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DOSSIER “ALITALIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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T ARTICOLI DEL 1°-5-2008        #TOP



Report "Alitalia 2"

·                     Indice delle sezioni

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Indice delle sezioni

Alitalia 2 (44)


Indice degli articoli

Sezione principale: Alitalia 2

Bravi, i Coldplay si sono svegliati ( da "Giornale.it, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia chiede danni a Sea. E spunta l'offerta brasilianaTorino, Caselli nuovo procuratore capoIstat, inflazione al 3,3% Alimentari alle stelleRonaldo lasciato dalla fidanzata dopo la notte bravaRedditi online, bloccati dal Garante Fini eletto presidente della Camera "25 aprile e 1 maggio valori condivisi" Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella

Alitalia, contro-causa alla Sea. E spunta un fondo brasiliano ( da "Stampa, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: NO A QUALUNQUE INTERVENTO DI STATO Alitalia, contro-causa alla Sea. E spunta un fondo brasiliano CITIGROUP, DI NECESSITÀ VIRTÙ Con l'ultima emissione di azioni ordinarie per 3 miliardi, Citigroup avrà raccolto capitali per 40 miliardi di dollari dai primi di novembre, ovvero da quando Chuck Prince è stato rimosso dalla carica di amministratore delegato.

La dignità del lavoro è nella Costituzione ( da "Unita, L'" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: significa consolidare assets fondamentali per lo sviluppo del turismo e dell'intero terziario quali Alitalia e la sua attività su Fiumicino; significa infine affrontare la sfida dell'efficienza e della riforma della Pubblica Amministrazione e delle public utilities come premessa fondamentale per la salvaguardia delle loro funzioni pubbliche e come leve per lo sviluppo.

Alitalia chiede i danni alla Sea Per inadempienze su Malpensa Intesa: piano industriale rigoroso ( da "Unita, L'" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: edizione del Alitalia chiede i danni alla Sea Per inadempienze su Malpensa Intesa: piano industriale rigoroso Guerra legale aveva annunciato e guerra legale sarà. Ieri Alitalia ha chiesto i danni alla Sea. La compagnia si è costituita nel giudizio promosso proprio dalla società che gestisce gli aeroporti di Malpensa e Linate qualche mese fa avanzando "

Il lavoro alla prova del Berlusconi terzo L'altra volta cominciò dall'attacco al sindacato e all'art.18, oggi sul tavolo salari, precari e diritti ( da "Unita, L'" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: inconsistenza delle proposte (come per Alitalia, si vagheggiò il miracoloso intervento in prima persona del capo del governo, con l'ingresso dei suoi fedeli nel management torinese), persino la derisione di fronte al dramma sociale (quando dal centrodestra si levò l'invito ai metalmeccanici di Mirafiori di trasformarsi in infermieri).

L'aria che tira ( da "Unita, L'" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: aria che tira è quella che lascia sospesi migliaia di dipendenti dell'Alitalia tra il commissariamento e la misteriosa cordata tricolore dove persino Tronchetti Provera potrebbe metterci un "chip", proprio come se fosse una partita a poker. E cosa dire in questo Primo Maggio dedicato alla sicurezza sul lavoro e al ricordo di chi ha perso la vita per la mancanza di regole e garanzie,

Sinistra e sindacati - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: come nel caso della trattativa su Alitalia. Le elezioni delle rappresentanze serviranno ai sindacati anche a spostare il baricentro della propria iniziativa sui luoghi di lavoro, dove la lotta contro gli incidenti sul lavoro risulta più efficace. Sarà, dunque, un primo maggio meno festoso di quello di due anni fa.

Sicilia lo bello, l'industriale che entra in banca ( da "Riformista, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Sembra che le minacce neostataliste di Berlusconi, come quella sull'Alitalia, o le posizioni di Tremonti sui dazi vadano in una direzione diversa? "Sono fortemente convinto che il governo debba essere misurato con le sue prossime azioni concrete. C'è uno scenario economico che presenta grandi tensioni sui conti pubblici.

Alitalia spuntano gli emirati arabi e un fondo di investimento brasiliano ( da "Riformista, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia spuntano gli emirati arabi e un fondo di investimento brasiliano La cordata del Cavaliere acquista un tocco esotico Intanto la società chiede alla Sea il risarcimento di un miliardo Su Alitalia sembra esserci qualche schiarita sul fronte della cordata italiana o dei partner interessati tout court ad acquistarla.

Lavoro contrattazione di secondo livello e regole chiare per gli scioperi ( da "Riformista, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Klm su Alitalia e del risultato clamoroso delle elezioni, che Epifani ha commentato nei giorni scorsi come "uno spostamento a destra del paese che deve essere attentamente analizzato" ma senza aprire fronti di "conflitto preventivo", la Triplice tenterà insomma di riemergere oggi, dal palco romano della festa dei lavoratori,

Segue dalla prima caro giavazzi, le elezioni non le hai perse tu, ma visco ( da "Riformista, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: degli elettori ammetteva che le promesse su Alitalia avrebbero influito "molto" sulla loro scelta. Lo stesso si può dire del dibattito innescato da Giulio Tremonti col suo La paura e la speranza . Discussione interessante, animata con passione dallo stesso Giavazzi, ma di necessità confinata a quotidiani letti, tutti insieme (sportivi e locali inclusi),

Bazoli: siamo pronti a entrare in Alitalia ( da "Giornale.it, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: siamo pronti a entrare in Alitalia di Redazione Anche Giovanni Bazoli, presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, è pronto a entrare in Alitalia purché ci sia "un piano industriale assolutamente rigoroso". E l'ad Passera sottolinea che "potranno essere prese in considerazione ipotesi di un nostro intervento in Alitalia".

Berlusconi-Montezemolo un vertice di due ore Giustizia, Pera più vicino ( da "Giornale.it, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: attenzione si sofferma invece sul dossier Ermolli e sulla situazione di Alitalia. Ma, soprattutto, al presidente della Fiat Berlusconi prospetta un incarico non da ministro ma da ambasciatore del Made in Italy. "Sarai il nostro fiore all'occhiello nel mondo, con i successi che hai riportato" gli spiega il premier in pectore.

<Gemina-Adr? Troppo presto per la fusione> ( da "Giornale.it, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: I problemi di Alitalia, invece, impattano "poco" su Adr che nei primi quattro mesi dell'anno ha visto aumentare "passeggeri, movimenti e tonnellaggio". È quanto ha spiegato Guido Angiolini, presidente di Gemina e vicepresidente esecutivo di Adr, al termine dell'assemblea della finanziaria milanese che ha approvato il bilancio 2007,

Per Intesa Sanpaolo è ancora crescita Obiettivi confermati ( da "Giornale.it, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Oltre ad Alitalia, Salza ha quindi confermato la disponibilità "a collaborare per l'Expo del 2015 e per le celebrazioni dei 150 anni dello Stato italiano". Ieri è stata l'occasione anche per fare il punto sul sistema dualistico "siamo soddisfatti da questo primo anno di esperienza".

Il capo dello Stato: Il suo discorso non è stato di parte ( da "Tempo, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Fra i primi dossier sul tavolo del nuovo esecutivo ci sarà quello Alitalia, hanno fatto osservare i giornalisti a Napolitano. Il presidente si è limitato a dire che la materia è di "competenza esclusiva delle autorità di governo" che si avvarrà dei pareri del Parlamento. E per quanto riguarda il prestito ponte e le decisioni della Commissione Ue?

Intesa Sanpaolo guarda al 2008 come un anno di crescita, ( da "Tempo, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Nel corso delle assise si è parlato anche di Alitalia. "Anche se, al momento, il gruppo Intesa Sanpaolo non è impegnato in nessuna trattativa con nessuna cordata specifica, in presenza di un piano industriale rigoroso, in grado di risanare e rilanciare Alitalia, la banca non si tirerebbe indietro, come già è successo in molte occasioni analoghe negli ultimi anni" ha detto Passera.

Alitalia porta in tribunale Malpensa ( da "Tempo, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Nelle casse aziendali 180 milioni Alitalia porta in tribunale Malpensa Filippo Caleri f.caler@iltempo.it Dopo aver subìto ora Alitalia passa al contrattacco a colpi di carte bollate. Per mesi sotto scacco per il trasferimento dei voli all'aeroporto di Milano Malpensa, la compagnia ha accusato la società di gestione aeroportuale Sea di aver "alimentato" un "

Alitalia all'attacco chiede i danni alla sea - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Alitalia all'attacco chiede i danni alla Sea "è stata inadempiente per Malpensa: risarcimento di 1,2 miliardi" A fine marzo nelle casse della compagnia c'erano 180 milioni LUCIO CILLIS ROMA - Alitalia chiede i danni a Sea per Malpensa e il fallimento della privatizzazione.

E luca disse a gianni letta "per me un ruolo alla attali" - claudio tito ( da "Repubblica, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: A cominciare da quella per il salvataggio di Alitalia. La cordata italiana, infatti, secondo il capo del Pdl, potrebbe utilizzare un volano potente sotto il profilo dell'immagine se coinvolgesse l'ex numero 1 degli industriali. Tutte riflessioni che hanno accompagnato il pranzo di ieri a Palazzo Grazioli.

Berlusconi: "montezemolo sarà mister made in italy" - gianluca luzi ( da "Repubblica, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Naturalmente nelle due ore a Palazzo Grazioli Berlusconi e Montezemolo hanno parlato anche di Alitalia. "Non c'è stata la formalizzazione di nessun incarico", ha confermato Montezemolo all'agenzia Ansa, ma la disponibilità, "per spirito di servizio", a rappresentare il made in Italy e raccontare l'Italia nel mondo, il suo stile e i suoi brand.

Berlusconi: Alitalia? Se la Ue mette ostacoli la compra lo Stato ( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE Il caso Il Cavaliere "minaccia" Bruxelles Berlusconi: Alitalia? Se la Ue mette ostacoli la compra lo Stato ROMA - "Se l'Unione Europea si mette a "zignare", a fare difficoltà, allora potremmo prendere una decisione, per cui Alitalia potrebbe essere acquistata dallo Stato, dalle Ferrovie dello Stato", dice Silvio Berlusconi.

Silvio lavora ai 100 giorni E Letta comincia subito con le missioni segrete ( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: caso Alitalia" ha dei limiti di tempo imposti dal prestito ponte, l'emergenza rifiuti in Campania dovrà essere risolta entro l'estate, il federalismo fiscale andrà impostato prima dell'autunno. Non a caso il futuro ministro Scajola l'altra sera a Porta a Porta ha rivelato che sulla scrivania di Berlusconi sono in evidenza "tre dossier"

AliTrenitalia, sfida sulla Roma-Milano ( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, per ammissione del suo stesso amministratore delegato, Mauro Moretti, che proprio ieri ha avvertito: "Se non sappiamo competere a livello internazionale, rischiamo di fare la fine di Alitalia". Moretti, nonostante il forte miglioramento di bilancio conseguito nel 2007, ha ereditato le pesanti perdite delle gestioni precedenti e ha bisogno di ricapitalizzare Trenitalia per

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-30 num: - pag: 27 categoria: ALT... ( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-30 num: - pag: 27 categoria: ALTRI OGGETTI Per il leader della Cisl Raffaele Bonanni, utilizzare le Fs per l'acquisto di Alitalia non sarebbe una proposta "illogica".

Rimbalza StMicroelectronics, giù Pirelli ( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: possa essere coinvolta nella cordata per Alitalia. Ancora debole Seat Pagine Gialle (-3,92%), che con il calo di ieri porta a ben oltre il 50% la perdita accumulata dall'inizio dell'anno a oggi. Giù, inoltre, Telecom Italia (-2,09%), mentre fuori dall'S&P-Mib la Roma scivola del 10,37% sulle indiscrezioni riguardanti il ritiro del finanziere americano Soros dalle trattative per l'

<Alitalia, basta veti o va a Fs> ( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ci sono problemi "Alitalia, basta veti o va a Fs" Berlusconi: è una "minaccia", l'Europa non faccia difficoltà La Ue: non ha importanza se l'acquirente è pubblico o privato, purché siano operazioni di mercato ROMA - Comincia a scaldarsi, forse prima del previsto, il clima tra la Commissione europea e il nuovo inquilino di palazzo Chigi.

Letta e la tela di Parigi per il ritorno di Air France ( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per stare alla traduzione che qualcuno tra chi segue il dossier dal lato del premier in pectore avalla, alla fine Alitalia resterà italiana. In forme che, al momento, restano tutte da studiare. Bruno Ermolli, intanto, sta continuando a lavorare, ripetendo più volte il giro di consultazioni informali tra gli imprenditori di ogni stazza che hanno dato una disponibilità di massima.

Problema da risolvere ( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 37 categoria: BREVI Problema da risolvere Per Alitalia 300 milioni di euro di prestito ponte sono stati trovati velocemente. Visto il problema sicurezza nelle nostre città e paesi, perché non si trovano con la stessa velocità gli stessi soldi per costruire nuove caserme e nuove carceri? Alessandro Scarpari Botticino Sera (Bs).

<Malpensa, Sea inadempiente> Ora è Alitalia che chiede i danni ( da "Liberazione" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ora è Alitalia che chiede i danni Ora è Alitalia che chiede i danni alla Sea. Un maxi risarcimento per un importo "non lontano" dagli 1,2 miliardi pretesi dal gestore gli aeroporti di Milano, nell'ambito della causa avviata da quest'ultimo a seguito della decisione della ex compagnia di bandiera di abbandonare Malpensa a partire dallo scorso primo aprile.

ROMA Una battaglia senza esclusione di colpi: la Sea chiede 1,2 miliardi come risarcimento ( da "Messaggero, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 2 miliardi come risarcimento danni per il trasferimento dei voli Alitalia da Malpensa e Fiumicino? E la compagnia risponde con una analoga richiesta (almeno in termini pecuniari) alla Sea per presunte inadempienze e turbativa della gara di privatizzazione. Sarà ora il tribunale di Busto Arsizio a stabilire chi, quando e come dovrà pagare i danni.

Dal nostro inviato ROSARIO DIMITO TORINO - Intesa Sanpaolo è a ( da "Messaggero, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Anche da parte di Corrado Passera divenuto poco loquace su Alitalia dopo che fino a qualche tempo fa difendeva il progetto Air One, c'è una chiara rimarcata disponibilità: "Se si trovasse il modo, e si può trovare, per rilanciare Alitalia non ci tireremmo indietro". E per sottolineare l'impegno della banca per il paese a sostegno di progetti seri sui quali attivarsi,

Chiamata in giudizio la società che gestisce gli scali milanesi: ha penalizzato anche l'iter di privatizzazione Ora Alitalia chiede i danni alla Sea Inadempiente per Malpensa . A f ( da "Messaggero, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Chiamata in giudizio la società che gestisce gli scali milanesi: ha penalizzato anche l'iter di privatizzazione Ora Alitalia chiede i danni alla Sea "Inadempiente per Malpensa". A fine marzo liquidità per 180 milioni.

ROMA Marceremo compatti , giurano Epifani, Bonanni e Angeletti che oggi celebreranno il ( da "Messaggero, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: delicate le partite da giocare con Confindustria e con il nuovo governo, dalla vicenda Alitalia, al recupero del potere di acquisto di salari e pensioni, alla riforma del modello contrattuale. Epifani ha precisato, dinanzi al direttivo della Cgil, che non ci sarà alcuna opposizione pregiudiziale nei confronti dell'esecutivo Berlusconi.

ROMA - Io a Silvio l'ho ripetuto più volte. Alla Giustizia non può mett ( da "Messaggero, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: di Alitalia e della composizione del governo. Montezemolo non dovrebbe farne parte, ma il leader del Pdl pensa per l'ex presidente di Confindustria, come riportato dall'Ansa, a un ruolo per rilanciare il made in Italy nel mondo. Tra una richiesta di aiuto per rilanciare la cordata per Alitalia e una valutazione dell'iniziativa imprenditoriale ferroviaria dello stesso Montezemolo,

I sindacati incontrano l'azienda. Presentato un piano di rilancio ( da "Campanile, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: attuale assetto con Alitalia Fly e Alitalia Service e la creazione di due newco, una per la manutenzione e una per la gestione degli aerei. Quest'ultima, ha sottolineato il presidente dell'Anpac, Fabio Berti, diventerebbe in sostanza una società di leasing a tutti gli effetti e si occuperebbe di vendere vecchi aerei e comprarne di nuovi dandoli poi in leasing ad Alitalia.

Alitalia contrattacca e chiede i danni alla Sea ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: miliardo di euro per privatizzare la compagnia Alitalia contrattacca e chiede i danni alla Sea Un fondo brasiliano offre un miliardo di euro per privatizzare la compagnia --> Alitalia contrattacca. Per mesi sotto accusa per i tagli all'aeroporto di Milano Malpensa, tema rovente anche in campagna elettorale, la compagnia replica accusando la società di gestione aeroportuale Sea di aver "

Se Veltroni piange Berlusconi non ride ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia (come tanti avevano previsto) si sta mostrando più complesso di quanto prospettato in campagna elettorale. La crescita zero porrà indubbi problemi di bilancio. E come uscirne non è chiaro a nessuno. Berlusconi pensava che, ridotto all'irrilevanza Casini, si sarebbe finalmente potuto dedicare a preparare l'apoteosi quirinalizia lasciando le effettive redini del potere al

Malpensa: Alitalia denuncia Sea ( da "Voce d'Italia, La" del 01-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia I processi nelle aule dei tribunali e non sulle pagine dei quotidiani Malpensa: Alitalia denuncia Sea La prima udienza, il prossimo 28 maggio Milano, 1 Mag. - Controricorso per la compagnia di bandiera: Alitalia chiede i danni a Sea, la società che gestisce lo scalo di Malpensa. Alitalia contesta inadempimenti rispetto “

TORINO Giovanni Bazoli fa il bilancio di un anno di Intesa Sanpaolo e torna a difendere il modell ( da "Stampa, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Bazoli interviene anche sulla vicenda Alitalia: "La nostra Banca può prendere in considerazione l'intervento in Alitalia solo se ci sarà un piano industriale rigoroso che abbia alte probabilità di successo". Sulla stessa linea Corrado Passera: "Se si trovasse il modo, e si può trovare, per rialanciare Alitalia non ci tireremmo indietro" \.

Prima della Festa del Lavoro la Borsa di Milano ha chiuso in rialzo con il Mibtel 0,55% e l'S& ( da "Stampa, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Tra gli energetici continua il buon momento per Eni (+0,45%), mentre Enel è arretrata dell'1,22%. Nel comparto industriale positivi i titoli Finmeccanica (+3,51%) e Pirelli (+0,96%), in flessione invece Fiat (-1,32%). Geox guadagna il 2,12% e Alitalia registra un +7,87%.

Alitalia, spunta un fondo estero Bazoli: pronti se c'è un piano serio ( da "Giornale.it, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 104 del 2008-05-01 pagina 21 Alitalia, spunta un fondo estero Bazoli: pronti se c'è un piano serio di Enrico Bonzio da Milano Spunta anche un fondo tra i pretendenti di Alitalia. Il brasiliano Multi-Long è specializzato nella ristrutturazione di aziende, ha offerto un miliardo di euro per acquistare la compagnia italiana.

