvere: il suo futuro. I
milanesi, fossero loro a decidere, non avrebbero dubbi. SEGUE A PAGINA III.
( da "Repubblica, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina I - Milano
Sea cancella tratte e ne dirotta 13. Dalla Chiesa: io, vittima dei disagi.
Cattaneo: ma non smantelleremo lo scalo Voli a terra, è caos a Linate Nubi
basse e lavori in pista: un'altra mattina di passione Caos, code, ritardi e
voli cancellati o dirottati per il secondo giorno consecutivo a Linate. I
lavori di manutenzione a terra e la scarsa visibilità dovuta alle piogge hanno
provocato l'annullamento di otto voli in arrivo e spostato l'atterraggio di
altri tredici a Malpensa e Orio al Serio. I disagi sono durati per l'intera
mattinata e oltre. In discussione, adesso, c'è il ruolo stesso dell'aeroporto
Forlanini. "Ridimensionarlo adesso, dopo la crisi Alitalia, sarebbe una beffa per
Milano", sottolinea l'assessore regionale ai Trasporti Raffaele Cattaneo.
"Non si tratta di scegliere - aggiunge il sottosegretario Nando Dalla
Chiesa - è il sistema che non funziona". MONTANARI E PISA ALLE PAGINE II E
III.
( da "Repubblica, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Milano La
scelta La polemica L'assessore regionale Cattaneo difende lo scalo "Ma ora
non ha senso privarsi del Forlanini" Adesso che a Malpensa è stato
cancellato l'hub sarebbe folle depotenziare anche le piste all'Idroscalo, come
aggiungere al danno la beffa E poi è stata proprio l'Alitalia a chiederci di rafforzarlo, quell'Alitalia sciagurata che adesso lancia le accuse ANDREA MONTANARI Raffaele
Catteneo, assessore regionale alle Infrastrutture, che cosa pensa di ciò che è
accaduto giovedì e ieri a Linate?. "è successa una cosa non auspicabile,
ma bisogna constatare che sono accaduti alcuni fatti concomitanti non
prevedibili". Cioè? "I lavori sulla pista si sono incrociati
con alcuni giorni di maltempo. La protezione civile aveva lanciato l'allarme
meteo. Le precipitazioni hanno favorito la formazione di nuvole basse, che
hanno reso più scarsa la visibilità. In queste condizioni, senza
l'avvicinamento elettronico Linate non poteva operare regolarmente. Questi
lavori dipendono dall'Enav, quello che è successo non può essere certo imputato
alla Sea". Ma non avevano finalmente installato il nuovo radar? "Non
confondiamo l'avvicinamento elettronico con il radar di terra. Il primo è un
macchinario che consente il controllo degli aerei in volo e attraverso una
serie sensori elettronici li guida sulla rotta di atterraggio. In ogni caso
quei lavori andavano fatti in questi giorni, per essere pronti nel periodo
caldo del traffico tra qualche mese". Fatto sta che si discute ancora una
volta del futuro di Linate. A suo parere deve diventare solo un city airport?
"Parto da una constatazione di fatto. Se oggi c'è qualcuno che ha deciso
di potenziare la sua attività su Linate è proprio Alitalia,
che prima chiedeva di diminuire il traffico su questo aeroporto per risparmiare
i costi della doppia rete di federaggio. è Alitalia
che ha chiesto di incrementare i voli su Linate, cosa che noi non abbiamo mai
auspicato". Quindi Linate deve restare com'è? "Si tratta di uscire da
un equivoco. Non c'è dubbio che lo scenario è cambiato dopo il 31 marzo. Alitalia dopo il suo abbandono di Malpensa non deve più
sopportare i costi del doppio federaggio. Anche se non erano quelli che ha
sbandierato per tanti mesi, non c'è dubbio che incidevano. Peccato che da
quando il sindaco Letizia Moratti e non più solo la Regione hanno manifestato
la disponibilità a discutere di un diverso posizionamento di Linate, proprio Alitalia si sia squagliata". Dunque? "Dopo
l'abbandono di Malpensa tutto si può fare, ora, tranne che addossare al Comune
la responsabilità di non aver accettato il ridimensionamento di Linate".
Si spieghi meglio. "Ridimensionare Linate oggi sarebbe come aggiungere
oltre al danno la beffa. Non credo che Milano abbia bisogno di subire altri
danni". Quali sarebbero? "Dato che Mapensa non è più un hub, non si
può chiedere ai passeggeri di fare un viaggio di
( da "Repubblica, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina II - Milano
Lavori e pioggia, voli in tilt Linate di nuovo bloccato Otto linee cancellate,
13 dirottate: ritardi e proteste Lupi: così non va può esistere solo come city
airport De Luca: sarebbe un delitto toccarlo MASSIMO PISA Le nuvole basse e la
pioggia hanno colpito ancora. Costringendo Linate e i suoi passeggeri a una
nuova giornata di passione, tra ritardi e riprotezioni, voli cancellati in
arrivo e coincidenze perse, voli dirottati su Malpensa e, in un caso, Orio al
Serio e appuntamenti di lavoro saltati. "Colpa", ancora una volta,
dei lavori di manutenzione, iniziati a marzo e previsti fino a fine maggio, che
negli ultimi giorni hanno interessato un'area della pista a rischio, creando di
fatto una zona di conflitto con la strumentazione a terra. Che è stata
disattivata fino alle 12, quando un'accelerazione data ai lavori ha portato al
ripristino di radar e sensori. Complice una visibilità verticale inferiore ai
( da "Repubblica, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Milano
PER EVITARE IL CROLLO UNA SCELTA DECISA ETTORE LIVINI Il Forlanini va bene così
com'è. Vicino al centro e comodo. Peccato che nel giallo dal titolo
"L'assassinio di Malpensa", l'aeroporto dell'Idroscalo sia uno dei
maggiori indiziati dell'omicidio del fratello maggiore cui per anni ha scippato
milioni di passeggeri. Dal 2000 ad oggi, in questo derby fratricida, Linate ha
visto crescere i suoi passeggeri del 65%, Malpensa del 19%. Il Comune di Milano
e i vertici della Sea non a caso hanno da tempo avviato una approfondita
riflessione sul suo destino. Inutile nascondersi dietro i giri di parole. Se si
vuole rilanciare la Malpensa attirando un nuovo vettore disposto a posizionare
un hub a Milano, il Forlanini dovrà mettersi a dieta. Lufthansa, ad esempio,
che molti danno come candidata numero uno al rilancio degli aeroporti
meneghini, avrebbe posto il ridimensionamento di Linate come precondizione per
lanciare i suoi voli intercontinentali da Malpensa. La ricetta però non è
facile da trovare. La soluzione più lineare - dice qualcuno - sarebbe chiudere
Linate, come ha fatto Atene con il suo city airport quando ha aperto il nuovo
scalo intercontinentale. Si taglierebbe la testa al toro e la Ue non avrebbe
niente da ridire. Ma sarebbe una scelta a dir poco impopolare. La strada più
ragionevole è allora quella di una revisione dell'operativo. Tagliando i
collegamenti con i grandi hub europei e potenziando i servizi continentali
punto a punto. Un percorso praticabile ma che rischia di esporsi agli strali di
Bruxelles che già una volta ha costretto Milano a una drastica inversione a
"U" nei suoi piani di ridimensionamento di Linate. Proprio questi
giorni di difficoltà a 360 gradi sono però l'occasione giusta per fare
chiarezza una volta per tutte. La Sea sta chiedendo al
Governo (azionista di quell'Alitalia che oggi è causa di buona parte dei suoi guai) un ampio
risarcimento per i danni causati dall'addio della Magliana. E
contemporaneamente ha mantenuto tutti gli investimenti previsti dal suo piano
industriale. Ma serve un alto salto di qualità. E gli aeroporti di
Milano devono disegnare oggi, magari coordinandosi con tutti gli altri scali
spuntati come funghi nel nord del paese, il suo futuro. Decidendo che si farà
di Linate ed evitando se possibile - com'è successo ieri con i voli cancellati
per una perturbazione primaverile - di farsi male da soli.
( da "Giornale.it, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 88 del 2008-04-12
pagina 4 "Veltrusconi", un idillio già finito Tra Silvio e Walter
finisce sul ring di Paola Setti A Natale l'intesa era "necessaria" e
Veltroni prometteva: "Non attaccherò mai Berlusconi". Ma a Pasqua si
passa dalle battute alle offese. E il clima si avvelena da Milano A Natale
erano perfettamente calati nel clima, a Capodanno avrebbero benissimo potuto
brindare assieme. È con la Pasqua che tutto è precipitato, e che i due, Silvio
Berlusconi e Walter Veltroni, son tornati all'antica e reciproca antipatia. Lo
hanno fatto con toni da amore tradito, a rileggerne le dichiarazioni, disillusi
come disillusi possono essere solo due che ci avevano creduto davvero.
Veltroni, l'avversario ha smesso persino di nominarlo, dopo aver lamentato:
"Mi aggredisce". Berlusconi invece ha preso a citare frasi
struggenti: "Nella sua trappola ci son caduto anch'io", alla
Cocciante, e credevo fosse amore "e invece era un bluff". Chi abbia
tradito per primo non è più dato sapere, i due si rinfacciano la crisi a
vicenda, dice Walter che è tutta colpa di Silvio che è voluto tornare a votare,
dice Silvio che Walter lo voleva ingannare con la storia del facciamo un
governo breve, variamo le riforme e poi ti giuro che torniamo a votare, ma
vatti a fidare. Era iniziato tutto sul finire del 2007. Intorno si profilavano
macerie, gli organismi internazionali a segnalare un'economia al tappeto, il
governo Prodi in caduta libera. Loro avevano individuato una comune parola
d'ordine: dialogo. Per portarlo avanti avevano superato i mille ostacoli posti
dai rispettivi alleati, tutti a gridare all'inciucio ma loro a insistere,
Silvio che incoraggiava Walter, "spero abbia la forza di non farsi condizionare
dai suoi", Walter che i suoi li rassicurava così: "Sto attento a
Berlusconi, ma l'intesa con lui è indispensabile". Subito dopo erano
venuti i tempi delle alleanze, e allora era stato Veltroni a esortare
Berlusconi: "Io corro da solo, abbi il coraggio anche tu". E così
Veltroni spiegava a un popolo di elettori unito solo dall'antiberlusconismo che
l'antiberlusconismo non esiste più, signore e signori, Berlusconi non è il
nemico, mettetevelo in testa. E Berlusconi dava atto all'avversario del coraggio,
"quello che sta facendo di buono è mettere da parte la sinistra
estrema". E insomma idillio. Dicembre, gennaio, febbraio, marzo. Una noia,
il Veltrusconi. Ai rispettivi consiglieri del marketing elettorale che li
invitavano a scornarsi un po' di più avevano concesso ben poco. "Consiglio
al mio avversario di non affaticarsi e di non prendere freddo durante il tour
dell'Italia in pullman", punzecchiava Berlusconi; "lo ringrazio per
la premura, è lo stesso consiglio che mi ha dato mia nonna, starò attento"
sorrideva Veltroni. Piccole schermaglie, dai candidati del Pd che secondo
Berlusconi "sono come il bikini, lasciano scoperto molto ma coprono le
parti essenziali che sono il 70 per cento dei ministri, viceministri e
sottosegretari del governo Prodi", al "Berlusconi è vecchio sia per
età anagrafica sia perché si candida premier per la quarta volta", fino
all'epico veltroniano: "Non attaccherò mai Berlusconi". Un mese dopo
è tutto finito. È Pasqua, lo spartiacque. Era il 25 marzo quando, dalla Sicilia,
sono arrivati i macigni di Veltroni: il Cavaliere
"vìola le regole del gioco con le sue tv", dice "balle" su Alitalia e cose
"inaccettabili" sui precari. Il giorno dopo tocca a Berlusconi da
Viterbo attaccare, dalla "ricetta stalinista" ai "sondaggi
falsi" del Pd passando attraverso "Di Pietro che mi fa orrore".
Da allora i due leader si rinfacciano cose pesanti. Berlusconi attacca
il Pd per il rischio brogli. Veltroni critica il Pdl sulla lotta alla mafia.
Berlusconi dà del "comunista riciclato" a Veltroni. Veltroni riesuma
il vecchio ritornello della "politica cabaret", entrambi un giorno sì
e l'altro pure dicono che "non rispondo agli attacchi velenosi del mio
avversario" ma subito dopo rispondono spargendo altro veleno. Si potrebbe
dire che "è la campagna elettorale, baby", manca solo un giorno al
voto. Ma poi guardi che pugni si sferrano sul ring e pensi che l'idillio è
finito davvero al tappeto. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
( da "Stampa, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
"Scegliere
Storace e Casini sarebbe del tutto sprecato Non serve a niente" 1. Berlusconi
ha svolto una campagna molto demagogica, aggressiva e nazionalista. Il
nazionalismo mi pare sia l'elemento nuovo nel suo discorso. E forse proprio per
questo ce la farà. 2. La scelta di "andare da soli" ha reso Veltroni
il gran mattatore. Si vedrà dai risultati se è stato un rischio ben calcolato,
ma la campagna è stata buona, piena di argomenti nuovi. 3. Non apprezzo, ma
Berlusconi sembra smentire Montanelli, secondo cui l'Italia sarebbe stata
vaccinata dall'esperienza di un suo governo. Veltroni ha centrato il tono
razionale della campagna e un'ironia molto italiana. 4. Per
Berlusconi, gli errori - che paradossalmente gli daranno forza - sono la linea
scelta su Alitalia e
l'elevazione a eroe di Mangano condannato per mafia. Veltroni? Non mi è piaciuta
l'insistenza sul fatto di essere giovane, più giovane di Berlusconi.
( da "Giornale.it, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 88 del 2008-04-12
pagina 8 "I brogli? Partiamo con l'handicap" di Paolo Bracalini da
Milano Onorevole La Russa, ormai si vota. Ha visto con che schede? "Ci
sono grossi rischi di confusione, bipartisan stavolta, perché si possono
confondere tutti, anche gli elettori del Pd. Ma più che malevolenza vedo
l'assoluta incapacità di un sistema di governo, che non riesce nemmeno a far
bene le schede. Poi certo, la loro capacità organizzativa nei seggi di guidare
gli elettori riduce il rischio per loro e lo amplifica per noi. Bisognava
ristamparle". Bella spesa. "Il costo poteva essere sottratto al
finanziamento pubblico dei partiti, in proporzione, visto che la colpa è della
politica. Bastava un decretino che noi avremmo votato". Teme brogli?
"Brogli ce ne sono sempre stati. La sinistra ha sempre avuto una presenza
dei seggi infinitamente superiore agli altri, e l'interpretazione favorevole
alla sinistra delle schede ha fruttato dai 200mila ai 250mila voti in più ogni
elezione, dal
( da "Giornale.it, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 88 del 2008-04-12
pagina
( da "Repubblica, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Cronaca Ilaria
D'Amico: viaggio due volte a settimana "Così è un disastro a volte viene
voglia di prendere il treno" "Spesso sono rimasta bloccata tra
passeggeri infuriati" MILANO - I più colpiti dai disagi della roulette
russa degli aerei, quelli che tra voli cancellati e ritardi non ne possono più,
sono quelli che viaggiano spesso per lavoro. I pendolari del cielo.
"Frequent flyer", li chiamano. Come Ilaria D'Amico, la popolare
conduttrice televisiva. Casa a Roma e lavoro a Milano. Viaggia spesso?
"Roma-Milano e viceversa due volte la settimana. Ho un programma a Roma e
uno a Milano. Mi devo dividere tra le due città". Faticoso? "Direi
che è ciclico. Ci sono periodi in cui tutto va bene, gli aerei sono regolari, e
allora la cosa non mi pesa, e invece periodi in cui volare è un disastro".
Come in questi giorni. "Già. Per fortuna io l'ho scampata". L'avevano
avvisata? "No, un caso. Fra poche ore devo ripartire. Spero che sia tutto
regolare". Sea assicura di sì. "Incrociamo le dita". Ha mai
avuto problemi? "Mi è capitato più volte di restare bloccata per ore in
qualche aeroporto per ritardi, voli soppressi, tra passeggeri infuriati e
abbandonati a se stessi. O di aspettare anche mezz'ora dentro l'aereo perché
non arrivava la scala mobile per scendere o non c'era il pulmino". E come
reagisce? "Come tutti. Mi ricordo che c'è stato un periodo, in cui i disagi
erano molto frequenti, che avevo giurato a me stessa che non avrei mai più
preso l'aereo, e che da allora in avanti avrei sempre viaggiato in treno.
Speravo, e spero ancora, nell'alta velocità per risolvere questo
problema". Invece rischiamo di perdere anche Alitalia. Lei ci era affezionata?
"Sicuro. è bello avere una compagnia di bandiera, con i colori del proprio
Paese. Ma io sono per il pluralismo del mercato, e per conservare quello che è
efficiente, quello che funziona". Alitalia non è proprio un modello, in questo. "Già. Ormai ha
una voragine ingiustificabile. E temo che sia arrivata a questo punto per la
pretesa di difendere privilegi singoli, particolari, non più accettabili".
(r.b.).
( da "Repubblica, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Cronaca Il declino infinito
degli aeroporti milanesi e a Linate giorno di caos Dopo il caso Malpensa, voli cancellati e ritardi La Sea: colpa di pioggia e lavori Alitalia: problemi ai sistemi
elettronici Tra partenze e arrivi fermati 39 aerei in due giorni di disagi
nello scalo ROBERTO BIANCHIN MILANO - Piove a dirotto, il cielo è un tappeto di
nuvole basse e una foschia grigio cenere galleggia sulla pianura. Sul
tabellone degli arrivi e partenze dell'aeroporto di Linate appare ventuno volte
la parola "cancellato" tra le sette e le undici e mezza del mattino.
Ma non ci sono scioperi in corso. Ai passeggeri che restano a terra, le hostess
ai banchi spiegano, molto gentilmente, che si tratta di "problemi di
visibilità" aggiunti ai "lavori di manutenzione dell'aeroporto",
che siccome riguardano i sistemi elettronici di controllo sulle piste non
permettono a tutti gli aerei di atterrare e di alzarsi in volo "con questo
tempo". L'ennesima brutta giornata per uno scalo che ha già sofferto in più
occasioni, nel recente passato, di molti problemi che hanno rivelato
l'inadeguatezza delle strutture. Lo confermano i sindacati, nello scenario di
"de-hubbing" di Malpensa, con 127 voli Alitalia
in meno spostati a Roma dal primo aprile. Senza considerare quelli delle altre
compagnie. Gli scali milanesi e, da Bergamo a Verona, nei
( da "Repubblica, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Letta:
"Risorse finanziarie agli sgoccioli" Alitalia balza del 12% dopo l'incontro governo-sindacati ROMA - Le ultime
ore di campagna elettorale tengono ancora in volo la questione Alitalia. In attesa di riscontri da
parte di Air France-Klm alle aperture venute dai sindacati e dal governo
uscente, il futuro della compagnia di bandiera è affidato alle polemiche
politiche. Mentre in Borsa, il titolo trattato solo in asta, ieri ha
messo a segno un balzo del 12,5% fino a 0,45 euro. Sulla trattativa Romano
Prodi si dice "ottimista", dopo l'incontro a Palazzo Chigi tra il
sottosegretario Enrico Letta e le nove sigle sindacali. Prodi spera di trovare
"una soluzione che funzioni" mentre Letta parla di "una corsa
contro il tempo. Alitalia - spiega - ha sempre meno
risorse disponibili, ed è responsabilità di tutti arrivare ad una soluzione prima
che queste si esauriscano". Anche sui possibili acquirenti italiani
annunciati da Berlusconi non si placano le polemiche. "Dov'è questa
cordata?", chiede il candidato premier Walter Veltroni. C'è, inoltre, la
questione della cordata alternativa ad Air France. Da Parigi non arrivano
segnali decisi ma l'attesa finirà lunedì sera col nome del nuovo presidente del
Consiglio. Solo allora (forse) il presidente della compagnia transalpina avrà
un quadro politico definito e le proposte saranno inviate al nuovo governo. Air
One da parte sua scalda i motori in attesa del dopo voto. Il vettore sarebbe
infatti pronto a tornare in campo per Alitalia. In
ambienti vicini alla compagnia guidata da Carlo Toto, si parla di un forte
"interesse per un'iniziativa di risanamento e rilancio, che risponda a
rigorosi criteri industriali e di mercato". Il tutto, avvertono le fonti,
"non senza aver effettuato una seppur breve due diligence, condizione
necessaria per la formalizzazione di qualunque impegno vincolante".
(lu.ci.).
( da "Repubblica, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
E Il fattore età entra
nella battaglia elettorale De Mita escluso dalle liste del Pd, nel Pdl esonero
per Biondi, Sterpa e Selva Nella sfida con Berlusconi Veltroni attacca anche
sulla vecchiaia (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Siccome poi Berlusconi è Berlusconi,
la scenetta più divertente l'ha fatta a un comizio dei Pensionati. Lì c'era un
vecchietto, poverino, che è riuscito ad appuntargli al bavero una specie di
coccarda, "simbolo di forza, salute e prosperità", e allora il
Cavaliere, con l'innato suo talento di gaffeur: "Ah, meno male, credo
fosse un invito ad andare in pensione!" E Veltroni, sulle piazze, sarà
anche stato un avversario fair, cioè leale, e a tal punto civile da non
nominare mai il suo antagonista. Ma sull'età, l'oggettiva vecchiaia e la
pretesa stanchezza fisica dell'innominabile, non è che si sia tanto
risparmiato. "Questo lo diceva mia nonna" è stato l'inizio; per poi
baldanzosamente proseguire con numeri, calcoli e ricorrenze. Alla 71esima tappa
del suo tour: "Con questa - ha detto - arriviamo all'età del mio
principale avversario". E ancora: "Avrò i suoi anni nel 2026".
