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DOSSIER “ALITALIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


T ARTICOLI DEL  10-16 maggio 2008      #TOP



Report "Alitalia 2"

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Indice delle sezioni

Alitalia 2 (92)


Indice degli articoli

Sezione principale: Alitalia 2

L'ombra e la speranza ( da "Unita, L'" del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: promessi sgravi fiscali e con problemi socialmente incendiari (Alitalia, emergenza rifiuti). Perciò gli toccherà fare di necessità virtù con una sorta di richiamo collettivo alla responsabilità nazionale, coinvolgendo istituzioni, sindacati e opposizione. È il dialogo bellezza. Parola che, in genere, per Berlusconi significa: incamerare i meriti e scaricare i problemi sugli altri.

Esteri, il pericolo è la marcia indietro ( da "Unita, L'" del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ma ciò che sta avendo un impatto devastante è l'atteggiamento sulla delicatissima e strategica vicenda Alitalia. Dopo aver fatto fallire l'opzione Air France - l'unica sinora rivelatasi praticabile - Berlusconi ha cominciato ad attribuire all' "Europa" e alle regole che tutelano la concorrenza, l'eventuale fallimento della fantomatica "cordata italiana".

Berlusconi chiama Resca per pilotare l'Alitalia ( da "Unita, L'" del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. L'offerta non è di diventare azionista e di partecipare alla ventilata cordata Ermolli (ieri il consulente ha chiesto i dati aggiornati e Alitalia ha risposto che la sua richiesta "sarà attentamente considerata in sede del prossimo consiglio di amministrazione del 13 maggio"), ma di prendere in mano la compagnia di bandiera per gestirla e per dotarla di un piano industriale.

IL FATTORE INCOMPETENZA ( da "Corriere della Sera" del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: attuale squadra del governo Berlusconi venissero affidate Mediaset, Fiat, Eni, Luxottica e simili, in pochissimo tempo diventerebbero altrettante Alitalia. Il Cavaliere si vanta di essere un imprenditore. Perché non ci spiega, allora, come mai applica all'azienda Italia criteri di reclutamento che certo non applicherebbe alle sue aziende?.

Bruno Ermolli chiede i dati alla compagnia ( da "Tempo, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stampa Alitalia Bruno Ermolli chiede i dati alla compagnia Nella sua qualità di incaricato dal Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, Bruno Ermolli ha inoltrato al Presidente di Alitalia la richiesta di dati ed informazioni aggiornati sulla Compagnia.

Alitalia, la cordata si muove ( da "Repubblica, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Alitalia, la cordata si muove Ermolli chiede dati aggiornati. Ok dalla compagnia La due diligence dovrebbe durare un mese, poi si formerà il gruppo per l'offerta MILANO - Bruno Ermolli muove il suo primo passo ufficiale nella partita Alitalia.

Salvataggio Alitalia Dopo l'addio alle trattative con Air France-Klm, il dossier era finito ( da "Stampa, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

SCATTA il piano di Bruno Ermolli, superconsulente di Berlusconi, per dare un futuro ad Alitalia ( da "Messaggero, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: superconsulente di Berlusconi, per dare un futuro ad Alitalia. Dopo l'insediamento del governo, il manager, incaricato da Palazzo Chigi, ha chiesto ufficialmente alla compagnia di bandiera tutti i dati di bilancio. E delineato le prossime tappe: analisi dei dati e predisposizione di un progetto industriale sostenibile.

Alitalia, la cordata italiana chiede i conti: presto il piano industriale ( da "Messaggero, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: È scattato il progetto di Ermolli Alitalia, la cordata italiana chiede i conti: presto il piano industriale.

Media, rifiuti e Alitalia penalità pagate dall'Arcobaleno ( da "Liberazione" del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il caso Alitalia". I potenziali elettori della Sinistra Arcobaleno, complice un sistema di informazione tendente a semplificare e incline alla censura e all'auto-censura, hanno sentito, nel primo caso, l'obbligo morale di non contribuire alla vittoria di Berlusconi, schierandosi in tal modo a favore della candidatura di Veltroni.

ROMA Che cosa troverà Bruno Ermolli, superconsulente di Silvio Berlusconi, mettendo sotto la l ( da "Messaggero, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per Alitalia e non solo per Alitalia, il nemico numero uno è il petrolio, cresciuto di oltre il 20% dall'inizio dell'anno. Ermolli verificherà che il carburante pesa per il 25% sul totale dei costi. Ai prezzi attuali il petrolio si avvicina rapidissimamente ad un valore doppio rispetto a quello previsto nel piano di Prato,

ROMA - Parte il piano per salvare Alitalia. Un progetto in quattro atti quello preparato da ( da "Messaggero, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Di UMBERTO MANCINI ROMA - Parte il piano per salvare Alitalia. Un progetto in quattro atti quello preparato da Bruno Ermolli, il "superconsulente" di Silvio Berlusconi cui è affidata la sorte della compagnia di bandiera. A 24 ore dall'insediamento del governo, Ermolli è passato dalla fase di elaborazione a quella operativa.

"Il Casinò di St-Vincent è una piccola Alitalia" ( da "Stampa, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: si sono coperte le magagne frutto di una strategia fallimentare che ha trasformato il Casino de la Vallée in una piccola vicenda Alitalia. Vantano l'attivo 2007, ma il casinò resta in crisi e trascina nel baratro anche Saint-Vincent. L'imperativo è privatizzare la gestione della casa da gioco e questo sarà uno dei nostri cavalli di battaglia della prossima legislatura".

Alitalia, la cordata italiana è in pista ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Bruno Ermolli apre il dossier su mandato di Berlusconi La cordata nazionale per il possibile rilancio di Alitalia si presenta ufficialmente. Il manager Ermolli ha chiesto ieri dati e informazioni. La compagnia conferma. Berlusconi vuole stringere i tempi. Entra nel vivo il dossier Alitalia, e già nel primo giorno di insediamento del nuovo governo.

Bufera politica sul bilancio E' come Alitalia ( da "Stampa, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: come Alitalia" Il bilancio 2007 di Casinò spa tornato in attivo grazie al cambio delle percentuali del riparto tra Regione e Spa scatena le forze di opposizione. "E' il frutto del disciplinare approvato a dicembre dello scorso anno dall'attuale maggioranza che, con una norma "salva casinò" concede un pacchetto di almeno 10 milioni di euro più del previsto.

Ermolli spiazza il Tesoro e chiede ad Alitalia di vedere i conti della società ( da "Stampa, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la soluzione al caso Alitalia. Insieme al barattolo Cirio, ieri sul tavolo che fu di Quintino Sella Giulio Tremonti aveva già le carte sulle tre grandi promesse della campagna elettorale. Nella lista delle priorità è in testa la detassazione degli straordinari: ieri mattina il professore di Pavia ha avuto subito una riunione con il collega del Lavoro Maurizio Sacconi.

Dieci volti per Alitalia ( da "Secolo XIX, Il" del 11-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: cargo di Alitalia. In un'intervista al quotidiano Il Denaro, Fabrizio Vettosi, amministratore delegato di Efilog private equity e grande esperto di shipping, ha definito "logica" l'ipotesi di un interesse di Aponte per Alitalia: "È un'opportunità per diversificare il business, come ha già fatto Evergreen, il quinto operatore marittimo mondiale attivo nel ramo container con Eva Air.

L'INTERESSEDELLE BANCHE ( da "Secolo XIX, Il" del 11-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il bocconiano di Intesa Sanpaolo, 53 anni, comasco, ha fatto sapere che "se si trovasse il modo di ristrutturare e rilanciare Alitalia noi non ci tireremmo indietro" 11/05/2008.

<Alitalia vaglierà la proposta italiana> ( da "Giornale.it, Il" del 11-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia vaglierà la proposta italiana" di Redazione Roma. Via libera da parte di Alitalia alla possibilità - indicata dal ministro Tremonti - di una soluzione "italiana e privata" alla crisi. In una nota, la compagnia ha aperto le porte: "La richiesta pervenuta da Bruno Ermolli, incaricato dal presidente Silvio Berlusconi,

Lo stato non entrerà nella cordata alitalia ( da "Repubblica, La" del 11-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia AirOne e Intesa in pole position, un altro terzo a privati italiani Tremonti corregge Berlusconi Ermolli al lavoro sui conti della compagnia MILANO - La cordata italiana per salvare l'Alitalia c'è anche se ancora nessuno l'ha vista. A confermarne l'esistenza e la volontà di mettere insieme un gruppo di imprenditori nostrani capaci di risollevare le sorti della compagnia

<La solidarietà non basta Rom e i migranti sono i nuovi oppressi> ( da "Liberazione" del 11-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Vedi il caso Alitalia. E di fronte a tutto questo cosa dovrebbe fare la sinistra? Sono vent'anni che la sinistra subisce l'egemonia culturale della destra. E di fronte a questa valanga l'unica risposta è stata quella solidaristica. E' arrivato il momento di rispondere in termini di interessi e di diritti delle persone.

ROMA - I nodi più urgenti da sciogliere del dossier Alitalia arrivano sul tavolo del go ( da "Messaggero, Il" del 11-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ha spiegato una nota di Alitalia. Quali? In soccorso delle esigenze di liquidità sono arrivati i 300 milioni del prestito varato dal governo Prodi. Ma manca ancora il verdetto di Bruxelles. E comunque, nel frattempo, la macchina di Alitalia non si può fermare: c'è da completare l'attuazione del piano Prato, avrebbero detto i vertici a Letta.

Alitalia, allarme di Police al governo ( da "Messaggero, Il" del 11-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Sul tavolo del cda di martedì il via libera alla verifica dei conti e la scelta per la guida della compagnia Alitalia, allarme di Police al governo Summit con Letta: problemi urgenti da risolvere. Resca in pole per il vertice.

<Area ex Falck? I progetti rischiano un nuovo stop> ( da "Corriere della Sera" del 11-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: le Medtronic, la General Electric, l'Alitalia, tutta la via Carducci". E l'amore per la loro città i Pasini l'hanno manifestato anche nella squadra di calcio, la Pro Sesto, presidente Elisabetta Pasini, "Abbiamo dato le scuole alla città quando non ce n'erano e i nostri figli facevano i doppi e tripli turni.

I soldi <segreti>: extragettito tra i 2 e i 3 miliardi ( da "Corriere della Sera" del 11-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Soprattutto dopo che Berlusconi ha riaperto la partita dell'Alitalia, nella quale la Commissione era schierata apertamente con Air France Klm. E che lo stesso Tremonti, in cuor suo, sperava di non trovare ancora aperta al suo ritorno dietro la scrivania di Quintino Sella. Il primo boccone indigesto da mandare giù.

<Per Alitalia una cordata italiana> ( da "Corriere della Sera" del 11-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 2 categoria: REDAZIONALE L'impegno "Per Alitalia una cordata italiana" ROMA - Un'Alitalia "italiana e fondamentalmente privata". Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, azionista pubblico di riferimento della compagnia aerea, dice qual è l'obiettivo e forse anche l'auspicio del governo nella ricerca di una soluzione anti-crisi.

Senza pretese nessun dispiacere ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 11-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia tornasse a volare grazie a chissà quale miracolo. Che i "bamboccioni" non si stufassero di essere definiti "bamboccioni" da chi ha stipendi e figli con stipendi a vari zeri. Che la querelle sui privilegi della Casta fosse solo un fenomeno letterario dal successo passeggero, che nessuno si accorgesse del moltiplicarsi di poltrone e sottopoltrone,

<Padoa Schioppa? Con lui è aumentata solo la spesa pubblica> ( da "Padania, La" del 11-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Padoa Schioppa fa sapere che gli dispiace per la vicenda Alitalia. Secondo lui la proposta di Air France era la migliore possibile. Concorda? "Dice il vero a metà. Sarebbe stata un occasione unica se non avesse penalizzato Malpensa. Così è la peggiore possibile". Torniamo indietro: va bene aspettare quindici anni ma qualcosa si può fare subito per rilanciare l economia del Paese?

Resterà italiana e in mani private ( da "Stampa, La" del 11-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia "Resterà italiana e in mani private" Per Alitalia il nuovo governo punta a una soluzione "italiana e privata". Il neo ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, detta la linea in vista del consiglio d'amministrazione di martedì quando potrebbe arrivare anche la nomina dell'amministratore delegato,

Il governo vola basso: L'Alitalia a italiani e privati ( da "Manifesto, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il governo vola basso: "L'Alitalia a italiani e privati" Roma La linea per il caso Alitalia è apparentemente una sola, benché nel nuovo governo sia fortemente presente l'idea di un commissariamento, sostenuta dalla Lega e in via per ora privata da Giulio Tremonti. Ufficialmente, "cerchiamo una soluzione italiana e fondamentalmente privata",

Con tiscali vola all'estero un altro pezzo delle tlc italiane ( da "Repubblica, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, primo vero banco di prova del governo Berlusconi, ci vorrebbe un manager del calibro di Corrado Passera o di Sergio Marchionne Se le indiscrezioni sui pretendenti di Tiscali si riveleranno esatte anche l'operatore di tlc con sede a Cagliari e fondato dall'imprenditore sardo Renato Soru rischia di uscire dall'orbita italiana.

RIFLETTEVO sul fatto che sono scattati una serie di scioperi dei trasporti: da quelli ( da "Messaggero, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: in quanto non appena un nuovo governo si affaccia alla ribalta, le categorie, che certamente hanno legittimi motivi per scioperare, lo fanno. Il senso: ricordatevi che abbiamo problemi irrisolti. Ma della questione Alitalia della quale si è parlato per giorni e giorni, che ne è? Si è risolta? Si sta risolvendo? È già subentrata un'altra compagnia?.

<Malpensa, seimila posti a rischio> ( da "Padania, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Malpensa dopo l abbandono di Alitalia dell aeroporto varesino. É quanto emerge da una stima del Comitato Malpensa, l associazione che riunisce le camere di commercio di Milano, Varese e Novara. "Si stima - afferma Gianfredo Comazzi, presidente del Comitato Malpensa - che i posti a rischio siano in linea diretta circa 6mila, molti di più considerando l intera area vasta di Milano,

<Il destino di Alitalia deve restare svincolato da quello di Malpensa> ( da "Padania, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: lombardo può vivere se messo in condizioni di poter competere sul mercato "Il destino di Alitalia deve restare svincolato da quello di Malpensa" Giancarlo Mariani Il neoministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha affermato, in un intervista alla Stampa, che "Un grande paese come l Italia non può permettersi di non avere una compagnia di bandiera in grado di stare sul mercato.

Come ha messo in crisi la sinistra - gabriele romagnoli ( da "Repubblica, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: difesa del Paese a chi vuole smembrarlo Si vuole tenere Alitalia in mani nazionali quasi Spinetta fosse come Zidane GABRIELE ROMAGNOLI C'è stato un momento divinatorio, in cui il futuro imminente dell'Italia è apparso chiaro a chiunque avesse occhi per vederlo. Era il luglio del 2006, la Nazionale aveva appena vinto i Mondiali di calcio e i trionfatori sfilavano ai Fori Imperiali,

Alitalia, tocca a Resca ( da "Secolo XIX, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Alitalia, i conti dopo l'offerta ( da "Corriere della Sera" del 13-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE La risposta a Ermolli Alitalia, i conti dopo l'offerta ROMA - Sembra destinata a prolungarsi l'attesa per un nuovo amministratore delegato in Alitalia. Malgrado le voci di un possibile arrivo di Mario Resca o Maurizio Basile, l'azionista, cioè il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, sarebbe intenzionato a lasciare al mercato,

Malpensa <soffia> Air Berlin a Bergamo ( da "Corriere della Sera" del 13-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: effetto innescato dalla crisi di Alitalia si fa sentire anche negli altri aeroporti lombardi Malpensa "soffia" Air Berlin a Bergamo La compagnia: scalo più adatto ai nostri clienti. La Sacbo: già rimpiazzata Nei giorni scorsi era stato segnalato il pericolo di una "cannibalizzazione" tra gli scali lombardi MILANO - Magari rimarrà un episodio circoscritto,

Alitalia ( da "Corriere della Sera" del 13-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-05-13 num: - pag: 9 categoria: BREVI Alitalia Forfait Da aprile Alitalia ha tagliato i due terzi dei voli su Malpensa: previsto un decremento del traffico da 24 a 18 milioni di passeggeri.

ROMA - Guidare Alitalia? Solo l'idea fa tremare i polsi - dice al < ( da "Messaggero, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Di UMBERTO MANCINI ROMA - Guidare Alitalia? "Solo l'idea fa tremare i polsi" - dice al Messaggero Mario Resca, in pole position per la guida della compagnia. "Sarebbe un compito durissimo - spiega - ma come per una chiamata al servizio militare direi "obbedisco" perchè sarebbe rendere un servizio al Paese".

Spunta resca per la guida alitalia - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: vertice di Alitalia dopo settimane di indiscrezioni, non nasconde le difficoltà: nel giorno dei conti trimestrali di Alitalia, il cda della compagnia di bandiera è destinato a cambiare volto. E l'esperto manager - già alla testa di McDonald's Italia ed ex commissario straordinario di Cirio-Del Monte - avrebbe dato la propria disponibilità al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi,

L'accusa di Urbani: <La colpa è dell'azienda Ora basta agli agguati> ( da "Giornale.it, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. "Quel rapporto dice che nonostante ci siano 13mila dipendenti la Rai spende oltre il 60% in produzioni esterne. Una notazione che, provenendo dal sindacato, contiene un'ironia infinita e inconsapevole. In ogni caso c'è un difetto nel manico nel senso che o non si sanno scegliere o non si sanno impiegare le risorse umane.

La prima uscita pubblica del tremontismo ( da "Voce d'Italia, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: l'affaire Alitalia. "Cerchiamo una via italiana e fondamentalmente privata. Se non funzionerà vedremo. Saremo dentro le procedure di legge e dentro quelle procedure guarderemo le offerte. Tuttavia, il rischio che la nostra compagnia andasse in mano ad un nostro concorrente nel turismo è stato evitato".

Fari puntati sulla "due diligence" di Ermolli e sul nuovo vertice ( da "Opinione, L'" del 13-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALITALIA Fari puntati sulla "due diligence" di Ermolli e sul nuovo vertice Grande attesa per la riunione del Consiglio di Amministrazione dell'Alitalia che oggi esaminerà i conti del primo trimestre dell'anno. Nel corso della riunione verrà discussa la richiesta avanzata da Bruno Ermolli di poter esaminare i conti dell'aviolinea per conto della cordata di imprenditori che lo stesso

Puzzle la cordata italiana, privata solo sulla carta ( da "Riformista, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Puzzle la cordata italiana, privata solo sulla carta Al vertice di Alitalia arriva l'"esorcista" Resca Mario Resca non si negherà: guidare Alitalia "sarebbe una cosa durissima, come una punizione ai lavori forzati, ma come per una chiamata al servizio militare direi "obbedisco" perché sarebbe rendere un servizio al paese".

Alitalia, la Ue proroga i tempi per il prestito ( da "Giornale.it, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. Nel frattempo, arriverà in aula a Palazzo Madama il 21 maggio prossimo il decreto del finanziamento-ponte da 300 milioni di euro per Alitalia. Ue concede proroga al 30 maggio "Confermo che in seguito a una richiesta da parte delle autorità italiane la commissione europea ha deciso di concedere all'Italia una proroga fino al 30 maggio per rispondere alle osservazioni sul

I Mondiali decollano da Malpensa ( da "Padania, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Via l Alitalia, Malpensa non ha nessuna intenzione di smettere di pedalare verso un traguardo vincente. I Mondiali, dal 22 al 28 settembre, rappresentano una splendida occasione di promozione e l inno Varese va , composto e cantato da Memo Remigi, vuole essere un biglietto da visita, al di là dell evento sportivo.

<Alitalia non si svende> ( da "Secolo XIX, Il" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia non si svende" Il cda chiamato ad approvare i conti Berlusconi in Parlamento spinge per la cordata, l'unica via per risolvere la crisi Roma. Conti in rosso. Ma trattandosi di Alitalia quasi non fa notizia. Allora fanno più discutere il rinvio della nomina del nuovo amministratore delegato, ormai da tutti indicato in Mario Resca,

Alitalia, perdita raddoppiata ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Pagina 213 ieri il cda Alitalia, perdita raddoppiata Ieri il cda --> Primo trimestre 2008 ancora in rosso per Alitalia. Il consiglio di amministrazione, riunito ieri sera dalle 17, è stato chiamato a dare il via libera ai conti dei primi tre mesi che dovrebbero segnare una perdita di circa 280 milioni di euro prima delle imposte rispetto ai 146,

Air France-British: obiettivo Meridiana ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: vettori internazionali in attesa che si chiarisca il destino di Alitalia. Sindacati preoccupati. In attesa di conoscere il destino di Alitalia, Meridiana si prepara ai cambiamenti nel mercato aereo. Dopo l'alleanza con Eurofly, si studiano nuove opportunità. O meglio, sono alcune compagnie internazionali che guardano al vettore sardo: fanno gola le rotte e gli slot di Meridiana,

L'ex euroscettico torna a bruxelles giulio rilancia la sfida ad almunia - andrea bonanni ( da "Repubblica, La" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ex euroscettico torna a Bruxelles Giulio rilancia la sfida ad Almunia Dal deficit all' Alitalia, i nuovi terreni di confronto con Bruxelles Nel 2003 riuscì a far modificare con l'appoggio di Parigi e Berlino il patto di stabilità ANDREA BONANNI dal nostro corrispondente BRUXELLES - Se ne era andato nel 2006 con un'Italia sotto procedura di infrazione per deficit eccessivo.

L'Europa concede più tempo ad Alitalia Ma i conti precipitano Nei primi tre mesi del 2008 persi 215 milioni Il CdA: tempi strettissimi per ricapitalizzare ( da "Unita, L'" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Europa concede più tempo ad Alitalia Ma i conti precipitano Nei primi tre mesi del 2008 persi 215 milioni Il CdA: tempi strettissimi per ricapitalizzare di Roberto Rossi/ Roma PERDITE Nessuna svendita o nazionalizzazione. La crisi si risolverà "facendo appello al contributo delle imprese italiane che hanno tutto da guadagnare".

Rai, Epifani lancia l'allarme Rischio Alitalia per la tv di Stato Troppe spese per le produzioni esterne, così finirà a picco Oggi le riunioni Cda e Agcom sul caso Travaglio ( da "Unita, L'" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il rischio Alitalia non ci deve cogliere impreparati". Oibò. Qui tutti parlano di posti da occupare, di sanzioni e di censure, di agguati e di altre amenità, ed il capo della Cgil se ne esce con lo spettro di Alitalia. A che si riferisce? Semplice: al fatto che, come emerge dal consuntivo del quinquennio 2002-2006,

<Rimettiamo subito in moto il Paese l'Italia non ha più tempo da perdere> ( da "Giornale.it, Il" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, senza svendere e senza rinazionalizzare, facendo appello al contributo decisivo della finanza e dell'impresa italiane. (...) La crescita della prosperità e del ruolo dell'Italia in Europa e nel mondo, nel segno della responsabilità occidentale e della ricerca di vie credibili alla pace, saranno la bussola della nostra politica come Paese fondatore del progetto europeo,

ROMA Alitalia sempre più in rosso. Le perdite del primo trimestre superano di 62 milioni quell ( da "Messaggero, Il" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Alitalia e AirOne: chi mangia chi? ( da "Manifesto, Il" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Che invece Alitalia possiede da sempre. Il "piano" ricalcherebbe in questo caso quello a suo tempo tracciato da Seabury Group, società di consulenza aeronautica che aveva lavorato al dossier Alitalia prima per conto del Texas Pacific Group (al tempo della gara per la vendita) e poi con AirOne.

Alitalia, maxi perdita da 215 milioni ( da "Corriere della Sera" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: allarme rosso" per Alitalia che ieri ha chiuso il primo trimestre con una perdita, prima delle imposte, di 215 milioni di euro e una pericolosa riduzione del patrimonio netto del gruppo a 96 milioni di euro (169 a livello della sola controllante Alitalia) che mette concretamente a rischio il requisito della continuità aziendale.

ROMA - Alitalia prende tempo per il via libera alla due diligence sui conti. La rich ( da "Messaggero, Il" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia prende tempo per il via libera alla due diligence sui conti. La richiesta del superconsulente Bruno Ermolli ("apprezzata con favore") di avere accesso ai conti più sensibili della compagnia sarà soddisfatta solo a due condizioni: 1) che la l'azionista Tesoro definisca "il contesto", cioè la procedura di vendita,

Alitalia: Ermolli faccia un'offerta ( da "Messaggero, Il" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Salgono le perdite nel primo trimestre (215 milioni di euro). La compagnia: "Serve una ricapitalizzazione in tempi strettissimi" Alitalia: "Ermolli faccia un'offerta" Il Cda pone condizioni per l'ok alla verifica dei conti e chiede chiarimenti al Tesoro.

Raddoppia il "rosso" alitalia prestito ponte, mano tesa ue - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia prestito ponte, mano tesa Ue Berlusconi: la salveremo senza svendere Prorogata al 30 la risposta ai dubbi di Bruxelles. Al cda discussione sul nuovo ad LUCIO CILLIS ROMA - Un consiglio di amministrazione fiume, drammatico, con i conti sempre più in rosso e vicini ad una perdita di 280 milioni di euro prima delle imposte,

Alitalia, Berlusconi insiste: <Non ci sarà una svendita> ( da "Giornale.it, Il" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 114 del 2008-05-14 pagina 25 Alitalia, Berlusconi insiste: "Non ci sarà una svendita" di Redazione Il cda comunica la trimestrale e risponde a Ermolli: "Vedere i conti? Presenti manifestazione d'intenti" da Milano Peggiorano ancora i conti dell'Alitalia. E non s'intravede, allo stato, la soluzione della sua crisi.

ALITALIA, IL PASSIVO SUPERA QUOTA 215 MILIONI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, il passivo supera quota 215 milioni NANDO SANTONASTASO Una riunione-fiume, iniziata alle 17 nella sede della Magliana e protrattasi per ore. Riunito fino a tardissima sera il consiglio di amministrazione di Alitalia, chiamato ad approvare i delicati dati finanziari emersi pure dalla prima trimestrale 2008 (215 milioni di euro la perdita annunciata prima delle imposte,

Cresce il rosso di Alitalia Il cda: operatività a rischio fumata nera sul nuovo ad ( da "Stampa, La" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Cresce il rosso di Alitalia Il cda: operatività a rischio fumata nera sul nuovo ad ROMA "Apprezzamento" per l'interesse di Bruno Ermolli, ma il cda di Alitalia "resta in attesa di una circostanziata manifestazione di intenti che si mostri coerente con le citate indicazioni di contesto per convenire l'avvio della richiesta di due diligence"

Tutti in rotta verso Malpensa ( da "Padania, La" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia smobilita la propria flotta su Malpensa come ha fatto? Nessun problema. All hub lombardo c è la coda per prendere il suo posto. Lo dimostrano non solo l intesa siglata il 29 aprile fra la Sea e Lufthansa ma anche il patto di America Airlines che ieri ha inaugurato il suo nuovo collegamento fra lo scalo varesino e il New York Jfk con cadenza giornaliera per il periodo estivo

Il mosaico del Cav. è quasi completo ( da "Padania, La" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: credito interverrà nell acquisizione di Alitalia "in presenza di un piano rigoroso" e se sussistono "forti possibilità di successo e di ripresa industriale dell'azienda". Il secondo ha chiarito: "Se si trovasse un modo per ristrutturare e rilanciare Alitalia, e si può, non ci tireremo indietro, o per lo meno porteremo agli organi deliberanti un progetto se fosse reputato valido"

Incredibile: Alitalia chiede i danni a Sea ( da "Padania, La" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ieri da Alitalia, si legge nella nota, "contiene domande riconvenzionali nei confronti di Sea, per vari titoli e per importi non lontani, per quanto allo stato quantificato, dalle pretese della Sea relativamente alle perdite di Alitalia derivanti dall inadempimento da parte di Sea agli obblighi di sviluppo dell aeroporto di Malpensa che su di essa gravano in quanto concessionaria,

Senato, sessione per conversione decreto Alitalia ( da "Padania, La" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La seduta (o le sedute) dedicate al decreto sull Alitalia si dovrebbero svolgere nella settimana che va da lunedì 19 a venerdì 23. "La vicenda dell Alitalia è di grande rilievo - ha spiegato Zanda - e merita quindi la completa attenzione e il massimo impegno del Senato". [Data pubblicazione: 09/05/2008].

Alitalia, oggi il cda: Resca disponibile a diventare ad ( da "Padania, La" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: delegato e presidente di Alitalia si era già espresso nei giorni scorsi in maniera positiva il premier Silvio Berlusconi. Se l esito della riunione di oggi sarà questo, Mario Resca potrebbe andare ad affiancare l attuale presidente Aristide Police ai vertici di Alitalia, con il compito di sanare le casse della compagnia di bandiera e con poteri di tipo operativo e di coordinamento.

Malpensa lancia la volata Mondiale ( da "Padania, La" del 14-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: da quando si è liberata del peso di Alitalia, pedala in scioltezza verso traguardi importanti. La presentazione ufficiale dei campionati è avvenuta proprio qui, in un area del piano arrivi, tra gli occhi curiosi dei passeggeri in transito e una platea importante. "Siamo in overbooking - mi sorride divertito Amedeo Colombo, presidente del comitato organizzatore -

Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni ( da "Giornale.it, Il" del 14-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

Via il rappresentante del tesoro cda alitalia a livello di guardia ( da "Repubblica, La" del 15-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dimissioni Via il rappresentante del Tesoro cda Alitalia a livello di guardia ROMA - Il cda di Alitalia perde un altro membro e con tre consiglieri rimasti tocca la soglia minima prima della decadenza di tutto il consiglio. Dopo le dimissioni del presidente Maurizio Prato, 40 giorni fa, ieri Giovanni Sabatini ha rimesso il mandato "con effetto immediato" per rientrare in Consob.

Alitalia perde anche il consigliere Consob ( da "Unita, L'" del 15-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dopo sette ore di dibattito, lunedì i consiglieri di Alitalia decidono che la cosa non si può fare. Se Ermolli vuole visionare i conti deve formalizzare la sua richiesta. La decisione, che in altre occasioni sarebbe stata scontata visto che Alitalia tra l'altro è quotata, in questo frangente assume però tutto un altro sapore.

ROMA - Più economici e a minore impatto ambientale. Questi i vantaggi delle nuovi voli ( da "Messaggero, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, è ancora più evidente il risparmio economico delle compagnie aree. "Per le compagnie aeree - spiega Giovanni Torre, responsabile delle operazioni di rotta di Enav - non significa una soluzione al problema del costo dei consumi di carburante, ma un contributo che, moltiplicato per le altre tratte che in seguito potranno essere innalzate,

Vendita Alitalia, le mosse del Tesoro ( da "Messaggero, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Tremonti mette mano allo schema di procedura e prepara il rinnovo al vertice Vendita Alitalia, le mosse del Tesoro Non decolla l'intesa Toto-Ermolli Il patron di Air One punta a un ruolo di rilievo nella cordata italiana.

ROMA - Bruno Ermolli prova a ripescare Carlo Toto. Coinvolgere il patron di Air One nella co ( da "Messaggero, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Un accordo dovrà comunque essere raggiunto in tempi stretti in modo da poter presentare un'offerta al cda di Alitalia che attende anche dall'azionista un'indicazione sulla procedura da seguire. Su quesro fronte, non c'è ancora una decisione sul tavolo. Ma il ministro del Tesoro, Giulio Tremonti, ha ripreso in mano il dossier Alitalia appena tornato ieri da Bruxelles.

Sabatini lascia Alitalia Per la Consob ( da "Corriere della Sera" del 15-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 37 categoria: REDAZIONALE Ritorni Sabatini lascia Alitalia Per la Consob ROMA - Un consigliere di amministrazione che lascia. Un capo del personale, Massimo Cestaro, il cui contratto non viene riconfermato. Si aggrava la situazione in Alitalia, la compagnia che martedì ha dichiarato 215 milioni di perdite nel primo trimestre.

Il liberal e il colbertista, le divergenze parallele ( da "Corriere della Sera" del 15-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Giulio Tremonti probabilmente confidava che Alitalia fosse venduta ad Air France prima delle elezioni. Renato Brunetta ha giudicato "impensabile svendere Alitalia ai francesi". Insomma: più diversi, i punti di vista del ministro dell'Economia, Tremonti, e del ministro della Funzione pubblica, Brunetta, non potrebbero essere.

<Manager, più tasse sui maxi-stipendi E mercoledì via al taglio dell'Ici> ( da "Corriere della Sera" del 15-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: questo precedente per il salvataggio della compagnia di bandiera Alitalia. Nella sostanza ha assunto una posizione nei confronti dell'Europa vicina a quella della Francia di Nicolas Sarkozy e l'ha chiarita con varie proposte ai colleghi dell' Eurogruppo. E' partito da "a" di agricoltura per sostenere gli aiuti di Stato che finanziano "la coltivazione e non più l'abbandono dei campi".

Alitalia, Il Cda: <Conti sempre più in rosso>. Il premier: <Presto una soluzione> ( da "Campanile, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, Il Cda: "Conti sempre più in rosso". Il premier: "Presto una soluzione" Alitalia sempre più in crisi. Stretta tra la morsa dei conti, il costo del greggio, la necessità di una ricapitalizzazione a breve e la speranza che la cordata italiana o un altro compratore bussino al più presto alla sua porta.

Si insedia la commissione speciale conversione decreti legge ( da "Voce d'Italia, La" del 15-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, trattato nella seduta di ieri dove svolta la relazione illustrativa e registrati gli interventi dei senatori DIVINA e BODEGA (LNP), BUBBICO (PD) e del sottosegretario CASERO, è stato fissato per lunedi 19 maggio, alle ore 18 il termine per la presentazione degli emendamenti, e continuo per Martedi 20 maggio alle ore 14 con l'

Martedì subito faccia a faccia con i sindacati ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: di Alitalia e del rilancio degli investimenti per infrastrutture, innovazione e ricerca. La Cgil ha già 5 proposte con cui controbattere all'annunciata abolizione dell'Ici sulla prima casa che ritiene non essere una priorità: detrazione per i redditi da lavoro dipendente, sostegno alle pensioni, interventi su prezzi e tariffe,

Proroga Ue: Piano Alitalia, risposta entro il 30 maggio ( da "Padania, La" del 15-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: intende affrontare la crisi di Alitalia con una soluzione "fondamentalmente italiana e privata", i due parlamentari ricordano che "il 30 marzo 2008 Alitalia ha tagliato centinaia di voli da Malpensa, causando gravi problemi occupazionali per i lavoratori Sea, i precari e l indotto" e sottolineano che "il collegamento Alitalia Malpensa-Boston aveva un carico di passeggeri pari al 90%

Cda Alitalia, si dimette il consigliere Sabatini ( da "Padania, La" del 15-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: riferendosi al lavoro del nuovo Governo su Alitalia. "Noi non conosciamo più da mesi la situazione di Alitalia, rimaniamo però convinti che si debba fare di tutto per trovare una soluzione per creare un azienda forte e valida in questo settore in Italia, un Paese che la merita e che ha tutti i numeri per giustificarla", ha concluso.

Alitalia, Ermolli a Palazzo Chigi ( da "Corriere della Sera" del 16-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per la conversione del decreto sul prestito Alitalia, Ermolli a Palazzo Chigi Tremonti studia il dossier. Il nodo della due diligence ROMA - Si è parlato di Alitalia ieri a Palazzo Chigi nell'ambito dei vertici convocati da Berlusconi sulle maggiori emergenze del Paese che saranno trattate nel prossimo consiglio dei ministri a Napoli.

<Siamo protagonisti nel Paese> Nuova campagna per l'estate ( da "Corriere della Sera" del 16-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia ha lanciato la nuova campagna per l'estate, con destinazioni e prezzi, validi per tutto maggio. "Con 630 voli che ogni giorno partono per 83 destinazioni, Alitalia - spiega il gruppo - vuole riaffermare, attraverso la campagna "Volare Alitalia, fa volare l'Italia", di essere un indispensabile protagonista a supporto della mobilità e dello sviluppo economico del Paese"

Alitalia perde passeggeri e il consigliere Sabatini ( da "Tempo, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia perde passeggeri e il consigliere Sabatini Alitalia perde un consigliere di amministrazione, Giovani Sabatini, e registra nei primi tre mesi del 2008 una flessione dei ricavi legati al traffico passeggeri pari a circa 40 milioni. Un calo che per i vertici della compagnia è riconducibile "alla continua erosione di credibilità commerciale della società conseguente al flusso

ROMA - Bruno Ermolli riporta il dossier Alitalia a Palazzo Chigi. Incassato lo stop alla due diligen ( da "Messaggero, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Intanto, Alitalia prova a dare segnali chiari della sua piena operatività. "Volare Alitalia, fa volare l'Italia" è lo slogan della nuova campagna pubblicitaria lanciata ieri Obiettivo, riaffermare "di essere un indispensabile protagonista a supporto della mobilità e dello sviluppo economico del Paese".

Rifiuti di Napoli, cercasi sottosegretario disponibile Una struttura alle dirette dipendenze di Palazzo Chigi prenderà il posto del commissario De Gennaro. Quanto costerà? ( da "Unita, L'" del 16-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: assieme alla sicurezza e ad Alitalia, è tra le priorità del governo annunciate in campagna elettorale. E il presidente del Consiglio sarebbe intenzionato ad arrivare a Napoli, mercoledì in occasione del preannunciato Consiglio dei ministri itinerante, con un provvedimento già definito a grandi linee.

