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T ARTICOLI DEL 10-16 maggio
2008 #TOP
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Articoli
Alitalia 2 (92)
L'ombra e la speranza
( da "Unita,
L'" del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: promessi sgravi fiscali e con problemi socialmente incendiari (Alitalia, emergenza rifiuti). Perciò gli toccherà fare di necessità virtù con una sorta di richiamo collettivo alla responsabilità nazionale, coinvolgendo istituzioni, sindacati e opposizione. È il dialogo bellezza. Parola che, in genere, per Berlusconi significa: incamerare i meriti e scaricare i problemi sugli altri.
Esteri,
il pericolo è la marcia indietro ( da "Unita, L'"
del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ma ciò che sta avendo un impatto devastante è l'atteggiamento sulla delicatissima e strategica vicenda Alitalia. Dopo aver fatto fallire l'opzione Air France - l'unica sinora rivelatasi praticabile - Berlusconi ha cominciato ad attribuire all' "Europa" e alle regole che tutelano la concorrenza, l'eventuale fallimento della fantomatica "cordata italiana".
Berlusconi
chiama Resca per pilotare l'Alitalia
( da "Unita,
L'" del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia. L'offerta non è di diventare azionista e di partecipare alla ventilata cordata Ermolli (ieri il consulente ha chiesto i dati aggiornati e Alitalia ha risposto che la sua richiesta "sarà attentamente considerata in sede del prossimo consiglio di amministrazione del 13 maggio"), ma di prendere in mano la compagnia di bandiera per gestirla e per dotarla di un piano industriale.
IL
FATTORE INCOMPETENZA ( da "Corriere della Sera"
del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: attuale squadra del governo Berlusconi venissero affidate Mediaset, Fiat, Eni, Luxottica e simili, in pochissimo tempo diventerebbero altrettante Alitalia. Il Cavaliere si vanta di essere un imprenditore. Perché non ci spiega, allora, come mai applica all'azienda Italia criteri di reclutamento che certo non applicherebbe alle sue aziende?.
Bruno
Ermolli chiede i dati alla compagnia
( da "Tempo,
Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stampa Alitalia Bruno Ermolli chiede i dati alla compagnia Nella sua qualità di incaricato dal Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, Bruno Ermolli ha inoltrato al Presidente di Alitalia la richiesta di dati ed informazioni aggiornati sulla Compagnia.
Alitalia,
la cordata si muove ( da "Repubblica, La"
del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Alitalia, la cordata si muove Ermolli chiede dati aggiornati. Ok dalla compagnia La due diligence dovrebbe durare un mese, poi si formerà il gruppo per l'offerta MILANO - Bruno Ermolli muove il suo primo passo ufficiale nella partita Alitalia.
Salvataggio
Alitalia Dopo l'addio alle trattative con Air France-Klm, il dossier era finito
( da "Stampa,
La" del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
SCATTA
il piano di Bruno Ermolli, superconsulente di Berlusconi, per dare un futuro ad
Alitalia ( da "Messaggero, Il"
del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: superconsulente di Berlusconi, per dare un futuro ad Alitalia. Dopo l'insediamento del governo, il manager, incaricato da Palazzo Chigi, ha chiesto ufficialmente alla compagnia di bandiera tutti i dati di bilancio. E delineato le prossime tappe: analisi dei dati e predisposizione di un progetto industriale sostenibile.
Alitalia,
la cordata italiana chiede i conti: presto il piano industriale
( da "Messaggero,
Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: È scattato il progetto di Ermolli Alitalia, la cordata italiana chiede i conti: presto il piano industriale.
Media,
rifiuti e Alitalia penalità pagate dall'Arcobaleno
( da "Liberazione"
del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il caso Alitalia". I potenziali elettori della Sinistra Arcobaleno, complice un sistema di informazione tendente a semplificare e incline alla censura e all'auto-censura, hanno sentito, nel primo caso, l'obbligo morale di non contribuire alla vittoria di Berlusconi, schierandosi in tal modo a favore della candidatura di Veltroni.
ROMA
Che cosa troverà Bruno Ermolli, superconsulente di Silvio Berlusconi, mettendo
sotto la l ( da "Messaggero, Il"
del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: per Alitalia e non solo per Alitalia, il nemico numero uno è il petrolio, cresciuto di oltre il 20% dall'inizio dell'anno. Ermolli verificherà che il carburante pesa per il 25% sul totale dei costi. Ai prezzi attuali il petrolio si avvicina rapidissimamente ad un valore doppio rispetto a quello previsto nel piano di Prato,
ROMA
- Parte il piano per salvare Alitalia. Un progetto in quattro atti quello
preparato da ( da "Messaggero, Il"
del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Di UMBERTO MANCINI ROMA - Parte il piano per salvare Alitalia. Un progetto in quattro atti quello preparato da Bruno Ermolli, il "superconsulente" di Silvio Berlusconi cui è affidata la sorte della compagnia di bandiera. A 24 ore dall'insediamento del governo, Ermolli è passato dalla fase di elaborazione a quella operativa.
"Il
Casinò di St-Vincent è una piccola Alitalia"
( da "Stampa,
La" del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: si sono coperte le magagne frutto di una strategia fallimentare che ha trasformato il Casino de la Vallée in una piccola vicenda Alitalia. Vantano l'attivo 2007, ma il casinò resta in crisi e trascina nel baratro anche Saint-Vincent. L'imperativo è privatizzare la gestione della casa da gioco e questo sarà uno dei nostri cavalli di battaglia della prossima legislatura".
Alitalia,
la cordata italiana è in pista ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Bruno Ermolli apre il dossier su mandato di Berlusconi La cordata nazionale per il possibile rilancio di Alitalia si presenta ufficialmente. Il manager Ermolli ha chiesto ieri dati e informazioni. La compagnia conferma. Berlusconi vuole stringere i tempi. Entra nel vivo il dossier Alitalia, e già nel primo giorno di insediamento del nuovo governo.
Bufera
politica sul bilancio E' come Alitalia
( da "Stampa,
La" del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: come Alitalia" Il bilancio 2007 di Casinò spa tornato in attivo grazie al cambio delle percentuali del riparto tra Regione e Spa scatena le forze di opposizione. "E' il frutto del disciplinare approvato a dicembre dello scorso anno dall'attuale maggioranza che, con una norma "salva casinò" concede un pacchetto di almeno 10 milioni di euro più del previsto.
Ermolli
spiazza il Tesoro e chiede ad Alitalia di vedere i conti della società
( da "Stampa,
La" del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: la soluzione al caso Alitalia. Insieme al barattolo Cirio, ieri sul tavolo che fu di Quintino Sella Giulio Tremonti aveva già le carte sulle tre grandi promesse della campagna elettorale. Nella lista delle priorità è in testa la detassazione degli straordinari: ieri mattina il professore di Pavia ha avuto subito una riunione con il collega del Lavoro Maurizio Sacconi.
Dieci
volti per Alitalia ( da "Secolo XIX, Il"
del 11-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: cargo di Alitalia. In un'intervista al quotidiano Il Denaro, Fabrizio Vettosi, amministratore delegato di Efilog private equity e grande esperto di shipping, ha definito "logica" l'ipotesi di un interesse di Aponte per Alitalia: "È un'opportunità per diversificare il business, come ha già fatto Evergreen, il quinto operatore marittimo mondiale attivo nel ramo container con Eva Air.
L'INTERESSEDELLE
BANCHE ( da "Secolo XIX, Il"
del 11-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il bocconiano di Intesa Sanpaolo, 53 anni, comasco, ha fatto sapere che "se si trovasse il modo di ristrutturare e rilanciare Alitalia noi non ci tireremmo indietro" 11/05/2008.
<Alitalia
vaglierà la proposta italiana>
( da "Giornale.it,
Il" del 11-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia vaglierà la proposta italiana" di Redazione Roma. Via libera da parte di Alitalia alla possibilità - indicata dal ministro Tremonti - di una soluzione "italiana e privata" alla crisi. In una nota, la compagnia ha aperto le porte: "La richiesta pervenuta da Bruno Ermolli, incaricato dal presidente Silvio Berlusconi,
Lo
stato non entrerà nella cordata alitalia
( da "Repubblica,
La" del 11-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia AirOne e Intesa in pole position, un altro terzo a privati italiani Tremonti corregge Berlusconi Ermolli al lavoro sui conti della compagnia MILANO - La cordata italiana per salvare l'Alitalia c'è anche se ancora nessuno l'ha vista. A confermarne l'esistenza e la volontà di mettere insieme un gruppo di imprenditori nostrani capaci di risollevare le sorti della compagnia
<La
solidarietà non basta Rom e i migranti sono i nuovi oppressi>
( da "Liberazione"
del 11-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Vedi il caso Alitalia. E di fronte a tutto questo cosa dovrebbe fare la sinistra? Sono vent'anni che la sinistra subisce l'egemonia culturale della destra. E di fronte a questa valanga l'unica risposta è stata quella solidaristica. E' arrivato il momento di rispondere in termini di interessi e di diritti delle persone.
ROMA
- I nodi più urgenti da sciogliere del dossier Alitalia arrivano sul tavolo del
go ( da "Messaggero, Il"
del 11-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ha spiegato una nota di Alitalia. Quali? In soccorso delle esigenze di liquidità sono arrivati i 300 milioni del prestito varato dal governo Prodi. Ma manca ancora il verdetto di Bruxelles. E comunque, nel frattempo, la macchina di Alitalia non si può fermare: c'è da completare l'attuazione del piano Prato, avrebbero detto i vertici a Letta.
Alitalia,
allarme di Police al governo ( da "Messaggero, Il"
del 11-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Sul tavolo del cda di martedì il via libera alla verifica dei conti e la scelta per la guida della compagnia Alitalia, allarme di Police al governo Summit con Letta: problemi urgenti da risolvere. Resca in pole per il vertice.
<Area
ex Falck? I progetti rischiano un nuovo stop>
( da "Corriere
della Sera" del 11-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: le Medtronic, la General Electric, l'Alitalia, tutta la via Carducci". E l'amore per la loro città i Pasini l'hanno manifestato anche nella squadra di calcio, la Pro Sesto, presidente Elisabetta Pasini, "Abbiamo dato le scuole alla città quando non ce n'erano e i nostri figli facevano i doppi e tripli turni.
I
soldi <segreti>: extragettito tra i 2 e i 3 miliardi
( da "Corriere
della Sera" del 11-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Soprattutto dopo che Berlusconi ha riaperto la partita dell'Alitalia, nella quale la Commissione era schierata apertamente con Air France Klm. E che lo stesso Tremonti, in cuor suo, sperava di non trovare ancora aperta al suo ritorno dietro la scrivania di Quintino Sella. Il primo boccone indigesto da mandare giù.
<Per
Alitalia una cordata italiana>
( da "Corriere
della Sera" del 11-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 2 categoria: REDAZIONALE L'impegno "Per Alitalia una cordata italiana" ROMA - Un'Alitalia "italiana e fondamentalmente privata". Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, azionista pubblico di riferimento della compagnia aerea, dice qual è l'obiettivo e forse anche l'auspicio del governo nella ricerca di una soluzione anti-crisi.
Senza
pretese nessun dispiacere ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 11-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia tornasse a volare grazie a chissà quale miracolo. Che i "bamboccioni" non si stufassero di essere definiti "bamboccioni" da chi ha stipendi e figli con stipendi a vari zeri. Che la querelle sui privilegi della Casta fosse solo un fenomeno letterario dal successo passeggero, che nessuno si accorgesse del moltiplicarsi di poltrone e sottopoltrone,
<Padoa
Schioppa? Con lui è aumentata solo la spesa pubblica>
( da "Padania,
La" del 11-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Padoa Schioppa fa sapere che gli dispiace per la vicenda Alitalia. Secondo lui la proposta di Air France era la migliore possibile. Concorda? "Dice il vero a metà. Sarebbe stata un occasione unica se non avesse penalizzato Malpensa. Così è la peggiore possibile". Torniamo indietro: va bene aspettare quindici anni ma qualcosa si può fare subito per rilanciare l economia del Paese?
Resterà
italiana e in mani private ( da "Stampa, La"
del 11-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia "Resterà italiana e in mani private" Per Alitalia il nuovo governo punta a una soluzione "italiana e privata". Il neo ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, detta la linea in vista del consiglio d'amministrazione di martedì quando potrebbe arrivare anche la nomina dell'amministratore delegato,
Il
governo vola basso: L'Alitalia a italiani e privati
( da "Manifesto,
Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il governo vola basso: "L'Alitalia a italiani e privati" Roma La linea per il caso Alitalia è apparentemente una sola, benché nel nuovo governo sia fortemente presente l'idea di un commissariamento, sostenuta dalla Lega e in via per ora privata da Giulio Tremonti. Ufficialmente, "cerchiamo una soluzione italiana e fondamentalmente privata",
Con
tiscali vola all'estero un altro pezzo delle tlc italiane
( da "Repubblica,
La" del 12-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, primo vero banco di prova del governo Berlusconi, ci vorrebbe un manager del calibro di Corrado Passera o di Sergio Marchionne Se le indiscrezioni sui pretendenti di Tiscali si riveleranno esatte anche l'operatore di tlc con sede a Cagliari e fondato dall'imprenditore sardo Renato Soru rischia di uscire dall'orbita italiana.
RIFLETTEVO
sul fatto che sono scattati una serie di scioperi dei trasporti: da quelli
( da "Messaggero,
Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: in quanto non appena un nuovo governo si affaccia alla ribalta, le categorie, che certamente hanno legittimi motivi per scioperare, lo fanno. Il senso: ricordatevi che abbiamo problemi irrisolti. Ma della questione Alitalia della quale si è parlato per giorni e giorni, che ne è? Si è risolta? Si sta risolvendo? È già subentrata un'altra compagnia?.
<Malpensa,
seimila posti a rischio> ( da "Padania, La"
del 12-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Malpensa dopo l abbandono di Alitalia dell aeroporto varesino. É quanto emerge da una stima del Comitato Malpensa, l associazione che riunisce le camere di commercio di Milano, Varese e Novara. "Si stima - afferma Gianfredo Comazzi, presidente del Comitato Malpensa - che i posti a rischio siano in linea diretta circa 6mila, molti di più considerando l intera area vasta di Milano,
<Il
destino di Alitalia deve restare svincolato da quello di Malpensa>
( da "Padania,
La" del 12-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: lombardo può vivere se messo in condizioni di poter competere sul mercato "Il destino di Alitalia deve restare svincolato da quello di Malpensa" Giancarlo Mariani Il neoministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha affermato, in un intervista alla Stampa, che "Un grande paese come l Italia non può permettersi di non avere una compagnia di bandiera in grado di stare sul mercato.
Come
ha messo in crisi la sinistra - gabriele romagnoli
( da "Repubblica,
La" del 13-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: difesa del Paese a chi vuole smembrarlo Si vuole tenere Alitalia in mani nazionali quasi Spinetta fosse come Zidane GABRIELE ROMAGNOLI C'è stato un momento divinatorio, in cui il futuro imminente dell'Italia è apparso chiaro a chiunque avesse occhi per vederlo. Era il luglio del 2006, la Nazionale aveva appena vinto i Mondiali di calcio e i trionfatori sfilavano ai Fori Imperiali,
Alitalia,
tocca a Resca ( da "Secolo XIX, Il"
del 13-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia,
i conti dopo l'offerta ( da "Corriere della Sera"
del 13-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: REDAZIONALE La risposta a Ermolli Alitalia, i conti dopo l'offerta ROMA - Sembra destinata a prolungarsi l'attesa per un nuovo amministratore delegato in Alitalia. Malgrado le voci di un possibile arrivo di Mario Resca o Maurizio Basile, l'azionista, cioè il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, sarebbe intenzionato a lasciare al mercato,
Malpensa
<soffia> Air Berlin a Bergamo
( da "Corriere
della Sera" del 13-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: effetto innescato dalla crisi di Alitalia si fa sentire anche negli altri aeroporti lombardi Malpensa "soffia" Air Berlin a Bergamo La compagnia: scalo più adatto ai nostri clienti. La Sacbo: già rimpiazzata Nei giorni scorsi era stato segnalato il pericolo di una "cannibalizzazione" tra gli scali lombardi MILANO - Magari rimarrà un episodio circoscritto,
Alitalia
( da "Corriere
della Sera" del 13-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Corriere
della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-05-13 num: - pag: 9
categoria: BREVI Alitalia Forfait Da aprile Alitalia ha tagliato i due terzi
dei voli su Malpensa: previsto un decremento del traffico da
ROMA
- Guidare Alitalia? Solo l'idea fa tremare i polsi - dice al <
( da "Messaggero,
Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Di UMBERTO MANCINI ROMA - Guidare Alitalia? "Solo l'idea fa tremare i polsi" - dice al Messaggero Mario Resca, in pole position per la guida della compagnia. "Sarebbe un compito durissimo - spiega - ma come per una chiamata al servizio militare direi "obbedisco" perchè sarebbe rendere un servizio al Paese".
Spunta
resca per la guida alitalia - lucio cillis
( da "Repubblica,
La" del 13-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: vertice di Alitalia dopo settimane di indiscrezioni, non nasconde le difficoltà: nel giorno dei conti trimestrali di Alitalia, il cda della compagnia di bandiera è destinato a cambiare volto. E l'esperto manager - già alla testa di McDonald's Italia ed ex commissario straordinario di Cirio-Del Monte - avrebbe dato la propria disponibilità al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi,
L'accusa
di Urbani: <La colpa è dell'azienda Ora basta agli agguati>
( da "Giornale.it,
Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia. "Quel rapporto dice che nonostante ci siano 13mila dipendenti la Rai spende oltre il 60% in produzioni esterne. Una notazione che, provenendo dal sindacato, contiene un'ironia infinita e inconsapevole. In ogni caso c'è un difetto nel manico nel senso che o non si sanno scegliere o non si sanno impiegare le risorse umane.
La
prima uscita pubblica del tremontismo
( da "Voce
d'Italia, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: l'affaire Alitalia. "Cerchiamo una via italiana e fondamentalmente privata. Se non funzionerà vedremo. Saremo dentro le procedure di legge e dentro quelle procedure guarderemo le offerte. Tuttavia, il rischio che la nostra compagnia andasse in mano ad un nostro concorrente nel turismo è stato evitato".
Fari
puntati sulla "due diligence" di Ermolli e sul nuovo vertice
( da "Opinione,
L'" del 13-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ALITALIA Fari puntati sulla "due diligence" di Ermolli e sul nuovo vertice Grande attesa per la riunione del Consiglio di Amministrazione dell'Alitalia che oggi esaminerà i conti del primo trimestre dell'anno. Nel corso della riunione verrà discussa la richiesta avanzata da Bruno Ermolli di poter esaminare i conti dell'aviolinea per conto della cordata di imprenditori che lo stesso
Puzzle
la cordata italiana, privata solo sulla carta
( da "Riformista,
Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Puzzle la cordata italiana, privata solo sulla carta Al vertice di Alitalia arriva l'"esorcista" Resca Mario Resca non si negherà: guidare Alitalia "sarebbe una cosa durissima, come una punizione ai lavori forzati, ma come per una chiamata al servizio militare direi "obbedisco" perché sarebbe rendere un servizio al paese".
Alitalia,
la Ue proroga i tempi per il prestito
( da "Giornale.it,
Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia. Nel frattempo, arriverà in aula a Palazzo Madama il 21 maggio prossimo il decreto del finanziamento-ponte da 300 milioni di euro per Alitalia. Ue concede proroga al 30 maggio "Confermo che in seguito a una richiesta da parte delle autorità italiane la commissione europea ha deciso di concedere all'Italia una proroga fino al 30 maggio per rispondere alle osservazioni sul
I
Mondiali decollano da Malpensa ( da "Padania, La"
del 13-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Via l Alitalia, Malpensa non ha nessuna intenzione di smettere di pedalare verso un traguardo vincente. I Mondiali, dal 22 al 28 settembre, rappresentano una splendida occasione di promozione e l inno Varese va , composto e cantato da Memo Remigi, vuole essere un biglietto da visita, al di là dell evento sportivo.
<Alitalia
non si svende> ( da "Secolo XIX, Il"
del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia non si svende" Il cda chiamato ad approvare i conti Berlusconi in Parlamento spinge per la cordata, l'unica via per risolvere la crisi Roma. Conti in rosso. Ma trattandosi di Alitalia quasi non fa notizia. Allora fanno più discutere il rinvio della nomina del nuovo amministratore delegato, ormai da tutti indicato in Mario Resca,
Alitalia,
perdita raddoppiata ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Pagina 213 ieri il cda Alitalia, perdita raddoppiata Ieri il cda --> Primo trimestre 2008 ancora in rosso per Alitalia. Il consiglio di amministrazione, riunito ieri sera dalle 17, è stato chiamato a dare il via libera ai conti dei primi tre mesi che dovrebbero segnare una perdita di circa 280 milioni di euro prima delle imposte rispetto ai 146,
Air
France-British: obiettivo Meridiana
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
14-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: vettori internazionali in attesa che si chiarisca il destino di Alitalia. Sindacati preoccupati. In attesa di conoscere il destino di Alitalia, Meridiana si prepara ai cambiamenti nel mercato aereo. Dopo l'alleanza con Eurofly, si studiano nuove opportunità. O meglio, sono alcune compagnie internazionali che guardano al vettore sardo: fanno gola le rotte e gli slot di Meridiana,
L'ex
euroscettico torna a bruxelles giulio rilancia la sfida ad almunia - andrea
bonanni ( da "Repubblica, La"
del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ex euroscettico torna a Bruxelles Giulio rilancia la sfida ad Almunia Dal deficit all' Alitalia, i nuovi terreni di confronto con Bruxelles Nel 2003 riuscì a far modificare con l'appoggio di Parigi e Berlino il patto di stabilità ANDREA BONANNI dal nostro corrispondente BRUXELLES - Se ne era andato nel 2006 con un'Italia sotto procedura di infrazione per deficit eccessivo.
L'Europa
concede più tempo ad Alitalia Ma i conti precipitano Nei primi tre mesi del
2008 persi 215 milioni Il CdA: tempi strettissimi per ricapitalizzare
( da "Unita,
L'" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Europa concede più tempo ad Alitalia Ma i conti precipitano Nei primi tre mesi del 2008 persi 215 milioni Il CdA: tempi strettissimi per ricapitalizzare di Roberto Rossi/ Roma PERDITE Nessuna svendita o nazionalizzazione. La crisi si risolverà "facendo appello al contributo delle imprese italiane che hanno tutto da guadagnare".
Rai,
Epifani lancia l'allarme Rischio Alitalia per la tv di Stato Troppe spese per
le produzioni esterne, così finirà a picco Oggi le riunioni Cda e Agcom sul
caso Travaglio ( da "Unita, L'"
del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il rischio Alitalia non ci deve cogliere impreparati". Oibò. Qui tutti parlano di posti da occupare, di sanzioni e di censure, di agguati e di altre amenità, ed il capo della Cgil se ne esce con lo spettro di Alitalia. A che si riferisce? Semplice: al fatto che, come emerge dal consuntivo del quinquennio 2002-2006,
<Rimettiamo
subito in moto il Paese l'Italia non ha più tempo da perdere>
( da "Giornale.it,
Il" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, senza svendere e senza rinazionalizzare, facendo appello al contributo decisivo della finanza e dell'impresa italiane. (...) La crescita della prosperità e del ruolo dell'Italia in Europa e nel mondo, nel segno della responsabilità occidentale e della ricerca di vie credibili alla pace, saranno la bussola della nostra politica come Paese fondatore del progetto europeo,
ROMA
Alitalia sempre più in rosso. Le perdite del primo trimestre superano di 62
milioni quell ( da "Messaggero, Il"
del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
e AirOne: chi mangia chi? ( da "Manifesto, Il"
del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Che invece Alitalia possiede da sempre. Il "piano" ricalcherebbe in questo caso quello a suo tempo tracciato da Seabury Group, società di consulenza aeronautica che aveva lavorato al dossier Alitalia prima per conto del Texas Pacific Group (al tempo della gara per la vendita) e poi con AirOne.
Alitalia,
maxi perdita da 215 milioni ( da "Corriere della Sera"
del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
allarme
rosso" per Alitalia che ieri ha chiuso il primo trimestre con una perdita,
prima delle imposte, di 215 milioni di euro e una pericolosa riduzione del
patrimonio netto del gruppo a 96 milioni di euro (
ROMA
- Alitalia prende tempo per il via libera alla due diligence sui conti. La rich
( da "Messaggero,
Il" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia prende tempo per il via libera alla due diligence sui conti. La richiesta del superconsulente Bruno Ermolli ("apprezzata con favore") di avere accesso ai conti più sensibili della compagnia sarà soddisfatta solo a due condizioni: 1) che la l'azionista Tesoro definisca "il contesto", cioè la procedura di vendita,
Alitalia:
Ermolli faccia un'offerta ( da "Messaggero, Il"
del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Salgono le perdite nel primo trimestre (215 milioni di euro). La compagnia: "Serve una ricapitalizzazione in tempi strettissimi" Alitalia: "Ermolli faccia un'offerta" Il Cda pone condizioni per l'ok alla verifica dei conti e chiede chiarimenti al Tesoro.
Raddoppia
il "rosso" alitalia prestito ponte, mano tesa ue - lucio cillis
( da "Repubblica,
La" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia prestito ponte, mano tesa Ue Berlusconi: la salveremo senza svendere Prorogata al 30 la risposta ai dubbi di Bruxelles. Al cda discussione sul nuovo ad LUCIO CILLIS ROMA - Un consiglio di amministrazione fiume, drammatico, con i conti sempre più in rosso e vicini ad una perdita di 280 milioni di euro prima delle imposte,
Alitalia,
Berlusconi insiste: <Non ci sarà una svendita>
( da "Giornale.it,
Il" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 114 del 2008-05-14 pagina 25 Alitalia, Berlusconi insiste: "Non ci sarà una svendita" di Redazione Il cda comunica la trimestrale e risponde a Ermolli: "Vedere i conti? Presenti manifestazione d'intenti" da Milano Peggiorano ancora i conti dell'Alitalia. E non s'intravede, allo stato, la soluzione della sua crisi.
ALITALIA,
IL PASSIVO SUPERA QUOTA 215 MILIONI
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, il passivo supera quota 215 milioni NANDO SANTONASTASO Una riunione-fiume, iniziata alle 17 nella sede della Magliana e protrattasi per ore. Riunito fino a tardissima sera il consiglio di amministrazione di Alitalia, chiamato ad approvare i delicati dati finanziari emersi pure dalla prima trimestrale 2008 (215 milioni di euro la perdita annunciata prima delle imposte,
Cresce
il rosso di Alitalia Il cda: operatività a rischio fumata nera sul nuovo ad
( da "Stampa,
La" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Cresce il rosso di Alitalia Il cda: operatività a rischio fumata nera sul nuovo ad ROMA "Apprezzamento" per l'interesse di Bruno Ermolli, ma il cda di Alitalia "resta in attesa di una circostanziata manifestazione di intenti che si mostri coerente con le citate indicazioni di contesto per convenire l'avvio della richiesta di due diligence"
Tutti
in rotta verso Malpensa ( da "Padania, La"
del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia smobilita la propria flotta su Malpensa come ha fatto? Nessun problema. All hub lombardo c è la coda per prendere il suo posto. Lo dimostrano non solo l intesa siglata il 29 aprile fra la Sea e Lufthansa ma anche il patto di America Airlines che ieri ha inaugurato il suo nuovo collegamento fra lo scalo varesino e il New York Jfk con cadenza giornaliera per il periodo estivo
Il
mosaico del Cav. è quasi completo
( da "Padania,
La" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: credito interverrà nell acquisizione di Alitalia "in presenza di un piano rigoroso" e se sussistono "forti possibilità di successo e di ripresa industriale dell'azienda". Il secondo ha chiarito: "Se si trovasse un modo per ristrutturare e rilanciare Alitalia, e si può, non ci tireremo indietro, o per lo meno porteremo agli organi deliberanti un progetto se fosse reputato valido"
Incredibile:
Alitalia chiede i danni a Sea ( da "Padania, La"
del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ieri da Alitalia, si legge nella nota, "contiene domande riconvenzionali nei confronti di Sea, per vari titoli e per importi non lontani, per quanto allo stato quantificato, dalle pretese della Sea relativamente alle perdite di Alitalia derivanti dall inadempimento da parte di Sea agli obblighi di sviluppo dell aeroporto di Malpensa che su di essa gravano in quanto concessionaria,
Senato,
sessione per conversione decreto Alitalia
( da "Padania,
La" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
La seduta (o
le sedute) dedicate al decreto sull Alitalia si dovrebbero svolgere nella
settimana che va da lunedì
Alitalia,
oggi il cda: Resca disponibile a diventare ad
( da "Padania,
La" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: delegato e presidente di Alitalia si era già espresso nei giorni scorsi in maniera positiva il premier Silvio Berlusconi. Se l esito della riunione di oggi sarà questo, Mario Resca potrebbe andare ad affiancare l attuale presidente Aristide Police ai vertici di Alitalia, con il compito di sanare le casse della compagnia di bandiera e con poteri di tipo operativo e di coordinamento.
Malpensa
lancia la volata Mondiale ( da "Padania, La"
del 14-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: da quando si è liberata del peso di Alitalia, pedala in scioltezza verso traguardi importanti. La presentazione ufficiale dei campionati è avvenuta proprio qui, in un area del piano arrivi, tra gli occhi curiosi dei passeggeri in transito e una platea importante. "Siamo in overbooking - mi sorride divertito Amedeo Colombo, presidente del comitato organizzatore -
Quel
venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni
( da "Giornale.it,
Il" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.
Via
il rappresentante del tesoro cda alitalia a livello di guardia
( da "Repubblica,
La" del 15-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: dimissioni Via il rappresentante del Tesoro cda Alitalia a livello di guardia ROMA - Il cda di Alitalia perde un altro membro e con tre consiglieri rimasti tocca la soglia minima prima della decadenza di tutto il consiglio. Dopo le dimissioni del presidente Maurizio Prato, 40 giorni fa, ieri Giovanni Sabatini ha rimesso il mandato "con effetto immediato" per rientrare in Consob.
Alitalia
perde anche il consigliere Consob
( da "Unita,
L'" del 15-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: dopo sette ore di dibattito, lunedì i consiglieri di Alitalia decidono che la cosa non si può fare. Se Ermolli vuole visionare i conti deve formalizzare la sua richiesta. La decisione, che in altre occasioni sarebbe stata scontata visto che Alitalia tra l'altro è quotata, in questo frangente assume però tutto un altro sapore.
ROMA
- Più economici e a minore impatto ambientale. Questi i vantaggi delle nuovi voli
( da "Messaggero,
Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, è ancora più evidente il risparmio economico delle compagnie aree. "Per le compagnie aeree - spiega Giovanni Torre, responsabile delle operazioni di rotta di Enav - non significa una soluzione al problema del costo dei consumi di carburante, ma un contributo che, moltiplicato per le altre tratte che in seguito potranno essere innalzate,
Vendita
Alitalia, le mosse del Tesoro ( da "Messaggero, Il"
del 15-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Tremonti mette mano allo schema di procedura e prepara il rinnovo al vertice Vendita Alitalia, le mosse del Tesoro Non decolla l'intesa Toto-Ermolli Il patron di Air One punta a un ruolo di rilievo nella cordata italiana.
ROMA
- Bruno Ermolli prova a ripescare Carlo Toto. Coinvolgere il patron di Air One
nella co ( da "Messaggero, Il"
del 15-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Un accordo dovrà comunque essere raggiunto in tempi stretti in modo da poter presentare un'offerta al cda di Alitalia che attende anche dall'azionista un'indicazione sulla procedura da seguire. Su quesro fronte, non c'è ancora una decisione sul tavolo. Ma il ministro del Tesoro, Giulio Tremonti, ha ripreso in mano il dossier Alitalia appena tornato ieri da Bruxelles.
Sabatini
lascia Alitalia Per la Consob ( da "Corriere della Sera"
del 15-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 37 categoria: REDAZIONALE Ritorni Sabatini lascia Alitalia Per la Consob ROMA - Un consigliere di amministrazione che lascia. Un capo del personale, Massimo Cestaro, il cui contratto non viene riconfermato. Si aggrava la situazione in Alitalia, la compagnia che martedì ha dichiarato 215 milioni di perdite nel primo trimestre.
Il
liberal e il colbertista, le divergenze parallele
( da "Corriere
della Sera" del 15-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Giulio Tremonti probabilmente confidava che Alitalia fosse venduta ad Air France prima delle elezioni. Renato Brunetta ha giudicato "impensabile svendere Alitalia ai francesi". Insomma: più diversi, i punti di vista del ministro dell'Economia, Tremonti, e del ministro della Funzione pubblica, Brunetta, non potrebbero essere.
<Manager,
più tasse sui maxi-stipendi E mercoledì via al taglio dell'Ici>
( da "Corriere
della Sera" del 15-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: questo precedente per il salvataggio della compagnia di bandiera Alitalia. Nella sostanza ha assunto una posizione nei confronti dell'Europa vicina a quella della Francia di Nicolas Sarkozy e l'ha chiarita con varie proposte ai colleghi dell' Eurogruppo. E' partito da "a" di agricoltura per sostenere gli aiuti di Stato che finanziano "la coltivazione e non più l'abbandono dei campi".
Alitalia,
Il Cda: <Conti sempre più in rosso>. Il premier: <Presto una
soluzione> ( da "Campanile, Il"
del 15-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, Il Cda: "Conti sempre più in rosso". Il premier: "Presto una soluzione" Alitalia sempre più in crisi. Stretta tra la morsa dei conti, il costo del greggio, la necessità di una ricapitalizzazione a breve e la speranza che la cordata italiana o un altro compratore bussino al più presto alla sua porta.
