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DOSSIER “ALITALIA”

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Alitalia, piano con meno esuberi? I sindacati smentiscono: è giallo. Apertura di Berlusconi: "Sì a Air France, purchè accordo garantisca pari dignità". A Roma 200 dipendenti bloccano il treno per Fiumicino, poi occupano il Centro direzionale Servono approfondimenti". Le parti si ritroveranno al tavolo alle 12 di ROSARIA AMATO (La Repubblica 1-4-2008)


In Borsa il titolo della compagnia è stato sospeso per eccesso di rialzo, e ha chiuso a +10%

ROMA - Il confronto tra Alitalia, Air France e sindacati, fissato per oggi alle 12 alla Magliana, è slittato. La riunione è stata infatti posticipata a mezzogiorno di domani, ultimo giorno utile fissato da Alitalia e Air France per trovare un'intesa. Intesa che potrebbe essere ben vista anche dal Pdl: "Resto molto scettico sull'ipotesi di andare avanti con questa trattativa. Tuttavia se questo accordo prevede pari dignità che non faccia sparire Alitalia come compagnia di bandiera noi siamo favorevoli", ha affermato Berlusconi, assumendo dunque una posizione molto diversa rispetto a quella tenuta finora nel corso della trattativa. Al tempo stesso, Berlusconi si è mostrato molto scettico sul rischio che Alitalia possa fallire, nel caso in cui la trattativa con Air France non dovesse andare in porto in tempi molto stretti: "Non può fallire, questo ventilato fallimento è una bufala".

A quanto si apprende il rinvio della riunione è stato comunicato dalla compagnia ai sindacati per "approfondimenti". Su quali possano essere, e sulle eventuali aperture di Air France-Klm rispetto alle richieste dei sindacati si sono susseguite nel pomeriggio di oggi anticipazioni molto dettagliate e smentite piuttosto dure, segno di una certa tensione che accompagna un momento sicuramente decisivo per la trattativa. Le agenzie di stampa nel primo pomeriggio hanno diffuso dichiarazioni di anonime "fonti sindacali" secondo le quali il presidente di Air France-Klm Jean-Cyril Spinetta starebbe considerando in queste ore l'anticipo dal 2010 al 2009 di un ingresso in flotta di un B-777 e la messa a terra di 13 Md-80, invece dei 16 previsti; una verifica di redditività per il cargo prima della eventuale chiusura nel 2010; il mantenimento di Atitech. Mosse che se confermate si convertirebbero sicuramente in un alleggerimento degli esuberi.


E che andrebbero nella direzione indicata dai sindacati, se si rivelassero fondate, pur non costituendone un accoglimento globale delle richieste. Si tratterebbe infatti del frutto della mediazione del presidente di Alitalia Maurizio Prato, che stamattina ha avuto un incontro con Spinetta, nel corso del quale si sarebbe ragionato su una riduzione dei tagli previsti per la flotta, che porterebbero ad una diminuzione degli esuberi per piloti ed assistenti di volo.

Peccato che siano invece i sindacati stessi, e stavolta con un comunicato ufficiale e firmato, a smentire queste ipotesi, meno di un'ora dopo. "Sulla vicenda Alitalia non ci risultano novità di rilievo, né formali né informali", affermano in un comunicato congiunto i segretari generali della Filt Cgil e della Fit Cisl, Fabrizio Solari e Claudio Claudiani. Secondo i due segretari generali "esercitarsi su inutili limature riciclando proposte già avanzate nei giorni scorsi non aiuta l'avanzamento della trattativa".

Affermazioni che suonano come un allarme 'sabotaggio' di una trattativa che sta invece andando faticosamente avanti. Questo perché le novità filtrate attraverso le agenzie di stampa, che sono naturalmente smentite anche da Air France-Klm, non sarebbero forse risolutive per i sindacati ma sarebbero il segnale di un'apertura vera da parte di Spinetta, se domani venissero confermate al tavolo delle trattative. Ma, se così non fosse, si potrebbe creare uno stato di tensione tale da provocare la rottura definitiva tra il gruppo franco-olandese e i sindacati, vanificando così il tentativo estremo di arrivare a un accordo. Anche se tuttavia rimane l'attesa per quanto Spinetta proporrà domani al tavolo: delle novità rispetto all'ultima versione del piano dovrebbero sicuramente esserci, anche se è difficile dire quali saranno realmente, in che misura coincidano con le anticipazione diffuse tra ieri e oggi e quale potrebbe essere il loro impatto sulla posizione dei sindacati.

Proseguono intanto le proteste dei dipendenti della compagnia. Circa 200 lavoratori ha prima bloccato per un'ora la linea ferroviaria Roma-Fiumicino e poi ha occupato il Centro direzionale alla Magliana.

Ieri sera, nel corso della riunione ristretta con il presidente di Alitalia Maurizio Prato e Spinetta, i sindacati avevano chiesto di rivedere i nodi cruciali del piano presentato dal gruppo franco-olandese relativamente alla flotta, agli investimenti, al cargo e agli esuberi. La Uil aveva abbandonato il tavolo, sostenendo che era inutile continuare a trattare in assenza di vere aperture da parte di Air France, e auspicando la ripresa delle trattative con l'insediamento del prossimo governo. Oggi, dal segretario generale Luigi Angeletti, arriva però un'apertura: "Torniamo al tavolo solo se Air France opererà delle modifiche al piano industriale, riguardante il numero degli esuberi e il perimetro aziendale". E che l'attesa cresca lo dimostra anche la vivacità del titolo in Borsa, che è stato sospeso per eccesso di rialzo e ha chiuso con un balzo del 10,42% a 0,53 euro. Con i guadagni di oggi il titolo in due sedute è progredito del 31,8%.

Intanto, la quarta sezione del Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di Air One contro la trattativa in esclusiva tra Alitalia ed Air France-Klm, confermando così la sentenza di primo grado del Tar del Lazio.
(1 aprile 2008)

 


Alitalia: Spinetta apre a modifiche del piano Air France

 

Anticipo dell'ingresso in flotta di un B-777, verifica al 2009 per la eventuale chiusura del cargo e mantenimento di Atitech nel perimetro aziendale. Queste, secondo quanto riferiscono fonti sindacali, le modifiche a cui si starebbe lavorando in vista dell'incontro di domani tra Air France-Klm, Alitalia e sindacati per tentare di raggiungere un accordo quadro.

Per quanto riguarda la flotta, le aperture dei francesi, riferiscono fonti sindacali, starebbero nella disponibilità ad anticipare al 2009, rispetto al 2011, l'ingresso di un B-777 che, in termini di personale, equivale a circa 100 assistenti di volo e dodici piloti. Inoltre anziché i 16 Md-80 di cui era prevista la messa a terra, ne verrebbero messi a riposo solo 13 con tre velivoli che resterebbero in flotta. Tre velivoli che equivalgono a circa 30 piloti e 60 assistenti di volo. Altro capitolo per una possibile intesa riguarda il cargo. Spinetta avrebbe confermato l'indicazione di una chiusura per il 2010 per il 'full cargo'. Però, e questa sarebbe l'apertura, nel 2009 un ente terzo certificatore dovrebbe valutare lo stato di salute della divisione e la sua redditività e capacità di stare sul mercato. Da questa valutazione dipenderà la sopravvivenza o meno del cargo.

Infine, per quanto riguarda il perimetro aziendale, si starebbe cercando di ragionare sulla possibilità di tenere Atitech all'interno perché, fanno notare le fonti sindacali, visto che l'azienda napoletana avrebbe già garantiti otto anni di contratti sarebbe incomprensibile non tenerla dentro. Infatti, sempre secondo le stesse fonti, ieri Spinetta ha detto esplicitamente che "Alitalia non ha un problema di costi. Questi sarebbero inferiori del 20-40% rispetto ad Air France. Alitalia ha un problema di ricavi perché non sa vendere". A favore di Atitech, aggiungono le fonti, c'è il fatto che l'ora media di manutenzione costa il 40% in meno rispetto a quella effettuata in Francia.

Domani alle 12 è previsto il nuovo round di confronto tra le parti, dopo che stamattina l'incontro previsto per mezzogiorno è stato rinviato. Sempre in mattinata, tuttavia, si sarebbero svolti incontri separati tra i vertici di Air France, Alitalia e le varie aree.



Report "Alitalia 2"

Expo 2015, la buona politica ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La penosa vicenda di Alitalia, che da tempo avrebbe dovuto essere risolta con un sano fallimento, non impedirà di reinventare il ruolo di grande aeroporto internazionale di cui questo territorio non può fare a meno. Ma oggi si consenta a noi, che amiamo la bella politica, di esultare per la prova di sé che ha dato l'Italia.

Metro, mattone e Tav un affare da 20 miliardi ( da "Stampa, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il brutto anatroccolo degli aeroporti italiani ha appena avuto il tempo di vedere la ritirata di Alitalia, che l'Expo in arrivo tra sette anni promette di rimetterlo al centro dei giochi con tanto di costruzione della terza pista, non foss'altro che per quei 29 milioni di visitatori che nell'arco di sei mesi dovrebbero arrivare a Milano.

Miliardi e mattoni. E poi stand e padiglioni, metropolitane, autostrade, la resurrezione possibile d ( da "Stampa, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il brutto anatroccolo degli aeroporti italiani ha appena avuto il tempo di vedere la ritirata di Alitalia, che l'Expo in arrivo tra sette anni promette di rimetterlo al centro dei giochi con tanto di costruzione della terza pista, non foss'altro che per quei 29 milioni di visitatori che nell'arco di sei mesi dovrebbero arrivare a Milano.

Chiusura contrastata ieri a Milano, con il Mibtel che ha segnato un lieve rialzo dello 0,21% a 24.25 ( da "Stampa, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia è andata fortissimo con un +19,4% a 0,48 euro nel prezzo di riferimento (battuta nel "last" solo da Kaitech). Denaro su Fiat mentre l'assemblea dei soci ha approvato il bilancio 2007: il titolo ha consolidato la posizione sopra la soglia dei 14 euro a 14,63 euro (+3,14 per cento).

Cv Alital 1067,292<TD class ( da "Stampa, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Cv Alital 10 67,292 69,603 cv B Ifis 09 100,190 99,760 cv Bco Popol 10 100,613 100,533 cv Beni Sta 11 93,805 93,195 cv BIM 15 89,848 90,417 cv Carige 13 112,755 112,613 cv Mi-A2a 09 115,377 115,091 cv SIAS 17 94,532 93,345 cv Snia 10 100,150 92,600 cv Vitt Ass 190,000 190,000 Telecom IT CV 10 110,259 110,

Presto soppressi due Intercity ( da "Stampa, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia è diventata argomento di scontro in campagna elettorale, le Ferrovie ed il trasporto locale rischiano invece di passare nel dimenticatoio a urne chiuse con le conseguenze riassunte da Federconsumatori". Se arrivasse il finanziamento del governo, potrebbe sostenere il piano industriale 2007-2011 che prevede un aumento del 34%

Pendolari, la protesta viaggia con le e-mail ( da "Stampa, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Non vogliamo fare la fine di Alitalia". Le Ferrovie vogliono farsi trovare competitive per il 2010, quando altri vettori viaggeranno sui binari in Italia, e non possono arrivarci in perdita. Da qui il taglio: "Garantiamo i convogli a lunga percorrenza notturni perché lo Stato assicura la differenza tra il costo del treno e l'incasso;

I "tagli" di Trenitalia scatenano la protesta ( da "Stampa, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, citata dalle lettere, ne è un esempio tangibile. Inoltre la loro soppressione non elimina il collegamento tra località che comunque possono essere raggiunte utilizzando altri treni o altri vettori. Naturalmente - se le istituzioni, nazionali o locali che siano - ritengono che non si può rinunciare a questo servizio,

C hissà se il Comitato per l'assegnazione dell'Expo che ha preferito Milano a Smirne, ( da "Stampa, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: senza personalismi, da un governo che per tutta la sua durata ha raggiunto record di impopolarità, più Berlusconi riesce, da Alitalia a Malpensa, a rimetterlo al centro della scena. E a questo punto è chiaro che il premier uscente sarà l'obiettivo privilegiato del Pdl nel finale di questa campagna elettorale.

La rivalutazione delle suocere Il duro Sarko si porta appresso (vacanze ed ora anche a Win ( da "Stampa, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Diamo innanzitutto una dimensione reale al cosiddetto "effetto Alitalia". Con il nuovo orario estivo, la compagnia ha spostato sullo scalo romano 76 movimenti al giorno. Il traffico medio quotidiano di Fiumicino è di oltre 1000 movimenti. 2. Fra le 7 e le 8 di domenica si è creata una coda ai banchi security nella zona transiti per una carenza di macchine a raggi X.

Malpensa, le 16 straniere pronte a riempire il vuoto ( da "Stampa, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Va ricordato che Air France prevede di sbaraccare il settore cargo di Alitalia nel giro di un paio d'anni, accampando ragioni di bilancio, mentre i maligni dicono che i francesi vogliono eliminare Alitalia e Malpensa come concorrenti nelle merci via aria per dirottare il traffico italiano cargo verso Parigi.

Ultimo tentativo Continuano a negoziare otto sigle. Spinetta vuole chiudere oggi o al massimo domani ( da "Stampa, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Parigi una prima intesa con i sindacati sul piano di fusione con Alitalia. Rientrato l'Aventino dei piloti, da ieri al tavolo di confronto manca però la Uil di Luigi Angeletti. Dopo pochi minuti dall'inizio del terzo confronto con il manager francese, i due delegati di categoria, Giuseppe Caronia e Marco Veneziani hanno abbandonato il tavolo: "Il contesto politico non dà garanzie".

Alitalia,lo strappodella Uil ( da "Secolo XIX, Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La trattativa Il sindacato: "Lo scontro politico non consente una trattativa serena". Air France e Alitalia: "Serve un accordo in 48 ore" 01/04/2008.

Le donne secondo Berlusconi ( da "Unita, L'" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: passando per le cordate Alitalia, per arrivare ai vertici della Chiesa contrabbandati come cosa sua), in particolare ha offeso le donne, che sono la maggioranza dell'elettorato. E speriamo sconterà l'averle trattate come poverette che nella vita possono sperare di cavarsela solo svendendosi a un giovane Berlusconi (chiaramente come seconda scelta rispetto al vecchio)

Intercity cancellatii sindaci sui binari ( da "Secolo XIX, Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia". E proprio in questi giorni i dirigenti di Trenitalia hanno bussato alla porta della Regione Liguria chiedendo 27 milioni di euro, una quota aggiuntiva ai 65 milioni ordinari per poter continuare mantenere il trasporto locale ai livelli attuali e non operare tagli ai convogli oggi al centro della contestazione.

Cancelleremo 5mila leggi entro il 2008 Veltroni: il Pdl farebbe un governicchio. Vuole la rissa, ma se non si è in due si chiama aggressione ( da "Unita, L'" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Anche su Alitalia, Veltroni rilancia il sospetto di Bersani che aveva ipotizzato "qualcuno pronto a raccoglierla col cucchiaino una volta fallita". Se fugge Air France, attacca il segretario del Pd, "ci si assume una bella responsabilità. Non vorrei che finisse in stato di crisi e la si prendesse a pochi soldi".

Da Berlusconi sobrio alle spigole di Speciale ( da "Unita, L'" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. Se nei prossimi giorni il bluff sulla cordata italiana divampa e tutti sono costretti a capire, allora forse qualche indeciso voterà Veltroni per altrui getto della spugna. Non solo. Persino le spigole del Generale Speciale, costate 32 mila euro ai contribuenti per i viaggetti del pesce speciale di Speciale da Pratica di Mare a Bolzano,

Ultimatum francese: accordo entro domani I sindacati critici ma riconoscono: C'è stata una parvenza di trattativa ( da "Unita, L'" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Questa la cronaca scarna del primo giorno di confronto tra i vertici AirFrance-Klm e i sindacati Alitalia. Maurizio Prato ha imposto scadenze ravvicinatissime: entro domani chiede un'intesa quadro da approfondire poi su tavoli tecnici. Ma il tutto deve chiudersi in pochi giorni per la Magliana, che punta a chedere così il prestito ponte per poter rimpinguare le casse.

La figlia di Caronia con Lombardo ( da "Unita, L'" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Sta di fatto che poco dopo sette sigle sindacali Alitalia sparano ad alzo zero sulla decisione unilaterale" Uilt, parlando di "teatrino da campagna elettorale". Insomma, altro che spettatori: qui la politica c'entra eccome. Drammatizzare la trattativa sotto elezioni è sicuramente più utile a Berlusconi&Co.

Trenitalia taglia sei convoglipendolari sul piede di guerra ( da "Secolo XIX, Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La vicenda di Alitalia - si legge ancora nella nota - è un esempio tangibile di quello che potrebbe accadere". Vincenzo Galiano galiano@ilsecoloxix.it 01/04/2008 ' 01/04/2008 LA MINACCIADEI PASSEGGERISe le soppressioni previste a giugno saranno varate, non andremo a votare alle prossime elezioni ENRICO PALLAVICINIportavoce dei pendolari 01/

Inflazione record, mai così alta dal '96 ( da "Repubblica, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, continua la trattativa con Air France ma la Uil abbandona il negoziato: "Tanto decide il prossimo governo" Inflazione record, mai così alta dal '96 ROMA - Inflazione record, non è mai stata così alta dal 1996. A marzo il carovita sale al 3,3%.

L'orgoglio e le gelosie - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Italia contemporanea non è soltanto quella del fallimento dell'Alitalia, una discarica intrisa di diossina, il Paese che subisce lo schiaffo delle barriere doganali innalzate per motivi igienici. Per certi versi, la conquista dell'Expo è la nuova dimostrazione da un lato che l'Italia lavora bene allorché si trova in emergenza, quando scattano meccanismi dettati dall'urgenza,

Le compagnielow costper il rilancio ( da "Secolo XIX, Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il primo lunedì senza Alitalia, il cambiamento di rotta svuota lo scalo milanese e riempie di viaggiatori Fiumicino come neanche fossero i giorni dell'esodo. A Malpensa la svolta intristisce e svuota di colpo gli spazi finora "targati"Alitalia, nell'attesa che il suo posto sia presto occupato da altre compagnie.

Brevi, schede e richiami 1 ( da "Repubblica, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Infine parlando molto a lungo e ripetutamente del caso Alitalia il Tg1 non ha mai trovato il modo di spiegare quali sono gli effetti sul mercato delle sortite continue del leader dell'opposizione. A queste mie critiche la direzione del Tg1 non ha risposto e perciò le mie domande restano inevase. (e.

E berlusconi convoca in albergo le giovani leve dell'industria - (segue dalla prima pagina) paolo griseri ( da "Repubblica, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ha proposto loro di entrare nella cordata per Alitalia?". Il Cavaliere torna generico: "Abbiamo parlato in generale". Ma ormai urge recarsi al Teatro Nuovo dove il motivetto elettorale ("Meno male che Silvio c'è") viene ripetuto in modo ossessivo nella speranza che diventi vero: il leader del Pdl ritarda e arriverà in sala ben oltre le 19,30.

Il teatrino - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia lascia la Malpensa portando via 6 milioni di passeggeri? Poco male. Già nei prossimi giorni un pezzo della voragine aperta dalla Magliana verrà riempito da British Airways. Con 15mila valigie. Gli inglesi hanno deciso di puntare su Milano per recuperare un po' della credibilità persa con il caos dei giorni scorsi al nuovo terminal 5 di Heathrow.

Decollano i voli dell'estate dieci euro per andare a pisa - piero russo ( da "Repubblica, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Per quelle che sono le incertezze legate alla situazione di Alitalia - ha commentato l'assessore regionale ai trasporti Loizzo - aver consolidato i rapporti con compagnie low cost, come la Ryanair, per noi è di importanza fondamentale". Ma il periodo nero della compagnia di bandiera, per il momento, non influenzerà l'attività dell'aeroporto pugliese.

"ma ora non sbagliamo investimenti" - maurizio bono ( da "Repubblica, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia e Malpensa MAURIZIO BONO MILANO - Il presidente di Pirelli Marco Tronchetti Provera il gran finale per l'assegnazione dell'Expo lo ha seguito dalla scrivania, "con un occhio alle agenzie a partire dalle 5, compresa l'emozione delle voci poi smentite sulla vittoria turca, e il sollievo finale per il vero risultato"

Torna Alitalia? Si decide oggi ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ultima parola al cda Torna Alitalia? Si decide oggi L'incontro. L'ultima parola al cda --> Alitalia potrebbe tornare sui cieli sardi: l'ultima parola spetterà al cda della compagnia pubblica. Al termine dell'incontro piuttosto turbolento di ieri a Roma, convocato dal ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi (erano presenti anche i rappresentanti di Regione ed Ente nazionale per l'

Alitalia-Air France, la Uil lascia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: come una soluzione al contenzioso con Sea per le scelte di Alitalia su Malpensa?", hanno chiesto i sindacalisti della Uil. Il presidente di Air France-Klm non poteva che ribadire una posizione già più volte espressa: le condizioni da soddisfare sono previste dall'accordo firmato con Alitalia (ieri in Borsa il titolo ha chiuso in rialzo del 19,4% a 0,48 euro),

Per Berlusconi <non è certo merito di Prodi> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è anche chi approfitta della notizia per tornare a battere sul tasto Alitalia. Renato Brunetta (Fi) e Roberto Calderoli (Lega) sono convinti che ora sia ancora più importante che la Lombardia e Milano abbiano un aeroporto di prima classe. Il futuro di Malpensa è legato a una partita più grande, che vale moltissimi soldi e quindi tutto va rivalutato in quest'ottica.

SCATTO D'ORGOGLIO ADESSO ( da "Corriere della Sera" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: si riaffaccia con forza sulla scena internazionale, ruba spazio al declino che aleggia sulla nazione, ai rifiuti della Campania, alle sceneggiate della politica, al naufragio dell'Alitalia e di Malpensa. Ha fatto bene a battersi come un leone Letizia Moratti. L'Expo è già una svolta. CONTINUA A PAGINA 5.

Expo, Milano trionfa. <Ma ora inizia la vera sfida> ( da "Corriere della Sera" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E dalla vittoria di Milano su Smirne qualcuno si aspetta la possibilità di rilanciare Malpensa dopo i tagli decisi dall'Alitalia. Per gestire l'intera operazione, assicurano da Palazzo Marino, è "già pronto il decreto per assegnare i poteri speciali al sindaco Moratti, che sarà commissario per l'Esposizione". La festa Letizia Moratti dopo l'assegnazione a Milano dell'Expo.

ANTICIPAZIONI ( da "Manifesto, Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il Medio oriente: "Tehran e la comunità internazionale hanno interesse al dialogo" P. 8 Alitalia La Uil abbandona il tavolo Ma ora si tratta a oltranza A PAGINA 2 Ultras Dall'anti-G8 allo stadio, chi era Matteo Bagnaresi A APGINA 7 Zimbabwe I risultati del voto tardano Grave tensione a Harare A PAGINA 9.

Alitalia, la Uil abbandona ma il confronto va avanti ( da "Liberazione" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Oggi nuovo round Alitalia, la Uil abbandona ma il confronto va avanti Fabrizio Salvatori La campagna elettorale irrompe nella trattativa tra Alitalia e i sindacati. A spargere zizzania, la Ui. Ieri a freddo ha abbandonato il tavolo del confronto con la motivazione che ad occuparsi della vicenda dovrà essere il prossimo governo.

Trattativa ad oltranza per Alitalia sulla flotta e il perimetro aziendale ( da "Manifesto, Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Trattativa ad oltranza per Alitalia sulla flotta e il "perimetro aziendale" Snobbata da tutti l'uscita della Uil: "sponda elettorale". La figlia del segretario è consigliere a Palermo e candidata con l'Mpa Francesco Piccioni Una provocazione a freddo, che è scivolata via come acqua sul marmo.

Per il segretario Uilt bagno di folla al grido di venduto, venduto ( da "Manifesto, Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia hanno organizzato anche ieri nel piazzale antistante la palazzina della direzione aveva anche questo scopo, oltre quello "normale" di far sentire il fiato sul collo alla controparte. Quando Giuseppe Caronia, segretario generale della Uil trasporti, è inaspettatamente apparso sul piazzale poche decine di minuti dopo esservi entrato,

<I sogni sono finiti Veltroni? Un bluff C'ero quasi cascato> ( da "Corriere della Sera" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: piano rifiuti Il Cavaliere elenca poi le tre priorità della sua agenda: l'emergenza rifiuti, la lotta all'evasione fiscale e la vendita Alitalia. In cima ai suoi pensieri c'è l'immondizia di Napoli, una "tragedia che ha calpestato la nostra dignità e distrutto l'immagine del Paese". Il leader del Pdl si dà un arco di tempo brevissimo Videochat Silvio Berlusconi e Pierluigi Battista.

Veltroni: il Cavaliere mi aggredisce ( da "Corriere della Sera" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: bloccare Air France nasconda la volontà di far comprare a qualcun altro l'Alitalia a due soldi". Lo punzecchia sulle nuove tecnologie: "Gli hanno fatto una domanda su Internet e lui l'ha scambiata per una partita di calcio tra l'Inter e una squadra straniera". Infine, l'affondo contro le alleanze del Cavaliere: "è paradossale, ma il loro governo, prima ancora che si sia insediato,

Alitalia: l'Arcobaleno chiede a Marrazzo un sostegno più incisivo per i lavoratori ( da "Liberazione" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ieri sit-in di protesta al centro direzionale Alitalia: l'Arcobaleno chiede a Marrazzo un sostegno più incisivo per i lavoratori Sulla vicenda Alitalia il documento presentato da Air France e Klm avrà delle ripercussioni negative soprattutto nel territorio laziale in cui risiedono la maggior parte dei dipendenti.

Indici piatti, scivola il Banco Popolare ( da "Corriere della Sera" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: In altalena Alitalia, esclusa da ieri dall'S&P-Mib a favore di Geox (che a sua volta ha esordito con un calo del 4,09%). Il titolo della compagnia aerea è rimasto sospeso per quasi tutta la giornata ed è poi terminato in progresso del 19,4%, mentre proseguono le trattative tra Air France e i sindacati.

È una follia rinunciare alla compagnia di bandiera : ( da "Tempo, Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: poi Air France ha presentato condizioni di assorbimento di Alitalia, di svendita totale della compagnia a prezzi bassi". E questo senza parlare della clausola, ha spiegato Berlusconi, che impedirebbe all'Italia di fare nuovi accordi sulle rotte aeree con altri Paesi senza il benestare di Air France e la decisione di eliminare il settore cargo.

Il sindacalista e la figlia candidata ( da "Corriere della Sera" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: tavolo della trattativa Alitalia, accoglie così i suoi potenziali elettori nel sito in cui lancia la propria candidatura al Consiglio regionale siciliano. Il suo partito è il Movimento per l'Autonomia di Raffaele Lombardo, di cui è commissario cittadino a Palermo. Marianna è finita ieri involontariamente nella trattativa sugli esuberi dell' Alitalia dopo il gesto di rottura del padre.

Alitalia, ancora 48 ore per Air France ( da "Corriere della Sera" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: stanotte riflettete Alitalia, ancora 48 ore per Air France Spinetta non cambia il piano. La Uil lascia la trattativa. Cgil e Cisl: andiamo avanti Angeletti: i francesi restano l'interlocutore, ma non vogliamo false trattative viziate dalle scadenze politiche ROMA - è appesa a un filo la trattativa tra Air France-Klm e i sindacati di Alitalia,

IL PARADOSSO DI ALITALIA COME SI SUICIDA UN'AZIENDA ( da "Corriere della Sera" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE Risponde Sergio Romano IL PARADOSSO DI ALITALIA COME SI SUICIDA UN'AZIENDA Leggo che l'Alitalia perde 2,6 milioni di euro al giorno (circa 5 miliardi di lire). Vorrei che mi spiegasse quali siano le cause che l'hanno portata a questo punto e chi sono stati i responsabili, anche se non saranno mai perseguiti.

Notizie in 2 minuti ( da "Corriere della Sera" del 01-04-2008)
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Abstract: Alitalia, la Uil lascia Ripreso il confronto tra Alitalia, Air France e i sindacati, con il numero uno della compagnia transalpina, Jean-Cyril Spinetta. Il tavolo è stato subito abbandonato dalla Uil che ha deciso di sospendere la trattativa fino a dopo le elezioni.

Scuola, le cifre dell'emergenza ( da "Corriere della Sera" del 01-04-2008)
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Abstract: Ansa dell'ultimo mese i nomi dei due principali sfidanti traboccano le citazioni sull'Alitalia e la par condicio, le tasse e il comunismo, le alleanze e Ciarrapico e un mucchio di altre cose. Meno, salvo eccezioni, la scuola. Peccato: se c'è un'emergenza superiore ad ogni altra, da noi, è quella. Lo dicono i rapporti Ocse del P.

Air France-Klm promette ritocchi al piano di salvataggio di ( da "Tempo, Il" del 01-04-2008)
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Abstract: Klm promette ritocchi al piano di salvataggio di Alitalia. Ma la Uil non crede alla proposta e abbandona il tavolo delle trattative. "Aspettiamo il nuovo governo - ha detto il segretario generale Luigi Angeletti - e poi valuteremo". Si spacca il fronte sindacale: le altre sigle vanno avanti con il confronto e oggi è previsto un nuovo vertice con i francesi.

C'è chi mira a far fallire la trattativa con Air France per arrivare allo stato di crisi e poi svendere Alitalia ( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 01-04-2008)
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Abstract: "C'è chi mira a far fallire la trattativa con Air France per arrivare allo stato di crisi e poi svendere Alitalia" - -->.

Di ELENA COMELLI - MILANO - SI TRATTA. Ma l'inizio del confr ( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 01-04-2008)
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Abstract: singolo euro di cash flow sarà reinvestito nello sviluppo di Alitalia". Il confronto fra Spinetta, il presidente di Alitalia Maurizio Prato e un rappresentante per ognuna delle otto sigle sindacali rimaste al tavolo dopo l'abbandono della Uilt riprende oggi alle 11. E i sindacati restano pronti a far valere le proprie ragioni: "Sarà difficile ma noi non molliamo su nessuno dei punti,

La soglia è il 35% Nel Pd già si prepara il processo al leader ( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 01-04-2008)
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Abstract: su Alitalia Berlusconi è stato abilissimo: la sfiducia è enorme e lo dimostra il fatto che se prima si scommetteva sull'exploit del Pd ora si confida solo nella tenuta dei partiti minori", dice Caldarola. Per cui, se il Pd non arriverà ben oltre il 35%, Pasquino già prevede che "qualcuno chiederà un congresso vero".

Fiumicino fa il pieno passeggeri più 10% caffè e giornali a ruba - maria elena vincenzi ( da "Repubblica, La" del 01-04-2008)
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Abstract: Che si ritrova negli occhi stanchi del personale Alitalia, nell'incedere affaticato degli addetti a pulizie straordinarie e nella gioia dei commercianti. "Stamattina siamo stati costretti a sfornare il doppio dei croissant ? racconta Francesco, mentre prepara caffè al Terminal B ? c'era tantissima gente".

Spiragli su alitalia, ma la uil lascia ( da "Repubblica, La" del 01-04-2008)
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Abstract: accordo e la manleva sui rischi connessi alla richiesta di risarcimento danni chiesti dalla Sea ad Alitalia. Tra le carte che a sorpresa il numero uno della Magliana mette sul piatto della trattativa per salvare Alitalia, il trasporto aereo italiano e i suoi dipendenti, ci sono delle insperate aperture: i piloti fuori dalla cabina potrebbero ridursi da 507 a 370;

Tutti contro angeletti: comparsa elettorale berlusconi: se c'è l'intesa dovrò trattare - lucio cillis claudio tito ( da "Repubblica, La" del 01-04-2008)
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Abstract: Alitalia-Air France. Così ha deciso di lanciare sul tappeto tutte le carte per far naufragare prima del 13 aprile il battello di Jean Cyril Spinetta. "Altrimenti - avverte i suoi - saremo costretti a parlare noi con Parigi". Il Cavaliere, insomma, sa che il "pre-accordo" di cui si parla, potrebbe condizionare la politica del suo esecutivo nel caso in cui il Pdl vincerà le elezioni.

Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? ( da "Giornale.it, Il" del 01-04-2008)
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Abstract: se Air France acquisterà Alitalia, Malpensa non potrà svilupparsi autonomamente ovvero non potrà sfruttare gli slot Alitalia inutilizzati. Abbiamo Expo 2015 ma saremo ostaggi dei francesi: saranno loro a decidere se e quando riattivare le rotte. Dunque gli interessi commerciali di Air France prevarranno su quelli strategici e commerciali del nord Italia.

<Smirne stracciata 86 a 65> E in città esplode la festa ( da "Giornale.it, Il" del 01-04-2008)
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Abstract: Dopo la batosta di Alitalia, i rifiuti della Campania e il dimezzamento dei voli a Malpensa, Milano e l'Italia avevano bisogno di una buona notizia. Riaccende le speranze in un Paese che non se la passa bene dopo 23 mesi di governo Prodi". Ignazio La Russa, presidente dei deputati di An, fa i "complimenti a Letizia e alla giunta,

Alitalia, sindacati spaccati ma si va avanti ( da "Giornale.it, Il" del 01-04-2008)
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Abstract: è stato convocato un vertice della Uil per esaminare la posizione su Alitalia. Ieri, frattanto, il Consiglio di Stato ha depositato le motivazioni della sentenza con la quale ha respinto il ricorso proposto da Ap holding (Air One) contro la trattativa in esclusiva tra Alitalia e Air France-Klm: non c'è stata "alcuna discriminazione".

<Indispensabile un vero hub internazionale> ( da "Giornale.it, Il" del 01-04-2008)
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Abstract: Alitalia. Nonostante i progetti di sviluppo nello scalo lombardo da parte di altre compagnie, prima fra tutte l'Air One, abbiano comunque ghià segnato un trend di crescita, secondo Roberto Formigoni, governatore della Lombardia, "l'Expo 2015 sarà per Malpensa occasione per recuperare più in fretta il terreno perduto,

Berlusconi esulta: <Grande successo Nonostante Prodi> ( da "Giornale.it, Il" del 01-04-2008)
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Abstract: ad affondare la lama sulla gestione del caso Alitalia da parte del governo uscente. Per tutti l'Expo 2015 a Milano sarà l'occasione per la "svolta" del Paese. Solo che poi vai a vedere e scopri che è tutto un rivendicar glorie, che persino Walter Veltroni il romano la butta lì: "Anche Roma ha fatto la sua parte durante il mio impegno di sindaco".

<I valori? Li ha schiacciati il '68> ( da "Giornale.it, Il" del 01-04-2008)
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Abstract: che manager che hanno portato verso il fallimento società come Ferrovie e Alitalia, per non dire dell'Iri, ricevano stock option sganciate da produttività e merito. Si tratta di società malgestite, che hanno rinviato continuamente decisioni urgenti o le hanno prese senza tenere conto delle regole del mercato. È importante che ci sia un'assunzione di rischio da parte dei manager,

Berlusconi insiste: <È follia cederla a queste condizioni> ( da "Giornale.it, Il" del 01-04-2008)
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Abstract: invece ci è stato proposto un assorbimento di Alitalia in Air France, il che non è in alcun modo accettabile". E conferma la cordata italiana. Una manifestazione di interesse da parte di un gruppo di imprenditori italiani che faccia un'offerta su Alitalia - assicura - "non può manifestarsi adesso", ma "prevedo e auspico" che "si manifesterà dopo il voto".

Ieri più 19%: l'altalena non si ferma ( da "Giornale.it, Il" del 01-04-2008)
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Abstract: la notizia - sensibile per Alitalia, visti i 30 milioni di visitatori previsti quell'anno a Milano - è tuttavia giunta dopo le 18, a Borse chiuse. Si rifletterà, presumibilmente, sul prezzo odierno. Nelle ultime due settimane il saliscendi di Alitalia in Borsa è stato mozzafiato: da 58 centesimi a 28, poi di nuovo a 63, poi 40,

L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità ( da "Giornale.it, Il" del 01-04-2008)
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Abstract: Alitalia, il vertice slitta a domaniRaciti, arrestato un complice di Speziale Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna

Deboli i bancari, bene Impregilo ( da "Giornale.it, Il" del 01-04-2008)
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Abstract: Ancora una seduta in accelerazione per Alitalia in Piazza Affari (più 19,4% a 0,48 euro), ma bene anche Fiat (più 3,14%), nel giorno dell'approvazione del bilancio, e Impregilo (più 4,76%). Segno più anche per Stm (più 1,1%) che ha completato la joint venture Numonyx. Prima ancora dell'annuncio della vittoria di Milano per l'Expo 2015, gli investitori avevano puntato su Fiera Milano (

Pd-Pdl, tanti fuochi d'artificio e poca concretezza ( da "Campanile, Il" del 01-04-2008)
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Abstract: Alitalia o il salario minimo dei precari di veltroniana proposta; che sia il batti e ribatti su chi diminuisce di più le tasse o aumenta in misura maggiore le pensioni, la sfida per il governo dimostra una indeterminatezza impressionante. Infatti, alle proposte avanzate dai candidati più accreditati per Palazzo Chigi non corrisponde,

Alitalia, Spinetta punta i piedi e la Uil abbandona il tavolo ( da "Campanile, Il" del 01-04-2008)
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Abstract: Alitalia", ha affermato il segretario nazionale della Fit-Cisl, Claudio Genovesi, prima di entrare alla Magliana. Intanto, la vicenda Alitalia continua ad alimentare la campagna elettorale. "E' una follia pensare di rinunciare alla compagnia di bandiera", ha ribadito Berlusconi durante un comizio in via Mercanti a Milano,

Alitalia, lo strappo della Uil ( da "Secolo XIX, Il" del 01-04-2008)
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Abstract: La trattativa Il sindacato: "Lo scontro politico non consente una trattativa serena". Air France e Alitalia: "Serve un accordo in 48 ore" LOMBARDI >> 2 01/04/2008.

Milano, esulta! l'Expo e' tuo! ( da "Voce d'Italia, La" del 01-04-2008)
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Abstract: che si temeva potesse essere stata rovinata dalle ultime tragedie riguardanti i rifiuti di Napoli e la figuraccia dell'Alitalia. Invece è stato un ottimo lavoro di gruppo, bipartisan da parte del Governo e degli enti locali, che collaborerà con il finanziamento di oltre 1,486 miliardi di euro, mentre 851 milioni sono a carico di Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano.

Alitalia accordo rinviato ( da "Voce d'Italia, La" del 01-04-2008)
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Abstract: con un governo ostile e' difficile cedere la compagnia" Alitalia: accordo rinviato La vicenda Alitalia e' terreno di scontro politico e non ci sono le condizioni di serenita' indispensabili Roma, 1 apr. - Alitalia e Air France hanno prorogato di due giorni il termine ultimo previsto per l'accordo con la compagnia francese.

E Alitalia assume ancora ( da "Opinione, L'" del 01-04-2008)
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Abstract: confidenziale E Alitalia assume ancora... di Hush Hush Nella sottopancia della politica, ovvero all'Alitalia, non hanno la faccia come il culo: di più. Emblema di questa, che è tutto fuori che una metafora, è l'Anpac, il sindacato dei piloti, casta supepagata e strafottente, che ha sempre pensato ai cavoli suoi alla faccia degli altri lavoratori della compagnia fallita e delle esigenze dell'

Se il buon senso viene dalla Uil ( da "Opinione, L'" del 01-04-2008)
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Abstract: Alitalia Se il buon senso viene dalla Uil di Arturo Diaconale Finalmente un minimo di buon senso ha fatto capolino nella trattativa per la vendita di Alitalia ad Air France. A portarlo è stata la decisione della Uil di abbandonare il tavolo del negoziato con il presidente della compagnia di bandiera francese Spinetta in attesa del voto del 13 aprile e della formazione del governo

Il "lento" Veltroni senza coupe de theatre ( da "Opinione, L'" del 01-04-2008)
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Abstract: dalla vendita di Alitalia, cui è legato tra gli altri il problema degli esuberi, sia dell'altra fetta di cittadini stanchi di veder fare carne di porco dei beni italiani, sull'esempio della lunga catena di svendite all'estero fatte da Romano Prodi. Al Cavaliere, dunque, dopo aver tirato fuori e messo sul tavolo di una campagna elettorale fiacca e che di fatto sta passando in sordina,

Trattativa in corso ma la Uilt si defila ( da "Opinione, L'" del 01-04-2008)
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Abstract: ALITALIA ANCORA UNA FUMATA NERA Trattativa in corso ma la Uilt si defila di Alessandra Mieli Prosegue l'agonia di Alitalia che assomiglia sempre di più a un caso di accanimento terapeutico visto che i sindacati si sono ritrovati con l'onere, ma non l'onore, di dover decidere se prolungare il negoziato con il patròn di Air France o assumersi la responsabilità di staccare la spina,

Fini: "Voto deciso. Ecco perché il Pdl vincerà" ( da "Giornale.it, Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Come finirà la telenovela Alitalia? "Se il piano non cambia, io ritengo che ci si debba opporre perché il piano garantisce poco o nulla di quello che dovrebbe garantire". E la cordata italiana? "Non lo so. Ma trovo sensato che di fronte a una svendita di questo genere ci si chieda: è possibile che nessun altro intervenga?

