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DOSSIER “ALITALIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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T ARTICOLI DEL  1-5 giugno 2008      #TOP



Report "Alitalia 2"

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Indice delle sezioni

Alitalia 2 (121)


Indice degli articoli

Sezione principale: Alitalia 2

Air one ha il 37% del mercato nazionale ( da "Secolo XIX, Il" del 01-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: compagnia aerea fondata da Carlo Toto e possibile componente della cordata italiana per rilevare Alitalia ha chiuso il bilancio 2007, approvato ieri dall'assemblea dei soci, con utile netto di circa 6,8 milioni di euro, in linea con il 2006, e un fatturato in aumento del 22,6%, a quota 749,5 milioni. La compagnia ha trasportato oltre 7,5 milioni di passeggeri, in aumento del 20,8%.

Alitalia, Intesasi dà poco tempo ( da "Secolo XIX, Il" del 01-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Intesa Sanpaolo si appresta ad aprire il delicatissimo dossier Alitalia garantendo "massimo impegno" e "tempi necessariamente brevi". Si attende la pubblicazione del decreto del governo che avvia il terzo tentativo di salvataggio in extremis della compagnia sull'orlo della liquidazione e il cda di Alitalia del 3 giugno, che nominerà la banca advisor dell'operazione.

Draghi il trapezista, tremonti il dittatore - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 01-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: operazione Alitalia si può fare soltanto se si troverà un imprenditore internazionale. Ha perfettamente ragione la Marcegaglia, ma chi? Air France ha chiuso o meglio è stata buttata fuori dai sindacati Alitalia e da Berlusconi in campagna elettorale. Lufthansa non ritiene che Alitalia sia appetibile ed eguale giudizio ne ha dato Aeroflot.

La situazione Alitalia è difficile, tempi stretti Giovanni Bazoli, presidente di Intesa Sanpaolo: nostra relazione per l'assemblea di fine mese ( da "Unita, L'" del 01-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: situazione Alitalia è difficile, tempi stretti" Giovanni Bazoli, presidente di Intesa Sanpaolo: nostra relazione per l'assemblea di fine mese di Marco Ventimiglia/ Milano MOMENTO DIFFICILE Nessuna cura miracolosa per Alitalia, almeno da parte di Intesa Sanpaolo, l'istituto incaricato dal governo come advisor per trovare gli investitori interessati al rilancio della compagnia di bandiera.

Ovvietà ( da "Unita, L'" del 01-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: " Lei risponde: "Ne parliamo dopo la pubblicità!" Ho letto ieri che l'affaire Alitalia non decolla, che a volare sono i prezzi, e che il governo resta fermo. Se c'è una cosa noiosa nella tragedia è che finisce sempre male! Arrivederci alla prossima parola.

Questi fantasmi ( da "Unita, L'" del 01-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Mentre l'Alitalia sta per scomparire dai cieli, ti annunciano all'improvviso, con una incosciente allegria da Titanic, il Ponte di Messina, opera gigantesca per cui non esistono disegni e studi di fattibilità e di (immenso, rovinoso) impatto ambientale.

"molto difficile la crisi alitalia" - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 01-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia "Molto difficile la crisi Alitalia" Bazoli: tempi stretti, Intesa SanPaolo per ora non sarà azionista Prima la relazione patrimoniale poi il piano industriale infine la "caccia" al compratore LUCIO CILLIS ROMA - Bisogna fare in fretta, certo, perché Alitalia rischia di chiudere sommersa dai debiti.

Brevi, schede e richiami 3 ( da "Repubblica, La" del 01-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 05 Tg24 economia Si apre un nuovo capitolo nella privatizzazione dell'Alitalia. Ne parlano il professore d'economia Carlo Scarpa, l'economista Fabio Verna e il giornalista Rosario Dimito. Sky Tg24 18.35 report Spot pubblicitari, focus group, studio dell'avversario. Sono questi gli elementi delle campagne elettorali svelati dal film inchiesta "La crisi è il nostro marchio".

<Alitalia, c'è poco tempo Situazione difficile> ( da "Corriere della Sera" del 01-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia". Il banchiere ha poi anticipato l'intenzione di Intesa-San Paolo di "presentare una relazione all'assemblea Alitalia di fine giugno con un resoconto sulla situazione patrimoniale ". In una dichiarazione scritta diffusa al termine dell'assemblea di Bankitalia, il presidente del consiglio di gestione di Intesa-San Paolo Enrico Salza ha sottolineato i motivi che hanno spinto

Notizie in 2 minuti ( da "Corriere della Sera" del 01-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Intesa: per Alitalia poco tempo "Massimo impegno e tempi stretti, la situazione è complessa e difficile". Lo ha detto Giovanni Bazoli, presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa- SanPaolo, a proposito di Alitalia, per la cui privatizzazione il gruppo bancario ha ricevuto l'incarico di advisor.

Ma che Europa è senza partecipazione ( da "Liberazione" del 01-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E la vicenda Alitalia ne è un esempio. E tuttavia non è un caso, se le prime previsioni di bilancio, anticipate dal nuovo ministro del tesoro Tremonti, assomigliano moltissimo a quelle del suo predecessore di centro sinistra. Per questo parliamo di Europa delle banche e del mercato.

Partecipazione all'impresa? Per la Cgil non è un tabù ( da "Manifesto, Il" del 02-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: azionariato in Alitalia, dove qualche anno fa è stato distribuito il 20% delle azioni tra i lavoratori come acconto degli aumenti salariali a venire. Quel che è certo però, dice Solari, è che "oggi le emergenze sono altre e hanno più a che fare con la legittimazione del sindacato dal basso, che con la sua legittimazione nell'impresa".

BREVI ( da "Secolo XIX, Il" del 02-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Roberto Sirie-mail Alitalia, un gioco dell'oca inchiodato alla prima casella La telenovela dell'Alitalia continua (ed essendo una telenovela chissà quante altre puntate ci riserverà). Peccato che tutti i costi di produzione (della telenovela) siano a carico del contribuente.

Epifani: <Per Alitaliaun partner internazionale> ( da "Secolo XIX, Il" del 02-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "esistono solo due strade per Alitalia". Una è quella di "rivolgersi a un grande vettore internazionale, quello più compatibile con la condizione di Alitalia, e fare un accordo". L'altra è, appunto, quella di "un'alleanza Alitalia-AirOne, con l'ingresso di un soggetto internazionale in seconda battuta".

Tabacci attacca la Consob ( da "Unita, L'" del 02-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stai consultando l'edizione del ALITALIA Tabacci attacca la Consob "Come mai la Consob non ha ritenuto di sospendere il titolo Alitalia quando, in campagna elettorale, ci fu un rialzo del 250% in base alle voci su una cordata?": lo ha chiesto a Trento Bruno Tabacci (Udc), partecipando a un dibattito nel corso del festival dell'economia.

Alitalia. Il decreto che contiene l'assegnazione del prestito ponte per Alitalia sarà ( da "Unita, L'" del 02-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stai consultando l'edizione del Alitalia. Il decreto che contiene l'assegnazione del prestito ponte per Alitalia sarà in votazione da mercoledì mattina in aula. Rispetto al momento in cui il decreto è stato emesso dal governo Prodi, la situazione sembra però radicalmente modificata.

Pigneto, basta un tatuaggio per essere credibili? Cara Unità, uno come Chianelli che ( da "Unita, L'" del 02-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E la cordata salva Alitalia dov'è finita? Lino Pantone, Omegna Altri sono i temi da affrontare Cara Unità, cambiare il nome alla nostra festa mi sembra francamente un problema di "lana caprina". In un clima di "fascismo trionfante" e che si sente legittimato a fare ogni cosa in virtù di un passato mai rinnegato che ora un evidente "spalla"

Come battere i francesi ( da "Riformista, Il" del 02-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dagli psicodrammi di Edf e di Alitalia all'inarrestabile ascesa del Sarkoberlusconismo, dalle peripezie di Carla agli intrighi di Villa Medici - abbiamo tendenza a perderci e a fare confusione. A che punto stanno, veramente, i rapporti tra Italia e Francia? Chi, dei due cugini che competono per imporre il loro stile di vita al resto del mondo,

Spinetta: 'Alitalia? Serve un esorcista' ( da "Voce d'Italia, La" del 02-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Air France alle prese con i costi esorbitanti del carburante Spinetta: "Alitalia? Serve un esorcista" "Nessun contatto tra Air France e il nuovo governo" Istambul, 2 giu. - Esorcismo. Ecco la soluzione per Alitalia. Almeno a sentire il numero uno di Air France, Spinetta. Il presidente della compagnia aerea, Spinetta, afferma che dal “

Spinetta: "Alitalia? Serve un esorcista" ( da "Voce d'Italia, La" del 02-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Air France alle prese con i costi esorbitanti del carburante Spinetta: "Alitalia? Serve un esorcista" "Nessun contatto tra Air France e il nuovo governo" Istambul, 2 giu. - Esorcismo. Ecco la soluzione per Alitalia. Almeno a sentire il numero uno di Air France, Spinetta. Il presidente della compagnia aerea, Spinetta, afferma che dal “

Alitalia,Air Francerifiutanuove avance ( da "Secolo XIX, Il" del 03-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "Per Alitalia ci vuole l'esorcista". È quasi uno sfogo, dopo settimane, di silenzio quello di Jean-Cyril Spinetta, patron del colosso Air France-Klm, uscito con le ossa rotte dal tentativo di comprare e rilanciare la nostra compagnia di bandiera. "Noi ne restiamo fuori.

Alitalia? <Serve l'esorcistaAir France ne resta fuori> ( da "Secolo XIX, Il" del 03-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia? "Serve l'esorcistaAir France ne resta fuori" Jean-Cyril Spinetta rifiuta nuovi contatti. Berlusconi incontra Sarkozy Roma. "Per Alitalia ci vuole l'esorcista". E' quasi uno sfogo dopo settimane di silenzio quello di Jean-Cyril Spinetta, patron del colosso Air France-Klm, uscito con le ossa rotte dal tentativo di compare e rilanciare la compagnia di bandiera del Belpaese.

Un alleato internazionaleper l'esorcismo all'Alitalia ( da "Secolo XIX, Il" del 03-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia ci vuole l'esorcista". La battuta polemica l'ha riciclata ieri - perché il copyright spetta a Maurizio Prato, ex presidente della compagnia di bandiera italiana - il leader di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta. Un còrso coriaceo e sarcastico, di antiche simpatie socialiste, che sotto il getto del motto corrosivo ha voluto bruciare le speranze di un ritorno in pista del

Mister call center ora tripi sbarca in cina - eugenio occorsio ( da "Repubblica, La" del 03-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Almaviva, la holding di Tripi, gestisce decine di call center: per Telecom, Sky, Vodafone, Tim, Alitalia, e poi a Belo Horizonte per Tim Brasil, in Tunisia per una serie di compagnie locali, ora perfino in Cina dove a fine 2008 entrerà in funziona la joint-venture con la Ccid di Shangai. SEGUE A PAGINA XIII.

La soluzione Spinetta: Per risolvere la crisi Alitalia serve l'esorcista Il presidente di Air France-Klm parla dopo la rottura della trattativa. Guido Rossi: la compagnia doveva fa ( da "Unita, L'" del 03-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: edizione del La soluzione Spinetta: "Per risolvere la crisi Alitalia serve l'esorcista" Il presidente di Air France-Klm parla dopo la rottura della trattativa. Guido Rossi: la compagnia doveva fallire tempo fa di Marco Ventimiglia/ Milano BOTTA E RISPOSTA La crisi dell'Alitalia non conosce pausa, neppure per il lungo "ponte" appena concluso.

IL PRIMO TEST DELLA LIBERTA' ( da "Corriere della Sera" del 03-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: privatizzare Alitalia è davvero sorprendente. Fino a pochi mesi fa quella banca partecipava alle trattative per acquistare Alitalia dal lato dei possibili acquirenti. Inoltre, per procedere alla scelta di un consulente senza una gara, il governo ha dovuto adottare un decreto legge che dispone una "deroga alla legge 474/94 sulle modalità di dismissione delle partecipazioni del Tesoro"

Anche Rifondazione promuove la strategia del Tesoro ( da "Tempo, Il" del 03-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Rifondazione promuove Tremonti su Alitalia e mercatismo, meno sulla manovra da 10 miliardi di euro per il 2009 che "ripete un classico senza distinzione tra centro-destra e centro-sinistra, ossia la tassazione tradizionale". "Se su Alitalia avessimo noi fatto quanto sta facendo il Governo attuale - osserva Zipponi - ci avrebbero accusati di statalismo: ed invece questo dell'

Giulio gioca in Europa la carta superbudget ( da "Corriere della Sera" del 03-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: anche per la linea presa sull'Alitalia, il plauso nientemeno che di Rifondazione Comunista. "Quando critica il mercatismo e assegna allo Stato un ruolo forte di guida e di intervento nei settori strategici " dice il responsabile economico del partito, Maurizio Zipponi, "è chiaro che Tremonti va nella direzione che noi auspichiamo da tempo".

In breve ( da "Manifesto, Il" del 03-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia Spinetta (Air France): "Ci vuole l'esorcista" A Jean-Cyril Spinetta sono rimaste impresse le parole pronunciate dall'ex presidente di Alitalia, Maurizio Prato, quando lui, il numero uno di AirFrance-Klm, si alzò dal tavolo di confronto con i sindacati sull'acquisizione della compagnia italiana e si arrese.

<Per Alitalia serve l'esorcista, noi fuori> ( da "Corriere della Sera" del 03-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Una tempistica che combacia perfettamente con la prossima assemblea degli azionisti di Alitalia, fissata per il 27 giugno, il cui ordine del giorno prevede (per ora) anche il reintegro del consiglio dopo le recenti dimissioni. I vertici Il presidente di Air France, Jean-Cyril Spinetta. Chiuse le trattative per l'ingresso in Alitalia Jacopo Tondelli jacopotondelli@corriere.

Passaggi ( da "Corriere della Sera" del 03-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-06-03 num: - pag: 29 autore: di BEPPE SEVERGNINI categoria: BREVI Passaggi Per l'Alitalia ci vuole l'esorcista, dice Spinetta. Diavolo di un uomo! Ecco perché ne è uscito. www.corriere.it/italians.

Capanna: Stop ai futures alimentari per eccesso di rialzo ( da "Manifesto, Il" del 03-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: noi è capitato di recente per i titoli di Alitalia e della Roma calcio. Alla borsa di Nuova Dheli per eccesso di rialzo hanno sospeso le contrattazioni dei titoli dei generi alimentari. Qualcuno in Italia lo sa? Certo, il nostro paese da solo conta poco. Però può far pressioni in Europa e nel mondo perché si sospendano i titoli alimentari quando i rialzi sono palesemente eccessivi.

Alitalia, adesso Bazoli si riprende il palcoscenico ( da "Tempo, Il" del 03-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stampa Alitalia, adesso Bazoli si riprende il palcoscenico Fabio Perugia f.perugia@iltempo.it Giovanni Bazoli esce allo scoperto. Rimasto dietro le quinte durante la travagliata partita di Alitalia condotta dal governo Prodi, il presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa SanPaolo rompe gli indugi.

La Camera da l'ok alla convenzione tra Autostrade e Anas ( da "Tempo, Il" del 03-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. Il disappunto di Fini si è appuntato sulla prima versione dell'emendamento, che dava il via libera anche alle convenzioni dell'Anas stipulate dopo il varo del decreto da parte del governo, l'8 aprile scorso. Il problema è stato sollevato in aula dall'ex ministro Antonio di Pietro: "Non si può far sì che l'Anas decida da sola a chi dare in concessione un bene dello Stato"

Palazzo Chigi: Alitalia vive un anno con il prestito ponte da 300 milioni ( da "Tempo, Il" del 03-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stampa Palazzo Chigi: "Alitalia vive un anno con il prestito ponte da 300 milioni" Le misure di urgenza per Alitalia, varate dal governo servono a "salvaguardare per i prossimi dodici mesi la continuità aziendale", evitando così per un anno la liquidazione della compagnia.

Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it Jean-Cyril Spinetta, ( da "Tempo, Il" del 03-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: tira in ballo la possessione diabolica per spiegare l'impossibilità per Alitalia di uscire dalla crisi. Così ieri ha preso a prestito le parole pronunciate dall'ex presidente di Alitalia, Maurizio Prato, quando il numero uno della compagnia francese, si alzò dal tavolo di confronto con i sindacati sull'acquisizione della compagnia italiana e si arrese.

<Per Alitalia ci vuole l'esorcista> ( da "Liberazione" del 03-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Per Alitalia ci vuole l'esorcista" "Per Alitalia ci vuole l'esorcista". A Jean-Cyril Spinetta sono rimaste impresse le parole pronunciate dall'ex presidente di Alitalia, Maurizio Prato, quando lui, il numero uno di AirFrance-Klm, si alzò dal tavolo di confronto con i sindacati sull'acquisizione della compagnia italiana.

Alitalia, il rimpianto di Spinetta: <Per salvarla serve l'esorcista> ( da "Liberazione" del 03-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Oggi il cda per dare a Intesa Sanpaolo il mandato per il ruolo di advisor Alitalia, il rimpianto di Spinetta: "Per salvarla serve l'esorcista".

Compagnie aeree, è allarme rosso - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 03-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, purtroppo per il Belpaese, occupa un posto nella parte più alta di questa lista. Il conto del carburante per la Magliana, per dare un'idea, è cresciuto nel primo trimestre 2008 del 25% (62 milioni) a 285 milioni e visto lo stato delle casse della società c'è poco da stare allegri.

Spinetta: "restiamo fuori da alitalia aveva ragione prato, serve l'esorcista" - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 03-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, Air One e altri vettori minori, risanare il tutto e rimettere in vetrina la nuova Alitalia con una dote del 70% del mercato nazionale. Per poi andare a bussare alla porta dei grandi vettori europei, Air France e Lufthansa in testa. "No, ora non ci pensiamo alla possibilità di tornare alla carica - ribadisce Spinetta -

Cipolletta: sì ai privati per le fs ma non vorrei rischiare di fallire ( da "Repubblica, La" del 03-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ma non vorrei fare la fine di Alitalia", dice Innocenzo Cipolletta, presidente delle Ferrovie. Uno dei sistemi per non percorrere la strada tutta in salita di un salvataggio in extremis anche per Fs, passa per cambiamenti di mentalità e chiari accordi sindacali. Cipolletta, ad esempio, parla "del far andare i treni con un solo macchinista,

Alitalia, Air France rifiuta nuove avance ( da "Secolo XIX, Il" del 03-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "Per Alitalia ci vuole l'esorcista". È quasi uno sfogo, dopo settimane, di silenzio quello di Jean-Cyril Spinetta, patron del colosso Air France-Klm, uscito con le ossa rotte dal tentativo di comprare e rilanciare la nostra compagnia di bandiera. "Noi ne restiamo fuori.

Capanna: <Stop ai futures alimentari per eccesso di rialzo> ( da "Manifesto, Il" del 03-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: noi è capitato di recente per i titoli di Alitalia e della Roma calcio. Alla borsa di Nuova Dheli per eccesso di rialzo hanno sospeso le contrattazioni dei titoli dei generi alimentari. Qualcuno in Italia lo sa? Certo, il nostro paese da solo conta poco. Però può far pressioni in Europa e nel mondo perché si sospendano i titoli alimentari quando i rialzi sono palesemente eccessivi.

Conti pubblici il ministro conferma il pareggio di bilancio entro il 2011 ( da "Riformista, Il" del 03-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: Su Alitalia, ad esempio, il responsabile economico di Rifondazione, Maurizio Zipponi, afferma: "Quando il ministro critica il mercatismo e assegna allo Stato un ruolo forte di guida nei settori strategici come Alitalia va nella direzione da noi auspicata, e non da oggi".

Trento al festival un inedito asse tra il liberista e l'anti-trustista ( da "Riformista, Il" del 03-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: Giavazzi e Rossi hanno avuto parole molto esplicite anche su Alitalia e sulla Consob. L'economista della Bocconi, autore di recente de Il liberismo è di sinistra , ha sottolineato che "negli ultimi dodici anni Alitalia ha chiuso il bilancio in attivo un solo anno e perde due milioni al giorno. In quale altro paese resterebbe aperta?

Quando i Tg "aiutano" la camorra ( da "Giornale.it, Il" del 03-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Milva e quei sette milioni nascosti.

Rossi e Giavazzi "Banche fuori dai fondi comuni" ( da "Stampa, La" del 03-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia prima fallisce meglio è". E anche per Rossi, "Alitalia doveva fallire, ma tempo fa. Del resto la Sabena lo ha fatto ed è ripartita dalla sera alla mattina". Le proposte comuni non sono solo il divertissement di due intellettuali che d'abitudine non lesinano critiche, meglio se affilate, al capitalismo nostrano.

<Alitalia, prestito ingiusto> ( da "Secolo XIX, Il" del 04-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "Alitalia, prestito ingiusto" le accuse di british airways e ryanair I vettori contro il decreto del governo: "Altera la concorrenza". Tremonti: "Necessario" ' 04/06/2008 le alleanzedel domaniAir France potrebbe essere una buona soluzione per accordi futuri silvio berlusconipresidente del Consiglio 04/06/2008.

L'europa boccia il prestito ponte per l'alitalia "è un aiuto di stato e va sospeso" - lucio cillis e alberto d'argenio a pagina 13 ( da "Repubblica, La" del 04-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Scatta la procedura d'infrazione dell'Unione Tremonti replica: finalizzato alla privatizzazione L'Europa boccia il prestito ponte per l'Alitalia "è un aiuto di Stato e va sospeso" lucio cillis e alberto d'argenio a pagina 13 SEGUE A PAGINA 13.

La ue boccia il prestito-ponte alitalia - alberto d'argenio ( da "Repubblica, La" del 04-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ponte Alitalia Mercoledì la procedura d'infrazione: "è un aiuto di Stato e va sospeso" Tremonti: "è finalizzato alla privatizzazione". Non scatta subito l'ingiunzione ALBERTO D'ARGENIO BRUXELLES - Le spiegazioni del governo italiano non bastano a spazzare i dubbi dell'Unione europea sulla legalità del prestito ponte da 300 milioni di euro concesso ad Alitalia.

Consob pronta a sospendere il titolo berlusconi: intese future con air france - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 04-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia incarica Intesa Sanpaolo come advisor Consob pronta a sospendere il titolo Berlusconi: intese future con Air France Resta in piedi l'ipotesi di una fusione tra la compagnia di bandiera e AirOne Gli esuberi potrebbero salire a una cifra compresa tra 8 mila e 10 mila LUCIO CILLIS ROMA - Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy hanno trovato il tempo di parlare del fallito matrimonio

Volo alitalia tunisi-roma oltre due ore per i bagagli - cecilia gentile ( da "Repubblica, La" del 04-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Non volerò più Alitalia". I passeggeri se la prendono con la compagnia di bandiera perché tocca alle singole compagnie affidare a terzi la gestione della riconsegna bagagli. Dall'Alitalia confermano il ritardo del volo e della riconsegna bagagli così come lo hanno riferito i passeggeri.

"aereo in mare" esercitazione a mondello ( da "Repubblica, La" del 04-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, Myair e Air Dolomiti) e 400 persone in tutto. L'obiettivo è la verifica delle procedure e della tempestività degli interventi in caso di pericolo. Dopo la comunicazione da parte della torre di controllo di Palermo della perdita del contatto con l'aereo proveniente da Bari e diretto nel capoluogo siciliano,

Chiusura in rialzo ( da "Unita, L'" del 04-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Generali accoglie il rialzo di rating da parte di Credit Suisse con un tiepido progresso (più 0,38%). Richiesti, fra gli editoriali dopo le flessioni della scorsa settimana, Seat PG (più 3,38%) e L'Espresso (più 2,24%). Netta flessione nella sua unica fase d'asta, per Alitalia, oggi in calo del 7,1%.

Alitalia, Berlusconi apre a un accordo con Air France Il premier esclude la vendita. Consob valuta la sospensione del titolo. Ryanair e BA protestano contro il prestito ( da "Unita, L'" del 04-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dopo oltre sessanta giorni Silvio Berlusconi riporta la partita Alitalia al punto di partenza. E cioè Air France. "Per il futuro - ha detto il premier a margine dell'incontro con il presidente francese Nicolas Sarkozy - Alitalia avrà convenienza a trovare accordi con compagnie internazionali e Air France potrebbe essere un'ottima soluzione".

Clandestini, marcia indietro di Berlusconi Il premier dopo le critiche da Onu e Vaticano: Non è un reato ma un'aggravante . Intesa con Sarkozy ( da "Unita, L'" del 04-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi torna anche sun altro dossier caldissimo: l'Alitalia. "Per il futuro, Alitalia avrà convenienza a trovare accordi con compagnie internazionali e Air France potrebbe essere un'ottima soluzione", afferma Berlusconi. Ma a tener banco è la Notizia: per il Cavaliere nel ddl in stesura, scompare il reato di immigrazione clandestina.

La crisi più grave degli ultimi dieci anni, ma l'Italia non sa cosa fare Presentato il Rapporto Einaudi. Secondo Mario Deaglio è in atto una mutazione genetica della geografia fin ( da "Unita, L'" del 04-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il caso Alitalia (che "sarebbe molto meglio far fallire: ripartirebbe prima") è sintomatico della difficoltà di mantenere una dimensione italiana nell'economia mondiale, mentre l'emergenza rifiuti di Napoli è indizio del pericolo del venir meno della solidarietà nazionale, dell'usurarsi del tessuto della convivenza civile.

Berlusconi, asse con Sarko e disgelo con Zapatero ( da "Corriere della Sera" del 04-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: A partire dalla Tav e dai lavori al Frejus che il premier ha promesso partiranno al più presto, poi sull'Alitalia e infine anche sul nucleare, sul quale Sarkozy apre anche alla collaborazione: "Se l'Italia dovesse un giorno tornare sulla scelta del nucleare, saremmo lieti di lavorare insieme: bisogna avere progetti industriali comuni ". Gianna Fregonara.

I vertici ( da "Corriere della Sera" del 04-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-04 num: - pag: 6 categoria: BREVI I vertici Dal Frejus ad Alitalia L'incontro tra Berlusconi e Sarkozy è durato un'ora e un quarto. Al centro dei discorsi il nucleare italiano, il dossier del Frejus, e l'affare Air France -Alitalia.

Silvio rilancia l'Italia ( da "Tempo, Il" del 04-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: riaperto il canale di una collaborazione sul piano industriale con i francesi (dall'Alitalia al nucleare) ma soprattutto ha voluto definire per l'Italia un posto di centralità nelle politiche europee e nelle strategie del Mediterraneo. La giornata è cominciata per Berlusconi con l'intervento alla conferenza della Fao sulla sicurezza alimentare, in qualità di presidente dei lavori.

Alitalia, concorrenti all'attacco: <L'Ue non consenta aiuti di Stato> ( da "Liberazione" del 04-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi: "Con Air France possibili alleanze" Alitalia, concorrenti all'attacco: "L'Ue non consenta aiuti di Stato" Roberto Farneti Il prestito ponte di 300 milioni di euro concesso dal governo italiano ad Alitalia "è oltraggioso". A Jimmy Dempsey, tesoriere di Ryanair, non manca certo la faccia tosta.

Super decreto con le norme di salvataggio ( da "Tempo, Il" del 04-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: con le norme di salvataggio Per Alitalia arriva un "super-decreto". Non un nuovo provvedimento, ma l'accorpamento in un unico decreto di tutte le norme emanate in questi ultimi giorni dal governo sulla compagnia di bandiera. L'opposizione e in particolare il Pd oppone un "altolà", con la richiesta che il decreto così configurato ricominci il suo iter parlamentare dalla commissione.

Balzo di A2A, frena Monte Paschi ( da "Corriere della Sera" del 04-06-2008)
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Abstract: annuncio di nuovi investimenti in Egitto), StMicroelectronics (+2,28%), Tenaris (+2,26%), l'Espresso (+2,24%) e Terna (+2,03%). Fuori dall'S&P-Mib, infine, balzo di Tiscali (+10,10% a quota 2,584 euro) e maglia nera per Alitalia, il cui prezzo di riferimento è sceso a 0,445 euro, il 7,10% in meno rispetto alla seduta precedente.

Alitalia, èil turno di Intesa SanPaolo ( da "Tempo, Il" del 04-06-2008)
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Abstract: Stampa British Airways e Ryanair contestano il prestito ponte Alitalia, è il turno di Intesa SanPaolo Si rivede AirFrance Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it Scende in campo un altro giocatore per salvare Alitalia. Intesa SanPaolo ha ricevuto ieri ufficialmente il mandato di advisor per trovare un compratore.

ANTICIPAZIONI ( da "Manifesto, Il" del 04-06-2008)
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Abstract: E da oggi a Milano un festival di confine P. 6/14 Ecofin L'Ue apre a Tremonti, più tasse sui petrolieri A PAGINA 7 Alitalia Il Cavaliere vede Sarkò e "sale" su Air FranceA PAGINA 9 Cecchi Gori Bancarotta, in manette l'ex produttore A PAGINA 15.

Cala ancora il fabbisogno Cinque miliardi in meno ( da "Manifesto, Il" del 04-06-2008)
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Abstract: ovvero 5,6 miliardi in meno rispetto al fabbisogno cumulato di maggio 2007. Tale miglioramento, secondo quanto si apprende in una nota del ministero, sarebbe stato causato dall'incremento delle entrate fiscali. Nel saldo del mese, sarebbe tuttavia compreso il pagamento del prestito ponte ad Alitalia.

Riflesso poliziesco per i due Bonaparte ( da "Manifesto, Il" del 04-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: mentre Berlusconi vorrebbe ora fare molto di più per il caso Alitalia. Politicamente, entrambi hanno relazioni con l'estrema destra. Sarkozy è stato più abile - si è fatto votare dagli elettori del Fronte nazionale - mentre Berlusconi ha dovuto prendere nel governo esponenti dell'estrema destra del paese.

La tua opinione ( da "Corriere della Sera" del 04-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: SUL WEB Risposte alle 19.00 di ieri I numeri sono in percentuale Sì R 38,9 No R 61,1 La domanda di oggi Il governo prova ancora a salvare l'Alitalia. Siete d'accordo? I sondaggi on line non hanno valore statistico e non sono basati su un campione scientifico.

"Salviamo il cibo, salviamo la vita" ( da "Liberazione" del 04-06-2008)
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Abstract: come è avvenuto recentemente con Alitalia: perché non fare lo stesso con il cibo? Perché, invece di rischiare la recessione globale, non si sospendono le contrattazioni più avventate, come le varie opzioni o scommesse sui prezzi futuri del grano o dell'oro nero? Un segnale in questa direzione è già arrivato dalle borse di Addis Abeba e di Nuova Delhi,

Il Cavaliere rilancia Air France ( da "Manifesto, Il" del 04-06-2008)
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Abstract: Berlusconi ha rovesciato la posizione fin qui tenuta sul dossier Alitalia. Dopo aver plaudito al fallimento della trattativa a ridosso delle elezioni, definendo la cessione ad Air France una "svendita degli interessi nazionali", ecco che - fresco di colloquio col collega Sarkozy - la compagnia francese torna a profilarsi all'orizzonte.

E la coppia Erede-Bonelli si schiera su fronti opposti ( da "Corriere della Sera" del 04-06-2008)
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Abstract: aperte e messe di traverso alle ipotesi di privatizzazione di Alitalia, di percorsi concorsuali che potrebbero segnare la procedura, un ruolo fondamentale, in questa fase più che mai, lo assumeranno i legali che affiancheranno Intesa Sanpaolo nella complicata quanto rapida ricerca di soluzione. Sono studi professionali che hanno già seguito l'istituto bancario negli ultimi anni.

Alitalia, si riapre con Air France ( da "Corriere della Sera" del 04-06-2008)
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Abstract: dopo il decreto pronta la sospensione del titolo Alitalia, si riapre con Air France Il premier: accordi, non cessione. Altolà di British e Ryanair al prestito Ieri il board della società ha affidato l'incarico a Intesa in vista di un'offerta per la cessione del controllo ROMA - Alitalia sotto attacco di British Airways e Ryanair, mentre Silvio Berlusconi rilancia Air France-

All'attacco ( da "Corriere della Sera" del 04-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: pag: 29 categoria: BREVI All'attacco Willie Walsh, ceo di British Airways: "Non è giusto il sostegno finanziario del governo. La commissione Ue deve intervenire in modo netto" Ryanair (nella foto il ceo Michael O'Leary): "Dovrebbero lasciare ad Alitalia la possibilità di fallire. Oltraggioso il prestito ponte del governo".

Bocca: turismo, serve un ministero Vanno ridotte le aliquote fiscali ( da "Corriere della Sera" del 04-06-2008)
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Abstract: serve un ministero Vanno ridotte le aliquote fiscali ROMA - "Quando a un certo punto sembrò che Alitalia dovesse andare ad Air France mi si rizzarono i capelli, perché era chiaro che i flussi turistici destinati all'Italia sarebbero stati dirottati verso la Francia", dice Bernabò Bocca, presidente di Confturismo e vice presidente vicario di Confcommercio.

Venezia, blitz anti nomadi È bufera sul Carroccio ( da "Corriere della Sera" del 04-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ex pilota Alitalia. Ci tengono anche a precisare che il comitato "non ha connotazioni politiche e nessuno ci manovra. La nostra è una battaglia che speriamo si estenda a livello nazionale". Per ora, i più veloci a muoversi sono stati i leghisti. All'alba si sono presentati in una ventina (nell'arco della giornata il presidio non ha mai superato le 60 unità)

Armistizio tra roma e zapatero sarkozy: più severi con i clandestini - anais ginori ( da "Repubblica, La" del 04-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: fallimento della trattativa Alitalia-Air France. E Sarkozy non ha accettato il gioco delle somiglianze con il leader italiano che un giornalista aveva proposto. "Abbiamo cose più importanti a cui pensare". Insomma, niente scherzi né fuori programma. Soltanto alla fine della conferenza stampa Berlusconi ha perso l'autocontrollo, indicando la cronista del Tg3 Mariella Venditti come "

La Sapienza e il rito dell'intolleranza ( da "Giornale.it, Il" del 04-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra ( da "Giornale.it, Il" del 04-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la ( da "Giornale.it, Il" del 04-06-2008)
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Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni ( da "Giornale.it, Il" del 04-06-2008)
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Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo ( da "Giornale.it, Il" del 04-06-2008)
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Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo ( da "Giornale.it, Il" del 04-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

Così le tecnologie ci cambiano la vita Dì la tua ( da "Giornale.it, Il" del 04-06-2008)
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Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

Racconta anche tu la partita della tua vita ( da "Giornale.it, Il" del 04-06-2008)
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Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

Prestito fuori dalle regole ( da "Riformista, Il" del 04-06-2008) + 1 altra fonte
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Abstract: Prestito fuori dalle regole Ha tutta l'aria di un aiuto di Stato La bocciatura Ue pende su Alitalia Il prestito ad Alitalia è compatibile con la disciplina europea degli aiuti di Stato? Esso è, a prima vista, un aiuto di Stato. Vi sono sia l'attribuzione di carattere patrimoniale concessa dallo Stato, sia il "vantaggio" che favorisce un'impresa.

Salvalitalia ( da "Riformista, Il" del 04-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: che Alitalia può considerare a suo piacimento il suddetto prestito come capitale proprio se questo le può servire per ripianare perdite consistenti. Col terzo e momentaneamente ultimo decreto è stata avviata una nuova fase del processo di privatizzazione che vede la nomina di Banca Intesa come advisor.

Scure la paura ci fa perdere la speranza ( da "Riformista, Il" del 04-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: sbandierando ora il salvataggio della compagnia di bandiera bianca, l'Alitalia, ora il ripulisti di Napoli, con la benedizione del voltabandiera Bassolino, ora pontificando sopra lo stretto di Messina. Lasciando nel frattempo che la cultura del paese si trasformi in uno yogurt dove però i fermenti sono morti non vivi.

Silvio rilancia l'Italia. Intesa con Sarkozy, pace fatta con Zapatero ( da "Tempo, Il" del 04-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: riaperto il canale di una collaborazione sul piano industriale con i francesi (dall'Alitalia al nucleare) ma soprattutto ha voluto definire per l'Italia un posto di centralità nelle politiche europee e nelle strategie del Mediterraneo. La giornata è cominciata per Berlusconi con l'intervento alla conferenza della Fao sulla sicurezza alimentare, in qualità di presidente dei lavori.

Alitalia: arriva il 'super - decreto' ( da "Voce d'Italia, La" del 04-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Vito: "risposta ai rilievi Ue e a quelli dell'opposizione" Alitalia: arriva il "super - decreto" E il titolo Alitalia sospeso in Borsa Milano, 4 giu. - Arriva il “super-decreto” Alitalia, con tutte le misure varate dal governo in forma di emendamenti al primo provvedimento sul prestito ponte.

Alitalia, prestito ponte incerto ( da "Voce d'Italia, La" del 04-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: del prestito Alitalia, prestito ponte incerto La compagnia di bandiera di nuovo in commissione. Oggi alle 16 a Montecitorio Roma, 4 giu. - Il decreto sul prestito ponte all'Alitalia, all'esame dell'Aula della Camera, torna in Commissione per consentire un esame approfondito delle modifiche che il governo ha annunciato di apportare.

Alberici: <Governo e Abi non invadano il campo delle banche> ( da "Secolo XIX, Il" del 05-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il caso Alitalia si ripete". Il presidente di Banca Carige ricorda inoltre che i "capitali italiani vanno all'estero, in Europa e negli Stati Uniti, dove le tasse incidono solo sul realizzato, come dovrebbe essere anche in Italia e invece non è". L'ultima osservazione è riservata alla manovra da 30 miliardi che il governo si appresta a varare e all'

Alitalia, l'Ue indagail governo va avanti ( da "Secolo XIX, Il" del 05-06-2008)
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Abstract: Tremonti: è un piano di privatizzazione la fede nel ruolodella banca-advisorLa nostra linea non è lesiva agli interessi di altri. Contribuisce alla speranza che abbiamo di rilanciare di Alitalia. Confidiamo in Santa Intesa e in San Paolo claudio scajolaministro dello Sviluppo Economico 05/06/2008.

Clandestini, marcia indietro ( da "Secolo XIX, Il" del 05-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: In totale si arriva ad una cifra che supera abbondantemente il prestito ponte di Alitalia (300 milioni). Come se non bastasse, l'opposizione si prepara a dare battaglia sul disegno di legge. Nel mirino non c'è soltanto l'introduzione del reato di immigrazione clandestina, ma anche la semplice possibilità di contestare l'aggravante.

Cota: "il governo aumenterà i fondi per l'alluvione" ( da "Repubblica, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dopo l'esame del decreto Alitalia. L'aula della Camera ha ieri osservato un minuto di silenzio in memoria delle quattro vittime di Villar Pellice. L'iniziativa è stata assunta dallo stesso presidente Fini. Ulteriori piogge sono attese nei prossimi giorni in Piemonte, ma con minore intensità rispetto alla scorsa settimana.

"ora basta, fs pensa solo tagliare" - marco trabucco ( da "Repubblica, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il governo ha tagliato anche i fondi per l'acquisto di nuovi treni che la finanziaria destinava alle regioni. Per il Piemonte significa 15 milioni di euro, e vetture più scomode per i pendolari. In più pensi a come si poteva migliorare il servizio ferroviario con i 300 milioni del prestito-ponte ad Alitalia".

E il Tg5 ci racconta il fallimento del vertice Fao ( da "Unita, L'" del 05-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: l'importante è omaggiare colui che capeggia il governo "del fare e del dialogo". Certo, non sarebbe carino che fosse alla testa di un governo che si grattasse la pancia e si chiudesse in un arrogante mutismo. Il Tg3 offre il piatto forte sul disastro Alitalia. Grazie al presidente del "governo del fare".

Alitalia, ora Berlusconi cambia idea... Cara Unità, dunque Berlusconi, dopo aver detto ( da "Unita, L'" del 05-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stai consultando l'edizione del Alitalia, ora Berlusconi cambia idea... Cara Unità, dunque Berlusconi, dopo aver detto peste e corna, delle trattative fra Alitalia e Air France condotte dal precedente governo ha ammesso oggi che, per uscire dalla crisi, la compagnia italiana ha bisogno di quella francese definita "buon partner".

Trovategli una badante ( da "Unita, L'" del 05-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: A proposito: l'altroieri, per far bella figura con Sarkozy, l'uomo tutto d'un pezzo ha dichiarato che Air France per Alitalia andrebbe benissimo. Avviso ai naviganti: chi pensa di risparmiare sull'Ici tenga da parte i soldi: un paio di giorni e scopriremo che non la aboliscono più. Il solito maledetto equivoco. Ora d'Aria.

Lo sceriffo del mercatismo ( da "Unita, L'" del 05-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Per Alitalia ha varato il suo codice di volo, dopo il passaggio in consiglio dei ministri (che ha approvato per sentito dire) e il transito alla Camera. Per decidere che Alitalia viene più o meno commissariata da lui, che per Alitalia saltano le norme che comandano le società quotate in Borsa, che Alitalia è esentata da ogni comunicazione alla Consob,

Toto fa shopping e sogna in grande Accordo d'acquisto di 24 Airbus Potremmo confluire in Alitalia ( da "Unita, L'" del 05-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: edizione del Toto fa shopping e sogna in grande Accordo d'acquisto di 24 Airbus "Potremmo confluire in Alitalia" / Roma Sarebbero destinati al piano "stand alone", ma i 24 Airbus a lungo raggio comprati ieri da Air One potrebbero essere anche la dote che Carlo Toto porterà in dono per il possibile matrimonio con Alitalia. Che oggi non appare poi così improbabile.

Alitalia, il governo cancella le regole e si dà pieni poteri Deroga alla legge sulle privatizzazioni Titolo sospeso in Borsa, l'esame della Ue ( da "Unita, L'" del 05-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: può scegliere un offerente per Alitalia, che è una società pubblica, senza gara. E anche senza uno straccio di informazioni al mercato. Il comma 3, infatti, aggiunge che "le attività finalizzate all'offerta non danno luogo ad obblighi informativi". Per salvare Alitalia e mettere una pezza alle promesse di Berlusconi, in sostanza, è in atto,

Approdano alla Camera le proposte su Dpef, Alitalia e spesa pubblica ( da "Giornale.it, Il" del 05-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 05 pagina 3 Approdano alla Camera le proposte su Dpef, Alitalia e spesa pubblica di Redazione Nelle prossime settimane alla Camera arriveranno i disegni di legge di rendiconto e assestamento, il Dpef 2009-2012, la ratifica del Trattato di Lisbona e del Trattato di Prum (lotta a criminalità, terrorismo e immigrazione clandestina).

E Carlo Toto si fa la flotta di lungo raggio ( da "Giornale.it, Il" del 05-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: acquisizione di Alitalia creando i presupposti, per ora almeno sulla carta, per il rafforzamento della flotta dopo l'eventuale fusione (oggi Alitalia ha 20 aerei di lungo raggio). I 24 A330, a prezzo di listino, valgono circa 4,8 miliardi di dollari; non è stato comunicato il prezzo concordato, ma fonti di mercato fanno ritenere che esso di collochi tra i 130 e i 150 milioni a velivolo;

Alitalia, eterno penare Adesso ritorna Air One ( da "Manifesto, Il" del 05-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, assumendo il ruolo di hub carrier su Malpensa (placando così i malumori lumbard), e portando in dote una flotta nuova, fatta di aerei che consumano molto meno dei vetusti vettori Alitalia. Il piano berlusconiano comincia così ad assumere una forma plausibile, recuperando le premesse del piano Toto-Passera ai tempi della gara per la vendita del pacchetto di maggioranza in

E per i vecchi aiuti di Stato verdetto il 6 luglio ( da "Corriere della Sera" del 05-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Lussemburgo pronuncerà sentenza sulla questione degli aiuti di stato ricevuti da Alitalia. Oggetto della disputa la ricapitalizzazione da 2750 miliardi di lire del 1997, sostanzialmente ammessa come aiuto di stato dal governo italiano e tale sempre considerata dalla Commissione, ma non dall'Alitalia. La Magliana, assistita nelle vicende europee dallo studio internazionale Clearly Gottlieb,

Sì al decreto, Alitalia sospesa in Borsa ( da "Corriere della Sera" del 05-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: advisor scelto dal governo per privatizzare Alitalia, ha iniziato ieri a lavorare sul dossier e già domani i consigli di gestione e sorveglianza potrebbero discuterne. I tempi per la ricognizione sono brevissimi e i margini stretti. Nel frattempo il titolo Alitalia ieri è stato sospeso dalla Borsa e dalla Consob (organismo di vigilanza sulla Borsa).

La tua opinione ( da "Corriere della Sera" del 05-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: it Il governo prova ancora a salvare Alitalia. Siete d'accordo? SUL WEB Risposte alle 19.00 di ieri I numeri sono in percentuale Sì R 26,2 No R 73,8 La domanda di oggi Contro la fame nel mondo, Frattini apre agli Ogm. Siete d'accordo? I sondaggi on line non hanno valore statistico e non sono basati su un campione scientifico.

La Cgil non svenda il contratto nazionale Com'è lontano il Concilio Vaticano II E il risarcimento per ingiusta detenzione? ( da "Liberazione" del 05-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dopo aver detto peste e corna delle trattative fra Alitalia e Air France condotte dal precedente governo ha ammesso che, per uscire dalla crisi, la compagnia italiana ha bisogno di quella francese definita "buon partner". Domani, fidando sulla memoria corta dei suoi concittadini, sosterrà che non è passato giorno in cui lui non abbia detto questa lapalissiana verità.

Alitalia, verso l'ok al decretone Bruxelles tace sul prestito ponte ( da "Tempo, Il" del 05-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stampa Titoli sospesi in Borsa Alitalia, verso l'ok al decretone Bruxelles tace sul prestito ponte Alitalia ancora in bilico. Mentre è sempre più o probabile che la Ue stia per aprire un'indagine formale a carico dell'Italia per il prestito ponte da 300 milioni, il governo ieri ha integrato il dl sul prestito ponte, all'esame della Camera,

Fao, il vertice sull'orlo del fallimento - giampaolo cadalanu ( da "Repubblica, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. Nel palazzo che fu ministero mussoliniano delle Colonie c'è anche chi vorrebbe suggerire all'Italia un ruolo diverso: "Basta vedere come gli Stati Uniti riescono a imporre, se non una guida, almeno un indirizzo di massima all'Onu. Perché non immaginare da parte italiana un compito di coordinamento e stimolo delle agenzie alimentari che hanno sede qui?

(segue dalla copertina) dal nostro inviato ( da "Repubblica, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il potere impone Alitalia, Alta Velocità, energia atomica e Ponte sullo Stretto. L'Italia di pendolari e vecchi chiede treni locali e autobus, ricoveri dignitosi e panchine. Non abbiamo immaginato una politica contro la solitudine. Così non abbiamo più cose da dirci.

Intesa sanpaolo riparte da air one ma la cordata italiana è ancora a terra - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Sanpaolo ha iniziato ieri la sua ricognizione sui conti Alitalia con il team di Gaetano Miccichè e Fabio Canè, affiancati dalla Boston Consulting e dallo studio legale Bonelli. è il primo passo di un'operazione ("confidiamo in Santa Intesa e San Paolo", ha chiosato non a caso il ministro allo sviluppo economico Claudio Scajola) che si preannuncia tutta in salita e per cui la Consob,

Alitalia, il governo cambia il decreto - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: privatizzazione di Alitalia, Borsa Italiana ha deciso di sospendere il titolo dalle negoziazioni "fino ad un successivo provvedimento". E dunque, tutto resta in alto mare, col nuovo "pasticcio" su Alitalia che riapre lo scontro tra governo e centrosinistra. Per il ministro dei Rapporti col Parlamento Elio Vito il "superdecreto Alitalia" riuscirà a dissipare i dubbi di Bruxelles,

Camera, Mussolini contro i posti in "piccionaia" ( da "Giornale.it, Il" del 05-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: durante il voto sul dl Alitalia, interviene per denunciare alla presidenza che da quei seggi non si vede nemmeno l'indicazione di voto che dà ai deputati il segretario d'Aula del gruppo di appartenenza e chiede "il seggiolone" per sapere cosa succede dalle parti dei banchi di governo e presidenza e nelle prime file.

Alitalia, Intesa Sanpaolo al lavoro Per fine giugno pronto il verdetto ( da "Giornale.it, Il" del 05-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 05 pagina 22 Alitalia, Intesa Sanpaolo al lavoro Per fine giugno pronto il verdetto di Paolo Stefanato da Milano Tre fasi per l'indagine di Intesa Sanpaolo su Alitalia. La prima è cominciata ieri, con lo sbarco alla Magliana del responsabile della direzione investment banking del gruppo, Gaetano Miccichè, insieme ai due capi della stessa direzione,

Camera, l'ira della Mussolini "No ai posti in piccionaia" ( da "Giornale.it, Il" del 05-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: durante il voto sul dl Alitalia, interviene per denunciare alla presidenza che da quei seggi non si vede nemmeno l'indicazione di voto che dà ai deputati il segretario d'Aula del gruppo di appartenenza e chiede "il seggiolone" per sapere cosa succede dalle parti dei banchi di governo e presidenza e nelle prime file.

Ripresa discussione sul prestito Alitalia ( da "Voce d'Italia, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: alla conversione in legge del decreto Ripresa discussione sul prestito Alitalia Nuove misure per la privatizzazione e la cessione Roma, 5 giu. - La Camera ha ripreso i lavori per la conversione in legge del decreto n 80 che concede all'Alitalia un 'prestito ponte' di 300 milioni. Dopo l'approvazione nella serata di ieri dei vari emendamenti, con l'Italia dei valori all'opposizione,

Mussolini: "il Parlamento una piccionaia" ( da "Voce d'Italia, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Durante la votazione sul dl Alitalia la Mussolini ha denunciato la difficoltà nel vedere le indicazioni del voto da quella posizione. Ed è partita la protesta, accesissima. Ha chiesto poi "il seggiolone" per sapere cosa succedesse dalle parti dei banchi di governo e presidenza e nelle prime file, sfidando così il rigido protocollo parlamentare.

Mussolini: 'il Parlamento una piccionaia' ( da "Voce d'Italia, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Durante la votazione sul dl Alitalia la Mussolini ha denunciato la difficoltà nel vedere le indicazioni del voto da quella posizione. Ed è partita la protesta, accesissima. Ha chiesto poi "il seggiolone" per sapere cosa succedesse dalle parti dei banchi di governo e presidenza e nelle prime file, sfidando così il rigido protocollo parlamentare.

Robin pop ( da "Giornale.it, Il" del 05-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dopo la lunga riunione dei vertici Alitalia, mi fa pensare che forse sarebbe il caso di rivedere la cosa. In pratica, sembrerebbe, che AF-KLM vogliano acquistare il pacchetto Alitalia ad esclusione di AZ service cioè comprando a poco più di niente una società che in effetti vale poco ma lasciandoci una società ( 10.

IL CAVALIERE E LA SINDROME DEL PENDOLO ( da "Stampa, La" del 05-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: Mentre ieri nella commissione Trasporti il vicepresidente, Luca Barbareschi, che è del Pdl e non del Pd, prima del voto sul decreto per Alitalia ha chiesto lumi sui nomi della cordata del Cavaliere lasciando i commissari della maggioranza attoniti. Appunto, per non contribuire alla confusione forse il premier farebbe bene a tener salda la rotta.


Articoli

Air one ha il 37% del mercato nazionale (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 01-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Il bilancio Roma. Air One ha superato nel 2007 il 37% della quota di mercato nazionale. La compagnia aerea fondata da Carlo Toto e possibile componente della cordata italiana per rilevare Alitalia ha chiuso il bilancio 2007, approvato ieri dall'assemblea dei soci, con utile netto di circa 6,8 milioni di euro, in linea con il 2006, e un fatturato in aumento del 22,6%, a quota 749,5 milioni. La compagnia ha trasportato oltre 7,5 milioni di passeggeri, in aumento del 20,8%. "Il 2007 è stato per Air One - ha commentato il presidente Carlo Toto - un anno di grandi sfide, contrassegnato da un forte sviluppo della compagnia". La compagnia "ha trasportato milioni di viaggiatori offrendo un servizio efficiente e caratterizzandosi sempre più come vettore italiano di qualità". 01/06/2008.

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Alitalia, Intesasi dà poco tempo (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 01-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Il cda nominerà la banca advisor Entro giugno il piano finanziario. Poi sarà caccia a un acquirente ROMA. Intesa Sanpaolo si appresta ad aprire il delicatissimo dossier Alitalia garantendo "massimo impegno" e "tempi necessariamente brevi". Si attende la pubblicazione del decreto del governo che avvia il terzo tentativo di salvataggio in extremis della compagnia sull'orlo della liquidazione e il cda di Alitalia del 3 giugno, che nominerà la banca advisor dell'operazione. Il governo si è assunto il compito di individuare un acquirente della quota di controllo di Alitalia in mano al Tesoro, derogando, per la situazione di "eccezionalità e urgenza", alle procedure per la dismissione di partecipazioni dello Stato fissate per legge nel 1994. E scelto un acquirente che potrà avere subito accesso a informazioni e dati della società, l'esecutivo potrà mantenere il dossier riservato fino al momento della formalizzazione di una offerta: il decreto prevede una sospensione degli obblighi di informazione al mercato previsti per le società quotate in Borsa. Per il presidente della Consob, Lamberto Cardia "bisogna leggere il decreto prima di dare un giudizio, certamente sarà stato fatto con adeguate motivazioni". Nel ruolo di advisor, garantisce il presidente del consiglio di gestione Enrico Salza, Intesa Sanpaolo metterà"il massimo impegno nell'esaminare, in tempi necessariamente brevi, la situazione patrimoniale e finanziaria della società alla luce della quale individuare le ipotesi di carattere industriale effettivamente disponibili". Poi, "sulla base di queste ricognizioni, se verranno valutate positivamente dall'azienda e dal suo principale azionista, saranno conseguentemente ricercati gli investitori industriali e finanziari adeguati". Fari puntati sulla possibile la cordata italiana, il progetto promosso da Silvio Berlusconi in campagna elettorale e affidato al superconsulente Bruno Ermolli. È un dossier, accompagnato da una girandola di adesioni e indiscrezioni ma ancora nell'ombra quanto alla possibile architettura industriale e finanziaria, che probabilmente passa sulla scrivania di Intesa Sanpaolo. La banca sa di dover affrontare in tempi "molto stretti" una situazione, dice il presidente del consiglio di sorveglianza Giovanni Bazoli, "particolarmente complessa e difficile". Intende "presentare una relazione all'assemblea di Alitalia a fine giugno. Preparerà una relazione sullo stato patrimoniale e finanziario della compagnia, per proporre un piano finanziario". Poi "si cercherà un partner industriale". Solo dopo, perché"a questo punto parlare di partner non ha ancora alcun senso: prima dobbiamo fare una ricognizione". Intesa Sanpaolo lavorerà rispettando "un vincolo di riservatezza" con un ruolo che "in questa fase sarà di consulente". La possibilità di una partecipazione diretta all'investimento per l'acquisizione, o di un sostegno finanziario ai potenziali acquirenti, "per ora è assolutamente fuori da ogni previsione". Il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Altero Matteoli, è"fiducioso": il percorso tracciato dal governo, dice, "era l'unica cosa che potevamo fare, l'unico percorso possibile". Dai sindacati continua il pressing per l'apertura di un confronto a palazzo Chigi. "Spero che questo governo non sia reticente come il precedente e quindi auspico un incontro non appena saranno pronti", dice il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni. 01/06/2008.