Si
insedia la commissione speciale conversione decreti legge
( da "Voce
d'Italia, La" del 15-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, trattato nella seduta di ieri dove svolta la relazione illustrativa e registrati gli interventi dei senatori DIVINA e BODEGA (LNP), BUBBICO (PD) e del sottosegretario CASERO, è stato fissato per lunedi 19 maggio, alle ore 18 il termine per la presentazione degli emendamenti, e continuo per Martedi 20 maggio alle ore 14 con l'
Martedì
subito faccia a faccia con i sindacati
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
15-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: di Alitalia e del rilancio degli investimenti per infrastrutture, innovazione e ricerca. La Cgil ha già 5 proposte con cui controbattere all'annunciata abolizione dell'Ici sulla prima casa che ritiene non essere una priorità: detrazione per i redditi da lavoro dipendente, sostegno alle pensioni, interventi su prezzi e tariffe,
Proroga
Ue: Piano Alitalia, risposta entro il 30 maggio
( da "Padania,
La" del 15-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: intende affrontare la crisi di Alitalia con una soluzione "fondamentalmente italiana e privata", i due parlamentari ricordano che "il 30 marzo 2008 Alitalia ha tagliato centinaia di voli da Malpensa, causando gravi problemi occupazionali per i lavoratori Sea, i precari e l indotto" e sottolineano che "il collegamento Alitalia Malpensa-Boston aveva un carico di passeggeri pari al 90%
Cda
Alitalia, si dimette il consigliere Sabatini
( da "Padania,
La" del 15-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: riferendosi al lavoro del nuovo Governo su Alitalia. "Noi non conosciamo più da mesi la situazione di Alitalia, rimaniamo però convinti che si debba fare di tutto per trovare una soluzione per creare un azienda forte e valida in questo settore in Italia, un Paese che la merita e che ha tutti i numeri per giustificarla", ha concluso.
Alitalia,
Ermolli a Palazzo Chigi ( da "Corriere della Sera"
del 16-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: per la conversione del decreto sul prestito Alitalia, Ermolli a Palazzo Chigi Tremonti studia il dossier. Il nodo della due diligence ROMA - Si è parlato di Alitalia ieri a Palazzo Chigi nell'ambito dei vertici convocati da Berlusconi sulle maggiori emergenze del Paese che saranno trattate nel prossimo consiglio dei ministri a Napoli.
<Siamo
protagonisti nel Paese> Nuova campagna per l'estate
( da "Corriere
della Sera" del 16-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia ha lanciato la nuova campagna per l'estate, con destinazioni e prezzi, validi per tutto maggio. "Con 630 voli che ogni giorno partono per 83 destinazioni, Alitalia - spiega il gruppo - vuole riaffermare, attraverso la campagna "Volare Alitalia, fa volare l'Italia", di essere un indispensabile protagonista a supporto della mobilità e dello sviluppo economico del Paese"
Alitalia
perde passeggeri e il consigliere Sabatini
( da "Tempo,
Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia perde passeggeri e il consigliere Sabatini Alitalia perde un consigliere di amministrazione, Giovani Sabatini, e registra nei primi tre mesi del 2008 una flessione dei ricavi legati al traffico passeggeri pari a circa 40 milioni. Un calo che per i vertici della compagnia è riconducibile "alla continua erosione di credibilità commerciale della società conseguente al flusso
ROMA
- Bruno Ermolli riporta il dossier Alitalia a Palazzo Chigi. Incassato lo stop
alla due diligen ( da "Messaggero, Il"
del 16-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Intanto, Alitalia prova a dare segnali chiari della sua piena operatività. "Volare Alitalia, fa volare l'Italia" è lo slogan della nuova campagna pubblicitaria lanciata ieri Obiettivo, riaffermare "di essere un indispensabile protagonista a supporto della mobilità e dello sviluppo economico del Paese".
Rifiuti
di Napoli, cercasi sottosegretario disponibile Una struttura alle dirette dipendenze
di Palazzo Chigi prenderà il posto del commissario De Gennaro. Quanto costerà?
( da "Unita,
L'" del 16-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: assieme alla sicurezza e ad Alitalia, è tra le priorità del governo annunciate in campagna elettorale. E il presidente del Consiglio sarebbe intenzionato ad arrivare a Napoli, mercoledì in occasione del preannunciato Consiglio dei ministri itinerante, con un provvedimento già definito a grandi linee.
Berlusconi
alla ricerca della cordata ( da "Unita, L'"
del 16-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: edizione del ALITALIA Incontro con Ermolli Berlusconi alla ricerca della cordata Sul tavolo di Silvio Berlusconi, oltre a rifiuti e sicurezza, anche il dossier Alitalia. Per fare il punto, ieri a Palazzo Chigi, una riunione di due ore con Bruno Ermolli, il consulente incaricato dal premier di seguire il dossier sulla compagnia,
Scontri
all'orizzonte, le divisioni indeboliscono
( da "Unita,
L'" del 16-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia o questioni impellenti come la realizzazione completa del protocollo sul welfare. Sono all'orizzonte trattative difficili, sono da mettere in conto confronti e scontri. Tempi duri, dunque. E' l'unica constatazione sulla quale è emersa una consonanza nell'assemblea dei metalmeccanici, tra Guglielmo Epifani e Gianni Rinaldini.
<Certi
gruppi editoriali vogliono farci a pezzi>
( da "Giornale.it,
Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: È crollata anche l'Alitalia...". Qualcuno infatti ha fatto il paragone. "Ed è qui che i conti non tornano! Perché Alitalia è uscita dalla competizione. Mentre noi siamo l'ultima grande azienda pubblica forte e competitiva!". Quindi deve continuare a investire? "Sa che cosa sogno io?
Alitalia,
parte la campagna ( da "Giornale.it, Il"
del 16-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 16 pagina 26 Alitalia, parte la campagna di Redazione "Volare Alitalia, fa volare l'Italia" è lo slogan della campagna di comunicazione destinata a promuovere le destinazioni ed i prezzi, validi per tutto il mese di maggio, per volare in estate. Con 630 voli che ogni giorno partono verso 83 destinazioni in tutto il mondo,
( da "Unita, L'" del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del L'ombra e la speranza Antonio Padellaro Segue dalla Prima D avvero
nei prossimi cinque anni (se va bene) il paese sarà costretto ad ascoltare
esclusivamente la musica dell'orchestra Berlusconi? *** "Le Roi" con
questo titolo e una foto solenne del cavaliere "Liberal", giornale
dell'Udc, ha reso la novità di una forma di governo a metà tra repubblica e
monarchia. Nella quale il presidente del Consiglio, Lega a parte, comanda da
solo visto che tutto l'esecutivo più che da ministri è fatto da suoi
collaboratori e collaboratrici. Chi poi coglie magistralmente lo spirito dei
tempi è Altan su " la Repubblica" di ieri. Con un intervistatore in
ginocchio che chiede: si cambia stile? E con il premier che impugna un
minaccioso frutto: si, guardi questa sobria banana grigio soft. Un governo
proprietario e quindi forte, come hanno notato gli osservatori più attenti.
Dove gli alleati partecipano ma contano poco o non contano affatto. Basti
pensare alla triste sorte dei postdemocristiani che tanti rospi fecero ingoiare
al Berlusconi della Cdl. Al posto dell'ingombrante Casini e della petulante Udc
oggi siede il mansueto Rotondi. Un fantomatico ministro per l'attuazione del
programma ma che al giuramento del Quirinale appariva felicemente appagato.
Sistemato Gianfranco Fini alla Camera, ciò che resta di An sono il simpatico La
Russa (reso celebre dall'imitazione di Fiorello) e la giovane Meloni
considerata dal capo, al pari delle altre ministre, una "bambina" da
svezzare. Non ripeteremo quanto già scritto sugli uomini del leader indiscusso
chiamati a presidiare le postazioni strategiche (i magistrati al devoto Alfano;
imprenditori e produttori al navigato Scajola). Nuovo sembra piuttosto lo stile
dialogante che il Berlusconi Terzo vorrebbe incarnare togliendosi l'elmetto e
il manganello del Berlusconi Secondo (2001- 2006). Non che la natura dell'uomo
sia cambiata visto che solo pochi giorni fa, in campagna elettorale, Berlusconi
continuava a definire gli avversari del Pd comunisti travestiti e
antropologicamente diversi. Ora però è alle prese con un ciclo economico di
crescita zero che rende problematici i promessi sgravi
fiscali e con problemi socialmente incendiari (Alitalia, emergenza rifiuti). Perciò gli toccherà fare di necessità virtù
con una sorta di richiamo collettivo alla responsabilità nazionale,
coinvolgendo istituzioni, sindacati e opposizione. È il dialogo bellezza.
Parola che, in genere, per Berlusconi significa: incamerare i meriti e
scaricare i problemi sugli altri. Più o meno la sobria banana grigio
soft di Altan. Che ne pensa il Pd? *** Sul governo ombra lanciato ieri da
Walter Veltroni nello stesso Partito Democratico circolano opinioni diverse.
C'è chi ha ricordato (Visco) l'esperienza non positiva di Achille Occhetto nel
lontano '89. Mentre altri s'interrogano sulla effettiva capacità di incidere da
parte di un organismo escluso dal ponte di comando. Su queste colonne
Gianfranco Pasquino ha invece detto che uno strumento di controllo, di critica,
di controproposta potrebbe essere molto utile al Pd anche per collegarsi con la
società. Per tornare a comunicare, aggiungiamo noi, con quei 12 milioni di
elettori che dopo il doppio choc del 14 (politiche) e del 28 aprile (Roma) sono
stati lasciati da soli a rimuginare sulla sconfitta o a deprimersi sulla
lettura del presunto duello D'Alema-Veltroni. Se poi, oltre all'iniziativa
mediatica, la composizione del governo ombra sarà servita a restituire unità
d'intenti al gruppo dirigente democratico, tanto meglio. Tuttavia, è sul lavoro
d'interdizione al governo Berlusconi, sulla capacità di efficaci controproposte
argomentate che il governo Veltroni gioca le sue chance principali. Che non
sono poche considerando che l'esecutivo si è appena insediato e già tra palazzo
Chigi e Bossi c'è forte disparità di vedute sui rapporti con Gheddafi. E quando
sarà la volta del giro di vite sugli immigrati? Del federalismo fiscale? Ci
sarà insomma parecchio da battagliare e non per una miope politica del tanto
peggio tanto meglio. Non sarebbe male, però, se la prossima Sinfonia degli
addii toccasse a loro. apadellaro@unita.it.
( da "Unita, L'" del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del Esteri, il pericolo è la marcia indietro Luciano Vecchi È
certamente inaccettabile che, da parte di rilevanti esponenti di Paesi terzi -
in questo caso il giovane Gheddafi - si cerchi, peraltro maldestramente, di
interferire sulla composizione del governo di un Paese come l'Italia. Giusta è
stata quindi l'unanime presa di posizione dell'insieme delle forze e delle
autorità politiche italiane - a cominciare dal Partito Democratico e dal
ministro degli Esteri D'Alema - a difesa della piena autonomia e sovranità
dell'Italia democratica. Ciò che invece sorprende è il "fragoroso
silenzio" che in Italia sta avvolgendo i primi discutibili atti di
politica estera del nuovo governo durante la fase iniziale che, pur essendo
stata fino a ieri "in pectore" dal punto di vista istituzionale, era
già rilevante dal punto di vista politico. Anche perché, nel resto del mondo,
comprensibilmente, si guarda con preoccupazione ad un possibile cambiamento di
rotta dell'Italia nello scenario internazionale. Quali sono i segnali che
Berlusconi e la sua compagine hanno già avuto il tempo (in soli 20 giorni!) di
dare al mondo? Già in campagna elettorale l'ex ministro Martino ha affermato
che il governo del PdL avrebbe drasticamente ridotto la presenza italiana in
Libano ma ripreso la partecipazione militare all'avventura irachena! All'indomani
del voto il futuro Premier ha affermato che l'Italia avrebbe cambiato le regole
di ingaggio delle nostre truppe in Libano. Lo sconcerto dei nostri militari,
della comunità internazionale e dell'insieme delle forze politiche libanesi è
stato immediato e profondo. Spetta naturalmente solo alle Nazioni Unite
stabilire ed eventualmente modificare le norme che regolano la presenza
internazionale di peace keeping nel sud del Libano. Ma è soprattutto il dialogo
politico con l'intero mondo arabo - oltre che la sicurezza dei nostri militari
- che rischia di essere messo in discussione. È peraltro quello che la
settimana scorsa, alla riunione del comitato mediterraneo dell'Internazionale
Socialista tenutasi a Beirut - ci hanno detto con chiarezza tutte le forze democratiche
libanesi (quelle, per intenderci, del "fronte della Primavera di
Beirut"). Alla conferenza stampa tenuta con il leader russo Putin nella
cornice di Villa Certosa l'immagine del futuro premier italiano che suggeriva
di trattare a raffiche di mitra i giornalisti scomodi (crimine peraltro già
ampiamente praticato nella realtà russa) ha dato universalmente il segno dello
spessore politico internazionale che rischia di avere il nuovo governo
italiano. Le prime mosse nei confronti dell'Unione Europea destano egualmente
grande preoccupazione. Dalla gestione privatistica della sostituzione di
Frattini alla Commissione europea, compiuta in modo spregiudicato e senza
precedenti nella storia dell'Ue, si è già ottenuto il risultato della perdita
dello strategico portafoglio degli affari interni e giustizia, da cui
dipendono, tra l'altro, le politiche sull'immigrazione. Il neoministro Tremonti
può già incassare, per esclusivo merito del Governo Prodi, i vantaggi della
fine della procedura di infrazione per "deficit eccessivo", a cui lo
stesso Tremonti aveva portato l'Italia qualche anno fa. Temo che se la gestione
finanziaria dei conti pubblici sarà quella già praticata dal centro-destra nel
passato tra un anno saremo di nuovo sommersi da un deficit crescente nel
bilancio dello Stato e da nuove misure di censura verso l'Italia. Ma ciò che sta avendo un impatto devastante è l'atteggiamento
sulla delicatissima e strategica vicenda Alitalia. Dopo aver fatto fallire l'opzione Air France - l'unica sinora
rivelatasi praticabile - Berlusconi ha cominciato ad attribuire all'
"Europa" e alle regole che tutelano la concorrenza, l'eventuale
fallimento della fantomatica "cordata italiana". Si tratta di
una esibizione di malafede che, oltre a rischiare di portare al fallimento la
nostra compagnia di bandiera, porterà, se reiterata, a quella marginalizzazione
dell'Italia nel contesto europeo da cui è stata sottratta grazie al lavoro
proficuo del governo di centro-sinistra. Difficile quindi, dati i precedenti
storici e gli atti di queste settimane, sostenere che vi siano, in Europa e nel
mondo, "pregiudizi" nei confronti del centro-destra italiano. Vi sono
infatti solo "giudizi", purtroppo basati sulle esperienze del passato
e confermati dalle prime mosse del futuro governo. Siamo di fronte al rischio
che un mix di populismo (che indica tutto ciò che è "straniero" -
Europa compresa - come il nemico da additare), ideologismo (come se il mondo si
fosse fermato agli inizi dell'amministrazione Bush) e propagandismo protezionista
(ad esclusivo fine interno ma con drammatiche ricadute esterne) tagli alle
radici le basi di quella politica estera di cui l'Italia ha bisogno e che è
stata faticosamente ricostruita negli ultimi due anni. Non si tratta,
naturalmente, solo di questioni di "prestigio", importanti ma talora
poco comprensibili ad una parte dell'opinione pubblica. Per un Paese come
l'Italia il proprio ruolo nel mondo è decisivo anche per il suo sviluppo
economico e sociale e per la gestione dei problemi della sicurezza. Negli ultimi
due anni è stato anche grazie alla nuova immagine dell'Italia, ad un sostegno
di politiche e di accordi internazionali che l'export italiano ha vissuto un
incremento significativo nonostante l'Euro forte. È grazie alla rete di
positivi rapporti internazionali che significativi accordi di gestione dei
fenomeni migratori sono stati stipulati con Paesi terzi. È grazie alla politica
estera del governo Prodi che la presenza delle imprese italiane è diventata
determinante in settori e aree strategiche (a cominciare dal Mediterraneo e
dall'America latina). Il compito che sta di fronte a noi è quindi impegnativo.
Occorrerà fare tutto quanto possibile per evitare i guasti che un approccio
dissennato nelle relazioni internazionali può provocare al Paese. Credo che occorre
prepararsi ad incalzare il governo su questi temi che richiedono, come in ogni
Paese "normale", un forte impegno bipartisan. Il lavoro compiuto
negli ultimi anni è un patrimonio prezioso per l'Italia e per tutti gli
italiani che dovrà essere opportunamente valorizzato. A una destra italiana che
cerca di strumentalizzare le legittime preoccupazioni legate ad aspetti della
globalizzione occorre saper rispondere in maniera adeguata. Per il Partito
Democratico la sfida è, anche su questo terreno, delicata e importante. Una
visione del processo di integrazione europea e dell'insieme dei rapporti
internazionali che si ponga concretamente l'obiettivo del governo democratico
dei processi di globalizzazione e della costruzione di più avanzate politiche
sociali ed ambientali a livello sopranazionale è costitutiva dell'identità del
nostro partito ed è il più forte valore aggiunto della sfida che abbiamo messo
in campo. Ma è anche parte di quell'interesse nazionale del nostro Paese che
dovremo, anche dall'opposizione, sapere promuovere e tutelare. Membro del
Coordinamento nazionale del Partito Democratico.
( da "Unita, L'" del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del Berlusconi chiama Resca per pilotare l'Alitalia
di Rinaldo Gianola/ Milano "Allora, sei pronto? Tra poco si ricomincia,
farò un governo dei manager... ". Sappiamo come vanno a finire le promesse
di Silvio Berlusconi, dal contratto con gli italiani a Ronaldinho, ma non si
può certo dire che al principale esponente dello schieramento a noi avverso
manchino la fantasia e la spregiudicatezza. Così poche settimane fa, quando
ancora infuriava (si fa per dire....) la polemica elettorale, il leader del Pdl
avrebbe consultato alcuni imprenditori e manager di primissimo piano per
chiedere la loro disponibilità a partecipare, eventualmente, al nuovo governo.
Era forte, in quel momento, il pressing di certi ambienti editoriali ed
economici che speravano in soluzioni alla Sarkozy o in ipotetiche
"commissioni Attali" declinate in salsa italiana. Ma alla fine il
voto e la fame di poltrone del centro destra non hanno lasciato scampo. Ora
sappiamo come sono andate le cose: nel governo di manager non c'è nemmeno
l'ombra, forse Montezemolo sarà arruolato come ambasciatore di non si sa che
cosa, mentre i ministeri sono occupati dai Vito e dai Calderoli. In ogni caso
il corteggiamento dei manager da parte di Berlusconi non è stato inutile se è
vero che il neopremier avrebbe chiesto a Mario Resca di assumere subito la
guida dell'Alitalia. L'offerta non
è di diventare azionista e di partecipare alla ventilata cordata Ermolli (ieri
il consulente ha chiesto i dati aggiornati e Alitalia ha risposto che la sua richiesta "sarà attentamente
considerata in sede del prossimo consiglio di amministrazione del 13
maggio"), ma di prendere in mano la compagnia di bandiera per gestirla e
per dotarla di un piano industriale. Non deve sorprendere l'offerta di
Berlusconi a Resca: quest'ultimo è molto vicino al premier che lo ha nominato
nel consiglio di amministrazione della Mondadori e in quello dell'Eni. Non
bisogna dimenticare che nella legislatura 2001-2006 il leader del centro destra
offrì a Resca, in successione, due posti di grande prestigio: prima gli propose
di fare il ministro degli Esteri dopo le dimissioni di Renato Ruggiero e, poi,
il presidente della Rai. Resca, allora, non fu in grado di accettare quelle
offerte perché era vincolato da un contratto che gli imponeva di guidare
McDonald's in Italia. Ora, sciolto questo vincolo esclusivo con il colosso
americano del fast food, tutto è possibile. Forse questa volta Resca potrebbe
accettare l'invito di Berlusconi. Ma per quale motivo l'Alitalia
dovrebbe essere affidata a Resca? Berlusconi si è impegnato per la soluzione
tricolore ma, esaurita la propaganda elettorale, la missione è ad altissimo
rischio, soprattutto dopo la fuga di Air France che offriva un piano
finanziario e una prospettiva di sviluppo internazionale. Ci vuole qualche mese
per definire una cordata e un piano industriale, ma non si può perdere tempo -
questa è la valutazione di Berlusconi e dei suoi consiglieri - bisogna dotare
subito Alitalia, che perde un milione di euro al
giorno, di un leader riconosciuto dal mercato, dai dipendenti, dai creditori.
Insomma, dopo le dimissioni di Maurizio Prato, ci vuole un capo azienda che
metta mano subito alla gestione, al mantenimento dell'attività in questa fase
di passaggio dalla crisi al rilancio (si spera). Ovviamente, non ci sono
conferme ufficiali sulla possibile nomina di Resca in Alitalia,
anche se la novità potrebbe emergere già la prossima settimana.E tuttavia
qualche informazione su questa vicenda si può ancora aggiungere. Resca è
originario di Ferrara, laureato alla Bocconi, una lunga carriera di manager e
di "cacciatore di teste", poi protagonista del lancio di McDonald's
in Italia in qualità di presidente-factotum e di azionista. È stato commissario
straordinario della Cirio, un'operazione che gli è valsa anche il
riconoscimento dei sindacati per aver salvato i posti di lavoro del gruppo
agroalimentare, e anche del Casinò di Campione. Ma la vera biografia è
un'altra: Resca è un uomo di potere, ricco e ambizioso, berlusconiano quando
basta per stare nei giri che contano, con stretti legami con la finanza
americana. Dopo l'esperienza con McDonald's - per un certo periodo ha servito
hamburger nel ristorante di corso Vercelli a Milano per dimostrare agli
americani che si poteva fare - ha assunto la responsabilità di coordinare gli
investimenti in Italia di OakTree Fund (cioè il fondo della quercia: nonostante
il nome non ha legami con gli ex Ds....) che gestice 55miliardi di dollari nel
mondo. Ultima annotazione: per la sua esperienza nel turnaround di aziende e di
gestione di imprese di servizi è stato nominato nel consiglio dei senior
advisor di British Telecom. È l'uomo giusto per Alitalia?
Resca avrebbe detto a Berlusconi di essere contrario al fallimento e ai tagli
sconsiderati eseguiti finora. Sarà vero? Si vedrà. Anche perché non mancano
candidati alternativi e nei palazzi del potere berlusconiano girano altri
possibili concorrenti, anche se di minor richiamo per il premier: Elio Catania,
Gianemilio Osculati, Maurizio Basile. Cavalcando la tigre Alitalia,
Berlusconi ha vinto le elezioni. Adesso vediamo come se la cava.
( da "Corriere della Sera" del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-05-10 num: - pag: 1 autore: di
GIOVANNI SARTORI categoria: REDAZIONALE RIFLESSIONI SUL GOVERNO IL FATTORE
INCOMPETENZA P arecchi italiani tornano a sperare. I partitini sono stati
spazzati via, la squadra di governo è stata messa assieme in pochi giorni, e il
cosiddetto Berlusconi IV durerà, si prevede, cinque anni. Tutto bello e bene.
Ma ci sono anche cose che non vanno bene. E l'aspetto che mi colpisce di più
del nuovo governo è la quasi totale e abissale incompetenza (impreparazione,
inesperienza) dei suoi componenti. Salvo pochissime eccezioni (Tremonti,
Sacconi, Brunetta) l'incompetenza regna sovrana. Si dirà che è sempre stato
così sin da quando la Dc inventò il manuale Cencelli per la spartizione dei
posti di governo. Però proprio così no. Ai tempi del dominio Dc non c'era
alternanza. Inoltre vigeva la convenzione dei governi "brevi".
Pertanto il potere veniva spartito in rapida rotazione pescando sempre nella
stessa nomenklatura. Il che consentiva a tutti di tornare più volte al potere,
e così finiva che molti tornassero a ministeri che avevano già guidato. La
competenza valeva poco anche allora; ma la prassi finiva per produrre ministri
che si erano man mano addestrati. Oggi non è più così. E il manuale Cancelli è
testé stato perfezionato dal manuale Verdini (un sistema di punteggio per le
posizioni di potere che determina i posti assegnati a Fi, An e Lega). Senza
contare che se uno sbaglia una volta e poi continua a malfare cento volte, alla
fine il danno è centuplicato. Difatti è per questo che oggi siamo,
nell'Occidente, quasi in fondo in quasi tutte le graduatorie. Facciamo qualche
esempio. I ministeri particolarmente importanti e difficili sono oggi Interni
(Maroni), Riforme (Bossi), Giustizia (Angelino Alfano), Istruzione (Mariastella
Gelmini), Ambiente (Prestigiacomo). Mi soffermo su quest'ultimo. Il ministero
dell'Ambiente esiste da tempo, ma nessuno se ne è accorto. Pecoraro Scanio, il
ministro uscente, verrà ricordato per aver bloccato i termovalorizzatori a
Napoli; e il suo predecessore Altero Matteoli (oggi alle Infrastrutture) non
lascia alcun ricordo: è un eolico, va dove il vento lo porta. Il fatto è che i
nostri ambientalisti difendono soltanto il territorio (e neanche tanto: i
nostri boschi bruciano ogni anno senza che i Verdi si scuotano granché),
bellamente ignorando i problemi globali dell'ecologia: inquinamento di terra e
cielo, riscaldamento della terra, modificazione del clima, eccetera. Anche se
abbiamo sottoscritto gli accordi di Kyoto, le nostre emissioni di gas
inquinanti continuano a crescere. Ed ecco che all'Ambiente va Stefania
Prestigiacomo, senza dubbio qualificata in bellezza ma non in ecologia. Sono
anche a qualificazione zero il ministro della Giustizia Alfano e il Ministro
dell'Istruzione, una leggiadra ma ignotissima Mariastella Gelmini (34 anni,
coordinatrice regionale di FI in Lombardia). E così via. Non mi posso
dilungare. Ma sono pronto a scommettere che se all'attuale
squadra del governo Berlusconi venissero affidate Mediaset, Fiat, Eni,
Luxottica e simili, in pochissimo tempo diventerebbero altrettante Alitalia. Il Cavaliere si vanta di
essere un imprenditore. Perché non ci spiega, allora, come mai applica all'azienda
Italia criteri di reclutamento che certo non applicherebbe alle sue aziende?.
( da "Tempo, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa
Alitalia Bruno Ermolli
chiede i dati alla compagnia Nella sua qualità di incaricato dal Presidente del
Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, Bruno Ermolli ha inoltrato al
Presidente di Alitalia la richiesta di dati ed
informazioni aggiornati sulla Compagnia. Lo ha spiegato ieri lo stesso professionista. Lo
scopo, ha rilevato Ermolli, è di analizzare tali dati e tali informazioni allo
scopo di esaminarli "con gli imprenditori e gli investitori maggiormente
interessati ad elaborare un'ipotesi di sostenibilità economica e finanziaria di
un progetto per il rilancio della Compagnia di Bandiera". Insomma la
cordata italiana a cui il Cavaliere ha chiesto aiuto per salvare Alitalia dalla svendita ai francesi di Air France comincia a
farsi sotto. Bilanci e informazioni operative sono infatti la base per capire
l'impegno finanziario a cui si va incontro.
( da "Repubblica, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Alitalia, la cordata si
muove Ermolli chiede dati aggiornati. Ok dalla compagnia La due diligence
dovrebbe durare un mese, poi si formerà il gruppo per l'offerta MILANO - Bruno Ermolli
muove il suo primo passo ufficiale nella partita Alitalia. Il consulente di fiducia del
premier Silvio Berlusconi ha annunciato ieri di "aver inoltrato al
presidente della compagnia di bandiera la richiesta di dati ed informazioni
aggiornati sulla società, allo scopo di esaminarli con gli imprenditori e gli
investitori maggiormente interessati ad elaborare un'ipotesi di sostenibilità
economica e finanziaria di un progetto per il rilancio". Alitalia in tarda serata ha confermato che la proposta di Ermolli
verrà esaminata "con attenzione" nel cda del 13 maggio. La due
diligence ? che potrebbe esser affidata a Kpmg ? dovrebbe durare circa un mese,
al cui termine la cordata italiana promessa dal Cavaliere in campagna
elettorale dovrebbe decidere se ci sono le condizioni per lanciare un'offerta.
Ermolli in realtà non ha mai smesso di lavorare al dossier Alitalia.
Al suo appello avrebbero già risposto una serie di imprenditori, da Salvatore
Ligresti a Marco Tronchetti Provera, dalla famiglia Fossati a qualche vertice
pubblico a caccia di conferma come quello delle Poste. Le Fondazioni bancarie ?
quelle che in teoria potrebbero garantire capitali più consistenti ? sono al
momento alla finestra, come Banca Intesa, pronte a intervenire in caso di
progetti in grado di creare davvero valore. Air One, infine, avrebbe accettato
di entrare in squadra con un ruolo più defilato, portando in dote con sé le sue
preziose opzioni per il rinnovo della flotta. Per capire se Ermolli ha trovato
davvero la quadratura del cerchio, sarà necessario scoprire le carte sul fronte
finanziario. Quanti soldi sono disposti a mettere davvero sul piatto gli
imprenditori chiamati in causa? Per rilanciare Alitalia
servono diversi miliardi. Non a caso l'altro rebus aperto è chi sarà il partner
internazionale da coinvolgere nell'avventura. Il candidato più accreditato, se
non altro perché sponsorizzato dal premier, sembra essere la russa Aeroflot che
ha già fatto pervenire ad Alitalia una manifestazione
di interesse. Alla finestra c'è anche Lufthansa, che grazie all'accordo con la
Sea ha già messo un piede in Italia mentre Air France sta osservando da lontano
la situazione. Pronta a tornare in campo se l'asse Berlusconi-Sarkozy riaprirà
un pertugio a Spinetta. (e.l.).
( da "Stampa, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Nelle mani di Bruno
Ermolli. Ora la regia torna a Via XX Settembre: dovrà mettere a punto una nuova
procedura di vendita.
( da "Messaggero, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Di UMBERTO MANCINI
SCATTA il piano di Bruno Ermolli, superconsulente di
Berlusconi, per dare un futuro ad Alitalia. Dopo l'insediamento del governo, il manager, incaricato da Palazzo
Chigi, ha chiesto ufficialmente alla compagnia di bandiera tutti i dati di
bilancio. E delineato le prossime tappe: analisi dei dati e predisposizione di
un progetto industriale sostenibile. Quindi la messa a punto del piano
di rilancio da condividere con un pool di imprenditori e investitori
finanziari. Poi dovrebbe arrivare il partner internazionale. Ermolli si è dato
tempi strettissimi: qualche settimana.
( da "Messaggero, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia
È
scattato il progetto di Ermolli Alitalia, la cordata
italiana chiede i conti: presto il piano industriale.
( da "Liberazione" del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Gentile Redazione,
rispondo con piacere all'invito di partecipare ad una riflessione collettiva
per comprendere le cause dell'esito delle recenti elezioni. Innanzitutto mi
presento. Mi chiamo Annalisa, ho 27 anni e vivo a Roma. Ho la fortuna di aver
avuto sempre ben chiare le mie idee politiche. Ritengo che la salute del
pianeta sia una delle esigenze primarie da soddisfare. Penso che la nostra
società moderna, per poter essere definita tale, debba garantire a tutti una
crescita umana e professionale, a prescindere dalle proprie condizioni di
nascita. Auspico un sistema economico in cui il sistema "stato"
assicuri una maggiore uniformità di condizione attraverso la redistribuzione
della ricchezza, pur preservando il diritto di ottenere con il proprio lavoro gratificazioni
personali ed economiche. Credo che ciascuno debba poter scegliere dove vivere e
che l'integrazione sia l'obiettivo da raggiungere nella gestione dei fenomeni
migratori. Nelle vesti di osservatrice dell'andamento dell'opinione pubblica,
ritengo che i fattori che hanno maggiormente contribuito siano stati il timore
del ritorno di Berlusconi alla Presidenza del Consiglio (e la relativa
questione del "voto utile"), e una serie di eventi che hanno mostrato
la Sinistra italiana incapace di gestire questioni quali "la spazzatura di
Napoli" e "il caso Alitalia". I potenziali elettori della Sinistra Arcobaleno, complice
un sistema di informazione tendente a semplificare e incline alla censura e all'auto-censura,
hanno sentito, nel primo caso, l'obbligo morale di non contribuire alla
vittoria di Berlusconi, schierandosi in tal modo a favore della candidatura di
Veltroni. Come è stato poi evidente, il sacrificio compiuto da chi ha
dovuto sacrificare le proprie idee all'anti-berlusconismo, è stato vano, e ha
fatto emergere prepotentemente il ricatto morale subito dalla dirigenza del
Partito democratico. Il problema della "spazzatura di Napoli" ha
certamente danneggiato l'immagine dei Verdi. (?) "Il caso Alitalia" e il fallimento delle trattative con Air
France, strumentalizzato dalla destra a proprio favore, ha focalizzato
l'attenzione, attraverso i mezzi di comunicazione, sulla responsabilità dei
sindacati. Non ultimo, ha contribuito il tema della "sicurezza".
Anche in questo caso, ritengo che abbiano molta responsabilità i mezzi
d'informazione, che per esigenze di spettacolarizzazione mostrano spesso un
quadro sociale ben più problematico di quanto sia in realtà. (?) A conclusione
di queste mie riflessioni, ritengo che la Sinistra Arcobaleno sia stata
penalizzata dall'andamento generale del sistema informativo italiano. Credo
nella possibilità di ripartire facendo leva sulla presenza nel territorio, su
forze giovani che hanno ancora degli ideali e desiderosi di fornire il proprio
fattivo contributo. Ritengo che sia molto importante, in ogni caso, imparare a
gestire il flusso delle informazioni e i mezzi a disposizione, consapevole
tuttavia delle innumerevoli difficoltà presenti. Nella speranza che questa mio
intervento possa contribuire a un'analisi costruttiva Annalisa Masi 10/05/2008.
( da "Messaggero, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Ente di
ingrandimento i numeri della compagnia? Qualche certezza c'è già, e denuncia
una situazione pesantissima. La compagnia, che nel
( da "Messaggero, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Di
UMBERTO MANCINI ROMA - Parte il piano per salvare Alitalia. Un progetto
in quattro atti quello preparato da Bruno Ermolli, il "superconsulente"
di Silvio Berlusconi cui è affidata la sorte della compagnia di bandiera. A 24
ore dall'insediamento del governo, Ermolli è passato dalla fase di elaborazione
a quella operativa.
Secondo quanto risulta al Messaggero, il progetto si articola in quattro mosse.
