HOME   PRIVILEGIA NE IRROGANTO   di  Mauro Novelli          (www.mauronovelli.it)


DOSSIER “ALITALIA”

Torna all’indice mensile 2008

 

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


T ARTICOLI DELL’11-4-2008       #TOP


Report "Alitalia 2"

Alitalia, dopo il voto il prossimo round azienda-sindacati ( da "EUROPA ON-LINE" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: OGGI IL VERTICE A PALAZZO CHIGI Alitalia, dopo il voto il prossimo round azienda-sindacati (ra. c.) Slitta a dopo il voto il confronto tra Alitalia e le nove sigle sindacali che invece sono state convocate per oggi dal governo a palazzo Chigi. In attesa di conoscere l'esito del vertice odierno, la compagnia di bandiera ha deciso infatti di rinviare a martedì prossimo l'

L'atitech sfila a roma e un modellino finisce nella fontana di trevi ( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: nella protesta dei lavoratori Alitalia, entra in scena l'aereo Md80 (Air France vuole "rottamarlo") che, in modello di un paio di metri, finisce tra i marmi barocchi della fontana di Trevi prima di essere sequestrato in acqua dalla polizia. Lo hanno realizzato i lavoratori napoletani dell'Atitech (manutenzione e revisione), minacciati anche loro dal Piano dei francesi.

Alitalia, il governo tiene aperta la pista francese - lucio cillis elsa vinci ( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Alitalia, il governo tiene aperta la pista francese Mediazione per un pre-accordo tra sindacati e Air France. Nuova inchiesta dei pm sul titolo Le ipotesi: piloti in "prestito" ai transalpini, e per Atitech contratti garantiti LUCIO CILLIS ELSA VINCI ROMA - Salvare Alitalia dal fallimento e prima ancora,

Due piccoli spiragli per salvare la compagnia ma resta lo spettro del commissariamento - roberto mania ( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: accordo per la privatizzazione dell'Alitalia si trasformi platealmente in una disfatta sindacale. "Ci vorrà - aggiungevano - un segnale per la terra e uno per l'aria", cioè qualcosa per i lavoratori della manutenzione (Atitech) e qualcosa per la flotta. Ma nulla di più. Un "pochissimo" che, comunque, Parigi non ha ancora concesso.

Quirinale, fini si smarca da silvio l'ex premier insiste: "è di parte" - (segue dalla prima pagina) curzio maltese ( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Al primo consiglio dei ministri dovrà rivelare che non esiste nessuna cordata per Alitalia, nominare un commissario fallimentare e raccontare qualcosa di molto convincente a ventimila persone senza più un posto di lavoro. Lo scenario dell'economia nazionale per i prossimi anni è assai fosco. Il fondo monetario internazionale prevede crescita zero per l'Italia nel quinquennio.

Chiacchiere fumose sul tema rifiuti - ugo leone ( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: accende la campagna elettorale e se non ci fossero Alitalia e Malpensa, sarebbe quello più gettonato. Qui non conta dire se i mesi previsti siano pochi, ma una cosa è certa: l'ignoranza degli aspetti del problema che così miracolisticamente ci si propone di risolvere. Ne derivano, inevitabilmente, chiacchiere: quelle che non dicono come si vorrebbe risolvere il problema;

Alitalia, partita riaperta ( da "Secolo XIX, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: delegazione del governo per la vicenda Alitalia. In ogni caso, Letta si mostra cautamente ottimista: "Crediamo che un'intesa sia a portata di firma". L'idea è di arrivare la prossima settimana almeno un "pre-accordo" con i francesi, unico modo per tenere Alitalia agganciata all'unico compratore su piazza, comunque vada dopo il 14 aprile e nonostante la linea dura ribadita da Berlusconi.

Roma, "affonda" un aereo tricolore ( da "Secolo XIX, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Un modellino di un aereo Alitalia, lungo circa due metri, è stato collocato ieri tra i marmi del gruppo scultoreo della Fontana di Trevi, a Roma. Il gesto è probabilmente opera di alcuni lavoratori della compagnia di bandiera che, durante la loro manifestazione nella Capitale, hanno inteso dimostrare platealmente la crisi che sta attraversando l'

I diritti di chi sta ai margini e l'assenza dello stato sociale - michele smargiassi ( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: In mezzo a quel falso rapporto privato di lavoro qualcuno deve mettere qualcosa che non può essere una trattativa salariale. Non possiamo trasformare migliaia di onesti tavoli da tinello in penosi tavoli di vertenza. Qui ci giochiamo l'Italia, mica l'Alitalia.

Nuovi voli da palese per praga e vienna - ilaria ficarella ( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dei viaggiatori pugliesi ma anche per far fronte a futuro di Alitalia rispetto al quale l'unica certezza resta il ridimensionamento del servizio. Di questo, ma anche delle nuove risorse che la Regione Puglia intende investire nel settore, si è discusso ieri nel corso della quarta edizione del workshop organizzato dalla Aeroporti di Puglia (Ap) per fare incontrare i tour operator,

"strage di linate, non fu un errore del pilota" - (segue dalla prima pagina) carlo bonini ( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Giuliano Mansutti è un ex comandante dell'Alitalia ed è oggi tra i maggiori esperti di sicurezza del volo. Dirige un centro studi a Roma, Aerohabitat, e da quella mattina di otto anni fa non ha mai smesso di compulsare la sequenza di ciò che accadde intorno alla pista 36R prima e dopo le 8.

Perdere questa seconda opportunità sarebbe un danno per Alitalia, i lavoratori, il Paese ( da "Unita, L'" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stai consultando l'edizione del Enrico Letta Perdere questa seconda opportunità sarebbe un danno per Alitalia, i lavoratori, il Paese.

Un accordo tra Alitalia e sindacati potrebbe essere traslato nella prossima società ( da "Unita, L'" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stai consultando l'edizione del Berlusconi Un accordo tra Alitalia e sindacati potrebbe essere traslato nella prossima società.

Alitalia, il governo riapre la porta ad Air France I francesi pronti all'intesa, non ci sarà un'altra chance. I sindacati, però, vogliono una trattativa ( da "Unita, L'" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La liquidità di Alitalia (170 milioni) non consente di andare oltre il mese di vita. Il prossimo martedì sindacati e azienda avranno un altro incontro. Il presidente di Alitalia, Aristide Police, ieri ha espresso l'auspicio "che si giunga a conclusione della vicenda per il bene degli azionisti, ma soprattutto per il bene dei lavoratori"

C'è la cassa integrazione, scusate i disagi ( da "Unita, L'" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: a fronte della crisi legata alla riduzione di voli operata da Alitalia sullo scalo di Malpensa, ha richiesto e ottenuto di utilizzare la cassa integrazione straordinaria per un periodo di 24. Tale provvedimento è distribuito su tutti i dipendenti del gruppo Sea per evitare penalizzanti ricadute sulle sole persone la cui attività risultava strettamente legata ai voli Alitalia".

Mafia Style ( da "Unita, L'" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: finti contratti con gli italiani, cordate fasulle per Alitalia, perizie psichiatriche per i pm,leggi canaglia, ingiunzioni di sfratto per il capo dello Stato, cause di beatificazione per gli amici degli amici: il Cavaliere è "un populista vanitoso entrato in politica per evitare i tribunali e proteggere i propri interessi".

Alitalia, il governo sogna l'accordo ( da "Tempo, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: mediare sugli ammortizzatori sociali Alitalia, il governo sogna l'accordo Letta: "Possibile l'intesa tra sindacati e Air France entro la prossima settimana" Giovanni Lombardo g.lombardo@iltempo.it La vendita di Alitalia slitta a dopo le elezioni ma il governo uscente è ancora convinto di poter tenere in mano la trattativa per portare Air France-Klm e i sindacati alla firma di un pre-

Air France, intesa a portata di firma ( da "Messaggero, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, governo in campo: pre accordo a breve con i sindacati "Air France, intesa a portata di firma".

ROMA Il governo scende in campo nella trattativa sindacati-Air France. Palazzo Chigi spera di arriv ( da "Messaggero, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Are a un pre accordo sul rilancio di Alitalia subito dopo le elezioni. Scettici i sindacati su una soluzione a breve. Nuovo incontro la prossima settimana.

Lavori in pista e nebbia, caos a Linate ( da "Corriere della Sera" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Cancellati i voli Alitalia da Roma, Francoforte, Napoli, il British Airways in partenza per Londra. Costretti ad atterrare a Malpensa, invece che a Linate, gli aerei partiti da Amsterdam, Dublino, Catania. Tre spostamenti sono su Orio al Serio. Per ogni aereo che non arriva, i disagi si moltiplicano a catena.

ANTICIPAZIONI ( da "Manifesto, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pensiamo al "dopo": Di Lello, Fuksas e Rossanda Alitalia Il governo ai sindacati: firmate con Air France A PAGINA 5 Energia Puglia, auto "pulite" Rifkin con Vendola A PAGINA 9 Pentiti Sandalo, da Prima Linea all'incendio di moschee A PAGINA 9.

Divise e operai a Montecitorio ( da "Manifesto, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: lavoratori Alitalia abituati a scioperi e cortei - vedere i piloti in piazza, con tanto di striscioni (Anpac e Up), in mezzo a nugoli di poliziotti eccessivamente nervosi. Un attimo di tensione che sfocia in ilarità si verifica quando una cinquantina di dipendenti "aziendalisti pro Air France" pretendono di manifestare insieme agli altri per sostenere l'

Alitalia in vendita, il governo ricatta ( da "Manifesto, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: potremmo dire che Alitalia, per il governo uscente, è "carne morta", un cadavere che cammina. E di cui non intende interessarsi. L'incontro di ieri a palazzo Chigi, presentato in pompa magna come l'occasione per "riaprire" il dialogo con Air France, è stato così deludente - per i sindacati - che a stento sono state trattenute (durante la riunione e poi nelle dichiarazioni alla stampa)

Soluzione Air France ( da "Corriere della Sera" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-11 num: - pag: 29 categoria: BREVI Soluzione Air France Il valore dell'offerta Air France-Klm per rilevare Alitalia è di 138 milioni di euro, accompagnata da un aumento di capitale di 1 miliardo.

Spiragli lussemburghesi sul dossier <aiuti di Stato> ( da "Corriere della Sera" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: odissea di Alitalia ha questo tra i pochi cardini condivisi. Eppure, un giudizio sul tema pende ancora di fronte al tribunale di Lussemburgo dal 2001. Il numero d'iscrizione a ruolo è T-301 e dal suo esito, che fonti vicine al dossier collocano entro l'estate, dipende la reale preclusione giuridica - al di là di ogni valutazione di opportunità politica -

Ipotesi prestito-ponte ( da "Corriere della Sera" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-11 num: - pag: 29 categoria: BREVI Ipotesi prestito-ponte Una delle condizioni poste da Air France è l'erogazione da parte dello Stato di un prestito-ponte ad Alitalia.

Air France, ottimismo di Letta Ma i sindacati frenano ancora ( da "Corriere della Sera" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Klm per la cessione di Alitalia alla compagnia franco-olandese. Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta, che ieri ha guidato l'incontro fra il governo e i vertici dei nove sindacati presenti in Alitalia. Letta ha spiegato che si stanno costruendo le condizioni perché Air France torni al tavolo della trattativa,

I numeri ( da "Corriere della Sera" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-11 num: - pag: 29 categoria: BREVI I numeri Sea e la causa miliardaria La Sea, società che gestisce gli scali milanesi, ha ribadito l'intenzione di non ritirare la causa da 1,25 miliardi intentata ad Alitalia.

Quando si insediò per la prima volta come sindaco, dopo Tangentopoli, trovò i c ( da "Messaggero, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: teme per il destino di Alitalia. "Attenzione. Ho sempre difeso e difenderò l'asset produttivo, di turismo, di lavoro, costituito da Fiumicino, l'Alitalia (e anche Air One). Berlusconi ha cercato di far fallire l'intesa con francesi e olandesi, dopo aver fatto crollare nei suoi 5 anni di governo il valore di una azione Alitalia da 12 a 1 euro.

Berlinguer: politica immorale Ma i giovani la salveranno ( da "Liberazione" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia ha cento giorni di sopravvivenza, la Thyssen ricatta i lavoratori, i rifiuti hanno intossicato anche le mozzarelle, la recessione dall'America si avvicina all'Europa, e imperterriti si discute dei contenitori della politica. I voti si chiedono per il partito più nuovo, più moderno, mentre governo e giustizia amministrativa litigano sui simboli e la scheda elettorale fa arrabbiare

La protesta atterra dentro la Fontana ( da "Corriere della Sera" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE Trevi La protesta atterra dentro la Fontana Durante la protesta di ieri mattina dei lavoratori Alitalia, i manifestanti hanno lanciato dentro Fontana di Trevi un modellino aereo. Con tutto il rispetto per i problemi dei lavoratori, è ora di lasciare in pace questo tesoro della Capitale, diventato, dal futurista Cecchini in poi, una calamita per chiunque ( foto Gmt).

Politica immorale. Ma i giovani la salveranno ( da "Liberazione" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, ma lasciano l'azienda con milioni di euro di liquidazione, hanno profonde responsabilità nel declino morale del paese. L'errore della politica è quello di aver pensato che con l'ingegneria istituzionale, le bicamerali e le leggi elettorali si potessero risolvere i problemi dell'Italia, cucendole addosso un vestito di taglia,

Alitalia, il Governo riapre la trattativa con Air France: <E' l'unica chance> ( da "Liberazione" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il favore dei sindacati che verranno riconvocati dopo il pre-accordo Alitalia, il Governo riapre la trattativa con Air France: "E' l'unica chance" Fabrizio Salvatori Alitalia, ultima chiamata. Il Governo rilancia e, nonostante l'incognita del responso delle urne, punta a stringere i tempi per verificare se ci sono le condizioni per un'intesa già la prossima settimana.

Galli e il <domino> della Lega Pesa l'eredità di Reguzzoni ( da "Corriere della Sera" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: o Beppe Bonomia a Sea e Alitalia). Dopodomani magari ministro o sottosegretario (come Roberto Maroni o l'ex sindaco Giorgetti). Ma Marco Reguzzoni, il genero di Francesco Speroni che nel 2007 era stato eletto per la seconda volta presidente della Provincia, ha voluto accelerare i tempi: appena caduto Prodi, è andato dal senatur a Gemonio,

ROMA - Un gesto di irresponsabilità pura . E' - secondo Pier Ferdinando ( da "Messaggero, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: a far uscire la cordata italiana per l'Alitalia prima delle elezioni e non dopo. Altrimenti saremmo al ridicolo, e sarebbe tutta una presa in giro degli italiani". Mentre per attaccare uno dei capisaldi della campagna elettorale del Cavaliere, il presidente dell'Udc non ha trascurato l'assist fornitogli ieri da un intervista dell'ambasciatore Usa,

ROMA La polemica sul Quirinale, le accuse di "avvelenare" la democrazia lanciate ( da "Messaggero, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia per il rischio di regalare la compagnia di bandiera ad Air France con un danno non solo per chi lavora nell'azienda ma per tutto il sistema Paese. Io ho un termometro infallibile. Quando faccio i comizi tocco un po' tutti i temi: ebbene ogni volta gli applausi scattavano inesorabili sulla sicurezza e sull'Alitalia"

Notizie in 2 minuti ( da "Corriere della Sera" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, governo e sindacati: nuovo dialogo con i francesi I sindacati hanno confermato la volontà di riprendere il confronto con Air France e hanno rimarcato "la necessità che il governo svolga un ruolo attivo nel negoziato". Cultura Napolitano: la storia libera dell'integrazione europea Giorgio Napolitano nella prefazione al saggio di Perissich:

ROMA - Carlo Toto e Bruno Ermolli, a capo della cordata italiana, si stanno avvicinando al decollo s ( da "Messaggero, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: offerta per rilevare l'Alitalia ancora in vita, altri invece, avrebbero posto la condizione di intervenire solo in una procedura. Tuttavia, i potenziali interessati chiedono "in via preliminare di analizzare un piano industriale del progetto Alitalia che, partendo da una situazione economica finanziaria ed organizzativa aggiornata,

ROMA - Il governo scende in campo. Avrà un ruolo attivo per aprire la fase ( da "Messaggero, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Anche ieri centinaia di lavoratori Alitalia hanno manifestato davanti a Montecitorio: un modellino di un aereo Alitalia è stato anche collocato tra i marmi del gruppo scultoreo della Fontana di Trevi. E sulla crisi dei conti della compagnia è arrivato anche il faro dell'Enac.

Alitalia, si tenta l'ultima carta ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Le nove sigle sindacali presenti in Alitalia hanno anche sollecitato il governo a erogare un prestito ponte, visto che la liquidità della compagnia è in esaurimento. E di fronte a questo rischio l'Enac, che ieri ha convocato il presidente di Alitalia, Aristide Police, sta monitorando la situazione economico-finanziaria.

Alitalia governo vuole una seconda possibilita' ( da "Voce d'Italia, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia: governo vuole una seconda possibilita' Rilanciata l'intesa con AIr France Klm al termine della riunione con i sindacati Roma, 11 apr.- Il governo “esprime la volontà di svolgere un ruolo attivo perché si determini una seconda opportunità che conduca alla conclusione della trattativa sull'integrazione di Alitalia nel Gruppo Air France-

I jet volano vuoti E Fiumicino non decolla ( da "Stampa, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Così nella prima settimana di aprile rispetto a un anno fa alla Malpensa c'era il 67,5% di movimenti in meno, ma il traffico dei passeggeri Alitalia è diminuito dell'84%, a quota 38.544. Crescono le altre compagnie presenti nello scalo: +13,6%, 276.039 unità. Il vero campanello d'allarme per Alitalia si chiama "load factor": se è basso, vuol dire che gli aerei viaggiano mezzi vuoti.

Alitalia, ultimo viaggio ( da "Campanile, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Assumersi oggi responsabilità per le sorti di Alitalia, - ricorda Letta - "vuol dire comprendere che AirFrance-Klm è l'unica proposta sul tavolo, la nostra compagnia di bandiera non può rimanere in piedi da sola e che, come certificato dal Cda dell'Alitalia", la liquidità dell'azienda è in fase di esaurimento, e che, "come ricordato dal commissario europeo alla concorrenza,

Fascicolo senza indagati in procura ( da "Manifesto, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: acquistare Alitalia. Compresa quella di cui continua a parlare Silvio Berlusconi. Nei giorni scorsi è stato aperto un fascicolo, senza indagati né ipotesi di reato, in cui i magistrati raccolgono tutte le notizie riguardanti la compagnia di bandiera, in particolare quelle che potrebbero influenzare le oscillazioni del titolo in borsa e quindi configurare una indagine per aggiotaggio.

Alitalia: governo vuole una seconda possibilita' ( da "Voce d'Italia, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia: governo vuole una seconda possibilita' Rilanciata l'intesa con AIr France Klm al termine della riunione con i sindacati Roma, 11 apr.- Il governo “esprime la volontà di svolgere un ruolo attivo perché si determini una seconda opportunità che conduca alla conclusione della trattativa sull'integrazione di Alitalia nel Gruppo Air France-

Intervista a Antonio Ascenzi / Alitalia: trattativa condotta male ma non c'è alternativa a Air France ( da "Opinione, L'" del 11-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: Si dipinge l'Alitalia come un carrozzone inefficiente, pieno di esuberi. Stampa e politica insieme vanno contro sindacati che non interessano più né a destra né a sinistra. Come sarebbe Alitalia invece? Non perde un milione di euro al giorno? Alitalia era l'eccellenza, la numero 3 in Europa alla fine '60.

Conversazione parla l'ex leader della Cisl ( da "Riformista, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia è una metafora delle relazioni industriali del paese? "No, - dice Carniti - visto che la nostra bilancia dei pagamenti, al netto dell'energia, è in attivo su manufatti e servizi. Esportiamo, infatti, più di quanto importiamo. Certo il nostro è un capitalismo eclettico, intrecciato con banche e politica,

Ambrogio mentre sgarbi voterà lega e paragona bossi a caravaggio ( da "Riformista, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. In Regione la sparata del Cavaliere contro i "grattacieli storti" non è piaciuta. Anzi, ha creato non poco disagio anche perché probabilmente con l'estetica e l'architettura ha ben poco da spartire. "Mettere in discussione il piano, già approvato, scatenare una reazione popolare che ha visto subito entrare in campo strumentalmente Sgarbi con la sua proposta di referendum

Alitalia riunione coi sindacati su AirFrance ( da "Riformista, Il" del 11-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia riunione coi sindacati su AirFrance Il governo: accordo vicino. Il Cav: lo straccerò Il corteo passa cantando l'inno di Mameli, i negozianti di via del Tritone sembrano poco commossi. Uno incrocia le braccia sul petto e commenta col vicino, "vedrai, alla fine, la pagheremo noi".

IL SALASSO DELL'EFIM ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: come potrebbe essere il caso dell'Alitalia, è opportuno dare un occhio agli ultimi fuochi della liquidazione della finanziaria Ernesto Breda, eredità della voragine Efim, l'ente per il quale si avviò un concordato preventivo nel 1992 per chiudere un conto di debiti per 17mila miliardi di vecchie lire.

LETTERE ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E perché i Molto Onorevoli Sindacati stanno, di fatto, spingendo Alitalia verso il fallimento? Forse quanti più disoccupati ci sono, tanto più aumenta la loro (dei Sindacati) forza contrattuale? Ancora: m'è arrivata una pugnalata alle spalle. Silvio ha scritto una lettera a mio figlio condicendo ch'è indispensabile cambiare;

"Alitalia, un accordo è possibile" ( da "Stampa, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: MA BERSANI ESCLUDE UN NUOVO PRESTITO-PONTE "Alitalia, un accordo è possibile" [FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA In palio, domenica e lunedì, non c'è solo il governo del Paese. In caso di vittoria netta di Silvio Berlusconi, che ne sarà di Alitalia? Che dirà il Cavaliere al primo collega straniero cui ha promesso di telefonare, ovvero Nicolas Sarkozy?


Articoli

Alitalia, dopo il voto il prossimo round azienda-sindacati (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPA ON-LINE" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

OGGI IL VERTICE A PALAZZO CHIGI Alitalia, dopo il voto il prossimo round azienda-sindacati (ra. c.) Slitta a dopo il voto il confronto tra Alitalia e le nove sigle sindacali che invece sono state convocate per oggi dal governo a palazzo Chigi. In attesa di conoscere l'esito del vertice odierno, la compagnia di bandiera ha deciso infatti di rinviare a martedì prossimo l'incontro con i sindacati, inizialmente previsto per ieri. L'annuncio è arrivato in tarda mattinata dopo che il presidente dell'Alitalia, Aristide Police, è stato ricevuto per circa un'ora dal sottosegretario alla presidenza del consiglio Enrico Letta. Lo slittamento a dopo il voto del round tra azienda e sindacati lascerebbe intendere che l'esito delle votazioni potrebbe avere un peso determinante nella trattativa tanto più che anche ieri il candidato premier del Pdl Silvio Berlusconi ha rilanciato l'idea della cordata italiana sostenendo che molti imprenditori avrebbero risposto al suo richiamo. Tuttavia, se Berlusconi nelle ultime settimane non ha perso occasione per sostenere che quando arriverà a palazzo Chigi non consentirà ad Air France di mettere le mani su Alitalia, proprio ieri il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani ha replicato duramente. ''Se facessimo un accordo ? ha infatti sostenuto Epifani ? sarebbe difficile per tutti farne a meno, senza un accordo, invece, tutto può cambiare". Per Epifani il sindacato fa il suo mestiere: "Chi ha le responsabilità se le assuma, noi stiamo alle nostre cose e alle nostre responsabilità; il resto dipenderà poi da tanti altri fattori la cui responsabilità non è nelle nostre mani". Epifani ha poi auspicato che riprenda rapidamente il confronto con Air France, "che deve ascoltare anche le nostre ragioni". In vista dell'appuntamento di oggi il segretario generale della Cgil ha spiegato che i sindacati ribadiranno quei punti importanti da affrontare nel confronto con Air France". D'altra parte se è vero, come ha precisato il ministro del lavoro Damiano che non ci sono nè ultimatum nè un'ora x, la trattativa rischia di essere pesantemente condizionata non solo dall'esito elettorale ma anche dai conti aziendali visto che la compagnia ha ancora disponibili risorse finanziarie per appena 170 milioni di euro. E se ieri Veltroni ha accusato Berlusconi di aver voluto minare la trattativa con Air France per ragioni di campagna elettorale, Banca Intesa (chiamata in ballo all'inizio dallo stesso leader del Pdl) ha ieri nuovamente smentito ogni interesse.