Berlusconi alla ricerca della cordata ( da "Unita, L'" del 16-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: edizione del ALITALIA Incontro con Ermolli Berlusconi alla ricerca della cordata Sul tavolo di Silvio Berlusconi, oltre a rifiuti e sicurezza, anche il dossier Alitalia. Per fare il punto, ieri a Palazzo Chigi, una riunione di due ore con Bruno Ermolli, il consulente incaricato dal premier di seguire il dossier sulla compagnia,

Scontri all'orizzonte, le divisioni indeboliscono ( da "Unita, L'" del 16-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia o questioni impellenti come la realizzazione completa del protocollo sul welfare. Sono all'orizzonte trattative difficili, sono da mettere in conto confronti e scontri. Tempi duri, dunque. E' l'unica constatazione sulla quale è emersa una consonanza nell'assemblea dei metalmeccanici, tra Guglielmo Epifani e Gianni Rinaldini.

<Certi gruppi editoriali vogliono farci a pezzi> ( da "Giornale.it, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: È crollata anche l'Alitalia...". Qualcuno infatti ha fatto il paragone. "Ed è qui che i conti non tornano! Perché Alitalia è uscita dalla competizione. Mentre noi siamo l'ultima grande azienda pubblica forte e competitiva!". Quindi deve continuare a investire? "Sa che cosa sogno io?

Alitalia, parte la campagna ( da "Giornale.it, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 16 pagina 26 Alitalia, parte la campagna di Redazione "Volare Alitalia, fa volare l'Italia" è lo slogan della campagna di comunicazione destinata a promuovere le destinazioni ed i prezzi, validi per tutto il mese di maggio, per volare in estate. Con 630 voli che ogni giorno partono verso 83 destinazioni in tutto il mondo,


Articoli

L'ombra e la speranza (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 10-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del L'ombra e la speranza Antonio Padellaro Segue dalla Prima D avvero nei prossimi cinque anni (se va bene) il paese sarà costretto ad ascoltare esclusivamente la musica dell'orchestra Berlusconi? *** "Le Roi" con questo titolo e una foto solenne del cavaliere "Liberal", giornale dell'Udc, ha reso la novità di una forma di governo a metà tra repubblica e monarchia. Nella quale il presidente del Consiglio, Lega a parte, comanda da solo visto che tutto l'esecutivo più che da ministri è fatto da suoi collaboratori e collaboratrici. Chi poi coglie magistralmente lo spirito dei tempi è Altan su " la Repubblica" di ieri. Con un intervistatore in ginocchio che chiede: si cambia stile? E con il premier che impugna un minaccioso frutto: si, guardi questa sobria banana grigio soft. Un governo proprietario e quindi forte, come hanno notato gli osservatori più attenti. Dove gli alleati partecipano ma contano poco o non contano affatto. Basti pensare alla triste sorte dei postdemocristiani che tanti rospi fecero ingoiare al Berlusconi della Cdl. Al posto dell'ingombrante Casini e della petulante Udc oggi siede il mansueto Rotondi. Un fantomatico ministro per l'attuazione del programma ma che al giuramento del Quirinale appariva felicemente appagato. Sistemato Gianfranco Fini alla Camera, ciò che resta di An sono il simpatico La Russa (reso celebre dall'imitazione di Fiorello) e la giovane Meloni considerata dal capo, al pari delle altre ministre, una "bambina" da svezzare. Non ripeteremo quanto già scritto sugli uomini del leader indiscusso chiamati a presidiare le postazioni strategiche (i magistrati al devoto Alfano; imprenditori e produttori al navigato Scajola). Nuovo sembra piuttosto lo stile dialogante che il Berlusconi Terzo vorrebbe incarnare togliendosi l'elmetto e il manganello del Berlusconi Secondo (2001- 2006). Non che la natura dell'uomo sia cambiata visto che solo pochi giorni fa, in campagna elettorale, Berlusconi continuava a definire gli avversari del Pd comunisti travestiti e antropologicamente diversi. Ora però è alle prese con un ciclo economico di crescita zero che rende problematici i promessi sgravi fiscali e con problemi socialmente incendiari (Alitalia, emergenza rifiuti). Perciò gli toccherà fare di necessità virtù con una sorta di richiamo collettivo alla responsabilità nazionale, coinvolgendo istituzioni, sindacati e opposizione. È il dialogo bellezza. Parola che, in genere, per Berlusconi significa: incamerare i meriti e scaricare i problemi sugli altri. Più o meno la sobria banana grigio soft di Altan. Che ne pensa il Pd? *** Sul governo ombra lanciato ieri da Walter Veltroni nello stesso Partito Democratico circolano opinioni diverse. C'è chi ha ricordato (Visco) l'esperienza non positiva di Achille Occhetto nel lontano '89. Mentre altri s'interrogano sulla effettiva capacità di incidere da parte di un organismo escluso dal ponte di comando. Su queste colonne Gianfranco Pasquino ha invece detto che uno strumento di controllo, di critica, di controproposta potrebbe essere molto utile al Pd anche per collegarsi con la società. Per tornare a comunicare, aggiungiamo noi, con quei 12 milioni di elettori che dopo il doppio choc del 14 (politiche) e del 28 aprile (Roma) sono stati lasciati da soli a rimuginare sulla sconfitta o a deprimersi sulla lettura del presunto duello D'Alema-Veltroni. Se poi, oltre all'iniziativa mediatica, la composizione del governo ombra sarà servita a restituire unità d'intenti al gruppo dirigente democratico, tanto meglio. Tuttavia, è sul lavoro d'interdizione al governo Berlusconi, sulla capacità di efficaci controproposte argomentate che il governo Veltroni gioca le sue chance principali. Che non sono poche considerando che l'esecutivo si è appena insediato e già tra palazzo Chigi e Bossi c'è forte disparità di vedute sui rapporti con Gheddafi. E quando sarà la volta del giro di vite sugli immigrati? Del federalismo fiscale? Ci sarà insomma parecchio da battagliare e non per una miope politica del tanto peggio tanto meglio. Non sarebbe male, però, se la prossima Sinfonia degli addii toccasse a loro. apadellaro@unita.it.

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Esteri, il pericolo è la marcia indietro (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 10-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Esteri, il pericolo è la marcia indietro Luciano Vecchi È certamente inaccettabile che, da parte di rilevanti esponenti di Paesi terzi - in questo caso il giovane Gheddafi - si cerchi, peraltro maldestramente, di interferire sulla composizione del governo di un Paese come l'Italia. Giusta è stata quindi l'unanime presa di posizione dell'insieme delle forze e delle autorità politiche italiane - a cominciare dal Partito Democratico e dal ministro degli Esteri D'Alema - a difesa della piena autonomia e sovranità dell'Italia democratica. Ciò che invece sorprende è il "fragoroso silenzio" che in Italia sta avvolgendo i primi discutibili atti di politica estera del nuovo governo durante la fase iniziale che, pur essendo stata fino a ieri "in pectore" dal punto di vista istituzionale, era già rilevante dal punto di vista politico. Anche perché, nel resto del mondo, comprensibilmente, si guarda con preoccupazione ad un possibile cambiamento di rotta dell'Italia nello scenario internazionale. Quali sono i segnali che Berlusconi e la sua compagine hanno già avuto il tempo (in soli 20 giorni!) di dare al mondo? Già in campagna elettorale l'ex ministro Martino ha affermato che il governo del PdL avrebbe drasticamente ridotto la presenza italiana in Libano ma ripreso la partecipazione militare all'avventura irachena! All'indomani del voto il futuro Premier ha affermato che l'Italia avrebbe cambiato le regole di ingaggio delle nostre truppe in Libano. Lo sconcerto dei nostri militari, della comunità internazionale e dell'insieme delle forze politiche libanesi è stato immediato e profondo. Spetta naturalmente solo alle Nazioni Unite stabilire ed eventualmente modificare le norme che regolano la presenza internazionale di peace keeping nel sud del Libano. Ma è soprattutto il dialogo politico con l'intero mondo arabo - oltre che la sicurezza dei nostri militari - che rischia di essere messo in discussione. È peraltro quello che la settimana scorsa, alla riunione del comitato mediterraneo dell'Internazionale Socialista tenutasi a Beirut - ci hanno detto con chiarezza tutte le forze democratiche libanesi (quelle, per intenderci, del "fronte della Primavera di Beirut"). Alla conferenza stampa tenuta con il leader russo Putin nella cornice di Villa Certosa l'immagine del futuro premier italiano che suggeriva di trattare a raffiche di mitra i giornalisti scomodi (crimine peraltro già ampiamente praticato nella realtà russa) ha dato universalmente il segno dello spessore politico internazionale che rischia di avere il nuovo governo italiano. Le prime mosse nei confronti dell'Unione Europea destano egualmente grande preoccupazione. Dalla gestione privatistica della sostituzione di Frattini alla Commissione europea, compiuta in modo spregiudicato e senza precedenti nella storia dell'Ue, si è già ottenuto il risultato della perdita dello strategico portafoglio degli affari interni e giustizia, da cui dipendono, tra l'altro, le politiche sull'immigrazione. Il neoministro Tremonti può già incassare, per esclusivo merito del Governo Prodi, i vantaggi della fine della procedura di infrazione per "deficit eccessivo", a cui lo stesso Tremonti aveva portato l'Italia qualche anno fa. Temo che se la gestione finanziaria dei conti pubblici sarà quella già praticata dal centro-destra nel passato tra un anno saremo di nuovo sommersi da un deficit crescente nel bilancio dello Stato e da nuove misure di censura verso l'Italia. Ma ciò che sta avendo un impatto devastante è l'atteggiamento sulla delicatissima e strategica vicenda Alitalia. Dopo aver fatto fallire l'opzione Air France - l'unica sinora rivelatasi praticabile - Berlusconi ha cominciato ad attribuire all' "Europa" e alle regole che tutelano la concorrenza, l'eventuale fallimento della fantomatica "cordata italiana". Si tratta di una esibizione di malafede che, oltre a rischiare di portare al fallimento la nostra compagnia di bandiera, porterà, se reiterata, a quella marginalizzazione dell'Italia nel contesto europeo da cui è stata sottratta grazie al lavoro proficuo del governo di centro-sinistra. Difficile quindi, dati i precedenti storici e gli atti di queste settimane, sostenere che vi siano, in Europa e nel mondo, "pregiudizi" nei confronti del centro-destra italiano. Vi sono infatti solo "giudizi", purtroppo basati sulle esperienze del passato e confermati dalle prime mosse del futuro governo. Siamo di fronte al rischio che un mix di populismo (che indica tutto ciò che è "straniero" - Europa compresa - come il nemico da additare), ideologismo (come se il mondo si fosse fermato agli inizi dell'amministrazione Bush) e propagandismo protezionista (ad esclusivo fine interno ma con drammatiche ricadute esterne) tagli alle radici le basi di quella politica estera di cui l'Italia ha bisogno e che è stata faticosamente ricostruita negli ultimi due anni. Non si tratta, naturalmente, solo di questioni di "prestigio", importanti ma talora poco comprensibili ad una parte dell'opinione pubblica. Per un Paese come l'Italia il proprio ruolo nel mondo è decisivo anche per il suo sviluppo economico e sociale e per la gestione dei problemi della sicurezza. Negli ultimi due anni è stato anche grazie alla nuova immagine dell'Italia, ad un sostegno di politiche e di accordi internazionali che l'export italiano ha vissuto un incremento significativo nonostante l'Euro forte. È grazie alla rete di positivi rapporti internazionali che significativi accordi di gestione dei fenomeni migratori sono stati stipulati con Paesi terzi. È grazie alla politica estera del governo Prodi che la presenza delle imprese italiane è diventata determinante in settori e aree strategiche (a cominciare dal Mediterraneo e dall'America latina). Il compito che sta di fronte a noi è quindi impegnativo. Occorrerà fare tutto quanto possibile per evitare i guasti che un approccio dissennato nelle relazioni internazionali può provocare al Paese. Credo che occorre prepararsi ad incalzare il governo su questi temi che richiedono, come in ogni Paese "normale", un forte impegno bipartisan. Il lavoro compiuto negli ultimi anni è un patrimonio prezioso per l'Italia e per tutti gli italiani che dovrà essere opportunamente valorizzato. A una destra italiana che cerca di strumentalizzare le legittime preoccupazioni legate ad aspetti della globalizzione occorre saper rispondere in maniera adeguata. Per il Partito Democratico la sfida è, anche su questo terreno, delicata e importante. Una visione del processo di integrazione europea e dell'insieme dei rapporti internazionali che si ponga concretamente l'obiettivo del governo democratico dei processi di globalizzazione e della costruzione di più avanzate politiche sociali ed ambientali a livello sopranazionale è costitutiva dell'identità del nostro partito ed è il più forte valore aggiunto della sfida che abbiamo messo in campo. Ma è anche parte di quell'interesse nazionale del nostro Paese che dovremo, anche dall'opposizione, sapere promuovere e tutelare. Membro del Coordinamento nazionale del Partito Democratico.

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Berlusconi chiama Resca per pilotare l'Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 10-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Berlusconi chiama Resca per pilotare l'Alitalia di Rinaldo Gianola/ Milano "Allora, sei pronto? Tra poco si ricomincia, farò un governo dei manager... ". Sappiamo come vanno a finire le promesse di Silvio Berlusconi, dal contratto con gli italiani a Ronaldinho, ma non si può certo dire che al principale esponente dello schieramento a noi avverso manchino la fantasia e la spregiudicatezza. Così poche settimane fa, quando ancora infuriava (si fa per dire....) la polemica elettorale, il leader del Pdl avrebbe consultato alcuni imprenditori e manager di primissimo piano per chiedere la loro disponibilità a partecipare, eventualmente, al nuovo governo. Era forte, in quel momento, il pressing di certi ambienti editoriali ed economici che speravano in soluzioni alla Sarkozy o in ipotetiche "commissioni Attali" declinate in salsa italiana. Ma alla fine il voto e la fame di poltrone del centro destra non hanno lasciato scampo. Ora sappiamo come sono andate le cose: nel governo di manager non c'è nemmeno l'ombra, forse Montezemolo sarà arruolato come ambasciatore di non si sa che cosa, mentre i ministeri sono occupati dai Vito e dai Calderoli. In ogni caso il corteggiamento dei manager da parte di Berlusconi non è stato inutile se è vero che il neopremier avrebbe chiesto a Mario Resca di assumere subito la guida dell'Alitalia. L'offerta non è di diventare azionista e di partecipare alla ventilata cordata Ermolli (ieri il consulente ha chiesto i dati aggiornati e Alitalia ha risposto che la sua richiesta "sarà attentamente considerata in sede del prossimo consiglio di amministrazione del 13 maggio"), ma di prendere in mano la compagnia di bandiera per gestirla e per dotarla di un piano industriale. Non deve sorprendere l'offerta di Berlusconi a Resca: quest'ultimo è molto vicino al premier che lo ha nominato nel consiglio di amministrazione della Mondadori e in quello dell'Eni. Non bisogna dimenticare che nella legislatura 2001-2006 il leader del centro destra offrì a Resca, in successione, due posti di grande prestigio: prima gli propose di fare il ministro degli Esteri dopo le dimissioni di Renato Ruggiero e, poi, il presidente della Rai. Resca, allora, non fu in grado di accettare quelle offerte perché era vincolato da un contratto che gli imponeva di guidare McDonald's in Italia. Ora, sciolto questo vincolo esclusivo con il colosso americano del fast food, tutto è possibile. Forse questa volta Resca potrebbe accettare l'invito di Berlusconi. Ma per quale motivo l'Alitalia dovrebbe essere affidata a Resca? Berlusconi si è impegnato per la soluzione tricolore ma, esaurita la propaganda elettorale, la missione è ad altissimo rischio, soprattutto dopo la fuga di Air France che offriva un piano finanziario e una prospettiva di sviluppo internazionale. Ci vuole qualche mese per definire una cordata e un piano industriale, ma non si può perdere tempo - questa è la valutazione di Berlusconi e dei suoi consiglieri - bisogna dotare subito Alitalia, che perde un milione di euro al giorno, di un leader riconosciuto dal mercato, dai dipendenti, dai creditori. Insomma, dopo le dimissioni di Maurizio Prato, ci vuole un capo azienda che metta mano subito alla gestione, al mantenimento dell'attività in questa fase di passaggio dalla crisi al rilancio (si spera). Ovviamente, non ci sono conferme ufficiali sulla possibile nomina di Resca in Alitalia, anche se la novità potrebbe emergere già la prossima settimana.E tuttavia qualche informazione su questa vicenda si può ancora aggiungere. Resca è originario di Ferrara, laureato alla Bocconi, una lunga carriera di manager e di "cacciatore di teste", poi protagonista del lancio di McDonald's in Italia in qualità di presidente-factotum e di azionista. È stato commissario straordinario della Cirio, un'operazione che gli è valsa anche il riconoscimento dei sindacati per aver salvato i posti di lavoro del gruppo agroalimentare, e anche del Casinò di Campione. Ma la vera biografia è un'altra: Resca è un uomo di potere, ricco e ambizioso, berlusconiano quando basta per stare nei giri che contano, con stretti legami con la finanza americana. Dopo l'esperienza con McDonald's - per un certo periodo ha servito hamburger nel ristorante di corso Vercelli a Milano per dimostrare agli americani che si poteva fare - ha assunto la responsabilità di coordinare gli investimenti in Italia di OakTree Fund (cioè il fondo della quercia: nonostante il nome non ha legami con gli ex Ds....) che gestice 55miliardi di dollari nel mondo. Ultima annotazione: per la sua esperienza nel turnaround di aziende e di gestione di imprese di servizi è stato nominato nel consiglio dei senior advisor di British Telecom. È l'uomo giusto per Alitalia? Resca avrebbe detto a Berlusconi di essere contrario al fallimento e ai tagli sconsiderati eseguiti finora. Sarà vero? Si vedrà. Anche perché non mancano candidati alternativi e nei palazzi del potere berlusconiano girano altri possibili concorrenti, anche se di minor richiamo per il premier: Elio Catania, Gianemilio Osculati, Maurizio Basile. Cavalcando la tigre Alitalia, Berlusconi ha vinto le elezioni. Adesso vediamo come se la cava.

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IL FATTORE INCOMPETENZA (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 10-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-05-10 num: - pag: 1 autore: di GIOVANNI SARTORI categoria: REDAZIONALE RIFLESSIONI SUL GOVERNO IL FATTORE INCOMPETENZA P arecchi italiani tornano a sperare. I partitini sono stati spazzati via, la squadra di governo è stata messa assieme in pochi giorni, e il cosiddetto Berlusconi IV durerà, si prevede, cinque anni. Tutto bello e bene. Ma ci sono anche cose che non vanno bene. E l'aspetto che mi colpisce di più del nuovo governo è la quasi totale e abissale incompetenza (impreparazione, inesperienza) dei suoi componenti. Salvo pochissime eccezioni (Tremonti, Sacconi, Brunetta) l'incompetenza regna sovrana. Si dirà che è sempre stato così sin da quando la Dc inventò il manuale Cencelli per la spartizione dei posti di governo. Però proprio così no. Ai tempi del dominio Dc non c'era alternanza. Inoltre vigeva la convenzione dei governi "brevi". Pertanto il potere veniva spartito in rapida rotazione pescando sempre nella stessa nomenklatura. Il che consentiva a tutti di tornare più volte al potere, e così finiva che molti tornassero a ministeri che avevano già guidato. La competenza valeva poco anche allora; ma la prassi finiva per produrre ministri che si erano man mano addestrati. Oggi non è più così. E il manuale Cancelli è testé stato perfezionato dal manuale Verdini (un sistema di punteggio per le posizioni di potere che determina i posti assegnati a Fi, An e Lega). Senza contare che se uno sbaglia una volta e poi continua a malfare cento volte, alla fine il danno è centuplicato. Difatti è per questo che oggi siamo, nell'Occidente, quasi in fondo in quasi tutte le graduatorie. Facciamo qualche esempio. I ministeri particolarmente importanti e difficili sono oggi Interni (Maroni), Riforme (Bossi), Giustizia (Angelino Alfano), Istruzione (Mariastella Gelmini), Ambiente (Prestigiacomo). Mi soffermo su quest'ultimo. Il ministero dell'Ambiente esiste da tempo, ma nessuno se ne è accorto. Pecoraro Scanio, il ministro uscente, verrà ricordato per aver bloccato i termovalorizzatori a Napoli; e il suo predecessore Altero Matteoli (oggi alle Infrastrutture) non lascia alcun ricordo: è un eolico, va dove il vento lo porta. Il fatto è che i nostri ambientalisti difendono soltanto il territorio (e neanche tanto: i nostri boschi bruciano ogni anno senza che i Verdi si scuotano granché), bellamente ignorando i problemi globali dell'ecologia: inquinamento di terra e cielo, riscaldamento della terra, modificazione del clima, eccetera. Anche se abbiamo sottoscritto gli accordi di Kyoto, le nostre emissioni di gas inquinanti continuano a crescere. Ed ecco che all'Ambiente va Stefania Prestigiacomo, senza dubbio qualificata in bellezza ma non in ecologia. Sono anche a qualificazione zero il ministro della Giustizia Alfano e il Ministro dell'Istruzione, una leggiadra ma ignotissima Mariastella Gelmini (34 anni, coordinatrice regionale di FI in Lombardia). E così via. Non mi posso dilungare. Ma sono pronto a scommettere che se all'attuale squadra del governo Berlusconi venissero affidate Mediaset, Fiat, Eni, Luxottica e simili, in pochissimo tempo diventerebbero altrettante Alitalia. Il Cavaliere si vanta di essere un imprenditore. Perché non ci spiega, allora, come mai applica all'azienda Italia criteri di reclutamento che certo non applicherebbe alle sue aziende?.

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Bruno Ermolli chiede i dati alla compagnia (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 10-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Alitalia Bruno Ermolli chiede i dati alla compagnia Nella sua qualità di incaricato dal Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, Bruno Ermolli ha inoltrato al Presidente di Alitalia la richiesta di dati ed informazioni aggiornati sulla Compagnia. Lo ha spiegato ieri lo stesso professionista. Lo scopo, ha rilevato Ermolli, è di analizzare tali dati e tali informazioni allo scopo di esaminarli "con gli imprenditori e gli investitori maggiormente interessati ad elaborare un'ipotesi di sostenibilità economica e finanziaria di un progetto per il rilancio della Compagnia di Bandiera". Insomma la cordata italiana a cui il Cavaliere ha chiesto aiuto per salvare Alitalia dalla svendita ai francesi di Air France comincia a farsi sotto. Bilanci e informazioni operative sono infatti la base per capire l'impegno finanziario a cui si va incontro.

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Alitalia, la cordata si muove (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 10-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Alitalia, la cordata si muove Ermolli chiede dati aggiornati. Ok dalla compagnia La due diligence dovrebbe durare un mese, poi si formerà il gruppo per l'offerta MILANO - Bruno Ermolli muove il suo primo passo ufficiale nella partita Alitalia. Il consulente di fiducia del premier Silvio Berlusconi ha annunciato ieri di "aver inoltrato al presidente della compagnia di bandiera la richiesta di dati ed informazioni aggiornati sulla società, allo scopo di esaminarli con gli imprenditori e gli investitori maggiormente interessati ad elaborare un'ipotesi di sostenibilità economica e finanziaria di un progetto per il rilancio". Alitalia in tarda serata ha confermato che la proposta di Ermolli verrà esaminata "con attenzione" nel cda del 13 maggio. La due diligence ? che potrebbe esser affidata a Kpmg ? dovrebbe durare circa un mese, al cui termine la cordata italiana promessa dal Cavaliere in campagna elettorale dovrebbe decidere se ci sono le condizioni per lanciare un'offerta. Ermolli in realtà non ha mai smesso di lavorare al dossier Alitalia. Al suo appello avrebbero già risposto una serie di imprenditori, da Salvatore Ligresti a Marco Tronchetti Provera, dalla famiglia Fossati a qualche vertice pubblico a caccia di conferma come quello delle Poste. Le Fondazioni bancarie ? quelle che in teoria potrebbero garantire capitali più consistenti ? sono al momento alla finestra, come Banca Intesa, pronte a intervenire in caso di progetti in grado di creare davvero valore. Air One, infine, avrebbe accettato di entrare in squadra con un ruolo più defilato, portando in dote con sé le sue preziose opzioni per il rinnovo della flotta. Per capire se Ermolli ha trovato davvero la quadratura del cerchio, sarà necessario scoprire le carte sul fronte finanziario. Quanti soldi sono disposti a mettere davvero sul piatto gli imprenditori chiamati in causa? Per rilanciare Alitalia servono diversi miliardi. Non a caso l'altro rebus aperto è chi sarà il partner internazionale da coinvolgere nell'avventura. Il candidato più accreditato, se non altro perché sponsorizzato dal premier, sembra essere la russa Aeroflot che ha già fatto pervenire ad Alitalia una manifestazione di interesse. Alla finestra c'è anche Lufthansa, che grazie all'accordo con la Sea ha già messo un piede in Italia mentre Air France sta osservando da lontano la situazione. Pronta a tornare in campo se l'asse Berlusconi-Sarkozy riaprirà un pertugio a Spinetta. (e.l.).

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Salvataggio Alitalia Dopo l'addio alle trattative con Air France-Klm, il dossier era finito (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 10-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Nelle mani di Bruno Ermolli. Ora la regia torna a Via XX Settembre: dovrà mettere a punto una nuova procedura di vendita.

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SCATTA il piano di Bruno Ermolli, superconsulente di Berlusconi, per dare un futuro ad Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 10-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Di UMBERTO MANCINI SCATTA il piano di Bruno Ermolli, superconsulente di Berlusconi, per dare un futuro ad Alitalia. Dopo l'insediamento del governo, il manager, incaricato da Palazzo Chigi, ha chiesto ufficialmente alla compagnia di bandiera tutti i dati di bilancio. E delineato le prossime tappe: analisi dei dati e predisposizione di un progetto industriale sostenibile. Quindi la messa a punto del piano di rilancio da condividere con un pool di imprenditori e investitori finanziari. Poi dovrebbe arrivare il partner internazionale. Ermolli si è dato tempi strettissimi: qualche settimana.

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Alitalia, la cordata italiana chiede i conti: presto il piano industriale (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 10-05-2008)

Argomenti: Alitalia

È scattato il progetto di Ermolli Alitalia, la cordata italiana chiede i conti: presto il piano industriale.

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Media, rifiuti e Alitalia penalità pagate dall'Arcobaleno (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 10-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Gentile Redazione, rispondo con piacere all'invito di partecipare ad una riflessione collettiva per comprendere le cause dell'esito delle recenti elezioni. Innanzitutto mi presento. Mi chiamo Annalisa, ho 27 anni e vivo a Roma. Ho la fortuna di aver avuto sempre ben chiare le mie idee politiche. Ritengo che la salute del pianeta sia una delle esigenze primarie da soddisfare. Penso che la nostra società moderna, per poter essere definita tale, debba garantire a tutti una crescita umana e professionale, a prescindere dalle proprie condizioni di nascita. Auspico un sistema economico in cui il sistema "stato" assicuri una maggiore uniformità di condizione attraverso la redistribuzione della ricchezza, pur preservando il diritto di ottenere con il proprio lavoro gratificazioni personali ed economiche. Credo che ciascuno debba poter scegliere dove vivere e che l'integrazione sia l'obiettivo da raggiungere nella gestione dei fenomeni migratori. Nelle vesti di osservatrice dell'andamento dell'opinione pubblica, ritengo che i fattori che hanno maggiormente contribuito siano stati il timore del ritorno di Berlusconi alla Presidenza del Consiglio (e la relativa questione del "voto utile"), e una serie di eventi che hanno mostrato la Sinistra italiana incapace di gestire questioni quali "la spazzatura di Napoli" e "il caso Alitalia". I potenziali elettori della Sinistra Arcobaleno, complice un sistema di informazione tendente a semplificare e incline alla censura e all'auto-censura, hanno sentito, nel primo caso, l'obbligo morale di non contribuire alla vittoria di Berlusconi, schierandosi in tal modo a favore della candidatura di Veltroni. Come è stato poi evidente, il sacrificio compiuto da chi ha dovuto sacrificare le proprie idee all'anti-berlusconismo, è stato vano, e ha fatto emergere prepotentemente il ricatto morale subito dalla dirigenza del Partito democratico. Il problema della "spazzatura di Napoli" ha certamente danneggiato l'immagine dei Verdi. (?) "Il caso Alitalia" e il fallimento delle trattative con Air France, strumentalizzato dalla destra a proprio favore, ha focalizzato l'attenzione, attraverso i mezzi di comunicazione, sulla responsabilità dei sindacati. Non ultimo, ha contribuito il tema della "sicurezza". Anche in questo caso, ritengo che abbiano molta responsabilità i mezzi d'informazione, che per esigenze di spettacolarizzazione mostrano spesso un quadro sociale ben più problematico di quanto sia in realtà. (?) A conclusione di queste mie riflessioni, ritengo che la Sinistra Arcobaleno sia stata penalizzata dall'andamento generale del sistema informativo italiano. Credo nella possibilità di ripartire facendo leva sulla presenza nel territorio, su forze giovani che hanno ancora degli ideali e desiderosi di fornire il proprio fattivo contributo. Ritengo che sia molto importante, in ogni caso, imparare a gestire il flusso delle informazioni e i mezzi a disposizione, consapevole tuttavia delle innumerevoli difficoltà presenti. Nella speranza che questa mio intervento possa contribuire a un'analisi costruttiva Annalisa Masi 10/05/2008.

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ROMA Che cosa troverà Bruno Ermolli, superconsulente di Silvio Berlusconi, mettendo sotto la l (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 10-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Ente di ingrandimento i numeri della compagnia? Qualche certezza c'è già, e denuncia una situazione pesantissima. La compagnia, che nel 2007 ha già bruciato circa 300 milioni di cassa, nei primi tre mesi di quest'anno di milioni di euro ne ha già persi 276 (nei primi tre mesi dell'anno scorso il saldo era stato di circa 80 milioni). Nei conti di Alitalia Ermolli troverà anche quel credito di 300 milioni di euro che il ministero dell'Economia ha concesso alla compagnia per darle l'ossigeno necessario a restare in vita in attesa dell'arrivo della cordata italiana. Ma le perplessità di Bruxelles su quel prestito impongono la prudenza. In questo momento, per Alitalia e non solo per Alitalia, il nemico numero uno è il petrolio, cresciuto di oltre il 20% dall'inizio dell'anno. Ermolli verificherà che il carburante pesa per il 25% sul totale dei costi. Ai prezzi attuali il petrolio si avvicina rapidissimamente ad un valore doppio rispetto a quello previsto nel piano di Prato, amministratore delegato della compagnia che ha lasciato dopo l'addio di Air France. R.e.f.

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ROMA - Parte il piano per salvare Alitalia. Un progetto in quattro atti quello preparato da (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 10-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Di UMBERTO MANCINI ROMA - Parte il piano per salvare Alitalia. Un progetto in quattro atti quello preparato da Bruno Ermolli, il "superconsulente" di Silvio Berlusconi cui è affidata la sorte della compagnia di bandiera. A 24 ore dall'insediamento del governo, Ermolli è passato dalla fase di elaborazione a quella operativa. Secondo quanto risulta al Messaggero, il progetto si articola in quattro mosse. La prima, scattata ieri, è stata la richiesta dei conti di Alitalia, aggiornati al 30 aprile. Si tratta dell'avvio della cosidetta due diligence propedeutica a qualsiasi operazione successiva. Lo scopo, rileva il professionista, è avere "dati e informazioni allo scopo di esaminarli" in profondità. Con chi? Ermolli è prudente. Le cifre saranno prima esaminate dai tecnici di sua fiducia, poi verranno messi a disposizione di tutti quegli imprenditori e investitori finanziari, dunque banche e Fondi, che si si sono dichiarati disponibili a scendere in campo. E' bene chiarire che al momento non c'è stata nessuna dichiarazione formale d'interesse. Solo contatti. Insomma, la "cordata" - o meglio il raggruppamento di imprese e investitori finanziari, come preferisce definirla Ermolli, è tutta da costruire. Anche perchè non tutti quelli che si sono fatti vivi con il manager potranno farvi parte. Ci sarà, ovviamente una selezione. Di fatto, però, da ieri il processo per dare un futuro alla compagnia di bandiera è partito. In maniera ufficiale. Una volta analizzati i numeri e - sopratutto - messo a punto un piano di rilancio sostenbile, Ermolli potrà disegnare il "pool" tricolore che sarà il motore della Nuova Alitalia. Dunque, prima il monitoraggio, poi la messa a punto del progetto di rilancio, quindi la definizione dei soggetti protagonisti dell'operazione. Infine, e siamo alla quarta fase, individuazione di un eventuale partner internazionale. Lufthansa aspetta segnali chiari da Palazzo Chigi dopo l'uscita di scena di Air France. Per Ermolli il punto chiave è proprio il progetto industriale per il rilancio di Alitalia, che deve essere sostenibile e congruo. Soprattutto condiviso da tutti i soggetti interessati. Dopo un lungo lavoro di tessitura il professionista milanese centra dunque l'obiettivo da tempo inseguito: partire. Con le idee chiare e un percorso a tappe ben definito. Ma chi sarà della partita? Salvatore Ligresti, Marcellino Gavio, Marco Tronchetti Provera, Giorgio Squinzi, Diana Bracco hanno già fatto capire di essere disponibili. Così come Air One. Alla finestra resta Benetton, che comunque dovrebbe alla fine intervenire. La pregiudiziale, per tutti, è la predisposizione di un piano industriale solido, che consenta, dopo un certo lasso di tempo, un ritorno economico. Insomma, la parola chiave è sostenibilità. Ermolli lascia ovviamente aperta la porta alle banche, Intesa in testa e ad altri investitori finanziari come Mediobanca. Non dispiacerebbe, naturalmente, che scendessero in campo anche le Fondazioni, che hanno una forte liquidità a disposizione. Più sfumata la possibilità che anche Eni e Finmeccanica - come ipotizzato da Silvio Berlusconi - abbiano un ruolo. Il manager - che ieri è apparso ai suoi più stretti collaboratori particolarmente soddisfatto - si è dato tempi strettissimi: qualche settimana, non di più. E consapevole che c'è molto da fare. Può contare sull'appoggio forte del presidente del Consiglio e su quello del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Saranno questi i due punti di riferimento per sciogliere i nodi, a cominciare da quelli sindacali. Il governo vuole coinvolgere le parti sociali per individuare soluzioni condivise. Alitalia, da parte sua, ha già inviato le carte, per accelerare al massimo la due diligence. Sarà probabilmente la Kpmg Italia, la società di consulenza a cui verrà affidato l'incarico.

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"Il Casinò di St-Vincent è una piccola Alitalia" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 10-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Dai partiti d'opposizione pioggia di critiche al bilancio della Spa [FIRMA]ALESSANDRO CAMERA SAINT-VINCENT "Bilancio 2007 di Casinò Spa in attivo? Frutto solo di un nuovo disciplinare retroattivo. Con le nuove quote di riparto degli introiti (43 per cento alla Regione e 57 per cento a Casinò Spa per il 2007) era impossibile non aggiustare i conti". Lo dicono Dina Squarzino (Arcobaleno), Enrico Tibaldi (Pdl), Giovanni Sandri (Pd) e Alberto Zucchi (An) nel valutare l'improvviso passaggio da un "rosso" ultramilionario degli ultimo anni all'attivo (1 milione 976 mila euro) del bilancio 2007. L'analisi però non convince l'assessore regionale alle Finanze Aurelio Marguerettaz: "Non è giusto guardare ai conti della casa da gioco di Saint-Vincent senza tenere presente l'attuale e difficile situazione del Paese. Esaminiamo anche quanto avviene negli altri casinò italiani. Le soluzioni per cercare di fare uscire il casinò dalla crisi sono tante, ci sono cose che vengono fatte e altre che sono da fare e sono in cantiere. Farle ora alla vigilia delle elezioni regionali non ci pare opportuno". Dina Squarzino è drastica nel giudizio: "Il bilancio in attivo è un'operazione vergognosa. La giunta Caveri ha inventato il modo per fare diventare positivo quello che è negativo. In questo modo si vende fumo, si dà l'impressione che il casinò abbia il bilancio in attivo quando la realtà è differente. Ora c'è l'attivo, ma cosa succederà se le cose continueranno ad andare male? La maggioranza modificherà ancora le quote di riparto?" Enrico Tibaldi: "Con un provvedimento legislativo la maggioranza ha salvato la faccia al presidente Caveri e all'assessore Marguerettaz, ma non ha aggiustato i conti del casinò. Si è tamponata l'emorragia, si sono coperte le magagne frutto di una strategia fallimentare che ha trasformato il Casino de la Vallée in una piccola vicenda Alitalia. Vantano l'attivo 2007, ma il casinò resta in crisi e trascina nel baratro anche Saint-Vincent. L'imperativo è privatizzare la gestione della casa da gioco e questo sarà uno dei nostri cavalli di battaglia della prossima legislatura". Giovanni Sandri approfondisce l'analisi: "Non è solo questione di cambio nelle percentuali di riparto. La retroattività della norma transitoria del nuovo disciplinare doveva servire per dare nuove risorse finanziarie a Casinò Spa per poter fare gli investimenti indispensabili per rilanciare la casa da gioco. Le perdite del 2007 si sono mangiate quasi tutto quanto raccolto con il nuovo disciplinare retroattivo. I fondi per gli investimenti sono ridotti all'osso e senza investimenti la casa da gioco muore. Di fatto la scelta del governo Uv, Stella alpina, Fédération di varare il nuovo disciplinare ha messo a posto i conti 2007, ma ha ucciso il casinò". Chiude la dose di critiche Alberto Zucchi: "Le affermazioni di Enrico Cheillon, presidente del Cda di Casinò Spa, sono inaccettabili e fuorvianti. Enfatizzare questo bilancio in attivo è prendere in giro i valdostani. Casinò Spa ha ricevuto un "regalo" con il nuovo disciplinare retroattivo che vale almeno 10 milioni di euro. Se non ci fosse stata questa "invenzione" della maggioranza regionale i conti della casa da gioco avrebbero avuto un "profondo rosso" da 8 milioni di euro. Da gennaio 2008 a fine aprile è pronosticabile un calo degli incassi rispetto al 2007 di circa 5 milioni di euro. Poi c'è la giungla delle retribuzioni del personale tecnico e la trattativa per i croupier del Black Jack. In queste condizioni può il presidente del Cda dire che tutto va bene?".