La prima, scattata ieri, è stata la richiesta dei conti di Alitalia,
aggiornati al 30 aprile. Si tratta dell'avvio della cosidetta due diligence
propedeutica a qualsiasi operazione successiva. Lo scopo, rileva il
professionista, è avere "dati e informazioni allo scopo di
esaminarli" in profondità. Con chi? Ermolli è prudente. Le cifre saranno
prima esaminate dai tecnici di sua fiducia, poi verranno messi a disposizione
di tutti quegli imprenditori e investitori finanziari, dunque banche e Fondi,
che si si sono dichiarati disponibili a scendere in campo. E' bene chiarire che
al momento non c'è stata nessuna dichiarazione formale d'interesse. Solo
contatti. Insomma, la "cordata" - o meglio il raggruppamento di
imprese e investitori finanziari, come preferisce definirla Ermolli, è tutta da
costruire. Anche perchè non tutti quelli che si sono fatti vivi con il manager
potranno farvi parte. Ci sarà, ovviamente una selezione. Di fatto, però, da
ieri il processo per dare un futuro alla compagnia di bandiera è partito. In
maniera ufficiale. Una volta analizzati i numeri e - sopratutto - messo a punto
un piano di rilancio sostenbile, Ermolli potrà disegnare il "pool"
tricolore che sarà il motore della Nuova Alitalia.
Dunque, prima il monitoraggio, poi la messa a punto del progetto di rilancio,
quindi la definizione dei soggetti protagonisti dell'operazione. Infine, e
siamo alla quarta fase, individuazione di un eventuale partner internazionale.
Lufthansa aspetta segnali chiari da Palazzo Chigi dopo l'uscita di scena di Air
France. Per Ermolli il punto chiave è proprio il progetto industriale per il
rilancio di Alitalia, che deve essere sostenibile e
congruo. Soprattutto condiviso da tutti i soggetti interessati. Dopo un lungo
lavoro di tessitura il professionista milanese centra dunque l'obiettivo da
tempo inseguito: partire. Con le idee chiare e un percorso a tappe ben
definito. Ma chi sarà della partita? Salvatore Ligresti, Marcellino Gavio,
Marco Tronchetti Provera, Giorgio Squinzi, Diana Bracco hanno già fatto capire
di essere disponibili. Così come Air One. Alla finestra resta Benetton, che
comunque dovrebbe alla fine intervenire. La pregiudiziale, per tutti, è la
predisposizione di un piano industriale solido, che consenta, dopo un certo
lasso di tempo, un ritorno economico. Insomma, la parola chiave è
sostenibilità. Ermolli lascia ovviamente aperta la porta alle banche, Intesa in
testa e ad altri investitori finanziari come Mediobanca. Non dispiacerebbe,
naturalmente, che scendessero in campo anche le Fondazioni, che hanno una forte
liquidità a disposizione. Più sfumata la possibilità che anche Eni e
Finmeccanica - come ipotizzato da Silvio Berlusconi - abbiano un ruolo. Il
manager - che ieri è apparso ai suoi più stretti collaboratori particolarmente
soddisfatto - si è dato tempi strettissimi: qualche settimana, non di più. E
consapevole che c'è molto da fare. Può contare sull'appoggio forte del
presidente del Consiglio e su quello del ministro dell'Economia, Giulio
Tremonti. Saranno questi i due punti di riferimento per sciogliere i nodi, a
cominciare da quelli sindacali. Il governo vuole coinvolgere le parti sociali
per individuare soluzioni condivise. Alitalia, da
parte sua, ha già inviato le carte, per accelerare al massimo la due diligence.
Sarà probabilmente la Kpmg Italia, la società di consulenza a cui verrà
affidato l'incarico.
( da "Stampa, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Dai partiti
d'opposizione pioggia di critiche al bilancio della Spa [FIRMA]ALESSANDRO
CAMERA SAINT-VINCENT "Bilancio 2007 di Casinò Spa in attivo? Frutto solo
di un nuovo disciplinare retroattivo. Con le nuove quote di riparto degli
introiti (43 per cento alla Regione e 57 per cento a Casinò Spa per il 2007)
era impossibile non aggiustare i conti". Lo dicono Dina Squarzino
(Arcobaleno), Enrico Tibaldi (Pdl), Giovanni Sandri (Pd) e Alberto Zucchi (An)
nel valutare l'improvviso passaggio da un "rosso" ultramilionario
degli ultimo anni all'attivo (1 milione 976 mila euro) del bilancio
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
10-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Pagina 212 Trasporti.
Il presidente di Sin&rgetica chiede dati e informazioni alla compagnia Alitalia, la cordata italiana è in pista Trasporti.. Il
presidente di Sin&rgetica chiede dati e informazioni alla compagnia Bruno
Ermolli apre il dossier su mandato di Berlusconi --> Bruno
Ermolli apre il dossier su mandato di Berlusconi La cordata nazionale per il
possibile rilancio di Alitalia si presenta ufficialmente. Il manager Ermolli ha chiesto ieri
dati e informazioni. La compagnia conferma. Berlusconi vuole stringere i tempi.
Entra nel vivo il dossier Alitalia, e già nel primo giorno di insediamento del nuovo governo.
Su incarico del premier Silvio Berlusconi, Bruno Ermolli muove e rivolge alla
compagnia una richiesta di dati e informazioni. Lo scopo, spiega lo stesso Ermolli,
è di analizzare tutto il materiale "con gli imprenditori e gli investitori
maggiormente interessati ad elaborare un'ipotesi di sostenibilità economica e
finanziaria di un progetto per il rilancio della compagnia di bandiera".
Una sorta di due diligence, per non perdere altro tempo prezioso. Conferma a
sua volta la compagnia: Ermolli ha prospettato "il carattere essenziale,
per imprenditori e investitori italiani di cui ha verificato l'interesse",
dell'esame della situazione Alitalia, "per
elaborare un eventuale progetto di rilancio". LA CORDATA Potrebbe prendere
forma quindi la cordata di imprenditori italiani evocata a più riprese da
Berlusconi, tra le frecciate da parte dell'opposizione. Dopo l'uscita ufficiale
di scena di Air France-Klm che ha ritirato la propria proposta d'acquisto,
nessuna concreta opzione sul tavolo del nuovo esecutivo, ma una lunga serie di
buoni propositi e di "valuteremo" da parte di big della finanza e
dell'imprenditoria, compresa la cordata sfidante dei francesi, quella di Air
One-Intesa. L'ATTESA La vicenda Alitalia è una delle
maggiori sfide che attendono il Berlusconi IV mentre sembra accantonata
l'opzione francese, gradita al governo Prodi ma non dall'attuale esecutivo. Il
dossier Alitalia "procede molto bene, ci sono tanti
imprenditori interessati..." aveva rassicurato Berlusconi ai giornalisti
che a Montecitorio gli chiedevano della compagnia di bandiera. Il Senato
dedicherà un'intera sessione, dal 19 al 25 maggio, al decreto legge sul
prestito-ponte ad Alitalia. Intanto Air France resta
alla finestra. E non è la sola: altre big dei cieli europei come la tedesca
Lufthansa osservano con molta attenzione il futuro di Alitalia,
il cui destino può incidere anche sui nuovi assetti del risiko dei cieli, alle
prese con la prossima sfida più difficile, mantenere margini di profitto
nonostante il petrolio. IL PERSONAGGIO Bruno Ermolli, manager lombardo di 69
anni, ha fondato nel 1970 la società di consulenza Sin&rgetica, di cui è
ancora a capo. Ermolli è anche presidente della Fondazione Teatro alla Scala,
presidente di Medusa Film, consigliere e direttore non esecutivo di Fininvest,
Mediaset e Mediolanum.
( da "Stampa, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia
CASINO' Bufera
politica sul bilancio "E' come Alitalia" Il bilancio 2007 di
Casinò spa tornato in attivo grazie al cambio delle percentuali del riparto tra
Regione e Spa scatena le forze di opposizione. "E' il frutto del
disciplinare approvato a dicembre dello scorso anno dall'attuale maggioranza
che, con una norma "salva casinò" concede un pacchetto di almeno 10
milioni di euro più del previsto. E' una normativa che tappa un buco ma
uccide la casa da gioco". Il presidente Luciano Caveri difende il
disciplinare: "Non è un artifizio contabile. E' un provvedimento
legislativo votato dal Consiglio regionale. Dice bene il presidente del Cda di
Casinò spa quando ricorda che il Casinò ha dato in cinque anni 250 milioni alle
casse regionali". Difesa dell'operato della maggioranza anche da parte
dell'assessore Aurelio Marguerettaz. "Il Casinò opera in un contesto di
crisi economica". Servizi A PAGINA 53.
( da "Stampa, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia
[FIRMA]ALESSANDRO
BARBERA ROMA Detassazione degli straordinari, taglio dell'Ici, la soluzione al caso Alitalia. Insieme al barattolo Cirio, ieri sul tavolo che fu di Quintino
Sella Giulio Tremonti aveva già le carte sulle tre grandi promesse della
campagna elettorale. Nella lista delle priorità è in testa la detassazione
degli straordinari: ieri mattina il professore di Pavia ha avuto subito una
riunione con il collega del Lavoro Maurizio Sacconi. "Faremo un
intervento sperimentale", spiegherà poco dopo il neoministro. La vecchia
proposta di legge del Pdl prevede l'introduzione di un'imposta secca del 10%
sulla parte variabile del salario. Ma si tratta di un intervento molto costoso
(almeno due miliardi, pari al costo dell'abolizione dell'Ici sulla prima casa)
e dagli esiti incerti: farebbe aumentare in una misura difficile da prevedere
la quantità di ore lavorate. E così, ieri al tavolo si è ipotizzata
l'introduzione per decreto, entro l'estate, dello sgravio per un periodo di
tempo limitato. In questo modo se ne potrebbero valutare gli effetti e calibrare
un intervento strutturale da varare con la Finanziaria per il 2009. Poi c'è il
caso Alitalia: ieri sera, a sorpresa, il
superconsulente del premier Bruno Ermolli ha scritto una lettera alla compagnia
per chiedere formalmente i suoi conti. "Lo scopo - spiegherà lo stesso
Ermolli in un comunicato - è analizzare il materiale con gli imprenditori e gli
investitori maggiormente interessati ad elaborare un'ipotesi di sostenibilità
economica e finanziaria per il rilancio". Una richiesta di due diligence,
come si dice in gergo, che di fatto sposta Ermolli dal ruolo di regista
dell'operazione a semplice giocatore. Sulla lettera ieri sera Via XX settembre
non ha fatto alcun commento: la conferma di una decisione probabilmente non
concordata con Giulio Tremonti per mettersi in prima fila nel caso in cui il
Tesoro decidesse di riproporre una procedura competitiva. Fonti vicine al
consigliere Fininvest fanno comunque sapere di aver formulato la richiesta ad Alitalia, ben consapevoli che a sua volta l'azienda si rivolgerà
all'azionista di maggioranza (ovvero il Tesoro) per decidere il da farsi. Più
volte, prima del suo addio, Tremonti disse di non essere contrario a riaprire
un canale con Air France-Klm. L'ipotesi che prevale nel centro-destra è quella
di mettere insieme un "nocciolo duro" di imprenditori per garantire
l'italianità della compagnia e trovare allo stesso tempo un partner industriale
che rilevi almeno il 20% della compagnia: o Air France o Lufthansa. Infine
l'Ici: Berlusconi ha promesso l'abolizione dell'imposta sulla prima casa nei
primi giorni di governo, ma le prime valutazioni formulate dai tecnici di Via
XX settembre al superministro fanno capire che il tempo rema contro un taglio
immediato. Anzitutto l'acconto di giugno 2008 è dietro l'angolo: proprio ieri
Equitalia (la società controllata dal Tesoro e incaricata della riscossione) ha
comunicato l'attivazione dei numeri di conto corrente per il pagamento
dell'imposta ai Comuni. Inoltre alcuni contribuenti (è il caso di chi ha
presentato il 730) hanno già pagato in "compensazione". Dunque, a
meno che il Cavaliere non batta i pugni sul tavolo, il taglio potrebbe arrivare
a cavallo dell'estate (e avere effetto sulla scadenza di dicembre) o essere
addirittura rinviato alla Finanziaria, ed entrare in vigore nel 2009. Molto
dipenderà dall'andamento dei conti pubblici e dalle prime mosse diplomatiche di
Tremonti con l'Unione europea, la quale tiene sempre gli occhi puntati sul
bilancio italiano: all'Ecofin di mercoledì il primo banco di prova.
( da "Secolo XIX, Il" del 11-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Da Gavio
all'armatore Aponte, in molti hanno risposto all'appello del governo genova. Case
farmaceutiche e compagnie di navigazione, istituti di credito e costruttori.
Industriali legati al centrodestra e finanzieri appartenenti all'area delle
cooperative rosse. All'appello di Silvio Berlusconi ("gli imprenditori
devono salvare Alitalia") hanno risposto in
molti. Chi per interesse personale, chi (forse) per ritrovare qualche giorno di
gloria mediatica. Chi, più banalmente, per sano senso dell'affare. Al momento
sembrano essere dieci le candidature più autorevoli al vaglio del governo. L'ultima,
in ordine di tempo, è quella di Marcellino Gavio, il potente imprenditore
alessandrino azionista di Impregilo, fra i soggetti più importanti sul panorama
italiano della logistica e dei trasporti. Già interessato a grandi opere come
il ponte sullo Stretto e l'alta velocità Genova-Milano (il cosiddetto Terzo
valico dei Giovi), Gavio, con l'eventuale ingresso nella compagine azionaria di
Alitalia, completerebbe un quadro che lo vede
attualmente impegnato nelle attività portuali, autostradali e tecnologiche.
"È un'ipotesi che Gavio trova molto interessante", ha confermato ieri
sera una fonte vicina all'industriale. Dal costruttore piemontese al più noto
banchiere "rosso", Giovanni Consorti. L'ex presidente di Unipol, ora
a capo della banca d'affari Intermedia, in un'intervista al Sole 24 Ore, non si
è tirato indietro: "Per Alitalia - ha detto -
sono pronto a fare la mia parte. Lo dico perchè chi di dovere sappia fin da
subito di poter contare su di me. Credo sia doveroso salvaguardare l'italianità
della compagnia. Di qui la mia intenzione di dare il mio contributo".
Intermedia, dunque, "è pronta a entrare in una cordata che faccia perno
sull'Air One di Carlo Toto". Neppure l'ipotesi di sposare un'iniziativa
sponsorizzata da Silvio Berlusconi spaventa Consorte? "Non si tratta di
sposare o meno i piani di Berlusconi. Su Alitalia non
ci dovrebbe essere nulla di politico. Destra e sinistra dovrebbero marciare
unite, così come è stato per l'Expo di Milano". Ma a scendere in pista è
pronto anche Gianluigi Aponte, l'armatore sorrentino a capo del colosso (con
sede in Svizzera) Mediterranean Shipping Company, secondo gruppo mondiale nel
trasporto container, noto al grande pubblico per essere proprietario della
flotta Msc Crociere. Secondo fonti napoletane, Aponte sarebbe interessato in
modo particolare al ramo cargo di Alitalia. In un'intervista al quotidiano Il Denaro, Fabrizio Vettosi,
amministratore delegato di Efilog private equity e grande esperto di shipping,
ha definito "logica" l'ipotesi di un interesse di Aponte per Alitalia: "È un'opportunità per
diversificare il business, come ha già fatto Evergreen, il quinto operatore
marittimo mondiale attivo nel ramo container con Eva Air. Si possono
trasportare beni tessili, di meccanica di precisione e alimentari ad alto valore
aggiunto, come la mozzarella di bufala. Occorrono sette-nove ore contro i 45-60
giorni via mare". Più defilata, per ora, la posizione di Luciano Benetton.
Convinto sostenitore dell'italianità della compagnia, per l'industriale veneto
"bisogna partire da un progetto industriale e con questo non penso di dire
qualcosa di originale. Sarebbe molto bello che ci fosse una cordata italiana:
noi vediamo questo con simpatia. Noi dentro Alitalia?
In un eventuale coinvolgimento ci vedrei un conflitto di interesse perché già
controlliamo la Aeroporti di Roma". Salvatore Ligresti pensa invece che
dare un mano per salvare Alitalia sia "giusto e
doveroso nei confronti del Paese, della compagnia, dei dipendenti e del
turismo" e che "ci sia modo di essere coinvolti nella partita".
"Credo ci sia modo di essere coinvolti - ha detto l'imprenditore milanese,
il cui coinvolgimento è stato richiesto da Roberto Formigoni - Una mano bisogna
darla. Come? Le cose si fanno in silenzio e penso che si faranno". Anche
Mario Moretti Polegato, presidente di Geox, il principio da salvaguardare è
l'italianità della compagnia di bandiera: "Penso che l'idea di salvare Alitalia sia, per molti imprenditori, guidata dal senso
civico. L'Alitalia è il biglietto da visita del nostro
Paese. È importante fare in modo che gli operatori, i turisti che si imbarcano
a Buenos Aires, a New York, a Hong Kong, nelle varie città del mondo possano
ritrovare il nostro Paese non appena saliti a bordo. Però occorre che il
governo agisca in fretta e proponga un piano industriale". Intanto, sulla
cordata italiana continuano a concentrarsi non solo candidature, ma anche forti
polemiche. "A quanto risulta, ad oggi Bruno Ermolli non ricopre alcun
incarico istituzionale che possa giustificarne il diretto intervento nella
vicenda Alitalia - ha dichiarato ieri il parlamentare
del Partito democratico Pierluigi Castagnetti - Ogni richiesta di informazioni
deve avvenire nel rispetto della normativa nazionale ed europea sulle
privatizzazioni che, come è noto, presuppone come primo elemento la trasparenza
e la certezza dei ruoli. E quindi: per chi sta operando esattamente Ermolli?
Quale mandato gli è stato conferito? Da chi e in che sede? Sono tutte domande a
cui il governo dovrebbe dare risposte immediate al fine di chiarire rapidamente
la posizione di Ermolli e scongiurare eventuali violazioni legislative in una
trattativa tanto delicato com'è quella di Alitalia".
francesco ferrari francesco.ferrari@ilsecoloxix.it 11/05/2008 le candidatureSi
allunga la lista dei potenziali soccorritori. Ma esplode anche la polemica
politica 11/05/2008 GIANLUIGI APONTE 11/05/2008 GIOVANNI CONSORTE 11/05/2008
MARIO POLEGATO 11/05/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 11-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Il
bocconiano di Intesa Sanpaolo, 53 anni, comasco, ha fatto sapere che "se
si trovasse il modo di ristrutturare e rilanciare Alitalia noi non ci
tireremmo indietro" 11/05/2008.
( da "Giornale.it, Il" del 11-05-2008)
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N. 112 del
2008-05-11 pagina 8 "Alitalia
vaglierà la proposta italiana" di Redazione Roma. Via libera da parte di Alitalia alla possibilità - indicata dal
ministro Tremonti - di una soluzione "italiana e privata" alla crisi.
In una nota, la compagnia ha aperto le porte: "La richiesta pervenuta da
Bruno Ermolli, incaricato dal presidente Silvio Berlusconi, sarà
attentamente considerata in sede del prossimo consiglio di amministrazione del
13 maggio, sulla base dell'indirizzo dettato in proposito dal ministro
dell'Economia". Ermolli venerdì aveva richiesto i dati ad Alitalia per sondare la possibilità di una cordata nostrana.
© SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Repubblica, La" del 11-05-2008)
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Economia Lo Stato
non entrerà nella cordata Alitalia
AirOne e Intesa in pole position, un altro terzo a privati italiani Tremonti corregge
Berlusconi Ermolli al lavoro sui conti della compagnia MILANO - La cordata
italiana per salvare l'Alitalia c'è anche se ancora nessuno l'ha vista. A confermarne
l'esistenza e la volontà di mettere insieme un gruppo di imprenditori nostrani
capaci di risollevare le sorti della compagnia è stato il ministro
dell'economia Giulio Tremonti, durante la trasmissione televisiva In mezz'ora
di Lucia Annunziata. "Per Alitalia cerchiamo una
soluzione italiana e fondamentalmente privata - ha dichiarato Tremonti -. Il
rischio che la nostra compagnia andasse in mano ad un nostro concorrente nel
turismo è stato evitato". Insomma, l'idea del ministro, come già
annunciato dal premier Silvio Berlusconi, è quella di un azionariato che
prescinda da società partecipate dallo Stato, come Enel Eni, o dalla Cassa
Depositi e Prestiti. Anche se non ha ancora "guardato bene le carte"
Tremonti ha ribadito "l'impegno per una cordata italiana" dove ci
sarebbero già "molti imprenditori" interessati. Tremonti ha poi
voluto prendere le distanze dalle esternazioni fatte da Berlusconi in campagna
elettorale. "Una cosa è sicura: un conto è fare campagna elettorale e un
conto è essere al governo - ha precisato -. Per Alitalia
saranno seguite le procedure di legge. Saremo dentro le procedure e dentro
quelle procedure guarderemo le offerte". E a questo proposito Bruno
Ermolli, fidato banchiere dell'orbita Fininvest ed esponente della banca
d'affari Usa Jp Morgan, avrebbe già studiato una nuova bozza di azionariato per
Alitalia. Il capitale della compagnia andrebbe infatti
suddiviso in tre parti, che a loro volta rappresenterebbero tre diversi tipi di
soci industriali, a vario titolo impegnati finanziariamente ma non solo al
piano di rilancio. Un terzo di Alitalia andrebbe a un
vettore italiano che porti il know how necessario per la gestione delle
attività, come la AirOne di Carlo Toto. Un terzo andrebbe invece a una matrice
di soci bancari, dove Intesa Sanpaolo è il primo candidato della lista. Infine
l'ultimo terzo, sarebbe suddiviso tra una serie di imprenditori italiani, tra
cui Salvatore Ligresti e Marco Tronchetti Provera. Il piano di rilancio, che
comporterebbe un esborso compreso tra 700 milioni e un miliardo di euro,
partirebbe quindi dal vecchio progetto di AirOne e Intesa Sanpaolo, ma sarebbe
aggiornato con l'attuale stato dei conti del gruppo, e con un ridimensionamento
dei pesi della banca guidata da Corrato Passera e della società che fa capo a
Toto. Tuttavia per far questo Ermolli dovrà prima studiare bene tutti i numeri
di Alitalia e poi formalizzare un impegno condizionato
dai vari partecipanti alla cordata. Ma il ruolo del banchiere di Jp Morgan ha
già sollevato non poche polemiche. "Nella vicenda Alitalia
Ermolli per chi sta lavorando e con quale mandato? ? ha domandato Pierluigi
Castagnetti, deputato del Pd-. A quanto risulta ad oggi, Ermolli non ricopre
alcun incarico istituzionale che possa giustificarne il diretto intervento
nella vicenda. Ogni richiesta di informazioni deve avvenire nel rispetto della
normativa nazionale ed europea sulle privatizzazioni, che presuppone la
trasparenza e la certezza dei ruoli". (s.b.).
( da "Liberazione" del 11-05-2008)
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"La solidarietà
non basta Rom e i migranti sono i nuovi oppressi" Davide Varì "E' una
valanga razzista frutto di un disegno costruito a tavolino e sulla pelle dei migranti.
E la sinistra è lì, in silenzio, imbambolata che subisce l'egemonia culturale
della destra". E' duro Roberto Escobar, filosofo e autore del libro
Metamorfosi della paura . E' duro e preoccupato della deriva razzistica che sta
invadendo l'Italia. Se la prende con i giornali Escobar, con "i grandi
giornali di questo Paese che pensano solo ai grandi interessi dei gruppi che
rappresentano"; e con quella magistratura che, come nel caso del pubblico
ministero di Torino, ha pensato bene di chiedere l'articolo 416 del codice
penale - quello previsto per i mafiosi - anche per i rom. Una
"mafiosità" antropologica che prescinde dalla persona e punta diretta
alla responsabilità di genere, alla colpa etnica: "Quando nel penale si
perde di vista la responsabilità personale e si scambia l'individuo con il
genere, siamo di fronte al razzismo". Insomma, Escobar decide di correre
il rischio di vedersi accusato di "sociologismo" e, di fronte a
quella che considera una deriva culturale pericolosissima, si butta a capofitto
e chiede alla sinistra di liberarsi del solidarismo per puntare finalmente alla
giustizia: "I rom e i migranti sono esseri umani, non hanno bisogno di una
mano tesa ma di giustizia, e per arrivare a questo la sinistra deve tornare a
fare la sinistra". Professor Escobar, il ministro dell'interno Maroni
passa le nottate a caccia di cavilli che gli permettano di espellere i romeni
senza violare le regole europee; il sindaco di Roma Gianni Alemanno vuole
sgombrare tutti i campi nomadi della capitale e un Pm piemontese contesta
l'associazione per delinquere ai rom. Cosa sta succedendo in Italia? Nel nostro
Paese c'è un disegno politico ben preciso e costruito a tavolino: dimostrare
che c'è un unico pericolo, il pericolo immigrazione, e legittimarsi come unica
forza politica in grado di contrastarlo e governarlo. E per far questo sono
disposti a violare anche le regole europee, l'unico faro di civiltà giuridica.
Senza contare che presentare l'Europa come ostacolo a una politica di contrasto
all'immigrazione può essere utile anche a qualcos'altro. In che senso? Voglio
dire che delegittimare l'Europa sul piano dell'immigrazione, presentarla come
un freno può servire anche alle prossime scelte di politica economica. Vedi il caso Alitalia. E di fronte a tutto questo cosa dovrebbe fare la sinistra? Sono
vent'anni che la sinistra subisce l'egemonia culturale della destra. E di
fronte a questa valanga l'unica risposta è stata quella solidaristica. E'
arrivato il momento di rispondere in termini di interessi e di diritti delle
persone. I migranti vanno organizzati così come è stato fatto con i
poveri e con gli sfruttati. Di fronte a una situazione del genere non è più
possibile continuare a contrapporre lo slogan della solidarietà, non è più
sufficiente. Sono esseri umani, non hanno bisogno di solidarietà ma di diritti
e di giustizia. Insomma, la sinistra deve tornare a fare la sinistra. Un'idea
talmente estrema, questa, che rischiamo di essere socialdemocratici. Altro che
sinistra radicale. Lei è un filosofo del linguaggio politico, quali margini ci
sono per avviare un discorso di questo tipo di fronte al "pensiero
unico" dei maggiori quotidiani nazionali? Il livello dell'informazione di
questo Paese è drammatico. Ma non possiamo rinunciare a dimostrare a tutti gli
italiani che dietro questa presunta emergenza c'è un disegno politico ben
preciso e una vera e propria macchina della paura. L'opinione pubblica è alla
mercé di un'informazione guidata solo dai propri interessi e siamo privi di una
élite in grado di assumere posizioni e discuterle. Un esempio arriva
dall'aggressione di Verona. Chiunque provasse a parlare di omicidio politico
veniva irriso. Come se non fossero stati cinque naziskin ad uccidere quel
povero ragazzo. In che modo la sinistra può recuperare l'"egemonia"?
L'opinione pubblica è garantita solo se le élite inizieranno ad assumersi le
proprie responsabilità. Pensiamo solo alla trasformazione che ha subito il
linguaggio politico in questi ultimi decenni. E da lì che si vede la mancanza
di responsabilità delle élite culturali del Paese. Dall'inizio degli anni '80
la sinistra ha perso l'egemonia linguistica lasciando spazio al linguaggio
della Lega e della destra. Non solo, la sinistra, invece di fare muro, ha
provato a inseguire sullo stesso terreno. Risultato? Deriva culturale e
sconfitte elettorali. In ogni caso, come prima risposta, inizierei col proporre
un comitato composto da giuristi, avvocati e intellettuali che vigili e denunci
anche penalmente qualsiasi violazione o stortura mediatica. Di fronte ai titoli
razzistici dei giornali e di fronte a certe prese di posizione della
magistratura possiamo rispondere con la denuncia penale, con la querela per
diffamazione. Un modo per far capire che anche i migranti hanno diritti. Del
resto è sufficiente sfogliare i nostri maggiori quotidiani per rendersi conto
che i titoli sono quasi sempre reati di diffamazione. 11/05/2008.
( da "Messaggero, Il" del 11-05-2008)
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Di ROBERTA AMORUSO
ROMA - I nodi più urgenti da sciogliere del dossier Alitalia
arrivano sul tavolo del governo Berlusconi. In particolare il nuovo allarme sulla
situazione è finito ieri sulla scrivania del sottosegretario alla presidenza
del Consiglio, Gianni Letta, che ha incontrato gran parte della prima linea di Alitalia. Un passaggio obbligato dopo la richiesta formale
del superconsulente, Bruno Ermolli, di aprire ufficialmente la due diligence
sui conti della compagnia, dopo aver avuto accesso alle prime carte. La
questione due diligence sarà affrontata nel consiglio di amministrazione di
martedì, insieme a quello sul rinnovo del vertice. Ma le perplessità del
management in carica (sulla rivelazione di informazioni sensibili prima di
un'offerta) non basteranno a fermare la determinazione di Ermolli, sostenuto
dal premier Silvio Berlusconi, ad andare avanti nel piano di rilancio di Alitalia. Il progetto in quattro mosse anticipato ieri dal
Messaggero (verifica dei conti, progetto industriale, creazione di un pool di
banche-imprenditori in vista di una partnership internazionale) entrerà subito
nel vivo. Così a colloquio con Letta ieri c'era il presidente della compagnia
(senza deleghe operative), Aristide Police accanto, pare, al direttore della
divisione marketing e passeggeri, Giancarlo Schisano e al responsabile
dell'area Finanza straordinaria e strategie, Piero Ceschia. Tutti lì per
"esporre le più urgenti problematiche aziendali in vista del prossimo
Consiglio di amministrazione del 13 maggio", ha
spiegato una nota di Alitalia. Quali? In soccorso delle esigenze di liquidità sono arrivati i
300 milioni del prestito varato dal governo Prodi. Ma manca ancora il verdetto
di Bruxelles. E comunque, nel frattempo, la macchina di Alitalia non si può fermare: c'è da
completare l'attuazione del piano Prato, avrebbero detto i vertici a Letta.
Insomma, vanno prese decisioni per la compagnia (anche nel rapporto con i sindacati)
che rendono urgente la nomina di un capo-azienda. Un manager che porti in porto
anche l'ennesima due diligence. In pole position c'è Mario Resca, commissario
straordinario di Cirio. Così tra i nodi da sciogliere forse già martedì c'è
quello del nuovo capo-azienda per cooptazione nel consiglio. Ma non è escluso
anche un rinnovo solo parziale del cda, visto le dimissioni dell'intero board
renderebbe lunghi i tempi di un avvicendamento. Qualche settimana di due
diligence (da affidare a Kpmg) serviranno anche alla preparazione di un
progetto di rilancio per Alitalia. Un fronte sul quale
sarebbe già attiva anche la Seabury Group LLC, la società di consulenza che ha
lavorato al piano Air One. Solo intorno a un piano sostenibile potrà, dunque,
essere messa insieme la cordata tricolore. La soluzione per Alitalia
sarà "italiana e fondamentalmente privata", ha ribadito il ministro
del Tesoro Giulio Tremonti nel corso di un'intervista a Lucia Annunziata. Ma di
nuova Iri non se ne parla: saranno coinvolti gli imprenditori che si sono già
detti interessati.
( da "Messaggero, Il" del 11-05-2008)
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Sul
tavolo del cda di martedì il via libera alla verifica dei conti e la scelta per
la guida della compagnia Alitalia, allarme di
Police al governo Summit con Letta: problemi urgenti da risolvere. Resca in
pole per il vertice.
( da "Corriere della Sera" del 11-05-2008)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Grande Milano - data: 2008-05-11 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE Il costruttore "Sesto sta perdendo una grande occasione"
"Area ex Falck? I progetti rischiano un nuovo stop" Pasini:
l'intervento di Piano non si farà mai "Questa era la città più
industrializzata del Nord, la città del lavoro per eccellenza. Ora rischia di
rimanere indietro" Sono trascorsi cinque mesi da quando Renzo Piano
illustrò la sfida insita nel suo progetto per la riqualificazione dell'ex area
Falck davanti al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ospite della ex
Stalingrado d'Italia: da "città delle fabbriche" a "fabbrica
delle idee". Piano mostrò un progetto audace che mixava negozi, residenze
e uffici, ma anche centri di ricerche, università, giovani al lavoro e un
vivaio di imprese. E a distanza di cinque mesi Giuseppe Pasini, il nonno dei
costruttori sestesi, che qui arrivò da San Donà di Piave nel '51, negli anni
del dopoguerra e della ricostruzione, denuncia: "Sesto sta perdendo il
treno. Era la città più industrializzata del Nord, la città del lavoro per
eccellenza. Ora rischia di rimanere indietro". A chi gli chiede la ragione
di tanto pessimismo, Pasini risponde secco: "Non si farà mai il progetto
di Piano. Ma sarebbe opportuno che il nostro sindaco ci dicesse cosa sarà
dell'immensa area ex Falck". Sembra saperla lunga quest'uomo che, alle
scorse comunali, ha accettato all'ultimo minuto di correre con una lista civica
sostenuta dal centrodestra, candidato sindaco contro il sindaco uscente Giorgio
Oldrini. "Stupido io a non candidarmi prima e ad accettare di scendere in
campo con una coalizione che non riusciva a mettersi d'accordo", dice
oggi. E la sa lunga perché l'area ex Falck, dieci anni fa, l'aveva comprata
lui. "Non mi hanno dato le concessioni che chiedevo, 600 mila metri
quadrati di superficie lorda, più 150 mila di recupero di vecchie strutture.
Dopo 3 anni l'ho dovuta vendere a Risanamento di Zunino, perché i costi per
tenere ferma un'area erano esagerati. Sono un costruttore non uno
speculatore". E ora, dopo altri sei anni, aggiunge, "sono convinto
che anche Zunino passerà la mano. Non hanno dato niente neppure a lui anche se,
perlomeno, hanno trattato. Ma quel progetto, 25 torri di 28 piani… è quello che
serve a Sesto? ". La sua preoccupazione, confida, prima ancora come
cittadino che come costruttore, è "sapere cosa immagina il sindaco per
l'area degli ex stabilimenti. Non si muove foglia. E mi preoccupo, perché a
questa città ho sempre voluto bene. Qui sono nati i miei figli e i miei nove
nipoti". Non è più il tempo dei sogni. "Sono vecchio - dice Pasini -,
anche se ho l'impressione di essere giovane non sono più un ragazzo, vorrei
vedere il cambiamento, quella città metropolitana che portò l'ex sindaco di
Milano Albertini a convincere Banca Intesa a trasferirsi qui, nell'area ex
Marelli". Altro progetto affogato nella palude della burocrazia e delle
beghe politiche. Sempre sua l'area ex Marelli? "Sono un imprenditore.
