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T ARTICOLI DEL 1-6 gennaio 2009 #TOP
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Articoli
Alitalia 2 (107)
Italia dei valori sulla graticola
( da "EUROPA
ON-LINE" del 01-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Muore la Compagnia aerea italiana, rinasce Alitalia e rinascono i problemi tra Roma e Milano: un film già visto. C?è una questione morale anche nel partito di Di Pietro e non riguarda il figlio del leader. In Sardegna la ?reconquista? del governatore non sarà facile. Italia dei valori sulla graticola MARIO LAVIA L?
Soru,
una corsa tutta in salita ( da "EUROPA ON-LINE"
del 01-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: rinasce Alitalia e rinascono i problemi tra Roma e Milano: un film già visto. C?è una questione morale anche nel partito di Di Pietro e non riguarda il figlio del leader. In Sardegna la ?reconquista? del governatore non sarà facile. Soru, una corsa tutta in salita PAOLO NATALE Gli appuntamenti elettorali incalzano.
Rivince
AirFrance, riperde Malpensa ( da "EUROPA ON-LINE"
del 01-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: gli attivi non basteranno a pagare tutti i passivi» in carico alla bad company e che «gli obbligazionisti Alitalia saranno trattati come gli azionisti, anche se dovrebbero essere più tutelati». Agli avvocati non mancherà il lavoro da sbrigare. Nella nuova Alitalia giocherà poi un ruolo di primo piano AirFrance-Klm che già nelle prossime ore potrebbe entrare nell?
Berlusconi:
"Vi dico che cosa... ( da "Giornale.it, Il"
del 01-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ricordo come esempio il caso Alitalia, dove la Cgil prima ha agito in simbiosi con la sinistra per ostacolare l?accordo e poi, resasi conto della impopolarità del suo comportamento, si è seduta al tavolo con gli altri sindacati ed ha contribuito al successo dell?accordo che ci ha permesso di conservare una nostra compagnia di bandiera,
2
gennaio 2009 ( da "Foglio, Il"
del 02-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: in questi mesi ha fatto della propria presenza fisica sul campo la cifra del decisionismo: dalla ramazza brandita per rimuovere la monnezza campana, alle riunioni con Cai e i sindacati su Alitalia. Il caso Tav, adesso, non è meno simbolico né meno insidioso dei precedenti.
accordo
fatto con air france ecco come sarà la nuova alitalia - tito boeri
( da "Repubblica,
La" del 02-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Pagina 1 - Prima Pagina Un conto da 4 miliardi Accordo fatto con Air France ecco come sarà la nuova Alitalia TITO BOERI DIECI mesi dopo, con quasi lo 0,3 per cento di pil sottratto ai contribuenti e 7.000 posti di lavoro in meno, Alitalia torna a parlare francese. SEGUE A PAGINA 24 SERVIZI ALLE PAGINE 20 E 21
un
conto da 4 miliardi - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 02-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: morte e miracoli della compagnia sorta dalle ceneri di Alitalia. Poco importa che sia italiana la faccia, che si chiami ancora Alitalia la nuova compagnia. Sarebbe stato così comunque, anche con il 100 per cento del capitale nelle mani di Air France-KLM. Come canta Carla Bruni, chi mette la faccia "non è nulla", chi mette la testa "è tutto".
"è
la fine della storia dei carrozzieri torinesi adesso serve l'aiuto concreto del
governo" - marco trabucco ( da "Repubblica, La"
del 02-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: potrebbe voler dire dare più forza all´Italia in quel matrimonio che Marchionne ha ipotizzato per Fiat. Un matrimonio che rischia di vederci portare, come dote, gli ultimi stabilimenti italiani di produzione che ci sono rimasti, da Torino a Termini Imerese. Per il paese sarebbe una perdita grave, ben più di quella di Alitalia».
"così
racconto il peggio dell'italia" - vassily sortino
( da "Repubblica,
La" del 02-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E così parleremo del caso Alitalia, dello smaltimento dei rifiuti e del problema del precariato attraverso la vita di un call center». Punte di diamante dello show saranno lo sketch iniziale, con un finto video-messaggio agli italiani del presidente americano Barack Obama, e la parodia di Giusy Ferreri a cura di Giuseppe Giambrone.
la
montagna che chiude tra seggiovie fantasma e alberghi abbandonati - (segue
dalla prima pagina) paolo rumiz ( da "Repubblica, La"
del 02-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Invece no: si continua sulla vecchia strada, come per l´Alitalia. Miliioni di milioni di euro al vento. Come quelli che serviranno per il collegamento - approvato il 31 dicembre (!) dalla provincia di Trento - fra San Martino e Passo Rolle nel parco di Paneveggio, dove Stradivari prese il legno dei suoi violini.
"siamo
tornati al punto di partenza ma lo stato pagherà 3 miliardi in più" -
barbara ardu ( da "Repubblica, La"
del 02-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Molto più della metà della stessa Alitalia: diciamo che Air One è stata pagata due terzi di Alitalia. Banca Intesa s´è garantita il debito è anche in questo caso a rimetterci è stato il contribuente italiano. Che tra l´altro pagherà prezzi più alti, almeno su quella rotta Milano-Roma che di fatto è diventata un monopolio sul quale non può intervenire nemmeno l´
il
25% della nuova alitalia a air france
( da "Repubblica,
La" del 02-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Pagina 20 - Economia Il 25% della nuova Alitalia a Air France A Parigi tre posti nel cda. Siglato l´accordo per l´acquisto di AirOne Ai francesi azioni con remunerazioni superiori nel caso si raggiungano obiettivi finanziari MILANO - La telenovela del partner estero di Alitalia è arrivata dopo due anni di passione al traguardo.
lombardia
in trincea, penati "chiama" la lega - andrea montanari
( da "Repubblica,
La" del 02-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ipotesi di alleanza tra Alitalia ed Air France. Il governatore lombardo Roberto Formigoni e il sindaco di Milano Letizia Moratti, che avevano tentato un´azione di lobby politico imprenditoriale sul governo pro Lufthansa prendono tempo. Il presidente della Provincia Filippo Penati del Pd, invece, attacca e si appella alla Lega.
"rete
compatibile e rischio-penale ecco perché abbiamo scelto parigi" - ettore
livini ( da "Repubblica, La"
del 02-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: I dettagli e le rotte del nuovo corso Alitalia verranno definite solo tra qualche mese, ma la nuova Magliana del tandem Cai-Air France nasce con un identikit industriale già abbastanza chiaro: ridimensionata nei voli ? oggi sono il 30% in meno rispetto a quelli garantiti un anno e mezzo fa assieme alla compagnia di Carlo Toto ?
Penati
attacca Cai: tradito il Nord La Lega si svegli
( da "Corriere
della Sera" del 02-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Questo piano Alitalia — attacca il numero uno di Palazzo Isimbardi — ha ucciso Malpensa nel silenzio generale del mondo economico, finanziario e imprenditoriale». Il presidente democratico della Provincia non si limita a un attacco generico. Fa nomi e cognomi e chiede alla Lega di unire gli sforzi su Malpensa.
Alitalia,
Toto ha venduto: rientra con 60 milioni Parigi: avanti sull'alleanza
( da "Corriere
della Sera" del 02-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il commissario di Alitalia, Augusto Fantozzi, intende cedere gli aerei alla nuova Alitalia solo in presenza di una licenza. Ma una licenza sarà ottenibile dalla nuova Alitalia soltanto quando il vettore sarà in possesso degli aerei... Antonella Baccaro
Alitalia,
gli steward sono ottimisti, i piloti no
( da "Corriere
della Sera" del 02-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 2 categoria: REDAZIONALE Fiumicino Alitalia, gli steward sono ottimisti, i piloti no Una specie di conto alla rovescia tra cauto ottimismo e preoccupazione. è l'atmosfera che si registra a Fiumicino a neanche due settimane dalla nascita di «Alitalia-Compagnia aerea italiana» che inizierà la programmazione dei voli il 13 gennaio.
Air
France sempre più vicina ad Alitalia
( da "Giornale.it,
Il" del 02-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
2 del
2009-01-02 pagina 19 Air France sempre più vicina ad Alitalia di Redazione
Entro il
Chi
ha tradito Malpensa ( da "EUROPA ON-LINE"
del 02-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Vicenda Alitalia-Malpensa docet. Il gran clamore sullo scippo dell?hub si è rapidamente affievolito. Sino a divenire accondiscendenza verso Cai. Questa cordata di imprenditori di nuovo conio, in quanto assertori dell?italianità, ha consentito di muoversi comodamente sul mercato protetto dopo aver socializzato le perdite,
La
francesità di Alitalia e il silenzio del Nord
( da "EUROPA
ON-LINE" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E D I T O R I A L E La francesità di Alitalia e il silenzio del Nord GIOVANNI COCCONI Chissà come stanno ridendo a Parigi. Con AirFrance primo azionista della nuova Alitalia una vicenda drammatica si tinge di farsa. L?annus horribilis dell?ex compagnia di bandiera finisce in beffa.
malpensa,
la base della lega in rivolta - paolo berizzi
( da "Repubblica,
La" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: accordo con Air France per la nuova Alitalia proprio non va giù. «è un voltafaccia inaccettabile - tuona Stucchi - un attacco frontale alla gente del Nord». Malpensa ridimensionata a favore di Fiumicino. E Parigi che si mangia Milano. Questo è l´incubo che l´inizio del nuovo anno ha rifilato al Carroccio malpensacentrico.
"ok
le politiche sociali ma manca dinamismo" - laura montanari
( da "Repubblica,
La" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Sarebbe opportuno riprendere con vigore una politica di investimenti pubblici special modo nella manutenzione e nel recupero urbanistico, intervenire nelle infrastrutture sociali a cominciare dalle scuole che cadono a pezzi. Di certo non possiamo pensare di seguire per proteggere i posti di lavoro, la stessa logica anacronistica usata per mantenere i posti nella vecchia Alitalia...».
albergatori
contro alitalia ( da "Repubblica, La"
del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Bari Raccolta firme Albergatori contro Alitalia Il consorzio di albergatori pugliesi "Welcome in Puglia" ha organizzato una raccolta di firme indirizzata ai vertici Alitalia contro la riduzione dei voli che collegano la Puglia con Roma e Milano. Le adesioni vengono raccolte negli alberghi aderenti allo stesso consorzio.
le
borse mondiali tornano a correre nel 2009 - sara bennewitz
( da "Repubblica,
La" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 9%) ha festeggiato l´ingresso di Air France in Alitalia, in attesa che l´Enac fissi le nuove tariffe per gli Aeroporti di Roma. Il recupero del prezzo del petrolio (tornato sopra quota 46 dollari al barile), ha invece fatto volare le quotazioni di Tenaris (più 7,2%), Eni (più 4,2%) e Saipem (più 3,1%).
la
nuova alitalia parte con un black-out tra il 12 e il 13 gennaio stop di otto
ore - luca iezzi ( da "Repubblica, La"
del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia La nuova Alitalia parte con un black-out tra il 12 e il 13 gennaio stop di otto ore Intesa fatta con Air France. Malpensa, Colaninno vedrà Lufthansa LUCA IEZZI ROMA - La nuova Alitalia partirà con un black out di 7-8 ore. Tra il 12 e il 13 gennaio l´Enac avrà bisogno «di uno stop operativo di molte ore» per consentire ai suoi ispettori di controllare che tutto sia in regola.
Malpensa,
vola la crisi: a rischio 900 posti di lavoro
( da "Corriere
della Sera" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: anno di cui la metà da Alitalia — Malpensa era il primo aeroporto italiano per trasporto cargo. «Nel 2009 la compagnia di bandiera precipiterà a 15-18 milioni di chili l'anno. E per noi Alitalia era i primo cliente», completa il quadro Schettini. A dieci giorni dal decollo della nuova compagnia, il bilancio è il seguente: 1.
Malpensa,
meno voli. <Cassintegrazione per 900>
( da "Corriere
della Sera" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: REDAZIONALE Occupazione Alta tensione negli aeroporti lombardi mentre si tratta sul futuro di Alitalia. Cgil: situazione difficile Malpensa, meno voli. «Cassintegrazione per 900» Il cargo e i servizi aggravano la crisi. Sea: liberare subito gli slot per salvare lo scalo A Malpensa il peggio ha da venire. La Sea, che gestisce lo scalo varesino, sta rivedendo il piano di cassintegrazione.
Il
13 gennaio sette ore di blackout ( da "Corriere della Sera"
del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: REDAZIONALE Stop tecnico dei voli per l'arrivo della nuova Alitalia Il 13 gennaio sette ore di blackout La nuova Alitalia scalda i motori in vista del decollo del 13 gennaio. I preparativi tecnici prevedono uno stop operativo dei voli di sette-otto ore nella notte tra il 12 e il 13 gennaio, per consentire la regolarità delle procedure Enac.
<Pronti
a marciare su Roma> <Prima liberalizziamo gli slot>
( da "Corriere
della Sera" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia-Air France, gli uomini di Bossi sono pronti a rilanciare quell'insolita alleanza per il Nord che aveva portato al voto comune Lega-Pd sull'Expo, Pedemontana e Malpensa. «Noi siamo pronti a ripresentare l'emendamento per liberalizzare gli slot dell'hub lombardo - attacca il parlamentare Matteo Salvini - E a quel punto vedremo veramente chi in Parlamento ha a cuore il destino
Berti:
adesso dico sì a Colaninno ( da "Corriere della Sera"
del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il potente sindacato dei piloti che non ha sottoscritto il contratto della nuova Alitalia, annuncia un cambio di rotta e apre al dialogo con l'azienda. Obiettivo: sottoscrivere il contratto. Con qualche modifica. Comandante, è stato assunto in Alitalia? «Al momento no, né io né il mio vice De Carlo. Sappiamo che molte lettere sono state mandate.
Alitalia,
vertice con Mayrhuber (Lufthansa)
( da "Corriere
della Sera" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: aerei fermi per il cambio con Cai Alitalia, vertice con Mayrhuber (Lufthansa) ROMA — Solo un colpo di scena clamoroso potrebbe portare Alitalia tra le braccia di Lufthansa. Ma poiché di sorprese ce ne sono state tante, converrà seguire l'incontro che nei prossimi giorni il presidente di Alitalia, Roberto Colaninno, avrà con i vertici del vettore tedesco.
Alitalia,
ultime verifiche prima del decollo
( da "Giornale.it,
Il" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il 13, con la nuova Alitalia, verrà avviata anche l'integrazione dell'offerta su internet, che tutt'oggi è suddivisa tra i due vettori Alitalia ed Air One; oggi è ancora possibile effettuare prenotazioni indipendenti, anche per date successive al 13 gennaio, e tali biglietti saranno riconosciuti validi.
<Ci
batteremo per liberalizzare le rotte>
( da "Giornale.it,
Il" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: «L'eredità di Alitalia arriva dal passato e la situazione attuale non è certo frutto delle scelte fatte dal governo Berlusconi. Ora che si è privatizzato tocca agli imprenditori fare scelte coraggiose». Imprenditori del Nord, tra le altre cose... «Sì. E devo dire che da questo punto di vista un po' di delusione c'è.
Obama?
Abbandonerà l'Ucraina alla Russia.
( da "Giornale.it,
Il" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: società (3) svizzera (4) turchia (12) Varie (16) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails Attenti, Londra tollera la Shaaria.
Alitalia,
le ultime verifiche prima del "decollo"
( da "Giornale.it,
Il" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 3 del 2009-01-03 pagina 18 Alitalia, le ultime verifiche prima del "decollo" di Paolo Stefanato L?interruzione di continuità tra vecchia e nuova Alitalia, espressamente richiesta dalla Ue per approvare l?operazione di salvataggio, vuole anche questo: che gli ispettori dell?
Nascere
ricchi oggi è davvero un vantaggio?
( da "Giornale.it,
Il" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: società (3) svizzera (4) turchia (12) Varie (16) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails Attenti, Londra tollera la Shaaria.
Malpensa,
la Lega accusa gli alleati e chiede garanzie
( da "EUROPA
ON-LINE" del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Dopo le anticipazioni sul piano Cai per la nuova Alitalia, incentrato sulla partnership con AirFrance e la centralità dell?hub di Fiumicino a spese dall?aeroporto milanese, gli esponenti politici lombardi sono in subbuglio. Non tutti, a dire il vero. Dal presidente della regione Roberto Formigoni e dal sindaco Letizia Moratti, infatti, non s?
isole
senza traghetti, rivolta contro roma - emanuele lauria
( da "Repubblica,
La" del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: di fare con la Tirrenia ciò che è stato fatto con Alitalia, salvaguardano la continuità territoriale». Secondo Tonino Russo, deputato del Pd, «la riduzione del 50 per cento dei servizi di collegamento delle isole minori è la logica conseguenza dei tagli indiscriminati operati dal Ministro Tremonti e dal governo Berlusconi.
"lega
pronta a battersi contro la lobby industriale"
( da "Repubblica,
La" del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: altronde basta mettersi nei panni degli imprenditori di Cai Alitalia. I loro interessi sono anche quelli di Parigi. Più voli partono da Milano o da Roma per Charles De Gaulle più loro sono contenti». é un fiume in piena Davide Boni, il capodelegazione della Lega Nord nella giunta regionale lombarda. Dice: «La Confindustria dovrà rendere conto al Nord del suo atteggiamento».
alitalia,
divampa la protesta del nord - giorgio lonardi
( da "Repubblica,
La" del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Pagina 18 - Economia Alitalia, divampa la protesta del Nord Giovedì il Malpensa-day. Penati: "La fine dello scalo decisa a Milano" E la Moratti pensa a liberalizzare i diritti di volo per far spazio ad altre compagnie GIORGIO LONARDI MILANO - Monta la protesta del Nord contro il declassamento di Malpensa.
Penati
attacca: Malpensa tradita da Milano
( da "Corriere
della Sera" del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Grandi imprese da difensori dello scalo a soci della nuova Alitalia» Penati attacca: Malpensa tradita da Milano Contro la crisi di Malpensa si mobilitano i lavoratori: sciopero il 7 gennaio. «Ci sono tremila posti a rischio». Attacca il presidente della Provincia, Filippo Penati: «I killer dello scalo sono a Milano, non a Roma.
R
ecriminazioni ( da "Corriere della Sera"
del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: R ecriminazioni e accuse reciproche: ecco lo sport più diffuso quando si parla di Alitalia. Ora la partita è all'ultima mano. E Malpensa spera di pescare la carta vincente della liberalizzazione delle rotte. L'unica in grado di rimettere in gioco il futuro dello scalo. CONTINUA A PAGINA
Le
Eolie e le Egadi senza navi I sindaci: scapperemo tutti
( da "Corriere
della Sera" del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: secondo un copione che ricorda molto quello di Alitalia. Ma dalla Sicilia c'è chi si oppone a questa logica. Per il vice-presidente della Regione Titti Bufardeci «il governo deve intervenire perché venga riconosciuta la perifericità delle isole minori e possano così accedere agli aiuti di Stato, così come previsto dalla normativa europea in questi specifici casi ».
<Malpensa,
appello al governo: scelga Lufthansa>
( da "Corriere
della Sera" del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La nuova Alitalia è più piccola della vecchia Alitalia e quindi ha bisogno di un partner internazionale forte, per poter avere un numero importante di collegamenti internazionali diretti consentendo costi inferiori di trasporto per i passeggeri e maggiore competitività per le merci e le imprese.
Penati:
i killer di Malpensa? Sono a Milano
( da "Corriere
della Sera" del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: hangar Alitalia (oggi dismesso), 150 dipendenti Lsg addetti alla preparazione dei pasti serviti sui voli Alitalia, e un altro centinaio di addetti alle pulizie degli aeromobili in carico alla Nas. Ad avere già perso il posto sono circa 500 lavoratori a tempo determinato cui non è stato rinnovato il contratto e una ventina di magazzinieri della Eurohandling.
La
Sea ( da "Corriere della Sera"
del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-04 num: - pag: 7 categoria: BREVI La Sea I dipendenti Sea in cassa a rotazione sono 450 (ma potrebbero salire fino a 900 con la dismissione del cargo Alitalia)
Malpensa
o Linate? Una scelta difficile ( da "Corriere della Sera"
del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La nuova Alitalia basata su Fiumicino può convivere con una Lufthansa forte su Malpensa? I destini della compagnia di bandiera stanno a cuore agli imprenditori lombardi che hanno creduto al suo rilancio. «Ma per Alitalia non si può penalizzare il traffico del Nord —
Alitalia,
Malpensa lancia la sfida della concorrenza
( da "Giornale.it,
Il" del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La stessa acquisizione di Alitalia da parte di Cai non ha aiutato. Perché - anche su sollecitazione di Air France, da 9 anni partner commerciale e futuro azionista della nuova Alitalia - nel passaggio dal commissario a Cai, il portafoglio dei diritti è stato «blindato» e la compagnia ha tenuto strette anche rotte che non esercita da anni.
Alitalia,
ora Malpensa lancia la sfida della concorrenza
( da "Giornale.it,
Il" del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La stessa acquisizione di Alitalia da parte di Cai non ha aiutato. Perché - anche su sollecitazione di Air France, da 9 anni partner commerciale e futuro azionista della nuova Alitalia - nel passaggio dal commissario a Cai, il portafoglio dei diritti è stato «blindato» e la compagnia ha tenuto strette anche rotte che non esercita da anni.
"Allah
è grande" in Piazza Duomo: attenti a quei giovani.
( da "Giornale.it,
Il" del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: società (3) svizzera (4) turchia (12) Varie (16) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails Attenti, Londra tollera la Shaaria.
Obama?
Abbandonerà l'Ucraina alla Russia
( da "Giornale.it,
Il" del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: società (3) svizzera (4) turchia (12) Varie (16) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails Attenti, Londra tollera la Shaaria.
l'ira
di bossi per malpensa ( da "Repubblica, La"
del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Oggi incontro Alitalia-Lufthansa L´ira di Bossi per Malpensa ROMA - Bossi e la Lega non intendono cedere sul declassamento di Malpensa. E Formigoni, presidente della Lombardia, ribadisce: «L´offerta tedesca è buona e va tenuta in considerazione». Oggi l´incontro Alitalia-Lufthansa.
lega
in pressing su malpensa bossi convoca i suoi ministri - luca iezzi
( da "Repubblica,
La" del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: i suoi ministri Oggi summit Alitalia-Lufthansa ma è pronta l´intesa con Parigi Di Pietro: dal governo una truffa ai danni del Nord e dei lavoratori dello scalo LUCA IEZZI ROMA -La Lega si mette di traverso tra Alitalia e Air France. Oggi l´ufficio politico della Lega si riunirà per mettere a punto un piano che salvi l´aeroporto di Malpensa dal ridimensionamento prospettato dall´
ecco
la mossa anti-spinetta liberalizzare i diritti di volo
( da "Repubblica,
La" del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: circa 20 compagnie straniere (soprattutto arabe e asiatiche) hanno chiesto di aprire voli su Milano, ma non possono farlo perché Alitalia mantiene i diritti di volo anche su rotte che non esercita più, mentre il governo, per proteggere la compagnia di bandiera, non rinegozia i trattati per far sì che vettori diversi la sostituiscano.
"la
partita non è ancora chiusa l'offerta tedesca è molto buona" - giorgio
lonardi ( da "Repubblica, La"
del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Eppure con il nuovo piano Cai Alitalia ci saranno ben 39 voli al giorno da Milano verso Parigi. Non è la prova che il nuovo hub del Nord c´è già e si chiama Charles De Gaulle? «Se così fosse sarebbe uno sbaglio enorme, un danno per il Paese. Mi rendo conto che ci sono dei segnali negativi ma Colaninno ci dice che i giochi sono ancora aperti.
padre
amorth: c'è qualcosa di diabolico
( da "Repubblica,
La" del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ex presidente Prato che aveva detto: per Alitalia serve l´esorcista Padre Amorth: in questa vicenda c´è del diabolico Padre Amorth: c´è qualcosa di diabolico MILANO - «Qui ci vorrebbe l´esorcista» per salvare l´Alitalia, aveva detto l´ex presidente della compagnia di bandiera Maurizio Prato al numero uno di Air France Jean Cyrille Spinetta.
berlusconi
nel mirino del senatùr "questo caos non gli conviene" - paolo berizzi
( da "Repubblica,
La" del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: un conto è Alitalia e un conto è il resto». Il fatto è che per i leghisti il potere irritante della faccenda Cai-Malpensa, considerato un "voltafaccia" bello e buono, amplifica il più generale disorientamento nei confronti di Roma. Il dribbling della nuova compagnia ha mandato per aria «quello che ci aveva detto Berlusconi»,
malpensa
quei silenzi di politici e imprenditori - maurizio martina *
( da "Repubblica,
La" del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: intervento Malpensa quei silenzi di politici e imprenditori MAURIZIO MARTINA * La vicenda di Malpensa e della nuova Alitalia, con le sue implicazioni per Milano e la Lombardia, merita di essere giudicata con attenzione soprattutto dai cittadini. Rappresenta probabilmente l´emblema delle debolezze di questo paese, ma questa volta a partire proprio dal "grande" Nord.
separiamo
i destini di malpensa e alitalia - maurizio martina *
( da "Repubblica,
La" del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Milano SEPARIAMO I DESTINI DI MALPENSA E ALITALIA MAURIZIO MARTINA * Per difendere il totem dell´italianità sono stati usati, in un momento di grave crisi, ben 4 miliardi di euro presi dalle tasche dei cittadini e qualsiasi logica concorrenziale è stata sospesa. La nuova compagnia ridurrà ulteriormente il proprio impegno su Malpensa;
Alitalia,
ore decisive per Malpensa Sangalli: nessun killer, l'hub va difeso
( da "Corriere
della Sera" del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: è bisogno di un grande scalo Alitalia, ore decisive per Malpensa Sangalli: nessun killer, l'hub va difeso Oggi vertice di Cai con Lufthansa. E Bossi incontra la Moratti Alla vigilia degli incontri decisivi per la scelta del partner di Alitalia, si accendono le polemiche milanesi su Malpensa «Non siamo i killer di Malpensa ».
OGGI
PRIMO INCONTRO CAI-LUFTHANSA SANGALLI: NON
( da "Corriere
della Sera" del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Oggi ci sarà il vertice tra Alitalia e Lufthansa per la scelta del partner straniero di Cai. E sempre oggi, Umberto Bossi ha convocato una segreteria straordinaria con tutti i vertici del Carroccio. Invitati anche il sindaco Letizia Moratti e il presidente di Sea, Giuseppe Bonomi.
La
pista francese ( da "Corriere della Sera"
del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: KLM prevede che il gruppo franco-olandese rilevi il 25% della nuova Alitalia versando 300 milioni di euro. Questo significa che il 100% di Alitalia viene valutato 1.200 miliardi di euro. Per Air France sarebbe stata prevista anche la possibilità di esprimere un numero non maggioritario (né di blocco) di consiglieri d'amministrazione
<Compagnia
nei guai? Colpa di Satana> ( da "Corriere della Sera"
del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La crisi dell'Alitalia ha qualcosa di funestamente satanico: ove imperano la divisione e l'incertezza, in quel posto regna Satana». Ne è convinto padre Gabriele Amorth, decano degli esorcisti. In un'intervista al sito Pontifex, però, l'ultraottantenne sacerdote paolino chiarisce che qualche traccia del Diavolo, a saperla cercare,
E
il governo aspetta le mosse dei tedeschi
( da "Corriere
della Sera" del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: appello di Letizia Moratti perché il governo intervenga a favore di un accordo tra Alitalia e Lufthansa per ora è caduto nel vuoto. Nell'esecutivo ci sperano, ma non sono molti quelli che credono a quest'alleanza. Anche perché, si fa presente, Lufthansa non è mai parsa disposta ad un ruolo di azionista di minoranza in Alitalia.
Alitalia,
vertice con Lufthansa sul rilancio
( da "Corriere
della Sera" del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La partita per la scelta del partner internazionale dell' Alitalia, che con tutta probabilità sarà annunciato martedì 13 gennaio con il passaggio di consegne tra la nuova e la vecchia compagnia, è ormai agli sgoccioli. La cordata di imprenditori che ha costituito la rinnovata Alitalia è in trattative avanzate con Air France, che acquisirebbe una quota di minoranza.
Formigoni:
"Pronti a ribellarci" ( da "Giornale.it, Il"
del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Pronti a ribellarci se Alitalia firma con Air France» di Sabrina Cottone Il governatore lancia un appello a governo e imprenditori: danno grave, per salvare Malpensa diremo sì a Lufthansa MilanoAlitalia è a un passo dalla chiusura dell'accordo con Air France. E il cosiddetto partito del Nord è in subbuglio, convinto che la scelta si rivelerà disastrosa non solo per Malpensa,
Alitalia,
Air France alza l'offerta Formigoni: "Scontro"
( da "Giornale.it,
Il" del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
1 del
2009-01-05 pagina 0 Alitalia, Air France alza l'offerta Formigoni:
"Scontro" di Redazione Air France è sarebbe pronta ad alzare da
Alitalia,
oggi nessun incontro con... ( da "Giornale.it, Il"
del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Questa settimana Alitalia dovrà scegliere il proprio partner. Formigoni: "Pronti a ribellarci". Si acuisce lo scontro tra Malpensa e Fiumicino Roma - Tra Roma e Milano si riaccende la guerra dell?Hub. La scelta, ormai imminente, del partner di Alitalia spacca il Paese e crea scompiglio tra le forze politiche, dove prevale l?
Alitalia:
Oggi l'offerta di Lufthansa ( da "Voce d'Italia, La"
del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia
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6
gennaio 2009 ( da "Foglio, Il"
del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 6 gennaio 2009 Alitalia 2 continua a far rotta su Parigi. Un volo in turbolenza, però, viste le pressioni politiche che giungono al presidente Roberto Colaninno per dirottare l?intesa verso Colonia. La cordata di sedici soci, che ha abbandonato il nome Cai per rimposessarsi dello storico nome aziendale, ha in agenda da tempo la scelta del partner:
nessuna
controfferta dalla lufthansa air france più vicina - luca iezzi
( da "Repubblica,
La" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ancora in corsa per Alitalia I francesi offrono 300 milioni per il 25%, Mayrhuber dovrebbe arrivare a 500 per Sky Team LUCA IEZZI ROMA - Il rilancio di Lufthansa non è arrivato, ma la compagnia tedesca «è ancora in corsa» per diventare il partner di Alitalia. Lo ha dichiarato un portavoce della compagnia da Francoforte pur negando che i due presidenti,
la
lega assedia berlusconi "subito tutele per malpensa" - paolo berizzi
( da "Repubblica,
La" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: garantirà la liberalizzazione degli slot su Malpensa "rilasciati" dalla vecchia Alitalia, aprendo così il campo a Lufthansa e a chiunque altro vorrà investire sull´hub varesino. Che a quel punto, se gli accordi verranno rispettati, secondo la Lega sarà «salvo» e non penalizzato dalla decisione della nuova compagnia di bandiera italiana.
maltempo,
il gelo fa altri due morti - stefano origone
( da "Repubblica,
La" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: aeroporto parigino Charles de Gaulle e la fitta nevicata sulla capitale francese ha portato alla cancellazione all´aeroporto di Fiumicino di dieci voli tra arrivi e partenze fra Roma e Parigi operati da Air France e Alitalia. Cancellati per maltempo anche una trentina di voli in partenza e in arrivo da Linate e Malpensa.
cai
e fiumicino, alemanno all'attacco "incomprensibile l'agitazione del
nord" - paolo g. brera ( da "Repubblica, La"
del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: BRERA Sulle scelte imprenditoriali della nuova Alitalia, che sembrano minacciare lo scalo di Malpensa a beneficio di Fiumicino, il vento gelido che soffia dal Nord comincia a irritare le istituzioni locali: «è incomprensibile e grave tutta questa agitazione che viene dal Nord Italia sulle scelte della società Cai», dice il sindaco Gianni Alemanno.
alemanno:
"nessuno pensi di declassare fiumicino" - paolo g. brera
( da "Repubblica,
La" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: rispondere agli obiettivi economici ed al volume di traffico che la compagnia intende perseguire per la Capitale, e di conseguenza per l´intero Paese. Roma ha già pagato molto in termini di posti di lavoro: l´80 per cento della cassa integrazione Alitalia riguarda il personale di Roma e del Lazio, mentre permangono gravi i rischi per migliaia di altri lavoratori precari e dell´indotto».
fiumicino
cancellati voli roma-parigi ( da "Repubblica, La"
del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: tra arrivi e partenze, operati dalle compagnie Air France e Alitalia. Molti sono stati i turisti che, recatisi a Parigi per brindare al nuovo anno sotto la Tour Eiffel, sono ora bloccati nella capitale francese in attesa di rientrare in Italia. Problemi analoghi, ovviamente, per chi deve rientrare in Francia dall´Italia.
voli
nel caos, la puglia resta a terra
( da "Repubblica,
La" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: di passeggeri del volo Alitalia in partenza da Roma per l´aeroporto del Grande Salento: fra loro anche Albano Carrisi. Partiti alle 17,15, avendo accumulato già un´ora di ritardo, causa maltempo sono stati dirottati prima su Bari e poi definitivamente su Napoli. Di qui sono ripartiti in pullman per arrivare a Brindisi solo alle 4 del mattino: è anche in questo caso è scattato l´
di
paola prepara la risposta ai tagli cai "così eviteremo di essere
penalizzati" - ilaria ficarella
( da "Repubblica,
La" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: agenda delle cose da fare prima che entri in vigore il nuovo operativo della ex Alitalia. «Dobbiamo sapere - dice Domenico Di Paola - cosa chiedere alla Cai e cosa fare se non otterremo quello che riteniamo essere indispensabile». Cosa pensa sia possibile ancora fare per evitare che la regione sia penalizzata dalla nuova compagnia?
Il
monopolio dei voli penalizza gli utenti
( da "Unita,
L'" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ex segretario lombardo Fit-Cisl, in riferimento al decreto Alitalia che sospende per i prossimi tre anni il divieto di monopolio sulla tratta Linate-Fiumicino. L'ex sindacalista, oggi nella consulta Pd, sostiene che già da anni «esiste un cartello (Alitalia AirOne) che penalizza gli utenti e che ora verrà legalizzato».
Alla
fine gli italiani pagano la leggenda dell'italianità
( da "Unita,
L'" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia dovrebbe ripartire il 13 gennaio, fra una settimana. Anche la ripartenza è simbolica. Tutto sommato la compagnia di bandiera non si è mai completamente fermata. Talvolta si è quasi fermata, regalandoci accorate telecronache di bivacchi aereoportuali e immagini di coperte e di bevande calde, distribuiti dalla protezione civile come se i viaggiatori fossero i neoterremotati
Scontro
politico sul partner della nuova Alitalia
( da "Unita,
L'" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Scontro politico sul partner della «nuova» Alitalia Domani Bossi incontrerà Berlusconi, mentre i vertici della compagnia stanno negoziando l'accordo con Air France e Lufthansa. Anche nelle battute finali, il caso Alitalia si conferma un grande pasticcio. La Lega, alla fine, ha scelto la linea intransigente.
Crisi
di Malpensa, il Pd accusa la Lega
( da "Corriere
della Sera" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ultime trattative sul partner straniero per la nuova Alitalia. Air France è sempre in vantaggio, mentre si allontana l'ipotesi Lufthansa. Il capogruppo leghista a Palazzo Marino, Matteo Salvini, chiede al sindaco di convocare un consiglio straordinario su Malpensa. La Camera di Commercio: 56 mila posti di lavoro a rischio.
Bossi:
difenderemo Malpensa. Il Pd: troppo tardi
( da "Corriere
della Sera" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: in pole position per la nuova Alitalia resta Air France. Secondo il partito del Nord — il presidente della Regione in testa— Lufthansa converrebbe a tutti. I tedeschi garantirebbero lo sviluppo sia di Malpensa che di Fiumicino come scali interncontinentali. «Per gli imprenditori del Nord che sono entrati in Cai e per il presidente del Consiglio Berlusconi è arrivata l'
Un
anno di crisi ( da "Corriere della Sera"
del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
3 categoria:
BREVI Un anno di crisi L'addio di Alitalia A fine marzo 2008 la compagnia
decide di tagliare i voli a Malpensa: da
Sfida
di Bossi a Berlusconi: per Alitalia voglio Lufthansa
( da "Corriere
della Sera" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: compagnia Asse tra i big del Carroccio e la Moratti Sfida di Bossi a Berlusconi: per Alitalia voglio Lufthansa MILANO — Futuro di Cai e di Malpensa: la Lega rilancia le ragioni del partito del Nord dopo un vertice con la partecipazione del sindaco di Milano, Letizia Moratti. Il Carroccio ha ribadito «la volontà di difesa di Malpensa» e il sostegno a Lufthansa come partner ideale.
Il
governo di via Bellerio ( da "Corriere della Sera"
del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: REDAZIONALE Tutti dalla Lega Il governo di via Bellerio N el luogo simbolico dell'antipolitica dove negli anni Novanta la Lega disegnava gli scenari secessionisti del Nord, Milano batte un colpo sul caso Malpensa e si mette di traverso a governo e imprenditori, agli alleati e ai capitani coraggiosi nella trattativa per il partner della nuova Alitalia. CONTINUA A PAGINA 11
Lega
schierata: sì a Lufthansa E Bossi chiama Berlusconi
( da "Corriere
della Sera" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: e il presidente della nuova Alitalia, Roberto Colaninno, non c'è stata. La stessa Lufthansa, però, conferma l'interesse per la compagnia. I tempi per un'eventuale controfferta tedesca sono però strettissimi. Martedì 13 decolla la nuova Alitalia ma i giochi potrebbero chiudersi entro il fine settimana.
Francoforte
senza rilanci ( da "Corriere della Sera"
del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, in linea con l'atteggiamento tenuto in altre due operazioni: per Sas ha offerto 1 euro simbolico, per Austrian ha addirittura chiesto un corrispettivo economico per assumerne la gestione (e i debiti). La compagnia tedesca sarebbe però pronta a rinunciare alla clausola secondo la quale il 100% di Alitalia passerebbe sotto il suo controllo dopo 5 anni di gestione insieme
Il
super assegno di Parigi ( da "Corriere della Sera"
del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: già durante le trattative condotte nel 2007 con il governo Prodi per acquisire il controllo di Alitalia. E ora che la compagnia italiana è «rinata» sotto le insegne di una cordata di imprenditori nazionali, la compagnia francese ha comunque ribadito un forte impegno finanziario: per entrare in Alitalia con il 25% del capitale sarebbe disposta a spendere circa 300 milioni di euro.
Pressing
del Carroccio per contrastare un esito (quasi) scontato
( da "Corriere
della Sera" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Le alleanze internazionali di Cai-Alitalia implicano una scelta anche sul futuro degli aeroporti lombardi, Malpensa soprattutto. E la prospettiva quasi certa di una soluzione «francese» sta creando un nervosismo crescente, perché significherebbe un ridimensionamento a vantaggio di Roma: esito duro da digerire anche simbolicamente.
E
sulle pulizie si incaglia la trattativa con il sindacato
( da "Corriere
della Sera" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: sindacale che promette di scaldarsi proprio nei giorni di decollo della nuova Alitalia. Ieri l'incontro tra l'azienda e i sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporti non ha sortito gli effetti sperati: il destino dei 160 lavoratori delle pulizie è ancora incerto. Negli accordi era prevista la loro assunzione ma ora Alitalia vuole affidare il loro servizio all'esterno.
Il
governo di via Bellerio e l'asse del Nord con la Moratti
( da "Corriere
della Sera" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: partenza della Compagnia che gestirà la nuova Alitalia, ce n'è poco. Ma i contraccolpi del caso Malpensa rischiano di incrinare i rapporti già tesi tra Milano e Roma, tra il governo nazionale e quello locale. Il segnale del sindaco Moratti in via Bellerio sembra proprio questo: con la crisi di Malpensa, si amplifica una questione del Nord per il governo di Berlusconi e della Lega,
Sganciare
Malpensa ( da "Corriere della Sera"
del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2009-01-06 num: - pag: 11 categoria: BREVI Sganciare Malpensa La mediazione è arrivare perlomeno a sganciare il destino dell'aeroporto di Malpensa da quello dell'Alitalia
Tutte
le paure del partito di Fiumicino La lunga catena che parte da Alemanno
( da "Corriere
della Sera" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: alleanza erano finite e che la scelta della nuova Alitalia era caduta su Air France-Klm, le istituzioni romane sono rimaste a aspettare l'epilogo della vicenda. Il soprassalto del Nord, le uscite di Umberto Bossi e poi del sindaco meneghino Letizia Moratti e del «governatore» Roberto Formigoni, hanno rotto l'apparente quiete destando preoccupazione.
Verdini:
avanti sui ministri, nessuno tocchi il premier
( da "Corriere
della Sera" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: non solo sul caso specifico ma anche su giustizia, riforme e Alitalia. La seconda è una notizia che forse metterà subito a tacere almeno lo scontro sui 2 ministri: si può cambiare la legge che limita a 60 i membri dell'esecutivo; dunque si può pensare non solo a qualche promozione di grado ma anche ad allargare la squadra di governo.
Il
piano tedesco per l'Italia,... ( da "Giornale.it, Il"
del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 06 pagina 12 Il piano tedesco per l'Italia, senza l'Alitalia di Paolo Stefanato In Italia, il mercato del trasporto aereo ha sempre avuto due importanti attori internazionali: Air France e Lufthansa. Air France dal 2002 è alleata con Alitalia, insieme alla quale gestisce il mercato italiano; l'alleanza globale cui appartengono è SkyTeam.
Cancellati
30 voli Code sulle strade ( da "Giornale.it, Il"
del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: operati da Air France e Alitalia su Roma Fiumicino. Inoltre l'ansia di evitare l'ingorgo del rientro in città per l'Epifania, con l'annunciata nevicata, si è trasformato in un incubo per le centinaia di appassionati degli sci che hanno trascorso il ponte di Capodanno nelle località sciistiche delle valli bergamasche.
La
richiesta Salvini: <Consiglio comunale nell'aeroporto lombardo Con i
lavoratori e i... ( da "Giornale.it, Il"
del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: messo a repentaglio dal piano industriale di Alitalia-Cai e dalle ipotesi di alleanza con Air France, e anche di altre istituzioni locali, a cominciare dalle province di Milano e di Varese. «Sarebbe un bel segnale da parte del sindaco di Milano - ha dichiarato Salvini - e l'occasione per tutti i partiti e tutte le istituzioni locali di sancire un impegno solenne a favore di Malpensa»
Senza
Malpensa l'Expo resta a terra Mazzata da 2 miliardi sulle imprese
( da "Giornale.it,
Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: L'unico vantaggio di AirFrance arriva dal management Alitalia che ha da sempre condiviso le scelte con AirFrance». Critica Penati (pronto al Malpensa day di giovedì) per la sua politica di annunci: «Aveva detto che avrebbe venduto le quote di Sea per diventare azionista di Alitalia e non è accaduto nulla di tutto questo.
L'aut
aut della Lega in difesa di Malpensa
( da "Giornale.it,
Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il caso Alitalia sarà di attualità nell?incontro tra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il leader della Lega, Umberto Bossi, in calendario per domani. Il Senatùr ieri a Milano in via Bellerio ha riunito i suoi ministri e poi ha incontrato il sindaco, Letizia Moratti, e il presidente della Sea (la società di gestione degli scali milanesi)
Air
France si prepara a firmare in settimana Ancora intoppi sindacali sulle hostess
( da "Giornale.it,
Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: del gruppo italiano nato dall'integrazione tra Alitalia e Air One. Ma la partita viene considerata ancora aperta: la nuova Alitalia valuterà la soluzione migliore fino all'ultimo minuto utile, entro la scadenza del 12 gennaio, vigilia del debutto. I tedeschi tentano un rilancio in extremis, lavorano ad una offerta finale.
<Il
parco sulla romanità sarà l'Eurodisney italiana Ostia la nuova Rimini>
( da "Giornale.it,
Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Parliamo dalla nuova Alitalia.. Formigoni e la Moratti sono molto critici. «Non capisco e non condivido». Difendono Malpensa, è sbagliato? «Mi sembra legittimo solo finché ci si limita a quello che dice lei». E in cosa non si limitano, invece? «Il primo errore è considerare Alitalia una azienda di Stato.
Romani
vuole tagliare il canone Rai ( da "Giornale.it, Il"
del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E anche i conti di viale Mazzini, secondo Romani, sono a posto: «Ci sono delle sacche di sprechi notevoli, ma la Rai non ha alcun indebitamento. Non è Alitalia e non è un carrozzone». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
Alitalia,
aut aut della Lega in difesa di Malpensa
( da "Giornale.it,
Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 06 pagina 0 Alitalia, aut aut della Lega in difesa di Malpensa di Sabrina Cottone Bossi: "O Lufthansa come partner o la liberalizzazione immediata delle rotte, compresa la Milano-Roma". E per Sea "gli stessi ammortizzatori sociali della compagnia". Intesa con Formigoni e la Moratti Milano - Continuano a chiamarlo partito del Nord,
Alemanno:
"Il parco sulla romanità sarà la grande Eurodisney italiana"
( da "Giornale.it,
Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Parliamo dalla nuova Alitalia.. Formigoni e la Moratti sono molto critici. «Non capisco e non condivido». Difendono Malpensa, è sbagliato? «Mi sembra legittimo solo finché ci si limita a quello che dice lei». E in cosa non si limitano, invece? «Il primo errore è considerare Alitalia una azienda di Stato.
Venerdì
Cai incontra Air France: intesa vicina
( da "Giornale.it,
Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: liberalizzazione degli slot e la sicurezza che nelle eventuali intese fra Air France-Klm e Alitalia non ci siano limitazioni alla concessione di slot e nuove rotte. Decisioni che consetirebbero di garantire libertà di manovra a Malpensa nel caso in cui la nuova Alitalia sposata ad Air France-Klm mantenga la sua base su Roma. L'intesa con Air France Nella primavera del 2008, Silvio Berlsconi,
Così
il capolavoro politico del Cav. può parlare francese con accento tedesco
( da "Foglio,
Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: unico compromesso possibile tra Air France e Lufthansa La vicenda Alitalia ha una soluzione scritta negli astri da almeno un quindicennio e aver ritardato il compiersi di questo destino è servito solo a favorire un maggiore esborso dalle tasche degli italiani. Air France è il partner designato di Alitalia, vecchia o nuova che sia, per ragioni geografiche (siamo vicini),
( da "EUROPA ON-LINE" del 01-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Muore la Compagnia
aerea italiana, rinasce Alitalia e rinascono i problemi
tra Roma e Milano: un film già visto. C?è una questione morale anche nel
partito di Di Pietro e non riguarda il figlio del leader. In Sardegna la
?reconquista? del governatore non sarà facile. Italia dei valori sulla
graticola MARIO LAVIA L?onorevole Franco Barbato, Idv, già socialista
lombardiano e piano piano approdato al partito di Di Pietro dopo una stagione
girotondina vissuta nel magma delle liste civiche, ha rilasciato a Panorama
un?intervista molto accesa: «O facciamo pulizia o me ne vado. Mi sospendo dagli
incarichi dell?Idv in Campania, perché qui nel partito spuntano camorristi,
strane facce, gente alla quale io nemmeno stringerei la mano». Poi ha fatto il
nome dell?onorevole Amerigo Porfidia, sempre Idv, che sarebbe finito in una
inchiesta della magistratura sulla camorra: «Ma le pare che quando riapre la
camera debba sedere a fianco del collega di partito Porfidia, indagato per
camorra?». Bisognerebbe però usare il condizionale, dato che lo stesso
Porfidia, al telefono con Europa, dice: «A me non risulta nulla, mai ricevuto
un avviso di garanzia. Tanto è vero che il mio avvocato ha presentato in
procura un?istanza per saperne di più». Il nome del parlamentare risulta in una
informativa della polizia di quasi tre anni fa, poi ? sostiene Porfidia ? più
nulla. E Barbato? «È una delle persone più estemporanee che abbia mai
conosciuto. Le cose bisogna vederle coi propri occhi e poi parlarne... Non so
perché dica queste cose». In attesa di notizie ufficiali Porfidia si è
autosospeso dal partito, ostenta serenità e la butta in politica: «Idv è un
partito che arriva all?8 per cento, è chiaro che dà fastidio...», dice. Certo,
sarebbe paradossale se ci fosse un complotto della magistratura contro il
partito che nacque proprio per raccogliere in sede politico- parlamentare le
istanze dell?epoca d?oro dei giudici, eppure nessuno ha dubbi sul fatto che
adesso, per la prima volta dalla sua nascita, e anzi proprio all?acme del suo
exploit, Italia dei valori improvvisamente si ritrova sulla graticola. Che cosa
sta succedendo? Sta succedendo quello che lo stesso Di Pietro, non molto tempo
fa, aveva previsto: «Un conto è quando sei un partitino che conta poco, fatto
da poca gente, un altro conto è quando hai tanta gente con te». Accade dunque
proprio questo: che un partito ?grosso? è più esposto, perché seleziona di
meno, mette le mani in paste dai più svariati sapori, annovera personaggi
abbastanza scadenti, commette errori, pur veniali, come quelli di Cristiano Di
Pietro, che invocava raccomandazioncelle e che è stato travolto dalle relative
notizie e dal putiferio dei sostenitori del padre che sostengono che se fai la
parte dell?angelo sterminatore poi non ti puoi permettere certe cose. C?è chi
prevede che «adesso verrà fuori altro: gli affari di questo o di quello, cose
piccole e grandi, legate a parlamentari e collaboratori». Una specie di frana.
Azionata da chi? Secondo alcuni osservatori sarebbe la destra a scorgere la
possibilità di colpire a morte il nemico di sempre, l?ex eroe di Mani pulite:
basta guardare la campagna del Giornale. Di Pietro dunque potrebbe imboccare
una china in fondo alla quale non rimarrebbe che un ruolo politico marginale,
scontando un risultato non brillante alle amministrative, pur a fronte di una
bella performance ? lo stesso giorno ? alle europee. Berlusconi, dunque,
gongola. Il quale secondo alcuni pare si sia un po? depresso scorrendo i post
dei blogger che lo tempestano di accuse per il caso-Cristiano, vero detonatore
della ?crisi di fine anno?: e per lui, che ha fatto del web una leva
formidabile per lo sviluppo del suo partito, è un altro contrappasso
sorprendente. Forse tutte queste sono le debolezze di un periodo. O forse il
segno di qualcosa di più profondo.