Non tutti nei salotti Nell'articolo firmato da Jacopo Iacoboni, apparso su La Stampa</ ( da "Stampa, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia agli italiani. Tale soluzione è un'alternativa di comodo e con essa manca di rispetto alla nazione, ed a chi gli ha creduto. No grazie! CESARE AUTERA Le trattenute in busta paga Per effetto di uno strano regolamento aziendale, l'aumento derivante dal "Contratto Metalmeccanici", è stato erogato assorbendo un "vecchio"

[FIRMA]LUIGI GRASSIA Adesso Alitalia e Sea sono l'una contro l'altra armate in tribunal ( da "Stampa, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: al processo di privatizzazione" della stessa Alitalia. Air France chiedeva infatti di risolvere la pendenza con Sea prima di acquisire la compagnia, ed è logico che qualunque futuro acquirente ponga la stessa condizione. Intanto i margini per Alitalia si fanno sempre più stretti. Ieri è stato comunicato che l'indebitamento netto a marzo era di 1,


Articoli

Bravi, i Coldplay si sono svegliati (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 01-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Lo ammetto: ho sempre pensato che i Coldplay fossero un tranquillante del rock. Per dirla meglio: secondo me sono stati per almeno cinque anni il gruppo più noioso in circolazione. Brani scopiazzati a destra e sinistra, nessuna o scarsa personalità. E quando l'altro ieri hanno annunciato il nuovo singolo Violet hill, con una furbata alla Radiohead (una settimana di download gratis e due concerti gratuiti a Londra e New York) ho accolto la notizia con lo stesso entusiasmo che dimostra il cantante Chris Martin quando gli parli: zero o giù di lì. Però - e ahimè mi sta succedendo troppo spesso in questo periodo - mi devo ricredere. Il nuovo singolo è un gran bel pezzo e, se volete, per una settimana potrete scaricarlo gratis dal sito www.coldplay.com. La chitarra è blues, filtratissima da effetti speciali, e suona un riff che rimane fermo nella mente. Non c'è un ritornello impertinente né un bridge malizioso. Il brano è un singolo, sarà trasmesso dalle radio, ma non è commerciale, non è furbetto se non appena un po', dimostra di avere una struttura molto ben pensata e molto calibrata. E poi il falsetto: per fortuna Chris Martin lo sfrutta meno del solito. Insomma in tutta la canzone non c'è più quella soporifera autoreferenzialità che mi rendeva pressoché insopportabili tutti gli altri brani dei Coldplay. E c'è vita, c'è una tensione creativa che non gli avevo mai riconosciuto a questi ragazzi di Londra. Sarà che per la prima volta il suono non è evidentemente riconducibile a nessun altro gruppo, tantomeno ai due che hanno condizionato i primi tre dischi: Radiohead e U2. Stavolta i Coldplay hanno l'ispirazione perché, quando c'è, si sente subito, basta anche solo un brano. Di sicuro il merito è anche di Brian Eno, che ha prodotto questo disco (su sua richiesta) e ci ha versato dentro quarant'anni di esperienza. E un po' c'entra anche la Emi che si gioca una bella fetta di bilancio e quindi avrà fatto le sue belle pressioni. Ma la bravura è anche la loro, dei Coldplay, che non si sono seduti sulla gloria e hanno deciso di mettersi in discussione. D'accordo, Violet hill è solo un singolo ma ha tutta l'aria di rendere bene l'idea di cosa sarà il cd 'Viva la vida'. Era ora, cari Coldplay. Scritto in Varie Non commentato " (3 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Apr 08 U2 tridimensionali, effetto solo doppio Ma l'avete visto il film degli U2 in formato tridimensionale?? Io sono andato al cinema ieri (e ne ho scritto sul Giornale) e ne sono uscito con tre impressioni. Dunque: "U2 3D" è un film spettacolare. Una volta indossati gli speciali occhiali che consegnano all'ingresso, l'effetto delle immagini in 3D è assolutamente imprevedibile: allo spettatore sembra proprio di poter sfiorare Bono, sembra di stare sul palco in mezzo a The Edge e Adam Clayton, sembra di avere sul collo il fiato del pubblico. Insomma, per i primi dieci minuti, viene la tentazione di allungare le mani per sfiorare quelle di Bono che canta al limite della scena. E poi l'effetto del concerto è di sintesi assoluta: grande rock, suonato benissimo, con un'intensità ormai sempre più rara. In più, il "messaggio" politico del concerto è chiaro, diretto, immediato, riassunto in pochi passaggi durante "Sunday bloody sunday" e "Miss Sarajevo". Quindi l'effetto è doppio ma manca l'effetto vero: quello del concerto. E' tutto così asettico, tutto così calibrato che, guardandolo, viene meno l'impatto del live, la sberla dei centomila watt che ti accolgono in uno stadio quando entri e l'urlo "everyone, everyone" ti dice che stanno per suonare gli U2. Molti dicono che questo tipo di filmati tridimensionali sarà il futuro del rock. Ma non credo: il calore di uno show dal vivo non potrà essere sostituito da nient'altro. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (10 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Apr 08 Madonna brava ma non troppo Ascoltato a volume alto, il nuovo cd di Madonna spacca tutto. La produzione è mostruosa, i bassi sono esagitati, i campionamenti tolgono il fiato. In 'Hard candy' Madonna si è tolto lo sfizio di prendere i produttori più in voga del momento - da Timbaland ai Neptunes - e di battere i concorrenti sul loro stesso terreno: l'hip hop. L'ho ascoltato stamattina alla Warner. Questo è un disco che in America starà al primo posto per chissà quanto ma forse in Europa e in Giappone avrà un po' meno successo di 'Confession on a dance floor' perché è costruito apposta per gli States: è smisurato, sovrabbondante, incontenibile ma senza radici. D'accordo, c'è tutto: dalla dance al pop alle influenze latine in 'Spanish lesson', oltre naturalmente a valanghe di hip hop. Ma non ha un punto di riferimento, è, diciamo, senza àncora. Fluttua. Sbanda. E quindi il pezzo più efficace è senza dubbio '4 minutes' (peccato per il video), mentre quello che dal vivo sarà devastante è 'Give it 2 me', un autentico tour de force da ballare. Ci sono poi brani di cui si poteva fare a meno, come 'Incredible' e altri, come 'Devil wouldn't recognize you', che anche lei dice "sono ad un altro livello". Insomma, un gran disco. Ma 'Confession' passerà alla storia, questo cd per ora è solo cronaca. Grande, per carità. Ma gli manca l'idea, ecco. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (16 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Apr 08 Però, complimenti signora Aguilera Vabbè, si fa presto a dire che Christina Aguilera è una di quelle sciacquette da grande magazzino del pop. D'accordo, è la cosa più semplice che viene da pensare. Uno ha visto i suoi primi video, ha ascoltato le sue canzoni degli esordi, ha visto le foto promozionali (e anche quella che ho messo qui non scherza.) e tira presto le somme: è una replicante di Britney. Invece no. Va bene, l'aspetto fisico rimane un punto di forza, ma non è tutto. La signora Aguilera sa il fatto suo. Già con "Back to basic" aveva sterzato, togliendosi dalla strada maestra del glamour. Ma adesso grazie al duetto con Mick Jagger dei Rolling Stones imbocca la sua strada. Può diventare un'interprete di buon livello, senz'altro capace di fare la sua figura. D'accordo, dov'è questo duetto?? Nel docufilm 'Shine a light' che Martin Scorsese ha girato nel 2006 al Beacon Theater di New York durante un concerto degli Stones. Tra gli ospiti dello show c'era anche Christina Aguilera - e già questo è un segnale. Saranno pure bolliti, ma gli Stones sono pur sempre gli Stones e non scelgono a caso. In più l'esecuzione di "Live with me" è sorprendente. Lei, in camicetta bianca e pantaloni neri, canta come si deve, con un bel piglio da veterana, è credibile e introduce persino i fiati con un urletto che Mick Jagger ormai se lo scorda. Risultato: è una sorpresa. Ed è probabile che questo duetto - nulla succede per caso - sia il segnale di un'altra svolta, magari rock. O magari più seria, finalmente. Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (19 votes, average: 4.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Apr 08 Scommesse aperte sui Raconteurs (io ci punto) Il cd dei Raconteurs è arrivato all'improvviso, così senza annunci, senza niente. Come a dire: non abbiamo bisogno di pubblicità. Molti dicono: tanta fretta dipende dal desiderio di evitare fughe anticipate su internet. Ma non credo che sia così: chi sa come funzionano le cose, non può ignorare che, se si vuole, un cd arriva in rete senza problemi. Il "leaking" è opera di tutti, non solo dei giornalisti come spesso credono gli estranei a questo settore: spesso basta l'usciere di una casa discografica per piazzare un intero album su qualche sito. Semplicemente, nel caso dei Raconteurs la promozione non serve: non ci sono singoli da spedire in radio e il tipo di pubblico di questa band si raggiunge velocemente e gratuitamente con i blog e le news sul web. Perciò non è stata fatta la promozione come di solito si fa, con annunci e anticipazioni tradizionali e costose. Vabbè, andiamo al sodo. Il nuovo cd dei Raconteurs è strepitoso. Io di solito non uso questi aggettivi così ridondanti ma 'Consolers of the lonely' lo merita davvero. E' rock come si deve, suonato senza fronzoli, camminando sulla strada che da Neil Young arriva fino ai Led Zeppelin e ai Pearl Jam. Rock purissimo. Già, ma chi sono i Raconteurs?? Sono la cosiddetta side band di Jack White dei White Stripes, il gruppo che lui ha fondato per divertirsi e che rischia di diventare più grande (almeno musicalmente) della sua casa madre. Ascoltatelo tutto, questo cd. Le chitarre graffiano, la voce è quella giusta e, soprattutto, ci sono le idee. Spesso sono così tante che un singolo brano è composto da tre strutture diverse, che si sovrappongono e si intersecano così bene da fondersi in un unico spartito. Bravi, bravi, bravi. E fatemi sapere che cosa ne pensate. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (21 votes, average: 4.62 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Apr 08 Caro Keith, neanche i medici capirebbero Lui, che è un entusiasta per natura, ha detto più o meno: "Sono talmente sano che i medici vogliono studiare il mio corpo quando sarò morto". Oddio, di Keith Richards dei Rolling Stones si può dire tutto tranne che sia deboluccio di salute. Si è massacrato con le droghe senza fare tanti complimenti (ma tutt'al più concedendosi qualche auto emotrasfusione). E' andato a letto tardi per quattro o cinque decenni. Non si è fatto mancare nulla, nemmeno le donne. E quindi, adesso che sta per compiere sessantacinque anni, è in effetti un sopravvissuto. Per di più, ha avuto l'epatite C e se l'è curata da solo grazie "al mio incredibile sistema immunitario, semplicemente essendo me stesso". Ma rimane sempre un inguaribile ottimista perché nemmeno i medici saprebbero individuare il suo segreto. E' la gioia di vivere. E quella è nell'anima più che nel corpo. Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (20 votes, average: 4.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Apr 08 Attenti a Sara Bareilles. Basta glamour, lei canta e basta L'altra sera ho visto e ascoltato in un piccolo club di Amsterdam (massimo 50 posti) una cantante americana che ha le carte in regola: Sara Bareilles. Non vi fate condizionare dal suo semplice successo, "Love song", che da qualche settimana gira molto bene in radio anche qui da noi in Italia. Questa è una ragazza californiana che ha qualcosa da dire. Che è bella ma non si spoglia davanti agli obiettivi. Che non si farà bombardare dai paparazzi. Che è una cantante e basta e provate ad ascoltare il suo cd "Little voice". Sara Bareilles riprende la storia di tutte le Fiona Apple perdute da quando sono iniziati gli anni Duemila. Questa ragazza, che ha 28 anni e viene da Eureka in California, si racconta con sofferenza in tutte le sue canzoni, Ha fatto l'università ma non fa politica perché si vergogna a parlare di concetti così alti senza avere le conoscenze necessarie. Insomma, non è Joan Baez o Joan Armatrading. E' una ragazza che canta bene, che ha fatto la sua vita prima di debuttare in musica e che in questo posticino di Amsterdam ha suonato cinque canzoni seduta al pianoforte con l'aiuto solo di un chitarrista acustico e di un percussionista. E lo ha fatto bene!! Ce ne fossero. Tenetela d'occhio. Qualche volta tocca anche a noi dare una mano alla musica. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (20 votes, average: 4.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 Ecco perche' Vasco si è laureato E va bene, ero partito con il piede sbagliato. Il primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho scritto qui e voi mi avete crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri quando sono andato ad ascoltare tutto il disco (ci siamo trovati in un bel locale di Milano che non conoscevo, il Mu) non ero ben disposto, chissa' perche'. Poi ho ascoltato il disco una volta, due volte; l'ho ascoltato anche dopo ,in cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo disco più maturo. E' stato cosi' bravo da essere essenziale riuscendo a raccontarsi tutto, scherzando, insultando, ammonendo, mostrandosi indifeso come nel brano chiave (sotto il profilo dei testi) che è E adesso che tocca a me, seguito subito da Dimmelo tu, altro cardine di Il mondo che vorrei. Ok, lasciamo perdere la musica, che è un gran bel rock, talvolta stellare, talvolta un po' manieristico ma comunque suonato da gran signori come Mike Landau, Tony Franklin e persino (in Gioca con me) da Slash. Cio' che conta sono le parole e la vita che c'è dietro. Vasco è arrivato alla sua terza. La prima è stata quella dell'esaltazione, che lo ha reso un mito. La seconda quella della consapevolezza, che lo ha trasformato in un guru. Adesso Vasco e' un artista capace di sognare e di essere cinico. E' distaccato eppure ha una voglia pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici dentro con tutto il corpo e tutta la mente. La realtà gli fa schifo, sa che non puo' cambiarla e se ne frega perche' sa che l'unica medicina sono il sogno, l'ironia, il graffio non distruttivo ma creativo, libero. Con questo album, a prescindere da quelle che saranno le vendite, si è laureato come l'unico vero artista tridimensionale, che è cresciuto con il suo pubblico senza perdere per strada nessuno. Complimenti. Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è una laurea con tanto di lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano ma anche nella canzone d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i suoi capolavori e, soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque. Scritto in Varie Commenti ( 33 ) " (24 votes, average: 4.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 08 Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una telenovela. Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono farsi le valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del cantante Bill Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché. Infezione virale?? Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere operato. E poi la riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga. Quindi i motivi dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto piangere migliaia di fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo i Tokio Hotel, che sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a lasciare le scene per un bel po', ma anche i loro manager a riflettere su quanto e come li hanno utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti ( 80 ) " (24 votes, average: 4.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era nell'aria ma è stata confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello di Torino, i Tokio Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani ancora in piedi: il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul Reno. Motivo: infiammazione alle corde vocali del cantante Bill che ora è in ginocchio proprio come in questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se a Roma è già confermato che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo delle Capannelle (ma la data era già probabile da settimane, prima ancora dell'annullamento), a Torino i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora incerto invece il futuro dello show bolognese che però difficilmente sarà recuperato. Infine non rimane che da sottolineare un sospetto, tanto esile quanto grave. Non è che in tutti questi mesi i Tokio Hotel, che sono letteralmente esplosi in mezzo mondo ma hanno anche un'età giovanissima, sono stati spremuti troppo dai loro manager e ora ne pagano le conseguenze?? L'infiammazione alle corde vocali è un malessere che di solito coglie i cantanti troppo impegnati. Se fosse così, sarebbe un pessimo esempio. E forse questo è l'unico dubbio da chiarire. Scritto in Varie Commenti ( 85 ) " (24 votes, average: 4.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Paolo Giordano scrive di musica leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. Tutti gli articoli di Paolo Giordano su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (85) Ultime discussioni Paolo Giordano: Grazie Giorgio, cercherò di metterli in pratica. E tu rilassati in questi giorni e divertiti. Giorgio: Buon ponte a tutti. Io vado via con la mia donna. Paolo, mi raccomando i consigli antistress!! ich liebe t.h.!!: x elefantina_93: ma scusa t sembra normale k si debbano scusare xk bill stava male??! nn è mica... Sally: Scrivosotto! (sopra) + (ma non toccatemi bob dylan) Giorgio: Sottoscrivo, Guglielmo! I più inviati La lezione dei Rem (e di Mtv) - 3 Emails I Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari genitori, i Tokio Hotel sono diventati maggiorenni - 1 Emails Questa è bella, Venditti ha l'ansia - 1 Emails Oops, Vasco stavolta ha toppato - 1 Emails Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie - 1 Emails Ecco perche' Vasco si è laureato - 1 Emails Però, complimenti signora Aguilera - 1 Emails Ultime notizie Alitalia chiede danni a Sea. E spunta l'offerta brasilianaTorino, Caselli nuovo procuratore capoIstat, inflazione al 3,3% Alimentari alle stelleRonaldo lasciato dalla fidanzata dopo la notte bravaRedditi online, bloccati dal Garante Fini eletto presidente della Camera "25 aprile e 1 maggio valori condivisi" Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti amici Rockol.it May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio degli post April 2008 (7) March 2008 (8) February 2008 (13) January 2008 (12) December 2007 (2) November 2007 (2) October 2007 (16) September 2007 (7) August 2007 (16) July 2007 (2) Trackback recenti Recent Posts Bravi, i Coldplay si sono svegliati U2 tridimensionali, effetto solo doppio Madonna brava ma non troppo Però, complimenti signora Aguilera Scommesse aperte sui Raconteurs (io ci punto) Caro Keith, neanche i medici capirebbero Attenti a Sara Bareilles. 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Alitalia, contro-causa alla Sea. E spunta un fondo brasiliano (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 01-05-2008)

Argomenti: Alitalia

DURA L'UE: NO A QUALUNQUE INTERVENTO DI STATO Alitalia, contro-causa alla Sea. E spunta un fondo brasiliano CITIGROUP, DI NECESSITÀ VIRTÙ Con l'ultima emissione di azioni ordinarie per 3 miliardi, Citigroup avrà raccolto capitali per 40 miliardi di dollari dai primi di novembre, ovvero da quando Chuck Prince è stato rimosso dalla carica di amministratore delegato. È prudente disporre di una riserva contro ulteriori perdite che potrebbero derivare, ad esempio, dai prestiti ai consumatori, o tutelarsi da una maggiore rigidità imposta per le operazioni fuori bilancio. Sembra che le grandi banche vogliano addirittura superare i propri obiettivi di capitale, forse nel tentativo - tardivo - di presentare bilanci a prova di bomba. Deutsche Bank, poco toccata dalla crisi dei mutui subprime statunitensi, non è priva di problemi - ma un rapporto tier 1 del 9,2% la mette al sicuro sotto il profilo dei requisiti patrimoniali. Rbs calcola di raggiungere un rapporto superiore all'8% dopo l'aumento di capitale. Jp Morgan ha venduto 6 miliardi di dollari di azioni privilegiate poco dopo aver dichiarato un rapporto tier 1 dell'8,3%. E il direttore finanziario di Citi, Gary Crittenden, ha già dichiarato di non poter escludere ulteriori iniezioni di capitale. \ (traduzioni a cura del gruppo Logos).

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La dignità del lavoro è nella Costituzione (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 01-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del La dignità del lavoro è nella Costituzione Walter Schiavella* 1° Maggio Più sicurezza, più diritti, meno precarietà: in una parola sottrarre il lavoro alla sua mercificazione e riportarlo alla centralità, al valore e alla "visibilità" sociale che la Costituzione gli assegna. In occasione del 60° anniversario della Carta Costituzionale è utile ripartire dal valore che essa riconosce al lavoro come diritto fondamentale attraverso cui tutti concorrono al benessere del Paese, la cui tutela è quindi uno dei cardini delle relazioni economiche e la cui retribuzione deve essere "proporzionata al lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare al lavoratore e alla sua famiglia un'esistenza libera e dignitosa". Troviamo in tutto ciò la straordinaria attualità della Carta Costituzionale e, insieme, l'indicazione chiara del terreno su cui cercare le risposte politiche ai problemi che il lavoro pone oggi. In primo luogo la crescita e la produttività del Paese non potranno prescindere dalla qualità del lavoro in termini di sicurezza, diritti e retribuzioni; la ricerca ossessiva del profitto attraverso la compressione dei costi è una strada senza ritorno non solo per i lavoratori, ma per l'intero Paese. Qualità del lavoro e produttività sono un binomio inscindibile se costruito su una rinnovata capacità del Sindacato di contrattare l'organizzazione del lavoro e le sue condizioni, nei luoghi di lavoro come nel territorio. E' questa la sfida di rinnovamento che il Sindacato intende accettare, non certo quella di chi, semplicemente, se ne augurerebbe la scomparsa per meglio agire unilateralmente con logiche neopaternaliste. A Roma e nel Lazio tutto ciò significa in primo luogo consolidare lo sviluppo di questi anni agendo con decisione sui suoi elementi distorsivi che rischiano di aumentare le sperequazioni territoriali e sociali. Significa consolidare l'azione di contrasto alla precarietà, ma soprattutto arrestare la pericolosa tendenza delle imprese multinazionali ad abbandonare il nostro territorio, dalla Ericcson, alla Pfizer; significa rafforzare la propensione delle imprese alla ricerca e all'innovazione, significa consolidare assets fondamentali per lo sviluppo del turismo e dell'intero terziario quali Alitalia e la sua attività su Fiumicino; significa infine affrontare la sfida dell'efficienza e della riforma della Pubblica Amministrazione e delle public utilities come premessa fondamentale per la salvaguardia delle loro funzioni pubbliche e come leve per lo sviluppo. *Segretario generale Cgil Roma e Lazio segue a pagina II.