Sospirava l'altro giorno Bertinotti, considerando che poteva essere l'ultima
sua volta a Porta a porta: "L'età vuole la sua parte". Ma
l'impressione, veramente, è che l'età si sia già presa il meglio e il peggio di
questa campagna elettorale. In nome del tempo che scorre si sono consumati
autentici drammi in tutti e due gli schieramenti. Festeggiato dai maggiorenti
del Pd per i suoi 80 anni, Ciriaco De Mita è stato poi escluso dalle liste e l'ha
presa malissimo, tra il melodramma e la tragedia elisabettiana: "Io sono
la cattiva coscienza dei nuovisti". Triste pure l'esonero toccato in sorte
nel Pdl a Biondi, Sterpa e Gustavo Selva, che pure ai tempi dei tempi se ne
uscì con impietose spiegazioni fisiologiche sulla velocità del sangue che
scorreva nelle arterie di Sandro Pertini. In compenso, si sono anche visti dei
giovani, per esempio la lista "Under 30 di Rutelli". Ma in diversi
casi, più che giovani sono alfieri, simboli, modelli e top model di una
gioventù in vetrina. Di Marianna Madia, capolista del Pd nel Lazio, ha fatto
scalpore la frase sullo spazio assegnato alla sua "straordinaria
inesperienza". Ma assai rilevante suona anche l'ammissione sul ruolo
programmatico e pregiudiziale che Veltroni le ha dato: "Incarnare un
ideale di ringiovanimento della politica". Sempre più la vita pubblica
procede per incarnazioni. Che sempre siano veritiere, però, è già più difficile
dire - anche se rispetto all'impatto mediatico la questione rischia di apparire
del tutto secondaria. Più che giovane, ad esempio, la Santanchè sembra giovane,
e anche sexy, nonché orgogliosamente passata per dolorose cure estetiche. La
Cortellesi, che la imita in tv, accavalla le gambe e protende le labbra; mentre
l'originale dichiara di non avere alcuna intenzione di "darla" a
Berlusconi, che dal desiderio di possedere la leader della Destra sarebbe, a
giudizio della medesima, "ossessionato". Donne orizzontali e/o
verticali. Astinenze sessuali e preelettorali con relativi discussioni a
partire dalle confidenze dell'ex ministro Gasparri o dalle considerazioni di
purificazione funzionale del senatore Dell'Utri. Il senatore Salvi ha
confessato di averlo fatto (anche) in camporella. In polemica con la Ferilli
che chiude la campagna del Pd a Viterbo, Beppe Grillo ha già mostrato le tette
in teleconferenza. Poi sì, certo, nelle ultime settimane si è discusso di
lavoro, pensioni, rifiuti, Alitalia e di tante altre cose molto più importanti che riguardano i
destini della collettività. Ma intanto la più ribalda seduzione femminile e la
galanteria elettoralistica machista hanno acceso l'immaginazione. "Di qua
le "bele tuse"": così il Cavaliere ha suddiviso la platea di
Torino ripartendo idealmente dalle belle ragazze, e di là il
"settore menopausa". Al dominio consacrato della carne elettorale,
più o meno sfiorita, più o meno ornamentale, nell'era delle visioni a distanza
corrisponde il suo contrario: il peso pubblico conquistato dalla malattia.
Quest'ultima si è fatta variabile, discriminante, risorsa, categoria del gioco
politico. Per cavarsi d'impaccio dopo la sparata di Bossi, Berlusconi ha tirato
immediatamente in ballo la salute del capo leghista che "è quella che
è", avendo egli avuto "quello che ha avuto". Bossi, com'è ovvio,
ci è rimasto male: "Sto benissimo" ha protestato con Berlusconi, e
pateticamente ha aggiunto di avercelo duro. "Vale sempre il detto secondo
cui chi ti dice che non stai bene ti allunga la vita". Ecco, la vita. E di
nuovo, non s'è mai vista campagna elettorale più "bio": anagrafica,
fisiologica, sanitaria. "Il tour elettorale prosegue imperterrito, mi
trascino una prostata in fiamme di città in città" inizia un articolo di
Giuliano Ferrara per il Foglio. A un certo punto, per stigmatizzare la vicenda
di un aborto terapeutico, si è fatto le analisi del sangue per scoprire se per
caso avesse anche lui un certo morbo che a suo giudizio non giustificava
l'interruzione. Il ministro Mussi è appena tornato a far comizi nei teatri e
nelle piazze dopo una riuscita operazione ai reni di cui ha dato conto anche
nei particolari: doppio anestesista, filtri, dialisi, dieta. La sua personale
valutazione è che conducendo una vita meno agitata avrebbe potuto evitare di
finire sotto i ferri: "Ma c'erano il governo, i congressi dei Ds, poi
Sinistra democratica, poi l'Arcobaleno". Tra le elezioni e i corpi dei
candidati esistono ormai vincoli sempre più stretti e palesi, per quanto ancora
non del tutto decifrabili. "Il fisico di Bettini - teorizza la Madia -
corrisponde al suo peso politico e al suo carisma". A Roma Rutelli ha
fatto il ciclista in tuta, mentre Alemanno ha scalato davanti ai suoi fans una
parete di
( da "Manifesto, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Gli assistenti di
volo del Sdl replicano a Stefano Livadiotti, autore di un libro con molte
inesattezze sul loro lavoro Tommaso De Berlanga La stampa italiana ha trattato
i lavoratori dell'Alitalia in modo sostanzialmente
uniforme: incitando al linciaggio. Non tutti sono arrivati al livello de Il
riformista che, dopo aver pubblicato un articolo di Pietro Ichino contro l'Sdl
(un sindacato di base molto rappresentativo nella categoria), ha istituito una
pesante similitudine tra la replica di quel sindacato e il "linguaggio
brigatista" (ne è derivata perciò una querela). Ma il coro antisindacale è
stato unanime, condito spesso di dettagli non proprio precisi sui
"privilegi" di cui godono questi lavoratori. Un po' come se si
sparasse a zero su retribuzioni e benefit "dei giornalisti" che - lo
diciamo per esperienza diretta - vedono parecchie differenze tra grandi firme e
poveri collaboratori pagati "a pezzo" (si arriva anche ai 4 euro!).
Ci è andato comunque col cannone Stefano Livadiotti, che ha sfornato
addirittura un libro dal titolo ammiccante ("L'altra casta") per
descrivere a tinte fosche il presunto bengodi di cui godrebbero tuttora i
dipendenti di un'azienda falcidiata da diverse ristrutturazioni, tagli al
personale, agli stipendi e - ovviamente - ai "benefit". La risposta,
molto serena e circostanziata è arrivata dagli assistenti di volo (i più presi
di mira, pare, nel libro). Normativa. Le regole sui "riposi" sono
stabilite dall'Enac e riguardano tutte le compagnie operanti in Italia
("la fatica operazionale è statisticamente la prima causa di
incidenti"); quella europea che sta per entrare in vigore è ancora
"più tutelante" per il lavoratore. Seguono diverse contestazioni
fattuali sull'argomento, per concluderne che "appare poco credibile che
non solo Enac, ma addirittura le autorità aeronautiche della Ue, siano al
servizio dei 'privilegi' del personale viaggiante della
sola Alitalia".
Produttività. Le ore di volo (che sono ovviamente meno di quelle di
"servizio effettivo") individuali sarebbero, per hostess e steward,
700 e non le 595 indicate nel libro. Costo lordo. Il paragone tra gli
assistenti di volo Alitalia
e quelli di AirOne è "improprio", se non altro perché non esiste -
ancora - un contratto nazionale del trasporto aereo, ma solo (quando ci
sono) contratti aziendali. In ogni caso, propone lo steward Francesco
Staccioli, 20 anni di servizio, "posso inviarle il mio modello Cud"
per la verifica. Informazioni contrattuali. Sarebbero errati sia i dati sui
riposi delle hostess che il numero di assistenti di volo assunti "su base
Milano prima del recente rientro su Fiumicino disposto dal piano Prato":
1.500 persone, il 45% del personale. Quanto alle "facilitazioni di
viaggio" (biglietti scontati), queste sono "comuni a tutte le
compagnie, compresa Air Gabon". Dati Aea (Association o Europea Airlines).
E' la parte forse più illuminante della risposta. Nel 2006, Alitalia
(compresa Az Servizi) impiegava 18.600 dipendenti per muovere 186 aerei e
trasportare 24 milioni di passeggeri. Air France-Klm, per far viaggiare 418
aerei e 71 milioni di persone impiega addirittura 103mila dipendenti. British
Airways (i mitici anglosassoni sempre portati ad esempio) porta 36 milioni di
passeggeri con 282 aerei e 44mila addetti. Facendo dei semplici raffronti si
scopre che il rapporto dipendenti-aerei è in Alitalia
61,45, in Air France 246,53, in British Airways
( da "Liberazione" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Sul palco del
comizio compare uno slogan nuovo di zecca, "Io sono ottimista" Walter
si congeda dal popolo Pd per il silenzio elettorale: "Abbiamo chiuso con
la Sinistra radicale" Romina Velchi "Walter facce volà". Lo
striscione del circolo Pd Alitalia
campeggia in piazza del Popolo, a comizio non ancora iniziato, mentre un cielo
plumbeo non promette niente di buono. Ma lui, l"Obama italiano (come lo
gratificava ieri sul proprio sito il quotidiano tedesco Die Welt ) è tutto il
giorno che cerca di volare, ostentando sicurezza e pensando positivo (citazione
d'obbligo visto il feeling che ormai lega il leader Pd a Jovanotti). Non
per nulla per l'occasione è stato coniato uno slogan nuovo di zecca, "Io
sono ottimista", che fa bella mostra di sé accanto al tradizionale
"Si può fare" sul palco allestito in piazza del Popolo, rigorosamente
"eco", perché alimentato da energia solare. Si può vincere? Veltroni
pensa di sì "e sarà uno spettacolo. Questo è un paese saggio, che capisce
quando si deve girare pagina". Ogni ora che passa il leader del Pd si
sente sempre più convinto potercela fare, anche forte del flop di giovedì al
Colosseo di Berlusconi e Fini. E la piazza di Roma lo conforta: 150mila,
annunciano dal palco. L'esperienza dell'Unione? "Mettiamoci una pietra sopra:
abbiamo chiuso con la sinistra radicale, si sono riempite le piazze e sono
tornati i giovani". Ma ringrazia Prodi (e attacca Bertinotti che citando
Flaiano aveva parlato del "più grande poeta morente"). Così, Veltroni
accarezza il sogno: "Chiedetevi cosa succederebbe dopo il voto se i leader
del centrodestra perdessero: sarebbe una svolta clamorosa". Insomma,
l'esito delle elezioni "è aperto"; per questo Berlusconi è nervoso,
tanto da prendersela persino con il capitano della Roma, Francesco Totti, che
si è schierato per Rutelli (candidato a sindaco di Roma): "Un ragazzo di
questa città, che ha staccato un assegno di centinaia di migliaia di euro per
gli anziani di Roma e che merita rispetto". Sicuro di sé, insomma, il che
non gli impedisce di attaccare il Cavaliere: grulli quelli che non votano per
lui? Veleno, odio e goliardia con le quali "non si fa un grande
paese". In ogni caso, siccome al Senato non ci sarà alcun pareggio
("i seggi sono 315"), Veltroni ribadisce: no alle larghe intese; se
il Pdl vince, Berlusconi governerà, "fa parte delle regole del
gioco". Quanto a lui, "se perdo non lascio" e sarò "di buon
umore comunque", perché "continueremo per vincere la prossima
volta". Giornata lunga, lunghissima per Veltroni. Il primo bagno di folla
è in mattinata in un quartiere periferico di Roma, accanto a Benigni: caffè nel
centro anziani, pranzo con una famiglia: "Siamo io, te, Clooney e Totti,
che squadra. Uno più bello dell'altro!" esulta l'attore toscano. E
pronostica: "Berlusconi? Dopo la voce perderà le elezioni". Ma
l'evento è nel pomeriggio. Il pullman verde, che ha attraversato l'Italia, fa
il suo ingresso in piazza del Popolo, già piena nonostante la pioggia, mentre,
come di rito, risuonano le note di "Mi fido di te". Dal torpedone
scendono Veltroni (in tasca ha ben tre lettere che leggerà nel corso del
comizio: di Borsellino, di un cittadino straniero ora italiano e di una ragazza
morta a 15 anni), Jovanotti, Rutelli e Franceschini, mentre nel parterre
attende un folto gruppo di vip/testimonial: da Pippo Baudo a Paolo Bonolis; da
Sabrina Ferrilli a Gigi Proietti; da Ennio Morricone a Ettore Scola; da
Vincenzo Cerami a Michele Placido. E l'elenco potrebbe continuare a lungo.
Prima del discorso dell'"Homo democraticus" (così ribattezzato da Le
Monde), scorrono le immagini (montate da Scola) del lungo tour elettorale, che
ha toccato le 110 province italiane; poi, a seguire i messaggi video di Gordon
Brown, Michelle Bachelet, Luis Zapatero e Carlos Lecompte, marito di Ingrid
Betancourt. Veltroni ringrazia. Ringrazia Rutelli, "futuro sindaco di
Roma"); abbraccia Zingaretti (candidato alla provincia di Roma); e
ringrazia (e abbraccia) Jovanotti "per averci concesso l'uso della sua
canzone e per la sua presenza stasera" (la piazza esulta). "Il nostro
viaggio finisce qui, a Roma. Ma ne comincia un altro, il viaggio per cambiare
l'Italia". Perché, come ripete ormai ad ogni comizio, "noi siamo
orgogliosi di essere italiani. Solo noi possiamo cantare l'inno di
Mameli"; noi"vogliamo bene a tutti gli italiani anche a quelli che
non votano per noi". Perciò, vietato fischiare gli avversari: "Noi
siamo la parte civile, noi siamo quelli che i programmi altrui non li
stracciano ma li leggono". Veltroni si sente ad un passo dalla vittoria e
dunque tocca, ad uno ad uno, i punti del programma: dalla riduzione del numero
dei parlamentari, allo sfoltimento del "corpaccione normativo"; dalle
piccole e medie imprese al mito della crescita, al patto tra i produttori.
"Salari, stipendi e pensioni, bisogna fare un intervento ora e
subito" scandisce; si può fare, "ci sono le risorse
dell'extragettito" grazie al governo di Romano Prodi. E ancora: il buono
per la spesa ai tre milioni che sono in difficoltà; diminuzione della pressione
fiscale ("Pagare meno, pagare tutti" e "mai più i
condoni"); "scuola, scuola, scuola", lo ripete tre volte;
"rivoluzione ambientale"; disabili (annuncia Ileana Argnetin come
sottosegretario); donne ("Il nostro sarà il governo più rosa della
storia"). Il primo provvedimento in consiglio dei ministri? La precarietà,
"inaccettabile disuguaglianza". Altro leitmotiv: la legalità. Con
l'occasione attacca Berlusconi che ha definito "eroe un uomo condannato
all'ergastolo per mafia. Che uomo è uno così? Che messaggio diamo a due giorni
della elezioni? Per noi gli eroi sono Falcone e Borsellino". Altro che
"test mentali" per i magistrati, anche se ce ne sono alcuni che
dimenticano di scrivere una sentenza per tenere in prigione un criminale
("L'ho criticato"). Bossi imbraccia i fucili contro le "carogne
romane"? Noi difendiamo l'unità della nazione: "Mi sono stufato di
vedere gente che sputa sulla costituzione salvo quando deve giurarci sopra per
andare al governo e per prendere l'auto blu per andare a cena". Ma
comunque, "da lunedì il Pdl non ci sarà più, si scioglierà", perché
sono solo un'alleanza elettorale, spaccati su tutto. "Ogni giorno vengo
coperto di insulti e contumelie, ma io continuerò a fare quello che li fa più
impazzire: non rispondere". Poi tende la mano: se vinciamo noi, una Camera
sarà all'opposizione. Perché "vogliamo fare insieme le riforme
istituzionali, ma no a un governo di larghe intese". "L'autunno
dell'Italia può finire domenica e può ricominciare la primavera", incita
il leader. Poi si chiude: baci, abbracci, strette di mano, sventolio di bandiere,
inno di Mameli. Ha pure smesso di piovere. Ma non è finita: si deve andare
avanti fino a mezzanotte, ci sono le interviste tv, gli ultimi fuochi della
campagna elettorale. Oggi silenzio. Veltroni seguirà da casa lo scrutinio.
12/04/2008.
( da "Messaggero, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Il
sottosegretario prova a ricucire per il dopo elezioni. Prodi: trovare una
soluzione che funzioni Alitalia, Letta: "Corsa contro il
tempo" I sindacati: "Pronti a un pre-accordo, ma Air France corregga
il piano".
( da "Messaggero, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di LUCIANO
COSTANTINI ROMA La prossima settimana Enrico Letta vorrebbe incontrare i sindacati.
E non è detto che il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio non riesca,
nella sua veste di "esploratore" governativo tra organizzazioni di
categoria e Air France, ad individuare la pista giusta. "E' una corsa
contro il tempo - ammette perchè la compagnia ha sempre meno risorse
disponibili ed è responsabilità di tutti arrivare ad una soluzione prima che
queste siano finite". Si tiene a distanza Romano Prodi: "Sì, penso
che dobbiamo trovare una soluzione che funzioni". Mandano a dire i sindacati:
"Non c'è un'altra opzione rispetto ad Air France. E la prossima settimana
si potrebbero anche gettare le basi per un pre-accordo, ma solo se i francesi
correggeranno il loro piano". Lo scenario futuro è comunque legato
all'esito delle elezioni quando le posizioni in campo potrebbero cambiare più o
meno radicalmente. Intanto muteranno anche alcuni interpreti, attori a vario
livello, che hanno caratterizzato tutta la fase della privatizzazione di Alitalia. I sindacati, con toni sommessi per quanto discreti,
spiegano che l'avvento al dicastero dell'Economia di un nuovo ministro, meno
rigido di Tommaso Padoa-Schioppa potrà soltanto rendere più agevole la
trattativa con i francesi. Altra novità, sempre secondo i sindacati, la
consapevolezza ormai acquisita da parte di tutti che il negoziato (non
esclusivamente legato ad Air France) dovrà svolgersi solo a palazzo Chigi. Tre
gli interlocutori: le organizzazioni sindacali, il governo, la compagnia
transalpina. "Trattare al quartiere generale della Magliana non avrebbe
senso - avvertono i vertici delle sigle di categoria - e
comunque non ci interessa discutere solo con Alitalia. Il governo, qualunque sarà, dovrà essere in campo".
"Noi restiamo - insistono - sulle nostre posizioni: meno esuberi e impegno
a far restare Az-Fly e Az-Servizi all'interno dello stesso perimetro Alitalia". La vicenda è stata
utilizzata in campagna elettorale. Il voto avrà inevitabilmente un
grande peso sul futuro della nostra ex compagnia di bandiera. In casa sindacale
vengono disegnati tre scenari: vince Berlusconi e Air France dovrebbe
inevitabilmente rivedere le proprie strategie; vince Veltroni e allora il
negoziato con Parigi avrebbe una nuova accelerazione anche se non è scontato
che porterebbe ad un'accordo; dalle urne esce un sostanziale pareggio che
potrebbe partorire un'intesa bipartisan favorevole alla soluzione francese, ma
dai contenuti diversi da quelli voluti da Jean Cyril Spinetta. E potrebbe
essere lo stesso Letta a gestire il tavolo. Ovviamente, l'eventuale discesa in
pista di nuove cordate potrà avvenire solo dopo le elezioni e solo dopo un
eventuale fallimento della trattativa con Air France. Si muove a fari spenti
Lufthansa. Resta alla finestra Air One. Fonti vicine a Carlo Toto spiegano che
"c'è ancora interesse per un'iniziativa di risanamento e rilancio
rispondente a rigorosi criteri industriali e di mercato, ma non senza aver
effettuato una seppur breve due diligence, finora purtroppo impedita. Una
verifica sui conti Alitalia è condizione necessaria
per la formalizzazione di qualunque impegno vincolante".
( da "Messaggero, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di GUGLIELMO
QUAGLIAROTTI ROMA - Schiacciati dal ridotto potere d'acquisto dei salari e da
una miriade di balzelli, gli italiani spendono sempre di meno. A denunciare la
frenata dei consumi per il quarto mese consecutivo delle famiglie italiane
"come mai verificatosi negli ultimi tre anni" è la Confcommercio.
L'indicatore dei consumi della confederazione segnala a febbraio "una
flessione con una riduzione dello 0,5% nei confronti dell'analogo mese dello
scorso anno". Confcommercio conferma dunque la forte debolezza della
domanda interna e "la concreta possibilità di dinamiche recessive nei
prossimi mesi". La debolezza della domanda per consumi da parte delle
famiglie, si legge, "continua a condizionare le dinamiche produttive
interne": e a febbraio, dopo il rimbalzo a gennaio, la produzione
industriale è tornata a calare". Così, mentre gli italiani vedono le loro
tasche svuotarsi di giorno in giorno (a causa anche dei
salassi sui conti publici provocati dai capitoli Alitalia o Campania), a rendere ancor meno roseo il panorama sono i
prezzi in ascesa dei carburanti. Mentre le quotazioni del greggio si mantengono
elevatissime, anche se al di sotto dei picchi toccati due giorni fa (l'Agenzia
internazionale per l'energia, prevede un drastico calo della domanda mondiale
nel 2008), benzina e gasolio mantengono la spesa per il pieno su livelli
record. Dopo gli aumenti dei giorni scorsi, ieri diverse compagnie hanno deciso
di rialzare i prezzi tra i 5 e 9 millesimi di euro al litro per la verde e tra
i 3 e i 7 millesimi per il gasolio. E questo porta i prezzi sempre più vicini
ai livelli record toccati prima di Pasqua. La verde si mantiene per tutti i
marchi a un passo da quota 1,40 euro al litro, il gasolio a ridosso della
soglia di 1,37 euro. Tenendo conto degli ultimi aggiornamenti, nel giro di una
settimana la benzina ha messo a segno aumenti tra 1,4 e 1,9 centesimi al litro,
mentre il gasolio tra 1,8 e 2 centesimi al litro. Anche i dati di Confcommercio
rivelano che a febbraio le flessioni più forti si sono registrate "nel
settore della mobilità": la domanda di motocicli, automobili, carburanti è
calata "del 4% rispetto allo stesso mese del 2007. All'interno di questo
settore, va pure segnalata "la tendenza decisamente espansiva per la
domanda di servizi di trasporto aereo". Per quanto riguarda cinema, sport,
libri e giocattoli, le famiglie italiane continuano a spendere sempre di meno:
"la domanda di beni e servizi ricreativi registra una flessione "a
febbraio del 3,8% rispetto all'analogo mese del 2007. Se la domanda di articoli
e calzature", ha registrato "una diminuzione del 2,2%", quella
per i prodotti alimentari e i tabacchi, ha mostrato "un'evoluzione
negativa", con un calo, rispetto a febbraio dello scorso anno, "delle
quantità acquistate dell'1,8% (-3,6% a gennaio)". Più dinamica la domanda
di beni e i servizi per le comunicazioni.
