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DOSSIER “ALITALIA” |
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T ARTICOLI DEL 1°-5-2008 #TOP
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Articoli
Alitalia 2 (44)
Bravi, i Coldplay si sono svegliati
( da "Giornale.it,
Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia chiede danni a Sea. E spunta l'offerta brasilianaTorino, Caselli nuovo procuratore capoIstat, inflazione al 3,3% Alimentari alle stelleRonaldo lasciato dalla fidanzata dopo la notte bravaRedditi online, bloccati dal Garante Fini eletto presidente della Camera "25 aprile e 1 maggio valori condivisi" Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella
Alitalia,
contro-causa alla Sea. E spunta un fondo brasiliano
( da "Stampa,
La" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: NO A QUALUNQUE INTERVENTO DI STATO Alitalia, contro-causa alla Sea. E spunta un fondo brasiliano CITIGROUP, DI NECESSITÀ VIRTÙ Con l'ultima emissione di azioni ordinarie per 3 miliardi, Citigroup avrà raccolto capitali per 40 miliardi di dollari dai primi di novembre, ovvero da quando Chuck Prince è stato rimosso dalla carica di amministratore delegato.
La
dignità del lavoro è nella Costituzione
( da "Unita,
L'" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: significa consolidare assets fondamentali per lo sviluppo del turismo e dell'intero terziario quali Alitalia e la sua attività su Fiumicino; significa infine affrontare la sfida dell'efficienza e della riforma della Pubblica Amministrazione e delle public utilities come premessa fondamentale per la salvaguardia delle loro funzioni pubbliche e come leve per lo sviluppo.
Alitalia
chiede i danni alla Sea Per inadempienze su Malpensa Intesa: piano industriale
rigoroso ( da "Unita, L'"
del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: edizione del Alitalia chiede i danni alla Sea Per inadempienze su Malpensa Intesa: piano industriale rigoroso Guerra legale aveva annunciato e guerra legale sarà. Ieri Alitalia ha chiesto i danni alla Sea. La compagnia si è costituita nel giudizio promosso proprio dalla società che gestisce gli aeroporti di Malpensa e Linate qualche mese fa avanzando "
Il
lavoro alla prova del Berlusconi terzo L'altra volta cominciò dall'attacco al
sindacato e all'art.18, oggi sul tavolo salari, precari e diritti
( da "Unita,
L'" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: inconsistenza delle proposte (come per Alitalia, si vagheggiò il miracoloso intervento in prima persona del capo del governo, con l'ingresso dei suoi fedeli nel management torinese), persino la derisione di fronte al dramma sociale (quando dal centrodestra si levò l'invito ai metalmeccanici di Mirafiori di trasformarsi in infermieri).
L'aria
che tira ( da "Unita, L'"
del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: aria che tira è quella che lascia sospesi migliaia di dipendenti dell'Alitalia tra il commissariamento e la misteriosa cordata tricolore dove persino Tronchetti Provera potrebbe metterci un "chip", proprio come se fosse una partita a poker. E cosa dire in questo Primo Maggio dedicato alla sicurezza sul lavoro e al ricordo di chi ha perso la vita per la mancanza di regole e garanzie,
Sinistra
e sindacati - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: come nel caso della trattativa su Alitalia. Le elezioni delle rappresentanze serviranno ai sindacati anche a spostare il baricentro della propria iniziativa sui luoghi di lavoro, dove la lotta contro gli incidenti sul lavoro risulta più efficace. Sarà, dunque, un primo maggio meno festoso di quello di due anni fa.
Sicilia
lo bello, l'industriale che entra in banca
( da "Riformista,
Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Sembra che le minacce neostataliste di Berlusconi, come quella sull'Alitalia, o le posizioni di Tremonti sui dazi vadano in una direzione diversa? "Sono fortemente convinto che il governo debba essere misurato con le sue prossime azioni concrete. C'è uno scenario economico che presenta grandi tensioni sui conti pubblici.
Alitalia
spuntano gli emirati arabi e un fondo di investimento brasiliano
( da "Riformista,
Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia spuntano gli emirati arabi e un fondo di investimento brasiliano La cordata del Cavaliere acquista un tocco esotico Intanto la società chiede alla Sea il risarcimento di un miliardo Su Alitalia sembra esserci qualche schiarita sul fronte della cordata italiana o dei partner interessati tout court ad acquistarla.
Lavoro
contrattazione di secondo livello e regole chiare per gli scioperi
( da "Riformista,
Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Klm su Alitalia e del risultato clamoroso delle elezioni, che Epifani ha commentato nei giorni scorsi come "uno spostamento a destra del paese che deve essere attentamente analizzato" ma senza aprire fronti di "conflitto preventivo", la Triplice tenterà insomma di riemergere oggi, dal palco romano della festa dei lavoratori,
Segue
dalla prima caro giavazzi, le elezioni non le hai perse tu, ma visco
( da "Riformista,
Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: degli elettori ammetteva che le promesse su Alitalia avrebbero influito "molto" sulla loro scelta. Lo stesso si può dire del dibattito innescato da Giulio Tremonti col suo La paura e la speranza . Discussione interessante, animata con passione dallo stesso Giavazzi, ma di necessità confinata a quotidiani letti, tutti insieme (sportivi e locali inclusi),
Bazoli:
siamo pronti a entrare in Alitalia
( da "Giornale.it,
Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: siamo pronti a entrare in Alitalia di Redazione Anche Giovanni Bazoli, presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, è pronto a entrare in Alitalia purché ci sia "un piano industriale assolutamente rigoroso". E l'ad Passera sottolinea che "potranno essere prese in considerazione ipotesi di un nostro intervento in Alitalia".
Berlusconi-Montezemolo
un vertice di due ore Giustizia, Pera più vicino
( da "Giornale.it,
Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: attenzione si sofferma invece sul dossier Ermolli e sulla situazione di Alitalia. Ma, soprattutto, al presidente della Fiat Berlusconi prospetta un incarico non da ministro ma da ambasciatore del Made in Italy. "Sarai il nostro fiore all'occhiello nel mondo, con i successi che hai riportato" gli spiega il premier in pectore.
<Gemina-Adr?
Troppo presto per la fusione> ( da "Giornale.it, Il"
del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: I problemi di Alitalia, invece, impattano "poco" su Adr che nei primi quattro mesi dell'anno ha visto aumentare "passeggeri, movimenti e tonnellaggio". È quanto ha spiegato Guido Angiolini, presidente di Gemina e vicepresidente esecutivo di Adr, al termine dell'assemblea della finanziaria milanese che ha approvato il bilancio 2007,
Per
Intesa Sanpaolo è ancora crescita Obiettivi confermati
( da "Giornale.it,
Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Oltre ad Alitalia, Salza ha quindi confermato la disponibilità "a collaborare per l'Expo del 2015 e per le celebrazioni dei 150 anni dello Stato italiano". Ieri è stata l'occasione anche per fare il punto sul sistema dualistico "siamo soddisfatti da questo primo anno di esperienza".
Il
capo dello Stato: Il suo discorso non è stato di parte
( da "Tempo,
Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Fra i primi dossier sul tavolo del nuovo esecutivo ci sarà quello Alitalia, hanno fatto osservare i giornalisti a Napolitano. Il presidente si è limitato a dire che la materia è di "competenza esclusiva delle autorità di governo" che si avvarrà dei pareri del Parlamento. E per quanto riguarda il prestito ponte e le decisioni della Commissione Ue?
Intesa
Sanpaolo guarda al 2008 come un anno di crescita,
( da "Tempo,
Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Nel corso delle assise si è parlato anche di Alitalia. "Anche se, al momento, il gruppo Intesa Sanpaolo non è impegnato in nessuna trattativa con nessuna cordata specifica, in presenza di un piano industriale rigoroso, in grado di risanare e rilanciare Alitalia, la banca non si tirerebbe indietro, come già è successo in molte occasioni analoghe negli ultimi anni" ha detto Passera.
Alitalia
porta in tribunale Malpensa ( da "Tempo, Il"
del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Nelle casse aziendali 180 milioni Alitalia porta in tribunale Malpensa Filippo Caleri f.caler@iltempo.it Dopo aver subìto ora Alitalia passa al contrattacco a colpi di carte bollate. Per mesi sotto scacco per il trasferimento dei voli all'aeroporto di Milano Malpensa, la compagnia ha accusato la società di gestione aeroportuale Sea di aver "alimentato" un "
Alitalia
all'attacco chiede i danni alla sea - lucio cillis
( da "Repubblica,
La" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Alitalia all'attacco chiede i danni alla Sea "è stata inadempiente per Malpensa: risarcimento di 1,2 miliardi" A fine marzo nelle casse della compagnia c'erano 180 milioni LUCIO CILLIS ROMA - Alitalia chiede i danni a Sea per Malpensa e il fallimento della privatizzazione.
E
luca disse a gianni letta "per me un ruolo alla attali" - claudio
tito ( da "Repubblica, La"
del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: A cominciare da quella per il salvataggio di Alitalia. La cordata italiana, infatti, secondo il capo del Pdl, potrebbe utilizzare un volano potente sotto il profilo dell'immagine se coinvolgesse l'ex numero 1 degli industriali. Tutte riflessioni che hanno accompagnato il pranzo di ieri a Palazzo Grazioli.
Berlusconi:
"montezemolo sarà mister made in italy" - gianluca luzi
( da "Repubblica,
La" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Naturalmente nelle due ore a Palazzo Grazioli Berlusconi e Montezemolo hanno parlato anche di Alitalia. "Non c'è stata la formalizzazione di nessun incarico", ha confermato Montezemolo all'agenzia Ansa, ma la disponibilità, "per spirito di servizio", a rappresentare il made in Italy e raccontare l'Italia nel mondo, il suo stile e i suoi brand.
Berlusconi:
Alitalia? Se la Ue mette ostacoli la compra lo Stato
( da "Corriere
della Sera" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: REDAZIONALE Il caso Il Cavaliere "minaccia" Bruxelles Berlusconi: Alitalia? Se la Ue mette ostacoli la compra lo Stato ROMA - "Se l'Unione Europea si mette a "zignare", a fare difficoltà, allora potremmo prendere una decisione, per cui Alitalia potrebbe essere acquistata dallo Stato, dalle Ferrovie dello Stato", dice Silvio Berlusconi.
Silvio
lavora ai 100 giorni E Letta comincia subito con le missioni segrete
( da "Corriere
della Sera" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: caso Alitalia" ha dei limiti di tempo imposti dal prestito ponte, l'emergenza rifiuti in Campania dovrà essere risolta entro l'estate, il federalismo fiscale andrà impostato prima dell'autunno. Non a caso il futuro ministro Scajola l'altra sera a Porta a Porta ha rivelato che sulla scrivania di Berlusconi sono in evidenza "tre dossier"
AliTrenitalia,
sfida sulla Roma-Milano ( da "Corriere della Sera"
del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia, per
ammissione del suo stesso amministratore delegato, Mauro Moretti, che proprio
ieri ha avvertito: "Se non sappiamo competere a livello internazionale,
rischiamo di fare la fine di Alitalia". Moretti, nonostante il forte
miglioramento di bilancio conseguito nel
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-30 num: - pag: 27
categoria: ALT... ( da "Corriere della Sera"
del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-30 num: - pag: 27 categoria: ALTRI OGGETTI Per il leader della Cisl Raffaele Bonanni, utilizzare le Fs per l'acquisto di Alitalia non sarebbe una proposta "illogica".
Rimbalza
StMicroelectronics, giù Pirelli ( da "Corriere della Sera"
del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: possa essere coinvolta nella cordata per Alitalia. Ancora debole Seat Pagine Gialle (-3,92%), che con il calo di ieri porta a ben oltre il 50% la perdita accumulata dall'inizio dell'anno a oggi. Giù, inoltre, Telecom Italia (-2,09%), mentre fuori dall'S&P-Mib la Roma scivola del 10,37% sulle indiscrezioni riguardanti il ritiro del finanziere americano Soros dalle trattative per l'
<Alitalia,
basta veti o va a Fs> ( da "Corriere della Sera"
del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ci sono problemi "Alitalia, basta veti o va a Fs" Berlusconi: è una "minaccia", l'Europa non faccia difficoltà La Ue: non ha importanza se l'acquirente è pubblico o privato, purché siano operazioni di mercato ROMA - Comincia a scaldarsi, forse prima del previsto, il clima tra la Commissione europea e il nuovo inquilino di palazzo Chigi.
Letta
e la tela di Parigi per il ritorno di Air France
( da "Corriere
della Sera" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: per stare alla traduzione che qualcuno tra chi segue il dossier dal lato del premier in pectore avalla, alla fine Alitalia resterà italiana. In forme che, al momento, restano tutte da studiare. Bruno Ermolli, intanto, sta continuando a lavorare, ripetendo più volte il giro di consultazioni informali tra gli imprenditori di ogni stazza che hanno dato una disponibilità di massima.
Problema
da risolvere ( da "Corriere della Sera"
del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 37 categoria: BREVI Problema da risolvere Per Alitalia 300 milioni di euro di prestito ponte sono stati trovati velocemente. Visto il problema sicurezza nelle nostre città e paesi, perché non si trovano con la stessa velocità gli stessi soldi per costruire nuove caserme e nuove carceri? Alessandro Scarpari Botticino Sera (Bs).
<Malpensa,
Sea inadempiente> Ora è Alitalia che chiede i danni
( da "Liberazione"
del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ora è Alitalia che chiede i danni Ora è Alitalia che chiede i danni alla Sea. Un maxi risarcimento per un importo "non lontano" dagli 1,2 miliardi pretesi dal gestore gli aeroporti di Milano, nell'ambito della causa avviata da quest'ultimo a seguito della decisione della ex compagnia di bandiera di abbandonare Malpensa a partire dallo scorso primo aprile.
ROMA
Una battaglia senza esclusione di colpi: la Sea chiede 1,2 miliardi come
risarcimento ( da "Messaggero, Il"
del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 2 miliardi come risarcimento danni per il trasferimento dei voli Alitalia da Malpensa e Fiumicino? E la compagnia risponde con una analoga richiesta (almeno in termini pecuniari) alla Sea per presunte inadempienze e turbativa della gara di privatizzazione. Sarà ora il tribunale di Busto Arsizio a stabilire chi, quando e come dovrà pagare i danni.
Dal
nostro inviato ROSARIO DIMITO TORINO - Intesa Sanpaolo è a
( da "Messaggero,
Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Anche da parte di Corrado Passera divenuto poco loquace su Alitalia dopo che fino a qualche tempo fa difendeva il progetto Air One, c'è una chiara rimarcata disponibilità: "Se si trovasse il modo, e si può trovare, per rilanciare Alitalia non ci tireremmo indietro". E per sottolineare l'impegno della banca per il paese a sostegno di progetti seri sui quali attivarsi,
Chiamata
in giudizio la società che gestisce gli scali milanesi: ha penalizzato anche
l'iter di privatizzazione Ora Alitalia chiede i danni alla Sea Inadempiente per
Malpensa . A f ( da "Messaggero, Il"
del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Chiamata in giudizio la società che gestisce gli scali milanesi: ha penalizzato anche l'iter di privatizzazione Ora Alitalia chiede i danni alla Sea "Inadempiente per Malpensa". A fine marzo liquidità per 180 milioni.
ROMA
Marceremo compatti , giurano Epifani, Bonanni e Angeletti che oggi celebreranno
il ( da "Messaggero, Il"
del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: delicate le partite da giocare con Confindustria e con il nuovo governo, dalla vicenda Alitalia, al recupero del potere di acquisto di salari e pensioni, alla riforma del modello contrattuale. Epifani ha precisato, dinanzi al direttivo della Cgil, che non ci sarà alcuna opposizione pregiudiziale nei confronti dell'esecutivo Berlusconi.
ROMA
- Io a Silvio l'ho ripetuto più volte. Alla Giustizia non può mett
( da "Messaggero,
Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: di Alitalia e della composizione del governo. Montezemolo non dovrebbe farne parte, ma il leader del Pdl pensa per l'ex presidente di Confindustria, come riportato dall'Ansa, a un ruolo per rilanciare il made in Italy nel mondo. Tra una richiesta di aiuto per rilanciare la cordata per Alitalia e una valutazione dell'iniziativa imprenditoriale ferroviaria dello stesso Montezemolo,
I
sindacati incontrano l'azienda. Presentato un piano di rilancio
( da "Campanile,
Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: attuale assetto con Alitalia Fly e Alitalia Service e la creazione di due newco, una per la manutenzione e una per la gestione degli aerei. Quest'ultima, ha sottolineato il presidente dell'Anpac, Fabio Berti, diventerebbe in sostanza una società di leasing a tutti gli effetti e si occuperebbe di vendere vecchi aerei e comprarne di nuovi dandoli poi in leasing ad Alitalia.
Alitalia
contrattacca e chiede i danni alla Sea
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: miliardo di euro per privatizzare la compagnia Alitalia contrattacca e chiede i danni alla Sea Un fondo brasiliano offre un miliardo di euro per privatizzare la compagnia --> Alitalia contrattacca. Per mesi sotto accusa per i tagli all'aeroporto di Milano Malpensa, tema rovente anche in campagna elettorale, la compagnia replica accusando la società di gestione aeroportuale Sea di aver "
Se
Veltroni piange Berlusconi non ride
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia (come tanti avevano previsto) si sta mostrando più complesso di quanto prospettato in campagna elettorale. La crescita zero porrà indubbi problemi di bilancio. E come uscirne non è chiaro a nessuno. Berlusconi pensava che, ridotto all'irrilevanza Casini, si sarebbe finalmente potuto dedicare a preparare l'apoteosi quirinalizia lasciando le effettive redini del potere al
Malpensa:
Alitalia denuncia Sea ( da "Voce d'Italia, La"
del 01-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia I processi nelle aule dei tribunali e non sulle pagine dei quotidiani Malpensa: Alitalia denuncia Sea La prima udienza, il prossimo 28 maggio Milano, 1 Mag. - Controricorso per la compagnia di bandiera: Alitalia chiede i danni a Sea, la società che gestisce lo scalo di Malpensa. Alitalia contesta inadempimenti rispetto “
TORINO
Giovanni Bazoli fa il bilancio di un anno di Intesa Sanpaolo e torna a
difendere il modell ( da "Stampa, La"
del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Bazoli interviene anche sulla vicenda Alitalia: "La nostra Banca può prendere in considerazione l'intervento in Alitalia solo se ci sarà un piano industriale rigoroso che abbia alte probabilità di successo". Sulla stessa linea Corrado Passera: "Se si trovasse il modo, e si può trovare, per rialanciare Alitalia non ci tireremmo indietro" \.
Prima
della Festa del Lavoro la Borsa di Milano ha chiuso in rialzo con il Mibtel
0,55% e l'S& ( da "Stampa, La"
del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Tra gli energetici continua il buon momento per Eni (+0,45%), mentre Enel è arretrata dell'1,22%. Nel comparto industriale positivi i titoli Finmeccanica (+3,51%) e Pirelli (+0,96%), in flessione invece Fiat (-1,32%). Geox guadagna il 2,12% e Alitalia registra un +7,87%.
Alitalia,
spunta un fondo estero Bazoli: pronti se c'è un piano serio
( da "Giornale.it,
Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 104 del 2008-05-01 pagina 21 Alitalia, spunta un fondo estero Bazoli: pronti se c'è un piano serio di Enrico Bonzio da Milano Spunta anche un fondo tra i pretendenti di Alitalia. Il brasiliano Multi-Long è specializzato nella ristrutturazione di aziende, ha offerto un miliardo di euro per acquistare la compagnia italiana.