Avevo comprato l'area, fatto un progetto, un concorso di idee. Vinse Albini.
Tutti dissero: bello, molto bello. Si è tirato a campare, niente concessioni.
Nel 2003 è cambiato ammini-stratore delegato e Banca Intesa ha cambiato
strategia e non ha più decentrato a Sesto il suo cuore operativo". Poi è
toccato a Sky. C'era chi, come l'ex sindaco di Sesto, Filippo Penati, aveva
intuito per la sua città l'importanza di Milano città metropolitana. E ora c'è
alle porte l'Expo. "Possiamo noi perdere il treno, dormire sugli allori?
Sesto non può rimanere fuori". Giuseppe Pasini costruendo case, non lo
nega, ha fatto i quattrini. "Ma ho sempre costruito per il piacere di
lavorare. E per cambiare in bello la mia città". Ripete, con orgoglio, che
"se c'è qualche bel fabbricato a Sesto è perché l'abbiamo fatto noi, io e
i miei fratelli. L'Abb, le Medtronic, la General Electric,
l'Alitalia, tutta la via
Carducci". E l'amore per la loro città i Pasini l'hanno manifestato anche
nella squadra di calcio, la Pro Sesto, presidente Elisabetta Pasini,
"Abbiamo dato le scuole alla città quando non ce n'erano e i nostri figli
facevano i doppi e tripli turni. Abbiamo vissuto la vita della città noi
Pasini. Il mio appello, ora, è che l'amministrazione non perda altre
possibilità. Suoni la sveglia a Sesto ". La fabbrica L'area ex Falck di
Sesto dovrebbe essere riqualificata nel segno dell'architetto Renzo Piano. Nel
tondo, l'imprenditore immobiliare Giuseppe Pasini Paola D'Amico.
( da "Corriere della Sera" del 11-05-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-11 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Dietro le quinte L'8 maggio incontro tra il titolare dell'Economia
e l'ex Padoa-Schioppa. Da Bruxelles conferme sui conti I soldi "segreti":
extragettito tra i 2 e i 3 miliardi SEGUE DALLA PRIMA Perché di quei due o tre
miliardi di euro di grasso nascosti nei conti pubblici, è meglio che non si
sappia niente. Almeno fino a quando anche lo stato dell'economia italiana non
sarà più chiaro di quanto già non sia adesso. Per capire da dove saltano fuori
quei soldi basta guardare con attenzione i numeri. La Relazione unificata
sull'economia e la finanza pubblicata dal Tesoro il 12 marzo scorso, quando la
campagna elettorale era già in pieno svolgimento e i sondaggi davano il
centrosinistra per sconfitto, stima per il 2008 un deficit pubblico al 2,4% del
Prodotto interno lordo. Ma la previsione sarebbe stata migliore se il
Ragioniere generale dello Stato, Mario Canzio, non fosse sistematicamente intervenuto
su ogni voce del bilancio chiedendo puntualmente di rivederla al ribasso. Se
sia stata una prudenza giustificata soltanto dalla cattive prospettive
economiche o piuttosto influenzata dall'incombente esame al quale il futuro
governo Berlusconi avrebbe senz'altro sottoposto il lavoro del ministero sotto
la gestione di Padoa- Schioppa, ovviamente Ragioneria compresa, è difficile
dire. Fatto sta che la Commissione europea prevede per il 2008 un deficit più
basso di circa un miliardo e mezzo di euro rispetto a quello stimato dallo
stesso governo italiano: 2,3% del Pil contro il 2,4%. A quanto pare,
considerata l'inflessibilità di Bruxelles, un fatto che non ha precedenti.
Nella Relazione di marzo c'è poi scritto che il 2,4% potrebbe scendere anche al
2%, nel caso in cui l'andamento del gettito fiscale fosse in linea con gli
ultimi due anni. Come però dimostrano i dati sull'Iva probabilmente non sarà
così, viste le ombre che si addensano sull'economia. Gli esperti del Tesoro
ritengono tuttavia che i risultati della lotta all'evasione fiscale possano
garantire una ragionevole tenuta del gettito. Ecco allora che il fantomatico
tesoretto prende corpo, in una dimensione compresa, appunto, fra i due e i tre
miliardi di euro. Ma che in questo momento il nuovo ministro dell'Economia ci
voglia andare con i piedi di piombo non deve affatto stupire. Con tutte le
aspettative che ha generato la campagna elettorale del Cavaliere, dal taglio
dell'Ici all'abolizione del bollo auto fino alla detassazione degli
straordinari, che cosa potrebbe accadere se si ammettesse l'esistenza di quelle
sia pur limitate disponibilità? Un atteggiamento di analoga cautela, del resto,
aveva tenuto pure Padoa- Schioppa, arrivando, secondo una ricostruzione di
Repubblica, a dire nei mesi scorsi all'ex premier Romano Prodi che gli sgravi
dell'Irpef chiesti anche dal sindacato sarebbero stati difficilmente
praticabili. Tanto più delicata è adesso la situazione se si considera che gli
impegni assunti dall'Italia a Bruxelles ci impongono ogni anno un taglio
strutturale del deficit di mezzo punto di Prodotto interno lordo. Il che
significa che nel 2009, il primo anno intero del nuovo governo, Tremonti dovrà
chiudere il bilancio con un passivo non superiore all' 1,9% del Pil. Obiettivo
che va assolutamente centrato anche per ragioni politiche: perché per il
centrodestra rischiare anche lontanamente l'apertura di una nuova procedura
d'infrazione come quella avviata nel 2005 proprio con Berlusconi e chiusa
l'ultimo giorno del governo Prodi, non sarebbe il massimo della vita. Tremonti
conosce così bene gli umori di Bruxelles da non ignorare la scarsa propensione
europea a perdonare i passi falsi dell'Italia. Soprattutto ora. Soprattutto dopo che Berlusconi ha riaperto la partita dell'Alitalia, nella quale la Commissione era
schierata apertamente con Air France Klm. E che lo stesso Tremonti, in cuor
suo, sperava di non trovare ancora aperta al suo ritorno dietro la scrivania di
Quintino Sella. Il primo boccone indigesto da mandare giù. Controllore
Il Ragioniere generale dello Stato Mario Canzio Sergio Rizzo.
( da "Corriere della Sera" del 11-05-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-11 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE L'impegno "Per Alitalia una cordata italiana" ROMA
- Un'Alitalia
"italiana e fondamentalmente privata". Il ministro dell'Economia
Giulio Tremonti, azionista pubblico di riferimento della compagnia aerea, dice
qual è l'obiettivo e forse anche l'auspicio del governo nella ricerca di una
soluzione anti-crisi. L'impegno aggiunge "è per una cordata
italiana e molti imprenditori si sono fatti avanti. Se poi non funziona
vedremo". In ogni caso, "non ci aspettiamo che arrivi qualcosa dal
cielo. Seguiremo le procedure di legge per quel che riguarda la presentazione e
la valutazione delle offerte" spiega Tremonti che si dice pure soddisfatto
di aver comunque evitato "il rischio di far finire l'Alitalia
in mano ad un nostro concorrente nel turismo". L'indicazione del ministro
arriva alla vigilia del consiglio di amministrazione della compagnia che,
dopodomani, martedì, esaminerà i conti del primo trimestre che potrebbero
evidenziare una perdita attorno ai 280 milioni di euro. Ma non si parlerà solo
di cifre. La riunione potrebbe rappresentare anche l'occasione per completare
gli incarichi di vertici. Non si esclude infatti la nomina di un amministratore
delegato, in sostituzione di Maurizio Prato che si è dimesso lo scorso 2
aprile. E non è neanche escluso un passo indietro proprio del presidente di Alitalia Aristide Police. Ed è in vista dell'appuntamento
del Consiglio di amministrazione che ieri il Police è stato ricevuto dal
sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta al quale ha esposto
"le più urgenti problematiche aziendali". E' stato insomma un
colloquio di verifica della situazione appunto alla luce delle nuove strategie
del governo. S.Ta.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
11-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Commenti Pagina 315
I rimpianti dell'ex premier Senza pretese nessun dispiacere I rimpianti dell'ex
premier --> Romano Prodi, dice, non ha rimpianti. "Dopotutto ho vinto
due volte le elezioni", aggiunge, quasi felice. Ovvio. Come diceva Pier
Paolo Pasolini, "chi non ha pretese non ha dispiaceri". E l'ex
premier, questo suo presunto non rimpiangere nulla lo deve probabilmente al
fatto di non aver mai preteso, ma sempre e soltanto sperato. Che
l'"accozzaglia unionista" cattoradicalverderossogirotondinriformista
rispettasse il voluminoso programma elettorale sottoscritto nel 2006. Che
Clemente Mastella e Lamberto Dini la smettessero di fare le bizze. Che
alleggerire le carceri con l'indulto non diventasse un'arma a doppio taglio.
Che risanare le casse dello Stato mettendo sotto pressione tutti,
dall'imprenditore al tassista, dall'operaio al negoziante, potesse essere
l'eccezione e non la regola. Che il conflitto d'interessi fosse differibile e
il ritorno alla carica dei berluscones blando e remoto. Non ha mai preteso, ma
sempre sperato, anzi scongiurato che l'ala sinistra della coalizione se ne
stesse buonina su Tav, Afghanistan, Dal Molin, Dico e quant'altro. Che Di
Pietro non facesse il Di Pietro. Che la monnezza scomparisse dalle strade
campane senza le dimissioni di bassolini e pecorari o che l'Alitalia tornasse a volare grazie a chissà quale miracolo. Che i
"bamboccioni" non si stufassero di essere definiti
"bamboccioni" da chi ha stipendi e figli con stipendi a vari zeri.
Che la querelle sui privilegi della Casta fosse solo un fenomeno letterario dal
successo passeggero, che nessuno si accorgesse del moltiplicarsi di poltrone e
sottopoltrone, che Beppe Grillo fosse soltanto un comico arrivista che
tutt'al più poteva togliere voti all'altra parte. Che il Carroccio solo roba da
bifolchi xenofobi e razzisti. Che la Sicurezza diventasse finalmente di
sinistra. Che il nuovo (Veltroni) tardasse ad avanzare. Che i conti al Senato
tornassero per 5 anni, a qualunque costo. Sperato sempre, preteso mai, insomma,
l'unica cosa che avrebbe dovuto pretendere: governare. Nessun rimpianto, siamo
sicuri? Parrebbe. Ha vinto due volte, dopotutto. Anzi tre, se calcoliamo anche
i Mondiali di Calcio. Ma due volte è caduto. Abbattuto. Silurato. Sfiduciato.
Nessun rimpianto, poche pretese e troppe, vane speranze. Sarebbe facile chiosare
con l'adagio del "chi visse sperando...". Meglio ricordare Woody
Allen, che un rimpianto, uno solo, almeno, ha ammesso di averlo. Lo stesso che
forse, sotto sotto, dentro dentro, in fondo in fondo, ha anche il Professore.
Quello di non essere stato qualcun altro. LUIGI BARNABA FRIGOLI.
( da "Padania, La" del 11-05-2008)
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"Padoa Schioppa?
Con lui è aumentata solo la spesa pubblica" SIMONE GIRARDIN "Dopo
quello che hanno combinato in meno di 24 mesi, altro che dieci anni...".
Il senatore leghista Massimo Garavaglia sorride davanti all intervista di addio
del ministro dell Economia uscente Padoa Schioppa rilasciata al Corriere della
Sera. Garavaglia sta dicendo che la situazione è peggiore di quello che è?
"Dico solo che prima dell arrivo di Padoa Schioppa e del Governo Prodi ce
la potevamo cavare in dieci anni; adesso ne serviranno almeno quindici".
Come è pessimista... "Purtroppo è la realtà. In meno di due anni con Padoa
Schioppa alla guida del Ministero dell Economia la spesa pubblica è aumentata
di 75 miliardi di euro, passando da da
( da "Stampa, La" del 11-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia "Resterà
italiana e in mani private" Per Alitalia il nuovo
governo punta a una soluzione "italiana e privata". Il neo ministro
dell'Economia, Giulio Tremonti, detta la linea in vista del consiglio
d'amministrazione di martedì quando potrebbe arrivare anche la nomina
dell'amministratore delegato, casella rimasta vuota dopo le dimissioni lo scorso 2
aprile di Maurizio Prato. Ieri il presidente del vettore, Aristide Police è
stato ricevuto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta
al quale ha esposto i problemi più urgenti. Tremonti sottolineato che
"l'impegno è per una cordata italiana, molti imprenditori si sono
impegnati". Secondo il titolare di via XX settembre "il rischio per
la nostra economia e il nostro turismo che la compagnia andasse a un
concorrente straniero è stato evitato". Le grandi manovre continuano: il
consulente del premier Bruno Ermolli, ha ufficializzato la richiesta ad Alitalia per l'accesso ai dati economico-finanziari
aggiornati.
( da "Manifesto, Il" del 12-05-2008)
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Il
governo vola basso: "L'Alitalia a italiani e
privati" Roma La linea per il caso Alitalia è
apparentemente una sola, benché nel nuovo governo sia fortemente presente
l'idea di un commissariamento, sostenuta dalla Lega e in via per ora privata da
Giulio Tremonti. Ufficialmente, "cerchiamo una soluzione italiana e
fondamentalmente privata", ha detto ieri il neoministro dell'economia Tremonti.
"Il rischio - ha spiegato - per la nostra economia e il nostro turismo che
Alitalia andasse a un concrrente straniero è stato
evitato", con chiaro riferimento a Air France, "stoppata"
(parole di Umberto Bossi) sulla via di Roma all'"ultimo momento".
Alla domanda di Lucia Annunziata, conduttrice di Mezz'ora du Rai3, sui primi
passi da farsi, Tremonti ha spiegato che "i primi passi che ho fatto sono
stati entrare in ufficio e perdere tempo a mettere il barattolo Cirio. Non ho
guardato ancora le carte specifiche, di certo un conto è fare campagna
elettorale e un conto è essere il governo: quando sei il governo hai procedure
di legge da seguire. Non sto dicendo che sto lì ad aspettare che arrivi
qualcuno o qualcosa, quello che posso dire è che noi siamo dentro le procedure
di legge, poi dentro queste procedure arrivano le nuove offerte".
Sull'ipotesi di riaprire una nuova Iri "io spero di no - ha commentato-
l'impegno è per una cordata italiana, molti imprenditori si sono impegnati su
questo". Ieri mattina il presidente di Alitalia,
Aristide Police, assieme a una delegazione della compagnia, è stato ricevuto
dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta cui sonso stati
esposte "le più urgenti problematiche aziendali in vista del prossimo
Consiglio di amministrazione del 13 maggio".
( da "Repubblica, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Global
market Con Tiscali vola all'estero un altro pezzo delle tlc italiane Per il
rilancio dell'Alitalia, primo vero
banco di prova del governo Berlusconi, ci vorrebbe un manager del calibro di Corrado
Passera o di Sergio Marchionne Se le indiscrezioni sui pretendenti di Tiscali
si riveleranno esatte anche l'operatore di tlc con sede a Cagliari e fondato
dall'imprenditore sardo Renato Soru rischia di uscire dall'orbita italiana.
In pista per l'acquisto ci sono infatti Vodafone, BSkyB, CarPhone, cioè tre
operatori inglesi, più forse Wind la cui proprietà è in mano all'egiziano
Naguib Sawiris. Con la prossima vendita di Tiscali, dunque, se ne andrà
oltreconfine un altro pezzetto di telecomunicazioni italiane nate con la
liberalizzazione di fine anni '90. E un altro scaltro imprenditore italiano
diventerà molto ricco. Dopo dieci anni il bilancio è sconsolante: iniziò
Colaninno a vendere Omnitel ai tedeschi di Mannesmann, a sua volta finita nella
pancia di Vodafone. Poi Wind, la pepita d'oro dell'Enel ai tempi dello sbarco
in Borsa guidato da Tatò, è finita sotto il cappello egiziano. H3G è nata fin
da subito sotto la stella del cinese Li Ka Shing mentre Fastweb, felice
intuizione di Scaglia e Micheli, è finita a caro prezzo in pasto agli svizzeri
di Swisscom. Rimane Telecom che da un anno ha messo un piede in Spagna dopo le
disavventure di Tronchetti Provera e Benetton e le incursioni di Romano Prodi.
Ma l'importante, dicono gli economisti, è che ci sia più concorrenza sul
mercato e tariffe basse per gli utenti. E imprenditori ricchi che paghino le
tasse in Italia. Giovanni Pons [ deutsche telekom al bivio] Tempi di scelte
difficili, e forse anche di paura di rischiare, a Deutsche Telekom. L'assemblea
degli azionisti, giovedì prossimo, sarà una prova non facile per il giovane
amministratore delegato del colosso semipubblico tedesco delle
telecomunicazioni. Le brutte notizie lo perseguitano. La clientela in Germania
infatti continua a calare: nell'ultimo trimestre Deutsche Telekom ha perso
ancora una volta seicentomila utenti a vantaggio della concorrenza. L'azione
del gruppo ha perso altri due euro di valore. E sulla scena internazionale, il
"gigante rosa" con sede a Bonn rischia di restare indietro nella grande
corsa alle acquisizioni che vede in lizza tutti i suoi maggiori concorrenti
europei. Da tempo, ma invano, il governo federale tedesco preme su Obermann: ha
fretta di vedere anche Deutsche Telekom fare un grande balzo sui mercati
stranieri. Finora le acquisizioni realizzate o all'esame non hanno convinto.
Non ha scatenato entusiasmi in Borsa né l'ingresso di Deutsche Telekom nella
greca OTE-Hellenic Telekom, né la prospettiva di rilevare Sprint Nextel negli
Usa. E il tema delle acquisizioni rischia di dominare l'assemblea e di mettere
in difficoltà il manager. Andrea Tarquini.
( da "Messaggero, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Di MAURIZIO COSTANZO
RIFLETTEVO sul fatto che sono scattati una serie di scioperi dei trasporti: da
quelli pubblici nelle città, ai treni, ai controllori di volo di Milano. Me lo
aspettavo, in quanto non appena un nuovo governo si
affaccia alla ribalta, le categorie, che certamente hanno legittimi motivi per
scioperare, lo fanno. Il senso: ricordatevi che abbiamo problemi irrisolti. Ma
della questione Alitalia
della quale si è parlato per giorni e giorni, che ne è? Si è risolta? Si sta
risolvendo? È già subentrata un'altra compagnia?.
( da "Padania, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Alitalia
La denuncia delle
Camere di Commercio "Malpensa, seimila posti a rischio" Sono circa 6
mila i posti di lavoro a rischio nell area dello scalo di Malpensa
dopo l abbandono di Alitalia dell aeroporto varesino. É quanto emerge da una stima del
Comitato Malpensa, l associazione che riunisce le camere di commercio di
Milano, Varese e Novara. "Si stima - afferma Gianfredo Comazzi, presidente
del Comitato Malpensa - che i posti a rischio siano in linea diretta circa
6mila, molti di più considerando l intera area vasta di Milano, Novara e
Varese con l occupazione attualmente indotta dalla presenza di quello che è il
più importante aeroporto dell Europa centro-meridionale. Chiediamo allora al nuovo
Governo di valutare attentamente ogni mossa alla luce anche dei dati
occupazionali indicati. I nostri territori, che sono una ricchezza del Paese,
dovranno ricevere la giusta attenzione dall esecutivo che si formerà nei
prossimi giorni". Secondo la banca dati Smail, nei 13 Comuni dell area
Malpensa appartenenti alla provincia di Varese lavorano 77 mila persone, oltre
a quelle dello scalo. Di queste, 11mila sono occupate in settori legati all
attività aeroportuale come gli alberghi, il mondo dei trasporti e la logistica.
Intanto l Osservatorio sul Mercato del Lavoro della Provincia di Varese segnala
2.499 esuberi accertati nelle aziende collegate all attività dello scalo nelle
ultime settimane. Per Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano
occorre "raggiungere in tempi brevi una soluzione per Malpensa che tuteli
le esigenze del sistema imprenditoriale e nel contempo salvaguardi i lavoratori
i cui destini sono legati alle scelte che si stanno compiendo in questi
giorni". [Data pubblicazione: 07/05/2008].
( da "Padania, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Reguzzoni: l hub lombardo può vivere se messo in condizioni di poter competere sul
mercato "Il destino di Alitalia deve restare svincolato da quello di Malpensa" Giancarlo
Mariani Il neoministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha affermato,
in un intervista alla Stampa, che "Un grande paese come l Italia non può
permettersi di non avere una compagnia di bandiera in grado di stare sul
mercato. Ha fatto benissimo il presidente Berlusconi a porre l accento
su questa esigenza". Secondo l esponente del Pdl "il mercato del
trasporto aereo in Italia è potenzialmente molto redditizio". Egli
sottolinea altresì che "l Expo
( da "Repubblica, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Cultura Come ha
messo in crisi la sinistra Dopo le vittorie in italia e in Inghilterra Un
nazionalismo strano che affida la difesa del Paese a chi
vuole smembrarlo Si vuole tenere Alitalia in mani nazionali quasi Spinetta fosse come Zidane GABRIELE
ROMAGNOLI C'è stato un momento divinatorio, in cui il futuro imminente
dell'Italia è apparso chiaro a chiunque avesse occhi per vederlo. Era il luglio
del 2006, la Nazionale aveva appena vinto i Mondiali di calcio e i trionfatori
sfilavano ai Fori Imperiali, vestiti di scuro, sul tetto di un autobus.
Li accompagnavano una folla immensa e uno striscione con la scritta:
"Fieri di essere italiani". A un certo punto apparivano, dalle parti
dell'eroico portiere Buffon, simboli inequivocabilmente nazisti. "Forse
non se ne è accorto", commentò sospesa tra ipocrisia e superficialità la
giovane Giorgia Meloni, attualmente ministro in quota Alleanza Nazionale.
Quello di cui era necessario accorgersi era che tutta la scenografia della
celebrazione, l'evento stesso che il destino aveva partorito recava i crismi
della storia in fieri, conteneva gli elementi del Dna, del paradossale Dna
della destra italiana che si avviava, di lì a due anni, a una vittoria
paragonabile a quella ottenuta dai calciatori nel lugubre, hitleriano, stadio
di Berlino. Primo elemento: il nazionalismo. "Fieri di essere
italiani" si proclamavano a decine di migliaia, soprattutto giovani.
Un'intera generazione si è andata riappropriando di una caratteristica che non
solo i padri, ma i fratelli maggiori avevano rinnegato, perfino con disdegno.
Globalisti, localisti, ma patriottici mai. Da qualche anno covava invece una
rinascita del sentimento nazionale, celebrata con la rabbia e l'orgoglio del
pamphlet di Oriana Fallaci, sublimata nell'ammirazione per il modo di
affrontare la morte di Fabrizio Quattrocchi, giustiziato in Iraq. L'alimentava
la paura e il disprezzo per l'altro, l'usurpatore del presunto diritto a godere
della posizione migliore, fosse l'odiato francese che vinceva le finali o il
maghrebino che attecchiva nella provincia settentrionale (entità mirabilmente
fuse nella figura, infine umiliata, di Zinedine Zidane). Un nazionalismo
ingenuo e contraddittorio, al punto da finire per demandare la difesa contro lo
straniero a un partito, la Lega, che contemporaneamente teorizzava il
superamento dell'Italia. Un feticcio, ma a larga diffusione. Secondo elemento:
il carro dei vincitori. Tutti su, insieme con Buffon, non importa se si è
accorto di portare la svastica: è campione del mondo. La destra ha cominciato a
vincere quando è stata predetta vincente. Ha allargato il consenso quanto più
questa predizione si è rafforzata. Viviamo in tempi di incertezze, morali prima
ancora che economiche: si corre ai ripari forti. Viviamo, ancor più, in
un'epoca che propone un'infinità di sfide, illumina chi le supera e oscura chi
non ce la fa. Il mondo dello spettacolo, ormai fuso con quello reale, proclama
con scadenze sempre più ravvicinate vincitori e vinti. Gli uni restano in gara,
gli altri scompaiono nella botola. Vincere è percepito, a distanza di decenni,
nuovamente come un imperativo, ma per sopravvivere. Il Moretti di Caro diario
che proclamava, anche lui fiero a suo modo: "Voglio restare minoranza",
giacché se diventi maggioranza qualcosa hai sbagliato è un modello da irridere.
Come lo è il Vecchioni di : "Vincere significa accettare e questo, lo
dovessi mai fare, tu questo non me lo perdonare". Di nuovo spinge verso
destra un misto di entusiasmo e paura. Terzo elemento: il superamento della
legalità. I ragazzi sul tetto dell'autobus e del mondo erano, due mesi prima,
alle soglie della squalifica. Travolti a vario titolo nelle nefandezze del
calcio italiano. I più rappresentativi di loro (Cannavaro e, inevitabilmente,
Buffon) erano sotto accusa. Si era parlato addirittura di lasciarli a casa, di
sostituire l'intera Nazionale con una rosa di ragazzi, in segno di simbolica
rinascita. Scampati all'abisso, avevano trovato risalendone le motivazioni per
vincere. E la vittoria aveva cancellato ogni passato, assolto tutti. C'è, nella
destra italiana, lo stesso percorso autoassolutorio. Vincendo si emenda da ogni
colpa. In un paradosso superiore a ogni altro ha ceduto ad altri la propria
bandiera legalitaria. Ha sospinto a sinistra personaggi che antropologicamente
e idealmente le appartengono (Di Pietro), indotto a mutuarne i metodi altri che
le sono estranei (Cofferati). Nell'abbraccio tutt'altro che mortale, anzi
rigenerante e salvifico, con Berlusconi ha perduto le proprie caratteristiche.
Un purista come Pietrangelo Buttafuoco diceva anni fa in una intervista al
settimanale Diario: "Un tempo il missino lo riconoscevi, nel condominio,
quartiere, paese, per la sua rispettabilità, la pignoleria nell'applicare la
legge, per come era inflessibile". Ora, pur di conquistare il potere, la
destra ha acquisito la predisposizione nazionale e la berlusconiana necessità
di venire a patti con la legge: gabbandola, aggirandola, se non resta altra via
modificandola. Era difficile riconoscersi negli uomini tutti d'un pezzo, molto
più facile riconoscersi in questi, inclini se non al perdono, almeno al
condono. E veniamo qui al quarto elemento: l'identificazione.
Antropologicamente gli esponenti politici della destra sono molto più vicini
all'italiano medio. Lo sono intellettualmente, e non è un giudizio di valore,
del tipo scolastico. è questa un'epoca di grande complessità. Di fronte alla
complessità la sinistra reagisce da sempre con la pretesa di spiegarla, in scala
( da "Secolo XIX, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Alitalia
"sarebbe
durissima, ma un servizio al paese" Il manager vicino a Berlusconi
prossimo alla nomina di amministratore delegato IL COLPO DI GENIO 13/05/2008
L'OPERA IN CIRIO 13/05/2008 SOCIETA' LEADER 13/05/2008 ELEGANTE SAMBONET
13/05/2008.
( da "Corriere della Sera" del 13-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-13 num: - pag: 29 categoria: REDAZIONALE La risposta a Ermolli Alitalia, i conti dopo l'offerta ROMA - Sembra destinata a prolungarsi
l'attesa per un nuovo amministratore delegato in Alitalia. Malgrado le voci di un possibile arrivo di Mario Resca o Maurizio
Basile, l'azionista, cioè il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, sarebbe
intenzionato a lasciare al mercato, dopo che sarà stata individuata
l'offerta, la scelta del manager. Eppure ieri pomeriggio Resca veniva dato
dalle agenzie come disponibile all'incarico, con tanto di dichiarazioni
entusiastiche dello stesso. In serata, la smentita e le precisazioni: "In
questo momento non c'è alcuna ipotesi, nessun segnale". Una frenata
tempestiva perché forse la situazione non è ancora così consolidata come sinora
si era diffusamente pensato. Il cda, che si riunirà oggi, dovrebbe dunque
limitarsi a esaminare la richiesta di due diligence avanzata dal consulente di
Berlusconi, Bruno Ermolli, a Alitalia. La compagnia
sembra intenzionata a respingerla, secondo le indicazioni di Tremonti. Almeno
fino a quando non sarà formalizzata una vera e propria offerta. A. Bac.
( da "Corriere della Sera" del 13-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-05-13 num: - pag: 9 categoria:
REDAZIONALE La battaglia dei cieli L'effetto innescato
dalla crisi di Alitalia si
fa sentire anche negli altri aeroporti lombardi Malpensa "soffia" Air
Berlin a Bergamo La compagnia: scalo più adatto ai nostri clienti. La Sacbo:
già rimpiazzata Nei giorni scorsi era stato segnalato il pericolo di una
"cannibalizzazione" tra gli scali lombardi MILANO - Magari rimarrà un
episodio circoscritto, magari no. è però il primo "dispetto"
che Malpensa fa all'aeroporto di Orio al Serio: dal 16 giugno prossimo,
infatti, la compagnia tedesca Air Berlin (la seconda in Germania dopo il
colosso Lufthansa) trasferirà per intero la sua attività dallo scalo bergamasco
a quello varesino. Proprio una settimana fa esperti del trasporto aeronautico e
rappresentanti delle istituzioni avevano paventato il rischio che gli aeroporti
lombardi, continuando ciascuno a fare corsa solitaria, potessero finire per
soffiarsi passeggeri e compagnie a vicenda a scapito di uno sviluppo più
organico dell'intero sistema. La decisione di Air Berlin è arrivata di punto in
bianco ed è stata comunicata direttamente tramite il sito Internet della compagnia,
senza nemmeno preavvertire la società di gestione dell'aeroporto di Orio. Da
metà giugno i quattro voli giornalieri (due su Berlino e due su Dusseldorf) che
il vettore tedesco copriva a Bergamo verranno passati a Malpensa. Nel 2007 sono
stati circa 300.000 i passeggeri che si sono serviti di quei collegamenti, il
che equivale all'incirca al 3% del traffico di Orio e a una quota di gran lunga
inferiore per Malpensa. Tutto serve, comunque, per una struttura che a partire
da aprile ha dovuto far fronte alla grande ritirata di Alitalia,
che dallo scalo varesino ha portato via due voli su tre, per una emorragia di
passeggeri di circa 6 milioni. "Con lo spostamento a Malpensa i voli di
Air Berlin diventano più invitanti sia per chi vola per affari, sia per chi vola
per turismo" si limita ad osservare Marco Fontana, country manager per
l'Italia della compagnia. Secondo i rumors provenienti dal settore, la società
si sarebbe resa conto che la sua clientela è basata in misura preponderante su
Milano e non avrebbe l'identikit della tradizionale clientela low cost. Anche
per questo avrebbe pensato al trasloco in uno scalo più grande e con maggiori
connessioni di traffico. Malpensa dal canto suo avrebbe colto al volo
l'opportunità, collocando Air Berlin al terminal 1, vale a dire quello delle
compagnie maggiori; i voli verso Berlino, del resto, avranno come destinazione
lo scalo di Tegel, il principale della capitale tedesca, dove sono a
disposizione connessioni frequenti e rapide verso città del Nord Europa e della
Russia. Lo sbarco di Air Berlin, d'altro canto, conferma l'interesse degli
operatori tedeschi per Malpensa: poche settimane fa Sea e Lufthansa avevano
sottoscritto un accordo per basare nell'hub varesino 6 velivoli di Air
Dolomiten (ma le nuove rotte verranno inaugurate solo a partire dal 2009)
mentre ha ribadito la volontà di investire su Malpensa la Easyjet, il
principale rivale di Ryanair nel mercato low cost, per metà inglese e per metà
tedesca. E a Bergamo come l'hanno presa? La Sacbo, società di gestione di Orio
(e proprietà per il 49% della stessa Sea) ha da pochi giorni rinnovato i suoi
vertici e per il momento non rilascia dichiarazioni ufficiali. Fonti interne
alla società fanno notare tuttavia che la perdita di Air Berlin non costituirà
un grave danno per i numeri dello scalo: i 300mila passeggeri potenziali
sarebbero già compensati dall'inaugurazione del collegamento (8 luglio) di
Ryanair con Trapani, già prossimo al tutto esaurito; la stessa compagnia
"regina" del low cost garantisce invece già oggi il volo tra Bergamo
e lo scalo di Weeze, a
( da "Corriere della Sera" del 13-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-05-13 num: - pag: 9
categoria: BREVI Alitalia Forfait Da aprile Alitalia ha tagliato i
due terzi dei voli su Malpensa: previsto un decremento del traffico da
( da "Messaggero, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Di
UMBERTO MANCINI ROMA - Guidare Alitalia? "Solo
l'idea fa tremare i polsi" - dice al Messaggero Mario Resca, in pole
position per la guida della compagnia. "Sarebbe un compito durissimo -
spiega - ma come per una chiamata al servizio militare direi
"obbedisco" perchè sarebbe rendere un servizio al Paese". L'ex commissario straordinario di
Cirio-Del Monte ed ex presidente e ad di McDondald's Italia, che dovrebbe
ricoprire la carica di amministratore delegato, precisa subito: "La
decisione spetta al Ministero dell'Economia, a Giulio Tremonti. Di candidature
non ne so nulla, le leggo dalla stampa, dico solo che se vi fosse una chiamata
la valuterei con attenzione e darei ovviamente una risposta rapida". Il
manager rileva che sarebbe un'impresa "dura e complicata, visto che negli
ultimi 15 anni fior di manager si sono cimentati e oggi l'azienda è sull'orlo
del fallimento". Di certo oggi il cda di Alitalia
approverà la trimestrale, mentre è improbabile che sancisca l'arrivo di Resca
al comando. La compagnia dovrebbe invece dare un via libera preliminare alla due
diligence. Anche se restano dubbi sulla procedura: si tratta infatti di mettere
a disposizione dati sensibili, ma manca una offerta formale e un quadro di
regole chiaro. Insomma, si attendono lumi dall'azionista, cioè da Tremonti, che
oggi sarà impegnato all'Ecofin. Dal ministero fanno sapere che verranno seguite
le procedure di legge e non vi saranno accelerazioni improvvise. Più probabile
quindi che Resca prenda la cloche di Alitalia la
prossima settimana. Il manager gode della considerazione del mercato
finanziario e di molti imprenditori che fanno parte della cordata messa in
piedi da Bruno Ermolli.