( da "Messaggero, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Come diceva Flaiano,
Roma è una grande capitale e una città di provincia IL PRESIDENTE della Lazio
che tiene una lezione magistrale all'università? Sì sì, è successo per davvero:
a Viterbo, nell'aula magna della facoltà di Economia dell'università della
Tuscia. L'invulnerabile Lotito si è scelto un temino mica facile: "Modello
di gestione dualistica nel governo della società". Ragazzi, oh! Mica stamo
a pettinà le bambole... E' vero che il presidente è stato contestato dagli
studenti: "Non vogliamo lezioni da questo signore". Ma quelli che
hanno abbandonato l'aula non sanno che si sono persi, per colpa dei soliti
maledetti pregiudizi. Allora per fare giustizia, riferiamo di un'altra lezione
magistrale tenuta da Claudio Lotito che tra l'altro com'è noto, in materia di
lingua italiana, ha i galloni per essere accolto nell'Accademia della Crusca.
Dunque, la lezione ha riguardato 'sta volta i cocci di Alitalia e come ricomporli: Lotito ne ha
parlato alla Taverna Flavia, abituale suo buen retiro, con l'amico Mimmo
Cavicchia l'oste-avvocato. Ed ecco come la pensa il presidente, qual è la sua
ricetta: semplicissima, all'antica. Venderla ai francesi, aspettare i tedeschi,
commissariarla, sperare nella cordata italiana? No, niente di tutto
questo, spiega Lotito. "Bisogna fare come farebbe il pizzicarolo...",
svela. Cioè? "Avete presente il pizzicarolo di una volta, quello con la
matita sull'orecchio? Serve lui...". Per fare che? "Come per fare che?
I conti: ma fatti bene, precisi come li saprebbe fare il pizzicarolo con la
matita, qui ci rimetto, qui ci guadagno, qui risparmio, qui taglio. Il resto
viene da solo...". Chiara la soluzione? Non c'è tempo da perdere, bisogna
avvisare subito il governo e i sindacati, convincerli della bontà dell'idea e
avviare immediatamente una ricerca per trovare il miglior pizzicarolo su
piazza... e, matita sull'orecchio, affidargli l'Alitalia.
Lotito va santificato. CENTO ROSE Diego Della Valle in Tod's ha inviato cento
rose rosse a Lady Paola (Micara). E poi è volato in Giappone. RISERVATO Il
presidente di Rai Corporation Fabrizio Maffei, ex direttore di RaiSport, ha
incontrato (riservatamente) nel salotto dell'Hotel de Russie Joseph Tacopina,
l'avvocato che per conto dell'americano Soros è autorizzato a trattare
l'acquisto del club giallorosso. Un drink durato a lungo. ANDREA Nata a Cesena
cresciuta a Rimini, Andrea Delogu si è autonominata la blogger italiana più
cliccata su Myspace. Cantante in cerca di successo, esordisce nel cinema in un
film tutto filippino intitolato "Italy". Segni particolari: ex fiamma
di Silvio Muccino.
( da "Messaggero, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di CLAUDIO RIZZA e
CLAUDIA TERRACINA ROMA "Sento qualcosa di impalpabile. Credo che questa
non sarà la prima campagna elettorale di una nuova fase, ma l'ultima di questa
pseudo seconda Repubblica. Non c'è nessun entusiasmo, anche negli elettori dei
cosiddetti partiti maggiori. Berlusconi ha esaurito la sua spinta propulsiva,
per questo noi dell'Udc possiamo attingere da quell'elettorato e realizzare
un'impresa che in condizioni normali sarebbe stata impossibile"... Pier
Ferdinando Casini sferra l'ultimo attacco a "Veltrusconi", mentre si
chiude la campagna elettorale. Presidente Casini, Berlusconi ha chiamato in
causa le istituzioni, Quirinale compreso. Cosa accadrà dopo il voto?
"Queste cose non capitano a caso. Sono il frutto di scelte politiche fatte
a freddo, ciniche: l'aver tagliato fuori l'Udc, non per una questione personale
contro di me, ha di fatto reso la Lega determinante. Poichè manca la componente
moderata, il centrodestra s'è trasformato in una destra populista. Non ha nulla
a che fare con il Partito popolare. La concezione proprietaria che anima il Pdl
è peggio di quella che animò Forza Italia agli albori, perchè almeno lì c'era
uno stato di necessità. Chi sceglie Berlusconi sappia che vota uno e prende
due". Intende Bossi? "Assolutamente sì. E' una cosa che già avvertono
tutti, non solo a Roma, ma persino in Veneto e Lombardia, visto che Bossi
pretende già le presidenze delle giunte di quelle regioni. La "golden
share" del Pdl è stata data alla Lega, chi sceglie il Cavaliere, in caso
di vittoria, consegna a Bossi il futuro del Paese". Allora il voto utile
qual è, secondo lei? "Il voto al centro moderato, perché è anche un
antidoto al leghismo". Berlusconi dice di avere sondaggi che danno la
Destra fuori dal Parlamento e l'Udc fuori dal Senato. "Berlusconi commette
un doppio reato. Cita sondaggi quando la legge lo vieta e in più li cita falsi.
Chi si candida per governare il Paese deve innanzitutto rispettarne le leggi e
dire la verità. E noi saremo determinanti in Senato, a partire dal Lazio".
E lo scontro istituzionale? "Continuerà anche dopo il voto. Nessuno aveva
ancora coinvolto il Capo dello Stato tirandolo per i capelli". Cosa è stato,
un avvertimento di Berlusconi per ottenere l'incarico da Napolitano anche se
non dovesse avere la maggioranza in tutte e due le Camere? "Io gli darei
l'incarico anche se non avesse la maggioranza al Senato. Ma il problema viene
dopo, e riguarda chi gli farà fare il governo. Io no di certo. Se poi Veltroni
lo vorrà aiutare, si accomodi". Si va allora verso un premier
"terzo"? Lei pensa di avere chance? "Non mi tiro certo indietro
rispetto alle scelte del Capo dello Stato, le rispetto. Noi lavoriamo per
essere determinanti e un eventuale pareggio ci consentirebbe di esserlo.
Nell'ipotesi di una larga coalizione non ci tireremmo indietro, anche perché
sia che vinca Berlusconi o che vinca Veltroni sarà comunque un grande buco
nell'acqua e le speranze si trasformeranno in frustrazioni". Se invece uno
dei due avrà una maggioranza certa? "Ci siederemo tranquillamente in
Parlamento e daremo il nostro contributo con grande senso di
responsabilità". Un'opposizione di buonsenso? "Ovviamente spero di
essere al governo, determinante. Diciamo che l'Udc non avrà atteggiamenti
sfascisti. La nostra sarebbe un'opposizione alla La Malfa, di contenuti,
costruttiva per il Paese, mai un'opposizione ideologica". Perché Fini si è
allineato a Berlusconi? "Mi pare chiaro, per opportunismo. Fa capire quale
sia la sua ossessione: essere intruppato con il vincente". Per ereditare
la ditta? "Fini non è sciocco, sa benissimo che l'ultimo a cui Silvio
lascerà lo scettro è lui. La sua scelta è più contingente, è figlia della
voglia di An di non contarsi, aveva paura di farlo rispetto a Storace".
Che ruolo svolgerà An per moderare la Lega? "Ormai An è del tutto
irrilevante". Berlusconi ha lasciato aperte le porte all'Udc, mentre il Pd
utilizza la "golden share" della Lega per lanciarvi messaggi. E'
tentato da queste due sirene? "Assolutamente no. Siamo alternativi al Pd
anche sul piano dei contenuti. Per quanto riguarda Berlusconi, ci ha aperto le
porte dopo aver spiegato che non ci deve votare nessuno. E' insultante e
inaffidabile. Sta invecchiando, di solito si invecchia con la saggezza, invece
lui invecchia nell'inaffidabilità. Ne prendiamo atto, ci è simpatico come
prima, ma è sempre un adorabile imbroglione". Che pensa dei due grandi
partiti, Pd e Pdl, appena nati? "Che hanno incorporato le contraddizioni di
un bipolarismo malato. I due grandi partiti sono due grandi finzioni. Io
addirittura, riguardo al Pdl, francamente non so neanche se dopo il voto ci
sarà ancora il Partito delle libertà. Probabilmente, tra qualche mese, si dirà
che è stato l'ennesima pubblicità di Berlusconi. Fini avrà fatto la furbata di
non contarsi. Il Pdl durerà lo spazio di un mattino". Qual è il messaggio
che manda ai cattolici? "Il fatto è che sia il Pd che il Pdl mettono i
temi eticamente sensibili fuori dalla campagna elettorale perché li
imbarazzano. Come fanno ad andare d'accordo la Prestigiacomo e Fini da un lato,
Pisanu e Bondi dall'altro? Come farà la Bonino a intendersi con la Binetti? Per
noi invece bisogna parlare della vita, della morte, dell'eutanasia, perché sono
argomenti che riguardano le persone, le famiglie, i bambini. Sono temi di
coscienza, è vero, ma su questi noi votiamo in Parlamento". Pochi giorni
fa Berlusconi ha dichiarato che il cardinale Ruini sa bene quale sia il voto
utile. "Secondo Berlusconi è solo quello per lui. Ma è un suo problema.
Oggi il mondo cattolico ha una pluralità di opzioni, non c'è più l'unità
politica dei cattolici. Per quanto riguarda Ruini, la differenza è che se
Berlusconi lo incontra due volte lo dice a tutti, se io lo vedo dieci volte non
lo dico a nessuno". Dopo il voto riprenderete il dialogo sulle riforme?
"Credo che non siano la priorità per gli italiani che non arrivano alla
fine del mese. Comunque, noi proponiamo un'Assemblea costituente da votare
insieme alle Europee". Ritiene che le vostre proposte siano state
individuate dagli elettori? "Metto in luce tre cose. Primo, ci siamo
sottratti al festival delle promesse, la gente ha capito che abbiamo parlato il
linguaggio del dovere, della responsabilità, del merito, dell'autorità. Secondo,
abbiamo posto con forza il tema dell'identità cristiana dell'Italia, che è
anche il tema della connessione tra l'Occidente e la difesa dell'identità
cristiana. Cose che vanno oltre l'essere credenti o non credenti". Il
terzo punto? "La modernizzazione dell'Italia. Il nucleare, i
rigassificatori, le opere pubbliche, tutte questioni che abbiamo posto prima
degli altri". Cosa intende per responsabilità e merito? "Il punto è:
perché in Italia non si fanno certe cose? Perché il Comune X non decide di fare
il rigassificatore? Perché c'è un processo di deresponsabilizzazione che fa sì
che nessuno si assuma l'onere di scelte impopolari. Perché
Berlusconi non ha affrontato il tema Alitalia quando era al governo? In quei 5 anni l'Alitalia ha perso miliardi, e non perché
c'era un cattivo management, come ha detto lui. Ma perché subiva oneri impropri
su Malpensa. E Berlusconi, che era ed è al laccio della Lega, non poteva e non
potrà porre il problema". Il merito è un problema ineludibile per
scuola, università e ricerca? "Bisogna rompere con la vecchia cultura
post-sessantottina. Oggi i laureati non hanno nulla in mano, non possono
entrare nel mondo del lavoro perché i titoli sono svalutati. Per questo,
bisogna rivedere i criteri di accesso alle facoltà e anche la moltiplicazione
delle università e la metodologia per selezionare i docenti, come il Messaggero
ha segnato più volte con le sue inchieste. Bisogna stare attenti: se tutti si
iscrivono a Scienze politiche o Sociologia, si creano solo fabbriche di disoccupati".
Che fare sul nucleare? "Proponiamo di insediare una commissione tecnica,
non politica, che studi le modalità per ripartire con la ricerca del nucleare
di terza generazione. E le centrali si devono fare anche in Italia, non solo in
Albania. Ci sono già i siti per i depositi radioattivi, come Scanzano".
Sull'immigrazione e la sicurezza le ricette sono le più svariate. Voi cosa
proponete? "Siamo per favorire l'arrivo di una immigrazione qualificata,
come fanno in Germania e in Inghilterra. La nostra è di basso livello
qualitativo, purtroppo. Ma dobbiamo garantire la massima accoglienza agli
immigrati regolari che lavorano, mentre serve il pungo duro con i clandestini.
Per i primi proponiamo il voto amministrativo dopo 5 anni e anche la
cittadinanza a patto che conoscano bene la lingua e le nostre tradizioni. E
bisogna mettere la polizia nelle condizioni di avere i mezzi per contrastare la
criminalità e avere pratiche di respingimenti efficaci. Fondamentale è riaprire
i Centri di permanenza temporanea, come dicono anche Berlusconi e Fini, e come
chiede l'Europa". E la droga? "La nostra linea è durissima, la
tolleranza zero. Favorevoli a che i Nas controllino le scuole. E ad un giro di
vite contro chi guida ubriaco e sotto effetto di stupefacenti". Parliamo di
Roma. Che ne dice della polemica di Berlusconi con Totti che tifa per Rutelli
sindaco? "Per me ogni calciatore può dire quello che vuole, se Totti vota
Rutelli avrà i suoi motivi. Berlusconi ci ha abituato che nello spazio di
qualche ora dice tutto e il contrario di tutto. Il suo problema è che se il
capitano della Roma avesse votato per lui, sarebbe stato il più grande genio
della terra". Se Rutelli e Alemanno andassero al ballottaggio, che farà
l'Udc? "Indiremo un referendum tra i nostri iscritti ed elettori che
decideranno quale strada prendere. Personalmente non ho pregiudizi, ma nemmeno
preferenze. Devo però dire che sull'ex sindaco Veltroni do un giudizio
negativo: poca sostanza, troppi salotti e tappeti rossi". Quali sarebbero
i primi tre provvedimenti che prenderebbe a palazzo Chigi? "Le riduzioni
fiscali per le famiglie. L'abolizione delle Province, anzi su questo sfido
Berlusconi e Veltroni ad essere coerenti con quanto hanno promesso. Aspetterò
il secondo Consiglio dei ministri, poi comincerò a martellare, chiedendo il
rispetto degli impegni. Terzo, l'accelerazione sul nucleare".
( da "Corriere della Sera" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-04-12 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE Il caso Code ai check-in. "Ma la manutenzione è
fatta e la sicurezza non è a rischio" Linate, ancora caos: ritardi e voli
tagliati Lavori e maltempo, un'altra giornata di disagi per migliaia di
passeggeri La seconda giornata di scarsa visibilità prolunga il caos a Linate.
Ieri è andata ancora peggio di giovedì: la mattinata si è chiusa con 13 voli in
arrivo dirottati su altri aeroporti (Malpensa e Orio al Serio) e 8 partenze
cancellate. Migliaia di passeggeri coinvolti, code al check-in, difficili i
trasferimenti, coincidenze e appuntamenti persi, proteste. I tecnici della Sea
hanno accelerato però i lavori di manutenzione sulla pista. Da oggi quindi gli
atterraggi torneranno regolari anche se ci saranno ancora nebbia o nuvole. I
problemi sono legati a una coincidenza: da una parte i lavori già programmati,
iniziati a marzo e con termine previsto per fine maggio. Tra questi, anche una
revisione e ammodernamento dei sistemi sulla pista. In questi giorni è quindi
stato impossibile usare alcuni strumenti necessari per l'atterraggio. Le nuvole
basse non hanno così permesso un flusso regolare negli atterraggi. "La sicurezza
non è mai stata pregiudicata", spiegano alla Sea. In queste condizioni di
visibilità e senza alcuni strumenti, le decisione se atterrare o meno è in gran
parte a discrezione del pilota. è lui a dover valutare dal tipo di aereo e
dalle condizioni in volo nel momento esatto in cui si avvicina alla pista se
atterrare o no. Il flusso e la distanza tra gli aerei che atterrano è comunque
limitata. è per questo che alcuni voli provenienti da Londra o Parigi sono
arrivati comunque a Linate, mentre molti altri (Air One, Alitalia, Meridiana provenienti da Roma, Napoli, Bari, Cagliari, Alghero,
Olbia) sono stati dirottati su altri scali lombardi. E così si sono creati
disagi e ritardi a catena fino alle prime ore del pomeriggio. Come estremo
effetto di questi ritardi si arriva alle cancellazioni: ieri sono saltati otto
voli, tra cui quelli per Parigi, Roma, Napoli, Catania, Palermo. Per non
aumentare i disagi dei passeggeri, su alcune destinazioni come Roma/Linate/
Palermo, Alitalia ha fatto sapere di aver preferito
l'atterraggio su Malpensa per poi "far andare gli aerei vuoti a Palermo e
garantire in questo modo la tratta". Nonostante gli sforzi per dare
informazioni, è stata una mattinata di proteste da parte di migliaia di
passeggeri. G. San. I disagi Code ai check-in anche ieri, nello scalo di
Linate, a causa dei lavori in corso in aeroporto edel maltempo sulla città
(Foto Newpress).
( da "Corriere della Sera" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-04-12 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE Partito socialista Craxi: Milano ha bisogno di più
sinistra riformista è stato uno degli protagonisti della vittoria per l'Expo e
da qui riparte. "Questo rilancio della città ottenuto sul piano
internazionale ed interno deve essere accompagnato da una robusta iniezione di
finanziamenti, devono essere completate le opere, va aumentata la capacità di
accoglienza delle nostre università a studenti italiani e stranieri per far
crescere il livello di sapere e competitività". Bobo Craxi,
sottosegretario agli Esteri e capolista del Partito Socialista, chiede il voto
"perché a Milano ci deve essere più sinistra riformista. Noi siamo un
grande partito sul piano politico, ma debole elettoralmente: il Pd rischia di
essere un grande contenitore elettorale ma confuso sui punti di riferimento
sociali ideali". Per nulla scandalizzato dalla polemica sui grattacieli
("Meglio litigare per ciò che si deve fare che polemizzare su quello che
non si è fatto. E comunque, decidano gli esperti che non sono cantanti nè capi
partito"), Craxi spiega che "Milano si è rialzata e in questa nuova
pagina c'è anche un pezzo della cultura socialista e riformista che io
rappresento. Sono tanti - racconta - gli ex amministratori socialisti che si
sono fatti vivi in questa campagna elettorale, da un ex sindaco come Paolo
Pillitteri a ex sindaci e assessori dell'hinterland che sono tornati con
noi". Sull'immigrazione, Craxi attacca la Lega e tutta la destra,
"compreso il partito di Berlusconi": "Hanno fatto troppa
demagogia elettorale e si sono dimenticati che, come avevo detto nel discorso
di presentazione della candidatura di Milano, questa città ha il coeur in
man". E si chiude come si comincia, parlando di Expo a
proposito del nodo Malpensa e Alitalia: "La compagnia presenta un bilancio di questi 15 anni che è
oggettivamente negativo. Malpensa deve riprendere il proprio ruolo e l'Expo
sarà uno straordinario volano: va detto però che la Sea deve restare in mano
pubblica è patrimonio della città". E. So. Socialisti Bobo Craxi.