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Alitalia, la cordata italiana è in pista (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 10-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Pagina 212 Trasporti. Il presidente di Sin&rgetica chiede dati e informazioni alla compagnia Alitalia, la cordata italiana è in pista Trasporti.. Il presidente di Sin&rgetica chiede dati e informazioni alla compagnia Bruno Ermolli apre il dossier su mandato di Berlusconi --> Bruno Ermolli apre il dossier su mandato di Berlusconi La cordata nazionale per il possibile rilancio di Alitalia si presenta ufficialmente. Il manager Ermolli ha chiesto ieri dati e informazioni. La compagnia conferma. Berlusconi vuole stringere i tempi. Entra nel vivo il dossier Alitalia, e già nel primo giorno di insediamento del nuovo governo. Su incarico del premier Silvio Berlusconi, Bruno Ermolli muove e rivolge alla compagnia una richiesta di dati e informazioni. Lo scopo, spiega lo stesso Ermolli, è di analizzare tutto il materiale "con gli imprenditori e gli investitori maggiormente interessati ad elaborare un'ipotesi di sostenibilità economica e finanziaria di un progetto per il rilancio della compagnia di bandiera". Una sorta di due diligence, per non perdere altro tempo prezioso. Conferma a sua volta la compagnia: Ermolli ha prospettato "il carattere essenziale, per imprenditori e investitori italiani di cui ha verificato l'interesse", dell'esame della situazione Alitalia, "per elaborare un eventuale progetto di rilancio". LA CORDATA Potrebbe prendere forma quindi la cordata di imprenditori italiani evocata a più riprese da Berlusconi, tra le frecciate da parte dell'opposizione. Dopo l'uscita ufficiale di scena di Air France-Klm che ha ritirato la propria proposta d'acquisto, nessuna concreta opzione sul tavolo del nuovo esecutivo, ma una lunga serie di buoni propositi e di "valuteremo" da parte di big della finanza e dell'imprenditoria, compresa la cordata sfidante dei francesi, quella di Air One-Intesa. L'ATTESA La vicenda Alitalia è una delle maggiori sfide che attendono il Berlusconi IV mentre sembra accantonata l'opzione francese, gradita al governo Prodi ma non dall'attuale esecutivo. Il dossier Alitalia "procede molto bene, ci sono tanti imprenditori interessati..." aveva rassicurato Berlusconi ai giornalisti che a Montecitorio gli chiedevano della compagnia di bandiera. Il Senato dedicherà un'intera sessione, dal 19 al 25 maggio, al decreto legge sul prestito-ponte ad Alitalia. Intanto Air France resta alla finestra. E non è la sola: altre big dei cieli europei come la tedesca Lufthansa osservano con molta attenzione il futuro di Alitalia, il cui destino può incidere anche sui nuovi assetti del risiko dei cieli, alle prese con la prossima sfida più difficile, mantenere margini di profitto nonostante il petrolio. IL PERSONAGGIO Bruno Ermolli, manager lombardo di 69 anni, ha fondato nel 1970 la società di consulenza Sin&rgetica, di cui è ancora a capo. Ermolli è anche presidente della Fondazione Teatro alla Scala, presidente di Medusa Film, consigliere e direttore non esecutivo di Fininvest, Mediaset e Mediolanum.

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Bufera politica sul bilancio E' come Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 10-05-2008)

Argomenti: Alitalia

CASINO' Bufera politica sul bilancio "E' come Alitalia" Il bilancio 2007 di Casinò spa tornato in attivo grazie al cambio delle percentuali del riparto tra Regione e Spa scatena le forze di opposizione. "E' il frutto del disciplinare approvato a dicembre dello scorso anno dall'attuale maggioranza che, con una norma "salva casinò" concede un pacchetto di almeno 10 milioni di euro più del previsto. E' una normativa che tappa un buco ma uccide la casa da gioco". Il presidente Luciano Caveri difende il disciplinare: "Non è un artifizio contabile. E' un provvedimento legislativo votato dal Consiglio regionale. Dice bene il presidente del Cda di Casinò spa quando ricorda che il Casinò ha dato in cinque anni 250 milioni alle casse regionali". Difesa dell'operato della maggioranza anche da parte dell'assessore Aurelio Marguerettaz. "Il Casinò opera in un contesto di crisi economica". Servizi A PAGINA 53.

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Ermolli spiazza il Tesoro e chiede ad Alitalia di vedere i conti della società (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 10-05-2008)

Argomenti: Alitalia

[FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA Detassazione degli straordinari, taglio dell'Ici, la soluzione al caso Alitalia. Insieme al barattolo Cirio, ieri sul tavolo che fu di Quintino Sella Giulio Tremonti aveva già le carte sulle tre grandi promesse della campagna elettorale. Nella lista delle priorità è in testa la detassazione degli straordinari: ieri mattina il professore di Pavia ha avuto subito una riunione con il collega del Lavoro Maurizio Sacconi. "Faremo un intervento sperimentale", spiegherà poco dopo il neoministro. La vecchia proposta di legge del Pdl prevede l'introduzione di un'imposta secca del 10% sulla parte variabile del salario. Ma si tratta di un intervento molto costoso (almeno due miliardi, pari al costo dell'abolizione dell'Ici sulla prima casa) e dagli esiti incerti: farebbe aumentare in una misura difficile da prevedere la quantità di ore lavorate. E così, ieri al tavolo si è ipotizzata l'introduzione per decreto, entro l'estate, dello sgravio per un periodo di tempo limitato. In questo modo se ne potrebbero valutare gli effetti e calibrare un intervento strutturale da varare con la Finanziaria per il 2009. Poi c'è il caso Alitalia: ieri sera, a sorpresa, il superconsulente del premier Bruno Ermolli ha scritto una lettera alla compagnia per chiedere formalmente i suoi conti. "Lo scopo - spiegherà lo stesso Ermolli in un comunicato - è analizzare il materiale con gli imprenditori e gli investitori maggiormente interessati ad elaborare un'ipotesi di sostenibilità economica e finanziaria per il rilancio". Una richiesta di due diligence, come si dice in gergo, che di fatto sposta Ermolli dal ruolo di regista dell'operazione a semplice giocatore. Sulla lettera ieri sera Via XX settembre non ha fatto alcun commento: la conferma di una decisione probabilmente non concordata con Giulio Tremonti per mettersi in prima fila nel caso in cui il Tesoro decidesse di riproporre una procedura competitiva. Fonti vicine al consigliere Fininvest fanno comunque sapere di aver formulato la richiesta ad Alitalia, ben consapevoli che a sua volta l'azienda si rivolgerà all'azionista di maggioranza (ovvero il Tesoro) per decidere il da farsi. Più volte, prima del suo addio, Tremonti disse di non essere contrario a riaprire un canale con Air France-Klm. L'ipotesi che prevale nel centro-destra è quella di mettere insieme un "nocciolo duro" di imprenditori per garantire l'italianità della compagnia e trovare allo stesso tempo un partner industriale che rilevi almeno il 20% della compagnia: o Air France o Lufthansa. Infine l'Ici: Berlusconi ha promesso l'abolizione dell'imposta sulla prima casa nei primi giorni di governo, ma le prime valutazioni formulate dai tecnici di Via XX settembre al superministro fanno capire che il tempo rema contro un taglio immediato. Anzitutto l'acconto di giugno 2008 è dietro l'angolo: proprio ieri Equitalia (la società controllata dal Tesoro e incaricata della riscossione) ha comunicato l'attivazione dei numeri di conto corrente per il pagamento dell'imposta ai Comuni. Inoltre alcuni contribuenti (è il caso di chi ha presentato il 730) hanno già pagato in "compensazione". Dunque, a meno che il Cavaliere non batta i pugni sul tavolo, il taglio potrebbe arrivare a cavallo dell'estate (e avere effetto sulla scadenza di dicembre) o essere addirittura rinviato alla Finanziaria, ed entrare in vigore nel 2009. Molto dipenderà dall'andamento dei conti pubblici e dalle prime mosse diplomatiche di Tremonti con l'Unione europea, la quale tiene sempre gli occhi puntati sul bilancio italiano: all'Ecofin di mercoledì il primo banco di prova.

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Dieci volti per Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 11-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Da Gavio all'armatore Aponte, in molti hanno risposto all'appello del governo genova. Case farmaceutiche e compagnie di navigazione, istituti di credito e costruttori. Industriali legati al centrodestra e finanzieri appartenenti all'area delle cooperative rosse. All'appello di Silvio Berlusconi ("gli imprenditori devono salvare Alitalia") hanno risposto in molti. Chi per interesse personale, chi (forse) per ritrovare qualche giorno di gloria mediatica. Chi, più banalmente, per sano senso dell'affare. Al momento sembrano essere dieci le candidature più autorevoli al vaglio del governo. L'ultima, in ordine di tempo, è quella di Marcellino Gavio, il potente imprenditore alessandrino azionista di Impregilo, fra i soggetti più importanti sul panorama italiano della logistica e dei trasporti. Già interessato a grandi opere come il ponte sullo Stretto e l'alta velocità Genova-Milano (il cosiddetto Terzo valico dei Giovi), Gavio, con l'eventuale ingresso nella compagine azionaria di Alitalia, completerebbe un quadro che lo vede attualmente impegnato nelle attività portuali, autostradali e tecnologiche. "È un'ipotesi che Gavio trova molto interessante", ha confermato ieri sera una fonte vicina all'industriale. Dal costruttore piemontese al più noto banchiere "rosso", Giovanni Consorti. L'ex presidente di Unipol, ora a capo della banca d'affari Intermedia, in un'intervista al Sole 24 Ore, non si è tirato indietro: "Per Alitalia - ha detto - sono pronto a fare la mia parte. Lo dico perchè chi di dovere sappia fin da subito di poter contare su di me. Credo sia doveroso salvaguardare l'italianità della compagnia. Di qui la mia intenzione di dare il mio contributo". Intermedia, dunque, "è pronta a entrare in una cordata che faccia perno sull'Air One di Carlo Toto". Neppure l'ipotesi di sposare un'iniziativa sponsorizzata da Silvio Berlusconi spaventa Consorte? "Non si tratta di sposare o meno i piani di Berlusconi. Su Alitalia non ci dovrebbe essere nulla di politico. Destra e sinistra dovrebbero marciare unite, così come è stato per l'Expo di Milano". Ma a scendere in pista è pronto anche Gianluigi Aponte, l'armatore sorrentino a capo del colosso (con sede in Svizzera) Mediterranean Shipping Company, secondo gruppo mondiale nel trasporto container, noto al grande pubblico per essere proprietario della flotta Msc Crociere. Secondo fonti napoletane, Aponte sarebbe interessato in modo particolare al ramo cargo di Alitalia. In un'intervista al quotidiano Il Denaro, Fabrizio Vettosi, amministratore delegato di Efilog private equity e grande esperto di shipping, ha definito "logica" l'ipotesi di un interesse di Aponte per Alitalia: "È un'opportunità per diversificare il business, come ha già fatto Evergreen, il quinto operatore marittimo mondiale attivo nel ramo container con Eva Air. Si possono trasportare beni tessili, di meccanica di precisione e alimentari ad alto valore aggiunto, come la mozzarella di bufala. Occorrono sette-nove ore contro i 45-60 giorni via mare". Più defilata, per ora, la posizione di Luciano Benetton. Convinto sostenitore dell'italianità della compagnia, per l'industriale veneto "bisogna partire da un progetto industriale e con questo non penso di dire qualcosa di originale. Sarebbe molto bello che ci fosse una cordata italiana: noi vediamo questo con simpatia. Noi dentro Alitalia? In un eventuale coinvolgimento ci vedrei un conflitto di interesse perché già controlliamo la Aeroporti di Roma". Salvatore Ligresti pensa invece che dare un mano per salvare Alitalia sia "giusto e doveroso nei confronti del Paese, della compagnia, dei dipendenti e del turismo" e che "ci sia modo di essere coinvolti nella partita". "Credo ci sia modo di essere coinvolti - ha detto l'imprenditore milanese, il cui coinvolgimento è stato richiesto da Roberto Formigoni - Una mano bisogna darla. Come? Le cose si fanno in silenzio e penso che si faranno". Anche Mario Moretti Polegato, presidente di Geox, il principio da salvaguardare è l'italianità della compagnia di bandiera: "Penso che l'idea di salvare Alitalia sia, per molti imprenditori, guidata dal senso civico. L'Alitalia è il biglietto da visita del nostro Paese. È importante fare in modo che gli operatori, i turisti che si imbarcano a Buenos Aires, a New York, a Hong Kong, nelle varie città del mondo possano ritrovare il nostro Paese non appena saliti a bordo. Però occorre che il governo agisca in fretta e proponga un piano industriale". Intanto, sulla cordata italiana continuano a concentrarsi non solo candidature, ma anche forti polemiche. "A quanto risulta, ad oggi Bruno Ermolli non ricopre alcun incarico istituzionale che possa giustificarne il diretto intervento nella vicenda Alitalia - ha dichiarato ieri il parlamentare del Partito democratico Pierluigi Castagnetti - Ogni richiesta di informazioni deve avvenire nel rispetto della normativa nazionale ed europea sulle privatizzazioni che, come è noto, presuppone come primo elemento la trasparenza e la certezza dei ruoli. E quindi: per chi sta operando esattamente Ermolli? Quale mandato gli è stato conferito? Da chi e in che sede? Sono tutte domande a cui il governo dovrebbe dare risposte immediate al fine di chiarire rapidamente la posizione di Ermolli e scongiurare eventuali violazioni legislative in una trattativa tanto delicato com'è quella di Alitalia". francesco ferrari francesco.ferrari@ilsecoloxix.it 11/05/2008 le candidatureSi allunga la lista dei potenziali soccorritori. Ma esplode anche la polemica politica 11/05/2008 GIANLUIGI APONTE 11/05/2008 GIOVANNI CONSORTE 11/05/2008 MARIO POLEGATO 11/05/2008.

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L'INTERESSEDELLE BANCHE (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 11-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Il bocconiano di Intesa Sanpaolo, 53 anni, comasco, ha fatto sapere che "se si trovasse il modo di ristrutturare e rilanciare Alitalia noi non ci tireremmo indietro" 11/05/2008.

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<Alitalia vaglierà la proposta italiana> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 11-05-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 112 del 2008-05-11 pagina 8 "Alitalia vaglierà la proposta italiana" di Redazione Roma. Via libera da parte di Alitalia alla possibilità - indicata dal ministro Tremonti - di una soluzione "italiana e privata" alla crisi. In una nota, la compagnia ha aperto le porte: "La richiesta pervenuta da Bruno Ermolli, incaricato dal presidente Silvio Berlusconi, sarà attentamente considerata in sede del prossimo consiglio di amministrazione del 13 maggio, sulla base dell'indirizzo dettato in proposito dal ministro dell'Economia". Ermolli venerdì aveva richiesto i dati ad Alitalia per sondare la possibilità di una cordata nostrana. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Lo stato non entrerà nella cordata alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 11-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Lo Stato non entrerà nella cordata Alitalia AirOne e Intesa in pole position, un altro terzo a privati italiani Tremonti corregge Berlusconi Ermolli al lavoro sui conti della compagnia MILANO - La cordata italiana per salvare l'Alitalia c'è anche se ancora nessuno l'ha vista. A confermarne l'esistenza e la volontà di mettere insieme un gruppo di imprenditori nostrani capaci di risollevare le sorti della compagnia è stato il ministro dell'economia Giulio Tremonti, durante la trasmissione televisiva In mezz'ora di Lucia Annunziata. "Per Alitalia cerchiamo una soluzione italiana e fondamentalmente privata - ha dichiarato Tremonti -. Il rischio che la nostra compagnia andasse in mano ad un nostro concorrente nel turismo è stato evitato". Insomma, l'idea del ministro, come già annunciato dal premier Silvio Berlusconi, è quella di un azionariato che prescinda da società partecipate dallo Stato, come Enel Eni, o dalla Cassa Depositi e Prestiti. Anche se non ha ancora "guardato bene le carte" Tremonti ha ribadito "l'impegno per una cordata italiana" dove ci sarebbero già "molti imprenditori" interessati. Tremonti ha poi voluto prendere le distanze dalle esternazioni fatte da Berlusconi in campagna elettorale. "Una cosa è sicura: un conto è fare campagna elettorale e un conto è essere al governo - ha precisato -. Per Alitalia saranno seguite le procedure di legge. Saremo dentro le procedure e dentro quelle procedure guarderemo le offerte". E a questo proposito Bruno Ermolli, fidato banchiere dell'orbita Fininvest ed esponente della banca d'affari Usa Jp Morgan, avrebbe già studiato una nuova bozza di azionariato per Alitalia. Il capitale della compagnia andrebbe infatti suddiviso in tre parti, che a loro volta rappresenterebbero tre diversi tipi di soci industriali, a vario titolo impegnati finanziariamente ma non solo al piano di rilancio. Un terzo di Alitalia andrebbe a un vettore italiano che porti il know how necessario per la gestione delle attività, come la AirOne di Carlo Toto. Un terzo andrebbe invece a una matrice di soci bancari, dove Intesa Sanpaolo è il primo candidato della lista. Infine l'ultimo terzo, sarebbe suddiviso tra una serie di imprenditori italiani, tra cui Salvatore Ligresti e Marco Tronchetti Provera. Il piano di rilancio, che comporterebbe un esborso compreso tra 700 milioni e un miliardo di euro, partirebbe quindi dal vecchio progetto di AirOne e Intesa Sanpaolo, ma sarebbe aggiornato con l'attuale stato dei conti del gruppo, e con un ridimensionamento dei pesi della banca guidata da Corrato Passera e della società che fa capo a Toto. Tuttavia per far questo Ermolli dovrà prima studiare bene tutti i numeri di Alitalia e poi formalizzare un impegno condizionato dai vari partecipanti alla cordata. Ma il ruolo del banchiere di Jp Morgan ha già sollevato non poche polemiche. "Nella vicenda Alitalia Ermolli per chi sta lavorando e con quale mandato? ? ha domandato Pierluigi Castagnetti, deputato del Pd-. A quanto risulta ad oggi, Ermolli non ricopre alcun incarico istituzionale che possa giustificarne il diretto intervento nella vicenda. Ogni richiesta di informazioni deve avvenire nel rispetto della normativa nazionale ed europea sulle privatizzazioni, che presuppone la trasparenza e la certezza dei ruoli". (s.b.).

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<La solidarietà non basta Rom e i migranti sono i nuovi oppressi> (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 11-05-2008)

Argomenti: Alitalia

"La solidarietà non basta Rom e i migranti sono i nuovi oppressi" Davide Varì "E' una valanga razzista frutto di un disegno costruito a tavolino e sulla pelle dei migranti. E la sinistra è lì, in silenzio, imbambolata che subisce l'egemonia culturale della destra". E' duro Roberto Escobar, filosofo e autore del libro Metamorfosi della paura . E' duro e preoccupato della deriva razzistica che sta invadendo l'Italia. Se la prende con i giornali Escobar, con "i grandi giornali di questo Paese che pensano solo ai grandi interessi dei gruppi che rappresentano"; e con quella magistratura che, come nel caso del pubblico ministero di Torino, ha pensato bene di chiedere l'articolo 416 del codice penale - quello previsto per i mafiosi - anche per i rom. Una "mafiosità" antropologica che prescinde dalla persona e punta diretta alla responsabilità di genere, alla colpa etnica: "Quando nel penale si perde di vista la responsabilità personale e si scambia l'individuo con il genere, siamo di fronte al razzismo". Insomma, Escobar decide di correre il rischio di vedersi accusato di "sociologismo" e, di fronte a quella che considera una deriva culturale pericolosissima, si butta a capofitto e chiede alla sinistra di liberarsi del solidarismo per puntare finalmente alla giustizia: "I rom e i migranti sono esseri umani, non hanno bisogno di una mano tesa ma di giustizia, e per arrivare a questo la sinistra deve tornare a fare la sinistra". Professor Escobar, il ministro dell'interno Maroni passa le nottate a caccia di cavilli che gli permettano di espellere i romeni senza violare le regole europee; il sindaco di Roma Gianni Alemanno vuole sgombrare tutti i campi nomadi della capitale e un Pm piemontese contesta l'associazione per delinquere ai rom. Cosa sta succedendo in Italia? Nel nostro Paese c'è un disegno politico ben preciso e costruito a tavolino: dimostrare che c'è un unico pericolo, il pericolo immigrazione, e legittimarsi come unica forza politica in grado di contrastarlo e governarlo. E per far questo sono disposti a violare anche le regole europee, l'unico faro di civiltà giuridica. Senza contare che presentare l'Europa come ostacolo a una politica di contrasto all'immigrazione può essere utile anche a qualcos'altro. In che senso? Voglio dire che delegittimare l'Europa sul piano dell'immigrazione, presentarla come un freno può servire anche alle prossime scelte di politica economica. Vedi il caso Alitalia. E di fronte a tutto questo cosa dovrebbe fare la sinistra? Sono vent'anni che la sinistra subisce l'egemonia culturale della destra. E di fronte a questa valanga l'unica risposta è stata quella solidaristica. E' arrivato il momento di rispondere in termini di interessi e di diritti delle persone. I migranti vanno organizzati così come è stato fatto con i poveri e con gli sfruttati. Di fronte a una situazione del genere non è più possibile continuare a contrapporre lo slogan della solidarietà, non è più sufficiente. Sono esseri umani, non hanno bisogno di solidarietà ma di diritti e di giustizia. Insomma, la sinistra deve tornare a fare la sinistra. Un'idea talmente estrema, questa, che rischiamo di essere socialdemocratici. Altro che sinistra radicale. Lei è un filosofo del linguaggio politico, quali margini ci sono per avviare un discorso di questo tipo di fronte al "pensiero unico" dei maggiori quotidiani nazionali? Il livello dell'informazione di questo Paese è drammatico. Ma non possiamo rinunciare a dimostrare a tutti gli italiani che dietro questa presunta emergenza c'è un disegno politico ben preciso e una vera e propria macchina della paura. L'opinione pubblica è alla mercé di un'informazione guidata solo dai propri interessi e siamo privi di una élite in grado di assumere posizioni e discuterle. Un esempio arriva dall'aggressione di Verona. Chiunque provasse a parlare di omicidio politico veniva irriso. Come se non fossero stati cinque naziskin ad uccidere quel povero ragazzo. In che modo la sinistra può recuperare l'"egemonia"? L'opinione pubblica è garantita solo se le élite inizieranno ad assumersi le proprie responsabilità. Pensiamo solo alla trasformazione che ha subito il linguaggio politico in questi ultimi decenni. E da lì che si vede la mancanza di responsabilità delle élite culturali del Paese. Dall'inizio degli anni '80 la sinistra ha perso l'egemonia linguistica lasciando spazio al linguaggio della Lega e della destra. Non solo, la sinistra, invece di fare muro, ha provato a inseguire sullo stesso terreno. Risultato? Deriva culturale e sconfitte elettorali. In ogni caso, come prima risposta, inizierei col proporre un comitato composto da giuristi, avvocati e intellettuali che vigili e denunci anche penalmente qualsiasi violazione o stortura mediatica. Di fronte ai titoli razzistici dei giornali e di fronte a certe prese di posizione della magistratura possiamo rispondere con la denuncia penale, con la querela per diffamazione. Un modo per far capire che anche i migranti hanno diritti. Del resto è sufficiente sfogliare i nostri maggiori quotidiani per rendersi conto che i titoli sono quasi sempre reati di diffamazione. 11/05/2008.

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ROMA - I nodi più urgenti da sciogliere del dossier Alitalia arrivano sul tavolo del go (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 11-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Di ROBERTA AMORUSO ROMA - I nodi più urgenti da sciogliere del dossier Alitalia arrivano sul tavolo del governo Berlusconi. In particolare il nuovo allarme sulla situazione è finito ieri sulla scrivania del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, che ha incontrato gran parte della prima linea di Alitalia. Un passaggio obbligato dopo la richiesta formale del superconsulente, Bruno Ermolli, di aprire ufficialmente la due diligence sui conti della compagnia, dopo aver avuto accesso alle prime carte. La questione due diligence sarà affrontata nel consiglio di amministrazione di martedì, insieme a quello sul rinnovo del vertice. Ma le perplessità del management in carica (sulla rivelazione di informazioni sensibili prima di un'offerta) non basteranno a fermare la determinazione di Ermolli, sostenuto dal premier Silvio Berlusconi, ad andare avanti nel piano di rilancio di Alitalia. Il progetto in quattro mosse anticipato ieri dal Messaggero (verifica dei conti, progetto industriale, creazione di un pool di banche-imprenditori in vista di una partnership internazionale) entrerà subito nel vivo. Così a colloquio con Letta ieri c'era il presidente della compagnia (senza deleghe operative), Aristide Police accanto, pare, al direttore della divisione marketing e passeggeri, Giancarlo Schisano e al responsabile dell'area Finanza straordinaria e strategie, Piero Ceschia. Tutti lì per "esporre le più urgenti problematiche aziendali in vista del prossimo Consiglio di amministrazione del 13 maggio", ha spiegato una nota di Alitalia. Quali? In soccorso delle esigenze di liquidità sono arrivati i 300 milioni del prestito varato dal governo Prodi. Ma manca ancora il verdetto di Bruxelles. E comunque, nel frattempo, la macchina di Alitalia non si può fermare: c'è da completare l'attuazione del piano Prato, avrebbero detto i vertici a Letta. Insomma, vanno prese decisioni per la compagnia (anche nel rapporto con i sindacati) che rendono urgente la nomina di un capo-azienda. Un manager che porti in porto anche l'ennesima due diligence. In pole position c'è Mario Resca, commissario straordinario di Cirio. Così tra i nodi da sciogliere forse già martedì c'è quello del nuovo capo-azienda per cooptazione nel consiglio. Ma non è escluso anche un rinnovo solo parziale del cda, visto le dimissioni dell'intero board renderebbe lunghi i tempi di un avvicendamento. Qualche settimana di due diligence (da affidare a Kpmg) serviranno anche alla preparazione di un progetto di rilancio per Alitalia. Un fronte sul quale sarebbe già attiva anche la Seabury Group LLC, la società di consulenza che ha lavorato al piano Air One. Solo intorno a un piano sostenibile potrà, dunque, essere messa insieme la cordata tricolore. La soluzione per Alitalia sarà "italiana e fondamentalmente privata", ha ribadito il ministro del Tesoro Giulio Tremonti nel corso di un'intervista a Lucia Annunziata. Ma di nuova Iri non se ne parla: saranno coinvolti gli imprenditori che si sono già detti interessati.

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Alitalia, allarme di Police al governo (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 11-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Sul tavolo del cda di martedì il via libera alla verifica dei conti e la scelta per la guida della compagnia Alitalia, allarme di Police al governo Summit con Letta: problemi urgenti da risolvere. Resca in pole per il vertice.

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<Area ex Falck? I progetti rischiano un nuovo stop> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 11-05-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Grande Milano - data: 2008-05-11 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Il costruttore "Sesto sta perdendo una grande occasione" "Area ex Falck? I progetti rischiano un nuovo stop" Pasini: l'intervento di Piano non si farà mai "Questa era la città più industrializzata del Nord, la città del lavoro per eccellenza. Ora rischia di rimanere indietro" Sono trascorsi cinque mesi da quando Renzo Piano illustrò la sfida insita nel suo progetto per la riqualificazione dell'ex area Falck davanti al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ospite della ex Stalingrado d'Italia: da "città delle fabbriche" a "fabbrica delle idee". Piano mostrò un progetto audace che mixava negozi, residenze e uffici, ma anche centri di ricerche, università, giovani al lavoro e un vivaio di imprese. E a distanza di cinque mesi Giuseppe Pasini, il nonno dei costruttori sestesi, che qui arrivò da San Donà di Piave nel '51, negli anni del dopoguerra e della ricostruzione, denuncia: "Sesto sta perdendo il treno. Era la città più industrializzata del Nord, la città del lavoro per eccellenza. Ora rischia di rimanere indietro". A chi gli chiede la ragione di tanto pessimismo, Pasini risponde secco: "Non si farà mai il progetto di Piano. Ma sarebbe opportuno che il nostro sindaco ci dicesse cosa sarà dell'immensa area ex Falck". Sembra saperla lunga quest'uomo che, alle scorse comunali, ha accettato all'ultimo minuto di correre con una lista civica sostenuta dal centrodestra, candidato sindaco contro il sindaco uscente Giorgio Oldrini. "Stupido io a non candidarmi prima e ad accettare di scendere in campo con una coalizione che non riusciva a mettersi d'accordo", dice oggi. E la sa lunga perché l'area ex Falck, dieci anni fa, l'aveva comprata lui. "Non mi hanno dato le concessioni che chiedevo, 600 mila metri quadrati di superficie lorda, più 150 mila di recupero di vecchie strutture. Dopo 3 anni l'ho dovuta vendere a Risanamento di Zunino, perché i costi per tenere ferma un'area erano esagerati. Sono un costruttore non uno speculatore". E ora, dopo altri sei anni, aggiunge, "sono convinto che anche Zunino passerà la mano. Non hanno dato niente neppure a lui anche se, perlomeno, hanno trattato. Ma quel progetto, 25 torri di 28 piani… è quello che serve a Sesto? ". La sua preoccupazione, confida, prima ancora come cittadino che come costruttore, è "sapere cosa immagina il sindaco per l'area degli ex stabilimenti. Non si muove foglia. E mi preoccupo, perché a questa città ho sempre voluto bene. Qui sono nati i miei figli e i miei nove nipoti". Non è più il tempo dei sogni. "Sono vecchio - dice Pasini -, anche se ho l'impressione di essere giovane non sono più un ragazzo, vorrei vedere il cambiamento, quella città metropolitana che portò l'ex sindaco di Milano Albertini a convincere Banca Intesa a trasferirsi qui, nell'area ex Marelli". Altro progetto affogato nella palude della burocrazia e delle beghe politiche. Sempre sua l'area ex Marelli? "Sono un imprenditore. Avevo comprato l'area, fatto un progetto, un concorso di idee. Vinse Albini. Tutti dissero: bello, molto bello. Si è tirato a campare, niente concessioni. Nel 2003 è cambiato ammini-stratore delegato e Banca Intesa ha cambiato strategia e non ha più decentrato a Sesto il suo cuore operativo". Poi è toccato a Sky. C'era chi, come l'ex sindaco di Sesto, Filippo Penati, aveva intuito per la sua città l'importanza di Milano città metropolitana. E ora c'è alle porte l'Expo. "Possiamo noi perdere il treno, dormire sugli allori? Sesto non può rimanere fuori". Giuseppe Pasini costruendo case, non lo nega, ha fatto i quattrini. "Ma ho sempre costruito per il piacere di lavorare. E per cambiare in bello la mia città". Ripete, con orgoglio, che "se c'è qualche bel fabbricato a Sesto è perché l'abbiamo fatto noi, io e i miei fratelli. L'Abb, le Medtronic, la General Electric, l'Alitalia, tutta la via Carducci". E l'amore per la loro città i Pasini l'hanno manifestato anche nella squadra di calcio, la Pro Sesto, presidente Elisabetta Pasini, "Abbiamo dato le scuole alla città quando non ce n'erano e i nostri figli facevano i doppi e tripli turni. Abbiamo vissuto la vita della città noi Pasini. Il mio appello, ora, è che l'amministrazione non perda altre possibilità. Suoni la sveglia a Sesto ". La fabbrica L'area ex Falck di Sesto dovrebbe essere riqualificata nel segno dell'architetto Renzo Piano. Nel tondo, l'imprenditore immobiliare Giuseppe Pasini Paola D'Amico.

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I soldi <segreti>: extragettito tra i 2 e i 3 miliardi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 11-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-11 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Dietro le quinte L'8 maggio incontro tra il titolare dell'Economia e l'ex Padoa-Schioppa. Da Bruxelles conferme sui conti I soldi "segreti": extragettito tra i 2 e i 3 miliardi SEGUE DALLA PRIMA Perché di quei due o tre miliardi di euro di grasso nascosti nei conti pubblici, è meglio che non si sappia niente. Almeno fino a quando anche lo stato dell'economia italiana non sarà più chiaro di quanto già non sia adesso. Per capire da dove saltano fuori quei soldi basta guardare con attenzione i numeri. La Relazione unificata sull'economia e la finanza pubblicata dal Tesoro il 12 marzo scorso, quando la campagna elettorale era già in pieno svolgimento e i sondaggi davano il centrosinistra per sconfitto, stima per il 2008 un deficit pubblico al 2,4% del Prodotto interno lordo. Ma la previsione sarebbe stata migliore se il Ragioniere generale dello Stato, Mario Canzio, non fosse sistematicamente intervenuto su ogni voce del bilancio chiedendo puntualmente di rivederla al ribasso. Se sia stata una prudenza giustificata soltanto dalla cattive prospettive economiche o piuttosto influenzata dall'incombente esame al quale il futuro governo Berlusconi avrebbe senz'altro sottoposto il lavoro del ministero sotto la gestione di Padoa- Schioppa, ovviamente Ragioneria compresa, è difficile dire. Fatto sta che la Commissione europea prevede per il 2008 un deficit più basso di circa un miliardo e mezzo di euro rispetto a quello stimato dallo stesso governo italiano: 2,3% del Pil contro il 2,4%. A quanto pare, considerata l'inflessibilità di Bruxelles, un fatto che non ha precedenti. Nella Relazione di marzo c'è poi scritto che il 2,4% potrebbe scendere anche al 2%, nel caso in cui l'andamento del gettito fiscale fosse in linea con gli ultimi due anni. Come però dimostrano i dati sull'Iva probabilmente non sarà così, viste le ombre che si addensano sull'economia. Gli esperti del Tesoro ritengono tuttavia che i risultati della lotta all'evasione fiscale possano garantire una ragionevole tenuta del gettito. Ecco allora che il fantomatico tesoretto prende corpo, in una dimensione compresa, appunto, fra i due e i tre miliardi di euro. Ma che in questo momento il nuovo ministro dell'Economia ci voglia andare con i piedi di piombo non deve affatto stupire. Con tutte le aspettative che ha generato la campagna elettorale del Cavaliere, dal taglio dell'Ici all'abolizione del bollo auto fino alla detassazione degli straordinari, che cosa potrebbe accadere se si ammettesse l'esistenza di quelle sia pur limitate disponibilità? Un atteggiamento di analoga cautela, del resto, aveva tenuto pure Padoa- Schioppa, arrivando, secondo una ricostruzione di Repubblica, a dire nei mesi scorsi all'ex premier Romano Prodi che gli sgravi dell'Irpef chiesti anche dal sindacato sarebbero stati difficilmente praticabili. Tanto più delicata è adesso la situazione se si considera che gli impegni assunti dall'Italia a Bruxelles ci impongono ogni anno un taglio strutturale del deficit di mezzo punto di Prodotto interno lordo. Il che significa che nel 2009, il primo anno intero del nuovo governo, Tremonti dovrà chiudere il bilancio con un passivo non superiore all' 1,9% del Pil. Obiettivo che va assolutamente centrato anche per ragioni politiche: perché per il centrodestra rischiare anche lontanamente l'apertura di una nuova procedura d'infrazione come quella avviata nel 2005 proprio con Berlusconi e chiusa l'ultimo giorno del governo Prodi, non sarebbe il massimo della vita. Tremonti conosce così bene gli umori di Bruxelles da non ignorare la scarsa propensione europea a perdonare i passi falsi dell'Italia. Soprattutto ora. Soprattutto dopo che Berlusconi ha riaperto la partita dell'Alitalia, nella quale la Commissione era schierata apertamente con Air France Klm. E che lo stesso Tremonti, in cuor suo, sperava di non trovare ancora aperta al suo ritorno dietro la scrivania di Quintino Sella. Il primo boccone indigesto da mandare giù. Controllore Il Ragioniere generale dello Stato Mario Canzio Sergio Rizzo.