Torna all'inizio


L'atitech sfila a roma e un modellino finisce nella fontana di trevi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia La protesta L'Atitech sfila a Roma E un modellino finisce nella Fontana di Trevi ROMA - Bandiere, slogan, striscioni e ora, nella protesta dei lavoratori Alitalia, entra in scena l'aereo Md80 (Air France vuole "rottamarlo") che, in modello di un paio di metri, finisce tra i marmi barocchi della fontana di Trevi prima di essere sequestrato in acqua dalla polizia. Lo hanno realizzato i lavoratori napoletani dell'Atitech (manutenzione e revisione), minacciati anche loro dal Piano dei francesi. "Siamo quasi tutti a Roma", dice Giovanni Aruta dipendente, con altri 700, dell'azienda partenopea. Un'altra parte è già sotto Palazzo Chigi, con i lavoratori del gruppo, piloti, assistenti di volo, personale di terra, addetti alla manutenzione, al trasporto merci, al call center. Aspettano che finisca l'incontro dei sindacati con il governo. "è sconfortante", commenta Carlo Sabatucci (Alitalia Fly), "la nostra compagnia è un microcosmo che condensa e amplifica le contraddizioni del Paese con le ingerenze della politica e i privilegi di manager e amministratori incapaci". "I nostri dirigenti sono i più pagati al mondo", aggiunge Beatrice Simoncelli (Alitalia servizi). "Dai 5 mila euro mensili dei quadri ai 35 mila per i dirigenti, lo stesso stipendio dell'amministratore delegato francese. Il nostro, Cimoli, ne prendeva 195 mila e se n'è andato con una liquidazione di oltre 4 milioni". "E noi, che siamo stati 10 anni senza rinnovare il contratto", spiega Monica Mazzeo del call center che Air France vuole affidare all'esterno, "abbiamo retribuzioni medie da poco più di mille euro con le stagionali part time che prendono 720 euro". Scendono i sindacati: "Abbiamo ribadito i quattro punti della discordia", scherza Alberto Giusti (Filt Cgil): "allargamento del perimetro aziendale a tutti i dipendenti di Alitalia servizi, rafforzamento della flotta prima del 2010; mantenimento dell'attività Cargo, gestione sociale degli esuberi mettendo in campo tutti gli ammortizzatori sociali". (ca.pi.).

Torna all'inizio


Alitalia, il governo tiene aperta la pista francese - lucio cillis elsa vinci (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Alitalia, il governo tiene aperta la pista francese Mediazione per un pre-accordo tra sindacati e Air France. Nuova inchiesta dei pm sul titolo Le ipotesi: piloti in "prestito" ai transalpini, e per Atitech contratti garantiti LUCIO CILLIS ELSA VINCI ROMA - Salvare Alitalia dal fallimento e prima ancora, dal crollo delle prenotazioni. Abbassare i toni, attendere il passaggio alle urne per giungere ad un pre-accordo con Air France-Klm, entro due settimane. L'ultima missione del governo uscente è creare un clima più disteso a poche ore dal voto. Anche se su Alitalia si riaccendono i fari della procura di Roma che ha aperto un fascicolo sulla questione delle oscillazioni anomale del titolo a Piazza Affari. L'incontro di ieri a Palazzo Chigi voluto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta, alla presenza dei ministri Pierluigi Bersani (Sviluppo economico), Alessandro Bianchi (Trasporti) e del sottosegretario all'Economia Massimo Tononi, è uno degli ultimi atti del governo Prodi. Un esecutivo che i sindacati hanno sempre considerato ostile nella vicenda Alitalia. Le nove sigle che seguono la privatizzazione sono comunque pronte a pesare le proprie posizioni e l'entità delle aperture francesi, giusto in tempo per chiudere entro maggio il negoziato: alcune soluzioni sarebbero a portata di accordo. Ad esempio, un terzo dei piloti in esubero potrebbero essere assunti in "prestito" per due anni da Air France; Atitech, avrebbe 8 anni di contratti garantiti prima della riconversione. Possibili anche degli ingressi anticipati in flotta di aerei di lungo raggio. Le prossime ore serviranno a capire in che direzione muovere l'accordo e le possibili proposte: Enrico Letta (in queste ore in contatto con i manager francesi) non nasconde una certa fiducia nella possibilità di trovare una pre-intesa ma avverte che "il tempo stringe", visto lo stato dei conti della Magliana. Sulle ultime vicende di Alitalia resta invece capillare il monitoraggio della procura di Roma, che ha aperto un fascicolo per ora senza ipotesi di reato. Il procuratore Giovanni Ferrara ha avviato quello che in gergo si chiama "modello 45" dopo aver ricevuto alcuni esposti da cittadini che si interrogavano sugli effetti sul titolo delle dichiarazioni di Silvio Berlusconi e di altri esponenti politici. Il Cavaliere ha infatti annunciato più volte la discesa in campo di una "cordata tricolore" per rilevare la compagnia. Sullo stesso fronte indaga anche la Consob, che dovrà trasmettere gli esiti degli accertamenti ai magistrati delegati, l'aggiunto Nello Rossi e il pm Stefano Pesci. Le oscillazioni anomale del titolo in Borsa sono già state monitorate attentamente dal nucleo valutario della guardia di finanza, incaricato delle indagini. Sul filo del diritto ci sarebbero già gli estremi per ipotizzare l'aggiotaggio o la turbativa di mercato, ma in procura c'è cautela. Si sta ancora verificando, infatti, l'eventuale esistenza di manovre speculative. In parallelo viaggiano le inchieste su fatti che riguardano il passato della compagnia: quella sull'offerta della cosiddetta "cordata Baldassarre" e l'altra su quella lanciata a dicembre dai fondi americani Evergreen e Thl alla quale avrebbe dovuto partecipare - secondo indiscrezioni di stampa - la Singapore Airlines, che nega la circostanza.

Torna all'inizio


Due piccoli spiragli per salvare la compagnia ma resta lo spettro del commissariamento - roberto mania (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Dopo il voto si tenterà l'affondo con Air France disponibile però solo a modifiche minime al piano Spinetta Due piccoli spiragli per salvare la compagnia ma resta lo spettro del commissariamento Berlusconi: "C'è la cordata e l'accordo con i sindacati sarà recepito" "Questa è l'ultima chance con Air France", ha detto il sottosegretario Enrico Letta ROBERTO MANIA ROMA - "Lo spiraglio è minimo", dicevano ieri a Palazzo Chigi. Minimo per riportare Jean-Cyril Spinetta, numero uno di Air France, a Roma; e minimo per impedire che l'accordo per la privatizzazione dell'Alitalia si trasformi platealmente in una disfatta sindacale. "Ci vorrà - aggiungevano - un segnale per la terra e uno per l'aria", cioè qualcosa per i lavoratori della manutenzione (Atitech) e qualcosa per la flotta. Ma nulla di più. Un "pochissimo" che, comunque, Parigi non ha ancora concesso. Spinetta aspetta le elezioni italiane, e il nuovo governo che non ci sarà prima di maggio. Sapendo anche che l'alternativa al suo piano è solo il ricorso al commissariamento (con gli esuberi che passerebbero dagli attuali 2.000 a circa 7.000) per una compagnia che ormai perde oltre un milione al giorno, che ha in cassa 170 milioni di euro e che, con il crollo delle prenotazioni (quasi il 40 per cento per i voli intercontinentali) rischia di non sopravvivere neanche fino a giugno. Anche l'obiettivo del governo uscente ieri era modesto: ricucire con il sindacato, abbassare i toni della polemica elettorale intorno all'Alitalia, creare le condizioni per chiudere con Air France, perché "un'altra chance - ha detto il sottosegretario alla presidenza, Enrico Letta - non ci sarà". Le imminenti elezioni riducono seriamente lo spazio di manovra, tanto più che il leader dell'opposizione, Silvio Berlusconi, rilancia quotidianamente cordate tricolori di imprenditori anonimi pronti a comprare l'Alitalia e a non cedere ai cugini d'oltralpe il nostro ricco mercato del voto. Fino a sostenere ieri l'"originale tesi" (copyright del segretario dell'Ugl, Renata Polverini) di "traslare" l'eventuale accordo tra sindacati e Air France nella compagnia che nascerà dalla sua cordata. Ipotesi senza precedenti e forse scarsamente percorribile. Di certo c'è che solo un contesto diverso può portare ad una sorta di pre-intesa tra i sindacati e i francesi. La prossima settimana servirà a capire quali ricadute avrà sul dossier Alitalia il nuovo quadro politico, ma pure a individuare le possibili, minime, modifiche all'ultimo piano di Spinetta. Soltanto la settimana successiva si potrebbe tentare di chiudere e passare il testimone al nuovo esecutivo. Altrimenti il fallimento non sarebbe più soltanto uno spettro. Il governo uscente è così costretto a giocare un ruolo del tutto anomalo, essendo nello stesso tempo il venditore ma anche una sorta di mediatore, con tutti i limiti dell'ordinaria amministrazione, tra l'Air France e i sindacati. I quali, ieri, hanno ripetuto la richiesta di un prestito-ponte di circa 300 milioni per allungare il tempo in vista di una soluzione strutturata. Ipotesi impossibile senza un accordo sindacale, perché la Commissione di Bruxelles ha già fatto sapere che non lascerebbe passare l'ennesimo aiuto pubblico alla compagnia di bandiera. Dunque solo "a valle di un accordo", come ha detto il ministro per lo Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani, potrebbero arrivare le risorse necessarie al traghettamento. Ma il continuo rilancio delle nove organizzazioni sindacali, al di là di una scontata strategia negoziale, ha dato ancora la sensazione al governo (oltre a Letta e Bersani, c'erano il sottosegretario al Tesoro, Massimo Tononi, e il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, neo-democrat e anche neo-convertito alla soluzione francese dopo esserne stato uno dei più strenui oppositori) che nell'ampio schieramento sindacale non siano ancora del tutto mature le condizioni per l'affondo. Mentre Spinetta ha scelto la tattica dell'indiano: aspetta.

Torna all'inizio


Quirinale, fini si smarca da silvio l'ex premier insiste: "è di parte" - (segue dalla prima pagina) curzio maltese (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Veltroni: da Berlusconi una concezione aberrante delle istituzioni Quirinale, Fini si smarca da Silvio l'ex premier insiste: "è di parte" Comincia a piovere e ai mugugni risponde: ora finisco (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) CURZIO MALTESE Ad aspettarlo poche migliaia di persone. Ha subito congedato il principale alleato Fini come fosse un riempitivo ("Ringrazio Gianfranco per avervi tenuti occupati per più di un'ora") e in capo a due minuti aveva già smarrito il discorso ("Ho perso il filo, che cosa stavo dicendo?"). Poi è andato di repertorio, ma soprattutto ha fatto una lunga cronaca della puntata da Vespa appena registrata, vantandosi molto di aver "sbugiardato" per ore il Veltroni della sera precedente. In pratica si è gloriato d'aver sfruttato in maniera piuttosto ignobile, per quanto efficace, il vantaggio di aver parlato per ultimo, grazie al sorteggio pilotato delle tv. La cosa però alla sua gente è piaciuta parecchio. Nella demonizzazione dell'avversario, che rimane la specialità del Cavaliere, è stato anche brillante, a tratti spiritoso. Il picco esilarante del comizio conclusivo è stato tuttavia un altro, involontario. Quando un Berlusconi al colmo della felicità ha comunicato con un crescendo della (poca) voce la notizia bomba del probabile arrivo di Ronaldinho al Milan. A una folla di romanisti e laziali, muta, perplessa, con una salve di fischi, oltre l'appartenenza politica. E' la prima volta, in quindici anni, che capitava di vedere Berlusconi fischiato dai suoi fans. E chissà cosa hanno pensato i tifosi romanisti quando poco dopo ha attaccato il loro idolo, il capitano della Roma, Francesco Totti. "Se per la corsa al Campidoglio appoggia Rutelli non ci sta con la testa. Quando uno non ci sta, non ci sta". Apriti cielo, stupore tra i militanti che se ne stavano andando mentre la notizia, attraverso le radio private, faceva subito il giro della città. L'attacco a Veltroni costituiva almeno la parte nuova, fresca, del discorso berlusconiano, poi scivolato nella seconda parte su slogan ormai logori, vecchie storie di comunismo, il Ponte sullo Stretto, le tre "i", l'abolizione dell'Ici, insomma il riassunto delle puntate precedenti. Tanto che alle prime timide gocce dal cielo, lo stesso popol suo ha cominciato a urlargli: "Silvio, piove!". E lui, allargando le braccia: "Eh, ho capito che piove. Cosa devo fare? Cantare la canzone di Modugno? Se avete pazienza, ora finisco". E ha finito per davvero con un vecchio numero, chiamando sul palco "una bella tosa", Alessandra Mussolini. Questo di tanta speme oggi gli resta. Tutta la quinta campagna di Berlusconi è vissuta su questo esibire la fatica, quasi il dolore di dover ancora correre per Palazzo Chigi: il "sacrificio", la "grave responsabilità sulle spalle". E' vero che l'ha sempre detto, fin dalla discesa in campo ("Ho deciso di bere l'amaro calice"), ma col sorriso sulle labbra. Stavolta il Cavaliere ha invece la faccia di chi ci crede davvero. Non stiamo a far questioni sull'implicita offesa arrecata al popolo italiano da un candidato premier che, al posto di essere onorato, si sente avviato a una condanna. Non è il nostro un paese da cogliere tali sfumature. Per una volta vale la pena di considerare piuttosto il suo punto di vista. Da lunedì sera, se si inverano i sondaggi, Berlusconi potrà contare su una maggioranza solida alla Camera e assai incerta, forse addirittura inesistente, al Senato. Da martedì dunque dovrà trovare un cassetto per il programma elettorale e cominciare a trattare con chiunque, dalla Mussolini a Calderoli, per fare qualsiasi cosa. Al primo consiglio dei ministri dovrà rivelare che non esiste nessuna cordata per Alitalia, nominare un commissario fallimentare e raccontare qualcosa di molto convincente a ventimila persone senza più un posto di lavoro. Lo scenario dell'economia nazionale per i prossimi anni è assai fosco. Il fondo monetario internazionale prevede crescita zero per l'Italia nel quinquennio. Altre fonti autorevoli parlano già di recessione. L'Economist da settimane segnala il rischio che le grandi agenzie di rating declassino il debito pubblico italiano. Un genere di decisione che viene preso una mattina in due salotti della finanza internazionale, dove la considerazione per Berlusconi è zero, e si traduce dal giorno dopo in una strage sociale. In queste condizioni o arriva una mano santa da sinistra per salvarlo con un qualche inciucio, da giustificare con estrema attenzione, oppure si schiude davvero una specie di "via crucis" per l'inquilino di Palazzo Chigi. Non è una prospettiva esaltante. Per la verità, lo è ancora meno per gli altri sessanta milioni d'italiani. Ma si spera per l'epoca d'essere tutti noi talmente rimbecilliti dalle televisioni da non farvi più caso. Chi potrà aiutare il settantaduenne premier? Se Berlusconi si guarda intorno, raccoglie davvero poca roba. Le ottocentesche ricette di Tremonti sui dazi doganali. Il federalismo fiscale della Lega, che significa la secessione applicata in economia. Ma la Lega neppure è venuta al comizio conclusivo al Colosseo, ripugnante (per i leghisti) simbolo di romanità. Sul palco Berlusconi ha accanto solo un Fini ormai spento, reduce da una mesta campagna elettorale, tutta vissuta all'ombra dei fratelli maggiori, Berlusconi e Bossi. E' un leader con un grande futuro alle spalle, ormai rassegnato al ruolo di delfino, da giovane di Almirante e ora, cinquantenne, delfino a vita di Berlusconi. Aveva forse i numeri per diventare lo "Chirac italiano" ma non ne ha avuto il coraggio, la forza, l'autonomia. Intorno a sé, Berlusconi ha giusto il suo popolo, i milioni d'italiani che lo voteranno comunque, perché ancora s'aspettano un miracolo, un colpo di genio o di bacchetta. Perfino quando è lui stesso ad ammettere che miracoli non se ne potranno fare e la bacchetta magica non ce l'ha. Prigioniero alla fine, Berlusconi, di un pezzo d'Italia che gli ha sempre creduto quando raccontava belle bugie e non gli crede l'unica volta in cui rivela una scomoda verità.

Torna all'inizio


Chiacchiere fumose sul tema rifiuti - ugo leone (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina X - Napoli CHIACCHIERE FUMOSE SUL TEMA RIFIUTI UGO LEONE "CHIACCHIERI, CHIACCHIERI - ripete continuamente Laverdure - non sai fare altro". Laverdure, qualcuno lo ricorderà, è il pappagallo di Zazie nel metrò di Raymond Queneau. Quanti Laverdure abbiamo in giro in questa campagna elettorale? è opinione ricorrente che sono molti. Non occorre essere politologi per accorgersene. Ma pure nel chiacchiericcio bisogna distinguere tra chi spara bordate grosse e chi spara "stronzilli di polvere", tanto per ricordare l'abate Galiani e la sua definizione dell'eruzione del Vesuvio nel 1779. Bossi, tanto per fare un esempio, minaccia di armarsi se non si ristampano le schede elettorali, ma Maroni avverte in televisione che sono ormai venti anni che va ripetendo queste cose e il cavalier Silvio "doctor House" Berlusconi invita a non temere le estemporanee sortite del leader della Lega perché tanto è malato, salvo poi a sentirsi dire dall'interessato che non è vero niente e che sta benissimo. Dicevo "doctor House" perché come il geniale medico della fortunata serie televisiva il cavaliere ha una ricetta per tutto e per tutto una sicura soluzione. Tra gli altri è il caso dei rifiuti a Napoli per il quale, se andasse al governo, la soluzione avverrebbe in qualche mese. Il tema, come si sa, accende la campagna elettorale e se non ci fossero Alitalia e Malpensa, sarebbe quello più gettonato. Qui non conta dire se i mesi previsti siano pochi, ma una cosa è certa: l'ignoranza degli aspetti del problema che così miracolisticamente ci si propone di risolvere. Ne derivano, inevitabilmente, chiacchiere: quelle che non dicono come si vorrebbe risolvere il problema; come separare l'umido dal secco e dove indirizzare l'uno e l'altro; quanto differenziare, quanto mandare in discarica e quanto incenerire; dove aprire discariche e dove gli inceneritori; se e come passare dal pagamento della tassa a quello della tariffa. Tutto questo, cioè il passaggio dalla gestione straordinaria a quella ordinaria del problema, ne richiede di tempo. Ma soprattutto richiede fatti concreti e non chiacchiere fumose. è bene parlare solo quando si deve dire qualcosa che valga più del silenzio. è questo il primo dei 14 principi necessari per tacere che l'abate Joseph Antoine Toussaint Dinouart suggerisce nella sua opera più famosa: "L'arte di tacere". Il libro fu pubblicato a Parigi nel 1771, ma per molti aspetti presenta inalterata attualità e l'editore Sellerio che ne ha curato l'edizione italiana potrebbe esaurire molte tirature se del volumetto si volesse fare omaggio alle migliaia di persone che dalla lettura potrebbero trarre giovamento: ministri e viceministri, segretari e sottosegretari, portavoce e portaborse, sindaci e assessori, candidati a coprire qualcuno di questi ruoli. Soprattutto potrebbero trarne giovamento i destinatari delle loro tante, spesso estemporanee, esternazioni che caratterizzano il quotidiano della vita politica. Per non parlare - anzi, coerentemente, per tacere - delle successive smentite e revisioni; dei "non volevo dire", "sono stato male interpretato", "non avete capito" che spesso ne seguono. è un invito al silenzio? Certamente no. Ma l'invito a riflettere sul fatto che, come ci ammonisce da 2200 anni "Qoèlet", "c'è un tempo per tacere e un tempo per parlare". Per cui l'uomo silenzioso non è chi non dice nulla, ma chi "sa tacere opportunamente in base al tempo e al luogo in cui ci si trova". E quelli che stiamo vivendo sono proprio il tempo e il luogo.

Torna all'inizio


Alitalia, partita riaperta (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

La vendita ad air france-klm Il governo conta di arrivare presto a un'intesa. I sindacati: "Troppo ottimismo" Roma. "Contiamo di arrivare a un'intesa la prossima settimana". Il governo ci riproverà con Air France ma avverte i sindacati: "La porta di Air France si può riaprire. Ma questa seconda opportunitàè l'ultima, non ce ne sarà una terza", spiega il sottosegretario Enrico Letta al drappello di sindacalisti convocato a palazzo Chigi per tentare di non mandare definitivamente in frantumi la trattativa con i francesi. "Non è saggio annunciare un'intesa che non c'è", replicano i sindacati che vorrebbero riaprire un negoziato che per AF è esaurito. La prossima settimana, quando le "tossine" elettorali saranno smaltite, i sindacati (attesi per martedì alla Magliana) torneranno a incontrare il governo e allora sarà chiaro se ci sono le condizioni per chiudere la partita con Jean-Cyril Spinetta o se la situazione precipiterà verso sbocchi diversi: un commissario o il fallimento. A meno che, dopo il voto, non spunti la cordata italiana, sponsorizzata da Silvio Berlusconi. "Al governo, non terrò conto di un'intesa tra Air France e sindacati", conferma il Cavaliere in vista di un eventuale e decisivo ritorno in campo di Spinetta. Si torna così allo scontro politico tra il governo che tenta di ricucire lo strappo con AF e il leader del Pdl che fa di tutto per disfare la tela a colpi di veti. I tempi però sono stretti perché nelle casse dissanguate di Alitalia ci sono appena 170 milioni, che bastano solo per una manciata di settimane. "La liquidità dell'azienda è in fase di esaurimento", fanno notare Letta e i ministri ai sindacati che vorrebbero coinvolgere il governo nella trattativa e chiedono l'erogazione di un prestito ponte di 300 milioni garantito dal Tesoro. Richieste che cadono nel vuoto. "Non c'è spazio per una mediazione classica. Dopo venti anni di perdite i rapporti di forza sono quelli che sono. Il ruolo del governo è a valle di un'intesa", spiega Pierluigi Bersani. Il prestito ponte? "Non ci può essere, se non c'è una sponda", replica il ministro. E così la mette giù anche Letta di fronte alle pressioni dei sindacati: "Come ha ricordato il commissario europeo alla Concorrenza, l'erogazione di nuovi fondi è impossibile". La porta è chiusa dunque a soluzioni improvvisate, che rischiano di essere sanzionate da Bruxelles. La porta è socchiusa solo per un'intesa con Air France, che consentirebbe di sbloccare il prestito ponte: la "sponda" di cui parla Bersani. Dopo l'incontro, Letta parla di un "passo avanti" ma è costretto a smentire i sindacati, che riferiscono di "un piano del governo che può persuadere AF". Non ci sarà nessun piano del governo, che si fa carico di avere un "ruolo attivo" per riportare Spinetta al tavolo sindacale: palazzo Chigi si muoverà solo per creare una "seconda opportunità che conduca alla conclusione della trattativa". Ma Letta mette in chiaro una cosa, che era già evidente una settimana fa, dopo la ratifica della rottura da parte del Cda della compagnia di Roissy: "C'è la volontà di Air France-Klm di chiudere sul piano di Spinetta, non di fare altri giri a vuoto. Un nuovo incontro è per chiudere", osserva il capo-delegazione del governo per la vicenda Alitalia. In ogni caso, Letta si mostra cautamente ottimista: "Crediamo che un'intesa sia a portata di firma". L'idea è di arrivare la prossima settimana almeno un "pre-accordo" con i francesi, unico modo per tenere Alitalia agganciata all'unico compratore su piazza, comunque vada dopo il 14 aprile e nonostante la linea dura ribadita da Berlusconi. Che rimane contrario a una soluzione francese ed è convinto che, una volta saltata l'intesa con AF, prenderà corpo la cordata nazionale, della quale farebbero parte a suo dire "diverse decine di persone molto importanti". Non crede alla cordata il leader Udc, Pier Ferdinando Casini, che sfida l'ex alleato a "farla uscire prima delle elezioni perché dopo sarà tutto ridicolo". È chiaro che il destino di Alitalia si giocherà dopo il 14: come al solito nel caso della compagnia di bandiera, tutto dipenderà da una variabile politica, cioè da chi vincerà e con quali margini. Una marcia trionfale del Cavaliere si tramuterebbe quasi certamente in una pietra tombale per la trattativa con i francesi perché i sindacati saranno tentati di guadagnare tempo nella speranza di una soluzione più conveniente. "Noi non ci sediamo al tavolo se non c'è la certezza che sia un tavolo vero", fa già sapere il capo della Filt Cgil Fabrizio Solari. Se questa è la premessa, Spinetta ci penserà su prima di riprendere l'aereo per l'Italia. Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 11/04/2008.