Non
tutti nei salotti Nell'articolo firmato da Jacopo Iacoboni, apparso su La
Stampa</ ( da "Stampa, La"
del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia agli italiani. Tale soluzione è un'alternativa di comodo e con essa manca di rispetto alla nazione, ed a chi gli ha creduto. No grazie! CESARE AUTERA Le trattenute in busta paga Per effetto di uno strano regolamento aziendale, l'aumento derivante dal "Contratto Metalmeccanici", è stato erogato assorbendo un "vecchio"
[FIRMA]LUIGI
GRASSIA Adesso Alitalia e Sea sono l'una contro l'altra armate in tribunal
( da "Stampa,
La" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: al processo di privatizzazione" della stessa Alitalia. Air France chiedeva infatti di risolvere la pendenza con Sea prima di acquisire la compagnia, ed è logico che qualunque futuro acquirente ponga la stessa condizione. Intanto i margini per Alitalia si fanno sempre più stretti. Ieri è stato comunicato che l'indebitamento netto a marzo era di 1,
( da "Giornale.it, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Lo ammetto: ho
sempre pensato che i Coldplay fossero un tranquillante del rock. Per dirla
meglio: secondo me sono stati per almeno cinque anni il gruppo più noioso in
circolazione. Brani scopiazzati a destra e sinistra, nessuna o scarsa
personalità. E quando l'altro ieri hanno annunciato il nuovo singolo Violet
hill, con una furbata alla Radiohead (una settimana di download gratis e due
concerti gratuiti a Londra e New York) ho accolto la notizia con lo stesso
entusiasmo che dimostra il cantante Chris Martin quando gli parli: zero o giù
di lì. Però - e ahimè mi sta succedendo troppo spesso in questo periodo - mi
devo ricredere. Il nuovo singolo è un gran bel pezzo e, se volete, per una
settimana potrete scaricarlo gratis dal sito www.coldplay.com. La chitarra è
blues, filtratissima da effetti speciali, e suona un riff che rimane fermo
nella mente. Non c'è un ritornello impertinente né un bridge malizioso. Il
brano è un singolo, sarà trasmesso dalle radio, ma non è commerciale, non è
furbetto se non appena un po', dimostra di avere una struttura molto ben
pensata e molto calibrata. E poi il falsetto: per fortuna Chris Martin lo
sfrutta meno del solito. Insomma in tutta la canzone non c'è più quella
soporifera autoreferenzialità che mi rendeva pressoché insopportabili tutti gli
altri brani dei Coldplay. E c'è vita, c'è una tensione creativa che non gli
avevo mai riconosciuto a questi ragazzi di Londra. Sarà che per la prima volta
il suono non è evidentemente riconducibile a nessun altro gruppo, tantomeno ai
due che hanno condizionato i primi tre dischi: Radiohead e U2. Stavolta i
Coldplay hanno l'ispirazione perché, quando c'è, si sente subito, basta anche
solo un brano. Di sicuro il merito è anche di Brian Eno, che ha prodotto questo
disco (su sua richiesta) e ci ha versato dentro quarant'anni di esperienza. E
un po' c'entra anche la Emi che si gioca una bella fetta di bilancio e quindi
avrà fatto le sue belle pressioni. Ma la bravura è anche la loro, dei Coldplay,
che non si sono seduti sulla gloria e hanno deciso di mettersi in discussione.
D'accordo, Violet hill è solo un singolo ma ha tutta l'aria di rendere bene
l'idea di cosa sarà il cd 'Viva la vida'. Era ora, cari Coldplay. Scritto in
Varie Non commentato " (3 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog
di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
articolo a un amico 28Apr 08 U2 tridimensionali, effetto solo doppio Ma l'avete
visto il film degli U2 in formato tridimensionale?? Io sono andato al cinema
ieri (e ne ho scritto sul Giornale) e ne sono uscito con tre impressioni.
Dunque: "U2 3D" è un film spettacolare. Una volta indossati gli
speciali occhiali che consegnano all'ingresso, l'effetto delle immagini in 3D è
assolutamente imprevedibile: allo spettatore sembra proprio di poter sfiorare
Bono, sembra di stare sul palco in mezzo a The Edge e Adam Clayton, sembra di
avere sul collo il fiato del pubblico. Insomma, per i primi dieci minuti, viene
la tentazione di allungare le mani per sfiorare quelle di Bono che canta al
limite della scena. E poi l'effetto del concerto è di sintesi assoluta: grande
rock, suonato benissimo, con un'intensità ormai sempre più rara. In più, il
"messaggio" politico del concerto è chiaro, diretto, immediato,
riassunto in pochi passaggi durante "Sunday bloody sunday" e
"Miss Sarajevo". Quindi l'effetto è doppio ma manca l'effetto vero:
quello del concerto. E' tutto così asettico, tutto così calibrato che,
guardandolo, viene meno l'impatto del live, la sberla dei centomila watt che ti
accolgono in uno stadio quando entri e l'urlo "everyone, everyone" ti
dice che stanno per suonare gli U2. Molti dicono che questo tipo di filmati
tridimensionali sarà il futuro del rock. Ma non credo: il calore di uno show
dal vivo non potrà essere sostituito da nient'altro. Scritto in Varie Commenti
( 15 ) " (10 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo
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amico 23Apr 08 Madonna brava ma non troppo Ascoltato a volume alto, il nuovo cd
di Madonna spacca tutto. La produzione è mostruosa, i bassi sono esagitati, i
campionamenti tolgono il fiato. In 'Hard candy' Madonna si è tolto lo sfizio di
prendere i produttori più in voga del momento - da Timbaland ai Neptunes - e di
battere i concorrenti sul loro stesso terreno: l'hip hop. L'ho ascoltato
stamattina alla Warner. Questo è un disco che in America starà al primo posto
per chissà quanto ma forse in Europa e in Giappone avrà un po' meno successo di
'Confession on a dance floor' perché è costruito apposta per gli States: è
smisurato, sovrabbondante, incontenibile ma senza radici. D'accordo, c'è tutto:
dalla dance al pop alle influenze latine in 'Spanish lesson', oltre
naturalmente a valanghe di hip hop. Ma non ha un punto di riferimento, è,
diciamo, senza àncora. Fluttua. Sbanda. E quindi il pezzo più efficace è senza
dubbio '4 minutes' (peccato per il video), mentre quello che dal vivo sarà
devastante è 'Give it 2 me', un autentico tour de force da ballare. Ci sono poi
brani di cui si poteva fare a meno, come 'Incredible' e altri, come 'Devil
wouldn't recognize you', che anche lei dice "sono ad un altro
livello". Insomma, un gran disco. Ma 'Confession' passerà alla storia,
questo cd per ora è solo cronaca. Grande, per carità. Ma gli manca l'idea,
ecco. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (16 votes, average: 5 out of 5)
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Commenti Invia questo articolo a un amico 13Apr 08 Però, complimenti signora
Aguilera Vabbè, si fa presto a dire che Christina Aguilera è una di quelle
sciacquette da grande magazzino del pop. D'accordo, è la cosa più semplice che
viene da pensare. Uno ha visto i suoi primi video, ha ascoltato le sue canzoni
degli esordi, ha visto le foto promozionali (e anche quella che ho messo qui
non scherza.) e tira presto le somme: è una replicante di Britney. Invece no.
Va bene, l'aspetto fisico rimane un punto di forza, ma non è tutto. La signora
Aguilera sa il fatto suo. Già con "Back to basic" aveva sterzato,
togliendosi dalla strada maestra del glamour. Ma adesso grazie al duetto con
Mick Jagger dei Rolling Stones imbocca la sua strada. Può diventare
un'interprete di buon livello, senz'altro capace di fare la sua figura.
D'accordo, dov'è questo duetto?? Nel docufilm 'Shine a light' che Martin
Scorsese ha girato nel 2006 al Beacon Theater di New York durante un concerto
degli Stones. Tra gli ospiti dello show c'era anche Christina Aguilera - e già
questo è un segnale. Saranno pure bolliti, ma gli Stones sono pur sempre gli
Stones e non scelgono a caso. In più l'esecuzione di "Live with me" è
sorprendente. Lei, in camicetta bianca e pantaloni neri, canta come si deve,
con un bel piglio da veterana, è credibile e introduce persino i fiati con un
urletto che Mick Jagger ormai se lo scorda. Risultato: è una sorpresa. Ed è
probabile che questo duetto - nulla succede per caso - sia il segnale di
un'altra svolta, magari rock. O magari più seria, finalmente. Scritto in Varie
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articolo a un amico 13Apr 08 Scommesse aperte sui Raconteurs (io ci punto) Il
cd dei Raconteurs è arrivato all'improvviso, così senza annunci, senza niente.
Come a dire: non abbiamo bisogno di pubblicità. Molti dicono: tanta fretta
dipende dal desiderio di evitare fughe anticipate su internet. Ma non credo che
sia così: chi sa come funzionano le cose, non può ignorare che, se si vuole, un
cd arriva in rete senza problemi. Il "leaking" è opera di tutti, non
solo dei giornalisti come spesso credono gli estranei a questo settore: spesso
basta l'usciere di una casa discografica per piazzare un intero album su
qualche sito. Semplicemente, nel caso dei Raconteurs la promozione non serve:
non ci sono singoli da spedire in radio e il tipo di pubblico di questa band si
raggiunge velocemente e gratuitamente con i blog e le news sul web. Perciò non
è stata fatta la promozione come di solito si fa, con annunci e anticipazioni
tradizionali e costose. Vabbè, andiamo al sodo. Il nuovo cd dei Raconteurs è
strepitoso. Io di solito non uso questi aggettivi così ridondanti ma 'Consolers
of the lonely' lo merita davvero. E' rock come si deve, suonato senza fronzoli,
camminando sulla strada che da Neil Young arriva fino ai Led Zeppelin e ai
Pearl Jam. Rock purissimo. Già, ma chi sono i Raconteurs?? Sono la cosiddetta
side band di Jack White dei White Stripes, il gruppo che lui ha fondato per
divertirsi e che rischia di diventare più grande (almeno musicalmente) della
sua casa madre. Ascoltatelo tutto, questo cd. Le chitarre graffiano, la voce è
quella giusta e, soprattutto, ci sono le idee. Spesso sono così tante che un
singolo brano è composto da tre strutture diverse, che si sovrappongono e si
intersecano così bene da fondersi in un unico spartito. Bravi, bravi, bravi. E
fatemi sapere che cosa ne pensate. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (21
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Apr 08
Caro Keith, neanche i medici capirebbero Lui, che è un entusiasta per natura,
ha detto più o meno: "Sono talmente sano che i medici vogliono studiare il
mio corpo quando sarò morto". Oddio, di Keith Richards dei Rolling Stones
si può dire tutto tranne che sia deboluccio di salute. Si è massacrato con le
droghe senza fare tanti complimenti (ma tutt'al più concedendosi qualche auto
emotrasfusione). E' andato a letto tardi per quattro o cinque decenni. Non si è
fatto mancare nulla, nemmeno le donne. E quindi, adesso che sta per compiere
sessantacinque anni, è in effetti un sopravvissuto. Per di più, ha avuto
l'epatite C e se l'è curata da solo grazie "al mio incredibile sistema
immunitario, semplicemente essendo me stesso". Ma rimane sempre un
inguaribile ottimista perché nemmeno i medici saprebbero individuare il suo
segreto. E' la gioia di vivere. E quella è nell'anima più che nel corpo.
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Commenti Invia questo articolo a un amico 06Apr 08 Attenti a Sara Bareilles.
Basta glamour, lei canta e basta L'altra sera ho visto e ascoltato in un
piccolo club di Amsterdam (massimo 50 posti) una cantante americana che ha le
carte in regola: Sara Bareilles. Non vi fate condizionare dal suo semplice
successo, "Love song", che da qualche settimana gira molto bene in
radio anche qui da noi in Italia. Questa è una ragazza californiana che ha
qualcosa da dire. Che è bella ma non si spoglia davanti agli obiettivi. Che non
si farà bombardare dai paparazzi. Che è una cantante e basta e provate ad
ascoltare il suo cd "Little voice". Sara Bareilles riprende la storia
di tutte le Fiona Apple perdute da quando sono iniziati gli anni Duemila.
Questa ragazza, che ha 28 anni e viene da Eureka in California, si racconta con
sofferenza in tutte le sue canzoni, Ha fatto l'università ma non fa politica
perché si vergogna a parlare di concetti così alti senza avere le conoscenze
necessarie. Insomma, non è Joan Baez o Joan Armatrading. E' una ragazza che
canta bene, che ha fatto la sua vita prima di debuttare in musica e che in
questo posticino di Amsterdam ha suonato cinque canzoni seduta al pianoforte
con l'aiuto solo di un chitarrista acustico e di un percussionista. E lo ha
fatto bene!! Ce ne fossero. Tenetela d'occhio. Qualche volta tocca anche a noi
dare una mano alla musica. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (20 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 Ecco
perche' Vasco si è laureato E va bene, ero partito con il piede sbagliato. Il
primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho scritto qui e voi mi avete
crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri quando sono andato ad ascoltare tutto
il disco (ci siamo trovati in un bel locale di Milano che non conoscevo, il Mu)
non ero ben disposto, chissa' perche'. Poi ho ascoltato il disco una volta, due
volte; l'ho ascoltato anche dopo ,in cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo
disco più maturo. E' stato cosi' bravo da essere essenziale riuscendo a
raccontarsi tutto, scherzando, insultando, ammonendo, mostrandosi indifeso come
nel brano chiave (sotto il profilo dei testi) che è E adesso che tocca a me,
seguito subito da Dimmelo tu, altro cardine di Il mondo che vorrei. Ok,
lasciamo perdere la musica, che è un gran bel rock, talvolta stellare, talvolta
un po' manieristico ma comunque suonato da gran signori come Mike Landau, Tony
Franklin e persino (in Gioca con me) da Slash. Cio' che conta sono le parole e
la vita che c'è dietro. Vasco è arrivato alla sua terza. La prima è stata
quella dell'esaltazione, che lo ha reso un mito. La seconda quella della
consapevolezza, che lo ha trasformato in un guru. Adesso Vasco e' un artista
capace di sognare e di essere cinico. E' distaccato eppure ha una voglia
pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici dentro con tutto il corpo e tutta la
mente. La realtà gli fa schifo, sa che non puo' cambiarla e se ne frega perche'
sa che l'unica medicina sono il sogno, l'ironia, il graffio non distruttivo ma
creativo, libero. Con questo album, a prescindere da quelle che saranno le
vendite, si è laureato come l'unico vero artista tridimensionale, che è
cresciuto con il suo pubblico senza perdere per strada nessuno. Complimenti.
Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è una laurea con tanto di
lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano ma anche nella canzone
d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i suoi capolavori e,
soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque. Scritto in Varie
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articolo a un amico 25Mar 08 Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno
le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una telenovela.
Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono farsi le
valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del cantante Bill
Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché. Infezione virale??
Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere operato. E poi la
riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga. Quindi i motivi
dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto piangere migliaia di
fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo i Tokio Hotel, che
sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a lasciare le scene per un
bel po', ma anche i loro manager a riflettere su quanto e come li hanno
utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti ( 80 ) " (24 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Tokio
Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era nell'aria ma è stata
confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello di Torino, i Tokio
Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani ancora in piedi:
il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul Reno. Motivo:
infiammazione alle corde vocali del cantante Bill che ora è in ginocchio
proprio come in questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se a Roma è
già confermato che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo delle
Capannelle (ma la data era già probabile da settimane, prima ancora
dell'annullamento), a Torino i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora
incerto invece il futuro dello show bolognese che però difficilmente sarà
recuperato. Infine non rimane che da sottolineare un sospetto, tanto esile
quanto grave. Non è che in tutti questi mesi i Tokio Hotel, che sono
letteralmente esplosi in mezzo mondo ma hanno anche un'età giovanissima, sono
stati spremuti troppo dai loro manager e ora ne pagano le conseguenze??
L'infiammazione alle corde vocali è un malessere che di solito coglie i
cantanti troppo impegnati. Se fosse così, sarebbe un pessimo esempio. E forse
questo è l'unico dubbio da chiarire. Scritto in Varie Commenti ( 85 ) "
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a Milano e ha sempre il volume alto. Tutti gli articoli di Paolo Giordano su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (85) Ultime discussioni Paolo Giordano:
Grazie Giorgio, cercherò di metterli in pratica. E tu rilassati in questi
giorni e divertiti. Giorgio: Buon ponte a tutti. Io vado via con la mia donna.
Paolo, mi raccomando i consigli antistress!! ich liebe t.h.!!: x elefantina_93:
ma scusa t sembra normale k si debbano scusare xk bill stava male??! nn è
mica... Sally: Scrivosotto! (sopra) + (ma non toccatemi bob dylan) Giorgio:
Sottoscrivo, Guglielmo! I più inviati La lezione dei Rem (e di Mtv) - 3 Emails
I Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari genitori, i Tokio
Hotel sono diventati maggiorenni - 1 Emails Questa è bella, Venditti ha l'ansia
- 1 Emails Oops, Vasco stavolta ha toppato - 1 Emails Bill più grave del
previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie - 1 Emails Ecco perche' Vasco si è
laureato - 1 Emails Però, complimenti signora Aguilera - 1 Emails Ultime
notizie Alitalia chiede danni a
Sea. E spunta l'offerta brasilianaTorino, Caselli nuovo procuratore capoIstat,
inflazione al 3,3% Alimentari alle stelleRonaldo lasciato dalla fidanzata dopo
la notte bravaRedditi online, bloccati dal Garante Fini eletto presidente della
Camera "25 aprile e 1 maggio valori condivisi" Blog amici Il blog di
Ferruccio Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni
Vocalizzo rotante Siti amici Rockol.it May
( da "Stampa, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
DURA L'UE: NO A QUALUNQUE INTERVENTO DI STATO Alitalia, contro-causa alla Sea. E spunta un fondo brasiliano CITIGROUP,
DI NECESSITÀ VIRTÙ Con l'ultima emissione di azioni ordinarie per 3 miliardi,
Citigroup avrà raccolto capitali per 40 miliardi di dollari dai primi di
novembre, ovvero da quando Chuck Prince è stato rimosso dalla carica di
amministratore delegato. È prudente disporre di una riserva contro
ulteriori perdite che potrebbero derivare, ad esempio, dai prestiti ai consumatori,
o tutelarsi da una maggiore rigidità imposta per le operazioni fuori bilancio.
Sembra che le grandi banche vogliano addirittura superare i propri obiettivi di
capitale, forse nel tentativo - tardivo - di presentare bilanci a prova di
bomba. Deutsche Bank, poco toccata dalla crisi dei mutui subprime statunitensi,
non è priva di problemi - ma un rapporto tier 1 del 9,2% la mette al sicuro
sotto il profilo dei requisiti patrimoniali. Rbs calcola di raggiungere un
rapporto superiore all'8% dopo l'aumento di capitale. Jp Morgan ha venduto 6
miliardi di dollari di azioni privilegiate poco dopo aver dichiarato un
rapporto tier 1 dell'8,3%. E il direttore finanziario di Citi, Gary Crittenden,
ha già dichiarato di non poter escludere ulteriori iniezioni di capitale. \
(traduzioni a cura del gruppo Logos).