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<Per Alitalia una cordata italiana> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 11-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-11 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE L'impegno "Per Alitalia una cordata italiana" ROMA - Un'Alitalia "italiana e fondamentalmente privata". Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, azionista pubblico di riferimento della compagnia aerea, dice qual è l'obiettivo e forse anche l'auspicio del governo nella ricerca di una soluzione anti-crisi. L'impegno aggiunge "è per una cordata italiana e molti imprenditori si sono fatti avanti. Se poi non funziona vedremo". In ogni caso, "non ci aspettiamo che arrivi qualcosa dal cielo. Seguiremo le procedure di legge per quel che riguarda la presentazione e la valutazione delle offerte" spiega Tremonti che si dice pure soddisfatto di aver comunque evitato "il rischio di far finire l'Alitalia in mano ad un nostro concorrente nel turismo". L'indicazione del ministro arriva alla vigilia del consiglio di amministrazione della compagnia che, dopodomani, martedì, esaminerà i conti del primo trimestre che potrebbero evidenziare una perdita attorno ai 280 milioni di euro. Ma non si parlerà solo di cifre. La riunione potrebbe rappresentare anche l'occasione per completare gli incarichi di vertici. Non si esclude infatti la nomina di un amministratore delegato, in sostituzione di Maurizio Prato che si è dimesso lo scorso 2 aprile. E non è neanche escluso un passo indietro proprio del presidente di Alitalia Aristide Police. Ed è in vista dell'appuntamento del Consiglio di amministrazione che ieri il Police è stato ricevuto dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta al quale ha esposto "le più urgenti problematiche aziendali". E' stato insomma un colloquio di verifica della situazione appunto alla luce delle nuove strategie del governo. S.Ta.

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Senza pretese nessun dispiacere (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 11-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Commenti Pagina 315 I rimpianti dell'ex premier Senza pretese nessun dispiacere I rimpianti dell'ex premier --> Romano Prodi, dice, non ha rimpianti. "Dopotutto ho vinto due volte le elezioni", aggiunge, quasi felice. Ovvio. Come diceva Pier Paolo Pasolini, "chi non ha pretese non ha dispiaceri". E l'ex premier, questo suo presunto non rimpiangere nulla lo deve probabilmente al fatto di non aver mai preteso, ma sempre e soltanto sperato. Che l'"accozzaglia unionista" cattoradicalverderossogirotondinriformista rispettasse il voluminoso programma elettorale sottoscritto nel 2006. Che Clemente Mastella e Lamberto Dini la smettessero di fare le bizze. Che alleggerire le carceri con l'indulto non diventasse un'arma a doppio taglio. Che risanare le casse dello Stato mettendo sotto pressione tutti, dall'imprenditore al tassista, dall'operaio al negoziante, potesse essere l'eccezione e non la regola. Che il conflitto d'interessi fosse differibile e il ritorno alla carica dei berluscones blando e remoto. Non ha mai preteso, ma sempre sperato, anzi scongiurato che l'ala sinistra della coalizione se ne stesse buonina su Tav, Afghanistan, Dal Molin, Dico e quant'altro. Che Di Pietro non facesse il Di Pietro. Che la monnezza scomparisse dalle strade campane senza le dimissioni di bassolini e pecorari o che l'Alitalia tornasse a volare grazie a chissà quale miracolo. Che i "bamboccioni" non si stufassero di essere definiti "bamboccioni" da chi ha stipendi e figli con stipendi a vari zeri. Che la querelle sui privilegi della Casta fosse solo un fenomeno letterario dal successo passeggero, che nessuno si accorgesse del moltiplicarsi di poltrone e sottopoltrone, che Beppe Grillo fosse soltanto un comico arrivista che tutt'al più poteva togliere voti all'altra parte. Che il Carroccio solo roba da bifolchi xenofobi e razzisti. Che la Sicurezza diventasse finalmente di sinistra. Che il nuovo (Veltroni) tardasse ad avanzare. Che i conti al Senato tornassero per 5 anni, a qualunque costo. Sperato sempre, preteso mai, insomma, l'unica cosa che avrebbe dovuto pretendere: governare. Nessun rimpianto, siamo sicuri? Parrebbe. Ha vinto due volte, dopotutto. Anzi tre, se calcoliamo anche i Mondiali di Calcio. Ma due volte è caduto. Abbattuto. Silurato. Sfiduciato. Nessun rimpianto, poche pretese e troppe, vane speranze. Sarebbe facile chiosare con l'adagio del "chi visse sperando...". Meglio ricordare Woody Allen, che un rimpianto, uno solo, almeno, ha ammesso di averlo. Lo stesso che forse, sotto sotto, dentro dentro, in fondo in fondo, ha anche il Professore. Quello di non essere stato qualcun altro. LUIGI BARNABA FRIGOLI.

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<Padoa Schioppa? Con lui è aumentata solo la spesa pubblica> (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 11-05-2008)

Argomenti: Alitalia

"Padoa Schioppa? Con lui è aumentata solo la spesa pubblica" SIMONE GIRARDIN "Dopo quello che hanno combinato in meno di 24 mesi, altro che dieci anni...". Il senatore leghista Massimo Garavaglia sorride davanti all intervista di addio del ministro dell Economia uscente Padoa Schioppa rilasciata al Corriere della Sera. Garavaglia sta dicendo che la situazione è peggiore di quello che è? "Dico solo che prima dell arrivo di Padoa Schioppa e del Governo Prodi ce la potevamo cavare in dieci anni; adesso ne serviranno almeno quindici". Come è pessimista... "Purtroppo è la realtà. In meno di due anni con Padoa Schioppa alla guida del Ministero dell Economia la spesa pubblica è aumentata di 75 miliardi di euro, passando da da 705 a 780. Vuol dire più del 50 per cento del prodotto interno lordo. E adesso viene a predicare rigore. Non scherziamo...". Eppure Padoa Schioppa si dice soddisfatto del lavoro svolto? "Il Paese no. E aumentata la spesa pubblica e la tassazione. I consumi sono fermi. E difficile capire dove si possa essere soddisfatti". Il ministro lo spiega riguardo la lotta all evasione e alla politica di rigore e risanamento avviata da Prodi in questi due anni. "Evasione fiscale? Sono capaci tutti di parlare genericamente di lotta a chi non paga le tasse. Prima bisognerebbe vedere come è distribuita l evasione". Lo spieghi lei? "In Lombardia è al 13% mentre in Campania e in Puglia arriva al 60 cento. In Calabria sfiora il 90%". Allora che fare? "Serve una volontà politica forte. Noi come la Lega la proposta l abbiamo messa sul tavolo da tempo: si chiama federalismo fiscale. Un provvedimento che punta a responsabilizzare gli enti locali nella spesa pubblica e di conseguenza combattere l evasione". Si era parlato anche di devolvere poteri di controllo ai sindaci. E una strada percorribile per contrastare l evasione fiscale? "Va bene ma solo a patto he ai sindaci sia dato anche maggiore potere di spesa e di competenze. S auna cosa". Prego? "Il debito pubblico si è creato all inizio degli anni 70 quando si è centralizzata la fiscalità. Prima i comuni erano più liberi, avevano maggiori entrate e più autonomia. Ora no. E i risultai sono stati pessimi". Intanto ci si può consolare con la lista dei contribuenti che pagano le tasse, non crede? "Vede, anche questa è stata l ennesima boiata. Per il metodo. Si sa che possiamo conoscere i dati di chi ha una carica pubblica. Il politico sa che i suoi redditi sono a disposizione di tutti. Ma chi non fa vita pubblica ha il diritto di poterli custodire privatamente. Altrimenti a che cosa servono tutte le firme che ci chiedono per la legge sulla privacy ?" Un ultima cosa: Padoa Schioppa fa sapere che gli dispiace per la vicenda Alitalia. Secondo lui la proposta di Air France era la migliore possibile. Concorda? "Dice il vero a metà. Sarebbe stata un occasione unica se non avesse penalizzato Malpensa. Così è la peggiore possibile". Torniamo indietro: va bene aspettare quindici anni ma qualcosa si può fare subito per rilanciare l economia del Paese? "A breve termine una bella mano la può dare la detassazione dei premi aziendali e degli straordinari. A medio termine bisogna abbattere la pressione fiscale. Ma per farlo serve reperire risorse. E alzando la spesa pubblica come fatto da Prodi e soci è dura trovarle. Dunque sarà importante tagliare tutto il tagliabile". [Data pubblicazione: 08/05/2008].

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Resterà italiana e in mani private (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 11-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia "Resterà italiana e in mani private" Per Alitalia il nuovo governo punta a una soluzione "italiana e privata". Il neo ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, detta la linea in vista del consiglio d'amministrazione di martedì quando potrebbe arrivare anche la nomina dell'amministratore delegato, casella rimasta vuota dopo le dimissioni lo scorso 2 aprile di Maurizio Prato. Ieri il presidente del vettore, Aristide Police è stato ricevuto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta al quale ha esposto i problemi più urgenti. Tremonti sottolineato che "l'impegno è per una cordata italiana, molti imprenditori si sono impegnati". Secondo il titolare di via XX settembre "il rischio per la nostra economia e il nostro turismo che la compagnia andasse a un concorrente straniero è stato evitato". Le grandi manovre continuano: il consulente del premier Bruno Ermolli, ha ufficializzato la richiesta ad Alitalia per l'accesso ai dati economico-finanziari aggiornati.

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Il governo vola basso: L'Alitalia a italiani e privati (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 12-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Il governo vola basso: "L'Alitalia a italiani e privati" Roma La linea per il caso Alitalia è apparentemente una sola, benché nel nuovo governo sia fortemente presente l'idea di un commissariamento, sostenuta dalla Lega e in via per ora privata da Giulio Tremonti. Ufficialmente, "cerchiamo una soluzione italiana e fondamentalmente privata", ha detto ieri il neoministro dell'economia Tremonti. "Il rischio - ha spiegato - per la nostra economia e il nostro turismo che Alitalia andasse a un concrrente straniero è stato evitato", con chiaro riferimento a Air France, "stoppata" (parole di Umberto Bossi) sulla via di Roma all'"ultimo momento". Alla domanda di Lucia Annunziata, conduttrice di Mezz'ora du Rai3, sui primi passi da farsi, Tremonti ha spiegato che "i primi passi che ho fatto sono stati entrare in ufficio e perdere tempo a mettere il barattolo Cirio. Non ho guardato ancora le carte specifiche, di certo un conto è fare campagna elettorale e un conto è essere il governo: quando sei il governo hai procedure di legge da seguire. Non sto dicendo che sto lì ad aspettare che arrivi qualcuno o qualcosa, quello che posso dire è che noi siamo dentro le procedure di legge, poi dentro queste procedure arrivano le nuove offerte". Sull'ipotesi di riaprire una nuova Iri "io spero di no - ha commentato- l'impegno è per una cordata italiana, molti imprenditori si sono impegnati su questo". Ieri mattina il presidente di Alitalia, Aristide Police, assieme a una delegazione della compagnia, è stato ricevuto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta cui sonso stati esposte "le più urgenti problematiche aziendali in vista del prossimo Consiglio di amministrazione del 13 maggio".

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Con tiscali vola all'estero un altro pezzo delle tlc italiane (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 12-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Global market Con Tiscali vola all'estero un altro pezzo delle tlc italiane Per il rilancio dell'Alitalia, primo vero banco di prova del governo Berlusconi, ci vorrebbe un manager del calibro di Corrado Passera o di Sergio Marchionne Se le indiscrezioni sui pretendenti di Tiscali si riveleranno esatte anche l'operatore di tlc con sede a Cagliari e fondato dall'imprenditore sardo Renato Soru rischia di uscire dall'orbita italiana. In pista per l'acquisto ci sono infatti Vodafone, BSkyB, CarPhone, cioè tre operatori inglesi, più forse Wind la cui proprietà è in mano all'egiziano Naguib Sawiris. Con la prossima vendita di Tiscali, dunque, se ne andrà oltreconfine un altro pezzetto di telecomunicazioni italiane nate con la liberalizzazione di fine anni '90. E un altro scaltro imprenditore italiano diventerà molto ricco. Dopo dieci anni il bilancio è sconsolante: iniziò Colaninno a vendere Omnitel ai tedeschi di Mannesmann, a sua volta finita nella pancia di Vodafone. Poi Wind, la pepita d'oro dell'Enel ai tempi dello sbarco in Borsa guidato da Tatò, è finita sotto il cappello egiziano. H3G è nata fin da subito sotto la stella del cinese Li Ka Shing mentre Fastweb, felice intuizione di Scaglia e Micheli, è finita a caro prezzo in pasto agli svizzeri di Swisscom. Rimane Telecom che da un anno ha messo un piede in Spagna dopo le disavventure di Tronchetti Provera e Benetton e le incursioni di Romano Prodi. Ma l'importante, dicono gli economisti, è che ci sia più concorrenza sul mercato e tariffe basse per gli utenti. E imprenditori ricchi che paghino le tasse in Italia. Giovanni Pons [ deutsche telekom al bivio] Tempi di scelte difficili, e forse anche di paura di rischiare, a Deutsche Telekom. L'assemblea degli azionisti, giovedì prossimo, sarà una prova non facile per il giovane amministratore delegato del colosso semipubblico tedesco delle telecomunicazioni. Le brutte notizie lo perseguitano. La clientela in Germania infatti continua a calare: nell'ultimo trimestre Deutsche Telekom ha perso ancora una volta seicentomila utenti a vantaggio della concorrenza. L'azione del gruppo ha perso altri due euro di valore. E sulla scena internazionale, il "gigante rosa" con sede a Bonn rischia di restare indietro nella grande corsa alle acquisizioni che vede in lizza tutti i suoi maggiori concorrenti europei. Da tempo, ma invano, il governo federale tedesco preme su Obermann: ha fretta di vedere anche Deutsche Telekom fare un grande balzo sui mercati stranieri. Finora le acquisizioni realizzate o all'esame non hanno convinto. Non ha scatenato entusiasmi in Borsa né l'ingresso di Deutsche Telekom nella greca OTE-Hellenic Telekom, né la prospettiva di rilevare Sprint Nextel negli Usa. E il tema delle acquisizioni rischia di dominare l'assemblea e di mettere in difficoltà il manager. Andrea Tarquini.

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RIFLETTEVO sul fatto che sono scattati una serie di scioperi dei trasporti: da quelli (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 12-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Di MAURIZIO COSTANZO RIFLETTEVO sul fatto che sono scattati una serie di scioperi dei trasporti: da quelli pubblici nelle città, ai treni, ai controllori di volo di Milano. Me lo aspettavo, in quanto non appena un nuovo governo si affaccia alla ribalta, le categorie, che certamente hanno legittimi motivi per scioperare, lo fanno. Il senso: ricordatevi che abbiamo problemi irrisolti. Ma della questione Alitalia della quale si è parlato per giorni e giorni, che ne è? Si è risolta? Si sta risolvendo? È già subentrata un'altra compagnia?.

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<Malpensa, seimila posti a rischio> (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 12-05-2008)

Argomenti: Alitalia

La denuncia delle Camere di Commercio "Malpensa, seimila posti a rischio" Sono circa 6 mila i posti di lavoro a rischio nell area dello scalo di Malpensa dopo l abbandono di Alitalia dell aeroporto varesino. É quanto emerge da una stima del Comitato Malpensa, l associazione che riunisce le camere di commercio di Milano, Varese e Novara. "Si stima - afferma Gianfredo Comazzi, presidente del Comitato Malpensa - che i posti a rischio siano in linea diretta circa 6mila, molti di più considerando l intera area vasta di Milano, Novara e Varese con l occupazione attualmente indotta dalla presenza di quello che è il più importante aeroporto dell Europa centro-meridionale. Chiediamo allora al nuovo Governo di valutare attentamente ogni mossa alla luce anche dei dati occupazionali indicati. I nostri territori, che sono una ricchezza del Paese, dovranno ricevere la giusta attenzione dall esecutivo che si formerà nei prossimi giorni". Secondo la banca dati Smail, nei 13 Comuni dell area Malpensa appartenenti alla provincia di Varese lavorano 77 mila persone, oltre a quelle dello scalo. Di queste, 11mila sono occupate in settori legati all attività aeroportuale come gli alberghi, il mondo dei trasporti e la logistica. Intanto l Osservatorio sul Mercato del Lavoro della Provincia di Varese segnala 2.499 esuberi accertati nelle aziende collegate all attività dello scalo nelle ultime settimane. Per Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano occorre "raggiungere in tempi brevi una soluzione per Malpensa che tuteli le esigenze del sistema imprenditoriale e nel contempo salvaguardi i lavoratori i cui destini sono legati alle scelte che si stanno compiendo in questi giorni". [Data pubblicazione: 07/05/2008].

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<Il destino di Alitalia deve restare svincolato da quello di Malpensa> (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 12-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Reguzzoni: l hub lombardo può vivere se messo in condizioni di poter competere sul mercato "Il destino di Alitalia deve restare svincolato da quello di Malpensa" Giancarlo Mariani Il neoministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha affermato, in un intervista alla Stampa, che "Un grande paese come l Italia non può permettersi di non avere una compagnia di bandiera in grado di stare sul mercato. Ha fatto benissimo il presidente Berlusconi a porre l accento su questa esigenza". Secondo l esponente del Pdl "il mercato del trasporto aereo in Italia è potenzialmente molto redditizio". Egli sottolinea altresì che "l Expo 2015 a Milano apre nuove grandi opportunità sia per Alitalia sia per Malpensa". "In condizioni di trasparenza -spiega ancora Scajola- non mancano certo gli imprenditori interessati ad occuparsene. Una partecipazione straniera è opportuna, ma deve essere configurata in termini tali da non pregiudicare gli interessi strategici fondamentali del sistema-Italia". Alle dichiarazioni del ministro dello Sviluppo Economico ha fatto seguito un intervento di Marco Reguzzoni. "Apprendo con favore - ha tenuto a precisare il parlamentare leghista - le dichiarazioni di Scajola. L importante è che il destino di Alitalia resti svincolato da quello di Malpensa". L ex presidente della provincia di Varese ha anche voluto sottolineare che "l hub lombardo può vivere se messo in condizioni di poter competere sul mercato". Reguzzoni quindi è del parere che la storia della vicenda Malpensa non debba essere collegata con quella della compagnia di bandiera in quanto ritiene che il mercato deve predominare sotto tutti gli aspetti. Questo percorso consentirebbe indubbiamente all aeroporto varesino quel rilancio di cui ha bisogno da quando Alitalia ha ridotto le rotte in partenza dall hub. Malpensa ha le risorse per rilanciarsi, lo dimostra il fatto che recentemente Lufthansa ha aumentato i voli. Anche American Aerlines ha reinserito l aeroporto varesino nei suoi programmi. Scelte che potrebbero anche essere seguite da altre compagnie così da offrire ai viaggiatori del Nord la possibilità di raggiungere il maggior numero di mete possibili sia per le tratte internazionali che per quelle intercontinentali. In serata, invece, Ermolli, su incarico del Premier Silvio Berlusconi, ha chiesto ad Alitalia dati aggiornati per poterli esaminare in un ottica di rilancio della compagnia. [Data pubblicazione: 10/05/2008].

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Come ha messo in crisi la sinistra - gabriele romagnoli (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 13-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Cultura Come ha messo in crisi la sinistra Dopo le vittorie in italia e in Inghilterra Un nazionalismo strano che affida la difesa del Paese a chi vuole smembrarlo Si vuole tenere Alitalia in mani nazionali quasi Spinetta fosse come Zidane GABRIELE ROMAGNOLI C'è stato un momento divinatorio, in cui il futuro imminente dell'Italia è apparso chiaro a chiunque avesse occhi per vederlo. Era il luglio del 2006, la Nazionale aveva appena vinto i Mondiali di calcio e i trionfatori sfilavano ai Fori Imperiali, vestiti di scuro, sul tetto di un autobus. Li accompagnavano una folla immensa e uno striscione con la scritta: "Fieri di essere italiani". A un certo punto apparivano, dalle parti dell'eroico portiere Buffon, simboli inequivocabilmente nazisti. "Forse non se ne è accorto", commentò sospesa tra ipocrisia e superficialità la giovane Giorgia Meloni, attualmente ministro in quota Alleanza Nazionale. Quello di cui era necessario accorgersi era che tutta la scenografia della celebrazione, l'evento stesso che il destino aveva partorito recava i crismi della storia in fieri, conteneva gli elementi del Dna, del paradossale Dna della destra italiana che si avviava, di lì a due anni, a una vittoria paragonabile a quella ottenuta dai calciatori nel lugubre, hitleriano, stadio di Berlino. Primo elemento: il nazionalismo. "Fieri di essere italiani" si proclamavano a decine di migliaia, soprattutto giovani. Un'intera generazione si è andata riappropriando di una caratteristica che non solo i padri, ma i fratelli maggiori avevano rinnegato, perfino con disdegno. Globalisti, localisti, ma patriottici mai. Da qualche anno covava invece una rinascita del sentimento nazionale, celebrata con la rabbia e l'orgoglio del pamphlet di Oriana Fallaci, sublimata nell'ammirazione per il modo di affrontare la morte di Fabrizio Quattrocchi, giustiziato in Iraq. L'alimentava la paura e il disprezzo per l'altro, l'usurpatore del presunto diritto a godere della posizione migliore, fosse l'odiato francese che vinceva le finali o il maghrebino che attecchiva nella provincia settentrionale (entità mirabilmente fuse nella figura, infine umiliata, di Zinedine Zidane). Un nazionalismo ingenuo e contraddittorio, al punto da finire per demandare la difesa contro lo straniero a un partito, la Lega, che contemporaneamente teorizzava il superamento dell'Italia. Un feticcio, ma a larga diffusione. Secondo elemento: il carro dei vincitori. Tutti su, insieme con Buffon, non importa se si è accorto di portare la svastica: è campione del mondo. La destra ha cominciato a vincere quando è stata predetta vincente. Ha allargato il consenso quanto più questa predizione si è rafforzata. Viviamo in tempi di incertezze, morali prima ancora che economiche: si corre ai ripari forti. Viviamo, ancor più, in un'epoca che propone un'infinità di sfide, illumina chi le supera e oscura chi non ce la fa. Il mondo dello spettacolo, ormai fuso con quello reale, proclama con scadenze sempre più ravvicinate vincitori e vinti. Gli uni restano in gara, gli altri scompaiono nella botola. Vincere è percepito, a distanza di decenni, nuovamente come un imperativo, ma per sopravvivere. Il Moretti di Caro diario che proclamava, anche lui fiero a suo modo: "Voglio restare minoranza", giacché se diventi maggioranza qualcosa hai sbagliato è un modello da irridere. Come lo è il Vecchioni di : "Vincere significa accettare e questo, lo dovessi mai fare, tu questo non me lo perdonare". Di nuovo spinge verso destra un misto di entusiasmo e paura. Terzo elemento: il superamento della legalità. I ragazzi sul tetto dell'autobus e del mondo erano, due mesi prima, alle soglie della squalifica. Travolti a vario titolo nelle nefandezze del calcio italiano. I più rappresentativi di loro (Cannavaro e, inevitabilmente, Buffon) erano sotto accusa. Si era parlato addirittura di lasciarli a casa, di sostituire l'intera Nazionale con una rosa di ragazzi, in segno di simbolica rinascita. Scampati all'abisso, avevano trovato risalendone le motivazioni per vincere. E la vittoria aveva cancellato ogni passato, assolto tutti. C'è, nella destra italiana, lo stesso percorso autoassolutorio. Vincendo si emenda da ogni colpa. In un paradosso superiore a ogni altro ha ceduto ad altri la propria bandiera legalitaria. Ha sospinto a sinistra personaggi che antropologicamente e idealmente le appartengono (Di Pietro), indotto a mutuarne i metodi altri che le sono estranei (Cofferati). Nell'abbraccio tutt'altro che mortale, anzi rigenerante e salvifico, con Berlusconi ha perduto le proprie caratteristiche. Un purista come Pietrangelo Buttafuoco diceva anni fa in una intervista al settimanale Diario: "Un tempo il missino lo riconoscevi, nel condominio, quartiere, paese, per la sua rispettabilità, la pignoleria nell'applicare la legge, per come era inflessibile". Ora, pur di conquistare il potere, la destra ha acquisito la predisposizione nazionale e la berlusconiana necessità di venire a patti con la legge: gabbandola, aggirandola, se non resta altra via modificandola. Era difficile riconoscersi negli uomini tutti d'un pezzo, molto più facile riconoscersi in questi, inclini se non al perdono, almeno al condono. E veniamo qui al quarto elemento: l'identificazione. Antropologicamente gli esponenti politici della destra sono molto più vicini all'italiano medio. Lo sono intellettualmente, e non è un giudizio di valore, del tipo scolastico. è questa un'epoca di grande complessità. Di fronte alla complessità la sinistra reagisce da sempre con la pretesa di spiegarla, in scala 1 a 1, cadendo in un pozzo borgesiano. La destra reagisce tentando di semplificarla. Noam Chomsky contro Ronald Reagan, Toni Negri contro Ignazio La Russa, non c'è partita: è Ucraina-Italia. Piuttosto che un modulo poco comprensibile e per nulla ottimista, meglio le ricette semplici, il linguaggio forte. I giornali della destra italiana hanno stili di titolazione all'incrocio tra quelli sportivi e (ennesimo paradosso) quelli storici della sinistra extra-parlamentare. Gli esponenti politici si adeguano, con successo: il pubblico capisce i propri interlocutori, si sente più vicino a loro, anche umanamente. Da una parte i cupi, i secchioni, i monogami a vita. Dall'altra i nottambuli con le amanti vallette e i figli in arrivo da una donna che non è la moglie. è un paradosso avere una destra che rispolvera l'identità cristiana e celebra il Family Day mentre vive paganamente e fa la fortuna degli avvocati divorzisti? Non più di quanto lo sia una destra che, infischiandosene dei diritti umani e dei trascorsi comunisti (altrove considerati marchio d'infamia), fa affari con Putin ed evita di pronunciarsi sul Tibet per non infastidire la Cina. In questa contraddittorietà l'elettorato, il popolo, la curva del Circo Massimo non rileva un elemento negativo, anzi: ci si adagia riconoscendosi. Si può dunque proseguire nell'abiura, abdicando a ogni elemento storico. "Meno Stato, più mercato" dovrebbe essere una regola d'oro della destra, ma nella vicenda Alitalia quella italiana fa esattamente l'opposto, cercando di salvare a spese dello Stato (con prestiti ponte, con l'idea di comprarsela tramite le Ferrovie) un'azienda bocciata dal mercato. Perché? Perché ama l'Italia, la sua bandiera, la sua compagnia di bandiera, perché non finisca in mano agli odiati francesi, manco Spinetta fosse Zidane, venuto a prenderci a testate. Si chiude il cerchio, tornando al frainteso nazionalismo, alla fierezza di essere italiani in una notte d'estate, a questa versione di destra che per i giovani è una scelta di appartenenza a qualcosa di vincente come lo fu quella Nazionale, per gli impauriti (che sono tanti) una via d'uscita più immediata, per quelli che non capiscono il presente una spiegazione più facile e apparentemente efficace. Per tutti qualcosa, o meglio ancora qualcuno più vicino: nella condotta, nei ragionamenti e nelle aspettative. Non è il facile folclore dei giornali stranieri, non è TelePredappio, è qualcosa di molto più profondo, contraddittorio e duraturo. è l'immagine del Paese, reale e non spettacolare. Chi la giudica distorta sta guardando da troppo tempo lo specchio invece di quel che ci si riflette.

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Alitalia, tocca a Resca (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 13-05-2008)

Argomenti: Alitalia

"sarebbe durissima, ma un servizio al paese" Il manager vicino a Berlusconi prossimo alla nomina di amministratore delegato IL COLPO DI GENIO 13/05/2008 L'OPERA IN CIRIO 13/05/2008 SOCIETA' LEADER 13/05/2008 ELEGANTE SAMBONET 13/05/2008.

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Alitalia, i conti dopo l'offerta (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 13-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-13 num: - pag: 29 categoria: REDAZIONALE La risposta a Ermolli Alitalia, i conti dopo l'offerta ROMA - Sembra destinata a prolungarsi l'attesa per un nuovo amministratore delegato in Alitalia. Malgrado le voci di un possibile arrivo di Mario Resca o Maurizio Basile, l'azionista, cioè il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, sarebbe intenzionato a lasciare al mercato, dopo che sarà stata individuata l'offerta, la scelta del manager. Eppure ieri pomeriggio Resca veniva dato dalle agenzie come disponibile all'incarico, con tanto di dichiarazioni entusiastiche dello stesso. In serata, la smentita e le precisazioni: "In questo momento non c'è alcuna ipotesi, nessun segnale". Una frenata tempestiva perché forse la situazione non è ancora così consolidata come sinora si era diffusamente pensato. Il cda, che si riunirà oggi, dovrebbe dunque limitarsi a esaminare la richiesta di due diligence avanzata dal consulente di Berlusconi, Bruno Ermolli, a Alitalia. La compagnia sembra intenzionata a respingerla, secondo le indicazioni di Tremonti. Almeno fino a quando non sarà formalizzata una vera e propria offerta. A. Bac.

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Malpensa <soffia> Air Berlin a Bergamo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 13-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-05-13 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE La battaglia dei cieli L'effetto innescato dalla crisi di Alitalia si fa sentire anche negli altri aeroporti lombardi Malpensa "soffia" Air Berlin a Bergamo La compagnia: scalo più adatto ai nostri clienti. La Sacbo: già rimpiazzata Nei giorni scorsi era stato segnalato il pericolo di una "cannibalizzazione" tra gli scali lombardi MILANO - Magari rimarrà un episodio circoscritto, magari no. è però il primo "dispetto" che Malpensa fa all'aeroporto di Orio al Serio: dal 16 giugno prossimo, infatti, la compagnia tedesca Air Berlin (la seconda in Germania dopo il colosso Lufthansa) trasferirà per intero la sua attività dallo scalo bergamasco a quello varesino. Proprio una settimana fa esperti del trasporto aeronautico e rappresentanti delle istituzioni avevano paventato il rischio che gli aeroporti lombardi, continuando ciascuno a fare corsa solitaria, potessero finire per soffiarsi passeggeri e compagnie a vicenda a scapito di uno sviluppo più organico dell'intero sistema. La decisione di Air Berlin è arrivata di punto in bianco ed è stata comunicata direttamente tramite il sito Internet della compagnia, senza nemmeno preavvertire la società di gestione dell'aeroporto di Orio. Da metà giugno i quattro voli giornalieri (due su Berlino e due su Dusseldorf) che il vettore tedesco copriva a Bergamo verranno passati a Malpensa. Nel 2007 sono stati circa 300.000 i passeggeri che si sono serviti di quei collegamenti, il che equivale all'incirca al 3% del traffico di Orio e a una quota di gran lunga inferiore per Malpensa. Tutto serve, comunque, per una struttura che a partire da aprile ha dovuto far fronte alla grande ritirata di Alitalia, che dallo scalo varesino ha portato via due voli su tre, per una emorragia di passeggeri di circa 6 milioni. "Con lo spostamento a Malpensa i voli di Air Berlin diventano più invitanti sia per chi vola per affari, sia per chi vola per turismo" si limita ad osservare Marco Fontana, country manager per l'Italia della compagnia. Secondo i rumors provenienti dal settore, la società si sarebbe resa conto che la sua clientela è basata in misura preponderante su Milano e non avrebbe l'identikit della tradizionale clientela low cost. Anche per questo avrebbe pensato al trasloco in uno scalo più grande e con maggiori connessioni di traffico. Malpensa dal canto suo avrebbe colto al volo l'opportunità, collocando Air Berlin al terminal 1, vale a dire quello delle compagnie maggiori; i voli verso Berlino, del resto, avranno come destinazione lo scalo di Tegel, il principale della capitale tedesca, dove sono a disposizione connessioni frequenti e rapide verso città del Nord Europa e della Russia. Lo sbarco di Air Berlin, d'altro canto, conferma l'interesse degli operatori tedeschi per Malpensa: poche settimane fa Sea e Lufthansa avevano sottoscritto un accordo per basare nell'hub varesino 6 velivoli di Air Dolomiten (ma le nuove rotte verranno inaugurate solo a partire dal 2009) mentre ha ribadito la volontà di investire su Malpensa la Easyjet, il principale rivale di Ryanair nel mercato low cost, per metà inglese e per metà tedesca. E a Bergamo come l'hanno presa? La Sacbo, società di gestione di Orio (e proprietà per il 49% della stessa Sea) ha da pochi giorni rinnovato i suoi vertici e per il momento non rilascia dichiarazioni ufficiali. Fonti interne alla società fanno notare tuttavia che la perdita di Air Berlin non costituirà un grave danno per i numeri dello scalo: i 300mila passeggeri potenziali sarebbero già compensati dall'inaugurazione del collegamento (8 luglio) di Ryanair con Trapani, già prossimo al tutto esaurito; la stessa compagnia "regina" del low cost garantisce invece già oggi il volo tra Bergamo e lo scalo di Weeze, a 70 chilometri da Dusseldorf. In aggiunta a ciò viene fatto notare che, nonostante la defezione della compagnia tedesca, Orio rispetto a un anno fa serve una dozzina di destinazioni in più. Anche per il 2008, dunque si prevede una percentuale di incremento del traffico a doppia cifra. Al momento prevalgono dunque i toni diplomatici. "La svolta di Air Berlin rimarrà un episodio - è il commento che arriva da Orio - e il nostro scalo non cannibalizza Malpensa. Ha semplicemente aggiunto destinazioni nuove e intercettato un tipo di passeggeri che prima si spostava in treno e in auto. O non si spostava affatto". Nuovi collegamenti Dal prossimo 8 luglio l'aeroporto di Bergamo sarà collegato con quello di Trapani Claudio Del Frate cdelfrate@corriere.it.

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Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 13-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-05-13 num: - pag: 9 categoria: BREVI Alitalia Forfait Da aprile Alitalia ha tagliato i due terzi dei voli su Malpensa: previsto un decremento del traffico da 24 a 18 milioni di passeggeri.

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ROMA - Guidare Alitalia? Solo l'idea fa tremare i polsi - dice al < (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 13-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Di UMBERTO MANCINI ROMA - Guidare Alitalia? "Solo l'idea fa tremare i polsi" - dice al Messaggero Mario Resca, in pole position per la guida della compagnia. "Sarebbe un compito durissimo - spiega - ma come per una chiamata al servizio militare direi "obbedisco" perchè sarebbe rendere un servizio al Paese". L'ex commissario straordinario di Cirio-Del Monte ed ex presidente e ad di McDondald's Italia, che dovrebbe ricoprire la carica di amministratore delegato, precisa subito: "La decisione spetta al Ministero dell'Economia, a Giulio Tremonti. Di candidature non ne so nulla, le leggo dalla stampa, dico solo che se vi fosse una chiamata la valuterei con attenzione e darei ovviamente una risposta rapida". Il manager rileva che sarebbe un'impresa "dura e complicata, visto che negli ultimi 15 anni fior di manager si sono cimentati e oggi l'azienda è sull'orlo del fallimento". Di certo oggi il cda di Alitalia approverà la trimestrale, mentre è improbabile che sancisca l'arrivo di Resca al comando. La compagnia dovrebbe invece dare un via libera preliminare alla due diligence. Anche se restano dubbi sulla procedura: si tratta infatti di mettere a disposizione dati sensibili, ma manca una offerta formale e un quadro di regole chiaro. Insomma, si attendono lumi dall'azionista, cioè da Tremonti, che oggi sarà impegnato all'Ecofin. Dal ministero fanno sapere che verranno seguite le procedure di legge e non vi saranno accelerazioni improvvise. Più probabile quindi che Resca prenda la cloche di Alitalia la prossima settimana. Il manager gode della considerazione del mercato finanziario e di molti imprenditori che fanno parte della cordata messa in piedi da Bruno Ermolli.

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Spunta resca per la guida alitalia - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 13-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Spunta Resca per la guida Alitalia Nel prossimo vertice della compagnia forse anche Ermolli LUCIO CILLIS ROMA - Il compito è "gravoso e molto impegnativo. Chi dovesse accettare questa sfida lo dovrebbe fare, visti i precedenti, con un grande spirito di servizio per il Paese". Mario Resca, il manager che probabilmente già oggi potrebbe salire al vertice di Alitalia dopo settimane di indiscrezioni, non nasconde le difficoltà: nel giorno dei conti trimestrali di Alitalia, il cda della compagnia di bandiera è destinato a cambiare volto. E l'esperto manager - già alla testa di McDonald's Italia ed ex commissario straordinario di Cirio-Del Monte - avrebbe dato la propria disponibilità al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, suo estimatore. Resca avrebbe, quindi, sciolto le ultime riserve e si accingerebbe ad indossare l'elmetto e ad entrare nella trincea di Alitalia, tentandone il salvataggio in extremis. "Per la mia esperienza di manager e imprenditore - ha detto ieri rompendo il silenzio - penso di poter essere messo a servizio del Paese per risolvere i problemi della compagnia di bandiera, svolgendo questo incarico". Pur negando di aver ricevuto offerte "dirette" nelle ultime ore, Mario Resca si dice comunque pronto ad entrare in gioco: l'uomo d'affari ferrarese potrebbe entrare nel cda prendendo il posto lasciato libero 40 giorni fa dall'ex presidente Maurizio Prato e affiancando o sostituendo l'attuale presidente Aristide Police, pronto già oggi a restituire il mandato all'azionista di riferimento, il ministero dell'Economia guidato da Giulio Tremonti. Sulla nomina di Mario Resca ad amministratore delegato e presidente di Alitalia si era già espresso nei giorni scorsi in maniera positiva il premier Silvio Berlusconi che alla guida del vettore vedrebbe anche bene, in futuro, un tandem Resca-Ermolli. La risposta arriverà con la riunione di oggi, che presenterà i conti dei primi tre mesi dell'anno, tra i più sofferti della storia della compagnia. "Alitalia è un'azienda che ha generato perdite da anni - ha precisato Resca - per risanarla fior fiore di consulenti e dirigenti hanno lavorato al suo capezzale per anni". L'unica soluzione possibile per non buttare altro lavoro e sperperare denaro pubblico, dunque è questa: "Salvare Alitalia è un lavoro durissimo che deve essere condiviso da tutti. Un impegno gravoso che può essere portato a termine solo con grandi sacrifici".

