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T ARTICOLI DELL’11-4-2008 #TOP
Alitalia,
dopo il voto il prossimo round azienda-sindacati
( da "EUROPA
ON-LINE" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: OGGI IL VERTICE A PALAZZO CHIGI Alitalia, dopo il voto il prossimo round azienda-sindacati (ra. c.) Slitta a dopo il voto il confronto tra Alitalia e le nove sigle sindacali che invece sono state convocate per oggi dal governo a palazzo Chigi. In attesa di conoscere l'esito del vertice odierno, la compagnia di bandiera ha deciso infatti di rinviare a martedì prossimo l'
L'atitech
sfila a roma e un modellino finisce nella fontana di trevi
( da "Repubblica,
La" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: nella protesta dei lavoratori Alitalia, entra in scena l'aereo Md80 (Air France vuole "rottamarlo") che, in modello di un paio di metri, finisce tra i marmi barocchi della fontana di Trevi prima di essere sequestrato in acqua dalla polizia. Lo hanno realizzato i lavoratori napoletani dell'Atitech (manutenzione e revisione), minacciati anche loro dal Piano dei francesi.
Alitalia,
il governo tiene aperta la pista francese - lucio cillis elsa vinci
( da "Repubblica,
La" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Alitalia, il governo tiene aperta la pista francese Mediazione per un pre-accordo tra sindacati e Air France. Nuova inchiesta dei pm sul titolo Le ipotesi: piloti in "prestito" ai transalpini, e per Atitech contratti garantiti LUCIO CILLIS ELSA VINCI ROMA - Salvare Alitalia dal fallimento e prima ancora,
Due
piccoli spiragli per salvare la compagnia ma resta lo spettro del
commissariamento - roberto mania ( da "Repubblica, La"
del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: accordo per la privatizzazione dell'Alitalia si trasformi platealmente in una disfatta sindacale. "Ci vorrà - aggiungevano - un segnale per la terra e uno per l'aria", cioè qualcosa per i lavoratori della manutenzione (Atitech) e qualcosa per la flotta. Ma nulla di più. Un "pochissimo" che, comunque, Parigi non ha ancora concesso.
Quirinale,
fini si smarca da silvio l'ex premier insiste: "è di parte" - (segue
dalla prima pagina) curzio maltese
( da "Repubblica,
La" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Al primo consiglio dei ministri dovrà rivelare che non esiste nessuna cordata per Alitalia, nominare un commissario fallimentare e raccontare qualcosa di molto convincente a ventimila persone senza più un posto di lavoro. Lo scenario dell'economia nazionale per i prossimi anni è assai fosco. Il fondo monetario internazionale prevede crescita zero per l'Italia nel quinquennio.
Chiacchiere
fumose sul tema rifiuti - ugo leone
( da "Repubblica,
La" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: accende la campagna elettorale e se non ci fossero Alitalia e Malpensa, sarebbe quello più gettonato. Qui non conta dire se i mesi previsti siano pochi, ma una cosa è certa: l'ignoranza degli aspetti del problema che così miracolisticamente ci si propone di risolvere. Ne derivano, inevitabilmente, chiacchiere: quelle che non dicono come si vorrebbe risolvere il problema;
Alitalia,
partita riaperta ( da "Secolo XIX, Il"
del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: delegazione del governo per la vicenda Alitalia. In ogni caso, Letta si mostra cautamente ottimista: "Crediamo che un'intesa sia a portata di firma". L'idea è di arrivare la prossima settimana almeno un "pre-accordo" con i francesi, unico modo per tenere Alitalia agganciata all'unico compratore su piazza, comunque vada dopo il 14 aprile e nonostante la linea dura ribadita da Berlusconi.
Roma,
"affonda" un aereo tricolore
( da "Secolo
XIX, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Un modellino di un aereo Alitalia, lungo circa due metri, è stato collocato ieri tra i marmi del gruppo scultoreo della Fontana di Trevi, a Roma. Il gesto è probabilmente opera di alcuni lavoratori della compagnia di bandiera che, durante la loro manifestazione nella Capitale, hanno inteso dimostrare platealmente la crisi che sta attraversando l'
I
diritti di chi sta ai margini e l'assenza dello stato sociale - michele
smargiassi ( da "Repubblica, La"
del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: In mezzo a quel falso rapporto privato di lavoro qualcuno deve mettere qualcosa che non può essere una trattativa salariale. Non possiamo trasformare migliaia di onesti tavoli da tinello in penosi tavoli di vertenza. Qui ci giochiamo l'Italia, mica l'Alitalia.
Nuovi
voli da palese per praga e vienna - ilaria ficarella
( da "Repubblica,
La" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: dei viaggiatori pugliesi ma anche per far fronte a futuro di Alitalia rispetto al quale l'unica certezza resta il ridimensionamento del servizio. Di questo, ma anche delle nuove risorse che la Regione Puglia intende investire nel settore, si è discusso ieri nel corso della quarta edizione del workshop organizzato dalla Aeroporti di Puglia (Ap) per fare incontrare i tour operator,
"strage
di linate, non fu un errore del pilota" - (segue dalla prima pagina) carlo
bonini ( da "Repubblica, La"
del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Giuliano Mansutti è un ex comandante dell'Alitalia ed è oggi tra i maggiori esperti di sicurezza del volo. Dirige un centro studi a Roma, Aerohabitat, e da quella mattina di otto anni fa non ha mai smesso di compulsare la sequenza di ciò che accadde intorno alla pista 36R prima e dopo le 8.
Perdere
questa seconda opportunità sarebbe un danno per Alitalia, i lavoratori, il
Paese ( da "Unita, L'"
del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stai consultando l'edizione del Enrico Letta Perdere questa seconda opportunità sarebbe un danno per Alitalia, i lavoratori, il Paese.
Un
accordo tra Alitalia e sindacati potrebbe essere traslato nella prossima
società ( da "Unita, L'"
del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stai consultando l'edizione del Berlusconi Un accordo tra Alitalia e sindacati potrebbe essere traslato nella prossima società.
Alitalia,
il governo riapre la porta ad Air France I francesi pronti all'intesa, non ci
sarà un'altra chance. I sindacati, però, vogliono una trattativa
( da "Unita,
L'" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La liquidità di Alitalia (170 milioni) non consente di andare oltre il mese di vita. Il prossimo martedì sindacati e azienda avranno un altro incontro. Il presidente di Alitalia, Aristide Police, ieri ha espresso l'auspicio "che si giunga a conclusione della vicenda per il bene degli azionisti, ma soprattutto per il bene dei lavoratori"
C'è
la cassa integrazione, scusate i disagi
( da "Unita,
L'" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: a fronte della crisi legata alla riduzione di voli operata da Alitalia sullo scalo di Malpensa, ha richiesto e ottenuto di utilizzare la cassa integrazione straordinaria per un periodo di 24. Tale provvedimento è distribuito su tutti i dipendenti del gruppo Sea per evitare penalizzanti ricadute sulle sole persone la cui attività risultava strettamente legata ai voli Alitalia".
Mafia
Style ( da "Unita, L'"
del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: finti contratti con gli italiani, cordate fasulle per Alitalia, perizie psichiatriche per i pm,leggi canaglia, ingiunzioni di sfratto per il capo dello Stato, cause di beatificazione per gli amici degli amici: il Cavaliere è "un populista vanitoso entrato in politica per evitare i tribunali e proteggere i propri interessi".
Alitalia,
il governo sogna l'accordo ( da "Tempo, Il"
del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: mediare sugli ammortizzatori sociali Alitalia, il governo sogna l'accordo Letta: "Possibile l'intesa tra sindacati e Air France entro la prossima settimana" Giovanni Lombardo g.lombardo@iltempo.it La vendita di Alitalia slitta a dopo le elezioni ma il governo uscente è ancora convinto di poter tenere in mano la trattativa per portare Air France-Klm e i sindacati alla firma di un pre-
Air
France, intesa a portata di firma
( da "Messaggero,
Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, governo in campo: pre accordo a breve con i sindacati "Air France, intesa a portata di firma".
ROMA
Il governo scende in campo nella trattativa sindacati-Air France. Palazzo Chigi
spera di arriv ( da "Messaggero, Il"
del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Are a un pre accordo sul rilancio di Alitalia subito dopo le elezioni. Scettici i sindacati su una soluzione a breve. Nuovo incontro la prossima settimana.
Lavori
in pista e nebbia, caos a Linate ( da "Corriere della Sera"
del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Cancellati i voli Alitalia da Roma, Francoforte, Napoli, il British Airways in partenza per Londra. Costretti ad atterrare a Malpensa, invece che a Linate, gli aerei partiti da Amsterdam, Dublino, Catania. Tre spostamenti sono su Orio al Serio. Per ogni aereo che non arriva, i disagi si moltiplicano a catena.
ANTICIPAZIONI
( da "Manifesto,
Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Pensiamo al "dopo": Di Lello, Fuksas e Rossanda Alitalia Il governo ai sindacati: firmate con Air France A PAGINA 5 Energia Puglia, auto "pulite" Rifkin con Vendola A PAGINA 9 Pentiti Sandalo, da Prima Linea all'incendio di moschee A PAGINA 9.
Divise
e operai a Montecitorio ( da "Manifesto, Il"
del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: lavoratori Alitalia abituati a scioperi e cortei - vedere i piloti in piazza, con tanto di striscioni (Anpac e Up), in mezzo a nugoli di poliziotti eccessivamente nervosi. Un attimo di tensione che sfocia in ilarità si verifica quando una cinquantina di dipendenti "aziendalisti pro Air France" pretendono di manifestare insieme agli altri per sostenere l'
Alitalia
in vendita, il governo ricatta ( da "Manifesto, Il"
del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: potremmo dire che Alitalia, per il governo uscente, è "carne morta", un cadavere che cammina. E di cui non intende interessarsi. L'incontro di ieri a palazzo Chigi, presentato in pompa magna come l'occasione per "riaprire" il dialogo con Air France, è stato così deludente - per i sindacati - che a stento sono state trattenute (durante la riunione e poi nelle dichiarazioni alla stampa)
Soluzione
Air France ( da "Corriere della Sera"
del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-11 num: - pag: 29 categoria: BREVI Soluzione Air France Il valore dell'offerta Air France-Klm per rilevare Alitalia è di 138 milioni di euro, accompagnata da un aumento di capitale di 1 miliardo.
Spiragli
lussemburghesi sul dossier <aiuti di Stato>
( da "Corriere
della Sera" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: odissea di Alitalia ha questo tra i pochi cardini condivisi. Eppure, un giudizio sul tema pende ancora di fronte al tribunale di Lussemburgo dal 2001. Il numero d'iscrizione a ruolo è T-301 e dal suo esito, che fonti vicine al dossier collocano entro l'estate, dipende la reale preclusione giuridica - al di là di ogni valutazione di opportunità politica -
Ipotesi
prestito-ponte ( da "Corriere della Sera"
del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-11 num: - pag: 29 categoria: BREVI Ipotesi prestito-ponte Una delle condizioni poste da Air France è l'erogazione da parte dello Stato di un prestito-ponte ad Alitalia.
Air
France, ottimismo di Letta Ma i sindacati frenano ancora
( da "Corriere
della Sera" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Klm per la cessione di Alitalia alla compagnia franco-olandese. Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta, che ieri ha guidato l'incontro fra il governo e i vertici dei nove sindacati presenti in Alitalia. Letta ha spiegato che si stanno costruendo le condizioni perché Air France torni al tavolo della trattativa,
I
numeri ( da "Corriere della Sera"
del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-11 num: - pag: 29 categoria: BREVI I numeri Sea e la causa miliardaria La Sea, società che gestisce gli scali milanesi, ha ribadito l'intenzione di non ritirare la causa da 1,25 miliardi intentata ad Alitalia.
Quando
si insediò per la prima volta come sindaco, dopo Tangentopoli, trovò i c
( da "Messaggero,
Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
teme per il
destino di Alitalia. "Attenzione. Ho sempre difeso e difenderò l'asset
produttivo, di turismo, di lavoro, costituito da Fiumicino, l'Alitalia (e anche
Air One). Berlusconi ha cercato di far fallire l'intesa con francesi e
olandesi, dopo aver fatto crollare nei suoi 5 anni di governo il valore di una
azione Alitalia da
Berlinguer:
politica immorale Ma i giovani la salveranno
( da "Liberazione"
del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia ha cento giorni di sopravvivenza, la Thyssen ricatta i lavoratori, i rifiuti hanno intossicato anche le mozzarelle, la recessione dall'America si avvicina all'Europa, e imperterriti si discute dei contenitori della politica. I voti si chiedono per il partito più nuovo, più moderno, mentre governo e giustizia amministrativa litigano sui simboli e la scheda elettorale fa arrabbiare
La
protesta atterra dentro la Fontana
( da "Corriere
della Sera" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: REDAZIONALE Trevi La protesta atterra dentro la Fontana Durante la protesta di ieri mattina dei lavoratori Alitalia, i manifestanti hanno lanciato dentro Fontana di Trevi un modellino aereo. Con tutto il rispetto per i problemi dei lavoratori, è ora di lasciare in pace questo tesoro della Capitale, diventato, dal futurista Cecchini in poi, una calamita per chiunque ( foto Gmt).
Politica
immorale. Ma i giovani la salveranno
( da "Liberazione"
del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, ma lasciano l'azienda con milioni di euro di liquidazione, hanno profonde responsabilità nel declino morale del paese. L'errore della politica è quello di aver pensato che con l'ingegneria istituzionale, le bicamerali e le leggi elettorali si potessero risolvere i problemi dell'Italia, cucendole addosso un vestito di taglia,
Alitalia,
il Governo riapre la trattativa con Air France: <E' l'unica chance>
( da "Liberazione"
del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il favore dei sindacati che verranno riconvocati dopo il pre-accordo Alitalia, il Governo riapre la trattativa con Air France: "E' l'unica chance" Fabrizio Salvatori Alitalia, ultima chiamata. Il Governo rilancia e, nonostante l'incognita del responso delle urne, punta a stringere i tempi per verificare se ci sono le condizioni per un'intesa già la prossima settimana.
Galli
e il <domino> della Lega Pesa l'eredità di Reguzzoni
( da "Corriere
della Sera" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: o Beppe Bonomia a Sea e Alitalia). Dopodomani magari ministro o sottosegretario (come Roberto Maroni o l'ex sindaco Giorgetti). Ma Marco Reguzzoni, il genero di Francesco Speroni che nel 2007 era stato eletto per la seconda volta presidente della Provincia, ha voluto accelerare i tempi: appena caduto Prodi, è andato dal senatur a Gemonio,
ROMA
- Un gesto di irresponsabilità pura . E' - secondo Pier Ferdinando
( da "Messaggero,
Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: a far uscire la cordata italiana per l'Alitalia prima delle elezioni e non dopo. Altrimenti saremmo al ridicolo, e sarebbe tutta una presa in giro degli italiani". Mentre per attaccare uno dei capisaldi della campagna elettorale del Cavaliere, il presidente dell'Udc non ha trascurato l'assist fornitogli ieri da un intervista dell'ambasciatore Usa,
ROMA
La polemica sul Quirinale, le accuse di "avvelenare" la democrazia
lanciate ( da "Messaggero, Il"
del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia per il rischio di regalare la compagnia di bandiera ad Air France con un danno non solo per chi lavora nell'azienda ma per tutto il sistema Paese. Io ho un termometro infallibile. Quando faccio i comizi tocco un po' tutti i temi: ebbene ogni volta gli applausi scattavano inesorabili sulla sicurezza e sull'Alitalia"
Notizie
in 2 minuti ( da "Corriere della Sera"
del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, governo e sindacati: nuovo dialogo con i francesi I sindacati hanno confermato la volontà di riprendere il confronto con Air France e hanno rimarcato "la necessità che il governo svolga un ruolo attivo nel negoziato". Cultura Napolitano: la storia libera dell'integrazione europea Giorgio Napolitano nella prefazione al saggio di Perissich:
ROMA
- Carlo Toto e Bruno Ermolli, a capo della cordata italiana, si stanno
avvicinando al decollo s ( da "Messaggero, Il"
del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: offerta per rilevare l'Alitalia ancora in vita, altri invece, avrebbero posto la condizione di intervenire solo in una procedura. Tuttavia, i potenziali interessati chiedono "in via preliminare di analizzare un piano industriale del progetto Alitalia che, partendo da una situazione economica finanziaria ed organizzativa aggiornata,
ROMA
- Il governo scende in campo. Avrà un ruolo attivo per aprire la fase
( da "Messaggero,
Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Anche ieri centinaia di lavoratori Alitalia hanno manifestato davanti a Montecitorio: un modellino di un aereo Alitalia è stato anche collocato tra i marmi del gruppo scultoreo della Fontana di Trevi. E sulla crisi dei conti della compagnia è arrivato anche il faro dell'Enac.
Alitalia,
si tenta l'ultima carta ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Le nove sigle sindacali presenti in Alitalia hanno anche sollecitato il governo a erogare un prestito ponte, visto che la liquidità della compagnia è in esaurimento. E di fronte a questo rischio l'Enac, che ieri ha convocato il presidente di Alitalia, Aristide Police, sta monitorando la situazione economico-finanziaria.
Alitalia
governo vuole una seconda possibilita'
( da "Voce
d'Italia, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia: governo vuole una seconda possibilita' Rilanciata l'intesa con AIr France Klm al termine della riunione con i sindacati Roma, 11 apr.- Il governo “esprime la volontà di svolgere un ruolo attivo perché si determini una seconda opportunità che conduca alla conclusione della trattativa sull'integrazione di Alitalia nel Gruppo Air France-
I
jet volano vuoti E Fiumicino non decolla
( da "Stampa,
La" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Così nella prima settimana di aprile rispetto a un anno fa alla Malpensa c'era il 67,5% di movimenti in meno, ma il traffico dei passeggeri Alitalia è diminuito dell'84%, a quota 38.544. Crescono le altre compagnie presenti nello scalo: +13,6%, 276.039 unità. Il vero campanello d'allarme per Alitalia si chiama "load factor": se è basso, vuol dire che gli aerei viaggiano mezzi vuoti.
Alitalia,
ultimo viaggio ( da "Campanile, Il"
del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Assumersi oggi responsabilità per le sorti di Alitalia, - ricorda Letta - "vuol dire comprendere che AirFrance-Klm è l'unica proposta sul tavolo, la nostra compagnia di bandiera non può rimanere in piedi da sola e che, come certificato dal Cda dell'Alitalia", la liquidità dell'azienda è in fase di esaurimento, e che, "come ricordato dal commissario europeo alla concorrenza,
Fascicolo
senza indagati in procura ( da "Manifesto, Il"
del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: acquistare Alitalia. Compresa quella di cui continua a parlare Silvio Berlusconi. Nei giorni scorsi è stato aperto un fascicolo, senza indagati né ipotesi di reato, in cui i magistrati raccolgono tutte le notizie riguardanti la compagnia di bandiera, in particolare quelle che potrebbero influenzare le oscillazioni del titolo in borsa e quindi configurare una indagine per aggiotaggio.
Alitalia:
governo vuole una seconda possibilita'
( da "Voce
d'Italia, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia: governo vuole una seconda possibilita' Rilanciata l'intesa con AIr France Klm al termine della riunione con i sindacati Roma, 11 apr.- Il governo “esprime la volontà di svolgere un ruolo attivo perché si determini una seconda opportunità che conduca alla conclusione della trattativa sull'integrazione di Alitalia nel Gruppo Air France-
Intervista
a Antonio Ascenzi / Alitalia: trattativa condotta male ma non c'è alternativa a
Air France ( da "Opinione, L'"
del 11-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Si dipinge
l'Alitalia come un carrozzone inefficiente, pieno di esuberi. Stampa e politica
insieme vanno contro sindacati che non interessano più né a destra né a
sinistra. Come sarebbe Alitalia invece? Non perde un milione di euro al giorno?
Alitalia era l'eccellenza, la numero
Conversazione
parla l'ex leader della Cisl ( da "Riformista, Il"
del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia è una metafora delle relazioni industriali del paese? "No, - dice Carniti - visto che la nostra bilancia dei pagamenti, al netto dell'energia, è in attivo su manufatti e servizi. Esportiamo, infatti, più di quanto importiamo. Certo il nostro è un capitalismo eclettico, intrecciato con banche e politica,
Ambrogio
mentre sgarbi voterà lega e paragona bossi a caravaggio
( da "Riformista,
Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia. In Regione la sparata del Cavaliere contro i "grattacieli storti" non è piaciuta. Anzi, ha creato non poco disagio anche perché probabilmente con l'estetica e l'architettura ha ben poco da spartire. "Mettere in discussione il piano, già approvato, scatenare una reazione popolare che ha visto subito entrare in campo strumentalmente Sgarbi con la sua proposta di referendum
Alitalia
riunione coi sindacati su AirFrance
( da "Riformista,
Il" del 11-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia riunione coi sindacati su AirFrance Il governo: accordo vicino. Il Cav: lo straccerò Il corteo passa cantando l'inno di Mameli, i negozianti di via del Tritone sembrano poco commossi. Uno incrocia le braccia sul petto e commenta col vicino, "vedrai, alla fine, la pagheremo noi".