( da "EUROPA ON-LINE" del 01-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Muore la Compagnia
aerea italiana, rinasce Alitalia e rinascono i
problemi tra Roma e Milano: un film già visto. C?è una questione morale anche
nel partito di Di Pietro e non riguarda il figlio del leader. In Sardegna la
?reconquista? del governatore non sarà facile. Soru, una corsa tutta in salita
PAOLO NATALE Gli appuntamenti elettorali incalzano. Dopo le provinciali di
Trentino e Sudtirolo, dopo l?anticipo delle regionali in Abruzzo, ecco nuove
elezioni anticipate anche in Sardegna. Per fortuna, in questo caso, non per
motivi penali, ma soltanto per cause politiche. Ho scritto ?per fortuna?, ma
per la verità non si sa quale tra le due motivazioni sia il male peggiore. Nel
primo caso, gli eventi di corruzione che hanno coinvolto la giunta Del Turco
non sono stati certo un toccasana per il buon nome del centrosinistra. Nel
secondo caso, l?anticipo di qualche mese dell?appuntamento per il rinnovo del
parlamento sardo è, come noto, dovuto a spaccature interne al Pd, che non ha
sostenuto in maniera compatta il presidente uscente Renato Soru, costringendolo
ad indire nuove elezioni nel prossimo febbraio. Il giudizio generale della
popolazione sarda nei suoi confronti non è stato, secondo numerosi sondaggi
svolti negli ultimi mese, particolarmente entusiasta. Nello specifico, gli
intervistati si sono divisi in parti uguali nel giudicare l?ultima materia
dello scandalo, la proposta di Soru di regolamentazione delle costruzioni
edilizie sul litorale; ma già altre importanti innovazioni non erano viste di
buon occhio. La cosiddetta ?tassa sul lusso?, per le barche che approdano nei
porti, è stata mal digerita non solo dai facoltosi turisti, ma anche dagli
stessi sardi, che hanno paventato una possibile diminuzione del turismo. E
anche la prima tranche del provvedimento per regolamentare l?abusivismo
edilizio costiero non è stata particolarmente apprezzata dagli indigeni. Come
peraltro non sarebbe apprezzata in nessun?altra regione italiana. Si sa, ormai
da decenni cercare di salvaguardare l?ambiente impedendo una massiccia
costruzione di case, seconde case, alberghi e pensioni non incontra il favore
della popolazione italiana, a meno che queste misure non vengano intraprese
lontano ?dal mio giardino? (il ben noto effetto Nimby, Not in my back yard). Da
questo punto di vista, l?opera del presidente uscente è certo stata meritoria,
ma ha finito per scontentare un po? tutti, dai più ricchi ai meno abbienti,
dando loro relativamente poco in cambio: le misure ambientali non pagano mai, è
chiaro, ma ancor meno pagano in regioni in cui il turismo è una delle
principali fonti di reddito. Per tutti questi motivi, e nonostante
l?apprezzamento generale della figura di Soru come persona, le ipotesi di voto
per le prossime elezioni regionali, dove egli correrà contro Cappellacci,
coordinatore del Pdl in Sardegna, non appaiono particolarmente positive per il
fondatore di Tiscali. Il voto sarà infatti condizionato in primo luogo dal
negativo trend del centrosinistra in Italia, accanto al parallelo giudizio
positivo sul governo; in secondo luogo dall?appoggio al centrodestra del
maggiore dei raggruppamenti locali, il Partito Sardo d?Azione, da sempre oscillante
tra le due maggiori coalizioni e capace di fornire un 5-6 per cento di voti
aggiuntivi all?alleato; in terzo luogo dalla considerazione appunto non
particolarmente entusiasta della popolazione sarda nei confronti del candidato
del centrosinistra. Alcune delle indagine effettuate nelle ultime settimane
vedevano dunque Soru soccombere, in un ipotetico confronto, con alcuni dei
possibili candidati, tra cui l?attuale sindaco di Cagliari Floris, ed in
lievissimo vantaggio con altri personaggi meno conosciuti a livello regionale.
Una situazione dunque di complicata risoluzione, anche se la candidatura di
Cappellacci non pare essere tra le migliori per garantire una vittoria certa al
centrodestra. Per Soru occorre dunque una campagna veramente efficace, se vuole
convincere l?elevata quota di dubbiosi ancora presente tra gli elettori sardi.
Torneremo a controllare la sua capacità di convinzione nelle prossime
settimane.
( da "EUROPA ON-LINE" del 01-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Muore la Compagnia
aerea italiana, rinasce Alitalia e rinascono i
problemi tra Roma e Milano: un film già visto. C?è una questione morale anche
nel partito di Di Pietro e non riguarda il figlio del leader. In Sardegna la
?reconquista? del governatore non sarà facile. Rivince AirFrance, riperde
Malpensa GIOVANNI COCCONI La Compagnia aerea italiana ha ballato . Da ieri
l?azienda di Roberto Colaninno si chiama Alitalia
proprio come la compagnia di bandiera che vorrebbe far dimenticare. Non sarà
facile: i cittadini italiani avranno poche ragioni per rimpiangere il vecchio e
molte per diffidare del nuovo. A partire dai tagli delle rotte e dalle tariffe
aeree, per esempio sulla tratta Roma- Milano, una delle più redditizie
d?Europa, sulla quale la nuova Alitalia attorno al 98
per cento. L?Antitrust ha promesso che vigilerà ma è difficile crederle dopo
che un decreto del governo l?ha costretta a bendarsi sull?operazione
privatizzazione. Non solo. Ieri il commissario Augusto Fantozzi (in
un?intervista al settimanale l?Espresso nelle edicole oggi) ha ammesso che «gli
attivi non basteranno a pagare tutti i passivi» in carico alla bad company e
che «gli obbligazionisti Alitalia saranno trattati
come gli azionisti, anche se dovrebbero essere più tutelati». Agli avvocati non
mancherà il lavoro da sbrigare. Nella nuova Alitalia
giocherà poi un ruolo di primo piano AirFrance-Klm che già nelle prossime ore
potrebbe entrare nell?azionariato della compagnia con una quota del 25 per
cento, diventandone il primo azionista e rafforzando la partnership nata nel
2002. Ma dove vogliono arrivare i franco-olandesi? Come noto, nell?accordo tra
i soci della cordata italiana che ha rilevato Alitalia
è previsto un lock up di cinque anni e una sorta di ?impegno all?italianità?,
ma nulla impedisce che un aumento di capitale o l?uscita di alcuni soci possa
rafforzare ulteriormente la posizione della compagnia francese anche prima del
2013. Ma l?aspetto politicamente più rilevante riguarda il piano voli della
nuova Alitalia. Come ha anticipato ieri Marco Alfieri
sul Sole24Ore, la nuova compagnia privilegerà l?hub di Fiumicino a scapito di Malpensa
e non taglierà le unghie a Linate, per il quale tutti avevano previsto un
destino da city airport e il cui mancato ridimensionamento è all?origine di
molti storici problemi dello scalo varesino. Le rotte intercontinentali saranno
concentrate su Roma (13 contro solo 3 da Malpensa), delle 53 internazionali 32
faranno scalo a Fiumicino mentre solo
( da "Giornale.it, Il" del 01-01-2009)
Argomenti: Alitalia
n. 1 del 2009-01-01
pagina 0 Berlusconi: "Vi dico che cosa farò nel 2009" di Mario
Giordano Intervista al premier Silvio Berlusconi. "Subito il federalismo,
sconfiggerà l?evasione. La riforma della giustizia darà anche benefici
economici". "Nel 2009 ogni italiano avrà un bonus di 1000 euro per
combattere la crisi". "Veltroni? Si è consegnato a Di Pietro e sta
uccidendo il Pd" «Mi avete fatto lavorare anche voi...». A Villa Certosa
Silvio Berlusconi cerca di rubare qualche ora di riposo agli impegni da premier
che non conoscono vacanza. Ma c?è sempre di mezzo qualche telefonata, qualche
incontro, qualche dossier da studiare. E qualche intervista. Come questa, con
cui il presidente del Consiglio anticipa al «Giornale» un po? del suo (e del
nostro) 2009. Presidente, cominciamo dalla crisi economica. Lei ripete spesso
che la durata della crisi dipende dalla reazione dei cittadini: meno si
lasciano spaventare meglio è. La crisi è indiscutibile, ma è vero che la
riduzione del prezzo del petrolio fa diminuire i costi e dunque aumenta il
potere d?acquisto delle famiglie. Qualche ministro ha detto che nel 2009 le
famiglie avranno a disposizione fino a 3000 euro in più. Le sembra una cifra
eccessiva? «Credo che il vantaggio sarà anche più elevato. Ma prima di
addentrarci nei calcoli, vorrei ricordare che fin dall'inizio della crisi
economica il governo italiano ha fatto tutto ciò che era nei suoi poteri per
garantire la liquidità necessaria affinché le banche continuassero a fare le
banche, mantenendo i finanziamenti alle imprese e alle famiglie, e ha dato la
propria garanzia perché nessun cittadino perdesse un solo euro dei suoi
depositi in banca. è una linea che hoindicato per primo nel panorama
internazionale il 10 ottobre, e che ho poi sostenuto nei vertici che si sono
tenuti a Parigi, a Bruxelles e a Washington, convincendo tutti i capi di
governo dei Paesi industriali a farla propria». Anche gli Stati Uniti? «Certo.
Anche gli Stati Uniti. All?inizio avevano consentito il fallimento della Lehman
& Brothers e di altre due banche, ma poi si sono ispirati a noi quando
hannocambiato strategia e varato il piano Paulson di 700 miliardi di dollari
per evitare altri fallimenti bancari». Ma torniamo ai comportamenti dei
consumatori... «Sì, come dicevamo ora la profondità e l?estensione della crisi
sono nelle mani dei cittadini consumatori: se riducono gli acquisti, le imprese
dovranno a loro volta diminuire la produzione e, in qualche caso, mettere in
cassa d?integrazione i dipendenti, dando vita a un circolo vizioso che potrebbe
risultare molto rischioso». Dunque? «è proprio per evitare questo rischio che
ho invitato ed invito tutti, soprattutto il ceto medio e coloro che non
rischiano il posto come ad esempio gli impiegati pubblici, a non modificare il
proprio stile di vita, a non dare ascolto alla canzone del pessimismo e del
catastrofismo che ogni giorno viene cantata dalla sinistra. Tanto più che nel
2009, quasi a compensare gli effetti della crisi, il calo delle materie prime e
quello del costo del denaro consentiranno dei risparmi significativi alle
famiglie». Adesso possiamo addentrarci nei calcoli? «Sicuro. Il calo del
greggio, che l?estate scorsa sfiorava i 150 dollari al barile mentre ora è di
poco sopra i 33 dollari, significa che nel 2009 ci sarà un risparmio medio di
oltre mille euro per ogni italiano, grazie al minore costo del pieno dell?auto
e delle bollette della luce e del gas. Se poi consideriamo che l?euribor, che è
il costo del denaro tra le banche su cui si calcolano le rate dei mutui
variabili, è sceso dal 5,4di settembre al 3,1 per cento, avremo anche un minore
costo per chi deve pagare le rate di un mutuo. Anche l?indice degli alimentari
di base, calcolato in dollari, scenderà da
( da "Foglio, Il" del 02-01-2009)
Argomenti: Alitalia
2 gennaio 2009 Il
Cav. ritorna dalle vacanze in Sardegna e – racconta chi un po? lo conosce –
suonerà fin da subito la carica del decisionismo. Sulla Giustizia e le
intercettazioni prima di tutto ma anche – si vedrà – indossando un casco da
operaio per visitare i tormentati tracciati della Tav Torino-Lione e confermare
così l?immagine di un presidente laborioso e di una maggioranza che, come disse
lui stesso a proposito delle discariche contestate a Napoli, “non ha paura di
prendere decisioni impopolari, ma certamente necessarie”. Il Cav. in questi mesi ha fatto della propria presenza fisica sul campo
la cifra del decisionismo: dalla ramazza brandita per rimuovere la monnezza
campana, alle riunioni con Cai e i sindacati su Alitalia. Il caso
Tav, adesso, non è meno simbolico né meno insidioso dei precedenti.
( da "Repubblica, La" del 02-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina
1 - Prima Pagina Un conto da 4 miliardi Accordo fatto con Air France ecco come
sarà la nuova Alitalia TITO BOERI
DIECI mesi dopo, con quasi lo 0,3 per cento di pil sottratto ai contribuenti e
7.000 posti di lavoro in meno, Alitalia torna a
parlare francese. SEGUE A PAGINA 24 SERVIZI ALLE PAGINE 20 E 21
( da "Repubblica, La" del 02-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina 24 - Commenti
UN CONTO DA 4 MILIARDI La cifra pagata dai contribuenti per l´operazione è
quasi due volte il costo della social card e del bonus famiglia messi insieme
(SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Era il 14 marzo 2008 quando Air France-KLM
depositava la propria offerta vincolante, subito accettata dal Consiglio di
Amministrazione di Alitalia. Sono stati 10 mesi da incubo
per i viaggiatori, presi ripetutamente in ostaggio in una battaglia senza
esclusioni di colpi in cui la politica ha occupato un ruolo centrale, dimentica
della recessione che ci stava investendo. In questi 300 giorni gli italiani
hanno visto franare il prestito ponte di 300 milioni di euro concesso quasi
all´unanimità dal Parlamento italiano. Oltre a perdere così un milione al
giorno, i contribuenti si sono accollati i debiti contratti dalla bad company
per quasi tre miliardi. Ci sono poi circa 7.000 posti di lavoro in meno nella
nuova compagnia rispetto all´offerta iniziale di Air France, che comporteranno,
oltre ai costi sociali degli esuberi (soprattutto di quelli che riguardano i
lavoratori precari), oneri aggiuntivi sul contribuente legati al finanziamento
in deroga degli ammortizzatori sociali, per almeno un miliardo di euro. Il
conto pagato dal contribuente è, dunque superiore ai 4 miliardi di euro, più o
meno un terzo di punto di pil, quasi due volte il costo della social card e del
bonus famiglia messi insieme. Sarà Air France-KLM l´azionista di maggioranza,
in grado di decidere vita, morte e miracoli della compagnia
sorta dalle ceneri di Alitalia. Poco importa che sia italiana la faccia, che si chiami ancora Alitalia la nuova compagnia. Sarebbe stato così comunque, anche con il
100 per cento del capitale nelle mani di Air France-KLM. Come canta Carla
Bruni, chi mette la faccia "non è nulla", chi mette la testa "è
tutto". La composita cordata italiana ha dovuto subito rinunciare
all´italianità della compagnia perché non era da sola in grado di far decollare
neanche il primo aereo, previsto in volo sui nostri cieli il 13 gennaio
prossimo venturo. Air France rileva il 25% della nuova compagnia, versando 300
milioni. Questo significa che il 100 per cento del capitale viene oggi valutato
1200 miliardi, circa 150 milioni in più dei 1052 pagati a Fantozzi da Colaninno
e soci solo un mese fa. Questo sovrapprezzo si spiega col fatto che CAI ha nel
frattempo acquisito Air One. Si tratta di una compagnia in crisi, con un debito
verso i soli fornitori valutato attorno ai 500 milioni di euro, ma il valore
dell´acquisizione di Air One è tutto nella soppressione dell´unico concorrente
sulla tratta Milano-Roma, consumatosi con il beneplacito della nostra Autorità
Garante della Concorrenza e del Mercato. Anche questi 150 milioni vanno
aggiunti al conto pagato dagli italiani. E´ sono sicuramente una sottostima dei
costi che dovremo pagare per la mancata concorrenza. Conti fatti, è soprattutto
Air France dunque ad aver fatto un affare. Rileva una compagnia più leggera di
7000 dipendenti rispetto a quella che avrebbe acquisito nel marzo scorso, che
ha nel frattempo assunto una posizione di monopolio nella tratta più redditizia
versando molto meno di quel miliardo su cui si era impegnata solo 10 mesi fa.
Dopo avere subìto un danno ingente in conto capitale e avere assistito alla
beffa finale di vedere documentata, nero su bianco, la svendita della loro
compagnia di bandiera allo straniero da parte dei "patrioti" della Cai,
i cittadini italiani rischiano ora di vedere salire ulteriormente le tariffe
aeree, in barba alla deflazione. Per scongiurare questo pericolo l´Autorità
Antitrust dovrà assicurarsi fin da subito che gli slot lasciati liberi da
Alitalià vengano venduti sul mercato. Le speranze di concorrenza in Italia
riposano ormai solo sull´ingresso di Lufthansa-Italia nella tratta Milano-Roma.
Varrà senz´altro molto di più della moral suasion esercitata da chi, dopo aver
benedetto la fusione fra CAI e Air One il 3 dicembre scorso, oggi promette di
monitorare da vicino le tariffe della nuova compagnia.
( da "Repubblica, La" del 02-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina V - Torino
Airaudo e l´intesa: "Ci sta benissimo, salva l´azienda dal disastro. Ma
tutti dobbiamo fare di più" "è la fine della storia dei carrozzieri torinesi
Adesso serve l´aiuto concreto del governo" "Bisogna trovare soluzioni
per ridurre i cinque anni di cassa per 1700 operai" MARCO TRABUCCO Giorgio
Airaudo, segretario Fiom, cos´è che non piace al sindacato in questo accordo
per la Pininfarina? «Mettiamo in chiaro che questo accordo ci sta benissimo: è
un passo importante, l´intervento delle banche evita il disastro. Però si
tratta di un accordo complesso, che ha molte sfaccettature». Che problemi vede?
«Primo: la famiglia Pininfarina viene molto ridimensionata. La continuità per
ora è garantita dal management che è rimasto immutato. Ma è difficile
immaginare che le banche possano assumere il ruolo garantito in passato dai
Pininfarina». Secondo? «Nell´accordo c´è una scelta netta: Pininfarina non sarà
più un carrozziere. Si va ad esaurimento delle commesse di Ford e Fiat, si
vende Matra in Francia e poi si dedicherà tutto alla produzione dell´auto
elettrica. Oltre a segnare la fine della storia dei carrozzieri torinesi,
lascia anche un "però" molto serio». Però? «La vendita dell´auto
elettrica, 40 mila esemplari previsti, partirà nel 2013. Abbiamo da coprire
cinque anni: e qui ci sono 1700 lavoratori con le loro famiglie, che sono lì
nel guado e per cui si ipotizza un futuro fatto di cassa integrazione e altri
ammortizzatori sociali. Non basta: cosa può fare per loro, da qui ad allora?»
Cosa si può fare? «è la risposta che noi sindacato, gli enti locali, ma
soprattutto il governo dobbiamo dare». Ha già qualche idea? «Si deve trovare il
modo di incrementare gli ordini di auto elettriche. Il governo lo potrebbe fare
lanciando una campagna di rinnovamento delle flotte di auto pubbliche in senso
ecologico. L´auto progettata da Pininfarina e Bollorè costerà 40 mila euro, è
destinata ai privati. Ma su quella piattaforma si potrebbe costruire anche
qualcosa di meno costoso e adatto a un altro tipo di committenza. E c´è di
più». Cosa c´è di più? «In un momento in cui gli Usa, ma anche tutta l´Europa,
sia pure in ordine sparso, creano nuovi incentivi per l´industria
automobilistica, il nostro governo, li abolisce. Berlusconi è sempre stato
ostile alla Fiat, si sa. Sarebbe ora si rendesse conto che l´auto, (la fonte è
Confindustria) in Italia porta lavoro a quasi un milione di persone. è l´ultima
industria a tecnologia complessa e ampio mercato, che ci sia rimasta. La
piattaforma dell´auto elettrica non è detto debba essere usata solo da
Pininfarina. Intervenire a favore del comparto nel suo complesso, potrebbe voler dire dare più forza all´Italia in quel matrimonio
che Marchionne ha ipotizzato per Fiat. Un matrimonio che rischia di vederci
portare, come dote, gli ultimi stabilimenti italiani di produzione che ci sono
rimasti, da Torino a Termini Imerese. Per il paese sarebbe una perdita grave,
ben più di quella di Alitalia».
( da "Repubblica, La" del 02-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina XII - Palermo
"Così racconto il peggio dell´Italia" Al Convento L´attore comico
presenta "Che tempo fa": sketch e parodie scritte con Antonio
Pandolfo, Titti e Giuseppe Giambrone VASSILY SORTINO Attore un po´ giullare e
sempre in prima linea, per raccontare con i suoi colleghi di palco più giovani
il bello e il brutto del mondo che ci circonda. Ma anche scrittore, per cercare
di insegnare alle nuove leve come far ridere e come rendere piacevoli le
vacanze di un gruppo di turisti. Questi gli impegni di inizio 2009 di Gianni
Nanfa. Il «professore» degli attori comici palermitani, decano del cabaret
cittadino sin dai tempi dei mitici Travaglini, sarà tra i protagonisti, alle
21,30 al teatro Al Convento di via Castellana Bandiera 66, di "Che tempo
fa", contenitore di scenette, parodie e sketch scritto con Antonio
Pandolfo, Titti e Giuseppe Giambrone, accompagnato dalle musiche al piano di
Massimo Melodia. «In sostanza racconteremo l´attualità in chiave comica - dice
Gianni Nanfa - presentando l´Italia nel suo peggio. E così
parleremo del caso Alitalia, dello smaltimento dei rifiuti e del problema del precariato
attraverso la vita di un call center». Punte di diamante dello show saranno lo
sketch iniziale, con un finto video-messaggio agli italiani del presidente
americano Barack Obama, e la parodia di Giusy Ferreri a cura di Giuseppe
Giambrone. Non mancheranno inoltre i monologhi, tra i quali spicca
quello di Antonio Pandolfo dedicato alla timidezza. Ma gli impegni di Nanfa non
si fermano qui e guardano ad attività più impegnate ma sempre attinenti al
campo del saper far ridere. «Già, perché ormai sono indaffarato nel campo
editoriale - racconta l´attore - a novembre è uscita la mia "Grammatica
del comico", risultato finale di tre anni di insegnamento sul tema alla
facoltà di Lettere e filosofia. Il primo prodotto di questo genere pubblicato
in Italia. E a febbraio sarà stampato in due versioni, per gli addetti ai
lavori e per le scuole alberghiere, il primo manuale italiano di animazione
turistica. La prefazione, se tutto andrà per il verso giusto, la scriverà
Fiorello». L´ingresso al teatro Al Convento costa 15 euro, 11 il ridotto. Lo
spettacolo si replica domani alle 20,30 e alle 22,30 e domenica alle 18,30. Per
prenotazioni telefonare allo 091 6376336 o allo 091 9773235.
( da "Repubblica, La" del 02-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina 19 - Cronaca
La montagna che chiude tra seggiovie fantasma e alberghi abbandonati
Centottanta impianti falliti al Nord: colpa della speculazione Colate di
cemento, terreni sbancati, piloni arrugginiti: ecco la mappa dello scempio
Eppure c´è chi continua a finanziare cantieri a bassa quota o nei parchi (SEGUE
DALLA PRIMA PAGINA) PAOLO RUMIZ Centottanta vuol dire quattromila tralicci,
centinaia di migliaia di metri cubi di cemento, seicentomila metri di fune
d´acciaio, cinque milioni di metri di sbancamenti e di foresta pregiata
trasformata in boscaglia. Ferri contorti come i ramponi di Achab sulla gobba
della balena. Per contarli abbiamo assemblato dati da parchi e corpi forestali,
attivisti di "Mountain Wilderness" e guide alpine, soci di Legambiente
e della "Cipra", il Centro per la tutela delle Alpi. Dati
impressionanti, che sembrano non insegnare nulla a chi in Italia ? caso unico
in Europa - insiste a sovvenzionare impianti a bassa quota o, peggio ancora,
nei parchi nazionali, in barba ai vincoli comunitari. Fotogrammi. Saint Grée di
Viola, quota 1200, provincia di Cuneo, è un monumento al disastro. Si chiamava
Sangrato, ma non era abbastanza trendy per un centro che doveva attirare
sciatori da Piemonte e Liguria, e così gli hanno cambiato il nome. Prima ha
perso la neve, poi i clienti, infine ha inghiottito soldi pubblici per un
rilancio impossibile. Oggi sembra Beirut dopo la guerra, cemento e vetri rotti
con la scritta "Vendesi". Altri fotogrammi, nel dossier di Francesco
Pastorelli, direttore di Cipra Italia. Pian Gelassa in Val Susa: piloni nel
vento, scheletri di alberghi nati morti, lì da 30 anni in piena area protetta,
a due passi dalle piste olimpiche del Sestrière. Alpe Bianca, nelle Valli di
Lanzo: condomini vuoti, stazione della funivia con i cessi rotti e le
piastrelle smantellate. E così avanti: Oropa-Monte Mucrone, Albosaggia, Chiesa
Valmalenco. Non è un viaggio: è un percorso di guerra. A Oga presso Bormio la
pista - iniziata e mai aperta causa lite tra valligiani - sta franando, e la ferita
è tale che la trovi anche "navigando" con Google-Earth (e non è che
gli squarci delle piste "mondiali" siano meglio). In Valcanale, sopra
Ardesio (Bergamo), un´ex seggiovia è segnata da cemento sospeso sullo
strapiombo e una discarica nel parcheggio. Sella Nevea nelle Alpi Giulie,
orgoglio del turismo friulano: le multiproprietà che negli anni Settanta hanno
devastato la conca sotto il Montasio sono così a pezzi che sono stati messi
all´asta in questi giorni. A Breuil-Cervinia residenze chiuse e impianti di
risalita dismessi, otto in tutto, di cui quattro funivie. Posti da dimenticare,
anche in anni di nevicate come questo. Accanto agli scheletri, i morti viventi.
Impianti in rosso, a quota troppo bassa per garantire neve, tenuti in vita
dalla mano pubblica. Colere, Lizzola, Gromo nelle Orobiche. Oppure Tremalzo, La
Polsa, Folgaria e Passo Broccon tra Veneto e Trentino, che inghiottono milioni
in generose elargizioni per l´innevamento artificiale. Impianti a rischio, che
nessuno fa entrare nella contabilità di un disastro che è anche finanziario.
«Perché non si dice che le piste non si pagano solo con lo skipass ma anche con
le nostre tasse?», s´arrabbia l´esploratore bergamasco Davide Sapienza. Numeri
insospettabili. Quaranta funivie e seggiovie abbandonate in Piemonte,
trentanove in Val d´Aosta (un´enormità per una regione di centomila abitanti),
almeno venti in Lombardia, trenta tra Emilia e Liguria sul lato appenninico,
trentacinque in Veneto e venticinque in Friuli-Venezia Giulia. E non mettiamo
in conto gli sfasciumi lasciati dallo sci estivo, chiuso per fallimento in
mezze Alpi. Ma non c´è solo il clima nel crack. C´è anche la speculazione. La
seggiovia è solo lo specchietto per le allodole per sdoganare seconde case e
villini. «Meccanismo semplice», sottolinea Luigi Casanova di Mountain
Wilderness. «Si compra il terreno a basso costo, si cambia il piano regolatore,
poi si fa la seggiovia e si costruiscono case al quintuplo del valore ». Se il
gioco è spinto, la seggiovia chiude appena esaurita la sua funzione
moltiplicatrice del valore immobiliare. Uno crede: errori non ripetibili. Invece no: si continua sulla vecchia strada, come per l´Alitalia. Miliioni di milioni di euro al vento. Come quelli che
serviranno per il collegamento - approvato il 31 dicembre (!) dalla provincia
di Trento - fra San Martino e Passo Rolle nel parco di Paneveggio, dove
Stradivari prese il legno dei suoi violini. O per il terrificante
"demanio sciabile" da 200 milioni di euro dalla Val Seriana alla
Valle di Scalve (Bergamo) pronto al varo nel parco delle Orobie, contro cui s´è
levata la protesta di molti "lumbard". Disastri annunciati, come il
maxi-progetto sul Catinaccio-Rosengarten, che sfonda un´area che è patrimonio
Unesco. Cambiano i luoghi, ma il trucco è lo stesso. C´è un pool che compra
terreni, fonda una società e lancia un progetto sciistico, con un bel nome
inventato da una società d´immagine. L´idea è nobile: «rilanciare zone
depresse», così chi fa obiezioni è bollato come nemico del progresso. A quel
punto la mano pubblica entra nella gestione-impianti e finisce per controllare
se stessa. Così il gioco è fatto. Il sindaco promette occupazione e viene
rieletto: intanto parte l´assalto alla montagna. Per indovinare il seguito
basta leggere la storia dei ruderi nel vento. «Questi mostri di ferro e cemento
che nessuno smantella rientrano in un discorso più vasto» spiega il geografo
Franco Michieli additando lo stato pietoso dell´arredo urbano a Santa Caterina
Valfurva, Sondrio. «Il legame con la terra è saltato, i montanari ormai
ignorano il brutto. Piloni, immondizie, terrapieni, sbancamenti: tutto
invisibile. Si cerca di riprodurre il parco-giochi, e così si svende il valore
più grosso: l´incanto dei luoghi». E intanto il conflitto tra ambiente e
ski-business aumenta in modo drammatico. Servono piste sempre più lisce e
veloci, così si lavora a colossali sbancamenti e si prosciugano interi fiumi
per l´innevamento artificiale. E c´è di peggio: la monocultura dello sci
finisce per "cannibalizzare" tutte le altre opzioni (albergo diffuso,
mobilità alternativa ecc.) perché distrugge i luoghi. Vedi Recoaro, dove le
gloriose terme sono in agonia, ma si finanzia un impianto a quota mille, dove
nevica un anno su cinque. Per addolcire gli ambientalisti si inventano termini
nuovi, come "neve programmata" o "eco-neve", ma il
risultato non cambia. Damiano Di Simine, leader lombardo di Legambiente: «In
Valcamonica un contributo regionale di cinquanta milioni è stato utilizzato per
costruire piste nel parco dell´Adamello, e il risultato lo si vede su
Google-Maps. Squarci terrificanti». Stessa cosa sul Monte Canin nelle Giulie:
cicatrici da paura. Ruggisce Fausto De Stefani, scalatore dei quattordici
Ottomila e leader carismatico di Mountain Wilderness: «Uno: tutti gli impianti
sono in passivo. Due: il clima è cambiato. Tre: gli italiani sono più poveri.
Basta o non basta a dire che un modello di sviluppo va ridisegnato? E invece
no, siamo furbi noi italiani. Continuiamo a vivere come progresso un fallimento
che ha i suoi monumenti arrugginiti in tutto il Paese». A Novezzina sulle
pendici del Baldo - il colosso inzuccherato tra Val d´Adige e Garda ? De
Stefani indica i resti di un impianto per neve artificiale mai entrato in
funzione. «è stato smantellato, ma la ferita è rimasta, sembra una lebbra. Roba
che per rimarginarsi impiegherà secoli. Con i soldi di quell´impianto fallito
si potevano ripristinare malghe, sentieri, terreni; si valorizzavano i prodotti
locali. è o non è una truffa? Un´orda distrugge l´Italia e la gente tace,
nessuno s´indigna. è questo che mi fa uscir di testa».
( da "Repubblica, La" del 02-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina 20 - Economia
Enrico Morando, Pd: ora si capisce perché il tentativo di Prodi naufragò
"Siamo tornati al punto di partenza ma lo Stato pagherà 3 miliardi in
più" I contribuenti italiani pagheranno sette anni di cassa integrazione,
senza contare i costi sociali di Az Servizi Bisognava salvare non solo Carlo
Toto e la Air One, ma Banca Intesa, che ha gran parte dei suoi debiti BARBARA
ARDU BARBARA ARDù ROMA - «Che il partner di Alitalia
diventasse Air France era già scritto. Non è una novità. Se non altro s´è
capito perché la vendita ai francesi quando c´era ancora Prodi al governo
naufragò». Enrico Morando, senatore del Pd se avesse dovuto scommettere sui
tedeschi della Lufthansa non avrebbe puntato un euro. Non c´era altra strada
che quella di Parigi? «Alitalia aveva bisogno di un
partner straniero. E quando il governo Prodi indisse la gara rimase solo Air
France in pista. E non poteva che essere così perché la compagnia italiana per
andare ai tedeschi avrebbe dovuto uscire dal consorzio Sky-Team e questo
avrebbe comportato una penale salata per Alitalia, che
già era sull´orlo del collasso. Il paradosso è proprio questo». Quale
onorevole? «Che siamo arrivati alla stessa conclusione, l´alleanza con Air
France, ma facendo un lunghissimo giro, che ha solo peggiorato la situazione.
Non è stata salvata Malpensa. I contribuenti italiani pagheranno la cassa
integrazione lunga sette anni a chi rimarrà fuori. I costi sociali sono più
alti, perché la maggior parte degli esuberi sono in Az Servizi, che è rimasta
fuori dalla nuova Alitalia. I francesi, all´epoca, si
erano invece impegnati a garantire ai lavoratori di Az per un´occupazione in
Air France per almeno 5 anni». Quanto costa tutto ciò ai contribuenti italiani?
«I calcoli dicono 3 miliardi di euro, una mezza Finanziaria, mentre se la gara
fosse andata in porto lo Stato italiano non avrebbe tirato fuori una lira».
Colpa di Berlusconi e dei sindacati? «Ognuno, in modo diverso, ha le proprie
responsabilità. Ora però si può capire meglio cosa c´è stato dietro il
boicottaggio». Cosa? «Bisognava salvare non solo Carlo Toto e la sua Air One,
ma Banca Intesa, che ha gran parte dei debiti di Air One. Non a caso il vettore
è stato pagato tanto. Molto più della metà della stessa Alitalia: diciamo che Air One è stata pagata due terzi di Alitalia. Banca Intesa s´è garantita il debito è anche in questo caso a
rimetterci è stato il contribuente italiano. Che tra l´altro pagherà prezzi più
alti, almeno su quella rotta Milano-Roma che di fatto è diventata un monopolio
sul quale non può intervenire nemmeno l´Antitrust. I poteri dell´organo
di controllo sono stati messi fuori gioco sine die. Adesso tutti dovrebbero
muoversi perché questa anomalia venga eliminata il prima possibile». L´Europa
però deve ancora pronunciarsi. «Sì è vero, ma dubito che Bruxelles si metta di
traverso. Con la crisi finanziaria gli Stati sono entrati nei capitali di
banche e imprese. Con tutti i salvataggi in giro per il Continente la questione
Alitalia passa in secondo piano».
( da "Repubblica, La" del 02-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina
20 - Economia Il 25% della nuova Alitalia a Air France A
Parigi tre posti nel cda. Siglato l´accordo per l´acquisto di AirOne Ai
francesi azioni con remunerazioni superiori nel caso si raggiungano obiettivi
finanziari MILANO - La telenovela del partner estero di Alitalia è arrivata
dopo due anni di passione al traguardo. Air France ha raggiunto nei giorni scorsi un´intesa
di massima con Roberto Colaninno e Rocco Sabelli per rilevare per circa 300
milioni di euro il 25% della compagnia. La firma all´accordo - salvo sorprese a
questo punto imprevedibili - dovrebbe arrivare a giorni e l´annuncio ufficiale
sarebbe previsto verso la fine della prossima settimana, prima del decollo del
13 gennaio del primo volo dell´era Cai. I tecnici della due parti - malgrado il
pressing dell´ultima ora di Lufthansa - saranno impegnati nei prossimi giorni a
dare gli ultimi colpi di lima ai documenti ufficiali dell´alleanza. Secondo
indiscrezioni però i francesi potrebbero rilevare azioni speciali di diversa
categoria che daranno loro diritto a remunerazioni superiori nel caso vengano
raggiunti precisi obiettivi finanziari (in particolare sulle sinergie) a
scadenze fissate. Un particolare che giustifica il sovrapprezzo pagato da
Parigi rispetto agli altri soci Cai: Air France verserà per entrare in Alitalia-Air One il 30% in più di quanto hanno investito
Colaninno e gli altri soci. La società presieduta da Jean Cyril Spinetta
diventerà di gran lunga il primo azionista della compagnia di bandiera
tricolore accettando in questa prima fase una posizione defilata sul fronte della
governance: tre rappresentanti in consiglio d´amministrazione e due nel
comitato esecutivo. Il peso dei francesi nella gestione (e probabilmente anche
nel capitale) - malgrado il ritornello della difesa dell´italianità - pare
inevitabilmente destinato a crescere in tempi non troppo lunghi. Lo statuto di
Cai prevede che fino a ottobre 2013 - quando i soci attuali potranno comprare e
vendere le loro azioni senza limiti - i titoli dell´azienda possano essere
venduti solo a italiani e con l´ok della maggioranza del cda. Ma ben prima di
quella data, se tutto andrà bene, il vettore tricolore sarà chiamato a nuovi
investimenti per far crescere network e flotta. E a quel punto, in caso di
ricapitalizzazione, Air France - vista la disponibilità patrimoniale del parterre
di soci - potrebbe fare la parte del leone, diluendo poco alla volta il peso
dei suoi compagni d´avventura. La Cai non ha voluto ancora confermare
ufficialmente la sigla dell´intesa con Parigi. Fonti vicine ai vertici del
gruppo hanno fatto però notare ancora ieri come quella di Air France sia stata
una scelta industriale, fatta tenendo conto di strategie e obiettivi economici,
senza ascoltare le sirene di una politica che spingeva in direzione della
Lufthansa. Tutti i tasselli per il decollo di Alitalia
2 sembrano a questo punto essere andati a posto. Il 31 dicembre è stato siglato
anche l´accordo definitivo per l´acquisizione di Air One e delle altre società
Air One Cityliner, Eeuropean avia service e Air One Technic. Cai ha pagato a
Carlo Toto 300 milioni più l´accollo di 490-500 milioni di debiti ipotecari per
alcuni aerei rilevati nell´operazione e gravati da leasing. Il gruppo Toto
fornirà in lease operativo ulteriori 81 Airbus, di cui 57 sono A320 e 24 Airbus
a lungo raggio (tra cui anche i nuovissimi Airbus A350). Il gruppo Toto
reinvestirà 60 milioni di euro nella nuova Alitalia.
(e. l.)
( da "Repubblica, La" del 02-01-2009)
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Pagina 21 - Economia
Il caso Malpensa Lombardia in trincea, Penati "chiama" la Lega ANDREA
MONTANARI MILANO - La Lombardia sulle barricate in difesa di Malpensa, dopo la
conferma dell´ipotesi di alleanza tra Alitalia ed Air France. Il governatore lombardo Roberto Formigoni e il
sindaco di Milano Letizia Moratti, che avevano tentato un´azione di lobby
politico imprenditoriale sul governo pro Lufthansa prendono tempo. Il
presidente della Provincia Filippo Penati del Pd, invece, attacca e si appella
alla Lega. «Questo piano Alitalia - denuncia -
ha ucciso Malpensa nel silenzio generale del mondo economico, finanziario e
imprenditoriale. Non più di dieci-undici mesi fa il gotha della finanza ed economia
milanese, da Diana Bracco a Emma Marcegaglia fino a Marco Tronchetti Provera si
erano spesi più volte in opposizione al governo Prodi contro l´ipotesi di
ridimensionamento di Malpensa. Ora hanno tradito il nord abbandonando al suo
triste destino Malpensa in cambio, per molti di loro, di una ben più
interessante partecipazione in Cai. Hanno così dimostrato ancora una volta che
il grande capitale se ne frega delle esigenze dei territori e delle comunità,
ma va dove trova maggior interesse. La Lega aveva promesso che il governo
sarebbe venuto a Malpensa. Il governo non solo tace sullo scalo lombardo, ma
non ha mosso nemmeno un dito per la liberalizzazione delle rotte. Spero che la
Lega si convinca a unire la sua forza a difesa di Malpensa, tradita dalla
logica degli affari del grande capitale del nord e dal governo Berlusconi». Il
capogruppo del Carroccio nel consiglio regionale lombardo Stefano Galli chiede
l´intervento del governo. «Se fosse questa l´ultima scelta - precisa - sarebbe
chiaro che chi ha accettato di entrare nella cordata lo ha fatto solo per
guadagnare». Poi una stoccata ad An: «I sindaci di Roma possono anche cambiare
casacca, ma tirano sempre per Fiumicino. Il governo dimostri di tenere all´Expo
2015». L´assessore lombardo ai Trasporti Raffaele Cattaneo di Forza Italia
replica: «Non servono le sceneggiate come quella di Penati - chiarisce - Se la
vicenda Alitalia si chiudesse così, non saremmo
assolutamente soddisfatti. Faremmo gli auguri a una nascente Cai-France, che
non avrebbe vita facile nel mercato del Nord. Per Malpensa sceglieremmo strade
alternative come Lufthansa o Easyjet. Cai venga a Milano, come ci ha promesso,
per discutere il suo piano industriale. Lì vedremo se in questi messi ci hanno
detto solo chiacchiere o precise proposte».
( da "Repubblica, La" del 02-01-2009)
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Pagina 21 - Economia
"Rete compatibile e rischio-penale ecco perché abbiamo scelto Parigi"
La ricetta-Colaninno: voli ridotti, flotta moderna e utile in 2 anni ETTORE
LIVINI MILANO - Una solida base a lungo raggio a Fiumicino. Un cordone
ombelicale tra Milano e Parigi per il traffico intercontinentale del nord (in
attesa del complesso rilancio di Malpensa). E la difesa con i denti del
monopolio dei cieli italiano conquistato ? treni ad alta velocità permettendo ?
grazie alle nozze domestiche con Air One. I dettagli e le
rotte del nuovo corso Alitalia verranno definite solo tra qualche mese, ma la nuova Magliana
del tandem Cai-Air France nasce con un identikit industriale già abbastanza
chiaro: ridimensionata nei voli ? oggi sono il 30% in meno rispetto a quelli
garantiti un anno e mezzo fa assieme alla compagnia di Carlo Toto ? più
leggera sul fronte dei costi, con una flotta più razionale e moderna ma,
perlomeno così sperano i suoi nuovi padroni, in grado di fare utili entro un
paio d´anni. Grazie in particolare a un aumento della redditività sulle tratte
nazionali. L´uscita di scena di Lufthansa ha mandato in soffitta almeno per ora
il sogno di continuare a gestire in Italia il sistema a due hub, Milano e Roma.
«Perché abbiamo scelto Parigi? Per tre buone ragioni ? spiegano fonti vicine ai
vertici della cordata italiana ? : il loro network è più compatibile con il
nostro e ci conosciamo da anni. Ma soprattutto se avessimo lasciato Sky Team
avremmo dovuto pagare una penale superiore ai 200 milioni». Il vettore tedesco,
che già gestisce macinando profitti ben tre hub, avrebbe offerto più garanzie
alla Malpensa da dove ora decolleranno solo tre rotte intercontinentali. Ma
l´entourage di Roberto Colaninno getta acqua sul fuoco delle polemiche. «Il
nostro obiettivo resta quello di lavorare su due poli, con 14 nuovi voli a
lungo raggio da Milano. Ma ovviamente li lanceremo solo quando sarà rivisto il
ruolo di Linate», spiegano. In base ai piani di Cai, il Forlanini dovrebbe
gestire solo la navetta Milano-Roma, una metamorfosi che ? Ue permettendo ?
potrebbe richiedere almeno un paio d´anni. Fino ad allora, dunque, il traffico
d´affari del ricco nord che vola con Alitalia, salvo
quello in arrivo o partenza da New York, San Paolo e Tokyo dovrà fare scalo a
Roma, Parigi o Amsterdam prima di raggiungere la Lombardia. E non a caso
proprio la divisione dei profitti su questa ricchissima nicchia di passeggeri
ha reso più complicate sul filo di lana le trattative tra la Magliana ed Air
France. Parigi invece può essere contenta. I due anni di sofferenza prima delle
nozze con la Magliana non sono stati spesi invano. La compagnia transalpina
diventa primo azionista singolo di quella tricolore a un prezzo molto inferiore
a quello che era disposta ad accollarsi la scorsa primavera. Allora era pronta
a farsi carico di 1,4 miliardi di debiti (molti di più di quelli presi in
carico da Cai) a comprare fino all´85% del capitale agli obbligazionisti (in
tutto 600 milioni di euro) rimasti invece per ora a bocca asciutta e a
garantire un pagamento, anche se quasi simbolico, pure agli azionisti. Ora con
300 milioni "prenota" una compagnia molto più snella, senza
concorrenti sul mercato domestico, con i contratti di lavoro già rinegoziati e
uno solo hub. Un identikit che giustifica anche il sovrapprezzo pagato rispetto
ai nuovi partner della Cai. La zavorra resta invece a questo punto sulle spalle
di Augusto Fantozzi (e quindi dei contribuenti italiani). Il Commissario
straordinario completerà la vendita dei pochi asset della Magliana che hanno
ancora qualche valore (aerei, immobili e terreni) e poi con i soldi incassati
da Cai e da questi saldi dovrà rimborsare ? ovviamente in percentuale di molto
ridotta ? passività per 3,2 miliardi. Compresi il prestito ponte, destinato con
ogni probabilità ad andare in fumo, e quei bond che per circa 400 milioni sono
nel portafoglio del Tesoro italiano.
( da "Corriere della Sera" del 02-01-2009)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2009-01-02 num: - pag: 1 autore: di
MAURIZIO GIANNATTASIO categoria: REDAZIONALE Il caso Malpensa IL PRESIDENTE
DELLA PROVINCIA Penati attacca Cai: tradito il Nord La Lega si svegli Un
appello alla Lega. E un attacco agli azionisti di Cai: «Hanno tradito il Nord e
Malpensa». Tocca al presidente della Provincia, Filippo Penati, aprire le danze
sull'alleanza Cai-Air France Klm. Secondo Penati, la scelta del partner
straniero, individuato nella compagnia franco-olandese a discapito della
tedesca Lufthansa, penalizzerà fortemente lo scalo di Malpensa a favore
dell'hub di Fiumicino: «Questo piano Alitalia —
attacca il numero uno di Palazzo Isimbardi — ha ucciso Malpensa nel silenzio
generale del mondo economico, finanziario e imprenditoriale». Il presidente
democratico della Provincia non si limita a un attacco generico. Fa nomi e
cognomi e chiede alla Lega di unire gli sforzi su Malpensa. CONTINUA A PAGINA 2
( da "Corriere della Sera" del 02-01-2009)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2009-01-02 num: - pag: 26 categoria:
REDAZIONALE La nuova compagnia Siglata la cessione di AirOne Alitalia,
Toto ha venduto: rientra con 60 milioni Parigi: avanti sull'alleanza Penati:
così tradita Malpensa Air France dovrebbe arrivare a una quota del 25% con tre
rappresentanti nel consiglio ROMA — La firma sotto l'intesa, quella non c'è
ancora. Ma l'alleanza Alitalia-Air France- Klm scalda
già i motori. La chiusura dell'operazione si avrà alla fine della prossima
settimana, probabilmente il 10 gennaio, in ogni caso entro la partenza della
nuova compagnia, fissata per il
( da "Corriere della Sera" del 02-01-2009)
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Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2009-01-02 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Fiumicino Alitalia, gli
steward sono ottimisti, i piloti no Una specie di conto alla rovescia tra cauto
ottimismo e preoccupazione. è l'atmosfera che si registra a Fiumicino a neanche
due settimane dalla nascita di «Alitalia-Compagnia
aerea italiana» che inizierà la programmazione dei voli il 13 gennaio.
Tra gli steward c'è la speranza della «piena occupazione» già entro maggio. Ne
parla Antonio Di Vietri, il presidente dell'Avia (maggiore sindacato degli
assistenzi di volo) che ritiene possibile il riassorbimento del personale
rimasto fuori dalla compagnia «grazie a contratti di solidarietà, partime e
alle assunzioni che inevitabilmente giungeranno con il nuovo operativo».
L'arrivo di Air France dovrebbe inoltre aumentare il traffico aereo a
Fiumicino: «Già durante le trattative partite un anno fa, dall'amminsitratore
delegato Spinetta era emersa una chiara volontà di sviluppare le attività al
Leonardo da Vinci» osserva il sindacalista. Tra i piloti non c'è lo stesso
ottimismo. A fronte di 1550 assunzioni, in mille stanno ancora a spasso. E la
data del «decollo» della nuova Alitalia viene vista
con preoccupazione. «Il 13 gennaio avremo la chiara percezione della
distinzione tra chi è rimasto fuori e chi è stato chiamato da Cai, non ci sarà
più spazio per la speranza» osserva Nelson Ferrera, preoccupato anche per il
destino di Alitalia Cargo, struttura localizzata per
intero a Fiumicino. «Nessuno sa che fine farà, nonostante la società continui
ad avere numeri che la rendono competitiva». A. Full. Accordo Il 13 gennaio
inizia la programmazione dei voli della nuova Alitalia
( da "Giornale.it, Il" del 02-01-2009)
Argomenti: Alitalia
n. 2 del 2009-01-02 pagina 19 Air France sempre più vicina ad Alitalia di Redazione Entro il
( da "EUROPA ON-LINE" del 02-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Chi ha tradito
Malpensa LUCIANO PIZZETTI Pochissimo tempo fa ho partecipato ad uno dei consueti
incontri promossi da Confindustria Lombardia con i parlamentari e i consiglieri
regionali lombardi. L?impostazione di quella riunione mi parve inizialmente
surreale per contenuti e per forma. In realtà traspariva una incredibile
sudditanza politica nei riguardi del governo. La crisi cominciava ad assumere
sembianze inquietanti nel mentre si stagliava all?orizzonte. La manovra
economica attivata dal governo a luglio non prendeva adeguatamente in
considerazione quel contesto. Tant?è che in atti successivi il governo medesimo
ha introdotto corposi aggiustamenti. Altri si accinge ad introdurne. Ebbene, in
quell?incontro non un dubbio né una considerazione critica si sono levati dai
padroni di casa. Su Expo 2015 il sostanziale silenzio degli imprenditori
lombardi ha accompagnato il tramestio del centrodestra in fatto di nomine degli
organi di gestione del grande evento internazionale, causa di un ragguardevole
ritardo nella predisposizione del progetto. Sulle infrastrutture i convegni si
susseguono, in compenso poco o nulla gli imprenditori dicono della grave
scarsità di risorse immesse dal governo per sviluppare i nodi strategici della
mobilità nel nord. Insomma, per gli imprenditori lombardi governo forever.
Vicenda Alitalia-Malpensa docet. Il gran clamore sullo
scippo dell?hub si è rapidamente affievolito. Sino a divenire accondiscendenza
verso Cai. Questa cordata di imprenditori di nuovo conio, in quanto assertori
dell?italianità, ha consentito di muoversi comodamente sul mercato protetto
dopo aver socializzato le perdite, dando agio a Berlusconi di giustificare il
proprio comportamento elettorale. In un tempo in cui si parla alla moda di
Partito del nord, sarebbe utile che i Democratici assumessero un profilo
autonomo di opposizione per il governo. Libero nel giudizio di mondi
associativi e portatori d?interessi che hanno scelto la convenienza di non
disturbare il centrodestra, piuttosto che l?impegno di concorrere a
rappresentare l?interesse generale e del nord. La politica appare spesso peggio
di quel che è, a confronto di una cosiddetta società civile che appare speso
meglio di quel che è. Un soggetto autorevole espressione di culture riformiste,
deve gettare alle ortiche ogni atteggiamento di sudditanza verso chiunque,
recuperando un giudizio di critica e di denuncia. Tranquilli, non ci si isola
così. L?isolamento è il prodotto della scarsa considerazione non dell?incalzare
dell?iniziativa. A Roberto Formigoni, cui si sono affidati in tutti questi
anni, gli imprenditori lombardi hanno qualcosa da dire? E al governo, che sta
tradendo ogni promessa d?impegno con questa parte del paese? Senza farsi
opposizione ma recuperando un?autonomia di giudizio nell?interesse dei più.
Malpensa scivola in serie B non perché Roma è forte ma perché Milano è debole.