( da "Repubblica, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Spunta
Resca per la guida Alitalia Nel prossimo vertice della
compagnia forse anche Ermolli LUCIO CILLIS ROMA - Il compito è "gravoso e
molto impegnativo. Chi dovesse accettare questa sfida lo dovrebbe fare, visti i
precedenti, con un grande spirito di servizio per il Paese". Mario Resca,
il manager che probabilmente già oggi potrebbe salire al vertice
di Alitalia dopo settimane
di indiscrezioni, non nasconde le difficoltà: nel giorno dei conti trimestrali
di Alitalia, il cda della
compagnia di bandiera è destinato a cambiare volto. E l'esperto manager - già
alla testa di McDonald's Italia ed ex commissario straordinario di Cirio-Del
Monte - avrebbe dato la propria disponibilità al presidente del Consiglio
Silvio Berlusconi, suo estimatore. Resca avrebbe, quindi, sciolto le
ultime riserve e si accingerebbe ad indossare l'elmetto e ad entrare nella
trincea di Alitalia, tentandone il salvataggio in
extremis. "Per la mia esperienza di manager e imprenditore - ha detto ieri
rompendo il silenzio - penso di poter essere messo a servizio del Paese per
risolvere i problemi della compagnia di bandiera, svolgendo questo
incarico". Pur negando di aver ricevuto offerte "dirette" nelle
ultime ore, Mario Resca si dice comunque pronto ad entrare in gioco: l'uomo
d'affari ferrarese potrebbe entrare nel cda prendendo il posto lasciato libero
40 giorni fa dall'ex presidente Maurizio Prato e affiancando o sostituendo
l'attuale presidente Aristide Police, pronto già oggi a restituire il mandato
all'azionista di riferimento, il ministero dell'Economia guidato da Giulio
Tremonti. Sulla nomina di Mario Resca ad amministratore delegato e presidente
di Alitalia si era già espresso nei giorni scorsi in
maniera positiva il premier Silvio Berlusconi che alla guida del vettore
vedrebbe anche bene, in futuro, un tandem Resca-Ermolli. La risposta arriverà
con la riunione di oggi, che presenterà i conti dei primi tre mesi dell'anno,
tra i più sofferti della storia della compagnia. "Alitalia
è un'azienda che ha generato perdite da anni - ha precisato Resca - per
risanarla fior fiore di consulenti e dirigenti hanno lavorato al suo capezzale
per anni". L'unica soluzione possibile per non buttare altro lavoro e
sperperare denaro pubblico, dunque è questa: "Salvare Alitalia
è un lavoro durissimo che deve essere condiviso da tutti. Un impegno gravoso
che può essere portato a termine solo con grandi sacrifici".
( da "Giornale.it, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 113 del
2008-05-13 pagina
( da "Voce d'Italia, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia La prima
uscita pubblica del tremontismo Roma, 13 mag. - Non passano di certo
inosservate, ultimamente, le riflessioni di Giulio Tremonti, neo-ministro
dell'Economia e Finanze del IV Governo Berlusconi. Ospite del programma
televisivo "In mezz'ora", condotto dalla ex Presidentessa della RAI,
L. Annunziata, l'esponente di punta del PDL ha chiarito non pochi concetti del
"tremontismo". Punto primo: "Posso escludere che abbiamo un
"tesoretto"". Senza attendere un'eventuale due-diligence (che V.
Visco s'affrettò a fare nel 2006), Tremonti nega che vi possa essere qualche
"felice sopresa" in tema di entrate dello Stato. Del resto, ormai sui
conti pubblici vi sono tanti occhi e molti controlli - specie su quelli
italiani, abbastanza comatosi -, per cui l'ooportunità di istituire una
commissione ad hoc perde cogenza. Ed ha spiegato: "L'andamento delle
entrate fiscali non è buono, e questo non perché l'evasione da gennaio sia ripartita:
basta guardare all'andamento dell'IVA sugli scambi interni, che è negativo
perché l'economia va male. Insomma "tesoretto zero"". Quindi si
è passati ad una critica, di merito, all'operato del precedente Governo di
centro-sinistra, guidato da R. Prodi: "Siamo in una stagione non buona: ci
saranno problemi ed una situazione non facile. Non per colpa del Governo Prodi
che però ha fatto l'errore di non capire cosa stava succedendo nel mondo. Il
Governo Prodi è stato imprudente. In una stagione buona ha fatto la cicala e
non la formica. Più entrate c'erano e più spese loro facevano". Poi il
passaggio cruciale dell'intervista: i sacrifici saranno chiesti innanzitutto a
banchieri e petrolieri. I primi perché erogano mutui troppo costosi alle
famiglie: "dovranno pagare più tasse se non faranno pagare meno di mutui
alle famiglie". I secondi perché si sono arricchiti non in virtù di un
guadagno di efficienza, bensì semplicemente perché è aumentato il prezzo del
petrolio. In sostanza, la rendita petrolifera andrà redistribuita. Il che non è
poco per un Esecutivo right, liberal-conservatore, che - almeno
"naturalmente" - non dovrebbe preoccuparsi troppo delle tematiche
redistributive e di equità sociale. Ma, si sa, il tremontismo contiene molto
più i geni del colbertismo che non quelli del thatcherismo e reaganismo...
Altro pasaggio delicato, l'eliminazione dell'ICI sulla prima casa. Spiega il
neo-ministro: "Abbiamo detto che azzereremo l'ICI sulle prime case
completando la base di sgravio ipotizzato, cioè portando l'esenzione del
pagamento dal 40% al 100%. Le ville e i castelli non rientreranno, invece, nel
piano". Bene, ma l'eliminazione dell'imposta di bollo sulle automobili, la
"sorpresa" dell'ultimo giorno di campagna elettorale? E
l'eliminazione della tassa di successione? Solo tramite uno shock fiscale serio
si può scuotere la nostra economia, ormai intorpidita da un decennale
letargo...! Ennesimo punto qualificante delle prime mosse economiche del
governo di centro-destra la detassazione degli straordinari: "Sarà il
primo punto di confronto, uno dei provvedimenti che faremo a Napoli, dove
terremo il primo Consiglio dei Ministri operativo. Su quel provvedimento
dovremo discutere con il sindacato, ma credo che da entrambe le parti ci sia
una logica di dialogo costruttivo". Chissà come la metterà con la CGIL,
che ancora pochi giorni fa ripeteva la propria contrarietà alla misura in
oggetto. Infine, l'affaire Alitalia. "Cerchiamo una via italiana e fondamentalmente privata. Se
non funzionerà vedremo. Saremo dentro le procedure di legge e dentro quelle
procedure guarderemo le offerte. Tuttavia, il rischio che la nostra compagnia
andasse in mano ad un nostro concorrente nel turismo è stato evitato".
Certo, sarebbe meglio chiarire che l'ipotesi ventilata dal premier S. Berlusconi
circa l'acquisto da parte delle Ferrovie dello Stato di Alitalia
fosse una boutade. Da un disastro e da una tragedia molto difficilmente
potrebbe nascere qualcosa di glorioso...! Cosimo Magazzino.
( da "Opinione, L'" del 13-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mar, 13 Mag
2008 Edizione 93 del 13-05-2008 OGGI L'ATTESO CONSIGLIO D'AMMINISTRAZIONE DI ALITALIA Fari puntati sulla "due diligence" di Ermolli
e sul nuovo vertice Grande attesa per la riunione del Consiglio di
Amministrazione dell'Alitalia che oggi esaminerà i conti del primo trimestre dell'anno. Nel
corso della riunione verrà discussa la richiesta avanzata da Bruno Ermolli di
poter esaminare i conti dell'aviolinea per conto della cordata di imprenditori
che lo stesso Ermolli sta organizzando su mandato del Presidente del
Consiglio, Silvio Berlusconi. La "due diligence" è un elemento determinante
per mettere a punto la nuova compagine azionaria e un piano industriale e
finanziario in grado di salvare l'aviolinea. La riunione di oggi potrebbe
concludersi con altre novità: non è, infatti, escluso che il consiglio di
amministrazione, orfano di uno dei membri dopo le dimissioni presentate il 2
aprile scorso dall'ex presidente, Maurizio Prato, possa assumere qualche
decisione sulla composizione del board. Secondo alcune indiscrezioni, il posto
di Prato potrebbe essere occupato da Mario Resca, l'imprenditore ferrarese,
molto apprezzato dal presidente del Consiglio, potrebbe assumere la guida
dell'aviolinea che attualmente è priva di un vertice operativo. L'attuale
presidente, Aristide Police, non ha deleghe operative e la gestione è affidata
ad un gruppo di manager di pari livello tra i quali nessuno ha un reale potere
di coordinamento. La nomina di un nuovo vertice è assolutamente necessaria sia
per gestire la fase di transizione, sia per riprendere il confronto con i
sindacati sulle azioni necessarie a mantenere in vita la compagnia. E sempre
riguardo alle decisioni del Consiglio, secondo un autorevole quotidiano
economico, nella riunione di oggi i consiglieri potrebbero rimettere il loro
mandato alla luce dell'avvicendamento al ministero dell'Economia che detiene il
49,9% del capitale Alitalia.
( da "Riformista, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Puzzle
la cordata italiana, privata solo sulla carta Al vertice di Alitalia arriva
l'"esorcista" Resca Mario Resca non si negherà: guidare Alitalia "sarebbe
una cosa durissima, come una punizione ai lavori forzati, ma come per una
chiamata al servizio militare direi "obbedisco" perché sarebbe
rendere un servizio al paese". Così ieri l'ex McDonald's ha sostanzialmente confermato
la sua disponibilità, anticipata con un'intervista a Libero mercato .
Dell'arrivo del manager ai vertici di Alitalia, si
discute oggi, durante la riunione del consiglio di amministrazione - che
esaminerà pure la richiesta avanzata da Ermolli di poter esaminare i conti
dell'aviolinea per conto degli aspiranti "salvatori". Dopo l'addio di
Maurizio Prato (per salvare Alitalia serve un esorcista,
disse andandosene), c'è un vuoto da riempire. Il presidente, Aristide Police,
non ha deleghe operative e la gestione è lasciata ad un gruppo di manager di
pari livello. Serve un manager di lungo corso, per consentire una qualsiasi
evoluzione dello stato delle cose. Resca, attualmente presidente del Casinò di
Campione ma noto soprattutto per essere stato presidente e ad di McDonald's
Italia, è persona gradita al presidente del consiglio (siede anche nel
consiglio di amministrazione della Mondadori, con lo stesso Ermolli). Di sicuro
c'è solo una cosa: da lui ci si aspetta un miracolo. Quale miracolo, è ancora
da vedere. Le tessere che dovrebbero andare a posto non combaciano. La pietra
angolare della "cordata italiana" è sempre AirOne: ma restano tutti i
problemi Antitrust. C'è il precedente dello stop europeo all'acquisizione di
AerLingus da parte di RyanAir, bloccata in un Paese del resto privo
dell'equivalente di una rotta Milano-Roma. La composizione tutt'ora fumosa
della cordata, che avrebbe però tutta l'aria di essere a prevalenza bancaria e
con un apporto più che altro simbolico di imprenditori che hanno poca
consuetudine col trasporto aereo, non contribuisce a darle credibilità. Ed è
difficile non restare un po' perplessi, quando il ministro dell'economia Giulio
Tremonti dice che il governo, su Alitalia, sarebbe al
lavoro per una soluzione "fondamentalmente privata". Ogni giorno, nel
mondo, milioni di genitori si chiedono con apprensione se le loro figlie siano
"fondamentalmente vergini". È evidente che o Alitalia
trova un acquirente effettivamente "privato", o non lo trova: nel
senso che, pur con uno sforzo di fantasia, sarebbe difficile considerare la
partecipazione di Eni o della Cassa depostiti e prestiti come altro da quello
che sarebbe. Cioè, al limite una diluizione, ma non un disimpegno, del
pubblico. La sostanziale circospezione di Tremonti nel parlare della cordata,
però, sembra dare credito alle voci di una tensione fra il ministro ed Ermolli.
Già in campagna elettorale, a dichiarazioni di sapore schiettamente
nazionalistico (le compagnie aeree come skilift che un Paese deve realizzare
quale infrastruttura fondamentale per lo sviluppo), Tremonti aveva accompagnato
uscite possibiliste sull'accordo con Air France-Klm, pur criticando l'opacità
della trattativa. La stampa estera tiene i fucili spianati, pronta ad
accogliere con un nuovo "mamma mia" il primo passo falso di un
Berlusconi che potrebbe scoprirsi molto "stile prima repubblica". Ma
questo c'interessa poco. La questione è altra. Gli italiani continuano a
subire, da Alitalia, un salasso: come contribuenti.
Con un approdo che privilegi l'appartenenza e non la razionalità economica, la
"privatizzazione" potrebbe paradossalmente comportare uno
"scambio politico", più o meno sottobanco, volto alla limitazione
sostanziale della concorrenza. Così gli italiani continueranno a pagare il
conto di Alitalia, stavolta non più da contribuenti ma
da consumatori. 13/05/2008.
( da "Giornale.it, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 113 del
2008-05-13 pagina 0 Alitalia, la Ue proroga i tempi per
il prestito di Redazione Più tempo per rispondere alla osservazioni di
Bruxelles. Il decreto sui 300 milioni a Palazzo Madama il 21 maggio Roma - La
commissione europea ha deciso di concedere all'Italia una proroga fino al 30
maggio per rispondere alle osservazioni sul prestito ponte per Alitalia. Nel frattempo, arriverà in
aula a Palazzo Madama il 21 maggio prossimo il decreto del finanziamento-ponte
da 300 milioni di euro per Alitalia. Ue concede proroga al 30 maggio "Confermo che in seguito a
una richiesta da parte delle autorità italiane la commissione europea ha deciso
di concedere all'Italia una proroga fino al 30 maggio per rispondere alle
osservazioni sul prestito ponte per Alitalia".
Michele Cercone, portavoce dell'Esecutivo europeo, ha fatto sapere che,
"essendo quello di Alitalia un dossier molto
sensibile, contatti tra la commissione Ue e le autorità italiane
continuano". Il precedente termine dato all'Italia per fornire tutte le
informazioni necessarie sul prestito ponte concesso ad Alitalia
era il 19 maggio. "Ora attendiamo la risposta nei tempi dovuti", ha
proseguito il portavoce ricordando che l'esecutivo europeo dovrà stabilire se
si sia in presenza o meno di un aiuto di Stato illegale. Ad occuparsi del
dossier Alitalia - ha aggiunto un altro portavoce
della Commissione Ue, Pia Ahrenkilde - "sarà il nuovo membro della
Commissione", l'italiano Antonio Tajani, che sostituirà ai trasporti il
francese, Jacques Barrot. Il prestito ponte Il 22 aprile il governo
dimissionario di Romano Prodi ha deciso un finanziamento ponte per Alitalia che dovrà essere rimborsato al più tardi entro il
31 dicembre, o, in alternativa 30 giorni dopo la privatizzazione della
compagnia. Il prestito è stato motivato con ragioni di sicurezza per impedire
che l'Italia si ritrovi senza voli aeri a causa delle difficoltà economiche e
finanziarie della compagnia aerea. A fine aprile la commissione aveva indicato
come termine al governo per il chiarimento richiesto dieci giorni lavorativi
che scadono all'inizio della prossima settiama. La proroga sarebbe dunque di un
paio di settimane. Finanziamento al vaglio del Senato Il decreto legge che
prevede il prestito ponte da 300 milioni per dare respiro alle casse di Alitalia approderà nell'Aula del Senato mercoledì della
prossima settimana. A riferirlo il senatore del Pdl Luigi Grillo, neo
presidente della commissione speciale costituita per i decreti che devono
essere convertiti in legge. "Noi - ha detto Grillo poco dopo essere stato
eletto - abbiamo l'impegno di portare in Aula il decreto tassativamente entro
mercoledì" 21 maggio. Il provvedimento, varato in uno degli ultimi cdm del
governo Prodi dopo il fallimento della trattativa con Air France per l'acquisto
di Alitalia, dovrà poi passare alla Camera. Domani,
alle 10.15 ci sarà il primo ufficio di presidenza per "concordare il
calendario", ha spiegato Grillo. A seguire, ci sarà la prima riunione
della commissione speciale e riunioni dovrebbero esserci anche "giovedì,
lunedì e martedì", ha concluso Grillo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA -
Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Padania, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Domani la
presentazione di Varese 2008 I Mondiali decollano da Malpensa Domani dalla
Malpensa decollano i Mondiali di ciclismo a Varese. Non a caso è stato scelto l
hub lombardo come sede della presentazione, a testimonianza che lo scalo resta
il cuore pulsante del nostro territorio. Via l Alitalia, Malpensa non ha nessuna
intenzione di smettere di pedalare verso un traguardo vincente. I Mondiali, dal
22 al 28 settembre, rappresentano una splendida occasione di promozione e l inno
Varese va , composto e cantato da Memo Remigi, vuole essere un biglietto da
visita, al di là dell evento sportivo. Il mondo - dice il testo - è
tanto grande e pieno di bellezze che sono sparpagliate qua e là, ma qui son
concentrate tutte in un fazzoletto e solo un giro in bici basterà... Domani
dalla Malpensa decollano i Mondiali di ciclismo a Varese. Non a caso è stato
scelto l hub lombardo come sede della presentazione, a testimonianza che lo
scalo resta il cuore pulsante del nostro territorio. Via l Alitalia, Malpensa non ha nessuna
intenzione di smettere di pedalare verso un traguardo vincente. I Mondiali, dal
22 al 28 settembre, rappresentano una splendida occasione di promozione e l
inno Varese va , composto e cantato da Memo Remigi, vuole essere un biglietto
da visita, al di là dell evento sportivo. Il mondo - dice il testo - è
tanto grande e pieno di bellezze che sono sparpagliate qua e là, ma qui son
concentrate tutte in un fazzoletto e solo un giro in bici basterà... [Data
pubblicazione: 04/05/2008].
( da "Secolo XIX, Il" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia
"Alitalia non si svende" Il cda
chiamato ad approvare i conti Berlusconi in Parlamento spinge per la cordata,
l'unica via per risolvere la crisi Roma. Conti in rosso. Ma trattandosi di Alitalia quasi non fa notizia. Allora
fanno più discutere il rinvio della nomina del nuovo amministratore delegato,
ormai da tutti indicato in Mario Resca, abile manager e risanatore di
aziende in crisi e l'ennesimo allarme sopravvivenza lanciato dal board, che
invoca una rapida ricapitalizzazione. Il tutto nel giorno in cui Silvio
Berlusconi, al Parlamento, insiste con la volontà di lasciare Alitalia agli italiani. Ieri alla Magliana è stato giorno di
un lungo Consiglio di amministrazione, conclusosi oltre la mezzanotte, chiamato
ad approvare un primo trimestre dell'anno in perdita di 215 milioni di euro
prima delle imposte di cui 62 milioni determinate dall'aumento del prezzo del
carburante. Alitalia, di cui il governo detiene ancora
il 49,9%, aveva chiuso il primo trimestre del 2007 con una perdita prima delle
imposte di 146,5 milioni. In gennaio la compagnia aveva previsto di concludere
il 2008 con un rosso operativo "lievemente" migliore sull'anno prima,
ma aveva anche annunicato che il risultato operativo per l'intero anno avrebbe
registrato "un consistente peggioramento" rispetto a quanto indicato
dal piano 2008/2010. Peggioramento che porta i consiglieri a ribadire la
necessità di una rapida ricapitalizzazione, altrimenti il futuro è a rischio.
In mattinata, nel suo intervento al Parlamento, il neo premier Berlusconi ha
assicurato che la crisi della compagnia sarà risolta "senza svendite, né
rinazionalizzazioni, con il contributo decisivo degli imprenditori
italiani". E la ricerca, affidata a Bruno Ermolli, consulente aziendale di
sua fiducia, prosegue, anche se nelle ultime ore non si segnalano new entry. Il
cda di Alitalia non ha ancora dato intanto il via
libera alla richiesta di Ermolli di poter visionare i dati sensibili di
bilancio: "Il Cda ha apprezzato con favore la comunicazione pervenuta da
parte di Ermolli - recita una nota diffusa in tarda serata - e resta in attesa
di una circostanziata manifestazione di intenti che si mostri coerente con le
citate indicazioni di contesto per convenire l'avvio della richiesta di due
diligence". Ovvero quello che ci si aspetta per dare lo slancio a nuovi ed
eventuali imprenditori che si erano detti interessati, ma solo dopo aver preso
visione della reale situazione di Alitalia e ottenere
così una più ampia visione delle possibilità di salvataggio e rilancio della
compagnia di bandiera. Da cui si sfila, senza sorpresa, Finmeccanica: "Alitalia è al di fuori del business di Finmeccanica. Non
rientra tra i nostri compiti", ha ribadito ieri il presidente e ad della
holding, Pier Francesco Guarguaglini. Intanto resta in stand by la carica di
amministratore delegato di Alitalia, anche se in pole
position c'è sempre Mario Resca, già commissario straordinario della Cirio dopo
il crac finanziario. Il cda non ha proceduto al cooptamento poiché"in
attesa che possano essere manifestate le attese indicazioni in proposito da
parte dell'azionista di riferimento", ovvero il Tesoro. Ma la nomina
parrebbe rallentata anche dalla richiesta delle organizzazioni sindacali di
avere insieme all'ad anche il nuovo capo del personale e di una persona - il
direttore generale - che conosca il business specifico. L'operazione complessiva
potrebbe finire per spalancare le porte al ruolo di dg per Ernesto Albanese, ex
Alitalia, poi Coni e consigliere di Immobiliare
lombarda insieme al figlio dell'imprenditore siciliano Antonino Ligresti, uno
dei sicuri partecipanti alla cordata. Intanto, sempre ieri, la Commissione Ue
ha prorogato all'Italia fino al 30 maggio la scadenza entro la quale fornire le
informazioni, già richieste, in merito al prestito da 300 milioni, da
rimborsare entro il 31 dicembre, che il governo di Romano Prodi ha concesso
alla compagnia di bandiera. L. Cre. 14/05/2008 bilanciPrimo trimestre in
perdita di 215 milioni. Il cda invoca una rapida ricapitalizzazione 14/05/2008.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
14-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Pagina 213
ieri il cda Alitalia, perdita raddoppiata Ieri il cda
--> Primo trimestre 2008 ancora in rosso per Alitalia.
Il consiglio di amministrazione, riunito ieri sera dalle 17, è stato chiamato a
dare il via libera ai conti dei primi tre mesi che dovrebbero segnare una
perdita di circa 280 milioni di euro prima delle imposte rispetto ai 146,5
dello stesso periodo del 2007. Necessaria, quindi, una ricapitalizzazione, come
ribadito più volte negli ultimi tempi dagli amministratori. LA NUOVA CORDATA
All'ordine del giorno del board anche la richiesta di poter controllare la
situazione economico-finanziaria avanzata da Bruno Ermolli, il consulente
incaricato dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, di formare una
cordata italiana per rilevare la compagnia. E il cda di ieri doveva anche
decidere sulla cooptazione di un consigliere a cui dare la carica di
amministratore delegato, dopo le dimissioni il 2 aprile scorso di Maurizio
Prato, che era presidente con deleghe operative. Mario Resca, ex commissario
straordinario della Cirio, resta il favorito, l'unico nome a cui si pensa - si
dice in ambienti parlamentari della maggioranza - ma non c'è ancora una
decisione definitiva del governo. Per il via libera, però, occorre ancora
qualche giorno, forse anche per mettere a punto una squadra di vertice.
PERSONALE Oltre a mancare un amministratore delegato è anche scaduto il
contratto al direttore del personale Massimo Cestaro e la compagnia va avanti
con un gruppo di manager parigrado che, lamentano i sindacati, non ha una vera
e propria strategia. Per salvare Alitalia, comunque,
Berlusconi - nell'intervento programmatico alla Camera - ha ribadito che si
troverà "una soluzione alla crisi senza svendere o rinazionalizzare, ma
con il contributo finanziario delle imprese italiane". PROROGA
Nell'attesa, la Commissione europea ha concesso all'Italia uno slittamento dal
19 al 30 maggio per rispondere alle osservazioni sul prestito ponte da 300
milioni di euro erogato nei giorni scorsi dal governo ad Alitalia.
La richiesta è stata avanzata dalle autorità italiane e, comunque, essendo
quello sulla compagnia "un dossier molto sensibile, contatti tra la commissione
Ue e l'Italia continuano" ha spiegato il portavoce dell'esecutivo europeo
Michele Cercone, ricordando che la Commissione dovrà stabilire se si sia in
presenza o meno di un aiuto di Stato. Ad occuparsi del dossier Alitalia, ha aggiunto un altro portavoce della Commissione
Ue, Pia Ahrenkilde, sarà Antonio Tajani che sostituirà ai Trasporti il
francese, Jacques Barrot.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
14-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Pagina 213
Aerei. Eurofly migliora i conti grazie alle nuove rotte per Napoli, Palermo e
Catania Air France-British: obiettivo Meridiana Aerei.. Eurofly migliora i
conti grazie alle nuove rotte per Napoli, Palermo e Catania Contatti con il
vettore sardo. Ma la Uil: via il management --> Contatti con il vettore
sardo. Ma la Uil: via il management Contatti tra la compagnia sarda e alcuni vettori internazionali in attesa che si chiarisca il destino di Alitalia. Sindacati preoccupati. In
attesa di conoscere il destino di Alitalia, Meridiana si prepara ai cambiamenti nel mercato aereo. Dopo
l'alleanza con Eurofly, si studiano nuove opportunità. O meglio, sono alcune compagnie
internazionali che guardano al vettore sardo: fanno gola le rotte e gli slot di
Meridiana, in una logica di progressiva aggregazione nel mercato aereo.
Le indiscrezioni parlano di contatti tra Meridiana e British Airways (che ha
già un'alleanza con Iberia, legata alla compagnia dell'Aga Khan da un accordo
sulla manutenzione degli aerei), mentre i sindacati rilanciano l'ipotesi Air
France. Ieri, infatti, un comunicato della Uiltrasporti parlava esplicitamente
di un interessamento di Air France e altre compagnie europee, oltre ad alcuni
fondi di investimento. Quest'ultima ipotesi, tuttavia, viene vista con meno
interesse dai vertici di Meridiana, che invece preferirebbero un'alleanza
industriale, una volta compreso chi salverà Alitalia.
I SINDACATI Dal canto loro, i sindacati esprimono una certa preoccupazione per
il mancato arrivo del piano industriale, la cui redazione è stata affidata
all'advisor Roland Berger. La Uiltrasporti, inoltre, parla esplicitamente dei
rischi connessi alla fine del regime della continuità territoriale per
Meridiana: "In assenza del mercato protetto la compagnia aerea sarda non
regge", spiega Marco Bardini della Uiltrasporti, che critica
l'atteggiamento del vettore di Olbia: "Non solo non si sviluppa ma, al contrario,
annuncia una forte crisi, paventando una contrazione del numero degli occupati
e addirittura rischi per la continuità aziendale". La Uiltrasporti,
infine, chiede che la proprietà di Meridiana investa nel rinnovo della flotta
"e si allei con importanti partner commerciali, entrando in una delle
grandi alleanze globali" e che si liberi "di quella parte del
management che ne sta minando l'equilibrio interno, portandola fuori
mercato". EUROFLY La compagnia controllata da Meridiana ha comunicato
lunedì i dati della prima trimestrale 2008: crescono i ricavi (+14%) e migliora
il risultato finale, visto che la perdita è stata dimezzata, passando dai 7,4
milioni del 2007 ai 4,2 di marzo 2008. I risultati sono stati ottenuti, è
spiegato da Eurofly, anche grazie all'avvio delle rotte tra Milano-Linate,
Napoli, Catania e Palermo, fino a novembre inserite nel perimetro operativo di
Meridiana, che comunque mantiene una percentuale sui ricavi grazie ad accordi
commerciali. Una scelta contestata dai sindacati ma fortemente voluta dai
vertici per migliorare le sinergie tra le due compagnie. ( g. d. ).
( da "Repubblica, La" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia L'ex euroscettico torna a Bruxelles Giulio rilancia la sfida ad
Almunia Dal deficit all' Alitalia, i nuovi terreni di confronto con Bruxelles Nel 2003 riuscì a
far modificare con l'appoggio di Parigi e Berlino il patto di stabilità ANDREA
BONANNI dal nostro corrispondente BRUXELLES - Se ne era andato nel 2006 con
un'Italia sotto procedura di infrazione per deficit eccessivo. Ci torna
due anni dopo proprio mentre la Commissione constata che i conti pubblici sono
tornati in ordine e propone di chiudere la procedura contro il nostro Paese.
Molte cose sono cambiate in Europa nei ventiquattro mesi in cui Giulio Tremonti
ha lasciato il dicastero dell'economia a Tommaso Padoa Schioppa. E magari è cambiato
anche lui: il ministro che si era guadagnato una fama di euroscettico e che
oggi torna a Bruxelles predicando la necessità di un più forte ruolo
dell'Europa non tanto in economia quanto in politica: per governare, e magari
frenare, la globalizzazione. Quello che non è cambiata, purtroppo, è la
condizione di "sorvegliato speciale" dell'Italia nella zona euro. Ed
è probabile che, già a questo suo primo incontro, Tremonti si senta ammonire
sul fatto che, nonostante i progressi realizzati negli ultimi due anni,
l'Italia, con la Francia e il Portogallo, è uno dei Paesi più a rischio di
sfondare il tetto del deficit nel 2009 se il rallentamento dell'economia
dovesse continuare. Formalmente i conti pubblici italiani non sono ora sul
tavolo di discussione dei ministri. Se ne parlerà a giugno, quando il Consiglio
sarà chiamato a sancire la chiusura della procedura contro l'Italia proposta
dalla Commissione. Ma proprio alla luce delle nubi che si addensano
sull'economia europea, i ministri dovrebbero rinnovare il loro impegno al
risanamento dei conti pubblici. Pur senza mai nominare esplicitamente l'Italia,
la Commissione ha presentato un documento che vincola i governi ad evitare
tagli delle tasse che non siano compensati da riduzioni della spesa pubblica.
Tremonti dovrà spiegare dove intende recuperare i tre-quattro miliardi di euro
necessari a completare l'abolizione dell'Ici e a compensare la detassazione
degli straordinari. E' possibile che, per delicatezza, nessuno adesso sollevi
il problema. Ma l'Europa ha la memoria lunga. E il ricordo dei danni prodotti
dalla "finanza creativa" del precedente governo Berlusconi lascia
planare una comprensibile diffidenza sulle modalità con cui questa volta la
destra italiana intende tenere fede alle promesse elettorali. Non c'è però solo
la questione dei conti pubblici su cui Tremonti dovrà faticare a convincere i
colleghi europei. La sua proposta di lanciare "eurobond", cioè buoni
del tesoro europei, per finanziare le opere pubbliche di interesse comunitario,
ha trovato un'accoglienza glaciale sia da parte del commissario Almunia sia da
parte del presidente della Bce, Trichet. E' vero che l'idea originale era stata
addirittura di Jacques Delors. Ma neppure allora la prospettiva di creare un
debito pubblico europeo aveva convinto le capitali, timorose di perdere il
controllo sulle finanze comunitarie. Figurarsi quale può essere l'accoglienza
se la proposta viene rilanciata dal governo che già si trova ad amministrare in
proprio il più grande debito pubblico dell'eurozona. Infine un terzo possibile
terreno di scontro tra il nuovo esecutivo italiano e le autorità europee
potrebbe essere costituito dal dossier Alitalia, che
rientra direttamente sotto la responsabilità di Tremonti. La dichiarata
intenzione del nuovo governo di mantenere ad ogni costo la compagnia aerea
"in mani italiane", suona come una pesante stonatura alle orecchie
europee, perché sembra introdurre un criterio di discriminazione su base
nazionale che va contro la filosofia stessa del mercato unico. Il pensiero torna
alla battaglia sugli assetti bancari che accompagnò le ultime fasi del
precedente governo Berlusconi, quando la difesa ad oltranza dell'italianità
costò la poltrona al governatore Fazio. E' vero che altri Paesi, come per
esempio la Francia nella vicenda Suez-GdF, hanno invocato l'interesse nazionale
e l'hanno spuntata. Ed è anche vero che nella gestione del dossier Alitalia il governo potrà contare sul fatto che il nuovo
commissario europeo ai Trasporti sarà il fedelissimo Antonio Tajani. Tuttavia
il mercato del trasporto aereo italiano è un boccone troppo ghiotto perché gli
altri governi lascino ampi margini a Roma. Insomma, quella che si apre davanti
a Tremonti in Europa è una strada apparentemente in salita e costellata di
insidie. Ma questa non è una novità e non è mai stato un problema per il
ministro dell'Economia. Anzi, potrebbe risultare uno stimolo. Nel 2003
Tremonti, con l'appoggio di Francia e Germania, riuscì a far modificare in
senso più lassista le regole del "patto di stabilità". E questo
consentì all'Italia di rinviare di un paio d'anni il momento della resa dei
conti. Quando finalmente venne aperta la procedura, nel 2005, la Ue constatò
che il governo italiano aveva sfondato il tetto del 3% per 4 anni consecutivi
dal 2001. Al momento della messa sotto processo, Tremonti aveva però già
lasciato la poltrona di ministro. Ci sarebbe tornato tre mesi dopo, in tempo
per varare la Finanziaria di lacrime e sangue che lasciò in eredità al governo
Prodi.
( da "Unita, L'" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del L'Europa concede più tempo ad Alitalia Ma i conti precipitano Nei
primi tre mesi del 2008 persi 215 milioni Il CdA: tempi strettissimi per
ricapitalizzare di Roberto Rossi/ Roma PERDITE Nessuna svendita o nazionalizzazione.