IL
SALASSO DELL'EFIM ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: come potrebbe essere il caso dell'Alitalia, è opportuno dare un occhio agli ultimi fuochi della liquidazione della finanziaria Ernesto Breda, eredità della voragine Efim, l'ente per il quale si avviò un concordato preventivo nel 1992 per chiudere un conto di debiti per 17mila miliardi di vecchie lire.
LETTERE
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E perché i Molto Onorevoli Sindacati stanno, di fatto, spingendo Alitalia verso il fallimento? Forse quanti più disoccupati ci sono, tanto più aumenta la loro (dei Sindacati) forza contrattuale? Ancora: m'è arrivata una pugnalata alle spalle. Silvio ha scritto una lettera a mio figlio condicendo ch'è indispensabile cambiare;
"Alitalia,
un accordo è possibile" ( da "Stampa, La"
del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: MA BERSANI ESCLUDE UN NUOVO PRESTITO-PONTE "Alitalia, un accordo è possibile" [FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA In palio, domenica e lunedì, non c'è solo il governo del Paese. In caso di vittoria netta di Silvio Berlusconi, che ne sarà di Alitalia? Che dirà il Cavaliere al primo collega straniero cui ha promesso di telefonare, ovvero Nicolas Sarkozy?
( da "EUROPA ON-LINE" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
OGGI
IL VERTICE A PALAZZO CHIGI Alitalia, dopo il voto
il prossimo round azienda-sindacati (ra. c.) Slitta a dopo il voto il confronto
tra Alitalia e le nove sigle sindacali che invece sono state convocate
per oggi dal governo a palazzo Chigi. In attesa di conoscere l'esito del
vertice odierno, la compagnia di bandiera ha deciso infatti di rinviare a
martedì prossimo l'incontro
con i sindacati, inizialmente previsto per ieri. L'annuncio è arrivato in tarda
mattinata dopo che il presidente dell'Alitalia,
Aristide Police, è stato ricevuto per circa un'ora dal sottosegretario alla
presidenza del consiglio Enrico Letta. Lo slittamento a dopo il voto del round
tra azienda e sindacati lascerebbe intendere che l'esito delle votazioni
potrebbe avere un peso determinante nella trattativa tanto più che anche ieri
il candidato premier del Pdl Silvio Berlusconi ha rilanciato l'idea della
cordata italiana sostenendo che molti imprenditori avrebbero risposto al suo
richiamo. Tuttavia, se Berlusconi nelle ultime settimane non ha perso occasione
per sostenere che quando arriverà a palazzo Chigi non consentirà ad Air France
di mettere le mani su Alitalia, proprio ieri il
segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani ha replicato duramente. ''Se
facessimo un accordo ? ha infatti sostenuto Epifani ? sarebbe difficile per
tutti farne a meno, senza un accordo, invece, tutto può cambiare". Per
Epifani il sindacato fa il suo mestiere: "Chi ha le responsabilità se le
assuma, noi stiamo alle nostre cose e alle nostre responsabilità; il resto
dipenderà poi da tanti altri fattori la cui responsabilità non è nelle nostre
mani". Epifani ha poi auspicato che riprenda rapidamente il confronto con
Air France, "che deve ascoltare anche le nostre ragioni". In vista
dell'appuntamento di oggi il segretario generale della Cgil ha spiegato che i
sindacati ribadiranno quei punti importanti da affrontare nel confronto con Air
France". D'altra parte se è vero, come ha precisato il ministro del lavoro
Damiano che non ci sono nè ultimatum nè un'ora x, la trattativa rischia di
essere pesantemente condizionata non solo dall'esito elettorale ma anche dai
conti aziendali visto che la compagnia ha ancora disponibili risorse
finanziarie per appena 170 milioni di euro. E se ieri Veltroni ha accusato
Berlusconi di aver voluto minare la trattativa con Air France per ragioni di
campagna elettorale, Banca Intesa (chiamata in ballo all'inizio dallo stesso leader
del Pdl) ha ieri nuovamente smentito ogni interesse.
( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia La protesta
L'Atitech sfila a Roma E un modellino finisce nella Fontana di Trevi ROMA -
Bandiere, slogan, striscioni e ora, nella protesta dei
lavoratori Alitalia, entra
in scena l'aereo Md80 (Air France vuole "rottamarlo") che, in modello
di un paio di metri, finisce tra i marmi barocchi della fontana di Trevi prima
di essere sequestrato in acqua dalla polizia. Lo hanno realizzato i lavoratori
napoletani dell'Atitech (manutenzione e revisione), minacciati anche loro dal
Piano dei francesi. "Siamo quasi tutti a Roma", dice Giovanni
Aruta dipendente, con altri 700, dell'azienda partenopea. Un'altra parte è già
sotto Palazzo Chigi, con i lavoratori del gruppo, piloti, assistenti di volo,
personale di terra, addetti alla manutenzione, al trasporto merci, al call
center. Aspettano che finisca l'incontro dei sindacati con il governo. "è
sconfortante", commenta Carlo Sabatucci (Alitalia
Fly), "la nostra compagnia è un microcosmo che condensa e amplifica le
contraddizioni del Paese con le ingerenze della politica e i privilegi di
manager e amministratori incapaci". "I nostri dirigenti sono i più
pagati al mondo", aggiunge Beatrice Simoncelli (Alitalia
servizi). "Dai 5 mila euro mensili dei quadri ai 35 mila per i dirigenti,
lo stesso stipendio dell'amministratore delegato francese. Il nostro, Cimoli,
ne prendeva 195 mila e se n'è andato con una liquidazione di oltre 4
milioni". "E noi, che siamo stati 10 anni senza rinnovare il
contratto", spiega Monica Mazzeo del call center che Air France vuole
affidare all'esterno, "abbiamo retribuzioni medie da poco più di mille
euro con le stagionali part time che prendono 720 euro". Scendono i
sindacati: "Abbiamo ribadito i quattro punti della discordia",
scherza Alberto Giusti (Filt Cgil): "allargamento del perimetro aziendale
a tutti i dipendenti di Alitalia servizi,
rafforzamento della flotta prima del 2010; mantenimento dell'attività Cargo,
gestione sociale degli esuberi mettendo in campo tutti gli ammortizzatori
sociali". (ca.pi.).
( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Alitalia, il governo tiene
aperta la pista francese Mediazione per un pre-accordo tra sindacati e Air
France. Nuova inchiesta dei pm sul titolo Le ipotesi: piloti in
"prestito" ai transalpini, e per Atitech contratti garantiti LUCIO
CILLIS ELSA VINCI ROMA - Salvare Alitalia dal fallimento
e prima ancora,
dal crollo delle prenotazioni. Abbassare i toni, attendere il passaggio alle
urne per giungere ad un pre-accordo con Air France-Klm, entro due settimane.
L'ultima missione del governo uscente è creare un clima più disteso a poche ore
dal voto. Anche se su Alitalia si riaccendono i fari
della procura di Roma che ha aperto un fascicolo sulla questione delle
oscillazioni anomale del titolo a Piazza Affari. L'incontro di ieri a Palazzo
Chigi voluto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta,
alla presenza dei ministri Pierluigi Bersani (Sviluppo economico), Alessandro
Bianchi (Trasporti) e del sottosegretario all'Economia Massimo Tononi, è uno
degli ultimi atti del governo Prodi. Un esecutivo che i sindacati hanno sempre
considerato ostile nella vicenda Alitalia. Le nove
sigle che seguono la privatizzazione sono comunque pronte a pesare le proprie
posizioni e l'entità delle aperture francesi, giusto in tempo per chiudere
entro maggio il negoziato: alcune soluzioni sarebbero a portata di accordo. Ad
esempio, un terzo dei piloti in esubero potrebbero essere assunti in
"prestito" per due anni da Air France; Atitech, avrebbe 8 anni di
contratti garantiti prima della riconversione. Possibili anche degli ingressi
anticipati in flotta di aerei di lungo raggio. Le prossime ore serviranno a
capire in che direzione muovere l'accordo e le possibili proposte: Enrico Letta
(in queste ore in contatto con i manager francesi) non nasconde una certa
fiducia nella possibilità di trovare una pre-intesa ma avverte che "il
tempo stringe", visto lo stato dei conti della Magliana. Sulle ultime
vicende di Alitalia resta invece capillare il
monitoraggio della procura di Roma, che ha aperto un fascicolo per ora senza
ipotesi di reato. Il procuratore Giovanni Ferrara ha avviato quello che in
gergo si chiama "modello 45" dopo aver ricevuto alcuni esposti da
cittadini che si interrogavano sugli effetti sul titolo delle dichiarazioni di
Silvio Berlusconi e di altri esponenti politici. Il Cavaliere ha infatti
annunciato più volte la discesa in campo di una "cordata tricolore"
per rilevare la compagnia. Sullo stesso fronte indaga anche la Consob, che
dovrà trasmettere gli esiti degli accertamenti ai magistrati delegati,
l'aggiunto Nello Rossi e il pm Stefano Pesci. Le oscillazioni anomale del
titolo in Borsa sono già state monitorate attentamente dal nucleo valutario
della guardia di finanza, incaricato delle indagini. Sul filo del diritto ci
sarebbero già gli estremi per ipotizzare l'aggiotaggio o la turbativa di
mercato, ma in procura c'è cautela. Si sta ancora verificando, infatti,
l'eventuale esistenza di manovre speculative. In parallelo viaggiano le
inchieste su fatti che riguardano il passato della compagnia: quella
sull'offerta della cosiddetta "cordata Baldassarre" e l'altra su
quella lanciata a dicembre dai fondi americani Evergreen e Thl alla quale
avrebbe dovuto partecipare - secondo indiscrezioni di stampa - la Singapore
Airlines, che nega la circostanza.
( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Dopo il
voto si tenterà l'affondo con Air France disponibile però solo a modifiche
minime al piano Spinetta Due piccoli spiragli per salvare la compagnia ma resta
lo spettro del commissariamento Berlusconi: "C'è la cordata e l'accordo
con i sindacati sarà recepito" "Questa è l'ultima chance con Air
France", ha detto il sottosegretario Enrico Letta ROBERTO MANIA ROMA -
"Lo spiraglio è minimo", dicevano ieri a Palazzo Chigi. Minimo per
riportare Jean-Cyril Spinetta, numero uno di Air France, a Roma; e minimo per
impedire che l'accordo per la privatizzazione dell'Alitalia si trasformi platealmente in
una disfatta sindacale. "Ci vorrà - aggiungevano - un segnale per la terra
e uno per l'aria", cioè qualcosa per i lavoratori della manutenzione
(Atitech) e qualcosa per la flotta. Ma nulla di più. Un "pochissimo"
che, comunque, Parigi non ha ancora concesso. Spinetta aspetta le
elezioni italiane, e il nuovo governo che non ci sarà prima di maggio. Sapendo
anche che l'alternativa al suo piano è solo il ricorso al commissariamento (con
gli esuberi che passerebbero dagli attuali
( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Veltroni: da
Berlusconi una concezione aberrante delle istituzioni Quirinale, Fini si smarca
da Silvio l'ex premier insiste: "è di parte" Comincia a piovere e ai
mugugni risponde: ora finisco (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) CURZIO MALTESE Ad
aspettarlo poche migliaia di persone. Ha subito congedato il principale alleato
Fini come fosse un riempitivo ("Ringrazio Gianfranco per avervi tenuti
occupati per più di un'ora") e in capo a due minuti aveva già smarrito il
discorso ("Ho perso il filo, che cosa stavo dicendo?"). Poi è andato
di repertorio, ma soprattutto ha fatto una lunga cronaca della puntata da Vespa
appena registrata, vantandosi molto di aver "sbugiardato" per ore il
Veltroni della sera precedente. In pratica si è gloriato d'aver sfruttato in
maniera piuttosto ignobile, per quanto efficace, il vantaggio di aver parlato
per ultimo, grazie al sorteggio pilotato delle tv. La cosa però alla sua gente
è piaciuta parecchio. Nella demonizzazione dell'avversario, che rimane la
specialità del Cavaliere, è stato anche brillante, a tratti spiritoso. Il picco
esilarante del comizio conclusivo è stato tuttavia un altro, involontario.
Quando un Berlusconi al colmo della felicità ha comunicato con un crescendo
della (poca) voce la notizia bomba del probabile arrivo di Ronaldinho al Milan.
A una folla di romanisti e laziali, muta, perplessa, con una salve di fischi,
oltre l'appartenenza politica. E' la prima volta, in quindici anni, che
capitava di vedere Berlusconi fischiato dai suoi fans. E chissà cosa hanno
pensato i tifosi romanisti quando poco dopo ha attaccato il loro idolo, il
capitano della Roma, Francesco Totti. "Se per la corsa al Campidoglio
appoggia Rutelli non ci sta con la testa. Quando uno non ci sta, non ci
sta". Apriti cielo, stupore tra i militanti che se ne stavano andando
mentre la notizia, attraverso le radio private, faceva subito il giro della
città. L'attacco a Veltroni costituiva almeno la parte nuova, fresca, del
discorso berlusconiano, poi scivolato nella seconda parte su slogan ormai
logori, vecchie storie di comunismo, il Ponte sullo Stretto, le tre
"i", l'abolizione dell'Ici, insomma il riassunto delle puntate precedenti.
Tanto che alle prime timide gocce dal cielo, lo stesso popol suo ha cominciato
a urlargli: "Silvio, piove!". E lui, allargando le braccia: "Eh,
ho capito che piove. Cosa devo fare? Cantare la canzone di Modugno? Se avete
pazienza, ora finisco". E ha finito per davvero con un vecchio numero,
chiamando sul palco "una bella tosa", Alessandra Mussolini. Questo di
tanta speme oggi gli resta. Tutta la quinta campagna di Berlusconi è vissuta su
questo esibire la fatica, quasi il dolore di dover ancora correre per Palazzo
Chigi: il "sacrificio", la "grave responsabilità sulle
spalle". E' vero che l'ha sempre detto, fin dalla discesa in campo
("Ho deciso di bere l'amaro calice"), ma col sorriso sulle labbra.
Stavolta il Cavaliere ha invece la faccia di chi ci crede davvero. Non stiamo a
far questioni sull'implicita offesa arrecata al popolo italiano da un candidato
premier che, al posto di essere onorato, si sente avviato a una condanna. Non è
il nostro un paese da cogliere tali sfumature. Per una volta vale la pena di
considerare piuttosto il suo punto di vista. Da lunedì sera, se si inverano i
sondaggi, Berlusconi potrà contare su una maggioranza solida alla Camera e
assai incerta, forse addirittura inesistente, al Senato. Da martedì dunque
dovrà trovare un cassetto per il programma elettorale e cominciare a trattare
con chiunque, dalla Mussolini a Calderoli, per fare qualsiasi cosa. Al primo consiglio dei ministri dovrà rivelare che non esiste
nessuna cordata per Alitalia, nominare un commissario fallimentare e raccontare qualcosa di
molto convincente a ventimila persone senza più un posto di lavoro. Lo scenario
dell'economia nazionale per i prossimi anni è assai fosco. Il fondo monetario
internazionale prevede crescita zero per l'Italia nel quinquennio. Altre
fonti autorevoli parlano già di recessione. L'Economist da settimane segnala il
rischio che le grandi agenzie di rating declassino il debito pubblico italiano.
Un genere di decisione che viene preso una mattina in due salotti della finanza
internazionale, dove la considerazione per Berlusconi è zero, e si traduce dal
giorno dopo in una strage sociale. In queste condizioni o arriva una mano santa
da sinistra per salvarlo con un qualche inciucio, da giustificare con estrema
attenzione, oppure si schiude davvero una specie di "via crucis" per
l'inquilino di Palazzo Chigi. Non è una prospettiva esaltante. Per la verità,
lo è ancora meno per gli altri sessanta milioni d'italiani. Ma si spera per
l'epoca d'essere tutti noi talmente rimbecilliti dalle televisioni da non farvi
più caso. Chi potrà aiutare il settantaduenne premier? Se Berlusconi si guarda
intorno, raccoglie davvero poca roba. Le ottocentesche ricette di Tremonti sui
dazi doganali. Il federalismo fiscale della Lega, che significa la secessione
applicata in economia. Ma la Lega neppure è venuta al comizio conclusivo al
Colosseo, ripugnante (per i leghisti) simbolo di romanità. Sul palco Berlusconi
ha accanto solo un Fini ormai spento, reduce da una mesta campagna elettorale,
tutta vissuta all'ombra dei fratelli maggiori, Berlusconi e Bossi. E' un leader
con un grande futuro alle spalle, ormai rassegnato al ruolo di delfino, da
giovane di Almirante e ora, cinquantenne, delfino a vita di Berlusconi. Aveva
forse i numeri per diventare lo "Chirac italiano" ma non ne ha avuto
il coraggio, la forza, l'autonomia. Intorno a sé, Berlusconi ha giusto il suo
popolo, i milioni d'italiani che lo voteranno comunque, perché ancora
s'aspettano un miracolo, un colpo di genio o di bacchetta. Perfino quando è lui
stesso ad ammettere che miracoli non se ne potranno fare e la bacchetta magica
non ce l'ha. Prigioniero alla fine, Berlusconi, di un pezzo d'Italia che gli ha
sempre creduto quando raccontava belle bugie e non gli crede l'unica volta in
cui rivela una scomoda verità.
( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina X - Napoli CHIACCHIERE
FUMOSE SUL TEMA RIFIUTI UGO LEONE "CHIACCHIERI, CHIACCHIERI - ripete
continuamente Laverdure - non sai fare altro". Laverdure, qualcuno lo
ricorderà, è il pappagallo di Zazie nel metrò di Raymond Queneau. Quanti
Laverdure abbiamo in giro in questa campagna elettorale? è opinione ricorrente
che sono molti. Non occorre essere politologi per accorgersene. Ma pure nel
chiacchiericcio bisogna distinguere tra chi spara bordate grosse e chi spara
"stronzilli di polvere", tanto per ricordare l'abate Galiani e la sua
definizione dell'eruzione del Vesuvio nel 1779. Bossi, tanto per fare un
esempio, minaccia di armarsi se non si ristampano le schede elettorali, ma
Maroni avverte in televisione che sono ormai venti anni che va ripetendo queste
cose e il cavalier Silvio "doctor House" Berlusconi invita a non
temere le estemporanee sortite del leader della Lega perché tanto è malato,
salvo poi a sentirsi dire dall'interessato che non è vero niente e che sta
benissimo. Dicevo "doctor House" perché come il geniale medico della
fortunata serie televisiva il cavaliere ha una ricetta per tutto e per tutto
una sicura soluzione. Tra gli altri è il caso dei rifiuti a Napoli per il
quale, se andasse al governo, la soluzione avverrebbe in qualche mese. Il tema,
come si sa, accende la campagna elettorale e se non ci
fossero Alitalia e
Malpensa, sarebbe quello più gettonato. Qui non conta dire se i mesi previsti
siano pochi, ma una cosa è certa: l'ignoranza degli aspetti del problema che così
miracolisticamente ci si propone di risolvere. Ne derivano, inevitabilmente,
chiacchiere: quelle che non dicono come si vorrebbe risolvere il problema;
come separare l'umido dal secco e dove indirizzare l'uno e l'altro; quanto
differenziare, quanto mandare in discarica e quanto incenerire; dove aprire
discariche e dove gli inceneritori; se e come passare dal pagamento della tassa
a quello della tariffa. Tutto questo, cioè il passaggio dalla gestione
straordinaria a quella ordinaria del problema, ne richiede di tempo. Ma
soprattutto richiede fatti concreti e non chiacchiere fumose. è bene parlare
solo quando si deve dire qualcosa che valga più del silenzio. è questo il primo
dei 14 principi necessari per tacere che l'abate Joseph Antoine Toussaint Dinouart
suggerisce nella sua opera più famosa: "L'arte di tacere". Il libro
fu pubblicato a Parigi nel 1771, ma per molti aspetti presenta inalterata
attualità e l'editore Sellerio che ne ha curato l'edizione italiana potrebbe
esaurire molte tirature se del volumetto si volesse fare omaggio alle migliaia
di persone che dalla lettura potrebbero trarre giovamento: ministri e
viceministri, segretari e sottosegretari, portavoce e portaborse, sindaci e
assessori, candidati a coprire qualcuno di questi ruoli. Soprattutto potrebbero
trarne giovamento i destinatari delle loro tante, spesso estemporanee,
esternazioni che caratterizzano il quotidiano della vita politica. Per non
parlare - anzi, coerentemente, per tacere - delle successive smentite e
revisioni; dei "non volevo dire", "sono stato male
interpretato", "non avete capito" che spesso ne seguono. è un
invito al silenzio? Certamente no. Ma l'invito a riflettere sul fatto che, come
ci ammonisce da 2200 anni "Qoèlet", "c'è un tempo per tacere e
un tempo per parlare". Per cui l'uomo silenzioso non è chi non dice nulla,
ma chi "sa tacere opportunamente in base al tempo e al luogo in cui ci si
trova". E quelli che stiamo vivendo sono proprio il tempo e il luogo.