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Draghi il trapezista, tremonti il dittatore - (segue dalla prima pagina) (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Commenti Draghi il trapezista, tremonti il dittatore (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Solo su un punto Draghi è stato univoco: il ripetuto elogio all'operato delle Banche centrali per contenere gli effetti devastanti della crisi dei "subprime"; la Fed americana e la Bce europea - ha detto - sono state perfettamente all'altezza dei loro compiti innaffiando i mercati con ampie immissioni di liquidità ed evitando in tal modo che la crisi assumesse le dimensioni d'una catastrofe del tipo di quella che scardinò l'economia negli anni Trenta del secolo scorso. Questo giudizio così esplicitamente positivo inserito in un documento per il resto cautissimo si presterebbe a qualche osservazione critica. Si potrebbe per esempio osservare che l'eccezionale fornitura di liquidità non è riuscita a spegnere l'incendio che, dopo due anni dal suo inizio, arde tuttora con notevole virulenza e non cessa di alimentare preoccupazioni. Si potrebbe aggiungere che la ferma decisione della Banca europea di mantenere elevati i tassi d'interesse non ha minimamente contenuto l'inflazione né poteva farlo poiché si tratta d'una inflazione interamente importata dall'estero (prezzi del petrolio, delle materie prime e dei cereali) sulla quale il tasso d'interesse vigente in Europa non esercita alcun effetto mentre deprime ulteriormente le aspettative dei consumatori e degli investitori. Sarebbe tuttavia troppo pretendere dalla Banca d'Italia, che è strutturalmente la sezione italiana della Bce, qualche riserva sull'operato del suo Quartier Generale. Si tratta d'una difesa d'ufficio dovuta sulla quale è dunque inutile insistere. * * * Se si legge con attenzione il documento Draghi i lineamenti d'una strategia emergono anche se impliciti e quasi dissimulati tra i tanti ossimori che lo costellano. La strategia sembra basata sui punti seguenti: 1. Sostenere la domanda interna dei ceti deboli (pensioni, salari). Defiscalizzare tariffe e liberalizzare catene commerciali e rendite di posizione. 2. Predisporre programmi di riduzione di aliquote fiscali con date certe ma differite. 3. Aumentare la produttività della pubblica amministrazione. 4. Accelerare - se possibile - l'aumento dell'età pensionabile e destinarne le risorse alla costruzione d'un sistema efficace di ammortizzatori sociali. 5. Agganciare retribuzioni e produttività. 6. Ridurre l'economia sommersa. Si direbbe una strategia su due pedali, da non usare simultaneamente: prima accelerare e poi più dolcemente frenare, laddove l'acceleratore equivale a interventi espansivi e il freno a recuperi di risorse. Resta un problema di copertura per l'immediato, ma qui l'implicito non diventa esplicito e l'ossimoro resiste ad ogni possibile interpretazione. Complessivamente queste considerazioni finali, con tutto il rispetto che meritano la Banca d'Italia il Direttorio e il Governatore, sono piuttosto deludenti. Carli, Baffi e Ciampi ci avevano abituato ad imparare molto di più dai loro interventi; c'era la freddezza e l'oggettività dell'analisi, ma anche l'impeto della passione, la sferza del giudizio, il sostegno dei poteri deboli contro le arciconfraternite. Draghi ha un carattere diverso da loro, i sentimenti se li tiene per sé. Le tracce che lascia sul terreno bisogna cercarle con la pazienza d'un certosino e sono sempre passibili di smentita. Noi comunque ci abbiamo provato. * * * Il suo principale interlocutore, Giulio Tremonti, è di tutt'altra pasta. Lui, la sua strategia non solo non la dissimula ma la grida da tutti i cantoni. E' un banditore della sua politica. Ci scrive anche dei libri e li vende benissimo. E' stato detto che Berlusconi ha militarizzato la politica ed è vero. Tremonti militarizza l'economia. L'ha sempre fatto, ma ora, in questa sua terza reincarnazione al ministero dell'Economia, ha indossato le vesti del pro - dittatore. La nuova vestizione era nell'aria ma la scena madre è avvenuta nel Consiglio dei ministri di due giorni fa. Si dovevano prendere decisioni sull'Alitalia, Tremonti doveva presentare la bozza d'un decreto che il Consiglio avrebbe dovuto discutere ed approvare (e magari emendare). Ma il decreto non era pronto, lo stavano limando gli uffici. Tremonti lo ha raccontato e il Consiglio ha dovuto approvarlo ad occhi chiusi. "Abbiamo fretta" ha detto Berlusconi "lo vedrete dopo intanto approviamolo". Eppure quel decreto ancora fantasma è una sorta di editto rivoluzionario. L'Alitalia viene di fatto commissariata dal governo. Ad essa non si applicheranno le leggi vigenti che regolano la vita delle società quotate in Borsa. è esentata da ogni tipo di comunicazione alla Consob e al mercato. Il governo ha nominato un "advisor" nella persona di Banca Intesa e del suo consigliere delegato Corrado Passera il quale avrà accesso alla contabilità di Alitalia per farsi un'idea della situazione. Normalmente l'advisor lavora per una società interessata ad entrare nell'azienda in vendita, ma in questo caso Banca Intesa lavora per se stessa ed è incaricata di farlo dal governo. La situazione è del tutto nuova e palesemente anomala. Banca Intesa, compiuti gli accertamenti del caso, potrà: ritirarsi dall'operazione, proporsi come azionista in proprio, designare una rosa di possibili acquirenti, presentarsi come mallevadore finanziario di uno di essi o più d'uno. A quel punto il governo potrà: mettere l'Alitalia in liquidazione, chiedere agli acquirenti indicati dall'advisor un'offerta vincolante, sceglierne insindacabilmente uno, chiudere l'operazione con la vendita della compagnia aerea oppure mandare a monte tutto. Il tutto senza che il mercato, la Consob, l'Antitrust, possano seguire l'operazione in barba agli azionisti di minoranza, ai creditori e al mercato. Sono vecchio amico ed estimatore di Corrado Passera, perciò mi permetto di raccomandargli molta prudenza visto il rischio anche personale che si è assunto. La bravissima Marcegaglia sembra un po' spaventata da queste prospettive. Parlando a Trento al Festival dell'economia ha detto che l'operazione Alitalia si può fare soltanto se si troverà un imprenditore internazionale. Ha perfettamente ragione la Marcegaglia, ma chi? Air France ha chiuso o meglio è stata buttata fuori dai sindacati Alitalia e da Berlusconi in campagna elettorale. Lufthansa non ritiene che Alitalia sia appetibile ed eguale giudizio ne ha dato Aeroflot. Altre compagnie aeree in Europa non ci sono. In Usa, forse. Di seconda e terza fila. Ma il vero obiettivo di Tremonti (e di Air One) è di mettere in piedi un'azienda locale, regionale, con una flotta prevalentemente basata su aerei di media grandezza impegnati nel traffico nazionale e regionale (europeo). Una ristrutturazione "tricolore". Una sorta di Swissair dopo il fallimento o di Klm prima della fusione con Air France. Il tutto naturalmente attraverso una ristrutturazione rispetto alla quale quella proposta da Air France era zucchero filato. Questo sembra essere il piano di Tremonti. E anche di Bossi. E di Formigoni. è anche il piano di Passera? * * * Nel quadro degli editti tribunizi e della militarizzazione della politica e dell'economia, bisognerebbe ora parlare di Brunetta, neoministro della Funzione pubblica, ma lo spazio è tiranno. Ne parlerò un'altra volta, ma intanto segnalo un gustosissimo corsivo di Massimo Gramellini sulla "Stampa" del 28 maggio, intitolato "Nel suo piccolo" che poi sarebbe appunto il Brunetta. Per ora basti sapere che il neoministro della Funzione pubblica ha deciso di riformare la pubblica amministrazione (cioè nientepopodimeno che lo Stato, con due milioni e mezzo di dipendenti) e di ricavarne risparmi di 30-50 miliardi. A tal fine ha presentato un memorandum ai sindacati interessati ed ha chiesto di avere un sì o un no entro quarantott'ore. Altrimenti andrà avanti da solo perché ha fretta e le riunioni lunghe gli danno allergia. Che successo, che carriera!.

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La situazione Alitalia è difficile, tempi stretti Giovanni Bazoli, presidente di Intesa Sanpaolo: nostra relazione per l'assemblea di fine mese (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 01-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del "La situazione Alitalia è difficile, tempi stretti" Giovanni Bazoli, presidente di Intesa Sanpaolo: nostra relazione per l'assemblea di fine mese di Marco Ventimiglia/ Milano MOMENTO DIFFICILE Nessuna cura miracolosa per Alitalia, almeno da parte di Intesa Sanpaolo, l'istituto incaricato dal governo come advisor per trovare gli investitori interessati al rilancio della compagnia di bandiera. Lo ha dichiarato ieri a chiare lettere Gio- vanni Bazoli, Presidente del Consiglio di Sorveglianza di Intesa Sanpaolo: "La situazione di Alitalia è molto difficile ed i tempi sono molto stretti, qualche settimana: la situazione lo esige, come ha detto chiaramente il Ministro Tremonti". La prima fase dell'intervento di Intesa Sanpaolo, ha spiegato Bazoli, dovrà portare a riferire in occasione dell'assemblea di Alitalia di fine giugno con una relazione sulla situazione patrimoniale e finanziaria della compagnia. "Prima dobbiamo formulare eventuali ipotesi di intervento, ma solo in una fase successiva stabilire chi interviene". Per ora, quello di Intesa è un incarico "di consulenza, poi vedremo i termini", ha precisato ancora Bazoli. "La prima fase che deve essere completata in tempi brevi - ha spiegato il banchiere -, entro l'assemblea di Alitalia a fine giugno, e porterà a una nostra relazione sulla situazione patrimoniale per identificare un'ipotesi di piano industriale e finanziario. Si tratta quindi di una prima fase di ricognizione, di ricerca di partner: parlare ora di chi potrebbe essere interessato non ha senso". Bazoli ha poi sottolineato che Intesa Sanpaolo ha accettato "per ottemperare al nostro dovere di banca verso il paese, come abbiamo già fatto in passato in altre occasioni analoghe, sempre con grande rispetto delle regole del mercato". L'ingresso in campo dell'istituto come advisor ha conunque catalizzato le attenzioni del mondo politico. "La scelta di Intesa SanPaolo non deve servire per difendere l'italianità della compagnia": ha dichiarato Enrico Letta, responsabile del Lavoro nel Governo-ombra del Pd, a margine dell'assemblea della Banca d'Italia. "Mi auguro - ha detto Letta - che la decisione assunta dal governo sia per accelerare le decisioni e voglio sperare che non sia in contraddizione con la scelta fondamentale di un'alleanza con una compagnia internazionale. Se fosse una decisione per issare la bandiera dell'italianità, proprio di italianità Alitalia sta morendo". Ovviamente il ritorno a pieno titolo di Intesa SanPaolo nella partita Alitalia, rilancia il ruolo di Airone, la compagnia "sponsorizzata" dall'istituto di credito nelle settimane della contrapposizione ad Air France. Ebbene, proprio ieri AirOne ha mostrato le cifre relative all'esercizio 2007. L'anno scorso la compagnia ha registrato un utile netto di 6,8 milioni di euro e un aumento del trasporto passeggeri del 20,8%, pari a oltre 7,5 milioni e ha raggiunto nel 2007 una quota di mercato domestico pari a 37%, in crescita di 4 punti percentuali. L'assemblea ordinaria della compagnia aerea ha dunque approvato il progetto del bilancio di esercizio al 31 dicembre 2007. Il valore della produzione è cresciuto del 22,6%, pari a 749,5 milioni di euro. "Il 2007 - ha commentato il presidente Carlo Toto - è stato per Air One un anno di grandi sfide, contrassegnato da un forte sviluppo della compagnia che si è caratterizzata sempre più come vettore italiano di qualità".

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Ovvietà (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 01-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Ovvietà Vincenzo Cerami Segue dalla Prima Che differenza c'è tra ovvietà e banalità? La risposta è ovvia: nessuna. Il paradosso è l'arma più adatta a combattere l'ovvietà. Basta pensare a quel nobile che ordinò ai suoi servi: "Preparatemi un bagno senz'acqua, non ho tempo per asciugarmi!" Ma ci sono anche ovvietà divertenti. Viene alla mente il seguente dialogo tra moglie e marito: "Cara, tu pensi che tra noi la passione e il sesso siano finiti?" Lei risponde: "Ne parliamo dopo la pubblicità!" Ho letto ieri che l'affaire Alitalia non decolla, che a volare sono i prezzi, e che il governo resta fermo. Se c'è una cosa noiosa nella tragedia è che finisce sempre male! Arrivederci alla prossima parola.

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Questi fantasmi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 01-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Questi fantasmi Furio Colombo Segue dalla Prima M a fermiamoci per un momento a osservare il mondo di cui siamo parte, sia pure attraverso i vetri appannati e le finestre a feritoia dei nostri media. Nel mondo è improvvisamente riapparsa la penuria di cibo, un dramma finora estraneo alla economia contemporanea, che sembrava invece essere fondata sull'abbondanza e lo spreco. È vero, c'era il problema della fame in intere aree del mondo che eravamo abituati a citare nobilmente riservandoci, in ogni convegno, di fare grandi interventi il prossimo anno, o in quello dopo. La penuria diffusa, però, è un'altra cosa. Perché avviene simultaneamente dovunque, determina paurose impennate dei prezzi, provoca vaste macchie di improvvisa povertà anche in aree di ormai lungo e stabilizzato benessere. La causa è in parte nota (dirottamento di prodotti alimentari dal naturale mercato alle nuove fonti di energia), in parte dovuta al drastico cambiamento del clima nel pianeta, in parte alla tragica decisione adottata simultaneamente nei Paesi "moderni", di abbandonare l'agricoltura. In parte dall'arrivo - nel mondo del consumo - di nuovi consumatori. Il mondo è sconvolto dal costo del petrolio, che continua a crescere dopo essere rapidamente decuplicato, e pone di fronte a una ambivalenza senza soluzione: oltre certi limiti non si può pagare. Ma, qualunque sia il costo, non si può rinunciare. Per questo sale e continuerà a salire l'inflazione. Il mondo vede due guerre che divampano, e altre che possono esplodere in ogni momento. Vede un contesto di tensione e di violenza internazionale in cui il fuoco passa vicinissimo al petrolio e l'instabilità minaccia in tanti punti diversi un equilibrio mai così precario. Il mondo conosce tempeste finanziarie globali sottratte ad ogni controllo democratico, capaci di attraversare in un lampo luoghi lontani e sconnessi. Il crollo di un fondo di investimenti basato su mutui inesigibili in una provincia americana può svuotare il fondo pensioni pubblico di un Paese estraneo e lontano, in Europa o in Asia. * * * Nell'Italia di Berlusconi e di Bossi passeggiano i fantasmi. Un Paese moderno, sesta o settima economia del mondo, è ossessionato dalla minaccia dei Rom. Non milioni di Rom, che in Italia non esistono, ma appena 150mila persone, metà delle quali italiane, metà delle quali bambini. E metà degli adulti, donne. Dunque il pericolo incombente, in una delle grandi (o ex grandi) potenze del mondo, di sessanta milioni di cittadini dei nostri giorni, sono due decine di migliaia di uomini Rom, la maggior parte dei quali, come mostra qualunque statistica, non è dedita ad alcun crimine. Ma la credenza - una credenza alimentata dal governo e da una parte non piccola di stampa e televisione - è identica al più squallido medioevo di isolati villaggi agricoli: i Rom rubano i bambini. Alcuni episodi di denunce, allarme, accuse, drammatiche narrazioni di tentati rapimenti di nostri bambini da parte di pericolosissimi zingari sono venuti uno dopo l'altro in pochi giorni. Ci sono stati arresti, persone sono state portate via con l'accusa più bizzarra, per una comunità carica di figli (ho già detto che la metà della esigua popolazione Rom italiana è composta di bambini). Ebbene, di quelle accuse, arresti, gravissime imputazioni di rapimento, nessuna notizia, nessuna conferma, è venuta. Soltanto un oscuro silenzio. Eppure non si tratta di un problema di indagini, poiché i fatti sono avvenuti in modo istantaneo, sotto gli occhi dei denuncianti, e sempre in luoghi pubblici e con altre persone presenti. Eppure le cronache dei migliori giornali - che non hanno esitato, almeno nei titoli paurosi e nei drammatici occhielli, a gridare "rapimento" - non hanno più nulla da dirci né voglia di sapere. Era vero? * * * Nell'Italia di Berlusconi si aggira e minaccia il Paese il fantasma del clandestino. Intendesi per clandestino un uomo, una donna, un bambino, che vive nel nostro Paese (perché è miracolosamente arrivato vivo dalla traversata in mare) e ci vive non per turismo ma per disperato bisogno. In questo Paese il clandestino lavora, quasi sempre nei mestieri peggiori, quasi sempre per una paga da fame, senza una casa che possa chiamarsi casa, senza cure o scuola (in molte città è proibito, o lo vogliono proibire) per i bambini. Dicono tutti gli esperti - dall'America all'Europa - che gli immigranti senza diritti producono ricchezza per il Paese ospitante. Nell'Italia di Berlusconi personalità di governo variamente disposte in posizioni chiave agitano pregiudizio, paura, antagonismo, odio, in una brutta formula primitiva che in politica funziona (porta voti) ma nella vera vita punta al linciaggio, da Verona al Pigneto. Spiegate pure ai morti e ai feriti che i picchiatori e i saccheggiatori dei loro negozi non erano iscritti al fascio. Immaginate il sollievo degli zingari di Ponticelli, dei familiari del ragazzo di Verona o degli aggrediti all'Università La Sapienza o dei cittadini del Bangladesh al Pigneto nell'apprendere che le sprangate non erano politiche, o che il mandante era Che Guevara. Mentre il mondo è percorso dal brivido penuria-fame-petrolio-guerra-rischio di nuovo terrorismo, allarmanti scossoni ai più solidi edifici finanziari, l'Italia di Berlusconi introduce nelle leggi italiane 23 nuovi reati a carico dei clandestini e dei lavoratori immigrati (fonte: Il Sole 24 ore, 26, 27 maggio). Lo sguardo sfuocato dal provincialismo disinformato e dalla vista annebbiata della Lega xenofoba guida l'azione "decisionista" di un governo che - come certi giocattoli - sbatte e torna a sbattere contro muri che non vede. * * * Sono i muri di un provincialismo e di una autoreferenzialità soffocante che impediscono di percepire il mondo. Mentre l'Alitalia sta per scomparire dai cieli, ti annunciano all'improvviso, con una incosciente allegria da Titanic, il Ponte di Messina, opera gigantesca per cui non esistono disegni e studi di fattibilità e di (immenso, rovinoso) impatto ambientale. E non ci sono e non possono esserci i fondi. Ti rispondono, con sorrisi fuori posto, che provvede la finanza privata. Sarà la stessa finanza privata che sta affollandosi per rilanciare febbrilmente la grande cordata nazionale e patriottica che salverà l'Alitalia? Intanto sta per scatenarsi anche sull'Italia impoverita (è povera una famiglia su tre, la metà vive con poco più di mille euro) la più grande tempesta economica dal 1929, ci dicono, i più credibili esperti americani. Loro - il governo fuori dal mondo e dalla realtà e immerso in un cattivo teatro dell'assurdo - si presentano ad annunciare, senza il minimo senso della parole gravissime che stanno pronunciando, il nostro glorioso "ritorno al nucleare". Neppure economisti fantasiosi e disinvolti come Tremonti e Brunetta hanno provato a calcolare, sia pure per scherzo, una cifra, per esempio il costo di un abbozzo di progetto di un solo impianto nucleare. Nessuno ha provato a dirci in quanti anni (o decenni) un simile gigantesco investimento sarà compensato da costi minori dell'energia elettrica in Italia, rispetto al costo di oggi. Nessuno ha tentato, magari con una solenne dichiarazione da Napoli, di parlarci della gestione delle scorie. In questo cupo teatro si aggiunge, perfettamente giustificata dal clima di irrealtà, l'offerta del Primo ministro Berisha. Dice: "Venite a fare i vostri nuovi impianti nucleari in Albania. Noi siamo pronti". Ecco dunque il nuovo orizzonte di azione del governo fieramente decisionista: la repubblica nucleare d'Italia e di Albania, con Berlusconi capo indiscusso. Accade però che, dopo aver fatto la faccia feroce a clandestini e immigrati, Berlusconi si impantani nell'immondizia di Napoli, benché abbia fatto di nuovo finta di risolvere il problema con "leggi speciali" (la definizione, tristemente esatta, è di Stefano Rodotà, La Repubblica, 27 maggio). Il problema è drammatico e invoca soluzioni urgenti di adulti competenti. Berlusconi ha portato a Napoli il suo miglior abito elettorale (spingere in là il problema per occupare da solo tutta la scena) ma tutto ciò che ha saputo fare è una legge che nega il federalismo, cancella Comuni e Regioni, circonda di Forze armate alcune zone del Paese (la Lega accetta perché a loro importa la secessione, non il federalismo, meno che mai nel Sud). E si blocca di fronte a un nodo maledetto che nessuno dei suoi ha studiato o capito. È vero, neppure i governi locali o nazionali del centrosinistra avevano saputo farlo. Ma questa realtà, allarmante e triste, non autorizza alla celebrazione di Berlusconi che "finalmente ha deciso". L'immondizia continua. Continuerà. Purtroppo lo squallido film del finto governo, delle finte decisioni, delle finte soluzioni che sono o illegali o impossibili (la cattiveria di governo, le ronde spontanee contro gli immigrati e i Rom sono l'unico segno della nuova era) è seguito da due comiche finali. Una è quella, segnata dalla concitazione di gesti e di azioni dei film da ridere di un tempo, una concitazione tipica anche dei sofferenti di iperattivismo, e del ministro Renato Brunetta. È la "Festa del fannullone" in cui la finzione è evidente: il capro espiatorio si vede al primo sguardo (il capo ti rovina quando vuole, secondo le buone regole del mobbing, che - come tutti sanno - impediscono a qualcuno di lavorare). E l'intimidazione contro i medici che rilasciano certificati finti è roba forse vera e forse falsa, e non annuncia nulla se non disprezzo per chi lavora davvero e si ammala davvero. Infatti l'accusa ai medici non viene da una rigorosa inchiesta, ma dal sentito dire sul pianerottolo del condominio. In altre parole, come sempre nell'Italia della burocrazia, volano gli stracci e zompa chi può. Ve lo immaginate, in un clima improvvisato e superficiale di questo genere, come saranno bravi i dirigenti e i funzionari peggiori nel liberarsi di rompiscatole laboriosi che, per giunta, sono inclini a denunciare le complicità fra politica e burocrazia? Però non è tutto. Il cambio di stagione non si apprezza, nella sua triste portata, se non si dice, e si ricorda, e si dovrà ricordare, che tutta la prima fase di lavoro alla Camera dei Deputati italiana è stata spesa nel tentativo della maggioranza di difendere gli interessi e gli affari di Mediaset e di Berlusconi (salvataggio sfacciato di Rete 4). Ha fatto blocco, nell'aula di Montecitorio, l'impegno del Partito democratico, dell'Italia dei valori di Di Pietro, e - questa volta - anche del gruppo di Casini, per impedire un simile uso immorale delle Istituzioni italiane. Questa volta, almeno un poco, almeno in parte, l'opposizione ha vinto. Il vero punto segnato, però, è quello che tanti negano e di cui si fingono annoiati. È avere dimostrato che tutto continua, che non c'è alcun nuovo Berlusconi, che il conflitto di interessi esiste, cresce e, come un totem primitivo, è l'unica cosa salda e solida al centro del disastrato paesaggio italiano. furiocolombo@unita.it.

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"molto difficile la crisi alitalia" - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia "Molto difficile la crisi Alitalia" Bazoli: tempi stretti, Intesa SanPaolo per ora non sarà azionista Prima la relazione patrimoniale poi il piano industriale infine la "caccia" al compratore LUCIO CILLIS ROMA - Bisogna fare in fretta, certo, perché Alitalia rischia di chiudere sommersa dai debiti. Ma fari accesi sullo stato dei conti della compagnia di bandiera, prima di procedere alla caccia del possibile compratore. L'impegno di Intesa-Sanpaolo "per ora è di consulenza, vedremo poi i termini di questo incarico", ha commentato ieri il presidente del consiglio di sorveglianza dell'istituto, Giovanni Bazoli, a margine dell'assemblea di Bankitalia. Un passo alla volta dunque, prima di pensare ad un possibile - ma oggi lontano - intervento diretto; che per Bazoli "è fuori da ogni previsione", visto che la situazione della Magliana "è particolarmente complessa e difficile" e dovrà essere affrontata "in tempi molto stretti". I passaggi ipotizzati da Intesa-Sanpaolo, nel suo ruolo di advisor, sono pochi e chiari: all'assemblea di Alitalia, a fine giugno, la banca presenterà un resoconto sulla situazione patrimoniale. Solo dopo comincerà l'analisi della parte industriale e quella relativa alla "caccia" al compratore. Come ha confermato il presidente del consiglio di gestione dello stesso istituto Enrico Salza: "Si individueranno le ipotesi di carattere industriale effettivamente disponibili, un ruolo nel quale metteremo il massimo impegno". Sulla base delle ricognizioni che farà la banca, ha spiegato Salza, "se saranno valutate positivamente dall'azienda e dal suo principale azionista, verranno conseguentemente ricercati gli investitori industriali e finanziari adeguati". Il percorso è dunque segnato, anche se l'ipotesi che si sta concretizzando, ovvero una grande compagnia tutta italiana con Alitalia, Air One (il cui bilancio 2007 mostra un utile netto a oltre 6,8 milioni di euro e quota di mercato del 37%) e altri vettori minori, viene tenuta coperta dal governo Berlusconi. "Quella scelta dall'esecutivo era l'unica cosa che potevamo fare, era l'unica strada possibile" ha spiegato il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli. Per il presidente della Consob Lamberto Cardia "prima di esprimere un giudizio, bisogna leggere" il decreto firmato in Consiglio dei ministri venerdì, che in deroga alle regole sulle privatizzazioni, prevede tra l'altro la sospensione e gli obblighi di informazione al mercato previsti per le società quotate. Ci sono altri attori che scelgono di non avere un ruolo nella vicenda Alitalia. è il caso di Unicredit e del suo amministratore delegato Alessandro Profumo: "Non siamo stati interpellati e non ci interessa", è stata la secca dichiarazione. Un "no, grazie" che con motivazioni differenti, arriva anche dal numero uno di Mediolanum, Ennio Doris: "Siamo una banca rivolta ai privati e non alle imprese ma tuttavia tifiamo per Alitalia". Resta, invece, in attesa di comunicazioni ufficiali il fronte dei lavoratori di Alitalia. "Appena saranno pronti dovranno dirci qualcosa - taglia corto il numero uno della Cisl Raffaele Bonanni - spero che non siano reticenti come lo fu il governo Prodi". Anche la Uil chiede a gran voce con Marco Veneziani di "aprire al dialogo col sindacato: i tempi per un salvataggio della compagnia sono strettissimi ed è l'ora di procedere speditamente e con trasparenza sulla strada di un grande gruppo aereo nazionale".

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Brevi, schede e richiami 3 (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Linea verde orizzonti Nel programma un percorso che si snoda dall'Oasi delle Torbiere a sud del lago di Iseo, alle saline di Cervia e alle ville venete del Palladio. RaiUno 10.00 a piedi nudi Si parla di cinema, dei flop e dei successi, dei lavori italiani e dei premi conquistati a Cannes da "Il divo" e "Gomorra". Sarà intervistato Paolo Sorrentino. RaiRadio2 15.00 tg2 dossier Cosa Nostra ieri e oggi. Dalle origini dell'organizzazione criminale italiana in America (da Al Capone a Lucky Luciano) fino ai nostri giorni segnati dalla lotta per aggiudicarsi la leadership dopo la scomparsa di John Gotti. Un reportage con interviste ai boss e a dirigenti delle forze dell'ordine. RaiDue 18.05 Tg24 economia Si apre un nuovo capitolo nella privatizzazione dell'Alitalia. Ne parlano il professore d'economia Carlo Scarpa, l'economista Fabio Verna e il giornalista Rosario Dimito. Sky Tg24 18.35 report Spot pubblicitari, focus group, studio dell'avversario. Sono questi gli elementi delle campagne elettorali svelati dal film inchiesta "La crisi è il nostro marchio". RaiTre 21.30 speciale tg1 Tema dello speciale è la schiavitù infantile. Duecento milioni di bambini nel mondo sono vittime dello sfruttamento lavorativo. RaiUno 23.45.

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<Alitalia, c'è poco tempo Situazione difficile> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-06-01 num: - pag: 22 categoria: REDAZIONALE Salvataggi Salza: cercheremo investitori e partner industriali adeguati "Alitalia, c'è poco tempo Situazione difficile" L'allarme di Bazoli. Cardia: attendiamo il decreto Il presidente di Intesa: "Per ora l'incarico sulla compagnia è di consulenza, poi vedremo i termini" ROMA - "Massimo impegno e tempi stretti, la situazione è complessa e difficile". Il vertice di Intesa-San Paolo precisa il perimetro di azione sulla vicenda Alitalia dopo l'incarico di advisor assegnato dal governo Berlusconi anche se, tecnicamente, lo riceverà solo martedì dal cda della compagnia di bandiera. "Per ora è di consulenza, vedremo poi i termini di questo incarico" ci tiene a sottolineare il presidente del consiglio di sorveglianza Giovanni Bazoli al termine dell'assemblea della Banca d'Italia. Bazoli ha escluso un intervento diretto della banca "per ora è fuori da ogni previsione " - ma ha garantito che l'impegno "sarà massimo nel rispetto delle regole di mercato, degli azionisti e dell'interesse del Paese, siamo quotati noi ed è quotata Alitalia". Il banchiere ha poi anticipato l'intenzione di Intesa-San Paolo di "presentare una relazione all'assemblea Alitalia di fine giugno con un resoconto sulla situazione patrimoniale ". In una dichiarazione scritta diffusa al termine dell'assemblea di Bankitalia, il presidente del consiglio di gestione di Intesa-San Paolo Enrico Salza ha sottolineato i motivi che hanno spinto l'istituto ad accettare l'incarico. "Alitalia versa da tempo in gravi difficoltà per risolvere le quali ci sono stati diversi tentativi di intervento ora - si legge - tocca a un grande gruppo bancario come il nostro che si è posto in diverse occasioni a fianco di aziende in crisi". "Se le nostre ricognizioni saranno valutate positivamente dall'azienda e dal suo principale azionista continua Salza - verranno conseguentemente ricercati investitori industriali e finanziari adeguati". Il presidente della Consob (l'Authority che controlla la Borsa) Lamberto Cardia si è astenuto dal commentare la decisione del governo di dispensare l'Alitalia dall'obbligo di fornire informazioni. "Quando avrò letto il decreto potrò esprimere un'opinione ", ha tagliato corto Cardia anche lui a margine di Banca d'Italia. In attesa che si concretizzi la cordata italiana, progetto al quale da tempo sta lavorando Bruno Ermolli su incarico del Cavaliere, secondo indiscrezioni si starebbe formando una alleanza tra Airone e il gruppo Colaninno. La compagnia aerea di Carlo Toto ieri ha approvato il bilancio 2007 con un utile netto di 6,8 milioni di euro e un aumento del traffico del 20%. Roberto Bagnoli Lamberto Cardia della Consob (foto grande), sopra a sinistra il presidente del consiglio di Sorveglianza di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli e a destra quello del consiglio di gestione, Enrico Salza.

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Notizie in 2 minuti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-06-01 num: - pag: 56 categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo Piano Draghi: meno tasse "Per la crescita del Paese è urgente il taglio delle tasse per le famiglie e le imprese ". Lo ha detto il Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, nella sua relazione annuale che ammette però che i salari sono troppo bassi. "Il Paese ha desiderio, ambizione, risorse per tornare a crescere". Rifiuti, i dubbi della Ue Secondo quanto riporta il sito Valori.it, legato a Banca Etica, la Commissione europea ha bocciato il decreto rifiuti approvato dal Consiglio dei ministri a Napoli il 21 maggio scorso. Il provvedimento risulterebbe in contrasto con la normativa comunitaria in materia di trattamento e smaltimento dei rifiuti. "Certamente non torniamo indietro", ha replicato il ministro delle Politiche europee Andrea Ronchi. Intanto a Napoli continuano i roghi di immondizia. E oggi è previsto un grande corteo di protesta. Esteri Il Papa e Ahmadinejad Benedetto XVI non incontrerà il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, in Italia dal 3 al 5 giugno per il vertice della Fao. E non incontrerà neppure altri leader esteri. Una soluzione che alla fine non accontenta i molti presidenti già in lista d'attesa per essere ricevuti in Vaticano, ma in fin dei conti non scontenta nessuno. Cronache Morto Lorenzo Odone è morto negli Usa, a 30 anni appena compiuti, Lorenzo Odone. I suoi genitori sfidarono la medicina tradizionale, inventando quello che venne ribattezzato "olio di Lorenzo". Grazie alla loro caparbietà, è vissuto 20 anni in più rispetto alle previsioni degli esperti. La sua storia ha ispirato anche un film con Susan Sarandon e Nick Nolte. Picchiato Barillari Rino Barillari, uno dei più noti paparazzi dei tempi della "dolce vita", è finito in ospedale con un femore rotto e 40 giorni di prognosi per aver cercato di salvare dalle violenze del fidanzato una donna di 25 anni. Economia Intesa: per Alitalia poco tempo "Massimo impegno e tempi stretti, la situazione è complessa e difficile". Lo ha detto Giovanni Bazoli, presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa- SanPaolo, a proposito di Alitalia, per la cui privatizzazione il gruppo bancario ha ricevuto l'incarico di advisor. Cultura Stalin come Gengis Khan Un libro di Andrea Graziosi, L'Urss di Lenin e Stalin, rilegge la storia del potere bolscevico in Russia: l'ideologia comunista fu solo il paravento di una tirannia su donne, operai e contadini e che affondava le sue radici nel passato "asiatico" della Russia. Spettacoli Torna Carly Simon Dopo un'assenza di otto anni, torna Carly Simon, con il nuovo album This kind of love, ispirato alla musica brasiliana, due brani del quale sono stati scritti da Sally e Ben, i due figli avuti con James Taylor. "Spero che James sia felice - dice la 62enne cantante pop -. Il divorzio per me è stato un incubo e lui mi ha proprio cancellata". Sport Rossi, pole al Mugello Valentino Rossi (con un inedito casco su cui è stampata la sua faccia, un po' divertita e un po' da paura) ha conquistato la pole position al Mugello nel MotoGp. Giro, nuovo trionfo di Sella Al Giro d'Italia è stata di nuovo una giornata trionfale per Emanuele Sella, che ha conquistato la sua terza vittoria. La maglia rosa resta allo spagnolo Contador, che nella cronometro conclusiva di oggi ha 4 secondi di vantaggio da amministrare su Riccardo Riccò. Puzzles by Pappocom 5.

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Ma che Europa è senza partecipazione (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 01-06-2008)

Argomenti: Alitalia

A Prodi che ci accusa di essere antieuropeisti Ma che Europa è senza partecipazione Graziella Mascia Se la sinistra è uscita sconfitta dall'esperienza di governo è anche per questo, perché ha incontrato un muro invalicabile ogni volta che ha provato a introdurre un po' di giustizia sociale e di distribuzione del reddito. E infatti, nonostante la manifestazione di Lubiana, organizzata dal sindacato europeo, per chiedere aumenti salariali in tutti i paesi, il presidente della banca centrale europea Trichet ribadisce che la priorità resta la lotta all'inflazione. Questo muro sta proprio nei vincoli monetari dettate dalla tecnocrazia europea, di cui Romano Prodi e Tommaso Padoa Schioppa sono stati strenui difensori. Ma sono compatibilità che possono e devono essere superati, in nome dei veri interessi dell'Europa, e chi si lo nega, o si rassegna, è perché li vuole agire come alibi, e non toccare gli interessi dell'impresa. Le destre hanno vinto le elezioni, perché hanno provato a dare risposte diverse, seppure improbabili nella loro logica protezionistica, ma facilmente comprensibili, rispetto alle condizioni sociali di milioni di persone, e rispetto alle paure prodotte dalla crisi economica internazionale. E la vicenda Alitalia ne è un esempio. E tuttavia non è un caso, se le prime previsioni di bilancio, anticipate dal nuovo ministro del tesoro Tremonti, assomigliano moltissimo a quelle del suo predecessore di centro sinistra. Per questo parliamo di Europa delle banche e del mercato. E per la stessa ragione contestiamo, che siano questi stessi parametri ad essere imposti ai paesi recentemente entrati nell'unione europea. Non sarebbe diverso, se alla Romania, come agli altri, fosse stato chiesto il rispetto di un salario minimo europeo, o di un pacchetto di diritti sociali, o diritti civili per le donne, ecc.? Tutta la vicenda della sicurezza e dei fenomeni razzisti e xenofobi, cui assistiamo di questi tempi, non esisterebbero, perché quei lavoratori non avrebbero la necessità di venire a lavorare in nero, per guadagnare 300 euro in più. Noi siamo favorevoli all'allargamento dei confini europei, ma contestiamo il primato dell'impresa e della libera circolazione delle merci, che invece è il segno prevalente. E la conferma sta nella continuità tra decreto sicurezza di Prodi e Berlusconi, entrambi, questi si, allo spirito e alla lettera della legge europea, che prevede quali diritti di cittadinanza, quelli alla mobilità e al soggiorno. Sappiamo benissimo che il trattato di Lisbona non è solo questo. Non abbiamo mancato di sottolineare, e pensiamo di sfruttare al massimo, gli spazi aperti, dal più vasto ambito di co-decisione tra parlamento-consiglio-commissione, e dal voto politico su commissione e commissario. Ma è in nome del diritto di concorrenza, contenuto nel trattato, che la corte europea ha emanato sentenze come sul caso di Laval, che minano l'unicità del contratto, a favore dell'impresa. Dunque, si rende necessario un corpo di diritti fondamentali che restituisca l'Europa alla sua storia migliore, quale patria dello stato sociale. In ogni caso, ricordiamo a Romano Prodi, che siamo noi ad esserci appellati ad alcune direttive europee, nel rivendicare norme antidiscriminatorie per le donne, per gli omosessuali, e per i migranti. Ed è in nome di una direttiva europea, che gli abbiamo contestato un decreto, a governo già dimesso, sulla questione dei rifiuti. Nella sua gestione ordinaria di fine legislatura, il governo Prodi ha infatti imposto il segreto nell'individuazione dei siti, con la motivazione dell'emergenza civile, quando invece l'UE stabilisce che i dati ambientali devono essere resi disponibili alla popolazione, in nome dei principi di precauzione del diritto alla salute. Come si capisce, dunque, per noi l'Europa è l'ambito in cui si possono determinare diritti fondamentali per tutte e tutti, cittadini e migranti. E proprio perché siamo europeisti, ci interessa che ognuna e ognuno ci senta cittadino europeo. La democrazia e la partecipazione sono indispensabili per la costruzione dell'unione, e si rende perciò urgente superare anche le modalità, con cui si è dato vita al trattato di Lisbona. Noi del Partito della sinistra europea proponiamo, invece, una vera e propria fase costituente dal basso, in cui si rendano protagonisti i cittadini, per arrivare a proporre una vera e propria costituzione, fondata su valori e diritti, in un percorso in cui i parlamenti, nazionali ed europeo, siano protagonisti, e con una consultazione popolare finale, attraverso un referendum, contemporaneamente in tutti i paesi. Per un pacchetto di diritti costituzionali costruito dal basso, si è lavorato in questi anni, grazie al social forum europeo. Anche fuori dal parlamento continueremo a far sentire la nostra voce, le istanze sociali, e l'impegno della sinistra alternativa in Europa. 01/06/2008.

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Partecipazione all'impresa? Per la Cgil non è un tabù (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 02-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Sondaggio tra alcuni segretari. No alle ipotesi Sacconi-Bonanni, però si possono sperimentare alcuni spazi di decisione. Ma è altro dalla contrattazione Sara Farolfi Roma Raffaele Bonanni e Maurizio Sacconi ne parlano quotidianamente. "Collaborazione" tra impresa e lavoro, dice il ministro del Lavoro (che pensa all'azionariato dei dipendenti). "Partecipazione dei lavoratori alla vita delle imprese", ripete il leader Cisl (che teorizza invece la presenza dei sindacati nei consigli di amministrazione delle aziende). Due ipotesi accomunate dalla volontà di superamento dell'antagonismo nei rapporti tra capitale e lavoro e l'approdo a un modello collaborativo. Un cambio di "cultura sindacale" che Emma Marcegaglia ha messo al centro della sua prima relazione davanti alla platea di Confindustria (ma i padroni sono da sempre contrari alla partecipazione dei lavoratori). E in Cgil? Guglielmo Epifani, concludendo la conferenza d'organizzazione, ha posto una domanda: "Siamo sicuri che la versione tradizionale dei rapporti tra capitale e lavoro, per cui ci sono interessi non conciliabili o comunque distinti, sia ancora valida?". La confederazione di corso d'Italia non ha mai fatto mistero della propria contrarietà tanto alle incursioni di Sacconi, quanto allo storico cavallo di battaglia Cisl. Ma il tema della partecipazione dei lavoratori alla vita dell'impresa mai è stato tabù. In Cgil il modello tedesco non viene considerato riproducibile in Italia, mentre l'azionariato non è considerato un modello di vocazione sindacale. Convince invece ciò che una volta si diceva "democrazia economica", il fatto cioè che i lavoratori possano partecipare e pesare nelle decisioni di impresa, su piani distinti da quelli di competenza della contrattazione. Susanna Camusso, segretaria della Cgil Lombardia, si dice convinta del fatto che una forma di partecipazione, "mai risolutiva comunque della condizione materiale dei lavoratori", potrebbe anche favorire la contrattazione. "Il conflitto non è a prescindere - dice Camusso - ma in funzione di un obiettivo". Alberto Morselli, segretario generale dei chimici Cgil, parla di un "sindacato partecipativo, sulla base di piattaforme rivendicative", e va a nozze anche con la "versione collaborativa dei rapporti tra capitale e lavoro". La segretaria generale dei tessili, Valeria Fedeli, lo definisce "un diverso modello di relazione industriale, che comunque andrebbe calibrato sull'assetto produttivo del paese, dove il lavoro, con la partecipazione, può godere di ulteriori vantaggi economici". In quali sedi? "Potrebbero essere i consigli di sorveglianza, ma si potrebbero trovare anche altre forme", dice Camusso, che pensa a un sistema duale. Storicamente, è stato il cosiddetto "modello Iri" al centro del dibattito in Cgil sulla democrazia economica. Il congresso della Fiom dell'88, che tutti ricordano come "il congresso della codeterminazione", quello richiamava: un sistema informativo molto avanzato in cui tutte le fasi più importanti di un'azienda venivano discusse anche con le organizzazioni sindacali. Non se ne fece mai nulla. E anche allora le imprese non volevano saperne. "La democrazia economica non si fa in un'azienda sola, ma con strumenti di politica economica e politica industriale", dice Giorgio Cremaschi (Fiom), "quello che propone Bonanni è una forma di aziendalismo, poi se davvero potessero esserci forme e luoghi per un ulteriore potere dei lavoratori, sarei favorevolissimo". Fermo restando, conclude, che si tratterebbe di una ulteriore via per i lavoratori, perché "la partecipazione non è il sindacato". Alla Zanussi (oggi Electrolux) esiste ancora, ma solo sulla carta, un sistema partecipativo fatto di commissioni composte da rappresentanti sindacali e aziendali: in realtà non ha mai funzionato, racconta Cremaschi. Fallimentare - racconta Fabrizio Solari, segretario della Filt Cgil - anche il tentativo dell'azionariato in Alitalia, dove qualche anno fa è stato distribuito il 20% delle azioni tra i lavoratori come acconto degli aumenti salariali a venire. Quel che è certo però, dice Solari, è che "oggi le emergenze sono altre e hanno più a che fare con la legittimazione del sindacato dal basso, che con la sua legittimazione nell'impresa".

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BREVI (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 02-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Festa Repubblica/1 Serve un maquillage istituzionale La Repubblica ha già 62 anni, giovanissima non la è più, qualche medicina è necessaria. Quello che l'organismo poteva dare, in sviluppo e socialità, in democrazia delle istituzioni l'ha dato. Siamo tutti più ricchi o meno bisognosi, più liberi e così sazi di diritti da rinunciare di sovente anche a qualche dovere. Tutti gli approcci sia da destra che da sinistra, per tentare di dare nuove regole istituzionali sono falliti, perché impostati da destra e sinistra con l'altra metà del Paese. Lo sforzo necessario, senza confondere i ruoli di classe, di governo ed opposizione, di convinzioni religiose e diritti civili, è quello di cercare intese ampie e condivise. Giusto a 62 anni lo Statuto albertino si arrese e venne il fascismo. Se la Costituzione farà altrettanto l'abisso sarà inevitabile. Massimiliano Giampedroni e-mail Festa Repubblica/2 Valori che non vanno dispersi In questo periodo nel quale da più parti sembrano essere richiamati i fantasmi del passato è significativamente importante celebrare la Festa della Repubblica. Dopo alcuni decenni di abbandono venne ripristinata nel 2000 per impulso dell'allora presidente Carlo Azeglio Ciampi, convinto sostenitore dei valori repubblicani. In questa data si ricorda il referendum istituzionale del 2 e 3 giugno 1946 con il quale gli italiani furono chiamati a scegliere la futura forma di governo, nel ballottaggio monarchico-repubblicano. E gli italiani scelsero la Repubblica. Ciò provocò l'esilio dei regnanti di Casa Savoia, che sono recentemente tornati in Italia dopo 57 anni d'esilio. In occasione della giornata odierna è importante ricordare la scelta compiuta sessantadue anni fa e ribadire che gli italiani non hanno cambiato idea. Giorgio Longhie-mail I pagamenti posticipati e le vittime di se stessi Stiamo vivendo un momento di grave crisi, economica e sociale. L'economia è praticamente ferma, il potere di acquisto è sempre più debole e il carovita è, al contrario, sempre più pesante. La maggior parte di noi riesce a stento ad arrivare alla fine del mese sostenendo le spese vitali. È un allarme che per parecchio tempo ha suscitato poco interesse nelle forze politiche, forse nella convinzione fosse facilmente ridimensionabile. Dall'introduzione dell'euro molte cose si sono modificate, prezzi fuori controllo, l'inganno delle grandi distribuzioni che, in tutti i settori, ci hanno fatto credere che nulla è cambiato e che se qualcosa non si riesce a comprare in contanti è lo stesso, lo puoi comprare facilmente a rate ma non solo: lo inizierai a pagare fra sei mesi. Una formula, questa, che ha contribuito a danneggiare molti che oggi si ritrovano a possedere qualcosa che è già vecchio e superato e che stanno pagando più del dovuto. Prestiti per le vacanze, carte di credito a rate, tredicesime anticipate; tutte formule certamente legali ma senza alcun controllo nella loro gestione. E' così necessario farsi prestare cinquemila euro per andare in vacanza piuttosto che mille per avere a tutti i costi in casa uno schermo piatto, vantandoci poi di avere tutto questo con la consapevolezza che comunque non possiamo permettercelo? Siamo stati ingannati sì, ma siamo stati anche irresponsabili complici di questo inganno. Roberto Sirie-mail Alitalia, un gioco dell'oca inchiodato alla prima casella La telenovela dell'Alitalia continua (ed essendo una telenovela chissà quante altre puntate ci riserverà). Peccato che tutti i costi di produzione (della telenovela) siano a carico del contribuente. Qui non c'entra essere di destra o di sinistra, qui c'entra essere italiani, anzi italioti. Infatti la vicenda, se qualcuno non lo ricorda, è iniziata molti anni fa. Alla fine degli Anni Novanta un accordo con Klm doveva rafforzare le due compagnie e portare consistenti aumenti dei ricavi. Addirittura, secondo le dichiarazioni dei responsabili di allora, doveva nascere il più grande network europeo per numero di persone trasportate. Perché non se ne fece nulla? Per poi arrivare ai giorni nostri. Con quei reiterati assurdi tentativi di vendita annunciati e poi ritirati; con le cordate che prima sono lì pronte e poi non ci sono più; con l'ennesima (sarà l'ultima) boccata d'ossigeno fornita dal finanziamento pubblico (uscito dalle tasche dei contribuenti). Le colpe di questo disatro? Come al solito sono degli altri: del governo precedente che non ha saputo gestire la vendita, del governo attuale che ha caldeggiato il finanziamento che permette di allungare l'agonia, dei sindacati che hanno rotto ogni trattativa; mai che in Italia si trovi un responsabile. A che punto siamo ora? Ah sì, che l'Alitalia può reggere ancora per un po', che la cordata dovrebbe venire, che le banche si stanno interessando, che forse Air France potrebbe risbucare fuori, ma anche Lufthansa e perché no AirOne, che, insomma siamo ai punti di prima. Giovanni Murgiae-mail I rimborsi lumaca italiani e la lezione del Belgio La recente notizia relativa ad una sollecita restituzione di un pagamento in eccesso per il bollo dell'auto da parte dell'autorità fiscale belga ad un nostro connazionale residente a Bruxelles, senza alcuna richiesta dell'interessato, ha dell'incredibile. Se ciò fosse accaduto in Italia pensate quale complessa trafila burocratica sarebbe occorsa per ottenere tale rimborso. Solo quando anche nel nostro Paese avverrà una cosa del genere d'allora in poi saremo cittadini dell'Unione Europea a pieno titolo. Giovanni TerramocciaGenova 02/06/2008.

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Epifani: <Per Alitaliaun partner internazionale> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 02-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Epifani: "Per Alitaliaun partner internazionale" il segretario della cgil Bocciata l'idea di una cordata solo italiana: "Non starebbe sul mercato" roma. Dei piani del governo su Alitalia "non sappiamo nulla" e questo non è"trasparente". Ma l'ipotesi di "mettere insieme Alitalia e AirOne", creando una compagnia "in grado di avere il 70% del mercato nazionale per poi collegarla a un grande vettore nazionale"è una delle due uniche strade possibili per il salvataggio di Alitalia. Lo ha detto il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, durante la trasmissione televisiva In Mezz'ora. Secondo Epifani, che già nei giorni scorsi aveva assunto una posizione molto critica nei confronti del percorso di salvataggio individuato dal governo e in particolare dal ministro Giulio Tremonti, "esistono solo due strade per Alitalia". Una è quella di "rivolgersi a un grande vettore internazionale, quello più compatibile con la condizione di Alitalia, e fare un accordo". L'altra è, appunto, quella di "un'alleanza Alitalia-AirOne, con l'ingresso di un soggetto internazionale in seconda battuta". Tornando a commentare le intenzioni del governo, Epifani ha ribadito che "ad oggi non ne sappiano nulla e per questo vorremmo che l'esecutivo dicesse, a noi e al Paese, qualcosa, perché agire così non è trasparente". "Dobbiamo ancora vedere il piano industriale - ha aggiunto il leader della Cgil - e discutere sul rapporto tra gli hub, Malpensa e Fiumicino. Poi ci vuole un vettore internazionale, o Lufthansa, o Air France. Altrimenti, con un prezzo così alto del petrolio, non si può reggere". Di Alitalia ha parlato ieri anche l'istituto di idee liberali Bruno Leoni, per sottolineare che allo stato attuale "è improbabile affermare che Alitalia possa sopravvivere altri dodici mesi, in assenza di ulteriori aiuti pubblici". Per Andrea Giuricin - intervenuto nel focus "Alitalia: Dodici mesi sono troppi" - "il prestito ponte per Alitalia assume contorni sempre più grotteschi. Il decreto del 23 aprile scorso che autorizzava il prestito di 300 milioni di euro da parte del ministero delle Attività produttive del governo uscente su richiesta di quello entrante (un'ottima azione bipartisan), criticato informalmente dall'Unione europea, verrà probabilmente bocciato nei prossimi mesi da Bruxelles". Il 30 maggio - ricorda Giuricin - il governo ha informato la Commissione europea di quello che si prefigura come un aiuto di Stato nei confronti di una compagnia che continua a perdere ogni anno centinaia di milioni di euro. "La procedura d'infrazione, che la Commissione inizierà probabilmente a breve, non vedrà una sentenza in tempi rapidi; Alitalia e il governo continuano a prendere tempo affinché si riesca a creare un'offerta/cordata che abbia i mezzi necessari per investire nel vettore di bandiera". "La sola AirOne, anche con l'aiuto di partner finanziari e capitali privati, difficilmente potrà risollevare le sorti di Alitalia; sarebbe necessaria l'entrata immediata di un grande player straniero che sia in grado di effettuare il servizio di trasporto aereo in un modo efficiente. La compagnia di Carlo Toto, nel 2007, ha avuto un load factor inferiore di circa 17 punti percentuali di quello di Alitalia e 24 in meno rispetto ad AirFrance - Klm. E il load factor, nel trasporto aereo, è essenziale per misurare l'efficienza di una compagnia". f. fe. 02/06/2008.

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Tabacci attacca la Consob (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 02-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del ALITALIA Tabacci attacca la Consob "Come mai la Consob non ha ritenuto di sospendere il titolo Alitalia quando, in campagna elettorale, ci fu un rialzo del 250% in base alle voci su una cordata?": lo ha chiesto a Trento Bruno Tabacci (Udc), partecipando a un dibattito nel corso del festival dell'economia. "Su questa vicenda - ha proseguito Tabacci - non s'è fatta un'indagine penetrante, soprattutto visto che i conti dell'azienda non sono migliorati. Evidentemente qualcuno era a conoscenza di notizie riservate, ma su questi temi - ha notato - c'è una sensibilità molto modesta". Il deputato centrista ha quindi ricordato quello che in Aula ha definito il "lodo Ermolli": "Volevo mettere in evidenza il fatto - ha spiegato - che stavamo votando attraverso una forzatura parlamentare l'allungamento di concessioni a imprese autostradali. Proprio in quei giorni leggevamo sui giornali i nomi di chi partecipava alla cordata per Alitalia. C'è stato evidentemente un "do ut des", ma i giornali non ne hanno scritto perché - ha concluso - non volevano evidentemente disturbare un'operazione ambigua e funzionale alle strutture di potere". Sempre sul fronte Alitalia, il segretario della Cgil Guglielmo Epifani ha detto di "non sapere nulla" dei piani del governo e questo non è "trasparente", ma l'ipotesi di "mettere insieme Alitalia e AirOne", creando una compagnia "in grado di avere il 70% del mercato nazionale per poi collegarla a un grande vettore nazionale" è una delle due uniche strade possibili per il salvataggio di Alitalia. Quanto alle intenzioni del governo, "non ne sappiano nulla e vorremo che il governo dicesse, a noi e al Paese, qualcosa, perchè agire così non è trasparente", ha dichiarato il sindacalista. "Dobbiamo vedere il piano industriale - ha aggiunto - e discutere sul rapporto tra gli hub, Malpensa e Fiumicino. Poi ci vuole un vettore internazionale, o Lufthansa, o Air France. Altrimenti, con un prezzo così alto del petrolio, non si può reggere".

