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DOSSIER “ALITALIA”

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T ARTICOLI DEL  1-6 gennaio 2009      #TOP



Report "Alitalia 2"

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Indice delle sezioni

Alitalia 2 (107)


Indice degli articoli

Sezione principale: Alitalia 2

Italia dei valori sulla graticola ( da "EUROPA ON-LINE" del 01-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Muore la Compagnia aerea italiana, rinasce Alitalia e rinascono i problemi tra Roma e Milano: un film già visto. C?è una questione morale anche nel partito di Di Pietro e non riguarda il figlio del leader. In Sardegna la ?reconquista? del governatore non sarà facile. Italia dei valori sulla graticola MARIO LAVIA L?

Soru, una corsa tutta in salita ( da "EUROPA ON-LINE" del 01-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: rinasce Alitalia e rinascono i problemi tra Roma e Milano: un film già visto. C?è una questione morale anche nel partito di Di Pietro e non riguarda il figlio del leader. In Sardegna la ?reconquista? del governatore non sarà facile. Soru, una corsa tutta in salita PAOLO NATALE Gli appuntamenti elettorali incalzano.

Rivince AirFrance, riperde Malpensa ( da "EUROPA ON-LINE" del 01-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: gli attivi non basteranno a pagare tutti i passivi» in carico alla bad company e che «gli obbligazionisti Alitalia saranno trattati come gli azionisti, anche se dovrebbero essere più tutelati». Agli avvocati non mancherà il lavoro da sbrigare. Nella nuova Alitalia giocherà poi un ruolo di primo piano AirFrance-Klm che già nelle prossime ore potrebbe entrare nell?

Berlusconi: "Vi dico che cosa... ( da "Giornale.it, Il" del 01-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ricordo come esempio il caso Alitalia, dove la Cgil prima ha agito in simbiosi con la sinistra per ostacolare l?accordo e poi, resasi conto della impopolarità del suo comportamento, si è seduta al tavolo con gli altri sindacati ed ha contribuito al successo dell?accordo che ci ha permesso di conservare una nostra compagnia di bandiera,

2 gennaio 2009 ( da "Foglio, Il" del 02-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: in questi mesi ha fatto della propria presenza fisica sul campo la cifra del decisionismo: dalla ramazza brandita per rimuovere la monnezza campana, alle riunioni con Cai e i sindacati su Alitalia. Il caso Tav, adesso, non è meno simbolico né meno insidioso dei precedenti.

accordo fatto con air france ecco come sarà la nuova alitalia - tito boeri ( da "Repubblica, La" del 02-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina 1 - Prima Pagina Un conto da 4 miliardi Accordo fatto con Air France ecco come sarà la nuova Alitalia TITO BOERI DIECI mesi dopo, con quasi lo 0,3 per cento di pil sottratto ai contribuenti e 7.000 posti di lavoro in meno, Alitalia torna a parlare francese. SEGUE A PAGINA 24 SERVIZI ALLE PAGINE 20 E 21

un conto da 4 miliardi - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 02-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: morte e miracoli della compagnia sorta dalle ceneri di Alitalia. Poco importa che sia italiana la faccia, che si chiami ancora Alitalia la nuova compagnia. Sarebbe stato così comunque, anche con il 100 per cento del capitale nelle mani di Air France-KLM. Come canta Carla Bruni, chi mette la faccia "non è nulla", chi mette la testa "è tutto".

"è la fine della storia dei carrozzieri torinesi adesso serve l'aiuto concreto del governo" - marco trabucco ( da "Repubblica, La" del 02-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: potrebbe voler dire dare più forza all´Italia in quel matrimonio che Marchionne ha ipotizzato per Fiat. Un matrimonio che rischia di vederci portare, come dote, gli ultimi stabilimenti italiani di produzione che ci sono rimasti, da Torino a Termini Imerese. Per il paese sarebbe una perdita grave, ben più di quella di Alitalia».

"così racconto il peggio dell'italia" - vassily sortino ( da "Repubblica, La" del 02-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E così parleremo del caso Alitalia, dello smaltimento dei rifiuti e del problema del precariato attraverso la vita di un call center». Punte di diamante dello show saranno lo sketch iniziale, con un finto video-messaggio agli italiani del presidente americano Barack Obama, e la parodia di Giusy Ferreri a cura di Giuseppe Giambrone.

la montagna che chiude tra seggiovie fantasma e alberghi abbandonati - (segue dalla prima pagina) paolo rumiz ( da "Repubblica, La" del 02-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Invece no: si continua sulla vecchia strada, come per l´Alitalia. Miliioni di milioni di euro al vento. Come quelli che serviranno per il collegamento - approvato il 31 dicembre (!) dalla provincia di Trento - fra San Martino e Passo Rolle nel parco di Paneveggio, dove Stradivari prese il legno dei suoi violini.

"siamo tornati al punto di partenza ma lo stato pagherà 3 miliardi in più" - barbara ardu ( da "Repubblica, La" del 02-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Molto più della metà della stessa Alitalia: diciamo che Air One è stata pagata due terzi di Alitalia. Banca Intesa s´è garantita il debito è anche in questo caso a rimetterci è stato il contribuente italiano. Che tra l´altro pagherà prezzi più alti, almeno su quella rotta Milano-Roma che di fatto è diventata un monopolio sul quale non può intervenire nemmeno l´

il 25% della nuova alitalia a air france ( da "Repubblica, La" del 02-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina 20 - Economia Il 25% della nuova Alitalia a Air France A Parigi tre posti nel cda. Siglato l´accordo per l´acquisto di AirOne Ai francesi azioni con remunerazioni superiori nel caso si raggiungano obiettivi finanziari MILANO - La telenovela del partner estero di Alitalia è arrivata dopo due anni di passione al traguardo.

lombardia in trincea, penati "chiama" la lega - andrea montanari ( da "Repubblica, La" del 02-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ipotesi di alleanza tra Alitalia ed Air France. Il governatore lombardo Roberto Formigoni e il sindaco di Milano Letizia Moratti, che avevano tentato un´azione di lobby politico imprenditoriale sul governo pro Lufthansa prendono tempo. Il presidente della Provincia Filippo Penati del Pd, invece, attacca e si appella alla Lega.

"rete compatibile e rischio-penale ecco perché abbiamo scelto parigi" - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 02-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: I dettagli e le rotte del nuovo corso Alitalia verranno definite solo tra qualche mese, ma la nuova Magliana del tandem Cai-Air France nasce con un identikit industriale già abbastanza chiaro: ridimensionata nei voli ? oggi sono il 30% in meno rispetto a quelli garantiti un anno e mezzo fa assieme alla compagnia di Carlo Toto ?

Penati attacca Cai: tradito il Nord La Lega si svegli ( da "Corriere della Sera" del 02-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Questo piano Alitalia — attacca il numero uno di Palazzo Isimbardi — ha ucciso Malpensa nel silenzio generale del mondo economico, finanziario e imprenditoriale». Il presidente democratico della Provincia non si limita a un attacco generico. Fa nomi e cognomi e chiede alla Lega di unire gli sforzi su Malpensa.

Alitalia, Toto ha venduto: rientra con 60 milioni Parigi: avanti sull'alleanza ( da "Corriere della Sera" del 02-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il commissario di Alitalia, Augusto Fantozzi, intende cedere gli aerei alla nuova Alitalia solo in presenza di una licenza. Ma una licenza sarà ottenibile dalla nuova Alitalia soltanto quando il vettore sarà in possesso degli aerei... Antonella Baccaro

Alitalia, gli steward sono ottimisti, i piloti no ( da "Corriere della Sera" del 02-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 2 categoria: REDAZIONALE Fiumicino Alitalia, gli steward sono ottimisti, i piloti no Una specie di conto alla rovescia tra cauto ottimismo e preoccupazione. è l'atmosfera che si registra a Fiumicino a neanche due settimane dalla nascita di «Alitalia-Compagnia aerea italiana» che inizierà la programmazione dei voli il 13 gennaio.

Air France sempre più vicina ad Alitalia ( da "Giornale.it, Il" del 02-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 2 del 2009-01-02 pagina 19 Air France sempre più vicina ad Alitalia di Redazione Entro il 10 l'annuncio del partner straniero: ormai scontata la firma con Parigi Alitalia scalda i motori in vista del decollo, tra 11 giorni. In arrivo c'è l'accordo con Air France-Klm per un ingresso dei francesi con una quota vicina al 25%.

Chi ha tradito Malpensa ( da "EUROPA ON-LINE" del 02-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Vicenda Alitalia-Malpensa docet. Il gran clamore sullo scippo dell?hub si è rapidamente affievolito. Sino a divenire accondiscendenza verso Cai. Questa cordata di imprenditori di nuovo conio, in quanto assertori dell?italianità, ha consentito di muoversi comodamente sul mercato protetto dopo aver socializzato le perdite,

La francesità di Alitalia e il silenzio del Nord ( da "EUROPA ON-LINE" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E D I T O R I A L E La francesità di Alitalia e il silenzio del Nord GIOVANNI COCCONI Chissà come stanno ridendo a Parigi. Con AirFrance primo azionista della nuova Alitalia una vicenda drammatica si tinge di farsa. L?annus horribilis dell?ex compagnia di bandiera finisce in beffa.

malpensa, la base della lega in rivolta - paolo berizzi ( da "Repubblica, La" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: accordo con Air France per la nuova Alitalia proprio non va giù. «è un voltafaccia inaccettabile - tuona Stucchi - un attacco frontale alla gente del Nord». Malpensa ridimensionata a favore di Fiumicino. E Parigi che si mangia Milano. Questo è l´incubo che l´inizio del nuovo anno ha rifilato al Carroccio malpensacentrico.

"ok le politiche sociali ma manca dinamismo" - laura montanari ( da "Repubblica, La" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Sarebbe opportuno riprendere con vigore una politica di investimenti pubblici special modo nella manutenzione e nel recupero urbanistico, intervenire nelle infrastrutture sociali a cominciare dalle scuole che cadono a pezzi. Di certo non possiamo pensare di seguire per proteggere i posti di lavoro, la stessa logica anacronistica usata per mantenere i posti nella vecchia Alitalia...».

albergatori contro alitalia ( da "Repubblica, La" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Bari Raccolta firme Albergatori contro Alitalia Il consorzio di albergatori pugliesi "Welcome in Puglia" ha organizzato una raccolta di firme indirizzata ai vertici Alitalia contro la riduzione dei voli che collegano la Puglia con Roma e Milano. Le adesioni vengono raccolte negli alberghi aderenti allo stesso consorzio.

le borse mondiali tornano a correre nel 2009 - sara bennewitz ( da "Repubblica, La" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 9%) ha festeggiato l´ingresso di Air France in Alitalia, in attesa che l´Enac fissi le nuove tariffe per gli Aeroporti di Roma. Il recupero del prezzo del petrolio (tornato sopra quota 46 dollari al barile), ha invece fatto volare le quotazioni di Tenaris (più 7,2%), Eni (più 4,2%) e Saipem (più 3,1%).

la nuova alitalia parte con un black-out tra il 12 e il 13 gennaio stop di otto ore - luca iezzi ( da "Repubblica, La" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia La nuova Alitalia parte con un black-out tra il 12 e il 13 gennaio stop di otto ore Intesa fatta con Air France. Malpensa, Colaninno vedrà Lufthansa LUCA IEZZI ROMA - La nuova Alitalia partirà con un black out di 7-8 ore. Tra il 12 e il 13 gennaio l´Enac avrà bisogno «di uno stop operativo di molte ore» per consentire ai suoi ispettori di controllare che tutto sia in regola.

Malpensa, vola la crisi: a rischio 900 posti di lavoro ( da "Corriere della Sera" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: anno di cui la metà da Alitalia — Malpensa era il primo aeroporto italiano per trasporto cargo. «Nel 2009 la compagnia di bandiera precipiterà a 15-18 milioni di chili l'anno. E per noi Alitalia era i primo cliente», completa il quadro Schettini. A dieci giorni dal decollo della nuova compagnia, il bilancio è il seguente: 1.

Malpensa, meno voli. <Cassintegrazione per 900> ( da "Corriere della Sera" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE Occupazione Alta tensione negli aeroporti lombardi mentre si tratta sul futuro di Alitalia. Cgil: situazione difficile Malpensa, meno voli. «Cassintegrazione per 900» Il cargo e i servizi aggravano la crisi. Sea: liberare subito gli slot per salvare lo scalo A Malpensa il peggio ha da venire. La Sea, che gestisce lo scalo varesino, sta rivedendo il piano di cassintegrazione.

Il 13 gennaio sette ore di blackout ( da "Corriere della Sera" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE Stop tecnico dei voli per l'arrivo della nuova Alitalia Il 13 gennaio sette ore di blackout La nuova Alitalia scalda i motori in vista del decollo del 13 gennaio. I preparativi tecnici prevedono uno stop operativo dei voli di sette-otto ore nella notte tra il 12 e il 13 gennaio, per consentire la regolarità delle procedure Enac.

<Pronti a marciare su Roma> <Prima liberalizziamo gli slot> ( da "Corriere della Sera" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia-Air France, gli uomini di Bossi sono pronti a rilanciare quell'insolita alleanza per il Nord che aveva portato al voto comune Lega-Pd sull'Expo, Pedemontana e Malpensa. «Noi siamo pronti a ripresentare l'emendamento per liberalizzare gli slot dell'hub lombardo - attacca il parlamentare Matteo Salvini - E a quel punto vedremo veramente chi in Parlamento ha a cuore il destino

Berti: adesso dico sì a Colaninno ( da "Corriere della Sera" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il potente sindacato dei piloti che non ha sottoscritto il contratto della nuova Alitalia, annuncia un cambio di rotta e apre al dialogo con l'azienda. Obiettivo: sottoscrivere il contratto. Con qualche modifica. Comandante, è stato assunto in Alitalia? «Al momento no, né io né il mio vice De Carlo. Sappiamo che molte lettere sono state mandate.

Alitalia, vertice con Mayrhuber (Lufthansa) ( da "Corriere della Sera" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: aerei fermi per il cambio con Cai Alitalia, vertice con Mayrhuber (Lufthansa) ROMA — Solo un colpo di scena clamoroso potrebbe portare Alitalia tra le braccia di Lufthansa. Ma poiché di sorprese ce ne sono state tante, converrà seguire l'incontro che nei prossimi giorni il presidente di Alitalia, Roberto Colaninno, avrà con i vertici del vettore tedesco.

Alitalia, ultime verifiche prima del decollo ( da "Giornale.it, Il" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il 13, con la nuova Alitalia, verrà avviata anche l'integrazione dell'offerta su internet, che tutt'oggi è suddivisa tra i due vettori Alitalia ed Air One; oggi è ancora possibile effettuare prenotazioni indipendenti, anche per date successive al 13 gennaio, e tali biglietti saranno riconosciuti validi.

<Ci batteremo per liberalizzare le rotte> ( da "Giornale.it, Il" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: «L'eredità di Alitalia arriva dal passato e la situazione attuale non è certo frutto delle scelte fatte dal governo Berlusconi. Ora che si è privatizzato tocca agli imprenditori fare scelte coraggiose». Imprenditori del Nord, tra le altre cose... «Sì. E devo dire che da questo punto di vista un po' di delusione c'è.

Obama? Abbandonerà l'Ucraina alla Russia. ( da "Giornale.it, Il" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: società (3) svizzera (4) turchia (12) Varie (16) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails Attenti, Londra tollera la Shaaria.

Alitalia, le ultime verifiche prima del "decollo" ( da "Giornale.it, Il" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 3 del 2009-01-03 pagina 18 Alitalia, le ultime verifiche prima del "decollo" di Paolo Stefanato L?interruzione di continuità tra vecchia e nuova Alitalia, espressamente richiesta dalla Ue per approvare l?operazione di salvataggio, vuole anche questo: che gli ispettori dell?

Nascere ricchi oggi è davvero un vantaggio? ( da "Giornale.it, Il" del 03-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: società (3) svizzera (4) turchia (12) Varie (16) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails Attenti, Londra tollera la Shaaria.

Malpensa, la Lega accusa gli alleati e chiede garanzie ( da "EUROPA ON-LINE" del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Dopo le anticipazioni sul piano Cai per la nuova Alitalia, incentrato sulla partnership con AirFrance e la centralità dell?hub di Fiumicino a spese dall?aeroporto milanese, gli esponenti politici lombardi sono in subbuglio. Non tutti, a dire il vero. Dal presidente della regione Roberto Formigoni e dal sindaco Letizia Moratti, infatti, non s?

isole senza traghetti, rivolta contro roma - emanuele lauria ( da "Repubblica, La" del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: di fare con la Tirrenia ciò che è stato fatto con Alitalia, salvaguardano la continuità territoriale». Secondo Tonino Russo, deputato del Pd, «la riduzione del 50 per cento dei servizi di collegamento delle isole minori è la logica conseguenza dei tagli indiscriminati operati dal Ministro Tremonti e dal governo Berlusconi.

"lega pronta a battersi contro la lobby industriale" ( da "Repubblica, La" del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: altronde basta mettersi nei panni degli imprenditori di Cai Alitalia. I loro interessi sono anche quelli di Parigi. Più voli partono da Milano o da Roma per Charles De Gaulle più loro sono contenti». é un fiume in piena Davide Boni, il capodelegazione della Lega Nord nella giunta regionale lombarda. Dice: «La Confindustria dovrà rendere conto al Nord del suo atteggiamento».

alitalia, divampa la protesta del nord - giorgio lonardi ( da "Repubblica, La" del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina 18 - Economia Alitalia, divampa la protesta del Nord Giovedì il Malpensa-day. Penati: "La fine dello scalo decisa a Milano" E la Moratti pensa a liberalizzare i diritti di volo per far spazio ad altre compagnie GIORGIO LONARDI MILANO - Monta la protesta del Nord contro il declassamento di Malpensa.

Penati attacca: Malpensa tradita da Milano ( da "Corriere della Sera" del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Grandi imprese da difensori dello scalo a soci della nuova Alitalia» Penati attacca: Malpensa tradita da Milano Contro la crisi di Malpensa si mobilitano i lavoratori: sciopero il 7 gennaio. «Ci sono tremila posti a rischio». Attacca il presidente della Provincia, Filippo Penati: «I killer dello scalo sono a Milano, non a Roma.

R ecriminazioni ( da "Corriere della Sera" del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: R ecriminazioni e accuse reciproche: ecco lo sport più diffuso quando si parla di Alitalia. Ora la partita è all'ultima mano. E Malpensa spera di pescare la carta vincente della liberalizzazione delle rotte. L'unica in grado di rimettere in gioco il futuro dello scalo. CONTINUA A PAGINA

Le Eolie e le Egadi senza navi I sindaci: scapperemo tutti ( da "Corriere della Sera" del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: secondo un copione che ricorda molto quello di Alitalia. Ma dalla Sicilia c'è chi si oppone a questa logica. Per il vice-presidente della Regione Titti Bufardeci «il governo deve intervenire perché venga riconosciuta la perifericità delle isole minori e possano così accedere agli aiuti di Stato, così come previsto dalla normativa europea in questi specifici casi ».

<Malpensa, appello al governo: scelga Lufthansa> ( da "Corriere della Sera" del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La nuova Alitalia è più piccola della vecchia Alitalia e quindi ha bisogno di un partner internazionale forte, per poter avere un numero importante di collegamenti internazionali diretti consentendo costi inferiori di trasporto per i passeggeri e maggiore competitività per le merci e le imprese.

Penati: i killer di Malpensa? Sono a Milano ( da "Corriere della Sera" del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: hangar Alitalia (oggi dismesso), 150 dipendenti Lsg addetti alla preparazione dei pasti serviti sui voli Alitalia, e un altro centinaio di addetti alle pulizie degli aeromobili in carico alla Nas. Ad avere già perso il posto sono circa 500 lavoratori a tempo determinato cui non è stato rinnovato il contratto e una ventina di magazzinieri della Eurohandling.

La Sea ( da "Corriere della Sera" del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-04 num: - pag: 7 categoria: BREVI La Sea I dipendenti Sea in cassa a rotazione sono 450 (ma potrebbero salire fino a 900 con la dismissione del cargo Alitalia)

Malpensa o Linate? Una scelta difficile ( da "Corriere della Sera" del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La nuova Alitalia basata su Fiumicino può convivere con una Lufthansa forte su Malpensa? I destini della compagnia di bandiera stanno a cuore agli imprenditori lombardi che hanno creduto al suo rilancio. «Ma per Alitalia non si può penalizzare il traffico del Nord —

Alitalia, Malpensa lancia la sfida della concorrenza ( da "Giornale.it, Il" del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La stessa acquisizione di Alitalia da parte di Cai non ha aiutato. Perché - anche su sollecitazione di Air France, da 9 anni partner commerciale e futuro azionista della nuova Alitalia - nel passaggio dal commissario a Cai, il portafoglio dei diritti è stato «blindato» e la compagnia ha tenuto strette anche rotte che non esercita da anni.

Alitalia, ora Malpensa lancia la sfida della concorrenza ( da "Giornale.it, Il" del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La stessa acquisizione di Alitalia da parte di Cai non ha aiutato. Perché - anche su sollecitazione di Air France, da 9 anni partner commerciale e futuro azionista della nuova Alitalia - nel passaggio dal commissario a Cai, il portafoglio dei diritti è stato «blindato» e la compagnia ha tenuto strette anche rotte che non esercita da anni.

"Allah è grande" in Piazza Duomo: attenti a quei giovani. ( da "Giornale.it, Il" del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: società (3) svizzera (4) turchia (12) Varie (16) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails Attenti, Londra tollera la Shaaria.

Obama? Abbandonerà l'Ucraina alla Russia ( da "Giornale.it, Il" del 04-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: società (3) svizzera (4) turchia (12) Varie (16) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails Attenti, Londra tollera la Shaaria.

l'ira di bossi per malpensa ( da "Repubblica, La" del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Oggi incontro Alitalia-Lufthansa L´ira di Bossi per Malpensa ROMA - Bossi e la Lega non intendono cedere sul declassamento di Malpensa. E Formigoni, presidente della Lombardia, ribadisce: «L´offerta tedesca è buona e va tenuta in considerazione». Oggi l´incontro Alitalia-Lufthansa.

lega in pressing su malpensa bossi convoca i suoi ministri - luca iezzi ( da "Repubblica, La" del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: i suoi ministri Oggi summit Alitalia-Lufthansa ma è pronta l´intesa con Parigi Di Pietro: dal governo una truffa ai danni del Nord e dei lavoratori dello scalo LUCA IEZZI ROMA -La Lega si mette di traverso tra Alitalia e Air France. Oggi l´ufficio politico della Lega si riunirà per mettere a punto un piano che salvi l´aeroporto di Malpensa dal ridimensionamento prospettato dall´

ecco la mossa anti-spinetta liberalizzare i diritti di volo ( da "Repubblica, La" del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: circa 20 compagnie straniere (soprattutto arabe e asiatiche) hanno chiesto di aprire voli su Milano, ma non possono farlo perché Alitalia mantiene i diritti di volo anche su rotte che non esercita più, mentre il governo, per proteggere la compagnia di bandiera, non rinegozia i trattati per far sì che vettori diversi la sostituiscano.

"la partita non è ancora chiusa l'offerta tedesca è molto buona" - giorgio lonardi ( da "Repubblica, La" del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Eppure con il nuovo piano Cai Alitalia ci saranno ben 39 voli al giorno da Milano verso Parigi. Non è la prova che il nuovo hub del Nord c´è già e si chiama Charles De Gaulle? «Se così fosse sarebbe uno sbaglio enorme, un danno per il Paese. Mi rendo conto che ci sono dei segnali negativi ma Colaninno ci dice che i giochi sono ancora aperti.

padre amorth: c'è qualcosa di diabolico ( da "Repubblica, La" del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ex presidente Prato che aveva detto: per Alitalia serve l´esorcista Padre Amorth: in questa vicenda c´è del diabolico Padre Amorth: c´è qualcosa di diabolico MILANO - «Qui ci vorrebbe l´esorcista» per salvare l´Alitalia, aveva detto l´ex presidente della compagnia di bandiera Maurizio Prato al numero uno di Air France Jean Cyrille Spinetta.

berlusconi nel mirino del senatùr "questo caos non gli conviene" - paolo berizzi ( da "Repubblica, La" del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: un conto è Alitalia e un conto è il resto». Il fatto è che per i leghisti il potere irritante della faccenda Cai-Malpensa, considerato un "voltafaccia" bello e buono, amplifica il più generale disorientamento nei confronti di Roma. Il dribbling della nuova compagnia ha mandato per aria «quello che ci aveva detto Berlusconi»,

malpensa quei silenzi di politici e imprenditori - maurizio martina * ( da "Repubblica, La" del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: intervento Malpensa quei silenzi di politici e imprenditori MAURIZIO MARTINA * La vicenda di Malpensa e della nuova Alitalia, con le sue implicazioni per Milano e la Lombardia, merita di essere giudicata con attenzione soprattutto dai cittadini. Rappresenta probabilmente l´emblema delle debolezze di questo paese, ma questa volta a partire proprio dal "grande" Nord.

separiamo i destini di malpensa e alitalia - maurizio martina * ( da "Repubblica, La" del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Milano SEPARIAMO I DESTINI DI MALPENSA E ALITALIA MAURIZIO MARTINA * Per difendere il totem dell´italianità sono stati usati, in un momento di grave crisi, ben 4 miliardi di euro presi dalle tasche dei cittadini e qualsiasi logica concorrenziale è stata sospesa. La nuova compagnia ridurrà ulteriormente il proprio impegno su Malpensa;

Alitalia, ore decisive per Malpensa Sangalli: nessun killer, l'hub va difeso ( da "Corriere della Sera" del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è bisogno di un grande scalo Alitalia, ore decisive per Malpensa Sangalli: nessun killer, l'hub va difeso Oggi vertice di Cai con Lufthansa. E Bossi incontra la Moratti Alla vigilia degli incontri decisivi per la scelta del partner di Alitalia, si accendono le polemiche milanesi su Malpensa «Non siamo i killer di Malpensa ».

OGGI PRIMO INCONTRO CAI-LUFTHANSA SANGALLI: NON ( da "Corriere della Sera" del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Oggi ci sarà il vertice tra Alitalia e Lufthansa per la scelta del partner straniero di Cai. E sempre oggi, Umberto Bossi ha convocato una segreteria straordinaria con tutti i vertici del Carroccio. Invitati anche il sindaco Letizia Moratti e il presidente di Sea, Giuseppe Bonomi.

La pista francese ( da "Corriere della Sera" del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: KLM prevede che il gruppo franco-olandese rilevi il 25% della nuova Alitalia versando 300 milioni di euro. Questo significa che il 100% di Alitalia viene valutato 1.200 miliardi di euro. Per Air France sarebbe stata prevista anche la possibilità di esprimere un numero non maggioritario (né di blocco) di consiglieri d'amministrazione

<Compagnia nei guai? Colpa di Satana> ( da "Corriere della Sera" del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La crisi dell'Alitalia ha qualcosa di funestamente satanico: ove imperano la divisione e l'incertezza, in quel posto regna Satana». Ne è convinto padre Gabriele Amorth, decano degli esorcisti. In un'intervista al sito Pontifex, però, l'ultraottantenne sacerdote paolino chiarisce che qualche traccia del Diavolo, a saperla cercare,

E il governo aspetta le mosse dei tedeschi ( da "Corriere della Sera" del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: appello di Letizia Moratti perché il governo intervenga a favore di un accordo tra Alitalia e Lufthansa per ora è caduto nel vuoto. Nell'esecutivo ci sperano, ma non sono molti quelli che credono a quest'alleanza. Anche perché, si fa presente, Lufthansa non è mai parsa disposta ad un ruolo di azionista di minoranza in Alitalia.

Alitalia, vertice con Lufthansa sul rilancio ( da "Corriere della Sera" del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La partita per la scelta del partner internazionale dell' Alitalia, che con tutta probabilità sarà annunciato martedì 13 gennaio con il passaggio di consegne tra la nuova e la vecchia compagnia, è ormai agli sgoccioli. La cordata di imprenditori che ha costituito la rinnovata Alitalia è in trattative avanzate con Air France, che acquisirebbe una quota di minoranza.

Formigoni: "Pronti a ribellarci" ( da "Giornale.it, Il" del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pronti a ribellarci se Alitalia firma con Air France» di Sabrina Cottone Il governatore lancia un appello a governo e imprenditori: danno grave, per salvare Malpensa diremo sì a Lufthansa MilanoAlitalia è a un passo dalla chiusura dell'accordo con Air France. E il cosiddetto partito del Nord è in subbuglio, convinto che la scelta si rivelerà disastrosa non solo per Malpensa,

Alitalia, Air France alza l'offerta Formigoni: "Scontro" ( da "Giornale.it, Il" del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 1 del 2009-01-05 pagina 0 Alitalia, Air France alza l'offerta Formigoni: "Scontro" di Redazione Air France è sarebbe pronta ad alzare da 250 a 300 milioni di euro l?offerta per la partecipazione del 25% nella nuova compagnia. Questa settimana Alitalia dovrà scegliere il proprio partner.

Alitalia, oggi nessun incontro con... ( da "Giornale.it, Il" del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Questa settimana Alitalia dovrà scegliere il proprio partner. Formigoni: "Pronti a ribellarci". Si acuisce lo scontro tra Malpensa e Fiumicino Roma - Tra Roma e Milano si riaccende la guerra dell?Hub. La scelta, ormai imminente, del partner di Alitalia spacca il Paese e crea scompiglio tra le forze politiche, dove prevale l?

Alitalia: Oggi l'offerta di Lufthansa ( da "Voce d'Italia, La" del 05-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Articoli correlati: *Fiumicino the-day-after: il ritorno alla normalita' *Alitalia: altro giorno di caos *Bancarotta Alitalia: indagati i vertici dal 2000 al 2007 Guarda tutti i correlati

6 gennaio 2009 ( da "Foglio, Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 6 gennaio 2009 Alitalia 2 continua a far rotta su Parigi. Un volo in turbolenza, però, viste le pressioni politiche che giungono al presidente Roberto Colaninno per dirottare l?intesa verso Colonia. La cordata di sedici soci, che ha abbandonato il nome Cai per rimposessarsi dello storico nome aziendale, ha in agenda da tempo la scelta del partner:

nessuna controfferta dalla lufthansa air france più vicina - luca iezzi ( da "Repubblica, La" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ancora in corsa per Alitalia I francesi offrono 300 milioni per il 25%, Mayrhuber dovrebbe arrivare a 500 per Sky Team LUCA IEZZI ROMA - Il rilancio di Lufthansa non è arrivato, ma la compagnia tedesca «è ancora in corsa» per diventare il partner di Alitalia. Lo ha dichiarato un portavoce della compagnia da Francoforte pur negando che i due presidenti,

la lega assedia berlusconi "subito tutele per malpensa" - paolo berizzi ( da "Repubblica, La" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: garantirà la liberalizzazione degli slot su Malpensa "rilasciati" dalla vecchia Alitalia, aprendo così il campo a Lufthansa e a chiunque altro vorrà investire sull´hub varesino. Che a quel punto, se gli accordi verranno rispettati, secondo la Lega sarà «salvo» e non penalizzato dalla decisione della nuova compagnia di bandiera italiana.

maltempo, il gelo fa altri due morti - stefano origone ( da "Repubblica, La" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: aeroporto parigino Charles de Gaulle e la fitta nevicata sulla capitale francese ha portato alla cancellazione all´aeroporto di Fiumicino di dieci voli tra arrivi e partenze fra Roma e Parigi operati da Air France e Alitalia. Cancellati per maltempo anche una trentina di voli in partenza e in arrivo da Linate e Malpensa.

cai e fiumicino, alemanno all'attacco "incomprensibile l'agitazione del nord" - paolo g. brera ( da "Repubblica, La" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: BRERA Sulle scelte imprenditoriali della nuova Alitalia, che sembrano minacciare lo scalo di Malpensa a beneficio di Fiumicino, il vento gelido che soffia dal Nord comincia a irritare le istituzioni locali: «è incomprensibile e grave tutta questa agitazione che viene dal Nord Italia sulle scelte della società Cai», dice il sindaco Gianni Alemanno.

alemanno: "nessuno pensi di declassare fiumicino" - paolo g. brera ( da "Repubblica, La" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: rispondere agli obiettivi economici ed al volume di traffico che la compagnia intende perseguire per la Capitale, e di conseguenza per l´intero Paese. Roma ha già pagato molto in termini di posti di lavoro: l´80 per cento della cassa integrazione Alitalia riguarda il personale di Roma e del Lazio, mentre permangono gravi i rischi per migliaia di altri lavoratori precari e dell´indotto».

fiumicino cancellati voli roma-parigi ( da "Repubblica, La" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: tra arrivi e partenze, operati dalle compagnie Air France e Alitalia. Molti sono stati i turisti che, recatisi a Parigi per brindare al nuovo anno sotto la Tour Eiffel, sono ora bloccati nella capitale francese in attesa di rientrare in Italia. Problemi analoghi, ovviamente, per chi deve rientrare in Francia dall´Italia.

voli nel caos, la puglia resta a terra ( da "Repubblica, La" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: di passeggeri del volo Alitalia in partenza da Roma per l´aeroporto del Grande Salento: fra loro anche Albano Carrisi. Partiti alle 17,15, avendo accumulato già un´ora di ritardo, causa maltempo sono stati dirottati prima su Bari e poi definitivamente su Napoli. Di qui sono ripartiti in pullman per arrivare a Brindisi solo alle 4 del mattino: è anche in questo caso è scattato l´

di paola prepara la risposta ai tagli cai "così eviteremo di essere penalizzati" - ilaria ficarella ( da "Repubblica, La" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: agenda delle cose da fare prima che entri in vigore il nuovo operativo della ex Alitalia. «Dobbiamo sapere - dice Domenico Di Paola - cosa chiedere alla Cai e cosa fare se non otterremo quello che riteniamo essere indispensabile». Cosa pensa sia possibile ancora fare per evitare che la regione sia penalizzata dalla nuova compagnia?

Il monopolio dei voli penalizza gli utenti ( da "Unita, L'" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ex segretario lombardo Fit-Cisl, in riferimento al decreto Alitalia che sospende per i prossimi tre anni il divieto di monopolio sulla tratta Linate-Fiumicino. L'ex sindacalista, oggi nella consulta Pd, sostiene che già da anni «esiste un cartello (Alitalia AirOne) che penalizza gli utenti e che ora verrà legalizzato».

Alla fine gli italiani pagano la leggenda dell'italianità ( da "Unita, L'" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia dovrebbe ripartire il 13 gennaio, fra una settimana. Anche la ripartenza è simbolica. Tutto sommato la compagnia di bandiera non si è mai completamente fermata. Talvolta si è quasi fermata, regalandoci accorate telecronache di bivacchi aereoportuali e immagini di coperte e di bevande calde, distribuiti dalla protezione civile come se i viaggiatori fossero i neoterremotati

Scontro politico sul partner della nuova Alitalia ( da "Unita, L'" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Scontro politico sul partner della «nuova» Alitalia Domani Bossi incontrerà Berlusconi, mentre i vertici della compagnia stanno negoziando l'accordo con Air France e Lufthansa. Anche nelle battute finali, il caso Alitalia si conferma un grande pasticcio. La Lega, alla fine, ha scelto la linea intransigente.

Crisi di Malpensa, il Pd accusa la Lega ( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ultime trattative sul partner straniero per la nuova Alitalia. Air France è sempre in vantaggio, mentre si allontana l'ipotesi Lufthansa. Il capogruppo leghista a Palazzo Marino, Matteo Salvini, chiede al sindaco di convocare un consiglio straordinario su Malpensa. La Camera di Commercio: 56 mila posti di lavoro a rischio.

Bossi: difenderemo Malpensa. Il Pd: troppo tardi ( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: in pole position per la nuova Alitalia resta Air France. Secondo il partito del Nord — il presidente della Regione in testa— Lufthansa converrebbe a tutti. I tedeschi garantirebbero lo sviluppo sia di Malpensa che di Fiumicino come scali interncontinentali. «Per gli imprenditori del Nord che sono entrati in Cai e per il presidente del Consiglio Berlusconi è arrivata l'

Un anno di crisi ( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 3 categoria: BREVI Un anno di crisi L'addio di Alitalia A fine marzo 2008 la compagnia decide di tagliare i voli a Malpensa: da 1.350 a settimana sono passati a 350 con il dehubbing e poi ancora dimezzati a quota 153 In tribunale La Sea ha intentato una causa di risarcimento da 1,2 miliardi di euro nei confronti di Alitalia.

Sfida di Bossi a Berlusconi: per Alitalia voglio Lufthansa ( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: compagnia Asse tra i big del Carroccio e la Moratti Sfida di Bossi a Berlusconi: per Alitalia voglio Lufthansa MILANO — Futuro di Cai e di Malpensa: la Lega rilancia le ragioni del partito del Nord dopo un vertice con la partecipazione del sindaco di Milano, Letizia Moratti. Il Carroccio ha ribadito «la volontà di difesa di Malpensa» e il sostegno a Lufthansa come partner ideale.

Il governo di via Bellerio ( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE Tutti dalla Lega Il governo di via Bellerio N el luogo simbolico dell'antipolitica dove negli anni Novanta la Lega disegnava gli scenari secessionisti del Nord, Milano batte un colpo sul caso Malpensa e si mette di traverso a governo e imprenditori, agli alleati e ai capitani coraggiosi nella trattativa per il partner della nuova Alitalia. CONTINUA A PAGINA 11

Lega schierata: sì a Lufthansa E Bossi chiama Berlusconi ( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: e il presidente della nuova Alitalia, Roberto Colaninno, non c'è stata. La stessa Lufthansa, però, conferma l'interesse per la compagnia. I tempi per un'eventuale controfferta tedesca sono però strettissimi. Martedì 13 decolla la nuova Alitalia ma i giochi potrebbero chiudersi entro il fine settimana.

Francoforte senza rilanci ( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, in linea con l'atteggiamento tenuto in altre due operazioni: per Sas ha offerto 1 euro simbolico, per Austrian ha addirittura chiesto un corrispettivo economico per assumerne la gestione (e i debiti). La compagnia tedesca sarebbe però pronta a rinunciare alla clausola secondo la quale il 100% di Alitalia passerebbe sotto il suo controllo dopo 5 anni di gestione insieme

Il super assegno di Parigi ( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: già durante le trattative condotte nel 2007 con il governo Prodi per acquisire il controllo di Alitalia. E ora che la compagnia italiana è «rinata» sotto le insegne di una cordata di imprenditori nazionali, la compagnia francese ha comunque ribadito un forte impegno finanziario: per entrare in Alitalia con il 25% del capitale sarebbe disposta a spendere circa 300 milioni di euro.

Pressing del Carroccio per contrastare un esito (quasi) scontato ( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Le alleanze internazionali di Cai-Alitalia implicano una scelta anche sul futuro degli aeroporti lombardi, Malpensa soprattutto. E la prospettiva quasi certa di una soluzione «francese» sta creando un nervosismo crescente, perché significherebbe un ridimensionamento a vantaggio di Roma: esito duro da digerire anche simbolicamente.

E sulle pulizie si incaglia la trattativa con il sindacato ( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sindacale che promette di scaldarsi proprio nei giorni di decollo della nuova Alitalia. Ieri l'incontro tra l'azienda e i sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporti non ha sortito gli effetti sperati: il destino dei 160 lavoratori delle pulizie è ancora incerto. Negli accordi era prevista la loro assunzione ma ora Alitalia vuole affidare il loro servizio all'esterno.

Il governo di via Bellerio e l'asse del Nord con la Moratti ( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: partenza della Compagnia che gestirà la nuova Alitalia, ce n'è poco. Ma i contraccolpi del caso Malpensa rischiano di incrinare i rapporti già tesi tra Milano e Roma, tra il governo nazionale e quello locale. Il segnale del sindaco Moratti in via Bellerio sembra proprio questo: con la crisi di Malpensa, si amplifica una questione del Nord per il governo di Berlusconi e della Lega,

Sganciare Malpensa ( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2009-01-06 num: - pag: 11 categoria: BREVI Sganciare Malpensa La mediazione è arrivare perlomeno a sganciare il destino dell'aeroporto di Malpensa da quello dell'Alitalia

Tutte le paure del partito di Fiumicino La lunga catena che parte da Alemanno ( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: alleanza erano finite e che la scelta della nuova Alitalia era caduta su Air France-Klm, le istituzioni romane sono rimaste a aspettare l'epilogo della vicenda. Il soprassalto del Nord, le uscite di Umberto Bossi e poi del sindaco meneghino Letizia Moratti e del «governatore» Roberto Formigoni, hanno rotto l'apparente quiete destando preoccupazione.

Verdini: avanti sui ministri, nessuno tocchi il premier ( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: non solo sul caso specifico ma anche su giustizia, riforme e Alitalia. La seconda è una notizia che forse metterà subito a tacere almeno lo scontro sui 2 ministri: si può cambiare la legge che limita a 60 i membri dell'esecutivo; dunque si può pensare non solo a qualche promozione di grado ma anche ad allargare la squadra di governo.

Il piano tedesco per l'Italia,... ( da "Giornale.it, Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 06 pagina 12 Il piano tedesco per l'Italia, senza l'Alitalia di Paolo Stefanato In Italia, il mercato del trasporto aereo ha sempre avuto due importanti attori internazionali: Air France e Lufthansa. Air France dal 2002 è alleata con Alitalia, insieme alla quale gestisce il mercato italiano; l'alleanza globale cui appartengono è SkyTeam.

Cancellati 30 voli Code sulle strade ( da "Giornale.it, Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: operati da Air France e Alitalia su Roma Fiumicino. Inoltre l'ansia di evitare l'ingorgo del rientro in città per l'Epifania, con l'annunciata nevicata, si è trasformato in un incubo per le centinaia di appassionati degli sci che hanno trascorso il ponte di Capodanno nelle località sciistiche delle valli bergamasche.

La richiesta Salvini: <Consiglio comunale nell'aeroporto lombardo Con i lavoratori e i... ( da "Giornale.it, Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: messo a repentaglio dal piano industriale di Alitalia-Cai e dalle ipotesi di alleanza con Air France, e anche di altre istituzioni locali, a cominciare dalle province di Milano e di Varese. «Sarebbe un bel segnale da parte del sindaco di Milano - ha dichiarato Salvini - e l'occasione per tutti i partiti e tutte le istituzioni locali di sancire un impegno solenne a favore di Malpensa»

Senza Malpensa l'Expo resta a terra Mazzata da 2 miliardi sulle imprese ( da "Giornale.it, Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: L'unico vantaggio di AirFrance arriva dal management Alitalia che ha da sempre condiviso le scelte con AirFrance». Critica Penati (pronto al Malpensa day di giovedì) per la sua politica di annunci: «Aveva detto che avrebbe venduto le quote di Sea per diventare azionista di Alitalia e non è accaduto nulla di tutto questo.

L'aut aut della Lega in difesa di Malpensa ( da "Giornale.it, Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il caso Alitalia sarà di attualità nell?incontro tra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il leader della Lega, Umberto Bossi, in calendario per domani. Il Senatùr ieri a Milano in via Bellerio ha riunito i suoi ministri e poi ha incontrato il sindaco, Letizia Moratti, e il presidente della Sea (la società di gestione degli scali milanesi)

Air France si prepara a firmare in settimana Ancora intoppi sindacali sulle hostess ( da "Giornale.it, Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: del gruppo italiano nato dall'integrazione tra Alitalia e Air One. Ma la partita viene considerata ancora aperta: la nuova Alitalia valuterà la soluzione migliore fino all'ultimo minuto utile, entro la scadenza del 12 gennaio, vigilia del debutto. I tedeschi tentano un rilancio in extremis, lavorano ad una offerta finale.

<Il parco sulla romanità sarà l'Eurodisney italiana Ostia la nuova Rimini> ( da "Giornale.it, Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Parliamo dalla nuova Alitalia.. Formigoni e la Moratti sono molto critici. «Non capisco e non condivido». Difendono Malpensa, è sbagliato? «Mi sembra legittimo solo finché ci si limita a quello che dice lei». E in cosa non si limitano, invece? «Il primo errore è considerare Alitalia una azienda di Stato.

Romani vuole tagliare il canone Rai ( da "Giornale.it, Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E anche i conti di viale Mazzini, secondo Romani, sono a posto: «Ci sono delle sacche di sprechi notevoli, ma la Rai non ha alcun indebitamento. Non è Alitalia e non è un carrozzone». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

Alitalia, aut aut della Lega in difesa di Malpensa ( da "Giornale.it, Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 06 pagina 0 Alitalia, aut aut della Lega in difesa di Malpensa di Sabrina Cottone Bossi: "O Lufthansa come partner o la liberalizzazione immediata delle rotte, compresa la Milano-Roma". E per Sea "gli stessi ammortizzatori sociali della compagnia". Intesa con Formigoni e la Moratti Milano - Continuano a chiamarlo partito del Nord,

Alemanno: "Il parco sulla romanità sarà la grande Eurodisney italiana" ( da "Giornale.it, Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Parliamo dalla nuova Alitalia.. Formigoni e la Moratti sono molto critici. «Non capisco e non condivido». Difendono Malpensa, è sbagliato? «Mi sembra legittimo solo finché ci si limita a quello che dice lei». E in cosa non si limitano, invece? «Il primo errore è considerare Alitalia una azienda di Stato.

Venerdì Cai incontra Air France: intesa vicina ( da "Giornale.it, Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: liberalizzazione degli slot e la sicurezza che nelle eventuali intese fra Air France-Klm e Alitalia non ci siano limitazioni alla concessione di slot e nuove rotte. Decisioni che consetirebbero di garantire libertà di manovra a Malpensa nel caso in cui la nuova Alitalia sposata ad Air France-Klm mantenga la sua base su Roma. L'intesa con Air France Nella primavera del 2008, Silvio Berlsconi,

Così il capolavoro politico del Cav. può parlare francese con accento tedesco ( da "Foglio, Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: unico compromesso possibile tra Air France e Lufthansa La vicenda Alitalia ha una soluzione scritta negli astri da almeno un quindicennio e aver ritardato il compiersi di questo destino è servito solo a favorire un maggiore esborso dalle tasche degli italiani. Air France è il partner designato di Alitalia, vecchia o nuova che sia, per ragioni geografiche (siamo vicini),


Articoli

Italia dei valori sulla graticola (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPA ON-LINE" del 01-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Muore la Compagnia aerea italiana, rinasce Alitalia e rinascono i problemi tra Roma e Milano: un film già visto. C?è una questione morale anche nel partito di Di Pietro e non riguarda il figlio del leader. In Sardegna la ?reconquista? del governatore non sarà facile. Italia dei valori sulla graticola MARIO LAVIA L?onorevole Franco Barbato, Idv, già socialista lombardiano e piano piano approdato al partito di Di Pietro dopo una stagione girotondina vissuta nel magma delle liste civiche, ha rilasciato a Panorama un?intervista molto accesa: «O facciamo pulizia o me ne vado. Mi sospendo dagli incarichi dell?Idv in Campania, perché qui nel partito spuntano camorristi, strane facce, gente alla quale io nemmeno stringerei la mano». Poi ha fatto il nome dell?onorevole Amerigo Porfidia, sempre Idv, che sarebbe finito in una inchiesta della magistratura sulla camorra: «Ma le pare che quando riapre la camera debba sedere a fianco del collega di partito Porfidia, indagato per camorra?». Bisognerebbe però usare il condizionale, dato che lo stesso Porfidia, al telefono con Europa, dice: «A me non risulta nulla, mai ricevuto un avviso di garanzia. Tanto è vero che il mio avvocato ha presentato in procura un?istanza per saperne di più». Il nome del parlamentare risulta in una informativa della polizia di quasi tre anni fa, poi ? sostiene Porfidia ? più nulla. E Barbato? «È una delle persone più estemporanee che abbia mai conosciuto. Le cose bisogna vederle coi propri occhi e poi parlarne... Non so perché dica queste cose». In attesa di notizie ufficiali Porfidia si è autosospeso dal partito, ostenta serenità e la butta in politica: «Idv è un partito che arriva all?8 per cento, è chiaro che dà fastidio...», dice. Certo, sarebbe paradossale se ci fosse un complotto della magistratura contro il partito che nacque proprio per raccogliere in sede politico- parlamentare le istanze dell?epoca d?oro dei giudici, eppure nessuno ha dubbi sul fatto che adesso, per la prima volta dalla sua nascita, e anzi proprio all?acme del suo exploit, Italia dei valori improvvisamente si ritrova sulla graticola. Che cosa sta succedendo? Sta succedendo quello che lo stesso Di Pietro, non molto tempo fa, aveva previsto: «Un conto è quando sei un partitino che conta poco, fatto da poca gente, un altro conto è quando hai tanta gente con te». Accade dunque proprio questo: che un partito ?grosso? è più esposto, perché seleziona di meno, mette le mani in paste dai più svariati sapori, annovera personaggi abbastanza scadenti, commette errori, pur veniali, come quelli di Cristiano Di Pietro, che invocava raccomandazioncelle e che è stato travolto dalle relative notizie e dal putiferio dei sostenitori del padre che sostengono che se fai la parte dell?angelo sterminatore poi non ti puoi permettere certe cose. C?è chi prevede che «adesso verrà fuori altro: gli affari di questo o di quello, cose piccole e grandi, legate a parlamentari e collaboratori». Una specie di frana. Azionata da chi? Secondo alcuni osservatori sarebbe la destra a scorgere la possibilità di colpire a morte il nemico di sempre, l?ex eroe di Mani pulite: basta guardare la campagna del Giornale. Di Pietro dunque potrebbe imboccare una china in fondo alla quale non rimarrebbe che un ruolo politico marginale, scontando un risultato non brillante alle amministrative, pur a fronte di una bella performance ? lo stesso giorno ? alle europee. Berlusconi, dunque, gongola. Il quale secondo alcuni pare si sia un po? depresso scorrendo i post dei blogger che lo tempestano di accuse per il caso-Cristiano, vero detonatore della ?crisi di fine anno?: e per lui, che ha fatto del web una leva formidabile per lo sviluppo del suo partito, è un altro contrappasso sorprendente. Forse tutte queste sono le debolezze di un periodo. O forse il segno di qualcosa di più profondo.

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Soru, una corsa tutta in salita (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPA ON-LINE" del 01-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Muore la Compagnia aerea italiana, rinasce Alitalia e rinascono i problemi tra Roma e Milano: un film già visto. C?è una questione morale anche nel partito di Di Pietro e non riguarda il figlio del leader. In Sardegna la ?reconquista? del governatore non sarà facile. Soru, una corsa tutta in salita PAOLO NATALE Gli appuntamenti elettorali incalzano. Dopo le provinciali di Trentino e Sudtirolo, dopo l?anticipo delle regionali in Abruzzo, ecco nuove elezioni anticipate anche in Sardegna. Per fortuna, in questo caso, non per motivi penali, ma soltanto per cause politiche. Ho scritto ?per fortuna?, ma per la verità non si sa quale tra le due motivazioni sia il male peggiore. Nel primo caso, gli eventi di corruzione che hanno coinvolto la giunta Del Turco non sono stati certo un toccasana per il buon nome del centrosinistra. Nel secondo caso, l?anticipo di qualche mese dell?appuntamento per il rinnovo del parlamento sardo è, come noto, dovuto a spaccature interne al Pd, che non ha sostenuto in maniera compatta il presidente uscente Renato Soru, costringendolo ad indire nuove elezioni nel prossimo febbraio. Il giudizio generale della popolazione sarda nei suoi confronti non è stato, secondo numerosi sondaggi svolti negli ultimi mese, particolarmente entusiasta. Nello specifico, gli intervistati si sono divisi in parti uguali nel giudicare l?ultima materia dello scandalo, la proposta di Soru di regolamentazione delle costruzioni edilizie sul litorale; ma già altre importanti innovazioni non erano viste di buon occhio. La cosiddetta ?tassa sul lusso?, per le barche che approdano nei porti, è stata mal digerita non solo dai facoltosi turisti, ma anche dagli stessi sardi, che hanno paventato una possibile diminuzione del turismo. E anche la prima tranche del provvedimento per regolamentare l?abusivismo edilizio costiero non è stata particolarmente apprezzata dagli indigeni. Come peraltro non sarebbe apprezzata in nessun?altra regione italiana. Si sa, ormai da decenni cercare di salvaguardare l?ambiente impedendo una massiccia costruzione di case, seconde case, alberghi e pensioni non incontra il favore della popolazione italiana, a meno che queste misure non vengano intraprese lontano ?dal mio giardino? (il ben noto effetto Nimby, Not in my back yard). Da questo punto di vista, l?opera del presidente uscente è certo stata meritoria, ma ha finito per scontentare un po? tutti, dai più ricchi ai meno abbienti, dando loro relativamente poco in cambio: le misure ambientali non pagano mai, è chiaro, ma ancor meno pagano in regioni in cui il turismo è una delle principali fonti di reddito. Per tutti questi motivi, e nonostante l?apprezzamento generale della figura di Soru come persona, le ipotesi di voto per le prossime elezioni regionali, dove egli correrà contro Cappellacci, coordinatore del Pdl in Sardegna, non appaiono particolarmente positive per il fondatore di Tiscali. Il voto sarà infatti condizionato in primo luogo dal negativo trend del centrosinistra in Italia, accanto al parallelo giudizio positivo sul governo; in secondo luogo dall?appoggio al centrodestra del maggiore dei raggruppamenti locali, il Partito Sardo d?Azione, da sempre oscillante tra le due maggiori coalizioni e capace di fornire un 5-6 per cento di voti aggiuntivi all?alleato; in terzo luogo dalla considerazione appunto non particolarmente entusiasta della popolazione sarda nei confronti del candidato del centrosinistra. Alcune delle indagine effettuate nelle ultime settimane vedevano dunque Soru soccombere, in un ipotetico confronto, con alcuni dei possibili candidati, tra cui l?attuale sindaco di Cagliari Floris, ed in lievissimo vantaggio con altri personaggi meno conosciuti a livello regionale. Una situazione dunque di complicata risoluzione, anche se la candidatura di Cappellacci non pare essere tra le migliori per garantire una vittoria certa al centrodestra. Per Soru occorre dunque una campagna veramente efficace, se vuole convincere l?elevata quota di dubbiosi ancora presente tra gli elettori sardi. Torneremo a controllare la sua capacità di convinzione nelle prossime settimane.

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Rivince AirFrance, riperde Malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPA ON-LINE" del 01-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Muore la Compagnia aerea italiana, rinasce Alitalia e rinascono i problemi tra Roma e Milano: un film già visto. C?è una questione morale anche nel partito di Di Pietro e non riguarda il figlio del leader. In Sardegna la ?reconquista? del governatore non sarà facile. Rivince AirFrance, riperde Malpensa GIOVANNI COCCONI La Compagnia aerea italiana ha ballato . Da ieri l?azienda di Roberto Colaninno si chiama Alitalia proprio come la compagnia di bandiera che vorrebbe far dimenticare. Non sarà facile: i cittadini italiani avranno poche ragioni per rimpiangere il vecchio e molte per diffidare del nuovo. A partire dai tagli delle rotte e dalle tariffe aeree, per esempio sulla tratta Roma- Milano, una delle più redditizie d?Europa, sulla quale la nuova Alitalia attorno al 98 per cento. L?Antitrust ha promesso che vigilerà ma è difficile crederle dopo che un decreto del governo l?ha costretta a bendarsi sull?operazione privatizzazione. Non solo. Ieri il commissario Augusto Fantozzi (in un?intervista al settimanale l?Espresso nelle edicole oggi) ha ammesso che «gli attivi non basteranno a pagare tutti i passivi» in carico alla bad company e che «gli obbligazionisti Alitalia saranno trattati come gli azionisti, anche se dovrebbero essere più tutelati». Agli avvocati non mancherà il lavoro da sbrigare. Nella nuova Alitalia giocherà poi un ruolo di primo piano AirFrance-Klm che già nelle prossime ore potrebbe entrare nell?azionariato della compagnia con una quota del 25 per cento, diventandone il primo azionista e rafforzando la partnership nata nel 2002. Ma dove vogliono arrivare i franco-olandesi? Come noto, nell?accordo tra i soci della cordata italiana che ha rilevato Alitalia è previsto un lock up di cinque anni e una sorta di ?impegno all?italianità?, ma nulla impedisce che un aumento di capitale o l?uscita di alcuni soci possa rafforzare ulteriormente la posizione della compagnia francese anche prima del 2013. Ma l?aspetto politicamente più rilevante riguarda il piano voli della nuova Alitalia. Come ha anticipato ieri Marco Alfieri sul Sole24Ore, la nuova compagnia privilegerà l?hub di Fiumicino a scapito di Malpensa e non taglierà le unghie a Linate, per il quale tutti avevano previsto un destino da city airport e il cui mancato ridimensionamento è all?origine di molti storici problemi dello scalo varesino. Le rotte intercontinentali saranno concentrate su Roma (13 contro solo 3 da Malpensa), delle 53 internazionali 32 faranno scalo a Fiumicino mentre solo 13 a Malpensa. Nel complesso l?aeroporto della Capitale servirà 66 destinazioni contro poco più della metà degli scali milanesi, per un totale di 670 voli giornalieri (l?anno scorso erano 1050). D?altra parte non era un mistero che un?alleanza con AirFrance avrebbe ?valorizzato? la Magliana mentre un eventuale accordo con Lufthansa avrebbe concentrato molto traffico sull?hub lombardo. Cosa farà il fronte del Nord che in questi mesi ha cercato di tenere alta la bandiera di Malpensa, anche chiedendo la liberalizzazione degli slot internazionali? Ieri Raffaele Cattaneo, assessore lombardo ai trasporti e alle infrastrutture, si è limitato a un breve comunicato: «Il programma operativo della nuova Alitalia prevede tagli importanti sull?aeroporto di Malpensa. Si parla di 40 voli sui 200 rimasti nell?hub varesino. Questa non è una bella notizia e non va nella direzione delle cose che ci siamo detti con l?amministratore delegato di Cai Rocco Sabelli e il presidente Roberto Colaninno». Cattaneo ha chiesto anche l?apertura di un tavolo di confronto ma è sembrata più una mossa obbligata che l?apertura di un vero fuoco di sbarramento. Anche perché la nuova Alitalia sarà operativa già dal prossimo 13 gennaio e fermare un?operazione arrivata così faticosamente in porto non è una responsabilità da poco.