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Alitalia chiede i danni alla Sea Per inadempienze su Malpensa Intesa: piano industriale rigoroso (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 01-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Alitalia chiede i danni alla Sea Per inadempienze su Malpensa Intesa: piano industriale rigoroso Guerra legale aveva annunciato e guerra legale sarà. Ieri Alitalia ha chiesto i danni alla Sea. La compagnia si è costituita nel giudizio promosso proprio dalla società che gestisce gli aeroporti di Malpensa e Linate qualche mese fa avanzando "domande riconvenzionali" per importi non lontani "dalle pretese del gestore aeroportuale (1,2 miliardi di euro)". Gli uffici legali di Alitalia hanno contestato alla società lombarda perdite derivanti dall'inadempimento "agli obblighi di sviluppo dell'aeroporto di Malpensa" nonché "gravi danni reputazionali relativi al perturbamento" del processo di privatizzazione. Sea era ricorsa in tribunale il primo febbraio scorso dopo che Alitalia aveva annunciato una drastica riduzioni di voli dallo scalo varesino e un dirottamento di una larga fetta di questi ultimi su Fiumicino. La battaglia che si è aperta ieri potrebbe rimescolare le carte in tavola e, forse, favorire una soluzione più celere della partita Alitalia. La richiesta di danni era stata, infatti, anche uno dei tanti ostacoli alla trattativa, poi fallita, con Air France. La contro mossa di Alitalia potrebbe, quindi, preludere a un accordo futuro con Sea che libererebbe il gruppo della Magliana da una zavorra. Questo nell'ottica di un rilancio della compagnia attraverso la sua privatizzazione. Risanamento che ad oggi appare sempre più difficile. Un po' perché i conti non sono buoni. Ieri, ad esempio, Alitalia ha comunicato i dati finanziari aggiornati al 31 marzo dai quali si evince che il gruppo ha 1,353 miliardi di euro di debiti, con una riduzione di 15 milioni rispetto ai dati al 29 febbraio (-1,1%), e una liquidità pari a 180 milioni di euro. Poca roba quindi per tirare avanti. Oltre ai conti pessimi, al momento Alitalia non ha un compratore di rango all'orizzonte. Uno che, per dirla come Giovanni Bazoli, presidente di Intesa Sanpaolo fornisca "un piano industriale rigoroso" che consenta alla "nostra banca di prendere in considerazione anche un intervento in Alitalia" anche se "solo alle condizioni che si sono verificate per interventi in altre grandi aziende, quando cioè esista un piano industriale rigoroso". Per ora, quindi, ha detto l'amministratore delegato del gruppo Corrado Passera "non siamo impegnati in nessuna cordata. Se si trovasse un modo per ristrutturare e rilanciare Alitalia, e si può, non ci tireremo indietro, o per lo meno porteremo agli organi deliberanti un progetto se fosse reputato valido". ro.ro.

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Il lavoro alla prova del Berlusconi terzo L'altra volta cominciò dall'attacco al sindacato e all'art.18, oggi sul tavolo salari, precari e diritti (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 01-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Il lavoro alla prova del Berlusconi terzo L'altra volta cominciò dall'attacco al sindacato e all'art.18, oggi sul tavolo salari, precari e diritti di Oreste Pivetta Il dopo voto ci espone alle più disparate o disperate delle analisi. Una sensazione s'è diffusa: che i lavoratori abbiano tradito la sinistra. Sarà così, ma la domanda spontanea toccherebbe i motivi per i quali gli stessi lavoratori avrebbero deciso di tornare a Berlusconi, a un governo già visto e che ha lasciato tra sè e il lavoro un paesaggio di macerie, per l'affannata volontà di cambiare, non solo nel segno degli interessi dei datori di lavoro, ma soprattutto nel segno di una rivincita sul sindacato (con l'aiuto della Confindustria di Antonio D'Amato). I cinque anni di governo Berlusconi sono cominciati con la rottura della concertazione (che proprio il governo Prodi aveva rianimato nel 1996, a tre anni dal patto per il lavoro del 1993) e con il tentativo di spezzare clamorosamente l'unità sindacale, tentativo quasi riuscito, quando Pezzotta e Angeletti firmarono il patto per l'Italia, in solitudine contro la Cgil. L'altroieri la propaganda elettorale ha rilanciato la campagna contro il sindacato bollato come la "casta", insomma ricorrendo, trasversalmente, dalla stampa in odore di sinistrismo ai telegiornali targati Mediaset, a una dose massiccia di qualunquismo. Nei cinque anni di Berlusconi, abbiamo vissuto grandi contrasti tra maggioranza e opposizione, opposizione parlamentare e opposizione sociale, e alcuni provvedimenti, che non si può dire abbiano migliorato le condizioni del lavoro e dei lavoratori, in una situazione di declino economico, di salita dei prezzi, di perdita del potere di acquisto, ben poco compensato dagli aumenti contrattuali (di contratti che si sono trascinati per alcune categorie durante anni di trattative, di rotture, di ritorno al dialogo). Ma il centrodestra è riuscito nel capolavoro: sarebbe bastato frequentare uno qualsiasi dei telegiornali Mediaset per ricavare la certezza che dei bassi salari, dei morti sul lavoro, della occupazione fragile e sommersa, del caro-pasta l'unico colpevole fosse Prodi, oscurando la memoria di quanto avevano costruito, solo qualche mese in là, Berlusconi e i suoi ministri e sottosegretari, da Maroni e Tremonti all'ormai onnipresente ex socialista Sacconi, e cioè una legislazione per così dire "proprietaria" che si potrebbe riassumere in alcune voci: riforma fiscale antiprogressiva, abolizione della tassa di successione, condoni fiscali "incentivo" all'evasione, un intero corpus di legislazione sfacciatamente favorevole alle imprese, la progressiva demolizione del sistema pubblico per indirizzarne le risorse nella finanza privata. Alcuni capitoli hanno avuto un titolo e un bersaglio preciso: l'attacco all'articolo 18, che si risolse per Berlusconi in una sconfitta e per il paese in un autentico "spreco" di forze, di intelligenze, inasprendo le tensioni; la legge 30 (per giunta in alcune parti inattuata), quando contro il pacchetto-Treu quando in nome di una generica esigenza delle imprese si cercò di imporre il governo unilaterale dei contratti (ad esempio con la incondizionata reiterazione dei rapporti di lavoro a termine); la controriforma delle pensioni con l'introduzione dello scalone (cancellato da Prodi). Altri capitoli semplicemente non sono stati presi in considerazione: ad esempio quello sulla sicurezza del lavoro (tema ripreso, genericamente e frettolosamente, due righe, dal programma del cosiddetto Popolo delle Libertà, dopo aver bocciato il testo unico sulla sicurezza presentato dal ministro Damiano). Mentre inflazione, immobilità di salari e pensioni, precarietà (non solo del lavoro oggi ma anche dei rendimenti pensionistici) colpivano come mai in passato il livello di vita di pensionati e di lavoratori, giovani e anziani, che ingrossavano le fila dei nuovi working poors (tra Finanziarie che riducevano drasticamente le misure destinante a riequilibrare le manifestazioni più acute di bisogno). Verrebbe da ricordare un'altra storia, non tanto per le decisioni, che non vi furono, quanto per gli atteggiamenti del governo: la crisi della Fiat, che sotto Berlusconi visse i suoi giorni più drammatici. Del governo Berlusconi d'allora si potrebbero solo elencare le prove di latitanza, l'inconsistenza delle proposte (come per Alitalia, si vagheggiò il miracoloso intervento in prima persona del capo del governo, con l'ingresso dei suoi fedeli nel management torinese), persino la derisione di fronte al dramma sociale (quando dal centrodestra si levò l'invito ai metalmeccanici di Mirafiori di trasformarsi in infermieri). Il programma per il futuro, quello scritto nei fogli elettorali, ha un cardine: la riduzione, ossessivamente annunciata, del peso fiscale per le imprese (al primo paragrafo si legge: "Il governo Prodi ha trasformato la doverosa lotta contro l'evasione fiscale in una persecuzione ai danni di chi lavora e di chi produce", con un' illuminante inversione dei fini) e, per i lavoratori, la detassazione degli straordinari, relegando ancora una volta la questione della competitività a un meccanismo di flessibilità del lavoro, come i qualsiasi paese del terzo mondo. Vedremo. Ad esempio, quanto pagheranno i lavoratori la cancellazione dell'Ici.

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L'aria che tira (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 01-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del L'aria che tira S arà forse la delusione perché il risultato elettorale non è stato positivo, sarà perché questa volta non ci convince il nostro filosofo Cipputi quando dice che la sconfitta è colpa della "sfiga", sarà perché vedere Alemanno salire il Campidoglio mette a dura prova le coronarie, sarà pure che tutto questo clima di dialogo che la destra trionfante sta predicando ancora non lo vediamo e non ci convince, ma dobbiamo dire apertamente che su questo Primo Maggio soffia un vento gelido e preoccupante. L'aria che tira dopo le elezioni non ci sembra rassicurante per il mondo del lavoro che, certo, ha tutte le ragioni per lamentarsi, e lo ha fatto capire esplicitamente anche col voto, della deludente performance del centrosinistra. Nei due anni passati il governo Prodi ha perso un'occasione storica, ne ha combinate di tutti i colori per deludere i suoi elettori. Questo è certo e non valgono le giustificazioni. Ma davanti ai programmi di Berlusconi, Sacconi e compagnia qualche preoccupazione sorge spontanea, per nulla edulcorata dai francesismi del modello Sarkozy o della commissione Attali. È come se si riaprisse davanti a noi il libro degli orrori che ci aveva accompagnato dal 2001 al 2006 e che speravamo restasse chiuso per sempre. Il nuovo governo di centrodestra non è ancora insediato e già assistiamo a una proliferazione di iniziative e ipotesi che non possono lasciare indifferenti. L'aria che tira è quella che lascia sospesi migliaia di dipendenti dell'Alitalia tra il commissariamento e la misteriosa cordata tricolore dove persino Tronchetti Provera potrebbe metterci un "chip", proprio come se fosse una partita a poker. E cosa dire in questo Primo Maggio dedicato alla sicurezza sul lavoro e al ricordo di chi ha perso la vita per la mancanza di regole e garanzie, della promessa della nuova maggioranza di voler subito mettere mano al Testo Unico che, finalmente, offre un quadro completo di tutele per i dipendenti e anche di sanzioni per le imprese responsabili? Un desiderio di manomissione subito condiviso dal neopresidente della Confindustria Emma Marcegaglia che, svolta rosa o meno, non devia certo dalla linea del suo predecessore. Così la questione delle retribuzioni troppo basse si risolve solo, secondo il centrodestra e la Confindustria, con la detassazione dei premi e degli straordinari, regalando dunque nuove fette di produttività e flessibilità senza tuttavia migliorare strutturalmente i salari, penalizzati da anni di sacrifici. Ma ci sono altri segnali significativi, quasi la cartina di tornasole di convinzioni, strategie, comportamenti imprenditoriali che si adattano al nuovo clima politico. È come se certi spiriti - politici, culturali o industriali - cogliessero al volo le novità del tempo e volessero togliersi qualche soddisfazione. Arrivano nuove inchieste sulle "caste", ora tocca ai sindacati finire sulla graticola della propaganda, e si preannunciano indagini sull'inevitabile deriva del nostro Paese. In questo quadro è comunque sorprendente, ad esempio, come un imprenditore e un editore di lunga e solida fama progressista come Carlo De Benedetti, pronto in tempi non sospetti a sottoscrivere la tessera numero uno del partito democratico, decida di chiudere dalla sera alla mattina una storica fabbrica come la Sogefi di Mantova, mandando a casa 230 persone, senza trattare, senza discutere niente. Una semplice comunicazione e via. Forse è un incidente. O probabilmente questa è l'aria che tira.

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Sinistra e sindacati - (segue dalla prima pagina) (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-05-2008)

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Commenti SINISTRA E SINDACATI (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Chi si aspettava dalla sinistra sicurezza sociale ha così finito per guardare altrove, a chi offre a queste ansie diffuse e comprensibili le risposte sbagliate. Anche al sindacato non ha fatto bene in questi anni avere dei leader con un'agenda politica in mente. Nove segretari confederali su dieci sono finiti in politica. è un modo di svilire il mestiere del sindacalista, di assimilarlo a quello sempre meno popolare (per usare un eufemismo) del politico. Ci vorrebbero invece gruppi dirigenti che pensino solo a rappresentare gli interessi dei lavoratori anziché a prepararsi per qualche carica pubblica. Sono due mestieri diversi. Entrambi molto importanti in democrazia, ma profondamente diversi. C'è bisogno di una netta separazione delle carriere di politici e sindacalisti per migliorare la qualità della nostra classe politica e del nostro sindacato. Un partito politico a vocazione maggioritaria deve ambire a rappresentare tutti i cittadini, non solo in quanto lavoratori, ma anche come consumatori. Il sindacato è, per definizione, rappresentante di interessi di parte. Quando perde nel giro di 30 anni quasi metà dei propri iscritti, quando la sua base è sempre più concentrata tra il pubblico impiego e i settori protetti dalla concorrenza, quando finisce per essere il più vecchio sindacato d'Europa, diventa portavoce di interessi ancora più specifici. Sono interessi così materiali e circoscritti che hanno ormai perso qualsiasi copertura di natura ideologica. Per questo l'appartenenza al sindacato orienta sempre meno la scelta politica. Il sindacato porta sempre meno voti ai partiti di centrosinistra. Quando viene percepito come il loro azionista di maggioranza, addirittura i voti li fa perdere, anche nel mondo del lavoro. Perché nelle piccole imprese o ai confini tra lavoro autonomo e subordinato, si finisce spesso per avere paura del sindacato. Quando il sindacato era forte, i lavoratori delle tante microimprese italiane potevano ottenere incrementi salariali minacciando i propri datori di lavoro di portare il sindacato in azienda. Oggi questa minaccia non è credibile. Mentre le pressioni competitive, i rischi di mercato si concentrano sugli impieghi non presidiati dal sindacato, che anziché comprimere le differenze, le accentua. Il futuro del sindacato si gioca proprio nella sua capacità di tornare ad unire il mondo del lavoro, nel suo saper dare risposte alla questione salariale. Deve riuscire a riformare la contrattazione, superando i veti incrociati che lo hanno portato a mantenere in vigore assetti che oggi condannano la maggioranza dei lavoratori ad avere un contratto scaduto. Solo legando più strettamente salari e produttività, come propongono Cisl e Uil, si può far partecipare i lavoratori ai profitti e contribuire a fare uscire l'Italia dalla stagnazione. Ha ragione la Cgil a legare la riforma della contrattazione alla definizione di regole sulla rappresentanza dei lavoratori. è obiettivamente difficile contrattare quando ci sono 9 diverse sigle sindacali sedute allo stesso tavolo, come nel caso della trattativa su Alitalia. Le elezioni delle rappresentanze serviranno ai sindacati anche a spostare il baricentro della propria iniziativa sui luoghi di lavoro, dove la lotta contro gli incidenti sul lavoro risulta più efficace. Sarà, dunque, un primo maggio meno festoso di quello di due anni fa. Ma può sancire il raggiungimento di un accordo molto importante fra i sindacati per riformare la contrattazione e migliorare, con le elezioni delle rappresentanze sindacali, la nostra democrazia.

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Sicilia lo bello, l'industriale che entra in banca (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 01-05-2008)

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Sicilia lo bello, l'industriale che entra in banca "Il nodo è la competitività. Al Nord e al Sud" Presidente di una Confindustria che ha stravolto gli schemi mettendo al primo posto la lotta contro il racket e il pizzo diventando punta avanzata della lotta alla mafia, autore del rifiuto a Walter Veltroni che lo voleva candidato alla presidenza della regione siciliana, adesso Ivanhoe Lo Bello è diventato presidente del consiglio di amministrazione del Banco di Sicilia acquisito dall'Unicredit di Profumo, e la sua nomina avviene con "la pagina dello stress tra Unicredit e la Regione Siciliana ormai chiusa". Ivan Lo Bello mantiene il doppio incarico e tiene a sottolineare che la sua nomina al Banco di Sicilia significa che "è stato colto da parte dell'Unicredit che quello avviato da noi è il passo fondamentale per avviare il processo di modernizzazione del sistema economico siciliano". Presidente Lo Bello cosa significa per un imprenditore come lei stare a capo di una banca, cosa cambierà? "Non sarò certo io a determinare chissà quali cambiamenti in una grande banca. Io sarò il presidente, con me nel cda sono entrate due donne imprenditrici di successo, come Luisa Averna dell'omonimo amaro, e Giusy Rallo, dei vini Donnafugata. Due imprenditrici di due aziende molto innovative. Il valore delle nostre nomine sta proprio nel fatto che portiamo all'interno di un grande sistema bancario l'esperienza di chi fa impresa sul campo e sa apprezzare le forti novità che ci sono. Noi, come Confindustria, abbiamo messo in evidenza che la criminalità organizzata e l'asfissiante apparato burocratico, intermediario tra le risorse pubbliche e l'impresa, hanno determinato l'assenza di ogni cultura di mercato. Questi sono i nodi. La nostra lotta al racket è un pezzo del processo di modernizzazione del nostro sistema imprenditoriale". Il quadro politico in Italia è capovolto, in Sicilia vince sempre il centrodestra ma cambiano i protagonisti della gestione del potere. Cosa chiede la Confindustria al nuovo governo Lombardo? "Metter mano subito alla riforma della pubblica amministrazione e progetti a medio e lungo termine. E soprattutto risanare il bilancio pubblico, nel quale pesano troppo le spese sanitarie e le spese correnti". E rispetto ai fondi europei che arriveranno in gran quantità, e per l'ultima volta, in Sicilia? "Lo ripetiamo da tempo: pochi grandi progetti di infrastrutture, investire nella ricerca per l'innovazione e la scuola. Sono queste le priorità". Sul Riformista di ieri, l'imprenditore della sanità nonché proprietario dell'11% di Rcs Rotelli, sostiene che la questione settentrionale è l'altra faccia della questione meridionale? "Io preferisco dire che esiste una grande questione della competitività, con due volti: quello settentrionale e quello meridionale. Nel centro-nord esistono nodi infrastrutturali che provocano grande disagio e determinano costi aggiuntivi alle imprese, mentre nel Mezzogiorno sono state assorbite risorse senza avviare alcuna capacità competitiva. Per questo da noi è centrale rimuovere la cultura assistenziale ostile alla cultura di mercato". Sembra che le minacce neostataliste di Berlusconi, come quella sull'Alitalia, o le posizioni di Tremonti sui dazi vadano in una direzione diversa? "Sono fortemente convinto che il governo debba essere misurato con le sue prossime azioni concrete. C'è uno scenario economico che presenta grandi tensioni sui conti pubblici. Per prima cosa questo governo dovrà mettere mano a profonde riforme strutturali ed è evidente che nel breve termine servono scelte impopolari. Ma gode di ampie maggioranze e quindi può farlo". 01/05/2008.