( da "Unita, L'" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione
del La dignità del lavoro è nella Costituzione Walter Schiavella* 1° Maggio Più
sicurezza, più diritti, meno precarietà: in una parola sottrarre il lavoro alla
sua mercificazione e riportarlo alla centralità, al valore e alla
"visibilità" sociale che la Costituzione gli assegna. In occasione
del 60° anniversario della Carta Costituzionale è utile ripartire dal valore
che essa riconosce al lavoro come diritto fondamentale attraverso cui tutti
concorrono al benessere del Paese, la cui tutela è quindi uno dei cardini delle
relazioni economiche e la cui retribuzione deve essere "proporzionata al
lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare al lavoratore e alla sua
famiglia un'esistenza libera e dignitosa". Troviamo in tutto ciò la straordinaria
attualità della Carta Costituzionale e, insieme, l'indicazione chiara del
terreno su cui cercare le risposte politiche ai problemi che il lavoro pone
oggi. In primo luogo la crescita e la produttività del Paese non potranno
prescindere dalla qualità del lavoro in termini di sicurezza, diritti e
retribuzioni; la ricerca ossessiva del profitto attraverso la compressione dei
costi è una strada senza ritorno non solo per i lavoratori, ma per l'intero
Paese. Qualità del lavoro e produttività sono un binomio inscindibile se
costruito su una rinnovata capacità del Sindacato di contrattare
l'organizzazione del lavoro e le sue condizioni, nei luoghi di lavoro come nel
territorio. E' questa la sfida di rinnovamento che il Sindacato intende
accettare, non certo quella di chi, semplicemente, se ne augurerebbe la
scomparsa per meglio agire unilateralmente con logiche neopaternaliste. A Roma
e nel Lazio tutto ciò significa in primo luogo consolidare lo sviluppo di
questi anni agendo con decisione sui suoi elementi distorsivi che rischiano di
aumentare le sperequazioni territoriali e sociali. Significa consolidare
l'azione di contrasto alla precarietà, ma soprattutto arrestare la pericolosa
tendenza delle imprese multinazionali ad abbandonare il nostro territorio,
dalla Ericcson, alla Pfizer; significa rafforzare la propensione delle imprese
alla ricerca e all'innovazione, significa consolidare
assets fondamentali per lo sviluppo del turismo e dell'intero terziario quali Alitalia e la sua attività su Fiumicino;
significa infine affrontare la sfida dell'efficienza e della riforma della
Pubblica Amministrazione e delle public utilities come premessa fondamentale
per la salvaguardia delle loro funzioni pubbliche e come leve per lo sviluppo.
*Segretario generale Cgil Roma e Lazio segue a pagina II.
( da "Unita, L'" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del Alitalia chiede i danni alla Sea Per inadempienze su Malpensa Intesa:
piano industriale rigoroso Guerra legale aveva annunciato e guerra legale sarà.
Ieri Alitalia ha chiesto i
danni alla Sea. La compagnia si è costituita nel giudizio promosso proprio
dalla società che gestisce gli aeroporti di Malpensa e Linate qualche mese fa
avanzando "domande riconvenzionali" per importi non lontani
"dalle pretese del gestore aeroportuale (1,2 miliardi di euro)". Gli
uffici legali di Alitalia hanno contestato alla
società lombarda perdite derivanti dall'inadempimento "agli obblighi di
sviluppo dell'aeroporto di Malpensa" nonché "gravi danni
reputazionali relativi al perturbamento" del processo di privatizzazione.
Sea era ricorsa in tribunale il primo febbraio scorso dopo che Alitalia aveva annunciato una drastica riduzioni di voli
dallo scalo varesino e un dirottamento di una larga fetta di questi ultimi su
Fiumicino. La battaglia che si è aperta ieri potrebbe rimescolare le carte in tavola
e, forse, favorire una soluzione più celere della partita Alitalia.
La richiesta di danni era stata, infatti, anche uno dei tanti ostacoli alla
trattativa, poi fallita, con Air France. La contro mossa di Alitalia
potrebbe, quindi, preludere a un accordo futuro con Sea che libererebbe il
gruppo della Magliana da una zavorra. Questo nell'ottica di un rilancio della
compagnia attraverso la sua privatizzazione. Risanamento che ad oggi appare
sempre più difficile. Un po' perché i conti non sono buoni. Ieri, ad esempio, Alitalia ha comunicato i dati finanziari aggiornati al 31
marzo dai quali si evince che il gruppo ha 1,353 miliardi di euro di debiti,
con una riduzione di 15 milioni rispetto ai dati al 29 febbraio (-1,1%), e una
liquidità pari a 180 milioni di euro. Poca roba quindi per tirare avanti. Oltre
ai conti pessimi, al momento Alitalia non ha un
compratore di rango all'orizzonte. Uno che, per dirla come Giovanni Bazoli,
presidente di Intesa Sanpaolo fornisca "un piano industriale
rigoroso" che consenta alla "nostra banca di prendere in
considerazione anche un intervento in Alitalia"
anche se "solo alle condizioni che si sono verificate per interventi in
altre grandi aziende, quando cioè esista un piano industriale rigoroso".
Per ora, quindi, ha detto l'amministratore delegato del gruppo Corrado Passera
"non siamo impegnati in nessuna cordata. Se si trovasse un modo per
ristrutturare e rilanciare Alitalia, e si può, non ci
tireremo indietro, o per lo meno porteremo agli organi deliberanti un progetto se
fosse reputato valido". ro.ro.
( da "Unita, L'" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Il lavoro alla prova del Berlusconi terzo L'altra volta cominciò
dall'attacco al sindacato e all'art.18, oggi sul tavolo salari, precari e
diritti di Oreste Pivetta Il dopo voto ci espone alle più disparate o disperate
delle analisi. Una sensazione s'è diffusa: che i lavoratori abbiano tradito la
sinistra. Sarà così, ma la domanda spontanea toccherebbe i motivi per i quali
gli stessi lavoratori avrebbero deciso di tornare a Berlusconi, a un governo
già visto e che ha lasciato tra sè e il lavoro un paesaggio di macerie, per
l'affannata volontà di cambiare, non solo nel segno degli interessi dei datori
di lavoro, ma soprattutto nel segno di una rivincita sul sindacato (con l'aiuto
della Confindustria di Antonio D'Amato). I cinque anni di governo Berlusconi
sono cominciati con la rottura della concertazione (che proprio il governo
Prodi aveva rianimato nel
( da "Unita, L'" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del L'aria che tira S arà forse la delusione perché il risultato
elettorale non è stato positivo, sarà perché questa volta non ci convince il
nostro filosofo Cipputi quando dice che la sconfitta è colpa della
"sfiga", sarà perché vedere Alemanno salire il Campidoglio mette a
dura prova le coronarie, sarà pure che tutto questo clima di dialogo che la
destra trionfante sta predicando ancora non lo vediamo e non ci convince, ma
dobbiamo dire apertamente che su questo Primo Maggio soffia un vento gelido e
preoccupante. L'aria che tira dopo le elezioni non ci sembra rassicurante per
il mondo del lavoro che, certo, ha tutte le ragioni per lamentarsi, e lo ha
fatto capire esplicitamente anche col voto, della deludente performance del
centrosinistra. Nei due anni passati il governo Prodi ha perso un'occasione
storica, ne ha combinate di tutti i colori per deludere i suoi elettori. Questo
è certo e non valgono le giustificazioni. Ma davanti ai programmi di
Berlusconi, Sacconi e compagnia qualche preoccupazione sorge spontanea, per
nulla edulcorata dai francesismi del modello Sarkozy o della commissione
Attali. È come se si riaprisse davanti a noi il libro degli orrori che ci aveva
accompagnato dal 2001 al 2006 e che speravamo restasse chiuso per sempre. Il
nuovo governo di centrodestra non è ancora insediato e già assistiamo a una
proliferazione di iniziative e ipotesi che non possono lasciare indifferenti.
L'aria che tira è quella che lascia sospesi migliaia di
dipendenti dell'Alitalia
tra il commissariamento e la misteriosa cordata tricolore dove persino
Tronchetti Provera potrebbe metterci un "chip", proprio come se fosse
una partita a poker. E cosa dire in questo Primo Maggio dedicato alla sicurezza
sul lavoro e al ricordo di chi ha perso la vita per la mancanza di regole e
garanzie, della promessa della nuova maggioranza di voler subito mettere
mano al Testo Unico che, finalmente, offre un quadro completo di tutele per i
dipendenti e anche di sanzioni per le imprese responsabili? Un desiderio di
manomissione subito condiviso dal neopresidente della Confindustria Emma
Marcegaglia che, svolta rosa o meno, non devia certo dalla linea del suo
predecessore. Così la questione delle retribuzioni troppo basse si risolve
solo, secondo il centrodestra e la Confindustria, con la detassazione dei premi
e degli straordinari, regalando dunque nuove fette di produttività e
flessibilità senza tuttavia migliorare strutturalmente i salari, penalizzati da
anni di sacrifici. Ma ci sono altri segnali significativi, quasi la cartina di
tornasole di convinzioni, strategie, comportamenti imprenditoriali che si
adattano al nuovo clima politico. È come se certi spiriti - politici, culturali
o industriali - cogliessero al volo le novità del tempo e volessero togliersi
qualche soddisfazione. Arrivano nuove inchieste sulle "caste", ora
tocca ai sindacati finire sulla graticola della propaganda, e si preannunciano
indagini sull'inevitabile deriva del nostro Paese. In questo quadro è comunque
sorprendente, ad esempio, come un imprenditore e un editore di lunga e solida
fama progressista come Carlo De Benedetti, pronto in tempi non sospetti a
sottoscrivere la tessera numero uno del partito democratico, decida di chiudere
dalla sera alla mattina una storica fabbrica come la Sogefi di Mantova,
mandando a casa 230 persone, senza trattare, senza discutere niente. Una
semplice comunicazione e via. Forse è un incidente. O probabilmente questa è
l'aria che tira.
( da "Repubblica, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Commenti SINISTRA E
SINDACATI (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Chi si aspettava dalla sinistra sicurezza
sociale ha così finito per guardare altrove, a chi offre a queste ansie diffuse
e comprensibili le risposte sbagliate. Anche al sindacato non ha fatto bene in
questi anni avere dei leader con un'agenda politica in mente. Nove segretari
confederali su dieci sono finiti in politica. è un modo di svilire il mestiere
del sindacalista, di assimilarlo a quello sempre meno popolare (per usare un
eufemismo) del politico. Ci vorrebbero invece gruppi dirigenti che pensino solo
a rappresentare gli interessi dei lavoratori anziché a prepararsi per qualche
carica pubblica. Sono due mestieri diversi. Entrambi molto importanti in
democrazia, ma profondamente diversi. C'è bisogno di una netta separazione
delle carriere di politici e sindacalisti per migliorare la qualità della
nostra classe politica e del nostro sindacato. Un partito politico a vocazione maggioritaria
deve ambire a rappresentare tutti i cittadini, non solo in quanto lavoratori,
ma anche come consumatori. Il sindacato è, per definizione, rappresentante di
interessi di parte. Quando perde nel giro di 30 anni quasi metà dei propri
iscritti, quando la sua base è sempre più concentrata tra il pubblico impiego e
i settori protetti dalla concorrenza, quando finisce per essere il più vecchio
sindacato d'Europa, diventa portavoce di interessi ancora più specifici. Sono
interessi così materiali e circoscritti che hanno ormai perso qualsiasi
copertura di natura ideologica. Per questo l'appartenenza al sindacato orienta
sempre meno la scelta politica. Il sindacato porta sempre meno voti ai partiti
di centrosinistra. Quando viene percepito come il loro azionista di
maggioranza, addirittura i voti li fa perdere, anche nel mondo del lavoro.
Perché nelle piccole imprese o ai confini tra lavoro autonomo e subordinato, si
finisce spesso per avere paura del sindacato. Quando il sindacato era forte, i
lavoratori delle tante microimprese italiane potevano ottenere incrementi
salariali minacciando i propri datori di lavoro di portare il sindacato in
azienda. Oggi questa minaccia non è credibile. Mentre le pressioni competitive,
i rischi di mercato si concentrano sugli impieghi non presidiati dal sindacato,
che anziché comprimere le differenze, le accentua. Il futuro del sindacato si
gioca proprio nella sua capacità di tornare ad unire il mondo del lavoro, nel
suo saper dare risposte alla questione salariale. Deve riuscire a riformare la
contrattazione, superando i veti incrociati che lo hanno portato a mantenere in
vigore assetti che oggi condannano la maggioranza dei lavoratori ad avere un
contratto scaduto. Solo legando più strettamente salari e produttività, come propongono
Cisl e Uil, si può far partecipare i lavoratori ai profitti e contribuire a
fare uscire l'Italia dalla stagnazione. Ha ragione la Cgil a legare la riforma
della contrattazione alla definizione di regole sulla rappresentanza dei
lavoratori. è obiettivamente difficile contrattare quando ci sono 9 diverse
sigle sindacali sedute allo stesso tavolo, come nel caso
della trattativa su Alitalia. Le elezioni delle rappresentanze serviranno ai sindacati anche
a spostare il baricentro della propria iniziativa sui luoghi di lavoro, dove la
lotta contro gli incidenti sul lavoro risulta più efficace. Sarà, dunque, un
primo maggio meno festoso di quello di due anni fa. Ma può sancire il
raggiungimento di un accordo molto importante fra i sindacati per riformare la
contrattazione e migliorare, con le elezioni delle rappresentanze sindacali, la
nostra democrazia.
( da "Riformista, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Sicilia lo bello,
l'industriale che entra in banca "Il nodo è la competitività. Al Nord e al
Sud" Presidente di una Confindustria che ha stravolto gli schemi mettendo
al primo posto la lotta contro il racket e il pizzo diventando punta avanzata
della lotta alla mafia, autore del rifiuto a Walter Veltroni che lo voleva
candidato alla presidenza della regione siciliana, adesso Ivanhoe Lo Bello è
diventato presidente del consiglio di amministrazione del Banco di Sicilia
acquisito dall'Unicredit di Profumo, e la sua nomina avviene con "la
pagina dello stress tra Unicredit e la Regione Siciliana ormai chiusa".
Ivan Lo Bello mantiene il doppio incarico e tiene a sottolineare che la sua
nomina al Banco di Sicilia significa che "è stato colto da parte
dell'Unicredit che quello avviato da noi è il passo fondamentale per avviare il
processo di modernizzazione del sistema economico siciliano". Presidente
Lo Bello cosa significa per un imprenditore come lei stare a capo di una banca,
cosa cambierà? "Non sarò certo io a determinare chissà quali cambiamenti
in una grande banca. Io sarò il presidente, con me nel cda sono entrate due
donne imprenditrici di successo, come Luisa Averna dell'omonimo amaro, e Giusy
Rallo, dei vini Donnafugata. Due imprenditrici di due aziende molto innovative.
Il valore delle nostre nomine sta proprio nel fatto che portiamo all'interno di
un grande sistema bancario l'esperienza di chi fa impresa sul campo e sa
apprezzare le forti novità che ci sono. Noi, come Confindustria, abbiamo messo
in evidenza che la criminalità organizzata e l'asfissiante apparato
burocratico, intermediario tra le risorse pubbliche e l'impresa, hanno
determinato l'assenza di ogni cultura di mercato. Questi sono i nodi. La nostra
lotta al racket è un pezzo del processo di modernizzazione del nostro sistema
imprenditoriale". Il quadro politico in Italia è capovolto, in Sicilia
vince sempre il centrodestra ma cambiano i protagonisti della gestione del
potere. Cosa chiede la Confindustria al nuovo governo Lombardo? "Metter
mano subito alla riforma della pubblica amministrazione e progetti a medio e
lungo termine. E soprattutto risanare il bilancio pubblico, nel quale pesano
troppo le spese sanitarie e le spese correnti". E rispetto ai fondi
europei che arriveranno in gran quantità, e per l'ultima volta, in Sicilia?
"Lo ripetiamo da tempo: pochi grandi progetti di infrastrutture, investire
nella ricerca per l'innovazione e la scuola. Sono queste le priorità". Sul
Riformista di ieri, l'imprenditore della sanità nonché proprietario dell'11% di
Rcs Rotelli, sostiene che la questione settentrionale è l'altra faccia della
questione meridionale? "Io preferisco dire che esiste una grande questione
della competitività, con due volti: quello settentrionale e quello meridionale.
Nel centro-nord esistono nodi infrastrutturali che provocano grande disagio e
determinano costi aggiuntivi alle imprese, mentre nel Mezzogiorno sono state
assorbite risorse senza avviare alcuna capacità competitiva. Per questo da noi
è centrale rimuovere la cultura assistenziale ostile alla cultura di
mercato". Sembra che le minacce neostataliste di
Berlusconi, come quella sull'Alitalia, o le posizioni di Tremonti sui dazi vadano in una direzione
diversa? "Sono fortemente convinto che il governo debba essere misurato
con le sue prossime azioni concrete. C'è uno scenario economico che presenta
grandi tensioni sui conti pubblici. Per prima cosa questo governo dovrà
mettere mano a profonde riforme strutturali ed è evidente che nel breve termine
servono scelte impopolari. Ma gode di ampie maggioranze e quindi può
farlo". 01/05/2008.
( da "Riformista, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia spuntano gli
emirati arabi e un fondo di investimento brasiliano La cordata del Cavaliere acquista
un tocco esotico Intanto la società chiede alla Sea il risarcimento di un
miliardo Su Alitalia sembra esserci qualche schiarita
sul fronte della cordata italiana o dei partner interessati tout court ad
acquistarla. Ma
ieri è stata anche la giornata di una controrichiesta della compagnia di
bandiera di risarcimento danni contro Sea. La società che gestisce gli
aeroporti di Linate e Malpensa aveva chiesto notoriamente 1,2 miliardi di euro
di risarcimento per il piano dell'ex presidente Maurizio Prato che dal mese
scorso si era fortemente disimpegnato dall'aeroporto varesino. Ma ieri Alitalia ha chiesto un risarcimento "per vari titoli e
per importi non lontani" dalle pretese della Sea per le perdite derivanti
da "inadempienze" della società agli "obblighi di sviluppo
dell'aeroporto di Malpensa" e ai "gravi danni reputazionali".
Nel pomeriggio, le agenzie hanno poi battuto la notizia dell'interessamento
alla compagnia di bandiera di un fondo di investimento brasiliano, Multi-Long
Corporation, specializzato in ristrutturazioni di aziende in difficoltà.
L'amministratore delegato del fondo, Michael Breslow, ha fatto sapere ieri di
essere disponibile a mettere sul tavolo un miliardo di euro per rilevare la
quota detenuta dal Tesoro di Alitalia e di aver già comunicato
il suo interessamento al governo e all'Unione europea. A quanto si apprende, il
presidente del Consiglio in pectore, Berlusconi, avrebbe inoltre già messo
insieme una cordata orientata ad investire circa un miliardo e mezzo di euro
per l'acquisto di Alitalia. Tra i più interessati alla
tormentata vicenda della compagnia guidata da Aristide Police, ci sarebbero gli
Emirati Arabi. E il partner industriale sarebbe la tedesca Lufthansa. Nella
cordata raccontata dal Cav, non sembrerebbe esserci però, almeno per il
momento, Intesa San Paolo. Giovanni Bazoli, presidente dell'istituto di
credito, ha precisato ieri che l'intervento del gruppo nel salvataggio di Alitalia si potrebbe verificare soltanto "alle
condizioni che si sono verificate per gli interventi in altre importanti
aziende da risanare". Cioè, "un piano industriale assolutamente
rigoroso che assicuri grandi probabilità di ripresa dell'azienda". Bazoli
ha aggiunto che "ci vantiamo di aver effettuato con rigore esami di piani
industriali che hanno consentito interventi che si sono rivelati salutari per
altre aziende, alcune di grande nome e altre che non si conoscono". Solo a
queste condizioni, ha concluso Bazoli, rinviando all'amministratore delegato
Corrado Passera per altri commenti sull'argomento, "potranno essere prese
in considerazione ipotesi di un nostro intervento in Alitalia".