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Alitalia. Il decreto che contiene l'assegnazione del prestito ponte per Alitalia sarà (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 02-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Alitalia. Il decreto che contiene l'assegnazione del prestito ponte per Alitalia sarà in votazione da mercoledì mattina in aula. Rispetto al momento in cui il decreto è stato emesso dal governo Prodi, la situazione sembra però radicalmente modificata. "La decisione del precedente esecutivo ­ ha sostenuto il capogruppo del Pd in commissione Bilancio, Pierpaolo Baretta ­ era prevista in un chiaro processo di privatizzazione, mentre il governo Berlusconi prevede una ricapitalizzazione senza alcun piano industriale, con tutte le sembianze di un aiuto di Stato. Nascono da qui, fra l'altro i problemi con l'Europa". Duro anche il giudizio della vice presidente della commissione Trasporti, Silvia Velo del Pd. "Ogni giorno che è passato dall'insediamento del nuovo governo ha comportato un ingente costo per la nostra com- pagnia di bandiera. Il Parlamento non è ancora a conoscen- za di alcun passo avanti e sono sempre meno quelli che credono alla fantomatica cordata di imprenditori italiani". Commisione Affari costituzionali. Le linee program- matiche del ministero per la pubblica Amministrazione saranno invece illustrate dal ministro Brunetta in commissione Affari costituzionali giovedì alle 14.00. Commissione cultura. Il ministro per i Beni e le Attività culturali, Sandro Bondi, sarà il primo esponente del governo a illustrare, domani mattina alle 11, le linee programmatiche del suo ministero nella commissione competente. Commissione Esteri. La riunione interparlamentare sui Balcani occidentali che si è tenuta a Bruxelles il 26 e il 27 maggio scorsi, sarà l'oggetto di una relazione del presidente della commissione Esteri, Stefano Stefani, mercoledì alle 15. Commissione Giustizia. L'audizione del ministro della Giustizia Alfano sui programmi del Ministero si svolgerà mercoledì alle 14.30 nell'aula della commissione. Decreto fiscale. Le commissioni Bilancio e Finanze riunite saranno impegnate questa settimana per l'esame del decreto che contiene il taglio dell'Ici e la detassazione degli straordinari. (a cura di Piero Vizzani) AGENDACAMERA.

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Pigneto, basta un tatuaggio per essere credibili? Cara Unità, uno come Chianelli che (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 02-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Pigneto, basta un tatuaggio per essere credibili? Cara Unità, uno come Chianelli che porta un tatuaggio raffigurante il Che e poi ne tradisce in modo così plateale gli ideali merita una condanna esemplare. Diciamo... il doppio della pena. Ma c'è qualcuno che ci crede a costui? Mi ricorda le balle della Commissione Mitrokyn... Sergio Sabbadini Unità vuol dire compattezza Non cambiamo nome alla festa Cara Unità, vogliamo tagliare la testa al toro? Lasciamo che la denominazione della Festa dell'Unità, senza apposizioni e frange, rimanga tale e quale e non cambi carta da visita. Unità non è solo il nome di un buon giornale: è una parola bella e chiara anche senza nessuna aggiunta pleonastica. Vuol dire concordia, compattezza, forza, comunanza di intenti. Sempre gli stessi per chi ci crede e ci tiene: lotta per una esistenza dignitosa di tutti, contrasto fermo alle ingiustizie e ai soprusi, affermazione della pace e difesa delle risorse della natura. Mirella Caveggia Rifiuti, ma Berlusconi non doveva restare a Napoli? Cara Unità forse in questi giorni mi è scappato qualche articolo, e ti garantisco di leggerti tutti i giorni: ma Berlusconi non doveva rimanere a Napoli fino a risoluzione del problema rifiuti? E la cordata salva Alitalia dov'è finita? Lino Pantone, Omegna Altri sono i temi da affrontare Cara Unità, cambiare il nome alla nostra festa mi sembra francamente un problema di "lana caprina". In un clima di "fascismo trionfante" e che si sente legittimato a fare ogni cosa in virtù di un passato mai rinnegato che ora un evidente "spalla" politica, rinunciare al nostro nome, al nostro luogo di militanza democratica e discussione civile, alla nostra roccaforte di democrazia e partecipazione dove si alternano e convivono il dibattito politico con la lasagna, mi sembra fuoriluogo e politicamente controproducente. Credo che altri siano i temi da affrontare per i nostri politici ( e per cui "strapparsi le vesti" ) per riacquistare credibilità agli occhi degli elettori stanchi e confusi. L'entusiasmo del 14 ottobre va recuperato e per fare questo dobbiamo avere chiari ed evidenti segnali, e questo del voler cambiare il nome alla nostra "festa" non aiuta grazie. Claudio Gandolfi, Bologna Con il finto buonismo Alemanno non ci convince Cara Unità, ora Alemanno per dedicare una strada a Almirante s'inventa di dedicarne una a Craxi- Fanfani-Berlinguer. Ai fascisti carnefici , No. È come intitolare una strada ai boss mafiosi fra alcuni anni dicendo che ne dedicheranno anche a Falcone e Borsellino. No. Bisogna distinguere i carnefici dalle vittime , e poi ricordarsi sempre che la nostra Costituzione è Antifascista. Caro Sindaco di Roma non ci provi con il finto buonismo. Roberto Ghisotti, Roma Indicizziamo ai risultati gli stipendi dei manager Cara Unità, fino al grado di quadro ogni lavoratore percepisce uno stipendio contrattuale sostenibile dall'azienda. Gli inquadramenti superiori di dirigente/manager hanno remunerazioni giustamente elevate e personalmente contrattate con l'azienda, ma possono essere a medio e lungo tempo indipendenti dal bilancio della stessa impresa? Non sarebbe saggio indicizzare tali uscite aziendali per un terzo all'utile dell'esercizio precedente, per un altro terzo alla media degli ultimi tre e per il rimanente alla media tra tali indici e l'utile medio dall'avvio dell'attività? Ci sono realtà della cooperazione, dell'imprenditoria sia profit sia non profit ed enti economici pubblici che già lo fanno con proprio e altrui completo beneficio. Matteo Maria Martinoli, Milano Bene l'articolo "Questi fantasmi" Caro Furio Colombo, ancora grazie per il tuo contributo di domenica nell'Unità.La totale condivisione del contenuto dell'articolo non mi toglie la profonda amarezza che a condividere la tua analisi siamo rimasti in troppo pochi rispetto all'urgenza e alla radicalità della questione. Imelde Pellegrini Chiaiano, controlli incompleti ma per Berlusconi è tutto ok Cara Unità, ma come fa Berlusconi ad affermare che la cava di Chiaiano è idonea se ancora sono in corso i carotaggi? Più che una sparata mi sembra una esplicita indicazione ai tecnici di affermarne comunque l'idoneità. Mostrare i muscoli serve a ben poco, aizza gli animi e apre prospettive inquietanti. Lo stile Berlusconi di trasformare gli imputati in vittime della giustizia sta dilagando in Campania a tutti i livelli: non è stata la struttura commissariale ad andare fuori legge, ma la magistratura a mettere i bastoni nelle ruote di chi "poverino" voleva solo togliere l'immondizia dalla strada , cercando di fare dimenticare che sono loro stessi i colpevoli di questa situazione, per incapacità o malafede Nello Margiotta Draghi, a lavoro oltre i 65 anni? Sì, insieme con le badanti Cara Unità, ho saputo che il governatore della banca d'Italia Draghi, nella sua prolusione di sabato scorso ha confidato si possa incoraggiare la permanenza al lavoro anche oltre i 65 anni di età. Ottima idea ai fini della ulteriore integrazione degli (anzi delle) extracomunitarie nelle nostre istituzioni e nelle nostre realtà lavorative visto che in questo modo, a breve, sarà indispensabile farsi accompagnare al posto di lavoro dalle badanti che, al posto nostro, peraltro, potranno sfruttare appieno anche la recente normativa sullo straordinario detassato! Eppoi ci dicono che siamo razzisti! Cordialmente. Bruna Gazzelloni.

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Come battere i francesi (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 02-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Come battere i francesi Loro arroganti, noi disciplinati (solo nel calcio) Italia-Francia è qualcosa di più di una partita di pallone. A torto o a ragione, periodicamente, chiediamo al calcio di dirci la verità sui rapporti tra i nostri due Paesi. Tra i mille fili che ci uniscono - dagli psicodrammi di Edf e di Alitalia all'inarrestabile ascesa del Sarkoberlusconismo, dalle peripezie di Carla agli intrighi di Villa Medici - abbiamo tendenza a perderci e a fare confusione. A che punto stanno, veramente, i rapporti tra Italia e Francia? Chi, dei due cugini che competono per imporre il loro stile di vita al resto del mondo, è in vantaggio: più globale, più raffinato, più alla moda? La percezione rischia sempre di essere falsata dai complessi di superiorità francesi e dai nostri, simmetrici, complessi di inferiorità. Il calcio, invece, non mente. Non ci sono statistiche da interpretare o cavilli da sollevare, il gossip lascia il tempo che trova e le manovre politiche pure: il calcio è verità. Ogni paio d'anni esprime il suo inesorabile verdetto sotto gli occhi del mondo. Ecco perché, man mano che si avvicina la data dello scontro, i due versanti delle Alpi entrano in stato di fibrillazione: Italia-Francia non è una partita come tutte le altre, è un'operazione chirurgica a cuore aperto, una seduta di psicanalisi in mondovisione, un pomeriggio nel braccio della morte in attesa della sedia elettrica o della telefonata del Governatore. Sui volti dei giocatori in campo da una parte e dall'altra sono incise due storie radicalmente diverse, due strade che conducono verso uno sbocco comune partendo da poli opposti. Da un lato c'è la Francia di Henry, la celebrata squadra multietnica che affonda le sue radici nell'Africa nera e nei Caraibi ben più che nelle vallate del Perigord o tra i canali della Loira. Dall'altra c'è la nostra nazionale, con i suoi Cannavaro e i suoi Gattuso, radicata fin dentro il midollo di questo nostro tormentato stivale. Anche le ultime leve, le novità rispetto alle due squadre che si affrontarono a Berlino nel 2006 continuano a riflettere la stessa, radicata dicotomia. I francesi emergenti si chiamano Karim Benzema, Samir Nasri e Hatem Ben Arfa. I nuovi italiani, invece, Antonio Di Natale, Giorgio Chiellini, Fabio Quagliarella... Da un lato c'è la storia privilegiata di un paese, la Francia, che è da tempo società d'immigrazione, un polo di attrazione ricco e volentieri un po' imperialista che ha assorbito, non sempre con successo, milioni di immigrati provenienti dai quattro angoli del mondo. Dall'altro c'è un'Italia che - anche se tende troppo spesso a scordarselo - la povertà l'ha guardata in faccia fino a qualche decennio fa. E che, se oggi comincia a confrontarsi con i problemi dell'immigrazione, fino a qualche tempo fa esportava teste e braccia in tutto il mondo. Non è un caso se sugli spalti degli stadi svizzeri, i tifosi più accaniti degli azzurri saranno probabilmente i nostri connazionali emigrati alla meta' del secolo scorso, i loro figli e i loro nipoti. Si spiega così l'effetto opposto che le vicende delle due squadre producono sui loro rispettivi paesi. In Francia, la nazionale è un argomento che divide. Due anni fa, il leader del Front National, Jean-Marie Le Pen invitò a boicottare i mondiali e a non parteggiare per chi "tradisce lo spirito nazionale". Per la destra xenofoba transalpina "la nazionale non rappresenta la Francia, con tutti quei giocatori neri". Non è un caso, allora, se a Parigi i festeggiamenti per le vittorie dei Bleus tendono a trasformarsi in piccole guerriglie urbane, con tanto di gas lacrimogeni sugli Champs Elysées e di manifestazioni di immigrati scesi in piazza per rivendicare le "loro" vittorie. Oltralpe, la questione è così controversa che i due principali candidati alle elezioni presidenziali dell'anno scorso, Nicolas Sarkozy e Ségolène Royal, si sono tenuti alla larga dai Mondiali 2006 come dalla peste, dichiarandosi entrambi troppo occupati per occuparsi di un argomento futile come una partita di calcio... In Italia, al contrario, le vittorie azzurre si spalmano come un balsamo lenitivo sulle tante fratture accumulatesi nella nostra società. Di fronte agli exploit di Buffon, alle avanzate di Zambrotta e di Grosso, ai duetti tra Perrotta e Pirlo, vanno attutendosi gli echi degli slogan leghisti e delle guerriglie partenopee. Da questo punto di vista, la controversa scelta di imbarcare Cassano non è forse la più felice. Per vincere contro i francesi multietnici e globali ci vogliono radicamento e compattezza. Gli azzurri avranno pure i loro difetti, ma, nei momenti di grazia, riescono a esprimere uno spirito di squadra e una disciplina tattica che non temono confronti. Per un curioso paradosso, l'Italia che non riesce a fare squadra quasi mai, nel calcio ci riesce, mentre i disciplinatissimi francesi, che si muovono come un sol'uomo sui terreni della finanza e della cultura, non sempre riescono a fare lo stesso negli stadi. Speriamo che gli Europei non smentiscano questa felice eccezione. 02/06/2008.

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Spinetta: 'Alitalia? Serve un esorcista' (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 02-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Air France alle prese con i costi esorbitanti del carburante Spinetta: "Alitalia? Serve un esorcista" "Nessun contatto tra Air France e il nuovo governo" Istambul, 2 giu. - Esorcismo. Ecco la soluzione per Alitalia. Almeno a sentire il numero uno di Air France, Spinetta. Il presidente della compagnia aerea, Spinetta, afferma che dal “nuovo tentativo di cessione fatto dal Governo Berlusconi, Air France ne resterà fuori”. Il precedente disegno “a cui credevo molto, è stato bloccato per un insieme di fattori che ha portato ad una situazione molto complessa”. Il colosso transalpino non sarà in nessun modo legato a Banca Intesa, che ha avuto il ruolo di “advisor” nel tentativo di cessione e ricerca di nuovi partners. Ora Air France, al pari di tutte le altre compagnie, è alle prese con i costi esorbitanti del carburante. Chissà se, invece, per risolvere questo problema, basterà qualche promessa. Sperando sia da pilota e non da marinaio. Giambattista Salis.

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Spinetta: "Alitalia? Serve un esorcista" (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 02-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Air France alle prese con i costi esorbitanti del carburante Spinetta: "Alitalia? Serve un esorcista" "Nessun contatto tra Air France e il nuovo governo" Istambul, 2 giu. - Esorcismo. Ecco la soluzione per Alitalia. Almeno a sentire il numero uno di Air France, Spinetta. Il presidente della compagnia aerea, Spinetta, afferma che dal “nuovo tentativo di cessione fatto dal Governo Berlusconi, Air France ne resterà fuori”. Il precedente disegno “a cui credevo molto, è stato bloccato per un insieme di fattori che ha portato ad una situazione molto complessa”. Il colosso transalpino non sarà in nessun modo legato a Banca Intesa, che ha avuto il ruolo di “advisor” nel tentativo di cessione e ricerca di nuovi partners. Ora Air France, al pari di tutte le altre compagnie, è alle prese con i costi esorbitanti del carburante. Chissà se, invece, per risolvere questo problema, basterà qualche promessa. Sperando sia da pilota e non da marinaio. Giambattista Salis.

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Alitalia,Air Francerifiutanuove avance (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 03-06-2008)

Argomenti: Alitalia

La compagnia in crisi Il numero uno del gruppo d'Oltralpe, Spinetta, si sfoga: "Ci vorrebbe un esorcista, noi restiamo fuori. Mai più affari con gli italiani". Banca Intesa comincia a lavorare al nuovo piano 03/06/2008 Roma. "Per Alitalia ci vuole l'esorcista". È quasi uno sfogo, dopo settimane, di silenzio quello di Jean-Cyril Spinetta, patron del colosso Air France-Klm, uscito con le ossa rotte dal tentativo di comprare e rilanciare la nostra compagnia di bandiera. "Noi ne restiamo fuori. Non ci sono stati e non vogliamo contatti", spiega Spinetta. Ora il cerino è in mano a Banca Intesa: entro fine mese avrà un piano finanziario, poi cercherà l'acquirente. Se non si troverà, la parola passerà alle banche, che dovranno decidere se tirare fuori i soldi o far commissariare l'azienda. lombardi e un commento di filippo paganini >> 4 e 21 03/06/2008.

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Alitalia? <Serve l'esorcistaAir France ne resta fuori> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 03-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia? "Serve l'esorcistaAir France ne resta fuori" Jean-Cyril Spinetta rifiuta nuovi contatti. Berlusconi incontra Sarkozy Roma. "Per Alitalia ci vuole l'esorcista". E' quasi uno sfogo dopo settimane di silenzio quello di Jean-Cyril Spinetta, patron del colosso Air France-Klm, uscito con le ossa rotte dal tentativo di compare e rilanciare la compagnia di bandiera del Belpaese. Dall'assemblea della Iata (l'International air transport association), il manager francese conferma che non intende ritornare sui suoi passi ora che il governo di Silvio Berlusconi ha messo di nuovo in vendita Alitalia, cambiando le regole e i punti di riferimento. "Noi ne restiamo fuori. Non c'è stato nessun contatto", spiega Spinetta. Nessun contatto con l'azienda né con il governo né con Banca Intesa, indicata come advisor dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, l'azionista di controllo della Magliana con il 49,9 per cento del capitale in portafoglio. A questo punto, Air France si tira fuori da una partita che Spinetta giudica molto rischiosa, tanto da invocare "l'esorcista" per rimettere in sesto Alitalia: "Aveva ragione l'ex presidente Maurizio Prato. Non ci sono altre strade per salvare quella compagnia", sostiene il numero uno del gruppo francese. C'è poco, anzi niente da sperare su un ritorno di Air France anche se, alla vigila dei colloqui che Berlusconi avrà con il presidente Nicolas Sarkozy in occasione del vertice romano della Fao, si è parlato di un possibile ritorno (su altre basi) della compagnia di Parigi. E' assai improbabile che Sarkozy faccia cambiare opinione a Spinetta, che è alle prese con le difficoltà legate al rincaro record del carburante come tutti i concorrenti: "E' difficile che riprendano le trattative. Non posso raccomandare questo ai miei azionisti", insiste il manager. Ma il suo sfogo suona anche come una sfida a fare di meglio mentre si rimettono in moto le procedute per vendere a qualcuno l'azienda. Chissà come si sente il banchiere di Intesa, Giovanni Bazoli nei panni dell'esorcista, reclutato per guarire Alitalia dalla crisi profonda che l'affligge da tempo: il cda darà oggi l'incarico di advisor a Intesa San Paolo, che si metterà subito al lavoro. E' un passaggio formale perché il governo ha già varato una delibera in questo senso venerdì scorso, quando dal Consiglio dei ministri è uscito il decreto che riscrive su misura per Alitalia le regole del '94 per la cessione delle aziende pubbliche. Con il via libera a Intesa del cda, decolla il terzo tentativo in 18 mesi di rimettere in pista la compagnia di bandiera, che ha bisogno di un compratore privato per essere prima ricapitalizzata e poi rilanciata, dato che Bruxelles vieta un intervento diretto del Tesoro classificandolo come aiuto di Stato. E, questa volta, non ci saranno altre prove di appello perché, in caso di fallimento, lo sbocco obbligato sarà il commissario (legge Marzano). "Situazione complessa e difficile. I tempi per affrontarla devono essere molto stretti", ha detto l'altro giorno Bazoli. "Le parole di Spinetta si commentano da sole. Stiamo lavorando per risolvere un problema", ribatte il ministro dei Trasporti Altero Matteoli. L'ex ministro Emma Bonino la pensa, più o meno, come il manager francese: "L'ultima soluzione che andava presa al volo era Air France. Tutte le compagnie a livello mondiale sono in difficoltà e non credo che ci saranno altre proposte". I rischi che si profilano? La Bonino non ha dubbi: far pagare agli italiani "2 milioni di euro al giorno fino alla bancarotta" o ritrovarsi comunque alla fine con "una compagnia regionale che dovrà tagliare posti di lavoro". Anche il ministro ombra del Pd Pierluigi Bersani mette in guardia il governo: "Se otterrà condizioni peggiori rispetto all'offerta di Air France, saranno guai per tutti". Ma il Pdl invita l'opposizione ad evitare critiche preventive: "Se fosse stato per Prodi, non avremmo più una compagnia di bandiera", dice Italo Bocchino, vice capogruppo alla Camera. Quello che è stato è stato: mentre Air France esce di scena, riparte il conto alla rovescia per evitare il peggio. Alla fine di giugno, Bazoli farà le sue proposte e farà partire l'appello, sperando che gli imprenditori italiani si facciano avanti. Ma dovrà anche bussare alla porta di un vettore internazionale, forse Lufthansa. Se ci saranno intoppi, la parola passerà alle banche, che dovranno decidere se tirare fuori i soldi, altrimenti alla porta della Magliana busserà il commissario e comincerà l'autunno della compagnia. Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 03/06/2008 ' 03/06/2008 mai più affari con gli italianiNon abbiamo contatti. Difficile che riprendano le trattative. Non posso chiederlo ai miei azionisti Jean-Cyril spinettaPresidente Air France-Klm 03/06/2008.

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Un alleato internazionaleper l'esorcismo all'Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 03-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Filippo paganini "Per l'Alitalia ci vuole l'esorcista". La battuta polemica l'ha riciclata ieri - perché il copyright spetta a Maurizio Prato, ex presidente della compagnia di bandiera italiana - il leader di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta. Un còrso coriaceo e sarcastico, di antiche simpatie socialiste, che sotto il getto del motto corrosivo ha voluto bruciare le speranze di un ritorno in pista del colosso transalpino nelle trattative per la privatizzazione dell'aerolinea italiana. Un'ipotesi che il top manager ha escluso spiegando che l'acquisizione per Parigi non creerebbe valore. Non solo per lo stato comatoso, a suo dire, irreversibile del gruppo italiano. Ma anche perché le condizioni sono cambiate, e di parecchio, da quando Air France-Klm stava per chiudere l'accordo con la Magliana, per esempio con l' impennata del prezzo del carburante e con l'intesa Open-Sky Europa-Usa. Il gioco non vale più la candela in termini di business. Le parole di Spinetta hanno provocato la reazione irritata del ministro Altero Matteoli. Si può, senz'altro, discutere se per Alitalia sia davvero venuto il momento dell'esorcista o dell'estrema unzione. Tuttavia, è un dato di fatto che la ricerca di un solido partner internazionale della taglia del gigante franco-olandese sia la chiave di volta e la partita tanto decisiva quanto complessa per dare un futuro all'aerolinea italiana. Una sfida da far tremare i polsi, anche se non sono quelli di un esorcista. Silvio Berlusconi ha cambiato decisamente rotta alla privatizzazione e questo dovrebbe consentirgli di rendere meno ardua la costituzione di una cordata di pretendenti italiani alla Magliana. Ha riportato con la regia del ministro dell'Economia Giulio Tremonti sotto il radar del governo l'iter, cancellando le regole fissate a suo tempo dall'esecutivo di Romano Prodi che, a parere del centrodestra, portavano dritto a una svendita della compagnia a Parigi. Le nuove procedure sono straordinarie rispetto a quelle vigenti per le altre privatizzazioni. Perché, ha spiegato Tremonti , per Alitalia la "situazione è di eccezionalità e urgenza". Il decreto con il prestito-ponte di 300 milioni trasformato in patrimonio garantisce ossigeno per tenere ancora in vita l'azienda solo per alcuni mesi. Il governo ha così potuto scegliere come advisor dell'operazione Intesa San Paolo, la banca che insieme a Bruno Ermolli, finanziere di fiducia del premier e con la sponsorizzazione di quest'ultimo, sta cercando di mettere in piedi la cordata tricolore. La formazione della squadra nazionale di imprenditori e banche pronte a scendere in pista è un passaggio complicato e rilevante, ma non impossibile, al di là delle polemiche sollevate sulla partecipazione di aziende condizionabili perché titolari di concessioni pubbliche. Ma rimane il punto che senza un alleato internazionale di peso e di "mestiere" il rilancio di Alitalia come gruppo competitivo con aeromobili moderni, un assetto completo in parntership di rotte sul lungo raggio, quote di mercato significative e una reale tenuta finanziaria, è quasi impossibile. Proprio ieri il presidente della Iata Giovanni Bisignani ha diffuso una stima secondo cui per il settore aereo il bilancio 2008 segnerà una perdita tra i 2,3 milioni e i 6,1milioni di dollari, a seconda che il prezzo del petrolio si assesti a quota 106,3 o si ancori al livello di 135 biglietti verdi al barile. Il clima di concorrenza in questo quadro tra i giganti dei cieli è destinato a inasprirsi, a spese dei vasi di coccio. Come Alitalia. Che in chiave stand alone domestica, se tutto va bene, potrebbe sopravvivere, non si sa per quanto tempo e con quali costi in termini di tagli e sacrifici collettivi, solo come compagnia regionale. Ma sarebbe l'addio definitivo al sogno berlusconiano di un'infrastruttura strategica sullo scacchiere mondiale per lo sviluppo del turismo e delle imprese italiane. paganini@ilsecoloxix.it 03/06/2008.

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Mister call center ora tripi sbarca in cina - eugenio occorsio (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina XI - Roma Il personaggio Mister call center ora Tripi sbarca in Cina EUGENIO OCCORSIO Nel suo ufficio di Palazzo Colonna, fra affreschi, statue e vasoni, ci sono un quadro di Braque ("ma è una copia, magari avessi i soldi per comprarmene uno vero") e due foto in bianco e nero: uno dei primi computer dell'Ibm, il 360/40 degli anni '60, "sul quale mi sono dannato notti intere per farlo funzionare", e un call center della Teti degli anni '30. Guardandola, Alberto Tripi perde il suo sorriso bonario: "Ma riesce a spiegarmi perché quest'identificazione dei call center come luogo di frustrazioni, di invidie, di mobbing?", chiede, lui che dei call center è il primo industriale d'Italia. "Dopo il film della Ferilli, diversi dipendenti mi hanno scritto: "Perché ci dipingono così?". Guardi che sono posti dove si lavora, certo c'è il giusto desiderio di professionalizzazione, di miglioramenti retributivi, di crescita. Ma in quale ufficio al mondo non c'è?". Almaviva, la holding di Tripi, gestisce decine di call center: per Telecom, Sky, Vodafone, Tim, Alitalia, e poi a Belo Horizonte per Tim Brasil, in Tunisia per una serie di compagnie locali, ora perfino in Cina dove a fine 2008 entrerà in funziona la joint-venture con la Ccid di Shangai. SEGUE A PAGINA XIII.

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La soluzione Spinetta: Per risolvere la crisi Alitalia serve l'esorcista Il presidente di Air France-Klm parla dopo la rottura della trattativa. Guido Rossi: la compagnia doveva fa (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 03-06-2008)

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Stai consultando l'edizione del La soluzione Spinetta: "Per risolvere la crisi Alitalia serve l'esorcista" Il presidente di Air France-Klm parla dopo la rottura della trattativa. Guido Rossi: la compagnia doveva fallire tempo fa di Marco Ventimiglia/ Milano BOTTA E RISPOSTA La crisi dell'Alitalia non conosce pausa, neppure per il lungo "ponte" appena concluso. Anzi, nel giorno della Festa della Repubblica c'è stato chi ha addirittura evocato scenari soprannaturali riguardo la compagnia di bandiera. "Per Alitalia ci vuole l'esorcista: aveva ragione l'ex presidente Maurizio Prato, sembra proprio che non ci siano altre strade per salvare quella compagnia". A dichiararlo è stato il numero uno di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, a lungo protagonista di un tentativo di acquisizione della compagnia italiana. Prlando del fallimento del progetto, Spinetta si è detto ancora molto dispiaciuto. E quanto al nuovo tentativo di cessione avviato dal governo Berlusconi ha ribadito che Air France "ne resta fuori, "non c'è stato alcun contatto". Per il presidente della compagnia francese la fallita operazione di acquisizione era un progetto nel quale "ho sempre creduto molto. Ma ora lo scenario del settore è cambiato ed appare difficile riproporre un progetto di integrazione di Alitalia nel gruppo Air France-Klm. In questo momento dobbiamo dedicarci ai problemi interni, ed in particolare a far fronte agli effetti del prezzo dei carburanti". Spinetta ha parlato ieri a margine dell'assemblea annuale della Iata dove le compagnie di tutto il mondo si stanno confrontando, appunto, sulla nuova crisi del settore innescata dai record del petrolio. Dell'esperienza vissuta a Roma, rispondendo ad una domanda sulla trattativa con i sindacati e sul difficile confronto con la politica, Spinetta ha dichiarato di non essere sorpreso per le difficoltà incontrate: "Sono di origini italiane e quella italiana è una realtà che conosco bene". Perché il progetto è fallito, colpa dei sindacati o della politica? "Non c'è stato un ostacolo in particolare - ha risposto - è stato tutto molto complesso". Le parole pronunciate dal numero uno di Air France-Klm non sono piaciute un granché molto all'esecutivo Berlusconi, come dimostra il caustico commento del ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture. "Si tratta di affermazioni che si commentano da sole - ha dichiarato Altero Matteoli -. Stiamo lavorando per risolvere un problema non possiamo commentare tutte le dichiarazioni sull'argomento, comprese quelle di Spinetta" Intanto, c'è da registrare la presa di posizione dell'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa. L'ex Sviluppo Italia "non acquisirà Alitalia" ha assicurato l'amministratore delegato Domenico Arcuri, intervenendo a un dibattito su "Mercato, welfare, solidarietà", al Festival dell'Economia di Trento. Rispondendo ad una sollecitazione del presidente delle Ferrovie dello Stato, Innocenzo Cipolletta, Arcuri ha escluso che la compagnia di bandiera possa essere acquistata dall'Agenzia, "così come Fiat non fu rilevata da chi mi ha preceduto", ha sottolineato. Nella giornata di ieri c'è stata anche una presa di posizione da parte del segretario nazionale della Fit-Cisl, Claudio Genovesi: "La politica ha grosse responsabilità per la crisi dell'Alitalia, ma visto il momento estremamente difficile, sarebbe meglio mettere da parte le divisioni per un'azione bipartisan che dia delle prospettive di vita alla compagnia di bandiera". Infine, Guido Rossi, giurista ed ex presidente Consob e Telecom, che ha mostrato semplicemente il pollice verso: "Alitalia doveva fallire, ma tempo fa. È l'unica società che perde tra le compagnie aeree. È un caso clamoroso".

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IL PRIMO TEST DELLA LIBERTA' (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-06-03 num: - pag: 1 autore: di FRANCESCO GIAVAZZI categoria: REDAZIONALE GOVERNO ED ECONOMIA IL PRIMO TEST DELLA LIBERTA' I l governo ha annunciato che "attorno al 20 giugno, insieme a un decreto per anticipare la Finanziaria 2009, adotterà un piano triennale per la stabilizzazione della finanza pubblica e lo sviluppo economico". Il piano comprenderà provvedimenti su privatizzazioni, delegificazioni e semplificazioni, a partire da quelle necessarie per facilitare l'avvio delle attività di impresa. La parola "liberalizzazioni " non compare, ma il ministero dell'Economia osserva che "sta prendendo forma in maniera non virtuale ma sostanziale un vero e proprio piano Attali ", ricordando la commissione incaricata dal presidente francese Sarkozy di individuare i provvedimenti di liberalizzazione dei mercati necessari per modernizzare l'economia. I primissimi passi del governo Berlusconi in economia sono stati di segno alterno. La scorsa settimana il commissario europeo Peter Mandelson è arrivato a Roma preparato ad ascoltare richieste protezioniste. Invece Adolfo Urso, sottosegretario al Commercio internazionale, lo ha sorpreso affermando che le attuali trattative sul Doha Round (il negoziato internazionale per la liberalizzazione degli scambi) sono "una bozza senza ambizioni, molto deludente per chi crede nell'apertura dei mercati" e chiedendo che l'Europa "accetti alcuni sacrifici in cambio di una reciprocità che porti all'apertura dei mercati dei Paesi emergenti". Il ministro Brunetta ha affrontato la riforma della pubblica amministrazione con determinazione, presentando norme che consentirebbero di premiare il merito: "Per quanto riguarda i premi ci sarà lo zero e il massimo, perché l'incentivo uguale per tutti non è un incentivo. I minimi devono essere molto minimi e i massimi molto massimi ". Ascoltato il progetto del ministro, la Cigl se ne è subito andata, dicendo che con quelle idee non si cominciava neppure a parlare. Ma due giorni dopo ci ha ripensato. Per Brunetta un primo successo. Più variegati i primi passi del ministro dell'Economia. Il progetto di procedere con la privatizzazione di Fincantieri è un passo importante, considerando che da anni l'unico ostacolo a quella vendita è l'opposizione dei sindacati. Ma nel piano per lo sviluppo ritorna il progetto di creare una Banca del Sud. Ne abbiamo già sperimentate due, il Banco di Sicilia e quello di Napoli: prima di spendere altro denaro pubblico occorrerebbe almeno chiedersi (come si è chiesto sabato il Governatore della Banca d'Italia) che vantaggi ne siano venuti per il Mezzogiorno e quanto siano costati ai contribuenti i fallimenti di quelle due banche (uno per cento del Pil solo Napoli). La scelta di Intesa-Sanpaolo come consulente del governo per l'ennesimo tentativo di privatizzare Alitalia è davvero sorprendente. Fino a pochi mesi fa quella banca partecipava alle trattative per acquistare Alitalia dal lato dei possibili acquirenti. Inoltre, per procedere alla scelta di un consulente senza una gara, il governo ha dovuto adottare un decreto legge che dispone una "deroga alla legge 474/94 sulle modalità di dismissione delle partecipazioni del Tesoro", una norma che ci era stata imposta da Bruxelles e la cui soppressione scopre il fianco a una contestazione che rischierebbe di far saltare la nuova procedura di vendita e perdere altri mesi. Sarebbe quindi opportuno che il ministro Tremonti ci ripensasse. CONTINUA A PAGINA 36.

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Anche Rifondazione promuove la strategia del Tesoro (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 03-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Feeling Anche Rifondazione promuove la strategia del Tesoro Bene sul ruolo dello Stato in economia, a cominciare da Alitalia che si configura come il più rilevante intervento dello Stato negli ultimi 10 anni come sulle critiche al mercatismo, meno bene invece sull'impegno ancora non rispettato ad alzare la tassazione delle rendite finanziarie. Rifondazione promuove Tremonti su Alitalia e mercatismo, meno sulla manovra da 10 miliardi di euro per il 2009 che "ripete un classico senza distinzione tra centro-destra e centro-sinistra, ossia la tassazione tradizionale". "Se su Alitalia avessimo noi fatto quanto sta facendo il Governo attuale - osserva Zipponi - ci avrebbero accusati di statalismo: ed invece questo dell'Alitalia è l'intervento più clamoroso ed enorme che sta facendo giustamente lo Stato per un settore strategico per l'economia turistica".

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Giulio gioca in Europa la carta superbudget (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-03 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Via XX settembre Giulio gioca in Europa la carta superbudget "Il piano è lo stesso di Padoa-Schioppa e di Prodi". Zipponi: bene sul ruolo dello Stato ROMA - Lo aveva già detto ai sindacati e Giulio Tremonti l'ha voluto mettere in chiaro anche ieri ai ministri dell'Eurogruppo. "Il piano dei conti pubblici è quello di Romano Prodi e di Tommaso Padoa-Schioppa ", ha sottolineato il ministro dell'Economia. I tempi per raggiungere il pareggio di bilancio sono gli stessi, il 2011, e pure l'entità dello sforzo necessario è confermata, 30 miliardi di euro. è grazie a quel piano partito nel 2006 che Tremonti ritrova l'Italia fuori dalla procedura d'infrazione aperta dalla Ue per il deficit eccessivo. Ed è sempre grazie al progetto del vecchio governo, solo puntellato, che il nuovo ministro dell'Economia spera di vincere, dopo quello dell'Europa, anche l'appoggio dell'opposizione in Parlamento. Rispetto al disegno di Tommaso Padoa-Schioppa, già dettagliato ai ministri dell'Eurogruppo e messo nero su bianco nella Relazione Unificata di marzo, la vera differenza è la confezione, il pacchetto. "La novità politica sostanziale", ha detto lo stesso ministro all'Eurogruppo, è quella. "Il superbudget", come lo ha chiama lui, una cosa che in Europa non ha mai fatto nessuno: una sola Finanziaria e una sola manovra, per tre anni. Trenta miliardi da mettere sul piatto subito per correggere i conti del 2009, del 2010 e del 2011, invece che dieci, dieci e dieci. Si tratterà di indicare a giugno gli strumenti per far fronte agli obiettivi, con il vantaggio di blindare la stabilizzazione dei conti su un orizzonte temporale di tre anni e non di uno. Ma non è solo una garanzia per l'Europa. Perché anche la programmazione della spesa sanitaria, quella sociale e soprattutto il Patto di stabilità interno con gli enti locali, saranno triennali. E Tremonti è convinto che solo con questo "break" legislativo, con la finestra aperta dal superbudget che sarà accompagnato da un piano di sviluppo (nucleare, infrastrutture, liberalizzazioni e semplificazioni), sia possibile avere tempo e margini di trattativa per introdurre gradualmente, ma finalmente, il federalismo fiscale. Che alla base di tutto resti il disegno di Prodi e Padoa-Schioppa non dispiace affatto a Tremonti, che proprio ieri ha incassato, anche per la linea presa sull'Alitalia, il plauso nientemeno che di Rifondazione Comunista. "Quando critica il mercatismo e assegna allo Stato un ruolo forte di guida e di intervento nei settori strategici " dice il responsabile economico del partito, Maurizio Zipponi, "è chiaro che Tremonti va nella direzione che noi auspichiamo da tempo". L'Alitalia sarà venduta e non "colbertizzata ", Rifondazione in Parlamento non c'è più, ma Tremonti è sicuro che, alla fine, anche il Partito democratico dovrà fare i conti con il superbudget. Con l'impegno di non aumentare le tasse, anche la ricetta sarà in sostanza quella del governo precedente, il taglio della spesa. Numeri e tempi della manovra sono gli stessi, e forse davvero non sarà facile per il Pd bocciare quello che Tremonti, con calcolata deferenza, riconosce a tutti gli effetti come "il piano di Prodi e Padoa-Schioppa". Se così fosse la prospettiva di una legislatura di riforme bipartisan sarebbe molto più concreta. E sarà un terreno importante sul quale si giocherà la politica dei prossimi anni, non solo economica. Mario Sensini.

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In breve (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 03-06-2008)

Argomenti: Alitalia

In breve Lavoro /1 Licenziati via telegramma, la Fiom-Cgil accusa In 50 sono stati licenziati, via telegramma, dalla loro azienda. È quanto è accaduto alla Innse Presse, fabbrica storica nel milanese, secondo quanto denuncia la Fiom-Cgil. Gli operai si sono visti recapitare una missiva sabato scorso, di mattina. Nella lettera, firmata Innse Iniziative srl, si comunicava, a sorpresa, che la società "ha deciso di cessare ogni attività dal 31 maggio". Alitalia Spinetta (Air France): "Ci vuole l'esorcista" A Jean-Cyril Spinetta sono rimaste impresse le parole pronunciate dall'ex presidente di Alitalia, Maurizio Prato, quando lui, il numero uno di AirFrance-Klm, si alzò dal tavolo di confronto con i sindacati sull'acquisizione della compagnia italiana e si arrese. "Per Alitalia ci vuole l'esorcista: aveva ragione Prato, sembra proprio che non ci siano altre strade per salvare quella compagnia", dice oggi Spinetta, ancora convinto della validità del progetto di salvare Alitalia integrandola nel colosso franco-olandese. Di quel fallimento, dice, "mi dispiace ancora molto". Il nodo Alitalia sfiora l'assemblea annuale della Iata, l' associazione delle compagnie aeree, a Istanbul. Oggi, a Roma, il cda della compagnia si riunirà per dare a Intesa Sanpaolo il mandato per il ruolo di advisor che segna l'avvio del tentativo di salvataggio varato dal governo Berlusconi. Lavoro /2 In sciopero i dipendenti della Siae "Oggi i lavoratori della Siae tornano a scioperare in tutta Italia per il rinnovo del loro contratto di Lavoro, fermo da ormai 10 anni. A Roma tutti i lavoratori saranno presenti con un presidio dalle ore 8 alle 14 di fronte ai cancelli della Direzione Generale della Siae, all'Eur in viale della Letteratura 30". È quanto riportano in una nota Slc Cgil e Fistel Cisl. "Quello della Siae, agli occhi dei sindacati - continua la nota - appare un atteggiamento incomprensibile, negandosi di fatto alla trattativa, l'ente sembra infatti non voler perseguire alcuna ipotesi di soluzione della vertenza. È difficile ipotizzare quale sia lo scopo ultimo di tale comportamento, si fa fatica a capire a chi possa tornare utile il permanere di tale conflittualità". Bankitalia Accordo sulle filiali solo se c'è nuovo contratto Un accordo per il rinnovo del contratto 2006-2009 che contenga un "congruo" aumento economico per il biennio 2008-2009, la revisione della governance del fondo complementare di previdenza, i principi per la riforma delle carriere. I sindacati della Banca d'Italia che domani riprendono la trattativa sul piano di chiusura delle filiali, partirà a settembre, ha confermato sabato scorso il governatore Draghi, subordinano l'accordo per la riorganizzazione territoriale che riguarda circa 700 addetti a quello complessivo, che riguarda i 7.400 dipendenti dell'istituto centrale.

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<Per Alitalia serve l'esorcista, noi fuori> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-06-03 num: - pag: 29 categoria: REDAZIONALE La privatizzazione Il ministro Matteoli: parole che si commentano da sole. Oggi consiglio alla Magliana "Per Alitalia serve l'esorcista, noi fuori" Spinetta: nessun contatto. Domani Intesa Sanpaolo avrà accesso ai conti La società oggi darà l'incarico, che prevede tempi stretti. I primi risultati già all'assemblea di fine giugno MILANO - Per spiegare l'Alitalia vista da Parigi, Jean-Cyril Spinetta cita Maurizio Prato. "Per la compagnia italiana" ha detto ieri a Istanbul in occasione dell'assemblea annuale della Iata, "l'unica soluzione è l'esorcista, aveva ragione Prato". Che esattamente due mesi fa, lasciando Alitalia, aveva evocato la necessità degli stessi poteri paranormali. Quanto all'ipotesi di riapertura delle trattative, Spinetta ha spiegato che al momento Air France deve curarsi dei suoi "problemi interni", legati ai costi del carburante, e che al momento "non c'è stato alcun contatto. I colloqui possono sempre ripartire, ma nell'attuale contesto economico" ha anche detto Spinetta " penso sia difficile", sottolineando la resistenze degli azionisti che non si farebbero convincere facilmente del fatto che l'operazione "creerebbe valore". Le affermazioni di Spinetta sono state raccolte dal Ministro delle infrastrutture Altero Matteoli. "Parole che si commentano da sé" ha tagliato corto. Intanto va delineandosi l'azione di Intesa Sanpaolo, che all'odierno consiglio di amministrazione di Alitalia sarà formalmente investita del ruolo di advisor, col compito di trovare una soluzione in tempi rapidi. Già domani mattina l'istituto bancario, affiancato da due studi legali e da un consulente industriale in via di definizione (circolano i nomi di Roland Berger, Seabury e Boston Consulting), dovrebbe iniziare una due diligence per colmare il gap informativo sottolineato sin dai tempi della consulenza fornita ad Airone durante la gara. Gli elementi economici, patrimoniali e legali raccolti serviranno da subito a definire i tratti della soluzione proposta. Ambienti vicini alla banca ripetono che il mandato è "stretto". Il team costruito dalla banca e i suoi vertici, che già nei mesi scorsi hanno stabilito rapporti col composito "fronte del Nord" che costituisce una delle questioni da affrontare sul nodo-Malpensa, ha a disposizione quindici-venti giorni per delineare una soluzione. Una tempistica che combacia perfettamente con la prossima assemblea degli azionisti di Alitalia, fissata per il 27 giugno, il cui ordine del giorno prevede (per ora) anche il reintegro del consiglio dopo le recenti dimissioni. I vertici Il presidente di Air France, Jean-Cyril Spinetta. Chiuse le trattative per l'ingresso in Alitalia Jacopo Tondelli jacopotondelli@corriere.it.

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Passaggi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-06-03 num: - pag: 29 autore: di BEPPE SEVERGNINI categoria: BREVI Passaggi Per l'Alitalia ci vuole l'esorcista, dice Spinetta. Diavolo di un uomo! Ecco perché ne è uscito. www.corriere.it/italians.

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Capanna: Stop ai futures alimentari per eccesso di rialzo (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 03-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Cibo La speculazione finanziaria causa principale dell'aumento dei prezzi dei cereali. Un appello della Fondazione diritti genetici Capanna: "Stop ai futures alimentari per eccesso di rialzo" Come Jaen Ziegler, un'autorità morale e scientifica nello smascherare le sgiagurate politiche che affamano un terzo dell'umanità, anche la Fondazione diritti genetici individua nella speculazione finanziaria la causa principale dell'impennata dei prezzi dei generi alimentari. Dopo lo scoppio della bolla immobiliare, i capitali in fuga dal mattone taroccato hanno fatto rotta sulla Borsa di Chicago, il magacasinò globale dove si fanno le puntate sui futures delle materie prime alimentari. "Giocando con i fiammeri nei loro uffici di Wall Street, i traders hanno provocato un incendio che ha coinvolto l'intero pianeta". Per spegnerlo occorre mettere al bando, o almeno sospendere "per eccesso di rialzo", i futures alimentari. E' quanto chiede alle istituzioni italiane l'appello "Salviamo il cibo, salviamo la vita" della Fondazione diritti genetici, sottoscritto tra gli altri da Marcello Cini, Barry Commoner, Stefano Rodotà, Giorgio Ruffolo, Stefano Sylos Labini, Emanuele Severino, Shel Shapiro. Alla vigilia del vertice Fao, ne parliamo con Mario Capanna, presidente della Fondazione. Perché in cima e prima della lista delle concause - biocarburanti, siccità, crescita della domanda, aumento del prezzo dei carburanti - mettete la speculazione finanziaria? Perché è la pura verità. Lo dicono i fatti e le cifre. Negli ultimi due mesi il prezzo del riso è aumentato del 75%, in un anno quello del grano è cresciuto del 120%. Questo è sucesso non mentre la produzione dei cereali è diminuita, ma mentre è cresciuta. E' la riprova lampante che, oltre alle concause che tutti elencano e che ci guardiamo bene dal negare, c'è una causa prima che imbarazza ammettere. E' la speculazione finanziaria. Nel solo mese di gennaio 3 miliardi di nuovi dollari sono stati investiti alla Borsa di Chicago. Invece ci si accanisce a dar la colpa ai cinesi e agli indiani che, sfrontati, "pretendono" di mangiare quasi quanto noi. Appunto, ogni alibi è buono per occultare la speculazione. Che agisce sulle materie prime esattamente come sul petrolio. Masse di denaro il libertà scommettono sul rialzo dei prezzi. E tutto cospira perché il rialzo si verifichi. Danone e Nestlé negli ultimi mesi hanno triplicato gli utili. Idem le multinazionali, come Monsanto e Yara, che producono concimi e fertilizzanti. E' la prova del nove. La richiesta di mettere al bando i futures alimentari assomiglia a una bella ed ingenua speranza. E allora procediamo per tappe. E' prassi corrente nelle borse di tutto il mondo sospendere i titoli per eccesso di rialzo. Qui da noi è capitato di recente per i titoli di Alitalia e della Roma calcio. Alla borsa di Nuova Dheli per eccesso di rialzo hanno sospeso le contrattazioni dei titoli dei generi alimentari. Qualcuno in Italia lo sa? Certo, il nostro paese da solo conta poco. Però può far pressioni in Europa e nel mondo perché si sospendano i titoli alimentari quando i rialzi sono palesemente eccessivi. L'aumento dei generi alimentari, e di conseguenza del numero degli affamati, rilancia la campagna pro ogm. Brutta notizia per la tua Fondazione che è nata proprio per contrastarli. E' noto a chi non mente che le piante geneticamente modificate non producono di più di quelle tradizionali. Anzi, producono di meno e quindi costano di più. Inoltre, fior di studi Onu dimostrao che le attuali tecniche agricole bastano per sfamare 10 miliardi di persone. Senza ogm. m.ca.

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Alitalia, adesso Bazoli si riprende il palcoscenico (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 03-06-2008)
Pubblicato anche in: (Tempo, Il)

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Stampa Alitalia, adesso Bazoli si riprende il palcoscenico Fabio Perugia f.perugia@iltempo.it Giovanni Bazoli esce allo scoperto. Rimasto dietro le quinte durante la travagliata partita di Alitalia condotta dal governo Prodi, il presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa SanPaolo rompe gli indugi. E lo fa il giorno seguente l'annuncio del governo che consegna nelle mani dell'Istituto bancario il mandato pieno di advisor. Lo fa il giorno dopo la vittoria del "suo" amministratore delegato, Corrado Passera. Il manager che nella corsa per salvare Alitalia ha affiancato la superbanca ad AirOne, come partner, e contrattaccato all'offerta d'acquisto di Air France-Klm. Passera ha sempre creduto nell'affare Alitalia, ha sviluppato una crescente sintonia con Silvio Berlusconi e ora Intesa SanPaolo avrà un ruolo di consulente. Praticamente avrà la regia finanziaria della vendita della compagnia di bandiera italiana, e probabilmente ci investirà i propri soldi. Così ecco spuntare Giovanni Bazoli, banchiere vicino all'ex presidente del Consiglio Romano Prodi, che fin dall'inizio della partita aveva giudicato non remunerativa la strategia di Passera. Bazoli sceglie il miglior teatro per tornare sul palcoscenico: l'assemblea di Bankitalia. I riflettori, infatti, avevano puntato per mesi Passera, ma ora che il colosso bancario entra prepotentemente nell'affare è il presidente del consiglio di sorveglianza a voler riconquistare la scena. L'incarico di Intesa SanPaolo per Alitalia, spiega Bazoli all'assemblea, "per ora è di consulenza, vedremo poi i termini di questo incarico". Ma per quanto riguarda l'impegno diretto, "per ora è fuori da ogni previsione". Bazoli tiene a precisare che "la situazione di Alitalia è particolarmente complessa e difficile. Credo che i tempi per affrontarla debbano essere molto stretti". L'istituto bancario "ha accettato l'incarico perché ci è sembrato naturale rispondere alla necessità di una società in difficoltà". Di conseguenza l'impegno sarà massimo, anche per rispondere positivamente nel rispetto delle regole di mercato e degli azionisti. Il banchiere annuncia infine che l'Istituto, nel ruolo di advisor, "intende presentare una relazione all'assemblea di Alitalia a fine giugno, con un resoconto della situazione patrimoniale". Intanto prosegue acceso il dibattito sulla vendita di Alitalia. Mentre la Cisl di Raffaele Bonanni aspetta un segnale dal governo per avere un incontro, l'Italia dei valori alza un muro contro le banche: "Hanno troppo potere e il fatto che il ministro Tremonti consegni proprio a loro ulteriore potere la considero una contraddizione - dice il senatore Elio Lannutti - è un balletto insopportabile intorno alla vita di migliaia di lavoratori". Anche l'Udc resta critico e Bruno Tabacci chiede "di portare i libri di Alitalia in tribunale, invece di avere altri 12 mesi di sopravvivenza". Dal governo, il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli spiega che questa linea era l'unica possibile. "La situazione non è facile - dice - ma quando il premier prende un impegno in campagna elettorale è ovvio che mira a trovare una soluzione".

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La Camera da l'ok alla convenzione tra Autostrade e Anas (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 03-06-2008)

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Stampa Le nuove regole sbloccano gli aumenti dei pedaggi La Camera da l'ok alla convenzione tra Autostrade e Anas Passa alla Camera l'approvazione definitiva della convenzione tra Anas e Autostrade Italiane, la società del gruppo Atlantia controllata da Benetton. L'Aula ha infatti approvato un nuovo emendamento presentato dal governo al decreto sugli obblighi comunitari che conferma lo sblocco della convenzione tra Autostrade e Anas, stipulata lo scorso ottobre. Ma il parto è stato travagliato, ed è arrivato dopo che il presidente di Montecitorio Gianfranco Fini aveva manifestato la sua forte irritazione con l'esecutivo per le maglie troppo larghe del provvedimento. Mentre l'opposizione ha continuato a protestare, vedendo nella norma un favore, o meglio uno "scambio", con il gruppo Benetton: possibilità di aumentare i pedaggi autostradali in cambio di un intervento finanziario nella cordata Alitalia. Il disappunto di Fini si è appuntato sulla prima versione dell'emendamento, che dava il via libera anche alle convenzioni dell'Anas stipulate dopo il varo del decreto da parte del governo, l'8 aprile scorso. Il problema è stato sollevato in aula dall'ex ministro Antonio di Pietro: "Non si può far sì che l'Anas decida da sola a chi dare in concessione un bene dello Stato", ha detto il leader dell'Idv. La soluzione è stata suggerita dal presidente della Camera, che ha proposto di far rientrare nel provvedimento solo le convenzioni stipulate prima del decreto, salvando così Atlantia, ma eliminando le altre. L'opposizione ha dato battaglia anche su altri aspetti del provvedimento. "C'è un sospetto legame con la vicenda Alitalia", ha sostenuto in aula il ministro ombra delle infrastrutture Andrea Martella. In effetti, l'approvazione della convenzione consentirebbe alla società autostrade di aumentare i pedaggi; ed è questo il motivo che spiegherebbe, secondo gli analisti, l'entusiasmo degli investitori che da qualche giorno hanno spinto verso l'alto il titolo della società (oggi più 2,17% dopo l'annuncio del nuovo emendamento). Altro motivo che ha indotto l'opposizione ad alzare le barricate, l'assenza di controlli da parte del Cipe sugli eventuali aumenti delle tariffe.

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Palazzo Chigi: Alitalia vive un anno con il prestito ponte da 300 milioni (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 03-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Palazzo Chigi: "Alitalia vive un anno con il prestito ponte da 300 milioni" Le misure di urgenza per Alitalia, varate dal governo servono a "salvaguardare per i prossimi dodici mesi la continuità aziendale", evitando così per un anno la liquidazione della compagnia. Lo indica il governo nella Relazione Tecnica che accompagna il decreto fiscale. Poche righe in cui palazzo Chigi spiega la scelta di assistere e finanziare ancora una volta la compagnia, in barba alle raccomandazioni di Bruxelles. Il prestito, si legge ancora nella Relazione, fornisce a Alitalia "i mezzi finanziari e patrimoniali necessari a verficare le possibili soluzoni alternative per il risanamento della società - prosegue al relazione - ed escludendo sempre in tale lasso temporale, ogni ricorso a ipotesi di liquidazione e di applicazione di procedure concorsuali". Il governo precisa che proprio per questa eventualità, il prestito ponte stabilito dal decreto di aprile deve essere individuato come "trasferimento in conto capitale (apporto al capitale sociale per il ripiano di perdite) con pari effetto sull'indebitamento della pubblica amministrazione per l'anno 2008". Le coperture sono state così individuate: 205 milioni dal fondo per la competitività e lo sviluppo, 85 milioni dal fondo per la finanza d'impresa e 10 milioni dal fondo speciale di parte corrente del ministero dell'Economia e delle finanze. La conversione del decreto fiscale in legge congelerà quindi il problema Alitalia per i prossimi 12 mesi. "Ma questa volta è veramente l'ultima" avverte Roberto Cotam, capogruppo del Carroccio alla Camera. "Per il futuro non bisognerà mettere più soldi pubblici" in Alitalia che d'ora in poi "deve muoversi sul mercato". Veltroni attacca a testa bassa: "è solo un'ulteriore dilazione della vicenda. Abbiamo già chiesto e ripetiamo: il governo deve venire a riferire in aula per dare una spiegazione esaustiva di quello che sta succedendo. Il silenzio, dopo gli annunci pirotecnici della campagna elettorale, non basta più".