Milano per tutto il 2007 e buona parte del 2008 è stata nel labirinto della
cattiva politica a descrivere una chimera, anziché muoversi da subito per
tutelare e acquisire rotte. Alla prova degli interessi strategici la Lega
appare un?illusione. Soprattutto il Nord propagandato è un?illusione. Si
rivendica senza saper fare sistema. Malpensa è il prodotto di una grandeur che
proclama e non sceglie. Non sceglie Linate come city-airport. Malpensa è
espressione della ricca area pedemontana, purtroppo non di una comune opzione
strategica nei territori regionali del nord, i quali difendono i tanti
insediamenti aeroportuali. Formigoni ha fallito per non essere stato capace di
fare sistema. La Lega ha enunciato occasioni senza generare alleanze
strategiche in grado di coglierle. Le rappresentanze degli imprenditori stanno
a guardare. Alzano la voce se governa Prodi, l?abbassano quando governa
Berlusconi. Vige il richiamo della foresta più di ogni altra istanza. Pur con
ritardi ed errori, solo il presidente di Sea ha cercato di operare con
concretezza. Sullo sfondo resta il Nord. Per la verità sempre più i Nord. Tra
ricchezza e debolezze. Tra il volere e il non riuscire. Una sempre più acuta
questione settentrionale che nel mentre domanda rappresentanza identitaria
perde opportunità competitive. Oltre la Devolution, nel contesto federale che
si prospetta con il moderno patto nazionale, il Partito democratico deve
assumere convintamente la rappresentanza del dinamismo delle comunità del nord.
Senza accontentarsi degli inviti ai Tavoli. O delle manovrine, tipo l?essere
soddisfatti che la Lega abbia appoggiato in Parlamento un nostro ordine del
giorno su Malpensa qualche minuto dopo aver votato un provvedimento del governo
che affermava l?inverso. Non facciamoci prendere per il naso. Occorre
denunciare con vigore furbizie e doppiogiochismo. Alzare la voce. Dare voce ad
una lobby riformista che davvero intenda dare corpo all?innovazione delle
opportunità espressa dalla società di questa parte del paese. Dismettere
quell?ansia di legittimazione che sempre ci accompagna, per muoverci
liberamente sul terreno della politica e delle alleanze. Su Alitalia
aveva ragione Prodi. In questi mesi abbiamo perso tempo e denaro, mettendo a
dura prova i diritti dei cittadini. Si torna ora al punto di partenza. Ancora
più deboli. Ancora più poveri. Malpensa è ancora più debole. Il Pd ha titolo
per chiedere conto di questi fallimenti. Anche alle rappresentanze degli
imprenditori lombardi e del nord.
( da "EUROPA ON-LINE" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia
L ? E D I T O R I A
L E La francesità di Alitalia e il silenzio del Nord
GIOVANNI COCCONI Chissà come stanno ridendo a Parigi. Con AirFrance primo
azionista della nuova Alitalia una vicenda drammatica
si tinge di farsa. L?annus horribilis dell?ex compagnia di bandiera finisce in
beffa. I francesi cacciati dalla porta rientrano dalla finestra e si comprano
il 25 per cento della nuova azienda, alleggerita a costo zero di debiti ed
esuberi, pronti a rilevare anche il resto quando qualche azionista si sfilerà e
si procederà ai necessari aumenti di capitale. Chapeau all?odiato Jean-Cyril
Spinetta che ha ottenuto quello che voleva senza umiliarsi sotto le forche
caudine del veto sindacale e del nuovo governo che lo aveva cacciato senza
diplomazia dal tavolo della trattativa. Non bastasse, il nuovo piano dei voli
ruoterà molto su Fiumicino (e su Parigi) e molto poco su Malpensa, con buona
pace del fronte del Nord che aveva tenuto alta la bandiera dello scalo milanese
quando la trattativa con i francesi sembrava in dirittura d?arrivo. Oggi,
invece, niente. Silenzio. A parte un breve comunicato dell?assessore lombardo ai
trasporti e una dura presa di posizione del presidente della provincia Filippo
Penati tutto tace. Gli italiani pagheranno sulla propria pelle il pesante
taglio delle rotte per l?estero e l?aumento delle tariffe, per esempio
sull?asse Milano-Roma, uno dei più redditizi d?Europa e sul quale la nuova
compagnia detterà legge da monopolista. Ma i cittadini lombardi pagheranno due
volte e presto scopriranno che Malpensa servirà solo tre rotte
intercontinentali e tredici internazionali, in generale circa la metà delle
città raggiungibili dalla rivale Roma. Non male per un governo che si vanta di
servire meglio degli altri gli interessi del Nord produttivo e per il quale la
Lega è per la prima volta decisiva. «Questo piano Alitalia
ha ucciso Malpensa nel silenzio generale del mondo economico, finanziario e
imprenditoriale» dice Penati. Il quale giustamente ricorda il coro di lagnanze
che si era elevato dal gotha della politica e dell?economia milanese (dal
sindaco Moratti al governatore Formigoni, da Marco Tronchetti Provera al
presidente di Assolombarda Diana Bracco) contro l?ipotesi di vendita ai
francesi e in difesa dell?italianità della compagnia di bandiera. A favore di
telecamera la Lega aveva partecipato anche ai picchetti contro i tagli allo
scalo varesino, puntualmente avvenuto anche sotto il governo amico ma lontano
dalle tv. «Qui si fa Alitalia o si muore», aveva
tuonato un grintosissimo Berlusconi in campagna elettorale. Gli italiani gli
hanno creduto ma lui aveva dimenticato di dire loro una cosa: che l?accento
sarebbe caduto sull?ultima ?a?.
( da "Repubblica, La" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina VII - Milano
Malpensa, la base della Lega in rivolta Stucchi: "Berlusconi becchino
dello scalo". Ma Bossi tace Il Carroccio torna a chiedere che gli slot
siano liberati e teme per i lavoratori di Sea Sconfitto il partito da sempre
fan di Lufthansa: "Il Pdl ha tifato per Roma contro il Nord" PAOLO
BERIZZI (segue dalla prima di Milano) è la guerra dei cieli. Ai padani l´accordo con Air France per la nuova Alitalia proprio
non va giù. «è un voltafaccia inaccettabile - tuona Stucchi - un attacco
frontale alla gente del Nord». Malpensa ridimensionata a favore di Fiumicino. E
Parigi che si mangia Milano. Questo è l´incubo che l´inizio del nuovo anno ha
rifilato al Carroccio malpensacentrico. E ora il partito di Bossi sembra
diviso in due. Non perché ci siano delle diversità di vedute (ci mancherebbe).
è che mentre i vertici - il senatur e gli altri ministri - non si espongono e,
colti da imbarazzo, preferiscono aspettare ancora qualche ora prima di sparare
eventualmente qualche cannonata, le seconde linee schiumano rabbia. E non
risparmiano velenose bordate agli alleati del centrodestra. «Cai ha dimostrato
di essere un interlocutore inaffidabile - continua Stucchi - . Ma il problema è
politico. C´è il Pdl nazionale che ha tifato e tifa per Roma, che vuol dire Air
France. Penso ai vari Matteoli e Gasparri. Un po´ per l´amicizia con Alemanno,
un po´ per ragioni territoriali e di propaganda elettorale, remano contro
Malpensa. E i fatti lo stanno dimostrando». La Lega, si sa, quando si parla
dell´hub varesino, non vuole sentire storie. «è uno stabilizzatore di economia,
sono migliaia di posti di lavoro da difendere, è uno scalo fondamentale per il
Nord e il suo sistema produttivo». Annunciano barricate i leghisti. «Non siamo
noi che abbiamo cambiato idea», sbotta l´assessore regionale al Territorio
Davide Boni, e il riferimento a Forza Italia è implicito. «Chiederemo conto a
Berlusconi di questo cambio di marcia. Oltretutto - aggiunge Stucchi -
l´accordo con i francesi va contro il decreto Alitalia
che contiene un emendamento, presentato da noi, in base al quale per cinque
anni i componenti di Cai non possono cedere le loro quote sul mercato. Certo,
teoricamente se vogliono la norma possono cambiarla... Ma insomma...». Come ne
esce ora la Lega (se ne esce)? A parte la «stupore» con cui Calderoli ha
accolto la notizia del 25 per cento venduto a Air France («Ne parlerò con
Berlusconi», ha dichiarato l´altro giorno a Repubblica), la base del partito
del Nord è in piena agitazione. "Via le catene da Malpensa", titolava
ieri la Padania. Accompagnato da un eloquente "Futuri disoccupati...
Grazie a Roma..." riferito ai dipendenti dello scalo varesino. è proprio
questo che i leghisti chiedono al governo di cui fanno parte: liberare gli slot
inutilizzati dalla nuova Alitalia. Per fare posto a
nuovi vettori disposti a investire. «Lufthansa, certo. Ma non solo - spiega
Stucchi - . Ce ne sono altre che fanno di conto e capiscono la posizione
strategica di Malpensa. Cai a questo punto faccia quello che vuole. Che però
liberino gli slot...». Spiega, per esempio, che è assurdo che il collegamento
con Berlino da Malpensa oggi sia fatto via Parigi o via Francoforte. Di questo
e di molto altro, i padani danno colpa al cambio di rotta del governo. E in
questo trovano, di nuovo, un alleato "indiretto", il presidente della
Provincia di Milano. Dice Filippo Penati: «Il Nord e la sua economia sono stati
traditi dal grande capitale milanese che ha preferito la logica degli affari
alla difesa dell´economia del territorio. Sono stati abbandonati dal Governo,
che non ha mantenuto ogni promessa fatta, tradendo le aspettative di chi, nella
scorsa campagna elettorale, gli aveva dato fiducia». Devono averlo pensato, in
silenzio, anche molti leghisti. Se uno prudente come Roberto Cota (capogruppo
alla Camera) si è lasciato andare a un «con scelte anti-Nord non saranno mai
una grande compagnia», c´è da scommettere che, comunque vada a finire questa
storia, quando dovrà volare il Carroccio sceglierà attentamente le ali.
( da "Repubblica, La" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina V - Firenze
L´intervista Petretto, docente di Economia e presidente del comitato
scientifico dell´Irpet "Ok le politiche sociali ma manca dinamismo"
"Non ci sono i grandi capitali come nel Nord, ma piccole e medie
imprese" LAURA MONTANARI Volato via come un razzo il tappo dalla bottiglia
di spumante, passata l´euforia della notte di Capodanno e dei suoi balli, non
resta adesso che camminare in questo 2009. «Anno non facile» dice subito, come
per togliersi il pensiero e confermare tutte le previsioni già lette,
Alessandro Petretto, docente dell´università di Firenze alla facoltà di
Economia, presidente del comitato scientifico dell´Irpet, l´Istituto regionale
per la programmazione economica in Toscana. Professore, i dati dell´Istat
disegnano una Toscana con il più basso indice di disuguaglianza sociale. «E´
tradizionalmente così». Di chi è il merito di questa più equa distribuzione
della ricchezza? «I fattori sono diversi. Va detto intanto che la Toscana è
composta da piccole e medie imprese, non ci sono grandi capitali, grandi
fortune come nel triangolo industriale del Nord Italia. E poi qui le politiche
sociali hanno funzionato. Il rovescio della medaglia sta nella scarsa
dinamicità». Il rovescio della medaglia è anche la crescita di quelli che fanno
fatica ad arrivare a fine mese. «E´ dalla metà degli anni Novanta che la Toscana
è affaticata perché ha un tasso di crescita rallentato». Sì, ma questo fatto
ora si incrocia con la recessione e i colori si fanno cupi. «Quello che
possiamo prevedere è un calo importante dell´occupazione. I posti di lavoro che
verranno a mancare saranno quelli dei giovani, soprattutto dei precari. Chi
finisce con l´impoverirsi non saranno più soltanto gli anziani rimasti soli con
la minima di pensione, ci saranno i giovani, le neo famiglie su cui magari
grava qualche mutuo». Come ci si può riparare da tutto questo? E quanto durerà?
«Ci si può riparare con una politica di sostegno per i redditi più bassi. Sui
tempi della crisi invece, quelli non si possono sapere. Una recessione globale
di questo genere è una novità assoluta, possiamo augurarci che duri il meno
possibile, un anno, diciamo tutto il 2009, possiamo anche augurarci e pensare
che una società come quella toscana fatta di piccole e medie imprese,
attrezzata a una maggiore flessibilità possa reagire meglio e avviare una
ripresa più rapida che altrove. Ma la verità è che i contorni di questa
recessione ci sfuggono». Lei pensa che una ripresa possa cominciare dal
manifatturiero? «E´ una possibilità». Eppure in Toscana ci sono aree
industriali manifatturiere che attraversano già una profonda crisi: Empoli,
Prato, Massa... «Quella è una crisi precedente, in certi settori è già in atto
una riconversione. Il tessile e la moda hanno lasciato il campo a favore di
elettronica di precisione, della meccanica e dell´industria farmaceutica. Ma
qui oggi il problema non è quello di guardarsi dai cinesi, ma dai consumatori
che non consumano più». Quindi secondo lei come si può spingere verso una
ripresa? «Sarebbe opportuno riprendere con vigore una
politica di investimenti pubblici special modo nella manutenzione e nel
recupero urbanistico, intervenire nelle infrastrutture sociali a cominciare
dalle scuole che cadono a pezzi. Di certo non possiamo pensare di seguire per
proteggere i posti di lavoro, la stessa logica anacronistica usata per
mantenere i posti nella vecchia Alitalia...».
( da "Repubblica, La" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina IX - Bari Raccolta firme Albergatori contro Alitalia Il
consorzio di albergatori pugliesi "Welcome in Puglia" ha organizzato
una raccolta di firme indirizzata ai vertici Alitalia contro la
riduzione dei voli che collegano la Puglia con Roma e Milano. Le adesioni
vengono raccolte negli alberghi aderenti allo stesso consorzio. «Abbiamo
tanto lottato da operatori e da cittadini pugliesi - dichiara in una nota il
presidente del consorzio, Pierangelo Argentieri - per avere tutti quei
collegamenti che ci hanno permesso di limitare l´isolamento della nostra
regione rispetto alle due maggiori città italiane. Adesso è ritornare indietro
di diversi anni. La connettività ai due maggiori hub nazionali è fondamentale
per lo sviluppo non solo turistico della nostra Puglia, ma economico in senso
ampio». Argentieri annuncia che verranno attuate «tutte le azioni necessarie»
per far sentire la voce di protesta «nei confronti di Alitalia
e del governo».
( da "Repubblica, La" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina 17 - Economia
Le Borse mondiali tornano a correre nel 2009 L´Europa recupera 180 miliardi. Bene
Wall Street ma soffre l´industria Usa. Petrolio in forte rialzo Piazza Affari
guadagna il 2,71%, Parigi fa meglio con un balzo di oltre il 4% SARA BENNEWITZ
MILANO - Dopo un 2008 "horribilis", il 2009 delle Borse mondiali
parte sotto i migliori auspici. Rassicurate dalla positiva apertura di Wall
Street (che poi ha terminato la giornata con un più 2,86% del Dow Jones e più
3,5 del Nasdaq), le piazze finanziarie europee hanno chiuso con rialzi comprese
tra il 2 e il 4%. Neanche il crollo dell´indice manifatturiero Usa, sceso a
dicembre a quota 32,4 rispetto ai 36,2 di novembre, è riuscito a spegnere
l´entusiasmo, mentre il petrolio ha chiuso in forte rialzo sopra i 46 dollari.
E così Londra è salita del 2,33%, Madrid del 2,91, Francoforte del 3,39% e Parigi
di oltre il
( da "Repubblica, La" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina 15 - Economia La nuova Alitalia parte con
un black-out tra il 12 e il 13 gennaio stop di otto ore Intesa fatta con Air
France. Malpensa, Colaninno vedrà Lufthansa LUCA IEZZI ROMA - La nuova Alitalia partirà con un black out di 7-8 ore. Tra il 12 e il 13 gennaio
l´Enac avrà bisogno «di uno stop operativo di molte ore» per consentire ai suoi
ispettori di controllare che tutto sia in regola. Le modalità del cambio
sono state chiarite dal presidente dell´Enac, Vito Riggio: «L´operativo dei
voli di almeno una parte del giorno 13 subirà modifiche e di questo dovrà
essere data comunicazione agli utenti». Per il rilascio della licenza di
vettore aereo e del Coa (certificato operativo aereo) sin dalla notte del 12
una squadra di 40-50 ispettori dell´Enac sarà al lavoro per controllare la
documentazione di 93 aerei Alitalia, secondo i tecnici
per l´operazione occorreranno almeno 7-8 ore. Da Cai fanno sapere che si
sfrutteranno le ore notturne e il fatto che da questo controllo sono esenti gli
aerei ex-Air One da cui la Nuova Alitalia ha comprato
anche tutte le licenze. Invece per la parte Alitalia,
Cai ha dovuto chiedere una nuova "licenza commerciale" all´Enac. Un
passaggio richiesto anche dall´Ue per certificare la discontinuità con la
vecchia Alitalia. Per la scadenza del 13 gennaio sarà
già stato scelto il partner straniero. L´accordo con Air France-Klm è ormai in
gran parte definito tuttavia il presidente Roberto Colaninno non chiude del
tutto la porta a Lufthansa. La prossima settimana incontrerà di nuovo il numero
uno di Lufthansa, Wolfgang Mayrhuber. Le indiscrezioni sui possibili esiti
dell´incontro parlano di una collaborazione su Malpensa, scalo principale della
compagnia tedesca sul mercato italiano. In realtà con i francesi sul punto di
comprare il 25% del vettore italiano, l´abboccamento con Lufthansa serve a non
far crescere lo scontento per l´abbandono dello scalo milanese. Alitalia manterrà sull´ex hub solo 3 rotte intercontinentali
contro le 13 di Fiumicino. A guidare la protesta è il presidente della
provincia di Milano, Filippo Penati: «Il grande capitale milanese ha preferito
la logica degli affari alla difesa dell´economia del territorio, dall´altro il
governo non ha mantenuto ogni promessa fatta, tradendo le aspettativa di chi,
nella scorsa campagna elettorale gli aveva dato fiducia». L´esponente del Pd
quindi si è rivolto ai rappresentanti degli enti locali, specie del
centrodestra, che guidano la regione Lombardia e la provincia di Varese: «Tocca
agli enti locali difendere il territorio. Mobilitiamo i nostri amministratori
locali e scendiamo insieme a Roma per manifestare al governo la nostra ferma
contrarietà alla lenta agonia dello scalo lombardo». Non cambia dunque il
tenore delle polemiche sulla rivalità tra Roma e Milano, così come le accuse
dell´opposizione di aver bloccato il tentativo di acquisizione di Air France
per scopi elettorali. Specie ora che la cordata italiana sta per riconsegnare
ad Air France un ruolo guida nel nuovo monopolista dei cieli. Il tutto dopo che
lo Stato ha speso 4 miliardi di euro in aiuti alla compagnia e in sostegno agli
esuberi Alitalia. Al riguardo Intesa Sanpaolo, regista
dell´operazione, ha risposto alle dichiarazione del senatore Pd, Enrico
Morando, ribadendo che la sua esposizione verso Air One non supera i 20 milioni
di euro.
( da "Corriere della Sera" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-03 num: - pag: 3
categoria: REDAZIONALE Malpensa, vola la crisi: a rischio 900 posti di lavoro
Allarme dei sindacati: nuove alleanze, anche sgradite ad Alitalia,
o scalo senza futuro Pesante flessione anche del settore cargo: la società ha
annunciato il licenziamento di 150 addetti al trasporto merci Esuberi: a
Malpensa il peggio ha da venire. Sea, la società controllata dal comune di
Milano che gestisce Linate insieme con lo scalo varesino, sta rivedendo il
piano di cassintegrazione. Al momento a casa, a turno, la società ha 450
dipendenti. Presto potrebbero essere molti di più. Sea non azzarda stime. Il
sindacato si sbilancia. Secondo la Filt Cgil regionale, le persone nel limbo
della cassa potrebbero arrivare anche a quota 900. Molto dipenderà da come si
concluderanno due partite: handling e traffico cargo. Sea handling è la società
che gestisce la movimentazione merci e bagagli sotto bordo per conto di Alitalia (e non solo). Oltre 3.200 dipendenti. La compagnia
di bandiera ha rimesso in discussione il contratto. «Per noi l'handling fa
parte delle attività principali, il cosiddetto core business — dicono in Sea —.
Andiamo avanti con la ridefinizione degli accordi. Per evitare che a pagare sia
il territorio. In termini di occupazione ». La trattativa è in salita. Cai
pretende un ridimensionamento delle tariffe. Matassa ancora ingarbugliata anche
per l'attività cargo. Cinque aerei Alitalia basati a
Malpensa per il trasporto merci che la compagnia appena risorta non vuole più.
Si è parlato per mesi del subentro di un'altra società. Ma per ora nulla di
fatto. E così c'è chi resta a casa. Alha, gruppo che si occupa della
movimentazione merci negli hangar di Malpensa, ha annunciato la mobilità —
quindi il licenziamento — per 120-150 persone. «La politica finora ha ignorato
il problema», lamenta il vicepresidente, Lorenzo Schettini. Fino al 2007 — con
500 milioni di chili movimentati l'anno di cui la metà da Alitalia
— Malpensa era il primo aeroporto italiano per trasporto cargo. «Nel 2009 la
compagnia di bandiera precipiterà a 15-18 milioni di chili l'anno. E per noi Alitalia era i primo cliente», completa il quadro Schettini.
A dieci giorni dal decollo della nuova compagnia, il bilancio è il seguente:
1.350 voli settimanali Alitalia fino a marzo 2008,
scesi a 350 con il dehubbing e poi ancora dimezzati a quota 153. Con il nuovo
operativo voli si risalirà a quota 200. «Questo ritocco non modifica i termini
del problema — fanno notare in Sea —. L'unica vera possibilità di rilancio sta
nella liberalizzazione dei diritti di volo». Come dire: spazio a Lufthansa e
agli altri stranieri. Anche se la neonata Alitalia —
imparentata con Parigi — non dovesse gradire. «Non c'è altra strada — si unisce
all'appello Nino Cortorillo della Filt Cgil —. Ma la politica che ha usato
Malpensa per la campagna elettorale ora assiste muta all'assassinio dello
scalo. Come il mondo produttivo, del resto». Conclude Walter Galbusera della
Uil: «Sulla liberalizzazione dei diritti di volo Lega, sinistra e sindacati
devono sfidare il governo». Rita Querzé Le strategie e l'aeroporto Il nuovo
piano di Alitalia prevede 200 voli a settimana a
Malpensa
( da "Corriere della Sera" del 03-01-2009)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2009-01-03 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Occupazione Alta tensione negli aeroporti lombardi
mentre si tratta sul futuro di Alitalia. Cgil: situazione difficile
Malpensa, meno voli. «Cassintegrazione per 900» Il cargo e i servizi aggravano
la crisi. Sea: liberare subito gli slot per salvare lo scalo A Malpensa il
peggio ha da venire. La Sea, che gestisce lo scalo varesino, sta rivedendo il
piano di cassintegrazione. Al momento i lavoratori interessati sono 450.
Per la Cgil potrebbero arrivare presto a quota
( da "Corriere della Sera" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-03 num: - pag: 3
categoria: REDAZIONALE Stop tecnico dei voli per l'arrivo
della nuova Alitalia Il 13 gennaio sette ore di blackout La nuova Alitalia scalda i motori in vista del decollo del 13 gennaio. I
preparativi tecnici prevedono uno stop operativo dei voli di sette-otto ore
nella notte tra il 12 e il 13 gennaio, per consentire la regolarità delle
procedure Enac. Per quanto riguarda il partner internazionale,
sull'accordo con Air France-Klm manca ancora la firma ma i punti sarebbero
ormai definiti. Tuttavia, la nuova compagnia non chiude del tutto la porta ai
tedeschi con i quali si starebbero studiando forme di cooperazione su Malpensa.
La prossima settimana il presidente Roberto Colaninno incontrerà il numero uno
di Lufthansa, Wolfgang Mayrhuber. Resta il fatto che il nuovo operativo voli
dal 13 gennaio prevede tre collegamenti diretti intercontinentali da Malpensa
(New York, Tokio e San Paolo) contro i tredici di Roma. D'altra parte la Cai di
Roberto Colaninno ha sempre subordinato un eventuale investimento su Malpensa
alla condizione che Linate diventi un city airport. Intanto le maestranze degli
aeroporti milanesi osservano le ultime battute di fine partita con una certa
apprensione. E non escludono forme di protesta. Compreso lo sciopero. Ri. Que.
( da "Corriere della Sera" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-03 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Penati e Salvini e il futuro dell'hub «Pronti a marciare su Roma»
«Prima liberalizziamo gli slot» Liti, appelli e scontri. La Lega è pronta a
ritirare fuori dal cassetto l'emendamento per la liberalizzazione degli slot di
Malpensa. E controllare nome e cognome di tutti i parlamentari che voteranno a
favore o contro l'hub del Nord. Il Carroccio accetta la sfida lanciata dal
presidente della Provincia, Filippo Penati e alza la posta. Se si dovesse
siglare l'accordo Alitalia-Air France, gli uomini di Bossi sono pronti a rilanciare
quell'insolita alleanza per il Nord che aveva portato al voto comune Lega-Pd
sull'Expo, Pedemontana e Malpensa. «Noi siamo pronti a ripresentare
l'emendamento per liberalizzare gli slot dell'hub lombardo - attacca il
parlamentare Matteo Salvini - E a quel punto vedremo veramente chi in
Parlamento ha a cuore il destino di Malpensa. Non si scherza con il
fuoco». Ma Penati rilancia con una personale marcia su Roma insieme al
presidente leghista della Provincia di Varese, Dario Galli: «Mobilitiamo i
nostri amministratori locali e scendiamo insieme a Roma, con le fasce
tricolori, per manifestare al Governo la nostra ferma contrarietà alla lenta agonia
e alla morte dello scalo lombardo». Insomma, avvicinamenti e scontri. Con
Maurizio Martina, segretario del Pd che parla di «fallimento della Lega». E con
l'assessore leghista Davide Boni che replica: «Su Malpensa non accettiamo
lezioni da nessuno». C'è fibrillazione nei palazzi milanesi in attesa delle
decisioni di Cai. Ma c'è anche grande prudenza. Sia il presidente della
Regione, Roberto Formigoni, sia il sindaco Letizia Moratti preferiscono
prendere tempo, nella convinzione che la partita sia ancora aperta e che ci sia
spazio per arrivare a una soluzione soddisfacente. Posizione sposata anche da
parte del Carroccio: «Su Malpensa la partita è tutt'altro che chiusa - attacca
Marco Reguzzoni, vicepresidente del gruppo della Lega Nord alla Camera - Ma la
Lega in questo momento non vuole spendere parole prima di aver concluso dei
fatti e questi saranno possibili solo dopo che Bossi avrà parlato della
questione con Berlusconi nei prossimi giorni». La soluzione auspicata riguarda
la liberalizzazione degli slot che permetterebbe alla Lufthansa di rientrare in
campo. Apprezzata anche dal presidente della Camera di Commercio, Carlo
Sangalli, tirato in ballo da Penati come uno dei «traditori» dello scalo
varesino (in buona compagnia, insieme a Diana Bracco, Emma Marcegaglia, Banca
Intesa e Marco Tronchetti Provera). «Certo che siamo preoccupati. Ma ribadiamo
che le strade di Alitalia e Malpensa possono
separarsi. E che grazie alla liberalizzazione degli slot si possano creare
nuove alleanze per Malpensa ». E a Penati? «Capisco che la campagna elettorale
è lunga - ironizza Sangalli - ma anche la memoria deve essere lunga. La Camera
di Commercio in più di un'occasione ha lanciato il suo grido d'allarme su
Malpensa con dati e previsioni. Ci siamo sempre battuti per difendere Malpensa
e Linate». Maurizio Giannattasio La Provincia Il presidente della Provincia,
Filippo Penati, cerca alleanze trasversali per difendere Malpensa La Lega Nord
Matteo Salvini, deputato del Carroccio e capogruppo in Comune, punta sulla
liberalizzazione degli slot
( da "Corriere della Sera" del 03-01-2009)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2009-01-03 num: - pag: 33 categoria:
REDAZIONALE Il leader dei piloti «Sono per il dialogo, il governo però faccia
rispettare gli accordi o sarà nuova rottura» Berti: adesso dico sì a Colaninno
«Ma non ho ricevuto la lettera d'assunzione. Io piacione? No, sono un
bacchettone» ROMA — «è tempo di deporre le armi e ricucire i rapporti ». Fabio
Berti, il presidente dell'Anpac, il potente sindacato dei
piloti che non ha sottoscritto il contratto della nuova Alitalia, annuncia un cambio di rotta e apre al dialogo con l'azienda.
Obiettivo: sottoscrivere il contratto. Con qualche modifica. Comandante, è
stato assunto in Alitalia? «Al momento no, né io né il mio vice De Carlo. Sappiamo che
molte lettere sono state mandate. Noi non abbiamo mai detto di non
firmarle: non interferiamo con i fatti privati degli associati». Ma se fosse
chiamato, accetterebbe? «Diciamo che deciderò sul momento...». Però intanto si
candida già a riprendere il dialogo nella nuova Alitalia...
«Cai (Compagnia aerea italiana, ora Alitalia, ndr) ha
ottenuto moltissimo, tutto quello che voleva. è ora di ricostruire un rapporto.
Lo ha detto il presidente di Cai, Roberto Colaninno, che voleva personale
felice di lavorare». Con che obiettivo riapre? «Se riapro, e contatti ci sono
già a vari livelli, è per l'obiettivo grosso: il contratto. La faccenda va
chiusa ». In che modo? «Bisogna rimotivare la categoria con qualche intervento
sul contratto, aggiustare qualche stortura in sede di assunzione, dare
prospettiva ai tanti esclusi, puntando su un probabile rafforzamento
dell'operativo ». Il suo sembra un appello. «No, non è un appello, è ciò che mi
aspetto: una compagnia non può decollare con un conflitto latente. Ogni aereo
che vola è come una piccola azienda la cui efficienza è rimessa a chi la guida.
Non conviene volare "senza" i piloti». E se l'azienda si negasse?
«Continuerebbe l'approccio conflittuale. Ma non vedo il motivo. La partenza di Alitalia sarà difficilissima: bisognerà cercarsi i
passeggeri, coccolarli. Impossibile con un personale depresso. Il
"sì" massiccio alle assunzioni non è segno di condivisione». Un passo
indietro. All'Anpac sono state attribuite simpatie politiche a destra. «Sono
cose vecchie. Io sono sempre stato trasversale perché la categoria lo richiede.
Certo, ho i miei punti di riferimento ». Un esempio? «Gianni Letta: ha sempre
dimostrato doti di grande mediatore. Fino alla rottura delle trattative...» A
chi la attribuisce quella rottura? «Tutto si è interrotto bruscamente quando
l'amministratore Rocco Sabelli se ne è andato». Chiedevate troppo? «Chiedevamo
solo che si rispettassero gli accordi di Palazzo Chigi. Così non è stato,
perciò non me la sono sentita poi di firmare il lodo Letta. E mi è costato
moltissimo». Lo rifarebbe? «Sì, non si poteva proprio firmare». Che negoziatore
è stato Sabelli? «Un grandissimo negoziatore. Ha preteso che nessuno
interferisse nella trattativa e l'ha ottenuto». E lei? Ha fatto errori? «Forse
non capire che avevamo davanti persone diverse rispetto alle solite. Avrei
dovuto comprendere che dietro Cai c'era un schieramento trasversale granitico,
politico, economico e mediatico». Di Pietro però è con voi. «Sì, mi pare
sincero. Ma io non ho cercato nessuno». E la sua candidatura alle europee? «Non
è mai esistita». Ma se gliela offrissero? «Se servisse alla causa della
categoria, perché no? Ma al momento non ci penso». Il suo mandato scade? «Sì,
tra un anno, e non è più rinnovabile». Le è piaciuta la sua caricatura di Max
Giusti in tv? «Sì, molto. Soltanto che io non sono un piacione. Chi mi conosce
lo sa: sono un bacchettone, uno serissimo». Si sentirebbe pronto per guidare Alitalia? Ride. «La prego, non scherziamo ». Antonella
Baccaro
( da "Corriere della Sera" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2009-01-03 num: - pag: 33 categoria:
REDAZIONALE Enac: la notte del 12, aerei fermi per il cambio con Cai Alitalia, vertice con Mayrhuber (Lufthansa) ROMA — Solo un
colpo di scena clamoroso potrebbe portare Alitalia tra
le braccia di Lufthansa. Ma poiché di sorprese ce ne sono state tante, converrà
seguire l'incontro che nei prossimi giorni il presidente di Alitalia,
Roberto Colaninno, avrà con i vertici del vettore tedesco. Nella ipotesi più
concreta la controproposta che verrà fatta, in pratica un rilancio sui circa
300 milioni già offerti da Air France-Klm, potrebbe servire a ottenere un altro
piccolo sforzo da parte dei francesi. Se invece il rilancio di Lufthansa fosse
davvero cospicuo, allora il teatrino della politica, che già si è rimesso in
moto dalle parti di Malpensa, potrebbe spingere per una fase di ripensamento
che però avrebbe ripercussioni sulla partenza prevista per il 13 gennaio. Per
ora è solo la Lega a protestare contro i francesi, ma in realtà chiede solo
alcune compensazioni per lo scalo varesino: la liberalizzazione delle rotte. E'
possibile allora che l'incontro di Colaninno con Lufthansa possa favorire un
accordo sulla liberalizzazione, compito che di fatto spetta al governo. Intanto
l'Enac (ente aviazione civile) si prepara al passaggio dalla la vecchia alla
nuova Alitalia: sarà necessario «uno stop operativo di
molte ore» e una squadra di 40-50 ispettori per consentire il trasferimento
delle licenze e certificazioni tra il 12 e il 13 gennaio. Il presidente
dell'Enac, Vito Riggio, ha convocato per la prossima settimana una riunione con
i vertici di Alitalia- Cai. Secondo Riggio, «l'operativo
dei voli di almeno una parte del giorno 13 subirà modifiche e di questo dovrà
essere data comunicazione agli utenti». A. Bac. Roberto Colaninno, presidente
della nuova Alitalia
( da "Giornale.it, Il" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia
n. 3 del 2009-01-03
pagina 18 Alitalia, ultime verifiche prima del decollo
di Paolo Stefanato Nella notte tra il 12 e il 13 gennaio gli ispettori Enac
accerteranno l'idoneità degli aerei, come richiesto per una nuova compagnia.
Qualche rischio di ritardi. Air France vicina alla firma. Lufthansa: «Il
mercato italiano ci interessa» L'interruzione di continuità tra vecchia e nuova
Alitalia, espressamente richiesta dalla Ue per
approvare l'operazione di salvataggio, vuole anche questo: che gli ispettori
dell'Enac - l'autorità aeronautica nazionale - verifichino uno a uno i velivoli
della flotta, com'è richiesto dalle procedure per il decollo di una nuova
compagnia e per l'assegnazione del certificato di operatore aeronautico. Tutto
si svolgerà nella notte tra il 12 e i 13 gennaio, la notte del «changeover».
L'Enac sguinzaglierà negli aeroporti alcune squadre di tecnici, 40-50 persone,
che dovranno controllare soprattutto la manualistica e la documentazione di
bordo; che si tratti di una, seppur corposa, formalità è nei fatti, poiché gli
aerei sono gli stessi, e che cambino casacca non vuol dire che non siano più in
grado di svolgere il proprio servizio. Non sono prevedibili importanti disagi
per i passeggeri; potranno subire ritardi o rimodulazioni di orario soltanto
alcuni voli intercontinentali, gli unici che volano di notte. Il 13, con la nuova Alitalia, verrà
avviata anche l'integrazione dell'offerta su internet, che tutt'oggi è
suddivisa tra i due vettori Alitalia ed Air One; oggi è ancora
possibile effettuare prenotazioni indipendenti, anche per date successive al 13
gennaio, e tali biglietti saranno riconosciuti validi. Dal 13 sarà
unificato il sistema di prenotazioni e saranno coordinate le tariffe. I due
codici - AZ e AP - resteranno invece in vita almeno per un anno, fino a quando
non saranno unificati i due marchi. Air One continuerà, per un tempo ancora
imprecisato, la propria collaborazione con Lufthansa; i passeggeri potranno
scegliere, alternativamente, di accumulare punti sui due sistemi, Millemigla o
Miles&More. Il discorso si lega, ovviamente, alla scelta sul partner straniero
per Alitalia. Su questo fronte, a ogni allungo di Air
France si assiste a qualcosa di interpretabile come una rincorsa da parte di
Lufthansa. Ieri i tedeschi hanno laconicamente dichiarato «il mercato italiano
ci interessa, seguiamo gli sviluppi», mentre è stato annunciato un incontro tra
il presidente di Alitalia, Roberto Colaninno, e il
numero uno di Lufthansa, Wolfgang Mayrhuber per la prossima settimana,
lasciando intendere che il contatto è sempre aperto. Per il 7, tuttavia, è già
convocata una riunione con i vertici di Air France, che potrebbe anche essere
l'ultima prima della firma della partnership. Tenere «sulla corda» i francesi,
con la complicità dei tedeschi, ha avuto comunque dei vantaggi evidenti:
sarebbero stati migliorati, rispetto al passato, i riparti di ricavi sulle
tratte comuni e, soprattutto, è stato alzato il prezzo dell'ingresso in
società, valorizzando la quota di Air France (25%) più di quanto versato dai
soci italiani (310 milioni). La posizione di Lufthansa, apprezzata dal Nord e
dal governo nell'interesse di Malpensa, potrebbe avere ritorni su altri tavoli;
per esempio, se Lufthansa Italia chiedesse di operare sulla tratta
Linate-Fiumicino. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano
( da "Giornale.it, Il" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia
n. 3 del 2009-01-03 pagina
18 «Ci batteremo per liberalizzare le rotte» di Adalberto Signore
Roma«Preferivamo e continuiamo a preferire Lufthansa che considera Malpensa
decisiva nel suo progetto industriale». Roberto Cota, capogruppo della Lega
alla Camera, non nasconde le sue perplessità sui rumors che danno ormai per
chiuso l'accordo tra Cai e Air France. Anche se, aggiunge, «prima la finiamo di
ragionare sui gossip e meglio è per tutti». È vero che manca l'ufficialità, ma
l'intesa sembra fatta. Come la giudica? «Se Cai ha deciso di penalizzare
Malpensa e il sistema aeroportuale del Nord fa solo un errore. Dal punto di
vista industriale prima di tutto, ma anche sotto il profilo del servizio che
una compagnia territoriale dovrebbe fornire a una zona così importante per
l'economia del Paese». Insomma, l'accordo con Air France è un errore... «Il
problema non è tanto Air France o Lufthansa ma la prospettiva dello scalo di
Malpensa». Per il quale la Lega si è battuta a lungo. Non vi crea qualche
imbarazzo trovarvi oggi al governo con il rischio di veder vanificata la vostra
battaglia? «L'eredità di Alitalia arriva
dal passato e la situazione attuale non è certo frutto delle scelte fatte dal
governo Berlusconi. Ora che si è privatizzato tocca agli imprenditori fare scelte
coraggiose». Imprenditori del Nord, tra le altre cose... «Sì. E devo dire che
da questo punto di vista un po' di delusione c'è. Ci saremmo aspettati
che non sostenessero un progetto che è di retroguardia». Il presidente della
Provincia di Milano Penati invita la Lega a scendere in piazza contro il
governo. Che farete? «Penati si rende conto che la Lega, in modo genuino e in
un contesto difficile, è stata l'unica a battersi in difesa di Malpensa. E sa
bene che l'unico che può riuscire ad ottenere qualcosa su questo fronte è
Bossi. Ma che ora si metta lui a fare il leghista...». Diamo per scontato
l'accordo Cai-Air France e, di conseguenza, anche il ridimensionamento di
Malpensa come hub. Che farà la Lega? «Se Cai deciderà di non avere coraggio noi
chiederemo e otterremo che vengano al più presto liberalizzate le rotte.
L'importante è che ci sia indipendentemente da Cai un altro vettore che possa
operare sulle rotte intercontinentali, soprattutto in vista dell'Expo del
2015». E questa scelta a chi spetta? «È una decisione che compete al governo
che ha gli strumenti amministrativi e legislativi per intervenire. Su questo la
Lega è pronta a dare battaglia». Si sono già fatti avanti dei pretendenti? «Di
questo si sta occupando il presidente di Sea, Bonomi. Comunque, in prima fila
c'è certamente Lufthansa. Anche perché, nonostante quel che ne pensano i nostri
imprenditori, da un punto di vista industriale Malpensa resta molto
appetibile». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Sul Giornale di oggi
appare la mia intervista a George Friedman, direttore del centro studi
Stratfor. La sua è una voce che merita di essere seguita con attenzione, perché
Stratfor è molto vicino alla Cia. L'intervista è incentrata soprattutto sul
Medio Oriente e Friedman è convinto che nei rapporti con Israele Obama si comporterà
esattamente come Bush, ma alla fine parla di Russia. E qui invece le novità
potrebbero essere importanti, perchè "l'America non ha abbastanza potere
per perseguire contemporaneamente tre obiettivi strategici" e dovrà
rinunciare a uno tra Afghanistan, Iran e Ucraina. Secondo Friedman "gli
Usa hanno bisogno che Mosca da un lato continui a garantire il transito di
mezzi e approvvigionamenti verso Kabul, dall'altro che non dia tecnologia
nucleare e tantomeno missili a Teheran". Dunque prevede che l'America
"faccia un passo indietro nella sua strategia nell'ex Urss, rinunciando
parzialmente allo scudo spaziale e lasciando pertanto l'Ucraina alla
Russia". Almeno per ora. Fine dunque della crisi iniziata in agosto in
Georgia, durante la quale gli Usa si dimostrarono drammaticamente impotenti, e
più in generale fine della strategia di accerchiamento della Russia che gli Usa
hanno perseguito per oltre vent'anni, conquistando il controllo di ampie zone
nell'ex Urss. Friedman ha ragione? Mosca vince e Washington perde? Scritto in
notizie nascoste, medio oriente, russia, gli usa e il mondo 1 Commento »
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Dec 08 Nascere ricchi oggi è davvero
un vantaggio? Lo scorso ottobre un giovane gestore di Hedge Funds, Andrew Lahm,
uno dei pochi ad aver capito per tempo la crisi dei subprime, se n'è andato in
pensione alla bella età di 37 anni stramiliardario. Ha pagato un prezzo: la sua
salute è già cagionevole per le tensioni vissute nello spericolato mondo
dell'alta finanza. Nella sua lettera di addio, pubblicata dal Guardian,
sosteneva che i figli dei miliardari usciti da Harvard e altre grandi
università finivano per lavorare per Lehman, Aeg, Goldman sachs, creando
un'aristocrazia di gente tendenzialmente stupida e incompetente e la cui unica
utilità era quella di permettere a gente come lui evidentemente di origini non
agiate di approfittare della situazione. L'analisi mi sembra semplicistica: l'aristocrazia
dell'alta finanza più che stupida mi sembra avida e terribilmente
irresponsabile, però contiene uno spunto di riflessione. Ognuno di spera di
garantire ai propri figli un futuro di benessere, possibilmente di ricchezza.
E' un sentimento umano; però mi rendo sempre di più conto che non sempre la
ricchezza rende la gente migliore; spesso produce l'effetto opposto. Lahm
biasima i figli di papà che fanno danni a Wall Street, ma basta ascoltare
esperienze altrui per trovare qualche conferma alla sua tesi. Durante la mia
breve vacanza in montagna mi è capitato di udire qualche conversazione in
funivia. Una coppia di 30enni milanesi disquisiva su quale fosse il momento
migliore per partorire un figlio. Il loro primo è nato a dicembre 2007 e,
mannaggia, non hanno potuto trascorrere le vacanze di Natale in montagna
sciando; ma hanno imparato la lezione. Dopo lunga discussione hanno convenuto
che il prossimo figlio, nel 2010, lo avrebbero concepito ai primi di febbraio,
per farlo nascere ai primi di novembre, ed essere pronti per le vacanze di
Natale. Capito? L'emozione, la magia della nascita di una creatura, subordinata
alle vacanze d'inverno. Evidentemente quei giovani non hanno mai dovuto
affrontare vere difficoltà, veri dolori nella vita. Vivono una vita
apparentemente perfetta, liscia, senza imprevisti, ma non riesco a seguirli e
men che meno a invidiarli. In un'altra occasione ho sentito un inglese vantarsi
con i suoi amici di aver provocato una valanga, ben visibile dalla cabina.
Poveretto, si annoiava e, nonostante gli avvertimenti delle autorità, si era
avventurato fuori pista. Pentito? Macchè, fiero. E pronto a ricominciare. E di
anni ne aveva quasi quaranta non sedici. Sia chiaro: mi è capitato di conoscere
(e di ammirare) famiglie di imprenditori o comunque agiate che, anche
attraverso più generazioni, hanno saputo educare benissimo i propri figli,
aiutandoli a essere uomini e donne responsabili e di successo, ma ho il
sospetto che si tratti di eccezioni e che l'esibizionismo accentuato da modelli
come quello di Paris Hilton o dell'Isola dei famosi - renda la tendenza opposta
sempre più diffusa. Sbaglio? Nascere ricchi oggi è davvero un vantaggio?
Scritto in società, economia, globalizzazione Commenti ( 29 ) » (4 voti, il
voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009
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Località di montagna piene, ma la crisi dov'è? Ho trascorso qualche giorno in
montagna: hotel al completo, e da Natale in poi grandi code agli impianti di
risalita. Seguo i Tg svizzeri, francesi, italiani e la situazione è simile su
tutto l'arco alpino: le località sono strapiene di gente, anche quelle minori.
Mi chiedo: ma la crisi dov'è? L'unico segnale di un rallentamento si percepisce
nei negozi sportivi dove già in dicembre era possibile strappare qualche sconto
anticipato. Ma per il resto molta gente può permettersi di spendere e anche
tanto. Meglio così. Il rallentamento economico c'è e si farà sentire nel 2009,
ma mi chiedo se i suoi effetti non vengano percepiti in modo sproporzionato
dalla gente, a causa anche dell'allarmismo dei media e dei loro titoli
catastrofisti il che genererebbe un meccanismo psicologico ben noto: quella
profezia che si auto-avvera. Domanda: la paura per la crisi è esagerata o si
illude chi, confidando sul benessere accumulato negli ultimi anni, la prende
alla leggera e continua a comportarsi come se nulla fosse? Scritto in società,
economia, europa, svizzera, Italia Commenti ( 37 ) » (9 voti, il voto medio è:
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( da "Giornale.it, Il" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia
n. 3 del 2009-01-03
pagina 18 Alitalia, le ultime verifiche prima del
"decollo" di Paolo Stefanato L?interruzione di continuità tra vecchia
e nuova Alitalia, espressamente richiesta dalla Ue per
approvare l?operazione di salvataggio, vuole anche questo: che gli ispettori
dell?Enac - l?autorità aeronautica nazionale - verifichino uno a uno i velivoli
della flotta, com?è richiesto dalle procedure per il decollo di una nuova
compagnia e per l?assegnazione del certificato di operatore aeronautico. Tutto
si svolgerà nella notte tra il 12 e i 13 gennaio, la notte del «changeover».
L?Enac sguinzaglierà negli aeroporti alcune squadre di tecnici, 40-50 persone,
che dovranno controllare soprattutto la manualistica e la documentazione di
bordo; che si tratti di una, seppur corposa, formalità è nei fatti, poiché gli
aerei sono gli stessi, e che cambino casacca non vuol dire che non siano più in
grado di svolgere il proprio servizio. Non sono prevedibili importanti disagi
per i passeggeri; potranno subire ritardi o rimodulazioni di orario soltanto
alcuni voli intercontinentali, gli unici che volano di notte. Il 13, con la
nuova Alitalia, verrà avviata anche l?integrazione dell?offerta
su internet, che tutt?oggi è suddivisa tra i due vettori Alitalia
ed Air One; oggi è ancora possibile effettuare prenotazioni indipendenti, anche
per date successive al 13 gennaio, e tali biglietti saranno riconosciuti
validi. Dal 13 sarà unificato il sistema di prenotazioni e saranno coordinate
le tariffe. I due codici - AZ e AP - resteranno invece in vita almeno per un
anno, fino a quando non saranno unificati i due marchi. Air One continuerà, per
un tempo ancora imprecisato, la propria collaborazione con Lufthansa; i
passeggeri potranno scegliere, alternativamente, di accumulare punti sui due
sistemi, Millemigla o Miles&More. Il discorso si lega, ovviamente, alla
scelta sul partner straniero per Alitalia. Su questo
fronte, a ogni allungo di Air France si assiste a qualcosa di interpretabile
come una rincorsa da parte di Lufthansa. Ieri i tedeschi hanno laconicamente
dichiarato «il mercato italiano ci interessa, seguiamo gli sviluppi», mentre è
stato annunciato un incontro tra il presidente di Alitalia,
Roberto Colaninno, e il numero uno di Lufthansa, Wolfgang Mayrhuber per la
prossima settimana, lasciando intendere che il contatto è sempre aperto. Per il
7, tuttavia, è già convocata una riunione con i vertici di Air France, che
potrebbe anche essere l?ultima prima della firma della partnership. Tenere
«sulla corda» i francesi, con la complicità dei tedeschi, ha avuto comunque dei
vantaggi evidenti: sarebbero stati migliorati, rispetto al passato, i riparti
di ricavi sulle tratte comuni e, soprattutto, è stato alzato il prezzo
dell?ingresso in società, valorizzando la quota di Air France (25%) più di
quanto versato dai soci italiani (310 milioni). La posizione di Lufthansa,
apprezzata dal Nord e dal governo nell?interesse di Malpensa, potrebbe avere
ritorni su altri tavoli; per esempio, se Lufthansa Italia chiedesse di operare
sulla tratta Linate-Fiumicino. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri
4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Sul Giornale di oggi
appare la mia intervista a George Friedman, direttore del centro studi
Stratfor. La sua è una voce che merita di essere seguita con attenzione, perché
Stratfor è molto vicino alla Cia. L'intervista è incentrata soprattutto sul
Medio Oriente e Friedman è convinto che nei rapporti con Israele Obama si
comporterà esattamente come Bush, ma alla fine parla di Russia. E qui invece le
novità potrebbero essere importanti, perchè "l'America non ha abbastanza
potere per perseguire contemporaneamente tre obiettivi strategici" e dovrà
rinunciare a uno tra Afghanistan, Iran e Ucraina. Secondo Friedman "gli
Usa hanno bisogno che Mosca da un lato continui a garantire il transito di
mezzi e approvvigionamenti verso Kabul, dall'altro che non dia tecnologia
nucleare e tantomeno missili a Teheran". Dunque prevede che l'America
"faccia un passo indietro nella sua strategia nell'ex Urss, rinunciando
parzialmente allo scudo spaziale e lasciando pertanto l'Ucraina alla
Russia". Almeno per ora. Fine dunque della crisi iniziata in agosto in
Georgia, durante la quale gli Usa si dimostrarono drammaticamente impotenti, e
più in generale fine della strategia di accerchiamento della Russia che gli Usa
hanno perseguito per oltre vent'anni, conquistando il controllo di ampie zone
nell'ex Urss. Friedman ha ragione? Mosca vince e Washington perde? Scritto in
notizie nascoste, medio oriente, russia, gli usa e il mondo Commenti ( 4 ) »
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Dec 08 Nascere ricchi oggi è
davvero un vantaggio? Lo scorso ottobre un giovane gestore di Hedge Funds,
Andrew Lahm, uno dei pochi ad aver capito per tempo la crisi dei subprime, se
n'è andato in pensione alla bella età di 37 anni stramiliardario. Ha pagato un
prezzo: la sua salute è già cagionevole per le tensioni vissute nello
spericolato mondo dell'alta finanza. Nella sua lettera di addio, pubblicata dal
Guardian, sosteneva che i figli dei miliardari usciti da Harvard e altre grandi
università finivano per lavorare per Lehman, Aeg, Goldman sachs, creando
un'aristocrazia di gente tendenzialmente stupida e incompetente e la cui unica
utilità era quella di permettere a gente come lui evidentemente di origini non
agiate di approfittare della situazione. L'analisi mi sembra semplicistica:
l'aristocrazia dell'alta finanza più che stupida mi sembra avida e terribilmente
irresponsabile, però contiene uno spunto di riflessione. Ognuno di spera di
garantire ai propri figli un futuro di benessere, possibilmente di ricchezza.