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Berlusconi: "Vi dico che cosa... (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 01-01-2009)

Argomenti: Alitalia

n. 1 del 2009-01-01 pagina 0 Berlusconi: "Vi dico che cosa farò nel 2009" di Mario Giordano Intervista al premier Silvio Berlusconi. "Subito il federalismo, sconfiggerà l?evasione. La riforma della giustizia darà anche benefici economici". "Nel 2009 ogni italiano avrà un bonus di 1000 euro per combattere la crisi". "Veltroni? Si è consegnato a Di Pietro e sta uccidendo il Pd" «Mi avete fatto lavorare anche voi...». A Villa Certosa Silvio Berlusconi cerca di rubare qualche ora di riposo agli impegni da premier che non conoscono vacanza. Ma c?è sempre di mezzo qualche telefonata, qualche incontro, qualche dossier da studiare. E qualche intervista. Come questa, con cui il presidente del Consiglio anticipa al «Giornale» un po? del suo (e del nostro) 2009. Presidente, cominciamo dalla crisi economica. Lei ripete spesso che la durata della crisi dipende dalla reazione dei cittadini: meno si lasciano spaventare meglio è. La crisi è indiscutibile, ma è vero che la riduzione del prezzo del petrolio fa diminuire i costi e dunque aumenta il potere d?acquisto delle famiglie. Qualche ministro ha detto che nel 2009 le famiglie avranno a disposizione fino a 3000 euro in più. Le sembra una cifra eccessiva? «Credo che il vantaggio sarà anche più elevato. Ma prima di addentrarci nei calcoli, vorrei ricordare che fin dall'inizio della crisi economica il governo italiano ha fatto tutto ciò che era nei suoi poteri per garantire la liquidità necessaria affinché le banche continuassero a fare le banche, mantenendo i finanziamenti alle imprese e alle famiglie, e ha dato la propria garanzia perché nessun cittadino perdesse un solo euro dei suoi depositi in banca. è una linea che hoindicato per primo nel panorama internazionale il 10 ottobre, e che ho poi sostenuto nei vertici che si sono tenuti a Parigi, a Bruxelles e a Washington, convincendo tutti i capi di governo dei Paesi industriali a farla propria». Anche gli Stati Uniti? «Certo. Anche gli Stati Uniti. All?inizio avevano consentito il fallimento della Lehman & Brothers e di altre due banche, ma poi si sono ispirati a noi quando hannocambiato strategia e varato il piano Paulson di 700 miliardi di dollari per evitare altri fallimenti bancari». Ma torniamo ai comportamenti dei consumatori... «Sì, come dicevamo ora la profondità e l?estensione della crisi sono nelle mani dei cittadini consumatori: se riducono gli acquisti, le imprese dovranno a loro volta diminuire la produzione e, in qualche caso, mettere in cassa d?integrazione i dipendenti, dando vita a un circolo vizioso che potrebbe risultare molto rischioso». Dunque? «è proprio per evitare questo rischio che ho invitato ed invito tutti, soprattutto il ceto medio e coloro che non rischiano il posto come ad esempio gli impiegati pubblici, a non modificare il proprio stile di vita, a non dare ascolto alla canzone del pessimismo e del catastrofismo che ogni giorno viene cantata dalla sinistra. Tanto più che nel 2009, quasi a compensare gli effetti della crisi, il calo delle materie prime e quello del costo del denaro consentiranno dei risparmi significativi alle famiglie». Adesso possiamo addentrarci nei calcoli? «Sicuro. Il calo del greggio, che l?estate scorsa sfiorava i 150 dollari al barile mentre ora è di poco sopra i 33 dollari, significa che nel 2009 ci sarà un risparmio medio di oltre mille euro per ogni italiano, grazie al minore costo del pieno dell?auto e delle bollette della luce e del gas. Se poi consideriamo che l?euribor, che è il costo del denaro tra le banche su cui si calcolano le rate dei mutui variabili, è sceso dal 5,4di settembre al 3,1 per cento, avremo anche un minore costo per chi deve pagare le rate di un mutuo. Anche l?indice degli alimentari di base, calcolato in dollari, scenderà da 170 a quota 90-100. In totale, sommando i vari risparmi possibili, ogni famiglia potrebbe trovarsi nel 2009 con un bonus di oltre mille euro per componente...». Mille euro per componente... «E questa somma andrà ad aggiungersi al pacchetto di misure decise dal governo per tutelare le fasce sociali più disagiate, tra cui ricordo la carta acquisti di 40 euro al mese e il bonus famiglia da 200 a mille euro». Anche il popolo della partita Iva è in una fase di sofferenza. «Le piccole e le medie imprese erano molto preoccupate per il flusso del credito. Per questo siamo intervenuti per rafforzare i Confidi, più altre misure,comela riduzione dell?Irap, la sua detraibilità dall?Ires e la revisione degli studi di settore per aziende e professionisti». Che cosa pensa dell?equiparazione dell?età pensionabile fra uomini e donne proposta dal ministro Brunetta? «Non si tratta di una proposta del ministro Brunetta, bensì di una richiesta europea. Il 13 novembre 2008 la Corte di Giustizia europea ha condannato l?Italia perché la norma oggi in vigore, ovvero l?anticipazione dell?età per la pensione di vecchiaia delle donne (60 anni) rispetto a quella degli uomini (65), costituisce - a parere della Corte di Giustizia europea - una discriminazione a scapito delle donne. Per porvi rimedio, l?Italia ha 60 giorni di tempo, anche se il termine del 13 gennaio 2009 non ha natura perentoria. è tuttavia pacifico che, in caso di mancato adeguamento, la Commissione europea aprirà una procedura di infrazione contro l?Italia, con l?applicazione di sanzioni economiche piuttosto ingenti. Non è dunque praticabile l?ipotesi di lasciare senza esecuzione la sentenza». E nel merito? «Nel merito, trovo completamente fuori luogo le critiche di chi ha intravisto qualcosa di punitivo per le donne. Penso che la parificazione dell?età pensionabile delle donne si potrà fare in modo graduale e volontario. E questo sarà certamente gradito a molte donne che, non volendo chiudersi dentro casa, decideranno di lavorare più a lungo, magari anche ricorrendo al “part time”, perché più anni di contributi previdenziali alla fine si traducono in una pensione più sostanziosa». Non pensa che sarebbe opportuna anche la riforma delle pensioni per liberare risorse da dedicare agli ammortizzatori sociali? «Già in campagna elettorale avevamo escluso di intervenire di nuovo sulle pensioni, anche se c?era un buon motivo per farlo. Il governo Prodi, per tenersi buoni i sindacati, aveva infatti manomesso la nostra riforma per eliminare il cosiddetto “scalone”, con un costo di 10 miliardi di euro per il bilancio pubblico. Si tratta di un onere ingente, del tutto ingiustificato se si pensa che serve per mandare in pensione chi ha appena 58 anni ed ha davanti a sé una aspettativa di vita di almeno altri 20 anni». Anche di più, presidente. Non puntiamo forse a vivere fino a 120 anni ormai? «Di sicuro con i progressi della medicina, l?aspettativa di vita è destinata a salire ancora di più, fino forse a raggiungere nel 2050 i 120 anni: è una previsione del centro di medicina “predittiva” del mio amico don Verzé, condivisa anche dall?ufficio studi della Banca d?Italia che ha dedicato a questo tema uno studio recente». La crisi può anche essere l?occasione per riforme importanti. A quali, oltre a quelle già fatte, pensa che si possa mettere mano? «è il momento giusto per fare riforme che non incidono drammaticamente sui costi pubblici, come quella della giustizia, del processo civile e di quello penale, oltre che delle intercettazioni telefoniche. Grazie a queste riforme l?Italia potrà avere grandi benefici sul piano della modernità, ma anche sotto il profilo economico. Oggi i tempidella giustizia civile sono incompatibili con qualsiasi attività economica. Cinque anni per ottenere un pagamento legittimamente dovuto, altrettanti per una causa di lavoro, otto anni per un fallimento: sono ostacoliche scoraggiano molte imprese straniere a investire in Italia. Per questo abbiamo subito messo mano alla riforma del processo civile, che è già stata approvata da un ramo del Parlamento». Ma le novità non si fermano al processo civile... «No, certo. All?inizio nel nuovo anno, nella prima seduta del Consiglio dei ministri, presenteremo anche la riforma della giustizia, per separare gli ordini dei magistrati giudicanti da quelli dei pubblici accusatori: questi ultimi, che chiameremo “avvocati dell?accusa” dovranno avere gli stessi doveri e gli stessi diritti degli avvocati della difesa. Solo così il giudice sarà veramente “terzo”, con un concorso e una carriera diversa da quella dei pm, e potrà garantire ai cittadini un giusto processo. Quanto alle indagini, restituiremo alla polizia giudiziaria il ruolo che aveva sino al 1989 mentre ora l?iniziativa è interamente nelle mani dei pm, che sono di fatto sottratti a ogni controllo, con conseguenze devastanti. Come tutti hanno potuto constatare anche nella recente contesa tra le procure di Salerno e di Catanzaro». E per le intercettazioni? «Dovranno essere consentite solo per le indagini riguardanti i reati più gravi, per quelli con pene previste sopra i 15 anni, come il terrorismo internazionale e il crimine organizzato di stampo mafioso. L?abuso delle intercettazioni come reti a strascico per acquisire notizie di reato con in più il consueto teatrino mediatico-giudiziario che viola un diritto primario dei cittadini come la privacy emette in piazza tutto ciò che si dice al telefono, anche quando non ha alcuna rilevanza penale, dovrà cessare una volta per tutte. Non c?è vera democrazia in un Paese in cui i cittadini non possono esprimersi liberamente al telefono senza il timore di essere intercettati». Preferirebbe avere sindacati uniti, quindi trattare anche con la Cgil di Guglielmo Epifani, o pensa sia meglio fare accordi solo conCisl e Uil e Ugl? «L?unità dei sindacati non dipende dal governo, questo è ovvio. Così come è pacifico che il governo è sempre aperto al dialogo con tutte le parti sociali. Ricordo come esempio il caso Alitalia, dove la Cgil prima ha agito in simbiosi con la sinistra per ostacolare l?accordo e poi, resasi conto della impopolarità del suo comportamento, si è seduta al tavolo con gli altri sindacati ed ha contribuito al successo dell?accordo che ci ha permesso di conservare una nostra compagnia di bandiera, fondamentale per il nostro turismo e per la nostra economia. Un esempio di segno opposto. Tutti i sindacati, esclusa la Cgil, hanno sottoscritto il rinnovo del contratto del pubblico impiego, che riguarda 3,6 milioni di addetti ed ha un peso salariale sull?economia del Paese pari a quello dell?industria. Qui è stata la Cgil ad autoescludersi dalla firma. Ma è probabile che poi, di fronte al risultato ottenuto dai lavoratori pubblici in un momento di crisi, un aumento di 70 euro al mese, il vertice della Cgil si sia reso conto dell?errore. Noi andiamo avanti con una regola molto semplice: lo Stato deve fare lo Stato in ogni frangente, non solo sul fronte dei rifiuti comea Napoli e in Campania, ma anche in campo sindacale. Ciò significa che il governo prima illustra le sue proposte alle parti, poi ascolta le loro richieste e alla fine decide. Il ricatto permanente non deve più funzionare». L?evasione fiscale è ancora troppo alta in Italia? «Sì ed è uno dei problemi più seri che dobbiamo risolvere. Tutte le stime concordano nel valutare l?economia sommersa intorno al 20 per cento del Pil, cioè 300 miliardi di euro, con un?evasione fiscale annua di circa 100 miliardi. Il fenomeno è diffuso al di là di ogni immaginazione. Di recente mi è stata avanzata l?offerta di acquisto di una pianta rara per il mio parco botanico in Sardegna. Il prezzo era di 50mila euro senza fattura, e di 100mila euro con la fattura. Se si arriva a questo punto di sfrontatezza quando c?è di mezzo il Presidente del Consiglio, significa che questa prassi è ritenuta addirittura normale. Ebbene, penso che il federalismo fiscale ci darà un grande aiuto per sconfiggere questo malcostume, perché i Comuni saranno coinvolti nell?accertamento dei redditi dichiarati. E per molti contribuenti troppo furbi sarà più difficile dichiarare il falso nei confronti di chi conosce il loro stile di vita». Le dispiace non poter tagliare le tasse quanto vorrebbe? «Sono certo che entro la fine della legislatura la rivoluzionaria innovazione che abbiamo introdotto con la legge finanziaria per tre anni, inattaccabile dalle lobbies parlamentari, darà i suoi frutti e ci consentirà di far scendere la pressione fiscale. Per fortuna abbiamo messo in sicurezza i conti pubblici prima dello tsunami finanziario, impostando una politica che prevede il pareggio di bilancio per il 2011, mentre ora siamo in presenza di un debito pubblico pari al 106 per cento del pil. è una brutta eredità ricevuta dai governi del passato che riuscirono nella straordinaria impresa di moltiplicare per otto volte il debito pubblico al fine di soddisfare le loro clientele. Dobbiamo anche ridurre drasticamente il costo della macchina statale se vogliamo ridurre la pressione fiscale. Oggi la nostra Pubblica amministrazione costa a ogni cittadino italiano 4.500 euro contro i 3mila e 300 che pagano in media gli altri cittadini europei. Si deve quindi riorganizzare dal profondo la nostra Pubblica Amministrazione digitalizzando ogni servizio sia a livello centrale che locale». Ma in concreto che cosa farà il governo in questo campo? «Entro il 2012 prevediamo l?abolizione totale della “carta” nella Pubblica amministrazione. Ogni pratica sarà digitalizzata con l?eliminazione delle code agli sportelli e con la possibilità di operare per tutti dalla propria casa o dal proprio ufficio attraverso il computer e internet e ogni cittadino sarà dotato di una propria casella di posta elettronica pe ri rapporti con la Pubblica amministrazione». Lei è d?accordo che sia necessaria una politica di rigoroso rispetto dei parametri di Maastricht? «Stiamo seguendo una linea di politica economica che punta a risolvere i problemi senza creare nuovo debito. Sul piano teorico l?Unione europea si è dichiarata disposta a tollerare uno sconfinamento di un punto dei parametri di Maastricht. Ma questo non sarebbe tollerato per chi, come l?Italia, ha già un debito superiore al proprio Prodotto Interno. Un ulteriore appesantimento di questo debito sarebbe giudicato come un ostacolo per la stabilità dell?euro, che è una moneta comune». Come si è mossa, secondo lei, l?Europa di fronte alla crisi? E come si muoverà? «I governi dei maggiori Paesi si sono mossi in modo coordinato. E la presidenza di turno del presidente Sarkozy, con il suo dinamismo e la sua franchezza, si è rivelata decisiva per la fluidità dei rapporti sia istituzionali che personali. è stato anche grazie all?amicizia che mi lega al presidente francese da molti anni che nell?ultimo vertice abbiamo potuto raggiungere un?intesa sul “pacchetto ambiente” ed evitare che le imprese italiane fossero gravate di un costo insopportabile specie in questa situazione di crisi annunciata». Lei è sempre stato un liberale convinto. Pensa che ci sia il rischio, di fronte alla crisi, di un eccesso di interventismo statale nell?economia? «Gli interventi degli Stati in questa circostanza non mettono in discussione i principi della libertà di mercato. Rimettere in moto gli investimenti nelle opere pubbliche, come abbiamo fatto varando il pacchetto da 16,6 miliardi di euro per riaprire i cantieri delle grandi infrastrutture strategiche, giova a tutti, specie all?impresa privata. Mi sembrano decisioni di assoluta necessità e di assoluto buon senso». Parliamo dell?opposizione. Con Veltroni il dialogo è impossibile? «Quando si vuole il dialogo, non si insulta l?interlocutore ogni giorno. Se mi sedessi a un tavolo con chi mi paragona ad Hitler o a Videla, con chi mi accusa di essere fautore di un regime, di non conoscere le regole della democrazia, sarebbe davvero un teatrino ipocrita, assolutamente inaccettabile. Il Veltroni del Lingotto che dichiarò la fine dell?antiberlusconismo, della politica come guerra a una sola persona, è un miraggio che non esiste più, e che forse non è mai esistito. Ora c?è solo un personaggio, sempre meno ascoltato dai suoi stessi compagni di partito, che si è consegnato a Di Pietro e ha fatto propria la sua mentalità giustizialista in un abbraccio che si sta rivelando mortale per il Partito Democratico. Come si è visto bene in Abruzzo, il Pd con la politica dipietrista dell?insulto ha perso molti consensi. Con gente simile, io non potrò mai sedermi ad alcun tavolo. Altra cosa sono i rapporti in Parlamento tra i gruppi. Se l?opposizione dovesse presentare suggerimenti di buon senso nell?interesse del Paese, sono sicuro che la nostra maggioranza non potrebbe che condividerli». Con la tangentopoli delPd è caduto un altro muro? «Sono sempre stato garantista con tutti, specialmente nei confronti dei nostri avversari politici. Ho anzi espresso pubblicamente l?augurio che le accuse si potessero ridimensionare. Non entrerò mai nel merito di accuse che attendono ancora tre gradi di giudizio. So bene per esperienza diretta che certe accuse sollevano grandi polveroni mediatici, per poi finire in niente. Però è certo. La sinistra pensava di essere “diversa”, di avere una sorta di monopolio dell?etica. Non è mai stato vero nel passato, non è vero oggi». Crede anche lei che dietro la nuova tangentopoli ci sia la mano di Di Pietro? «Nonsonounesperto di complotti e non ho informazioni tali da poter esprimere giudizi su un?ipotesi comequesta. So però che in Italia ci sono duemila pm fuori da ogni controllo. Affermare che ora sono pilotati da Di Pietro mi sembra una sciocchezza assoluta». I suoi rapporti con Bossi sono sempre saldi e ormai al di fuori da ogni discussione. Ma c?è qualche presa di posizione della Lega che avrebbe volentieri evitato? «Confermo la mia solida amicizia con Bossi. I giornali, come spesso accade, si sono inventati una polemica che non esiste e hanno messo in contrapposizione una mia dichiarazione sul presidenzialismo con una di Bossi sul federalismo. Non c?è nessun contrasto tra me e Bossi, perché proprio il leader della Lega Nord è stato il primo nel 2002 a dichiarare che il presidenzialismo e il federalismo fiscale sono due facce della stessa medaglia. E non potrebbe essere diversamente: al decentramento di tanti poteri deve corrispondere un rafforzamento del potere centrale come garanzia dell?unità nazionale». Solo colpa dei giornali? Oppure la Lega è in cerca di visibilità? «I fatti sono questi. In occasione della conferenza stampa di fine anno, l?ultima domanda che mi è stata posta riguardava l?architettura istituzionale e il presidenzialismo, temi ai quali non avevo neppure fatto cenno nelle precedenti due ore di conferenza. Ho risposto, e non poteva essere diversamente visto che l?avevo già dichiarato in passato, che siamo a favore di un presidente della Repubblica eletto dal popolo e di una architettura istituzionale che rafforzi il premier italiano, con gli stessi poteri dei suoi colleghi europei, a cominciare dal potere di revoca dei ministri. Ma ho anche precisato che ora ci sono altre urgenze e che quindi se ne sarebbe riparlato più avanti nel corso della legislatura, sempre che sul tema si fosse trovato l?accordo di tutte le più importanti forze politiche. Queste parti della risposta sono state assolutamente ignorate e sui giornali del mattino dopo il presidenzialismo è diventato il tema principale della conferenza stampa di fine anno e di una polemica inesistente con la Lega. L?ennesima disinformazione da parte di quei giornali che non si fanno scrupolo di prendere in giro i loro lettori». Siamo ancora lontani, ma c?è chi inizia a fare un parallelo tra la presidenza della Camera di Casini e quella di Fini. Di certo, per il momento c?è chein più d?una occasione il leader di An ha marcato la differenza con lei che non ha mancato di replicare. Anche Fini, come ha fatto Casini, sta guardando già al futuro? «Fini si sta mostrando nei fatti un presidente della Camera equilibrato e competente. Casini più che guardare al futuro mi sembra preso dalla nostalgia di un passato democristiano che non tornerà più. Non vedo davvero nessuna possibile analogia tra il comportamento di Fini e quello di Casini». Come procede, a suo modo di vedere, il Pdl? «In dicembre, in soli duefine settimana, ai gazebo del Popolo della Libertà si sono presentati più di 5 milioni di italiani per scegliere i delegati ai congressi locali che devono preparare il congresso nazionale. Si tratta di un successo fantastico, frutto di un entusiasmo che conferma la forte identificazione di molti italiani nel nostro nuovo movimento politico. I nostri elettori senza le tessere di partito e le altre bardature dei vecchi partiti, si sentono una nuova realtà unitaria, con una identità forte, che ha lasciato da tempo alle spalle gli stessi partiti dai quali il nuovo soggetto politico è nato». Torniamo alla politica internazionale, il terreno sul quale lei s?è più impegnato. E dove ha ottenuto risultati più clamorosi. è stato più complicato affrontare la crisi fra Russia e Georgia o quella economica? «è vero, la politica internazionale ha rappresentato più del 50 per cento del mio impegno come premier. In questi sette mesi ho incontrato 57 leader stranieri in missioni bilaterali. Ho partecipato a 7 vertici internazionali. A questi si devono aggiungere ben 4 Consigli Europei. Insieme a diversi nostri ministri ho anche preso parte a 6 vertici bilaterali con Egitto, Romania, Russia, Brasile, Turchia e Germania ed ho effettuato una visita all?estero quasi con cadenza settimanale. Quanto alla crisi tra Russia e Georgia abbiamo cercato di favorire un ripensamento delle decisioni assunte dai vertici russi che erano fermamente intenzionati ad arrivare a Tbilisi per punire il premier georgiano. Al confronto, la crisi economica scoppiata dopo lo tsunami finanziario è stata certamente un fatto preoccupante, ma non così catastrofico come il rischio di un brusco ritorno alla guerra fredda. Per questo mi sto impegnando perché tra gli Stati Uniti e la Federazione russa si ritrovi lo spirito di Pratica di Mare, che pose fine a più di 50 anni di guerra fredda tra Est eOvest. Come presidente di turno del G8 nel 2009 farò tutto il possibile perché il presidente Obama e il presidente russo Medvedev tornino al dialogo, superando una contrapposizione dannosa per il mondo intero. L?arsenale atomico russo è tuttora in grado di distruggere dieci volte la popolazione mondiale; quello americano venti volte». Ha citato Obama. Cosa si aspetta dalla nuova presidenza e come pensa di impostare il rapporto con un uomo molto diverso dal suo predecessore? «La forte alleanza con gli Stati Uniti e la Nato, insieme al fatto che siamo un Paese fondatore dell?Europa unita, sono da sempre i capisaldi della nostra politica estera. Su queste basi penso che l?Italia avrà con la presidenza di Obama un rapporto di collaborazione e di amicizia altrettanto forte di quello avuto con i suoi predecessori Clinton e Bush, che ho conosciuto di persona e con i quali ho stabilito solidi rapporti di stima e di amicizia». A proposito di rapporti, passata la bufera, come sono attualmente i suoi rapporti con Murdoch? «C?è un proverbio che dice: si cambia casa, non gli amici. Ecco, Murdoch è un vecchio amico e ha capito meglio di altri che sull?Iva da applicare alla tv satellitare a pagamento non potevamo sottrarci al diktat dell?Europa. Dovevamo renderla uguale a quella degli altri media audiovisivi per evitare all?Italia una procedura d?infrazione». Il 2009 sarà l?anno in cui per la terza volta - un record assoluto - presiederà il G8. Crede che sia ancora attuale e quali aiuti può dare per quanto riguarda la crisi economica? «Dopo le cattive prove date dalle istituzioni finanziarie internazionali, il G8 è diventato sempre di più l?organismo per il governo dell?economia mondiale. A differenza del G20, che si limita a registrare le decisioni degli sherpa senza neppure un giro di tavolo dialettico tra iministri, il G8 è un foro internazionale che può assumere delle decisioni cui si obbligano i singoli partecipanti. è per questo che la riunione del prossimo G8 che si svolgerà a La Maddalena avrà una grande importanza per l?economia mondiale. Su mia proposta, dopo il primo giorno, in cui si terrà il vertice degli 8 leader, si svolgerà un G14 al quale sono invitati i Paesi delle nuove economie come la Cina, l?India, il Sudafrica, il Brasile, il Messico e l?Egitto. Successivamente la riunione si allargherà anche ad altri Paesi e al rappresentante dell?Unione europea, cioè al G20. I temi che discuteremo nel G8 e nel G14 dovranno essere preparati dalla presidenza con incontri bilaterali. Per questo nei prossimi mesi dovrò presumibilmente fare visita a ciascuno dei leader che a luglio verranno a La Maddalena. Insomma, mi aspetta un?agenda fitta di missioni internazionali». Siamo alla fine, presidente. Ma ci resta una curiosità. Abbiamo parlato della vita fino a 120 anni. Ma lei pensa anche di restare in politica fino a 120 anni? «La politica non mi affascina. Ma amo l?Italia, il Paese in cui sono nato e cresciuto, il Paese che non desidero sia governato da una sinistra illiberale e colpevole di avere causato gravi ritardi alla crescita della nazione. Per questo svolgo l?attuale ruolo politico e di governo per senso di responsabilità, poiché sono l?unico che può tenere insieme tutte lecomponenti che si riconoscono nel Popolo della Libertà. Mi auguro che fra quattro anni e mezzo dalle file del nostro partito esca un leader giovane e preparato, pronto a raccogliere un?eredità che sarò lieto e orgogliosodi affidargli, soprattutto se nel frattempo sarò riuscito nell?impresa di ammodernare l?Italia in tutti i comparti, dalla Pubblica amministrazione alla giustizia, dalla scuola alle infrastrutture, e di averne fatto una democrazia moderna e bipartitica, con due grandi partiti in gara per il bene dell?Italia, un presidente eletto dal popolo, una sola Camera legislativa con meno parlamentari e un premier con gli stessi poteri dei suoi colleghi europei». Mario Giordano © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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2 gennaio 2009 (sezione: Alitalia 2)

( da "Foglio, Il" del 02-01-2009)

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2 gennaio 2009 Il Cav. ritorna dalle vacanze in Sardegna e – racconta chi un po? lo conosce – suonerà fin da subito la carica del decisionismo. Sulla Giustizia e le intercettazioni prima di tutto ma anche – si vedrà – indossando un casco da operaio per visitare i tormentati tracciati della Tav Torino-Lione e confermare così l?immagine di un presidente laborioso e di una maggioranza che, come disse lui stesso a proposito delle discariche contestate a Napoli, “non ha paura di prendere decisioni impopolari, ma certamente necessarie”. Il Cav. in questi mesi ha fatto della propria presenza fisica sul campo la cifra del decisionismo: dalla ramazza brandita per rimuovere la monnezza campana, alle riunioni con Cai e i sindacati su Alitalia. Il caso Tav, adesso, non è meno simbolico né meno insidioso dei precedenti.

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accordo fatto con air france ecco come sarà la nuova alitalia - tito boeri (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 02-01-2009)

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Pagina 1 - Prima Pagina Un conto da 4 miliardi Accordo fatto con Air France ecco come sarà la nuova Alitalia TITO BOERI DIECI mesi dopo, con quasi lo 0,3 per cento di pil sottratto ai contribuenti e 7.000 posti di lavoro in meno, Alitalia torna a parlare francese. SEGUE A PAGINA 24 SERVIZI ALLE PAGINE 20 E 21

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un conto da 4 miliardi - (segue dalla prima pagina) (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 02-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina 24 - Commenti UN CONTO DA 4 MILIARDI La cifra pagata dai contribuenti per l´operazione è quasi due volte il costo della social card e del bonus famiglia messi insieme (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Era il 14 marzo 2008 quando Air France-KLM depositava la propria offerta vincolante, subito accettata dal Consiglio di Amministrazione di Alitalia. Sono stati 10 mesi da incubo per i viaggiatori, presi ripetutamente in ostaggio in una battaglia senza esclusioni di colpi in cui la politica ha occupato un ruolo centrale, dimentica della recessione che ci stava investendo. In questi 300 giorni gli italiani hanno visto franare il prestito ponte di 300 milioni di euro concesso quasi all´unanimità dal Parlamento italiano. Oltre a perdere così un milione al giorno, i contribuenti si sono accollati i debiti contratti dalla bad company per quasi tre miliardi. Ci sono poi circa 7.000 posti di lavoro in meno nella nuova compagnia rispetto all´offerta iniziale di Air France, che comporteranno, oltre ai costi sociali degli esuberi (soprattutto di quelli che riguardano i lavoratori precari), oneri aggiuntivi sul contribuente legati al finanziamento in deroga degli ammortizzatori sociali, per almeno un miliardo di euro. Il conto pagato dal contribuente è, dunque superiore ai 4 miliardi di euro, più o meno un terzo di punto di pil, quasi due volte il costo della social card e del bonus famiglia messi insieme. Sarà Air France-KLM l´azionista di maggioranza, in grado di decidere vita, morte e miracoli della compagnia sorta dalle ceneri di Alitalia. Poco importa che sia italiana la faccia, che si chiami ancora Alitalia la nuova compagnia. Sarebbe stato così comunque, anche con il 100 per cento del capitale nelle mani di Air France-KLM. Come canta Carla Bruni, chi mette la faccia "non è nulla", chi mette la testa "è tutto". La composita cordata italiana ha dovuto subito rinunciare all´italianità della compagnia perché non era da sola in grado di far decollare neanche il primo aereo, previsto in volo sui nostri cieli il 13 gennaio prossimo venturo. Air France rileva il 25% della nuova compagnia, versando 300 milioni. Questo significa che il 100 per cento del capitale viene oggi valutato 1200 miliardi, circa 150 milioni in più dei 1052 pagati a Fantozzi da Colaninno e soci solo un mese fa. Questo sovrapprezzo si spiega col fatto che CAI ha nel frattempo acquisito Air One. Si tratta di una compagnia in crisi, con un debito verso i soli fornitori valutato attorno ai 500 milioni di euro, ma il valore dell´acquisizione di Air One è tutto nella soppressione dell´unico concorrente sulla tratta Milano-Roma, consumatosi con il beneplacito della nostra Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Anche questi 150 milioni vanno aggiunti al conto pagato dagli italiani. E´ sono sicuramente una sottostima dei costi che dovremo pagare per la mancata concorrenza. Conti fatti, è soprattutto Air France dunque ad aver fatto un affare. Rileva una compagnia più leggera di 7000 dipendenti rispetto a quella che avrebbe acquisito nel marzo scorso, che ha nel frattempo assunto una posizione di monopolio nella tratta più redditizia versando molto meno di quel miliardo su cui si era impegnata solo 10 mesi fa. Dopo avere subìto un danno ingente in conto capitale e avere assistito alla beffa finale di vedere documentata, nero su bianco, la svendita della loro compagnia di bandiera allo straniero da parte dei "patrioti" della Cai, i cittadini italiani rischiano ora di vedere salire ulteriormente le tariffe aeree, in barba alla deflazione. Per scongiurare questo pericolo l´Autorità Antitrust dovrà assicurarsi fin da subito che gli slot lasciati liberi da Alitalià vengano venduti sul mercato. Le speranze di concorrenza in Italia riposano ormai solo sull´ingresso di Lufthansa-Italia nella tratta Milano-Roma. Varrà senz´altro molto di più della moral suasion esercitata da chi, dopo aver benedetto la fusione fra CAI e Air One il 3 dicembre scorso, oggi promette di monitorare da vicino le tariffe della nuova compagnia.

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"è la fine della storia dei carrozzieri torinesi adesso serve l'aiuto concreto del governo" - marco trabucco (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 02-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina V - Torino Airaudo e l´intesa: "Ci sta benissimo, salva l´azienda dal disastro. Ma tutti dobbiamo fare di più" "è la fine della storia dei carrozzieri torinesi Adesso serve l´aiuto concreto del governo" "Bisogna trovare soluzioni per ridurre i cinque anni di cassa per 1700 operai" MARCO TRABUCCO Giorgio Airaudo, segretario Fiom, cos´è che non piace al sindacato in questo accordo per la Pininfarina? «Mettiamo in chiaro che questo accordo ci sta benissimo: è un passo importante, l´intervento delle banche evita il disastro. Però si tratta di un accordo complesso, che ha molte sfaccettature». Che problemi vede? «Primo: la famiglia Pininfarina viene molto ridimensionata. La continuità per ora è garantita dal management che è rimasto immutato. Ma è difficile immaginare che le banche possano assumere il ruolo garantito in passato dai Pininfarina». Secondo? «Nell´accordo c´è una scelta netta: Pininfarina non sarà più un carrozziere. Si va ad esaurimento delle commesse di Ford e Fiat, si vende Matra in Francia e poi si dedicherà tutto alla produzione dell´auto elettrica. Oltre a segnare la fine della storia dei carrozzieri torinesi, lascia anche un "però" molto serio». Però? «La vendita dell´auto elettrica, 40 mila esemplari previsti, partirà nel 2013. Abbiamo da coprire cinque anni: e qui ci sono 1700 lavoratori con le loro famiglie, che sono lì nel guado e per cui si ipotizza un futuro fatto di cassa integrazione e altri ammortizzatori sociali. Non basta: cosa può fare per loro, da qui ad allora?» Cosa si può fare? «è la risposta che noi sindacato, gli enti locali, ma soprattutto il governo dobbiamo dare». Ha già qualche idea? «Si deve trovare il modo di incrementare gli ordini di auto elettriche. Il governo lo potrebbe fare lanciando una campagna di rinnovamento delle flotte di auto pubbliche in senso ecologico. L´auto progettata da Pininfarina e Bollorè costerà 40 mila euro, è destinata ai privati. Ma su quella piattaforma si potrebbe costruire anche qualcosa di meno costoso e adatto a un altro tipo di committenza. E c´è di più». Cosa c´è di più? «In un momento in cui gli Usa, ma anche tutta l´Europa, sia pure in ordine sparso, creano nuovi incentivi per l´industria automobilistica, il nostro governo, li abolisce. Berlusconi è sempre stato ostile alla Fiat, si sa. Sarebbe ora si rendesse conto che l´auto, (la fonte è Confindustria) in Italia porta lavoro a quasi un milione di persone. è l´ultima industria a tecnologia complessa e ampio mercato, che ci sia rimasta. La piattaforma dell´auto elettrica non è detto debba essere usata solo da Pininfarina. Intervenire a favore del comparto nel suo complesso, potrebbe voler dire dare più forza all´Italia in quel matrimonio che Marchionne ha ipotizzato per Fiat. Un matrimonio che rischia di vederci portare, come dote, gli ultimi stabilimenti italiani di produzione che ci sono rimasti, da Torino a Termini Imerese. Per il paese sarebbe una perdita grave, ben più di quella di Alitalia».

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"così racconto il peggio dell'italia" - vassily sortino (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 02-01-2009)

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Pagina XII - Palermo "Così racconto il peggio dell´Italia" Al Convento L´attore comico presenta "Che tempo fa": sketch e parodie scritte con Antonio Pandolfo, Titti e Giuseppe Giambrone VASSILY SORTINO Attore un po´ giullare e sempre in prima linea, per raccontare con i suoi colleghi di palco più giovani il bello e il brutto del mondo che ci circonda. Ma anche scrittore, per cercare di insegnare alle nuove leve come far ridere e come rendere piacevoli le vacanze di un gruppo di turisti. Questi gli impegni di inizio 2009 di Gianni Nanfa. Il «professore» degli attori comici palermitani, decano del cabaret cittadino sin dai tempi dei mitici Travaglini, sarà tra i protagonisti, alle 21,30 al teatro Al Convento di via Castellana Bandiera 66, di "Che tempo fa", contenitore di scenette, parodie e sketch scritto con Antonio Pandolfo, Titti e Giuseppe Giambrone, accompagnato dalle musiche al piano di Massimo Melodia. «In sostanza racconteremo l´attualità in chiave comica - dice Gianni Nanfa - presentando l´Italia nel suo peggio. E così parleremo del caso Alitalia, dello smaltimento dei rifiuti e del problema del precariato attraverso la vita di un call center». Punte di diamante dello show saranno lo sketch iniziale, con un finto video-messaggio agli italiani del presidente americano Barack Obama, e la parodia di Giusy Ferreri a cura di Giuseppe Giambrone. Non mancheranno inoltre i monologhi, tra i quali spicca quello di Antonio Pandolfo dedicato alla timidezza. Ma gli impegni di Nanfa non si fermano qui e guardano ad attività più impegnate ma sempre attinenti al campo del saper far ridere. «Già, perché ormai sono indaffarato nel campo editoriale - racconta l´attore - a novembre è uscita la mia "Grammatica del comico", risultato finale di tre anni di insegnamento sul tema alla facoltà di Lettere e filosofia. Il primo prodotto di questo genere pubblicato in Italia. E a febbraio sarà stampato in due versioni, per gli addetti ai lavori e per le scuole alberghiere, il primo manuale italiano di animazione turistica. La prefazione, se tutto andrà per il verso giusto, la scriverà Fiorello». L´ingresso al teatro Al Convento costa 15 euro, 11 il ridotto. Lo spettacolo si replica domani alle 20,30 e alle 22,30 e domenica alle 18,30. Per prenotazioni telefonare allo 091 6376336 o allo 091 9773235.

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la montagna che chiude tra seggiovie fantasma e alberghi abbandonati - (segue dalla prima pagina) paolo rumiz (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 02-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina 19 - Cronaca La montagna che chiude tra seggiovie fantasma e alberghi abbandonati Centottanta impianti falliti al Nord: colpa della speculazione Colate di cemento, terreni sbancati, piloni arrugginiti: ecco la mappa dello scempio Eppure c´è chi continua a finanziare cantieri a bassa quota o nei parchi (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) PAOLO RUMIZ Centottanta vuol dire quattromila tralicci, centinaia di migliaia di metri cubi di cemento, seicentomila metri di fune d´acciaio, cinque milioni di metri di sbancamenti e di foresta pregiata trasformata in boscaglia. Ferri contorti come i ramponi di Achab sulla gobba della balena. Per contarli abbiamo assemblato dati da parchi e corpi forestali, attivisti di "Mountain Wilderness" e guide alpine, soci di Legambiente e della "Cipra", il Centro per la tutela delle Alpi. Dati impressionanti, che sembrano non insegnare nulla a chi in Italia ? caso unico in Europa - insiste a sovvenzionare impianti a bassa quota o, peggio ancora, nei parchi nazionali, in barba ai vincoli comunitari. Fotogrammi. Saint Grée di Viola, quota 1200, provincia di Cuneo, è un monumento al disastro. Si chiamava Sangrato, ma non era abbastanza trendy per un centro che doveva attirare sciatori da Piemonte e Liguria, e così gli hanno cambiato il nome. Prima ha perso la neve, poi i clienti, infine ha inghiottito soldi pubblici per un rilancio impossibile. Oggi sembra Beirut dopo la guerra, cemento e vetri rotti con la scritta "Vendesi". Altri fotogrammi, nel dossier di Francesco Pastorelli, direttore di Cipra Italia. Pian Gelassa in Val Susa: piloni nel vento, scheletri di alberghi nati morti, lì da 30 anni in piena area protetta, a due passi dalle piste olimpiche del Sestrière. Alpe Bianca, nelle Valli di Lanzo: condomini vuoti, stazione della funivia con i cessi rotti e le piastrelle smantellate. E così avanti: Oropa-Monte Mucrone, Albosaggia, Chiesa Valmalenco. Non è un viaggio: è un percorso di guerra. A Oga presso Bormio la pista - iniziata e mai aperta causa lite tra valligiani - sta franando, e la ferita è tale che la trovi anche "navigando" con Google-Earth (e non è che gli squarci delle piste "mondiali" siano meglio). In Valcanale, sopra Ardesio (Bergamo), un´ex seggiovia è segnata da cemento sospeso sullo strapiombo e una discarica nel parcheggio. Sella Nevea nelle Alpi Giulie, orgoglio del turismo friulano: le multiproprietà che negli anni Settanta hanno devastato la conca sotto il Montasio sono così a pezzi che sono stati messi all´asta in questi giorni. A Breuil-Cervinia residenze chiuse e impianti di risalita dismessi, otto in tutto, di cui quattro funivie. Posti da dimenticare, anche in anni di nevicate come questo. Accanto agli scheletri, i morti viventi. Impianti in rosso, a quota troppo bassa per garantire neve, tenuti in vita dalla mano pubblica. Colere, Lizzola, Gromo nelle Orobiche. Oppure Tremalzo, La Polsa, Folgaria e Passo Broccon tra Veneto e Trentino, che inghiottono milioni in generose elargizioni per l´innevamento artificiale. Impianti a rischio, che nessuno fa entrare nella contabilità di un disastro che è anche finanziario. «Perché non si dice che le piste non si pagano solo con lo skipass ma anche con le nostre tasse?», s´arrabbia l´esploratore bergamasco Davide Sapienza. Numeri insospettabili. Quaranta funivie e seggiovie abbandonate in Piemonte, trentanove in Val d´Aosta (un´enormità per una regione di centomila abitanti), almeno venti in Lombardia, trenta tra Emilia e Liguria sul lato appenninico, trentacinque in Veneto e venticinque in Friuli-Venezia Giulia. E non mettiamo in conto gli sfasciumi lasciati dallo sci estivo, chiuso per fallimento in mezze Alpi. Ma non c´è solo il clima nel crack. C´è anche la speculazione. La seggiovia è solo lo specchietto per le allodole per sdoganare seconde case e villini. «Meccanismo semplice», sottolinea Luigi Casanova di Mountain Wilderness. «Si compra il terreno a basso costo, si cambia il piano regolatore, poi si fa la seggiovia e si costruiscono case al quintuplo del valore ». Se il gioco è spinto, la seggiovia chiude appena esaurita la sua funzione moltiplicatrice del valore immobiliare. Uno crede: errori non ripetibili. Invece no: si continua sulla vecchia strada, come per l´Alitalia. Miliioni di milioni di euro al vento. Come quelli che serviranno per il collegamento - approvato il 31 dicembre (!) dalla provincia di Trento - fra San Martino e Passo Rolle nel parco di Paneveggio, dove Stradivari prese il legno dei suoi violini. O per il terrificante "demanio sciabile" da 200 milioni di euro dalla Val Seriana alla Valle di Scalve (Bergamo) pronto al varo nel parco delle Orobie, contro cui s´è levata la protesta di molti "lumbard". Disastri annunciati, come il maxi-progetto sul Catinaccio-Rosengarten, che sfonda un´area che è patrimonio Unesco. Cambiano i luoghi, ma il trucco è lo stesso. C´è un pool che compra terreni, fonda una società e lancia un progetto sciistico, con un bel nome inventato da una società d´immagine. L´idea è nobile: «rilanciare zone depresse», così chi fa obiezioni è bollato come nemico del progresso. A quel punto la mano pubblica entra nella gestione-impianti e finisce per controllare se stessa. Così il gioco è fatto. Il sindaco promette occupazione e viene rieletto: intanto parte l´assalto alla montagna. Per indovinare il seguito basta leggere la storia dei ruderi nel vento. «Questi mostri di ferro e cemento che nessuno smantella rientrano in un discorso più vasto» spiega il geografo Franco Michieli additando lo stato pietoso dell´arredo urbano a Santa Caterina Valfurva, Sondrio. «Il legame con la terra è saltato, i montanari ormai ignorano il brutto. Piloni, immondizie, terrapieni, sbancamenti: tutto invisibile. Si cerca di riprodurre il parco-giochi, e così si svende il valore più grosso: l´incanto dei luoghi». E intanto il conflitto tra ambiente e ski-business aumenta in modo drammatico. Servono piste sempre più lisce e veloci, così si lavora a colossali sbancamenti e si prosciugano interi fiumi per l´innevamento artificiale. E c´è di peggio: la monocultura dello sci finisce per "cannibalizzare" tutte le altre opzioni (albergo diffuso, mobilità alternativa ecc.) perché distrugge i luoghi. Vedi Recoaro, dove le gloriose terme sono in agonia, ma si finanzia un impianto a quota mille, dove nevica un anno su cinque. Per addolcire gli ambientalisti si inventano termini nuovi, come "neve programmata" o "eco-neve", ma il risultato non cambia. Damiano Di Simine, leader lombardo di Legambiente: «In Valcamonica un contributo regionale di cinquanta milioni è stato utilizzato per costruire piste nel parco dell´Adamello, e il risultato lo si vede su Google-Maps. Squarci terrificanti». Stessa cosa sul Monte Canin nelle Giulie: cicatrici da paura. Ruggisce Fausto De Stefani, scalatore dei quattordici Ottomila e leader carismatico di Mountain Wilderness: «Uno: tutti gli impianti sono in passivo. Due: il clima è cambiato. Tre: gli italiani sono più poveri. Basta o non basta a dire che un modello di sviluppo va ridisegnato? E invece no, siamo furbi noi italiani. Continuiamo a vivere come progresso un fallimento che ha i suoi monumenti arrugginiti in tutto il Paese». A Novezzina sulle pendici del Baldo - il colosso inzuccherato tra Val d´Adige e Garda ? De Stefani indica i resti di un impianto per neve artificiale mai entrato in funzione. «è stato smantellato, ma la ferita è rimasta, sembra una lebbra. Roba che per rimarginarsi impiegherà secoli. Con i soldi di quell´impianto fallito si potevano ripristinare malghe, sentieri, terreni; si valorizzavano i prodotti locali. è o non è una truffa? Un´orda distrugge l´Italia e la gente tace, nessuno s´indigna. è questo che mi fa uscir di testa».

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"siamo tornati al punto di partenza ma lo stato pagherà 3 miliardi in più" - barbara ardu (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 02-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina 20 - Economia Enrico Morando, Pd: ora si capisce perché il tentativo di Prodi naufragò "Siamo tornati al punto di partenza ma lo Stato pagherà 3 miliardi in più" I contribuenti italiani pagheranno sette anni di cassa integrazione, senza contare i costi sociali di Az Servizi Bisognava salvare non solo Carlo Toto e la Air One, ma Banca Intesa, che ha gran parte dei suoi debiti BARBARA ARDU BARBARA ARDù ROMA - «Che il partner di Alitalia diventasse Air France era già scritto. Non è una novità. Se non altro s´è capito perché la vendita ai francesi quando c´era ancora Prodi al governo naufragò». Enrico Morando, senatore del Pd se avesse dovuto scommettere sui tedeschi della Lufthansa non avrebbe puntato un euro. Non c´era altra strada che quella di Parigi? «Alitalia aveva bisogno di un partner straniero. E quando il governo Prodi indisse la gara rimase solo Air France in pista. E non poteva che essere così perché la compagnia italiana per andare ai tedeschi avrebbe dovuto uscire dal consorzio Sky-Team e questo avrebbe comportato una penale salata per Alitalia, che già era sull´orlo del collasso. Il paradosso è proprio questo». Quale onorevole? «Che siamo arrivati alla stessa conclusione, l´alleanza con Air France, ma facendo un lunghissimo giro, che ha solo peggiorato la situazione. Non è stata salvata Malpensa. I contribuenti italiani pagheranno la cassa integrazione lunga sette anni a chi rimarrà fuori. I costi sociali sono più alti, perché la maggior parte degli esuberi sono in Az Servizi, che è rimasta fuori dalla nuova Alitalia. I francesi, all´epoca, si erano invece impegnati a garantire ai lavoratori di Az per un´occupazione in Air France per almeno 5 anni». Quanto costa tutto ciò ai contribuenti italiani? «I calcoli dicono 3 miliardi di euro, una mezza Finanziaria, mentre se la gara fosse andata in porto lo Stato italiano non avrebbe tirato fuori una lira». Colpa di Berlusconi e dei sindacati? «Ognuno, in modo diverso, ha le proprie responsabilità. Ora però si può capire meglio cosa c´è stato dietro il boicottaggio». Cosa? «Bisognava salvare non solo Carlo Toto e la sua Air One, ma Banca Intesa, che ha gran parte dei debiti di Air One. Non a caso il vettore è stato pagato tanto. Molto più della metà della stessa Alitalia: diciamo che Air One è stata pagata due terzi di Alitalia. Banca Intesa s´è garantita il debito è anche in questo caso a rimetterci è stato il contribuente italiano. Che tra l´altro pagherà prezzi più alti, almeno su quella rotta Milano-Roma che di fatto è diventata un monopolio sul quale non può intervenire nemmeno l´Antitrust. I poteri dell´organo di controllo sono stati messi fuori gioco sine die. Adesso tutti dovrebbero muoversi perché questa anomalia venga eliminata il prima possibile». L´Europa però deve ancora pronunciarsi. «Sì è vero, ma dubito che Bruxelles si metta di traverso. Con la crisi finanziaria gli Stati sono entrati nei capitali di banche e imprese. Con tutti i salvataggi in giro per il Continente la questione Alitalia passa in secondo piano».

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il 25% della nuova alitalia a air france (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 02-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina 20 - Economia Il 25% della nuova Alitalia a Air France A Parigi tre posti nel cda. Siglato l´accordo per l´acquisto di AirOne Ai francesi azioni con remunerazioni superiori nel caso si raggiungano obiettivi finanziari MILANO - La telenovela del partner estero di Alitalia è arrivata dopo due anni di passione al traguardo. Air France ha raggiunto nei giorni scorsi un´intesa di massima con Roberto Colaninno e Rocco Sabelli per rilevare per circa 300 milioni di euro il 25% della compagnia. La firma all´accordo - salvo sorprese a questo punto imprevedibili - dovrebbe arrivare a giorni e l´annuncio ufficiale sarebbe previsto verso la fine della prossima settimana, prima del decollo del 13 gennaio del primo volo dell´era Cai. I tecnici della due parti - malgrado il pressing dell´ultima ora di Lufthansa - saranno impegnati nei prossimi giorni a dare gli ultimi colpi di lima ai documenti ufficiali dell´alleanza. Secondo indiscrezioni però i francesi potrebbero rilevare azioni speciali di diversa categoria che daranno loro diritto a remunerazioni superiori nel caso vengano raggiunti precisi obiettivi finanziari (in particolare sulle sinergie) a scadenze fissate. Un particolare che giustifica il sovrapprezzo pagato da Parigi rispetto agli altri soci Cai: Air France verserà per entrare in Alitalia-Air One il 30% in più di quanto hanno investito Colaninno e gli altri soci. La società presieduta da Jean Cyril Spinetta diventerà di gran lunga il primo azionista della compagnia di bandiera tricolore accettando in questa prima fase una posizione defilata sul fronte della governance: tre rappresentanti in consiglio d´amministrazione e due nel comitato esecutivo. Il peso dei francesi nella gestione (e probabilmente anche nel capitale) - malgrado il ritornello della difesa dell´italianità - pare inevitabilmente destinato a crescere in tempi non troppo lunghi. Lo statuto di Cai prevede che fino a ottobre 2013 - quando i soci attuali potranno comprare e vendere le loro azioni senza limiti - i titoli dell´azienda possano essere venduti solo a italiani e con l´ok della maggioranza del cda. Ma ben prima di quella data, se tutto andrà bene, il vettore tricolore sarà chiamato a nuovi investimenti per far crescere network e flotta. E a quel punto, in caso di ricapitalizzazione, Air France - vista la disponibilità patrimoniale del parterre di soci - potrebbe fare la parte del leone, diluendo poco alla volta il peso dei suoi compagni d´avventura. La Cai non ha voluto ancora confermare ufficialmente la sigla dell´intesa con Parigi. Fonti vicine ai vertici del gruppo hanno fatto però notare ancora ieri come quella di Air France sia stata una scelta industriale, fatta tenendo conto di strategie e obiettivi economici, senza ascoltare le sirene di una politica che spingeva in direzione della Lufthansa. Tutti i tasselli per il decollo di Alitalia 2 sembrano a questo punto essere andati a posto. Il 31 dicembre è stato siglato anche l´accordo definitivo per l´acquisizione di Air One e delle altre società Air One Cityliner, Eeuropean avia service e Air One Technic. Cai ha pagato a Carlo Toto 300 milioni più l´accollo di 490-500 milioni di debiti ipotecari per alcuni aerei rilevati nell´operazione e gravati da leasing. Il gruppo Toto fornirà in lease operativo ulteriori 81 Airbus, di cui 57 sono A320 e 24 Airbus a lungo raggio (tra cui anche i nuovissimi Airbus A350). Il gruppo Toto reinvestirà 60 milioni di euro nella nuova Alitalia. (e. l.)

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lombardia in trincea, penati "chiama" la lega - andrea montanari (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 02-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina 21 - Economia Il caso Malpensa Lombardia in trincea, Penati "chiama" la Lega ANDREA MONTANARI MILANO - La Lombardia sulle barricate in difesa di Malpensa, dopo la conferma dell´ipotesi di alleanza tra Alitalia ed Air France. Il governatore lombardo Roberto Formigoni e il sindaco di Milano Letizia Moratti, che avevano tentato un´azione di lobby politico imprenditoriale sul governo pro Lufthansa prendono tempo. Il presidente della Provincia Filippo Penati del Pd, invece, attacca e si appella alla Lega. «Questo piano Alitalia - denuncia - ha ucciso Malpensa nel silenzio generale del mondo economico, finanziario e imprenditoriale. Non più di dieci-undici mesi fa il gotha della finanza ed economia milanese, da Diana Bracco a Emma Marcegaglia fino a Marco Tronchetti Provera si erano spesi più volte in opposizione al governo Prodi contro l´ipotesi di ridimensionamento di Malpensa. Ora hanno tradito il nord abbandonando al suo triste destino Malpensa in cambio, per molti di loro, di una ben più interessante partecipazione in Cai. Hanno così dimostrato ancora una volta che il grande capitale se ne frega delle esigenze dei territori e delle comunità, ma va dove trova maggior interesse. La Lega aveva promesso che il governo sarebbe venuto a Malpensa. Il governo non solo tace sullo scalo lombardo, ma non ha mosso nemmeno un dito per la liberalizzazione delle rotte. Spero che la Lega si convinca a unire la sua forza a difesa di Malpensa, tradita dalla logica degli affari del grande capitale del nord e dal governo Berlusconi». Il capogruppo del Carroccio nel consiglio regionale lombardo Stefano Galli chiede l´intervento del governo. «Se fosse questa l´ultima scelta - precisa - sarebbe chiaro che chi ha accettato di entrare nella cordata lo ha fatto solo per guadagnare». Poi una stoccata ad An: «I sindaci di Roma possono anche cambiare casacca, ma tirano sempre per Fiumicino. Il governo dimostri di tenere all´Expo 2015». L´assessore lombardo ai Trasporti Raffaele Cattaneo di Forza Italia replica: «Non servono le sceneggiate come quella di Penati - chiarisce - Se la vicenda Alitalia si chiudesse così, non saremmo assolutamente soddisfatti. Faremmo gli auguri a una nascente Cai-France, che non avrebbe vita facile nel mercato del Nord. Per Malpensa sceglieremmo strade alternative come Lufthansa o Easyjet. Cai venga a Milano, come ci ha promesso, per discutere il suo piano industriale. Lì vedremo se in questi messi ci hanno detto solo chiacchiere o precise proposte».