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Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it Jean-Cyril Spinetta, (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 03-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it Jean-Cyril Spinetta, ... Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it Jean-Cyril Spinetta, presidente di Air France-Klm, tira in ballo la possessione diabolica per spiegare l'impossibilità per Alitalia di uscire dalla crisi. Così ieri ha preso a prestito le parole pronunciate dall'ex presidente di Alitalia, Maurizio Prato, quando il numero uno della compagnia francese, si alzò dal tavolo di confronto con i sindacati sull'acquisizione della compagnia italiana e si arrese. "Per Alitalia ci vuole l'esorcista: aveva ragione Prato, sembra proprio che non ci siano altre strade per salvare quella compagnia". Un rimpianto, insomma, per non aver portato a termine un'operazione di acquisto a prezzo di saldo. L'esborso al netto dei debiti era intorno ai 140 milioni di euro. Di quel fallimento, ha aggiunto, "mi dispiace ancora molto". Oggi, invece, riparte a Roma, la travagliata vicenda del nuovo corso avviato da Berlusconi per salvare la compagnia. Il cda si riunirà per dare a Intesa Sanpaolo il mandato di advisor. Intesa SanPaolo sarebbe già al lavoro con l'obiettivo di concretizzare un progetto di cordata. Se il tentativo non riuscisse, e si dovesse arrivare al commissariamento, le alternative potrebbero essere o quella di un intervento diretto delle banche, o una "alleanza spuria" temporanea con un partner industriale che, in attesa del risanamento, aiuterebbe a gestire parte dei voli a lungo raggio. AirFrance è fuori gioco. Spinetta ha ribadito di aver "sempre creduto molto" nel progetto. Ma ora lo scenario di mercato è cambiato e appare difficile riproporlo. Da oggi si ricomincia a sperare nella buona volontà di banche e imprenditori italiani.

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<Per Alitalia ci vuole l'esorcista> (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 03-06-2008)

Argomenti: Alitalia

"Per Alitalia ci vuole l'esorcista" "Per Alitalia ci vuole l'esorcista". A Jean-Cyril Spinetta sono rimaste impresse le parole pronunciate dall'ex presidente di Alitalia, Maurizio Prato, quando lui, il numero uno di AirFrance-Klm, si alzò dal tavolo di confronto con i sindacati sull'acquisizione della compagnia italiana. "Aveva ragione Prato" ha ribadito ieri Spinetta, ancora convinto della validità del progetto di salvare Alitalia integrandola nel colosso franco-olandese. Di quel fallimento, dice, "mi dispiace ancora molto". In realtà fu proprio l'indisponibilità a negoziare di Air France, assieme alle speculazioni elettorali di Berlusconi, che determinò la rottura. Nulla però è perduto. Oggi, a Roma, il cda della compagnia si riunirà per dare a Intesa Sanpaolo il mandato per il ruolo di advisor che segna l'avvio del tentativo di salvataggio varato dal governo, il quale si è assunto direttamente il compito di individuare un acquirente per la quota di controllo in mano al Tesoro. Intesa SanPaolo sarebbe già al lavoro con l'obiettivo di concretizzare un progetto di cordata. Se il tentativo non riuscisse, e si dovesse arrivare al commissariamento, le alternative potrebbero essere o quella di un intervento diretto delle banche, o una "alleanza spuria" temporanea con un partner industriale che, in attesa del risanamento, aiuterebbe a gestire parte dei voli a lungo raggio. Dal meeting annuale della Iata, dove sono presenti i manager di tutte le compagnie del mondo, traspare tuttavia scetticismo sulla possibile acquisizione di Alitalia, in uno scenario di mercato condizionato dal forte aumento del costo dei carburanti. "Alla fine avremo una compagnia regionale che dovrà comunque tagliare posti di lavoro", teme Emma Bonino. I lavoratori sperano che abbia torto, come spesso gli capita. 03/06/2008.

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Alitalia, il rimpianto di Spinetta: <Per salvarla serve l'esorcista> (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 03-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi il cda per dare a Intesa Sanpaolo il mandato per il ruolo di advisor Alitalia, il rimpianto di Spinetta: "Per salvarla serve l'esorcista".

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Compagnie aeree, è allarme rosso - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia La Iata: i conti potrebbero peggiorare ancora. In sei mesi fallite 8 aerolinee Compagnie aeree, è allarme rosso "Situazione disperata per il caro-greggio, perdiamo 2,3 miliardi" I colossi Usa i più a rischio. I 3 big europei possono approfittarne. Low cost nei guai Ogni dollaro di aumento del petrolio costa 1,1 miliardi in più di uscite ETTORE LIVINI MILANO - La corsa senza fine del petrolio torna a tingere di rosso i conti delle compagnie aeree e ridisegna per l'ennesima volta la mappa finanziaria del settore. La situazione è "disperata" ha detto ieri senza mezzi termini il numero uno della Iata Giovanni Bisignani e "potrebbe ancora peggiorare". In soldoni l'organizzazione mondiale dei vettori - che fino a pochi mesi fa puntava a chiudere il 2008 in utile per 5 miliardi di dollari - ha rivisto al ribasso le sue stime e prevede oggi per l'esercizio un passivo di 2,3 miliardi. Il dato però è provvisorio e basato su un prezzo medio del greggio a 105 dollari al barile. Se il costo del carburante rimanesse ai valori attuali (135 dollari) la voragine nei conti potrebbe allargarsi fino a 6,1 miliardi. Un drammatico deja vu visto che prima dei 3,7 miliardi di utili del 2007, la aerolinee mondiali avevano registrato tra il 2001, l'anno delle Torri gemelle, e il 2006 un buco di 40 miliardi. "Ogni dollaro d'aumento del petrolio ci costa 1,1 miliardi in più di uscite", ha detto Bisignani. La bolletta per il "pieno" degli aerei mondiali nel 2008 dovrebbe così salire a 176 miliardi, il 34% dei costi complessivi. Nel 2002 era pari a 40 miliardi. La ripresa economica - tra l'altro già quasi al capolinea negli Usa - non basta ormai più a bilanciare il caro-greggio. Negli ultimi sei mesi sono fallite ben otto aerolinee e sono saltati diversi accordi di fusione. Eos, Maxjet e Silverjet, le tre regine dei voli per traffico business, hanno portato mestamente i libri in tribunale. La fusione tra United e Usair è fallita e l'unica grande intesa andata in porto è l'acquisto di Northwest da parte della Delta. La terapia per tenere a galla i conti è quella di stringere ancora di più sui costi. Le compagnie aeree le stanno provando un po' tutte. Hanno rallentato la velocità di crociera per bruciare meno kerosene (i consumi sono già stati ridotti in media del 19% in 6 anni). Volano con serbatori più scarichi (Continental nel 2007 ha effettuato ben 76 atterraggi "prioritari" a Newark per lo scarso livello di carburante). Hanno ridotto le rotte (American ha tagliato del 12% quelle interne). Ma ormai nemmeno questo è più sufficiente e si è passati alla finanza creativa. La stessa American, oltre a una drastica riduzione del personale, ha deciso di imporre una tassa di 15 dollari per ogni bagaglio. I sovraprezzi per la benzina sono arrivati in Europa a 62 euro a biglietto per le tratte intercontinentali. Basteranno queste misure a superare l'emergenza? Se il petrolio tornerà a scendere in tempi brevi, dicono gli analisti, forse sì. Se invece il barile resterà a 135 euro a lungo, le compagnie aeree andranno incontro all'ennesima selezione darwiniana. Con i più forti che riusciranno a sopravvivere e i più deboli destinati a rischiare la bancarotta. Tra i più esposti, come ovvio, ci sono le aerolinee che negli ultimi tre anni non hanno approfittato dell'impennata del traffico (+5,9% nel 2007, +3,9% quest'anno) per risistemare i propri conti. Alitalia, purtroppo per il Belpaese, occupa un posto nella parte più alta di questa lista. Il conto del carburante per la Magliana, per dare un'idea, è cresciuto nel primo trimestre 2008 del 25% (62 milioni) a 285 milioni e visto lo stato delle casse della società c'è poco da stare allegri. Qualche guaio lo passano pure le compagnie low-cost, le grandi trionfatrici dei cieli degli ultimi anni, arrivate orami al 28% del traffico mondiale. Ryanair e Easyjet faticano ormai a tenere basse le loro tariffe. Un po' perché il greggio rappresenta la voce più importante delle loro uscite, un po' perché contrariamente a molti dei vettori tradizionali non hanno usato strumenti derivati per ricoprirsi dal rialzo dei prezzi. Il gruppo irlandese, che pure siede su una cassa superiore al miliardo di sterline, ha congelato premi e buste paga a 46 manager per dare il buon esempio. Ma il suo numero uno Michael O'Leary - venendo meno al suo proverbiale ottimismo - ha ammesso che la situazione è complessa. Tra i giganti del settore, i più a rischio sono i colossi americani. I motivi sono vari. Il dollaro debole, ad esempio, amplifica per loro l'effetto negativo del caro-greggio. Poi ci sono la crisi economica e i guai strutturali del comparto, alle prese con flotte vecchissime e aeroporti intasati. In Europa potrebbero approfittare della situazione Air France, British Airways e Lufthansa. Queste tre realtà hanno soldi in cassa, aerei nuovi e muscoli finanziari sufficienti a far fronte alla crisi. La compagnia inglese ha "bloccato" a 86 dollari al barile con i derivati il costo del suo pieno fino a marzo prossimo. E se Usa ed Europa, vista la situazione, decideranno di ridurre i vincoli proprietari dei vettori, non è escluso che i colossi del Vecchio continente possano andare all'assalto dei loro rivali oltretlantico messi in ginocchio dal caro petrolio.

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Spinetta: "restiamo fuori da alitalia aveva ragione prato, serve l'esorcista" - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Spinetta: "Restiamo fuori da Alitalia aveva ragione Prato, serve l'esorcista" Ma Air France non esclude una ripresa più in là delle trattative Il ministro Matteoli: le sue parole si commentano da sole LUCIO CILLIS ROMA - Il primo a parlare del bisogno di un "esorcista" per Alitalia era stato alcuni mesi fa l'ex presidente della compagnia di bandiera, Maurizio Prato, manager molto vicino alla Santa Sede (è il revisore dei conti del Vaticano) scottato dalla fine delle trattative coi francesi. E ieri anche Jean-Cyril Spinetta, numero uno di Air France, non ce l'ha fatta. è sbottato, dopo anni di rapporti strettissimi con la Magliana e l'inaspettato dietro front che ha allontanato (forse) per sempre i due vettori: "Per Alitalia ci vuole l'esorcista: aveva ragione Prato, sembra proprio che non ci siano altre strade per salvare quella compagnia", ha detto. Altro che cordata o grande vettore tutto tricolore. Spinetta, insomma, non nasconde il suo "dispiacere", per il fallimento della fusione nella quale ha sempre "creduto molto". Ma il nuovo tentativo di salvataggio del governo Berlusconi non attira in questo momento l'interesse del gruppo transalpino: "Noi ne restiamo fuori, inoltre non c'è stato alcun contatto", spiega. Lo scenario è infatti cambiato, col caro-petrolio che danneggia la crescita del settore: secondo le stime della Iata nel 2008 le compagnie perderanno a causa del greggio a 107 dollari al barile, almeno 2,3 miliardi di dollari. Per questo un progetto di integrazione tra i due gruppi appare oggi difficile. Ma non impossibile, visto che l'idea dell'esecutivo e del ministro dell'Economia Giulio Tremonti resta quello di fondere in un solo polo aereo, Alitalia, Air One e altri vettori minori, risanare il tutto e rimettere in vetrina la nuova Alitalia con una dote del 70% del mercato nazionale. Per poi andare a bussare alla porta dei grandi vettori europei, Air France e Lufthansa in testa. "No, ora non ci pensiamo alla possibilità di tornare alla carica - ribadisce Spinetta - in questo momento dobbiamo dedicarci ai nostri problemi interni, ed in particolare a far fronte agli effetti del prezzo dei carburanti". Air France-Klm non esclude però del tutto la ripresa delle trattative: "I colloqui possono sempre ripartire ma nell'attuale contesto economico penso sia difficile - ha detto - non posso dire ai miei azionisti che una operazione di questo tipo oggi potrebbe creare valore". Un ultimo passaggio delle dichiarazioni di Spinetta riguarda il modo stesso di condurre le trattative con i sindacati e il difficile confronto avuto con il mondo politico: "Sono di origini italiane - conclude - e quella italiana è una realtà che conosco bene. E la colpa non è stata di sindacati o politici, non c'è stato un ostacolo in particolare. Tutto è stato veramente molto complesso...". La prima replica allo "sfogo" di Spinetta è venuta dal ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Altero Matteoli: "Stiamo lavorando per risolvere un problema - ha spiegato - non possiamo rispondere a tutte le dichiarazioni sull'argomento, comprese quelle di Spinetta. Che si commentano da sole". Mentre per gli economisti Guido Rossi e Francesco Giavazzi, la compagnia italiana "doveva fallire da tempo". Oggi, intanto il cda di Alitalia affiderà ufficialmente il mandato di advisor ad Intesa Sanpaolo, l'istituto scelto per guidare il terzo tentativo di privatizzazione nei prossimi mesi. Un compito arduo quello del gruppo bancario che, prima di ogni possibile tentativo di vendita, dovrà mettere bene a fuoco il quadro finanziario della Magliana, per poi passare all'analisi industriale e alla vendita vera e propria. Restano sintonizzati sulle mosse di Palazzo Chigi i sindacati: "La politica ha grosse responsabilità per la crisi dell'Alitalia ma, visto il momento estremamente difficile, sarebbe meglio mettere da parte le divisioni per un'azione bipartisan che dia delle prospettive di vita alla compagnia di bandiera" dice il segretario della Fit-Cisl, Claudio Genovesi mentre per Marco Veneziani della Uil Trasporti, "occorre far presto e i 300 milioni di prestito devono servire per mettere in atto un progetto credibile che porti alla privatizzazione, ad un rilancio e ad un accordo con un grande partner europeo".

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Cipolletta: sì ai privati per le fs ma non vorrei rischiare di fallire (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il caso Cipolletta: sì ai privati per le Fs ma non vorrei rischiare di fallire ROMA - "Mi auguro che arrivi il privato, ma non vorrei fare la fine di Alitalia", dice Innocenzo Cipolletta, presidente delle Ferrovie. Uno dei sistemi per non percorrere la strada tutta in salita di un salvataggio in extremis anche per Fs, passa per cambiamenti di mentalità e chiari accordi sindacali. Cipolletta, ad esempio, parla "del far andare i treni con un solo macchinista, come avviene in tutti i paesi del mondo, anziché due come avviene in Italia per vincolo contrattuale". Il presidente del gruppo ferroviario aggiunge: "Parliamo di contratti: ma perché in tutti i paesi del mondo scadono anno dopo anno, mentre solo in Italia i sindacati vogliono allungare i termini?". Cipolletta spiega poi che "nel pubblico c'è un grande problema di flessibilità. Non dico che ci siano i fannulloni, la grande maggioranza lavora molto più di quanto guadagna". E tornando ad Alitalia chiede ai sindacati se sono "contenti di come sono andate le cose con la compagnia aerea di bandiera: è stato intelligente far fallire quell'accordo?".

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Alitalia, Air France rifiuta nuove avance (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 03-06-2008)

Argomenti: Alitalia

La compagnia in crisi Il numero uno del gruppo d'Oltralpe, Spinetta, si sfoga: "Ci vorrebbe un esorcista, noi restiamo fuori. Mai più affari con gli italiani". Banca Intesa comincia a lavorare al nuovo piano Roma. "Per Alitalia ci vuole l'esorcista". È quasi uno sfogo, dopo settimane, di silenzio quello di Jean-Cyril Spinetta, patron del colosso Air France-Klm, uscito con le ossa rotte dal tentativo di comprare e rilanciare la nostra compagnia di bandiera. "Noi ne restiamo fuori. Non ci sono stati e non vogliamo contatti", spiega Spinetta. Ora il cerino è in mano a Banca Intesa: entro fine mese avrà un piano finanziario, poi cercherà l'acquirente. Se non si troverà, la parola passerà alle banche, che dovranno decidere se tirare fuori i soldi o far commissariare l'azienda. Lombardi e un commento di Filippo Paganini >> 4 e 21 03/06/2008.

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Capanna: <Stop ai futures alimentari per eccesso di rialzo> (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 03-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Cibo Capanna: "Stop ai futures alimentari per eccesso di rialzo" La speculazione finanziaria causa principale dell'aumento dei prezzi dei cereali. Un appello della Fondazione diritti genetici Come Jaen Ziegler, un'autorità morale e scientifica nello smascherare le sgiagurate politiche che affamano un terzo dell'umanità, anche la Fondazione diritti genetici individua nella speculazione finanziaria la causa principale dell'impennata dei prezzi dei generi alimentari. Dopo lo scoppio della bolla immobiliare, i capitali in fuga dal mattone taroccato hanno fatto rotta sulla Borsa di Chicago, il magacasinò globale dove si fanno le puntate sui futures delle materie prime alimentari. "Giocando con i fiammeri nei loro uffici di Wall Street, i traders hanno provocato un incendio che ha coinvolto l'intero pianeta". Per spegnerlo occorre mettere al bando, o almeno sospendere "per eccesso di rialzo", i futures alimentari. E' quanto chiede alle istituzioni italiane l'appello "Salviamo il cibo, salviamo la vita" della Fondazione diritti genetici, sottoscritto tra gli altri da Marcello Cini, Barry Commoner, Stefano Rodotà, Giorgio Ruffolo, Stefano Sylos Labini, Emanuele Severino, Shel Shapiro. Alla vigilia del vertice Fao, ne parliamo con Mario Capanna, presidente della Fondazione. Perché in cima e prima della lista delle concause - biocarburanti, siccità, crescita della domanda, aumento del prezzo dei carburanti - mettete la speculazione finanziaria? Perché è la pura verità. Lo dicono i fatti e le cifre. Negli ultimi due mesi il prezzo del riso è aumentato del 75%, in un anno quello del grano è cresciuto del 120%. Questo è sucesso non mentre la produzione dei cereali è diminuita, ma mentre è cresciuta. E' la riprova lampante che, oltre alle concause che tutti elencano e che ci guardiamo bene dal negare, c'è una causa prima che imbarazza ammettere. E' la speculazione finanziaria. Nel solo mese di gennaio 3 miliardi di nuovi dollari sono stati investiti alla Borsa di Chicago. Invece ci si accanisce a dar la colpa ai cinesi e agli indiani che, sfrontati, "pretendono" di mangiare quasi quanto noi. Appunto, ogni alibi è buono per occultare la speculazione. Che agisce sulle materie prime esattamente come sul petrolio. Masse di denaro il libertà scommettono sul rialzo dei prezzi. E tutto cospira perché il rialzo si verifichi. Danone e Nestlé negli ultimi mesi hanno triplicato gli utili. Idem le multinazionali, come Monsanto e Yara, che producono concimi e fertilizzanti. E' la prova del nove. La richiesta di mettere al bando i futures alimentari assomiglia a una bella ed ingenua speranza. E allora procediamo per tappe. E' prassi corrente nelle borse di tutto il mondo sospendere i titoli per eccesso di rialzo. Qui da noi è capitato di recente per i titoli di Alitalia e della Roma calcio. Alla borsa di Nuova Dheli per eccesso di rialzo hanno sospeso le contrattazioni dei titoli dei generi alimentari. Qualcuno in Italia lo sa? Certo, il nostro paese da solo conta poco. Però può far pressioni in Europa e nel mondo perché si sospendano i titoli alimentari quando i rialzi sono palesemente eccessivi. L'aumento dei generi alimentari, e di conseguenza del numero degli affamati, rilancia la campagna pro ogm. Brutta notizia per la tua Fondazione che è nata proprio per contrastarli. E' noto a chi non mente che le piante geneticamente modificate non producono di più di quelle tradizionali. Anzi, producono di meno e quindi costano di più. Inoltre, fior di studi Onu dimostrao che le attuali tecniche agricole bastano per sfamare 10 miliardi di persone. Senza ogm. m.ca.

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Conti pubblici il ministro conferma il pareggio di bilancio entro il 2011 (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 03-06-2008)
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Conti pubblici il ministro conferma il pareggio di bilancio entro il 2011 I tagli piacciono a Bruxelles, e un po' anche al Pd Quando scrisse il suo libro La paura e la speranza Tremonti trovò non pochi estimatori a sinistra: "In un paesaggio politico deprimente è meglio avere una discussione con Tremonti, che è un interlocutore stimolante, al di là del modo paradossale con cui pone i problemi" affermò, ad esempio, Massimo D'Alema. Certo, dicevano un po' tutti, Tremonti non è un progressista sul piano dei valori (vai alla voce: critica del '68) ma sull'antimercatismo piacque, e non poco: se non si trattava di tremontismo di sinistra, ci mancava assai poco. Ora, dopo che cominciano a profilarsi le prime misure della tremontomics domina la cautela. Anche se gli entusiasti ci sono ancora: "Finora vedo il suo operato coerente con quanto scritto nel suo libro" dice l'economista Giulio Sapelli che, tra le altre cose, è vicino al circuito della dalemiana Fondazione ItalianiEuropei . Spiega, ad esempio, Sapelli: "L'approccio di Tremonti non è affatto protezionista, ma di un liberalismo temperato. Stando alle misure annunciate nel prossimo Dpef mi pare che sia giusta l'idea di prendere il toro per le corna, cioè aggredire il debito pubblico". Proprio la linea dura sul debito pubblico ha ottenuto ieri il via libera dell'Ue. Il ministro dell'Economia ha confermato ai partner europei riuniti a Francoforte in occasione del decennale della Banca centrale europea la sua road map : una manovra da 10 miliardi nel 2009 con un decreto prima dell'estate, e un piano triennale per la stabilizzazione dei conti pubblici. "Il piano Tremonti va bene" ha detto il premier lussemburghese e presidente dell'Eurogruppo Juncker che ha colto l'occasione per promuovere la tremontomics su tutta la linea, dalla detassazione degli straordinari all'abolizione dell'Ici. Il titolare di via XX settembre ha anche confermato l'impegno di portare il bilancio italiano in pareggio entro il 2011 ("Applichiamo il piano Prodi-Padoa Schioppa", ha detto il ministro); anche se sia Juncker che il commissario Ue agli Affari economici e monetari Almunia, visti i venti di crisi, hanno spostato l'accento sulla scadenza ultima del 2012, piuttosto che su quella del 2010 promessa dalla maggior parte dei paesi della moneta unica l'anno scorso all'Ecofin di Berlino. E oggi i ministri europei, riuniti a Lussemburgo per l'Ecofin, formalizzeranno l'abrogazione, decisa ieri, della procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia, aperta nel giugno del 2005, accompagnandola da una raccomandazione in cui si chiede di "controllare con estrema cura le dinamiche della spesa". In attesa che vengano messe le cifre nero su bianco, i più scettici sulla tremontomics sono i liberal del Pd. Morando fa un primo bilancio: "È ovvio che non diciamo che Ici e straordinari sono misure criminali. Ma erano davvero le priorità? Nel primo caso non era meglio dedicare quella cifra alla fiscalità sulla casa, e affrontare il problema degli affitti? E nel secondo caso dico: visto che c'è un'emergenza salariale non era meglio che utilizzare risorse per ridurre la pressione fiscale sulla quota di salario da contrattazione di secondo livello, visto che la novità è la riforma della contrattazione?". Ma sul Dpef Morando è più possibilista: "Aspettiamo di vedere le misure. Se andranno nella direzione della riduzione della spesa corrente primaria, come era al primo punto del nostro programma, sosterremo questo sforzo". Ai sindacati invece la parola tagli non piace. Spiega Marigia Maulucci, della Cgil: "Dieci miliardi di tagli non sono pochi, anche perché sono tutti sulla spesa. Per ora siamo agli annunci. Vedremo. Di cose creative vendute come cose utili ne abbiamo già viste. Come sui mutui: l'approccio sul sistema bancario è stato dirigista, anticoncorrenziale. La portabilità dei mutui metteva le banche in concorrenza. Ora è pregiudicata e non è un bene". Anche a Morando il Tremonti antimercatista non piace proprio. Sui mutui ci va giù duro: "Siamo sicuri che le banche non abbiano trattato col governo che in cambio di questa disponibilità si metta da parte la Bersani 2 sulla Commissione di massimo scoperto, su cui lucrano l'ira di Dio?". E su Alitalia aggiunge: "Hanno mandato via l'unico interlocutore che sapeva far volare gli aerei e ora stanno implorando una banca". Sulla stessa linea Nicola Rossi: "L'abbattimento delle spese inutili è positivo. Aspettiamo il Dpef. Trovo la vicenda Alitalia la parte meno condivisibile dell'operato di Tremonti, che non risponde alle buone regole di funzionamento dell'economia e dello Stato". Diversa la valutazione di Sapelli: "Air France era la soluzione migliore. Ma con un incarico a un advisor la si fa finita con una gestione interna al governo". Questa volta il tremontismo di sinistra non è à la page come qualche tempo fa. Anche se la stima negli ambienti dalemiani è rimasta. Il presidente della Fondazione Gramsci Beppe Vacca afferma: "Tremonti va letto nell'ambito della riorganizzazione della destra mondiale che sta rimodulando i suoi schemi dopo la crisi della rivoluzione neoconservatrice". Come ai tempi del libro, Tremonti trova qualche supporter anche nella sinistra-sinistra. Su Alitalia, ad esempio, il responsabile economico di Rifondazione, Maurizio Zipponi, afferma: "Quando il ministro critica il mercatismo e assegna allo Stato un ruolo forte di guida nei settori strategici come Alitalia va nella direzione da noi auspicata, e non da oggi". 03/06/2008.

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Trento al festival un inedito asse tra il liberista e l'anti-trustista (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 03-06-2008)
Pubblicato anche in: (Riformista, Il)

Argomenti: Alitalia

Trento al festival un inedito asse tra il liberista e l'anti-trustista La riforma Giavazzi-Rossi per le banche Trento. Se qualcuno cercava la rissa, sul tema della spaventosa crisi dei mercati finanziari, tra un liberista doc come Francesco Giavazzi, e il padre dell'antitrust italiano, Guido Rossi, ha fatto male i conti. Nel corso del dibattito conclusivo del Festival dell'Economia di Trento, i due potenziali duellanti si sono letteralmente strappati le parole di bocca e hanno buttato là addirittura un progetto comune, una "proposta Giavazzi-Rossi", come l'ha battezzata l'ex presidente Telecom. Più che un'unica proposta, sembra già la base per una riforma. Partendo da qui, una sorta di "riforma di Trento". Che poggia, nella versione abbozzata durante la discussione, su tre pilastri. Il primo, creare une legge come quella disegnata negli Stati Uniti da Roosevelt negli anni Trenta, sull'onda del crac del '29, il Glass-Steagall Act. Una legge che separa le banche commerciali da quelle d'investimento ed evita che le crisi degli investitori trascinino a picco l'intero sistema creditizio, ma che è stato abolito nel 1999. Secondo, imporre delle regole alla presenza delle banche dai capitali delle imprese. Terzo, vietare ai consiglieri di amministrazione di avere stock option delle aziende che amministrano, in modo da garantire una vigilanza vera sull'operato dell'amministratore delegato. Nella "singolar tenzone" che tale non è stata, Giavazzi e Rossi hanno avuto parole molto esplicite anche su Alitalia e sulla Consob. L'economista della Bocconi, autore di recente de Il liberismo è di sinistra , ha sottolineato che "negli ultimi dodici anni Alitalia ha chiuso il bilancio in attivo un solo anno e perde due milioni al giorno. In quale altro paese resterebbe aperta?". E il fallimento va anche sdrammatizzato, secondo Giavazzi, che ricorda i due casi europei più gravi, Sabena e Swissair: "dopo un giorno o due, hanno riaperto, ora vanno bene". Rossi gli ha fatto eco, "sono d'accordo, Alitalia doveva fallire, ma tempo fa", ha scandito, perché "è l'unica società che perde tra tutte le compagnie europee". Il giurista, instancabile fustigatore delle storture del capitalismo nostrano, ha chiosato il ragionamento con una picconata alla Consob: "il mercato italiano è poco regolamentato. Quando di parlava della cordata Alitalia" e il titolo saliva vertiginosamente in borsa dopo crolli durati mesi e mesi, "nessuno è intervenuto e c'è gente che c'ha guadagnato. Se gli organismi di vigilanza fossero davvero vigilanti, i problemi si risolverebbero davvero". Più esplicitamente, "la Consob è un po' senza potere, ma in qualche caso è un po' distratta". Ma quando il dibattito verte sul fallimento delle banche, l'opinione cambia, sia nelle parole di Rossi che in quelle di Giavazzi. Convinti entrambi che i crac degli istituti di credito - contrariamente a quelli di un'azienda come Alitalia - siano invece un dramma, per l'equilibrio dei mercati. Su di essi, ha detto Giavazzi, l'effetto è "dirompente" se una banca porta i libri in tribunale, mentre se fallisce Alitalia la reazione "è diversa", meno contagiosa. A quel punto è Rossi a citare il Gramm-Leach-Bliley Act che dieci anni fa ha abolito il divieto delle banche che gestiscono i risparmi di fare investimenti finanziari: "Se non ci fosse stata quell'abolizione, l'avrebbero fatta fallire, Bear Sterns". E la proposta, allora, lanciata da Giavazzi, è questa: "facciamo una legge che vieti alle banche di fare investimenti e risparmio". "Chiamiamola - si è agganciato il giurista - proposta Giavazzi-Rossi e facciamola uscire da qui, dal festival dell'Economia di Trento". E con un po' di malizia, "ma non come i consigli del governatore della Banca d'Italia, facciamone una legge". A questo primo "articolo", l'autore di Mercato d'azzardo ne ha aggiunto subito un altro: "comincerei a fare delle regole sulla partecipazione delle banche nei capitali delle aziende". E il terzo paragrafo della legge lo inventa l'editorialista del Corriere : "bisogna vietare che membri del consiglio di amministrazione posseggano stock options delle società, perché in questo modo i loro interessi rischiano di essere perfettamente allineati a quelli dell'amministratore delegato e non sorveglierebbero più". Ma nessuno si azzardi a chiamarli nemici del mercato, tuona ad un certo punto Guido Rossi, perché "se c'è un Antitrust in Italia, è merito mio". Tonia Mastrobuoni 03/06/2008.

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Quando i Tg "aiutano" la camorra (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 03-06-2008)

Argomenti: Alitalia

L'omicidio dell'imprenditore Sergio Orsi è sconcertante e certo lo Stato ha sbagliato: è sconcertante che non fosse sotto scorta. Tuttavia ho l'impressione che, inconsapevolmente, i media, soprattutto quelli televisivi, abbiano fatto da megafono della camorra. Nell'ultimo mese ci sono stati 4 agguati contro pentiti e collaboratori di giustizia. La tattica è chiara: colpirne uno per educarne cento ed è ovviamente cruciale che il messaggio giunga a tutti chiaro e forte. Ascoltando i servizi televisivi trasmessi dai vari Tg in questi giorni sono rimasto colpito dal fatto che ogni volta veniva reiterato proprio quel messaggio. Ovvero i giornalisti ripetevano con toni drammatici che la camorra vuole intimidire tutti, evidenziando al contempo la costernazione e, in questa occasione, l'impotenza delle forze dell'ordine. Da ascoltatore il quadro mi è parso raggelante: sembrava che lo Stato fosse in ritirata e la camorra arrembante. Sebbe involontariamente, la tv ha così aiutato la mala. Domanda: non è il caso che i giornalisti che si occupano di questi fatti calibrino meglio il proprio servizio, rinunciando, a fin di bene, a un po' di pathos? Se davvero vogliamo combattere la camorra, anche i media devono fare la loro parte, o sbaglio? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 6 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30May 08 Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? Secondo molti esperti l'immigrazione è una necessità per Paesi la cui popolazione tende ad invecchiare come l'Italia. Vero: se non si mantiene una piramide demografica, in cui le persone in attività sono molto più numerose di quelle in pensione, il sistema economico e sociale crolla. Ben vengando dunque giovani immigrati. Il problema però va affrontato con buon senso e proporzione. Incrociando le notizie degli ultimi giorni emerge che: -secondo l'Istat l'Italia è un Paese in sofferenza economica, nel quale una famiglia su tre è in difficoltà, mentre complessivamente il potere d'acquisto è crollato del 13% in sei anni. - il capo della polizia Manganelli ha diffuso ieri le cifre ufficiali sulla criminalità. I reati commessi dagli immigrati irregolari (clandestini o comunitari senza reddito regolare), sono pari al 30%, con punte del 60-70% in certe zone del nord. Da qui due considerazioni: quando la criminalità causata da stranieri irregolari è così diffusa, l'immigrazione anziché un beneficio si trasforma in un costo sociale, con il peggioramento delle condizioni di sicurezza della popolazione civile, l'aumento delle spese delle forze dell'oirdine, il sovrafollamento dei tribunali e delle carceri, peraltro già ingolfati. Il che rischia di generare tendenze razziste, a danno innanzitutto i tanti immigrati che invece vogliono integrarsi. Insomma, si trasforma un Paese, l'Italia, tradizionalmente aperto, tollerante e non sciovinista, in una polveriera. Inoltre, bisogna chiedersi realisticamente quanti immigrati possano essere assorbiti da un'economia in declino (o perlomeno stagnante) e con un tasso di disoccupazione ancora elevato, soprattutto tra i giovani. E' giusto, per gli italiani e per chi arriva, alimentare aspettative che molto spesso non potranno essere soddisfatte? E allora chiedo: vista la situazione attuale, che mi rattrista profondamente, l'immigrazione massiccia degli ultimi anni (e mesi) è sostenibile dall'Italia? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 32 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27May 08 Rossi contro neri e tanto odio. A chi giova? Leggete la cronaca dei fatti avvenuti poco fa alla Sapienza e che si sono conclusi con quattro studenti feriti. Si parla di un collettivo rosso che ha occupato la presidenza di Lettere per protestare contro i "fascisti", e di un collettivo nero che per vendetta ha aggredito studenti universitari della parte avversa. Siamo tornati all'Italia degli anni Settanta? Mentre i grandi partiti tentano finalmente un nuovo modo di far politica, che contempla un confronto civile in Parlamento, come deve essere in una vera democrazia, per le strade gruppuscoli che rappresentano frange minoritarie tentano di ricreare un clima di odio politico e di intolleranza civile. Quanto conta Forza Nuova? Pochissimo, eppure d'incanto ha una visibilità enorme, basta vedere le interviste televisive al suo leader Roberto Fiore, l'ultima ieri a Exit sulla Sette. E quanto contano i gruppuscoli comunisti-marxisti? Nulla, eppure una certa retorica (ancora una volta mediatica) li spinge all'azione. Aggiungeteci i raid anti-immigrati, le strumentalizzazioni di fatti come quelli di Verona e le aggressioni ai gay ed ecco che il quadro si fa improvvisamente cupo. A chi giova? Certo non a Berlusconi e nemmeno a Veltroni. Alla Lega? A Di Pietro? Senz'altro no. E chi c'è dietro? Forse i partiti più estremi esclusi dal Parlamento, come sospetta qualcuno? Spero proprio di no. Scritto in Italia Commenti ( 30 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26May 08 E' iniziata la rivoluzione conservatrice? Gianni Alemanno, poco fa ha dichiarato nel discorso di investitura ufficiale a sindaco di Roma : "Vogliamo fare una rivoluzione conservatrice, perchè solo essendo consapevoli della propria identità si ha la forza di integrare le altre". Alemanno mi era piaciuto in campagna elettorale e mi sembra che abbia iniziato molto bene, ad esempio condannando senza equivoci le violenze contro i gay e gli immigrati, e ha tutti i numeri per essere un eccellente sindaco. Più in generale mi sembra che il governo Berlusconi si stia muovendo bene, dando finalmente risposte concrete alle aspettative degli italiani (anche se ovviamente non tutto è soddisfacente, ad esempio personalmente dissento sul Ponte sullo stretto di Messina, che non ritengo urgente e tantomento necessario). Non è un caso che anche molti elettori di sinistra e di estrema di sinistra approvino l'operato dell'esecutivo, addirittura uno su quattro secondo l'ultimo sondaggio di Mannheimer. Fermezza senza prevaricazione, precisione nella diagnosi dei problemi e rapidità nel proporre rimedi. Mi sembrano queste le caratteristiche vincenti. Ma fino a quando? Si tratta di un'euforia temporanea, da luna di miele, o di una tendenza di lungo periodo e dunque l'inizio della rivoluzione conservatrice annunciata da Alemanno? Scritto in Italia Commenti ( 17 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19May 08 Attenti al nuovo trappolone europeo. Oggi a Strasburgo, su richiesta del gruppo del partito socialista europeo, il parlamento europeo affronterà la situazione dei rom in Italia e nell'Ue. La Commissione europea è sollecitata dall'Europarlamento a fare una dichiarazione in apertura del dibattito. L'iniziativa avviene in concomitanza con l'offensiva degli spagnoli contro l'Italia. L'esperienza induce a credere che queste iniziative non siano casuali. da sempre l'establishment europeo usa questa forma di spin per frenare e deligittimare i governi fuori linea. E l'Italia è più che mai fuori linea. L'immigrazione sembra però un pretesto, il vero nemico di Bruxelles è Tremonti per le idee espresse nell'ultimo saggio sul modo in cui la Ue concepisce e applica il libero mercato. E' già successo in passato e di solito era Chirac a esercitare il ruolo di guastatore. Ora Chirac non c'è più e il testimone sembra essere stato raccolto da Zapatero. Ma c'è un'importante novità: i grandi Paesi non sono più perfettamente allineati all'establishment europeo: su alcuni punti c'è sintonia tra Sarkozy e Tremonti, e anche la cancelleiera tedesca Merkel è molto più.. riflessiva di Schroeder. Per l'Italia sarà più facile resistere, a condizione di non cadere nelle provocazioni, come fece Berlusconi dando del Kapò all'eurodeputato Shulz, cadendo nella sua trappola. Nervi a posto e la bufera passerà. Il governo Berlusconi ne sarà capace? Scritto in europa, Italia Commenti ( 62 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12May 08 Onore a Veltroni. Non mi piace il clima che si sta creando nel Paese. Gli animi, anziché placarsi (dopo le elezioni), si stanno accendendo. I toni sono sempre più duri e demagogici. Recepisco una violenza verbale che mi inquieta, perché, storicamente, non porta mai a nulla di positivo. C'è però una grande novità, incoraggiante: il Partito democratico di Veltroni, anziché soffiare sul fuoco, si sta comportando con grande senso di responsabilità, mostrandosi moderato e oggettivo. Il caso Schifani lo dimostra. Personalmente la scelta del nuovo presidente del Senato non mi convince: avrei preferito per la seconda carica dello Stato una personalità dal profilo politico più alto o con una personalità più carismatica; un simbolo riconosciuto. Tuttavia le accuse di Travaglio mi sembrano strumentali. Riepiloghiamo: Schifani 18 anni fa aveva fondato una società con diverse persone tra cui Mandalà che in seguito fu condannato per mafia. Diciotto anni sono un periodo molto lungo. Delle due l'una: o Schifani è colluso con la mafia, ma allora non si capisce perché in tutti questi anni la magistratura e le forze dell'ordine non lo abbiano messo sotto inchiesta oppure era in buona fede e allora non ha senso rinfacciargli, a posteriori, quell'infortunio. Purtroppo stanno emergendo due sinistre: una pacata, finalmente matura ( quella di Veltroni) e l'altra biliosa, moralisteggiante, estrema che non perde occasione per alimentare l'odio, spesso a mezzo stampa: dalla fiera del libro di Torino all'omicidio di Verona, passando per il caso Schifani. Io dico: onore a Veltroni. Ma mi chiedo: riuscirà a fare scuola? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 81 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09May 08 Criminalizzare il nord-est, scherzando su un omicidio Riepiloghiamo: i cinque ragazzi che hanno ucciso il povero non erano naziskin. Solo uno di loro era legato ad ambienti di estrema destra, ma non aveva il cranio rasato, né croci celtiche. I cinque si conoscevano appena. Come ha spiegato il procuratore Papalia, le motivazioni non sono politiche: trattasi non di una gang nazista, ma di cani sciolti, balordi di periferia che hanno ucciso Nicola, reo di aver rifiutato una sigaretta, sotto gli effetti dell'alcol. Una storia tragica di bullismo urbano e sociale. E ancora: quattro dei cinque non erano di Verona, ma vivevano in in paesi limitrofi e men che meno appartenevano alle famiglie bene (chi vuole saperne di più può leggere questo splendido pezzo di Stefano Filippi). Eppure gran parte della stampa continua a parlare di naziskin e quella di sinistra si ostina a descrivere Verona come una città che, oltre al benessere, sviluppa pericolose pulsioni neonaziste: l'Unità, il Manifesto, Liberazione sono scatenate, ma anche Repubblica non si ritrae, vedi il reportage di ieri, intitolato "Verona, l'educazione di un neonazista". E naturalmente il virus non riguarda solo il borgo scaligero, ma tutto il nord-est (come testimonia questo titolo: teste rasate e antisemiti, allarme nel nord est). Anno Zero di Santoro ovviamente non poteva starsene ai margini. Ieri sera ho visto la serie di vignette di Vauro in chiusura di trasmissione e sono rabbrividito: si scherzava su un omicidio. Era una sequenza di disegni di pessimo gusto, che miravano ad alimentare la psicosi naziskin, ritraendo una parte del Paese come cinicamente passiva di fronte a questa minaccia. Umorismo zero. Disgusto tanto, ma per Vauro. Io dico: basta criminalizzare il nord-est, basta con questa campagna diffamatoria che, nelle tecniche mediatiche, richiama quelle (rosse) degli anni Settanta. Che sgradevole sensazione. Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 55 ) " (6 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06May 08 Il Sessantotto ha ucciso il comunismo? E' la tesi di un famoso intellettuale francese, André Glucksmann: il Maggio francese avrebbe posto le basi per la fine del comunismo. Come spiega in un'intervista che mi ha concesso, sebbene il movimento fosse marxista "la caratteristica del Sessantotto in Francia fu di incoraggiare lo spirito libero, anticonformista, antitotalitario" e questo portò "alla fine del mito delle rivoluzioni operaie, comuniste e dunque di Marx, Lenin, Che Guevara". Secondo Glucksmann "in altri Paesi, come l'Italia o la Germania, la militanza era più ortodossa e, per certi gruppi, estrema", dunque l'evoluzione del Sessantotto fu più lenta e difficile, questo spiegherebbe perché da noi si sviluppò il terrorismo rosso mentre in Francia no. Glucksmann esalta la globalizzazione e pensa che l'essere "senza radici" sia un bene per gli occidentali perché li apre al mondo. Le sue tesi sono provocatorie: il Sessantotto fu complessivamente positivo? Io penso (da anni) che il comunismo sia caduto grazie alla superiorità del sistema liberale. E poi cosa resta del movimento? Una generazione tendenzialmente egoista, arrivista e non più solidale, come sostengono alcuni? Scritto in Italia, francia Commenti ( 41 ) " (4 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03May 08 L'Europa va a destra, ma non chiamamola populista Il centrodestra ha vinto in Francia, poi in Italia, due giorni fa alle comunali in Gran Bretagna. Quasi certamente anche la Germania seguirà la stessa strada, considerato che la Merkel distanzia il leader socialdemocratico Beck di 54 punti. La mia tesi, come spiego in un editoriale, è che i partiti conservatori tentano di rispondere al malessere che attanaglia tutte le società occidentali, mentre le sinistre restano chiuse nel proprio mondo, astratto e autoreferenziale, sia quella moderata sia quella estrema. "Scossi da una globalizzazione che genera insicurezza economica, dall'immigrazione incontrollata e dalla criminalità in aumento, gli italiani, come i francesi o gli inglesi, vogliono sapere chi sono e a quali valori possono ancora credere. Cercano nuove radici", scrivo nel fondo. Il riflusso, secondo me, non è populista, ma identitario. Tuttavia ho l'impressione che la stampa di sinistra ancora una volta non abbia capito e tenti di liquidare la tendenza europea come un fenomeno transitorio ("La crisi che rilancia la destra", scrive l'Unità) e comunque negativo. Oggi uno degli editoriali di Repubblica era intitolato significativamente "destra snob e populista". Snob non so dove: oggi élitaria è semmai una certa sinistra culturale, giornalistica e imprenditoriale. Addossare al Popolo della Libertà, alla Lega e più in generale a Sarkozy (che un anno fa la gauche descriveva come "fasciò") e probabilmente domani al britannico Cameroon, l'accusa di populismo significa ripeterere schemi risaputi. Ogni voltà che emerge un fenomeno nuovo, gli intellettuali e i politici progressisti si ritraggono e anziché analizzare la realtà si rifugiano in un comodo conformismo, questo sì qualunquista. La sinistra non capì Reagan, non capi la Thatcher, in fondo non capì nemmeno Blair e il suo ancor oggi etereo New Labour. Ha fatto il tifo per l'euro, per l'unificazione europea a prescindere senza mai interrogarsi sul loro reale significato. Io non so se il centrodestra in Italia e in altri Paesi europei avrà successo, ma perlomeno tenta di fornire delle risposte. La sinistra, invece, è immobile, arroccata aristocraticamente fuori dal mondo. Cambierà mai? Scritto in democrazia Commenti ( 28 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30Apr 08 Vincere l'orrore, la straordinaria lezione di Daoud Ci sono uomini che nascono con una grande anima, uno di questi è senz'altro Daoud Hari, autore del bellissimo libro autobiografico Il traduttore del silenzio (piemme edizioni). L'ho intervistato per il Giornale. Non lo conoscevo e ne sono rimasto conquistato. Per capire la tragedia del Darfur e del popolo degli zaghawa, le sue pagine autobiografiche valgono più di qualunque approfondimento. Ma anche se non siete interessati al dramma di questa regione del Sudan, ascoltatelo. Scoprirete un uomo che è stato testimone di orrori inimmaginabili, che è stato torturato e più volte sul punto di essere giustiziato: chiunque di noi sarebbe rimasto segnato per sempre. Lui no, è riuscito a reagire nel modo giusto, a non perdere il gusto della vita. Dice: "Ho superato momenti atroci ripetendomi che dovevo trovare il modo di ridere un pochino ogni giorno, malgrado tutto, o il mio cuore avrebbe finito per esaurire quella felicità che lo fa battere". Nelle sue parole non c'é traccia di odio, né di rancore. Se fosse cattolico sarebbe un francescano sulla via della beatitudine, se fosse ebreo sarebbe un Giusto, ma Daoud è solo un figlio del Darfur e della grandezza di una saggezza che in lui è innata. E' un uomo straordinario che non si considera un maestro né un eroe, ma solo una persona che "cerca di vivere degnamente su questa terra". Spendete pochi minuti per leggere la sua testimonianza, pubblicata sul Giornale un paio di giorni fa, non può che far bene. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (6 voti, il voto medio è: 4.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. 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Rossi e Giavazzi "Banche fuori dai fondi comuni" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 03-06-2008)
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Argomenti: Alitalia

AL FESTIVAL DELL'ECONOMIA Rossi e Giavazzi "Banche fuori dai fondi comuni" [FIRMA]FRANCESCO MANACORDA INVIATO A TRENTO Francesco Giavazzi lancia la proposta dal palco del Festival dell'Economia di Trento richiamando il Glass-Steagall Act, la norma Usa del '33 che separava le banche d'investimento da quelle commerciali: "Introduciamo in Italia una legge che vieti alle banche di possedere società di gestione di risparmio, proprio come è stato fatto in Israele due anni fa. È l'unico modo per difendere i risparmiatori". Guido Rossi approva entusiasta e rilancia: "Sono assolutamente d'accordo. Ma che sia fatto per legge, con un'applicazione puntuale e non - dice con una battuta - come i consigli che dà il Governatore della Banca d'Italia. E poi comincerei a regolare la partecipazione delle banche nelle imprese industriali e viceversa. Una misura che risolverebbe molti problemi che oggi vengono discussi". Giavazzi annuisce. All'appuntamento finale del Festival i due pesi massimi dell'Economia e del Diritto - arbitro il direttore de La Stampa Giulio Anselmi - non incrociano i guantoni ma stilano anzi assieme e in diretta quello che assomiglia a un "Manifesto di Trento". Un manifesto che difende le virtù del mercato, ma anche e sopratutto quelle della sua regolamentazione, e mette nel mirino i conflitti d'interesse: siano quelli delle banche che spingono i clienti a comprare i propri fondi d'investimento, quelli delle imprese che partecipano al capitale degli istituti di credito che poi le finanzieranno, ma anche quelli dei consiglieri abbagliati dalle stock option. Dal palco arriva infatti anche una terza proposta, formulata da Giavazzi e sulla quale Rossi si dice perfettamente in linea: "Bisognerebbe vietare che i membri non esecutivi del consiglio d'amministrazione di una società, compreso quindi il presidente se questo non è esecutivo, abbiano le stock option. Sennò gli incentivi dei consiglieri si allineano perfettamente a quelli dell'amministratore delegato e il consiglio perde così quel su ruolo 'terzo' che dovrebbe essere di garanzia per tutti gli azionisti". Dove entrambi si trasformano invece in "mercatisti" - per dirla alla Tremonti - puri e duri è di fronte a caso Alitalia. La compagnia di bandiera, dice Giavazzi, "è un'azienda che nei dodici anni passati ha chiuso in attivo una sola volta e oggi perde 2 milioni di euro il giorno. In tutti i paesi del mondo si fallisce, non c'è nulla di tragico. In Europa lo hanno fatto Belgio e Svizzera. Alitalia prima fallisce meglio è". E anche per Rossi, "Alitalia doveva fallire, ma tempo fa. Del resto la Sabena lo ha fatto ed è ripartita dalla sera alla mattina". Le proposte comuni non sono solo il divertissement di due intellettuali che d'abitudine non lesinano critiche, meglio se affilate, al capitalismo nostrano. Il mercato, ricorda Giavazzi, "è una grande opportunità per i giovani, per i più deboli, per chi vuole sbloccare la società. Per questo, se gli si vuole dare un'etichetta, il mercato è di sinistra". E gli eccessi del mercato, come le bolle finanziarie - ultima quella dei subprime - che scoppiano - "vuol dire che il mercato va regolamentato, ma non significa certo che non ci voglia". Rivendica il suo sostegno al mercato Rossi: "Non vorrei che mi si facesse passare per uno che vuole abolire il mercato - spiega adesso - perché se c'è una legge Antitrust in Italia è merito mio". E certo, il mercato finanziario va regolamentato, secondo il professore anche a livello europeo, ma per farlo servono soprattutto strumenti: "Di leggi ce ne sono anche troppe. Il problema è farle rispettare". Rossi prende ad esempio proprio il caso Alitalia, dove nelle scorse settimane il titolo è schizzato, senza essere sospeso, sull'onda di voci infinite: "Ci vogliono autorità di vigilanza che vigilino e ci vuole enforcement. La nostra Consob si è dimostrata senza poteri e in qualche caso un po' distratta".

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<Alitalia, prestito ingiusto> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 04-06-2008)

Argomenti: Alitalia

"Alitalia, prestito ingiusto" le accuse di british airways e ryanair I vettori contro il decreto del governo: "Altera la concorrenza". Tremonti: "Necessario" ' 04/06/2008 le alleanzedel domaniAir France potrebbe essere una buona soluzione per accordi futuri silvio berlusconipresidente del Consiglio 04/06/2008.

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L'europa boccia il prestito ponte per l'alitalia "è un aiuto di stato e va sospeso" - lucio cillis e alberto d'argenio a pagina 13 (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 04-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Scatta la procedura d'infrazione dell'Unione Tremonti replica: finalizzato alla privatizzazione L'Europa boccia il prestito ponte per l'Alitalia "è un aiuto di Stato e va sospeso" lucio cillis e alberto d'argenio a pagina 13 SEGUE A PAGINA 13.

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La ue boccia il prestito-ponte alitalia - alberto d'argenio (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 04-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia La Ue boccia il prestito-ponte Alitalia Mercoledì la procedura d'infrazione: "è un aiuto di Stato e va sospeso" Tremonti: "è finalizzato alla privatizzazione". Non scatta subito l'ingiunzione ALBERTO D'ARGENIO BRUXELLES - Le spiegazioni del governo italiano non bastano a spazzare i dubbi dell'Unione europea sulla legalità del prestito ponte da 300 milioni di euro concesso ad Alitalia. E così mercoledì 11 giugno la Commissione Ue, su proposta del suo vicepresidente e responsabile per i Trasporti, Antonio Tajani, aprirà una procedura per aiuti di Stato a carico dell'Italia e chiederà formalmente di sospendere il prestito. Un'interpretazione scrupolosa delle regole Ue che, comunque, lascerà al governo circa quattro mesi per trovare la famosa cordata in grado di rilevare la compagnia di bandiera, unico modo per evitare una condanna Ue e il suo tracollo finanziario. Salvo clamorose sorprese il collegio guidato da Josè Manuel Barroso tra dieci giorni darà il via libera "all'investigazione" comunitaria. Ieri, infatti, il commissario italiano ha lanciato la cosiddetta "procedura interservizi", quella che serve ad ottenere il via libera dagli altri gabinetti della Commissione. E fonti concordanti hanno rivelato a Repubblica che Bruxelles "nutre dubbi sulla compatibilità della misura" con le regole europee sugli aiuti di Stato. Il tutto alla luce dei dati in possesso degli analisti Ue, ovvero il via libera del prestito ponte da parte del governo Prodi, in accordo con quello entrante, la sua trasformazione in patrimonio netto della compagnia decisa lo scorso 27 maggio dall'esecutivo Berlusconi e la lettera di spiegazioni arrivata a Bruxelles la scorsa settimana in risposta ai dubbi preliminari della Ue. Alla luce di questi fatti, è la morale della favola, "l'esame del dossier ha portato alla conclusione che la Commissione deve aprire una procedura di investigazione formale prevista dall'articolo 88 del Trattato Ue" vista la convinzione, "in base alle informazioni al momento disponibili, che la misura costituisce un aiuto di Stato". Procedura condita dall'obbligo di sospendere il prestito, visto che sbloccandolo prima dell'autorizzazione comunitaria "l'Italia ha agito in modo illegale". Ed entro 15 giorni Roma dovrà indicare a Bruxelles le misure prese per adempiere a questa richiesta, mentre entro un mese dovrà recapitare le sue osservazioni generali sul dossier. Il tutto tenendo presente che in caso di condanna "gli aiuti illegali potrebbero essere recuperati". In parole povere, i 300 milioni dovrebbero essere restituiti. Proprio ieri sia British Airways che Ryanair avevano protestato duramente contro il prestito. I tecnici della Ue sottolineano che la scelta di aprire la procedura è solo frutto di una lineare e obiettiva applicazione delle norme comunitarie. E poi, si rileva, non chiedendo subito la restituzione del prestito, procedura mai utilizzata nella storia della Ue, il neo-commissario italiano (ha sostituito Frattini) dà respiro al governo, che avrà tempo fino a metà ottobre - termine orientativo previsto per il giudizio definitivo - per trovare una cordata pronta a rilevare Alitalia. Unico modo per ottenere il via libera al prestito, a meno che nel corso dei negoziati tra Roma e Bruxelles aperti dalla procedura non si trovi un accordo su come modificare il prestito in modo da renderlo compatibile con le regole Ue. Proprio ieri il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha sottolineato che "il Trattato Ue non vieta tutti i tipi di aiuti, in certi casi sono ammessi: un conto, infatti, sono gli aiuti a freddo e un conto sono quelli per favorire le privatizzazioni". Come dire, troveremo la cordata e otterremo il via libera Ue.