E' un sentimento umano; però mi rendo sempre di più conto che non sempre la
ricchezza rende la gente migliore; spesso produce l'effetto opposto. Lahm
biasima i figli di papà che fanno danni a Wall Street, ma basta ascoltare
esperienze altrui per trovare qualche conferma alla sua tesi. Durante la mia
breve vacanza in montagna mi è capitato di udire qualche conversazione in
funivia. Una coppia di 30enni milanesi disquisiva su quale fosse il momento
migliore per partorire un figlio. Il loro primo è nato a dicembre 2007 e,
mannaggia, non hanno potuto trascorrere le vacanze di Natale in montagna sciando;
ma hanno imparato la lezione. Dopo lunga discussione hanno convenuto che il
prossimo figlio, nel 2010, lo avrebbero concepito ai primi di febbraio, per
farlo nascere ai primi di novembre, ed essere pronti per le vacanze di Natale.
Capito? L'emozione, la magia della nascita di una creatura, subordinata alle
vacanze d'inverno. Evidentemente quei giovani non hanno mai dovuto affrontare
vere difficoltà, veri dolori nella vita. Vivono una vita apparentemente
perfetta, liscia, senza imprevisti, ma non riesco a seguirli e men che meno a
invidiarli. In un'altra occasione ho sentito un inglese vantarsi con i suoi
amici di aver provocato una valanga, ben visibile dalla cabina. Poveretto, si
annoiava e, nonostante gli avvertimenti delle autorità, si era avventurato
fuori pista. Pentito? Macchè, fiero. E pronto a ricominciare. E di anni ne
aveva quasi quaranta non sedici. Sia chiaro: mi è capitato di conoscere (e di
ammirare) famiglie di imprenditori o comunque agiate che, anche attraverso più
generazioni, hanno saputo educare benissimo i propri figli, aiutandoli a essere
uomini e donne responsabili e di successo, ma ho il sospetto che si tratti di
eccezioni e che l'esibizionismo accentuato da modelli come quello di Paris
Hilton o dell'Isola dei famosi - renda la tendenza opposta sempre più diffusa.
Sbaglio? Nascere ricchi oggi è davvero un vantaggio? Scritto in società,
economia, globalizzazione Commenti ( 31 ) » (4 voti, il voto medio è: 3 su un
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piene, ma la crisi dov'è? Ho trascorso qualche giorno in montagna: hotel al
completo, e da Natale in poi grandi code agli impianti di risalita. Seguo i Tg
svizzeri, francesi, italiani e la situazione è simile su tutto l'arco alpino:
le località sono strapiene di gente, anche quelle minori. Mi chiedo: ma la
crisi dov'è? L'unico segnale di un rallentamento si percepisce nei negozi
sportivi dove già in dicembre era possibile strappare qualche sconto
anticipato. Ma per il resto molta gente può permettersi di spendere e anche
tanto. Meglio così. Il rallentamento economico c'è e si farà sentire nel 2009,
ma mi chiedo se i suoi effetti non vengano percepiti in modo sproporzionato dalla
gente, a causa anche dell'allarmismo dei media e dei loro titoli catastrofisti
il che genererebbe un meccanismo psicologico ben noto: quella profezia che si
auto-avvera. Domanda: la paura per la crisi è esagerata o si illude chi,
confidando sul benessere accumulato negli ultimi anni, la prende alla leggera e
continua a comportarsi come se nulla fosse? Scritto in società, economia,
europa, svizzera, Italia Commenti ( 37 ) » (9 voti, il voto medio è: 2.89 su un
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( da "EUROPA ON-LINE" del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Malpensa, la Lega accusa
gli alleati e chiede garanzie Silenzio imbarazzato di Berlusconi, Formigoni e
Moratti su AirFrance RUDY FRANCESCO CALVO Che ne sarà di Malpensa? Dopo le
anticipazioni sul piano Cai per la nuova Alitalia,
incentrato sulla partnership con AirFrance e la centralità dell?hub di
Fiumicino a spese dall?aeroporto milanese, gli esponenti politici lombardi sono
in subbuglio. Non tutti, a dire il vero. Dal presidente della regione Roberto
Formigoni e dal sindaco Letizia Moratti, infatti, non s?è alzata nessuna voce
nelle ultime ore per contrastare le decisioni degli imprenditori ?invitati? dal
premier Silvio Berlusconi a salvare la compagnia di bandiera con un piano che,
a ben vedere, non fa altro che aggravare le casse dello stato dei debiti della
bad company e cedere, in prospettiva, Alitalia a
AirFrance praticamente a costo zero. Eppure i due amministratori forzisti si
sono da sempre schierati in prima fila nella difesa di Malpensa. Basta tornare
indietro all?11 dicembre per trovare dichiarazioni del governatore lombardo
che, a meno di un mese di distanza, fanno già sorridere: «Sabelli ? diceva
Formigoni all?uscita di un incontro con l?amministratore delegato di Cai ? ha
sottolineato che la scelta irrevocabile è di puntare su Malpensa come aeroporto
di riferimento». E aggiungeva, sulla scelta del partner internazionale: «Ho
detto a Sabelli che riteniamo l?offerta di Lufthansa più forte e concorrenziale
». Più cauto il sindaco Letizia Moratti, che lo stesso giorno si limitava ad
augurarsi che la nuova Alitalia «garantisca un sistema
di valorizzazioni di due hub». Anche lo stesso Silvio Berlusconi, in piena
campagna elettorale lanciava proclami su come fosse «inaccettabile penalizzare
l?hub di Malpensa» e sul salvifico intervento di «una cordata italiana di imprenditori
italiani». E lo scorso novembre, dopo un incontro con il cancelliere tedesco
Angela Merkel, il Cavaliere era tornato sull?argomento, prospettando l?ipotesi
di un accordo con Lufthansa, la quale, diceva, «presenta molti punti di
convergenza su Malpensa». Oggi, a giochi praticamente fatti, all?interno di
Forza Italia regna invece il silenzio. A sventolare la bandiera del Nord
all?interno della maggioranza rimane allora solo la Lega, che peraltro non
lesina critiche agli alleati, ma nemmeno alla cordata e agli imprenditori
settentrionali che da subito vi hanno aderito. Basta leggere La Padania di
ieri, che definisce i soci Cai «capitani (poco) coraggiosi» e fa notare a
Berlusconi come l?intera operazione sia stata «un mezzo bluff». «Siamo sempre
stati a favore e al fianco del nostro scalo e continueremo ad essserlo ?
sottolinea il capogruppo leghista al consiglio regionale lombardo, Davide Boni
? non siamo certamente noi quelli che abbiamo cambiato idea». La frecciatina è
chiara, ma il Carroccio non vuole andare oltre: «La Lega ? spiega il
vicepresidente dei deputati, Marco Reguzzoni ? in questo momento non vuole
spendere parole prima di aver concluso dei fatti e questi saranno possibili
solo dopo che Bossi avrà parlato della questione con Berlusconi nei prossimi
giorni». Considerata ormai superata la possibilità di recuperare un rapporto
solido tra Alitalia e Malpensa, l?obiettivo per i
difensori dello scalo milanese rimane la ricerca di un nuovo vettore. In pole
position naturalmente c?è Lufthansa, che anche ieri ha confermato di ritenere
il mercato italiano «molto interessante e importante». Condizioni necessarie
per portare gli investimenti della compagnia tedesca verso Malpensa sono però
lo sblocco dei diritti di volo (più tratte quotidiane tra il nostro paese e
alcuni aeroporti internazionali, in modo da servire sia Roma che Milano) e la
riassegnazione degli slot non utilizzati dalla nuova Alitalia.
A favore della realizzazione di questi due presupposti si è espresso ieri anche
il segretario del Pd lombardo Maurizio Martina, che ha denunciato «il
fallimento della capacità di rappresentanza degli interessi dei nostri
territori da parte del centrodestra». E nella stessa direzione si muoverà anche
il Carroccio, già a partire dall?eventuale vertice con Berlusconi preannunciato
da Reguzzoni. Le carte sul tavolo saranno poste tutte, compresa quella
dell?election day del prossimo giorno, quando oltre che per il parlamento
europeo si voterà anche per il rinnovo di quasi tutte le province del Nord e
della regione Veneto. In quell?occasione, la Lega potrà far valere nei
confronti degli elettori anche il proprio ruolo in questa vicenda (soprattutto
per quanto riguarda la provincia di Milano), a scapito non tanto degli
avversari, quanto piuttosto di alleati strenui difensori del Nord a parole, ma
decisamente meno nei fatti. Malpensa, insomma, diventa così l?ennesimo capitolo
di un conflitto interno al centrodestra, tra una Lega che cerca propri spazi
autonomi e un Pdl costretto a contenere l?esuberanza degli alleati con
contentini che potrebbero non bastare più.
( da "Repubblica, La" del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina IV - Palermo
Isole senza traghetti, rivolta contro Roma Dal 14 gennaio lo stop della
Siremar. Per protesta Consigli comunali sulle navi Il centrosinistra "Così
Tremonti strangola la Sicilia". Bufardeci si schiera con gli
amministratori locali EMANUELE LAURIA A Capodanno hanno fatto tacere i fuochi
d´artificio e hanno spento le luminarie. Ora occupano simbolicamente i
traghetti: così gli amministratori delle isole minori siciliane protestano
contro il taglio dei collegamenti della Siremar, previsto dalla metà di
gennaio. Il consiglio comunale di Ustica si è riunito ieri mattina a bordo
della motonave Antonello da Messina, ormeggiata nel molo Piave del porto di
Palermo. Alla seduta, oltre al sindaco di Ustica Aldo Messina, hanno
partecipato i primi cittadini delle isole interessate. Altre riunioni
straordinarie dei consigli comunali si svolgeranno nei prossimi giorni nelle
Eolie e nelle Egadi, sempre all´interno di traghetti della compagnia di
navigazione del gruppo Tirrenia. E dalle Eolie, intanto, sono partiti duemila
telegrammi di protesta al ministero dei Trasporti. Lucio Antinoro, sindaco di
Favignana, ha annunciato che comincerà un digiuno «che si protrarrà fino a
quando non arriveranno novità positive». Manifestazioni che nascono dal mancato
rinnovo della convenzione fra il governo nazionale e la Tirrenia, scaduta a
fine anno. L´Ue ha contestato allo Stato italiano di violare attraverso la sua
società di navigazione il principio della libera concorrenza. Strada obbligata,
indicata già nel 2004 da Bruxelles, è quella della privatizzazione, che però
non è ancora stata avviata. Il governo ha stabilito la proroga per un anno del
rapporto con la Tirrenia ma l´incertezza sulle risorse a disposizione ha
portato la controllata Siremar a garantire i servizi solo fino al 14 gennaio.
Attualmente la Siremar assicura i collegamenti con tutte le isole minori
siciliane, in modo prevalente rispetto ad altre società private. Il taglio alle
porte minaccia di colpire, fra le altre, linee "storiche" come quella
fra Napoli e le Eolie o la corsa in aliscafo per Marettimo, la più lontana
delle Egadi. La Fit Cisl ha denunciato il rischio del licenziamento di 500
marittimi in organico nella compagnia di navigazione. Il segretario regionale
del settore, Franco Lo Bocchiaro, rammenta che «il piano industriale della
compagnia di navigazione non è stato ancora approvato, anche se è parzialmente
operativo, in particolare per gli aspetti che riguardano le linee fuori
convenzione gestite dai privati. Non abbiamo nulla in contrario rispetto alla
possibile privatizzazione - afferma Lo Bocchiaro - ma il punto fondamentale
resta la salvaguardia dei livelli occupazionali e dei servizi per i cittadini».
La voce dei sindaci è allarmata. «Si prospetta un colpo micidiale per la nostra
economia», dice Mariano Bruno, primo cittadino di Lipari (Pdl) e coordinatore
della protesta. «è incredibile che il governo, da un lato, incoraggi lo
sviluppo del turismo con patti territoriali e accordi quadro - prosegue Bruno -
e dall´altro ci isoli dal resto del Paese. Andiamo incontro a una diminuzione
di almeno il 50 per cento del volume di affari per i nostri operatori
economici». Divampa la polemica politica: il portavoce di Italia dei Valori
Leoluca Orlando parla di «isole umiliate dai governi nazionali e regionali»
Orlando se la prende anche con Raffaele Lombardo: «Faccia e dica qualcosa di
siciliano: più che preoccuparsi di servire la cattiva volontà del governo
nazionale serva realmente gli interessi dei siciliani». L´Udc, con il
capogruppo al Senato Gianpiero D´Alia, chiede all´esecutivo nazionale «di fare con la Tirrenia ciò che è stato fatto con Alitalia, salvaguardano la continuità territoriale». Secondo Tonino
Russo, deputato del Pd, «la riduzione del 50 per cento dei servizi di collegamento
delle isole minori è la logica conseguenza dei tagli indiscriminati operati dal
Ministro Tremonti e dal governo Berlusconi. Bisogna tornare
all´impostazione del precedente governo Prodi che prevedeva il rinnovo della
convenzione con la Siremar fino al 31 dicembre
( da "Repubblica, La" del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina 18 - Economia
Boni, capogruppo leghista alla Regione: dovranno rendere conto al Nord
"Lega pronta a battersi contro la lobby industriale" MILANO - «La
lobby che si muove contro Malpensa? Certo che c´è. D´altronde
basta mettersi nei panni degli imprenditori di Cai Alitalia. I loro
interessi sono anche quelli di Parigi. Più voli partono da Milano o da Roma per
Charles De Gaulle più loro sono contenti». é un fiume in piena Davide Boni, il
capodelegazione della Lega Nord nella giunta regionale lombarda. Dice: «La
Confindustria dovrà rendere conto al Nord del suo atteggiamento». Scusi
Boni ma adesso a battersi per il Malpensa Day non è la Lega bensì Filippo
Penati, il presidente della Provincia di Milano che, almeno finora, fa parte
del Pd. E allora? «Penati è un fine politico e gioca la sua partita. Magari
proprio in vista delle prossime elezioni provinciali. Certo, avrei buon gioco a
ricordare le responsabilità del governo Prodi nel ridimensionamento di
Malpensa». E invece? «Invece dico che quando si tratta di votare a Roma a
favore di Malpensa i voti della Lega sono sicuri. Non so quelli del Pd.
Indipendentemente dagli schieramenti politici tutti i lombardi hanno il dovere
di stringersi attorno alla nostra infrastruttura, impedendo che un suo
ridimensionamento o un posizionamento erroneo sul mercato, ne metta in serio
pericolo la sopravvivenza». E i voti del Pdl? «Io parlo dei voti della Lega e
basta. Ad ogni modo ora che la Lega si sta battendo con forza perché vadano
liberalizzati gli slot possiamo stare tranquilli». Eh già gli slot: come mai
finora non è stato fatto nulla per liberalizzare i cieli di Malpensa dopo
l´abbandono da parte di Alitalia? «Certo, c´è la lobby
di Confindustria e di Assolombarda che si sta muovendo bene. D´altronde li
capisco: fanno i loro interessi». Come li capisce? «Capisco che un imprenditore
faccia i propri interessi. In questo caso però, gli interessi degli
imprenditori di Cai sono in totale contrasto con quelli del territorio. Mi
chiedo: chi rappresenta Assolombarda? Rappresenta le piccole e medie imprese
del Nord o solo i grandi soci di Cai a cominciare dalla signora Marcegaglia?»
D´accordo, c´è la lobby. E poi? «E poi ci sono i tempi tecnici che vanno
accorciati al massimo. Ci sono gli accordi bilaterali internazionali che vanno
siglati. Abbiamo la Farnesina e dunque che si attivi. E poi ci sono le intese
commerciali che la Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi dovrà
siglare con i vettori internazionali». (g. lon.)
( da "Repubblica, La" del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina
18 - Economia Alitalia, divampa la
protesta del Nord Giovedì il Malpensa-day. Penati: "La fine dello scalo
decisa a Milano" E la Moratti pensa a liberalizzare i diritti di volo per
far spazio ad altre compagnie GIORGIO LONARDI MILANO - Monta la protesta del
Nord contro il declassamento di Malpensa. Il presidente della Provincia di Milano Filippo
Penati (Pd) punta il dito contro l´Assolombarda: «I killer non stanno a Roma ma
sono milanesi». E dopo aver indetto per giovedì il «Malpensa day» Penati
denuncia un vero e proprio «complotto» che avrebbe decretato «la fine dell´hub
varesino». Ad ordirlo, barattando la difesa dei propri interessi all´interno di
Cai-Alitalia con il futuro dell´economia lombarda,
sarebbero state «le elite economico finanziarie milanesi» guidate da Diana
Bracco, presidente della stessa Assolombarda. Allarmata dall´attivismo di
Penati il sindaco Letizia Moratti avrebbe confidato ai suoi collaboratori
l´intenzione di battersi per la Malpensa giocando la carta della
liberalizzazione dei diritti di volo in modo da fare spazio ad altre compagnie.
Anche perché il leghista Roberto Castelli ha già annunciato che la Lega «è
pronta a tutto per difendere Malpensa, anche alle geometrie variabili in
Parlamento». «Lo scorso gennaio», accusa Penati, «Diana Bracco lanciò l´allarme
durante la Mobility Conference, organizzata da Assolombarda, dichiarando che
Malpensa era un problema nazionale, un asset strategico, e chiedendo con forza
garanzie sul suo futuro. Disse: "Chiediamo che venga riesaminata la
proposta alternativa a quella di Air France, che prevede il mantenimento dei
collegamenti da Malpensa, e che è supportata finanziariamente da tre importanti
banche". Oggi che la presidente degli industriali Emma Marcegaglia è socia
di Cai, non è stata detta nessuna parola contro il ridimensionamento di
Malpensa previsto dal piano della nuova Alitalia». La
requisitoria di Penati è spietata e fa perno sull´«enorme conflitto d´interessi
in capo alla Bracco presidente di Assolombarda e presidente di Expo 2015 Spa».
Secondo l´esponente del Pd, infatti, l´imprenditrice «non è più libera di
difendere l´interesse generale, quando in gioco ci sono gli interessi della
parte che rappresenta». Il motivo: Diana Bracco è stata nominata presidente di
Expo per volontà del sindaco Letizia Moratti, ma anche per designazione della
Camera di Commercio «che all´epoca dell´ipotesi di fusione con Air France» si
battè contro il ridimensionamento dell´hub varesino». E allora? Il presidente
della Provincia di Milano sottolinea il «silenzio» della Camera di Commercio:
«Oggi non dice nulla rispetto al piano Cai e d´altra parte come potrebbe, visto
che Bruno Ermolli, presidente di Promos, azienda speciale della Camera di
Commercio, è stato per un periodo incaricato da Berlusconi di trovare i soci
per costituire la Cai?». Insomma, la trama dell´intrigo politico-economico
denunciato appare semplice. E Penati osserva con malizia come «non sia un caso»
che tra i soldi che il governo non ha versato per Expo 2015 «manchino
completamente i finanziamenti per le infrastrutture di collegamento con
Malpensa». Così come appare scontato che i protagonisti politici e
imprenditoriali dell´«affaire» non chiedano più «la liberalizzazione dei
diritti di volo e la netta possibilità di far atterrare e decollare sulle piste
dell´aeroporto varesino altre compagnie aeree che possono coprire le rotte intercontinentali».
è dunque in questo scenario con un Pd milanese e lombardo scatenato («il
governo tradisce le promesse su Malpensa», accusa il deputato Vinicio Peluffo)
e la Lega in imbarazzo che è maturato il «Malpensa Day». A Palazzo Isimbardi,
sede della Provincia di Milano, sono infatti attesi per giovedì i sindacati, le
associazioni imprenditoriali, rappresentanti dei consumatori, i vertici della
Sea. Lo scopo: studiare come evitare l´«affossamento» dell´aeroporto varesino.
( da "Corriere della Sera" del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2009-01-04 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE L'accusa «Grandi imprese da difensori dello
scalo a soci della nuova Alitalia» Penati attacca: Malpensa tradita da Milano Contro la crisi di
Malpensa si mobilitano i lavoratori: sciopero il 7 gennaio. «Ci sono tremila
posti a rischio». Attacca il presidente della Provincia, Filippo Penati: «I
killer dello scalo sono a Milano, non a Roma. Liberalizzare subito i
diritti di volo». A PAGINA 7
( da "Corriere della Sera" del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2009-01-04 num: - pag: 1 autore: di
RITA QUERZE' categoria: REDAZIONALE Lo scalo milanese EL INATE CHE FINE FARà? R ecriminazioni e accuse reciproche: ecco lo sport più diffuso
quando si parla di Alitalia. Ora la partita è all'ultima mano. E Malpensa spera di pescare
la carta vincente della liberalizzazione delle rotte. L'unica in grado di
rimettere in gioco il futuro dello scalo. CONTINUA A PAGINA 7
( da "Corriere della Sera" del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2009-01-04 num: - pag: 17 categoria:
REDAZIONALE Sicilia La Siremar taglia i collegamenti. Gli abitanti: ritorno
alla preistoria Le Eolie e le Egadi senza navi I sindaci: scapperemo tutti
PALERMO — Per alcune ore hanno occupato una delle navi che a breve potrebbe
scomparire dalle rotte siciliane. Nei prossimi giorni terranno altri Consigli
Comunali ed assemblee «galleggianti », quindi marceranno su Roma pronti ad
incatenarsi davanti a Montecitorio. Monta la protesta dei sindaci delle isole
minori «terrorizzati dalla prospettiva di restare isolati dalla Sicilia e
dal-l'Italia ». Dal 14 gennaio la Siremar (del gruppo Tirrenia) taglierà alcuni
collegamenti meno remunerativi che però sono vitali per la le isole minori.
Come Ustica che può fare affidamento solo sulla Siremar. «La mia isola -dice il
sindaco Aldo Messina- è servita solo da Siremar. Se dovessero tagliare il
collegamento con Palermo torneremmo 40 anni indietro e potremmo scapparcene
tutti». E' stato proprio Messina a guidare la prima delle proteste del
coordinamento dei sindaci isolani. Assieme ai colleghi di Lipari, Pantelleria e
Favignana, ieri ha bloccato la partenza della «Antonello da Messina» che
collega Palermo con le Isole Egadi. Proteste analoghe sono in programma alle
Eolie dove il primo dei tagli riguarderà la nave «Laurana» che garantisce il
collegamento con Napoli. Un colpo mortale. In estate sulla tratta Napoli- Eolie
transita gran parte del flusso turistico e senza quel collegamento per arrivare
a Lipari, Vulcano o Salina, bisognerà prima sbarcare a Catania o Palermo,
quindi trasferirsi a Milazzo e poi imbarcarsi per Eolie. «Non voglio crederci —
dice il sindaco di Lipari Mariano Bruno — senza quella nave andremo incontro al
tracollo economico». Ma la Siremar oppone i numeri: in inverno sul Napoli-Eolie
«si viaggia anche con due soli passeggeri». Dal 14 gennaio la «Laurana»
dovrebbe essere impiegata tra Porto Empedocle e Lampedusa e sperare che venga
dirottata sulle Eolie in estate. «Con noi è successa la stessa cosa — avverte
il sindaco di Ustica — avevamo il collegamento con Napoli ed era anche molto
produttivo. L'hanno levato e non l'hanno più rimesso». I tagli penalizzeranno
soprattutto le isole più piccole. «Vogliono cancellare l'aliscafo Mantegna che
parte la mattina da Marettimo passa da noi per poi arrivare a Trapani —
denuncia il sindaco di Favignana Lucio Antinoro — ma quello è l'unico
collegamento a disposizione dei pendolari. Come farà chi si deve muovere per
studio o lavoro?». Alle Eolie la sforbiciata toccherà anche i collegamenti da
Milazzo e soprattutto quelli interni con le isole meno popolate come Alicudi e
Filicudi. Tratte per nulla remunerative e per questo scarsamente servite dalla
compagnia privata Ustica Lines. Alcuni sindaci temono poi per i rifornimenti
alimentari e lo smaltimento rifiuti. «Si possono fare solo con navi e le navi
sono solo Siremar. Se dovessero tagliarli in alcune isole si tornerebbe alla
preistoria ». Nei prossimi giorni i sindaci incontreranno il ministro Matteoli
ma il governo è tra due fuochi. Da un lato le proteste, dall'altro l'Ue che ha
bloccato i trasferimenti alla Tirrenia (in liquidazione da anni) perché
considerati aiuti di Stato. E senza soldi pubblici l'unica soluzione è
tagliare, secondo un copione che ricorda molto quello di Alitalia. Ma dalla Sicilia c'è chi si oppone a questa logica. Per il
vice-presidente della Regione Titti Bufardeci «il governo deve intervenire perché
venga riconosciuta la perifericità delle isole minori e possano così accedere
agli aiuti di Stato, così come previsto dalla normativa europea in questi
specifici casi ». A bordo I sindaci delle isole minori che ieri hanno
occupato una delle navi Siremar. Un'occupazione simbolica ma il primo atto di
una battaglia che si annuncia dura se verranno confermati i tagli dei traghetti
Alfio Sciacca
( da "Corriere della Sera" del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia
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- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2009-01-04 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE Il sindaco di Milano «Berlusconi si era già espresso in questo
senso, ora mi aspetto una presa di posizione dell'esecutivo: in ballo c'è il
Paese» «Malpensa, appello al governo: scelga Lufthansa» La Moratti: non
decidano solo gli imprenditori. Allarme occupazione: peggio dell'Alfa di Arese
MILANO — «Le scelte strategiche per il Paese non possono essere lasciate nelle
mani degli imprenditori». Letizia Moratti, ex imprenditrice e ora sindaco di
Milano, dal suo buen retiro di San Patrignano, lancia un appello a Berlusconi e
al governo: intervenga su Alitalia per la scelta del
partner straniero. Lufthansa e non Air France. Perché «garantirebbe lo sviluppo
sia di Malpensa sia di Fiumicino ». E lancia l'allarme occupazione: «Dal 13
gennaio si bloccherà il traffico merci di Malpensa dove passa il 50 per cento
delle merci italiane. Con relativa messa in mobilità del personale. Sarà una
crisi più grave dell'Alfa di Arese». Sindaco Letizia Moratti, dicono che ormai
manchi solo la firma per sancire l'alleanza tra la nuova Alitalia
e Air France. Addio Malpensa? «So che nei prossimi giorni ci sarà l'incontro
ufficiale tra Lufthansa e i vertici di Cai. La serietà di Cai mi fa ritenere
che non sarà solo l'occasione per rilanciare la trattativa con Air France. Sarà
una trattativa seria». Coltiva ancora qualche speranza per Lufthansa?
«Lufthansa sarebbe la scelta migliore per garantire lo sviluppo del sistema dei
trasporti italiano. Per due motivi». Quali? «Lufthansa ha un modello di
business basato sul multi-hub. In Italia, Malpensa e Fiumicino non sono
decollati per la debolezza della vecchia Alitalia, non
perché sia mancato il mercato. Sono due hub complementari. Entrambi importanti
per l'economia del Paese, e Lufthansa può garantire la loro crescita, mentre
Air France ha un modello mono- hub che centralizzerebbe tutto su Parigi ».
Perché Malpensa è così importante per lo sviluppo del sistema Paese? «Le
fornisco due dati della ricerca Ambrosetti del 2007. La perdita secca che c'è
stata con il dehubbing di Malpensa ammonta a 3 miliardi e mezzo di euro, tra
perdita di posti di lavoro, passeggeri e merci. E poi c'è una correlazione
molto stretta tra il Pil e lo sviluppo del sistema aeroportuale. Con
l'abbandono di Malpensa, la Lombardia ha perso un punto di Pil, pari allo 0,50
per il Paese. Ecco perché Malpensa è importante per il sistema Italia. Non solo
per Milano o la Lombardia. Lufthansa garantirebbe sia Malpensa sia Fiumicino».
Il secondo motivo per scegliere Lufthansa? «Il network internazionale. La nuova Alitalia è più piccola della vecchia Alitalia e quindi
ha bisogno di un partner internazionale forte, per poter avere un numero
importante di collegamenti internazionali diretti consentendo costi inferiori
di trasporto per i passeggeri e maggiore competitività per le merci e le
imprese. Questo consente di collegare l'Italia con i principali mercati
di tutto il mondo». C'è Sky Team. «Ma con Lufthansa c'è Star Alliance che ha 17
vettori, mentre Sky Team ne ha 7. E dalle notizie che ci arrivano da Sky Team
stanno uscendo Tam, Air India e Continental». Si parla di forti penali per
uscire da Sky Team e comunque i tempi dell'alleanza con Lufthansa sarebbero
troppo lunghi. «Sono discorsi pretestuosi e non veritieri perché Lufthansa si è
dichiarata disponibile ad assorbire i costi del passaggio da Sky Team e a
mettere subito a disposizione di Alitalia tutto quello
che serve. Mentre Air One, che rappresenta un numero significativo di
aeromobili, dovrà pagare penali proprio perché è legata a Star Alliance». Resta
la convenienza imprenditoriale. Il business plan si regge con il ridimensionamento
di Malpensa. «Questa è una scelta Paese e non solo una scelta industriale.
Continuo a pensare che una scelta di questo genere non possa indirizzarsi verso
una compagnia che non permetterà all'Italia di avere due hub e un network
internazionale di primo piano». Deve intervenire il governo? «Faccio un appello
al governo perché qui si tratta di scelte strategiche per tutta Italia. Il
governo deve intervenire perché la strategia del trasporto italiano non può
essere lasciata al mondo imprenditoriale pur con tutte le decisioni legittime
che il mondo imprenditoriale deve prendere. Non ci devono essere
sottovalutazioni». è un appello a Berlusconi? «Il presidente Berlusconi si era
già espresso in questo senso. Mi auguro che a questo punto ci sia una presa di
posizione da parte del governo. Chiaramente non sulle scelte industriali, ma
sulla scelta di un partner che condiziona lo sviluppo del Paese. Anche perché
c'è un altro rischio immediato non solo per Malpensa ma per tutta Italia».
Quale? «Dal 13 gennaio si bloccherà l'attività cargo di Malpensa perché Alitalia smetterà il traffico merci. Sa quante merci passano
a Malpensa? Il 50 per cento dell'intera Italia. Dal 13 dovranno transitare su
altri scali, come Parigi. Con tutto il rispetto per le scelte industriali non
credo che le nostre merci avranno la priorità su quelle francesi. Sarebbe
infatti una scelta devastante anche dal punto di vista occupazionale, con metà
dei lavoratori messi in mobilità e un incremento della cassa integrazione per
Sea del 15 per cento. Sarebbe una crisi più grave di quella dell'Alfa di
Arese». Allarme occupazione? «Molto forte. Chiaramente è stato giusto pensare
ai lavoratori di Alitalia. Ma adesso il governo non
può non occuparsi dei lavoratori di Milano e Varese. Qualche volta si ha
l'impressione che esistano lavoratori di serie A e di serie B». Alitalia si dice disposta a tornare su Malpensa ma chiede la
trasformazione di Linate in city airport. «Non abbiamo mai messo preclusioni
alla riconfigurazione di Linate. Il ragionamento di Cai è corretto, ma anche su
questo pesa il fattore tempo. Con Lufthansa ci sarebbe infatti una revisione
graduale dello spazio di Linate mentre il nuovo piano operativo Alitalia, che sembra assecondare la strategia francocentrica
di Air France, prevede che a Malpensa si passi dai 1250 voli settimanali di
marzo a 201. è assurdo: si abbandona Malpensa e si chiede insieme la chiusura
di Linate. Di fronte a ciò è impensabile chiedere un ridimensionamento
immediato di Linate. Sarebbe come dire che Milano resta separata dal mondo e
dal resto d'Italia. Se riduciamo Linate vorrà dire che Milano sarà collegata
solo con Roma e Bari e forse Catania e Palermo». Che fine ha fatto la richiesta
di liberalizzare gli slot di Malpensa? «Il tema delle liberalizzazioni può
essere considerato, ma in seconda battuta anche perché c'è un problema di tempi
e qui è in gioco l'interesse del Paese. Ma bloccare le liberalizzazioni sarebbe
un suicidio». Molti degli imprenditori che adesso sono nella cordata Alitalia ai tempi della mancata vendita ad Air France erano
molto preoccupati per la penalizzazione del Nord. Ora? «A parte Assolombarda e
Unione del Commercio, ora sento un grande silenzio ». Maurizio Giannattasio
( da "Corriere della Sera" del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-04 num: - pag: 7
categoria: REDAZIONALE Crisi Crollo dei voli e stop dell'attività cargo. Il
presidente della Provincia: da difensori dello scalo a soci della nuova Alitalia Penati: i killer di Malpensa? Sono a Milano Sotto
accusa le grandi imprese. E il 7 gennaio corteo anti licenziamenti Per i
sindacati il declino dell'hub porterà al licenziamento, indotto compreso, di
circa tremila lavoratori Il sindacato mobilita i lavoratori di Malpensa contro
i tagli all'occupazione dovuti al decollo della nuova Alitalia.
Mercoledì 7 gennaio manifestazione delle maestranze all'interno dello scalo
varesino. E non è finita qui. Cgil, Cisl, Uil, Sdl e Ugl valutano la
possibilità di uno sciopero in concomitanza con la ripartenza della compagnia
di bandiera, il 13 gennaio prossimo. Intanto il presidente della Provincia,
Filippo Penati, indice un «Malpensa day» per il prossimo 8 gennaio. E attacca
il mondo economico lombardo: «Nei mesi scorsi il gotha dell'economia del
territorio si è scagliato contro l'ipotesi di acquisizione di Air France. Oggi
nessuno fiata». Colpa, secondo Penati, di una sorta di conflitto di interessi.
«Diana Bracco (presidente di Assolombarda, ndr.) lanciò l'allarme Malpensa
durante la Mobility conference. Oggi che la presidente degli industriali, Emma
Marcegaglia, è socia di Cai, non è stato detto nulla contro il
ridimensionamento di Malpensa previsto dalla nuova Alitalia».
Ce n'è anche per la Camera di Commercio presieduta da Carlo Sangalli:
«All'epoca dell'ipotesi di fusione con Air France, la Camera si sbracciò per
dimostrare che il ridimensionamento dell' hub varesino avrebbe significato una
consistente perdita economica per il sistema produttivo milanese. Oggi non dice
nulla rispetto al piano Cai. E d'altra parte come potrebbe, visto che Bruno
Ermolli, presidente di Promos, azienda speciale della Camera di Commercio, è
stato per un periodo incaricato da Berlusconi di trovare i soci per costituire
la Cai». Tornando ai posti a rischio, secondo stime sindacali, gli occupati in
bilico sarebbero circa tremila. Meno, quindi degli 8.000 stimati un anno fa
dalla regione Lombardia. Oltre 2.000 persone sono già in bilico. I dipendenti
Sea in cassa a rotazione sono 450 (ma potrebbero salire fino a 900 con la
dismissione del cargo Alitalia). Poi ci sono i tagli
previsti dalla Alha, società di handling: 120 licenziamenti diretti e 150
persone in meno nelle cooperative dell'indotto. A Malpensa rischiano il posto
anche una quarantina di spedizionieri, un'altra quarantina di dipendenti della
Koine di Bergamo (la società di handling per ora non ha dato comunicazioni
ufficiali), una sessantina di addetti alla manutenzione dell'hangar Alitalia (oggi dismesso), 150 dipendenti Lsg addetti alla preparazione
dei pasti serviti sui voli Alitalia, e un altro centinaio di
addetti alle pulizie degli aeromobili in carico alla Nas. Ad avere già perso il
posto sono circa 500 lavoratori a tempo determinato cui non è stato rinnovato
il contratto e una ventina di magazzinieri della Eurohandling. In
bilico, per finire i posti di lavoro dei 400 dipendenti Volare, la compagnia
aerea acquisita da Alitalia. Provincia Filippo Penati
Ri. Que.
( da "Corriere della Sera" del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia
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della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-04 num: - pag:
7 categoria: BREVI La Sea I dipendenti Sea in cassa a rotazione sono 450 (ma
potrebbero salire fino a 900 con la dismissione del cargo Alitalia)
( da "Corriere della Sera" del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia
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- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-04 num: - pag: 7
categoria: REDAZIONALE Milano e il destino degli aeroporti Malpensa o Linate?
Una scelta difficile SEGUE DA PAGINA 1 Il presidente di Sea, Giuseppe Bonomi,
lo ha ripetuto fino allo sfinimento: «Il destino di Malpensa è svincolato da Alitalia. Il mercato è qui. Con la liberalizzazione delle
rotte lo scalo può ripartire». E a spingere per la liberalizzazione del cielo
sopra Milano adesso c'è anche il sindacato, Cgil in testa. La posta per i
milanesi è altissima. Malpensa hub vuol dire essere collegati con il mondo.
Vuol dire andare in Russia, Cina, Stati Uniti, Giappone senza fare scali. Con
vantaggi enormi per l'economia del territorio. La nuova Alitalia
basata su Fiumicino può convivere con una Lufthansa forte su Malpensa? I destini
della compagnia di bandiera stanno a cuore agli imprenditori lombardi che hanno
creduto al suo rilancio. «Ma per Alitalia non si può
penalizzare il traffico del Nord — taglia corto il presidente di Fiera Milano,
Michele Perini —. La liberalizzazione non è rinviabile». Certo, con Malpensa
hub si andrebbe verso un ridimensionamento di Linate. Un problema per ora
ancora lontano. Rita Querzé
( da "Giornale.it, Il" del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia
n. 4 del 2009-01-04
pagina 18 Alitalia, Malpensa lancia la sfida della
concorrenza di Paolo Stefanato Un possibile futuro sviluppo dello scalo
milanese deve passare dalla rinegoziazione dei trattati bilaterali con molti
Stati esteri. Ma le richieste del Nord e della Sea non hanno ottenuto risposta,
anche per l'irrigidimento della compagnia Per giovedì è stato annunciato il
«Malpensa day»: una protesta a cui parteciperanno istituzioni, autorità e
sindacati contro il declino dell'aeroporto lombardo. In gioco un futuro diverso
da quello del drastico ridimensionamento del traffico. Ma la (ri)annunciata
battaglia per lo scalo, attraverso la rinegoziazione dei diritti di volo
bilaterali dall'Italia verso i Paesi extra Ue ed extra Usa, ha radici lontane:
fin dal 2007, all'annuncio del ritiro di Alitalia
dall'attività di hubbing sullo scalo, molte voci invocarono misure di
liberalizzazione, e si fecero più sonore all'inizio del 2008, quando la
cessione ad Air France sembrava cosa fatta. Da allora, tuttavia, non è accaduto
proprio nulla: 25 compagnie straniere hanno chiesto la revisione dei vincoli
che impediscono più collegamenti, ma nessuna ha avuto soddisfazione. Soltanto Emirates
ha ottenuto il raddoppio dei voli con Dubai e a Korean sono stati attribuite
tre frequenze settimanali con Seul: ma si tratta di autorizzazioni provvisorie,
perché i rispettivi accordi non sono stati modificati. In altre parole, a
livello di governo non si è mosso un dito. La stessa
acquisizione di Alitalia da parte di Cai non ha aiutato. Perché - anche su sollecitazione
di Air France, da 9 anni partner commerciale e futuro azionista della nuova Alitalia - nel passaggio dal commissario a Cai, il portafoglio dei
diritti è stato «blindato» e la compagnia ha tenuto strette anche rotte che non
esercita da anni. Giova forse ricordare che cosa sono i diritti
bilaterali. Mentre all'interno della Ue e nelle relazioni Ue-Usa le compagnie
volano in regime di «cieli aperti», per tutti gli altri Paesi sono i singoli
governi che trattano destinazioni e frequenze, che vengono attribuite a una o
più compagnie nazionali; la logica di queste pratiche un po' antiquate era (è)
quella della protezione delle compagnie di bandiera. Alitalia,
sia durante il monopolio che dopo, ne ha approfittato a man bassa, e tuttora
non vuol arretrare di un millimetro. Gli accordi prevedono, oltre al numero dei
voli e le compagnie, anche gli aeroporti: in questo senso Malpensa è fortemente
penalizzata rispetto a Fiumicino, che rappresentando la capitale è sempre stato
più rispondente a una logica d'immagine nazionale, più che di business. Sono i
governi che devono riprendere in mano i trattati e renderli più attuali. Ma,
nel caso italiano, rivedere gli accordi vorrebbe dire toccare i vecchi
privilegi di Alitalia, e questo tuttora non è facile.
Osservava nel febbraio 2008 Giulio De Metrio, direttore generale della Sea:
«L'interesse di Air France sarà quello di ottimizzare il proprio network, che
s'incardina innanzitutto su Parigi e Amsterdam. L'accessibilità dell'Italia,
dunque, diventa ancora di più una responsabilità del governo, che a questo
scopo dovrà promuovere la rinegoziazione di molti accordi con altri Paesi».
Undici mesi dopo, queste parole sono di sconcertante attualità. L'unica
differenza è che allora Air France stava per comprare Alitalia,
oggi sta per diventarne il primo azionista: ma la sostanza non cambia. Da
Malpensa sono servite una settantina di destinazioni intercontinentali di medio
e lungo raggio, contro le 77 di un anno fa; Alitalia
ne mantiene solo tre (New York, San Paolo, Tokio), mentre sono stati cancellati
anche i voli per Boston e Chigago di Air One, durati meno di un anno e che, col
senno di poi, si può dire che erano stati ispirati da pura logica promozionale.
La Sea ha analizzato più di un centinaio di trattati, e molti andrebbero
rivisti per un maggior rispetto del mercato e della concorrenza. Clamorosi i
casi di Filippine, Nigeria, Perù, Corea del Sud, Capo Verde, Bangladesh,
Colombia: alle compagnie di questi Paesi è addirittura negato l'accesso a
Milano. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia
n. 4 del 2009-01-04
pagina 18 Alitalia, ora Malpensa lancia la sfida della
concorrenza di Paolo Stefanato Un possibile futuro sviluppo dello scalo
milanese deve passare dalla rinegoziazione dei trattati bilaterali con molti
Stati esteri. Ma le richieste del Nord e della Sea non hanno ottenuto risposta,
anche per l?irrigidimento della compagnia Per giovedì è stato annunciato il
«Malpensa day»: una protesta a cui parteciperanno istituzioni, autorità e
sindacati contro il declino dell?aeroporto lombardo. In gioco un futuro diverso
da quello del drastico ridimensionamento del traffico. Ma la (ri)annunciata
battaglia per lo scalo, attraverso la rinegoziazione dei diritti di volo
bilaterali dall?Italia verso i Paesi extra Ue ed extra Usa, ha radici lontane:
fin dal 2007, all?annuncio del ritiro di Alitalia
dall?attività di hubbing sullo scalo, molte voci invocarono misure di
liberalizzazione, e si fecero più sonore all?inizio del 2008, quando la
cessione ad Air France sembrava cosa fatta. Da allora, tuttavia, non è accaduto
proprio nulla: 25 compagnie straniere hanno chiesto la revisione dei vincoli
che impediscono più collegamenti, ma nessuna ha avuto soddisfazione. Soltanto
Emirates ha ottenuto il raddoppio dei voli con Dubai e a Korean sono stati
attribuite tre frequenze settimanali con Seul: ma si tratta di autorizzazioni
provvisorie, perché i rispettivi accordi non sono stati modificati. In altre
parole, a livello di governo non si è mosso un dito. La
stessa acquisizione di Alitalia da parte di Cai non ha aiutato. Perché - anche su sollecitazione
di Air France, da 9 anni partner commerciale e futuro azionista della nuova Alitalia - nel passaggio dal commissario a Cai, il portafoglio dei
diritti è stato «blindato» e la compagnia ha tenuto strette anche rotte che non
esercita da anni. Giova forse ricordare che cosa sono i diritti
bilaterali. Mentre all?interno della Ue e nelle relazioni Ue-Usa le compagnie
volano in regime di «cieli aperti», per tutti gli altri Paesi sono i singoli
governi che trattano destinazioni e frequenze, che vengono attribuite a una o
più compagnie nazionali; la logica di queste pratiche un po? antiquate era (è)
quella della protezione delle compagnie di bandiera. Alitalia,
sia durante il monopolio che dopo, ne ha approfittato a man bassa, e tuttora
non vuol arretrare di un millimetro. Gli accordi prevedono, oltre al numero dei
voli e le compagnie, anche gli aeroporti: in questo senso Malpensa è fortemente
penalizzata rispetto a Fiumicino, che rappresentando la capitale è sempre stato
più rispondente a una logica d?immagine nazionale, più che di business. Sono i
governi che devono riprendere in mano i trattati e renderli più attuali. Ma,
nel caso italiano, rivedere gli accordi vorrebbe dire toccare i vecchi
privilegi di Alitalia, e questo tuttora non è facile.
Osservava nel febbraio 2008 Giulio De Metrio, direttore generale della Sea:
«L?interesse di Air France sarà quello di ottimizzare il proprio network, che
s?incardina innanzitutto su Parigi e Amsterdam. L?accessibilità dell?Italia,
dunque, diventa ancora di più una responsabilità del governo, che a questo
scopo dovrà promuovere la rinegoziazione di molti accordi con altri Paesi».
Undici mesi dopo, queste parole sono di sconcertante attualità. L?unica
differenza è che allora Air France stava per comprare Alitalia,
oggi sta per diventarne il primo azionista: ma la sostanza non cambia. Da
Malpensa sono servite una settantina di destinazioni intercontinentali di medio
e lungo raggio, contro le 77 di un anno fa; Alitalia
ne mantiene solo tre (New York, San Paolo, Tokio), mentre sono stati cancellati
anche i voli per Boston e Chigago di Air One, durati meno di un anno e che, col
senno di poi, si può dire che erano stati ispirati da pura logica promozionale.
La Sea ha analizzato più di un centinaio di trattati, e molti andrebbero
rivisti per un maggior rispetto del mercato e della concorrenza. Clamorosi i
casi di Filippine, Nigeria, Perù, Corea del Sud, Capo Verde, Bangladesh,
Colombia: alle compagnie di questi Paesi è addirittura negato l?accesso a
Milano. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Sono rimasto
sgomento nel vedere le immagini degli arabi che ieri hanno occupato Piazza
Duomo a Milano. Salvatore Scarpino in questo articolo ha già stigmatizzato
l'accaduto. Aggiungo una considerazione. Mi ha colpito la giovane età dei
manifestanti; al tg regionale ho visto un ragazzo di non più di 16 anni che
urlava "Allah è grande". Hanno i jeans e vestono all'occidentale, ma
cercano la salvezza nel fondamentalismo islamico. La protesta contro
l'operazione militare di Israele a Gaza, espressa in termini inaccettabili, è
anche un pretesto per manifestare un malessere più profondo, identitario.
Vogliono essere come noi, ma al contempo, non riuscendo a integrarsi, rifiutano
la nostra società. Si sta creando una situazione analoga a quella di altri
grandi Paesi europei, prevista e analizzata qualche anno fa, con straordinaria
lucidità, dal ricercatore francese Olivier Roy . Il disagio di quei giovani
sfociò nella rivolta delle periferie a Parigi e, soprattutto, nel terrorismo a
Londra, Madrid, persino New York: perché alcuni dei membri del commando avevano
studiato o comunque avevano vissuto in Europa (ad Amburgo se non ricordo male).
Sbaglio se affermo che i ragazzi che hanno manifestato ieri in Piazza Duomo
rischiano di essere i terroristi o comunque i facinorosi di domani? Ma pochi
sembrano allarmarsi, occorrerebbe prevenire e, per quanto accaduto, punire esemplarmente.
Invece temo che non accada nulla, com'è consuetudine in Italia. Salvo poi
scandalizzarsi e cercare colpevoli se davvero le bombe insanguineranno le
nostre città. Scritto in democrazia, Italia, medio oriente, immigrazione, islam
1 Commento » (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS
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Abbandonerà l'Ucraina alla Russia. Sul Giornale di oggi appare la mia
intervista a George Friedman, direttore del centro studi Stratfor. La sua è una
voce che merita di essere seguita con attenzione, perché Stratfor è molto
vicino alla Cia. L'intervista è incentrata soprattutto sul Medio Oriente e
Friedman è convinto che nei rapporti con Israele Obama si comporterà esattamente
come Bush, ma alla fine parla di Russia. E qui invece le novità potrebbero
essere importanti, perchè "l'America non ha abbastanza potere per
perseguire contemporaneamente tre obiettivi strategici" e dovrà rinunciare
a uno tra Afghanistan, Iran e Ucraina. Secondo Friedman "gli Usa hanno
bisogno che Mosca da un lato continui a garantire il transito di mezzi e
approvvigionamenti verso Kabul, dall'altro che non dia tecnologia nucleare e
tantomeno missili a Teheran". Dunque prevede che l'America "faccia un
passo indietro nella sua strategia nell'ex Urss, rinunciando parzialmente allo
scudo spaziale e lasciando pertanto l'Ucraina alla Russia". Almeno per
ora. Fine dunque della crisi iniziata in agosto in Georgia, durante la quale
gli Usa si dimostrarono drammaticamente impotenti, e più in generale fine della
strategia di accerchiamento della Russia che gli Usa hanno perseguito per oltre
vent'anni, conquistando il controllo di ampie zone nell'ex Urss. Friedman ha
ragione? Mosca vince e Washington perde? Scritto in notizie nascoste, medio
oriente, russia, gli usa e il mondo Commenti ( 16 ) » (1 voti, il voto medio è:
5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS
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ricchi oggi è davvero un vantaggio? Lo scorso ottobre un giovane gestore di
Hedge Funds, Andrew Lahm, uno dei pochi ad aver capito per tempo la crisi dei
subprime, se n'è andato in pensione alla bella età di 37 anni stramiliardario.