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L'accusa di Urbani: <La colpa è dell'azienda Ora basta agli agguati> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 13-05-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 113 del 2008-05-13 pagina 6 L'accusa di Urbani: "La colpa è dell'azienda Ora basta agli agguati" di Fabrizio De Feo Il consigliere di viale Mazzini: "Sono responsabili il conduttore, il direttore generale e anche il Cda. Serve una svolta radicale" da Roma Professor Urbani, da consigliere di amministrazione della Rai come giudica la vicenda Travaglio? "La Rai, ancora una volta, è stata messa a disposizione del primo diffamatore di passaggio. Il principio è quello dell'"io ho diritto al mio microfono". Ma purtroppo si dimentica sempre che quello è il microfono di tutti, in quanto la Rai è servizio pubblico". A sinistra già alberga il timore che si voglia colpire la libertà di espressione. "Mi sembra che Travaglio sia un privilegiatissimo giornalista con libertà d'accesso televisivo e che ignori bellamente la strada della denuncia penale per imboccare quella ben più devastante - priva come è di alcuna possibilità di difesa immediata - della gogna mediatica. Non credo che questo sia un uso corretto, legittimo e leale del servizio pubblico". Qualcuno teme anche un altro editto bulgaro. "Altro che editto bulgaro, qui è esattamente l'opposto. Qui accade che tutti la buttano in politica per non assumersi responsabilità. Ma quando si butta tutto in politica, non c'è più Stato di diritto". Qual è la gerarchia delle responsabilità in questo incidente? "Travaglio è certamente responsabile. Ma le colpe principali del pessimo uso del servizio pubblico vanno certamente individuate anche in molti altri uffici: dal conduttore della trasmissione al direttore di rete, dal direttore generale allo stesso cda che li ha investiti dei rispettivi incarichi". Davvero lei crede che le responsabilità siano così ampie e diffuse? "Io faccio parte del cda e non voglio certo sfuggire. Lo dico quindi, anche se sono ormai mesi che - con gli amici Petroni e Staderini - invochiamo una svolta radicale nel governo dell'azienda, nei suoi strumenti di controllo, nei suoi modelli di gestione. Tutto inutile. E oggi, a consiglio in scadenza, possiamo soltanto esprimere l'augurio: videant consules". Lei chiede una svolta radicale nel governo dell'azienda. A cosa pensa? "Ci sono alcuni aspetti da considerare. Con le leggi attuali noi rispondiamo a due fonti normative diverse: il codice civile e la legge speciale della Rai. Bisogna richiamare ciascuno alle proprie competenze e doveri senza ambiguità e incertezze. Sembra una banalità ma servono sanzioni per chi sgarra. Finora tutto è stato generico, lasco e deresponsabilizzante". Chiede un intervento legislativo al nuovo Parlamento? "Credo che sia necessario definire meglio l'identità stessa dell'azienda che oggi è una specie di centauro, un ircocervo con una doppia personalità. Questa è la debolezza principale. Dove inizia il servizio pubblico e dove inizia la logica commerciale? Se si vuole una maggiore qualità dei prodotti deve diminuire la logica commerciale e la dittatura degli ascolti, ma questo può farlo solo la legge". Ma la Rai azienda detentrice del servizio pubblico oggi ha ancora un senso? "Io credo che il servizio pubblico abbia molto da dare e da fare e sia il caso di mantenerlo". Il cda della Rai scade il 31 maggio. È favorevole a un rinnovo immediato o sta con quelli che chiedono il rinvio all'autunno? "Bisogna fare più in fretta possibile per non lasciare l'azienda nell'incertezza. Certo prima bisogna formare la Vigilanza visto che incide sulla designazione di otto membri su nove del consiglio". Un rapporto della Cgil paragona la situazione dei conti Rai a quelli dell'Alitalia. "Quel rapporto dice che nonostante ci siano 13mila dipendenti la Rai spende oltre il 60% in produzioni esterne. Una notazione che, provenendo dal sindacato, contiene un'ironia infinita e inconsapevole. In ogni caso c'è un difetto nel manico nel senso che o non si sanno scegliere o non si sanno impiegare le risorse umane. Anche per questo abbiamo votato contro il piano industriale". Ma lei sarebbe pronto ad affrontare una nuova avventura in Rai? "Non voglio proporre candidature di sorta. Come ex ministro con una parte di competenza sulla Rai so bene che bisogna rimanere fuori da queste cose e non disturbare i manovratori". Ma qual è la prima emergenza che il nuovo consiglio dovrà affrontare? "Un piano industriale che preveda una chiave di sviluppo e un rilancio dell'azienda. Questa azienda sta invecchiando anagraficamente e per carenza di investimenti. Bisogna regalarle slancio. E nel tempo medio ridurre la contraddizione dell'ircocervo". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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La prima uscita pubblica del tremontismo (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 13-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia La prima uscita pubblica del tremontismo Roma, 13 mag. - Non passano di certo inosservate, ultimamente, le riflessioni di Giulio Tremonti, neo-ministro dell'Economia e Finanze del IV Governo Berlusconi. Ospite del programma televisivo "In mezz'ora", condotto dalla ex Presidentessa della RAI, L. Annunziata, l'esponente di punta del PDL ha chiarito non pochi concetti del "tremontismo". Punto primo: "Posso escludere che abbiamo un "tesoretto"". Senza attendere un'eventuale due-diligence (che V. Visco s'affrettò a fare nel 2006), Tremonti nega che vi possa essere qualche "felice sopresa" in tema di entrate dello Stato. Del resto, ormai sui conti pubblici vi sono tanti occhi e molti controlli - specie su quelli italiani, abbastanza comatosi -, per cui l'ooportunità di istituire una commissione ad hoc perde cogenza. Ed ha spiegato: "L'andamento delle entrate fiscali non è buono, e questo non perché l'evasione da gennaio sia ripartita: basta guardare all'andamento dell'IVA sugli scambi interni, che è negativo perché l'economia va male. Insomma "tesoretto zero"". Quindi si è passati ad una critica, di merito, all'operato del precedente Governo di centro-sinistra, guidato da R. Prodi: "Siamo in una stagione non buona: ci saranno problemi ed una situazione non facile. Non per colpa del Governo Prodi che però ha fatto l'errore di non capire cosa stava succedendo nel mondo. Il Governo Prodi è stato imprudente. In una stagione buona ha fatto la cicala e non la formica. Più entrate c'erano e più spese loro facevano". Poi il passaggio cruciale dell'intervista: i sacrifici saranno chiesti innanzitutto a banchieri e petrolieri. I primi perché erogano mutui troppo costosi alle famiglie: "dovranno pagare più tasse se non faranno pagare meno di mutui alle famiglie". I secondi perché si sono arricchiti non in virtù di un guadagno di efficienza, bensì semplicemente perché è aumentato il prezzo del petrolio. In sostanza, la rendita petrolifera andrà redistribuita. Il che non è poco per un Esecutivo right, liberal-conservatore, che - almeno "naturalmente" - non dovrebbe preoccuparsi troppo delle tematiche redistributive e di equità sociale. Ma, si sa, il tremontismo contiene molto più i geni del colbertismo che non quelli del thatcherismo e reaganismo... Altro pasaggio delicato, l'eliminazione dell'ICI sulla prima casa. Spiega il neo-ministro: "Abbiamo detto che azzereremo l'ICI sulle prime case completando la base di sgravio ipotizzato, cioè portando l'esenzione del pagamento dal 40% al 100%. Le ville e i castelli non rientreranno, invece, nel piano". Bene, ma l'eliminazione dell'imposta di bollo sulle automobili, la "sorpresa" dell'ultimo giorno di campagna elettorale? E l'eliminazione della tassa di successione? Solo tramite uno shock fiscale serio si può scuotere la nostra economia, ormai intorpidita da un decennale letargo...! Ennesimo punto qualificante delle prime mosse economiche del governo di centro-destra la detassazione degli straordinari: "Sarà il primo punto di confronto, uno dei provvedimenti che faremo a Napoli, dove terremo il primo Consiglio dei Ministri operativo. Su quel provvedimento dovremo discutere con il sindacato, ma credo che da entrambe le parti ci sia una logica di dialogo costruttivo". Chissà come la metterà con la CGIL, che ancora pochi giorni fa ripeteva la propria contrarietà alla misura in oggetto. Infine, l'affaire Alitalia. "Cerchiamo una via italiana e fondamentalmente privata. Se non funzionerà vedremo. Saremo dentro le procedure di legge e dentro quelle procedure guarderemo le offerte. Tuttavia, il rischio che la nostra compagnia andasse in mano ad un nostro concorrente nel turismo è stato evitato". Certo, sarebbe meglio chiarire che l'ipotesi ventilata dal premier S. Berlusconi circa l'acquisto da parte delle Ferrovie dello Stato di Alitalia fosse una boutade. Da un disastro e da una tragedia molto difficilmente potrebbe nascere qualcosa di glorioso...! Cosimo Magazzino.

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Fari puntati sulla "due diligence" di Ermolli e sul nuovo vertice (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 13-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Mar, 13 Mag 2008 Edizione 93 del 13-05-2008 OGGI L'ATTESO CONSIGLIO D'AMMINISTRAZIONE DI ALITALIA Fari puntati sulla "due diligence" di Ermolli e sul nuovo vertice Grande attesa per la riunione del Consiglio di Amministrazione dell'Alitalia che oggi esaminerà i conti del primo trimestre dell'anno. Nel corso della riunione verrà discussa la richiesta avanzata da Bruno Ermolli di poter esaminare i conti dell'aviolinea per conto della cordata di imprenditori che lo stesso Ermolli sta organizzando su mandato del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. La "due diligence" è un elemento determinante per mettere a punto la nuova compagine azionaria e un piano industriale e finanziario in grado di salvare l'aviolinea. La riunione di oggi potrebbe concludersi con altre novità: non è, infatti, escluso che il consiglio di amministrazione, orfano di uno dei membri dopo le dimissioni presentate il 2 aprile scorso dall'ex presidente, Maurizio Prato, possa assumere qualche decisione sulla composizione del board. Secondo alcune indiscrezioni, il posto di Prato potrebbe essere occupato da Mario Resca, l'imprenditore ferrarese, molto apprezzato dal presidente del Consiglio, potrebbe assumere la guida dell'aviolinea che attualmente è priva di un vertice operativo. L'attuale presidente, Aristide Police, non ha deleghe operative e la gestione è affidata ad un gruppo di manager di pari livello tra i quali nessuno ha un reale potere di coordinamento. La nomina di un nuovo vertice è assolutamente necessaria sia per gestire la fase di transizione, sia per riprendere il confronto con i sindacati sulle azioni necessarie a mantenere in vita la compagnia. E sempre riguardo alle decisioni del Consiglio, secondo un autorevole quotidiano economico, nella riunione di oggi i consiglieri potrebbero rimettere il loro mandato alla luce dell'avvicendamento al ministero dell'Economia che detiene il 49,9% del capitale Alitalia.

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Puzzle la cordata italiana, privata solo sulla carta (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 13-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Puzzle la cordata italiana, privata solo sulla carta Al vertice di Alitalia arriva l'"esorcista" Resca Mario Resca non si negherà: guidare Alitalia "sarebbe una cosa durissima, come una punizione ai lavori forzati, ma come per una chiamata al servizio militare direi "obbedisco" perché sarebbe rendere un servizio al paese". Così ieri l'ex McDonald's ha sostanzialmente confermato la sua disponibilità, anticipata con un'intervista a Libero mercato . Dell'arrivo del manager ai vertici di Alitalia, si discute oggi, durante la riunione del consiglio di amministrazione - che esaminerà pure la richiesta avanzata da Ermolli di poter esaminare i conti dell'aviolinea per conto degli aspiranti "salvatori". Dopo l'addio di Maurizio Prato (per salvare Alitalia serve un esorcista, disse andandosene), c'è un vuoto da riempire. Il presidente, Aristide Police, non ha deleghe operative e la gestione è lasciata ad un gruppo di manager di pari livello. Serve un manager di lungo corso, per consentire una qualsiasi evoluzione dello stato delle cose. Resca, attualmente presidente del Casinò di Campione ma noto soprattutto per essere stato presidente e ad di McDonald's Italia, è persona gradita al presidente del consiglio (siede anche nel consiglio di amministrazione della Mondadori, con lo stesso Ermolli). Di sicuro c'è solo una cosa: da lui ci si aspetta un miracolo. Quale miracolo, è ancora da vedere. Le tessere che dovrebbero andare a posto non combaciano. La pietra angolare della "cordata italiana" è sempre AirOne: ma restano tutti i problemi Antitrust. C'è il precedente dello stop europeo all'acquisizione di AerLingus da parte di RyanAir, bloccata in un Paese del resto privo dell'equivalente di una rotta Milano-Roma. La composizione tutt'ora fumosa della cordata, che avrebbe però tutta l'aria di essere a prevalenza bancaria e con un apporto più che altro simbolico di imprenditori che hanno poca consuetudine col trasporto aereo, non contribuisce a darle credibilità. Ed è difficile non restare un po' perplessi, quando il ministro dell'economia Giulio Tremonti dice che il governo, su Alitalia, sarebbe al lavoro per una soluzione "fondamentalmente privata". Ogni giorno, nel mondo, milioni di genitori si chiedono con apprensione se le loro figlie siano "fondamentalmente vergini". È evidente che o Alitalia trova un acquirente effettivamente "privato", o non lo trova: nel senso che, pur con uno sforzo di fantasia, sarebbe difficile considerare la partecipazione di Eni o della Cassa depostiti e prestiti come altro da quello che sarebbe. Cioè, al limite una diluizione, ma non un disimpegno, del pubblico. La sostanziale circospezione di Tremonti nel parlare della cordata, però, sembra dare credito alle voci di una tensione fra il ministro ed Ermolli. Già in campagna elettorale, a dichiarazioni di sapore schiettamente nazionalistico (le compagnie aeree come skilift che un Paese deve realizzare quale infrastruttura fondamentale per lo sviluppo), Tremonti aveva accompagnato uscite possibiliste sull'accordo con Air France-Klm, pur criticando l'opacità della trattativa. La stampa estera tiene i fucili spianati, pronta ad accogliere con un nuovo "mamma mia" il primo passo falso di un Berlusconi che potrebbe scoprirsi molto "stile prima repubblica". Ma questo c'interessa poco. La questione è altra. Gli italiani continuano a subire, da Alitalia, un salasso: come contribuenti. Con un approdo che privilegi l'appartenenza e non la razionalità economica, la "privatizzazione" potrebbe paradossalmente comportare uno "scambio politico", più o meno sottobanco, volto alla limitazione sostanziale della concorrenza. Così gli italiani continueranno a pagare il conto di Alitalia, stavolta non più da contribuenti ma da consumatori. 13/05/2008.

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Alitalia, la Ue proroga i tempi per il prestito (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 13-05-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 113 del 2008-05-13 pagina 0 Alitalia, la Ue proroga i tempi per il prestito di Redazione Più tempo per rispondere alla osservazioni di Bruxelles. Il decreto sui 300 milioni a Palazzo Madama il 21 maggio Roma - La commissione europea ha deciso di concedere all'Italia una proroga fino al 30 maggio per rispondere alle osservazioni sul prestito ponte per Alitalia. Nel frattempo, arriverà in aula a Palazzo Madama il 21 maggio prossimo il decreto del finanziamento-ponte da 300 milioni di euro per Alitalia. Ue concede proroga al 30 maggio "Confermo che in seguito a una richiesta da parte delle autorità italiane la commissione europea ha deciso di concedere all'Italia una proroga fino al 30 maggio per rispondere alle osservazioni sul prestito ponte per Alitalia". Michele Cercone, portavoce dell'Esecutivo europeo, ha fatto sapere che, "essendo quello di Alitalia un dossier molto sensibile, contatti tra la commissione Ue e le autorità italiane continuano". Il precedente termine dato all'Italia per fornire tutte le informazioni necessarie sul prestito ponte concesso ad Alitalia era il 19 maggio. "Ora attendiamo la risposta nei tempi dovuti", ha proseguito il portavoce ricordando che l'esecutivo europeo dovrà stabilire se si sia in presenza o meno di un aiuto di Stato illegale. Ad occuparsi del dossier Alitalia - ha aggiunto un altro portavoce della Commissione Ue, Pia Ahrenkilde - "sarà il nuovo membro della Commissione", l'italiano Antonio Tajani, che sostituirà ai trasporti il francese, Jacques Barrot. Il prestito ponte Il 22 aprile il governo dimissionario di Romano Prodi ha deciso un finanziamento ponte per Alitalia che dovrà essere rimborsato al più tardi entro il 31 dicembre, o, in alternativa 30 giorni dopo la privatizzazione della compagnia. Il prestito è stato motivato con ragioni di sicurezza per impedire che l'Italia si ritrovi senza voli aeri a causa delle difficoltà economiche e finanziarie della compagnia aerea. A fine aprile la commissione aveva indicato come termine al governo per il chiarimento richiesto dieci giorni lavorativi che scadono all'inizio della prossima settiama. La proroga sarebbe dunque di un paio di settimane. Finanziamento al vaglio del Senato Il decreto legge che prevede il prestito ponte da 300 milioni per dare respiro alle casse di Alitalia approderà nell'Aula del Senato mercoledì della prossima settimana. A riferirlo il senatore del Pdl Luigi Grillo, neo presidente della commissione speciale costituita per i decreti che devono essere convertiti in legge. "Noi - ha detto Grillo poco dopo essere stato eletto - abbiamo l'impegno di portare in Aula il decreto tassativamente entro mercoledì" 21 maggio. Il provvedimento, varato in uno degli ultimi cdm del governo Prodi dopo il fallimento della trattativa con Air France per l'acquisto di Alitalia, dovrà poi passare alla Camera. Domani, alle 10.15 ci sarà il primo ufficio di presidenza per "concordare il calendario", ha spiegato Grillo. A seguire, ci sarà la prima riunione della commissione speciale e riunioni dovrebbero esserci anche "giovedì, lunedì e martedì", ha concluso Grillo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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I Mondiali decollano da Malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 13-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Domani la presentazione di Varese 2008 I Mondiali decollano da Malpensa Domani dalla Malpensa decollano i Mondiali di ciclismo a Varese. Non a caso è stato scelto l hub lombardo come sede della presentazione, a testimonianza che lo scalo resta il cuore pulsante del nostro territorio. Via l Alitalia, Malpensa non ha nessuna intenzione di smettere di pedalare verso un traguardo vincente. I Mondiali, dal 22 al 28 settembre, rappresentano una splendida occasione di promozione e l inno Varese va , composto e cantato da Memo Remigi, vuole essere un biglietto da visita, al di là dell evento sportivo. Il mondo - dice il testo - è tanto grande e pieno di bellezze che sono sparpagliate qua e là, ma qui son concentrate tutte in un fazzoletto e solo un giro in bici basterà... Domani dalla Malpensa decollano i Mondiali di ciclismo a Varese. Non a caso è stato scelto l hub lombardo come sede della presentazione, a testimonianza che lo scalo resta il cuore pulsante del nostro territorio. Via l Alitalia, Malpensa non ha nessuna intenzione di smettere di pedalare verso un traguardo vincente. I Mondiali, dal 22 al 28 settembre, rappresentano una splendida occasione di promozione e l inno Varese va , composto e cantato da Memo Remigi, vuole essere un biglietto da visita, al di là dell evento sportivo. Il mondo - dice il testo - è tanto grande e pieno di bellezze che sono sparpagliate qua e là, ma qui son concentrate tutte in un fazzoletto e solo un giro in bici basterà... [Data pubblicazione: 04/05/2008].

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<Alitalia non si svende> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 14-05-2008)

Argomenti: Alitalia

"Alitalia non si svende" Il cda chiamato ad approvare i conti Berlusconi in Parlamento spinge per la cordata, l'unica via per risolvere la crisi Roma. Conti in rosso. Ma trattandosi di Alitalia quasi non fa notizia. Allora fanno più discutere il rinvio della nomina del nuovo amministratore delegato, ormai da tutti indicato in Mario Resca, abile manager e risanatore di aziende in crisi e l'ennesimo allarme sopravvivenza lanciato dal board, che invoca una rapida ricapitalizzazione. Il tutto nel giorno in cui Silvio Berlusconi, al Parlamento, insiste con la volontà di lasciare Alitalia agli italiani. Ieri alla Magliana è stato giorno di un lungo Consiglio di amministrazione, conclusosi oltre la mezzanotte, chiamato ad approvare un primo trimestre dell'anno in perdita di 215 milioni di euro prima delle imposte di cui 62 milioni determinate dall'aumento del prezzo del carburante. Alitalia, di cui il governo detiene ancora il 49,9%, aveva chiuso il primo trimestre del 2007 con una perdita prima delle imposte di 146,5 milioni. In gennaio la compagnia aveva previsto di concludere il 2008 con un rosso operativo "lievemente" migliore sull'anno prima, ma aveva anche annunicato che il risultato operativo per l'intero anno avrebbe registrato "un consistente peggioramento" rispetto a quanto indicato dal piano 2008/2010. Peggioramento che porta i consiglieri a ribadire la necessità di una rapida ricapitalizzazione, altrimenti il futuro è a rischio. In mattinata, nel suo intervento al Parlamento, il neo premier Berlusconi ha assicurato che la crisi della compagnia sarà risolta "senza svendite, né rinazionalizzazioni, con il contributo decisivo degli imprenditori italiani". E la ricerca, affidata a Bruno Ermolli, consulente aziendale di sua fiducia, prosegue, anche se nelle ultime ore non si segnalano new entry. Il cda di Alitalia non ha ancora dato intanto il via libera alla richiesta di Ermolli di poter visionare i dati sensibili di bilancio: "Il Cda ha apprezzato con favore la comunicazione pervenuta da parte di Ermolli - recita una nota diffusa in tarda serata - e resta in attesa di una circostanziata manifestazione di intenti che si mostri coerente con le citate indicazioni di contesto per convenire l'avvio della richiesta di due diligence". Ovvero quello che ci si aspetta per dare lo slancio a nuovi ed eventuali imprenditori che si erano detti interessati, ma solo dopo aver preso visione della reale situazione di Alitalia e ottenere così una più ampia visione delle possibilità di salvataggio e rilancio della compagnia di bandiera. Da cui si sfila, senza sorpresa, Finmeccanica: "Alitalia è al di fuori del business di Finmeccanica. Non rientra tra i nostri compiti", ha ribadito ieri il presidente e ad della holding, Pier Francesco Guarguaglini. Intanto resta in stand by la carica di amministratore delegato di Alitalia, anche se in pole position c'è sempre Mario Resca, già commissario straordinario della Cirio dopo il crac finanziario. Il cda non ha proceduto al cooptamento poiché"in attesa che possano essere manifestate le attese indicazioni in proposito da parte dell'azionista di riferimento", ovvero il Tesoro. Ma la nomina parrebbe rallentata anche dalla richiesta delle organizzazioni sindacali di avere insieme all'ad anche il nuovo capo del personale e di una persona - il direttore generale - che conosca il business specifico. L'operazione complessiva potrebbe finire per spalancare le porte al ruolo di dg per Ernesto Albanese, ex Alitalia, poi Coni e consigliere di Immobiliare lombarda insieme al figlio dell'imprenditore siciliano Antonino Ligresti, uno dei sicuri partecipanti alla cordata. Intanto, sempre ieri, la Commissione Ue ha prorogato all'Italia fino al 30 maggio la scadenza entro la quale fornire le informazioni, già richieste, in merito al prestito da 300 milioni, da rimborsare entro il 31 dicembre, che il governo di Romano Prodi ha concesso alla compagnia di bandiera. L. Cre. 14/05/2008 bilanciPrimo trimestre in perdita di 215 milioni. Il cda invoca una rapida ricapitalizzazione 14/05/2008.

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Alitalia, perdita raddoppiata (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-05-2008)

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Economia Pagina 213 ieri il cda Alitalia, perdita raddoppiata Ieri il cda --> Primo trimestre 2008 ancora in rosso per Alitalia. Il consiglio di amministrazione, riunito ieri sera dalle 17, è stato chiamato a dare il via libera ai conti dei primi tre mesi che dovrebbero segnare una perdita di circa 280 milioni di euro prima delle imposte rispetto ai 146,5 dello stesso periodo del 2007. Necessaria, quindi, una ricapitalizzazione, come ribadito più volte negli ultimi tempi dagli amministratori. LA NUOVA CORDATA All'ordine del giorno del board anche la richiesta di poter controllare la situazione economico-finanziaria avanzata da Bruno Ermolli, il consulente incaricato dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, di formare una cordata italiana per rilevare la compagnia. E il cda di ieri doveva anche decidere sulla cooptazione di un consigliere a cui dare la carica di amministratore delegato, dopo le dimissioni il 2 aprile scorso di Maurizio Prato, che era presidente con deleghe operative. Mario Resca, ex commissario straordinario della Cirio, resta il favorito, l'unico nome a cui si pensa - si dice in ambienti parlamentari della maggioranza - ma non c'è ancora una decisione definitiva del governo. Per il via libera, però, occorre ancora qualche giorno, forse anche per mettere a punto una squadra di vertice. PERSONALE Oltre a mancare un amministratore delegato è anche scaduto il contratto al direttore del personale Massimo Cestaro e la compagnia va avanti con un gruppo di manager parigrado che, lamentano i sindacati, non ha una vera e propria strategia. Per salvare Alitalia, comunque, Berlusconi - nell'intervento programmatico alla Camera - ha ribadito che si troverà "una soluzione alla crisi senza svendere o rinazionalizzare, ma con il contributo finanziario delle imprese italiane". PROROGA Nell'attesa, la Commissione europea ha concesso all'Italia uno slittamento dal 19 al 30 maggio per rispondere alle osservazioni sul prestito ponte da 300 milioni di euro erogato nei giorni scorsi dal governo ad Alitalia. La richiesta è stata avanzata dalle autorità italiane e, comunque, essendo quello sulla compagnia "un dossier molto sensibile, contatti tra la commissione Ue e l'Italia continuano" ha spiegato il portavoce dell'esecutivo europeo Michele Cercone, ricordando che la Commissione dovrà stabilire se si sia in presenza o meno di un aiuto di Stato. Ad occuparsi del dossier Alitalia, ha aggiunto un altro portavoce della Commissione Ue, Pia Ahrenkilde, sarà Antonio Tajani che sostituirà ai Trasporti il francese, Jacques Barrot.

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Air France-British: obiettivo Meridiana (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-05-2008)

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Economia Pagina 213 Aerei. Eurofly migliora i conti grazie alle nuove rotte per Napoli, Palermo e Catania Air France-British: obiettivo Meridiana Aerei.. Eurofly migliora i conti grazie alle nuove rotte per Napoli, Palermo e Catania Contatti con il vettore sardo. Ma la Uil: via il management --> Contatti con il vettore sardo. Ma la Uil: via il management Contatti tra la compagnia sarda e alcuni vettori internazionali in attesa che si chiarisca il destino di Alitalia. Sindacati preoccupati. In attesa di conoscere il destino di Alitalia, Meridiana si prepara ai cambiamenti nel mercato aereo. Dopo l'alleanza con Eurofly, si studiano nuove opportunità. O meglio, sono alcune compagnie internazionali che guardano al vettore sardo: fanno gola le rotte e gli slot di Meridiana, in una logica di progressiva aggregazione nel mercato aereo. Le indiscrezioni parlano di contatti tra Meridiana e British Airways (che ha già un'alleanza con Iberia, legata alla compagnia dell'Aga Khan da un accordo sulla manutenzione degli aerei), mentre i sindacati rilanciano l'ipotesi Air France. Ieri, infatti, un comunicato della Uiltrasporti parlava esplicitamente di un interessamento di Air France e altre compagnie europee, oltre ad alcuni fondi di investimento. Quest'ultima ipotesi, tuttavia, viene vista con meno interesse dai vertici di Meridiana, che invece preferirebbero un'alleanza industriale, una volta compreso chi salverà Alitalia. I SINDACATI Dal canto loro, i sindacati esprimono una certa preoccupazione per il mancato arrivo del piano industriale, la cui redazione è stata affidata all'advisor Roland Berger. La Uiltrasporti, inoltre, parla esplicitamente dei rischi connessi alla fine del regime della continuità territoriale per Meridiana: "In assenza del mercato protetto la compagnia aerea sarda non regge", spiega Marco Bardini della Uiltrasporti, che critica l'atteggiamento del vettore di Olbia: "Non solo non si sviluppa ma, al contrario, annuncia una forte crisi, paventando una contrazione del numero degli occupati e addirittura rischi per la continuità aziendale". La Uiltrasporti, infine, chiede che la proprietà di Meridiana investa nel rinnovo della flotta "e si allei con importanti partner commerciali, entrando in una delle grandi alleanze globali" e che si liberi "di quella parte del management che ne sta minando l'equilibrio interno, portandola fuori mercato". EUROFLY La compagnia controllata da Meridiana ha comunicato lunedì i dati della prima trimestrale 2008: crescono i ricavi (+14%) e migliora il risultato finale, visto che la perdita è stata dimezzata, passando dai 7,4 milioni del 2007 ai 4,2 di marzo 2008. I risultati sono stati ottenuti, è spiegato da Eurofly, anche grazie all'avvio delle rotte tra Milano-Linate, Napoli, Catania e Palermo, fino a novembre inserite nel perimetro operativo di Meridiana, che comunque mantiene una percentuale sui ricavi grazie ad accordi commerciali. Una scelta contestata dai sindacati ma fortemente voluta dai vertici per migliorare le sinergie tra le due compagnie. ( g. d. ).

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L'ex euroscettico torna a bruxelles giulio rilancia la sfida ad almunia - andrea bonanni (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 14-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia L'ex euroscettico torna a Bruxelles Giulio rilancia la sfida ad Almunia Dal deficit all' Alitalia, i nuovi terreni di confronto con Bruxelles Nel 2003 riuscì a far modificare con l'appoggio di Parigi e Berlino il patto di stabilità ANDREA BONANNI dal nostro corrispondente BRUXELLES - Se ne era andato nel 2006 con un'Italia sotto procedura di infrazione per deficit eccessivo. Ci torna due anni dopo proprio mentre la Commissione constata che i conti pubblici sono tornati in ordine e propone di chiudere la procedura contro il nostro Paese. Molte cose sono cambiate in Europa nei ventiquattro mesi in cui Giulio Tremonti ha lasciato il dicastero dell'economia a Tommaso Padoa Schioppa. E magari è cambiato anche lui: il ministro che si era guadagnato una fama di euroscettico e che oggi torna a Bruxelles predicando la necessità di un più forte ruolo dell'Europa non tanto in economia quanto in politica: per governare, e magari frenare, la globalizzazione. Quello che non è cambiata, purtroppo, è la condizione di "sorvegliato speciale" dell'Italia nella zona euro. Ed è probabile che, già a questo suo primo incontro, Tremonti si senta ammonire sul fatto che, nonostante i progressi realizzati negli ultimi due anni, l'Italia, con la Francia e il Portogallo, è uno dei Paesi più a rischio di sfondare il tetto del deficit nel 2009 se il rallentamento dell'economia dovesse continuare. Formalmente i conti pubblici italiani non sono ora sul tavolo di discussione dei ministri. Se ne parlerà a giugno, quando il Consiglio sarà chiamato a sancire la chiusura della procedura contro l'Italia proposta dalla Commissione. Ma proprio alla luce delle nubi che si addensano sull'economia europea, i ministri dovrebbero rinnovare il loro impegno al risanamento dei conti pubblici. Pur senza mai nominare esplicitamente l'Italia, la Commissione ha presentato un documento che vincola i governi ad evitare tagli delle tasse che non siano compensati da riduzioni della spesa pubblica. Tremonti dovrà spiegare dove intende recuperare i tre-quattro miliardi di euro necessari a completare l'abolizione dell'Ici e a compensare la detassazione degli straordinari. E' possibile che, per delicatezza, nessuno adesso sollevi il problema. Ma l'Europa ha la memoria lunga. E il ricordo dei danni prodotti dalla "finanza creativa" del precedente governo Berlusconi lascia planare una comprensibile diffidenza sulle modalità con cui questa volta la destra italiana intende tenere fede alle promesse elettorali. Non c'è però solo la questione dei conti pubblici su cui Tremonti dovrà faticare a convincere i colleghi europei. La sua proposta di lanciare "eurobond", cioè buoni del tesoro europei, per finanziare le opere pubbliche di interesse comunitario, ha trovato un'accoglienza glaciale sia da parte del commissario Almunia sia da parte del presidente della Bce, Trichet. E' vero che l'idea originale era stata addirittura di Jacques Delors. Ma neppure allora la prospettiva di creare un debito pubblico europeo aveva convinto le capitali, timorose di perdere il controllo sulle finanze comunitarie. Figurarsi quale può essere l'accoglienza se la proposta viene rilanciata dal governo che già si trova ad amministrare in proprio il più grande debito pubblico dell'eurozona. Infine un terzo possibile terreno di scontro tra il nuovo esecutivo italiano e le autorità europee potrebbe essere costituito dal dossier Alitalia, che rientra direttamente sotto la responsabilità di Tremonti. La dichiarata intenzione del nuovo governo di mantenere ad ogni costo la compagnia aerea "in mani italiane", suona come una pesante stonatura alle orecchie europee, perché sembra introdurre un criterio di discriminazione su base nazionale che va contro la filosofia stessa del mercato unico. Il pensiero torna alla battaglia sugli assetti bancari che accompagnò le ultime fasi del precedente governo Berlusconi, quando la difesa ad oltranza dell'italianità costò la poltrona al governatore Fazio. E' vero che altri Paesi, come per esempio la Francia nella vicenda Suez-GdF, hanno invocato l'interesse nazionale e l'hanno spuntata. Ed è anche vero che nella gestione del dossier Alitalia il governo potrà contare sul fatto che il nuovo commissario europeo ai Trasporti sarà il fedelissimo Antonio Tajani. Tuttavia il mercato del trasporto aereo italiano è un boccone troppo ghiotto perché gli altri governi lascino ampi margini a Roma. Insomma, quella che si apre davanti a Tremonti in Europa è una strada apparentemente in salita e costellata di insidie. Ma questa non è una novità e non è mai stato un problema per il ministro dell'Economia. Anzi, potrebbe risultare uno stimolo. Nel 2003 Tremonti, con l'appoggio di Francia e Germania, riuscì a far modificare in senso più lassista le regole del "patto di stabilità". E questo consentì all'Italia di rinviare di un paio d'anni il momento della resa dei conti. Quando finalmente venne aperta la procedura, nel 2005, la Ue constatò che il governo italiano aveva sfondato il tetto del 3% per 4 anni consecutivi dal 2001. Al momento della messa sotto processo, Tremonti aveva però già lasciato la poltrona di ministro. Ci sarebbe tornato tre mesi dopo, in tempo per varare la Finanziaria di lacrime e sangue che lasciò in eredità al governo Prodi.

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L'Europa concede più tempo ad Alitalia Ma i conti precipitano Nei primi tre mesi del 2008 persi 215 milioni Il CdA: tempi strettissimi per ricapitalizzare (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 14-05-2008)

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Stai consultando l'edizione del L'Europa concede più tempo ad Alitalia Ma i conti precipitano Nei primi tre mesi del 2008 persi 215 milioni Il CdA: tempi strettissimi per ricapitalizzare di Roberto Rossi/ Roma PERDITE Nessuna svendita o nazionalizzazione. La crisi si risolverà "facendo appello al contributo delle imprese italiane che hanno tutto da guadagnare". A oltre un mese dall'uscita di Air France dalla partita Alitalia, Silvio Berlusconi, nel suo discorso alla Ca- mera sulla fiducia, torna a rilanciare con forza la cordata italiana per l'acquisizione del vettore. E lo fa nel giorno stesso in cui il consiglio di amministrazione della compagnia ha approvato la prima trimestrale 2008 che ha evidenziato un risultato negativo per 215 milioni di euro, con un sensibile peggioramento rispetto al precedente esercizio dovuto - spiega l'azienda in un comunicato - al forte incremento del costo del carburante. "La residua consistenza del patrimonio netto del gruppo - si legge ancora nel comunicato - è pari a circa 96 milioni di euro". I consiglieri, quattro in tutto dopo le dimissioni di Prato il 2 aprile scorso, hanno "ulteriormente rinviato la cooptazione di un amministratore delegato". Tra gli aspiranti alla carica c'è anche Mario Resca, il manager che ha guidato per anni Mc Donald's Italia ed è stato anche il commissario straordinario della Cirio. Inoltre il CdA di ieri "ha apprezzato con favore" la richiesta di Bruno Ermolli, incaricato di Berlusconi, di accedere ai dati aggiornati del gruppo ma "resta in attesa di una circostanziata manifestazione di intenti". La palla torna ora alk ministro Tremonti. Intanto, dopo l'approvazione del prestito ponte da parte del consiglio dei ministri, ieri è arrivata una buona notizia per Alitalia: la Commissione europea ha deciso di posticipare al 30 maggio la scadenza entro la quale le autorità italiane dovranno rispondere ai dubbi sollevati da Bruxelles sulla legittimità del prestito di 300 milioni. Di fatto ci sarà ora il tempo materiale perché la delega ai Trasporti passi al nuovo commissario Ue, l'italiano Antonio Tajani che avrà quindi in mano il dossier. "Posso confermare - ha detto il portavoce del commissario Barrot - che in seguito ad una domanda fatta dalle autorità italiane la Commissione ha deciso che la scadenza per rispondere alla lettera di Bruxelles sarà il 30 maggio, con la giornata del 30 inclusa", ha detto, aggiungendo che "su un dossier così sensibile i contatti ovviamente continuano". Ad aspettare indicazioni dal governo non solo la Commissione ma anche i sindacati. "Dopo averci ricordato che Alitalia perde un milione di euro al giorno - ha dichiarato il segretario generale della Filt Cgil, Fabrizio Solari - è sospetto e disdicevole che una soluzione non sia ancora alle porte".