Intanto, la compagnia di bandiera ha ufficializzato la situazione dei conti a
fine marzo. La liquidità è rimasta invariata rispetto a febbraio cioè a 180
milioni di euro. E l'indebitamento netto del gruppo è pari a 1,353 miliardi di
euro, in calo di 15 milioni di euro (-1,1%) rispetto al 29 febbraio, quando
ammontava a 1,368 miliardi. 01/05/2008.
( da "Riformista, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Lavoro
contrattazione di secondo livello e regole chiare per gli scioperi Cgil, Cisl e
Uil varano l'accordo del primo maggio L'annuncio arriverà oggi, dal palco del
tradizionale concertone del primo maggio a piazza San Giovanni: Cgil, Cisl e
Uil hanno raggiunto un accordo sia sulla riforma del modello contrattuale, sia
su rappresentanza e democrazia sindacale. Nel corso di un incontro, Guglielmo
Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, hanno definito ieri la piattaforma
che dovrà essere sottoposta agli organismi dirigenti per il via libera sul cotè
sindacale. Per perfezionare la sostanziale sostituzione degli accordi di luglio
del '93 ci vorrà poi un'intesa con Confindustria e con il governo. Dalla
trincea della rottura con AirFrance-Klm su Alitalia e del risultato clamoroso delle
elezioni, che Epifani ha commentato nei giorni scorsi come "uno
spostamento a destra del paese che deve essere attentamente analizzato" ma
senza aprire fronti di "conflitto preventivo", la Triplice tenterà
insomma di riemergere oggi, dal palco romano della festa dei lavoratori,
con un annuncio dalla portata storica. Una rivoluzione che cambierà, almeno
nelle linee guida definite ieri dai vertici delle confederazioni, non soltanto
la futura definizione dei contratti di lavoro, ma anche la fisionomia del
sindacato. Il contratto di lavoro verrà rinnovato d'ora in poi ogni tre anni
(attualmente viene aggiornata ogni due anni la parte economica e ogni quattro
quella normativa) e i sindacati chiederanno di determinare gli aumenti in busta
paga in base a un recupero dell'inflazione, ma calcolata su un indice
dell'Istat rivisto (ad oggi si decidono gli aumenti in base all'inflazione
programmata dal governo e al recupero della differenza con quella reale). Poi
ci sarà, ovviamente, il restringimento della contrattazione di primo livello a
favore del secondo, con un peso maggiore dunque delle trattative al livello
aziendale. Sulla rappresentanza sindacale, la Triplice si è accordata su un
sistema pattizio che dovrebbe disciplinare la materia, previo confronto con le
categorie datoriali. Un'intesa che potrebbe essere recepita successivamente
anche dal Parlamento. Ma una novità clamorosa si registra anche sul fronte
della democrazia sindacale: se è vero che lo sciopero è un diritto individuale
garantito dalla Costituzione, Cgil, Cisl e Uil puntano ad una minore
discrezionalità nella proclamazione delle ore o delle giornate di astensione
dal lavoro. Per decidere di incrociare le braccia, un'organizzazione sindacale
dovrà avere un certo grado di rappresentatività, dunque di iscritti.
L'accelerazione di Epifani, Bonanni e Angeletti non nasce soltanto
dall'esigenza di uscire dall'angolo delle critiche sulla maldestra gestione
della partita Alitalia, è frutto anzitutto della
necessità di decidere su un tema così importante prima che si insedi il nuovo
esecutivo. Che oltre ad essere "di destra" come ha osservato il
leader Cgil, ha soprattutto i numeri in Parlamento per portare avanti
serenamente e rapidamente le annunciate politiche del lavoro. I sindacati
vogliono arrivare ad esempio prima degli interventi annunciati già per le prossime
settimane dalla maggioranza guidata da Berlusconi come la detassazione degli
straordinari. L'esecutivo sta ragionando, tra l'altro, anche sul ministro del
Lavoro: anche se An continua a "occupare" la casella, c'è consenso
crescente sul nome di Maurizio Sacconi. Brillante ex sottosegretario del
Welfare nel quinquennio dell'ultimo esecutivo targato Berlusconi, l'esponente
azzurro ha dalla sua non soltanto la vicinanza con alcuni settori del
sindacato, in particolare della Cisl, ma anche il cambio di guardia in Confindustria.
Uomo vicino al past president Antonio D'Amato, Sacconi è stato sottosegretario
negli anni cruciali del Patto per l'Italia dunque della battaglia per
l'articolo 18 ma anche della Biagi e della riforma delle pensioni, e con
Montezemolo alla guida degli industriali avrebbe avuto qualche difficoltà a
conquistare la poltrona di ministro. Non con la Marcegaglia, che prima ancora
di essere designata ufficialmente prossimo presidente di Confindustria, ha
aperto all'ipotesi che Sacconi si sieda sullo scranno più alto del dicastero di
via Veneto. A indurre la Triplice in ogni caso all'annuncio di oggi ha
contribuito anche la evidentissima rupture della stessa Marcegaglia, rispetto
alla presidenza precedente. Nel corso della prima uscita importante, la leader
designata degli industriali ha messo in cima alla sua agenda la revisione del
modello contrattuale. Nel corso della presentazione del programma e della sua
squadra, Marcegaglia ha detto che "il ruolo del sindacato è importante, ma
bisogna trattare in tempi ragionevoli per una riforma della contrattazione
verso l'azienda e il merito personale. Bisogna - ha aggiunto - coniugare
l'aumento della produttività e quello dei salari". E adesso, in zona
cesarini, dopo mesi di stallo, la Triplice ha capito che è importante dare le
carte, su una riforma epocale come quella dei contratti. (t. ma.) 01/05/2008.
( da "Riformista, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Segue dalla prima
caro giavazzi, le elezioni non le hai perse tu, ma visco Senza dubbio, ma
quanti l'hanno fatto per questo motivo? In un sondaggio effettuato prima del
voto, solo l'8,3% degli elettori ammetteva che le promesse
su Alitalia avrebbero
influito "molto" sulla loro scelta. Lo stesso si può dire del
dibattito innescato da Giulio Tremonti col suo La paura e la speranza .
Discussione interessante, animata con passione dallo stesso Giavazzi, ma di
necessità confinata a quotidiani letti, tutti insieme (sportivi e locali
inclusi), da meno del 10% degli italiani. È realistico credere che le
elezioni si decidano sulle pagine del Corriere ? L'influenza di Tremonti è
stata senz'altro rafforzata dal successo della Lega. Ma l'exploit del partito
di Bossi rappresenta un ritorno di fiamma del protezionismo? I nordisti hanno
difeso Malpensa. Ora però, su Alitalia, sposano una
posizione "giavazziana": la si lasci fallire. La Lega promette fuoco
e fiamme per una riforma liberista come il federalismo fiscale. Sarebbe un
errore appiattire il Carroccio su una battaglia anti-cinese verosimilmente
condivisa soltanto da un segmento del suo elettorato. Mentre molto più
rilevante, per spiegare il suo sorprendente 8,3%, è stata l'attenzione ai temi
della sicurezza e dell'immigrazione. Lo stesso si può dire, senza grossi
esercizi di fantasia, della vittoria di Gianni Alemanno a Roma: pensare che ce
l'abbia fatta il "sindaco dei tassisti", francamente, è esagerare il
peso delle proprie ossessioni. Veniamo al secondo punto critico. Che riguarda
la percezione del centro-sinistra. Le elezioni non le ha perse Giavazzi, e
neppure il "liberalizzatore" Bersani: il quale, non a caso, è
guardato con favore da molti fra quelli che credono che l'immagine del Pd abbia
bisogno di una riverniciata. Le elezioni il Pd le ha perse perché non è
riuscito a sfilarsi dall'ombra di Vincenzo Visco. Proprio ieri il viceministro
ha vantato come "fatto di democrazia" l'ultimo e più odioso dei suoi
regali: le nostre dichiarazioni dei redditi messe on line sul sito dell'Agenzia
delle entrate. Si tratta della negazione totale di qualsiasi diritto alla
privacy, di uno stimolo all'invidia sociale, di un invito alla delazione
fiscale. Quel Nord produttivo con cui il Pd non riesce ad allacciare un
dialogo, ha a cuore questioni che attengono la quota di reddito che viene
fagocitata dal Leviatano, e minimi standard di civiltà nel rapporto
cittadino-fisco. Il liberismo di sinistra non è credibile, se arriva sul far
della sera della tirannia fiscale. Il terzo errore riguarda le buone ragioni
dei liberisti. Giavazzi è convinto che "l'alternativa al mercato ... è una
società in cui i privilegi si tramandano di generazione in generazione", e
"chi nasce povero è destinato a rimanerlo". Vero, ma è altrettanto
vero che il liberismo non ha nulla contro le fortune tramandate di generazione
in generazione, né contro le posizioni di vantaggio che non siano frutto di una
"garanzia dal fallimento" prodotta dalla politica. Dipingere le
liberalizzazioni come una efficace strategia redistributiva può essere
premiante sul piano mediatico. Solo che è fuorviante. Una società libera è una
società adulta: più incline ad accettare, a tutti i livelli, il rischio -
consapevole di opportunità e problemi. L'"eguaglianza come carriere aperte
ai talenti" è parte di questa alchimia, come lo è pure il diritto dei
talenti di esprimersi liberamente e di vedersi liberamente remunerare. Ridurre
il liberismo a una politica sociale significa sbagliarne il marketing. Da un
lato, perché si alimentano false aspettative. Dall'altro, perché non si educa
ad accettare la libertà come una sfida - quanto a servirsene per promuovere un
certo assetto sociale. Per Giavazzi, bisognerebbe ora aprire un dialogo
"coi protezionisti". Appello che si regge sull'ipotesi dell'identità
di vedute fra classe dirigente ed elettori di centro-destra. E che sottende
quasi una visione del liberismo come "instrumentum regni" per questa
o quella coalizione. Quando invece esso dovrebbe essere ben altro: l'unica
offerta politica credibile, da presentare a quel pezzo d'Italia che non si
vuole arrendere al declino. Alberto Mingardi 01/05/2008.
( da "Giornale.it, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 104 del
2008-05-01 pagina 1 Bazoli: siamo pronti a entrare in Alitalia di Redazione Anche Giovanni Bazoli,
presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, è pronto a entrare
in Alitalia purché ci sia
"un piano industriale assolutamente rigoroso". E l'ad Passera
sottolinea che "potranno essere prese in considerazione ipotesi di un
nostro intervento in Alitalia". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4
- 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 104 del
2008-05-01 pagina 8 Berlusconi-Montezemolo un vertice di due ore Giustizia,
Pera più vicino di Fabrizio De Feo Il Cavaliere lavora alla squadra di governo.
Per l'ex leader di Confindustria un ruolo da ambasciatore del Made in Italy.
Rifiuti, summit con De Gennaro da Roma Come tanti pellegrini in cerca di una
grazia, gli aspiranti ministri sfilano uno dopo l'altro nella residenza romana
di Silvio Berlusconi, presentando le proprie istanze. L'accoglienza del
presidente del Consiglio in pectore è quella di sempre, cortese, affabile,
scherzosa. Ma rispetto a qualche giorno fa i "no" iniziano a perdere
le sfumature dei "forse", dei "se sarà possibile" e dei
"vedremo" e diventano più rotondi e diretti. Fin dalla tarda
mattinata il tourbillon di visite è continuo. Il leader del centrodestra riceve
in via del Plebiscito il commissario straordinario per l'emergenza rifiuti,
Gianni De Gennaro, e poi si trattiene a colazione con Luca Cordero di
Montezemolo. L'ex capo della polizia illustra a Berlusconi il quadro del
precario sistema di raccolta rifiuti in Campania, a meno di dieci giorni dalla
scadenza di un mandato che potrebbe essere prorogato di un paio di mesi. Con l'ex
presidente di Confindustria l'attenzione si sofferma invece
sul dossier Ermolli e sulla situazione di Alitalia. Ma, soprattutto, al presidente della Fiat Berlusconi prospetta
un incarico non da ministro ma da ambasciatore del Made in Italy. "Sarai
il nostro fiore all'occhiello nel mondo, con i successi che hai riportato"
gli spiega il premier in pectore. Un incarico sul quale sarebbe stato
raggiunto un accordo di massima. Il resto della giornata è dedicato alle
limature necessarie a comporre la squadra di governo. Una trattativa ancora
dura e serrata che Berlusconi continuerà nella giornata di oggi. L'obiettivo è
quello di uscire dallo stallo che ancora contraddistingue due caselle: quelle
del Welfare e della Giustizia. An, infatti, continua a rivendicare il ministero
di peso che sarebbe toccato al nuovo sindaco di Roma, in caso di sconfitta. Ma
non dovrà essere necessariamente il Welfare, basta che si tratti di un
dicastero di pari livello. Berlusconi però non è d'accordo. La poltrona di
primo cittadino della Capitale e la presidenza di Montecitorio, ragiona il
Cavaliere, sono una "remunerazione sufficiente", visto che ad esse si
aggiungono le Infrastrutture (per Altero Matteoli) e la Difesa (per Ignazio La
Russa) con l'aggiunta di un incarico per Adriana Poli Bortone (che prenderebbe
o Politiche comunitarie o Pari opportunità). Per sciogliere questo nodo si sta
pensando di procedere con una compensazione alternativa, ovvero con una più
nutrita pattuglia di viceministri per Via della Scrofa. I nomi possibili sono
quelli di Alfredo Mantovano, Adolfo Urso e Mario Landolfi. Oltre al portavoce
del partito Andrea Ronchi, spendibile in un dicastero di rango. Al Welfare
dovrebbe quindi andare l'azzurro Maurizio Sacconi. L'altro nodo riguarda la
Giustizia. In pole position resta Elio Vito ma quella casella continua ad
entrare nel totonomine e non c'è ancora un candidato sicuro. Per sbloccare il
braccio di ferro, Berlusconi ha discusso con Ignazio La Russa la possibilità di
assegnarla ad An ma quest'ultimo non avrebbe accettato lo scambio
Welfare-Giustizia. A questo punto sono tornate a salire le quotazioni di
Marcello Pera. L'ex presidente del Senato è incerto se accettare o meno e, in
caso, vorrebbe poter procedere a un programma di intervento profondo sulla
materia e non ha ancora concesso la sua disponibilità. Ci sono, poi, tanti
"nodi minori" da sciogliere. Tra questi la destinazione di Stefania
Prestigiacomo, poco interessata a tornare alle Pari Opportunità. Per lei si
starebbero schiudendo le porte del ministero dell'Ambiente che sarà autonomo e
non accorpato con le Infrastrutture. In quest'ultimo ministero potrebbe sedere
come vice di Matteoli, Guido Possa. Ma per l'ingegnere milanese, ex compagno di
scuola del leader del Pdl, ci sarebbe anche l'ipotesi di un ministero per
l'Energia tutto per lui da cui sviluppare un piano per il ritorno al nucleare.
Un'ipotesi di cui Berlusconi e Possa avrebbero parlato in un colloquio privato.
In una giornata fittissima di mini-summit c'è spazio anche per i
"cespugli" del Pdl, ovvero il leader del partito dei Pensionati,
Carlo Fatuzzo, il segretario Pri, Francesco Nucara, e il leader del Nuovo Psi,
Stefano Caldoro. A Palazzo Grazioli viene ricevuto anche il segretario della
Nuova Dc, Gianfranco Rotondi. "Con Berlusconi - spiega - abbiamo raggiunto
un accordo". Per lui potrebbe esserci un incarico da ministro per gli
Incarichi speciali e i rapporti con l'Onu. Ma queste caselle minori, c'è da
scommetterci, continueranno a cambiare destinazione e colore fino all'ultimo
minuto disponibile. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 01-05-2008)
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N. 104 del
2008-05-01 pagina 21 "Gemina-Adr? Troppo presto per la fusione" di
Redazione Offerta da un miliardo dalla brasiliana Multi-Long Intesa: disposti a
ripetere l'esperienza di altre aziende da Milano Una fusione tra Gemina e Adr "è
prematura" perché aumenterebbe il carico di debito che grava sugli
Aeroporti di Roma. I problemi di Alitalia, invece, impattano "poco" su Adr che nei primi quattro
mesi dell'anno ha visto aumentare "passeggeri, movimenti e
tonnellaggio". È quanto ha spiegato Guido Angiolini, presidente di Gemina
e vicepresidente esecutivo di Adr, al termine dell'assemblea della finanziaria
milanese che ha approvato il bilancio 2007, durante la quale Angiolini
ha messo in luce come "l'incertezza attorno al maggior vettore" sia
stato tra i motivi che hanno pesato sulla quotazione del titolo Gemina. Per
quanto riguarda Adr, invece, "in aprile, con il trasferimento di Alitalia, si è accentuato l'aumento nel tonnellaggio e nel
numero dei passeggeri. Quindi, è stato un quadrimestre positivo". Ma una
fusione tra Adr e Gemina "è prematura - ha spiegato Angiolini - perché ci
sono ancora dei problemi da affrontare. C'è stato un downgrade di Adr da parte
di Standard & Poor's e la fusione comporterebbe un aumento dell'indebitamento,
perché Gemina ha ancora un po' di debito, e metterebbe ulteriormente sotto
stress il rating". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 01-05-2008)
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N. 104 del
2008-05-01 pagina 22 Per Intesa Sanpaolo è ancora crescita Obiettivi confermati
di Luca Pace Passera: "Possibile un extradividendo nel 2010" E
Bazoli: "Soddisfatti del duale". Carifirenze nel Cds da Milano Intesa
Sanpaolo non teme la crisi finanziaria che si è abbattuta sui mercati. Ieri,
durante l'assemblea degli azionisti, i vertici del gruppo hanno confermato gli
obiettivi del piano industriale 2007-2009. "La crisi è seria, profonda e
non si è ancora assorbita completamente, ma noi pensiamo che riusciremo, anzi
ci stiamo già riuscendo, a superarla meglio di altre istituzioni per le scelte
che tutti, management e azionisti, abbiamo fatto in passato", ha detto
l'ad Corrado Passera. "Nel 2007 abbiamo centrato tutti gli obiettivi
previsti" hanno aggiunto il presidente del consiglio di sorveglianza,
Giovanni Bazoli, e quello del consiglio di gestione, Enrico Salza mentre
l'assemblea dei soci approvava il bilancio (7,2 miliardi l'utile netto). Quanto
al futuro, Passera conferma gli obiettivi: chiudere il 2009 con utili a 7
miliardi e un indice di solidità patrimoniale al 6,5%. "I manager oggi
hanno inviato un forte segnale di fiducia al mercato - commenta un analista -
al contrario di diverse banche europee e americane che in questi giorni di
trimestrali hanno comunicato nuove svalutazioni". Martedì era stata
Deutsche Bank a chiudere il trimestre in rosso dopo svalutazioni per 2,7 miliardi.