Ha pagato un prezzo: la sua salute è già cagionevole per le tensioni vissute
nello spericolato mondo dell'alta finanza. Nella sua lettera di addio,
pubblicata dal Guardian, sosteneva che i figli dei miliardari usciti da Harvard
e altre grandi università finivano per lavorare per Lehman, Aeg, Goldman sachs,
creando un'aristocrazia di gente tendenzialmente stupida e incompetente e la
cui unica utilità era quella di permettere a gente come lui evidentemente di
origini non agiate di approfittare della situazione. L'analisi mi sembra
semplicistica: l'aristocrazia dell'alta finanza più che stupida mi sembra avida
e terribilmente irresponsabile, però contiene uno spunto di riflessione. Ognuno
di spera di garantire ai propri figli un futuro di benessere, possibilmente di
ricchezza. E' un sentimento umano; però mi rendo sempre di più conto che non
sempre la ricchezza rende la gente migliore; spesso produce l'effetto opposto.
Lahm biasima i figli di papà che fanno danni a Wall Street, ma basta ascoltare
esperienze altrui per trovare qualche conferma alla sua tesi. Durante la mia
breve vacanza in montagna mi è capitato di udire qualche conversazione in
funivia. Una coppia di 30enni milanesi disquisiva su quale fosse il momento
migliore per partorire un figlio. Il loro primo è nato a dicembre 2007 e,
mannaggia, non hanno potuto trascorrere le vacanze di Natale in montagna
sciando; ma hanno imparato la lezione. Dopo lunga discussione hanno convenuto
che il prossimo figlio, nel 2010, lo avrebbero concepito ai primi di febbraio,
per farlo nascere ai primi di novembre, ed essere pronti per le vacanze di
Natale. Capito? L'emozione, la magia della nascita di una creatura, subordinata
alle vacanze d'inverno. Evidentemente quei giovani non hanno mai dovuto
affrontare vere difficoltà, veri dolori nella vita. Vivono una vita
apparentemente perfetta, liscia, senza imprevisti, ma non riesco a seguirli e
men che meno a invidiarli. In un'altra occasione ho sentito un inglese vantarsi
con i suoi amici di aver provocato una valanga, ben visibile dalla cabina. Poveretto,
si annoiava e, nonostante gli avvertimenti delle autorità, si era avventurato
fuori pista. Pentito? Macchè, fiero. E pronto a ricominciare. E di anni ne
aveva quasi quaranta non sedici. Sia chiaro: mi è capitato di conoscere (e di
ammirare) famiglie di imprenditori o comunque agiate che, anche attraverso più
generazioni, hanno saputo educare benissimo i propri figli, aiutandoli a essere
uomini e donne responsabili e di successo, ma ho il sospetto che si tratti di
eccezioni e che l'esibizionismo accentuato da modelli come quello di Paris
Hilton o dell'Isola dei famosi - renda la tendenza opposta sempre più diffusa.
Sbaglio? Nascere ricchi oggi è davvero un vantaggio? Scritto in società,
economia, globalizzazione Commenti ( 32 ) » (4 voti, il voto medio è: 3 su un
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Dec 08 Località di montagna
piene, ma la crisi dov'è? Ho trascorso qualche giorno in montagna: hotel al
completo, e da Natale in poi grandi code agli impianti di risalita. Seguo i Tg
svizzeri, francesi, italiani e la situazione è simile su tutto l'arco alpino:
le località sono strapiene di gente, anche quelle minori. Mi chiedo: ma la
crisi dov'è? L'unico segnale di un rallentamento si percepisce nei negozi
sportivi dove già in dicembre era possibile strappare qualche sconto
anticipato. Ma per il resto molta gente può permettersi di spendere e anche
tanto. Meglio così. Il rallentamento economico c'è e si farà sentire nel 2009,
ma mi chiedo se i suoi effetti non vengano percepiti in modo sproporzionato
dalla gente, a causa anche dell'allarmismo dei media e dei loro titoli
catastrofisti il che genererebbe un meccanismo psicologico ben noto: quella
profezia che si auto-avvera. Domanda: la paura per la crisi è esagerata o si
illude chi, confidando sul benessere accumulato negli ultimi anni, la prende
alla leggera e continua a comportarsi come se nulla fosse? Scritto in società,
economia, europa, svizzera, Italia Commenti ( 37 ) » (9 voti, il voto medio è:
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Dec 08 L'esempio
di Fiorenzo e un grazie a tutti voi In uno dei miei post dal Benin avevo
annunciato un articolo su Fiorenzo, il frate chirurgo che fa miracoli in una
delle zone più povere dell'Africa. L'articolo è uscito ieri sul Giornale:
Fiorenzo Priuli mi ha molto colpito per il suo entusiasmo, per la sua grazia
innata, per il suo ottimismo. Ha creato da zero un ospedale efficientissimo ed
è venerato da tutti: autorità civili, musulmani, animisti, oltre ovviamente dai
cristiani. Sapere che nel mondo esistono italiani di questa caratura fa bene
all'anima e alla reputazione del nostro Paese. Con l'avvicinarsi delle
Festività. colgo l'occasione per ringraziarvi per i mesi trascorsi insieme su
questo blog, che è sempre più letto. "Il Cuore del mondo" si sta
trasformando in una piccola comunità dove è possibile confrontarsi liberamente,
con civiltà, arguzia, senza barriere politiche. Al blog partecipano lettori di
destra, di sinistra, di centro, dall'Italia e dall'estero: che splendida
esperienza! Dimenticavo: alcuni di voi mi hanno chiesto di segnalare qualche
Onlus meritevole di attenzione. Chi volesse aiutare Fiorenzo può farlo tramite
l'U.T.A (Uniti per Tanguieta e Afagnan) o gli amici di Tanguieta . Altre Onlus
attive in Africa sono il GSA (Gruppo Solidarietà Africa), il LTM (gruppo Laici
Terzo Mondo), il BND (Bambini nel deserto). Ce ne sono ovviamente tante altre
meritevoli di stima e riconoscenza, ma di quelle che ho citato ho potuto
verificare l'attendibilità. Ribadisco il mio suggerimento: se volete far del
bene o beneficenza preferite Onlus o Ong che conoscete o dove operano amici o parenti:
il piccolo gruppo, se le sue motivazioni sono autentiche, difficilmente
sprecherà finanziamenti (vedi il post sull'Unicef) e certo non userà la
fondazione per altri scopi (vedi i sospetti su quella di Clinton). Infine, ecco
una foto di Fiorenzo nel suo ospedale a Tanguieta. L'ha scattata Emilio
Zuccoli, l'amico che mi ha permesso di scoprire Fiorenzo e la sua magnifica
realtà. Buon Natale a tutti voi! Scritto in società, notizie nascoste, Italia,
giornalismo Commenti ( 15 ) » (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 19Dec 08 Toh, il governo italiano finanziava
Bill Clinton. Per assicurare a sua moglie Hillary la nomina a segretario di
Stato, Bill Clinton ha dovuto pubblicare la lista dei finanziatori della sua
Fondazione. Saltano fuori molti nomi noti, come Bill Gates, Michael Schumacher,
Elton John e per cifre davvero imponenti (e dunque imbarazzanti) Paesi come
l'Arabia Saudita (tra i dieci e i venticinque milioni) e il Kuwait. A sorpresa
ci sono anche gli italiani. Chi? Secondo il Sole 24 Ore il Monte dei Paschi,
Autogrill, De Agostini, Enel, Lottomatica, Pirelli. Sono società private e/o
quotate in Borsa: ne risponderanno ai loro azionisti. Ma nell'elenco appare
anche il ministro italiano dell'Ambiente per una cifra compresa tra i 50 e i
100 mila dollari. Il Sole 24 Ore non specifica la data del versamento
(verosimilmente però risale agli anni scorsi), nè le modalità. La fondazione ha
scopi caritatevoli, ma dall'analisi dei nomi dei finanziatori, sembra che
agisse anche come una gigantesca lobby mondiale per fare o ricevere favori di
diverso tipo; da quelli politici a quelli economici. Nella lista appare
l'appaltatore militare Blackwater, tristemente famoso in Iraq, il finanziere
canadese Frank Giustra che grazie all'ex presidente americano ha ottenuto un
appalto minerario in Kazakhstan. Ci sono molti uomini d'affari ucraini, arabi,
indiani. Domanda: perchè l'Italia si è unita al consesso? Per far del bene
avevamo davvero bisogno di quel maneggione di Bill Clinton? Scritto in
economia, globalizzazione, democrazia, Italia, gli usa e il mondo Commenti ( 48
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18Dec 08 Attenti ai prezzi delle case (anche in Italia) In America, come
sappiamo, i prezzi delle case sono crollati, in Gran Bretagna anche. Colpa dei
mutui subprime dicevano gli esperti, che negli altri Paesi europei non
esistevano o quasi. Vero. E infatti i prezzi delle case in Paesi come Francia e
Italia hanno tenuto, ma ora il vento potrebbe girare. Anzi, in Francia è già
girato: l'altro giorno Le Monde rivelava che i prezzi sono scesi persino a
Parigi per la prima volta da molti anni. Nulla di drammatico, il calo è
compreso tra il 2 il 5%, ma si tratterebbe solo dell'inizio di una fase
discendente. La ragione? Le banche, nonostante i tassi bassissimi, tendono a
non concedere più i mutui. E in Italia? Finora, secondo i dati dell'Agenzia del
Territorio, le compravendite sono diminuite del 14% ma i prezzi hanno tenuto.
Già, ma fino a quando? La domanda non è retorica, perchè sempre secondo
l'Agenzia (citata da Italia Oggi) il 49% delle compravendite è "assistita
dal mutuo", con punte del 54,9% al nord. Ed è noto che negli ultimi anni
la parte coperta da un prestito bancario ha continuato ad aumentare con punte
dell'80 percento. I prezzi salivano soprattutto perché le banche erano alquanto
generose nell'elargire i mutui, nella speranza (come in America) che il mercato
potesse crescere per sempre. Da qui certe quotazioni straosferiche e l'aumento
dell'indebitamento delle famiglie. Oggi anche le banche italiane hanno reso
molto più severe le regole per accedere un mutuo e in genere sono molto
guardinghe nel prestare fondi ai privati. Viene a mancare la benzina che ha
alimentato il mercato immobiliare e i risparmi in circolazione non aumentano
certo. Anzi. E allora la logica suggerisce che anche in Italia i prezzi siano
destinati a scendere. Sbaglio? Scritto in economia, globalizzazione, Italia
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articolo a un amico 17Dec 08 Ma il Pd di chi è figlio? E quanto può durare? La
sconfitta del Pd in Abruzzo e il coinvolgimento di alcuni suoi esponenti nelle
inchieste di corruzione mi induce a due considerazioni. La prima: la sinistra rivendica
da sempre una presunta superiorità morale, persino ai tempi di Tangentopoli. Da
tempo ritengo ingiustificata questa pretesa, ora ne abbiamo la definitiva
conferma. La corruzione del sistema politico è endemica, soprattutto a livello
locale. E nemmeno Di Pietro può vantare una verginità assoluta perlomeno
riguardo la costituzione e la gestione del partito, come ha rivelato qualche
qualche tempo fa il suo ex amico Elio Veltri. La seconda: il problema del Pd mi
sembra innanzitutto di identità. Voleva proporsi come partito di sinistra
moderno e aveva nell'antiberlusconismo il suo elemento aggregante, che però
oggi non è più centrale per la maggior parte degli italiani. Il suo
ridimensionamento ha fatto esplodere l'incoerenza più forte, che riguarda l'anima
e le radici. Il Pd è un partito di origine democristiana o socialista? E'
possibile una sintesi tra la corrente che si rifà alla Margherita e quella
diessina post comunista? Con il passare dei giorni ho l'impressione che la
frattura anziché ricomporsi tenda ad allargarsi. E' mancata una risposta
credibile alla crisi economica-finanziaria, continua a mancare un progetto
ideologico coerente: è impossibile voler essere come Blair e al contempo
tenersi in casa la Bindi, avendo una dirigenza che si è formata alla scuola del
Pcus. Se continua così rischia di finire male, non solo per Veltroni. Il
Partito democratico è destinato a morire? Scritto in democrazia, Italia
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articolo a un amico 14Dec 08 Ma questa America non è migliore dell'Europa
Quante volte abbiamo sentito la frase. "In America questo non potrebbe
succedere" oppure "In America chi paga sbaglia davvero" o ancora
"in America i controlli sono rigorosi", soprattutto riguardo gli
scandali economici e finanziari. Credo che il complesso di inferiorità degli
europei e di noi italiani non sia più giustificato. Se ripercorriamo gli ultimi
dieci anni ci accorgiamo che: - la folle deregolamentazione del mercato dei
derivati e l'abolizione di alcuni sani vincoli nella gestione delle banche
americane è stata varata alla fine degli anni Novanta dai ministri economici di
Clinton - Rubin e Summers - sotto pressione delle lobbies, in particolare di
Citigroup - negli anni otto anni successivi l'amministrazione Bush non ha fatto
nulla per correggere il tiro, anzi ha allentato ulteriormente i vincoli. - per
decenni una società come la Enron era considerata un gioiello dell'economia
americana, in realtà era un a scatola vuota. Quando fallì si disse che le
autorità avevano capito la lezione e imposto nuove regole più stringenti; in
realtà non è cambiato nulla. - la casta dei finanzieri di Wall Street era così
forte da imporre alla guida del Tesoro, il numero uno di Golman Sachs, Henri
Paulson che è ancora in carica. - Le banche per anni sono riuscite a
mascherare, sempre grazie alle alchimie dei derivati, la reale entità delle
loro esposizioni, mettendo in pericolo la sopravvivenza di Aeg, la prima
compagnia di assicurazione al mondo. Cosa facevano le autorità di controllo?
Erando davvero indipendenti o, com'è probabile, erano conniventi? - ora
apprendiamo dell"ultima frode, quella del fondo hedge di Bernard Madoff, che
si è inghiottito 50 miliardi di dollari, senza che nessuno si accorgesse di
nulla. E Madoff era considerato un finanziere rispettabile, non a caso è stato
a lungo presidente del Nasdaq. Sono stati fatti dei controlli, delle verifiche
contabili? Dov'erano le autorità di vigilanza? - infine: il grande rinnovatore
Barack Obama chi ha nominato al ministero del Tesoro e come primo consulente
economico? Geithner e Summers, due uomini di Rubin, che tra l'altro oggi è alla
guida di Citigroup e durante la campagna elettorale era uno dei consulenti
proprio di Obama. La mia impressione è che gli Usa oggi abbiano problemi di
credibilità molto più seri di noi europei e che il sistema sia viziato,
distorto; che la casta dei finanzieri non abbia perso potere nonostante i guai
colossali che ha combinato. E allora smettiamo di citare gli Usa come esempio,
almeno fino a quando l'America non sarà tornata ad essere l'America per rigore
morale e senso civico. o sbaglio? Scritto in europa, economia, globalizzazione,
democrazia, Italia, gli usa e il mondo Commenti ( 52 ) » (5 voti, il voto medio
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Dec 08 Un dubbio:
il supermercato conviene ancora? Non so voi, ma il mio conto al supermercato
continua a salire a dispetto del fatto che i beni acquistati sono più o meno
gli stessi. Ho provato a fare qualche aqcuisto in un altro supermercato ma ho
visto che più o meno la spesa corrisponde. Nel frattempo è capitato di comprare
carne dal macellaio o in uno dei pochi negozi di alimentari rimasti e,
sorpresa, a casa ci siamo accorti che non c'è più molta differenza con le
grandi catene; anzi, talvolta il piccolo dettagliante è più conveniente. Da qui
la mia riflessione: la grande distribuzione si è affermata nel corso del tempo
perché potendo permettersi grandi acquisti e dunque economia di scala, riusciva
a garantire prezzi più bassi rispetto al piccolo dettagliante, ora però ci
troviamo in una situazione di quasi oligopolio: ci sono tre-quattro grandi
marchi che dominano il mercato. Non penso che ci siano accordi diretti, certo
non, ad esempio, tra le Coop e l'Esselunga, però la mia impressione è che
esistano tacite convenienze comuni ovvero che su un'ampia gamma di prodotti la
fascia di prezzo non oscilli più di tanto, con il risultato che i prezzi
mediamente sono più alti di quanto dovrebbero essere in una situazione di vera
concorrenza, al punto che la differenza con il piccolo negozio tende a ridursi.
Ma non essendoci quasi più negozietti siamo tutti costretti a fare la spesa al
supermercato. Condividete la mia esperienza? Insomma, il supermercato conviene
ancora? Scritto in economia, Italia Commenti ( 28 ) » (2 voti, il voto medio è:
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi
sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli.
Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su
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Quello stile di "Repubblica"... - 2 Emails Ultime discussioni Franco
Parpaiola: Salve. Niente è più inutile della politica di ieri, solo le
conseguenze negative, per chi le ha... hellstrike: Purtroppo, come succede
altrove, questi primi riurgiti verranno regolarmente ignorati. In Germania,
dove... colzani: Gentile Marina, gli antichi insegnavano a sviscerare gli
avvenimenti con semplici perchè. Socrate si... CORRADO: La strategia di una
grande potenza, gli USA, non si misura con successi o insuccessi del momento,
bensì con... Marina: Scusatemi ancora ,ma su Wikipedia ho trovato questo:
Zbigniew Brzezinski (Varsavia, 28 marzo 1928) è un... Ultime news Si combatte
alla periferia di Gaza Appello del Papa: fermate la guerraMontagna, scout muore
nel Cadore. Due vittime sulle ApuaneGemonio: attentato incendiario alla sede
della Lega, minacce a BossiScajola: "Così gli italiani risparmieranno su
mutui e bollette"Conti correnti autogestiti e finanziamenti Le 10 domande
a cui Tonino non rispondeEredità Caracciolo, il testamento apre la guerra per
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italiani"In memoria dei blog: ex luoghi liberi diventati podio della
pubblica offesaAdriano torna ad allenarsi Mourinho: "Presto in
campo"Lo strano caso del 61° secondo Blog amici Ethica, blog filosofico di
qualità ICT Watch, il blog di Piero Macrì sulle nuove tecnologie il blog di
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Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Recent Posts "Allah è
grande" in Piazza Duomo: attenti a quei giovani. Obama? Abbandonerà
l'Ucraina alla Russia. Nascere ricchi oggi è davvero un vantaggio? Località di
montagna piene, ma la crisi dov'è? L'esempio di Fiorenzo e un grazie a tutti
voi Toh, il governo italiano finanziava Bill Clinton. Attenti ai prezzi delle
case (anche in Italia) Ma il Pd di chi è figlio? E quanto può durare? Ma questa
America non è migliore dell'Europa Un dubbio: il supermercato conviene ancora?
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( da "Giornale.it, Il" del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Sono rimasto
sgomento nel vedere le immagini degli arabi che ieri hanno occupato Piazza
Duomo a Milano. Salvatore Scarpino in questo articolo ha già stigmatizzato
l'accaduto. Aggiungo una considerazione. Mi ha colpito la giovane età dei manifestanti;
al tg regionale ho visto un ragazzo di non più di 16 anni che urlava
"Allah è grande". Hanno i jeans e vestono all'occidentale, ma cercano
la salvezza nel fondamentalismo islamico. La protesta contro l'operazione
militare di Israele a Gaza, espressa in termini inaccettabili, è anche un
pretesto per manifestare un malessere più profondo, identitario. Vogliono
essere come noi, ma al contempo, non riuscendo a integrarsi, rifiutano la
nostra società. Si sta creando una situazione analoga a quella di altri grandi
Paesi europei, prevista e analizzata qualche anno fa, con straordinaria
lucidità, dal ricercatore francese Olivier Roy . Il disagio di quei giovani
sfociò nella rivolta delle periferie a Parigi e, soprattutto, nel terrorismo a
Londra, Madrid, persino New York: perché alcuni dei membri del commando avevano
studiato o comunque avevano vissuto in Europa (ad Amburgo se non ricordo male).
Sbaglio se affermo che i ragazzi che hanno manifestato ieri in Piazza Duomo
rischiano di essere i terroristi o comunque i facinorosi di domani? Ma pochi
sembrano allarmarsi, occorrerebbe prevenire e, per quanto accaduto, punire
esemplarmente. Invece temo che non accada nulla, com'è consuetudine in Italia.
Salvo poi scandalizzarsi e cercare colpevoli se davvero le bombe
insanguineranno le nostre città. Scritto in democrazia, Italia, medio oriente,
immigrazione, islam Commenti ( 8 ) » (3 voti, il voto medio è: 4.33 su un
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Jan 09 Obama? Abbandonerà
l'Ucraina alla Russia. Sul Giornale di oggi appare la mia intervista a George
Friedman, direttore del centro studi Stratfor. La sua è una voce che merita di
essere seguita con attenzione, perché Stratfor è molto vicino alla Cia.
L'intervista è incentrata soprattutto sul Medio Oriente e Friedman è convinto
che nei rapporti con Israele Obama si comporterà esattamente come Bush, ma alla
fine parla di Russia. E qui invece le novità potrebbero essere importanti,
perchè "l'America non ha abbastanza potere per perseguire
contemporaneamente tre obiettivi strategici" e dovrà rinunciare a uno tra
Afghanistan, Iran e Ucraina. Secondo Friedman "gli Usa hanno bisogno che
Mosca da un lato continui a garantire il transito di mezzi e approvvigionamenti
verso Kabul, dall'altro che non dia tecnologia nucleare e tantomeno missili a
Teheran". Dunque prevede che l'America "faccia un passo indietro
nella sua strategia nell'ex Urss, rinunciando parzialmente allo scudo spaziale
e lasciando pertanto l'Ucraina alla Russia". Almeno per ora. Fine dunque
della crisi iniziata in agosto in Georgia, durante la quale gli Usa si
dimostrarono drammaticamente impotenti, e più in generale fine della strategia
di accerchiamento della Russia che gli Usa hanno perseguito per oltre
vent'anni, conquistando il controllo di ampie zone nell'ex Urss. Friedman ha
ragione? Mosca vince e Washington perde? Scritto in notizie nascoste, medio
oriente, russia, gli usa e il mondo Commenti ( 17 ) » (2 voti, il voto medio è:
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Dec 08 Nascere
ricchi oggi è davvero un vantaggio? Lo scorso ottobre un giovane gestore di
Hedge Funds, Andrew Lahm, uno dei pochi ad aver capito per tempo la crisi dei
subprime, se n'è andato in pensione alla bella età di 37 anni stramiliardario.
Ha pagato un prezzo: la sua salute è già cagionevole per le tensioni vissute
nello spericolato mondo dell'alta finanza. Nella sua lettera di addio,
pubblicata dal Guardian, sosteneva che i figli dei miliardari usciti da Harvard
e altre grandi università finivano per lavorare per Lehman, Aeg, Goldman sachs,
creando un'aristocrazia di gente tendenzialmente stupida e incompetente e la
cui unica utilità era quella di permettere a gente come lui evidentemente di
origini non agiate di approfittare della situazione. L'analisi mi sembra
semplicistica: l'aristocrazia dell'alta finanza più che stupida mi sembra avida
e terribilmente irresponsabile, però contiene uno spunto di riflessione. Ognuno
di spera di garantire ai propri figli un futuro di benessere, possibilmente di
ricchezza. E' un sentimento umano; però mi rendo sempre di più conto che non
sempre la ricchezza rende la gente migliore; spesso produce l'effetto opposto.
Lahm biasima i figli di papà che fanno danni a Wall Street, ma basta ascoltare
esperienze altrui per trovare qualche conferma alla sua tesi. Durante la mia
breve vacanza in montagna mi è capitato di udire qualche conversazione in
funivia. Una coppia di 30enni milanesi disquisiva su quale fosse il momento
migliore per partorire un figlio. Il loro primo è nato a dicembre 2007 e,
mannaggia, non hanno potuto trascorrere le vacanze di Natale in montagna
sciando; ma hanno imparato la lezione. Dopo lunga discussione hanno convenuto
che il prossimo figlio, nel 2010, lo avrebbero concepito ai primi di febbraio,
per farlo nascere ai primi di novembre, ed essere pronti per le vacanze di
Natale. Capito? L'emozione, la magia della nascita di una creatura, subordinata
alle vacanze d'inverno. Evidentemente quei giovani non hanno mai dovuto
affrontare vere difficoltà, veri dolori nella vita. Vivono una vita
apparentemente perfetta, liscia, senza imprevisti, ma non riesco a seguirli e
men che meno a invidiarli. In un'altra occasione ho sentito un inglese vantarsi
con i suoi amici di aver provocato una valanga, ben visibile dalla cabina.
Poveretto, si annoiava e, nonostante gli avvertimenti delle autorità, si era
avventurato fuori pista. Pentito? Macchè, fiero. E pronto a ricominciare. E di
anni ne aveva quasi quaranta non sedici. Sia chiaro: mi è capitato di conoscere
(e di ammirare) famiglie di imprenditori o comunque agiate che, anche
attraverso più generazioni, hanno saputo educare benissimo i propri figli,
aiutandoli a essere uomini e donne responsabili e di successo, ma ho il
sospetto che si tratti di eccezioni e che l'esibizionismo accentuato da modelli
come quello di Paris Hilton o dell'Isola dei famosi - renda la tendenza opposta
sempre più diffusa. Sbaglio? Nascere ricchi oggi è davvero un vantaggio?
Scritto in società, economia, globalizzazione Commenti ( 32 ) » (4 voti, il
voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009
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Località di montagna piene, ma la crisi dov'è? Ho trascorso qualche giorno in
montagna: hotel al completo, e da Natale in poi grandi code agli impianti di
risalita. Seguo i Tg svizzeri, francesi, italiani e la situazione è simile su
tutto l'arco alpino: le località sono strapiene di gente, anche quelle minori.
Mi chiedo: ma la crisi dov'è? L'unico segnale di un rallentamento si percepisce
nei negozi sportivi dove già in dicembre era possibile strappare qualche sconto
anticipato. Ma per il resto molta gente può permettersi di spendere e anche
tanto. Meglio così. Il rallentamento economico c'è e si farà sentire nel 2009,
ma mi chiedo se i suoi effetti non vengano percepiti in modo sproporzionato
dalla gente, a causa anche dell'allarmismo dei media e dei loro titoli
catastrofisti il che genererebbe un meccanismo psicologico ben noto: quella
profezia che si auto-avvera. Domanda: la paura per la crisi è esagerata o si
illude chi, confidando sul benessere accumulato negli ultimi anni, la prende
alla leggera e continua a comportarsi come se nulla fosse? Scritto in società,
economia, europa, svizzera, Italia Commenti ( 37 ) » (9 voti, il voto medio è:
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Dec 08 L'esempio
di Fiorenzo e un grazie a tutti voi In uno dei miei post dal Benin avevo
annunciato un articolo su Fiorenzo, il frate chirurgo che fa miracoli in una
delle zone più povere dell'Africa. L'articolo è uscito ieri sul Giornale:
Fiorenzo Priuli mi ha molto colpito per il suo entusiasmo, per la sua grazia
innata, per il suo ottimismo. Ha creato da zero un ospedale efficientissimo ed
è venerato da tutti: autorità civili, musulmani, animisti, oltre ovviamente dai
cristiani. Sapere che nel mondo esistono italiani di questa caratura fa bene
all'anima e alla reputazione del nostro Paese. Con l'avvicinarsi delle
Festività. colgo l'occasione per ringraziarvi per i mesi trascorsi insieme su
questo blog, che è sempre più letto. "Il Cuore del mondo" si sta
trasformando in una piccola comunità dove è possibile confrontarsi liberamente,
con civiltà, arguzia, senza barriere politiche. Al blog partecipano lettori di
destra, di sinistra, di centro, dall'Italia e dall'estero: che splendida
esperienza! Dimenticavo: alcuni di voi mi hanno chiesto di segnalare qualche
Onlus meritevole di attenzione. Chi volesse aiutare Fiorenzo può farlo tramite
l'U.T.A (Uniti per Tanguieta e Afagnan) o gli amici di Tanguieta . Altre Onlus
attive in Africa sono il GSA (Gruppo Solidarietà Africa), il LTM (gruppo Laici
Terzo Mondo), il BND (Bambini nel deserto). Ce ne sono ovviamente tante altre
meritevoli di stima e riconoscenza, ma di quelle che ho citato ho potuto
verificare l'attendibilità. Ribadisco il mio suggerimento: se volete far del
bene o beneficenza preferite Onlus o Ong che conoscete o dove operano amici o
parenti: il piccolo gruppo, se le sue motivazioni sono autentiche,
difficilmente sprecherà finanziamenti (vedi il post sull'Unicef) e certo non
userà la fondazione per altri scopi (vedi i sospetti su quella di Clinton).
Infine, ecco una foto di Fiorenzo nel suo ospedale a Tanguieta. L'ha scattata
Emilio Zuccoli, l'amico che mi ha permesso di scoprire Fiorenzo e la sua
magnifica realtà. Buon Natale a tutti voi! Scritto in società, notizie
nascoste, Italia, giornalismo Commenti ( 15 ) » (4 voti, il voto medio è: 5 su
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Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Dec 08 Toh, il governo
italiano finanziava Bill Clinton. Per assicurare a sua moglie Hillary la nomina
a segretario di Stato, Bill Clinton ha dovuto pubblicare la lista dei
finanziatori della sua Fondazione. Saltano fuori molti nomi noti, come Bill
Gates, Michael Schumacher, Elton John e per cifre davvero imponenti (e dunque
imbarazzanti) Paesi come l'Arabia Saudita (tra i dieci e i venticinque milioni)
e il Kuwait. A sorpresa ci sono anche gli italiani. Chi? Secondo il Sole 24 Ore
il Monte dei Paschi, Autogrill, De Agostini, Enel, Lottomatica, Pirelli. Sono
società private e/o quotate in Borsa: ne risponderanno ai loro azionisti. Ma
nell'elenco appare anche il ministro italiano dell'Ambiente per una cifra compresa
tra i 50 e i 100 mila dollari. Il Sole 24 Ore non specifica la data del
versamento (verosimilmente però risale agli anni scorsi), nè le modalità. La
fondazione ha scopi caritatevoli, ma dall'analisi dei nomi dei finanziatori,
sembra che agisse anche come una gigantesca lobby mondiale per fare o ricevere
favori di diverso tipo; da quelli politici a quelli economici. Nella lista
appare l'appaltatore militare Blackwater, tristemente famoso in Iraq, il
finanziere canadese Frank Giustra che grazie all'ex presidente americano ha
ottenuto un appalto minerario in Kazakhstan. Ci sono molti uomini d'affari
ucraini, arabi, indiani. Domanda: perchè l'Italia si è unita al consesso? Per
far del bene avevamo davvero bisogno di quel maneggione di Bill Clinton?
Scritto in economia, globalizzazione, democrazia, Italia, gli usa e il mondo
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articolo a un amico 18Dec 08 Attenti ai prezzi delle case (anche in Italia) In
America, come sappiamo, i prezzi delle case sono crollati, in Gran Bretagna
anche. Colpa dei mutui subprime dicevano gli esperti, che negli altri Paesi
europei non esistevano o quasi. Vero. E infatti i prezzi delle case in Paesi
come Francia e Italia hanno tenuto, ma ora il vento potrebbe girare. Anzi, in
Francia è già girato: l'altro giorno Le Monde rivelava che i prezzi sono scesi
persino a Parigi per la prima volta da molti anni. Nulla di drammatico, il calo
è compreso tra il 2 il 5%, ma si tratterebbe solo dell'inizio di una fase
discendente. La ragione? Le banche, nonostante i tassi bassissimi, tendono a
non concedere più i mutui. E in Italia? Finora, secondo i dati dell'Agenzia del
Territorio, le compravendite sono diminuite del 14% ma i prezzi hanno tenuto.
Già, ma fino a quando? La domanda non è retorica, perchè sempre secondo
l'Agenzia (citata da Italia Oggi) il 49% delle compravendite è "assistita
dal mutuo", con punte del 54,9% al nord. Ed è noto che negli ultimi anni
la parte coperta da un prestito bancario ha continuato ad aumentare con punte
dell'80 percento. I prezzi salivano soprattutto perché le banche erano alquanto
generose nell'elargire i mutui, nella speranza (come in America) che il mercato
potesse crescere per sempre. Da qui certe quotazioni straosferiche e l'aumento
dell'indebitamento delle famiglie. Oggi anche le banche italiane hanno reso
molto più severe le regole per accedere un mutuo e in genere sono molto
guardinghe nel prestare fondi ai privati. Viene a mancare la benzina che ha
alimentato il mercato immobiliare e i risparmi in circolazione non aumentano
certo. Anzi. E allora la logica suggerisce che anche in Italia i prezzi siano
destinati a scendere. Sbaglio? Scritto in economia, globalizzazione, Italia
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articolo a un amico 17Dec 08 Ma il Pd di chi è figlio? E quanto può durare? La
sconfitta del Pd in Abruzzo e il coinvolgimento di alcuni suoi esponenti nelle
inchieste di corruzione mi induce a due considerazioni. La prima: la sinistra
rivendica da sempre una presunta superiorità morale, persino ai tempi di
Tangentopoli. Da tempo ritengo ingiustificata questa pretesa, ora ne abbiamo la
definitiva conferma. La corruzione del sistema politico è endemica, soprattutto
a livello locale. E nemmeno Di Pietro può vantare una verginità assoluta
perlomeno riguardo la costituzione e la gestione del partito, come ha rivelato
qualche qualche tempo fa il suo ex amico Elio Veltri. La seconda: il problema
del Pd mi sembra innanzitutto di identità. Voleva proporsi come partito di
sinistra moderno e aveva nell'antiberlusconismo il suo elemento aggregante, che
però oggi non è più centrale per la maggior parte degli italiani. Il suo
ridimensionamento ha fatto esplodere l'incoerenza più forte, che riguarda
l'anima e le radici. Il Pd è un partito di origine democristiana o socialista?
E' possibile una sintesi tra la corrente che si rifà alla Margherita e quella
diessina post comunista? Con il passare dei giorni ho l'impressione che la
frattura anziché ricomporsi tenda ad allargarsi. E' mancata una risposta
credibile alla crisi economica-finanziaria, continua a mancare un progetto
ideologico coerente: è impossibile voler essere come Blair e al contempo
tenersi in casa la Bindi, avendo una dirigenza che si è formata alla scuola del
Pcus. Se continua così rischia di finire male, non solo per Veltroni. Il Partito
democratico è destinato a morire? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 23 )
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un amico 14Dec 08 Ma questa America non è migliore dell'Europa Quante volte
abbiamo sentito la frase. "In America questo non potrebbe succedere"
oppure "In America chi paga sbaglia davvero" o ancora "in
America i controlli sono rigorosi", soprattutto riguardo gli scandali economici
e finanziari. Credo che il complesso di inferiorità degli europei e di noi
italiani non sia più giustificato. Se ripercorriamo gli ultimi dieci anni ci
accorgiamo che: - la folle deregolamentazione del mercato dei derivati e
l'abolizione di alcuni sani vincoli nella gestione delle banche americane è
stata varata alla fine degli anni Novanta dai ministri economici di Clinton -
Rubin e Summers - sotto pressione delle lobbies, in particolare di Citigroup -
negli anni otto anni successivi l'amministrazione Bush non ha fatto nulla per
correggere il tiro, anzi ha allentato ulteriormente i vincoli. - per decenni
una società come la Enron era considerata un gioiello dell'economia americana,
in realtà era un a scatola vuota. Quando fallì si disse che le autorità avevano
capito la lezione e imposto nuove regole più stringenti; in realtà non è
cambiato nulla. - la casta dei finanzieri di Wall Street era così forte da
imporre alla guida del Tesoro, il numero uno di Golman Sachs, Henri Paulson che
è ancora in carica. - Le banche per anni sono riuscite a mascherare, sempre
grazie alle alchimie dei derivati, la reale entità delle loro esposizioni,
mettendo in pericolo la sopravvivenza di Aeg, la prima compagnia di
assicurazione al mondo. Cosa facevano le autorità di controllo? Erando davvero
indipendenti o, com'è probabile, erano conniventi? - ora apprendiamo
dell"ultima frode, quella del fondo hedge di Bernard Madoff, che si è
inghiottito 50 miliardi di dollari, senza che nessuno si accorgesse di nulla. E
Madoff era considerato un finanziere rispettabile, non a caso è stato a lungo
presidente del Nasdaq. Sono stati fatti dei controlli, delle verifiche
contabili? Dov'erano le autorità di vigilanza? - infine: il grande rinnovatore
Barack Obama chi ha nominato al ministero del Tesoro e come primo consulente
economico? Geithner e Summers, due uomini di Rubin, che tra l'altro oggi è alla
guida di Citigroup e durante la campagna elettorale era uno dei consulenti
proprio di Obama. La mia impressione è che gli Usa oggi abbiano problemi di
credibilità molto più seri di noi europei e che il sistema sia viziato,
distorto; che la casta dei finanzieri non abbia perso potere nonostante i guai
colossali che ha combinato. E allora smettiamo di citare gli Usa come esempio,
almeno fino a quando l'America non sarà tornata ad essere l'America per rigore
morale e senso civico. o sbaglio? Scritto in europa, economia, globalizzazione,
democrazia, Italia, gli usa e il mondo Commenti ( 52 ) » (5 voti, il voto medio
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Dec 08 Un dubbio:
il supermercato conviene ancora? Non so voi, ma il mio conto al supermercato
continua a salire a dispetto del fatto che i beni acquistati sono più o meno
gli stessi. Ho provato a fare qualche aqcuisto in un altro supermercato ma ho
visto che più o meno la spesa corrisponde. Nel frattempo è capitato di comprare
carne dal macellaio o in uno dei pochi negozi di alimentari rimasti e, sorpresa,
a casa ci siamo accorti che non c'è più molta differenza con le grandi catene;
anzi, talvolta il piccolo dettagliante è più conveniente. Da qui la mia
riflessione: la grande distribuzione si è affermata nel corso del tempo perché
potendo permettersi grandi acquisti e dunque economia di scala, riusciva a
garantire prezzi più bassi rispetto al piccolo dettagliante, ora però ci
troviamo in una situazione di quasi oligopolio: ci sono tre-quattro grandi
marchi che dominano il mercato. Non penso che ci siano accordi diretti, certo
non, ad esempio, tra le Coop e l'Esselunga, però la mia impressione è che
esistano tacite convenienze comuni ovvero che su un'ampia gamma di prodotti la
fascia di prezzo non oscilli più di tanto, con il risultato che i prezzi mediamente
sono più alti di quanto dovrebbero essere in una situazione di vera
concorrenza, al punto che la differenza con il piccolo negozio tende a ridursi.
Ma non essendoci quasi più negozietti siamo tutti costretti a fare la spesa al
supermercato. Condividete la mia esperienza? Insomma, il supermercato conviene
ancora? Scritto in economia, Italia Commenti ( 28 ) » (2 voti, il voto medio è:
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sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli.
Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su
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- 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3
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Milva e quei sette milioni nascosti... per la vecchiaia - 2 Emails Quello stile
di "Repubblica"... - 2 Emails Ultime discussioni Franco Parpaiola:
Salve. Durante una manifestazione di cittadini Curdi l'Anno scorso qui a Brema,
un Padre assieme... dodo: x lino..ma lei come si permette di dire che i ragazzi
sono violenti per natura?mi spiega su quali basi... colzani: Gentile Foa devo
per una volta dissentire. E' vero che la manovalanza è più facile arruolarla
agli... Marco: No tendenzialmente direi che non ti sbagli a dire che questi
saranno i terroristi o i facinorosi del futuro... Andrea: Mi sembra eccessivo
aspettarsi che questi manifestanti, presi dall'esaltazione del momento,
possano... Ultime news Si combatte alla periferia di Gaza Appello del Papa: fermate
la guerraMontagna, scout muore nel Cadore. Due vittime sulle ApuaneGemonio:
attentato incendiario alla sede della Lega, minacce a BossiVerona:
"lucciole" via anche dagli appartamenti, pronta l'ordinanzaConti
correnti autogestiti e finanziamenti Le 10 domande a cui Tonino non
rispondeEredità Caracciolo, il testamento apre la guerra per il
tesoroHandicappato e carogna: "Io l'attore spastico che fa ridere gli
italiani"In memoria dei blog: ex luoghi liberi diventati podio della
pubblica offesaAdriano torna ad allenarsi Mourinho: "Presto in
campo"Lo strano caso del 61° secondo Blog amici Ethica, blog filosofico di
qualità ICT Watch, il blog di Piero Macrì sulle nuove tecnologie il blog di
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Valenti Da non perdere La misteriosa e improvvisa ricchezza di Erdogan La
Turchia e l'islamizzazione strisciante Quelle donne turche imprigionate dal
velo Vince Erdogan e la Turchia diventa più islamica siti che mi piacciono
Cricri créations poétiques, gioielli con l'anima Il sito di R. Gatti, tutto per
capire le insidie della droga Italiani per Ron Paul, un bel blog sulle elezioni
Usa USI, Università della Svizzera Italiana Siti di Informazione Comincialitalia,
il primo quotidiano italiano dei cittadini il blog di Di Ricco, un giornalista
italiano in Libano il sito di Fausto Biloslavo il sito di Radio 3 Mondo Jones,
un eccellente giornalista inglese La zanzara di Cruciani - Radio 24
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nuova Italia? - 17 Votes Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? -
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e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Recent Posts "Allah è grande"
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Russia. Nascere ricchi oggi è davvero un vantaggio? Località di montagna piene,
ma la crisi dov'è? L'esempio di Fiorenzo e un grazie a tutti voi Toh, il
governo italiano finanziava Bill Clinton. Attenti ai prezzi delle case (anche
in Italia) Ma il Pd di chi è figlio? E quanto può durare? Ma questa America non
è migliore dell'Europa Un dubbio: il supermercato conviene ancora? Pagine
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( da "Repubblica, La" del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina 1 - Prima
Pagina La Lega contro la decisione di declassare l´aeroporto del Nord.
Formigoni: l´offerta tedesca è buona. Oggi incontro Alitalia-Lufthansa L´ira di Bossi per Malpensa ROMA - Bossi e la Lega non
intendono cedere sul declassamento di Malpensa. E Formigoni, presidente della
Lombardia, ribadisce: «L´offerta tedesca è buona e va tenuta in considerazione».
Oggi l´incontro Alitalia-Lufthansa. BERIZZI, IEZZI E LONARDI ALLE PAGINE 8 E 9
( da "Repubblica, La" del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina 8 - Economia
Lega in pressing su Malpensa Bossi convoca i suoi ministri
Oggi summit Alitalia-Lufthansa ma è pronta l´intesa con Parigi Di Pietro: dal governo
una truffa ai danni del Nord e dei lavoratori dello scalo LUCA IEZZI ROMA -La
Lega si mette di traverso tra Alitalia e Air France. Oggi
l´ufficio politico della Lega si riunirà per mettere a punto un piano che salvi
l´aeroporto di Malpensa dal ridimensionamento prospettato dall´alleanza
della compagnia di bandiera con il colosso Air France-Klm. Secondo quanto
riporta La Padania, la Lega Nord punterà i piedi per ottenere un esito diverso:
«Per Bossi Malpensa resta la madre di tutte le battaglie. I leader del
Carroccio si riuniscono per salvare lo scalo e i lavoratori» titolava ieri il
quotidiano del partito. Al vertice, oltre a tutti i ministri della Lega, è
invitata anche il sindaco Pdl di Milano, Letizia Moratti, che ieri dalle
colonne del Corriere della sera ha chiesto al presidente di Alitalia,
Roberto Colaninno, di scegliere Lufthansa. Annunciata anche la presenza del
presidente della Sea, Giuseppe Bonomi, manager di area leghista ed ex
presidente di Alitalia. Un clima che influenzerà
l´incontro, atteso sempre per oggi, tra Colaninno e il numero uno di Lufthansa,
Wolfgang Mayrhuber. Un colloquio che dovrebbe toccare soprattutto la questione
Malpensa in vista di un possibile collaborazione. Difficile un rilancio da
parte dei tedeschi, specie vista la cifra consistente, 300 milioni di euro, che
Air France-Klm ha offerto per il 25% di Alitalia-Air
One. Tanto più che la controproposta tedesca dovrebbe tener conto anche delle
penali che Alitalia sarebbe chiamata a pagare per
abbandonare l´alleanza internazionale Skyteam per quella dove è presente
Lufthansa, Star Alliance. Un alternativa più praticabile al cambio di alleato è
la richiesta di una maggiore liberalizzazione dei diritti di volo dallo scalo
milanese. La nuova Alitalia, in quanto compagnia di
bandiera, mantiene una sorta di monopolio sulle rotte internazionali non
affidate al mercato, ma a specifichi accordi bilaterali tra il governo italiano
e le controparti straniere (praticamente tutte quelle fuori l´Ue e quelle da e
verso gli Usa). Per mantenere alto il traffico su Milano, gli amministratori
locali chiedono che le altre compagnie, italiane e straniere, possano aprire
liberamente i collegamenti da Malpensa. Alitalia e Air
France invece puntano al mantenimento del meccanismo attuale. Non è solo la
Lega ad annunciare una strenua difesa degli interessi del Nord. Giovedì è stato
indetto il "Malpensa day" dal presidente della provincia di Milano,
Filippo Penati, mentre il leader dell´Italia dei Valori, Antonio Di Pietro
ricorda: «Berlusconi e la Lega, quand´erano all´opposizione, bloccarono la
vendita di Alitalia ad Air France perché, a loro dire,
avrebbe penalizzato lo scalo di Malpensa e, quindi, tutta l´economia lombarda.
Ora hanno chiuso l´affare proprio con Air France, con l´aggravante che i debiti
della vecchia Alitalia (oltre 3 miliardi di euro) sono
stati messi a carico dei contribuenti».
( da "Repubblica, La" del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina 8 - Economia
La scheda Ecco la mossa anti-Spinetta liberalizzare i diritti di volo
All´interno dell´Unione Europea e tra questa e gli Stati Uniti, specifiche
convenzioni lasciano alla libera contrattazioni tra compagnie aeree e aeroporti
la determinazione di rotte, collegamenti e frequenze. Per il resto del mondo,
oltre cento paesi, esistono degli appositi trattati bilaterali tra i due
governi interessati che definiscono numero dei voli, aeroporti interessati e la
divisione di questi voli tra le due compagnie di bandiera. Secondo la società
degli aeroporti milanesi Sea, circa 20 compagnie straniere
(soprattutto arabe e asiatiche) hanno chiesto di aprire voli su Milano, ma non
possono farlo perché Alitalia mantiene i diritti di volo anche su rotte che non esercita più,
mentre il governo, per proteggere la compagnia di bandiera, non rinegozia i
trattati per far sì che vettori diversi la sostituiscano.
( da "Repubblica, La" del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina 9 - Economia
Nessuna lobby "La partita non è ancora chiusa l´offerta tedesca è molto
buona" Formigoni: passo forte del governo se Cai insiste sui francesi Non
credo assolutamente che esista una lobby industriale anti-Malpensa e a favore
di Air France GIORGIO LONARDI MILANO - è convinto che la partita sia ancora
tutta da giocare. E che il destino di Malpensa non sia già segnato. Anzi, lui,
Roberto Formigoni, il governatore della Lombardia, non nasconde di aspettarsi
qualcosa di buono dall´incontro che si svolgerà oggi fra Roberto Colaninno e
Wolfgang Mayrhuber, il numero uno di Lufthansa. Presidente Formigoni cosa
risponde a chi accusa il governo di aver abbandonato Malpensa ad un inevitabile
declino? «Rispondo che i giochi non sono ancora fatti. E che i conti si faranno
alla fine. Mi aspetto molto dall´incontro che si svolgerà oggi fra Colaninno e
Mayrhuber. Perché sarà un incontro vero e anche perché mi sto battendo affinché
le cose vadano bene cioè a vantaggio sia di Malpensa sia di Fiumicino». Dunque
lei sa qualcosa di nuovo? «So che Lufthansa si presenterà con una proposta molto
interessante dal punto di vista economico e dunque per quanto riguarda i
capitali che intende investire. E so che Mayrhuber è pronto a gettare sul
tavolo un forte impegno di sviluppo in favore di Malpensa e di Fiumicino.
Perché una cosa deve essere chiara: qui stiamo parlando del futuro dell´intero
sistema italiano del trasporto aereo». Perchè preferisce Lufthansa? «Il sistema
tedesco è legato storicamente ad una logica multi-hub, quindi più vicina alla
nostra. Al contrario i francesi puntano da sempre su un solo hub e questo
schema è contrario ai nostri interessi nazionali: danneggerebbe sia Malpensa
sia Fiumicino». Lei crede veramente che la carta Lufthansa sia ancora
spendibile? Eppure con il nuovo piano Cai Alitalia ci saranno ben 39 voli al giorno da Milano verso Parigi. Non è
la prova che il nuovo hub del Nord c´è già e si chiama Charles De Gaulle? «Se
così fosse sarebbe uno sbaglio enorme, un danno per il Paese. Mi rendo conto
che ci sono dei segnali negativi ma Colaninno ci dice che i giochi sono ancora
aperti. E la proposta di Mayrhuber è buona. In questo quadro un
"no" sarebbe inaccettabile». E allora, come se ne uscirebbe? «Se
questo fosse lo scenario dobbiamo aspettarci un passo forte da parte del
governo. Non dobbiamo dimenticare che fra gli obiettivi affidati dal governo
alla Cai stessa c´è la difesa dell´interesse nazionale». Ostinarsi su Lufthansa
non rischia di essere una battaglia di retroguardia? Non sarebbe meglio
battersi da subito per liberalizzare i diritti di volo aprendo le porte di
Malpensa alle migliore compagnie internazionali? «Liberalizzare si deve ed è
importante. Però attenzione: si tratta di un lavoro lungo e faticoso che ha
bisogno di tempo per dare i suoi frutti. Se vogliamo risolvere in tempi brevi i
problemi di Malpensa e quelli di Fiumicino l´accordo con Lufthansa è senza
dubbio l´opzione più rapida». Quanto costerebbe alla Lombardia il
depotenziamento di Malpensa? Si parla di un punto in meno del Pil regionale: è
una stima corretta? «Si la stima è quella: fra un punto e un punto e mezzo in
meno. Ecco perché non è accettabile lo smantellamento dell´hub. Ed ecco perché
il governo farà di tutto per convincere Cai» Parliamo di crisi economica. Il 13
gennaio Alitalia chiude il Cargo a Malpensa. Secondo
il sindaco Moratti si apre un caso peggiore di quello dell´Alfa di Arese. Lei
che ne pensa? «Penso che un grande Paese non può accettare di dipendere
dall´estero per quanto riguarda il suo traffico merci». Come giudica il ruolo
della Confindustria lombarda in questa vicenda? Un anno fa gli industriali si
sbracciavano per difendere il ruolo di Malpensa. Ma adesso, dopo che Tronchetti
Provera e Marcegaglia sono entrati nell´azionariato Cai sulla vicenda è calato
il silenzio. «L´azionariato di Cai è giovane e quindi mi sembra naturale che ci
sia stato un periodo di "rodaggio". Detto questo dagli imprenditori
lombardi azionisti di Cai mi aspetto un impegno forte in favore di Malpensa, di
Fiumicino e del sistema italiano del trasporto aereo. Anzi, credo che la loro
presenza possa essere di aiuto per una soluzione positiva della vicenda». C´è
una lobby milanese di industriali anti-Malpensa e filo Air France? «Non lo
credo assolutamente». Oggi si riunisce la segreteria politica della Lega sul
caso Malpensa. E proprio la Lega per bocca di Castelli ha fatto sapere di
essere pronta ad alleanze trasversali pur di difendere l´aeroporto varesino.