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Rai, Epifani lancia l'allarme Rischio Alitalia per la tv di Stato Troppe spese per le produzioni esterne, così finirà a picco Oggi le riunioni Cda e Agcom sul caso Travaglio (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 14-05-2008)

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Stai consultando l'edizione del Rai, Epifani lancia l'allarme "Rischio Alitalia per la tv di Stato" "Troppe spese per le produzioni esterne, così finirà a picco" Oggi le riunioni Cda e Agcom sul "caso Travaglio" di Roberto Brunelli/ Roma NIENTE PAURA, al massimo la Rai imploderà. Un declino, lento ma non lentissimo, un progressivo scivolamento verso il grande nulla, mentre i satelliti crescono, le private s'ingrassano e Internet occupa spazi sempre più vasti. Mentre la politica strattona il servizio pubblico infaticabilmente, mentre con il cambio di governo infuria una nuova battaglia per occupare i posti più appetitosi ai piani alti di Viale Mazzini, un nome affiora sempre più spesso nei discorsi di chi ha a cuore i destini della televisione pubblica italiana: Alitalia. L'ultimo a gridare l'allarme, ieri, è stato il leader della Cgil Guglielmo Epifani. Facendo riferimento ad uno studio elaborato dalla Slc-Cgil, già pubblicato da CorrierEconomia, Epifani è stato piuttosto esplicito: "La Rai ha una situazione debitoria che va messa sotto controllo. Spende troppo per il lavoro esterno e quindi fa lavorare anche meno le risorse interne. C'è bisogno di un piano di efficienza, di riorganizzazione, di riduzione e qualificazione delle spese". Pausa. "Questa volta abbiamo lanciato un allarme per tempo. Il rischio Alitalia non ci deve cogliere impreparati". Oibò. Qui tutti parlano di posti da occupare, di sanzioni e di censure, di agguati e di altre amenità, ed il capo della Cgil se ne esce con lo spettro di Alitalia. A che si riferisce? Semplice: al fatto che, come emerge dal consuntivo del quinquennio 2002-2006, per ogni 100 euro che entrano nelle casse aziendali, 64,4 ne escono subito dopo per andare ad ingrossare le casse di tre o quattro società esterne (in primis la Endemol, che è controllata con il 33% da, notare bene, Mediaset) che producono gran parte di ciò che viene irradiato dal piccolo schermo. Il che non è una novità: sono i numeri a fare paura. Sempre tra il 2002 e il 2006, a fronte di 3.131 milioni investiti in diritti televisivi, 6.751 milioni destinati a beni e servizi esterni più 2.753 milioni di investimenti "fuori porta" e solo 482 milioni spesi per rinnovare strumentazioni e macchinari (per un totale di 9.504 milioni di euro), ci sono gli oltre 11 mila dipendenti fissi e più 43 mila collaboratori della Rai: così, mentre è cresciuto implacabile il costo di lavoro, cresceva anche il ricorso a produzioni esterne. Quelli che ci guadagnano sono soprattutto la già citata Endemol, Magnolia e Ballandi per quello che riguarda il cosiddetto intrattenimento, Grundy, Lux Vide, Publispei nel campo della fiction. Dicelo studio che se il quadro delle spese non cambia, si potrebbero accumulare entro il 2010 perdite per quasi 200 milioni. Uno scenario che perde il passo con l'innovazione, il rosso che diventa sempre più rosso, ed il canone che non basta a tener botta, mentre fette sempre più grosse di pubblicità finiscono altrove. Eccolo, lo scenario "Altalia". Ma intanto la politica continua a scuotere. Oggi si riuniranno sul "caso Travaglio" si riuniranno sia il Cda di Viale Mazzini che l'Agcom: sanzioni, censure, richiami? Il consigliere Rai Sandro Curzi tenderebbe a escludere sanzioni ("si fa solo un gran polverone") ma si dice molto preoccupato per la tenuta dell'azienda. "Ancora una volta siamo obbligati a parlare di Travaglio, di Santoro, quando noi dovremmo riuscire a parlare dei problemi veri, dei palinsesti, di come mettere in sicurezza la Rai. Si guardano i giornali e si legge di "conquiste", occupazioni e grandi manovre, ma il risultato di tutte queste fibrillazioni è solo che di fronte a scadenze cruciali la tv pubblica risulta ancora una volta paralizzata". È la solita storia, dice Curzi: "Ogni volta s'inizia una discussione sulla necessità che la politica faccia un passo queste mine che esplodono ci portano indietro". Così, mentre Fabio Fazio fa sapere che "inviterebbe ancora Travaglio" ("perché la tv è inclusiva: la cultura delle proscrizioni è quanto di più lontano ci sia da me"), la ministra-ombra Giovanna Melandri (che è in pole per la presidenza della Vigilanza Rai, posto però reclamato dall'Idv di Di Pietro) pare rispondere a Curzi dicendo, in pratica, che se Berlusconi vuole davvero la collaborazione dell'opposizione c'è subito la prova del nove: la riforma della Rai. "Come Pd abbiamo pesentato una proposta: quella che toglie la Rai dalle mani dei partiti". E l'infaticabile Gasparri che ne pensa?.

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<Rimettiamo subito in moto il Paese l'Italia non ha più tempo da perdere> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 14-05-2008)

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N. 114 del 2008-05-14 pagina 2 "Rimettiamo subito in moto il Paese l'Italia non ha più tempo da perdere" di Silvio Berlusconi Signor presidente, onorevoli colleghi, il lavoro che ci aspetta per ridare fiducia e slancio all'Italia richiede ottimismo e spirito di missione. Gli elettori hanno raccolto e premiato il nostro comune appello a rendere più chiaro, più efficiente e controllabile il governo del Paese. Hanno ridotto drasticamente la frammentazione politica e hanno scelto con nettezza una maggioranza di governo e una opposizione, ciascuna con le proprie idee e passioni, ciascuna con la propria leadership. Il voto è stato un messaggio univoco alla classe dirigente, è stato la prima grande riforma di tante altre che sono necessarie. Gli italiani hanno preso la parola. Hanno messo a tacere con la loro voce sovrana il pessimismo rumoroso di chi non ama l'Italia e non crede nel suo futuro. (...) E hanno detto: noi vi mettiamo in grado di risollevare il Paese, sta a voi non deluderci. Dividetevi, hanno detto i cittadini, ma non ostacolatevi slealmente. Combattetevi anche, ma non in nome di vecchie ideologie. Prendete democraticamente le decisioni necessarie a risalire la china, rispettate il dissenso e tutelate le minoranze, che si esprimono dentro e fuori del Parlamento, ma dateci stabilità e impegno nell'azione di governo. Fate uno sforzo comune perché chi governa e chi esercita il controllo parlamentare sul governo possano fare, ciascuno nel suo ambito, il proprio mestiere. Fate funzionare le istituzioni della Repubblica, ci hanno ordinato gli elettori, riducete l'area della vanità e della cosiddetta visibilità della politica dei partiti, realizzate quanto avete promesso di realizzare, e realizzatelo in fretta. Perché una cosa è sicura: l'Italia non ha più tempo da perdere. Nella società italiana è maturata una nuova consapevolezza, dopo anni difficili e per certi aspetti tormentati. Si respira un nuovo clima, che si esprime nella nuova composizione delle Camere chiamate oggi a discutere della fiducia al governo. La parte maggiore dell'opposizione ha creato un suo strumento di osservazione e di interlocuzione con il governo: il gabinetto ombra di tradizione anglosassone, che può essere d'aiuto nel fissare i termini della discussione, del dissenso e delle eventuali convergenze parlamentari, in particolare sulle urgenti e ben note modifiche da apportare al funzionamento del sistema politico e costituzionale. L'aspirazione generale è che un confronto di idee e di interessi anche severo, anche rigoroso, non generi nuove risse ma una consultazione alla luce del sole, un dialogo concreto e trasparente, e poi scelte e decisioni ferme che abbiano riguardo esclusivamente agli interessi del Paese.(...) Il Paese non ci chiede compromessi al ribasso, confabulazioni segrete o mercanteggiamenti, ci spinge invece ad assumerci ciascuno la nostra parte di responsabilità con un metodo e una cultura che mettano il rispetto al posto della faziosità, che mettano una polemica vivace al posto della guerriglia paralizzante, che mettano la bellezza della politica capace di cambiare le cose e di migliorarle al posto della demagogia, del chiacchiericcio, del teatrino e dell'inganno. Noi faremo la parte che un forte consenso democratico ci ha assegnato. Non abbiamo promesso miracoli, ma intendiamo realizzare piccole e grandi cose. Partiremo da interventi di alto valore, insieme simbolico e concreto, come quelli che definiremo nel prossimo Consiglio dei ministri che terremo a Napoli. Punto primo. Lo scandalo dei rifiuti non smaltiti deve finire e finirà. Nessun grande Paese può convivere a lungo con una simile ferita al suo ambiente, all'igiene pubblica e al prestigio della sua immagine dentro e fuori i confini della nazione. Punto secondo. La casa è un bene primario intorno al quale prendono radici l'identità familiare, la capacità lavorativa e la stessa identità sociale stabile dei cittadini, e la tassazione sulla prima casa va definitivamente cancellata. Punto terzo. Il reddito di chi lavora va sostenuto anche dalla fiscalità generale, soprattutto in una fase in cui il divario tra prezzi e potere d'acquisto dei salari e degli stipendi si è fatto in certi casi intollerabile, e chi si impegna a lavorare di più e a contribuire alla competitività delle imprese va incoraggiato con una sensibile detassazione dei suoi guadagni. Punto quarto. La sicurezza della vita quotidiana deve essere pienamente ristabilita con norme di diritto e comportamenti preventivi e repressivi delle forze dell'ordine che siano in grado di riaffermare la sovranità della legge sul territorio dello Stato. Noi non cavalchiamo la paura, al contrario: noi vogliamo liberare dalla paura i cittadini, e in particolare le donne e gli anziani. (...) La sicurezza è un sinonimo della libertà, ed è proprio sulla tutela della sicurezza individuale che si fondano il patto di unione dei cittadini e la stessa legittimazione del potere pubblico. (...) Non mi attarderò sul lungo elenco delle cose da fare (...) Vorrei piuttosto collegare tutti i temi cruciali che abbiamo di fronte, anche al di là dei primi adempimenti di cui ho già parlato, alla vera grande questione che può determinare una svolta dal pessimismo paralizzante che circola oggi a quel vitale ottimismo e a quello spirito di missione comune di cui ho parlato all'inizio. Questo Paese deve rialzarsi, nel senso che ha tutte le potenzialità per rimettersi rapidamente in corsa e per tagliare il traguardo decisivo di un nuovo tempo della Repubblica: il tempo della crescita. Il problema principale del nostro Paese è di ricominciare a crescere dopo una lunga fase, e deludente, di riduzione delle prestazioni del nostro sistema economico e sociale. (...) Crescere significa anche rilanciare il Paese e i suoi talenti, significa formare nuove generazioni di lavoratori altamente qualificati, significa dare una "frustata" vitale alla ricerca e all'istruzione, significa ricominciare a padroneggiare il proprio destino senza lasciare indietro nessuno. Crescere vuol dire ascoltare il grido di dolore che si leva dal Nord e dai suoi standard europei di lavoro e di produzione, vuol dire incentivare forme di autogoverno federalista indispensabili a un'evoluzione unitaria della Repubblica, a partire dal federalismo fiscale solidale. Crescere significa promuovere il Sud del Paese considerandolo come una formidabile risorsa per lo sviluppo e sradicare il peso delle cattive abitudini e della criminalità organizzata (...) a vantaggio della libera creatività e della voglia di fare di tante intelligenze e volontà di cui sono ricche le regioni meridionali. Crescere significa rinnovare il paesaggio delle nostre infrastrutture, significa tornare ad essere un sistema di convenienze per gli investimenti degli altri Paesi del mondo, significa fornire a tutti gli italiani un nuovo potere di conoscenza e di uso delle tecnologie, significa ringiovanire l'Italia e farla uscire dal rischio della denatalità. Crescere significa promuovere la famiglia come nucleo di spinta dell'intera organizzazione sociale, significa dare alle donne nel lavoro e negli altri ruoli sociali, un sostegno per la loro autonomia, significa rimuovere le cause materiali dell'aborto e varare un grande piano nazionale per la vita e per la tutela dell'infanzia, destinando nuove e consistenti risorse al fine di incrementare lo sviluppo demografico. Crescere vuol dire aumentare la nostra capacità di scambio con il resto del mondo, vuol dire assorbire e integrare con ordine e saggezza le migrazioni interne ed esterne alla comunità di Paesi europei di cui facciamo parte, senza lasciarci penetrare da un senso oggi avvertibile di sconfitta e di chiusura di fronte alle difficoltà e ai rischi dell'immigrazione selvaggia e non regolata, e restando padroni in casa nostra ma fieri dell'antico spirito di accoglienza e dell'antica capacità di integrazione del nostro popolo. (...) Crescere vuol dire rivalutare il lavoro, renderlo più sicuro e qualificato, vuol dire fare subito e bene tutto ciò che è necessario per mettere fine alla infinita, dolorosa e inaccettabile teoria delle morti bianche. Crescere vuol dire contrastare la rassegnazione ad alcune forme di precariato particolarmente instabili e penalizzanti, ma senza ripararci nella logica del posto fisso e mal pagato, dell'immobilità sociale, della pigrizia educativa, della tolleranza verso forme abusive di mancato impegno nella realizzazione del lavoro come vocazione e come missione nella vita personale, particolarmente in alcuni settori della pubblica amministrazione. Per crescere dobbiamo affrontare una situazione difficile dei mercati finanziari, sfruttando la posizione di relativo vantaggio del nostro sistema bancario e chiedendo agli istituti di credito uno sforzo. (...) Dobbiamo fare una politica estera e di cooperazione allo sviluppo che sia idonea ad assicurare la capacità contrattuale del nostro sistema nel turbolento mercato delle materie prime, senza mai rinunciare a far sentire e a far pesare la nostra voce in Europa e nel mondo. (...) Dobbiamo tenere i conti in ordine, ridurre il peso del debito pubblico in proporzione al fatturato del Paese. Dobbiamo accrescere la volontà e la capacità di contrastare l'evasione fiscale, ristabilendo però il principio liberale secondo il quale le tasse non sono "belle in sé" e neppure un tributo moralistico al potere indiscusso dello Stato. Le imposte sono il corrispettivo che i cittadini devono allo Stato per i servizi che ricevono e sono quindi il presupposto e la garanzia del buon funzionamento dei servizi pubblici e la tutela di un equilibrio sociale responsabile, mai punitivo verso chi produce la ricchezza da ridistribuire con equità. Dobbiamo contrastare il calo di competitività del sistema economico. (...) Dobbiamo colpire i corporativismi e le chiusure difensive che in passato hanno tutelato soltanto i bisogni castali di un sistema assistenziale e dirigista che non ha fiducia nella libertà e nell'autonomia della società. Dobbiamo risolvere positivamente, contemperando l'interesse nazionale e le regole del mercato, una rilevante questione industriale come la crisi dell'Alitalia, senza svendere e senza rinazionalizzare, facendo appello al contributo decisivo della finanza e dell'impresa italiane. (...) La crescita della prosperità e del ruolo dell'Italia in Europa e nel mondo, nel segno della responsabilità occidentale e della ricerca di vie credibili alla pace, saranno la bussola della nostra politica come Paese fondatore del progetto europeo, come grande nazione mediterranea naturalmente chiamata alla cooperazione tra le due sponde del nostro mare, e come pilastro dell'amicizia tra Europa e Stati Uniti d'America. Solo un Paese in crescita, che dia segnali chiari di uno slancio e di un metodo nuovi per affermare la sua presenza sulla scena mondiale, può rinsaldare le proprie ambizioni, può sostenere le imprese di pacificazione e di promozione della libertà in cui sono impegnati migliaia di soldati italiani nel mondo. (...) È nostro vitale interesse ridurre i focolai di tensione in Medio oriente e contribuire alla più strenua difesa dell'esistenza e dell'identità storica di Israele, il cui diritto alla pace si specchia nel diritto indiscutibile dei palestinesi alla costruzione di uno Stato indipendente. (...) La riforma dettata dal voto del 13 e del 14 di aprile ha lineamenti che ai miei occhi, e non solo ai miei occhi, risultano chiarissimi. Innanzitutto nuova moralità nella politica e contrasto fermo e deciso nella piena unità civile del Paese nei confronti della criminalità organizzata. Riduzione di ogni forma di privilegio indebito e lotta a ogni forma di spreco del denaro pubblico. Efficienza nella spesa, riduzione del costo della pubblica amministrazione e moderazione nelle pretese fiscali dello Stato, che deve riuscire a semplificare e ridurre, sensibilmente e gradualmente, la pressione delle imposte sull'apparato produttivo e sui redditi familiari. Sicurezza dei cittadini e affermazione di una giustizia che abbia risorse e personale adatti a un moderno Stato di diritto. E qui il mio pensiero, riconoscente, il nostro pensiero va alle Forze dell'ordine e ai tanti magistrati che compiono in silenzio il proprio dovere. Per realizzare questo progetto di riscatto e di rilancio occorre che una volontà comune proceda a modifiche istituzionali che oggi, dopo la lunga fase di divisione del passato, sono sostanzialmente condivise da una larga maggioranza in questo Parlamento. (...) Noi siamo a disposizione, noi siamo pronti. Il dialogo può e deve cominciare da subito, non appena il governo sarà nel pieno possesso delle sue attribuzioni, all'indomani del voto di fiducia che vi chiediamo e che ci attendiamo da voi. Nessuno deve sentirsi escluso. Nella mia ormai consistente esperienza della vita pubblica e politica, seguita agli anni spesi nell'impegno di costruire impresa e ricchezza sociale, ho avuto qualche delusione e molte soddisfazioni. Non sono e non sono mai stato un uomo solo al comando. Ho sempre avuto fortissimo il senso della squadra, delle relazioni personali all'insegna della gentilezza e del garbo che sono i veri giacimenti culturali dell'identità italiana, all'insegna della solidarietà e della compattezza di un lavoro tipicamente collettivo com'è quello di guidare lo Stato. Ho sempre cercato di mostrare e di praticare, anche quando su di me soffiava il vento dell'acrimonia personale e la bufera della faziosità, il massimo possibile di rispetto per gli avversari politici. Non solo intendo continuare in questo sforzo, qualche volta fallito forse anche per una mia stanchezza o disattenzione, ma vorrei che questa disponibilità divenisse una regola, una buona, nuova regola della politica italiana. (...) Lo scontro per così dire "antropologico", tra diverse classi di umanità che si ritengono incomponibili e irriducibili, è ormai alle nostre spalle, deve restare alle nostre spalle. Abbiamo finalmente realizzato l'alternanza di forze diverse alla guida del governo, sottomettendoci alla logica del consenso e imparando con fatica che la Repubblica, i luoghi della sua memoria, i simboli della sua storia, sono patrimonio comune di tutti gli italiani, anche di quelli che si sono battuti per molti anni da parti opposte della barricata della storia. Facciamo tesoro di questa aria nuova, respiriamola a pieni polmoni. Se un governo è messo in grado di decidere, nel rispetto del mandato che gli hanno conferito gli elettori, non ha interesse a comportarsi in modo invasivo, a considerare colleghi e avversari come nemici. Se un'opposizione non trova intralci alla sua delicata funzione di controllo, se è messa in grado di costruire un suo progetto alternativo, non avrà interesse alcuno a mostrare un profilo negativo e muscolare in modo sistematico e irriflessivo, trasformando in cattiva propaganda la buona politica. Le sfide, signor Presidente, cari colleghi, sono sempre anche delle scommesse, degli azzardi. E ad aiutare tutti noi, invochiamo l'aiuto di Dio. Speriamo anche di avere fortuna. (...) Auguro a chi ci ascolta fuori da quest'aula di ritrovare l'orgoglio di sentirsi italiani, la fiducia in questa Nazione e l'amore per le nostre cento città. Auguro a tutti gli italiani di riprovare e condividere l'ammirazione che un'Italia in robusta ripresa e in corsa per i suoi primati saprà suscitare in futuro intorno a sé. Vi ringrazio, viva il Parlamento, viva l'Italia! © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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ROMA Alitalia sempre più in rosso. Le perdite del primo trimestre superano di 62 milioni quell (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 14-05-2008)

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E dello stesso periodo del 2007. "Serve una ricapitalizzazione in tempi strettissimi", dice il cda che ha posto a Ermolli la condizione di presentare un'offerta per accedere alla verifica dei conti.

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Alitalia e AirOne: chi mangia chi? (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 14-05-2008)

Argomenti: Alitalia

La Ue proroga al 30 maggio i chiarimenti sul prestito-ponte. Intanto si fa strada l'idea di accorpare AirOne alla compagnia di bandiera, per recuperare quote di mercato e poi fare un'alleanza "strategica" Tommaso De Berlanga Qualcosa si comincia a capire. Il "dossier alitalia" è ora nelle mani di Silvio Berlusconi, che tanto bene se ne era servito quando bisognava fare solo chiacchiere. Ovvero in campagna elettorale. Ora c'è da fare sul serio ed è tutto maledettamente meno facile. Intanto ha incaricato un suo "dipendente", Bruno Ermolli, di studiare tutta la pratica. Prassi istituzionalmente curiosa, perché Alitalia è un'impresa ancora controllata dallo stato e quindi sarebbe semmai toccato all'azionista - il ministro dell'economia, Giulio Tremonti - distribuire incarichi o consulenze. Ma siamo ancora all'inizio, avremo modo di sorprenderci di più strada facendo. Ieri, intanto, il consiglio di amministrazione della compagnia di bandiera si è riunito anche per esaminare la richiesta di Ermolli di avviare una "due diligence" sui conti dell'azienda. In tarda serata il cda non si era ancora concluso, ma tutto lasciava prevedere un rifiuto alla richiesta dell'inviato del "gran capo". Due le possibili motivazioni: o si vuol mantenere la procedura stabilita dal precedente governo oppure "non c'è nulla di concreto" nella proposta presentata da Ermolli. In secondo luogo, Berlusconi medita di mettere un altro dei suoi fidi - Mario Resca (consigliere di amministrazione nell'Eni e in Mondadori, controllata da Fininvest) - sulla poltrona dell'amministratore delegato. Per tenere tutto sotto controllo, però mancava la terribile Commissione europea, pronta a bocciare sia la concessione del "prestito ponte" di 300 milioni che qualsiasi altra decisione possa puzzare di "aiuti di stato". Ma ieri il commissario ai trasporti, il francese Jacques Barrot, ha prorogato fino al 30 maggio il periodo entro cui l'Italia dovrà rispondere ai rilievi Ue sul prestito-ponte. Poi la palla passerà al nuovo commissario: Antonio Tajani. La dislocazione delle pedine in tutte le caselle chiave è quindi quasi completa. Manca ancora del tutto, però, un'idea di salvataggio e rilancio. E qui c'è poco da improvvisare, in un settore "maturo" e competitivo come il trasporto aereo. Prende perciò corpo un'ipotesi apparentemente paradossale: non sarà AirOne a comprare Alitalia, ma il contrario. Nessuna delle due compagnie se la passa bene. Se quella di bandiera rischia di portare i libri in tribunale, quella di Carlo Toto fa fatica a pagare puntualmente gli stipendi. Ma ha opzioni su 90 aerei di medio raggio praticamente nuovi (e che consumano molto meno dei preistorici Md80 in dotazione alla Magliana) e persino due A330 per i voli intercontinentali; nuovi di pacca ma fermi in hangar perché, non avendo AirOne mai effettuato voli di questo genere, manca la certificazione Etops. Che invece Alitalia possiede da sempre. Il "piano" ricalcherebbe in questo caso quello a suo tempo tracciato da Seabury Group, società di consulenza aeronautica che aveva lavorato al dossier Alitalia prima per conto del Texas Pacific Group (al tempo della gara per la vendita) e poi con AirOne. Prevedeva un rilancio in due tempi. Prima una fase "stand alone" con aumento delle quote di mercato, poi un'alleanza internazionale "robusta", perché i cieli europei sono ormai spartiti tra Air France, British Airways e Lufthansa. L'incorporazione di AirOne consentirebbe sia di aumentare la quota di mercato, sia di rinnovare a basso costo la flotta (consumando meno per la gestione ordinaria: nei primi tre mesi di quest'anno l'aumento del prezzo del carburante ha pesato per 70 milioni sui conti). Al tempo stesso, aprirebbe la strada all'alleanza con Lufthansa, per cui di fatto lavora oggi AirOne. Infine, salverebbe quel tanto che basta Malpensa, accontentando la Lega. Gli "esuberi" ci sarebbero, ma un po' meno rispetto al piano Air France; e con le stesse modalità lì previste (4 anni di cassa integrazione e 3 di mobilità), in modo da facilitare l'accordo con i sindacati. Sì, va bene, ma i soldi freschi chi ce li mette? Non lo stato, perché l'Europa non lo permette; né qualche privato ansioso di farsi avanti. E allora chi? Lo ha detto - forse - Tremonti, quando ha garantito che "non avrebbero pagato i poveri, ma banche e petrolieri". Ovvero sarebbero chiamate a partecipare Eni ed Enel (controllate ancora dallo stato); più qualche banca (a partire da IntesaSanPaolo, che non sa come recuperare i crediti concessi a Toto). In cambio di cosa? Tirando a indovinare, forse ci potrà essere in futuro qualche pressione in meno su di esse perché vengano ridotti i costi dei conti correnti per i clienti-plebe.

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Alitalia, maxi perdita da 215 milioni (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 14-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-14 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE Il board Allarme patrimonio, ridotto a 96 milioni. "Ermolli presenti una manifestazione d'interesse" Alitalia, maxi perdita da 215 milioni Berlusconi: né svendita né nazionalizzazione. L'Ue: tempo fino al 30 maggio Nel primo trimestre ricavi crollati del 4,3%. "Tempi strettissimi per ricapitalizzare". Rinviato il cambio al vertice ROMA - è "allarme rosso" per Alitalia che ieri ha chiuso il primo trimestre con una perdita, prima delle imposte, di 215 milioni di euro e una pericolosa riduzione del patrimonio netto del gruppo a 96 milioni di euro (169 a livello della sola controllante Alitalia) che mette concretamente a rischio il requisito della continuità aziendale. Come anticipato dal Corriere, il consiglio di amministrazione, riunitosi ieri dalle 17 fino a notte inoltrata, sotto la guida di Aristide Police, ha "rinviato" la cooptazione di un amministratore "in attesa che possano essere manifestate le attese indicazioni in proposito da parte dell'azionista". Si tratta della conferma che il dossier della compagnia è passato saldamente nelle mani del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. La situazione dunque permane fortemente critica, malgrado il prestito ponte da 300 milioni appena incassato che, secondo il cda ha "consentito di disporre di un'importante consistenza di liquidità e, dal punto di vista della continuità operativa, ha evidenziato la fiducia, anche da parte del Legislatore, sulla possibilità di completamento del processo di privatizzazione e di risanamento ". Tuttavia quello che allarma è la situazione patrimoniale, di qui "l'esigenza di una ricapitalizzazione da effettuarsi in tempi strettissimi". I ricavi del traffico del primo trimestre sono stati pari a 954 milioni, con una riduzione del 4,3%, mentre la perdita operativa si è attestata a 161 milioni (-48 milioni). Preoccupa l'andamento del trasportato calato del 10% a fronte di una riduzione della capacità pari del 5,2%. Il crollo del coefficiente di riempimento di ben 3,5 punti è addebitato all'"erosione della credibilità commerciale della compagnia dovuta alla criticità del processo di privatizzazione con rilevanti ripercussioni sullo sviluppo delle vendite". Per contro continua la controtendenza del provento unitario, cresciuto del 4,6%. Un dato che in altre circostanze sarebbe bastato a cambiare il giudizio sull'andamento della compagnia ma che viene ridimensionato dalle considerazioni relative al "forte incremento del prezzo del carburante", cui la compagnia non ha più i mezzi per fare fronte. Considerazioni drammatiche, se si considera che l'ultima possibilità di sopravvivenza di Alitalia è legata alla sua capacità di convincere la sua clientela. Il consiglio è così costretto a valutare "le eventuali opportunità di soluzione alle necessità", compresa probabilmente l'amministrazione controllata, "in attesa di indicazioni dell'azionista ". Intanto la richiesta di due diligence del consulente di Berlusconi, Bruno Ermolli, curatore della cordata italiana, è stata "apprezzata " dal cda che però resta in attesa di una manifestazione d'interesse. "Si troverà una soluzione alla crisi dell'Alitalia - ha detto ieri Silvio Berlusconi - senza svendere o rinazionalizzare, ma con il contributo finanziario delle imprese italiane". Infine la Commissione europea ha concesso all'Italia una proroga fino al 30 maggio per rispondere alle osservazioni sul prestito-ponte. Il presidente di Alitalia, Aristide Police Antonella Baccaro.

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ROMA - Alitalia prende tempo per il via libera alla due diligence sui conti. La rich (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 14-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Di ROBERTA AMORUSO ROMA - Alitalia prende tempo per il via libera alla due diligence sui conti. La richiesta del superconsulente Bruno Ermolli ("apprezzata con favore") di avere accesso ai conti più sensibili della compagnia sarà soddisfatta solo a due condizioni: 1) che la l'azionista Tesoro definisca "il contesto", cioè la procedura di vendita, in cui inserire questo passaggio: 1) che che lo stesso Ermolli presenti "una circostanziata manifestazione di intenti" sulla compagnia. Così il cda della compagnia di bandiera ha rispedito la palla nel campo del governo e del superconsulente per premier Silvio Berlusconi. La conferma che nel cda fiume chiuso a tarda notte è prevalso un orientamento preciso: aprire la strada di una due diligence sui conti senza un mossa ufficiale del Tesoro e senza un'offerta costerebbe troppo in termini di responsabilità per gli amministratori. Oltre sei ore di riunione del consiglio di amministrazione sono servite anche a mettere agli atti una perdita prima delle imposte del primo trimestre fotografata a quota 215 milioni di euro, con un peggioramento di 62 milioni rispetto al precedente esercizio, pari a 152 milioni. Ma c'è anche di più. Arriva una nuova svalutazione sulla flotta nel bilancio 2007 (97 milioni) dopo la riduzione del patrimonio netto (per 197 milioni) già fatta nel 2006. Un rosso che si aggiunge alle perdite del 2007 (363 milioni prima delle imposte) e che fa scende il patrimonio netto a marzo scorso a quota 96 milioni di euro. Quanto basta per lanciare un nuovo allarme sulla necessità di una ricapitalizzazione in tempi "strettissimi". Perchè il caro petrolio e l'incertezza aziendale, "si riflette in una consistenza patrimoniale non in grado di sostenere l'operatività prospettica della società". Non c'è tempo da perdere insomma. Il cda sottolinea, quindi, che "sta pertanto valutando le eventuali opportunità di soluzione alle necessità menzionate in attesa delle indicazioni di contesto" del Tesoro. Nessuna novità, invece sul rinnovo dei vertici e sulla cooptazione nel consiglio di amministrazione: anche questa decisione è rimessa al Tesoro. In pole position rimane il nome di Mario Resca, ex commissario straordinario di Cirio e presidente di Mc Donald's Italia. Ma nelle ultime ore rispunta l'ipotesi che a traghettare la compagnia verso il rilancio possa essere Rocco Sabelli, ex manager Telecom e Piaggio, e già indicato nei mesi scorsi come il nome nel cassetto del piano Intesa-Air One. Intanto, la Commissione Ue ha dato più tempo all'Italia: la scadenza per l'invio delle informazioni sul prestito-ponte da 300 milioni concesso ad Alitalia è stata prorogata di 10 giorni, al 30 maggio. Per allora potrebbe esserci già un nuovo manager con deleghe operative alla guidata della compagnia. Ma a questo punto si allungano i tempi per la due diligence e per il decollo della cordata italiana imprese-banche. Intanto, chi è convinto che si troverà "una soluzione alla crisi dell'Alitalia senza svendere e senza una rinazionalizzazione", è il premier Silvio Berlusconi. Certo, sarà "contemperato l'interesse nazionale con le regole del mercato", ha chirito io presidente del Consiglio nel suo intervento programmatico alla Camera. Ma il dossier si risolverà positivamente "facendo appello al contributo decisivo della finanza e dell'impresa italiane - promette Berlusconi".

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Alitalia: Ermolli faccia un'offerta (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 14-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Salgono le perdite nel primo trimestre (215 milioni di euro). La compagnia: "Serve una ricapitalizzazione in tempi strettissimi" Alitalia: "Ermolli faccia un'offerta" Il Cda pone condizioni per l'ok alla verifica dei conti e chiede chiarimenti al Tesoro.

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Raddoppia il "rosso" alitalia prestito ponte, mano tesa ue - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 14-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Raddoppia il "rosso" Alitalia prestito ponte, mano tesa Ue Berlusconi: la salveremo senza svendere Prorogata al 30 la risposta ai dubbi di Bruxelles. Al cda discussione sul nuovo ad LUCIO CILLIS ROMA - Un consiglio di amministrazione fiume, drammatico, con i conti sempre più in rosso e vicini ad una perdita di 280 milioni di euro prima delle imposte, 135 in più rispetto allo stesso periodo del 2007. Solo nella notte il board presieduto a Aristide Police ha dato il via libera ai dati dell'ennesimo trimestre da dimenticare per Alitalia. I primi novanta giorni dell'anno hanno visto la meteora dell'accordo con Air France-Klm passare sulla Magliana, dalla speranza di una fusione con 2.100 esuberi fino al ritiro dal tavolo della trattativa dei francesi, culminato nelle scorse settimane con un freddo comunicato di addio che ha ridotto al lumicino le speranze di un rapido salvataggio della compagnia di bandiera e ridotto del 40% le prenotazioni dei passeggeri. All'ordine del giorno del cda c'erano l'approvazione dei conti al 31 marzo scorso e la richiesta di avviare la due diligence sullo stato di salute di Alitalia avanzata la scorsa settimana da Bruno Ermolli il consulente del premier Silvio Berlusconi. Si attendevano anche eventuali decisioni sul management, e la cooptazione di un quinto membro del consiglio cui affidare le deleghe operative, dopo l'uscita il 2 aprile scorso, dell'ex presidente, Maurizio Prato. In pole position da diverse settimane c'è Mario Resca, che ha assicurato la propria disponibilità ad assumere l'incarico di amministratore delegato "per rendere un servizio al Paese" nonostante le evidenti difficoltà nel gestire un'azienda a rischio fallimento. La politica nel frattempo, visti i conti disastrati della compagnia, cerca di accelerare i tempi della privatizzazione. Ieri, Silvio Berlusconi, nel suo intervento programmatico alla Camera, ha parlato di "una soluzione alla crisi di Alitalia" che arriverà "senza svendere o ri-nazionalizzare, ma con il contributo finanziario delle imprese italiane". La cordata guidata da Ermolli resta la strada preferita dal premier, con Air One in veste di partner industriale. A ristrutturazione avvenuta si potrà guardare alle due compagnie che da tempo la tengono sotto stretta osservazione, ovvero Air France e Lufthansa. La due diligence dovrebbe cominciare a breve mentre la Commissione europea concede all'Italia una proroga di 10 giorni, fino al 30 maggio, per rispondere ai dubbi sollevati da Bruxelles sul prestito ponte da 300 milioni di euro varato dal governo Prodi a favore di Alitalia. Ad approfondire il caso sarà Antonio Tajani, il nuovo commissario Ue ai Trasporti, fedelissimo del Cavaliere. Dal fronte sindacale, in attesa di sviluppi concreti, ieri è partito un nuovo appello al governo affinché le strategie per riportare Alitalia in quota di sicurezza, vengano condivise: "Dopo averci ricordato in modo perentorio che la compagnia perde un milione di euro al giorno è sospetto e disdicevole che una soluzione non sia ancora alle porte" ha dichiarato il segretario generale della Filt Cgil, Fabrizio Solari. "Abbiamo aspettato anche troppo tempo ed ora che è entrato in carica il nuovo governo del paese - ha sottolineato Solari - è opportuno che decidano la nomina del nuovo amministratore delegato e del gruppo dirigente e che sia avviata una strategia sulla base di un confronto col sindacato".