Torna all'inizio


Roma, "affonda" un aereo tricolore (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

La protesta ROMA. Un modellino di un aereo Alitalia, lungo circa due metri, è stato collocato ieri tra i marmi del gruppo scultoreo della Fontana di Trevi, a Roma. Il gesto è probabilmente opera di alcuni lavoratori della compagnia di bandiera che, durante la loro manifestazione nella Capitale, hanno inteso dimostrare platealmente la crisi che sta attraversando l'Alitalia. Il modellino, collocato sul lato sinistro della fontana, è stato poco dopo rimosso da due operatori del Comune. Per l'intervento di recupero - durante il quale il modellino aereo ha percorso anche un tratto, a pelo d'acqua, nella celebre fontana, tra lo stupore dei tanti turisti - è stata utilizzata un'asta telescopica. 11/04/2008.

Torna all'inizio


I diritti di chi sta ai margini e l'assenza dello stato sociale - michele smargiassi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina VII - Bologna I diritti di chi sta ai margini e l'assenza dello stato sociale MICHELE SMARGIASSI (segue dalla prima di cronaca) Le reazioni tradizionali non risolvono nulla. Quella economicista dice: chi paga è padrone, dunque il sindacato sta con la badante. Quella solidarista dice: chi è lasciato solo dalla società è vittima, dunque il sindacato sta con l'anziano. Siamo daccapo. Non serve aggirare l'imbarazzo dando tutta la colpa alla legge Bossi-Fini, la cui scomparsa non cambierebbe quelle domande senza risposta. Né è giusto che a decidere siano, diciamo così, i rapporti di forza. La Cgil ha cinque milioni e mezzo di iscritti. Oltre metà sono pensionati. Lo Spi è di gran lunga la categoria più forte, non solo in termini politici ma, diciamo, anche di cassa. Quante strutture territoriali potrebbero ancora pagare i propri funzionari senza il gettito delle tessere "grigie"? Più che una base sociale, gli anziani Cgil sono quasi un azionista di riferimento. Ma l'idea era e resta giusta: continuare a difendere i diritti anche di chi viene espulso dal processo produttivo; anzi farlo con più forza, perché è proprio in quel momento che il potere contrattuale svanisce. Come è giusta l'idea di tutelare i diritti dell'immigrato, che ha una debolezza speculare: se l'anziano è cittadino ma non lavoratore, l'immigrato è lavoratore ma non cittadino. Da questa commedia di specchi non si esce se gli attori restano solo due. C'è un protagonista assente, o meglio fuggito. è lo stato sociale. Una comunità che non riesce a coprire tutti i bisogni si ritira su quelli più urgenti e lascia gli altri al mercato. Ma costringere un anziano a diventare datore di lavoro (che paradosso: essere imprenditore della propria debolezza) vuol dire esporlo ai conflitti che vediamo, e per giunta anche al sospetto sociale un tempo riservato a chi poteva permettersi "la servitù". Condanna a un ruolo sgradevole che nessun contributo spese, nessun "fondo per la non autosufficienza" può alleviare. Viceversa, lo stesso meccanismo mette la badante nella condizione di avere come controparte a cui tentare di strappare il più possibile la persona a cui deve prestare un aiuto che non è solo professionale ma anche umano. Lo stratagemma con cui questo paese povero ma anche avaro ha risolto il problema degli anziani in difficoltà mostra la corda. In mezzo a quel falso rapporto privato di lavoro qualcuno deve mettere qualcosa che non può essere una trattativa salariale. Non possiamo trasformare migliaia di onesti tavoli da tinello in penosi tavoli di vertenza. Qui ci giochiamo l'Italia, mica l'Alitalia.

Torna all'inizio


Nuovi voli da palese per praga e vienna - ilaria ficarella (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina XI - Bari L'annuncio Nuovi voli da Palese per Praga e Vienna E l'assessore Ostillio lancia un bando per promuovere il territorio ILARIA FICARELLA Nuovi collegamenti verso le capitali europee, ma anche nuovi e fondamentali voli verso Roma. è così che il sistema aeroportuale regionale si prepara a rilanciare ancora una volta l'offerta turistica per il popolo dei viaggiatori pugliesi ma anche per far fronte a futuro di Alitalia rispetto al quale l'unica certezza resta il ridimensionamento del servizio. Di questo, ma anche delle nuove risorse che la Regione Puglia intende investire nel settore, si è discusso ieri nel corso della quarta edizione del workshop organizzato dalla Aeroporti di Puglia (Ap) per fare incontrare i tour operator, le agenzie di viaggio e le compagnie aeree. In particolare gli assessori regionali al Turismo e ai Trasporti Massimo Ostillio e Mario Loizzo hanno annunciato l'intenzione di varare un nuovo bando per finanziare le attività di intermediazione turistica in Puglia, come già avvenuto in altre regioni italiane. Mentre per destagionalizzare la Regione punta sulle gite scolastiche pensando a un bonus per gli istituti che sceglieranno la Puglia come meta. Intanto fra le nuove rotte, Ap sta lavorando per inserire nel calendario estivo due nuovi voli per Praga e Vienna e con Ryanair si sta pensando di attivare tre nuovi collegamenti europei: Dusseldorf, Bristol e Bruxelles. Garantito da maggio anche un collegamento settimanale diretto da Bari a New York, mentre da giugno l'aeroporto di Brindisi garantirà quattro frequenze settimanali per Parigi e due per Ginevra. Pronto anche il calendario dei voli charter per la prossima stagione. Oltre ai voli per le isole greche e per le mete turistiche dell'Egitto, si aggiungeranno quest'anno Dublino, Siviglia, Fuerteventura e diverse mete del Montenegro.

Torna all'inizio


"strage di linate, non fu un errore del pilota" - (segue dalla prima pagina) carlo bonini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Cronaca "Strage di Linate, non fu un errore del pilota" Nei nastri le prove delle irregolarità tollerate. Un altro jet sul sentiero dell'incidente Il documento Nell'ottobre 2001 morirono 118 persone dopo la collisione sulla pista Sul raccordo "sbagliato" dal Cessna tedesco anche un secondo aereo privato (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) CARLO BONINI Dei piloti smarriti di un Cessna tedesco diretto a Parigi. Di un controllore di volo confuso da comunicazioni che non seppe interpretare. Un'imperizia esaltata da un contesto ambientale e strutturale (scarsa visibilità al suolo, segnaletica aeroportuale inadeguata, assenza di un radar di terra) che rese la collisione con il volo di linea Sas SK686 inevitabile. Eppure, le cose sembrano essere andate diversamente. Annegata nelle migliaia di documenti, oggi pubblici, prodotti dalle indagini tecniche e giudiziarie esiste un'evidenza in grado di riscrivere il presupposto del disastro e, dunque, di individuarne il fattore scatenante. Un'evidenza sotto gli occhi di tutti già nell'immediatezza della strage, ma curiosamente trascurata dai "tecnici", lasciata sullo sfondo dall'accertamento penale. L'evidenza documenta che la mattina dell'8 ottobre 2001, il Cessna tedesco con sigla D-IEVX, rullò consapevolmente sul raccordo aeroportuale che sapeva vietato per l'immissione alla pista di decollo. Che non vi fu dunque nessun errore, ma una violazione deliberata delle regole del traffico a terra che era "prassi comune" per i voli in partenza dallo scalo Vip. Che a convincere il Cessna a quella manovra fu verosimilmente la circostanza che a percorrere il raccordo "sbagliato", pochi minuti prima, era stato un altro personal jet. Un Gulfstream IV della flotta Mediaset. Conviene dunque tornare a quella mattina dell'8 ottobre 2001. Giuliano Mansutti è un ex comandante dell'Alitalia ed è oggi tra i maggiori esperti di sicurezza del volo. Dirige un centro studi a Roma, Aerohabitat, e da quella mattina di otto anni fa non ha mai smesso di compulsare la sequenza di ciò che accadde intorno alla pista 36R prima e dopo le 8.10 del mattino, quando l'Md-87 delle linee aeree scandinave impatterà in fase di decollo con il Cessna tedesco. Dice Mansutti: "La mia ipotesi è che il pilota del Cessna non commise alcun errore. è sufficiente leggere con attenzione le carte. In quei documenti, se soltanto se ne ha voglia, c'è qualche sorpresa". Quale? Mansutti sorride: "Il mio centro studi ha invitato a non concentrarsi soltanto sul Cessna. E magari provare a vedere chi gli era davanti quel mattino". Alle 7.48 dell'8 ottobre 2001, il Cessna tedesco è parcheggiato nel cosiddetto piazzale Ovest dell'aeroporto di Linate. è lo scalo Ata, quello riservato ai voli executive. Non è l'unico aereo in piazzola. Alle sue spalle, con le prue rivolte verso il centro dell'area di sosta sono altri tre aerei executive con sigla LX-PRA, I-DEAS, I-LUBI. Alle 7.48, il primo ad accendere i motori è l'aereo con sigla I-LUBI, un Gulfstream IV della compagnia "Alba servizi aerotrasportati spa", società del gruppo Mediaset che gestisce la flotta privata di Silvio Berlusconi. Il Gulfstream ha un piano di volo per Roma Ciampino e alle 7.53 muove la prua verso la via di rullaggio che lo deve immettere in testa alla pista di decollo 36R. Il controllo del traffico a terra lo autorizza a raggiungere la pista attraverso lo snodo R5, un sentiero di avvicinamento che circumnaviga l'aerostazione verso nord e prevede tre attraversamenti. In corrispondenza del terminal degli aerei di linea, della torre di controllo, della stazione dei vigili del Fuoco. Il Gulfstream Mediaset ringrazia per l'autorizzazione e rinvia una successiva comunicazione all'attraversamento in corrispondenza della stazione dei vigili del Fuoco, quando dovrà necessariamente passare le sue comunicazioni sulla frequenza della torre di controllo. 7.53, dunque. Il Gulfstream si muove. Ma in quale direzione? Ufficialmente lo snodo R5. In realtà, come vedremo documentano le conversazioni con il controllo del traffico a terra e con la torre, in direzione opposta. Verso lo snodo R6. Un raccordo sensibilmente più corto, che punta verso sud e consente di portarsi in testa alla pista di decollo, ma solo dopo averla attraversata, in un tempo pari alla metà di quello che richiede il sentiero R5 e per giunta risparmiando carburante. è verosimile pensare che, nella piazzola Ata, i piloti tedeschi del Cessna vedano muovere il Gulfstream che li precede verso il raccordo R6. è un fatto, che di lì a dieci minuti, i piloti tedeschi imbocchino proprio quel sentiero pur essendo stati autorizzati per l'altro raccordo: l'R5. Chi controlla il traffico a terra è in grado di comprendere? è vero: c'è nebbia e la visibilità è di soli 50-100 metri. è vero. A Linate (in quel momento) manca il radar di terra. Ma i due piloti, quello del Gulfstream Mediaset e del Cessna tedesco, durante il loro avvicinamento dichiarano la loro posizione. E qualcosa non va. Alle 8.02 il Gulfstream Mediaset informa il controllo del traffico a terra di essere in corrispondenza della stazione dei vigili del Fuoco e passa sulla frequenza della torre per essere autorizzato a decollare subito dopo l'Md della Sas che, nel frattempo, sta raggiungendo la testata di pista. Curioso. Dal momento in cui il Gulfstream Mediaset ha lasciato la piazzola Ata sono passati neanche 9 minuti. Un tempo assolutamente incongruo. Per raggiungere infatti quella posizione lungo il raccordo R5 di minuti ne sono necessari almeno 16. E per giunta in condizioni di buona visibilità. Essere arrivati lì, dunque, con la nebbia e in soli 9 minuti, significa una cosa sola. Aver percorso il raccordo R6. Che è esattamente quel che sta facendo anche il Cessna che segue l'aereo Mediaset. Con un particolare: il Cessna tedesco, che non è pratico di come vanno le cose a Linate, lo dichiara. Alle 8.08, due minuti prima dell'impatto, informa infatti il controllo del traffico di essere in corrispondenza del punto S4, uno dei segnali a terra che indicano il sentiero R6. Alle 8.10, l'impatto sulla pista di decollo tra l'Md della Sas e il Cessna. In quel che accade dopo, c'è un mistero mai chiarito. Leggendo le trascrizioni ufficiali dei colloqui nella torre di controllo (allegato S della relazione Ansv, pagina 31), mentre l'aereo Mediaset fa rientro nella "baia" ed è il primo a osservare i resti del Cessna che bruciano, la torre di controllo di Linate riceve, alle 8.31, una telefonata dal traffico aereo. Una voce concitata dice: "Da Roma mi stanno stressando. Vogliono avere informazioni relative a quel signore" e "alla gravità di quanto è accaduto". Chi è quel signore? è un passeggero a bordo di uno degli aerei che vagano sulla pista? è un passeggero sul volo Mediaset? Oggi, al numero della società "Alba" risponde l'ingegner Barbieri, un gentilissimo funzionario, che spiega di "non poter essere d'aiuto". "Ricordo di aver forse sentito qualcosa sulla storia di Linate - dice - ma non ero qui nel 2001. Sono qui solo da un anno. E comunque non teniamo i registri dei nostri passeggeri". è un fatto che Silvio Berlusconi, la mattina dell'8 ottobre 2001 era a Roma, dove era rientrato da Milano la sera prima, intorno alle 22.30. è un fatto che i movimenti e le conversazioni terra-bordo-terra del Gulfstream Mediaset non siano stati oggetto di alcun approfondimento delle indagini condotte dall'Agenzia per la sicurezza al volo, organo della presidenza del consiglio dei ministri. è un fatto che, nel luglio del 2002, a Linate, un executive della "Alba servizi" con a bordo Marina Berlusconi ha sfiorato la collisione a 2000 piedi di quota con un altro jet privato subito dopo il decollo dalla pista 36R.

Torna all'inizio


Perdere questa seconda opportunità sarebbe un danno per Alitalia, i lavoratori, il Paese (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Enrico Letta Perdere questa seconda opportunità sarebbe un danno per Alitalia, i lavoratori, il Paese.

Torna all'inizio


Un accordo tra Alitalia e sindacati potrebbe essere traslato nella prossima società (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Berlusconi Un accordo tra Alitalia e sindacati potrebbe essere traslato nella prossima società.

Torna all'inizio


Alitalia, il governo riapre la porta ad Air France I francesi pronti all'intesa, non ci sarà un'altra chance. I sindacati, però, vogliono una trattativa (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Alitalia, il governo riapre la porta ad Air France I francesi pronti all'intesa, non ci sarà un'altra chance. I sindacati, però, vogliono una trattativa di Roberto Rossi/ Roma PORTA "Abbiamo lavorato con testardaggine consapevoli che si potrà trovare un accordo. L'intesa è possibile, non bisogna perdere questa opportunità". Nella partita Alitalia il governo riapre la porta alla trattativa con Air France. Come spiegato dal sottosegretario Enrico Letta alle nove sigle sindacali incontrate ieri a Palazzo Chigi, da parte di Parigi "c'è la volontà di chiudere sul piano Spinetta. Non credo che da parte loro ci saranno nuovi giri a vuoto. Se ci sarà un nuovo giro sarà per chiudere". Letta ha detto che la riunione di ieri mattina è stata "un passo avanti in una vicenda complessa e delicata", in cui il governo, in questi giorni dopo la rottura delle trattative "ha lavorato caparbiamente e testardamente" per arrivare "a una seconda opportunità" con Air France-Klm, la cui proposta "è buona, percorribile e positiva". Letta ha anche sottolineato che l'accordo deve essere tra le parti e che il governo può svolgere "un lavoro di accompagnamento" e lavorare per arrivare "a un pre-accordo la settimana prossima". Inoltre il sottosegretario ha aggiunto che i contatti con il gruppo franco-olandese "ci sono stati in questi giorni e continueranno ad esserci". Questo però non vuol dire, come si era ipotizzato nella mattina, che Palazzo Chigi stia preparando un nuovo piano da proporre al numero uno di Air France Jean-Cyril Spinetta. Il piano è quello conosciuto. Il campo d'azione del governo è ristretto solo a garantire un ampliamento della rete di protezione sociale per gli esuberi preventivati (oltre duemila). Il resto è quasi inamovibile. "Siamo a un passaggio urgente - ha aggiunto il ministro delle Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, anche lui presente all'incontro di ieri - il ruolo del governo è a valle di un'intesa. Dopo 20 anni di perdite i rapporti di forza sono quelli che sono. Siamo a un passaggio urgente". Il ministro ha aggiunto che "non ci può essere nessun prestito ponte se non c'è una sponda". Ogni intervento finanziario dell'esecutivo deve essere collegato quindi al raggiungimento di una forma d'intesa. Una chiamata di responsabilità nei confronti dei sindacati. Che si sono dichiarati pronti al confronto ma che hanno anche smorzato un certo ottimismo governativo. "Un accordo a portata di firma? Mi sembra una valutazione ottimista - ha detto il segretario generale della Filt Cgil -. Il pre-accordo con Air France già la prossima settimana? Doppiamente ottimista". Eppure il tempo stringe. La liquidità di Alitalia (170 milioni) non consente di andare oltre il mese di vita. Il prossimo martedì sindacati e azienda avranno un altro incontro. Il presidente di Alitalia, Aristide Police, ieri ha espresso l'auspicio "che si giunga a conclusione della vicenda per il bene degli azionisti, ma soprattutto per il bene dei lavoratori". Se non si dovesse arrivare a un'intesa con Air France in tempi brevi per Alitalia si aprirebbe lo spettro del commissariamento. Solo a quel punto potrebbero rientrare in gioco anche altri attori fin qui nell'ombra, come Lufthansa. Ma i costi sociali sarebbero elevatissimi. E ieri, mentre all'interno di Palazzo Chigi si tentava di ricucire le fila del negoziato, per strada è proseguita la protesta dei lavoratori. Una folta delegazione di dipendenti Atitech ha manifestato davanti a Palazzo Chigi e poi si è spostata alla Fontana di Trevi. La partita appare carica di incognite, quindi. Tra queste anche la variabile legata alla politica. Domenica e lunedì si andrà al voto. Un appuntamento decisivo anche per Alitalia. In queste ultime settimane, come ha ricordato Letta, "la campagna elettorale ha avuto un ruolo deleterio che ha messo in circolo tossine in una vicenda delicata". Il riferimento è a Silvio Berlusconi che anche ieri ha ipotizzato l'intervento nella trattativa di una cordata italiana. Ipotesi che non si è mai concretizzata. Se dovesse vincere, Berlusconi potrebbe accantonare l'ipotesi Air France.

Torna all'inizio


C'è la cassa integrazione, scusate i disagi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del MALPENSA C'è la cassa integrazione, scusate i disagi C'è la cig, scusate i disagi. In questi giorni, tramite biglietto patinato bianco candido, la Sea dopo aver posto in cassa integrazione anche i dipendenti del SeaClub, ha avvisato i clienti dei disagi che avrebbero potuto di conseguenza incontrare a causa dei tagli di personale. "Gentile socio - recita il bigliettino - la nostra azienda, a fronte della crisi legata alla riduzione di voli operata da Alitalia sullo scalo di Malpensa, ha richiesto e ottenuto di utilizzare la cassa integrazione straordinaria per un periodo di 24. Tale provvedimento è distribuito su tutti i dipendenti del gruppo Sea per evitare penalizzanti ricadute sulle sole persone la cui attività risultava strettamente legata ai voli Alitalia". Quindi, rivolto direttamente al cliente, nel biglietto si legge: "Confidiamo sulla sua comprensione se si dovessero verificare rallentamenti nell'attività".

Torna all'inizio


Mafia Style (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Mafia Style Marco Travaglio L'altroieri, mentre Uòlter perdeva tempo a scrivere al Cainano per invitarlo a giurare "lealtà repubblicana" alla Costituzione e all'unità nazionale,il Financial Times impiegava 15 parole 15 per spiegare chi è Berlusconi e perché non potrà mai firmare altro che bilanci falsi, finti contratti con gli italiani, cordate fasulle per Alitalia, perizie psichiatriche per i pm,leggi canaglia, ingiunzioni di sfratto per il capo dello Stato, cause di beatificazione per gli amici degli amici: il Cavaliere è "un populista vanitoso entrato in politica per evitare i tribunali e proteggere i propri interessi". Punto e fine. Lui, del resto, non ha mai fatto nulla per sembrare diverso da quel che è. Sono quelli che lo circondano e gli si oppongono (almeno in Italia: all'estero non funziona) che fingono di non capire. E, a ogni sua uscita in difesa degli evasori fiscali, dei mafiosi, dei tangentari, dei furbetti e furboni della finanza, parlano di "gaffe" o lo invitano a "moderare i toni" o addirittura a schierarsi dalla parte della legalità e della Costituzione. Mettiamoci nei suoi panni: ma perché mai dovrebbe farlo? La Costituzione, da lui definita "di stampo sovietico" e poi devastata con la controriforma dei "saggi" della baita (tra cui Calderoli), è stata finora il principale ostacolo alle sue mire: ha consentito al Quirinale e alla Consulta di bocciare le sue leggi più incostituzionali, ha impedito l'asservimento di procure e tribunali al governo, ha neutralizzato le fregole separatiste padane. Che dovrebbe dire Berlusconi: che gli piace la Costituzione? Cantare l'inno di Mameli, così gli scappa Bossi? Celebrare la Resistenza, così gli scappano la Ducia e Tilgher? Sarebbe come chiedere a Dell'Utri di parlar male della mafia: cannibalismo puro. Ma scusate: uno fa amicizia con una ventina di mafiosi, li riceve a casa e in ufficio, si fa mandare le cassate a Natale per sé, per Silvio e per Fedele, li incontra anche mentre inventa Forza Italia, viene eletto anche grazie ai loro voti, e poi che dovrebbe fare? Sputare nel piatto in cui mangia? Parlar bene dei pm e dei pentiti? Se Mangano avesse parlato, come han fatto molti suoi colleghi mafiosi, Dell'Utri e Berlusconi non sarebbero lì a fare comizi. Che dovrebbero fare, se non portargli eterna gratitudine e ricordarlo nelle preghiere? L'unica Resistenza che sta loro a cuore è quella dei mafiosi in carcere. E bene fanno a non nasconderlo, visto che nessuno domanda cosa avrebbe potuto raccontare Mangano, nessuno ricorda loro che il mafioso che non parla si chiama "omertoso", non "eroico". Chi seguita a scambiarli per statisti o bibliofili ci rimane di stucco quando li sente beatificare un boss sanguinario, condannato per mafia, traffico di droga e tre omicidi, fra l'altro scomparso 8 anni fa. Ma chi li conosce dovrebbe meravigliarsi se non lo facessero. In queste elezioni s'è aperta in Sicilia una certa concorrenza nella corsa al voto mafioso: Cuffaro è una calamita naturale, Lombardo manda messaggi separatisti da sempre molto graditi alle cosche. Meglio rammentare ai picciotti che il marchio doc è sempre lo stesso: diffidare delle imitazioni. Quelle di Berlusconi contro i pm e di Berlusconi e Dell'Utri contro i pentiti e in difesa dei boss irriducibili sono tra le pochissime parole logiche e coerenti della campagna elettorale. Parole già dette mille volte, che sgorgano dal profondo del cuore, e del portafogli. Solo un marziano se ne meraviglierebbe. Infatti Pigi Battista è meravigliato: l'altroieri ha scritto sul Corriere (dove pochi giorni prima Sartori criticava l'incredibile buonismo del Pd con Berlusconi) un articolo con l'estintore per spegnere "il linguaggio esasperato e parossistico" e la "brutta caduta di stile" del duo Silvio& Marcello che rischia di riaprire la fantomatica "guerra fra politica e giustizia". Ma qui non è questione di stile o di linguaggio o di toni. Ma di sostanza. Quando attaccano il Colle o elogiano il boss o annunciano la cancellazione della Resistenza dai libri di storia o invocano il manicomio per i magistrati (salvo, si capisce, quelli che si vendevano la sentenza Mondadori), Silvio&Marcello sono composti e sorridenti. Il problema è quel che dicono e fanno, non come. Uliwood party.