Giovedì il presidente della Provincia di Milano Filippo Penati ha proclamato il
Malpensa Day. Non è che sta per esplodere un caso capace di mettere in difficoltà
il governo? «Mi auguro che accada l´opposto e che quindi il governo aiuti Cai a
trovare la soluzione migliore nell´interesse del Paese. Da parte mia sono
pronto ad incontrare Colaninno e i vertici Cai in tempi brevi assicurando tutto
il supporto della Regione per il rilancio di Malpensa».
( da "Repubblica, La" del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina 9 - Economia
Si conferma la profezia dell´ex presidente Prato che aveva
detto: per Alitalia serve l´esorcista Padre Amorth: in questa vicenda c´è del
diabolico Padre Amorth: c´è qualcosa di diabolico MILANO - «Qui ci vorrebbe
l´esorcista» per salvare l´Alitalia, aveva detto l´ex
presidente della compagnia di bandiera Maurizio Prato al numero uno di Air
France Jean Cyrille Spinetta. Detto fatto, anche se a qualche mese di
distanza: l´esorcista si è appalesato davvero. «La crisi dell´Alitalia ha qualcosa di funestamente satanico», ha
dichiarato padre Gabriele Amorth, uno che di queste cose se ne intende essendo
il decano degli esorcisti, in un´intervista al sito Pontifex. L´ultraottantente
sacerdote ha aggiunto che in realtà qualche traccia del Diavolo si trova in
tutti gli errori umani, basta saperla cercare. Il male personificato nelle
sembianze del Diabolico - sostiene - è sempre tra le cause delle disgrazie che
potevano essere evitate. è presente nel caso dell´odissea che ha investito la
nostra compagnia di bandiera portandola sull´orlo del fallimento, dunque, ma
anche nelle vicende che hanno condotto il mondo nel pieno della peggiore
recessione dal ´29 ad oggi. Infatti, anche «dietro questa gravissima crisi
economica si nasconde lo zampino di Satana: quando accadono divisioni,
confusione, crisi, il grande tentatore è sempre presente. Lui se la ride e
inevitabilmente le crisi e i dissesti economici hanno influenze anche sulla
sfera personale. Creano allontanamento e frattura, esattamente quello che vuole
Satana». Che assiste soddisfatto alle conseguenze del suo operato. In concreto
Satana, ipotizza l´esorcista, potrebbe aver agito «suggerendo ai mercati, agli
esperti e agli investitori scelte sbagliate». Chissà se a Wall Street lo sanno,
e chissà cosa ne pensano gli investitori truffati dall´ex presidente del Nasdaq
Bernard Madoff. (v.p.)
( da "Repubblica, La" del 05-01-2009)
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Pagina 8 - Economia
Il numero uno lumbard seccato dal "contropiede" sullo scalo varesino.
E nel governo si apre un altro fronte Berlusconi nel mirino del Senatùr
"Questo caos non gli conviene" PAOLO BERIZZI DAL NOSTRO INVIATO
GEMONIO - «Silvio mi aveva detto che su Lufthansa era d´accordo con noi. Non
capisco questa sorpresa, è un contropiede. Così mi fa incazzare il Nord, viene
fuori un casino che non conviene a nessuno. A lui per primo...» L´umore di
Umberto Bossi ? riferisce chi gli ha parlato nelle ultime ore ? è
"nero". Il Senatùr è appena rientrato dalla minivacanza a Ponte di
Legno (a Gemonio ha trovato la sede della Lega imbrattata con la scritta
"Morte a Bossi e ai secessionisti"). Tutto pensava tranne di dovere
iniziare l´anno con un´altra gatta da pelare. Forse la più spinosa. Non solo
perché «finché c´è la Lega, Malpensa non si tocca». Ma anche perché «noi fino
adesso siamo stati buoni su tutto». Ha voglia Roberto Calderoli a precisare che
«non bisogna mischiare le cose: un conto è Alitalia e un conto è il resto». Il fatto è che per i leghisti il potere
irritante della faccenda Cai-Malpensa, considerato un "voltafaccia"
bello e buono, amplifica il più generale disorientamento nei confronti di Roma.
Il dribbling della nuova compagnia ha mandato per aria «quello che ci aveva
detto Berlusconi», è sbottato coi suoi il ministro per le Riforme. Per
di più arriva alla fine di un periodo di mal di pancia continui: quelli
provocati al Carroccio dagli alleati di governo. In primis proprio dal
presidente del Consiglio con le sue esternazioni. I colpi di acceleratore sulla
riforma della giustizia messa in testa all´agenda governativa; la rigidità
sulle intercettazioni telefoniche, sulle quali i lumbard sono molto meno
trancianti; infine l´uscita inattesa ? «non ne abbiamo mai parlato», fu il
secco commento di Bossi ? sull´ipotesi di una riforma presidenziale. Alta è la
temperatura ai piani alti di via Bellerio. Ma la parola d´ordine è «aspettare»,
«stare buoni finché non ci sarà un chiarimento». Il Senatur sta mettendo in
campo tutta la diplomazia di cui è capace, che ha affinato da quando è tornato
a fare il ministro e che ha già sperimentato per tamponare certi eccessi
berlusconiani. Mercoledì o al massimo giovedì incontrerà il premier a Roma.
Intanto se ne starà tranquillo, per «non far scappare i buoi dal recinto», e
soprattutto «non guastare il clima» in vista dell´arrivo in aula del
federalismo. La sensazione è che si abbia la certezza che la partita Alitalia potrebbe chiudersi, e anche in fretta, con un altro
risultato. «O una soluzione o un´altra: o Lufthansa o ci liberano gli slot»,
punta i piedi Calderoli. Anche perché se Cai dovesse restare ancorata alla sua
politica «anti Malpensa e anti Nord» ?aggiunge ? «il nostro atteggiamento
futuro ne terrà conto». Al centro dei pruriti leghisti, però, c´è, direttamente
o indirettamente, Berlusconi: «Rischia di passare alla storia come il becchino
di Malpensa», la butta lì il parlamentare bergamasco Giacomo Stucchi. I nervi
sono tesi. Il colpo di teatro di Air France potrebbe rivelarsi una goccia
capace di far traboccare qualche vaso. Ragiona un autorevole esponente
leghista: «Sembra che dal ministro Matteoli sia arrivata un´apertura: liberare
le rotte a primavera. Ma l´aria che tira non è tranquilla. è vero che
Berlusconi continua a magnificare la sua amicizia con Bossi, ma è anche vero
che si ricorda bene cosa fece la Lega nel ?94. In sei mesi facemmo saltare in
aria il governo. Per questo non ci devono provocare».
( da "Repubblica, La" del 05-01-2009)
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Pagina III - Milano
L´intervento Malpensa quei silenzi di politici e
imprenditori MAURIZIO MARTINA * La vicenda di Malpensa e della nuova Alitalia, con le sue implicazioni per Milano e la Lombardia, merita di
essere giudicata con attenzione soprattutto dai cittadini. Rappresenta
probabilmente l´emblema delle debolezze di questo paese, ma questa volta a
partire proprio dal "grande" Nord. Nemmeno un anno fa, verso
la prima ipotesi di accordo Alitalia-Air France, si è
giocata contro il governo di centrosinistra una parte importante della campagna
elettorale che portò alla vittoria di Silvio Berlusconi. Per settimane dai
palazzi più importanti di Milano e dalle istituzioni lombarde, decine di
autorevoli esponenti del centrodestra lanciarono i loro strali contro qualsiasi
accordo con la compagnia d´Oltralpe. La Lega Nord, fiutando il vento
elettorale, pensò bene di organizzare anche un presidio direttamente in
aeroporto, con tanto di slogan contro "AliRoma". Si mosse una parte
della politica. Ma si mossero anche settori dell´economia, dell´industria,
della finanza locale e qualificati opinionisti. Non è passato nemmeno un anno
da tutto questo e oggi ci troviamo ad assistere a una scena che molti, non a
torto, definirebbero tragicomica se non avesse pesanti ripercussioni per
centinaia di lavoratori e famiglie. La nuova Alitalia
sta per siglare l´accordo proprio con Air France a condizioni decisamente
peggiori, sul piano dei costi e sulle strategie di sviluppo per Milano,
rispetto a quella prima ipotesi. SEGUE A PAGINA II
( da "Repubblica, La" del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina IV - Milano SEPARIAMO I DESTINI DI MALPENSA E ALITALIA MAURIZIO
MARTINA * Per difendere il totem dell´italianità sono stati usati, in un
momento di grave crisi, ben 4 miliardi di euro presi dalle tasche dei cittadini
e qualsiasi logica concorrenziale è stata sospesa. La nuova compagnia ridurrà
ulteriormente il proprio impegno su Malpensa; basta rilevare che a oggi
prevede tre soli voli intercontinentali. Tutto questo accade senza che chi si
unì al coro dello scandalo un anno fa, a partire da tanti imprenditori e uomini
della finanza, batta ciglio. Le recenti dichiarazioni del sindaco Moratti
oggettivamente non bastano, mentre merita sicuramente una citazione l´onorevole
Roberto Castelli, che continua a parlare della vicenda come se fosse appena
sbarcato da Marte, dimenticando di essere, proprio lui, l´unico sottosegretario
lombardo alle Infrastrutture. Questo è quello che abbiamo visto nelle giornate
scorse e immaginiamo possa bastare ai cittadini per farsi una opinione sui
comportamenti dei diversi attori coinvolti. Ma ora cosa si può fare per il
futuro di Malpensa? Noi vogliamo tenere fede al ragionamento che abbiamo sempre
fatto, ieri con il centrosinistra al governo e oggi con il centrodestra:
bisogna separare il destino di Malpensa da quello dell´Alitalia.
Non basta sperare in Lufthansa. Bisogna agire subito per garantire alla
compagnia tedesca, così come ad altri vettori internazionali, di potersi
misurare ad armi pari con lo sviluppo del nostro scalo più importante. E per
farlo diventa decisiva la battaglia sulla rapida riassegnazione degli slot che
non verranno utilizzati da Alitalia e sui nuovi
accordi per liberalizzare i diritti di volo. Non lo diciamo da oggi, lo
proponiamo da mesi. Castelli e gli altri hanno intenzione di aspettare ancora o
intendono muoversi su questo punto cruciale? Purtroppo non è ancora chiaro.
Rimane il fatto che a noi lombardi questa vicenda dovrebbe insegnare alcune
cose: non sempre, in politica, chi urla per la difesa degli interessi del
territorio che dice di voler rappresentare poi agisce di conseguenza. E non
sempre, in economia, chi si fa paladino a parole della concorrenza e del
mercato è pronto a comportarsi di conseguenza quando dovrebbe. Questa volta
però non accade solo a Roma. Questa volta anche a Milano. ( * Segretario Pd
Lombardia)
( da "Corriere della Sera" del 05-01-2009)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-05 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE La polemica Gli imprenditori rispondono alle accuse di
Penati. Artusi: c'è bisogno di un grande scalo Alitalia, ore decisive per Malpensa Sangalli: nessun killer, l'hub va
difeso Oggi vertice di Cai con Lufthansa. E Bossi incontra la Moratti Alla
vigilia degli incontri decisivi per la scelta del partner di Alitalia, si accendono le polemiche milanesi su Malpensa «Non siamo i
killer di Malpensa ». Nel giorno clou del vertice Alitalia-Lufthansa,
il presiedente della Camera di Commercio, Carlo Sangalli replica alle accuse
lanciate dal presidente della Provincia, Filippo Penati. «La Camera di
Commercio ha tutte le carte in regola. Ha sempre difeso Malpensa. E voglio
sottolineare che stesso atteggiamento hanno avuto il presidente di Promos,
Bruno Ermolli e il presidente di Assolombarda, Diana Bracco. Adesso non è il
momento delle divisioni. Dobbiamo essere tutti uniti nella difesa dell'hub». Si
scaldano gli animi. Sono ore decisive. Il leader della Lega, Umberto Bossi ha
convocato per oggi un vertice straordinario con tutti i leader del Carroccio
per discutere sul futuro dello scalo varesino. Invitati anche il presidente
leghista della Sea, Giuseppe Bonomi e il sindaco, Letizia Moratti. Ed è lo
stesso Bossi a confermare le parole della Moratti sottolineando di non
considerare definitiva la scelta di Air France come partner internazionale
della nuova Alitalia. Ma Penati va ancora all'attacco della
Moratti: «Anch'io dovendo scegliere tra Air France e Lufthansa non ho dubbi nel
preferire la seconda, ma non ritengo questa la soluzione per garantire un
futuro a Malpensa; perché se ci si limita alla disputa sul partner si rischia
di proteggere solo l'investimento dell'élite economico finanziaria milanese che
ha scaricato l'aeroporto lombardo. Bisogna impegnarsi subito sulla
liberalizzazioni dei diritti di volo». A Penati, risponde Sangalli, accusato
dal numero uno di Palazzo isimbardi di essere tra i «killer » di Malpensa:
«Siamo stati i primi a organizzare a febbraio un convegno molto importante per
dire che Malpensa deve restare un hub - attacca Sangalli - un altro si
organizzerà tra poche settimane. Non comprendo neanche l'attacco a Ermolli e alla
Bracco. Come potrebbe Ermolli che ha come obiettivo l'internazionalizzazione di
Milano, rinunciare a Malpensa? La Bracco? è presidente della società Expo 2015.
Come potrebbe realizzare tutto ciò che c'è in cantiere senza Malpensa? è
impensabile e incredibile. Penati non può pensare di essere l'unico a cui
interessano le sorti di Malpensa». Alle voci in difesa dello scalo si affianca
anche la Fiera con l'ad di Fiera Milano spa, Claudio Artusi: «Non facciamo il
tifo per Lufthansa o per Air France. Facciamo il tifo per noi stessi perché un
grande quartiere fieristico ha bisogno di un grande hub. Per questo abbiamo
sempre puntato sullo sviluppo di Malpensa». La Fiera non si nasconde che il
dehubbing avrà pesanti ripercussioni per il business espositivo. Una perdita di
diversi milioni di euro. «Non dimentichiamoci - continua Artusi che noi non
abbiamo bisogno di Malpensa solo come accessibilità business, ma anche di
accessibilità logistica perché le grandi fiere hanno bisogno del cargo». E il
cargo, come ha annunciato la Moratti, chiuderà i battenti dal 13 di gennaio.
Maurizio Giannattasio \\ Filippo Penati Sono a Milano i killer dello scalo di
Malpensa \\ Carlo Sangalli Non mi sembra sia il momento delle divisioni \\
Claudio Artusi Una grande Fiera ha bisogno di un grande scalo Lo scalo
Polemiche sul nuovo piano Alitalia
( da "Corriere della Sera" del 05-01-2009)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2009-01-05 num: - pag: 1 autore: di
MAURIZIO GIANNATTASIO categoria: REDAZIONALE Il caso PROTESTE DI FIERA E
INDUSTRIALI OGGI PRIMO INCONTRO CAI-LUFTHANSA SANGALLI: NON SIAMO I KILLER DI
MALPENSA Ore decisive per Malpensa. Oggi ci sarà il vertice
tra Alitalia e Lufthansa per la scelta del partner straniero di Cai. E sempre
oggi, Umberto Bossi ha convocato una segreteria straordinaria con tutti i
vertici del Carroccio. Invitati anche il sindaco Letizia Moratti e il
presidente di Sea, Giuseppe Bonomi. Intanto il presidente della Camera
di Commercio, Carlo Sangalli (foto) replica alle accuse di Penati: «Non siamo i
killer di Malpensa. Abbiamo tutte le carte in regola. Abbiamo sempre difeso Malpensa.
Non è il momento delle divisioni. Dobbiamo essere tutti uniti nella difesa
dell'hub» A PAGINA 2
( da "Corriere della Sera" del 05-01-2009)
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- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2009-01-05 num: - pag: 19 categoria:
BREVI La pista francese L'ipotesi di accordo esplorata con Air France-KLM prevede che il gruppo franco-olandese rilevi il 25% della
nuova Alitalia versando 300 milioni di euro. Questo significa che il 100% di Alitalia viene valutato 1.200 miliardi di euro. Per Air France sarebbe
stata prevista anche la possibilità di esprimere un numero non maggioritario
(né di blocco) di consiglieri d'amministrazione
( da "Corriere della Sera" del 05-01-2009)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2009-01-05 num: - pag: 19 categoria:
REDAZIONALE Il caso Il decano degli esorcisti Gabriele Amorth: il suo zampino
anche dietro la recessione «Compagnia nei guai? Colpa di Satana» «La crisi dell'Alitalia ha qualcosa di funestamente
satanico: ove imperano la divisione e l'incertezza, in quel posto regna
Satana». Ne è convinto padre Gabriele Amorth, decano degli esorcisti. In
un'intervista al sito Pontifex, però, l'ultraottantenne sacerdote paolino
chiarisce che qualche traccia del Diavolo, a saperla cercare, la si
trova in tutti gli errori umani: il male personificato è sempre tra le cause
delle disgrazie che potevano essere evitate. E dunque anche «dietro questa
gravissima crisi economica si nasconde lo zampino di Satana: quando accadono
divisioni, confusione, crisi, il grande tentatore è sempre presente». Lo scorso
anno Maurizio Prato, decidendo di abbandonare la guida della compagnia dopo il
fallimento della cessione ad Air France, curiosamente disse che solo
l'intervento di un esorcista avrebbe potuto salvare il gruppo. Ed analog a
affermazione fece Jean-Cyril Spinetta, numero uno di Air France, citando lo
stesso Prato. \\ Prato: solo l'esorcista può salvare questa azienda \\ Spinetta:
ha ragione l'ex numero uno di Alitalia I manager
Maurizio Prato e Jean-Cyril Spinetta
( da "Corriere della Sera" del 05-01-2009)
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- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2009-01-05 num: - pag: 19 categoria:
REDAZIONALE Palazzo Chigi E il governo aspetta le mosse dei tedeschi ROMA — Da
Palazzo Chigi arriva solo un «no comment», e anche il ministro dei Trasporti,
Altero Matteoli, «non ha nulla da dire». L'appello di
Letizia Moratti perché il governo intervenga a favore di un accordo tra Alitalia e Lufthansa per ora è caduto nel vuoto. Nell'esecutivo ci
sperano, ma non sono molti quelli che credono a quest'alleanza. Anche perché,
si fa presente, Lufthansa non è mai parsa disposta ad un ruolo di azionista di
minoranza in Alitalia. Mentre la linea di Silvio Berlusconi, che addirittura
avrebbe preferito solo accordi commerciali e non azionari, è sempre stata
quella di assicurare prioritariamente «l'italianità» della compagnia aerea. Una
scelta politica accettata anche dalla Lega, che infatti spinge più per la
salvaguardia di Malpensa che non verso Lufthansa. Seppur convinto che la compagnia
tedesca possa garantire meglio la funzionalità degli aeroporti milanesi, il
governo, dunque, non si espone. Una volta fissati i paletti, si ribadisce a
Palazzo Chigi, la scelta del partner, è affare degli azionisti di Alitalia. Se fosse Air France, il governo è pronto ad
aiutare Malpensa. Ma non ancora a liberalizzare gli slot, come chiede la Lega
per garantire sviluppo allo scalo: farlo, subito e tutto insieme, potrebbe
essere un colpo mortale per la nuova Alitalia. M. Sen.
( da "Corriere della Sera" del 05-01-2009)
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Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2009-01-05 num: - pag: 19 categoria:
REDAZIONALE Il salvataggio Al momento l'unica offerta sul tavolo è quella di
Air France, con la quale è previsto un summit solo dopo il 7 gennaio Alitalia, vertice con Lufthansa sul rilancio L'incontro in
«conference call» per verificare i termini della probabile controproposta La
Lega oggi riunisce a Milano i suoi ministri, assieme al sindaco Moratti, per
capire come «difendere» Malpensa ROMA — La partita per la
scelta del partner internazionale dell' Alitalia, che con
tutta probabilità sarà annunciato martedì 13 gennaio con il passaggio di
consegne tra la nuova e la vecchia compagnia, è ormai agli sgoccioli. La
cordata di imprenditori che ha costituito la rinnovata Alitalia è in trattative avanzate con Air France, che acquisirebbe una
quota di minoranza. Ma oggi anche la Lufthansa potrebbe formalizzare
un'offerta. A Milano il presidente e l'amministratore delegato della nuova Alitalia, Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, incontreranno
in conference call i vertici di Lufthansa la compagnia aerea guidata da
Wolfgang Mayrhuber, presidente esecutivo della società tedesca. Che secondo
fonti attendibili sarebbe pronta, appunto, a mettere finalmente sul piatto la
sua proposta di alleanza. L'ipotesi di un accordo con la Lufthansa è fortemente
appoggiata dal sindaco di Milano, Letizia Moratti, che preoccupata per i
possibili effetti negativi sullo scalo di Malpensa dell'alleanza con Air
France, ha chiesto ieri l'intervento del governo e del Presidente del
Consiglio, Silvio Berlusconi, che a suo tempo aveva osteggiato il passaggio di Alitalia nelle mani di Parigi e in altre occasioni si era
espresso a favore dei tedeschi. Non tanto per la Lufthansa, quanto a difesa
dello scalo di Malpensa, è in piena mobilitazione anche la Lega Nord. Sempre
oggi a Milano, in via Bellerio, il segretario Umberto Bossi riunirà lo stato
maggiore del Carroccio. Ci saranno i ministri dell'Interno, Roberto Maroni, e
della Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, il sottosegretario alle
Infrastrutture, Roberto Castelli, poi lo stesso sindaco Moratti e il presidente
della società degli aeroporti milanesi, Giuseppe Bonomi. «Chi si sogna di far
fuori Malpensa - scriveva ieri minacciosamente il quotidiano del Carroccio, La
Padania, dando notizia del vertice - dovrà vedersela con la Lega Nord». Bossi
non dà affatto per scontata l'alleanza con Air France, aspetta il rilancio
della Lufthansa ma ha già un piano alternativo: convincere l'esecutivo, in caso
di accordo tra l'Alitalia e i francesi, a
liberalizzare i diritti di decollo e atterraggio sugli aeroporti milanesi. La
liberalizzazione degli "slot" è stata sollecitata anche dal
presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati. «Dopo 10 mesi dalla
fusione fallita Alitalia-Air France, dopo 300 milioni
di prestito ponte, dopo 7 mila lavoratori in esubero e 4 miliardi di costi che
graveranno sui contribuenti, qualcuno vorrebbe riportarci alla disputa di
partenza, se è meglio Air France o Lufthansa, come se niente fosse » dice
Penati, che accusa la Moratti di aver cambiato idea, sposando l'alleanza con
Lufthansa a scapito della «liberalizzazione dei diritti di volo». In attesa
delle mosse dei tedeschi, fonti della nuova Alitalia
hanno fatto sapere ieri, avvalorando l'idea che i giochi siano ancora aperti,
che il confronto con Air France riprenderà solo dopo il 7 gennaio. In quel caso
si tratterebbe di precisare i dettagli, perché gran parte dell'intesa è già
definita (e dicono alcuni già firmata): secondo indiscrezioni Parigi entrerebbe
con una quota di circa il 25% del capitale, e tre consiglieri d'amministrazione
(due dei quali nel comitato esecutivo), pagando circa 300 milioni di euro. Oggi
a Roma, intanto, nuovo incontro tra l'Alitalia e i
sindacati firmatari degli accordi (quindi senza i piloti Anpac e Up): in
discussione le procedure per le assunzioni del personale della vecchia
compagnia nella nuova società. Mario Sensini Conference call Wolfgang Mayrhuber
e Roberto Colaninno
( da "Giornale.it, Il" del 05-01-2009)
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n. 1 del 2009-01-05
pagina 13 «Pronti a ribellarci se Alitalia firma con
Air France» di Sabrina Cottone Il governatore lancia un appello a governo e
imprenditori: danno grave, per salvare Malpensa diremo sì a Lufthansa MilanoAlitalia è a un passo dalla chiusura dell'accordo con Air France. E il
cosiddetto partito del Nord è in subbuglio, convinto che la scelta si rivelerà
disastrosa non solo per Malpensa, ma per le sorti di tutto il traffico
aereo italiano. Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, alla
vigilia dell'incontro di oggi tra i vertici di Cai e di Lufthansa, non si dà
per vinto: «C'è ancora spazio per far entrare Lufthansa. Lancio un appello agli
imprenditori del Nord, la maggioranza nella cordata, perché resistano a questa
deriva verso Air France che creerà un grave danno al Paese. Non voglio essere una
Cassandra, ma significherebbe diventare una linea aerea di piccolo cabotaggio e
non svolgere la funzione per cui Cai è nata, cioè essere compagnia di
bandiera». Se Alitalia sceglie Air France, che farà la
Regione Lombardia? Pensa di scendere in piazza? «Vorrei che nessuno desse per
persa la battaglia. Siamo in una fase in cui si può ancora compiere la scelta
giusta. Se la decisione fosse altra da Lufthansa, è chiaro che non
abbandoneremo Malpensa e faremo tutte le mosse perché possa crescere e tornare
a essere un hub. Si imporranno alcune scelte. A quel punto, l'ho già detto in
conversazioni private con imprenditori e governo, il conflitto sarà
inevitabile. Dovremo pensare a uno sviluppo di Malpensa a prescindere da Cai e
ci sarebbero certamente conflitti di interesse». Vuol dire che la Lombardia
sosterrà comunque un'alleanza Lufthansa-Malpensa ai danni di un'Alitalia romana? «Nascerà inevitabilmente l'esigenza di
sostenere comunque Lufthansa. Non si capisce ad esempio perché non dovrebbe
entrare sul Milano Roma, la tratta più remunerativa. Chiederemo la
liberalizzazione dei voli totale e immediata, di non facile digeribilità per
Cai. Attenti però non a pensare i cieli liberi come una panacea, perché
Malpensa non recupera immediatamente i suoi problemi. Se Cai sceglie Air
France, la botta su Malpensa è forte». Ma la scelta del partner di Alitalia è una decisione politica o una scelta industriale
che riguarda solo gli imprenditori di Cai? «È l'uno e l'altro insieme, perché
Cai è una compagnia privata ma il suo compito, la sua mission, è realizzare una
compagnia di bandiera. E poiché essere compagnia di bandiera significa
garantire il trasporto aereo nel Paese, i criteri di scelta del partner non
possono rispondere solo a interessi privati, ma devono assolvere a un compito
nazionale: assicurare un trasporto aereo efficiente in tutto il Paese. Il
settore aereo è delicato, non è un'impresa dolciaria, ma un settore con
condizioni in monopolio o semimonopolio. Noi abbiamo sostenuto la cordata ma
con l'obiettivo che questa cordata sviluppasse il trasporto aereo. E adesso ci
aspettiamo che questo sia realizzato». Gli eventi vanno in tutt'altra
direzione. Sembra che Alitalia abbia già scelto
l'alleanza con Air France. «Sono sicuro che il governo non assisterà inerte al
venire meno dell'obiettivo di fondo. Chiedo e mi auguro che l'incontro di
domani (oggi per chi legge, ndr) tra i vertici Cai e i vertici di Lufthansa non
sia formale, ma che sia una trattativa vera. So per certo che Lufthansa ha già
presentato e ripresenterà condizioni per un'alleanza forte. Mi aspetto che
siano valutate dalla Cai e che non servano solo per spuntare condizioni
migliori con Air France». Perché Alitalia-Cai dovrebbe
preferire Lufthansa a AirFrance? «Lufthansa vuole entrare seriamente nel capitale,
con un forte contributo, pur non chiedendo un ruolo di comando. Lufthansa porta
un'alleanza internazionale più forte e garantisce condizioni tecniche di favore
sia per Malpensa che per Fiumicino mentre AirFrance non lo fa. Lufthansa
sarebbe un partner di minoranza che offre condizioni operative forti, inclusa
la soluzione del problema delle penali». Il partito del Nord si batte per
Malpensa. Ma che cosa risponde a chi difende le sorti di Fiumicino? «È noto a
tutti che Air France ha sempre visto Malpensa con il fumo negli occhi, ma con
Air France anche Fiumicino viene penalizzata. Invece Lufthansa ha già detto che
la sua strategia industriale è rafforzare sia Malpensa che Fiumicino e non per
bontà d'animo ma perché le conviene. Lufthansa è multihub, cresce se potenzia
sia Fiumicino che Malpensa. Invece Air France ha solo Parigi, può accettare
Fiumicino purché non si sviluppi troppo. Air France penalizza ancora di più
Malpensa e certamente non fa crescere Fiumicino». Scusi, ma se non conviene a
nessuno, perché mai sta per essere siglata un'alleanza con Air France? «Non
vorrei che gli imprenditori di Cai, molti dei quali conoscono bene il valore di
Malpensa, si facessero condurre da una deriva verso Air France dell'azienda Alitalia, che da dieci anni ha costruito se stessa in
gemellaggio con Air France. Sono entrati, trovandosi in mezzo a grandi
problemi, e si sono lasciati trascinare dal management che preferisce Air
France... D'altra parte sono tutti piazzati su Roma, da anni in contatto con
Parigi». C'è anche una questione Linate, che Cai vorrebbe ridurre al solo
Milano-Roma? «Mi auguro che il piano industriale presentato da Cai sia diverso
e migliore, perché i vertici ci avevano parlato di un piano molto più ampio.
Impostata così, la questione non va assolutamente bene. Noi siamo disposti a
riconfigurare Linate, in ogni caso portandolo ad alcune destinazioni e non solo
al Roma-Milano, ma a patto che Malpensa torni a essere un hub. Se non è così,
per il sacrificio di Linate non è accettabile». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI
SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia
n. 1 del 2009-01-05
pagina 0 Alitalia, Air France alza l'offerta
Formigoni: "Scontro" di Redazione Air France è sarebbe pronta ad
alzare da 250 a 300 milioni di euro l?offerta per la partecipazione del 25%
nella nuova compagnia. Questa settimana Alitalia dovrà
scegliere il proprio partner. Formigoni: "Pronti a ribellarci".
Alemanno avverte: "Per Fiumicino non staremo a guardare" Roma - Air
France-Klm sarebbe pronta ad alzare da 250 a 300 milioni di euro l?offerta per
una partecipazione del 25% nella nuova Alitalia, che
questa settimana dovrà scegliere il proprio partner internazionale. Lo si legge
sul sito internet del quotidiano economico francese Les Echos, che però non
cita fonti. In questo modo il vettore franco-olandese dovrebbe riuscire a prevalere
sulla concorrente tedesca Lufthansa, ancora in gioco. Alemanno: "Non
staremo a guardare" "Ci preoccupa questo atteggiamento unilaterale
che guarda ai soli interessi territoriali", dice in un?intervista al
Messaggero Gianni Alemanno che annuncia: su Fiumicino "ci faremo sentire
con forza". Alla chiamata alle armi sulla partita Alitalia
in difesa di Malpensa si contrappone il fronte preoccupato delle ripercussioni
sullo scalo romano del Leonardo da Vinci. "Mi sembra positivo - spiega il
sindaco di Roma - che anche Letizia Moratti abbia cominciato a parlare di hub
complementari per Malpensa e Fiumicino". Ma avverte: "se dovessimo
verificare che il piano industriale va a peggiorare la situazione
dell?aeroporto da Vinci, che gli atteggiamenti localistici hanno avuto effetto,
saremmo pronti anche noi a mobilitarci". Alemanno dice di aver avuto
colloqui con Sabelli e Colaninno, con i ministri Matteoli e Ronchi, ma precisa
che ogni decisione seguirà la presentazione del piano industriale. Il sindaco
capitolino critica la semplificazione "Air France uguale Roma, Lufthansa
uguale Milano" e ribadisce che "la cordata italiana sia stata la
soluzione migliore". Alemanno non nasconde le preoccupazioni soprattutto
in vista dei nuovi progetti turistici per la Capitale, dal parco tematico al
gran premio di Formula Uno. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4
- 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 05-01-2009)
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n. 1 del 2009-01-05
pagina 0 Alitalia, Air France alza la posta a 300
milioni Lufthansa: l'interesse c'è, ma oggi niente offerta di Redazione Air
France è sarebbe pronta ad alzare da 250 a 300 milioni di euro l?offerta per la
partecipazione del 25% nella nuova compagnia. Questa settimana Alitalia dovrà scegliere il proprio partner. Formigoni:
"Pronti a ribellarci". Si acuisce lo scontro tra Malpensa e Fiumicino
Roma - Tra Roma e Milano si riaccende la guerra dell?Hub. La scelta, ormai
imminente, del partner di Alitalia spacca il Paese e
crea scompiglio tra le forze politiche, dove prevale l?appartenenza
territoriale dei singoli sulle scelte di partito. Il Nord "compatto"
tifa Lufthansa, mentre la Capitale si schiera apertamente con Air France.
Intanto la compagnia francese fa sapere di essere pronta ad alzare da 250 a 300
milioni di euro l?offerta per una partecipazione del 25% nella nuova Alitalia, che questa settimana dovrà scegliere il proprio
partner internazionale. In questo modo il vettore franco-olandese dovrebbe
riuscire a prevalere sulla concorrente tedesca Lufthansa, ancora in gioco. Il
fronte del Nord Il nodo è sempre lo stesso: la sorte dell?aeroporto di Malpensa
che - secondo l?agguerrito schieramento nordista che va da Formigoni alla
Moratti fino a Penati e Di Pietro - da una eventuale intesa con i francesi -
data ormai per scontata negli ambienti vicini al dossier - uscirebbe fortemente
ridimensionato a favore dello scalo romano di Fiumicino, "con drammatiche
ricadute sull?occupazione e sull?economia dell?intera area". Sulla
questione Malpensa il fronte del Nord non intende affatto mollare e attende
fiducioso l?incontro (che a quanto risulta all?Agi sarà solo telefonico) tra il
presidente della nuova Alitalia Roberto Colaninno e il
numero uno di Lufthansa Wolfgang Mayrhube. Il presidente della Lombardia
Roberto Formigoni è, infatti, sicuro che "i giochi non sono ancora fatti.
So che Lufthansa - annuncia sollecitando anche un intervento diretto di Silvio
Berlusconi - si presenterà con una proposta molto interessante dal punto di
vista economico". Anche il sindaco Moratti invita Cai a scegliere
Lufthansa mentre il presidente della provincia di Milano, il diessino Filippo
Penati si fa promotore di un?alleanza trasversale a difesa di Malpensa. Si
schiera con il fronte del Nord anche il leader dell?Idv Antonio Di Pietro,
secondo il quale "i lombardi sono stati cornuti e mazziati da
Berlusconi". Occhi puntati su Fiumicino Ma se il fronte del Nord promette battaglia,
le "truppe" capitoline non stanno certo con le mani in mano: Il
sindaco Gianni Alemanno e il governatore del Lazio Piero Marrazzo. "Se
dovessimo verificare che il piano industriale va a peggiorare la situazione
dell?aeroporto Leonardo da Vinci - promette Alemanno - saremmo pronti anche noi
a mobilitarci". E Piero Marrazzo, per il quale si è "alla vigilia di
una battaglia decisiva" non ha dubbi e sintetizza con uno slogan:
"giù le mani della politica dagli aeroporti". è il mercato che deve
decidere. "Noi abbiamo un vero Hub. Liberalizzino pure il settore,
Fiumicino è pronto a confrontarsi. Non è colpa nostra - sottolinea Marrazzo -
se il nord non ha mai risolto i problemi del suo sistema aeroportuale e se
Malpensa è cannibalizzata dai moltissimi scali vicini". Lufthansa conferma
il proprio interesse Un portavoce della Lufthansa ha smentito all?Agi la
notizia riportata da alcuni organi di stampa di una conference call in
programma nel pomeriggio tra i vertici della compagnia tedesca e di Cai relativa
ad una contro offerta per rilanciare su Air France. Il portavoce ha tuttavia
confermato l?interesse di Lufthansa per entrare come partner straniero nella
nuova compagnia di bandiera italiana. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via
G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Voce d'Italia, La" del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Economia
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( da "Foglio, Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
6 gennaio 2009 Alitalia 2 continua a far rotta su Parigi. Un volo in
turbolenza, però, viste le pressioni politiche che giungono al presidente
Roberto Colaninno per dirottare l?intesa verso Colonia. La cordata di sedici
soci, che ha abbandonato il nome Cai per rimposessarsi dello storico nome
aziendale, ha in agenda da tempo la scelta del partner: Air France o Lufthansa.
Una scelta urgente visto che Alitalia 2 partirà il 13
gennaio. Ieri era previsto un vertice tra Colaninno e Wolfgang Mayrhuber,
presidente di Lufthansa. Un portavoce della compagnia germanica ha smentito la
notizia, ma fonti vicine al dossier dicono al Foglio: “I contatti sono
proseguiti anche oggi (ieri, ndr) su entrambi i fronti, compreso quello di
Lufthansa, in vista della scelta finale”. La ristrettezza dei tempi, comunque,
rende scettici gli addetti ai lavori, che ritengono ormai prossima la firma del
contratto con Air France. Un cda straordinario convocato dalla società francese
per il 9 gennaio è destinato a dare il via libera all?operazione.
( da "Repubblica, La" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina 9 - Economia
Nessuna controfferta dalla Lufthansa Air France più vicina Ma i tedeschi: ancora in corsa per Alitalia I
francesi offrono 300 milioni per il 25%, Mayrhuber dovrebbe arrivare a 500 per
Sky Team LUCA IEZZI ROMA - Il rilancio di Lufthansa non è arrivato, ma la
compagnia tedesca «è ancora in corsa» per diventare il partner di Alitalia. Lo ha dichiarato un portavoce della compagnia da Francoforte
pur negando che i due presidenti, Roberto Colaninno e Wolfgang
Mayrhuber, ieri si siano sentiti per discutere di una possibile contro offerta
a quella fatta da Air France-Klm. In realtà i contatti tra le due società ieri
ci sono stati, anche ad altissimo livello, solo che i tedeschi non avevano
pronta un´offerta circostanziata da presentare ai manager Alitalia.
La decisione finale sul partner industriale verrà presa alla fine della
settimana, ma non prima di aver saputo l´esito dell´incontro di domani tra il
premier Silvio Berlusconi e il leader leghista Umberto Bossi. Comunque in tempo
per l´avvio dell´attività prevista per il 13 gennaio. Nonostante il pressing di
Lufthansa, la distanza tra i due contendenti non è cambiata. La cordata di
imprenditori che ha costituito la nuova Alitalia
mantiene i canali aperti con entrambe, ma le trattative con la compagnia
francese sono a uno stadio più avanzato e vedono i legali alle prese con le
specifiche tecniche. Air France è talmente in vantaggio che dalla Francia
arrivano voci, non confermate, di un cda della compagnia previsto già venerdì
per sancire l´alleanza nei termini concordati con Cai. A questo punto per
ribaltare l´esito finale Lufthansa dovrebbe presentare dei termini molto
migliori di quelli già concordati con Air France che sono di per sé già molto
favorevoli come dimostra il pagamento di 300 milioni di euro per un 25% di una
società capitalizzata per circa un miliardo. Il sovrapprezzo è giustificato
dalla possibilità di crescere nel corso degli anni nel controllo e nel capitale
della società. I tedeschi dovrebbero anche assumersi l´onere connesso al cambio
dell´alleanza internazionale: Alitalia e Air France
sono tra i fondatori di Sky Team, mentre Lufthansa è in Star Alliance. La
penale per il cambio di raggruppamento (gli accordi prevedono l´obbligo di
garantire la copertura di alcune destinazioni in code sharing) è quantificabile
in 200 milioni di euro, seppur non in un´unica soluzione. Alla fine un esborso
da 500 milioni di euro per i tedeschi rischia di finire per essere fuori mercato
rispetto alle quotazioni attuali delle compagnie aeree. A giocare a favore di
Lufthansa rimane la carta politica, vista la preferenza della Lega, e
l´orientamento dello stesso presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che ha
più volte dichiarato di tifare per un accordo con Francoforte. Posizioni ben
note che finora non hanno fermato Colaninno e soci ad arrivare ad un passo
dalla firma con Air France. Quale che sia la scelta da martedì 13 la fusione
dei due network Alitalia e Air One resterà immutata
per l´intera stagione con le destinazioni intercontinentali concentrate a
Fiumicino (13) contro le 3 di Malpensa. E proprio sugli sviluppi del network
che le tre delegazioni si stanno concentrando. In particolare a Cai interessa
mantenere e accrescere la propria quota nelle rotte a lungo raggio,
notoriamente le più profittevoli.
( da "Repubblica, La" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina 8 - Economia
La Lega assedia Berlusconi "Subito tutele per Malpensa" Bossi vedrà
il premier. Alemanno: grave l´agitazione del Nord Al summit del Carroccio anche
Moratti e Bonomi "Liberalizzare i diritti di volo" PAOLO BERIZZI
MILANO - Puntano al pareggio, e pareggio - alla fine - sarà. Il partner di Cai
resterà Air France. Ma il governo, per "compensare", garantirà la liberalizzazione degli slot su Malpensa
"rilasciati" dalla vecchia Alitalia, aprendo
così il campo a Lufthansa e a chiunque altro vorrà investire sull´hub varesino.
Che a quel punto, se gli accordi verranno rispettati, secondo la Lega sarà
«salvo» e non penalizzato dalla decisione della nuova compagnia di bandiera
italiana. E´ questo il risultato che il Carroccio - sceso in trincea
nella "battaglia di Malpensa" - è quasi certo di riuscire a ottenere.
Complici le rassicurazioni che Berlusconi avrebbe recapitato a Bossi dopo i
malumori leghisti (l´accordo con Air France «è un contropiede», aveva detto il
senatùr), lo scenario sul quale ha ragionato la segreteria politica della Lega,
riunita ieri in via Bellerio, prevede una via di uscita che, al momento,
salverebbe capra e cavoli. Almeno sulla carta. Via libera a Air France, ma
tutele per Malpensa. «Noi riteniamo che il partner ideale per Cai sia Lufthansa
- ha dichiarato Bossi - . In caso di decisioni diverse da parte di Cai - si
legge in una nota - il governo non potrà che liberalizzare i diritti di
traffico aereo con effetto immediato, garantendo così l´effettiva concorrenza
su tutte le tratte ivi compresa quella Milano-Roma». Il processo di
liberalizzazione dovrebbe iniziare a primavera, con tratte attive dall´inizio
dell´estate. Richieste precise anche per quanto riguarda i lavoratori di
Malpensa, ai quali «dovranno essere garantiti il medesimo trattamento e gli
stessi ammortizzatori già previsti per i dipendenti Alitalia»,
ha fatto sapere l´ufficio esecutivo leghista. Di tutto questo discuterà domani
Bossi nell´incontro fissato con il premier Berlusconi. Il pallino, a questo
punto, è in mano al presidente del consiglio. «Troviamo sempre un accordo»,
dice il ministro per le riforme. «Non bisogna rovinare l´economia del Paese. Da
Malpensa - spiega - passa il 50 per cento delle merci del Paese. Bisogna
tenerne conto». In via Bellerio ieri, oltre allo stato maggiore padano, c´erano
anche il sindaco Pdl di Milano, Letizia Moratti, e l´ad di Sea, Giuseppe
Bonomi. Moratti è apparsa irritata per la piega presa dalla vicenda Alitalia e per le possibili ripercussioni sullo scalo
varesino. Irritata non solo per il via libera del governo a Air France, ma
anche per la posizione assunta - a suo dire «a sorpresa» - dagli imprenditori
lombardi (ieri per la prima volta Marco Tronchetti Provera, membro del cda di
Cai e socio della compagnia con la sua Pirelli, ha definito l´aeroporto di
Malpensa «strategico e indispensabile allo sviluppo delle imprese del Nord e di
tutta Italia»). Nel ingarbugliato nodo aeroporti vanno registrate le posizioni
del presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, che fa appello alla
Lega «per una battaglia comune» (ma poi la accusa di essere in «stato
confusionale») e, soprattutto, le reazioni sul fronte romano: «E´
incomprensibile e grave tutta questa agitazione che viene dal Nord sulle scelte
di Cai», dice il sindaco di Roma, Gianni Alemanno che aggiunge: «Non
permetteremo prevaricazioni contro Roma e Fiumicino». Sulla stessa linea il
presidente del Lazio, Piero Marrazzo: «E´ curioso che i lombardi abbiano paura
del mercato e chiedano rassicurazioni alla politica».
( da "Repubblica, La" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina 15 - Cronaca
Maltempo, il gelo fa altri due morti Allarme della Protezione civile: neve
sulle strade, anticipate il rientro Il freddo uccide una donna ligure Lucca, un
bimbo perde la vita su un pendio ghiacciato Città sotto zero. Iniziative per
dare un ricovero ai clochard. Bloccati decine di voli STEFANO ORIGONE Se l´è
portata via il grande freddo. Uccisa dagli stenti, dalla temperatura sotto zero
nella sua casa fatiscente di Carnovale, nella campagna di Cairo Montenotte in
provincia di Savona. Elena Marro, 75 anni, non aveva neppure un calorifero per
scaldarsi. Solo due coperte, quelle in cui l´hanno trovata avvolta i
carabinieri. Era una donna sola, malata, che poteva solo contare sul buon cuore
dei vicini, che ogni tanto le portavano un po´ di cibo e medicine. Il freddo ha
fatto un´altra vittima a Lucca. Il piccolo Umberto Iacomino. è morto a 8 anni a
Castiglione Garfagnana (Lucca) sbattendo contro un albero dopo essere scivolato
per cento metri su un pendio ghiacciato. Ora dopo ora la morsa di gelo sta
stringendo l´Italia e nelle prossime ore si preannunciano temperature sempre
più in picchiata e abbondanti nevicate. La protezione civile, considerato che è
atteso il rientro di cinque milioni di italiani dopo le vacanze di fine anno
(il 65% utilizza l´auto con tempi di percorrenza lunghi), ieri ha invitato a
mettersi in viaggio prima possibile. E ha consigliato di avere una buona scorta
di carburante, di verificare le buone condizioni generali del veicolo, di
munirsi di catene o pneumatici da neve e di avere a bordo bevande calde o altro
per rendere meno disagevole le eventuali code, soprattutto se si viaggia con
bambini o anziani. Le nevicate oggi interesseranno soprattutto Valle d´Aosta,
Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Liguria. Si preannuncia neve
anche sui tratti appenninici delle autostrade, come l´A1 fra Bologna e Firenze.
In Piemonte potrebbero cadere fino a 40 centimetri di neve, il comune di Torino
ha predisposto un piano d´emergenza. Il fenomeno si intensificherà domani
soprattutto nel settore centro-meridionale della regione, e si attenuerà solo
giovedì. L´allerta neve è scattata anche in Lombardia, in particolare nella
zona dell´Oltrepo Pavese, e in Emilia, dove sono previsti 50-70 cm di neve. Già
ieri il maltempo ha investito l´Italia e la colonnina è scesa molto sotto lo
zero. Il record è stato registrato in Veneto con -25 gradi in alta quota,
seguito dall´altopiano di Marcesina nel Vicentino con una punta di -21 gradi,
tre in più rispetto a Campestrin di Fassa in Trentino, dove il termometro è
crollato a -19. Almeno fino a domani si prevedono gelate diffuse su pianure e
valli interne in tutto il Centro Nord. Le grandi città hanno predisposto piani
per dare riparo ai senzatetto: a Roma sono rimaste aperte alcune stazioni della
metropolitana, mentre a Milano sono stati aggiunti 60 posti nei centri di
accoglienza e sono stati acquistati 500 sacchi a pelo. Anche Bolzano ha aperto
tre centri di ricovero. L´ondata di maltempo sta interessando anche l´Europa.
Più di 1.600 passeggeri sono rimasti bloccati all´aeroporto
parigino Charles de Gaulle e la fitta nevicata sulla capitale francese ha
portato alla cancellazione all´aeroporto di Fiumicino di dieci voli tra arrivi
e partenze fra Roma e Parigi operati da Air France e Alitalia. Cancellati
per maltempo anche una trentina di voli in partenza e in arrivo da Linate e
Malpensa.
( da "Repubblica, La" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina I - Roma La
polemica Cai e Fiumicino, Alemanno all´attacco "Incomprensibile
l´agitazione del Nord" PAOLO G. BRERA Sulle scelte
imprenditoriali della nuova Alitalia, che sembrano minacciare lo
scalo di Malpensa a beneficio di Fiumicino, il vento gelido che soffia dal Nord
comincia a irritare le istituzioni locali: «è incomprensibile e grave tutta
questa agitazione che viene dal Nord Italia sulle scelte della società Cai»,
dice il sindaco Gianni Alemanno. SEGUE A PAGINA VII
( da "Repubblica, La" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina VII - Roma Il
sindaco all´attacco sul futuro dello scalo romano. La Cgil: strategia comune
Alemanno: "Nessuno pensi di declassare Fiumicino" PAOLO G. BRERA
(segue dalla prima di cronaca) «La scelta del partner internazionale non
determina automaticamente le scelte sugli hub che devono derivare da un piano
industriale in grado di rilanciare la compagnia di bandiera. E nessuno può
pensare di togliere a Fiumicino il ruolo di hub intercontinentale dell´Italia,
perché sarebbe la prima volta che una Capitale europea viene privata di questo
ruolo con l´aggravante che Roma è una città tra le più importanti del mondo in
termini di ruolo internazionale». «è importante che le istituzioni locali
assumano una strategia comune sul tema della difesa di Fiumicino», applaude il
segretario generale della Cgil di Roma e Lazio, Claudio Di Berardino,
approvando l´annuncio del presidente della Regione Piero Marrazzo
dell´imminente apertura di un tavolo interistituzionale sulla questione. «Alla
luce delle pressioni che alcune forze politiche stanno facendo pro Malpensa -
dice però Di Berardino - sarebbe utile e significativo se al tavolo del 15
gennaio prendessero parte anche le organizzazioni sindacali e imprenditoriali
locali». L´obiettivo, secondo il sindacato, è «riaffermare il ruolo della
capitale d´Italia e la conseguente necessità che Roma mantenga il sistema di
relazioni nazionali ed internazionali garantite dal vettore del volo». «Si può
e si deve lavorare a una complementarietà fra gli hub di Fiumcino e di Malpensa
- dice il sindaco - all´interno di un piano industriale che valorizzi il legame
fra tutto il nostro territorio e la compagnia di bandiera. Deve essere chiaro
che non permetteremo nessuna prevaricazione politica o territoriale». Ma Di
Berardino ammonisce: «Il Piano industriale Cai non può essere piegato a
esigenze di quadro politico ma deve rispondere agli
obiettivi economici ed al volume di traffico che la compagnia intende
perseguire per la Capitale, e di conseguenza per l´intero Paese. Roma ha già
pagato molto in termini di posti di lavoro: l´80 per cento della cassa
integrazione Alitalia riguarda il personale di Roma e del Lazio, mentre permangono
gravi i rischi per migliaia di altri lavoratori precari e dell´indotto».