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"rete compatibile e rischio-penale ecco perché abbiamo scelto parigi" - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 02-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina 21 - Economia "Rete compatibile e rischio-penale ecco perché abbiamo scelto Parigi" La ricetta-Colaninno: voli ridotti, flotta moderna e utile in 2 anni ETTORE LIVINI MILANO - Una solida base a lungo raggio a Fiumicino. Un cordone ombelicale tra Milano e Parigi per il traffico intercontinentale del nord (in attesa del complesso rilancio di Malpensa). E la difesa con i denti del monopolio dei cieli italiano conquistato ? treni ad alta velocità permettendo ? grazie alle nozze domestiche con Air One. I dettagli e le rotte del nuovo corso Alitalia verranno definite solo tra qualche mese, ma la nuova Magliana del tandem Cai-Air France nasce con un identikit industriale già abbastanza chiaro: ridimensionata nei voli ? oggi sono il 30% in meno rispetto a quelli garantiti un anno e mezzo fa assieme alla compagnia di Carlo Toto ? più leggera sul fronte dei costi, con una flotta più razionale e moderna ma, perlomeno così sperano i suoi nuovi padroni, in grado di fare utili entro un paio d´anni. Grazie in particolare a un aumento della redditività sulle tratte nazionali. L´uscita di scena di Lufthansa ha mandato in soffitta almeno per ora il sogno di continuare a gestire in Italia il sistema a due hub, Milano e Roma. «Perché abbiamo scelto Parigi? Per tre buone ragioni ? spiegano fonti vicine ai vertici della cordata italiana ? : il loro network è più compatibile con il nostro e ci conosciamo da anni. Ma soprattutto se avessimo lasciato Sky Team avremmo dovuto pagare una penale superiore ai 200 milioni». Il vettore tedesco, che già gestisce macinando profitti ben tre hub, avrebbe offerto più garanzie alla Malpensa da dove ora decolleranno solo tre rotte intercontinentali. Ma l´entourage di Roberto Colaninno getta acqua sul fuoco delle polemiche. «Il nostro obiettivo resta quello di lavorare su due poli, con 14 nuovi voli a lungo raggio da Milano. Ma ovviamente li lanceremo solo quando sarà rivisto il ruolo di Linate», spiegano. In base ai piani di Cai, il Forlanini dovrebbe gestire solo la navetta Milano-Roma, una metamorfosi che ? Ue permettendo ? potrebbe richiedere almeno un paio d´anni. Fino ad allora, dunque, il traffico d´affari del ricco nord che vola con Alitalia, salvo quello in arrivo o partenza da New York, San Paolo e Tokyo dovrà fare scalo a Roma, Parigi o Amsterdam prima di raggiungere la Lombardia. E non a caso proprio la divisione dei profitti su questa ricchissima nicchia di passeggeri ha reso più complicate sul filo di lana le trattative tra la Magliana ed Air France. Parigi invece può essere contenta. I due anni di sofferenza prima delle nozze con la Magliana non sono stati spesi invano. La compagnia transalpina diventa primo azionista singolo di quella tricolore a un prezzo molto inferiore a quello che era disposta ad accollarsi la scorsa primavera. Allora era pronta a farsi carico di 1,4 miliardi di debiti (molti di più di quelli presi in carico da Cai) a comprare fino all´85% del capitale agli obbligazionisti (in tutto 600 milioni di euro) rimasti invece per ora a bocca asciutta e a garantire un pagamento, anche se quasi simbolico, pure agli azionisti. Ora con 300 milioni "prenota" una compagnia molto più snella, senza concorrenti sul mercato domestico, con i contratti di lavoro già rinegoziati e uno solo hub. Un identikit che giustifica anche il sovrapprezzo pagato rispetto ai nuovi partner della Cai. La zavorra resta invece a questo punto sulle spalle di Augusto Fantozzi (e quindi dei contribuenti italiani). Il Commissario straordinario completerà la vendita dei pochi asset della Magliana che hanno ancora qualche valore (aerei, immobili e terreni) e poi con i soldi incassati da Cai e da questi saldi dovrà rimborsare ? ovviamente in percentuale di molto ridotta ? passività per 3,2 miliardi. Compresi il prestito ponte, destinato con ogni probabilità ad andare in fumo, e quei bond che per circa 400 milioni sono nel portafoglio del Tesoro italiano.

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Penati attacca Cai: tradito il Nord La Lega si svegli (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 02-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2009-01-02 num: - pag: 1 autore: di MAURIZIO GIANNATTASIO categoria: REDAZIONALE Il caso Malpensa IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA Penati attacca Cai: tradito il Nord La Lega si svegli Un appello alla Lega. E un attacco agli azionisti di Cai: «Hanno tradito il Nord e Malpensa». Tocca al presidente della Provincia, Filippo Penati, aprire le danze sull'alleanza Cai-Air France Klm. Secondo Penati, la scelta del partner straniero, individuato nella compagnia franco-olandese a discapito della tedesca Lufthansa, penalizzerà fortemente lo scalo di Malpensa a favore dell'hub di Fiumicino: «Questo piano Alitalia — attacca il numero uno di Palazzo Isimbardi — ha ucciso Malpensa nel silenzio generale del mondo economico, finanziario e imprenditoriale». Il presidente democratico della Provincia non si limita a un attacco generico. Fa nomi e cognomi e chiede alla Lega di unire gli sforzi su Malpensa. CONTINUA A PAGINA 2

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Alitalia, Toto ha venduto: rientra con 60 milioni Parigi: avanti sull'alleanza (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 02-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2009-01-02 num: - pag: 26 categoria: REDAZIONALE La nuova compagnia Siglata la cessione di AirOne Alitalia, Toto ha venduto: rientra con 60 milioni Parigi: avanti sull'alleanza Penati: così tradita Malpensa Air France dovrebbe arrivare a una quota del 25% con tre rappresentanti nel consiglio ROMA — La firma sotto l'intesa, quella non c'è ancora. Ma l'alleanza Alitalia-Air France- Klm scalda già i motori. La chiusura dell'operazione si avrà alla fine della prossima settimana, probabilmente il 10 gennaio, in ogni caso entro la partenza della nuova compagnia, fissata per il 13. A lavorare ormai sono solo gli avvocati, i manager infatti si vedranno di nuovo solo per la firma. Air France-Klm si sarebbe assicurata una quota del 25% con una cifra vicina ai 300 milioni, di cui circa 250 per il costo delle azioni e il resto come premio. I titoli in mano ai francesi non dovrebbero consentire loro di entrare nelle scelte strategiche. Ma in realtà a definire i piani poi saranno operativamente i comitati paritetici, in via di costituzione tra le due compagnie, che gestiranno l'alleanza. Air France-Klm avrà tre posti nel cda, di cui uno per l'attuale direttore generale Pierre-Henri Gourgeon, e due nel comitato esecutivo. Intanto si è perfezionato il passaggio di AirOne alla compagnia guidata da Rocco Sabelli e Roberto Colaninno che per ora assumeranno anche gli incarichi rispettivamente di amministratore e presidente dell'ex vettore di Carlo Toto. La fusione avverrà gradualmente, a partire dalle sigle (oggi Az per Alitalia e Ap per AirOne). Toto apporterà 60 milioni nella nuova compagnia e 58 aerei, mentre ulteriori 81 Airbus verranno dallo stesso imprenditore concessi in leasing operativo. Intanto continua la polemica su Malpensa: il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, invoca un'alleanza con la Lega per difenderne le sorti. Ma l'assessore alle Infrastrutture della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, definisce la presa di posizione una «sceneggiata» a fini elettoralistici. Cattaneo ammette che neanche alla Lombardia piace il piano della nuova Alitalia, ma «sappiamo - aggiunge - che le decisioni strategiche si concretizzeranno con il cambio di orario il prossimo 28 marzo». E in effetti quello sarà il primo orario concordato con il nuovo alleato, tuttavia alle viste non ci sarebbero rafforzamenti dell'intercontinentale. Infine c'è il capitolo licenza di volo: l'Enac, ente aviazione civile, guidato da Vito Riggio, è chiamato a risolvere un altro problema. Il commissario di Alitalia, Augusto Fantozzi, intende cedere gli aerei alla nuova Alitalia solo in presenza di una licenza. Ma una licenza sarà ottenibile dalla nuova Alitalia soltanto quando il vettore sarà in possesso degli aerei... Antonella Baccaro

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Alitalia, gli steward sono ottimisti, i piloti no (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 02-01-2009)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2009-01-02 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Fiumicino Alitalia, gli steward sono ottimisti, i piloti no Una specie di conto alla rovescia tra cauto ottimismo e preoccupazione. è l'atmosfera che si registra a Fiumicino a neanche due settimane dalla nascita di «Alitalia-Compagnia aerea italiana» che inizierà la programmazione dei voli il 13 gennaio. Tra gli steward c'è la speranza della «piena occupazione» già entro maggio. Ne parla Antonio Di Vietri, il presidente dell'Avia (maggiore sindacato degli assistenzi di volo) che ritiene possibile il riassorbimento del personale rimasto fuori dalla compagnia «grazie a contratti di solidarietà, partime e alle assunzioni che inevitabilmente giungeranno con il nuovo operativo». L'arrivo di Air France dovrebbe inoltre aumentare il traffico aereo a Fiumicino: «Già durante le trattative partite un anno fa, dall'amminsitratore delegato Spinetta era emersa una chiara volontà di sviluppare le attività al Leonardo da Vinci» osserva il sindacalista. Tra i piloti non c'è lo stesso ottimismo. A fronte di 1550 assunzioni, in mille stanno ancora a spasso. E la data del «decollo» della nuova Alitalia viene vista con preoccupazione. «Il 13 gennaio avremo la chiara percezione della distinzione tra chi è rimasto fuori e chi è stato chiamato da Cai, non ci sarà più spazio per la speranza» osserva Nelson Ferrera, preoccupato anche per il destino di Alitalia Cargo, struttura localizzata per intero a Fiumicino. «Nessuno sa che fine farà, nonostante la società continui ad avere numeri che la rendono competitiva». A. Full. Accordo Il 13 gennaio inizia la programmazione dei voli della nuova Alitalia

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Air France sempre più vicina ad Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 02-01-2009)

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n. 2 del 2009-01-02 pagina 19 Air France sempre più vicina ad Alitalia di Redazione Entro il 10 l'annuncio del partner straniero: ormai scontata la firma con Parigi Alitalia scalda i motori in vista del decollo, tra 11 giorni. In arrivo c'è l'accordo con Air France-Klm per un ingresso dei francesi con una quota vicina al 25%. Manca solo l'ultima messa a punto dei ultimi dettagli tecnici, poi la firma definitiva; l'annuncio dovrebbe essere dato intorno al 10 gennaio. Parigi dovrebbe versare circa 310 milioni, con un sovrapprezzo di oltre un centinaio di milioni rispetto alla valorizzazione iniziale, determinato dal valore potenziale già acquisito dalla nuova compagnia. Dopo il closing - avvenuto il 31 dicembre - dell'operazione con Carlo Toto, che reinvestirà in Cai (ora ribattezzata «Alitalia-Compagnia aerea italiana») 60 milioni di euro, Air One è già stata inglobata; alla cloche di entrambe le compagnie siedono Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, rispettivamente presidente e amministratore delegato. Per monitorare lo start up e le fasi di avvio, il 5 gennaio riprenderà inoltre il tavolo con i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt e Ugl dopo la firma di un verbale conclusivo della prima tornata di incontri sui criteri di assunzioni delle tre categorie: piloti, naviganti e personale terra. Il 5 si parlerà anche dei servizi di pulizia. La nuova Alitalia partirà con un livello base di dipendenti pari a 10.150, plafond incrementato dai 2.500 dipendenti provenienti da Air One e che potrà essere accresciuto sulla base delle esigenze che verranno via via monitorate dai tavoli con i sindacati dal 12 gennaio in poi. Il piano industriale prevede uno sviluppo del network, già nei prossimi mesi: dalle attuali 1.800 frequenze settimanali di Alitalia, si passerà alle 2.339 dell'operativo invernale 2009, alle 2.568 dell'estate 2009. Nell'orario invernale, le destinazione sul domestico sono 23, le rotte 49 per 1.554 frequenze settimanali. Sul medio raggio, 34 destinazioni e 55 rotte, di cui solo due esclusivamente da Milano. L'intercontinentale è fortemente incentrato sul Leonardo da Vinci, con 13 destinazioni, rispetto alle tre da Malpensa (New York, San Paolo e Tokyo). La scelta della base privilegiata a Fiumicino piuttosto che a Malpensa appare anche funzionale all'integrazione con il partner francese, già partner commerciale di Alitalia ed entrambi membri dell'alleanza Sky Team. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Chi ha tradito Malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPA ON-LINE" del 02-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Chi ha tradito Malpensa LUCIANO PIZZETTI Pochissimo tempo fa ho partecipato ad uno dei consueti incontri promossi da Confindustria Lombardia con i parlamentari e i consiglieri regionali lombardi. L?impostazione di quella riunione mi parve inizialmente surreale per contenuti e per forma. In realtà traspariva una incredibile sudditanza politica nei riguardi del governo. La crisi cominciava ad assumere sembianze inquietanti nel mentre si stagliava all?orizzonte. La manovra economica attivata dal governo a luglio non prendeva adeguatamente in considerazione quel contesto. Tant?è che in atti successivi il governo medesimo ha introdotto corposi aggiustamenti. Altri si accinge ad introdurne. Ebbene, in quell?incontro non un dubbio né una considerazione critica si sono levati dai padroni di casa. Su Expo 2015 il sostanziale silenzio degli imprenditori lombardi ha accompagnato il tramestio del centrodestra in fatto di nomine degli organi di gestione del grande evento internazionale, causa di un ragguardevole ritardo nella predisposizione del progetto. Sulle infrastrutture i convegni si susseguono, in compenso poco o nulla gli imprenditori dicono della grave scarsità di risorse immesse dal governo per sviluppare i nodi strategici della mobilità nel nord. Insomma, per gli imprenditori lombardi governo forever. Vicenda Alitalia-Malpensa docet. Il gran clamore sullo scippo dell?hub si è rapidamente affievolito. Sino a divenire accondiscendenza verso Cai. Questa cordata di imprenditori di nuovo conio, in quanto assertori dell?italianità, ha consentito di muoversi comodamente sul mercato protetto dopo aver socializzato le perdite, dando agio a Berlusconi di giustificare il proprio comportamento elettorale. In un tempo in cui si parla alla moda di Partito del nord, sarebbe utile che i Democratici assumessero un profilo autonomo di opposizione per il governo. Libero nel giudizio di mondi associativi e portatori d?interessi che hanno scelto la convenienza di non disturbare il centrodestra, piuttosto che l?impegno di concorrere a rappresentare l?interesse generale e del nord. La politica appare spesso peggio di quel che è, a confronto di una cosiddetta società civile che appare speso meglio di quel che è. Un soggetto autorevole espressione di culture riformiste, deve gettare alle ortiche ogni atteggiamento di sudditanza verso chiunque, recuperando un giudizio di critica e di denuncia. Tranquilli, non ci si isola così. L?isolamento è il prodotto della scarsa considerazione non dell?incalzare dell?iniziativa. A Roberto Formigoni, cui si sono affidati in tutti questi anni, gli imprenditori lombardi hanno qualcosa da dire? E al governo, che sta tradendo ogni promessa d?impegno con questa parte del paese? Senza farsi opposizione ma recuperando un?autonomia di giudizio nell?interesse dei più. Malpensa scivola in serie B non perché Roma è forte ma perché Milano è debole. Milano per tutto il 2007 e buona parte del 2008 è stata nel labirinto della cattiva politica a descrivere una chimera, anziché muoversi da subito per tutelare e acquisire rotte. Alla prova degli interessi strategici la Lega appare un?illusione. Soprattutto il Nord propagandato è un?illusione. Si rivendica senza saper fare sistema. Malpensa è il prodotto di una grandeur che proclama e non sceglie. Non sceglie Linate come city-airport. Malpensa è espressione della ricca area pedemontana, purtroppo non di una comune opzione strategica nei territori regionali del nord, i quali difendono i tanti insediamenti aeroportuali. Formigoni ha fallito per non essere stato capace di fare sistema. La Lega ha enunciato occasioni senza generare alleanze strategiche in grado di coglierle. Le rappresentanze degli imprenditori stanno a guardare. Alzano la voce se governa Prodi, l?abbassano quando governa Berlusconi. Vige il richiamo della foresta più di ogni altra istanza. Pur con ritardi ed errori, solo il presidente di Sea ha cercato di operare con concretezza. Sullo sfondo resta il Nord. Per la verità sempre più i Nord. Tra ricchezza e debolezze. Tra il volere e il non riuscire. Una sempre più acuta questione settentrionale che nel mentre domanda rappresentanza identitaria perde opportunità competitive. Oltre la Devolution, nel contesto federale che si prospetta con il moderno patto nazionale, il Partito democratico deve assumere convintamente la rappresentanza del dinamismo delle comunità del nord. Senza accontentarsi degli inviti ai Tavoli. O delle manovrine, tipo l?essere soddisfatti che la Lega abbia appoggiato in Parlamento un nostro ordine del giorno su Malpensa qualche minuto dopo aver votato un provvedimento del governo che affermava l?inverso. Non facciamoci prendere per il naso. Occorre denunciare con vigore furbizie e doppiogiochismo. Alzare la voce. Dare voce ad una lobby riformista che davvero intenda dare corpo all?innovazione delle opportunità espressa dalla società di questa parte del paese. Dismettere quell?ansia di legittimazione che sempre ci accompagna, per muoverci liberamente sul terreno della politica e delle alleanze. Su Alitalia aveva ragione Prodi. In questi mesi abbiamo perso tempo e denaro, mettendo a dura prova i diritti dei cittadini. Si torna ora al punto di partenza. Ancora più deboli. Ancora più poveri. Malpensa è ancora più debole. Il Pd ha titolo per chiedere conto di questi fallimenti. Anche alle rappresentanze degli imprenditori lombardi e del nord.

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La francesità di Alitalia e il silenzio del Nord (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPA ON-LINE" del 03-01-2009)

Argomenti: Alitalia

L ? E D I T O R I A L E La francesità di Alitalia e il silenzio del Nord GIOVANNI COCCONI Chissà come stanno ridendo a Parigi. Con AirFrance primo azionista della nuova Alitalia una vicenda drammatica si tinge di farsa. L?annus horribilis dell?ex compagnia di bandiera finisce in beffa. I francesi cacciati dalla porta rientrano dalla finestra e si comprano il 25 per cento della nuova azienda, alleggerita a costo zero di debiti ed esuberi, pronti a rilevare anche il resto quando qualche azionista si sfilerà e si procederà ai necessari aumenti di capitale. Chapeau all?odiato Jean-Cyril Spinetta che ha ottenuto quello che voleva senza umiliarsi sotto le forche caudine del veto sindacale e del nuovo governo che lo aveva cacciato senza diplomazia dal tavolo della trattativa. Non bastasse, il nuovo piano dei voli ruoterà molto su Fiumicino (e su Parigi) e molto poco su Malpensa, con buona pace del fronte del Nord che aveva tenuto alta la bandiera dello scalo milanese quando la trattativa con i francesi sembrava in dirittura d?arrivo. Oggi, invece, niente. Silenzio. A parte un breve comunicato dell?assessore lombardo ai trasporti e una dura presa di posizione del presidente della provincia Filippo Penati tutto tace. Gli italiani pagheranno sulla propria pelle il pesante taglio delle rotte per l?estero e l?aumento delle tariffe, per esempio sull?asse Milano-Roma, uno dei più redditizi d?Europa e sul quale la nuova compagnia detterà legge da monopolista. Ma i cittadini lombardi pagheranno due volte e presto scopriranno che Malpensa servirà solo tre rotte intercontinentali e tredici internazionali, in generale circa la metà delle città raggiungibili dalla rivale Roma. Non male per un governo che si vanta di servire meglio degli altri gli interessi del Nord produttivo e per il quale la Lega è per la prima volta decisiva. «Questo piano Alitalia ha ucciso Malpensa nel silenzio generale del mondo economico, finanziario e imprenditoriale» dice Penati. Il quale giustamente ricorda il coro di lagnanze che si era elevato dal gotha della politica e dell?economia milanese (dal sindaco Moratti al governatore Formigoni, da Marco Tronchetti Provera al presidente di Assolombarda Diana Bracco) contro l?ipotesi di vendita ai francesi e in difesa dell?italianità della compagnia di bandiera. A favore di telecamera la Lega aveva partecipato anche ai picchetti contro i tagli allo scalo varesino, puntualmente avvenuto anche sotto il governo amico ma lontano dalle tv. «Qui si fa Alitalia o si muore», aveva tuonato un grintosissimo Berlusconi in campagna elettorale. Gli italiani gli hanno creduto ma lui aveva dimenticato di dire loro una cosa: che l?accento sarebbe caduto sull?ultima ?a?.

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malpensa, la base della lega in rivolta - paolo berizzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-01-2009)

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Pagina VII - Milano Malpensa, la base della Lega in rivolta Stucchi: "Berlusconi becchino dello scalo". Ma Bossi tace Il Carroccio torna a chiedere che gli slot siano liberati e teme per i lavoratori di Sea Sconfitto il partito da sempre fan di Lufthansa: "Il Pdl ha tifato per Roma contro il Nord" PAOLO BERIZZI (segue dalla prima di Milano) è la guerra dei cieli. Ai padani l´accordo con Air France per la nuova Alitalia proprio non va giù. «è un voltafaccia inaccettabile - tuona Stucchi - un attacco frontale alla gente del Nord». Malpensa ridimensionata a favore di Fiumicino. E Parigi che si mangia Milano. Questo è l´incubo che l´inizio del nuovo anno ha rifilato al Carroccio malpensacentrico. E ora il partito di Bossi sembra diviso in due. Non perché ci siano delle diversità di vedute (ci mancherebbe). è che mentre i vertici - il senatur e gli altri ministri - non si espongono e, colti da imbarazzo, preferiscono aspettare ancora qualche ora prima di sparare eventualmente qualche cannonata, le seconde linee schiumano rabbia. E non risparmiano velenose bordate agli alleati del centrodestra. «Cai ha dimostrato di essere un interlocutore inaffidabile - continua Stucchi - . Ma il problema è politico. C´è il Pdl nazionale che ha tifato e tifa per Roma, che vuol dire Air France. Penso ai vari Matteoli e Gasparri. Un po´ per l´amicizia con Alemanno, un po´ per ragioni territoriali e di propaganda elettorale, remano contro Malpensa. E i fatti lo stanno dimostrando». La Lega, si sa, quando si parla dell´hub varesino, non vuole sentire storie. «è uno stabilizzatore di economia, sono migliaia di posti di lavoro da difendere, è uno scalo fondamentale per il Nord e il suo sistema produttivo». Annunciano barricate i leghisti. «Non siamo noi che abbiamo cambiato idea», sbotta l´assessore regionale al Territorio Davide Boni, e il riferimento a Forza Italia è implicito. «Chiederemo conto a Berlusconi di questo cambio di marcia. Oltretutto - aggiunge Stucchi - l´accordo con i francesi va contro il decreto Alitalia che contiene un emendamento, presentato da noi, in base al quale per cinque anni i componenti di Cai non possono cedere le loro quote sul mercato. Certo, teoricamente se vogliono la norma possono cambiarla... Ma insomma...». Come ne esce ora la Lega (se ne esce)? A parte la «stupore» con cui Calderoli ha accolto la notizia del 25 per cento venduto a Air France («Ne parlerò con Berlusconi», ha dichiarato l´altro giorno a Repubblica), la base del partito del Nord è in piena agitazione. "Via le catene da Malpensa", titolava ieri la Padania. Accompagnato da un eloquente "Futuri disoccupati... Grazie a Roma..." riferito ai dipendenti dello scalo varesino. è proprio questo che i leghisti chiedono al governo di cui fanno parte: liberare gli slot inutilizzati dalla nuova Alitalia. Per fare posto a nuovi vettori disposti a investire. «Lufthansa, certo. Ma non solo - spiega Stucchi - . Ce ne sono altre che fanno di conto e capiscono la posizione strategica di Malpensa. Cai a questo punto faccia quello che vuole. Che però liberino gli slot...». Spiega, per esempio, che è assurdo che il collegamento con Berlino da Malpensa oggi sia fatto via Parigi o via Francoforte. Di questo e di molto altro, i padani danno colpa al cambio di rotta del governo. E in questo trovano, di nuovo, un alleato "indiretto", il presidente della Provincia di Milano. Dice Filippo Penati: «Il Nord e la sua economia sono stati traditi dal grande capitale milanese che ha preferito la logica degli affari alla difesa dell´economia del territorio. Sono stati abbandonati dal Governo, che non ha mantenuto ogni promessa fatta, tradendo le aspettative di chi, nella scorsa campagna elettorale, gli aveva dato fiducia». Devono averlo pensato, in silenzio, anche molti leghisti. Se uno prudente come Roberto Cota (capogruppo alla Camera) si è lasciato andare a un «con scelte anti-Nord non saranno mai una grande compagnia», c´è da scommettere che, comunque vada a finire questa storia, quando dovrà volare il Carroccio sceglierà attentamente le ali.

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"ok le politiche sociali ma manca dinamismo" - laura montanari (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina V - Firenze L´intervista Petretto, docente di Economia e presidente del comitato scientifico dell´Irpet "Ok le politiche sociali ma manca dinamismo" "Non ci sono i grandi capitali come nel Nord, ma piccole e medie imprese" LAURA MONTANARI Volato via come un razzo il tappo dalla bottiglia di spumante, passata l´euforia della notte di Capodanno e dei suoi balli, non resta adesso che camminare in questo 2009. «Anno non facile» dice subito, come per togliersi il pensiero e confermare tutte le previsioni già lette, Alessandro Petretto, docente dell´università di Firenze alla facoltà di Economia, presidente del comitato scientifico dell´Irpet, l´Istituto regionale per la programmazione economica in Toscana. Professore, i dati dell´Istat disegnano una Toscana con il più basso indice di disuguaglianza sociale. «E´ tradizionalmente così». Di chi è il merito di questa più equa distribuzione della ricchezza? «I fattori sono diversi. Va detto intanto che la Toscana è composta da piccole e medie imprese, non ci sono grandi capitali, grandi fortune come nel triangolo industriale del Nord Italia. E poi qui le politiche sociali hanno funzionato. Il rovescio della medaglia sta nella scarsa dinamicità». Il rovescio della medaglia è anche la crescita di quelli che fanno fatica ad arrivare a fine mese. «E´ dalla metà degli anni Novanta che la Toscana è affaticata perché ha un tasso di crescita rallentato». Sì, ma questo fatto ora si incrocia con la recessione e i colori si fanno cupi. «Quello che possiamo prevedere è un calo importante dell´occupazione. I posti di lavoro che verranno a mancare saranno quelli dei giovani, soprattutto dei precari. Chi finisce con l´impoverirsi non saranno più soltanto gli anziani rimasti soli con la minima di pensione, ci saranno i giovani, le neo famiglie su cui magari grava qualche mutuo». Come ci si può riparare da tutto questo? E quanto durerà? «Ci si può riparare con una politica di sostegno per i redditi più bassi. Sui tempi della crisi invece, quelli non si possono sapere. Una recessione globale di questo genere è una novità assoluta, possiamo augurarci che duri il meno possibile, un anno, diciamo tutto il 2009, possiamo anche augurarci e pensare che una società come quella toscana fatta di piccole e medie imprese, attrezzata a una maggiore flessibilità possa reagire meglio e avviare una ripresa più rapida che altrove. Ma la verità è che i contorni di questa recessione ci sfuggono». Lei pensa che una ripresa possa cominciare dal manifatturiero? «E´ una possibilità». Eppure in Toscana ci sono aree industriali manifatturiere che attraversano già una profonda crisi: Empoli, Prato, Massa... «Quella è una crisi precedente, in certi settori è già in atto una riconversione. Il tessile e la moda hanno lasciato il campo a favore di elettronica di precisione, della meccanica e dell´industria farmaceutica. Ma qui oggi il problema non è quello di guardarsi dai cinesi, ma dai consumatori che non consumano più». Quindi secondo lei come si può spingere verso una ripresa? «Sarebbe opportuno riprendere con vigore una politica di investimenti pubblici special modo nella manutenzione e nel recupero urbanistico, intervenire nelle infrastrutture sociali a cominciare dalle scuole che cadono a pezzi. Di certo non possiamo pensare di seguire per proteggere i posti di lavoro, la stessa logica anacronistica usata per mantenere i posti nella vecchia Alitalia...».

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albergatori contro alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina IX - Bari Raccolta firme Albergatori contro Alitalia Il consorzio di albergatori pugliesi "Welcome in Puglia" ha organizzato una raccolta di firme indirizzata ai vertici Alitalia contro la riduzione dei voli che collegano la Puglia con Roma e Milano. Le adesioni vengono raccolte negli alberghi aderenti allo stesso consorzio. «Abbiamo tanto lottato da operatori e da cittadini pugliesi - dichiara in una nota il presidente del consorzio, Pierangelo Argentieri - per avere tutti quei collegamenti che ci hanno permesso di limitare l´isolamento della nostra regione rispetto alle due maggiori città italiane. Adesso è ritornare indietro di diversi anni. La connettività ai due maggiori hub nazionali è fondamentale per lo sviluppo non solo turistico della nostra Puglia, ma economico in senso ampio». Argentieri annuncia che verranno attuate «tutte le azioni necessarie» per far sentire la voce di protesta «nei confronti di Alitalia e del governo».

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le borse mondiali tornano a correre nel 2009 - sara bennewitz (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina 17 - Economia Le Borse mondiali tornano a correre nel 2009 L´Europa recupera 180 miliardi. Bene Wall Street ma soffre l´industria Usa. Petrolio in forte rialzo Piazza Affari guadagna il 2,71%, Parigi fa meglio con un balzo di oltre il 4% SARA BENNEWITZ MILANO - Dopo un 2008 "horribilis", il 2009 delle Borse mondiali parte sotto i migliori auspici. Rassicurate dalla positiva apertura di Wall Street (che poi ha terminato la giornata con un più 2,86% del Dow Jones e più 3,5 del Nasdaq), le piazze finanziarie europee hanno chiuso con rialzi comprese tra il 2 e il 4%. Neanche il crollo dell´indice manifatturiero Usa, sceso a dicembre a quota 32,4 rispetto ai 36,2 di novembre, è riuscito a spegnere l´entusiasmo, mentre il petrolio ha chiuso in forte rialzo sopra i 46 dollari. E così Londra è salita del 2,33%, Madrid del 2,91, Francoforte del 3,39% e Parigi di oltre il 4. A Piazza Affari, invece, il Mibtel è cresciuto del 2,71% e l´S&P/Mib del 2,53%, con volumi ancora deboli a causa del periodo festivo e pari a 0,89 miliardi di controvalore. Gli investitori sono tornati ad acquistare azioni del comparto assicurativo e in particolare quelle di Fonsai (più 3,98%) che insieme alla controllata Milano Assicurazioni ha annunciato di esser partita con il progetto di buy back. In denaro anche i titoli del comparto bancario dove la migliore è stata Unicredit (più 6,02%). La cessione del 3,3% di Atlantia (più 4,05%) a fine 2008 da parte del gruppo guidato da Profumo è stata apprezzata dal mercato, anche perché il nuovo socio dei Benetton nelle autostrade è la holding dei servizi petroliferi di Abu Dhabi Aabar, con spalle sufficientemente larghe per offrire stabilità all´azionariato. Restando in casa Benetton, Gemina (più 4,9%) ha festeggiato l´ingresso di Air France in Alitalia, in attesa che l´Enac fissi le nuove tariffe per gli Aeroporti di Roma. Il recupero del prezzo del petrolio (tornato sopra quota 46 dollari al barile), ha invece fatto volare le quotazioni di Tenaris (più 7,2%), Eni (più 4,2%) e Saipem (più 3,1%). E ieri non sono mancati neppure nuovi spunti speculativi nella scuderia di società che fa capo alla famiglia Pesenti. Il mercato è infatti tornato a scommettere sulla possibile uscita dal mercato di Ciments FranÇais, colosso francese controllato all´82% da Italcementi (più 2,28%) che a sua volta fa capo a Italmobiliare (più 7,44%). La famiglia Pesenti non ha mai escluso la possibilità di ritirare Ciments FranÇais dal listino, tuttavia per i prossimi 18 mesi il gruppo bergamasco ha già stanziato investimenti industriali per 1,3 miliardi. Sotto i riflettori anche le Telecom Italia che hanno guadagnando il 2,61% a 1,18 euro. In attesa della riunione dei soci di Telco, prevista a metà gennaio, il gruppo telefonico in tre mesi ha già recuperato il 57% rispetto ai minimi toccati lo scorso 10 ottobre. Infine, le operazioni straordinarie annunciate a cavallo delle feste hanno dato slancio ai titoli del comparto immobiliare. Risanamento, che ha ceduto per 475 milioni l´area Falck, ha recuperato ancora il 2,8%, Beni Stabili (più 7,8%) ha venduto alcuni immobili a Roma e Milano e Pirelli Re (più 16,6%) è uscita dall´attività di facility management e il prossimo 11 febbraio presenterà il nuovo piano industriale. Ma la migliore di tutta Milano è stata Bastogi (più 27,8%), che dopo il riassetto varato nel 2008, ora potrà dedicarsi a sviluppare le sue aree in vista dell´Expo.

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la nuova alitalia parte con un black-out tra il 12 e il 13 gennaio stop di otto ore - luca iezzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina 15 - Economia La nuova Alitalia parte con un black-out tra il 12 e il 13 gennaio stop di otto ore Intesa fatta con Air France. Malpensa, Colaninno vedrà Lufthansa LUCA IEZZI ROMA - La nuova Alitalia partirà con un black out di 7-8 ore. Tra il 12 e il 13 gennaio l´Enac avrà bisogno «di uno stop operativo di molte ore» per consentire ai suoi ispettori di controllare che tutto sia in regola. Le modalità del cambio sono state chiarite dal presidente dell´Enac, Vito Riggio: «L´operativo dei voli di almeno una parte del giorno 13 subirà modifiche e di questo dovrà essere data comunicazione agli utenti». Per il rilascio della licenza di vettore aereo e del Coa (certificato operativo aereo) sin dalla notte del 12 una squadra di 40-50 ispettori dell´Enac sarà al lavoro per controllare la documentazione di 93 aerei Alitalia, secondo i tecnici per l´operazione occorreranno almeno 7-8 ore. Da Cai fanno sapere che si sfrutteranno le ore notturne e il fatto che da questo controllo sono esenti gli aerei ex-Air One da cui la Nuova Alitalia ha comprato anche tutte le licenze. Invece per la parte Alitalia, Cai ha dovuto chiedere una nuova "licenza commerciale" all´Enac. Un passaggio richiesto anche dall´Ue per certificare la discontinuità con la vecchia Alitalia. Per la scadenza del 13 gennaio sarà già stato scelto il partner straniero. L´accordo con Air France-Klm è ormai in gran parte definito tuttavia il presidente Roberto Colaninno non chiude del tutto la porta a Lufthansa. La prossima settimana incontrerà di nuovo il numero uno di Lufthansa, Wolfgang Mayrhuber. Le indiscrezioni sui possibili esiti dell´incontro parlano di una collaborazione su Malpensa, scalo principale della compagnia tedesca sul mercato italiano. In realtà con i francesi sul punto di comprare il 25% del vettore italiano, l´abboccamento con Lufthansa serve a non far crescere lo scontento per l´abbandono dello scalo milanese. Alitalia manterrà sull´ex hub solo 3 rotte intercontinentali contro le 13 di Fiumicino. A guidare la protesta è il presidente della provincia di Milano, Filippo Penati: «Il grande capitale milanese ha preferito la logica degli affari alla difesa dell´economia del territorio, dall´altro il governo non ha mantenuto ogni promessa fatta, tradendo le aspettativa di chi, nella scorsa campagna elettorale gli aveva dato fiducia». L´esponente del Pd quindi si è rivolto ai rappresentanti degli enti locali, specie del centrodestra, che guidano la regione Lombardia e la provincia di Varese: «Tocca agli enti locali difendere il territorio. Mobilitiamo i nostri amministratori locali e scendiamo insieme a Roma per manifestare al governo la nostra ferma contrarietà alla lenta agonia dello scalo lombardo». Non cambia dunque il tenore delle polemiche sulla rivalità tra Roma e Milano, così come le accuse dell´opposizione di aver bloccato il tentativo di acquisizione di Air France per scopi elettorali. Specie ora che la cordata italiana sta per riconsegnare ad Air France un ruolo guida nel nuovo monopolista dei cieli. Il tutto dopo che lo Stato ha speso 4 miliardi di euro in aiuti alla compagnia e in sostegno agli esuberi Alitalia. Al riguardo Intesa Sanpaolo, regista dell´operazione, ha risposto alle dichiarazione del senatore Pd, Enrico Morando, ribadendo che la sua esposizione verso Air One non supera i 20 milioni di euro.

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Malpensa, vola la crisi: a rischio 900 posti di lavoro (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-03 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Malpensa, vola la crisi: a rischio 900 posti di lavoro Allarme dei sindacati: nuove alleanze, anche sgradite ad Alitalia, o scalo senza futuro Pesante flessione anche del settore cargo: la società ha annunciato il licenziamento di 150 addetti al trasporto merci Esuberi: a Malpensa il peggio ha da venire. Sea, la società controllata dal comune di Milano che gestisce Linate insieme con lo scalo varesino, sta rivedendo il piano di cassintegrazione. Al momento a casa, a turno, la società ha 450 dipendenti. Presto potrebbero essere molti di più. Sea non azzarda stime. Il sindacato si sbilancia. Secondo la Filt Cgil regionale, le persone nel limbo della cassa potrebbero arrivare anche a quota 900. Molto dipenderà da come si concluderanno due partite: handling e traffico cargo. Sea handling è la società che gestisce la movimentazione merci e bagagli sotto bordo per conto di Alitalia (e non solo). Oltre 3.200 dipendenti. La compagnia di bandiera ha rimesso in discussione il contratto. «Per noi l'handling fa parte delle attività principali, il cosiddetto core business — dicono in Sea —. Andiamo avanti con la ridefinizione degli accordi. Per evitare che a pagare sia il territorio. In termini di occupazione ». La trattativa è in salita. Cai pretende un ridimensionamento delle tariffe. Matassa ancora ingarbugliata anche per l'attività cargo. Cinque aerei Alitalia basati a Malpensa per il trasporto merci che la compagnia appena risorta non vuole più. Si è parlato per mesi del subentro di un'altra società. Ma per ora nulla di fatto. E così c'è chi resta a casa. Alha, gruppo che si occupa della movimentazione merci negli hangar di Malpensa, ha annunciato la mobilità — quindi il licenziamento — per 120-150 persone. «La politica finora ha ignorato il problema», lamenta il vicepresidente, Lorenzo Schettini. Fino al 2007 — con 500 milioni di chili movimentati l'anno di cui la metà da Alitalia — Malpensa era il primo aeroporto italiano per trasporto cargo. «Nel 2009 la compagnia di bandiera precipiterà a 15-18 milioni di chili l'anno. E per noi Alitalia era i primo cliente», completa il quadro Schettini. A dieci giorni dal decollo della nuova compagnia, il bilancio è il seguente: 1.350 voli settimanali Alitalia fino a marzo 2008, scesi a 350 con il dehubbing e poi ancora dimezzati a quota 153. Con il nuovo operativo voli si risalirà a quota 200. «Questo ritocco non modifica i termini del problema — fanno notare in Sea —. L'unica vera possibilità di rilancio sta nella liberalizzazione dei diritti di volo». Come dire: spazio a Lufthansa e agli altri stranieri. Anche se la neonata Alitalia — imparentata con Parigi — non dovesse gradire. «Non c'è altra strada — si unisce all'appello Nino Cortorillo della Filt Cgil —. Ma la politica che ha usato Malpensa per la campagna elettorale ora assiste muta all'assassinio dello scalo. Come il mondo produttivo, del resto». Conclude Walter Galbusera della Uil: «Sulla liberalizzazione dei diritti di volo Lega, sinistra e sindacati devono sfidare il governo». Rita Querzé Le strategie e l'aeroporto Il nuovo piano di Alitalia prevede 200 voli a settimana a Malpensa

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Malpensa, meno voli. <Cassintegrazione per 900> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-01-2009)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2009-01-03 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Occupazione Alta tensione negli aeroporti lombardi mentre si tratta sul futuro di Alitalia. Cgil: situazione difficile Malpensa, meno voli. «Cassintegrazione per 900» Il cargo e i servizi aggravano la crisi. Sea: liberare subito gli slot per salvare lo scalo A Malpensa il peggio ha da venire. La Sea, che gestisce lo scalo varesino, sta rivedendo il piano di cassintegrazione. Al momento i lavoratori interessati sono 450. Per la Cgil potrebbero arrivare presto a quota 900. A PAGINA 3 Querzé

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Il 13 gennaio sette ore di blackout (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-01-2009)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-03 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Stop tecnico dei voli per l'arrivo della nuova Alitalia Il 13 gennaio sette ore di blackout La nuova Alitalia scalda i motori in vista del decollo del 13 gennaio. I preparativi tecnici prevedono uno stop operativo dei voli di sette-otto ore nella notte tra il 12 e il 13 gennaio, per consentire la regolarità delle procedure Enac. Per quanto riguarda il partner internazionale, sull'accordo con Air France-Klm manca ancora la firma ma i punti sarebbero ormai definiti. Tuttavia, la nuova compagnia non chiude del tutto la porta ai tedeschi con i quali si starebbero studiando forme di cooperazione su Malpensa. La prossima settimana il presidente Roberto Colaninno incontrerà il numero uno di Lufthansa, Wolfgang Mayrhuber. Resta il fatto che il nuovo operativo voli dal 13 gennaio prevede tre collegamenti diretti intercontinentali da Malpensa (New York, Tokio e San Paolo) contro i tredici di Roma. D'altra parte la Cai di Roberto Colaninno ha sempre subordinato un eventuale investimento su Malpensa alla condizione che Linate diventi un city airport. Intanto le maestranze degli aeroporti milanesi osservano le ultime battute di fine partita con una certa apprensione. E non escludono forme di protesta. Compreso lo sciopero. Ri. Que.

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<Pronti a marciare su Roma> <Prima liberalizziamo gli slot> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-01-2009)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-03 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Penati e Salvini e il futuro dell'hub «Pronti a marciare su Roma» «Prima liberalizziamo gli slot» Liti, appelli e scontri. La Lega è pronta a ritirare fuori dal cassetto l'emendamento per la liberalizzazione degli slot di Malpensa. E controllare nome e cognome di tutti i parlamentari che voteranno a favore o contro l'hub del Nord. Il Carroccio accetta la sfida lanciata dal presidente della Provincia, Filippo Penati e alza la posta. Se si dovesse siglare l'accordo Alitalia-Air France, gli uomini di Bossi sono pronti a rilanciare quell'insolita alleanza per il Nord che aveva portato al voto comune Lega-Pd sull'Expo, Pedemontana e Malpensa. «Noi siamo pronti a ripresentare l'emendamento per liberalizzare gli slot dell'hub lombardo - attacca il parlamentare Matteo Salvini - E a quel punto vedremo veramente chi in Parlamento ha a cuore il destino di Malpensa. Non si scherza con il fuoco». Ma Penati rilancia con una personale marcia su Roma insieme al presidente leghista della Provincia di Varese, Dario Galli: «Mobilitiamo i nostri amministratori locali e scendiamo insieme a Roma, con le fasce tricolori, per manifestare al Governo la nostra ferma contrarietà alla lenta agonia e alla morte dello scalo lombardo». Insomma, avvicinamenti e scontri. Con Maurizio Martina, segretario del Pd che parla di «fallimento della Lega». E con l'assessore leghista Davide Boni che replica: «Su Malpensa non accettiamo lezioni da nessuno». C'è fibrillazione nei palazzi milanesi in attesa delle decisioni di Cai. Ma c'è anche grande prudenza. Sia il presidente della Regione, Roberto Formigoni, sia il sindaco Letizia Moratti preferiscono prendere tempo, nella convinzione che la partita sia ancora aperta e che ci sia spazio per arrivare a una soluzione soddisfacente. Posizione sposata anche da parte del Carroccio: «Su Malpensa la partita è tutt'altro che chiusa - attacca Marco Reguzzoni, vicepresidente del gruppo della Lega Nord alla Camera - Ma la Lega in questo momento non vuole spendere parole prima di aver concluso dei fatti e questi saranno possibili solo dopo che Bossi avrà parlato della questione con Berlusconi nei prossimi giorni». La soluzione auspicata riguarda la liberalizzazione degli slot che permetterebbe alla Lufthansa di rientrare in campo. Apprezzata anche dal presidente della Camera di Commercio, Carlo Sangalli, tirato in ballo da Penati come uno dei «traditori» dello scalo varesino (in buona compagnia, insieme a Diana Bracco, Emma Marcegaglia, Banca Intesa e Marco Tronchetti Provera). «Certo che siamo preoccupati. Ma ribadiamo che le strade di Alitalia e Malpensa possono separarsi. E che grazie alla liberalizzazione degli slot si possano creare nuove alleanze per Malpensa ». E a Penati? «Capisco che la campagna elettorale è lunga - ironizza Sangalli - ma anche la memoria deve essere lunga. La Camera di Commercio in più di un'occasione ha lanciato il suo grido d'allarme su Malpensa con dati e previsioni. Ci siamo sempre battuti per difendere Malpensa e Linate». Maurizio Giannattasio La Provincia Il presidente della Provincia, Filippo Penati, cerca alleanze trasversali per difendere Malpensa La Lega Nord Matteo Salvini, deputato del Carroccio e capogruppo in Comune, punta sulla liberalizzazione degli slot

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Berti: adesso dico sì a Colaninno (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2009-01-03 num: - pag: 33 categoria: REDAZIONALE Il leader dei piloti «Sono per il dialogo, il governo però faccia rispettare gli accordi o sarà nuova rottura» Berti: adesso dico sì a Colaninno «Ma non ho ricevuto la lettera d'assunzione. Io piacione? No, sono un bacchettone» ROMA — «è tempo di deporre le armi e ricucire i rapporti ». Fabio Berti, il presidente dell'Anpac, il potente sindacato dei piloti che non ha sottoscritto il contratto della nuova Alitalia, annuncia un cambio di rotta e apre al dialogo con l'azienda. Obiettivo: sottoscrivere il contratto. Con qualche modifica. Comandante, è stato assunto in Alitalia? «Al momento no, né io né il mio vice De Carlo. Sappiamo che molte lettere sono state mandate. Noi non abbiamo mai detto di non firmarle: non interferiamo con i fatti privati degli associati». Ma se fosse chiamato, accetterebbe? «Diciamo che deciderò sul momento...». Però intanto si candida già a riprendere il dialogo nella nuova Alitalia... «Cai (Compagnia aerea italiana, ora Alitalia, ndr) ha ottenuto moltissimo, tutto quello che voleva. è ora di ricostruire un rapporto. Lo ha detto il presidente di Cai, Roberto Colaninno, che voleva personale felice di lavorare». Con che obiettivo riapre? «Se riapro, e contatti ci sono già a vari livelli, è per l'obiettivo grosso: il contratto. La faccenda va chiusa ». In che modo? «Bisogna rimotivare la categoria con qualche intervento sul contratto, aggiustare qualche stortura in sede di assunzione, dare prospettiva ai tanti esclusi, puntando su un probabile rafforzamento dell'operativo ». Il suo sembra un appello. «No, non è un appello, è ciò che mi aspetto: una compagnia non può decollare con un conflitto latente. Ogni aereo che vola è come una piccola azienda la cui efficienza è rimessa a chi la guida. Non conviene volare "senza" i piloti». E se l'azienda si negasse? «Continuerebbe l'approccio conflittuale. Ma non vedo il motivo. La partenza di Alitalia sarà difficilissima: bisognerà cercarsi i passeggeri, coccolarli. Impossibile con un personale depresso. Il "sì" massiccio alle assunzioni non è segno di condivisione». Un passo indietro. All'Anpac sono state attribuite simpatie politiche a destra. «Sono cose vecchie. Io sono sempre stato trasversale perché la categoria lo richiede. Certo, ho i miei punti di riferimento ». Un esempio? «Gianni Letta: ha sempre dimostrato doti di grande mediatore. Fino alla rottura delle trattative...» A chi la attribuisce quella rottura? «Tutto si è interrotto bruscamente quando l'amministratore Rocco Sabelli se ne è andato». Chiedevate troppo? «Chiedevamo solo che si rispettassero gli accordi di Palazzo Chigi. Così non è stato, perciò non me la sono sentita poi di firmare il lodo Letta. E mi è costato moltissimo». Lo rifarebbe? «Sì, non si poteva proprio firmare». Che negoziatore è stato Sabelli? «Un grandissimo negoziatore. Ha preteso che nessuno interferisse nella trattativa e l'ha ottenuto». E lei? Ha fatto errori? «Forse non capire che avevamo davanti persone diverse rispetto alle solite. Avrei dovuto comprendere che dietro Cai c'era un schieramento trasversale granitico, politico, economico e mediatico». Di Pietro però è con voi. «Sì, mi pare sincero. Ma io non ho cercato nessuno». E la sua candidatura alle europee? «Non è mai esistita». Ma se gliela offrissero? «Se servisse alla causa della categoria, perché no? Ma al momento non ci penso». Il suo mandato scade? «Sì, tra un anno, e non è più rinnovabile». Le è piaciuta la sua caricatura di Max Giusti in tv? «Sì, molto. Soltanto che io non sono un piacione. Chi mi conosce lo sa: sono un bacchettone, uno serissimo». Si sentirebbe pronto per guidare Alitalia? Ride. «La prego, non scherziamo ». Antonella Baccaro

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Alitalia, vertice con Mayrhuber (Lufthansa) (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-01-2009)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2009-01-03 num: - pag: 33 categoria: REDAZIONALE Enac: la notte del 12, aerei fermi per il cambio con Cai Alitalia, vertice con Mayrhuber (Lufthansa) ROMA — Solo un colpo di scena clamoroso potrebbe portare Alitalia tra le braccia di Lufthansa. Ma poiché di sorprese ce ne sono state tante, converrà seguire l'incontro che nei prossimi giorni il presidente di Alitalia, Roberto Colaninno, avrà con i vertici del vettore tedesco. Nella ipotesi più concreta la controproposta che verrà fatta, in pratica un rilancio sui circa 300 milioni già offerti da Air France-Klm, potrebbe servire a ottenere un altro piccolo sforzo da parte dei francesi. Se invece il rilancio di Lufthansa fosse davvero cospicuo, allora il teatrino della politica, che già si è rimesso in moto dalle parti di Malpensa, potrebbe spingere per una fase di ripensamento che però avrebbe ripercussioni sulla partenza prevista per il 13 gennaio. Per ora è solo la Lega a protestare contro i francesi, ma in realtà chiede solo alcune compensazioni per lo scalo varesino: la liberalizzazione delle rotte. E' possibile allora che l'incontro di Colaninno con Lufthansa possa favorire un accordo sulla liberalizzazione, compito che di fatto spetta al governo. Intanto l'Enac (ente aviazione civile) si prepara al passaggio dalla la vecchia alla nuova Alitalia: sarà necessario «uno stop operativo di molte ore» e una squadra di 40-50 ispettori per consentire il trasferimento delle licenze e certificazioni tra il 12 e il 13 gennaio. Il presidente dell'Enac, Vito Riggio, ha convocato per la prossima settimana una riunione con i vertici di Alitalia- Cai. Secondo Riggio, «l'operativo dei voli di almeno una parte del giorno 13 subirà modifiche e di questo dovrà essere data comunicazione agli utenti». A. Bac. Roberto Colaninno, presidente della nuova Alitalia

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Alitalia, ultime verifiche prima del decollo (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 03-01-2009)

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n. 3 del 2009-01-03 pagina 18 Alitalia, ultime verifiche prima del decollo di Paolo Stefanato Nella notte tra il 12 e il 13 gennaio gli ispettori Enac accerteranno l'idoneità degli aerei, come richiesto per una nuova compagnia. Qualche rischio di ritardi. Air France vicina alla firma. Lufthansa: «Il mercato italiano ci interessa» L'interruzione di continuità tra vecchia e nuova Alitalia, espressamente richiesta dalla Ue per approvare l'operazione di salvataggio, vuole anche questo: che gli ispettori dell'Enac - l'autorità aeronautica nazionale - verifichino uno a uno i velivoli della flotta, com'è richiesto dalle procedure per il decollo di una nuova compagnia e per l'assegnazione del certificato di operatore aeronautico. Tutto si svolgerà nella notte tra il 12 e i 13 gennaio, la notte del «changeover». L'Enac sguinzaglierà negli aeroporti alcune squadre di tecnici, 40-50 persone, che dovranno controllare soprattutto la manualistica e la documentazione di bordo; che si tratti di una, seppur corposa, formalità è nei fatti, poiché gli aerei sono gli stessi, e che cambino casacca non vuol dire che non siano più in grado di svolgere il proprio servizio. Non sono prevedibili importanti disagi per i passeggeri; potranno subire ritardi o rimodulazioni di orario soltanto alcuni voli intercontinentali, gli unici che volano di notte. Il 13, con la nuova Alitalia, verrà avviata anche l'integrazione dell'offerta su internet, che tutt'oggi è suddivisa tra i due vettori Alitalia ed Air One; oggi è ancora possibile effettuare prenotazioni indipendenti, anche per date successive al 13 gennaio, e tali biglietti saranno riconosciuti validi. Dal 13 sarà unificato il sistema di prenotazioni e saranno coordinate le tariffe. I due codici - AZ e AP - resteranno invece in vita almeno per un anno, fino a quando non saranno unificati i due marchi. Air One continuerà, per un tempo ancora imprecisato, la propria collaborazione con Lufthansa; i passeggeri potranno scegliere, alternativamente, di accumulare punti sui due sistemi, Millemigla o Miles&More. Il discorso si lega, ovviamente, alla scelta sul partner straniero per Alitalia. Su questo fronte, a ogni allungo di Air France si assiste a qualcosa di interpretabile come una rincorsa da parte di Lufthansa. Ieri i tedeschi hanno laconicamente dichiarato «il mercato italiano ci interessa, seguiamo gli sviluppi», mentre è stato annunciato un incontro tra il presidente di Alitalia, Roberto Colaninno, e il numero uno di Lufthansa, Wolfgang Mayrhuber per la prossima settimana, lasciando intendere che il contatto è sempre aperto. Per il 7, tuttavia, è già convocata una riunione con i vertici di Air France, che potrebbe anche essere l'ultima prima della firma della partnership. Tenere «sulla corda» i francesi, con la complicità dei tedeschi, ha avuto comunque dei vantaggi evidenti: sarebbero stati migliorati, rispetto al passato, i riparti di ricavi sulle tratte comuni e, soprattutto, è stato alzato il prezzo dell'ingresso in società, valorizzando la quota di Air France (25%) più di quanto versato dai soci italiani (310 milioni). La posizione di Lufthansa, apprezzata dal Nord e dal governo nell'interesse di Malpensa, potrebbe avere ritorni su altri tavoli; per esempio, se Lufthansa Italia chiedesse di operare sulla tratta Linate-Fiumicino. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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<Ci batteremo per liberalizzare le rotte> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 03-01-2009)

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n. 3 del 2009-01-03 pagina 18 «Ci batteremo per liberalizzare le rotte» di Adalberto Signore Roma«Preferivamo e continuiamo a preferire Lufthansa che considera Malpensa decisiva nel suo progetto industriale». Roberto Cota, capogruppo della Lega alla Camera, non nasconde le sue perplessità sui rumors che danno ormai per chiuso l'accordo tra Cai e Air France. Anche se, aggiunge, «prima la finiamo di ragionare sui gossip e meglio è per tutti». È vero che manca l'ufficialità, ma l'intesa sembra fatta. Come la giudica? «Se Cai ha deciso di penalizzare Malpensa e il sistema aeroportuale del Nord fa solo un errore. Dal punto di vista industriale prima di tutto, ma anche sotto il profilo del servizio che una compagnia territoriale dovrebbe fornire a una zona così importante per l'economia del Paese». Insomma, l'accordo con Air France è un errore... «Il problema non è tanto Air France o Lufthansa ma la prospettiva dello scalo di Malpensa». Per il quale la Lega si è battuta a lungo. Non vi crea qualche imbarazzo trovarvi oggi al governo con il rischio di veder vanificata la vostra battaglia? «L'eredità di Alitalia arriva dal passato e la situazione attuale non è certo frutto delle scelte fatte dal governo Berlusconi. Ora che si è privatizzato tocca agli imprenditori fare scelte coraggiose». Imprenditori del Nord, tra le altre cose... «Sì. E devo dire che da questo punto di vista un po' di delusione c'è. Ci saremmo aspettati che non sostenessero un progetto che è di retroguardia». Il presidente della Provincia di Milano Penati invita la Lega a scendere in piazza contro il governo. Che farete? «Penati si rende conto che la Lega, in modo genuino e in un contesto difficile, è stata l'unica a battersi in difesa di Malpensa. E sa bene che l'unico che può riuscire ad ottenere qualcosa su questo fronte è Bossi. Ma che ora si metta lui a fare il leghista...». Diamo per scontato l'accordo Cai-Air France e, di conseguenza, anche il ridimensionamento di Malpensa come hub. Che farà la Lega? «Se Cai deciderà di non avere coraggio noi chiederemo e otterremo che vengano al più presto liberalizzate le rotte. L'importante è che ci sia indipendentemente da Cai un altro vettore che possa operare sulle rotte intercontinentali, soprattutto in vista dell'Expo del 2015». E questa scelta a chi spetta? «È una decisione che compete al governo che ha gli strumenti amministrativi e legislativi per intervenire. Su questo la Lega è pronta a dare battaglia». Si sono già fatti avanti dei pretendenti? «Di questo si sta occupando il presidente di Sea, Bonomi. Comunque, in prima fila c'è certamente Lufthansa. Anche perché, nonostante quel che ne pensano i nostri imprenditori, da un punto di vista industriale Malpensa resta molto appetibile». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Obama? Abbandonerà l'Ucraina alla Russia. (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 03-01-2009)