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Alitalia spuntano gli emirati arabi e un fondo di investimento brasiliano (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 01-05-2008)

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Alitalia spuntano gli emirati arabi e un fondo di investimento brasiliano La cordata del Cavaliere acquista un tocco esotico Intanto la società chiede alla Sea il risarcimento di un miliardo Su Alitalia sembra esserci qualche schiarita sul fronte della cordata italiana o dei partner interessati tout court ad acquistarla. Ma ieri è stata anche la giornata di una controrichiesta della compagnia di bandiera di risarcimento danni contro Sea. La società che gestisce gli aeroporti di Linate e Malpensa aveva chiesto notoriamente 1,2 miliardi di euro di risarcimento per il piano dell'ex presidente Maurizio Prato che dal mese scorso si era fortemente disimpegnato dall'aeroporto varesino. Ma ieri Alitalia ha chiesto un risarcimento "per vari titoli e per importi non lontani" dalle pretese della Sea per le perdite derivanti da "inadempienze" della società agli "obblighi di sviluppo dell'aeroporto di Malpensa" e ai "gravi danni reputazionali". Nel pomeriggio, le agenzie hanno poi battuto la notizia dell'interessamento alla compagnia di bandiera di un fondo di investimento brasiliano, Multi-Long Corporation, specializzato in ristrutturazioni di aziende in difficoltà. L'amministratore delegato del fondo, Michael Breslow, ha fatto sapere ieri di essere disponibile a mettere sul tavolo un miliardo di euro per rilevare la quota detenuta dal Tesoro di Alitalia e di aver già comunicato il suo interessamento al governo e all'Unione europea. A quanto si apprende, il presidente del Consiglio in pectore, Berlusconi, avrebbe inoltre già messo insieme una cordata orientata ad investire circa un miliardo e mezzo di euro per l'acquisto di Alitalia. Tra i più interessati alla tormentata vicenda della compagnia guidata da Aristide Police, ci sarebbero gli Emirati Arabi. E il partner industriale sarebbe la tedesca Lufthansa. Nella cordata raccontata dal Cav, non sembrerebbe esserci però, almeno per il momento, Intesa San Paolo. Giovanni Bazoli, presidente dell'istituto di credito, ha precisato ieri che l'intervento del gruppo nel salvataggio di Alitalia si potrebbe verificare soltanto "alle condizioni che si sono verificate per gli interventi in altre importanti aziende da risanare". Cioè, "un piano industriale assolutamente rigoroso che assicuri grandi probabilità di ripresa dell'azienda". Bazoli ha aggiunto che "ci vantiamo di aver effettuato con rigore esami di piani industriali che hanno consentito interventi che si sono rivelati salutari per altre aziende, alcune di grande nome e altre che non si conoscono". Solo a queste condizioni, ha concluso Bazoli, rinviando all'amministratore delegato Corrado Passera per altri commenti sull'argomento, "potranno essere prese in considerazione ipotesi di un nostro intervento in Alitalia". Intanto, la compagnia di bandiera ha ufficializzato la situazione dei conti a fine marzo. La liquidità è rimasta invariata rispetto a febbraio cioè a 180 milioni di euro. E l'indebitamento netto del gruppo è pari a 1,353 miliardi di euro, in calo di 15 milioni di euro (-1,1%) rispetto al 29 febbraio, quando ammontava a 1,368 miliardi. 01/05/2008.

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Lavoro contrattazione di secondo livello e regole chiare per gli scioperi (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 01-05-2008)

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Lavoro contrattazione di secondo livello e regole chiare per gli scioperi Cgil, Cisl e Uil varano l'accordo del primo maggio L'annuncio arriverà oggi, dal palco del tradizionale concertone del primo maggio a piazza San Giovanni: Cgil, Cisl e Uil hanno raggiunto un accordo sia sulla riforma del modello contrattuale, sia su rappresentanza e democrazia sindacale. Nel corso di un incontro, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, hanno definito ieri la piattaforma che dovrà essere sottoposta agli organismi dirigenti per il via libera sul cotè sindacale. Per perfezionare la sostanziale sostituzione degli accordi di luglio del '93 ci vorrà poi un'intesa con Confindustria e con il governo. Dalla trincea della rottura con AirFrance-Klm su Alitalia e del risultato clamoroso delle elezioni, che Epifani ha commentato nei giorni scorsi come "uno spostamento a destra del paese che deve essere attentamente analizzato" ma senza aprire fronti di "conflitto preventivo", la Triplice tenterà insomma di riemergere oggi, dal palco romano della festa dei lavoratori, con un annuncio dalla portata storica. Una rivoluzione che cambierà, almeno nelle linee guida definite ieri dai vertici delle confederazioni, non soltanto la futura definizione dei contratti di lavoro, ma anche la fisionomia del sindacato. Il contratto di lavoro verrà rinnovato d'ora in poi ogni tre anni (attualmente viene aggiornata ogni due anni la parte economica e ogni quattro quella normativa) e i sindacati chiederanno di determinare gli aumenti in busta paga in base a un recupero dell'inflazione, ma calcolata su un indice dell'Istat rivisto (ad oggi si decidono gli aumenti in base all'inflazione programmata dal governo e al recupero della differenza con quella reale). Poi ci sarà, ovviamente, il restringimento della contrattazione di primo livello a favore del secondo, con un peso maggiore dunque delle trattative al livello aziendale. Sulla rappresentanza sindacale, la Triplice si è accordata su un sistema pattizio che dovrebbe disciplinare la materia, previo confronto con le categorie datoriali. Un'intesa che potrebbe essere recepita successivamente anche dal Parlamento. Ma una novità clamorosa si registra anche sul fronte della democrazia sindacale: se è vero che lo sciopero è un diritto individuale garantito dalla Costituzione, Cgil, Cisl e Uil puntano ad una minore discrezionalità nella proclamazione delle ore o delle giornate di astensione dal lavoro. Per decidere di incrociare le braccia, un'organizzazione sindacale dovrà avere un certo grado di rappresentatività, dunque di iscritti. L'accelerazione di Epifani, Bonanni e Angeletti non nasce soltanto dall'esigenza di uscire dall'angolo delle critiche sulla maldestra gestione della partita Alitalia, è frutto anzitutto della necessità di decidere su un tema così importante prima che si insedi il nuovo esecutivo. Che oltre ad essere "di destra" come ha osservato il leader Cgil, ha soprattutto i numeri in Parlamento per portare avanti serenamente e rapidamente le annunciate politiche del lavoro. I sindacati vogliono arrivare ad esempio prima degli interventi annunciati già per le prossime settimane dalla maggioranza guidata da Berlusconi come la detassazione degli straordinari. L'esecutivo sta ragionando, tra l'altro, anche sul ministro del Lavoro: anche se An continua a "occupare" la casella, c'è consenso crescente sul nome di Maurizio Sacconi. Brillante ex sottosegretario del Welfare nel quinquennio dell'ultimo esecutivo targato Berlusconi, l'esponente azzurro ha dalla sua non soltanto la vicinanza con alcuni settori del sindacato, in particolare della Cisl, ma anche il cambio di guardia in Confindustria. Uomo vicino al past president Antonio D'Amato, Sacconi è stato sottosegretario negli anni cruciali del Patto per l'Italia dunque della battaglia per l'articolo 18 ma anche della Biagi e della riforma delle pensioni, e con Montezemolo alla guida degli industriali avrebbe avuto qualche difficoltà a conquistare la poltrona di ministro. Non con la Marcegaglia, che prima ancora di essere designata ufficialmente prossimo presidente di Confindustria, ha aperto all'ipotesi che Sacconi si sieda sullo scranno più alto del dicastero di via Veneto. A indurre la Triplice in ogni caso all'annuncio di oggi ha contribuito anche la evidentissima rupture della stessa Marcegaglia, rispetto alla presidenza precedente. Nel corso della prima uscita importante, la leader designata degli industriali ha messo in cima alla sua agenda la revisione del modello contrattuale. Nel corso della presentazione del programma e della sua squadra, Marcegaglia ha detto che "il ruolo del sindacato è importante, ma bisogna trattare in tempi ragionevoli per una riforma della contrattazione verso l'azienda e il merito personale. Bisogna - ha aggiunto - coniugare l'aumento della produttività e quello dei salari". E adesso, in zona cesarini, dopo mesi di stallo, la Triplice ha capito che è importante dare le carte, su una riforma epocale come quella dei contratti. (t. ma.) 01/05/2008.

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Segue dalla prima caro giavazzi, le elezioni non le hai perse tu, ma visco (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 01-05-2008)

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Segue dalla prima caro giavazzi, le elezioni non le hai perse tu, ma visco Senza dubbio, ma quanti l'hanno fatto per questo motivo? In un sondaggio effettuato prima del voto, solo l'8,3% degli elettori ammetteva che le promesse su Alitalia avrebbero influito "molto" sulla loro scelta. Lo stesso si può dire del dibattito innescato da Giulio Tremonti col suo La paura e la speranza . Discussione interessante, animata con passione dallo stesso Giavazzi, ma di necessità confinata a quotidiani letti, tutti insieme (sportivi e locali inclusi), da meno del 10% degli italiani. È realistico credere che le elezioni si decidano sulle pagine del Corriere ? L'influenza di Tremonti è stata senz'altro rafforzata dal successo della Lega. Ma l'exploit del partito di Bossi rappresenta un ritorno di fiamma del protezionismo? I nordisti hanno difeso Malpensa. Ora però, su Alitalia, sposano una posizione "giavazziana": la si lasci fallire. La Lega promette fuoco e fiamme per una riforma liberista come il federalismo fiscale. Sarebbe un errore appiattire il Carroccio su una battaglia anti-cinese verosimilmente condivisa soltanto da un segmento del suo elettorato. Mentre molto più rilevante, per spiegare il suo sorprendente 8,3%, è stata l'attenzione ai temi della sicurezza e dell'immigrazione. Lo stesso si può dire, senza grossi esercizi di fantasia, della vittoria di Gianni Alemanno a Roma: pensare che ce l'abbia fatta il "sindaco dei tassisti", francamente, è esagerare il peso delle proprie ossessioni. Veniamo al secondo punto critico. Che riguarda la percezione del centro-sinistra. Le elezioni non le ha perse Giavazzi, e neppure il "liberalizzatore" Bersani: il quale, non a caso, è guardato con favore da molti fra quelli che credono che l'immagine del Pd abbia bisogno di una riverniciata. Le elezioni il Pd le ha perse perché non è riuscito a sfilarsi dall'ombra di Vincenzo Visco. Proprio ieri il viceministro ha vantato come "fatto di democrazia" l'ultimo e più odioso dei suoi regali: le nostre dichiarazioni dei redditi messe on line sul sito dell'Agenzia delle entrate. Si tratta della negazione totale di qualsiasi diritto alla privacy, di uno stimolo all'invidia sociale, di un invito alla delazione fiscale. Quel Nord produttivo con cui il Pd non riesce ad allacciare un dialogo, ha a cuore questioni che attengono la quota di reddito che viene fagocitata dal Leviatano, e minimi standard di civiltà nel rapporto cittadino-fisco. Il liberismo di sinistra non è credibile, se arriva sul far della sera della tirannia fiscale. Il terzo errore riguarda le buone ragioni dei liberisti. Giavazzi è convinto che "l'alternativa al mercato ... è una società in cui i privilegi si tramandano di generazione in generazione", e "chi nasce povero è destinato a rimanerlo". Vero, ma è altrettanto vero che il liberismo non ha nulla contro le fortune tramandate di generazione in generazione, né contro le posizioni di vantaggio che non siano frutto di una "garanzia dal fallimento" prodotta dalla politica. Dipingere le liberalizzazioni come una efficace strategia redistributiva può essere premiante sul piano mediatico. Solo che è fuorviante. Una società libera è una società adulta: più incline ad accettare, a tutti i livelli, il rischio - consapevole di opportunità e problemi. L'"eguaglianza come carriere aperte ai talenti" è parte di questa alchimia, come lo è pure il diritto dei talenti di esprimersi liberamente e di vedersi liberamente remunerare. Ridurre il liberismo a una politica sociale significa sbagliarne il marketing. Da un lato, perché si alimentano false aspettative. Dall'altro, perché non si educa ad accettare la libertà come una sfida - quanto a servirsene per promuovere un certo assetto sociale. Per Giavazzi, bisognerebbe ora aprire un dialogo "coi protezionisti". Appello che si regge sull'ipotesi dell'identità di vedute fra classe dirigente ed elettori di centro-destra. E che sottende quasi una visione del liberismo come "instrumentum regni" per questa o quella coalizione. Quando invece esso dovrebbe essere ben altro: l'unica offerta politica credibile, da presentare a quel pezzo d'Italia che non si vuole arrendere al declino. Alberto Mingardi 01/05/2008.

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Bazoli: siamo pronti a entrare in Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 01-05-2008)

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N. 104 del 2008-05-01 pagina 1 Bazoli: siamo pronti a entrare in Alitalia di Redazione Anche Giovanni Bazoli, presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, è pronto a entrare in Alitalia purché ci sia "un piano industriale assolutamente rigoroso". E l'ad Passera sottolinea che "potranno essere prese in considerazione ipotesi di un nostro intervento in Alitalia". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Berlusconi-Montezemolo un vertice di due ore Giustizia, Pera più vicino (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 01-05-2008)

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N. 104 del 2008-05-01 pagina 8 Berlusconi-Montezemolo un vertice di due ore Giustizia, Pera più vicino di Fabrizio De Feo Il Cavaliere lavora alla squadra di governo. Per l'ex leader di Confindustria un ruolo da ambasciatore del Made in Italy. Rifiuti, summit con De Gennaro da Roma Come tanti pellegrini in cerca di una grazia, gli aspiranti ministri sfilano uno dopo l'altro nella residenza romana di Silvio Berlusconi, presentando le proprie istanze. L'accoglienza del presidente del Consiglio in pectore è quella di sempre, cortese, affabile, scherzosa. Ma rispetto a qualche giorno fa i "no" iniziano a perdere le sfumature dei "forse", dei "se sarà possibile" e dei "vedremo" e diventano più rotondi e diretti. Fin dalla tarda mattinata il tourbillon di visite è continuo. Il leader del centrodestra riceve in via del Plebiscito il commissario straordinario per l'emergenza rifiuti, Gianni De Gennaro, e poi si trattiene a colazione con Luca Cordero di Montezemolo. L'ex capo della polizia illustra a Berlusconi il quadro del precario sistema di raccolta rifiuti in Campania, a meno di dieci giorni dalla scadenza di un mandato che potrebbe essere prorogato di un paio di mesi. Con l'ex presidente di Confindustria l'attenzione si sofferma invece sul dossier Ermolli e sulla situazione di Alitalia. Ma, soprattutto, al presidente della Fiat Berlusconi prospetta un incarico non da ministro ma da ambasciatore del Made in Italy. "Sarai il nostro fiore all'occhiello nel mondo, con i successi che hai riportato" gli spiega il premier in pectore. Un incarico sul quale sarebbe stato raggiunto un accordo di massima. Il resto della giornata è dedicato alle limature necessarie a comporre la squadra di governo. Una trattativa ancora dura e serrata che Berlusconi continuerà nella giornata di oggi. L'obiettivo è quello di uscire dallo stallo che ancora contraddistingue due caselle: quelle del Welfare e della Giustizia. An, infatti, continua a rivendicare il ministero di peso che sarebbe toccato al nuovo sindaco di Roma, in caso di sconfitta. Ma non dovrà essere necessariamente il Welfare, basta che si tratti di un dicastero di pari livello. Berlusconi però non è d'accordo. La poltrona di primo cittadino della Capitale e la presidenza di Montecitorio, ragiona il Cavaliere, sono una "remunerazione sufficiente", visto che ad esse si aggiungono le Infrastrutture (per Altero Matteoli) e la Difesa (per Ignazio La Russa) con l'aggiunta di un incarico per Adriana Poli Bortone (che prenderebbe o Politiche comunitarie o Pari opportunità). Per sciogliere questo nodo si sta pensando di procedere con una compensazione alternativa, ovvero con una più nutrita pattuglia di viceministri per Via della Scrofa. I nomi possibili sono quelli di Alfredo Mantovano, Adolfo Urso e Mario Landolfi. Oltre al portavoce del partito Andrea Ronchi, spendibile in un dicastero di rango. Al Welfare dovrebbe quindi andare l'azzurro Maurizio Sacconi. L'altro nodo riguarda la Giustizia. In pole position resta Elio Vito ma quella casella continua ad entrare nel totonomine e non c'è ancora un candidato sicuro. Per sbloccare il braccio di ferro, Berlusconi ha discusso con Ignazio La Russa la possibilità di assegnarla ad An ma quest'ultimo non avrebbe accettato lo scambio Welfare-Giustizia. A questo punto sono tornate a salire le quotazioni di Marcello Pera. L'ex presidente del Senato è incerto se accettare o meno e, in caso, vorrebbe poter procedere a un programma di intervento profondo sulla materia e non ha ancora concesso la sua disponibilità. Ci sono, poi, tanti "nodi minori" da sciogliere. Tra questi la destinazione di Stefania Prestigiacomo, poco interessata a tornare alle Pari Opportunità. Per lei si starebbero schiudendo le porte del ministero dell'Ambiente che sarà autonomo e non accorpato con le Infrastrutture. In quest'ultimo ministero potrebbe sedere come vice di Matteoli, Guido Possa. Ma per l'ingegnere milanese, ex compagno di scuola del leader del Pdl, ci sarebbe anche l'ipotesi di un ministero per l'Energia tutto per lui da cui sviluppare un piano per il ritorno al nucleare. Un'ipotesi di cui Berlusconi e Possa avrebbero parlato in un colloquio privato. In una giornata fittissima di mini-summit c'è spazio anche per i "cespugli" del Pdl, ovvero il leader del partito dei Pensionati, Carlo Fatuzzo, il segretario Pri, Francesco Nucara, e il leader del Nuovo Psi, Stefano Caldoro. A Palazzo Grazioli viene ricevuto anche il segretario della Nuova Dc, Gianfranco Rotondi. "Con Berlusconi - spiega - abbiamo raggiunto un accordo". Per lui potrebbe esserci un incarico da ministro per gli Incarichi speciali e i rapporti con l'Onu. Ma queste caselle minori, c'è da scommetterci, continueranno a cambiare destinazione e colore fino all'ultimo minuto disponibile. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<Gemina-Adr? Troppo presto per la fusione> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 01-05-2008)

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N. 104 del 2008-05-01 pagina 21 "Gemina-Adr? Troppo presto per la fusione" di Redazione Offerta da un miliardo dalla brasiliana Multi-Long Intesa: disposti a ripetere l'esperienza di altre aziende da Milano Una fusione tra Gemina e Adr "è prematura" perché aumenterebbe il carico di debito che grava sugli Aeroporti di Roma. I problemi di Alitalia, invece, impattano "poco" su Adr che nei primi quattro mesi dell'anno ha visto aumentare "passeggeri, movimenti e tonnellaggio". È quanto ha spiegato Guido Angiolini, presidente di Gemina e vicepresidente esecutivo di Adr, al termine dell'assemblea della finanziaria milanese che ha approvato il bilancio 2007, durante la quale Angiolini ha messo in luce come "l'incertezza attorno al maggior vettore" sia stato tra i motivi che hanno pesato sulla quotazione del titolo Gemina. Per quanto riguarda Adr, invece, "in aprile, con il trasferimento di Alitalia, si è accentuato l'aumento nel tonnellaggio e nel numero dei passeggeri. Quindi, è stato un quadrimestre positivo". Ma una fusione tra Adr e Gemina "è prematura - ha spiegato Angiolini - perché ci sono ancora dei problemi da affrontare. C'è stato un downgrade di Adr da parte di Standard & Poor's e la fusione comporterebbe un aumento dell'indebitamento, perché Gemina ha ancora un po' di debito, e metterebbe ulteriormente sotto stress il rating". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Per Intesa Sanpaolo è ancora crescita Obiettivi confermati (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 01-05-2008)

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N. 104 del 2008-05-01 pagina 22 Per Intesa Sanpaolo è ancora crescita Obiettivi confermati di Luca Pace Passera: "Possibile un extradividendo nel 2010" E Bazoli: "Soddisfatti del duale". Carifirenze nel Cds da Milano Intesa Sanpaolo non teme la crisi finanziaria che si è abbattuta sui mercati. Ieri, durante l'assemblea degli azionisti, i vertici del gruppo hanno confermato gli obiettivi del piano industriale 2007-2009. "La crisi è seria, profonda e non si è ancora assorbita completamente, ma noi pensiamo che riusciremo, anzi ci stiamo già riuscendo, a superarla meglio di altre istituzioni per le scelte che tutti, management e azionisti, abbiamo fatto in passato", ha detto l'ad Corrado Passera. "Nel 2007 abbiamo centrato tutti gli obiettivi previsti" hanno aggiunto il presidente del consiglio di sorveglianza, Giovanni Bazoli, e quello del consiglio di gestione, Enrico Salza mentre l'assemblea dei soci approvava il bilancio (7,2 miliardi l'utile netto). Quanto al futuro, Passera conferma gli obiettivi: chiudere il 2009 con utili a 7 miliardi e un indice di solidità patrimoniale al 6,5%. "I manager oggi hanno inviato un forte segnale di fiducia al mercato - commenta un analista - al contrario di diverse banche europee e americane che in questi giorni di trimestrali hanno comunicato nuove svalutazioni". Martedì era stata Deutsche Bank a chiudere il trimestre in rosso dopo svalutazioni per 2,7 miliardi. Prima di lei Ubs, Merrill Lynch e Citigroup avevano ripulito i bilanci dalle ricadute dei subprime. Nessuno timore, invece, per gli azionisti di Intesa che possono contare anche su una generosa politica dei dividendi. Nel 2007 Ca' de Sass ha distribuito dividendi per 2,8 miliardi, più altri 2 miliardi come cedola straordinaria. Per il 2008 l'obiettivo è arrivare a 3,7 miliardi, mentre per il 2009 il monte dividenti sarà di 4,5 miliardi. "Nel 2010 potremmo valutare la distribuzione di una cedola straordinaria", ha precisato Passera, confermando che il suo impegno alla guida del gruppo è "totale e senza limiti di tempo". Piena fiducia all'ad è stata espressa anche da Bazoli che ha quindi confermato il ruolo del gruppo a sostegno del sistema Italia: "Siamo orgogliosi di definirci una banca per il Paese, impegnata anche attraverso la ricerca di nuovi modelli di business, a dimostrare una compatibilità di profitti duraturi con la responsabilità sociale e la sostenibilità". Secondo Passera, invece, Telecom, di cui Intesa Sanpaolo è grande socio attraverso Telco, "è uno di quei casi di azienda in cui una stabilità di gestione può portare benefici a tutti gli azionisti e anche al Paese". Malgrado il crollo in Borsa, il valore del gruppo non si è "modificato". Oltre ad Alitalia, Salza ha quindi confermato la disponibilità "a collaborare per l'Expo del 2015 e per le celebrazioni dei 150 anni dello Stato italiano". Ieri è stata l'occasione anche per fare il punto sul sistema dualistico "siamo soddisfatti da questo primo anno di esperienza". L'abbiamo scelto, ha spiegato Bazoli, perché "permette di affidare la gestione ad un organo tecnico e snello" come il consiglio di gestione, in grado però di avvalersi "di professionalità diverse" presenti nel consiglio di sorveglianza. L'assemblea si è conclusa con la nomina nel consiglio di sorveglianza di Riccardo Varaldo (candidato dalla Fondazione Carifirenze) e di Marco Ciabattoni (indicato da Fondazione Cariparo). © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Il capo dello Stato: Il suo discorso non è stato di parte (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 01-05-2008)