( da "Repubblica, La" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina VII - Roma Per
il maltempo, disagi negli scali è comparso alcuni giorni fa Fiumicino
cancellati voli Roma-Parigi Vigne Nuove striscione fascista e nessuno lo toglie
La fitta nevicata che ha imbiancato ieri Parigi ha avuto ripercussioni sul
traffico aereo con conseguente sospensione, dalle 15 circa di ieri, dei voli
che collegano la capitale francese con Roma. A Fiumicino sono stati cancellati
dieci voli, tra arrivi e partenze, operati dalle compagnie
Air France e Alitalia. Molti sono stati i turisti che, recatisi a Parigi per brindare
al nuovo anno sotto la Tour Eiffel, sono ora bloccati nella capitale francese
in attesa di rientrare in Italia. Problemi analoghi, ovviamente, per chi deve
rientrare in Francia dall´Italia. La momentanea sospensione dei voli
causata dal maltempo ha intanto indotto molti passeggeri a tornare in albergo,
ma c´è anche chi è rimasto tutta la notte in aeroporto, per riuscire ad
assicurarsi il primo volo di oggi. Meteo permettendo, i collegamenti tra Parigi
e Roma dovrebbero cominciare a riprendere in mattinata. "Fascismo stile di
vita". è la nuova scritta a caratteri cubitali e neri firmata Militia
apparsa qualche giorno fa in via delle Vigne Nuove (nella foto sopra)
all´altezza dell´incrocio con via Giovanni Conti. Impossibile non notarla per chi
percorre la lunga strada che da via delle Isole Curzolane porta diritto
all´incrocio. Appena superati i campi di tennis e calcetto del circolo
culturale sportivo Vigne Nuove, sul muretto pitturato di bianco campeggia una
scritta a lettere grandi e nere che riportano la frase: "Fascismo stile di
vita, chi osa vince" accompagnata da un fascio littorio e un indirizzo
mail a firma Militia, la sigla ideata dall´estremista di destra Maurizio
Boccacci, l´ex leader del Movimento Politico Occidentale, che alcuni mesi fa
aveva ammesso di essere il responsabile di altri cinque striscioni apparsi in
città contro la comunità ebraica e il sindaco Gianni Alemanno. (valeria
forgnone)
( da "Repubblica, La" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina VII - Bari
Voli nel caos, la Puglia resta a terra Un giorno di ritardo per Parigi.
Collegamenti in tilt con l´Albania Botta e risposta alla Regione. Il Pd: Sud
penalizzato Il Pdl: troppi fondi alle low cost Ancora una giornata nera per i
passeggeri dei voli da e per la Puglia quella di ieri. Ritardi e cancellazioni
sono ormai all´ordine del giorno. Colpa del maltempo, ma anche delle
inefficienze delle singole compagnie. In particolare MyAir, il vettore
incentivato da fondi comunitari a operare sugli scali pugliesi, ancora in
difficoltà dovute all´incidente avvenuto a Madrid lo scorso 30 dicembre che ha
bloccato un aeromobile della flotta, anche ieri ha accumulato diverse ore di
ritardo e ha persino cancellato due voli (il Brindisi-Roma delle 7,15 e il
Roma-Brindisi delle 10,30). Una situazione che si ripete dopo l´incredibile
calvario toccato fra domenica e lunedì ai passeggeri brindisini del volo MyAir
diretto a Parigi: 24 ore di attesa, che costeranno alla compagnia low-cost
presumibilmente una sanzione da parte della società di gestione del
"Casale Papola", ma sicuramente una denuncia penale e una raffica di
richieste di risarcimento danni patrocinate dai legali del Codacons di Lecce.
L´associazione consumatori salentina peraltro ha già inviato un esposto dalla
Procura per segnalare quelle che sarebbero "quotidiane inadempienze"
della compagnia "che peraltro - aggiunge l´avvocato Luisa Carpentieri -
riceve cospicue sovvenzioni da parte della Regione Puglia". Sorte simile è
toccata sabato scorso a un centinaio di passeggeri del volo
Alitalia in partenza da Roma per l´aeroporto del Grande Salento: fra loro
anche Albano Carrisi. Partiti alle 17,15, avendo accumulato già un´ora di
ritardo, causa maltempo sono stati dirottati prima su Bari e poi
definitivamente su Napoli. Di qui sono ripartiti in pullman per arrivare a
Brindisi solo alle 4 del mattino: è anche in questo caso è scattato l´esposto.
Intanto ieri da Bari sono partiti con forte ritardo i voli della BelleAir per
Tirana (otto ore e mezza per quello delle 6,30 e quasi sette ore per quello
delle 9) per il forte maltempo che ieri ha colpito l´Albania. Un´ora di ritardo
ha accumulato il Malpensa delle 9,10 di EasyJet come pure il Colonia delle
10,25 di Tuifly. Mentre sconta più di tre ore di ritardo il MyAir per Bruxelles
delle 17,35. In arrivo a Bari con ritardo ancora i voli della BelleAir per
Tirana, due charter per l´Egitto (uno da Sharm e uno dal Cairo) mentre MyAir
annunciava già dal primo pomeriggio che il volo delle 16,55 in arrivo da Parigi
sarebbe arrivato dopo la mezzanotte. Stessa storia su Brindisi dove,
cancellazioni a parte, il Roma di AirOne delle 9,40 è arrivato con più di
un´ora di ritardo, mentre due ore in più ci ha messo il Malpensa delle 16,50 di
EasyJet. Intanto non si placa la polemica politica per il ridimensionamento dei
collegamenti aerei da e per la Puglia operato dalla Cai. Luciano Mineo,
vicepresidente del Consiglio regionale della Puglia, in una nota, giudica
"gravissima" la situazione e chiede uno sforzo unanime al
centrosinistra pugliese per evitare "la penalizzazione della
regione", vista l´azione definita "antimeridionale" della nuova
compagnia. Mineo propone una seduta monotematica del Consiglio regionale da
tenersi nella sede dell´aeroporto barese aprendola a tutte le categorie
economiche della regione. Replica il capogruppo di Forza Italia Rocco Palese:
"Non è la Cai che appieda la Puglia ma le compagnie finanziate dalla
Regione". Secondo Palese "la Regione ha finanziato compagnie che
avrebbero dovuto garantire tratte internazionali da e per gli aeroporti
pugliesi, ma sono del tutto inadeguate a garantire quei collegamenti". Nel
dibattito interviene anche il presidente della commissione Mezzogiorno di
Confcommercio, Emanuele Papalia. "La riduzione dei voli dalla Puglia e
dalla Calabria - dice - accentuerà il divario tra Nord e Sud. La compagnia di
bandiera appieda il Mezzogiorno. Da parte del governo non c´è una reale volontà
di mettere in atto politiche volte ad appianare il differenziale che in termini
di infrastrutturazione del territorio spacca in due il Paese". (il. fi.)
( da "Repubblica, La" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina VII - Bari
Manager L´amministratore unico di AdP ha riunito lo staff: pronto un dossier sull´operativo
della nuova compagnia Di Paola prepara la risposta ai tagli Cai "Così
eviteremo di essere penalizzati" Si sappia che alle nostre imprese serve
arrivare in Romania piuttosto che a Parigi ILARIA FICARELLA Un´analisi
dettagliata dei vari aspetti della vicenda Cai, per riportare il dibattito su
un piano tecnico e pratico piuttosto che polemico. L´amministratore unico di
Aeroporti di Puglia (Ap) - la società che gestisce gli scali aeroportuali
pugliesi - detta l´agenda delle cose da fare prima che
entri in vigore il nuovo operativo della ex Alitalia.
«Dobbiamo sapere - dice Domenico Di Paola - cosa chiedere alla Cai e cosa fare
se non otterremo quello che riteniamo essere indispensabile». Cosa pensa sia
possibile ancora fare per evitare che la regione sia penalizzata dalla nuova
compagnia? «Nella polemica, specie quella politica, non posso e non
voglio inserirmi. Il mio ruolo di manager mi impone un´unica strada che ho già
intrapreso. Proprio questa mattina (ieri, ndr) ho tenuto una riunione con il mio
staff in aeroporto e abbiamo avviato un percorso che ci deve portare ad avere
le idee più chiare possibili sulla vicenda». Cosa c´è ancora da chiarire?
«Intendiamo arrivare a un´analisi dettagliata dei diversi aspetti e delle
conseguenze del nuovo operativo Cai. Intanto bisogna affrontare la questione
connettività. E´ vero, c´è un certo numero di voli in meno rispetto a quelle
che erano le offerte Alitalia e AirOne. Ma a questo
punto ci interessa definire dove e come si potesse arrivare prima e dove e come
si potrà arrivare domani. Ci serve capire sì quanti voli per Milano o per Roma
ci saranno rispetto al passato, ma anche e soprattutto quante coincidenze
nazionali e internazionali riusciremo a garantire in più o in meno». Pensa che
ai passeggeri pugliesi questo possa bastare? «Soprattutto rispetto alle
esigenze dei nostri passeggeri dobbiamo entrare quanto più possibile nel
dettaglio. E´ per questo che intendiamo coinvolgere in questo lavoro tutte le
categorie economiche della regione. La nostra è una realtà abbastanza
diversificata. Vanno considerate le esigenze del popolo dei low-cost, che non
frequentava l´Alitalia prima e che non frequenterà
Cai, e che dunque da tutta questa situazione non viene minimamente sfiorato. Ci
sono le richieste degli imprenditori i quali hanno sì bisogno di andare a
Milano o a Roma ma hanno anche esigenza di arrivare in Romania invece di
raggiungere Parigi per esempio. Più penalizzati forse sono i nostri
professionisti. Tutti questi aspetti non sono secondari». Una volta concluso lo
studio dell´operativo e delle nuove tariffe che farete? «Intanto l´analisi
servirà a dare risposte inconfutabili anche alla politica. Ma soprattutto
servirà a inquadrare il problema per sapere chiaramente cosa chiedere alla Cai
e come comportarsi se le nostre richieste non saranno soddisfatte». E cosa
risponde a chi accusa la gestione degli aeroporti di aver incentivato con soldi
pubblici compagnie aeree inadeguate? «Ribadisco ancora una volta che non un
soldo pubblico è andato perso. La Club Air ha restituito fino all´ultimo
centesimo. Alle inefficienze di altre compagnie rispondiamo con multe il cui
corrispettivo viene di volta in volta scalato dagli incentivi».
( da "Unita, L'" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Il monopolio dei
voli penalizza gli utenti Linate-Fiumicino «Più che di sospensione della concorrenza
si tratta di una continuazione di pratiche anticompetitive». Così Dario
Balotta, ex segretario lombardo Fit-Cisl, in riferimento al
decreto Alitalia che sospende per i prossimi tre anni il divieto di monopolio
sulla tratta Linate-Fiumicino. L'ex sindacalista, oggi nella consulta Pd,
sostiene che già da anni «esiste un cartello (Alitalia AirOne)
che penalizza gli utenti e che ora verrà legalizzato». Balotta ha
confrontato il costo di un biglietto medio nel 2008 tra Linate-Fiumicino con
quello di una tratta simile come la Madrid-Barcellona. Risultato? Le tariffe
massime italiane sono più alte rispetto alle spagnole di 225 euro, le minime di
35.
( da "Unita, L'" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Alla fine gli
italiani pagano la leggenda dell'italianità Tre/quattro miliardi sulle spalle
del contribuente: ecco i costi della campagna elettorale di Berlusconi Certo
stiamo vivendo una bella, bella solo nel senso di significativa oppure
simbolica, pagina di storia italiana. La nuova Alitalia dovrebbe
ripartire il 13 gennaio, fra una settimana. Anche la ripartenza è simbolica.
Tutto sommato la compagnia di bandiera non si è mai completamente fermata.
Talvolta si è quasi fermata, regalandoci accorate telecronache di bivacchi
aereoportuali e immagini di coperte e di bevande calde, distribuiti dalla
protezione civile come se i viaggiatori fossero i neoterremotati del
terzo millennio sfollati in una stagione premoderna, preilluministica,
precapitalistica, forse tribale. Basterebbe leggere i titoli di due giornali,
ieri: «Alemanno e Marrazzo: Fiumicino non si tocca» (Messaggero), «L'ira di
Bossi per Malpensa» (Repubblica). Arranchiamo lungo i binari della più tragica
ripetività: la tribù del Nord contro quella della Capitale. Siamo a litigare
per decidere quale debba essere l'hub, solo nella presunzione che una compagnia
possa appoggiare una scelta piuttosto che l'altra, come se il Tesoro fosse
ancora l'azionista di maggioranza. Il presidente della Regione Lazio rinfaccia
a quelli del nord di non aver mai risolto i problemi del loro sistema
aereoportuale, lasciando che Malpensa venisse «cannibalizzata dai moltissimi
scali vicini». Ha mai provato a contare quanti aereoporti sono nati attorno a
Roma, tra l'Adriatico e il Tirreno? Si ricorda di Viterbo? Ha ragione comunque
lo smemorato Marrazzo perchè a suo modo denuncia quanto sia stata povera di
strategie la politica infrastrutturale italiana, più incline a soddisfare le
ambizioni (o le debolezze) dei vari ras, lungo tutta la penisola, ben più che
un interesse nazionale. Ancora. Perchè si continua a far finta di non vedere
che sull'altare della campagna elettorale di Berlusconi, del suo strano
concetto di italianità, del suo comico patriottismo, promuovendo insurrezioni
popolari contro il centrosinistra, Alitalia è stata
svenduta ai francesi, che solo un anno fa erano disposti a contrattare e a
pagare molto di più. Berlusconi voleva la "cordata italiana" e la
cordata italiana s'è materializzata, in cambio di quattro miliardi (tanto si
calcola tra debiti della bad company e inevitabili costi sociali) che dovranno
sborsare i contribuenti italiani, lo 0,3 per cento del pil nazionale, come
calcolava l'economista della Bocconi Tito Boeri. Qualcuno, ad esempio Bossi,
vorrebbe adesso rimettere il cappello su una operazione presentata come
strettamente "privata". La Lega si inventa un grottesco doppio
binario: monopolio Lufthansa oppure liberalizzazione, se resta Air France.
Improponibile, contrario a ogni regola e a ogni spirito di mercato, come ha
sottolineato il presidente della provincia di Milano, Filippo Penati, il più
attivo e coerente sul fronte Malpensa, che non pretende di "dirigere"
Colaninno (o Spinetta), ma chiede solo ad Alitalia di
liberare gli hub, perchè finalmente sulle piste si vedano nuove compagnie e
concorrenza vera. Allo stesso tempo rivendicando autonomia di iniziativa
politica per quegli obiettivi che ritiene utili al "paese" che vuole
rappresentare. Prove generali per il Pd del Nord? L'analisi ORESTE PIVETTA
MILANO opivetta@unita.it
( da "Unita, L'" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Scontro
politico sul partner della «nuova» Alitalia Domani Bossi
incontrerà Berlusconi, mentre i vertici della compagnia stanno negoziando
l'accordo con Air France e Lufthansa. Anche nelle battute finali, il caso Alitalia si conferma un
grande pasticcio. La Lega, alla fine, ha scelto la linea intransigente. Per la nuova Alitalia
di Roberto Colaninno il partner ideale è Lufthansa. E non Air France, che
valorizzerebbe di più Fiumicino a scapito di Malpensa. La decisione è stata
presa ieri al termine della Segreteria politica svoltasi a Milano nella sede di
via Bellerio. Una riunione durata tre ore, alla quale ha partecipato, oltre al
leader Umberto Bossi, anche il sindaco di Milano Letizia Moratti. Una presenza
non casuale. Il segnale mandato da Bossi è chiaro: il futuro alleato di Alitalia non è solo un problema della Lega ma di tutto il
Nord. Il sasso che Bossi ha lanciato nello stagno ha, quindi, la dimensione di
un macigno. Berlusconi faticherà a rimuoverlo. Il presidente del Consiglio,
dopo un anno esatto, si ritrova da cacciatore a preda. Nel gennaio del 2008,
infatti, facendo leva proprio su Malpensa Bossi isolò il governo Prodi al Nord.
Berlusconi vorrebbe evitare di ritrovarsi un alleato troppo ingombrante. Anche
perché in primavera ci saranno le elezioni per la Provincia di Milano che
cinque anni fa proprio la Lega consegnò a Filippo Penati. Smarcarsi però sarà
difficile per Berlusconi. Che domani incontrerà Bossi e tenterà di estrarre il
coniglio dal cilindro. Che potrebbe essere il ritorno in gioco di Lufthansa. I
margini di manovra sono ristretti. «Con Berlusconi - ha dichiarato il Senatur -
troviamo sempre l'accordo». Se non dovesse riuscire, la Lega ha già preannunciato
che chiederà al governo di «liberalizzare i diritti di traffico aereo con
effetto immediato, garantendo così l'effettiva concorrenza su tutte le tratte
ivi compresa quella Milano-Roma». In questo modo si potrà salvaguardare
Malpensa, ma non Alitalia visto che il monopolio sulla
tratta Roma-Milano è uno dei punti forti del piano di "salvataggio"
di Colaninno. E se la gallina non dovesse più sfornare uova d'oro da 24 carati
anche i 20 industriali riuniti in Cai potrebbero decidere di perseguire altre
strade. Se Berlusconi dovesse, invece, convincere Lufthansa, scontenterebbe
però Alleanza nazionale arroccata sull'alleanza con Air France e la difesa di
Fiumicino. «È incomprensibile - ha detto ieri il sindaco di Roma Gianni
Alemanno - e grave tutta questa agitazione che viene dal Nord Italia sulle
scelte della società Cai». Eppure senza Malpensa, ha calcolato la Camera di
Commercio di Monza, sono a rischio in Lombardia per i prossimi sei anni circa
56mila posti di lavoro e due miliardi di euro tra indotto turistico,
spostamenti e settore trasporti. Senza contare che nel 2015 Milano ospiterà
l'Expo. Questo per i prossimi sei anni. Nell'immediato c'è anche un altro
problema: quello del cargo. Quando il 13 gennaio la «nuova Alitalia»
debutterà con una nuova rete di voli, la compagnia abbandonerà anche il
trasporto merci. Questo indipendentemente dalle alleanze. In termini
occupazionali fanno circa 500 persone a spasso. In termini economici il danno è
ancora più rilevante anche se non è stato calcolato. Il fatto è che da Malpensa
parte il 50% delle merci avio trasportate in Italia e l'aeroporto serve una
zona che esporta per 45 miliardi di euro. Per questo motivo il deputato del Pd
Daniele Marantelli, che ieri ha incontrato proprio i lavoratori cargo, ha avanzato
al governo la proposta di una moratoria di sei mesi che permetta ad alcuni
imprenditori locali, come il gruppo Radici, di proporre soluzioni alternative.
E anche il problema del cargo sarà al centro del «Malpensa day» la
manifestazione organizzata il prossimo giovedì dal presidente della Provincia
di Milano Filippo Penati. Che su questo argomento sta cercando di aprire una
piccola breccia nell'alleanza Lega-Pdl. Cinque anni fa proprio Penati riuscì a
far correre la Lega da sola nelle elezioni provinciali. Il risultato? La
disfatta di Ombretta Colli e una vittoria insperata. L'affaire Malpensa è il
tentativo per un insperato déjà vu. ROBERTO ROSSI ROMA rrossi@unita.it
( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2009-01-06 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE
Vertice in via Bellerio con il sindaco e il presidente della Sea. Salvini:
consiglio comunale nello scalo varesino Crisi di Malpensa, il Pd accusa la Lega
Bossi rilancia. Ma l'ipotesi Lufthansa si allontana. Penati: Carroccio in stato
confusionale Sul futuro di Malpensa si accende lo scontro tra Lega e Pd. Il
Senatur, Umberto Bossi, ha radunato ieri in via Bellerio lo stato maggiore del
partito. Al termine del vertice, a cui hanno partecipato anche Letizia Moratti
e Giuseppe Bonomi (Sea), il segretario del Carroccio ha detto: «Noi siamo
favorevoli a Lufthansa oppure in cambio chiediamo che si liberalizzino le rotte
da Malpensa». La replica del presidente della Provincia, Filippo Penati (Pd):
«La Lega è in stato confusionale». Ultime trattative sul
partner straniero per la nuova Alitalia. Air France è sempre in
vantaggio, mentre si allontana l'ipotesi Lufthansa. Il capogruppo leghista a
Palazzo Marino, Matteo Salvini, chiede al sindaco di convocare un consiglio
straordinario su Malpensa. La Camera di Commercio: 56 mila posti di lavoro a
rischio. A PAGINA 3 Querzé e Stella
( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-06 num: - pag: 3
categoria: REDAZIONALE Vertice nella sede della Lega «Berlusconi non deve
rovinare l'economia del Paese». Domani corteo dei sindacati nello scalo
varesino Bossi: difenderemo Malpensa. Il Pd: troppo tardi «Accordo con
Lufthansa o liberalizzazione degli slot». Penati: Comune e Regione aprano una
vertenza con il governo Formigoni: per gli imprenditori del Nord, ora soci di
Cai, e per Berlusconi è arrivata l'ora di farsi sentire Meno sette: manca una
settimana esatta al decollo della nuova compagnia di bandiera. Un count down a
cui sono legati a doppio filo anche i destini di Malpensa. La giornata di ieri
non ha segnato alcun punto a favore degli scali milanesi. Il partner in pole
position per la nuova Alitalia resta Air France.
Secondo il partito del Nord — il presidente della Regione in testa— Lufthansa
converrebbe a tutti. I tedeschi garantirebbero lo sviluppo sia di Malpensa che
di Fiumicino come scali interncontinentali. «Per gli imprenditori del Nord che
sono entrati in Cai e per il presidente del Consiglio Berlusconi è arrivata
l'ora di farsi sentire — invita Formigoni —. Data l'organizzazione di Air
France, con i francesi anche Fiumicino resterà sempre una ruota di scorta ». La
Lega continua a battersi per l'ingresso dei tedeschi. Proprio su questo tema
Umberto Bossi incontrerà domani Silvio Berlusconi a Roma. Se poi il matrimonio
a sorpresa con Lufthansa non dovesse esserci, allora il partito del Nord si
batterebbe per la liberalizzazione dei diritti di volo in modo da favorire
l'atterraggio e il decollo da Malpensa di nuove compagnie. Lufthansa in primis
ma non solo. Intanto si moltiplicano le iniziative in difesa dello scalo varesino,
ormai sempre più deserto. Domani i lavoratori del settore cargo (dismesso da Alitalia) sfileranno in corteo all'interno dei terminal. La
protesta è organizzata dalle categorie dei trasporti di Cgil, Cisl, Uil, Sdl e
Ugl. Ieri, inoltre, i segretari generali lombardi di Cgil, Cisl e Uil — Nino
Baseotto, Gigi Petteni e Walter Galbusera — hanno chiesto al presidente della
Regione, Roberto Formigoni, un incontro urgente sul futuro dello scalo.
L'Italia dei valori sta organizzando per giovedì una mobilitazione a favore di
Malpensa. Mentre il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, ha
annunciato per lo stesso giorno un Malpensa day. Invitati anche sindacati e
associazioni dei consumatori. Sia il capogruppo della Lega in consiglio, Matteo
Salvini, sia il capogruppo del Pd, Pierfrancesco Majorino, chiedono la
convocazione di un consiglio comunale straordinario a Malpensa. Ma parlare di
un'azione congiunta sarebbe troppo. Di fatto la causa di Malpensa non è ancora
riuscita a coalizzare un fronte bipartisan. Il presidente della Provincia,
Filippo Penati, auspica un'azione comune a difesa dello scalo nella brughiera
ma non risparmia fendenti al centrodestra. Lega in testa. «Su Malpensa il
partito di Bossi è in stato confusionale — diagnostica Penati —. Perciò
continuerò da solo la battaglia». Va all'attacco del Carroccio anche il
segretario regionale del Pd, Maurizio Martina. «Le conclusioni del vertice
leghista di oggi a Milano fanno emergere l'imbarazzo del Carroccio — osserva
Martina —. Non basta dire: “o Lufthansa o la liberalizzazione dei diritti di
volo”. Che sia meglio la compagnia tedesca per lo scalo varesino non è certo
una novità di oggi. E non serviva un vertice della Lega per confermarlo. Il Pd
Lombardo continua a insistere su un punto forse più semplice ma certamente più
utile: il governo apra subito la liberalizzazione dei diritti di volo». Intanto
si stima l'impatto di una Malpensa con 200 voli Alitalia
settimanali contro gli oltre 1.300 di un anno fa. Secondo la Camera di
Commercio di Monza e della Brianza in Lombardia per i prossimi sei anni sono a
rischio circa 56 mila posti di lavoro. Inoltre, con la perdita del suo hub
l'economia lombarda nel 2009 rinuncerebbe a un in indotto turistico di circa
770 milioni di euro. «Se alla fine dovesse prevalere l'accordo con Air France —
guarda avanti Carlo Edoardo Valli, presidente della Camera di Monza — auspico
fortemente che almeno vengano liberalizzati gli slot di Malpensa». Rita Querzé
( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)
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- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-06 num: - pag: 3 categoria: BREVI Un anno di crisi L'addio di Alitalia A fine marzo 2008 la compagnia decide di tagliare i voli a
Malpensa: da 1.350 a settimana sono passati a 350 con il dehubbing e poi ancora
dimezzati a quota 153 In tribunale La Sea ha intentato una causa di
risarcimento da 1,2 miliardi di euro nei confronti di Alitalia.
La richiesta è stata «stoppata» dal tribunale di Busto Arsizio La
cassintegrazione Secondo l'accordo siglato, sono 900 i posti di cassa
integrazione concessi alla Sea; al momento i dipendenti a riposo sono 450 Le
perdite Il ridimensionamento di Linate e Malpensa avrebbe provocato una perdita
di due miliardi di euro al sistema imprenditoriale L'arrivo di Cai Il primo
settembre 2008 il commissario straordinario di Alitalia
Augusto Fantozzi riceve l'offerta di Cai. La nuova compagnia sarà operativa dal
12 gennaio I politici La Lega scende in campo per difendere Malpensa da un
ulteriore ridimensionamento. Si spinge per un'alleanza con Lufthansa
( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)
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- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2009-01-06 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE La compagnia Asse tra i big del Carroccio e la Moratti Sfida di
Bossi a Berlusconi: per Alitalia voglio Lufthansa
MILANO — Futuro di Cai e di Malpensa: la Lega rilancia le ragioni del partito
del Nord dopo un vertice con la partecipazione del sindaco di Milano, Letizia
Moratti. Il Carroccio ha ribadito «la volontà di difesa di Malpensa» e il
sostegno a Lufthansa come partner ideale. ALLE PAGINE 10 e 11
( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)
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- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2009-01-06 num: - pag: 1 autore: di
GIANGIACOMO SCHIAVI categoria: REDAZIONALE Tutti dalla Lega
Il governo di via Bellerio N el luogo simbolico dell'antipolitica dove negli
anni Novanta la Lega disegnava gli scenari secessionisti del Nord, Milano batte
un colpo sul caso Malpensa e si mette di traverso a governo e imprenditori,
agli alleati e ai capitani coraggiosi nella trattativa per il partner della
nuova Alitalia. CONTINUA A PAGINA 11
( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2009-01-06 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE Lega schierata: sì a Lufthansa E Bossi chiama Berlusconi Calderoli:
l'alternativa è quella di liberalizzare i voli a Malpensa Convocato per venerdì
il consiglio della compagnia transalpina, che resta sempre in pole position
MILANO — Partner straniero Alitalia e futuro di
Malpensa: la Lega rilancia le ragioni del partito del Nord. E annuncia un
incontro, già domani, tra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il
leader del Carroccio, Umberto Bossi. Ieri pomeriggio la segreteria politica
della Lega si è riunita al gran completo a Milano. Presenti Umberto Bossi, Roberto
Maroni, Roberto Calderoli, Luca Zaia. E poi Giancarlo Giorgetti, Roberto Cota.
All'incontro hanno partecipato anche il sindaco di Milano, Letizia Mo-ratti, e
Giuseppe Bonomi, il presidente di Sea, la società (controllata dal comune della
Madonnina) che gestisce gli scali di Linate e Malpensa. Alla fine la Lega ha
ribadito le sue posizioni con un comunicato. In primo luogo «la risoluta
volontà di difesa di Malpensa quale hub internazionale e della relativa
occupazione». E poi il sostegno a Lufthansa come partner ideale per la nuova Alitalia: «L'unica compagnia in grado di garantire
occupazione, servizi di livello internazionale e i due hub di Malpensa e
Fiumicino». Se poi alla fine il pendolo dell'alleanza propendesse per Air
France, secondo il ministro Roberto Calderoli «il governo non potrà che
liberalizzare i diritti di volo per le compagnie che vogliono fare base a
Malpensa con effetto immediato, garantendo così concorrenza su tutte le tratte,
compresa la Milano-Roma». La Lega ieri ha riacceso un potente faro sulla
questione Malpensa, ma si è ben guardata dallo sparare bordate all'alleanza di
governo. «Con Berlusconi un accordo si trova sempre », ha detto il leader della
Lega Nord, Umberto Bossi, lasciando la sede milanese del partito al termine
della segreteria. «Non bisogna rovinare l'economia del Paese — ha aggiunto
Bossi — va ricordato che da Malpensa passa il 50 per cento delle merci
italiane». Intanto l'annunciata conference call tra il numero uno di Lufthansa,
Wolfgang Mayrhuber, e il presidente della nuova Alitalia, Roberto Colaninno, non c'è stata. La stessa Lufthansa, però,
conferma l'interesse per la compagnia. I tempi per un'eventuale controfferta
tedesca sono però strettissimi. Martedì 13 decolla la nuova Alitalia ma i giochi potrebbero chiudersi entro il fine settimana.
Non è escluso che venerdì un consiglio di amministrazione straordinario di Air
France tiri le somme riguardo all'offerta su Alitalia.
Secondo quanto riportato dal quotidiano «Les Echos», i francesi sarebbero
pronti a rilanciare sull'offerta iniziale superando i 300 milioni. Per quanto
riguarda le liberalizzazioni delle rotte, inoltre, Cai pare propensa a
sostenere l'incompatibilità di questa scelta con il piano industriale. A Milano
Lega e Ds chiedono un consiglio comunale straordinario a Malpensa. Mentre il
presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, si appella ai soci di Alitalia: «Senza Lufthansa la nuova compagnia rischia di
essere una creaturina rachitica». E il presidente della provincia di Milano,
Filippo Penati, rilancia per giovedì prossimo il suo Malpensa day. Ma anche
Roma ricompatta il fronte in difesa di Fiumicino. In prima linea il sindaco di
Roma, Gianni Alemanno: «Nessuno può togliere a Fiumicino la posizione di hub
intercontinentale d'Italia — taglia corto Alemanno —. Sarebbe la prima volta
che una capitale europea viene privata di questo ruolo». Rita Querzé
( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2009-01-06 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE La strategia tedesca Francoforte senza rilanci Lufthansa non avrebbe
alcuna offerta «finanziaria» da mettere sul piatto per Alitalia, in linea
con l'atteggiamento tenuto in altre due operazioni: per Sas ha offerto 1 euro
simbolico, per Austrian ha addirittura chiesto un corrispettivo economico per
assumerne la gestione (e i debiti). La compagnia tedesca sarebbe però pronta a
rinunciare alla clausola secondo la quale il 100% di Alitalia
passerebbe sotto il suo controllo dopo 5 anni di gestione insieme alla
cordata di imprenditori italiani. Lufthansa starebbe anche riflettendo su
un'altra condizione che aveva posto, quella di avere da subito la gestione
industriale di Alitalia. Lufthansa può contare oggi su
una flotta di 323 aerei (più 141 ordini e 90 opzioni d'acquisto) che collegano
209 destinazioni in 81 Paesi. La flotta raggiunge invece i 531 velivoli se si
considera l'intero Lufthansa Group, comprese le controllate: da Air Dolomiti a
Austrian Airlines fino a Swiss. L'anno scorso sono stati superati gli 83
milioni di passeggeri. Ma soprattutto, nel caso che la scelta dovesse cadere su
Lufthansa, la «nuova» Alitalia si ritroverebbe a far
parte della maggiore alleanza aerea mondiale: quella Star Alliance formata nel
1997 da Lufthansa con Thai International, l'americana United Airlines, Air
Canada e Scandinavian Airlines System Germania L'amministratore delegato del
gruppo Lufthansa, Wolfgang Mayrhuber
( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2009-01-06 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE La strategia francese Il super assegno di Parigi Air France Klm era
pronta ad aprire il portafoglio già durante le trattative
condotte nel 2007 con il governo Prodi per acquisire il controllo di Alitalia. E ora che la compagnia italiana è «rinata» sotto le insegne di
una cordata di imprenditori nazionali, la compagnia francese ha comunque
ribadito un forte impegno finanziario: per entrare in Alitalia con il
25% del capitale sarebbe disposta a spendere circa 300 milioni di euro.
E senza pretendere che il vettore italiano passi sotto il proprio controllo
entro un arco definito di tempo. Air France Klm, infine, non avrebbe posto
particolari condizioni sul terreno della gestione «industriale» di Alitalia. Air France Klm è la più grande compagnia aerea
mondiale per fatturato operativo (24,12 miliardi di euro nell'esercizio chiuso
il 31 marzo 2008), la terza per passeggeri trasportati per chilometro e per
consistenza della propria flotta, che è composta da 371 velivoli (che salgono a
620 se si considerano le controllate come Régional, Transavia, Brit Air e via
elencando). La compagnia franco-olandese è fra i fondatori dello Sky Team, la
seconda «alleanza aerea» per dimensioni dietro a Star Alliance: ne fanno parte Alitalia, le statunitensi Delta e Continental Airlines,
Korean Air, Aeromexico, la russa Aeroflot, Southern China e altre. Francia Jean
Cyril Spinetta, amministratore delegato di Air France Klm
( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)
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NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2009-01-06 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE La Nota di Massimo Franco Pressing del Carroccio per contrastare un
esito (quasi) scontato è una sfida che il Nord, e soprattutto Milano teme di
perdere. Per questo, era inevitabile che alla fine si vedessero a quattr'occhi
Silvio Berlusconi e Umberto Bossi. Il presidente del Consiglio ed il
ministro-leader della Lega lo faranno domani, dopo un altolà dei lumbard che si
mettono in trincea per trattare da posizioni di minor debolezza. Le alleanze internazionali di Cai-Alitalia implicano
una scelta anche sul futuro degli aeroporti lombardi, Malpensa soprattutto. E
la prospettiva quasi certa di una soluzione «francese» sta creando un
nervosismo crescente, perché significherebbe un ridimensionamento a vantaggio
di Roma: esito duro da digerire anche simbolicamente. L'insistenza di
ieri della Lega su un accordo con Lufthansa non deve ingannare, però. Appare
più che altro come una rivendicazione d'ufficio. La vera richiesta che Bossi si
prepara a fare è quella di liberalizzare i voli, per consentire ai tedeschi di
coprire la rotta fra Milano e la capitale: dando ossigeno, appunto, a Malpensa.
è un braccio di ferro nel quale si incrociano interessi locali e nazionali. Si
intravede la sfida a distanza fra un «partito romano» ed uno «del Nord»,
entrambi trasversali. Il paradosso è che i lombardi Berlusconi e Bossi sono
costretti a muoversi su sponde diverse. Il premier deve tenere conto di tutto;
il suo ministro solo della geopolitica leghista. Il loro incontro di domani fa
pensare ad un accordo: sebbene non ne siano ancora chiari i termini. Per la
Lega, almeno ufficialmente Malpensa «resta la madre di tutte le battaglie»,
titolava ieri in prima pagina La Padania. Si capisce: significa posti di
lavoro, prestigio, investimenti; e voti, a pochi mesi dalle Europee, e con una
riforma federalista in marcia affannosa. L'«incomprensibile agitazione del
Nord» che ieri additava il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, sta lievitando. E
Bossi dovrà dare il meglio di sé per ottenere da Berlusconi un risultato da
offrire ai suoi come vittoria. Quello col Pdl è un rapporto consolidato,
strategico e insieme teso. Berlusconi e la Lega sono «padroni» politici e
alleati del Nord; ma sono anche concorrenti elettorali. Sono frequenti le
ironie di FI e An contro un federalismo rivendicato da Bossi quasi come un
monopolio. E ieri Alemanno tuonava contro il pericolo di «prevaricazioni
politiche e territoriali» contro la capitale. Non migliora le cose il tentativo
legittimo del Pd settentrionale di sottolineare le frustrazioni leghiste; e di
denunciare «una posizione di retroguardia», nella speranza di arrivare ad
alleanze locali che scardinino quella nazionale. D'altronde, ormai sull'asse
Fiumicino-Malpensa si sta misurando per intero la distanza polemica fra «Roma»
e «Milano»; fra Palazzo Chigi e la Lega; fra Pd e Pd; e perfino fra
berlusconiani e berlusconiani. Esponenti come il governatore della Lombardia,
Roberto Formigoni, sono pronti a proclamare: «Difenderemo i nostri aeroporti».
Il tentativo estremo è di premere sugli azionisti di Cai-Alitalia
perché riequilibrino i loro investimenti. Ma la manovra si presenta difficile,
nonostante il rapporto Berlusconi- Bossi. L'impressione è che non potrà, o
forse non vorrà, avere un ruolo neppure il ministro dell'Economia, Giulio
Tremonti, da sempre uomo-cerniera tra FI e Lega. \\ Dietro la partita sul
partner aereo le tensioni sul federalismo
( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2009-01-06 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE Vertenze E sulle pulizie si incaglia la trattativa con il sindacato
ROMA — ( a. bac.) Torna a incresparsi il fronte sindacale
che promette di scaldarsi proprio nei giorni di decollo della nuova Alitalia. Ieri l'incontro tra l'azienda e i sindacati Filt-Cgil,
Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporti non ha sortito gli effetti sperati: il
destino dei 160 lavoratori delle pulizie è ancora incerto. Negli accordi era
prevista la loro assunzione ma ora Alitalia vuole
affidare il loro servizio all'esterno. Escluso l'affidamento a Pegaso,
che non avrebbe garantito ai dipendenti lo stesso contratto attuale, l'azienda
deve chiarire se vuole vendere alla spagnola Flightcare o a Eas (Air One) e a
quali condizioni. Ma il sindacato è inquieto: anche sugli altri settori pendono
gravi incertezze. Su tutti si farà il punto dal 14 gennaio, mentre per gli
addetti alle pulizie potrebbe scattare un'assemblea proprio il 13, giorno del
decollo della nuova compagnia. Con effetti paralizzanti per i voli.
( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2009-01-06 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE Summit Il «fronte lombardo» tenta l'ultimo affondo prima dello
sbarco dei francesi Il governo di via Bellerio e l'asse del Nord con la Moratti
SEGUE DALLA PRIMA Via Bellerio, storica sede del Carroccio, è dal primo
pomeriggio di ieri l'avamposto di un nuovo fronte politico istituzionale che
mette paletti, detta condizioni, scarta l'alleanza con Air France, chiede la
liberalizzazione degli slot dello scalo lombardo, propone Lufthansa come
partner privilegiato per la compagnia di volo nazionale presieduta da Roberto
Colaninno. Non è un caso se il sindaco Letizia Moratti sceglie di essere lì nel
freddo gennaio milanese, oltre quello storico portone dove un tempo Umberto
Bossi faceva notte prima di andare in pizzeria coi fedelissimi a disegnare le
strategie della Lega di lotta e di governo. E' lì che è nato il fronte del
Nord, la galassia scontenta che urlava «Roma ladrona», il progetto federalista.
Ed è lì che oggi riparte una strana alleanza istituzionale e politica, il
sindaco di Milano e il leader della Lega, il presidente della Regione e quello
della Provincia una volta tanto insieme per difendere un aeroporto che sembra
condannato a un ruolo minore dalla scelte romane, dai conti economici della
nuova compagnia, dalla scelta del partner straniero. Come una nemesi storica,
otto mesi dopo la battaglia contro il governo di centrosinistra Bossi,
Formigoni e Letizia Moratti si trovano a difendere l'aereoporto di Malpensa
dalle decisioni del governo amico e dal silenzio imbarazzato del premier Silvio
Berlusconi, lo stesso che in primavera aveva brandito lo scalo come una
scimitarra contro Romano Prodi e Tomaso Padoa Schioppa, accusati di non aver
difeso l'italianità e il territorio, e di essersi piegati agli interessi di Air
France. C'è disagio, c'è fastidio, c'è la sensazione di essere presi in giro.
Ma il segnale che arriva da via Bellerio, dall'improvvisato vertice di governo
metropolitano, non è di quelli da trascurare, è importante come la stretta di
mano di Letizia Moratti a Umberto Bossi, scandita dalle parole appena
pronunciate dal sindaco nell'intervista al Corriere: «Le scelte strategiche per
il Paese non possono essere lasciate nelle mani degli imprenditori». Si
incontreranno domani Berlusconi e Bossi. Per disinnescare le tensioni e forse
per battersi una pacca sulle spalle o per prendere tempo, anche se di tempo, da
qui al 13 gennaio, data di partenza della Compagnia che
gestirà la nuova Alitalia, ce n'è poco. Ma i contraccolpi del caso Malpensa rischiano di
incrinare i rapporti già tesi tra Milano e Roma, tra il governo nazionale e
quello locale. Il segnale del sindaco Moratti in via Bellerio sembra proprio
questo: con la crisi di Malpensa, si amplifica una questione del Nord per il
governo di Berlusconi e della Lega, tornano a galla i malumori per i
ritardi sull'Expo, sui finanziamenti, sul mancato via libera alle nuove
metropolitane. Una questione che riporta a galla la bocciatura a ministro di
Roberto Formigoni, il potente presidente della Regione che fin dall'inizio
aveva prospettato la soluzione ideale per lo scalo lombardo: liberalizzazione
degli slot, autonomia nella scelta del partner per Malpensa, sì a Lufthansa e
no ad Air France. E che offre al presidente della Provincia, Filippo Penati,
uno dei leader del centrosinistra milanese, l'occasione di entrare a gamba tesa
contro tutti: le grandi imprese che firmavano gli appelli in difesa dello scalo
e oggi si defilano; il premier Berlusconi che prometteva il rilancio e si è
rimangiato tutto. E' una vicenda assurda, paradossale, perfino vergognosa
quella di Malpensa, dice l'economista Marco Vitale: «L'unica battaglia che
resta da fare al Nord è quella della liberalizzazione degli slot, anche se
questo va contro agli interessi di bottega della nuova compagnia che deve
gestire Alitalia. E' evidente che solo ridimensionando
il fantastico capital gain garantito da una gestione in monopolio si può ridare
un ruolo e un futuro a Malpensa». La sinistra assiste allo scontro da lontano,
mette in evidenza le contraddizioni all'interno del centro destra: Penati si è
conquistato uno spazio prima degli altri, ha evidenziato i limiti
dell'imprenditoria del Nord e l'inerzia della politica romana, ha evitato di
stare alla finestra, come capitò a Walter Veltroni un anno fa, appena insediato
segretario del Partito democratico. E adesso si mette al centro di questa
battaglia, propone una vertenza comune, con Bossi, la Moratti e Formigoni.
Malpensa non è soltanto argomento della Lega o del centro destra. Parla Di
Pietro, e va giù duro con gli interessi delle cordate. parla il ministro ombra
Bersani, e invece di infierire mostra attenzione alle ragioni di una parte
importante del Paese. Tocca alla politica intervenire, dice Letizia Moratti. Ma
An tace, i leader di Forza Italia mostrano imbarazzo. Il sindaco di Roma
Alemanno difende Fiumicino e gli accordi raggiunti per la salvaguardia
dell'occupazione. C'è confusione. Air France o Lufthansa? Il partito di
Malpensa o quello di Fiumicino? Bossi, da via Bellerio, rimette il Nord sul
tavolo del governo, diventa portavoce di un interventismo che rischia di
mettere in discussione, un'altra volta, un'intesa che sembrava perfetta:
Berlusconi, gli imprenditori del Nord, la difesa della territorialità. Il
colore dei soldi e la necessità di raggiungere presto il pareggio e gli utili
in bilancio per Cai e la cordata di imprenditori coinvolti, rappresentano il
peggior nemico di Malpensa, dice l'economista Tito Boeri. Dopo un lungo giro,
siamo nella stessa situazione di otto mesi fa. Con la differenza che i
contribuenti italiani hanno 4 miliardi di euro in meno nelle tasche, si sono
accollati loro i costi del disastro di Alitalia. Su
questa vicenda, spiegano gli economisti, ci deve essere qualcosa che vale e non
poco: il grande business dei passeggeri del Nord. Altrimenti come si
spiegherebbe la tenacia e la pazienza che, in questa vicenda, stanno
dimostrando i dirigenti di Air France? Il fronte del Nord prova a far sentire
la sua voce: è una verifica politica, quella che esce dal vertice di via Bellerio,
anche se un po' sfumata nei toni. Una liberalizzazione delle rotte, oggi,
sembra incompatibile con il piano di Cai firmato dal governo: nessuno tra gli
imprenditori della nuova Alitalia vuole la concorrenza
in casa. Si riuscirà a cambiare in corsa Air France con Lufthansa? Difficile.
Malpensa resta un rebus: ma stavolta sotto esame non c'è il centrosinistra. Il
caso è tutto interno al centrodestra. GianGiacomo Schiavi
( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2009-01-06 num: - pag: 11
categoria: BREVI Sganciare Malpensa La mediazione è arrivare perlomeno a
sganciare il destino dell'aeroporto di Malpensa da quello dell'Alitalia
( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2009-01-06 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE Schieramenti «Vigile attesa» nella Capitale, alleanza trasversale
per lo scalo milanese Tutte le paure del partito di Fiumicino La lunga catena
che parte da Alemanno ROMA — E Roma? Il fronte del Nord, armato dalla Lega,
rumoreggia, s'aggrega, minaccia, fa la voce grossa e tenta l'ultima difesa di
Malpensa. E Roma? Con due interviste rilasciate a Il Messaggero, il sindaco
della Capitale, Gianni Alemanno (An), e il presidente della Regione, Piero
Marrazzo (Pd), hanno intimato: giù le mani da Fiumicino. Al momento non
risultano convocate riunioni, sit-in, manifestazioni: «Fiumicino non si tocca».
E tanto basti. Il fatto è che il fronte romano da tempo ha scelto un'altra
strategia: quella della vigile attesa. Appurato ormai da almeno un mese,
attraverso colloqui assai mirati con i vertici della nuova compagnia e con il
sempre vigile sottosegretario Gianni Letta, garante per Berlusconi del successo
della cordata italiana, che le trattative sull'alleanza
erano finite e che la scelta della nuova Alitalia era
caduta su Air France-Klm, le istituzioni romane sono rimaste a aspettare
l'epilogo della vicenda. Il soprassalto del Nord, le uscite di Umberto Bossi e
poi del sindaco meneghino Letizia Moratti e del «governatore» Roberto
Formigoni, hanno rotto l'apparente quiete destando preoccupazione. Così,
mentre il fronte lombardo gonfiava le proprie fila, arruolando anche parte
della sinistra, presidente della Provincia, Filippo Penati (Pd), in testa, a
Roma non si è rimasti con le mani in mano. «Ho avuto colloqui non solo con
Sabelli e Colaninno (amministratore e presidente della nuova Alitalia,
ndr) ha avvertito Alemanno -, ma anche con i ministri Matteoli e Ronchi
(entrambi di An come lui, ndr). E con il sottosegretario Gianni Letta...».
Eccola qui la linea di difesa di Fiumicino: una catena che parte dal territorio
e finisce nel cuore di Palazzo Chigi. Qui Alemanno ha appreso probabilmente
prima di altri la data in cui i francesi approveranno l'alleanza: venerdì 9
gennaio. In questo modo il fronte solido e silenzioso di Fiumicino, che ha
lavorato contando sull'appoggio, all'interno della nuova Alitalia,
di influenti azionisti, ha potuto dichiarare vinta la propria battaglia per lo
scalo. Ma c'è un'altra figura che in queste ore è rimasta nell'ombra a
attendere che la vicenda si concluda: il ministro dell'Economia, Giulio
Tremonti. Lontano mille miglia dall'attivismo del suo predecessore, il ministro
del centrosinistra Tommaso Padoa-Schioppa, che s'intestò tutta l'operazione con
Air France, poi fallita, Tremonti ha fatto di tutto per non apparire. Sapeva
bene il responsabile del Tesoro che prima o poi il nodo degli aeroporti sarebbe
venuto al pettine e che lo scontro tra Nord e Sud sarebbe riesploso,
chiamandolo in causa. Il suo restare ai margini dell'operazione è stato forse
un modo per evitare questa evenienza. è toccato alla Lega, dunque, esporsi e
misurare direttamente il rapporto di alleanza con Silvio Berlusconi. Domani il
leader del Carroccio, Umberto Bossi, calerà a Roma per incontrare personalmente
il premier. Indiscrezioni di palazzo danno probabile un intervento esplicativo
di Sabelli e Colaninno, ma soprattutto fanno sapere che non si parlerà soltanto
di Malpensa, segno che la Lega gioca su più tavoli e che il tema del
federalismo, alla fine, potrebbe prevalere. L'obiettivo minimo potrebbe essere
quello di spuntare la liberalizzazione di alcune rotte a Malpensa. Sul punto la
nuova Alitalia non sembra disposta a cedere. Salvo
imprevedibili colpi di scena. Il presidente della Regione Lazio, Piero
Marrazzo, e il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, entrambi impegnati a mantenere
gli accordi per Fiumicino Antonella Baccaro
( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2009-01-06 num: - pag: 17 categoria:
REDAZIONALE Nel Pdl L'«avvertimento» ad Alleanza nazionale: se qualcuno
dimostra di aver nostalgia per il passato, sbaglia di grosso Verdini: avanti
sui ministri, nessuno tocchi il premier Il coordinatore azzurro: possibile
rivedere la norma che fissa a 60 il numero dei membri del governo Nel mirino le
polemiche nate per l'imminente promozione a ministro di Brambilla (Turismo) e
Fazio (Sanità) ROMA — Berlusconi insiste: vuole promuovere due membri del
governo a ministro, Ferruccio Fazio e Michela Brambilla, Sanità e Turismo. An e
Lega non vogliono, lo dicono pubblicamente, ne fanno anche un problema di
equilibri fra alleati. Denis Verdini, che di Forza Italia è il coordinatore,
conferma che il premier è irremovibile, lancia un avvertimento e fa un
un'apertura. Il primo è un concetto del tipo «nessuno si sogni di riaprire una
fase di conflittualità con Berlusconi»: non solo sul caso
specifico ma anche su giustizia, riforme e Alitalia. La
seconda è una notizia che forse metterà subito a tacere almeno lo scontro sui 2
ministri: si può cambiare la legge che limita a 60 i membri dell'esecutivo;
dunque si può pensare non solo a qualche promozione di grado ma anche ad
allargare la squadra di governo. Verdini di solito parla poco. Ha il
compito di traghettare gli azzurri dentro il nuovo Pdl. In questo caso è
improbabile che non si sia consultato prima con Berlusconi. Sostiene,
l'esponente azzurro toscano, che le critiche leghiste e di An sul caso
specifico «sono incomprensioni superabili, anche perché alcuni ritocchi al
governo sono questioni che vanno discusse in altro modo, con tutt'altro
metodo». Ma il caso è utile per allargare il discorso: «E' ancora fresca la
vittoria elettorale e la formazione del governo, che è l'espressione della
vittoria e della voglia, largamente maggioritaria, da parte degli italiani, di
essere governati con decisioni nette, anche forti. Di certo sbaglia di grosso
chi pensa di offuscare una leadership, quella di Berlusconi, che è legata a un
elettorato che non si riconosce più nei vecchi partiti». E' un messaggio
politico ben preciso, diretto in generale contro le ultime intemperanze degli
alleati: non solo sulla promozione di due membri del governo, ma anche sulla
riforma della giustizia, sugli ulteriori ritocchi alle norme sulle
intercettazioni che il Cavaliere vorrebbe, su altri dossier aperti. Assicura
Verdini di «non voler far elenchi né accusare nessuno. Faccio solo un discorso
di metodo: questo governo è forte, ha dimostrato di saper funzionare, sin qui
siamo stati tutti diligenti. Se qualcuno ora parla di equilibri che si
modificano, dimostrando di aver nostalgia per vecchi schemi del passato,
sbaglia di grosso». Per Verdini «i partiti non possono pensare di tradire la
spinta iniziata con le elezioni, tanto più che con gli amici di An stiamo
andando verso un partito unico. Dalla giustizia alle intercettazioni alle
riforme in genere si commette un errore non seguendo le intuizioni del premier
nei confronti di un elettorato che ci ha dato una grande vittoria, che ha
bisogno di certezze, che ha tributato soprattutto a lui un consenso molto
vasto. E a cui soprattutto non frega nulla degli equilibri interni alla
coalizione». Insomma c'è una premiership e una leadership che nessuno può
pensare di indebolire. Anche perché è la leadership indiscussa di «un Pdl che è
ormai nei fatti una realtà, come si è visto in Abruzzo. Non è possibile pensare
di fermare un processo di modernizzazione che hanno voluto gli elettori seguendo
Berlusconi, un processo che avvicina l'Italia alle altre grandi democrazie,
dove il capo di un partito è anche il premier. Capisco che ci sono ragioni
nobili di appartenenza ma sono anche frutto di qualche nostalgia di troppo».