Prima di lei Ubs, Merrill Lynch e Citigroup avevano ripulito i bilanci dalle
ricadute dei subprime. Nessuno timore, invece, per gli azionisti di Intesa che
possono contare anche su una generosa politica dei dividendi. Nel 2007 Ca' de
Sass ha distribuito dividendi per 2,8 miliardi, più altri 2 miliardi come
cedola straordinaria. Per il
( da "Tempo, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Il 6 maggio via
alle consultazioni Il capo dello Stato: "Il suo discorso non è stato di
parte" Dopo l'insediamento del Parlamento e i discorsi dei nuovi
presidenti delle Camere, l'auspicio del presidente della Repubblica, Giorgio
Napolitano, è che "su queste basi ci sia un confronto costruttivo sia alla
Camera come al Senato". è da Graz (Austria) che il capo dello Stato ha
seguito le prime fasi della nuova legislatura. Napolitano già martedì aveva
espresso un giudizio positivo sul discorso di Renato Schifani. Ieri ha particolarmente
gradito i riferimenti di Gianfranco Fini al tema del lavoro e della sicurezza
sul lavoro. Per il presidente della Repubblica quello di Fini è stato un
intervento "certamente non di parte". Ora Napolitano si prepara alle
consultazioni (avranno inizio il 6 maggio) per formare il nuovo governo. Fra i primi dossier sul tavolo del nuovo esecutivo ci sarà quello
Alitalia, hanno fatto
osservare i giornalisti a Napolitano. Il presidente si è limitato a dire che la
materia è di "competenza esclusiva delle autorità di governo" che si
avvarrà dei pareri del Parlamento. E per quanto riguarda il prestito ponte e le
decisioni della Commissione Ue? Secondo il Presidente si può "solo
restare in attesa della decisione, per la quale al momento non si hanno ancora
gli elementi". Resta invece una "alta preoccupazione" per le
situazioni di crisi nel mondo. "Ci sono - ha detto - diversi fattori di
crisi che stanno emergendo. Alcuni sono abbastanza nuovi, come la crisi
alimentare, che è molto seria". L'Ue "non resti indifferente".
( da "Tempo, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Intesa
Sanpaolo guarda al 2008 come un anno di crescita, ... Intesa Sanpaolo guarda al
2008 come un anno di crescita, conferma gli obiettivi del Piano d'impresa
2007-2009, e agli azionisti l'amministratore delegato, Corrado Passera,
promette che nel 2010 sarà valutata l'ipotesi di un extra-dividendo. Con una
garanzia che sgombra il campo dalle voci di una sua possibile uscita dal
gruppo: "Il mio impegno qui è totale, senza limiti di tempo". E il
presidente del Consiglio di Sorveglianza, Giovanni Bazoli, ricorda che "la
stabilità di Passera alla guida è stata ribadita in tutte le occasioni".
L'assemblea, riunita in piazza San Carlo a Torino, dove Intesa Sanpaolo ha
mantenuto la sede legale, dà il via libera alla proposta di destinazione
dell'utile 2007, pari a 5,8 miliardi di euro, con un dividendo di 0,380 euro
per ciascuna azione ordinaria e di 0,391 per ogni risparmio. Nel corso delle assise si è parlato anche di Alitalia. "Anche se, al momento, il
gruppo Intesa Sanpaolo non è impegnato in nessuna trattativa con nessuna cordata
specifica, in presenza di un piano industriale rigoroso, in grado di risanare e
rilanciare Alitalia, la
banca non si tirerebbe indietro, come già è successo in molte occasioni
analoghe negli ultimi anni" ha detto Passera.
( da "Tempo, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa CordataSi fa
avanti il fondo brasiliano Multi Long che mette sul piatto del risanamento un miliardo
di euro Il Consiglio di Stato intima di ripetere la gara per la low cost
Volare. Nelle casse aziendali 180 milioni Alitalia porta in tribunale Malpensa
Filippo Caleri f.caler@iltempo.it Dopo aver subìto ora Alitalia passa al contrattacco a colpi di
carte bollate. Per mesi sotto scacco per il trasferimento dei voli
all'aeroporto di Milano Malpensa, la compagnia ha accusato la società di
gestione aeroportuale Sea di aver "alimentato" un "notevole
clamore di stampa e di media", tanto da aver anche turbato il processo per
la privatizzazione. E alla Sea, che aveva presentato un ricorso per danni
stimati in un miliardo e duecento milioni, Alitalia ha
risposto in giudizio chiedendo un risarcimento per la stessa cifra. Intanto il
vettore italiano, con un indebitamento a quota 1,35 miliardi (in calo di 15
milioni in un mese), e la conferma che la liquidità in cassa va ad esaurirsi
(180 milioni), secondo i dati aggiornati a fine marzo, attende il prestito
ponte per 300 milioni stanziato dal governo come boccata d'ossigeno per
spostare di qualche mese la deadline del commissariamento. Sempre dal punto di
vista legale da registrare che ieri il Consiglio di Stato su ricorso di AirOne
ha intimato di ripetere la gara per la vendita della compagnia low cost Volareweb,
assegnata in prima istanza proprio ad Alitalia. Nel
frattempo, dopo la ritirata di Air France, si attende che prenda forma la
cordata italiana promossa dal presidente del Consiglio in pectore Silvio
Berlusconi. E si a avanti un fondo brasiliano: Multi-Long, specializzato nella
ristrutturazione di aziende, che sarebbe pronto a offrire un miliardo di euro.
Nel frattemo lo studio legale romano del docente universitario Privitera ha
illustrato ad alcune sigle sindacali (non tutte hanno accettato di partecipare)
un suo piano indicando che non sarebbe stato messo a punto su mandato di terzi
ancora rimasti nell'ombra. Lo schema prevede, tra l'altro, il coinvolgimento di
società pubbliche come Eni, Enel e Finmeccanica. L'iniezione di 600 milioni di
liquidità e un management in grado di portare la compagnia a tentare un
rilancio con le sue forze. Sul tema Alitalia è
intervenuto anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: "è
una competenza esclusiva delle Autorità di governo, sentendo il
Parlamento".
( da "Repubblica, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Alitalia all'attacco
chiede i danni alla Sea "è stata inadempiente per Malpensa: risarcimento
di 1,2 miliardi" A fine marzo nelle casse della compagnia c'erano 180
milioni LUCIO CILLIS ROMA - Alitalia chiede i danni
a Sea per Malpensa e il fallimento della privatizzazione. è la risposta della compagnia alla
causa intentata dalla società di gestione degli aeroporti milanesi che ha già
chiesto un risarcimento da 1,2 miliardi di euro. Alitalia
ha annunciato di essersi costituita nel giudizio avanti al Tribunale di Busto
Arsizio per importi non lontani da quelli avanzati dalla controparte, proprio
in seguito al "notevole clamore di stampa e di media, alimentato
esclusivamente da Sea", che avrebbe seriamente compromesso la
privatizzazione. Secondo gli avvocati della Magliana l'opinione pubblica,
"da mesi è a conoscenza del procedimento" contro il vettore: da qui
il danno causato alla compagnia di bandiera che, tra l'altro, ricorda come non
sia ricevibile la richiesta di Sea "in assenza di ogni vincolo
contrattuale e a prescindere da ogni logica di impresa". Il "danno
emergente" non sarebbe quindi riscontrabile "in quanto tutti gli
acquisti e gli investimenti di Sea sono perfettamente compatibili con
l'utilizzo dell'aeroporto da parte di qualunque altro vettore". Il
presidente della società di gestione, Giuseppe Bonomi, parla però di
"gravi inesattezze nella ricostruzione dei fatti". La prima udienza
dell'ennesima querelle che vede coinvolta Alitalia si
terrà il prossimo 28 maggio. Dalle aule giudiziarie è invece giunta una cattiva
notizia per la Magliana: il Consiglio di Stato ha ribadito che la gara per
Volare andrà ripetuta. Resta invece freddo il fronte dei possibili acquirenti
di Alitalia. L'atteso incontro di alcune sigle
sindacali con lo studio Privitera, che ha confermato di non avere alcun tipo di
mandato o contatto con eventuali cordate, si è concluso con un nulla di fatto
mentre sia l'ad di Intesa-Sanpaolo, Corrado Passera che il presidente del
consiglio di sorveglianza della banca, Giovanni Bazoli, hanno ribadito che
l'interesse dell'istituto nell'operazione Alitalia è
legato alla "presenza di un piano industriale serio e rigoroso, che abbia
assolute possibilità di successo". A Malpensa nel frattempo aumentano le
compagnie pronte a sostituire Alitalia: da oggi torna
sulle piste dello scalo varesino American Airlines, con un collegamento diretto
giornaliero con il proprio hub di New York Jfk. La Malév Hungarian Airlines,
che fa parte della stessa alleanza One World, ha invece inaugurato due
collegamenti giornalieri con Boeing 737-600 sulla tratta Milano
Malpensa-Budapest. Anche la compagnia spagnola Iberia ha rafforzato la sua
presenza nello scalo incrementando da quattro a sei la frequenza dei voli
giornalieri verso Madrid. Qualche nota timidamente positiva, infine, viene
dalla posizione finanziaria netta del gruppo che a marzo è stata pari a 1,353
miliardi di euro, con una riduzione dell'indebitamento netto di 15 milioni.
All'interno è compreso l'incasso di 79 milioni di euro, entrati grazie alla
cessione delle azioni Air France-Klm in portafoglio. Non è invece incluso
l'incasso del credito verso l'erario pari a circa 69 milioni di euro, avvenuto
il 2 aprile. In cassa restano altri 180 milioni. Dati che a guardare altri
protagonisti del trasporto aereo fanno arrossire: sono ancora una volta da
record i risultati presentati ieri da Emirates. Il gruppo ha annunciato per il
20esimo anno consecutivo un corposo utile netto da 1,45 miliardi di dollari
nonostante i prezzi alle stelle del carburante.
( da "Repubblica, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Nel totogoverno, la
Salute andrebbe a Cognetti o Meloni in quota An, il Lavoro a Sacconi di Forza
Italia E Luca disse a Gianni Letta "Per me un ruolo alla Attali"
Ministri, saranno almeno 18. Spacchettato il Welfare Giustizia, insieme a Vito
si tiene pronto anche Pera Ambiente, torna l'ipotesi Brambilla CLAUDIO TITO
ROMA - "Mi proponete un ingresso nel governo, ma se pensaste ad un
organismo tipo la "commissione Attali" sarebbe anche meglio".
L'offerta gli era stata avanzata formalmente la scorsa settimana. Un ministero
di primo livello. Un coinvolgimento a pieno titolo. Silvio Berlusconi gli aveva
chiesto di rifletterci, di prendersi 12 ore prima di dare una risposta. Che
Luca Cordero di Montezemolo ha voluto consegnare ufficialmente la scorsa
settimana nel corso di una cena con Gianni Letta. Ha declinato l'invito del
Cavaliere. Ma in quella stessa cena, l'ex presidente di Confindustria ha
suggerito un altro ruolo. Sempre formale e sempre al servizio dell'esecutivo e
del Paese. Quello appunto che a Parigi il presidente Sarkozy ha studiato per
l'economista francese. Un suggerimento su cui il premier in pectore ha
riflettuto a lungo. Da giorni, del resto, Letta spingeva per irrobustire il
governo con figure "autorevoli", personaggi che potessero profilare
il team di Palazzo Chigi in modo più "pesante". Ha convinto allora il
Cavaliere a formulare una nuova proposta. Esattamente quello che è successo
ieri. Ha riconvocato a Palazzo Chigi il presidente della Fiat spiegando che nei
suoi progetti la "commissione Attali" non c'è. "La sua fama non
è pari a quanto ha prodotto", ha ammonito negli ultimi giorni. Per
Berlusconi, però, il nuovo patto con Confindustria, siglato pochi giorni fa con
Emma Marcegaglia in un incontro cui ha preso parte pure Montezemolo, va
comunque blindato con un incarico a tutto tondo. E il primo passo è proprio
quello di "Mister made in Italy". Una funzione che a Palazzo Grazioli
considerano cruciale soprattutto nella prima fase del nuovo governo. Non solo
per incoraggiare l'export, ma anche per dare una "faccia" a operazioni
economiche delicate. A cominciare da quella per il
salvataggio di Alitalia. La
cordata italiana, infatti, secondo il capo del Pdl, potrebbe utilizzare un
volano potente sotto il profilo dell'immagine se coinvolgesse l'ex numero 1
degli industriali. Tutte riflessioni che hanno accompagnato il pranzo di ieri a
Palazzo Grazioli. E che poi si sono trasferite nei colloqui per la
definizione del governo. Il futuro presidente del consiglio considera la
squadra ormai "chiusa". "è un lavoro molto complicato - ha
ammesso negli incontri avuti a Via del Plebiscito - perché i margini sono molto
stretti. Ma credo di aver risolto le grane più difficili". In particolare,
il Cavaliere si riferiva al capitolo Giustizia e alle richieste messe sul
piatto da Alleanza nazionale. Per quanto riguarda il Guardasigilli, allora, la
candidatura di Elio Vito si è ormai rafforzata. I veti posti da parte di Forza
Italia sul nome dell'ex radicale, sembrano superati. "Se il presidente
ritiene che sia la scelta migliore - è l'argomento usato da Giulio Tremonti con
alcuni deputati forzisti - bisogna accettarla". Certo, fino alla fine il
leader Pdl proverà a persuadere Umberto Bossi a "mollargli" Roberto
Castelli e fino al giorno prima del giuramento terrà pronto anche Marcello
Pera. Ma allo stato il nome di Vito è segnato con chiarezza sulla casella
Giustizia. Quanto ai rapporti con An, il Cavaliere non intende far crescere il
numero dei ministri finiani: sono tre i dicasteri riservati a loro. Ma rispetto
all'accordo che precedeva la vittoria di Alemanno a Roma, guadagneranno un
ministero con portafoglio in cambio di uno senza. Oltre alle Infrastrutture
(Matteoli) e alla Difesa (La Russa), verrà "spacchettato" il Welfare
assegnando ad un esponente di An la Sanità (l'oncologo Cognetti o Meloni) e il
Lavoro al forzista Sacconi. Per il resto Tremonti andrà all'Economia, Frattini
agli Esteri, Gelmini alla Pubblica Istruzione, Fitto agli Affari regionali,
Bonaiuti ai Rapporti con il Parlamento e Brambilla all'Ambiente.
( da "Repubblica, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Berlusconi:
"Montezemolo sarà mister made in Italy" Ma nessun incarico ufficiale.
Incontro con i cespugli Pdl Il Pdl GIANLUCA LUZI ROMA - Il cerchio non si
chiude ancora. Una giornata di incontri a Palazzo Grazioli non è bastata a
Berlusconi per riempire di nomi a cognomi tutte le caselle della squadra di
governo. "Ci sono da dire tanti no ed è una cosa dolorosissima", ha
ammesso ieri mattina dopo aver votato alla Camera per l'elezione del presidente
Fini. Evidentemente soddisfatto per l'escalation di successi del centrodestra,
a Berlusconi manca solo l'ultimo miglio: "Adesso manca solo il mio
discorso", ma prima deve sciogliere i nodi del governo con i
"cespugli" che reclamano "visibilità", cioè qualche
poltrona o almeno qualche strapuntino, mentre la Lega e An alzano il prezzo
forti dei rispettivi successi elettorali al Nord e a Roma. Di sicuro, finora,
saranno 12 i ministri "pesanti", 6 quelli senza portafoglio e oltre
quaranta tra viceministri e sottosegretari. E intanto Berlusconi ha messo a
segno un colpo a sorpresa. All'ora di pranzo il presidente della Fiat e della
Ferrari Luca Montezemolo ha varcato il portone di palazzo Grazioli, quasi
contemporaneamente all'ingresso del commissario straordinario De Gennaro che ha
fatto con Berlusconi e Letta il punto dell'emergenza rifiuti e probabilmente ha
parlato della proroga dell'incarico che scade a giorni. Montezemolo ha pranzato
con il premier in pectore. Nelle due ore di colloquio Berlusconi ha illustrato
all'ex presidente della Confidustria l'idea di creare la figura di una
personalità in grado di rilanciare l'immagine dell'Italia nel Mondo. In pratica
un "Ambasciatore del made in Italy". Non un incarico ufficiale, né
tantomeno di governo, ma una figura conosciuta nel mondo e esterna agli
schieramenti politici che possa promuovere l'immagine dei prodotti italiani
all'estero. Naturalmente nelle due ore a Palazzo Grazioli
Berlusconi e Montezemolo hanno parlato anche di Alitalia. "Non c'è stata la formalizzazione di nessun
incarico", ha confermato Montezemolo all'agenzia Ansa, ma la
disponibilità, "per spirito di servizio", a rappresentare il made in
Italy e raccontare l'Italia nel mondo, il suo stile e i suoi brand.
Appunto, un "ambasciatore", una figura capace di rappresentare il
nostro Paese, nello spirito con cui l'Avvocato Agnelli ha illustrato per anni
il nostro Paese alla comunità d'affari statunitense. Gli altri incontri della
giornata di Berlusconi rientrano nella routine per la formazione del governo.
Ieri oltre a La Russa, che dovrebbe andare alla Difesa, Berlusconi ha ricevuto
i "cespugli" del centrodestra. Rotondi, Dc, è soddisfatto:
"Abbiamo raggiunto un accordo e abbiamo concordato che sarà Berlusconi a
comunicarlo". Poi è stata la volta di Fatuzzo, pensionati. Di Caldoro,
socialista e del repubblicano Nucara. Il nodo più difficile da sciogliere sembra
quello della Giustizia. Bossi esclude l'ex ministro leghista Castelli:
"Dicono che non va bene perché ha già litigato con i magistrati e non
possiamo cominciare litigando. Lo preferiamo come vice alle Infrastrutture con
delega al Nord". Quanto al welfare, il leader leghista non si sbilancia su
chi vincerà il braccio di ferro tra An e la Lega: "Non ne ho idea. Noi
abbiamo sempre di scorta Rosi Mauro". E An nega di volere a tutti i costi
quel ministero che era destinato ad Alemanno se avesse perso con Rutelli.
"Non è fondamentale che sia assegnato ad An", dice Giorgia Meloni. La
scelta di Alemanno era stata fatta perché si tratta di "una persona, che
per il percorso fatto, sarebbe stato un ottimo ministro del Welfare".
( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-04-30 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Il caso Il Cavaliere "minaccia"
Bruxelles Berlusconi: Alitalia? Se la Ue mette ostacoli la compra lo Stato ROMA - "Se
l'Unione Europea si mette a "zignare", a fare difficoltà, allora
potremmo prendere una decisione, per cui Alitalia potrebbe essere acquistata dallo Stato, dalle Ferrovie dello
Stato", dice Silvio Berlusconi. Poi chiarisce: "Questa è una
minaccia, non una decisione". Intanto un altro imprenditore italiano, il
presidente della Pirelli Marco Tronchetti Provera, si è detto pronto a
intervenire: "Se ci fosse un rilancio chiaro e trasparente di Alitalia, ho definito un chip, qualche milione di
euro". Più defilata l'Eni: "Un nostro intervento? Lo statuto non lo
prevede", ha puntualizzato l'amministratore delegato Paolo Scaroni. ALLE
PAGINE 26 E 27 Bagnoli, Marro, Tondelli.
( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-30 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Il retroscena "Se non facciamo bene ci verranno a
prendere" Silvio lavora ai 100 giorni E Letta comincia subito con le
missioni segrete ROMA - "Se non facciamo bene, stavolta vengono a
prenderci sotto casa". Il concetto rivela le ansie di Berlusconi, per
nulla preoccupato delle "fisiologiche" liti sulla squadra di governo,
certo del suo ruolo "riconosciuto dagli alleati per principio ",
sicuro che le "intemperanze verbali di Bossi" non avranno
conseguenze, e convinto che An "dopo la conquista di Roma si deve sentire
appagata". Piuttosto è sui primi "cento giorni" a Palazzo Chigi
che il Cavaliere intende concentrarsi, perché nei tre mesi iniziali dovrà
mantenere alcune promesse elettorali già in scadenza: il "caso Alitalia"
ha dei limiti di tempo imposti dal prestito ponte, l'emergenza rifiuti in
Campania dovrà essere risolta entro l'estate, il federalismo fiscale andrà
impostato prima dell'autunno. Non a caso il futuro ministro Scajola l'altra
sera a Porta a Porta ha rivelato che sulla scrivania di Berlusconi sono in
evidenza "tre dossier". Si tratta però di dossier ancora
aperti. Quello sulla cordata per la compagnia di bandiera, per esempio,
contiene una relazione di Ermolli, che ha messo insieme oltre una decina di
società e imprenditori - tra cui alcuni nuovi del Nordest - interessati
all'affaire. Ma per ora si tratta solo di "disponibilità", non di
impegni sottoscritti, in attesa di conoscere il piano industriale e il partner
internazionale. Serve insomma altro tempo. Ecco perché Berlusconi ieri ha
accennato alla possibilità di "parcheggiare" Alitalia
in un'azienda di Stato. C'è poi il piano per ripulire la Campania, e che
prevederebbe anche l'uso dei militari per accelerare lo smaltimento dei rifiuti
prima della stagione estiva. Quanto al federalismo, Bossi ha fatto capire
chiaramente che la Lega non intende spostare la riforma nel tempo: "Va
fatta subito", perché l'idea è di sfruttarla elettoralmente già per le
Europee. Insomma, i primi "cento giorni" non saranno solo indicativi.
Saranno per certi versi decisivi. Perciò il Cavaliere cerca di ritagliarsi un
consenso che superi i confini delle Camere. Sa che la maggioranza di cui
dispone lo rende fortissimo, anzi attrae pezzi di opposizione come un magnete.
Basti pensare ai voti in più ottenuti da Schifani per la sua elezione alla
presidenza del Senato. Voti centristi, a sentire la confidenza fatta da Cuffaro
ad un amico incrociato nel pomeriggio a Montecitorio. "Il discorso di
Renato era bellissimo", ha sussurrato il senatore dell'Udc. "Vuoi
dire che l'hai votato?". "Sì, ma ufficialmente ho votato scheda
bianca. Ehhh, la verità è che se i parlamentari udc vengono lasciati liberi,
non fanno accordi con il Pd, ma con il Pdl. E io non sono un parlamentare,
sono... un sarto". Per l'impresa che lo attende, Berlusconi deve allargare
il consenso fuori dal Palazzo. è in questo quadro che va inserito l'incontro
riservato di ieri sera a palazzo Grazioli tra i segretari di Cisl e Uil,
Bonanni e Angeletti, e Gianni Letta. Già, Letta. Contro di lui sono salite
critiche a mezza bocca pronunciate da forzisti insofferenti, e soprattutto
pubbliche bordate da Bossi: il Senatùr non accetta che il futuro
"sottosegretario unico" alla presidenza possa avere l'ultima parola
su deleghe e decreti del ministero per le Riforme e di quello per il
Federalismo. Ma c'è un motivo se ieri il premier in pectore ha difeso il suo
braccio destro: "Gianni - come racconta l'azzurro Valducci - è
fondamentale per Berlusconi. Perché in questo sistema che si regge ancora su
logiche consociative, per varare certe riforme non bastano i voti del
Parlamento, serve che alcuni centri di potere non siano quantomeno contrari.
Altrimenti si inceppa tutto. In tal senso, è bene anche consolidare il rapporto
con Veltroni. E mi auguro che Ichino accetti la presidenza della commissione
Lavoro, perché c'è la necessità di riformare lo statuto dei lavoratori".
Intesa con i sindacati e dialogo con il leader del Pd: ecco gli obiettivi del
Cavaliere in vista dei primi "cento giorni". Scajola lo confermava
ieri dopo un breve colloquio con Veltroni, "che è intenzionato ad andare
avanti sulle riforme. Capisco che ora debba registrare il suo partito dopo una
sconfitta peraltro scontata. Speriamo solo che non lo mettano in difficoltà:
questi sono i limiti storici della sinistra italiana". Francesco
Verderami.
( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-30 num: - pag: 26 categoria:
REDAZIONALE Alta velocità AliTrenitalia, sfida sulla Roma-Milano ROMA - Un
tempo treni e aerei erano due mondi separati e mai nessuno avrebbe pensato che
potessero entrare in concorrenza. Poi con l'altra velocità ferroviaria e le
tariffe aeree low cost le cose sono cambiate e cambieranno ancora di più nei
prossimi anni. La rapidità e i prezzi dei due mezzi, prima lontanissimi,
progressivamente si avvicinano. Il presidente delle Fs, Innocenzo Cipolletta,
ha più volte spiegato che le ferrovie hanno come obiettivo proprio il ricco
mercato passeggeri che si muove lungo la direttrice Milano- Napoli. Dal
dicembre del 2009 dovrebbe debuttare la navetta Milano-Roma in 3 ore, con una
frequenza di ogni 15 minuti nelle ore di punta, mentre da Napoli a Milano il treno
dovrebbe metterci 4 ore e 10 minuti. Ma non c'è solo l'alta velocità. "La
chiave della nostra concorrenza - ha spiegato Cipolletta - è quella di arrivare
direttamente in città a differenza di come avviene con gli aerei ".
Concorrenza, quindi, o integrazione, secondo la "minaccia " come lo
stesso Silvio Berlusconi l'ha definita in chiave anti commissione europea di
far comprare Alitalia dalle Fs? Nei primi anni
Novanta, quando sulle ferrovie di Lorenzo Necci piovevano finanziamenti
pubblici per l'alta velocità, l'idea di una grande holding statale del
trasporto pubblico mirava appunto a soccorrere la compagnia di bandiera che,
già allora, non se la passava bene. Adesso però Trenitalia non se la passa
tanto meglio e rischia di diventare una seconda Alitalia, per ammissione del suo stesso amministratore delegato, Mauro
Moretti, che proprio ieri ha avvertito: "Se non sappiamo competere a
livello internazionale, rischiamo di fare la fine di Alitalia". Moretti, nonostante il forte miglioramento di bilancio
conseguito nel
( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-30 num: - pag: 27
categoria: ALTRI OGGETTI Per il leader della Cisl Raffaele Bonanni, utilizzare
le Fs per l'acquisto di Alitalia non sarebbe una proposta
"illogica".
( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2008-04-30 num: - pag:
32 categoria: REDAZIONALE La Giornata in Borsa di Giacomo Ferrari Rimbalza
StMicroelectronics, giù Pirelli Cemento Il comparto soffre in tutta Europa e a
Piazza Affari Italcementi scivola del 4,3% In linea con il resto d'Europa,
Piazza Affari ha concluso la seduta di ieri con un modesto arretramento (-0,32%
l'S&P-Mib, -0,33% il Mibtel). Migliore titolo fra i 40 più capitalizzati,
con un balzo del 3,68%, StMicroelectronics (StM), grazie ai conti del primo
trimestre e soprattutto alle previsioni di crescita (tra il 5 e l'11%) delle
vendite nel secondo trimestre dell'anno. Significativo anche il recupero di
Parmalat (+2,82%) legato forse a ricoperture, mentre l'ottimo risultato di
Luxottica (+2,44%) è dovuto alla leggera ripresa del dollaro. Chiudono la lista
dei maggiori rialzi dell'S&P-Mib Unipol (+1,93%) e Mondadori (+1,47%). Sul
fronte dei titoli in calo, invece, si parte da Italcementi che, con un prezzo
di riferimento giù del 4,30%, conquista la maglia nera tra le blue-chips. In
tutta Europa il comparto del cemento ha subito ieri la pressione delle vendite
e in Italia la stessa sorte è toccata anche a Buzzi- Unicem, in flessione del
2,18%. Forte ridimensionamento, inoltre, per Pirelli (-4,24%); in questo caso i
motivi sono almeno due: da un lato l'andamento negativo di tutte le aziende di
pneumatici dopo il profit warning (allarme profitti) della francese Michelin;
dall'altro i timori che la società guidata da Marco Tronchetti Provera possa essere coinvolta nella cordata per Alitalia. Ancora debole Seat Pagine
Gialle (-3,92%), che con il calo di ieri porta a ben oltre il 50% la perdita
accumulata dall'inizio dell'anno a oggi. Giù, inoltre, Telecom Italia (-2,09%),
mentre fuori dall'S&P-Mib la Roma scivola del 10,37% sulle indiscrezioni
riguardanti il ritiro del finanziere americano Soros dalle trattative per l'acquisto
della società calcistica.
( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-30 num: - pag: 26 categoria: REDAZIONALE
La crisi La frenata di Bossi: non credo si possa fare. Bruxelles precisa: ci sono problemi "Alitalia, basta veti o va a Fs" Berlusconi: è una
"minaccia", l'Europa non faccia difficoltà La Ue: non ha importanza
se l'acquirente è pubblico o privato, purché siano operazioni di mercato ROMA -
Comincia a scaldarsi, forse prima del previsto, il clima tra la Commissione
europea e il nuovo inquilino di palazzo Chigi. L'occasione è l'Alitalia. "Se Bruxelles si mette a dare fastidio (a
"zignare ", ndr) - ha affermato Silvio Berlusconi conversando con i
giornalisti alla Camera - con la storia degli aiuti di Stato, allora potremmo
farla comprare dallo Stato, dalle Ferrovie". Il premier in pectore precisa
subito che si tratta di "una minaccia, perché la decisione è di andare
avanti con gli azionisti privati". La risposta da Bruxelles, che nei
giorni scorsi aveva storto la bocca sul prestito ponte da 300 milioni di euro
approvato dal governo Prodi per dare più ossigeno alla compagnia di bandiera, è
arrivata quasi subito. "L'acquirente può essere pubblico o privato - ha
precisato il portavoce del commissario Ue alla concorrenza Neelie Kroes nel
sottolineare la "neutralità" problemi possono nascere se il
trasferimento di risorse pubbliche eccede il valore di mercato della
compagnia". Berlusconi comunque ha fatto capire di avere un disegno chiaro
in testa e di portarlo avanti. "C'è una squadra di persone ben al di là
del capitale necessario - ha detto - ora faremo la due diligence, poi la nuova
compagine, assistita da banche che già ci sono, farà il piano industriale e
avanzerà proposte al sindacato". L'idea di una discesa in campo delle
"Ferrovie", per quanto descritta come una ritorsione ai cavilli di
Bruxelles, ha suscitato immancabili reazioni anche da parte della maggioranza.
Per il leader della Lega Nord Umberto Bossi, "non si può fare perché
sarebbe una concentrazione di potere", poi ha commentato di non sapere
"cosa ha in testa Silvio" e che per lui "la soluzione migliore
resta la legge Marzano, la stessa usata per Parmalat". Secondo Gianfranco
Fini Berlusconi avrebbe illustrato ai suoi parlamentari l'ipotesi "non di
proprietà pubblica ma di proprietà privata e gestione pubblica e aveva usato
l'esempio delle Ferrovie che sono gestite dallo Stato". "In teoria tutto
è possibile - ha commentato ancora il leader di An - mi chiedo però chi siano
quei privati che mettono i soldi per poi dare la gestione allo Stato". I
sindacati, invece, si sono mostrati interessati. Per Raffaele Bonanni (Cisl)
"questa proposta non sarebbe neppure tanto illogica in una prospettiva di
collegamenti più veloci". Intanto, in questo contesto di continua
evoluzione, le compagnie aeree internazional i restano alla finestra. Jean-Paul
Fitoussi, uno dei consiglieri economici di Nicolas Sarkozy, non ha escluso
addirittura un possibile ritorno in scena della compagnia di bandiera francese
nonostante la clamorosa "rupture" di Jean Cyril Spinetta. "Il
ritiro di Air France è normale - ha commentato - fa parte della strategia
". Così come la Lufthansa, dopo aver fatto un accordo locale con Malpensa,
pur confermando di "mantenere un profilo molto cauto - ha affermato il
numero uno Wolfgang Mayrhuber - perché le condizioni sono quelle che sono, ma
si tratta del secondo mercato europeo più importante e non lo lasceremo di
certo perdere". Roberto Bagnoli.
( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-30 num: - pag: 27 categoria:
REDAZIONALE Cordata Il dossier dell'avvocato Privitera e la convocazione dei
sindacati Letta e la tela di Parigi per il ritorno di Air France Tronchetti:
quota di sostegno. Scaroni: l'Eni? Lo statuto non lo prevede Nell'ipotesi di un
apporto di capitali privati, sarebbe meno complesso ottenere il via libera
dall'Europa MILANO - Silvio Berlusconi è il più convinto di tutti. la cordata,
alla fine, si farà. Oppure, per stare alla traduzione che
qualcuno tra chi segue il dossier dal lato del premier in pectore avalla, alla
fine Alitalia resterà
italiana. In forme che, al momento, restano tutte da studiare. Bruno Ermolli,
intanto, sta continuando a lavorare, ripetendo più volte il giro di
consultazioni informali tra gli imprenditori di ogni stazza che hanno dato una
disponibilità di massima. La posizione di molti, tuttavia, sembra
sintetizzata dalle parole di Marco Tronchetti Provera, presidente e azionista
di riferimento di Pirelli. "Siamo disponibili a partecipare, a fronte di
un piano chiaro e trasparente, per qualche milione di euro" ha dichiarato
ieri Tronchetti sottolineando l'interesse per la funzionalità di Malpensa,
senza precisare la misura di un investimento che sarebbe però quantificabile
tra i cinque e i dieci milioni. Non dissimile la posizione espressa lunedì da
Moretti Polegato, patron di Geox, che chiedeva un piano industriale chiaro da
parte del governo. Non è in rappresentanza della "cordata", assicurano
tutti gli interessati, che il Professor Claudio Privitera incontrerà oggi
alcune delle sigle sindacali della compagnia di bandiera. Il docente, già
coinvolto nella ristrutturazione del 1998, specifica di muovere su iniziativa
professionale personale, e presenterà un'ipotesi di piano ai sindacati, volta a
un risanamento minimo della compagnia per portarla ad un aggregazione -
spiegano fonti vicino a Privitera - meno svantaggiosa. Il rischio percepito da
molti, in ogni caso, è che la vicenda- Alitalia si
avviluppi nuovamente su stessa: con la richiesta di chiarezza sui conti e lo
stato aziendale considerati necessari alla formulazione di un piano, a sua
volta propedeutico alla disponibilità finanziaria degli imprenditori annodati
incordata. Mentre il tempo passa, sia per l'Europa che attende lumi sul
prestito-ponte, che per la Magliana le cui casse ancora aspettano di
beneficiare dei 300 milioni che lo costituiscono. In questo contesto, dunque,
devono essere lette le nuove aperture dello stesso Silvio Berlusconi ad ipotesi
d'intervento pubblico. Mentre alla Magliana non sono ancora arrivati segnali
tangibili della cordata, il raccordo coi settori legali che seguono le vicende
sul fronte europeo restano quotidiani. Un rifinanziamento diretto da parte dello
stato, o un acquisto da parte di una sua controllata, incapperebbero
immediatamente nella necessità di dimostrare che le modalità d'investimento
sono compatibili con criteri di mercato. Dimostrazione che non sarebbe invece
necessaria qualora ci fosse una compartecipazione mista pubblica-privata in
misure comparabili, che proverebbero di per sé il rispetto dei criteri
economici. Una strada complicata, insomma, che ha consigliato la diplomazia
berlusconiana di non precludere nessuna strada per il futuro, compresa la via
che porta ad Air France, a Parigi, nel cuore dell'Europa. La sua
perlustrazione, naturalmente, è affidata a Gianni Letta. Il piano La richiesta
di un piano "chiaro e trasparente" da parte degli industriali Esuberi
Il presidente di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta. Il nodo nella trattativa
è quello dei 2.100 esuberi nella compagnia Jacopo Tondelli.
( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-04-30 num: - pag: 37 categoria: BREVI Problema da risolvere Per Alitalia 300 milioni di euro di prestito
ponte sono stati trovati velocemente. Visto il problema sicurezza nelle nostre
città e paesi, perché non si trovano con la stessa velocità gli stessi soldi
per costruire nuove caserme e nuove carceri? Alessandro Scarpari Botticino Sera
(Bs).
( da "Liberazione" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
"Malpensa, Sea
inadempiente" Ora è Alitalia che chiede i danni Ora è Alitalia che chiede i danni alla Sea. Un maxi risarcimento per un importo
"non lontano" dagli 1,2 miliardi pretesi dal gestore gli aeroporti di
Milano, nell'ambito della causa avviata da quest'ultimo a seguito della
decisione della ex compagnia di bandiera di abbandonare Malpensa a partire
dallo scorso primo aprile. Nella prima udienza del processo, che si
terrà il 28 maggio presso il tribunale di Busto Arsizio, il giudice si troverà
così ad esaminare anche il controricorso di Alitalia.
La richiesta della Sea è di 100 milioni di Euro per "danno emergente"
e di 1.100 milioni di euro per "lucro cessante". Il controricorso di Alitalia contiene invece "la replica puntuale - informa
un comunicato della compagnia - all'assunto di Sea che il rapporto con Alitalia dovesse proseguire fino al 2041 pur in assenza di
ogni vincolo contrattuale e a prescindere da ogni logica di impresa". L'Alitalia è inoltre convinta del fatto che "il danno
emergente non sia riscontrabile, in quanto tutti gli acquisti e gli
investimenti di Sea sono perfettamente compatibili con l'utilizzo
dell'aeroporto da parte di ciascun altro vettore passato e futuro". Di
contro la società di via della Magliana imputa alla Sea il mancato rispetto
degli "obblighi di sviluppo dell'aeroporto di Malpensa" nonchè i
"gravi danni reputazionali relativi al perturbamento del recente processo
di privatizzazione". Intanto è tutto da rifare per l'aggiudicazione di
Volare. Ieri il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza con cui gli stessi
giudici di Palazzo Spada, il 3 marzo scorso, avevano ordinato l'indizione entro
30 giorni di una nuova gara, accogliendo così il ricorso di AirOne, che si era
piazzata seconda. E mentre Bruxelles ribadisce i dubbi sul prestito ponte
concesso ad Alitalia, resta stabile a 180 milioni di
euro la liquidità della compagnia, il cui indebitamento netto a fine marzo è
risultato di 1,353 miliardi di euro, in calo di 15 milioni rispetto al mese
precedente. 01/05/2008.