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Stampa Il 6 maggio via alle consultazioni Il capo dello Stato: "Il suo discorso non è stato di parte" Dopo l'insediamento del Parlamento e i discorsi dei nuovi presidenti delle Camere, l'auspicio del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è che "su queste basi ci sia un confronto costruttivo sia alla Camera come al Senato". è da Graz (Austria) che il capo dello Stato ha seguito le prime fasi della nuova legislatura. Napolitano già martedì aveva espresso un giudizio positivo sul discorso di Renato Schifani. Ieri ha particolarmente gradito i riferimenti di Gianfranco Fini al tema del lavoro e della sicurezza sul lavoro. Per il presidente della Repubblica quello di Fini è stato un intervento "certamente non di parte". Ora Napolitano si prepara alle consultazioni (avranno inizio il 6 maggio) per formare il nuovo governo. Fra i primi dossier sul tavolo del nuovo esecutivo ci sarà quello Alitalia, hanno fatto osservare i giornalisti a Napolitano. Il presidente si è limitato a dire che la materia è di "competenza esclusiva delle autorità di governo" che si avvarrà dei pareri del Parlamento. E per quanto riguarda il prestito ponte e le decisioni della Commissione Ue? Secondo il Presidente si può "solo restare in attesa della decisione, per la quale al momento non si hanno ancora gli elementi". Resta invece una "alta preoccupazione" per le situazioni di crisi nel mondo. "Ci sono - ha detto - diversi fattori di crisi che stanno emergendo. Alcuni sono abbastanza nuovi, come la crisi alimentare, che è molto seria". L'Ue "non resti indifferente".

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Intesa Sanpaolo guarda al 2008 come un anno di crescita, (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 01-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Intesa Sanpaolo guarda al 2008 come un anno di crescita, ... Intesa Sanpaolo guarda al 2008 come un anno di crescita, conferma gli obiettivi del Piano d'impresa 2007-2009, e agli azionisti l'amministratore delegato, Corrado Passera, promette che nel 2010 sarà valutata l'ipotesi di un extra-dividendo. Con una garanzia che sgombra il campo dalle voci di una sua possibile uscita dal gruppo: "Il mio impegno qui è totale, senza limiti di tempo". E il presidente del Consiglio di Sorveglianza, Giovanni Bazoli, ricorda che "la stabilità di Passera alla guida è stata ribadita in tutte le occasioni". L'assemblea, riunita in piazza San Carlo a Torino, dove Intesa Sanpaolo ha mantenuto la sede legale, dà il via libera alla proposta di destinazione dell'utile 2007, pari a 5,8 miliardi di euro, con un dividendo di 0,380 euro per ciascuna azione ordinaria e di 0,391 per ogni risparmio. Nel corso delle assise si è parlato anche di Alitalia. "Anche se, al momento, il gruppo Intesa Sanpaolo non è impegnato in nessuna trattativa con nessuna cordata specifica, in presenza di un piano industriale rigoroso, in grado di risanare e rilanciare Alitalia, la banca non si tirerebbe indietro, come già è successo in molte occasioni analoghe negli ultimi anni" ha detto Passera.

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Alitalia porta in tribunale Malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 01-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa CordataSi fa avanti il fondo brasiliano Multi Long che mette sul piatto del risanamento un miliardo di euro Il Consiglio di Stato intima di ripetere la gara per la low cost Volare. Nelle casse aziendali 180 milioni Alitalia porta in tribunale Malpensa Filippo Caleri f.caler@iltempo.it Dopo aver subìto ora Alitalia passa al contrattacco a colpi di carte bollate. Per mesi sotto scacco per il trasferimento dei voli all'aeroporto di Milano Malpensa, la compagnia ha accusato la società di gestione aeroportuale Sea di aver "alimentato" un "notevole clamore di stampa e di media", tanto da aver anche turbato il processo per la privatizzazione. E alla Sea, che aveva presentato un ricorso per danni stimati in un miliardo e duecento milioni, Alitalia ha risposto in giudizio chiedendo un risarcimento per la stessa cifra. Intanto il vettore italiano, con un indebitamento a quota 1,35 miliardi (in calo di 15 milioni in un mese), e la conferma che la liquidità in cassa va ad esaurirsi (180 milioni), secondo i dati aggiornati a fine marzo, attende il prestito ponte per 300 milioni stanziato dal governo come boccata d'ossigeno per spostare di qualche mese la deadline del commissariamento. Sempre dal punto di vista legale da registrare che ieri il Consiglio di Stato su ricorso di AirOne ha intimato di ripetere la gara per la vendita della compagnia low cost Volareweb, assegnata in prima istanza proprio ad Alitalia. Nel frattempo, dopo la ritirata di Air France, si attende che prenda forma la cordata italiana promossa dal presidente del Consiglio in pectore Silvio Berlusconi. E si a avanti un fondo brasiliano: Multi-Long, specializzato nella ristrutturazione di aziende, che sarebbe pronto a offrire un miliardo di euro. Nel frattemo lo studio legale romano del docente universitario Privitera ha illustrato ad alcune sigle sindacali (non tutte hanno accettato di partecipare) un suo piano indicando che non sarebbe stato messo a punto su mandato di terzi ancora rimasti nell'ombra. Lo schema prevede, tra l'altro, il coinvolgimento di società pubbliche come Eni, Enel e Finmeccanica. L'iniezione di 600 milioni di liquidità e un management in grado di portare la compagnia a tentare un rilancio con le sue forze. Sul tema Alitalia è intervenuto anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: "è una competenza esclusiva delle Autorità di governo, sentendo il Parlamento".

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Alitalia all'attacco chiede i danni alla sea - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Alitalia all'attacco chiede i danni alla Sea "è stata inadempiente per Malpensa: risarcimento di 1,2 miliardi" A fine marzo nelle casse della compagnia c'erano 180 milioni LUCIO CILLIS ROMA - Alitalia chiede i danni a Sea per Malpensa e il fallimento della privatizzazione. è la risposta della compagnia alla causa intentata dalla società di gestione degli aeroporti milanesi che ha già chiesto un risarcimento da 1,2 miliardi di euro. Alitalia ha annunciato di essersi costituita nel giudizio avanti al Tribunale di Busto Arsizio per importi non lontani da quelli avanzati dalla controparte, proprio in seguito al "notevole clamore di stampa e di media, alimentato esclusivamente da Sea", che avrebbe seriamente compromesso la privatizzazione. Secondo gli avvocati della Magliana l'opinione pubblica, "da mesi è a conoscenza del procedimento" contro il vettore: da qui il danno causato alla compagnia di bandiera che, tra l'altro, ricorda come non sia ricevibile la richiesta di Sea "in assenza di ogni vincolo contrattuale e a prescindere da ogni logica di impresa". Il "danno emergente" non sarebbe quindi riscontrabile "in quanto tutti gli acquisti e gli investimenti di Sea sono perfettamente compatibili con l'utilizzo dell'aeroporto da parte di qualunque altro vettore". Il presidente della società di gestione, Giuseppe Bonomi, parla però di "gravi inesattezze nella ricostruzione dei fatti". La prima udienza dell'ennesima querelle che vede coinvolta Alitalia si terrà il prossimo 28 maggio. Dalle aule giudiziarie è invece giunta una cattiva notizia per la Magliana: il Consiglio di Stato ha ribadito che la gara per Volare andrà ripetuta. Resta invece freddo il fronte dei possibili acquirenti di Alitalia. L'atteso incontro di alcune sigle sindacali con lo studio Privitera, che ha confermato di non avere alcun tipo di mandato o contatto con eventuali cordate, si è concluso con un nulla di fatto mentre sia l'ad di Intesa-Sanpaolo, Corrado Passera che il presidente del consiglio di sorveglianza della banca, Giovanni Bazoli, hanno ribadito che l'interesse dell'istituto nell'operazione Alitalia è legato alla "presenza di un piano industriale serio e rigoroso, che abbia assolute possibilità di successo". A Malpensa nel frattempo aumentano le compagnie pronte a sostituire Alitalia: da oggi torna sulle piste dello scalo varesino American Airlines, con un collegamento diretto giornaliero con il proprio hub di New York Jfk. La Malév Hungarian Airlines, che fa parte della stessa alleanza One World, ha invece inaugurato due collegamenti giornalieri con Boeing 737-600 sulla tratta Milano Malpensa-Budapest. Anche la compagnia spagnola Iberia ha rafforzato la sua presenza nello scalo incrementando da quattro a sei la frequenza dei voli giornalieri verso Madrid. Qualche nota timidamente positiva, infine, viene dalla posizione finanziaria netta del gruppo che a marzo è stata pari a 1,353 miliardi di euro, con una riduzione dell'indebitamento netto di 15 milioni. All'interno è compreso l'incasso di 79 milioni di euro, entrati grazie alla cessione delle azioni Air France-Klm in portafoglio. Non è invece incluso l'incasso del credito verso l'erario pari a circa 69 milioni di euro, avvenuto il 2 aprile. In cassa restano altri 180 milioni. Dati che a guardare altri protagonisti del trasporto aereo fanno arrossire: sono ancora una volta da record i risultati presentati ieri da Emirates. Il gruppo ha annunciato per il 20esimo anno consecutivo un corposo utile netto da 1,45 miliardi di dollari nonostante i prezzi alle stelle del carburante.

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E luca disse a gianni letta "per me un ruolo alla attali" - claudio tito (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Nel totogoverno, la Salute andrebbe a Cognetti o Meloni in quota An, il Lavoro a Sacconi di Forza Italia E Luca disse a Gianni Letta "Per me un ruolo alla Attali" Ministri, saranno almeno 18. Spacchettato il Welfare Giustizia, insieme a Vito si tiene pronto anche Pera Ambiente, torna l'ipotesi Brambilla CLAUDIO TITO ROMA - "Mi proponete un ingresso nel governo, ma se pensaste ad un organismo tipo la "commissione Attali" sarebbe anche meglio". L'offerta gli era stata avanzata formalmente la scorsa settimana. Un ministero di primo livello. Un coinvolgimento a pieno titolo. Silvio Berlusconi gli aveva chiesto di rifletterci, di prendersi 12 ore prima di dare una risposta. Che Luca Cordero di Montezemolo ha voluto consegnare ufficialmente la scorsa settimana nel corso di una cena con Gianni Letta. Ha declinato l'invito del Cavaliere. Ma in quella stessa cena, l'ex presidente di Confindustria ha suggerito un altro ruolo. Sempre formale e sempre al servizio dell'esecutivo e del Paese. Quello appunto che a Parigi il presidente Sarkozy ha studiato per l'economista francese. Un suggerimento su cui il premier in pectore ha riflettuto a lungo. Da giorni, del resto, Letta spingeva per irrobustire il governo con figure "autorevoli", personaggi che potessero profilare il team di Palazzo Chigi in modo più "pesante". Ha convinto allora il Cavaliere a formulare una nuova proposta. Esattamente quello che è successo ieri. Ha riconvocato a Palazzo Chigi il presidente della Fiat spiegando che nei suoi progetti la "commissione Attali" non c'è. "La sua fama non è pari a quanto ha prodotto", ha ammonito negli ultimi giorni. Per Berlusconi, però, il nuovo patto con Confindustria, siglato pochi giorni fa con Emma Marcegaglia in un incontro cui ha preso parte pure Montezemolo, va comunque blindato con un incarico a tutto tondo. E il primo passo è proprio quello di "Mister made in Italy". Una funzione che a Palazzo Grazioli considerano cruciale soprattutto nella prima fase del nuovo governo. Non solo per incoraggiare l'export, ma anche per dare una "faccia" a operazioni economiche delicate. A cominciare da quella per il salvataggio di Alitalia. La cordata italiana, infatti, secondo il capo del Pdl, potrebbe utilizzare un volano potente sotto il profilo dell'immagine se coinvolgesse l'ex numero 1 degli industriali. Tutte riflessioni che hanno accompagnato il pranzo di ieri a Palazzo Grazioli. E che poi si sono trasferite nei colloqui per la definizione del governo. Il futuro presidente del consiglio considera la squadra ormai "chiusa". "è un lavoro molto complicato - ha ammesso negli incontri avuti a Via del Plebiscito - perché i margini sono molto stretti. Ma credo di aver risolto le grane più difficili". In particolare, il Cavaliere si riferiva al capitolo Giustizia e alle richieste messe sul piatto da Alleanza nazionale. Per quanto riguarda il Guardasigilli, allora, la candidatura di Elio Vito si è ormai rafforzata. I veti posti da parte di Forza Italia sul nome dell'ex radicale, sembrano superati. "Se il presidente ritiene che sia la scelta migliore - è l'argomento usato da Giulio Tremonti con alcuni deputati forzisti - bisogna accettarla". Certo, fino alla fine il leader Pdl proverà a persuadere Umberto Bossi a "mollargli" Roberto Castelli e fino al giorno prima del giuramento terrà pronto anche Marcello Pera. Ma allo stato il nome di Vito è segnato con chiarezza sulla casella Giustizia. Quanto ai rapporti con An, il Cavaliere non intende far crescere il numero dei ministri finiani: sono tre i dicasteri riservati a loro. Ma rispetto all'accordo che precedeva la vittoria di Alemanno a Roma, guadagneranno un ministero con portafoglio in cambio di uno senza. Oltre alle Infrastrutture (Matteoli) e alla Difesa (La Russa), verrà "spacchettato" il Welfare assegnando ad un esponente di An la Sanità (l'oncologo Cognetti o Meloni) e il Lavoro al forzista Sacconi. Per il resto Tremonti andrà all'Economia, Frattini agli Esteri, Gelmini alla Pubblica Istruzione, Fitto agli Affari regionali, Bonaiuti ai Rapporti con il Parlamento e Brambilla all'Ambiente.

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Berlusconi: "montezemolo sarà mister made in italy" - gianluca luzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Berlusconi: "Montezemolo sarà mister made in Italy" Ma nessun incarico ufficiale. Incontro con i cespugli Pdl Il Pdl GIANLUCA LUZI ROMA - Il cerchio non si chiude ancora. Una giornata di incontri a Palazzo Grazioli non è bastata a Berlusconi per riempire di nomi a cognomi tutte le caselle della squadra di governo. "Ci sono da dire tanti no ed è una cosa dolorosissima", ha ammesso ieri mattina dopo aver votato alla Camera per l'elezione del presidente Fini. Evidentemente soddisfatto per l'escalation di successi del centrodestra, a Berlusconi manca solo l'ultimo miglio: "Adesso manca solo il mio discorso", ma prima deve sciogliere i nodi del governo con i "cespugli" che reclamano "visibilità", cioè qualche poltrona o almeno qualche strapuntino, mentre la Lega e An alzano il prezzo forti dei rispettivi successi elettorali al Nord e a Roma. Di sicuro, finora, saranno 12 i ministri "pesanti", 6 quelli senza portafoglio e oltre quaranta tra viceministri e sottosegretari. E intanto Berlusconi ha messo a segno un colpo a sorpresa. All'ora di pranzo il presidente della Fiat e della Ferrari Luca Montezemolo ha varcato il portone di palazzo Grazioli, quasi contemporaneamente all'ingresso del commissario straordinario De Gennaro che ha fatto con Berlusconi e Letta il punto dell'emergenza rifiuti e probabilmente ha parlato della proroga dell'incarico che scade a giorni. Montezemolo ha pranzato con il premier in pectore. Nelle due ore di colloquio Berlusconi ha illustrato all'ex presidente della Confidustria l'idea di creare la figura di una personalità in grado di rilanciare l'immagine dell'Italia nel Mondo. In pratica un "Ambasciatore del made in Italy". Non un incarico ufficiale, né tantomeno di governo, ma una figura conosciuta nel mondo e esterna agli schieramenti politici che possa promuovere l'immagine dei prodotti italiani all'estero. Naturalmente nelle due ore a Palazzo Grazioli Berlusconi e Montezemolo hanno parlato anche di Alitalia. "Non c'è stata la formalizzazione di nessun incarico", ha confermato Montezemolo all'agenzia Ansa, ma la disponibilità, "per spirito di servizio", a rappresentare il made in Italy e raccontare l'Italia nel mondo, il suo stile e i suoi brand. Appunto, un "ambasciatore", una figura capace di rappresentare il nostro Paese, nello spirito con cui l'Avvocato Agnelli ha illustrato per anni il nostro Paese alla comunità d'affari statunitense. Gli altri incontri della giornata di Berlusconi rientrano nella routine per la formazione del governo. Ieri oltre a La Russa, che dovrebbe andare alla Difesa, Berlusconi ha ricevuto i "cespugli" del centrodestra. Rotondi, Dc, è soddisfatto: "Abbiamo raggiunto un accordo e abbiamo concordato che sarà Berlusconi a comunicarlo". Poi è stata la volta di Fatuzzo, pensionati. Di Caldoro, socialista e del repubblicano Nucara. Il nodo più difficile da sciogliere sembra quello della Giustizia. Bossi esclude l'ex ministro leghista Castelli: "Dicono che non va bene perché ha già litigato con i magistrati e non possiamo cominciare litigando. Lo preferiamo come vice alle Infrastrutture con delega al Nord". Quanto al welfare, il leader leghista non si sbilancia su chi vincerà il braccio di ferro tra An e la Lega: "Non ne ho idea. Noi abbiamo sempre di scorta Rosi Mauro". E An nega di volere a tutti i costi quel ministero che era destinato ad Alemanno se avesse perso con Rutelli. "Non è fondamentale che sia assegnato ad An", dice Giorgia Meloni. La scelta di Alemanno era stata fatta perché si tratta di "una persona, che per il percorso fatto, sarebbe stato un ottimo ministro del Welfare".

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Berlusconi: Alitalia? Se la Ue mette ostacoli la compra lo Stato (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-04-30 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Il caso Il Cavaliere "minaccia" Bruxelles Berlusconi: Alitalia? Se la Ue mette ostacoli la compra lo Stato ROMA - "Se l'Unione Europea si mette a "zignare", a fare difficoltà, allora potremmo prendere una decisione, per cui Alitalia potrebbe essere acquistata dallo Stato, dalle Ferrovie dello Stato", dice Silvio Berlusconi. Poi chiarisce: "Questa è una minaccia, non una decisione". Intanto un altro imprenditore italiano, il presidente della Pirelli Marco Tronchetti Provera, si è detto pronto a intervenire: "Se ci fosse un rilancio chiaro e trasparente di Alitalia, ho definito un chip, qualche milione di euro". Più defilata l'Eni: "Un nostro intervento? Lo statuto non lo prevede", ha puntualizzato l'amministratore delegato Paolo Scaroni. ALLE PAGINE 26 E 27 Bagnoli, Marro, Tondelli.