( da "Secolo XIX, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
La vendita ad air
france-klm Il governo conta di arrivare presto a un'intesa. I sindacati:
"Troppo ottimismo" Roma. "Contiamo di arrivare a un'intesa la
prossima settimana". Il governo ci riproverà con Air France ma avverte i
sindacati: "La porta di Air France si può riaprire. Ma questa seconda
opportunitàè l'ultima, non ce ne sarà una terza", spiega il
sottosegretario Enrico Letta al drappello di sindacalisti convocato a palazzo
Chigi per tentare di non mandare definitivamente in frantumi la trattativa con
i francesi. "Non è saggio annunciare un'intesa che non c'è",
replicano i sindacati che vorrebbero riaprire un negoziato che per AF è esaurito.
La prossima settimana, quando le "tossine" elettorali saranno
smaltite, i sindacati (attesi per martedì alla Magliana) torneranno a
incontrare il governo e allora sarà chiaro se ci sono le condizioni per
chiudere la partita con Jean-Cyril Spinetta o se la situazione precipiterà
verso sbocchi diversi: un commissario o il fallimento. A meno che, dopo il
voto, non spunti la cordata italiana, sponsorizzata da Silvio Berlusconi.
"Al governo, non terrò conto di un'intesa tra Air France e sindacati",
conferma il Cavaliere in vista di un eventuale e decisivo ritorno in campo di
Spinetta. Si torna così allo scontro politico tra il governo che tenta di
ricucire lo strappo con AF e il leader del Pdl che fa di tutto per disfare la
tela a colpi di veti. I tempi però sono stretti perché nelle casse dissanguate
di Alitalia ci sono appena 170 milioni, che bastano
solo per una manciata di settimane. "La liquidità dell'azienda è in fase
di esaurimento", fanno notare Letta e i ministri ai sindacati che
vorrebbero coinvolgere il governo nella trattativa e chiedono l'erogazione di
un prestito ponte di 300 milioni garantito dal Tesoro. Richieste che cadono nel
vuoto. "Non c'è spazio per una mediazione classica. Dopo venti anni di
perdite i rapporti di forza sono quelli che sono. Il ruolo del governo è a
valle di un'intesa", spiega Pierluigi Bersani. Il prestito ponte?
"Non ci può essere, se non c'è una sponda", replica il ministro. E
così la mette giù anche Letta di fronte alle pressioni dei sindacati: "Come
ha ricordato il commissario europeo alla Concorrenza, l'erogazione di nuovi
fondi è impossibile". La porta è chiusa dunque a soluzioni improvvisate,
che rischiano di essere sanzionate da Bruxelles. La porta è socchiusa solo per
un'intesa con Air France, che consentirebbe di sbloccare il prestito ponte: la
"sponda" di cui parla Bersani. Dopo l'incontro, Letta parla di un
"passo avanti" ma è costretto a smentire i sindacati, che riferiscono
di "un piano del governo che può persuadere AF". Non ci sarà nessun
piano del governo, che si fa carico di avere un "ruolo attivo" per
riportare Spinetta al tavolo sindacale: palazzo Chigi si muoverà solo per
creare una "seconda opportunità che conduca alla conclusione della
trattativa". Ma Letta mette in chiaro una cosa, che era già evidente una
settimana fa, dopo la ratifica della rottura da parte del Cda della compagnia
di Roissy: "C'è la volontà di Air France-Klm di chiudere sul piano di
Spinetta, non di fare altri giri a vuoto. Un nuovo incontro è per
chiudere", osserva il capo-delegazione del governo per
la vicenda Alitalia. In
ogni caso, Letta si mostra cautamente ottimista: "Crediamo che un'intesa
sia a portata di firma". L'idea è di arrivare la prossima settimana almeno
un "pre-accordo" con i francesi, unico modo per tenere Alitalia agganciata all'unico compratore
su piazza, comunque vada dopo il 14 aprile e nonostante la linea dura ribadita
da Berlusconi. Che rimane contrario a una soluzione francese ed è
convinto che, una volta saltata l'intesa con AF, prenderà corpo la cordata nazionale,
della quale farebbero parte a suo dire "diverse decine di persone molto
importanti". Non crede alla cordata il leader Udc, Pier Ferdinando Casini,
che sfida l'ex alleato a "farla uscire prima delle elezioni perché dopo
sarà tutto ridicolo". È chiaro che il destino di Alitalia
si giocherà dopo il 14: come al solito nel caso della compagnia di bandiera,
tutto dipenderà da una variabile politica, cioè da chi vincerà e con quali
margini. Una marcia trionfale del Cavaliere si tramuterebbe quasi certamente in
una pietra tombale per la trattativa con i francesi perché i sindacati saranno
tentati di guadagnare tempo nella speranza di una soluzione più conveniente.
"Noi non ci sediamo al tavolo se non c'è la certezza che sia un tavolo
vero", fa già sapere il capo della Filt Cgil Fabrizio Solari. Se questa è
la premessa, Spinetta ci penserà su prima di riprendere l'aereo per l'Italia.
Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 11/04/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
La protesta ROMA. Un modellino di un aereo Alitalia, lungo circa due metri, è stato collocato ieri tra i marmi del gruppo
scultoreo della Fontana di Trevi, a Roma. Il gesto è probabilmente opera di
alcuni lavoratori della compagnia di bandiera che, durante la loro
manifestazione nella Capitale, hanno inteso dimostrare platealmente la crisi
che sta attraversando l'Alitalia. Il modellino,
collocato sul lato sinistro della fontana, è stato poco dopo rimosso da due
operatori del Comune. Per l'intervento di recupero - durante il quale il
modellino aereo ha percorso anche un tratto, a pelo d'acqua, nella celebre
fontana, tra lo stupore dei tanti turisti - è stata utilizzata un'asta
telescopica. 11/04/2008.
( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina VII - Bologna
I diritti di chi sta ai margini e l'assenza dello stato sociale MICHELE
SMARGIASSI (segue dalla prima di cronaca) Le reazioni tradizionali non
risolvono nulla. Quella economicista dice: chi paga è padrone, dunque il
sindacato sta con la badante. Quella solidarista dice: chi è lasciato solo
dalla società è vittima, dunque il sindacato sta con l'anziano. Siamo daccapo.
Non serve aggirare l'imbarazzo dando tutta la colpa alla legge Bossi-Fini, la
cui scomparsa non cambierebbe quelle domande senza risposta. Né è giusto che a
decidere siano, diciamo così, i rapporti di forza. La Cgil ha cinque milioni e
mezzo di iscritti. Oltre metà sono pensionati. Lo Spi è di gran lunga la categoria
più forte, non solo in termini politici ma, diciamo, anche di cassa. Quante
strutture territoriali potrebbero ancora pagare i propri funzionari senza il
gettito delle tessere "grigie"? Più che una base sociale, gli anziani
Cgil sono quasi un azionista di riferimento. Ma l'idea era e resta giusta:
continuare a difendere i diritti anche di chi viene espulso dal processo
produttivo; anzi farlo con più forza, perché è proprio in quel momento che il
potere contrattuale svanisce. Come è giusta l'idea di tutelare i diritti
dell'immigrato, che ha una debolezza speculare: se l'anziano è cittadino ma non
lavoratore, l'immigrato è lavoratore ma non cittadino. Da questa commedia di
specchi non si esce se gli attori restano solo due. C'è un protagonista
assente, o meglio fuggito. è lo stato sociale. Una comunità che non riesce a
coprire tutti i bisogni si ritira su quelli più urgenti e lascia gli altri al
mercato. Ma costringere un anziano a diventare datore di lavoro (che paradosso:
essere imprenditore della propria debolezza) vuol dire esporlo ai conflitti che
vediamo, e per giunta anche al sospetto sociale un tempo riservato a chi poteva
permettersi "la servitù". Condanna a un ruolo sgradevole che nessun
contributo spese, nessun "fondo per la non autosufficienza" può
alleviare. Viceversa, lo stesso meccanismo mette la badante nella condizione di
avere come controparte a cui tentare di strappare il più possibile la persona a
cui deve prestare un aiuto che non è solo professionale ma anche umano. Lo
stratagemma con cui questo paese povero ma anche avaro ha risolto il problema
degli anziani in difficoltà mostra la corda. In mezzo a
quel falso rapporto privato di lavoro qualcuno deve mettere qualcosa che non
può essere una trattativa salariale. Non possiamo trasformare migliaia di
onesti tavoli da tinello in penosi tavoli di vertenza. Qui ci giochiamo
l'Italia, mica l'Alitalia.
( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina XI - Bari
L'annuncio Nuovi voli da Palese per Praga e Vienna E l'assessore Ostillio
lancia un bando per promuovere il territorio ILARIA FICARELLA Nuovi collegamenti
verso le capitali europee, ma anche nuovi e fondamentali voli verso Roma. è
così che il sistema aeroportuale regionale si prepara a rilanciare ancora una
volta l'offerta turistica per il popolo dei viaggiatori
pugliesi ma anche per far fronte a futuro di Alitalia rispetto al quale l'unica certezza resta il ridimensionamento
del servizio. Di questo, ma anche delle nuove risorse che la Regione Puglia
intende investire nel settore, si è discusso ieri nel corso della quarta
edizione del workshop organizzato dalla Aeroporti di Puglia (Ap) per fare
incontrare i tour operator, le agenzie di viaggio e le compagnie aeree.
In particolare gli assessori regionali al Turismo e ai Trasporti Massimo
Ostillio e Mario Loizzo hanno annunciato l'intenzione di varare un nuovo bando
per finanziare le attività di intermediazione turistica in Puglia, come già
avvenuto in altre regioni italiane. Mentre per destagionalizzare la Regione
punta sulle gite scolastiche pensando a un bonus per gli istituti che
sceglieranno la Puglia come meta. Intanto fra le nuove rotte, Ap sta lavorando
per inserire nel calendario estivo due nuovi voli per Praga e Vienna e con
Ryanair si sta pensando di attivare tre nuovi collegamenti europei: Dusseldorf,
Bristol e Bruxelles. Garantito da maggio anche un collegamento settimanale
diretto da Bari a New York, mentre da giugno l'aeroporto di Brindisi garantirà
quattro frequenze settimanali per Parigi e due per Ginevra. Pronto anche il
calendario dei voli charter per la prossima stagione. Oltre ai voli per le
isole greche e per le mete turistiche dell'Egitto, si aggiungeranno quest'anno
Dublino, Siviglia, Fuerteventura e diverse mete del Montenegro.
( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Cronaca "Strage
di Linate, non fu un errore del pilota" Nei nastri le prove delle
irregolarità tollerate. Un altro jet sul sentiero dell'incidente Il documento
Nell'ottobre 2001 morirono 118 persone dopo la collisione sulla pista Sul
raccordo "sbagliato" dal Cessna tedesco anche un secondo aereo
privato (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) CARLO BONINI Dei piloti smarriti di un Cessna
tedesco diretto a Parigi. Di un controllore di volo confuso da comunicazioni
che non seppe interpretare. Un'imperizia esaltata da un contesto ambientale e
strutturale (scarsa visibilità al suolo, segnaletica aeroportuale inadeguata,
assenza di un radar di terra) che rese la collisione con il volo di linea Sas
SK686 inevitabile. Eppure, le cose sembrano essere andate diversamente.
Annegata nelle migliaia di documenti, oggi pubblici, prodotti dalle indagini
tecniche e giudiziarie esiste un'evidenza in grado di riscrivere il presupposto
del disastro e, dunque, di individuarne il fattore scatenante. Un'evidenza
sotto gli occhi di tutti già nell'immediatezza della strage, ma curiosamente
trascurata dai "tecnici", lasciata sullo sfondo dall'accertamento penale.
L'evidenza documenta che la mattina dell'8 ottobre 2001, il Cessna tedesco con
sigla D-IEVX, rullò consapevolmente sul raccordo aeroportuale che sapeva
vietato per l'immissione alla pista di decollo. Che non vi fu dunque nessun
errore, ma una violazione deliberata delle regole del traffico a terra che era
"prassi comune" per i voli in partenza dallo scalo Vip. Che a
convincere il Cessna a quella manovra fu verosimilmente la circostanza che a
percorrere il raccordo "sbagliato", pochi minuti prima, era stato un
altro personal jet. Un Gulfstream IV della flotta Mediaset. Conviene dunque
tornare a quella mattina dell'8 ottobre 2001. Giuliano
Mansutti è un ex comandante dell'Alitalia ed è oggi tra i maggiori esperti di sicurezza del volo. Dirige
un centro studi a Roma, Aerohabitat, e da quella mattina di otto anni fa non ha
mai smesso di compulsare la sequenza di ciò che accadde intorno alla pista 36R
prima e dopo le 8.10 del mattino, quando l'Md-87 delle linee aeree
scandinave impatterà in fase di decollo con il Cessna tedesco. Dice Mansutti:
"La mia ipotesi è che il pilota del Cessna non commise alcun errore. è
sufficiente leggere con attenzione le carte. In quei documenti, se soltanto se
ne ha voglia, c'è qualche sorpresa". Quale? Mansutti sorride: "Il mio
centro studi ha invitato a non concentrarsi soltanto sul Cessna. E magari
provare a vedere chi gli era davanti quel mattino". Alle 7.48 dell'8
ottobre 2001, il Cessna tedesco è parcheggiato nel cosiddetto piazzale Ovest
dell'aeroporto di Linate. è lo scalo Ata, quello riservato ai voli executive.
Non è l'unico aereo in piazzola. Alle sue spalle, con le prue rivolte verso il
centro dell'area di sosta sono altri tre aerei executive con sigla LX-PRA,
I-DEAS, I-LUBI. Alle 7.48, il primo ad accendere i motori è l'aereo con sigla
I-LUBI, un Gulfstream IV della compagnia "Alba servizi aerotrasportati
spa", società del gruppo Mediaset che gestisce la flotta privata di Silvio
Berlusconi. Il Gulfstream ha un piano di volo per Roma Ciampino e alle 7.53
muove la prua verso la via di rullaggio che lo deve immettere in testa alla
pista di decollo 36R. Il controllo del traffico a terra lo autorizza a
raggiungere la pista attraverso lo snodo R5, un sentiero di avvicinamento che
circumnaviga l'aerostazione verso nord e prevede tre attraversamenti. In
corrispondenza del terminal degli aerei di linea, della torre di controllo,
della stazione dei vigili del Fuoco. Il Gulfstream Mediaset ringrazia per
l'autorizzazione e rinvia una successiva comunicazione all'attraversamento in corrispondenza
della stazione dei vigili del Fuoco, quando dovrà necessariamente passare le
sue comunicazioni sulla frequenza della torre di controllo. 7.53, dunque. Il
Gulfstream si muove. Ma in quale direzione? Ufficialmente lo snodo R5. In
realtà, come vedremo documentano le conversazioni con il controllo del traffico
a terra e con la torre, in direzione opposta. Verso lo snodo R6. Un raccordo
sensibilmente più corto, che punta verso sud e consente di portarsi in testa
alla pista di decollo, ma solo dopo averla attraversata, in un tempo pari alla
metà di quello che richiede il sentiero R5 e per giunta risparmiando
carburante. è verosimile pensare che, nella piazzola Ata, i piloti tedeschi del
Cessna vedano muovere il Gulfstream che li precede verso il raccordo R6. è un
fatto, che di lì a dieci minuti, i piloti tedeschi imbocchino proprio quel
sentiero pur essendo stati autorizzati per l'altro raccordo: l'R5. Chi
controlla il traffico a terra è in grado di comprendere? è vero: c'è nebbia e
la visibilità è di soli 50-
( da "Unita, L'" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai
consultando l'edizione del Enrico Letta Perdere questa seconda opportunità
sarebbe un danno per Alitalia, i lavoratori, il Paese.
( da "Unita, L'" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai
consultando l'edizione del Berlusconi Un accordo tra Alitalia e sindacati
potrebbe essere traslato nella prossima società.
( da "Unita, L'" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Alitalia, il governo riapre la porta ad
Air France I francesi pronti all'intesa, non ci sarà un'altra chance. I
sindacati, però, vogliono una trattativa di Roberto Rossi/ Roma PORTA
"Abbiamo lavorato con testardaggine consapevoli che si potrà trovare un
accordo. L'intesa è possibile, non bisogna perdere questa opportunità".
Nella partita Alitalia il governo riapre la porta alla
trattativa con Air France. Come spiegato dal sottosegretario Enrico Letta alle
nove sigle sindacali incontrate ieri a Palazzo Chigi, da parte di Parigi
"c'è la volontà di chiudere sul piano Spinetta. Non credo che da parte
loro ci saranno nuovi giri a vuoto. Se ci sarà un nuovo giro sarà per
chiudere". Letta ha detto che la riunione di ieri mattina è stata "un
passo avanti in una vicenda complessa e delicata", in cui il governo, in
questi giorni dopo la rottura delle trattative "ha lavorato caparbiamente
e testardamente" per arrivare "a una seconda opportunità" con
Air France-Klm, la cui proposta "è buona, percorribile e positiva".
Letta ha anche sottolineato che l'accordo deve essere tra le parti e che il
governo può svolgere "un lavoro di accompagnamento" e lavorare per
arrivare "a un pre-accordo la settimana prossima". Inoltre il
sottosegretario ha aggiunto che i contatti con il gruppo franco-olandese
"ci sono stati in questi giorni e continueranno ad esserci". Questo
però non vuol dire, come si era ipotizzato nella mattina, che Palazzo Chigi
stia preparando un nuovo piano da proporre al numero uno di Air France
Jean-Cyril Spinetta. Il piano è quello conosciuto. Il campo d'azione del
governo è ristretto solo a garantire un ampliamento della rete di protezione
sociale per gli esuberi preventivati (oltre duemila). Il resto è quasi
inamovibile. "Siamo a un passaggio urgente - ha aggiunto il ministro delle
Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, anche lui presente all'incontro di ieri
- il ruolo del governo è a valle di un'intesa. Dopo 20 anni di perdite i
rapporti di forza sono quelli che sono. Siamo a un passaggio urgente". Il
ministro ha aggiunto che "non ci può essere nessun prestito ponte se non
c'è una sponda". Ogni intervento finanziario dell'esecutivo deve essere
collegato quindi al raggiungimento di una forma d'intesa. Una chiamata di
responsabilità nei confronti dei sindacati. Che si sono dichiarati pronti al
confronto ma che hanno anche smorzato un certo ottimismo governativo. "Un
accordo a portata di firma? Mi sembra una valutazione ottimista - ha detto il
segretario generale della Filt Cgil -. Il pre-accordo con Air France già la
prossima settimana? Doppiamente ottimista". Eppure il tempo stringe. La liquidità di Alitalia (170 milioni) non consente di andare oltre il mese di vita. Il
prossimo martedì sindacati e azienda avranno un altro incontro. Il presidente
di Alitalia, Aristide
Police, ieri ha espresso l'auspicio "che si giunga a conclusione della
vicenda per il bene degli azionisti, ma soprattutto per il bene dei
lavoratori". Se non si dovesse arrivare a un'intesa con Air France
in tempi brevi per Alitalia si aprirebbe lo spettro
del commissariamento. Solo a quel punto potrebbero rientrare in gioco anche
altri attori fin qui nell'ombra, come Lufthansa. Ma i costi sociali sarebbero
elevatissimi. E ieri, mentre all'interno di Palazzo Chigi si tentava di
ricucire le fila del negoziato, per strada è proseguita la protesta dei
lavoratori. Una folta delegazione di dipendenti Atitech ha manifestato davanti
a Palazzo Chigi e poi si è spostata alla Fontana di Trevi. La partita appare
carica di incognite, quindi. Tra queste anche la variabile legata alla
politica. Domenica e lunedì si andrà al voto. Un appuntamento decisivo anche
per Alitalia. In queste ultime settimane, come ha
ricordato Letta, "la campagna elettorale ha avuto un ruolo deleterio che
ha messo in circolo tossine in una vicenda delicata". Il riferimento è a
Silvio Berlusconi che anche ieri ha ipotizzato l'intervento nella trattativa di
una cordata italiana. Ipotesi che non si è mai concretizzata. Se dovesse
vincere, Berlusconi potrebbe accantonare l'ipotesi Air France.