Torna all'inizio


Alitalia, il governo sogna l'accordo (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Martedì nuovo incontro a Palazzo Chigi con i lavoratori. L'Esecutivo cerca di mediare sugli ammortizzatori sociali Alitalia, il governo sogna l'accordo Letta: "Possibile l'intesa tra sindacati e Air France entro la prossima settimana" Giovanni Lombardo g.lombardo@iltempo.it La vendita di Alitalia slitta a dopo le elezioni ma il governo uscente è ancora convinto di poter tenere in mano la trattativa per portare Air France-Klm e i sindacati alla firma di un pre-accordo entro la prossima settimana. L'incontro di ieri a Palazzo Chigi è servito a sondare la disponibilità delle organizzazioni dei lavoratori al negoziato. Il piano francese, come ribadito dal cda della compagnia, non si tocca. I sindacati, invece, chiedono di riaprire il negoziato. Tra i due fronti si posiziona l'attuale Esecutivo che cerca ancora di mediare garantendo un'intervento deciso sul fronte degli esuberi. E cioè assicurando che i tagli saranno accompagnati da un ampio ricorso agli ammortizzatori sociali. Le nove sigle presenti all'incontro hanno rimarcato "la necessità che il Governo svolga un'azione di riequilibrio del negoziato - si legge in una nota congiunta - eliminando ultimatum, consolidando la continuità aziendale e favorendo la ricerca della soluzione che, allo stato attuale e partendo dalla proposta di Air France-Klm, trovi quegli elementi di comune accordo indispensabili per agevolare nei tempi e nella sostanza l'intesa tra le parti". Restano diversi nodi da sciogliere, già evidenziati nei precedenti incontri con il presidente di Air France, Jean Cyril Spinetta. Le criticità riguardano in particolare il perimetro aziendale interessato alla vendita, la flotta, le attività cargo e la gestione degli strumenti di protezione sociale. Palazzo Chigi ha precisato che il dialogo con il colosso franco-olandese può ricominciare. Il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Enrico Letta, è convinto di portare in porto l'operazione. L'obiettivo dell'Esecutivo è un'intesa "che sia a portata di firma", ha evidenziato Letta, auspicando che "ci possa essere la sottoscrizione di un accordo o pre-accordo la settimana prossima". Ad affrontare nel merito il nodo esuberi è il ministro dello Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani: "Come governo non vogliamo lasciare a casa nessuno e per questo possiamo agire e prevedere forme d'accompagnamento attive". Intanto ieri i lavoratori dell'Alitalia hanno manifestato davanti a Montecitorio contro la vendita ad Air France. Proteste anche a Fontana di Trevi, dove alcuni dipendenti della compagnia hanno collocato un modellino di un aereo Alitalia lungo un paio di metri.

Torna all'inizio


Air France, intesa a portata di firma (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia, governo in campo: pre accordo a breve con i sindacati "Air France, intesa a portata di firma".

Torna all'inizio


ROMA Il governo scende in campo nella trattativa sindacati-Air France. Palazzo Chigi spera di arriv (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Are a un pre accordo sul rilancio di Alitalia subito dopo le elezioni. Scettici i sindacati su una soluzione a breve. Nuovo incontro la prossima settimana.

Torna all'inizio


Lavori in pista e nebbia, caos a Linate (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-04-11 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Lo scalo Ritardi e proteste per ore. Manutenzione anche agli impianti. "I problemi legati alle condizioni atmosferiche" Lavori in pista e nebbia, caos a Linate Tredici voli dirottati e cinque cancellati. File ai check-in e disagi tra i passeggeri Gli aerei in arrivo sono stati spostati tra Orio al Serio e Malpensa: i passeggeri trasferiti da uno scalo all'altro "Qua dice dirottato...a Malpensa ". C'è l'autista mandato da una banca, in attesa di un manager, che chiede informazioni al telefono fissando lo schermo degli arrivi. Come lui, famiglie che attendono parenti. Passeggeri che restano a terra per ore. Appuntamenti che saltano e coincidenze perdute. Scene della giornata di ieri a Linate. La Sea aveva in programma da tempo lavori di manutenzione straordinaria sulla pista. E dall'alba si è addensata la nebbia. Risultato: senza strumenti e con scarsa visibilità è impossibile atterrare. La mattinata si chiude con 5 voli cancellati e 13 (in arrivo) dirottati su altri aeroporti. Ritardi di ore. Migliaia di passeggeri coinvolti, costretti ad aspettare o cambiare aeroporto. Cancellati i voli Alitalia da Roma, Francoforte, Napoli, il British Airways in partenza per Londra. Costretti ad atterrare a Malpensa, invece che a Linate, gli aerei partiti da Amsterdam, Dublino, Catania. Tre spostamenti sono su Orio al Serio. Per ogni aereo che non arriva, i disagi si moltiplicano a catena. Meno partenze, passeggeri da spostare da un aeroporto all'altro, file ai check-in che si gonfiano, persone che si trovano davanti alla scelta di comprare un altro biglietto o aspettare. "Il mio volo per Londra era programmato per le 11,30 - racconta una ragazza - di fronte al dilemma se cambiare aeroporto o no, ho scelto di restare a Linate e attendere". Sarà imbarcata sull'aereo delle 16. Man mano che la mattinata va avanti, la nebbia tende ad allentarsi, si dirada, e intorno a mezzogiorno l'aeroporto ritorna a smaltire il traffico con regolarità. Qualcuno protesta, ma la Sea fa il massimo per allestire un servizio di informazione ai passeggeri. "I problemi - ha spiegato l'azienda che gestisce gli scali milanesi - sono legati a particolari condizioni meteo che limitano la visibilità verticale a 300 piedi". Proprio ieri erano iniziati però anche i lavori di manutenzione agli impianti, che hanno limitato la possibilità di usare gli strumenti necessari per atterrare con la nebbia fitta. I tecnici saranno al lavoro anche oggi, e probabilmente ancora nel fine settimana. "Con la speranza - sorride qualcuno - che il tempo migliori". Se si dovessero ripetere le condizioni di ieri, potrebbero esserci altre mattinate a rischio. Odissea Code, ressa, proteste, disagi a raffica: una giornata di grandissima sofferenza all'aeroporto di Linate ( foto Piaggesi) Gianni Santucci.

Torna all'inizio


ANTICIPAZIONI (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Sinistra domani Intervista a Fausto Bertinotti: "Dal voto al nuovo soggetto unitario. Una Costituente dal basso" P. 2 Olimpiadi senza Onu Il segretario dell'Onu Ban Ki-moon a Pechino: per "impegni" non sarò all'inaugurazione dei Giochi P. 10 Il giorno dopo Quali riforme in arrivo? Che ne sarà di Roma? E della sinistra? Pensiamo al "dopo": Di Lello, Fuksas e Rossanda Alitalia Il governo ai sindacati: firmate con Air France A PAGINA 5 Energia Puglia, auto "pulite" Rifkin con Vendola A PAGINA 9 Pentiti Sandalo, da Prima Linea all'incendio di moschee A PAGINA 9.

Torna all'inizio


Divise e operai a Montecitorio (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Manifestazione dei lavoratori durante l'incontro con il governo Divise e operai a Montecitorio fr. pi. Roma Un migliaio di dipendenti (sui 18.000 totali) sono ben più che una rappresentanza. E fa impressione - anche ai "vecchi" lavoratori Alitalia abituati a scioperi e cortei - vedere i piloti in piazza, con tanto di striscioni (Anpac e Up), in mezzo a nugoli di poliziotti eccessivamente nervosi. Un attimo di tensione che sfocia in ilarità si verifica quando una cinquantina di dipendenti "aziendalisti pro Air France" pretendono di manifestare insieme agli altri per sostenere l'esatto contrario. "Bisogna capirli - spiega ironicamente un delegato - non si erano mai occupati di nulla, scoprono solo oggi la democrazia". E le sue regole: "sei libero di manifestare le tue idee, ma da un'altra parte". Di restare sotoo palazzo Chigi, dove sta iniziando l'incontro tra governo e sindacati, non se ne parla proprio, causa una gestione dell'"ordine pubblico" da clima elettorale. Si improvvisa un brevissimo corteo, che finisce nella piazzetta antistante Montecitorio. Bandiere di tutti i sindacati, predomina il rosso (Cgil e Sdl). Arrivano più tardi gli operai dell'Ams (manutenzione motori di Fiumicino), ormai "in carico" a una società cui partecipa anche Lufthansa (concorrente diretto di Air France). Applausi al loro arrivo, così come al megafono che annuncia il faticoso avvicinarsi dei pullman dell'Atitech di Napoli. I cinque automezzi, giunti al casello di Roma, sarebbero stati fermati per un po' di tempo dalla polizia, che pretendeva di scortarli uno per uno (tecniche da anti-stadio applicate a manifestazioni sindacali autorizzate: ci sarebbe da preoccuparsi per l'esercizio del dissenso in democrazia, se ci fosse ancora una classe politica interessata al tema). Girando nella piazza si raccolgono segni di preoccupazione, ma anche di normale conflittualità. Da Fiumicino - lavorazioni a terra - segnalano diversi casi di non applicazione della 626, specie per alcune movimentazioni in pista. Qualcuno (personale di terra) sventola la busta paga: 1.320 euro, a 40 anni. "sarebbero questi i privilegi di chi lavora in Alitalia?". Chiaro che c'è chi guadagna di più, ma sono in pratica i piloti. In piazza si vede persino qualche "comandante" (riconoscibile dalle "tre botte più una stella"). Le telecamere cercano soprattutto alcuni piloti giovani e l'unica donna nel gruppo. Una voce sussurra: "E' bene che siano venuti anche loro. E anche quelli più anziani. Il piano Air France prevede qualche spiraglio in più per i piloti giovani; l'unità tra generazioni diverse, persino tra i 'professionisti', è un segno importante".

Torna all'inizio


Alitalia in vendita, il governo ricatta (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Nulla di fatto, ieri, a palazzo Chigi. Letta e Bersani prospettano soltanto un nuovo appuntamento con Air France: ma solo "per chiudere sul piano Spinetta". Prossimo incontro la prossima settimana, senza cambiamenti Francesco Piccioni Fossimo in Sicilia potremmo dire che Alitalia, per il governo uscente, è "carne morta", un cadavere che cammina. E di cui non intende interessarsi. L'incontro di ieri a palazzo Chigi, presentato in pompa magna come l'occasione per "riaprire" il dialogo con Air France, è stato così deludente - per i sindacati - che a stento sono state trattenute (durante la riunione e poi nelle dichiarazioni alla stampa) espressioni ormai inusuali nel lessico politico-sindacale. Enrico Letta e Luigi Bersani si sono divisi i ruoli del poliziotto buono e quello cattivo, ma senza differenze di obiettivo. Il primo è stato dialogante, almeno all'inizio, enfatizzando "il lavoro compiuto in questi giorni finalizzato a creare una seconda opportunità affinché l'accordo con Air France si concluda". I sindacati - ben nove organizzazioni - hanno provato a chiedere che il governo "si assumesse le sue responsabilità", con l'auspicio di una trattativa senza ricatti sulla tempistica. Mettendo avanti le questioni di merito - ad esempio sulle "sinergie" tra le due compagnie, che normalmente implicano che certe attività vengano lasciate a chi le sa fare meglio e a costi minori; cosa che nel piano di Jean-Cyril Spinetta non è prevista - e quindi anche quella di un "prestito-ponte" per garantire la "continuità aziendale" finché la trattativa non sarà conclusa. Qui è entrato in scena il "duro", ovvero Bersani: "dobbiamo vedere la realtà per quel che è ed evitare di pensare al governo con un classico ruolo di mediatore". In soldoni: "l'intervento del governo (il prestito-ponte, ndr) può esserci solo a valle di un'intesa". Poi si alzava e se ne andava, lasciando interdetti e increduli i suoi interlocutori. In buona sostanza ha tirato fuori di nuovo la pistola alla tempia più volte usata da Tommaso Padoa Schioppa: firmate e basta, altrimenti siete voi che farete fallire Alitalia. Di responsabilità politiche e di management avariato inutile parlare, a questo punto. Il capro espiatorio è bell'e pronto. Per qualche minuto ci si è agitati - in sala stampa - su un piccolo giallo. A Letta veniva infatti attribuita l'intenzione di produrre un nuovo "piano" da sottoporre a Air France e definito "in grado di convincerla". Poi tutto veniva smentito e lo stesso Letta, a scanso di equivoci, la chiudeva lì con un secco: "c'è la volontà di Air France di chiudere sul piano Spinetta, non di fare altri giri a vuoto; un nuovo incontro è per chiudere". Margini zero, prendere o lasciare. Tutto il resto delle parole era a quel punto pura "fuffa" per i taccuini dei cronisti: "la proposta di Air France è buona e percorribile", "il governo intende convocare i sindacati entro la prossima settimana per verificare concretamente le condizioni dell'intesa", faremo "azione di accompagnamento". Insomma: noi vi prendiamo un altro appuntamento con l'amministratore delegato francese, voi venite con la penna per firmare. Messa così, l'incontro già fissato per martedì tra l'azienda e i sindacati diventa quasi irrilevante. Gli scenari che si aprono sono in fondo non molti, e nessuno positivo. E' possibile che il fronte sindacale si spacchi, visto che le soluzioni riguardanti i piloti sono diverse da quelle che coinvolgono gli altri dipendenti. E' anche possibile che il fronte delle attività di terra possa essere aggredito con soluzioni diverse da quelle prospettate finora. Non è da escludere un gesto, forse neppure minoritario, che metta il governo davanti alla sua ultima responsabilità. Della serie: "il 49,9% del pacchetto azionario è di proprietà dello stato; se lo stato vuol vendere lo faccia, ma noi facciamo il sindacato, non il coro del governo". Vero è che Spinetta ha messo tra le condizioni quella di un accordo preventivo con i sindacati; ma aveva posto anche quella del consenso del prossimo governo. E se dovesse vincere Berlusconi in teoria non l'avrebbe. Oppure sì, ma ancora non lo sappiamo?.

Torna all'inizio


Soluzione Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-11 num: - pag: 29 categoria: BREVI Soluzione Air France Il valore dell'offerta Air France-Klm per rilevare Alitalia è di 138 milioni di euro, accompagnata da un aumento di capitale di 1 miliardo.

Torna all'inizio


Spiragli lussemburghesi sul dossier <aiuti di Stato> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-11 num: - pag: 29 categoria: REDAZIONALE Il riassetto La compagnia di bandiera e l'Europa Spiragli lussemburghesi sul dossier "aiuti di Stato" MILANO - "La Commissione europea non permetterebbe nuovi aiuti di Stato". Il senso comune che circonda l'odissea di Alitalia ha questo tra i pochi cardini condivisi. Eppure, un giudizio sul tema pende ancora di fronte al tribunale di Lussemburgo dal 2001. Il numero d'iscrizione a ruolo è T-301 e dal suo esito, che fonti vicine al dossier collocano entro l'estate, dipende la reale preclusione giuridica - al di là di ogni valutazione di opportunità politica - di nuovi aiuti di Stato. I principi dell'Unione, aggiornati dagli "Orientamenti " del 2004, consentono alla Commissione di autorizzare gli aiuti pubblici, nelle diverse forme della ristrutturazione e del salvataggio, una sola volta. E' riconosciuta da tutti la natura di aiuto-salvataggio del finanziamento di 400 milioni che lo Stato ha fornito alla compagnia nel 2004, l'anno prima che un prestito-ponte non fosse bollato come aiuto a condizione che venisse restituito entro fine del 2005. Resta contesa, invece, la ricapitalizzazione da 1,42 miliardi varata nel luglio 1997. La Commissione, che di lì a poco sarebbe stata decisiva nelle vicende dell'avionica italiana in relazione al lancio di Malpensa e alla mai avvenuta chiusura di Linate, bollò subito l'operazione come aiuto. Ma nel dicembre del 2000, su ricorso di Alitalia, il tribunale di primo grado della Comunità, situato in Lussemburgo, annullò la decisione della Commissione. Che tuttavia ha deciso, il 18 luglio del 2001, di confermare la propria qualificazione di aiuto, pur senza impugnare di fronte alla Corte di giustizia la decisione. Rispetto alla nuova decisione, Alitalia ha così potuto ricorrere di fronte allo stesso Tribunale di cui si attende a settimane il verdetto, dopo che l'udienza delle parti si è svolta nel dicembre del 2006. Qualora il tribunale ne accogliesse le ragioni, si aprirebbe la possibilità teorica di una richiesta di autorizzazione a nuovi aiuti alla ristrutturazione da parte dell'azionista pubblico. Autorizzazione che invece non servirebbe in caso di un co-investimento ad eguali condizioni, tra Stato e azionisti privati riuniti in cordata. Jacopo Tondelli jtondelli@corriere.it.

Torna all'inizio


Ipotesi prestito-ponte (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-11 num: - pag: 29 categoria: BREVI Ipotesi prestito-ponte Una delle condizioni poste da Air France è l'erogazione da parte dello Stato di un prestito-ponte ad Alitalia.

Torna all'inizio


Air France, ottimismo di Letta Ma i sindacati frenano ancora (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-11 num: - pag: 29 categoria: REDAZIONALE Trattative Il presidente dell'Alitalia, Police: intesa per il bene dei lavoratori Air France, ottimismo di Letta Ma i sindacati frenano ancora Il sottosegretario: preaccordo possibile la prossima settimana ROMA - Il governo punta a raggiungere la prossima settimana un preaccordo con Air France-Klm per la cessione di Alitalia alla compagnia franco-olandese. Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta, che ieri ha guidato l'incontro fra il governo e i vertici dei nove sindacati presenti in Alitalia. Letta ha spiegato che si stanno costruendo le condizioni perché Air France torni al tavolo della trattativa, dopo la rottura della scorsa settimana. Ma questa volta solo per firmare l'accordo sulla base della proposta già illus trata dal presidente Jean-Cyrill Spinetta, che prevede 2.100 esuberi, la chiusura del cargo nel 2010 e l'abbandono di Malpensa. I sindacati non devono farsi troppe illusioni, ha spiegato il sottosegretario. Non ci sono margini per grandi aggiustamenti: non ci sarà una terza chance, ha avvertito Letta. Tanto che ha subito smentito di aver detto ai sindacati che il governo è al lavoro per un piano che possa "persuadere " Air France. Anche il neopresidente di Alitalia, Aristide Police, che ieri ha incontrato i vertici dell'Enac, si è augurato l'intesa con i francesi, "per il bene degli azionisti, ma soprattutto dei lavoratori ". Alcune centinaia dei quali ieri hanno manifestato davanti a Palazzo Chigi durante l'incontro tra governo e sindacati. Fin qui gli sforzi per recuperare la rottura con Spinetta e chiudere la partita. Ma la prossima settimana lo scenario dovrà tener conto delle elezioni. Se vincerà il Pd di Walter Veltroni l'intesa con Air France-Klm potrebbe ricevere una spinta decisiva. Se vincerà il Pdl, la questione potrebbe riaprirsi. Anche ieri Silvio Berlusconi ha insistito: "Quando sarò al governo continuerò l'iniziativa invitando gruppi professionali, grandi gruppi industriali e del credito italiani a dare vita a una nuova Alitalia che mantenga la compagnia di bandiera". E Berlusconi ha precisato che non si fermerebbe neppure davanti a un'eventuale intesa tra sindacati e Air France, aggiungendo che "questo accordo potrebbe essere traslato a una nuova compagine azionaria ". In ogni caso il tempo stringe. Se non sarà trovato un compratore per Alitalia entro poche settimane, i soldi in cassa finiranno e si andrà verso il commissariamento. I sindacati aspettano anche loro i risultati del voto di domenica e lunedì. E frenano rispetto all'ottimismo di Letta. In particolare la Filt-Cgil. "Capisco tutto - dice il segretario Fabrizio Solari - ma lasciare credere l'esistenza di una soluzione a portata di mano, quando questa non c'è, credo che sia l'esercizio meno saggio che si possa fare. A meno che Letta non abbia informazioni che io non ho". Le organizzazioni dei lavoratori insistono perché il governo chieda un prestito ponte per Alitalia, ma il ministro dello Sviluppo, Pier Luigi Bersani, replica che questo si può fare "solo se c'è una sponda", cioè un accordo col compratore (in questo caso Air France), altrimenti la commissione europea vieterebbe nuovi aiuti di Stato. Il governo sta anche lavorando per tentare un'intesa con la Sea per ottenere che la società degli aeroporti milanesi ritiri la richiesta di risarcimento da 1,2 miliardi nei confronti di Alitalia per la riduzione dei voli su Malpensa. Ma anche qui la situazione sarà più chiara dopo il voto. Enrico Marro.

Torna all'inizio


I numeri (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-11 num: - pag: 29 categoria: BREVI I numeri Sea e la causa miliardaria La Sea, società che gestisce gli scali milanesi, ha ribadito l'intenzione di non ritirare la causa da 1,25 miliardi intentata ad Alitalia.