( da "Corriere della Sera" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-12 num: - pag: 9 categoria:
REDAZIONALE Lo scrutinio Il titolare dell'Interno invita i suoi predecessori
per la notte di lunedì: sì da Pisanu, Maroni e Bianco Amato e i sospetti: un
Viminale "casa di vetro" Il ministro: "Sull'estero controlli
attivati". Oltreconfine affluenza del 41,6%, in lieve calo ROMA - Nella
notte dello scrutinio elettorale, gli ex ministri dell'Interno, compresi Beppe
Pisanu e Roberto Maroni, saranno ospiti a cena di Giuliano Amato e insieme a
lui potranno verificare che il Viminale è davvero "una casa di vetro"
quando si tratta di contare i voti espressi dagli italiani. Una vigilanza
speciale, poi, è stata predisposta dal governo per i plichi delle schede
restituite ai consolati degli italiani all'estero (ha votato il 41,66% contro
il 42,07 del 2006) che da oggi inizieranno ad arrivare a Fiumicino con un volo
cargo dell'Alitalia proveniente
dal Sud America per poi essere trasportate nei capannoni di Castelnuovo di
Porto, a nord di Roma, per lo spoglio. L'allarme lanciato dai magistrati
calabresi, sulla possibile manipolazione parziale del voto in Argentina, ha
fatto scattare da giorni procedure rigorose: "Dopo aver avuto la notizia
dai magistrati abbiamo attivato il ministero degli Esteri al quale
abbiamo chiesto che quelle schede non vengano mai perse di vista", ha
detto Amato che poi ha aggiunto: "Il mio augurio è che i consoli se le
siano tenute sempre sotto il letto. Certo, sapere che ci sono persone che
scambiano denaro per voti per chi crede nella democrazia non è mai una grande
soddisfazione, ritengo comunque che le misure attivate possano aver prevenuto
il danno". Nella circoscrizione Estero hanno votato 1.204.720 italiani
(oltre ai 14.827 concittadini temporaneamente residenti, tra i quali 3.757
militari delle missioni di pace) con significativi incrementi dei votanti
proprio in Argentina (dal 56% al 63%) e con una generale flessione (-2%) dei
plichi restituiti per mancata consegna. Il viceministro Franco Danieli (Esteri)
ha ammesso che ci sono stati "alcuni disguidi" (migliaia di buste per
rinviare le schede ai consolati stampate senza autorizzazione): "Ma è poca
roba, tutto il resto è gossip". Danieli ha aggiunto che la responsabilità
del console finisce nel momento in cui l'elettore riceve per posta il plico e
firma la relativa ricevuta al corriere: "Possibili irregolarità sono inevitabili
con il voto per posta e noi non possiamo collocare un carabiniere in ogni casa
per controllare il senso civico degli elettori". Tuttavia, ha spiegato il
direttore generale degli Italiani all'estero, ambasciatore Adriano Benedetti,
"tutto è stato fatto per garantire i plichi e gli esposti giunti alla
procura di Roma sono stati solo 6, di cui due dall'America Latina". A
Buenos Aires, le schede sono state conservate in una stanza videosorvegliata
nella quale potevano entrare il console e un maresciallo dell'Arma. Ora la
patata bollente passa nelle mani di Giuliano Amato. E così l'attuale
responsabile del Viminale - che ieri sera ha chiuso la sua carriera politica a
Torino, la città dove ebbe il suo "battesimo " 25 anni fa - per
interrompere il martellamento su possibili brogli ha invitato a cena per lunedì
gli ex ministri dell'Interno della Cdl e dell'Unione. Hanno accettato in tre:
Beppe Pisanu, Roberto Maroni e Enzo Bianco ma, forse, ci sarà anche Claudio
Scajola. Con questo invito, Amato cerca di sparigliare dopo essere stato il
bersaglio preferito del Pdl sulla grafica delle schede: "Ci tengo per me,
per i miei predecessori e per i miei successori, che non venga messa in dubbio
la qualità del Viminale, come casa di vetro dove si lavora secondo il principio
di legalità". In ogni casa di vetro, tuttavia, i controlli più rigorosi
possono provocare ritardi: "L'osservazione scrupolosa delle procedure - ha
infatti avvertito Amato - potrebbe comportare che i dati arrivino con maggiore
lentezza, mentre per converso la trattazione delle schede a una a una
faciliterà le proiezioni". Ultima avvertenza, la timbratura di tutte le
schede bianche così come escono dall'urna. E' una bella novità per verificare
se l'incredibile crollo delle bianche registrato alle ultime elezioni (da
1.601.307 nel
( da "Corriere della Sera" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2008-04-12 num: -
pag: 32 categoria: REDAZIONALE La Giornata in Borsa di Giacomo Ferrari Finale
in flessione. Bene Fastweb Wall Street (zavorrata dal calo delle stime di
General Electric e dal dato sui consumi Usa) condiziona le Borse europee che,
dopo un avvio positivo, chiudono tutte in rosso l'ultima seduta della
settimana. A Piazza Affari l'indice S&P-Mib ha lasciato sul campo l'1,03% e
il Mibtel è sceso dello 0,9%. Maglia nera per StMicroelectronics, che ha
registrato una flessione del prezzo di riferimento pari al 3,98%. Ma
nell'ambito delle società più capitalizzate del listino altri quattro titoli
hanno ceduto più di tre punti percentuali. Si tratta di due aziende del made in
Italy, penalizzate dalla debolezza del dollaro ( Geox e Luxottica, scese
rispettivamente del 3,22% e del 3,54%), dell'Espresso (-3,53%) e del Banco
Popolare (-3,47%), che con Monte Paschi (-1,84%) guida i ribassi dei bancari.
In calo anche Saipem (-2,24%) e Autogrill (-2,07%). Sul fronte dei rialzi,
spicca invece il recupero di Fastweb, il cui prezzo di riferimento è cresciuto
del 2,63%. A sollecitare gli acquisti è stata in questo caso l'ennesima
riproposizione dell'ipotesi di delisting, anche se la controllante Swisscom ha
sempre smentito questa eventualità, almeno in tempi brevi. Le altre variazioni
positive fra i titoli principali si limitano a poche frazioni di punto: le più
significative riguardano Mediaset (+0,98%), Terna (+0,83%) e A2A (+0,77%).
Fuori dall'S& P-Mib, però, vanno registrate le forti
performance di Alitalia
(+12,50%) e Roma Calcio (+4,45%), la prima legata alle scommesse su una ripresa
delle trattative con Air France, la seconda dopo le conferme di un
interessamento del finanziere Usa George Soros. Bancari In calo il comparto dei
bancari, guidato da Banco Popolare e Monte Paschi.
( da "Corriere della Sera" del 12-04-2008)
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- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-12 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Aeroporto, aumentano i passeggeri e le truffe Seicento corse in più
ogni giorno per i tassisti. Presidi dei carabinieri ai posteggi Da aprile all'aeroporto di Fiumicino sono arrivati quasi 900 voli Alitalia in più, almeno 10-12 mila
viaggiatori I tassisti romani hanno trovato un "tesoretto" da 25-30
mila euro al giorno. Dall'inizio di aprile, con l'introduzione dell'orario
estivo, all'aeroporto di Fiumicino sono arrivati quasi 900 voli Alitalia in più: si tratta di
collegamenti che prima gravitavano intorno a Malpensa. E il traffico
passeggeri è aumentato di almeno 10-12 mila viaggiatori ogni giorno. Il numero
delle corse taxi - osservano dagli Aeroporti di Roma - da un giorno all'altro è
così cresciuto del 10%: ogni giorno, dunque, dallo scalo partono 500-600 corse
in più. Un tesoretto appunto. Che ha scatenato una piccola guerra per spartirsi
la ricca torta. Dopo qualche settimana di relativa calma, infatti, sono tornate
truffe, trucchetti e piccoli imbrogli ai danni dei clienti, ma anche fra tassisti
per accaparrarsi le corse migliori. "Il problema è rappresentato dalle
poche decine di disonesti che vanno a prendersi i turisti agli arrivi violando
la legge e li caricano in macchina fuori dai parcheggi. E passano così davanti
a centinaia di colleghi onesti che fanno la fila ", dice uno dei vigili
del Gruppo intervento traffico. I carabinieri della Compagnia aeroporto proprio
per fronteggiare la situazione di emergenza hanno schierato nelle ultime
settimane una piccola task force: "Mandiamo uomini in borghese a
presidiare i parcheggi taxi, se ci allontaniamo può capitare di tutto",
spiega il capitano Nino Pappalardo. E il bilancio dei controlli delle ultime
settimane, che hanno riguardato anche le auto a noleggio con conducente, è di
13 richieste di sospensione di licenza, varie denunce per inosservanza delle
disposizione delle autorità e altri reati. Il campionario delle truffe è
ricchissimo. C'è chi carica i clienti saltando la fila e poi parte senza
applicare la tariffa fissa (40 euro per il centro di Roma), chiedendo poi
all'arrivo 80, 90 o magari 100 euro a ignari turisti stranieri. C'è chi ha
scovato un altro ingegnoso stratagemma. Eccolo. I tassisti in fila per le corse
hanno diritto a caricare altri clienti evitando la coda se rientrano nello
"stallo" entro 10 minuti dall'ultima partenza. è un'agevolazione che
serve per non penalizzare quei conducenti che dopo due ore di fila si ritrovano
a caricare un cliente diretto nei pressi dell'aeroporto, con una corsa da pochi
euro. I furbi, sfruttando questa possibilità, si sono organizzati: l'autista
prende il cliente, con una scusa ("mi sento poco bene", "ho un
guasto alla macchina", "devo correre a casa, un problema di
famiglia") lo convince a salire sulla macchina di un collega che lo
aspetta a poche centinaia di metri dal parcheggio; e torna a caricare clienti,
saltando la fila. Tutto ciò per due, tre o quattro volte di fila, grazie a
colleghi complici. E ai danni dei tassisti regolarmente in coda. "Con
questo sistema - spiegano i vigili - poche decine di autisti ogni giorno
effettuano centinaia di corse dall'aeroporto. Possono farlo solo perché saltano
la fila. Ma per effettuare i controlli anche fuori dal parcheggio, purtroppo
siamo in pochi". Paolo Foschi Alessandro Fulloni.
( da "Corriere della Sera" del 12-04-2008)
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- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-12 num: - pag: 3 categoria:
BREVI +10% è l'aumento medio del numero di corse taxi registrato a Fiumicino
con il trasferimento dei voli Alitalia dall'aeroporto lombardo di Malpensa 25.000 886 èil valore
stimato delle circa 500-600 corse taxi aggiuntive in partenza ogni giorno da
Fiumicino con l'arrivo dei nuovi voli da Malpensa èil numero di voli a
settimana trasferito con l'orario estivo da Malpensa a Roma, per un totale di
10-12 mila passeggeri in più al giorno
( da "Corriere della Sera" del 12-04-2008)
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NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-12 num: - pag: 29 categoria:
REDAZIONALE Toto "Noi pronti" Rispunta AirOne ROMA - Riecco Carlo
Toto. Poche righe attribuite a "ambienti vicini alla compagnia, riprese
dall'Ansa, segnano il rientro in scena del patron di
AirOne, uno dei candidati all'acquisto di Alitalia. "C'è ancora interesse per un'iniziativa di risanamento e
rilancio" dopo il voto, si fa sapere, "non senza aver effettuato una
seppur breve due diligence ". Non una parola su quello che finora è stato
il partner di Toto: Intesa Sanpaolo. L'impressione che se ne trae è che
l'imprenditore, ritrovatosi stretto tra l'ipotesi Air France e il tentativo di
cordata di Berlusconi (da cui pare per ora escluso) cerchi spazio. E nuovi
sponsor. A. Bac.
( da "Corriere della Sera" del 12-04-2008)
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NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-12 num: - pag: 29 categoria:
REDAZIONALE L'intervista L'Authority: se non riparte la trattativa con Air
France, l'Europa ci costringerà a intervenire "Alitalia, con poca liquidità licenza a
rischio" Il presidente Enac Riggio: due settimane per ripristinare la
cassa ROMA - "Entro due settimane, massimo tre, se Alitalia non ci spiega come fa a
ripristinare una liquidità di almeno 12 mesi, non potremo far altro che
sospenderle la licenza". Vito Riggio, presidente dell'Enac, fa il
punto della situazione dopo l'incontro che, l'altro ieri, c'è stato tra il
nuovo presidente dell'Alitalia, Aristide Police, e i
vertici dell'ente nazionale per l'aviazione civile. Perché avete convocato
Police? "Perché abbiamo il compito di accertare se, come prevede il
regolamento comunitario, l'Alitalia ha liquidità per
almeno un anno". Ma sono mesi che la compagnia non ce l'ha. "Sì, ma
quando due mesi fa abbiamo convocato l'allora presidente di Alitalia,
Maurizio Prato, ci è stato spiegato che era in corso una trattativa seria con
Air France-Klm che avrebbe risolto la questione. Ma adesso, dopo la rottura del
negoziato, dobbiamo rifare il punto". Lo avete fatto? "Al momento,
ufficialmente, un compratore non c'è e il prestito ponte non è possibile. La
situazione è drammatica. O Alitalia in tempo rapidi
spiega come ripristinerà la liquidità a 12 mesi oppure saremo costretti ad
applicare le norme comunitarie che prevedono la sospensione della
licenza". E gli aerei resterebbero a terra? "No. Noi possiamo dare
una licenza provvisoria, legata a un piano di emergenza, che consenta ai
passeggeri che hanno acquistato il biglietto di volare". Quando potreste
prendere questa decisione? "C'è bisogno di un paio di settimane per
approfondire la situazione dei conti. Aspettiamo il resoconto di marzo sulle
perdite. Alitalia deve inoltre valutare quanto
risparmierà con lo spostamento dei voli da Malpensa a Fiumicino. Allo stesso
tempo però, c'è già un calo nel riempimento degli aerei e un crollo della
vendita dei biglietti. La prossima settimana faremo un incontro tecnico con Alitalia". Sarà risolutivo? "Piuttosto, spero che
in questi 15 giorni o torni la soluzione Air France-Klm o se ne trovi un'altra
". La cordata di imprenditori italiani? "Che finora nessuno ha
visto". Nell'eventualità del rilascio di una licenza provvisoria, per
quanto sarebbe valida? "Prima ancora di risponde a questo va detto che la
licenza provvisoria si può dare se non ci sono problemi di sicurezza dei voli e
qui posso dire che i controlli sono stati rafforzati e si può stare tranquilli.
Ma non basta, perché dovrebbero intervenire le banche a sostenere questa fase
di sopravvivenza, fermando l'emorragia delle perdite". Lei è scettico.
"Per esperienza so che la licenza provvisoria è l'anticamera della morte.
A quel punto immediatamente si farebbero sotto tutti i creditori e la
prospettiva del fallimento si avvicinerebbe". Basteranno 15 giorni per
evitarla? "Guardi, le due settimane possono diventare anche tre, se c'è
una prospettiva concreta. Ma quello che voglio far capire è che noi siamo
obbligati ad applicare le norme, altrimenti ne siamo direttamente responsabili.
Se non lo facciamo, una compagnia concorrente può presentare ricorso. Insomma,
tutti devono rendersi conto che per Alitalia, se non
si fa qualcosa, è cominciato l'ultimo miglio". Enrico Marro \\ Senza
compratore e prestito ponte la situazione è drammatica. E c'è un crollo nelle
vendite di biglietti \\ Potremmo dare una licenza provvisoria ma so per
esperienza che è l'anticamera del fallimento Vito Riggio, presidente dell'Ente
nazionale per l'aviazione civile.
( da "Campanile, Il" del 12-04-2008)
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Pil, consumi e
prezzi: il governo che verrà dovrà vedersela con un Paese in piena emergenza,
maglia nera per produttività e salari. Ma la politica sembra essersene
dimenticata Qualunque sia l'esito delle elezioni, ricevere in eredità un Paese
con un'economia al palo non sarà cosa da poco. In ordine di tempo, tutti gli
istituti economici, italiani e stranieri, hanno rivisto al ribasso le
previsioni di crescita: Ocse, Fmi, Confindustria e anche il governo, descrivono
una crescita che per l'anno in corso non andrà oltre lo 0,3%. Cresce, invece,
l'inflazione che nel mese scorso ha raggiunto il 3,6% raggiungendo e superando
quel 3,4% messo a segno nel 1994 e con essa volano le tariffe che trainate dal
caro-petrolio, producono un effetto-bomba sui prezzi. Prezzi in continua
crescita anche per i prodotti alimentari: pasta, pane, latte e ortofrutticoli.
Si diffondono le offerte, soprattutto l'ultima settimana del mese, la più a
rischio per le tasche dei cittadini. A fronte di questo dato, calano, quindi, i
consumi. Secondo gli ultimi dati disponibili, pubblicati ieri da Confcommercio,
quelli delle famiglie, sono diminuiti dello 0,5% su base annua, registrando la
quarta flessione consecutiva (a gennaio, il calo era stato del 3,6%, nel quarto
trimestre del 2007 pari al meno 2%, nel terzo al meno 1,8%, nel secondo al meno
2,1% e nel primo trimestre al meno 1,3%. Nel 2007, il dato è stato negativo per
l'1,8%). Le buone notizie dal fronte economico arrivano solo dai conti pubblici
(a maggio dovrebbe finire la procedura per deficit eccessivo in atto dal 2006)
e dalle entrate. A proposito di entrate, però, quel famoso tesoretto che
"gira" e rigira" da almeno un anno e mezzo, non ha trovato
ancora il giusto collocamento, a patto che ci sia, a questo punto. Il ministro
uscente dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa aveva promesso che a giugno
avrebbe fatto il punto sull'extra-gettito, ma con un nuovo governo da
insediare, il tesoretto finirà laddove è venuto. I dati economici non possono
però prescindere da un'altra situazione che sta monopolizzando sia il mercato
che la vita politica: l'affare-Alitalia. L'azienda è in crisi da anni, i prestiti ponte sono negati
dall'Unione europea, perché già ottenuti (in due tranche), AirFrance ha fatto
marcia indietro, e la liquidità in cassa non permette di andare avanti ancora
per molto. I sindacati martedì, a voto concluso, sono stati convocati
dall'azienda (giovedì hanno incontrato i vertici dell'esecutivo a
Palazzo Chigi) e al nuovo governo toccherà proseguire, a patto che i francesi
lo desiderino ancora, la trattativa già intrapresa o vedere se la cordata alla
quale più volte ha fatto riferimento il Cavaliere, esiste davvero. Comunque,
tra esuberi, e dismissioni, non sarà semplice traghettare il
"vecchio" al "nuovo". Poi c'è la questione dei salari. In
Italia sono tra i più bassi dell'Ue, insieme alla produttività che
"regala" al Belpaese, secondo gli ultimi dati pubblicati dal Fondo
monetario internazionale, la maglia "nera" dell'ultima della
classifica. E anche se l'Europa, ha stabilito che dalla mozzarella alla
diossina e dal vino adulterato non ci sono rischi per la salute, l'immagine del
nostro Paese è compromessa anche dal fronte dei prodotti tipici da
esportazione. Se ci si mette anche la questione, irrisolta, dei rifiuti in
Campania, il quadro è completo. Bene, allora cosa rimane? E soprattutto da cosa
ripartire? Difficile stabilirlo perché la campagna elettorale che si è appena
conclusa ne ha parlato poco. I due candidati premier non si sono soffermati
come avrebbe preteso la situazione su giovani, lavoro, precariato,
emergenza-casa, salari e pensioni. E tutte queste cose insieme fanno
un'emergenza grossa come una casa, un bubbone purulento, pronto ad esplodere al
minimo sussulto. La politica, però, sembra infischiarsene, prosegue nella sua
fase di scollamento dalla popolazione come dalla realtà e i toni di questa
campagna elettorale lo lasciano bene intendere. (12-04-2008).
( da "Campanile, Il" del 12-04-2008)
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Lea Vendramel Il Cav
tra gaffe, attacchi e polemiche Si chiude la quinta campagna elettore di Berlusconi.
E la certezza di vincere vacilla Scende il silenzio sulla quinta campagna
elettorale del Cavaliere. Ma ancora riecheggiano le parole con cui nelle ultime
settimane ha martellato gli elettori e ha punzecchiato gli avversari. È stato
un crescendo continuo, segnato dalle solite gaffe, dai soliti attacchi, dai
soliti slogan. Ha iniziato strappando il programma del Partito democratico e ha
finito dando del pazzo a Francesco Totti per aver appoggiato la candidatura di
Francesco Rutelli al Campidoglio e dei "grulli" a quegli italiani che
cadranno "nel tranello di Veltroni". Certo, meglio "grulli"
che "coglioni", come due anni fa aveva etichettato gli elettori
dell'Unione. Ma al di là delle parole, è l'atteggiamento che non cambia. È
sempre il solito Cavaliere. Quello che demonizza l'avversario e si presenta
come il salvatore della patria, quello che allarma il Paese su scenari
catastrofici qualora non sia lui a guidarlo, quello che dice una cosa e poche
ore dopo la ritratta, quello che nasconde dietro battute e barzellette la sua
mancanza di risposte concrete e adeguate. Il caso più clamoroso, quando ospite
del Tg2 a una giovane precaria che gli chiedeva la sua ricetta per chi non ha
una stabilità lavorativa, ha risposto sorridendo: "Le consiglio di cercare
di sposare il figlio di Berlusconi o qualcun altro del genere". È una
battuta, si è difeso lui, vedendosi attaccato da tutti i fronti per queste
parole. Ma una battuta decisamente fuori luogo. A quanto pare, il leader del
Pdl ancora non ha capito che il Paese non ha bisogno della sua ironia, ma di
soluzioni valide alle problematiche che lo attanagliano. Anziché proporre
"esami di sanità mentale" per i magistrati, dovrebbe pensare a
risolvere i veri problemi della giustizia, dalla certezza della pena alla
rapidità dei processi. Più degli annunci eclatanti, come
nel caso di Alitalia,
servono fatti. Fin dall'inizio della campagna elettorale, Berlusconi si è detto
sicuro di vincere. Ma con l'avvicinarsi dell'apertura delle urne questa sua
ostentata certezza ha cominciato a vacillare. Ecco perché ha rispolverato il
ben noto ritornello sui brogli e ha invitato con sempre più insistenza al voto
utile. Non solo. Ha tirato in ballo anche il Quirinale. Temendo un
pareggio a Palazzo Madama, ha messo le mani avanti, facendo capire che anche se
il Pdl vincerà di misura non intende fare concessioni agli avversari né
accettare compromessi: sarà lui a governare e le presidenze delle Camere
andranno a uomini del suo schieramento. Certo, si è azzardato a suggerire, se
il Capo dello Stato si facesse da parte, allora se ne potrebbe parlare. Del
resto, si sa, il Colle resta la sua massima aspirazione. Parole che, oltre a
suscitare dure reazioni negli avversari, hanno portato a prese di distanza da
parte dei suoi stessi alleati, convinti che questa volta abbia davvero
esagerato. E non è l'unica. Anche definire un eroe Vittorio Mangano non è stata
proprio una gran trovata. Tanto che i leghisti hanno preferito dissociarsi. Per
non parlare della candidatura di Giuseppe Ciarrapico nelle liste del Pdl, che
ha innescato un vero e proprio scaricabarile tra il Cavaliere e An. Nessuno,
infatti, era disposto ad assumersi la responsabilità della sua candidatura.
Insomma, un film già visto. (12-04-2008).