Corollario pratico, anche per cambiare il registro della discussione in atto:
«Le leggi sono sempre fatte per essere modificate. La norma che limita a 60 i
membri del governo è stata fatta da quel Prodi che aveva un centinaio fra
ministri e sottosegretari. Noi l'abbiamo applicata alla lettera, ma a sette
mesi di distanza si può anche discutere di funzionalità della norma. Che può
essere anche ritenuta insufficiente, essere ritoccata, per carità, se ci
accorgiamo che 60 persone sono troppo poche. Poi se vogliamo proprio discutere
di equilibri, cosa veramente triste e inaccettabile, mi sembra che Fazio sia un
tecnico, uno scienziato ». Ma il messaggio esplicito ai leghisti, come ad An,
resta un altro, valido per tutto il resto: «Chi ha nostalgia del passato sembra
non si accorto del carrarmato della modernità che è arrivato, sembra sia
accecato da un riflesso di imitazione della sinistra. I nostri elettori
vogliono solo un partito e un governo forte. Il centrodestra non può perdere la
sua visione riformista solo perché qualcuno coltiva la voglia di piacere a
tutti i costi anche all'opposizione. Va bene il dialogo ma se serve a non
realizzare le cose vorrei ricordare com'è finito il governo Prodi... le cose
cominciano così e poi finiscono con i disastri». Michela Vittoria Brambilla e
Ferruccio Fazio Marco Galluzzo
( da "Giornale.it, Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
n. 5 del 2009-01-06 pagina 12 Il piano tedesco per l'Italia, senza l'Alitalia di Paolo Stefanato In Italia, il mercato del trasporto aereo ha
sempre avuto due importanti attori internazionali: Air France e Lufthansa. Air
France dal 2002 è alleata con Alitalia, insieme alla quale
gestisce il mercato italiano; l'alleanza globale cui appartengono è SkyTeam.
Lufthansa invece il mercato italiano lo serve in proprio, anche attraverso la
controllata Air Dolomiti; dal 2000 ha un rapporto di code sharing con Air One.
Il peso di Air France e Lufthansa in Italia, finora, è stato equilibrato, pur
con caratteristiche diverse. Questo è uno dei motivi per cui gli esperti sono
sempre stati convinti che, alla fine, dopo crisi e salvataggio, Alitalia avrebbe confermato l'alleanza con Air France: se
così non fosse, questa rischierebbe di perdere completamente il mercato
italiano. Cosa che non si può permettere. La posizione di Lufthansa è, in
questo senso, più solida e articolata. Se Alitalia si
sposa con Air France, essa perde solo una parte marginale delle sue posizioni
nella Penisola, e cioè il rapporto commerciale con Air One. Il resto rimane
intatto. Anche in questa chiave, anticipando un po' gli eventi, herr Mayrhuber
ha creato Lufthansa Italia: in una logica di difesa e d'attacco insieme, per
compensare l'eventuale perdita del rapporto con Air One e per colmare gli ampi
spazi vuoti di cui oggi dispone Malpensa. In questo senso Lufthansa ha già dato
una mano alla Sea, alla Lega, al Nord, alla Moratti e a Formigoni (quest'ultimo
ha a lungo preannunciato la creazione di una compagnia del Nord, che tuttavia
non si è ancora materializzata). Oggi, nel mantenere viva una trattativa con la
nuova Alitalia, dà una mano anche a questa, che potrà
dire: noi ci avevamo provato. L'unico «fatto» di Lufthansa, nell'arco di due
anni, è stato solo quello di basare a Malpensa sei aerei di medio raggio, per
destinazioni europee (Lufthansa Italia). Il resto è rimasto allo stato di
parole. Né alla prima né alla seconda gara pubblica per l'acquisto di Alitalia, Lufthansa ha partecipato. Da quando Cai si è
attivata per scegliere il partner straniero, i tedeschi hanno espresso
«interesse»; ma dando la sensazione di esprimersi «per principio» e non con la
stessa concretezza con cui, nel frattempo, compravano la compagnia belga
Brussels, acquistavano l'austriaca Austrian e trattavano con la scandinava Sas,
per la quale in questi giorni si parla di fusione. Ci sono stati numerosi
colloqui tra i vertici di Cai e di Lufthansa, ma l'ultimo risale a più di un
mese fa. Le uniche richieste di Lufthansa trapelate erano di acquisire il 40%
di Cai e di pesare nella governance: improponibili, e c'è stata una marcia
indietro. In un'intervista al Giornale, solo 15 giorni fa, uno dei
collaboratori più vicini al numero uno Mayrhuber, Klaus Walther, ammetteva
candidamente che di Alitalia Lufthansa non aveva
neppure visto «un business plan dettagliato». «Smontare» gli accordi in essere
con Air France e con SkyTeam comporterebbe una penale di 200-300 milioni, e
tiepidamente Lufthansa lasciava intendere di essere disponibile a pagarla. Si
sa, tuttavia, che il governo e in particolare il sottosegretario Gianni Letta -
favorevoli a Lufthansa - avevano messo allo studio fin da settembre l'ipotesi
di scaricare la penale sull'amministrazione straordinaria (facendo un favore ai
tedeschi ma uno sgarbo a Parigi, che l'avrebbe così vista sfumare): non se n'è
fatto nulla. Lufthansa Italia da febbraio collegherà Malpensa con Barcellona e
Parigi (Charles de Gaulle), da marzo anche con Bruxelles, Budapest, Bucarest e
Madrid, da aprile con Londra (Heathrow) e Lisbona. Per l'estate ha chiesto la
possibilità di volare anche a Roma, Napoli e Catania. Non stupirà se, dopo aver
portato a regime i voli europei, Lufthansa proverà a lanciare anche qualche
collegamento intercontinentale: verso gli Stati Uniti le norme glielo
consentono già. Ma non stupirà se, dopo aver dato una mano a Cai ad alzare il
prezzo e a Malpensa a riprendere traffico, Lufthansa chiederà una
«compensazione» su Linate, magari sulla tratta per Roma, che è una delle più
redditizie del mondo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
n. 5 del 2009-01-06
pagina 3 Cancellati 30 voli Code sulle strade di Redazione Il maltempo che sta
colpendo tutta l'Europa e non risparmia l'Italia ha causato la cancellazione di
trenta di voli in partenza e in arrivo negli scali di Linate e Malpensa. Lo ha
reso noto la Sea, precisando che i maggiori problemi si sono registrati ieri
negli scali di Parigi, Dusseldorf e Bruxelles. La neve a Parigi ha causato la
cancellazione di 10 voli tra arrivi e partenze, operati da
Air France e Alitalia su Roma Fiumicino. Inoltre l'ansia di evitare l'ingorgo del
rientro in città per l'Epifania, con l'annunciata nevicata, si è trasformato in
un incubo per le centinaia di appassionati degli sci che hanno trascorso il
ponte di Capodanno nelle località sciistiche delle valli bergamasche. Si
sono messi in movimento tutti insieme nel primo pomeriggio di ieri, con il
risultato che intorno alle 18 sulla statale della Valle Brembana si sono
formati circa 20 chilometri di coda, che arrivava fino ai caselli autostradali
di Dalmine e Bergamo. Situazione meno pesante (ma comunque con lunghissime
code) anche sulla provinciale della Val Seriana, sulla Statale del Tonale e
nella zona del lago d'Iseo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4
- 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 06-01-2009)
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n. 5 del 2009-01-06
pagina 3 La richiesta Salvini: «Consiglio comunale nell'aeroporto lombardo Con
i lavoratori e i cittadini» di Redazione La Lega alza il tiro della
mobilitazione su Malpensa. Il Carroccio, con il suo capogruppo a Palazzo
Marino, Matteo Salvini, chiede una seduta straordinaria del consiglio comunale
di Milano, dedicata al futuro di Malpensa e aperta a tutti i cittadini, da
svolgersi proprio nello scalo varesino. La richiesta, indirizzata al sindaco Letizia
Moratti, è arrivata dal capogruppo e parlamentare Matteo Salvini, a poche ore
dalla conclusione della segreteria politica della Lega Nord, cui ha preso parte
anche il primo cittadino milanese. «Entro gennaio - ha affermato Salvini - il
sindaco Moratti convochi un consiglio comunale straordinario proprio a
Malpensa, aperto a tutti, in primis ai lavoratori di Sea». Nelle intenzioni
dell'esponente milanese della Lega Nord, questa seduta dovrebbe vedere la
partecipazione di tutti i soggetti della società civile che hanno a cuore lo
sviluppo dello scalo varesino, messo a repentaglio dal
piano industriale di Alitalia-Cai e dalle ipotesi di alleanza con Air France, e anche di altre
istituzioni locali, a cominciare dalle province di Milano e di Varese. «Sarebbe
un bel segnale da parte del sindaco di Milano - ha dichiarato Salvini - e
l'occasione per tutti i partiti e tutte le istituzioni locali di sancire un
impegno solenne a favore di Malpensa». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA
- Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 06-01-2009)
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n. 5 del 2009-01-06 pagina
3 Senza Malpensa l'Expo resta a terra Mazzata da 2 miliardi sulle imprese di
Sabrina Cottone Il ridimensionamento dello scalo metterebbe in ginocchio il
sistema produttivo A rischio 56mila posti di lavoro. Chiesta a gran voce
un'alleanza con Lufthansa (...) L'obiettivo è la difesa dei 56mila posti di
lavoro a rischio nei prossimi sei anni. Senza l'hub di Malpensa, per
l'occupazione lombarda si prepara un effetto negativo capace di annullare le
ricadute positive dell'Expo, che lascia prevedere 70mila nuovi posti a partire
dal 2009. A sostenerlo è la Camera di commercio di Monza e Brianza, in perfetta
sintonia con lavoratori e sindacati che si preparano per domani a una
manifestazione di protesta. A far sventolare i cartelli e intonare gli slogan
nello scalo varesino saranno i lavoratori in cassa integrazione il cui posto di
lavoro è già a rischio. I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil della
Lombardia, Nino Baseotto, Gigi Petteni e Walter Galbusera hanno chiesto al
presidente della Regione, Roberto Formigoni, «un incontro urgente sul futuro di
Malpensa». Secondo gli ultimi dati dell'ufficio studi della Camera di commercio
brianzola, l'economia lombarda perderebbe nel 2009 circa 770 milioni di euro di
indotto turistico e 350 milioni di euro di indotto trasportistico. Se poi si
aggiungono i mancati collegamenti internazionali diretti, la perdita
complessiva sfiorerebbe i due miliardi di euro. Il fronte pro Lufthansa e pro
Malpensa è compatto. Il vertice della Lega si chiude con l'annuncio di un
incontro (che avverrà domani) tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi.
Nell'attesa il «Carroccio» prende posizione in favore di Lufthansa e chiede
cieli aperti nel caso in cui prevalga AirFrance. Aggiunge: «Il governo dovrà
garantire ai lavoratori coinvolti il medesimo trattamento e gli stessi
ammortizzatori già previsti per i dipendenti Alitalia».
Netta la posizione del coordinatore regionale di Fi e candidato alla presidenza
della Provincia, Guido Podestà: «Non si può rinunciare a Malpensa perché vuol
dire non alimentare l'intero sistema del Nord Italia. Le infrastrutture sono un
elemento fondamentale per la crescita». Podestà ricorda che Silvio Berlusconi
ha preso chiaramente posizione a favore della compagnia tedesca: «Il presidente
del Consiglio si è molto speso nel colloquio con Angela Merkel e ha espresso
una preferenza dichiarata per Lufthansa, da lui ritenuta la scelta migliore per
il sistema Paese, a causa della strategia multihub di Lufthansa». Podestà
sintetizza le ragioni per cui Lufthansa è preferibile: entra nel capitale ma
non pretende di decidere le politiche, è appunto l'unica compagnia con sistema
multihubbing (ovvero con più grandi aeroporti di riferimento) e tutelerebbe sia
Fiumicino che Malpensa: «L'unico vantaggio di AirFrance
arriva dal management Alitalia che ha da sempre condiviso le scelte con AirFrance». Critica
Penati (pronto al Malpensa day di giovedì) per la sua politica di annunci:
«Aveva detto che avrebbe venduto le quote di Sea per diventare azionista di Alitalia e non è accaduto nulla di tutto questo. Dice di essere
partner della Lega, ma siamo tutti partner nella medesima battaglia». © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
n. 5 del 2009-01-06
pagina 12 L'aut aut della Lega in difesa di Malpensa di Sabrina Cottone Bossi:
"O Lufthansa come partner o la liberalizzazione immediata delle rotte,
compresa la Milano-Roma". E per Sea "gli stessi ammortizzatori
sociali della compagnia". Intesa con Formigoni e la Moratti Milano -
Continuano a chiamarlo partito del Nord, anche se gli iscritti fanno a gara per
spiegare che il tifo per Lufthansa e la difesa di Malpensa non sono scelte
regionali, ma prese di posizione nell?interesse del Paese. Il caso Alitalia sarà di attualità nell?incontro tra il presidente
del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il leader della Lega, Umberto Bossi, in
calendario per domani. Il Senatùr ieri a Milano in via Bellerio ha riunito i
suoi ministri e poi ha incontrato il sindaco, Letizia Moratti, e il presidente
della Sea (la società di gestione degli scali milanesi), Giuseppe Bonomi, per
valutare il da farsi. La linea arriva con un comunicato: «O Lufthansa o la
liberalizzazione con effetto immediato dei diritti di traffico aereo, compresa
la tratta Milano-Roma». Inoltre, la richiesta è di «ammortizzatori sociali» per
i lavoratori coinvolti nell?abbandono di Malpensa, pari a quelli concessi ai
dipendenti Alitalia. Il Carroccio e buona parte di
Forza Italia stanno con i tedeschi, perché l?offerta è economicamente
vantaggiosa e tutela insieme gli interessi di Malpensa e di Fiumicino. Come
ricorda l?europarlamentare e coordinatore lombardo di Forza Italia, Guido
Podestà, «il presidente del Consiglio si è molto speso nel colloquio con il
cancelliere tedesco, Angela Merkel, perché è convinto, come lo siamo tutti, che
Lufthansa sia la scelta migliore per il sistema Paese, grazie alla sua
strategia multihubbing». La compagnia tedesca, infatti, ha non uno solo, ma
vari aeroporti di riferimento e potrebbe così valorizzare sia Malpensa che
Fiumicino. Inevitabile però, anche per i fan di Lufthansa, prepararsi allo
scenario di alleanza con Air France, anche perché la compagnia francese ha
presentato un rilancio. «La segreteria politica della Lega ha confermato la
risoluta volontà di difesa e di sostegno dell?aeroporto di Malpensa quale hub
internazionale» recita il comunicato del Carroccio. Ma non si tratta certo di
un ultimatum, dal momento che contempla un secondo scenario: «In caso di
decisioni industriali diverse da parte di Cai, il governo non potrà che
liberalizzare i diritti di traffico aereo con effetto immediato, garantendo
così l?effettiva concorrenza di tutte le tratte, ivi compresa quella Milano
Roma». L?ipotesi di liberalizzazione totale non può che irritare Cai e Air
France, che invece puntano a operare in un regime di semimonopolio simile a
quello che aveva Alitalia (un emendamento alla
finanziaria che andava in questa direzione è stato addirittura bocciato in
Parlamento). Ribadisce il ministro Roberto Calderoli dopo il vertice: «è chiaro
che il governo rispetto a Cai può dare un indirizzo e non assumere decisioni.
Le offerte sono libere e libere sono le scelte». Ma il fronte dei cieli aperti
anche sulle rotte intercontinentali è sempre più vasto e trasversale: va dal Pd
(il segretario Maurizio Martina e il presidente della Provincia di Milano,
Filippo Penati) a Forza Italia passando per gli industriali di Assolombarda,
che definiscono la scelta di Air France «irrazionale e inaccettabile». Quasi
sulle barricate il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni: «Difenderemo
i nostri aeroporti, perché sono un elemento essenziale di lavoro e di sviluppo.
Cai sbaglierebbe a scegliere Air France che la costringe ad abbandonare l?area
più importante e produttiva del Paese e quindi e ridursi ad una piccola
compagnia». Letizia Moratti, alla guida del Comune di Milano che è azionista di
maggioranza della Sea, ha insistito nel chiedere al governo di spendersi per
Lufthansa e ieri è tornata all?attacco con Bossi. I bilanci del Comune sono in
seria difficoltà a causa della politica che penalizza Malpensa, ha conseguenze
negative anche su Linate e mette in difficoltà i dividendi Sea. Si prevedono
ricadute pesanti sull?occupazione (56mila posti in meno nei prossimi anni
secondo le ultime stime della Camera di commercio di Monza e Brianza) e domani
sindacati e lavoratori Sea in cassa integrazione manifesteranno per protesta. A
Malpensa tornano slogan e striscioni. Sembra solo l?inizio. © SOCIETà EUROPEA
DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 06-01-2009)
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n. 5 del 2009-01-06
pagina 12 Air France si prepara a firmare in settimana Ancora intoppi sindacali
sulle hostess di Redazione Lufthansa non cede, ma Air France-Klm resta in netto
vantaggio, ad un soffio dall'intesa con la nuova Alitalia
per l'ingresso come socio forte accanto alla cordata italiana ed il ruolo di
partner industriale strategico. La firma è attesa per la fine di questa
settimana, dopo gli ultimi incontri per mettere a punto i dettagli
dell'operazione. Anche la stampa francese conferma le indiscrezioni che da
giorni circolano in Italia: i vertici del gruppo franco-olandese avrebbero
alzato la loro offerta, pronti a pagare 310 milioni, e non più 250, per il 25% del gruppo italiano nato dall'integrazione tra Alitalia e Air One. Ma la partita viene considerata ancora aperta: la
nuova Alitalia valuterà la soluzione migliore fino all'ultimo minuto utile,
entro la scadenza del 12 gennaio, vigilia del debutto. I tedeschi tentano un
rilancio in extremis, lavorano ad una offerta finale. Siamo «ancora in
corsa», indicano dal quartier generale di Francoforte: «I colloqui proseguono».
Ed a quanto si è appreso, anche ieri ci sono stati contatti informali tra i
manager al timone della nuova Alitalia ed i vertici di
Lufthansa: le due compagnie mantengono uno stretto riserbo, mentre un portavoce
di Lufthansa ha negato che ci sia stato un colloquio ieri, neanche in
videoconferenza come emerso da indiscrezioni, indicando che ci saranno «nei
prossimi giorni». Intanto sindacati e azienda continuano ad affrontare, passo
dopo passo, i nodi della difficile messa in moto di un complesso ingranaggio.
Sul tavolo la nuova organizzazione del lavoro, tra organici e criteri di
assunzione. Ieri è stato avviato il confronto sui dipendenti di terra ed i
sindacati hanno indicato che ancora non ci sono risposte su diversi problemi
sollevati. Tra i nuovi intoppi, i sindacalisti hanno chiesto chiarimenti sul
caso di 60 assistenti di volo Alitalia che dopo aver
firmato l'assunzione con la nuova società sarebbero stati destinati, con un
corso ad hoc, a lavorare su aerei Air One. E Sarebbero 200, nei prossimi mesi,
a dover cambiare divisa. Le Rsa hanno fissato assemblee dei lavoratori per il
12 ed il 13 gennaio: se non ci sarà ancora un accordo definitivo potrebbero
pesare sul lancio operativo della nuova compagnia. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 06-01-2009)
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n. 5 del 2009-01-06
pagina 13 «Il parco sulla romanità sarà l'Eurodisney italiana Ostia la nuova
Rimini» di Luca Telese Il sindaco: «Moltiplicheremo i turisti sul modello
Parigi Fiumicino? Non esiste una Capitale senza aeroporto» RomaHa chiuso l'anno
contando i nuovi capelli bianchi: «Ce n'è più d'uno. Almeno in una cosa
Veltroni aveva ragione... è molto più faticoso fare il sindaco che il
ministro!». Gianni Alemanno inizia la sua giornata poco dopo il suo
predecessore («La prima riunione operativa dello staff alle nove»), ma non
chiude «mai prima di mezzanotte». In questi giorni, finite le feste, ha già sul
tavolo due grane. La prima: la battaglia sugli equilibri strategici della Cai
(che ha implicazioni dirette sull'aeroporto di Fiumicino), in cui prende una
posizione che provocherà qualche polemica nel Pdl: «Non accetteremo nessuna
ipoteca nordica e nemmeno che si facciano ricatti per le rotte. Fiumicino non
può che restare un hub, perché nessuna capitale del mondo è priva di un
aeroporto internazionale». Seconda grana: gli episodi di violenza a Roma. Qui
Alemanno ribatte a tutte le critiche del centrosinistra. «Basta leggere i dati.
Quest'anno i reati sono diminuiti del 20 per cento». Infine, dopo le
indiscrezioni che circolano dalla campagna elettorale, il sindaco tira fuori
dal cilindro il suo nuovo progetto: «L'obiettivo è un grande parco a tema sulla
romanità, che punti a moltiplicare i numeri del turismo a Roma così come è
avvenuto a Parigi per Eurodisney». Parliamo dalla nuova Alitalia.. Formigoni e la Moratti sono molto critici. «Non capisco e non
condivido». Difendono Malpensa, è sbagliato? «Mi sembra legittimo solo finché
ci si limita a quello che dice lei». E in cosa non si limitano, invece? «Il
primo errore è considerare Alitalia una azienda di Stato.
È una cordata di imprenditori, deve operare autonoma». Lei non vuole mettere in
discussione la partnership di Air France? «Non si possono modificare i piani
industriali sull'effetto delle spinte politiche: la vecchia Alitalia
è fallita così». Lei vedrà i nuovi vertici? «Lo farò il 15 gennaio». E il
secondo errore? «Non è ammissibile che, in virtù di quella che io chiamo una...
logica nordista, si pretenda di depotenziare il ruolo attuale di Fiumicino nei
piani già annunciati, e anche il suo sviluppo futuro». Prevede una espansione
del traffico su Roma a breve termine? «Ne sono certo. Fiumicino ha tutte le
caratteristiche per essere l'hub italiano. Aeroporti di Roma ha deciso il
raddoppio della struttura su modello dei grandi scali asiatici». E poi? «Entro
quattro anni realizzeremo un grandissimo parco tematico della romanità, a un
livello tecnologico e spettacolare che non abbia nulla da invidiare a
Eurodisney». Svuoterete le case del Comune? «Veramente i costi del parco
saranno a carico dei privati, e l'amministrazione si occuperà solo delle
infrastrutture». Ha intenzione di mettere insieme anche lei una cordata? «Per
un progetto così ci sono già ampie disponibilità di solidissimi imprenditori
nazionali e internazionali». Lei crede che questo aumenterà l'afflusso
turistico verso la Capitale? «Secondo i nostri calcoli l'afflusso dovrebbe
addirittura moltiplicarsi». Non sottrarrebbe turisti alle attuali destinazioni?
«Guardi, un parco giochi non fa concorrenza ai musei! Piuttosto apre una nuova
offerta di mercato che può combinarsi a quella tradizionale». Che giochi ci
sono a... Spqr-land? «Tutto quello che evoca la storia della Roma classica e
imperiale. Dalle terme alle competizioni gladiatorie... Dopotutto sono un
copyright romano, no?». L'accusa più facile: sarà una romanità di cartapesta,
non filologica. «Me la fanno gia, se è per questo». E lei? «Non me ne importa
nulla. Eurodisney porta turisti a Parigi e in Francia, diverte, attrae: non è
mica fatta per compiacere i professori universitari!». Dove dovrebbe sorgere?
«Ci sono diverse ipotesi. La migliore è sul waterfront di Ostia, che la mia
giunta intende valorizzare. Non gli manca nulla per essere una nuova Rimini. E
l'Eur, anche grazie alla Nuvola di Fuksas, diventerà una attrazione turistica e
architettonica mondiale». Intanto la giunta è criticata delle opposizioni per
gli stupri in città. «Mi pare una cosa inverosimile. Anzi, di più: un patetico
tentativo di rialzare la testa dopo la sconfitta elettorale». Anche lei ha
criticato molto la giunta precedente per la sicurezza. «Sì, ma l'ultimo stupro
è avvenuto dentro una festa non organizzata da noi, solo patrocinata. E sa chi
l'ha promossa?». I suoi predecessori? «Gli stessi che ora mi criticano, nel
2004 avevano voluto il progetto!». E lei che farà? «Aspetto di vedere gli esiti
dell'inchiesta, capire la relazione fra la festa e quell'episodio criminoso. Di
certo combattiamo la cultura dello sballo di cui anche questo ignobile episodio
è figlio». Respinge le accuse sulla sicurezza? «Chiudiamo il 2008 con 6mila
espulsioni, la chiusura di quaranta campi irregolari, il 20% in meno di reati».
Gli stranieri hanno paura? «La maggior parte degli espulsi sono persone con
precedenti penali». E quelli senza precedenti che si ritrovano senza casa? «I
nuovi campi di accoglienza che stiamo costruendo non saranno montagne di
rifiuti, ma luoghi dignitosi con condizioni sociali e sanitarie sostenibili».
Questo è il modello Alemanno? «Più che di modelli parlerei di risultati:
militari in strada, niente prostituzione sulle vie consolari, guerra al
commercio abusivo e alla microcriminalità. Ma sono il primo a dire: il lavoro
non è finito, serve ancora un impegno intenso». Per ora solo politiche
«repressive»... «Veramente abbiamo varato un piano casa da 30mila alloggi, per
mettere fine al paradosso di una città dove mancano case popolari, ma ce n'è
130mila sfitte!». Lei punta a fare il leader del Pdl? «Per carità, ho fin
troppo da fare con il mio lavoro di sindaco». An si è estinta? «Al contrario.
Stiamo decidendo come fare il congresso. Ma il partito unico è una svolta
epocale che mette insieme per la prima volta il centro e la destra». Per ora
nasce senza nessun voto. «Servono regole chiare e trasparenti, democrazia. La
fase delle quote dovrà essere brevissima, se non vogliamo fare la fine del Pd».
Quindi non resterà alla finestra? «No, parteciperò al processo più importante
della politica italiana. Stia tranquillo, darò il mio contributo». © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 06-01-2009)
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n. 5 del 2009-01-06
pagina 14 Romani vuole tagliare il canone Rai di Redazione Il canone Rai
potrebbe calare del 30%. «Basterebbe farlo pagare a tutti», ha detto il
sottosegretario alle Comunicazioni, Paolo Romani (nella foto), in un'intervista
su Affaritaliani.it: «Ma bisogna studiare una riscossione del canone diversa da
quella attuale e su questo punto stiamo lavorando». No invece all'ipotesi di
una rete Rai senza pubblicità, come avviene in Francia: «Il nostro sistema
misto, dove il canone finanzia quel 65% di programmi del servizio pubblico -
sottolinea - è un sistema che funziona bene». E anche i
conti di viale Mazzini, secondo Romani, sono a posto: «Ci sono delle sacche di
sprechi notevoli, ma la Rai non ha alcun indebitamento. Non è Alitalia e non è un carrozzone». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via
G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 06-01-2009)
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n. 5 del 2009-01-06 pagina 0 Alitalia, aut aut della Lega in
difesa di Malpensa di Sabrina Cottone Bossi: "O Lufthansa come partner o
la liberalizzazione immediata delle rotte, compresa la Milano-Roma". E per
Sea "gli stessi ammortizzatori sociali della compagnia". Intesa con
Formigoni e la Moratti Milano - Continuano a chiamarlo partito del Nord,
anche se gli iscritti fanno a gara per spiegare che il tifo per Lufthansa e la
difesa di Malpensa non sono scelte regionali, ma prese di posizione
nell?interesse del Paese. Il caso Alitalia sarà di attualità
nell?incontro tra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il leader
della Lega, Umberto Bossi, in calendario per domani. Il Senatùr ieri a Milano
in via Bellerio ha riunito i suoi ministri e poi ha incontrato il sindaco,
Letizia Moratti, e il presidente della Sea (la società di gestione degli scali
milanesi), Giuseppe Bonomi, per valutare il da farsi. La linea arriva con un
comunicato: «O Lufthansa o la liberalizzazione con effetto immediato dei
diritti di traffico aereo, compresa la tratta Milano-Roma». Inoltre, la
richiesta è di «ammortizzatori sociali» per i lavoratori coinvolti
nell?abbandono di Malpensa, pari a quelli concessi ai dipendenti Alitalia. Il Carroccio e buona parte di Forza Italia stanno
con i tedeschi, perché l?offerta è economicamente vantaggiosa e tutela insieme
gli interessi di Malpensa e di Fiumicino. Come ricorda l?europarlamentare e
coordinatore lombardo di Forza Italia, Guido Podestà, «il presidente del
Consiglio si è molto speso nel colloquio con il cancelliere tedesco, Angela
Merkel, perché è convinto, come lo siamo tutti, che Lufthansa sia la scelta
migliore per il sistema Paese, grazie alla sua strategia multihubbing». La
compagnia tedesca, infatti, ha non uno solo, ma vari aeroporti di riferimento e
potrebbe così valorizzare sia Malpensa che Fiumicino. Inevitabile però, anche
per i fan di Lufthansa, prepararsi allo scenario di alleanza con Air France,
anche perché la compagnia francese ha presentato un rilancio. «La segreteria
politica della Lega ha confermato la risoluta volontà di difesa e di sostegno
dell?aeroporto di Malpensa quale hub internazionale» recita il comunicato del
Carroccio. Ma non si tratta certo di un ultimatum, dal momento che contempla un
secondo scenario: «In caso di decisioni industriali diverse da parte di Cai, il
governo non potrà che liberalizzare i diritti di traffico aereo con effetto
immediato, garantendo così l?effettiva concorrenza di tutte le tratte, ivi
compresa quella Milano Roma». L?ipotesi di liberalizzazione totale non può che irritare
Cai e Air France, che invece puntano a operare in un regime di semimonopolio
simile a quello che aveva Alitalia (un emendamento
alla finanziaria che andava in questa direzione è stato addirittura bocciato in
Parlamento). Ribadisce il ministro Roberto Calderoli dopo il vertice: «è chiaro
che il governo rispetto a Cai può dare un indirizzo e non assumere decisioni.
Le offerte sono libere e libere sono le scelte». Ma il fronte dei cieli aperti
anche sulle rotte intercontinentali è sempre più vasto e trasversale: va dal Pd
(il segretario Maurizio Martina e il presidente della Provincia di Milano,
Filippo Penati) a Forza Italia passando per gli industriali di Assolombarda,
che definiscono la scelta di Air France «irrazionale e inaccettabile». Quasi
sulle barricate il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni: «Difenderemo
i nostri aeroporti, perché sono un elemento essenziale di lavoro e di sviluppo.
Cai sbaglierebbe a scegliere Air France che la costringe ad abbandonare l?area
più importante e produttiva del Paese e quindi e ridursi ad una piccola
compagnia». Letizia Moratti, alla guida del Comune di Milano che è azionista di
maggioranza della Sea, ha insistito nel chiedere al governo di spendersi per
Lufthansa e ieri è tornata all?attacco con Bossi. I bilanci del Comune sono in
seria difficoltà a causa della politica che penalizza Malpensa, ha conseguenze
negative anche su Linate e mette in difficoltà i dividendi Sea. Si prevedono
ricadute pesanti sull?occupazione (56mila posti in meno nei prossimi anni
secondo le ultime stime della Camera di commercio di Monza e Brianza) e domani
sindacati e lavoratori Sea in cassa integrazione manifesteranno per protesta. A
Malpensa tornano slogan e striscioni. Sembra solo l?inizio. © SOCIETà EUROPEA
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( da "Giornale.it, Il" del 06-01-2009)
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n. 5 del 2009-01-06
pagina 13 Alemanno: "Il parco sulla romanità sarà la grande Eurodisney
italiana" di Luca Telese Il sindaco della capitale: "Moltiplicheremo
i turisti sul modello Parigi Fiumicino? Non esiste una Capitale senza aeroporto"
Roma - Ha chiuso l?anno contando i nuovi capelli bianchi: «Ce n?è più d?uno.
Almeno in una cosa Veltroni aveva ragione... è molto più faticoso fare il
sindaco che il ministro!». Gianni Alemanno inizia la sua giornata poco dopo il
suo predecessore («La prima riunione operativa dello staff alle nove»), ma non
chiude «mai prima di mezzanotte». In questi giorni, finite le feste, ha già sul
tavolo due grane. La prima: la battaglia sugli equilibri strategici della Cai
(che ha implicazioni dirette sull?aeroporto di Fiumicino), in cui prende una
posizione che provocherà qualche polemica nel Pdl: «Non accetteremo nessuna
ipoteca nordica e nemmeno che si facciano ricatti per le rotte. Fiumicino non
può che restare un hub, perché nessuna capitale del mondo è priva di un
aeroporto internazionale». Seconda grana: gli episodi di violenza a Roma. Qui
Alemanno ribatte a tutte le critiche del centrosinistra. «Basta leggere i dati.
Quest?anno i reati sono diminuiti del 20 per cento». Infine, dopo le
indiscrezioni che circolano dalla campagna elettorale, il sindaco tira fuori
dal cilindro il suo nuovo progetto: «L?obiettivo è un grande parco a tema sulla
romanità, che punti a moltiplicare i numeri del turismo a Roma così come è
avvenuto a Parigi per Eurodisney». Parliamo dalla nuova Alitalia.. Formigoni e la Moratti sono molto critici. «Non capisco e non
condivido». Difendono Malpensa, è sbagliato? «Mi sembra legittimo solo finché
ci si limita a quello che dice lei». E in cosa non si limitano, invece? «Il
primo errore è considerare Alitalia una azienda di Stato.
è una cordata di imprenditori, deve operare autonoma». Lei non vuole mettere in
discussione la partnership di Air France? «Non si possono modificare i piani
industriali sull?effetto delle spinte politiche: la vecchia Alitalia
è fallita così». Lei vedrà i nuovi vertici? «Lo farò il 15 gennaio». E il
secondo errore? «Non è ammissibile che, in virtù di quella che io chiamo una...
logica nordista, si pretenda di depotenziare il ruolo attuale di Fiumicino nei
piani già annunciati, e anche il suo sviluppo futuro». Prevede una espansione
del traffico su Roma a breve termine? «Ne sono certo. Fiumicino ha tutte le
caratteristiche per essere l?hub italiano. Aeroporti di Roma ha deciso il
raddoppio della struttura su modello dei grandi scali asiatici». E poi? «Entro
quattro anni realizzeremo un grandissimo parco tematico della romanità, a un
livello tecnologico e spettacolare che non abbia nulla da invidiare a
Eurodisney». Svuoterete le case del Comune? «Veramente i costi del parco
saranno a carico dei privati, e l?amministrazione si occuperà solo delle
infrastrutture». Ha intenzione di mettere insieme anche lei una cordata? «Per
un progetto così ci sono già ampie disponibilità di solidissimi imprenditori
nazionali e internazionali». Lei crede che questo aumenterà l?afflusso
turistico verso la Capitale? «Secondo i nostri calcoli l?afflusso dovrebbe
addirittura moltiplicarsi». Non sottrarrebbe turisti alle attuali destinazioni?
«Guardi, un parco giochi non fa concorrenza ai musei! Piuttosto apre una nuova
offerta di mercato che può combinarsi a quella tradizionale». Che giochi ci
sono a... Spqr-land? «Tutto quello che evoca la storia della Roma classica e
imperiale. Dalle terme alle competizioni gladiatorie... Dopotutto sono un
copyright romano, no?». L?accusa più facile: sarà una romanità di cartapesta,
non filologica. «Me la fanno gia, se è per questo». E lei? «Non me ne importa
nulla. Eurodisney porta turisti a Parigi e in Francia, diverte, attrae: non è
mica fatta per compiacere i professori universitari!». Dove dovrebbe sorgere?
«Ci sono diverse ipotesi. La migliore è sul waterfront di Ostia, che la mia
giunta intende valorizzare. Non gli manca nulla per essere una nuova Rimini. E
l?Eur, anche grazie alla Nuvola di Fuksas, diventerà una attrazione turistica e
architettonica mondiale». Intanto la giunta è criticata delle opposizioni per
gli stupri in città. «Mi pare una cosa inverosimile. Anzi, di più: un patetico
tentativo di rialzare la testa dopo la sconfitta elettorale». Anche lei ha
criticato molto la giunta precedente per la sicurezza. «Sì, ma l?ultimo stupro
è avvenuto dentro una festa non organizzata da noi, solo patrocinata. E sa chi
l?ha promossa?». I suoi predecessori? «Gli stessi che ora mi criticano, nel
2004 avevano voluto il progetto!». E lei che farà? «Aspetto di vedere gli esiti
dell?inchiesta, capire la relazione fra la festa e quell?episodio criminoso. Di
certo combattiamo la cultura dello sballo di cui anche questo ignobile episodio
è figlio». Respinge le accuse sulla sicurezza? «Chiudiamo il 2008 con 6mila
espulsioni, la chiusura di quaranta campi irregolari, il 20% in meno di reati».
Gli stranieri hanno paura? «La maggior parte degli espulsi sono persone con
precedenti penali». E quelli senza precedenti che si ritrovano senza casa? «I nuovi
campi di accoglienza che stiamo costruendo non saranno montagne di rifiuti, ma
luoghi dignitosi con condizioni sociali e sanitarie sostenibili». Questo è il
modello Alemanno? «Più che di modelli parlerei di risultati: militari in
strada, niente prostituzione sulle vie consolari, guerra al commercio abusivo e
alla microcriminalità. Ma sono il primo a dire: il lavoro non è finito, serve
ancora un impegno intenso». Per ora solo politiche «repressive»... «Veramente
abbiamo varato un piano casa da 30mila alloggi, per mettere fine al paradosso
di una città dove mancano case popolari, ma ce n?è 130mila sfitte!». Lei punta
a fare il leader del Pdl? «Per carità, ho fin troppo da fare con il mio lavoro
di sindaco». An si è estinta? «Al contrario. Stiamo decidendo come fare il
congresso. Ma il partito unico è una svolta epocale che mette insieme per la
prima volta il centro e la destra». Per ora nasce senza nessun voto. «Servono
regole chiare e trasparenti, democrazia. La fase delle quote dovrà essere
brevissima, se non vogliamo fare la fine del Pd». Quindi non resterà alla
finestra? «No, parteciperò al processo più importante della politica italiana.
Stia tranquillo, darò il mio contributo». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA -
Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 06-01-2009)
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n. 5 del 2009-01-06
pagina 0 Venerdì Cai incontra Air France: intesa vicina di Redazione Venerdì si
riuniranno i cda di Air France e Cai in vista di un'intesa per l?ingresso della
compagnia francese nel gruppo italiano. Intanto continua il muro della Lega in
difesa di Malpensa. Lufthansa: "La nostra posizione non cambia".
Sabelli e Colaninno domani saranno a Palazzo Chigi Roma - Venerdì prossimo 9
gennaio si riuniranno i consigli di amministrazione di Air France e Cai in
vista di una possibile intesa per l?ingresso della compagnia di bandiera
francese nel gruppo italiano. Domani, invece, il presidente e l?AD di Alitalia, Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, si recheranno a
Palazzo Chigi, per illustrare il piano industriale della compagnia aerea appena
rilevata. Sabelli e Colaninno a Palazzo Chigi Al centro dell?incontro di
Sabelli e Colaninno con Palazzo Chigi ci sarà la decisione che Alitalia si appresta a prendere in merito al partner
industriale. La scelta, fra Lufthansa e Air France-Klm, ha aperto un dibattito
politico all?interno della maggioranza. La Lega infatti preme per il partner
tedesco, che dovrebbe garantire una maggior vitalità economica allo scalo
lombardo di Malpensa. Lufthansa, però, viene vista sfavorita nei pronostici
della stampa. Di qui, le proteste della Lega e dei politici del Nord. Una
interpretazione di queste mosse è che il presidente della Lega Umberto Bossi
voglia ottenere una completa liberalizzazione degli slot e
la sicurezza che nelle eventuali intese fra Air France-Klm e Alitalia non ci siano limitazioni alla concessione di slot e nuove rotte.
Decisioni che consetirebbero di garantire libertà di manovra a Malpensa nel
caso in cui la nuova Alitalia sposata ad Air France-Klm mantenga la sua base su Roma. L'intesa
con Air France Nella primavera del 2008, Silvio Berlsconi, per impedire
il matrimonio fra Alitalia e Air France-Klm allora in
corso, parlò di accordi segreti che avrebbero di fatto consegnato ai francesi
il diritto di decidere in merito agli slot da dare ad eventuali concorrenti. La
scelta del partner industriale, Air France-Klm, secondo le indiscrezioni di
questi giorni, sarebbe fatta a breve da Colaninno e Sabelli anche se l?ad della
compagnia aveva detto che si sarebbe potuti andare anche fino alla fine di
gennaio. I francesi di Air France-Klm per il momento non parlano. Di sicuro si
sa che la compagnia aerea francese tiene i suoi cda ordinari il giovedì e fonti
stampa italiane hanno scritto che invece una riunione dei vertici - quelli
francesi e quelli italiani - sarebbe in calendario per venerdì. In realtà non è
detto che serva una riunione del consiglio di amministrazione per portare in
porto la trattativa, dice una fonte vicina al dossier. "Il presidente di
Air France-Klm potrebbe aver già ricevuto un mandato a chiudere entro un certo
perimetro e una certa cifra la trattativa con Alitalia
- spiega - una riunione del cda sarebbe richiesta solo se si andasse oltre quei
limiti". Nella notte fra il 12 e il 13 gennaio è previsto il passaggio al
comando di Alitalia dal commissario straordinario,
Augusto Frantozzi, alla coppia Colaninno-Sabelli. Le aspettative di Lufthansa
"No comment". è questa la risposta di un portavoce di Lufthansa in
merito agli ultimi sviluppi sulla vicenda Alitalia,
con i Cda di Cai e Air France fissati per venerdì prossimo in vista di una
possibile intesa fra i due gruppi. "La nostra posizione non è
cambiata", ha proseguito il portavoce, dopo che ieri Lufthansa aveva fatto
sapere di essere "ancora in corsa" per un?alleanza con la compagnia
italiana. Moratti: "Fronte del Nord combattivo" Il fronte del Nord
non si è rassegnato e anzi è "più combattivo che mai". Parola del
sindaco di Milano, Letizia Moratti, che in un?intervista a La Padania sposa a
pieno la linea leghista in difesa di Malpensa. "Personalmente - aggiunge -
credo che sia possibile la partnership Lufthansa-Cai. Anzi, ritengo che sia la
soluzione più realistica" perché la compagnia tedesca "è l?unica in
grado di garantire lo sviluppo e la competitività del Paese". Enac:
"Tuteleremo Malpensa" "Ognuno parla con chiunque. Il fatto è che
Cai è una compagnia privata la quale fa le sue scelte industriali
rigorosamente, io spero, fuori da ogni interferenza politica. E, quindi, se
arriveranno alla conclusione che è meglio un?alleanza piuttosto che un?altra se
ne assumeranno le responsabilità. è ovvio che ognuno voglia difendere i propri
territori, ma vorrei ricordare che non parliamo di aeroporti regionali, ma
dello Stato e dati in concessione: nel caso di Milano alla Provincia e al
Comune e nel caso di Roma a un privato. Quindi è lo Stato che ha interesse a
non svalutare i propri asset, come è successo con Palermo e come succederà
sempre perchè abbiamo investito miliardi di euro". Al di là della scelta
del partner, per il presidente dell?Enac, Vito Riggio, "il problema di
salvare Malpensa resta, per gli investimenti fatti, ma riguarda i collegamenti
e il rapporto con Linate. Cosa che ho detto tante volte. Poi la politica è
libera di fare le proprie valutazioni e il governo deciderà, ma su questa
materia ha poco da decidere perchè altrimenti sarebbe in contraddizione con
quanto finora fatto, cioè favorire la liberalizzazione". Poi ha aggiunto:
"Io non so se è vero che Lufthansa abbia una strategia dei multi-hub. Mi
pare molto difficile tenere in piedi un hub che faccia concorrenza a Francoforte.
Quello che so è che in questo momento c?è una discussione e i soci privati
della nuova compagnia stanno scegliendo un partner in piena autonomia. Quello
che dobbiamo garantire - avverte - è che l?investimento su Malpensa non rimanga
inutilizzato. Quindi completiamo gli investimenti, colleghiamo meglio
Malpensa". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano
( da "Foglio, Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia
6 gennaio 2009
Anticipazione dal Foglio di mercoledì 7 gennaio Così il capolavoro politico del
Cav. può parlare francese con accento tedesco L'unico compromesso
possibile tra Air France e Lufthansa La vicenda Alitalia ha una
soluzione scritta negli astri da almeno un quindicennio e aver ritardato il
compiersi di questo destino è servito solo a favorire un maggiore esborso dalle
tasche degli italiani. Air France è il partner designato di Alitalia, vecchia o nuova che sia, per ragioni geografiche (siamo
vicini), commerciali (fanno parte già della stessa alleanza) e storiche
(le due aziende e i management si conoscono). Ma il nord d?Italia ha diritto ad
avere un suo grande aeroporto, soprattutto in vista del volano dell?Expo.
Dunque, si tratta ora di trovare la quadra della spartizione della torta, detto
in senso assolutamente non moralista. Il capolavoro politico del premier Silvio
Berlusconi – mettere su una cordata italiana per Cai, porci a capo un capitano
coraggioso non inviso all?opposizione e riunire dietro a lui molti imprenditori
niente male del nord ma non solo, salvando Air One e imbarcando come banca di
sistema Intesa Sanpaolo, versione Corrado Passera – si sta rivelando per una
faticosa (per i soci di Cai e per i contribuenti) impresa economica che
culminerà nel giro di qualche anno in un “portage”, in sostanza una vendita, ai
francesi di Air France, che da subito avranno un 25 per cento della compagnia
pagando circa 300 milioni di euro. Ai francesi interessa, prima o poi, la
gestione dell?azienda, ma non interessa Malpensa. Ai tedeschi di Lufthansa,
invece, non interessa la gestione o cogestione dell?azienda alitaliana – tant?è
vero che sebbene godano di forti sponde nel cda della nuova Alitalia,
non hanno avanzato una reale offerta – ma interessa Malpensa, visto che da
tempo stanno investendo in termini di pubblicità sul nord d?Italia e hanno già
un accordo operativo dal 2009 con la Sea, la società che gestisce gli aeroporti
milanesi. Ora Berlusconi svolge nel migliore dei modi il suo ruolo di grande
imprenditore, usando i francesi contro i tedeschi e viceversa. Per questo parla
poco. La politica dei due forni per la nuova Alitalia ha
già ottenuto rialzi di prezzo da parte dei francesi e tiene aperta la porta ai
tedeschi per il nord. Anche delle liberalizzazioni dei diritti di volo e della
revisione degli accordi bilaterali per volare su Malpensa il governo preferisce
non parlare proprio perché questi temi fanno parte della trattativa. Chi ha
comprato la nuova Alitalia comprensiva di Air One ha
comprato anche dei diritti esclusivi, in sostanza una posizione da quasi
monopolista, è naturale dunque che faccia fatica a rinunciare a questa
primazia. Però alla fine è ragionevole pensare che tutti sappiano che andrà
proprio così: ai francesi Alitalia, Fiumicino e gran
parte del traffico italiano; ai tedeschi una posizione forte su Malpensa che,
grazie alla liberalizzazione di un po? di diritti di volo, alla revisione degli
accordi bilaterali tra stati e all?Expo, potrà rilanciarsi come secondo (quasi)
hub italiano. La torta può dunque essere spartita e non è detto nemmeno che
alla fine non ne guadagnino tutti una bella fetta. Certo, il tempo stringe,
visto che venerdì si riunisce il cda di Air France e il 13 gennaio dovrebbe
partire la nuova nuova Alitalia, e le sorprese sono
sempre possibili, ma per il governo che, secondo il tradizionale stile italiano
di gestione dei rapporti tra economia e politica, si trova nell?inevitabile
posizione di broker l?impresa di trovare la quadra non è impossibile. Il
capolavoro politico del Cav. potrebbe alla fine riunire l?Italia parlando un
po? francese e un po? tedesco: il partito del teutonico e federalista nord
leghista e del bavarese Formigoni avrebbe una Malpensa con possibilità di
crescita, una compagnia tedesca seria con un ruolo forte e un po? di slot da
dare alle compagnie più piccole vogliose di atterrare sull?Expo; il partitone
centralista e più nazionalista del centro alemanniano sarebbe orgoglioso di
vedere Fiumicino come base della compagnia di bandiera alleata con la grandeur
francese. In fondo, a pensarci bene, è lo stesso schema del ?94 e di sempre:
Berlusconi forte al nord alleato con la Lega e l?Italia più federalista e
liberista; Berlusconi forte al centrosud alleato con An e l?Italia più
centralista e da economia sociale. di Daniele Bellasio