L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come ( da "Giornale.it, Il" del 01-04-2008)
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Abstract: Alitalia, occupato centro alla MaglianaCaso Raciti, arrestato un complice di SpezialeGiochi, star del calcio indiano rifiuta la torciaCorte Ue: il partner gay ha diritto alla pensioneBerlusconi: "Veltroni uomo delle fantasie" Il leader del Pd: "Basta con l'antiquariato" Inflazione, il Governo pensa a un accordo con il Pdl per limare le tariffe energetiche Blog amici Il blog di Andrea

IL CAVALIERE, PIER E LA SINDROME DEL PARRICIDIO ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: rifiuti e Alitalia, s'arricchisce a sorpresa - e grazie a Silvio nella parte di Laio, il papà che fu ucciso da Edipo - di un tocco intellettuale: mitologia greca più grande psicologia della scuola di Vienna. Che vogliamo di più? Il tono di papà Berlusconi, quando parla dell'uddiccino Pier-Edipo (un nome composto che somiglia a Pier-

Emergenza continua ( da "Avanti!" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. Si sapeva da anni che la compagnia di bandiera andava male e accumulava debiti su debiti. Anziché intervenire rapidamente e radicalmente, con un piano strategico industriale in grado di rilanciare l'azienda, attraverso anche opportune sinergie internazionali come hanno fatto un po' tutte le più importanti compagnie aeree,

DAZI PER SALVARE IL NOSTRO LAVORO ( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia: "Non penso che il Cavaliere entrerà direttamente in una eventuale cordata, perché la sinistra lo accuserebbe subito di voler mettere le mani sull azienda - sostiene Bos- si -". Però, aggiunge, "il suo ruolo può essere importante perché, solo come uno come lui può riuscire nel miracolo di convincere gli certi imprenditori che hanno la caratteristica di mettersi in prima

VOLA VIA ALITALIA ATTERRA AIR ONE ( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: giorno del sostanziale abbandono di Alitalia dallo scalo lombardo, potenzierà le rotte esistenti e ne creerà di nuove. Si parte a fine mese con Roma-Fiumicino. Dal primo aprile il volo per Palermo. Dal 2 maggio il collegamento con Berlino e Bruxelles. Dal 7 giugno Atene. Dal giorno seguente Salonnico.

Alitalia lascia Varese, ma okkupa la pista ( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia ha sabotato l economia del Nord, ha rovinato la serenità di migliaia di famiglie, ma la sua disorganizzazione aggiunge sfregio allo sfregio. Fiumicino caput mundi secondo la compagnia di bandiera. Bene, e allora ci chiediamo che cosa ci fanno quei 5 Md-80 Alitalia neppure troppo nascosti sulla pista tradita.

BOSSI: HO UN SOGNO NEL CUORE RESTITUIRE IL TFR AI LAVORATORI ( da "Padania, La" del 01-04-2008)
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Abstract: Bossi lo sottolinea quando affronta il tema Alitalia-Malpensa. "Se riesce davvero a fare la cordata italiana - dice il Segretario con un ghigno che fa capire che la cosa è possibile - fa un vero miracolo perché gli imprenditori in genere investono solo dove c'è guadagno sicuro, altrimenti tagliano la corda.

Air France non cede La Uil abbandona ( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia e la Uil Trasporti sbatte la porta. Nel motivare la decisione il segretario generale del sindacato, Giuseppe Caronia, premette che "il clima pre-elettorale che ha trasformato la vicenda Alitalia in terreno di scontro politico tra i diversi schieramenti nega di fatto le indispensabili condizioni di serenità che possano permettere di continuare il confronto con Air France-

Maroni: chi vince governerà ma al dialogo per le riforme non chiudiamo alcuna porta ( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Infine il capitolo Alitalia. Per Maroni "Prodi è' abituato a regalare le aziende, ma mi sembra un fatto scandaloso quello di tenere ancora aperta la porta ad Air France. Lui e Padoa Schioppa - ribadisce - sono gli unici in italia a volere questa trattativa, mi chiedo cosa ci sia dietro.

Bossi: legge Parmalat per salvare Alitalia ( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Bossi parla anche del caso Alitalia e Malpensa: "La compagnia aerea ha ancora i soldi per andare avanti. Non ci vengano a raccontare che serve un piano di salvataggio perché vorrebbe dire che i padani devono tirare fuori altri soldi. Su Alitalia si applichi la stessa legge utilizzata dalla Parmalat".

Bonomi: <Tante compagnie interessate> ( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Tante compagnie interessate" "Il taglio del 72% dei voli Alitalia su Malpensa e la crisi occupazionale dell aeroporto sono solo l'atto conclusivo di un processo che è iniziato il 30 agosto 2007, quando la compagnia ha approvato il suo nuovo piano industriale. Noi stiamo lavorando per porre dei rimedi a questa situazione".

<Il Nord non deve pagare l erroraccio di Prodi> ( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: un conto è l'Alitalia - sottolinea il segretario della Lega Nord -. La prima e' più facile da salvare perchè si trova in un'area dove la gente usa molto il mezzo aereo e ci potrebbe essere qualche compagnia europea interessata, mentre l'Alitalia è un problema molto più difficile e se non trova un compratore fallisce,

BATTUTI I TURCHI, EXPO A MILANO ( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: obbliga di fatto il Governo Prodi a rivedere la trattativa con Air France per Alitalia, quanto meno nella parte relativa a Malpensa: sarebbe davvero incredibile, infatti, che la città a cui viene assegnato un evento mondiale dell importanza dell Expo venga privata del suo hub internazionale. E infatti subito dopo la decisione parigina dalla Lega Nord è partita subito la richiesta,

Transita Napolitano, vietate le bandiere leghiste ( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ma la vergognosa svendita di Alitalia ad Air France con incluso l assassinio di Malpensa, era cosa fatta. Il governo aveva dato il neppure tacito consenso e il Romano era volato sugli allori. Ma il pressing asfissiante e la marcatura a uomo della Lega Nord hanno fatto in modo che la partita ricominciasse proprio nel momento in cui gli strozzini avevano decretato il fischio finale.

Elezioni in tv, la vendetta del Cavaliere ( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: un conto è l'Alitalia - sottolinea il segretario della Lega Nord -. La prima e' più facile da salvare perchè si trova in un'area dove la gente usa molto il mezzo aereo e ci potrebbe essere qualche compagnia europea interessata, mentre l'Alitalia è un problema molto più difficile e se non trova un compratore fallisce,

Novarese motore d Europa, ma solo se non ci rubano l hub ( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E poi diciamo la verità: Alitalia sta fallendo perché ha messo in atto logiche operative e occupazionali clientelari. Noi dobbiamo pensare ad una compagnia che abbia qui a Milano il suo centro strategico. Fiumicino è un hub fittizio". [Data pubblicazione: 30/03/2008].

Bonomi: <Tante compagnie interessate> ( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: colmare le rotte lasciate libere da Alitalia senza aspettare che gli eventi mettano in ginocchio il nostro aeroporto". È l invito rivolto da Davide Boni alla compagnia di gestione degli scali milanesi. "Mentre si parla di Alitalia e di francesi - argomenta l assessore lombardo -, i nostri lavoratori sono in cassa-integrazione e la dismissione degli slot continua a ritmo serrato,

La matematica di Prodi e Veltroni: quattro padani valgono un romano ( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ingiustizia perpetrata ai danni del Nord dal Governo Prodi nella svendita di Alitalia vi sottoponiamo un problemino facile facile, di quelli che le maestre di un tempo davano alle elementari. Pierino, che per l occasione ribattezziamo Romano, ha di fronte sé una bilancia. Su un piatto la maestra mette Alitalia, l aeroporto di Fiumicino e i 2100 disoccupati dello scalo capitolino;

Berlusconi: <Proposta offensiva> Ma il Pd continua a tifare Air France ( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la posizione dei sindacati dimostra che la proposta di Air France è inaccettabile". Rosy Bindi, infine, scaccia il fantasma della cordata: "O Alitalia fallisce o entra a far parte del gruppo Air France. Tutto il resto è una sorta di depistaggio elettorale. La cordata Padana non esiste". [Data pubblicazione: 30/03/2008].

Salvare Alitalia per fare piangere il Nord e ridere i francesi? ( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: devo dire molto di più di quelli della sinistra radicale) stanno martellando ormai da giorni sostenendo che il problema Alitalia deve restare fuori dalla campagna elettorale. Potrei essere d accordo, se però del futuro di Alitalia non si dovesse discutere necessariamente in questo periodo, posto che i tempi per la definizione del suo futuro sono terribilmente stretti.

Se Alitalia diventa lo specchio del Paese ( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Dalla prossima settimana al via l abbandono della compagnia dall hub lombardo Se Alitalia diventa lo specchio del Paese Roberto Cota Da domani comincerà l addio di Alitalia a Malpensa. Le vicende della compagnia di bandiera ci danno tutta la dimensione del fallimento dell idea di assistenzialismo applicata ai rami importanti della nostra economia.

Calderoli: <Senza di noi era già AliFrance> ( da "Padania, La" del 01-04-2008)
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Abstract: le indiscrezioni sulla trattativa per la cessione di Alitalia e la loro possibile incidenza sulle oscillazioni del titolo. La Procura non ha comunque aperto alcun fascicolo di indagine al riguardo. Secca la replica del senatore leghista Roberto Calderoli: su Alitalia la Consob "ha attivato la sorveglianza, la Procura di Roma la propria attenzione ma se non ci fosse stata la Lega,

Se Di Pietro denuncia Berlusconi per turbativa d asta ( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: venivano indicati come i probabili nomi italiani che dovevano prendere parte alla cordata per non far cadere Alitalia nella mani di Air France-Klm dopo che mercoledì il leader del Pdl aveva annunciato che la cordata sarebbe stata resa nota "a giorni". "Pensavo che la trattativa in cui si è impegnato il governo portasse a una fusione con Air France, tipo quello che è avvenuto con la Klm.

Calderoli: <Air France si è comprata pure i sindacati...> ( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: " fabrizio carcano "Alitalia? Berlusconi, o chi per lui, ha contattato una serie di persone, gli imprenditori, che hanno manifestato un interesse, ma che ovviamente prima di fare altri passi voglio poter vedere le carte dei conti della compagnia esattamente come ha potuto fare Air France in questi cinque mesi".

Spinetta vuole sacrificare lavoratori e hub lombardo ( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Cyril Spinetta parla di "visione strategica per Alitalia" prevedendo per la compagnia italiana una "strategia di crescita sostenibile e redditizia". Il gruppo guidato da Spinetta, viene ribadito, "desidera il rilancio di Alitalia". In realtà ai sindacati, a cui è stata inviata la bozza di accordo, non è arrivato granché di nuovo.

Sondaggio: il 60% tifa per la cordata del Cav ( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E ancora: ben il 71% del campione interpellato è dell opinione che l Alitalia dovrebbe restare italiana perchè è una compagnia di bandiera, e solo il 22% ritiene che debba invece far parte di una grande compagnia europea. [Data pubblicazione: 29/03/2008].

Strade e ferrovie: l Expo ci ridarà l hub ( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia-Malpensa. E certo, guardando al piano infrastrutturale portato a Parigi, c è da incrociare le dita perché l assegnazione dell Expo a Milano sarebbe un volano straordinario anche, e forse soprattutto, per Malpensa. Per rendersene conto basta scorrere la lista delle opere che il Governatore lombardo e il sindaco di Milano hanno programmato di realizzare proprio in vista del

<Sono proposte irricevibili e offensive> ( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: città già scossa dalle ricadute occupazionali del dehubbing di Alitalia da Malpensa, Berlusconi ha spiegato che uno dei suoi primi impegni al governo sarà "mantenere italiana la compagnia di bandiera". Secondo il leader del Pdl "non è possibile svendere Alitalia" perché anche paesi come Grecia e Portogallo hanno una loro compagnia di bandiera che, come ha già spiegato in passato,

TUTTI VOGLIONO MALPENSA TRANNE AIR FRANCE ( da "Padania, La" del 01-04-2008)
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Abstract: ha contribuito anche Alitalia, con un più 4%. E mentre Alitalia Cargo, per bocca di Spinetta, annuncia l addio, a Malpensa ad aprile arriveranno altri due vettori: China Cargo e Jett8-Singapore. Ma non basta. A breve, infatti, grazie ad Eurofly, Malpensa avrà tre nuovi collegamenti internazionali: con Kiev (Ucraina), con Dakar (Senegal) e Il Cairo (

L ALITALIA MOLLA MALPENSA MA OKKUPA LA PISTA ( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia ha sabotato l economia del Nord, ha rovinato la serenità di migliaia di famiglie, ma la sua disorganizzazione aggiunge sfregio allo sfregio. Fiumicino caput mundi secondo la compagnia di bandiera. Bene, e allora ci chiediamo che cosa ci fanno quei 5 Md-80 Alitalia neppure troppo nascosti sulla pista tradita.

<No al piano ma siamo pronti a sederci al tavolo> ( da "Padania, La" del 01-04-2008)
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Abstract: fallimento di Alitalia. E questa la posizione emersa dalla riunione intersindacale e contenuta in un documento unitario sottoscritto dalle 8 sigle sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti, Ugl, Sdl, Unione Piloti, Anpav e Avia. Per il segretario della Cgil Guglielmo Epifani "ci sono molte criticità ma credo che bisogna mettere in atto ogni sforzo per evitare il fallimento di Alitalia"

Air France non abbassa le ali E ora la Uil sbatte la porta ( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia e la Uil Trasporti sbatte la porta. Nel motivare la decisione il segretario generale del sindacato, Giuseppe Caronia, premette che "il clima pre-elettorale che ha trasformato la vicenda Alitalia in terreno di scontro politico tra i diversi schieramenti in campo nega di fatto le indispensabili condizioni di serenità che possano permettere di continuare il confronto con Air

Sulla strada per Malpensa il Governo taglia nastri, posti di lavoro e voli ( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: con la loro Alitalia, ne facciano ciò che credono i signori della sinistra, la regalino ad Air France o la facciano fallire. Ma giù le mani dalla nostra Malpensa. PS: un segno della distanza, anche fisica, tra Di Pietro e compagni e il Nord. Nel volantino ufficiale dell inaugurazione Lonate Pozzolo diventa Lonate Bozzolo .

Malpensa, una strada in più ma 900 lavoratori in meno ( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia stanno a significare per il futuro della nostra gente". L aspetto più grave è "che pur di salvare il salvabile per la compagnia di bandiera, Alitalia e il Governo stanno svendendo l hub del Nord: sarebbe sufficiente un anno di moratoria per impedire che lo stop imposto da Air France rallenti lo sviluppo di Malpensa attraverso il dumping che si sta realizzando sul nostro

<Nonostante Roma non morirà mai> ( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia da quelli di Malpensa rispondiamo che i destini sono già disgiunti dal 30 agosto del 2007, dal momento in cui, cioè, Alitalia ha approvato il piano che prevedeva la dismissione della sua attività industriale da Malpensa". In ogni caso, ha proseguito Bonomi "noi andremo avanti e lo dimostrano le 70 trattative commerciali in atto così come la realizzazione di questa opera,

Candidature operai Thyssen ( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Saranno sommersi da una marea di messaggi e si guarderanno bene dal mettere le mani su Alitalia. La sinistra e le verità negate CINZIA Gent.mo direttore, vorrrei porLe alcune domande: come mai questo governo, centrosinistra e sinistra estrema, compresi i più cocciuti comunisti, di comune accordo vorrebbero farci pagare la tassa sulla Rai anche se si possiede soltanto un computer?

La Parola ai lettori ( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: quello in cui si accusa qualcuno di strumentalizzare la vicenda Alitalia, ma non si stigmatizza chi strumentalizza la morte altrui! L indignazione dei musulmani LUCIO DI NISIO Montesilvano La vicenda della conversione di Magdi Allam ha trovato ampio spazio sui media arabi. La stampa è critica verso il Papa per avere voluto "in prima persona" celebrare il battesimo del giornalista.

Rave party, festini illegali ( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Saranno sommersi da una marea di messaggi e si guarderanno bene dal mettere le mani su Alitalia. La sinistra e le verità negate CINZIA Gent.mo direttore, vorrrei porLe alcune domande: come mai questo governo, centrosinistra e sinistra estrema, compresi i più cocciuti comunisti, di comune accordo vorrebbero farci pagare la tassa sulla Rai anche se si possiede soltanto un computer?


Articoli

Expo 2015, la buona politica (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

SERGIO SCALPELLI Se avessimo perso avrei scritto della forza di Milano, della sua capacità di farcela da sola, delle energie che ha dentro di sé. Della bontà di un progetto che per la prima volta, dopo tre decenni di chiacchiere sulla "città metropolitana", è stato effettivamente pensato in chiave metropolitana. Avrei scritto che dai vituperati anni Ottanta non si vedevano, a Milano, andare a braccetto politica ed economia. Avrei anche scritto che, nonostante il risultato, una città che non aveva negli ultimi due decenni mostrato alcuna voglia di partecipare neppure a una corsa dei sacchi, aveva saputo tirare fuori le unghie. Le stesse cose le scrivo ora che la città ha vinto. Ma, aggiungo, hanno vinto la vocazione internazionale di Milano e la capacità della politica, quando vuole, di riconoscere, interpretare e rappresentare gli interessi del paese. La vocazione di Milano nel mondo è quella di riconoscersi lungo l'asse che da Lisbona arriva a Budapest e da Stoccolma scende al Mediterraneo, di scorgere in sé una centralità geografica, economica e culturale, di c a p i t a l e d'area, un'area ricchissima e vivacissima. Saranno scritte molte parole, vedrete, sulla rinascita di Milano nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Muterà di segno anche il destino di Malpensa. La penosa vicenda di Alitalia, che da tempo avrebbe dovuto essere risolta con un sano fallimento, non impedirà di reinventare il ruolo di grande aeroporto internazionale di cui questo territorio non può fare a meno. Ma oggi si consenta a noi, che amiamo la bella politica, di esultare per la prova di sé che ha dato l'Italia. Città, governo, regione, provincia, sistema della cultura, università, imprese. Eccole qua, capaci di mostrare che esistono "gli interessi generali del paese", capaci di conquistare rispetto e credibilità generale in una fase di debolezza delle élite italiane. Capaci di dire a se stesse, prima ancora che al mondo, che quando non ci lasciamo attorcigliare dalle faziosità, sappiamo vincere. È una bella vittoria di Letizia Moratti e della sua tenacia, è una bella vittoria di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Ed è un bel successo di una buona politica che si è ricordata che siamo pur sempre una grande nazione.

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Metro, mattone e Tav un affare da 20 miliardi (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Analisi L'evento porterà 70 mila posti di lavoro Metro, mattone e Tav un affare da 20 miliardi FRANCESCO MANACORDA MILANO Miliardi e mattoni. E poi stand e padiglioni, metropolitane, autostrade, la resurrezione possibile di Malpensa, alberghi e ristoranti pieni, 70 mila posti di lavoro che non saranno proprio un milione ma... Brinda Milano, ma brinda anche e soprattutto il mondo della finanza e dell'imprenditoria meneghina per la conquista dell'Expo 2015. Festeggiano dinastie dell'immobiliare come i Cabassi e i Ligresti, che già scaldano gru e scavatrici nelle aree previdentemente allestite attorno alla nuova Fiera di Rho-Pero; fanno saltare i tappi le grandi utilities del Nord - e non solo - dall'Eni all'Enel, dall'Edison alla milanobresciana a2a, che figurano tra i maggiori sostenitori dell'iniziativa assieme ad Alfa Romeo, Telecom e Finmeccanica; riempie i bicchieri la Fiera di Milano, ieri scossa da un balzo del 18% e passa in Borsa; benedice l'operazione la banca "di sistema" per eccellenza, quella Intesa-Sanpaolo che figura tra i grandi sponsor del 2015, ma che finanzia anche tante società e imprenditori che da ieri sera hanno messo un Expo nel motore. Se i numeri che una ricerca del Politecnico e della Bocconi, fatta propria dal comitato organizzatore della manifestazione, si riveleranno giusti, la scommessa è che l'Expo possa essere un successo non solo di immagine ma pure economico. Quattro miliardi e passa sono gli investimenti diretti che da qui al 2015 dovranno arrivare sull'area milanese in previsione del grande appuntamento, ma se si aggiungono anche gli investimenti indiretti si arriva alla non trascurabile cifra di 20 miliardi, anche grazie a 10 miliardi di infrastrutture per i trasporti. Dentro il maxi-investimento ci sarà spazio - e corsie preferenziali per superare i blocchi decisionali all'italiana - per una nuova Stazione della Tav Lione-Torino-Milano, tre nuove linee di metropolitana di cui una che dall'aeroporto di Linate porterà fino al Giambellino, 1,7 milioni di metri quadri a disposizione della nuova area espositiva che vedrà otto grandi padiglioni tematici, una miriade di padiglioni nazionali e una torre-simbolo alta 200 metri; e ancora 2 milioni di metri quadri per strutture di supporto alle manifestazioni in un'area ancora da decidere. Dunque, sarà pure un Expo molto software e poco hardware, come sostiene Romano Prodi, ma la scommessa di molti è che il buon vecchio mattone non tradirà nemmeno stavolta. Così Milano, già segnata dai cantieri di molte megaoperazioni di sviluppo immobiliare, si prepara a spostare i suoi assi portanti proprio verso la zona ad Ovest della città, dove attorno alla nuova Fiera si svilupperà l'Expo. Baciati dai nuovi sviluppi la Fondazione Fiera e i Cabassi, che "presteranno" 750 mila metri quadri ad uso agricolo al Comune vedendoseli poi restituire in gran parte con licenze per edificare. ma del nuovo auspicato boom immobiliare potrebbero godere anche altri protagonisti del mondo immobiliare, anche quelli oggi in difficoltà, come Luigi Zunino che stenta a veder decollare la sua Santa Giulia. E poi Malpensa. Il brutto anatroccolo degli aeroporti italiani ha appena avuto il tempo di vedere la ritirata di Alitalia, che l'Expo in arrivo tra sette anni promette di rimetterlo al centro dei giochi con tanto di costruzione della terza pista, non foss'altro che per quei 29 milioni di visitatori che nell'arco di sei mesi dovrebbero arrivare a Milano. Così, mentre molte voci di politici già spiegano che questa è l'occasione giusta per rilanciare lo scalo anche il presidente e amministratore delegato della Sea, Giuseppe Bonomi, parla di "un fatto positivo, che ci aiuta nella nostra difficile sfida di riportare l'aeroporto ai livelli di traffico e di accessibilità intercontinentale che Milano merita". Malpensa ma anche Alitalia. Bruno Ermolli, in queste ore attivissimo a Parigi, ha spiegato a molti nelle ultime settimane che proprio l'appuntamento dell'Expo rende più urgente - e forse più facile - la scommessa sul mantenere la compagnia in mani italiane. Ed è prevedibile che nei prossimi giorni lo stesso Berlusconi - dopo aver convocato per una serie di "faccia a faccia" in quel di Arcore numerosi imprenditori che non hanno potuto dirgli no e non hanno voluto dirgli sì - cavalcherà il tema dell'Expo nella sua campagna su Alitalia.

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Miliardi e mattoni. E poi stand e padiglioni, metropolitane, autostrade, la resurrezione possibile d (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

I Malpensa, alberghi e ristoranti pieni, 70 mila posti di lavoro che non saranno proprio un milione ma... Brinda Milano, ma brinda anche e soprattutto il mondo della finanza e dell'imprenditoria meneghina per la conquista dell'Expo 2015. Festeggiano dinastie dell'immobiliare come i Cabassi e i Ligresti, che già scaldano gru e scavatrici nelle aree previdentemente allestite attorno alla nuova Fiera di Rho-Pero; fanno saltare i tappi le grandi utilities del Nord - e non solo - dall'Eni all'Enel, dall'Edison alla milanobresciana a2a, che figurano tra i maggiori sostenitori dell'iniziativa assieme ad Alfa Romeo, Telecom e Finmeccanica; riempie i bicchieri la Fiera di Milano, ieri scossa da un balzo del 18% e passa in Borsa; benedice l'operazione la banca "di sistema" per eccellenza, quella Intesa-Sanpaolo che figura tra i grandi sponsor del 2015, ma che finanzia anche tante società e imprenditori che da ieri sera hanno messo un Expo nel motore. Se i numeri che una ricerca del Politecnico e della Bocconi, fatta propria dal comitato organizzatore della manifestazione, si riveleranno giusti, la scommessa è che l'Expo possa essere un successo non solo di immagine ma pure economico. Quattro miliardi e passa sono gli investimenti diretti che da qui al 2015 dovranno arrivare sull'area milanese in previsione del grande appuntamento, ma se si aggiungono anche gli investimenti indiretti si arriva alla non trascurabile cifra di 20 miliardi, anche grazie a 10 miliardi di infrastrutture per i trasporti. Dentro il maxi-investimento ci sarà spazio - e corsie preferenziali per superare i blocchi decisionali all'italiana - per una nuova Stazione della Tav Lione-Torino-Milano, tre nuove linee di metropolitana di cui una che dall'aeroporto di Linate porterà fino al Giambellino, 1,7 milioni di metri quadri a disposizione della nuova area espositiva che vedrà otto grandi padiglioni tematici, una miriade di padiglioni nazionali e una torre-simbolo alta 200 metri; e ancora 2 milioni di metri quadri per strutture di supporto alle manifestazioni in un'area ancora da decidere. Dunque, sarà pure un Expo molto software e poco hardware, come sostiene Romano Prodi, ma la scommessa di molti è che il buon vecchio mattone non tradirà nemmeno stavolta. Così Milano, già segnata dai cantieri di molte megaoperazioni di sviluppo immobiliare, si prepara a spostare i suoi assi portanti proprio verso la zona ad Ovest della città, dove attorno alla nuova Fiera si svilupperà l'Expo. Baciati dai nuovi sviluppi la Fondazione Fiera e i Cabassi, che "presteranno" 750 mila metri quadri ad uso agricolo al Comune vedendoseli poi restituire in gran parte con licenze per edificare. ma del nuovo auspicato boom immobiliare potrebbero godere anche altri protagonisti del mondo immobiliare, anche quelli oggi in difficoltà, come Luigi Zunino che stenta a veder decollare la sua Santa Giulia. E poi Malpensa. Il brutto anatroccolo degli aeroporti italiani ha appena avuto il tempo di vedere la ritirata di Alitalia, che l'Expo in arrivo tra sette anni promette di rimetterlo al centro dei giochi con tanto di costruzione della terza pista, non foss'altro che per quei 29 milioni di visitatori che nell'arco di sei mesi dovrebbero arrivare a Milano. Così, mentre molte voci di politici già spiegano che questa è l'occasione giusta per rilanciare lo scalo anche il presidente e amministratore delegato della Sea, Giuseppe Bonomi, parla di "un fatto positivo, che ci aiuta nella nostra difficile sfida di riportare l'aeroporto ai livelli di traffico e di accessibilità intercontinentale che Milano merita". Malpensa ma anche Alitalia. Bruno Ermolli, in queste ore attivissimo a Parigi, ha spiegato a molti nelle ultime settimane che proprio l'appuntamento dell'Expo rende più urgente - e forse più facile - la scommessa sul mantenere la compagnia in mani italiane. Ed è prevedibile che nei prossimi giorni lo stesso Berlusconi - dopo aver convocato per una serie di "faccia a faccia" in quel di Arcore numerosi imprenditori che non hanno potuto dirgli no e non hanno voluto dirgli sì - cavalcherà il tema dell'Expo nella sua campagna su Alitalia.

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Chiusura contrastata ieri a Milano, con il Mibtel che ha segnato un lieve rialzo dello 0,21% a 24.25 (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

9 punti mentre l'S&P/Mib ha ceduto lo 0,25% a 31.616 punti. Debole il settore del credito soprattutto con il Banco Popolare (-9 per cento a 10,49 euro) ma anche con Bpm (-2% a 6,99 euro), Unicredit (-1% a 4,23 euro) e Intesa Sanpaolo (-0,73 per cento a 4,46 euro). Nell'energia ha tenuto Eni (+0,14% a 21,6 euro) al pari di Enel (+0,06% a 6,72 euro) mentre ha fatto meglio A2A (+1,57% a 2,32 euro). Segno positivo anche per Terna (+0,33% a 2,7 euro), invece Snam ha ceduto lo 0,86 per cento a 4 euro. Alitalia è andata fortissimo con un +19,4% a 0,48 euro nel prezzo di riferimento (battuta nel "last" solo da Kaitech). Denaro su Fiat mentre l'assemblea dei soci ha approvato il bilancio 2007: il titolo ha consolidato la posizione sopra la soglia dei 14 euro a 14,63 euro (+3,14 per cento). Toniche anche Impregilo (+4,76 per cento a 3,43 euro), Finmeccanica (+2,28% a 21,54 euro) e Atlantia (+2,41% a 19,15 euro). Segno più anche per StMicroelectronics (+1,1 per cento a 6,7 euro). Poco mossa Telecom (+0,23% a 1,32 euro) mentre Tiscali ha fatto +12% a 1,99 euro. Ferma Pirelli (-0,09 per cento a 0,55 euro).

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Cv Alital 1067,292<TD class (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Cv Alital 10 67,292 69,603 cv B Ifis 09 100,190 99,760 cv Bco Popol 10 100,613 100,533 cv Beni Sta 11 93,805 93,195 cv BIM 15 89,848 90,417 cv Carige 13 112,755 112,613 cv Mi-A2a 09 115,377 115,091 cv SIAS 17 94,532 93,345 cv Snia 10 100,150 92,600 cv Vitt Ass 190,000 190,000 Telecom IT CV 10 110,259 110,132.

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Presto soppressi due Intercity (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

TRENI.PENDOLARI MOBILITATI SABATO IN LUGURIA Presto soppressi due Intercity Penalizzati i viaggiatori tortonesi e alessandrini che devono arrivare al lavoro prima delle 8 Sette aprile. La data di un nuovo cambio d'orario attesa con preoccupazione anche dai pendolari della provincia. All'orizzonte sono previste variazioni, cancellazioni di convogli in tutta Italia. Finora però Trenitalia non ha fornito comunicazioni ufficiali. Si registra però intanto la presa di posizione delle Regioni Piemonte e Liguria, attraverso gli assessori ai Trasporti, Daniele Borioli ed Enrico Vesco, che scrivono a Ferrovie per scongiurare la soppressione di alcuni treni Intercity sulle direttrici Milano-Genova e Genova-Torino. Due quelli maggiormente a rischio: l'Ic 645 Milano-Genova- Livorno, delle 6,10 con arrivo a Tortona alle 6,58 e a Genova alle 7,44, la cui cancellazione penalizzerebbe gli utenti tortonesi a cui sarebbe tolto l'unico collegamento per raggiungere il capoluogo ligure entro le 8, costituendo anche per i viaggiatori liguri un utile collegamento tra Genova e la riviera di Levante in piena fascia pendolare; e l'Ic 764 in partenza da Genova alle 5,30 e diretto a Torino Porta Nuova, arrivo previsto alle 7,20 ma con fermate intermedie ad Alessandria (6,17), Asti (6,38), la cui soppressione è però prevista dal 15 giugno, utilizzato dai pendolari di Alessandria e Asti. "Invitiamo Ferrovie a rivedere questa decisione - dicono Borioli e Vesco - anche se la competenza su questa tipologia di treni riguarda la direzione nazionale di Trenitalia". In controtendenza aumenta il servizio sulle lunghe distanze con 2 nuovi Eurostar fra Roma e Milano a partire dal 7 aprile e gli Eurostar Torino-Lecce, 9413 e 9416, con fermate e orari invariati e un prezzo inferiore. E in Piemonte, sui treni regionali, le Fs registrano nel 2007 197 mila passeggeri al giorno, con un aumento del 3% rispetto al 2006, circa 242 mila km in più percorsi in treno e oltre 4000 spostamenti in auto in meno. Ma Federconsumatori e pendolari lanciano l'allarme sul prossimo futuro del trasporto ferroviario e indicono a Genova una conferenza stampa, alle 11, nella sala del Dlf, vicino a Stazione Genova Principe, per chiedere che la rotaia sia inserita fra le priorità assolute dell'agenda del nuovo governo. Una sorta di mobilitazione alla quale sono state invitate tutte le associazioni degli utenti Fs in Italia e che ha già registrato l'adesione dei pendolari novesi e dell'Acquese. "E' indispensabile vengano stanziate le risorse necessarie a scongiurare tagli al servizio già annunciati da Trenitalia. Mancano sempre 450 milioni di euro per garantire gli attuali livelli medi di servizio nel trasporto pubblico e Trenitalia si appresta a tagliare come minimo il 15% del servizio: fra maggio e giugno altri treni di lunga percorrenza così come il 15% dei treni regionali. Le agevolazioni tariffarie invece cesserebbero dal 30 aprile". Aggiunge Alfio Zorzan, Associazione pendolari dell'Acquese: "L'Alitalia è diventata argomento di scontro in campagna elettorale, le Ferrovie ed il trasporto locale rischiano invece di passare nel dimenticatoio a urne chiuse con le conseguenze riassunte da Federconsumatori". Se arrivasse il finanziamento del governo, potrebbe sostenere il piano industriale 2007-2011 che prevede un aumento del 34% di volumi del traffico regionale.

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Pendolari, la protesta viaggia con le e-mail (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

IMPERIA CONTRO LA SOPPRESSIONE DI ALCUNI INTERCITY Una replica senza appello Pendolari, la protesta viaggia con le e-mail Trenitalia: "Non rendono più e mancano sovvenzioni statali" Centinaia di messaggi per lamentare il taglio ai treni [FIRMA]DIEGO MARRESE IMPERIA Come un sasso in uno stagno. La cancellazione di due Intercity dal 7 aprile: il 609 Cristoforo Colombo Milano-Nizza delle 13,10 (Genova 14,55, Imperia Porto Maurizio 16,31) e l'Andrea Doria Ventimiglia-Milano delle 12,58 (Imperia Porto Maurizio 13,30, Genova 15,06) ha sollevato la rivolta dei pendolari che ogni giorno raggiungono Savona, Albenga, Genova usando l'Intercity, l'unico sistema per arrivare a destinazione in tempi competitivi rispetto alle auto. Un tempo avrebbero preso carta e penna, ora si sono armati di tastiera ed Internet e hanno mandato decine di e-mail di protesta. Destinatari tutti i soggetti coinvolti: amministratori comunali, provinciali, regionali, deputati, senatori e gli uffici delle relazioni esterne di Trenitalia. "Siamo in centinaia a spostarci ogni giorno sulla linea Ventimiglia-Genova pagando, oltre all'abbonamento, anche una card istituita dalla Regione che ci consente di viaggiare sugli InterCity con l'abbonamento regionale. Questo per "risarcirci" per i diretti e gli interregionali soppressi e dei continui ritardi" spiega Eugenia Sapra dipendente dell'acquedotto di Savona. Con lei nella protesta anche Massimo Picco che ogni giorno raggiunge l'albenganese per lavoro: "Se non si vuole usare l'auto le alternative sono poche: treno o bus. I pullman però subiscono ritardi per il traffico e ad Andora bisogna cambiare con tempi di attesa e ulteriori disagi. Il treno è l'unica alternativa, ma con continui tagli e modifiche con cosa viaggeranno i pendolari?". Aggiunge Paola Griseri che ogni giorno da Porto Maurizio, raggiunge l'università di Genova: "I treni sono da sempre un mezzo stategico per i turisti che raggiungono il Ponente, così si penalizza anche questo settore".La replica del gruppo Ferrovie dello Stato è senza appello: "Quei due treni non rendono e li abbiamo soppressi. Non vogliamo fare la fine di Alitalia". Le Ferrovie vogliono farsi trovare competitive per il 2010, quando altri vettori viaggeranno sui binari in Italia, e non possono arrivarci in perdita. Da qui il taglio: "Garantiamo i convogli a lunga percorrenza notturni perché lo Stato assicura la differenza tra il costo del treno e l'incasso; per gli Intercity di giorno, invece, i quattrini non sono arrivati e abbiamo iniziato a tagliare. Non spariscono completamente i collegamenti, ma non c'è più il servizio in quelle ore. Se le istituzioni locali vogliono che venga ripristinato, devono sobbarcarsi i contributi che lo Stato non ha più elargito".\.

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I "tagli" di Trenitalia scatenano la protesta (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Trenitalia taglia, ed è subito polemica. Con il nuovo orario estivo, che entrerà in vigore il prossimo 7 aprile, i viaggiatori da e per la Liguria troveranno alcune novità (negative): la soppressione di una coppia di Intercity sulla linea Ventimiglia-Milano e la limitazione a Ventimiglia di un Eurocity che finora collegava il capoluogo lombardo con Nizza e viceversa. Se quest'ultimo taglio può avere effetti limitati per i viaggiatori e i turisti diretti in Riviera, altrettanto non può dirsi per la cancellazione dei due Intercity Andrea Doria e Cristoforo Colombo che, di fatto, creerà un "buco di circa quattro ore nei collegamenti di metà giornata tra il Nord e la Liguria. Ecco nel dettaglio cosa accadrà. Con la cancellazione dell'Ic627 Andrea Doria, che parte da Ventimiglia alle 12,58 e arriva a Milano alle 16,50, tra le 10,58 e le 14,58 non ci saranno più treni diretti a lunga percorrenza verso Milano. A Savona il 627 fermava alle 14,34. Il successivo Intercity diretto per Milano il 669 "Mameli" parte infatti alle 18.34. In direzione inversa la situazione è analoga: l'Ic609 Colombo parte da Milano alle 13,10 e arriva a Ventimiglia alle 17,07 (passaggio a Savona alle 15,28). Con la sua soppressione, dal 7 aprile l'ultimo treno utile sarà l'Eurocity Sanremo delle 11,10 (passaggio a Savona alle 13,25, arrivo a Ventimiglia alle 15,07) e il successivo l'Ec 159 Riviera dei Fiori, partenza alle 15,10, arrivo a Ventimiglia alle 19,07, passaggio a Savona alle 17,35. Comunque lo si guardi, un "buco" di quattro ore. Per la cronaca, infine, delle tre coppie di Eurocity Milano-Nizza, quelli che fermeranno la loro corsa a Ventimiglia sono l'Ec 145 che partirà dalla città di confine alle 14,58 diventando Intercity 693 e l'Ec 141 delle 7,10 da Milano che si fermerà a Ventimiglia alle 11,07 diventando IcPlus 691. Sui tagli che Trenitalia ha previsto nel prossimo orario si è già scatenata, da parte di pendolari e operatori turistici, una feroce polemica. Alle prime lettere di viaggiatori imbufaliti ha risposto il responsabile ligure delle relazioni esterne di Trenitalia, Fabio Zotti: "Il provvedimento deriva essenzialmente da considerazioni di natura economica e strategica dalle quali un'impresa, quale è Ferrovie dello Stato, non può prescindere. L'IC plus 609 è infatti un treno il cui costo non è coperto dai ricavi dei biglietti venduti. Nessuna azienda è disposta ad effettuare un servizio in perdita: diversamente rischierebbe il fallimento in tempi brevi con ricadute negative non solo per sé, ma anche per la collettività. L'Alitalia, citata dalle lettere, ne è un esempio tangibile. Inoltre la loro soppressione non elimina il collegamento tra località che comunque possono essere raggiunte utilizzando altri treni o altri vettori. Naturalmente - se le istituzioni, nazionali o locali che siano - ritengono che non si può rinunciare a questo servizio, dovranno essere in grado di garantire anche le risorse economiche necessarie al suo mantenimento". Angelo Galtieri, presidente degli albergatori della provincia di Savona, rilancia la provocazione. "La nostra non è una posizione nè velleitaria nè anacronistica, se chiediamo che Trenitalia non lasci un "buco" di quattro ore nei collegamenti tra la Riviera e Milano e ritorno nella fascia 11-15. Ma non ci limitiamo a questo: se davvero questo sacrificio è indispensabile per ragioni di bilancio, vogliamo vedere la controfferta in termini di qualità. E cioè gli standard di puntualità dei treni e di pulizia delle carrozze: non vediamo, nei piani di lavoro di Trenitalia, investimenti e progetti che vadano in questo senso. Noi come categoria stiamo facendo grandi sforzi per offrire alla clientela che viene in Liguria il meglio in termini di accoglienza, ma il "biglietto da visita" costituito dal treno spesso fa a pugni con questi sforzi. Il nostro turismo non può essere "di quantità" ma evidentemente "di qualità" ed ecco perchè carrozze sporche, servizi carenti, treni in ritardo sono un danno non soltanto per il sistema turistico, ma per tutta l'economia della regione".