( da "Unita, L'" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del MALPENSA C'è la cassa integrazione, scusate i disagi C'è la cig,
scusate i disagi. In questi giorni, tramite biglietto patinato bianco candido,
la Sea dopo aver posto in cassa integrazione anche i dipendenti del SeaClub, ha
avvisato i clienti dei disagi che avrebbero potuto di conseguenza incontrare a
causa dei tagli di personale. "Gentile socio - recita il bigliettino - la
nostra azienda, a fronte della crisi legata alla riduzione
di voli operata da Alitalia
sullo scalo di Malpensa, ha richiesto e ottenuto di utilizzare la cassa
integrazione straordinaria per un periodo di 24. Tale provvedimento è
distribuito su tutti i dipendenti del gruppo Sea per evitare penalizzanti
ricadute sulle sole persone la cui attività risultava strettamente legata ai
voli Alitalia".
Quindi, rivolto direttamente al cliente, nel biglietto si legge: "Confidiamo
sulla sua comprensione se si dovessero verificare rallentamenti
nell'attività".
( da "Unita, L'" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Mafia Style Marco Travaglio L'altroieri, mentre Uòlter perdeva
tempo a scrivere al Cainano per invitarlo a giurare "lealtà
repubblicana" alla Costituzione e all'unità nazionale,il Financial Times
impiegava 15 parole 15 per spiegare chi è Berlusconi e perché non potrà mai
firmare altro che bilanci falsi, finti contratti con gli
italiani, cordate fasulle per Alitalia, perizie psichiatriche per i pm,leggi canaglia, ingiunzioni di
sfratto per il capo dello Stato, cause di beatificazione per gli amici degli
amici: il Cavaliere è "un populista vanitoso entrato in politica per
evitare i tribunali e proteggere i propri interessi". Punto e fine.
Lui, del resto, non ha mai fatto nulla per sembrare diverso da quel che è. Sono
quelli che lo circondano e gli si oppongono (almeno in Italia: all'estero non
funziona) che fingono di non capire. E, a ogni sua uscita in difesa degli
evasori fiscali, dei mafiosi, dei tangentari, dei furbetti e furboni della
finanza, parlano di "gaffe" o lo invitano a "moderare i
toni" o addirittura a schierarsi dalla parte della legalità e della
Costituzione. Mettiamoci nei suoi panni: ma perché mai dovrebbe farlo? La
Costituzione, da lui definita "di stampo sovietico" e poi devastata
con la controriforma dei "saggi" della baita (tra cui Calderoli), è
stata finora il principale ostacolo alle sue mire: ha consentito al Quirinale e
alla Consulta di bocciare le sue leggi più incostituzionali, ha impedito
l'asservimento di procure e tribunali al governo, ha neutralizzato le fregole
separatiste padane. Che dovrebbe dire Berlusconi: che gli piace la
Costituzione? Cantare l'inno di Mameli, così gli scappa Bossi? Celebrare la
Resistenza, così gli scappano la Ducia e Tilgher? Sarebbe come chiedere a
Dell'Utri di parlar male della mafia: cannibalismo puro. Ma scusate: uno fa
amicizia con una ventina di mafiosi, li riceve a casa e in ufficio, si fa
mandare le cassate a Natale per sé, per Silvio e per Fedele, li incontra anche
mentre inventa Forza Italia, viene eletto anche grazie ai loro voti, e poi che
dovrebbe fare? Sputare nel piatto in cui mangia? Parlar bene dei pm e dei
pentiti? Se Mangano avesse parlato, come han fatto molti suoi colleghi mafiosi,
Dell'Utri e Berlusconi non sarebbero lì a fare comizi. Che dovrebbero fare, se
non portargli eterna gratitudine e ricordarlo nelle preghiere? L'unica
Resistenza che sta loro a cuore è quella dei mafiosi in carcere. E bene fanno a
non nasconderlo, visto che nessuno domanda cosa avrebbe potuto raccontare
Mangano, nessuno ricorda loro che il mafioso che non parla si chiama
"omertoso", non "eroico". Chi seguita a scambiarli per
statisti o bibliofili ci rimane di stucco quando li sente beatificare un boss
sanguinario, condannato per mafia, traffico di droga e tre omicidi, fra l'altro
scomparso 8 anni fa. Ma chi li conosce dovrebbe meravigliarsi se non lo
facessero. In queste elezioni s'è aperta in Sicilia una certa concorrenza nella
corsa al voto mafioso: Cuffaro è una calamita naturale, Lombardo manda messaggi
separatisti da sempre molto graditi alle cosche. Meglio rammentare ai picciotti
che il marchio doc è sempre lo stesso: diffidare delle imitazioni. Quelle di
Berlusconi contro i pm e di Berlusconi e Dell'Utri contro i pentiti e in difesa
dei boss irriducibili sono tra le pochissime parole logiche e coerenti della
campagna elettorale. Parole già dette mille volte, che sgorgano dal profondo
del cuore, e del portafogli. Solo un marziano se ne meraviglierebbe. Infatti
Pigi Battista è meravigliato: l'altroieri ha scritto sul Corriere (dove pochi
giorni prima Sartori criticava l'incredibile buonismo del Pd con Berlusconi) un
articolo con l'estintore per spegnere "il linguaggio esasperato e
parossistico" e la "brutta caduta di stile" del duo Silvio&
Marcello che rischia di riaprire la fantomatica "guerra fra politica e
giustizia". Ma qui non è questione di stile o di linguaggio o di toni. Ma
di sostanza. Quando attaccano il Colle o elogiano il boss o annunciano la
cancellazione della Resistenza dai libri di storia o invocano il manicomio per i
magistrati (salvo, si capisce, quelli che si vendevano la sentenza Mondadori),
Silvio&Marcello sono composti e sorridenti. Il problema è quel che dicono e
fanno, non come. Uliwood party.
( da "Tempo, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Martedì nuovo
incontro a Palazzo Chigi con i lavoratori. L'Esecutivo cerca di mediare sugli ammortizzatori sociali Alitalia, il governo sogna l'accordo Letta: "Possibile l'intesa tra
sindacati e Air France entro la prossima settimana" Giovanni Lombardo
g.lombardo@iltempo.it La vendita di Alitalia slitta a dopo le elezioni ma il governo uscente è ancora
convinto di poter tenere in mano la trattativa per portare Air France-Klm e i
sindacati alla firma di un pre-accordo entro la prossima settimana.
L'incontro di ieri a Palazzo Chigi è servito a sondare la disponibilità delle
organizzazioni dei lavoratori al negoziato. Il piano francese, come ribadito
dal cda della compagnia, non si tocca. I sindacati, invece, chiedono di
riaprire il negoziato. Tra i due fronti si posiziona l'attuale Esecutivo che
cerca ancora di mediare garantendo un'intervento deciso sul fronte degli
esuberi. E cioè assicurando che i tagli saranno accompagnati da un ampio
ricorso agli ammortizzatori sociali. Le nove sigle presenti all'incontro hanno
rimarcato "la necessità che il Governo svolga un'azione di riequilibrio
del negoziato - si legge in una nota congiunta - eliminando ultimatum,
consolidando la continuità aziendale e favorendo la ricerca della soluzione
che, allo stato attuale e partendo dalla proposta di Air France-Klm, trovi
quegli elementi di comune accordo indispensabili per agevolare nei tempi e
nella sostanza l'intesa tra le parti". Restano diversi nodi da sciogliere,
già evidenziati nei precedenti incontri con il presidente di Air France, Jean
Cyril Spinetta. Le criticità riguardano in particolare il perimetro aziendale
interessato alla vendita, la flotta, le attività cargo e la gestione degli
strumenti di protezione sociale. Palazzo Chigi ha precisato che il dialogo con
il colosso franco-olandese può ricominciare. Il sottosegretario alla presidenza
del consiglio, Enrico Letta, è convinto di portare in porto l'operazione.
L'obiettivo dell'Esecutivo è un'intesa "che sia a portata di firma",
ha evidenziato Letta, auspicando che "ci possa essere la sottoscrizione di
un accordo o pre-accordo la settimana prossima". Ad affrontare nel merito
il nodo esuberi è il ministro dello Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani:
"Come governo non vogliamo lasciare a casa nessuno e per questo possiamo
agire e prevedere forme d'accompagnamento attive". Intanto ieri i
lavoratori dell'Alitalia hanno manifestato davanti a
Montecitorio contro la vendita ad Air France. Proteste anche a Fontana di
Trevi, dove alcuni dipendenti della compagnia hanno collocato un modellino di
un aereo Alitalia lungo un paio di metri.
( da "Messaggero, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia, governo in
campo: pre accordo a breve con i sindacati "Air France, intesa a portata
di firma".
( da "Messaggero, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Are
a un pre accordo sul rilancio di Alitalia subito dopo le
elezioni. Scettici i sindacati su una soluzione a breve. Nuovo incontro la
prossima settimana.
( da "Corriere della Sera" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-04-11 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE Lo scalo Ritardi e proteste per ore. Manutenzione anche
agli impianti. "I problemi legati alle condizioni atmosferiche"
Lavori in pista e nebbia, caos a Linate Tredici voli dirottati e cinque
cancellati. File ai check-in e disagi tra i passeggeri Gli aerei in arrivo sono
stati spostati tra Orio al Serio e Malpensa: i passeggeri trasferiti da uno
scalo all'altro "Qua dice dirottato...a Malpensa ". C'è l'autista
mandato da una banca, in attesa di un manager, che chiede informazioni al
telefono fissando lo schermo degli arrivi. Come lui, famiglie che attendono
parenti. Passeggeri che restano a terra per ore. Appuntamenti che saltano e
coincidenze perdute. Scene della giornata di ieri a Linate. La Sea aveva in
programma da tempo lavori di manutenzione straordinaria sulla pista. E
dall'alba si è addensata la nebbia. Risultato: senza strumenti e con scarsa
visibilità è impossibile atterrare. La mattinata si chiude con 5 voli
cancellati e 13 (in arrivo) dirottati su altri aeroporti. Ritardi di ore.
Migliaia di passeggeri coinvolti, costretti ad aspettare o cambiare aeroporto. Cancellati i voli Alitalia da Roma, Francoforte, Napoli, il British Airways in partenza per
Londra. Costretti ad atterrare a Malpensa, invece che a Linate, gli aerei
partiti da Amsterdam, Dublino, Catania. Tre spostamenti sono su Orio al Serio.
Per ogni aereo che non arriva, i disagi si moltiplicano a catena. Meno
partenze, passeggeri da spostare da un aeroporto all'altro, file ai check-in
che si gonfiano, persone che si trovano davanti alla scelta di comprare un
altro biglietto o aspettare. "Il mio volo per Londra era programmato per
le 11,30 - racconta una ragazza - di fronte al dilemma se cambiare aeroporto o
no, ho scelto di restare a Linate e attendere". Sarà imbarcata sull'aereo
delle 16. Man mano che la mattinata va avanti, la nebbia tende ad allentarsi,
si dirada, e intorno a mezzogiorno l'aeroporto ritorna a smaltire il traffico
con regolarità. Qualcuno protesta, ma la Sea fa il massimo per allestire un
servizio di informazione ai passeggeri. "I problemi - ha spiegato
l'azienda che gestisce gli scali milanesi - sono legati a particolari
condizioni meteo che limitano la visibilità verticale a
( da "Manifesto, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Sinistra domani
Intervista a Fausto Bertinotti: "Dal voto al nuovo soggetto unitario. Una
Costituente dal basso" P. 2 Olimpiadi senza Onu Il segretario dell'Onu Ban
Ki-moon a Pechino: per "impegni" non sarò all'inaugurazione dei
Giochi P. 10 Il giorno dopo Quali riforme in arrivo? Che ne sarà di Roma? E
della sinistra? Pensiamo al "dopo": Di Lello,
Fuksas e Rossanda Alitalia
Il governo ai sindacati: firmate con Air France A PAGINA 5 Energia Puglia, auto
"pulite" Rifkin con Vendola A PAGINA 9 Pentiti Sandalo, da Prima
Linea all'incendio di moschee A PAGINA 9.
( da "Manifesto, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Manifestazione dei
lavoratori durante l'incontro con il governo Divise e operai a Montecitorio fr.
pi. Roma Un migliaio di dipendenti (sui 18.000 totali) sono ben più che una rappresentanza.
E fa impressione - anche ai "vecchi" lavoratori Alitalia abituati a scioperi e cortei -
vedere i piloti in piazza, con tanto di striscioni (Anpac e Up), in mezzo a
nugoli di poliziotti eccessivamente nervosi. Un attimo di tensione che sfocia
in ilarità si verifica quando una cinquantina di dipendenti "aziendalisti
pro Air France" pretendono di manifestare insieme agli altri per sostenere
l'esatto contrario. "Bisogna capirli - spiega ironicamente un
delegato - non si erano mai occupati di nulla, scoprono solo oggi la
democrazia". E le sue regole: "sei libero di manifestare le tue idee,
ma da un'altra parte". Di restare sotoo palazzo Chigi, dove sta iniziando
l'incontro tra governo e sindacati, non se ne parla proprio, causa una gestione
dell'"ordine pubblico" da clima elettorale. Si improvvisa un
brevissimo corteo, che finisce nella piazzetta antistante Montecitorio.
Bandiere di tutti i sindacati, predomina il rosso (Cgil e Sdl). Arrivano più
tardi gli operai dell'Ams (manutenzione motori di Fiumicino), ormai "in
carico" a una società cui partecipa anche Lufthansa (concorrente diretto
di Air France). Applausi al loro arrivo, così come al megafono che annuncia il
faticoso avvicinarsi dei pullman dell'Atitech di Napoli. I cinque automezzi,
giunti al casello di Roma, sarebbero stati fermati per un po' di tempo dalla
polizia, che pretendeva di scortarli uno per uno (tecniche da anti-stadio
applicate a manifestazioni sindacali autorizzate: ci sarebbe da preoccuparsi
per l'esercizio del dissenso in democrazia, se ci fosse ancora una classe
politica interessata al tema). Girando nella piazza si raccolgono segni di
preoccupazione, ma anche di normale conflittualità. Da Fiumicino - lavorazioni
a terra - segnalano diversi casi di non applicazione della 626, specie per
alcune movimentazioni in pista. Qualcuno (personale di terra) sventola la busta
paga: 1.320 euro, a 40 anni. "sarebbero questi i privilegi di chi lavora
in Alitalia?". Chiaro che c'è chi guadagna di
più, ma sono in pratica i piloti. In piazza si vede persino qualche
"comandante" (riconoscibile dalle "tre botte più una
stella"). Le telecamere cercano soprattutto alcuni piloti giovani e
l'unica donna nel gruppo. Una voce sussurra: "E' bene che siano venuti
anche loro. E anche quelli più anziani. Il piano Air France prevede qualche
spiraglio in più per i piloti giovani; l'unità tra generazioni diverse, persino
tra i 'professionisti', è un segno importante".
( da "Manifesto, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Nulla di fatto,
ieri, a palazzo Chigi. Letta e Bersani prospettano soltanto un nuovo
appuntamento con Air France: ma solo "per chiudere sul piano
Spinetta". Prossimo incontro la prossima settimana, senza cambiamenti
Francesco Piccioni Fossimo in Sicilia potremmo dire che Alitalia, per il governo uscente, è
"carne morta", un cadavere che cammina. E di cui non intende
interessarsi. L'incontro di ieri a palazzo Chigi, presentato in pompa magna
come l'occasione per "riaprire" il dialogo con Air France, è stato
così deludente - per i sindacati - che a stento sono state trattenute (durante
la riunione e poi nelle dichiarazioni alla stampa) espressioni ormai
inusuali nel lessico politico-sindacale. Enrico Letta e Luigi Bersani si sono
divisi i ruoli del poliziotto buono e quello cattivo, ma senza differenze di
obiettivo. Il primo è stato dialogante, almeno all'inizio, enfatizzando
"il lavoro compiuto in questi giorni finalizzato a creare una seconda
opportunità affinché l'accordo con Air France si concluda". I sindacati -
ben nove organizzazioni - hanno provato a chiedere che il governo "si
assumesse le sue responsabilità", con l'auspicio di una trattativa senza
ricatti sulla tempistica. Mettendo avanti le questioni di merito - ad esempio
sulle "sinergie" tra le due compagnie, che normalmente implicano che
certe attività vengano lasciate a chi le sa fare meglio e a costi minori; cosa
che nel piano di Jean-Cyril Spinetta non è prevista - e quindi anche quella di
un "prestito-ponte" per garantire la "continuità aziendale"
finché la trattativa non sarà conclusa. Qui è entrato in scena il
"duro", ovvero Bersani: "dobbiamo vedere la realtà per quel che
è ed evitare di pensare al governo con un classico ruolo di mediatore". In
soldoni: "l'intervento del governo (il prestito-ponte, ndr) può esserci
solo a valle di un'intesa". Poi si alzava e se ne andava, lasciando
interdetti e increduli i suoi interlocutori. In buona sostanza ha tirato fuori
di nuovo la pistola alla tempia più volte usata da Tommaso Padoa Schioppa:
firmate e basta, altrimenti siete voi che farete fallire Alitalia.
Di responsabilità politiche e di management avariato inutile parlare, a questo
punto. Il capro espiatorio è bell'e pronto. Per qualche minuto ci si è agitati
- in sala stampa - su un piccolo giallo. A Letta veniva infatti attribuita
l'intenzione di produrre un nuovo "piano" da sottoporre a Air France
e definito "in grado di convincerla". Poi tutto veniva smentito e lo
stesso Letta, a scanso di equivoci, la chiudeva lì con un secco: "c'è la
volontà di Air France di chiudere sul piano Spinetta, non di fare altri giri a
vuoto; un nuovo incontro è per chiudere". Margini zero, prendere o
lasciare. Tutto il resto delle parole era a quel punto pura "fuffa"
per i taccuini dei cronisti: "la proposta di Air France è buona e
percorribile", "il governo intende convocare i sindacati entro la
prossima settimana per verificare concretamente le condizioni
dell'intesa", faremo "azione di accompagnamento". Insomma: noi
vi prendiamo un altro appuntamento con l'amministratore delegato francese, voi
venite con la penna per firmare. Messa così, l'incontro già fissato per martedì
tra l'azienda e i sindacati diventa quasi irrilevante. Gli scenari che si
aprono sono in fondo non molti, e nessuno positivo. E' possibile che il fronte
sindacale si spacchi, visto che le soluzioni riguardanti i piloti sono diverse
da quelle che coinvolgono gli altri dipendenti. E' anche possibile che il fronte
delle attività di terra possa essere aggredito con soluzioni diverse da quelle
prospettate finora. Non è da escludere un gesto, forse neppure minoritario, che
metta il governo davanti alla sua ultima responsabilità. Della serie: "il
49,9% del pacchetto azionario è di proprietà dello stato; se lo stato vuol
vendere lo faccia, ma noi facciamo il sindacato, non il coro del governo".
Vero è che Spinetta ha messo tra le condizioni quella di un accordo preventivo
con i sindacati; ma aveva posto anche quella del consenso del prossimo governo.
E se dovesse vincere Berlusconi in teoria non l'avrebbe. Oppure sì, ma ancora
non lo sappiamo?.
( da "Corriere della Sera" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-11 num: - pag: 29
categoria: BREVI Soluzione Air France Il valore dell'offerta Air France-Klm per
rilevare Alitalia è di 138 milioni di euro,
accompagnata da un aumento di capitale di 1 miliardo.
( da "Corriere della Sera" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-11 num: - pag: 29 categoria:
REDAZIONALE Il riassetto La compagnia di bandiera e l'Europa Spiragli
lussemburghesi sul dossier "aiuti di Stato" MILANO - "La
Commissione europea non permetterebbe nuovi aiuti di Stato". Il senso
comune che circonda l'odissea di Alitalia ha questo tra i pochi cardini condivisi. Eppure, un giudizio sul
tema pende ancora di fronte al tribunale di Lussemburgo dal 2001. Il numero d'iscrizione
a ruolo è T-301 e dal suo esito, che fonti vicine al dossier collocano entro
l'estate, dipende la reale preclusione giuridica - al di là di ogni valutazione
di opportunità politica - di nuovi aiuti di Stato. I principi
dell'Unione, aggiornati dagli "Orientamenti " del 2004, consentono
alla Commissione di autorizzare gli aiuti pubblici, nelle diverse forme della
ristrutturazione e del salvataggio, una sola volta. E' riconosciuta da tutti la
natura di aiuto-salvataggio del finanziamento di 400 milioni che lo Stato ha
fornito alla compagnia nel
( da "Corriere della Sera" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-11 num: - pag: 29
categoria: BREVI Ipotesi prestito-ponte Una delle condizioni poste da Air
France è l'erogazione da parte dello Stato di un prestito-ponte ad Alitalia.
( da "Corriere della Sera" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-11 num: - pag: 29 categoria:
REDAZIONALE Trattative Il presidente dell'Alitalia,
Police: intesa per il bene dei lavoratori Air France, ottimismo di Letta Ma i
sindacati frenano ancora Il sottosegretario: preaccordo possibile la prossima
settimana ROMA - Il governo punta a raggiungere la prossima settimana un
preaccordo con Air France-Klm per la cessione di Alitalia alla compagnia franco-olandese.
Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta, che
ieri ha guidato l'incontro fra il governo e i vertici dei nove sindacati
presenti in Alitalia. Letta
ha spiegato che si stanno costruendo le condizioni perché Air France torni al
tavolo della trattativa, dopo la rottura della scorsa settimana. Ma
questa volta solo per firmare l'accordo sulla base della proposta già illus
trata dal presidente Jean-Cyrill Spinetta, che prevede 2.100 esuberi, la
chiusura del cargo nel 2010 e l'abbandono di Malpensa. I sindacati non devono
farsi troppe illusioni, ha spiegato il sottosegretario. Non ci sono margini per
grandi aggiustamenti: non ci sarà una terza chance, ha avvertito Letta. Tanto
che ha subito smentito di aver detto ai sindacati che il governo è al lavoro
per un piano che possa "persuadere " Air France. Anche il
neopresidente di Alitalia, Aristide Police, che ieri
ha incontrato i vertici dell'Enac, si è augurato l'intesa con i francesi,
"per il bene degli azionisti, ma soprattutto dei lavoratori ". Alcune
centinaia dei quali ieri hanno manifestato davanti a Palazzo Chigi durante
l'incontro tra governo e sindacati. Fin qui gli sforzi per recuperare la
rottura con Spinetta e chiudere la partita. Ma la prossima settimana lo
scenario dovrà tener conto delle elezioni. Se vincerà il Pd di Walter Veltroni
l'intesa con Air France-Klm potrebbe ricevere una spinta decisiva. Se vincerà
il Pdl, la questione potrebbe riaprirsi. Anche ieri Silvio Berlusconi ha
insistito: "Quando sarò al governo continuerò l'iniziativa invitando
gruppi professionali, grandi gruppi industriali e del credito italiani a dare
vita a una nuova Alitalia che mantenga la compagnia di
bandiera". E Berlusconi ha precisato che non si fermerebbe neppure davanti
a un'eventuale intesa tra sindacati e Air France, aggiungendo che "questo
accordo potrebbe essere traslato a una nuova compagine azionaria ". In
ogni caso il tempo stringe. Se non sarà trovato un compratore per Alitalia entro poche settimane, i soldi in cassa finiranno e
si andrà verso il commissariamento. I sindacati aspettano anche loro i
risultati del voto di domenica e lunedì. E frenano rispetto all'ottimismo di
Letta. In particolare la Filt-Cgil. "Capisco tutto - dice il segretario
Fabrizio Solari - ma lasciare credere l'esistenza di una soluzione a portata di
mano, quando questa non c'è, credo che sia l'esercizio meno saggio che si possa
fare. A meno che Letta non abbia informazioni che io non ho". Le
organizzazioni dei lavoratori insistono perché il governo chieda un prestito
ponte per Alitalia, ma il ministro dello Sviluppo,
Pier Luigi Bersani, replica che questo si può fare "solo se c'è una
sponda", cioè un accordo col compratore (in questo caso Air France),
altrimenti la commissione europea vieterebbe nuovi aiuti di Stato. Il governo
sta anche lavorando per tentare un'intesa con la Sea per ottenere che la
società degli aeroporti milanesi ritiri la richiesta di risarcimento da 1,2
miliardi nei confronti di Alitalia per la riduzione
dei voli su Malpensa. Ma anche qui la situazione sarà più chiara dopo il voto.
Enrico Marro.
( da "Corriere della Sera" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-11 num: - pag: 29 categoria:
BREVI I numeri Sea e la causa miliardaria La Sea, società che gestisce gli
scali milanesi, ha ribadito l'intenzione di non ritirare la causa da 1,25
miliardi intentata ad Alitalia.
( da "Messaggero, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Assetti vuoti, non
c'era programmazione. Adesso, se dovesse diventare sindaco, cosa troverebbe nei
cassetti, metropolitana a parte? "Beh, trovo una notevole progettualità.
Pensate a Campidoglio 2, ovvero la modernizzazione e il trasferimento dei
nostri uffici, pensate al programma che abbiamo varato insieme con Veltroni di
fare il grande museo della città antica a via dei Cerchi, dove nascerà secondo
me uno dei più bei musei del mondo. La metropolitana? Non è poco. Tra le prime
cose che voglio fare è utilizzare la Roma-Guidonia che già c'è, migliorando
l'esercizio e utilizzando i treni per i pendolari nell'area della Tiburtina.
Per tutta la fascia sud ovest dobbiamo fare un intervento forte sulla
Roma-Formia, cioè la ferrovia liberata dall'alta velocità Roma-Napoli, che
potrà essere utilizzata da tutta quella grande parte di Roma che si incolonna
sull'Appia o sulla Pontina. So però che avremo anche una grande emergenza
sociale, e dovremo proseguire col piano regolatore sociale di Veltroni, perché
non si annuncia un periodo facile dal punto di vista del reddito delle persone.
Anche se Roma è cresciuta molto di più del resto del Paese. Ma quando una
famiglia ha una persona disabile, quando ha un anziano, un malato di Alzheimer,
quando ha un bambino con un problema psichico c'è bisogno di aiuto e il Comune
dovrà darlo". Come pensa di combattere la sensazione di insicurezza che
sta crescendo tra i romani? "Anche se fosse solo una percezione sarebbe un
dato di fatto, e dunque ci dobbiamo fare i conti. Qualunque cittadino romano
che prendesse i treni della periferia di Parigi o di Londra si renderebbe conto
che gli episodi e le situazioni critiche sono estremamente più gravi, però le
preoccupazione dei cittadini crescono e vanno affrontate secondo me su tre
piani: primo, occorrono attività investigative più robuste sulle organizzazioni
criminali, e anche quelle che riguardano l'attività minuta del crimine. C'è un
livello di indagine secondo me insufficiente sul reticolo di organizzazioni
illecite di cui noi poi vediamo l'ultima manifestazione: i tappeti con merci
contraffatte, la persona aggressiva al semaforo, il falso invalido importato da
un altro Paese, i bambini che vengono mandati a delinquere, il posteggiatore
minaccioso che come si è visto non è un matto isolato, ma è l'espressione di un
racket". E poi? "Guardiamo i numeri. Io ricordo sempre, al centrodestra
che sottolinea il numero dei rumeni che delinquono, che la sanatoria Berlusconi
del 2002-
( da "Liberazione" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Una campagna elettorale
caratterizzata più dalla forma che dalla sostanza. E sulla questione morale:
occorre costruire una nuova etica vicine alle persone, solo così non resterà
una invettiva elettorale Berlinguer: politica immorale Ma i giovani la
salveranno Giovanni Berlinguer Liste, simboli, schede e leggi elettorali.
Questa stranissima campagna elettorale è caratterizzata più dalla forma che
dalla sostanza. Alitalia ha cento
giorni di sopravvivenza, la Thyssen ricatta i lavoratori, i rifiuti hanno
intossicato anche le mozzarelle, la recessione dall'America si avvicina
all'Europa, e imperterriti si discute dei contenitori della politica. I voti si
chiedono per il partito più nuovo, più moderno, mentre governo e giustizia
amministrativa litigano sui simboli e la scheda elettorale fa arrabbiare
quanto le liste dei "nominati" che siederanno in parlamento. L'amaro
in bocca è profondo. L'antidoto, come ha cercato di fare la Sinistra
Arcobaleno, può consistere solo nel parlare di contenuti, del rapporto tra
lavoro, rendita e profitto, di laicità e beni comuni, di ambiente e
partecipazione. Di legalità e rispetto delle regole. La preoccupazione
principale è che questo paese rischia di andare alla deriva per il sommarsi di
due fattori, intrecciati tra loro: l'assenza di una politica forte, quella
delle idee, dei valori e della cittadinanza, e il venire meno del senso civico,
del rispetto dei diritti e dei doveri, del senso dello Stato e delle sue
Istituzioni. E' tutto il paese che deve ricostruire un'etica della cosa
pubblica. E anche privata. La malapolitica è madre ma anche figlia della
malafinanza, della malasanità, della malamministrazione e via elencando.
L'antipolitica accusa, e ha le sue ragioni, la casta, i partiti e perfino i
sindacati. Ma sbaglia chi non associa le sue ire verso i privilegi degli eletti
a quelli ancora maggiori dei banchieri e dei manager, ai loro guadagni e ai
loro disastri. 4 11/04/2008.
( da "Corriere della Sera" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-04-11 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Trevi La protesta atterra dentro la Fontana Durante la
protesta di ieri mattina dei lavoratori Alitalia, i manifestanti hanno lanciato dentro Fontana di Trevi un
modellino aereo. Con tutto il rispetto per i problemi dei lavoratori, è ora di
lasciare in pace questo tesoro della Capitale, diventato, dal futurista
Cecchini in poi, una calamita per chiunque ( foto Gmt).
( da "Liberazione" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Giovanni Berlinguer
Quando si parla di questione morale si pensa subito ai partiti, alla loro
ingombrante presenza nella vita pubblica, all'occupazione dello Stato in tutte
le sue articolazioni, ma ci si dimentica delle scelte economiche che hanno
fatto crescere a dismisura il divario tra il salario dei lavoratori e quello
degli amministratori delegati e dei finanzieri. I responsabili dei mutui
subprime, dei bond argentini o del crack Parmalat, i campioni dell'industria di
Stato che riducono al lumicino l'Alitalia, ma lasciano l'azienda con milioni di euro di liquidazione,
hanno profonde responsabilità nel declino morale del paese. L'errore della
politica è quello di aver pensato che con l'ingegneria istituzionale, le
bicamerali e le leggi elettorali si potessero risolvere i problemi dell'Italia,
cucendole addosso un vestito di taglia, stoffa e colore a suo
piacimento. Anziché riformare la politica si è dato spazio in prevalenza alle
formule e ai leader, fino ad arrivare alla conferma di una legge che chiama
l'elettore solo a ratificare i prescelti dalle segreterie dei partiti. Tutti
sembrano rifiutare i voti della criminalità organizzata, ma poi nel
centrodestra si recuperano in lista persone inquisite o condannate, si
beatifica lo stalliere di Arcore e si va a cena con i boss. Si è teorizzata la
scomparsa delle ideologie ma il risultato sono programmi elettorali, come
quelli di Pd e Pdl, che in molti punti si assomigliano e che sono ricchi di
"effetti speciali". Molti partiti, invece di favorire la partecipazione
dei cittadini, hanno assunto sempre più connotati clientelari, lontani dalla
vita e dai problemi delle persone. Poca morale e troppi interessi, con una
frammentazione della rappresentanza e una politica ridotta alle strategie dei
capi, che non riesce a parlare ai giovani. Girando per l'Italia, e
ascoltandoli, ho percepito invece la crescita di una generazione critica,
disponibile ad assumere le proprie responsabilità per il futuro dell'Italia. Il
lavoro, i diritti, i beni comuni (la pace, il sapere, l'ambiente), il futuro
dei giovani sono le strade da percorrere per costruire un'etica e una politica
vicine alle persone e alla loro vita. Solo così la questione morale non resta
invettiva elettorale ma diventa parte di una rigenerazione della democrazia, che
altrimenti è destinata a restringersi ulteriormente. Occorre ancora una volta
non arrenderci, essere più coraggiosi e farci largo con la forza delle nostre
speranze. 11/04/2008.
( da "Liberazione" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Il
favore dei sindacati che verranno riconvocati dopo il pre-accordo Alitalia, il Governo
riapre la trattativa con Air France: "E' l'unica chance" Fabrizio
Salvatori Alitalia, ultima chiamata. Il Governo
rilancia e, nonostante l'incognita del responso delle urne, punta a stringere i
tempi per verificare se ci sono le condizioni per un'intesa già la prossima
settimana.
L'offerta di Air France-Klm è l'unica sul tavolo e, con una liquidità in via di
esaurimento, Alitalia non si può permettere di perdere
la chance di una seconda opportunità "perché terze occasioni non si
presenteranno", dice il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio,
Enrico Letta. "Un'intesa è a portata di firma e lavoriamo caparbiamente e
testardamente per arrivare a un pre-accordo la settimana prossima", ha
assicurato Letta al termine dell'incontro avuto ieri con i sindacati a Palazzo
Chigi. Il Governo, come volevano i sindacati, torna a svolgere un ruolo attivo
per far ripartire il negoziato con Air France-Klm. Non si tratterà, come ha
puntualizzato il ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani, di una
"mediazione classica" ma, piuttosto, ha spiegato a sua volta il
ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi di un "accompagnamento".
Come hanno riferito fonti sindacali, ci sarà una prima fase di contatti
informali alla quale seguirà una seconda fase che dovrà gettare le basi per il
rush finale con una riconvocazione dei sindacati la prossima settimana. Ma
sulle questioni di merito, dagli investimenti in flotta al cargo, dal perimetro
aziendale alle misure sociali, la partita sembra ancora tutta aperta e, al
momento, non si intravedono le possibili soluzioni. "Le organizzazioni
sindacali e le associazioni professionali hanno rimarcato la necessità - si
legge in un documento sindacale - che il Governo svolga un'azione di
riequilibrio del negoziato, eliminando ultimatum, consolidando la continuità
aziendale e favorendo la ricerca della soluzione che, allo stato attuale e
partendo dalla proposta di Air France-Klm, trovi quegli elementi di comune
accordo indispensabili per agevolare nei tempi e nella sostanza l'intesa tra le
parti". I sindacati hanno riconfermato "la ferma volontà di
riprendere il confronto con Air France-Klm con il ruolo attivo del Governo
finora colpevolmente assente" e hanno ribadito le criticità già presentate
nel corso degli incontri con la compagnia francese in merito a perimetro
aziendale, flotta, attività cargo, gestione degli strumenti di protezione
sociale". Il Governo, nel prendere atto di questo e dell'assenza di
pregiudiziali alla ripresa di un vero negoziato, "si farà parte attiva per
generare le migliori condizioni necessarie al raggiungimento di un'intesa tra
le parti", conclude il documento. Nel board del 7 aprile scorso, ha
spiegato Letta, Air France-Klm ha indicato i paletti e le condizioni e "a
partire da questo lavoriamo". Secondo gli esperti il destino di Alitalia nelle prossime settimane non sarà una lenta agonia.
Per la compagnia o ci sarà un accordo con Air France o sarà il fallimento. Sono
infatti sostanzialmente impraticabili - sostengono gli esperti del settore
aereo - altre strade che tentino di prolungare l'attività della compagnia
attraverso il taglio progressivo di servizi e costi. Nelle condizioni in cui è
la compagnia trattare con il sindacato tagli di rotte o di servizi è
impossibile, oltre che antieconomico "perché prolungherebbe la vita per un
mese ma renderebbe più difficile un recupero successivo", dice Marco
Ponti, docente del Politecnico di Milano e collaboratore della Voce.info
secondo il quale "tagli in questo contesto sono difficili da prevedere
perché significherebbe cessare delle attività e in questa situazione la
trattativa con i sindacati sarebbe ancora molto difficile". 11/04/2008.
( da "Corriere della Sera" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-04-11 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE La Provincia di Varese Galli e il "domino" della Lega
Pesa l'eredità di Reguzzoni VARESE - Varese torna al voto per la Provincia, e
la Lega, dopo aver vinto con il 67% dei voti un anno fa in coalizione con An,
Fi e Udc, cambia cavallo. Dietro la decisione, le ambizioni dei Bossi boys. La
trafila per i leghisti varesini, quelli più vicini al capo, è un po' questa:
oggi sindaco o assessore. Domani deputato o manager di Stato (come l'ex
presidente della Provincia, Ferrario, a Rai Due, o Beppe
Bonomia a Sea e Alitalia).
Dopodomani magari ministro o sottosegretario (come Roberto Maroni o l'ex
sindaco Giorgetti). Ma Marco Reguzzoni, il genero di Francesco Speroni che nel
2007 era stato eletto per la seconda volta presidente della Provincia, ha
voluto accelerare i tempi: appena caduto Prodi, è andato dal senatur a Gemonio,
e ha chiesto il permesso di fare il salto, annunciando: "Vado a Roma per
difendere Malpensa ". Il grande capo ha detto sì, e così a Varese si torna
a votare dopo soli 10 mesi. Ma la decisione di Bossi ha messo in difficoltà gli
altri colonnelli: Maroni ha storto un po' il naso ("Anche noi abbiamo
difeso Malpensa "), i bergamaschi di Calderoli hanno chiesto che i
parlamentari lombardi non venissero tutti da Varese. A guardar bene, ne ha
fatto le spese Dario Galli, il vicepresidente dei senatori leghisti (ex sindaco
di Tradate), che però ha accettato da militante leale. Gli è stata ventilata
una candidatura alle prossime europee ma è difficile che si concretizzi: i
leghisti a Bruxelles, oggi, sono solo tre, Bossi, Borghezio e Speroni. Dario
Galli, 50 anni, ingegnere aeronautico, è un candidato graditissimo alla base
dei duri e puri. La campagna elettorale, facile dirlo, ha girato molto intorno
a Malpensa, Il candidato del Pd, è lo stesso di un anno fa: Mario Aspesi. Fa il
sindaco a Cardano al Campo, a due passi dall'aeroporto, e accusa Reguzzoni di
esser scappato a Roma per non risolvere i problemi ancora aperti del piano
acqua e del piano rifiuti. I candidati sono
( da "Messaggero, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di MARIO STANGANELLI
ROMA - "Un gesto di irresponsabilità pura". E' - secondo Pier
Ferdinando Casini - quello compiuto da Berlusconi, "non so se per ignoranza
istituzionale o per la volontà di creare un caso in campagna elettorale",
nei confronti dell'inquilino del Quirinale: "Non si può tirare in ballo il
capo dello Stato - afferma il leader dell'Udc - dopo il fatto grave di aver
cercato di coinvolgerlo per far cambiare le schede elettorali a pochi giorni
dal voto". L'attacco di Casini al Cavaliere non finisce qui. Parlando in
Calabria, il leader centrista sostiene infatti che "chi vota Berlusconi
consegna alla Lega il futuro del Paese. Chi vota Berlusconi vota uno e prende
due perché quel legame è indissolubile". Osservato che la Lega,
"nelle cui mani sarà la golden share del governo, farà vedere i sorci
verdi a Berlusconi nei prossimi anni", l'ex presidente della Camera ha
detto che "l'Italia è una: non si può fare una Lega al nord e una Lega al
Sud. Non è possibile prendere i voti al sud parlando male del nord e i voti al
nord parlando male del sud. Questo è pacchiano". Ma il leader Udc, nella
sua critica, accomuna a Berlusconi Walter Veltroni, rimproverando ad entrambi,
"che fanno finta di litigare mentre in realtà perseguono gli stessi
obiettivi", di "aver tentato di affondarci per distruggere il centro.
Invece dovranno rassegnarsi ad avere in Parlamento una forza di interposizione
tra Pdl e Pd che risulterà determinante, mentre, all'indomani del voto, saranno
loro a sciogliersi come due comitati elettorali a consultazioni concluse".
E se tutti e due - dice ancora Casini - "non avranno l'autosufficienza al
Senato dovranno tornarsene l'uno ad Arcore e l'altro a Roma". E a chi, in
caso di pareggio, toccherà di governare? E' stato chiesto al leader centrista
in un'intervista di "Sky Tg24". Un incarico allo stesso Casini?
"Io sono qui, ma la decisione su chi guiderà il governo - è stata la
risposta - spetta al capo dello Stato. Governare non è una scelta ma un dovere
se ci sono le condizioni. Se ci sarà il pareggio nessuno potrà imporre nomi al
presidente della Repubblica a cui spetta l'ultima parola". Tornato a
puntare sul bersaglio preferito, Casini ha richiamato in causa Berlusconi su un
tema assai caldo: "Lo sfido, se è una persona seria, a
far uscire la cordata italiana per l'Alitalia prima delle elezioni e non dopo. Altrimenti saremmo al ridicolo,
e sarebbe tutta una presa in giro degli italiani". Mentre per attaccare
uno dei capisaldi della campagna elettorale del Cavaliere, il presidente
dell'Udc non ha trascurato l'assist fornitogli ieri da un intervista
dell'ambasciatore Usa, Ronald Spogli, il quale, "per risolvere i
gravissimi problemi degli italiani", afferma di considerare
"l'assetto politico giusto" un governo di larghe intese. Questo, per
Casini, "vuol dire che gli americani hanno scaricato Berlusconi. Una bella
smentita, perché anche Bush ha capito che un governo della destra populista non
serve all'Italia".