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Alitalia, Berlusconi insiste: <Non ci sarà una svendita> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 14-05-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 114 del 2008-05-14 pagina 25 Alitalia, Berlusconi insiste: "Non ci sarà una svendita" di Redazione Il cda comunica la trimestrale e risponde a Ermolli: "Vedere i conti? Presenti manifestazione d'intenti" da Milano Peggiorano ancora i conti dell'Alitalia. E non s'intravede, allo stato, la soluzione della sua crisi. Ieri il consiglio di amministrazione - il primo, dopo l'insediamento del governo Berlusconi - è andato avanti fino a mezzanotte. Le perdite salgono a 215 milioni di euro e il patrimonio netto è ormai un salvadanaio sempre più piccolo: 96 milioni di euro. Una somma che non è in grado di "garantire operatività in prospettiva". In pratica, c'è il rischio molto, molto concreto di non volare più. Serve - dice il Cda di Alitalia - una ricapitalizzazione in tempi stretti. All'ordine del giorno anche la discussione sulla richiesta presentata venerdì scorso da Bruno Ermolli (consulente ad hoc di Silvio Berlusconi), di prendere in esame i conti della compagnia. La risposta del Cda è stata: prima di vedere i libri contabili serve una manifestazione di interesse. Ieri ci sono state anche nuove dichiarazioni politiche del neopresidente del Consiglio. Berlusconi, parlando della crisi di Alitalia, ha nuovamente garantito l'impegno per "risolvere positivamente, contemperando l'interesse nazionale e le regole del mercato, una rilevante questione industriale, senza svendere e senza rinazionalizzare". Secondo molte indiscrezioni della vigilia il suo candidato in pectore per la guida della compagnia sarebbe Mario Resca; ma i tempi del suo insediamento potrebbero slittare di un paio di settimane. La decisione per ora è congelata. Ieri, tra l'altro, ha preso i primi contatti a Bruxelles il neocommissario Ue ai Trasporti, Antonio Tajani, che potrà giocare un ruolo importante sulla sponda europea della vicenda Alitalia. Se dieci anni fa al posto del britannico Neil Kinnock ci fosse stato un italiano oggi assisteremmo a tutta un'altra storia. La trimestrale fa segnare una perdita di 215 milioni di euro prima delle imposte, con un peggioramento di 62 milioni rispetto al precedente esercizio. Un peggioramento in gran parte riconducibile al forte incremento del costo del carburante (62 milioni) e alla bassa stagionalità. I ricavi del traffico del primo trimestre 2008 sono stati pari a 954 milioni con una riduzione di 43 milioni (-4,3%) in ragione di una flessione dei ricavi passeggeri a causa della riduzione della capacità offerta. La perdita operativa consolidata è stata pari a 161 milioni con un peggioramento di 48 milioni. Per meglio valutare l'andamento, va tenuto conto di alcuni elementi. Innanzitutto, fin dall'inizio dell'anno il network di Alitalia ha cominciato a contrarsi, sulla base del cosiddetto piano-Prato, riducendo offerta e ricavi; ma il ritiro "programmato" da Malpensa come hub è scattato con l'orario estivo, entrato in vigore il 30 marzo. In altre parole, l'effetto dei risparmi derivanti dalla scelta di "ripiegare" su Fiumicino si vedrà da aprile, e quindi avrà effetto sul secondo trimestre; il "costo" di Malpensa era valutato in 200 milioni all'anno di perdite. Le perdite scontano anche, senza dubbio, una contrazione (che qualcuno ha ipotizzato nell'ordine del 40%) delle prenotazioni derivante dalle incertezze sul futuro della compagnia e sulla sua immagine fortemente deteriorata. Quanto al petrolio, non risulta che in questo momento le sue oscillazioni di prezzo siano protette da contratti di hedging, troppo costosi: in una specie di volano, più le casse delle compagnia sono vuote, più questa è esposta sul fronte del carburante. Era già successo nell'era di Cimoli, che aveva potuto garantirsi sui prezzi del petrolio solo dopo l'aumento di capitale di fine 2005. Ma Alitalia non è stata fortunata: è sempre rimasta esposta ai rincari, mentre nei periodi di copertura il prezzo del greggio è sceso. In Borsa, più 3,54 per cento. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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ALITALIA, IL PASSIVO SUPERA QUOTA 215 MILIONI (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 14-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia, il passivo supera quota 215 milioni NANDO SANTONASTASO Una riunione-fiume, iniziata alle 17 nella sede della Magliana e protrattasi per ore. Riunito fino a tardissima sera il consiglio di amministrazione di Alitalia, chiamato ad approvare i delicati dati finanziari emersi pure dalla prima trimestrale 2008 (215 milioni di euro la perdita annunciata prima delle imposte, rispetto ai 146,5 milioni del 2007: colpa, spiega la società, soprattutto del caro-carburante). All'ordine del giorno, o meglio della notte, vista la durata dei lavori, c'era anche l'esame della richiesta di due diligence avanzata dal manager Bruno Ermolli a nome dell'ipotetica cordata interessata a rilevare la società. Ma Alitalia pur apprezzando "con favore la comunicazione pervenuta, resta in attesa di una circostanziata manifestazione di intenti che si mostri coerente con le citate indicazioni di contesto per convenire l'avvio della richiesta di due diligence". In sostanza si aspetterà la formalizzazione di un'offerta vera e propria prima di procedere all'apertura dei conti: una linea, quest'ultima, che sarebbe stata dettata dal ministro Tremonti, intenzionato a rispettare fino in fondo l'iter procedurale previsto in questi casi. Nessuna decisione anche sulla nomina del nuovo amministratore delegato: la decisione è stata rinviata, spiega il cda, "in attesa che possano essere manifestate le attese indicazioni in proposito da parte dell'azionista di riferimento", ovvero il Tesoro. Ma i sindacati insistono nel sollecitare quella che viene definita una svolta. Ieri il segretario della Filt Cgil, Fabrizio Solari, è tornato sulla questione in termini assai critici: "È sospetto - ha detto - che dopo averci ricordato in modo perentorio che è un'azienda che perde un milione di euro al giorno e che quindi occorreva trovare una soluzione, questa non sia ancora alle porte. Alitalia è stato il tema principe della campagna elettorale e abbiamo aspettato anche troppo". Intanto la Commissione europea ha concesso all'Italia una proroga di 10 giorni, fino al 30 maggio prossimo, per rispondere ai dubbi sollevati da Bruxelles sul prestito ponte da 300 milioni di euro varato dal governo Prodi in favore di Alitalia. "Trattandosi di un caso delicato i contatti continuano", ha detto il portavoce del responsabile del portafoglio Trasporti della Commissione, Michele Cercone, sottolineando che in merito alle perplessità sollevate da Bruxelles "un dubbio è un dubbio e resta finchè non viene risolto". Adesso la Commissione "aspetta di ricevere la risposta italiana entro i tempi dovuti" ha aggiunto il portavoce spiegando di non volersi sbilanciare finchè la Commissione non avrà preso "la decisione finale". È scontato in ogni caso che del caso Alitalia si occuperà il nuovo commissario Ue ai Trasporti, Antonio Tajani. Il decreto legge sul finanziamento ponte verrà esaminato a partire da mercoledì 21 maggio prossimo dall'Aula del Senato. Ad annunciarlo è il senatore del Pdl Luigi Grillo, che è stato nominato ieri presidente della commissione speciale per lo smaltimento dei decreti legge. Oggi la commissione riunirà l'ufficio di presidenza per stabilire il calendario dei lavori. Infine si profila una richiesta di rogatoria all'estero, presso istituti di credito, da parte dei pm della procura di Roma che indagano sull'offerta di acquisizione di Alitalia da parte di una cordata rappresentata dall'ex presidente della Corte Costituzionale Antonio Baldassarre. Con la rogatoria i magistrati intenderebbero verificare la consistenza dell'offerta di Baldassarre, già indagato dalla procura di Roma per aggiotaggio informativo proprio in relazione a questa vicenda.

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Cresce il rosso di Alitalia Il cda: operatività a rischio fumata nera sul nuovo ad (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 14-05-2008)

Argomenti: Alitalia

"ERMOLLI PRESENTI UNA MANIFESTAZIONE D'INTENTI" Cresce il rosso di Alitalia Il cda: operatività a rischio fumata nera sul nuovo ad ROMA "Apprezzamento" per l'interesse di Bruno Ermolli, ma il cda di Alitalia "resta in attesa di una circostanziata manifestazione di intenti che si mostri coerente con le citate indicazioni di contesto per convenire l'avvio della richiesta di due diligence". Il consiglio della compagnia, finito a tarda notte, non scioglie neppure il nodo del nuovo ingresso in cda, la cui cooptazione è stata rinviata. Approvato invece come da agenda il rendiconto trimestrale. E la situazione è sempre più pesante: il risultato prima delle imposte è stato negativo per 215 milioni di euro con un peggioramento di 62 milioni rispetto al precedente esercizio. Un peggioramento, spiega la compagnia in una nota, "principalmente riconducibile al forte incremento del costo del carburante (62 milioni) e che è anche riconducibile alla bassa stagionalità che da sempre contraddistingue il primo trimestre della Compagnia. I ricavi del traffico del primo trimestre 2008 sono stati pari a 954 milioni con una riduzione di 43 milioni (-4,3%) rispetto al precedente esercizio principalmente in ragione di una flessione dei ricavi passeggeri essenzialmente riconducibile alla riduzione della capacità offerta. La perdita operativa consolidata è stata pari a 161 milioni con un peggioramento di 48 milioni rispetto alla perdita dello scorso esercizio. Ma il cda sottolinea anche che l'abbandono delle trattative da parte di Air France ha determinato una situazione di incertezza aziendale che rende necessaria una ricapitalizzazione in tempi strettissimi. Una serie di difficoltà che, unite al forte incremento del prezzo del carburante, "si riflettono in una consistenza patrimoniale non in grado di sostenere l'operatività prospettica della Società". Saranno mani italiane a Bruxelles, a sciogliere il rebus sul prestito-ponte da 300 milioni accordato dal governo italiano, sul quale l'Ue ha sollevato dubbi di legittimità. La Commissione europea ha infatti deciso di posticipare al 30 maggio la scadenza entro la quale Roma dovrà rispondere alla richiesta di chiarimenti di Bruxelles: quando dovrebbe essersi già insediato il nuovo commissario ai Trasporti, Antonio Tajani. Intanto, prosegue il dibattito politico: Silvio Berlusconi, nel suo discorso alla Camera sulla fiducia, ha detto che la crisi Alitalia si risolverà "senza svendere e senza nazionalizzare. Facendo appello al contributo delle imprese italiane che hanno tutto da guadagnare". E, poi, la designazione del nuovo "timoniere": in pole position Mario Resca, ma si fa anche il nome dell'ex Telecom Riccardo Ruggiero. \.

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Tutti in rotta verso Malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 14-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia smobilita la propria flotta su Malpensa come ha fatto? Nessun problema. All hub lombardo c è la coda per prendere il suo posto. Lo dimostrano non solo l intesa siglata il 29 aprile fra la Sea e Lufthansa ma anche il patto di America Airlines che ieri ha inaugurato il suo nuovo collegamento fra lo scalo varesino e il New York Jfk con cadenza giornaliera per il periodo estivo (d inverno saranno garantiti cinque voli settimanali). La compagnia a stelle e strisce torna a offrire collegamenti da Milano dopo sette anni in cui il servizio era assicurato sono da e per Roma Fiumicino. Continua, dunque, con successo, il progetto da parte della Società di gestione degli scali milanesi di recuperare passeggeri e volume di traffico dopo la decisione di Alitalia di abbandonare l aeroporto lombardo per riposizionarsi su quello della Capitale. L obiettivo è di portare a Malpensa entro la fine dell anno circa 450 degli oltre 800 voli cancellati dalla compagnia di bandiera. Nell inaugurare il nuovo collegamento il vicepresidente di America Airlines, Craig Kreeger, ha sottolineato il ruolo strategico che Milano ha per il mercato statunitense, soprattutto per quanto riguarda i viaggi d affari. Un punto, questo, su cui ha insistito anche il presidente della Sea, Giuseppe Bonomi: "La presenza delle principali compagnie aeree americane - ha sottolineato in un messaggio - è il risultato della posizione strategica di Malpensa per il territorio italiano. La sua posizione geografica favorevole e la catchment area di riferimento sono caratteristiche che le hanno permesso di raggiungere per i voli verso il Nord America un load factor medio che arriva al 90 per cento". Bonomi ha ricordato che nello scalo varesino sono attualmente presenti oltre 80 fra le principali compagnie aeree del mondo e il nostro impegno è sicuramente indirizzato verso un ulteriore incremento delle destinazioni servite". L inaugurazione del nuovo volo Milano-New York è stata anche l occasione per l'assessore regionale alle Infrastrutture, Raffaele Cattaneo, di tornare a polemizzare con i vertici di Alitalia che hanno stabilito il de hubbing dall aeroporto varesino con notevoli ricadute per l economia della Lombardia. zA chi si era affrettato a fare il funerale di Malpensa dichiara Cattaneo - stanno rispondendo i fatti. Non solo Malpensa non è morta ma dà segni straordinari di vitalità: c è solo un operatore che non capisce che stando lontano da Malpensa ci rimette solo, perché il mercato è qui e allontanandosi si può sì risparmiare sui costi ma si perde nei ricavi". L assessore regionale interviene anche sulla battaglia legale fra Sea e la Magliana. Giovedì scorso Alitalia ha annunciato una controcausa alla Società controllata dal Comune di Milano che a sua volta aveva chiesto un risarcimento danni per 1,2 miliardi per l addio della compagna a Malpensa. I legali della compagnia di bandiera esigono dalla Sea "importi non lontani" da quelli chiesti da quest ultima, contestando inadempimenti rispetto "agli obblighi di sviluppo dell'aeroporto di Malpensa" nonché "gravi danni reputazionali relativi al perturbamento del recente processo di privatizzazione". Secondo Cattaneo, l azione legale della Magliana "è il segnale più evidente che la compagnia di bandiera non sta dormendo sonni tranquilli sulla richiesta danni da parte della Sea, la quale ha carte consistenti a suo vantaggio". Il forzista Cattaneo, membro del Cda della Sea, invita comunque il prossimo governo a impegnarsi per il riposizionamento di Alitalia su Malpensa dal momento che, a suo dire, saranno necessari quattro-cinque anni affinché una nuova compagnia possa diventare il vettore di riferimento per l aeroporto. [Data pubblicazione: 03/05/2008].

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Il mosaico del Cav. è quasi completo (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 14-05-2008)

Argomenti: Alitalia

IntesaSanpaolo ammette: noi non ci tiriamo indietro Il mosaico del Cav. è quasi completo Dopo gli imprenditori, le banche. Intesa SanPaolo esce definitivamente allo scoperto e il mosaico ideato da Silvio Berlusconi per salvare Alitalia facendola restare una compagnia di bandiera si arricchisce di un altra tessera. A questo punto se il progetto del Cavaliere a cui lavora il consulente Bruno Ermolli poggia su tre pilastri cordata di imprenditori, pool di banche e partner industriale manca solo la partnership con una grande compagnia aerea per completare il quadro. Su questo punto, dopo l intesa per Malpensa siglata tre giorni fa con la Sea, Lufthansa sembra avvantaggiata (anche alcune sigle sindacali hanno espresso ieri, informalmente, il loro gradimento per la compagnia tedesca) ma Air France resta alla finestra e Aeroflot potrebbe entrare nella partita su richiesta del Cremlino. Da segnalare anche, notizia dell'ultima ora, la "manifestazione di interesse" del fondo d'investimento brasiliano Multi-Long Corporation, specializzato nelle ristrutturazioni di aziende in difficoltà: stando a quanto riportato da Ap, ci sarebbe la disponibilità a investire un miliardo di euro nella partita. Per il resto sulla cordata, ha assicurato lo stesso leader del Pdl, "c'è stato un esubero di partecipazione" quantificabile in "un 20 per cento in più" di richieste di adesione. Sul fronte bancario, invece, Intesa SanPaolo ha rotto gli indugi prima con il presidente Giovanni Bazoli, poi con l amministratore delegato Corrado Passera. Il primo ha dichiarato agli azionisti che l istituto di credito interverrà nell acquisizione di Alitalia "in presenza di un piano rigoroso" e se sussistono "forti possibilità di successo e di ripresa industriale dell'azienda". Il secondo ha chiarito: "Se si trovasse un modo per ristrutturare e rilanciare Alitalia, e si può, non ci tireremo indietro, o per lo meno porteremo agli organi deliberanti un progetto se fosse reputato valido". [Data pubblicazione: 01/05/2008].

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Incredibile: Alitalia chiede i danni a Sea (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 14-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Capita a che questo. Che Alitalia chieda un risarcimento a Sea per i danni "reputazionali" derivati dal contenzioso in corso sull'aeroporto di Malpensa. La compagnia di bandiera ha fatto sapere di essersi "costituita nel giudizio avanti al Tribunale di Busto Arsizio promosso dalla Sea, unitamente alla sua controllata Sea Handling". La comparsa di risposta, depositata ieri da Alitalia, si legge nella nota, "contiene domande riconvenzionali nei confronti di Sea, per vari titoli e per importi non lontani, per quanto allo stato quantificato, dalle pretese della Sea relativamente alle perdite di Alitalia derivanti dall inadempimento da parte di Sea agli obblighi di sviluppo dell aeroporto di Malpensa che su di essa gravano in quanto concessionaria, nonchè ai gravi danni reputazionali relativi al perturbamento del recente processo di privatizzazione che il modo in cui Sea ha impostato e gestito mediaticamente il processo avanti il Tribunale di Busto Arsizio ha in parte arrecato e in parte minaccia di produrre a carico di Alitalia stessa". Tradotto: se Sea ci fa causa, allora la facciamo anche noi. E a loro. Un dispetto? Un tentativo di mescolare le carte ed evitare così di dover sborsare molti soldi alla Sea guidata da Giuseppe Bonomi? Non si capisce. Di certo chi si sente preso in giro sono i lavoratori della Sea e di Malpensa. Oltre mille, proprio a causa dell abbandono di Alitalia dallo scalo lombardo, sono rimasti senza lavoro. Alitalia fa già sapere che comunicherà esclusivamente dati oggettuali e gli stati di avanzamento del procedimento nel momento in cui saranno noti. La prima udienza si terrà il prossimo 28 maggio. "A seguito del notevole clamore di stampa e di media, alimentato esclusivamente dalla parte attrice Sea, l opinione pubblica -rileva ancora Alitalia - sa da mesi della pretesa di 100 milioni di euro per danno emergente e di 1.100 milioni di euro per lucro cessante che Sea ha azionato in questo procedimento contro Alitalia". La comparsa di risposta conterrebbe la replica alla posizione assunta dalla Sea ("Il rapporto con Alitalia doveva proseguire fino al 2041") e mostrerebbe come il danno emergente non sia riscontrabile in quanto tutti gli acquisti e gli investimenti di Sea sarebbero "perfettamente compatibili con l'utilizzo dell aeroporto da parte di ciascun altro vettore passato e futuro". [Data pubblicazione: 01/05/2008].

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Senato, sessione per conversione decreto Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 14-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Roma - Il Senato dedicherà una specifica sessione parlamentare alla conversione del decreto legge sul prestito-ponte di 300 milioni di euro per l Alitalia deciso dal governo Prodi. Lo ha annunciato il vice capogruppo del Pd, Luigi Zanda, al termine della riunione dei presidenti di gruppo che si è svolta a Palazzo Madama. La proposta, formulata dall opposizione, è stata accettata dagli esponenti della maggioranza. La seduta (o le sedute) dedicate al decreto sull Alitalia si dovrebbero svolgere nella settimana che va da lunedì 19 a venerdì 23. "La vicenda dell Alitalia è di grande rilievo - ha spiegato Zanda - e merita quindi la completa attenzione e il massimo impegno del Senato". [Data pubblicazione: 09/05/2008].

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Alitalia, oggi il cda: Resca disponibile a diventare ad (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 14-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Mario Resca è pronto ad assumere il ruolo di amministratore delegato e presidente di Alitalia. Lo annunciato alla vigilia del cda della compagnia di bandiera lo stesso manager. Resca ha dato la propria disponibilità al presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi già nei giorni scorsi, sciogliendo ora le ultime riserve. "Per la mia esperienza di manager e imprenditore - ha dichiarato Resca - penso di poter essere messo a servizio del Paese per risolvere i problemi della compagnia di bandiera svolgendo questo incarico". La disponibilità di Resca è giunta ad un giorno dalla riunione del consiglio di amministrazione di Alitalia, in programma oggi, che potrebbe sancire per l'uomo d affari ferrarese l ingresso operativo prendendo il posto lasciato libero il 2 aprile scorso dall ex presidente Maurizio Prato. Sulla nomina di Mario Resca ad amministratore delegato e presidente di Alitalia si era già espresso nei giorni scorsi in maniera positiva il premier Silvio Berlusconi. Se l esito della riunione di oggi sarà questo, Mario Resca potrebbe andare ad affiancare l attuale presidente Aristide Police ai vertici di Alitalia, con il compito di sanare le casse della compagnia di bandiera e con poteri di tipo operativo e di coordinamento. [Data pubblicazione: 13/05/2008].

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Malpensa lancia la volata Mondiale (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 14-05-2008)
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NOSTRO INVIATO PAOLA PELLAI Malpensa - Varese va a ritmo di samba. I Mondiali di ciclismo, in programma nella Città Giardino dal 22 al 28 settembre, volano alto. Decollano dalla pista di Malpensa che, da quando si è liberata del peso di Alitalia, pedala in scioltezza verso traguardi importanti. La presentazione ufficiale dei campionati è avvenuta proprio qui, in un area del piano arrivi, tra gli occhi curiosi dei passeggeri in transito e una platea importante. "Siamo in overbooking - mi sorride divertito Amedeo Colombo, presidente del comitato organizzatore -. C è tanta gente che è voluta venire a portarci la sua testimonianza di affetto e di passione. Più del previsto. E un buon segnale". E, in effetti, l ottimismo nei confronti di questi Mondiali è contagioso. E stata trovata la chiave vincente: esaltare lo spettacolo agonistico con percorsi duri e selettivi, abbinandolo a una serie di eventi che mettano in luce le bellezze del territorio. Per riuscirci è stato fondamentale il gioco di squadra, tra pubblico e privato, tra comitato organizzatore e istituzioni. Sì, perchè la nuova frontiera del ciclismo è stata ben individuata dal il presidente Renato Di Rocco: "Uno straniero su 5 viene in Italia se può visitare le città d arte e vedere le nostre bellezze naturali in sella alla bicicletta". Varese, su questo, ha saputo lavorare tanto e bene negli anni. Quando a Madrid nel 2005, si è aggiudicata l organizzazione iridata per Varese è stato un valore aggiunto. "Questi Mondiali - ha spiegato ieri Gabriele Sola, direttore generale di Varese 2008 - sono una passione da vivere e da trasmettere. Un evento unico con una location unica. Un Cycling Stadium come l abbiamo pensato noi, sfruttando l ippodromo delle Bettole non l ha mai avuto nessuno". Un Mondiale dai grandi numeri: 1000 atleti in rappresentanza di 55 nazioni, oltre 5000 accreditati, circa un milione gli spettatori previsti. "Un grande lavoro di coordinamento anche per noi - ha sottolineato il prefetto Roberto Aragno - . Ci siamo prefissi di diventare un modello di piano integrato sul territorio". Giuseppe Bonomi, presidente Sea, fa ancora di più: lancia una sfida internazionale. "Questi Mondiali - spiega - saranno il primo banco di prova in vista dell Expo. Malpensa sarà un punto centrale in tutta l operazione. Siamo pronti a dimostrare che non siamo solo un aeroporto radicato nel territorio, ma siamo l aeroporta d ingresso per il decollo di un economia vitale". In questa tesi lo sostiene in pieno Raffaele Cattaneo, assessore regionale alle infrastrutture e mobilità: "Questo è l hub di tutti, è un simbolo che va ben al di là degli spazi di una provincia. Malpensa ha voglia di essere protagonista nel mondo. E noi siamo pronti a vincere questa sfida". Un tifo appassionato, dunque, per questi campionati che, tra l altro, verranno trasmessi in alta definizione sul nuovo canale digitale terrestre RaiSportPiù , al via sabato con il Giro d Italia. "Un impegno - conferma Giovanna Bianchi Clerici, consigliera della Rai - per esaltare ulteriormente questo evento. La Rai c è e ci vuole essere al meglio. Qualsiasi cosa si possa fare, venite pure a tirare la giacchetta a me o all altro varesino Antonio Marano... Alla nostra terra ci teniamo, è il nostro cuore". E alla fine tutti a cantare Varese va , l inno iridato di Memo Remigi che da tre anni si è innamorato della città. E del ciclismo. [Data pubblicazione: 06/05/2008].

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Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 14-05-2008)

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Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 55 ) " (29 votes, average: 2.72 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 81 ) " (21 votes, average: 2.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 62 ) " (42 votes, average: 1.93 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 14 ) " (112 votes, average: 1.29 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (123 votes, average: 1.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 90 ) " (89 votes, average: 1.49 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (56 votes, average: 1.52 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (60 votes, average: 1.78 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 60 ) " (97 votes, average: 1.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (35) Ultime discussioni MARIO: Basta co questo buonismo, per favore la gente vi ha votato perchè governare non per aprire dialoghi con i... mario milano: nei secoli, noi italiani siamo stati spesso faziosi e però concludenti in stato d'emergenza. ora... Damy: Di Pietro è stato attaccato x tutta la campagna elettorale giusto; .e.Berlusconi attaccato da una... Alessandro: Carissimo Taliani, continui a domandarti se Di Pietro fará la sua opposizione a Berlusconi o a Veltroni.... Alessandro: Ho votato Partito Democratico e lo farei di nuovo con lo stesso entusiasmo con cui l'ho votato.... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Ultime News An error has occured; the feed is probably down. Try again later. 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Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Via il rappresentante del tesoro cda alitalia a livello di guardia (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 15-05-2008)

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Economia Le dimissioni Via il rappresentante del Tesoro cda Alitalia a livello di guardia ROMA - Il cda di Alitalia perde un altro membro e con tre consiglieri rimasti tocca la soglia minima prima della decadenza di tutto il consiglio. Dopo le dimissioni del presidente Maurizio Prato, 40 giorni fa, ieri Giovanni Sabatini ha rimesso il mandato "con effetto immediato" per rientrare in Consob. Un nuovo passo verso l'inevitabile rinnovo del cda che deve fare i conti con l'insediamento del nuovo governo Berlusconi. Sabatini, era anche componente del comitato per il Controllo interno, oltre che amministratore non esecutivo e non indipendente. Secondo quanto comunicato dalla compagnia "sulla base delle informazioni disponibili non risulta detenere partecipazioni nel capitale sociale" di Alitalia. Ora si attende solo l'analisi del bilancio 2007 che avverrà il 26 maggio, prima che il Tesoro sciolga la riserva sul nome del nuovo numero uno della Magliana: anche se resta in pole position Mario Resca, in passato commissario Cirio e alla guida di McDonald's Italia, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti vuole ampliare la rosa dei nomi, tarandola sulla strategia di salvataggio della compagnia. La scelta del prossimo amministratore delegato, infatti, cambierà in funzione dei tempi della vendita o del risanamento previsti: nel caso di cessione o ingresso nel pacchetto Alitalia di un vettore di rango (come Lufthansa) l'ad potrebbe avere un profilo diverso da Resca che invece rimane l'uomo giusto per un lavoro di ristrutturazione di medio periodo. (lu.ci.).

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Alitalia perde anche il consigliere Consob (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 15-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del IL RETROSCENASabatini si dimette e torna alla Commissione. Il consiglio ridotto a tre membri, ma Tremonti non decide Alitalia perde anche il consigliere Consob Roberto Rossi Con un consiglio di amministrazione ridotto a tre persone, ieri si è dimesso anche Giovanni Sabatini, che era il rappresentante del governo ed è tornato alla Consob dove era in aspettativa, un bilancio che perde 100 milioni ogni trenta giorni, una guida operativa che non c'è più da circa un mese e l'assenza di un piano industriale di rilancio, per Alitalia mancavano anche dissensi e rivalse all'interno del governo a complicare il quadro. Riassunto delle puntate precedenti. In campagna elettorale il leader dell'opposizione Silvio Berlusconi blocca il tentativo di acquisto di Air France su Alitalia promettendo l'ingresso di una cordata pronta a salvare l'italianità del gruppo. Il dossier viene affidato al suo consigliere finanziario di fiducia Bruno Ermolli. È lo stesso che aveva costruito il riassetto della galassia Fininvest oltre dieci anni fa e di cui Berlusconi si fida ciecamente. Dopo vari annunci, un mese di tempo gettato alla ortiche, e 300 milioni della collettività finiti nelle casse del gruppo, Ermolli raccatta due o tre adesioni di peso, Salvatore Ligresti e Marco Tronchetti Provera, e chiede di poter visionare i conti, la due diligence, al consiglio di amministrazione della compagnia di bandiera. La richiesta è scontata visto che anche Berlusconi, più volte, l'aveva invocata come punto di partenza imprescindibile. Invece, dopo sette ore di dibattito, lunedì i consiglieri di Alitalia decidono che la cosa non si può fare. Se Ermolli vuole visionare i conti deve formalizzare la sua richiesta. La decisione, che in altre occasioni sarebbe stata scontata visto che Alitalia tra l'altro è quotata, in questo frangente assume però tutto un altro sapore. È una sorta di schiaffo alle pretese e al lavoro di Ermolli per la definizione della cordata italiana e di riflesso all'idea di Berlusconi. E in questa scelta c'è anche lo zampino del ministro del Tesoro Giulio Tremonti. Con il quale il consiglio di amministrazione di Alitalia, prima di dare una risposta e visto che il Tesoro detiene ancora il 49%, si è confrontato. Tra l'altro, Tremonti avrebbe dovuto anche nominare un nuovo amministratore delegato, si parlava di Mario Resca tanto caro a Berlusconi, e non l'ha fatto. Ha, invece, ribadito che la questione Alitalia è solo di sua competenza. Tanto che, il prossimo martedì, sarà con tutta probabilità proprio il neo ministro dell'Economia ad accompagnare il presidente dell'Alitalia Aristide Police davanti alla Commissione speciale per lo smaltimento dei decreti legge del Senato per parlare del prestito ponte di 300 milioni erogato a favore di Alitalia. Questo ritrovato ruolo di Tremonti che cosa vuol dire? Forse il ridimensionamento della cordata italiana, alla quale per altro il ministro non ha mai creduto molto. A star sentire Berlusconi "ci sono tanti imprenditori decisi ad investire nella compagnia di bandiera" e "si va verso una soluzione". Ma è da un mese che lo va dicendo e nulla di serio s'è materializzato. Forse per Alitalia si prospetta un nuovo cambio di strategia. Un ritorno al passato, magari, con la ricerca di un serio partner internazionale. Qualsiasi soluzione, però, va fatta in fretta. Alitalia, alla luce degli ultimi dati di bilancio sul primo trimestre 2008, e nonostante il prestito ponte ricevuto dal governo, ha circa due-tre mesi di vita. Pochi, pochissimi visto che per Alitalia manca anche una prospettiva industriale seria e che nel trasporto nulla si improvvisa. Tremonti lo sa, Ermolli forse no.

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ROMA - Più economici e a minore impatto ambientale. Questi i vantaggi delle nuovi voli (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 15-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Di VALENTINA ARCOVIO ROMA - Più economici e a minore impatto ambientale. Questi i vantaggi delle nuovi voli a piùalta quota previsti per la tratta Roma-Milano-Roma e frutto del lavoro di riordino dei cieli italiani effettuato dall'Enav, la società nazionale per il controllo del traffico aereo guidata da Guido Pugliesi. Da giugno prossimo gli aerei potranno viaggiare sulla rotta Fiumicino/Linate/Fiumicino oltre la quota attuale. In pratica, gli aerei viaggeranno su due "corridoi" più alti di quelli mai usati finora. I voli che partiranno da Linate con destinazione Fiumicino viaggeranno a 31mila piedi, pari a oltre 10 mila metri di quota. Cioè a 2mila piedi in più rispetto a prima. Allo stesso modo i voli Fiumicino-Linate, che per motivi di sicurezza viaggiano su un'"autostrada aerea" diversa da quella dei voli Linate-Fiumicino, alzeranno la loro quota da 24mila piedi, pari a circa 8mila metri, a 26mila piedi (pari a oltre9 mila metri di quota). Lo spostamento di rotta - che presto sarà esteso dall'Enav a tutte le altre rotte italiane - consentirà di risparmiare carburante e di abbassare i costi operativi per un valore superiore al milione di euro annui. Queste operazioni infatti apporteranno importanti benefici alle compagnie aeree e all'ambiente in termini di riduzione di percorrenza, risparmio di carburante, contenimento delle emissioni inquinanti. In pratica, un utilizzo più efficiente dei cieli nazionali, oltre ad alleggerire il traffico in alcuni punti essenziali, permetterebbe agli aerei di consumare meno carburante per via della rarefazione dell'aria in quota. Se a questo ci aggiungiamo il fatto che la tratta è ogni giorno percorsa da circa 120 movimenti aerei, di cui il 60 per cento dell'Alitalia, è ancora più evidente il risparmio economico delle compagnie aree. "Per le compagnie aeree - spiega Giovanni Torre, responsabile delle operazioni di rotta di Enav - non significa una soluzione al problema del costo dei consumi di carburante, ma un contributo che, moltiplicato per le altre tratte che in seguito potranno essere innalzate, certamente potrà rivelarsi prezioso proprio nel momento in cui gli alti prezzi del petrolio stanno provocando da parte di alcune compagnie scelte conservative sulla pianificazione dei voli, che stanno comportando contenimenti di traffico". In particolare, grazie a questo nuovo percorso da giugno 2008 solo la compagnia di bandiera potrà risparmiare solo per quella tratta, e secondo l'attuale costo del petrolio, quasi 500 mila euro l'anno. Senza contare poi i vantaggi in termini di basso impatto ambientale. In effetti grazie all'innalzamento delle quote dei voli Linate/Fiumicino/Linate verranno risparmiati 27 chilogrammi di carburante, che corrispondono a 85 chilogrammi in meno di CO2 emessa per ogni volo dagli scarichi di gas. Un risparmio che potrebbe moltiplicarsi in seguito all'innalzamento che probabilmente subiranno anche le altre tratte. "La rivisitazione della rotta s'inserisce in un programma già avviato da circa due anni - dice Torre - quando Enav, riconfigurando la mappatura delle rotte, in collaborazione con l'aeronautica militare e l'Enac, ha reso più efficiente l'utilizzo dello spazio aereo nazionale. Si tratta di contributi operativi per un corretto sviluppo del traffico aereo, sui quali Enav sta continuando a lavorare e che si aggiungono a quelli economici di contenimento delle tariffe. E a quello tecnologico di implementazione dei sistemi, di potenziamento delle infrastrutture radar e degli scali per rispondere alla domanda di crescita prevista nei prossimi anni con sempre maggiore qualità e sicurezza".

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Vendita Alitalia, le mosse del Tesoro (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 15-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Tremonti mette mano allo schema di procedura e prepara il rinnovo al vertice Vendita Alitalia, le mosse del Tesoro Non decolla l'intesa Toto-Ermolli Il patron di Air One punta a un ruolo di rilievo nella cordata italiana.

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ROMA - Bruno Ermolli prova a ripescare Carlo Toto. Coinvolgere il patron di Air One nella co (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 15-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Di ROBERTA AMORUSO e ROSARIO DIMITO ROMA - Bruno Ermolli prova a ripescare Carlo Toto. Coinvolgere il patron di Air One nella cordata italiana da mettere in piedi per Alitalia potrebbe essere ora una carta importante da giocare per il superconsulente del premier Silvio Berlusconi. Per almeno due motivi. Per la difficoltà a trovare un partner internazionale in tempi stretti. Ma anche perchè dopo lo stop alla richiesta di due diligence messo agli atti lunedì dal cda di Alitalia, Air One potrebbe essere il jolly necessario per avere le carte in regola per presentare la manifestazione di interesse ed accedere ai dati della compagnia. Negli ultimi giorni Toto e Ermolli, secondo quanto risulta a Il Messaggero, si sarebbero incontrati più volte a quattr'occhi. Anche nelle ultime ore. Ma finora non sarebbe stato trovato un accordo. Toto insiste nel chiedere voce in capitolo all'interno della cordata, mettendo sul tavolo il suo ruolo di socio industriale e il pacchetto importante di opzioni sugli aerei. Ermolli, invece, vorrebbe una soluzione più equilibrata che comprenda anche le banche. In testa a tutte Intesa Sanpaolo che al momento non sarebbe stata coinvolta nelle trattative, anche se continua a guardare con attenzione il dossier. Non a caso ieri Corrado Passera ha rilanciato la sua posizione: "Rimaniamo convinti che si debba fare di tutto per trovare una soluzione, per creare un'azienda forte e valida in questo settore in Italia che lo merita e che ha tutti i numeri per giustificarla". Sia Toto che Ermolli sono consapevoli che uno ha bisogno dell'altro. Ma bisognerà dosare gli equilibri e i ruoli. Un accordo dovrà comunque essere raggiunto in tempi stretti in modo da poter presentare un'offerta al cda di Alitalia che attende anche dall'azionista un'indicazione sulla procedura da seguire. Su quesro fronte, non c'è ancora una decisione sul tavolo. Ma il ministro del Tesoro, Giulio Tremonti, ha ripreso in mano il dossier Alitalia appena tornato ieri da Bruxelles. Ed è pronto a fare la sua mossa. Perchè mettere nero su bianco la decisione dell'azionista sulla nuova procedura di vendita, è ormai un passaggio obbligato. E' stato lo stesso cda, lunedì, a chiedere lumi in questo senso, prendendo tempo sulla richiesta di Bruno Ermolli di avere accesso alla due diligence. La criticità della situazione aziendale (certificata nel primo trimestre con perdite per 215 milioni e con una nuova svalutazione della flotta, per 97 milioni, che riduce il patrimonio a 96 milioni) e la necessità di integrazione del consiglio con un nuovo manager operativo chiedono tempi stretti. Ancora di più oggi che il consiglio si trova ridotto a tre componenti dopo le dimissioni di ieri di uno dei rappresentanti del Tesoro, Giovanni Sabatini, che già da tempo aspettava di tornare in Consob alla guida della Divisione emittenti. La scelta del nuovo manager (in pole position Mario Resca e Rocco Sabelli) arriverà nei prossimi giorni. E a quel punto il compromesso tra la richiesta di Ermolli di verificare i conti prima di un'offerta e lo stop del cda potrebbe anche coincidere con la scelta di procedere a una due diligence fatta dalla stessa Alitalia (la cosiddetta "vendor due diligence"). Un aggiornamento sul dossier Alitalia sarà fatto dal presidente Aristide Police martedì prossimo al Senato, affiancato, forse, dal ministro Tremonti.