( da "Messaggero, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Di LUCIANO
COSTANTINI ROMA Una battaglia senza esclusione di colpi: la Sea chiede 1,2 miliardi come risarcimento danni per il trasferimento dei voli Alitalia da Malpensa e Fiumicino? E la
compagnia risponde con una analoga richiesta (almeno in termini pecuniari) alla
Sea per presunte inadempienze e turbativa della gara di privatizzazione. Sarà
ora il tribunale di Busto Arsizio a stabilire chi, quando e come dovrà pagare i
danni. Prima udienza fissata per il prossimo 28 maggio, ma la chiusura
della controversia potrebbe arrivare anche fuori tempo massimo. Cioè quando il
destino di Alitalia sarà ormai segnato in un modo o
nell'altro. Il tempo, infatti, non è una variabile indipendente perchè gli
ultimi numeri che arrivano dal quartier generale della Magliana continuano a
confermare un trend drammaticamente negativo: al 31 marzo scorso la posizione
finanziaria del gruppo ha fatto registrare un dato negativo per 1.353 miliardi,
con un decremento dell'indebitamento netto di 15 milioni (-1,1%) rispetto alla
fine di febbraio. Sono stati incassati 79 milioni dalla cessione di azioni Air
France-Klm e sono usciti 56 milioni per il pagamento della cedola annuale del
prestito obbligazionario. Alla stessa data del 31 marzo la disponibilità di
cassa era pari a 180 milioni. Insieme al rendiconto di marzo, comunicato alla
Consob, la compagnia ha ufficializzato il controricorso nei confronti della
società che gestisce gli aeroporti milanesi. Non precisata l'entità della
richiesta che comunque è di "importi non lontani" da quelli avanzati
dalla Sea. Due, sostanzialmente, le accuse che la nostra aviolinea muove nei
confronti della società aeroportuale lombarda. La prima: il non rispetto
"degli obblighi di sviluppo dell'aeroporto di Malpensa", cioè
soprattutto la mancata realizzazione di tutte quelle infrastrutture interne ed
esterne che avrebbero dovuto mettere in grado lo scalo di operare nel miglior
modo possibile, comunque secondo standard precedentemente pattuiti. La seconda
accusa riguarda "gravi danni reputazionali relativi al perturbamento del
recente processo di privatizzazione". In sostanza, le mosse della stessa
Sea avrebbero penalizzato l'iter della gara di cessione della compagnia
attraverso un danno alla reputazione dell'azienda. In una nota, l'Alitalia spiega che "a seguito di notevole clamore di
stampa e di media, alimentato esclusivamente dalla parte attrice Sea l'opinione
pubblica sa da mesi della pretesa di 100 milioni di euro per danno emergente e
di 1.100 milioni di euro per lucro cessante che Sea ha azionato in questo
procedimento contro Alitalia". Immediata la
replica del presidente della Sea, Giuseppe Bonomi: "Ad una prima lettura
del ricorso si rilevano già inesattezze gravi nella ricostruzione dei fatti.
Sulle questioni di diritto esse saranno oggetto di puntuale ed approfondita
disamina da parte dei nostri avvocati ed ovviamente costituiranno oggetto di
replica in sede giudiziaria". Intanto il Consiglio di Stato non ha accolto
il ricorso con cui Alitalia ha chiesto la revoca della
decisione degli stessi giudici che, su richiesta di Air One, lo scorso marzo
avevano ordinato al commissario straordinario di Volare Group di rinnovare la
gara per la cessione della low cost Volareweb e la compagnia charter Air
Europe. E' stato anche respinto il controricorso con cui Air One si era
costituita in giudizio. Infine, un fondo brasiliano, il Multi-Long,
specializzato nella ristrutturazione di aziende e che due anni fa aveva tentato
di acquistare la Varig, avrebbe offerto un miliardo di euro per l'acquisto di Alitalia.
( da "Messaggero, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Dal nostro inviato
ROSARIO DIMITO TORINO - Intesa Sanpaolo è al gate della cordata italiana per Alitalia. Pronta a decollare non appena inzieranno le
operazioni di imbarco, cioè si sarà insediato il nuovo governo. Della cordata
dovrebbe far parte un partner industriale internazionale cui verrebbe
assegnata, però, una quota di minoranza. Nei contatti degli ultimi giorni coi
potenziali investitori, banche comprese, Bruno Ermolli il consulente di Silvio
Berlusconi, avrebbe quantificato attorno a tre miliardi l'investimento
necessario da parte della cordata: di questa cifra oltre un miliardo potrebbe
essere riservato alla ventina di imprenditori che si sono dichiarati
disponibili, meno di 500 milioni alle banche guidate da Intesa e poco meno di
1,5 miliardi al socio d'opera, cioè il vettore d'oltralpe. "La nostra
banca" ha detto Giovanni Bazoli presidente del consiglio di sorveglianza
di Intesa durante l'assemblea di bilancio, "può prendere in considerazione
anche un intervento in Alitalia solo alle condizioni
che si sono verificate per interventi in altre grandi aziende, quando cioè
esista un piano industriale rigoroso e che ci siano le condizioni che questo si
possa attuare e dia forti possibilità di successo e di ripresa industriale
dell'azienda". Bazoli ha preso spunto dai precedenti interventi di Intesa
nella Fiat col "convertendo" - in pool con altre banche - e in
Telecom. Le parole pesanti del banchiere bresciano tradizionalmente schivo e
che sulla Magliana è intervenuto solo qualche altra volta in passato,
dimostrano che la banca è in campo. E si riallacciano alle prese di posizione
di Enrico Salza, presidente del consiglio di gestione, che da qualche settimana
ripete: "Serve un progetto di respiro internazionale". Quasi a far da
sponda allo schema di operazione che ha in testa Ermolli imperniato su una
compagnia internazionale. Anche da parte di Corrado Passera
divenuto poco loquace su Alitalia dopo che fino a qualche tempo fa difendeva il progetto Air One,
c'è una chiara rimarcata disponibilità: "Se si trovasse il modo, e si può
trovare, per rilanciare Alitalia non ci tireremmo indietro". E per sottolineare l'impegno
della banca per il paese a sostegno di progetti seri sui quali attivarsi,
Passera ha aggiunto: "non darei per scontato che l'Italia non possa
esprimere un'azienda di successo nel settore". Intesa quindi è pronta ad
imbarcarsi, attende "che qualcuno produca idee" come ha precisato due
giorni fa Salza con un chiaro messaggio a Ermolli con cui ha un canale aperto.
Il superconsulente ha confidato a chi gli parlato di recente che, incassata la
disponibilità degli industriali, ora si dedicherà alla ricerca del partner
internazionale. Tre i nomi: Lufthansa, Aeroflot, Emirates. Non c'è Air One che
comunque potrebbe essere recuperata al fianco di Intesa ma con una posizione
subalterna che a Carlo Toto alla fine potrebbe convenire per aggregarsi al nuovo
grande network degli scali. La maggioranza azionaria della cordata schizzata da
Ermolli sarebbe di imprenditori e banche che non si blinderebbero però in un
patto di sindacato in modo da non far emergere il controllo di fatto che invece
verrebbe dato al partner d'opera.
( da "Messaggero, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Chiamata
in giudizio la società che gestisce gli scali milanesi: ha penalizzato anche
l'iter di privatizzazione Ora Alitalia chiede i danni
alla Sea "Inadempiente per Malpensa". A fine marzo liquidità per 180
milioni.
( da "Messaggero, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
ROMA "Marceremo
compatti", giurano Epifani, Bonanni e Angeletti che oggi celebreranno il
Primo maggio a Ravenna nel segno della "sicurezza sul lavoro". Una
compattezza sindacale che in molti, negli ultimi mesi, hanno messo in
discussione insieme al ruolo stesso delle organizzazioni dei lavoratori.
L'argomento non può che unire. "Le morti bianche - sottolinea il leader
della Uil - sono purtroppo sempre temi attuali e il loro numero è deprimente,
scoraggiante". Sarà anche avviata una raccolta di fondi per la
realizzazione di progetti specifici. Solo nello slogan Ugl, che accompagnerà la
manifestazione di Roma ("Nuova vita al lavoro") che si concluderà
all'ombra del Colosseo, la diversità con Cgil, Cisl e Uil. Perchè quello della
sicurezza sul lavoro era e resta una priorità nell'agenda di tutto sindacato.
Anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha deciso di
segnalare la gravità della situazione con un gesto simbolico, trasferendo la
tradizionale celebrazione della festa del lavoro dal Quirinale alla sede romana
dell'Inail. Il sindacato si appresta a tornare in campo dopo la parentesi
elettorale: delicate le partite da giocare con
Confindustria e con il nuovo governo, dalla vicenda Alitalia, al recupero del potere di acquisto di salari e pensioni, alla
riforma del modello contrattuale. Epifani ha precisato, dinanzi al direttivo
della Cgil, che non ci sarà alcuna opposizione pregiudiziale nei confronti
dell'esecutivo Berlusconi. Bonanni ha molto insistito sulla ritrovata
compattezza sindacale "a dispetto dei profeti di sventura. Noi puntiamo a
rinverdire la concertazione che sarà lo strumento per dare risposte alla
sicurezza, ai salari, ai contratti". Proprio su quest'ultimo tema Cgil,
Cisl, Uil sono ormai a pochi metri dall'accordo interconfederale che servirà da
piattaforma nel confronto con Confindustria che si aprirà nei prossimi giorni.
L'intesa è scritta, oggi probabilmente sarà annunciato l'avvio della
discussione all'interno degli organi unitari che dovranno formalizzare il via
libera. Il senatore del Pdl, Maurizio Sacconi - in corsa per la poltrona di
responsabile del ministero del Lavoro - si augura che il Primo maggio
costituisca un "momento di svolta" che indichi "la fine del
lungo '68 italiano, la fine della concezione classista delle relazioni
industriali. Un primo maggio che avviane all'indomani di un voto che ha posto
le premesse per mettere fine al lungo vizio ideologico che ha pesato sul
lavoro". Cos.
( da "Messaggero, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Di MARCO CONTI ROMA
- "Io a Silvio l'ho ripetuto più volte. Alla Giustizia non può metterci
uno dei suoi, serve un altro. Ci metta pure Rotondi, ma un altro".
"Avevano detto che c'erano problemi del Quirinale su Maroni agli Interni,
ma io ho verificato direttamente che non è vero. Capisco possano esserci sul
ritorno di Castelli al suo vecchio incarico... ma su Maroni proprio no".
Umberto Bossi ieri pomeriggio spiegava così gli irrisolti nodi intorno ai quali
si intreccia la trattativa per la formazione del governo. Salvo poi assicurare
in serata di non "voler proprio litigare con Forza Italia, perchè ci sono
in ballo le riforme", anche se agita il fantasma del pugile Carnera,
spiegando che "al Nord ci sono tanti Carnera pronti a battersi contro il
centralismo italiano". Lo scoglio più grande per il governo resta quello
della Giustizia e l'opportunità, contestata dall'ala nordista di Forza Italia,
di assegnare ad Elio Vito un dicastero non certo facile. Il ragionamento, fatto
nel vertice di martedì sera, avrebbe però convinto sino ad un certo punto il
Cavaliere che continua a ritenere che l'ex capogruppo di FI abbia le spalle
sufficientemente larghe per sostenere l'incarico. A Vito non fa difetto la
tenacia, ma, in questi giorni di tira e molla sul suo nome, ha lasciato sempre
che a decidere della sua destinazione ministeriale fosse il Cavaliere. D'altra
parte la soluzione dell'intricato puzzle non è facile, visto che ad An non
interessa la poltrona di Guardasigilli e continua a tenere i suoi due uomini di
maggior peso nelle iniziali caselle: La Russa (Difesa), Matteoli (Infrastrutture)
e Poli Bortone (Politiche Comunitarie). Con il partito di via della Scrofa i
problemi non sono risolti, visto che continuano a chiedere a Berlusconi il
rispetto dei patti iniziali che, secondo An, prevederebbero l'assegnazione di
quattro ministeri. Il Welfare, inizialmente pensato per Alemanno prima della
vittoria a Roma, è stato rivendicato anche ieri da Matteoli. L'esponente di An
non promette barricate, si dice pronto a discutere, ma sul principio non sembra
voler transigere anche se per Berlusconi i patti erano diversi e la poltrona
del Campidoglio vale molto di più di un ministero. Spazio nel governo lo ha
chiesto ed ottenuto la Dc e ieri Rotondi, al termine di un nuovo incontro con
Berlusconi, dovrebbe aver spuntato un posto in consiglio dei ministri. Prima di
Rotondi aveva varcato il portone di palazzo Grazioli, l'ex presidente di
Confindustria Luca Cordero di Montezemolo, per un pranzo insieme a Gianni
Letta. Al centro dell'incontro alcune iniziative che Berlusconi intende avviare
nei primi giorni di governo. Durante il pranzo si sarebbe parlato però anche di Alitalia e
della composizione del governo. Montezemolo non dovrebbe farne parte, ma il
leader del Pdl pensa per l'ex presidente di Confindustria, come riportato
dall'Ansa, a un ruolo per rilanciare il made in Italy nel mondo. Tra una
richiesta di aiuto per rilanciare la cordata per Alitalia e una valutazione dell'iniziativa imprenditoriale ferroviaria
dello stesso Montezemolo, si è concluso l'incontro. Solo in serata da
ambienti della Confindustria è trapelato che il presidente della Ferrari
accetterebbe il compito ("per spirito di servizio") di rappresentare
ai massimi livelli il nostro Paese. Una sorta di ambasciatore del made in Italy
e dell'Italia che si avvicinerebbe allo spirito con il quale l'avvocato Gianni
Agnelli ha dato lustro per anni al nostro Paese. Anche senza Montezemolo i
posti al governo disponibili per Berlusconi sono sempre pochi e anche ieri sera
si davano per certi una lunga serie di "spacchettamenti" di ministeri.
Dalle "Attività Produttive" potrebbero venir fuori le
"Comunicazioni" per l'azzurro Paolo Romani e il "Commercio con
l'Estero" da assegnare alla Prestigiacomo che, in questo caso, lascerebbe
a Rotondi la "Solidarietà Sociale". In netta salita le quotazioni di
Sacconi al "Welfare", che però perderebbe la "Salute" che
finirebbe al professor Fazio. Con il "Welfare" in quota FI, la
senatrice leghista Rosy Mauro potrebbe invece ricoprire l'incarico di
vicepresidente del Senato. Resistono invece le caselle per Bondi (Cultura) e
Bonaiuti (Rapporti con il Parlamento).
( da "Campanile, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
"L'incontro di
oggi (ieri, ndr.) è stato piuttosto generico: le linee guida rappresentano
qualcosa di innovativo, ma al momento parliamo soltanto di criteri generali e i
tempi indicati da Privitera, intorno a un anno, sono piuttosto lunghi perchè la
crisi di Alitalia richiede soluzioni in tempi molto
più brevi". E' quanto ha detto il presidente dell'Anpac, Fabio Berti,
commentando l'incontro con l'avvocato Claudio Privitera che ha convocato Avia,
Anpac, Sdl, Ugl e Anpav per illustrare il suo progetto di rilancio dell'Alitalia. Il piano prevede la costituzione di due newco, una
per la manutenzione e una per la gestione e il leasing degli aerei da
affiancare alla attuale struttura societaria e risorse per 5-6 miliardi. Il
progetto, ha spiegato lo stesso Privitera ai sindacati, al quale potrebbero
partecipare società come Eni, Enel e Finmeccanica, è stato elaborato in proprio
senza il mandato di nessuno e dovrebbe essere sottoposto al futuro Governo. Le
linee del progetto, ha spiegato il presidente dell'Avia Antonio Divietri, al
termine dell'incontro, prevedono l'immissione di risorse nel breve termine per
un miliardo di euro, di cui 600 milioni subito. Mentre per il rilancio
definitivo servirebbero circa 5 miliardi. Il progetto, ha proseguito Divietri,
prevede di mantenere l'attuale assetto con Alitalia Fly e Alitalia Service e la creazione di due newco, una per la manutenzione e
una per la gestione degli aerei. Quest'ultima, ha sottolineato il presidente
dell'Anpac, Fabio Berti, diventerebbe in sostanza una società di leasing a
tutti gli effetti e si occuperebbe di vendere vecchi aerei e comprarne di nuovi
dandoli poi in leasing ad Alitalia. Ciò consentirebbe di risolvere il problema della flotta.
Privitera, ha spiegato Divietri, "ci ha ribadito che non ha un mandato
specifico nè diretto nè indiretto e che si sta riproponendo visto che già dieci
anni fa aveva preso parte all'operazione per la ricapitalizzazione di Alitalia". Comunque, quello di oggi (ieri, ndr.), ha
detto Berti, "è stato un incontro piuttosto generico in cui ci sono state
illustrate linee guida anche interessanti ma molto molto lontane da un percorso
di fattibilità a breve. (01-05-2008).
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Pagina 213
Un fondo brasiliano offre un miliardo di euro per privatizzare la compagnia Alitalia contrattacca e chiede i danni alla Sea Un fondo
brasiliano offre un miliardo di euro per privatizzare la compagnia --> Alitalia contrattacca. Per mesi sotto accusa per i tagli
all'aeroporto di Milano Malpensa, tema rovente anche in campagna elettorale, la
compagnia replica accusando la società di gestione aeroportuale Sea di aver
"alimentato" un "notevole clamore di stampa e di media",
tanto da aver anche turbato il processo per la privatizzazione. E a Sea, che
aveva presentato un ricorso per danni stimati in un miliardo e duecento milioni,
Alitalia risponde in giudizio chiedendo un
risarcimento per la stessa cifra. Lo scontro si trasferirà di fronte ai giudici
del Tribunale di Busto Arsizio dal 28 maggio. LA VICENDA La scelta di Alitalia risale al piano di sopravvivenza messo a punto la
scorsa estate: di fronte a 200 milioni di perdite annuali, il consiglio di
amministrazione aveva deciso, tra le altre misure, di rinunciare a Malpensa
come secondo hub per i voli intercontinentali. A pochi giorni dall'annuncio di
un'intesa tra Sea e Lufthansa, tra i primi accordi per colmare il vuoto
lasciato da Alitalia, la compagnia di bandiera ha
annunciato il controricorso: sostiene che non c'era "alcun vincolo"
contrattuale, e che Sea non avrebbe subito danni perché gli investimenti sono serviti
a realizzare infrastrutture, anche perché "il modo in cui Sea ha impostato
e gestito mediaticamente il processo davanti il Tribunale di Busto
Arsizio" avrebbe causato gravi danni, e potrebbe causarne ancora, alla
privatizzazione. DEBITI Intanto Alitalia, con un
indebitamento a quota 1,35 miliardi (in calo di 15 milioni in un mese), e la
conferma che la liquidità in cassa va ad esaurirsi (180 milioni), secondo i
dati aggiornati a fine marzo, attende il prestito ponte per 300 milioni
stanziato dal governo per evitare il commissariamento. Nel frattempo, dopo
l'addio di Air France, si attende che prenda forma la cordata italiana promossa
da Silvio Berlusconi. Si fa avanti un fondo brasiliano: Multi-Long,
specializzato nella ristrutturazione di aziende, offre un miliardo di euro.
Mentre Intesa-SanPaolo, che sosteneva Air One, dice per bocca del presidente
del consiglio di sorveglianza Giovanni Bazoli che potrebbe valutare ancora il
dossier ma "solo se ci sarà un piano industriale rigoroso con probabilità
di successo".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Prima Pagina Pagina 2
I problemi per rilanciare il Paese Se Veltroni piange Berlusconi non ride I
problemi per rilanciare il Paese di Raimondo Cubeddu --> di Raimondo Cubeddu
Neanche se Rutelli avesse vinto, le acque interne del Pd si sarebbero calmate.