La crisi si risolverà "facendo appello al contributo delle imprese
italiane che hanno tutto da guadagnare". A oltre un mese
dall'uscita di Air France dalla partita Alitalia,
Silvio Berlusconi, nel suo discorso alla Ca- mera sulla fiducia, torna a rilanciare
con forza la cordata italiana per l'acquisizione del vettore. E lo fa nel
giorno stesso in cui il consiglio di amministrazione della compagnia ha
approvato la prima trimestrale 2008 che ha evidenziato un risultato negativo
per 215 milioni di euro, con un sensibile peggioramento rispetto al precedente
esercizio dovuto - spiega l'azienda in un comunicato - al forte incremento del
costo del carburante. "La residua consistenza del patrimonio netto del
gruppo - si legge ancora nel comunicato - è pari a circa 96 milioni di
euro". I consiglieri, quattro in tutto dopo le dimissioni di Prato il 2
aprile scorso, hanno "ulteriormente rinviato la cooptazione di un
amministratore delegato". Tra gli aspiranti alla carica c'è anche Mario
Resca, il manager che ha guidato per anni Mc Donald's Italia ed è stato anche
il commissario straordinario della Cirio. Inoltre il CdA di ieri "ha
apprezzato con favore" la richiesta di Bruno Ermolli, incaricato di
Berlusconi, di accedere ai dati aggiornati del gruppo ma "resta in attesa
di una circostanziata manifestazione di intenti". La palla torna ora alk
ministro Tremonti. Intanto, dopo l'approvazione del prestito ponte da parte del
consiglio dei ministri, ieri è arrivata una buona notizia per Alitalia: la Commissione europea ha deciso di posticipare al
30 maggio la scadenza entro la quale le autorità italiane dovranno rispondere
ai dubbi sollevati da Bruxelles sulla legittimità del prestito di 300 milioni.
Di fatto ci sarà ora il tempo materiale perché la delega ai Trasporti passi al
nuovo commissario Ue, l'italiano Antonio Tajani che avrà quindi in mano il
dossier. "Posso confermare - ha detto il portavoce del commissario Barrot
- che in seguito ad una domanda fatta dalle autorità italiane la Commissione ha
deciso che la scadenza per rispondere alla lettera di Bruxelles sarà il 30
maggio, con la giornata del 30 inclusa", ha detto, aggiungendo che
"su un dossier così sensibile i contatti ovviamente continuano". Ad
aspettare indicazioni dal governo non solo la Commissione ma anche i sindacati.
"Dopo averci ricordato che Alitalia perde un
milione di euro al giorno - ha dichiarato il segretario generale della Filt
Cgil, Fabrizio Solari - è sospetto e disdicevole che una soluzione non sia
ancora alle porte".
( da "Unita, L'" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Rai, Epifani lancia l'allarme "Rischio Alitalia
per la tv di Stato" "Troppe spese per le produzioni esterne, così
finirà a picco" Oggi le riunioni Cda e Agcom sul "caso
Travaglio" di Roberto Brunelli/ Roma NIENTE PAURA, al massimo la Rai
imploderà. Un declino, lento ma non lentissimo, un progressivo scivolamento
verso il grande nulla, mentre i satelliti crescono, le private s'ingrassano e
Internet occupa spazi sempre più vasti. Mentre la politica strattona il
servizio pubblico infaticabilmente, mentre con il cambio di governo infuria una
nuova battaglia per occupare i posti più appetitosi ai piani alti di Viale
Mazzini, un nome affiora sempre più spesso nei discorsi di chi ha a cuore i
destini della televisione pubblica italiana: Alitalia.
L'ultimo a gridare l'allarme, ieri, è stato il leader della Cgil Guglielmo
Epifani. Facendo riferimento ad uno studio elaborato dalla Slc-Cgil, già
pubblicato da CorrierEconomia, Epifani è stato piuttosto esplicito: "La
Rai ha una situazione debitoria che va messa sotto controllo. Spende troppo per
il lavoro esterno e quindi fa lavorare anche meno le risorse interne. C'è
bisogno di un piano di efficienza, di riorganizzazione, di riduzione e qualificazione
delle spese". Pausa. "Questa volta abbiamo lanciato un allarme per
tempo. Il rischio Alitalia non ci deve cogliere impreparati". Oibò. Qui tutti parlano
di posti da occupare, di sanzioni e di censure, di agguati e di altre amenità,
ed il capo della Cgil se ne esce con lo spettro di Alitalia. A che si riferisce? Semplice: al fatto che, come emerge dal
consuntivo del quinquennio 2002-2006, per ogni 100 euro che entrano
nelle casse aziendali, 64,4 ne escono subito dopo per andare ad ingrossare le
casse di tre o quattro società esterne (in primis la Endemol, che è controllata
con il 33% da, notare bene, Mediaset) che producono gran parte di ciò che viene
irradiato dal piccolo schermo. Il che non è una novità: sono i numeri a fare
paura. Sempre tra il 2002 e il
( da "Giornale.it, Il" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 114 del
2008-05-14 pagina 2 "Rimettiamo subito in moto il Paese l'Italia non ha
più tempo da perdere" di Silvio Berlusconi Signor presidente, onorevoli
colleghi, il lavoro che ci aspetta per ridare fiducia e slancio all'Italia
richiede ottimismo e spirito di missione. Gli elettori hanno raccolto e
premiato il nostro comune appello a rendere più chiaro, più efficiente e
controllabile il governo del Paese. Hanno ridotto drasticamente la
frammentazione politica e hanno scelto con nettezza una maggioranza di governo
e una opposizione, ciascuna con le proprie idee e passioni, ciascuna con la
propria leadership. Il voto è stato un messaggio univoco alla classe dirigente,
è stato la prima grande riforma di tante altre che sono necessarie. Gli
italiani hanno preso la parola. Hanno messo a tacere con la loro voce sovrana
il pessimismo rumoroso di chi non ama l'Italia e non crede nel suo futuro.
(...) E hanno detto: noi vi mettiamo in grado di risollevare il Paese, sta a
voi non deluderci. Dividetevi, hanno detto i cittadini, ma non ostacolatevi
slealmente. Combattetevi anche, ma non in nome di vecchie ideologie. Prendete
democraticamente le decisioni necessarie a risalire la china, rispettate il
dissenso e tutelate le minoranze, che si esprimono dentro e fuori del
Parlamento, ma dateci stabilità e impegno nell'azione di governo. Fate uno
sforzo comune perché chi governa e chi esercita il controllo parlamentare sul
governo possano fare, ciascuno nel suo ambito, il proprio mestiere. Fate
funzionare le istituzioni della Repubblica, ci hanno ordinato gli elettori,
riducete l'area della vanità e della cosiddetta visibilità della politica dei
partiti, realizzate quanto avete promesso di realizzare, e realizzatelo in
fretta. Perché una cosa è sicura: l'Italia non ha più tempo da perdere. Nella
società italiana è maturata una nuova consapevolezza, dopo anni difficili e per
certi aspetti tormentati. Si respira un nuovo clima, che si esprime nella nuova
composizione delle Camere chiamate oggi a discutere della fiducia al governo.
La parte maggiore dell'opposizione ha creato un suo strumento di osservazione e
di interlocuzione con il governo: il gabinetto ombra di tradizione
anglosassone, che può essere d'aiuto nel fissare i termini della discussione,
del dissenso e delle eventuali convergenze parlamentari, in particolare sulle
urgenti e ben note modifiche da apportare al funzionamento del sistema politico
e costituzionale. L'aspirazione generale è che un confronto di idee e di
interessi anche severo, anche rigoroso, non generi nuove risse ma una
consultazione alla luce del sole, un dialogo concreto e trasparente, e poi
scelte e decisioni ferme che abbiano riguardo esclusivamente agli interessi del
Paese.(...) Il Paese non ci chiede compromessi al ribasso, confabulazioni
segrete o mercanteggiamenti, ci spinge invece ad assumerci ciascuno la nostra
parte di responsabilità con un metodo e una cultura che mettano il rispetto al
posto della faziosità, che mettano una polemica vivace al posto della
guerriglia paralizzante, che mettano la bellezza della politica capace di
cambiare le cose e di migliorarle al posto della demagogia, del
chiacchiericcio, del teatrino e dell'inganno. Noi faremo la parte che un forte
consenso democratico ci ha assegnato. Non abbiamo promesso miracoli, ma
intendiamo realizzare piccole e grandi cose. Partiremo da interventi di alto valore,
insieme simbolico e concreto, come quelli che definiremo nel prossimo Consiglio
dei ministri che terremo a Napoli. Punto primo. Lo scandalo dei rifiuti non
smaltiti deve finire e finirà. Nessun grande Paese può convivere a lungo con
una simile ferita al suo ambiente, all'igiene pubblica e al prestigio della sua
immagine dentro e fuori i confini della nazione. Punto secondo. La casa è un
bene primario intorno al quale prendono radici l'identità familiare, la
capacità lavorativa e la stessa identità sociale stabile dei cittadini, e la
tassazione sulla prima casa va definitivamente cancellata. Punto terzo. Il
reddito di chi lavora va sostenuto anche dalla fiscalità generale, soprattutto
in una fase in cui il divario tra prezzi e potere d'acquisto dei salari e degli
stipendi si è fatto in certi casi intollerabile, e chi si impegna a lavorare di
più e a contribuire alla competitività delle imprese va incoraggiato con una
sensibile detassazione dei suoi guadagni. Punto quarto. La sicurezza della vita
quotidiana deve essere pienamente ristabilita con norme di diritto e
comportamenti preventivi e repressivi delle forze dell'ordine che siano in
grado di riaffermare la sovranità della legge sul territorio dello Stato. Noi
non cavalchiamo la paura, al contrario: noi vogliamo liberare dalla paura i
cittadini, e in particolare le donne e gli anziani. (...) La sicurezza è un
sinonimo della libertà, ed è proprio sulla tutela della sicurezza individuale
che si fondano il patto di unione dei cittadini e la stessa legittimazione del
potere pubblico. (...) Non mi attarderò sul lungo elenco delle cose da fare
(...) Vorrei piuttosto collegare tutti i temi cruciali che abbiamo di fronte,
anche al di là dei primi adempimenti di cui ho già parlato, alla vera grande
questione che può determinare una svolta dal pessimismo paralizzante che
circola oggi a quel vitale ottimismo e a quello spirito di missione comune di
cui ho parlato all'inizio. Questo Paese deve rialzarsi, nel senso che ha tutte
le potenzialità per rimettersi rapidamente in corsa e per tagliare il traguardo
decisivo di un nuovo tempo della Repubblica: il tempo della crescita. Il
problema principale del nostro Paese è di ricominciare a crescere dopo una
lunga fase, e deludente, di riduzione delle prestazioni del nostro sistema
economico e sociale. (...) Crescere significa anche rilanciare il Paese e i
suoi talenti, significa formare nuove generazioni di lavoratori altamente
qualificati, significa dare una "frustata" vitale alla ricerca e
all'istruzione, significa ricominciare a padroneggiare il proprio destino senza
lasciare indietro nessuno. Crescere vuol dire ascoltare il grido di dolore che
si leva dal Nord e dai suoi standard europei di lavoro e di produzione, vuol
dire incentivare forme di autogoverno federalista indispensabili a
un'evoluzione unitaria della Repubblica, a partire dal federalismo fiscale
solidale. Crescere significa promuovere il Sud del Paese considerandolo come
una formidabile risorsa per lo sviluppo e sradicare il peso delle cattive
abitudini e della criminalità organizzata (...) a vantaggio della libera
creatività e della voglia di fare di tante intelligenze e volontà di cui sono
ricche le regioni meridionali. Crescere significa rinnovare il paesaggio delle
nostre infrastrutture, significa tornare ad essere un sistema di convenienze
per gli investimenti degli altri Paesi del mondo, significa fornire a tutti gli
italiani un nuovo potere di conoscenza e di uso delle tecnologie, significa
ringiovanire l'Italia e farla uscire dal rischio della denatalità. Crescere
significa promuovere la famiglia come nucleo di spinta dell'intera
organizzazione sociale, significa dare alle donne nel lavoro e negli altri
ruoli sociali, un sostegno per la loro autonomia, significa rimuovere le cause
materiali dell'aborto e varare un grande piano nazionale per la vita e per la
tutela dell'infanzia, destinando nuove e consistenti risorse al fine di
incrementare lo sviluppo demografico. Crescere vuol dire aumentare la nostra
capacità di scambio con il resto del mondo, vuol dire assorbire e integrare con
ordine e saggezza le migrazioni interne ed esterne alla comunità di Paesi
europei di cui facciamo parte, senza lasciarci penetrare da un senso oggi
avvertibile di sconfitta e di chiusura di fronte alle difficoltà e ai rischi
dell'immigrazione selvaggia e non regolata, e restando padroni in casa nostra
ma fieri dell'antico spirito di accoglienza e dell'antica capacità di
integrazione del nostro popolo. (...) Crescere vuol dire rivalutare il lavoro,
renderlo più sicuro e qualificato, vuol dire fare subito e bene tutto ciò che è
necessario per mettere fine alla infinita, dolorosa e inaccettabile teoria
delle morti bianche. Crescere vuol dire contrastare la rassegnazione ad alcune
forme di precariato particolarmente instabili e penalizzanti, ma senza
ripararci nella logica del posto fisso e mal pagato, dell'immobilità sociale,
della pigrizia educativa, della tolleranza verso forme abusive di mancato
impegno nella realizzazione del lavoro come vocazione e come missione nella
vita personale, particolarmente in alcuni settori della pubblica
amministrazione. Per crescere dobbiamo affrontare una situazione difficile dei
mercati finanziari, sfruttando la posizione di relativo vantaggio del nostro
sistema bancario e chiedendo agli istituti di credito uno sforzo. (...)
Dobbiamo fare una politica estera e di cooperazione allo sviluppo che sia
idonea ad assicurare la capacità contrattuale del nostro sistema nel turbolento
mercato delle materie prime, senza mai rinunciare a far sentire e a far pesare la
nostra voce in Europa e nel mondo. (...) Dobbiamo tenere i conti in ordine,
ridurre il peso del debito pubblico in proporzione al fatturato del Paese.
Dobbiamo accrescere la volontà e la capacità di contrastare l'evasione fiscale,
ristabilendo però il principio liberale secondo il quale le tasse non sono
"belle in sé" e neppure un tributo moralistico al potere indiscusso
dello Stato. Le imposte sono il corrispettivo che i cittadini devono allo Stato
per i servizi che ricevono e sono quindi il presupposto e la garanzia del buon
funzionamento dei servizi pubblici e la tutela di un equilibrio sociale
responsabile, mai punitivo verso chi produce la ricchezza da ridistribuire con
equità. Dobbiamo contrastare il calo di competitività del sistema economico. (...)
Dobbiamo colpire i corporativismi e le chiusure difensive che in passato hanno
tutelato soltanto i bisogni castali di un sistema assistenziale e dirigista che
non ha fiducia nella libertà e nell'autonomia della società. Dobbiamo risolvere
positivamente, contemperando l'interesse nazionale e le regole del mercato, una
rilevante questione industriale come la crisi dell'Alitalia, senza svendere e senza rinazionalizzare, facendo appello al
contributo decisivo della finanza e dell'impresa italiane. (...) La crescita
della prosperità e del ruolo dell'Italia in Europa e nel mondo, nel segno della
responsabilità occidentale e della ricerca di vie credibili alla pace, saranno
la bussola della nostra politica come Paese fondatore del progetto europeo,
come grande nazione mediterranea naturalmente chiamata alla cooperazione tra le
due sponde del nostro mare, e come pilastro dell'amicizia tra Europa e Stati
Uniti d'America. Solo un Paese in crescita, che dia segnali chiari di uno
slancio e di un metodo nuovi per affermare la sua presenza sulla scena
mondiale, può rinsaldare le proprie ambizioni, può sostenere le imprese di
pacificazione e di promozione della libertà in cui sono impegnati migliaia di
soldati italiani nel mondo. (...) È nostro vitale interesse ridurre i focolai
di tensione in Medio oriente e contribuire alla più strenua difesa
dell'esistenza e dell'identità storica di Israele, il cui diritto alla pace si
specchia nel diritto indiscutibile dei palestinesi alla costruzione di uno
Stato indipendente. (...) La riforma dettata dal voto del 13 e del 14 di aprile
ha lineamenti che ai miei occhi, e non solo ai miei occhi, risultano
chiarissimi. Innanzitutto nuova moralità nella politica e contrasto fermo e
deciso nella piena unità civile del Paese nei confronti della criminalità
organizzata. Riduzione di ogni forma di privilegio indebito e lotta a ogni
forma di spreco del denaro pubblico. Efficienza nella spesa, riduzione del
costo della pubblica amministrazione e moderazione nelle pretese fiscali dello
Stato, che deve riuscire a semplificare e ridurre, sensibilmente e
gradualmente, la pressione delle imposte sull'apparato produttivo e sui redditi
familiari. Sicurezza dei cittadini e affermazione di una giustizia che abbia
risorse e personale adatti a un moderno Stato di diritto. E qui il mio
pensiero, riconoscente, il nostro pensiero va alle Forze dell'ordine e ai tanti
magistrati che compiono in silenzio il proprio dovere. Per realizzare questo
progetto di riscatto e di rilancio occorre che una volontà comune proceda a
modifiche istituzionali che oggi, dopo la lunga fase di divisione del passato,
sono sostanzialmente condivise da una larga maggioranza in questo Parlamento.
(...) Noi siamo a disposizione, noi siamo pronti. Il dialogo può e deve
cominciare da subito, non appena il governo sarà nel pieno possesso delle sue
attribuzioni, all'indomani del voto di fiducia che vi chiediamo e che ci
attendiamo da voi. Nessuno deve sentirsi escluso. Nella mia ormai consistente
esperienza della vita pubblica e politica, seguita agli anni spesi nell'impegno
di costruire impresa e ricchezza sociale, ho avuto qualche delusione e molte
soddisfazioni. Non sono e non sono mai stato un uomo solo al comando. Ho sempre
avuto fortissimo il senso della squadra, delle relazioni personali all'insegna
della gentilezza e del garbo che sono i veri giacimenti culturali dell'identità
italiana, all'insegna della solidarietà e della compattezza di un lavoro
tipicamente collettivo com'è quello di guidare lo Stato. Ho sempre cercato di
mostrare e di praticare, anche quando su di me soffiava il vento dell'acrimonia
personale e la bufera della faziosità, il massimo possibile di rispetto per gli
avversari politici. Non solo intendo continuare in questo sforzo, qualche volta
fallito forse anche per una mia stanchezza o disattenzione, ma vorrei che
questa disponibilità divenisse una regola, una buona, nuova regola della
politica italiana. (...) Lo scontro per così dire "antropologico",
tra diverse classi di umanità che si ritengono incomponibili e irriducibili, è
ormai alle nostre spalle, deve restare alle nostre spalle. Abbiamo finalmente
realizzato l'alternanza di forze diverse alla guida del governo,
sottomettendoci alla logica del consenso e imparando con fatica che la
Repubblica, i luoghi della sua memoria, i simboli della sua storia, sono
patrimonio comune di tutti gli italiani, anche di quelli che si sono battuti
per molti anni da parti opposte della barricata della storia. Facciamo tesoro
di questa aria nuova, respiriamola a pieni polmoni. Se un governo è messo in
grado di decidere, nel rispetto del mandato che gli hanno conferito gli
elettori, non ha interesse a comportarsi in modo invasivo, a considerare
colleghi e avversari come nemici. Se un'opposizione non trova intralci alla sua
delicata funzione di controllo, se è messa in grado di costruire un suo
progetto alternativo, non avrà interesse alcuno a mostrare un profilo negativo
e muscolare in modo sistematico e irriflessivo, trasformando in cattiva
propaganda la buona politica. Le sfide, signor Presidente, cari colleghi, sono
sempre anche delle scommesse, degli azzardi. E ad aiutare tutti noi, invochiamo
l'aiuto di Dio. Speriamo anche di avere fortuna. (...) Auguro a chi ci ascolta
fuori da quest'aula di ritrovare l'orgoglio di sentirsi italiani, la fiducia in
questa Nazione e l'amore per le nostre cento città. Auguro a tutti gli italiani
di riprovare e condividere l'ammirazione che un'Italia in robusta ripresa e in
corsa per i suoi primati saprà suscitare in futuro intorno a sé. Vi ringrazio,
viva il Parlamento, viva l'Italia! © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Messaggero, Il" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia
E dello stesso
periodo del 2007. "Serve una ricapitalizzazione in tempi
strettissimi", dice il cda che ha posto a Ermolli la condizione di
presentare un'offerta per accedere alla verifica dei conti.
( da "Manifesto, Il" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia
La Ue proroga al 30 maggio
i chiarimenti sul prestito-ponte. Intanto si fa strada l'idea di accorpare
AirOne alla compagnia di bandiera, per recuperare quote di mercato e poi fare
un'alleanza "strategica" Tommaso De Berlanga Qualcosa si comincia a
capire. Il "dossier alitalia" è ora nelle mani di Silvio Berlusconi,
che tanto bene se ne era servito quando bisognava fare solo chiacchiere. Ovvero
in campagna elettorale. Ora c'è da fare sul serio ed è tutto maledettamente
meno facile. Intanto ha incaricato un suo "dipendente", Bruno
Ermolli, di studiare tutta la pratica. Prassi istituzionalmente curiosa, perché
Alitalia è un'impresa ancora controllata dallo stato e
quindi sarebbe semmai toccato all'azionista - il ministro dell'economia, Giulio
Tremonti - distribuire incarichi o consulenze. Ma siamo ancora all'inizio,
avremo modo di sorprenderci di più strada facendo. Ieri, intanto, il consiglio
di amministrazione della compagnia di bandiera si è riunito anche per esaminare
la richiesta di Ermolli di avviare una "due diligence" sui conti
dell'azienda. In tarda serata il cda non si era ancora concluso, ma tutto
lasciava prevedere un rifiuto alla richiesta dell'inviato del "gran
capo". Due le possibili motivazioni: o si vuol mantenere la procedura
stabilita dal precedente governo oppure "non c'è nulla di concreto"
nella proposta presentata da Ermolli. In secondo luogo, Berlusconi medita di
mettere un altro dei suoi fidi - Mario Resca (consigliere di amministrazione
nell'Eni e in Mondadori, controllata da Fininvest) - sulla poltrona dell'amministratore
delegato. Per tenere tutto sotto controllo, però mancava la terribile
Commissione europea, pronta a bocciare sia la concessione del "prestito
ponte" di 300 milioni che qualsiasi altra decisione possa puzzare di
"aiuti di stato". Ma ieri il commissario ai trasporti, il francese
Jacques Barrot, ha prorogato fino al 30 maggio il periodo entro cui l'Italia
dovrà rispondere ai rilievi Ue sul prestito-ponte. Poi la palla passerà al
nuovo commissario: Antonio Tajani. La dislocazione delle pedine in tutte le
caselle chiave è quindi quasi completa. Manca ancora del tutto, però, un'idea
di salvataggio e rilancio. E qui c'è poco da improvvisare, in un settore
"maturo" e competitivo come il trasporto aereo. Prende perciò corpo
un'ipotesi apparentemente paradossale: non sarà AirOne a comprare Alitalia, ma il contrario. Nessuna delle due compagnie se la
passa bene. Se quella di bandiera rischia di portare i libri in tribunale,
quella di Carlo Toto fa fatica a pagare puntualmente gli stipendi. Ma ha
opzioni su 90 aerei di medio raggio praticamente nuovi (e che consumano molto
meno dei preistorici Md80 in dotazione alla Magliana) e persino due A330 per i
voli intercontinentali; nuovi di pacca ma fermi in hangar perché, non avendo
AirOne mai effettuato voli di questo genere, manca la certificazione Etops. Che invece Alitalia possiede da sempre. Il "piano" ricalcherebbe in questo
caso quello a suo tempo tracciato da Seabury Group, società di consulenza
aeronautica che aveva lavorato al dossier Alitalia prima per conto del Texas Pacific Group (al tempo della gara per
la vendita) e poi con AirOne. Prevedeva un rilancio in due tempi. Prima
una fase "stand alone" con aumento delle quote di mercato, poi
un'alleanza internazionale "robusta", perché i cieli europei sono ormai
spartiti tra Air France, British Airways e Lufthansa. L'incorporazione di
AirOne consentirebbe sia di aumentare la quota di mercato, sia di rinnovare a
basso costo la flotta (consumando meno per la gestione ordinaria: nei primi tre
mesi di quest'anno l'aumento del prezzo del carburante ha pesato per 70 milioni
sui conti). Al tempo stesso, aprirebbe la strada all'alleanza con Lufthansa,
per cui di fatto lavora oggi AirOne. Infine, salverebbe quel tanto che basta
Malpensa, accontentando la Lega. Gli "esuberi" ci sarebbero, ma un
po' meno rispetto al piano Air France; e con le stesse modalità lì previste (4
anni di cassa integrazione e 3 di mobilità), in modo da facilitare l'accordo
con i sindacati. Sì, va bene, ma i soldi freschi chi ce li mette? Non lo stato,
perché l'Europa non lo permette; né qualche privato ansioso di farsi avanti. E
allora chi? Lo ha detto - forse - Tremonti, quando ha garantito che "non
avrebbero pagato i poveri, ma banche e petrolieri". Ovvero sarebbero
chiamate a partecipare Eni ed Enel (controllate ancora dallo stato); più
qualche banca (a partire da IntesaSanPaolo, che non sa come recuperare i
crediti concessi a Toto). In cambio di cosa? Tirando a indovinare, forse ci
potrà essere in futuro qualche pressione in meno su di esse perché vengano
ridotti i costi dei conti correnti per i clienti-plebe.
( da "Corriere della Sera" del 14-05-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-14 num: - pag: 27 categoria:
REDAZIONALE Il board Allarme patrimonio, ridotto a 96 milioni. "Ermolli
presenti una manifestazione d'interesse" Alitalia,
maxi perdita da 215 milioni Berlusconi: né svendita né nazionalizzazione. L'Ue:
tempo fino al 30 maggio Nel primo trimestre ricavi crollati del 4,3%.
"Tempi strettissimi per ricapitalizzare". Rinviato il cambio al
vertice ROMA - è "allarme rosso" per Alitalia che ieri ha chiuso il primo
trimestre con una perdita, prima delle imposte, di 215 milioni di euro e una
pericolosa riduzione del patrimonio netto del gruppo a 96 milioni di euro (
( da "Messaggero, Il" del 14-05-2008)
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Di ROBERTA AMORUSO
ROMA - Alitalia prende tempo per
il via libera alla due diligence sui conti. La richiesta del superconsulente
Bruno Ermolli ("apprezzata con favore") di avere accesso ai conti più
sensibili della compagnia sarà soddisfatta solo a due condizioni: 1) che la l'azionista
Tesoro definisca "il contesto", cioè la procedura di vendita,
in cui inserire questo passaggio: 1) che che lo stesso Ermolli presenti
"una circostanziata manifestazione di intenti" sulla compagnia. Così
il cda della compagnia di bandiera ha rispedito la palla nel campo del governo
e del superconsulente per premier Silvio Berlusconi. La conferma che nel cda
fiume chiuso a tarda notte è prevalso un orientamento preciso: aprire la strada
di una due diligence sui conti senza un mossa ufficiale del Tesoro e senza
un'offerta costerebbe troppo in termini di responsabilità per gli
amministratori. Oltre sei ore di riunione del consiglio di amministrazione sono
servite anche a mettere agli atti una perdita prima delle imposte del primo
trimestre fotografata a quota 215 milioni di euro, con un peggioramento di 62
milioni rispetto al precedente esercizio, pari a 152 milioni. Ma c'è anche di
più. Arriva una nuova svalutazione sulla flotta nel bilancio 2007 (97 milioni)
dopo la riduzione del patrimonio netto (per 197 milioni) già fatta nel 2006. Un
rosso che si aggiunge alle perdite del 2007 (363 milioni prima delle imposte) e
che fa scende il patrimonio netto a marzo scorso a quota 96 milioni di euro.
Quanto basta per lanciare un nuovo allarme sulla necessità di una ricapitalizzazione
in tempi "strettissimi". Perchè il caro petrolio e l'incertezza
aziendale, "si riflette in una consistenza patrimoniale non in grado di
sostenere l'operatività prospettica della società". Non c'è tempo da
perdere insomma. Il cda sottolinea, quindi, che "sta pertanto valutando le
eventuali opportunità di soluzione alle necessità menzionate in attesa delle
indicazioni di contesto" del Tesoro. Nessuna novità, invece sul rinnovo
dei vertici e sulla cooptazione nel consiglio di amministrazione: anche questa
decisione è rimessa al Tesoro. In pole position rimane il nome di Mario Resca,
ex commissario straordinario di Cirio e presidente di Mc Donald's Italia. Ma
nelle ultime ore rispunta l'ipotesi che a traghettare la compagnia verso il
rilancio possa essere Rocco Sabelli, ex manager Telecom e Piaggio, e già
indicato nei mesi scorsi come il nome nel cassetto del piano Intesa-Air One.
Intanto, la Commissione Ue ha dato più tempo all'Italia: la scadenza per
l'invio delle informazioni sul prestito-ponte da 300 milioni concesso ad Alitalia è stata prorogata di 10 giorni, al 30 maggio. Per
allora potrebbe esserci già un nuovo manager con deleghe operative alla guidata
della compagnia. Ma a questo punto si allungano i tempi per la due diligence e
per il decollo della cordata italiana imprese-banche. Intanto, chi è convinto
che si troverà "una soluzione alla crisi dell'Alitalia
senza svendere e senza una rinazionalizzazione", è il premier Silvio
Berlusconi. Certo, sarà "contemperato l'interesse nazionale con le regole
del mercato", ha chirito io presidente del Consiglio nel suo intervento
programmatico alla Camera. Ma il dossier si risolverà positivamente
"facendo appello al contributo decisivo della finanza e dell'impresa
italiane - promette Berlusconi".
( da "Messaggero, Il" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Salgono
le perdite nel primo trimestre (215 milioni di euro). La compagnia: "Serve
una ricapitalizzazione in tempi strettissimi" Alitalia: "Ermolli
faccia un'offerta" Il Cda pone condizioni per l'ok alla verifica dei conti
e chiede chiarimenti al Tesoro.
( da "Repubblica, La" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Raddoppia
il "rosso" Alitalia
prestito ponte, mano tesa Ue Berlusconi: la salveremo senza svendere Prorogata
al 30 la risposta ai dubbi di Bruxelles. Al cda discussione sul nuovo ad LUCIO
CILLIS ROMA - Un consiglio di amministrazione fiume, drammatico, con i conti
sempre più in rosso e vicini ad una perdita di 280 milioni di euro prima delle
imposte,
( da "Giornale.it, Il" del 14-05-2008)
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N. 114 del 2008-05-14 pagina 25 Alitalia, Berlusconi insiste: "Non ci sarà una svendita" di
Redazione Il cda comunica la trimestrale e risponde a Ermolli: "Vedere i
conti? Presenti manifestazione d'intenti" da Milano Peggiorano ancora i
conti dell'Alitalia. E non
s'intravede, allo stato, la soluzione della sua crisi. Ieri il consiglio
di amministrazione - il primo, dopo l'insediamento del governo Berlusconi - è
andato avanti fino a mezzanotte. Le perdite salgono a 215 milioni di euro e il
patrimonio netto è ormai un salvadanaio sempre più piccolo: 96 milioni di euro.
Una somma che non è in grado di "garantire operatività in
prospettiva". In pratica, c'è il rischio molto, molto concreto di non
volare più. Serve - dice il Cda di Alitalia - una
ricapitalizzazione in tempi stretti. All'ordine del giorno anche la discussione
sulla richiesta presentata venerdì scorso da Bruno Ermolli (consulente ad hoc
di Silvio Berlusconi), di prendere in esame i conti della compagnia. La
risposta del Cda è stata: prima di vedere i libri contabili serve una
manifestazione di interesse. Ieri ci sono state anche nuove dichiarazioni
politiche del neopresidente del Consiglio. Berlusconi, parlando della crisi di Alitalia, ha nuovamente garantito l'impegno per
"risolvere positivamente, contemperando l'interesse nazionale e le regole
del mercato, una rilevante questione industriale, senza svendere e senza
rinazionalizzare". Secondo molte indiscrezioni della vigilia il suo
candidato in pectore per la guida della compagnia sarebbe Mario Resca; ma i
tempi del suo insediamento potrebbero slittare di un paio di settimane. La
decisione per ora è congelata. Ieri, tra l'altro, ha preso i primi contatti a
Bruxelles il neocommissario Ue ai Trasporti, Antonio Tajani, che potrà giocare
un ruolo importante sulla sponda europea della vicenda Alitalia.
Se dieci anni fa al posto del britannico Neil Kinnock ci fosse stato un
italiano oggi assisteremmo a tutta un'altra storia. La trimestrale fa segnare
una perdita di 215 milioni di euro prima delle imposte, con un peggioramento di
62 milioni rispetto al precedente esercizio. Un peggioramento in gran parte
riconducibile al forte incremento del costo del carburante (62 milioni) e alla
bassa stagionalità. I ricavi del traffico del primo trimestre 2008 sono stati
pari a 954 milioni con una riduzione di 43 milioni (-4,3%) in ragione di una
flessione dei ricavi passeggeri a causa della riduzione della capacità offerta.