( da "Tempo, Il" del 12-04-2008)
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Stampa Fabio Perugia
f.perugia@iltempo.it Qualcuno avrà pensato di ... Fabio Perugia f.perugia@iltempo.it
Qualcuno avrà pensato di essere al Festival del cinema di Venezia. O a Cannes,
poco cambia. Di certo, si contavano più artisti che politici. E prendendo in
mano la nomenklatura degli invitati, difficilmente si poteva pensare di essere al
comizio di fine campagna del Partito democratico. Certo, centomila bandiere
biancoverdi che invadono piazza del Popolo non passano inosservate, ma Walter
Veltroni non ha potuto fare a meno di portare al Centro di Roma tutti i suoi
"sponsor" viventi. Così, stipati sotto un gazebo per ripararsi dalla
pioggia, uno ad uno si sono susseguiti i volti più famosi dello spettacolo
italiano. Una folla di vip. Una marea di vip, soprattutto del cinema ma non
solo. Tanto che il segretario si materializza in piazza, un po' ritardo sul
programma, scendendo dal suo pullman verde assieme a Lorenzo. Sì, proprio quel
Jovanotti che a Walter ha "regalato" le note del suo ultimo successo
musicale per provare a vincere. "Mi fido di te" canta la piazza
mentre i due la tagliano, nel mezzo, correndo sul palco. Sotto, nel parterre,
Alessandro Haber, Laura Morante e Isabella Ferrari battono e ribattono le mani
unendosi al coro di tutti gli elettori arrivati per sentire le parole del loro
ex sindaco: "Walter! Walter! Walter!". Ecco che rispuntano i cartelli
rettangolari col logo del Pd e la scritta "Si può fare. Veltroni
presidente". Ne distribuiscono a migliaia i Wolontari. C'è anche un
manifesto nuovo. Stesso formato, stesso logo, stessi colori, ma con lo slogan
scritto a caratteri cubitali "Io sono ottimista". Si prendono in uno
dei quattro stand del Pd assieme a una bandiera e un adesivo. Per la maglietta,
invece, ci vogliono cinque euro. Anche la spilla si paga (0,50 euro), come il
portachiavi (3 euro), il palloncino (0,30 euro) e la borsa (2 euro). Per alcuni
si può fare, per altri no. La piazza è ormai gremita, la gente ci crede, è
ottimista, urla il nome del segretario, il suo slogan, applaude a ogni
passaggio del suo discorso. L'unico inconveniente è la pioggia. I diciotto
pannelli solari installati sulle impalcature ai lati del palco sono serviti a
poco senza il sole ad alimentarli. Ma non è certo questa la più grande
preoccupazione dei veltroniani. Semmai il problema è non poter vedere in faccia
Rutelli, Zingaretti, Franceschini e lo stesso Veltroni. O meglio, li vedono
solo attraverso milioni di pixel proiettati su un maxischermo. Perché la
pioggia costringe tutti a stare con gli ombrelli aperti e nessuno vede nulla.
Qualcuno s'innervosisce pure. "Certo che sono qui per vedere Veltroni, era
meglio stare a casa", dice una signora. "Ma dai, se butti lo sguardo
in mezzo a quell'ombrello si vede", le fa l'amica avvolta in una bandiera
del Partito democratico. In una lotta continua tra chi cerca di scansare l'uno
e chi l'altro per vedere l'amato Walter, cala giù dal Pincio anche uno
striscione rosso dei Socialisti: "Io sono laico! Io voto
socialista!". Ma è una goccia nel deserto. Tutt'intorno è
bianco-rosso-verde. Ci sono i sostenitori di Fiano, di Civitavecchia, di
Cassino e altre città della Provincia romana. C'è uno striscione di alcuni
lavoratori della Telecom. Ma anche un cartello del circolo Alitalia con la scritta "Walter
facce vola'". Più avanti, tra le telecamere, il vippaio si fa sempre più
folto. Arriva anche il regista Paolo Virzì. Poi Fiorella Mannoia, Serena
Dandini, Remo Girone, Francesca Archibugi. Il parterre diventa una passerella.
C'è Gigi Proietti, attore-idolo dei romani e dell'Italia. C'è la ballerina di
danza classica Carla Fracci. Ancora: Margherita Buy, le sorelle Comencini, Gigi
Magni, Simona Izzo. Il compositore Ennio Morricone. L'umorista yiddish Moni
Ovadia. Ambrogio Sparagna e Mariangela Melato. Manca Francesco Totti ma ci
pensa Veltroni a nominarlo facendolo entrare comunque nella grande festa. C'è
Michele Placido e non poteva mancare la romanissima Sabrina Ferilli. Alla fine
Paolo Bonolis non arriva, ma c'è Pippo Baudo ad abbracciare Veltroni. Tutto lo
star system di Walter è lì. Il segretario parla a loro, ai suoi vip e ai suoi
"tifosi", per oltre un'ora e un quarto. Poi chiama tutti sul
palcoscenico, pardon sul palco, per cantare con Jovanotti, ancora una volta,
"Mi fido di te". E inizia un altro show.
( da "Liberazione" del 12-04-2008)
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Il disastro della compagnia di bandiera si ripercuote su tutto il trasporto aereo
del nord Italia Alitalia,
Malpensa, Caselle: così non si vola Il disastro Alitalia ripropone con urgenza una riflessione sui limiti di una politica
che insegue lo slogan e rinuncia a qualsivoglia analisi critica dell'esistente.
In questi ultimi mesi l'affaire Alitalia si è trasformato in strumento di propaganda elettorale,
con copiosa esibizione di battute da avanspettacolo e nepotismi, vaghe promesse
e costante superficialità. L'oggetto del contendere non è stata la
contrapposizione di differenti visioni sul piano tecnico, ma uno degli idoli
immateriali della politica dell'ultimo ventennio, la "questione
settentrionale", identificata in questo caso con la strenua difesa
dell'hub di Malpensa. Sulla vicenda Alitalia una
politica responsabile avrebbe dovuto affrontare il dibattito nei termini di
verifica delle potenzialità industriali della società. Il piano industriale
elaborato nel settembre 2007 individuava come scelta obbligata la fine di
qualsiasi tentativo di posizionamento autonomo della compagnia al di fuori di
forti integrazioni industriali con altri operatori del trasporto aereo in grado
di generare sinergie elevate. Il sistema basato sul doppio hub è entrato in
crisi per lo sviluppo dei collegamenti città/città e la crescita delle
compagnie low-cost. I passeggeri oggi possono trovare per le più svariate
destinazioni un volo diretto senza più essere costretti a passare da un grande
Hub di collegamento, e in più Malpensa è fortemente condizionata dalla presenza
di Linate, strenuamente difesa dalla politica milanese di vari colori politici,
e dalla presenza tra Torino (anzi a partire fin da Cuneo) e Venezia di un
aeroporto ogni cinquanta chilometri. Si aggiunga che Malpensa sconta la mancata
realizzazione a distanza di anni di un collegamento tra le principali arterie
autostradali e l'aeroporto, tant'è vero che la bretella dalla Torino-Milano
verrà inaugurata nelle prossime settimane, a dieci anni dall'inaugurazione del
nuovo scalo. L'elenco dei responsabili delle miopie della politica su Alitalia è numeroso, dal Polo delle Libertà all'attuale
Partito Democratico, passando per la Lega Nord, che ha lanciato subito l'idea
di una "moratoria" per Malpensa, poi raccolta da Formigoni e dalla
Moratti. Sull'onda di alcune dichiarazioni di Walter Veltroni, che ancora
qualche settimana fa affermava che Alitalia non deve
fallire "ma anche" che Malpensa deve essere un hub, anche la Regione
Piemonte si è associata formalmente (Daniele Borioli, assessore Pd ai
Trasporti) ai colleghi lombardi nella richiesta al governo per una moratoria
immediata di Malpensa. Una politica impostata su una facile costruzione del
consenso ha sacrificato sulla difesa di Malpensa non solo la possibilità si
salvare Alitalia, ma anche, a nostro modo di vedere,
l'opportunità di dare una corretta inquadratura alla questione settentrionale.
E di questo dovrà occuparsi la Sinistra con una seria analisi del sistema
aeroportuale italiano. Proprio a partire dal Piemonte, su questi temi sarà
utile richiedere con urgenza un confronto serrato con il Pd sullo sviluppo
dell'aeroporto di Torino-Caselle: a tutt'oggi non si sa quando il fatidico
bando europeo per i voli low cost nello scalo torinese sarà pubblicato, mentre
Ryan Air si appresta a mettere radici nell'ennesimo aeroporto di provincia,
questa volta a Cuneo-Levaldigi. Le linee di intervento strategico sono
contraddittorie e non sostenibili alla luce di una chiara idea di sviluppo del
trasporto aereo nella regione: l'aeroporto Cerrione di Biella, che per
dimensioni e frequenza dei voli è poco più di un aeroclub, alla fine dello
scorso anno ha usufruito di un contributo erogato dalla Regione Piemonte di
4milioni di euro. Lo scalo torinese, se dovesse essere confermata la scelta di
Air France di interrompere la trattativa Alitalia,
dovrà calcolare i possibili mancati introiti e i risvolti occupazionali, che la
dichiarazione di insolvenza di Alitalia potrebbe
cagionare alla società di gestione Sagat (partecipata con una quota di
maggioranza dalla Città di Torino), ed alla società di servizi a terra
Sagat-Handling. In un simile scenario occorre che il centrosinistra, alla guida
di Regione e Città, deve preparare una strategia di sviluppo del trasporto
aereo in Piemonte. I contraddittori atteggiamenti del Pd e dell'inconsistente
centrodestra non possono lasciarci indifferenti, e la Sinistra dovrà avviare
un'autonoma riflessione per affrontare concretamente i problemi prima che
diventino emergenze. Monica Cerutti Giovanni Pittana Francesco Salinas
12/04/2008.
( da "Liberazione" del 12-04-2008)
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Lupo&Mannaro In
questa strana campagna elettorale tutto è così uguale tra i due Oni che persino
i gatti bigi si sono stufati e sono emigrati in Svizzera per trovare un po' di
vita frizzante. L'unico brivido è un ritorno, è la ricaduta nella paranoia più
grave da parte dell'Oni-Berl: l'ossessione verso i giudici. Il "leader
dello schieramento avverso al Piddì" come si deve dire secondo il nuovo
dizionario dell'Oni-Vel, il leader dicevamo è stato colto da una crisi pazzesca
ed è proprio il caso di dirlo, perché soltanto chi è pienamente pazzo può dar
del pazzo agli altri. Pensate che nel secolo scorso i giudici erano il
bersaglio dell'Anarchia, e avevano come avversari le anime belle, i liberi
pensatori, pensate come sono caduti in basso adesso nel terzo millennio!
Provate a ricordare, tanto per esemplificare, in quante sue bellissime canzoni
De Andrè se l'è presa con i giudici. Ne "Il gorilla" il quadrumane
deve scegliere tra violentare una vecchietta e un giudice: beh, non brillando
né per spirito né per gusto, sceglie il giudice. Nel nuovo millennio i giudici,
a detta dell'Oni-Berl, sono diventati tutti anar-comunisti (e se fosse per
evitare le attenzioni del gorilla???), e pertanto sono il bersaglio preferito
di Lorsignori. L'Oni-Berl tenta in tutti i modi di differenziare il suo
programma da quello del Piddì, e si è esibito nelle proposta dei test
psico-attitudinali per vedere se i magistrati non sono tutti matti. Diremmo che
è un po' come pretendere di far stare tranquilli i cani antidroga al rave-party
organizzato dalla Confindustria, in Sardegna, al Billionaire di Briatore: in
entrambi i casi è tempo sprecato perché l'esito già si sa. L'Oni-Vel è rimasto
spiazzato dalla geniale intuizione del "L.d.S.A.a.P." perché nel suo
programma fotocopiato non era previsto nulla del genere. Dopo frenetiche
consultazioni con i suoi guru preferiti MM (Marianna Madia, quella della
splendida incompetenza politica) e BB (Bettini-Bettini che è tanto grosso da
raddoppiare anche il cognome), avrebbe optato per chiedere che i giudici, prima
di ogni sentenza, vengano sottoposti a visita veterinaria per escludere che
siano affetti da brucellosi, rabbia, e soprattutto dal morbo della mucca pazza
pure lei. Questa campagna elettorale sembra una commedia scritta dal grande
Scarpetta, ma mancano i grandi attori e i matti, quelli veri, presto
pretenderanno un certificato "Docg" per tutelarsi dagli impostori,
Oni-Vel o Oni-Berl che siano. A tutti i lupacchiotti che hanno dato l'anima,
che si sono dannati per tenere alta la Sinistra, dedichiamo questo
mini-racconto con la speranza che lunedì l'Arcobaleno poggi su due grandi,
enormi, fantastiche pignatte piene di voti. Ululin ululando, c'è ancora il
tempo per mordicchiare qualche indeciso. A proposito di matti,
"L.d.S.A.a.P.", Maroni e Oni-Vel vanno insieme all'aeroporto. Vedono un aereo Alitalia e il primo dice: "Accidenti, che aereo enorme! Facciamo una
cordata e compriamolo: Piersilvio! Dudi! Dai, porta una corda. Ueh, chissà a
che velocità che arriva... secondo me fa i 200 all'ora". Maroni scuote la
testa: "Ma che cordata! Facciamo una Lega: Umberto! Guarda lassù
che c'è un carroccio che va proprio forte? secondo me farà i 400
all'ora!". Subito si sente la voce suadente di Oni-Vel: "Ma siete
matti? Facciamolo alla francese qualcosa di nuovo, di creativo? secondo me farà
almeno 600 all'ora!". Interviene nuovamente "L.d.S.A.a.P.":
"Sì ! Sta a vedere che adesso vola pure !!!". 12/04/2008.
( da "Stampa, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Normale che chi è
davanti sia più tranquillo.
( da "Giornale.it, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
La Repubblica ama
dividere i giornalisti tra buoni e cattivi. I buoni naturalmente sono coloro
che lavorano per il quotidiano fondato da Scalfari più certe firme della casta
degli ex sessantottini. Tutti gli altri sono cattivi e dunque meritano
disprezzo o al più indifferenza. Repubblica, quando si tratta di giornalismo,
non è mai oggettiva, sale in cattedra, dà lezioni, spesso inopportune. Io sono
di scuola montanelliana e Repubblica è lontanissima dal mio mondo di
riferimento, ma negli ultimi tempi ho avuto occasione di saggiare la sua arte.
La prima volta in occasione dell'uscita del mio saggio Gli stregoni della
notizia, che suscitò un certo interesse sulla stampa. Fu recensito
trasversalmente: dal Corriere della Sera alla Padania, da Panorama al
Manifesto. Anche Repubblica ne parlò, ma a modo suo. Pubblicò un inserto di
quattro pagine sullo spin con diverse citazioni tratte chiaramente dal mio
libro, senza però che venissi menzionato, fatta salva una minuscola
segnalazione generica tra le opere librarie che trattano il tema. Eleganti, vero?
L'altro ieri si sono ripetuti. Ho trascorso gli ultimi tre giorni al Festival
internazionale di giornalismo di Perugia, splendida manifestazione a cui
partecipano 150 grandi firme, davanti a un pubblico enorme, composto per lo più
da giovani. Ho provato immenso piacere nel moderare una sessione in memoria di
Montanelli, a cui hanno partecipato Mario Cervi, Ugo Tramballi e Marco
Travaglio. Giovedì ho avuto il privilegio di dibattere di media e giornalismo
con i due ospiti più importanti del festival, Alastair Campbell, lo spin doctor
di Blair, e Carl Bernstein, il mitico cronista della Washington Post che firmò,
con Bob Woodward, l'inchiesta del Watergate. Gli organizzatori avevano letto il
mio saggio e hanno pensato che fossi l'interlocutore giusto per discutere con
questi due colossi. Insomma, sono stati molto cortesi con me. Repubblica ieri
ha dedicato all'evento un articolo di cronaca, in un articolo a firma di Dario
Pappalardo. Tutto bene, con una particolarità: né io nè il moderatore Angelo
Mellone, editorialista del Messagero, siamo stati citati. E nello sforzo di
eclissare la nostra presenza, il collega del quotidiano di Mauro ha dovuto
compiere qualche acrobazia, ad esempio scrivendo che Campbell e Bernstein si
sono "scrutati con rispettoso sospetto" e che hanno deciso di
"non interpretare ruoli antagonisti". Rispettoso sospetto? Non
interpretare ruoli antagonisti? La sorpresa di questo incontro è che Campbell
ovvero il comunicatore più brillante e spregiudicato d'Europa - e Woodward il
simbolo del giornalismo d'inchiesta - anziché duellare, come ci aspettavamo
tutti, si sono trovati in piena sintonia, scambiandosi elogi e che pertanto la
mia è risultata la voce fuori dal coro. Ne è risultata una discussione franca,
accesa, appassionante, ben animata da Mellone che ha alimentato il confronto
anziché adeguarsi al cinguettio di Campbell e Bernstein; il tutto di fronte a
oltre 500 persone. Ma di questo i lettori di Repubblica sono stati tenuti
all'oscuro. Pappalardo è riuscito persino a citare una mia frase
virgolettandola, ma ancora una volta, senza menzionarmi. Scrive: "Guai a
chi indica Bernstein come il "giornalista che ha fatto dimettere Richard
Nixon"". Sono così diventato un'entità astratta, il signor Chi. E
tutto questo per evitare di parlare di due giornali concorrenti, il Giornale e
il Messaggero. Acrobatici anche nel ridicolo, i maestrini di Repubblica.
Scritto in giornalismo Non commentato " (Nessun voto) Loading ... Il Blog
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a un amico 10Apr 08 Vi è piaciuta la campagna elettorale? La campagna
elettorale è agli sgoccioli e a quanto pare il numero degli indecisi resta
molto alto. Personalmente non ne sono stupito. Se dovessi indicare il tema che
ha caretterizzato la campagna non saprei indicarlo. Certo c'è stato il caso Alitalia, ma sebbene importante - e su questo blog ne
abbiamo parlato spesso - non può essere considerato decisivo per orientare il
voto di tutti gli italiani. Più che in passato ho l'impressione che alla fine i
leader dei vari schieramenti abbiano preferito puntare su slogan tutto sommato
prevedibili e duellare sull'ultima polemica del giorno anziché sviluppare
proposte organiche. Sebbene Berlusconi e Veltroni avessero promesso una
campagna diversa, alla fine siamo costretti ancora una volta a votare contro
anziché votare per. Chi preferisce Popolo delle Libertà e Lega è motivato
essenzialmente dal disgusto per il governo Prodi. Chi sceglie Partito
democratico e Italia dei Valori alla fine invoca lo sbarramento contro il
Cavaliere. Giro a voi la domanda: vi è piaciuta la campagna elettorale? Non
chiedo per chi abbiate intenzione di votare (il voto è segreto), ma sarebbe
interessante capire qual è la ragione o il tema che più vi motiva ad andare
alle urne. E a chi fosse ancora incerto, suggerisco di fare due test, segnalati
qualche tempo fa da Alessando Gilioli sul suo blog. Sono semplici e divertenti,
permettono di confrontare le vostre idee con quelle dei principali partiti. Li
trovate qui e qui In ogni caso buon voto a tutti. Scritto in democrazia, Italia
Commenti ( 21 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading
... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia
questo articolo a un amico 08Apr 08 Islam e Occidente, l'integrazione è un
crimine? Sul Giornale di oggi è uscita una mia intervista all'intellettuale
francese Alain Finkielkraut, in gran parte dedicata alla Cina e al Tibet, ma
nel finale si parla di Islam e di integrazione. Finkielkraut ha ricordato la
frase pronunciata recentemente dal premier turco Erdogan a Colonia, che ha
suscitato enormi in Germania, ma che in Italia è passata quasi inosservata.
Secondo Erdogan, leader del partito islamico Akp e considerato moderato da
molti occidentali, "assimilare gli stranieri è un crimine contro
l'umanità". Questa la risposta di Finkielkraut, che critica la tendenza a
bollare come islamofobica qualunque critica un po' energica al mondo musulmano:
"Io dico che non si tratta di imporre i nostri costumi, ma di esigere il
rispetto delle norme sancite dalle democrazie europee: parità tra uomo e donna,
no alla sottomissione, no ai matrimoni forzati. Questi sono principi non
negoziabili. Non è islamofobia "sottomettere" le popolazioni
musulmane al rispetto dei diritti dell'uomo e far valere le regole della
civiltà europea". Ha ragione Finkielkraut, occorre obbligare gli islamici
immigrati in Occidente? O bisogna rassegnarsi alle idee di Erdogan, che
rivendica il diritto di vivere in un Paese senza adeguarsi alle sue regole civiche
e dunque senza vera integrazione, come in fondo propone il comunitarismo?
Scritto in notizie nascoste, immigrazione, islam, turchia Commenti ( 37 )
" (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di
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un amico 05Apr 08 Ecco come si può davvero aiutare il Tibet Ieri ho avuto il
privilegio di incontrare Matthieu Ricard, monaco buddista, amico e consigliere
personale del Dalai Lama, che oggi e domani tiene ad Ascona un seminario
sull'arte della felicità. Ne ho tratto un'intervista uscita oggi, in cui si
affrontano molti temi esistenziali e spirituali e in cui inevitabilmente si
esamina anche la questione Tibet. Ricard spiega come l'Occidente possa aiutare il
Dalai Lama: "Deve dire chiaramente a Pechino che se non avvierà il dialogo
con il Dalai Lama prima dei Giochi Olimpici, atleti e leader politici non
parteciperanno alla cerimonia di apertura. Annunciare la propria assenza come
semplice gesto di protesta, come ha fatto Angela Merkel, non basta; occorre che
ci sia una volontà politica e sarebbe auspicabile una dichiarazione comune dei
Paesi europei. Se tutti gli atleti della Ue rifiutassero di sfilare dietro le
bandiere nazionali sarebbe uno smacco enorme per il governo cinese che,
infatti, teme molto questa eventualità. Secondo Ricard questa è una misura
ragionevole e costruttiva, mentre "il boicottaggio delle Olimpiadi sarebbe
inutile". Sono d'accordo con lui e rilancio la sua proposta ai tanti italiani
che in questi giorni si chiedono cosa si possa fare di concreto per aiutare i
tibetani. Mi rivolgo soprattutto ai blogger invitandoli a riprendere e a
diffondere la richiesta di Ricard. Il passaparola su Internet ha già fatto
miracoli, perché non riprovarci? Scritto in cina Commenti ( 25 ) " (5
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03Apr 08 Perché l'adesione della Nato all'Albania? AGGIORNAMENTO Ho riflettuto
sulle polemiche suscitate dal mio post e, scremati i vergognosi insulti
ricevuti - che certo non fanno onore a chi li ha scritti - alcune critiche sono
fondate. Iniziando questo blog avevo promesso onestà intellettuale e ho deciso
pertanto di ritoccare il mio post, argomentando meglio la mia posizione
sull'Albania. Anche il titolo è stato modificato. Ma la Nato quali interessi
difende? Il dubbio è lecito, considerati gli ultimi avvenimenti. Il vertice
dell'Alleanza e i principali governi dei paesi membri continuano a comportarsi
come se le questioni militari fossero fossero totalmente disconnesse dal mondo
reale. Mi spiego: nel valutare l'impiego di truppe e gli allargamenti
bisognerebbe considerare anche le implicazioni in termini di lotta alla
criminalità, al traffico di droga, impatto economico sia locale che per i Paesi
della Nato. E invece questo non accade. Anzi: sembra quasi che la Nato prenda
decisioni che finiscono per favorire i grandi gruppi criminali organizzati.