( da "Messaggero, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di CARLO FUSI ROMA
La polemica sul Quirinale, le accuse di "avvelenare" la democrazia
lanciate da Walter Veltroni al Cavaliere con la proposta di baratto: la
presidenza di una Camera al Pd se Napolitano abbandona il Colle, lasciano del
tutto indifferente Gianfranco Fini: "Vale quello che ha detto Berlusconi:
è un'ipotesi di scuola. Non c'è davvero ragione di montare polemiche. Lo fa
solo, pateticamente, Veltroni essendo a corto di argomenti. Parlare di queste
cose serve al leader Pd per non parlare di problemi reali". Però anche lei
ha detto: non sono questi i problemi del Paese: una presa di distanza dal
Cavaliere... "Tutt'altro. La verità è che sono andato nei mercati, tra la
gente, e ce ne fosse stato uno che mi ha chiesto della disputa sul Quirinale o
di cosa succederà per le presidenze di Montecitorio e palazzo Madama".
Fini al dunque: se vincete le elezioni, darete o no una presidenza
all'opposizione? "Io ritengo che ci sarà un'ampia maggioranza di
centro-destra tanto alla Camera quanto al Senato. E quindi il nostro
schieramento esprimerà i presidenti di entrambe le assemblee". Lei dice
che i problemi veri sono altri. Per esempio? Che Italia ha visto girando per la
campagna elettorale? "Un Paese diviso in due. C'è quella metà degli
italiani che nel 2006 non votò per Prodi e che è galvanizzata a mille perchè sa
che questa volta ci prendiamo la rivincita e la prendiamo con gli interessi.
Poi c'è l'altra metà, quella di centro-sinistra, che innanzi tutto è
profondamente divisa perchè c'è la componente radicale che non accetta di
essere messa sul banco degli imputati da Veltroni e da Prodi come causa di
instabilità, e poi ci sono tanti che non stavano né con Bertinotti nè con Prodi
ma che comunque hanno votato a sinistra convinti di migliorare le loro condizioni
di vita, e che adesso sono delusi e frustrati. Lei chiede esempi. Eccone uno:
non è possibile trovare un solo lavoratore che possa dire sto meglio oggi di
due anni fa". Tuttavia, al netto della voglia di rivincita, qual è il
punto di forza che secondo lei fa o farà vincere il Pdl? "La parola chiave
è stata la sicurezza. Il nostro Paese si sente profondamente insicuro, e la
nostra ricetta è più credibile di quella del Pd. No ai clandestini, certezza
della pena, lotta alla droga, sostegno alle forze dell'ordine da un lato;
riduzione fiscale, detassare gli straordinari, quoziente familiare dall'altro:
noi vinciamo su questi fronti. E poi ho visto grande attenzione, e questo
Silvio l'ha capito prima di tutti, sull'Alitalia per il rischio di regalare la compagnia di bandiera ad Air
France con un danno non solo per chi lavora nell'azienda ma per tutto il
sistema Paese. Io ho un termometro infallibile. Quando faccio i comizi tocco un
po' tutti i temi: ebbene ogni volta gli applausi scattavano inesorabili sulla sicurezza
e sull'Alitalia".
Però la cordata italiana annunciata da Berlusconi ancora non si vede..."Mi
pare evidente che la cordata italiana si manifesterà solo dopo che sarà uscito
di scena il governo Prodi, che ha fatto di tutto per precostituire una trattativa
con Air France". I punti di forza del centro-sinistra invece? Veltroni fa
leva sul fatto di essere la vera novità dopo la rottura con la sinistra: sicuro
che questo non ha fatto presa anche in alcuni settori moderati? "Che
Veltroni ad un certo punto si sia accorto che la sua strategia non funzionava,
cioè che non sfondava nel nostro elettorato, lo dimostra la caduta nel ridicolo
di qualche giorno fa, quando ha fatto appello agli elettori di An o addirittura
elogiando la presunta coerenza di Storace. Veltroni come il nuovo è un
messaggio per gli apparati dei partiti, non per i cittadini. I quali non ci
cascano". Altro elemento d'attacco di Veltroni è Bossi, considerato una
minaccia sotto il profilo dell'integrità nazionale. "Anche questa un'arma
spuntata. Come lo stesso spadone di Umberto o i fucili a tappi della Lega. Caso
mai era più credibile dirlo nel 2001. Ma poi abbiamo governato cinque anni con
la Lega: l'Italia si è forse spezzata? Le pare che nel Sud o a Roma i cittadini
non si ricordino che Bossi è stato al governo per cinque anni e che l'unità
nazionale è rimasta integra? Caso mai nel Mezzogiorno si ricordano bene, anzi
benissimo, di Bassolino e della montagna dei rifiuti che copre Napoli".
Torniamo al centro-destra. Udc e Storace quanti voti vi toglieranno?
"Della Destra, tra qualche giorno, si parlerà al passato. Nel senso che
registrerà un clamoroso insuccesso e, appunto, di loro si dirà "c'erano
una volta...". Quanto all'Udc, avrà un ruolo estremamente marginale non
solo perché le elezioni anche per loro non andranno bene ma perché risulteranno
tutt'altro che determinanti. Insomma mentre Storace non sarà proprio in
Parlamento e di lui si parlerà solo al passato, Casini sarà condannato a vivere
uno stentato presente". Veniamo a Roma. Lei sostiene che Alemanno può
diventare sindaco. Però Rutelli rimane molto forte: più del vostro candidato...
"Rutelli è una minestra riscaldata. E poi è forte apparentemente visto che
al primo turno fa l'alleanza con tutti, a partire dalla sinistra radicale,
dimostrando doppiezza assoluta. Le eventuali alleanze le valuterà Alemanno. Noi
comunque ci rivolgeremo non ai leader dei partiti bensì ai loro elettori. Lo
scenario più probabile sarà questo: il 14 sera il centro-destra avrà vinto le
politiche e dunque l'entusiasmo sarà alle stelle; il centro-sinistra le avrà
perse e nelle loro file ci sarà depressione, voleranno un po' di stracci come
avviene dopo ogni sconfitta. Nei successivi quindici giorni per il ballottaggio
è facile prevedere che gli elettori di centro-destra torneranno a votare ancora
più convinti e motivati; quelli di centro-sinistra no".
( da "Corriere della Sera" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-04-11 num: - pag: 64 categoria:
BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Incendi alle moschee: arrestato Sandalo
L'ex terrorista di Prima linea, Roberto Sandalo, è stato arrestato ieri a
Milano in relazione a due attentati incendiari avvenuti mercoledì nei pressi di
due diverse moschee milanesi. L'Onu boicotta i Giochi Appello dell'Europa Il
segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon non parteciperà alla cerimonia di
apertura delle Olimpiadi di Pechino. Il Parlamento Europeo: i leader non
partecipino senza una ripresa del dialogo tra le autorità cinesi e il Dalai
Lama. Focus Mobile: il Salone della svolta Il Salone del Mobile di Milano
aprirà mercoledì prossimo. Potrebbe essere il salone della svolta: gli
operatori sapranno cosa aspettarsi dal 2008. Politica Veltroni: chi vince
governa Berlusconi: Senato al Pd? No Walter Veltroni: "L'orientamento del
Pd è che dopo le elezioni non si proceda con alcun governo di larghe intese ".
Berlusconi: la sinistra ha il Colle, non le daremo il Senato. Esteri Bush: stop
da luglio al ritiro delle truppe dall'Iraq Il presidente americano George W.
Bush ha annunciato il blocco del ritiro di ulteriori truppe americane dall'Iraq
dopo luglio, seguendo le indicazioni fornite al Congresso dal generale David
Petraeus. Cronache Discariche: la Corte europea condanna l'Italia La Corte
europea di giustizia ha condannato l'Italia per la tardiva e non corretta
applicazione della direttiva volta a prevenire le ripercussioni negative
sull'ambiente derivanti dalle discariche di rifiuti. L'Italia era stata
deferita ai giudici dalla Commissione. Economia Strauss-Kahn (Fmi): economia
tra inflazione e crescita zero L'economia mondiale è tra due fuochi: il
rallentamento della crescita e l'inflazione nella "maggiore crisi dagli
anni Trenta". Così Dominique Strauss-Kahn, al suo debutto da direttore
generale del Fondo Monetario Internazionale. Alitalia, governo e sindacati: nuovo dialogo con i francesi I sindacati
hanno confermato la volontà di riprendere il confronto con Air France e hanno
rimarcato "la necessità che il governo svolga un ruolo attivo nel
negoziato". Cultura Napolitano: la storia libera dell'integrazione europea
Giorgio Napolitano nella prefazione al saggio di Perissich:
"L'Unione Europea. Una storia non ufficiale" (Longanesi): "Non è
solo una storia "non ufficiale" dell'integrazione europea. è una
storia non tradizionale, non convenzionale, libera da schemi e a tutto campo,
quella che il libro di Riccardo Perissich ci offre". Spettacoli Clooney
controcorrente Con "In amore niente regole", George Clooney usa il
suo potere contrattuale e la popolarità del suo volto per andare controcorrente
e dimostrare che il cinema non si nutre solo di guerre, sangue ed effetti speciali.
Sport Uefa: Fiorentina in semifinale Psv Eindhoven-Fiorentina 0-2. I toscani
superano i quarti di finale della Coppa Uefa e sono in semifinale. * Con
"Style Magazine" e 3,00; con "Corriere Enigmistica" e 2,30;
con "Foto:box" e 7,90; con "Storie della Bibbia" e 8,90;
con "La grande dinastia dei Paperi" e 8,90; con "Geronimo
Stilton English!" e 9,90; con "L'Europeo" e 8,90; con
"Dizionario enciclopedico della Cucina italiana" e 13,90; con
"Il grande cinema di Alberto Sordi" e 10,99; con "Gli itinerari
di Dove" e 8,99; con "Gianni Morandi - Grazie a tutti" e 9,99;
solo in Lombardia con "Gli atlanti a grande scala Milano e
Hinterland" e 13,90; con "Il Diritto" e 15,90; con "Il
Mondo" e 2,50. In Molise, Sicilia, Umbria, Marche, Friuli Venezia Giulia,
Sardegna, Basilicata, Abruzzo, Calabria, Trentino Alto Adige e nelle province
di SA, BA e VE con la Gazzetta dello Sport e 1,00.
( da "Messaggero, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
U Alitalia
ma da gates diversi. E la presenza al fianco del patron di Air One di Seabury in
veste di consulente industriale, nelle ultime ore starebbe accelerando un
tentativo di coinvolgimento di Tpg. Il fondo Usa guidato in Italia da Davide
Croff che aveva preso parte dalla prima procedura di privatizzazione della
Magliana assieme a Mattlin Patterson e a Medobanca. Sembra da escludersi almeno
in questo momento la possibilità che Toto confluisca nella cordata italiana in
fase di allestimento da parte di Ermolli. Che ha ufficializzato alla fine di
marzo di avere un incarico ad hoc da Silvio Berlusconi. Ermolli, lunedì scorso,
avrebbe inviato ai potenziali candidati il testo di una lettera per raccogliere
le manifestazioni di interesse. La lettera, di cui Il Messaggero è entrata in
possesso, esordisce precisando che l'iniziativa si muove "nel rispetto
della trattativa con Air France, della procedura di cessione in essere e della
normativa vigente relativamente alle società quotate". Sottoscrivendo la
missiva, "Vi manifestiamo un interesse preliminare e non vincolante a
considerare l'ipotesi di una nostra partecipazione ad un raggruppamento di
imprese". Questo pool di investitori - "diverse decine di importanti
imprenditori italiani gruppi professionali e gruppi del credito" ha detto
ieri Berlusconi, "pronti a intervenire" - si impegna a presentare "in
tempi ragionevolmente brevi un'offerta finalizzata a rilevare il complesso
aziendale della società Alitalia". Quindi
l'impegno sarebbe ancora alle prime battute e soprattutto, laddove si parla di
"complesso aziendale" non è del tutto chiaro se si riferisce alla
società o ai beni. Quindi se in costanza di un'attività in bonis o dopo una
procedura straordinaria, cioè la legge Marzano. Forse l'indeterminatezza nasce
da un lato dalle prospettive incerte del vettore vista la scarsa liquidità in
cassa (170 milioni) e dall'altra dalle diverse anime della cordata: alcuni dei
contattati sarebbero favorevoli a presentare un'offerta per
rilevare l'Alitalia ancora
in vita, altri invece, avrebbero posto la condizione di intervenire solo in una
procedura. Tuttavia, i potenziali interessati chiedono "in via preliminare
di analizzare un piano industriale del progetto Alitalia che, partendo da una situazione economica finanziaria ed
organizzativa aggiornata, presenti una prospettiva di risanamento e
sviluppo dell'azienda credibile e sostenibile". La lettera sarebbe stata
inoltrata ai Bracco, Gavio, Benetton, Ligresti, Squinzi, solo per fare alcuni
dei nomi di coloro che sarebbero interessati. Berlusconi ha fatto riferimento
anche a gruppi del credito. Mediobanca che era stata tirata in ballo tempo fa
dal candidato premier del Pdl, ha smentito, mentre Corrado Passera ha precisato
di non "investire su chiamata". Sembra però che piazzetta Cuccia sia
stata sondata da Goldman Sachs per conto di Air One. E l'advisor di Toto negli
ultimi giorni avrebbe contattato anche altre banche non coinvolte nel progetto
originazio di Toto. Tra queste qualche popolare particolarmente solida.
L'ipotesi Totopunta su un'operazione da circa un miliardo, di cui la metà
richiesto al mercato e l'altra metà immessa dal vettore abruzzese, dalle banche
ed eventualmente Tpg. Ma anche Toto, come del resto il pool di Ermolli,
antepongono il loro intervento al definitivo addio dei francesi. r. dim.
( da "Messaggero, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di ROBERTA AMORUSO
ROMA - Il governo scende in campo. Avrà "un ruolo attivo" per aprire la
fase due e spera che sia quella decisiva) della trattativa tra i sindacati ed
Air France. Così a due giorni dalle elezioni, il governo Prodi firma il suo
impegno con i sindacati sul dossier Alitalia. Per le
nove sigle sindacali è l'impegno che per mesi hanno sollecitato a Palazzo
Chigi. Ora sono pronte a riaprire il dialogo con Parigi, nuovo governo
permettendo. Ma sanno che non sarà tutt'altro che facile arrivare a un accordo
in tempi stretti. Per Enrico Letta, che dal 2 di aprile lavora dietro le quinte
per ricucire lo strappo con Parigi, è "un passo in avanti" segnato in
extremis prima delle elezioni. Anzi di più. Il sottosegretario alla presidenza
del consiglio che ieri ha incontrato i sindacati (insieme al ministro Pierluigi
Bersani, al ministro Alessandro Bianchi e al sottosegretario al Tesoro, Massimo
Tononi) si spinge a dire che "l'intesa è a portata di firma". Perchè
stanno lavorando "caparbiamente e testardamente per arrivare a un
pre-accordo la settimana prossima". Dunque, anche nelle prossime ore lo
stesso Letta proverà a preparare il terreno per un'intesa, in vista
dell'incontro di martedì tra i sindacati e l'Alitalia.
Ma più di questo non potrà fare. Perchè, in realtà, sarà l'esito del confronto
elettorale a decidere le prossime mosse. Già da martedì, saranno le linee guida
del nuovo governo in pectore a segnare la strada. Anche nell'impegno con i
sindacati. Nel frattempo, Letta ricorda alle nove sigle sindacali che "c'è
la disponibilità a una seconda occasione: la porta di Air France si può riaprire".
Bersani chiarisce, invece, il ruolo del governo: "non può essere un
mediatore classico: può esserlo solo a valle di un'intesa". Il prestito
ponte? Senza "una sponda" non c'è spazio nemmeno per questo, risponde
il ministro dello Sviluppo economico. Ora, il dossier slitta alla settimana
prossima "per verificare le condizioni dell'intesa". Ma si tratta di
ripartire dal piano di Parigi. "Non credo che da parte loro ci saranno
nuovi giri a vuoto. Se ci sarà un nuovo giro sarà per chiudere", ha
avvertito Letta. E quindi si tratta "di smussare gli spigoli", dice
Bianchi. Agli atti rimane il comunicato di Palazzo Chigi: "l'intesa tra Alitalia ed Air France-Klm rappresenta l'unica concreta
soluzione per dare un futuro alla compagnia". E dunque il governo vuole
"svolgere un ruolo attivo perché si determini una seconda opportunità con
Air France". Ma tutti devono fare la loro parte. Insomma, nessun nuovo
ultimatum per i sindacati che durante l'incontro hanno chiesto "una vera
trattativa" con Air France, un intervento diretto del governo e un
riconoscimento delle questioni di merito. Non ci stanno a vedersi scaricare la
responsabilità di un fallimento di Alitalia. E' il
governo a dover svolgere "un'azione di riequilibrio del negoziato", dice
un comunicato congiunto delle nove sigle sindacali. Anche "favorendo la
ricerca della soluzione partendo dalla proposta Air France-Klm". Si
abbassano i toni del confronto, ma sul tavolo rimangono i temi su cui trovare
dei margini di manovra: gli esuberi, la flotta, il perimetro aziendale e la
chiusura del cargo. "Si è chiuso un capitolo, ma lunedì se ne aprirà un
altro - ha commentato il segretario generale della Filt-Cgil, Fabrizio Solari -
parlare di una soluzione a portata di mano non è l'esercizio più saggio. E chi
si dice ottimista evidentemente ha degli elementi in più di cui noi non
disponiamo". "Le distanze con Parigi non sono infinite", dice
invece Fabio Berti presidente dell'Anpac. Mentre il segretario nazionale
dell'Ugl, Roberto Panella auspica "che il lavoro di questo Governo possa
rimuovere le rigidità del piano Air France". Intanto, a Parigi le bocche
sono rigorosamente cucite. Anche ieri centinaia di
lavoratori Alitalia hanno
manifestato davanti a Montecitorio: un modellino di un aereo Alitalia è stato anche collocato tra i
marmi del gruppo scultoreo della Fontana di Trevi. E sulla crisi dei conti
della compagnia è arrivato anche il faro dell'Enac.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Pagina 215
Ieri l'incontro con i sindacati per cercare una mediazione. Restano i dubbi sui
tagli a personale e cargo Alitalia, si tenta l'ultima
carta Ieri l'incontro con i sindacati per cercare una mediazione. Restano i
dubbi sui tagli a personale e cargo Il governo: la porta di Air France si può
riaprire --> Il governo: la porta di Air France si può riaprire Il governo
decide di svolgere un ruolo attivo per chiudere un'intesa tra Air France-Klm e Alitalia. E lavora per un pre-accordo con i sindacati
"che sia a portata di firma", già la prossima settimana, dopo le
elezioni. La porta di Parigi, infatti, "si può riaprire", ha
assicurato Enrico Letta dopo aver incontrato a palazzo Chigi i sindacati.
Questi ultimi, pur con la ferma volontà di riprendere il dialogo con Spinetta,
frenano sull'ottimismo del governo: per loro non c'è una soluzione a portata di
mano che accontenti tutti. L'INCONTRO Dopo mesi di sollecitazione, i sindacati
hanno ottenuto ieri una convocazione da governo. Letta, assieme ai ministri
Bersani e Bianchi e al sottosegretario all'Economia, Tononi, ha ribadito che
l'integrazione con Air France-Klm è "l'unica concreta soluzione per dare
un futuro" all'Alitalia e si impegnerà per
"smussare gli spigoli" del piano Spinetta. I sindacati chiedono
invece una vera trattativa, sui nodi nevralgici: perimetro aziendale, flotta,
cargo, gestione degli strumenti di protezione sociale. Il punto su eventuali
nuove condizioni per un'intesa, ha detto Letta, sarà fatto in un incontro la
prossima settimana, a palazzo Chigi. Dove i sindacati, ieri, hanno chiesto che
continui il dialogo anche con Spinetta. L'ULTIMATUM Il numero uno di Af, ha
detto Letta, se tornerà sarà solo per chiudere. Ma anche i sindacati hanno
avvertito che si siederanno al tavolo solo con la certezza di un vero
negoziato, che il governo deve riequilibrare nelle more dell'insediamento del
nuovo esecutivo. Le nove sigle sindacali presenti in Alitalia hanno anche sollecitato il
governo a erogare un prestito ponte, visto che la liquidità della compagnia è
in esaurimento. E di fronte a questo rischio l'Enac, che ieri ha convocato il
presidente di Alitalia,
Aristide Police, sta monitorando la situazione economico-finanziaria. IL
GOVERNO Letta, ribadendo che "la compagnia non può rimanere in piedi da
sola" e che dopo la seconda opportunità con Air France "terze
occasioni non si presenteranno", ha richiamato l'avviso del commissario
europeo alla concorrenza, secondo cui "l'immissione di nuovi fondi
pubblici è impossibile". Il ministro dello Sviluppo economico Bersani ha
chiarito che "non ci può essere nessun prestito ponte se non c'è una
sponda", spiegando che il governo non può avere "un ruolo di
mediatore classico" perché "è il venditore, quindi deve tenere conto
del compratore ma anche del ruolo dei sindacati". Il faccia a faccia con i
sindacati "rappresenta un passo in avanti" ha affermato Letta,
escludendo qualsiasi trionfalismo. Quattro gli obiettivi dell'esecutivo:
assicurare al Paese un adeguato sistema di trasporto aereo finalizzato
all'espansione nel mercato, rispondere alle preoccupazione dei lavoratori,
mobilità di passeggeri e merci, armonia territoriale.