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Silvio lavora ai 100 giorni E Letta comincia subito con le missioni segrete (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-30 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Il retroscena "Se non facciamo bene ci verranno a prendere" Silvio lavora ai 100 giorni E Letta comincia subito con le missioni segrete ROMA - "Se non facciamo bene, stavolta vengono a prenderci sotto casa". Il concetto rivela le ansie di Berlusconi, per nulla preoccupato delle "fisiologiche" liti sulla squadra di governo, certo del suo ruolo "riconosciuto dagli alleati per principio ", sicuro che le "intemperanze verbali di Bossi" non avranno conseguenze, e convinto che An "dopo la conquista di Roma si deve sentire appagata". Piuttosto è sui primi "cento giorni" a Palazzo Chigi che il Cavaliere intende concentrarsi, perché nei tre mesi iniziali dovrà mantenere alcune promesse elettorali già in scadenza: il "caso Alitalia" ha dei limiti di tempo imposti dal prestito ponte, l'emergenza rifiuti in Campania dovrà essere risolta entro l'estate, il federalismo fiscale andrà impostato prima dell'autunno. Non a caso il futuro ministro Scajola l'altra sera a Porta a Porta ha rivelato che sulla scrivania di Berlusconi sono in evidenza "tre dossier". Si tratta però di dossier ancora aperti. Quello sulla cordata per la compagnia di bandiera, per esempio, contiene una relazione di Ermolli, che ha messo insieme oltre una decina di società e imprenditori - tra cui alcuni nuovi del Nordest - interessati all'affaire. Ma per ora si tratta solo di "disponibilità", non di impegni sottoscritti, in attesa di conoscere il piano industriale e il partner internazionale. Serve insomma altro tempo. Ecco perché Berlusconi ieri ha accennato alla possibilità di "parcheggiare" Alitalia in un'azienda di Stato. C'è poi il piano per ripulire la Campania, e che prevederebbe anche l'uso dei militari per accelerare lo smaltimento dei rifiuti prima della stagione estiva. Quanto al federalismo, Bossi ha fatto capire chiaramente che la Lega non intende spostare la riforma nel tempo: "Va fatta subito", perché l'idea è di sfruttarla elettoralmente già per le Europee. Insomma, i primi "cento giorni" non saranno solo indicativi. Saranno per certi versi decisivi. Perciò il Cavaliere cerca di ritagliarsi un consenso che superi i confini delle Camere. Sa che la maggioranza di cui dispone lo rende fortissimo, anzi attrae pezzi di opposizione come un magnete. Basti pensare ai voti in più ottenuti da Schifani per la sua elezione alla presidenza del Senato. Voti centristi, a sentire la confidenza fatta da Cuffaro ad un amico incrociato nel pomeriggio a Montecitorio. "Il discorso di Renato era bellissimo", ha sussurrato il senatore dell'Udc. "Vuoi dire che l'hai votato?". "Sì, ma ufficialmente ho votato scheda bianca. Ehhh, la verità è che se i parlamentari udc vengono lasciati liberi, non fanno accordi con il Pd, ma con il Pdl. E io non sono un parlamentare, sono... un sarto". Per l'impresa che lo attende, Berlusconi deve allargare il consenso fuori dal Palazzo. è in questo quadro che va inserito l'incontro riservato di ieri sera a palazzo Grazioli tra i segretari di Cisl e Uil, Bonanni e Angeletti, e Gianni Letta. Già, Letta. Contro di lui sono salite critiche a mezza bocca pronunciate da forzisti insofferenti, e soprattutto pubbliche bordate da Bossi: il Senatùr non accetta che il futuro "sottosegretario unico" alla presidenza possa avere l'ultima parola su deleghe e decreti del ministero per le Riforme e di quello per il Federalismo. Ma c'è un motivo se ieri il premier in pectore ha difeso il suo braccio destro: "Gianni - come racconta l'azzurro Valducci - è fondamentale per Berlusconi. Perché in questo sistema che si regge ancora su logiche consociative, per varare certe riforme non bastano i voti del Parlamento, serve che alcuni centri di potere non siano quantomeno contrari. Altrimenti si inceppa tutto. In tal senso, è bene anche consolidare il rapporto con Veltroni. E mi auguro che Ichino accetti la presidenza della commissione Lavoro, perché c'è la necessità di riformare lo statuto dei lavoratori". Intesa con i sindacati e dialogo con il leader del Pd: ecco gli obiettivi del Cavaliere in vista dei primi "cento giorni". Scajola lo confermava ieri dopo un breve colloquio con Veltroni, "che è intenzionato ad andare avanti sulle riforme. Capisco che ora debba registrare il suo partito dopo una sconfitta peraltro scontata. Speriamo solo che non lo mettano in difficoltà: questi sono i limiti storici della sinistra italiana". Francesco Verderami.

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AliTrenitalia, sfida sulla Roma-Milano (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-30 num: - pag: 26 categoria: REDAZIONALE Alta velocità AliTrenitalia, sfida sulla Roma-Milano ROMA - Un tempo treni e aerei erano due mondi separati e mai nessuno avrebbe pensato che potessero entrare in concorrenza. Poi con l'altra velocità ferroviaria e le tariffe aeree low cost le cose sono cambiate e cambieranno ancora di più nei prossimi anni. La rapidità e i prezzi dei due mezzi, prima lontanissimi, progressivamente si avvicinano. Il presidente delle Fs, Innocenzo Cipolletta, ha più volte spiegato che le ferrovie hanno come obiettivo proprio il ricco mercato passeggeri che si muove lungo la direttrice Milano- Napoli. Dal dicembre del 2009 dovrebbe debuttare la navetta Milano-Roma in 3 ore, con una frequenza di ogni 15 minuti nelle ore di punta, mentre da Napoli a Milano il treno dovrebbe metterci 4 ore e 10 minuti. Ma non c'è solo l'alta velocità. "La chiave della nostra concorrenza - ha spiegato Cipolletta - è quella di arrivare direttamente in città a differenza di come avviene con gli aerei ". Concorrenza, quindi, o integrazione, secondo la "minaccia " come lo stesso Silvio Berlusconi l'ha definita in chiave anti commissione europea di far comprare Alitalia dalle Fs? Nei primi anni Novanta, quando sulle ferrovie di Lorenzo Necci piovevano finanziamenti pubblici per l'alta velocità, l'idea di una grande holding statale del trasporto pubblico mirava appunto a soccorrere la compagnia di bandiera che, già allora, non se la passava bene. Adesso però Trenitalia non se la passa tanto meglio e rischia di diventare una seconda Alitalia, per ammissione del suo stesso amministratore delegato, Mauro Moretti, che proprio ieri ha avvertito: "Se non sappiamo competere a livello internazionale, rischiamo di fare la fine di Alitalia". Moretti, nonostante il forte miglioramento di bilancio conseguito nel 2007, ha ereditato le pesanti perdite delle gestioni precedenti e ha bisogno di ricapitalizzare Trenitalia per ben 2 miliardi di euro. Ma ha bisogno anche di irrobustire la società per evitare, come ha spiegato ieri, che con l'imminente liberalizzazione siano i grandi gruppi europei, come le ferrovie tedesche e quelle francesi, a sfruttare le rotaie ad alta velocità. All'estero un importante caso di impresa che ha abbracciato entrambi i business, quello dei cieli e quello su rotaia, e la Virgin. Richard Branson patron della compagnia low cost inglese, nel 1997 si è lanciato anche nel settore ferroviario con la Virgin Trains, sull'onda della privatizzazione del sistema. Oggi, con lo slogan " Virgin Trains - the easy way from train to plane ", i treni navetta di Branson collegano le principali stazioni con i principali aeroporti. Da dove, magari, si decolla sempre con Virgin. In Italia Carlo Toto, imprenditore abruzzese già creatore di Air One, ha dato vita nel 2005 a Rail One, compagnia ferroviaria che si candida al trasporto passeggeri sulla Milano- Napoli quando tra un paio d'anni ci sarà la liberalizzazione imposta dall'Ue. Guarda caso lo stesso Toto che già ha provato a prendersi Alitalia, ma il governo Prodi gli aveva preferito Air France, e che ora sarebbe tra i soggetti della cordata invocata da Berlusconi. Sarà per questo che il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, da sempre sostenitore del conterraneo Toto, è stato l'unico a commentare favorevolmente la provocazione di Berlusconi sul matrimonio tra Alitalia e Trenitalia? Enrico Marro.

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-30 num: - pag: 27 categoria: ALT... (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-30 num: - pag: 27 categoria: ALTRI OGGETTI Per il leader della Cisl Raffaele Bonanni, utilizzare le Fs per l'acquisto di Alitalia non sarebbe una proposta "illogica".

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Rimbalza StMicroelectronics, giù Pirelli (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2008-04-30 num: - pag: 32 categoria: REDAZIONALE La Giornata in Borsa di Giacomo Ferrari Rimbalza StMicroelectronics, giù Pirelli Cemento Il comparto soffre in tutta Europa e a Piazza Affari Italcementi scivola del 4,3% In linea con il resto d'Europa, Piazza Affari ha concluso la seduta di ieri con un modesto arretramento (-0,32% l'S&P-Mib, -0,33% il Mibtel). Migliore titolo fra i 40 più capitalizzati, con un balzo del 3,68%, StMicroelectronics (StM), grazie ai conti del primo trimestre e soprattutto alle previsioni di crescita (tra il 5 e l'11%) delle vendite nel secondo trimestre dell'anno. Significativo anche il recupero di Parmalat (+2,82%) legato forse a ricoperture, mentre l'ottimo risultato di Luxottica (+2,44%) è dovuto alla leggera ripresa del dollaro. Chiudono la lista dei maggiori rialzi dell'S&P-Mib Unipol (+1,93%) e Mondadori (+1,47%). Sul fronte dei titoli in calo, invece, si parte da Italcementi che, con un prezzo di riferimento giù del 4,30%, conquista la maglia nera tra le blue-chips. In tutta Europa il comparto del cemento ha subito ieri la pressione delle vendite e in Italia la stessa sorte è toccata anche a Buzzi- Unicem, in flessione del 2,18%. Forte ridimensionamento, inoltre, per Pirelli (-4,24%); in questo caso i motivi sono almeno due: da un lato l'andamento negativo di tutte le aziende di pneumatici dopo il profit warning (allarme profitti) della francese Michelin; dall'altro i timori che la società guidata da Marco Tronchetti Provera possa essere coinvolta nella cordata per Alitalia. Ancora debole Seat Pagine Gialle (-3,92%), che con il calo di ieri porta a ben oltre il 50% la perdita accumulata dall'inizio dell'anno a oggi. Giù, inoltre, Telecom Italia (-2,09%), mentre fuori dall'S&P-Mib la Roma scivola del 10,37% sulle indiscrezioni riguardanti il ritiro del finanziere americano Soros dalle trattative per l'acquisto della società calcistica.

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<Alitalia, basta veti o va a Fs> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-30 num: - pag: 26 categoria: REDAZIONALE La crisi La frenata di Bossi: non credo si possa fare. Bruxelles precisa: ci sono problemi "Alitalia, basta veti o va a Fs" Berlusconi: è una "minaccia", l'Europa non faccia difficoltà La Ue: non ha importanza se l'acquirente è pubblico o privato, purché siano operazioni di mercato ROMA - Comincia a scaldarsi, forse prima del previsto, il clima tra la Commissione europea e il nuovo inquilino di palazzo Chigi. L'occasione è l'Alitalia. "Se Bruxelles si mette a dare fastidio (a "zignare ", ndr) - ha affermato Silvio Berlusconi conversando con i giornalisti alla Camera - con la storia degli aiuti di Stato, allora potremmo farla comprare dallo Stato, dalle Ferrovie". Il premier in pectore precisa subito che si tratta di "una minaccia, perché la decisione è di andare avanti con gli azionisti privati". La risposta da Bruxelles, che nei giorni scorsi aveva storto la bocca sul prestito ponte da 300 milioni di euro approvato dal governo Prodi per dare più ossigeno alla compagnia di bandiera, è arrivata quasi subito. "L'acquirente può essere pubblico o privato - ha precisato il portavoce del commissario Ue alla concorrenza Neelie Kroes nel sottolineare la "neutralità" problemi possono nascere se il trasferimento di risorse pubbliche eccede il valore di mercato della compagnia". Berlusconi comunque ha fatto capire di avere un disegno chiaro in testa e di portarlo avanti. "C'è una squadra di persone ben al di là del capitale necessario - ha detto - ora faremo la due diligence, poi la nuova compagine, assistita da banche che già ci sono, farà il piano industriale e avanzerà proposte al sindacato". L'idea di una discesa in campo delle "Ferrovie", per quanto descritta come una ritorsione ai cavilli di Bruxelles, ha suscitato immancabili reazioni anche da parte della maggioranza. Per il leader della Lega Nord Umberto Bossi, "non si può fare perché sarebbe una concentrazione di potere", poi ha commentato di non sapere "cosa ha in testa Silvio" e che per lui "la soluzione migliore resta la legge Marzano, la stessa usata per Parmalat". Secondo Gianfranco Fini Berlusconi avrebbe illustrato ai suoi parlamentari l'ipotesi "non di proprietà pubblica ma di proprietà privata e gestione pubblica e aveva usato l'esempio delle Ferrovie che sono gestite dallo Stato". "In teoria tutto è possibile - ha commentato ancora il leader di An - mi chiedo però chi siano quei privati che mettono i soldi per poi dare la gestione allo Stato". I sindacati, invece, si sono mostrati interessati. Per Raffaele Bonanni (Cisl) "questa proposta non sarebbe neppure tanto illogica in una prospettiva di collegamenti più veloci". Intanto, in questo contesto di continua evoluzione, le compagnie aeree internazional i restano alla finestra. Jean-Paul Fitoussi, uno dei consiglieri economici di Nicolas Sarkozy, non ha escluso addirittura un possibile ritorno in scena della compagnia di bandiera francese nonostante la clamorosa "rupture" di Jean Cyril Spinetta. "Il ritiro di Air France è normale - ha commentato - fa parte della strategia ". Così come la Lufthansa, dopo aver fatto un accordo locale con Malpensa, pur confermando di "mantenere un profilo molto cauto - ha affermato il numero uno Wolfgang Mayrhuber - perché le condizioni sono quelle che sono, ma si tratta del secondo mercato europeo più importante e non lo lasceremo di certo perdere". Roberto Bagnoli.

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Letta e la tela di Parigi per il ritorno di Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-30 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE Cordata Il dossier dell'avvocato Privitera e la convocazione dei sindacati Letta e la tela di Parigi per il ritorno di Air France Tronchetti: quota di sostegno. Scaroni: l'Eni? Lo statuto non lo prevede Nell'ipotesi di un apporto di capitali privati, sarebbe meno complesso ottenere il via libera dall'Europa MILANO - Silvio Berlusconi è il più convinto di tutti. la cordata, alla fine, si farà. Oppure, per stare alla traduzione che qualcuno tra chi segue il dossier dal lato del premier in pectore avalla, alla fine Alitalia resterà italiana. In forme che, al momento, restano tutte da studiare. Bruno Ermolli, intanto, sta continuando a lavorare, ripetendo più volte il giro di consultazioni informali tra gli imprenditori di ogni stazza che hanno dato una disponibilità di massima. La posizione di molti, tuttavia, sembra sintetizzata dalle parole di Marco Tronchetti Provera, presidente e azionista di riferimento di Pirelli. "Siamo disponibili a partecipare, a fronte di un piano chiaro e trasparente, per qualche milione di euro" ha dichiarato ieri Tronchetti sottolineando l'interesse per la funzionalità di Malpensa, senza precisare la misura di un investimento che sarebbe però quantificabile tra i cinque e i dieci milioni. Non dissimile la posizione espressa lunedì da Moretti Polegato, patron di Geox, che chiedeva un piano industriale chiaro da parte del governo. Non è in rappresentanza della "cordata", assicurano tutti gli interessati, che il Professor Claudio Privitera incontrerà oggi alcune delle sigle sindacali della compagnia di bandiera. Il docente, già coinvolto nella ristrutturazione del 1998, specifica di muovere su iniziativa professionale personale, e presenterà un'ipotesi di piano ai sindacati, volta a un risanamento minimo della compagnia per portarla ad un aggregazione - spiegano fonti vicino a Privitera - meno svantaggiosa. Il rischio percepito da molti, in ogni caso, è che la vicenda- Alitalia si avviluppi nuovamente su stessa: con la richiesta di chiarezza sui conti e lo stato aziendale considerati necessari alla formulazione di un piano, a sua volta propedeutico alla disponibilità finanziaria degli imprenditori annodati incordata. Mentre il tempo passa, sia per l'Europa che attende lumi sul prestito-ponte, che per la Magliana le cui casse ancora aspettano di beneficiare dei 300 milioni che lo costituiscono. In questo contesto, dunque, devono essere lette le nuove aperture dello stesso Silvio Berlusconi ad ipotesi d'intervento pubblico. Mentre alla Magliana non sono ancora arrivati segnali tangibili della cordata, il raccordo coi settori legali che seguono le vicende sul fronte europeo restano quotidiani. Un rifinanziamento diretto da parte dello stato, o un acquisto da parte di una sua controllata, incapperebbero immediatamente nella necessità di dimostrare che le modalità d'investimento sono compatibili con criteri di mercato. Dimostrazione che non sarebbe invece necessaria qualora ci fosse una compartecipazione mista pubblica-privata in misure comparabili, che proverebbero di per sé il rispetto dei criteri economici. Una strada complicata, insomma, che ha consigliato la diplomazia berlusconiana di non precludere nessuna strada per il futuro, compresa la via che porta ad Air France, a Parigi, nel cuore dell'Europa. La sua perlustrazione, naturalmente, è affidata a Gianni Letta. Il piano La richiesta di un piano "chiaro e trasparente" da parte degli industriali Esuberi Il presidente di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta. Il nodo nella trattativa è quello dei 2.100 esuberi nella compagnia Jacopo Tondelli.

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Problema da risolvere (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-04-30 num: - pag: 37 categoria: BREVI Problema da risolvere Per Alitalia 300 milioni di euro di prestito ponte sono stati trovati velocemente. Visto il problema sicurezza nelle nostre città e paesi, perché non si trovano con la stessa velocità gli stessi soldi per costruire nuove caserme e nuove carceri? Alessandro Scarpari Botticino Sera (Bs).

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<Malpensa, Sea inadempiente> Ora è Alitalia che chiede i danni (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 01-05-2008)

Argomenti: Alitalia

"Malpensa, Sea inadempiente" Ora è Alitalia che chiede i danni Ora è Alitalia che chiede i danni alla Sea. Un maxi risarcimento per un importo "non lontano" dagli 1,2 miliardi pretesi dal gestore gli aeroporti di Milano, nell'ambito della causa avviata da quest'ultimo a seguito della decisione della ex compagnia di bandiera di abbandonare Malpensa a partire dallo scorso primo aprile. Nella prima udienza del processo, che si terrà il 28 maggio presso il tribunale di Busto Arsizio, il giudice si troverà così ad esaminare anche il controricorso di Alitalia. La richiesta della Sea è di 100 milioni di Euro per "danno emergente" e di 1.100 milioni di euro per "lucro cessante". Il controricorso di Alitalia contiene invece "la replica puntuale - informa un comunicato della compagnia - all'assunto di Sea che il rapporto con Alitalia dovesse proseguire fino al 2041 pur in assenza di ogni vincolo contrattuale e a prescindere da ogni logica di impresa". L'Alitalia è inoltre convinta del fatto che "il danno emergente non sia riscontrabile, in quanto tutti gli acquisti e gli investimenti di Sea sono perfettamente compatibili con l'utilizzo dell'aeroporto da parte di ciascun altro vettore passato e futuro". Di contro la società di via della Magliana imputa alla Sea il mancato rispetto degli "obblighi di sviluppo dell'aeroporto di Malpensa" nonchè i "gravi danni reputazionali relativi al perturbamento del recente processo di privatizzazione". Intanto è tutto da rifare per l'aggiudicazione di Volare. Ieri il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza con cui gli stessi giudici di Palazzo Spada, il 3 marzo scorso, avevano ordinato l'indizione entro 30 giorni di una nuova gara, accogliendo così il ricorso di AirOne, che si era piazzata seconda. E mentre Bruxelles ribadisce i dubbi sul prestito ponte concesso ad Alitalia, resta stabile a 180 milioni di euro la liquidità della compagnia, il cui indebitamento netto a fine marzo è risultato di 1,353 miliardi di euro, in calo di 15 milioni rispetto al mese precedente. 01/05/2008.