Torna all'inizio


Quando si insediò per la prima volta come sindaco, dopo Tangentopoli, trovò i c (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Assetti vuoti, non c'era programmazione. Adesso, se dovesse diventare sindaco, cosa troverebbe nei cassetti, metropolitana a parte? "Beh, trovo una notevole progettualità. Pensate a Campidoglio 2, ovvero la modernizzazione e il trasferimento dei nostri uffici, pensate al programma che abbiamo varato insieme con Veltroni di fare il grande museo della città antica a via dei Cerchi, dove nascerà secondo me uno dei più bei musei del mondo. La metropolitana? Non è poco. Tra le prime cose che voglio fare è utilizzare la Roma-Guidonia che già c'è, migliorando l'esercizio e utilizzando i treni per i pendolari nell'area della Tiburtina. Per tutta la fascia sud ovest dobbiamo fare un intervento forte sulla Roma-Formia, cioè la ferrovia liberata dall'alta velocità Roma-Napoli, che potrà essere utilizzata da tutta quella grande parte di Roma che si incolonna sull'Appia o sulla Pontina. So però che avremo anche una grande emergenza sociale, e dovremo proseguire col piano regolatore sociale di Veltroni, perché non si annuncia un periodo facile dal punto di vista del reddito delle persone. Anche se Roma è cresciuta molto di più del resto del Paese. Ma quando una famiglia ha una persona disabile, quando ha un anziano, un malato di Alzheimer, quando ha un bambino con un problema psichico c'è bisogno di aiuto e il Comune dovrà darlo". Come pensa di combattere la sensazione di insicurezza che sta crescendo tra i romani? "Anche se fosse solo una percezione sarebbe un dato di fatto, e dunque ci dobbiamo fare i conti. Qualunque cittadino romano che prendesse i treni della periferia di Parigi o di Londra si renderebbe conto che gli episodi e le situazioni critiche sono estremamente più gravi, però le preoccupazione dei cittadini crescono e vanno affrontate secondo me su tre piani: primo, occorrono attività investigative più robuste sulle organizzazioni criminali, e anche quelle che riguardano l'attività minuta del crimine. C'è un livello di indagine secondo me insufficiente sul reticolo di organizzazioni illecite di cui noi poi vediamo l'ultima manifestazione: i tappeti con merci contraffatte, la persona aggressiva al semaforo, il falso invalido importato da un altro Paese, i bambini che vengono mandati a delinquere, il posteggiatore minaccioso che come si è visto non è un matto isolato, ma è l'espressione di un racket". E poi? "Guardiamo i numeri. Io ricordo sempre, al centrodestra che sottolinea il numero dei rumeni che delinquono, che la sanatoria Berlusconi del 2002-2003 ha riguardato 141 mila rumeni. Quando io ero sindaco la popolazione straniera era al 5 per cento circa, oggi è attorno al 10. Questo raddoppio contempla la presenza benemerita di decine di migliaia di persone senza le quali si chiuderebbero i cantieri e non avremmo famiglie con anziani assistiti da una badante. Una parte significativa, però, viene qui a fare quei delitti che in alcuni casi non gli è permesso di fare a casa loro. Terzo, i campi nomadi. Il numero delle persone è cresciuto ma soprattutto si è creato un intreccio di situazioni per cui in alcuni campi si fanno attività più pesanti, spaccio di droga ad esempio, e credo che anche lì sia necessaria una stretta e un controllo molto più forte". Cosa si può fare, concretamente? "Pattuglie miste, vigili urbani con finanza per controllare l'abusivismo commerciale; vigili urbani, carabinieri e polizia per il controllo del territorio. Rivedere il piano dei commissariati di zona, delle stazioni dei carabinieri: abbiamo immensi quartieri dove vivono quindici, ventimila o più persone, dove non c'è un posto di pubblica sicurezza. Vigilanza 24 ore su 24 dei campi nomadi, scolarizzazione di tutti i bambini e norme più stringenti riguardo al rispetto delle regole per chi delinque". È possibile essere incisivi in questa direzione con la Sinistra Arcobaleno nella stessa coalizione? "Certo, perché il nostro programma ha un equilibrio giusto. La responsabilità è del sindaco e io me la prendo per intero perché so che occorre molto ascolto anche delle critiche e delle ansie dei romani". C'è stata l'occupazione delle case alla Bufalotta. Adesso la Procura sta indagando. Già si convive con mille occupazioni in questa città. Che cosa fare?. "Quando sono diventato sindaco mi sono misurato con il fatto che una quota veramente imponente degli alloggi popolari del Comune di Roma era stato attribuito ad occupanti abusivi. Non dalla Sinistra Arcobaleno ma da assessori del passato. È esistito a Roma, per lustri, un commercio degli alloggi che è stato uno dei canali del consenso politico in questa città. Partiamo dal fatto che una cosa è occupare un edificio da parte di un gruppo giovanile dell'estrema periferia, abbandonato da anni, dipingere mura e discutere con il Comune se lì si possa aprire un posto dove si suona la musica. E attenzione: ci sono diversi gruppi di destra che stanno occupando palazzi interi. Perché Alemanno non se ne occupa? Ma il punto è un altro: questo contesto chi lo governa meglio? Chi vuole incendiare le situazioni ed esasperarle politicamente? O chi vuole tenere una linea di assoluta intransigenza, ma con lo scopo di risolvere i problemi? Io penso sia giusta questa seconda strada, tanto è vero che gli occupanti della Bufalotta sono venuti a protestare al mio comitato elettorale. E' importante che ci sia nella mia coalizione la Sinistra Arcobaleno: aiuterà anche a governare le tensioni sociali. Nel programma abbiamo scritto: no alle occupazioni. Nessuno matura un diritto perché occupa una casa, nessuno. Il diritto è di chi ce l'ha. Insomma, occupazioni no, ma preoccupazioni sì: l'emergenza-casa esiste e io mi sono impegnato a realizzare 10mila alloggi popolari, 10mila ad affitto agevolato, 6mila per studenti". Anche Walter Veltroni diceva queste cose, quando parlava di intransigenza, quando parlava di legalità. Dopodiché ha dato una delega a Nunzio D'Erme. Perché i romani adesso dovrebbero credere che la situazione sarà diversa? "Ho fatto il sindaco per sette anni e gli impegni che ho preso li ho mantenuti. Ho smesso nel gennaio 2001, quando Roma ha concluso una sfida difficilissima come quella del Giubileo, 70 milioni di presenze - rispetto alla quale era stato preconizzato il collasso della città - con una buonissima riuscita. Ecco, io dico che noi dobbiamo cercare di trasformare i successi nei grandi eventi, su cui siamo bravi, in un successo nella quotidianità, 365 giorni all'anno. Questa è la difficile sfida che avverto e che dobbiamo vincere". Poi c'è un problema di decoro. Non si capisce perché le aree più pregiate della città debbano continuare ad essere invase da bancarelle, camion-bar, chioschi. "Rispetto alla mia esperienza precedente vedo un cambio di priorità: forse persino più della sicurezza e della mobilità ho ricevuto segnalazioni e proteste sulla cura e il decoro della città". Parliamo di rifiuti. Lei che impegno si sente di assumere sulla realizzazione del piano regionale dei rifiuti, su cui tanto si sta litigando? "Roma si prenderà tutte intere le sue responsabilità e anche di questo risponderà il sindaco. Lo abbiamo già fatto in passato". Ma l'unica volta che ha pronunciato la parola termovalorizzatore, sono partiti i maldipancia della Sinistra arcobaleno. "Parliamo onestamente, siamo in campagna elettorale, abbiamo anche partiti che possono prendere due voti in più perché la differenza di parole tra "valorizzazione più avanzata" e inceneritori evoca tutta una serie di problemi complicati. Però la sostanza è questa: chiudere il ciclo dei rifiuti senza problemi, fare molta più raccolta differenziata, il porta a porta e usare infine le tecnologie più avanzate. Quante cose abbiamo fatto che neppure si sanno? Penso alla condotta di acqua potabile dal Lago di Bracciano per le emergenze idriche, che ho inaugurato e permetterà a Roma di non restare mai a secco. Insomma fidatevi: Roma non avrà mai monnezza per strada". Servono più licenze, per i taxi? "È un periodo difficile, vedete molti taxi fermi alle stazioni. E li vedete fermi secondo me anche perché bisogna modernizzare il servizio, questo è il vero punto su cui vorrei discutere con i tassisti. A mio avviso hanno perso l'occasione, negli anni passati, di offrire nuovi servizi. Sono nati i pony, perché non portavano i pacchi. Sono nati i noleggi con conducente, perché non facevano le prenotazioni a ora fissa. Noi abbiamo nel programma una serie di proposte molto sagge: come il Taxi di Roma, accessibile alle persone disabili, con nuove tecnologie, non inquinante, da finanziare attraverso investimenti del Comune. Oggi la mobilità è molto spezzettata, la crescita della città spinge ad avere nuove esigenze, e il servizio dei taxi potrebbe, dovrebbe incontrare questa flessibilità, queste novità: si avrebbe più lavoro, più ricchezza, più opportunità. Anche per questo non capisco la linea di alcuni tassisti di diventare attivisti politici: non si accorgono che isolano, che non aiutano la categoria?". Passiamo al decoro? "Io proporrò una Sala sistema Roma come punto conclusivo di una riorganizzazione dei nostri servizi. Sarà il posto dove arriveranno tutte le segnalazioni dei cittadini e dove siederanno tutte le aziende, e gli uffici non solo comunali. Nel giro di non molto tempo avremo una mappa dinamica di Roma, accessibile a tutti, dove sarà riportato quello che avviene dal punto di vista della cura, del decoro della città e della manutenzione. Sulla manutenzione, intendo mettere in campo un progetto per cinque anni, per sistemare le strade di Roma. Lo faremo in modo trasparente: il residente di piazza dei Caduti della Montagnola, per esempio, ha il diritto di sapere che la sua strada sarà rifatta nell'ottobre del 2008, perché ci sono i lavori dell'Acea, e sarà certo che non sarà rifatta nel gennaio 2009, perché arriva l'Italgas". Lei ha caratterizzato la sua campagna elettorale con una parola: ascolto. Cosa le hanno detto i romani? Sono contenti di questi sette anni di amministrazione Veltroni? "Sono soddisfatti di parecchie cose e sono insoddisfatti di diverse altre. Ci sono lagnanze, questo è vero, ma santo cielo: non deprezziamo il molto che si è fatto bene, perché Roma ha avuto, per la prima volta dopo decenni, grandi cantieri della mobilità, che valgono otto-nove miliardi di euro. Il successo di Roma turistica porta decine di migliaia di posti di lavoro. Il lancio del distretto congressuale di Roma, che porterà la Capitale ad essere la prima città italiana del turismo congressuale 12 mesi all'anno - collegato anche alla riscoperta turistica di Ostia e del Litorale; altro che il casinò proposto da Alemanno! - vale potenzialmente decine di migliaia di posti di lavoro. E si tratterà di buona occupazione, non di lavoro precario". Qual è l'impegno rispetto al malessere? Come convincerà i romani? Con quale promessa? "Intanto qui si candida un sindaco che ha dimostrato di sapere fare il suo lavoro, e lo dico senza immodestia ma con l'umiltà di chi affronta le grane e non dipinge soltanto le cose facili. E ribadisco che la prossima stagione del governo di Roma dovrà innovare radicalmente dal punto di vista dell'organizzazione di questi punti dolenti: decoro, manutenzione, sicurezza. Ma mi faccia dire: la destra ha governato per cinque anni la Regione e non mi pare che si sia stato un trionfo, con la sanità che ci ha lasciato 10 miliardi di buco. E cosa ha fatto in 5 anni il Governo Berlusconi per dare più sicurezza alle città? Zero. E' il solito cavallo di battaglia per le elezioni, ma quando sono al potere non risolvono nulla". Il voto cattolico in questa città è importante. Lei governa una coalizione eterogenea, pensa di poter rappresentare una garanzia per i cattolici? "Ma noi siamo espressione di una pluralità di forze, come è giusto e doveroso che sia. Io sono un cristiano, sono un laico credente, e garantirò questo grande rispetto. Nella mia e nelle altre coalizioni ci sono tanti non credenti. Roma è una città nella quale c'è una comunità ebraica molto importante, ci sono credenti in altre religioni. Il sindaco rappresenta questa ricchezza e questo pluralismo, non dimenticando mai che Roma è due volte capitale universale, del cattolicesimo e dell'universalità romana. Pensate al 21 aprile, il compleanno della città, ovvero dell'orgoglio della storia di Roma. Per il 21 aprile del 2010 noi creeremo degli eventi di rilievo mondiale, anche di grande significato simbolico, per il bimillenario per il Tempio della Concordia, che fu ri-inaugurato da Augusto nell'anno 10 d.C. Ma la festa del 21 aprile sarà anche il più grande appuntamento con l'innovazione per premiare la creatività giovanile". In caso di ballottaggio, a quali forze lei pensa di poter fare riferimento? "Vedremo. Leggeremo i dati e poi giudicheremo. Io penso che ci siano le possibilità per vincere al primo turno, ma so anche che è possibile andare al secondo. Debbo convincere gli indecisi. Però spero che gli indecisi possano fidarsi di qualcuno che già hanno visto alla prova e che si mette in gioco per migliorare la vita quotidiana dei romani. Maurizio Costanzo mi ha presentato in un comizio al Tuscolano dicendo: votatelo perché Rutelli è onesto. Questo è un argomento di cui posso andare orgoglioso". L'economia romana, intanto, teme per il destino di Alitalia. "Attenzione. Ho sempre difeso e difenderò l'asset produttivo, di turismo, di lavoro, costituito da Fiumicino, l'Alitalia (e anche Air One). Berlusconi ha cercato di far fallire l'intesa con francesi e olandesi, dopo aver fatto crollare nei suoi 5 anni di governo il valore di una azione Alitalia da 12 a 1 euro. Non si scherzi col fuoco e con chi vuol far fallire l'azienda per favorire magari chi vuole comprarla per un piatto di lenticchie". Cosa ne pensa delle polemiche sulla Lega? "Non ci vuole mica bene, Bossi. Per questo è bene che al Campidoglio ci vada chi lo sa contrastare, non chi potrebbe dipendere dai suoi voti se vuole formare il governo".

Torna all'inizio


Berlinguer: politica immorale Ma i giovani la salveranno (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Una campagna elettorale caratterizzata più dalla forma che dalla sostanza. E sulla questione morale: occorre costruire una nuova etica vicine alle persone, solo così non resterà una invettiva elettorale Berlinguer: politica immorale Ma i giovani la salveranno Giovanni Berlinguer Liste, simboli, schede e leggi elettorali. Questa stranissima campagna elettorale è caratterizzata più dalla forma che dalla sostanza. Alitalia ha cento giorni di sopravvivenza, la Thyssen ricatta i lavoratori, i rifiuti hanno intossicato anche le mozzarelle, la recessione dall'America si avvicina all'Europa, e imperterriti si discute dei contenitori della politica. I voti si chiedono per il partito più nuovo, più moderno, mentre governo e giustizia amministrativa litigano sui simboli e la scheda elettorale fa arrabbiare quanto le liste dei "nominati" che siederanno in parlamento. L'amaro in bocca è profondo. L'antidoto, come ha cercato di fare la Sinistra Arcobaleno, può consistere solo nel parlare di contenuti, del rapporto tra lavoro, rendita e profitto, di laicità e beni comuni, di ambiente e partecipazione. Di legalità e rispetto delle regole. La preoccupazione principale è che questo paese rischia di andare alla deriva per il sommarsi di due fattori, intrecciati tra loro: l'assenza di una politica forte, quella delle idee, dei valori e della cittadinanza, e il venire meno del senso civico, del rispetto dei diritti e dei doveri, del senso dello Stato e delle sue Istituzioni. E' tutto il paese che deve ricostruire un'etica della cosa pubblica. E anche privata. La malapolitica è madre ma anche figlia della malafinanza, della malasanità, della malamministrazione e via elencando. L'antipolitica accusa, e ha le sue ragioni, la casta, i partiti e perfino i sindacati. Ma sbaglia chi non associa le sue ire verso i privilegi degli eletti a quelli ancora maggiori dei banchieri e dei manager, ai loro guadagni e ai loro disastri. 4 11/04/2008.

Torna all'inizio


La protesta atterra dentro la Fontana (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-04-11 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Trevi La protesta atterra dentro la Fontana Durante la protesta di ieri mattina dei lavoratori Alitalia, i manifestanti hanno lanciato dentro Fontana di Trevi un modellino aereo. Con tutto il rispetto per i problemi dei lavoratori, è ora di lasciare in pace questo tesoro della Capitale, diventato, dal futurista Cecchini in poi, una calamita per chiunque ( foto Gmt).

Torna all'inizio


Politica immorale. Ma i giovani la salveranno (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Giovanni Berlinguer Quando si parla di questione morale si pensa subito ai partiti, alla loro ingombrante presenza nella vita pubblica, all'occupazione dello Stato in tutte le sue articolazioni, ma ci si dimentica delle scelte economiche che hanno fatto crescere a dismisura il divario tra il salario dei lavoratori e quello degli amministratori delegati e dei finanzieri. I responsabili dei mutui subprime, dei bond argentini o del crack Parmalat, i campioni dell'industria di Stato che riducono al lumicino l'Alitalia, ma lasciano l'azienda con milioni di euro di liquidazione, hanno profonde responsabilità nel declino morale del paese. L'errore della politica è quello di aver pensato che con l'ingegneria istituzionale, le bicamerali e le leggi elettorali si potessero risolvere i problemi dell'Italia, cucendole addosso un vestito di taglia, stoffa e colore a suo piacimento. Anziché riformare la politica si è dato spazio in prevalenza alle formule e ai leader, fino ad arrivare alla conferma di una legge che chiama l'elettore solo a ratificare i prescelti dalle segreterie dei partiti. Tutti sembrano rifiutare i voti della criminalità organizzata, ma poi nel centrodestra si recuperano in lista persone inquisite o condannate, si beatifica lo stalliere di Arcore e si va a cena con i boss. Si è teorizzata la scomparsa delle ideologie ma il risultato sono programmi elettorali, come quelli di Pd e Pdl, che in molti punti si assomigliano e che sono ricchi di "effetti speciali". Molti partiti, invece di favorire la partecipazione dei cittadini, hanno assunto sempre più connotati clientelari, lontani dalla vita e dai problemi delle persone. Poca morale e troppi interessi, con una frammentazione della rappresentanza e una politica ridotta alle strategie dei capi, che non riesce a parlare ai giovani. Girando per l'Italia, e ascoltandoli, ho percepito invece la crescita di una generazione critica, disponibile ad assumere le proprie responsabilità per il futuro dell'Italia. Il lavoro, i diritti, i beni comuni (la pace, il sapere, l'ambiente), il futuro dei giovani sono le strade da percorrere per costruire un'etica e una politica vicine alle persone e alla loro vita. Solo così la questione morale non resta invettiva elettorale ma diventa parte di una rigenerazione della democrazia, che altrimenti è destinata a restringersi ulteriormente. Occorre ancora una volta non arrenderci, essere più coraggiosi e farci largo con la forza delle nostre speranze. 11/04/2008.

Torna all'inizio


Alitalia, il Governo riapre la trattativa con Air France: <E' l'unica chance> (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Il favore dei sindacati che verranno riconvocati dopo il pre-accordo Alitalia, il Governo riapre la trattativa con Air France: "E' l'unica chance" Fabrizio Salvatori Alitalia, ultima chiamata. Il Governo rilancia e, nonostante l'incognita del responso delle urne, punta a stringere i tempi per verificare se ci sono le condizioni per un'intesa già la prossima settimana. L'offerta di Air France-Klm è l'unica sul tavolo e, con una liquidità in via di esaurimento, Alitalia non si può permettere di perdere la chance di una seconda opportunità "perché terze occasioni non si presenteranno", dice il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Enrico Letta. "Un'intesa è a portata di firma e lavoriamo caparbiamente e testardamente per arrivare a un pre-accordo la settimana prossima", ha assicurato Letta al termine dell'incontro avuto ieri con i sindacati a Palazzo Chigi. Il Governo, come volevano i sindacati, torna a svolgere un ruolo attivo per far ripartire il negoziato con Air France-Klm. Non si tratterà, come ha puntualizzato il ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani, di una "mediazione classica" ma, piuttosto, ha spiegato a sua volta il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi di un "accompagnamento". Come hanno riferito fonti sindacali, ci sarà una prima fase di contatti informali alla quale seguirà una seconda fase che dovrà gettare le basi per il rush finale con una riconvocazione dei sindacati la prossima settimana. Ma sulle questioni di merito, dagli investimenti in flotta al cargo, dal perimetro aziendale alle misure sociali, la partita sembra ancora tutta aperta e, al momento, non si intravedono le possibili soluzioni. "Le organizzazioni sindacali e le associazioni professionali hanno rimarcato la necessità - si legge in un documento sindacale - che il Governo svolga un'azione di riequilibrio del negoziato, eliminando ultimatum, consolidando la continuità aziendale e favorendo la ricerca della soluzione che, allo stato attuale e partendo dalla proposta di Air France-Klm, trovi quegli elementi di comune accordo indispensabili per agevolare nei tempi e nella sostanza l'intesa tra le parti". I sindacati hanno riconfermato "la ferma volontà di riprendere il confronto con Air France-Klm con il ruolo attivo del Governo finora colpevolmente assente" e hanno ribadito le criticità già presentate nel corso degli incontri con la compagnia francese in merito a perimetro aziendale, flotta, attività cargo, gestione degli strumenti di protezione sociale". Il Governo, nel prendere atto di questo e dell'assenza di pregiudiziali alla ripresa di un vero negoziato, "si farà parte attiva per generare le migliori condizioni necessarie al raggiungimento di un'intesa tra le parti", conclude il documento. Nel board del 7 aprile scorso, ha spiegato Letta, Air France-Klm ha indicato i paletti e le condizioni e "a partire da questo lavoriamo". Secondo gli esperti il destino di Alitalia nelle prossime settimane non sarà una lenta agonia. Per la compagnia o ci sarà un accordo con Air France o sarà il fallimento. Sono infatti sostanzialmente impraticabili - sostengono gli esperti del settore aereo - altre strade che tentino di prolungare l'attività della compagnia attraverso il taglio progressivo di servizi e costi. Nelle condizioni in cui è la compagnia trattare con il sindacato tagli di rotte o di servizi è impossibile, oltre che antieconomico "perché prolungherebbe la vita per un mese ma renderebbe più difficile un recupero successivo", dice Marco Ponti, docente del Politecnico di Milano e collaboratore della Voce.info secondo il quale "tagli in questo contesto sono difficili da prevedere perché significherebbe cessare delle attività e in questa situazione la trattativa con i sindacati sarebbe ancora molto difficile". 11/04/2008.

Torna all'inizio


Galli e il <domino> della Lega Pesa l'eredità di Reguzzoni (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-04-11 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE La Provincia di Varese Galli e il "domino" della Lega Pesa l'eredità di Reguzzoni VARESE - Varese torna al voto per la Provincia, e la Lega, dopo aver vinto con il 67% dei voti un anno fa in coalizione con An, Fi e Udc, cambia cavallo. Dietro la decisione, le ambizioni dei Bossi boys. La trafila per i leghisti varesini, quelli più vicini al capo, è un po' questa: oggi sindaco o assessore. Domani deputato o manager di Stato (come l'ex presidente della Provincia, Ferrario, a Rai Due, o Beppe Bonomia a Sea e Alitalia). Dopodomani magari ministro o sottosegretario (come Roberto Maroni o l'ex sindaco Giorgetti). Ma Marco Reguzzoni, il genero di Francesco Speroni che nel 2007 era stato eletto per la seconda volta presidente della Provincia, ha voluto accelerare i tempi: appena caduto Prodi, è andato dal senatur a Gemonio, e ha chiesto il permesso di fare il salto, annunciando: "Vado a Roma per difendere Malpensa ". Il grande capo ha detto sì, e così a Varese si torna a votare dopo soli 10 mesi. Ma la decisione di Bossi ha messo in difficoltà gli altri colonnelli: Maroni ha storto un po' il naso ("Anche noi abbiamo difeso Malpensa "), i bergamaschi di Calderoli hanno chiesto che i parlamentari lombardi non venissero tutti da Varese. A guardar bene, ne ha fatto le spese Dario Galli, il vicepresidente dei senatori leghisti (ex sindaco di Tradate), che però ha accettato da militante leale. Gli è stata ventilata una candidatura alle prossime europee ma è difficile che si concretizzi: i leghisti a Bruxelles, oggi, sono solo tre, Bossi, Borghezio e Speroni. Dario Galli, 50 anni, ingegnere aeronautico, è un candidato graditissimo alla base dei duri e puri. La campagna elettorale, facile dirlo, ha girato molto intorno a Malpensa, Il candidato del Pd, è lo stesso di un anno fa: Mario Aspesi. Fa il sindaco a Cardano al Campo, a due passi dall'aeroporto, e accusa Reguzzoni di esser scappato a Roma per non risolvere i problemi ancora aperti del piano acqua e del piano rifiuti. I candidati sono 9 in tutto. Ci sono anche Livetti (Sinistra Arcobaleno), Castano (La Destra), Muscatello (Polo Civico), Ferrari (Fronte Indipendentista Lombardia), Sansilvestri (Movimento Libero), Nigro (Partito Socialista) e Invernizzi (Forza Nuova). Roberto Rotondo.