( da "Voce d'Italia, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
"Possibile intesa a breve" Alitalia: governo vuole una seconda possibilita' Rilanciata l'intesa con
AIr France Klm al termine della riunione con i sindacati Roma, 11 apr.- Il
governo “esprime la volontà di svolgere un ruolo attivo perché si determini una
seconda opportunità che conduca alla conclusione della trattativa
sull'integrazione di Alitalia nel Gruppo Air France-Klm”. Così in una nota l'esecutivo
uscente ribadisce la propria volontà di svolgere un ruolo attivo per cogliere
una seconda opportunità e arrivare a un accordo con il gruppo franco-olandese.
Al termine dell'incontro svoltosi a Palazzo Chigi tra il governo e i sindacati
è stato ribadito che “l'intesa tra Alitalia ed Air
France-Klm rappresenta l'unica concreta soluzione per dare un futuro alla
compagnia di bandiera”. “Consapevole della chiara posizione manifestata da Air
France-Klm nel comunicato di lunedì 7 e preso atto dei problemi posti dalle
organizzazioni sindacali nel corso della riunione -prosegue Palazzo Chigi- il
governo esprime la volontà di svolgere un ruolo attivo perché si determini una
seconda opportunità che conduca alla conclusione della trattativa
sull'integrazione di Alitalia nel Gruppo Air
France-Klm”. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta ha
inoltre ribadito che “Air France vuole chiudere sul piano Spinetta. Non ci
saranno nuovi giri a vuoto e se ci sarà un nuovo giro sarà per chiudere”. Da
qui l'appello ai sindacati a “non perdere questa seconda opportunità” nella
trattativa con il gruppo francese. L'esecutivo intende infatti riconvocare i
sindacati entro la prossima settimana per verificare concretamente le
condizioni dell'intesa nella convinzione che “tutte le parti debbano svolgere
un ruolo positivo nell'ambito delle rispettive prerogative”. L'esecutivo ha poi
elencato i 4 obiettivi che intende perseguire in questa vicenda. Il primo è
quello di “assicurare al Paese un adeguato sistema di trasporto aereo che ne
aiuti l'espansione attraverso la sua apertura e la sua connessione con il resto
del mondo. Il secondo obiettivo è quello di “rispondere all'ansia dei
lavoratori e delle loro famiglie. Di tutti i lavoratori. Di quelli che volano e
di quelli che lavorano a terra, di quelli dei call center come quelli di
Atitech a Napoli”. E, ancora, ha proseguito Letta, il terzo obiettivo è “offrire
al cittadino-viaggiatore maggiori opportunità, servizi migliori e costi più
contenuti. Perché questo obiettivo si realizzi Alitalia
non può più essere un costo e una tassa per i contribuenti italiani, abituati
da troppi anni a ripianare, tramite la fiscalità generale, perdite causate
dall'inefficienza della gestione”. Infine, bisogna “garantire, attraverso una
adeguata politica del trasporto aereo, una equilibrata armonia territoriale del
Paese”.
( da "Stampa, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
E gli aerei Alitalia restarono mezzi vuoti. O quasi. Nella prima
settimana operativa del piano "di sopravvivenza" varato dall'ex
presidente Maurizio Prato (con il placet di Air France), che ha
"svuotato" Malpensa a favore di Fiumicino, il bilancio non è dei più
confortanti. Alla Malpensa il calo dei passeggeri Alitalia
va oltre quello fisiologico determinato dal taglio delle destinazioni, mentre
Fiumicino - stando ai primi e parziali dati - non garantisce aerei pieni come
quando partivano da Milano. I minori collegamenti e le coincidenze saltate, la
paura che il biglietto prenotato possa essere vanificato da un improvviso commissariamento
della compagnia, la confusione nelle informazioni ha convinto molti viaggiatori
a cambiare compagnia. Così nella prima settimana di aprile
rispetto a un anno fa alla Malpensa c'era il 67,5% di movimenti in meno, ma il
traffico dei passeggeri Alitalia è diminuito dell'84%, a quota 38.544. Crescono le altre
compagnie presenti nello scalo: +13,6%, 276.039 unità. Il vero campanello
d'allarme per Alitalia si
chiama "load factor": se è basso, vuol dire che gli aerei viaggiano
mezzi vuoti. E i dati mostrano come il coefficiente di riempimento
complessivo degli aerei Alitalia in partenza dalla
Malpensa sia passato dal 77% di un anno fa al 49%. Anche le tratte più
collaudate presentano poltrone libere ben oltre le previsioni. Il Milano-New
York, ad esempio: un anno fa aveva un load factor dell'87%, tra i più alti di Alitalia, nei giorni scorsi il dato è sceso al 53%, contro
il 71% medio delle altre compagnie. La tendenza coinvolge anche i voli diretti
in Europa. Quelli per Vienna, ad esempio, sono passati dal 77 al 31%, quelli
per Stoccarda dal 68 al 37%. Il fatto che Malpensa non sia più un hub colpisce
duro i voli diretti verso gli scali italiani (quelli che prima erano collegati
per il "feederaggio", l'alimentazione dell'hub), con Pisa che passa
dal 70 al 18%, Firenze dal 74 al 27%. Vuoti, insomma. Per contro, nel nascente
hub di Fiumicino, Alitalia non riesce a pareggiare i
conti con Milano. O lo fa solo in qualche caso. Succede per Miami, dove il 95%
di riempimento è rimasto invariato. La rotta su Boston, invece, un anno fa
partiva dallo scalo lombardo con un load factor dell'80%, da Roma si deve
accontentare del 65%. Stessa musica per Toronto. Da Malpensa garantiva l'87% di
riempimento. Da Roma si inchioda al 75%.
( da "Campanile, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Il governo:
"Possibile intesa con Air France, nessun prestito ponte senza
accordo" Ultimo incontro tra l'esecutivo uscente e i sindacati.
Cgil-Cisl-Uil chiedono a Palazzo Chigi di trattare in prima persona. Prossima
settimana decisiva per il futuro della compagnia di bandiera Un nuovo piano
scritto a quattro mani dal governo e dai sindacati: sembra questo l'ultimo
treno in grado di trascinare l'Alitalia fuori dal
guado. Il responso arriva direttamente dagli interessati che ieri si sono
incontrati a Palazzo Chigi in un vertice pre-elettorale per fare il punto di
una situazione oramai divenuta un'emergenza. La prossima settimana sarà quella
decisiva. E' il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta, a
dire le cose come stanno senza indugi, rivolgendosi alle parti sociali:
"Smaltiamo le tossine delle elezioni politiche: siamo in una cristalleria
e ogni mossa può rompere tutto ma c'è la disponibilità a una seconda occasione,
la porta Air France si può riaprire". Insomma, il piano dovrebbe essere
confezionato per essere gradito ai transalpini, ma i sindacati, comunque,
devono assumersi le loro responsabilità. "Assumersi
oggi responsabilità per le sorti di Alitalia, - ricorda Letta - "vuol dire comprendere che AirFrance-Klm
è l'unica proposta sul tavolo, la nostra compagnia di bandiera non può rimanere
in piedi da sola e che, come certificato dal Cda dell'Alitalia", la liquidità dell'azienda è in fase di esaurimento, e
che, "come ricordato dal commissario europeo alla concorrenza,
l'immissione di nuovi fondi pubblici è impossibile". Fondi, che però,
continuano a essere tirati in ballo proprio dai sindacati. Il segretario
generale della Uil Trasporti, Giuseppe Caronia, durante il vertice chiede al
governo di assicurare la continuità dell'azienda, attraverso un "prestito
ponte". Una posizione condivisa dalle altre organizzazioni sindacali. A
partire dall'Anpac, il cui presidente, Fabio Berti, chiede al governo anche di
mantenersi alla testa della trattativa. Secondo Berti, poi, il piano di
AirFrance richiede una "progressiva attuazione senza riduzione drastica
della flotta e con una verifica delle attività del settore cargo senza una
chiusura predeterminata". Inoltre l'Anpac invoca "misure di
protezione per i lavoratori da utilizzare categoria per categoria", a
seconda delle specificità. La Filt-Cgil, non è da meno. Il segretario generale,
Fabrizio Solari paventa "una soluzione a breve guidata dal governo:
"AirFrance fa un ultimatum, non ci sono alternative ma comunque, bisogna
limitare i danni. Se non ci sono accordi alternativi entro 15 giorni che cosa
facciamo?". Roberto Panella, segretario generale Ugl si accoda : "Il
governo guidi la trattativa e assicuri un prestito ponte". Comunque, la
speranza è che si arrivi a breve a una soluzione Il ministro delle Politiche
comunitarie, Emma Bonino, si augura, infatti, anche che il sindacato
"diventi più ragionevole, serve un pò di senso di realtà che aiuterebbe la
trattativa". La fase delicata, per il ministro dello Sviluppo economico
Pierlugi Bersani, deve giungere per forza a una soluzione positiva: "Siamo
a un passaggio urgente - ha aggiunto Bersani - il ruolo del governo è a valle
di un'intesa". Mentre all'interno di Palazzo Chigi si tenta di ricucire le
fila del negoziato con i francesi, fuori si consuma la protesta: centinaia di
manifestanti con in mano bandiere della Cgil, Cisl, Uil e Ugl, sono stati invitati
a confluire in piazza Montecitorio, dietro le apposite transenne che proteggono
l'accesso alla Camera. (11-04-2008).
( da "Manifesto, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Cordate, inchiesta a
Roma Fascicolo senza indagati in procura Sa. M. La procura di Roma sta
registrando ogni dichiarazione sulle presunte cordate italiane o estere che
sarebbero interessate ad acquistare Alitalia. Compresa quella di cui
continua a parlare Silvio Berlusconi. Nei giorni scorsi è stato aperto un
fascicolo, senza indagati né ipotesi di reato, in cui i magistrati raccolgono
tutte le notizie riguardanti la compagnia di bandiera, in particolare quelle
che potrebbero influenzare le oscillazioni del titolo in borsa e quindi
configurare una indagine per aggiotaggio. Parallelamente, la Consob sta
registrando i movimenti di Piazza Affari.
( da "Voce d'Italia, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
"Possibile intesa a breve" Alitalia: governo vuole una seconda possibilita' Rilanciata l'intesa con
AIr France Klm al termine della riunione con i sindacati Roma, 11 apr.- Il
governo “esprime la volontà di svolgere un ruolo attivo perché si determini una
seconda opportunità che conduca alla conclusione della trattativa
sull'integrazione di Alitalia nel Gruppo Air France-Klm”. Così in una nota l'esecutivo
uscente ribadisce la propria volontà di svolgere un ruolo attivo per cogliere
una seconda opportunità e arrivare a un accordo con il gruppo franco-olandese.
Al termine dell'incontro svoltosi a Palazzo Chigi tra il governo e i sindacati
è stato ribadito che “l'intesa tra Alitalia ed Air
France-Klm rappresenta l'unica concreta soluzione per dare un futuro alla
compagnia di bandiera”. “Consapevole della chiara posizione manifestata da Air
France-Klm nel comunicato di lunedì 7 e preso atto dei problemi posti dalle
organizzazioni sindacali nel corso della riunione -prosegue Palazzo Chigi- il
governo esprime la volontà di svolgere un ruolo attivo perché si determini una
seconda opportunità che conduca alla conclusione della trattativa
sull'integrazione di Alitalia nel Gruppo Air
France-Klm”. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta ha
inoltre ribadito che “Air France vuole chiudere sul piano Spinetta. Non ci
saranno nuovi giri a vuoto e se ci sarà un nuovo giro sarà per chiudere”. Da
qui l'appello ai sindacati a “non perdere questa seconda opportunità” nella
trattativa con il gruppo francese. L'esecutivo intende infatti riconvocare i
sindacati entro la prossima settimana per verificare concretamente le
condizioni dell'intesa nella convinzione che “tutte le parti debbano svolgere
un ruolo positivo nell'ambito delle rispettive prerogative”. L'esecutivo ha poi
elencato i 4 obiettivi che intende perseguire in questa vicenda. Il primo è
quello di “assicurare al Paese un adeguato sistema di trasporto aereo che ne
aiuti l'espansione attraverso la sua apertura e la sua connessione con il resto
del mondo. Il secondo obiettivo è quello di “rispondere all'ansia dei
lavoratori e delle loro famiglie. Di tutti i lavoratori. Di quelli che volano e
di quelli che lavorano a terra, di quelli dei call center come quelli di
Atitech a Napoli”. E, ancora, ha proseguito Letta, il terzo obiettivo è
“offrire al cittadino-viaggiatore maggiori opportunità, servizi migliori e costi
più contenuti. Perché questo obiettivo si realizzi Alitalia
non può più essere un costo e una tassa per i contribuenti italiani, abituati
da troppi anni a ripianare, tramite la fiscalità generale, perdite causate
dall'inefficienza della gestione”. Infine, bisogna “garantire, attraverso una
adeguata politica del trasporto aereo, una equilibrata armonia territoriale del
Paese”.
( da "Opinione, L'" del 11-04-2008)
Pubblicato anche in: (Opinione, L')
Argomenti: Alitalia
Oggi è Ven, 11 Apr
2008 Edizione 71 del 11-04-2008 Intervista a Antonio Ascenzi / Alitalia: trattativa condotta male ma non c'è alternativa a
Air France di Giuseppe Mele E' l'estensore per la Uil della riforma della
rappresentanza sindacale in azienda (Rsu) e della normativa antimobbing, è
l'uomo che segue per Angeletti la kermesse della Festa del Primo Maggio. Ma
soprattutto Antonio Ascenzi è il responsabile del settore trasporto aereo. Ed è
uno grintoso, l'Ascenzi, uno che non si tira indietro quando fischia la
grandine. La sua voce racconta alcuni aspetti della vicenda Alitalia
e svela ancora una volta lo stile e lo spirito di gran parte della stampa
italiana, proteso al titolo all'effetto, agli stereotipi ed alla sostanziale
non informazione. Angeletti si è alzato dal tavolo e la Uil ha rifiutato la
trattativa con air France. Chiariamo subito che la Uil è la più favorevole
all'acquisto da parte di Air France- Klm: abbiamo fatto una conferenza stampa,
che non è stata raccolta da tutti i media, per spiegare che non condividiamo il
documento degli altri sindacati. Male che si sia voluta ignorare la posizione
del sindacato che, con circa 1.700 iscritti, ha una capillare e articolata
presenza tra i lavoratori visto che è la seconda sigla tra piloti, e la seconda
o la terza tra assistenti e lavoratori a terra. Ma Luigi Angeletti? E' vero che
il segretario generale si è alzato perchè non si può prescindere dal fatto che
qualunque soluzione ha bisogno dell'Ok del Governo. Cosa che l'attuale Governo
non può fare o sembra non voglia fare. Questo lo sanno bene sia Jean Cyril
Spinetta che Maurizio Prato, l'ex Ad di Alitalia:
allora è evidente a tutti che bisogna per forza attendere il nuovo Governo, che
sarà insediato non prima di alcuni mesi. Non è su questo che si è consumata la
rottura. Si è detto che le richieste dei sindacati hanno portato alla rottura delle
trattative. Ed è vero, ma la Uil non era tra loro. Siamo contrari alla
tifoseria sindacale, con Raffaele Bonanni (Cisl) che spinge per Air One di Toto
o all'ipocrisia delle proteste se Luigi Angeletti incontra l'Ad di Air France.
Non abbiamo incontrato tutti Lufhtansa? E' indispensabile farsi un'idea chiara
delle proposte in campo. Quanto è accaduto l'avevamo predetto, ecco perché
abbiamo rifiutato di seguire Cgil ed Anpac, il sindacato piloti. Ricordo per
chiarezza le parole del nostro segretario Marco Veneziani di giorni fa:
"La trattativa fra Air France Klm e i sindacati si è rotta nel modo
peggiore: si è dato modo ad Air France di addossare la colpa ai sindacati. La
controproposta presentata a poche ore dalla scadenza della trattativa è stata
sbagliata; bisognava semmai presentarla quattro mesi prima". I sindacati
hanno, per stampa e politica, molte colpe dello stato di fatto. Alitalia è fortemente sindacalizzata, con circa il 70% dei
12mila lavoratori iscritto a 16 sindacati, di cui 9 firmatari di contratto.
Seimila lavoratori sono iscritti a Cgil, Cisl e Uil: Cgil è forte tra i 10 mila
di terra, l'Anpac recluta 1.100 dei duemila piloti, la Cisl ha una
rappresentanza media. E' un fatto che in azienda i sindacati sono troppi,
corporativi, litigiosi, con un'eccessiva considerazione del proprio ruolo.
Anche i sindacati hanno ovviamente delle responsabilità. Che sia la politica
però a puntare il dito è scandaloso. Da 10 anni su Alitalia
la politica, tutta, si è sbizzarrita, è entrata dentro le nomine da destra, da
sinistra e dal centro, producendo un decennio di management costoso e
fallimentare. Anche volendo, i sindacati non avrebbero potuto creare tanto
spreco di risorse continuo e globale che resta nelle responsabilità del
management e dei partiti. La procedura farraginosa attuata dal Governo è stato
un altro fallimento, cui si sono legate le promesse avventate dell'opposizione.
Solo in questo mese il piano è stato cambiato il 18, 25, 31 marzo ed il 1° e 2
aprile. Gli altri sindacati hanno colto al balzo la bugia lanciata come
un'occasione di vedere le proprie speranze solidificarsi. Parole di buon senso
sono venute solo da Pierferdinando Casini e da Enrico Boselli. Si rischia di
bloccare l'unica cosa seria che resta. Come andrà a finire? Doveva finire con
l'acquisto di Air France. L'imperfetto è di dovere, ma non credo che ci sia una
altra possibile soluzione. Lo spero, come lo sperano molti lavoratori. C'è
stata anche una marcia dei quadri filo francesi. La marcia dei 400 quadri,
altro che i 40mila. Non scherziamo, è stata l'ennesima manovra stupida di
alcuni dirigenti aziendali, la dimostrazione di quanto tante cattive abitudini
si siano fatte strada. Si dipinge l'Alitalia come un carrozzone
inefficiente, pieno di esuberi. Stampa e politica insieme vanno contro
sindacati che non interessano più né a destra né a sinistra. Come sarebbe Alitalia invece? Non perde un milione di
euro al giorno? Alitalia
era l'eccellenza, la numero
( da "Riformista, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Conversazione parla
l'ex leader della Cisl Carniti accusa: sindacalismo da salotto "Non va
fatto un uso smodato della concertazione, come è accaduto in questi anni. Se
c'è un problema di salari, come c'è, si va dai padroni, non dal governo".
Suona quasi come un je accuse nei confronti di un sindacalismo arrendevole e un
po' troppo di palazzo il ragionamento che Pierre Carniti affida a una
conversazione col Riformista . Spiega l'ex segretario della Cisl: "I
sindacati, in questi anni, hanno contrattato poco. La concertazione va adottata
non come regola ma solo quando non c'è altra soluzione per perseguire un
obiettivo. Negli anni Ottanta era il contenimento dell'inflazione, negli anni
Novanta il risanamento. Ma non può essere la quotidianità, come oggi. Un
sindacato deve partire da una piattaforma rivendicativa. Il padre del
sindacalismo americano Samuel Gompers riassumeva il mestiere del sindacato in
tre parole: "more and more", ovvero "di più e ancora di più"".
Nell'analizzare lo stato del sindacalismo italiano, Carniti parte da lontano:
"Gli accordi del '93 hanno garantito l'ingresso in Europa. Il bilancio
pubblico era sull'orlo del baratro e il risanamento si è fatto grazie una
politica di lacrime e sangue che ha colpito i redditi fissi". E ora?
"Ora anche Bankitalia dice che c'è un'emergenza salariale". Quindi,
per Carniti, la triplice dovrebbe cambiare passo: "C'è un problema
distributivo che evidenzia le carenze contrattuali. È ovvio che meno si
contratta e meno si distribuisce". Che cosa è successo dopo il
risanamento? "Il modello contrattuale del '
( da "Riformista, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Ambrogio mentre sgarbi
voterà lega e paragona bossi a caravaggio Il no ai grattacieli storti è una
ripicca di Silvio nei confronti di Ligresti All'inizio è stato solo uno scambio
di amorosi sensi, un qualcosa di inatteso ma potenzialmente innocuo.