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ROMA Una battaglia senza esclusione di colpi: la Sea chiede 1,2 miliardi come risarcimento (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 01-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Di LUCIANO COSTANTINI ROMA Una battaglia senza esclusione di colpi: la Sea chiede 1,2 miliardi come risarcimento danni per il trasferimento dei voli Alitalia da Malpensa e Fiumicino? E la compagnia risponde con una analoga richiesta (almeno in termini pecuniari) alla Sea per presunte inadempienze e turbativa della gara di privatizzazione. Sarà ora il tribunale di Busto Arsizio a stabilire chi, quando e come dovrà pagare i danni. Prima udienza fissata per il prossimo 28 maggio, ma la chiusura della controversia potrebbe arrivare anche fuori tempo massimo. Cioè quando il destino di Alitalia sarà ormai segnato in un modo o nell'altro. Il tempo, infatti, non è una variabile indipendente perchè gli ultimi numeri che arrivano dal quartier generale della Magliana continuano a confermare un trend drammaticamente negativo: al 31 marzo scorso la posizione finanziaria del gruppo ha fatto registrare un dato negativo per 1.353 miliardi, con un decremento dell'indebitamento netto di 15 milioni (-1,1%) rispetto alla fine di febbraio. Sono stati incassati 79 milioni dalla cessione di azioni Air France-Klm e sono usciti 56 milioni per il pagamento della cedola annuale del prestito obbligazionario. Alla stessa data del 31 marzo la disponibilità di cassa era pari a 180 milioni. Insieme al rendiconto di marzo, comunicato alla Consob, la compagnia ha ufficializzato il controricorso nei confronti della società che gestisce gli aeroporti milanesi. Non precisata l'entità della richiesta che comunque è di "importi non lontani" da quelli avanzati dalla Sea. Due, sostanzialmente, le accuse che la nostra aviolinea muove nei confronti della società aeroportuale lombarda. La prima: il non rispetto "degli obblighi di sviluppo dell'aeroporto di Malpensa", cioè soprattutto la mancata realizzazione di tutte quelle infrastrutture interne ed esterne che avrebbero dovuto mettere in grado lo scalo di operare nel miglior modo possibile, comunque secondo standard precedentemente pattuiti. La seconda accusa riguarda "gravi danni reputazionali relativi al perturbamento del recente processo di privatizzazione". In sostanza, le mosse della stessa Sea avrebbero penalizzato l'iter della gara di cessione della compagnia attraverso un danno alla reputazione dell'azienda. In una nota, l'Alitalia spiega che "a seguito di notevole clamore di stampa e di media, alimentato esclusivamente dalla parte attrice Sea l'opinione pubblica sa da mesi della pretesa di 100 milioni di euro per danno emergente e di 1.100 milioni di euro per lucro cessante che Sea ha azionato in questo procedimento contro Alitalia". Immediata la replica del presidente della Sea, Giuseppe Bonomi: "Ad una prima lettura del ricorso si rilevano già inesattezze gravi nella ricostruzione dei fatti. Sulle questioni di diritto esse saranno oggetto di puntuale ed approfondita disamina da parte dei nostri avvocati ed ovviamente costituiranno oggetto di replica in sede giudiziaria". Intanto il Consiglio di Stato non ha accolto il ricorso con cui Alitalia ha chiesto la revoca della decisione degli stessi giudici che, su richiesta di Air One, lo scorso marzo avevano ordinato al commissario straordinario di Volare Group di rinnovare la gara per la cessione della low cost Volareweb e la compagnia charter Air Europe. E' stato anche respinto il controricorso con cui Air One si era costituita in giudizio. Infine, un fondo brasiliano, il Multi-Long, specializzato nella ristrutturazione di aziende e che due anni fa aveva tentato di acquistare la Varig, avrebbe offerto un miliardo di euro per l'acquisto di Alitalia.

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Dal nostro inviato ROSARIO DIMITO TORINO - Intesa Sanpaolo è a (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 01-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Dal nostro inviato ROSARIO DIMITO TORINO - Intesa Sanpaolo è al gate della cordata italiana per Alitalia. Pronta a decollare non appena inzieranno le operazioni di imbarco, cioè si sarà insediato il nuovo governo. Della cordata dovrebbe far parte un partner industriale internazionale cui verrebbe assegnata, però, una quota di minoranza. Nei contatti degli ultimi giorni coi potenziali investitori, banche comprese, Bruno Ermolli il consulente di Silvio Berlusconi, avrebbe quantificato attorno a tre miliardi l'investimento necessario da parte della cordata: di questa cifra oltre un miliardo potrebbe essere riservato alla ventina di imprenditori che si sono dichiarati disponibili, meno di 500 milioni alle banche guidate da Intesa e poco meno di 1,5 miliardi al socio d'opera, cioè il vettore d'oltralpe. "La nostra banca" ha detto Giovanni Bazoli presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa durante l'assemblea di bilancio, "può prendere in considerazione anche un intervento in Alitalia solo alle condizioni che si sono verificate per interventi in altre grandi aziende, quando cioè esista un piano industriale rigoroso e che ci siano le condizioni che questo si possa attuare e dia forti possibilità di successo e di ripresa industriale dell'azienda". Bazoli ha preso spunto dai precedenti interventi di Intesa nella Fiat col "convertendo" - in pool con altre banche - e in Telecom. Le parole pesanti del banchiere bresciano tradizionalmente schivo e che sulla Magliana è intervenuto solo qualche altra volta in passato, dimostrano che la banca è in campo. E si riallacciano alle prese di posizione di Enrico Salza, presidente del consiglio di gestione, che da qualche settimana ripete: "Serve un progetto di respiro internazionale". Quasi a far da sponda allo schema di operazione che ha in testa Ermolli imperniato su una compagnia internazionale. Anche da parte di Corrado Passera divenuto poco loquace su Alitalia dopo che fino a qualche tempo fa difendeva il progetto Air One, c'è una chiara rimarcata disponibilità: "Se si trovasse il modo, e si può trovare, per rilanciare Alitalia non ci tireremmo indietro". E per sottolineare l'impegno della banca per il paese a sostegno di progetti seri sui quali attivarsi, Passera ha aggiunto: "non darei per scontato che l'Italia non possa esprimere un'azienda di successo nel settore". Intesa quindi è pronta ad imbarcarsi, attende "che qualcuno produca idee" come ha precisato due giorni fa Salza con un chiaro messaggio a Ermolli con cui ha un canale aperto. Il superconsulente ha confidato a chi gli parlato di recente che, incassata la disponibilità degli industriali, ora si dedicherà alla ricerca del partner internazionale. Tre i nomi: Lufthansa, Aeroflot, Emirates. Non c'è Air One che comunque potrebbe essere recuperata al fianco di Intesa ma con una posizione subalterna che a Carlo Toto alla fine potrebbe convenire per aggregarsi al nuovo grande network degli scali. La maggioranza azionaria della cordata schizzata da Ermolli sarebbe di imprenditori e banche che non si blinderebbero però in un patto di sindacato in modo da non far emergere il controllo di fatto che invece verrebbe dato al partner d'opera.

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Chiamata in giudizio la società che gestisce gli scali milanesi: ha penalizzato anche l'iter di privatizzazione Ora Alitalia chiede i danni alla Sea Inadempiente per Malpensa . A f (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 01-05-2008)

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Chiamata in giudizio la società che gestisce gli scali milanesi: ha penalizzato anche l'iter di privatizzazione Ora Alitalia chiede i danni alla Sea "Inadempiente per Malpensa". A fine marzo liquidità per 180 milioni.

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ROMA Marceremo compatti , giurano Epifani, Bonanni e Angeletti che oggi celebreranno il (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 01-05-2008)

Argomenti: Alitalia

ROMA "Marceremo compatti", giurano Epifani, Bonanni e Angeletti che oggi celebreranno il Primo maggio a Ravenna nel segno della "sicurezza sul lavoro". Una compattezza sindacale che in molti, negli ultimi mesi, hanno messo in discussione insieme al ruolo stesso delle organizzazioni dei lavoratori. L'argomento non può che unire. "Le morti bianche - sottolinea il leader della Uil - sono purtroppo sempre temi attuali e il loro numero è deprimente, scoraggiante". Sarà anche avviata una raccolta di fondi per la realizzazione di progetti specifici. Solo nello slogan Ugl, che accompagnerà la manifestazione di Roma ("Nuova vita al lavoro") che si concluderà all'ombra del Colosseo, la diversità con Cgil, Cisl e Uil. Perchè quello della sicurezza sul lavoro era e resta una priorità nell'agenda di tutto sindacato. Anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha deciso di segnalare la gravità della situazione con un gesto simbolico, trasferendo la tradizionale celebrazione della festa del lavoro dal Quirinale alla sede romana dell'Inail. Il sindacato si appresta a tornare in campo dopo la parentesi elettorale: delicate le partite da giocare con Confindustria e con il nuovo governo, dalla vicenda Alitalia, al recupero del potere di acquisto di salari e pensioni, alla riforma del modello contrattuale. Epifani ha precisato, dinanzi al direttivo della Cgil, che non ci sarà alcuna opposizione pregiudiziale nei confronti dell'esecutivo Berlusconi. Bonanni ha molto insistito sulla ritrovata compattezza sindacale "a dispetto dei profeti di sventura. Noi puntiamo a rinverdire la concertazione che sarà lo strumento per dare risposte alla sicurezza, ai salari, ai contratti". Proprio su quest'ultimo tema Cgil, Cisl, Uil sono ormai a pochi metri dall'accordo interconfederale che servirà da piattaforma nel confronto con Confindustria che si aprirà nei prossimi giorni. L'intesa è scritta, oggi probabilmente sarà annunciato l'avvio della discussione all'interno degli organi unitari che dovranno formalizzare il via libera. Il senatore del Pdl, Maurizio Sacconi - in corsa per la poltrona di responsabile del ministero del Lavoro - si augura che il Primo maggio costituisca un "momento di svolta" che indichi "la fine del lungo '68 italiano, la fine della concezione classista delle relazioni industriali. Un primo maggio che avviane all'indomani di un voto che ha posto le premesse per mettere fine al lungo vizio ideologico che ha pesato sul lavoro". Cos.

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ROMA - Io a Silvio l'ho ripetuto più volte. Alla Giustizia non può mett (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 01-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Di MARCO CONTI ROMA - "Io a Silvio l'ho ripetuto più volte. Alla Giustizia non può metterci uno dei suoi, serve un altro. Ci metta pure Rotondi, ma un altro". "Avevano detto che c'erano problemi del Quirinale su Maroni agli Interni, ma io ho verificato direttamente che non è vero. Capisco possano esserci sul ritorno di Castelli al suo vecchio incarico... ma su Maroni proprio no". Umberto Bossi ieri pomeriggio spiegava così gli irrisolti nodi intorno ai quali si intreccia la trattativa per la formazione del governo. Salvo poi assicurare in serata di non "voler proprio litigare con Forza Italia, perchè ci sono in ballo le riforme", anche se agita il fantasma del pugile Carnera, spiegando che "al Nord ci sono tanti Carnera pronti a battersi contro il centralismo italiano". Lo scoglio più grande per il governo resta quello della Giustizia e l'opportunità, contestata dall'ala nordista di Forza Italia, di assegnare ad Elio Vito un dicastero non certo facile. Il ragionamento, fatto nel vertice di martedì sera, avrebbe però convinto sino ad un certo punto il Cavaliere che continua a ritenere che l'ex capogruppo di FI abbia le spalle sufficientemente larghe per sostenere l'incarico. A Vito non fa difetto la tenacia, ma, in questi giorni di tira e molla sul suo nome, ha lasciato sempre che a decidere della sua destinazione ministeriale fosse il Cavaliere. D'altra parte la soluzione dell'intricato puzzle non è facile, visto che ad An non interessa la poltrona di Guardasigilli e continua a tenere i suoi due uomini di maggior peso nelle iniziali caselle: La Russa (Difesa), Matteoli (Infrastrutture) e Poli Bortone (Politiche Comunitarie). Con il partito di via della Scrofa i problemi non sono risolti, visto che continuano a chiedere a Berlusconi il rispetto dei patti iniziali che, secondo An, prevederebbero l'assegnazione di quattro ministeri. Il Welfare, inizialmente pensato per Alemanno prima della vittoria a Roma, è stato rivendicato anche ieri da Matteoli. L'esponente di An non promette barricate, si dice pronto a discutere, ma sul principio non sembra voler transigere anche se per Berlusconi i patti erano diversi e la poltrona del Campidoglio vale molto di più di un ministero. Spazio nel governo lo ha chiesto ed ottenuto la Dc e ieri Rotondi, al termine di un nuovo incontro con Berlusconi, dovrebbe aver spuntato un posto in consiglio dei ministri. Prima di Rotondi aveva varcato il portone di palazzo Grazioli, l'ex presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo, per un pranzo insieme a Gianni Letta. Al centro dell'incontro alcune iniziative che Berlusconi intende avviare nei primi giorni di governo. Durante il pranzo si sarebbe parlato però anche di Alitalia e della composizione del governo. Montezemolo non dovrebbe farne parte, ma il leader del Pdl pensa per l'ex presidente di Confindustria, come riportato dall'Ansa, a un ruolo per rilanciare il made in Italy nel mondo. Tra una richiesta di aiuto per rilanciare la cordata per Alitalia e una valutazione dell'iniziativa imprenditoriale ferroviaria dello stesso Montezemolo, si è concluso l'incontro. Solo in serata da ambienti della Confindustria è trapelato che il presidente della Ferrari accetterebbe il compito ("per spirito di servizio") di rappresentare ai massimi livelli il nostro Paese. Una sorta di ambasciatore del made in Italy e dell'Italia che si avvicinerebbe allo spirito con il quale l'avvocato Gianni Agnelli ha dato lustro per anni al nostro Paese. Anche senza Montezemolo i posti al governo disponibili per Berlusconi sono sempre pochi e anche ieri sera si davano per certi una lunga serie di "spacchettamenti" di ministeri. Dalle "Attività Produttive" potrebbero venir fuori le "Comunicazioni" per l'azzurro Paolo Romani e il "Commercio con l'Estero" da assegnare alla Prestigiacomo che, in questo caso, lascerebbe a Rotondi la "Solidarietà Sociale". In netta salita le quotazioni di Sacconi al "Welfare", che però perderebbe la "Salute" che finirebbe al professor Fazio. Con il "Welfare" in quota FI, la senatrice leghista Rosy Mauro potrebbe invece ricoprire l'incarico di vicepresidente del Senato. Resistono invece le caselle per Bondi (Cultura) e Bonaiuti (Rapporti con il Parlamento).

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I sindacati incontrano l'azienda. Presentato un piano di rilancio (sezione: Alitalia 2)

( da "Campanile, Il" del 01-05-2008)

Argomenti: Alitalia

"L'incontro di oggi (ieri, ndr.) è stato piuttosto generico: le linee guida rappresentano qualcosa di innovativo, ma al momento parliamo soltanto di criteri generali e i tempi indicati da Privitera, intorno a un anno, sono piuttosto lunghi perchè la crisi di Alitalia richiede soluzioni in tempi molto più brevi". E' quanto ha detto il presidente dell'Anpac, Fabio Berti, commentando l'incontro con l'avvocato Claudio Privitera che ha convocato Avia, Anpac, Sdl, Ugl e Anpav per illustrare il suo progetto di rilancio dell'Alitalia. Il piano prevede la costituzione di due newco, una per la manutenzione e una per la gestione e il leasing degli aerei da affiancare alla attuale struttura societaria e risorse per 5-6 miliardi. Il progetto, ha spiegato lo stesso Privitera ai sindacati, al quale potrebbero partecipare società come Eni, Enel e Finmeccanica, è stato elaborato in proprio senza il mandato di nessuno e dovrebbe essere sottoposto al futuro Governo. Le linee del progetto, ha spiegato il presidente dell'Avia Antonio Divietri, al termine dell'incontro, prevedono l'immissione di risorse nel breve termine per un miliardo di euro, di cui 600 milioni subito. Mentre per il rilancio definitivo servirebbero circa 5 miliardi. Il progetto, ha proseguito Divietri, prevede di mantenere l'attuale assetto con Alitalia Fly e Alitalia Service e la creazione di due newco, una per la manutenzione e una per la gestione degli aerei. Quest'ultima, ha sottolineato il presidente dell'Anpac, Fabio Berti, diventerebbe in sostanza una società di leasing a tutti gli effetti e si occuperebbe di vendere vecchi aerei e comprarne di nuovi dandoli poi in leasing ad Alitalia. Ciò consentirebbe di risolvere il problema della flotta. Privitera, ha spiegato Divietri, "ci ha ribadito che non ha un mandato specifico nè diretto nè indiretto e che si sta riproponendo visto che già dieci anni fa aveva preso parte all'operazione per la ricapitalizzazione di Alitalia". Comunque, quello di oggi (ieri, ndr.), ha detto Berti, "è stato un incontro piuttosto generico in cui ci sono state illustrate linee guida anche interessanti ma molto molto lontane da un percorso di fattibilità a breve. (01-05-2008).

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Alitalia contrattacca e chiede i danni alla Sea (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Pagina 213 Un fondo brasiliano offre un miliardo di euro per privatizzare la compagnia Alitalia contrattacca e chiede i danni alla Sea Un fondo brasiliano offre un miliardo di euro per privatizzare la compagnia --> Alitalia contrattacca. Per mesi sotto accusa per i tagli all'aeroporto di Milano Malpensa, tema rovente anche in campagna elettorale, la compagnia replica accusando la società di gestione aeroportuale Sea di aver "alimentato" un "notevole clamore di stampa e di media", tanto da aver anche turbato il processo per la privatizzazione. E a Sea, che aveva presentato un ricorso per danni stimati in un miliardo e duecento milioni, Alitalia risponde in giudizio chiedendo un risarcimento per la stessa cifra. Lo scontro si trasferirà di fronte ai giudici del Tribunale di Busto Arsizio dal 28 maggio. LA VICENDA La scelta di Alitalia risale al piano di sopravvivenza messo a punto la scorsa estate: di fronte a 200 milioni di perdite annuali, il consiglio di amministrazione aveva deciso, tra le altre misure, di rinunciare a Malpensa come secondo hub per i voli intercontinentali. A pochi giorni dall'annuncio di un'intesa tra Sea e Lufthansa, tra i primi accordi per colmare il vuoto lasciato da Alitalia, la compagnia di bandiera ha annunciato il controricorso: sostiene che non c'era "alcun vincolo" contrattuale, e che Sea non avrebbe subito danni perché gli investimenti sono serviti a realizzare infrastrutture, anche perché "il modo in cui Sea ha impostato e gestito mediaticamente il processo davanti il Tribunale di Busto Arsizio" avrebbe causato gravi danni, e potrebbe causarne ancora, alla privatizzazione. DEBITI Intanto Alitalia, con un indebitamento a quota 1,35 miliardi (in calo di 15 milioni in un mese), e la conferma che la liquidità in cassa va ad esaurirsi (180 milioni), secondo i dati aggiornati a fine marzo, attende il prestito ponte per 300 milioni stanziato dal governo per evitare il commissariamento. Nel frattempo, dopo l'addio di Air France, si attende che prenda forma la cordata italiana promossa da Silvio Berlusconi. Si fa avanti un fondo brasiliano: Multi-Long, specializzato nella ristrutturazione di aziende, offre un miliardo di euro. Mentre Intesa-SanPaolo, che sosteneva Air One, dice per bocca del presidente del consiglio di sorveglianza Giovanni Bazoli che potrebbe valutare ancora il dossier ma "solo se ci sarà un piano industriale rigoroso con probabilità di successo".