Esempio: siamo in Afghanistan, ma la produzione di oppio anziché diminuire
continua ad aumentare. Dunque: la presenza delle truppe alleate non ha risolto
i problemi del paese, che resta instabile, ma ha fatto esplodere il commercio
dei trafficanti di droga. Inoltre, nel Kosovo, di cui molti Paesi europei e gli
Usa hanno riconosciuto l'indipendenza, viene raffinata gran parte della droga
che poi viene immessa sul mercato europeo,;qui avvengono ingenti traffici di
armi, di merci contraffatte, di uomini e donne (neoschiavismo). Il tutto,
paradossalmente, sotto la protezione delle truppe Kfor, che per mandato non
devono lottare contro la criminalità, ma solo prevenire nuove violenze tra
serbi e albanesi. Ora l'Albania è stata di fatto ammessa nella Nato, unitamente
alla Croazia. E sappiamo tutti che l'Albania è sorella del Kosovo. Negli ultimi
anni il governo di Tirana ha compiuto seri sforzi per arginare le attività dei
gruppi criminali, con qualche buon risultato. Le statistiche sulla criminalità
dimostrano tuttavia che in molti Paesi la malavita albanese è più che mai
attiva, a cominciare proprio dall'Italia e che ha ramificazioni internazionali.
Inoltre sono ancora molto forti i suoi legami di malaffare con il Kosovo. Da
qui una domanda: gli sforzi compiuti dal governo di Tirana sono da considerarsi
sufficienti? Inoltre, secondo lo statuto Nato, ogni Paese è obbligato a
prestare soccorso agli altri Stati membri. Il che presuppone un forte
sentimento di fratellanza tra i paesi membri, la certezza di condividere un
comune destino. La domanda è scomoda, ma va posta: siamo certi che questo
sentimento sia condiviso in Europa nei confronti dell'Albania ovvero che gli
italiani o i francesi siano pronti a morire per Tirana? Inoltre, dal punto di
vista strategico l'ingresso dell'Albania è ininfluente, visto che quel tratto
di mare è già presidiato da Grecia, Italia e, ora, Croazia. Da qui un'altra
domanda: l'ingresso dell'Albania era necessario? Non è prematuro? Riepilogando:
la Nato non previene in Afghanistan, nel Kosovo quelle attività criminose che
incidono sulle nostre società e che poi le polizie dei Paesi membri della Nato
faticosamente combattono. Non è un controsenso? Inoltre solleva perplessità
l'allargamento all'Albania, che solo da pochi anni è impegnata nella lotta al
crimine e la cui malavita è attiva da anni proprio nei Paesi della Nato.
Scritto in Italia, gli usa e il mondo Commenti ( 146 ) " (7 voti, il voto
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Apr 08
Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? L'Italia esulta per
l'Expo 2015. Bene, però nel diluvio dei commenti di queste ore mi sembra che
una questione cruciale sia passata in secondo piano, quella di Malpensa.
Ospitare la fiera mondiale significa poter contare su un grande aeroporto
internazionale e su collegamenti con tutto il mondo. Ma proprio poche ore fa
Malpensa ha perso buona parte del traffico aereo per il trasferimento a Roma di
decine di voli Alitalia. E' diventato un aeroporto
marginale. Inoltre: il Sole 24 Ore nei giorni scorsi ha scritto che Air France
si è riservata i diritti di volo su Malpensa per altri 7-8 anni, guarda caso
proprio in coincidenza con l'Expo 2015. Questo significa che, se Air France acquisterà Alitalia, Malpensa non potrà svilupparsi autonomamente ovvero non potrà
sfruttare gli slot Alitalia
inutilizzati. Abbiamo Expo 2015 ma saremo ostaggi dei francesi: saranno loro a
decidere se e quando riattivare le rotte. Dunque gli interessi commerciali di
Air France prevarranno su quelli strategici e commerciali del nord Italia.
In questa situazione Expo 2015 rischia di diventare un successo. a sovranità
limitata. Complimenti vivissimi al governo Prodi. Scritto in Italia Commenti (
32 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.2 su un massimo di 5) Loading ... Il
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articolo a un amico 31Mar 08 Possiamo fidarci di Obama? Istintivamente Obama mi
piace: è giovane, non è invischiato con le lobbies di Washington, che
rappresentano il cancro della democrazia Usa, è un oratore straordinario,
capace di parlare per un'ora a braccio senza sbagliare un colpo. Sa affascinare
e l'America ha una gran voglia di sognare. Ma più passa il tempo e più mi rendo
conto che sappiamo ben poco delle sue idee. Che cosa pensa davvero Obama? Quali
riforme propone? Le risposte per ora sono piuttosto vaghe, perchè, come accade
sempre più frequentemente nei Paesi occidentali, in campagna elettorale si
parla di tutto tranne che dei programmi. (anche in Italia, peraltro). I miei
dubbi sono aumentati da quando siamo venuti a conoscenza di Jeremy Wright, il
suo consigliere spirituale, un estremista che ha definito nazisti gli
israeliani, che denigra gli stessi Stati Uniti e che recentemente se l'è presa
con gli italiani definendoli "nasi d'aglio" e sostenendo che esiste
"un linciaggio all'italiana". Ne ho parlato l'altro giorno in un
articolo sul Giornale in cui osservo che il senatore di colore "lo ha
mollato, sebbene a malincuore, ma per vent'anni Wright è stato la sua fonte di
ispirazione e di saggezza, l'uomo che è sempre stato al suo fianco e gli
suggerì il titolo della sua fortunata autobiografia "L'audacia della
speranza". Per vent'anni ha ascoltato le sue prediche intrise di fanatismo
contro i bianchi, contro il mondo occidentale, contro gli stessi Stati
Uniti". Da qui il dubbio: quante idee di Wright sono state assorbite da
Obama? E soprattutto: possiamo davvero fidarci di lui? E' davvero un moderato?
Ps Ecco come parla Wright: Scritto in presidenziali usa Commenti ( 14 ) "
(4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello
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28Mar 08 Bertinotti e la guerra tra poveri in Italia Ieri sera ho visto qualche
passaggio di Anno Zero, la trasmissione di Santoro. Riuscita, come sempre. Sarà
fazioso, ma Santoro riesce a fare giornalismo in tv senza dar voglia di
cambiare canale e affrontando temi difficili, come quello dell'attribuzione
degli alloggi popolari. Ieri i due ospiti prinicipali erano Bertinotti e la
Santanché. Secondo il leader del neopartito la Destra, le case andrebbero date
prima agli italiani indigenti e solo in un secondo tempo agli immigrati
extracomunitari. E' così assurdo? Secondo me no e molti Stati occidentali
applicano senza remore questo principio. Bertinotti invece pensa che andrebbe
mantenuto l'attuale criterio per le graduatorie che, non considerando la
nazionalità, finisce per agevolare proprio gli immigrati, che infatti sono ai
primi posti nelle classifiche. Il leader di Rifondazione è persuaso che le
misure proposte dalla Santanché finirebbero per scatenare una guerra tra
poveri. Probabilmente la presidenza della Camera e i fasti della Roma
istituzionale gli hanno fatto perdere il contatto con la realtà: vada nelle
periferie della grandi città. La guerra tra poveri c'è già ed è stata provocata
dall'incapacità del governo di arginare l'immigrazione e di imporre delle
regole ci convivenza civile. Vada nelle case popolari: il 90% degli inquilini è
extracomunitario. E questo è giusto? No e a urlarlo sono proprio gli italiani
più poveri, che vedono i propri quartieri invasi da clandestini, che si sentono
traditi dallo Stato, che sono oggettivamente penalizzati e invocano giustizia.
Le statistiche lo dimostrano: in questo Paese aumenta il numero degli italiani
che vivono sotto il minimo vitale. Questa è l'urgenza numero uno e per
risolverla bisogna regolamentare l'immigrazione. Altrimenti non si farà che
propagare l'odio e l'ingiustizia, tra gli stranieri e gli italiani. E' questo
che vuole Bertinotti? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 46 ) " (9
voti, il voto medio è: 4.56 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello
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27Mar
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Pagina 215 Trasporti.
La compagnia di Carlo Toto sarebbe ancora interessata al risanamento Alitalia, Air One è di nuovo in pista Trasporti.. La
compagnia di Carlo Toto sarebbe ancora interessata al risanamento Ma Enrico
Letta rilancia Air France: "Corsa contro il tempo" --> Ma Enrico
Letta rilancia Air France: "Corsa contro il tempo" Secondo alcune
indiscrezioni, Air One, la compagnia aerea guidata da Carlo Toto, sarebbe
ancora interessata a un intervento per risanare le finanze
di Alitalia. Ma Letta
rilancia la trattativa con Air France. Air One sarebbe pronta a tornare in
campo per Alitalia dopo le
elezioni. Da ambienti vicini alla compagnia guidata da Carlo Toto, l'Ansa
apprende che "c'è ancora interesse per un'iniziativa di risanamento e
rilancio rispondente a rigorosi criteri industriali e di mercato,
ovviamente non senza aver effettuato una seppur breve due diligence, finora
purtroppo impedita. Una verifica sui conti di Alitalia
- si fa notare - è infatti una condizione necessaria per la formalizzazione di
qualunque impegno vincolante". ELEZIONI Ambienti vicini ad Air One
osservano che "fuori dal clima elettorale, sarà possibile disporre di
offerte alternative in tempi compatibili con le disponibilità di cassa di Alitalia" e spiegano che "il progetto di
integrazione di Air One con Alitalia, sviluppato da
consulenti leader mondiali nel settore, è un piano di tutela del perimetro
aziendale, di sviluppo e di crescita sia del medio sia del lungo raggio, con
rinnovo ed ampliamento della flotta. È un progetto", si rileva,
"anche attento alla salvaguardia delle potenzialità di Malpensa e delle
attività di full cargo". PILOTI L'Unione piloti, dal canto suo, è
"cosciente che ad oggi quella presentata da Air France-Klm sia l'unica
proposta concreta per Alitalia" ma "la
mancanza di un confronto serio nasconde una trattativa orientata verso un solo
competitor, il quale - alla luce dei riscontri odierni - sembra disegnare il
futuro di Alitalia non certo nell'interesse della
mobilità del Paese e della sopravvivenza dell'azienda stessa dopo il
2010". IL GOVERNO Al contrario, il sottosegretario alla presidenza del
Consiglio, Enrico Letta, parla di "una corsa contro il tempo".
L'esponente del governo uscente ha definito così l'impegno per risolvere la
situazione di Alitalia e per riprendere la trattativa
di vendita con Air France. "Ce ne occuperemo anche la settimana
prossima", ha detto Letta. "Alitalia ha
sempre meno risorse disponibili, ed è responsabilità di tutti arrivare a una
soluzione prima che le risorse siano finite". Letta non ha risparmiato
critiche alla Lega Nord. "La loro logica non è di chi risolve i problemi,
ma di chi chiede ai cittadini di pagare. L'Alitalia
che perde costa 75 euro all'anno ad ogni italiano e negli ultimi anni Malpensa
ha rappresentato due terzi delle perdite". BORSA Alitalia
nella seduta di Borsa di ieri ha fatto segnare una crescita del 12,5% a 0,45
euro, in controtendenza rispetto al mercato.
( da "Riformista, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Visti dagli stati
uniti A bizarre country They always said Italy is an anomalous country. I think
it has now graduated to another adjective: bizarre. Why can't electors see a
face to face debate of the two main candidates (or even seven or eight, like
the democrats in the US)?. And why does Bruno Vespa - the leading program
master of ceremonies - 'kiss the hand of the probable premier to smell the
"odor of sanctity"? Why can't we have a debate on globalization and
its effects on the economy? Why don't we hear about success stories and instead
wallow in pessimism over garbage, mozzarella, tax evasion and lack of young
leadership? Yes, we are transfixed on Alitalia, but what about the Telecoms
industry in foreign hands, the Energy industry, the choices that are being made
in view of megatrends. Why don't we speak about the positive role of immigrants
(The New York Times went into restaurant kitchens to find the Tunisian
"best carbonara cook in Rome") Where was the Italian media?
Why do we concentrate our eyes on a media which stereotypes women (two of them
candidates for premier): the fascist, the communist, the nun, the pornostar.
Why can't we debate important foreign policy choices in the Balkans and
Afghanistan? This is a country that deserves a better electoral diet. And will
our next electoral meal be as indigestible? At the start of the campaign we
had: Yes we can. During the campaign we had : Yes we might. Now, we have: Yes,
we don't. Responsabile Media Comunicazione e Sviluppo Consiglio Italia-Usa
12/04/2008.
( da "Riformista, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagelle alla più
noiosa campagna elettorale L'Americano, il Caimano e qualche Nano Inutile
ripeterlo: non è stata una campagna elettorale memorabile. Forse per questo, al
momento di tirare le somme, ci accorgiamo che i voti in pagella del Riformista
alla campagna dei principali candidati premier sono livellati verso il basso.
Naturalmente queste valutazioni non sono né vogliono somigliare a un pronostico
sul voto del 13 e 14 aprile. Ma ogni stagione politica si definisce anche e
soprattutto per il modo in cui s'annuncia. E, in questo senso, un mese di
comizi, programmi e talk-show ha seminato più di qualche indizio su quella che
sta per venire. Silvio Berlusconi. È arrivato ieri a Matrix il colpo di genio?
Troppo tardi per darne qui conto. Ma il solo fatto che il giudizio sulla sua
campagna sia legato a un eventuale show di mezzanotte testimonia di una
esecuzione non all'altezza delle precedenti. Il jolly finale sarebbe comunque
un quadro scorniciato. Non s'è visto il contratto con gli italiani del 2001, o
l'orgoglioso show confindustriale di Vicenza del 2006 e nemmeno la chiarezza
devastante delle vecchie campagne basate sui manifesti "tre per sei".
Tanto che il Cavaliere stesso ha dovuto prodursi in una excusatio :
"All'inizio, dopo il disastro del governo Prodi, pensavo che non fosse
necessario fare campagna". Poi ha cambiato idea, ma l'impressione è che
non sia mai stato tanto sincero come quando ha detto di considerare una
"condanna" il suo ritorno a palazzo Chigi. Nel programma gli spunti
per compattare il proprio zoccolo duro di elettori non mancano (esemplare il
rinvio del pagamento dell'Iva all'incasso della fattura), ma resta il senso di
già visto, di un riciclo del vecchi copioni (magari sostituendo i
"coglioni" con i "grulli"). E il dubbio più grande riguarda
l'operazione Pdl. Viene meno sulla scheda elettorale lo storico punto di forza
del centrodestra: una gamma di simboli capace di coprire tutta la domanda
elettorale del proprio campo (da quindici anni maggioritario). La levata di
toni degli ultimi giorni, il ritorno del Caimano (seguito a stretto giro dai
suoi antagonisti naturali), è stata potente ma rivela pure il timore di non
aver fatto abbastanza per contrastare dispersione e demotivazione. Sui
ministri, al netto di annunci a sorpresa, si è sentito un lungo elenco di
ritorni. Alla fine vero jolly del Berlusconi 2008 è Giulio Tremonti, ministro
dell'Economia designato e in testa alle classifiche con la sua critica da
destra alla globalizzazione, che ha dato da discutere di cose serie a giornali
e avversari. Voto 6 (prima dell'ultimo show) Walter Veltroni. Ha commesso un
grande errore, riconosciuto anche al Loft. La chiusura delle liste è stata
sbagliata nei tempi e in parte anche nel merito. Averle anticipate ha
concentrato sul proprio campo tutta l'attenzione, con annesse polemiche su
"figli di", raccomandati, giannizzeri, scudieri e pulzelle. Quanto ai
candidati nuovi, le Madia, i Calearo, persino i Veronesi si sono rivelati,
nella migliore delle ipotesi, inservibili rispetto all'one man show, nella
peggiore fonti di qualche imbarazzo. Avere scelto Antonio Di Pietro come unico
alleato, a parte l'ovvio tentativo di intercettare un po' di onda antipolitica,
ha indebolito la giusta scelta di correre in solitaria. E la fase delle alleanze
si è chiusa tra gli marcamenti di Di Pietro e le bizze dei radicali. Ma è
difficile che a più di un mese di distanza questo possa avere un grande impatto
sul voto. Detto ciò, la campagna all'americana conclusa ieri a Roma col comizio
a piazza del Popolo è stata portentosa e infaticabile: piazze stracolme, slogan
efficace, messaggio di unità nazionale impermeabile alle polemiche. Veltroni ha
trovato anche stavolta un modello vincente da vampirizzare, Barack Obama,
secondo lo schema più classico dell'ex sindaco di Roma, che come nessun altro
sa brillare di luce riflessa (reincarnandosi persino nell'adoneo Clooney). Il
programma stavolta è snello e senza compromessi, innovativo sulla parte
economica, con il difetto dei troppi anglismi (social housing al posto di
edilizia pubblica...). Il sospetto è che il buonismo della stagione capitolina
si sia reincarnato nella tendenza a gestire con troppa emotività (e sensibilità
ai sondaggi) la gestione dell'agenda, come nel caso dell'ipotesi di castrazione
chimica dei pedofili, declinazione molto eterodossa (e demagogica) del
sacrosanto dossier sicurezza. Ma aver tenuto la barra
dritta durante la bufera Alitalia, e aver saputo destreggiarsi rispetto alla scomoda eredità del
prodismo e all'emergenza rifiuti in Campania, che investe un pezzo primario
della constituency democratica, non era facile.Voto 6,5 4 Stefano Cappellini
12/04/2008.
( da "Riformista, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Segue dalla prima
veltroni risponde a Berlusconi Guardate che ha fatto di Alitalia
Dove è finita la sua cordata? (segue dalla prima pagina) Eppure in questo mio
viaggio per l'Italia io non ho visto un paese in ginocchio che deve rialzarsi.
Ho visto un paese straordinario per qualità e talento, per voglia di fare, per
impegno messo nel lavoro e al tempo stesso preoccupato per i pericoli che
vengono da un'economia in difficoltà e insieme che avverte una lentezza della
politica nell'affrontare e risolvere i problemi. La verità è che ci sono
questioni specifiche dell'Italia rimaste a marcire per anni, perché le
istituzioni sono state tenute in ostaggio da decine di formazioni politiche piccole
e corporative, da partiti espressione dell'egoismo territoriale o di interessi
personali. Né egoismo né interessi possono avere lo slancio necessario a
concepire un grande progetto per il paese, a far intravedere a tutti più senso
di futuro. L'Italia non è in ginocchio, e dove ci sono le condizioni, sa
reagire positivamente alle difficoltà provenienti da un contesto internazionale
reso più complesso dalla mondializzazione. Gli italiani hanno talento, energia.
Devono trovare nella politica la risposta, non il problema. Oggi una società
che è stata definita "a coriandoli" deve ritrovare nella politica non
uno strumento di assistenzialismo, ma una fonte di pochi e chiari obiettivi da
condividere, di valori da affermare, perché non prenda definitivamente il sopravvento
la lotta fra le convenienze di piccolo gruppo, ma si affermi una vera logica
dell'interesse generale e nazionale. La politica non deve "chiedere"
(sempre troppo) ai cittadini e "promettere di dare" (sempre meno
delle aspettative) agli elettori. È ora, piuttosto, che la politica sia meno
indulgente con se stessa nella gestione di quanto è sotto la sua diretta
responsabilità. È ora che la politica passi dal "chiedere e
promettere" al "realizzare e far funzionare". Realizzare opere,
servizi per la collettività. Far funzionare l'apparato pubblico e
istituzionale, far funzionare la macchina amministrativa, rendere più semplice
la vita dei cittadini. L'Italia non può essere continuamente riaggiustata pezzo
per pezzo, con la quasi certezza di aggiungere sempre qualcosa di superfluo, di
complicato, difficile da mettere in pratica da far funzionare. L'Italia va resa
snella e semplice, con poche regole riconosciute valide da tutti e per questo
osservate da tutti. Ma per questo c'è bisogno di una nuova classe dirigente,
non della stanca riproposizione, dopo quindici anni, delle stesse formule,
degli stessi nomi, delle stesse promesse non mantenute, degli stessi programmi
non realizzati. La novità rappresentata dal Partito democratico non riguarda
solo la forma - ha unito invece di dividersi, ha esponenti più giovani e dà
spazio a giovani e donne sacrificati dagli altri - ma soprattutto lo scopo
stesso della sua esistenza: dare alla politica e ai politici il ruolo che hanno
negli altri paesi democratici europei. Niente di meno e soprattutto niente di
più. Dall'altra parte invece vedo la riproposizione di formule vecchie e
intenti miracolistici. Prendete il caso Alitalia, ne ha parlato sulle vostre
colonne nella sua intervista il principale esponente dello schieramento a noi
avverso. Annuncia un futuro di cordate forti, di piani industriali solidi. Però
è lo stesso che nel 2004 aveva detto: Alitalia? Nessun problema, ci penso io. E invece in quei cinque
anni in cui il dossier sulla compagnia di bandiera restava sul suo tavolo si
bruciavano due miliardi e mezzo di euro senza trovare una soluzione. Le battute
e le promesse facili già non vanno bene in campagna elettorale, perché non si
gioca sul destino di una grande azienda e soprattutto sulla pelle di migliaia
di lavoratori. Quando poi a farle è chi in quel momento ha la responsabilità e
i mezzi per affrontare davvero e seriamente il problema, allora la cosa diventa
inaccettabile. Vecchi nomi e vecchie formule, dicevo: la stessa squadra, uguale
nei nomi e nel modulo di gioco, quello che nei campetti di calcio una volta si
definiva "tutti contro tutti". Tutti a inseguire il pallone, che è la
propria visibilità, il proprio tornaconto, il proprio pezzo di potere. Hanno
già cominciato a litigare. Io non so se nessuno potrà mai battere il primato
stabilito nei cinque anni tra il 2001 e il 2006: una crisi di governo,
dimissioni e avvicendamenti che hanno coinvolto 23 ministri e 26 tra
viceministri e sottosegretari, 220 ragioni di conflitto all'interno
dell'esecutivo, un esecutivo andato sotto alla Camera per 99 volte. La verità è
che il principale esponente dello schieramento avversario ha lo stesso senso
delle istituzioni di sempre e ha già di nuovo alleati e interessi a legargli le
mani: allora ha cominciato a metterle avanti, con lo stesso refrain degli anni
passati: se non vinceremo è colpa dei brogli dei nostri avversari comunisti, se
non riusciremo a governare sarà perché abbiamo contro tutte le istituzioni, la
Corte Costituzionale, il Consiglio Superiore della Magistratura e il Quirinale.