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Consob pronta a sospendere il titolo berlusconi: intese future con air france - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 04-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Con l'entrata in vigore del decreto privatizzazione. Il cda di Alitalia incarica Intesa Sanpaolo come advisor Consob pronta a sospendere il titolo Berlusconi: intese future con Air France Resta in piedi l'ipotesi di una fusione tra la compagnia di bandiera e AirOne Gli esuberi potrebbero salire a una cifra compresa tra 8 mila e 10 mila LUCIO CILLIS ROMA - Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy hanno trovato il tempo di parlare del fallito matrimonio tra Alitalia ed Air France ieri a Palazzo Chigi. Per il Cavaliere il nostro Paese "non può privarsi della compagnia di bandiera" ma non si può nemmeno escludere "che si possa stipulare in futuro accordi con Air France". "Con Sarkozy abbiamo parlato di Alitalia - ha precisato il presidente del Consiglio - abbiamo chiare le motivazioni per cui ad un certo punto si sono dovuti interrompere i rapporti con Air France", motivazioni che "sono chiare a tutti: i francesi avevano individuato come condizione necessaria la diminuzione del numero dei collaboratori di Alitalia. I sindacati hanno preso una posizione decisa al riguardo, Air France non ha potuto che ritirarsi". Ma di dubbi ce n'erano anche sul fronte italiano della trattativa, visto che, spiega Berlusconi, "alcune condizioni aggiuntive di Air France non corrispondevano all'interesse italiano che non può privarsi della sua compagnia di bandiera, dato che larga parte del suo Pil posa sul turismo. Per quanto riguarda il futuro - ha concluso il presidente del Consiglio - Alitalia avrà convenienza a trovare accordi con compagnie internazionali. In questo caso, Air France potrebbe essere una buona soluzione". Il presidente francese ha invece precisato che "deve essere Air France a prendere le decisioni" e aperto uno spiraglio spiegando che "ci potrebbe essere sempre un'altra possibilità di collaborare, sono eventualità comunque benvenute". Nel frattempo però il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, pensa di stringere i tempi della privatizzazione anche se la Consob, già nelle prossime ore di concerto con Borsa Italiana, potrebbe sospendere il titolo della Magliana dal momento stesso della pubblicazione in Gazzetta del decreto approvato dal governo a fine maggio, dl che riduce gli obblighi e le comunicazioni di trasparenza al mercato. Ieri il cda di Alitalia ha affidato ad Intesa-Sanpaolo l'incarico di advisor. L'istituto avrà il compito di guardare con attenzione i conti della compagnia e procedere verso la privatizzazione. L'idea che resta sullo sfondo delle trattative è quella di fondere Alitalia e Air One, togliendo alla prima l'onere della copertura di diverse rotte nazionali servite con aerei obsoleti (come i divora-kerosene Md80) sostituiti su breve e medio raggio dalla flotta più moderna di Air One. In un secondo momento si potrebbe procedere ad una ulteriore fusione tra Volare e una compagnia minore italiana (indiscrezioni non confermate parlano di Myair) per rafforzarne anche un ruolo nel settore delle low cost. Resta però il duro impatto sull'occupazione: i tagli, tutti accompagnati da ammortizzatori sociali, potrebbero riguardare complessivamente, tra le 8mila e le 10mila unità a fusione avvenuta. Solo al termine di questo percorso verrà il momento di trovare il partner giusto al quale cedere l'intero pacchetto, forte di una dote pari al 70 per cento dell'intero mercato aereo nazionale. E se per Berlusconi Air France resta in pole, i tedeschi di Lufthansa nicchiano: "Non voglio commentare ancora la vicenda Alitalia, posso solo dire che con noi non c'è nessun contatto" ha ribadito l'ad del vettore tedesco Wolfgang Mayrhuber.

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Volo alitalia tunisi-roma oltre due ore per i bagagli - cecilia gentile (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 04-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina VII - Roma La protesta Volo Alitalia Tunisi-Roma oltre due ore per i bagagli La compagnia di bandiera ammette e si scusa: troppi arrivi insieme, ma stiamo lavorando CECILIA GENTILE L'esodo estivo deve ancora arrivare. Ma già dopo il ponte del 2 giugno all'aeroporto di Fiumicino si profila l'incubo bagagli. A dare l'allarme, ieri, le telefonate infuriate a Repubblica dei passeggeri di ritorno da Tunisi con il volo Alitalia Az863. "Doveva partire alle 11.25, ma è decollato alle 13 - racconta la signora Daniela Greco - ma passi. Il vero disagio è stata l'attesa dei bagagli. Due ore dopo l'atterraggio li stavamo ancora aspettando". "Gli stessi disagi hanno avuto i nostri compagni di viaggio che sono tornati da Tunisi il giorno precedente - aggiunge Bruno Petrella, commercialista - E oggi, mentre aspettavamo, vedevamo i passeggeri delle altre compagnie arrivati dopo di noi che ritiravano i bagagli, mentre il nostro tapis roulant rimaneva bloccato". "Ad un certo punto, intorno alle 16 - riprende la signora Greco - hanno cominciato ad uscire a singhiozzo alcuni bagagli. Due o tre. Poi niente. Poi altri due o tre. Che senso ha? Io ho perso due appuntamenti importanti per i quali ero venuta a Roma". Non sapendo a chi rivolgersi, la signora Greco è andata a chiedere informazioni all'Ufficio bagagli smarriti. "Lei se ne vada pure, le manderemo a casa i bagagli tra due o tre giorni, mi hanno risposto. Roba da matti - si sfoga Daniela Greco - io neanche sono romana, abito a Milano". Ancora Bruno Petrella: "Quando siamo scesi dall'aereo sul display è comparso l'avviso di consegna per le ore 14.52. L'orario è stato disatteso e il display non è mai stato aggiornato. Nessuno ha saputo spiegarci nulla. Non volerò più Alitalia". I passeggeri se la prendono con la compagnia di bandiera perché tocca alle singole compagnie affidare a terzi la gestione della riconsegna bagagli. Dall'Alitalia confermano il ritardo del volo e della riconsegna bagagli così come lo hanno riferito i passeggeri. "Abbiamo avuto un congestionamento dei voli - fanno sapere - e non siamo riusciti a smaltire i bagagli. Ce ne scusiamo con i passeggeri perché due ore e un quarto di attesa sono davvero troppi". E cosa succederà ad agosto, quando i voli saranno sicuramente più di adesso? Bisogna temere il caos dell'estate scorsa? All'Alitalia vogliono rassicurare: "Stiamo lavorando per potenziare la riconsegna bagagli in vista dell'afflusso estivo".

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"aereo in mare" esercitazione a mondello (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 04-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina XII - Palermo La curiosità "Aereo in mare" Esercitazione a Mondello Sarà un ammaraggio simile a quello dell'Atr 72 della Tuninter che il 6 agosto del 2005 precipitò nelle acque palermitane ad essere simulato stamattina alle 9 nel golfo di Mondello per un'esercitazione promossa da Wind Jet e realizzata dalla Capitaneria di porto con la collaborazione dell'International flight safety commitee. Nella simulazione saranno coinvolti cinque elicotteri, un aereo, 23 motovedette, 150 volontari (scelti tra il personale di volo e di terra delle compagni Wind Jet, Eurofly, Alitalia, Myair e Air Dolomiti) e 400 persone in tutto. L'obiettivo è la verifica delle procedure e della tempestività degli interventi in caso di pericolo. Dopo la comunicazione da parte della torre di controllo di Palermo della perdita del contatto con l'aereo proveniente da Bari e diretto nel capoluogo siciliano, cominceranno le operazioni di ricerca e soccorso con l'invio di mezzi da parte della guardia costiera dai porti di Palermo, e dall'intera provincia, da Cefalù a Terrasini. Ad essere "salvati" saranno i 150 volontari trovati in mare dalle due motovedette e recuperati a bordo delle due zattere di salvataggio da 75 posti. Due scivoli gonfiabili saranno invece già in mare, lanciati dall'aereo. Dopo avere aiutato i naufraghi, gli equipaggi saranno issati a bordo di due elicotteri e trasferiti nella piazzola di emergenza dell'ospedale Civico.

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Chiusura in rialzo (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 04-06-2008)

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Stai consultando l'edizione del Chiusura in rialzo La Borsa di Milano ha chiuso in prudente rialzo (più 0,42% il Mibtel) una seduta che era partita con un andamento incerto. Modesti i volumi dell'attività, appena superiori a quelli della vigilia festiva (4,1 miliardi di controvalore). Ancora una volta, il titolo più scambiato è stato Eni, ma il titolo protagonista del listino è stato Tiscali, che ha chiuso con un rialzo di circa il 10%. Fra i telefonici il titolo, a parte Tiscali, Più contenuti i rialzi di Telecom Italia (più 0,43%) e Fastweb (più 1,15%). Nel comparto bancario, più contrastato, sono saliti Bpm (più 0,5%), Ubi banca (più 0,6%) mentre Intesa Sanpaolo ha limato lo 0,05% e sono in deciso calo il più scambiato Unicredit (meno 0,71%) e soprattutto il Monte dei paschi di Siena (meno 3,03%). Fra gli assicurativi, Generali accoglie il rialzo di rating da parte di Credit Suisse con un tiepido progresso (più 0,38%). Richiesti, fra gli editoriali dopo le flessioni della scorsa settimana, Seat PG (più 3,38%) e L'Espresso (più 2,24%). Netta flessione nella sua unica fase d'asta, per Alitalia, oggi in calo del 7,1%.

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Alitalia, Berlusconi apre a un accordo con Air France Il premier esclude la vendita. Consob valuta la sospensione del titolo. Ryanair e BA protestano contro il prestito (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 04-06-2008)

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Stai consultando l'edizione del Alitalia, Berlusconi apre a un accordo con Air France Il premier esclude la vendita. Consob valuta la sospensione del titolo. Ryanair e BA protestano contro il prestito / Roma ACCORDI Dopo due mesi di finte cordate italiane, di imprenditori in fila pronti ad entrare, di ammiccamenti a compagnie estere, di annunci e super consulenti, dopo oltre sessanta giorni Silvio Berlusconi riporta la partita Alitalia al punto di partenza. E cioè Air France. "Per il futuro - ha detto il premier a margine dell'incontro con il presidente francese Nicolas Sarkozy - Alitalia avrà convenienza a trovare accordi con compagnie internazionali e Air France potrebbe essere un'ottima soluzione". "Accordi", ha tenuto a sottolineare il presidente del Consiglio, "non vendita" come aveva immaginato il precedente governo. Ma con quale tipo di compagnia? Perché sul futuro di Alitalia ancora nessuno ha deciso nulla. E c'è il rischio che la società per ora amministrata da Aristide Police - il cui titolo, secondo la Consob, potrebbe essere sospeso in Borsa - non superi l'estate. Specie se Bruxelles boccerà il prestito ponte di 300 milioni erogato dal governo e utilizzato a copertura dell'erosione per perdite del capitale per tamponare il rischio di una crisi finanziaria. Un intervento "netto" da parte della Commissione europea è stato chiesto ieri dal numero uno di British Airways, Willie Walsh. Per l'amministratore delegato della compagnia britannica Alitalia "è in una situazione di difficoltà incredibile perché non ha più forza finanziaria. Io mi chiedo semplicemente come possa sopravvivere". E poi ha aggiunto: "Credo che la Commissione Europea debba assumere una posizione netta e chiara. Penso che la situazione di Alitalia richieda che sia la stessa Alitalia a doverla affrontare. E non il governo italiano". Bruxelles "deve prendere una posizione forte per avere credibilità non solo in Europa ma in tutto il mondo. E questo significa che le possibilità di sopravvivenza per Alitalia sono molto basse". Quello di Welsh, che ha ribadito di non avere interesse per il gruppo italiano, non è solo uno sfogo personale. Contro il prestito ponte anche la compagnia low cost Ryanair - "è oltraggioso" lo ha definito Jimmy Dempsey, tesoriere del gruppo irlandese - e l'associazione mondiale dei vettori, la Iata. "In linea di principio la Iata - come ha riferito il suo amministratore delegato e direttore generale Giovanni Bisignani - è contraria ad ogni sussidio". Non è dello stesso avviso il ministro dell'Economia Giulio Tremonti che ieri ha difeso il prestito ponte. "Il trattato europeo non vieta gli aiuti di Stato" ha detto Tremonti. "Un conto è un aiuto a freddo - ha spiegato il ministro - un conto è un aiuto che non è fine a se stesso ma è strumentale ad un'operazione di mercato, cioè la privatizzazione". Ma si torna sempre al punto di partenza. Quale tipo di privatizzazione? Ieri il consiglio di amministrazione di Alitalia ha dato mandato alla banca Intesa Sanpaolo "nell'ambito della promozione e della ricerca di un'offerta, indirizzata all'azionista o alla società, finalizzata ad acquisire il controllo della compagnia". Insomma sarà il gruppo di Corrado Passera a gestire questa fase. Una implicita bocciatura al lavoro del super consulente Bruno Ermolli, chiamato da Berlusconi per cercare una cordata italiana, e alle promesse elettorali del centrodestra. Ma anche una chiara indicazione di quello che potrebbe essere il futuro della compagnia. Intesa Sanpaolo in tutta questa vicenda non è stata mai neutrale. La banca è stata advisor di Air One e ha spinto perché si creasse un polo italiano. La banca, tra l'altro, è quella maggiormente esposta sia con Air One sia con Alitalia. È possibile dunque che l'antico progetto di salvare entrambe le compagnie ritorni in auge. Da solo comunque non servirebbe. Serve un'alleanza internazionale forte. Air France allora. Sempre che non sia troppo tardi. ro.ro.

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Clandestini, marcia indietro di Berlusconi Il premier dopo le critiche da Onu e Vaticano: Non è un reato ma un'aggravante . Intesa con Sarkozy (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 04-06-2008)

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Stai consultando l'edizione del Clandestini, marcia indietro di Berlusconi Il premier dopo le critiche da Onu e Vaticano: "Non è un reato ma un'aggravante". Intesa con Sarkozy di Umberto De Giovannangeli "SILVIO L'ECUMENICO" fa marcia indietro. Sarà la vicinanza del "cher ami Nicolas", sarà stato il riavvicinamento con il meno caro ma pur sempre "amigo Luis". Saranno state le critiche del Vaticano e dell'Onu. Fatto sta che Silvio Berlusconi ci ripensa. E su un tema cruciale, esplosivo: il reato di clandestinità. Nel giorno del "gran rientro" sulla scena internazionale - l'apertura a Roma del vertice mondiale della Fao sulla crisi alimentare - Il Cavaliere riformula un punto chiave della politica del suo governo sull'immigrazione. E fa marcia indietro. Con a fianco il presidente francese Nicolas Sarkozy, Berlusconi utilizza la conferenza congiunta a Palazzo Chigi per spiegare due cose. Primo: "Il Parlamento è sovrano e deciderà secondo coscienza e buon senso". E fin qui, restiamo nel buon senso istituzionale. Ma il passaggio cruciale è il successivo. "Personalmente - aggiunge il premier - penso che non si può perseguire qualcuno per la permanenza non regolare nel nostro Paese condannandolo con una pena, ma questa può essere una aggravante se commette un reato". L'immigrazione clandestina non sarà un reato ma un'aggravante nel caso in cui un irregolare delinqua. È questo, spiega Berlusconi, il senso della norme sull'immigrazione clandestina contenute nel ddl sulla sicurezza. Sarkò approva, ma il presidente francese non può sapere che pochi giorni fa, nel Consiglio dei ministri in trasferta a Napoli, nel pacchetto-sicurezza approvato dall'intero Cdm c'era anche il ddl che, nell'articolo 7 bis, introduceva il reato di clandestinità. E visto che è in vena di ripensamenti, e che vicino a lui ha l'inquilino dell'Eliseo, Berlusconi torna anche sun altro dossier caldissimo: l'Alitalia. "Per il futuro, Alitalia avrà convenienza a trovare accordi con compagnie internazionali e Air France potrebbe essere un'ottima soluzione", afferma Berlusconi. Ma a tener banco è la Notizia: per il Cavaliere nel ddl in stesura, scompare il reato di immigrazione clandestina. Questione che nella sua intensa giornata diplomatica, Berlusconi aveva affrontato nel bilaterale con il premier spagnolo Josè Luis Zapatero. Sorrisi e strette di mano: nei rapporti tra i due Paesi, sottolinea Berlusconi, "non ci sono ombre" ed anzi c'è la "comune intenzione di portare in Europa la soluzione di certi problemi, sui quali siamo d'accordo, perché toccano i Paesi in egual modo". E tra questi problemi, c'è una strategia comune per far fronte all'immigrazione. Regolare e clandestina. Una clandestinità che, annuncia il presidente del Consiglio, non sarà considerata un reato, ma una aggravante. Nel faccia a faccia col premier spagnolo, Berlusconi aveva anticipato questa sostanziale correzione di linea: Zapatero ringrazia pubblicamente il premier italiano per questo chiarimento e, spiega, d'ora in avanti "lavoreremo insieme presso l'Ue" sulla questione. L'Europa, dunque, ammorbidisce l'Italia. E rinsalda l'asse Roma-Parigi. Ma questo rafforzamento passa inevitabilmente per un riconsiderazione da parte italiana della norma che tanto ha fatto discutere l'Europarlamento e le più importanti cancellerie europee. All'"amico Silvio", Sarkozy illustra il "Patto europeo" che la Francia conta di far approvare durante il suo semestre di presidenza dell'Ue. Quel "Patto", puntualizza il presidente francese in conferenza stampa, "non è un rifiuto dell'immigrazione" ma sono norme stringenti "contro l'immigrazione clandestina": tra queste norme non può esserci il reato di clandestinità. E i contenuti trapelati negli ultimi giorni - stretta sulle regolarizzazioni di massa, dati biometrici e espulsioni più facili - sono praticamente gli stessi che Berlusconi punta ad introdurre in Italia. Sarkò ringrazia e si fa "munifico": "L'Italia ha fatto la sua parte e deve essere presente" nel 5+1, il gruppo dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza più la Germania che tratta con l'Iran sul dossier nucleare, afferma il presidente francese. E Berlusconi ricambia: l'Italia appoggia lo sforzo di Parigi nel progetto francese per l'Unione euromediterranea. "Sul Mediterraneo - spiega il premier italiano - si affacciano Paesi amici. E ci uniamo a questo sforzo per una proficua collaborazione tra i due Paesi e con il resto dell'Europa". In conclusione: "siamo in sintonia su tutti i punti". Sarkozy replica alla stessa quota, "siamo alleati tradizionali", "nel cuore di ogni francese c'è l'amore per l'Italia" e "l'Italia è un Paese amato da tutti i francesi, che quando ci vanno si trovano bene". Un idillio interrotto soltanto da uno scambio di battute calcistico: "Questo amore rischia di essere un po' contrastato sul campionato d'Europa", dice Sarkozy; "E anche lì abbiamo qualcosa da fare insieme", replica tra lo scherzoso e il sibillino Berlusconi. Un tono leggero che il Cavaliere aveva esibito anche in mattinata, quando assume la presidenza del summit Fao. Berlusconi ammonisce l'assemblea sottolineando che "è tempo delle azioni, non delle parole". E a tal scopo, per incentivare gli aiuti dei Paesi ricchi a quelli poveri, il premier lancia una proposta concreta: "Bisogna far sì che tali risorse - osserva nel suo intervento di saluto - non vengano conteggiati negli impegni di bilancio che gli Stati si assumono con l'Ue". Il resto...Beh, il resto sono battute, piccole gag, storielle e barzellette. Il Cavaliere è anche questo.

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La crisi più grave degli ultimi dieci anni, ma l'Italia non sa cosa fare Presentato il Rapporto Einaudi. Secondo Mario Deaglio è in atto una mutazione genetica della geografia fin (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 04-06-2008)

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Stai consultando l'edizione del "La crisi più grave degli ultimi dieci anni, ma l'Italia non sa cosa fare" Presentato il Rapporto Einaudi. Secondo Mario Deaglio "è in atto una mutazione genetica della geografia finanziaria ed economica mondiale" di Laura Matteucci/ Milano Il rapporto più difficile da scrivere, la crisi più grave dell'ultimo decennio, peggiore di quella del 2001. L'esordio dell'economista Mario Deaglio, che presenta "La resa dei conti", tredicesimo rapporto sull'economia globale e l'Italia, in collaborazione con Lazard e il centro studi Einaudi, edizioni Guerini, non è incoraggiante. Il prosieguo nemmeno. Siamo nel bel mezzo di una "crisi di sistema", applicare le regole esistenti non basta più nemmeno a tappare le falle. Il futuro è un'incognita, e comunque fino alle presidenziali americane difficile si prenda una qualsiasi strada. Tra aumento delle materie prime, debolezza del dollaro (in 2 anni ha perso il 30% del suo valore), è in atto una mutazione genetica della geografia finanziaria ed economica mondiale, cambiano i protagonisti e il loro peso - gli Stati Uniti perdono terreno, la Cina continua a guadagnarne - e non è scontato che i nuovi attori accettino le vecchie regole e vi si adeguino. L'Europa nel suo complesso è meno colpita, ma ovviamente non immune. E l'Italia sconta una propria, personale crisi di sistema: alle debolezze proprie della scena internazionale si sommano quelle interne, come la scarsità del capitale umano, il crescente divario nord-sud (al massimo da 30 anni) e le disparità di reddito. "È la strategia del paese che manca - dice Deaglio - Che cosa vogliamo fare? Non si sa". In compenso, ci sono sempre più famiglie in difficoltà. In questo quadro, il caso Alitalia (che "sarebbe molto meglio far fallire: ripartirebbe prima") è sintomatico della difficoltà di mantenere una dimensione italiana nell'economia mondiale, mentre l'emergenza rifiuti di Napoli è indizio del pericolo del venir meno della solidarietà nazionale, dell'usurarsi del tessuto della convivenza civile. I campanelli d'allarme sulla crisi italiana, secondo Deaglio, sono diversi. Il pil cresce più lentamente che nel resto d'Europa, l'apporto dell'industria manifatturiera e dei servizi pubblici risulta invertito per importanza tra nord e sud. Negli ultimi 5 anni si è ridotta di 12,8 punti percentuali la quota delle persone che giudicano più che adeguato o adeguato il proprio reddito (62,7%), mentre si è più che quintuplicata (+481%) la quota di chi lo giudica totalmente inadeguato (2,9% del totale). La riduzione del peso delle imposte può aiutare una ripresa dei consumi e il rilancio dell'economia, ma a sua volta deve andare di pari passo con il taglio della spesa pubblica, su cui pesano prima di tutto i costi del personale: in poche parole, "non è gratis", dice Deaglio. L'economista è d'accordo con il governatore di Bankitalia Draghi quando lega la riduzione delle imposte a quella della spesa pubblica: "La parte facile è la riduzione degli sprechi, che però non pesa per più del 3, forse 5% del totale. La parte difficile è invece la riorganizzazione dei servizi pubblici per renderli più produttivi, che significa prima di tutto ridurre il personale: è il compito che spetta a questo governo. E la raccolta dei rifiuti a Napoli - aggiunge - è il primo dei servizi da riorganizzare". Più esplicito ancora il titolo del capitolo sulle carenze nell'istruzione e la ricerca: "Il paese degli asini". "I problemi scolastici sono gravi - dice Deaglio - e la loro soluzione non sarà nè semplice nè rapida". Nessuna ricetta prestampata, del resto, nemmeno per gli altri paesi. "I fondi sovrani d'improvviso vengono alla ribalta - spiega Deaglio - e forse potranno evitare che la crisi porti a una vera e propria recessione mondiale". Ma nessuno sa, ad esempio, se negli Stati Uniti le difficoltà legate alle carte di credito esploderanno, come è accaduto per i mutui subprime. Una vera polveriera: in media ogni famiglia americana possiede 20 carte di credito, e il debito delle famiglie a fine 2007 era superiore al 120% del reddito disponibile.

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Berlusconi, asse con Sarko e disgelo con Zapatero (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-06-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-04 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Berlusconi, asse con Sarko e disgelo con Zapatero Il Cavaliere "debutta" in Europa: "Con la Francia in sintonia su tutto". Il premier spagnolo: noi Paesi fratelli La conferma della nostra inclusione nel gruppo dei negoziati sul nucleare iraniano, nonostante lo stop del governo tedesco ROMA - Anche lo sfondo ha la sua importanza e José Luis Zapatero, per la conferenza stampa volante con Silvio Berlusconi si deve accontentare di un corridoio del palazzone Fao, mentre per l'incontro bilaterale con Nicolas Sarkozy è previsto persino il picchetto d'onore a Palazzo Chigi. Ma ieri, in una girandola di vertici a margine del summit della Fao, Silvio Berlusconi ha mostrato di recuperare con i partner europei su un tema delicato come quello dell'immigrazione, dopo settimane di critiche e di burrasca per la questione del reato di clandestinità. L'amicizia con Sarkozy - "siamo due pragmatici, tra noi c'è sintonia su tutto " - la cordialità con Zapatero segnano una ritrovata intesa di principio con i due Paesi più importanti del Mediterraneo. Nicolas Sarkozy, alla vigilia della presidenza di turno francese della Ue, incassa il sì di Berlusconi al suo "patto per l'immigrazione" e a collaborare per l'Unione per il Mediterraneo, i due temi con cui vuole caratterizzare il semestre europeo. Berlusconi ha la conferma che la Francia non cambia idea e "non ha nulla in contrario" all'inclusione dell'Italia nel gruppo che conduce i negoziati sul nucleare iraniano, il cosiddetto 5+1, nonostante lo stop imposto in questi giorni dal governo tedesco: "Non saremo mai troppi per risolvere la più importante crisi del mondo: ma sarà la comunità internazionale a decidere", ha detto il presidente francese. Berlusconi snobba il no tedesco con un poco diplomatico ma efficace: "Non è che non dormo per questo". Con il premier spagnolo Zapatero, che ha visto anche Veltroni, Berlusconi sigla la tregua dopo le intemperie diplomatiche delle scorse settimane: "L'Italia è un Paese fratello, amico, alleato in Europa - ha detto Zapatero, annunciando un imminente vertice bilaterale -. Le relazioni tra Italia e Spagna sono cordiali, positive, collaborative ed europeiste. Non c'è nessuna ombra nei rapporti tra Italia e Spagna". Sul tema dell'immigrazione clandestina, il premier spagnolo è stato cauto: "Magari bastasse una legge", ha detto riferendosi al reato di immigrazione clandestina. Berlusconi poco dopo ha spiegato, attirandosi le ire della Lega e i dubbi di An, che più che a un reato aveva pensato ad un'aggravante per altri reati. Ma è con Sarkozy che Berlusconi ha rilanciato i rapporti non solo diplomatici, ma anche economici. A partire dalla Tav e dai lavori al Frejus che il premier ha promesso partiranno al più presto, poi sull'Alitalia e infine anche sul nucleare, sul quale Sarkozy apre anche alla collaborazione: "Se l'Italia dovesse un giorno tornare sulla scelta del nucleare, saremmo lieti di lavorare insieme: bisogna avere progetti industriali comuni ". Gianna Fregonara.

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I vertici (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-06-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-04 num: - pag: 6 categoria: BREVI I vertici Dal Frejus ad Alitalia L'incontro tra Berlusconi e Sarkozy è durato un'ora e un quarto. Al centro dei discorsi il nucleare italiano, il dossier del Frejus, e l'affare Air France -Alitalia.

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Silvio rilancia l'Italia (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 04-06-2008)

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Stampa Grandi strategieCon il presidente francese gettate le basi di collaborazione sulla sicurezza, il nucleare e le infrastrutture. Cala la tensione con Madrid Silvio rilancia l'Italia Laura Della Pasqua l.dellapasqua@iltempo.it Lo aveva detto più volte in campagna elettorale, "ridarò al'Italia quel prestigio internazionale che è stato offuscato". Così ieri il vertice della Fao è stato l'occasione per Berlusconi per ritagliarsi quel ruolo di protagonista sulla scena internazionale che lui considera il fiore all'occhiello della sua legislatura. Dall'incontro con il premier spagnolo Zapatero a quello con il presidente francese Sarkozy, Berlusconi ha ridefinito i rapporti con i partner europei, smussato certe asperità specie con gli spagnoli sul tema dell'immigrazione, riaperto il canale di una collaborazione sul piano industriale con i francesi (dall'Alitalia al nucleare) ma soprattutto ha voluto definire per l'Italia un posto di centralità nelle politiche europee e nelle strategie del Mediterraneo. La giornata è cominciata per Berlusconi con l'intervento alla conferenza della Fao sulla sicurezza alimentare, in qualità di presidente dei lavori. Nel suo discorso ha insistito sulla necessità di essere operativi ("è il tempo delle azioni rispetto a quello delle parole e occorre mettere a disposizione risorse concrete") e ha lanciato la proposta che i fondi destinati agli Stati membri per gli aiuti a sostegno della fame nel modo non vengano conteggiati negli impegni di bilancio previsti dai trattati europei. Berlusconi ha poi assicurato che l'Italia parteciperà al prossimo vertice dei capi di stato e di governo della Ue a Bruxelles il 18 e il 19 giugno, con la "missione" di convincere gli altri Paesi dell'Unione ad accettare la proposta di Roma. Quindi ha plaudito all'impegno del presidente francese Nicolas Sarkozy, che ha annunciato che la Francia stanzierà 1 miliardo di euro, nel corso dei prossimi 5 anni, per lo sviluppo agricolo dei Paesi dell'Africa sub-sahariana. Ma è nei due incontri con il premier spagnolo Zapatero e il presidente francese Sarkozy che Berlusconi ha vestito i panni dello statista. Se la questione dell'immigrazione aveva creato della tensione con Madrid ieri è stata l'occasione per un chiarimento ma anche per correggere il tiro. "Nessuna ombra sui nostri rapporti, stiamo lavorando insieme su alcuni problemi centrali per l'Europa" ha detto Berlusconi al termine dell'incontro ribadendo l'"amicizia" tra i due Paesi. E Zapatero gli ha ricambiato la cortesia definendo l'Italia "un Paese fratello" con il quale definire una politica comune sui temi della crisi alimentare, dell'aumento del prezzo del petrolio e dell'immigrazione. Dopo è stata la volta di Sarkozy ricevuto a Palazzo Chigi. Un incontro a tutto campo nel quale sono stati toccati i temi dell'immigrazione e della sicurezza ma sono state gettate anche le basi di una collobarazione sulle politiche industriali a cominciare dalla realizzazione di infrastrutture di collegamento tra Francia e Italia, al nucleare, a una nuova apertura a Air France come partner per Alitalia. "Siamo due paesi molto amici e cercheremo di sviluppare il più possibile le partecipazioni industriali e gli scambi commerciali" ha precisato Berlusconi al termine dell'incontro. Il premier ha sottolineato che "l'Italia appoggia il progetto per l'Unione Euromediterranea". I due hanno liquidato anche le insinuazioni maligne di certa stampa d'oltralpe sull'eccessiva vicinanza tra Parigi e Roma. "Il sarkoberlusconismo? Dovremmo scriverci un libro, non solo dare una risposta semplice qui" ha risposto Berlusconi mentre per Sarkozy "si tratta di una ossessione di chi non ha nient'altro da fare". Il Cav ha sorvolato sulla questione del no di Berlino ad un ingresso di Roma nel 5+1, il gruppo di Paesi che media sul dossier nucleare iraniano. "Se c'è da dare una mano siamo disponibili, ma non c'è nessuna preoccupazione" da parte dell'Italia. Il premier ha incassato il sì francese a porre gli aiuti contro la fame fuori dai vincoli di bilancio Ue. Berlusconi ha quindi riaperto a Air France. "All'Alitalia serve un partner internazionale e Air France è una buona soluzione". Ma no a una vendita. "Le condizioni poste da Af e non corrispondevano all'interesse italiano di non privarsi di una compagnia di bandiera". Collaborazione tra i due Paesi anche sul nucleare. Sarkozy ha detto che se l'Italia vuole il nucleare Parigi "sarà lieta di lavorare insieme". Collaborazione per la realizzazione del tunnel del Frejus. Berlusconi è stato chiaro: "Una minoranza non potrà opporsi". La giornata si è conclusa con una cena a Villa Madama. Prima della cena Berlusconi ha sottolineato che Ban ki-Moon ha applaudito alla proposta italiana affinchè "l'Ue possa togliere dal computo del deficit gli aiuti ai Paesi che necessitano di sostegno maggiore".

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Alitalia, concorrenti all'attacco: <L'Ue non consenta aiuti di Stato> (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 04-06-2008)

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SdL: "Ryanair ipocrita". Berlusconi: "Con Air France possibili alleanze" Alitalia, concorrenti all'attacco: "L'Ue non consenta aiuti di Stato" Roberto Farneti Il prestito ponte di 300 milioni di euro concesso dal governo italiano ad Alitalia "è oltraggioso". A Jimmy Dempsey, tesoriere di Ryanair, non manca certo la faccia tosta. La stessa che non manca al numero uno di British Airways, Willie Walsh, che ieri ha chiesto a Bruxelles di intervenire "in modo netto" per bloccare un aiuto di Stato che altera la concorrenza. Un malumore, quello di Walsh, che, secondo quanto riferisce l'ad e direttore generale della Iata, Giovanni Bisignani, rappresenterebbe "un sentimento molto diffuso tra tutte le compagnie aeree". La concorrenza fa il proprio mestiere ed è evidente che il mercato italiano fa gola a molti. Tuttavia la polemica appare infondata. Ci pensa il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, a chiarire i termini della questione: "Non è che nel Trattatto Ue sono vietati tutti gli aiuti - spiega Tremonti - ci sono aiuti consentiti. Un conto, infatti, sono gli aiuti a freddo e un conto sono quelli per favorire le privatizzazioni. Ci sono aiuti ammessi perchè non sono fini a se stessi, ma strumentali ad un'operazione di mercato". Operazione che prosegue: ieri il cda di Alitalia ha dato a Intesa SanPaolo l'incarico di advisor "nell'ambito della promozione e della ricerca di un'offerta, indirizzata all'azionista o alla società, finalizzata ad acquisire il controllo della compagnia". Quanto alle future alleanze, torna in campo l'ipotesi Air France: "Potrebbe essere un'ottima soluzione", ha detto il premier Silvio Berlusconi al termine del colloquio bilaterale a Palazzo Chigi con il presidente francese Nicolas Sarkozy. Adesso spetta alla Commissione Ue, che il 30 maggio scorso ha ricevuto la risposta da parte delle autorità italiane, compiere le proprie valutazioni. Ieri la richiesta di British Airways è stata accolta con un freddo "no comment" da un portavoce dell'esecutivo di Bruxelles. Quello che soprende, semmai, è che a difendere gli interessi dell'Alitalia di fronte all'Europa sia il governo di destra, mentre dall'opposizione - quella presente in Parlamento - arrivano attacchi idelogici: "Questo governo, che si dice liberale - afferma Felice Belisario, presidente dei senatori dell'Italia dei Valori - invece di risolvere i problemi di Alitalia e agevolare una privatizzazione che tenga conto anche delle esigenze dei lavoratori, cerca di statalizzarla, attraverso prestiti ponte che mettono mano, ancora una volta, nelle tasche degli italiani". Naturalmente i sindacati la pensano in tutt'altro modo. Sdl sottolinea l'ipocrisia di Ryanair, che grida allo scandalo ma intanto "ottiene da enti locali italiani e società di gestione (spesso pubbliche) soldi che di fatto rappresentano aiuti di stato". Stesso discorso per molti altri concorrenti europei che "da anni vivono grazie all'appoggio incondizionato dei loro governi". 04/06/2008.

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Super decreto con le norme di salvataggio (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 04-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Camera Super decreto con le norme di salvataggio Per Alitalia arriva un "super-decreto". Non un nuovo provvedimento, ma l'accorpamento in un unico decreto di tutte le norme emanate in questi ultimi giorni dal governo sulla compagnia di bandiera. L'opposizione e in particolare il Pd oppone un "altolà", con la richiesta che il decreto così configurato ricominci il suo iter parlamentare dalla commissione. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito ha annunciato che stamattina al gruppo ristretto di componenti della commissione Trasporti della Camera - presenterà un maxi-emendamento al decreto sul prestito ponte da 300 milioni di euro ad Alitalia. Nel testo, ha spiegato Vito, ci saranno le norme contenute nel decreto fiscale, con cui si trasforma il prestito ponte in patrimonio netto, e quelle riguardanti la deroga alla disciplina sulle privatizzazioni, che consentono anche l'indicazione dell'advisor, incarico che il Cda della compagnia ha affidato a Intesa Sanpaolo. L'unificazione delle norme in un unico provvedimento, ha affermato Vito, permetterà "una discussione più agevole in Parlamento".

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Balzo di A2A, frena Monte Paschi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-06-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2008-06-04 num: - pag: 32 categoria: REDAZIONALE La Giornata in Borsa di Giacomo Ferrari Balzo di A2A, frena Monte Paschi Seat Pagine Gialle Rimbalzo del 3,38% per Seat Pagine Gialle dopo un lungo periodo di ribassi Recupera terreno Piazza Affari dopo il calo della vigilia, con l'S&P-Mib in crescita dello 0,29% e il Mibtel dello 0,42%. Modesti, invece, i volumi scambiati, per un controvalore di 4,1 miliardi di euro. Così come quello milanese, anche i listini europei, deboli in apertura, hanno invertito il trend dopo l'avvio al rialzo di Wall Street, positiva grazie alla crescita degli ordini all'industria Usa e al temporaneo stop del prezzo del petrolio. Pochi, fra i valori più capitalizzati, i segni negativi: a parte Monte Paschi, che ha ceduto il 3,03% dopo il giudizio negativo di Lehman Brothers e la riduzione del target price da 4,1 a 2 euro, le altre variazioni al ribasso hanno riguardato soltanto sei titoli (e per poche frazioni di punto). Ben più consistente, invece, l'elenco dei rialzi. A cominciare da quello di A2A, che sulla scia di giudizi positivi da parte di analisti, ha recuperato il 4%, molto più di quanto aveva ceduto lunedì. Bene anche Seat Pagine Gialle, rimbalzata del 3,38% dopo un lungo periodo di ribassi, nel giorno della nomina di un nuovo direttore generale Italia proveniente da Telecom. Altri cinque titoli hanno poi incamerato progressi superiori ai due punti percentuali. Si tratta, nell'ordine, di Pirelli (+2,87% dopo l'annuncio di nuovi investimenti in Egitto), StMicroelectronics (+2,28%), Tenaris (+2,26%), l'Espresso (+2,24%) e Terna (+2,03%). Fuori dall'S&P-Mib, infine, balzo di Tiscali (+10,10% a quota 2,584 euro) e maglia nera per Alitalia, il cui prezzo di riferimento è sceso a 0,445 euro, il 7,10% in meno rispetto alla seduta precedente.

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Alitalia, èil turno di Intesa SanPaolo (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 04-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa British Airways e Ryanair contestano il prestito ponte Alitalia, è il turno di Intesa SanPaolo Si rivede AirFrance Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it Scende in campo un altro giocatore per salvare Alitalia. Intesa SanPaolo ha ricevuto ieri ufficialmente il mandato di advisor per trovare un compratore. Che forse potrebbe essere ancora una volta nonostante lo stop la Air France-Klm. Almeno, sarebbe "un'ottima soluzione" secondo il premier Silvio Berlusconi. Alitalia "avrà convenienza a trovare accordi con compagnie internazionali", ha detto il presidente del Consiglio dopo averne parlato a Palazzo Chigi con il presidente francese Nicolas Sarkozy. Il quale ha ribadito che tocca al management del colosso franco-olandese "prendere la sua decisione". Quindi, quella di Berlusconi, ha detto l'inquilino dell'Eliseo, "è la volontà di non chiudersi nessuna porta alle spalle". Ma Sarkozy ha comunque lasciato aperto uno spiraglio al ritorno del numero uno di Air France, Jean Cyril Spinetta: "Ci potrebbe essere sempre un'altra opportunità di collaborare". Sarà, dunque, Intesa SanPaolo a trovare un acquirente per la quota di Alitalia nelle mani del Tesoro. L'istituto di credito comincerà subito l'esame della situazione patrimoniale e finanziaria della compagnia e l'assisterà nella ricerca di un'offerta che sarà indirizzata all'Alitalia stessa o all'azionista di riferimento. . Sul prestito, all'esame della Ue e contro cui si sono scagliati da British Airways a Ryanair, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti ha spiegato che "si è reso necessario per evitare che i libri di Alitalia venissero portati in tribunale". Quindi, ha aggiunto, si è trattato di "un aiuto non fine a se stesso ma strumentale ad un'operazione di mercato, cioè la privatizzazione", caso, quest'ultimo, in cui l'intervento potrebbe essere ammesso, secondo Tremonti. Intanto, Consob ha annunciato che "si coordinerà con Borsa Italiana per valutare l'ipotesi di una sospensione dalle negoziazioni del titolo quando il decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri del 30 maggio sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale".

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ANTICIPAZIONI (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 04-06-2008)

Argomenti: Alitalia

L'auto in crisi La General Motors chiude quattro stabilimenti in America. E in Italia crollano le immatricolazioni P. 8 Allarme Sudafrica "Aiutateci": viaggio a Johannesburg, tra i disperati del sanguinoso pogrom xenofobo. Che può ripetersi P. 10 Gay pride e Mix Contro le discriminazioni tutti a Roma il 7giugno. E da oggi a Milano un festival di confine P. 6/14 Ecofin L'Ue apre a Tremonti, più tasse sui petrolieri A PAGINA 7 Alitalia Il Cavaliere vede Sarkò e "sale" su Air FranceA PAGINA 9 Cecchi Gori Bancarotta, in manette l'ex produttore A PAGINA 15.

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Cala ancora il fabbisogno Cinque miliardi in meno (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 04-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Conti pubblici Cala ancora il fabbisogno Cinque miliardi in meno Si riduce il fabbisogno di cassa, calcolato provvisoriamente dal Ministero dell'Economia e delle finanze. Nel mese di maggio 2008, le amministrazioni statali hanno avuto bisogno di 8 miliardi di euro oltre le entrate, circa 3,2 miliardi in meno rispetto allo stesso mese del 2007. Il fabbisogno cumulato, ovvero la somma di tutti i mesi da inizio anno, è stato pari 39 miliardi, ovvero 5,6 miliardi in meno rispetto al fabbisogno cumulato di maggio 2007. Tale miglioramento, secondo quanto si apprende in una nota del ministero, sarebbe stato causato dall'incremento delle entrate fiscali. Nel saldo del mese, sarebbe tuttavia compreso il pagamento del prestito ponte ad Alitalia.

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Riflesso poliziesco per i due Bonaparte (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 04-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Parigi-Roma Riflesso poliziesco per i due Bonaparte Similitudini Grande sintonia del cavaliere con Sarkozy: sono fatti per piacersi. E dispiacere alla Ue Anna Maria Merlo Parigi "Sarconi! Berlusconi!" i due uomini politici si salutano calorosamente in una vignetta pubblicata da Le Monde con la data di oggi, che mette in evidenza le affinità elettive tra il presidente del consiglio italiano e il presidente francese. Un politologo francese, Pierre Musso, ha appena pubblicato un libro sul sarkoberlusconismo. Per Musso, "il sarkoberlusconismo è un americanismo latinizzato, plastico, capace di adattarsi a delle realtà nazionali differenti", un "nuovo modello politico neoliberista euromediterraneo, di tipo bonapartista", cioè autoritario. In effetti, ci sono parecchie similitudini tra i due uomini politici. Non si tratta solo di elementi del carattere, dell'istrionismo che entrambi coltivano, dell'amore per i soldi, il desiderio di sedurre. Entrambi sono accentratori e pensano ai rispettivi partiti come semplici casse di risonanza. La prima similitudine riguarda la politica economica. Entrambi guardano con estrema ammirazione al modello anglosassone e per rilanciare l'economia dei rispettivi paesi, che ritengono frenata da lacci e lacciuoli, mettono al centro l'impresa. Questo significa flessibilizzazione del lavoro, con lo scopo di farla finita con quelli che considerano i troppi vantaggi guadagnati dai lavoratori. Sarkozy ha alzato le spalle di fronte a una serie di giornate di protesta nella scuola e ha risposto imponendo il "servizio minimo" di accoglienza degli alunni in caso di sciopero. Sulle 35 ore intende passare di forza, per svuotare del tutto la durata legale del tempo di lavoro. Sarà a livello di impresa, caso per caso, che i lavoratori dovranno negoziare. In un primo tempo aveva cercato di stabilire un dialogo con i sindacati, ma solo per far passare la riforma sui regimi speciali delle pensioni. Oggi il dialogo è rotto e il velo volto della "rottura" anti sociale emerge. Un'altra affinità riguarda le - cattive - relazioni con Bruxelles. Sarkozy e Berlusconi giocano la carta della volontà popolare per opporsi alla Commissione e agli "esperti". E' il caso oggi delle misure per far fronte al caro petrolio, è stato nel passato, quando Sarkozy era ministro delle finanze, il salvataggio di Alstom con denaro pubblico (poi però restituito), mentre Berlusconi vorrebbe ora fare molto di più per il caso Alitalia. Politicamente, entrambi hanno relazioni con l'estrema destra. Sarkozy è stato più abile - si è fatto votare dagli elettori del Fronte nazionale - mentre Berlusconi ha dovuto prendere nel governo esponenti dell'estrema destra del paese. Ma anche Sarkozy ha dovuto venire a patti con questo elettorato: l'insistenza sulla "sicurezza", le leggi repressive in campo penale (soprattutto verso i minorenni e i recidivi), la lotta all'immigrazione clandestina posta come punto centrale. Il ministro dell'immigrazione e dell'indentità nazionale si vanta di aver espulso già 28mila persone quest'anno, raggiungendo con anticipo gli obiettivi posti da Sarkozy. C'è un'altra analogia. Sono i rapporti con la stampa. Sarkozy non è direttamente proprietario dei media, ma è amico intimo di grossi editori di tv e giornali. E' intervenuto a più riprese, sia facendo licenziare dei direttori che avevano pubblicato notizie che non gli erano piaciute sia facendo attaccare dai suoi persino la France Presse, accusata di "censurare" li comunicati del partito di maggioranza. Per quanto riguarda l'asservimento della tv, Sarkozy sta soffocando finanziariamente la tv pubblica con l'idea di toglierle la pubblicità (a tutto vantaggio delle tv private, più controllabili politicamente).

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La tua opinione (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-06-04 num: - pag: 36 categoria: BREVI La tua opinione su corriere.it Fao: giusto dialogare con leader discussi come Mugabe e Ahmadinejad? SUL WEB Risposte alle 19.00 di ieri I numeri sono in percentuale Sì R 38,9 No R 61,1 La domanda di oggi Il governo prova ancora a salvare l'Alitalia. Siete d'accordo? I sondaggi on line non hanno valore statistico e non sono basati su un campione scientifico.

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"Salviamo il cibo, salviamo la vita" (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 04-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Appello promosso dalla Fondazione Diritti Genetici per lo stop alle speculazioni finanziarie "Salviamo il cibo, salviamo la vita" Quanti esseri umani devono ancora morire di fame prima di interrompere un gioco d'azzardo che tratta il cibo e le persone come merci? Considerato che l'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari è un fatto talmente allarmante da far diventare la fame nel mondo una notizia. Forse perché non è più circoscritta al mondo rurale, dove risiede il 75% degli 850 milioni di affamati rilevati dall'ultimo censimento della FAO, ma si estende ai ceti medi urbani, impoveriti dall'aumento della bolletta alimentare, però avvantaggiati dall'essere più visibili dei contadini poveri. Negli ultimi due mesi il costo del riso è aumentato del 75%, nell'ultimo anno il prezzo del grano è salito del 120. Le stime del Fondo monetario segnalano che dalla fine del 2006 i prezzi dei prodotti alimentari sono cresciuti del 48% a livello globale. E tutto questo è avvenuto nel silenzio omertoso dei governi occidentali, che non stanno (ancora) subendo moti di piazza. L'allarme alimentare impone una riflessione seria sulle cause che lo hanno determinato. A spingere in alto i prezzi hanno sicuramente contribuito il riscaldamento globale (desertificazione, grandi siccità, grandi alluvioni), la diffusione del consumo di carne e degli allevamenti (con appezzamenti sempre più grandi destinati al mangime degli animali anziché al cibo per gli umani), l'impoverimento dei terreni devastati dalla chimica (pesticidi ed erbicidi), la perdita di varietà vegetali (a causa dei semi ad alta resa dell'agribusiness), la riconversione dei terreni per la produzione di colture destinate ai biocarburanti (cibo per le macchine anziché per le persone), l'aumento dei prezzi dell'energia. Ma non solo. La vera - e principale - causa della crisi va cercata soprattutto nella speculazione finanziaria, una dinamica creata dalla fuga dei capitali dal mercato immobiliare verso i titoli legati alle materia prime alimentari. Riso, grano, mais e soia sono diventati, esattamente come il petrolio, oggetto di speculazione di quei capitali senza scrupoli che prima hanno razziato il mercato immobiliare e poi si sono riversati sui futures alimentari (prodotti finanziari che scommettono sui prezzi futuri), scambiati alla Borsa di Chicago. Scommettendo sui prezzi di domani di soia, mais, grano e riso, questa enorme massa di denaro ha inciso sul prezzo di oggi, facendolo aumentare con una velocità che non ha alcun legame con l'economia reale della domanda e dell'offerta. Insomma, giocando con i fiammiferi negli uffici di Wall Street, i traders hanno provocato un incendio che ha coinvolto l'intero pianeta. E adesso qualcuno ne approfitta per fare speculazione sulla speculazione, sfruttando l'allarme alimentare per tirare la volata agli OGM, senza che questi abbiano meriti in termini di aumento delle rese, minori costi, migliori valori nutrizionali che ne giustifichino il ricorso "umanitario". La soluzione c'è, anche se nessuno sembra voglia vederla. Per preservare il mercato azionario dalle avventure speculative, i titoli di determinate compagnie possono essere sospesi per eccesso di rialzo o di ribasso, come è avvenuto recentemente con Alitalia: perché non fare lo stesso con il cibo? Perché, invece di rischiare la recessione globale, non si sospendono le contrattazioni più avventate, come le varie opzioni o scommesse sui prezzi futuri del grano o dell'oro nero? Un segnale in questa direzione è già arrivato dalle borse di Addis Abeba e di Nuova Delhi, ma non basta: non avranno un grande impatto sui prezzi se rimangono iniziative isolate. Facciamo appello al Presidente della Repubblica, ai Presidenti di Camera e Senato, al Presidente del Consiglio, al Governatore della Banca d'Italia, al Presidente della Consob, affinché l'Italia promuova una urgente iniziativa a livello europeo e internazionale per bandire i futures sul cibo . Sospendere i futures alimentari per eccesso di rialzo - come si fa con il titolo di qualsiasi azienda quando comincia a fluttuare troppo pericolosamente - significherebbe infatti calmierare i prezzi delle materie prime agroalimentari, consentendo a tutti i popoli di avere qualche speranza di nutrirsi. Questo impegno non è più una scelta rinviabile: è diventato un imperativo categorico. Primi firmatari dell'appello: Marcello Buiatti genetista; Mario Capanna presidente Fondazione diritti genetici; Marcello Cini fisico; Gherardo Colombo ex magistrato; Barry Commoner senior scientist; Manuela Giovannetti microbiologa; Francesco Guccini cantautore; Luciano Ligabue cantautore; Michele Placido attore, regista; Giorgio Ruffolo economista; Stefano Rodotà giurista; Emanuele Severino filosofo; Shel Shapiro cantautore; Bartolomeo Sorge S.J. direttore "Aggiornamenti Sociali"; Stefano Sylos Labini economista; Gianni Tamino biologo 04/06/2008.

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Il Cavaliere rilancia Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 04-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Fr. Pi. "Contrordine, uffici stampa! Air France è un'ottima soluzione!" Più veloce della luce, secondo il suo stile, Berlusconi ha rovesciato la posizione fin qui tenuta sul dossier Alitalia. Dopo aver plaudito al fallimento della trattativa a ridosso delle elezioni, definendo la cessione ad Air France una "svendita degli interessi nazionali", ecco che - fresco di colloquio col collega Sarkozy - la compagnia francese torna a profilarsi all'orizzonte. E dire che il povero Jean-Cyril Spinetta, a.d. di Air France-Klm, aveva appena escluso qualsiasi ritorno di fiamma per la compagnia italiana, per la quale consigliava semmai l'intervento di un esorcista. Il voltafaccia non ha sorpreso più di tanto i sindacalisti di lungo corso: "Scommetti che, se domani incontra la Merkel, ci dice che Lufthansa è il candidato migliore?". La dote più evidente del neo-antico premier è infatti quella del venditore. E davanti alla necessità improrogabile di dar via il controllo di una compagnia sull'orlo del fallimento - e con lo spauracchio di dover gestire 18 mila posti di lavoro in meno, più tutto l'indotto - cerca di mettere in concorrenza almeno i due soli possibili compratori. Stabilito questo, la situazione resta difficile, ma i pezzi del puzzle cominciano ad allinearsi. Sul prestito-ponte trasformato in patrimonio si è ovviamente scatenata la protesta dei concorrenti diretti, come British Airways e Ryanair, che chiedono l'intervento censorio della Ue contro gli "aiuti di stato". Per stoppare i malumori continentali, Giulio Tremonti ha sottolineato ieri - da Bruxelles - che gli aiuti "non sono tutti uguali", e che l'attuale è "un aiuto per favorire le privatizzazioni, strumentale a operazioni di mercato". Poi ha aggiunto che "noi abbiamo deciso l'advisor per avere un aumento di capitale coerente con un piano industriale elaborato dal mercato, sul mercato e per il mercato". Del resto, viene spiegato anche in ambienti sindacali, "la stessa Air France aveva chiesto il prestito-ponte di 300 milioni, al fine di garantire la continuità operativa fino alla presa di possesso vera e propria". Conseguenza logica: il prestito per vendere ai francesi non era "aiuto di stato", mentre se dovesse uscir fuori una "cordata italiana" allora lo diventerebbe? Il problema è che della cordata italiana, fin qui, si è parlato molto, ma si è visto poco. Di certo c'è soltanto l'advisor - IntesaSanPaolo - che si è dato tempo tutto il mese per analizzare i conti della compagnia. Poi, il 27 giugno, presenterà i risultati della sua analisi all'assemblea degli azionisti. Ma il tempo corre e il caro-carburante sta mettendo in ginocchio anche compagnie dalla struttura molto più solida, che avevano fatto le proprie ristrutturazioni all'indomani della crisi post 11 settembre 2001). Per una malmessa come Alitalia si profila un autunno drammatico. E' vero che il taglio dei voli su Malpensa dovrebbe aver sistemato i due terzi delle perdite quotidiane; ma il prezzo del greggio sta erodendo rapidamente questo margine creato per rifiatare. Appare evidente che qualsiasi possibile partner internazionale chiederà a questo punto che sia il governo italiano a procedere alla ristrutturazione, con conseguenti tagli di rami d'azienda e personale. Lo stesso Berlusconi, ieri, ha precisato che con i francesi saranno possibili "solo alleanze"; come se Sarkozy avesse messo le mani avanti con un "sbrigatevela prima da soli". Ma c'è anche la flotta da svecchiare (la maggior parte dei veivoli in servizio consuma davvero troppo); e quindi torna in auge anche l'ipotesi di "presa di controllo" di AirOne - piccola compagnia che ha però opzioni su aerei nuovi a più basso consumo e una buona quota del mercato interno. Se l'operazione, grazie a Corrado Passera, andasse in porto, sarebbe possibile alla fine "vendere" una compagnia con il 70% del mercato interno, una flotta seminuova e un organico molto più "leggero". Passaggi complicati, certo, in un mercato molto teso. Ma non impossibili. Gli unici ad essere davvero spiazzati sono i "privatizzatori" che avevano puntato tutto sulla sagacia di Tommaso Padoa Schioppa. Al punto da offrire ieri un gustoso siparietto tra "imprenditori-ministri ombra" schierati contro (Matteo Colaninno, sviluppo economico) o a favore del prestito-ponte (Maria Paola Merloni, politiche comunitarie). Tafazzi non muore mai.