Certamente qualcuno avrebbe trovato motivi di consolazione, ma altri avrebbero
potuto rimproverare a Veltroni la sconfitta alle politiche e la scelta di
correre da solo con Di Pietro. Ma inveire contro i post-fascisti che hanno
espugnato il Campidoglio non lenisce di certo quella che è una lancinante
ferita. Veltroni, Rutelli e Bettini si sentivano i nuovi re di Roma, ma prima
dei poteri forti e delle borgate è la machiavellica ed instabile 'fortuna' ad
averli prima illusi e poi abbandonati. E ora, la sonante vittoria di Alemanno
dovrebbe indurre tutto il Pd a chiedersi che cosa non ha funzionato e che cosa
fare in una situazione in cui l'incertezza legata alla percezione della
sicurezza rende aleatorio ogni calcolo sul mantenimento del consenso sociale.
Forse Rutelli non era il candidato adeguato, forse era troppo poco laico per
gli elettori dell'alleanza, ma nessuno sembra in grado di dire che cosa,
esattamente, abbia sbagliato Veltroni. Se il risultato delle politiche induce a
pensare che l'errore sia stato quello di correre col solo Di Pietro, il
risultato delle regionali siciliane e delle comunali romane induce a pensare
che il modello d'alleanza 'prodiano' è anch'esso superato. Veltroni, sempre che
riuscirà a superare la tempesta, dovrà così inventarsi una terza via. Anche perché
si dovrà pur chiedere (ma il quesito riguarda anche gli altri esponenti del Pd)
se potrà tenere le regioni che si sono confermate rosse con la sola alleanza
dell'IdV e con la Sinistra Arcobaleno ormai collocata in una risentita e
vendicativa opposizione. Indubbiamente Veltroni e il gruppo dirigente del Pd
potranno lenire i dolori delle loro ferite osservando con un certo
compiacimento i problemi che incontrerà Berlusconi. Ma sarà comunque difficile
per il Pd e i suoi potenziali elettori individuare, finalmente, la strada
giusta. Se dunque Veltroni piange, Berlusconi non ride. L'affare Alitalia (come tanti avevano previsto)
si sta mostrando più complesso di quanto prospettato in campagna elettorale. La
crescita zero porrà indubbi problemi di bilancio. E come uscirne non è chiaro a
nessuno. Berlusconi pensava che, ridotto all'irrilevanza Casini, si sarebbe
finalmente potuto dedicare a preparare l'apoteosi quirinalizia lasciando le
effettive redini del potere al fido Letta e dedicandosi ai grandi
progetti nazionali ed internazionali. Le vicende di questi giorni lasciano però
pensare che qualcosa non stia andando esattamente nel verso auspicato. Bossi e
Tremonti non sembrano disposti né a essere confinati nella Padania, né a
occuparsi soltanto di economia. E Fini dovrà pur trovare un ruolo se non vuole
che la sua presidenza della Camera diventi una sorta di ininfluente notabilato.
Anche Berlusconi, quindi, dovrà scegliere e governare tenendo conto che il
Partito delle Libertà bisognerà pur farlo e che quando sarà fatto farà sentire
la propria voce. L'incalzare dei problemi reali finisce così per costringere
tutti a smettere di compatirsi. O di sognare.
( da "Voce d'Italia, La" del 01-05-2008)
Pubblicato anche in: (Voce d'Italia, La)
Argomenti: Alitalia
Economia
I processi nelle aule dei tribunali e non sulle pagine dei quotidiani Malpensa:
Alitalia denuncia Sea
La prima udienza, il prossimo 28 maggio Milano, 1 Mag. - Controricorso per la
compagnia di bandiera: Alitalia chiede i danni a Sea, la società
che gestisce lo scalo di Malpensa. Alitalia contesta
inadempimenti rispetto “agli obblighi di sviluppo dell'aeroporto di Malpensa”, nonché “gravi
danni di reputazione relativi al perturbamento del recente processo di
privatizzazione”. Rispettando i termini processuali, Alitalia
si è costituita in giudizio al tribunale di Busto Arsizio. La prima udienza si
terrà il prossimo 28 maggio. Il controricorso di Alitalia
“contiene la replica puntuale all'assunto di Sea che il rapporto con Alitalia dovesse proseguire fino al 2041 pur in assenza di
ogni vincolo contrattuale e a prescindere da ogni logica di impresa, mostra
come il danno emergente non sia riscontrabile in quanto tutti gli acquisti e
gli investimenti di Sea sono perfettamente compatibili con l'utilizzo
dell'aeroporto da parte di ciascun altro vettore passato e futuro, dimostra
come ogni valutazione di cosiddetto lucro cessante sia esclusa dalla mancanza
di alcun vincolo pluriennale, e tanto meno più che trentennale, di legame fra
Sea ed Alitalia”. Alitalia è
decisa a svolgere i processi nelle aule dei tribunali e non sulle pagine dei
quotidiani, ai quali saranno comunicati “esclusivamente dati oggettuali”.
Valentina Pellegrino.
( da "Stampa, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
O di governance
duale scelto dall'istituto. "Ad un anno di distanza confermiamo la
validità della scelta compiuta, che ha consentito di conseguire gli obiettivi
fissati e di garantire la sana e prudente gestione della banca". E
indirettamente, Bazoli replica alle perplessità avanzate da Mario Draghi sul
modello di governance, rispondendo alle domande di un'azionista sulla presenza
dei manager nel consiglio di gestione. "Questo - ha detto il presidente
del consiglio di sorveglianza del gruppo - corrisponde ad un'altra visione del
duale, che noi non abbiamo adottato perché pensiamo che comporti il rischio di
disfunzione, anche grave, se applicata, perché può ridurre il consiglio di
gestione ad un compito solo esecutivo mentre attualmente ha anche compiti
diversi, anche di nomina". "In mancanza di una situazione di
autonomia tra i due organi - ha concluso Bazoli - diventa difficile realizzare
una situazione di dialettica che invece deve essere sempre assicurata".
Nessuna preoccupazione per la verifica ispettiva della stessa Banca d'Italia,
durata dal 2 agosto del 2007 al 18 gennaio 2008. Il rapporto ispettivo è stato
consegnato lo scorso 7 aprile e verrà adesso esaminato dal consiglio di
sorveglianza. La verifica, ha spiegato Bazoli, ha riguardato l'operatività
della banca in derivati sia verso i clienti che in conto proprio. Ricordando
che Intesa è una delle banche meno esposte per quanto riguarda l'operatività
verso i clienti. Le domande degli azionisti all'assemblea - che ha sancito
l'ingresso nel cds di Riccardo Varaldo, su indicazione dell'Ente Cassa di
Risparmio di Firenze e Marco Ciabattoni, su proposta della Fondazione Cariparo
- sono state anche l'occasione per tornare sull'investimento in Telecom. "Pensiamo
- ha detto ancora Passera - sia uno di quei casi di azienda che attraverso
gestione e stabilità di azionisti possa dare beneficio a tutti gli azionisti e
anche a questo paese. Bazoli interviene anche sulla vicenda
Alitalia: "La nostra
Banca può prendere in considerazione l'intervento in Alitalia solo se ci sarà un piano industriale rigoroso che abbia alte
probabilità di successo". Sulla stessa linea Corrado Passera: "Se si
trovasse il modo, e si può trovare, per rialanciare Alitalia non ci tireremmo indietro" \.
( da "Stampa, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Prima della Festa
del Lavoro la Borsa di Milano ha chiuso in rialzo con il Mibtel +0,55% e
l'S&P/Mib +0,33%. Sostenuti gli scambi, ammontati ad oltre 6,2 miliardi di
euro. Telecom Italia, nel giorno dell'incontro a Madrid tra l'ad Franco Bernabè
e il presidente di Telefonica Cesar Alierta, ha guadagnato il 3,05%. Positivi
anche gli altri titoli del comparto telecomunicazioni con Fastweb a +0,4% e
Tiscali a +0,52%. Per quanto riguarda i finanziari, Generali +0,63%, Mediolanum
+0,13%, Unicredit -0,31%, Mediobanca +0,3% e Intesa Sanpaolo +0,9% nel giorno
dell'assemblea. La Popolare Intra ha fatto +19,91% nell'ultimo prezzo e +21,91%
nel riferimento sull'annuncio che la controllante Veneto Banca Holding lancerà
un'offerta di acquisto e scambio finalizzata al delisting della banca
piemontese. Impregilo ha guadagnato lo 0,8% favorita dall'aggiudicazione in
consorzio dei lavori per il primo tratto della Pedemontana lombarda. Tra gli energetici continua il buon momento per Eni (+0,45%),
mentre Enel è arretrata dell'1,22%. Nel comparto industriale positivi i titoli
Finmeccanica (+3,51%) e Pirelli (+0,96%), in flessione invece Fiat (-1,32%).
Geox guadagna il 2,12% e Alitalia registra un +7,87%.
( da "Giornale.it, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 104 del 2008-05-01 pagina 21 Alitalia, spunta un fondo estero Bazoli: pronti se c'è un piano serio di Enrico
Bonzio da Milano Spunta anche un fondo tra i pretendenti di Alitalia. Il brasiliano Multi-Long è
specializzato nella ristrutturazione di aziende, ha offerto un miliardo di euro
per acquistare la compagnia italiana. È quanto si legge sull'edizione online
dell'International Herald Tribune, che cita l'amministratore delegato di
Multi-Long, Michael Breslow. Il fondo avrebbe presentato la proposta al governo
italiano e alle autorità europee. "Ci hanno chiesto se abbiamo esperienza
in linee aeree e abbiamo detto di no. Ma uno più uno fa due e - ha detto
Breslow - noi conosciamo la matematica". Multi-Long aveva tentato di
acquistare la linea aerea brasiliana Varig, offrendo 800 milioni di dollari
(circa 515 milioni di euro), ma la sua proposta si scontrò contro il veto delle
autorità locali. Secondo Breslow, il fondo non ha ancora le capacità
finanziarie per l'acquisizione del gruppo italiano, ma ritiene che non ci
saranno difficoltà ad ottenerle da banche brasiliane ed europee. Fonti del
ministero dell'Economia hanno affermato che per il momento non risultano
richieste o offerte nuove. Nuove, invece, le dichiarazioni del gruppo Intesa
Sanpaolo che si dice pronto a prendere in considerazione un intervento in Alitalia solo "alle condizioni che si sono verificate
per gli interventi in altre importanti aziende da risanare": e cioè, come
ha detto il presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo,
Giovanni Bazoli, che ci sia "un piano industriale assolutamente rigoroso
che assicuri grandi probabilità di ripresa dell'azienda". Solo a queste
condizioni, ha concluso Bazoli, rinviando all'amministratore delegato Corrado
Passera per altri commenti sull'argomento, "potranno essere prese in
considerazione ipotesi di un nostro intervento in Alitalia".
E Passera ha aggiunto: "Per ora non siamo impegnati su nessuna trattativa
specifica, in nessuna cordata specifica. Se si trovasse il modo, e si può
trovare, per rilanciare Alitalia non ci tireremmo
indietro". Intanto ieri ha avuto luogo presso lo studio dell'avvocato
Claudio Privitera l'incontro in programma con i sindacati. "L'incontro di
oggi è stato piuttosto generico: le linee guida rappresentano qualcosa di
innovativo, ma al momento parliamo soltanto di criteri generali e i tempi
indicati da Privitera, intorno a un anno, sono piuttosto lunghi perché la crisi
di Alitalia richiede soluzioni in tempi molto più
brevi". È quanto ha detto il presidente dell'Anpac, Fabio Berti,
commentando l'incontro con l'avvocato Privitera che ha convocato Avia, Anpac,
Sdl, Ugl e Anpav per illustrare il suo progetto di rilancio dell'Alitalia. Il piano prevede la costituzione di due newco, una
per la manutenzione e una per la gestione e il leasing degli aerei, da
affiancare alla attuale struttura societaria e risorse per 5-6 miliardi. Mentre
Bruxelles ribadisce il no alla concessione di aiuti di Stato in riferimento al
prestito ponte, ora si attende la fase più importante che chiarirà il reale
interesse da parte di nuovi e vecchi soggetti: l'apertura della due diligence,
e cioè l'accesso ai dati "sensibili" della compagnia per poter poi
passare alle proposte d'acquisto. Sul quando, a deciderlo sarà il cda di Alitalia con il governo. Infine la posizione finanziaria
netta del gruppo Alitalia, al 31 marzo scorso, era
negativa per 1,353 miliardi, con un decremento dell'indebitamento netto di 15
milioni (meno 1,1%) rispetto alla fine di febbraio. Secondo quanto riferisce la
compagnia, disponibilità e crediti a breve del gruppo sono pari a 180 milioni,
in linea con la situazione registrata alla fine dello scorso febbraio. ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Stampa, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Non tutti nei
salotti Nell'articolo firmato da Jacopo Iacoboni, apparso su La Stampa del 29
Aprile, emerge il ritratto di una "Roma piaciona", la sensazione che
se ne ricava è che tutti i personaggi citati nell'articolo avrebbero a vario
titolo partecipato ad una sorta di gaudente convivio cultural-mondano. Siamo
rimasti sorpresi nel leggere anche i nostri nomi, il mio e quello di Margaret
Mazzantini e di Moira Mazzantini. Per quello che ci riguarda, non abbiamo mai
partecipato a nessuna "terrazza" e a nessun salotto "trait
d'union". Conduciamo una vita appartata, lo sanno tutti, e l'unico divano
che frequentiamo è quello di casa nostra. Non cerchiamo quindi oggi nessun
nuovo "posizionamento". Ci sembrerebbe paradossale peraltro cercarlo
attraverso il "link" (cito l'articolo), con "l'ex repubblichino
Carlo Mazzantini", mio suocero, morto di recente. Uomo ruvido, fuori dai
giochi, è vissuto isolato in campagna a scrivere, elaborando con profonda
onestà intellettuale la tragedia sua e di un'intera generazione. SERGIO
CASTELLITTO Ali alla patria La storia propone sempre agli umani corsi e
ricorsi. Negli Anni Trenta gli italiani furono sollecitati a donare oro ed
altri metalli alla patria per permetterle, con il loro sacrificio, migliori
prospettive. Dopo settant'anni un altro padre storico, prima dell'ultima
consultazione elettorale, anticipò la possibilità di far acquistare la compagnia
aerea di bandiera da una cordata nazionale di salvatori... a cui avrebbero
partecipato anche i suoi figlioli benestanti. Oggidì, nonostante egli sia stato
eletto, si è dimenticato quanto ha promesso e vorrebbe vendere l'Alitalia agli italiani. Tale soluzione è
un'alternativa di comodo e con essa manca di rispetto alla nazione, ed a chi
gli ha creduto. No grazie! CESARE AUTERA Le trattenute in busta paga Per
effetto di uno strano regolamento aziendale, l'aumento derivante dal
"Contratto Metalmeccanici", è stato erogato assorbendo un
"vecchio" aumento di merito, cosa questa che ha incrementato
di euro 0 la mia busta paga. In compenso la Regione Veneto ha aumentato la
propria ritenuta Irpef del 70% ed il Comune di Sanguinetto (Vr), del 500%. Per
questi motivi, ed a fronte di niente, la mia busta paga si è alleggerita
rispetto all'anno precedente di 32 euro mensili. A tutto questo, vanno aggiunti
i rincari vari... Ma non c'è nessuno che avendone gli strumenti, possa
denunciare queste malefatte? GIORGIO BERTINATO Autorità molto tempestive Ho
letto la notizia dell'insegnante di Padova sospesa per aver invitato le alunne
islamiche a levarsi il velo. Non so e non posso dare alcun giudizio né sul
fatto né su quell'insegnante. È da rimarcare comunque la tempestività e la
drasticità con cui sono intervenute in questo caso specifico le autorità
scolastiche. Molto diverse dal lassismo, dalla minimizzazione e dalla
"tolleranza" dimostrate in altre occasioni e a seguito di fatti di
gran lunga più gravi. Mi sorge spontaneo un dubbio: non sarà per caso che in
questa occasione si è osato toccare la permalosità degli islamici? PAOLO LAUNA
I barboni per strada L'intervista pubblicata ieri sulla Stampa a Chiamparino
suscita perplessità. Coerentemente con quanto afferma il sindaco, se dopo aver
dialogato è lui che decide, dobbiamo a lui l'affollamento di barboni sotto i
portici. Delle due l'una, o i barboni sono talmente numerosi che è impossibile
controllarli e indurli a trovare rifugio in case di accoglienza, oppure
semplicemente il sindaco si disinteressa del problema. Forse considera anche
quei poveretti come parte della nuova torinesità. Di certo serve a poco
spendere milioni di euro per pubblicizzare Torino se poi i turisti inciampano
in gente che dorme sotto i portici in pieno centro cittadino. PAOLO BRESSANO Il
rischio tirannide Desidero citare un brano di Platone (
( da "Stampa, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Alitalia
E: l'ex compagnia di
bandiera chiede quasi 1,2 miliardi di danni alla società che controlla Malpensa
e che a sua volta pretende 1,2 miliardi tondi per il ritiro dall'aeroporto
varesino di quasi tutti i voli con la livrea bianco-rosso-verde. Mentre Sea
considera Alitalia inadempiente perché aveva firmato
un contratto per l'uso di Malpensa fino al 2014, la compagnia aerea afferma che
non ci sarebbero stati "vincolo contrattuale né logica d'impresa" in
una sua eventuale permanenza nello scalo, aggiunge che "il danno emergente
e il lucro cessante per Sea non sono riscontrabili" e accusa: "Il
modo in cui Sea ha impostato e gestito mediaticamente il processo davanti al
tribunale di Busto Arsizio ha causato gravi danni, e potrebbe causarne ancora, al processo di privatizzazione" della stessa Alitalia. Air France chiedeva infatti di
risolvere la pendenza con Sea prima di acquisire la compagnia, ed è logico che
qualunque futuro acquirente ponga la stessa condizione. Intanto i margini per Alitalia si fanno sempre più stretti.
Ieri è stato comunicato che l'indebitamento netto a marzo era di 1,353
miliardi di euro e la liquidità era scesa a circa 180 milioni (-1% da
febbraio). I 300 milioni stanziati dal governo Prodi per tenere la compagnia
sotto la tenda a ossigeno appaiono più necessari che mai (ammesso che si
consideri Alitalia un bene da tutelare, e non un onere
infinito dopo dieci anni di perdite) ma dalla Commissione Ue i toni si
induriscono a fronte della minaccia di Berlusconi di ri-statalizzare la
compagnia: "A priori, ogni intervento finanziario rischia di essere
considerato come un aiuto di Stato" ammonisce il capo-gabinetto del
responsabile ai Trasporti, Jacques Barrot. Ieri si sono fatti avanti due nuovi
pretendenti ad Alitalia. Uno è il fondo brasiliano
Multi-Long, che offre un miliardo di euro. L'altro è l'avvocato romano Claudio
Privitera che ha illustrato un suo piano ad alcuni sindacati, forse su mandato
di terzi; il progetto richiede però 5 o 6 miliardi che a quanto sembra
Privitera spera di ottenere da Eni, Enel e Finmeccanica.