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C hissà se il Comitato per l'assegnazione dell'Expo che ha preferito Milano a Smirne, (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Dando all'Italia una vittoria di portata mondiale, si sarà pentito della sua scelta dopo aver visto le reazioni politiche alla decisione. Neppure in Turchia, dove pure la delusione è stata grandissima (incautamente i festeggiamenti erano cominciati prima dell'annuncio ufficiale, in seguito a una voce poi smentita), s'è visto niente del genere. "Non è merito del premier", ha sentenziato Berlusconi. E Prodi: "Si vergogni". Così il siparietto dello scontro tra il premier e il leader del Pdl è calato sulle più prudenti valutazioni degli altri protagonisti. "Contenta per l'Italia e per il mondo", si era appena dichiarata, con eleganza, il sindaco di Milano Letizia Moratti. "Abbiamo giocato tutti dalla stessa parte", aveva ricordato il governatore della Lombardia Formigoni. E nello stesso senso si era mosso il ministro degli esteri D'Alema. Il Presidente della Repubblica Napolitano, per il quale a Parigi è stata "riconosciuta l'eccellenza del sistema Italia", si sarà preso un'ennesimo dispiacere, per una così evidente caduta di stile. Si dirà: ha cominciato il Cavaliere. Ed è vero. Poteva aspettare almeno un giorno per cercare di sfruttare a fini elettorali un evento che sposta più di 20 miliardi di euro di investimenti a Milano e non solo, che porterà nell'anno dell'Expo 27 milioni di turisti nel capoluogo lombardo, e alla fine benefici per tutto il Paese. Ma anche Prodi forse poteva essere più cauto. In fondo aveva partecipato con i ministri competenti alla cerimonia francese, il palcoscenico era stato anche suo, era chiaro per tutti che l'Italia, in una gara di portata globale, si era giocata una partita nazionale: Milano insomma da sola non ce l'avrebbe fatta. E se la polemica di Berlusconi fosse caduta nel silenzio, alla fine sarebbe tornata al mittente. Invece Prodi è tornato così nel mirino di tutto il centrodestra (accanto al Cav. è arrivato Fini). L'imbarazzo del centrosinistra, pur controllato, è crescente: più Veltroni cerca di prendere le distanze, senza personalismi, da un governo che per tutta la sua durata ha raggiunto record di impopolarità, più Berlusconi riesce, da Alitalia a Malpensa, a rimetterlo al centro della scena. E a questo punto è chiaro che il premier uscente sarà l'obiettivo privilegiato del Pdl nel finale di questa campagna elettorale.

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La rivalutazione delle suocere Il duro Sarko si porta appresso (vacanze ed ora anche a Win (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Dsor!) la mamma della sua sposa: rivalutazione completa delle suocere. Un bravo alla signora Carla che è riuscita laddove molte mogli non possono avere... maman al seguito. Ah, l'amour! RENATA FRANCHI Le esportazioni cinesi Dunque, da cosa si sente in giro noi manderemmo (in Cina) la mozzarella con la diossina (se non sbaglio) e da stasera anche la frutta con non so che di nocivo. Visto che le autorità cinesi sono così solerti nei controlli, forse dovrebbero iniziare dai loro prodotti che esportano in Italia (fuochi d'artificio illegali, giocattoli per bambini con vernici al piombo e chi sa cos'altro.). Infine, rammento a quanti non lo sapessero che per le prossime Olimpiadi sono state sfrattate, affamate migliaia di persone dando così un altro calcio alla democrazia e se non vi basta pensate al Tibet ma lì nessuno prende posizione per paura di perdere commesse economiche di prodotti scadenti. DANILO ALBENGA Due squadre stanche Secondo me il Partito del Popolo della Libertà e il Milan hanno molto in comune. Innanzitutto lo stesso Presidente. Poi hanno entrambi una squadra vecchia, logora, che pratica un gioco monocorde, ripetitivo, senza entusiasmo. Sono costretti a ripetere gli stessi schemi, gli stessi slogan che ormai non fanno più emozionare nessuno. Sono due squadre stanche, sfibrate da tanti anni di vittorie e grandi soddisfazioni dei tempi andati. Il Partito del Popolo della libertà ha però un enorme vantaggio, rispetto al Milan. Che il Partito Democratico vale meno dell'Atalanta. ANTONELLO CONTE Chi presidia i seggi Credo che per il Cavaliere sarà facile la vittoria elettorale in considerazione che dalla Sua parte avrà circa il 40% del popolo delle telenovelas i quali credono ancora che il grande "Proprietario Fazenderos" sposerà una delle sue figlie. Ma quello che mi preoccupa è ora l'assoldamento di 120 mila persone che presidieranno le sedi elettorali per il controllo che non avvengano i cosiddetti "brogli". Questi signori saranno muniti di manganello e avranno facoltà di entrare nell'urna con l'elettore? Perché vede io ormai sono convinto che questo "Signore" vincerà, e l'Italia, dopo tante lotte, riavrà il fascismo con la sua nobile casta (15% di italiani). Chi scrive purtroppo crede ancora in quella vituperata parola Democrazia che non è Anarchia ma un forte senso dello Stato e amore della propria Patria. ENRICO RUSTICHELLI La tragedia Scutellà Ho letto con ritardo l'intervista da me concessa ad Antonio Massari ("Quel disastro ha ammazzato mio figlio", domenica 23 marzo). Comprendo l'esigenza di sintesi del giornalista ma una risposta non rende, così com'è, il mio pensiero e necessita di una integrazione. E' la risposta sulla politica. Bene. Confermo le poche righe riportate. Ho detto anche però che la politica locale, specialmente il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero e l'assessore alla Sanità Vincenzo Spaziante, mi hanno dato delle risposte ben chiare e precise. Tant'è che nel prosieguo sono stati azzerati i vertici dell'assessorato. Ho detto ancora che non bisogna scaricare sulla politica incompetenze e incapacità delle persone. Ho detto, infine, che ho dovuto fare la voce grossa solo con la politica nazionale per avere la relazione ministeriale sulla tragedia di mio figlio. ALFONSO SCUTELLÀ PADRE DI FLAVIO Cosa è successo a Fiumicino Per il rispetto della verità, ma anche per il rispetto dovuto a tutti i lavoratori che domenica si sono impegnati per rendere "normale" una giornata sicuramente importante per l'aeroporto della Capitale, mi vedo costretto a confutare il titolo e il testo del servizio "Fiumicino nel caos" pubblicato ieri. I dati a disposizione di Adr sono assai diversi da quelli assunti, non so bene dove, dall'autore del servizio. 1. Diamo innanzitutto una dimensione reale al cosiddetto "effetto Alitalia". Con il nuovo orario estivo, la compagnia ha spostato sullo scalo romano 76 movimenti al giorno. Il traffico medio quotidiano di Fiumicino è di oltre 1000 movimenti. 2. Fra le 7 e le 8 di domenica si è creata una coda ai banchi security nella zona transiti per una carenza di macchine a raggi X. Già ieri sera il numero delle apparecchiature è stato raddoppiato e il deflusso è tornato regolare. 3. "Disastro annunciato all'imbarco bagagli"? Difficile capire a cosa si riferisca il titolo. I dati sul servizio reso dalle quattro società di handling operanti a Fiumicino, che Adr raccoglie ed elabora, parlano di riconsegna dei bagagli dei voli internazionali in un tempo medio prossimo ai 30 minuti e in linea con la Carta dei servizi. 4. Il servizio induce inoltre fraintendimenti sul tema dei nastri bagagli. Per quanto riguarda il nastro che trasporta i bagagli in partenza, il cosiddetto Bhs, non si è verificata ieri alcuna anomalia. Il servizio peraltro migliorerà quando, l'1 maggio, sarà a disposizione anche il nastro di distribuzione dei bagagli del nuovo Terminal 5. 5. Il "mezzo caos", previsto per questa mattina da un sindacalista che ha parlato con l'autore del servizio, non si è pertanto verificato. Adr non ha mai negato le proprie responsabilità quando qualcosa non ha funzionato. Ma parlare di "caos" quando la situazione è unanimemente giudicata sotto controllo e prossima alla normalità, mi pare uno sterile esercizio contro una infrastruttura fondamentale per il sistema trasportistico nazionale. CARLO PARMEGGIANI DIRETTORE RELAZIONI ESTERNE AEROPORTI DI ROMA Per altrettanto rispetto della verità, ribadisco che domenica all'interno del Terminal B ho visto lunghissime file ai varchi (mi risulta riapparse ieri mattina) e un gruppo di piccioni. Ho raccontato ciò che fonti dei sindacati, dell'Enac e fra le compagnie, hanno a loro volta constatato: ritardi nello smistamento bagagli, disguidi nell'assegnazione delle piazzole. Non è mia intenzione sminuire l'impegno di tutti a sostegno della sfida di Fiumicino come ritrovato "hub" della compagnia di bandiera. Allo stesso tempo, il mio lavoro impone il racconto dei fatti. Ciascun lettore è stato in grado di valutare se la cronaca coincideva con il "mezzo caos" ipotizzato dal sindacalista citato oppure no. \.

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Malpensa, le 16 straniere pronte a riempire il vuoto (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Il caso Dopo la ritirata dell'ex compagnia di bandiera Malpensa, le 16 straniere pronte a riempire il vuoto LUIGI GRASSIA Non si vive di sola Alitalia. Per riempire il vuoto lasciato a Malpensa dalla ex compagnia di bandiera c'è la fila e tanto per cominciare la araba Etihad Airways presenta l'orario estivo con due grandi novità verso altrettanti mercati emergenti: un collegamento con Pechino da subito e uno con Calicut da giugno. Voli ottimi sia per il turismo che per gli uomini d'affari del Nord Italia. Per Pechino non sono necessarie presentazioni mentre Calicut, da non confondersi con Calcutta, è la città del Kerala che in lingua locale si chiama Kozhikode. È già un inizio incoraggiante, ma solo il primo passo di quel completo rilancio di Malpensa che il governatore Roberto Formigoni vede possibile entro il 2010. La traversata nel deserto potrebbe anche essere molto più breve di due anni se tutte le compagnie straniere che si candidano a usare l'aeroporto di Milano fossero libere di firmare gli accordi. Questo è un punto dolente perché Air France vuole impedire a terzi di utilizzare i diritti di decollo e atterraggio ex Alitalia per non favorire i concorrenti. Qualche giorni fa Giuseppe Bonomi, l'amministratore delegato della Sea che gestisce Malpensa, sulla Stampa ha invocato la liberalizzazione delle rotte internazionali che oggi sono regolate da accordi fra Stato e Stato, cosa poco sensata visto che Alitalia non sarà più dello Stato italiano ma di quello francese. Ma Bonomi non aveva fatto la lista delle compagnie straniere candidate a Malpensa con più voli di quelli che già ci sono, oppure ad arrivarci per la prima volta. Questa lista comprende 16 vettori con un volume aggiuntivo potenziale di diverse decine di voli, sia passeggeri sia cargo (merci) oppure misti. A presentare domande dettagliate sono già state le compagnie Emirates (degli Emirati arabi, che vuol raddoppiare da 7 a 14 voli settimanali), El Al (di Israele, stessi numeri), Belavia (Bielorussia), Biman (Bangla Desh) e Malaysia Airlines (con 7 voli ex novo per ciascuna). In questo elenco figurano pure Chatay Pacific/Oasis Airlines (di Hong Kong) che punta a 9 voli, due dei quali cargo, e Korean Air e Air Moldova che sono in trattativa avanzata. Tutti questi vettori vogliono operare in maniera più intensa da Malpensa a breve termine. Poi ce n'è un altro lotto che si candida a medio termine, anche se non ha ancora proposto piani dettagliati: Lybian Arab, Tunis Air, Royal Jordanian, Kuwait Airways, Gulf Air (del Bahrein), Saudi Arabia, Air Astana (del Kazakhstan) e China Airlines (di Taiwan). Un altro capitolo riguarda le compagnie italiane che da Malpensa vogliono raggiungere mete in alti continenti: citandole tutte insieme, Air Italy, Blue Panorama, Eurofly/Mediterranea, Livingston e Neos puntano a varie destinazioni in Argentina, Brasile, Venezuela, Nigeria, Ghana, Tunisia, Egitto, Israele, Russia e Giappone. Un bel volume di traffico, se le norme lo consentono. Fra l'altro, Bonomi ha già annunciato una corposa lista di rotte che si apriranno in aprile (dunque non sub judice) che comprende 14 collegamenti settimanali di Malev per Budapest, 7 di American Airlines per New York, un aumento da 4 a 7 dei voli di Qatar Airlines per Doha e 28 voli Air One per Fiumicino. Ieri la Confetra (aziende di trasporto) ha segnalato che Malpensa nel 2007 ha messo a segno un incremento del traffico merci del 16,2%. Va ricordato che Air France prevede di sbaraccare il settore cargo di Alitalia nel giro di un paio d'anni, accampando ragioni di bilancio, mentre i maligni dicono che i francesi vogliono eliminare Alitalia e Malpensa come concorrenti nelle merci via aria per dirottare il traffico italiano cargo verso Parigi.

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Ultimo tentativo Continuano a negoziare otto sigle. Spinetta vuole chiudere oggi o al massimo domani (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

NOZZE NEI CIELI SUL FILO DEL RASOIO Ultimo tentativo Continuano a negoziare otto sigle. Spinetta vuole chiudere oggi o al massimo domani Nota anti-Angeletti degli altri sindacati: "Usate i lavoratori per un teatrino elettorale" [FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA Una notte di riflessione. Poche ore, giusto il tempo di capire i margini di trattativa per entrambi, e poi stamattina a mezzogiorno un nuovo tentativo. "Non so se dormirci su basterà, ma almeno questo dimostra che tutti vogliamo l'accordo", spiega il leader della Filt-Cgil Fabrizio Solari. Mentre a Milano festeggiano la vittoria per l'Expo 2015 e nel centro-destra c'era già chi la vede come una ragione in più per affossare la proposta di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta tira dritto nel tentativo di portare a Parigi una prima intesa con i sindacati sul piano di fusione con Alitalia. Rientrato l'Aventino dei piloti, da ieri al tavolo di confronto manca però la Uil di Luigi Angeletti. Dopo pochi minuti dall'inizio del terzo confronto con il manager francese, i due delegati di categoria, Giuseppe Caronia e Marco Veneziani hanno abbandonato il tavolo: "Il contesto politico non dà garanzie". La Uil chiede il congelamento della trattativa perché - è la tesi di Angeletti - ogni tentativo di accordo a dieci giorni dalle elezioni "è una farsa, prima che inutile". Insomma, la Uil crede che il 14 aprile ci sarà una chiara maggioranza a favore del centro-destra e che Berlusconi confermerà il suo no secco all'accordo con Air France-Klm. Di fatto la Uil sposa le ragioni opposte a quelle che spingono le altre sigle a tentare un accordo. Se si troverà - è il ragionamento anzitutto di Cgil e Ugl - sarà scongiurato il commissariamento di Alitalia, probabilmente l'unico scenario che farebbe uscire allo scoperto la cordata tricolore targata Berlusconi. Non è un caso se, verso sera, tutte le sigle (con l'eccezione dell'Anpac) hanno lanciato un comunicato-siluro in direzione dei colleghi di Uil: "Hanno deciso di abdicare al proprio ruolo per partecipare da comparse al teatrino becero della campagna elettorale. Utilizzano i lavoratori per una campagna che non li riguarda. E' un fatto grave". La sostanza dell'accusa la sintetizza la fonte di una sigla confederale che vuole restare anonima: "Angeletti si vuole accreditare come interlocutore privilegiato di Berlusconi e ritagliarsi uno spazio di maggiore autonomia dal Partito Democratico". Che fra la Uil e il Pd ultimamente ci sia della ruggini è cosa che negli ambienti sindacali è nota da qualche settimana. Luigi Angeletti non avrebbe mai perdonato a Walter Veltroni di aver tolto un posto sicuro nelle liste per Camera e Senato a due ex segretari: Pietro Larizza e Giorgio Benvenuto. I più maliziosi hanno notato anche il fatto che la figlia del leader Uilt, Caronia, sia candidata nelle liste della Mpa di Raffaele Lombardo in Sicilia. Oggi la Uil si riunisce per decidere il da farsi. Non è nemmeno escluso che, a fronte di una effettiva apertura dei francesi, l'Aventino rientri. Il tempo a disposizione è poco: il presidente di Alitalia Maurizio Prato vuole chiudere in fretta almeno l'accordo quadro, dopo il quale dovrebbero partire (a questo punto dopo le elezioni) cinque tavoli separati per ciascuna categoria di lavoratori. "Abbiamo convenuto con Air France-Klm di prorogare la trattativa al 2 aprile", recitava ieri sera un comunicato di Alitalia: da stamattina sono meno di 48 ore. Nella sostanza le posizioni restano distanti: ieri Spinetta ha confermato il suo piano, ma verso la fine del vertice ha riunito in una stanza i leader di ogni sigla e i suoi tre manager di punta: il responsabile delle fusioni Florence Parly, delle risorse umane Jean-François Colin e il capo delle operazioni di volo Gilbert Rovetto. Oggi ci potrebbero essere aperture sul numero di aerei a terra, sui tempi di chiusura di Cargo e per gli investimenti nel rinnovo della flotta. Il punto più delicato per i sindacati è il futuro di Atitech, la controllata napoletana che impiega 700 persone e fa la manutenzione ai vecchi Md-80: Air France-Klm sarebbe disposta a mantenere il 49% della società, ma non basta agli autonomi di Sdl. I dipendenti della società sono sempre più nervosi e minacciano per oggi il blocco di Capodichino. La Borsa scommette su tempi lunghissimi: ieri il titolo ha guadagnato il 19,4% e valeva 48 centesimi. L'offerta di Air France-Klm è di nove centesimi ad azione.

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Alitalia,lo strappodella Uil (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

La trattativa Il sindacato: "Lo scontro politico non consente una trattativa serena". Air France e Alitalia: "Serve un accordo in 48 ore" 01/04/2008.

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Le donne secondo Berlusconi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Le donne secondo Berlusconi Maria Novella Oppo BERLUSCONI, che in queste settimane ha offeso quasi tutto e tutti (a cominciare dagli alleati, passando per le cordate Alitalia, per arrivare ai vertici della Chiesa contrabbandati come cosa sua), in particolare ha offeso le donne, che sono la maggioranza dell'elettorato. E speriamo sconterà l'averle trattate come poverette che nella vita possono sperare di cavarsela solo svendendosi a un giovane Berlusconi (chiaramente come seconda scelta rispetto al vecchio). Ha poi negato di aver candidato solo veline, spiegando che con le veline può fare di meglio che metterle in lista. Una tale trivialità non giustifica, ma alimenta la parallela trivialità della Santanchè e della Mussolini. La prima ci ha fatto sapere di "non averla mai data" per la carriera. La seconda, non paga della sua personale volgarità, ha evocato anche quella del nonno Benito. Mentre la più sguaiata di tutte, la Brambilla, è andata in tv a dire senza vergogna: "Parlo a nome di Berlusconi". Ha ragione Luciana Littizzetto: di donne così in politica possiamo anche farne a meno. FRONTE DEL VIDEO.

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Intercity cancellatii sindaci sui binari (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

La riviera dei fiori in rivolta Basso e Sappa: "Andiamo tutti a Roma per contestare Trenitalia" TRENITALIA cancella due treni Intercity che collegano la Riviera a Milano ed esplode la rivolta Accadrà già da lunedì prossimo, a poche settimane dai ponti turistici del 25 aprile e del Primo maggio, a due mesi dall'inizio della stagione estiva. E i sindaci del ponente sono subito scesi sul piede di guerra: minacciano una grande manifestazione di protesta sotto le finestre dell'ufficio dell'amministratore delegato di Trenitalia Mauro Moretti. Gli amministratori della Riviera definiscono "inaccettabile" la decisione delle Fs di cancellare l'ICplus 609 "Cristoforo Colombo" con partenza da Milano (ore 13.10) transiti a Genova P.P (14.55) - Savona (15.28) - Imperia Porto Maurizio (16.31) e arrivo a Ventimiglia (17.07) e l'ICplus 627 "Andrea Doria" con partenza da Ventimiglia (12.58) transiti alle 13,32 a Imperia, Genova (15.19) e arrivo a Milano (16.50). Due convogli che assicuravano la cadenza di treni Intercity sulla tratta Milano-Ventimiglia (e ritorno) ogni 2 ore. La soppressione creerà una fascia pomeridiana di ben 4 ore priva di soluzioni alternative. I sindaci sono già saliti sulle barricate, pronti alla battaglia con Moretti e Trenitalia. E Quello di Diano Marina, Angelo Basso (FI), ha già in mente qualcosa di clamoroso: "La nostra cittadina - dice - è frequentata da moltissimi turisti lombardi che soggiornano in alberghi, pensioni e seconde case. Senza treni sono anche disposto a marciare insieme ai miei colleghi a piedi sui binari del treno sino a Roma e protestare davanti alla sede di Trenitalia". Lo affiancano nella protesta anche i sindaci forzisti di Ventimiglia e Bordighera Gaetano Scullino e Giovanni Bosio: "Tagliare gli Intercity, ovvero treni a lunga percorrenza che collegano il capoluogo lombardo alla Riviera è un colpo durissimo al turismo della Riviera di Ponente. E' una decisione che non possiamo certamente accettare. E' un torto che non fanno solo a noi, ma anche ai lombardi. Dovrebbero protestare anche i sindaci di quella regione. Noi lo faremo con ogni mezzo". Non ha digerito la decisione neppure il sindaco di Imperia Luigi Sappa: "Come si può pensare di mortificare ancora di più il ponente ligure quando gli sforzi del passato governo Berlusconi hanno fatto ripartire il raddoppio della ferrovia e si sta realizzando un'opera importante come questa - sbotta il primo cittadino - Regione e Ferrovie non possono non tenere conto degli investimenti della collettività e quindi lasciare scoperto un servizio che finirebbe per penalizzare in modo grave questa zona di grande valore turistico e che vede già dei disagi enormi per i pendolari che per studio o lavoro si devono trasferire a Milano in treno. L'amico sindaco di Diano ha perfettamente ragione: dobbiamo fare un fronte comune e marciare al più presto su Genova e Roma e far sentire la voce dei nostri cittadini". Ieri il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, in visita elettorale a Imperia, si è subito schierato con loro: "Hanno ragione a contestare questa decisione perché Trenitalia ci aveva assicurato che non avrebbe preso alcun provvedimento almeno sino a giugno, in attesa di definire nuovi incontri e programmare nuove strategie. Tutto per non penalizzare i pendolari e i turisti del ponente ligure". Trenitalia risponde che la cancellazione dei treni dall'orario ferroviario ligure "è dettata da esigenze di natura economica e strategica. Si tratta di treni che non sono economicamente sostenibili. Nessuno può farsi carico di quei costi. Se non vengono operate delle scelte e anche delle decisioni, purtroppo drastiche, l'azienda rischia il fallimento come è successo per altre aziende nazionali importanti come l'Alitalia". E proprio in questi giorni i dirigenti di Trenitalia hanno bussato alla porta della Regione Liguria chiedendo 27 milioni di euro, una quota aggiuntiva ai 65 milioni ordinari per poter continuare mantenere il trasporto locale ai livelli attuali e non operare tagli ai convogli oggi al centro della contestazione. Giò Barbera barbera@ilsecoloxix.it 01/04/2008 ponente liguremortificatoTogliere questi treni sarebbe un colpo durissimo per il turismo. Non possiamo accettarlo bosio e Scullinosindaci Bordighera Ventimiglia 01/04/2008 ' 01/04/2008.

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Cancelleremo 5mila leggi entro il 2008 Veltroni: il Pdl farebbe un governicchio. Vuole la rissa, ma se non si è in due si chiama aggressione (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 01-04-2008)

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Stai consultando l'edizione del "Cancelleremo 5mila leggi entro il 2008" Veltroni: il Pdl farebbe un governicchio. Vuole la rissa, ma se non si è in due si chiama aggressione di Federica Fantozziinviata a Viterbo "CI MANCA SOLO che Casini si metta l'eskimo. Tutti i giorni se la prende con il governo Veltroni-Berlusconi... Ma se avesse avuto il coraggio, ora avremmo un governo per le riforme. Invece è rimasto embedded finché non gli hanno chiuso la porta in faccia. Ora ci faccia la grazia perché non ci saranno inciuci". Alla riconquista di Viterbo, 84esima tappa del giro d'Italia veltroniano e comune in mano al centrodestra da tre mandati, il leader del Pd insiste sui "toni civili" della "fase nuova" ma non si risparmia un paio di stoccate. All'amico Pier, reo di mancato coraggio "ma è come nei Promessi Sposi (ovvero: se uno non ce l'ha non se lo può dare"). A Fini, che non trovando pubblico al suo comizio di Palermo "si è innervosito" e ha tagliato teste. E a Berlusconi, che chiama per nome anziché, come al solito, "il principale esponente dello schieramento avverso": "Cerca di trasformare la campagna elettorale in rissa - chiarisce Veltroni - ma se non si è in due si chiama aggressione. E la gente sa come valutare chi aggredisce il prossimo". Votare Pdl, insomma, significa riavere lo stesso "governicchio" con gli stessi nomi. "Qualcuno peggio", urla una voce dal fondo di piazza del Plebiscito. Altra storia dall'altra parte: "Il Pd è l'unico che può portare l'Italia fuori da questi 15 anni e unire il Paese sulla base di valori nuovi". Perché "si vota per aprire un ciclo di innovazione politica, per liberare energie, contro la vecchiezza di una politica che parla ancora di brogli e stalinismo". Invece, ed è un vaudeville, "l'ipotetico" escutivo di centrodestra "sarebbe già in crisi", lo ha minacciato il leghista Borghezio se passerà il decreto sugli immigrati. Piazza del Plebiscito piena, 4mila persone secondo gli organizzatori. Sul palco c'è un ticket di candidati rodatissimo: l'aspirante sindaco Ugo Sposetti, già tesoriere diessino, e Beppe Fioroni, provenienza Popolare, presentato come "il primo viterbese ministro". Sono i capilista di Lazio 2, dopo il magistrato Donatella Ferranti. Arrivano Ignazio Marino e il "governatore" Marrazzo. Fioroni minimizza l'uscita indipendentista di Di Pietro: "Ha preso un impegno con il Pd per il gruppo unico, e lo rispetterà. Continueremo a lavorare per questo". Fiducioso Sposetti: "Vogliamo trasformare l'amarezza dei viterbesi in una svolta". Veltroni strappa applausi promettendo la fine delle morti sul lavoro: "Serve la responsabilità delle imprese, l'impegno dei lavoratori con la formazione, il sostegno dello Stato". Si spende per i giovani precari e i 50enni di nuovo senza lavoro. Annuncia interventi sul potere d'acquisto, grazie all'extra-gettito, e sulle pensioni fino a 2mila euro. Rilancia la semplificazione legislativa, entro il 2008 5mila leggi abrogate, obiettivo solo 2mila leggi nel 2010. Promette la fine della politica clientelare: "Per i nostri figli non vogliamo il Paese del "conosco una persona che". Garantisce, nei rapporti con l'amministrazione pubblica, "tempi del 2000 e non ottocentschi". Insomma, l'agenda riformista per modernizzare l'Italia. Come, dice, ha fatto con Roma: "Ora Berlusconi mi attacca, ma prima della campana mi dipingeva come un padre della patria, come Giolitti". Anche su Alitalia, Veltroni rilancia il sospetto di Bersani che aveva ipotizzato "qualcuno pronto a raccoglierla col cucchiaino una volta fallita". Se fugge Air France, attacca il segretario del Pd, "ci si assume una bella responsabilità. Non vorrei che finisse in stato di crisi e la si prendesse a pochi soldi". Dopo un ricordo di Luigi Petroselli, ex sindaco di Roma sepolto a Viterbo, finale a caccia del bersaglio indecisi: "Ce ne sono moltissimi e il grosso si sta spostando verso il Pd. Ognuno ne convinca 5, ieri un milione e 200mila persone si è impegnato. La rimonta è in corso. Dobbiamo dare l'ultima spinta". Il pullman verde prosegue per Terni e, in serata, Rieti. Nella cittadina umbra, lo accompagna la vicecapogruppo alla Camera Marina Sereni. Veltroni giura: "Il riformismo siamo noi, non si può fare una maggioranza riformista con Dini e Caruso". L'ovazione più calorosa segue la dichiarazione di guerra a mafia, ndrangheta e camorra: "Non votateci perché noi vi cancelleremo, vi annienteremo".

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Da Berlusconi sobrio alle spigole di Speciale (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Da Berlusconi "sobrio" alle spigole di Speciale Oliviero Beha Sì, lo so, piacerebbe anche a voi che la campagna elettorale si giudicasse sul risparmio energetico, i danni del gas serra, i monumenti "politicamente" oscurati, il Petito Moreno che si scioglie in Patagonia e il Tibet che muore bruciato dal fuoco di Olimpia. E invece no. Questa abbiamo, di campagna, e questa ci teniamo. E così ci dobbiamo domandare come venga preso con simpatia l'aggettivo con cui "The Guardian", giornale inglese non esattamente senza tradizione, definisce l'odierno Berlusconi: "sobrio". Proprio così. Come se altre volte fosse stato con il gomito alzato. E questo secondo quegli inglesi lì sarebbe il suo pregio maggiore. È normale allora che questa campagna si giochi intorno alla superficie, agli effetti speciali, all'Alitalia. Se nei prossimi giorni il bluff sulla cordata italiana divampa e tutti sono costretti a capire, allora forse qualche indeciso voterà Veltroni per altrui getto della spugna. Non solo. Persino le spigole del Generale Speciale, costate 32 mila euro ai contribuenti per i viaggetti del pesce speciale di Speciale da Pratica di Mare a Bolzano, magari orienteranno gli incerti. Se quel generale faceva così in divisa, forse qualcuno penserà: da Ministro cosa ci riserverà?.

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Ultimatum francese: accordo entro domani I sindacati critici ma riconoscono: C'è stata una parvenza di trattativa (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Ultimatum francese: accordo entro domani I sindacati critici ma riconoscono: "C'è stata una parvenza di trattativa" di Bianca Di Giovanni/ Roma CONFRONTO Tempi stretti, ma trattativa avviata. Nonostante il colpo di scena iniziale della Uilt, che ha abbandonato unilateralmente il tavolo. Una scelta che ha provocato la reazione durissima di sette sigle sindacali (An pac esclusa). Questa la cronaca scarna del primo giorno di confronto tra i vertici AirFrance-Klm e i sindacati Alitalia. Maurizio Prato ha imposto scadenze ravvicinatissime: entro domani chiede un'intesa quadro da approfondire poi su tavoli tecnici. Ma il tutto deve chiudersi in pochi giorni per la Magliana, che punta a chedere così il prestito ponte per poter rimpinguare le casse. Jean-Cyril Spinetta appoggia la "fretta" di Prato. Ma al momento la partita è ancora tutta da giocare: dopo la riunione ristretta di ieri l'unico risultato è stato quello di imporre al tavolo quattro questioni di fondo (di cui Air France non voleva neanche sentire parlare fino a ieri), ovvero il cargo, la flotta a lungo raggio, il perimetro di Az servizi con l'Atitech di Napoli (che finora resta esclusa dal perimetro aziendale, tanto che oggi i lavoratori minacciano di bloccare Capodichino) e le attività di Malpensa (almeno il cargo). "Non sono emerse novità sostanziali ma la nota positiva è che si continua a trattare - ha commentato in serata Fabrizio Solari, leader Filt Cgil - per tutti c' è la necessità di provarci". "Oggi c'è una parvenza di trattativa", ha aggiunto Fabio Berti, presidente Anpac. Spinetta si è preso una notte di riflessione. "Rifletterò, fatelo anche voi", ha detto al sindacato.La riunione è stata aggiornata a oggi alle ore 11: a quel punto il numero uno di Air France darà risposte almeno sulla rimodulazione della flotta e sul perimetro di Az Servizi. Non è stato facile imporre i temi all'ordine del giorno, visto che Spineta si limitava a ripetere per l'intero incontro che Air France è pronta a investire nello sviluppo un miliardo di euro. "Ogni singolo euro di cash flow sarà reinvestito nello sviluppo di Alitalia - dichiara il numero uno del gruppo franco-olandese - per la prima volta c'è chi mette un miliardo di euro e se la cosa non dovesse andare bene l'intero gruppo ne risentirebbe". La giornata è stata dominata dallo strappo della Uilt, inatteso e clamoroso. Appena iniziato il confronto il segretario Giuseppe Caronia ha chiesto a Spinetta se esistessero ancora due "paletti": l'ok del nuovo governo e la soluzione della vertenza Sea. Alla risposta affermativa, il sindacalista ha abbandonato il tavolo, denunciando una "trattativa finta". La Uilt chiede che il confronto si rimandi al dopo elezioni: solo il nuovo governo potrà decidere. E l'ipotesi fallimento? "Non si potrà certo addossare alle organizzazioni sindacali - taglia corto Caronia - Semmai è stato il governo a escluderci dal confronto". La replica degli altri sindacati è durissima. La Uilt "ha deciso di abdicare al proprio ruolo per partecipare da comparsa al teatrino becero della campagna elettorale. Utilizzare i lavoratori per una campagna che non li riguarda è un fatto grave", scrivono Filt Cgil, Fit Cisl, Ugl, Unione piloti, Sdl, Anpav e Avia. L'Anpac resta defilata, ma non "rompe". I piloti puntano soprattutto a recuperare il settore cargo, su cui i franco-olandesi hanno accettato almeno di discutere. A questo punto fuori c'è solo la Uil. Il leader Luigi Angeletti ha confermato la posizione di Caronia con argomenti a dirla tutta un po' funambolici. "Ad Air France non c'è alternativa - ha detto - ma questa non è una trattativa vera. Se vogliono, continuino gli altri". Stamane alle 9,30 la Uil farà una riunione interna: i segretari e i quadri del trasporto incontreranno Angeletti per decidere come procedere nella vertenza della Magliana.

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La figlia di Caronia con Lombardo (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del CASI IL SINDACALISTA La figlia di Caronia con Lombardo Sarà una coincidenza (sarà...) ma il dato è interessante. Il segretario Uilt Giuseppe Caronia si sfila dalla trattativa facendo traballare un tavolo pericolante, e subito dopo si scopre che sua figlia Marianna è candidata alle regionali siciliane nelle file del movimento per l'autonomia di Raffaele Lombardo. "In questa vicenda sono solo una spettatrice", dichiara intervistata dalle agenzie stampa. "In questo momento sono molto impegnata nella campagna elettorale", aggiunge candida la Caronia junior. Sta di fatto che poco dopo sette sigle sindacali Alitalia sparano ad alzo zero sulla decisione unilaterale" Uilt, parlando di "teatrino da campagna elettorale". Insomma, altro che spettatori: qui la politica c'entra eccome. Drammatizzare la trattativa sotto elezioni è sicuramente più utile a Berlusconi&Co. che ai democratici. Alla faccia dei destini dei lavoratori. Che la posta in gioco sia altissima, lo sanno per primi i sindacati. Ma sanno altrettanto bene che la strada dell'alternativa ad Air France-Klm passa per una strettoia mortale: il rischio di commissariamento. b. di g.

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Trenitalia taglia sei convoglipendolari sul piede di guerra (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

TRASPORTO PUBBLICO Due Eurostar e quattro Intercity in meno per i viaggiatori della Liguria GENOVA. Meno treni per i pendolari liguri. Trenitalia minaccia di tagliare sino al 25 per cento dei collegamenti regionali, a partire dal prossimo luglio, se il governo, attraverso la Regione, non metterà sul piatto 27 milioni di euro in più all'anno, oltre ai 67 milioni già garantiti con l'attuale contratto di servizio. E per far capire che non scherza affatto, l'amministratore delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti, comincia con la soppressione, solo in Liguria, di tre coppie di treni a lunga percorrenza, a scapito delle centinaia di lavoratori e studenti che si muovono, quotidianamente, da Genova e dalle Riviere verso Milano e ritorno. Dal 7 aprile - informa l'azienda - saranno soppressi due Eurostar e quattro Intercity perché considerati "anti-economici", cioè frequentati da un numero di passeggeri non sufficienti a garantire la copertura dei costi di esercizio. In dettaglio, saranno cancellati l'intercity 645 Milano-Livorno (partenza alle 6,10 da Milano, arrivo alle 7,45 a Genova Principe e alle 7,53 a Brignole); l'intercity 672 Grosseto-Milano (tappa a Genova Brignole alle 20,06, a Principe alle 20,19, arrivo nella capoluogo lombardo alle 21,50); l'intercity 609 Milano-Ventimiglia (partenza da Milano alle 13,10, arrivo a Principe alle 14,42, a Ventimiglia alle 17,07); l'intercity 627 Ventimiglia-Milano (partenza da Ventimiglia alle 12,58, arrivo a Principe alle 15,19 e capolinea alla stazione centrale alle 16,50). Infine, addio a due eurostar "settimanali" quello che parte il lunedì alle 7,38 da Genova Brignole (passaggio a Principe alle 7,47 e arrivo a Milano Rogoredo alle 8,57) e quello che parte il venerdì alle 18,40 da Milano (Porta Garibaldi) e termina il viaggio a Genova Principe alle 20,16. "Ma questo è il male minore - dice Enrico Pallavicini, tra i portavoce dei pendolari della Genova-Milano - dato che si tratta di treni poco frequentati per via degli orari e per il fatto che non fanno scalo alla stazione centrale". Non basta: gli eurocity 141 e 145 Milano-Nizza, sempre dal 7 aprile, accorceranno il percorso e si fermeranno a Ventimiglia diventando gli intercity 693 (partenza da Ventimiglia alle 14,58, arrivo a Milano centrale alle 18,50, stesse fermate del 627 soppresso, ma con orario diverso) e 697 (partenza da Milano alle 7,10, arrivo Ventimiglia alle 11,07). Cancellazioni di convogli - sottolineano le Ferrovie - dovute, ancora una volta, alla carenza di finanziamenti statali. All'appello mancherebbero, su scala nazionale, circa 23 milioni di euro per la gestione dei treni a lunga percorrenza: 104 milioni di disponibili contro il 130 milioni necessari per non andare in rosso. "Il risultato alla fine sarà che centinaia di pendolari non avranno alternative e dovranno usare il pullman o la propria auto", riprende Pallavicini. Inoltre, dal prossimo mese i pendolari dovranno fare a meno delle agevolazioni tariffarie concesse per l'uso degli intercity. Non sarà più disponibile, infatti, la tessera Ic pass che, ad esempio, dava diritto all'80 per cento di sconto sul supplemeto intercity per le tratte interregionali. "Non c'è da stupirsi - riprende Pallavicini - visto che la Regione Liguria non ha corrisposto, per due anni, i 2 milioni e 440 mila euro richiesti da Trenitalia per coprire gli sgravi ai pendolari". I passeggeri sono pronti a dare battaglia: "Pensiamo a uno "sciopero" del voto da attuarsi in massa", anticipa Pallavicini: "Nello stesso tempo chiederemo a grandi aziende genovesi di fare da sponsor per impedire ulteriori tagli ai treni regionali coprendo almeno il 30 per cento delle spese". Ma il peggio potrebbe arrivare con l'orario estivo che entrerà in vigore il 15 giugno e potrebbe far registrare una vera "strage" di treni regionali. Trenitalia non smentisce il rischio e spiega: "Il provvedimento di soppressione di alcuni treni passeggeri è legato a motivazioni di natura economica e strategica per una impresa quale è Ferrovie dello Stato. I treni cancellati, infatti, sono economicamente insostenibili e nessuna azienda è disposta a effettuare un servizio in perdita. Diversamente rischierebbe il fallimento in tempi brevi con ricadute positive anche per la collettività". "La vicenda di Alitalia - si legge ancora nella nota - è un esempio tangibile di quello che potrebbe accadere". Vincenzo Galiano galiano@ilsecoloxix.it 01/04/2008 ' 01/04/2008 LA MINACCIADEI PASSEGGERISe le soppressioni previste a giugno saranno varate, non andremo a votare alle prossime elezioni ENRICO PALLAVICINIportavoce dei pendolari 01/04/2008.