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E la coppia Erede-Bonelli si schiera su fronti opposti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-06-04 num: - pag: 29 categoria: REDAZIONALE Il caso E la coppia Erede-Bonelli si schiera su fronti opposti MILANO - Nell'incrocio di contratti vecchi e nuovi, di cause aperte e messe di traverso alle ipotesi di privatizzazione di Alitalia, di percorsi concorsuali che potrebbero segnare la procedura, un ruolo fondamentale, in questa fase più che mai, lo assumeranno i legali che affiancheranno Intesa Sanpaolo nella complicata quanto rapida ricerca di soluzione. Sono studi professionali che hanno già seguito l'istituto bancario negli ultimi anni. Si tratta di Gitti Pavesi e Bonelli Erede Pappalardo, con l'impegno in prima persona del socio fondatore, il professor Franco Bonelli, che già in passato aveva affiancato la banca per vicende riguardanti la Magliana. Peraltro, tra le questioni da carta bollata cui Intesa Sanpaolo dovrà prestare attenzione, sulla via di una soluzione, c'è la causa di risarcimento da 1,25 miliardi, intentata da Sea. Ad assistere nella controversia la società che gestisce Malpensa, declassato dal "Piano Prato", è Sergio Erede, cofondatore, con Franco Bonelli, dello studio legale Bonelli Erede Pappalardo. Sergio Erede Franco Bonelli J.T.

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Alitalia, si riapre con Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-06-04 num: - pag: 29 categoria: REDAZIONALE Privatizzazioni Consob avverte: dopo il decreto pronta la sospensione del titolo Alitalia, si riapre con Air France Il premier: accordi, non cessione. Altolà di British e Ryanair al prestito Ieri il board della società ha affidato l'incarico a Intesa in vista di un'offerta per la cessione del controllo ROMA - Alitalia sotto attacco di British Airways e Ryanair, mentre Silvio Berlusconi rilancia Air France-Klm. è stata una giornata densa per la compagnia, il cui cda ha affidato a Intesa- Sanpaolo l'incarico di "assisterla nell'ambito della promozione e della ricerca di un'offerta, indirizzata all'azionista o alla società, finalizzata ad acquisire il controllo della compagnia ". A aprire le danze, British Airways, il cui amministratore delegato, Willie Walsh, si è rivolto all'Ue affinché assuma "una posizione netta e chiara" sul prestito ponte: "Penso che non sia giusto che il governo italiano dia sostegno finanziario a Alitalia " ha detto, definendola "una compagnia che difficilmente può sopravvivere". Durissimo anche il direttore finanziario di Ryanair, Jimmy Dempsey, che ha definito "oltraggiosa" la trasformazione in patrimonio netto del prestito: "Ad Alitalia dovrebbero lasciarle la possibilità di fallire" ha detto, confermando di aver denunciato la compagnia italiana all'Ue. Ma, mentre Bruxelles tace, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, replica: "Il Trattato europeo non vieta tutti gli aiuti di Stato - ha spiegato -. Un conto è un aiuto a freddo, un conto è un aiuto che non è fine a se stesso, ma è strumentale a un'operazione di mercato: la privatizzazione". Intanto, mentre Lufthansa nega contatti con Alitalia, il premier, dopo l'incontro con il presidente francese, Nicolas Sarkozy, ha riaperto i giochi: "Per il futuro Alitalia avrà convenienza a trovare accordi con compagnie internazionali e Air France potrebbe essere un'ottima soluzione". Berlusconi ha ricondotto la precedente rottura con i francesi alla prevista "riduzione dei lavoratori", invisa ai sindacati, e a un'offerta che non corrispondeva "all'interesse italiano di non privarsi di una compagnia di bandiera". Sarkozy non ha chiuso le porte, rinviando le decisioni al management di Air France-Klm. Oggi il governo presenterà un emendamento al decreto sul prestito ponte per Alitalia in cui confluiranno quello sulla patrimonializzazione e l'ultimo sulla privatizzazione della compagnia. La Consob (organismo di vigilanza sulla Borsa) potrebbe valutare la sospensione del titolo Alitalia quando la norma sarà pubblicata in Gazzetta Ufficiale. La decisione sarebbe legata all'eventuale sospensione, da parte del governo, delle norme del Testo unico a tutela dei piccoli azionisti. Antonella Baccaro.

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All'attacco (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-06-04 num: - pag: 29 categoria: BREVI All'attacco Willie Walsh, ceo di British Airways: "Non è giusto il sostegno finanziario del governo. La commissione Ue deve intervenire in modo netto" Ryanair (nella foto il ceo Michael O'Leary): "Dovrebbero lasciare ad Alitalia la possibilità di fallire. Oltraggioso il prestito ponte del governo".

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Bocca: turismo, serve un ministero Vanno ridotte le aliquote fiscali (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-06-04 num: - pag: 29 categoria: REDAZIONALE Proposta Il presidente Confturismo: la frenata della compagnia ci ha penalizzati Bocca: turismo, serve un ministero Vanno ridotte le aliquote fiscali ROMA - "Quando a un certo punto sembrò che Alitalia dovesse andare ad Air France mi si rizzarono i capelli, perché era chiaro che i flussi turistici destinati all'Italia sarebbero stati dirottati verso la Francia", dice Bernabò Bocca, presidente di Confturismo e vice presidente vicario di Confcommercio. Diverso, ovviamente, il caso di accordi futuri, dei quali ha parlato ieri il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, dopo aver incontrato il presidente francese, Nicolas Sarkozy. "Noi continua Bocca - siamo sempre stati per una soluzione italiana che, con un piano industriale serio, rilanci la compagnia, perché la crisi di Alitalia ci ha penalizzato moltissimo: è inutile promuovere il turismo all'estero, se poi la compagnia di bandiera è costretta a chiudere importanti rotte internazionali". E l'Italia, continua, di tutto ha bisogno meno che di questo, soprattutto in un momento in cui la nostra immagine nel mondo soffre. "Le immagini dell'immondizia per le strade di Napoli hanno fatto il giro del mondo. E adesso, senza togliere nulla al valore cinematografico del film Gomorra, nelle sale di tutto il mondo si parla dell'Italia per via della camorra. Della serie: facciamoci del male da soli". Le prospettive del settore per l'anno in corso sono ancora parzialmente incerte, dice Bocca: "Il mercato europeo sta andando bene, mentre il super euro ci penalizza sul fronte americano e giapponese. Quanto al mercato interno, dalle nostre indagini, già sappiamo che più del 75% dei 20 milioni di italiani che andranno in vacanza sceglierà il nostro Paese, ma il bilancio della stagione dipende da che cosa faranno 2,8 milioni di concittadini che ancora non hanno deciso se andranno o meno in vacanza, decisione ovviamente legata a problemi economici". Tuttavia, 2008 a parte, il settore ha bisogno di politiche di rilancio di lungo periodo, sostiene il presidente della Confturismo. Che avanza tre richieste al governo: "Bisogna ridurre il prelievo fiscale sulle aziende del turismo, che in Italia è più alto che in Francia e Spagna. Solo per l'Iva siamo al 10% contro, rispettivamente, il 5,5% e il 7%. Poi c'è la questione delle infrastrutture, a partire appunto dal rilancio di Alitalia. Infine, bisogna aggredire, e qui il governo lo sta già facendo, il problema sicurezza al Sud". Il tutto, però, conclude Bocca, deve rientrare in una politica di promozione che metta in rete tutto il sistema. Ed ecco la richiesta forse più importante: ripristinare il ministero del Turismo, abolito in seguito a un referendum del 1993. "Bisognerebbe fare come per l'agricoltura dove il ministero è stato ricreato col nome di Politiche agricole e si occupa di coordinare le politiche regionali, esattamente ciò di cui ci sarebbe bisogno per il turismo", dice Bocca. Non le basta quindi che il sottosegretario Michela Vittoria Brambilla sia l'ex presidente dei giovani di Confcommercio? "Da sottosegretario ovviamente fa gli interessi di tutti gli italiani. Certo, mi fa piacere che venga dal nostro mondo. Se poi diventasse anche ministro...". Bernabò Bocca (Confturismo) Enrico Marro.

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Venezia, blitz anti nomadi È bufera sul Carroccio (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-06-04 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Il caso Presidio dove sorgerà un campo del Comune da 2,8 milioni per sinti italiani Venezia, blitz anti nomadi è bufera sul Carroccio "Prima gli aiuti ai veneziani poveri". Cacciari: vergognoso La protesta quotidiana parte da un comitato locale ma la Lega l'ha fatta sua. Veltroni: il governo non ha nulla da dire? DAL NOSTRO INVIATO FAVARO VENETO (Venezia) - La sede del comitato "No campi nomadi" è nel salotto della signora Silvana Tosi. Le grate alle finestre e un rottweiler difendono la sua villetta in via Vallenari a Favaro Veneto, frazione di Mestre, Comune di Venezia. Spostando le tende si vede l'area (20 mila metri quadri), di proprietà comunale, dove il sindaco Massimo Cacciari, secondo un progetto che risale al 1997, costruirà il nuovo campo (38 case prefabbricate con i muri in cemento e posto roulotte) per la comunità di nomadi sinti (160 persone, tutti cittadini italiani) che da 40 anni risiede al di là di via Martiri della libertà, uno stradone a quattro corsie che taglia il quartiere. Costo dell'opera 2,8 milioni di euro, termine dei lavori previsto per novembre. Il comitato, che raccoglie un centinaio di persone esiste da più di due anni. E, dopo due ricorsi al Tar (respinti) e uno al Consiglio di Stato (che non si è ancora espresso), da ieri mattina ha deciso di passare all'azione: presidio quotidiano, dalle 7 alle 18, all'ingresso dell'area per impedire che ruspe e operai inizino a lavorare. "Non siamo razzisti, siamo contro i campi che rappresentano una forma di segregazione razziale", dicono la signora Tosi, 57 anni, un passato da emigrante in Canada, e il suo braccio destro, Sergio Memo, 60 anni, ex pilota Alitalia. Ci tengono anche a precisare che il comitato "non ha connotazioni politiche e nessuno ci manovra. La nostra è una battaglia che speriamo si estenda a livello nazionale". Per ora, i più veloci a muoversi sono stati i leghisti. All'alba si sono presentati in una ventina (nell'arco della giornata il presidio non ha mai superato le 60 unità) con lucchetti e catene per chiudere il cancello che dà accesso all'area. "Non premetteremo alla Lega di far sua la nostra protesta ", assicurano quelli del comitato. Ma la Lega, tramite il capogruppo in consiglio comunale Alberto Mazzonetto, l'ha già fatta sua: "Con questa iniziativa Cacciari ha tradito i suoi concittadini. Per lui vengono prima i nomadi che i veneziani indigenti. I costi del campo impediranno altre opere prioritarie per la città". Cacciari è deciso a non tornare sui suoi passi: "La Lega cerca lo scontro ma noi andiamo avanti. La loro è un'iniziativa vergognosamente strumentale. Le persone che si insidieranno nel campo sono cittadini veneziani a tutti gli effetti come parte di coloro che stanno manifestando. I loro figli vanno a scuola regolarmente e i genitori lavorano nella raccolta del ferro (i sinti hanno una convenzione con Vesta, la società comunale di smaltimento rifiuti, ndr)". Da Favaro, la protesta è diventata una caso nazionale con il segretario del Pd Walter Veltroni che chiede: "Il governo non ha nulla da dire sul comportamento e sulle opinioni della Lega, decisiva per il successo del centrodestra? ". Parole che piacciono a Gaetano Baridich, capo dei sinti: "La maggior parte di noi ha votato per lui, solo qualche giovane ha scelto Berlusconi. Il nuovo campo è la nostra speranza". Se il presidio continuerà ad oltranza, i nomadi stanziali non rimarranno a guardare: "Faremo anche noi la nostra manifestazione. Pacifica, s'intende". Roberto Rizzo.

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Armistizio tra roma e zapatero sarkozy: più severi con i clandestini - anais ginori (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 04-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Flussi controllati Armistizio tra Roma e Zapatero Sarkozy: più severi con i clandestini Il premier spagnolo: critiche ai raid anti rom, non al governo Nel semestre di presidenza francese proporremo un patto che permetta a tutti di controllare meglio i flussi migratori ANAIS GINORI ROMA - "La legge sul reato di clandestinità? Non sono convinto che sia efficace". E' categorico José Luis Zapatero. "Per combattere l'immigrazione illegale servono più cooperazione e diplomazia con i paesi di origine. Le leggi - aggiunge - non devono essere un fine". Al primo piano del palazzo Fao, dopo una breve discussione con Berlusconi, il capo del governo di Madrid commenta il dibattito italiano sui clandestini. "Quando si parla di vite umane, non ci sono differenze tra destra e sinistra - continua il leader socialista - . Io, per esempio, ho mantenuto le leggi approvate dal precedente governo (del popolare Aznar, ndr.) e mi sono dedicato invece a trovare accordi con i paesi da cui provengono i clandestini. Così siamo riusciti a raddoppiare i rimpatri". Zapatero arriva in quella Italia che alcuni suoi ministri hanno definito "xenofoba", "razzista". "Le critiche non erano dirette al governo ma a certe reazioni popolari localizzate" sottolinea adesso il premier spagnolo che elegantemente sorvola sul fatto che Berlusconi lo ha chiamato prima "José Manuel". Non si sente isolato in un'Europa sempre più a destra? "Ho delle convinzioni, difendo i diritti umani" premette, affiancato da due donne: il ministro dell'agricoltura e il giovane sottosegretario allo sviluppo. "Ma sull'immigrazione sono pronto a scendere a patti con l'opposizione, soltanto così si costruisce una società migliore. Sono problemi complessi e chi propone soluzioni semplici è bugiardo". Che l'Europa voglia andare verso politiche più repressive, almeno per quanto riguarda l'immigrazione, lo ha confermato ieri Nicolas Sarkozy. "Proporremo un patto che permetta a tutti di controllare meglio i flussi" ha annunciato il leader francese, prossimo presidente di turno dell'Ue. Un giro di vite su cui la Francia ha già trovato l'accordo del governo italiano. "C'è piena convergenza" ha risposto Berlusconi ricevendo a Palazzo Chigi il presidente francese. Era il primo incontro bilaterale tra Sarkozy, salito all'Eliseo un anno fa, dopo l'elezione di Berlusconi. "L'Italia è nel cuore di ogni francese, un amore contrastato soltanto dal campionato d'Europa" ha scherzato Sarkozy, neosposo di un'italiana. E' stata l'unica battuta in una conferenza stampa molto solenne. Chi si aspettava lo show del "berlusarkozysmo", come alcuni chiamano lo stile informale e incline alle gaffe dei due leader, è rimasto deluso. Tra i due c'è stata, anzi, una certa freddezza. Berlusconi ha risposto al posto del presidente francese sul fallimento della trattativa Alitalia-Air France. E Sarkozy non ha accettato il gioco delle somiglianze con il leader italiano che un giornalista aveva proposto. "Abbiamo cose più importanti a cui pensare". Insomma, niente scherzi né fuori programma. Soltanto alla fine della conferenza stampa Berlusconi ha perso l'autocontrollo, indicando la cronista del Tg3 Mariella Venditti come "la più cattiva". "Non è vero, sono buona" ha replicato lei. "Nel senso di "bona"" ha incalzato il Cavaliere. Sarkozy ha sorriso stringendo le mascelle, il suo tic più frequente insieme a quello di alzare la spalla destra. La luna di miele, evidentemente, non è ancora sbocciata.

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La Sapienza e il rito dell'intolleranza (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 04-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 68 ) " (32 votes, average: 3.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (109 votes, average: 1.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (51 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (29 votes, average: 2.79 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (48 votes, average: 2.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (120 votes, average: 1.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes, average: 1.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (91 votes, average: 1.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 57 ) " (58 votes, average: 1.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (37) Ultime discussioni Alberto Taliani: Caro Traumarcello, guardi che una delle foto è sul mio post nel blog, altri giornali... Traumarcello: Guardi, io sono certamente più di parte di lei, Alberto, quindi mi corregga se sbaglio: di foto ne... mimma suraci: La Sapienza ostaggio delle sinistre,che insistono ergendosi a giudici supremi,ignorando i risultati... giovanna 57: Una Università pubblica dove si impedisce al Papa di parlare, dove hanno accesso per interpretare la... remo Odense Danimarca: Questa gente che pensa di essere più intelligente degli altri solo perchè sono della... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News Mestre, ancora blocchi contro il campo nomadi"La clandestinità è solo un'aggravante, non un reato"Cecchi Gori in carcere: ha debiti per 25 milioniIl bullo record: sospeso 6 volte, 77 giorni a casaOcse: "A rischio occupazione e deficit"Fao, Ban Ki-Moon: "La fame genera instabilità" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. 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Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 04-06-2008)

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Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 68 ) " (32 votes, average: 3.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (109 votes, average: 1.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (51 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (29 votes, average: 2.79 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (48 votes, average: 2.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (120 votes, average: 1.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes, average: 1.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (91 votes, average: 1.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 57 ) " (58 votes, average: 1.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (37) Ultime discussioni Alberto Taliani: Caro Traumarcello, guardi che una delle foto è sul mio post nel blog, altri giornali... Traumarcello: Guardi, io sono certamente più di parte di lei, Alberto, quindi mi corregga se sbaglio: di foto ne... mimma suraci: La Sapienza ostaggio delle sinistre,che insistono ergendosi a giudici supremi,ignorando i risultati... giovanna 57: Una Università pubblica dove si impedisce al Papa di parlare, dove hanno accesso per interpretare la... remo Odense Danimarca: Questa gente che pensa di essere più intelligente degli altri solo perchè sono della... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News Mestre, ancora blocchi contro il campo nomadi"La clandestinità è solo un'aggravante, non un reato"Cecchi Gori in carcere: ha debiti per 25 milioniIl bullo record: sospeso 6 volte, 77 giorni a casaOcse: "A rischio occupazione e deficit"Fao, Ban Ki-Moon: "La fame genera instabilità" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. 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D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 04-06-2008)

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Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 68 ) " (32 votes, average: 3.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (109 votes, average: 1.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (51 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (29 votes, average: 2.79 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (48 votes, average: 2.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (120 votes, average: 1.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes, average: 1.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (91 votes, average: 1.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 57 ) " (58 votes, average: 1.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (37) Ultime discussioni Alberto Taliani: Caro Traumarcello, guardi che una delle foto è sul mio post nel blog, altri giornali... Traumarcello: Guardi, io sono certamente più di parte di lei, Alberto, quindi mi corregga se sbaglio: di foto ne... mimma suraci: La Sapienza ostaggio delle sinistre,che insistono ergendosi a giudici supremi,ignorando i risultati... giovanna 57: Una Università pubblica dove si impedisce al Papa di parlare, dove hanno accesso per interpretare la... remo Odense Danimarca: Questa gente che pensa di essere più intelligente degli altri solo perchè sono della... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News An error has occured; the feed is probably down. Try again later. 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Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 04-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 68 ) " (32 votes, average: 3.75 out of 5) Loading ... 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Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (109 votes, average: 1.11 out of 5) Loading ... 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Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (51 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (29 votes, average: 2.79 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (48 votes, average: 2.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (120 votes, average: 1.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes, average: 1.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (91 votes, average: 1.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 57 ) " (58 votes, average: 1.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (37) Ultime discussioni Alberto Taliani: Caro Traumarcello, guardi che una delle foto è sul mio post nel blog, altri giornali... Traumarcello: Guardi, io sono certamente più di parte di lei, Alberto, quindi mi corregga se sbaglio: di foto ne... mimma suraci: La Sapienza ostaggio delle sinistre,che insistono ergendosi a giudici supremi,ignorando i risultati... giovanna 57: Una Università pubblica dove si impedisce al Papa di parlare, dove hanno accesso per interpretare la... remo Odense Danimarca: Questa gente che pensa di essere più intelligente degli altri solo perchè sono della... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News Mestre, ancora blocchi contro il campo nomadi"La clandestinità è solo un'aggravante, non un reato"Cecchi Gori in carcere: ha debiti per 25 milioniIl bullo record: sospeso 6 volte, 77 giorni a casaOcse: "A rischio occupazione e deficit"Fao, Ban Ki-Moon: "La fame genera instabilità" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 04-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 68 ) " (32 votes, average: 3.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (109 votes, average: 1.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (51 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (29 votes, average: 2.79 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (48 votes, average: 2.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (120 votes, average: 1.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes, average: 1.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (91 votes, average: 1.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 57 ) " (58 votes, average: 1.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (37) Ultime discussioni Alberto Taliani: Caro Traumarcello, guardi che una delle foto è sul mio post nel blog, altri giornali... Traumarcello: Guardi, io sono certamente più di parte di lei, Alberto, quindi mi corregga se sbaglio: di foto ne... mimma suraci: La Sapienza ostaggio delle sinistre,che insistono ergendosi a giudici supremi,ignorando i risultati... giovanna 57: Una Università pubblica dove si impedisce al Papa di parlare, dove hanno accesso per interpretare la... remo Odense Danimarca: Questa gente che pensa di essere più intelligente degli altri solo perchè sono della... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News Mestre, ancora blocchi contro il campo nomadi"La clandestinità è solo un'aggravante, non un reato"Cecchi Gori in carcere: ha debiti per 25 milioniIl bullo record: sospeso 6 volte, 77 giorni a casaOcse: "A rischio occupazione e deficit"Fao, Ban Ki-Moon: "La fame genera instabilità" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 04-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 68 ) " (32 votes, average: 3.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (109 votes, average: 1.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (51 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (29 votes, average: 2.79 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (48 votes, average: 2.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (120 votes, average: 1.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes, average: 1.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (91 votes, average: 1.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 57 ) " (58 votes, average: 1.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (37) Ultime discussioni Alberto Taliani: Caro Traumarcello, guardi che una delle foto è sul mio post nel blog, altri giornali... Traumarcello: Guardi, io sono certamente più di parte di lei, Alberto, quindi mi corregga se sbaglio: di foto ne... mimma suraci: La Sapienza ostaggio delle sinistre,che insistono ergendosi a giudici supremi,ignorando i risultati... giovanna 57: Una Università pubblica dove si impedisce al Papa di parlare, dove hanno accesso per interpretare la... remo Odense Danimarca: Questa gente che pensa di essere più intelligente degli altri solo perchè sono della... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News Mestre, ancora blocchi contro il campo nomadi"La clandestinità è solo un'aggravante, non un reato"Cecchi Gori in carcere: ha debiti per 25 milioniIl bullo record: sospeso 6 volte, 77 giorni a casaOcse: "A rischio occupazione e deficit"Fao, Ban Ki-Moon: "La fame genera instabilità" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Così le tecnologie ci cambiano la vita Dì la tua (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 04-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 68 ) " (32 votes, average: 3.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (109 votes, average: 1.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (51 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (29 votes, average: 2.79 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (48 votes, average: 2.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (120 votes, average: 1.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes, average: 1.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (91 votes, average: 1.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 57 ) " (58 votes, average: 1.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (37) Ultime discussioni Alberto Taliani: Caro Traumarcello, guardi che una delle foto è sul mio post nel blog, altri giornali... Traumarcello: Guardi, io sono certamente più di parte di lei, Alberto, quindi mi corregga se sbaglio: di foto ne... mimma suraci: La Sapienza ostaggio delle sinistre,che insistono ergendosi a giudici supremi,ignorando i risultati... giovanna 57: Una Università pubblica dove si impedisce al Papa di parlare, dove hanno accesso per interpretare la... remo Odense Danimarca: Questa gente che pensa di essere più intelligente degli altri solo perchè sono della... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News Mestre, ancora blocchi contro il campo nomadi"La clandestinità è solo un'aggravante, non un reato"Cecchi Gori in carcere: ha debiti per 25 milioniIl bullo record: sospeso 6 volte, 77 giorni a casaOcse: "A rischio occupazione e deficit"Fao, Ban Ki-Moon: "La fame genera instabilità" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Racconta anche tu la partita della tua vita (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 04-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 68 ) " (32 votes, average: 3.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (109 votes, average: 1.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (51 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (29 votes, average: 2.79 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (48 votes, average: 2.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (120 votes, average: 1.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes, average: 1.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (91 votes, average: 1.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 57 ) " (58 votes, average: 1.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (37) Ultime discussioni Alberto Taliani: Caro Traumarcello, guardi che una delle foto è sul mio post nel blog, altri giornali... Traumarcello: Guardi, io sono certamente più di parte di lei, Alberto, quindi mi corregga se sbaglio: di foto ne... mimma suraci: La Sapienza ostaggio delle sinistre,che insistono ergendosi a giudici supremi,ignorando i risultati... giovanna 57: Una Università pubblica dove si impedisce al Papa di parlare, dove hanno accesso per interpretare la... remo Odense Danimarca: Questa gente che pensa di essere più intelligente degli altri solo perchè sono della... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News An error has occured; the feed is probably down. Try again later. 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Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Prestito fuori dalle regole (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 04-06-2008)
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Argomenti: Alitalia

Prestito fuori dalle regole Ha tutta l'aria di un aiuto di Stato La bocciatura Ue pende su Alitalia Il prestito ad Alitalia è compatibile con la disciplina europea degli aiuti di Stato? Esso è, a prima vista, un aiuto di Stato. Vi sono sia l'attribuzione di carattere patrimoniale concessa dallo Stato, sia il "vantaggio" che favorisce un'impresa. Manca ancora il terzo tassello in grado di dimostrare che quello concesso alla compagnia di bandiera sia un aiuto vietato dal diritto comunitario, e cioè, il fatto che sia idoneo ad alterare la concorrenza nel mercato europeo. Sull'ultimo tassello la parola spetta alla Commissione, che dovrà decidere se il prestito rientri in una delle categorie ammesse dall'art. 87, comma 3 del Trattato Ce. Il primo dubbio che il prestito solleva è relativo al mancato rispetto, da parte del governo, dell'art. 3 del regolamento Ce n. 659/1999 (che disciplina la procedura per il controllo degli aiuti di Stato nell'Unione europea). Tale articolo dispone che gli aiuti non possono essere erogati prima che la Commissione li abbia autorizzati. In ciò, a ben vedere, risiede il primo elemento di criticità del provvedimento, che è stato posto in essere attraverso un decreto-legge entrato in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (e quindi con immediata disponibilità delle risorse). Sarebbe stato meglio inviare preventivamente il progetto alle Autorità comunitarie in attesa di una loro decisione e, solo successivamente, rendere eventualmente disponibile il prestito. Ciò premesso, individuiamo i tratti della misura. In via preliminare, è necessario evidenziare che il prestito non rientra sicuramente nelle ipotesi di compatibilità previste dall'art. 87, comma 2 del Trattato. Il finanziamento ad Alitalia, infatti, non è né un aiuto a carattere sociale, né, tanto meno, un aiuto destinato a ovviare ai danni arrecati da calamità naturali. Il decreto-legge dispone che la somma di 300 milioni di euro dovrà essere rimborsata entro trenta giorni dalla cessione dell'intera quota del capitale sociale di titolarità del ministero dell'Economia e delle finanze, oppure, il 31 dicembre 2008. Nel caso di prestiti come quello in questione, la Commissione deve esaminare se le somme siano state ottenute a condizioni di mercato, come se a finanziare fosse non lo Stato, ma una banca che opera in normali condizioni di concorrenza. In buona sostanza, per capire se è stato erogato un aiuto illegittimo è necessario fare un confronto tra il tasso di interesse richiesto dallo Stato e quello che, a parità di condizioni, richiederebbe un istituto di credito. Qui però emerge un problema. Infatti, la Commissione europea ha da tempo chiarito che, qualora il prestito sia concesso a una società che in condizioni normali non sarebbe in grado di ottenere alcun credito dal mercato, il finanziamento equivarrà a un aiuto illegittimo e sarà valutato come tale. Probabilmente, questa è l'ipotesi di Alitalia, che trascina la propria condizione di dissesto da anni. A nulla, in proposito, vale la circostanza di aver previsto, nel decreto, l'applicazione di tassi di interesse (stabiliti dalla Commissione) "equivalenti" a quelli di mercato. Infatti, la nostra compagnia di bandiera è in una condizione di sostanziale fallimento. Pertanto, difficilmente beneficerebbe di qualsivoglia prestito se si rivolgesse al mercato, anche perché non ci sono prospettive di risanamento a breve. Non esiste né un piano di rilancio né alcuna proposta di acquisto, a parte quella di Air France, che consenta di far uscire il vettore dalla grave crisi in cui versa. L'assenza di un piano industriale, peraltro, rafforza l'ipotesi di illegittimità del prestito se si considera che gli incentivi alle imprese in difficoltà, per essere dichiarati compatibili con le norme Ce, devono essere previsti in un piano di sviluppo (che però Alitalia non ha). Il decreto-legge motiva l'esigenza di concedere il prestito con ragioni di "ordine pubblico". Il finanziamento, in parole povere, servirebbe a garantire la continuità del servizio a favore degli utenti. Tuttavia, ai fini della legittimità del finanziamento i motivi di "ordine pubblico" non sembrano decisivi. Infatti, la normativa comunitaria non prevede, almeno in generale, l'ammissibilità di aiuti di Stato per tali esigenze. Tuttavia, anche qualora le norme consentissero tali aiuti, la compagnia di bandiera non potrebbe beneficiarne. Infatti, per anni, il vettore ha ricevuto sussidi senza realizzare le riforme chieste dall'Europa. I pericoli per la continuità del servizio pubblico derivano, quindi, da una condizione di dissesto cui lo Stato ha largamente contribuito. A guardare la struttura del prestito-ponte non risultano neppure le condizioni per considerare l'aiuto come misura una tantum, che è ammessa solamente nel caso in cui l'incentivo sia concesso a fronte di circostanze eccezionali, imprevedibili e non imputabili all'impresa. A questi profili se ne aggiunge un altro. Il prestito concesso ad Alitalia è a totale carico delle finanze pubbliche. All'operazione non partecipa alcun privato. Tale aspetto incide ulteriormente sulla legittimità del prestito. Già in un precedente del 2000, il tribunale della Comunità europea, chiamato a giudicare sempre su aiuti concessi ad Alitalia, ha chiarito che l'apporto di capitali pubblici non implica un aiuto di Stato solo nel caso in cui il finanziamento "avvenga in concomitanza con un significativo apporto di capitale da parte di un investitore privato" (causa n. T-296/97). In conclusione, a meno che non intervenga il Consiglio nell'esercizio dei poteri di cui all'art. 88, comma 2, terzo periodo del Trattato Ce: "A richiesta di uno Stato membro, il Consiglio, deliberando all'unanimità può decidere che un aiuto, istituito o da istituirsi da parte di questo Stato, deve considerarsi compatibile con il mercato comune, in deroga alle disposizioni dell'articolo 87 o ai regolamenti di cui all'articolo 89, quando circostanze eccezionali giustifichino tale decisione", difficilmente il prestito erogato ad Alitalia potrà essere considerato conforme alle regole comunitarie. anticipazione da www.nelmerito.com 04/06/2008.

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Salvalitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 04-06-2008)
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Argomenti: Alitalia

Salvalitalia Tre decreti in due mesi Le non-privatizzazioni hanno un costo per il Paese: siamo al terzo decreto "salvAlitalia" in due mesi. Col primo il governo uscente concedeva, su accordo bipartisan, il prestito statale di 300 milioni di euro. Col secondo il governo attuale stabiliva, in deroga alle norme che regolano il funzionamento delle Spa, che Alitalia può considerare a suo piacimento il suddetto prestito come capitale proprio se questo le può servire per ripianare perdite consistenti. Col terzo e momentaneamente ultimo decreto è stata avviata una nuova fase del processo di privatizzazione che vede la nomina di Banca Intesa come advisor. Il decreto deroga alle norme generali sui processi di privatizzazione (risalenti al 1994) ed alle norme sugli obblighi di informazione al mercato che riguardano le società quotate, i quali vengono ora sospesi, nel solo caso Alitalia, tra l'individuazione del soggetto acquirente e la presentazione dell'offerta. Uno schiaffo a quel poco di cultura del mercato che c'è in questo Paese. E che attira le critiche di altri operatori del mercato, quali British Airways, che ha invocato severità da parte di Bruxelles su Alitalia, e Ryanair, il cui direttore finanziario, Jimmy Dempsey, ha definito "oltraggioso" il prestito e ha dichiarato che "dovrebbero lasciarla fallire". Inoltre è difficile poi non notare come la scelta dell'advisor configuri un altro conflitto d'interesse - sul quale la pubblica opinione non si è fatta sentire, forse perché Banca Intesa è "la banca del Paese", con addentellati a sinistra (Giovanni Bazoli doveva, secondo Nino Andreatta, succedere a Romano Prodi alla guida dell'Ulivo) ma anche a destra (Corrado Passera si è da mesi posizionato ben vicino a Berlusconi). Tanto che proprio Intesa sembrava fino a ieri la pietra angolare della "cordata italiana", nelle sue due incarnazioni: prima Air One/Toto, poi Ermolli e gli amici degli amici (del premier). Certo, non è cosa da poco essere passati da finanziatori della cordata (quindi, quelli che ci mettevano i quattrini a maggior gloria altrui), ad advisor (si suppone, come tali remunerati). Ma il conflitto fra passato, presente e futuro anteriore non dovrebbe sfuggire. L'impressione che non riusciamo a toglierci è che Berlusconi stia maledicendo se stesso, per non aver lasciato chiudere a Tps la partita con Air France. Sull'ex ministro si sono riversate le peggiori accuse. I più educati hanno immaginato uno "scambio politico" con la Francia, per un posto di prestigio a Bruxelles. Fatto sta che l'atto più criticabile di Tps - cioè l'aver scelto il sentiero della trattativa privata coi francesi, anziché un'asta competitiva - viene ora ripreso e amplificato dalla destra. E mentre i politici continuano a giocare, e ci si affida a bank che sono anche merchant pur parlando poco inglese, noi continuiamo a pagare. 04/06/2008.

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Scure la paura ci fa perdere la speranza (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 04-06-2008)
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Argomenti: Alitalia

Scure la paura ci fa perdere la speranza I TAGLI CULTURALI DI GIULIO Ci toccherà rassegnarci all'eventocrazia? Il ministro Tremonti ci fa perdere la speranza e ci sta facendo venire una grande paura. Non era lui a scrivere nel suo bestseller La Paura e la Speranza (Mondadori): "Il mito del XXI secolo, il mito dell'economia che è tutto, che fa tutto; il mito dell'economia dominatrice della nostra esistenza, matrice esclusiva di tutti i saperi e di tutti i valori; il mito a cui soprattutto in Europa tantissimi hanno creduto in questi ultimi anni, ci ha in realtà prima rubato un pezzo di vita e di storia (...) e poi ha fallito nel suo piano innovativo e progressivo d'ingegneria sociale globale mosso dal motore primo della finanza". Invece ecco che in nome dell'economia il ministro Tremonti come uno di quei protagonisti dei film dell'orrore arriva con una motosega a decapitare di qua e di là chi gli capita sotto tiro, in particolare la cultura che per qualche strano motivo è considerata più un passatempo che una delle ricchezze fondamentali della società. Tremonti aveva già utilizzato questa strategia nel 2002 quando, dopo che l'allora suo collega e ministro dei Beni Culturali Giuliano Urbani aveva posato la prima pietra del futuro Museo delle Arti del XXI secolo, il Maxxi, subito dopo aveva tolto i fondi per la costruzione del nuovo museo per far pari con il proprio bilancio e facendo piombare il Maxxi in una crisi dalla quale non si è più ripreso. La strategia è scaltra: fare tanti tagli giusti, aggiungerne alcuni populisti e popolari e nella potatura generale abbattere, senza che nessuno riesca ad accorgersene in tempo, anche molti alberi sani e bisognosi di cure. Alla faccia dell'innovazione e del progresso. Se semplificare la società significa ridurla all'osso tutti sono capaci. Un corpo senza stomaco e senza intestino è sicuramente più semplice, peccato che o muore o deve affidarsi a dei sacchetti di plastica artificiali che gli renderanno la vita più complicata che con gli apparati digerenti originali. Tagliare i fondi alla cultura significa sbudellare definitivamente l'Italia. La cultura non è una spesa ma un investimento. Difficile da spiegare, ma è così. Faccio un esempio: in Friuli Venezia Giulia era stato inaugurato nella Villa Manin di Passariano, nel 2004, un centro di arte contemporanea del quale sono stato direttore artistico per quattro anni. In quattro anni il centro ha costruito una sua identità ed è diventato un punto di riferimento sul territorio regionale. In quattro anni la regione ha investito 8 milioni di euro. Ora, finito il mio mandato e arrivata la destra al posto di Riccardo Illy, già si pensa di azzerare tutto e ricominciare da capo con mostre o mostri di cassetta, specchietti per allodole e allocchi politici. Se così sarà quello che era stato un investimento che lentamente stava dando i suoi frutti si trasformerà in semplice spesa e in perdita. Ma questo non è un problema di una sola regione, è il dramma di un'intera nazione dove la cultura è diventata un eventocrazia gestita dal banditismo di manager culturali in combutta con assessori Sperperon degli Sperperoni. Il piccolo timoniere Berluscao pare avere già dato il via alla propria "involuzione culturale". Nello stesso rogo vengono buttate la monnezza, la criminalità disorganizzata e clandestina e la cultura. Il Ponte sullo Stretto diventa il simbolo de "Il grande salto in avanti" della Repubblica Popolare Arcorese. Il tutto pagato razzolando di qui e di là; dai musei, allo sport, all'ambiente, alla scuola e all'università, che versano già in condizioni disastrose, fino alla tecnologia. Sembra facile, diceva l'omino della caffettiera Bialetti, ma in realtà costruire una società nuova non è facile per niente. Se poi la nuova società è una società senza anima, senza idee, senza ideali e senza cultura non è altro che un corpo imbalsamato come quello di San Padre Pio. Il nostro timore immediato e forse ingiustificato è che il piccolo timoniere voglia costruire una maschera di silicone per l'Italia cadavere, sbandierando ora il salvataggio della compagnia di bandiera bianca, l'Alitalia, ora il ripulisti di Napoli, con la benedizione del voltabandiera Bassolino, ora pontificando sopra lo stretto di Messina. Lasciando nel frattempo che la cultura del paese si trasformi in uno yogurt dove però i fermenti sono morti non vivi. Se si vuole fare sul serio, per ogni, inevitabile, centrale nucleare, si dovrebbero stanziare i fondi necessari per la costruzione e il finanziamento di quattro istituzioni culturali: un museo, una biblioteca, un teatro, una scuola. Non è necessaria la luce in casa se nessuno saprà più leggere. Non ci faccia tremare allora, ministro Tremonti, spenga la motosega e magari si rilegga il suo libro. Noi preferiamo avere speranza. La paura, diceva il personaggio di un film del regista tedesco Fassbinder, mangia solo l'anima. 04/06/2008.

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Silvio rilancia l'Italia. Intesa con Sarkozy, pace fatta con Zapatero (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 04-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa il vertice della fao Silvio rilancia l'Italia. Intesa con Sarkozy, pace fatta con Zapatero Lo aveva detto più volte in campagna elettorale, "ridarò al'Italia quel prestigio internazionale che è stato offuscato". Così ieri il vertice della Fao è stato l'occasione per Berlusconi per ritagliarsi quel ruolo di protagonista sulla scena internazionale che lui considera il fiore all'occhiello della sua legislatura. Dall'incontro con il premier spagnolo Zapatero a quello con il presidente francese Sarkozy, Berlusconi ha ridefinito i rapporti con i partner europei, smussato certe asperità specie con gli spagnoli sul tema dell'immigrazione, riaperto il canale di una collaborazione sul piano industriale con i francesi (dall'Alitalia al nucleare) ma soprattutto ha voluto definire per l'Italia un posto di centralità nelle politiche europee e nelle strategie del Mediterraneo. La giornata è cominciata per Berlusconi con l'intervento alla conferenza della Fao sulla sicurezza alimentare, in qualità di presidente dei lavori. Nel suo discorso ha insistito sulla necessità di essere operativi ("è il tempo delle azioni rispetto a quello delle parole e occorre mettere a disposizione risorse concrete") e ha lanciato la proposta che i fondi destinati agli Stati membri per gli aiuti a sostegno della fame nel modo non vengano conteggiati negli impegni di bilancio previsti dai trattati europei. Berlusconi ha poi assicurato che l'Italia parteciperà al prossimo vertice dei capi di stato e di governo della Ue a Bruxelles il 18 e il 19 giugno, con la "missione" di convincere gli altri Paesi dell'Unione ad accettare la proposta di Roma. Quindi ha plaudito all'impegno del presidente francese Nicolas Sarkozy, che ha annunciato che la Francia stanzierà 1 miliardo di euro, nel corso dei prossimi 5 anni, per lo sviluppo agricolo dei Paesi dell'Africa sub-sahariana. Ma è nei due incontri con il premier spagnolo Zapatero e il presidente francese Sarkozy che Berlusconi ha vestito i panni dello statista. Se la questione dell'immigrazione aveva creato della tensione con Madrid ieri è stata l'occasione per un chiarimento ma anche per correggere il tiro. "Nessuna ombra sui nostri rapporti, stiamo lavorando insieme su alcuni problemi centrali per l'Europa" ha detto Berlusconi al termine dell'incontro ribadendo l'"amicizia" tra i due Paesi. E Zapatero gli ha ricambiato la cortesia definendo l'Italia "un Paese fratello" con il quale definire una politica comune sui temi della crisi alimentare, dell'aumento del prezzo del petrolio e dell'immigrazione. Dopo è stata la volta di Sarkozy ricevuto a Palazzo Chigi. Un incontro a tutto campo nel quale sono stati toccati i temi dell'immigrazione e della sicurezza ma sono state gettate anche le basi di una collobarazione sulle politiche industriali a cominciare dalla realizzazione di infrastrutture di collegamento tra Francia e Italia, al nucleare, a una nuova apertura a Air France come partner per Alitalia. "Siamo due paesi molto amici e cercheremo di sviluppare il più possibile le partecipazioni industriali e gli scambi commerciali" ha precisato Berlusconi al termine dell'incontro. Il premier ha sottolineato che "l'Italia appoggia il progetto per l'Unione Euromediterranea". I due hanno liquidato anche le insinuazioni maligne di certa stampa d'oltralpe sull'eccessiva vicinanza tra Parigi e Roma. "Il sarkoberlusconismo? Dovremmo scriverci un libro, non solo dare una risposta semplice qui" ha risposto Berlusconi mentre per Sarkozy "si tratta di una ossessione di chi non ha nient'altro da fare". Il Cav ha sorvolato sulla questione del no di Berlino ad un ingresso di Roma nel 5+1, il gruppo di Paesi che media sul dossier nucleare iraniano. "Se c'è da dare una mano siamo disponibili, ma non c'è nessuna preoccupazione" da parte dell'Italia. Il premier ha incassato il sì francese a porre gli aiuti contro la fame fuori dai vincoli di bilancio Ue. Berlusconi ha quindi riaperto a Air France. "All'Alitalia serve un partner internazionale e Air France è una buona soluzione". Ma no a una vendita. "Le condizioni poste da Af e non corrispondevano all'interesse italiano di non privarsi di una compagnia di bandiera". Collaborazione tra i due Paesi anche sul nucleare. Sarkozy ha detto che se l'Italia vuole il nucleare Parigi "sarà lieta di lavorare insieme". Collaborazione per la realizzazione del tunnel del Frejus. Berlusconi è stato chiaro: "Una minoranza non potrà opporsi". La giornata si è conclusa con una cena a Villa Madama. Prima della cena Berlusconi ha sottolineato che Ban ki-Moon ha applaudito alla proposta italiana affinchè "l'Ue possa togliere dal computo del deficit gli aiuti ai Paesi che necessitano di sostegno maggiore".

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Alitalia: arriva il 'super - decreto' (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 04-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Vito: "risposta ai rilievi Ue e a quelli dell'opposizione" Alitalia: arriva il "super - decreto" E il titolo Alitalia sospeso in Borsa Milano, 4 giu. - Arriva il “super-decreto” Alitalia, con tutte le misure varate dal governo in forma di emendamenti al primo provvedimento sul prestito ponte. Lo conferma il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito, che annuncia anche che dopo un passaggio in Aula si tornerà in commissione per esaminare il nuovo provvedimento. Per Vito si è così trovata una risposta “ai rilievi Ue e a quelli dell'opposizione”; “unificare rappresenta una scelta di trasparenza e di corretta tecnica legislativa. Non ci sono state, mi pare, obiezioni di metodo sulla procedura utilizzata dal governo e sulla scelta quindi di unificare tutte le norme”. Alitalia intanto è stata sospesa in Borsa anche dalle contrattazioni teoriche, e quindi non farà oggi prezzo né in apertura d'asta né in chiusura come nei giorni scorsi. Infatti Borsa Italiana, dopo una valutazione effettuata ieri con la Consob, ha deciso la sospensione delle azioni ordinarie, delle obbligazioni e dei relativi derivati. Giulia Fossati.

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Alitalia, prestito ponte incerto (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 04-06-2008)
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Economia L'UE non sembra convinta della legalita' del prestito Alitalia, prestito ponte incerto La compagnia di bandiera di nuovo in commissione. Oggi alle 16 a Montecitorio Roma, 4 giu. - Il decreto sul prestito ponte all'Alitalia, all'esame dell'Aula della Camera, torna in Commissione per consentire un esame approfondito delle modifiche che il governo ha annunciato di apportare. A quanto pare però, le spiegazioni del governo italiano non sono bastate a spazzare i dubbi dell'Unione Europea sulla legalita' del prestito ponte da 300 mln di euro concesso alla compagnia di bandiera italiana. Bruxelles forse lo boccerà. Il decreto tornera' all'esame dell'Aula oggi pomeriggio alle 16. A seguito delle modifiche che verranno votate a Montecitorio, il provvedimento dovra' affrontare la terza lettura al Senato, dove e' gia' stato calendarizzato in Aula per la prossima settimana. Valeria Giangravè.

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Alberici: <Governo e Abi non invadano il campo delle banche> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 05-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Alberici: "Governo e Abi non invadano il campo delle banche" convegno effebi-carige L'esperto contesta l'intesa in corso sulla portabilità. E il presidente Berneschi avverte: la rinegoziazione può creare crisi nel settore 05/06/2008 Genova. "Dell'accordo governo-Abi contesto il metodo e parzialmente anche il merito". Adalberto Alberici, ordinario di Economia degli intermediari finanziari all'Università statale di Milano e Sda Bocconi, sfrutta l'annuale convegno Effebi-Carige di Genova per contestare il provvedimento in questi giorni allo studio del governo e dell'Associazione bancaria per l'azzeramento dei costi della portabilità dei mutui a carico dei consumatori. Seduto al suo fianco, il presidente di Banca Carige, Giovanni Berneschi annuisce, anch'egli critico rispetto a quella che le banche vivono come "un'invasione di campo" da parte dell'esecutivo. "L'accordo governo-Abi può stabilire un principio generale - argomenta Alberici - sia in relazione all'azzeramento dei costi della portabilità sia in relazione alla rinegoziazione dei tassi d'interesse sui mutui, ma non può stabilire tecnicamente come le banche debbano adempiere a tale principio. Sarebbe un'invasione di campo rispetto all'autonomia delle imprese, così come lo è stato il decreto Bersani relativamente alla variazione dei tassi". Fin qui la critica metodologica. Sul merito, Alberici accusa il governo di "strumentalizzare un problema che esiste, ma che è assolutamente marginale rispetto alla totalità" delle famiglie che hanno un mutuo. A sostegno della sua posizione cita i dati recentemente diffusi dal governatore di Bankitalia, Mario Draghi. Dati che dimostrano come, in realtà, la percentuale di mutuatari interessati a rinegoziare il finanziamento o a trasferirlo altrove è minima rispetto al totale. "Il 70 per cento delle banche ha proposto ai propri clienti di rinegoziare le condizioni del mutuo, ma solo il 3 per cento delle famiglie ha aderito - chiarisce Alberici - Allo stesso modo, il 58 per cento delle banche ha proposto ai propri clienti la portabilità del mutuo e solo l'uno per cento ha aderito. Questo significa che il problema esiste e va affrontato, ma che non è affatto così diffuso come la politica vuole farci credere". A preoccupare Berneschi è invece lo scollamento tra mutui e provviste che l'allungamento temporale dei finanziamenti erogati può comportare. "Una regola di sana prudenza dice che tra mutui erogati e obbligazioni emesse o provviste debba esistere una perfetta corrispondenza - osserva Berneschi - Tra qualche anno le banche potrebbero andare in crisi perché l'allungamento del periodo sbilancia la correlazione. E se si alterano le regole del mercato, il caso Alitalia si ripete". Il presidente di Banca Carige ricorda inoltre che i "capitali italiani vanno all'estero, in Europa e negli Stati Uniti, dove le tasse incidono solo sul realizzato, come dovrebbe essere anche in Italia e invece non è". L'ultima osservazione è riservata alla manovra da 30 miliardi che il governo si appresta a varare e all'annunciata stretta fiscale nei confronti del sistema creditizio. "Mi pare che le banche siano già abbastanza tartassate", sottolinea Berneschi. Ai lavori del convegno Effebi-Carige hanno preso parte Mario Spatafora, segretario generale di Effebi, Giancarlo Durante, direttore centrale dell'Abi, economisti e manager. gilda ferrari gilda.ferrari@ilsecoloxix.it 05/06/2008.

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Alitalia, l'Ue indagail governo va avanti (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 05-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Si accende la battaglia tra bruxelles e roma Approvato il superdecreto. Tremonti: è un piano di privatizzazione la fede nel ruolodella banca-advisorLa nostra linea non è lesiva agli interessi di altri. Contribuisce alla speranza che abbiamo di rilanciare di Alitalia. Confidiamo in Santa Intesa e in San Paolo claudio scajolaministro dello Sviluppo Economico 05/06/2008.

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Clandestini, marcia indietro (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 05-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Berlusconi: "Il mio no al reato? Solo un'opinione personale". Pacchetto sicurezza: nei Cpt 4.600 nuovi posti Roma. "Nessuna marcia indietro. Solo mie opinioni personali": Silvio Berlusconi vuole disinnescare la questione del reato di immigrazione clandestina nella sua maggioranza. Due giorni fa aveva sostenuto, in una conferenza stampa con il presidente francese Nicolas Sarkozy, che era sufficiente considerare l'ingresso clandestino nel nostro paese come un'aggravante per chi avesse commesso altri reati. Ieri, nel corso di un'altra conferenza stampa, questa volta con il presidente egiziano Hosni Lubarak ha corretto: "Sull'immigrazione non ho fatto alcuna marcia indietro: i giornali che lo hanno scritto sono in malafede. Ho espresso la mia opinione tanto è vero che la norma che istituisce il reato, prevista originariamente nel decreto legge, è stata inserita, su mia richiesta, in un disegno di legge che andrà al vaglio del Parlamento e verificarne la fattibilità". Ma poi, nella sostanza, ha confermato che la modifica del codice penale ipotizzata sarebbe controproducente: "Voi conoscete il testo del provvedimento: prevede da sei mesi a quattro anni di carcere. Ora, quando arrivano mille immigrati clandestini tutti insieme come si fa a celebrare i processi? Dove si trovano le carceri per rinchiuderli?". Berlusconi pensa, piuttosto ad adottare la ricetta del collega francese "Sarkò": ieri, nel corso della breve conferenza stampa, ha fatto un accenno alla possibilità di istituire scuole nei paesi di provenienza degli immigrati, per prepararli all'impatto con la nostra cultura. La "smentita" non è, però, bastata a placare l'onda montante delle proteste che si stanno alzando all'interno del centrodestra. La Lega sembra veramente sul piede di guerra, anche se il leader del Carroccio, Umberto Bossi, getta acqua sul fuoco: "Sono sicuro che, alla fine, troveremo un'intesa - ha detto - Non c'è alcuna lite all'interno della maggioranza. Sarebbe sufficiente che copiassimo le legislazioni che sono in vigore in Germania o in Francia e a noi andrebbe bene così". Ma Bossi è stato costretto ad intervenire perché, dal suo stesso partito, erano partite bordate pesanti nei confronti del Presidente del Consiglio: "E' una cosa incomprensibile. Uno non può firmare un disegno di legge e poi, nella stessa settimana, sconfessarlo! E' scandaloso che si prendano impegni e si tradiscano subito dopo! E' uno schiaffo per gli alleati e gli elettori. Si vorrebbe stabilire il principio che un comportamento illecito non può essere perseguito solo perché i tribunali sono intasati e non possono procedere"è il commento, testuale, di Francesco Speroni, europarlamentare leghista e, da sempre, molto vicino al leader Bossi. Anche ampi settori di An non hanno preso la scelta del premier: "E' nelle possibilità del Presidente del Consiglio - ha spiegato, il vicepresidente del gruppo Pdl a Montecitorio, Italo Bocchino - correggere le proprie opinioni mentre il Parlamento verifica un provvedimento. Se Berlusconi ritiene, alla luce di una serie di riflessioni che sono giunte soprattutto dal Vaticano, che la contestazione dell'aggravante possa bastare è nel suo diritto. Io preferirei che fosse introdotto il reato. Non mi strapperò certo le vesti se ci dovessimo fermare alla semplice contestazione dell'aggravante". Ma non è solo questa la spina della maggioranza: ieri è arrivato in Senato il testo del disegno di legge che fa parte del "Pacchetto Sicurezza" (lo stesso che contiene la contestata norma sull'immigrazione clandestina): la novitàè che viene prevista la costruzione di 4.640 nuovi posti nei centri di accoglienza provvisoria, quelli destinati ad accogliere i clandestini due mesi in attesa di identificazione. La sorpresa sono i costi: quasi 400 milioni di euro. I nuovi posti di accoglienza dovrebbero essere realizzati per metà ampliando i centri già esistenti, e per metà costruendone di nuovi. Per i nuovi insediamenti il costo dovrebbe aggirarsi attorno ai 160 milioni; la ristrutturazione dell'altra metà dovrebbe costare più di 52 milioni. Il costo medio di un giorno di permanenza in questi centri di accoglienza sarà di 55 euro a persona. In totale si arriva ad una cifra che supera abbondantemente il prestito ponte di Alitalia (300 milioni). Come se non bastasse, l'opposizione si prepara a dare battaglia sul disegno di legge. Nel mirino non c'è soltanto l'introduzione del reato di immigrazione clandestina, ma anche la semplice possibilità di contestare l'aggravante. "Ci stanno ingannando: la maggioranza vada a leggersi le carte e vedrà che in nessun paese del mondo si manda la gente in carcere per il solo fatto di essere entrato clandestinamente in un paese. Ma qui si vuole andare oltre: l'introduzione dell'aggravante è ancora peggiore. Il colore della pelle non deve incidere sulla valutazione di un reato", ha tuonato Antonio Di Pietro. Oggi il segretario del Pd, Walter Veltroni, incontrerà il ministro degli Interni, Roberto Maroni, e gli consegnerà il "contropacchetto" elaborato dal governo ombra. Angelo Bocconetti bocconetti@ilsecoloxix.it 05/06/2008 I CONTENUTI 05/06/2008 Le principali misure previste dal ddl sulla sicurezza 05/06/2008 Accattonaggio Fino a 3 anni di carcere per chi si avvale di minori. Perdita della podestà del genitore 05/06/2008 Reato di immigrazione clandestina Arresto in flagranza, processo per direttissima e pene dai 6 mesi ai 4 anni di carcere per chi entra illegalmente 05/06/2008 Stop ai matrimoni di convenienza La cittadinanza italiana sarà concessa solo dopo 2 anni di residenza stabile in Italia 05/06/2008 Stretta sui money transfer Il titolare dell'esercizio deve acquisire una copia del documento di identità del cliente per poter trasferire il denaro 05/06/2008 CPT Allungato il tempo di permanenza a 18 mesi. Diventeranno Centri di identificazione ed espulsione 05/06/2008 Writers Norme più severe obbligo di ripristinare quanto danneggiato 05/06/2008 Aggravanti Per i reati commessi su anziani e disabili 05/06/2008 Confisca beni mafiosi Strumenti più facili e veloci 05/06/2008 LA VICENDA 05/06/2008 2 giugno 2008 altolà del vaticano 05/06/2008 3 giugno 2008 GIOVANARDI CON LA CHIESA 05/06/2008 3 giugno 2008 Berlusconi frena sul ddl 05/06/2008 3 giugno 2008 Maroni: "sono sorpreso" 05/06/2008 "I cittadini di Paesi terzi, come cittadini comunitari, non dovrebbero essere privati della libertà personale o soggetti a pena detentiva a causa di un'infrazione amministrativa. Gli immigrati rappresentano tutti una risorsa per la società in cui lavorano, qualunque sia il loro status legale" 05/06/2008 "Nel programma di Governo non è prevista l'adozione del reato di immigrazione clandestina ma l'apertura di nuovi centri di permanenza temporanea per la identificazione e l'espulsione dei clandestini. Chi tenta di entrare in Italia senza permesso va respinto al paese di origine" 05/06/2008 "A mio giudizio la condizione di clandestinità di un immigrato non deve essere considerata come un reato in sé, ma come un'aggravante nel caso in cui un irregolare delinqua. Non si può perseguire qualcuno per la permanenza non regolare nel nostro Paese condannandolo" 05/06/2008 "Sono sorpreso dalle dichiarazioni di Berlusconi. A mio avviso la clandestinità deve diventare un reato. D'altra parte il Consiglio dei ministri di Napoli aveva approvato all'unanimità il Ddl che porta come prima firma quella di Berlusconi ed io non cambio idea" 05/06/2008.