Fino alle parole dell'altro giorno, con i velenosi riferimenti alle dimissioni
del Presidente della Repubblica. Sono affermazioni gravi. Lo abbiamo detto e lo
ripetiamo. Sono parole che denotano scarsissimo senso dello Stato e nessun rispetto
per le nostre istituzioni, oltre che una totale incomprensione del fondamentale
ruolo di garanzia e di rappresentanza di tutti gli italiani svolto dal
Presidente Napolitano e prima di lui dal Presidente Ciampi. A loro va il nostro
sincero grazie, per tutto quanto hanno fatto, per quel che fanno e faranno
ancora per l'Italia. Per quanto riguarda invece comunismo e "ortodossie
marxiste" varie, io, lo avete visto, non ho mai risposto. Non ne vale
proprio la pena. Sono cose che fanno sorridere, sono vecchi numeri che non
funzionano più. Numeri di repertorio, usati nella lontana campagna elettorale
del 1994, ai quali non crede più, statene certi, nemmeno chi si ostina a farli
seguendo vecchie abitudini. Ma è appunto delle vecchie abitudini che l'Italia si
deve liberare. E il voto di domenica è una straordinaria occasione per farlo.
Walter Veltroni 12/04/2008.
( da "Riformista, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Vaticana il viaggio
negli stati uniti del pontefice Un inginocchiatoio e un
letto in legno Il Boeing Alitalia su misura per Ratzinger Il Boeing 777 Alitalia è pronto per accogliere i 100 passeggeri che lunedì mattina,
insieme al Papa (101, dunque, in totale), decolleranno da Fiumicino alla volta
dell'Andrews Air Force Base di Washington: una settantina di giornalisti,
trenta le persone del seguito papale. E, insieme al B777, è pronto pure
un aereo di riserva, allestito quasi nello stesso modo. Resterà parcheggiato a
Fiumicino ma, in ogni momento, potrà decollare nel caso il B777 abbia problemi.
Il costo del biglietto, tasse incluse (il Papa, ovviamente, viaggia gratis), è
di circa 3.200 euro, senza possibilità di sconto. Un prezzo notevole, dunque,
ma giustificato dal comfort garantito a bordo: "Sugli aerei dell'Alitalia - ha detto il portavoce della Santa Sede, padre
Federico Lombardi, in un'intervista concessa alla rivista Ulisse - si viaggia
molto bene non solo se si è Papi". Già, ma se si è Papi è meglio. L'aereo,
infatti, è stato completamente rivisto dai tecnici dell'Alitalia.
Tecnici dei quali il Vaticano si fida ciecamente, tanto che pure il viaggio di
ritorno, solitamente affidato alla compagnia di bandiera del paese che ospita
il Pontefice, avverrà col B777. L'aereo è stato diviso in tre parti separate:
davanti il Papa e il suo seguito, nel mezzo cardinali e monsignori, dietro i
giornalisti. Davanti, tanti accorgimenti per non far sentire al Pontefice il
peso delle circa 10 ore di volo: un salottino dove il Papa può accomodarsi (sei
poltrone con un tavolino nel mezzo), leggere, scrivere e ricevere eventualmente
qualche giornalista. Wojtyla ne riceveva parecchi, Benedetto XVI molti meno.
Negli ultimi viaggi il privilegio lo ebbe, tra i pochi, la principessa
(giornalista e scrittrice) Alessandra Borghese. Oltre al salottino, un letto in
legno all'interno di una piccola stanzetta chiusa. Qui Benedetto XVI può
dormire, se lo desidera. Alitalia non ha mancato di
installare nel salottino anche un porta piante e, soprattutto, un
inginocchiatoio sul quale il Papa può pregare rivolto verso un piccolo
crocifisso. In un vano laterale, ecco un kit di medicine e macchinari pronti
per ogni evenienza e anche una piccola cucina. Altra curiosità che riguarda il
Pontefice è la sua carta d'imbarco. Anche se Ratzinger non paga il biglietto,
ne ha una: Papa è il nome, Benedetto XVI il cognome. Non dovrà esibirla al
check-in, ma gliela porterà sull'aereo il suo segretario particolare. Oltre la
sezione di mezzo adibita a vescovi e cardinali, ecco il vano giornalisti. Qui è
stato predisposto un piccolo palco, con tanto di microfono, da dove Benedetto
XVI, durante il volo, potrà tenere una breve conferenza stampa. Nel seguito
papale ci sono 3 cardinali, 2 vescovi, 7 sacerdoti e 18 funzionari laici. Sono
i cardinali Tarcisio Bertone, William J. Levada e James F. Stafford. I vescovi
Fernando Filoni e James M. Harvey. I monsignori Peter B. Wells e William V.
Millea della segreteria di Stato. Saranno presenti sul volo, ovviamente, anche
Georg Gaenswein, segretario del Papa, e il maltese Albred Xuereb, anch'esso
della segreteria particolare del Pontefice. Il medico in volo sarà come sempre Renato
Buzzonetti, 80 anni, e Patrizio Polisca, della direzione per la Sanità e
l'Igiene dello Stato della Città del Vaticano. Ci saranno padre Federico
Lombardi, Giovanni Maria Vian (direttore dell'Osservatore Romano ), Francesco
Sforza (fotografo dell'Osservatore ), due tecnici della Radio Vaticana e due
operatori del Centro Televisivo Vaticano . E poi alcuni uomini della sicurezza:
Domenico Giani, ispettore generale della Gendarmeria dello Stato della Città
del Vaticano, insieme a quattro gendarmi e due ufficiali della Guardia Svizzera
Pontificia, il vice comandante tenente colonnello Jean-Daniel Pitteloud e il
sergente Lorenzo Merga. Infine un'ultima curiosità: tra i giornalisti viaggerà
pure un diacono permanente in forza al Tg1 della Rai. Anche lui si accomoderà
in coda all'aereo. 12/04/2008.
( da "Padania, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Da Veltroni a D
Alema fino a Casini, gli eredi politici del vecchio Pci e della vecchia Dc
avvertono di stare attenti al Carroccio, che è in crescita La sinistra teme la
Lega e il Nord che si sta svegliando Fabrizio Carcano Attenti alla Lega.
Attenti al Nord che si sta svegliando. È quello che da giorni, con un
ossessione quasi maniacale, vanno ripetendo i vari Walter Veltroni, Massimo D
Alema, Piero Fassino, Dario Franceschini, Riccardo Illy, Francesco Rutelli o
Pier Ferdinando Casini. Guarda caso gli eredi politici del vecchio Pci e della
vecchia Dc. Attenti alla Lega continuano a ripetere. E tra le righe, nelle loro
parole, si può cogliere il senso dell avvertimento lanciato: attenti a dare
forza ad un Nord che sta alzando la testa, un Nord che grazie a Umberto Bossi e
alla Lega non si accontenterà più di lavorare e pagare le tasse ma pretenderà
di più, pretenderà di decidere a casa propria e tenersi una parte dei propri
soldi sul proprio territorio, con il Federalismo, di avere più sicurezza e meno
immigrati, di avere una politica fiscale più equa, di avere più strade e più
servizi, di avere uno Stato meno centralista, meno assistenzialista e meno
burocratizzato. Tutto quello che i Palazzi del potere di Roma e i poteri forti,
che gravitano intorno ai vari Veltroni, Rutelli o Casini, osteggiano da sempre:
un Nord, non più gigante economico ma nano politico, ma che pretende di avere
quello che gli spetta, un Nord che non accetta, per fare un esempio calzante, che per salvare Alitalia e le migliaia di dipendenti romani (molti dei quali assunti
proprio dai sindaci capitolini Rutelli e Veltroni) si sacrifichi Malpensa.
Umberto Bossi lo ha ripetuto spesso nei suoi comizi: "A Roma hanno una
sola paura, che i padani, brava gente, che lavora e paga le tasse si sveglino e
alzino la testa". È quello che sta succedendo: il primo segnale è
arrivato con le elezioni amministrative del 2007 ed il trionfo dei sindaci
leghisti, la conferma arriverà in queste elezioni politiche, con il Nord che
darà ancora più voti e più forza politica alla Lega, per far valere le sue
ragioni nelle aule parlamentari. Uno scenario che terrorizza i Palazzi romani,
da qui l attacco trasversale e continuo contro la Lega, il tentativo di
demonizzare il Carroccio e la sua coalizione. In queste due ultime settimane di
campagna elettorale è stato un tormentone quotidiano: attacchi alla Lega con i
pretesti più disparati. Attacchi non dalle ali estreme, dalla Sinistra
Arcobaleno o dalla Destra, ma dal Pd e dall Udc, in totale sintonia nel gettare
veleno sul Carroccio. Come è successo anche ieri. Con la chicca di
Pierferdinando Casini, come è noto un profondo conoscitore del Nord, dela sua
realtà e dei suoi problemi, che ha voluto mettere in guardia i cittadini
trevigiani dal rischio di votare il Carroccio. "Sono qui in Veneto per
spiegare ai veneti che non bisogna regalare il futuro del nostro Paese alla
Lega. Questo regalo la Lega non se lo merita" ha spiegato l erede politico
dei vari Arnaldo Forlani o Giulio Andreotti, prima di aggiungere: "Non
credo che i veneti vogliano essere governati dai lumbard". A ruota, quasi
fossero telepaticamente collegati, ecco i vari colonnelli del Partito
Democratico. A cominciare dal solito Dario Franceschini: "Il Governo, in
caso di vittoria di Berlusconi, starebbe in mano a Bossi e ai veti della
Lega". Poi l inevitabile Massimo D Alema: "Il Mezzogiorno corre un
rischio enorme: se dovesse disgraziatamente vincere Berlusconi, noi ci
troveremmo in un Paese dominato, in una posizione chiave, da una forza che è
dichiaratamente antimeridionale. Ho visto con piacere che anche Casini è venuto
su questo tema". Il solito fuoco incrociato tra eredi della vecchia Dc e
del vecchio Pci che dimostra quanto la Lega sia temuta alla vigilia del voto.
Come conferma anche Roberto Calderoli: "Ringraziamo Casini e Franceschini
che continuano ad attaccare la Lega e quindi a portare voti: se vanno avanti
così, e se i sondaggi verranno confermati dal voto di domenica e lunedì,
rischiamo di dover esprimere il presidente del Consiglio! Li ringraziamo, ma comunque
un presidente del Consiglio lo abbiamo e si chiama Silvio Berlusconi. I voti
alla Lega, diversamente da quello che sono soliti fare l Udc e Casini, non
serviranno - fa notare il Coordinatore delle Segreterie Nazionali - al ricatto
ma saranno la garanzia del cambiamento e della realizzazione completa del
programma sottoscritto. Casini, Franceschini, Veltroni, D Alema e gli tutti
altri oggi ci stanno dicendo, per dirla alla romana, morituri ce salutant
...". Sulla stessa linea Angelo Alessandri che rileva: "Non so nulla
dei sondaggi e dei numeri, ma l umore popolare verso la Lega è incredibile ed
esaltante. E la conferma ulteriore arriva dall agitazione dei vari Casini e
Franceschini che anche oggi ci attaccano. Se l unica cosa che sanno fare - conclude
il Presidente federale - è citare isterici la Lega significa che sanno bene che
la gente del Nord premierà la coerenza e la rappresentatività della nostra
terra votando la Lega. Molto bene...". [Data pubblicazione: 12/04/2008].
( da "Padania, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Disastro per LA COMPAGNIA DI BANDIERA MALPENSA SI VENDICA AEREI ALITALIA VUOTI
Mirko Molteni A pochi giorni dal drastico taglio dei voli Alitalia da Malpensa il bilancio della
compagnia di bandiera italiana è ancora più negativo di quanto si poteva
prevedere. Gli utenti del Nord, sempre più delusi e sfiduciati nei confronti
del grande malato , per anni foraggiato inutilmente dallo Stato, stanno
letteralmente abbandonando la aerolinea, preferendole concorrenti che
assicurano dallo scalo varesino collegamenti internazionali più diretti. Si
potrebbe ormai parlare di una inarrestabile emorragia, almeno per quanto
riguarda i voli Alitalia da Malpensa. La quota di
passeggeri serviti dalla compagnia nazionale nell hub lombardo è infatti
crollata a soli 5000 al giorno. E con aeroplani mediamente vuoti per oltre la
metà dei posti disponibili. Il che aggrava ancora di più il deficit e getta
pesanti interrogativi sull effettiva capacità della compagnia di poter
sopravvivere davvero per alcuni mesi grazie ai residui 170 milioni di euro
rimasti in cassa. L agonia potrebbe invece rivelarsi assai più veloce. I dati
in nostro possesso non potrebbero parlare in modo più chiaro. Nel corso della
prima settimana di aprile, da quando cioè i tagli ai voli di bandiera sono
divenuti effettivi, i passeggeri Alitalia da Malpensa
sono stati esattamente 38.544, cioè l 84,8 % in meno rispetto a prima della
cura . Viceversa è aumentata del 13,6%, portando il totale a ben 276.039, la
quota di utenti settentrionali che ha scelto di imbarcarsi su velivoli di altri
vettori. In un pugno di giorni, in sostanza, la quota di mercato Alitalia sul totale dei voli da Malpensa è crollata dal 48 %
medio del 2007 al misero 12 % dell aprile 2007. Cosa significa in soldoni ? Che
dalle piste del Varesotto sono decollati in un intera settimana sotto le
insegne di Alitalia tanti passeggeri quanti prima ne
decollavano solamente in un giorno. Infatti, finchè da Malpensa la compagnia di
bandiera faceva partire circa 1200 voli la settimana, la media giornaliera era
assestata intorno ai 38.000 passeggeri, talvolta con punte superiori ai 40.000.
Ora, i voli settimanali del vettore sono stati tagliati da
( da "Padania, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
INTERVISTA A ROBERTO
MARONI/ La riforma nei primi cento giorni di Governo SIMONE GIRARDIN
Federalismo fiscale: questa volta o mai più. Per l ex ministro del Welfare
Roberto Maroni la due giorni del voto potrebbe forse rappresentare l ultimo
treno per il cambiamento. Per questo l appuntamento elettorale di domenica
diventa lo snodo cruciale per riformare il Paese una volta per tutte. Mi scusi
Maroni, la partita non sarà semplice: questa volta in campo c è un po di tutto:
da Casini a Bertinotti, da Veltroni a Ferrando fino a Fiore. "Ma c è
soprattutto la forza della Lega". Perchè un elettore dovrebbe votarvi? Che
cosa avete in più rispetto ai vostri rivali? "Per tre motivi: abbiamo un
passato di cui non ci vergogniamo. Per la proposta politica che portiamo al
Paese. Siamo gli unici che spingono per il progetto del Federalismo fiscale e
istituzionale. E terzo per il nostro futuro". Tradotto? "La speranza
di chiudere la partita della questione settentrionale oggi più che mai aperta.
E la Lega è la sola ricetta vincente grazie al coraggio e alla determinazione
di Bossi". Che cosa ne pensa delle polemiche scoppiate negli ultimi giorni
proprio attorno a Bossi circa le sue affermazioni sulle schede elettorali e l
eventuale nomina a ministro delle Riforme? "Non vedo nessuna polemica
seria. Nel senso che oramai siamo abituati a leggere sui giornali solo quello
che fa comodo a qualcuno. Lo vedo tutti giorni. In ogni comizio di Bossi. Dice
cento cose importanti ma tutti riportano solo la battuta verbalmente più dura
per poi farla apparire come il messaggio finale di Bossi. Quanto alla sua
possibile nomina alle Riforme, sarebbe la certezza per il Nord dell arrivo del
federalismo fiscale. Ma prima pensiamo a vincere...". A proposito di
risultati, ha mai pensato ad un possibile pareggio con il rischio che si apra
la strada verso le cosiddette larghe intese? "Larghe intese significa non
riforme, il pantano. Quello che spera il potere centralista romano. Chi non
vuole le riforme. Perchè fuori noi, vuol dire nessun cambiamento. Ma
sinceramente non mi faccio di questi problemi. Perchè il pareggio non ci
sarà". In caso di vittoria è chiaro che la Lega avrà un peso significativo
all interno della coalizione. Come pensate di gestirlo? "Guardi, avrà il
giusto peso che non si misura in termini di poltrone ma sulla rapidità per la
realizzazione delle riforme federali. Più la Lega è forte meno tempo ci
vorrà". Quali sono le priorità della Lega? "Tutto il programma da noi
sottoscritto. Dagli aiuti alle famiglie alla lotta all immigrazione dalla
realizzazione del Federalismo fiscale al rilancio delle piccole e medie
imprese". A che cosa sareste disposti a rinunciare? "A nulla. Abbiamo
firmato insieme agli alleati un programma di Governo che andrà rispettato in
ogni sua parte". Veniamo ai famosi primi cento giorni. Quali sono i
provvedimenti che porterete al tavolo? "Sono diversi. Sicuramente Malpensa
e la questione dei rifiuti di Napoli ma soprattutto il Federalismo fiscale. La
proposta di legge c è già. E quella avanzata dalla Regione Lombardia che è
stata anche depositata in Parlamento. La si può calendarizzare fin da
subito". Intanto il caso Alitalia è già costato oltre mille posti di lavoro in Lombardia... "Alitalia ha il fiato corto. O la compra
Air France, ed è quello che noi non vorremmo, oppure interviene una cordata di imprenditori
italiani con AirOne. Altrimenti l unica alternativa che si apre è quella del
commissariamento con l applicazione della cosiddetta legge Marzano. Ma
tutto questo deve avvenire con la liberalizzazione degli slot che Alitalia ha e non usa su Malpensa. Questo perchè si deve
dare la possibilità di poter investire a chi crede nell hub lombardo. Che non è
certo una cattedrale nel deserto come qualcuno vuol far credere". C è
anche un altro nodo da sciogliere: quello del Tfr. Che cosa pensate di fare?
"La modifica fatta dalla sinistra alla nostra legge è costata cara ai
lavoratori e alle imprese che si sono visti espropriare di molte risorse. È una
battaglia che certamente porteremo avanti tenendo conto che questa operazione
costa molto. Lo sa bene Tremonti ma c è la chiara volontà di arrivare ad una
modifica favorevole ai lavoratori e alle imprese". In questi mesi di
campagna elettorale la politica si è interrogata molto sulla questione dei
salari. Come affronterete queste emergenza? "Noi non siamo per promettere
soldi a tutti. Perché alla fine a pagare è sempre il somaro padano come si
leggeva su un vecchio manifesto leghista. L unica soluzione è la crescita
economica, con una politica a sostegno delle piccole e medie imprese, e mettere
i sindaci nelle condizioni di poter avere le risorse necessarie per dare le
risposte ai loro cittadini. Solo così si produce ricchezza da ridistribuire. Ma
per fare tutto questo c è una sola via: il federalismo fiscale". Intanto
le casse dei Comuni rischierebbero di rimanere a secco se si togliesse l Ici,
non crede? "Di fatto la Lega ha posto come condizione a Berlusconi che
prima di togliere l Ici sulla prima casa si aumentino i trasferimenti ai
Comuni. Altrimenti le amministrazioni si troverebbe nelle condizioni di dover tagliare
i servizi o aumentare le altre imposte". Il problema sono sempre i soldi:
dove li troverete? "Nella lotta agli sprechi. Ridurre il numero di
dipendenti pubblici al Sud, non buttando via più risorse nei rifiuti campani.
Di strade ce ne sono tante". E il quoziente famigliare? "C è nel
programma ed è un punto strategico. Anche qui servono risorse. Ma il sostegno
delle famiglie numerose resta uno dei principali obiettivi della nostra azione
governativa". Torniamo a parlare di un tema molto sentito dalla gente:
quello della sicurezza. La Lega ha in serbo alcune novità per la lotta all
immigrazione clandestina? "Non servono rivoluzioni o chissà quali leggi.
Una c è già. si chiama Bossi-Fini e va solo applicata. Cosa che fino ad oggi
non è stata fatto. Una normativa che prevede il respingimento dei clandestini
alla frontiera, la precedenza dei cittadini italiani nel mondo del lavoro e
garantire all immigrato assunto non solo un contratto di lavoro ma anche un
abitazione. Non ultimo l applicazione della Bossi-Fini prevede che se uno
straniero viene condannato questi deve scontare la pena nel suo Paese d
origine. Allora, ripeto, non servono nuove direttive. Basta far rispettare la
legge sull immigrazione". Proviamo a fare un po mercato: Ronaldinho al Milan
e lei al Viminale o magari preferisce il Pirellone? "Prima vinciamo le
elezioni e poi parliamo di queste cose. Anche se la panchina del Milan non mi
dispiacerebbe...". [Data pubblicazione: 12/04/2008].