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Sabatini lascia Alitalia Per la Consob (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 15-05-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-15 num: - pag: 37 categoria: REDAZIONALE Ritorni Sabatini lascia Alitalia Per la Consob ROMA - Un consigliere di amministrazione che lascia. Un capo del personale, Massimo Cestaro, il cui contratto non viene riconfermato. Si aggrava la situazione in Alitalia, la compagnia che martedì ha dichiarato 215 milioni di perdite nel primo trimestre. Il cda che ha approvato i conti, definendoli ai limiti della continuità aziendale, ha perso ieri un componente, scendendo a quota tre: il minimo indispensabile. è stato il consigliere Giovanni Sabatini, facendo seguito alla richiesta di riammissione in servizio presentata alla Consob, a dare le proprie dimissioni. Il suo è un rientro, visto che era già stato membro dell'organismo di sorveglianza. Così, anche se il comunicato precisa che Sabatini era amministratore non esecutivo e non detiene partecipazioni della compagnia, susciterebbe comunque qualche perplessità un suo rientro in Consob, passando dal ruolo di controllato a quello di controllante. A. Bac.

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Il liberal e il colbertista, le divergenze parallele (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 15-05-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-15 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Derby nel governo La stretta del ministro della Funzione pubblica e la strategia del consenso di Tremonti Il liberal e il colbertista, le divergenze parallele SEGUE DALLA PRIMA Renato Brunetta ci è arrivato affermando invece che non ci sarebbe nulla di strano se i servizi pubblici venissero affidati ai privati. Giulio Tremonti propone di inasprire le tasse sulle retribuzioni dei supermanager e promette subito sacrifici a banche e petrolieri. Renato Brunetta vuole prima di tutto licenziare su due piedi gli statali "fannulloni". Giulio Tremonti probabilmente confidava che Alitalia fosse venduta ad Air France prima delle elezioni. Renato Brunetta ha giudicato "impensabile svendere Alitalia ai francesi". Insomma: più diversi, i punti di vista del ministro dell'Economia, Tremonti, e del ministro della Funzione pubblica, Brunetta, non potrebbero essere. Ma soltanto chi non li conosce può restare perplesso. Giuliano Amato è arrivato un giorno a chiedersi se ci sia una ragione culturale per cui i socialisti "litigano tra loro da cento anni": ebbene, Tremonti e Brunetta sono la risposta al suo interrogativo. Socialista vicino a Franco Reviglio, il ministro dell'Economia si è professato seguace di Jean-Baptiste Colbert, teme la globalizzazione, non disdegna l'intervento dello Stato nell'economia (durante la grande crisi della Fiat si disse che guardava al modello Renault), recentemente ha suggerito alla sinistra di rileggere Marx e Gramsci. E quando Giovanni Minoli gli ha chiesto a bruciapelo se crede in Dio, ha risposto senza esitare: "Sì". Socialista vicino a Gianni De Michelis, il ministro della Funzione pubblica si presenta come una specie di pasdaran delle liberalizzazioni e del mercato. Non è particolarmente spaventato dalla globalizzazione e per quanto se ne sa non ha mai messo in dubbio le sue radici laiche. Due pianeti diversi: ma né Tremonti, né Brunetta, hanno mai fatto niente per nasconderlo. Nel 2001 l'attuale ministro della Funzione pubblica aspirava al ruolo di consigliere economico di Silvio Berlusconi. Ma Tremonti si oppose e Brunetta rimase fuori dal portone di Palazzo Chigi per tre anni: fino a quando il ministro dell'Economia fu defenestrato. Magari tutto è cominciato da quel fatto. O magari no. Da allora però Brunetta non gliene ha fatta passare una. "Tremonti ha fallito, gli sarebbe servito un bagno di umiltà", dichiarò nel dicembre 2002. Inaugurando un fuoco di fila inarrestabile. Qualche mese più tardi gli rinfacciò di non aver voluto privatizzare le aziende pubbliche locali, favorendo così gli scioperi selvaggi. Appena il Colbertista si riaffacciò al governo, nella primavera del 2005 Brunetta non gli risparmiò una staffilata: "Tremonti deve fare autocritica per gli errori che ha fatto fare al governo e alla maggioranza ". Insistendo nei mesi successivi: "La Banca del Sud? Preferisco il Tremonti che ha riformato le pensioni al Tremonti che tira fuori queste trovate". Ancora: "Tremonti pensa troppo al deficit ". Di più: "Tremonti sbaglia a sostenere che l'11 settembre non c'entra nulla con la nostra crisi economica". Fino a quella che l'Espresso definì la "diatriba" su chi dei due fosse stato l'ispiratore del programma economico di Berlusconi per le elezioni del 2006. Da Tremonti, al contrario, mai una polemica. Tranne una volta che Brunetta gli attribuì l'idea di un contributo di solidarietà del 4% sui redditi più alti. Reagì con un "sic!". Perché quando un giornalista gli chiedeva di replicare, la risposta era sempre la stessa: "Non scendo a questo livello". Che però non era, come invece è adesso, il livello del consiglio dei ministri. E non è un dettaglio. Sergio Rizzo Il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta Gli ex I due ex ministri socialisti Franco Reviglio e Gianni De Michelis.

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<Manager, più tasse sui maxi-stipendi E mercoledì via al taglio dell'Ici> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 15-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-15 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE "Manager, più tasse sui maxi-stipendi E mercoledì via al taglio dell'Ici" Tremonti: rispetto del pareggio nel 2011. Straordinari, spunta un tetto di 35 mila euro "La riduzione delle tasse sulla casa sarà coperta già nel 2008". E rilancia sull'utilizzo mirato degli aiuti di Stato DAL NOSTRO INVIATO BRUXELLES - Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti è rientrato sulla scena europea dell'Eurogruppo/Ecofin annunciando tagli fiscali in linea con le politiche di bilancio rigorose richieste dalla Commissione Ue e appoggiando la decisione di tassare più seriamente i superstipendi e i premi dei manager e dei banchieri. Ma ha anche rilanciato l'uso di "aiuti di Stato" mirati opponendosi alle componenti mercatiste da molti anni dominanti a Bruxelles. Tremonti ha annunciato il taglio dell'Ici sulla prima casa dal giugno prossimo e gli sgravi fiscali sugli straordinari con un decreto nel Consiglio dei ministri di mercoledì prossimo a Napoli. Ha specificato che "non avranno un impatto sul bilancio" perché "saranno coperti già nel 2008" e ha confermato l'impegno preso dal suo predecessore Tommaso Padoa-Schioppa di azzerare il deficit nel 2011: proprio come sollecitava il commissario Ue per gli Affari economici Joaquin Almunia, che ha avuto un incontro bilaterale con il ministro italiano e ha poi indicato tra i Paesi nel mirino di Bruxelles solo la Francia. Tremonti ha ribadito di non aver ereditato alcun "tesoretto" e ha polemicamente aggiunto di voler fornire copertura anche al 40% del taglio dell'Ici varato dal governo Prodi. Ha rinviato a dopo il confronto con le parti sociali la spiegazione su come finanzierà i tagli fiscali annunciati per mercoledì prossimo. Tecnici del suo ministero starebbero ipotizzando di limitare l'esborso a circa 4 miliardi detassando gli straordinari fino al reddito massimo di 35 mila euro e addirittura escludendo gli statali. Tremonti ha chiesto all'Ue "certezza del diritto" sugli aiuti di Stato elargiti per salvare dal fallimento la banca Northern Rock nel Regno Unito, in genere il Paese più liberista e contrario all'intervento pubblico nell'economia. Non ha voluto però confermare se intende utilizzare questo precedente per il salvataggio della compagnia di bandiera Alitalia. Nella sostanza ha assunto una posizione nei confronti dell'Europa vicina a quella della Francia di Nicolas Sarkozy e l'ha chiarita con varie proposte ai colleghi dell' Eurogruppo. E' partito da "a" di agricoltura per sostenere gli aiuti di Stato che finanziano "la coltivazione e non più l'abbandono dei campi". Alla "b" ha inserito i bonus e i supestipendi dei manager, definiti dall'Eurogruppo "scandalosi " e da tassare di più. Alla "c" ha criticato la linea Ue a favore dei carburanti biologici ricavati dai cereali perché può aggravare la scarsità mondiale di cibo. Alla "e" di energia ha auspicato politiche comuni come quella antica dell'Euratom sul nucleare: ventilando come unica alternativa l'avanzata della russa Gazprom, che gli ricorda "la Compagnia delle Indie e quella fase primordiale del mercatismo ". Tremonti vorrebbe far finanziare dall'Ue i progetti comuni con eurobond dal significato "politico più che finanziario ". L'Ecofin ha deciso il potenziamento della direttiva-colabrodo sulla tassazione dei non residenti, richiesta dalla Germania dopo la scoperta dei ricchi evasori fiscali tedeschi in Liechtenstein. E Tremonti, esperto tributarista, che nel 2003 contestò da solo l'inefficacia di questo provvedimento, ha spiegato il successivo ritirò del veto e l'approvazione dicendo che "l'Italia non poteva permetterselo in vista della sua imminente presidenza di turno dell'Ue". Ivo Caizzi \\ Bisogna rilanciare l'Euratom finanziandola con gli eurobond. Energia, il rischio Gazprom.

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Alitalia, Il Cda: <Conti sempre più in rosso>. Il premier: <Presto una soluzione> (sezione: Alitalia 2)

( da "Campanile, Il" del 15-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia, Il Cda: "Conti sempre più in rosso". Il premier: "Presto una soluzione" Alitalia sempre più in crisi. Stretta tra la morsa dei conti, il costo del greggio, la necessità di una ricapitalizzazione a breve e la speranza che la cordata italiana o un altro compratore bussino al più presto alla sua porta. Comunque, sia la compagnia di bandiera continua a perdere sia soldi che credibilità. Il Cda fa sapere in una nota che allo stato attuale è più che mai necessaria una ricapitalizzazione "da effettuarsi in tempi strettissimi". Perché la compagnia di bandiera nel primo trimestre del 2008 ha peggiorato i suoi conti di 161 milioni di euro, ovvero 48 milioni in più rispetto allo scorso esercizio. Sempre secondo il Cda la perdita è riconducibile soprattutto al forte incremento del costo del carburante (che da solo vale 62 milioni di euro). Ma anche i ricavi si sono ridotti con una perdita di 43 milioni, pari a meno 4,3% su un totale di 954. Così il patrimonio si riduce toccando sempre di più il fondo: 96 milioni al netto delle imposte che gravano sul periodo. I conti di Alitalia ? si legge sempre in una nota del Cda ? sono peggiorati per effetto dei danni subiti dalla compagnia dopo il fallimento della trattativa con AirFrance, e non solo per il caro greggio. Tutte componenti che insieme si riflettono "in una consistente patrimoniale non in grado di sostenere l'operatività prospettica della società". Infatti, proprio il mancato accordo con AirFrance-Klm ha mandato in subbuglio i piani, determinando la riproposizione di una significativa situazione di incertezza aziendale. Dal punto di vista strettamente economico ? spiegano i componenti del Cda nella nota ? il decreto legge n.80 del 23 aprile 2008, ha, al momento consentito di disporre di un'importante consistenza di liquidità e dal punto di vista della continuità operativa ha evidenziato la fiducia, anche da parte del legislatore, sulla possibilità di completamento del processo di privatizzazione e di risanamento della compagnia. Ma, nonostante ciò, si rende necessaria una ricapitalizzazione in tempi "strettissimi". Poi, però, c'è l'altra faccia della medaglia quella della vendita. E se sempre il Cda vede con favore l'interesse di Bruno Ermolli, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi sdrammatizza, mostrando tutto il suo ottimismo. "Si va verso una soluzione ci sono tanti imprenditori decisi ad investire sulla compagnia di bandiera". (15-05-2008).

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Si insedia la commissione speciale conversione decreti legge (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 15-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica Sottogoverno Si insedia la commissione speciale conversione decreti legge Prima seduta ieri Trapani, 15 Mag.- Il meccanismo della nuova legislatura inizia ad olearsi. Mentre per oggi dovrebbe arrivare la Fiducia al Senato per il Governo Berlusconi, l'altro ieri 13 maggio si è insediata per la prima volta la Comissione Speciale Conversione decreti Legge. 12 i membri del Pdl che ne fanno parte, 10 del Pd, 2 della Lega, 1 del gruppo misto, 1 di Idv e 1 per Udc, con Grillo eletto presidente. Tra i primi punti all'ordine del giorno in agenda il Dl 80/2008 riguardante l'Alitalia, trattato nella seduta di ieri dove svolta la relazione illustrativa e registrati gli interventi dei senatori DIVINA e BODEGA (LNP), BUBBICO (PD) e del sottosegretario CASERO, è stato fissato per lunedi 19 maggio, alle ore 18 il termine per la presentazione degli emendamenti, e continuo per Martedi 20 maggio alle ore 14 con l'audizione del Presidente di Alitalia e, alle ore 15, con il seguito dell'esame del provvedimento. A. De Bartolomeo politica@voceditalia.it.

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Martedì subito faccia a faccia con i sindacati (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 102 parti sociali Martedì subito faccia a faccia con i sindacati Parti sociali --> ROMA Sarà il primo faccia a faccia fra il nuovo Governo e le parti sociali, quello fissato per martedì prossimo a Palazzo Chigi. Una prima presa di contatto, con i sindacati compatti nel rilanciare le emergenze salari, pensioni e prezzi e le imprese a puntare tutto sulla crescita, cominciando subito con la detassazione di premi e straordinari, di cui si comincerà a discutere già il giorno dopo nel Consiglio dei Ministri che si terrà a Napoli. Le parti sociali saranno chiamate tutte a Palazzo Chigi, nessuna esclusa, perchè il governo, ha assicurato il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi "vuole il dialogo con tutti gli attori sociali, non escludendo nessuno, come purtroppo è stato fatto spesso in passato". L'incontro del 20 maggio, dunque, "sarà solo l'inizio di un percorso, il primo di una serie di incontri, con l'ambizione di condividere un percorso di crescita della nostra economia", ha detto Sacconi, che si è dichiarato "ottimista" anche sulla possibilità di avviare un clima di dialogo con tutte le organizzazioni sindacali, Cgil compresa. Al tavolo non potranno essere dimenticati altri temi pressanti, come quelli del rinnovo dei contratti pubblici, di Alitalia e del rilancio degli investimenti per infrastrutture, innovazione e ricerca. La Cgil ha già 5 proposte con cui controbattere all'annunciata abolizione dell'Ici sulla prima casa che ritiene non essere una priorità: detrazione per i redditi da lavoro dipendente, sostegno alle pensioni, interventi su prezzi e tariffe, rinnovi nella P.A. e investimenti infrastrutturali. In sostanza una riproposizione dei temi principali della piattaforma unitaria che i 3 sindacati confederali avevano sottoposto al Governo Prodi.

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Proroga Ue: Piano Alitalia, risposta entro il 30 maggio (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 15-05-2008)

Argomenti: Alitalia

I dubbi di Bruxelles sul prestito ponte di 200 milioni Proroga Ue: Piano Alitalia, risposta entro il 30 maggio La Commissione europea ha concesso all Italia una proroga di 10 giorni, fino al 30 maggio, per rispondere ai dubbi sollevati da Bruxelles sul prestito ponte da 200 milioni di euro varato dal governo in favore di Alitalia. "In seguito alla richiesta delle autorità italiane, la Commissione ha deciso di spostare al 30 maggio la scadenza per presentare la risposta", ha detto Michele Cercone, portavoce del responsabile del portafoglio Trasporti della commissione Ue. "Trattandosi di un caso delicato i contatti continuano", ha aggiunto sottolineando che in merito alle perplessità sollevate da Bruxelles "un dubbio è un dubbio e resta finchè non viene risolto". Adesso la Commissione "aspetta di ricevere la risposta italiana entro i tempi dovuti" ha aggiunto il portavoce spiegando di non volersi sbilanciare finchè la Commissione non avrà preso "la decisione finale". Del caso Alitalia si occuperà ora il nuovo commissario Ue ai Trasporti, Antonio Tajani. Da sinistra, intanto, sembrano giungere segnali di pentimento in merito alla sciagurata politica di rimensionamento di Malpensa. E così, i deputati lombardi del Pd Daniele Marantelli ed Emanuele Fiano, in un interrogazione urgente presentata al ministro Giulio Tremonti, hanno chiesto "quali iniziative il ministro dell Economia intenda assumere affinché Alitalia chieda entro il 15 maggio ad Assoclearance (la società che sovrintende all assegnazione degli slot) la conferma dei suoi slot invernali su Malpensa, così da rilanciare concretamente la funzione di hub dell aeroporto lombardo". Appreso che il Ministro dell Economia intende affrontare la crisi di Alitalia con una soluzione "fondamentalmente italiana e privata", i due parlamentari ricordano che "il 30 marzo 2008 Alitalia ha tagliato centinaia di voli da Malpensa, causando gravi problemi occupazionali per i lavoratori Sea, i precari e l indotto" e sottolineano che "il collegamento Alitalia Malpensa-Boston aveva un carico di passeggeri pari al 90% dei posti disponibili, contro il 56% dei voli attualmente in decollo da Fiumicino per la stessa destinazione e che il 14 giugno p.v., in occasione della Conferenza, Iata raccoglierà le richieste di tutte le compagnie aeree per decidere a fine agosto il nuovo orario in vigore dal prossimo 28 ottobre". [Data pubblicazione: 14/05/2008].

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Cda Alitalia, si dimette il consigliere Sabatini (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 15-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Nel primo trimestre l azienda raccoglie perdite per 215 milioni, 62 in più dell esercizio precedente Cda Alitalia, si dimette il consigliere Sabatini "In questo momento non siamo in grado di valutare uno specifico progetto, mi sembra che il nuovo azionista stia lavorando e quindi noi poi valuteremo la situazione". Lo ha detto l amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, riferendosi al lavoro del nuovo Governo su Alitalia. "Noi non conosciamo più da mesi la situazione di Alitalia, rimaniamo però convinti che si debba fare di tutto per trovare una soluzione per creare un azienda forte e valida in questo settore in Italia, un Paese che la merita e che ha tutti i numeri per giustificarla", ha concluso. In concreto, quello che è ormai di dominio pubblico sul caso Alitalia è che la compagnia di bandiera registra un rosso senza fine. Nel primo trimestre, come confermato di fatto dal Cda, l azienda raccoglie perdite per 215 milioni, 62 milioni in più rispetto al precedente esercizio. Cifre che, avverte il Cda, rendono indispensabile una ricapitalizzazione che deve essere fatta "in tempi strettissimi". Ma proprio sul fronte Cda le ultime novità. In serata, infatti, Giovanni Sabatini, rappresentante del Tesoro nel board della compagnia, si è dimesso dalla carica di consigliere. Ad annunciarlo una nota ufficiale Alitalia. Dopo le dimissioni dell ex presidente Maurizio Prato, rassegnate il 2 aprile scorso, e quelle di Sabatini, alla guida del gruppo rimangono così tre consiglieri: il presidente Aristide Police, in rappresentanza del Tesoro, Carlo Santini e Luciano Vannozzi. Con le dimissioni di Sabatini, comunque, non viene meno il numero legale dei componenti del consiglio di amministrazione che può continuare a operare. Sim.Bo. [Data pubblicazione: 15/05/2008].

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Alitalia, Ermolli a Palazzo Chigi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 16-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-16 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE Privatizzazione Al vertice anche Grillo, per la conversione del decreto sul prestito Alitalia, Ermolli a Palazzo Chigi Tremonti studia il dossier. Il nodo della due diligence ROMA - Si è parlato di Alitalia ieri a Palazzo Chigi nell'ambito dei vertici convocati da Berlusconi sulle maggiori emergenze del Paese che saranno trattate nel prossimo consiglio dei ministri a Napoli. Lo spunto è stata la conversione del decreto- legge sul prestito-ponte da 300 milioni incassato dalla compagnia. Per questa ragione è stato convocato anche il senatore Luigi Grillo (Pdl) che è presidente della Commissione speciale per lo smaltimento dei decreti. Ma a palazzo c'erano anche il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, e il consulente di Berlusconi, Bruno Ermolli, che sta preparando la cordata italiana su incarico del premier. Si tratta dei protagonisti dell'attuale situazione d'impasse in cui versa la compagnia. La richiesta di due diligence, avanzata da Ermolli a nome della nuova compagine, è stata in sostanza respinta da Alitalia, su indicazione dell'azionista Tesoro, che ha chiesto una formale "manifestazione d'interesse". Appare necessario trovare un modo per fare la verifica dei conti. E' possibile che Ermolli ci riprovi un'altra volta mandando però in avanscoperta Air One che aveva pur sempre avanzato un'offerta non vincolante per Alitalia e che quindi potrebbe chiedere una riapertura del dossier. Tra l'altro proprio ieri Giovanni Malagò, consigliere d'amministrazione di Air One, ha ammesso contatti con il consulente del premier. Oppure potrebbe essere lo stesso ministro dell'Economia a chiedere alla società un approfondimento della situazione contabile. C'è infine una terza possibilità: che sia Kpmg, advisor della cordata italiana, a chiedere la due diligence, assumendo l'impegno a non fare la disclosure dei dati al mandante, finché non sarà autorizzata da Alitalia. In questo modo Kpmg potrebbe comunque esaminare i conti. In attesa della soluzione, si prepara la risposta alle osservazioni dell'Ue sul prestito-ponte. Secondo il sottosegretario all'Economia, Luigi Casero, il prestito "non ha effetti sui saldi di finanza pubblica in quanto dovrà essere restituito entro il 31 dicembre 2008 ed è gravato da un tasso di interesse di mercato. In tali termini si tratta dunque, a suo avviso, di risorse che non possono essere considerate aiuti di stato, ai sensi del trattato dell'Ue". Giulio Tremonti e Bruno Ermolli Antonella Baccaro.

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<Siamo protagonisti nel Paese> Nuova campagna per l'estate (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 16-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-16 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE La compagnia di bandiera "Siamo protagonisti nel Paese" Nuova campagna per l'estate Nella crisi c'è spazio per continuare a lavorare. Alitalia ha lanciato la nuova campagna per l'estate, con destinazioni e prezzi, validi per tutto maggio. "Con 630 voli che ogni giorno partono per 83 destinazioni, Alitalia - spiega il gruppo - vuole riaffermare, attraverso la campagna "Volare Alitalia, fa volare l'Italia", di essere un indispensabile protagonista a supporto della mobilità e dello sviluppo economico del Paese".

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Alitalia perde passeggeri e il consigliere Sabatini (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 16-05-2008)

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Stampa Alitalia perde passeggeri e il consigliere Sabatini Alitalia perde un consigliere di amministrazione, Giovani Sabatini, e registra nei primi tre mesi del 2008 una flessione dei ricavi legati al traffico passeggeri pari a circa 40 milioni. Un calo che per i vertici della compagnia è riconducibile "alla continua erosione di credibilità commerciale della società conseguente al flusso ininterrotto di dichiarazioni con effetto negativo effettuate dai diversi stakeholders e quotidianamente riprese dai maggiori organi di stampa e di informazione". Incide anche "la riduzione della capacità offerta" per i primi interventi di ristrutturazione previsti dal piano industriale di sopravvivenza. Lo spiega la relazione sulla gestione del primo trimestre approvata ieri dal consiglio di amministrazione. Lo stesso che non ha cooptato Mario Resca come nuovo amministratore delegato al posto dell'ex Maurizio Prato. E che ieri si è trovato ridotto di un componente, Sabatini appunto, che era anche membro del Comitato per il Controllo Interno, Amministratore non esecutivo e non indipendente. Sabatini rientrerà nei ranghi della Consob da cui proveniva e gli sarà affidato l'incarico di responsabile della Divisione Emittenti con decorrenza dal primo giugno 2008.

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ROMA - Bruno Ermolli riporta il dossier Alitalia a Palazzo Chigi. Incassato lo stop alla due diligen (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 16-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Ce dal cda della compagnia, il superconsulente del premier, Silvio Berlusconi, ha passato la palla al governo. Palla arrivata ieri sul tavolo di un maxi-vertice a Palazzo Chigi. Presenti, lo stesso Ermolli, Berlusconi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, il ministro del Tesoro, Giulio Tremonti e Luigi Grillo, presidente della commissione speciale per l'esame dei disegni di legge di conversione di decreti legge di palazzo Madama, compreso quello sul prestito ponte da 300 milioni. Tutti chiamati a fare il punto della situazione sui molteplici capitoli del dossier Alitalia in vista del Consiglio dei ministri di mercoledì. Il primo passo atteso già nei prossimi giorni dal Tesoro è un chiarimento chiesto dal cda sul nuovo schema di procedura di vendita. Sbloccare l'accesso alla due diligence (magari dando il via libera a una verifica dei conti fatta dalla stessa Alitalia) è il secondo nodo la sciogliere subito. Perchè senza questo passaggio, Ermolli non sarà in grado di coagulare una cordata italiana che raccolga il consenso di banche e imprenditori. Ma anche AirOne che ieri ha confermato per voce del consigliere di amministrazione, Giovanni Malagò, le indiscrezioni anticipate da Il Messaggero sui contatti in corso con Ermolli. Due ore di incontro sono servite ieri anche a sciogliere le ultime riserve sul rinnovo del vertice Alitalia con l'arrivo di un nuovo manager con deleghe operative. I riflettori sono sempre puntati sui nomi di Mario Resca e Rocco Sabelli. Ma la nomina dei nuovi vertici è legata a doppio filo con la definizione di una linea precisa di azione, che il Tesoro non ha ancora messo completamente a fuoco. Intanto, Alitalia prova a dare segnali chiari della sua piena operatività. "Volare Alitalia, fa volare l'Italia" è lo slogan della nuova campagna pubblicitaria lanciata ieri Obiettivo, riaffermare "di essere un indispensabile protagonista a supporto della mobilità e dello sviluppo economico del Paese". Sullo sfondo, ieri il presidente della Corte Costituzionale Antonio Baldassarre, ha smentito le indiscrezioni che lo vorrebbero indagato dalla Procura di Roma nell'ambito di un'inchiesta per aggiotaggio informativo sul titolo Alitalia. R.Amo.

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Rifiuti di Napoli, cercasi sottosegretario disponibile Una struttura alle dirette dipendenze di Palazzo Chigi prenderà il posto del commissario De Gennaro. Quanto costerà? (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 16-05-2008)

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Stai consultando l'edizione del Rifiuti di Napoli, cercasi sottosegretario disponibile Una struttura alle dirette dipendenze di Palazzo Chigi prenderà il posto del commissario De Gennaro. Quanto costerà? L'istituzione di una struttura ad hoc alle dirette dipendenze della presidenza del Consiglio per superare il problema della spazzatura campana. È una delle ipotesi a cui starebbe lavorando il governo per uscire dall'emergenza rifiuti che dura ormai da 14 anni. Quella dei rifiuti, assieme alla sicurezza e ad Alitalia, è tra le priorità del governo annunciate in campagna elettorale. E il presidente del Consiglio sarebbe intenzionato ad arrivare a Napoli, mercoledì in occasione del preannunciato Consiglio dei ministri itinerante, con un provvedimento già definito a grandi linee. Indirettamente lo conferma il ministro della Difesa Ignazio La Russa. "L'impegno non può esaurirsi in un giorno - dice - nonostante gli sforzi del commissario De Gennaro, è difficile risolvere l'emergenza rifiuti; a Napoli dimostreremo non solo la volontà politica di affrontare il problema, ma anche quella di metterci la faccia". Da giorni sono al lavoro diversi uffici - tra palazzo Chigi, il ministero dell'Ambiente e la regione Campania - per risolvere tutte le questioni tecniche e normative connesse alla creazione della struttura. Ieri a palazzo Chigi il premier Berlusconi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo hanno ricevuto il presidente della regione Campania Antonio Bassolino e il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino. Un incontro chiesto nei giorni scorsi dalle autorità campane e che ambienti del comune di Napoli definiscono positivo per l'avvio di un lavoro "giusto e doveroso" tra istituzioni locali e governo nazionale. Ancora non si è parlato, però, della nuova struttura ma di questioni più legate ai problemi sul territorio. L'obiettivo sarebbe dunque quello di predisporre un decreto legge che istituisca una struttura per i rifiuti campani alle dirette dipendenze di palazzo Chigi. Un ufficio da affidare ad un sottosegretario e che dovrebbe occuparsi di rifiuti e grandi eventi. La scelta di un ufficio ad hoc, inoltre, consentirebbe di superare definitivamente la struttura del Commissariato, per dare un segnale diverso da quanto fatto finora e prima di riconsegnare alle amministrazioni locali la gestione dei rifiuti. Anche perchè non è pensabile che alla scadenza del mandato del commissario straordinario Gianni De Gennaro (il 26 maggio) si possa tornare immediatamente alla gestione ordinaria.

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Berlusconi alla ricerca della cordata (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 16-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del ALITALIA Incontro con Ermolli Berlusconi alla ricerca della cordata Sul tavolo di Silvio Berlusconi, oltre a rifiuti e sicurezza, anche il dossier Alitalia. Per fare il punto, ieri a Palazzo Chigi, una riunione di due ore con Bruno Ermolli, il consulente incaricato dal premier di seguire il dossier sulla compagnia, Luigi Grillo, il presidente della commissione speciale del Senato che esamina il decreto legge sul prestito ponte da 300 milioni alla compagnia aerea, e il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. "Stiamo lavorando con questa cordata, dobbiamo trovare chi se ne occuperà dal punto di vista industriale. Possiamo metterci tutti i soldi che vogliamo ma questo non basta perchè serve un piano industriale" ha spiegato il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli. Tra le ipotesi considerate, probabilmente, anche quella di Air One: "Non è un mistero che noi siamo interessati" ha confermato il consigliere delegato Giovanni Malagò. "Air One era interessata prima della trattativa con Air France, è rimasta durante la trattativa e lo è ancora. Riconosciamo il ruolo istituzionale di Ermolli che gli è stato conferito dal presidente del Consiglio. È chiaro che siamo interessati agli sviluppi".

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Scontri all'orizzonte, le divisioni indeboliscono (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 16-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del L'ANALISISui contratti da rinnovare e i contratti da riformare, sui salari, sul fisco e sulle pensioni si profilano tempi duri Scontri all'orizzonte, le divisioni indeboliscono Bruno Ugolini Non sarà una partita facile quella che si aprirà tra sindacati, Confindustria e Governo, su contratti da rinnovare prima (vedi pubblico impiego, trasporti, commercio, eccetera), e contratti da riformare poi. Per non parlare di fisco, salari e pensioni: tutti i temi della piattaforma presentata già al governo di centrosinistra da Cgil, Cisl e Uil. E potremmo aggiungere casi specifici, come quello drammatico dell'Alitalia o questioni impellenti come la realizzazione completa del protocollo sul welfare. Sono all'orizzonte trattative difficili, sono da mettere in conto confronti e scontri. Tempi duri, dunque. E' l'unica constatazione sulla quale è emersa una consonanza nell'assemblea dei metalmeccanici, tra Guglielmo Epifani e Gianni Rinaldini. E' sulle conseguenze da trarre che emerge un divorzio apparentemente insanabile. Per Guglielmo Epifani la via maestra è quella dell'unità, dentro la Cgil innanzitutto e poi con Cisl e Uil. Facendo leva sugli accordi fatti anche in materia di nuovo modello contrattuale e che per la Cgil rappresentano un progetto innovativo di grande valore. La maggioranza della Fiom di Rinaldini esprime un giudizio opposto. Considera quel progetto un modo per taglieggiare in sostanza le buste paga e snaturare per sempre il sindacato. Un giudizio isolato nel panorama sindacale. Nessun altra categoria nella Cgil, dal pubblico impiego, all'industria, ai servizi, segue un tale indirizzo. Ed è difficile sostenere che siano diventati tutti supini al diktat della segreteria confederale, incapaci di intravedere il pericolo di quel progetto. C'è anche da considerare il fatto, a proposito di tempi duri, che dalla destra si stanno levando pressioni nei confronti della Confindustria, tese a sottolineare la non possibilità di accettare l'impostazione sindacale. Basta, per capire come stanno le cose, leggere l'editoriale apparso su "Economy", il settimanale collegato a "Panorama", la rivista diretta da Maurizio Belpietro. Qui si polemizza con l'ottimismo di Montezemolo, con le presunte svolte. Si attacca poi la pretesa di Cgil Cisl e Uil di parlare di "inflazione realisticamente prevedibile" per misurare un'equa crescita salariale. L'articolo spiega poi come soprattutto le imprese piccole e medie non potranno mai accettare nuovi diritti d'informazione sul quadro economico finanziario. Un editoriale, insomma, che è una spia di quanto potrebbe succedere e di che cosa bolle nella pentola imprenditoriale. Ecco perché appare sacrosanto l'appello di Epifani all'unità del sindacato per fronteggiare una situazione irta di ostacoli. Oltretutto, una volta battute le resistenze di Confindustria, i possibili capovolgimenti del governo, una volta rinnovati i contratti già scaduti e portato a termine l'accordo che riforma i contratti, la Fiom che farà? Tutti, dai tessili, ai chimici, al pubblico impiego, ai braccianti, ai bancari, agli insegnanti, ai ministeriali avranno determinate regole contrattuali e anche regole di democrazia sindacale. E' impensabile supporre che i metalmeccanici, perlomeno quelli della maggioranza, non quelli della minoranza di Durante, non quelli di Fim e Uilm, possano rimanere con le regole stabilite nel 1993.

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<Certi gruppi editoriali vogliono farci a pezzi> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 16-05-2008)

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N. 116 del 2008-05-16 pagina 3 "Certi gruppi editoriali vogliono farci a pezzi" di Luca Telese Il consigliere d'amministrazione: "Si stanno buttando sulle tv, ma per avere strada libera prima devono azzerarci" da Roma Quando sono uscite le agenzie con le anticipazioni de l'Espresso era a casa, e ha accolto la notizia scuotendo il capo, con un sospiro profondo dei suoi: "Ehhhh...". Sandro Curzi consigliere di amministrazione Rai e quintessenza di orgoglio aziendale questo attacco ai colleghi di via Po non glielo perdona proprio: "L'unica cosa scandalosa, in questa specie di lista della spesa priva di analisi, è il tentativo di fare scandalo". Cos'è che la indigna? "Guardi, alcune fesserie abnormi che si leggono lì, confuse fra le cifre". Ad esempio? "Enumerare le tantissime sedi regionali Rai come uno spreco. Sono, piuttosto, una prerogativa del servizio pubblico!". E i 114 parrucchieri? "Fesserie. Se si spunta qualsiasi bilancio di una grande impresa, se ne trovano centomila di cose così". È un attacco che viene da un periodico di sinistra, se lo aspettava? "Senta, in questi anni, la Rai è stata attaccata da tutte le parti". Perché? (Una gran risata) "Me lo chiede? Ma per fare a pezzi l'azienda, chiaro". E l'Espresso che interesse avrebbe? "Le grandi aziende editoriali si stanno buttando sulla Tv. Ma prima devono azzerare viale Mazzini per avere la strada libera e liberare risorse pubblicitarie". Il gruppo Espresso, a dire il vero, ha preso una canale nazionale che non usa, Rete A. "Appunto! Aspettano il momento giusto". Non le pare una onesta caccia agli sprechi? "Per carità. Di sprechi ne ho combattuti anche io, in questi anni. Però noi chiudiamo questo anno con dei bilanci ottimi. Ecco perché qui c'è qualcosa di più di qualche inchiesta". Ovvero? "Contro la Rai si coalizzano interessi opposti e diversi, talvolta persino in contrasto fra di loro". Uniti solo nel fare la guerra a viale Mazzini? "Senta, non so se i lettori si siano resi conto che la Rai è l'ultima grande azienda italiana. È crollata anche l'Alitalia...". Qualcuno infatti ha fatto il paragone. "Ed è qui che i conti non tornano! Perché Alitalia è uscita dalla competizione. Mentre noi siamo l'ultima grande azienda pubblica forte e competitiva!". Quindi deve continuare a investire? "Sa che cosa sogno io? Un satellite italiano, che non ci costringa a essere ospitati su Sky". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Alitalia, parte la campagna (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 16-05-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 116 del 2008-05-16 pagina 26 Alitalia, parte la campagna di Redazione "Volare Alitalia, fa volare l'Italia" è lo slogan della campagna di comunicazione destinata a promuovere le destinazioni ed i prezzi, validi per tutto il mese di maggio, per volare in estate. Con 630 voli che ogni giorno partono verso 83 destinazioni in tutto il mondo, Alitalia vuole riaffermare, di essere un indispensabile protagonista a supporto della mobilità e dello sviluppo economico del paese. Inoltre due nuove sale "Freccia Alata" verranno inaugurate entro la fine di maggio a Linate. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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