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Cota: "il governo aumenterà i fondi per l'alluvione" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 05-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina VII - Torino Il caso La Lega: insufficienti i 5 milioni Cota: "Il governo aumenterà i fondi per l'alluvione" "Il governo deve fare tutto il possibile per il Piemonte e se non bastassero i 5 milioni di euro stanziati sono certo che i fondi verranno aumentati". Ad affermarlo Roberto Cota, presidente del deputati della Lega Nord, al termine del question time alla Camera durante il quale il ministro per i rapporti con il parlamento Elio Vito ha risposto all'interrogazione a risposta immediata della Lega Nord. "La Lega Nord ha chiesto misure urgenti per aiutare la popolazione in difficoltà e soprattutto una politica di interventi strutturali di prevenzione sul territorio - dice Cota - il ministro Vito ci ha confermato lo stanziamento di fondi e ha concordato sul fatto che non possiamo limitarci a ripristinare quanto distrutto dagli eventi naturali, ma occorre realizzare opere strutturali che consentano di prevenire le ricorrenti frane ed esondazioni". Sempre Vito ha annunciato di aver comunicato al presidente della Camera Gianfranco Fini la disponibilità del sottosegretario Guido Bertolaso a riferire oggi sul maltempo in Piemonte e Valle d'Aosta alla Camera, dopo l'esame del decreto Alitalia. L'aula della Camera ha ieri osservato un minuto di silenzio in memoria delle quattro vittime di Villar Pellice. L'iniziativa è stata assunta dallo stesso presidente Fini. Ulteriori piogge sono attese nei prossimi giorni in Piemonte, ma con minore intensità rispetto alla scorsa settimana. L'attenzione però rimane alta, perché le elevate precipitazioni accumulatesi finora potrebbero innescare frane di grandi dimensioni, che arrivano mediamente 40-60 giorni dopo quelle di dimensioni contenute. Nelle prossime 24 ore ci saranno "fenomeni piovosi non intensi" sulle valli Orco, Lanzo, Soana, Susa, Pellice, Chisone, Po, Varaita, Maira e Stura di Demonte. In queste zone, che coincidono con le aree più colpite il 28 e 29 maggio, l'attenzione rimarrà alta. Ci saranno presidi sul territorio per monitorare l'eventualità di innesco di nuove frane, cui si aggiunge l'azione di monitoraggio delle frane già in atto. (r. t.).

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"ora basta, fs pensa solo tagliare" - marco trabucco (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 05-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina VII - Torino "Ora basta, Fs pensa solo tagliare" L'assessore Borioli: peggiorano il servizio e non ci coinvolgono C'è anche un altro allarme: Roma intende negarci i 15 milioni per acquistare carrozze più comode L'azienda cancella le stazioni e si dimentica che un terzo del fatturato arriva dal traffico locale MARCO TRABUCCO "Basta con questi comportamenti, le ferrovie, sia Trenitalia che Rfi non possono continuare in questo modo". è lo sfogo di Daniele Borioli, assessore regionale ai trasporti, dopo l'ennesimo "sgarbo" subito dalla Regione sulla questione dei trasporti locali, con la soppressione, a sorpresa, delle biglietterie nelle stazioni di Tortona e Arona. Assessore lei sembra davvero alterato, perché? "è inaccettabile il comportamento delle ferrovie, nelle loro diverse articolazioni, nei nostri confronti. Continuano a tagliare servizi agli utenti senza avvisarci, senza darci la possibilità di intervenire". Scusi perché dovrebbero farlo? "Perché forse si dimenticano, come lei facendo questa domanda, e come molti troppi, che il trasporto locale è ormai delegato alle regioni. E che proprio per questo chi ne fa uso, i pendolari in primo luogo, identificano in noi i responsabili del servizio. E quindi anche dei disservizi così ci troviamo a dover rispondere di comportamenti di ci non solo non siamo responsabili, ma di cui anche noi veniamo avvisati che a cose fatte". Esempi? "I tagli alle biglietterie, con la sostituzione di sportelli con quelle automatiche, ma anche la soppressione improvvisa di treni interregionali, oppure i cambiamenti di orario senza preavviso. Sono tutte decisioni che creano disagi gravi ai viaggiatori e che non costerebbe nulla programmare. Ecco la sensazione che se ne ricava è che non si segua una logica che non ci sia una programmazione organica, sembrano interventi fatti a caso. Tanto che non si riescono nemmeno a programmare soluzioni alternative". Si sa però che sia Trenitalia che Rfi non stanno vivendo un gran periodo dal punto di vista economico. E qualche taglio lo dovranno pur fare? "Questo è uno dei primi punti: innanzitutto è giusto che si sappia che il traffico dei pendolari, quello regionale o tra regioni vicini rappresenta più di un terzo del fatturato totale delle ferrovie. Non mi sembrano bazzecole". Certo, poi? "Non sono per nulla convinto che sia giusto tagliare sempre e solo riducendo o peggiorando i servizi per gli utenti. Così tra l'altro si peggiora anche l'immagine dell'azienda e ciò alla fine non porta certo vantaggi sotto nessun aspetto". Perché vorreste essere avvisati in tempo? "Perché così potremmo anche intervenire, dare una mano, noi e gli enti locali". Volete mettervi a guidare i treni? "No, ma si può fare altro". Cosa? "A Tortona Trenitalia ha deciso di tagliare lo sportello della biglietteria alla stazione perché l'addetto è andato in pensione e non vuole sostituirlo. Bene, posso capire i loro problemi. Ma ci sono molte altre soluzioni oltre la macchinetta automatica". Quali? "Ad esempio, se fossimo stati avvisati avremmo potuto cercare di unire la vendita dei ticket ferroviari con quella per i bus o di altre situazioni. E spostarla nella vicina tabaccheria, in un bar. Addirittura potevamo pensare di investire noi, non dico creando uno sportello apposito, ma qualcosa era possibile. E si poteva mantenere viva quella stazione. Invece siamo stati messi di fronte al fatto compiuto come in decine di altre occasioni. Adesso dico basta". Anche perché non è che abbiate ottenuto molto in questi tre anni da Trenitalia. è vero? "Sì i problemi incontrati sono stati più delle soluzioni. E adesso ci si mette anche il governo". Cosa intende? "Domani (ndr oggi per chi legge) sarò a Roma per discuterne alla conferenza Stato-Regioni: c'è allarme perché, per coprire il taglio dell'Ici, il governo ha tagliato anche i fondi per l'acquisto di nuovi treni che la finanziaria destinava alle regioni. Per il Piemonte significa 15 milioni di euro, e vetture più scomode per i pendolari. In più pensi a come si poteva migliorare il servizio ferroviario con i 300 milioni del prestito-ponte ad Alitalia".

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E il Tg5 ci racconta il fallimento del vertice Fao (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 05-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del E il Tg5 ci racconta il fallimento del vertice Fao Paolo Ojetti Insolito duetto casalingo fra il direttore del Tg1, Gianni Riotta, e la conduttrice di turno, Maria Luisa Busi: oggetto, Barak Obama, ma tutto si ferma in superficie. E, poco dopo, si crolla sul gemellaggio fra Berlusconi e Susanna Petruni. È un binomio malsano, non produce una notizia, Susanna riferisce, senza cambiare una virgola, il verbo berlusconiano. Risultato: encefalogramma piatto per il povero telespettatore. Onore al merito, invece, per il Tg5: dice a chiare note che il vertice Fao è stato un fallimento e non c'è Berlusconi festante che tenga. Emilio Fede continua a divertirci. Ieri, uno scoop: "Meno male che sei tornato, finalmente c'è un altro uomo concreto in Europa" gli avrebbe detto Sarkozy. Poi, grande festa: Berlusconi che piroetta fra i capi di Stato e chi se ne importa se sono notizie e immagini ormai vecchie, l'importante è omaggiare colui che capeggia il governo "del fare e del dialogo". Certo, non sarebbe carino che fosse alla testa di un governo che si grattasse la pancia e si chiudesse in un arrogante mutismo. Il Tg3 offre il piatto forte sul disastro Alitalia. Grazie al presidente del "governo del fare".

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Alitalia, ora Berlusconi cambia idea... Cara Unità, dunque Berlusconi, dopo aver detto (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 05-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Alitalia, ora Berlusconi cambia idea... Cara Unità, dunque Berlusconi, dopo aver detto peste e corna, delle trattative fra Alitalia e Air France condotte dal precedente governo ha ammesso oggi che, per uscire dalla crisi, la compagnia italiana ha bisogno di quella francese definita "buon partner". Domani, fidando sulla memoria corta dei suoi concittadini, sosterrà che non è passato giorno in cui lui non abbia detto questa lapalissiana verità. Dopodomani, quando le cordate saranno ormai lontani fantasmi, darà la colpa a Prodi di aver rotto i negoziati. Fra qualche mese, quando si sarà giunti al tracollo definitivo, tempesterà contro la politica scellerata dei sindacati responsabili d'ogni nequizia. E così, in questo turbinio di "dico" e "disdico", la gggente potrà inveire contro la sorte che non ha voluto darle prima questo imprescindibile "fasso tuto mi". Gino Spadon Air France è stata mandata via. E ora? Cara Unità, fino a poche settimane fa si giudicava troppo poco trasparente la procedura con cui Alitalia stava per essere venduta ai francesi (nonostante si fosse seguita rigorosamente la legge sulle privatizzazioni). Ora, nell'indifferenza generale, il nuovo Governo ha nominato Banca Intesa che era consulente di uno dei candidati acquirenti nella precedente procedura e consulente unico per la vendita. Come dire: un giocatore è diventato l'arbitro. E il tutto senza lo straccio di una gara pubblica, in tal modo derogando e violando nel profondo la legge sulle privatizzazioni. Cominciamo bene. Giuseppe Valendino, Canonica di Triuggio (Mi) Il senso xenofobo nasce dalla paura della miseria Cara Unità, oggi in Italia la gente si sente minacciata. C'è un bisogno di "sicurezza". Riguarda tutti ma soprattutto riguarda i ceti poveri e soprattutto. quelli che ancora non lo sono ma rischiano di diventarlo. Hanno paura degli stranieri. Degli extracomunitari. Degli zingari. Non hanno paura dei turisti inglesi, francesi, americani, tedeschi. In realtà, non è la pelle, non è la lingua che suscitano il senso xenofobo (paura, odio, ribrezzo): è la miseria. Quando la qualità della vita cala così velocemente che il cambiamento viene percepito bruscamente nell'inconscio, questo reagisce sentendosi minacciato. Canetti in "Massa e potere" spiega cosa è successo ai tedeschi quando all'umiliazione della sconfitta bellica si è aggiunta quella della svalutazione velocissima del marco. Si sono sentiti svalutati essi stessi. E hanno proiettato la loro frustrazione sugli ebrei e sui diversi, trasformandoli in ciò che essi sentivano e temevano di essere: piccoli, insignificanti, vili, in una parola "miserabili". È la paura della miseria che genera la paura del diverso-povero. È per questo che gli stranieri-ricchi non vengono interessati che marginalmente dal fenomeno. Si teme e si odia lo straniero povero perché egli rappresenta ciò che si rischia di diventare. Il fatto che sia straniero permette di esorcizzare meglio le proprie paure.. La miseria viene percepita sempre più come una caratteristica intrinseca del soggetto straniero. Da fenomeno socio-economico che può riguardare tutti si trasforma nella mente dello xenofobo in qualcosa di a-storico, legata come un tratto somatico ad individui diversi da lui. Così la povertà incarnata negli stranieri può essere aggredita, rinchiusa, espulsa, cacciata via. La miseria non è solo mancanza di possibilità materiali è anche e forse anche di più umiliazione sociale. E il senso di umiliazione, come insegna Canetti, è l'altro grande motore del razzismo. Il meccanismo è lo stesso di quello della paura della povertà, con cui l'umiliazione è spesso legata. L'emergenza-spazzatura ha esposto la popolazione di Napoli ad una grandissima umiliazione davanti a tutto il mondo. Vivere in mezzo alla spazzatura significa valere meno di niente, significa, in fondo, "essere" spazzatura. Dopo un certo tempo e a causa anche della vittoria elettorale della parte più tradizionalmente razzista del mondo politico, si è diffusa la notizia di un tentativo da parte di una nomade di "rubare un bambino" (tra un po' di tempo sapremo se è vero o se si tratta di una bufala come tutte le altre volte che i rom sono stati accusati di questo reato) e dai roghi della spazzatura si è passati a quelli dei campi-nomadi. I Rom abitano spesso per necessità presso le discariche. "Bruciandoli", in un rito scaramantico, quei napoletani hanno bruciato l'idea di loro stessi come popolo che vive nella spazzatura. Peccato che la spazzatura a Napoli ci sia ancora. Tania Masi Vertice sulla fame con cene e banchetti Cara Unità, In un mondo sempre più colpito dal flagello della fame, in un vertice che di questo dovrebbe parlare e su questo problema proporre soluzioni, assistiamo al solito noto show del potere e della ricchezza, con capi di stato accolti in lussuosissimi hotel e in gara nelle cene più sfarzose e con le solite eterne barzellette offerte a delegati attoniti. Se questo è l'esempio che I capi danno ai loro popoli, non aspettiamoci nulla di buono! I problemi che affliggono moltissima parte dell'umanità si cominciano a risolvere cambiando I nostri comportamenti. Cari saluti Angela Rigoli Bossi ricordi che il 92 % non ha votato per lui Cara Unità, alle ultime elezioni la Lega Nord ha raccolto più dell'8% dei voti e se ne fa un gran parlare. Ci sembra giusto. Qualche volta bisognerebbe tuttavia ricordare a Bossi e ai suoi gradassi che, nonostante i centomila fucili, il 92% degli italiani non ha votato per la Lega. Giorgio Festi Omicidio Orsi Chi ci racconta la verità? Cara Unita, la barbara uccisione dell'imprenditore Orsi ha fatto emergere un altro livello di coinvolgimento nella tragedia sociale e ambientale che la Campania sta vivendo. La politica è entrata di diritto a condividere le responsabilità di questo disastro, attraverso la chiara analogia proposta da Roberto Saviano, che accosta la figura dell'imprenditore Orsi a quella di Salvo Lima. D'Altronde, se si pensa a come è nata questa fase di grave emergenza, attraverso l'affidamento del ciclo di rifiuti alla Fibe-Impregilo, nel modo in cui è stato raccontato dal prof. Arena alla Commissione Bicamerale Ciclo dei Rifiuti, non è difficile credere che esponenti politici di rilievo, magari anche con competenze tecniche, abbiano avuto un ruolo non secondario nella vicenda. Quando sapremo tutta la verità su questa triste faccenda? Quando si arriva a toccare livelli sociali così nevralgici, il cortocircuito è tale da bruciare, per ovvie ragioni, le capacità investigative della stampa. Eppure, la speranza di poter giungere presto a capire quello che davvero è successo, in quattordici anni di mal gestita emergenza, non è ancora del tutto svanita, nonostante la Camorra stia lanciando messaggi molto chiari per scoraggiare i protagonisti del disastro a collaborare con le forze sane della nostra società. Ilaria Stambelli, Salerno.

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Trovategli una badante (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 05-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Trovategli una badante Marco Travaglio Era tutto un equivoco. Il reato di clandestinità non esiste: al massimo può essere un'aggravante per chi commette reati veri. Altrimenti "si torna al Medioevo". Lui, il Cainano, che è un fine giurista, l'aveva sempre pensata così. Ma l'avevano frainteso tutti: l'Onu, l'Europa, il Vaticano, il Consiglio dei ministri, il Parlamento, la stampa internazionale e italiana, compresi i giornali della banda che s'affannavano a scovare modelli stranieri e a dimostra- re l'ennesimo complotto mondiale antitaliano ordito dal Comintern in combutta con le toghe rosse, incitando il governo a "tenere duro". Anche l'on. avv. Niccolò Ghedini, solitamente in sintonia con l'illustre cliente, ci era cascato. Tant'è che aveva impiegato due settimane per scrivere la norma medievale, articolo 9 del disegno di legge sulla sicurezza, che vietava e puniva l'ingresso illegale di extracomunitari in Italia (senza pensare che un conto è vietare l'ingresso, un altro è proibire la clandestinità). E altre due settimane per spiegarlo a Maroni, pure tra i ministri più vispi. Ora che Maroni era quasi riuscito a spiegarlo a Calderoli e Gaspar- ri, ecco il contrordine: reato di clandestinità? E chi ne ha mai parlato? Roba da Medioevo. Ghedini, che un tempo aveva pure una faccia da difendere, tenta di salvare quel che ne resta con una mortificante intervista a Il Giornale: non è stato lui ­ dice - a equivocare, ma chi ha preso sul serio la smentita del Cainano. Insomma, buona la prima: il reato di clandestinità (anzi, di ingresso illegale) rimane a pie' fermo. Con un'eccezione: le mitiche badanti. Ecco, il Cainano l'altro giorno dinanzi al mondo intero "è evidente che si riferiva alle badanti". Del resto - osserva l'On.Avv. - "mi par difficile che Berlusconi voglia smentire se stesso". Un uomo tutto d'un pezzo come lui: sarebbe la prima volta. Per la verità, a leggere quel che ha detto, parrebbe proprio che il Cainano si riferisse a tutti i clandestini: "La mia idea è che non si possa perseguire qualcuno per la sua perma- nenza irregolare nel nostro Paese condannandolo per un reato. Mentre penso che possa essere considerata aggravante nel caso in cui commetta un illecito". Una frase piuttosto chiara, e di buonsenso anche: per commettere un reato, bisogna commettere un reato. Trovarsi in un posto anziché in un altro non può essere reato. Ma, secondo Ghedini, il premier s'è dimenticato la parolina che avrebbe evitato tanti malintesi: "badanti". Gli è rimasta attorcigliata alla lingua. Così il mondo intero ha inteso che parlasse di tutti gli irregolari, in generale, anche i non badanti. Ma gli avvocati in Parlamento servono a questo: a fare da badanti ai propri clienti. Dunque - Ghedini dixit - "non cambia nulla, la Lega non deve temere, Berlusconi si riferiva alle badanti. Nessuno ha intenzione di processarle" solo perché irregolari. Resta da capire: 1) se, per badanti, si intendano solo quelle di sesso femminile, o anche i badanti maschi; 2) come si riconosca una badante irregolare da una squillo, una spacciatrice o una borseggiatrice, visto che - essendo clandestine - sono tutte sprovviste di documenti, permessi e contratti. Ghedini spiega che le badanti vadano salvate anche se clandestine perché "lavorano e svolgono un compito apprezzabile, anzi indispensabile". Ma se, puta caso, un'immigrata irregolare, anziché come badante, lavorasse come stiratrice, lavandaia o trapezista, svolgendo compiti altrettanto apprezzabili di una badante, andrebbe processata in quanto clandestina solo perché non fa la badante? Sono questioni, ci rendiamo conto, di poco momento per un giureconsulto del calibro dell'on.avv. Ghedini, ma sarebbe comunque interessante un suo illuminato parere. Poi, se resta tempo, potrebbe spiegare al premier che l'aggravante della clandestinità esiste già da due settimane in virtù del decreto sicurezza da lui stesso firmato: se non lo sa, vuol dire che non l'ha letto, o, se l'ha letto, non l'ha capito. Così come non ha letto o non ha capito il ddl che contiene il reato di ingresso clandestino: "L'ha approvato il Consiglio dei ministri all'unanimità e porta come prima firma quella di Berlusconi", dice Maroni sconsolato per la repentina retromarcia (a cui segue quella contraria: "Nessuna retromarcia, era una mia opinione personale"). Lo conosce da 15 anni e si stupisce ancora. A proposito: l'altroieri, per far bella figura con Sarkozy, l'uomo tutto d'un pezzo ha dichiarato che Air France per Alitalia andrebbe benissimo. Avviso ai naviganti: chi pensa di risparmiare sull'Ici tenga da parte i soldi: un paio di giorni e scopriremo che non la aboliscono più. Il solito maledetto equivoco. Ora d'Aria.

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Lo sceriffo del mercatismo (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 05-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Lo sceriffo del mercatismo Tremonti e due facce: una volta Robin Hood, una volta sceriffo di Nottingham. Per Alitalia ha varato il suo codice di volo, dopo il passaggio in consiglio dei ministri (che ha approvato per sentito dire) e il transito alla Camera. Per decidere che Alitalia viene più o meno commissariata da lui, che per Alitalia saltano le norme che comandano le società quotate in Borsa, che Alitalia è esentata da ogni comunicazione alla Consob, dopo aver nominato un advisor come Banca Intesa con il suo consigliere delegato Corrado Passera, che avranno accesso alla contabilità della compagnia. Di solito l'advisor lavora per una società interessata ad entrare nell'azienda in vendita, ma in questo caso Banca Intesa, fatti i conti, potrà ritirarsi, proporsi come azionista in proprio, designare una rosa di acquirenti, eccetera eccetera. A quel punto lo sceriffo Tremonti potrà fare e disfare, senza che il mercato, la Consob, l'Antitrust possano seguire l'operazione, in barba agli azionisti di minoranza, ai creditori, al mercato, ai contribuenti tutti. Privatizzazioni Tremonti-style.

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Toto fa shopping e sogna in grande Accordo d'acquisto di 24 Airbus Potremmo confluire in Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 05-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Toto fa shopping e sogna in grande Accordo d'acquisto di 24 Airbus "Potremmo confluire in Alitalia" / Roma Sarebbero destinati al piano "stand alone", ma i 24 Airbus a lungo raggio comprati ieri da Air One potrebbero essere anche la dote che Carlo Toto porterà in dono per il possibile matrimonio con Alitalia. Che oggi non appare poi così improbabile. D'altronde il vento, rispetto a qualche mese fa, quando la compagnia abruzzese era stata tagliata dalla gara per l'aggiudicazione di Alitalia, sembra cambiato. Intesa Sanpaolo, che aveva appoggiato Air One nel suo tentativo di scalata del gruppo della Magliana, è diventata il deus ex machina per la privatizzazione del compagnia di bandiera. Il centrodestra, poi, è in difficoltà nel trovare un acquirente. L'operazione del topo che mangia il gatto sembra dunque oggi più possibile. Tra l'altro ieri, alla presentazione dell'accordo tra Air One e Airbus, era presente anche il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola. Per portare a casa 24 Airbus nuovi (12 A330 e 12 A350) di zecca Air One spenderà circa 4,6 miliardi di euro. Una montagna di soldi per una società che ne fattura poco più di 700. Tra l'altro Air One ha anche un'opzione per altri 20 veicoli per altri 4 miliardi di euro. Matrimonio allora. "Noi siamo pronti" ha detto ieri Toto. Che ha spiegato, però, che per partecipare a un'offerta serve cambiare il piano originario "perché, per esempio, Alitalia ha spostato i voli a Fiumicino". Il piano, ha aggiunto Toto, "è stato adeguato anche per l'aumento del prezzo del petrolio, che è la prima cosa che facciamo", e quanto ad eventuali esuberi in Alitalia "li calcola l'ufficio del personale". Il salvataggio del gruppo, per l'imprenditore abruzzese, è possibile. "Alitalia ha bisogno di una sana gestione, di un piano industriale valido e di aerei nuovi perché il mercato c'è". Alla domanda se le banche contattate precedentemente per un'eventuale operazione - Nomura, Goldman, Sachs, Morgan, Stanley, che affiancavano l'italiana Intesa Sanpaolo - fossero ancora disponibili a sostenerlo, Toto ha risposto "esistono ancora, sono lì. Qualcuno scrive - ha spiegato ancora il patron di Air One - che il topo vuole mangiare il gatto ma non è così. Airone eventualmente confluirà in Alitalia per portare la sua cultura manageriale e riprendere il mercato italiano". Tra l'altro il progetto di aggregazione sembra avere anche l'appoggio del sindacato al quale Air France ha fatto sempre venire il prurito. "Da una condizione fortemente compromessa come quella di Alitalia si può uscire solo avendo la grande ambizione di ridisegnare il mercato nazionale del trasporto aereo" ha detto il segretario generale della Filt Cgil, Fabrizio Solari. Se ne riparlerà quando si tratterà di definire gli esuberi. ro.ro.

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Alitalia, il governo cancella le regole e si dà pieni poteri Deroga alla legge sulle privatizzazioni Titolo sospeso in Borsa, l'esame della Ue (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 05-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Alitalia, il governo cancella le regole e si dà pieni poteri Deroga alla legge sulle privatizzazioni Titolo sospeso in Borsa, l'esame della Ue di Roberto Rossi/ Roma REGOLE? Tutto nelle mani di Intesa Sanpaolo, in deroga alla legge, in barba al mercato, alla Consob, che ieri ha dovuto sospendere il titolo in Borsa, agli investitori, ai lavoratori e sindacati, illusi dalla promessa di una cordata italiana, e all'Antitrust. Sono passati oltre due mesi dalla chiusura delle trattative con Air France, quasi tre dall'annuncio di Berlusconi di una rete di imprenditori pronti ad entrare per salvare l'onore patrio, ma Alitalia è sempre più nel caos. L'ultima mossa del governo, dopo il fallito tentativo del super consulente Bruno Ermolli di trovare acquirenti, è stata quella di varare nuove norme a integrazione di quelle già approvate per il prestito ponte. Il provvedimento, che dovrebbe ricevere il via libera dell'Aula già oggi, prevede una specifica deroga alle disposizioni contenute nella legge sulle privatizzazioni (474 del 1994) sulle privatizzazioni. In particolare, secondo quanto previsto dall'articolo 1 del decreto, "il Consiglio dei ministri, con propria delibera, può individuare uno o più soggetti qualificati che, anche nell'interesse di Alitalia-Linee Aeree spa, promuovano in esclusiva, per conto terzi ovvero in proprio, la presentazione di un'offerta, indirizzata all'azionista o alla società, finalizzata ad acquisire il controllo della società". In pratica il governo, ma sarebbe meglio dire il soggetto incaricato, può scegliere un offerente per Alitalia, che è una società pubblica, senza gara. E anche senza uno straccio di informazioni al mercato. Il comma 3, infatti, aggiunge che "le attività finalizzate all'offerta non danno luogo ad obblighi informativi". Per salvare Alitalia e mettere una pezza alle promesse di Berlusconi, in sostanza, è in atto, per dirla con le parole di Salvatore Brigantini, ex presidente della Consob, "una clamorosa sospensione delle regole che non lascia ben sperare". E sulla quale il Pd, che ha chiesto l'intervento dell'Antitrust, è pronto a dare battaglia in Parlamento senza ostruzionismo. Questo per non dare l'impressione di impedire al governo la ricerca di una soluzione sulla compagnia di bandiera. Il soggetto incaricato di trovare un acquirente, invece, è Intesa Sanpaolo. Che non solo parteciperà come advisor ma "potrà partecipare anche in qualità di soggetto finanziatore, finalizzata ad acquisire il controllo di Alitalia". Intesa Sanpaolo, o "Santa Intesa Sanpaolo" come ha ricordato il ministro delle attività produttive Claudio Scajola, potrà gestire in assoluta libertà la procedura. La banca, tra l'altro, non solo è uno dei maggiori creditori del gruppo, ma in passato aveva presentato un'offerta per Alitalia per conto del vettore Air One. "È un tema talmente importante che dobbiamo impegnarci tutti per cercare una soluzione" ha detto ieri l'amministratore delegato Corrado Passera. Date le premesse, dunque, è ipotizzabile che Intesa Sanpaolo possa gestire la creazione di una compagnia italiana che comprenda Alitalia e Air One. Una compagnia, oberata da debiti, che poi dovrebbe trovare un vettore internazionale con il quale stringere alleanze. Naturalmente per fare questo occorre tempo. E occorre che Alitalia non perda il prestito ponte. Sul quale pende l'incognita Ue. Il prossimo 11 giugno, la Commissione potrebbe aprire un'inchiesta formale e approfondita sui 300 milioni di euro concessi dallo Stato all'Alitalia, inizialmente sotto forma di prestito ponte, per verificare se il finanziamento sia o meno un aiuto di Stato che viola le norme comunitarie. A presentare la proposta sarà il nuovo commissario europeo ai Trasporti, Antonio Tajani. La richiesta dell'apertura di un'inchiesta potrebbe essere un'escamotage per prendere tempo visto che le analisi possono durare anche 18 mesi. E anche se Bruxelles dovesse bocciare l'operazione, fra qualche mese, per esigere fisicamente i soldi servirebbe una seconda condanna che potrebbe arrivare solo dopo anni.

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Approdano alla Camera le proposte su Dpef, Alitalia e spesa pubblica (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 05-06-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 133 del 2008-06-05 pagina 3 Approdano alla Camera le proposte su Dpef, Alitalia e spesa pubblica di Redazione Nelle prossime settimane alla Camera arriveranno i disegni di legge di rendiconto e assestamento, il Dpef 2009-2012, la ratifica del Trattato di Lisbona e del Trattato di Prum (lotta a criminalità, terrorismo e immigrazione clandestina). All'ordine del giorno di Montecitorio nel mese di luglio ci sono anche i decreti legge in arrivo dal Senato sulla sicurezza e sulla struttura di governo, nonché quello varato venerdì scorso dal governo sul monitoraggio della spesa pubblica, che conteneva la norma sulla privatizzazione di Alitalia, ora "travasata" nel decreto legge sul prestito-ponte. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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E Carlo Toto si fa la flotta di lungo raggio (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 05-06-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 133 del 2008-06-05 pagina 22 E Carlo Toto si fa la flotta di lungo raggio di Redazione da Milano Proprio nel giorno in cui Intesa Sanpaolo ha avviato l'esame della situazione economico-finanziaria di Alitalia, Air One - che resta il principale candidato per la privatizzazione della compagnia pubblica - ha annunciato un importante accordo con Airbus per l'acquisto di 24 aerei di lungo raggio, più l'opzione su altri venti. Si tratta di A330-200 da 253 posti e di A350 da 287 posti, che saranno consegnati a partire dal 2010. Insomma, Carlo Toto "si porta avanti" verso l'acquisizione di Alitalia creando i presupposti, per ora almeno sulla carta, per il rafforzamento della flotta dopo l'eventuale fusione (oggi Alitalia ha 20 aerei di lungo raggio). I 24 A330, a prezzo di listino, valgono circa 4,8 miliardi di dollari; non è stato comunicato il prezzo concordato, ma fonti di mercato fanno ritenere che esso di collochi tra i 130 e i 150 milioni a velivolo; i finanziamenti provengono dal sistema bancario. La trattativa può essere stata influenzata dalla prospettiva dell'acquisto di Alitalia: in questo caso Airbus potrebbe aver riconosciuto condizioni ancor più favorevoli nella convinzione di acquisire come cliente, in futuro, anche la compagnia allargata. Air One, a oggi, non ha ancora attività di lungo raggio: le prime due rotte - Boston e Chicago da Malpensa - saranno inaugurate nelle prossime settimane, con due A300 in leasing. Air One ha annunciato di voler collegare 18 destinazioni intercontinentali entro il 2012 e di voler diventare, nei prossimi anni, il vettore di riferimento per lo scalo di Malpensa. Il numero uno di Airbus, Thomas Enders, ha espresso soddisfazione per il fatto che "Air One abbia confermato la fiducia verso Airbus ordinando velivoli di lungo raggio". Tre anni fa fu raggiunto un accordo quadro per 90 Airbus A320 per le attività di medio raggio, 16 dei quali sono già entrati in flotta. Nel 2006 Air One ha sottoscritto un accordo per 10 macchine regional Crj di Bombardier, tutte consegnate entro la metà del 2007. Quanto ad Alitalia, Toto ha detto di osservare gli sviluppo "con molta attenzione" e di essere pronto "a confluire" nella compagnia. Il piano d'acquisto "è cambiato", ha detto, ed è stato "adeguato anche ai rincari del greggio". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Alitalia, eterno penare Adesso ritorna Air One (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 05-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Carlo Toto, patron della piccola compagnia, annuncia di "essere pronto" a entrare in una cordata, il cui advisor è Banca Intesa. E lo fa con la benedizione del governo Francesco Piccioni AirOne si rilancia per entrare in Alitalia; non come acquirente, ma come "portatore di una cultura industriale" all'interno di una cordata che ha per capofila l'attuale advisor - IntesaSanPaolo - ma che potrebbe recuperare strada facendo sia Unicredit, sia il colosso bancario giapponese Nomura. La notizia è nuova solo perché è uscita direttamente dalle labbra di Carlo Toto, patron della compagnia low cost abruzzese. Ma il manifesto l'aveva anticipata - senza ricevere smentite - già il 14 maggio. Gran patron dell'operazione è naturalmente il governo in carica. Lo si capiva visivamente, ieri mattina, in quella conferenza stampa convocata da Toto - alla presenza del ministro dello sviluppo economico Cladio Scajola e del presidente dell'Enac, Vito Riggio - per firmare in pompa magna un contratto con Airbus in cui si ordinano 24 aerei a lungo raggio A330-200 e si opzionano altri 20 veivoli ancora non in commercio. L'ordine segue la già programmata apertura di due tratte intercontinentali (le prime, per AirOne) su Boston e Chicago a partire dal 14 e dal 21 giugno. Un piano faraonico per una compagnia locale e dai bilanci non particolarmente solidi: ci si impegna per 4,6 miliardi di dollari, che diventeranno 9 nel caso le ulteriori opzioni si dovessero trasformare in acquisti. Il tutto per garantire 16 nuovi collegamenti interconinentali da qui al 2010. Audacia imprenditoriale (con soldi di chi?) o passaggio strumentale in vista di altri lidi? La risposta è nelle cose: AirOne entrerà in Alitalia, assumendo il ruolo di hub carrier su Malpensa (placando così i malumori lumbard), e portando in dote una flotta nuova, fatta di aerei che consumano molto meno dei vetusti vettori Alitalia. Il piano berlusconiano comincia così ad assumere una forma plausibile, recuperando le premesse del piano Toto-Passera ai tempi della gara per la vendita del pacchetto di maggioranza in mano allo stato. Ci sono robuste correzioni di rotta, ha ammesso Toto, visto che nel frattempo "Alitalia ha abbandonato Malpensa e i prezzi del carburante sono schizzati alle stelle". Ma la base è quella: sinergie sul personale, sulla flotta (forse persino per la manutenzione, visto che ci si attendono ben 32 macchine in volo, in luogo delle attuali 25), il controllo del mercato interno (quasi il 70% del totale). E una quantità di esuberi probabilmente non superiore a quelli programmati a suo tempo da Air France (o forse addirittura meno, dati i nuovi aerei previsti). Le procedure utilizzate per raggiungere questo risultato sono certamente poco ortodosse. Lo riconosce anche il governo, che si trincera dietro "l'eccezionale gravità della situazione" per giustificare le "deroghe" alla normale via per le privatizzazioni. Il Pd e Di Pietro si scandalizzano un po', inalberando la bandiera della "ferita al mercato" e rischiando di far la parte dei tifosi del fallimento di Alitalia; in fondo una "eccezionalità" simile era stata invocata da Tommaso Padoa Schioppa per tentare di imporre ai sindacati il "sì" ad Air France. Sul prestito-ponte la Commissione Ue prende tempo. Logico, visto che il commissario preposto è Antonio Tajani, uno dei tanti "miracolati" dall'investituta del gran capo. L'eventuale procedura di infrazione per "aiuti di stato" scatterà - se del caso - tra qualche mese. Quelli che dovrebbero servire per portare a conclusione una privatizzazione anomala ma, alla fine, reale. Se nel frattempo la famosa "cordata" avrà preso forma, non sarà difficile dimostrare che quel "prestito scandaloso" (secondo i concorrenti europei) in fondo era davvero finalizzato a garantire la "continuità operativa" in vista della privatizzazione. Come aveva chiesto Air France per il suo tentativo. E Tajani si eviterà una pessima figura. Ieri è stato anche pubblicato il decreto sulla privatizzazione, che ha costretto la Consob a sospendere il titolo in borsa "fino a nuovo provvedimento". La commissione industria della Camera ha invece approvato le modifiche al decreto Alitalia (sul prestito), in modo da ricomprendere anche le "deroghe" previste per la vendita. Il puzzle sta davvero prendendo forma.

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E per i vecchi aiuti di Stato verdetto il 6 luglio (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 05-06-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-06-05 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE L'Italia e la Ue E per i vecchi aiuti di Stato verdetto il 6 luglio Finalmente c'è una data. Il 6 luglio, dopo una controversia quasi decennale e un'attesa di venti mesi dall'udienza tenutasi a fine 2006, il Tribunale di prima istanza di Lussemburgo pronuncerà sentenza sulla questione degli aiuti di stato ricevuti da Alitalia. Oggetto della disputa la ricapitalizzazione da 2750 miliardi di lire del 1997, sostanzialmente ammessa come aiuto di stato dal governo italiano e tale sempre considerata dalla Commissione, ma non dall'Alitalia. La Magliana, assistita nelle vicende europee dallo studio internazionale Clearly Gottlieb, conta sul Tribunale del Lussemburgo che già una volta, nel 2000, smentì la Commissione sulla stessa vicenda. Sugli effetti del dispositivo del 6 luglio arrivano valutazioni prudenti da alcuni ambienti europei, mentre fonti vicine alla compagnia contano che un esito favorevole possa cambiare le carte in tavolo nella nuova vicenda del "prestito ponte". J. T.

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Sì al decreto, Alitalia sospesa in Borsa (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 05-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-06-05 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE Cordata Toto (AirOne): confluiremo nella compagnia. Scajola: confidiamo in Sant'Intesa e San Paolo # Sì al decreto, Alitalia sospesa in Borsa Passera: ora si comincia a lavorare. Domani il board della banca Il secondo vettore italiano ordina 24 Airbus. Il ruolo di Colaninno. L'altolà di Di Pietro ROMA - Intesa-Sanpaolo, l'advisor scelto dal governo per privatizzare Alitalia, ha iniziato ieri a lavorare sul dossier e già domani i consigli di gestione e sorveglianza potrebbero discuterne. I tempi per la ricognizione sono brevissimi e i margini stretti. Nel frattempo il titolo Alitalia ieri è stato sospeso dalla Borsa e dalla Consob (organismo di vigilanza sulla Borsa). Al momento, a parte Carlo Toto, patròn di AirOne, che ieri è tornato a confermare il proprio interesse, tutti gli altri probabili acquirenti restano in attesa. Roberto Colaninno, l'imprenditore della Piaggio, cui Intesa- Sanpaolo vorrebbe affidare un posto di primo piano, non sarebbe disposto a assumere alcun ruolo, tantomeno quello di capocordata, senza una preventiva alleanza internazionale. "Quello di Alitalia è un tema talmente importante che dobbiamo impegnarci tutti per cercare una soluzione" ha detto ieri l'amministratore di Intesa- Sanpaolo, Corrado Passera. I suoi sforzi dovranno rivolgersi in primo luogo all'Europa, dove però i principali vettori continuano a professare disinteresse per la compagnia ma non per il suo mercato. "Confidiamo in Santa Intesa e San Paolo - ha scherzato ieri il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. In base alla deliberazione dell'ultimo consiglio dei ministri, che ha portato al decreto sulla procedura di vendita (pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale), la stessa Intesa-Sanpaolo "potrà partecipare anche in qualità di soggetto finanziatore" all'offerta per Alitalia. Una possibilità che però l'istituto potrebbe riservare a una fase successiva. Si prepara per l'operazione invece Carlo Toto, che ieri ha presentato un accordo con Airbus per l'acquisto di 24 aerei di lungo raggio: 12 ordini fermi per A330 (più 8 opzioni) e 12 per A350 (più 12 opzioni). Un' operazione, a prezzi di listino, da 4,6 miliardi di dollari, che la compagnia riceverà in prestito da operatori specializzati. Toto ha lanciato alcuni messaggi: col rafforzamento della flotta intercontinentale AirOne sembra voler aumentare il proprio peso nella fusione con Alitalia. Anche se Toto ufficialmente ha mostrato di voler ridimensionare il proprio ruolo, spiegando che non sarà "il topo a mangiare il gatto", cioè che AirOne non comprerà Alitalia ma "eventualmente vi confluirà". La compagnia ribadisce di voler essere "vettore di riferimento per Malpensa". Incombe da Bruxelles la procedura avviata dall'Ue contro il prestito-ponte. Mercoledì il commissario ai Trasporti, Antonio Tajani, deciderà l'apertura di una procedura d'investigazione nei confronti del governo italiano. Ma per il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, il procedimento d'infrazione sarà scongiurato dal profilarsi della privatizzazione. Critico l'economista Salvatore Bragantini, che parla di "una clamorosa sospensione delle regole che non lascia ben sperare" e che trova "sorprendente che una banca, come Intesa, che in passato aveva presentato un'offerta, oggi sia stata scelta come advisor ". "Questo - conclude - è molto singolare tanto che per farlo si è dovuta sospendere una legge". Ieri il governo ha modificato il decreto Prodi sul prestito-ponte introducendo la patrimonializzazione e le ultime decisioni sulla procedura di vendita. Il testo ha già avuto l'approvazione della commissione Trasporti, presieduta da Mario Valducci e oggi sarà in aula. Il Pd ha presentato una decina di emendamenti, tra cui quello di Michele Meta, che chiede l'intervento dell'Antitrust. Annuncia ostruzionismo invece Antonio Di Pietro (Idv). Antonella Baccaro Da sinistra, il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola e l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera.

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La tua opinione (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 05-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-06-05 num: - pag: 36 categoria: BREVI La tua opinione su corriere.it Il governo prova ancora a salvare Alitalia. Siete d'accordo? SUL WEB Risposte alle 19.00 di ieri I numeri sono in percentuale Sì R 26,2 No R 73,8 La domanda di oggi Contro la fame nel mondo, Frattini apre agli Ogm. Siete d'accordo? I sondaggi on line non hanno valore statistico e non sono basati su un campione scientifico.

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La Cgil non svenda il contratto nazionale Com'è lontano il Concilio Vaticano II E il risarcimento per ingiusta detenzione? (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 05-06-2008)

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La Cgil non svenda il contratto nazionale Com'è lontano il Concilio Vaticano II? E il risarcimento per ingiusta detenzione? Un sindacato a fianco dei lavoratori Cari compagni di "Liberazione", condivido le parole dei compagni Rinaldini e Zipponi. La Cgil ha davanti tante problematiche, ma soprattutto deve ridare fiducia a chi nelle fabbriche ha votato Lega e An, e con questo non dico che dobbiamo essere pifferai, ma un sindacato concreto, a fianco dei lavoratori. Quando sento dire dal segretario della Cisl Bonanni che il contratto nazionale è antiquato mi viene la pelle d'oca, evidentemente non sa cosa significa lavorare. Anzi il contratto nazionale deve essere migliorato. Quello che vedo è Confindustria che vuole tutto e con Marcegaglia sposa la politica di questo governo: nessuna regola per i padroni e, se non mi sta bene, vado all'estero dove non pago le tasse e anzi sfrutto altri lavoratori. Su questi temi la Cgil deve alzare la voce e la sinistra sindacale deve mobilitarsi. Io sono iscritto alla Filcams (guardia particolare giurata) Cgil e sono solidale con la Fiom che ha dirigenti che stimo ed è il sindacato che capisce più di altri le difficoltà dei lavoratori: se perdiamo questi uomini perde tutto il sindacato. A tutta la sinistra alternativa dico di non arroccarsi, di non rinchiudersi nel proprio orticello ma di cominciare a reagire, ci sono uomini e donne che vogliono essere partecipi della lotta e i giovani di sinistra stanno dando una lezione di democrazia, basta vedere l'università di Roma. Luigi Felici Piacenza Ora Air France diventa un "buon partner" Cara "Liberazione", dunque Berlusconi, dopo aver detto peste e corna delle trattative fra Alitalia e Air France condotte dal precedente governo ha ammesso che, per uscire dalla crisi, la compagnia italiana ha bisogno di quella francese definita "buon partner". Domani, fidando sulla memoria corta dei suoi concittadini, sosterrà che non è passato giorno in cui lui non abbia detto questa lapalissiana verità. Dopodomani, quando le cordate saranno ormai lontani fantasmi, darà la colpa a Prodi di aver rotto i negoziati. Fra qualche mese, quando si sarà giunti al tracollo definitivo, tempesterà contro la politica scellerata dei sindacati responsabili d'ogni nequizia. E così, in questo turbinio di "dico" e "disdico", la "ggente" potrà inveire contro la sorte che non ha voluto darle prima questo imprescindibile "fasso tuto mi". Gino Spadon via e-mail A Ratzinger chiedo: cosa c'è da gioire? Caro direttore, la gioia espressa recentemente da Benedetto XVI mi ha richiamato alla mente le parole con cui si apre uno dei documenti più significativi del Concilio Vaticano II, la costituzione "Gaudium et spes" sulla Chiesa nel mondo contemporaneo: "Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d'oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo? La Chiesa si sente realmente e intimamente solidale con il genere umano e con la sua storia". Qui la gioia era espressione di una Chiesa che si proponeva di condividere la vita reale degli uomini e delle donne, oggi invece abbiamo un papa che riduce la gioia al compiacimento per il quadro politico uscito dalle urne e si dimostra del tutto estraneo alla realtà che le persone vivono ogni giorno: lascia esterrefatti che egli scorga nell'Italia di oggi un clima sereno e costruttivo, ignorando il diffondersi di un egoismo che nega solidarietà allo straniero e al diverso, fingendo di non vedere la ventata di razzismo e xenofobia che sta attraversando il Paese. La Chiesa del Concilio troverebbe ben pochi motivi di gioia nella situazione presente e non potrebbe che far proprie "le tristezze e le angosce" di coloro che soffrono a causa di questi fenomeni: i rom, i migranti, i poveri criminalizzati in quanto tali. Le parole del papa non potrebbero essere più lontane dallo spirito del Concilio, che fortunatamente rivive in altre voci che si sono levate in questi giorni, da don Ciotti a padre Zanotelli, da don Rigoldi a Pax Christi. Roberto Blanco via e-mail La Chiesa non vuole il potere, ce l'ha già Caro direttore, il Cardinale Bagnasco, in risposta a Massimo D'Alema che recentemente ha suggerito alla Chiesa di non cedere alla tentazione di un patto con i vertici della politica, ha detto che "la Chiesa non vuole il potere". Ma si è mai visto desiderare qualcosa che, in questo caso non proprio alla luce diretta del sole ma in una solida penombra che è da sempre esistita, già si possiede? Gabriele Barabino Tortona (Al) E chi è stato in carcere ingiustamente? Caro direttore, in questo periodo non si fa altro che parlare di certezza della pena, di giustizia lentissima e si dimentica troppo spesso chi ha subito delle conseguenze dure dai provvedimenti giudiziari. Dure nel senso che, dopo svariati anni di detenzione, se c'è l'assoluzione poi non c'è alcun risarcimento in quanto la legge non è retroattiva. Riaprire una battaglia di diritto per il risarcimento credo sia doveroso. E' per questo che, partendo dal mio caso, che mi vide assolto dal Tribunale di Milano, in appello nel 1986, dal reato di banda armata (per il quale ero stato arrestato nel dicembre 1980), scontando quindi ingiustamente cinque anni e otto mesi di carcere, che ho fatto ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo con sede a Strasburgo. Il ricorso verte sul fatto che la detenzione ingiusta, soprattutto se vissuta in regime di carcere duro, provoca danni irreparabili e la legge sul risarcimento deve essere applicata anche retroattivamente cioè su persone che hanno vissuto l'ingiusta detenzione prima della  entrata in vigore della legge nel 1988. Infatti al mio primo ricorso alla procura generale di Milano, fu risposto che la richiesta era legittima ma inapplicabile perché la sentenza definitiva era antecedente di due mesi all'entrata in vigore della legge. Non ci sono solo io in questa situazione, ma mi sto facendo portavoce di tante situazioni analoghe che vanno ricordate, sapendo bene come negli anni '70, grazie alla legislazione dell'emergenza, per un semplice "sentito dire" potevi farti anni e anni di carcere per poi magari essere assolto. Come me anche Nicola Iannarelli dopo un anno e mezzo di carcere (nel 1981) per banda armata fu assolto ed anche lui sta facendo ricorso alla Corte europea. Giulio Petrilli L'Aquila Lavoriamo tutti/e per una nuova e vera rifondazione Cara "Liberazione", mi dispiace per la protesta di Claudio Bellotti sul titolo del mio "intervento congressuale", pubblicato da "Liberazione" martedì 3 giugno. Il titolo deriva da una svista di cui mi scuso, ma vorrei ricordare a Bellotti: l'espressione "rifondazione comunista" dovrebbe appartenere a tutto il nostro partito e se questo non accade è per la deriva politico-culturale che ci ha investiti/e; l'ipotesi di riunificazione comunista e di unità d'azione a sinistra, sostenuta del terzo documento, implica una nuova rifondazione, un processo di ridiscussione, confronto, sintesi di posizioni e culture. Per questo rilanciamo questa espressione nei contenuti, nella teoria e nei fatti. Bellotti sa che ho sperato in una sola mozione che raccogliesse le posizioni critiche maturate in questi ultimi difficili anni. Così, purtroppo, non è stato. Lavoriamo tutti/e per una nuova e vera rifondazione. Sergio Dalmasso consigliere regionale Piemonte La 'ndrangheta, le destre e i murales Cara "Liberazione", il 23 maggio uno straordinario movimento di ragazze e ragazzi ha dato vita ad una splendida manifestazione antimafia a Roccella Jonica, sul cui lungomare le studentesse e gli studenti del Liceo artistico "Pitagora" di Siderno hanno realizzato dei murales dai chiari messaggi di civiltà contro il cancro criminale che divora la Locride e la Calabria. Quei murales, simbolo della richiesta di legalità e giustizia, sono stati rovinati da ignoti che li hanno coperti con messaggi offensivi e croci celtiche. Viviamo un periodo in cui, con le destre, queste destre autoritarie e razziste al governo del paese, tutte le peggiori pulsioni emergono senza argini di civiltà a contenerli. Nella Locride non si è mai rilevata la presenza del'estremismo di destra e questo atto vandalico ci turba anche per questa ragione. Perché la storia della Calabria ha conosciuto momenti terribili nei quali le destre sono andate a braccetto con la 'ndrangheta. Come Giovani Comuniste/i esprimiamo indignazione per il gesto ignobile prodotto da anonimi vigliacchi e siamo solidali con tutti coloro che si battono e si batteranno per sconfiggere la cultura dell'odio e della sopraffazione violenta. Giovanni Maiolo portavoce delle/i Giovani comuniste/i Calabria Io non sono razzista, chi mi rappresenta? Gentile direttore, essendo un democratico cittadino di questo paese, certamente rispetto il responso delle ultime elezioni politiche, con tutte le mie impressioni certamente non positive? Sempre da democratico devo però osservare che a fronte della presa di posizione delle Nazioni Unite, precedute di poco da analoga presa d posizione della chiesa sulla questione del reato di clandestinità, varato da questo Governo, uscito democraticamente dalle ultime elezioni, mi sento frastornato e sbalestrato, poiché non desidero certamente di farmi carico di quelle posizioni razziste e xenofobe; e allora mi domando: come posso essere risarcito moralmente e materialmente? Se la risposta dovesse essere nulla o negativa e dovesse prevalere la maggioranza degli italiani che mi e ci hanno messo in questo trappola, allora ne dovrei concludere che siamo in dittatura; ne convenite? Come si dice... la verità è solo una, o questa o quella! In ultimo metto le celebrazioni del 60° della nostra Repubblica: dove erano i Leghisti ? Sergio Barsotti Livorno Zapatero, il grande illusionista Cara "Liberazione", vivo in Spagna da quasi trent'anni. So che la situazione in Italia sta precipitando ma spedisco lo stesso questa lettera perché l'ho promesso a 9 ragazzi. Avrei dovuto farlo almeno due mesi fa ma per diversi motivi non è stato così. Può darsi che vi sembri un'inezia, se messa a confronto con quanto sta succedendo lì, ma per molti di noi non lo è. Grazie a nome di 9 ragazzi spagnoli e delle loro famiglie e saluti comunisti (anche se fuori moda). "Spagna, anno 2008: il Psoe vince le elezioni politiche e nel nuovo governo ci sono 9 donne ministro. Parecchi italiani "di sinistra", piacevolmente sorpresi, pensano per un istante di espatriare nel paese vicino. Il merito è del signor Zapatero: grande "illusionista" della politica. Chi prima di lui ha nominato ministro della Difesa una donna incinta di sette mesi? Coloro che hanno seguito da vicino la politica interna del precedente governo Zapatero, e amano riflettere in profondità, sanno perfettamente che questo gesto non è altro 05/06/2008.

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Alitalia, verso l'ok al decretone Bruxelles tace sul prestito ponte (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 05-06-2008)

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Stampa Titoli sospesi in Borsa Alitalia, verso l'ok al decretone Bruxelles tace sul prestito ponte Alitalia ancora in bilico. Mentre è sempre più o probabile che la Ue stia per aprire un'indagine formale a carico dell'Italia per il prestito ponte da 300 milioni, il governo ieri ha integrato il dl sul prestito ponte, all'esame della Camera, con le nuove regole in materia di patrimonio e di privatizzazione. Un modo per convincere Bruxelles che il prestito ponte non è un semplice regalo ma una misura finalizzata alla cessione del pacchetto di controllo del vettore. Alla Commissione Europea, un portavoce ha fatto sapere che la documentazione mandata dall'Italia è ancora sotto esame. Il cartellino giallo, che potrebbe essere comunicato già mercoledì prossimo, lascerebbe comunque al governo circa quattro mesi di tempo per trovare un acquirente per Alitalia ed evitare così la condanna dell'Ue. Anche il commissario Ue ai Trasporti, Antonio Tajani, ha risposto: "Vediamo" alla domanda sulla decisione prevista per l'11 giugno della Commissione su Alitalia. Intanto il governo ha deciso di integrare il decreto sul prestito ponte con le misure contenute nel decreto fiscale, in particolare sul patrimonio e sulla deroga alla disciplina della privatizzazione (che peraltro contiene anche l'indicazione di Intesa Sanpaolo come advisor). Il provvedimento passa ora al vaglio dell'Aula di Montecitorio, che dovrebbe votarlo domani. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge che riavvia le procedure di privatizzazione di Alitalia ha fatto decidere alla Borsa Italiana di sospendere il titolo dalle negoziazioni "fino ad un successivo provvedimento". Dal punto di vista della cordata italiana si è mosso anche Carlo Toto, patron di Air One, che ieri ha detto "noi siamo pronti" a partecipare ad un'offerta per rilevare Alitalia. In dote la compagnia potrà portare i 24 nuovi Airbus che proprio ieri sono entrati nella flotta.