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Se Veltroni piange Berlusconi non ride (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-05-2008)

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Prima Pagina Pagina 2 I problemi per rilanciare il Paese Se Veltroni piange Berlusconi non ride I problemi per rilanciare il Paese di Raimondo Cubeddu --> di Raimondo Cubeddu Neanche se Rutelli avesse vinto, le acque interne del Pd si sarebbero calmate. Certamente qualcuno avrebbe trovato motivi di consolazione, ma altri avrebbero potuto rimproverare a Veltroni la sconfitta alle politiche e la scelta di correre da solo con Di Pietro. Ma inveire contro i post-fascisti che hanno espugnato il Campidoglio non lenisce di certo quella che è una lancinante ferita. Veltroni, Rutelli e Bettini si sentivano i nuovi re di Roma, ma prima dei poteri forti e delle borgate è la machiavellica ed instabile 'fortuna' ad averli prima illusi e poi abbandonati. E ora, la sonante vittoria di Alemanno dovrebbe indurre tutto il Pd a chiedersi che cosa non ha funzionato e che cosa fare in una situazione in cui l'incertezza legata alla percezione della sicurezza rende aleatorio ogni calcolo sul mantenimento del consenso sociale. Forse Rutelli non era il candidato adeguato, forse era troppo poco laico per gli elettori dell'alleanza, ma nessuno sembra in grado di dire che cosa, esattamente, abbia sbagliato Veltroni. Se il risultato delle politiche induce a pensare che l'errore sia stato quello di correre col solo Di Pietro, il risultato delle regionali siciliane e delle comunali romane induce a pensare che il modello d'alleanza 'prodiano' è anch'esso superato. Veltroni, sempre che riuscirà a superare la tempesta, dovrà così inventarsi una terza via. Anche perché si dovrà pur chiedere (ma il quesito riguarda anche gli altri esponenti del Pd) se potrà tenere le regioni che si sono confermate rosse con la sola alleanza dell'IdV e con la Sinistra Arcobaleno ormai collocata in una risentita e vendicativa opposizione. Indubbiamente Veltroni e il gruppo dirigente del Pd potranno lenire i dolori delle loro ferite osservando con un certo compiacimento i problemi che incontrerà Berlusconi. Ma sarà comunque difficile per il Pd e i suoi potenziali elettori individuare, finalmente, la strada giusta. Se dunque Veltroni piange, Berlusconi non ride. L'affare Alitalia (come tanti avevano previsto) si sta mostrando più complesso di quanto prospettato in campagna elettorale. La crescita zero porrà indubbi problemi di bilancio. E come uscirne non è chiaro a nessuno. Berlusconi pensava che, ridotto all'irrilevanza Casini, si sarebbe finalmente potuto dedicare a preparare l'apoteosi quirinalizia lasciando le effettive redini del potere al fido Letta e dedicandosi ai grandi progetti nazionali ed internazionali. Le vicende di questi giorni lasciano però pensare che qualcosa non stia andando esattamente nel verso auspicato. Bossi e Tremonti non sembrano disposti né a essere confinati nella Padania, né a occuparsi soltanto di economia. E Fini dovrà pur trovare un ruolo se non vuole che la sua presidenza della Camera diventi una sorta di ininfluente notabilato. Anche Berlusconi, quindi, dovrà scegliere e governare tenendo conto che il Partito delle Libertà bisognerà pur farlo e che quando sarà fatto farà sentire la propria voce. L'incalzare dei problemi reali finisce così per costringere tutti a smettere di compatirsi. O di sognare.

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Malpensa: Alitalia denuncia Sea (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 01-05-2008)
Pubblicato anche in: (Voce d'Italia, La)

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Economia I processi nelle aule dei tribunali e non sulle pagine dei quotidiani Malpensa: Alitalia denuncia Sea La prima udienza, il prossimo 28 maggio Milano, 1 Mag. - Controricorso per la compagnia di bandiera: Alitalia chiede i danni a Sea, la società che gestisce lo scalo di Malpensa. Alitalia contesta inadempimenti rispetto “agli obblighi di sviluppo dell'aeroporto di Malpensa”, nonché “gravi danni di reputazione relativi al perturbamento del recente processo di privatizzazione”. Rispettando i termini processuali, Alitalia si è costituita in giudizio al tribunale di Busto Arsizio. La prima udienza si terrà il prossimo 28 maggio. Il controricorso di Alitalia “contiene la replica puntuale all'assunto di Sea che il rapporto con Alitalia dovesse proseguire fino al 2041 pur in assenza di ogni vincolo contrattuale e a prescindere da ogni logica di impresa, mostra come il danno emergente non sia riscontrabile in quanto tutti gli acquisti e gli investimenti di Sea sono perfettamente compatibili con l'utilizzo dell'aeroporto da parte di ciascun altro vettore passato e futuro, dimostra come ogni valutazione di cosiddetto lucro cessante sia esclusa dalla mancanza di alcun vincolo pluriennale, e tanto meno più che trentennale, di legame fra Sea ed Alitalia”. Alitalia è decisa a svolgere i processi nelle aule dei tribunali e non sulle pagine dei quotidiani, ai quali saranno comunicati “esclusivamente dati oggettuali”. Valentina Pellegrino.

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TORINO Giovanni Bazoli fa il bilancio di un anno di Intesa Sanpaolo e torna a difendere il modell (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 01-05-2008)

Argomenti: Alitalia

O di governance duale scelto dall'istituto. "Ad un anno di distanza confermiamo la validità della scelta compiuta, che ha consentito di conseguire gli obiettivi fissati e di garantire la sana e prudente gestione della banca". E indirettamente, Bazoli replica alle perplessità avanzate da Mario Draghi sul modello di governance, rispondendo alle domande di un'azionista sulla presenza dei manager nel consiglio di gestione. "Questo - ha detto il presidente del consiglio di sorveglianza del gruppo - corrisponde ad un'altra visione del duale, che noi non abbiamo adottato perché pensiamo che comporti il rischio di disfunzione, anche grave, se applicata, perché può ridurre il consiglio di gestione ad un compito solo esecutivo mentre attualmente ha anche compiti diversi, anche di nomina". "In mancanza di una situazione di autonomia tra i due organi - ha concluso Bazoli - diventa difficile realizzare una situazione di dialettica che invece deve essere sempre assicurata". Nessuna preoccupazione per la verifica ispettiva della stessa Banca d'Italia, durata dal 2 agosto del 2007 al 18 gennaio 2008. Il rapporto ispettivo è stato consegnato lo scorso 7 aprile e verrà adesso esaminato dal consiglio di sorveglianza. La verifica, ha spiegato Bazoli, ha riguardato l'operatività della banca in derivati sia verso i clienti che in conto proprio. Ricordando che Intesa è una delle banche meno esposte per quanto riguarda l'operatività verso i clienti. Le domande degli azionisti all'assemblea - che ha sancito l'ingresso nel cds di Riccardo Varaldo, su indicazione dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze e Marco Ciabattoni, su proposta della Fondazione Cariparo - sono state anche l'occasione per tornare sull'investimento in Telecom. "Pensiamo - ha detto ancora Passera - sia uno di quei casi di azienda che attraverso gestione e stabilità di azionisti possa dare beneficio a tutti gli azionisti e anche a questo paese. Bazoli interviene anche sulla vicenda Alitalia: "La nostra Banca può prendere in considerazione l'intervento in Alitalia solo se ci sarà un piano industriale rigoroso che abbia alte probabilità di successo". Sulla stessa linea Corrado Passera: "Se si trovasse il modo, e si può trovare, per rialanciare Alitalia non ci tireremmo indietro" \.

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Prima della Festa del Lavoro la Borsa di Milano ha chiuso in rialzo con il Mibtel 0,55% e l'S& (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 01-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Prima della Festa del Lavoro la Borsa di Milano ha chiuso in rialzo con il Mibtel +0,55% e l'S&P/Mib +0,33%. Sostenuti gli scambi, ammontati ad oltre 6,2 miliardi di euro. Telecom Italia, nel giorno dell'incontro a Madrid tra l'ad Franco Bernabè e il presidente di Telefonica Cesar Alierta, ha guadagnato il 3,05%. Positivi anche gli altri titoli del comparto telecomunicazioni con Fastweb a +0,4% e Tiscali a +0,52%. Per quanto riguarda i finanziari, Generali +0,63%, Mediolanum +0,13%, Unicredit -0,31%, Mediobanca +0,3% e Intesa Sanpaolo +0,9% nel giorno dell'assemblea. La Popolare Intra ha fatto +19,91% nell'ultimo prezzo e +21,91% nel riferimento sull'annuncio che la controllante Veneto Banca Holding lancerà un'offerta di acquisto e scambio finalizzata al delisting della banca piemontese. Impregilo ha guadagnato lo 0,8% favorita dall'aggiudicazione in consorzio dei lavori per il primo tratto della Pedemontana lombarda. Tra gli energetici continua il buon momento per Eni (+0,45%), mentre Enel è arretrata dell'1,22%. Nel comparto industriale positivi i titoli Finmeccanica (+3,51%) e Pirelli (+0,96%), in flessione invece Fiat (-1,32%). Geox guadagna il 2,12% e Alitalia registra un +7,87%.

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Alitalia, spunta un fondo estero Bazoli: pronti se c'è un piano serio (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 01-05-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 104 del 2008-05-01 pagina 21 Alitalia, spunta un fondo estero Bazoli: pronti se c'è un piano serio di Enrico Bonzio da Milano Spunta anche un fondo tra i pretendenti di Alitalia. Il brasiliano Multi-Long è specializzato nella ristrutturazione di aziende, ha offerto un miliardo di euro per acquistare la compagnia italiana. È quanto si legge sull'edizione online dell'International Herald Tribune, che cita l'amministratore delegato di Multi-Long, Michael Breslow. Il fondo avrebbe presentato la proposta al governo italiano e alle autorità europee. "Ci hanno chiesto se abbiamo esperienza in linee aeree e abbiamo detto di no. Ma uno più uno fa due e - ha detto Breslow - noi conosciamo la matematica". Multi-Long aveva tentato di acquistare la linea aerea brasiliana Varig, offrendo 800 milioni di dollari (circa 515 milioni di euro), ma la sua proposta si scontrò contro il veto delle autorità locali. Secondo Breslow, il fondo non ha ancora le capacità finanziarie per l'acquisizione del gruppo italiano, ma ritiene che non ci saranno difficoltà ad ottenerle da banche brasiliane ed europee. Fonti del ministero dell'Economia hanno affermato che per il momento non risultano richieste o offerte nuove. Nuove, invece, le dichiarazioni del gruppo Intesa Sanpaolo che si dice pronto a prendere in considerazione un intervento in Alitalia solo "alle condizioni che si sono verificate per gli interventi in altre importanti aziende da risanare": e cioè, come ha detto il presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli, che ci sia "un piano industriale assolutamente rigoroso che assicuri grandi probabilità di ripresa dell'azienda". Solo a queste condizioni, ha concluso Bazoli, rinviando all'amministratore delegato Corrado Passera per altri commenti sull'argomento, "potranno essere prese in considerazione ipotesi di un nostro intervento in Alitalia". E Passera ha aggiunto: "Per ora non siamo impegnati su nessuna trattativa specifica, in nessuna cordata specifica. Se si trovasse il modo, e si può trovare, per rilanciare Alitalia non ci tireremmo indietro". Intanto ieri ha avuto luogo presso lo studio dell'avvocato Claudio Privitera l'incontro in programma con i sindacati. "L'incontro di oggi è stato piuttosto generico: le linee guida rappresentano qualcosa di innovativo, ma al momento parliamo soltanto di criteri generali e i tempi indicati da Privitera, intorno a un anno, sono piuttosto lunghi perché la crisi di Alitalia richiede soluzioni in tempi molto più brevi". È quanto ha detto il presidente dell'Anpac, Fabio Berti, commentando l'incontro con l'avvocato Privitera che ha convocato Avia, Anpac, Sdl, Ugl e Anpav per illustrare il suo progetto di rilancio dell'Alitalia. Il piano prevede la costituzione di due newco, una per la manutenzione e una per la gestione e il leasing degli aerei, da affiancare alla attuale struttura societaria e risorse per 5-6 miliardi. Mentre Bruxelles ribadisce il no alla concessione di aiuti di Stato in riferimento al prestito ponte, ora si attende la fase più importante che chiarirà il reale interesse da parte di nuovi e vecchi soggetti: l'apertura della due diligence, e cioè l'accesso ai dati "sensibili" della compagnia per poter poi passare alle proposte d'acquisto. Sul quando, a deciderlo sarà il cda di Alitalia con il governo. Infine la posizione finanziaria netta del gruppo Alitalia, al 31 marzo scorso, era negativa per 1,353 miliardi, con un decremento dell'indebitamento netto di 15 milioni (meno 1,1%) rispetto alla fine di febbraio. Secondo quanto riferisce la compagnia, disponibilità e crediti a breve del gruppo sono pari a 180 milioni, in linea con la situazione registrata alla fine dello scorso febbraio. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Non tutti nei salotti Nell'articolo firmato da Jacopo Iacoboni, apparso su La Stampa</ (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 01-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Non tutti nei salotti Nell'articolo firmato da Jacopo Iacoboni, apparso su La Stampa del 29 Aprile, emerge il ritratto di una "Roma piaciona", la sensazione che se ne ricava è che tutti i personaggi citati nell'articolo avrebbero a vario titolo partecipato ad una sorta di gaudente convivio cultural-mondano. Siamo rimasti sorpresi nel leggere anche i nostri nomi, il mio e quello di Margaret Mazzantini e di Moira Mazzantini. Per quello che ci riguarda, non abbiamo mai partecipato a nessuna "terrazza" e a nessun salotto "trait d'union". Conduciamo una vita appartata, lo sanno tutti, e l'unico divano che frequentiamo è quello di casa nostra. Non cerchiamo quindi oggi nessun nuovo "posizionamento". Ci sembrerebbe paradossale peraltro cercarlo attraverso il "link" (cito l'articolo), con "l'ex repubblichino Carlo Mazzantini", mio suocero, morto di recente. Uomo ruvido, fuori dai giochi, è vissuto isolato in campagna a scrivere, elaborando con profonda onestà intellettuale la tragedia sua e di un'intera generazione. SERGIO CASTELLITTO Ali alla patria La storia propone sempre agli umani corsi e ricorsi. Negli Anni Trenta gli italiani furono sollecitati a donare oro ed altri metalli alla patria per permetterle, con il loro sacrificio, migliori prospettive. Dopo settant'anni un altro padre storico, prima dell'ultima consultazione elettorale, anticipò la possibilità di far acquistare la compagnia aerea di bandiera da una cordata nazionale di salvatori... a cui avrebbero partecipato anche i suoi figlioli benestanti. Oggidì, nonostante egli sia stato eletto, si è dimenticato quanto ha promesso e vorrebbe vendere l'Alitalia agli italiani. Tale soluzione è un'alternativa di comodo e con essa manca di rispetto alla nazione, ed a chi gli ha creduto. No grazie! CESARE AUTERA Le trattenute in busta paga Per effetto di uno strano regolamento aziendale, l'aumento derivante dal "Contratto Metalmeccanici", è stato erogato assorbendo un "vecchio" aumento di merito, cosa questa che ha incrementato di euro 0 la mia busta paga. In compenso la Regione Veneto ha aumentato la propria ritenuta Irpef del 70% ed il Comune di Sanguinetto (Vr), del 500%. Per questi motivi, ed a fronte di niente, la mia busta paga si è alleggerita rispetto all'anno precedente di 32 euro mensili. A tutto questo, vanno aggiunti i rincari vari... Ma non c'è nessuno che avendone gli strumenti, possa denunciare queste malefatte? GIORGIO BERTINATO Autorità molto tempestive Ho letto la notizia dell'insegnante di Padova sospesa per aver invitato le alunne islamiche a levarsi il velo. Non so e non posso dare alcun giudizio né sul fatto né su quell'insegnante. È da rimarcare comunque la tempestività e la drasticità con cui sono intervenute in questo caso specifico le autorità scolastiche. Molto diverse dal lassismo, dalla minimizzazione e dalla "tolleranza" dimostrate in altre occasioni e a seguito di fatti di gran lunga più gravi. Mi sorge spontaneo un dubbio: non sarà per caso che in questa occasione si è osato toccare la permalosità degli islamici? PAOLO LAUNA I barboni per strada L'intervista pubblicata ieri sulla Stampa a Chiamparino suscita perplessità. Coerentemente con quanto afferma il sindaco, se dopo aver dialogato è lui che decide, dobbiamo a lui l'affollamento di barboni sotto i portici. Delle due l'una, o i barboni sono talmente numerosi che è impossibile controllarli e indurli a trovare rifugio in case di accoglienza, oppure semplicemente il sindaco si disinteressa del problema. Forse considera anche quei poveretti come parte della nuova torinesità. Di certo serve a poco spendere milioni di euro per pubblicizzare Torino se poi i turisti inciampano in gente che dorme sotto i portici in pieno centro cittadino. PAOLO BRESSANO Il rischio tirannide Desidero citare un brano di Platone (400 a.C.) tratto dall'ottavo libro di Repubblica che è di estrema attualità "Quando un popolo, divorato dalla sete di libertà, si trova ad avere coppieri che gliene versano quanto ne vuole, fino ad ubriacarlo, accade che i governanti pronti ad esaudire le richieste dei sempre più esigenti sudditi, vengono chiamati despoti. Accade che chi si dimostra disciplinato venga dipinto come un uomo senza carattere, un servo. Accade che il padre impaurito finisca col trattare i figli come suoi pari e non è più rispettato, che il maestro non osi rimproverare gli scolari e che questi si facciano beffa di lui, che i giovani pretendano gli stessi diritti dei vecchi e per non sembrare troppo severi i vecchi li accontentino. Su tale china di libertà, e in nome della medesima, non vi è più rispetto e riguardo per nessuno. E in mezzo a tanta licenza nasce, si sviluppa, una mala pianta: la tirannide". La storia insegna, ma alla fine non insegna nulla poiché l'uomo tende sempre a commettere i medesimi errori... quindi occhio! GIORGIO TONINI, CESENA Opposti estremismi alla Camera Gianfranco Fini sostituisce alla presidenza della Camera Fausto Bertinotti. Da un presidente di Rifondazione Comunista a uno di Alleanza Nazionale, ex missino. Ossia da un estremismo all'altro: che nostalgia per Bucciarelli Ducci! MARIO ROSSI Antiamericani di ieri e di oggi Leggo nell'intervista alla signora Alemanno Rauti un'affermazione tanto perentoria quanto sconcertante: "Sono antiamericana". Non so quanto la signora conosca gli Stati Uniti. Io sì, e trovo che una generalizzazione del giudizio critico non giovi a una critica del tutto legittima della più grande democrazia del mondo, fino a prova contraria. Mi duole che proprio su questo terreno una seria esponente della destra si trovi in compagnia dei nostalgici della falce e martello. CLAUDIO GORLIER.

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[FIRMA]LUIGI GRASSIA Adesso Alitalia e Sea sono l'una contro l'altra armate in tribunal (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 01-05-2008)

Argomenti: Alitalia

E: l'ex compagnia di bandiera chiede quasi 1,2 miliardi di danni alla società che controlla Malpensa e che a sua volta pretende 1,2 miliardi tondi per il ritiro dall'aeroporto varesino di quasi tutti i voli con la livrea bianco-rosso-verde. Mentre Sea considera Alitalia inadempiente perché aveva firmato un contratto per l'uso di Malpensa fino al 2014, la compagnia aerea afferma che non ci sarebbero stati "vincolo contrattuale né logica d'impresa" in una sua eventuale permanenza nello scalo, aggiunge che "il danno emergente e il lucro cessante per Sea non sono riscontrabili" e accusa: "Il modo in cui Sea ha impostato e gestito mediaticamente il processo davanti al tribunale di Busto Arsizio ha causato gravi danni, e potrebbe causarne ancora, al processo di privatizzazione" della stessa Alitalia. Air France chiedeva infatti di risolvere la pendenza con Sea prima di acquisire la compagnia, ed è logico che qualunque futuro acquirente ponga la stessa condizione. Intanto i margini per Alitalia si fanno sempre più stretti. Ieri è stato comunicato che l'indebitamento netto a marzo era di 1,353 miliardi di euro e la liquidità era scesa a circa 180 milioni (-1% da febbraio). I 300 milioni stanziati dal governo Prodi per tenere la compagnia sotto la tenda a ossigeno appaiono più necessari che mai (ammesso che si consideri Alitalia un bene da tutelare, e non un onere infinito dopo dieci anni di perdite) ma dalla Commissione Ue i toni si induriscono a fronte della minaccia di Berlusconi di ri-statalizzare la compagnia: "A priori, ogni intervento finanziario rischia di essere considerato come un aiuto di Stato" ammonisce il capo-gabinetto del responsabile ai Trasporti, Jacques Barrot. Ieri si sono fatti avanti due nuovi pretendenti ad Alitalia. Uno è il fondo brasiliano Multi-Long, che offre un miliardo di euro. L'altro è l'avvocato romano Claudio Privitera che ha illustrato un suo piano ad alcuni sindacati, forse su mandato di terzi; il progetto richiede però 5 o 6 miliardi che a quanto sembra Privitera spera di ottenere da Eni, Enel e Finmeccanica.

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