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Sul Giornale di oggi appare la mia intervista a George Friedman, direttore del centro studi Stratfor. La sua è una voce che merita di essere seguita con attenzione, perché Stratfor è molto vicino alla Cia. L'intervista è incentrata soprattutto sul Medio Oriente e Friedman è convinto che nei rapporti con Israele Obama si comporterà esattamente come Bush, ma alla fine parla di Russia. E qui invece le novità potrebbero essere importanti, perchè "l'America non ha abbastanza potere per perseguire contemporaneamente tre obiettivi strategici" e dovrà rinunciare a uno tra Afghanistan, Iran e Ucraina. Secondo Friedman "gli Usa hanno bisogno che Mosca da un lato continui a garantire il transito di mezzi e approvvigionamenti verso Kabul, dall'altro che non dia tecnologia nucleare e tantomeno missili a Teheran". Dunque prevede che l'America "faccia un passo indietro nella sua strategia nell'ex Urss, rinunciando parzialmente allo scudo spaziale e lasciando pertanto l'Ucraina alla Russia". Almeno per ora. Fine dunque della crisi iniziata in agosto in Georgia, durante la quale gli Usa si dimostrarono drammaticamente impotenti, e più in generale fine della strategia di accerchiamento della Russia che gli Usa hanno perseguito per oltre vent'anni, conquistando il controllo di ampie zone nell'ex Urss. Friedman ha ragione? Mosca vince e Washington perde? Scritto in notizie nascoste, medio oriente, russia, gli usa e il mondo 1 Commento » (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Dec 08 Nascere ricchi oggi è davvero un vantaggio? Lo scorso ottobre un giovane gestore di Hedge Funds, Andrew Lahm, uno dei pochi ad aver capito per tempo la crisi dei subprime, se n'è andato in pensione alla bella età di 37 anni stramiliardario. Ha pagato un prezzo: la sua salute è già cagionevole per le tensioni vissute nello spericolato mondo dell'alta finanza. Nella sua lettera di addio, pubblicata dal Guardian, sosteneva che i figli dei miliardari usciti da Harvard e altre grandi università finivano per lavorare per Lehman, Aeg, Goldman sachs, creando un'aristocrazia di gente tendenzialmente stupida e incompetente e la cui unica utilità era quella di permettere a gente come lui evidentemente di origini non agiate di approfittare della situazione. L'analisi mi sembra semplicistica: l'aristocrazia dell'alta finanza più che stupida mi sembra avida e terribilmente irresponsabile, però contiene uno spunto di riflessione. Ognuno di spera di garantire ai propri figli un futuro di benessere, possibilmente di ricchezza. E' un sentimento umano; però mi rendo sempre di più conto che non sempre la ricchezza rende la gente migliore; spesso produce l'effetto opposto. Lahm biasima i figli di papà che fanno danni a Wall Street, ma basta ascoltare esperienze altrui per trovare qualche conferma alla sua tesi. Durante la mia breve vacanza in montagna mi è capitato di udire qualche conversazione in funivia. Una coppia di 30enni milanesi disquisiva su quale fosse il momento migliore per partorire un figlio. Il loro primo è nato a dicembre 2007 e, mannaggia, non hanno potuto trascorrere le vacanze di Natale in montagna sciando; ma hanno imparato la lezione. Dopo lunga discussione hanno convenuto che il prossimo figlio, nel 2010, lo avrebbero concepito ai primi di febbraio, per farlo nascere ai primi di novembre, ed essere pronti per le vacanze di Natale. Capito? L'emozione, la magia della nascita di una creatura, subordinata alle vacanze d'inverno. Evidentemente quei giovani non hanno mai dovuto affrontare vere difficoltà, veri dolori nella vita. Vivono una vita apparentemente perfetta, liscia, senza imprevisti, ma non riesco a seguirli e men che meno a invidiarli. In un'altra occasione ho sentito un inglese vantarsi con i suoi amici di aver provocato una valanga, ben visibile dalla cabina. Poveretto, si annoiava e, nonostante gli avvertimenti delle autorità, si era avventurato fuori pista. Pentito? Macchè, fiero. E pronto a ricominciare. E di anni ne aveva quasi quaranta non sedici. Sia chiaro: mi è capitato di conoscere (e di ammirare) famiglie di imprenditori o comunque agiate che, anche attraverso più generazioni, hanno saputo educare benissimo i propri figli, aiutandoli a essere uomini e donne responsabili e di successo, ma ho il sospetto che si tratti di eccezioni e che l'esibizionismo accentuato da modelli come quello di Paris Hilton o dell'Isola dei famosi - renda la tendenza opposta sempre più diffusa. Sbaglio? Nascere ricchi oggi è davvero un vantaggio? Scritto in società, economia, globalizzazione Commenti ( 29 ) » (4 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Dec 08 Località di montagna piene, ma la crisi dov'è? Ho trascorso qualche giorno in montagna: hotel al completo, e da Natale in poi grandi code agli impianti di risalita. Seguo i Tg svizzeri, francesi, italiani e la situazione è simile su tutto l'arco alpino: le località sono strapiene di gente, anche quelle minori. Mi chiedo: ma la crisi dov'è? L'unico segnale di un rallentamento si percepisce nei negozi sportivi dove già in dicembre era possibile strappare qualche sconto anticipato. Ma per il resto molta gente può permettersi di spendere e anche tanto. Meglio così. Il rallentamento economico c'è e si farà sentire nel 2009, ma mi chiedo se i suoi effetti non vengano percepiti in modo sproporzionato dalla gente, a causa anche dell'allarmismo dei media e dei loro titoli catastrofisti il che genererebbe un meccanismo psicologico ben noto: quella profezia che si auto-avvera. Domanda: la paura per la crisi è esagerata o si illude chi, confidando sul benessere accumulato negli ultimi anni, la prende alla leggera e continua a comportarsi come se nulla fosse? Scritto in società, economia, europa, svizzera, Italia Commenti ( 37 ) » (9 voti, il voto medio è: 2.89 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Dec 08 L'esempio di Fiorenzo e un grazie a tutti voi In uno dei miei post dal Benin avevo annunciato un articolo su Fiorenzo, il frate chirurgo che fa miracoli in una delle zone più povere dell'Africa. L'articolo è uscito ieri sul Giornale: Fiorenzo Priuli mi ha molto colpito per il suo entusiasmo, per la sua grazia innata, per il suo ottimismo. Ha creato da zero un ospedale efficientissimo ed è venerato da tutti: autorità civili, musulmani, animisti, oltre ovviamente dai cristiani. Sapere che nel mondo esistono italiani di questa caratura fa bene all'anima e alla reputazione del nostro Paese. Con l'avvicinarsi delle Festività. colgo l'occasione per ringraziarvi per i mesi trascorsi insieme su questo blog, che è sempre più letto. "Il Cuore del mondo" si sta trasformando in una piccola comunità dove è possibile confrontarsi liberamente, con civiltà, arguzia, senza barriere politiche. Al blog partecipano lettori di destra, di sinistra, di centro, dall'Italia e dall'estero: che splendida esperienza! Dimenticavo: alcuni di voi mi hanno chiesto di segnalare qualche Onlus meritevole di attenzione. Chi volesse aiutare Fiorenzo può farlo tramite l'U.T.A (Uniti per Tanguieta e Afagnan) o gli amici di Tanguieta . Altre Onlus attive in Africa sono il GSA (Gruppo Solidarietà Africa), il LTM (gruppo Laici Terzo Mondo), il BND (Bambini nel deserto). Ce ne sono ovviamente tante altre meritevoli di stima e riconoscenza, ma di quelle che ho citato ho potuto verificare l'attendibilità. Ribadisco il mio suggerimento: se volete far del bene o beneficenza preferite Onlus o Ong che conoscete o dove operano amici o parenti: il piccolo gruppo, se le sue motivazioni sono autentiche, difficilmente sprecherà finanziamenti (vedi il post sull'Unicef) e certo non userà la fondazione per altri scopi (vedi i sospetti su quella di Clinton). Infine, ecco una foto di Fiorenzo nel suo ospedale a Tanguieta. L'ha scattata Emilio Zuccoli, l'amico che mi ha permesso di scoprire Fiorenzo e la sua magnifica realtà. Buon Natale a tutti voi! Scritto in società, notizie nascoste, Italia, giornalismo Commenti ( 15 ) » (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Dec 08 Toh, il governo italiano finanziava Bill Clinton. Per assicurare a sua moglie Hillary la nomina a segretario di Stato, Bill Clinton ha dovuto pubblicare la lista dei finanziatori della sua Fondazione. Saltano fuori molti nomi noti, come Bill Gates, Michael Schumacher, Elton John e per cifre davvero imponenti (e dunque imbarazzanti) Paesi come l'Arabia Saudita (tra i dieci e i venticinque milioni) e il Kuwait. A sorpresa ci sono anche gli italiani. Chi? Secondo il Sole 24 Ore il Monte dei Paschi, Autogrill, De Agostini, Enel, Lottomatica, Pirelli. Sono società private e/o quotate in Borsa: ne risponderanno ai loro azionisti. Ma nell'elenco appare anche il ministro italiano dell'Ambiente per una cifra compresa tra i 50 e i 100 mila dollari. Il Sole 24 Ore non specifica la data del versamento (verosimilmente però risale agli anni scorsi), nè le modalità. La fondazione ha scopi caritatevoli, ma dall'analisi dei nomi dei finanziatori, sembra che agisse anche come una gigantesca lobby mondiale per fare o ricevere favori di diverso tipo; da quelli politici a quelli economici. Nella lista appare l'appaltatore militare Blackwater, tristemente famoso in Iraq, il finanziere canadese Frank Giustra che grazie all'ex presidente americano ha ottenuto un appalto minerario in Kazakhstan. Ci sono molti uomini d'affari ucraini, arabi, indiani. Domanda: perchè l'Italia si è unita al consesso? Per far del bene avevamo davvero bisogno di quel maneggione di Bill Clinton? Scritto in economia, globalizzazione, democrazia, Italia, gli usa e il mondo Commenti ( 48 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Dec 08 Attenti ai prezzi delle case (anche in Italia) In America, come sappiamo, i prezzi delle case sono crollati, in Gran Bretagna anche. Colpa dei mutui subprime dicevano gli esperti, che negli altri Paesi europei non esistevano o quasi. Vero. E infatti i prezzi delle case in Paesi come Francia e Italia hanno tenuto, ma ora il vento potrebbe girare. Anzi, in Francia è già girato: l'altro giorno Le Monde rivelava che i prezzi sono scesi persino a Parigi per la prima volta da molti anni. Nulla di drammatico, il calo è compreso tra il 2 il 5%, ma si tratterebbe solo dell'inizio di una fase discendente. La ragione? Le banche, nonostante i tassi bassissimi, tendono a non concedere più i mutui. E in Italia? Finora, secondo i dati dell'Agenzia del Territorio, le compravendite sono diminuite del 14% ma i prezzi hanno tenuto. Già, ma fino a quando? La domanda non è retorica, perchè sempre secondo l'Agenzia (citata da Italia Oggi) il 49% delle compravendite è "assistita dal mutuo", con punte del 54,9% al nord. Ed è noto che negli ultimi anni la parte coperta da un prestito bancario ha continuato ad aumentare con punte dell'80 percento. I prezzi salivano soprattutto perché le banche erano alquanto generose nell'elargire i mutui, nella speranza (come in America) che il mercato potesse crescere per sempre. Da qui certe quotazioni straosferiche e l'aumento dell'indebitamento delle famiglie. Oggi anche le banche italiane hanno reso molto più severe le regole per accedere un mutuo e in genere sono molto guardinghe nel prestare fondi ai privati. Viene a mancare la benzina che ha alimentato il mercato immobiliare e i risparmi in circolazione non aumentano certo. Anzi. E allora la logica suggerisce che anche in Italia i prezzi siano destinati a scendere. Sbaglio? Scritto in economia, globalizzazione, Italia Commenti ( 23 ) » (6 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Dec 08 Ma il Pd di chi è figlio? E quanto può durare? La sconfitta del Pd in Abruzzo e il coinvolgimento di alcuni suoi esponenti nelle inchieste di corruzione mi induce a due considerazioni. La prima: la sinistra rivendica da sempre una presunta superiorità morale, persino ai tempi di Tangentopoli. Da tempo ritengo ingiustificata questa pretesa, ora ne abbiamo la definitiva conferma. La corruzione del sistema politico è endemica, soprattutto a livello locale. E nemmeno Di Pietro può vantare una verginità assoluta perlomeno riguardo la costituzione e la gestione del partito, come ha rivelato qualche qualche tempo fa il suo ex amico Elio Veltri. La seconda: il problema del Pd mi sembra innanzitutto di identità. Voleva proporsi come partito di sinistra moderno e aveva nell'antiberlusconismo il suo elemento aggregante, che però oggi non è più centrale per la maggior parte degli italiani. Il suo ridimensionamento ha fatto esplodere l'incoerenza più forte, che riguarda l'anima e le radici. Il Pd è un partito di origine democristiana o socialista? E' possibile una sintesi tra la corrente che si rifà alla Margherita e quella diessina post comunista? Con il passare dei giorni ho l'impressione che la frattura anziché ricomporsi tenda ad allargarsi. E' mancata una risposta credibile alla crisi economica-finanziaria, continua a mancare un progetto ideologico coerente: è impossibile voler essere come Blair e al contempo tenersi in casa la Bindi, avendo una dirigenza che si è formata alla scuola del Pcus. Se continua così rischia di finire male, non solo per Veltroni. Il Partito democratico è destinato a morire? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 23 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Dec 08 Ma questa America non è migliore dell'Europa Quante volte abbiamo sentito la frase. "In America questo non potrebbe succedere" oppure "In America chi paga sbaglia davvero" o ancora "in America i controlli sono rigorosi", soprattutto riguardo gli scandali economici e finanziari. Credo che il complesso di inferiorità degli europei e di noi italiani non sia più giustificato. Se ripercorriamo gli ultimi dieci anni ci accorgiamo che: - la folle deregolamentazione del mercato dei derivati e l'abolizione di alcuni sani vincoli nella gestione delle banche americane è stata varata alla fine degli anni Novanta dai ministri economici di Clinton - Rubin e Summers - sotto pressione delle lobbies, in particolare di Citigroup - negli anni otto anni successivi l'amministrazione Bush non ha fatto nulla per correggere il tiro, anzi ha allentato ulteriormente i vincoli. - per decenni una società come la Enron era considerata un gioiello dell'economia americana, in realtà era un a scatola vuota. Quando fallì si disse che le autorità avevano capito la lezione e imposto nuove regole più stringenti; in realtà non è cambiato nulla. - la casta dei finanzieri di Wall Street era così forte da imporre alla guida del Tesoro, il numero uno di Golman Sachs, Henri Paulson che è ancora in carica. - Le banche per anni sono riuscite a mascherare, sempre grazie alle alchimie dei derivati, la reale entità delle loro esposizioni, mettendo in pericolo la sopravvivenza di Aeg, la prima compagnia di assicurazione al mondo. Cosa facevano le autorità di controllo? Erando davvero indipendenti o, com'è probabile, erano conniventi? - ora apprendiamo dell"ultima frode, quella del fondo hedge di Bernard Madoff, che si è inghiottito 50 miliardi di dollari, senza che nessuno si accorgesse di nulla. E Madoff era considerato un finanziere rispettabile, non a caso è stato a lungo presidente del Nasdaq. Sono stati fatti dei controlli, delle verifiche contabili? Dov'erano le autorità di vigilanza? - infine: il grande rinnovatore Barack Obama chi ha nominato al ministero del Tesoro e come primo consulente economico? Geithner e Summers, due uomini di Rubin, che tra l'altro oggi è alla guida di Citigroup e durante la campagna elettorale era uno dei consulenti proprio di Obama. La mia impressione è che gli Usa oggi abbiano problemi di credibilità molto più seri di noi europei e che il sistema sia viziato, distorto; che la casta dei finanzieri non abbia perso potere nonostante i guai colossali che ha combinato. E allora smettiamo di citare gli Usa come esempio, almeno fino a quando l'America non sarà tornata ad essere l'America per rigore morale e senso civico. o sbaglio? Scritto in europa, economia, globalizzazione, democrazia, Italia, gli usa e il mondo Commenti ( 52 ) » (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Dec 08 Un dubbio: il supermercato conviene ancora? Non so voi, ma il mio conto al supermercato continua a salire a dispetto del fatto che i beni acquistati sono più o meno gli stessi. Ho provato a fare qualche aqcuisto in un altro supermercato ma ho visto che più o meno la spesa corrisponde. Nel frattempo è capitato di comprare carne dal macellaio o in uno dei pochi negozi di alimentari rimasti e, sorpresa, a casa ci siamo accorti che non c'è più molta differenza con le grandi catene; anzi, talvolta il piccolo dettagliante è più conveniente. Da qui la mia riflessione: la grande distribuzione si è affermata nel corso del tempo perché potendo permettersi grandi acquisti e dunque economia di scala, riusciva a garantire prezzi più bassi rispetto al piccolo dettagliante, ora però ci troviamo in una situazione di quasi oligopolio: ci sono tre-quattro grandi marchi che dominano il mercato. Non penso che ci siano accordi diretti, certo non, ad esempio, tra le Coop e l'Esselunga, però la mia impressione è che esistano tacite convenienze comuni ovvero che su un'ampia gamma di prodotti la fascia di prezzo non oscilli più di tanto, con il risultato che i prezzi mediamente sono più alti di quanto dovrebbero essere in una situazione di vera concorrenza, al punto che la differenza con il piccolo negozio tende a ridursi. Ma non essendoci quasi più negozietti siamo tutti costretti a fare la spesa al supermercato. Condividete la mia esperienza? Insomma, il supermercato conviene ancora? Scritto in economia, Italia Commenti ( 28 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Dec 08 Abbiamo imparato la lezione della crisi? Sto per rientrare in Italia dopo aver vissuto una settimana praticamente fuori dal mondo. Quella africana e' stata un'esperienza molto bella e umanamente ricca. Visti dal Benin i nostri problemi di occidentali sull'orlo della recessione appaiono ovviamente molto relativi ma mi inducono a una riflessione che in realtà é un rammarico: ho l'impressione che abbiamo sprecato la nostra ricchezza o meglio la nostra capacità di creare ricchezza. Il benessere avrebbe potuto permetterci di creare una società migliore, più equilibrata, saggia e invece le società occidentali si sono lasciate sopraffare e manipolare da una casta finanziaria mossa unicamente dall'avidità e da un arricchimento personale sproporzionato e ingiustificato. Quella casta e' composta dai manager che per vent'anni hanno dettato le regole a tutti, travisando i concetti di una sana economia di mercato. Noi occidentali potevamo essere felici e invece scopriamo di essere stati ingannati, travisati, siamo molto più poveri e molti di noi disperati. Si è avverata una legge descritta con dovizia dagli antichi saggi cinesi, a cominciare da Sun Tzu: le società crollano se chi comanda davvero è mosso unicamente dall'egoismo e dalla bramosia. Mi chiedo: la lezione è stata imparata o il trionfante mondo occidentale, a cominciare da quello americano, finirà come le antiche e ricche dinastrie cinesi? Scritto in economia, globalizzazione, Italia, gli usa e il mondo Commenti ( 38 ) » (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. 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Famiglie... luciano: ma andate al diavolo berluscones dalla panza sempre piena voi di fondazioni interessano solo quelle edilizie bo.mario: Carissima Marina, non vorrei essere confuso con altri, non è possibile pianificare la guerra... Ultime news Israele ai palestinesi: "Lasciate le case" Ucciso comandante di spicco di HamasStatali, allarme baby pensioni. All'Inpdap mancano 13 miliardiLa crisi fa meno paura: risale la Borsa. Italia in coda per i saldi e skiliftRc auto sempre più cara? Così si risparmia la metàLe cinque inchieste che fanno tremare il PdFannulloni, 18 impiegati solo per una lampadinaUsa: i ghostbusters cercano i fantasmi di Giulietta e RomeoIl negozio rimane incustodito I clienti si servono. E pagano tuttoIntervista a Marco Ranzani di Cantù "Io superato dai Mohamed brianzoli"Emanuele Filiberto va a Ballando con le Stelle Blog amici Ethica, blog filosofico di qualità ICT Watch, il blog di Piero Macrì sulle nuove tecnologie il blog di Alessandro Gilioli il blog di Andrea Tornielli Il blog di Faré su Internet & comunicazione il blog di Marista Urru il blog megliotardichemai Il circolo Rosselli, socialismo liberale Il pranista, blog su PR e comunicazione Metropolis, il blog Alberto Taliani Orientalia 4 all Placida signora, il blog di Mitì Vigliero spindoctor, il blog di Marco Cacciotto Wolly, il blog di Paolo Valenti Da non perdere La misteriosa e improvvisa ricchezza di Erdogan La Turchia e l'islamizzazione strisciante Quelle donne turche imprigionate dal velo Vince Erdogan e la Turchia diventa più islamica siti che mi piacciono Cricri créations poétiques, gioielli con l'anima Il sito di R. 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Alitalia, le ultime verifiche prima del "decollo" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 03-01-2009)

Argomenti: Alitalia

n. 3 del 2009-01-03 pagina 18 Alitalia, le ultime verifiche prima del "decollo" di Paolo Stefanato L?interruzione di continuità tra vecchia e nuova Alitalia, espressamente richiesta dalla Ue per approvare l?operazione di salvataggio, vuole anche questo: che gli ispettori dell?Enac - l?autorità aeronautica nazionale - verifichino uno a uno i velivoli della flotta, com?è richiesto dalle procedure per il decollo di una nuova compagnia e per l?assegnazione del certificato di operatore aeronautico. Tutto si svolgerà nella notte tra il 12 e i 13 gennaio, la notte del «changeover». L?Enac sguinzaglierà negli aeroporti alcune squadre di tecnici, 40-50 persone, che dovranno controllare soprattutto la manualistica e la documentazione di bordo; che si tratti di una, seppur corposa, formalità è nei fatti, poiché gli aerei sono gli stessi, e che cambino casacca non vuol dire che non siano più in grado di svolgere il proprio servizio. Non sono prevedibili importanti disagi per i passeggeri; potranno subire ritardi o rimodulazioni di orario soltanto alcuni voli intercontinentali, gli unici che volano di notte. Il 13, con la nuova Alitalia, verrà avviata anche l?integrazione dell?offerta su internet, che tutt?oggi è suddivisa tra i due vettori Alitalia ed Air One; oggi è ancora possibile effettuare prenotazioni indipendenti, anche per date successive al 13 gennaio, e tali biglietti saranno riconosciuti validi. Dal 13 sarà unificato il sistema di prenotazioni e saranno coordinate le tariffe. I due codici - AZ e AP - resteranno invece in vita almeno per un anno, fino a quando non saranno unificati i due marchi. Air One continuerà, per un tempo ancora imprecisato, la propria collaborazione con Lufthansa; i passeggeri potranno scegliere, alternativamente, di accumulare punti sui due sistemi, Millemigla o Miles&More. Il discorso si lega, ovviamente, alla scelta sul partner straniero per Alitalia. Su questo fronte, a ogni allungo di Air France si assiste a qualcosa di interpretabile come una rincorsa da parte di Lufthansa. Ieri i tedeschi hanno laconicamente dichiarato «il mercato italiano ci interessa, seguiamo gli sviluppi», mentre è stato annunciato un incontro tra il presidente di Alitalia, Roberto Colaninno, e il numero uno di Lufthansa, Wolfgang Mayrhuber per la prossima settimana, lasciando intendere che il contatto è sempre aperto. Per il 7, tuttavia, è già convocata una riunione con i vertici di Air France, che potrebbe anche essere l?ultima prima della firma della partnership. Tenere «sulla corda» i francesi, con la complicità dei tedeschi, ha avuto comunque dei vantaggi evidenti: sarebbero stati migliorati, rispetto al passato, i riparti di ricavi sulle tratte comuni e, soprattutto, è stato alzato il prezzo dell?ingresso in società, valorizzando la quota di Air France (25%) più di quanto versato dai soci italiani (310 milioni). La posizione di Lufthansa, apprezzata dal Nord e dal governo nell?interesse di Malpensa, potrebbe avere ritorni su altri tavoli; per esempio, se Lufthansa Italia chiedesse di operare sulla tratta Linate-Fiumicino. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Nascere ricchi oggi è davvero un vantaggio? (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 03-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Sul Giornale di oggi appare la mia intervista a George Friedman, direttore del centro studi Stratfor. La sua è una voce che merita di essere seguita con attenzione, perché Stratfor è molto vicino alla Cia. L'intervista è incentrata soprattutto sul Medio Oriente e Friedman è convinto che nei rapporti con Israele Obama si comporterà esattamente come Bush, ma alla fine parla di Russia. E qui invece le novità potrebbero essere importanti, perchè "l'America non ha abbastanza potere per perseguire contemporaneamente tre obiettivi strategici" e dovrà rinunciare a uno tra Afghanistan, Iran e Ucraina. Secondo Friedman "gli Usa hanno bisogno che Mosca da un lato continui a garantire il transito di mezzi e approvvigionamenti verso Kabul, dall'altro che non dia tecnologia nucleare e tantomeno missili a Teheran". Dunque prevede che l'America "faccia un passo indietro nella sua strategia nell'ex Urss, rinunciando parzialmente allo scudo spaziale e lasciando pertanto l'Ucraina alla Russia". Almeno per ora. Fine dunque della crisi iniziata in agosto in Georgia, durante la quale gli Usa si dimostrarono drammaticamente impotenti, e più in generale fine della strategia di accerchiamento della Russia che gli Usa hanno perseguito per oltre vent'anni, conquistando il controllo di ampie zone nell'ex Urss. Friedman ha ragione? Mosca vince e Washington perde? Scritto in notizie nascoste, medio oriente, russia, gli usa e il mondo Commenti ( 4 ) » (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Dec 08 Nascere ricchi oggi è davvero un vantaggio? Lo scorso ottobre un giovane gestore di Hedge Funds, Andrew Lahm, uno dei pochi ad aver capito per tempo la crisi dei subprime, se n'è andato in pensione alla bella età di 37 anni stramiliardario. Ha pagato un prezzo: la sua salute è già cagionevole per le tensioni vissute nello spericolato mondo dell'alta finanza. Nella sua lettera di addio, pubblicata dal Guardian, sosteneva che i figli dei miliardari usciti da Harvard e altre grandi università finivano per lavorare per Lehman, Aeg, Goldman sachs, creando un'aristocrazia di gente tendenzialmente stupida e incompetente e la cui unica utilità era quella di permettere a gente come lui evidentemente di origini non agiate di approfittare della situazione. L'analisi mi sembra semplicistica: l'aristocrazia dell'alta finanza più che stupida mi sembra avida e terribilmente irresponsabile, però contiene uno spunto di riflessione. Ognuno di spera di garantire ai propri figli un futuro di benessere, possibilmente di ricchezza. E' un sentimento umano; però mi rendo sempre di più conto che non sempre la ricchezza rende la gente migliore; spesso produce l'effetto opposto. Lahm biasima i figli di papà che fanno danni a Wall Street, ma basta ascoltare esperienze altrui per trovare qualche conferma alla sua tesi. Durante la mia breve vacanza in montagna mi è capitato di udire qualche conversazione in funivia. Una coppia di 30enni milanesi disquisiva su quale fosse il momento migliore per partorire un figlio. Il loro primo è nato a dicembre 2007 e, mannaggia, non hanno potuto trascorrere le vacanze di Natale in montagna sciando; ma hanno imparato la lezione. Dopo lunga discussione hanno convenuto che il prossimo figlio, nel 2010, lo avrebbero concepito ai primi di febbraio, per farlo nascere ai primi di novembre, ed essere pronti per le vacanze di Natale. Capito? L'emozione, la magia della nascita di una creatura, subordinata alle vacanze d'inverno. Evidentemente quei giovani non hanno mai dovuto affrontare vere difficoltà, veri dolori nella vita. Vivono una vita apparentemente perfetta, liscia, senza imprevisti, ma non riesco a seguirli e men che meno a invidiarli. In un'altra occasione ho sentito un inglese vantarsi con i suoi amici di aver provocato una valanga, ben visibile dalla cabina. Poveretto, si annoiava e, nonostante gli avvertimenti delle autorità, si era avventurato fuori pista. Pentito? Macchè, fiero. E pronto a ricominciare. E di anni ne aveva quasi quaranta non sedici. Sia chiaro: mi è capitato di conoscere (e di ammirare) famiglie di imprenditori o comunque agiate che, anche attraverso più generazioni, hanno saputo educare benissimo i propri figli, aiutandoli a essere uomini e donne responsabili e di successo, ma ho il sospetto che si tratti di eccezioni e che l'esibizionismo accentuato da modelli come quello di Paris Hilton o dell'Isola dei famosi - renda la tendenza opposta sempre più diffusa. Sbaglio? Nascere ricchi oggi è davvero un vantaggio? Scritto in società, economia, globalizzazione Commenti ( 31 ) » (4 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Dec 08 Località di montagna piene, ma la crisi dov'è? Ho trascorso qualche giorno in montagna: hotel al completo, e da Natale in poi grandi code agli impianti di risalita. Seguo i Tg svizzeri, francesi, italiani e la situazione è simile su tutto l'arco alpino: le località sono strapiene di gente, anche quelle minori. Mi chiedo: ma la crisi dov'è? L'unico segnale di un rallentamento si percepisce nei negozi sportivi dove già in dicembre era possibile strappare qualche sconto anticipato. Ma per il resto molta gente può permettersi di spendere e anche tanto. Meglio così. Il rallentamento economico c'è e si farà sentire nel 2009, ma mi chiedo se i suoi effetti non vengano percepiti in modo sproporzionato dalla gente, a causa anche dell'allarmismo dei media e dei loro titoli catastrofisti il che genererebbe un meccanismo psicologico ben noto: quella profezia che si auto-avvera. Domanda: la paura per la crisi è esagerata o si illude chi, confidando sul benessere accumulato negli ultimi anni, la prende alla leggera e continua a comportarsi come se nulla fosse? Scritto in società, economia, europa, svizzera, Italia Commenti ( 37 ) » (9 voti, il voto medio è: 2.89 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Dec 08 L'esempio di Fiorenzo e un grazie a tutti voi In uno dei miei post dal Benin avevo annunciato un articolo su Fiorenzo, il frate chirurgo che fa miracoli in una delle zone più povere dell'Africa. L'articolo è uscito ieri sul Giornale: Fiorenzo Priuli mi ha molto colpito per il suo entusiasmo, per la sua grazia innata, per il suo ottimismo. Ha creato da zero un ospedale efficientissimo ed è venerato da tutti: autorità civili, musulmani, animisti, oltre ovviamente dai cristiani. Sapere che nel mondo esistono italiani di questa caratura fa bene all'anima e alla reputazione del nostro Paese. Con l'avvicinarsi delle Festività. colgo l'occasione per ringraziarvi per i mesi trascorsi insieme su questo blog, che è sempre più letto. "Il Cuore del mondo" si sta trasformando in una piccola comunità dove è possibile confrontarsi liberamente, con civiltà, arguzia, senza barriere politiche. Al blog partecipano lettori di destra, di sinistra, di centro, dall'Italia e dall'estero: che splendida esperienza! Dimenticavo: alcuni di voi mi hanno chiesto di segnalare qualche Onlus meritevole di attenzione. Chi volesse aiutare Fiorenzo può farlo tramite l'U.T.A (Uniti per Tanguieta e Afagnan) o gli amici di Tanguieta . Altre Onlus attive in Africa sono il GSA (Gruppo Solidarietà Africa), il LTM (gruppo Laici Terzo Mondo), il BND (Bambini nel deserto). Ce ne sono ovviamente tante altre meritevoli di stima e riconoscenza, ma di quelle che ho citato ho potuto verificare l'attendibilità. Ribadisco il mio suggerimento: se volete far del bene o beneficenza preferite Onlus o Ong che conoscete o dove operano amici o parenti: il piccolo gruppo, se le sue motivazioni sono autentiche, difficilmente sprecherà finanziamenti (vedi il post sull'Unicef) e certo non userà la fondazione per altri scopi (vedi i sospetti su quella di Clinton). Infine, ecco una foto di Fiorenzo nel suo ospedale a Tanguieta. L'ha scattata Emilio Zuccoli, l'amico che mi ha permesso di scoprire Fiorenzo e la sua magnifica realtà. Buon Natale a tutti voi! Scritto in società, notizie nascoste, Italia, giornalismo Commenti ( 15 ) » (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Dec 08 Toh, il governo italiano finanziava Bill Clinton. Per assicurare a sua moglie Hillary la nomina a segretario di Stato, Bill Clinton ha dovuto pubblicare la lista dei finanziatori della sua Fondazione. Saltano fuori molti nomi noti, come Bill Gates, Michael Schumacher, Elton John e per cifre davvero imponenti (e dunque imbarazzanti) Paesi come l'Arabia Saudita (tra i dieci e i venticinque milioni) e il Kuwait. A sorpresa ci sono anche gli italiani. Chi? Secondo il Sole 24 Ore il Monte dei Paschi, Autogrill, De Agostini, Enel, Lottomatica, Pirelli. Sono società private e/o quotate in Borsa: ne risponderanno ai loro azionisti. Ma nell'elenco appare anche il ministro italiano dell'Ambiente per una cifra compresa tra i 50 e i 100 mila dollari. Il Sole 24 Ore non specifica la data del versamento (verosimilmente però risale agli anni scorsi), nè le modalità. La fondazione ha scopi caritatevoli, ma dall'analisi dei nomi dei finanziatori, sembra che agisse anche come una gigantesca lobby mondiale per fare o ricevere favori di diverso tipo; da quelli politici a quelli economici. Nella lista appare l'appaltatore militare Blackwater, tristemente famoso in Iraq, il finanziere canadese Frank Giustra che grazie all'ex presidente americano ha ottenuto un appalto minerario in Kazakhstan. Ci sono molti uomini d'affari ucraini, arabi, indiani. Domanda: perchè l'Italia si è unita al consesso? Per far del bene avevamo davvero bisogno di quel maneggione di Bill Clinton? Scritto in economia, globalizzazione, democrazia, Italia, gli usa e il mondo Commenti ( 48 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Dec 08 Attenti ai prezzi delle case (anche in Italia) In America, come sappiamo, i prezzi delle case sono crollati, in Gran Bretagna anche. Colpa dei mutui subprime dicevano gli esperti, che negli altri Paesi europei non esistevano o quasi. Vero. E infatti i prezzi delle case in Paesi come Francia e Italia hanno tenuto, ma ora il vento potrebbe girare. Anzi, in Francia è già girato: l'altro giorno Le Monde rivelava che i prezzi sono scesi persino a Parigi per la prima volta da molti anni. Nulla di drammatico, il calo è compreso tra il 2 il 5%, ma si tratterebbe solo dell'inizio di una fase discendente. La ragione? Le banche, nonostante i tassi bassissimi, tendono a non concedere più i mutui. E in Italia? Finora, secondo i dati dell'Agenzia del Territorio, le compravendite sono diminuite del 14% ma i prezzi hanno tenuto. Già, ma fino a quando? La domanda non è retorica, perchè sempre secondo l'Agenzia (citata da Italia Oggi) il 49% delle compravendite è "assistita dal mutuo", con punte del 54,9% al nord. Ed è noto che negli ultimi anni la parte coperta da un prestito bancario ha continuato ad aumentare con punte dell'80 percento. I prezzi salivano soprattutto perché le banche erano alquanto generose nell'elargire i mutui, nella speranza (come in America) che il mercato potesse crescere per sempre. Da qui certe quotazioni straosferiche e l'aumento dell'indebitamento delle famiglie. Oggi anche le banche italiane hanno reso molto più severe le regole per accedere un mutuo e in genere sono molto guardinghe nel prestare fondi ai privati. Viene a mancare la benzina che ha alimentato il mercato immobiliare e i risparmi in circolazione non aumentano certo. Anzi. E allora la logica suggerisce che anche in Italia i prezzi siano destinati a scendere. Sbaglio? Scritto in economia, globalizzazione, Italia Commenti ( 23 ) » (6 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Dec 08 Ma il Pd di chi è figlio? E quanto può durare? La sconfitta del Pd in Abruzzo e il coinvolgimento di alcuni suoi esponenti nelle inchieste di corruzione mi induce a due considerazioni. La prima: la sinistra rivendica da sempre una presunta superiorità morale, persino ai tempi di Tangentopoli. Da tempo ritengo ingiustificata questa pretesa, ora ne abbiamo la definitiva conferma. La corruzione del sistema politico è endemica, soprattutto a livello locale. E nemmeno Di Pietro può vantare una verginità assoluta perlomeno riguardo la costituzione e la gestione del partito, come ha rivelato qualche qualche tempo fa il suo ex amico Elio Veltri. La seconda: il problema del Pd mi sembra innanzitutto di identità. Voleva proporsi come partito di sinistra moderno e aveva nell'antiberlusconismo il suo elemento aggregante, che però oggi non è più centrale per la maggior parte degli italiani. Il suo ridimensionamento ha fatto esplodere l'incoerenza più forte, che riguarda l'anima e le radici. Il Pd è un partito di origine democristiana o socialista? E' possibile una sintesi tra la corrente che si rifà alla Margherita e quella diessina post comunista? Con il passare dei giorni ho l'impressione che la frattura anziché ricomporsi tenda ad allargarsi. E' mancata una risposta credibile alla crisi economica-finanziaria, continua a mancare un progetto ideologico coerente: è impossibile voler essere come Blair e al contempo tenersi in casa la Bindi, avendo una dirigenza che si è formata alla scuola del Pcus. Se continua così rischia di finire male, non solo per Veltroni. Il Partito democratico è destinato a morire? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 23 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Dec 08 Ma questa America non è migliore dell'Europa Quante volte abbiamo sentito la frase. "In America questo non potrebbe succedere" oppure "In America chi paga sbaglia davvero" o ancora "in America i controlli sono rigorosi", soprattutto riguardo gli scandali economici e finanziari. Credo che il complesso di inferiorità degli europei e di noi italiani non sia più giustificato. Se ripercorriamo gli ultimi dieci anni ci accorgiamo che: - la folle deregolamentazione del mercato dei derivati e l'abolizione di alcuni sani vincoli nella gestione delle banche americane è stata varata alla fine degli anni Novanta dai ministri economici di Clinton - Rubin e Summers - sotto pressione delle lobbies, in particolare di Citigroup - negli anni otto anni successivi l'amministrazione Bush non ha fatto nulla per correggere il tiro, anzi ha allentato ulteriormente i vincoli. - per decenni una società come la Enron era considerata un gioiello dell'economia americana, in realtà era un a scatola vuota. Quando fallì si disse che le autorità avevano capito la lezione e imposto nuove regole più stringenti; in realtà non è cambiato nulla. - la casta dei finanzieri di Wall Street era così forte da imporre alla guida del Tesoro, il numero uno di Golman Sachs, Henri Paulson che è ancora in carica. - Le banche per anni sono riuscite a mascherare, sempre grazie alle alchimie dei derivati, la reale entità delle loro esposizioni, mettendo in pericolo la sopravvivenza di Aeg, la prima compagnia di assicurazione al mondo. Cosa facevano le autorità di controllo? Erando davvero indipendenti o, com'è probabile, erano conniventi? - ora apprendiamo dell"ultima frode, quella del fondo hedge di Bernard Madoff, che si è inghiottito 50 miliardi di dollari, senza che nessuno si accorgesse di nulla. E Madoff era considerato un finanziere rispettabile, non a caso è stato a lungo presidente del Nasdaq. Sono stati fatti dei controlli, delle verifiche contabili? Dov'erano le autorità di vigilanza? - infine: il grande rinnovatore Barack Obama chi ha nominato al ministero del Tesoro e come primo consulente economico? Geithner e Summers, due uomini di Rubin, che tra l'altro oggi è alla guida di Citigroup e durante la campagna elettorale era uno dei consulenti proprio di Obama. La mia impressione è che gli Usa oggi abbiano problemi di credibilità molto più seri di noi europei e che il sistema sia viziato, distorto; che la casta dei finanzieri non abbia perso potere nonostante i guai colossali che ha combinato. E allora smettiamo di citare gli Usa come esempio, almeno fino a quando l'America non sarà tornata ad essere l'America per rigore morale e senso civico. o sbaglio? Scritto in europa, economia, globalizzazione, democrazia, Italia, gli usa e il mondo Commenti ( 52 ) » (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Dec 08 Un dubbio: il supermercato conviene ancora? Non so voi, ma il mio conto al supermercato continua a salire a dispetto del fatto che i beni acquistati sono più o meno gli stessi. Ho provato a fare qualche aqcuisto in un altro supermercato ma ho visto che più o meno la spesa corrisponde. Nel frattempo è capitato di comprare carne dal macellaio o in uno dei pochi negozi di alimentari rimasti e, sorpresa, a casa ci siamo accorti che non c'è più molta differenza con le grandi catene; anzi, talvolta il piccolo dettagliante è più conveniente. Da qui la mia riflessione: la grande distribuzione si è affermata nel corso del tempo perché potendo permettersi grandi acquisti e dunque economia di scala, riusciva a garantire prezzi più bassi rispetto al piccolo dettagliante, ora però ci troviamo in una situazione di quasi oligopolio: ci sono tre-quattro grandi marchi che dominano il mercato. Non penso che ci siano accordi diretti, certo non, ad esempio, tra le Coop e l'Esselunga, però la mia impressione è che esistano tacite convenienze comuni ovvero che su un'ampia gamma di prodotti la fascia di prezzo non oscilli più di tanto, con il risultato che i prezzi mediamente sono più alti di quanto dovrebbero essere in una situazione di vera concorrenza, al punto che la differenza con il piccolo negozio tende a ridursi. Ma non essendoci quasi più negozietti siamo tutti costretti a fare la spesa al supermercato. Condividete la mia esperienza? Insomma, il supermercato conviene ancora? Scritto in economia, Italia Commenti ( 28 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Dec 08 Abbiamo imparato la lezione della crisi? Sto per rientrare in Italia dopo aver vissuto una settimana praticamente fuori dal mondo. Quella africana e' stata un'esperienza molto bella e umanamente ricca. Visti dal Benin i nostri problemi di occidentali sull'orlo della recessione appaiono ovviamente molto relativi ma mi inducono a una riflessione che in realtà é un rammarico: ho l'impressione che abbiamo sprecato la nostra ricchezza o meglio la nostra capacità di creare ricchezza. Il benessere avrebbe potuto permetterci di creare una società migliore, più equilibrata, saggia e invece le società occidentali si sono lasciate sopraffare e manipolare da una casta finanziaria mossa unicamente dall'avidità e da un arricchimento personale sproporzionato e ingiustificato. Quella casta e' composta dai manager che per vent'anni hanno dettato le regole a tutti, travisando i concetti di una sana economia di mercato. Noi occidentali potevamo essere felici e invece scopriamo di essere stati ingannati, travisati, siamo molto più poveri e molti di noi disperati. Si è avverata una legge descritta con dovizia dagli antichi saggi cinesi, a cominciare da Sun Tzu: le società crollano se chi comanda davvero è mosso unicamente dall'egoismo e dalla bramosia. Mi chiedo: la lezione è stata imparata o il trionfante mondo occidentale, a cominciare da quello americano, finirà come le antiche e ricche dinastrie cinesi? Scritto in economia, globalizzazione, Italia, gli usa e il mondo Commenti ( 38 ) » (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. 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Malpensa, la Lega accusa gli alleati e chiede garanzie (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPA ON-LINE" del 04-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Malpensa, la Lega accusa gli alleati e chiede garanzie Silenzio imbarazzato di Berlusconi, Formigoni e Moratti su AirFrance RUDY FRANCESCO CALVO Che ne sarà di Malpensa? Dopo le anticipazioni sul piano Cai per la nuova Alitalia, incentrato sulla partnership con AirFrance e la centralità dell?hub di Fiumicino a spese dall?aeroporto milanese, gli esponenti politici lombardi sono in subbuglio. Non tutti, a dire il vero. Dal presidente della regione Roberto Formigoni e dal sindaco Letizia Moratti, infatti, non s?è alzata nessuna voce nelle ultime ore per contrastare le decisioni degli imprenditori ?invitati? dal premier Silvio Berlusconi a salvare la compagnia di bandiera con un piano che, a ben vedere, non fa altro che aggravare le casse dello stato dei debiti della bad company e cedere, in prospettiva, Alitalia a AirFrance praticamente a costo zero. Eppure i due amministratori forzisti si sono da sempre schierati in prima fila nella difesa di Malpensa. Basta tornare indietro all?11 dicembre per trovare dichiarazioni del governatore lombardo che, a meno di un mese di distanza, fanno già sorridere: «Sabelli ? diceva Formigoni all?uscita di un incontro con l?amministratore delegato di Cai ? ha sottolineato che la scelta irrevocabile è di puntare su Malpensa come aeroporto di riferimento». E aggiungeva, sulla scelta del partner internazionale: «Ho detto a Sabelli che riteniamo l?offerta di Lufthansa più forte e concorrenziale ». Più cauto il sindaco Letizia Moratti, che lo stesso giorno si limitava ad augurarsi che la nuova Alitalia «garantisca un sistema di valorizzazioni di due hub». Anche lo stesso Silvio Berlusconi, in piena campagna elettorale lanciava proclami su come fosse «inaccettabile penalizzare l?hub di Malpensa» e sul salvifico intervento di «una cordata italiana di imprenditori italiani». E lo scorso novembre, dopo un incontro con il cancelliere tedesco Angela Merkel, il Cavaliere era tornato sull?argomento, prospettando l?ipotesi di un accordo con Lufthansa, la quale, diceva, «presenta molti punti di convergenza su Malpensa». Oggi, a giochi praticamente fatti, all?interno di Forza Italia regna invece il silenzio. A sventolare la bandiera del Nord all?interno della maggioranza rimane allora solo la Lega, che peraltro non lesina critiche agli alleati, ma nemmeno alla cordata e agli imprenditori settentrionali che da subito vi hanno aderito. Basta leggere La Padania di ieri, che definisce i soci Cai «capitani (poco) coraggiosi» e fa notare a Berlusconi come l?intera operazione sia stata «un mezzo bluff». «Siamo sempre stati a favore e al fianco del nostro scalo e continueremo ad essserlo ? sottolinea il capogruppo leghista al consiglio regionale lombardo, Davide Boni ? non siamo certamente noi quelli che abbiamo cambiato idea». La frecciatina è chiara, ma il Carroccio non vuole andare oltre: «La Lega ? spiega il vicepresidente dei deputati, Marco Reguzzoni ? in questo momento non vuole spendere parole prima di aver concluso dei fatti e questi saranno possibili solo dopo che Bossi avrà parlato della questione con Berlusconi nei prossimi giorni». Considerata ormai superata la possibilità di recuperare un rapporto solido tra Alitalia e Malpensa, l?obiettivo per i difensori dello scalo milanese rimane la ricerca di un nuovo vettore. In pole position naturalmente c?è Lufthansa, che anche ieri ha confermato di ritenere il mercato italiano «molto interessante e importante». Condizioni necessarie per portare gli investimenti della compagnia tedesca verso Malpensa sono però lo sblocco dei diritti di volo (più tratte quotidiane tra il nostro paese e alcuni aeroporti internazionali, in modo da servire sia Roma che Milano) e la riassegnazione degli slot non utilizzati dalla nuova Alitalia. A favore della realizzazione di questi due presupposti si è espresso ieri anche il segretario del Pd lombardo Maurizio Martina, che ha denunciato «il fallimento della capacità di rappresentanza degli interessi dei nostri territori da parte del centrodestra». E nella stessa direzione si muoverà anche il Carroccio, già a partire dall?eventuale vertice con Berlusconi preannunciato da Reguzzoni. Le carte sul tavolo saranno poste tutte, compresa quella dell?election day del prossimo giorno, quando oltre che per il parlamento europeo si voterà anche per il rinnovo di quasi tutte le province del Nord e della regione Veneto. In quell?occasione, la Lega potrà far valere nei confronti degli elettori anche il proprio ruolo in questa vicenda (soprattutto per quanto riguarda la provincia di Milano), a scapito non tanto degli avversari, quanto piuttosto di alleati strenui difensori del Nord a parole, ma decisamente meno nei fatti. Malpensa, insomma, diventa così l?ennesimo capitolo di un conflitto interno al centrodestra, tra una Lega che cerca propri spazi autonomi e un Pdl costretto a contenere l?esuberanza degli alleati con contentini che potrebbero non bastare più.

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isole senza traghetti, rivolta contro roma - emanuele lauria (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 04-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina IV - Palermo Isole senza traghetti, rivolta contro Roma Dal 14 gennaio lo stop della Siremar. Per protesta Consigli comunali sulle navi Il centrosinistra "Così Tremonti strangola la Sicilia". Bufardeci si schiera con gli amministratori locali EMANUELE LAURIA A Capodanno hanno fatto tacere i fuochi d´artificio e hanno spento le luminarie. Ora occupano simbolicamente i traghetti: così gli amministratori delle isole minori siciliane protestano contro il taglio dei collegamenti della Siremar, previsto dalla metà di gennaio. Il consiglio comunale di Ustica si è riunito ieri mattina a bordo della motonave Antonello da Messina, ormeggiata nel molo Piave del porto di Palermo. Alla seduta, oltre al sindaco di Ustica Aldo Messina, hanno partecipato i primi cittadini delle isole interessate. Altre riunioni straordinarie dei consigli comunali si svolgeranno nei prossimi giorni nelle Eolie e nelle Egadi, sempre all´interno di traghetti della compagnia di navigazione del gruppo Tirrenia. E dalle Eolie, intanto, sono partiti duemila telegrammi di protesta al ministero dei Trasporti. Lucio Antinoro, sindaco di Favignana, ha annunciato che comincerà un digiuno «che si protrarrà fino a quando non arriveranno novità positive». Manifestazioni che nascono dal mancato rinnovo della convenzione fra il governo nazionale e la Tirrenia, scaduta a fine anno. L´Ue ha contestato allo Stato italiano di violare attraverso la sua società di navigazione il principio della libera concorrenza. Strada obbligata, indicata già nel 2004 da Bruxelles, è quella della privatizzazione, che però non è ancora stata avviata. Il governo ha stabilito la proroga per un anno del rapporto con la Tirrenia ma l´incertezza sulle risorse a disposizione ha portato la controllata Siremar a garantire i servizi solo fino al 14 gennaio. Attualmente la Siremar assicura i collegamenti con tutte le isole minori siciliane, in modo prevalente rispetto ad altre società private. Il taglio alle porte minaccia di colpire, fra le altre, linee "storiche" come quella fra Napoli e le Eolie o la corsa in aliscafo per Marettimo, la più lontana delle Egadi. La Fit Cisl ha denunciato il rischio del licenziamento di 500 marittimi in organico nella compagnia di navigazione. Il segretario regionale del settore, Franco Lo Bocchiaro, rammenta che «il piano industriale della compagnia di navigazione non è stato ancora approvato, anche se è parzialmente operativo, in particolare per gli aspetti che riguardano le linee fuori convenzione gestite dai privati. Non abbiamo nulla in contrario rispetto alla possibile privatizzazione - afferma Lo Bocchiaro - ma il punto fondamentale resta la salvaguardia dei livelli occupazionali e dei servizi per i cittadini». La voce dei sindaci è allarmata. «Si prospetta un colpo micidiale per la nostra economia», dice Mariano Bruno, primo cittadino di Lipari (Pdl) e coordinatore della protesta. «è incredibile che il governo, da un lato, incoraggi lo sviluppo del turismo con patti territoriali e accordi quadro - prosegue Bruno - e dall´altro ci isoli dal resto del Paese. Andiamo incontro a una diminuzione di almeno il 50 per cento del volume di affari per i nostri operatori economici». Divampa la polemica politica: il portavoce di Italia dei Valori Leoluca Orlando parla di «isole umiliate dai governi nazionali e regionali» Orlando se la prende anche con Raffaele Lombardo: «Faccia e dica qualcosa di siciliano: più che preoccuparsi di servire la cattiva volontà del governo nazionale serva realmente gli interessi dei siciliani». L´Udc, con il capogruppo al Senato Gianpiero D´Alia, chiede all´esecutivo nazionale «di fare con la Tirrenia ciò che è stato fatto con Alitalia, salvaguardano la continuità territoriale». Secondo Tonino Russo, deputato del Pd, «la riduzione del 50 per cento dei servizi di collegamento delle isole minori è la logica conseguenza dei tagli indiscriminati operati dal Ministro Tremonti e dal governo Berlusconi. Bisogna tornare all´impostazione del precedente governo Prodi che prevedeva il rinnovo della convenzione con la Siremar fino al 31 dicembre 2012, in modo tale da programmare adeguatamente un percorso serio, responsabile ed efficiente. Nell´immediato - conclude Russo - è necessario convocare un tavolo di concertazione tra le amministrazioni. Il ministro dell´Economia ha il dovere di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità». Il vicepresidente della Regione, Giovanbattista Bufardeci, non esita a schierarsi con i sindaci delle isole minori nella protesta. Bufardeci condurrà una delegazione di amministratori a un incontro con il ministro Matteoli, in programma il 7 o l´8 gennaio. «Il governo prima voleva cedere la Siremar, società piena di debiti, alla Regione - afferma Bufardeci - ma abbiamo detto no a questo "pacco". Ora si prospetta un taglio dei collegamenti francamente inaccettabile. Servono altre soluzioni».

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"lega pronta a battersi contro la lobby industriale" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 04-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina 18 - Economia Boni, capogruppo leghista alla Regione: dovranno rendere conto al Nord "Lega pronta a battersi contro la lobby industriale" MILANO - «La lobby che si muove contro Malpensa? Certo che c´è. D´altronde basta mettersi nei panni degli imprenditori di Cai Alitalia. I loro interessi sono anche quelli di Parigi. Più voli partono da Milano o da Roma per Charles De Gaulle più loro sono contenti». é un fiume in piena Davide Boni, il capodelegazione della Lega Nord nella giunta regionale lombarda. Dice: «La Confindustria dovrà rendere conto al Nord del suo atteggiamento». Scusi Boni ma adesso a battersi per il Malpensa Day non è la Lega bensì Filippo Penati, il presidente della Provincia di Milano che, almeno finora, fa parte del Pd. E allora? «Penati è un fine politico e gioca la sua partita. Magari proprio in vista delle prossime elezioni provinciali. Certo, avrei buon gioco a ricordare le responsabilità del governo Prodi nel ridimensionamento di Malpensa». E invece? «Invece dico che quando si tratta di votare a Roma a favore di Malpensa i voti della Lega sono sicuri. Non so quelli del Pd. Indipendentemente dagli schieramenti politici tutti i lombardi hanno il dovere di stringersi attorno alla nostra infrastruttura, impedendo che un suo ridimensionamento o un posizionamento erroneo sul mercato, ne metta in serio pericolo la sopravvivenza». E i voti del Pdl? «Io parlo dei voti della Lega e basta. Ad ogni modo ora che la Lega si sta battendo con forza perché vadano liberalizzati gli slot possiamo stare tranquilli». Eh già gli slot: come mai finora non è stato fatto nulla per liberalizzare i cieli di Malpensa dopo l´abbandono da parte di Alitalia? «Certo, c´è la lobby di Confindustria e di Assolombarda che si sta muovendo bene. D´altronde li capisco: fanno i loro interessi». Come li capisce? «Capisco che un imprenditore faccia i propri interessi. In questo caso però, gli interessi degli imprenditori di Cai sono in totale contrasto con quelli del territorio. Mi chiedo: chi rappresenta Assolombarda? Rappresenta le piccole e medie imprese del Nord o solo i grandi soci di Cai a cominciare dalla signora Marcegaglia?» D´accordo, c´è la lobby. E poi? «E poi ci sono i tempi tecnici che vanno accorciati al massimo. Ci sono gli accordi bilaterali internazionali che vanno siglati. Abbiamo la Farnesina e dunque che si attivi. E poi ci sono le intese commerciali che la Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi dovrà siglare con i vettori internazionali». (g. lon.)