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Inflazione record, mai così alta dal '96 (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-04-2008)

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A marzo il carovita sale al 3,3%. Alitalia, continua la trattativa con Air France ma la Uil abbandona il negoziato: "Tanto decide il prossimo governo" Inflazione record, mai così alta dal '96 ROMA - Inflazione record, non è mai stata così alta dal 1996. A marzo il carovita sale al 3,3%. Lo comunica l'Istat, aggiungendo che nella stima preliminare si è riscontrato anche un aumento mensile dei prezzi dello 0,5%. Alitalia, continua la trattativa con Air France ma la Uil abbandona il negoziato: "Tanto deciderà tutto il prossimo governo". SERVIZI ALLE PAGINE 6, 7 E 9.

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L'orgoglio e le gelosie - (segue dalla prima pagina) (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Commenti L'orgoglio e le gelosie (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Perché almeno dal "nostro" punto di vista, vale a dire da una prospettiva italiana, non c'era in ballo soltanto l'aggiudicazione di una grande giostra internazionale, un temporaneo luna park postmoderno. Pensiamoci solo un momento: avesse perso la partita, Milano, come alcune voci avevano accreditato erroneamente ieri pomeriggio, adesso si stilerebbero naturalmente referti desolati sulla decadenza italiana, sulla incapacità della borghesia economica di mantenere la presa sui processi nuovi, sulla perdita di peso e di ruolo nel flusso della globalizzazione, e anche sullo smarrimento di identità di quella metropoli lombarda che fu l'epicentro della crescita industriale e dell'innovazione produttiva nel nostro Paese. Avrebbero avuto ragione coloro che pensano che l'Italia è un Paese drammaticamente stanco e invecchiato: che subisce la concorrenza dei latecomer europei come la Spagna, e si lascia impressionare dagli annunci del suo premier Zapatero a proposito del "sorpasso" spagnolo nei nostri confronti. Anche per questo, assume toni grotteschi il modo con cui Silvio Berlusconi ha cercato di espropriare il governo uscente di Romano Prodi dal riconoscimento di un successo indubbio. In questi ultimi giorni a Milano non era in gioco un interesse politico di parte, bensì una quota significativa di un interesse nazionale. Va da sé che un successo come quello di ieri pomeriggio non smentisce i vizi del sistema Italia: non rimedia all'obsolescenza delle sue infrastrutture, alla perdita di livelli di competitività, alla minore crescita del prodotto interno rispetto alla velocità dei partner europei, alle angosce di parte delle imprese per la concorrenza dei nuovi leader economici asiatici. Insomma, non è una terapia, un rimedio, una panacea. Semmai è un'occasione. La portata economica dell'Expo 2015 infatti è impressionante, se si pensa ai quattro miliardi di investimenti, ai settantamila posti di lavoro attesi, ai 29 milioni di visitatori previsti nei sei mesi di esposizione. Quindi non risulta difficile immaginare quale tipo di volano economico, per tutto il territorio settentrionale, può essere questo avvenimento, quali tracce e quali nervature può lasciare su Milano e la Lombardia, e di riflesso di quale entità potranno essere le ricadute per l'intero territorio nazionale e per il Made in Italy. Ma il significato più profondo della "vittoria" di ieri non è semplicemente di tipo quantitativo. C'è un successo diplomatico, quindi istituzionale, al termine di una maratona sfibrante, la dimostrazione che all'occorrenza l'Italia può giocare con efficacia il suo ruolo nel nuovo scacchiere mondiale (come peraltro aveva fatto, con una significativa assunzione di rischio, anche con la missione di pace in Libano, e con la richiesta all'Onu di moratoria sulla pena di morte). E c'è da trarre una lezione politica, non meno rilevante. Il successo di Milano si registra in una condizione politica a suo modo peculiare, grazie all'azione di un governo di centrosinistra dimissionato dalla defezione di micropartiti marginali, un'azione svolta in collaborazione con le amministrazioni di centrodestra del Comune di Milano e della Regione Lombardia. Non si fa del nazionalismo fuori stagione nel prendere atto che la vittoria contro Smirne deve molto all'attività dei protagonisti di ogni parte politica, divenuta frenetica negli ultimi giorni e nelle ultime ore. Di questo forcing diplomatico va riconosciuto il merito agli attori principali, da Romano Prodi a Letizia Moratti, da Massimo D'Alema a Roberto Formigoni, a Emma Bonino. Una pattuglia politicamente trasversale: e proprio questa trasversalità è la dimostrazione fattuale che esistono ambiti operativi - fatta salva la distinzione di ruolo e responsabilità tra maggioranza e minoranza - in cui la contrapposizione politica può lasciare il campo ad altri schemi di comportamento. Ossia l'interesse nazionale, l'orgoglio di un ruolo da esercitare fra i Paesi avanzati, l'eco di un prestigio non del tutto declinato, il gusto per il lavoro ben fatto e stilisticamente apprezzabile. E anche la voglia di dimostrare che l'Italia contemporanea non è soltanto quella del fallimento dell'Alitalia, una discarica intrisa di diossina, il Paese che subisce lo schiaffo delle barriere doganali innalzate per motivi igienici. Per certi versi, la conquista dell'Expo è la nuova dimostrazione da un lato che l'Italia lavora bene allorché si trova in emergenza, quando scattano meccanismi dettati dall'urgenza, dalla necessità di recuperare il terreno perduto; e dall'altro che esistono invece ambiti di comportamento pubblico che possono essere sottratti agli infeudamenti politici e allo spoils system più vorace. Certo, occorrerà vedere come si svolgerà il percorso organizzativo, economico e infrastrutturale che porterà all'Expo. Milano è una città in vertiginosa trasformazione, nel cui tessuto si possono individuare consistenti e nuove aggregazioni di poteri. Sotto questo profilo, il 2015 rappresenta un banco di prova per il moderno capitalismo italiano, per le sue strutture e i suoi vertici, per le sue articolazioni finanziarie, così come per gli apparati burocratici pubblici che avranno un ruolo nell'organizzazione di quell'evento. Il resto, è bassa macelleria politica, strumentalizzazione fin troppo prevedibile e strepitante per sollecitare una condanna pubblica che c'è già nei fatti. Tanto più che non è detto che sia la tecnica migliore per guadagnare consenso rivendicare a tutti i costi un successo che può invece serenamente, senza sciocche gelosie politiche, essere condiviso fra le parti.

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Le compagnielow costper il rilancio (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Malpensa nRoma. Nel giorno del trasloco di Alitalia, che ha tagliato il 72 per cento dei voli, su Malpensa torna a soffiare il vento della speranza grazie alla vittoria di Milano, arrivata prima nella gara per l'Expo 2015: "Questo vittoria aiuterà anche Malpensa", dice Romano Prodi. Ironia della sorte: il capoluogo milanese si assicura l'Expo il giorno stesso in cui lo scalo milanese perde di fatto il suo status di hub, abbandonato dalla compagnia di bandiera che trasferisce i suoi voli su Fiumicino per non continuare ad aggiungere perdite a perdite. Da parte sua, la Borsa saluta con favore la decisione di Alitalia di tagliare il cordone ombelicale con lo scalo lombardo e premia il titolo della Magliana con un forte rialzo che arriva sfiorare il 20 per cento. A Malpensa l'aria che si respira e quella di un giorno da dimenticare. Il primo lunedì senza Alitalia, il cambiamento di rotta svuota lo scalo milanese e riempie di viaggiatori Fiumicino come neanche fossero i giorni dell'esodo. A Malpensa la svolta intristisce e svuota di colpo gli spazi finora "targati"Alitalia, nell'attesa che il suo posto sia presto occupato da altre compagnie. AirOne si è data già da fare aprendo quattro nuovi banchi di check-in, che prima erano contrassegnati dal logo Alitalia. Nei negozi e nei bar la clientela è calata. E non c'è la corsa prendere i taxi. Questo scenario di crisi fa da sfondo alle incertezze dei lavoratori della Sea (la società che gestisce lo scalo milanese), che ha chiesto un indennizzo di 1,2 miliardi da Alitalia ma intanto è alle prese con il dramma dei lavoratori che sono in esubero rispetto al ruolo ridimensionato di Malpensa. La ricaduta è di 900 persone in cassa integrazione, a fronte di 35 mila passeggeri in meno al giorno. AirOne, Easyjet, le compagnie low-cost scommettono però su Malpensa e credono nel suo rilancio. E ci crede anche il patron di Sea, Giuseppe Bonomi, convinto di recuperare il traffico perduto nel giro di due-tre esercizi. 01/04/2008.

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Brevi, schede e richiami 1 (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-04-2008)

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Anche l'Italia non è un paese per vecchi Giuliana Barbieri Milano Ho letto la lettera di Salvatore Gentile (del 29 marzo) nella quale mi sono immedesimata. Io, più di lui che ne ha 37, di contributi ne ho 39 ma ahimè 57 anni di età ed ovviamente disoccupata senza speranze. Mi piacerebbe che ci contassimo per vedere quanti siamo e se esiste la possibilità di farci sentire da tutte le istituzioni sindacali e politiche che sono sorde e cieche di fronte alla violazione di un diritto: quello di un reddito, se la pensione non c'è, come previsto dal Trattato Europeo. O forse, come nel recente film, anche l'Italia "non è un paese per vecchi". A mia figlia tredicenne un sms, "vota per me" Luigi Muzii Roma Oggi mia figlia, 13 anni, e una sua compagna di classe hanno ricevuto sul loro cellulare, un messaggio dell'ing. Alemanno che la invitava a votare per lui alle prossime elezioni amministrative per la carica di sindaco di Roma. Come possiamo restare tranquilli sapendo che si può così facilmente (solo da parte di alcuni potenti, ovviamente), entrare in possesso di dati così delicati? E cosa dire del fatto di aver raggiunto due minorenni? Mia moglie, infatti, che è l'intestataria del cellulare di mia figlia, non ha mai reso pubblico quel numero di telefono e immagino che altrettanto abbiano fatto gli altri genitori. Legge e ordine? Così? Se decidi di donare il cordone ombelicale Mario Valente valente.mario@fastwebnet.it Vorrei segnalare un episodio, piccolo ma significativo, per sensibilizzare le autorità preposte. Tra circa due mesi mia figlia partorirà ed ha manifestato l'intenzione di donare il cordone ombelicale da cui trarre cellule staminali, che tutti dicono essere molto importanti per la ricerca, ma ciò al momento non risulta possibile dovunque, soltanto in alcune strutture ospedaliere; per esempio non dove ha scelto di partorire mia figlia. Il cordone ombelicale che potrebbe salvare vite umane viene quindi buttato. Par condicio, sondaggi e commenti del Tg1 Pino Caserta Segretario di Redazione del Tg1 caro direttore, su Repubblica di domenica Eugenio Scalfari scrive che il Tg1 di venerdì 28 marzo nell'edizione delle 20 avrebbe formulato "una critica contro la legge sulla 'par condicio', ritenuta incivile, senza spiegare perché in Italia esista una legge del genere, dovuta ad un vergognoso conflitto di interessi che fa capo al proprietario delle reti Mediaset". Questo è il testo letto dalla Ferrario come controllabile nel registrato: "Da mezzanotte stop ai sondaggi elettorali. Esperti, leader dei partiti e classe dirigente continueranno a conoscere, giorno per giorno, gli umori dell'elettorato, ma a voi cittadini sarà invece vietato perché si ritiene che ne rimarreste influenzati, cosa di cui ci permettiamo di dubitare visto che siamo in democrazia. Comunque sia è la legge e va osservata con scrupolo". Nessun riferimento dunque alla par condicio ma una critica, che ribadiamo, allo stop dei sondaggi. Per quanto riguarda l'Agcom in nessuno dei suoi atti l'autorità ha parlato di squilibrio tra Partito Democratico e Popolo della Libertà nel tg1. Nel mio articolo di domenica ho formulato alcune critiche al Tg1. In particolare ho scritto che il tempo medio che il nostro principale telegiornale dedica ai candidati in lizza favorisce notevolmente Silvio Berlusconi. Questa mia affermazione è documentata dalle tabelle che autorità indipendenti hanno diffuso e che molti giornali hanno pubblicato. Quanto all'Agenzia delle Comunicazioni, essa ha diramato un comunicato nel quale lamenta che tutti i telegiornali, sia quelli pubblici che quelli privati, non rispettano la par condicio e appaiono squilibrati nelle presenze dei candidati in video. Ho anche rimarcato che la signora Ferrario nel telegiornale delle ore 20 di venerdì scorso si era espressa in modo critico nei confronti della legge sulla par condicio. Prendo atto della rettifica della direzione del Tg1: la Ferrario non parlava della par condicio ma del divieto di rendere pubblici i sondaggi elettorali negli ultimi 15 giorni della campagna. Non è zuppa ma è pan bagnato: il divieto dei sondaggi è dovuto allo squilibrio della potenza mediatica di uno dei concorrenti il quale è in grado sulle sue reti televisive di utilizzarli a suo piacimento. Infine parlando molto a lungo e ripetutamente del caso Alitalia il Tg1 non ha mai trovato il modo di spiegare quali sono gli effetti sul mercato delle sortite continue del leader dell'opposizione. A queste mie critiche la direzione del Tg1 non ha risposto e perciò le mie domande restano inevase. (e. s.).

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E berlusconi convoca in albergo le giovani leve dell'industria - (segue dalla prima pagina) paolo griseri (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Torino Mezz'ora con gli eredi Agnelli, Ferrero, Lavazza, Miroglio e Garavoglio E Berlusconi convoca in albergo le giovani leve dell'industria Il leader del Pdl dopo il vertice arringa la folla riunita nel Teatro Nuovo (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) PAOLO GRISERI (segue dalla prima di cronaca) è un fatto che per la prima volta Berlusconi giunge a Torino e incontra alcuni imprenditori di peso. Per una città che non lo ha mai amato (come dimostrano gli scarsi risultati delle ultime consultazioni elettorali), è certamente una dimostrazione di interesse che va al di là delle previsioni. Miroglio esce dall'incontro e parla per tutti: "Berlusconi ci ha illustrato le sue linee politiche. Era un invito riservato, un incontro informale. Non posso dire di più". Più tardi la versione di Berlusconi sulla stessa riunione che è durata mezz'ora: "Li ho incontrati e ci siamo piaciuti". Qualcuno, malignamente, chiede: "Ha proposto loro di entrare nella cordata per Alitalia?". Il Cavaliere torna generico: "Abbiamo parlato in generale". Ma ormai urge recarsi al Teatro Nuovo dove il motivetto elettorale ("Meno male che Silvio c'è") viene ripetuto in modo ossessivo nella speranza che diventi vero: il leader del Pdl ritarda e arriverà in sala ben oltre le 19,30. Il destino vuole che il milanese della provvidenza apprenda proprio a Torino di aver vinto l'Expo del 2015 e che dunque venga portato a manifestare la propria gioia di fronte alla platea dei torinesi, a suo tempo scippati della candidatura italiana da Letizia Moratti. Berlusconi attacca il governo Prodi ("non è certo merito suo se abbiamo vinto") e gioisce di fronte alle prime file plaudenti dei vertici cittadini del suo partito. Ma prima di iniziare il comizio, rispondendo ai cronisti, il cavaliere snocciola la sua ricetta sulla Torino-Lione. Che si traduce essenzialmente nell'uso della forza: "Con il nostro governo - dice - il cambio sarà assoluto. Lo stato deve usare la sua forza e la sua autorità per far rispettare i diritti di tutti i cittadini. Non condivido nulla di ciò che ha fatto il governo Prodi su questo punto. Non può una minoranza organizzata bloccare un aeroporto, un'autostrada, una ferrovia". Nella sala si ritrovano tutti i vertici del nuovo rassemblement della destra italiana. Dai capitani di lungo corso come Ugo Martinat e Guido Crosetto, Osvaldo Napoli e Enzo Ghigo, alla truppa dei neofiti come Vito Bonsignore, Antonello Angeleri e Rosanna Costa. Nelle prime file non si vedono Maria Teresa Armosino (che arriverà tardi e avrà difficoltà a entrare in sala) e Mariangela Cotto, divise dalla guerra fratricida per la provincia di Asti. Tutti applaudono. Lo fanno anche quando Berlusconi annuncia la guerra "contro l'evasione fiscale" e addirittura quando difende la famiglia tradizionale, quella una e indivisibile della tradizione cattolica. La platea approva anche quando Berlusconi, in un impeto, annuncia "l'abolizione delle comunità montane". Il Cavaliere conclude intorno alle 20,30. La platea ascolta e applaude il discorso con cui l'allora imprenditore inziò nel '94 la sua lunga carriera politica. E segue con pazientanza anche le indicazioni elettorali su come votare e sul perché gli ex alleati dell'Udc sono diventati complici della sinistra. Poi tende la mano verso l'alto mentre parte la musica in sottfondo. E torna nella sua Milano che ha perso Malpensa ma ha vinto l'Expo.

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Il teatrino - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina XIII - Milano IL TEATRINO LE VALIGIE DELLA RISCOSSA ETTORE LIVINI Yes we can. Inutile fasciarsi la testa con il tradizionale autolesionismo nazionale. Alitalia lascia la Malpensa portando via 6 milioni di passeggeri? Poco male. Già nei prossimi giorni un pezzo della voragine aperta dalla Magliana verrà riempito da British Airways. Con 15mila valigie. Gli inglesi hanno deciso di puntare su Milano per recuperare un po' della credibilità persa con il caos dei giorni scorsi al nuovo terminal 5 di Heathrow. A metterci una toppa toccherà a Malpensa: Londra spedirà al suo efficientissimo centro di smistamento meneghino i bagagli smarriti nell'ultimo week-end. E da qui un ponte di cargo li restituirà ai proprietari. Gli scali di Milano, se ben utilizzati, funzionano come orologi. Peccato che per dimostracelo sia servita la British Airways.

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Decollano i voli dell'estate dieci euro per andare a pisa - piero russo (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina VIII - Bari Decollano i voli dell'estate dieci euro per andare a Pisa Anche New York nelle nuove rotte da Bari Il collegamento con la città toscana varato da Ryanair: diecimila le prenotazioni PIERO RUSSO Puglia e Toscana non sono mai state così vicine. Ieri mattina, poco dopo le otto, è decollato dall'aeroporto di Palese un aereo diretto per Pisa. Un'ora prima nell'aeroporto barese erano atterrati 118 turisti provenienti dalla città della torre che pende. Quello inaugurato ieri dalla compagnia irlandese low cost Ryanair, è il primo collegamento diretto tra le due regioni. Un motivo di orgoglio per l'assessore regionale ai Trasporti Mario Loizzo che da mesi indicava ai vertici dell'aeroporto questo link permanente con la Toscana come una delle priorità per i cittadini pugliesi. Ma anche una fondamentale opportunità per attrarre verso la nostra regione i turisti internazionali che ogni anno visitano la terra di Dante Aligheri. Lo confermano le cifre snocciolate ieri dalla Ryanair che, in un anno, conta di trasportare su e giù tra Bari e Pisa 90mila persone. Questa sarà una delle rotte più frequentate dei prossimi dodici mesi: secondo la compagnia aerea low cost ha inserito Pisa tra le mete raggiungibili da Palese, sul suo sito Internet sono già arrivate quasi 10mila prenotazioni. I biglietti, dal 12 aprile al 25 ottobre, saranno offerti a prezzi stracciati: dieci euro, tasse incluse. Ma solo per chi prenota entro il 3 aprile. "Per quelle che sono le incertezze legate alla situazione di Alitalia - ha commentato l'assessore regionale ai trasporti Loizzo - aver consolidato i rapporti con compagnie low cost, come la Ryanair, per noi è di importanza fondamentale". Ma il periodo nero della compagnia di bandiera, per il momento, non influenzerà l'attività dell'aeroporto pugliese. Il numero dei voli targati Alitalia resterà praticamente invariato. Nel nuovo cartellone estivo l'unico cambiamento sarà il dirottamento di un volo da Malpensa verso Fiumicino. Ma questa perdita sarà compensata da Air One. Per il resto i nuovi orari estivi offerti dalla Seap, quest'estate presentano molte conferme e tante gustose novità. A partire dal collegamento con New York che sarà attivato il prossimo 15 maggio e sarà in vigore fino al 12 settembre. Ma per i vacanzieri di Puglia una buona notizia arriva anche sul versante delle rotte nazionali. Tre volte alla settimana da Bari e una da Brindisi, sarà possibile decollare per la Sardegna, destinazione Olbia. Ma nel ricco carniere dell'offerta di voli, ampio spazio sarà dedicato alle grandi città europee. La compagnia Myair metterà a disposizione collegamenti con Amsterdam, Barcellona, Madrid e Atene. Mentre, per la prima volta quest'anno, si potrà raggiungere Parigi anche partendo dal Salento. Per tutta l'estate, una volta alla settimana, sarà attivato il collegamento diretto tra Brindisi e la capitale francese.

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"ma ora non sbagliamo investimenti" - maurizio bono (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-04-2008)

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Cronaca Sistema Paese "Ma ora non sbagliamo investimenti" Tronchetti Provera: è un'occasione per rilanciare tutta l'Italia Le reazioni Un trionfo del gioco di squadra, che potrà ridare credibilità al Paese dopo le crisi di Napoli, Alitalia e Malpensa MAURIZIO BONO MILANO - Il presidente di Pirelli Marco Tronchetti Provera il gran finale per l'assegnazione dell'Expo lo ha seguito dalla scrivania, "con un occhio alle agenzie a partire dalle 5, compresa l'emozione delle voci poi smentite sulla vittoria turca, e il sollievo finale per il vero risultato". Soddisfatto? "Credo sia un risultato importante, non solo un'ottima notizia per Milano, ma un'opportunità perché la qualità del Paese torni a emergere" In effetti è già partita la corsa a rivendicarne il merito... "Letizia Moratti ha svolto molto bene la sua parte, in quanto sindaco da protagonista, ma naturalmente condivide il merito con gli altri attori, la Provincia, la Regione, il governo e anche il mondo delle imprese, che ha messo a disposizione delle istituzioni i propri rapporti internazionali". Che risultati si aspetta? "Innanzitutto investimenti e infrastrutture. Poi benefici sul commercio, sull'efficienza dei servizi e su tutto il sistema, a partire dai 70 mila posti di lavoro che si stima l'Expo possa creare. Nella storia degli Expo c'è anche il caso di Bruxelles, che anche grazie a questa manifestazione è diventata capitale d'Europa". Per intanto a Milano ne beneficerà l'edilizia. C'è il rischio di fermarsi lì? "Occorrerà pianificare, a partire dalle infrastrutture, e coinvolgere il mondo delle eccellenze d'impresa che a Milano significa anche tecnologie avanzate, comunicazione, moda, design, cultura. Spero che l'Expo restituisca centralità all'Italia dopo una lunga fase negativa... ". Pensa alla scampata paura per le mozzarelle avvelenate? "Delle mozzarelle non voglio neppure parlare, mi intristisce troppo. Ma basta pensare alla crisi dei rifiuti di Napoli, a quella dell' Alitalia e di Malpensa". Tutto superabile grazie all'Expo? "Potrebbe essere l'occasione di un rilancio di credibilità del paese, che a volte necessita di un catalizzatore per tirare fuori le energie migliori. Il modo un cui si sono realizzate progettualità condivise tra le diverse forze politiche e sociali è un buon segnale. Se si continuerà su questa strada, le probabilità di un successo pieno aumenteranno". Alla vigilia di elezioni, non è difficile che l'idillio continui? Non è detto. Magari le elezioni potrebbero perfino aiutare, se si cogliessero come occasione di condivisione dei temi centrali per il futuro del paese. Il metodo Expo permetterebbe all'Italia di imprimere una svolta". Il resto del mondo pare che addirittura se la aspetti, Newsweek parla di "Veltrusconi"... "Non mi riferisco a formule politiche, ma ai temi generali di riforma che permettano di gestire il Paese con scelte razionali e condivise. Il mio vuole essere soprattutto un invito a non perdere questa occasione, nel pieno di una difficile congiuntura internazionale". C'è già chi interpreta la vittoria come un successo solo del Nord "No. Credo invece che avrà un effetto di trascinamento positivo, anzichè alimentare fratture, perché i benefici saranno per tutta la nazione. Quando si incomincia un ciclo virtuoso è più facile farlo proseguire. Le spinte a chiudersi e separarsi prevalgono nei momenti più duri, non quando c'è un sogno che unisce e una grande opportunità". Non teme neppure che tanti miliardi promessi possano far tornare tentazioni di malaffare che Milano ha conosciuto? "L'esperienza insegna che di errori di percorso ne sono stati fatti tanti. Ma mi pare che oggi ce ne sia coscienza, perfino i toni della campagna elettorale sono già il sintomo di un cambiamento. Sono certo che Milano e l'Italia hanno gli strumenti e le persone per gestirlo bene".

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Torna Alitalia? Si decide oggi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Pagina 211 l'incontro L'ultima parola al cda Torna Alitalia? Si decide oggi L'incontro. L'ultima parola al cda --> Alitalia potrebbe tornare sui cieli sardi: l'ultima parola spetterà al cda della compagnia pubblica. Al termine dell'incontro piuttosto turbolento di ieri a Roma, convocato dal ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi (erano presenti anche i rappresentanti di Regione ed Ente nazionale per l'aviazione civile, oltre a quelli di Meridiana, Air One e Alitalia) dopo la diffida inviata dall'Enac alla compagnia pubblica venerdì scorso, le società hanno faticosamente raggiunto una bozza di accordo per scongiurare il decollo degli aerei con il tricolore da Roma e Milano alla volta di Cagliari. L'attuale regime di continuità territoriale, dunque, potrebbe reggere fino a ottobre, a meno di clamorosi colpi di scena. Nessuno infatti ha ancora sottoscritto l'intesa. Nonostante le sollecitazioni del ministro, che ieri ha partecipato all'incontro, e la presenza di Giancarlo Schisano, capo della divisione passeggeri della compagnia pubblica, sulla bozza di accordo dovrà esprimersi oggi il consiglio di amministrazione. "È stata definita una bozza di accordo dalle tre compagnie", annuncia Sandro Broccia, assessore regionale dei Trasporti, "la decisione definitiva sarà assunta dal cda. I voli previsti per oggi non partiranno". Dalle compagnie, invece, bocche cucite. STOP AI VOLI La bozza conterrebbe un'estensione dell'accordo commerciale che aveva permesso ad Alitalia di rientrare sul mercato sardo, almeno nominalmente, anche nel 2006 dopo la sua esclusione dalla gara. Si parla infatti di un nuovo accordo commerciale anche sui voli per Milano, oltre che su quelli tra Cagliari e Roma. Inoltre, sarebbe stata prevista anche la possibilità dell'affitto di mezzi ed equipaggi Alitalia da parte di Meridiana per alcuni voli sulle tratte della continuità territoriale. In questo modo si terrebbe fede al piano industriale della compagnia pubblica, concordato con Air France in vista della vendita (la tratta tra Cagliari e Roma è la seconda in Italia per numero di passeggeri dopo la Roma-Milano), con il ritorno di Alitalia nell'isola, ma non verrebbe violato l'attuale regime di continuità che riconosce ad Air One e Meridiana l'esclusiva sui cieli sardi. LE COMPAGNIE Le compagnie, tuttavia, non hanno fornito alcuna conferma sulla bozza di accordo, limitandosi a ribadire con fermezza che l'attuale regime di continuità territoriale resta valido fino a ottobre. Ieri, peraltro, nel sito internet della compagnia pubblica erano presenti ancora i quattro voli programmati da oggi tra Roma e Cagliari e quello per Milano. Dall'Enac, tuttavia, assicurano che i collegamenti sono sospesi (ieri è stato comunicato a Elmas lo stop fino al 7 aprile) dopo l'incontro promosso dallo stesso ministro per evitare che Alitalia forzasse il regime di continuità territoriale sulla base di un'indicazione della Commissione europea, inviata nei mesi scorsi al governo italiano. GIUSEPPE DEIANA.

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Alitalia-Air France, la Uil lascia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Pagina 212 Trasporto aereo. Prorogato fino a domani il termine per la trattativa con i rappresentanti dei lavoratori Alitalia-Air France, la Uil lascia Trasporto aereo.. Prorogato fino a domani il termine per la trattativa con i rappresentanti dei lavoratori Il sindacato abbandona il tavolo della trattativa --> Il sindacato abbandona il tavolo della trattativa "Trattativa falsa, inutile". La Uil lascia il tavolo con Air France-Klm su Alitalia perché, attacca il segretario generale Luigi Angeletti, il confronto con i sindacati non può portare a un "accordo risolutivo" visto che "la parola conclusiva la dovrà dare il prossimo governo". Si è rotto l'argine che fino a ieri aveva lasciato scorrere le polemiche politiche lontano dai temi pratici sul tavolo del confronto sull'offerta dei francesi. Per altre sette sigle (tutte tranne l'Anpac) la Uil "ha deciso di abdicare al proprio ruolo per partecipare da comparsa al teatrino becero della campagna elettorale",. IL CLIMA Pesa il clima pre-elettorale. La UilTrasporti, lasciando il tavolo, lo ha spiegato al presidente di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta: la coincidenza di tempi con l'avvicinarsi delle elezioni "ha trasformato la vicenda Alitalia in terreno di scontro politico" e questo "nega di fatto le indispensabili condizioni di serenità che possano permettere di continuare il confronto". Una brusca "sospensione" della trattativa annunciata a sorpresa dopo due domande a Spinetta: "È vero che serve il via libera del prossimo governo? Ed è vero che ci sono altre condizioni da raggiungere, come una soluzione al contenzioso con Sea per le scelte di Alitalia su Malpensa?", hanno chiesto i sindacalisti della Uil. Il presidente di Air France-Klm non poteva che ribadire una posizione già più volte espressa: le condizioni da soddisfare sono previste dall'accordo firmato con Alitalia (ieri in Borsa il titolo ha chiuso in rialzo del 19,4% a 0,48 euro), e per chiudere l'operazione Air France-Klm vuole il via libera di chi andrà al governo. Lo stesso Angeletti ha riconosciuto che "con un governo ostile è difficile cedere la compagnia". Quindi "è una trattativa inutile", ha aggiunto. I TEMPI Un braccio di ferro sul filo di tempi sempre più stretti. Il rischio imminente di una crisi di liquidità non permette di guardare lontano. Il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, lo ha ribadito nel riaprire il tavolo con i sindacati: è possibile andare oltre il termine del 31 marzo. Ieri Alitalia e Air France hanno prorogato fino a domani il termine per trattare. Un primo accordo quadro va raggiunto, ha ammonito il presidente di Alitalia, entro oggi, poi si può andare avanti con eventuali approfondimenti. Otto sigle sindacali, tutte tranne la Uil, torneranno questa mattina alle 11.30 al centro direzionale di Alitalia alla Magliana (anche ieri presidiato dai lavoratori). Jean-Cyril Spinetta dovrà rispondere alla richiesta di ammorbidire le condizioni previste per l'acquisizione di Alitalia, bocciate da tutte le sigle. Sul tavolo, i tagli alla flotta, la decisione di Air France di chiudere i voli full cargo nel 2010 con un forte impatto sugli esuberi previsti per i piloti, e il nodo delle attività di Az Servizi ancora non comprese nel perimetro dell'offerta.

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Per Berlusconi <non è certo merito di Prodi> (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica Italiana Pagina 107 Reazioni Il premier: vergogna Per Berlusconi "non è certo merito di Prodi" Reazioni. Il premier: vergogna --> ROMA Milano batte Smirne e si aggiudica l'Expo 2015. Un "brillante risultato, che premia lo sforzo comune e che è motivo di orgoglio per l'Italia intera", afferma il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ma, complice la campagna elettorale che esaspera i toni, la buona notizia diventa subito una nuova occasione di scontro tra Berlusconi e Prodi. "Evviva", commenta il Cavaliere, "sono lieto. Ma non è certo merito di Prodi". Passa una manciata di minuti e il presidente del Consiglio, che si trova a Parigi e che aveva parlato di "successo per l'Italia e il governo", replica secco: "Ci vuole sempre qualcuno che rovina le belle cose del Paese. La mia risposta è: si vergogni ". Controreplica di Paolo Bonaiuti per il Pdl: "Se c'è qualcuno che si deve vergognare è lui". Sfuma dunque velocemente la soddisfazione bipartisan, per lasciare il posto alla contesa sul merito. E c'è anche chi approfitta della notizia per tornare a battere sul tasto Alitalia. Renato Brunetta (Fi) e Roberto Calderoli (Lega) sono convinti che ora sia ancora più importante che la Lombardia e Milano abbiano un aeroporto di prima classe. Il futuro di Malpensa è legato a una partita più grande, che vale moltissimi soldi e quindi tutto va rivalutato in quest'ottica. Ergo, Prodi e i suoi ministri devono fare retromarcia su Air France "oppure pensano - ironizza Calderoli - di far arrivare i 29 milioni di visitatori attesi a Milano a piedi o con il pullman di Veltroni?". "Che sia positivo per il capoluogo lombardo non v'è dubbio", spiega Berlusconi. "Questo però non autorizza a dimenticare la grave crisi". Più o meno un ragionamento analogo a quello del leader della Sinistra Arcobaleno Fausto Bertinotti: "Siamo in una fase di globalizzazione che produce crisi: questa dovrebbe essere una occasione per pensare a come se ne esce". Molti evidenziano con soddisfazione come sia stato il gioco di squadra ad aver consentito un risultato così importante. Lo fa Luca Cordero di Montezemolo: "È la dimostrazione -dice - che quando il nostro Paese fa squadra ottiene risultati straordinari". Stessa linea del ministro degli Esteri Massimo D'Alema: "È come nel calcio, tutti insieme per il Paese". Governo e amministrazioni "si sono mossi all'unisono. Non posso - commenta il segretario del Pd Walter Veltroni - che gioire". Ma anche nel centrodestra c'è chi vede il lato positivo: "Sono felice che l'Expo sia stato assegnato a Milano - dice il leader della Lega Umberto Bossi - sia per il Nord, sia per il sindaco Moratti".

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SCATTO D'ORGOGLIO ADESSO (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-04-01 num: - pag: 1 autore: di GIANGIACOMO SCHIAVI categoria: REDAZIONALE Il successo a Parigi PRESENTE E FUTURO SCATTO D'ORGOGLIO ADESSO TOCCA A NOI Finalmente Milano. Ci siamo chiesti tante volte dov'era finita la città solida, concreta, efficiente, solidale e vincente, la capitale che affronta le sfide con coraggio e unisce l'Italia in un progetto comune: ieri l'abbiamo vista esultare nella bolgia parigina dell'Expo, non c'erano più destra e sinistra, governo e opposizione, c'era un Paese compatto, saldato nel gioco di squadra per un obiettivo ambizioso. Così, dopo anni di lamenti e sconfitte, di occasioni mancate e progetti irrealizzati, dopo un'interminabile stagione di false partenze e un pessimismo sempre vicino all'autolesionismo, Milano ritorna Milano, si riaffaccia con forza sulla scena internazionale, ruba spazio al declino che aleggia sulla nazione, ai rifiuti della Campania, alle sceneggiate della politica, al naufragio dell'Alitalia e di Malpensa. Ha fatto bene a battersi come un leone Letizia Moratti. L'Expo è già una svolta. CONTINUA A PAGINA 5.

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Expo, Milano trionfa. <Ma ora inizia la vera sfida> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-04-01 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Battuta Smirne. "Adesso ci aspettiamo il rilancio di Malpensa". Costruttori e architetti: un'opportunità per tutti, senza colate di cemento Expo, Milano trionfa. "Ma ora inizia la vera sfida" Sette anni per cambiare il volto alla città. "Il governo dia i superpoteri al sindaco" Festeggiamenti per l'assegnazione dell'Expo 2015 a Milano. Ma la città si prepara ai prossimi sette anni: "La vera sfida inizia adesso, con i grandi progetti che cambieranno il volto della metropoli". Architetti, urbanisti e costruttori: "L'opportunità è eccezionale, i cambiamenti non porteranno colate di cemento". E dalla vittoria di Milano su Smirne qualcuno si aspetta la possibilità di rilanciare Malpensa dopo i tagli decisi dall'Alitalia. Per gestire l'intera operazione, assicurano da Palazzo Marino, è "già pronto il decreto per assegnare i poteri speciali al sindaco Moratti, che sarà commissario per l'Esposizione". La festa Letizia Moratti dopo l'assegnazione a Milano dell'Expo. Sotto, lo striscione esposto a Palazzo Marino ALLE PAGINE 2, 3, 4 E 5 Del Frate, Foschini, Ravizza e Santucci.

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ANTICIPAZIONI (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Sinistra al voto Che fare dopo il 13 aprile? Parla Paul Ginsborg: "Serve un processo unitario su basi nuove" P. 5 No Dal Molin Parla la leader dei no base di Vicenza: perquisizioni a orologeria, l'appalto alle coop rosse non ci stupisce P. 6 IRAN Il nucleare, l'Iraq, il Medio oriente: "Tehran e la comunità internazionale hanno interesse al dialogo" P. 8 Alitalia La Uil abbandona il tavolo Ma ora si tratta a oltranza A PAGINA 2 Ultras Dall'anti-G8 allo stadio, chi era Matteo Bagnaresi A APGINA 7 Zimbabwe I risultati del voto tardano Grave tensione a Harare A PAGINA 9.