La perdita operativa consolidata è stata pari a 161 milioni con un
peggioramento di 48 milioni. Per meglio valutare l'andamento, va tenuto conto
di alcuni elementi. Innanzitutto, fin dall'inizio dell'anno il network di Alitalia ha cominciato a contrarsi, sulla base del
cosiddetto piano-Prato, riducendo offerta e ricavi; ma il ritiro
"programmato" da Malpensa come hub è scattato con l'orario estivo,
entrato in vigore il 30 marzo. In altre parole, l'effetto dei risparmi
derivanti dalla scelta di "ripiegare" su Fiumicino si vedrà da
aprile, e quindi avrà effetto sul secondo trimestre; il "costo" di
Malpensa era valutato in 200 milioni all'anno di perdite. Le perdite scontano
anche, senza dubbio, una contrazione (che qualcuno ha ipotizzato nell'ordine
del 40%) delle prenotazioni derivante dalle incertezze sul futuro della
compagnia e sulla sua immagine fortemente deteriorata. Quanto al petrolio, non
risulta che in questo momento le sue oscillazioni di prezzo siano protette da
contratti di hedging, troppo costosi: in una specie di volano, più le casse
delle compagnia sono vuote, più questa è esposta sul fronte del carburante. Era
già successo nell'era di Cimoli, che aveva potuto garantirsi sui prezzi del
petrolio solo dopo l'aumento di capitale di fine 2005. Ma Alitalia
non è stata fortunata: è sempre rimasta esposta ai rincari, mentre nei periodi
di copertura il prezzo del greggio è sceso. In Borsa, più 3,54 per cento. ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia, il passivo
supera quota 215 milioni NANDO SANTONASTASO Una riunione-fiume, iniziata alle
17 nella sede della Magliana e protrattasi per ore. Riunito fino a tardissima
sera il consiglio di amministrazione di Alitalia, chiamato ad
approvare i delicati dati finanziari emersi pure dalla prima trimestrale 2008
(215 milioni di euro la perdita annunciata prima delle imposte, rispetto ai 146,5 milioni del
2007: colpa, spiega la società, soprattutto del caro-carburante). All'ordine
del giorno, o meglio della notte, vista la durata dei lavori, c'era anche
l'esame della richiesta di due diligence avanzata dal manager Bruno Ermolli a
nome dell'ipotetica cordata interessata a rilevare la società. Ma Alitalia pur apprezzando "con favore la comunicazione
pervenuta, resta in attesa di una circostanziata manifestazione di intenti che
si mostri coerente con le citate indicazioni di contesto per convenire l'avvio
della richiesta di due diligence". In sostanza si aspetterà la
formalizzazione di un'offerta vera e propria prima di procedere all'apertura
dei conti: una linea, quest'ultima, che sarebbe stata dettata dal ministro
Tremonti, intenzionato a rispettare fino in fondo l'iter procedurale previsto
in questi casi. Nessuna decisione anche sulla nomina del nuovo amministratore
delegato: la decisione è stata rinviata, spiega il cda, "in attesa che
possano essere manifestate le attese indicazioni in proposito da parte
dell'azionista di riferimento", ovvero il Tesoro. Ma i sindacati insistono
nel sollecitare quella che viene definita una svolta. Ieri il segretario della
Filt Cgil, Fabrizio Solari, è tornato sulla questione in termini assai critici:
"È sospetto - ha detto - che dopo averci ricordato in modo perentorio che
è un'azienda che perde un milione di euro al giorno e che quindi occorreva
trovare una soluzione, questa non sia ancora alle porte. Alitalia
è stato il tema principe della campagna elettorale e abbiamo aspettato anche troppo".
Intanto la Commissione europea ha concesso all'Italia una proroga di 10 giorni,
fino al 30 maggio prossimo, per rispondere ai dubbi sollevati da Bruxelles sul
prestito ponte da 300 milioni di euro varato dal governo Prodi in favore di Alitalia. "Trattandosi di un caso delicato i contatti
continuano", ha detto il portavoce del responsabile del portafoglio
Trasporti della Commissione, Michele Cercone, sottolineando che in merito alle
perplessità sollevate da Bruxelles "un dubbio è un dubbio e resta finchè
non viene risolto". Adesso la Commissione "aspetta di ricevere la
risposta italiana entro i tempi dovuti" ha aggiunto il portavoce spiegando
di non volersi sbilanciare finchè la Commissione non avrà preso "la
decisione finale". È scontato in ogni caso che del caso Alitalia
si occuperà il nuovo commissario Ue ai Trasporti, Antonio Tajani. Il decreto
legge sul finanziamento ponte verrà esaminato a partire da mercoledì 21 maggio
prossimo dall'Aula del Senato. Ad annunciarlo è il senatore del Pdl Luigi Grillo,
che è stato nominato ieri presidente della commissione speciale per lo
smaltimento dei decreti legge. Oggi la commissione riunirà l'ufficio di
presidenza per stabilire il calendario dei lavori. Infine si profila una
richiesta di rogatoria all'estero, presso istituti di credito, da parte dei pm
della procura di Roma che indagano sull'offerta di acquisizione di Alitalia da parte di una cordata rappresentata dall'ex
presidente della Corte Costituzionale Antonio Baldassarre. Con la rogatoria i
magistrati intenderebbero verificare la consistenza dell'offerta di
Baldassarre, già indagato dalla procura di Roma per aggiotaggio informativo
proprio in relazione a questa vicenda.
( da "Stampa, La" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia
"ERMOLLI
PRESENTI UNA MANIFESTAZIONE D'INTENTI" Cresce il rosso
di Alitalia Il cda: operatività
a rischio fumata nera sul nuovo ad ROMA "Apprezzamento" per
l'interesse di Bruno Ermolli, ma il cda di Alitalia "resta in attesa di una circostanziata manifestazione di
intenti che si mostri coerente con le citate indicazioni di contesto per convenire
l'avvio della richiesta di due diligence". Il consiglio della
compagnia, finito a tarda notte, non scioglie neppure il nodo del nuovo
ingresso in cda, la cui cooptazione è stata rinviata. Approvato invece come da
agenda il rendiconto trimestrale. E la situazione è sempre più pesante: il
risultato prima delle imposte è stato negativo per 215 milioni di euro con un
peggioramento di 62 milioni rispetto al precedente esercizio. Un peggioramento,
spiega la compagnia in una nota, "principalmente riconducibile al forte
incremento del costo del carburante (62 milioni) e che è anche riconducibile
alla bassa stagionalità che da sempre contraddistingue il primo trimestre della
Compagnia. I ricavi del traffico del primo trimestre 2008 sono stati pari a 954
milioni con una riduzione di 43 milioni (-4,3%) rispetto al precedente
esercizio principalmente in ragione di una flessione dei ricavi passeggeri
essenzialmente riconducibile alla riduzione della capacità offerta. La perdita
operativa consolidata è stata pari a 161 milioni con un peggioramento di 48
milioni rispetto alla perdita dello scorso esercizio. Ma il cda sottolinea
anche che l'abbandono delle trattative da parte di Air France ha determinato
una situazione di incertezza aziendale che rende necessaria una ricapitalizzazione
in tempi strettissimi. Una serie di difficoltà che, unite al forte incremento
del prezzo del carburante, "si riflettono in una consistenza patrimoniale
non in grado di sostenere l'operatività prospettica della Società". Saranno
mani italiane a Bruxelles, a sciogliere il rebus sul prestito-ponte da 300
milioni accordato dal governo italiano, sul quale l'Ue ha sollevato dubbi di
legittimità. La Commissione europea ha infatti deciso di posticipare al 30
maggio la scadenza entro la quale Roma dovrà rispondere alla richiesta di
chiarimenti di Bruxelles: quando dovrebbe essersi già insediato il nuovo
commissario ai Trasporti, Antonio Tajani. Intanto, prosegue il dibattito
politico: Silvio Berlusconi, nel suo discorso alla Camera sulla fiducia, ha
detto che la crisi Alitalia si risolverà "senza
svendere e senza nazionalizzare. Facendo appello al contributo delle imprese
italiane che hanno tutto da guadagnare". E, poi, la designazione del nuovo
"timoniere": in pole position Mario Resca, ma si fa anche il nome
dell'ex Telecom Riccardo Ruggiero. \.
( da "Padania, La" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia smobilita la propria
flotta su Malpensa come ha fatto? Nessun problema. All hub lombardo c è la coda
per prendere il suo posto. Lo dimostrano non solo l intesa siglata il 29 aprile
fra la Sea e Lufthansa ma anche il patto di America Airlines che ieri ha
inaugurato il suo nuovo collegamento fra lo scalo varesino e il New York Jfk
con cadenza giornaliera per il periodo estivo (d inverno saranno garantiti
cinque voli settimanali). La compagnia a stelle e strisce torna a offrire
collegamenti da Milano dopo sette anni in cui il servizio era assicurato sono
da e per Roma Fiumicino. Continua, dunque, con successo, il progetto da parte
della Società di gestione degli scali milanesi di recuperare passeggeri e
volume di traffico dopo la decisione di Alitalia di
abbandonare l aeroporto lombardo per riposizionarsi su quello della Capitale. L
obiettivo è di portare a Malpensa entro la fine dell anno circa 450 degli oltre
800 voli cancellati dalla compagnia di bandiera. Nell inaugurare il nuovo
collegamento il vicepresidente di America Airlines, Craig Kreeger, ha
sottolineato il ruolo strategico che Milano ha per il mercato statunitense,
soprattutto per quanto riguarda i viaggi d affari. Un punto, questo, su cui ha
insistito anche il presidente della Sea, Giuseppe Bonomi: "La presenza delle
principali compagnie aeree americane - ha sottolineato in un messaggio - è il
risultato della posizione strategica di Malpensa per il territorio italiano. La
sua posizione geografica favorevole e la catchment area di riferimento sono
caratteristiche che le hanno permesso di raggiungere per i voli verso il Nord
America un load factor medio che arriva al 90 per cento". Bonomi ha
ricordato che nello scalo varesino sono attualmente presenti oltre 80 fra le
principali compagnie aeree del mondo e il nostro impegno è sicuramente
indirizzato verso un ulteriore incremento delle destinazioni servite". L
inaugurazione del nuovo volo Milano-New York è stata anche l occasione per
l'assessore regionale alle Infrastrutture, Raffaele Cattaneo, di tornare a
polemizzare con i vertici di Alitalia che hanno
stabilito il de hubbing dall aeroporto varesino con notevoli ricadute per l
economia della Lombardia. zA chi si era affrettato a fare il funerale di
Malpensa dichiara Cattaneo - stanno rispondendo i fatti. Non solo Malpensa non
è morta ma dà segni straordinari di vitalità: c è solo un operatore che non
capisce che stando lontano da Malpensa ci rimette solo, perché il mercato è qui
e allontanandosi si può sì risparmiare sui costi ma si perde nei ricavi".
L assessore regionale interviene anche sulla battaglia legale fra Sea e la
Magliana. Giovedì scorso Alitalia ha annunciato una
controcausa alla Società controllata dal Comune di Milano che a sua volta aveva
chiesto un risarcimento danni per 1,2 miliardi per l addio della compagna a
Malpensa. I legali della compagnia di bandiera esigono dalla Sea "importi
non lontani" da quelli chiesti da quest ultima, contestando inadempimenti
rispetto "agli obblighi di sviluppo dell'aeroporto di Malpensa"
nonché "gravi danni reputazionali relativi al perturbamento del recente
processo di privatizzazione". Secondo Cattaneo, l azione legale della
Magliana "è il segnale più evidente che la compagnia di bandiera non sta
dormendo sonni tranquilli sulla richiesta danni da parte della Sea, la quale ha
carte consistenti a suo vantaggio". Il forzista Cattaneo, membro del Cda
della Sea, invita comunque il prossimo governo a impegnarsi per il
riposizionamento di Alitalia su Malpensa dal momento
che, a suo dire, saranno necessari quattro-cinque anni affinché una nuova
compagnia possa diventare il vettore di riferimento per l aeroporto. [Data
pubblicazione: 03/05/2008].
( da "Padania, La" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia
IntesaSanpaolo
ammette: noi non ci tiriamo indietro Il mosaico del Cav. è quasi completo Dopo
gli imprenditori, le banche. Intesa SanPaolo esce definitivamente allo scoperto
e il mosaico ideato da Silvio Berlusconi per salvare Alitalia
facendola restare una compagnia di bandiera si arricchisce di un altra tessera.
A questo punto se il progetto del Cavaliere a cui lavora il consulente Bruno
Ermolli poggia su tre pilastri cordata di imprenditori, pool di banche e
partner industriale manca solo la partnership con una grande compagnia aerea
per completare il quadro. Su questo punto, dopo l intesa per Malpensa siglata
tre giorni fa con la Sea, Lufthansa sembra avvantaggiata (anche alcune sigle
sindacali hanno espresso ieri, informalmente, il loro gradimento per la
compagnia tedesca) ma Air France resta alla finestra e Aeroflot potrebbe
entrare nella partita su richiesta del Cremlino. Da segnalare anche, notizia
dell'ultima ora, la "manifestazione di interesse" del fondo
d'investimento brasiliano Multi-Long Corporation, specializzato nelle
ristrutturazioni di aziende in difficoltà: stando a quanto riportato da Ap, ci
sarebbe la disponibilità a investire un miliardo di euro nella partita. Per il
resto sulla cordata, ha assicurato lo stesso leader del Pdl, "c'è stato un
esubero di partecipazione" quantificabile in "un 20 per cento in
più" di richieste di adesione. Sul fronte bancario, invece, Intesa
SanPaolo ha rotto gli indugi prima con il presidente Giovanni Bazoli, poi con l
amministratore delegato Corrado Passera. Il primo ha dichiarato agli azionisti
che l istituto di credito interverrà nell acquisizione di Alitalia "in presenza di un piano
rigoroso" e se sussistono "forti possibilità di successo e di ripresa
industriale dell'azienda". Il secondo ha chiarito: "Se si trovasse un
modo per ristrutturare e rilanciare Alitalia, e si può, non ci tireremo indietro, o per lo meno porteremo
agli organi deliberanti un progetto se fosse reputato valido".
[Data pubblicazione: 01/05/2008].
( da "Padania, La" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Capita a che questo.
Che Alitalia chieda un risarcimento a Sea per i danni
"reputazionali" derivati dal contenzioso in corso sull'aeroporto di
Malpensa. La compagnia di bandiera ha fatto sapere di essersi "costituita
nel giudizio avanti al Tribunale di Busto Arsizio promosso dalla Sea, unitamente
alla sua controllata Sea Handling". La comparsa di risposta, depositata ieri da Alitalia, si legge nella nota, "contiene domande riconvenzionali nei
confronti di Sea, per vari titoli e per importi non lontani, per quanto allo
stato quantificato, dalle pretese della Sea relativamente alle perdite di Alitalia derivanti dall inadempimento da
parte di Sea agli obblighi di sviluppo dell aeroporto di Malpensa che su di
essa gravano in quanto concessionaria, nonchè ai gravi danni
reputazionali relativi al perturbamento del recente processo di privatizzazione
che il modo in cui Sea ha impostato e gestito mediaticamente il processo avanti
il Tribunale di Busto Arsizio ha in parte arrecato e in parte minaccia di
produrre a carico di Alitalia stessa". Tradotto:
se Sea ci fa causa, allora la facciamo anche noi. E a loro. Un dispetto? Un
tentativo di mescolare le carte ed evitare così di dover sborsare molti soldi
alla Sea guidata da Giuseppe Bonomi? Non si capisce. Di certo chi si sente
preso in giro sono i lavoratori della Sea e di Malpensa. Oltre mille, proprio a
causa dell abbandono di Alitalia dallo scalo lombardo,
sono rimasti senza lavoro. Alitalia fa già sapere che
comunicherà esclusivamente dati oggettuali e gli stati di avanzamento del
procedimento nel momento in cui saranno noti. La prima udienza si terrà il
prossimo 28 maggio. "A seguito del notevole clamore di stampa e di media,
alimentato esclusivamente dalla parte attrice Sea, l opinione pubblica -rileva
ancora Alitalia - sa da mesi della pretesa di 100
milioni di euro per danno emergente e di 1.100 milioni di euro per lucro
cessante che Sea ha azionato in questo procedimento contro Alitalia".
La comparsa di risposta conterrebbe la replica alla posizione assunta dalla Sea
("Il rapporto con Alitalia doveva proseguire fino
al 2041") e mostrerebbe come il danno emergente non sia riscontrabile in
quanto tutti gli acquisti e gli investimenti di Sea sarebbero
"perfettamente compatibili con l'utilizzo dell aeroporto da parte di
ciascun altro vettore passato e futuro". [Data pubblicazione: 01/05/2008].
( da "Padania, La" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Roma - Il Senato
dedicherà una specifica sessione parlamentare alla conversione del decreto
legge sul prestito-ponte di 300 milioni di euro per l Alitalia
deciso dal governo Prodi. Lo ha annunciato il vice capogruppo del Pd, Luigi
Zanda, al termine della riunione dei presidenti di gruppo che si è svolta a
Palazzo Madama. La proposta, formulata dall opposizione, è stata accettata
dagli esponenti della maggioranza. La seduta (o le sedute)
dedicate al decreto sull Alitalia si dovrebbero svolgere nella settimana che va da lunedì
( da "Padania, La" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Mario Resca è pronto
ad assumere il ruolo di amministratore delegato e presidente di Alitalia. Lo annunciato alla vigilia del cda della compagnia
di bandiera lo stesso manager. Resca ha dato la propria disponibilità al
presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi già nei giorni scorsi,
sciogliendo ora le ultime riserve. "Per la mia esperienza di manager e
imprenditore - ha dichiarato Resca - penso di poter essere messo a servizio del
Paese per risolvere i problemi della compagnia di bandiera svolgendo questo
incarico". La disponibilità di Resca è giunta ad un giorno dalla riunione
del consiglio di amministrazione di Alitalia, in
programma oggi, che potrebbe sancire per l'uomo d affari ferrarese l ingresso
operativo prendendo il posto lasciato libero il 2 aprile scorso dall ex
presidente Maurizio Prato. Sulla nomina di Mario Resca ad amministratore delegato e presidente di Alitalia si era già espresso nei giorni scorsi in maniera positiva il
premier Silvio Berlusconi. Se l esito della riunione di oggi sarà questo, Mario
Resca potrebbe andare ad affiancare l attuale presidente Aristide Police ai
vertici di Alitalia, con il
compito di sanare le casse della compagnia di bandiera e con poteri di tipo
operativo e di coordinamento. [Data pubblicazione: 13/05/2008].
( da "Padania, La" del 14-05-2008)
Pubblicato anche in: (Padania, La)
Argomenti: Alitalia
NOSTRO INVIATO PAOLA
PELLAI Malpensa - Varese va a ritmo di samba. I Mondiali di ciclismo, in
programma nella Città Giardino dal 22 al 28 settembre, volano alto. Decollano
dalla pista di Malpensa che, da quando si è liberata del
peso di Alitalia, pedala in
scioltezza verso traguardi importanti. La presentazione ufficiale dei
campionati è avvenuta proprio qui, in un area del piano arrivi, tra gli occhi
curiosi dei passeggeri in transito e una platea importante. "Siamo in
overbooking - mi sorride divertito Amedeo Colombo, presidente del comitato
organizzatore -. C è tanta gente che è voluta venire a portarci la sua
testimonianza di affetto e di passione. Più del previsto. E un buon
segnale". E, in effetti, l ottimismo nei confronti di questi Mondiali è
contagioso. E stata trovata la chiave vincente: esaltare lo spettacolo
agonistico con percorsi duri e selettivi, abbinandolo a una serie di eventi che
mettano in luce le bellezze del territorio. Per riuscirci è stato fondamentale
il gioco di squadra, tra pubblico e privato, tra comitato organizzatore e
istituzioni. Sì, perchè la nuova frontiera del ciclismo è stata ben individuata
dal il presidente Renato Di Rocco: "Uno straniero su 5 viene in Italia se
può visitare le città d arte e vedere le nostre bellezze naturali in sella alla
bicicletta". Varese, su questo, ha saputo lavorare tanto e bene negli
anni. Quando a Madrid nel 2005, si è aggiudicata l organizzazione iridata per
Varese è stato un valore aggiunto. "Questi Mondiali - ha spiegato ieri
Gabriele Sola, direttore generale di Varese 2008 - sono una passione da vivere
e da trasmettere. Un evento unico con una location unica. Un Cycling Stadium
come l abbiamo pensato noi, sfruttando l ippodromo delle Bettole non l ha mai
avuto nessuno". Un Mondiale dai grandi numeri: 1000 atleti in
rappresentanza di 55 nazioni, oltre 5000 accreditati, circa un milione gli
spettatori previsti. "Un grande lavoro di coordinamento anche per noi - ha
sottolineato il prefetto Roberto Aragno - . Ci siamo prefissi di diventare un
modello di piano integrato sul territorio". Giuseppe Bonomi, presidente
Sea, fa ancora di più: lancia una sfida internazionale. "Questi Mondiali -
spiega - saranno il primo banco di prova in vista dell Expo. Malpensa sarà un
punto centrale in tutta l operazione. Siamo pronti a dimostrare che non siamo
solo un aeroporto radicato nel territorio, ma siamo l aeroporta d ingresso per
il decollo di un economia vitale". In questa tesi lo sostiene in pieno
Raffaele Cattaneo, assessore regionale alle infrastrutture e mobilità:
"Questo è l hub di tutti, è un simbolo che va ben al di là degli spazi di
una provincia. Malpensa ha voglia di essere protagonista nel mondo. E noi siamo
pronti a vincere questa sfida". Un tifo appassionato, dunque, per questi
campionati che, tra l altro, verranno trasmessi in alta definizione sul nuovo
canale digitale terrestre RaiSportPiù , al via sabato con il Giro d Italia.
"Un impegno - conferma Giovanna Bianchi Clerici, consigliera della Rai -
per esaltare ulteriormente questo evento. La Rai c è e ci vuole essere al
meglio. Qualsiasi cosa si possa fare, venite pure a tirare la giacchetta a me o
all altro varesino Antonio Marano... Alla nostra terra ci teniamo, è il nostro
cuore". E alla fine tutti a cantare Varese va , l inno iridato di Memo
Remigi che da tre anni si è innamorato della città. E del ciclismo. [Data
pubblicazione: 06/05/2008].
( da "Giornale.it, Il" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Il discorso di
Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura
unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del
premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero
cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e
politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini.
Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse
non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di
Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto
cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori,
anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa:
contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle
urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito
"giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi
il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le
ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra
giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La
sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non
intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo
perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha
parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una
maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e
di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro,
Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del
2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran
manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini
sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata
per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi:
"Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La
battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare
debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze?
L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta
Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il
riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti
ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti
da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie
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a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto
(Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi
(ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo
ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di
quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato
Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis).
Veltroni diventa "premier ombra" del "governo
dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e
riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla
fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini)
il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di
stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il
processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei
ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte -
Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui
Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché
bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza
e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel
suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione
ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli
ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che
sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto"
e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario
piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non
fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il
"partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 81 ) " (21
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08
Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta
per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non
c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che
contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella
chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini
nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra
31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere
il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è
cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà
contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla
Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono
Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni
per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente
Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della
Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche
perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in
Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano
stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del
sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.
Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha
sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve
un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i
primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le
responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la
sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da
Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi
problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto,
mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo
ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi
diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in
crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza
era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco
(finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà
(giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo
ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si
aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due
come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in
commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran
Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da
noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche
interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci
sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e
che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da
Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un
punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo
in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare
allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie
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a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E
"L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e
terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è
apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in
Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima
sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di
partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché
la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo
colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra
radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a
correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali
diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo.
Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente
radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader".
Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non
sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché,
tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così
emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare
attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo)
Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora
Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al
congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere
un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche
lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non
sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira
contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta
feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni,
"matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA
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Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che
diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni
Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo
Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha
aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta
senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita
del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato
spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a
volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo
lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta
elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto
popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come
una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure
farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno
dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone
l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno
all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di
costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri
in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o
dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo
leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (123 votes, average: 1.37 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da
affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio
si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni
Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i
leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate,
futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi
della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e
Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha
attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini:
"Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e
i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle
politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità
che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti
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23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport
del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario
Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio,
quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro
ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli
articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla
diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e
buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di
ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta
divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa,
campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a
Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in
redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione
di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e
alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande
partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in
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post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano"
all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza
Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni,
parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el
risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una
riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo
capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro
editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora,
vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner
tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e
sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"?
Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da
farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il
realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è
andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema
Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei
clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato
Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei
sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale
davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della
sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi
giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv
Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone,
assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa.
Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza
e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista"
toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa
sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con
che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia,
come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"?
GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (56
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le
bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della
larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno
del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.).
E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto
nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa:
quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese)
compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter
Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita
al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere
costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e
"affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La
traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la
vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali.
Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati
spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare.
E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il
bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli
rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno
deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti
politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli
italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che
faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato
da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito
"voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un
consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire
"no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico.
Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in
molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di
protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far
ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla
più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è
trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta
propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche.
Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco
la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio
Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate
dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si
spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione.
Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico
dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia
davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (60
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08
Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e
chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava
la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di
più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia
Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della
Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese.
Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande.
Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del
genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del
dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare
un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica
dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed
avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su
questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e
cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento,
migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto:
"punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e
multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con
l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna
alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di
cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia
Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito
sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla
riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie,
alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga,
Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo
un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste
per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 60 ) " (97
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da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani
su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (35) Ultime discussioni MARIO: Basta
co questo buonismo, per favore la gente vi ha votato perchè governare non per
aprire dialoghi con i... mario milano: nei secoli, noi italiani siamo stati
spesso faziosi e però concludenti in stato d'emergenza. ora... Damy: Di Pietro
è stato attaccato x tutta la campagna elettorale giusto; .e.Berlusconi
attaccato da una... Alessandro: Carissimo Taliani, continui a domandarti se Di
Pietro fará la sua opposizione a Berlusconi o a Veltroni.... Alessandro: Ho
votato Partito Democratico e lo farei di nuovo con lo stesso entusiasmo con cui
l'ho votato.... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione
internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte
- 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il
"premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del
"fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la
vostra - 1 Emails Ultime News An error has occured; the feed is probably down.
Try again later. Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian
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Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi
Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto
Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May
( da "Repubblica, La" del 15-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Le dimissioni Via il rappresentante del Tesoro cda Alitalia a livello di guardia ROMA - Il
cda di Alitalia perde un altro
membro e con tre consiglieri rimasti tocca la soglia minima prima della
decadenza di tutto il consiglio. Dopo le dimissioni del presidente Maurizio
Prato, 40 giorni fa, ieri Giovanni Sabatini ha rimesso il mandato "con
effetto immediato" per rientrare in Consob. Un nuovo passo verso
l'inevitabile rinnovo del cda che deve fare i conti con l'insediamento del
nuovo governo Berlusconi. Sabatini, era anche componente del comitato per il
Controllo interno, oltre che amministratore non esecutivo e non indipendente.
Secondo quanto comunicato dalla compagnia "sulla base delle informazioni
disponibili non risulta detenere partecipazioni nel capitale sociale" di Alitalia. Ora si attende solo l'analisi del bilancio 2007
che avverrà il 26 maggio, prima che il Tesoro sciolga la riserva sul nome del
nuovo numero uno della Magliana: anche se resta in pole position Mario Resca,
in passato commissario Cirio e alla guida di McDonald's Italia, il ministro
dell'Economia Giulio Tremonti vuole ampliare la rosa dei nomi, tarandola sulla
strategia di salvataggio della compagnia. La scelta del prossimo amministratore
delegato, infatti, cambierà in funzione dei tempi della vendita o del
risanamento previsti: nel caso di cessione o ingresso nel pacchetto Alitalia di un vettore di rango (come Lufthansa) l'ad
potrebbe avere un profilo diverso da Resca che invece rimane l'uomo giusto per
un lavoro di ristrutturazione di medio periodo. (lu.ci.).
( da "Unita, L'" del 15-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del IL RETROSCENASabatini si dimette e torna alla Commissione. Il
consiglio ridotto a tre membri, ma Tremonti non decide Alitalia
perde anche il consigliere Consob Roberto Rossi Con un consiglio di
amministrazione ridotto a tre persone, ieri si è dimesso anche Giovanni
Sabatini, che era il rappresentante del governo ed è tornato alla Consob dove
era in aspettativa, un bilancio che perde 100 milioni ogni trenta giorni, una
guida operativa che non c'è più da circa un mese e l'assenza di un piano
industriale di rilancio, per Alitalia mancavano anche
dissensi e rivalse all'interno del governo a complicare il quadro. Riassunto delle
puntate precedenti. In campagna elettorale il leader dell'opposizione Silvio
Berlusconi blocca il tentativo di acquisto di Air France su Alitalia
promettendo l'ingresso di una cordata pronta a salvare l'italianità del gruppo.
Il dossier viene affidato al suo consigliere finanziario di fiducia Bruno
Ermolli. È lo stesso che aveva costruito il riassetto della galassia Fininvest
oltre dieci anni fa e di cui Berlusconi si fida ciecamente. Dopo vari annunci,
un mese di tempo gettato alla ortiche, e 300 milioni della collettività finiti
nelle casse del gruppo, Ermolli raccatta due o tre adesioni di peso, Salvatore
Ligresti e Marco Tronchetti Provera, e chiede di poter visionare i conti, la
due diligence, al consiglio di amministrazione della compagnia di bandiera. La
richiesta è scontata visto che anche Berlusconi, più volte, l'aveva invocata
come punto di partenza imprescindibile. Invece, dopo sette
ore di dibattito, lunedì i consiglieri di Alitalia decidono che la cosa non si può fare. Se Ermolli vuole visionare
i conti deve formalizzare la sua richiesta. La decisione, che in altre
occasioni sarebbe stata scontata visto che Alitalia tra l'altro è quotata, in questo frangente assume però tutto un
altro sapore. È una sorta di schiaffo alle pretese e al lavoro di
Ermolli per la definizione della cordata italiana e di riflesso all'idea di
Berlusconi. E in questa scelta c'è anche lo zampino del ministro del Tesoro
Giulio Tremonti. Con il quale il consiglio di amministrazione di Alitalia, prima di dare una risposta e visto che il Tesoro
detiene ancora il 49%, si è confrontato. Tra l'altro, Tremonti avrebbe dovuto
anche nominare un nuovo amministratore delegato, si parlava di Mario Resca
tanto caro a Berlusconi, e non l'ha fatto. Ha, invece, ribadito che la questione
Alitalia è solo di sua competenza. Tanto che, il
prossimo martedì, sarà con tutta probabilità proprio il neo ministro
dell'Economia ad accompagnare il presidente dell'Alitalia
Aristide Police davanti alla Commissione speciale per lo smaltimento dei decreti
legge del Senato per parlare del prestito ponte di 300 milioni erogato a favore
di Alitalia. Questo ritrovato ruolo di Tremonti che
cosa vuol dire? Forse il ridimensionamento della cordata italiana, alla quale
per altro il ministro non ha mai creduto molto. A star sentire Berlusconi
"ci sono tanti imprenditori decisi ad investire nella compagnia di
bandiera" e "si va verso una soluzione". Ma è da un mese che lo
va dicendo e nulla di serio s'è materializzato. Forse per Alitalia
si prospetta un nuovo cambio di strategia. Un ritorno al passato, magari, con
la ricerca di un serio partner internazionale. Qualsiasi soluzione, però, va
fatta in fretta. Alitalia, alla luce degli ultimi dati
di bilancio sul primo trimestre 2008, e nonostante il prestito ponte ricevuto
dal governo, ha circa due-tre mesi di vita. Pochi, pochissimi visto che per Alitalia manca anche una prospettiva industriale seria e che
nel trasporto nulla si improvvisa. Tremonti lo sa, Ermolli forse no.
( da "Messaggero, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Di VALENTINA ARCOVIO
ROMA - Più economici e a minore impatto ambientale. Questi i vantaggi delle
nuovi voli a piùalta quota previsti per la tratta Roma-Milano-Roma e frutto del
lavoro di riordino dei cieli italiani effettuato dall'Enav, la società
nazionale per il controllo del traffico aereo guidata da Guido Pugliesi. Da
giugno prossimo gli aerei potranno viaggiare sulla rotta
Fiumicino/Linate/Fiumicino oltre la quota attuale. In pratica, gli aerei
viaggeranno su due "corridoi" più alti di quelli mai usati finora. I
voli che partiranno da Linate con destinazione Fiumicino viaggeranno a 31mila
piedi, pari a oltre 10 mila metri di quota. Cioè a 2mila piedi in più rispetto
a prima. Allo stesso modo i voli Fiumicino-Linate, che per motivi di sicurezza
viaggiano su un'"autostrada aerea" diversa da quella dei voli
Linate-Fiumicino, alzeranno la loro quota da 24mila piedi, pari a circa 8mila
metri, a 26mila piedi (pari a oltre9 mila metri di quota). Lo spostamento di
rotta - che presto sarà esteso dall'Enav a tutte le altre rotte italiane -
consentirà di risparmiare carburante e di abbassare i costi operativi per un
valore superiore al milione di euro annui. Queste operazioni infatti
apporteranno importanti benefici alle compagnie aeree e all'ambiente in termini
di riduzione di percorrenza, risparmio di carburante, contenimento delle
emissioni inquinanti. In pratica, un utilizzo più efficiente dei cieli
nazionali, oltre ad alleggerire il traffico in alcuni punti essenziali,
permetterebbe agli aerei di consumare meno carburante per via della rarefazione
dell'aria in quota. Se a questo ci aggiungiamo il fatto che la tratta è ogni
giorno percorsa da circa 120 movimenti aerei, di cui il 60 per cento dell'Alitalia, è ancora più evidente il
risparmio economico delle compagnie aree. "Per le compagnie aeree - spiega
Giovanni Torre, responsabile delle operazioni di rotta di Enav - non significa
una soluzione al problema del costo dei consumi di carburante, ma un contributo
che, moltiplicato per le altre tratte che in seguito potranno essere innalzate,
certamente potrà rivelarsi prezioso proprio nel momento in cui gli alti prezzi
del petrolio stanno provocando da parte di alcune compagnie scelte conservative
sulla pianificazione dei voli, che stanno comportando contenimenti di
traffico". In particolare, grazie a questo nuovo percorso da giugno 2008
solo la compagnia di bandiera potrà risparmiare solo per quella tratta, e
secondo l'attuale costo del petrolio, quasi 500 mila euro l'anno. Senza contare
poi i vantaggi in termini di basso impatto ambientale. In effetti grazie
all'innalzamento delle quote dei voli Linate/Fiumicino/Linate verranno
risparmiati
( da "Messaggero, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Tremonti
mette mano allo schema di procedura e prepara il rinnovo al vertice Vendita Alitalia, le mosse del
Tesoro Non decolla l'intesa Toto-Ermolli Il patron di Air One punta a un ruolo
di rilievo nella cordata italiana.
( da "Messaggero, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Di ROBERTA AMORUSO e
ROSARIO DIMITO ROMA - Bruno Ermolli prova a ripescare Carlo Toto. Coinvolgere
il patron di Air One nella cordata italiana da mettere in piedi per Alitalia potrebbe essere ora una carta importante da giocare
per il superconsulente del premier Silvio Berlusconi. Per almeno due motivi.