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Fao, il vertice sull'orlo del fallimento - giampaolo cadalanu (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 05-06-2008)

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Fao, il vertice sull'orlo del fallimento Niente intesa tra paesi poveri e ricchi. Ban Ki-Moon: "La fame scatena rivolte" Le Ong: "I prezzi degli alimenti vanno collegati solo ai costi di produzione" Oltre 250 organizzazioni hanno detto no alla linea "liberista" GIAMPAOLO CADALANU ROMA - Al palazzo della Fao i traduttori lavorano come matti, ma le delegazioni non si capiscono. Più che le lingue, sono del tutto diverse le idee. Per una volta gli inviati dei paesi poveri sembrano decisi a resistere alle pressioni occidentali, alzano la voce, si sentono legittimati a dire "no", persino all'usuale ricatto "aiuti in cambio di apertura dei mercati e privatizzazioni". E il vertice rischia di finire con un nulla di fatto, senza un accordo sulla Dichiarazione conclusiva o magari con un accordo di facciata e un documento annacquato, nei contenuti e nelle formule. Per ora i tecnici sono in alto mare: sulle cinque pagine della dichiarazione, sono almeno 30 le frasi ancora fra parentesi, cioè i punti ancora in discussione. "L'unico passo avanti è un riferimento al "diritto al cibo", finora sempre ignorato", dice il senegalese Ndiogou Fall, presidente del Ropa, una rete di organizzazioni che riunisce oltre 40 milioni di contadini dell'Africa occidentale: "Poi però si proclama la tutela dei piccoli agricoltori e allo stesso tempo si cerca di ampliare le liberalizzazioni. E sono esigenze inconciliabili". Il segretario generale Ban Ki-moon può ricordare, come ha fatto in mattinata, che "la crisi alimentare è una battaglia che non possiamo perdere, il nemico è la fame che produce rivolte e instabilità". Ma se poi lui stesso sposa la linea iperliberista e preme per reinserire i temi agricoli nel meccanismo del Wto, non potrà stupirsi di dover rientrare a New York incassando il "no" di associazioni contadine e nazioni in via di sviluppo, espresso anche in un documento con la sigla di 250 organizzazioni. Non è sufficiente nemmeno il maggiore carisma del suo predecessore Kofi Annan per ottenere credito all'alleanza per l'Africa delle tre agenzie alimentari dell'Onu, Fao, Ifad e Pam. "Bisogna che anche questa iniziativa non sia inserita in una logica solo commerciale", dice Marco De Ponte di ActionAid, "non è più il tempo in cui il paradigma iperliberista va lontano". Anche proposte come quella di Franco Frattini, una "banca alimentare con scorte strategiche", sono accolte con scarso entusiasmo: "Speriamo solo che non sia un sistema per far figurare come solidarietà i surplus europei", commenta il delegato di una Ong. E c'è chi fa notare che intanto il governo italiano ha tagliato i fondi della cooperazione nel disegno di legge salva-Alitalia. Nel palazzo che fu ministero mussoliniano delle Colonie c'è anche chi vorrebbe suggerire all'Italia un ruolo diverso: "Basta vedere come gli Stati Uniti riescono a imporre, se non una guida, almeno un indirizzo di massima all'Onu. Perché non immaginare da parte italiana un compito di coordinamento e stimolo delle agenzie alimentari che hanno sede qui?". Bocciata è soprattutto la visione della fame solo come emergenza, che evita di incidere sul modello di sviluppo e così accontenta le multinazionali. Ma fa molta fatica ad affermarsi anche la visione degli aiuti come sostegno all'agricoltura familiare e ai mercati locali, proposta da paesi poveri e Ong. Insomma, per usare le parole di un funzionario d'alto livello, "il vertice è una sostanziale ipocrisia, la ricerca di un messaggio per l'opinione pubblica, ma alla fine ognuno cerca di seguire solo i suoi interessi". E la dimostrazione è semplice: si discute di biocarburanti, si litiga sulle modalità degli aiuti, si confrontano i diversi modelli di sviluppo. Ma c'è un tabù. Nessuno propone azioni concrete contro la speculazione finanziaria internazionale, unico elemento che tutti d'accordo indicano come corresponsabile degli aumenti nei listini. "Legare i prezzi degli alimentari di base ai soli costi di produzione è indispensabile", taglia corto Sergio Marelli, presidente del consorzio che riunisce 270 Ong. Più duro Antonio Onorati, di Crocevia: "Se non si trova un accordo sul documento finale, non è detto che sia un male. Dimostra che una prova di forza su ricette antiche come l'iperliberismo, la mano libera al Wto, il ricatto degli aiuti, non può più passare". E l'impegno solenne del 1996, quando i potenti della terra promisero di dimezzare il numero degli affamati entro il 2015, è destinato ad essere ricordato, dice un esperto della Fao, come "un bellissimo documento e niente più".

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(segue dalla copertina) dal nostro inviato (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 05-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Cronaca Così si anticipano le tendenze sociali Per l'Istat nel 2050 4 su 10 avranno più di 50 anni Al mercato di Genova il popolo dei capelli bianchi va e viene pur di avere un impegno (SEGUE DALLA COPERTINA) DAL NOSTRO INVIATO giampaolo visetti Nel mercato orientale di Genova ciabatta la più alta concentrazione di vecchi del mondo. Fa molto caldo, ma attorno ai banchi di trombette d'Albenga e borage di Chiavari vaga una folla in giaccavento e calze di lana color carne. Si compra pochissimo. Vanno e vengono anche sei volte al giorno. Senza ascensore, non reggono sporte pesanti. Scordano almeno i pinoli, pur di avere sempre e ancora un impegno. Somiglia ad un gigantesco studio di psicanalisi. Non si parla delle acciughe, ma di medici propri, malattie altrui, fallimenti collettivi. Il nostro futuro allo specchio. "Da un secolo - dice il sociologo Paolo Arvati - la Liguria anticipa le tendenze sociali italiane. è stato così per l'urbanizzazione, per la crisi dell'industria e del fordismo, per i flussi migratori e per l'estinzione della famiglia allargata". Il problema è che ora la profezia è impressionante. è la regione europea più anziana, dove si nasce di meno e si muore di più, con meno matrimoni e più divorzi. Trentasette famiglie su cento sono unipersonali, 45 senza figli. Le altre hanno 1,18 figli a coppia. Per l'Istat, entro il 2026, tre persone su dieci avranno più di 65 anni, quattro su dieci entro il 2050. Diciannove su cento quelli con più di 74 anni, otto i bambini sotto i 14. La popolazione, che nel 2007 è calata del 6,8%, sfonderà quota meno 38%. Negli ultimi trent'anni il crollo è stato di un quarto. Già oggi la metà dei liguri riceve una pensione, quasi 4 su 10 i pensionati. I morti sono il doppio dei nati. Per ogni bambino sotto i 14 anni ci sono sei vecchi oltre i 70. Nelle scuole si fatica a formare le classi: se non si fossero moltiplicati i docenti per ogni corso, gli insegnanti sarebbero una categoria in estinzione. Il 60% dei liguri dipende invece dal sostegno di qualcun altro: 80 mila i vecchi non autosufficienti. Nonostante 74 mila immigrati stranieri, il 5% della popolazione, la recessione demografica è cronica. è un caso unico nell'Occidente, uno choc. Ma negli istituti di ricerca europei è allarme: gli snobbati primati della Liguria negli anni Ottanta, sono già il presente del continente. "Solo la politica - dice Michela Costa, direttore dell'Istituto Brignole di Genova - nega e rimuove incredibilmente la più esplosiva delle emergenze". Il pronto soccorso del "San Martino", nel fine settimana, si trasforma in un bivacco impressionante. Senza medici di base, con le badanti in libertà, centinaia di vecchi sonnecchiano nei corridoi. Sono "codici bianchi", possono attendere sui lettini tutto il giorno. Per sette su dieci la diagnosi è "solitudine". Il resto della settimana scoppiano gli ambulatori. La depressione passeggia con l'età. La pensione media è di 850 euro al mese, ma il 60% non arriva a 600. Un posto nella casa di riposo costa tra i 1500 e i 2000 euro al mese, una badante straniera tra 1200 e 1400. I prodigi di una misteriosa capacità di risparmiare, non bastano. Tragedie personali, considerata la frequenza, finiscono nei trafiletti delle cronache locali. Vecchi trovati tra i rifiuti nei loro eleganti palazzi di via XX Settembre. Vedove cadute e denutrite dopo una settimana sul pavimento del bagno. Anziani presi al Coin con un paio di mutande rubate nella borsa. La Caritas conferma: "La sera, in coda per la minestra, i pensionati hanno superato gli africani". La fascia media è la più critica: basta una malattia, la morte di uno dei coniugi, e si mangia riso bollito ogni due giorni. Eppure, per la Cgil, senza nonni salterebbe il prodotto interno lordo italiano. Il 27% del Pil, in Liguria, sono pensioni. "Due anni fa - dice Umberto Marciasini, segretario regionale dei 108 mila iscritti allo Spi - la finanziaria ha stanziato 300 milioni di euro per un fondo nazionale non autosufficienti. Ridicolo: per interventi di standard europeo servono almeno 12 miliardi. In ogni caso i soldi sono rimasti sulla carta". L'altro ieri Mirella Barani, 88 anni di Savona, si è sentita rispondere di ripassare tra due per il posto al ricovero. "La vecchiaia - sostiene Ernesto Palumeri, responsabile anziani dell'Asl genovese - nel 2020 durerà trent'anni, un terzo della vita. Un terzo della popolazione avrà più di 65 anni: stiamo costruendo una società di emarginati". I borghi sospesi sulle onde, le terrazze a vite e olivo, gli orti di montagna, in questi giorni sono silenziosi come un innamorato. La Liguria aspetta l'estate, ferma e chiusa nella sua meraviglia fuori moda. Per la prima volta però è in vendita. Non la solita offerta immobiliare. Tra Ventimiglia e La Spezia, lungo il mare e nell'entroterra, il saldo abbraccia ogni cosa. A Nervi una piccola agenzia, oltre a decine di appartamenti, offre negozi, gelaterie, ristoranti, alberghi e anche se stessa. Nei paesi sopra Imperia ogni casa ha un numero di telefono dipinto sul muro. A Varigotti, su una cancellata, c'è un cartello: "Regalo quartiere in cambio ristrutturazione casa". Per gente che si faceva uccidere, piuttosto di vendere agli odiati forestieri, è la resa. "L'emergenza demografica - dice lo storico dell'economia Marco Doria - genera recessione economica". E cambia la società. A Genova, nel 2007, i matrimoni tra settantenni e giovani badanti dell'Est hanno superato quelli tra ragazzi liguri fra 23 e 28 anni: 3642. Per la prima volta in una regione italiana le badanti hanno superato i metalmeccanici: 40 mila contro 39 mila. Secondo i sindacati sono in realtà almeno 60 mila: 4200 i contadini. Le ronde xenofobe, nel luglio 1993, sono nate qui. è la sindrome della Riviera: odia ciò di cui vive. "Ma nonostante la Lega - dice in Val di Magra lo scrittore Maurizio Maggiani - si torna al sano matrimonio d'interesse. L'amore coniugale è un'invenzione del Novecento, ci si è sempre sposati per necessità. Siamo sfiancati da una vita di insicurezze, è come a Roma alla fine dell'impero: i barbari vennero per salvarci, non per conquistarci, come oggi gli immigrati. Lo scontro generazionale piuttosto, quello sì è inevitabile: i giovani si ribellano contro il silenzio dei padri e fuggono da un sistema vuoto. Non pagheranno conquiste scientifiche che la cultura non ha rielaborato". In piazza Vittoria, a Genova, si capisce cos'è la guerra dei figli. Alle 8 il parcheggio davanti all' "Istituto rinascita e vita" è un cronicario a cielo aperto. Dalle ambulanze scendono decine di vecchi immobili. Gridano, picchiano, chiamano "troie" e "carogne" gentilissime infermiere. Poi le baciano e singhiozzano. Lo spettacolo del conflitto tra sofferenza, paura e cattiveria, ammutolisce l'esercito di vedove in marcia verso l'ultima svendita di completi invernali. Studenti e giovani disoccupati, invece, sghignazzano. Sette su dieci, prima dei trent'anni, lasciano una regione che non offre più lavoro. Chi trova un posto e una casa, sente che è troppo tardi per metter su famiglia. L'emigrazione verso Milano e il Nordest, o all'estero, torna ai livelli degli anni Venti. Sul muro dell'American Bar c'è scritto: "Vecchi stronzi morite e piantatela". "La società - dice il poeta Edoardo Sanguineti - si adegua. Siamo al modello-Berlusconi: catastrofico, esagerato, impermeabile alla realtà, compiaciuto della tolleranza - zero che lo sostiene. La tivù produce consumi e terrori, un mondo fantastico e orrendo. Il potere impone Alitalia, Alta Velocità, energia atomica e Ponte sullo Stretto. L'Italia di pendolari e vecchi chiede treni locali e autobus, ricoveri dignitosi e panchine. Non abbiamo immaginato una politica contro la solitudine. Così non abbiamo più cose da dirci. Cinquanta persone videoparlano per tutti: nelle case pesano i silenzi". Senza volontariato e solidarietà invisibili, bambini e vecchi avrebbero già imbracciato il fucile. Se a Varese Ligure 68 abitanti superano i 90 anni e 8 i 100, ennesimo record studiato in tutto il mondo, a Riomaggiore gli anziani, assieme al paese, hanno salvato se stessi. Quattro persone su dieci hanno più di 70 anni. L'età media dei contadini è di 76. Hanno speso la vita a coltivare 3 mila ettari di vigneti e olivaie verticali come le Dolomiti. Hanno costruito muretti a secco più lunghi della muraglia cinese. Un incanto che da 15 anni, grazie al Parco nazionale delle Cinque Terre, restituisce 3 milioni di viaggiatori che possono spendere. "I ragazzi - dice il sindaco Lino Gogioso - non finiscono più nei cantieri di La Spezia, i vecchi sono ascoltati". è l'altra faccia dell'abbandono e dell'invecchiamento occidentale. Gli anziani partecipano a conferenze, concerti e dibattiti attraverso due tivù locali via cavo. Ogni mattina si trovano per la ginnastica dolce. Spesa e medicine sono consegnati a domicilio. Nuovi ascensori collegano i diversi piani del borgo. Fanno l'elettrocardiogramma con il cellulare, anche negli orti: il San Raffaele di Milano legge e risponde in 15 minuti. Vivono in famiglia, cucinano, parlano con i nipoti. Bocciata la costruzione di un ospizio. Identità, cultura e amore per il territorio hanno fatto il miracolo: 23 bambini sotto i 3 anni. Nido, asilo, elementari e medie sono di nuovo pieni di disegni. Carlo Nembrotti, 82 anni, dalle 6 alle 12 ricostruisce muretti, dalle 13 alle 19 cura le vigne. Ha iniziato a 14 anni, scaldachiodi di sommergibili. Puntuale come l'Ave Maria, mai un giorno a casa. "Felicità e giovinezza - dice - non esistono. Sono un altro modo di chiamare il nostro dovere". Da Gorreto a Riomaggiore: la condanna alla senilità può scoprire la sua grazia.

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Intesa sanpaolo riparte da air one ma la cordata italiana è ancora a terra - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 05-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia La compagnia di Toto ha ordinato nuovi Airbus per 4,8 miliardi ed è l'unica certezza dell'advisor Intesa Sanpaolo riparte da Air One ma la cordata italiana è ancora a terra Colaninno vuole prima il partner estero, restano in stand by le Fondazioni ETTORE LIVINI MILANO - Oggi advisor. Domani, magari, finanziatrice ed azionista. Intesa Sanpaolo ha iniziato ieri la sua ricognizione sui conti Alitalia con il team di Gaetano Miccichè e Fabio Canè, affiancati dalla Boston Consulting e dallo studio legale Bonelli. è il primo passo di un'operazione ("confidiamo in Santa Intesa e San Paolo", ha chiosato non a caso il ministro allo sviluppo economico Claudio Scajola) che si preannuncia tutta in salita e per cui la Consob, visto il black out informativo, ha deciso di sospendere il titolo a Piazza Affari. Quali assi nella manica ha la banca di Giovanni Bazoli e Corrado Passera? Allo stato, a prima vista non moltissimi. Entro la data dell'assemblea della Magliana di fine giugno l'istituto di credito pubblicherà la sua fotografia "reale" dello stato di salute della compagnia. Poi partirà alla ricerca di potenziali compratori. L'unica certezza, a oggi, sembra il ruolo di Air One, disponibile a fondersi con Alitalia portando in dote le sue preziose opzioni su nuovi Airbus (ieri ha varato ordini per 24 aerei, valore 4,8 miliardi) e la sua quota (ormai il 37%) del mercato italiano. Le nozze però non porterebbero alcun miglioramento finanziario. E rischiano anzi di sommare le fragilità dei due sposi senza risolvere il cronico problema delle perdite del vettore di bandiera. Servono quindi un management in grado di discutere con i sindacati per un drastico piano di ristrutturazione e soldi, tanti (Air France aveva previsto 6,5 miliardi con il greggio a 85 dollari), per sostenere il risanamento. Negli ultimi giorni è emersa ? a fianco di Air One ? l'ipotesi di un ruolo centrale per Roberto Colaninno, già compagno di avventura di Intesa nel fortunato rilancio della Piaggio. Contatti in effetti ci sono stati, ma il manager mantovano ? la cui presenza potrebbe convincere alcuni grandi fondi internazionali a scendere in pista ? avrebbe messo sul tavolo due paletti irrinunciabili: un riassetto industriale serio e preventivo e la presenza di un partner internazionale di peso. Due condizioni al momento ben lontane dall'essere realizzate e senza cui non ci sarebbe la sua disponibilità. Sul piatto ci sono anche i nomi della cordata italiana messa insieme con pazienza certosina da Bruno Ermolli, che ora si è fatto da parte. Qualcuno con più disponibilità finanziarie (Riva, i Ligresti, Benetton e i Fossati) altri pronti solo a contributi simbolici (da Tronchetti fino a Squinzi e i Marcegaglia). Nessuno comunque con in tasca i capitali sufficienti a riportare in quota i conti e la credibilità di Alitalia. Con questi imprenditori più Air One si potrebbe mettere assieme un mini nocciolo duro italiano, razionalizzare a tempi record il gruppo, sindacati permettendo, per poi andare a trattare a stretto giro di posta con qualche big straniero. La strada insomma è strettissima. In teoria ci sono anche delle carte di riserva. Le casseforti delle Fondazioni. Le grandi banche e al limite le aziende pubbliche (Eni in testa) già tirate per la giacchetta nelle scorse settimane. Da provare a convincere con la moral suasion delle partite di giro come ad esempio un ammorbidimento dei temuti giri di vite fiscali. Intesa comunque è l'ultima carta rimasta in mano al Governo dopo l'addio di Air France. Se i conti non torneranno entro poche settimane, la strada del commissariamento sarà a quel punto inevitabile. E per Alitalia si aprirà una nuova (l'ennesima) partita. Ma con lo spettro del crac a quel punto quasi inevitabile.

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Alitalia, il governo cambia il decreto - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 05-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Alitalia, il governo cambia il decreto L'esecutivo risponde alla "procedura" Ue. La Consob sospende il titolo in Borsa Unificati i dl sulla vendita. Scajola: confidiamo in Sant'Intesa e San Paolo LUCIO CILLIS ROMA - La scure della Ue, pronta ad aprire mercoledì prossimo una procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese sul caso Alitalia, costringe il governo a correre ai ripari. Le due norme approvate nelle scorse settimane (una sulle modalità della nuova privatizzazione e l'altra relativa al prestito da 300 milioni iscritto a patrimonio netto dell'azienda) confluiscono da oggi in un unico documento che sarà vagliato nelle prossime ore dal Parlamento. Una decisione dettata dalla volontà di chiarire quanto prima a Bruxelles la bontà di un prestito effettuato a condizioni di mercato in presenza di un iter di privatizzazione. Nessun "aiuto di Stato" dunque, ma una scelta dovuta per non far fallire l'imminente processo di vendita. Un percorso che, nelle intenzioni dell'esecutivo, dovrebbe mettere l'Italia al riparo dalle accuse dell'Ue. Ai dubbi dell'Unione Europea si sommano però quelli tecnici del servizio Bilancio della Camera che giudica il prestito ad Alitalia "a rischio restituzione". Infatti, nel caso di una procedura di liquidazione, lo Stato potrebbe perdere il credito a favore della Magliana. Nel mirino c'è proprio l'emendamento che ieri è confluito nel testo del dl sul prestito e che consente di iscrivere i 300 milioni di euro al patrimonio netto dell'azienda: i commi 4 e 5 dell'ex articolo 4 disciplinano infatti le modalità del rimborso nelle ipotesi di liquidazione della società e di cessione da parte del ministero dell'Economia. Per il primo caso la norma prevede che il debito derivante dal prestito disposto dal decreto venga rimborsato solo dopo che siano stati soddisfatti gli altri creditori della società e comunque proporzionalmente al capitale sociale. Ieri, in parallelo con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge che riavvia le procedure di privatizzazione di Alitalia, Borsa Italiana ha deciso di sospendere il titolo dalle negoziazioni "fino ad un successivo provvedimento". E dunque, tutto resta in alto mare, col nuovo "pasticcio" su Alitalia che riapre lo scontro tra governo e centrosinistra. Per il ministro dei Rapporti col Parlamento Elio Vito il "superdecreto Alitalia" riuscirà a dissipare i dubbi di Bruxelles, "visto che si chiarisce la natura del prestito ponte, che è quella di essere una misura finalizzata alla privatizzazione". Il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola prova la battuta: "Abbiamo portato avanti una linea che ci sembrava giusta e che riteniamo non sia lesiva degli interessi di altri e che speriamo possa contribuire al suo rilancio e ora - dice - confidiamo in Sant'Intesa e Sanpaolo" riferendosi all'istituto di credito da 48 ore advisor della privatizzazione. Ma dall'opposizione il ministro ombra dell'Economia Pierluigi Bersani si dice "totalmente insoddisfatto" della gestione del caso Alitalia: "Si cancellano norme sulla trasparenza e sul controllo nella fase che si apre adesso". L'Italia dei valori, spiega il leader Antonio Di Pietro, "non solo farà opposizione dura ma anche ostruzionismo perché sia chiaro che questa è una truffa e un raggiro agli italiani". E, conclude Michele Meta, capogruppo del Pd in commissione Trasporti, "l'advisor dovrebbe essere scelto mediante una gara di evidenza pubblica".

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Camera, Mussolini contro i posti in "piccionaia" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 05-06-2008)

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N. 133 del 2008-06-05 pagina 0 Camera, Mussolini contro i posti in "piccionaia" di Redazione Denunciata la scomodità dei posti assegnati nelle ultime file in alto dell'emiciclo al di sotto delle tribune. Poi lo show: la parlamentare prima chiede "il seggiolone" per seguire meglio i lavori, poi scende fin sotto la presidenza per occupare uno dei posti riservati ai sottosegretari Roma - Ieri l'austerity di Gianfranco Fini che richiama al rigore il lavoro parlamentare, oggi lo show in aula a Montecitorio di alcuni deputati trascinati da Alessandra Mussolini che denunciano la scomodità dei posti loro assegnati in "piccionaia": le ultime file in alto dell'emiciclo al di sotto delle tribune. Lo show della Mussolini Mussolini, durante il voto sul dl Alitalia, interviene per denunciare alla presidenza che da quei seggi non si vede nemmeno l'indicazione di voto che dà ai deputati il segretario d'Aula del gruppo di appartenenza e chiede "il seggiolone" per sapere cosa succede dalle parti dei banchi di governo e presidenza e nelle prime file. Sfida anche il rigido protocollo parlamentare, scendendo fin sotto la presidenza per sedersi e infilare la sua tessera in uno dei posti riservati ai sottosegretari non occupati. Il vicepresidente di turno, Maurizio Lupi, acconsente a farla parlare da quegli scranni ma la invita a non votare da lì perché il voto sarebbe non valido. Bagarre in Aula A contestare la Mussolini c'è l'Italia dei Valori, ma anche l'ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini che invita la presidenza a gestire meglio i problemi, ricordando come dal 1948 a oggi nessuno si sia mai lamentato della piccionaia ma come questo non possa consentire ad Alessandra Mussolini di scegliersi una sistemazione diversa. Dalla presidenza, Lupi, ascolta proteste e osservazioni un pò sconsalato. Il Carroccio, interviene invece per chiedere ai deputati di restare al merito del provvedimento. "Con tutti i problemi - scrive in una nota il presidente dei deputati leghisti, Roberto Cota - che deve affrontare il nostro Paese è una vergogna che si perda tempo a discutere della comodità delle poltrone in aula. I deputati della Lega Nord sono qui per lavorare". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Alitalia, Intesa Sanpaolo al lavoro Per fine giugno pronto il verdetto (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 05-06-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 133 del 2008-06-05 pagina 22 Alitalia, Intesa Sanpaolo al lavoro Per fine giugno pronto il verdetto di Paolo Stefanato da Milano Tre fasi per l'indagine di Intesa Sanpaolo su Alitalia. La prima è cominciata ieri, con lo sbarco alla Magliana del responsabile della direzione investment banking del gruppo, Gaetano Miccichè, insieme ai due capi della stessa direzione, Fabio Canè e Andrea Meyr, più un gruppo di una decina di analisti. Gli interlocutori, ai tavoli, sono i padroni di casa: ovvero i dirigenti della compagnia che porteranno agli incontri tutti i documenti utili a ricostruire lo stato di salute di Alitalia. La prima fase, appunto, è rivolta a una ricognizione di carattere economico finanziario; sarà il presupposto per passare alla seconda fase, ovvero allo studio delle ipotesi percorribili sotto il profilo industriale. Solo al superamento dei due primi stadi, si passerà a vagliare i possibili investitori industriali e finanziari. "Oggi comincia il nostro mandato e quindi ogni commento è superfluo. Dobbiamo impegnarci tutti per una soluzione", ha dichiarato laconicamente Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo. "Santa Intesa e San Paolo", secondo la battuta pronunciata ieri dal ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, con chiaro riferimento alla necessità di un miracolo. In prospettiva, una scadenza di calendario: e cioè l'assemblea di Alitalia, convocata per il 28 giugno. Data già indicata dal presidente di Intesa, Giovanni Bazoli, come termine per la conclusione del lavoro di ricognizione. Il ruolo del gruppo bancario è delicato perché, in base all'incarico formalizzato con decreto legge, ha davvero in mano il futuro della compagnia; sulle sue indicazioni si deciderà, infatti, quale strada seguire; se Alitalia potrà essere risanata oppure no. L'immagine di Intesa è influenzata anche da altri fattori: e cioè dal fatto di essere stata, da 18 mesi a questa parte, la spalla finanziaria di Carlo Toto (Air One), apparendo fortemente coinvolta nel progetto dell'imprenditore abruzzese di rilevare Alitalia. Oggi l'incarico di advisor pone Intesa formalmente sopra le parti; ma i retropensieri fanno immaginare che Carlo Toto, che Air France aveva messo fuori gioco, oggi sia nuovamente avvantaggiato. In un ruolo, tuttavia, diverso dal passato. Egli stesso, ieri - confermando: "Noi siamo pronti" - ha parlato di progetto cambiato e di una possibile confluenza di Air One in Alitalia. A differenza del passato, con buona probabilità non sarebbe l'unico incaricato della gestione; e nel capitale, oltre a soci diversi, potrebbe entrare la stessa Intesa. Polemiche accese sul prestito ponte hanno accompagnato la discussione sul decreto, che sarà votato oggi alla Camera. Sul fronte europeo, sembra accertato che la prossima settimana l'Ue aprirà una procedura contro l'Italia per aiuti di Stato. Ma l'iter è talmente lungo che, anche in caso di esito negativo, all'Alitalia resterà tutto il tempo necessario per sbrigare le procedure di privatizzazione. Il precedente è la Olimpic, per la quale il governo greco è stato messo in mora senza alcuna conseguenza. Da ieri, il titolo Alitalia è sospeso in Borsa a tempo indeterminato. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Camera, l'ira della Mussolini "No ai posti in piccionaia" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 05-06-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 133 del 2008-06-05 pagina 0 Camera, l'ira della Mussolini "No ai posti in piccionaia" di Redazione Denunciata la scomodità dei posti nelle ultime file in alto dell'emiciclo al di sotto delle tribune. Poi lo show: la parlamentare prima chiede "il seggiolone" per seguire meglio i lavori, poi scende fin sotto la presidenza per occupare uno dei posti riservati ai sottosegretari Roma - Ieri l'austerity di Gianfranco Fini che richiama al rigore il lavoro parlamentare, oggi lo show in aula a Montecitorio di alcuni deputati trascinati da Alessandra Mussolini che denunciano la scomodità dei posti loro assegnati in "piccionaia": le ultime file in alto dell'emiciclo al di sotto delle tribune. Lo show della Mussolini Mussolini, durante il voto sul dl Alitalia, interviene per denunciare alla presidenza che da quei seggi non si vede nemmeno l'indicazione di voto che dà ai deputati il segretario d'Aula del gruppo di appartenenza e chiede "il seggiolone" per sapere cosa succede dalle parti dei banchi di governo e presidenza e nelle prime file. Sfida anche il rigido protocollo parlamentare, scendendo fin sotto la presidenza per sedersi e infilare la sua tessera in uno dei posti riservati ai sottosegretari non occupati. Il vicepresidente di turno, Maurizio Lupi, acconsente a farla parlare da quegli scranni ma la invita a non votare da lì perché il voto sarebbe non valido. Bagarre in Aula A contestare la Mussolini c'è l'Italia dei Valori, ma anche l'ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini che invita la presidenza a gestire meglio i problemi, ricordando come dal 1948 a oggi nessuno si sia mai lamentato della piccionaia ma come questo non possa consentire ad Alessandra Mussolini di scegliersi una sistemazione diversa. Dalla presidenza, Lupi, ascolta proteste e osservazioni un pò sconsalato. Il Carroccio, interviene invece per chiedere ai deputati di restare al merito del provvedimento. "Con tutti i problemi - scrive in una nota il presidente dei deputati leghisti, Roberto Cota - che deve affrontare il nostro Paese è una vergogna che si perda tempo a discutere della comodità delle poltrone in aula. I deputati della Lega Nord sono qui per lavorare". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Ripresa discussione sul prestito Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 05-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia L'Italia dei Valori e' contraria alla conversione in legge del decreto Ripresa discussione sul prestito Alitalia Nuove misure per la privatizzazione e la cessione Roma, 5 giu. - La Camera ha ripreso i lavori per la conversione in legge del decreto n 80 che concede all'Alitalia un 'prestito ponte' di 300 milioni. Dopo l'approvazione nella serata di ieri dei vari emendamenti, con l'Italia dei valori all'opposizione, il nuovo testo del decreto presenta alcune modifiche rilevanti rispetto al testo approvato dal precedente Governo lo scorso 23 aprile e recepisce altri due decreti, sempre del CdM Berlusconi, che permettono all'Alitalia di utilizzare il 'prestito ponte' per far fronte alle perdite- si sono ridotti i passeggeri del 25,9% rispetto al maggio 2007-. Previste una serie di facilitazioni per la manovra di privatizzazione della compagnia di bandiera e snellisce le procedure di cessione del controllo dell'aviolinea visto che verrebbero assunte con una semplice delibera del consiglio dei ministri. Inoltre è ammesso l'esonero dagli obblighi informativi al mercato. Per questa serie di motivi ieri la Consob ha sospeso il titolo Alitalia. Andrea Morelli.

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Mussolini: "il Parlamento una piccionaia" (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 05-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica Guida la protesta di chi siede nelle ultime file Mussolini: "il Parlamento una piccionaia" E la Lega urla allo scandalo Roma, 5 giu. - Per la serie i problemi in Parlamento non finiscono mai, dopo il richiamo al rigore parlamentare di ieri da parte del Presidente della Camera Fini, oggi nuovo show da parte di alcuni deputati della maggioranza. Si è levata una protesta da parte di coloro che si sono visti assegnare le ultime file in alto dell'emiciclo al di sotto delle tribune. "Rivolta"guidata dalla sempreverde Alessandra Mussolini che denuncia la scomodità dei posti loro assegnati in "piccionaia". Durante la votazione sul dl Alitalia la Mussolini ha denunciato la difficoltà nel vedere le indicazioni del voto da quella posizione. Ed è partita la protesta, accesissima. Ha chiesto poi "il seggiolone" per sapere cosa succedesse dalle parti dei banchi di governo e presidenza e nelle prime file, sfidando così il rigido protocollo parlamentare. Lo stesso Lupi, vicepresidente di turno della votazione, la invita a non votare da quella posizione e a far sentire la sua voce. Contrari i deputati dell'Idv di Di Pietro, l'ex Presidente della Camera Casini, così come da tutta la Lega, che sottolinea: "con tutti i problemi dell'Italia, non si può discutere sulla comodità o meno dei seggiolini, è assurdo; siamo venuti qui dal Nord per lavorare". Andrea Morelli.

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Mussolini: 'il Parlamento una piccionaia' (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 05-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica Guida la protesta di chi siede nelle ultime file Mussolini: "il Parlamento una piccionaia" E la Lega urla allo scandalo Roma, 5 giu. - Per la serie i problemi in Parlamento non finiscono mai, dopo il richiamo al rigore parlamentare di ieri da parte del Presidente della Camera Fini, oggi nuovo show da parte di alcuni deputati della maggioranza. Si è levata una protesta da parte di coloro che si sono visti assegnare le ultime file in alto dell'emiciclo al di sotto delle tribune. "Rivolta"guidata dalla sempreverde Alessandra Mussolini che denuncia la scomodità dei posti loro assegnati in "piccionaia". Durante la votazione sul dl Alitalia la Mussolini ha denunciato la difficoltà nel vedere le indicazioni del voto da quella posizione. Ed è partita la protesta, accesissima. Ha chiesto poi "il seggiolone" per sapere cosa succedesse dalle parti dei banchi di governo e presidenza e nelle prime file, sfidando così il rigido protocollo parlamentare. Lo stesso Lupi, vicepresidente di turno della votazione, la invita a non votare da quella posizione e a far sentire la sua voce. Contrari i deputati dell'Idv di Di Pietro, l'ex Presidente della Camera Casini, così come da tutta la Lega, che sottolinea: "con tutti i problemi dell'Italia, non si può discutere sulla comodità o meno dei seggiolini, è assurdo; siamo venuti qui dal Nord per lavorare". Andrea Morelli.

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Robin pop (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 05-06-2008)

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L'idea di tassare i petrolieri per i loro extraprofitti (ma chi quantifica e come l'extra? ed è l'unico settore ad avere extra? e nel futuro tutti gli extra saranno da bastonare?) ha l'aria di essere l'idea più pop degli ultimi giorni. 1. Lo Stato, attraverso l'iva, ha già portato a casa tasse extra dai profitti extra del barile extra. Si calcola che in un anno esso ammonti già a 500 milioni. Insomma se proprio crede lo stato potrebbe rinunciare a parte dell'Iva applicata sulla benzina che in Italia è al 20 per cento e in altri paesi europei è al 16 per cento. 2. I profitti maggiori sono realizzati da chi buca e spilla petrolio. Su 1,6 milioni di barili consumati al giorno in Italia, meno di 100mila sono di produzione domestica. Dunque toccare le royalties sui buchi rende poco niente. 3. Il petroliere di gran lunga più ricco d'Italia si chiama l'Eni per un terzo proprietà dello stato. Fattura quasi 90 miliardi di euro con utile vicino ai 10 miliardi (pari al fatturato totale di Erg, secondo petroliere in Italia) ed ha un margine operativo di 20 miliardi. Tassare i petrolieri in Italia, vuol dire per lo Stato tassare se stesso: una partita di giro. 4. Annunciare un'imposta che può facilmente essere traslata sul consumatore ha effetti perversi. Basti pensare che il rincaro di 1 centesimo del costo finale al consumatore della benzina vale per le compagnie petrolifere 500 milioni di euro. Sono solo alcune notazioni, peraltro imprecise poichè ancora non è preciso l'imponibile della nuova tassa. Ad esempio se veniesse colpita la raffinazione, il discorso sarebbe parzialmente diverso. Resta l'idea molto pop che la manina dello Stato asi occupi degli affari privati. Scritto in Berlusconi IV Non commentato " (No Ratings Yet) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 27May 08 L'Ici pop dei Liberali pop Il governo Berlusconi ha promesso in campagna elettorale di eliminare l'Ici sulla prima casa. Lo ha fatto con l'eccezione degli immobili accatastati a/1, a/8 e a/9. Il motivo è che sono immobili di lusso. Non vogliamo aprire una discussione sull'essenza di questa imposta. Piuttosto ci interessa determinare la ragione politica per la quale siano stati esclusi dal beneficio i proprietari di immobili, cosiddetti di lusso. E la ragione, cari commensali, è semplice: demagogia allo stato puro. Vedete, alcune manovre fiscali opportune questo governo non potrà farle per motivi di bilancio: e lo possiamo capire. Ma sull'Ici pop non ci siamo. Le "abitazioni di tipo signorile" accatastate così in Italia ammontano alla ridicola cifra di 35701 (trentacinquemila e rotti), di ville (burocraticamente chiamate a/8) ce ne sono 34.141 e infine ci sono 2397 tra castelli e palazzi di pregio. Insomma ci sono 72mila "ricchi" che non godranno dell'esenzione Ici, su 31 milioni di immobili in Italia. Posto, come si capisce, che estendere lo sconto anche a costoro non sarebbe stato un salasso, resta il pop. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 27 ) " (2 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25May 08 Mutui e azzzzzardi Vi segnalo un bel articolo di Claudi Borghi sul Giornale di un paio di giorni fa. Si parla dell'intesa governo-banche sulla rimodulazione dei mutui a tasso variabile. Borghi dice chiaramente e subito che "non si tratta di un regalo" e mette in chiaro (è il caso di dirlo, vista la semplicità con cui spiega la manovra) la portata del provvedimento. Due sole notazioni aggiuntive e provocatorie. 1. Gli economisti lo chiamano moral azard: è la circostanza per la quale un individuo o un impresa assume rischi alti sapendo che poi alla fine qualcun altro sarà tenuto a pagare per il comportamento che eventualmente si è rivelato troppo rischioso. Ebbene ci si può domandare se questo intervento dello Stato non crei l'impressione che gli errori di valutazione dei cittadini possano essere sempre e comunque sanati dal legislatore. Chi ha contratto un mutuo a tasso variabile sapeva che il tasso sarebbe potuto cambiare. L'ha fatto perchè inizialmente i saggi erano bassi, ma poi quando sono saliti, zac ci pensa l'aiuto di mamma stato-banche. 2. La convezione pensata da governo-abi ha un forte effetto di riduzione della concorrenza. Chiunque avesse avuto una rata alta avrebbe (grazie alla Bersani, per la verità molto osteggiata dalle banche) potuto verificare offerte alternative per portare il mutuo in banche alla ricerca di nuovi clienti e dunque disposte ad applicare condizioni migliori. Con la rimodulazione prevista dalla convenzione, si fa tutto in casa. Dunque le banche si tengono stretti i propri clienti: gli fanno diventare la rata fissa e se li tengono così in portafoglio per decine di anni. Senza alcun rischio che qualche istituto bancario particolarmente aggressivo vada a rompere loro le scatole. I circa 1,5 milioni di italiani con la rata alta otterranno un beneficio temporaneo a cambiare il mutuo in fisso e per di più ai tassi del 2006, ma l'Italia perderà in termini di concorrenza del sistema e di educazione finanziaria dei suoi cittadini. Scritto in pol economica Commenti ( 20 ) " (1 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15May 08 Dietro la lavagna/2 A proposito di stipendi d'oro, perchè non pensare ad una tassazione eccezionale per chi ha case con più di trenta camere? Oppure perchè non aumentare la tassazione su chi ha la barca più lunga di trenta metri? E ancora perchè non tassare i proprietari di Ferrari e Lamborghini? Anzi, ideona, perchè non introdurre una imposta eccezionale per coloro che hanno un diamante superiore ai tre carati, colore f, e inclusioni wsi? Ma veramente risolviamo i problemi della finanza pubblica con manovre e annunci così pop e demagogici come quello di tassare gli stipendi dei manager? I ricconi, per la verità in gran parte antiberlusconiani, non hanno certamente bisogno del sottoscritto per essere difesi. Fa proprio rabbia dover essere costretti a difendere questa categoria e con essa il principio che le retribuzioni e i suoi eventuali tetti, in uno stato liberale, non li definisce lo Stato. Chissà perchè mi viene in mente un manifesto sinistro il cui refrain era: Anche i ricchi piangono, con una barca sullo sfondo. Tremonti dietro alla lavagna per quattro-cinque ore. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 30 ) " (6 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10May 08 Dietro alla lavagna/1 Prima dichiarazione ufficiale del ministro dell'Ambiente: "Ringrazio tantissimo Alfonso". Per Alfonso, la Presti-Giacomo intende Pecoraro Scanio. Ma non basta: "Ha fatto tanto in questi due anni per questo motivo con lui intendo mantenere un rapporto". Complimenti al neo ministro. Ci resta il dubbio se i suoi ringraziamenti si riferiscono specificatamente ai veti sui termovalorizzatori (caso Campania, ma non solo), a quelli sul nucleare, o a quelli sui rigassificatori? O piuttosto se i ringraziamenti ad Alfonso siano giustificati per la la composizione della commissione del Via, o per la retorica veteroambientalista, o per le ultime nomine fatte in fretta e furia al ministero, o per i viaggi pagati in alberghi extralusso su cui indaga la magistratura? Gentile Presti-Alfonso sono questi i motivi per cui intende mantenere un rapporto? Un rapporto, sia detto per inciso al neoministro, che gli italiani votando il suo partito e cancellando quello dei verdi, avrebbero voluto vedere raso al suolo. Per il ministro dell'ambiente, due ore dietro alla lavagna. E non fiati. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 23 ) " (8 votes, average: 4.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Apr 08 1929 Oggi è stato reso pubblico il dato del Pil negli Stati uniti, nel primo trimestre del 2008. La crescita della ricchezza americana è dello 0,6 per cento. Poco (anche ancora doppia rispetto a quella italiana), ma non da giustificare tecnicamente la paura di una recessione. La produzione industriale è cresciuta dello 0,7 per cento. I consumi dei cittadini dell'1 per cento. E per finire sul mercato di Borsa: all'inizio dell'anno il Dow Jones era a quota 13043 e oggi siamo ritornati più o meno là. Perdonate i numeri, ma forse a coloro che parlano di 29 converrebbe ricordarli. Scritto in finanza Commenti ( 16 ) " (3 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 17Apr 08 Chi non capisce, pontifica Mercoledì mattina sono stato inviato a Omnibus della Sette. Ascoltavo tanti dotti commenti sul successo della lega e sui suoi motivi e sui flussi elettorali e bla bla bla. Ma insomma con che coraggio. Abbiamo sbagliato tutto, ma pretendiamo di commentare i risultati diversi delle nostre previsioni. Ma come fanno i tanti che ci hanno detto che il parlamento sarebbe stato massacrato e polverizzato da questa legge elettorale, oggi a parlare di bipolarismo. Come fanno i tanti che davano la lega, come piccolo movimento di razzisti, a spiegare il suo successo. Cosa ha aperto loro gli occhi? Dovremmo tacere, stare zitti, fare la cronaca, ascoltare e smetterla di pontificare su fenomeni di cui non capiamo un cavolo. Ho la triste sensazione che i giornalisti stiano diventando sempre più simili ai politici: non riescono a vedere ciò che avviene fuori dai loro palazzi. Il corsera per due giorni consecutivi ci ha detto che sarebbe stato meglio il pareggio e oggi si compiace di una maggioranza chiara. L'universo mondo si interroga da dove siano arrivati i voti alla lega. Se un partito prende nelle città del nord un voto ogni cinque elettori, i voti li ha presi da tutti. Ma andiamo al bar Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (17 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Apr 08 Piccolo sfogo sul meraviglioso Ferrara Cari comensali in questa campagna elettorale moscia, piena, come sempre, di promesse, le quotazioni di Ferrara salgono. Almeno, ovviamente, per me. Gli lanciano le pietre e lui risponde. Va nelle piazze con idee pazze. é un simbolo di passione e di politica. E divide, ma fa pensare. é adorabile. Scritto in Varie Commenti ( 63 ) " (7 votes, average: 4.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16Mar 08 Alitaglia/2 Cari commensali, l'amico Gamaximo scrive: "Egr. Sig. Porro, come certamente avrà inteso sono uno tra i sostenitori del fatto che Alitalia debba essere venduta ad una società privata che abbia le competenze per rimettere a posto una situazione che noi, in vent'anni, non siamo stati capaci di sistemare. Mi sembra tra l'altro che Air France-KLM possa essere proprio la soluzione giusta ma .. le ultime notizie trapelate questa mattina, dopo la lunga riunione dei vertici Alitalia, mi fa pensare che forse sarebbe il caso di rivedere la cosa. In pratica, sembrerebbe, che AF-KLM vogliano acquistare il pacchetto Alitalia ad esclusione di AZ service cioè comprando a poco più di niente una società che in effetti vale poco ma lasciandoci una società ( 10.000 persone) che vive sui servizi dati agli aeromobili e a tutto quanto ci gira intorno ma ..togliendoci gli aeromobili. Cosa vuol dire? Che affare è? In pratica mi sembra che ci venga offerto un bel panino imbottito da quale viene sfilato in prosciutto! Cosa ne dice? Forse bisognerà dire ad AF-KLM che gli affari bisogna farli in due !!". Sapete che vi dico: qualche sospetto mi inizia a venire anche a me. Sono da 20 ore in viaggio: sono andato a Los angeles, ovviamente via Monaco. E sono ancora qui, a Monaco, che aspetto la mia coincidenza per Malpensa. Sono disponibile, ma anche rattristato, di non avere un volo diretto da Milano a Lax, ma il costo di questo sacrificio deve valere la pena. Certo, poi penso al servizio e al costo di Alitalia peri contribuenti, e mi viene un po' di pessimismo. L'idea che Airfrance si compri Alitalia, ci sposti a Parigi, e non si prenda tutto il "pacco" mi fa però imbufalire Scritto in Varie Commenti ( 61 ) " (8 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Mar 08 Morti di ipocrisia Se domani mattina, speriamo di no, dovessi fare un incidente mortale con il motorino mentre vado a fare un'intervista, sarei considerato, per le statistiche, un morto sul lavoro. I commensali mi perdoneranno la macabra suggestione, ma serve per evitare di parlare di morti senza mai mettersi, anche ipoteticamente, in discussione. Ebbene circa il 70 per cento dei circa 1200 morti sul lavoro, sono deceduti per incidenti stradali. Qualcuno pensa dunque che il mio datore (l'odiato Berlusconi, in questo caso jr) sia responsabile anche di questo? Mi metto in discussione in prima persona e paradossalmente perchè mi sembra che su questa faccenda si stia facendo un baccano ipocrita che nulla ha a che vedere con le morti drammatiche sul modello Thyssen. Oggi mi sono dilungato sul giornale esattamente su questo tema. Il consiglio dei ministri pensa che basti una legge e una sanzione dura per ridurre gli incidenti sul lavoro. Si tratta di un alibi insopportabile, soprattutto vista la gravità del tema che affronta. Anzi più norme, più burocrazia, più imposizioni rischiano di metterne fuori legge le imprese marginali, quelle per le quali il rischio professionale è maggiore. Scritto in Varie Commenti ( 27 ) " (15 votes, average: 4.53 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola Porro su ilGiornale.it contatti Categorie Berlusconi IV (4) burocrazia (1) citazioni (2) finanza (10) pol economica (19) Varie (32) Ultime discussioni Luigi: Grazie di aver tolto l'ICI.per 1 euro non pagato,lo Stato ti mette all'asta la casa in 1... Jacopo: A mio parere per capire perchè le abitazioni di lusso siano state escluse dall esenzione dell ici bisogna... libertyfighter: Caro Lorenzo, è un piacere leggere il tuo commento in mezzo ai tanti che condividono "anche i... renato: Sono d'accordo con Lei dott. Porro, ma cosa avrebbe detto l'opposizione se Berlusconi si fosse... Franco R: Caro Porro, Lei ha affrontato il problema nella maniera più sbagliata possibile. Mi viene il dubbio che... 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IL CAVALIERE E LA SINDROME DEL PENDOLO (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 05-06-2008)
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Argomenti: Alitalia

Augusto Minzolini IL CAVALIERE E LA SINDROME DEL PENDOLO Davanti all'ingresso dell'aula di Montecitorio sul volto del ministro dell'Interno Roberto Maroni c'è ancora un'ombra di incredulità. "Guardavo la conferenza stampa di Berlusconi e Sarkozy - racconta - e quando il Presidente ha detto che sul reato di immigrazione non era d'accordo sono saltato sulla sedia". Berlusconi non mi ha avvertito neppure con una telefonata - prosegue Maroni -. Poteva dire che la questione ormai riguardava il Parlamento e far esprimere le perplessità a Cicchitto. Sarebbe stato meglio. E invece... Io non cambio idea. Per me il reato resta. Semmai sarà lui che dovrà spiegare agli elettori perché ha cambiato opinione dopo aver firmato il ddl. E non tiriamo in ballo la storia dell'aggravante che non c'entra niente. E' contenuta nel decreto e a Milano è già stata applicata. Comunque così mi ha fatto un assist, abbiamo guadagnato il 2%. Perché lo ha fatto? Vuol piacere a tutti". Il Cavaliere è tornato alla filosofia del pendolo: a Napoli presenta un ddl con dentro il reato; l'altro ieri a Palazzo Chigi con Sarkozy esprime perplessità sulla proposta; e ieri a Villa Madama con Mubarak nega ogni "marcia indietro" e sostiene che il problema riguarda solo la fattibilità di un provvedimento del genere. "In Italia - spiega - arrivano mille clandestini al giorno per cui introducendo il reato ci vorrebbero tanti magistrati per giudicarli e posti in carcere per ospitarli. Ci vuole concretezza". Ragionamenti che avranno pure qualche fondamento, ma intanto il "pendolo" ha fatto avanti e indietro. "Il Cavaliere un giorno è deciso come la Thatcher, un altro è dedito al compromesso come Andreotti...", si lamenta il radicale in forza al Pdl, Benedetto Della Vedova. E il motivo è sempre lo stesso, quello di cui parla Maroni: Berlusconi vuole piacere a tutti. E' quasi un coro a dirlo. "Il capo - dice un giovane rampante della Pdl, Gregorio Fontana - vuole soddisfare tutti quelli che ha di fronte". "Per compiacere l'interlocutore del momento - ripete Giorgio La Malfa - a volte si dimentica del provvedimento che ha firmato". "Lui - si limita a dire il presidente della Commissione Trasporti, Valducci - vuole sedurre tutto il mondo ma non è possibile. E la voglia di Quirinale enfatizza questa propensione caratteriale". Inoltre con questa filosofia di conquistare gli altri a tutti i costi, rischia di scontentare i suoi. Lo arguisce anche uno a digiuno di politica come l'ex comandante della Guardia di Finanza, Roberto Speciale: "Ci voleva proprio questa lite con la Lega? - si chiede -. Così non dura. Eppoi in questo momento si decide e si va avanti, non si firmano ddl per dimenticarli". Un'atmosfera di disorientamento che l'opposizione non ha perso l'occasione di enfatizzare. "Berlusconi soffre - sostiene D'Alema - di un bisogno quotidiano di consenso". Già, la "sindrome" del piacere a tutti. L'atteggiamento del "pendolo" nasce da questo bisogno e va inquadrato nella settimana della grande rentrée del Cavaliere sulla scena internazionale. Il premier doveva incontrare tanti capi di Stato a Roma: Sarkozy non era un problema perché più di un amico è un fratello. Ma Berlusconi sapeva che il reato di immigrazione clandestina gli aveva creato più di un problema con altri interlocutori: Zapatero lo aveva criticato perché un'opzione così dura dell'Italia rischia di trasformare la Spagna nell'unica porta per l'Europa per i clandestini; il Vaticano ne aveva preso le distanze per svolgere il suo ruolo istituzionale come pure l'Onu. Così sarà un motivo o per l'altro, ma dopo l'incontro con Zapatero il Cavaliere ha maturato la "svolta": lui per la verità, consigliato da Gianni Letta, qualche perplessità l'ha sempre avuta, alla fine però ha deciso di renderla pubblica. Probabilmente sarebbe bastata la formula canonica, "il provvedimento era all'esame del Parlamento", ma il Cavaliere per piacere ai suoi interlocutori è andato oltre. Così è nato l'incidente con la Lega ricomposto in fretta coinvolgendo Bossi. Alla fine a sentire i messaggeri del Cavaliere e del senatur verrà fuori un compromesso: resterà il reato, ma sarà un reato contravvenzionale che sarà sanzionato con un'ammenda, i clandestini che non potranno pagare saranno espulsi. Chi, invece, avrà un lavoro (tipo le badanti) sarà nelle condizioni di far fronte alla pena. La cosa strana è che è più o meno così anche a Madrid: così l'Italia non sarà più severa della Spagna. Quel che voleva Zapatero. E il Vaticano? Col Papa domani il problema dell'immigrazione sarà uno dei tanti. Non sarebbe stato in ogni caso motivo per una rottura: il Vaticano è convinto che non potrebbe avere un interlocutore più vicino del Cavaliere. E inoltre anche Oltretevere guardano al sodo: con Ratzinger Berlusconi parlerà dei problemi della terra; col card. Bertone di questioni più concrete. In Vaticano sono infuriati per i tagli ai finanziamenti subiti da alcuni ospedali cattolici, come il Gemelli di Roma, e desidererebbero in tempi brevi la legge sulle intercettazioni perché in Italia possono finire sui giornali non solo i nomi dei politici ma anche quelli degli alti prelati. A ben vedere quindi il movimento del Cavaliere "pendolo" non era così necessario. Anzi, un governo più radicato sulle sue posizioni potrebbe essere un punto di riferimento in un Parlamento sbandato, in cui succede di tutto, nell'opposizione come nella maggioranza. Veltroni è infuriato con il capogruppo del Senato, Anna Finocchiaro, che ha inserito di testa sua il dalemiano Nicola Latorre nella commissione di vigilanza Rai, un organismo che il leader del Pd considera cosa sua. Mentre ieri nella commissione Trasporti il vicepresidente, Luca Barbareschi, che è del Pdl e non del Pd, prima del voto sul decreto per Alitalia ha chiesto lumi sui nomi della cordata del Cavaliere lasciando i commissari della maggioranza attoniti. Appunto, per non contribuire alla confusione forse il premier farebbe bene a tener salda la rotta.

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