( da "Padania, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Della sorte di Alitalia, a quanto pare, sembra che agli italiani non importi
poi molto. Soprattutto a quelli ormai abituati a usare internet per scegliere
le offerte più vantaggiose nel campo del trasporto aereo, oltre che per
prenotarsi e acquistare i biglietti. Secondo un recente sondaggio effettuato
dalla società TripAdvisor, che gestisce uno dei maggiori siti di viaggi, per
ben l 89 % del campione la crisi di Alitalia e il
taglio dei suoi voli a Malpensa non avrà nessuna conseguenza sulle abitudini di
viaggio degli interessati. Un risultato che però va analizzate in quanto
espressione di due opposte tendenze. Infatti, da un lato il 57 % degli
intervistati sostiene che il possibile arrivo di Air France li lascerà
indifferenti semplicemente perchè non volano mai con Alitalia. D altro canto, il restante 32 % di indifferenti lo è perchè non
baderebbero al fatto che la compagnia tricolore fosse acquisita oppure no da
stranieri. E quindi continuerebbero a viaggiare con Alitalia. Viceversa, spulciando quell 11 % che sostiene di risentire
della situazione, scopriamo che il 5 % ha deciso di non viaggiare con Alitalia per i previsti ponti
primaverili, mentre un 6 % non prenderà proprio l aereo. Per quanto
riguarda invece la sorte dell aeroporto di Malpensa, il 53 % degli utenti del
sito TripAdvisor ha dichiarato che non utilizza mai l hub lombardo. Un buon 29
% ha invece affermato che, qualsiasi cosa accada, Malpensa resterà comunque il
loro principale scalo aeroportuale di riferimento. C è poi un 18 % per il quale
la sorte dell hub varesino comporterà cambiamenti di qualche tipo. Fra questi,
un 4 % che vorrebbe evitare Malpensa nei prossimi ponti. Poi un 13 % che pensa
di non usarlo in futuro, spostandosi su altri aeroporti. Infine un 1 % che
addirittura pensa di dire no all aereo come veicolo e si orienterebbe verso
altri mezzi di trasporto. Ma le compagnie aeree si rasserenino. Dal medesimo
sondaggio emerge anche che l aereo rimane comunque il secondo mezzo preferito,
dopo l automobile, per le vacanze nei ponti di primavera. Ben l 85 % degli
intervistati, infine, usano sempre il web per informarsi sui viaggi. Mirko
Molteni [Data pubblicazione: 12/04/2008].
( da "Padania, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Ecco perché l
attività sullo scalo lombardo non rende Pagano 14mila stanze d albergo al mese
Iva Garibaldi Roma - Mentre Veltroni e Prodi spingono il piede sull
acceleratore per la vendita di Alitalia ad Air France,
all orizzonte diventa sempre più concreta l alternativa di una cordata italiana
per l acquisto della compagnia di bandiera. Certo, tutto è rimandato a dopo le
elezioni ma ormai è una questione di giorni. Si parla di un rinnovato interesse
da parte di Air One con la tutela di Malpensa e di un gruppo di imprenditori
che stanno già manifestando interesse per l acquisto. E se questo è il peggior
incubo per Veltroni come afferma Francesco Nucara del Pri, resta lo scandalo
degli sprechi perpetuati negli anni e che hanno portato, insieme a sconsiderate
scelte politiche, la compagnia di bandiera ad un passo dal fallimento. Secondo
l inchiesta portata avanti dal settimanale Panorama, ancora
oggi Alitalia non riesce a
far partire da Fiumicino i piloti che vivono a Roma e dalla Malpensa quelli che
hanno casa in Lombardia. I costi? Spropositati. "Fino al 2005 Alitalia pagava -ricostruisce il
giornale - una cifra fra 10.500 e 11 mila camere d albergo ogni mese a Milano
per ospitare i propri equipaggi, registrando anche punte di 14 mila
camere al mese con una spesa di circa cento euro a persona per notte. Solo per
il pernottamento si spendevano anche 1,4 milioni di euro al mese ai quali
bisogna aggiungerne almeno altri 500 mila di diaria di missione (44 euro al
giorno). Oggi la situazione è più contenuta. Ma solo relativamente. Alitalia paga 5mila camere al mese per gli equipaggi su
Milano non essendo riuscita a trovare soluzioni alternative". Non mancano
episodi eclatanti come quando nel 2000 "vennero prese in affitto per sei
mesi 60 camere di un albergo a Stresa. Ma dopo un breve periodo i piloti si
sono rifiutati di soggiornare sul lago perché è un posto morto , hanno
spiegato. I sindacati sono intervenuti e si è tornati agli alberghi di
sempre". Altro capitolo classificabile come spreco è la gestione delle
riunioni di aggiornamento per piloti e assistenti di volo. "Da Malpensa
gruppi di 10-15 persone si trasferiscono - scrive Panorama - nella capitale per
l incontro con i due istruttori quando sarebbe più economico fare il contrario,
con i due esperti che raggiungono il gruppo". Per non parlare dei
"voli a lungo raggio che non vedono mai l equipaggio (sino a 15 persone
nei B777) provenire dalla stessa città. Con rischi e ritardi per le hostess che
arrivano da Bari e da Napoli alla Malpensa, sempre in agguato". [Data
pubblicazione: 12/04/2008].
( da "Padania, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Vergognosa
propaganda contro la Lega GIULIANO CITTERIO Milano La Lega Nord va troppo
forte, fa paura. Ormai sono scesi in campo tutti, proprio tutti, contro il
Carroccio: dai politici nostrani della monnezza, agli organi ufficiali dei
poteri forti della sinistra europea, vedi El Pais e Financial Times. Mancava
Libero, e in particolar modo il commentatore "padanista", quello che
si autoproclama unico depositario del fuoco indipendentista, quello che deve la
sua notorietà unicamente alla Lega Nord e ai suoi media che gli avevano dato la
possibilità di uscire dall' ombra. Ma la Lega, in primis il Segretario federale
Umberto Bossi, leone mai domo, non ha mai avuto paura degli sparlatori, tanto
più oggi visto che si appresta a riscuotere un successo elettorale tanto
clamoroso quanto meritato. Alla faccia di personaggi invidiosi e rancorosi, che
pensano di essere la reincarnazione incompresa di Alberto da Giussano o di
Gianfranco Miglio (addirittura infilano i loro scritti fra quelli del grande
pensatore...), personaggi che invitano a boicottare la Lega Nord, addirittura
consigliano di votare le leghette, i partitini degli imbroglioni, di quelli che
taroccano i simboli e le idee degli altri e puntano solo a fregare qualche
vecchietto e/o qualche distratto per quattro soldi. Ma questi personaggi
invidiosi e rancorosi lo fanno per vendetta o perchè é in realtà si sentono
rappresentati dalle leghette deli imbroglioni? È tutta qui la loro battaglia
autonomista? Ci sentiremo dopo il 14 aprile. Se i fegati reggeranno... Bugia o
mezza verità? LEOPOLDO CHIAPPINA GUERRIERI Roseto degli Abruzzi (Te) Dice
Veltroni: "Rimonta storica, siamo ad un incollatura". Sarà una bugia
o una mezza verità? Sì, perché un conto è un cavallo e un altro una giraffa:
sempre di corsa si tratta, ma l incollatura è diversa! Solo la Lega è dalla
nostra parte ALESSANDRO MUNARI Lausanne (Svizzera) Stavolta è la penultima
possibilità... se la Lega se la gioca bene e se i parlamentari non tradiscono.
Prenderà tanti voti, ma non fa ancora il pienone come dovrebbe. Al Nord, in
Padania, la gente deve rendersi conto di chi sta dalla loro parte. Gli altri
partiti avranno sempre 2 anime, una nordista e l altra, più forte, legata all
assistenzialismo & clientelismo. Il Nord, e la Padania specialmente deve
rendersi conto che il voto non è un gioco, ma qui, c è in ballo la loro
libertà. Perché di libertà si parla... Il Sud è visto da chiunque come un peso,
una palla al piede così come è adesso. Forza Padani, femm mai i asén. In bocca
al lupo Nord! LETTERA FIRMATA Con l augurio che dalle parole si passi ai fatti.
Da buon padano vi mando i miei più sentiti... in bocca al lupo, per una
possibile realizzazione del federalismo per il bene di tutto il Paese... Non
abbiamo niente da spartire con Veltroni DOMENICO CHIESA Pedrengo (Bg) Il
partito democratico di Veltroni, romano a tutti gli effetti, non è altro che
una brutta copia del partito democratico americano. Scimmiotta slogan come si
può fare che non è traducibile o asportabile nel contesto politico italiano. La
Padania non ha nulla a che fare con Veltroni e tanto meno con la sua Roma di cui lo sfacelo Alitalia è l ultimo esempio di miglia di casi analoghi. Si straccia le
vesti per una espressione che è di comune sentire al Nord perché sono tanti che
sono convinti che con le chiacchiere di Veltroni non si va da nessuna parte e
pensano che i guai della Padania saranno risolvibili con atti e leggi
draconiani o con il trasferimento al nord di tutti i poteri. Ultima
novità del Governo Prodi/Veltroni ALDO MARTINENGO Milano Egregio direttore, è
una cosa seria, o è una delle ultime stronzate del Governo Prodi-Veltroni? Mi
riferisco all obbligo della clausola non trasferibile su tutti gli assegni e
alla indicazione del codice fiscale per tutti gli eventuali giratari, nonché
alla tassa di un euro e mezzo per la forma libera per assegni al massimo di
euro 5.000. A parte che i libretti al portatore dovranno avere al massimo un
saldo di euro 5.000, penso che più repubblica delle banane non si possa essere.
Cosa ne dicono i nostri politici, specie quelli che probabilmente vinceranno le
elezioni? Il potere in mani sbagliate genera errori LUIGI BRAMBILLA San Fermo
della Battaglia (Co) Il giornale di Como ha osato fare nome e cognome del
banchiere rinviato a giudizio per bancarotta, là dove neppure il quotidiano
Finanza & Mercati, collegati alla Borsa di Milano, aveva osato tanto.
Finanza e Mercati scrive: "Tempesta sui grandi banchieri. Il presidente
del Cds Mediobanca rinviato a giudizio per estorsione su Eurolat (Televideo Rai
2), La Provincia invece all argomento dedica ampio spazio, 1/3 di pagina, con
il titolo: "Crac Parmalat, Geronzi a giudizio per bancarotta. Il
banchiere, ex presidente di Capitalia, sarà processato per la vicenda Eurolat.
Sotto accusa anche per estorsione. Alla sbarra poi ci saranno Cragnotti e
Riccardi. I fratelli Calisto e Giovanni Tanzi patteggiano una pena di due
anni". E nell articolo l accusa. L allora presidente di Banca di Roma
disse che Parmalat doveva "comprare a quel prezzo e se questo non fosse
avvenuto loro avrebbero chiuso gli affidamenti che allora ammontavano a 300/400
miliardi". Questo è quanto succede in Italia, e molti si chiedono come
possa esserci uno Stato il cui il potere economico è in queste mani... e i
nostri soldi sono in mano a loro. E pensare che questo Stato, prima Regno Savoia
e poi Repubblica Italiana, è da noi presente da soli 147 anni. Chissà per
quanto tempo ancamò in Lumbardia - saremm inscì cunscià de sbat via! Me sa che
l è ura de desedass. Più numerosi i voti, più ministri MATTEO MARIA MARTINOLI
Milano In merito alla futura nomina dei ministri della Salute, alla Pubblica
Istruzione e alla Famiglia. Premesso che ogni ministro trarrà la sua
legittimazione dalla doppia investitura presidenziale del Consiglio dei
Ministri e della Repubblica è chiaro che la sua nomina sarà tanto più opportuna
quanto incontrerà il consenso del popolo del Family Day. Tanto più consistenti
saranno state le percentuali raccolte da Lista Ferrara, Udc, Pdl e Lega, tanto
meglio farà il futuro Governo ad annoverare tra i suoi ministri di spicco
uomini come Carlo Casini (pres. Mpv), Roberto Formigoni e Roberto Maroni,
insieme ad altri meno esperti ma parimenti motivati, negli altri dicasteri meno
cruciali, a contrastare la denatalità. Le solite balle di Prodi LEONARDO CECCA
Rivalda di Gazzola (Pc) Caro direttore, Prodi, omai in panchina in attesa del
carro attrezzi per l espletamento dell ultimo atto della sua rottamazione, non
ha perso occasione per sostenere una delle sue tante panzane. Il mortadella,
oltre ad elogiare Veltroni per le sue giuste scelte, tutte corbellerie come
quelle del programma di oltre 200 pagine, ha detto che la caduta del suo
Governo è da attribuire ai poteri forti ed ai comunisti. Come al solito se
stava zitto faceva migliore figura. Non per elogiare i comunisti, con i quali
non condivido nulla, ma ritengo che essi, nella legislatura ormai sepolta,
siano stati gli unici coerenti con il programma presentato anche se sicuramente
è stato da loro imposto. A fregare Prodi, e bene hanno fatto, sono stati i
post-comunisti, cioè quelli che in pochi anni hanno cambiato varie
denominazioni al fine di confondere le idee e raccattare consensi. Ora in
campagna elettorale si assiste alle stesse cose, i post-comunisti rinnegano il
Governo da loro stessi sostenuto, come se non chiamarsi più piedesse o diesse
cambi il fatto che si stratta sempre delle stesse persone. Se non è zuppa è pan
bagnato. Mi auguro per lui che Prodi faccia solo finta di non aver capito.
Comunisti? Non cambiano mai LETTERA FIRMATA Invece di parlare di fucili di
Bossi perché non parliamo di due anni e mezzo di legislatura di un certo
Ministro comunista che si è preso venti anni di galera come brigatista e per
concorso in omicidio e di un certo Curcio che ora insegna nelle Università!
Sempre la pagliuzza nell occhio e non la trave? [Data pubblicazione:
12/04/2008].
( da "Stampa, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Brogli presunti, parlamentari
intercettati con 'ndranghetari della Locride, inchieste ad alta tensione,
moderatori che nei superquiz pretendono programmi e politici che fanno finta di
offrirglieli, veleni intorno alle famigerate schede di ritorno, gaffes, accuse,
smentite: la solita irresistibile campagna elettorale. Le elezioni prendono
finalmente forma, la loro, quella della parodia. Crescita e natalità zero,
precariato, scuola, treni lerci, Alitalia al collasso, operai che cadono dalle impalcature, Paese allo
sfascio. 'Mbè? Ancora con questi dettagli? Basta. Il Paese reale vuole altro.
Il valore aggiunto della campagna elettorale è il calcio, lo testimonia
l'affaire-Totti. Che, dopo essersi schierato con Rutelli, il centrodestra
considera come l'esorcista ufficiale di Alemanno nella corsa al Campidoglio.
Casini, Bertinotti, Pizza, Veltroni, Berlusconi, gruppi, sottogruppi, tutto
ruota intorno a Totti. "Totti fa campagna per Rutelli?, quando uno con la
testa non c'è, non c'è", dice Berlusconi. Ma siccome il Cavaliere non si
accontenta facile, a stretto giro di posta saetta: "Ronaldinho ha detto
che se lascerà il Barcellona verrà nella squadra campione del mondo, il
Milan". E arrivano i fischi dei fan, forzisti ma romanisti. Avendo
valutato bene gli effetti delle sue parole, stavolta Berlusconi, coaudivato da
Francesco Giro: ("I manifesti pro-Rutelli sarebbero stati affissi
all'insaputa del calciatore. In ogni caso se Totti, un ragazzo innamorato della
sua città, avesse scelto di entrare in politica decidendo di appoggiare un candidato
laziale, saremmo sorpresi"), puntualizza: "Non è stata una
dichiarazione in pubblico, ho risposto ad un ragazzo che si diceva indignato
per aver visto Roma invasa da quel cartello a sostegno di Rutelli. Ho pensato
subito che Totti non ne fosse a conoscenza e mi spiace che la mia risposta sia
stata diffusa e strumentalizzata. Purtroppo i signori della sinistra non hanno
il coraggio di mostrarsi con la loro faccia e usano testimonial al loro posto.
Io ho una grande simpatia umana per questo campione". La simpatia non
scuote alcuni animi: "Poco credibile e tardiva", dice Giuseppe
Giulietti: "Berlusconi ha capito di aver fatto un altro autogol. Qualcuno
deve avergli ricordato il Franco Baresi del '94. Quando decise di scendere in campo
il Cavaliere fece appello a tutti i suoi dipendenti. E restò memorabile, per la
forte passione civile, la testimonianza di Baresi, allora capitano del Milan e
della Nazionale, che si schierò in modo appassionato per Berlusconi, così come
tanti artisti delle sue tv e star della sua squadra". Il dalemiano Nicola
Latorre dice al Cavaliere: "È solo invidia perché voleva Totti nel
Milan". E il forzista Lupi: "Il Milan ha Kakà, Pato e tra poco
Ronaldinho, non ha bisogno di Totti". Contro il ripiegamento tattico del
Cavaliere arriva anche il j'accuse di Massimo D'Alema: "Esprimo la mia
solidarietà a Totti, un grande calciatore, un uomo impegnato nella solidarietà,
un cittadino libero di esprimere le sue opinioni politiche in un Paese
democratico; soltanto chi rappresenta il contrario di tutti questi valori non
lo capisce". "I calciatori vanno misurati per come colpiscono di
testa il pallone, non in grazia del fatto che la testa ce l'hanno e decidono
scelte politiche secondo libertà di coscienza", dice Fausto Bertinotti. Il
contraccolpo inevitabile alla inchiodata di Berlusconi è l'invito alla
mobilitazione, se non proprio alla rivolta. Le parole del "principale
esponente dello schieramento avverso", nella considerazione di Veltroni
sono "Lo specchio di un modo di pensare. E' come dire grulli a metà del
paese. In nessun paese del mondo si insulta un giocatore di calcio perché ha
espresso un'opinione diversa dalla propria, questa è intolleranza per chi la
pensa diversamente da te". L'ex ministro delle Comunicazioni Gasparri, per
chi frequenta la curva Sud roba da grattarsi per settimane, fa una previsione
che somiglia moltissimo a un anatema: "Da romanista consiglio agli
esponenti giallorossi del centrosinistra che difendono le indicazioni di voto
di Totti, di essere più prudenti. Da quando Totti ha difeso le ragioni dello
juventino Veltroni e del laziale Rutelli la disgrazia s'è abbattuta sulla
nostra squadra, abbiamo perso derby e Champions".
( da "Stampa, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Alitalia
TRASPORTI DIMINUITI
I COLLEGAMENTI RAPIDI CON LA RIVIERA E LA COSTA AZZURRA Milano è più
"lontana" [FIRMA]BRUNO MONTICONE SANREMO Crisi Alitalia e problemi di Malpensa. Realtà
lontane dall'estremo ponente. Ma fino ad un certo punto. Perchè il disimpegno
della compagnia di bandiera dall'aeroporto padano ha avuto riflessi indiretti
anche su Riviera e Costa Azzurra: sono saltati i due voli giornalieri, andata e
ritorno, che collegavano Malpensa con Nizza. Che, in qualche misura,
servivano anche una clientela italiana. Una goccia nel gran numero di voli
targati-Alitalia che hanno lasciato l'aeroporto
milanese. Ma che, curiosamente, sono stati cancellati in coincidenza anche con
una drastica riduzione dei collegamenti ferroviari Intercity in partenza da
Nizza e, quindi, dal Ponente. Ben quattro. Due convogli - quello per Milano in
partenza da Nizza alle 12 e da Milano alle 13,10 - sono stati soppressi. Altri
due - quello in partenza da Nizza alle 7,10 com ritorno alle 14,05 - sono stati
bloccati al capolinea di Ventimiglia. I provvedimenti sono scattati il 7
aprile. Senza tener conto degli orari ufficiali (che avrebbero dovuto cambiare
solo il 14 giugno) e delle prenotazioni già effettuate (che sono obbligatorie).
Lunedì 7, quando è scattato il provvedimento, anche il treno da Milano in
arrivo a Ventimiglia intorno alle 19, uno dei pochi destinati a proseguire per
Nizza, è stato bloccato nella città di confine. "Per mancanza di personale
francese nel tratto oltre confine", è stata la motivazione ufficiale. I
transalpini pensavano si fermasse anche quello a Ventimiglia? I viaggiatori
hanno dovuto scendere e raggiungere Nizza con i treni locali. Cosa che devono
fare anche i passeggeri dei convogli che non proseguono piu per la Costa
Azzurra. A collegare Nizza (e quindi Ventimiglia, e Sanremo) con Milano sono
rimasti l'Intercity delle 14,05 e delle 18,05 da Nizza e, in senso contrario
quelli in partenza alle 11,10 ed alle 16,01 dal capoluogo lombardo. Orari
decisamente scomodi per chi ha questioni da sbrigare in giornata. Tagli
discutibili che seguono quello del cosiddetto "Basilea" che, fino a
due anni fa, collegava la città svizzera a Nizza attraversando la Liguria con
le sue carrozze panoramiche, ultimo residuo dei lussuosi treni che un tempo
percorrevano la Riviera. Non parte più dalla Svizzera, ma da Milano (alle
15,05) e arriva a Nizza intorno alle 19,50. "Siamo nell'Unione Europea, ma
in termini di collegamenti stiamo peggiorando - dice Gabriele Mutti,
giornalista trapiantato a Milano, specialista in problemi dei trasporti. Ormai
è complicato viaggiare dalla Riviera a Milano, un tempo la destinazione più
servita. E chissà perchè non si istituisce una navetta ferroviaria Taggia-Nizza
e viceversa in funzione dell'aeroporto?".