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alitalia, divampa la protesta del nord - giorgio lonardi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 04-01-2009)

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Pagina 18 - Economia Alitalia, divampa la protesta del Nord Giovedì il Malpensa-day. Penati: "La fine dello scalo decisa a Milano" E la Moratti pensa a liberalizzare i diritti di volo per far spazio ad altre compagnie GIORGIO LONARDI MILANO - Monta la protesta del Nord contro il declassamento di Malpensa. Il presidente della Provincia di Milano Filippo Penati (Pd) punta il dito contro l´Assolombarda: «I killer non stanno a Roma ma sono milanesi». E dopo aver indetto per giovedì il «Malpensa day» Penati denuncia un vero e proprio «complotto» che avrebbe decretato «la fine dell´hub varesino». Ad ordirlo, barattando la difesa dei propri interessi all´interno di Cai-Alitalia con il futuro dell´economia lombarda, sarebbero state «le elite economico finanziarie milanesi» guidate da Diana Bracco, presidente della stessa Assolombarda. Allarmata dall´attivismo di Penati il sindaco Letizia Moratti avrebbe confidato ai suoi collaboratori l´intenzione di battersi per la Malpensa giocando la carta della liberalizzazione dei diritti di volo in modo da fare spazio ad altre compagnie. Anche perché il leghista Roberto Castelli ha già annunciato che la Lega «è pronta a tutto per difendere Malpensa, anche alle geometrie variabili in Parlamento». «Lo scorso gennaio», accusa Penati, «Diana Bracco lanciò l´allarme durante la Mobility Conference, organizzata da Assolombarda, dichiarando che Malpensa era un problema nazionale, un asset strategico, e chiedendo con forza garanzie sul suo futuro. Disse: "Chiediamo che venga riesaminata la proposta alternativa a quella di Air France, che prevede il mantenimento dei collegamenti da Malpensa, e che è supportata finanziariamente da tre importanti banche". Oggi che la presidente degli industriali Emma Marcegaglia è socia di Cai, non è stata detta nessuna parola contro il ridimensionamento di Malpensa previsto dal piano della nuova Alitalia». La requisitoria di Penati è spietata e fa perno sull´«enorme conflitto d´interessi in capo alla Bracco presidente di Assolombarda e presidente di Expo 2015 Spa». Secondo l´esponente del Pd, infatti, l´imprenditrice «non è più libera di difendere l´interesse generale, quando in gioco ci sono gli interessi della parte che rappresenta». Il motivo: Diana Bracco è stata nominata presidente di Expo per volontà del sindaco Letizia Moratti, ma anche per designazione della Camera di Commercio «che all´epoca dell´ipotesi di fusione con Air France» si battè contro il ridimensionamento dell´hub varesino». E allora? Il presidente della Provincia di Milano sottolinea il «silenzio» della Camera di Commercio: «Oggi non dice nulla rispetto al piano Cai e d´altra parte come potrebbe, visto che Bruno Ermolli, presidente di Promos, azienda speciale della Camera di Commercio, è stato per un periodo incaricato da Berlusconi di trovare i soci per costituire la Cai?». Insomma, la trama dell´intrigo politico-economico denunciato appare semplice. E Penati osserva con malizia come «non sia un caso» che tra i soldi che il governo non ha versato per Expo 2015 «manchino completamente i finanziamenti per le infrastrutture di collegamento con Malpensa». Così come appare scontato che i protagonisti politici e imprenditoriali dell´«affaire» non chiedano più «la liberalizzazione dei diritti di volo e la netta possibilità di far atterrare e decollare sulle piste dell´aeroporto varesino altre compagnie aeree che possono coprire le rotte intercontinentali». è dunque in questo scenario con un Pd milanese e lombardo scatenato («il governo tradisce le promesse su Malpensa», accusa il deputato Vinicio Peluffo) e la Lega in imbarazzo che è maturato il «Malpensa Day». A Palazzo Isimbardi, sede della Provincia di Milano, sono infatti attesi per giovedì i sindacati, le associazioni imprenditoriali, rappresentanti dei consumatori, i vertici della Sea. Lo scopo: studiare come evitare l´«affossamento» dell´aeroporto varesino.

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Penati attacca: Malpensa tradita da Milano (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-01-2009)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2009-01-04 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE L'accusa «Grandi imprese da difensori dello scalo a soci della nuova Alitalia» Penati attacca: Malpensa tradita da Milano Contro la crisi di Malpensa si mobilitano i lavoratori: sciopero il 7 gennaio. «Ci sono tremila posti a rischio». Attacca il presidente della Provincia, Filippo Penati: «I killer dello scalo sono a Milano, non a Roma. Liberalizzare subito i diritti di volo». A PAGINA 7

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R ecriminazioni (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-01-2009)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2009-01-04 num: - pag: 1 autore: di RITA QUERZE' categoria: REDAZIONALE Lo scalo milanese EL INATE CHE FINE FARà? R ecriminazioni e accuse reciproche: ecco lo sport più diffuso quando si parla di Alitalia. Ora la partita è all'ultima mano. E Malpensa spera di pescare la carta vincente della liberalizzazione delle rotte. L'unica in grado di rimettere in gioco il futuro dello scalo. CONTINUA A PAGINA 7

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Le Eolie e le Egadi senza navi I sindaci: scapperemo tutti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-01-2009)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2009-01-04 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE Sicilia La Siremar taglia i collegamenti. Gli abitanti: ritorno alla preistoria Le Eolie e le Egadi senza navi I sindaci: scapperemo tutti PALERMO — Per alcune ore hanno occupato una delle navi che a breve potrebbe scomparire dalle rotte siciliane. Nei prossimi giorni terranno altri Consigli Comunali ed assemblee «galleggianti », quindi marceranno su Roma pronti ad incatenarsi davanti a Montecitorio. Monta la protesta dei sindaci delle isole minori «terrorizzati dalla prospettiva di restare isolati dalla Sicilia e dal-l'Italia ». Dal 14 gennaio la Siremar (del gruppo Tirrenia) taglierà alcuni collegamenti meno remunerativi che però sono vitali per la le isole minori. Come Ustica che può fare affidamento solo sulla Siremar. «La mia isola -dice il sindaco Aldo Messina- è servita solo da Siremar. Se dovessero tagliare il collegamento con Palermo torneremmo 40 anni indietro e potremmo scapparcene tutti». E' stato proprio Messina a guidare la prima delle proteste del coordinamento dei sindaci isolani. Assieme ai colleghi di Lipari, Pantelleria e Favignana, ieri ha bloccato la partenza della «Antonello da Messina» che collega Palermo con le Isole Egadi. Proteste analoghe sono in programma alle Eolie dove il primo dei tagli riguarderà la nave «Laurana» che garantisce il collegamento con Napoli. Un colpo mortale. In estate sulla tratta Napoli- Eolie transita gran parte del flusso turistico e senza quel collegamento per arrivare a Lipari, Vulcano o Salina, bisognerà prima sbarcare a Catania o Palermo, quindi trasferirsi a Milazzo e poi imbarcarsi per Eolie. «Non voglio crederci — dice il sindaco di Lipari Mariano Bruno — senza quella nave andremo incontro al tracollo economico». Ma la Siremar oppone i numeri: in inverno sul Napoli-Eolie «si viaggia anche con due soli passeggeri». Dal 14 gennaio la «Laurana» dovrebbe essere impiegata tra Porto Empedocle e Lampedusa e sperare che venga dirottata sulle Eolie in estate. «Con noi è successa la stessa cosa — avverte il sindaco di Ustica — avevamo il collegamento con Napoli ed era anche molto produttivo. L'hanno levato e non l'hanno più rimesso». I tagli penalizzeranno soprattutto le isole più piccole. «Vogliono cancellare l'aliscafo Mantegna che parte la mattina da Marettimo passa da noi per poi arrivare a Trapani — denuncia il sindaco di Favignana Lucio Antinoro — ma quello è l'unico collegamento a disposizione dei pendolari. Come farà chi si deve muovere per studio o lavoro?». Alle Eolie la sforbiciata toccherà anche i collegamenti da Milazzo e soprattutto quelli interni con le isole meno popolate come Alicudi e Filicudi. Tratte per nulla remunerative e per questo scarsamente servite dalla compagnia privata Ustica Lines. Alcuni sindaci temono poi per i rifornimenti alimentari e lo smaltimento rifiuti. «Si possono fare solo con navi e le navi sono solo Siremar. Se dovessero tagliarli in alcune isole si tornerebbe alla preistoria ». Nei prossimi giorni i sindaci incontreranno il ministro Matteoli ma il governo è tra due fuochi. Da un lato le proteste, dall'altro l'Ue che ha bloccato i trasferimenti alla Tirrenia (in liquidazione da anni) perché considerati aiuti di Stato. E senza soldi pubblici l'unica soluzione è tagliare, secondo un copione che ricorda molto quello di Alitalia. Ma dalla Sicilia c'è chi si oppone a questa logica. Per il vice-presidente della Regione Titti Bufardeci «il governo deve intervenire perché venga riconosciuta la perifericità delle isole minori e possano così accedere agli aiuti di Stato, così come previsto dalla normativa europea in questi specifici casi ». A bordo I sindaci delle isole minori che ieri hanno occupato una delle navi Siremar. Un'occupazione simbolica ma il primo atto di una battaglia che si annuncia dura se verranno confermati i tagli dei traghetti Alfio Sciacca

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<Malpensa, appello al governo: scelga Lufthansa> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-01-2009)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2009-01-04 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Il sindaco di Milano «Berlusconi si era già espresso in questo senso, ora mi aspetto una presa di posizione dell'esecutivo: in ballo c'è il Paese» «Malpensa, appello al governo: scelga Lufthansa» La Moratti: non decidano solo gli imprenditori. Allarme occupazione: peggio dell'Alfa di Arese MILANO — «Le scelte strategiche per il Paese non possono essere lasciate nelle mani degli imprenditori». Letizia Moratti, ex imprenditrice e ora sindaco di Milano, dal suo buen retiro di San Patrignano, lancia un appello a Berlusconi e al governo: intervenga su Alitalia per la scelta del partner straniero. Lufthansa e non Air France. Perché «garantirebbe lo sviluppo sia di Malpensa sia di Fiumicino ». E lancia l'allarme occupazione: «Dal 13 gennaio si bloccherà il traffico merci di Malpensa dove passa il 50 per cento delle merci italiane. Con relativa messa in mobilità del personale. Sarà una crisi più grave dell'Alfa di Arese». Sindaco Letizia Moratti, dicono che ormai manchi solo la firma per sancire l'alleanza tra la nuova Alitalia e Air France. Addio Malpensa? «So che nei prossimi giorni ci sarà l'incontro ufficiale tra Lufthansa e i vertici di Cai. La serietà di Cai mi fa ritenere che non sarà solo l'occasione per rilanciare la trattativa con Air France. Sarà una trattativa seria». Coltiva ancora qualche speranza per Lufthansa? «Lufthansa sarebbe la scelta migliore per garantire lo sviluppo del sistema dei trasporti italiano. Per due motivi». Quali? «Lufthansa ha un modello di business basato sul multi-hub. In Italia, Malpensa e Fiumicino non sono decollati per la debolezza della vecchia Alitalia, non perché sia mancato il mercato. Sono due hub complementari. Entrambi importanti per l'economia del Paese, e Lufthansa può garantire la loro crescita, mentre Air France ha un modello mono- hub che centralizzerebbe tutto su Parigi ». Perché Malpensa è così importante per lo sviluppo del sistema Paese? «Le fornisco due dati della ricerca Ambrosetti del 2007. La perdita secca che c'è stata con il dehubbing di Malpensa ammonta a 3 miliardi e mezzo di euro, tra perdita di posti di lavoro, passeggeri e merci. E poi c'è una correlazione molto stretta tra il Pil e lo sviluppo del sistema aeroportuale. Con l'abbandono di Malpensa, la Lombardia ha perso un punto di Pil, pari allo 0,50 per il Paese. Ecco perché Malpensa è importante per il sistema Italia. Non solo per Milano o la Lombardia. Lufthansa garantirebbe sia Malpensa sia Fiumicino». Il secondo motivo per scegliere Lufthansa? «Il network internazionale. La nuova Alitalia è più piccola della vecchia Alitalia e quindi ha bisogno di un partner internazionale forte, per poter avere un numero importante di collegamenti internazionali diretti consentendo costi inferiori di trasporto per i passeggeri e maggiore competitività per le merci e le imprese. Questo consente di collegare l'Italia con i principali mercati di tutto il mondo». C'è Sky Team. «Ma con Lufthansa c'è Star Alliance che ha 17 vettori, mentre Sky Team ne ha 7. E dalle notizie che ci arrivano da Sky Team stanno uscendo Tam, Air India e Continental». Si parla di forti penali per uscire da Sky Team e comunque i tempi dell'alleanza con Lufthansa sarebbero troppo lunghi. «Sono discorsi pretestuosi e non veritieri perché Lufthansa si è dichiarata disponibile ad assorbire i costi del passaggio da Sky Team e a mettere subito a disposizione di Alitalia tutto quello che serve. Mentre Air One, che rappresenta un numero significativo di aeromobili, dovrà pagare penali proprio perché è legata a Star Alliance». Resta la convenienza imprenditoriale. Il business plan si regge con il ridimensionamento di Malpensa. «Questa è una scelta Paese e non solo una scelta industriale. Continuo a pensare che una scelta di questo genere non possa indirizzarsi verso una compagnia che non permetterà all'Italia di avere due hub e un network internazionale di primo piano». Deve intervenire il governo? «Faccio un appello al governo perché qui si tratta di scelte strategiche per tutta Italia. Il governo deve intervenire perché la strategia del trasporto italiano non può essere lasciata al mondo imprenditoriale pur con tutte le decisioni legittime che il mondo imprenditoriale deve prendere. Non ci devono essere sottovalutazioni». è un appello a Berlusconi? «Il presidente Berlusconi si era già espresso in questo senso. Mi auguro che a questo punto ci sia una presa di posizione da parte del governo. Chiaramente non sulle scelte industriali, ma sulla scelta di un partner che condiziona lo sviluppo del Paese. Anche perché c'è un altro rischio immediato non solo per Malpensa ma per tutta Italia». Quale? «Dal 13 gennaio si bloccherà l'attività cargo di Malpensa perché Alitalia smetterà il traffico merci. Sa quante merci passano a Malpensa? Il 50 per cento dell'intera Italia. Dal 13 dovranno transitare su altri scali, come Parigi. Con tutto il rispetto per le scelte industriali non credo che le nostre merci avranno la priorità su quelle francesi. Sarebbe infatti una scelta devastante anche dal punto di vista occupazionale, con metà dei lavoratori messi in mobilità e un incremento della cassa integrazione per Sea del 15 per cento. Sarebbe una crisi più grave di quella dell'Alfa di Arese». Allarme occupazione? «Molto forte. Chiaramente è stato giusto pensare ai lavoratori di Alitalia. Ma adesso il governo non può non occuparsi dei lavoratori di Milano e Varese. Qualche volta si ha l'impressione che esistano lavoratori di serie A e di serie B». Alitalia si dice disposta a tornare su Malpensa ma chiede la trasformazione di Linate in city airport. «Non abbiamo mai messo preclusioni alla riconfigurazione di Linate. Il ragionamento di Cai è corretto, ma anche su questo pesa il fattore tempo. Con Lufthansa ci sarebbe infatti una revisione graduale dello spazio di Linate mentre il nuovo piano operativo Alitalia, che sembra assecondare la strategia francocentrica di Air France, prevede che a Malpensa si passi dai 1250 voli settimanali di marzo a 201. è assurdo: si abbandona Malpensa e si chiede insieme la chiusura di Linate. Di fronte a ciò è impensabile chiedere un ridimensionamento immediato di Linate. Sarebbe come dire che Milano resta separata dal mondo e dal resto d'Italia. Se riduciamo Linate vorrà dire che Milano sarà collegata solo con Roma e Bari e forse Catania e Palermo». Che fine ha fatto la richiesta di liberalizzare gli slot di Malpensa? «Il tema delle liberalizzazioni può essere considerato, ma in seconda battuta anche perché c'è un problema di tempi e qui è in gioco l'interesse del Paese. Ma bloccare le liberalizzazioni sarebbe un suicidio». Molti degli imprenditori che adesso sono nella cordata Alitalia ai tempi della mancata vendita ad Air France erano molto preoccupati per la penalizzazione del Nord. Ora? «A parte Assolombarda e Unione del Commercio, ora sento un grande silenzio ». Maurizio Giannattasio

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Penati: i killer di Malpensa? Sono a Milano (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-01-2009)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-04 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Crisi Crollo dei voli e stop dell'attività cargo. Il presidente della Provincia: da difensori dello scalo a soci della nuova Alitalia Penati: i killer di Malpensa? Sono a Milano Sotto accusa le grandi imprese. E il 7 gennaio corteo anti licenziamenti Per i sindacati il declino dell'hub porterà al licenziamento, indotto compreso, di circa tremila lavoratori Il sindacato mobilita i lavoratori di Malpensa contro i tagli all'occupazione dovuti al decollo della nuova Alitalia. Mercoledì 7 gennaio manifestazione delle maestranze all'interno dello scalo varesino. E non è finita qui. Cgil, Cisl, Uil, Sdl e Ugl valutano la possibilità di uno sciopero in concomitanza con la ripartenza della compagnia di bandiera, il 13 gennaio prossimo. Intanto il presidente della Provincia, Filippo Penati, indice un «Malpensa day» per il prossimo 8 gennaio. E attacca il mondo economico lombardo: «Nei mesi scorsi il gotha dell'economia del territorio si è scagliato contro l'ipotesi di acquisizione di Air France. Oggi nessuno fiata». Colpa, secondo Penati, di una sorta di conflitto di interessi. «Diana Bracco (presidente di Assolombarda, ndr.) lanciò l'allarme Malpensa durante la Mobility conference. Oggi che la presidente degli industriali, Emma Marcegaglia, è socia di Cai, non è stato detto nulla contro il ridimensionamento di Malpensa previsto dalla nuova Alitalia». Ce n'è anche per la Camera di Commercio presieduta da Carlo Sangalli: «All'epoca dell'ipotesi di fusione con Air France, la Camera si sbracciò per dimostrare che il ridimensionamento dell' hub varesino avrebbe significato una consistente perdita economica per il sistema produttivo milanese. Oggi non dice nulla rispetto al piano Cai. E d'altra parte come potrebbe, visto che Bruno Ermolli, presidente di Promos, azienda speciale della Camera di Commercio, è stato per un periodo incaricato da Berlusconi di trovare i soci per costituire la Cai». Tornando ai posti a rischio, secondo stime sindacali, gli occupati in bilico sarebbero circa tremila. Meno, quindi degli 8.000 stimati un anno fa dalla regione Lombardia. Oltre 2.000 persone sono già in bilico. I dipendenti Sea in cassa a rotazione sono 450 (ma potrebbero salire fino a 900 con la dismissione del cargo Alitalia). Poi ci sono i tagli previsti dalla Alha, società di handling: 120 licenziamenti diretti e 150 persone in meno nelle cooperative dell'indotto. A Malpensa rischiano il posto anche una quarantina di spedizionieri, un'altra quarantina di dipendenti della Koine di Bergamo (la società di handling per ora non ha dato comunicazioni ufficiali), una sessantina di addetti alla manutenzione dell'hangar Alitalia (oggi dismesso), 150 dipendenti Lsg addetti alla preparazione dei pasti serviti sui voli Alitalia, e un altro centinaio di addetti alle pulizie degli aeromobili in carico alla Nas. Ad avere già perso il posto sono circa 500 lavoratori a tempo determinato cui non è stato rinnovato il contratto e una ventina di magazzinieri della Eurohandling. In bilico, per finire i posti di lavoro dei 400 dipendenti Volare, la compagnia aerea acquisita da Alitalia. Provincia Filippo Penati Ri. Que.

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La Sea (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-01-2009)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-04 num: - pag: 7 categoria: BREVI La Sea I dipendenti Sea in cassa a rotazione sono 450 (ma potrebbero salire fino a 900 con la dismissione del cargo Alitalia)

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Malpensa o Linate? Una scelta difficile (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-01-2009)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-04 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Milano e il destino degli aeroporti Malpensa o Linate? Una scelta difficile SEGUE DA PAGINA 1 Il presidente di Sea, Giuseppe Bonomi, lo ha ripetuto fino allo sfinimento: «Il destino di Malpensa è svincolato da Alitalia. Il mercato è qui. Con la liberalizzazione delle rotte lo scalo può ripartire». E a spingere per la liberalizzazione del cielo sopra Milano adesso c'è anche il sindacato, Cgil in testa. La posta per i milanesi è altissima. Malpensa hub vuol dire essere collegati con il mondo. Vuol dire andare in Russia, Cina, Stati Uniti, Giappone senza fare scali. Con vantaggi enormi per l'economia del territorio. La nuova Alitalia basata su Fiumicino può convivere con una Lufthansa forte su Malpensa? I destini della compagnia di bandiera stanno a cuore agli imprenditori lombardi che hanno creduto al suo rilancio. «Ma per Alitalia non si può penalizzare il traffico del Nord — taglia corto il presidente di Fiera Milano, Michele Perini —. La liberalizzazione non è rinviabile». Certo, con Malpensa hub si andrebbe verso un ridimensionamento di Linate. Un problema per ora ancora lontano. Rita Querzé

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Alitalia, Malpensa lancia la sfida della concorrenza (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 04-01-2009)

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n. 4 del 2009-01-04 pagina 18 Alitalia, Malpensa lancia la sfida della concorrenza di Paolo Stefanato Un possibile futuro sviluppo dello scalo milanese deve passare dalla rinegoziazione dei trattati bilaterali con molti Stati esteri. Ma le richieste del Nord e della Sea non hanno ottenuto risposta, anche per l'irrigidimento della compagnia Per giovedì è stato annunciato il «Malpensa day»: una protesta a cui parteciperanno istituzioni, autorità e sindacati contro il declino dell'aeroporto lombardo. In gioco un futuro diverso da quello del drastico ridimensionamento del traffico. Ma la (ri)annunciata battaglia per lo scalo, attraverso la rinegoziazione dei diritti di volo bilaterali dall'Italia verso i Paesi extra Ue ed extra Usa, ha radici lontane: fin dal 2007, all'annuncio del ritiro di Alitalia dall'attività di hubbing sullo scalo, molte voci invocarono misure di liberalizzazione, e si fecero più sonore all'inizio del 2008, quando la cessione ad Air France sembrava cosa fatta. Da allora, tuttavia, non è accaduto proprio nulla: 25 compagnie straniere hanno chiesto la revisione dei vincoli che impediscono più collegamenti, ma nessuna ha avuto soddisfazione. Soltanto Emirates ha ottenuto il raddoppio dei voli con Dubai e a Korean sono stati attribuite tre frequenze settimanali con Seul: ma si tratta di autorizzazioni provvisorie, perché i rispettivi accordi non sono stati modificati. In altre parole, a livello di governo non si è mosso un dito. La stessa acquisizione di Alitalia da parte di Cai non ha aiutato. Perché - anche su sollecitazione di Air France, da 9 anni partner commerciale e futuro azionista della nuova Alitalia - nel passaggio dal commissario a Cai, il portafoglio dei diritti è stato «blindato» e la compagnia ha tenuto strette anche rotte che non esercita da anni. Giova forse ricordare che cosa sono i diritti bilaterali. Mentre all'interno della Ue e nelle relazioni Ue-Usa le compagnie volano in regime di «cieli aperti», per tutti gli altri Paesi sono i singoli governi che trattano destinazioni e frequenze, che vengono attribuite a una o più compagnie nazionali; la logica di queste pratiche un po' antiquate era (è) quella della protezione delle compagnie di bandiera. Alitalia, sia durante il monopolio che dopo, ne ha approfittato a man bassa, e tuttora non vuol arretrare di un millimetro. Gli accordi prevedono, oltre al numero dei voli e le compagnie, anche gli aeroporti: in questo senso Malpensa è fortemente penalizzata rispetto a Fiumicino, che rappresentando la capitale è sempre stato più rispondente a una logica d'immagine nazionale, più che di business. Sono i governi che devono riprendere in mano i trattati e renderli più attuali. Ma, nel caso italiano, rivedere gli accordi vorrebbe dire toccare i vecchi privilegi di Alitalia, e questo tuttora non è facile. Osservava nel febbraio 2008 Giulio De Metrio, direttore generale della Sea: «L'interesse di Air France sarà quello di ottimizzare il proprio network, che s'incardina innanzitutto su Parigi e Amsterdam. L'accessibilità dell'Italia, dunque, diventa ancora di più una responsabilità del governo, che a questo scopo dovrà promuovere la rinegoziazione di molti accordi con altri Paesi». Undici mesi dopo, queste parole sono di sconcertante attualità. L'unica differenza è che allora Air France stava per comprare Alitalia, oggi sta per diventarne il primo azionista: ma la sostanza non cambia. Da Malpensa sono servite una settantina di destinazioni intercontinentali di medio e lungo raggio, contro le 77 di un anno fa; Alitalia ne mantiene solo tre (New York, San Paolo, Tokio), mentre sono stati cancellati anche i voli per Boston e Chigago di Air One, durati meno di un anno e che, col senno di poi, si può dire che erano stati ispirati da pura logica promozionale. La Sea ha analizzato più di un centinaio di trattati, e molti andrebbero rivisti per un maggior rispetto del mercato e della concorrenza. Clamorosi i casi di Filippine, Nigeria, Perù, Corea del Sud, Capo Verde, Bangladesh, Colombia: alle compagnie di questi Paesi è addirittura negato l'accesso a Milano. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Alitalia, ora Malpensa lancia la sfida della concorrenza (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 04-01-2009)

Argomenti: Alitalia

n. 4 del 2009-01-04 pagina 18 Alitalia, ora Malpensa lancia la sfida della concorrenza di Paolo Stefanato Un possibile futuro sviluppo dello scalo milanese deve passare dalla rinegoziazione dei trattati bilaterali con molti Stati esteri. Ma le richieste del Nord e della Sea non hanno ottenuto risposta, anche per l?irrigidimento della compagnia Per giovedì è stato annunciato il «Malpensa day»: una protesta a cui parteciperanno istituzioni, autorità e sindacati contro il declino dell?aeroporto lombardo. In gioco un futuro diverso da quello del drastico ridimensionamento del traffico. Ma la (ri)annunciata battaglia per lo scalo, attraverso la rinegoziazione dei diritti di volo bilaterali dall?Italia verso i Paesi extra Ue ed extra Usa, ha radici lontane: fin dal 2007, all?annuncio del ritiro di Alitalia dall?attività di hubbing sullo scalo, molte voci invocarono misure di liberalizzazione, e si fecero più sonore all?inizio del 2008, quando la cessione ad Air France sembrava cosa fatta. Da allora, tuttavia, non è accaduto proprio nulla: 25 compagnie straniere hanno chiesto la revisione dei vincoli che impediscono più collegamenti, ma nessuna ha avuto soddisfazione. Soltanto Emirates ha ottenuto il raddoppio dei voli con Dubai e a Korean sono stati attribuite tre frequenze settimanali con Seul: ma si tratta di autorizzazioni provvisorie, perché i rispettivi accordi non sono stati modificati. In altre parole, a livello di governo non si è mosso un dito. La stessa acquisizione di Alitalia da parte di Cai non ha aiutato. Perché - anche su sollecitazione di Air France, da 9 anni partner commerciale e futuro azionista della nuova Alitalia - nel passaggio dal commissario a Cai, il portafoglio dei diritti è stato «blindato» e la compagnia ha tenuto strette anche rotte che non esercita da anni. Giova forse ricordare che cosa sono i diritti bilaterali. Mentre all?interno della Ue e nelle relazioni Ue-Usa le compagnie volano in regime di «cieli aperti», per tutti gli altri Paesi sono i singoli governi che trattano destinazioni e frequenze, che vengono attribuite a una o più compagnie nazionali; la logica di queste pratiche un po? antiquate era (è) quella della protezione delle compagnie di bandiera. Alitalia, sia durante il monopolio che dopo, ne ha approfittato a man bassa, e tuttora non vuol arretrare di un millimetro. Gli accordi prevedono, oltre al numero dei voli e le compagnie, anche gli aeroporti: in questo senso Malpensa è fortemente penalizzata rispetto a Fiumicino, che rappresentando la capitale è sempre stato più rispondente a una logica d?immagine nazionale, più che di business. Sono i governi che devono riprendere in mano i trattati e renderli più attuali. Ma, nel caso italiano, rivedere gli accordi vorrebbe dire toccare i vecchi privilegi di Alitalia, e questo tuttora non è facile. Osservava nel febbraio 2008 Giulio De Metrio, direttore generale della Sea: «L?interesse di Air France sarà quello di ottimizzare il proprio network, che s?incardina innanzitutto su Parigi e Amsterdam. L?accessibilità dell?Italia, dunque, diventa ancora di più una responsabilità del governo, che a questo scopo dovrà promuovere la rinegoziazione di molti accordi con altri Paesi». Undici mesi dopo, queste parole sono di sconcertante attualità. L?unica differenza è che allora Air France stava per comprare Alitalia, oggi sta per diventarne il primo azionista: ma la sostanza non cambia. Da Malpensa sono servite una settantina di destinazioni intercontinentali di medio e lungo raggio, contro le 77 di un anno fa; Alitalia ne mantiene solo tre (New York, San Paolo, Tokio), mentre sono stati cancellati anche i voli per Boston e Chigago di Air One, durati meno di un anno e che, col senno di poi, si può dire che erano stati ispirati da pura logica promozionale. La Sea ha analizzato più di un centinaio di trattati, e molti andrebbero rivisti per un maggior rispetto del mercato e della concorrenza. Clamorosi i casi di Filippine, Nigeria, Perù, Corea del Sud, Capo Verde, Bangladesh, Colombia: alle compagnie di questi Paesi è addirittura negato l?accesso a Milano. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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"Allah è grande" in Piazza Duomo: attenti a quei giovani. (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 04-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Sono rimasto sgomento nel vedere le immagini degli arabi che ieri hanno occupato Piazza Duomo a Milano. Salvatore Scarpino in questo articolo ha già stigmatizzato l'accaduto. Aggiungo una considerazione. Mi ha colpito la giovane età dei manifestanti; al tg regionale ho visto un ragazzo di non più di 16 anni che urlava "Allah è grande". Hanno i jeans e vestono all'occidentale, ma cercano la salvezza nel fondamentalismo islamico. La protesta contro l'operazione militare di Israele a Gaza, espressa in termini inaccettabili, è anche un pretesto per manifestare un malessere più profondo, identitario. Vogliono essere come noi, ma al contempo, non riuscendo a integrarsi, rifiutano la nostra società. Si sta creando una situazione analoga a quella di altri grandi Paesi europei, prevista e analizzata qualche anno fa, con straordinaria lucidità, dal ricercatore francese Olivier Roy . Il disagio di quei giovani sfociò nella rivolta delle periferie a Parigi e, soprattutto, nel terrorismo a Londra, Madrid, persino New York: perché alcuni dei membri del commando avevano studiato o comunque avevano vissuto in Europa (ad Amburgo se non ricordo male). Sbaglio se affermo che i ragazzi che hanno manifestato ieri in Piazza Duomo rischiano di essere i terroristi o comunque i facinorosi di domani? Ma pochi sembrano allarmarsi, occorrerebbe prevenire e, per quanto accaduto, punire esemplarmente. Invece temo che non accada nulla, com'è consuetudine in Italia. Salvo poi scandalizzarsi e cercare colpevoli se davvero le bombe insanguineranno le nostre città. Scritto in democrazia, Italia, medio oriente, immigrazione, islam 1 Commento » (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Jan 09 Obama? Abbandonerà l'Ucraina alla Russia. Sul Giornale di oggi appare la mia intervista a George Friedman, direttore del centro studi Stratfor. La sua è una voce che merita di essere seguita con attenzione, perché Stratfor è molto vicino alla Cia. L'intervista è incentrata soprattutto sul Medio Oriente e Friedman è convinto che nei rapporti con Israele Obama si comporterà esattamente come Bush, ma alla fine parla di Russia. E qui invece le novità potrebbero essere importanti, perchè "l'America non ha abbastanza potere per perseguire contemporaneamente tre obiettivi strategici" e dovrà rinunciare a uno tra Afghanistan, Iran e Ucraina. Secondo Friedman "gli Usa hanno bisogno che Mosca da un lato continui a garantire il transito di mezzi e approvvigionamenti verso Kabul, dall'altro che non dia tecnologia nucleare e tantomeno missili a Teheran". Dunque prevede che l'America "faccia un passo indietro nella sua strategia nell'ex Urss, rinunciando parzialmente allo scudo spaziale e lasciando pertanto l'Ucraina alla Russia". Almeno per ora. Fine dunque della crisi iniziata in agosto in Georgia, durante la quale gli Usa si dimostrarono drammaticamente impotenti, e più in generale fine della strategia di accerchiamento della Russia che gli Usa hanno perseguito per oltre vent'anni, conquistando il controllo di ampie zone nell'ex Urss. Friedman ha ragione? Mosca vince e Washington perde? Scritto in notizie nascoste, medio oriente, russia, gli usa e il mondo Commenti ( 16 ) » (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Dec 08 Nascere ricchi oggi è davvero un vantaggio? Lo scorso ottobre un giovane gestore di Hedge Funds, Andrew Lahm, uno dei pochi ad aver capito per tempo la crisi dei subprime, se n'è andato in pensione alla bella età di 37 anni stramiliardario. Ha pagato un prezzo: la sua salute è già cagionevole per le tensioni vissute nello spericolato mondo dell'alta finanza. Nella sua lettera di addio, pubblicata dal Guardian, sosteneva che i figli dei miliardari usciti da Harvard e altre grandi università finivano per lavorare per Lehman, Aeg, Goldman sachs, creando un'aristocrazia di gente tendenzialmente stupida e incompetente e la cui unica utilità era quella di permettere a gente come lui evidentemente di origini non agiate di approfittare della situazione. L'analisi mi sembra semplicistica: l'aristocrazia dell'alta finanza più che stupida mi sembra avida e terribilmente irresponsabile, però contiene uno spunto di riflessione. Ognuno di spera di garantire ai propri figli un futuro di benessere, possibilmente di ricchezza. E' un sentimento umano; però mi rendo sempre di più conto che non sempre la ricchezza rende la gente migliore; spesso produce l'effetto opposto. Lahm biasima i figli di papà che fanno danni a Wall Street, ma basta ascoltare esperienze altrui per trovare qualche conferma alla sua tesi. Durante la mia breve vacanza in montagna mi è capitato di udire qualche conversazione in funivia. Una coppia di 30enni milanesi disquisiva su quale fosse il momento migliore per partorire un figlio. Il loro primo è nato a dicembre 2007 e, mannaggia, non hanno potuto trascorrere le vacanze di Natale in montagna sciando; ma hanno imparato la lezione. Dopo lunga discussione hanno convenuto che il prossimo figlio, nel 2010, lo avrebbero concepito ai primi di febbraio, per farlo nascere ai primi di novembre, ed essere pronti per le vacanze di Natale. Capito? L'emozione, la magia della nascita di una creatura, subordinata alle vacanze d'inverno. Evidentemente quei giovani non hanno mai dovuto affrontare vere difficoltà, veri dolori nella vita. Vivono una vita apparentemente perfetta, liscia, senza imprevisti, ma non riesco a seguirli e men che meno a invidiarli. In un'altra occasione ho sentito un inglese vantarsi con i suoi amici di aver provocato una valanga, ben visibile dalla cabina. Poveretto, si annoiava e, nonostante gli avvertimenti delle autorità, si era avventurato fuori pista. Pentito? Macchè, fiero. E pronto a ricominciare. E di anni ne aveva quasi quaranta non sedici. Sia chiaro: mi è capitato di conoscere (e di ammirare) famiglie di imprenditori o comunque agiate che, anche attraverso più generazioni, hanno saputo educare benissimo i propri figli, aiutandoli a essere uomini e donne responsabili e di successo, ma ho il sospetto che si tratti di eccezioni e che l'esibizionismo accentuato da modelli come quello di Paris Hilton o dell'Isola dei famosi - renda la tendenza opposta sempre più diffusa. Sbaglio? Nascere ricchi oggi è davvero un vantaggio? Scritto in società, economia, globalizzazione Commenti ( 32 ) » (4 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Dec 08 Località di montagna piene, ma la crisi dov'è? Ho trascorso qualche giorno in montagna: hotel al completo, e da Natale in poi grandi code agli impianti di risalita. Seguo i Tg svizzeri, francesi, italiani e la situazione è simile su tutto l'arco alpino: le località sono strapiene di gente, anche quelle minori. Mi chiedo: ma la crisi dov'è? L'unico segnale di un rallentamento si percepisce nei negozi sportivi dove già in dicembre era possibile strappare qualche sconto anticipato. Ma per il resto molta gente può permettersi di spendere e anche tanto. Meglio così. Il rallentamento economico c'è e si farà sentire nel 2009, ma mi chiedo se i suoi effetti non vengano percepiti in modo sproporzionato dalla gente, a causa anche dell'allarmismo dei media e dei loro titoli catastrofisti il che genererebbe un meccanismo psicologico ben noto: quella profezia che si auto-avvera. Domanda: la paura per la crisi è esagerata o si illude chi, confidando sul benessere accumulato negli ultimi anni, la prende alla leggera e continua a comportarsi come se nulla fosse? Scritto in società, economia, europa, svizzera, Italia Commenti ( 37 ) » (9 voti, il voto medio è: 2.89 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Dec 08 L'esempio di Fiorenzo e un grazie a tutti voi In uno dei miei post dal Benin avevo annunciato un articolo su Fiorenzo, il frate chirurgo che fa miracoli in una delle zone più povere dell'Africa. L'articolo è uscito ieri sul Giornale: Fiorenzo Priuli mi ha molto colpito per il suo entusiasmo, per la sua grazia innata, per il suo ottimismo. Ha creato da zero un ospedale efficientissimo ed è venerato da tutti: autorità civili, musulmani, animisti, oltre ovviamente dai cristiani. Sapere che nel mondo esistono italiani di questa caratura fa bene all'anima e alla reputazione del nostro Paese. Con l'avvicinarsi delle Festività. colgo l'occasione per ringraziarvi per i mesi trascorsi insieme su questo blog, che è sempre più letto. "Il Cuore del mondo" si sta trasformando in una piccola comunità dove è possibile confrontarsi liberamente, con civiltà, arguzia, senza barriere politiche. Al blog partecipano lettori di destra, di sinistra, di centro, dall'Italia e dall'estero: che splendida esperienza! Dimenticavo: alcuni di voi mi hanno chiesto di segnalare qualche Onlus meritevole di attenzione. Chi volesse aiutare Fiorenzo può farlo tramite l'U.T.A (Uniti per Tanguieta e Afagnan) o gli amici di Tanguieta . Altre Onlus attive in Africa sono il GSA (Gruppo Solidarietà Africa), il LTM (gruppo Laici Terzo Mondo), il BND (Bambini nel deserto). Ce ne sono ovviamente tante altre meritevoli di stima e riconoscenza, ma di quelle che ho citato ho potuto verificare l'attendibilità. Ribadisco il mio suggerimento: se volete far del bene o beneficenza preferite Onlus o Ong che conoscete o dove operano amici o parenti: il piccolo gruppo, se le sue motivazioni sono autentiche, difficilmente sprecherà finanziamenti (vedi il post sull'Unicef) e certo non userà la fondazione per altri scopi (vedi i sospetti su quella di Clinton). Infine, ecco una foto di Fiorenzo nel suo ospedale a Tanguieta. L'ha scattata Emilio Zuccoli, l'amico che mi ha permesso di scoprire Fiorenzo e la sua magnifica realtà. Buon Natale a tutti voi! Scritto in società, notizie nascoste, Italia, giornalismo Commenti ( 15 ) » (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Dec 08 Toh, il governo italiano finanziava Bill Clinton. Per assicurare a sua moglie Hillary la nomina a segretario di Stato, Bill Clinton ha dovuto pubblicare la lista dei finanziatori della sua Fondazione. Saltano fuori molti nomi noti, come Bill Gates, Michael Schumacher, Elton John e per cifre davvero imponenti (e dunque imbarazzanti) Paesi come l'Arabia Saudita (tra i dieci e i venticinque milioni) e il Kuwait. A sorpresa ci sono anche gli italiani. Chi? Secondo il Sole 24 Ore il Monte dei Paschi, Autogrill, De Agostini, Enel, Lottomatica, Pirelli. Sono società private e/o quotate in Borsa: ne risponderanno ai loro azionisti. Ma nell'elenco appare anche il ministro italiano dell'Ambiente per una cifra compresa tra i 50 e i 100 mila dollari. Il Sole 24 Ore non specifica la data del versamento (verosimilmente però risale agli anni scorsi), nè le modalità. La fondazione ha scopi caritatevoli, ma dall'analisi dei nomi dei finanziatori, sembra che agisse anche come una gigantesca lobby mondiale per fare o ricevere favori di diverso tipo; da quelli politici a quelli economici. Nella lista appare l'appaltatore militare Blackwater, tristemente famoso in Iraq, il finanziere canadese Frank Giustra che grazie all'ex presidente americano ha ottenuto un appalto minerario in Kazakhstan. Ci sono molti uomini d'affari ucraini, arabi, indiani. Domanda: perchè l'Italia si è unita al consesso? Per far del bene avevamo davvero bisogno di quel maneggione di Bill Clinton? Scritto in economia, globalizzazione, democrazia, Italia, gli usa e il mondo Commenti ( 48 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Dec 08 Attenti ai prezzi delle case (anche in Italia) In America, come sappiamo, i prezzi delle case sono crollati, in Gran Bretagna anche. Colpa dei mutui subprime dicevano gli esperti, che negli altri Paesi europei non esistevano o quasi. Vero. E infatti i prezzi delle case in Paesi come Francia e Italia hanno tenuto, ma ora il vento potrebbe girare. Anzi, in Francia è già girato: l'altro giorno Le Monde rivelava che i prezzi sono scesi persino a Parigi per la prima volta da molti anni. Nulla di drammatico, il calo è compreso tra il 2 il 5%, ma si tratterebbe solo dell'inizio di una fase discendente. La ragione? Le banche, nonostante i tassi bassissimi, tendono a non concedere più i mutui. E in Italia? Finora, secondo i dati dell'Agenzia del Territorio, le compravendite sono diminuite del 14% ma i prezzi hanno tenuto. Già, ma fino a quando? La domanda non è retorica, perchè sempre secondo l'Agenzia (citata da Italia Oggi) il 49% delle compravendite è "assistita dal mutuo", con punte del 54,9% al nord. Ed è noto che negli ultimi anni la parte coperta da un prestito bancario ha continuato ad aumentare con punte dell'80 percento. I prezzi salivano soprattutto perché le banche erano alquanto generose nell'elargire i mutui, nella speranza (come in America) che il mercato potesse crescere per sempre. Da qui certe quotazioni straosferiche e l'aumento dell'indebitamento delle famiglie. Oggi anche le banche italiane hanno reso molto più severe le regole per accedere un mutuo e in genere sono molto guardinghe nel prestare fondi ai privati. Viene a mancare la benzina che ha alimentato il mercato immobiliare e i risparmi in circolazione non aumentano certo. Anzi. E allora la logica suggerisce che anche in Italia i prezzi siano destinati a scendere. Sbaglio? Scritto in economia, globalizzazione, Italia Commenti ( 23 ) » (6 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Dec 08 Ma il Pd di chi è figlio? E quanto può durare? La sconfitta del Pd in Abruzzo e il coinvolgimento di alcuni suoi esponenti nelle inchieste di corruzione mi induce a due considerazioni. La prima: la sinistra rivendica da sempre una presunta superiorità morale, persino ai tempi di Tangentopoli. Da tempo ritengo ingiustificata questa pretesa, ora ne abbiamo la definitiva conferma. La corruzione del sistema politico è endemica, soprattutto a livello locale. E nemmeno Di Pietro può vantare una verginità assoluta perlomeno riguardo la costituzione e la gestione del partito, come ha rivelato qualche qualche tempo fa il suo ex amico Elio Veltri. La seconda: il problema del Pd mi sembra innanzitutto di identità. Voleva proporsi come partito di sinistra moderno e aveva nell'antiberlusconismo il suo elemento aggregante, che però oggi non è più centrale per la maggior parte degli italiani. Il suo ridimensionamento ha fatto esplodere l'incoerenza più forte, che riguarda l'anima e le radici. Il Pd è un partito di origine democristiana o socialista? E' possibile una sintesi tra la corrente che si rifà alla Margherita e quella diessina post comunista? Con il passare dei giorni ho l'impressione che la frattura anziché ricomporsi tenda ad allargarsi. E' mancata una risposta credibile alla crisi economica-finanziaria, continua a mancare un progetto ideologico coerente: è impossibile voler essere come Blair e al contempo tenersi in casa la Bindi, avendo una dirigenza che si è formata alla scuola del Pcus. Se continua così rischia di finire male, non solo per Veltroni. Il Partito democratico è destinato a morire? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 23 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Dec 08 Ma questa America non è migliore dell'Europa Quante volte abbiamo sentito la frase. "In America questo non potrebbe succedere" oppure "In America chi paga sbaglia davvero" o ancora "in America i controlli sono rigorosi", soprattutto riguardo gli scandali economici e finanziari. Credo che il complesso di inferiorità degli europei e di noi italiani non sia più giustificato. Se ripercorriamo gli ultimi dieci anni ci accorgiamo che: - la folle deregolamentazione del mercato dei derivati e l'abolizione di alcuni sani vincoli nella gestione delle banche americane è stata varata alla fine degli anni Novanta dai ministri economici di Clinton - Rubin e Summers - sotto pressione delle lobbies, in particolare di Citigroup - negli anni otto anni successivi l'amministrazione Bush non ha fatto nulla per correggere il tiro, anzi ha allentato ulteriormente i vincoli. - per decenni una società come la Enron era considerata un gioiello dell'economia americana, in realtà era un a scatola vuota. Quando fallì si disse che le autorità avevano capito la lezione e imposto nuove regole più stringenti; in realtà non è cambiato nulla. - la casta dei finanzieri di Wall Street era così forte da imporre alla guida del Tesoro, il numero uno di Golman Sachs, Henri Paulson che è ancora in carica. - Le banche per anni sono riuscite a mascherare, sempre grazie alle alchimie dei derivati, la reale entità delle loro esposizioni, mettendo in pericolo la sopravvivenza di Aeg, la prima compagnia di assicurazione al mondo. Cosa facevano le autorità di controllo? Erando davvero indipendenti o, com'è probabile, erano conniventi? - ora apprendiamo dell"ultima frode, quella del fondo hedge di Bernard Madoff, che si è inghiottito 50 miliardi di dollari, senza che nessuno si accorgesse di nulla. E Madoff era considerato un finanziere rispettabile, non a caso è stato a lungo presidente del Nasdaq. Sono stati fatti dei controlli, delle verifiche contabili? Dov'erano le autorità di vigilanza? - infine: il grande rinnovatore Barack Obama chi ha nominato al ministero del Tesoro e come primo consulente economico? Geithner e Summers, due uomini di Rubin, che tra l'altro oggi è alla guida di Citigroup e durante la campagna elettorale era uno dei consulenti proprio di Obama. La mia impressione è che gli Usa oggi abbiano problemi di credibilità molto più seri di noi europei e che il sistema sia viziato, distorto; che la casta dei finanzieri non abbia perso potere nonostante i guai colossali che ha combinato. E allora smettiamo di citare gli Usa come esempio, almeno fino a quando l'America non sarà tornata ad essere l'America per rigore morale e senso civico. o sbaglio? Scritto in europa, economia, globalizzazione, democrazia, Italia, gli usa e il mondo Commenti ( 52 ) » (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Dec 08 Un dubbio: il supermercato conviene ancora? Non so voi, ma il mio conto al supermercato continua a salire a dispetto del fatto che i beni acquistati sono più o meno gli stessi. Ho provato a fare qualche aqcuisto in un altro supermercato ma ho visto che più o meno la spesa corrisponde. Nel frattempo è capitato di comprare carne dal macellaio o in uno dei pochi negozi di alimentari rimasti e, sorpresa, a casa ci siamo accorti che non c'è più molta differenza con le grandi catene; anzi, talvolta il piccolo dettagliante è più conveniente. Da qui la mia riflessione: la grande distribuzione si è affermata nel corso del tempo perché potendo permettersi grandi acquisti e dunque economia di scala, riusciva a garantire prezzi più bassi rispetto al piccolo dettagliante, ora però ci troviamo in una situazione di quasi oligopolio: ci sono tre-quattro grandi marchi che dominano il mercato. Non penso che ci siano accordi diretti, certo non, ad esempio, tra le Coop e l'Esselunga, però la mia impressione è che esistano tacite convenienze comuni ovvero che su un'ampia gamma di prodotti la fascia di prezzo non oscilli più di tanto, con il risultato che i prezzi mediamente sono più alti di quanto dovrebbero essere in una situazione di vera concorrenza, al punto che la differenza con il piccolo negozio tende a ridursi. Ma non essendoci quasi più negozietti siamo tutti costretti a fare la spesa al supermercato. Condividete la mia esperienza? Insomma, il supermercato conviene ancora? Scritto in economia, Italia Commenti ( 28 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. 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Obama? Abbandonerà l'Ucraina alla Russia (sezione: Alitalia 2)