Torna all'inizio


ROMA - Un gesto di irresponsabilità pura . E' - secondo Pier Ferdinando (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Di MARIO STANGANELLI ROMA - "Un gesto di irresponsabilità pura". E' - secondo Pier Ferdinando Casini - quello compiuto da Berlusconi, "non so se per ignoranza istituzionale o per la volontà di creare un caso in campagna elettorale", nei confronti dell'inquilino del Quirinale: "Non si può tirare in ballo il capo dello Stato - afferma il leader dell'Udc - dopo il fatto grave di aver cercato di coinvolgerlo per far cambiare le schede elettorali a pochi giorni dal voto". L'attacco di Casini al Cavaliere non finisce qui. Parlando in Calabria, il leader centrista sostiene infatti che "chi vota Berlusconi consegna alla Lega il futuro del Paese. Chi vota Berlusconi vota uno e prende due perché quel legame è indissolubile". Osservato che la Lega, "nelle cui mani sarà la golden share del governo, farà vedere i sorci verdi a Berlusconi nei prossimi anni", l'ex presidente della Camera ha detto che "l'Italia è una: non si può fare una Lega al nord e una Lega al Sud. Non è possibile prendere i voti al sud parlando male del nord e i voti al nord parlando male del sud. Questo è pacchiano". Ma il leader Udc, nella sua critica, accomuna a Berlusconi Walter Veltroni, rimproverando ad entrambi, "che fanno finta di litigare mentre in realtà perseguono gli stessi obiettivi", di "aver tentato di affondarci per distruggere il centro. Invece dovranno rassegnarsi ad avere in Parlamento una forza di interposizione tra Pdl e Pd che risulterà determinante, mentre, all'indomani del voto, saranno loro a sciogliersi come due comitati elettorali a consultazioni concluse". E se tutti e due - dice ancora Casini - "non avranno l'autosufficienza al Senato dovranno tornarsene l'uno ad Arcore e l'altro a Roma". E a chi, in caso di pareggio, toccherà di governare? E' stato chiesto al leader centrista in un'intervista di "Sky Tg24". Un incarico allo stesso Casini? "Io sono qui, ma la decisione su chi guiderà il governo - è stata la risposta - spetta al capo dello Stato. Governare non è una scelta ma un dovere se ci sono le condizioni. Se ci sarà il pareggio nessuno potrà imporre nomi al presidente della Repubblica a cui spetta l'ultima parola". Tornato a puntare sul bersaglio preferito, Casini ha richiamato in causa Berlusconi su un tema assai caldo: "Lo sfido, se è una persona seria, a far uscire la cordata italiana per l'Alitalia prima delle elezioni e non dopo. Altrimenti saremmo al ridicolo, e sarebbe tutta una presa in giro degli italiani". Mentre per attaccare uno dei capisaldi della campagna elettorale del Cavaliere, il presidente dell'Udc non ha trascurato l'assist fornitogli ieri da un intervista dell'ambasciatore Usa, Ronald Spogli, il quale, "per risolvere i gravissimi problemi degli italiani", afferma di considerare "l'assetto politico giusto" un governo di larghe intese. Questo, per Casini, "vuol dire che gli americani hanno scaricato Berlusconi. Una bella smentita, perché anche Bush ha capito che un governo della destra populista non serve all'Italia".

Torna all'inizio


ROMA La polemica sul Quirinale, le accuse di "avvelenare" la democrazia lanciate (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Di CARLO FUSI ROMA La polemica sul Quirinale, le accuse di "avvelenare" la democrazia lanciate da Walter Veltroni al Cavaliere con la proposta di baratto: la presidenza di una Camera al Pd se Napolitano abbandona il Colle, lasciano del tutto indifferente Gianfranco Fini: "Vale quello che ha detto Berlusconi: è un'ipotesi di scuola. Non c'è davvero ragione di montare polemiche. Lo fa solo, pateticamente, Veltroni essendo a corto di argomenti. Parlare di queste cose serve al leader Pd per non parlare di problemi reali". Però anche lei ha detto: non sono questi i problemi del Paese: una presa di distanza dal Cavaliere... "Tutt'altro. La verità è che sono andato nei mercati, tra la gente, e ce ne fosse stato uno che mi ha chiesto della disputa sul Quirinale o di cosa succederà per le presidenze di Montecitorio e palazzo Madama". Fini al dunque: se vincete le elezioni, darete o no una presidenza all'opposizione? "Io ritengo che ci sarà un'ampia maggioranza di centro-destra tanto alla Camera quanto al Senato. E quindi il nostro schieramento esprimerà i presidenti di entrambe le assemblee". Lei dice che i problemi veri sono altri. Per esempio? Che Italia ha visto girando per la campagna elettorale? "Un Paese diviso in due. C'è quella metà degli italiani che nel 2006 non votò per Prodi e che è galvanizzata a mille perchè sa che questa volta ci prendiamo la rivincita e la prendiamo con gli interessi. Poi c'è l'altra metà, quella di centro-sinistra, che innanzi tutto è profondamente divisa perchè c'è la componente radicale che non accetta di essere messa sul banco degli imputati da Veltroni e da Prodi come causa di instabilità, e poi ci sono tanti che non stavano né con Bertinotti nè con Prodi ma che comunque hanno votato a sinistra convinti di migliorare le loro condizioni di vita, e che adesso sono delusi e frustrati. Lei chiede esempi. Eccone uno: non è possibile trovare un solo lavoratore che possa dire sto meglio oggi di due anni fa". Tuttavia, al netto della voglia di rivincita, qual è il punto di forza che secondo lei fa o farà vincere il Pdl? "La parola chiave è stata la sicurezza. Il nostro Paese si sente profondamente insicuro, e la nostra ricetta è più credibile di quella del Pd. No ai clandestini, certezza della pena, lotta alla droga, sostegno alle forze dell'ordine da un lato; riduzione fiscale, detassare gli straordinari, quoziente familiare dall'altro: noi vinciamo su questi fronti. E poi ho visto grande attenzione, e questo Silvio l'ha capito prima di tutti, sull'Alitalia per il rischio di regalare la compagnia di bandiera ad Air France con un danno non solo per chi lavora nell'azienda ma per tutto il sistema Paese. Io ho un termometro infallibile. Quando faccio i comizi tocco un po' tutti i temi: ebbene ogni volta gli applausi scattavano inesorabili sulla sicurezza e sull'Alitalia". Però la cordata italiana annunciata da Berlusconi ancora non si vede..."Mi pare evidente che la cordata italiana si manifesterà solo dopo che sarà uscito di scena il governo Prodi, che ha fatto di tutto per precostituire una trattativa con Air France". I punti di forza del centro-sinistra invece? Veltroni fa leva sul fatto di essere la vera novità dopo la rottura con la sinistra: sicuro che questo non ha fatto presa anche in alcuni settori moderati? "Che Veltroni ad un certo punto si sia accorto che la sua strategia non funzionava, cioè che non sfondava nel nostro elettorato, lo dimostra la caduta nel ridicolo di qualche giorno fa, quando ha fatto appello agli elettori di An o addirittura elogiando la presunta coerenza di Storace. Veltroni come il nuovo è un messaggio per gli apparati dei partiti, non per i cittadini. I quali non ci cascano". Altro elemento d'attacco di Veltroni è Bossi, considerato una minaccia sotto il profilo dell'integrità nazionale. "Anche questa un'arma spuntata. Come lo stesso spadone di Umberto o i fucili a tappi della Lega. Caso mai era più credibile dirlo nel 2001. Ma poi abbiamo governato cinque anni con la Lega: l'Italia si è forse spezzata? Le pare che nel Sud o a Roma i cittadini non si ricordino che Bossi è stato al governo per cinque anni e che l'unità nazionale è rimasta integra? Caso mai nel Mezzogiorno si ricordano bene, anzi benissimo, di Bassolino e della montagna dei rifiuti che copre Napoli". Torniamo al centro-destra. Udc e Storace quanti voti vi toglieranno? "Della Destra, tra qualche giorno, si parlerà al passato. Nel senso che registrerà un clamoroso insuccesso e, appunto, di loro si dirà "c'erano una volta...". Quanto all'Udc, avrà un ruolo estremamente marginale non solo perché le elezioni anche per loro non andranno bene ma perché risulteranno tutt'altro che determinanti. Insomma mentre Storace non sarà proprio in Parlamento e di lui si parlerà solo al passato, Casini sarà condannato a vivere uno stentato presente". Veniamo a Roma. Lei sostiene che Alemanno può diventare sindaco. Però Rutelli rimane molto forte: più del vostro candidato... "Rutelli è una minestra riscaldata. E poi è forte apparentemente visto che al primo turno fa l'alleanza con tutti, a partire dalla sinistra radicale, dimostrando doppiezza assoluta. Le eventuali alleanze le valuterà Alemanno. Noi comunque ci rivolgeremo non ai leader dei partiti bensì ai loro elettori. Lo scenario più probabile sarà questo: il 14 sera il centro-destra avrà vinto le politiche e dunque l'entusiasmo sarà alle stelle; il centro-sinistra le avrà perse e nelle loro file ci sarà depressione, voleranno un po' di stracci come avviene dopo ogni sconfitta. Nei successivi quindici giorni per il ballottaggio è facile prevedere che gli elettori di centro-destra torneranno a votare ancora più convinti e motivati; quelli di centro-sinistra no".

Torna all'inizio


Notizie in 2 minuti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-04-11 num: - pag: 64 categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Incendi alle moschee: arrestato Sandalo L'ex terrorista di Prima linea, Roberto Sandalo, è stato arrestato ieri a Milano in relazione a due attentati incendiari avvenuti mercoledì nei pressi di due diverse moschee milanesi. L'Onu boicotta i Giochi Appello dell'Europa Il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon non parteciperà alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Pechino. Il Parlamento Europeo: i leader non partecipino senza una ripresa del dialogo tra le autorità cinesi e il Dalai Lama. Focus Mobile: il Salone della svolta Il Salone del Mobile di Milano aprirà mercoledì prossimo. Potrebbe essere il salone della svolta: gli operatori sapranno cosa aspettarsi dal 2008. Politica Veltroni: chi vince governa Berlusconi: Senato al Pd? No Walter Veltroni: "L'orientamento del Pd è che dopo le elezioni non si proceda con alcun governo di larghe intese ". Berlusconi: la sinistra ha il Colle, non le daremo il Senato. Esteri Bush: stop da luglio al ritiro delle truppe dall'Iraq Il presidente americano George W. Bush ha annunciato il blocco del ritiro di ulteriori truppe americane dall'Iraq dopo luglio, seguendo le indicazioni fornite al Congresso dal generale David Petraeus. Cronache Discariche: la Corte europea condanna l'Italia La Corte europea di giustizia ha condannato l'Italia per la tardiva e non corretta applicazione della direttiva volta a prevenire le ripercussioni negative sull'ambiente derivanti dalle discariche di rifiuti. L'Italia era stata deferita ai giudici dalla Commissione. Economia Strauss-Kahn (Fmi): economia tra inflazione e crescita zero L'economia mondiale è tra due fuochi: il rallentamento della crescita e l'inflazione nella "maggiore crisi dagli anni Trenta". Così Dominique Strauss-Kahn, al suo debutto da direttore generale del Fondo Monetario Internazionale. Alitalia, governo e sindacati: nuovo dialogo con i francesi I sindacati hanno confermato la volontà di riprendere il confronto con Air France e hanno rimarcato "la necessità che il governo svolga un ruolo attivo nel negoziato". Cultura Napolitano: la storia libera dell'integrazione europea Giorgio Napolitano nella prefazione al saggio di Perissich: "L'Unione Europea. Una storia non ufficiale" (Longanesi): "Non è solo una storia "non ufficiale" dell'integrazione europea. è una storia non tradizionale, non convenzionale, libera da schemi e a tutto campo, quella che il libro di Riccardo Perissich ci offre". Spettacoli Clooney controcorrente Con "In amore niente regole", George Clooney usa il suo potere contrattuale e la popolarità del suo volto per andare controcorrente e dimostrare che il cinema non si nutre solo di guerre, sangue ed effetti speciali. Sport Uefa: Fiorentina in semifinale Psv Eindhoven-Fiorentina 0-2. I toscani superano i quarti di finale della Coppa Uefa e sono in semifinale. * Con "Style Magazine" e 3,00; con "Corriere Enigmistica" e 2,30; con "Foto:box" e 7,90; con "Storie della Bibbia" e 8,90; con "La grande dinastia dei Paperi" e 8,90; con "Geronimo Stilton English!" e 9,90; con "L'Europeo" e 8,90; con "Dizionario enciclopedico della Cucina italiana" e 13,90; con "Il grande cinema di Alberto Sordi" e 10,99; con "Gli itinerari di Dove" e 8,99; con "Gianni Morandi - Grazie a tutti" e 9,99; solo in Lombardia con "Gli atlanti a grande scala Milano e Hinterland" e 13,90; con "Il Diritto" e 15,90; con "Il Mondo" e 2,50. In Molise, Sicilia, Umbria, Marche, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Basilicata, Abruzzo, Calabria, Trentino Alto Adige e nelle province di SA, BA e VE con la Gazzetta dello Sport e 1,00.

Torna all'inizio


ROMA - Carlo Toto e Bruno Ermolli, a capo della cordata italiana, si stanno avvicinando al decollo s (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

U Alitalia ma da gates diversi. E la presenza al fianco del patron di Air One di Seabury in veste di consulente industriale, nelle ultime ore starebbe accelerando un tentativo di coinvolgimento di Tpg. Il fondo Usa guidato in Italia da Davide Croff che aveva preso parte dalla prima procedura di privatizzazione della Magliana assieme a Mattlin Patterson e a Medobanca. Sembra da escludersi almeno in questo momento la possibilità che Toto confluisca nella cordata italiana in fase di allestimento da parte di Ermolli. Che ha ufficializzato alla fine di marzo di avere un incarico ad hoc da Silvio Berlusconi. Ermolli, lunedì scorso, avrebbe inviato ai potenziali candidati il testo di una lettera per raccogliere le manifestazioni di interesse. La lettera, di cui Il Messaggero è entrata in possesso, esordisce precisando che l'iniziativa si muove "nel rispetto della trattativa con Air France, della procedura di cessione in essere e della normativa vigente relativamente alle società quotate". Sottoscrivendo la missiva, "Vi manifestiamo un interesse preliminare e non vincolante a considerare l'ipotesi di una nostra partecipazione ad un raggruppamento di imprese". Questo pool di investitori - "diverse decine di importanti imprenditori italiani gruppi professionali e gruppi del credito" ha detto ieri Berlusconi, "pronti a intervenire" - si impegna a presentare "in tempi ragionevolmente brevi un'offerta finalizzata a rilevare il complesso aziendale della società Alitalia". Quindi l'impegno sarebbe ancora alle prime battute e soprattutto, laddove si parla di "complesso aziendale" non è del tutto chiaro se si riferisce alla società o ai beni. Quindi se in costanza di un'attività in bonis o dopo una procedura straordinaria, cioè la legge Marzano. Forse l'indeterminatezza nasce da un lato dalle prospettive incerte del vettore vista la scarsa liquidità in cassa (170 milioni) e dall'altra dalle diverse anime della cordata: alcuni dei contattati sarebbero favorevoli a presentare un'offerta per rilevare l'Alitalia ancora in vita, altri invece, avrebbero posto la condizione di intervenire solo in una procedura. Tuttavia, i potenziali interessati chiedono "in via preliminare di analizzare un piano industriale del progetto Alitalia che, partendo da una situazione economica finanziaria ed organizzativa aggiornata, presenti una prospettiva di risanamento e sviluppo dell'azienda credibile e sostenibile". La lettera sarebbe stata inoltrata ai Bracco, Gavio, Benetton, Ligresti, Squinzi, solo per fare alcuni dei nomi di coloro che sarebbero interessati. Berlusconi ha fatto riferimento anche a gruppi del credito. Mediobanca che era stata tirata in ballo tempo fa dal candidato premier del Pdl, ha smentito, mentre Corrado Passera ha precisato di non "investire su chiamata". Sembra però che piazzetta Cuccia sia stata sondata da Goldman Sachs per conto di Air One. E l'advisor di Toto negli ultimi giorni avrebbe contattato anche altre banche non coinvolte nel progetto originazio di Toto. Tra queste qualche popolare particolarmente solida. L'ipotesi Totopunta su un'operazione da circa un miliardo, di cui la metà richiesto al mercato e l'altra metà immessa dal vettore abruzzese, dalle banche ed eventualmente Tpg. Ma anche Toto, come del resto il pool di Ermolli, antepongono il loro intervento al definitivo addio dei francesi. r. dim.

Torna all'inizio


ROMA - Il governo scende in campo. Avrà un ruolo attivo per aprire la fase (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Di ROBERTA AMORUSO ROMA - Il governo scende in campo. Avrà "un ruolo attivo" per aprire la fase due e spera che sia quella decisiva) della trattativa tra i sindacati ed Air France. Così a due giorni dalle elezioni, il governo Prodi firma il suo impegno con i sindacati sul dossier Alitalia. Per le nove sigle sindacali è l'impegno che per mesi hanno sollecitato a Palazzo Chigi. Ora sono pronte a riaprire il dialogo con Parigi, nuovo governo permettendo. Ma sanno che non sarà tutt'altro che facile arrivare a un accordo in tempi stretti. Per Enrico Letta, che dal 2 di aprile lavora dietro le quinte per ricucire lo strappo con Parigi, è "un passo in avanti" segnato in extremis prima delle elezioni. Anzi di più. Il sottosegretario alla presidenza del consiglio che ieri ha incontrato i sindacati (insieme al ministro Pierluigi Bersani, al ministro Alessandro Bianchi e al sottosegretario al Tesoro, Massimo Tononi) si spinge a dire che "l'intesa è a portata di firma". Perchè stanno lavorando "caparbiamente e testardamente per arrivare a un pre-accordo la settimana prossima". Dunque, anche nelle prossime ore lo stesso Letta proverà a preparare il terreno per un'intesa, in vista dell'incontro di martedì tra i sindacati e l'Alitalia. Ma più di questo non potrà fare. Perchè, in realtà, sarà l'esito del confronto elettorale a decidere le prossime mosse. Già da martedì, saranno le linee guida del nuovo governo in pectore a segnare la strada. Anche nell'impegno con i sindacati. Nel frattempo, Letta ricorda alle nove sigle sindacali che "c'è la disponibilità a una seconda occasione: la porta di Air France si può riaprire". Bersani chiarisce, invece, il ruolo del governo: "non può essere un mediatore classico: può esserlo solo a valle di un'intesa". Il prestito ponte? Senza "una sponda" non c'è spazio nemmeno per questo, risponde il ministro dello Sviluppo economico. Ora, il dossier slitta alla settimana prossima "per verificare le condizioni dell'intesa". Ma si tratta di ripartire dal piano di Parigi. "Non credo che da parte loro ci saranno nuovi giri a vuoto. Se ci sarà un nuovo giro sarà per chiudere", ha avvertito Letta. E quindi si tratta "di smussare gli spigoli", dice Bianchi. Agli atti rimane il comunicato di Palazzo Chigi: "l'intesa tra Alitalia ed Air France-Klm rappresenta l'unica concreta soluzione per dare un futuro alla compagnia". E dunque il governo vuole "svolgere un ruolo attivo perché si determini una seconda opportunità con Air France". Ma tutti devono fare la loro parte. Insomma, nessun nuovo ultimatum per i sindacati che durante l'incontro hanno chiesto "una vera trattativa" con Air France, un intervento diretto del governo e un riconoscimento delle questioni di merito. Non ci stanno a vedersi scaricare la responsabilità di un fallimento di Alitalia. E' il governo a dover svolgere "un'azione di riequilibrio del negoziato", dice un comunicato congiunto delle nove sigle sindacali. Anche "favorendo la ricerca della soluzione partendo dalla proposta Air France-Klm". Si abbassano i toni del confronto, ma sul tavolo rimangono i temi su cui trovare dei margini di manovra: gli esuberi, la flotta, il perimetro aziendale e la chiusura del cargo. "Si è chiuso un capitolo, ma lunedì se ne aprirà un altro - ha commentato il segretario generale della Filt-Cgil, Fabrizio Solari - parlare di una soluzione a portata di mano non è l'esercizio più saggio. E chi si dice ottimista evidentemente ha degli elementi in più di cui noi non disponiamo". "Le distanze con Parigi non sono infinite", dice invece Fabio Berti presidente dell'Anpac. Mentre il segretario nazionale dell'Ugl, Roberto Panella auspica "che il lavoro di questo Governo possa rimuovere le rigidità del piano Air France". Intanto, a Parigi le bocche sono rigorosamente cucite. Anche ieri centinaia di lavoratori Alitalia hanno manifestato davanti a Montecitorio: un modellino di un aereo Alitalia è stato anche collocato tra i marmi del gruppo scultoreo della Fontana di Trevi. E sulla crisi dei conti della compagnia è arrivato anche il faro dell'Enac.

Torna all'inizio


Alitalia, si tenta l'ultima carta (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Pagina 215 Ieri l'incontro con i sindacati per cercare una mediazione. Restano i dubbi sui tagli a personale e cargo Alitalia, si tenta l'ultima carta Ieri l'incontro con i sindacati per cercare una mediazione. Restano i dubbi sui tagli a personale e cargo Il governo: la porta di Air France si può riaprire --> Il governo: la porta di Air France si può riaprire Il governo decide di svolgere un ruolo attivo per chiudere un'intesa tra Air France-Klm e Alitalia. E lavora per un pre-accordo con i sindacati "che sia a portata di firma", già la prossima settimana, dopo le elezioni. La porta di Parigi, infatti, "si può riaprire", ha assicurato Enrico Letta dopo aver incontrato a palazzo Chigi i sindacati. Questi ultimi, pur con la ferma volontà di riprendere il dialogo con Spinetta, frenano sull'ottimismo del governo: per loro non c'è una soluzione a portata di mano che accontenti tutti. L'INCONTRO Dopo mesi di sollecitazione, i sindacati hanno ottenuto ieri una convocazione da governo. Letta, assieme ai ministri Bersani e Bianchi e al sottosegretario all'Economia, Tononi, ha ribadito che l'integrazione con Air France-Klm è "l'unica concreta soluzione per dare un futuro" all'Alitalia e si impegnerà per "smussare gli spigoli" del piano Spinetta. I sindacati chiedono invece una vera trattativa, sui nodi nevralgici: perimetro aziendale, flotta, cargo, gestione degli strumenti di protezione sociale. Il punto su eventuali nuove condizioni per un'intesa, ha detto Letta, sarà fatto in un incontro la prossima settimana, a palazzo Chigi. Dove i sindacati, ieri, hanno chiesto che continui il dialogo anche con Spinetta. L'ULTIMATUM Il numero uno di Af, ha detto Letta, se tornerà sarà solo per chiudere. Ma anche i sindacati hanno avvertito che si siederanno al tavolo solo con la certezza di un vero negoziato, che il governo deve riequilibrare nelle more dell'insediamento del nuovo esecutivo. Le nove sigle sindacali presenti in Alitalia hanno anche sollecitato il governo a erogare un prestito ponte, visto che la liquidità della compagnia è in esaurimento. E di fronte a questo rischio l'Enac, che ieri ha convocato il presidente di Alitalia, Aristide Police, sta monitorando la situazione economico-finanziaria. IL GOVERNO Letta, ribadendo che "la compagnia non può rimanere in piedi da sola" e che dopo la seconda opportunità con Air France "terze occasioni non si presenteranno", ha richiamato l'avviso del commissario europeo alla concorrenza, secondo cui "l'immissione di nuovi fondi pubblici è impossibile". Il ministro dello Sviluppo economico Bersani ha chiarito che "non ci può essere nessun prestito ponte se non c'è una sponda", spiegando che il governo non può avere "un ruolo di mediatore classico" perché "è il venditore, quindi deve tenere conto del compratore ma anche del ruolo dei sindacati". Il faccia a faccia con i sindacati "rappresenta un passo in avanti" ha affermato Letta, escludendo qualsiasi trionfalismo. Quattro gli obiettivi dell'esecutivo: assicurare al Paese un adeguato sistema di trasporto aereo finalizzato all'espansione nel mercato, rispondere alle preoccupazione dei lavoratori, mobilità di passeggeri e merci, armonia territoriale.