Per la difficoltà a trovare un partner internazionale in tempi stretti. Ma
anche perchè dopo lo stop alla richiesta di due diligence messo agli atti
lunedì dal cda di Alitalia, Air One potrebbe essere il
jolly necessario per avere le carte in regola per presentare la manifestazione
di interesse ed accedere ai dati della compagnia. Negli ultimi giorni Toto e
Ermolli, secondo quanto risulta a Il Messaggero, si sarebbero incontrati più
volte a quattr'occhi. Anche nelle ultime ore. Ma finora non sarebbe stato
trovato un accordo. Toto insiste nel chiedere voce in capitolo all'interno
della cordata, mettendo sul tavolo il suo ruolo di socio industriale e il
pacchetto importante di opzioni sugli aerei. Ermolli, invece, vorrebbe una
soluzione più equilibrata che comprenda anche le banche. In testa a tutte
Intesa Sanpaolo che al momento non sarebbe stata coinvolta nelle trattative,
anche se continua a guardare con attenzione il dossier. Non a caso ieri Corrado
Passera ha rilanciato la sua posizione: "Rimaniamo convinti che si debba
fare di tutto per trovare una soluzione, per creare un'azienda forte e valida
in questo settore in Italia che lo merita e che ha tutti i numeri per
giustificarla". Sia Toto che Ermolli sono consapevoli che uno ha bisogno
dell'altro. Ma bisognerà dosare gli equilibri e i ruoli. Un
accordo dovrà comunque essere raggiunto in tempi stretti in modo da poter
presentare un'offerta al cda di Alitalia che attende anche dall'azionista un'indicazione sulla procedura
da seguire. Su quesro fronte, non c'è ancora una decisione sul tavolo. Ma il
ministro del Tesoro, Giulio Tremonti, ha ripreso in mano il dossier Alitalia appena tornato ieri da
Bruxelles. Ed è pronto a fare la sua mossa. Perchè mettere nero su
bianco la decisione dell'azionista sulla nuova procedura di vendita, è ormai un
passaggio obbligato. E' stato lo stesso cda, lunedì, a chiedere lumi in questo
senso, prendendo tempo sulla richiesta di Bruno Ermolli di avere accesso alla
due diligence. La criticità della situazione aziendale (certificata nel primo
trimestre con perdite per 215 milioni e con una nuova svalutazione della
flotta, per 97 milioni, che riduce il patrimonio a 96 milioni) e la necessità
di integrazione del consiglio con un nuovo manager operativo chiedono tempi
stretti. Ancora di più oggi che il consiglio si trova ridotto a tre componenti
dopo le dimissioni di ieri di uno dei rappresentanti del Tesoro, Giovanni
Sabatini, che già da tempo aspettava di tornare in Consob alla guida della
Divisione emittenti. La scelta del nuovo manager (in pole position Mario Resca
e Rocco Sabelli) arriverà nei prossimi giorni. E a quel punto il compromesso
tra la richiesta di Ermolli di verificare i conti prima di un'offerta e lo stop
del cda potrebbe anche coincidere con la scelta di procedere a una due
diligence fatta dalla stessa Alitalia (la cosiddetta
"vendor due diligence"). Un aggiornamento sul dossier Alitalia sarà fatto dal presidente Aristide Police martedì
prossimo al Senato, affiancato, forse, dal ministro Tremonti.
( da "Corriere della Sera" del 15-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-15 num: - pag: 37 categoria: REDAZIONALE Ritorni Sabatini lascia Alitalia Per la Consob ROMA - Un
consigliere di amministrazione che lascia. Un capo del personale, Massimo
Cestaro, il cui contratto non viene riconfermato. Si aggrava la situazione in Alitalia, la compagnia che martedì ha
dichiarato 215 milioni di perdite nel primo trimestre. Il cda che ha
approvato i conti, definendoli ai limiti della continuità aziendale, ha perso
ieri un componente, scendendo a quota tre: il minimo indispensabile. è stato il
consigliere Giovanni Sabatini, facendo seguito alla richiesta di riammissione
in servizio presentata alla Consob, a dare le proprie dimissioni. Il suo è un
rientro, visto che era già stato membro dell'organismo di sorveglianza. Così,
anche se il comunicato precisa che Sabatini era amministratore non esecutivo e
non detiene partecipazioni della compagnia, susciterebbe comunque qualche
perplessità un suo rientro in Consob, passando dal ruolo di controllato a
quello di controllante. A. Bac.
( da "Corriere della Sera" del 15-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-15 num: - pag: 9 categoria:
REDAZIONALE Derby nel governo La stretta del ministro della Funzione pubblica e
la strategia del consenso di Tremonti Il liberal e il colbertista, le
divergenze parallele SEGUE DALLA PRIMA Renato Brunetta ci è arrivato affermando
invece che non ci sarebbe nulla di strano se i servizi pubblici venissero
affidati ai privati. Giulio Tremonti propone di inasprire le tasse sulle
retribuzioni dei supermanager e promette subito sacrifici a banche e
petrolieri. Renato Brunetta vuole prima di tutto licenziare su due piedi gli
statali "fannulloni". Giulio Tremonti
probabilmente confidava che Alitalia fosse venduta ad Air France prima delle elezioni. Renato
Brunetta ha giudicato "impensabile svendere Alitalia ai francesi". Insomma: più diversi, i punti di vista del
ministro dell'Economia, Tremonti, e del ministro della Funzione pubblica,
Brunetta, non potrebbero essere. Ma soltanto chi non li conosce può
restare perplesso. Giuliano Amato è arrivato un giorno a chiedersi se ci sia
una ragione culturale per cui i socialisti "litigano tra loro da cento
anni": ebbene, Tremonti e Brunetta sono la risposta al suo interrogativo.
Socialista vicino a Franco Reviglio, il ministro dell'Economia si è professato
seguace di Jean-Baptiste Colbert, teme la globalizzazione, non disdegna
l'intervento dello Stato nell'economia (durante la grande crisi della Fiat si
disse che guardava al modello Renault), recentemente ha suggerito alla sinistra
di rileggere Marx e Gramsci. E quando Giovanni Minoli gli ha chiesto a
bruciapelo se crede in Dio, ha risposto senza esitare: "Sì".
Socialista vicino a Gianni De Michelis, il ministro della Funzione pubblica si
presenta come una specie di pasdaran delle liberalizzazioni e del mercato. Non
è particolarmente spaventato dalla globalizzazione e per quanto se ne sa non ha
mai messo in dubbio le sue radici laiche. Due pianeti diversi: ma né Tremonti,
né Brunetta, hanno mai fatto niente per nasconderlo. Nel
( da "Corriere della Sera" del 15-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-15 num: - pag: 8 categoria:
REDAZIONALE "Manager, più tasse sui maxi-stipendi E mercoledì via al
taglio dell'Ici" Tremonti: rispetto del pareggio nel 2011. Straordinari,
spunta un tetto di 35 mila euro "La riduzione delle tasse sulla casa sarà
coperta già nel 2008". E rilancia sull'utilizzo mirato degli aiuti di
Stato DAL NOSTRO INVIATO BRUXELLES - Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti
è rientrato sulla scena europea dell'Eurogruppo/Ecofin annunciando tagli
fiscali in linea con le politiche di bilancio rigorose richieste dalla
Commissione Ue e appoggiando la decisione di tassare più seriamente i
superstipendi e i premi dei manager e dei banchieri. Ma ha anche rilanciato
l'uso di "aiuti di Stato" mirati opponendosi alle componenti
mercatiste da molti anni dominanti a Bruxelles. Tremonti ha annunciato il
taglio dell'Ici sulla prima casa dal giugno prossimo e gli sgravi fiscali sugli
straordinari con un decreto nel Consiglio dei ministri di mercoledì prossimo a
Napoli. Ha specificato che "non avranno un impatto sul bilancio"
perché "saranno coperti già nel 2008" e ha confermato l'impegno preso
dal suo predecessore Tommaso Padoa-Schioppa di azzerare il deficit nel 2011:
proprio come sollecitava il commissario Ue per gli Affari economici Joaquin
Almunia, che ha avuto un incontro bilaterale con il ministro italiano e ha poi
indicato tra i Paesi nel mirino di Bruxelles solo la Francia. Tremonti ha
ribadito di non aver ereditato alcun "tesoretto" e ha polemicamente
aggiunto di voler fornire copertura anche al 40% del taglio dell'Ici varato dal
governo Prodi. Ha rinviato a dopo il confronto con le parti sociali la
spiegazione su come finanzierà i tagli fiscali annunciati per mercoledì prossimo.
Tecnici del suo ministero starebbero ipotizzando di limitare l'esborso a circa
4 miliardi detassando gli straordinari fino al reddito massimo di 35 mila euro
e addirittura escludendo gli statali. Tremonti ha chiesto all'Ue "certezza
del diritto" sugli aiuti di Stato elargiti per salvare dal fallimento la
banca Northern Rock nel Regno Unito, in genere il Paese più liberista e
contrario all'intervento pubblico nell'economia. Non ha voluto però confermare
se intende utilizzare questo precedente per il salvataggio
della compagnia di bandiera Alitalia. Nella sostanza ha assunto una posizione nei confronti
dell'Europa vicina a quella della Francia di Nicolas Sarkozy e l'ha chiarita
con varie proposte ai colleghi dell' Eurogruppo. E' partito da "a" di
agricoltura per sostenere gli aiuti di Stato che finanziano "la
coltivazione e non più l'abbandono dei campi". Alla "b"
ha inserito i bonus e i supestipendi dei manager, definiti dall'Eurogruppo
"scandalosi " e da tassare di più. Alla "c" ha criticato la
linea Ue a favore dei carburanti biologici ricavati dai cereali perché può
aggravare la scarsità mondiale di cibo. Alla "e" di energia ha
auspicato politiche comuni come quella antica dell'Euratom sul nucleare:
ventilando come unica alternativa l'avanzata della russa Gazprom, che gli
ricorda "la Compagnia delle Indie e quella fase primordiale del mercatismo
". Tremonti vorrebbe far finanziare dall'Ue i progetti comuni con eurobond
dal significato "politico più che finanziario ". L'Ecofin ha deciso
il potenziamento della direttiva-colabrodo sulla tassazione dei non residenti,
richiesta dalla Germania dopo la scoperta dei ricchi evasori fiscali tedeschi
in Liechtenstein. E Tremonti, esperto tributarista, che nel 2003 contestò da
solo l'inefficacia di questo provvedimento, ha spiegato il successivo ritirò
del veto e l'approvazione dicendo che "l'Italia non poteva permetterselo
in vista della sua imminente presidenza di turno dell'Ue". Ivo Caizzi \\
Bisogna rilanciare l'Euratom finanziandola con gli eurobond. Energia, il rischio
Gazprom.
( da "Campanile, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia, Il Cda:
"Conti sempre più in rosso". Il premier: "Presto una
soluzione" Alitalia sempre più in crisi. Stretta tra
la morsa dei conti, il costo del greggio, la necessità di una
ricapitalizzazione a breve e la speranza che la cordata italiana o un altro
compratore bussino al più presto alla sua porta. Comunque, sia la compagnia di
bandiera continua a perdere sia soldi che credibilità. Il Cda fa sapere in una
nota che allo stato attuale è più che mai necessaria una ricapitalizzazione
"da effettuarsi in tempi strettissimi". Perché la compagnia di
bandiera nel primo trimestre del
( da "Voce d'Italia, La" del 15-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica
Sottogoverno Si insedia la commissione speciale conversione decreti legge Prima
seduta ieri Trapani, 15 Mag.- Il meccanismo della nuova legislatura inizia ad
olearsi. Mentre per oggi dovrebbe arrivare la Fiducia al Senato per il Governo
Berlusconi, l'altro ieri 13 maggio si è insediata per la prima volta la
Comissione Speciale Conversione decreti Legge. 12 i membri del Pdl che ne fanno
parte, 10 del Pd, 2 della Lega, 1 del gruppo misto, 1 di Idv e 1 per Udc, con
Grillo eletto presidente. Tra i primi punti all'ordine del giorno in agenda il
Dl 80/2008 riguardante l'Alitalia,
trattato nella seduta di ieri dove svolta la relazione illustrativa e
registrati gli interventi dei senatori DIVINA e BODEGA (LNP), BUBBICO (PD) e
del sottosegretario CASERO, è stato fissato per lunedi 19 maggio, alle ore 18
il termine per la presentazione degli emendamenti, e continuo per Martedi 20
maggio alle ore 14 con l'audizione del Presidente di Alitalia
e, alle ore 15, con il seguito dell'esame del provvedimento. A. De Bartolomeo
politica@voceditalia.it.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
15-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina
102 parti sociali Martedì subito faccia a faccia con i sindacati Parti sociali
--> ROMA Sarà il primo faccia a faccia fra il nuovo Governo e le parti
sociali, quello fissato per martedì prossimo a Palazzo Chigi. Una prima presa
di contatto, con i sindacati compatti nel rilanciare le emergenze salari,
pensioni e prezzi e le imprese a puntare tutto sulla crescita, cominciando
subito con la detassazione di premi e straordinari, di cui si comincerà a
discutere già il giorno dopo nel Consiglio dei Ministri che si terrà a Napoli.
Le parti sociali saranno chiamate tutte a Palazzo Chigi, nessuna esclusa,
perchè il governo, ha assicurato il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi
"vuole il dialogo con tutti gli attori sociali, non escludendo nessuno,
come purtroppo è stato fatto spesso in passato". L'incontro del 20 maggio,
dunque, "sarà solo l'inizio di un percorso, il primo di una serie di
incontri, con l'ambizione di condividere un percorso di crescita della nostra
economia", ha detto Sacconi, che si è dichiarato "ottimista"
anche sulla possibilità di avviare un clima di dialogo con tutte le organizzazioni
sindacali, Cgil compresa. Al tavolo non potranno essere dimenticati altri temi
pressanti, come quelli del rinnovo dei contratti pubblici, di
Alitalia e del rilancio
degli investimenti per infrastrutture, innovazione e ricerca. La Cgil ha già 5
proposte con cui controbattere all'annunciata abolizione dell'Ici sulla prima
casa che ritiene non essere una priorità: detrazione per i redditi da lavoro
dipendente, sostegno alle pensioni, interventi su prezzi e tariffe,
rinnovi nella P.A. e investimenti infrastrutturali. In sostanza una
riproposizione dei temi principali della piattaforma unitaria che i 3 sindacati
confederali avevano sottoposto al Governo Prodi.
( da "Padania, La" del 15-05-2008)
Argomenti: Alitalia
I dubbi di Bruxelles
sul prestito ponte di 200 milioni Proroga Ue: Piano Alitalia,
risposta entro il 30 maggio La Commissione europea ha concesso all Italia una
proroga di 10 giorni, fino al 30 maggio, per rispondere ai dubbi sollevati da
Bruxelles sul prestito ponte da 200 milioni di euro varato dal governo in
favore di Alitalia. "In seguito alla richiesta
delle autorità italiane, la Commissione ha deciso di spostare al 30 maggio la
scadenza per presentare la risposta", ha detto Michele Cercone, portavoce
del responsabile del portafoglio Trasporti della commissione Ue.
"Trattandosi di un caso delicato i contatti continuano", ha aggiunto
sottolineando che in merito alle perplessità sollevate da Bruxelles "un
dubbio è un dubbio e resta finchè non viene risolto". Adesso la
Commissione "aspetta di ricevere la risposta italiana entro i tempi
dovuti" ha aggiunto il portavoce spiegando di non volersi sbilanciare
finchè la Commissione non avrà preso "la decisione finale". Del caso Alitalia si occuperà ora il nuovo commissario Ue ai
Trasporti, Antonio Tajani. Da sinistra, intanto, sembrano giungere segnali di
pentimento in merito alla sciagurata politica di rimensionamento di Malpensa. E
così, i deputati lombardi del Pd Daniele Marantelli ed Emanuele Fiano, in un
interrogazione urgente presentata al ministro Giulio Tremonti, hanno chiesto
"quali iniziative il ministro dell Economia intenda assumere affinché Alitalia chieda entro il 15 maggio ad Assoclearance (la
società che sovrintende all assegnazione degli slot) la conferma dei suoi slot
invernali su Malpensa, così da rilanciare concretamente la funzione di hub dell
aeroporto lombardo". Appreso che il Ministro dell Economia intende affrontare la crisi di Alitalia con una soluzione "fondamentalmente italiana e
privata", i due parlamentari ricordano che "il 30 marzo 2008 Alitalia ha tagliato centinaia di voli
da Malpensa, causando gravi problemi occupazionali per i lavoratori Sea, i
precari e l indotto" e sottolineano che "il collegamento Alitalia Malpensa-Boston aveva un carico
di passeggeri pari al 90% dei posti disponibili, contro il 56% dei voli
attualmente in decollo da Fiumicino per la stessa destinazione e che il 14
giugno p.v., in occasione della Conferenza, Iata raccoglierà le richieste di
tutte le compagnie aeree per decidere a fine agosto il nuovo orario in vigore
dal prossimo 28 ottobre". [Data pubblicazione: 14/05/2008].
( da "Padania, La" del 15-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Nel primo trimestre
l azienda raccoglie perdite per 215 milioni,
( da "Corriere della Sera" del 16-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-16 num: - pag: 27 categoria:
REDAZIONALE Privatizzazione Al vertice anche Grillo, per la
conversione del decreto sul prestito Alitalia, Ermolli a Palazzo Chigi Tremonti studia il dossier. Il nodo
della due diligence ROMA - Si è parlato di Alitalia ieri a Palazzo Chigi nell'ambito dei vertici convocati da
Berlusconi sulle maggiori emergenze del Paese che saranno trattate nel prossimo
consiglio dei ministri a Napoli. Lo spunto è stata la conversione del
decreto- legge sul prestito-ponte da 300 milioni incassato dalla compagnia. Per
questa ragione è stato convocato anche il senatore Luigi Grillo (Pdl) che è
presidente della Commissione speciale per lo smaltimento dei decreti. Ma a
palazzo c'erano anche il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, e il consulente
di Berlusconi, Bruno Ermolli, che sta preparando la cordata italiana su
incarico del premier. Si tratta dei protagonisti dell'attuale situazione
d'impasse in cui versa la compagnia. La richiesta di due diligence, avanzata da
Ermolli a nome della nuova compagine, è stata in sostanza respinta da Alitalia, su indicazione dell'azionista Tesoro, che ha
chiesto una formale "manifestazione d'interesse". Appare necessario
trovare un modo per fare la verifica dei conti. E' possibile che Ermolli ci
riprovi un'altra volta mandando però in avanscoperta Air One che aveva pur
sempre avanzato un'offerta non vincolante per Alitalia
e che quindi potrebbe chiedere una riapertura del dossier. Tra l'altro proprio
ieri Giovanni Malagò, consigliere d'amministrazione di Air One, ha ammesso
contatti con il consulente del premier. Oppure potrebbe essere lo stesso
ministro dell'Economia a chiedere alla società un approfondimento della
situazione contabile. C'è infine una terza possibilità: che sia Kpmg, advisor
della cordata italiana, a chiedere la due diligence, assumendo l'impegno a non
fare la disclosure dei dati al mandante, finché non sarà autorizzata da Alitalia. In questo modo Kpmg potrebbe comunque esaminare i
conti. In attesa della soluzione, si prepara la risposta alle osservazioni
dell'Ue sul prestito-ponte. Secondo il sottosegretario all'Economia, Luigi
Casero, il prestito "non ha effetti sui saldi di finanza pubblica in
quanto dovrà essere restituito entro il 31 dicembre 2008 ed è gravato da un
tasso di interesse di mercato. In tali termini si tratta dunque, a suo avviso,
di risorse che non possono essere considerate aiuti di stato, ai sensi del
trattato dell'Ue". Giulio Tremonti e Bruno Ermolli Antonella Baccaro.
( da "Corriere della Sera" del 16-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-16 num: - pag: 27 categoria:
REDAZIONALE La compagnia di bandiera "Siamo protagonisti nel Paese"
Nuova campagna per l'estate Nella crisi c'è spazio per continuare a lavorare. Alitalia ha lanciato la nuova campagna
per l'estate, con destinazioni e prezzi, validi per tutto maggio. "Con 630
voli che ogni giorno partono per 83 destinazioni, Alitalia - spiega il gruppo - vuole riaffermare, attraverso la campagna
"Volare Alitalia, fa
volare l'Italia", di essere un indispensabile protagonista a supporto
della mobilità e dello sviluppo economico del Paese".
( da "Tempo, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Alitalia perde passeggeri e il
consigliere Sabatini Alitalia perde un consigliere di amministrazione, Giovani Sabatini, e
registra nei primi tre mesi del 2008 una flessione dei ricavi legati al
traffico passeggeri pari a circa 40 milioni. Un calo che per i vertici della
compagnia è riconducibile "alla continua erosione di credibilità
commerciale della società conseguente al flusso ininterrotto di
dichiarazioni con effetto negativo effettuate dai diversi stakeholders e
quotidianamente riprese dai maggiori organi di stampa e di informazione".
Incide anche "la riduzione della capacità offerta" per i primi
interventi di ristrutturazione previsti dal piano industriale di sopravvivenza.
Lo spiega la relazione sulla gestione del primo trimestre approvata ieri dal
consiglio di amministrazione. Lo stesso che non ha cooptato Mario Resca come
nuovo amministratore delegato al posto dell'ex Maurizio Prato. E che ieri si è
trovato ridotto di un componente, Sabatini appunto, che era anche membro del
Comitato per il Controllo Interno, Amministratore non esecutivo e non
indipendente. Sabatini rientrerà nei ranghi della Consob da cui proveniva e gli
sarà affidato l'incarico di responsabile della Divisione Emittenti con
decorrenza dal primo giugno 2008.
( da "Messaggero, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Ce dal cda della
compagnia, il superconsulente del premier, Silvio Berlusconi, ha passato la
palla al governo. Palla arrivata ieri sul tavolo di un maxi-vertice a Palazzo
Chigi. Presenti, lo stesso Ermolli, Berlusconi, il sottosegretario alla
presidenza del Consiglio, Gianni Letta, il ministro del Tesoro, Giulio Tremonti
e Luigi Grillo, presidente della commissione speciale per l'esame dei disegni
di legge di conversione di decreti legge di palazzo Madama, compreso quello sul
prestito ponte da 300 milioni. Tutti chiamati a fare il punto della situazione
sui molteplici capitoli del dossier Alitalia in vista
del Consiglio dei ministri di mercoledì. Il primo passo atteso già nei prossimi
giorni dal Tesoro è un chiarimento chiesto dal cda sul nuovo schema di
procedura di vendita. Sbloccare l'accesso alla due diligence (magari dando il
via libera a una verifica dei conti fatta dalla stessa Alitalia)
è il secondo nodo la sciogliere subito. Perchè senza questo passaggio, Ermolli
non sarà in grado di coagulare una cordata italiana che raccolga il consenso di
banche e imprenditori. Ma anche AirOne che ieri ha confermato per voce del
consigliere di amministrazione, Giovanni Malagò, le indiscrezioni anticipate da
Il Messaggero sui contatti in corso con Ermolli. Due ore di incontro sono
servite ieri anche a sciogliere le ultime riserve sul rinnovo del vertice Alitalia con l'arrivo di un nuovo manager con deleghe
operative. I riflettori sono sempre puntati sui nomi di Mario Resca e Rocco
Sabelli. Ma la nomina dei nuovi vertici è legata a doppio filo con la definizione
di una linea precisa di azione, che il Tesoro non ha ancora messo completamente
a fuoco. Intanto, Alitalia prova a dare segnali chiari della sua piena operatività.
"Volare Alitalia, fa
volare l'Italia" è lo slogan della nuova campagna pubblicitaria lanciata
ieri Obiettivo, riaffermare "di essere un indispensabile protagonista a
supporto della mobilità e dello sviluppo economico del Paese".
Sullo sfondo, ieri il presidente della Corte Costituzionale Antonio
Baldassarre, ha smentito le indiscrezioni che lo vorrebbero indagato dalla
Procura di Roma nell'ambito di un'inchiesta per aggiotaggio informativo sul
titolo Alitalia. R.Amo.
( da "Unita, L'" del 16-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione
del Rifiuti di Napoli, cercasi sottosegretario disponibile Una struttura alle
dirette dipendenze di Palazzo Chigi prenderà il posto del commissario De
Gennaro. Quanto costerà? L'istituzione di una struttura ad hoc alle dirette
dipendenze della presidenza del Consiglio per superare il problema della
spazzatura campana. È una delle ipotesi a cui starebbe lavorando il governo per
uscire dall'emergenza rifiuti che dura ormai da 14 anni. Quella dei rifiuti, assieme alla sicurezza e ad Alitalia, è tra le priorità del governo annunciate in campagna
elettorale. E il presidente del Consiglio sarebbe intenzionato ad arrivare a
Napoli, mercoledì in occasione del preannunciato Consiglio dei ministri
itinerante, con un provvedimento già definito a grandi linee.
Indirettamente lo conferma il ministro della Difesa Ignazio La Russa.
"L'impegno non può esaurirsi in un giorno - dice - nonostante gli sforzi
del commissario De Gennaro, è difficile risolvere l'emergenza rifiuti; a Napoli
dimostreremo non solo la volontà politica di affrontare il problema, ma anche
quella di metterci la faccia". Da giorni sono al lavoro diversi uffici -
tra palazzo Chigi, il ministero dell'Ambiente e la regione Campania - per
risolvere tutte le questioni tecniche e normative connesse alla creazione della
struttura. Ieri a palazzo Chigi il premier Berlusconi, il sottosegretario alla
presidenza del Consiglio Gianni Letta e il ministro dell'Ambiente Stefania
Prestigiacomo hanno ricevuto il presidente della regione Campania Antonio
Bassolino e il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino. Un incontro chiesto nei
giorni scorsi dalle autorità campane e che ambienti del comune di Napoli
definiscono positivo per l'avvio di un lavoro "giusto e doveroso" tra
istituzioni locali e governo nazionale. Ancora non si è parlato, però, della
nuova struttura ma di questioni più legate ai problemi sul territorio.
L'obiettivo sarebbe dunque quello di predisporre un decreto legge che
istituisca una struttura per i rifiuti campani alle dirette dipendenze di
palazzo Chigi. Un ufficio da affidare ad un sottosegretario e che dovrebbe
occuparsi di rifiuti e grandi eventi. La scelta di un ufficio ad hoc, inoltre,
consentirebbe di superare definitivamente la struttura del Commissariato, per
dare un segnale diverso da quanto fatto finora e prima di riconsegnare alle
amministrazioni locali la gestione dei rifiuti. Anche perchè non è pensabile
che alla scadenza del mandato del commissario straordinario Gianni De Gennaro
(il 26 maggio) si possa tornare immediatamente alla gestione ordinaria.
( da "Unita, L'" del 16-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del ALITALIA Incontro con Ermolli Berlusconi alla
ricerca della cordata Sul tavolo di Silvio Berlusconi, oltre a rifiuti e
sicurezza, anche il dossier Alitalia. Per fare il punto, ieri a Palazzo Chigi, una riunione di due
ore con Bruno Ermolli, il consulente incaricato dal premier di seguire il
dossier sulla compagnia, Luigi Grillo, il presidente della commissione
speciale del Senato che esamina il decreto legge sul prestito ponte da 300
milioni alla compagnia aerea, e il ministro dell'Economia Giulio Tremonti.
"Stiamo lavorando con questa cordata, dobbiamo trovare chi se ne occuperà
dal punto di vista industriale. Possiamo metterci tutti i soldi che vogliamo ma
questo non basta perchè serve un piano industriale" ha spiegato il
ministro dei Trasporti, Altero Matteoli. Tra le ipotesi considerate,
probabilmente, anche quella di Air One: "Non è un mistero che noi siamo
interessati" ha confermato il consigliere delegato Giovanni Malagò.
"Air One era interessata prima della trattativa con Air France, è rimasta
durante la trattativa e lo è ancora. Riconosciamo il ruolo istituzionale di
Ermolli che gli è stato conferito dal presidente del Consiglio. È chiaro che
siamo interessati agli sviluppi".
( da "Unita, L'" del 16-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del L'ANALISISui contratti da rinnovare e i contratti da riformare,
sui salari, sul fisco e sulle pensioni si profilano tempi duri Scontri
all'orizzonte, le divisioni indeboliscono Bruno Ugolini Non sarà una partita
facile quella che si aprirà tra sindacati, Confindustria e Governo, su
contratti da rinnovare prima (vedi pubblico impiego, trasporti, commercio,
eccetera), e contratti da riformare poi. Per non parlare di fisco, salari e
pensioni: tutti i temi della piattaforma presentata già al governo di
centrosinistra da Cgil, Cisl e Uil. E potremmo aggiungere casi specifici, come
quello drammatico dell'Alitalia o
questioni impellenti come la realizzazione completa del protocollo sul welfare.
Sono all'orizzonte trattative difficili, sono da mettere in conto confronti e
scontri. Tempi duri, dunque. E' l'unica constatazione sulla quale è emersa una
consonanza nell'assemblea dei metalmeccanici, tra Guglielmo Epifani e Gianni
Rinaldini. E' sulle conseguenze da trarre che emerge un divorzio
apparentemente insanabile. Per Guglielmo Epifani la via maestra è quella
dell'unità, dentro la Cgil innanzitutto e poi con Cisl e Uil. Facendo leva sugli
accordi fatti anche in materia di nuovo modello contrattuale e che per la Cgil
rappresentano un progetto innovativo di grande valore. La maggioranza della
Fiom di Rinaldini esprime un giudizio opposto. Considera quel progetto un modo
per taglieggiare in sostanza le buste paga e snaturare per sempre il sindacato.
Un giudizio isolato nel panorama sindacale. Nessun altra categoria nella Cgil,
dal pubblico impiego, all'industria, ai servizi, segue un tale indirizzo. Ed è
difficile sostenere che siano diventati tutti supini al diktat della segreteria
confederale, incapaci di intravedere il pericolo di quel progetto. C'è anche da
considerare il fatto, a proposito di tempi duri, che dalla destra si stanno
levando pressioni nei confronti della Confindustria, tese a sottolineare la non
possibilità di accettare l'impostazione sindacale. Basta, per capire come
stanno le cose, leggere l'editoriale apparso su "Economy", il
settimanale collegato a "Panorama", la rivista diretta da Maurizio
Belpietro. Qui si polemizza con l'ottimismo di Montezemolo, con le presunte
svolte. Si attacca poi la pretesa di Cgil Cisl e Uil di parlare di
"inflazione realisticamente prevedibile" per misurare un'equa
crescita salariale. L'articolo spiega poi come soprattutto le imprese piccole e
medie non potranno mai accettare nuovi diritti d'informazione sul quadro
economico finanziario. Un editoriale, insomma, che è una spia di quanto
potrebbe succedere e di che cosa bolle nella pentola imprenditoriale. Ecco
perché appare sacrosanto l'appello di Epifani all'unità del sindacato per
fronteggiare una situazione irta di ostacoli. Oltretutto, una volta battute le
resistenze di Confindustria, i possibili capovolgimenti del governo, una volta
rinnovati i contratti già scaduti e portato a termine l'accordo che riforma i
contratti, la Fiom che farà? Tutti, dai tessili, ai chimici, al pubblico
impiego, ai braccianti, ai bancari, agli insegnanti, ai ministeriali avranno
determinate regole contrattuali e anche regole di democrazia sindacale. E'
impensabile supporre che i metalmeccanici, perlomeno quelli della maggioranza,
non quelli della minoranza di Durante, non quelli di Fim e Uilm, possano
rimanere con le regole stabilite nel 1993.
( da "Giornale.it, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 116 del
2008-05-16 pagina 3 "Certi gruppi editoriali vogliono farci a pezzi"
di Luca Telese Il consigliere d'amministrazione: "Si stanno buttando sulle
tv, ma per avere strada libera prima devono azzerarci" da Roma Quando sono
uscite le agenzie con le anticipazioni de l'Espresso era a casa, e ha accolto
la notizia scuotendo il capo, con un sospiro profondo dei suoi: "Ehhhh...".
Sandro Curzi consigliere di amministrazione Rai e quintessenza di orgoglio
aziendale questo attacco ai colleghi di via Po non glielo perdona proprio:
"L'unica cosa scandalosa, in questa specie di lista della spesa priva di
analisi, è il tentativo di fare scandalo". Cos'è che la indigna?
"Guardi, alcune fesserie abnormi che si leggono lì, confuse fra le
cifre". Ad esempio? "Enumerare le tantissime sedi regionali Rai come
uno spreco. Sono, piuttosto, una prerogativa del servizio pubblico!". E i
114 parrucchieri? "Fesserie. Se si spunta qualsiasi bilancio di una grande
impresa, se ne trovano centomila di cose così". È un attacco che viene da
un periodico di sinistra, se lo aspettava? "Senta, in questi anni, la Rai
è stata attaccata da tutte le parti". Perché? (Una gran risata) "Me
lo chiede? Ma per fare a pezzi l'azienda, chiaro". E l'Espresso che
interesse avrebbe? "Le grandi aziende editoriali si stanno buttando sulla
Tv. Ma prima devono azzerare viale Mazzini per avere la strada libera e liberare
risorse pubblicitarie". Il gruppo Espresso, a dire il vero, ha preso una
canale nazionale che non usa, Rete A. "Appunto! Aspettano il momento
giusto". Non le pare una onesta caccia agli sprechi? "Per carità. Di
sprechi ne ho combattuti anche io, in questi anni. Però noi chiudiamo questo
anno con dei bilanci ottimi. Ecco perché qui c'è qualcosa di più di qualche
inchiesta". Ovvero? "Contro la Rai si coalizzano interessi opposti e
diversi, talvolta persino in contrasto fra di loro". Uniti solo nel fare
la guerra a viale Mazzini? "Senta, non so se i lettori si siano resi conto
che la Rai è l'ultima grande azienda italiana. È crollata
anche l'Alitalia...".
Qualcuno infatti ha fatto il paragone. "Ed è qui che i conti non tornano!
Perché Alitalia è uscita
dalla competizione. Mentre noi siamo l'ultima grande azienda pubblica forte e
competitiva!". Quindi deve continuare a investire? "Sa che cosa sogno
io? Un satellite italiano, che non ci costringa a essere ospitati su
Sky". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 116 del 2008-05-16 pagina 26 Alitalia, parte la campagna di Redazione "Volare Alitalia, fa volare l'Italia" è lo
slogan della campagna di comunicazione destinata a promuovere le destinazioni
ed i prezzi, validi per tutto il mese di maggio, per volare in estate. Con 630
voli che ogni giorno partono verso 83 destinazioni in tutto il mondo, Alitalia vuole riaffermare, di essere un indispensabile
protagonista a supporto della mobilità e dello sviluppo economico del paese.
Inoltre due nuove sale "Freccia Alata" verranno inaugurate entro la
fine di maggio a Linate. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.