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Argomenti: Alitalia

Sono rimasto sgomento nel vedere le immagini degli arabi che ieri hanno occupato Piazza Duomo a Milano. Salvatore Scarpino in questo articolo ha già stigmatizzato l'accaduto. Aggiungo una considerazione. Mi ha colpito la giovane età dei manifestanti; al tg regionale ho visto un ragazzo di non più di 16 anni che urlava "Allah è grande". Hanno i jeans e vestono all'occidentale, ma cercano la salvezza nel fondamentalismo islamico. La protesta contro l'operazione militare di Israele a Gaza, espressa in termini inaccettabili, è anche un pretesto per manifestare un malessere più profondo, identitario. Vogliono essere come noi, ma al contempo, non riuscendo a integrarsi, rifiutano la nostra società. Si sta creando una situazione analoga a quella di altri grandi Paesi europei, prevista e analizzata qualche anno fa, con straordinaria lucidità, dal ricercatore francese Olivier Roy . Il disagio di quei giovani sfociò nella rivolta delle periferie a Parigi e, soprattutto, nel terrorismo a Londra, Madrid, persino New York: perché alcuni dei membri del commando avevano studiato o comunque avevano vissuto in Europa (ad Amburgo se non ricordo male). Sbaglio se affermo che i ragazzi che hanno manifestato ieri in Piazza Duomo rischiano di essere i terroristi o comunque i facinorosi di domani? Ma pochi sembrano allarmarsi, occorrerebbe prevenire e, per quanto accaduto, punire esemplarmente. Invece temo che non accada nulla, com'è consuetudine in Italia. Salvo poi scandalizzarsi e cercare colpevoli se davvero le bombe insanguineranno le nostre città. Scritto in democrazia, Italia, medio oriente, immigrazione, islam Commenti ( 8 ) » (3 voti, il voto medio è: 4.33 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Jan 09 Obama? Abbandonerà l'Ucraina alla Russia. Sul Giornale di oggi appare la mia intervista a George Friedman, direttore del centro studi Stratfor. La sua è una voce che merita di essere seguita con attenzione, perché Stratfor è molto vicino alla Cia. L'intervista è incentrata soprattutto sul Medio Oriente e Friedman è convinto che nei rapporti con Israele Obama si comporterà esattamente come Bush, ma alla fine parla di Russia. E qui invece le novità potrebbero essere importanti, perchè "l'America non ha abbastanza potere per perseguire contemporaneamente tre obiettivi strategici" e dovrà rinunciare a uno tra Afghanistan, Iran e Ucraina. Secondo Friedman "gli Usa hanno bisogno che Mosca da un lato continui a garantire il transito di mezzi e approvvigionamenti verso Kabul, dall'altro che non dia tecnologia nucleare e tantomeno missili a Teheran". Dunque prevede che l'America "faccia un passo indietro nella sua strategia nell'ex Urss, rinunciando parzialmente allo scudo spaziale e lasciando pertanto l'Ucraina alla Russia". Almeno per ora. Fine dunque della crisi iniziata in agosto in Georgia, durante la quale gli Usa si dimostrarono drammaticamente impotenti, e più in generale fine della strategia di accerchiamento della Russia che gli Usa hanno perseguito per oltre vent'anni, conquistando il controllo di ampie zone nell'ex Urss. Friedman ha ragione? Mosca vince e Washington perde? Scritto in notizie nascoste, medio oriente, russia, gli usa e il mondo Commenti ( 17 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Dec 08 Nascere ricchi oggi è davvero un vantaggio? Lo scorso ottobre un giovane gestore di Hedge Funds, Andrew Lahm, uno dei pochi ad aver capito per tempo la crisi dei subprime, se n'è andato in pensione alla bella età di 37 anni stramiliardario. Ha pagato un prezzo: la sua salute è già cagionevole per le tensioni vissute nello spericolato mondo dell'alta finanza. Nella sua lettera di addio, pubblicata dal Guardian, sosteneva che i figli dei miliardari usciti da Harvard e altre grandi università finivano per lavorare per Lehman, Aeg, Goldman sachs, creando un'aristocrazia di gente tendenzialmente stupida e incompetente e la cui unica utilità era quella di permettere a gente come lui evidentemente di origini non agiate di approfittare della situazione. L'analisi mi sembra semplicistica: l'aristocrazia dell'alta finanza più che stupida mi sembra avida e terribilmente irresponsabile, però contiene uno spunto di riflessione. Ognuno di spera di garantire ai propri figli un futuro di benessere, possibilmente di ricchezza. E' un sentimento umano; però mi rendo sempre di più conto che non sempre la ricchezza rende la gente migliore; spesso produce l'effetto opposto. Lahm biasima i figli di papà che fanno danni a Wall Street, ma basta ascoltare esperienze altrui per trovare qualche conferma alla sua tesi. Durante la mia breve vacanza in montagna mi è capitato di udire qualche conversazione in funivia. Una coppia di 30enni milanesi disquisiva su quale fosse il momento migliore per partorire un figlio. Il loro primo è nato a dicembre 2007 e, mannaggia, non hanno potuto trascorrere le vacanze di Natale in montagna sciando; ma hanno imparato la lezione. Dopo lunga discussione hanno convenuto che il prossimo figlio, nel 2010, lo avrebbero concepito ai primi di febbraio, per farlo nascere ai primi di novembre, ed essere pronti per le vacanze di Natale. Capito? L'emozione, la magia della nascita di una creatura, subordinata alle vacanze d'inverno. Evidentemente quei giovani non hanno mai dovuto affrontare vere difficoltà, veri dolori nella vita. Vivono una vita apparentemente perfetta, liscia, senza imprevisti, ma non riesco a seguirli e men che meno a invidiarli. In un'altra occasione ho sentito un inglese vantarsi con i suoi amici di aver provocato una valanga, ben visibile dalla cabina. Poveretto, si annoiava e, nonostante gli avvertimenti delle autorità, si era avventurato fuori pista. Pentito? Macchè, fiero. E pronto a ricominciare. E di anni ne aveva quasi quaranta non sedici. Sia chiaro: mi è capitato di conoscere (e di ammirare) famiglie di imprenditori o comunque agiate che, anche attraverso più generazioni, hanno saputo educare benissimo i propri figli, aiutandoli a essere uomini e donne responsabili e di successo, ma ho il sospetto che si tratti di eccezioni e che l'esibizionismo accentuato da modelli come quello di Paris Hilton o dell'Isola dei famosi - renda la tendenza opposta sempre più diffusa. Sbaglio? Nascere ricchi oggi è davvero un vantaggio? Scritto in società, economia, globalizzazione Commenti ( 32 ) » (4 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Dec 08 Località di montagna piene, ma la crisi dov'è? Ho trascorso qualche giorno in montagna: hotel al completo, e da Natale in poi grandi code agli impianti di risalita. Seguo i Tg svizzeri, francesi, italiani e la situazione è simile su tutto l'arco alpino: le località sono strapiene di gente, anche quelle minori. Mi chiedo: ma la crisi dov'è? L'unico segnale di un rallentamento si percepisce nei negozi sportivi dove già in dicembre era possibile strappare qualche sconto anticipato. Ma per il resto molta gente può permettersi di spendere e anche tanto. Meglio così. Il rallentamento economico c'è e si farà sentire nel 2009, ma mi chiedo se i suoi effetti non vengano percepiti in modo sproporzionato dalla gente, a causa anche dell'allarmismo dei media e dei loro titoli catastrofisti il che genererebbe un meccanismo psicologico ben noto: quella profezia che si auto-avvera. Domanda: la paura per la crisi è esagerata o si illude chi, confidando sul benessere accumulato negli ultimi anni, la prende alla leggera e continua a comportarsi come se nulla fosse? Scritto in società, economia, europa, svizzera, Italia Commenti ( 37 ) » (9 voti, il voto medio è: 2.89 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Dec 08 L'esempio di Fiorenzo e un grazie a tutti voi In uno dei miei post dal Benin avevo annunciato un articolo su Fiorenzo, il frate chirurgo che fa miracoli in una delle zone più povere dell'Africa. L'articolo è uscito ieri sul Giornale: Fiorenzo Priuli mi ha molto colpito per il suo entusiasmo, per la sua grazia innata, per il suo ottimismo. Ha creato da zero un ospedale efficientissimo ed è venerato da tutti: autorità civili, musulmani, animisti, oltre ovviamente dai cristiani. Sapere che nel mondo esistono italiani di questa caratura fa bene all'anima e alla reputazione del nostro Paese. Con l'avvicinarsi delle Festività. colgo l'occasione per ringraziarvi per i mesi trascorsi insieme su questo blog, che è sempre più letto. "Il Cuore del mondo" si sta trasformando in una piccola comunità dove è possibile confrontarsi liberamente, con civiltà, arguzia, senza barriere politiche. Al blog partecipano lettori di destra, di sinistra, di centro, dall'Italia e dall'estero: che splendida esperienza! Dimenticavo: alcuni di voi mi hanno chiesto di segnalare qualche Onlus meritevole di attenzione. Chi volesse aiutare Fiorenzo può farlo tramite l'U.T.A (Uniti per Tanguieta e Afagnan) o gli amici di Tanguieta . Altre Onlus attive in Africa sono il GSA (Gruppo Solidarietà Africa), il LTM (gruppo Laici Terzo Mondo), il BND (Bambini nel deserto). Ce ne sono ovviamente tante altre meritevoli di stima e riconoscenza, ma di quelle che ho citato ho potuto verificare l'attendibilità. Ribadisco il mio suggerimento: se volete far del bene o beneficenza preferite Onlus o Ong che conoscete o dove operano amici o parenti: il piccolo gruppo, se le sue motivazioni sono autentiche, difficilmente sprecherà finanziamenti (vedi il post sull'Unicef) e certo non userà la fondazione per altri scopi (vedi i sospetti su quella di Clinton). Infine, ecco una foto di Fiorenzo nel suo ospedale a Tanguieta. L'ha scattata Emilio Zuccoli, l'amico che mi ha permesso di scoprire Fiorenzo e la sua magnifica realtà. Buon Natale a tutti voi! Scritto in società, notizie nascoste, Italia, giornalismo Commenti ( 15 ) » (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Dec 08 Toh, il governo italiano finanziava Bill Clinton. Per assicurare a sua moglie Hillary la nomina a segretario di Stato, Bill Clinton ha dovuto pubblicare la lista dei finanziatori della sua Fondazione. Saltano fuori molti nomi noti, come Bill Gates, Michael Schumacher, Elton John e per cifre davvero imponenti (e dunque imbarazzanti) Paesi come l'Arabia Saudita (tra i dieci e i venticinque milioni) e il Kuwait. A sorpresa ci sono anche gli italiani. Chi? Secondo il Sole 24 Ore il Monte dei Paschi, Autogrill, De Agostini, Enel, Lottomatica, Pirelli. Sono società private e/o quotate in Borsa: ne risponderanno ai loro azionisti. Ma nell'elenco appare anche il ministro italiano dell'Ambiente per una cifra compresa tra i 50 e i 100 mila dollari. Il Sole 24 Ore non specifica la data del versamento (verosimilmente però risale agli anni scorsi), nè le modalità. La fondazione ha scopi caritatevoli, ma dall'analisi dei nomi dei finanziatori, sembra che agisse anche come una gigantesca lobby mondiale per fare o ricevere favori di diverso tipo; da quelli politici a quelli economici. Nella lista appare l'appaltatore militare Blackwater, tristemente famoso in Iraq, il finanziere canadese Frank Giustra che grazie all'ex presidente americano ha ottenuto un appalto minerario in Kazakhstan. Ci sono molti uomini d'affari ucraini, arabi, indiani. Domanda: perchè l'Italia si è unita al consesso? Per far del bene avevamo davvero bisogno di quel maneggione di Bill Clinton? Scritto in economia, globalizzazione, democrazia, Italia, gli usa e il mondo Commenti ( 48 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Dec 08 Attenti ai prezzi delle case (anche in Italia) In America, come sappiamo, i prezzi delle case sono crollati, in Gran Bretagna anche. Colpa dei mutui subprime dicevano gli esperti, che negli altri Paesi europei non esistevano o quasi. Vero. E infatti i prezzi delle case in Paesi come Francia e Italia hanno tenuto, ma ora il vento potrebbe girare. Anzi, in Francia è già girato: l'altro giorno Le Monde rivelava che i prezzi sono scesi persino a Parigi per la prima volta da molti anni. Nulla di drammatico, il calo è compreso tra il 2 il 5%, ma si tratterebbe solo dell'inizio di una fase discendente. La ragione? Le banche, nonostante i tassi bassissimi, tendono a non concedere più i mutui. E in Italia? Finora, secondo i dati dell'Agenzia del Territorio, le compravendite sono diminuite del 14% ma i prezzi hanno tenuto. Già, ma fino a quando? La domanda non è retorica, perchè sempre secondo l'Agenzia (citata da Italia Oggi) il 49% delle compravendite è "assistita dal mutuo", con punte del 54,9% al nord. Ed è noto che negli ultimi anni la parte coperta da un prestito bancario ha continuato ad aumentare con punte dell'80 percento. I prezzi salivano soprattutto perché le banche erano alquanto generose nell'elargire i mutui, nella speranza (come in America) che il mercato potesse crescere per sempre. Da qui certe quotazioni straosferiche e l'aumento dell'indebitamento delle famiglie. Oggi anche le banche italiane hanno reso molto più severe le regole per accedere un mutuo e in genere sono molto guardinghe nel prestare fondi ai privati. Viene a mancare la benzina che ha alimentato il mercato immobiliare e i risparmi in circolazione non aumentano certo. Anzi. E allora la logica suggerisce che anche in Italia i prezzi siano destinati a scendere. Sbaglio? Scritto in economia, globalizzazione, Italia Commenti ( 23 ) » (6 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Dec 08 Ma il Pd di chi è figlio? E quanto può durare? La sconfitta del Pd in Abruzzo e il coinvolgimento di alcuni suoi esponenti nelle inchieste di corruzione mi induce a due considerazioni. La prima: la sinistra rivendica da sempre una presunta superiorità morale, persino ai tempi di Tangentopoli. Da tempo ritengo ingiustificata questa pretesa, ora ne abbiamo la definitiva conferma. La corruzione del sistema politico è endemica, soprattutto a livello locale. E nemmeno Di Pietro può vantare una verginità assoluta perlomeno riguardo la costituzione e la gestione del partito, come ha rivelato qualche qualche tempo fa il suo ex amico Elio Veltri. La seconda: il problema del Pd mi sembra innanzitutto di identità. Voleva proporsi come partito di sinistra moderno e aveva nell'antiberlusconismo il suo elemento aggregante, che però oggi non è più centrale per la maggior parte degli italiani. Il suo ridimensionamento ha fatto esplodere l'incoerenza più forte, che riguarda l'anima e le radici. Il Pd è un partito di origine democristiana o socialista? E' possibile una sintesi tra la corrente che si rifà alla Margherita e quella diessina post comunista? Con il passare dei giorni ho l'impressione che la frattura anziché ricomporsi tenda ad allargarsi. E' mancata una risposta credibile alla crisi economica-finanziaria, continua a mancare un progetto ideologico coerente: è impossibile voler essere come Blair e al contempo tenersi in casa la Bindi, avendo una dirigenza che si è formata alla scuola del Pcus. Se continua così rischia di finire male, non solo per Veltroni. Il Partito democratico è destinato a morire? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 23 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Dec 08 Ma questa America non è migliore dell'Europa Quante volte abbiamo sentito la frase. "In America questo non potrebbe succedere" oppure "In America chi paga sbaglia davvero" o ancora "in America i controlli sono rigorosi", soprattutto riguardo gli scandali economici e finanziari. Credo che il complesso di inferiorità degli europei e di noi italiani non sia più giustificato. Se ripercorriamo gli ultimi dieci anni ci accorgiamo che: - la folle deregolamentazione del mercato dei derivati e l'abolizione di alcuni sani vincoli nella gestione delle banche americane è stata varata alla fine degli anni Novanta dai ministri economici di Clinton - Rubin e Summers - sotto pressione delle lobbies, in particolare di Citigroup - negli anni otto anni successivi l'amministrazione Bush non ha fatto nulla per correggere il tiro, anzi ha allentato ulteriormente i vincoli. - per decenni una società come la Enron era considerata un gioiello dell'economia americana, in realtà era un a scatola vuota. Quando fallì si disse che le autorità avevano capito la lezione e imposto nuove regole più stringenti; in realtà non è cambiato nulla. - la casta dei finanzieri di Wall Street era così forte da imporre alla guida del Tesoro, il numero uno di Golman Sachs, Henri Paulson che è ancora in carica. - Le banche per anni sono riuscite a mascherare, sempre grazie alle alchimie dei derivati, la reale entità delle loro esposizioni, mettendo in pericolo la sopravvivenza di Aeg, la prima compagnia di assicurazione al mondo. Cosa facevano le autorità di controllo? Erando davvero indipendenti o, com'è probabile, erano conniventi? - ora apprendiamo dell"ultima frode, quella del fondo hedge di Bernard Madoff, che si è inghiottito 50 miliardi di dollari, senza che nessuno si accorgesse di nulla. E Madoff era considerato un finanziere rispettabile, non a caso è stato a lungo presidente del Nasdaq. Sono stati fatti dei controlli, delle verifiche contabili? Dov'erano le autorità di vigilanza? - infine: il grande rinnovatore Barack Obama chi ha nominato al ministero del Tesoro e come primo consulente economico? Geithner e Summers, due uomini di Rubin, che tra l'altro oggi è alla guida di Citigroup e durante la campagna elettorale era uno dei consulenti proprio di Obama. La mia impressione è che gli Usa oggi abbiano problemi di credibilità molto più seri di noi europei e che il sistema sia viziato, distorto; che la casta dei finanzieri non abbia perso potere nonostante i guai colossali che ha combinato. E allora smettiamo di citare gli Usa come esempio, almeno fino a quando l'America non sarà tornata ad essere l'America per rigore morale e senso civico. o sbaglio? Scritto in europa, economia, globalizzazione, democrazia, Italia, gli usa e il mondo Commenti ( 52 ) » (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Dec 08 Un dubbio: il supermercato conviene ancora? Non so voi, ma il mio conto al supermercato continua a salire a dispetto del fatto che i beni acquistati sono più o meno gli stessi. Ho provato a fare qualche aqcuisto in un altro supermercato ma ho visto che più o meno la spesa corrisponde. Nel frattempo è capitato di comprare carne dal macellaio o in uno dei pochi negozi di alimentari rimasti e, sorpresa, a casa ci siamo accorti che non c'è più molta differenza con le grandi catene; anzi, talvolta il piccolo dettagliante è più conveniente. Da qui la mia riflessione: la grande distribuzione si è affermata nel corso del tempo perché potendo permettersi grandi acquisti e dunque economia di scala, riusciva a garantire prezzi più bassi rispetto al piccolo dettagliante, ora però ci troviamo in una situazione di quasi oligopolio: ci sono tre-quattro grandi marchi che dominano il mercato. Non penso che ci siano accordi diretti, certo non, ad esempio, tra le Coop e l'Esselunga, però la mia impressione è che esistano tacite convenienze comuni ovvero che su un'ampia gamma di prodotti la fascia di prezzo non oscilli più di tanto, con il risultato che i prezzi mediamente sono più alti di quanto dovrebbero essere in una situazione di vera concorrenza, al punto che la differenza con il piccolo negozio tende a ridursi. Ma non essendoci quasi più negozietti siamo tutti costretti a fare la spesa al supermercato. Condividete la mia esperienza? Insomma, il supermercato conviene ancora? Scritto in economia, Italia Commenti ( 28 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (14) democrazia (43) economia (16) europa (7) francia (19) germania (3) giornalismo (42) gli usa e il mondo (43) globalizzazione (24) immigrazione (32) islam (15) Italia (134) medio oriente (10) notizie nascoste (32) presidenziali usa (21) russia (13) sindacati (1) società (3) svizzera (4) turchia (12) Varie (16) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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Andrea: Mi sembra eccessivo aspettarsi che questi manifestanti, presi dall'esaltazione del momento, possano... Ultime news Si combatte alla periferia di Gaza Appello del Papa: fermate la guerraMontagna, scout muore nel Cadore. 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l'ira di bossi per malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 05-01-2009)

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Pagina 1 - Prima Pagina La Lega contro la decisione di declassare l´aeroporto del Nord. Formigoni: l´offerta tedesca è buona. Oggi incontro Alitalia-Lufthansa L´ira di Bossi per Malpensa ROMA - Bossi e la Lega non intendono cedere sul declassamento di Malpensa. E Formigoni, presidente della Lombardia, ribadisce: «L´offerta tedesca è buona e va tenuta in considerazione». Oggi l´incontro Alitalia-Lufthansa. BERIZZI, IEZZI E LONARDI ALLE PAGINE 8 E 9

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lega in pressing su malpensa bossi convoca i suoi ministri - luca iezzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 05-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina 8 - Economia Lega in pressing su Malpensa Bossi convoca i suoi ministri Oggi summit Alitalia-Lufthansa ma è pronta l´intesa con Parigi Di Pietro: dal governo una truffa ai danni del Nord e dei lavoratori dello scalo LUCA IEZZI ROMA -La Lega si mette di traverso tra Alitalia e Air France. Oggi l´ufficio politico della Lega si riunirà per mettere a punto un piano che salvi l´aeroporto di Malpensa dal ridimensionamento prospettato dall´alleanza della compagnia di bandiera con il colosso Air France-Klm. Secondo quanto riporta La Padania, la Lega Nord punterà i piedi per ottenere un esito diverso: «Per Bossi Malpensa resta la madre di tutte le battaglie. I leader del Carroccio si riuniscono per salvare lo scalo e i lavoratori» titolava ieri il quotidiano del partito. Al vertice, oltre a tutti i ministri della Lega, è invitata anche il sindaco Pdl di Milano, Letizia Moratti, che ieri dalle colonne del Corriere della sera ha chiesto al presidente di Alitalia, Roberto Colaninno, di scegliere Lufthansa. Annunciata anche la presenza del presidente della Sea, Giuseppe Bonomi, manager di area leghista ed ex presidente di Alitalia. Un clima che influenzerà l´incontro, atteso sempre per oggi, tra Colaninno e il numero uno di Lufthansa, Wolfgang Mayrhuber. Un colloquio che dovrebbe toccare soprattutto la questione Malpensa in vista di un possibile collaborazione. Difficile un rilancio da parte dei tedeschi, specie vista la cifra consistente, 300 milioni di euro, che Air France-Klm ha offerto per il 25% di Alitalia-Air One. Tanto più che la controproposta tedesca dovrebbe tener conto anche delle penali che Alitalia sarebbe chiamata a pagare per abbandonare l´alleanza internazionale Skyteam per quella dove è presente Lufthansa, Star Alliance. Un alternativa più praticabile al cambio di alleato è la richiesta di una maggiore liberalizzazione dei diritti di volo dallo scalo milanese. La nuova Alitalia, in quanto compagnia di bandiera, mantiene una sorta di monopolio sulle rotte internazionali non affidate al mercato, ma a specifichi accordi bilaterali tra il governo italiano e le controparti straniere (praticamente tutte quelle fuori l´Ue e quelle da e verso gli Usa). Per mantenere alto il traffico su Milano, gli amministratori locali chiedono che le altre compagnie, italiane e straniere, possano aprire liberamente i collegamenti da Malpensa. Alitalia e Air France invece puntano al mantenimento del meccanismo attuale. Non è solo la Lega ad annunciare una strenua difesa degli interessi del Nord. Giovedì è stato indetto il "Malpensa day" dal presidente della provincia di Milano, Filippo Penati, mentre il leader dell´Italia dei Valori, Antonio Di Pietro ricorda: «Berlusconi e la Lega, quand´erano all´opposizione, bloccarono la vendita di Alitalia ad Air France perché, a loro dire, avrebbe penalizzato lo scalo di Malpensa e, quindi, tutta l´economia lombarda. Ora hanno chiuso l´affare proprio con Air France, con l´aggravante che i debiti della vecchia Alitalia (oltre 3 miliardi di euro) sono stati messi a carico dei contribuenti».

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ecco la mossa anti-spinetta liberalizzare i diritti di volo (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 05-01-2009)

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Pagina 8 - Economia La scheda Ecco la mossa anti-Spinetta liberalizzare i diritti di volo All´interno dell´Unione Europea e tra questa e gli Stati Uniti, specifiche convenzioni lasciano alla libera contrattazioni tra compagnie aeree e aeroporti la determinazione di rotte, collegamenti e frequenze. Per il resto del mondo, oltre cento paesi, esistono degli appositi trattati bilaterali tra i due governi interessati che definiscono numero dei voli, aeroporti interessati e la divisione di questi voli tra le due compagnie di bandiera. Secondo la società degli aeroporti milanesi Sea, circa 20 compagnie straniere (soprattutto arabe e asiatiche) hanno chiesto di aprire voli su Milano, ma non possono farlo perché Alitalia mantiene i diritti di volo anche su rotte che non esercita più, mentre il governo, per proteggere la compagnia di bandiera, non rinegozia i trattati per far sì che vettori diversi la sostituiscano.

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"la partita non è ancora chiusa l'offerta tedesca è molto buona" - giorgio lonardi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 05-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina 9 - Economia Nessuna lobby "La partita non è ancora chiusa l´offerta tedesca è molto buona" Formigoni: passo forte del governo se Cai insiste sui francesi Non credo assolutamente che esista una lobby industriale anti-Malpensa e a favore di Air France GIORGIO LONARDI MILANO - è convinto che la partita sia ancora tutta da giocare. E che il destino di Malpensa non sia già segnato. Anzi, lui, Roberto Formigoni, il governatore della Lombardia, non nasconde di aspettarsi qualcosa di buono dall´incontro che si svolgerà oggi fra Roberto Colaninno e Wolfgang Mayrhuber, il numero uno di Lufthansa. Presidente Formigoni cosa risponde a chi accusa il governo di aver abbandonato Malpensa ad un inevitabile declino? «Rispondo che i giochi non sono ancora fatti. E che i conti si faranno alla fine. Mi aspetto molto dall´incontro che si svolgerà oggi fra Colaninno e Mayrhuber. Perché sarà un incontro vero e anche perché mi sto battendo affinché le cose vadano bene cioè a vantaggio sia di Malpensa sia di Fiumicino». Dunque lei sa qualcosa di nuovo? «So che Lufthansa si presenterà con una proposta molto interessante dal punto di vista economico e dunque per quanto riguarda i capitali che intende investire. E so che Mayrhuber è pronto a gettare sul tavolo un forte impegno di sviluppo in favore di Malpensa e di Fiumicino. Perché una cosa deve essere chiara: qui stiamo parlando del futuro dell´intero sistema italiano del trasporto aereo». Perchè preferisce Lufthansa? «Il sistema tedesco è legato storicamente ad una logica multi-hub, quindi più vicina alla nostra. Al contrario i francesi puntano da sempre su un solo hub e questo schema è contrario ai nostri interessi nazionali: danneggerebbe sia Malpensa sia Fiumicino». Lei crede veramente che la carta Lufthansa sia ancora spendibile? Eppure con il nuovo piano Cai Alitalia ci saranno ben 39 voli al giorno da Milano verso Parigi. Non è la prova che il nuovo hub del Nord c´è già e si chiama Charles De Gaulle? «Se così fosse sarebbe uno sbaglio enorme, un danno per il Paese. Mi rendo conto che ci sono dei segnali negativi ma Colaninno ci dice che i giochi sono ancora aperti. E la proposta di Mayrhuber è buona. In questo quadro un "no" sarebbe inaccettabile». E allora, come se ne uscirebbe? «Se questo fosse lo scenario dobbiamo aspettarci un passo forte da parte del governo. Non dobbiamo dimenticare che fra gli obiettivi affidati dal governo alla Cai stessa c´è la difesa dell´interesse nazionale». Ostinarsi su Lufthansa non rischia di essere una battaglia di retroguardia? Non sarebbe meglio battersi da subito per liberalizzare i diritti di volo aprendo le porte di Malpensa alle migliore compagnie internazionali? «Liberalizzare si deve ed è importante. Però attenzione: si tratta di un lavoro lungo e faticoso che ha bisogno di tempo per dare i suoi frutti. Se vogliamo risolvere in tempi brevi i problemi di Malpensa e quelli di Fiumicino l´accordo con Lufthansa è senza dubbio l´opzione più rapida». Quanto costerebbe alla Lombardia il depotenziamento di Malpensa? Si parla di un punto in meno del Pil regionale: è una stima corretta? «Si la stima è quella: fra un punto e un punto e mezzo in meno. Ecco perché non è accettabile lo smantellamento dell´hub. Ed ecco perché il governo farà di tutto per convincere Cai» Parliamo di crisi economica. Il 13 gennaio Alitalia chiude il Cargo a Malpensa. Secondo il sindaco Moratti si apre un caso peggiore di quello dell´Alfa di Arese. Lei che ne pensa? «Penso che un grande Paese non può accettare di dipendere dall´estero per quanto riguarda il suo traffico merci». Come giudica il ruolo della Confindustria lombarda in questa vicenda? Un anno fa gli industriali si sbracciavano per difendere il ruolo di Malpensa. Ma adesso, dopo che Tronchetti Provera e Marcegaglia sono entrati nell´azionariato Cai sulla vicenda è calato il silenzio. «L´azionariato di Cai è giovane e quindi mi sembra naturale che ci sia stato un periodo di "rodaggio". Detto questo dagli imprenditori lombardi azionisti di Cai mi aspetto un impegno forte in favore di Malpensa, di Fiumicino e del sistema italiano del trasporto aereo. Anzi, credo che la loro presenza possa essere di aiuto per una soluzione positiva della vicenda». C´è una lobby milanese di industriali anti-Malpensa e filo Air France? «Non lo credo assolutamente». Oggi si riunisce la segreteria politica della Lega sul caso Malpensa. E proprio la Lega per bocca di Castelli ha fatto sapere di essere pronta ad alleanze trasversali pur di difendere l´aeroporto varesino. Giovedì il presidente della Provincia di Milano Filippo Penati ha proclamato il Malpensa Day. Non è che sta per esplodere un caso capace di mettere in difficoltà il governo? «Mi auguro che accada l´opposto e che quindi il governo aiuti Cai a trovare la soluzione migliore nell´interesse del Paese. Da parte mia sono pronto ad incontrare Colaninno e i vertici Cai in tempi brevi assicurando tutto il supporto della Regione per il rilancio di Malpensa».

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padre amorth: c'è qualcosa di diabolico (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 05-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina 9 - Economia Si conferma la profezia dell´ex presidente Prato che aveva detto: per Alitalia serve l´esorcista Padre Amorth: in questa vicenda c´è del diabolico Padre Amorth: c´è qualcosa di diabolico MILANO - «Qui ci vorrebbe l´esorcista» per salvare l´Alitalia, aveva detto l´ex presidente della compagnia di bandiera Maurizio Prato al numero uno di Air France Jean Cyrille Spinetta. Detto fatto, anche se a qualche mese di distanza: l´esorcista si è appalesato davvero. «La crisi dell´Alitalia ha qualcosa di funestamente satanico», ha dichiarato padre Gabriele Amorth, uno che di queste cose se ne intende essendo il decano degli esorcisti, in un´intervista al sito Pontifex. L´ultraottantente sacerdote ha aggiunto che in realtà qualche traccia del Diavolo si trova in tutti gli errori umani, basta saperla cercare. Il male personificato nelle sembianze del Diabolico - sostiene - è sempre tra le cause delle disgrazie che potevano essere evitate. è presente nel caso dell´odissea che ha investito la nostra compagnia di bandiera portandola sull´orlo del fallimento, dunque, ma anche nelle vicende che hanno condotto il mondo nel pieno della peggiore recessione dal ´29 ad oggi. Infatti, anche «dietro questa gravissima crisi economica si nasconde lo zampino di Satana: quando accadono divisioni, confusione, crisi, il grande tentatore è sempre presente. Lui se la ride e inevitabilmente le crisi e i dissesti economici hanno influenze anche sulla sfera personale. Creano allontanamento e frattura, esattamente quello che vuole Satana». Che assiste soddisfatto alle conseguenze del suo operato. In concreto Satana, ipotizza l´esorcista, potrebbe aver agito «suggerendo ai mercati, agli esperti e agli investitori scelte sbagliate». Chissà se a Wall Street lo sanno, e chissà cosa ne pensano gli investitori truffati dall´ex presidente del Nasdaq Bernard Madoff. (v.p.)

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berlusconi nel mirino del senatùr "questo caos non gli conviene" - paolo berizzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 05-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina 8 - Economia Il numero uno lumbard seccato dal "contropiede" sullo scalo varesino. E nel governo si apre un altro fronte Berlusconi nel mirino del Senatùr "Questo caos non gli conviene" PAOLO BERIZZI DAL NOSTRO INVIATO GEMONIO - «Silvio mi aveva detto che su Lufthansa era d´accordo con noi. Non capisco questa sorpresa, è un contropiede. Così mi fa incazzare il Nord, viene fuori un casino che non conviene a nessuno. A lui per primo...» L´umore di Umberto Bossi ? riferisce chi gli ha parlato nelle ultime ore ? è "nero". Il Senatùr è appena rientrato dalla minivacanza a Ponte di Legno (a Gemonio ha trovato la sede della Lega imbrattata con la scritta "Morte a Bossi e ai secessionisti"). Tutto pensava tranne di dovere iniziare l´anno con un´altra gatta da pelare. Forse la più spinosa. Non solo perché «finché c´è la Lega, Malpensa non si tocca». Ma anche perché «noi fino adesso siamo stati buoni su tutto». Ha voglia Roberto Calderoli a precisare che «non bisogna mischiare le cose: un conto è Alitalia e un conto è il resto». Il fatto è che per i leghisti il potere irritante della faccenda Cai-Malpensa, considerato un "voltafaccia" bello e buono, amplifica il più generale disorientamento nei confronti di Roma. Il dribbling della nuova compagnia ha mandato per aria «quello che ci aveva detto Berlusconi», è sbottato coi suoi il ministro per le Riforme. Per di più arriva alla fine di un periodo di mal di pancia continui: quelli provocati al Carroccio dagli alleati di governo. In primis proprio dal presidente del Consiglio con le sue esternazioni. I colpi di acceleratore sulla riforma della giustizia messa in testa all´agenda governativa; la rigidità sulle intercettazioni telefoniche, sulle quali i lumbard sono molto meno trancianti; infine l´uscita inattesa ? «non ne abbiamo mai parlato», fu il secco commento di Bossi ? sull´ipotesi di una riforma presidenziale. Alta è la temperatura ai piani alti di via Bellerio. Ma la parola d´ordine è «aspettare», «stare buoni finché non ci sarà un chiarimento». Il Senatur sta mettendo in campo tutta la diplomazia di cui è capace, che ha affinato da quando è tornato a fare il ministro e che ha già sperimentato per tamponare certi eccessi berlusconiani. Mercoledì o al massimo giovedì incontrerà il premier a Roma. Intanto se ne starà tranquillo, per «non far scappare i buoi dal recinto», e soprattutto «non guastare il clima» in vista dell´arrivo in aula del federalismo. La sensazione è che si abbia la certezza che la partita Alitalia potrebbe chiudersi, e anche in fretta, con un altro risultato. «O una soluzione o un´altra: o Lufthansa o ci liberano gli slot», punta i piedi Calderoli. Anche perché se Cai dovesse restare ancorata alla sua politica «anti Malpensa e anti Nord» ?aggiunge ? «il nostro atteggiamento futuro ne terrà conto». Al centro dei pruriti leghisti, però, c´è, direttamente o indirettamente, Berlusconi: «Rischia di passare alla storia come il becchino di Malpensa», la butta lì il parlamentare bergamasco Giacomo Stucchi. I nervi sono tesi. Il colpo di teatro di Air France potrebbe rivelarsi una goccia capace di far traboccare qualche vaso. Ragiona un autorevole esponente leghista: «Sembra che dal ministro Matteoli sia arrivata un´apertura: liberare le rotte a primavera. Ma l´aria che tira non è tranquilla. è vero che Berlusconi continua a magnificare la sua amicizia con Bossi, ma è anche vero che si ricorda bene cosa fece la Lega nel ?94. In sei mesi facemmo saltare in aria il governo. Per questo non ci devono provocare».

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malpensa quei silenzi di politici e imprenditori - maurizio martina * (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 05-01-2009)

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Pagina III - Milano L´intervento Malpensa quei silenzi di politici e imprenditori MAURIZIO MARTINA * La vicenda di Malpensa e della nuova Alitalia, con le sue implicazioni per Milano e la Lombardia, merita di essere giudicata con attenzione soprattutto dai cittadini. Rappresenta probabilmente l´emblema delle debolezze di questo paese, ma questa volta a partire proprio dal "grande" Nord. Nemmeno un anno fa, verso la prima ipotesi di accordo Alitalia-Air France, si è giocata contro il governo di centrosinistra una parte importante della campagna elettorale che portò alla vittoria di Silvio Berlusconi. Per settimane dai palazzi più importanti di Milano e dalle istituzioni lombarde, decine di autorevoli esponenti del centrodestra lanciarono i loro strali contro qualsiasi accordo con la compagnia d´Oltralpe. La Lega Nord, fiutando il vento elettorale, pensò bene di organizzare anche un presidio direttamente in aeroporto, con tanto di slogan contro "AliRoma". Si mosse una parte della politica. Ma si mossero anche settori dell´economia, dell´industria, della finanza locale e qualificati opinionisti. Non è passato nemmeno un anno da tutto questo e oggi ci troviamo ad assistere a una scena che molti, non a torto, definirebbero tragicomica se non avesse pesanti ripercussioni per centinaia di lavoratori e famiglie. La nuova Alitalia sta per siglare l´accordo proprio con Air France a condizioni decisamente peggiori, sul piano dei costi e sulle strategie di sviluppo per Milano, rispetto a quella prima ipotesi. SEGUE A PAGINA II

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separiamo i destini di malpensa e alitalia - maurizio martina * (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 05-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina IV - Milano SEPARIAMO I DESTINI DI MALPENSA E ALITALIA MAURIZIO MARTINA * Per difendere il totem dell´italianità sono stati usati, in un momento di grave crisi, ben 4 miliardi di euro presi dalle tasche dei cittadini e qualsiasi logica concorrenziale è stata sospesa. La nuova compagnia ridurrà ulteriormente il proprio impegno su Malpensa; basta rilevare che a oggi prevede tre soli voli intercontinentali. Tutto questo accade senza che chi si unì al coro dello scandalo un anno fa, a partire da tanti imprenditori e uomini della finanza, batta ciglio. Le recenti dichiarazioni del sindaco Moratti oggettivamente non bastano, mentre merita sicuramente una citazione l´onorevole Roberto Castelli, che continua a parlare della vicenda come se fosse appena sbarcato da Marte, dimenticando di essere, proprio lui, l´unico sottosegretario lombardo alle Infrastrutture. Questo è quello che abbiamo visto nelle giornate scorse e immaginiamo possa bastare ai cittadini per farsi una opinione sui comportamenti dei diversi attori coinvolti. Ma ora cosa si può fare per il futuro di Malpensa? Noi vogliamo tenere fede al ragionamento che abbiamo sempre fatto, ieri con il centrosinistra al governo e oggi con il centrodestra: bisogna separare il destino di Malpensa da quello dell´Alitalia. Non basta sperare in Lufthansa. Bisogna agire subito per garantire alla compagnia tedesca, così come ad altri vettori internazionali, di potersi misurare ad armi pari con lo sviluppo del nostro scalo più importante. E per farlo diventa decisiva la battaglia sulla rapida riassegnazione degli slot che non verranno utilizzati da Alitalia e sui nuovi accordi per liberalizzare i diritti di volo. Non lo diciamo da oggi, lo proponiamo da mesi. Castelli e gli altri hanno intenzione di aspettare ancora o intendono muoversi su questo punto cruciale? Purtroppo non è ancora chiaro. Rimane il fatto che a noi lombardi questa vicenda dovrebbe insegnare alcune cose: non sempre, in politica, chi urla per la difesa degli interessi del territorio che dice di voler rappresentare poi agisce di conseguenza. E non sempre, in economia, chi si fa paladino a parole della concorrenza e del mercato è pronto a comportarsi di conseguenza quando dovrebbe. Questa volta però non accade solo a Roma. Questa volta anche a Milano. ( * Segretario Pd Lombardia)

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Alitalia, ore decisive per Malpensa Sangalli: nessun killer, l'hub va difeso (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 05-01-2009)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-05 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE La polemica Gli imprenditori rispondono alle accuse di Penati. Artusi: c'è bisogno di un grande scalo Alitalia, ore decisive per Malpensa Sangalli: nessun killer, l'hub va difeso Oggi vertice di Cai con Lufthansa. E Bossi incontra la Moratti Alla vigilia degli incontri decisivi per la scelta del partner di Alitalia, si accendono le polemiche milanesi su Malpensa «Non siamo i killer di Malpensa ». Nel giorno clou del vertice Alitalia-Lufthansa, il presiedente della Camera di Commercio, Carlo Sangalli replica alle accuse lanciate dal presidente della Provincia, Filippo Penati. «La Camera di Commercio ha tutte le carte in regola. Ha sempre difeso Malpensa. E voglio sottolineare che stesso atteggiamento hanno avuto il presidente di Promos, Bruno Ermolli e il presidente di Assolombarda, Diana Bracco. Adesso non è il momento delle divisioni. Dobbiamo essere tutti uniti nella difesa dell'hub». Si scaldano gli animi. Sono ore decisive. Il leader della Lega, Umberto Bossi ha convocato per oggi un vertice straordinario con tutti i leader del Carroccio per discutere sul futuro dello scalo varesino. Invitati anche il presidente leghista della Sea, Giuseppe Bonomi e il sindaco, Letizia Moratti. Ed è lo stesso Bossi a confermare le parole della Moratti sottolineando di non considerare definitiva la scelta di Air France come partner internazionale della nuova Alitalia. Ma Penati va ancora all'attacco della Moratti: «Anch'io dovendo scegliere tra Air France e Lufthansa non ho dubbi nel preferire la seconda, ma non ritengo questa la soluzione per garantire un futuro a Malpensa; perché se ci si limita alla disputa sul partner si rischia di proteggere solo l'investimento dell'élite economico finanziaria milanese che ha scaricato l'aeroporto lombardo. Bisogna impegnarsi subito sulla liberalizzazioni dei diritti di volo». A Penati, risponde Sangalli, accusato dal numero uno di Palazzo isimbardi di essere tra i «killer » di Malpensa: «Siamo stati i primi a organizzare a febbraio un convegno molto importante per dire che Malpensa deve restare un hub - attacca Sangalli - un altro si organizzerà tra poche settimane. Non comprendo neanche l'attacco a Ermolli e alla Bracco. Come potrebbe Ermolli che ha come obiettivo l'internazionalizzazione di Milano, rinunciare a Malpensa? La Bracco? è presidente della società Expo 2015. Come potrebbe realizzare tutto ciò che c'è in cantiere senza Malpensa? è impensabile e incredibile. Penati non può pensare di essere l'unico a cui interessano le sorti di Malpensa». Alle voci in difesa dello scalo si affianca anche la Fiera con l'ad di Fiera Milano spa, Claudio Artusi: «Non facciamo il tifo per Lufthansa o per Air France. Facciamo il tifo per noi stessi perché un grande quartiere fieristico ha bisogno di un grande hub. Per questo abbiamo sempre puntato sullo sviluppo di Malpensa». La Fiera non si nasconde che il dehubbing avrà pesanti ripercussioni per il business espositivo. Una perdita di diversi milioni di euro. «Non dimentichiamoci - continua Artusi che noi non abbiamo bisogno di Malpensa solo come accessibilità business, ma anche di accessibilità logistica perché le grandi fiere hanno bisogno del cargo». E il cargo, come ha annunciato la Moratti, chiuderà i battenti dal 13 di gennaio. Maurizio Giannattasio \\ Filippo Penati Sono a Milano i killer dello scalo di Malpensa \\ Carlo Sangalli Non mi sembra sia il momento delle divisioni \\ Claudio Artusi Una grande Fiera ha bisogno di un grande scalo Lo scalo Polemiche sul nuovo piano Alitalia

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OGGI PRIMO INCONTRO CAI-LUFTHANSA SANGALLI: NON (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 05-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2009-01-05 num: - pag: 1 autore: di MAURIZIO GIANNATTASIO categoria: REDAZIONALE Il caso PROTESTE DI FIERA E INDUSTRIALI OGGI PRIMO INCONTRO CAI-LUFTHANSA SANGALLI: NON SIAMO I KILLER DI MALPENSA Ore decisive per Malpensa. Oggi ci sarà il vertice tra Alitalia e Lufthansa per la scelta del partner straniero di Cai. E sempre oggi, Umberto Bossi ha convocato una segreteria straordinaria con tutti i vertici del Carroccio. Invitati anche il sindaco Letizia Moratti e il presidente di Sea, Giuseppe Bonomi. Intanto il presidente della Camera di Commercio, Carlo Sangalli (foto) replica alle accuse di Penati: «Non siamo i killer di Malpensa. Abbiamo tutte le carte in regola. Abbiamo sempre difeso Malpensa. Non è il momento delle divisioni. Dobbiamo essere tutti uniti nella difesa dell'hub» A PAGINA 2

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La pista francese (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 05-01-2009)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2009-01-05 num: - pag: 19 categoria: BREVI La pista francese L'ipotesi di accordo esplorata con Air France-KLM prevede che il gruppo franco-olandese rilevi il 25% della nuova Alitalia versando 300 milioni di euro. Questo significa che il 100% di Alitalia viene valutato 1.200 miliardi di euro. Per Air France sarebbe stata prevista anche la possibilità di esprimere un numero non maggioritario (né di blocco) di consiglieri d'amministrazione

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<Compagnia nei guai? Colpa di Satana> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 05-01-2009)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2009-01-05 num: - pag: 19 categoria: REDAZIONALE Il caso Il decano degli esorcisti Gabriele Amorth: il suo zampino anche dietro la recessione «Compagnia nei guai? Colpa di Satana» «La crisi dell'Alitalia ha qualcosa di funestamente satanico: ove imperano la divisione e l'incertezza, in quel posto regna Satana». Ne è convinto padre Gabriele Amorth, decano degli esorcisti. In un'intervista al sito Pontifex, però, l'ultraottantenne sacerdote paolino chiarisce che qualche traccia del Diavolo, a saperla cercare, la si trova in tutti gli errori umani: il male personificato è sempre tra le cause delle disgrazie che potevano essere evitate. E dunque anche «dietro questa gravissima crisi economica si nasconde lo zampino di Satana: quando accadono divisioni, confusione, crisi, il grande tentatore è sempre presente». Lo scorso anno Maurizio Prato, decidendo di abbandonare la guida della compagnia dopo il fallimento della cessione ad Air France, curiosamente disse che solo l'intervento di un esorcista avrebbe potuto salvare il gruppo. Ed analog a affermazione fece Jean-Cyril Spinetta, numero uno di Air France, citando lo stesso Prato. \\ Prato: solo l'esorcista può salvare questa azienda \\ Spinetta: ha ragione l'ex numero uno di Alitalia I manager Maurizio Prato e Jean-Cyril Spinetta

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E il governo aspetta le mosse dei tedeschi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 05-01-2009)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2009-01-05 num: - pag: 19 categoria: REDAZIONALE Palazzo Chigi E il governo aspetta le mosse dei tedeschi ROMA — Da Palazzo Chigi arriva solo un «no comment», e anche il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, «non ha nulla da dire». L'appello di Letizia Moratti perché il governo intervenga a favore di un accordo tra Alitalia e Lufthansa per ora è caduto nel vuoto. Nell'esecutivo ci sperano, ma non sono molti quelli che credono a quest'alleanza. Anche perché, si fa presente, Lufthansa non è mai parsa disposta ad un ruolo di azionista di minoranza in Alitalia. Mentre la linea di Silvio Berlusconi, che addirittura avrebbe preferito solo accordi commerciali e non azionari, è sempre stata quella di assicurare prioritariamente «l'italianità» della compagnia aerea. Una scelta politica accettata anche dalla Lega, che infatti spinge più per la salvaguardia di Malpensa che non verso Lufthansa. Seppur convinto che la compagnia tedesca possa garantire meglio la funzionalità degli aeroporti milanesi, il governo, dunque, non si espone. Una volta fissati i paletti, si ribadisce a Palazzo Chigi, la scelta del partner, è affare degli azionisti di Alitalia. Se fosse Air France, il governo è pronto ad aiutare Malpensa. Ma non ancora a liberalizzare gli slot, come chiede la Lega per garantire sviluppo allo scalo: farlo, subito e tutto insieme, potrebbe essere un colpo mortale per la nuova Alitalia. M. Sen.

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Alitalia, vertice con Lufthansa sul rilancio (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 05-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2009-01-05 num: - pag: 19 categoria: REDAZIONALE Il salvataggio Al momento l'unica offerta sul tavolo è quella di Air France, con la quale è previsto un summit solo dopo il 7 gennaio Alitalia, vertice con Lufthansa sul rilancio L'incontro in «conference call» per verificare i termini della probabile controproposta La Lega oggi riunisce a Milano i suoi ministri, assieme al sindaco Moratti, per capire come «difendere» Malpensa ROMA — La partita per la scelta del partner internazionale dell' Alitalia, che con tutta probabilità sarà annunciato martedì 13 gennaio con il passaggio di consegne tra la nuova e la vecchia compagnia, è ormai agli sgoccioli. La cordata di imprenditori che ha costituito la rinnovata Alitalia è in trattative avanzate con Air France, che acquisirebbe una quota di minoranza. Ma oggi anche la Lufthansa potrebbe formalizzare un'offerta. A Milano il presidente e l'amministratore delegato della nuova Alitalia, Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, incontreranno in conference call i vertici di Lufthansa la compagnia aerea guidata da Wolfgang Mayrhuber, presidente esecutivo della società tedesca. Che secondo fonti attendibili sarebbe pronta, appunto, a mettere finalmente sul piatto la sua proposta di alleanza. L'ipotesi di un accordo con la Lufthansa è fortemente appoggiata dal sindaco di Milano, Letizia Moratti, che preoccupata per i possibili effetti negativi sullo scalo di Malpensa dell'alleanza con Air France, ha chiesto ieri l'intervento del governo e del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che a suo tempo aveva osteggiato il passaggio di Alitalia nelle mani di Parigi e in altre occasioni si era espresso a favore dei tedeschi. Non tanto per la Lufthansa, quanto a difesa dello scalo di Malpensa, è in piena mobilitazione anche la Lega Nord. Sempre oggi a Milano, in via Bellerio, il segretario Umberto Bossi riunirà lo stato maggiore del Carroccio. Ci saranno i ministri dell'Interno, Roberto Maroni, e della Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, il sottosegretario alle Infrastrutture, Roberto Castelli, poi lo stesso sindaco Moratti e il presidente della società degli aeroporti milanesi, Giuseppe Bonomi. «Chi si sogna di far fuori Malpensa - scriveva ieri minacciosamente il quotidiano del Carroccio, La Padania, dando notizia del vertice - dovrà vedersela con la Lega Nord». Bossi non dà affatto per scontata l'alleanza con Air France, aspetta il rilancio della Lufthansa ma ha già un piano alternativo: convincere l'esecutivo, in caso di accordo tra l'Alitalia e i francesi, a liberalizzare i diritti di decollo e atterraggio sugli aeroporti milanesi. La liberalizzazione degli "slot" è stata sollecitata anche dal presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati. «Dopo 10 mesi dalla fusione fallita Alitalia-Air France, dopo 300 milioni di prestito ponte, dopo 7 mila lavoratori in esubero e 4 miliardi di costi che graveranno sui contribuenti, qualcuno vorrebbe riportarci alla disputa di partenza, se è meglio Air France o Lufthansa, come se niente fosse » dice Penati, che accusa la Moratti di aver cambiato idea, sposando l'alleanza con Lufthansa a scapito della «liberalizzazione dei diritti di volo». In attesa delle mosse dei tedeschi, fonti della nuova Alitalia hanno fatto sapere ieri, avvalorando l'idea che i giochi siano ancora aperti, che il confronto con Air France riprenderà solo dopo il 7 gennaio. In quel caso si tratterebbe di precisare i dettagli, perché gran parte dell'intesa è già definita (e dicono alcuni già firmata): secondo indiscrezioni Parigi entrerebbe con una quota di circa il 25% del capitale, e tre consiglieri d'amministrazione (due dei quali nel comitato esecutivo), pagando circa 300 milioni di euro. Oggi a Roma, intanto, nuovo incontro tra l'Alitalia e i sindacati firmatari degli accordi (quindi senza i piloti Anpac e Up): in discussione le procedure per le assunzioni del personale della vecchia compagnia nella nuova società. Mario Sensini Conference call Wolfgang Mayrhuber e Roberto Colaninno

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Formigoni: "Pronti a ribellarci" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 05-01-2009)

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n. 1 del 2009-01-05 pagina 13 «Pronti a ribellarci se Alitalia firma con Air France» di Sabrina Cottone Il governatore lancia un appello a governo e imprenditori: danno grave, per salvare Malpensa diremo sì a Lufthansa MilanoAlitalia è a un passo dalla chiusura dell'accordo con Air France. E il cosiddetto partito del Nord è in subbuglio, convinto che la scelta si rivelerà disastrosa non solo per Malpensa, ma per le sorti di tutto il traffico aereo italiano. Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, alla vigilia dell'incontro di oggi tra i vertici di Cai e di Lufthansa, non si dà per vinto: «C'è ancora spazio per far entrare Lufthansa. Lancio un appello agli imprenditori del Nord, la maggioranza nella cordata, perché resistano a questa deriva verso Air France che creerà un grave danno al Paese. Non voglio essere una Cassandra, ma significherebbe diventare una linea aerea di piccolo cabotaggio e non svolgere la funzione per cui Cai è nata, cioè essere compagnia di bandiera». Se Alitalia sceglie Air France, che farà la Regione Lombardia? Pensa di scendere in piazza? «Vorrei che nessuno desse per persa la battaglia. Siamo in una fase in cui si può ancora compiere la scelta giusta. Se la decisione fosse altra da Lufthansa, è chiaro che non abbandoneremo Malpensa e faremo tutte le mosse perché possa crescere e tornare a essere un hub. Si imporranno alcune scelte. A quel punto, l'ho già detto in conversazioni private con imprenditori e governo, il conflitto sarà inevitabile. Dovremo pensare a uno sviluppo di Malpensa a prescindere da Cai e ci sarebbero certamente conflitti di interesse». Vuol dire che la Lombardia sosterrà comunque un'alleanza Lufthansa-Malpensa ai danni di un'Alitalia romana? «Nascerà inevitabilmente l'esigenza di sostenere comunque Lufthansa. Non si capisce ad esempio perché non dovrebbe entrare sul Milano Roma, la tratta più remunerativa. Chiederemo la liberalizzazione dei voli totale e immediata, di non facile digeribilità per Cai. Attenti però non a pensare i cieli liberi come una panacea, perché Malpensa non recupera immediatamente i suoi problemi. Se Cai sceglie Air France, la botta su Malpensa è forte». Ma la scelta del partner di Alitalia è una decisione politica o una scelta industriale che riguarda solo gli imprenditori di Cai? «È l'uno e l'altro insieme, perché Cai è una compagnia privata ma il suo compito, la sua mission, è realizzare una compagnia di bandiera. E poiché essere compagnia di bandiera significa garantire il trasporto aereo nel Paese, i criteri di scelta del partner non possono rispondere solo a interessi privati, ma devono assolvere a un compito nazionale: assicurare un trasporto aereo efficiente in tutto il Paese. Il settore aereo è delicato, non è un'impresa dolciaria, ma un settore con condizioni in monopolio o semimonopolio. Noi abbiamo sostenuto la cordata ma con l'obiettivo che questa cordata sviluppasse il trasporto aereo. E adesso ci aspettiamo che questo sia realizzato». Gli eventi vanno in tutt'altra direzione. Sembra che Alitalia abbia già scelto l'alleanza con Air France. «Sono sicuro che il governo non assisterà inerte al venire meno dell'obiettivo di fondo. Chiedo e mi auguro che l'incontro di domani (oggi per chi legge, ndr) tra i vertici Cai e i vertici di Lufthansa non sia formale, ma che sia una trattativa vera. So per certo che Lufthansa ha già presentato e ripresenterà condizioni per un'alleanza forte. Mi aspetto che siano valutate dalla Cai e che non servano solo per spuntare condizioni migliori con Air France». Perché Alitalia-Cai dovrebbe preferire Lufthansa a AirFrance? «Lufthansa vuole entrare seriamente nel capitale, con un forte contributo, pur non chiedendo un ruolo di comando. Lufthansa porta un'alleanza internazionale più forte e garantisce condizioni tecniche di favore sia per Malpensa che per Fiumicino mentre AirFrance non lo fa. Lufthansa sarebbe un partner di minoranza che offre condizioni operative forti, inclusa la soluzione del problema delle penali». Il partito del Nord si batte per Malpensa. Ma che cosa risponde a chi difende le sorti di Fiumicino? «È noto a tutti che Air France ha sempre visto Malpensa con il fumo negli occhi, ma con Air France anche Fiumicino viene penalizzata. Invece Lufthansa ha già detto che la sua strategia industriale è rafforzare sia Malpensa che Fiumicino e non per bontà d'animo ma perché le conviene. Lufthansa è multihub, cresce se potenzia sia Fiumicino che Malpensa. Invece Air France ha solo Parigi, può accettare Fiumicino purché non si sviluppi troppo. Air France penalizza ancora di più Malpensa e certamente non fa crescere Fiumicino». Scusi, ma se non conviene a nessuno, perché mai sta per essere siglata un'alleanza con Air France? «Non vorrei che gli imprenditori di Cai, molti dei quali conoscono bene il valore di Malpensa, si facessero condurre da una deriva verso Air France dell'azienda Alitalia, che da dieci anni ha costruito se stessa in gemellaggio con Air France. Sono entrati, trovandosi in mezzo a grandi problemi, e si sono lasciati trascinare dal management che preferisce Air France... D'altra parte sono tutti piazzati su Roma, da anni in contatto con Parigi». C'è anche una questione Linate, che Cai vorrebbe ridurre al solo Milano-Roma? «Mi auguro che il piano industriale presentato da Cai sia diverso e migliore, perché i vertici ci avevano parlato di un piano molto più ampio. Impostata così, la questione non va assolutamente bene. Noi siamo disposti a riconfigurare Linate, in ogni caso portandolo ad alcune destinazioni e non solo al Roma-Milano, ma a patto che Malpensa torni a essere un hub. Se non è così, per il sacrificio di Linate non è accettabile». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Alitalia, Air France alza l'offerta Formigoni: "Scontro" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 05-01-2009)

Argomenti: Alitalia

n. 1 del 2009-01-05 pagina 0 Alitalia, Air France alza l'offerta Formigoni: "Scontro" di Redazione Air France è sarebbe pronta ad alzare da 250 a 300 milioni di euro l?offerta per la partecipazione del 25% nella nuova compagnia. Questa settimana Alitalia dovrà scegliere il proprio partner. Formigoni: "Pronti a ribellarci". Alemanno avverte: "Per Fiumicino non staremo a guardare" Roma - Air France-Klm sarebbe pronta ad alzare da 250 a 300 milioni di euro l?offerta per una partecipazione del 25% nella nuova Alitalia, che questa settimana dovrà scegliere il proprio partner internazionale. Lo si legge sul sito internet del quotidiano economico francese Les Echos, che però non cita fonti. In questo modo il vettore franco-olandese dovrebbe riuscire a prevalere sulla concorrente tedesca Lufthansa, ancora in gioco. Alemanno: "Non staremo a guardare" "Ci preoccupa questo atteggiamento unilaterale che guarda ai soli interessi territoriali", dice in un?intervista al Messaggero Gianni Alemanno che annuncia: su Fiumicino "ci faremo sentire con forza". Alla chiamata alle armi sulla partita Alitalia in difesa di Malpensa si contrappone il fronte preoccupato delle ripercussioni sullo scalo romano del Leonardo da Vinci. "Mi sembra positivo - spiega il sindaco di Roma - che anche Letizia Moratti abbia cominciato a parlare di hub complementari per Malpensa e Fiumicino". Ma avverte: "se dovessimo verificare che il piano industriale va a peggiorare la situazione dell?aeroporto da Vinci, che gli atteggiamenti localistici hanno avuto effetto, saremmo pronti anche noi a mobilitarci". Alemanno dice di aver avuto colloqui con Sabelli e Colaninno, con i ministri Matteoli e Ronchi, ma precisa che ogni decisione seguirà la presentazione del piano industriale. Il sindaco capitolino critica la semplificazione "Air France uguale Roma, Lufthansa uguale Milano" e ribadisce che "la cordata italiana sia stata la soluzione migliore". Alemanno non nasconde le preoccupazioni soprattutto in vista dei nuovi progetti turistici per la Capitale, dal parco tematico al gran premio di Formula Uno. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Alitalia, oggi nessun incontro con... (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 05-01-2009)

Argomenti: Alitalia

n. 1 del 2009-01-05 pagina 0 Alitalia, Air France alza la posta a 300 milioni Lufthansa: l'interesse c'è, ma oggi niente offerta di Redazione Air France è sarebbe pronta ad alzare da 250 a 300 milioni di euro l?offerta per la partecipazione del 25% nella nuova compagnia. Questa settimana Alitalia dovrà scegliere il proprio partner. Formigoni: "Pronti a ribellarci". Si acuisce lo scontro tra Malpensa e Fiumicino Roma - Tra Roma e Milano si riaccende la guerra dell?Hub. La scelta, ormai imminente, del partner di Alitalia spacca il Paese e crea scompiglio tra le forze politiche, dove prevale l?appartenenza territoriale dei singoli sulle scelte di partito. Il Nord "compatto" tifa Lufthansa, mentre la Capitale si schiera apertamente con Air France. Intanto la compagnia francese fa sapere di essere pronta ad alzare da 250 a 300 milioni di euro l?offerta per una partecipazione del 25% nella nuova Alitalia, che questa settimana dovrà scegliere il proprio partner internazionale. In questo modo il vettore franco-olandese dovrebbe riuscire a prevalere sulla concorrente tedesca Lufthansa, ancora in gioco. Il fronte del Nord Il nodo è sempre lo stesso: la sorte dell?aeroporto di Malpensa che - secondo l?agguerrito schieramento nordista che va da Formigoni alla Moratti fino a Penati e Di Pietro - da una eventuale intesa con i francesi - data ormai per scontata negli ambienti vicini al dossier - uscirebbe fortemente ridimensionato a favore dello scalo romano di Fiumicino, "con drammatiche ricadute sull?occupazione e sull?economia dell?intera area". Sulla questione Malpensa il fronte del Nord non intende affatto mollare e attende fiducioso l?incontro (che a quanto risulta all?Agi sarà solo telefonico) tra il presidente della nuova Alitalia Roberto Colaninno e il numero uno di Lufthansa Wolfgang Mayrhube. Il presidente della Lombardia Roberto Formigoni è, infatti, sicuro che "i giochi non sono ancora fatti. So che Lufthansa - annuncia sollecitando anche un intervento diretto di Silvio Berlusconi - si presenterà con una proposta molto interessante dal punto di vista economico". Anche il sindaco Moratti invita Cai a scegliere Lufthansa mentre il presidente della provincia di Milano, il diessino Filippo Penati si fa promotore di un?alleanza trasversale a difesa di Malpensa. Si schiera con il fronte del Nord anche il leader dell?Idv Antonio Di Pietro, secondo il quale "i lombardi sono stati cornuti e mazziati da Berlusconi". Occhi puntati su Fiumicino Ma se il fronte del Nord promette battaglia, le "truppe" capitoline non stanno certo con le mani in mano: Il sindaco Gianni Alemanno e il governatore del Lazio Piero Marrazzo. "Se dovessimo verificare che il piano industriale va a peggiorare la situazione dell?aeroporto Leonardo da Vinci - promette Alemanno - saremmo pronti anche noi a mobilitarci". E Piero Marrazzo, per il quale si è "alla vigilia di una battaglia decisiva" non ha dubbi e sintetizza con uno slogan: "giù le mani della politica dagli aeroporti". è il mercato che deve decidere. "Noi abbiamo un vero Hub. Liberalizzino pure il settore, Fiumicino è pronto a confrontarsi. Non è colpa nostra - sottolinea Marrazzo - se il nord non ha mai risolto i problemi del suo sistema aeroportuale e se Malpensa è cannibalizzata dai moltissimi scali vicini". Lufthansa conferma il proprio interesse Un portavoce della Lufthansa ha smentito all?Agi la notizia riportata da alcuni organi di stampa di una conference call in programma nel pomeriggio tra i vertici della compagnia tedesca e di Cai relativa ad una contro offerta per rilanciare su Air France. Il portavoce ha tuttavia confermato l?interesse di Lufthansa per entrare come partner straniero nella nuova compagnia di bandiera italiana. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Alitalia: Oggi l'offerta di Lufthansa (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 05-01-2009)

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6 gennaio 2009 (sezione: Alitalia 2)

( da "Foglio, Il" del 06-01-2009)

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6 gennaio 2009 Alitalia 2 continua a far rotta su Parigi. Un volo in turbolenza, però, viste le pressioni politiche che giungono al presidente Roberto Colaninno per dirottare l?intesa verso Colonia. La cordata di sedici soci, che ha abbandonato il nome Cai per rimposessarsi dello storico nome aziendale, ha in agenda da tempo la scelta del partner: Air France o Lufthansa. Una scelta urgente visto che Alitalia 2 partirà il 13 gennaio. Ieri era previsto un vertice tra Colaninno e Wolfgang Mayrhuber, presidente di Lufthansa. Un portavoce della compagnia germanica ha smentito la notizia, ma fonti vicine al dossier dicono al Foglio: “I contatti sono proseguiti anche oggi (ieri, ndr) su entrambi i fronti, compreso quello di Lufthansa, in vista della scelta finale”. La ristrettezza dei tempi, comunque, rende scettici gli addetti ai lavori, che ritengono ormai prossima la firma del contratto con Air France. Un cda straordinario convocato dalla società francese per il 9 gennaio è destinato a dare il via libera all?operazione.