Torna all'inizio


Alitalia governo vuole una seconda possibilita' (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia "Possibile intesa a breve" Alitalia: governo vuole una seconda possibilita' Rilanciata l'intesa con AIr France Klm al termine della riunione con i sindacati Roma, 11 apr.- Il governo “esprime la volontà di svolgere un ruolo attivo perché si determini una seconda opportunità che conduca alla conclusione della trattativa sull'integrazione di Alitalia nel Gruppo Air France-Klm”. Così in una nota l'esecutivo uscente ribadisce la propria volontà di svolgere un ruolo attivo per cogliere una seconda opportunità e arrivare a un accordo con il gruppo franco-olandese. Al termine dell'incontro svoltosi a Palazzo Chigi tra il governo e i sindacati è stato ribadito che “l'intesa tra Alitalia ed Air France-Klm rappresenta l'unica concreta soluzione per dare un futuro alla compagnia di bandiera”. “Consapevole della chiara posizione manifestata da Air France-Klm nel comunicato di lunedì 7 e preso atto dei problemi posti dalle organizzazioni sindacali nel corso della riunione -prosegue Palazzo Chigi- il governo esprime la volontà di svolgere un ruolo attivo perché si determini una seconda opportunità che conduca alla conclusione della trattativa sull'integrazione di Alitalia nel Gruppo Air France-Klm”. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta ha inoltre ribadito che “Air France vuole chiudere sul piano Spinetta. Non ci saranno nuovi giri a vuoto e se ci sarà un nuovo giro sarà per chiudere”. Da qui l'appello ai sindacati a “non perdere questa seconda opportunità” nella trattativa con il gruppo francese. L'esecutivo intende infatti riconvocare i sindacati entro la prossima settimana per verificare concretamente le condizioni dell'intesa nella convinzione che “tutte le parti debbano svolgere un ruolo positivo nell'ambito delle rispettive prerogative”. L'esecutivo ha poi elencato i 4 obiettivi che intende perseguire in questa vicenda. Il primo è quello di “assicurare al Paese un adeguato sistema di trasporto aereo che ne aiuti l'espansione attraverso la sua apertura e la sua connessione con il resto del mondo. Il secondo obiettivo è quello di “rispondere all'ansia dei lavoratori e delle loro famiglie. Di tutti i lavoratori. Di quelli che volano e di quelli che lavorano a terra, di quelli dei call center come quelli di Atitech a Napoli”. E, ancora, ha proseguito Letta, il terzo obiettivo è “offrire al cittadino-viaggiatore maggiori opportunità, servizi migliori e costi più contenuti. Perché questo obiettivo si realizzi Alitalia non può più essere un costo e una tassa per i contribuenti italiani, abituati da troppi anni a ripianare, tramite la fiscalità generale, perdite causate dall'inefficienza della gestione”. Infine, bisogna “garantire, attraverso una adeguata politica del trasporto aereo, una equilibrata armonia territoriale del Paese”.

Torna all'inizio


I jet volano vuoti E Fiumicino non decolla (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

E gli aerei Alitalia restarono mezzi vuoti. O quasi. Nella prima settimana operativa del piano "di sopravvivenza" varato dall'ex presidente Maurizio Prato (con il placet di Air France), che ha "svuotato" Malpensa a favore di Fiumicino, il bilancio non è dei più confortanti. Alla Malpensa il calo dei passeggeri Alitalia va oltre quello fisiologico determinato dal taglio delle destinazioni, mentre Fiumicino - stando ai primi e parziali dati - non garantisce aerei pieni come quando partivano da Milano. I minori collegamenti e le coincidenze saltate, la paura che il biglietto prenotato possa essere vanificato da un improvviso commissariamento della compagnia, la confusione nelle informazioni ha convinto molti viaggiatori a cambiare compagnia. Così nella prima settimana di aprile rispetto a un anno fa alla Malpensa c'era il 67,5% di movimenti in meno, ma il traffico dei passeggeri Alitalia è diminuito dell'84%, a quota 38.544. Crescono le altre compagnie presenti nello scalo: +13,6%, 276.039 unità. Il vero campanello d'allarme per Alitalia si chiama "load factor": se è basso, vuol dire che gli aerei viaggiano mezzi vuoti. E i dati mostrano come il coefficiente di riempimento complessivo degli aerei Alitalia in partenza dalla Malpensa sia passato dal 77% di un anno fa al 49%. Anche le tratte più collaudate presentano poltrone libere ben oltre le previsioni. Il Milano-New York, ad esempio: un anno fa aveva un load factor dell'87%, tra i più alti di Alitalia, nei giorni scorsi il dato è sceso al 53%, contro il 71% medio delle altre compagnie. La tendenza coinvolge anche i voli diretti in Europa. Quelli per Vienna, ad esempio, sono passati dal 77 al 31%, quelli per Stoccarda dal 68 al 37%. Il fatto che Malpensa non sia più un hub colpisce duro i voli diretti verso gli scali italiani (quelli che prima erano collegati per il "feederaggio", l'alimentazione dell'hub), con Pisa che passa dal 70 al 18%, Firenze dal 74 al 27%. Vuoti, insomma. Per contro, nel nascente hub di Fiumicino, Alitalia non riesce a pareggiare i conti con Milano. O lo fa solo in qualche caso. Succede per Miami, dove il 95% di riempimento è rimasto invariato. La rotta su Boston, invece, un anno fa partiva dallo scalo lombardo con un load factor dell'80%, da Roma si deve accontentare del 65%. Stessa musica per Toronto. Da Malpensa garantiva l'87% di riempimento. Da Roma si inchioda al 75%.

Torna all'inizio


Alitalia, ultimo viaggio (sezione: Alitalia 2)

( da "Campanile, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Il governo: "Possibile intesa con Air France, nessun prestito ponte senza accordo" Ultimo incontro tra l'esecutivo uscente e i sindacati. Cgil-Cisl-Uil chiedono a Palazzo Chigi di trattare in prima persona. Prossima settimana decisiva per il futuro della compagnia di bandiera Un nuovo piano scritto a quattro mani dal governo e dai sindacati: sembra questo l'ultimo treno in grado di trascinare l'Alitalia fuori dal guado. Il responso arriva direttamente dagli interessati che ieri si sono incontrati a Palazzo Chigi in un vertice pre-elettorale per fare il punto di una situazione oramai divenuta un'emergenza. La prossima settimana sarà quella decisiva. E' il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta, a dire le cose come stanno senza indugi, rivolgendosi alle parti sociali: "Smaltiamo le tossine delle elezioni politiche: siamo in una cristalleria e ogni mossa può rompere tutto ma c'è la disponibilità a una seconda occasione, la porta Air France si può riaprire". Insomma, il piano dovrebbe essere confezionato per essere gradito ai transalpini, ma i sindacati, comunque, devono assumersi le loro responsabilità. "Assumersi oggi responsabilità per le sorti di Alitalia, - ricorda Letta - "vuol dire comprendere che AirFrance-Klm è l'unica proposta sul tavolo, la nostra compagnia di bandiera non può rimanere in piedi da sola e che, come certificato dal Cda dell'Alitalia", la liquidità dell'azienda è in fase di esaurimento, e che, "come ricordato dal commissario europeo alla concorrenza, l'immissione di nuovi fondi pubblici è impossibile". Fondi, che però, continuano a essere tirati in ballo proprio dai sindacati. Il segretario generale della Uil Trasporti, Giuseppe Caronia, durante il vertice chiede al governo di assicurare la continuità dell'azienda, attraverso un "prestito ponte". Una posizione condivisa dalle altre organizzazioni sindacali. A partire dall'Anpac, il cui presidente, Fabio Berti, chiede al governo anche di mantenersi alla testa della trattativa. Secondo Berti, poi, il piano di AirFrance richiede una "progressiva attuazione senza riduzione drastica della flotta e con una verifica delle attività del settore cargo senza una chiusura predeterminata". Inoltre l'Anpac invoca "misure di protezione per i lavoratori da utilizzare categoria per categoria", a seconda delle specificità. La Filt-Cgil, non è da meno. Il segretario generale, Fabrizio Solari paventa "una soluzione a breve guidata dal governo: "AirFrance fa un ultimatum, non ci sono alternative ma comunque, bisogna limitare i danni. Se non ci sono accordi alternativi entro 15 giorni che cosa facciamo?". Roberto Panella, segretario generale Ugl si accoda : "Il governo guidi la trattativa e assicuri un prestito ponte". Comunque, la speranza è che si arrivi a breve a una soluzione Il ministro delle Politiche comunitarie, Emma Bonino, si augura, infatti, anche che il sindacato "diventi più ragionevole, serve un pò di senso di realtà che aiuterebbe la trattativa". La fase delicata, per il ministro dello Sviluppo economico Pierlugi Bersani, deve giungere per forza a una soluzione positiva: "Siamo a un passaggio urgente - ha aggiunto Bersani - il ruolo del governo è a valle di un'intesa". Mentre all'interno di Palazzo Chigi si tenta di ricucire le fila del negoziato con i francesi, fuori si consuma la protesta: centinaia di manifestanti con in mano bandiere della Cgil, Cisl, Uil e Ugl, sono stati invitati a confluire in piazza Montecitorio, dietro le apposite transenne che proteggono l'accesso alla Camera. (11-04-2008).

Torna all'inizio


Fascicolo senza indagati in procura (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Cordate, inchiesta a Roma Fascicolo senza indagati in procura Sa. M. La procura di Roma sta registrando ogni dichiarazione sulle presunte cordate italiane o estere che sarebbero interessate ad acquistare Alitalia. Compresa quella di cui continua a parlare Silvio Berlusconi. Nei giorni scorsi è stato aperto un fascicolo, senza indagati né ipotesi di reato, in cui i magistrati raccolgono tutte le notizie riguardanti la compagnia di bandiera, in particolare quelle che potrebbero influenzare le oscillazioni del titolo in borsa e quindi configurare una indagine per aggiotaggio. Parallelamente, la Consob sta registrando i movimenti di Piazza Affari.

Torna all'inizio


Alitalia: governo vuole una seconda possibilita' (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia "Possibile intesa a breve" Alitalia: governo vuole una seconda possibilita' Rilanciata l'intesa con AIr France Klm al termine della riunione con i sindacati Roma, 11 apr.- Il governo “esprime la volontà di svolgere un ruolo attivo perché si determini una seconda opportunità che conduca alla conclusione della trattativa sull'integrazione di Alitalia nel Gruppo Air France-Klm”. Così in una nota l'esecutivo uscente ribadisce la propria volontà di svolgere un ruolo attivo per cogliere una seconda opportunità e arrivare a un accordo con il gruppo franco-olandese. Al termine dell'incontro svoltosi a Palazzo Chigi tra il governo e i sindacati è stato ribadito che “l'intesa tra Alitalia ed Air France-Klm rappresenta l'unica concreta soluzione per dare un futuro alla compagnia di bandiera”. “Consapevole della chiara posizione manifestata da Air France-Klm nel comunicato di lunedì 7 e preso atto dei problemi posti dalle organizzazioni sindacali nel corso della riunione -prosegue Palazzo Chigi- il governo esprime la volontà di svolgere un ruolo attivo perché si determini una seconda opportunità che conduca alla conclusione della trattativa sull'integrazione di Alitalia nel Gruppo Air France-Klm”. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta ha inoltre ribadito che “Air France vuole chiudere sul piano Spinetta. Non ci saranno nuovi giri a vuoto e se ci sarà un nuovo giro sarà per chiudere”. Da qui l'appello ai sindacati a “non perdere questa seconda opportunità” nella trattativa con il gruppo francese. L'esecutivo intende infatti riconvocare i sindacati entro la prossima settimana per verificare concretamente le condizioni dell'intesa nella convinzione che “tutte le parti debbano svolgere un ruolo positivo nell'ambito delle rispettive prerogative”. L'esecutivo ha poi elencato i 4 obiettivi che intende perseguire in questa vicenda. Il primo è quello di “assicurare al Paese un adeguato sistema di trasporto aereo che ne aiuti l'espansione attraverso la sua apertura e la sua connessione con il resto del mondo. Il secondo obiettivo è quello di “rispondere all'ansia dei lavoratori e delle loro famiglie. Di tutti i lavoratori. Di quelli che volano e di quelli che lavorano a terra, di quelli dei call center come quelli di Atitech a Napoli”. E, ancora, ha proseguito Letta, il terzo obiettivo è “offrire al cittadino-viaggiatore maggiori opportunità, servizi migliori e costi più contenuti. Perché questo obiettivo si realizzi Alitalia non può più essere un costo e una tassa per i contribuenti italiani, abituati da troppi anni a ripianare, tramite la fiscalità generale, perdite causate dall'inefficienza della gestione”. Infine, bisogna “garantire, attraverso una adeguata politica del trasporto aereo, una equilibrata armonia territoriale del Paese”.

Torna all'inizio


Intervista a Antonio Ascenzi / Alitalia: trattativa condotta male ma non c'è alternativa a Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 11-04-2008)
Pubblicato anche in: (Opinione, L')

Argomenti: Alitalia

Oggi è Ven, 11 Apr 2008 Edizione 71 del 11-04-2008 Intervista a Antonio Ascenzi / Alitalia: trattativa condotta male ma non c'è alternativa a Air France di Giuseppe Mele E' l'estensore per la Uil della riforma della rappresentanza sindacale in azienda (Rsu) e della normativa antimobbing, è l'uomo che segue per Angeletti la kermesse della Festa del Primo Maggio. Ma soprattutto Antonio Ascenzi è il responsabile del settore trasporto aereo. Ed è uno grintoso, l'Ascenzi, uno che non si tira indietro quando fischia la grandine. La sua voce racconta alcuni aspetti della vicenda Alitalia e svela ancora una volta lo stile e lo spirito di gran parte della stampa italiana, proteso al titolo all'effetto, agli stereotipi ed alla sostanziale non informazione. Angeletti si è alzato dal tavolo e la Uil ha rifiutato la trattativa con air France. Chiariamo subito che la Uil è la più favorevole all'acquisto da parte di Air France- Klm: abbiamo fatto una conferenza stampa, che non è stata raccolta da tutti i media, per spiegare che non condividiamo il documento degli altri sindacati. Male che si sia voluta ignorare la posizione del sindacato che, con circa 1.700 iscritti, ha una capillare e articolata presenza tra i lavoratori visto che è la seconda sigla tra piloti, e la seconda o la terza tra assistenti e lavoratori a terra. Ma Luigi Angeletti? E' vero che il segretario generale si è alzato perchè non si può prescindere dal fatto che qualunque soluzione ha bisogno dell'Ok del Governo. Cosa che l'attuale Governo non può fare o sembra non voglia fare. Questo lo sanno bene sia Jean Cyril Spinetta che Maurizio Prato, l'ex Ad di Alitalia: allora è evidente a tutti che bisogna per forza attendere il nuovo Governo, che sarà insediato non prima di alcuni mesi. Non è su questo che si è consumata la rottura. Si è detto che le richieste dei sindacati hanno portato alla rottura delle trattative. Ed è vero, ma la Uil non era tra loro. Siamo contrari alla tifoseria sindacale, con Raffaele Bonanni (Cisl) che spinge per Air One di Toto o all'ipocrisia delle proteste se Luigi Angeletti incontra l'Ad di Air France. Non abbiamo incontrato tutti Lufhtansa? E' indispensabile farsi un'idea chiara delle proposte in campo. Quanto è accaduto l'avevamo predetto, ecco perché abbiamo rifiutato di seguire Cgil ed Anpac, il sindacato piloti. Ricordo per chiarezza le parole del nostro segretario Marco Veneziani di giorni fa: "La trattativa fra Air France Klm e i sindacati si è rotta nel modo peggiore: si è dato modo ad Air France di addossare la colpa ai sindacati. La controproposta presentata a poche ore dalla scadenza della trattativa è stata sbagliata; bisognava semmai presentarla quattro mesi prima". I sindacati hanno, per stampa e politica, molte colpe dello stato di fatto. Alitalia è fortemente sindacalizzata, con circa il 70% dei 12mila lavoratori iscritto a 16 sindacati, di cui 9 firmatari di contratto. Seimila lavoratori sono iscritti a Cgil, Cisl e Uil: Cgil è forte tra i 10 mila di terra, l'Anpac recluta 1.100 dei duemila piloti, la Cisl ha una rappresentanza media. E' un fatto che in azienda i sindacati sono troppi, corporativi, litigiosi, con un'eccessiva considerazione del proprio ruolo. Anche i sindacati hanno ovviamente delle responsabilità. Che sia la politica però a puntare il dito è scandaloso. Da 10 anni su Alitalia la politica, tutta, si è sbizzarrita, è entrata dentro le nomine da destra, da sinistra e dal centro, producendo un decennio di management costoso e fallimentare. Anche volendo, i sindacati non avrebbero potuto creare tanto spreco di risorse continuo e globale che resta nelle responsabilità del management e dei partiti. La procedura farraginosa attuata dal Governo è stato un altro fallimento, cui si sono legate le promesse avventate dell'opposizione. Solo in questo mese il piano è stato cambiato il 18, 25, 31 marzo ed il 1° e 2 aprile. Gli altri sindacati hanno colto al balzo la bugia lanciata come un'occasione di vedere le proprie speranze solidificarsi. Parole di buon senso sono venute solo da Pierferdinando Casini e da Enrico Boselli. Si rischia di bloccare l'unica cosa seria che resta. Come andrà a finire? Doveva finire con l'acquisto di Air France. L'imperfetto è di dovere, ma non credo che ci sia una altra possibile soluzione. Lo spero, come lo sperano molti lavoratori. C'è stata anche una marcia dei quadri filo francesi. La marcia dei 400 quadri, altro che i 40mila. Non scherziamo, è stata l'ennesima manovra stupida di alcuni dirigenti aziendali, la dimostrazione di quanto tante cattive abitudini si siano fatte strada. Si dipinge l'Alitalia come un carrozzone inefficiente, pieno di esuberi. Stampa e politica insieme vanno contro sindacati che non interessano più né a destra né a sinistra. Come sarebbe Alitalia invece? Non perde un milione di euro al giorno? Alitalia era l'eccellenza, la numero 3 in Europa alla fine '60. Tutt'oggi è in prima fila per sicurezza, catering, livello piloti e servizi? certo quando non si sciopera e si è in preda al corporativismo. Si noti che Air France è la somma della società di bandiera francese e dell'olandese Klm; ma Alitalia aveva fatto lo stesso accordo con gli olandesi, annullato poi dalla giostra degli Ad. Oggi una compagnia aerea o è gigante o è low cost. Alitalia rinunciò ad essere un gigante, oggi la sfida, ineludibile si ripropone. Gli altri sindacati hanno denunciato un piano pesantissimo, che rimette in discussione gli skill dei piloti, che farebbe di Alitalia una low cost e che porta alla chiusura di Malpensa. Posso capire l'Anpac, non Fabrizio Solari e Mauro Rossi di Cgil. C'è un esubero di 500 piloti per un complessivo di 1.700 lavoratori. Poi c'è la questione di 3.000 lavoratori che escono dal perimetro aziendale per andare in Iri. Sono passaggi pesanti, ma dopo uno stillicidio che dura da 12 anni, è l'ultima spiaggia. E Malpensa? Usciamo dalla contrapposizione con Fiumicino che è un'idiozia. Al nord ogni 50 km c'è un aeroporto. La concorrenza è forte. Malpensa è un aeroporto, Alitalia un vettore. Sono cose diverse. Bisogna capire che sono i vettori che decidono gli aeroporti. Malpensa avrà un futuro se il mercato la premierà. Se Alitalia riduce la sua presenza a Malpensa, altri la aumenteranno. Con l'aggiudicazione a Milano dell'Expo del 2015, questo valore non potrà che esplodere. Spinetta sarebbe suicida se sacrificasse questa società che può dare grandi profitti. Se spostasse tutto su Parigi, farebbe spazio ad un altro gigante. I mercati non si distruggono, si tengono. Queste sono le risposte che deve cercare Malpensa. C'è chi dice che sarebbe meglio il fallimento. Un altro esempio di disimpegno in libertà. L'annullamento dei debiti, delle rotte, dei contratti, del brand, delle garanzie contrattuali. Stiamo scherzando? Il commissariamento sarebbe l'ultimo errore di una lunga serie.

Torna all'inizio


Conversazione parla l'ex leader della Cisl (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Conversazione parla l'ex leader della Cisl Carniti accusa: sindacalismo da salotto "Non va fatto un uso smodato della concertazione, come è accaduto in questi anni. Se c'è un problema di salari, come c'è, si va dai padroni, non dal governo". Suona quasi come un je accuse nei confronti di un sindacalismo arrendevole e un po' troppo di palazzo il ragionamento che Pierre Carniti affida a una conversazione col Riformista . Spiega l'ex segretario della Cisl: "I sindacati, in questi anni, hanno contrattato poco. La concertazione va adottata non come regola ma solo quando non c'è altra soluzione per perseguire un obiettivo. Negli anni Ottanta era il contenimento dell'inflazione, negli anni Novanta il risanamento. Ma non può essere la quotidianità, come oggi. Un sindacato deve partire da una piattaforma rivendicativa. Il padre del sindacalismo americano Samuel Gompers riassumeva il mestiere del sindacato in tre parole: "more and more", ovvero "di più e ancora di più"". Nell'analizzare lo stato del sindacalismo italiano, Carniti parte da lontano: "Gli accordi del '93 hanno garantito l'ingresso in Europa. Il bilancio pubblico era sull'orlo del baratro e il risanamento si è fatto grazie una politica di lacrime e sangue che ha colpito i redditi fissi". E ora? "Ora anche Bankitalia dice che c'è un'emergenza salariale". Quindi, per Carniti, la triplice dovrebbe cambiare passo: "C'è un problema distributivo che evidenzia le carenze contrattuali. È ovvio che meno si contratta e meno si distribuisce". Che cosa è successo dopo il risanamento? "Il modello contrattuale del '93 ha funzionato poco e male. Basti vedere a quanti contratti non sono stati rinnovati alla loro scadenza. Ma soprattutto quel sistema, per sua natura, è troppo centralizzato. In questo quindicennio si è contrattato poco a livello di azienda. Con la conseguenza che le aziende hanno guadagnato in profitti ma non sono aumentati i salari". Eppure i sindacati stanno discutendo sulla riforma del modello contrattuale. Taglia corto Carniti: "Mi pare una discussione sul sesso degli angeli. Il sindacato deve contrattare, non parlare di contrattazione". Carniti critica anche l'agenda dei confederali. Capitolo detassazione degli straordinari: "Le ore di straordinario non devono costare meno di quelle ordinarie. Così aumentano i rischi di incidenti sul lavoro e si disincentivano le imprese ad assumere". Capitolo fisco: "È improprio che per far pesare di meno il fisco sul lavoro dipendente si debbano detassare gli aumenti legati alla contrattazione aziendale, che peraltro riguarda una minoranza dei lavoratori. Perché si devono dare incentivi affinché il sindacato faccia il suo mestiere?". Capitolo salari legati alla produttività: "Andrebbe prima fatto un discorso sul nostro capitalismo. Il 70 per centro delle aziende ha meno di dieci dipendenti, il 55 meno di tre. Siamo un unicum al mondo. In questo quadro legare i salari alla produttività è pura retorica". L'ex numero uno della Cisl però non ci sta a definire il sindacato una casta: "Il libro di Liviadotti? Capisco che si voglia sfruttare il successo di Rizzo e Stella. Ma il sindacato non è una casta. Anche se c'è stato qualche episodio castale, come la vendita di enti pubblici che ha riguardato qualche sindacalista". Ma, dal suo punto di vista, muove una critica ugualmente pesante: "I grandi apparati sono per loro natura conservatori, autoreferenziali. E i dirigenti, sia a livello centrale che periferico, si vogliono assicurare un rilievo pubblico e sociale. Fanno parte di questo le cerimonie a Palazzo Chigi o le presenze nei programmi di Vespa e Floris. Molti si sentono gratificati da questi riti inutili o dannosi, che danno la sensazione di appartenere all'élite del potere e al salotto buono". Avverte Carniti: "Serve un rinnovamento non solo nelle cariche e nei ruoli ma anche nei linguaggi e negli obiettivi". Sul rapporto con la politica l'ex segretario della Cils afferma: "Più che di complicità con la politica, direi che pasticciano assieme. Spesso il governo non assolve la sua funzione e il sindacato non fa il suo mestiere". Alitalia è una metafora delle relazioni industriali del paese? "No, - dice Carniti - visto che la nostra bilancia dei pagamenti, al netto dell'energia, è in attivo su manufatti e servizi. Esportiamo, infatti, più di quanto importiamo. Certo il nostro è un capitalismo eclettico, intrecciato con banche e politica, ma il dato è questo". E Alitalia? "È stata gestita con i piedi dai sindacati. Un accordo è un compromesso, mica la presa del Palazzo d'Inverno".