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Alitalia, la Uil abbandona ma il confronto va avanti (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

La scelta elettoralistica di Angeletti non ferma la trattativa. Oggi nuovo round Alitalia, la Uil abbandona ma il confronto va avanti Fabrizio Salvatori La campagna elettorale irrompe nella trattativa tra Alitalia e i sindacati. A spargere zizzania, la Ui. Ieri a freddo ha abbandonato il tavolo del confronto con la motivazione che ad occuparsi della vicenda dovrà essere il prossimo governo. Secondo il segretario generale Luigi Angeletti, la trattativa in corso è "platonica, falsa, inutile". Ritrovata la calma le parti si sono comunque riconvocate in una sessione "ristretta" per poi decidere di riprendere stamattina. Dura la reazione degli altri sindacati. La Uil-Trasporti, "ha deciso di abdicare al proprio ruolo per partecipare da comparsa al teatrino becero della campagna elettorale", si legge in un comunicato firmato da Filt Cgil, Fit Cisl, Ugl, Unione piloti, Sdl, Anpav e Av. "Utilizzare i lavoratori per una campagna che non li riguarda è un fatto grave". E i lavoratori, che intanto hanno presidiato per tutta la giornata la sede di via della Magliana, hanno subito fatto sentire la loro voce fischiando all'uscita i sindacalisti di Angeletti. Gli addetti di Atitech, intanto, si preparano a bloccare l'aeroporto Capodichino di Napoli oggi stesso. "I francesi hanno fatto ben altro e per cose meno importanti - ha detto Michele Apuzzo, segretario di Sdl della Campania -. Siamo determinati ad andare fino in fondo per salvare i nostri posti di lavoro". La posizione tenuta da Air France, infatti, fino al momento dell'uscita della Uil è stata improntata ad una certa dose di durezza. Tanto che il candidato premier della "Sinistra l'Arcobaleno" Fausto Bertinotti ha parlato di "arroganza" che deve "essere rifiutata dai sindacati e dal governo". Una trattativa è tale "perchè entrambe le parti devono considerare modificabili le proprie posizioni", ha aggiunto. Altrimenti, "non è una trattativa vera". "Penso che l'Alitalia dovrebbe trovare una soluzione in Italia e mi pare che l'imprenditorialità italiana fin qui non abbia brillato. E anche l'intervento di Air France finora non è stato all'altezza della situazione. Seguiamo con apprensione questa trattativa in cui la prima cosa da dire - ha sottolineato ancora Bertinotti - è che non può essere accettata l'arroganza con cui Air France la sta conducendo". Nella ristretta sembra che i toni si siano fatti più morbidi. I francesi sono molto interessati a portare a casa il risultato. E quindi non si spaventeranno certo per il gesto della Uil. A parlare di cambio radicale del piano di Af e di tenuta dei livelli occupazionali è il segretario del Prc Franco Giordano. "L'unica possibilità di rilancio per Alitalia - ha aggiunto - è legato al mantenimento dei livelli occupazionali, perchè i lavoratori sono gli unici che non possono pagare la crisi del management". A mancare dal confronto è il nodo dello sviluppo della compagnia di bandiera italiana. Spinetta ha fatto qualche timida apertura. "Se già dal 2009 Alitalia genererà cash flow, questo sarà reinvestito nel suo sviluppo. Comunque questo si deciderà in qualsiasi momento anche se in anticipo rispetto ai piani previsti", ha detto il presidente e direttore generale di Air France-Klm. Nonostante questi movimenti tellurici, ieri il titolo Alitalia ha segnato una chiusura in forte rialzo, fissando un incremento del 19,4% a 0,48 euro. Nel corso della seduta, caratterizzata da numerose sospensioni del titolo dagli scambi, sono passate di mano 8,3 milioni di azioni, pari allo 0,5% del capitale. Notizie positive per la trattativa con Af arrivano, infine, dal Consiglio di Stato. "Può escludersi con tranquillante certezza che vi siano stati, o possano esservi in futuro, i paventatati effetti discriminatori", si legge nelle motivazioni della sentenza con cui ha respinto il ricorso proposto da Ap Holding (AirOne) contro il via libera del Governo alla trattativa in esclusiva tra Alitalia e Air France-Klm. 01/04/2008.

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Trattativa ad oltranza per Alitalia sulla flotta e il perimetro aziendale (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Trattativa ad oltranza per Alitalia sulla flotta e il "perimetro aziendale" Snobbata da tutti l'uscita della Uil: "sponda elettorale". La figlia del segretario è consigliere a Palermo e candidata con l'Mpa Francesco Piccioni Una provocazione a freddo, che è scivolata via come acqua sul marmo. La Uiltrasporti ha abbandonato il tavolo delle trattative ancora prima che la riunione con Jean-Cyril Spinetta (presidente di Air France-Klm) e Maurizio Prato (presidente Alitalia) iniziasse davvero. Solo una domanda dalla risposta scontata ("mantiene le condizioni poste relative al gradimento del nuovo governo e il rientro dell'azione legale della Sea contro la compagnia?") e poi via, a dare alla stampa un comunicato chiaramente stampato ore prima: "manca la serenità politica per continuare il confronto; meglio attendere la formazione del nuovo governo". Una mossa in qualche modo anticipata dal segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, addirittura a mezzogiorno (tre ore prima dell'inizio della riunione). Facce sbigottite intorno al tavolo (soprattutto di Cgil e Cisl), visto che solo venerdì otto sigle si erano trovate concordi intorno a una posizione unitaria: "trattare fino in fondo". Poi la riunione è continuata come previsto. Anche i piloti dell'Anpac - i più duri contro Air France per via dei 500 "esuberi", al punto di dichiararsi disposti a rischiare che la compagnia fallisca - sono rimasti al poro posto. In men che non si dica la "rottura" è stata derubricata a mossa di pura "sponda politica" nei confronti di Berlusconi, che in quelle stesse ore andava dichiarando "prevedo e auspico che non si concluda la trattativa con Air France". Due le ragioni: la Uil, in Alitalia, è il sindacato meno rappresentativo; la figlia di Caronia, Marianna, è a sua volta una "dirigente Uil" consigliere al Comune di Palermo e candidata al Senato con l'Mpa (il movimento "autonomista" apparentato con il Pdl). Tolta di mezzo la politichetta elettorale, i problemi restano tutti in piedi. Spinetta ha chiesto le "osservazioni" dei sindacati al piano ripresentato (senza grandi cambiamenti) venerdì scorso. Gli è stato risposto che si vuole chiarezza sulla questione della flotta (la dimensione dell'occupazioni dipende da questo fattore, sia per le attività di volo che di terra) e sulla definizione del "perimetro aziendale". Per i sindacati, infatti, non è accettabile di discutere di "esuberi" senza aver chiarito che l'azienda - spezzettata nel 2004 - va trattata come un intero; e solo su questa base si potrà affrontare anche la questione degli "esuberi". La soluzione proposta dai francesi, infatti - ammortizzatori sociali più integrazione della differenza col salario attuale - per quanto favorevole possa sembrare (si può arrivare anche a sei anni di stipendio "pieno") si scontra con il fatto che Alitalia è un'azienda relativamente giovane (le ristrutturazioni degli anni scorsi hanno già "svecchiato" molto con i prepensionamenti); è con il fatto che gli stipendi dei piloti peseranno in modo molto rilevante sul "fondo di solidarietà". Al tavolo è stata avvertita una certa freddezza di rapporti tra Spinetta e Prato. Il primo, infatti, ha più volte spiegato di aver bisogno di più tempo per concludere la trattativa; il secondo, evidentemente pressato dal ministro dell'economia, spinge per i tempi rapidi. Anche a costo di proporre mediazioni che spiazzano l'acquirente. Gioca negativamente anche Tommaso Padoa Schioppa, che ha vincolato il "prestito-ponte" (300 milioni, necessari per proseguire l'attività da qui all'estate, almeno) al raggiungimento dell'accordo con il sindacati. Il margine di mediazione tra le parti è dunque strettissimo. Spinetta ha offerto una vaga disponibilità, finora, solo su due punti: rivalutare le questioni relative alla flotta giù alla fine del 2009 e in qualche misura (non quantificata) il "perimetro" di Az Service (le attività non di volo), che rischiano la falcidie più ampia in termini occupazionali. Ma c'è anche da parte francese interesse ad andare avanti, anche a costo di dover spostare qualche "paletto". Alle undici di stamattina le parti tornano a incontrarsi. La trattativa prosegue.

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Per il segretario Uilt bagno di folla al grido di venduto, venduto (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Per il segretario Uilt bagno di folla al grido di "venduto, venduto" Magliana, il presidio contesta la scelta di Caronia. "Se non tratti devi dichiarare sciopero generale, sennò..." fr. pi. E' sempre utile ricordare a chi siede al tavolo delle trattative che sta lì su "delega" di molta altra gente che gli affida parte del suo destino. Il presidio che i lavoratori dell'Alitalia hanno organizzato anche ieri nel piazzale antistante la palazzina della direzione aveva anche questo scopo, oltre quello "normale" di far sentire il fiato sul collo alla controparte. Quando Giuseppe Caronia, segretario generale della Uil trasporti, è inaspettatamente apparso sul piazzale poche decine di minuti dopo esservi entrato, la massa dei lavoratori si è spostata come un sol uomo. E' andato subito vano il tentativo di confabulare rapidamente con poche persone che lo attendevano. Dal megafono hanno iniziato a gridare "venite qui a parlare, abbiamo il diritto di sapere cosa state facendo". Un sindacalista di lungo corso non può evitare questi momenti e Caronia ha spiegato sinteticamente di aver lasciato il tavolo, chiedendo un rinvio a dopo le elezioni. I mugugni di diffidenza si sono concentrati nella potente voce napoletana di D'Apuzzo, leader riconosciuto degli operai dell'Atitech: "Accà nisciuno è fesso! Hai rotto il tavolo e l'unità sindacale , e te ne assumi la responsabilità. Solo due domande: se andiamo al commissariamento, quando finisce la liquidità, chi ce lo dà lo stipendio? E poi, se hai rotto il tavolo devi dichiarare anche lo sciopero generale di tutto il trasporto aereo". La breve e farfugliante risposta negativa ("gli scioperi bisogna pensarli bene..") di Caronia è stata subito sovrastata dal grido corale di "venduto, venduto", accompagnato dal gesto della mano che "spizzica" i soldi. A provocare disgusto è soprattutto l'evidente motivazione politica della mossa Uil; "ancora con la politica, che se la sono mangiata loro quest'azienda". Non è generica "antipolitica", ma un sentimento che affonda in quindici anni di parole al vento; "e anche adesso non hanno il minimo rispetto per chi qui ci lavora, tutti a intingere il biscotto". Gira il comunicato stampa, su regolare carta intestata del sindacato. "Era già pronto, è venuto a far finta di trattare". In effetti non sembrano esserci dubbi, su questo. Al megafono si susseguono interventi di delegati molto noti, che sintetizzano la posizione condivisa in poche parole: "su stanno dicendo a Spinetta che 'si tratta fino all'ultimo momento', sennò diventa un problema tra noi e il sindacato; e questi signori della Uil ci devono spiegare a che gioco stanno giocando". La parola d'ordine, al momento è "tutti nel perimetro aziendale; poi siamo disponibili a migliorare l'efficienza". Significa un secco "no" a discutere per "comparti", dove tutti temono si potrebbe verificare uno "scambio" tra un settore e un'altro da metter fuori. Il timore è fondato. " Pesa per tutti la grande sconfitta del 2004 - spiega Roberto Bellotti, coordinatore Sdl - quando la società fu divisa in vari pezzi e si capiva benissimo chi avrebbe potuto star tranquillo e chi sarebbe finito fuori". Da lì originanao anche comportamenti molto diversi tra gli stessi lavoratori. Non si spiegherebbe altrimenti perché ci sia stato persino, ieri mattina, chi ha promosso una raccolta di firme "per sostenere il nostro presidente, Maurizio Prato". In tanti si raccontano la "grande fuga" di diversi dirigenti, ormai in uscita. Altri provano a fare i conti, anche paragonando le due compagnie sulla base dei dati ufficiali (103mila dipendenti in Air France, 18.600 in Alitalia - meno di un quinto - ma un terzo dei passeggeri trasportati). Se l'avessero diretta loro avrebbero certamente fatto meglio di tanti "capi".

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<I sogni sono finiti Veltroni? Un bluff C'ero quasi cascato> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-01 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE A Corriere.it La videochat del Cavaliere "I sogni sono finiti Veltroni? Un bluff C'ero quasi cascato" Incontri digitali su Silvio Berlusconi MILANO - Per dirla in tre parole, ci vorranno "fede, coraggio e sacrificio " perché quello che avrà di fronte sarà un "compito durissimo". Silvio Berlusconi si immagina già dietro la scrivania di Palazzo Chigi ("la nostra maggioranza sarà vasta e coesa"), ma la prospettiva di reggere per la terza volta la guida del Paese ("all'età che ho io…") lo entusiasma meno che in passato. Soprattutto per la difficile situazione economica internazionale: "Il tempo dei sogni è finito - commenta nel corso della videochat con i lettori di Corriere. it moderata dal vicedirettore Pierluigi Battista -. Rimettere in piedi l'Italia sarebbe già tanto". "Solo un bluff" Il Cavaliere però, non si tira indietro. Per il bene del Paese e per non lasciare l'Italia al suo avversario, Veltroni, che lui vede come rappresentante della "sinistra delle parole", contrapposta a quella di governo di Romano Prodi, a cui rinfaccia "i 110 nuovi modi per far pagare le tasse agli italiani". E le attestazioni di stima riservate all'ex sindaco di Roma nei mesi scorsi? Acqua passata. Per Berlusconi, oggi, Veltroni "è solo un bluff". "Nella sua trappola - aggiunge - c'ero caduto anch'io, gli avevo dato credito". Di più. "A tratti, a vederlo in tv, mi sono detto: quasi quasi lo voto". Poi però "l'illusione è svanita ". Mettendo il sigillo ufficiale sulla fine del bon ton elettorale, l'ex premier sparge veleno su Antonio Di Pietro ("è il peggio del peggio del peggio: prende la pensione da magistrato da quando aveva 45 anni") e sulla mini pattuglia di imprenditori che sfila sotto le bandiere del Pd ("Calearo e Colaninno? Cipria buttata su quella che è invece la consistenza vera della classe dirigente del Pci"). E oltretutto, dice ancora il Cavaliere, già si profila all'orizzonte un nuovo patto Veltroni-Bertinotti per il dopo elezioni. No al "Veltrusconi" Posizioni lontanissime, insomma. Altro che "larghe intese". "Il "Veltrusconi" è una brutta parola senza contenuto - taglia corto Berlusconi giudicando impraticabile l'ipotesi di grosse koalition all'italiana lanciata da Newsweek -. Noi vinceremo e avremo l'onere e l'onore del governo". Un lettore lo incalza: alle prese con alleati riottosi, rischia di fare la fine dell'Unione? "No, perché entro l'anno nascerà il partito unitario del centrodestra. E chi poteva essere un elemento di disturbo è rimasto fuori: dalla Destra di Storace all'Udc di Casini". Il piano rifiuti Il Cavaliere elenca poi le tre priorità della sua agenda: l'emergenza rifiuti, la lotta all'evasione fiscale e la vendita Alitalia. In cima ai suoi pensieri c'è l'immondizia di Napoli, una "tragedia che ha calpestato la nostra dignità e distrutto l'immagine del Paese". Il leader del Pdl si dà un arco di tempo brevissimo Videochat Silvio Berlusconi e Pierluigi Battista.

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Veltroni: il Cavaliere mi aggredisce (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-01 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Veltroni: il Cavaliere mi aggredisce "Cerca la rissa ma è stanco". Poi lancia il piano antiburocrazia: taglierò 5.000 leggi "Come sindaco mi trattava da padre della patria. Un governo pdl sul voto agli immigrati sarebbe già in crisi" DAL NOSTRO INVIATO VITERBO - A Roma, di mattina, lancia la rivoluzione burocratica, al grido di "meno leggi" e "zero certificati". Poi, di pomeriggio, prende il pullman e alza i toni, va all'attacco. Forse perché nel Lazio si sente più sicuro o forse perché ormai siamo agli sgoccioli della campagna elettorale, "Walter l'ecumenico " si fa "cattivo" contro Berlusconi. Miracolo: lo cita persino per nome e cognome. Una sola volta, ma il tanto che basta: "Si è messo a spedire lettere a tutti i romani con 60 pagine patinate per attaccare ciò che ho fatto nella Capitale... e pensare che quando ero sindaco e lui presidente del Consiglio mi trattava come una specie di padre della patria". Il popolo del Pd applaude a Viterbo. Piace lo scontro duro. Sul palco ci sono il candidato sindaco Ugo Sposetti, già tesoriere dei Ds, e Giuseppe Fioroni, a fare da testimonial. Proprio il ministro del-l'Istruzione lo scorta dall'arrivo fino alla partenza del pullman e lo difende da Pierluigi Bersani che consigliava di "cambiare" passo: "è meglio dare il buon esempio piuttosto che tanti bei consigli". Nel frattempo Walter ha ripreso a chiamare Berlusconi "il principale esponente dello schieramento avversario", ma continua ugualmente ad attaccarlo: "Tutti i giorni si parla di rissa. Ma non è vero dato che io non rispondo mai alle provocazioni. Perché sia rissa bisogna essere almeno due, altrimenti è aggressione. E la gente sa giudicare chi aggredisce il prossimo". Ancora, sempre dal palco di Viterbo: "Non vorrei che l'obiettivo di bloccare Air France nasconda la volontà di far comprare a qualcun altro l'Alitalia a due soldi". Lo punzecchia sulle nuove tecnologie: "Gli hanno fatto una domanda su Internet e lui l'ha scambiata per una partita di calcio tra l'Inter e una squadra straniera". Infine, l'affondo contro le alleanze del Cavaliere: "è paradossale, ma il loro governo, prima ancora che si sia insediato, e speriamo che ciò non avvenga, è già in crisi: a prometterla è il leghista Borghezio contro il voto agli immigrati". Lo stesso tono, molto più deciso e più sicuro di quando aveva cominciato il giro d'Italia in pullman, Veltroni lo assume anche a Terni. Quando dice che "Berlusconi è come il '94, solo che è più stanco ". E a Rieti. Insomma, parte la sfida finale a Berlusconi, che questa sera incrocerà negli studi delle Tribune elettorali, e il duello, anche se a distanza, è totale. Anche sulla pubblica amministrazione. Parola d'ordine: "semplificazione". L'obiettivo del Pd è la riduzione sensibile delle leggi, che sono circa 21.691 contro le 4.500 della Germania e le 9.800 della Francia: 5 mila in meno entro un anno e metà di quelle regionali entro il 2010. Ad accompagnare la riforma ci sarà un controllo rigoroso sulla produzione di nuove leggi, per evitare il ritorno alla "giungla normativa ". Ma la rivoluzione promessa consiste soprattutto nel fatto che verranno eliminate le migliaia di autorizzazioni, licenze e nulla osta attualmente in vigore. E ciò non più con l'autocertificazione, ma con una vera e propria "decertificazione ": in assenza di cambiamenti lo Stato e gli Enti locali non potranno più chiedere al cittadino (sarà "vietato ") di produrre certificati. Perché ne sono già in possesso mediante l'informatizzazione di tutte le procedure autorizzatorie e informative. E si promette che ciò avverrà con una legge delega, da presentare al primo Consiglio dei ministri del nuovo governo. Roberto Zuccolini.

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Alitalia: l'Arcobaleno chiede a Marrazzo un sostegno più incisivo per i lavoratori (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Ieri sit-in di protesta al centro direzionale Alitalia: l'Arcobaleno chiede a Marrazzo un sostegno più incisivo per i lavoratori Sulla vicenda Alitalia il documento presentato da Air France e Klm avrà delle ripercussioni negative soprattutto nel territorio laziale in cui risiedono la maggior parte dei dipendenti. Ieri mattina centinaia di lavoratori provenienti dal settore amministrativo hanno organizzato un sit-in davanti il centro direzionale della Magliana mentre all'interno dell'edificio s'incontravano i sindacati con i vertici della compagnia. "Abbiamo sempre sostenuto - dichiara Walter Schiavella, segretario della Cgil Lazio - che nella soluzione Alitalia bisognava considerare non solo il patrimonio aziendale, ma anche quello produttivo e sociale sviluppato nel contesto territoriale che coinvolge anche un considerevole numero di addetti provenienti dall'indotto. Le grandi potenzialità che l'Alitalia esprime sono risorse da difendere e salvaguardare. In questo quadro regionale sono sempre stato particolarmente favorevole all'idea del distretto del volo regionale per consolidare il sistema aeroportuale". "Il piano proposto da Air France-Klm - afferma Andrea Cavola, del coordinamento nazionale Sdl Intercategoriale - è inacettabile e in piena contraddizione con la proposta di legge presentata nel dicembre scorso (Città del Volo, ndr ). I vertici dell'Air France Klm avevano affermato di non essere operativi sul fronte della manutenzione pesante, invece abbiamo scoperto dai sindacati francesi che questo settore esiste ed è attivo. A rischiare particolarmente nel Lazio oltre agli operai di questo importante settore ci sono quelli del call center e del centro elettronico amministrativo, che rischiano di essere parcheggiati in Fintecna con gravissime ricadute occupazionali". La Sinistra l'Arcobaleno Lazio ha scritto al presidente Piero Marrazzo chiedendo un ruolo più diretto e incisivo a sostegno delle richieste e delle preoccupazioni dei sindacati e dei lavoratori. La missiva ribadisce l'impegno della Sa attraverso la proposta Legge "Città del Volo", un progetto di politica industriale innovativa dove lavoro, ricerca e formazione sono al primo posto. Al. Amb. 01/04/2008.

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Indici piatti, scivola il Banco Popolare (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2008-04-01 num: - pag: 32 categoria: REDAZIONALE La Giornata in Borsa Indici piatti, scivola il Banco Popolare di Giacomo Ferrari Geox Nel giorno dell'esordio sull'S&P-Mib il titolo ha ceduto il 4,09% Piazza Affari ha cambiato passo dopo l'apertura di Wall Street, ma senza riuscire a capovolgere completamente il trend. Così, al termine delle contrattazioni, gli indici sono rimasti in sostanziale equilibrio: Mibtel in leggero rialzo (+0,2%) e S&P-Mib in lieve calo (-0,25%). Soltanto l'All Stars (titoli tecnologici a minore capitalizzazione) ha fatto un balzo più consistente, crescendo dell'1,54%. In altalena Alitalia, esclusa da ieri dall'S&P-Mib a favore di Geox (che a sua volta ha esordito con un calo del 4,09%). Il titolo della compagnia aerea è rimasto sospeso per quasi tutta la giornata ed è poi terminato in progresso del 19,4%, mentre proseguono le trattative tra Air France e i sindacati. Quasi ad anticipare l'assegnazione dell'Expo a Milano (la notizia è arrivata a mercati ormai chiusi) si sono mossi al rialzo i titoli del cemento e delle costruzioni. In particolare Italcementi ha guadagnato il 5,01% e Impregilo il 4,76% (+18,36% per Fieramilano). Completa il quadro dei segni positivi Fiat, che nel giorno dell'assemblea è cresciuta del 3,14% (gli amministratori hanno confermato tutti gli obiettivi di crescita). Sul fronte opposto, quello dei ribassi, spicca innanzi tutto il Banco Popolare, che ha ceduto il 9,03% (il doppio di quanto aveva guadagnato venerdì scorso) dopo la diffusione nel fine settimana dei dati di bilancio e l'aggiornamento del piano industriale. Il titolo ha subìto inoltre una serie di revisioni al ribasso del target- price. Sempre nell'ambito creditizio, in calo anche Popolare Milano (-2,06%), mentre Mediobanca è scesa dell'1,14% e Unicredit dell'1%. Prysmian, infine, ha ceduto il 2,13%.

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È una follia rinunciare alla compagnia di bandiera : (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa "è una follia rinunciare alla compagnia di bandiera": ... "è una follia rinunciare alla compagnia di bandiera": Silvio Berlusconi, il leader del Pdl, lo ha ribadito ieri durante un comizio organizzato dal Partito Pensionati di Carlo Fatuzzo che si presenta nel Popolo della Libertà alle prossime elezioni. Berlusconi ha spiegato che uno dei suoi primi impegni al governo sarà "mantenere italiana la compagnia di bandiera". All'inizio - ha aggiunto - "sono rimasto da parte credendo che si mettessero insieme tre grandi compagnie aeree, poi Air France ha presentato condizioni di assorbimento di Alitalia, di svendita totale della compagnia a prezzi bassi". E questo senza parlare della clausola, ha spiegato Berlusconi, che impedirebbe all'Italia di fare nuovi accordi sulle rotte aeree con altri Paesi senza il benestare di Air France e la decisione di eliminare il settore cargo. "Si tratta di condizioni - ha sottolineato Berlusconi - non solo irricevibili ma offensive". Per questo, Berlusconi ha spiegato: "Mi sono rivolto a colleghi imprenditori, al loro orgoglio e interesse e ho detto loro: "signori, non è possibile accettare la svendita della compagnia di bandiera". Pensate al disastro". Si tratta di un disastro, ad esempio, nel settore del turismo "che si dice - ha sottolineato Berlusconi - crescerà del 50% rispetto ad ora", e questo grazie anche ai nuovi ricchi di paesi come Cina, India e Russia "che desiderano visitare l'Europa". Il Cavaliere ieri ha parlato anche in videochat sul sito internete del Corriere della Sera. "Prevedo e auspico che non si concluda la trattativa con Air France" ha sottolineato "e poi vedrete che una compagine si presenterà con dentro i migliori nomi". Dopo le elezioni? "Sì, credo dopo le elezioni", ha risposto Berlusconi.

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Il sindacalista e la figlia candidata (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-01 num: - pag: 30 categoria: REDAZIONALE Il caso Caronia Il sindacalista e la figlia candidata ROMA - "Dalla parte dei più deboli, sempre! Una tradizione di famiglia". Marianna Caronia, figlia di Giuseppe ( nella foto), il segretario della Uilt che ieri ha lasciato il tavolo della trattativa Alitalia, accoglie così i suoi potenziali elettori nel sito in cui lancia la propria candidatura al Consiglio regionale siciliano. Il suo partito è il Movimento per l'Autonomia di Raffaele Lombardo, di cui è commissario cittadino a Palermo. Marianna è finita ieri involontariamente nella trattativa sugli esuberi dell' Alitalia dopo il gesto di rottura del padre. Qualcuno ha voluto maliziosamente vederci un sostegno alle posizioni di Silvio Berlusconi, alleato di Lombardo in Sicilia, favorevole a un fallimento della trattativa con i francesi. Interpellata sul tema, Marianna, 39enne dipendente della Siremar e dirigente regionale della Uilt, ha replicato: "Mi pongo nella posizione di uno spettatore rispetto alle scelte che ha compiuto mio padre. è una vicenda nazionale sulla quale non mi esprimo. In questo momento - ha concluso - sono molto impegnata nella mia campagna elettorale". A. Bac.

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Alitalia, ancora 48 ore per Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-01 num: - pag: 30 categoria: REDAZIONALE Il negoziato La scadenza aggiornata a domani. Sul tavolo esuberi e tagli alla flotta. L'ultimo invito dei francesi: stanotte riflettete Alitalia, ancora 48 ore per Air France Spinetta non cambia il piano. La Uil lascia la trattativa. Cgil e Cisl: andiamo avanti Angeletti: i francesi restano l'interlocutore, ma non vogliamo false trattative viziate dalle scadenze politiche ROMA - è appesa a un filo la trattativa tra Air France-Klm e i sindacati di Alitalia, apertasi ieri pomeriggio alla Magliana, e abbandonata a sorpresa dalla Uilt. Le parti si sono fronteggiate mantenendo le posizioni e aggiornandosi alle 12 di oggi. "Io stanotte penserò, pensate anche voi" ha detto il president e di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, congedandosi dai sindacati e lasciando intendere che gli spazi di apertura sono scarsi. Al momento nessuno vuole rompere ma nessuno ha una carta nuova da mettere sul tavolo per sbloccare l'impasse. Ieri, mentre la Cub animava ai cancelli la protesta di informatici, amministrativi e operatori del call center, insieme con i lavoratori di Atitech arrivati da Napoli, l'amministratore delegato Maurizio Prato, ha spiegato che ci sono "tempi contenuti " per trovare "una base d'accordo". Un comunicato a fine giornata ha fissato il termine conclusivo nella giornata di domani. Spinetta ha esordito riepilogando le premesse del piano senza apportarvi modifiche. Al termine la Uilt ha abbandonato il tavolo, annunciando che vi tornerà solo dopo le elezioni. Secondo il segretario, Giuseppe Caronia, le condizioni cui è sottoposto il negoziato, cioè l'assenso del prossimo governo e l'accordo con la Sea, renderebbero inutile proseguire il negoziato. "Non vogliamo fare false trattative" ha poi spiegato il segretario della Uil, Luigi Ange-letti, che però ha ribadito che l'unico interlocutore resta Air France-Klm. La scelta del sindacato non è piaciuta agli altri sindacati che (tranne l'Anpac) hanno accusato la Uilt di voler "partecipare da comparsa al teatrino becero della campagna elettorale". Oggi ci sarà una riunione interna della Uilt con Angeletti. Secondo indiscrezioni, quest'ultimo non concorderebbe del tutto con la mossa improvvisa di Caronia. La trattativa nel pomeriggio è proseguita con una ristretta. I francesi non hanno fornito margini soprattutto sul cargo ma anche sul rientro di Atitech nel perimetro aziendale. Una piccola apertura si è intravista sui tempi di sostituzione degli aerei messi a terra, che potrebbero restringersi, riducendo così il numero degli esuberi tra i piloti. "Il negoziato continua: vuol dire che c'è la volontà di andare avanti" commenta Fabrizio Solari per la Filt Cgil che è il sindacato che più tiene a mantenere aperta la trattativa per sottrarla alla campagna elettorale. Oggi sono attese risposte su perimetro e flotta. Protesta La manifestazione di ieri davanti alla sede del centro direzionale Alitalia dove si è svolto l'incontro tra i vertici di Air France Klm e i sindacati Antonella Baccaro.

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IL PARADOSSO DI ALITALIA COME SI SUICIDA UN'AZIENDA (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-04-01 num: - pag: 37 categoria: REDAZIONALE Risponde Sergio Romano IL PARADOSSO DI ALITALIA COME SI SUICIDA UN'AZIENDA Leggo che l'Alitalia perde 2,6 milioni di euro al giorno (circa 5 miliardi di lire). Vorrei che mi spiegasse quali siano le cause che l'hanno portata a questo punto e chi sono stati i responsabili, anche se non saranno mai perseguiti. Tutto ciò in un settore (il trasporto aereo) che cresce nel mondo di circa il 10% all'anno. Paolo Gavazzi p.gavazzi@infinito.it Caro Gavazzi, L e perdite quotidiane ammonterebbero a un milione di euro: una somma minore di quella indicata nella sua lettera ma pur sempre insostenibile. Potrei risponderle che su questa vicenda sono stati scritti ormai centinaia di articoli e che non credo di potere aggiungere alcunché alle molte analisi pubblicate in questi ultimi tempi. Ma forse è possibile parlare per l'ennesima volta di Alitalia partendo proprio dalla considerazione contenuta nell'ultima parte della sua lettera. La storia dei disastri economici racconta generalmente le vicende di aziende che non riescono a superare fasi di mercato stagnante o non sanno adattarsi con sufficiente rapidità al cambiamento della domanda. è più raro tuttavia che un'impresa fallisca proprio nel momento in cui il mercato si allarga e la domanda dei suoi prodotti cresce considerevolmente. Alitalia muore, paradossalmente, nel momento in cui quasi tutti gli aeroporti del mondo traboccano di passeggeri desiderosi di volare. è vero che la crescita e la liberalizzazione del mercato hanno costretto tutte le linee aeree a rivedere la loro organizzazione e le modalità dell'offerta. è vero che alcune di esse (fra cui anche Air France) hanno attraversato momenti difficili. Ed è vero infine che due linee aeree europee (Sabena e Swissair) hanno dovuto chiudere i battenti per rinascere con altri proprietari e gestori. Ma né la compagnia belga né quella svizzera avevano i vantaggi naturali della compagnia di bandiera italiana. Siamo circa 60 milioni e abitiamo un territorio dove le comunicazioni stradali e ferroviarie rendono il volo, in molti casi, preferibile a qualsiasi altro mezzo di trasporto. Non basta. L'Italia è un Paese turisticamente attraente, è nel mezzo del Mediterraneo, è a mezza strada tra l'Occidente atlantico e l'Asia, tra l'Europa centro-settentrionale e l'Africa. è possibile che una compagnia aerea provvista di tali doti naturali non sia riuscita a superare le sue molte crisi? è possibile purtroppo quando la classe politica, gli amministratori e i dipendenti collaborano per rendere l'operazione impossibile. La classe politica ha trattato l'azienda come un bacino di voti e ha rifiutato di prendere posizioni che sarebbero state, a breve termine, impopolari. Con poche eccezioni gli amministratori si sono appagati dei loro generosi compensi e hanno tirato avanti alla giornata nella convinzione che i politici, prima o dopo, avrebbero ripianato i debiti e riempito nuovamente le casse dell'azienda. I dipendenti hanno fatto battaglie corporative per lavorare un po' di meno e guadagnare un po' di più senza mai alzare lo sguardo per comprendere ciò che stava accadendo nel mondo. In questi ultimi anni, caro Gavazzi, mi è accaduto più volte, volando con Alitalia, di osservare la presenza fra i passeggeri di un pilota in uniforme che veniva verosimilmente trasferito nell'aeroporto da cui sarebbe partito al comando del suo aereo. Viaggiava nel posto generalmente più ambito (la prima fila della business class) ed era oggetto di cure particolari da parte di steward e hostess. Per ragioni corporative e sindacali era lui, in altre parole, il miglior "cliente" dell'aereo. è soltanto un piccolo esempio della filosofia con cui Alitalia ha amministrato se stessa in questi anni.

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Notizie in 2 minuti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-04-01 num: - pag: 56 categoria: REDAZIONALE # Notizie in 2 minuti Primo piano L'Expo a Milano Milano ce l'ha fatta. L'Expo del 2015 è stata assegnata al capoluogo lombardo, battuta con 86 voti a 65 la turca Smirne. Il presidente Napolitano: "Riconosciuta l'eccellenza del sistema Italia ". Alitalia, la Uil lascia Ripreso il confronto tra Alitalia, Air France e i sindacati, con il numero uno della compagnia transalpina, Jean-Cyril Spinetta. Il tavolo è stato subito abbandonato dalla Uil che ha deciso di sospendere la trattativa fino a dopo le elezioni. Alitalia e Air France hanno prorogato di due giorni, a domani, il termine per raggiungere un primo accordo quadro con i sindacati. Esteri Zimbabwe nell'ansia Ansia e tensione ad Harare, in Zimbabwe, perché a tre giorni dalle votazioni non si conoscono i risultati, neppure parziali delle presidenziali. Il partito d'opposizione Movement for Democratic Change ieri mattina ha ribadito di aver "senza alcun dubbio" vinto le elezioni. Se il presidente-dittatore Robert Mugabe annunciasse di essere il trionfatore, si teme il caos. Cronache Il pm: "Gea, Capello reticente" Processo sulla Gea e i fatti di Calciopoli: Luciano Moggi viene richiamato in aula. E Fabio Capello e Antonio Giraudo rischiano il processo per falsa testimonianza. L'allenatore, ora ct dell'Inghilterra, sotto accusa per i "non ricordo ". "Niente grattacielo" Referendum a Celerina, il villaggio di montagna vicino a Sankt Moritz. Bocciata la torre che sarebbe dovuta sorgere col progetto di Mario Botta. Economia Inflazione record Accelera ancora l'inflazione a marzo, toccando il massimo da settembre 1996. Secondo le stime preliminari dell'Istat i prezzi sono aumentati del 3,3% rispetto allo stesso mese del 2007 (contro il 2,9% di febbraio). Cultura L'Africa di Lucarelli Lo scrittore (e magistrato) Giancarlo De Cataldo legge il nuovo libro di Carlo Lucarelli, dedicato all'avventura italiana in Eritrea, "L'ottava vibrazione". Tanti personaggi per fare i conti con un pezzo della nostra storia. Pio XI e il "complotto" Dagli archivi della Civiltà Cattolica documenti che scagionerebbero i gesuiti e rivelerebbero le vere ragioni per cui non venne pubblicata l'enciclica antirazzista di Pio XI: nessun complotto contro il Pontefice. Eventi Antiquariato a Milano Il gotha dell'antiquariato europeo da domani a Milano. Tra passione per l'arte e investimento. Spettacoli Vittoria Puccini a nudo Incontro con Vittoria Puccini, che nel film "Colpo d'occhio" (con Rubini e Scamarcio) si spoglia. Ma l'attrice rivelata dalla fiction tv "Elisa di Rivombrosa " dice: "Adesso ho voglia di fermarmi per un po', ho voglia di dedicarmi 24 ore su 24 a mia figlia Elena". Sport La Champions della Roma Senza il capitano Francesco Totti, la Roma ospita il Manchester United nell'andata dei quarti di Champions League. Il ritorno, in Inghilterra, mercoledì prossimo, 9 aprile. Oggi si gioca anche Schalke 04-Barcellona, la cui vincente sfiderà proprio i giallorossi o i Red Devils. * Con "Style Magazine" e 3,00; con "Corriere Enigmistica" e 2,30; con "Foto:box" e 7,90; con "Storie della Bibbia" e 8,90; con "La grande dinastia dei Paperi" e 8,90; con "Geronimo Stilton English!" e 9,90; con "L'Europeo" e 8,90; con "Dizionario enciclopedico della Cucina italiana" e 13,90; con "Il grande cinema di Alberto Sordi" e 10,99; con "Gli itinerari di Dove" e 8,99; solo in Lombardia con "Gli atlanti a grande scala Milano e Hinterland" e 13,90; con "Il Diritto" e 15,90; con "Storia della civiltà europea" e 13,90. In Molise, Sicilia, Umbria, Marche, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Basilicata, Abruzzo, Calabria e nelle province di SA e VE con la Gazzetta dello Sport e 1,00.

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Scuola, le cifre dell'emergenza (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus Vuota - data: 2008-04-01 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE Scuola, le cifre dell'emergenza Studenti che lasciano, prof anziani Tagliato un sesto dei finanziamenti C oleotteri, astronavi, incunaboli... Si può fare una lista di una infinità di argomenti di cui Silvio Berlusconi e Walter Veltroni "non" hanno giustamente mai parlato in questa campagna elettorale. Quel che proprio non si capisce è come facciano a parlare così poco di scuola. Perché è lì, sulla scuola, che ci giochiamo tutto. Diranno: non è vero. E accuseranno i soliti giornali, le solite televisioni e i soliti cronisti di cogliere nei loro discorsi solo le battute del "teatrino della politica". Può darsi. Fatto sta che a incrociare nell'archivio dell'Ansa dell'ultimo mese i nomi dei due principali sfidanti traboccano le citazioni sull'Alitalia e la par condicio, le tasse e il comunismo, le alleanze e Ciarrapico e un mucchio di altre cose. Meno, salvo eccezioni, la scuola. Peccato: se c'è un'emergenza superiore ad ogni altra, da noi, è quella. Lo dicono i rapporti Ocse del P.i.s.a. (Programme for international student assessment) che ogni tre anni valutano la preparazione degli studenti quindicenni di tutto il mondo e che ci hanno visto affondare sempre di più fino a inabissarci nelle scienze al 36Ë? posto su 57 paesi passati al setaccio, coi ragazzi settentrionali che reggono il passo e quelli meridionali che sprofondano sotto i livelli della Turchia o del Messico. Al punto, per fare un solo esempio, che a una domanda banale come "perché sulla Terra c'è un'alternanza tra il giorno e la notte?" la risposta corretta ("la Terra ruota intorno al suo asse") è data nelle isole da poco più di un allievo su quattro. Lo dicono i bilanci degli ultimi lustri, che rivelano come, al di là dei volonterosi "bla, bla, bla" l'Italia abbia smesso da un pezzo di credere nella scuola tanto da aver tagliato dal 1990 al 2006 addirittura un sesto dei finanziamenti. Soprattutto a livello locale: regioni, province e comuni spendono oggi il 130 per cento in più che nel '90, ma se nella sanità hanno accelerato fino al 140, sull'istruzione hanno fatto il contrario stando al di sotto del 25 per cento rispetto all'aumento medio di cui dicevamo. Lo dice infine un dossier che gli specialisti di "Tuttoscuola", sconcertati dai silenzi sul tema nel dibattito elettorale, hanno messo insieme per incendiare il confronto questa mattina alla Camera tra la democratica Mariangela Bastico, viceministro dell'Istruzione, e l'azzurra Valentina Aprea, già sottosegretario al ministero dell'Università e della ricerca nel precedente governo delle destre. Dibattito organizzato e condotto dal direttore della rivista, Giovanni Vinciguerra. Un dossier allarmante. Che in un Paese serio non farebbe chiuder occhio agli aspiranti premier. A partire dalla fotografia dei drammatici contrasti fra i vari pezzi del Paese: "Più che di una scuola italiana, si deve parlare di tante scuole, diverse da Regione a Regione, da Provincia a Provincia. Le differenze sono rilevanti, a volte assurde, inspiegabili ". Province "con 100 computer per istituto e altre con 30". Aree "dove le graduatorie di istituto per le supplenze sono pronte entro il 1Ë? settembre e altre dove dopo 3 mesi si assiste ancora al carosello dei docenti sulle cattedre". Zone dove la capacità di trattenere i ragazzi che vogliono mollare è abissalmente diversa: "A Ravenna la dispersione nel biennio iniziale degli istituti professionali è dello 0,9%, a Crotone del 47,4%". Per non dire delle cose minime, quelle che nei Paesi civili vengono date per scontate: "Il certificato di conformità dei Vigili del fuoco è posseduto dal 70% degli edifici scolastici di Forlì, solo dal 7% di quelli di Isernia". Insomma: centoncinquanta anni "di centralismo amministrativo, fatto di migliaia di circolari, di riforme e controriforme, hanno prodotto un sistema di istruzione molto più disomogeneo, sul piano della qualità del servizio offerto e dei risultati ottenuti dagli allievi, di quanto si potrebbe supporre". Di più: alla vigilia di un cambiamento epocale, il federalismo scolastico previsto dalla riforma costituzionale del "titolo V" voluta nel 2001 dal centrosinistra col trasferimento di un mucchio di competenze e di poteri alle Regioni fin dal settembre 2009, fra un anno e mezzo, la svolta si annuncia sotto i peggiori auspici. Tanto più dopo i tagli finanziari agli enti locali di questi anni. Tagli messi in carico al sistema scolastico: "Le Province riescono a pagare per l'istruzione nell'esercizio di competenza solamente il 38% degli impegni di spesa assunti con deliberazione nel medesimo anno finanziario ". Quanto ai comuni capoluogo, le cose vanno anche peggio. Le spese "per la scuola dell'infanzia sono consistenti solo dove c'è una tradizione che va in questa direzione, come nel caso di Reggio Emilia, ma si abbassano fino quasi ad azzerarsi in altri casi, come quelli di Sassari e Caltanissetta, dove gli impegni per l'infanzia sfiorano appena lo 0,1% dell'impegno complessivo". Assurdo. Soprattutto in un Paese come il nostro che, povero di spazi e risorse energetiche, dovrebbe puntare tutto sulle intelligenze. Su quella che Carlo Carboni in "Elite e classi dirigenti in Italia" chiama la "manutenzione del capitale umano". Gli studi dell'Ocse e della Commissione europea non lasciano dubbi: occorre investire sulla testa delle persone. "Risulta infatti che se si aumentano dell'1% gli investimenti del settore produttivo si ottiene, sul lungo periodo, un aumento del prodotto pro-capite dell' 1,3-1,5 per cento. Se parallelamente si innalza di un anno il livello medio di istruzione della popolazione in età di 15-64 anni, nel medesimo periodo s'ottiene un aumento del 3,8-6,8%". Bisogna crederci, però. Ricorda il dossier che il divario tra le abilità informatiche di un adulto e di ragazzo, in un Paese come.