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nessuna controfferta dalla lufthansa air france più vicina - luca iezzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-01-2009)

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Pagina 9 - Economia Nessuna controfferta dalla Lufthansa Air France più vicina Ma i tedeschi: ancora in corsa per Alitalia I francesi offrono 300 milioni per il 25%, Mayrhuber dovrebbe arrivare a 500 per Sky Team LUCA IEZZI ROMA - Il rilancio di Lufthansa non è arrivato, ma la compagnia tedesca «è ancora in corsa» per diventare il partner di Alitalia. Lo ha dichiarato un portavoce della compagnia da Francoforte pur negando che i due presidenti, Roberto Colaninno e Wolfgang Mayrhuber, ieri si siano sentiti per discutere di una possibile contro offerta a quella fatta da Air France-Klm. In realtà i contatti tra le due società ieri ci sono stati, anche ad altissimo livello, solo che i tedeschi non avevano pronta un´offerta circostanziata da presentare ai manager Alitalia. La decisione finale sul partner industriale verrà presa alla fine della settimana, ma non prima di aver saputo l´esito dell´incontro di domani tra il premier Silvio Berlusconi e il leader leghista Umberto Bossi. Comunque in tempo per l´avvio dell´attività prevista per il 13 gennaio. Nonostante il pressing di Lufthansa, la distanza tra i due contendenti non è cambiata. La cordata di imprenditori che ha costituito la nuova Alitalia mantiene i canali aperti con entrambe, ma le trattative con la compagnia francese sono a uno stadio più avanzato e vedono i legali alle prese con le specifiche tecniche. Air France è talmente in vantaggio che dalla Francia arrivano voci, non confermate, di un cda della compagnia previsto già venerdì per sancire l´alleanza nei termini concordati con Cai. A questo punto per ribaltare l´esito finale Lufthansa dovrebbe presentare dei termini molto migliori di quelli già concordati con Air France che sono di per sé già molto favorevoli come dimostra il pagamento di 300 milioni di euro per un 25% di una società capitalizzata per circa un miliardo. Il sovrapprezzo è giustificato dalla possibilità di crescere nel corso degli anni nel controllo e nel capitale della società. I tedeschi dovrebbero anche assumersi l´onere connesso al cambio dell´alleanza internazionale: Alitalia e Air France sono tra i fondatori di Sky Team, mentre Lufthansa è in Star Alliance. La penale per il cambio di raggruppamento (gli accordi prevedono l´obbligo di garantire la copertura di alcune destinazioni in code sharing) è quantificabile in 200 milioni di euro, seppur non in un´unica soluzione. Alla fine un esborso da 500 milioni di euro per i tedeschi rischia di finire per essere fuori mercato rispetto alle quotazioni attuali delle compagnie aeree. A giocare a favore di Lufthansa rimane la carta politica, vista la preferenza della Lega, e l´orientamento dello stesso presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che ha più volte dichiarato di tifare per un accordo con Francoforte. Posizioni ben note che finora non hanno fermato Colaninno e soci ad arrivare ad un passo dalla firma con Air France. Quale che sia la scelta da martedì 13 la fusione dei due network Alitalia e Air One resterà immutata per l´intera stagione con le destinazioni intercontinentali concentrate a Fiumicino (13) contro le 3 di Malpensa. E proprio sugli sviluppi del network che le tre delegazioni si stanno concentrando. In particolare a Cai interessa mantenere e accrescere la propria quota nelle rotte a lungo raggio, notoriamente le più profittevoli.

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la lega assedia berlusconi "subito tutele per malpensa" - paolo berizzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-01-2009)

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Pagina 8 - Economia La Lega assedia Berlusconi "Subito tutele per Malpensa" Bossi vedrà il premier. Alemanno: grave l´agitazione del Nord Al summit del Carroccio anche Moratti e Bonomi "Liberalizzare i diritti di volo" PAOLO BERIZZI MILANO - Puntano al pareggio, e pareggio - alla fine - sarà. Il partner di Cai resterà Air France. Ma il governo, per "compensare", garantirà la liberalizzazione degli slot su Malpensa "rilasciati" dalla vecchia Alitalia, aprendo così il campo a Lufthansa e a chiunque altro vorrà investire sull´hub varesino. Che a quel punto, se gli accordi verranno rispettati, secondo la Lega sarà «salvo» e non penalizzato dalla decisione della nuova compagnia di bandiera italiana. E´ questo il risultato che il Carroccio - sceso in trincea nella "battaglia di Malpensa" - è quasi certo di riuscire a ottenere. Complici le rassicurazioni che Berlusconi avrebbe recapitato a Bossi dopo i malumori leghisti (l´accordo con Air France «è un contropiede», aveva detto il senatùr), lo scenario sul quale ha ragionato la segreteria politica della Lega, riunita ieri in via Bellerio, prevede una via di uscita che, al momento, salverebbe capra e cavoli. Almeno sulla carta. Via libera a Air France, ma tutele per Malpensa. «Noi riteniamo che il partner ideale per Cai sia Lufthansa - ha dichiarato Bossi - . In caso di decisioni diverse da parte di Cai - si legge in una nota - il governo non potrà che liberalizzare i diritti di traffico aereo con effetto immediato, garantendo così l´effettiva concorrenza su tutte le tratte ivi compresa quella Milano-Roma». Il processo di liberalizzazione dovrebbe iniziare a primavera, con tratte attive dall´inizio dell´estate. Richieste precise anche per quanto riguarda i lavoratori di Malpensa, ai quali «dovranno essere garantiti il medesimo trattamento e gli stessi ammortizzatori già previsti per i dipendenti Alitalia», ha fatto sapere l´ufficio esecutivo leghista. Di tutto questo discuterà domani Bossi nell´incontro fissato con il premier Berlusconi. Il pallino, a questo punto, è in mano al presidente del consiglio. «Troviamo sempre un accordo», dice il ministro per le riforme. «Non bisogna rovinare l´economia del Paese. Da Malpensa - spiega - passa il 50 per cento delle merci del Paese. Bisogna tenerne conto». In via Bellerio ieri, oltre allo stato maggiore padano, c´erano anche il sindaco Pdl di Milano, Letizia Moratti, e l´ad di Sea, Giuseppe Bonomi. Moratti è apparsa irritata per la piega presa dalla vicenda Alitalia e per le possibili ripercussioni sullo scalo varesino. Irritata non solo per il via libera del governo a Air France, ma anche per la posizione assunta - a suo dire «a sorpresa» - dagli imprenditori lombardi (ieri per la prima volta Marco Tronchetti Provera, membro del cda di Cai e socio della compagnia con la sua Pirelli, ha definito l´aeroporto di Malpensa «strategico e indispensabile allo sviluppo delle imprese del Nord e di tutta Italia»). Nel ingarbugliato nodo aeroporti vanno registrate le posizioni del presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, che fa appello alla Lega «per una battaglia comune» (ma poi la accusa di essere in «stato confusionale») e, soprattutto, le reazioni sul fronte romano: «E´ incomprensibile e grave tutta questa agitazione che viene dal Nord sulle scelte di Cai», dice il sindaco di Roma, Gianni Alemanno che aggiunge: «Non permetteremo prevaricazioni contro Roma e Fiumicino». Sulla stessa linea il presidente del Lazio, Piero Marrazzo: «E´ curioso che i lombardi abbiano paura del mercato e chiedano rassicurazioni alla politica».

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maltempo, il gelo fa altri due morti - stefano origone (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-01-2009)

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Pagina 15 - Cronaca Maltempo, il gelo fa altri due morti Allarme della Protezione civile: neve sulle strade, anticipate il rientro Il freddo uccide una donna ligure Lucca, un bimbo perde la vita su un pendio ghiacciato Città sotto zero. Iniziative per dare un ricovero ai clochard. Bloccati decine di voli STEFANO ORIGONE Se l´è portata via il grande freddo. Uccisa dagli stenti, dalla temperatura sotto zero nella sua casa fatiscente di Carnovale, nella campagna di Cairo Montenotte in provincia di Savona. Elena Marro, 75 anni, non aveva neppure un calorifero per scaldarsi. Solo due coperte, quelle in cui l´hanno trovata avvolta i carabinieri. Era una donna sola, malata, che poteva solo contare sul buon cuore dei vicini, che ogni tanto le portavano un po´ di cibo e medicine. Il freddo ha fatto un´altra vittima a Lucca. Il piccolo Umberto Iacomino. è morto a 8 anni a Castiglione Garfagnana (Lucca) sbattendo contro un albero dopo essere scivolato per cento metri su un pendio ghiacciato. Ora dopo ora la morsa di gelo sta stringendo l´Italia e nelle prossime ore si preannunciano temperature sempre più in picchiata e abbondanti nevicate. La protezione civile, considerato che è atteso il rientro di cinque milioni di italiani dopo le vacanze di fine anno (il 65% utilizza l´auto con tempi di percorrenza lunghi), ieri ha invitato a mettersi in viaggio prima possibile. E ha consigliato di avere una buona scorta di carburante, di verificare le buone condizioni generali del veicolo, di munirsi di catene o pneumatici da neve e di avere a bordo bevande calde o altro per rendere meno disagevole le eventuali code, soprattutto se si viaggia con bambini o anziani. Le nevicate oggi interesseranno soprattutto Valle d´Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Liguria. Si preannuncia neve anche sui tratti appenninici delle autostrade, come l´A1 fra Bologna e Firenze. In Piemonte potrebbero cadere fino a 40 centimetri di neve, il comune di Torino ha predisposto un piano d´emergenza. Il fenomeno si intensificherà domani soprattutto nel settore centro-meridionale della regione, e si attenuerà solo giovedì. L´allerta neve è scattata anche in Lombardia, in particolare nella zona dell´Oltrepo Pavese, e in Emilia, dove sono previsti 50-70 cm di neve. Già ieri il maltempo ha investito l´Italia e la colonnina è scesa molto sotto lo zero. Il record è stato registrato in Veneto con -25 gradi in alta quota, seguito dall´altopiano di Marcesina nel Vicentino con una punta di -21 gradi, tre in più rispetto a Campestrin di Fassa in Trentino, dove il termometro è crollato a -19. Almeno fino a domani si prevedono gelate diffuse su pianure e valli interne in tutto il Centro Nord. Le grandi città hanno predisposto piani per dare riparo ai senzatetto: a Roma sono rimaste aperte alcune stazioni della metropolitana, mentre a Milano sono stati aggiunti 60 posti nei centri di accoglienza e sono stati acquistati 500 sacchi a pelo. Anche Bolzano ha aperto tre centri di ricovero. L´ondata di maltempo sta interessando anche l´Europa. Più di 1.600 passeggeri sono rimasti bloccati all´aeroporto parigino Charles de Gaulle e la fitta nevicata sulla capitale francese ha portato alla cancellazione all´aeroporto di Fiumicino di dieci voli tra arrivi e partenze fra Roma e Parigi operati da Air France e Alitalia. Cancellati per maltempo anche una trentina di voli in partenza e in arrivo da Linate e Malpensa.

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cai e fiumicino, alemanno all'attacco "incomprensibile l'agitazione del nord" - paolo g. brera (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-01-2009)

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Pagina I - Roma La polemica Cai e Fiumicino, Alemanno all´attacco "Incomprensibile l´agitazione del Nord" PAOLO G. BRERA Sulle scelte imprenditoriali della nuova Alitalia, che sembrano minacciare lo scalo di Malpensa a beneficio di Fiumicino, il vento gelido che soffia dal Nord comincia a irritare le istituzioni locali: «è incomprensibile e grave tutta questa agitazione che viene dal Nord Italia sulle scelte della società Cai», dice il sindaco Gianni Alemanno. SEGUE A PAGINA VII

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alemanno: "nessuno pensi di declassare fiumicino" - paolo g. brera (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina VII - Roma Il sindaco all´attacco sul futuro dello scalo romano. La Cgil: strategia comune Alemanno: "Nessuno pensi di declassare Fiumicino" PAOLO G. BRERA (segue dalla prima di cronaca) «La scelta del partner internazionale non determina automaticamente le scelte sugli hub che devono derivare da un piano industriale in grado di rilanciare la compagnia di bandiera. E nessuno può pensare di togliere a Fiumicino il ruolo di hub intercontinentale dell´Italia, perché sarebbe la prima volta che una Capitale europea viene privata di questo ruolo con l´aggravante che Roma è una città tra le più importanti del mondo in termini di ruolo internazionale». «è importante che le istituzioni locali assumano una strategia comune sul tema della difesa di Fiumicino», applaude il segretario generale della Cgil di Roma e Lazio, Claudio Di Berardino, approvando l´annuncio del presidente della Regione Piero Marrazzo dell´imminente apertura di un tavolo interistituzionale sulla questione. «Alla luce delle pressioni che alcune forze politiche stanno facendo pro Malpensa - dice però Di Berardino - sarebbe utile e significativo se al tavolo del 15 gennaio prendessero parte anche le organizzazioni sindacali e imprenditoriali locali». L´obiettivo, secondo il sindacato, è «riaffermare il ruolo della capitale d´Italia e la conseguente necessità che Roma mantenga il sistema di relazioni nazionali ed internazionali garantite dal vettore del volo». «Si può e si deve lavorare a una complementarietà fra gli hub di Fiumcino e di Malpensa - dice il sindaco - all´interno di un piano industriale che valorizzi il legame fra tutto il nostro territorio e la compagnia di bandiera. Deve essere chiaro che non permetteremo nessuna prevaricazione politica o territoriale». Ma Di Berardino ammonisce: «Il Piano industriale Cai non può essere piegato a esigenze di quadro politico ma deve rispondere agli obiettivi economici ed al volume di traffico che la compagnia intende perseguire per la Capitale, e di conseguenza per l´intero Paese. Roma ha già pagato molto in termini di posti di lavoro: l´80 per cento della cassa integrazione Alitalia riguarda il personale di Roma e del Lazio, mentre permangono gravi i rischi per migliaia di altri lavoratori precari e dell´indotto».

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fiumicino cancellati voli roma-parigi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina VII - Roma Per il maltempo, disagi negli scali è comparso alcuni giorni fa Fiumicino cancellati voli Roma-Parigi Vigne Nuove striscione fascista e nessuno lo toglie La fitta nevicata che ha imbiancato ieri Parigi ha avuto ripercussioni sul traffico aereo con conseguente sospensione, dalle 15 circa di ieri, dei voli che collegano la capitale francese con Roma. A Fiumicino sono stati cancellati dieci voli, tra arrivi e partenze, operati dalle compagnie Air France e Alitalia. Molti sono stati i turisti che, recatisi a Parigi per brindare al nuovo anno sotto la Tour Eiffel, sono ora bloccati nella capitale francese in attesa di rientrare in Italia. Problemi analoghi, ovviamente, per chi deve rientrare in Francia dall´Italia. La momentanea sospensione dei voli causata dal maltempo ha intanto indotto molti passeggeri a tornare in albergo, ma c´è anche chi è rimasto tutta la notte in aeroporto, per riuscire ad assicurarsi il primo volo di oggi. Meteo permettendo, i collegamenti tra Parigi e Roma dovrebbero cominciare a riprendere in mattinata. "Fascismo stile di vita". è la nuova scritta a caratteri cubitali e neri firmata Militia apparsa qualche giorno fa in via delle Vigne Nuove (nella foto sopra) all´altezza dell´incrocio con via Giovanni Conti. Impossibile non notarla per chi percorre la lunga strada che da via delle Isole Curzolane porta diritto all´incrocio. Appena superati i campi di tennis e calcetto del circolo culturale sportivo Vigne Nuove, sul muretto pitturato di bianco campeggia una scritta a lettere grandi e nere che riportano la frase: "Fascismo stile di vita, chi osa vince" accompagnata da un fascio littorio e un indirizzo mail a firma Militia, la sigla ideata dall´estremista di destra Maurizio Boccacci, l´ex leader del Movimento Politico Occidentale, che alcuni mesi fa aveva ammesso di essere il responsabile di altri cinque striscioni apparsi in città contro la comunità ebraica e il sindaco Gianni Alemanno. (valeria forgnone)

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voli nel caos, la puglia resta a terra (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-01-2009)

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Pagina VII - Bari Voli nel caos, la Puglia resta a terra Un giorno di ritardo per Parigi. Collegamenti in tilt con l´Albania Botta e risposta alla Regione. Il Pd: Sud penalizzato Il Pdl: troppi fondi alle low cost Ancora una giornata nera per i passeggeri dei voli da e per la Puglia quella di ieri. Ritardi e cancellazioni sono ormai all´ordine del giorno. Colpa del maltempo, ma anche delle inefficienze delle singole compagnie. In particolare MyAir, il vettore incentivato da fondi comunitari a operare sugli scali pugliesi, ancora in difficoltà dovute all´incidente avvenuto a Madrid lo scorso 30 dicembre che ha bloccato un aeromobile della flotta, anche ieri ha accumulato diverse ore di ritardo e ha persino cancellato due voli (il Brindisi-Roma delle 7,15 e il Roma-Brindisi delle 10,30). Una situazione che si ripete dopo l´incredibile calvario toccato fra domenica e lunedì ai passeggeri brindisini del volo MyAir diretto a Parigi: 24 ore di attesa, che costeranno alla compagnia low-cost presumibilmente una sanzione da parte della società di gestione del "Casale Papola", ma sicuramente una denuncia penale e una raffica di richieste di risarcimento danni patrocinate dai legali del Codacons di Lecce. L´associazione consumatori salentina peraltro ha già inviato un esposto dalla Procura per segnalare quelle che sarebbero "quotidiane inadempienze" della compagnia "che peraltro - aggiunge l´avvocato Luisa Carpentieri - riceve cospicue sovvenzioni da parte della Regione Puglia". Sorte simile è toccata sabato scorso a un centinaio di passeggeri del volo Alitalia in partenza da Roma per l´aeroporto del Grande Salento: fra loro anche Albano Carrisi. Partiti alle 17,15, avendo accumulato già un´ora di ritardo, causa maltempo sono stati dirottati prima su Bari e poi definitivamente su Napoli. Di qui sono ripartiti in pullman per arrivare a Brindisi solo alle 4 del mattino: è anche in questo caso è scattato l´esposto. Intanto ieri da Bari sono partiti con forte ritardo i voli della BelleAir per Tirana (otto ore e mezza per quello delle 6,30 e quasi sette ore per quello delle 9) per il forte maltempo che ieri ha colpito l´Albania. Un´ora di ritardo ha accumulato il Malpensa delle 9,10 di EasyJet come pure il Colonia delle 10,25 di Tuifly. Mentre sconta più di tre ore di ritardo il MyAir per Bruxelles delle 17,35. In arrivo a Bari con ritardo ancora i voli della BelleAir per Tirana, due charter per l´Egitto (uno da Sharm e uno dal Cairo) mentre MyAir annunciava già dal primo pomeriggio che il volo delle 16,55 in arrivo da Parigi sarebbe arrivato dopo la mezzanotte. Stessa storia su Brindisi dove, cancellazioni a parte, il Roma di AirOne delle 9,40 è arrivato con più di un´ora di ritardo, mentre due ore in più ci ha messo il Malpensa delle 16,50 di EasyJet. Intanto non si placa la polemica politica per il ridimensionamento dei collegamenti aerei da e per la Puglia operato dalla Cai. Luciano Mineo, vicepresidente del Consiglio regionale della Puglia, in una nota, giudica "gravissima" la situazione e chiede uno sforzo unanime al centrosinistra pugliese per evitare "la penalizzazione della regione", vista l´azione definita "antimeridionale" della nuova compagnia. Mineo propone una seduta monotematica del Consiglio regionale da tenersi nella sede dell´aeroporto barese aprendola a tutte le categorie economiche della regione. Replica il capogruppo di Forza Italia Rocco Palese: "Non è la Cai che appieda la Puglia ma le compagnie finanziate dalla Regione". Secondo Palese "la Regione ha finanziato compagnie che avrebbero dovuto garantire tratte internazionali da e per gli aeroporti pugliesi, ma sono del tutto inadeguate a garantire quei collegamenti". Nel dibattito interviene anche il presidente della commissione Mezzogiorno di Confcommercio, Emanuele Papalia. "La riduzione dei voli dalla Puglia e dalla Calabria - dice - accentuerà il divario tra Nord e Sud. La compagnia di bandiera appieda il Mezzogiorno. Da parte del governo non c´è una reale volontà di mettere in atto politiche volte ad appianare il differenziale che in termini di infrastrutturazione del territorio spacca in due il Paese". (il. fi.)

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di paola prepara la risposta ai tagli cai "così eviteremo di essere penalizzati" - ilaria ficarella (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina VII - Bari Manager L´amministratore unico di AdP ha riunito lo staff: pronto un dossier sull´operativo della nuova compagnia Di Paola prepara la risposta ai tagli Cai "Così eviteremo di essere penalizzati" Si sappia che alle nostre imprese serve arrivare in Romania piuttosto che a Parigi ILARIA FICARELLA Un´analisi dettagliata dei vari aspetti della vicenda Cai, per riportare il dibattito su un piano tecnico e pratico piuttosto che polemico. L´amministratore unico di Aeroporti di Puglia (Ap) - la società che gestisce gli scali aeroportuali pugliesi - detta l´agenda delle cose da fare prima che entri in vigore il nuovo operativo della ex Alitalia. «Dobbiamo sapere - dice Domenico Di Paola - cosa chiedere alla Cai e cosa fare se non otterremo quello che riteniamo essere indispensabile». Cosa pensa sia possibile ancora fare per evitare che la regione sia penalizzata dalla nuova compagnia? «Nella polemica, specie quella politica, non posso e non voglio inserirmi. Il mio ruolo di manager mi impone un´unica strada che ho già intrapreso. Proprio questa mattina (ieri, ndr) ho tenuto una riunione con il mio staff in aeroporto e abbiamo avviato un percorso che ci deve portare ad avere le idee più chiare possibili sulla vicenda». Cosa c´è ancora da chiarire? «Intendiamo arrivare a un´analisi dettagliata dei diversi aspetti e delle conseguenze del nuovo operativo Cai. Intanto bisogna affrontare la questione connettività. E´ vero, c´è un certo numero di voli in meno rispetto a quelle che erano le offerte Alitalia e AirOne. Ma a questo punto ci interessa definire dove e come si potesse arrivare prima e dove e come si potrà arrivare domani. Ci serve capire sì quanti voli per Milano o per Roma ci saranno rispetto al passato, ma anche e soprattutto quante coincidenze nazionali e internazionali riusciremo a garantire in più o in meno». Pensa che ai passeggeri pugliesi questo possa bastare? «Soprattutto rispetto alle esigenze dei nostri passeggeri dobbiamo entrare quanto più possibile nel dettaglio. E´ per questo che intendiamo coinvolgere in questo lavoro tutte le categorie economiche della regione. La nostra è una realtà abbastanza diversificata. Vanno considerate le esigenze del popolo dei low-cost, che non frequentava l´Alitalia prima e che non frequenterà Cai, e che dunque da tutta questa situazione non viene minimamente sfiorato. Ci sono le richieste degli imprenditori i quali hanno sì bisogno di andare a Milano o a Roma ma hanno anche esigenza di arrivare in Romania invece di raggiungere Parigi per esempio. Più penalizzati forse sono i nostri professionisti. Tutti questi aspetti non sono secondari». Una volta concluso lo studio dell´operativo e delle nuove tariffe che farete? «Intanto l´analisi servirà a dare risposte inconfutabili anche alla politica. Ma soprattutto servirà a inquadrare il problema per sapere chiaramente cosa chiedere alla Cai e come comportarsi se le nostre richieste non saranno soddisfatte». E cosa risponde a chi accusa la gestione degli aeroporti di aver incentivato con soldi pubblici compagnie aeree inadeguate? «Ribadisco ancora una volta che non un soldo pubblico è andato perso. La Club Air ha restituito fino all´ultimo centesimo. Alle inefficienze di altre compagnie rispondiamo con multe il cui corrispettivo viene di volta in volta scalato dagli incentivi».

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Il monopolio dei voli penalizza gli utenti (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 06-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Il monopolio dei voli penalizza gli utenti Linate-Fiumicino «Più che di sospensione della concorrenza si tratta di una continuazione di pratiche anticompetitive». Così Dario Balotta, ex segretario lombardo Fit-Cisl, in riferimento al decreto Alitalia che sospende per i prossimi tre anni il divieto di monopolio sulla tratta Linate-Fiumicino. L'ex sindacalista, oggi nella consulta Pd, sostiene che già da anni «esiste un cartello (Alitalia AirOne) che penalizza gli utenti e che ora verrà legalizzato». Balotta ha confrontato il costo di un biglietto medio nel 2008 tra Linate-Fiumicino con quello di una tratta simile come la Madrid-Barcellona. Risultato? Le tariffe massime italiane sono più alte rispetto alle spagnole di 225 euro, le minime di 35.

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Alla fine gli italiani pagano la leggenda dell'italianità (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 06-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Alla fine gli italiani pagano la leggenda dell'italianità Tre/quattro miliardi sulle spalle del contribuente: ecco i costi della campagna elettorale di Berlusconi Certo stiamo vivendo una bella, bella solo nel senso di significativa oppure simbolica, pagina di storia italiana. La nuova Alitalia dovrebbe ripartire il 13 gennaio, fra una settimana. Anche la ripartenza è simbolica. Tutto sommato la compagnia di bandiera non si è mai completamente fermata. Talvolta si è quasi fermata, regalandoci accorate telecronache di bivacchi aereoportuali e immagini di coperte e di bevande calde, distribuiti dalla protezione civile come se i viaggiatori fossero i neoterremotati del terzo millennio sfollati in una stagione premoderna, preilluministica, precapitalistica, forse tribale. Basterebbe leggere i titoli di due giornali, ieri: «Alemanno e Marrazzo: Fiumicino non si tocca» (Messaggero), «L'ira di Bossi per Malpensa» (Repubblica). Arranchiamo lungo i binari della più tragica ripetività: la tribù del Nord contro quella della Capitale. Siamo a litigare per decidere quale debba essere l'hub, solo nella presunzione che una compagnia possa appoggiare una scelta piuttosto che l'altra, come se il Tesoro fosse ancora l'azionista di maggioranza. Il presidente della Regione Lazio rinfaccia a quelli del nord di non aver mai risolto i problemi del loro sistema aereoportuale, lasciando che Malpensa venisse «cannibalizzata dai moltissimi scali vicini». Ha mai provato a contare quanti aereoporti sono nati attorno a Roma, tra l'Adriatico e il Tirreno? Si ricorda di Viterbo? Ha ragione comunque lo smemorato Marrazzo perchè a suo modo denuncia quanto sia stata povera di strategie la politica infrastrutturale italiana, più incline a soddisfare le ambizioni (o le debolezze) dei vari ras, lungo tutta la penisola, ben più che un interesse nazionale. Ancora. Perchè si continua a far finta di non vedere che sull'altare della campagna elettorale di Berlusconi, del suo strano concetto di italianità, del suo comico patriottismo, promuovendo insurrezioni popolari contro il centrosinistra, Alitalia è stata svenduta ai francesi, che solo un anno fa erano disposti a contrattare e a pagare molto di più. Berlusconi voleva la "cordata italiana" e la cordata italiana s'è materializzata, in cambio di quattro miliardi (tanto si calcola tra debiti della bad company e inevitabili costi sociali) che dovranno sborsare i contribuenti italiani, lo 0,3 per cento del pil nazionale, come calcolava l'economista della Bocconi Tito Boeri. Qualcuno, ad esempio Bossi, vorrebbe adesso rimettere il cappello su una operazione presentata come strettamente "privata". La Lega si inventa un grottesco doppio binario: monopolio Lufthansa oppure liberalizzazione, se resta Air France. Improponibile, contrario a ogni regola e a ogni spirito di mercato, come ha sottolineato il presidente della provincia di Milano, Filippo Penati, il più attivo e coerente sul fronte Malpensa, che non pretende di "dirigere" Colaninno (o Spinetta), ma chiede solo ad Alitalia di liberare gli hub, perchè finalmente sulle piste si vedano nuove compagnie e concorrenza vera. Allo stesso tempo rivendicando autonomia di iniziativa politica per quegli obiettivi che ritiene utili al "paese" che vuole rappresentare. Prove generali per il Pd del Nord? L'analisi ORESTE PIVETTA MILANO opivetta@unita.it

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Scontro politico sul partner della nuova Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 06-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Scontro politico sul partner della «nuova» Alitalia Domani Bossi incontrerà Berlusconi, mentre i vertici della compagnia stanno negoziando l'accordo con Air France e Lufthansa. Anche nelle battute finali, il caso Alitalia si conferma un grande pasticcio. La Lega, alla fine, ha scelto la linea intransigente. Per la nuova Alitalia di Roberto Colaninno il partner ideale è Lufthansa. E non Air France, che valorizzerebbe di più Fiumicino a scapito di Malpensa. La decisione è stata presa ieri al termine della Segreteria politica svoltasi a Milano nella sede di via Bellerio. Una riunione durata tre ore, alla quale ha partecipato, oltre al leader Umberto Bossi, anche il sindaco di Milano Letizia Moratti. Una presenza non casuale. Il segnale mandato da Bossi è chiaro: il futuro alleato di Alitalia non è solo un problema della Lega ma di tutto il Nord. Il sasso che Bossi ha lanciato nello stagno ha, quindi, la dimensione di un macigno. Berlusconi faticherà a rimuoverlo. Il presidente del Consiglio, dopo un anno esatto, si ritrova da cacciatore a preda. Nel gennaio del 2008, infatti, facendo leva proprio su Malpensa Bossi isolò il governo Prodi al Nord. Berlusconi vorrebbe evitare di ritrovarsi un alleato troppo ingombrante. Anche perché in primavera ci saranno le elezioni per la Provincia di Milano che cinque anni fa proprio la Lega consegnò a Filippo Penati. Smarcarsi però sarà difficile per Berlusconi. Che domani incontrerà Bossi e tenterà di estrarre il coniglio dal cilindro. Che potrebbe essere il ritorno in gioco di Lufthansa. I margini di manovra sono ristretti. «Con Berlusconi - ha dichiarato il Senatur - troviamo sempre l'accordo». Se non dovesse riuscire, la Lega ha già preannunciato che chiederà al governo di «liberalizzare i diritti di traffico aereo con effetto immediato, garantendo così l'effettiva concorrenza su tutte le tratte ivi compresa quella Milano-Roma». In questo modo si potrà salvaguardare Malpensa, ma non Alitalia visto che il monopolio sulla tratta Roma-Milano è uno dei punti forti del piano di "salvataggio" di Colaninno. E se la gallina non dovesse più sfornare uova d'oro da 24 carati anche i 20 industriali riuniti in Cai potrebbero decidere di perseguire altre strade. Se Berlusconi dovesse, invece, convincere Lufthansa, scontenterebbe però Alleanza nazionale arroccata sull'alleanza con Air France e la difesa di Fiumicino. «È incomprensibile - ha detto ieri il sindaco di Roma Gianni Alemanno - e grave tutta questa agitazione che viene dal Nord Italia sulle scelte della società Cai». Eppure senza Malpensa, ha calcolato la Camera di Commercio di Monza, sono a rischio in Lombardia per i prossimi sei anni circa 56mila posti di lavoro e due miliardi di euro tra indotto turistico, spostamenti e settore trasporti. Senza contare che nel 2015 Milano ospiterà l'Expo. Questo per i prossimi sei anni. Nell'immediato c'è anche un altro problema: quello del cargo. Quando il 13 gennaio la «nuova Alitalia» debutterà con una nuova rete di voli, la compagnia abbandonerà anche il trasporto merci. Questo indipendentemente dalle alleanze. In termini occupazionali fanno circa 500 persone a spasso. In termini economici il danno è ancora più rilevante anche se non è stato calcolato. Il fatto è che da Malpensa parte il 50% delle merci avio trasportate in Italia e l'aeroporto serve una zona che esporta per 45 miliardi di euro. Per questo motivo il deputato del Pd Daniele Marantelli, che ieri ha incontrato proprio i lavoratori cargo, ha avanzato al governo la proposta di una moratoria di sei mesi che permetta ad alcuni imprenditori locali, come il gruppo Radici, di proporre soluzioni alternative. E anche il problema del cargo sarà al centro del «Malpensa day» la manifestazione organizzata il prossimo giovedì dal presidente della Provincia di Milano Filippo Penati. Che su questo argomento sta cercando di aprire una piccola breccia nell'alleanza Lega-Pdl. Cinque anni fa proprio Penati riuscì a far correre la Lega da sola nelle elezioni provinciali. Il risultato? La disfatta di Ombretta Colli e una vittoria insperata. L'affaire Malpensa è il tentativo per un insperato déjà vu. ROBERTO ROSSI ROMA rrossi@unita.it

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Crisi di Malpensa, il Pd accusa la Lega (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2009-01-06 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Vertice in via Bellerio con il sindaco e il presidente della Sea. Salvini: consiglio comunale nello scalo varesino Crisi di Malpensa, il Pd accusa la Lega Bossi rilancia. Ma l'ipotesi Lufthansa si allontana. Penati: Carroccio in stato confusionale Sul futuro di Malpensa si accende lo scontro tra Lega e Pd. Il Senatur, Umberto Bossi, ha radunato ieri in via Bellerio lo stato maggiore del partito. Al termine del vertice, a cui hanno partecipato anche Letizia Moratti e Giuseppe Bonomi (Sea), il segretario del Carroccio ha detto: «Noi siamo favorevoli a Lufthansa oppure in cambio chiediamo che si liberalizzino le rotte da Malpensa». La replica del presidente della Provincia, Filippo Penati (Pd): «La Lega è in stato confusionale». Ultime trattative sul partner straniero per la nuova Alitalia. Air France è sempre in vantaggio, mentre si allontana l'ipotesi Lufthansa. Il capogruppo leghista a Palazzo Marino, Matteo Salvini, chiede al sindaco di convocare un consiglio straordinario su Malpensa. La Camera di Commercio: 56 mila posti di lavoro a rischio. A PAGINA 3 Querzé e Stella

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Bossi: difenderemo Malpensa. Il Pd: troppo tardi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-06 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Vertice nella sede della Lega «Berlusconi non deve rovinare l'economia del Paese». Domani corteo dei sindacati nello scalo varesino Bossi: difenderemo Malpensa. Il Pd: troppo tardi «Accordo con Lufthansa o liberalizzazione degli slot». Penati: Comune e Regione aprano una vertenza con il governo Formigoni: per gli imprenditori del Nord, ora soci di Cai, e per Berlusconi è arrivata l'ora di farsi sentire Meno sette: manca una settimana esatta al decollo della nuova compagnia di bandiera. Un count down a cui sono legati a doppio filo anche i destini di Malpensa. La giornata di ieri non ha segnato alcun punto a favore degli scali milanesi. Il partner in pole position per la nuova Alitalia resta Air France. Secondo il partito del Nord — il presidente della Regione in testa— Lufthansa converrebbe a tutti. I tedeschi garantirebbero lo sviluppo sia di Malpensa che di Fiumicino come scali interncontinentali. «Per gli imprenditori del Nord che sono entrati in Cai e per il presidente del Consiglio Berlusconi è arrivata l'ora di farsi sentire — invita Formigoni —. Data l'organizzazione di Air France, con i francesi anche Fiumicino resterà sempre una ruota di scorta ». La Lega continua a battersi per l'ingresso dei tedeschi. Proprio su questo tema Umberto Bossi incontrerà domani Silvio Berlusconi a Roma. Se poi il matrimonio a sorpresa con Lufthansa non dovesse esserci, allora il partito del Nord si batterebbe per la liberalizzazione dei diritti di volo in modo da favorire l'atterraggio e il decollo da Malpensa di nuove compagnie. Lufthansa in primis ma non solo. Intanto si moltiplicano le iniziative in difesa dello scalo varesino, ormai sempre più deserto. Domani i lavoratori del settore cargo (dismesso da Alitalia) sfileranno in corteo all'interno dei terminal. La protesta è organizzata dalle categorie dei trasporti di Cgil, Cisl, Uil, Sdl e Ugl. Ieri, inoltre, i segretari generali lombardi di Cgil, Cisl e Uil — Nino Baseotto, Gigi Petteni e Walter Galbusera — hanno chiesto al presidente della Regione, Roberto Formigoni, un incontro urgente sul futuro dello scalo. L'Italia dei valori sta organizzando per giovedì una mobilitazione a favore di Malpensa. Mentre il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, ha annunciato per lo stesso giorno un Malpensa day. Invitati anche sindacati e associazioni dei consumatori. Sia il capogruppo della Lega in consiglio, Matteo Salvini, sia il capogruppo del Pd, Pierfrancesco Majorino, chiedono la convocazione di un consiglio comunale straordinario a Malpensa. Ma parlare di un'azione congiunta sarebbe troppo. Di fatto la causa di Malpensa non è ancora riuscita a coalizzare un fronte bipartisan. Il presidente della Provincia, Filippo Penati, auspica un'azione comune a difesa dello scalo nella brughiera ma non risparmia fendenti al centrodestra. Lega in testa. «Su Malpensa il partito di Bossi è in stato confusionale — diagnostica Penati —. Perciò continuerò da solo la battaglia». Va all'attacco del Carroccio anche il segretario regionale del Pd, Maurizio Martina. «Le conclusioni del vertice leghista di oggi a Milano fanno emergere l'imbarazzo del Carroccio — osserva Martina —. Non basta dire: “o Lufthansa o la liberalizzazione dei diritti di volo”. Che sia meglio la compagnia tedesca per lo scalo varesino non è certo una novità di oggi. E non serviva un vertice della Lega per confermarlo. Il Pd Lombardo continua a insistere su un punto forse più semplice ma certamente più utile: il governo apra subito la liberalizzazione dei diritti di volo». Intanto si stima l'impatto di una Malpensa con 200 voli Alitalia settimanali contro gli oltre 1.300 di un anno fa. Secondo la Camera di Commercio di Monza e della Brianza in Lombardia per i prossimi sei anni sono a rischio circa 56 mila posti di lavoro. Inoltre, con la perdita del suo hub l'economia lombarda nel 2009 rinuncerebbe a un in indotto turistico di circa 770 milioni di euro. «Se alla fine dovesse prevalere l'accordo con Air France — guarda avanti Carlo Edoardo Valli, presidente della Camera di Monza — auspico fortemente che almeno vengano liberalizzati gli slot di Malpensa». Rita Querzé

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Un anno di crisi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-06 num: - pag: 3 categoria: BREVI Un anno di crisi L'addio di Alitalia A fine marzo 2008 la compagnia decide di tagliare i voli a Malpensa: da 1.350 a settimana sono passati a 350 con il dehubbing e poi ancora dimezzati a quota 153 In tribunale La Sea ha intentato una causa di risarcimento da 1,2 miliardi di euro nei confronti di Alitalia. La richiesta è stata «stoppata» dal tribunale di Busto Arsizio La cassintegrazione Secondo l'accordo siglato, sono 900 i posti di cassa integrazione concessi alla Sea; al momento i dipendenti a riposo sono 450 Le perdite Il ridimensionamento di Linate e Malpensa avrebbe provocato una perdita di due miliardi di euro al sistema imprenditoriale L'arrivo di Cai Il primo settembre 2008 il commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi riceve l'offerta di Cai. La nuova compagnia sarà operativa dal 12 gennaio I politici La Lega scende in campo per difendere Malpensa da un ulteriore ridimensionamento. Si spinge per un'alleanza con Lufthansa

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Sfida di Bossi a Berlusconi: per Alitalia voglio Lufthansa (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2009-01-06 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE La compagnia Asse tra i big del Carroccio e la Moratti Sfida di Bossi a Berlusconi: per Alitalia voglio Lufthansa MILANO — Futuro di Cai e di Malpensa: la Lega rilancia le ragioni del partito del Nord dopo un vertice con la partecipazione del sindaco di Milano, Letizia Moratti. Il Carroccio ha ribadito «la volontà di difesa di Malpensa» e il sostegno a Lufthansa come partner ideale. ALLE PAGINE 10 e 11

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Il governo di via Bellerio (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2009-01-06 num: - pag: 1 autore: di GIANGIACOMO SCHIAVI categoria: REDAZIONALE Tutti dalla Lega Il governo di via Bellerio N el luogo simbolico dell'antipolitica dove negli anni Novanta la Lega disegnava gli scenari secessionisti del Nord, Milano batte un colpo sul caso Malpensa e si mette di traverso a governo e imprenditori, agli alleati e ai capitani coraggiosi nella trattativa per il partner della nuova Alitalia. CONTINUA A PAGINA 11

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Lega schierata: sì a Lufthansa E Bossi chiama Berlusconi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2009-01-06 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Lega schierata: sì a Lufthansa E Bossi chiama Berlusconi Calderoli: l'alternativa è quella di liberalizzare i voli a Malpensa Convocato per venerdì il consiglio della compagnia transalpina, che resta sempre in pole position MILANO — Partner straniero Alitalia e futuro di Malpensa: la Lega rilancia le ragioni del partito del Nord. E annuncia un incontro, già domani, tra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il leader del Carroccio, Umberto Bossi. Ieri pomeriggio la segreteria politica della Lega si è riunita al gran completo a Milano. Presenti Umberto Bossi, Roberto Maroni, Roberto Calderoli, Luca Zaia. E poi Giancarlo Giorgetti, Roberto Cota. All'incontro hanno partecipato anche il sindaco di Milano, Letizia Mo-ratti, e Giuseppe Bonomi, il presidente di Sea, la società (controllata dal comune della Madonnina) che gestisce gli scali di Linate e Malpensa. Alla fine la Lega ha ribadito le sue posizioni con un comunicato. In primo luogo «la risoluta volontà di difesa di Malpensa quale hub internazionale e della relativa occupazione». E poi il sostegno a Lufthansa come partner ideale per la nuova Alitalia: «L'unica compagnia in grado di garantire occupazione, servizi di livello internazionale e i due hub di Malpensa e Fiumicino». Se poi alla fine il pendolo dell'alleanza propendesse per Air France, secondo il ministro Roberto Calderoli «il governo non potrà che liberalizzare i diritti di volo per le compagnie che vogliono fare base a Malpensa con effetto immediato, garantendo così concorrenza su tutte le tratte, compresa la Milano-Roma». La Lega ieri ha riacceso un potente faro sulla questione Malpensa, ma si è ben guardata dallo sparare bordate all'alleanza di governo. «Con Berlusconi un accordo si trova sempre », ha detto il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, lasciando la sede milanese del partito al termine della segreteria. «Non bisogna rovinare l'economia del Paese — ha aggiunto Bossi — va ricordato che da Malpensa passa il 50 per cento delle merci italiane». Intanto l'annunciata conference call tra il numero uno di Lufthansa, Wolfgang Mayrhuber, e il presidente della nuova Alitalia, Roberto Colaninno, non c'è stata. La stessa Lufthansa, però, conferma l'interesse per la compagnia. I tempi per un'eventuale controfferta tedesca sono però strettissimi. Martedì 13 decolla la nuova Alitalia ma i giochi potrebbero chiudersi entro il fine settimana. Non è escluso che venerdì un consiglio di amministrazione straordinario di Air France tiri le somme riguardo all'offerta su Alitalia. Secondo quanto riportato dal quotidiano «Les Echos», i francesi sarebbero pronti a rilanciare sull'offerta iniziale superando i 300 milioni. Per quanto riguarda le liberalizzazioni delle rotte, inoltre, Cai pare propensa a sostenere l'incompatibilità di questa scelta con il piano industriale. A Milano Lega e Ds chiedono un consiglio comunale straordinario a Malpensa. Mentre il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, si appella ai soci di Alitalia: «Senza Lufthansa la nuova compagnia rischia di essere una creaturina rachitica». E il presidente della provincia di Milano, Filippo Penati, rilancia per giovedì prossimo il suo Malpensa day. Ma anche Roma ricompatta il fronte in difesa di Fiumicino. In prima linea il sindaco di Roma, Gianni Alemanno: «Nessuno può togliere a Fiumicino la posizione di hub intercontinentale d'Italia — taglia corto Alemanno —. Sarebbe la prima volta che una capitale europea viene privata di questo ruolo». Rita Querzé

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Francoforte senza rilanci (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2009-01-06 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE La strategia tedesca Francoforte senza rilanci Lufthansa non avrebbe alcuna offerta «finanziaria» da mettere sul piatto per Alitalia, in linea con l'atteggiamento tenuto in altre due operazioni: per Sas ha offerto 1 euro simbolico, per Austrian ha addirittura chiesto un corrispettivo economico per assumerne la gestione (e i debiti). La compagnia tedesca sarebbe però pronta a rinunciare alla clausola secondo la quale il 100% di Alitalia passerebbe sotto il suo controllo dopo 5 anni di gestione insieme alla cordata di imprenditori italiani. Lufthansa starebbe anche riflettendo su un'altra condizione che aveva posto, quella di avere da subito la gestione industriale di Alitalia. Lufthansa può contare oggi su una flotta di 323 aerei (più 141 ordini e 90 opzioni d'acquisto) che collegano 209 destinazioni in 81 Paesi. La flotta raggiunge invece i 531 velivoli se si considera l'intero Lufthansa Group, comprese le controllate: da Air Dolomiti a Austrian Airlines fino a Swiss. L'anno scorso sono stati superati gli 83 milioni di passeggeri. Ma soprattutto, nel caso che la scelta dovesse cadere su Lufthansa, la «nuova» Alitalia si ritroverebbe a far parte della maggiore alleanza aerea mondiale: quella Star Alliance formata nel 1997 da Lufthansa con Thai International, l'americana United Airlines, Air Canada e Scandinavian Airlines System Germania L'amministratore delegato del gruppo Lufthansa, Wolfgang Mayrhuber

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Il super assegno di Parigi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2009-01-06 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE La strategia francese Il super assegno di Parigi Air France Klm era pronta ad aprire il portafoglio già durante le trattative condotte nel 2007 con il governo Prodi per acquisire il controllo di Alitalia. E ora che la compagnia italiana è «rinata» sotto le insegne di una cordata di imprenditori nazionali, la compagnia francese ha comunque ribadito un forte impegno finanziario: per entrare in Alitalia con il 25% del capitale sarebbe disposta a spendere circa 300 milioni di euro. E senza pretendere che il vettore italiano passi sotto il proprio controllo entro un arco definito di tempo. Air France Klm, infine, non avrebbe posto particolari condizioni sul terreno della gestione «industriale» di Alitalia. Air France Klm è la più grande compagnia aerea mondiale per fatturato operativo (24,12 miliardi di euro nell'esercizio chiuso il 31 marzo 2008), la terza per passeggeri trasportati per chilometro e per consistenza della propria flotta, che è composta da 371 velivoli (che salgono a 620 se si considerano le controllate come Régional, Transavia, Brit Air e via elencando). La compagnia franco-olandese è fra i fondatori dello Sky Team, la seconda «alleanza aerea» per dimensioni dietro a Star Alliance: ne fanno parte Alitalia, le statunitensi Delta e Continental Airlines, Korean Air, Aeromexico, la russa Aeroflot, Southern China e altre. Francia Jean Cyril Spinetta, amministratore delegato di Air France Klm

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Pressing del Carroccio per contrastare un esito (quasi) scontato (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2009-01-06 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE La Nota di Massimo Franco Pressing del Carroccio per contrastare un esito (quasi) scontato è una sfida che il Nord, e soprattutto Milano teme di perdere. Per questo, era inevitabile che alla fine si vedessero a quattr'occhi Silvio Berlusconi e Umberto Bossi. Il presidente del Consiglio ed il ministro-leader della Lega lo faranno domani, dopo un altolà dei lumbard che si mettono in trincea per trattare da posizioni di minor debolezza. Le alleanze internazionali di Cai-Alitalia implicano una scelta anche sul futuro degli aeroporti lombardi, Malpensa soprattutto. E la prospettiva quasi certa di una soluzione «francese» sta creando un nervosismo crescente, perché significherebbe un ridimensionamento a vantaggio di Roma: esito duro da digerire anche simbolicamente. L'insistenza di ieri della Lega su un accordo con Lufthansa non deve ingannare, però. Appare più che altro come una rivendicazione d'ufficio. La vera richiesta che Bossi si prepara a fare è quella di liberalizzare i voli, per consentire ai tedeschi di coprire la rotta fra Milano e la capitale: dando ossigeno, appunto, a Malpensa. è un braccio di ferro nel quale si incrociano interessi locali e nazionali. Si intravede la sfida a distanza fra un «partito romano» ed uno «del Nord», entrambi trasversali. Il paradosso è che i lombardi Berlusconi e Bossi sono costretti a muoversi su sponde diverse. Il premier deve tenere conto di tutto; il suo ministro solo della geopolitica leghista. Il loro incontro di domani fa pensare ad un accordo: sebbene non ne siano ancora chiari i termini. Per la Lega, almeno ufficialmente Malpensa «resta la madre di tutte le battaglie», titolava ieri in prima pagina La Padania. Si capisce: significa posti di lavoro, prestigio, investimenti; e voti, a pochi mesi dalle Europee, e con una riforma federalista in marcia affannosa. L'«incomprensibile agitazione del Nord» che ieri additava il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, sta lievitando. E Bossi dovrà dare il meglio di sé per ottenere da Berlusconi un risultato da offrire ai suoi come vittoria. Quello col Pdl è un rapporto consolidato, strategico e insieme teso. Berlusconi e la Lega sono «padroni» politici e alleati del Nord; ma sono anche concorrenti elettorali. Sono frequenti le ironie di FI e An contro un federalismo rivendicato da Bossi quasi come un monopolio. E ieri Alemanno tuonava contro il pericolo di «prevaricazioni politiche e territoriali» contro la capitale. Non migliora le cose il tentativo legittimo del Pd settentrionale di sottolineare le frustrazioni leghiste; e di denunciare «una posizione di retroguardia», nella speranza di arrivare ad alleanze locali che scardinino quella nazionale. D'altronde, ormai sull'asse Fiumicino-Malpensa si sta misurando per intero la distanza polemica fra «Roma» e «Milano»; fra Palazzo Chigi e la Lega; fra Pd e Pd; e perfino fra berlusconiani e berlusconiani. Esponenti come il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, sono pronti a proclamare: «Difenderemo i nostri aeroporti». Il tentativo estremo è di premere sugli azionisti di Cai-Alitalia perché riequilibrino i loro investimenti. Ma la manovra si presenta difficile, nonostante il rapporto Berlusconi- Bossi. L'impressione è che non potrà, o forse non vorrà, avere un ruolo neppure il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, da sempre uomo-cerniera tra FI e Lega. \\ Dietro la partita sul partner aereo le tensioni sul federalismo

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E sulle pulizie si incaglia la trattativa con il sindacato (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2009-01-06 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Vertenze E sulle pulizie si incaglia la trattativa con il sindacato ROMA — ( a. bac.) Torna a incresparsi il fronte sindacale che promette di scaldarsi proprio nei giorni di decollo della nuova Alitalia. Ieri l'incontro tra l'azienda e i sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporti non ha sortito gli effetti sperati: il destino dei 160 lavoratori delle pulizie è ancora incerto. Negli accordi era prevista la loro assunzione ma ora Alitalia vuole affidare il loro servizio all'esterno. Escluso l'affidamento a Pegaso, che non avrebbe garantito ai dipendenti lo stesso contratto attuale, l'azienda deve chiarire se vuole vendere alla spagnola Flightcare o a Eas (Air One) e a quali condizioni. Ma il sindacato è inquieto: anche sugli altri settori pendono gravi incertezze. Su tutti si farà il punto dal 14 gennaio, mentre per gli addetti alle pulizie potrebbe scattare un'assemblea proprio il 13, giorno del decollo della nuova compagnia. Con effetti paralizzanti per i voli.