Torna all'inizio


Ambrogio mentre sgarbi voterà lega e paragona bossi a caravaggio (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Ambrogio mentre sgarbi voterà lega e paragona bossi a caravaggio Il no ai grattacieli storti è una ripicca di Silvio nei confronti di Ligresti All'inizio è stato solo uno scambio di amorosi sensi, un qualcosa di inatteso ma potenzialmente innocuo. "Votare Lega? Potrebbe essere la scelta giusta", così l'assessore alla Cultura di Milano, Vittorio Sgarbi, ha lanciato il proprio endorsement al Carroccio nel corso di un incontro con l'ex ministro leghista Roberto Calderoli per proporre una sorta di "federalismo culturale" per i beni artistici milanesi e lombardi. Di iperbole in iperbole, dopo essersi sentito definire "fondamentalmente leghista" da Calderoli, Sgarbi ha paragonato Umberto Bossi a Caravaggio: un non-sense molto pittoresco che però, nel tardo pomeriggio, ha portato a uno sviluppo concreto. Ovvero, un referendum tra i milanesi per decidere se realizzare o meno i tre grattacieli che l'ex sindaco di Milano, Gabriele Albertini, aveva - tramite concorso - fatto progettare ad altrettanti architetti di fama internazionale ma che molte polemiche stanno suscitando in questi giorni. "Al di là se sia di destra o di sinistra c'è un Celentano in ognuno di noi. La politica - ha proseguito Sgarbi - non può essere indifferente alla cultura di una città e questo è il momento giusto per stabilire che quei tre grattacieli debbano o meno essere messi in discussione". Insomma, il "guastafeste" della giunta - come lui stesso si era definito - di fatto ha dichiarato guerra al progetto per l'area dell'ex Fiera appaltato al gruppo Ligresti. E su questo punto a Milano si sta giocando un'altra partita politica molto importante e sentita che vede intrecciarsi le polemiche per i progetti collaterali all'Expo 2015 a quelle per Alitalia. In Regione la sparata del Cavaliere contro i "grattacieli storti" non è piaciuta. Anzi, ha creato non poco disagio anche perché probabilmente con l'estetica e l'architettura ha ben poco da spartire. "Mettere in discussione il piano, già approvato, scatenare una reazione popolare che ha visto subito entrare in campo strumentalmente Sgarbi con la sua proposta di referendum non è certo ciò che serviva a Milano dopo l'assegnazione dell'Expo", dice una fonte interna al Pirellone. "Inoltre non è sfuggito a nessuno che l'attacco del Cavaliere non fosse contro la potenziale "colata di cemento" che l'Expo porterà con sé stando ai giudizi dei critici ma solo contro il progetto del gruppo CityLife, ovvero di Ligresti. Lo stesso che avrebbe risposto no a Berlusconi a proposito di un impegno diretto nella cordata per Alitalia". Votati al dialogo e alla moderazione, comunque non felicissimi per le parole di Silvio Berlusconi, sono i giudizi che filtrano dall'entourage di Letizia Moratti, secondo cui "il sindaco non è affatto arrabbiata con il Cavaliere, è una dinamica differente che va ricondotta alla lettera scritta dal primo cittadino al Corriere il 7 aprile. Ovvero, lavorare insieme perché l'Expo sia un'occasione di crescita e non un terreno di scontro: vale per Renzo Piano, nonostante le sue critiche e vale per tutti". Forse anche per il Cavaliere che armando la mano di Vittorio Sgarbi e ringalluzzendo gli istinti elettorali di tutela del territorio del Carroccio meneghino certo non ha fatto un piacere all'inquilina di Palazzo Marino. Ma lady Letizia è troppo signora per farlo sapere.

Torna all'inizio


Alitalia riunione coi sindacati su AirFrance (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 11-04-2008)
Pubblicato anche in: (Riformista, Il)

Argomenti: Alitalia

Alitalia riunione coi sindacati su AirFrance Il governo: accordo vicino. Il Cav: lo straccerò Il corteo passa cantando l'inno di Mameli, i negozianti di via del Tritone sembrano poco commossi. Uno incrocia le braccia sul petto e commenta col vicino, "vedrai, alla fine, la pagheremo noi". Intanto i manifestanti dell'Atitech, i lavoratori napoletani di Alitalia che si occupano della manutenzione degli aerei, hanno cambiato registro. Mentre si avvicinano a palazzo Chigi, con le bandiere dei sindacati e un grande aereo di cartone che ore dopo finirà a bagno, a Fontana di Trevi, battono le mani al ritmo di "ohi vita, ohi vita mia". E urlano inni da stadio poco eleganti, con un bersaglio unico: Tommaso Padoa-Schioppa. I cartelli sono altrettanto eloquenti, i bersagli più variegati. Si va da "Atitech, il Tibet di AirFrance", "Svendere Alitalia ai francesi: a che Prodi?" a "Bertinotti posa sta cazzo de campanella e torna tra i lavoratori". Ma tra le tante scritte dei lavoratori napoletani ce n'è anche qualcuna dedicata ai dissidenti dei giorni scorsi, a chi ha fatto lo sciopero della fame, perché vuole chiudere in fretta con i francesi. "C'è chi fa lo sciopero della fame - recita un grande cartello verde - e c'è chi fa la fame se non sciopera". A piazza Colonna il corteo si unisce a qualche decina di piloti venuti con tanto di divisa e una sparuta truppa di informatici, sotto le bandiere del sindacato autonomo Cub. E dai piani alti di Palazzo Chigi, dopo qualche ora di riunione tra il governo dimissionario con le nove sigle sindacali, arriva finalmente la buona notizia. Smentita però nel pomeriggio, con un flash d'agenzia delle sei, dalla viva voce del candidato premier del Pdl, Berlusconi. A Palazzo Chigi, il governo Prodi ha assicurato ieri mattina ai sindacati che farà un ultimissimo sforzo per portare a casa l'accordo con AirFrance-Klm. Come anticipato due giorni fa, nel corso dell'incontro il Sottosegretario alla Presidenza, Enrico Letta, ha messo in guardia le nove sigle sindacali che quella offerta lunedì scorso da AirFrance "è la seconda e ultima possibilità" per chiudere la trattativa. Letta si è detto convinto che l'accordo sia "a portata di firma" ed ha offerto un "ruolo attivo" per non perdere questa seconda chance. L'esecutivo dimissionario convocherà dunque i rappresentanti dei lavoratori la prossima settimana per verificare concretamente le condizioni dell'intesa ed ha ribadito che i francesi sono, al momento, l'unica soluzione in campo. E che torneranno al tavolo per firmare, non per ricominciare a discutere. I sindacati hanno chiesto in ogni caso al governo dimissionario di mettersi alla testa della trattativa con i francesi. Lunare è stata invece l'ennesima richiesta di un prestito-ponte, per garantire la sopravvivenza di Alitalia. Nel corso della riunione è toccato al responsabile dello Sviluppo, Bersani, spiegare l'ovvio. Lo dice la parola stessa, prestito-ponte: si presume che dall'altra parte ci sia una sponda. E al momento manca proprio quella, la firma dei sindacati all'accordo-quadro con AirFrance che garantirebbe la prospettiva concreta della restituzione del credito, non appena i francesi procedessero alla ricapitalizzazione già annunciata. Qualsiasi deroga a questo scenario verrebbe interpretata come aiuti di Stato da Bruxelles. Aristide Police, il nuovo presidente di Alitalia, ha accolto con soddisfazione l'esito dell'incontro a Palazzo Chigi: "auspico vivamente che si giunga a conclusione della vicenda per il bene degli azionisti, ma soprattutto per il bene dei lavoratori". Tuttavia, nel pomeriggio, durante la registrazione di Porta a Porta , Berlusconi ha rilanciato sulla cordata antifrancese. A chi gli chiedeva se avrebbe tenuto conto dell'eventuale intesa tra AirFrance-Klm e i sindacati, il Cav ha risposto di no. Ed ha ripetuto di aver ricevuto "diverse decine" di adesioni all'alternativa ad AirFrance. Mauro Bottarelli, sul Riformista di ieri, ne ha anticipato qualcuno: oltre a Squinzi, presidente di Federchimica, parteciperebbero alla cordata italiana il patron di Brembo, Bombassei e i gruppi Radici e MyChef. Oltre ai nomi già noti che restano copertissimi e che continuano a smentire ogni interesse ma che potrebbero venire allo scoperto non appena fallisca l'accordo con i francesi, cioè Ligresti, Eni, Benetton, Mediobanca e IntesaSanpaolo.

Torna all'inizio


IL SALASSO DELL'EFIM (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Il salasso dell'Efim Per capire che cosa significa la liquidazione di un'azienda di Stato, come potrebbe essere il caso dell'Alitalia, è opportuno dare un occhio agli ultimi fuochi della liquidazione della finanziaria Ernesto Breda, eredità della voragine Efim, l'ente per il quale si avviò un concordato preventivo nel 1992 per chiudere un conto di debiti per 17mila miliardi di vecchie lire. Bene: mentre i 9mila soci-azionisti della Finbreda, finora non hanno mai visto un euro, la Corte dei Conti segnala che i costi per consulenze e spese legali lievitano ancora di 7 milioni di euro. Il carosello di Pantalone non si ferma, e solo i risparmiatori piangono.

Torna all'inizio


LETTERE (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Lettere Bingo e videopoker rovinano le famiglie Comitato mogli napoletane - NAPOLI I lavoratori a reddito fisso e i pensionati hanno grosse difficoltà ad arrivare a fine mese. Eppure a Napoli aumenta sempre di più il numero dei Bingo con regolare autorizzazione comunale: la gente s'indebita pur di giocare e sperare di vincere. Denunciamo che in queste sale c'è una stanza segreta dove si gioca alle macchinette del poker, che sono vietate. Moltissime donne vi passano la giornata a giocare. Come mai la Procura non interviene? Come si combatte l'usura se la gente continua a indebitarsi per giocare? Non pubblichiamo lettere senza firma, ma facciamo eccezione per questa, che denuncia un problema di interesse generale. I share? Molto meglio penzammo comm'a isso Francesco de Goyzueta - NAPOLI Annoto con soddisfazione e con sollievo che Nicolais si prepara a scendere in campo anche nella politica regionale per tentare di prendere finalmente il posto di Bassolino. La stagione malsana dei rifiuti ha fatto maturare questo tempo. Sono un sostenitore del cambiamento della leadership da quando il fallimento della gestione politica ha deluso la maggiore parte dei napoletani. Ma va accompagnato da un riposizionamento mentale, culturale ed economico; lo scenario politico cittadino da tempo soffre di una forte crisi di identità, il ministro può interpretare la svolta necessaria. Non condivido i vari i "don't share", questa mania di parlare in inglese in una nazione che anglosassone non è. Almeno a Napoli manteniamo sul piano della forma, importante quanto la sostanza, l'attenzione dovuta alla nostra bella lingua, l'italiano, pur senza giungere alla difesa legittima ma ossessiva della Francia. Veltroni ha inaugurato la stagione degli "i care, i can" e ora il ministro dice "I share Nicolais". Restiamo nella nostra terra con tutti i suoi difetti e i suoi limiti, e ritroviamo entusiasmo con un motto italiano: "la penso come Nicolais" o, come avrebbe detto il re Ferdinando IV, "'a pensammo comm'a isso". D'accordo, siamo europei, ma in Italia dovremmo usare l'inglese solo quando è davvero necessario e se abbiamo di fronte chi è in grado di capire. Penso sempre alla lapide murata dal vicerè a Portici, primo manifesto di protezione civile, dopo l'eruzione del 1631: dava preziosi consigli ma in latino, così capì minima parte della popolazione. "I commercianti lavorano di più" Giuseppe Pasquale - NAPOLI Caro dottor Gargano, la categoria dei commercianti è l'unica - con ristoratori e gestori di bar e pub - che può pronunciare realmente la parola lavoro. Nel commercio i soli giorni di festa sono le feste comandate, se pure rimangono, visto che si pretende che i negozi restino aperti per la comodità totale della gente. Categorie come gli insegnanti guadagnano molto più di me e possono permettersi ferie lunghissime e ogni tipo di ponte. Questa è uguaglianza? Direi proprio di no, quindi esorto quelli che pretendono sempre di più dai commercianti di darsi una regolata ed essere molto pazienti visto che facciamo grandi sacrifici per soddisfare il cliente. Meglio evitare le classifiche su chi lavora di più, è difficile farle e poi certi sacrifici vengono pure ben ricompensati, certi altri no. Per esempio gli insegnanti, categoria dal ruolo sociale rivelante, da tanti anni sono trascurati. Disagi in zona Argine per una strada chiusa viktor001@libero.it Gentile dottor Gargano, a Napoli gestita male e governata peggio - e lo dico da cittadino che ha votato questa amministrazione - l'unica soluzione ai tanti mali è reprimere invece di correggere. Traffico? Vietato circolare. Incidenti? Chiusura delle strade. Mi riferisco alla sopraelevata che da via Argine si immette sul raccordo autostradale che porta alla stazione centrale o alla zona portuale ed era comoda per tanti pendolari. È chiusa da anni, dopo un incidente in cui un tir (cui era vietato l'accesso) cadde uccidendo una automomobilista che passava sotto. Chi è diretto alla stazione centrale deve fare un lungo giro. La meritocrazia in Italia non vale Antonio Vespero - NAPOLI Caro amico Gargano, meritocrazia è una parola forte, ma spesso pronunciata da persone che, pur sapendo delle proprie capacità, in alcuni casi sono condannate. Mi riferisco a tanti mestieri, magari ci sono bravi giovani, ottimi artisti, ma se non fai parte di un certo contesto sei tagliato fuori. Al contrario persone con amici in o parenti di, hanno la strada spianata. Che tristezza. Poi, quando a malincuore mettono piede fuori dalla nostra regione sono contesi da grandi aziende, occupano posti di rilievo. Ricordo la storia di una ragazza che ebbe una borsa di studio in America: fece un breve stage, videro che aveva ottime capacità, e subito fu assunta da una grossa azienda di ricerca con un budget di alcuni milioni di euro. In Italia questa ragazza non aveva spazio. Più che mai, nemo propheta in patria. Il signor Vespero adopera la parola "contesto", tanto cara a Leonardo Sciascia. E dice bene: questo contesto è ingiusto e triste. Propaganda elettorale e altri misteri italiani Giuseppe Pacileo - NAPOLI Caro don Pietro, chiedo soccorso. Capitolo primo, è una questione di comprendonio: hanno di nuovo alzato le tariffe dell'elettricità e del gas. Vola il costo del greggio, e questo andrebbe per la corrente, ma com'è che il costo del greggio fa alzare ancor più le tariffe del gas? I casi sono due: o i giornalisti tengono nascosti gli aumenti del gas all'origine, oppure il gas si fa col petrolio. Inoltre: se l'Enel continua a far acquisti miliardari all'estero e a distribuire dividendi agli azionisti, va da sé che non soffre per gli aumenti del greggio. Come mai? Qua la risposta ce l'ho: si rifà mungendo la sua sterminata mandria. Da che s'intuisce quali prodigiosi vantaggi apporta il "mercato" agli utenti. Giacché esiste la concorrenza! A proposito: se volessi un altro fornitore di elettricità, dove pensi che potrei rivolgermi? Ah, visto che ci sono: volendo prendere un treno, qual è il vettore consigliato, a parte Trenitalia? E perché i Molto Onorevoli Sindacati stanno, di fatto, spingendo Alitalia verso il fallimento? Forse quanti più disoccupati ci sono, tanto più aumenta la loro (dei Sindacati) forza contrattuale? Ancora: m'è arrivata una pugnalata alle spalle. Silvio ha scritto una lettera a mio figlio condicendo ch'è indispensabile cambiare; con grande lucidità elenca sia le colpe degli attuali reggitori sia i rimedi che il Popolo della Libertà intende applicare non appena avrà votato compattamente per sé. Nulla da eccepire ma, dico, a me niente? E chi sono, io, le poisson d'oncle Pakkion? Ho deciso: finché non mi arriva, tempo cinque giorni, una lettera consimile, anche più affettuosa, faccio lo sciopero della fame! (Tanto, la notte è amica e io sono un famoso pirata del frigorifero, più o meno come Giacinto detto Marco, ma 'sta roba fra parentesi tu non la pubblicare). A proposito della lettera elettorale, così fan tutti (o quasi). La sensazione sgradevole è quella di una schedatura non solo anagrafica. Casa Pacileo non è l'unica in cui qualcuno è stato prescelto e altri no. Una mia amica che non vota ha ricevuto un pistolotto per ammonirla sui rischi dell'astensione. L'occhio del Grande Fratello si dilata a dismisura. Attenti ai duplicati dei certificati elettorali Luigi de Notaristefani - NAPOLI Egregio dottor Gargano, mi è stato consegnato in questi giorni un duplicato del certificato elettorale, che io non avevo richiesto. Le segnalo questo fatto perchè non vorrei che siano stati inviati duplicati in gran numero a persone che potrebbero utilizzarli falsando così il risultato delle elezioni. I vigili del fuoco hanno salvato i cani Gennaro Del Cupolo, Antonio Di Fiore, Violetta Setola - NAPOLI Gentilissimo dottor Gargano, siamo lieti di segnalarle un fatto di efficienza operativa in difesa degli animali. L'altra domenica, ore 16.30 circa: stiamo facendo il solito giro di distribuzione di cibo ai cani di quartiere, quando in via Matteo Rocco di Torrepadula dobbiamo intervenire per prestare aiuto a cani in difficoltà segnalatici da altri volontari amici. Chiesto invano l'interessamento di chi di competenza, ci siamo rivolti ai vigili del fuoco di Scampia. Tre minuti per contattarli e dar loro la nostra posizione, altri cinque minuti per arrivare sul posto, e la squadra accorsa ha tratto in salvo uno dei nostri cani che vive nell'ambito dell'ex ospedale Frullone. I sanitari di turno al complesso hanno completato l'opera di soccorso, ma il grosso lo avevano fatto il caposquadra Eleggibile, i vigili Mollica, Turco, Ciro Notari e Fierro. A questi signori esprimiamo i nostri ringraziamenti e la più viva stima per la loro competenza, efficienza e sollecitudine. La stima generale la si conquista sul campo: siamo lieti di registrare un altro elogio ai vigili del fuoco. Al confine di Teverola una strada da incubo Luciano Vassalluzzo - TEVEROLA (CE) Dopo varie segnalaziomi nulla è cambiato in via Cupa, strada di confine fra Teverola e Casaluce. Il degrado regna sovrano, i tombini a cielo aperto emanano miasmi e rappresentano un pericolo per i pedoni, le montagne di spazzatura svettano tra le voragini nel fondo stradale. Ora basta. Qualcuno dovrà pur muoversi per rendere civile una zona dove anziani e bambini già presentano patologie respiratorie. E siamo ad aprile; cosa accadrà con il grande caldo? Ad Antignano finiti i disagi Riccardo Marrocco - NAPOLI Caro dottor Gargano, volevo segnalare che anche grazie alle lettere pubblicate in questa rubrica finalmente è stato rimosso il cantiere di San Gennaro ad Antignano, che per ben quattro anni ha arrecato tanto disagio alla viabilità della zona. Alleluia.

Torna all'inizio


"Alitalia, un accordo è possibile" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 11-04-2008)

Argomenti: Alitalia

LETTA ANNUNCIA CHE IL GOVERNO HA INTENZIONE DI SVOLGERE UN RUOLO ATTIVO, MA BERSANI ESCLUDE UN NUOVO PRESTITO-PONTE "Alitalia, un accordo è possibile" [FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA In palio, domenica e lunedì, non c'è solo il governo del Paese. In caso di vittoria netta di Silvio Berlusconi, che ne sarà di Alitalia? Che dirà il Cavaliere al primo collega straniero cui ha promesso di telefonare, ovvero Nicolas Sarkozy? Gli annuncerà con rammarico l'arrivo di una cordata tricolore della quale "non può ancora fare i nomi" o invece vincolerà il suo sì ad un accordo migliore? A Palazzo Chigi al quesito non hanno ancora risposta. Nel frattempo "l'unica proposta sul tavolo" resta quella di Air France-Klm. E il sottosegretario Enrico Letta si augura che i sindacati non brucino la "seconda e ultima chanche" perché dopo l'offerta di Parigi ci sarà solo il commissariamento. Se i sindacati non firmeranno a breve l'accordo, con le valigie in mano, il governo Prodi potrebbe essere costretto a imporre l'amara medicina. La liquidità permette la sopravvivenza per poco più di un mese. Esattamente il tempo necessario all'insediamento del nuovo esecutivo. Per questo ieri, al termine di un vertice con le nove sigle di Alitalia, Letta ha promesso che da martedì "con testardaggine e caparbietà" tesserà la tela perché riprenda il dialogo. "L'intesa è possibile", a "portata di firma", ma "siamo in una cristalleria e ogni mossa può rompere tutto". E se Parigi tornerà, "sarà solo per firmare. Non ci potranno essere giri a vuoto". I sindacati confederali si mostrano scettici. "Parlare di intesa vicina non mi pare esercizio saggio", dice il leader della Filt-Cgil Fabrizio Solari. Più cauti piloti e assistenti di volo, che hanno meno da perdere da un accordo e opra cominciano a temere il commissariamento: "Le distanze con Parigi non sono infinite", spiega il leader dell'Anpac Fabio Berti. Tutti chiedono tempo e il via libera bipartisan ad un prestito-ponte che però, senza l'accordo, farebbe immediatamente scattare la procedura di infrazione a Bruxelles. "Il nostro intervento può essere solo a valle", stoppa il ministro dello Sviluppo Bersani. Letta - incaricato dal Partito democratico di gestire in extremis il dossier sfilato dalle mani di Padoa-Schioppa - tenterà nel frattempo di risolvere anche un'altra delle condizioni poste da Parigi per chiudere: la cancellazione della causa da 1,25 miliardi della Sea contro Alitalia per i tagli a Malpensa. Il presidente Giuseppe Bonomi è disponibile a farlo ad almeno due condizioni: la revisione immediata di almeno sedici accordi bilaterali che limitano le rotte intercontinentali e la concessione delle aree demaniali per la realizzazione della terza pista. Il confronto sindacale ripartirà invece da tre punti: il destino delle attività di terra, il rinnovo della flotta, il modello di governance di Alitalia nella holding Air France-Klm, considerato troppo sbilanciato a favore di Parigi. La mediazione di Letta sarà informale: la partita si giocherà con Alitalia e i franco-olandesi. Se anche governo e sindacati troveranno l'intesa, Berlusconi promette di "non tenerne conto", benché "la si potrebbe traslare ad una nuova compagine". Ieri fra i sindacati si sono chiesti se la battuta sibillina si riferisse alla possibilità di chiudere un accordo diverso con Parigi. Ma nessuno per ora se la sente di sondare "l'insondabile" ovvero le vere intenzioni del Cavaliere su Alitalia il giorno dopo il voto.

Torna all'inizio