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Air France-Klm promette ritocchi al piano di salvataggio di (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Air France-Klm promette ritocchi al piano di salvataggio di ... Air France-Klm promette ritocchi al piano di salvataggio di Alitalia. Ma la Uil non crede alla proposta e abbandona il tavolo delle trattative. "Aspettiamo il nuovo governo - ha detto il segretario generale Luigi Angeletti - e poi valuteremo". Si spacca il fronte sindacale: le altre sigle vanno avanti con il confronto e oggi è previsto un nuovo vertice con i francesi. Il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, lancia un appello: "I tempi sono stretti". Prorogato a domani il termine per l'accordo. Lombardo a pag. 6.

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C'è chi mira a far fallire la trattativa con Air France per arrivare allo stato di crisi e poi svendere Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

"C'è chi mira a far fallire la trattativa con Air France per arrivare allo stato di crisi e poi svendere Alitalia" - -->.

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Di ELENA COMELLI - MILANO - SI TRATTA. Ma l'inizio del confr (sezione: Alitalia 2)

( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Di ELENA COMELLI ? MILANO ? SI TRATTA. Ma l'inizio del confronto è stato tutto in salita, la Uil ha lasciato il tavolo delle trattative e i tempi per chiudere sono strettissimi: domani o mai più. Il cda di Alitalia, infatti, ieri sera ha convenuto con Air France-Klm di prorogare a domani, due aprile, il termine della trattativa. Ieri il numero uno di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, ha confermato il documento inviato venerdì scorso invitando i sindacati "a fare le loro osservazioni" e poco dopo la Uil ha lasciato il tavolo. "Non c'è un contesto politico sereno che possa dare garanzie", ha spiegato il segretario generale della Uil Trasporti, Giuseppe Caronia. Una presa di posizione per cui Spinetta si è detto dispiaciuto, ma che non ha interrotto la trattativa con le altre sigle sindacali. I tempi, infatti, come ha precisato lo stesso presidente del gruppo franco-olandese, rimangono stretti. In ogni caso, ha aggiunto, "ogni singolo euro di cash flow sarà reinvestito nello sviluppo di Alitalia". Il confronto fra Spinetta, il presidente di Alitalia Maurizio Prato e un rappresentante per ognuna delle otto sigle sindacali rimaste al tavolo dopo l'abbandono della Uilt riprende oggi alle 11. E i sindacati restano pronti a far valere le proprie ragioni: "Sarà difficile ma noi non molliamo su nessuno dei punti, a cominciare dalla flotta, il perimetro aziendale e gli investimenti perché vogliamo ottenere le basi di un vero rilancio dell'Alitalia" ha affermato il segretario nazionale della Fit-Cisl, Claudio Genovesi, prima di entrare alla Magliana. Sia la Cisl che la Cgil comunque hanno assicurato che resteranno al tavolo del confronto perché è questa la soluzione migliore. Cisl e Cgil si dissociano comunque dalla rottura della Uil e in un comunicato parlano di "azione unilaterale". Ma il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, ha definito la trattativa "falsa e inutile", perché il presidente di Air France-Klm ha ribadito come condizione alla fusione che "la Sea ritiri la richiesta di risarcimento" per i tagli dei voli a Malpensa e che "la parola conclusiva verrà comunque dal prossimo governo". Circostanze che non rendono l'eventuale intesa con i sindacati "un accordo risolutivo". Silvio Berlusconi, infatti, continua a sparare a zero: "È una follia pensare di rinunciare alla compagnia di bandiera", ha ribadito ieri, precisando che se il Pdl andrà al governo il primo impegno sarà quello "di mantenere italiana la nostra compagnia di bandiera". SULL'IPOTESI della Uilt di attendere il nuovo governo per concludere la trattativa, però, l'ad di Alitalia Maurizio Prato ha espresso la propria contrarietà a sospendere la trattativa per riprenderla dopo le elezioni politiche del 13-14 aprile. Intanto i lavoratori dell'Atitech sono pronti a bloccare già oggi l'aeroporto di Capodichino a Napoli: l'ha annunciato il segretario regionale dell'Sdl Campania, Michele Apuzzo, durante l'assemblea che si è svolta sul piazzale della Magliana, a margine della trattativa. - -->.

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La soglia è il 35% Nel Pd già si prepara il processo al leader (sezione: Alitalia 2)

( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

IL DOPO VOTO La soglia è il 35% Nel Pd già si prepara il processo al leader di ANDREA CANGINI ? ROMA ? E' CON FINTO stupore che l'ex veltroniano Giuseppe Caldarola osserva "l'anomalia di un partito, il Pd, che viene detto in rimonta ma che a dieci giorni dalla elezioni discute se e come rimuovere il proprio capo". L'anomalia è incontestabile. Il segnale pessimo. E pensare che tutto nasce da un'intervista dell'iperveltroniano Bettini: "Se il Pd avrà meno del 35% dei voti" Veltroni si dimetterà, ha detto al Corriere. Perché, ha precisato, "non esistono dirigenti per tutte le stagioni". UNA FUGA in avanti, rettificata dallo stesso Veltroni, secondo il quale a decidere un suo eventuale passo indietro dovranno essere gli elettori delle primarie. "Due tesi inconciliabili che denunciano un'evidente debolezza", a parere del politologo ex diessino Gianfranco Pasquino. Che aggiunge: "E poi, se vogliono fare davvero il partito all'americana sappiano che in America il candidato che perde si fa da parte. Punto e basta". A Veltroni chiederanno di farsi da parte (a beneficio di Bersani, pare) solo se il Pd non superarà quota 32%. Ovvero la somma dei voti di Ds e Margherita alle ultime politiche. Ma, come dice Caldarola, "comunque vadano le elezioni, dal 15 aprile D'Alema e Marini gli spiegheranno che non può pensare d'essere un segretario onnipotente e lo neutralizzeranno". Di più. Secondo un prodiano "Veltroni nel Pd farà la fine che fece Rutelli nella Margherita". Che fine fece Rutelli? Rimase segretario, ma fu esautorato dalla coppia Marini-Fioroni. Il quale Fioroni è stato recentemente sentito mentre sollevava seri dubbi nientemeno che sulla tenuta futura del partito. Per ora, gli ex popolari tacciono. Ma uno di loro già assicura che "se le cose andranno male, è logico che a Veltroni chiederemo conto anche dell'alleanza con i radicali". Scherzando, ma non tropppo, nel Pd c'è persino chi immagina che "Fioroni metterà nel conto degli errori di Veltroni pure la candidatura della sua segretaria". La sua di Fioroni. Perché tanto gli uomini di D'Alema, quanto quelli di Marini passando per Arturo Parisi su una cosa concordano: "Le liste elettorali sono pessime". "Candidature ad effetto che non lasciano traccia e se spostano voti li allontanano da noi", chiosa Pasquino. L'uomo ha il raro pregio di parlare chiaro. Ed è infatti con grande chiarezza che giudica "banale e già vista" l'intera campagna elettorale di Veltroni. Una gara in solitaria. Cosa che renderà più facile l'eventuale resa dei conti. Criticandone lo slogan ("Yes, we can"), D'Alema ha infatti voluto prendere formalmente le distanze dalle scelte del segretario. E il dalemiano Bersani è andato anche oltre. Alla Stampa, dopo aver riaperto l'eterna questione dell'approdo europeo, ha infatti detto che Veltroni non ha "raggiunto il cuore" dell'elettorato moderato. E considerando che il Pd è nato con questo obiettivo, la critica è sembrata spietata. C'è agitazione tra i dalemiani. "E' ora di finirla col buonismo, Walter deve decidersi a passare all'attacco", ha confidato Nicola Latorre. Chi ancora non è uscito allo scoperto è Anna Finocchiaro, candidata dal Pd alla presidenza della Sicilia. Dove Veltroni è accusato d'aver messo in lista ("paracadutato", si dice) troppi candidati del Nord, lasciando senza rappresentanza le province di Ragusa e Siracusa. Una lacuna che, sia pure in silenzio, la Finocchiaro ha colmato con la propria lista. E VELTRONI? Non se ne cura. "E' davvero convinto di poter vincere", stupisce un veltroniano. Uno di quei veltroniani che, come tutti, sulla vittoria non scommetterebbero una lira. "Le liste si sono rivelate un bluff, su Alitalia Berlusconi è stato abilissimo: la sfiducia è enorme e lo dimostra il fatto che se prima si scommetteva sull'exploit del Pd ora si confida solo nella tenuta dei partiti minori", dice Caldarola. Per cui, se il Pd non arriverà ben oltre il 35%, Pasquino già prevede che "qualcuno chiederà un congresso vero". E ce ne sarebbe pure bisogno, dal momento che, dice, "l'unica cosa chiara del Pd è il nome del suo leader". - -->.

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Fiumicino fa il pieno passeggeri più 10% caffè e giornali a ruba - maria elena vincenzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-04-2008)

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Economia Lo scalo regge l'afflusso da Malpensa Fiumicino fa il pieno passeggeri più 10% caffè e giornali a ruba Al lavoro task force speciali alla sicurezza e alla riconsegna bagagli MARIA ELENA VINCENZI ROMA - Numeri da grandi occasioni ieri all'aeroporto di Roma Leonardo Da Vinci. Tutto esaurito a Fiumicino nel secondo giorno di sbarco, sulle piste capitoline, di 76 aerei ex Malpensa. Gente, tantissima. Voli, strapieni. Ristoranti e negozi presi d'assalto per un afflusso che fonti aeroportuali stimano in 97 mila passeggeri. Pari al 10% in più rispetto allo scorso lunedì, giorno in cui, pur essendo Pasquetta, il termometro delle presenze non era salito oltre gli 87 mila viaggiatori. Insomma, il clima nello scalo romano è quello delle grandi partenze. Ma la struttura ha retto bene: il gestore e la compagnia di bandiera confermano che non ci sono stati disagi oltre "l'ordinaria amministrazione". Non a caso sono già al lavoro le task force speciali di addetti alla sicurezza e alla riconsegna dei bagagli. Unico inconveniente: la folla. Ai varchi di controllo come nelle strutture di ristoro. E se domenica il pienone si era registrato alle partenze internazionali, ieri anche il terminal dei voli interni ha vissuto un giorno di particolare afflusso. Che si ritrova negli occhi stanchi del personale Alitalia, nell'incedere affaticato degli addetti a pulizie straordinarie e nella gioia dei commercianti. "Stamattina siamo stati costretti a sfornare il doppio dei croissant ? racconta Francesco, mentre prepara caffè al Terminal B ? c'era tantissima gente". Stessa scena all'edicola dove i quotidiani sono finiti alle 9. "Il nostro lavoro si è impennato ? dice Daniela Lo Curto, dipendente di un'impresa di pulizie ? non facciamo in tempo a tenere puliti i bagni. Il nostro orario è passato da 6 a 8 ore. Mi dispiace per i problemi di chi lavora a Malpensa". Ma la solidarietà verso i colleghi milanesi non è unanime. "Questi voli ? spiega Antonio, barista ? erano già di Roma. Quando li hanno spostati a Milano nessuno di noi ha detto niente. E invece al nord oggi si lamentano. Si può dire che tornano a casa".

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Spiragli su alitalia, ma la uil lascia (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-04-2008)

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Economia Spiragli su Alitalia, ma la Uil lascia Garanzie su tagli, Atitech e Cargo. Due giorni in più per la trattativa ROMA - Meno aerei a terra. Chiusura "rinviata" del cargo, con esuberi ridotti rispetto al piano francese sia tra i piloti che tra gli assistenti di volo. Otto anni nel perimetro del nuovo gruppo per Atitech, l'azienda partenopea che si occupa della manutenzione degli aerei Md80 e Airbus A321 e i cui dipendenti minacciano di bloccare lo scalo di Capodichino per protestare contro i tagli. Si punta a chiudere presto, prima del voto. Le parti hanno infatti convenuto di negoziare fino a domani (il termine scadeva ieri) ma senza la Uil che lascia il tavolo in polemica con due condizioni poste da Air France: il via libera del nuovo governo all'accordo e la manleva sui rischi connessi alla richiesta di risarcimento danni chiesti dalla Sea ad Alitalia. Tra le carte che a sorpresa il numero uno della Magliana mette sul piatto della trattativa per salvare Alitalia, il trasporto aereo italiano e i suoi dipendenti, ci sono delle insperate aperture: i piloti fuori dalla cabina potrebbero ridursi da 507 a 370; gli assistenti di volo in uscita passerebbero da 600 a 540 circa, così come gli aeromobili messi a terra dovrebbero scendere a 35. Maurizio Prato prova ad ammorbidire le posizioni delle otto sigle sindacali aprendo la porta ad un nuovo e forse decisivo round tra le parti fissato per oggi. Le proposte, in queste ore, sono al vaglio dei sindacati e della squadra di manager francesi che accompagnano il presidente Jean-Cyril Spinetta. Si tenta di aggirare il nodo del cargo mettendo sotto attenta osservazione finanziaria il trasporto merci fino al 2010, quando si deciderà se chiudere o rilanciare il settore: a terra resteranno dalle prossime settimane solo due Md11 mentre gli altri tre aerei al lavoro cercheranno di far quadrare i conti per i prossimi due anni. In questo modo si cerca di salvare circa 90 posti tra i comandanti mentre per i restanti 45 si apriranno le porte di uscita dall'azienda. Si tratta freneticamente anche per tenere in volo quattro Md80 in più e 25 piloti e 28 assistenti di volo, così come si punta ad anticipare l'entrata in servizio di due Boeing 777. I piloti, tra l'altro, auspicano che Air France non proponga più il trasferimento secco dei 180 colleghi in esubero più giovani ma che li prenda solo in "prestito" per un paio di anni. Le indiscrezioni uscite dalla riunione non scaldano i sindacati che restano con i piedi per terra. "Non sono emerse novità sostanziali ma la nota positiva è che si continua a trattare" commenta il segretario della Filt Cgil Fabrizio Solari. "C'è da entrambe le parti la volontà di fare un accordo. Spinetta ha detto che stanotte ci pensa invitando noi a fare altrettanto". Anche per il presidente dell'Anpac, Fabio Berti "finalmente sul tavolo sono stati messi i temi veri, c'è una parvenza di trattativa anche se il percorso è tutto in salita". Per il segretario dell'Ugl Trasporti Roberto Panella "è sembrato di leggere da parte di Air France una valutazione più serena, in particolare su flotta, cargo e Atitech. Spinetta ha capito che con la rigidità si resta in stallo". E per il segretario della Fit Cisl, Claudio Claudiani "la migliore scelta per tutelare i lavoratori è stare al tavolo". (lu.ci.).

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Tutti contro angeletti: comparsa elettorale berlusconi: se c'è l'intesa dovrò trattare - lucio cillis claudio tito (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-04-2008)

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Economia Gli altri sindacati attaccano la Uil. Sospetti sul negoziatore Caronia, la cui figlia è candidata del centrodestra. La replica: "Bassezze" Tutti contro Angeletti: comparsa elettorale Berlusconi: se c'è l'intesa dovrò trattare Nel confronto con Parigi, il Cavaliere punterebbe all'ingresso di un socio italiano Ma l'obiettivo prioritario della Cdl è di far saltare da subito la trattativa LUCIO CILLIS CLAUDIO TITO ROMA - Far fallire la trattativa subito. Oppure "saremo costretti a trattare dopo il voto". Silvio Berlusconi sceglie la tattica del doppio livello. Due fasi per affrontare il caso Alitalia-Air France. Così ha deciso di lanciare sul tappeto tutte le carte per far naufragare prima del 13 aprile il battello di Jean Cyril Spinetta. "Altrimenti - avverte i suoi - saremo costretti a parlare noi con Parigi". Il Cavaliere, insomma, sa che il "pre-accordo" di cui si parla, potrebbe condizionare la politica del suo esecutivo nel caso in cui il Pdl vincerà le elezioni. Diventerebbe molto più complicato cestinare un'intesa sottoscritta anche dai sindacati. Un problema non da poco per uno che ha puntato la campagna elettorale sulla "cordata italiana". E proprio in quella prospettiva, ha già messo a punto le possibili contromosse. Alcuni paletti da piantare nella seconda fase del negoziato: Malpensa e l'ingresso di un socio italiano nell'azionariato. Il primo nodo gli è già stato segnalato dalla Lega. Il tramonto dell'hub lombardo (anche in vista dell'expo 2015) viene considerato una sconfitta per il fronte berlusconiano. Il secondo sarebbe l'escamotage per "tenere il punto", per non essere smentito e confermare una "presenza italiana" nella compagnia di bandiera. Per evitare questa mediazione, però, nelle ultime ore ha contattato tutti i suoi potenziali interlocutori. Anche quei sindacati incontrati poche settimane fa e ai quali aveva confidato di considerare Air France l'unica soluzione. Ieri invece ha accolto con soddisfazione l'improvvisa decisione della Uil di abbandonare il tavolo e ha abbracciato le istanze dell'Anpac. Sede di Alitalia, ieri pomeriggio. Giuseppe Caronia, segretario generale della Uil Trasporti fa una domanda secca a Jean-Cyril Spinetta, presidente di Air France-Klm: "Lei conferma che ci sono due condizioni che pesano sulla trattativa, una legata al via libera del prossimo governo e una legata alla causa per danni con la Sea? Sì? Allora noi ce ne andiamo e sospendiamo il nostro giudizio". La Uil ed un bel pezzo di rapporti sindacali con le altre sigle, escono di colpo dalla sala della trattativa. Ed irrompono le voci, le spiegazioni più o meno a mezza bocca, i sospetti sul perché di un dietrofront sorprendente e non condiviso in un momento così delicato. Angeletti difende Caronia: "Certe decisioni - spiega ai suoi - sono frutto di un'analisi profonda. Gli "altri" dicono che c'entrano le elezioni? Certe bassezze sono inaccettabili". Lo stesso Caronia respinge al mittente i sospetti di uno stop dettato da motivi politici: la figlia Marianna, dirigente regionale della Uil Trasporti, consigliere comunale di Palermo del Movimento per l'autonomia di Raffaele Lombardo, è candidata alle regionali. "Siamo caduti a dei livelli proprio bassi - dice con amarezza Giuseppe Caronia - non voglio nemmeno commentare certe cose, ma un attacco del genere non me l'aspettavo proprio...". Angeletti rincara la dose: "Non si può andare dai lavoratori e dire che Air France taglia, risana ma non rilancia, lascia a terra troppi aerei e non apre la trattativa sugli esuberi". La ferita è aperta e difficilmente potrà essere ricucita a breve: "Il rapporto con la Uil Trasporti si è oggi dissolto per scelta unilaterale non preannunciata" dicono gli ex alleati Filt Cgil, Fit Cisl, Ugl, Unione piloti, Sdl, Anpav e Avia (ma non i piloti Anpac che si dissociano), "la Uil ha deciso di abdicare al proprio ruolo per partecipare da comparsa al teatrino becero della campagna elettorale. Utilizzare i lavoratori per una campagna che non li riguarda è un fatto grave".

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Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 01-04-2008)

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L'Italia esulta per l'Expo 2015. Bene, però nel diluvio dei commenti di queste ore mi sembra che una questione cruciale sia passata in secondo piano, quella di Malpensa. Ospitare la fiera mondiale significa poter contare su un grande aeroporto internazionale e su collegamenti con tutto il mondo. Ma proprio poche ore fa Malpensa ha perso buona parte del traffico aereo per il trasferimento a Roma di decine di voli Alitalia. E' diventato un aeroporto marginale. Inoltre: il Sole 24 Ore nei giorni scorsi ha scritto che Air France si è riservata i diritti di volo su Malpensa per altri 7-8 anni, guarda caso proprio in coincidenza con l'Expo 2015. Questo significa che, se Air France acquisterà Alitalia, Malpensa non potrà svilupparsi autonomamente ovvero non potrà sfruttare gli slot Alitalia inutilizzati. Abbiamo Expo 2015 ma saremo ostaggi dei francesi: saranno loro a decidere se e quando riattivare le rotte. Dunque gli interessi commerciali di Air France prevarranno su quelli strategici e commerciali del nord Italia. In questa situazione Expo 2015 rischia di diventare un successo. a sovranità limitata. Complimenti vivissimi al governo Prodi. Scritto in Italia 1 Commento " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Mar 08 Possiamo fidarci di Obama? Istintivamente Obama mi piace: è giovane, non è invischiato con le lobbies di Washington, che rappresentano il cancro della democrazia Usa, è un oratore straordinario, capace di parlare per un'ora a braccio senza sbagliare un colpo. Sa affascinare e l'America ha una gran voglia di sognare. Ma più passa il tempo e più mi rendo conto che sappiamo ben poco delle sue idee. Che cosa pensa davvero Obama? Quali riforme propone? Le risposte per ora sono piuttosto vaghe, perchè, come accade sempre più frequentemente nei Paesi occidentali, in campagna elettorale si parla di tutto tranne che dei programmi. (anche in Italia, peraltro). I miei dubbi sono aumentati da quando siamo venuti a conoscenza di Jeremy Wright, il suo consigliere spirituale, un estremista che ha definito nazisti gli israeliani, che denigra gli stessi Stati Uniti e che recentemente se l'è presa con gli italiani definendoli "nasi d'aglio" e sostenendo che esiste "un linciaggio all'italiana". Ne ho parlato l'altro giorno in un articolo sul Giornale in cui osservo che il senatore di colore "lo ha mollato, sebbene a malincuore, ma per vent'anni Wright è stato la sua fonte di ispirazione e di saggezza, l'uomo che è sempre stato al suo fianco e gli suggerì il titolo della sua fortunata autobiografia "L'audacia della speranza". Per vent'anni ha ascoltato le sue prediche intrise di fanatismo contro i bianchi, contro il mondo occidentale, contro gli stessi Stati Uniti". Da qui il dubbio: quante idee di Wright sono state assorbite da Obama? E soprattutto: possiamo davvero fidarci di lui? E' davvero un moderato? Ps Ecco come parla Wright: Scritto in presidenziali usa Commenti ( 9 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Mar 08 Bertinotti e la guerra tra poveri in Italia Ieri sera ho visto qualche passaggio di Anno Zero, la trasmissione di Santoro. Riuscita, come sempre. Sarà fazioso, ma Santoro riesce a fare giornalismo in tv senza dar voglia di cambiare canale e affrontando temi difficili, come quello dell'attribuzione degli alloggi popolari. Ieri i due ospiti prinicipali erano Bertinotti e la Santanché. Secondo il leader del neopartito la Destra, le case andrebbero date prima agli italiani indigenti e solo in un secondo tempo agli immigrati extracomunitari. E' così assurdo? Secondo me no e molti Stati occidentali applicano senza remore questo principio. Bertinotti invece pensa che andrebbe mantenuto l'attuale criterio per le graduatorie che, non considerando la nazionalità, finisce per agevolare proprio gli immigrati, che infatti sono ai primi posti nelle classifiche. Il leader di Rifondazione è persuaso che le misure proposte dalla Santanché finirebbero per scatenare una guerra tra poveri. Probabilmente la presidenza della Camera e i fasti della Roma istituzionale gli hanno fatto perdere il contatto con la realtà: vada nelle periferie della grandi città. La guerra tra poveri c'è già ed è stata provocata dall'incapacità del governo di arginare l'immigrazione e di imporre delle regole ci convivenza civile. Vada nelle case popolari: il 90% degli inquilini è extracomunitario. E questo è giusto? No e a urlarlo sono proprio gli italiani più poveri, che vedono i propri quartieri invasi da clandestini, che si sentono traditi dallo Stato, che sono oggettivamente penalizzati e invocano giustizia. Le statistiche lo dimostrano: in questo Paese aumenta il numero degli italiani che vivono sotto il minimo vitale. Questa è l'urgenza numero uno e per risolverla bisogna regolamentare l'immigrazione. Altrimenti non si farà che propagare l'odio e l'ingiustizia, tra gli stranieri e gli italiani. E' questo che vuole Bertinotti? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 43 ) " (6 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 L'Iran sta tentando il colpo di mano in Iraq? In apparenza sono le solite notizie dall'Iraq: bombe, morte, terrore. Anche ieri c'è stata un'ondata di attentati. In realtà potrebbero segnare l'inizio di una nuova fase di destabilizzazione dalle implicazioni strategiche assai significative. infatti, per la prima volta dopo mesi di relativa tranquillità, l'Iraq piomba nel terrore. La domanda d'obbligo è: perché? La risposta l'ha data il generale Petraeus qualche giorno fa quando aveva accusato gli iraniani di essere dietro questa recrudescenza. Ieri nuove conferme: in prima linea ci sarebbero i miliziani di Moqtada Al Sadr, uno sceicco sciita che è in sintonia con una delle ali più estreme del regime di Teheran. E proprio in Iran si sono appena concluse le elezioni legislative con la vittoria degli integralisti. L'America invece è nel pieno della recessione e di una campagna elettorale che durerà fino a novembre; dunque è oggettivamente debole. L'impressione è che il regime di Ahmadinejahd e, soprattutto, della guida spirituale Ali Khamenei ne stia approfittando per tentare un colpo di mano a Bagdad o per aumentare la propria influenza nella regione; comunque, ha tutto l'interesse a smontare la tesi dell'Amministrazione Bush secondo cui l'Iraq è avviato verso la normalizzazione. Un Iraq in fiamme influenzerebbe la campagna elettorale Usa, agevolando Barack Obama (l'unico candidato ostile al conflitto) e mettendo in imbarazzo John McCain (che la guerra non l'ha mai rinnegata) ovvero il candidato ritenuto più debole e pacifista rispetto a quello più patriottico e interventista. Tra l'altro una nuova ondata farebbe risalire i corsi del petrolio. Attenti all'Iran, non lascia nulla al caso. Guai in vista? Scritto in medio oriente, gli usa e il mondo Commenti ( 18 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Mar 08 Milva e quei sette milioni nascosti. per la vecchiaia Era rossa dentro e rossa fuori, orgogliosa di sostenere Bertinotti e Rifondazione comunista e di battersi contro la destra, il capitalismo e ovviamente Berlusconi. Ora sappiamo che qualcosa di rosso non ha: il conto. Milva in Lichtenstein custodiva sette milioni di euro ovviamente non dichiarati. Intervistata da Antonio Lodetti sul Giornale di oggi , la signora ha dichiarato di non essere preoccupata "perché chi mi segue in queste cose mi ha assicurato che è roba vecchia, prescritta". Se è prescritta significa che è frutto di attività comunque non lecite: forse la signora ha evaso il fisco, come un commenda qualunque? Non sta bene per un artista che si batte per la prosperità dei lavoratori. Poi, con aria svagata afferma di non essersi mai occupata di quel conto, ricordando però che "mio marito mi diceva sempre di pensare alla vecchiaia, di accantonare qualcosa magari all'estero, quando lavoravo fuori". Sette milioni di euro per la vecchiaia? Niente male per una comunista. Quasi quasi divento rosso anch'io. Scritto in Italia Commenti ( 32 ) " (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 08 Crociata contro l'Islam radicale? Il caso Allam inquieta la Cia La conversione di Magdi Allam è diventato un evento mondiale, ne parlano tutti i grandi media e, com'era prevedibile, i commenti nel mondo islamico sono tendenzialmente negativi. Tra le tante reazioni mi ha colpito quella di Stratfor, un centro studi americano molto vicino alla Cia e che pertanto ne riflette le opinioni. Nella sua ultima newsletter avverte: "Se Benedetto XVI deciderà di rendere più aggressiva la sua avversione all'Islam radicale, dando enorme rilevanza mediatica a casi come quello di Allam e dunque enfatizzando le conversioni anziché la coesistenza, il Vaticano diventerà il centro del confronto tra i fondamentalisti islamici e l'Occidente. E questo avrà profonde implicazioni geopolitiche". Da qui alcune domande: davvero il Papa vuole lanciare la sfida agli integralisti o ha semplicemente ribadito il diritto alla libertà religiosa? La Cia sembra credere alla prima ipotesi e non se ne rallegra: Stratfor scrive che il Papa rischia di alienare il rapporto con un miliardo di musulmani, proprio mentre l'America sta cercando di ricostruire i rapporti con il mondo islamico. Washington, insomma, non pare sostenere Benedetto XVI. Il Vaticano sta davvero lanciando una crociata solitaria? E questo è nell'interesse della Chiesa e dell'Occidente? Scritto in gli usa e il mondo, islam Commenti ( 28 ) " (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Mar 08 Oddio, Carla Bruni fa la morale ai giornalisti Ricordate la signora Carla Bruni prima che convolasse a nozze con il signor Sarkozy? Era una delle regine dell'infotainment e della stampa rosa. Da ex modella dotata di intuito e intelligenza aveva capito come pararametarsi con i media per incrementare la propria personalità. Era lei che faceva filtrare indiscrezioni sui suoi tanti amori, alimentando i pettegolezzi, lei che rilasciava interviste scandalistiche in cui si dichiarava poligama. Sì, ci sapeva fare, quando era una modella o una cantante. Ora che è una first-lady ha cambiato idea, per assumere i panni, improbabili, della vergine mediatica. Ha preso carta e penna e ha mandato un'appassionata lettera a Le Monde per commentare, con toni scandalizzati, la vicenda dell'Sms che Sarko avrebbe inviato all'ex moglie Cécilia; vicenda che peraltro si è chiusa con le scuse del Nouvel Observateur e il ritiro della querela da parte dell'Eliseo. La signora Bruni-Sarkozy si domanda: "Se i grandi giornali cessano di fare la selezione fra i pettegolezzi e i fatti, chi lo farà? Se, come la peggiore delle pubblicazioni trash, Le Nouvel Observateur, tradendo la sua vocazione ed anche il suo nome, non osserva più, ma inventa ciò che racconta, quale protezione ci resta contro l' isteria dell' epoca?". Poi chiude citando un passo di Beaumarchais, drammaturgo del '700, che parla dell' effetto devastante della calunnia, chiedendosi chi diavolo può resistere alla calunnia?'. La Bruni risponde: "I giornalisti, quelli veri". Sottoscrivo, ma a patto che tutti rispettino il copione, mentre da qualche tempo i personaggi del jet-set sembrano presi da schizofrenia: attori, calciatori, soubrette, modelle, fotografi, ereditieri alimentano per anni il giornalismo spazzatura, poi quando finiscono nei guai o cambiano ruolo, reclamano improvisamente l'etica, la moralità, indignandosi per le incursioni nelle sfere del privato e il cinismo della stampa. Vedi Fabrizio Corona o Paris Hilton o Luciano Moggi o i tanti eroi di un sistema che, sovente, premia il nulla ben confenzionato anziché il merito. Certo il caso della signora Bruni è particolare; direi unico; è saltata direttamente dal rotocalco all'Eliseo. Posso capire l' ansia di rifarsi una reputazione, ma, per cortesia, ci risparmi questi predicozzi, dietro a cui peraltro non è difficile scorgere la mano di uno spin doctor presidenziale. Ben venga la critica alla stampa, ma da censori credibili e possibilmente disinteressati. PS Ecco una splendida immagine di Carla Bruni scattata pochi mesi fa. Allora non mostrava turbamento per l'invadenza dei media. Scritto in francia, giornalismo Commenti ( 24 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Quei manager fanno disastri. Ma vengono premiati I manager delle principali banche mondiali hanno creato una bomba speculativa - quella dei muti subprime - che ora è esplosa drammaticamente. Stiamo pagando tutti un prezzo altissimo; tutti tranne loro. Nonostante da anni si parli della necessità di porre fine ai privilegi dei supermanager, nulla è stato fatto e in queste ore si sta creando una situazione paradossale. Gli alti dirigenti che hanno alimentato la speculazione sui subprime non pagano alcuno scotto personale. Anzi, quando vengono licenziati guadagnano. Oggi il Sole 24 Ore ha accesso i fari su Ubs, il colosso elvetico che è in grandi difficoltà, al pari di Citigroup, Morgan Stanley, Lehman Brothers, Goldman Sachs; cioè gli istituti che fino a poche settimane fa davano lezioni al mondo. Il numero uno di Ubs Marcel Ospel, sebbene molto contestato, è ancora in sella, mentre tre top manager sono stati licenziati. Peccato che se ne siano usciti con paracadute milionari: circa venti milioni di franchi svizzeri a testa. Hanno messo a repentaglio la solidità e la reputazione della prima banca svizzera e contribuito a scatenare la più grave crisi finanziaria degli ultimi 80 anni; ma se ne vanno più ricchi di prima. La beffa è doppia. Uno dei principi sacri del capitalismo è quello della responsabilità individuale: se sbagli paghi. La casta dei supermanager lo ha invece sovvertito: quando sbagliano loro sono gli altri a pagare. Ed è ora di dire basta a quella che ha tutta l'aria di essere una truffa legalizzata. Ribellarsi talvolta è un obbligo. Scritto in globalizzazione Commenti ( 15 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea Come ha spiegato Paolo Stefanato sul Giornale di oggi Alitalia anziché essere svenduta sarà praticamente regalata ad Air France. E a rimetterci non sarà solo Malpensa. Molti si stanno pentendo, non però i ministri dell'attuale governo. E non è difficile capire perché. Se si analizza con distacco la vicenda ci si accorge come Bruxelles dietro le quinte abbia spinto per questa soluzione. Innanzitutto, considerazioni strategiche: è stata Bruxelles a volere che Air France diventasse la compagnia di riferimento europea. E dunque in questa logica era auspicabile che Alitalia finisse nelle mani di Air France-Klm e di conseguenza che l'hub di Parigi assumesse ancor più importanza con il declassamento di Malpensa. E chi ha condotto nel governo la trattativa per la cessione? Il ministro del Tesoro Tommaso Padoa Schioppa, ex membro della Banca centrale europea, con la vigile protezione di Romano Prodi, ex presidente della Commissione europea ovvero due leader politici che, assieme a Giuliano Amato ed Emma Bonino, sono da sempre estremamente sensibili agli interessi comunitari. Oggi la Commissione europea ha pronunciato un secco no alla concessione di nuovi aiuti di Stato. Il portavoce del commissario ai trasporti Jacques Barrot (un francese) ha ricordato che Alitalia ha già beneficiato in passato di aiuti di Stato e quindi, in base al principio "una volta, ultima volta" non potrà più ricevere questo genere di sostegno. Il tempismo è perfetto: mentre l'Italia scopre con sconcerto l'inganno ed è tentata dal dire di no, la Commissione europea la mette con le spalle al muro: o dice sì all'offerta o Alitalia dovrà fallire. Prodi e Padoa Schioppa naturalmente non manifestano rimorsi, né dubbi. Anzi, il premier uscente intima alla Sea di ritirare la richiesta di indennizzo danni rivolta ad Alitalia, come desiderato da Air France. Risponde presente, una volta di più. Un'operazione magistrale, complimenti alla lobby europea. Scritto in Italia Commenti ( 42 ) " (6 voti, il voto medio è: 4.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Boicottare le Olimpiadi crea confusione? Secondo il nostro ministro degli Esteri Massimo D'Alema disertare le Olimpiadi per mandare un messaggio alla Cina sul Tibet potrebbe "dividerci e far confusione". Io capisco l'imbarazzo della diplomazia in questi frangenti, ma perchè un boicottaggio dovrebbe "far confusione"? O si è favorevoli per ragioni umanitarie o si è contrari per ragioni di opportunità politica ed economica. Qual è la posizione dell'Italia? La confusione mi sembra la stia creando D'Alema, forse travolto dal vociare di queste ore. Improvvisamente tutti si occupano di Tibet: molti eponenti del Pdl e della Sinistra arcobaleno invocano il boicottaggio, il Pd medita, Cossiga è contrario e ancora una volta provoca: "Vorrei comprendere il motivo per il quale tutti protestano per le misure forti con le quali i governi di Pechino e di Nuova Delhi cercano di ristabilire l'ordine nei propri territori, mentre quasi tutti tacciono sulla repressione giudiziario-poliziesca del Governo di Madrid nei Paesi Baschi". In queste ore il mio cuore è con il Dalai Lama e con il popolo tibetano, ma ho l'impressione che, anche volendo, l'Occidente non possa permettersi il boicottaggio e che si sia rassegnato a convivere con questa Cina, capitalista e dittatoriale. E allora, a dispetto dell'emozione, ho l'impressione che finirà come in Birmania. Un bagno di sangue, qualche settimana per dimenticare e amici come prima. AGGIORNAMENTO IMPORTANTE: il Dalai Lama dice no al boicottaggio dei Giochi Olimpici, in quanto punirebbe ingiustamente il popolo cinese, mentre solo il governo di Pechino è responsabile di quello che ha definito un "genocidio culturale". E a questo punto cosa si deve fare: insistere comunque per il boicottaggio o seguire l'invito del Dalai Lama? Scritto in cina Commenti ( 55 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (12) democrazia (13) francia (15) germania (2) giornalismo (30) gli usa e il mondo (22) globalizzazione (3) immigrazione (18) islam (11) Italia (76) medio oriente (8) notizie nascoste (26) presidenziali usa (6) russia (9) svizzera (3) turchia (11) Varie (12) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Milva e quei sette milioni nascosti... per la vecchiaia - 2 Emails Cina, il regime intimidisce anche i giornalisti stranieri - 1 Emails Immigrazione, la sinistra sbaglia. 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Ultime news Fini: "Voto già deciso Ecco perché sarà il Pdl a vincere"Rendite, Berlusconi: non aumenterò la tassaNato, veto russo su Kiev Bush sta con l'UcrainaUna Roma senza Totti alla prova Manchester Spalletti: "Non li temo"Alitalia, il vertice slitta a domaniRaciti, arrestato un complice di Speziale Blog amici Ethica, blog filosofico di qualità ICT Watch, il blog di Piero Macrì sulle nuove tecnologie il blog di Alessandro Gilioli il blog di Andrea Tornielli Il blog di Faré su Internet & comunicazione il blog megliotardichemai Il pranista, blog su PR e comunicazione Metropolis, il blog Alberto Taliani Placida signora, il blog di Mitì Vigliero spindoctor, il blog di Marco Cacciotto Wolly, il blog di Paolo Valenti Da non perdere La misteriosa e improvvisa ricchezza di Erdogan La Turchia e l'islamizzazione strisciante Quelle donne turche imprigionate dal velo Vince Erdogan e la Turchia diventa più islamica siti che mi piacciono Cricri créations poétiques, gioielli con l'anima Il sito di R. 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<Smirne stracciata 86 a 65> E in città esplode la festa (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 01-04-2008)