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Il governo di via Bellerio e l'asse del Nord con la Moratti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2009-01-06 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Summit Il «fronte lombardo» tenta l'ultimo affondo prima dello sbarco dei francesi Il governo di via Bellerio e l'asse del Nord con la Moratti SEGUE DALLA PRIMA Via Bellerio, storica sede del Carroccio, è dal primo pomeriggio di ieri l'avamposto di un nuovo fronte politico istituzionale che mette paletti, detta condizioni, scarta l'alleanza con Air France, chiede la liberalizzazione degli slot dello scalo lombardo, propone Lufthansa come partner privilegiato per la compagnia di volo nazionale presieduta da Roberto Colaninno. Non è un caso se il sindaco Letizia Moratti sceglie di essere lì nel freddo gennaio milanese, oltre quello storico portone dove un tempo Umberto Bossi faceva notte prima di andare in pizzeria coi fedelissimi a disegnare le strategie della Lega di lotta e di governo. E' lì che è nato il fronte del Nord, la galassia scontenta che urlava «Roma ladrona», il progetto federalista. Ed è lì che oggi riparte una strana alleanza istituzionale e politica, il sindaco di Milano e il leader della Lega, il presidente della Regione e quello della Provincia una volta tanto insieme per difendere un aeroporto che sembra condannato a un ruolo minore dalla scelte romane, dai conti economici della nuova compagnia, dalla scelta del partner straniero. Come una nemesi storica, otto mesi dopo la battaglia contro il governo di centrosinistra Bossi, Formigoni e Letizia Moratti si trovano a difendere l'aereoporto di Malpensa dalle decisioni del governo amico e dal silenzio imbarazzato del premier Silvio Berlusconi, lo stesso che in primavera aveva brandito lo scalo come una scimitarra contro Romano Prodi e Tomaso Padoa Schioppa, accusati di non aver difeso l'italianità e il territorio, e di essersi piegati agli interessi di Air France. C'è disagio, c'è fastidio, c'è la sensazione di essere presi in giro. Ma il segnale che arriva da via Bellerio, dall'improvvisato vertice di governo metropolitano, non è di quelli da trascurare, è importante come la stretta di mano di Letizia Moratti a Umberto Bossi, scandita dalle parole appena pronunciate dal sindaco nell'intervista al Corriere: «Le scelte strategiche per il Paese non possono essere lasciate nelle mani degli imprenditori». Si incontreranno domani Berlusconi e Bossi. Per disinnescare le tensioni e forse per battersi una pacca sulle spalle o per prendere tempo, anche se di tempo, da qui al 13 gennaio, data di partenza della Compagnia che gestirà la nuova Alitalia, ce n'è poco. Ma i contraccolpi del caso Malpensa rischiano di incrinare i rapporti già tesi tra Milano e Roma, tra il governo nazionale e quello locale. Il segnale del sindaco Moratti in via Bellerio sembra proprio questo: con la crisi di Malpensa, si amplifica una questione del Nord per il governo di Berlusconi e della Lega, tornano a galla i malumori per i ritardi sull'Expo, sui finanziamenti, sul mancato via libera alle nuove metropolitane. Una questione che riporta a galla la bocciatura a ministro di Roberto Formigoni, il potente presidente della Regione che fin dall'inizio aveva prospettato la soluzione ideale per lo scalo lombardo: liberalizzazione degli slot, autonomia nella scelta del partner per Malpensa, sì a Lufthansa e no ad Air France. E che offre al presidente della Provincia, Filippo Penati, uno dei leader del centrosinistra milanese, l'occasione di entrare a gamba tesa contro tutti: le grandi imprese che firmavano gli appelli in difesa dello scalo e oggi si defilano; il premier Berlusconi che prometteva il rilancio e si è rimangiato tutto. E' una vicenda assurda, paradossale, perfino vergognosa quella di Malpensa, dice l'economista Marco Vitale: «L'unica battaglia che resta da fare al Nord è quella della liberalizzazione degli slot, anche se questo va contro agli interessi di bottega della nuova compagnia che deve gestire Alitalia. E' evidente che solo ridimensionando il fantastico capital gain garantito da una gestione in monopolio si può ridare un ruolo e un futuro a Malpensa». La sinistra assiste allo scontro da lontano, mette in evidenza le contraddizioni all'interno del centro destra: Penati si è conquistato uno spazio prima degli altri, ha evidenziato i limiti dell'imprenditoria del Nord e l'inerzia della politica romana, ha evitato di stare alla finestra, come capitò a Walter Veltroni un anno fa, appena insediato segretario del Partito democratico. E adesso si mette al centro di questa battaglia, propone una vertenza comune, con Bossi, la Moratti e Formigoni. Malpensa non è soltanto argomento della Lega o del centro destra. Parla Di Pietro, e va giù duro con gli interessi delle cordate. parla il ministro ombra Bersani, e invece di infierire mostra attenzione alle ragioni di una parte importante del Paese. Tocca alla politica intervenire, dice Letizia Moratti. Ma An tace, i leader di Forza Italia mostrano imbarazzo. Il sindaco di Roma Alemanno difende Fiumicino e gli accordi raggiunti per la salvaguardia dell'occupazione. C'è confusione. Air France o Lufthansa? Il partito di Malpensa o quello di Fiumicino? Bossi, da via Bellerio, rimette il Nord sul tavolo del governo, diventa portavoce di un interventismo che rischia di mettere in discussione, un'altra volta, un'intesa che sembrava perfetta: Berlusconi, gli imprenditori del Nord, la difesa della territorialità. Il colore dei soldi e la necessità di raggiungere presto il pareggio e gli utili in bilancio per Cai e la cordata di imprenditori coinvolti, rappresentano il peggior nemico di Malpensa, dice l'economista Tito Boeri. Dopo un lungo giro, siamo nella stessa situazione di otto mesi fa. Con la differenza che i contribuenti italiani hanno 4 miliardi di euro in meno nelle tasche, si sono accollati loro i costi del disastro di Alitalia. Su questa vicenda, spiegano gli economisti, ci deve essere qualcosa che vale e non poco: il grande business dei passeggeri del Nord. Altrimenti come si spiegherebbe la tenacia e la pazienza che, in questa vicenda, stanno dimostrando i dirigenti di Air France? Il fronte del Nord prova a far sentire la sua voce: è una verifica politica, quella che esce dal vertice di via Bellerio, anche se un po' sfumata nei toni. Una liberalizzazione delle rotte, oggi, sembra incompatibile con il piano di Cai firmato dal governo: nessuno tra gli imprenditori della nuova Alitalia vuole la concorrenza in casa. Si riuscirà a cambiare in corsa Air France con Lufthansa? Difficile. Malpensa resta un rebus: ma stavolta sotto esame non c'è il centrosinistra. Il caso è tutto interno al centrodestra. GianGiacomo Schiavi

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Sganciare Malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2009-01-06 num: - pag: 11 categoria: BREVI Sganciare Malpensa La mediazione è arrivare perlomeno a sganciare il destino dell'aeroporto di Malpensa da quello dell'Alitalia

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Tutte le paure del partito di Fiumicino La lunga catena che parte da Alemanno (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2009-01-06 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Schieramenti «Vigile attesa» nella Capitale, alleanza trasversale per lo scalo milanese Tutte le paure del partito di Fiumicino La lunga catena che parte da Alemanno ROMA — E Roma? Il fronte del Nord, armato dalla Lega, rumoreggia, s'aggrega, minaccia, fa la voce grossa e tenta l'ultima difesa di Malpensa. E Roma? Con due interviste rilasciate a Il Messaggero, il sindaco della Capitale, Gianni Alemanno (An), e il presidente della Regione, Piero Marrazzo (Pd), hanno intimato: giù le mani da Fiumicino. Al momento non risultano convocate riunioni, sit-in, manifestazioni: «Fiumicino non si tocca». E tanto basti. Il fatto è che il fronte romano da tempo ha scelto un'altra strategia: quella della vigile attesa. Appurato ormai da almeno un mese, attraverso colloqui assai mirati con i vertici della nuova compagnia e con il sempre vigile sottosegretario Gianni Letta, garante per Berlusconi del successo della cordata italiana, che le trattative sull'alleanza erano finite e che la scelta della nuova Alitalia era caduta su Air France-Klm, le istituzioni romane sono rimaste a aspettare l'epilogo della vicenda. Il soprassalto del Nord, le uscite di Umberto Bossi e poi del sindaco meneghino Letizia Moratti e del «governatore» Roberto Formigoni, hanno rotto l'apparente quiete destando preoccupazione. Così, mentre il fronte lombardo gonfiava le proprie fila, arruolando anche parte della sinistra, presidente della Provincia, Filippo Penati (Pd), in testa, a Roma non si è rimasti con le mani in mano. «Ho avuto colloqui non solo con Sabelli e Colaninno (amministratore e presidente della nuova Alitalia, ndr) ha avvertito Alemanno -, ma anche con i ministri Matteoli e Ronchi (entrambi di An come lui, ndr). E con il sottosegretario Gianni Letta...». Eccola qui la linea di difesa di Fiumicino: una catena che parte dal territorio e finisce nel cuore di Palazzo Chigi. Qui Alemanno ha appreso probabilmente prima di altri la data in cui i francesi approveranno l'alleanza: venerdì 9 gennaio. In questo modo il fronte solido e silenzioso di Fiumicino, che ha lavorato contando sull'appoggio, all'interno della nuova Alitalia, di influenti azionisti, ha potuto dichiarare vinta la propria battaglia per lo scalo. Ma c'è un'altra figura che in queste ore è rimasta nell'ombra a attendere che la vicenda si concluda: il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Lontano mille miglia dall'attivismo del suo predecessore, il ministro del centrosinistra Tommaso Padoa-Schioppa, che s'intestò tutta l'operazione con Air France, poi fallita, Tremonti ha fatto di tutto per non apparire. Sapeva bene il responsabile del Tesoro che prima o poi il nodo degli aeroporti sarebbe venuto al pettine e che lo scontro tra Nord e Sud sarebbe riesploso, chiamandolo in causa. Il suo restare ai margini dell'operazione è stato forse un modo per evitare questa evenienza. è toccato alla Lega, dunque, esporsi e misurare direttamente il rapporto di alleanza con Silvio Berlusconi. Domani il leader del Carroccio, Umberto Bossi, calerà a Roma per incontrare personalmente il premier. Indiscrezioni di palazzo danno probabile un intervento esplicativo di Sabelli e Colaninno, ma soprattutto fanno sapere che non si parlerà soltanto di Malpensa, segno che la Lega gioca su più tavoli e che il tema del federalismo, alla fine, potrebbe prevalere. L'obiettivo minimo potrebbe essere quello di spuntare la liberalizzazione di alcune rotte a Malpensa. Sul punto la nuova Alitalia non sembra disposta a cedere. Salvo imprevedibili colpi di scena. Il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, e il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, entrambi impegnati a mantenere gli accordi per Fiumicino Antonella Baccaro

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Verdini: avanti sui ministri, nessuno tocchi il premier (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2009-01-06 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE Nel Pdl L'«avvertimento» ad Alleanza nazionale: se qualcuno dimostra di aver nostalgia per il passato, sbaglia di grosso Verdini: avanti sui ministri, nessuno tocchi il premier Il coordinatore azzurro: possibile rivedere la norma che fissa a 60 il numero dei membri del governo Nel mirino le polemiche nate per l'imminente promozione a ministro di Brambilla (Turismo) e Fazio (Sanità) ROMA — Berlusconi insiste: vuole promuovere due membri del governo a ministro, Ferruccio Fazio e Michela Brambilla, Sanità e Turismo. An e Lega non vogliono, lo dicono pubblicamente, ne fanno anche un problema di equilibri fra alleati. Denis Verdini, che di Forza Italia è il coordinatore, conferma che il premier è irremovibile, lancia un avvertimento e fa un un'apertura. Il primo è un concetto del tipo «nessuno si sogni di riaprire una fase di conflittualità con Berlusconi»: non solo sul caso specifico ma anche su giustizia, riforme e Alitalia. La seconda è una notizia che forse metterà subito a tacere almeno lo scontro sui 2 ministri: si può cambiare la legge che limita a 60 i membri dell'esecutivo; dunque si può pensare non solo a qualche promozione di grado ma anche ad allargare la squadra di governo. Verdini di solito parla poco. Ha il compito di traghettare gli azzurri dentro il nuovo Pdl. In questo caso è improbabile che non si sia consultato prima con Berlusconi. Sostiene, l'esponente azzurro toscano, che le critiche leghiste e di An sul caso specifico «sono incomprensioni superabili, anche perché alcuni ritocchi al governo sono questioni che vanno discusse in altro modo, con tutt'altro metodo». Ma il caso è utile per allargare il discorso: «E' ancora fresca la vittoria elettorale e la formazione del governo, che è l'espressione della vittoria e della voglia, largamente maggioritaria, da parte degli italiani, di essere governati con decisioni nette, anche forti. Di certo sbaglia di grosso chi pensa di offuscare una leadership, quella di Berlusconi, che è legata a un elettorato che non si riconosce più nei vecchi partiti». E' un messaggio politico ben preciso, diretto in generale contro le ultime intemperanze degli alleati: non solo sulla promozione di due membri del governo, ma anche sulla riforma della giustizia, sugli ulteriori ritocchi alle norme sulle intercettazioni che il Cavaliere vorrebbe, su altri dossier aperti. Assicura Verdini di «non voler far elenchi né accusare nessuno. Faccio solo un discorso di metodo: questo governo è forte, ha dimostrato di saper funzionare, sin qui siamo stati tutti diligenti. Se qualcuno ora parla di equilibri che si modificano, dimostrando di aver nostalgia per vecchi schemi del passato, sbaglia di grosso». Per Verdini «i partiti non possono pensare di tradire la spinta iniziata con le elezioni, tanto più che con gli amici di An stiamo andando verso un partito unico. Dalla giustizia alle intercettazioni alle riforme in genere si commette un errore non seguendo le intuizioni del premier nei confronti di un elettorato che ci ha dato una grande vittoria, che ha bisogno di certezze, che ha tributato soprattutto a lui un consenso molto vasto. E a cui soprattutto non frega nulla degli equilibri interni alla coalizione». Insomma c'è una premiership e una leadership che nessuno può pensare di indebolire. Anche perché è la leadership indiscussa di «un Pdl che è ormai nei fatti una realtà, come si è visto in Abruzzo. Non è possibile pensare di fermare un processo di modernizzazione che hanno voluto gli elettori seguendo Berlusconi, un processo che avvicina l'Italia alle altre grandi democrazie, dove il capo di un partito è anche il premier. Capisco che ci sono ragioni nobili di appartenenza ma sono anche frutto di qualche nostalgia di troppo». Corollario pratico, anche per cambiare il registro della discussione in atto: «Le leggi sono sempre fatte per essere modificate. La norma che limita a 60 i membri del governo è stata fatta da quel Prodi che aveva un centinaio fra ministri e sottosegretari. Noi l'abbiamo applicata alla lettera, ma a sette mesi di distanza si può anche discutere di funzionalità della norma. Che può essere anche ritenuta insufficiente, essere ritoccata, per carità, se ci accorgiamo che 60 persone sono troppo poche. Poi se vogliamo proprio discutere di equilibri, cosa veramente triste e inaccettabile, mi sembra che Fazio sia un tecnico, uno scienziato ». Ma il messaggio esplicito ai leghisti, come ad An, resta un altro, valido per tutto il resto: «Chi ha nostalgia del passato sembra non si accorto del carrarmato della modernità che è arrivato, sembra sia accecato da un riflesso di imitazione della sinistra. I nostri elettori vogliono solo un partito e un governo forte. Il centrodestra non può perdere la sua visione riformista solo perché qualcuno coltiva la voglia di piacere a tutti i costi anche all'opposizione. Va bene il dialogo ma se serve a non realizzare le cose vorrei ricordare com'è finito il governo Prodi... le cose cominciano così e poi finiscono con i disastri». Michela Vittoria Brambilla e Ferruccio Fazio Marco Galluzzo

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Il piano tedesco per l'Italia,... (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 06-01-2009)

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n. 5 del 2009-01-06 pagina 12 Il piano tedesco per l'Italia, senza l'Alitalia di Paolo Stefanato In Italia, il mercato del trasporto aereo ha sempre avuto due importanti attori internazionali: Air France e Lufthansa. Air France dal 2002 è alleata con Alitalia, insieme alla quale gestisce il mercato italiano; l'alleanza globale cui appartengono è SkyTeam. Lufthansa invece il mercato italiano lo serve in proprio, anche attraverso la controllata Air Dolomiti; dal 2000 ha un rapporto di code sharing con Air One. Il peso di Air France e Lufthansa in Italia, finora, è stato equilibrato, pur con caratteristiche diverse. Questo è uno dei motivi per cui gli esperti sono sempre stati convinti che, alla fine, dopo crisi e salvataggio, Alitalia avrebbe confermato l'alleanza con Air France: se così non fosse, questa rischierebbe di perdere completamente il mercato italiano. Cosa che non si può permettere. La posizione di Lufthansa è, in questo senso, più solida e articolata. Se Alitalia si sposa con Air France, essa perde solo una parte marginale delle sue posizioni nella Penisola, e cioè il rapporto commerciale con Air One. Il resto rimane intatto. Anche in questa chiave, anticipando un po' gli eventi, herr Mayrhuber ha creato Lufthansa Italia: in una logica di difesa e d'attacco insieme, per compensare l'eventuale perdita del rapporto con Air One e per colmare gli ampi spazi vuoti di cui oggi dispone Malpensa. In questo senso Lufthansa ha già dato una mano alla Sea, alla Lega, al Nord, alla Moratti e a Formigoni (quest'ultimo ha a lungo preannunciato la creazione di una compagnia del Nord, che tuttavia non si è ancora materializzata). Oggi, nel mantenere viva una trattativa con la nuova Alitalia, dà una mano anche a questa, che potrà dire: noi ci avevamo provato. L'unico «fatto» di Lufthansa, nell'arco di due anni, è stato solo quello di basare a Malpensa sei aerei di medio raggio, per destinazioni europee (Lufthansa Italia). Il resto è rimasto allo stato di parole. Né alla prima né alla seconda gara pubblica per l'acquisto di Alitalia, Lufthansa ha partecipato. Da quando Cai si è attivata per scegliere il partner straniero, i tedeschi hanno espresso «interesse»; ma dando la sensazione di esprimersi «per principio» e non con la stessa concretezza con cui, nel frattempo, compravano la compagnia belga Brussels, acquistavano l'austriaca Austrian e trattavano con la scandinava Sas, per la quale in questi giorni si parla di fusione. Ci sono stati numerosi colloqui tra i vertici di Cai e di Lufthansa, ma l'ultimo risale a più di un mese fa. Le uniche richieste di Lufthansa trapelate erano di acquisire il 40% di Cai e di pesare nella governance: improponibili, e c'è stata una marcia indietro. In un'intervista al Giornale, solo 15 giorni fa, uno dei collaboratori più vicini al numero uno Mayrhuber, Klaus Walther, ammetteva candidamente che di Alitalia Lufthansa non aveva neppure visto «un business plan dettagliato». «Smontare» gli accordi in essere con Air France e con SkyTeam comporterebbe una penale di 200-300 milioni, e tiepidamente Lufthansa lasciava intendere di essere disponibile a pagarla. Si sa, tuttavia, che il governo e in particolare il sottosegretario Gianni Letta - favorevoli a Lufthansa - avevano messo allo studio fin da settembre l'ipotesi di scaricare la penale sull'amministrazione straordinaria (facendo un favore ai tedeschi ma uno sgarbo a Parigi, che l'avrebbe così vista sfumare): non se n'è fatto nulla. Lufthansa Italia da febbraio collegherà Malpensa con Barcellona e Parigi (Charles de Gaulle), da marzo anche con Bruxelles, Budapest, Bucarest e Madrid, da aprile con Londra (Heathrow) e Lisbona. Per l'estate ha chiesto la possibilità di volare anche a Roma, Napoli e Catania. Non stupirà se, dopo aver portato a regime i voli europei, Lufthansa proverà a lanciare anche qualche collegamento intercontinentale: verso gli Stati Uniti le norme glielo consentono già. Ma non stupirà se, dopo aver dato una mano a Cai ad alzare il prezzo e a Malpensa a riprendere traffico, Lufthansa chiederà una «compensazione» su Linate, magari sulla tratta per Roma, che è una delle più redditizie del mondo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Cancellati 30 voli Code sulle strade (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 06-01-2009)

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n. 5 del 2009-01-06 pagina 3 Cancellati 30 voli Code sulle strade di Redazione Il maltempo che sta colpendo tutta l'Europa e non risparmia l'Italia ha causato la cancellazione di trenta di voli in partenza e in arrivo negli scali di Linate e Malpensa. Lo ha reso noto la Sea, precisando che i maggiori problemi si sono registrati ieri negli scali di Parigi, Dusseldorf e Bruxelles. La neve a Parigi ha causato la cancellazione di 10 voli tra arrivi e partenze, operati da Air France e Alitalia su Roma Fiumicino. Inoltre l'ansia di evitare l'ingorgo del rientro in città per l'Epifania, con l'annunciata nevicata, si è trasformato in un incubo per le centinaia di appassionati degli sci che hanno trascorso il ponte di Capodanno nelle località sciistiche delle valli bergamasche. Si sono messi in movimento tutti insieme nel primo pomeriggio di ieri, con il risultato che intorno alle 18 sulla statale della Valle Brembana si sono formati circa 20 chilometri di coda, che arrivava fino ai caselli autostradali di Dalmine e Bergamo. Situazione meno pesante (ma comunque con lunghissime code) anche sulla provinciale della Val Seriana, sulla Statale del Tonale e nella zona del lago d'Iseo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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La richiesta Salvini: <Consiglio comunale nell'aeroporto lombardo Con i lavoratori e i... (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 06-01-2009)

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n. 5 del 2009-01-06 pagina 3 La richiesta Salvini: «Consiglio comunale nell'aeroporto lombardo Con i lavoratori e i cittadini» di Redazione La Lega alza il tiro della mobilitazione su Malpensa. Il Carroccio, con il suo capogruppo a Palazzo Marino, Matteo Salvini, chiede una seduta straordinaria del consiglio comunale di Milano, dedicata al futuro di Malpensa e aperta a tutti i cittadini, da svolgersi proprio nello scalo varesino. La richiesta, indirizzata al sindaco Letizia Moratti, è arrivata dal capogruppo e parlamentare Matteo Salvini, a poche ore dalla conclusione della segreteria politica della Lega Nord, cui ha preso parte anche il primo cittadino milanese. «Entro gennaio - ha affermato Salvini - il sindaco Moratti convochi un consiglio comunale straordinario proprio a Malpensa, aperto a tutti, in primis ai lavoratori di Sea». Nelle intenzioni dell'esponente milanese della Lega Nord, questa seduta dovrebbe vedere la partecipazione di tutti i soggetti della società civile che hanno a cuore lo sviluppo dello scalo varesino, messo a repentaglio dal piano industriale di Alitalia-Cai e dalle ipotesi di alleanza con Air France, e anche di altre istituzioni locali, a cominciare dalle province di Milano e di Varese. «Sarebbe un bel segnale da parte del sindaco di Milano - ha dichiarato Salvini - e l'occasione per tutti i partiti e tutte le istituzioni locali di sancire un impegno solenne a favore di Malpensa». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Senza Malpensa l'Expo resta a terra Mazzata da 2 miliardi sulle imprese (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 06-01-2009)

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n. 5 del 2009-01-06 pagina 3 Senza Malpensa l'Expo resta a terra Mazzata da 2 miliardi sulle imprese di Sabrina Cottone Il ridimensionamento dello scalo metterebbe in ginocchio il sistema produttivo A rischio 56mila posti di lavoro. Chiesta a gran voce un'alleanza con Lufthansa (...) L'obiettivo è la difesa dei 56mila posti di lavoro a rischio nei prossimi sei anni. Senza l'hub di Malpensa, per l'occupazione lombarda si prepara un effetto negativo capace di annullare le ricadute positive dell'Expo, che lascia prevedere 70mila nuovi posti a partire dal 2009. A sostenerlo è la Camera di commercio di Monza e Brianza, in perfetta sintonia con lavoratori e sindacati che si preparano per domani a una manifestazione di protesta. A far sventolare i cartelli e intonare gli slogan nello scalo varesino saranno i lavoratori in cassa integrazione il cui posto di lavoro è già a rischio. I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil della Lombardia, Nino Baseotto, Gigi Petteni e Walter Galbusera hanno chiesto al presidente della Regione, Roberto Formigoni, «un incontro urgente sul futuro di Malpensa». Secondo gli ultimi dati dell'ufficio studi della Camera di commercio brianzola, l'economia lombarda perderebbe nel 2009 circa 770 milioni di euro di indotto turistico e 350 milioni di euro di indotto trasportistico. Se poi si aggiungono i mancati collegamenti internazionali diretti, la perdita complessiva sfiorerebbe i due miliardi di euro. Il fronte pro Lufthansa e pro Malpensa è compatto. Il vertice della Lega si chiude con l'annuncio di un incontro (che avverrà domani) tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi. Nell'attesa il «Carroccio» prende posizione in favore di Lufthansa e chiede cieli aperti nel caso in cui prevalga AirFrance. Aggiunge: «Il governo dovrà garantire ai lavoratori coinvolti il medesimo trattamento e gli stessi ammortizzatori già previsti per i dipendenti Alitalia». Netta la posizione del coordinatore regionale di Fi e candidato alla presidenza della Provincia, Guido Podestà: «Non si può rinunciare a Malpensa perché vuol dire non alimentare l'intero sistema del Nord Italia. Le infrastrutture sono un elemento fondamentale per la crescita». Podestà ricorda che Silvio Berlusconi ha preso chiaramente posizione a favore della compagnia tedesca: «Il presidente del Consiglio si è molto speso nel colloquio con Angela Merkel e ha espresso una preferenza dichiarata per Lufthansa, da lui ritenuta la scelta migliore per il sistema Paese, a causa della strategia multihub di Lufthansa». Podestà sintetizza le ragioni per cui Lufthansa è preferibile: entra nel capitale ma non pretende di decidere le politiche, è appunto l'unica compagnia con sistema multihubbing (ovvero con più grandi aeroporti di riferimento) e tutelerebbe sia Fiumicino che Malpensa: «L'unico vantaggio di AirFrance arriva dal management Alitalia che ha da sempre condiviso le scelte con AirFrance». Critica Penati (pronto al Malpensa day di giovedì) per la sua politica di annunci: «Aveva detto che avrebbe venduto le quote di Sea per diventare azionista di Alitalia e non è accaduto nulla di tutto questo. Dice di essere partner della Lega, ma siamo tutti partner nella medesima battaglia». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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L'aut aut della Lega in difesa di Malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 06-01-2009)

Argomenti: Alitalia

n. 5 del 2009-01-06 pagina 12 L'aut aut della Lega in difesa di Malpensa di Sabrina Cottone Bossi: "O Lufthansa come partner o la liberalizzazione immediata delle rotte, compresa la Milano-Roma". E per Sea "gli stessi ammortizzatori sociali della compagnia". Intesa con Formigoni e la Moratti Milano - Continuano a chiamarlo partito del Nord, anche se gli iscritti fanno a gara per spiegare che il tifo per Lufthansa e la difesa di Malpensa non sono scelte regionali, ma prese di posizione nell?interesse del Paese. Il caso Alitalia sarà di attualità nell?incontro tra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il leader della Lega, Umberto Bossi, in calendario per domani. Il Senatùr ieri a Milano in via Bellerio ha riunito i suoi ministri e poi ha incontrato il sindaco, Letizia Moratti, e il presidente della Sea (la società di gestione degli scali milanesi), Giuseppe Bonomi, per valutare il da farsi. La linea arriva con un comunicato: «O Lufthansa o la liberalizzazione con effetto immediato dei diritti di traffico aereo, compresa la tratta Milano-Roma». Inoltre, la richiesta è di «ammortizzatori sociali» per i lavoratori coinvolti nell?abbandono di Malpensa, pari a quelli concessi ai dipendenti Alitalia. Il Carroccio e buona parte di Forza Italia stanno con i tedeschi, perché l?offerta è economicamente vantaggiosa e tutela insieme gli interessi di Malpensa e di Fiumicino. Come ricorda l?europarlamentare e coordinatore lombardo di Forza Italia, Guido Podestà, «il presidente del Consiglio si è molto speso nel colloquio con il cancelliere tedesco, Angela Merkel, perché è convinto, come lo siamo tutti, che Lufthansa sia la scelta migliore per il sistema Paese, grazie alla sua strategia multihubbing». La compagnia tedesca, infatti, ha non uno solo, ma vari aeroporti di riferimento e potrebbe così valorizzare sia Malpensa che Fiumicino. Inevitabile però, anche per i fan di Lufthansa, prepararsi allo scenario di alleanza con Air France, anche perché la compagnia francese ha presentato un rilancio. «La segreteria politica della Lega ha confermato la risoluta volontà di difesa e di sostegno dell?aeroporto di Malpensa quale hub internazionale» recita il comunicato del Carroccio. Ma non si tratta certo di un ultimatum, dal momento che contempla un secondo scenario: «In caso di decisioni industriali diverse da parte di Cai, il governo non potrà che liberalizzare i diritti di traffico aereo con effetto immediato, garantendo così l?effettiva concorrenza di tutte le tratte, ivi compresa quella Milano Roma». L?ipotesi di liberalizzazione totale non può che irritare Cai e Air France, che invece puntano a operare in un regime di semimonopolio simile a quello che aveva Alitalia (un emendamento alla finanziaria che andava in questa direzione è stato addirittura bocciato in Parlamento). Ribadisce il ministro Roberto Calderoli dopo il vertice: «è chiaro che il governo rispetto a Cai può dare un indirizzo e non assumere decisioni. Le offerte sono libere e libere sono le scelte». Ma il fronte dei cieli aperti anche sulle rotte intercontinentali è sempre più vasto e trasversale: va dal Pd (il segretario Maurizio Martina e il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati) a Forza Italia passando per gli industriali di Assolombarda, che definiscono la scelta di Air France «irrazionale e inaccettabile». Quasi sulle barricate il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni: «Difenderemo i nostri aeroporti, perché sono un elemento essenziale di lavoro e di sviluppo. Cai sbaglierebbe a scegliere Air France che la costringe ad abbandonare l?area più importante e produttiva del Paese e quindi e ridursi ad una piccola compagnia». Letizia Moratti, alla guida del Comune di Milano che è azionista di maggioranza della Sea, ha insistito nel chiedere al governo di spendersi per Lufthansa e ieri è tornata all?attacco con Bossi. I bilanci del Comune sono in seria difficoltà a causa della politica che penalizza Malpensa, ha conseguenze negative anche su Linate e mette in difficoltà i dividendi Sea. Si prevedono ricadute pesanti sull?occupazione (56mila posti in meno nei prossimi anni secondo le ultime stime della Camera di commercio di Monza e Brianza) e domani sindacati e lavoratori Sea in cassa integrazione manifesteranno per protesta. A Malpensa tornano slogan e striscioni. Sembra solo l?inizio. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Air France si prepara a firmare in settimana Ancora intoppi sindacali sulle hostess (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 06-01-2009)

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n. 5 del 2009-01-06 pagina 12 Air France si prepara a firmare in settimana Ancora intoppi sindacali sulle hostess di Redazione Lufthansa non cede, ma Air France-Klm resta in netto vantaggio, ad un soffio dall'intesa con la nuova Alitalia per l'ingresso come socio forte accanto alla cordata italiana ed il ruolo di partner industriale strategico. La firma è attesa per la fine di questa settimana, dopo gli ultimi incontri per mettere a punto i dettagli dell'operazione. Anche la stampa francese conferma le indiscrezioni che da giorni circolano in Italia: i vertici del gruppo franco-olandese avrebbero alzato la loro offerta, pronti a pagare 310 milioni, e non più 250, per il 25% del gruppo italiano nato dall'integrazione tra Alitalia e Air One. Ma la partita viene considerata ancora aperta: la nuova Alitalia valuterà la soluzione migliore fino all'ultimo minuto utile, entro la scadenza del 12 gennaio, vigilia del debutto. I tedeschi tentano un rilancio in extremis, lavorano ad una offerta finale. Siamo «ancora in corsa», indicano dal quartier generale di Francoforte: «I colloqui proseguono». Ed a quanto si è appreso, anche ieri ci sono stati contatti informali tra i manager al timone della nuova Alitalia ed i vertici di Lufthansa: le due compagnie mantengono uno stretto riserbo, mentre un portavoce di Lufthansa ha negato che ci sia stato un colloquio ieri, neanche in videoconferenza come emerso da indiscrezioni, indicando che ci saranno «nei prossimi giorni». Intanto sindacati e azienda continuano ad affrontare, passo dopo passo, i nodi della difficile messa in moto di un complesso ingranaggio. Sul tavolo la nuova organizzazione del lavoro, tra organici e criteri di assunzione. Ieri è stato avviato il confronto sui dipendenti di terra ed i sindacati hanno indicato che ancora non ci sono risposte su diversi problemi sollevati. Tra i nuovi intoppi, i sindacalisti hanno chiesto chiarimenti sul caso di 60 assistenti di volo Alitalia che dopo aver firmato l'assunzione con la nuova società sarebbero stati destinati, con un corso ad hoc, a lavorare su aerei Air One. E Sarebbero 200, nei prossimi mesi, a dover cambiare divisa. Le Rsa hanno fissato assemblee dei lavoratori per il 12 ed il 13 gennaio: se non ci sarà ancora un accordo definitivo potrebbero pesare sul lancio operativo della nuova compagnia. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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<Il parco sulla romanità sarà l'Eurodisney italiana Ostia la nuova Rimini> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 06-01-2009)

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n. 5 del 2009-01-06 pagina 13 «Il parco sulla romanità sarà l'Eurodisney italiana Ostia la nuova Rimini» di Luca Telese Il sindaco: «Moltiplicheremo i turisti sul modello Parigi Fiumicino? Non esiste una Capitale senza aeroporto» RomaHa chiuso l'anno contando i nuovi capelli bianchi: «Ce n'è più d'uno. Almeno in una cosa Veltroni aveva ragione... è molto più faticoso fare il sindaco che il ministro!». Gianni Alemanno inizia la sua giornata poco dopo il suo predecessore («La prima riunione operativa dello staff alle nove»), ma non chiude «mai prima di mezzanotte». In questi giorni, finite le feste, ha già sul tavolo due grane. La prima: la battaglia sugli equilibri strategici della Cai (che ha implicazioni dirette sull'aeroporto di Fiumicino), in cui prende una posizione che provocherà qualche polemica nel Pdl: «Non accetteremo nessuna ipoteca nordica e nemmeno che si facciano ricatti per le rotte. Fiumicino non può che restare un hub, perché nessuna capitale del mondo è priva di un aeroporto internazionale». Seconda grana: gli episodi di violenza a Roma. Qui Alemanno ribatte a tutte le critiche del centrosinistra. «Basta leggere i dati. Quest'anno i reati sono diminuiti del 20 per cento». Infine, dopo le indiscrezioni che circolano dalla campagna elettorale, il sindaco tira fuori dal cilindro il suo nuovo progetto: «L'obiettivo è un grande parco a tema sulla romanità, che punti a moltiplicare i numeri del turismo a Roma così come è avvenuto a Parigi per Eurodisney». Parliamo dalla nuova Alitalia.. Formigoni e la Moratti sono molto critici. «Non capisco e non condivido». Difendono Malpensa, è sbagliato? «Mi sembra legittimo solo finché ci si limita a quello che dice lei». E in cosa non si limitano, invece? «Il primo errore è considerare Alitalia una azienda di Stato. È una cordata di imprenditori, deve operare autonoma». Lei non vuole mettere in discussione la partnership di Air France? «Non si possono modificare i piani industriali sull'effetto delle spinte politiche: la vecchia Alitalia è fallita così». Lei vedrà i nuovi vertici? «Lo farò il 15 gennaio». E il secondo errore? «Non è ammissibile che, in virtù di quella che io chiamo una... logica nordista, si pretenda di depotenziare il ruolo attuale di Fiumicino nei piani già annunciati, e anche il suo sviluppo futuro». Prevede una espansione del traffico su Roma a breve termine? «Ne sono certo. Fiumicino ha tutte le caratteristiche per essere l'hub italiano. Aeroporti di Roma ha deciso il raddoppio della struttura su modello dei grandi scali asiatici». E poi? «Entro quattro anni realizzeremo un grandissimo parco tematico della romanità, a un livello tecnologico e spettacolare che non abbia nulla da invidiare a Eurodisney». Svuoterete le case del Comune? «Veramente i costi del parco saranno a carico dei privati, e l'amministrazione si occuperà solo delle infrastrutture». Ha intenzione di mettere insieme anche lei una cordata? «Per un progetto così ci sono già ampie disponibilità di solidissimi imprenditori nazionali e internazionali». Lei crede che questo aumenterà l'afflusso turistico verso la Capitale? «Secondo i nostri calcoli l'afflusso dovrebbe addirittura moltiplicarsi». Non sottrarrebbe turisti alle attuali destinazioni? «Guardi, un parco giochi non fa concorrenza ai musei! Piuttosto apre una nuova offerta di mercato che può combinarsi a quella tradizionale». Che giochi ci sono a... Spqr-land? «Tutto quello che evoca la storia della Roma classica e imperiale. Dalle terme alle competizioni gladiatorie... Dopotutto sono un copyright romano, no?». L'accusa più facile: sarà una romanità di cartapesta, non filologica. «Me la fanno gia, se è per questo». E lei? «Non me ne importa nulla. Eurodisney porta turisti a Parigi e in Francia, diverte, attrae: non è mica fatta per compiacere i professori universitari!». Dove dovrebbe sorgere? «Ci sono diverse ipotesi. La migliore è sul waterfront di Ostia, che la mia giunta intende valorizzare. Non gli manca nulla per essere una nuova Rimini. E l'Eur, anche grazie alla Nuvola di Fuksas, diventerà una attrazione turistica e architettonica mondiale». Intanto la giunta è criticata delle opposizioni per gli stupri in città. «Mi pare una cosa inverosimile. Anzi, di più: un patetico tentativo di rialzare la testa dopo la sconfitta elettorale». Anche lei ha criticato molto la giunta precedente per la sicurezza. «Sì, ma l'ultimo stupro è avvenuto dentro una festa non organizzata da noi, solo patrocinata. E sa chi l'ha promossa?». I suoi predecessori? «Gli stessi che ora mi criticano, nel 2004 avevano voluto il progetto!». E lei che farà? «Aspetto di vedere gli esiti dell'inchiesta, capire la relazione fra la festa e quell'episodio criminoso. Di certo combattiamo la cultura dello sballo di cui anche questo ignobile episodio è figlio». Respinge le accuse sulla sicurezza? «Chiudiamo il 2008 con 6mila espulsioni, la chiusura di quaranta campi irregolari, il 20% in meno di reati». Gli stranieri hanno paura? «La maggior parte degli espulsi sono persone con precedenti penali». E quelli senza precedenti che si ritrovano senza casa? «I nuovi campi di accoglienza che stiamo costruendo non saranno montagne di rifiuti, ma luoghi dignitosi con condizioni sociali e sanitarie sostenibili». Questo è il modello Alemanno? «Più che di modelli parlerei di risultati: militari in strada, niente prostituzione sulle vie consolari, guerra al commercio abusivo e alla microcriminalità. Ma sono il primo a dire: il lavoro non è finito, serve ancora un impegno intenso». Per ora solo politiche «repressive»... «Veramente abbiamo varato un piano casa da 30mila alloggi, per mettere fine al paradosso di una città dove mancano case popolari, ma ce n'è 130mila sfitte!». Lei punta a fare il leader del Pdl? «Per carità, ho fin troppo da fare con il mio lavoro di sindaco». An si è estinta? «Al contrario. Stiamo decidendo come fare il congresso. Ma il partito unico è una svolta epocale che mette insieme per la prima volta il centro e la destra». Per ora nasce senza nessun voto. «Servono regole chiare e trasparenti, democrazia. La fase delle quote dovrà essere brevissima, se non vogliamo fare la fine del Pd». Quindi non resterà alla finestra? «No, parteciperò al processo più importante della politica italiana. Stia tranquillo, darò il mio contributo». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Romani vuole tagliare il canone Rai (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 06-01-2009)

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n. 5 del 2009-01-06 pagina 14 Romani vuole tagliare il canone Rai di Redazione Il canone Rai potrebbe calare del 30%. «Basterebbe farlo pagare a tutti», ha detto il sottosegretario alle Comunicazioni, Paolo Romani (nella foto), in un'intervista su Affaritaliani.it: «Ma bisogna studiare una riscossione del canone diversa da quella attuale e su questo punto stiamo lavorando». No invece all'ipotesi di una rete Rai senza pubblicità, come avviene in Francia: «Il nostro sistema misto, dove il canone finanzia quel 65% di programmi del servizio pubblico - sottolinea - è un sistema che funziona bene». E anche i conti di viale Mazzini, secondo Romani, sono a posto: «Ci sono delle sacche di sprechi notevoli, ma la Rai non ha alcun indebitamento. Non è Alitalia e non è un carrozzone». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Alitalia, aut aut della Lega in difesa di Malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 06-01-2009)

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n. 5 del 2009-01-06 pagina 0 Alitalia, aut aut della Lega in difesa di Malpensa di Sabrina Cottone Bossi: "O Lufthansa come partner o la liberalizzazione immediata delle rotte, compresa la Milano-Roma". E per Sea "gli stessi ammortizzatori sociali della compagnia". Intesa con Formigoni e la Moratti Milano - Continuano a chiamarlo partito del Nord, anche se gli iscritti fanno a gara per spiegare che il tifo per Lufthansa e la difesa di Malpensa non sono scelte regionali, ma prese di posizione nell?interesse del Paese. Il caso Alitalia sarà di attualità nell?incontro tra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il leader della Lega, Umberto Bossi, in calendario per domani. Il Senatùr ieri a Milano in via Bellerio ha riunito i suoi ministri e poi ha incontrato il sindaco, Letizia Moratti, e il presidente della Sea (la società di gestione degli scali milanesi), Giuseppe Bonomi, per valutare il da farsi. La linea arriva con un comunicato: «O Lufthansa o la liberalizzazione con effetto immediato dei diritti di traffico aereo, compresa la tratta Milano-Roma». Inoltre, la richiesta è di «ammortizzatori sociali» per i lavoratori coinvolti nell?abbandono di Malpensa, pari a quelli concessi ai dipendenti Alitalia. Il Carroccio e buona parte di Forza Italia stanno con i tedeschi, perché l?offerta è economicamente vantaggiosa e tutela insieme gli interessi di Malpensa e di Fiumicino. Come ricorda l?europarlamentare e coordinatore lombardo di Forza Italia, Guido Podestà, «il presidente del Consiglio si è molto speso nel colloquio con il cancelliere tedesco, Angela Merkel, perché è convinto, come lo siamo tutti, che Lufthansa sia la scelta migliore per il sistema Paese, grazie alla sua strategia multihubbing». La compagnia tedesca, infatti, ha non uno solo, ma vari aeroporti di riferimento e potrebbe così valorizzare sia Malpensa che Fiumicino. Inevitabile però, anche per i fan di Lufthansa, prepararsi allo scenario di alleanza con Air France, anche perché la compagnia francese ha presentato un rilancio. «La segreteria politica della Lega ha confermato la risoluta volontà di difesa e di sostegno dell?aeroporto di Malpensa quale hub internazionale» recita il comunicato del Carroccio. Ma non si tratta certo di un ultimatum, dal momento che contempla un secondo scenario: «In caso di decisioni industriali diverse da parte di Cai, il governo non potrà che liberalizzare i diritti di traffico aereo con effetto immediato, garantendo così l?effettiva concorrenza di tutte le tratte, ivi compresa quella Milano Roma». L?ipotesi di liberalizzazione totale non può che irritare Cai e Air France, che invece puntano a operare in un regime di semimonopolio simile a quello che aveva Alitalia (un emendamento alla finanziaria che andava in questa direzione è stato addirittura bocciato in Parlamento). Ribadisce il ministro Roberto Calderoli dopo il vertice: «è chiaro che il governo rispetto a Cai può dare un indirizzo e non assumere decisioni. Le offerte sono libere e libere sono le scelte». Ma il fronte dei cieli aperti anche sulle rotte intercontinentali è sempre più vasto e trasversale: va dal Pd (il segretario Maurizio Martina e il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati) a Forza Italia passando per gli industriali di Assolombarda, che definiscono la scelta di Air France «irrazionale e inaccettabile». Quasi sulle barricate il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni: «Difenderemo i nostri aeroporti, perché sono un elemento essenziale di lavoro e di sviluppo. Cai sbaglierebbe a scegliere Air France che la costringe ad abbandonare l?area più importante e produttiva del Paese e quindi e ridursi ad una piccola compagnia». Letizia Moratti, alla guida del Comune di Milano che è azionista di maggioranza della Sea, ha insistito nel chiedere al governo di spendersi per Lufthansa e ieri è tornata all?attacco con Bossi. I bilanci del Comune sono in seria difficoltà a causa della politica che penalizza Malpensa, ha conseguenze negative anche su Linate e mette in difficoltà i dividendi Sea. Si prevedono ricadute pesanti sull?occupazione (56mila posti in meno nei prossimi anni secondo le ultime stime della Camera di commercio di Monza e Brianza) e domani sindacati e lavoratori Sea in cassa integrazione manifesteranno per protesta. A Malpensa tornano slogan e striscioni. Sembra solo l?inizio. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Alemanno: "Il parco sulla romanità sarà la grande Eurodisney italiana" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 06-01-2009)

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n. 5 del 2009-01-06 pagina 13 Alemanno: "Il parco sulla romanità sarà la grande Eurodisney italiana" di Luca Telese Il sindaco della capitale: "Moltiplicheremo i turisti sul modello Parigi Fiumicino? Non esiste una Capitale senza aeroporto" Roma - Ha chiuso l?anno contando i nuovi capelli bianchi: «Ce n?è più d?uno. Almeno in una cosa Veltroni aveva ragione... è molto più faticoso fare il sindaco che il ministro!». Gianni Alemanno inizia la sua giornata poco dopo il suo predecessore («La prima riunione operativa dello staff alle nove»), ma non chiude «mai prima di mezzanotte». In questi giorni, finite le feste, ha già sul tavolo due grane. La prima: la battaglia sugli equilibri strategici della Cai (che ha implicazioni dirette sull?aeroporto di Fiumicino), in cui prende una posizione che provocherà qualche polemica nel Pdl: «Non accetteremo nessuna ipoteca nordica e nemmeno che si facciano ricatti per le rotte. Fiumicino non può che restare un hub, perché nessuna capitale del mondo è priva di un aeroporto internazionale». Seconda grana: gli episodi di violenza a Roma. Qui Alemanno ribatte a tutte le critiche del centrosinistra. «Basta leggere i dati. Quest?anno i reati sono diminuiti del 20 per cento». Infine, dopo le indiscrezioni che circolano dalla campagna elettorale, il sindaco tira fuori dal cilindro il suo nuovo progetto: «L?obiettivo è un grande parco a tema sulla romanità, che punti a moltiplicare i numeri del turismo a Roma così come è avvenuto a Parigi per Eurodisney». Parliamo dalla nuova Alitalia.. Formigoni e la Moratti sono molto critici. «Non capisco e non condivido». Difendono Malpensa, è sbagliato? «Mi sembra legittimo solo finché ci si limita a quello che dice lei». E in cosa non si limitano, invece? «Il primo errore è considerare Alitalia una azienda di Stato. è una cordata di imprenditori, deve operare autonoma». Lei non vuole mettere in discussione la partnership di Air France? «Non si possono modificare i piani industriali sull?effetto delle spinte politiche: la vecchia Alitalia è fallita così». Lei vedrà i nuovi vertici? «Lo farò il 15 gennaio». E il secondo errore? «Non è ammissibile che, in virtù di quella che io chiamo una... logica nordista, si pretenda di depotenziare il ruolo attuale di Fiumicino nei piani già annunciati, e anche il suo sviluppo futuro». Prevede una espansione del traffico su Roma a breve termine? «Ne sono certo. Fiumicino ha tutte le caratteristiche per essere l?hub italiano. Aeroporti di Roma ha deciso il raddoppio della struttura su modello dei grandi scali asiatici». E poi? «Entro quattro anni realizzeremo un grandissimo parco tematico della romanità, a un livello tecnologico e spettacolare che non abbia nulla da invidiare a Eurodisney». Svuoterete le case del Comune? «Veramente i costi del parco saranno a carico dei privati, e l?amministrazione si occuperà solo delle infrastrutture». Ha intenzione di mettere insieme anche lei una cordata? «Per un progetto così ci sono già ampie disponibilità di solidissimi imprenditori nazionali e internazionali». Lei crede che questo aumenterà l?afflusso turistico verso la Capitale? «Secondo i nostri calcoli l?afflusso dovrebbe addirittura moltiplicarsi». Non sottrarrebbe turisti alle attuali destinazioni? «Guardi, un parco giochi non fa concorrenza ai musei! Piuttosto apre una nuova offerta di mercato che può combinarsi a quella tradizionale». Che giochi ci sono a... Spqr-land? «Tutto quello che evoca la storia della Roma classica e imperiale. Dalle terme alle competizioni gladiatorie... Dopotutto sono un copyright romano, no?». L?accusa più facile: sarà una romanità di cartapesta, non filologica. «Me la fanno gia, se è per questo». E lei? «Non me ne importa nulla. Eurodisney porta turisti a Parigi e in Francia, diverte, attrae: non è mica fatta per compiacere i professori universitari!». Dove dovrebbe sorgere? «Ci sono diverse ipotesi. La migliore è sul waterfront di Ostia, che la mia giunta intende valorizzare. Non gli manca nulla per essere una nuova Rimini. E l?Eur, anche grazie alla Nuvola di Fuksas, diventerà una attrazione turistica e architettonica mondiale». Intanto la giunta è criticata delle opposizioni per gli stupri in città. «Mi pare una cosa inverosimile. Anzi, di più: un patetico tentativo di rialzare la testa dopo la sconfitta elettorale». Anche lei ha criticato molto la giunta precedente per la sicurezza. «Sì, ma l?ultimo stupro è avvenuto dentro una festa non organizzata da noi, solo patrocinata. E sa chi l?ha promossa?». I suoi predecessori? «Gli stessi che ora mi criticano, nel 2004 avevano voluto il progetto!». E lei che farà? «Aspetto di vedere gli esiti dell?inchiesta, capire la relazione fra la festa e quell?episodio criminoso. Di certo combattiamo la cultura dello sballo di cui anche questo ignobile episodio è figlio». Respinge le accuse sulla sicurezza? «Chiudiamo il 2008 con 6mila espulsioni, la chiusura di quaranta campi irregolari, il 20% in meno di reati». Gli stranieri hanno paura? «La maggior parte degli espulsi sono persone con precedenti penali». E quelli senza precedenti che si ritrovano senza casa? «I nuovi campi di accoglienza che stiamo costruendo non saranno montagne di rifiuti, ma luoghi dignitosi con condizioni sociali e sanitarie sostenibili». Questo è il modello Alemanno? «Più che di modelli parlerei di risultati: militari in strada, niente prostituzione sulle vie consolari, guerra al commercio abusivo e alla microcriminalità. Ma sono il primo a dire: il lavoro non è finito, serve ancora un impegno intenso». Per ora solo politiche «repressive»... «Veramente abbiamo varato un piano casa da 30mila alloggi, per mettere fine al paradosso di una città dove mancano case popolari, ma ce n?è 130mila sfitte!». Lei punta a fare il leader del Pdl? «Per carità, ho fin troppo da fare con il mio lavoro di sindaco». An si è estinta? «Al contrario. Stiamo decidendo come fare il congresso. Ma il partito unico è una svolta epocale che mette insieme per la prima volta il centro e la destra». Per ora nasce senza nessun voto. «Servono regole chiare e trasparenti, democrazia. La fase delle quote dovrà essere brevissima, se non vogliamo fare la fine del Pd». Quindi non resterà alla finestra? «No, parteciperò al processo più importante della politica italiana. Stia tranquillo, darò il mio contributo». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Venerdì Cai incontra Air France: intesa vicina (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 06-01-2009)

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n. 5 del 2009-01-06 pagina 0 Venerdì Cai incontra Air France: intesa vicina di Redazione Venerdì si riuniranno i cda di Air France e Cai in vista di un'intesa per l?ingresso della compagnia francese nel gruppo italiano. Intanto continua il muro della Lega in difesa di Malpensa. Lufthansa: "La nostra posizione non cambia". Sabelli e Colaninno domani saranno a Palazzo Chigi Roma - Venerdì prossimo 9 gennaio si riuniranno i consigli di amministrazione di Air France e Cai in vista di una possibile intesa per l?ingresso della compagnia di bandiera francese nel gruppo italiano. Domani, invece, il presidente e l?AD di Alitalia, Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, si recheranno a Palazzo Chigi, per illustrare il piano industriale della compagnia aerea appena rilevata. Sabelli e Colaninno a Palazzo Chigi Al centro dell?incontro di Sabelli e Colaninno con Palazzo Chigi ci sarà la decisione che Alitalia si appresta a prendere in merito al partner industriale. La scelta, fra Lufthansa e Air France-Klm, ha aperto un dibattito politico all?interno della maggioranza. La Lega infatti preme per il partner tedesco, che dovrebbe garantire una maggior vitalità economica allo scalo lombardo di Malpensa. Lufthansa, però, viene vista sfavorita nei pronostici della stampa. Di qui, le proteste della Lega e dei politici del Nord. Una interpretazione di queste mosse è che il presidente della Lega Umberto Bossi voglia ottenere una completa liberalizzazione degli slot e la sicurezza che nelle eventuali intese fra Air France-Klm e Alitalia non ci siano limitazioni alla concessione di slot e nuove rotte. Decisioni che consetirebbero di garantire libertà di manovra a Malpensa nel caso in cui la nuova Alitalia sposata ad Air France-Klm mantenga la sua base su Roma. L'intesa con Air France Nella primavera del 2008, Silvio Berlsconi, per impedire il matrimonio fra Alitalia e Air France-Klm allora in corso, parlò di accordi segreti che avrebbero di fatto consegnato ai francesi il diritto di decidere in merito agli slot da dare ad eventuali concorrenti. La scelta del partner industriale, Air France-Klm, secondo le indiscrezioni di questi giorni, sarebbe fatta a breve da Colaninno e Sabelli anche se l?ad della compagnia aveva detto che si sarebbe potuti andare anche fino alla fine di gennaio. I francesi di Air France-Klm per il momento non parlano. Di sicuro si sa che la compagnia aerea francese tiene i suoi cda ordinari il giovedì e fonti stampa italiane hanno scritto che invece una riunione dei vertici - quelli francesi e quelli italiani - sarebbe in calendario per venerdì. In realtà non è detto che serva una riunione del consiglio di amministrazione per portare in porto la trattativa, dice una fonte vicina al dossier. "Il presidente di Air France-Klm potrebbe aver già ricevuto un mandato a chiudere entro un certo perimetro e una certa cifra la trattativa con Alitalia - spiega - una riunione del cda sarebbe richiesta solo se si andasse oltre quei limiti". Nella notte fra il 12 e il 13 gennaio è previsto il passaggio al comando di Alitalia dal commissario straordinario, Augusto Frantozzi, alla coppia Colaninno-Sabelli. Le aspettative di Lufthansa "No comment". è questa la risposta di un portavoce di Lufthansa in merito agli ultimi sviluppi sulla vicenda Alitalia, con i Cda di Cai e Air France fissati per venerdì prossimo in vista di una possibile intesa fra i due gruppi. "La nostra posizione non è cambiata", ha proseguito il portavoce, dopo che ieri Lufthansa aveva fatto sapere di essere "ancora in corsa" per un?alleanza con la compagnia italiana. Moratti: "Fronte del Nord combattivo" Il fronte del Nord non si è rassegnato e anzi è "più combattivo che mai". Parola del sindaco di Milano, Letizia Moratti, che in un?intervista a La Padania sposa a pieno la linea leghista in difesa di Malpensa. "Personalmente - aggiunge - credo che sia possibile la partnership Lufthansa-Cai. Anzi, ritengo che sia la soluzione più realistica" perché la compagnia tedesca "è l?unica in grado di garantire lo sviluppo e la competitività del Paese". Enac: "Tuteleremo Malpensa" "Ognuno parla con chiunque. Il fatto è che Cai è una compagnia privata la quale fa le sue scelte industriali rigorosamente, io spero, fuori da ogni interferenza politica. E, quindi, se arriveranno alla conclusione che è meglio un?alleanza piuttosto che un?altra se ne assumeranno le responsabilità. è ovvio che ognuno voglia difendere i propri territori, ma vorrei ricordare che non parliamo di aeroporti regionali, ma dello Stato e dati in concessione: nel caso di Milano alla Provincia e al Comune e nel caso di Roma a un privato. Quindi è lo Stato che ha interesse a non svalutare i propri asset, come è successo con Palermo e come succederà sempre perchè abbiamo investito miliardi di euro". Al di là della scelta del partner, per il presidente dell?Enac, Vito Riggio, "il problema di salvare Malpensa resta, per gli investimenti fatti, ma riguarda i collegamenti e il rapporto con Linate. Cosa che ho detto tante volte. Poi la politica è libera di fare le proprie valutazioni e il governo deciderà, ma su questa materia ha poco da decidere perchè altrimenti sarebbe in contraddizione con quanto finora fatto, cioè favorire la liberalizzazione". Poi ha aggiunto: "Io non so se è vero che Lufthansa abbia una strategia dei multi-hub. Mi pare molto difficile tenere in piedi un hub che faccia concorrenza a Francoforte. Quello che so è che in questo momento c?è una discussione e i soci privati della nuova compagnia stanno scegliendo un partner in piena autonomia. Quello che dobbiamo garantire - avverte - è che l?investimento su Malpensa non rimanga inutilizzato. Quindi completiamo gli investimenti, colleghiamo meglio Malpensa". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Così il capolavoro politico del Cav. può parlare francese con accento tedesco (sezione: Alitalia 2)

( da "Foglio, Il" del 06-01-2009)

Argomenti: Alitalia

6 gennaio 2009 Anticipazione dal Foglio di mercoledì 7 gennaio Così il capolavoro politico del Cav. può parlare francese con accento tedesco L'unico compromesso possibile tra Air France e Lufthansa La vicenda Alitalia ha una soluzione scritta negli astri da almeno un quindicennio e aver ritardato il compiersi di questo destino è servito solo a favorire un maggiore esborso dalle tasche degli italiani. Air France è il partner designato di Alitalia, vecchia o nuova che sia, per ragioni geografiche (siamo vicini), commerciali (fanno parte già della stessa alleanza) e storiche (le due aziende e i management si conoscono). Ma il nord d?Italia ha diritto ad avere un suo grande aeroporto, soprattutto in vista del volano dell?Expo. Dunque, si tratta ora di trovare la quadra della spartizione della torta, detto in senso assolutamente non moralista. Il capolavoro politico del premier Silvio Berlusconi – mettere su una cordata italiana per Cai, porci a capo un capitano coraggioso non inviso all?opposizione e riunire dietro a lui molti imprenditori niente male del nord ma non solo, salvando Air One e imbarcando come banca di sistema Intesa Sanpaolo, versione Corrado Passera – si sta rivelando per una faticosa (per i soci di Cai e per i contribuenti) impresa economica che culminerà nel giro di qualche anno in un “portage”, in sostanza una vendita, ai francesi di Air France, che da subito avranno un 25 per cento della compagnia pagando circa 300 milioni di euro. Ai francesi interessa, prima o poi, la gestione dell?azienda, ma non interessa Malpensa. Ai tedeschi di Lufthansa, invece, non interessa la gestione o cogestione dell?azienda alitaliana – tant?è vero che sebbene godano di forti sponde nel cda della nuova Alitalia, non hanno avanzato una reale offerta – ma interessa Malpensa, visto che da tempo stanno investendo in termini di pubblicità sul nord d?Italia e hanno già un accordo operativo dal 2009 con la Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi. Ora Berlusconi svolge nel migliore dei modi il suo ruolo di grande imprenditore, usando i francesi contro i tedeschi e viceversa. Per questo parla poco. La politica dei due forni per la nuova Alitalia ha già ottenuto rialzi di prezzo da parte dei francesi e tiene aperta la porta ai tedeschi per il nord. Anche delle liberalizzazioni dei diritti di volo e della revisione degli accordi bilaterali per volare su Malpensa il governo preferisce non parlare proprio perché questi temi fanno parte della trattativa. Chi ha comprato la nuova Alitalia comprensiva di Air One ha comprato anche dei diritti esclusivi, in sostanza una posizione da quasi monopolista, è naturale dunque che faccia fatica a rinunciare a questa primazia. Però alla fine è ragionevole pensare che tutti sappiano che andrà proprio così: ai francesi Alitalia, Fiumicino e gran parte del traffico italiano; ai tedeschi una posizione forte su Malpensa che, grazie alla liberalizzazione di un po? di diritti di volo, alla revisione degli accordi bilaterali tra stati e all?Expo, potrà rilanciarsi come secondo (quasi) hub italiano. La torta può dunque essere spartita e non è detto nemmeno che alla fine non ne guadagnino tutti una bella fetta. Certo, il tempo stringe, visto che venerdì si riunisce il cda di Air France e il 13 gennaio dovrebbe partire la nuova nuova Alitalia, e le sorprese sono sempre possibili, ma per il governo che, secondo il tradizionale stile italiano di gestione dei rapporti tra economia e politica, si trova nell?inevitabile posizione di broker l?impresa di trovare la quadra non è impossibile. Il capolavoro politico del Cav. potrebbe alla fine riunire l?Italia parlando un po? francese e un po? tedesco: il partito del teutonico e federalista nord leghista e del bavarese Formigoni avrebbe una Malpensa con possibilità di crescita, una compagnia tedesca seria con un ruolo forte e un po? di slot da dare alle compagnie più piccole vogliose di atterrare sull?Expo; il partitone centralista e più nazionalista del centro alemanniano sarebbe orgoglioso di vedere Fiumicino come base della compagnia di bandiera alleata con la grandeur francese. In fondo, a pensarci bene, è lo stesso schema del ?94 e di sempre: Berlusconi forte al nord alleato con la Lega e l?Italia più federalista e liberista; Berlusconi forte al centrosud alleato con An e l?Italia più centralista e da economia sociale. di Daniele Bellasio

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