"Votare Lega? Potrebbe essere la scelta giusta", così l'assessore
alla Cultura di Milano, Vittorio Sgarbi, ha lanciato il proprio endorsement al
Carroccio nel corso di un incontro con l'ex ministro leghista Roberto Calderoli
per proporre una sorta di "federalismo culturale" per i beni
artistici milanesi e lombardi. Di iperbole in iperbole, dopo essersi sentito
definire "fondamentalmente leghista" da Calderoli, Sgarbi ha
paragonato Umberto Bossi a Caravaggio: un non-sense molto pittoresco che però,
nel tardo pomeriggio, ha portato a uno sviluppo concreto. Ovvero, un referendum
tra i milanesi per decidere se realizzare o meno i tre grattacieli che l'ex
sindaco di Milano, Gabriele Albertini, aveva - tramite concorso - fatto
progettare ad altrettanti architetti di fama internazionale ma che molte
polemiche stanno suscitando in questi giorni. "Al di là se sia di destra o
di sinistra c'è un Celentano in ognuno di noi. La politica - ha proseguito
Sgarbi - non può essere indifferente alla cultura di una città e questo è il
momento giusto per stabilire che quei tre grattacieli debbano o meno essere
messi in discussione". Insomma, il "guastafeste" della giunta -
come lui stesso si era definito - di fatto ha dichiarato guerra al progetto per
l'area dell'ex Fiera appaltato al gruppo Ligresti. E su questo punto a Milano
si sta giocando un'altra partita politica molto importante e sentita che vede
intrecciarsi le polemiche per i progetti collaterali all'Expo
( da "Riformista, Il" del 11-04-2008)
Pubblicato anche in: (Riformista, Il)
Argomenti: Alitalia
Alitalia riunione coi
sindacati su AirFrance Il governo: accordo vicino. Il Cav: lo straccerò Il
corteo passa cantando l'inno di Mameli, i negozianti di via del Tritone
sembrano poco commossi. Uno incrocia le braccia sul petto e commenta col
vicino, "vedrai, alla fine, la pagheremo noi". Intanto i manifestanti
dell'Atitech, i lavoratori napoletani di Alitalia che
si occupano della manutenzione degli aerei, hanno cambiato registro. Mentre si
avvicinano a palazzo Chigi, con le bandiere dei sindacati e un grande aereo di
cartone che ore dopo finirà a bagno, a Fontana di Trevi, battono le mani al
ritmo di "ohi vita, ohi vita mia". E urlano inni da stadio poco
eleganti, con un bersaglio unico: Tommaso Padoa-Schioppa. I cartelli sono
altrettanto eloquenti, i bersagli più variegati. Si va da "Atitech, il
Tibet di AirFrance", "Svendere Alitalia ai
francesi: a che Prodi?" a "Bertinotti posa sta cazzo de campanella e
torna tra i lavoratori". Ma tra le tante scritte dei lavoratori napoletani
ce n'è anche qualcuna dedicata ai dissidenti dei giorni scorsi, a chi ha fatto
lo sciopero della fame, perché vuole chiudere in fretta con i francesi.
"C'è chi fa lo sciopero della fame - recita un grande cartello verde - e
c'è chi fa la fame se non sciopera". A piazza Colonna il corteo si unisce
a qualche decina di piloti venuti con tanto di divisa e una sparuta truppa di
informatici, sotto le bandiere del sindacato autonomo Cub. E dai piani alti di
Palazzo Chigi, dopo qualche ora di riunione tra il governo dimissionario con le
nove sigle sindacali, arriva finalmente la buona notizia. Smentita però nel
pomeriggio, con un flash d'agenzia delle sei, dalla viva voce del candidato
premier del Pdl, Berlusconi. A Palazzo Chigi, il governo Prodi ha assicurato
ieri mattina ai sindacati che farà un ultimissimo sforzo per portare a casa
l'accordo con AirFrance-Klm. Come anticipato due giorni fa, nel corso
dell'incontro il Sottosegretario alla Presidenza, Enrico Letta, ha messo in
guardia le nove sigle sindacali che quella offerta lunedì scorso da AirFrance
"è la seconda e ultima possibilità" per chiudere la trattativa. Letta
si è detto convinto che l'accordo sia "a portata di firma" ed ha
offerto un "ruolo attivo" per non perdere questa seconda chance.
L'esecutivo dimissionario convocherà dunque i rappresentanti dei lavoratori la
prossima settimana per verificare concretamente le condizioni dell'intesa ed ha
ribadito che i francesi sono, al momento, l'unica soluzione in campo. E che
torneranno al tavolo per firmare, non per ricominciare a discutere. I sindacati
hanno chiesto in ogni caso al governo dimissionario di mettersi alla testa
della trattativa con i francesi. Lunare è stata invece l'ennesima richiesta di
un prestito-ponte, per garantire la sopravvivenza di Alitalia.
Nel corso della riunione è toccato al responsabile dello Sviluppo, Bersani,
spiegare l'ovvio. Lo dice la parola stessa, prestito-ponte: si presume che
dall'altra parte ci sia una sponda. E al momento manca proprio quella, la firma
dei sindacati all'accordo-quadro con AirFrance che garantirebbe la prospettiva
concreta della restituzione del credito, non appena i francesi procedessero
alla ricapitalizzazione già annunciata. Qualsiasi deroga a questo scenario
verrebbe interpretata come aiuti di Stato da Bruxelles. Aristide Police, il
nuovo presidente di Alitalia, ha accolto con
soddisfazione l'esito dell'incontro a Palazzo Chigi: "auspico vivamente
che si giunga a conclusione della vicenda per il bene degli azionisti, ma
soprattutto per il bene dei lavoratori". Tuttavia, nel pomeriggio, durante
la registrazione di Porta a Porta , Berlusconi ha rilanciato sulla cordata
antifrancese. A chi gli chiedeva se avrebbe tenuto conto dell'eventuale intesa
tra AirFrance-Klm e i sindacati, il Cav ha risposto di no. Ed ha ripetuto di
aver ricevuto "diverse decine" di adesioni all'alternativa ad
AirFrance. Mauro Bottarelli, sul Riformista di ieri, ne ha anticipato qualcuno:
oltre a Squinzi, presidente di Federchimica, parteciperebbero alla cordata
italiana il patron di Brembo, Bombassei e i gruppi Radici e MyChef. Oltre ai
nomi già noti che restano copertissimi e che continuano a smentire ogni
interesse ma che potrebbero venire allo scoperto non appena fallisca l'accordo
con i francesi, cioè Ligresti, Eni, Benetton, Mediobanca e IntesaSanpaolo.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Il salasso dell'Efim
Per capire che cosa significa la liquidazione di un'azienda di Stato, come potrebbe essere il caso dell'Alitalia, è opportuno dare un occhio agli ultimi fuochi della
liquidazione della finanziaria Ernesto Breda, eredità della voragine Efim,
l'ente per il quale si avviò un concordato preventivo nel 1992 per chiudere un conto
di debiti per 17mila miliardi di vecchie lire. Bene: mentre i 9mila
soci-azionisti della Finbreda, finora non hanno mai visto un euro, la Corte dei
Conti segnala che i costi per consulenze e spese legali lievitano ancora di 7
milioni di euro. Il carosello di Pantalone non si ferma, e solo i risparmiatori
piangono.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Lettere Bingo e videopoker
rovinano le famiglie Comitato mogli napoletane - NAPOLI I lavoratori a reddito
fisso e i pensionati hanno grosse difficoltà ad arrivare a fine mese. Eppure a
Napoli aumenta sempre di più il numero dei Bingo con regolare autorizzazione
comunale: la gente s'indebita pur di giocare e sperare di vincere. Denunciamo
che in queste sale c'è una stanza segreta dove si gioca alle macchinette del
poker, che sono vietate. Moltissime donne vi passano la giornata a giocare.
Come mai la Procura non interviene? Come si combatte l'usura se la gente
continua a indebitarsi per giocare? Non pubblichiamo lettere senza firma, ma
facciamo eccezione per questa, che denuncia un problema di interesse generale.
I share? Molto meglio penzammo comm'a isso Francesco de Goyzueta - NAPOLI
Annoto con soddisfazione e con sollievo che Nicolais si prepara a scendere in
campo anche nella politica regionale per tentare di prendere finalmente il
posto di Bassolino. La stagione malsana dei rifiuti ha fatto maturare questo
tempo. Sono un sostenitore del cambiamento della leadership da quando il
fallimento della gestione politica ha deluso la maggiore parte dei napoletani.
Ma va accompagnato da un riposizionamento mentale, culturale ed economico; lo
scenario politico cittadino da tempo soffre di una forte crisi di identità, il
ministro può interpretare la svolta necessaria. Non condivido i vari i
"don't share", questa mania di parlare in inglese in una nazione che
anglosassone non è. Almeno a Napoli manteniamo sul piano della forma,
importante quanto la sostanza, l'attenzione dovuta alla nostra bella lingua,
l'italiano, pur senza giungere alla difesa legittima ma ossessiva della
Francia. Veltroni ha inaugurato la stagione degli "i care, i can" e
ora il ministro dice "I share Nicolais". Restiamo nella nostra terra
con tutti i suoi difetti e i suoi limiti, e ritroviamo entusiasmo con un motto
italiano: "la penso come Nicolais" o, come avrebbe detto il re
Ferdinando IV, "'a pensammo comm'a isso". D'accordo, siamo europei,
ma in Italia dovremmo usare l'inglese solo quando è davvero necessario e se
abbiamo di fronte chi è in grado di capire. Penso sempre alla lapide murata dal
vicerè a Portici, primo manifesto di protezione civile, dopo l'eruzione del
1631: dava preziosi consigli ma in latino, così capì minima parte della
popolazione. "I commercianti lavorano di più" Giuseppe Pasquale -
NAPOLI Caro dottor Gargano, la categoria dei commercianti è l'unica - con
ristoratori e gestori di bar e pub - che può pronunciare realmente la parola
lavoro. Nel commercio i soli giorni di festa sono le feste comandate, se pure
rimangono, visto che si pretende che i negozi restino aperti per la comodità
totale della gente. Categorie come gli insegnanti guadagnano molto più di me e
possono permettersi ferie lunghissime e ogni tipo di ponte. Questa è
uguaglianza? Direi proprio di no, quindi esorto quelli che pretendono sempre di
più dai commercianti di darsi una regolata ed essere molto pazienti visto che
facciamo grandi sacrifici per soddisfare il cliente. Meglio evitare le
classifiche su chi lavora di più, è difficile farle e poi certi sacrifici
vengono pure ben ricompensati, certi altri no. Per esempio gli insegnanti,
categoria dal ruolo sociale rivelante, da tanti anni sono trascurati. Disagi in
zona Argine per una strada chiusa viktor001@libero.it Gentile dottor Gargano, a
Napoli gestita male e governata peggio - e lo dico da cittadino che ha votato
questa amministrazione - l'unica soluzione ai tanti mali è reprimere invece di
correggere. Traffico? Vietato circolare. Incidenti? Chiusura delle strade. Mi
riferisco alla sopraelevata che da via Argine si immette sul raccordo
autostradale che porta alla stazione centrale o alla zona portuale ed era
comoda per tanti pendolari. È chiusa da anni, dopo un incidente in cui un tir (cui
era vietato l'accesso) cadde uccidendo una automomobilista che passava sotto.
Chi è diretto alla stazione centrale deve fare un lungo giro. La meritocrazia
in Italia non vale Antonio Vespero - NAPOLI Caro amico Gargano, meritocrazia è
una parola forte, ma spesso pronunciata da persone che, pur sapendo delle
proprie capacità, in alcuni casi sono condannate. Mi riferisco a tanti
mestieri, magari ci sono bravi giovani, ottimi artisti, ma se non fai parte di
un certo contesto sei tagliato fuori. Al contrario persone con amici in o
parenti di, hanno la strada spianata. Che tristezza. Poi, quando a malincuore
mettono piede fuori dalla nostra regione sono contesi da grandi aziende,
occupano posti di rilievo. Ricordo la storia di una ragazza che ebbe una borsa di
studio in America: fece un breve stage, videro che aveva ottime capacità, e
subito fu assunta da una grossa azienda di ricerca con un budget di alcuni
milioni di euro. In Italia questa ragazza non aveva spazio. Più che mai, nemo
propheta in patria. Il signor Vespero adopera la parola "contesto",
tanto cara a Leonardo Sciascia. E dice bene: questo contesto è ingiusto e
triste. Propaganda elettorale e altri misteri italiani Giuseppe Pacileo -
NAPOLI Caro don Pietro, chiedo soccorso. Capitolo primo, è una questione di
comprendonio: hanno di nuovo alzato le tariffe dell'elettricità e del gas. Vola
il costo del greggio, e questo andrebbe per la corrente, ma com'è che il costo
del greggio fa alzare ancor più le tariffe del gas? I casi sono due: o i
giornalisti tengono nascosti gli aumenti del gas all'origine, oppure il gas si
fa col petrolio. Inoltre: se l'Enel continua a far acquisti miliardari
all'estero e a distribuire dividendi agli azionisti, va da sé che non soffre
per gli aumenti del greggio. Come mai? Qua la risposta ce l'ho: si rifà
mungendo la sua sterminata mandria. Da che s'intuisce quali prodigiosi vantaggi
apporta il "mercato" agli utenti. Giacché esiste la concorrenza! A
proposito: se volessi un altro fornitore di elettricità, dove pensi che potrei
rivolgermi? Ah, visto che ci sono: volendo prendere un treno, qual è il vettore
consigliato, a parte Trenitalia? E perché i Molto Onorevoli
Sindacati stanno, di fatto, spingendo Alitalia verso il fallimento? Forse quanti più disoccupati ci sono, tanto
più aumenta la loro (dei Sindacati) forza contrattuale? Ancora: m'è arrivata
una pugnalata alle spalle. Silvio ha scritto una lettera a mio figlio
condicendo ch'è indispensabile cambiare; con grande lucidità elenca sia
le colpe degli attuali reggitori sia i rimedi che il Popolo della Libertà
intende applicare non appena avrà votato compattamente per sé. Nulla da
eccepire ma, dico, a me niente? E chi sono, io, le poisson d'oncle Pakkion? Ho
deciso: finché non mi arriva, tempo cinque giorni, una lettera consimile, anche
più affettuosa, faccio lo sciopero della fame! (Tanto, la notte è amica e io
sono un famoso pirata del frigorifero, più o meno come Giacinto detto Marco, ma
'sta roba fra parentesi tu non la pubblicare). A proposito della lettera
elettorale, così fan tutti (o quasi). La sensazione sgradevole è quella di una
schedatura non solo anagrafica. Casa Pacileo non è l'unica in cui qualcuno è
stato prescelto e altri no. Una mia amica che non vota ha ricevuto un
pistolotto per ammonirla sui rischi dell'astensione. L'occhio del Grande
Fratello si dilata a dismisura. Attenti ai duplicati dei certificati elettorali
Luigi de Notaristefani - NAPOLI Egregio dottor Gargano, mi è stato consegnato
in questi giorni un duplicato del certificato elettorale, che io non avevo
richiesto. Le segnalo questo fatto perchè non vorrei che siano stati inviati
duplicati in gran numero a persone che potrebbero utilizzarli falsando così il
risultato delle elezioni. I vigili del fuoco hanno salvato i cani Gennaro Del
Cupolo, Antonio Di Fiore, Violetta Setola - NAPOLI Gentilissimo dottor Gargano,
siamo lieti di segnalarle un fatto di efficienza operativa in difesa degli
animali. L'altra domenica, ore 16.30 circa: stiamo facendo il solito giro di
distribuzione di cibo ai cani di quartiere, quando in via Matteo Rocco di
Torrepadula dobbiamo intervenire per prestare aiuto a cani in difficoltà
segnalatici da altri volontari amici. Chiesto invano l'interessamento di chi di
competenza, ci siamo rivolti ai vigili del fuoco di Scampia. Tre minuti per
contattarli e dar loro la nostra posizione, altri cinque minuti per arrivare
sul posto, e la squadra accorsa ha tratto in salvo uno dei nostri cani che vive
nell'ambito dell'ex ospedale Frullone. I sanitari di turno al complesso hanno
completato l'opera di soccorso, ma il grosso lo avevano fatto il caposquadra
Eleggibile, i vigili Mollica, Turco, Ciro Notari e Fierro. A questi signori
esprimiamo i nostri ringraziamenti e la più viva stima per la loro competenza,
efficienza e sollecitudine. La stima generale la si conquista sul campo: siamo
lieti di registrare un altro elogio ai vigili del fuoco. Al confine di Teverola
una strada da incubo Luciano Vassalluzzo - TEVEROLA (CE) Dopo varie
segnalaziomi nulla è cambiato in via Cupa, strada di confine fra Teverola e
Casaluce. Il degrado regna sovrano, i tombini a cielo aperto emanano miasmi e
rappresentano un pericolo per i pedoni, le montagne di spazzatura svettano tra
le voragini nel fondo stradale. Ora basta. Qualcuno dovrà pur muoversi per
rendere civile una zona dove anziani e bambini già presentano patologie
respiratorie. E siamo ad aprile; cosa accadrà con il grande caldo? Ad Antignano
finiti i disagi Riccardo Marrocco - NAPOLI Caro dottor Gargano, volevo
segnalare che anche grazie alle lettere pubblicate in questa rubrica finalmente
è stato rimosso il cantiere di San Gennaro ad Antignano, che per ben quattro
anni ha arrecato tanto disagio alla viabilità della zona. Alleluia.
( da "Stampa, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Alitalia
LETTA ANNUNCIA CHE
IL GOVERNO HA INTENZIONE DI SVOLGERE UN RUOLO ATTIVO, MA
BERSANI ESCLUDE UN NUOVO PRESTITO-PONTE "Alitalia, un accordo è possibile" [FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA In
palio, domenica e lunedì, non c'è solo il governo del Paese. In caso di
vittoria netta di Silvio Berlusconi, che ne sarà di Alitalia? Che dirà il Cavaliere al primo collega straniero cui ha
promesso di telefonare, ovvero Nicolas Sarkozy? Gli annuncerà con
rammarico l'arrivo di una cordata tricolore della quale "non può ancora
fare i nomi" o invece vincolerà il suo sì ad un accordo migliore? A
Palazzo Chigi al quesito non hanno ancora risposta. Nel frattempo "l'unica
proposta sul tavolo" resta quella di Air France-Klm. E il sottosegretario
Enrico Letta si augura che i sindacati non brucino la "seconda e ultima
chanche" perché dopo l'offerta di Parigi ci sarà solo il commissariamento.
Se i sindacati non firmeranno a breve l'accordo, con le valigie in mano, il
governo Prodi potrebbe essere costretto a imporre l'amara medicina. La
liquidità permette la sopravvivenza per poco più di un mese. Esattamente il
tempo necessario all'insediamento del nuovo esecutivo. Per questo ieri, al
termine di un vertice con le nove sigle di Alitalia,
Letta ha promesso che da martedì "con testardaggine e caparbietà"
tesserà la tela perché riprenda il dialogo. "L'intesa è possibile", a
"portata di firma", ma "siamo in una cristalleria e ogni mossa
può rompere tutto". E se Parigi tornerà, "sarà solo per firmare. Non
ci potranno essere giri a vuoto". I sindacati confederali si mostrano
scettici. "Parlare di intesa vicina non mi pare esercizio saggio",
dice il leader della Filt-Cgil Fabrizio Solari. Più cauti piloti e assistenti
di volo, che hanno meno da perdere da un accordo e opra cominciano a temere il
commissariamento: "Le distanze con Parigi non sono infinite", spiega
il leader dell'Anpac Fabio Berti. Tutti chiedono tempo e il via libera
bipartisan ad un prestito-ponte che però, senza l'accordo, farebbe
immediatamente scattare la procedura di infrazione a Bruxelles. "Il nostro
intervento può essere solo a valle", stoppa il ministro dello Sviluppo
Bersani. Letta - incaricato dal Partito democratico di gestire in extremis il
dossier sfilato dalle mani di Padoa-Schioppa - tenterà nel frattempo di
risolvere anche un'altra delle condizioni poste da Parigi per chiudere: la
cancellazione della causa da 1,25 miliardi della Sea contro Alitalia
per i tagli a Malpensa. Il presidente Giuseppe Bonomi è disponibile a farlo ad
almeno due condizioni: la revisione immediata di almeno sedici accordi
bilaterali che limitano le rotte intercontinentali e la concessione delle aree
demaniali per la realizzazione della terza pista. Il confronto sindacale
ripartirà invece da tre punti: il destino delle attività di terra, il rinnovo
della flotta, il modello di governance di Alitalia
nella holding Air France-Klm, considerato troppo sbilanciato a favore di Parigi.
La mediazione di Letta sarà informale: la partita si giocherà con Alitalia e i franco-olandesi. Se anche governo e sindacati
troveranno l'intesa, Berlusconi promette di "non tenerne conto",
benché "la si potrebbe traslare ad una nuova compagine". Ieri fra i
sindacati si sono chiesti se la battuta sibillina si riferisse alla possibilità
di chiudere un accordo diverso con Parigi. Ma nessuno per ora se la sente di
sondare "l'insondabile" ovvero le vere intenzioni del Cavaliere su Alitalia il giorno dopo il voto.