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N. 78 del 2008-04-01 pagina 3 "Smirne stracciata 86 a 65" E in città esplode la festa di Chiara Campo Un pomeriggio di grandi emozioni alla Fabbrica del Vapore. I bambini entusiasti per Seedorf, qualche fischio solo per Prodi. Dopo la votazione un brindisi, e lo striscione "Grazie a tutti" Un'attesa al cardiopalmo. Al maxischermo installato alla Fabbrica del Vapore per seguire in diretta da Parigi l'esito della sfida per Expo 2015 il volume è basso. Si radunano tutti nel foyer, e ci si affida alle telefonate con capigruppo, consiglieri comunali e con lo staff del sindaco in trasferta al Palais des Congres, dove la votazione verso le 18 volge al termine. "I turchi stanno festeggiando". Panico generale. "No, problemi tecnici, si rivota". Alle 18.20 il tam tam corre dalla Francia a via Procaccini: "Vittoria". È festa. I 1.400 bambini che sono arrivati alle due e mezza dalle scuole elementari di Milano e provincia per salutare - non in diretta, ma con immagini registrate poco prima - l'assemblea del Bie, durante l'ultimo "spot" con cui Milano può convincere gli indecisi, quando arriva il risultato hanno già lasciato quasi tutti il teatro Ciak. Hanno sfogato le energie nelle ore di attesa - con bandierine e cappellini della "Generazione 2015" - cantando, ballando, tifando Seedorf che sul palco di Parigi invitava i delegati del Bie a votare per Milano, mentre quando è comparso sul maxischermo il premier Romano Prodi da parecchi gruppi di ragazzini sono partiti fischi e "buuh". In sala c'è anche Paola Bossi in Brichetto Arnaboldi, la mamma del sindaco Letizia Moratti. Però lascia la sala poco dopo la diretta con Parigi. Quando arriva la bella notizia, alla Fabbrica del Vapore sono rimasti gli organizzatori del "Comitato Grazie Milano Expo 2015" (coordinato da Roberto Pesenti e Giorgio Montingelli) e gli assessori Tiziana Maiolo, Stefano Pillitteri, Giovanni Terzi, Bruno Simini e Maurizio Cadeo. Da loro si leva un "viva Milano, viva Letizia". Poi "volano" tutti davanti a Palazzo Marino, dove alle sette sembra una festosa riunione di giunta straordinaria (arrivano anche il vicesindaco Riccardo De Corato, Giampaolo Landi di Chiavenna ed Edoardo Croci). Alla balconata viene esposto lo striscione "Milano città ospitante. Grazie a tutti!". Si stappa lo spumante. "Con questa vittoria il sindaco passerà alla storia della città - esulta De Corato -. Ha saputo fare sistema con tutte le istituzioni in piena campagna elettorale, lei è la vera vincitrice ma è un successo per tutta Italia. Ora bisogna partire subito con le opere, e credo che il governo abbia pronta la nomina del sindaco a commissario straordinario". "Adesso - fa eco l'assessore Maiolo - faremo rinascere Malpensa alla faccia di chi ha tentato di assassinarla". Ma De Corato assicura che "sarà un milanese a guidare il prossimo governo (Sivio Berlusconi, ndr), quindi avremo ancora un hub internazionale". Croci ricorda che con l'Expo arriveranno anche "nuove ferrovie e metropolitane". Davanti al Ciak il capogruppo della Lega Matteo Salvini espone lo striscione "Milano capitale padana del Nord". "È una vittoria del nord - sostiene - perché Roma ha fatto di tutto per farci perdere, con il taglio di Malpensa e i rifiuti di Napoli". "La Moratti - concorda la coordinatrice regionale di Forza Italia, Mariastella Gelmini - è stata più forte anche dei disastri di questo governo. Dopo la batosta di Alitalia, i rifiuti della Campania e il dimezzamento dei voli a Malpensa, Milano e l'Italia avevano bisogno di una buona notizia. Riaccende le speranze in un Paese che non se la passa bene dopo 23 mesi di governo Prodi". Ignazio La Russa, presidente dei deputati di An, fa i "complimenti a Letizia e alla giunta, capaci di cogliere un grande successo che sarà di buon auspicio per la voglia dell'Italia di "Rialzarsi"". Alle 20.30 solo una ventina di persone - tra cui il ministro per le Pari opportunità Barbara Pollastrini - si radunano in piazza Duomo per brindare. Un tuffo liberatorio nella fontana del Castello invece per due ragazze del comitato "Grazie Milano Expo 2015". La vera festa è fissata per domenica, in corso Buenos Aires. La guest star, a buon diritto, sarà la Moratti. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Alitalia, sindacati spaccati ma si va avanti (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 01-04-2008)

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N. 78 del 2008-04-01 pagina 0 Alitalia, sindacati spaccati ma si va avanti di Paolo Stefanato I piloti dell'Anpac si sono presentati al tavolo, ma la Uil rompe le trattative. Slitta a domani la nuova scadenza per la stretta finale. Ancora molte incognite su una possibile intesa. Prato cerca le condizioni per chiedere il prestito ponte Milano - Il 31 marzo, che doveva essere la data decisiva, è sfumato via silenziosamente. Ancora una volta le scadenze che riguardano Alitalia vengono posticipate: una storia che si ripete da anni. Nuovo termine, fissato in serata: 2 aprile, domani. Ieri per giunta è stata una giornata interlocutoria, senza brividi nè scossoni. La trattativa sindacale, avviata nel primo pomeriggio e prolungatasi fino alla serata con un incontro ristretto, è stata aggiornata alle 12 di questa mattina. Qualche novità, comunque, non è mancata. Per esempio, il cambio della guardia nella protesta. Rientrati al tavolo i piloti (l'Anpac rimane critica ma prosegue la trattativa), sono usciti i rappresentanti della Uil: secondo i quali un negoziato a due settimane dalle elezioni è fiato sprecato. Il loro atteggiamento di spaccatura è stato subito fermamente criticato dagli altri confederali, Cgil e Cisl, oltre alle sigle professionali di terra e di volo. Jean Cyril Spinetta, che come numero uno della compagnia francese indossa i panni dell'acquirente, ha lasciato intravedere per oggi dei segnali di apertura: o meglio, di "timida apertura", come hanno riferito fonti vicine al negoziato, riguardanti soprattutto la flotta (per accontentare i piloti) e il perimetro di Atitech (per rabbonire i dipendenti napoletani di Az Sevizi, che ieri hanno minacciato di bloccare lo scalo di Capodichino). Sul piano procedurale, il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, ha spiegato che lo scopo dei colloqui di questi due giorni è quello di trovare una "base" d'accordo, unica condizione per poter ottenere il prestito-ponte che Air France ha posto tra le sue condizioni. Ieri, 31 marzo, era il termine posto nel contratto (condizionato) di compravendita tra Alitalia e Air France. Le due controparti si sono trovate d'accordo per scavalcare tale data: semplicemente gli incontri continuano fino a domani, senza necessità di particolari formalizzazioni. L'esigenza del prestito ponte è provocata dallo stato della liquidità in cassa: ma i 148 milioni di euro recuperati alla fine della scorsa settimana tra crediti d'imposta e cessione delle azioni Air France, danno un po' di ossigeno. Il cda di Alitalia sarà informato da Prato via via che sarà necessario; allo stato, non sono state convocate riunioni di consiglio, ma potrebbero esserlo a breve, a valle della trattativa sindacale. Sulla quale ora pesano non una, ma due condizioni esterne; la prima è quella legata alle elezioni politiche (anche ieri il candidato presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha ribadito la sua ferma opposizione alla cessione di Alitalia ad Air France), l'altra è nuova di zecca: l'Expo. Con la prospettiva di una crescente convergenza di interessi su Milano e sulla Lombardia da qui al 2015, anno in cui sono stimati 30milioni di arrivi, è ancora pensabile che la compagnia nazionale venga venduta a un gruppo straniero? Certo l'Expo irrompe nella vicenda Alitalia, e pone nuovi interrogativi sul suo esito. In serata Spinetta, congedandosi dai sindacati, ha detto: "Io stanotte penserò, pensate anche voi", lasciando intendere che gli spazi per ulteriori aperture non sono molti. Durante l'incontro aveva peraltro assicurato: "Ogni singolo euro di ricavi sarà reinvestito nello sviluppo di Alitalia". Cauto Fabrizio Solari, segretario generale della Filt-Cgil: "è una strada in salita che però va percorsa fino in fondo. Oggi (ieri, ndr), nel merito, non ci sono state novità sostanziali. Il fatto importante è che si continua: vuol dire che c'è la volontà di andare avanti". Resta rigida la posizione dei piloti, che non hanno intravisto alcuna apertura nel corso della riunione e che si aspettano una riduzione dei tagli o una rimodulazione nella dismissione del cargo. Il segretario generale della Uil - la sigla che ieri ha sbattuto la porta - ha spiegato che è del tutto "vano trattare se a decidere sarà il prossimo governo". Per stamattina alle 9.30, prima della ripresa della trattativa dunque, è stato convocato un vertice della Uil per esaminare la posizione su Alitalia. Ieri, frattanto, il Consiglio di Stato ha depositato le motivazioni della sentenza con la quale ha respinto il ricorso proposto da Ap holding (Air One) contro la trattativa in esclusiva tra Alitalia e Air France-Klm: non c'è stata "alcuna discriminazione". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<Indispensabile un vero hub internazionale> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 01-04-2008)

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N. 78 del 2008-04-01 pagina 4 "Indispensabile un vero hub internazionale" di Redazione Milano vince l'Expo nei giorni del declino del suo aeroporto di riferimento, Malpensa, abbandonato dalla compagnia di bandiera, Alitalia. Nonostante i progetti di sviluppo nello scalo lombardo da parte di altre compagnie, prima fra tutte l'Air One, abbiano comunque ghià segnato un trend di crescita, secondo Roberto Formigoni, governatore della Lombardia, "l'Expo 2015 sarà per Malpensa occasione per recuperare più in fretta il terreno perduto, anche se molto prima di quella lo scalo lombardo sarà tornato ai volumi di prima". Roberto Calderoli (Lega) è convinto che "ora sia ancora più importante che la Lombardia e Milano abbiano un aeroporto di prima classe". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Berlusconi esulta: <Grande successo Nonostante Prodi> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 01-04-2008)

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N. 78 del 2008-04-01 pagina 2 Berlusconi esulta: "Grande successo Nonostante Prodi" di Paola Setti Il premier attribuisce subito il merito al suo governo, ma il leader del Pdl gli rovina la festa: "Lui non c'entra niente". E il "partito" di Malpensa affonda la lama: "Senza hub come si fa?" da Milano Un secondo dopo l'annuncio è coro entusiasta dell'Italia tutta, all'urlo di "siamo tutti lumbàrd". Passano meno di cinque minuti ed è già scontro. Con botta e risposta durissimo fra Romano Prodi e Silvio Berlusconi, il primo a rivendicare ogni merito, il secondo ad avvertire che "certo non è merito del governo di sinistra". E con quelli che "adesso diteci come farete a rinunciare a Malpensa" ad affondare la lama sulla gestione del caso Alitalia da parte del governo uscente. Per tutti l'Expo 2015 a Milano sarà l'occasione per la "svolta" del Paese. Solo che poi vai a vedere e scopri che è tutto un rivendicar glorie, che persino Walter Veltroni il romano la butta lì: "Anche Roma ha fatto la sua parte durante il mio impegno di sindaco". Il primo a cominciare è Romano Prodi. Il premier da Parigi sulle prime commenta ecumenico: "Ci siamo mossi in modo unitario e il risultato è eccezionale". Subito dopo però ci ripensa e dice: "Certamente è stato un successo dell'Italia e del governo", spingendosi poi persino a ipotizzare che, sì, vedrete, questa vittoria aiuterà Malpensa: "Giova al lavoro che vogliamo fare tutti perché la Lombardia, Milano e il Nord Italia siano al centro dei traffici e degli interessi mondiali". Silvio Berlusconi è a Torino, s'è appena complimentato al telefono con la "bravissima" Letizia Moratti "per il grande successo": "Grazie Letizia, viva Milano, viva l'Italia", e non può credere alle sue orecchie: "Certo non è merito del governo di sinistra", scandisce. Se mai, avverte: la vittoria è arrivata "nonostante la vicenda dei rifiuti, dell'immagine dell'Italia sotto l'immondizia che è passata sugli schermi delle televisioni di tutto il mondo", e forse solo grazie al fatto che "i nostri rapporti con gli altri Paesi sono fatti di fiducia corrisposta: spero di esser stato anch'io utile con la mia amicizia con tanti capi di Stato". Del resto, avverte, l'Italia non può tirare un sospiro di sollievo, perché "un fatto positivo non ci può far dimenticare le difficoltà che ci troveremo ad affrontare una volta al governo". Immediata e stizzita la controreplica di Prodi: "Ci vuole sempre qualcuno che rovina le cose belle del Paese. Si vergogni", seguita dall'"amarezza" di Veltroni e dall'"invidioso" di Bobo Craxi. A mettere le cose in chiaro ci pensa un ruvido Umberto Bossi: "Se Milano fosse stata sconfitta la sinistra avrebbe usato la cosa come arma elettorale. E invece adesso è costretta a festeggiare". Niente di più vero, là dove persino i più miti si entusiasmano per la "vittoria dell'interesse nazionale". Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta dice che "non poteva esserci notizia migliore", Massimo D'Alema il ministro degli Esteri dimentica le stoccate al Nord degli ultimi giorni di campagna elettorale in Campania ed esulta: "Siamo un osso duro, ogni volta che ci candidiamo da qualche parte è molto difficile battere l'Italia", Veltroni fa una telefonata calorosa alla Moratti e via così brindando. E se il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sottolinea l'importanza della "cooperazione fra istituzioni", i problemi restano sul tappeto. Malpensa in primis. Dice amaro Roberto Calderoli il vicepresidente del Senato che "tutto il mondo ha riconosciuto il ruolo di locomotiva a Milano e al Nord, possibilità solo mortificata dalla chiusura del proprio hub internazionale", e non è un caso che la Lega con Roberto Maroni e An con Ignazio La Russa ci tengano a sottolineare che i complimenti vanno "alla Moratti e alle istituzioni milanesi". Tono da ultimatum quello di Luigi Angeletti il segretario generale della Uil che adesso "speriamo che Milano abbia anche un grande aeroporto internazionale, ce ne sarà sicuramente bisogno per accogliere milioni di visitatori". Nel giorno della vittoria per il "suo" Nord, il governatore della Lombardia Roberto Formigoni preferisce non polemizzare. "Malpensa si sarebbe ripresa comunque", rassicura. Poi invia un messaggio tanto elegante quanto chiaro: "È una vittoria per tutta l'Italia. È stata una gara vera, e con il passare del tempo ho sentito una nuova grande forza aggiungersi a noi, che è il calore popolare". Come dire che il "modello Milano" è pronto per essere esportato a Roma. paola.setti@ilgiornale.it © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<I valori? Li ha schiacciati il '68> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 01-04-2008)

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N. 78 del 2008-04-01 pagina 10 "I valori? Li ha schiacciati il '68" di Sabrina Cottone da Milano "La scarsa valorizzazione del merito è una delle cause principali della crisi del Paese. È ora di superare la cultura sessantottina del diciotto politico". Mariastella Gelmini, avvocato, coordinatrice lombarda e giovane parlamentare di punta di Forza Italia, nel Sessantotto non era ancora nata ma è convinta che siano state gettate allora le basi del malcostume che oggi dilaga a tutti i livelli, dagli impiegati ai top manager. Così due mesi fa, nel quarantesimo anniversario dello "sfascio", ha presentato una proposta di legge "per la promozione e l'attuazione del merito nella società". La tesi di fondo è chiara: "Nel '68 è stata imposta una pseudocultura di uguaglianza formale, un egualitarismo che è appiattimento verso il basso. Occorre invece premiare il talento, la capacità di lavoro e il coraggio di rischiare". Una legge è in grado di modificare il senso civico e cambiare costumi consolidati? Il nostro è il Paese delle raccomandazioni... "Credo che la legge possa essere un contributo importante per modificare la situazione anche dal punto di vista culturale. Purtroppo è vero, il sistema non è imperniato sul concetto di merito e così prevale la conoscenza, la raccomandazione. Per questo promuovere il merito è un aiuto concreto a giovani e donne. La sinistra promette loro il posto fisso ma la realtà è che la politica non può fare queste promesse ma al massimo creare le condizioni perché i giovani possano emergere". Quando si parla di scarsa meritocrazia, si pensa subito al pubblico impiego. Un pregiudizio? "Nella pubblica amministrazione non bisogna fare di tutta l'erba un fascio. Abbiamo rispetto dei funzionari pubblici che svolgono al meglio il proprio compito, ma per questo è giusto isolare fannulloni e assenteisti, altrimenti si danneggiano tutte le altre persone che lavorano". La sua proposta di legge dedica ampi spazi alla scuola. Lo ritiene un settore in cui il merito è particolarmente penalizzato? "La scuola è una delle principali urgenze. Occorre recuperare il concetto di merito sia per gli studenti sia per i professori, che devono avere una parte dello stipendio legata alla produttività. Nel sistema universitario è giusto che l'assegnazione delle risorse non sia a pioggia ma vengano agevolati gli istituti che esprimono maggiore qualità e livello di eccellenza". Secondo lei, gli stipendi dei top manager rispettano la meritocrazia o c'è qualcosa che può essere rivisto? "Le retribuzioni sono decise dal mercato ma non è giusto, non esiste che manager che hanno portato verso il fallimento società come Ferrovie e Alitalia, per non dire dell'Iri, ricevano stock option sganciate da produttività e merito. Si tratta di società malgestite, che hanno rinviato continuamente decisioni urgenti o le hanno prese senza tenere conto delle regole del mercato. È importante che ci sia un'assunzione di rischio da parte dei manager, come avviene in Gran Bretagna e Stati Uniti. Per Alitalia, vista la situazione, è una cosa particolarmente scandalosa". I tempi di attuazione della legge non rischiano di essere lenti? "Al contrario. È un disegno di legge delega già presentato alla Camera. Basta approvarlo e il prossimo governo potrà intervenire in tempi brevissimi. Mi auguro che diventi un tema bipartisan all'indomani delle elezioni. Ci fa piacere che anche Fassino e Veltroni adesso parlino di merito, ma nei fatti si sono sempre appiattiti sulle posizioni oltranziste della Cgil". Poche ore fa Berlusconi a Milano ha promesso di dimezzare parlamentari, consiglieri regionali e comunali. Anche questa è una misura anti-privilegi? "Stiamo soffrendo molto il tema della casta, che si è acuito negli ultimi anni. Anche la sinistra oggi dice che vuole dimezzare la classe politica ma dimentica che durante il governo Berlusconi fu approvata una riforma costituzionale che prevedeva già la riduzione dei parlamentari. E Veltroni fu tra coloro che spararono ad alzo zero contro la riforma. Se la legge non fosse stata sottoposta a un linciaggio mediatico, oggi sarebbe già operativa". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Berlusconi insiste: <È follia cederla a queste condizioni> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 01-04-2008)

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N. 78 del 2008-04-01 pagina 11 Berlusconi insiste: "È follia cederla a queste condizioni" di Redazione "La cordata italiana si manifesterà dopo il voto". Veltroni teme lo stato di crisi e poi una speculazione da Roma Se i sindacati - compresa la Uil che ha lasciato il tavolo - considerano ancora quella con Air France l'unica trattativa aperta, Silvio Berlusconi va dritto per la sua strada. Boccia l'offerta della compagnia franco olandese: "È una follia cedere la compagnia di bandiera, con condizioni offensive". Doveva essere "un patto tra eguali, invece ci è stato proposto un assorbimento di Alitalia in Air France, il che non è in alcun modo accettabile". E conferma la cordata italiana. Una manifestazione di interesse da parte di un gruppo di imprenditori italiani che faccia un'offerta su Alitalia - assicura - "non può manifestarsi adesso", ma "prevedo e auspico" che "si manifesterà dopo il voto". In ogni caso, riconosce il candidato premier del Popolo delle libertà, il "problema Alitalia cadrà sul mio governo: io avrei anche potuto dire al governo Prodi "chiudete con Air France, la colpa è vostra", ma responsabilmente ho ritenuto doveroso intervenire e mi sono rivolto agli imprenditori italiani, ricevendo moltissime telefonate". Per il momento in campo c'è però solo Air France. E Gianfranco Fini individua la responsabilità nell'esecutivo uscente: "Accusiamo politicamente il governo di aver precostituito in qualche modo le condizioni perché al termine della trattativa ci fosse un solo interlocutore al tavolo. Prospettiva opposta a quella del candidato premier del Partito democratico, Walter Veltroni, che si chiede se qualcuno cerchi di "mandare via Air France, assumendosi una bella responsabilità. Non vorrei che si arrivasse allo stato di crisi di Alitalia e poi qualcuno se la compra per poche lire. È già successo in questo Paese". A favore dei francesi anche il resto del Pd. Il presidente del Senato, Franco Marini, da ex sindacalista, auspica un "confronto duro e approfondito" che però porti ad un'intesa. Posizione, simile a quella della Cisl, mentre nelle parole del ministro del Lavoro, Cesare Damiano, c'è in trasparenza la posizione della Cgil. "Noi abbiamo con Air France l'unica offerta presente sul tavolo. Altre offerte sono offerte fantasma agitate in un clima preelettorale". Ma la partita non dipende però solo dai sindacati e dalla politica. Quindi il centrosinistra si rivolge ad Air France: "Nessuno può dire prendere o lasciare", avverte Damiano riferendosi al piano di Air France, che per il momento non viene modificato. Più drastico Fausto Bertinotti, candidato premier della Sinistra arcobaleno, secondo il quale "l'intervento di Air France finora non è stato all'altezza della situazione". Pessimista la conclusione: "Penso che Alitalia dovrebbe trovare una soluzione in Italia e mi pare che l'imprenditorialità italiana fin qui non abbia brillato". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Ieri più 19%: l'altalena non si ferma (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 01-04-2008)

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N. 78 del 2008-04-01 pagina 11 Ieri più 19%: l'altalena non si ferma di Redazione Continua l'altalena del titolo Alitalia in Borsa. Ieri ha chiuso in forte rialzo: più 19,4% a 0,48 euro. Nel corso della seduta, caratterizzata da numerose sospensioni del titolo dagli scambi, sono passate di mano 8,3 milioni di azioni, pari allo 0,5% del capitale. Ieri il mercato ha accompagnato positivamente il negoziato con i sindacati, ma il prezzo appare del tutto virtuale se riferito alla trattativa con Air France, che offre l'equivalente di 10 centesimi ad azione. Probabilmente il mercato ha scommesso su una possibile vittoria di Milano contro Smirne per l'Expo del 2015: la notizia - sensibile per Alitalia, visti i 30 milioni di visitatori previsti quell'anno a Milano - è tuttavia giunta dopo le 18, a Borse chiuse. Si rifletterà, presumibilmente, sul prezzo odierno. Nelle ultime due settimane il saliscendi di Alitalia in Borsa è stato mozzafiato: da 58 centesimi a 28, poi di nuovo a 63, poi 40, ieri 48. Solo tre mesi fa, all'inizio dell'anno, la quotazione era prossima agli 80 centesimi. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 01-04-2008)

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Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano (sempre uno staff ridottissimo, sempre con i tempi contingentati. Ad esempio: volo per Pechino, arrivo al mattimo e via dall'aeroporto alla sede del forum mondiale dell'economia dove doveva parlare, poi un giorno a Tokio e da lì a Washington, poi a Milano: aeroporto e subito al mattino in Consiglio comunale. ). Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è davvero sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concretamente, con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno e capacità. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". Questo - l'orgoglio della milanesità - è sempre stato la forza di Milano. E questa è l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (4 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (8 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (6 votes, average: 2.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 25 ) " (15 votes, average: 3.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (14 votes, average: 1.57 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (14 votes, average: 2.93 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (15 votes, average: 3.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (16 votes, average: 2.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (15 votes, average: 3.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (25) Ultime discussioni Fosca Gianni: Ora che abbiamo ottenuto l'Expo lavoriamo seriamente PER Milano. E' ora che tutti i nodi... Marcone G.: All'Expo dobbiamo presentarci come una città pulita: niente campi rom, stazione centrale... franco: Per il momento mi basta che parliate ogni giorno di Prodi,fino alle elezioni.Così non ci dimentichiamo.Poi... Marco Oldrin: A Milano chiederei un maggiore impegno sul fronte ampientale: eco-pass esteso a tutta la città, più... Silvia Quattrini: Brava Letizia! Sono sempre stata orgogliosa de vess milaness! Ora rimbocchiamoci le maniche e... 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Deboli i bancari, bene Impregilo (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 78 del 2008-04-01 pagina 24 Deboli i bancari, bene Impregilo di Redazione Trimestre nero per i mercati in calo del 16% Piazza Affari a più velocità nel primo giorno di contrattazione della settimana. Il Mibtel ha segnato un lieve rialzo dello 0,21% a 24259 punti, mentre lo S&P/Mib ha ceduto lo 0,25% a 31616 punti. Scambi non particolarmente elevati, per un controvalore di 3,8 miliardi di euro. Ancora una seduta in accelerazione per Alitalia in Piazza Affari (più 19,4% a 0,48 euro), ma bene anche Fiat (più 3,14%), nel giorno dell'approvazione del bilancio, e Impregilo (più 4,76%). Segno più anche per Stm (più 1,1%) che ha completato la joint venture Numonyx. Prima ancora dell'annuncio della vittoria di Milano per l'Expo 2015, gli investitori avevano puntato su Fiera Milano (più 18,36%) e sui titoli immobiliari come Risanamento (più 7,3%), Bastogi (più 8,53%) e Brioschi (più 6%) e su alcuni cementieri come Italcementi (più 5%). Tonica Tiscali (più 12%) per le indiscrezioni che indicano possibili offerte per il gruppo a 3-3,33 euro. Deboli i bancari: giù Bpm (meno 2%), UniCredit (meno 1%) e Intesa SanPaolo (meno 0,73%)). Ha fatto peggio il Banco Popolare (meno 9%) alla prova con il mercato dopo la pubblicazione dei conti di sabato. In Europa, tonfo di Pernod Ricard (meno 5,5%) a Parigi, che ha annunciato che il gruppo rileverà la capogruppo del marchio di vodka Absolut, la svedese Vin&Spirits, per circa 5,86 miliardi di euro. Male SocGen (meno 3%) e Bnp Paribas (meno 1,2%). A Francoforte giù le tlc con Deutsche Telekom (meno 1,6%), mentre a Londra ancora in forte calo Vodafone (meno 3,7%) dopo che Morgan Stanley ne ha abbassato drasticamente il rating. Per il Vecchio continente, è stato comunque un trimestre nero, chiuso con perdite pari al 16%. Non accadeva dall'87. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Pd-Pdl, tanti fuochi d'artificio e poca concretezza (sezione: Alitalia 2)

( da "Campanile, Il" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Giuseppe Petrocelli Pd-Pdl, tanti fuochi d'artificio e poca concretezza La campagna elettorale si sta giocando più sugli effetti speciali che su un trasparente confronto programmatico Da poche ore non è più possibile diffondere l'esito dei sondaggi. I cittadini, insomma, da ora in poi non saranno più informati in merito agli umori e agli stati d'animo di fronte a questa campagna elettorale. Né su chi sale e chi scende nel borsino (virtuale) dei partiti. Lo stabilisce la legge. Tuttavia ? legge o non legge - sembra facilmente prevedibile che, nonostante l'approssimarsi dell'appuntamento elettorale, resti robusto il cosiddetto "partito degli indecisi". Le ultime rilevazioni registravano un 15-17 per cento di elettori ancora incerti su chi e soprattutto se recarsi alle urne. Il motivo di tanta disillusione? E' presto detto: la campagna elettorale. Soprattutto dei due principali partiti, il Pd e il Pdl. Veltroni e Berlusconi sembrano scontrarsi su tutto, ma in realtà a molti il loro braccio di ferro sui programmi appare come un botta e risposta di spettacolari fuochi d'artificio. Che siano le presunte cordate berlusconiane per l'Alitalia o il salario minimo dei precari di veltroniana proposta; che sia il batti e ribatti su chi diminuisce di più le tasse o aumenta in misura maggiore le pensioni, la sfida per il governo dimostra una indeterminatezza impressionante. Infatti, alle proposte avanzate dai candidati più accreditati per Palazzo Chigi non corrisponde, spesso e volentieri, un'adeguata e trasparente copertura finanziaria. E quando c'è, come ha verificato il Sole24 Ore nelle scorse settimane, si tratta di cifre iperboliche, improbabili per il precario stato economico-finanziario dello Stato. Dunque, si tratta ancora solo di promesse che lasciano il tempo che provano? Impegni difficilmente realizzabili? Il dubbio è lecito, se si prova a fare un bilancio di tutto ciò che è avvenuto negli ultimi due mesi, ossia da quando i presidente della Repubblica ha sciolto le Camere, chiamando così i cittadini alle urne. Se proprio si deve fare questo bilancio, ci si accorge che la vera sfida fra Berlusconi e Veltroni è sembrata giocarsi più sull'uso strumentale dei sondaggi o piuttosto sul richiamo al voto utile che sul confronto-scontro programmatico. Più sul gioco delle parti sulla "par condicio" e sul "duello sì, duello no", che sulle idee per il futuro del Paese. Come non osservare i battibecchi fra l'ex sindaco che annuncia giorno per giorno il riaggancio e il Cavaliere che rassicura sull'inesistenza della rimonta democratica? Come giudicare l'appello del leader del Popolo della Libertà a non votare Casini o Storace "perché tanto non prenderanno senatori" o al limite a esprimere loro il consenso solo nel voto per la Camera? E come commentare, invece, la contraddizione veltroniana della corsa solitaria a metà, considerata la scelta di inserire nelle proprie liste i Radicali e di apparentarsi a Di Pietro? Senza contare, poi, che negli ultimi giorni, i due partiti si azzuffano sulle regole della par condicio (con il Cavaliere che in polemica con Veltroni non partecipa alla trasmissione in tv dalla Annunziata per pareggiare il conto del Porta a Porta sfumato). E, di conseguenza, sulla telenovela del duello tv. "Si deve fare", sostiene l'ex primo cittadino della capitale, "no, non si può", risponde l'ex premier. Ma, a parte ciò, l'impressione che i due leader destano agli occhi dei cittadini è di una divergenza di facciata che, in realtà, nasconde un'omogeneità di fondo. I media hanno creato il "Veltrusconi". Vero o falso? Intanto, sia il candidato democratico che il capo del Pdl alimentano, a giorni alterni, il "sospetto" di un accordo post-elettorale. Walter precisa che, in caso di pareggio o di vittoria risicata, bisogna fare insieme solo la riforma delle regole. Quanto a Silvio, la pensa più o meno così, nonostante le ripetute smentite. Ecco perché, allo stato, il vero vincitore di una campagna elettorale coi botti artificiali ma poco concreta è il partito dell'incertezza e della disillusione. (01-04-2008).

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Alitalia, Spinetta punta i piedi e la Uil abbandona il tavolo (sezione: Alitalia 2)

( da "Campanile, Il" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Il presidente del Gruppo francese, Jean Cyril Spinetta ha dichiarato che il piano presentato venerdì ai sindacati, "verrà confermato". Un particolare che non ha convinto la Uil, che per tutta risposta si è alzata dal tavolo, interrompendo il confronto Giorni caldi per la trattativa su Alitalia. All'incontro di ieri con i sindacati (sono nove le sigle impegnate nel confronto), il presidente del Gruppo francese, Jean Cyril Spinetta, ha dichiarato che il piano presentato venerdì ai sindacati, "verrà confermato". Un particolare che non ha convinto la Uil, che per tutta risposta si è alzata dal tavolo, interrompendo il confronto, con la convinzione che sarebbe meglio attendere le elezioni e l'insediamento del nuovo governo per proseguire. "Non c'è un contesto politico sereno che possa dare garanzie", ha spiegato il segretario generale della Uiltrasporti, Giuseppe Caronia. Sull'ipotesi della Uilt, l'ad di Alitalia Maurizio Prato in sede di confronto ha fatto sapere di essere contrario all'interruzione. Prato ha anche ricordato di aver ricevuto un mandato dal consiglio di amministrazione di proseguire il confronto con le organizzazioni sindacali in tempi contenuti, che verranno stabiliti di volta in volta, in relazione allo stato della trattativa. L'ad ha poi affermato che ci sono ancora due giorni di tempo per trovare un accordo e che "ci saranno i punti di fondo per una scheda di accordo che verranno riferiti al Cda e poi si deciderà". Ma i sindacati hanno manifestato tutte e loro perplessità al piano e si sono detti pronti a far valere le proprie ragioni: "Sarà difficile ma noi non molliamo su nessuno dei punti, a cominciare dalla flotta, il perimetro aziendale e gli investimenti perchè vogliamo ottenere le basi di un vero rilancio dell'Alitalia", ha affermato il segretario nazionale della Fit-Cisl, Claudio Genovesi, prima di entrare alla Magliana. Intanto, la vicenda Alitalia continua ad alimentare la campagna elettorale. "E' una follia pensare di rinunciare alla compagnia di bandiera", ha ribadito Berlusconi durante un comizio in via Mercanti a Milano, precisando che se il Pdl andrà al governo il primo impegno sarà quello "di mantenere italiana la nostra compagnia di bandiera". Il leader del Pd, Walter Veltroni, ha dichiarato invece che catalizzare i titoli dei giornali non significa essere un buon uomo di Stato. L'ex sindaco di Roma, nel corso della registrazione di "Otto e mezzo", ha sottolineato che il leader del Pdl "è stato al governo per cinque anni e ha avuto il dossier Alitalia sul suo tavolo, nel 2004 ha detto "ci penso io". L'Italia non si può permettere più goliardate, battute, dichiarazioni e smentite". la sinistra radicale, invece, vorrebbe che la compagnia fosse ancor statale. Alitalia? Pino Sgobio, capogruppo del Pdci alla Camera ed esponente della Sinistra arcobaleno: "Tra il piano di Air France, che è inaccettabile, perchè scarica sui lavoratori errori che sono di altri, le sparate elettoralistiche di pseudo cordate pronte ad acquistare l'azienda, lanciate ad arte da Berlusconi, e il prender tempo di Veltroni e del Pd, questa è l'unica soluzione capace di dare una svolta decisiva e concreta all'impasse che si è venuto a creare attorno alla nostra compagnia di bandiera. Il nostro Paese non può non tutelare i suoi settori strategici". (01-04-2008).

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Alitalia, lo strappo della Uil (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

La trattativa Il sindacato: "Lo scontro politico non consente una trattativa serena". Air France e Alitalia: "Serve un accordo in 48 ore" LOMBARDI >> 2 01/04/2008.

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Milano, esulta! l'Expo e' tuo! (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Cronaca Cronaca di una vittoria annunciata ma sofferta Milano, esulta!: l'Expo e' tuo! Ecco come cambiera' la citta' per l'esposizione 2015 Parigi, 1 apr. – Era il 2 novembre del 2006 quando Milano e Smirne eliminano le altre candidate ad ospitare l'Expo 2015 e incominciano a darsi battaglia a fase di progetti, pubblicità e ricerca di voti in giro per il mondo. In quella data i Paesi votanti al Bureau International des Exposition erano 98. A votare ieri erano in 151. E finalmente il verdetto ci sorride: dopo tanto sforzo possono sorridere il Sindaco Letizia Moratti, il Governatore della Regione Lombardia Roberto Formigoni e tutti i milanesi. Questa è la seconda volta per la città degli Sforza: la prima fu nel 1906, e fu un successo con i suoi 7 milioni di visitatori. Quindici milioni di euro erano già stati spesi per la campagna pubblicitaria della candidatura di Milano; si calcola che saranno spesi in tutto altri 20 miliardi, le cifre di una finanziaria. La città cambierà completamente, e in meglio, il suo volto: sarà costruita una torre alte 200 metri, che diventerà il simbolo di questa esposizione, così come lo fu a suo tempo la Torre Eiffel per Parigi; aumenteranno notevolmente le aree verdi, che saranno anche collegate tra loro attraverso una rete d'acqua che ne permetterà la comunicazione: con questa mossa Milano ha ottenuto infatti l'appoggio di numerose associazioni ambientaliste; saranno rafforzati i trasporti, con la costruzione di 3 nuove linee di metropolitana che collegheranno anche la città con l'aeroporto di Linate, tagliandola da est a ovest; nasceranno nuove strutture che ospiteranno, nella zona della Fiera di Rho-Pero, ad ovest della città, le oltre 120 nazioni che prenderanno parte all'esposizione su un'area calcolata in oltre 20 ettari. La città sarà migliorata nel suo aspetto estetico-funzionale, ma anche sotto il profilo dell'impiego: nasceranno oltre 70.000 posti di lavoro che aiuteranno ad accellerare i tempi nei cantieri e nell'organizzazione dell'accoglimento dei 29 milioni di visitatori – cifra minimale calcolata dall'Università Bocconi – che la città ospiterà, in un'area di 1,7 milioni di metri quadrati, nei 6 mesi della manifestazione, da maggio a ottobre. Saranno comunque anche 36.000 i volontari per l'accoglienza turistica. Oltre 7.000 eventi culturali renderanno la città più gradevole sotto il punto di vista turistico e sarà una bella immagine per la tanto bistrattata vita turistica di Milano. Tra le entrate, previsti 522 milioni dalla vendita di biglietti e 219 milioni dagli sponsor. Tutto ciò è stato esposto in oltre 1200 pagine di dossier, coadiuvate da elaborazioni a computer di come sarà la città tra 7 anni, che hanno convinto i 151 votanti ieri a Parigi della bontà del Progetto di Milano contro quello di Smirne. La città turca è stata sconfitta per 85 voti a 66: una vittoria netta e forse anche ampiamente prevista, di cui non si parlava per scaramanzia: Milano ha aveva presentato un progetto più dettagliato e ambizioso; si parla della costruzione anche di un centro di sviluppo sostenibile collegato al sostegno nei confronti di Paesi più poveri del continente africano, nei termini di 10 milioni di euro, perché, così come ha spiegato ieri il Sindaco Moratti:”queste Nazioni possano costruire il futuro sul loro capitale umano, cioè i bambini”. A proposito di bambini, ieri al Teatro Ciak di Milano erano presenti le delegazioni di alcune scuole di Milano e hinterland, che han portato con loro coloro che fra 7 anni saranno la vera anima dell'expo. Perché è l'uomo al centro dell'Esposizione 2015: il simbolo è l'uomo di Leonardo. Gli altri temi su cui Milano ha puntato la sua candidatura sono il tema dell'acqua, riportato sopra, e quello dell'alimentazione: è voluta andare sul sicuro la Moratti, e ha centrato il suo obbiettivo. Domenica 6 Aprile in corso Buenos Aires ci sarà una grande festa e una grande abbuffata per tutti, che ci sarebbe stata anche in caso di sconfitta. Smirne invece proponeva come temi quello della salute e delle cure termali: c'era preoccupazione in casa meneghina che i giudici, che ieri han votato per scrutinio segreto tramite un pulsante su un telecomando, potessero preferire la città turca per avvicinare questa Nazione al mondo occidentale. Così per fortuna non è stato. Verrà invece notevolmente rilanciata l'economia milanese e l'immagine dell'Italia intera, che si temeva potesse essere stata rovinata dalle ultime tragedie riguardanti i rifiuti di Napoli e la figuraccia dell'Alitalia. Invece è stato un ottimo lavoro di gruppo, bipartisan da parte del Governo e degli enti locali, che collaborerà con il finanziamento di oltre 1,486 miliardi di euro, mentre 851 milioni sono a carico di Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano. Per il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano “una vittoria dell'Italia unita”. Per il candidato-premier Berlusconi “ una vittoria che non ha nulla a che vedere con Prodi” che seccamente replica “stia zitto”. “Energia per nutrire il Pianeta”: ecco la formula vincente di Milano. Suo primo sponsor è stato Al Gore, che si è complimentato con il Sindaco Moratti per l'istituzione dell'eco-pass dentro la cerchia dei Bastioni, per ridurre il traffico del centro-città diminuendo così i gas inquinanti, e forse stimolando anche la gente a prendere i mezzi pubblici, ma anche per la valorizzazione dell'ambiente, tema sempre più centrale in Europa. E Milano, con questa vittoria, vuole darsi un nuovo look, un look più europeo e più moderno: un'occasione da non lasciarsi sfuggire. Andrea Morelli.

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Alitalia accordo rinviato (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Angeletti: "con un governo ostile e' difficile cedere la compagnia" Alitalia: accordo rinviato La vicenda Alitalia e' terreno di scontro politico e non ci sono le condizioni di serenita' indispensabili Roma, 1 apr. - Alitalia e Air France hanno prorogato di due giorni il termine ultimo previsto per l'accordo con la compagnia francese. Il termine, in principio, era previsto ieri, 31 marzo. La Uil "ha deciso di abdicare al proprio ruolo per partecipare da comparsa al teatrino becero della campagna elettorale e utilizzare i lavoratori per una campagna che non li riguarda è un fatto grave". La UilTrasporti ha spiegato a Spinetta che “l'avvicinarsi delle elezioni, ha trasformato la vicenda Alitalia in terreno di scontro politico e questo non permette di avere le indispensabili condizioni di serenità che possano permettere di continuare il confronto". Per definire la questione Alitalia servirà il via libera del prossimo governo per questo il presidente di Air France-Klm ha ribadito: “le condizioni da soddisfare sono previste dall'accordo firmato con Alitalia, e per chiudere l'operazione Air France-Klm vuole il via libera di chi andrà al governo dopo le elezioni”. Il leader della Uil: "Rinviamo a quando Air France sarà in grado di fare una trattativa vera, anche perché è stato un errore far coincidere i tempi con la campagna elettorale che ha portato a strumentalizzare questa vicenda". Il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, ha ribadito nel riaprire il tavolo con i sindacati: “è possibile andare oltre il termine del 31 marzo, ma i tempi restano contenuti, non più di pochi giorni. Un primo accordo va raggiunto, entro domani". Otto sigle sindacali, tranne la Uil, torneranno domani alle 11.30 al centro direzionale di Alitalia alla Magliana. Sul tavolo i tagli alla flotta che per i sindacati sono troppo severi, resta la preoccupazione per il futuro degli stabilimenti Atitech di Napoli. Valentina Pellegrino.

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E Alitalia assume ancora (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Mar, 01 Apr 2008 Edizione 63 del 01-04-2008 Strettamente confidenziale E Alitalia assume ancora... di Hush Hush Nella sottopancia della politica, ovvero all'Alitalia, non hanno la faccia come il culo: di più. Emblema di questa, che è tutto fuori che una metafora, è l'Anpac, il sindacato dei piloti, casta supepagata e strafottente, che ha sempre pensato ai cavoli suoi alla faccia degli altri lavoratori della compagnia fallita e delle esigenze dell'Italia come sistema paese. I piloti, per capirci, sono quelli che affossarono l'accordo con Klm e che hanno affossato Malpensa, con il rifiuto pervicace di trasferirsi nell'ex hub milanese e di farvi una base di armamento dell'Alitalia, come capita in Francia con Parigi e Lione, in Spagna con Madrid e Bracellona, in Germania con Francoforte e Monaco di Baviera. Una casta intoccabile, che continua a dettare legge, ancora adesso in via della Magliana: se Cgil,Cisl e Uil (ma Angeletti ieri ha rotto) fanno capire di essere disposti a trattare sul piano Spinetta, loro annunciano che metteranno gli aerei a terra. Grazie a questo strapotere, a cascata ognuno ottiene del suo: solo quarantotto ore fa in Alitalia sono state assunte oltre 400 persone, addetti ai servizi di terra all'aereoporto romano di Fiumicino. Oltre 400 nuovi assunti, mentre Spinetta parlava di licenziarne quasi ottomila e Milano Malpensa era alla vigilia dell'inizio della cassa integrazione, partita effettivamente nella giornata di ieri. Ma mica è finita qui; mentre i poveracci a migliaia rischiano il licenziamento, due ex capi azienda, Giancarlo Cimoli e Francesco Mengozzi, si godono liquidazioni d'oro, da milioni e milioni di euro, sicuri dell'impunità perché grazie ad una manleva rilasciata loro da tutti i governi di tutti i colori politici, delle condizioni in cui hanno messo e lasciato la compagnia aerea italiana non saranno mai chiamati a rispondere in alcun tribunale. Pericolo che comunque non hanno mai corso, dato che l'Alitalia, come la Rai, gode di una franchigia giudiziaria da fare invidia. Tornando al duo Cimoli-Mengozzi o Mengozzi-Cimoli, a proteggere il loro riposo dorato, si fa per dire il riposo ovviamente non il dorato perché Mengozzi, ad esempio, è il consulente italiano di Cirillo Spinetta, danno una grande mano naturalmente i giornalisti, che dei favori di Alitalia, dagli articoli milionari pagati per scrivere sulla rivista Ulisse ? che bello leggere in sequenza le annate Ottanta, Novanta, Duemila: non manca nessuno all'appello, neppure i morti sempre pronti a moralizzare gli altri coi biglietti gratuiti per loro e le loro famiglie - hanno sempre goduto, con le tessere Freccia Alata distribuite anche senza averne diritto, agli upgrade, ovvero i viaggi in classe superiore rispetto al biglietto effettivamente pagato. Ma dico: qualcuno si è chiesto perchè su Alitalia e sui suoi amministratori nessuno ha mai detto o scritto nulla, neppure la Milena Gabanelli con il suo Report televisivo? Ma andiamo avanti, perché almeno questo a Malpensa glielo dobbiamo. Sempre gente come Cimoli e Mengozzi ha permesso l'apertura di aeroporti con tratte servite da Alitalia persino a Rocca Cannuncia; ancora nel 2000, quando la crisi aveva già cominciato a picchiare, alla Magliana si spendevano 20 miliardi di vecchie lire in comunicazione, attraverso consulenze, sponsorizzazioni, contratti ah hoc a nomi famosi del giornalismo italiano. A sovrintendere a questo mercato delle vacche tale Marco Zanichelli, l'uomo delle mille tessere di partito e non solo, cinquecento nella prima repubblica e cinquecento nella seconda, che giunse persino ad essere nominato amministratore delegato della compagnia, mentre dalle consorti di qualche capataz dell'Anpac per passare dai pargoli di noti politici, tutti hanno munto alla greppia Alitalia. Siamo solo all'inizio: domani ne racconteremo qualche altra. Eppure non una procura che abbia perto fascicoli e, a una Gabanelli silente, ha fatto compagnia un Marco Travaglio non solo silente ma pure senza inchiostro. Avete notato? Quando c'è da picchiare sui politici Travaglio è inarrestabile, insieme al giornalista dell'Espresso Peter Gomez. Ma quando c'è da parlare di aziende o top manager cala il silenzio. Del resto celo ricorda il saggio che un bel tacer non fu mai scritto.

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Se il buon senso viene dalla Uil (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Mar, 01 Apr 2008 Edizione 63 del 01-04-2008 Il caso Alitalia Se il buon senso viene dalla Uil di Arturo Diaconale Finalmente un minimo di buon senso ha fatto capolino nella trattativa per la vendita di Alitalia ad Air France. A portarlo è stata la decisione della Uil di abbandonare il tavolo del negoziato con il presidente della compagnia di bandiera francese Spinetta in attesa del voto del 13 aprile e della formazione del governo che dovrà succedere a quello di Romano Prodi. Spinetta e l'Amministratore Delegato di Alitalia Prato avrebbero voluto realizzare entro un paio di giorni un pre-accordo. Per mettere di fronte al fatto compiuto il prossimo esecutivo italiano e chiudere praticamente la trattativa. Ma questa pretesa è apparsa eccessiva alla Uil. Ed il segretario generale della confederazione Angeletti, prendendo a pretesto proprio l'affermazione del Presidente di Air France secondo cui le condizioni per trasformare il pre-accordo in accordo avrebbero dovuto essere il via libera del prossimo governo e la rinuncia della Sea all'azione risarcitoria per Malpensa, ha ritirato la delegazione e rinviato la ripresa del confronto ad elezioni concluse e ad esecutivo insediato. Questa mossa, che segue la rottura da parte dei piloti dell'Anpac, introduce un raggio di buon senso non perché sembra alimentare la speranza della cordata italiana evocata e sollecitata da Silvio Berlusconi. Ma, più semplicemente, perché costituisce una semplice presa d'atto del congelamento della trattativa. Era bizzarra la pretesa di Spinetta di subordinare il buon esito del negoziato alla decisione del prossimo governo chiedendo però ai sindacati di trovare una intesa in tutta fretta per far trovare il prossimo inquilino di Palazzo Chigi di fronte ad una vicenda già decisa. Era allucinante la fretta dell'Aministratore delegato di Alitalia di chiudere subito la trattativa alle condizioni di Air France senza avere però alcun potere per impegnarsi ad assolvere le due condizioni preliminari poste da Spinetta. Cioè il placet del futuro governo ed il marcia indietro della Sea sulla vicenda Malpensa. Ed, infine, era ridicola e schizofrenica la posizione del governo uscente di Romano Prodi che un giorno con un ministro premeva per l'immediata chiusura del negoziato ed il giorno appresso, ovviamente con un ministro diverso, insisteva per rinviare a tempi più opportuni la conclusione del colossale pasticcio. Naturalmente non è detto che l'uscita di scena della Uil riesca a congelare del tutto la trattativa. Serve, però, ad introdurre un importante elemento di chiarezza. Il negoziato tra Alitalia ed Air France potrà essere pienamente ripreso su basi e condizioni diverse non prima della fine del mese di aprile. Questo significa che c'è speranza che nel frattempo prenda corpo l'ipotesi di una cordata italiana. Ma, soprattutto, c'è la possibilità che la trattativa con Air France possa essere reimpostata in maniera più corretta ed equilibrata di quanto avvenuto in passato. Alla fine di aprile non ci saranno più i ministri in lotta tra di loro del governo. E Spinetta avrà comunque un interlocutore più sicuro. Logica vorrebbe, poi, che oltre oltre a questo cambio ve ne sia anche un altro. Quello dei vertici di Alitalia che hanno premuto per la conclusione immediata, cioè per la resa a discrezione, alla compagnia di bandiera francese. Chi ha puntato ed ha perso non può rimanere al tavolo. Altro giro, altra musica.

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Il "lento" Veltroni senza coupe de theatre (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Mar, 01 Apr 2008 Edizione 63 del 01-04-2008 Al leader del Pd non resta che insistere sui nomi eccellenti Il "lento" Veltroni senza coupe de theatre di Barbara Alessandrini Il count down che ci separa dalle elezioni politiche sta per terminare e dei due protagonisti di questa più che sonnecchiante campagna elettorale soltanto Silvio Berlusconi è stato capace di un colpo di teatro ad effetto. Quello dell'appello per una cordata di imprenditori italiani che dovrebbero salvare la compagnia di bandiera dall'acquisizione da parte di Air France. Un colpo da maestro, demagogico e nazionalista quanto basta, utile comunque ad accrescere i consensi sia di tutte le famiglie direttamente investite sul piano lavorativo dalla vendita di Alitalia, cui è legato tra gli altri il problema degli esuberi, sia dell'altra fetta di cittadini stanchi di veder fare carne di porco dei beni italiani, sull'esempio della lunga catena di svendite all'estero fatte da Romano Prodi. Al Cavaliere, dunque, dopo aver tirato fuori e messo sul tavolo di una campagna elettorale fiacca e che di fatto sta passando in sordina, un bell'asso nella manica, non resta che snocciolare, a ridosso dell'appuntamento con le urne, i nomi che dovrebbero partecipare alla cordata per il salvataggio della compagnia italiana e attendere il risultato. E Walter Veltroni? Il leader del Partito democratico ha creduto di potersi adagiare su una manciata di nomi vetrina collocati nelle liste del Pd da lui definito "un partito del lavoro". Ma sulla strada delle elezioni e di una possibile sconfitta elettorale, avanza a passo di carica la resa dei conti con D'Alema e la prospettiva di dover lasciare la segreteria del Pd. Come se non bastasse, una sberla, paternalistica ma sempre sonora arriva a Veltroni da un altro esponente di spicco del Pd, Pierluigi Bersani, che lo invita a "cambiare passo" nella campagna elettorale. Eh sì, perché "la gente - continua il ministro- non ha ancora capito il cuore di questa campagna". Anche Veltroni, insomma, deve individuare una carta acchiappa voti da giocarsi in dirittura d'arrivo e battere su quell"uno o due chiodi" su cui catalizzare l'attenzione dell'elettorato. Quale potrebbe essere questa carta? Esclusa l'ipotesi di intervenire su una questione già "occupata" da Berlusconi come quella dell'Alitalia attualmente al segretario del Pd non resta che continuare a cavalcare l'onda delle personalità di spicco. Da inserire, in caso di vittoria, nella squadra di governo. Un'altra manciata di nomi di richiamo (il più gettonato sembra essere l'economista Mario Monti) per convincere gli indecisi a votare in suo favore il 13 e 14 aprile. Ma la mossa, oltre ad essere scontata, non appare nemmeno una grande trovata. Dato che alla vigilia di un voto che tutti i sondaggi considerano a favore del Pdl non sarà molto facile trovare personaggi disposti ad essere spesi per un governo che difficilmente vedrà la luce. Oltretutto una buona parte di indecisi sembra aver già dissipato le incertezze sul voto a favore dell'astensione. Che non premierà né Berlusconi né Veltroni. La campagna elettorale prosegue stancamente all'insegna di un curioso e paradossale scambio di ruoli tra i due principali contendenti. Veltroni che imita Berlusconi promettendo una forte "delegificazione"promettendo un taglio di 5000 leggi inutili e il Cavaliere che annuncia il no del suo governo ai condoni e la lotta all'evasione fiscale.

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Trattativa in corso ma la Uilt si defila (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Mar, 01 Apr 2008 Edizione 63 del 01-04-2008 ALITALIA ANCORA UNA FUMATA NERA Trattativa in corso ma la Uilt si defila di Alessandra Mieli Prosegue l'agonia di Alitalia che assomiglia sempre di più a un caso di accanimento terapeutico visto che i sindacati si sono ritrovati con l'onere, ma non l'onore, di dover decidere se prolungare il negoziato con il patròn di Air France o assumersi la responsabilità di staccare la spina, il tutto nel bel mezzo di una campagna elettorale. Qualcuno tra i rappresentanti dei lavoratori ha in effetti già gettato la spugna: primi i piloti e secondi, ieri, i componenti della delegazione della Uil trasporti "Non c'è un contesto politico sereno che possa dare garanzie", ha spiegato il segretario generale della Uilt, Giuseppe Caronia. Ma gli altri hanno deciso di tenere duro. Sull'ipotesi della Uilt di attendere al nuovo Governo per concludere la trattativa, l'ad di Alitalia Maurizio Prato avrebbe espresso - proprio in sede di confronto - la propria contrarietà a sospendere la trattativa per riprenderla dopo le elezioni politiche del 13-14 aprile. Prato avrebbe detto di aver ricevuto un mandato dal consiglio di amministrazione di proseguire il confronto con le organizzazioni sindacali in tempi contenuti, che verrano stabiliti di volta in volta in relazione all'avanzamento della trattativa. Prato avrebbe poi affermato che se "ci saranno i punti di fondo per una scheda di accordo" questi verranno "riferiti al Cda e poi si deciderà". I sindacati si dicono agguerriti e pronti a far valere le proprie ragioni: "Sarà difficile ma noi non molliamo su nessuno dei punti, a cominciare dalla flotta, il perimetro aziendale e gli investimenti perché vogliamo ottenere le basi di un vero rilancio dell'Alitalia" ha affermato il segretario nazionale della Fit-Cisl, Claudio Genovesi. Così, nel tardo pomeriggio è proseguito il confronto con una riunione ristretta fra Maurizio Prato, Jean Cyril Spinetta, e uno dei rappresentanti per ciascuna delle otto sigle sindacali rimaste a trattare. Peccato che i margini siano praticamente inesistenti visto che come ha ricordato Jean Cyril Spinetta "Il dramma di Alitalia è che ha perso il mercato nazionale anche a vantaggio di Air France". Tuttavia, magnanimamente, ha poi aggiunto che "Ogni singolo euro di cash flow sarà reinvestito nello sviluppo di Alitalia". Il manager francese ha persino assicurato di essere "disposto a metterlo nero su bianco". Bontà sua.

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Fini: "Voto deciso. Ecco perché il Pdl vincerà" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 78 del 2008-04-01 pagina 0 Fini: "Voto deciso. Ecco perché il Pdl vincerà" di Mario Giordano "Batteremo il Pd grazie al voto del Sud. Lì il governo Prodi ha fatto solo disastri". Poi detta le priorità di governo: "La sicurezza dei cittadini e l'impoverimento delle famigle" "L'intervista comincia dopo il caffè. Non abbiamo fretta, vero?". Tazzina, sigaretta. Gianfranco Fini è rilassato e sorridente come raramente capita di vedere. Suona il telefonino. è Tremonti. Commentano un'intervista a Maroni e le polemiche di giornata sul voto agli immigrati. "Mi sembra bene", chiude. Per non far capire che sto origliando mi alzo e osservo le foto dello studio. La bimba di quattro mesi (come sta? "Benissimo", non una parola in più), l'immersione con la tuta da sub ("La mia vera passione"), la visita in Israele, quella a Nassirya e Giovanni Paolo II. "Lui è stato l'unico a lasciarmi a bocca aperta, dopo mio padre", dice. E ricorda l'anno del Giubileo. "C'erano state tre celebrazioni consecutive a Roma. Io ero andato a tutte e tre. Alla fine dell'ultima mi avvicino al Papa, lui mi sorride e mi dice: “Lei fa troppi giubilei”". Fini sorride e si lascia andare. "Possiamo cominciare?", gli chiedo. Lui afferra un'altra sigaretta. Per le due ore dell'intervista ne avrà sempre una in mano. Che clima ha trovato in campagna elettorale? "Un clima favorevole, fotografato dai sondaggi. La gente ha capito che bisogna rimuovere Prodi". Eppure a volte sembra già rimosso... "Sì. Credo che Veltroni viva con l'incubo che il premier si materializzi sul palco al suo comizio finale". Intanto il premier ha annunciato che rinuncerà alla conferenza stampa di fine mandato. "Dice che lo fa per non dare vantaggio al centrosinistra. è l'ultima barzelletta". Che cosa deciderà le elezioni? "Le elezioni sono già decise". Addirittura? "Sì. è come quelle partite di calcio in cui una squadra (la nostra) sta chiaramente vincendo: bisogna solo aspettare il fischio finale, cercando di non fare errori clamorosi...". E chi ha segnato il gol decisivo? "Il Sud". Il Sud? "Ma sì: noi torneremo al governo soprattutto per il voto al Sud. Il Nord era con Berlusconi anche nel 2006, ma allora avevamo avuto un calo di consensi nelle regioni meridionali". Poi c'è stato il disastro rifiuti... "Non solo quello. Il Sud è stato completamente cancellato per 22 mesi dall'agenda di Prodi. E così le regioni meridionali ora vogliono un cambiamento". Il cambiamento è il Ponte sullo Stretto? "Nessuno dà valore salvifico a quell'opera. Ma il ponte rappresenta l'idea di un Sud positivo, che si sviluppa, che cresce". Qual è stata la novità più interessante di questa campagna elettorale? "Il Pdl". Troppo facile. Eppure a dicembre fra lei e Berlusconi c'era stato qualche screzio sull'argomento. "Qualche screzio? C'era stata una durissima polemica. Non potevo accettare che si dicesse parlando da un predellino: qui c'è un partito, chi vuole vi aderisca...". Cos'è cambiato? "è cambiato che Berlusconi, che è persona intelligente, ci ha chiamato e ci ha detto: c'è da costruire insieme un partito. Così è tutto diverso, non le pare?". Ma è abbastanza diverso da superare anche gli scontri personali? "Lo scontro politico porta anche gelo personale. Ma sono abituato a tenere distinti i due piani". Com'è avvenuta la riappacificazione? "Ci siamo sentiti al telefono. Era un giorno per me molto triste, quello in cui poi morì mia madre...". Anche la mamma di Berlusconi era morta pochi giorni prima. "Sì. In quel frangente ci trovammo a parlare anche di politica. Ci siamo visti il giorno dopo. è stato molto più semplice di quello che si possa immaginare. In fondo per la destra è sempre stato naturale anteporre l'interesse generale a quello di parte". Questo significa che, secondo lei, il progetto Pdl andrà avanti anche se doveste perdere le elezioni? "Le elezioni non le perderemo, ma la risposta è sì. Un passo indietro adesso sarebbe in ogni caso incomprensibile. Vede: in questi anni la politica deve dare la risposta a inquietudini, malesseri, timori per il futuro. Ci vogliono strumenti nuovi. Non a caso noi siamo il Popolo della libertà, non il partito. Il partito è uno strumento del secolo scorso, inadeguato alle nuove sfide". Ma la sua gente ha capito? "Sì. Bisogna spiegarlo, ma il nostro è un progetto lineare, che stava già dentro ai lavori preparatori di Fiuggi. Pensi: allora Forza Italia non era ancora nata". Ci saranno resistenze... "Ma sì, le resistenze ci sono, spesso anche per legittime posizioni di potere. Se a Vibo Valentia o ad Asti ci sono i rappresentanti di due partiti diversi, bisogna sceglierne uno solo, e dunque qualcuno teme di perdere l'incarico...". Perdere l'incarico, sì: ma qualcuno teme di perdere anche l'identità. Lei non ha paura di passare per quello che ha spento per sempre la fiamma? "No, perché l'identità non può stare nei musei. Quell'idea lì di identità è romantica ma parziale, può evocare ma non guidare. L'identità non si può imbalsamare. Vuole che le dica una cosa che non ho mai detto?". Non sarebbe male. "Nel 2008 sono vent'anni dalla morte di Almirante. Se io penso a che cos'era allora il mondo... C'era ancora il muro di Berlino, l'Urss, il Pci, eravamo nel pieno dopoguerra... Da allora è cambiato tutto. Si può pensare di concepire oggi la politica come la concepiva Almirante? Io, che sono stato al suo fianco, so che oggi sarebbe proprio lui il primo a dirci: ragazzi, siete fuori dal tempo...". La sento molto accalorata sul progetto Pdl. Mi viene da chiederle: sarebbe disposto a rinunciare a incarichi istituzionali per portare avanti la nuova formazione politica? "Mettiamola così: quella è la missione più importante cui voglio dare continuità nel prossimo futuro". Abbastanza chiaro. Ma se invece entrasse nel governo quali sono i cinque provvedimenti che le piacerebbe discutere alla prima riunione? "Non credo ai due, cinque o dieci progetti. Credo che occorra dare subito risposte concrete ai due problemi principali degli italiani: la sicurezza intesa come ordine pubblico e la sicurezza sociale, intesa come problema economico delle famiglie". E i rifiuti? "Credo che ne usciremo: grazie al lavoro del prefetto De Gennaro già s'intravede la fine del tunnel. Inoltre daremo disposizione di lavorare 24h per completare in tempi rapidissimi il termovalorizzatore di Acerra. Poi ho un'altra idea, ma non ne ho ancora parlato con Berlusconi...". Di che si tratta? "Penso che dovremmo avere nel governo una figura ad hoc che si occupa dell'emergenza fino a quando non sarà risolta". Un viceministro alla munnezza? "Una figura di governo. Temporanea". Ma ce la farete a stare nei limiti previsti dalla legge: 12 ministri e 60 incarichi in tutto? "Sarà dura, ma dobbiamo farcela, assolutamente". Lei ha in mente qualche nome? "Sì, ma non glielo dico". Tecnici esterni? "Non credo ce ne sia bisogno". Che altro fare per ridurre il sentimento crescente di antipolitica? "Bisogna individuare alcuni luoghi simbolo e intervenire duramente". Per esempio il numero dei parlamentari? "Fin troppo facile: quello noi lo avevamo addirittura già fatto con la riforma della Costituzione, poi la sinistra volle buttare il bambino con l'acqua sporca". Abolire le province? "Tranne che nelle aree metropolitane, sono d'accordo". E poi? "E poi tutto e subito non si può, tutto e subito lo dice Grillo. Però si potrebbero cambiare alcune leggi che consentono degenerazioni clientelari". Per esempio? "Per esempio la politica deve discutere di come organizzare il Servizio sanitario nazionale, ma deve restare fuori dalle nomine dei primari degli ospedali". Sembra facile. "Basta volerlo". Lei prima, durante la pausa caffè, si definiva un "politico di lungo corso"... "Sì, lo rivendico. E da politico di lungo corso dico: è mai possibile che in Campania siano state create due commissioni, una per studiare il mare e l'altra per studiare il Mediterraneo. E che mare c'è a Napoli? Il Pacifico? E poi le pare possibile che in mezzo al disastro dell'immondizia si spendano soldi per studiare come la gente percepisce il problema dell'immondizia?". Siamo tornati ai rifiuti. "Voglio dire un'altra cosa al riguardo. Di fronte a una situazione come quella, gli amministratori dovrebbero sentire il bisogno di dimettersi. Ma se non si dimettono, almeno, dovrebbero sentire l'obbligo morale di non far pagare la tassa sui rifiuti. Non le pare? Far pagare le tasse sui rifiuti a Napoli è un atteggiamento stupido e offensivo, che fa crescere il sentimento dell'antipolitica". Se ci fosse stato il centrodestra... "Io li avrei obbligati a sospendere il pagamento di quella tassa". Manca la controprova. "Guardi: la controprova è l'atteggiamento della sinistra. Loro sono presuntuosi, non ammettono mai di aver sbagliato. Lei l'ha mai sentito uno di sinistra che dice di aver sbagliato?". Anche il centrodestra, però, nel passato governo qualche errorino l'ha commesso. "In effetti". Quale non ripeterebbe? "Il principale errore è stato non dare seguito al Patto per l'Italia, che avevamo fatto sottoscrivere alle parti sociali". E le dimissioni di Tremonti? "Ci furono polemiche eccessive e mi prendo le mie parti di responsabilità, anche se non al 100 per cento". Ora però andate d'amore e d'accordo. "L'ha sentito, no? Prima al telefono era lui. Ho grande stima nei suoi confronti anche se, come me, ha un carattere difficile". Ha letto il suo ultimo libro? "Sì. E sono stato contento di trovarci alcuni riferimenti culturali della mia giovinezza". Ma se fosse ministro degli Esteri lei come si comporterebbe con la Cina? "Sono contrario al boicottaggio delle Olimpiadi, ma l'Occidente non può usare solo la carota. Anche un po' il bastone". E in cosa consiste il bastone? "Subordinare i rapporti economici al rispetto dei diritti umani". Come finirà la telenovela Alitalia? "Se il piano non cambia, io ritengo che ci si debba opporre perché il piano garantisce poco o nulla di quello che dovrebbe garantire". E la cordata italiana? "Non lo so. Ma trovo sensato che di fronte a una svendita di questo genere ci si chieda: è possibile che nessun altro intervenga? Possibile che Air France sia l'unico interlocutore?". Perché nessuno si è fatto avanti finora? "Perché Palazzo Chigi ha impostato fin dal primo momento la trattativa scegliendo Air France come interlocutore privilegiato. E gli altri, compresi altre compagnie aeree internazionali, si sono allontanate". E come mai questa predilezione per i francesi? "Io non lo so. Prendo atto". La polemica di giornata sugli immigrati. Siete di nuovo a litigare con la Lega? "No, il problema non esiste. La Lega ha ragione a dire che il voto agli immigrati per le amministrative non è nel programma. Ma gli amici leghisti converranno con me che se ne può parlare. Chi è in regola, lavora, paga le tasse perché non deve scegliere chi amministra la città in cui vive? I cittadini romeni o lituani (cioè dell'Ue) lo fanno già. Io credo che questo possa favorire un'integrazione più profonda e il pieno rispetto delle regole". La sinistra attacca sulle divisioni. "Da che pulpito viene la predica. Fra Di Pietro, radicali, cattolici, loro stanno litigando su tutto". Però nelle ultime ore sono volate parole un po' pesanti dei lumbard nei suoi confronti... "Appena usciti dalla campagna elettorale e deposta la scimitarra ideologica della propaganda vedrete che ci troveremo d'accordo". Come fa a dirlo? "Lo dicono i fatti. Nel 2001 Fini e Bossi non fecero a cazzotti ma firmarono insieme una legge molto importante, proprio contro l'immigrazione clandestina. E ci trovammo pure d'accordo su come riscrivere la Costituzione". Con Casini invece l'accordo era proprio impossibile? "Mi dispiace che Casini abbia fatto prevalere un pregiudizio personale su un progetto politico". Pregiudizio personale? "Sì, l'incompatibilità con Berlusconi gli ha impedito di seguirci proprio nel momento in cui c'è la convergenza tra i valori del centrodestra italiano e quelli del Ppe europeo". E dove va? "Lo vedremo quando si apriranno le urne. Di sicuro, da quello che ho percepito, lui sta raccogliendo i voti dei margheritini e degli ex Ppi che non vogliono votare Berlusconi, ma che sono insoddisfatti del Pd, soprattutto dopo l'alleanza con i radicali. Epperò sta perdendo una buona fetta di elettorato che resta fedele al centrodestra, con interi gruppi di dirigenti locali che passano con noi". Quale sarà il saldo? "Non lo so. Però so qual è il volto simbolo di questa operazione". E cioè? "Ciriaco De Mita". Casini le rinfaccia la sua famosa frase nei confronti di Berlusconi: "Siamo alle comiche finali"... "Eravamo alle comiche finali perché ci chiedevano di entrare in una formazione politica creata da altri. Ma Casini ha sicuramente l'intelligenza e l'onesta intellettuale per ammettere che è ben diverso entrare in una formazione politica creata da altri ed essere chiamati a costruirla insieme, come è successo". Anche Casini fu chiamato? "Esatto. E rispose di no. Per motivi personali. Che errore". Che cos'è il Veltrusconi? "Un'invenzione giornalistica favorita dall'assonanza dei cognomi". Niente di più? "No. Chi vince governa. Punto. Una cosa diversa potrà succedere, però". Quale? "Dopo tutta una campagna elettorale basata sul buonismo, rivendicando l'assenza di pregiudizi e la non demonizzazione dell'avversario, voglio vedere come farà il centrosinistra, se nel primo Consiglio dei ministri decideremo la riduzione delle aliquote Irap, a non sostenere quel provvedimento". E perché? "Perché ce l'hanno uguale nel loro programma". In effetti. Ma, a questo proposito, i due programmi così simili non la imbarazzano un po'? "No, guardi. Potrei risponderle facilmente dicendo che Veltroni copia, ma quella è la scoperta dell'acqua calda. Secondo me il punto è un altro". E cioè? "Che la sinistra non potrà mai realizzare quello che dice perché non ha la cultura per farlo. Prendiamo per esempio la legalità: è inutile riempirsi la bocca di parole d'ordine simili al centrodestra se alla base c'è la forma mentis giustificazionista per cui la colpa, in fondo, è sempre della società". A proposito di responsabilità individuali: perché non proviamo a dare una botta di meritocrazia a questo Paese? "Ho letto le pagine del Giornale e me le sono ritagliate. Sono perfettamente d'accordo. Basta col totem dell'uguaglianza. L'uguaglianza dev'essere intesa, non come l'intende la sinistra, cioè come uguaglianza dei punti d'arrivo, ma come uguaglianza dei punti di partenza. Poi ognuno deve far valere i suoi meriti. Ci dev'essere una gerarchia...". Gerarchia? Parola desueta... "Sì, ormai in Italia ci sono solo caricature di gerarchia. Invece dobbiamo reintrodurre una gerarchia vera per cui chi sta sopra è più bravo di chi sta sotto. Questo principio deve valere anche nel campo dei salari". Vale a dire? "Perché due operai, uno che lavora bene e l'altro che pensa solo a quando timbrare il cartellino, devono guadagnare la stessa cifra a fine mese?". Proposta rivoluzionaria. A proposito di rivoluzioni: abolirete la par condicio? "Quella è una legge ottusa. L'altra sera mi sono trovato davanti alla Tv a scoprire che c'erano dei candidati premier che manco sapevo esistessero, gente che si è candidata in questa specie di Carnevale di Viareggio solo per vedere l'effetto che fa. Eppure per la par condicio tutti hanno diritto allo stesso trattamento davanti alle telecamere, quindi il faccia a faccia Berlusconi-Veltroni non si può fare, salvo fare anche tutti i faccia a faccia con gli altri 15 candidati". Qualcuno suggerisce il sorteggio. "Sì, e poi se viene fuori il confronto fra Veltroni e il candidato del Movimento per la libera crescita dei pomodori (ci sarà anche quello nel Carnevale), che facciamo? Dai, è una farsa". Lei ha aperto l'intervista dicendo che è sicuro della vittoria. Ma non c'è il rischio di un'instabilità al Senato, perdendo in alcune Regioni chiave? "Sì, c'è. Ed è per questo che gli ultimi cinque giorni della campagna elettorale, dal 6 all'11, li dedicherò tutti al Lazio. Ma prima vado a Genova, poi in Friuli, in Abruzzo...". Ma lei non era un pigro? "So prendermi i miei spazi, quando è necessario. Ma la campagna elettorale è una specie di vitamina per i politici. Poi quest'anno la chiuderò con una novità". Internet? "Esatto. Il 10 faremo il grande comizio conclusivo a Roma. L'11 farò una lunga chat, tre ore sul web. Io non sono molto pratico, ho imparato a usare il computer giusto per guardare le agenzie. Ma ho una figlia di 22 anni e vedo l'importanza che ha questo strumento per le giovani generazioni, che non usano più enciclopedie...". ... non leggono i giornali... "Esatto". Le sembra bello? "Bello o brutto non so. Ma è il mondo che sta cambiando. Rapidamente. E per interpretarlo bisogna saper guardare avanti". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano (sempre uno staff ridottissimo, sempre con i tempi contingentati. Ad esempio: volo per Pechino, arrivo al mattimo e via dall'aeroporto alla sede del forum mondiale dell'economia dove doveva parlare, poi un giorno a Tokio e da lì a Washington, poi a Milano: aeroporto e subito al mattino in Consiglio comunale. ). Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è davvero sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concretamente, con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno e capacità. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". Questo - l'orgoglio della milanesità - è sempre stato la forza di Milano. E questa è l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (15 votes, average: 1.53 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (8 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (7 votes, average: 2.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 25 ) " (15 votes, average: 3.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (14 votes, average: 1.57 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (14 votes, average: 2.93 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (15 votes, average: 3.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (16 votes, average: 2.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (15 votes, average: 3.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (25) Ultime discussioni Marco Pasquali: Personalmente chiederei alla Moratti maggior impegno nel contrasto all'illegalità. Serve una... Cecilia Salazza: L'Expo è un'occasione per tutti! Mi raccomando: non lasciamoci perdere... Alexander Del Balzo: Se fossi sindaco punterei innanzitutto a far vivere bene i milanesi. Più strade alberate, meno... Carlo Kluzer: E con Malpensa ora come la mettiamo??? Non costringeranno mica i fruitori dell'Expo ad atterrare... Pietro Ottola: Perché nel progetto degli spazi per l'Expo 2015 non è prevista anche unas chiesa cattolica:... 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IL CAVALIERE, PIER E LA SINDROME DEL PARRICIDIO (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Il papà Il fondatore di Fi nel '94 fece vincere il centrodestra Il leader Pdl si considera un buon genitore adottivo: "Venne da me nel '93 e lo accolsi" MARIO AJELLO Roma. Se prima erano Sofocle o Euripide a raccontare i parricidi, ora a descriverli è di solito Paolo Crepet. Anzi, stavolta, sono Fedele Confalonieri e addirittura Silvio Berlusconi. Chi? Anzi "de che", come si dice a Roma? Papà Silvio, cioè il Cavaliere, ieri dialogando on-line con gli internauti a un certo punto spiega: "Forse ha ragione Confalonieri che, per spiegare i rapporti fra Casini e me, ha citato Freud. Pier, probabilmente, ha bisogno di uccidere il padre...". Come Edipo. Così una campagna elettorale finora giocata fra mozzarelle, rifiuti e Alitalia, s'arricchisce a sorpresa - e grazie a Silvio nella parte di Laio, il papà che fu ucciso da Edipo - di un tocco intellettuale: mitologia greca più grande psicologia della scuola di Vienna. Che vogliamo di più? Il tono di papà Berlusconi, quando parla dell'uddiccino Pier-Edipo (un nome composto che somiglia a Pier-Silvio) è severo, ma mascherato di bonomia. Insomma, e giustamente, Berlusconi non drammatizza troppo questo eventuale parricidio politico. Anche perchè insistere troppo su se stesso come figura paterna significherebbe evocare la propria anzianità, cioè lo spettro che più spaventa il leader del Pdl anche in questa campagna elettorale. Dunque il Silvio on-line non sembra tanto parlare da padre, perchè se si sentisse davvero genitore di Casini verrebbe meno la sua immagine da eterno giovane, ma da fratello maggiore o forse minore. "Biologicamente sono un trentacinquenne", ricorda infatto spesso il Cavaliere. E anche ieri ha detto via web: "Io sono un giovane cui piace conversare con i propri coetanei". E tuttavia, così come Laio fu re di Tebe, Silvio è re di Arcore. Ma al contrario di Laio che concepì Edipo in preda all'ebbrezza e non lo riconobbe e subito lo abbandonò, Silvio - che è molto più buono di quel terribile monarca greco - con il "figlio" Pier è stato un bravo papà adottivo. "Venne da me nel '93 e lo accolsi", così il Cavaliere ha sempre raccontato l'inizio del loro sodalizio. Poi bruscamente interrotto, al punto che il "voto utile" lanciato da Berlusconi può anche essere soprannominato voto "anti-Edipo": che è il titolo, il sottotitolo è "Capitalismo e schizofrenia", di un celebre saggio del '72 del filosofo francese Gilles Deleuze e dello psicoanalista Felix Guattari. Ma a questo punto, c'è da chiedersi: se Freud mettesse sul lettino Silvio e Pier, che cosa direbbe? Che il primo è animato da un certo paternalismo non coercitivo (infatti non obbliga i veri figli a entrare in Alitalia e non costringe Pier Silvio a sposarsi una precaria). E che il secondo è desideroso di andarsene di casa, e se n'è andato, dopo aver scoperto che la liberalità del genitore era un modo affettuoso per paralizzarlo e tenerlo fermamente fra le mura domestiche. Per il momento, Pier è fuori. E come manifesto elettorale, potrebbe utilizzare il celebre saggio, di uno dei massimi grecisti mondiali, Jean Pierre Vernant, intitolato "Edipo sans complexe": nel quale viene smontata la teoria freudiana.

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Emergenza continua (sezione: Alitalia 2)

( da "Avanti!" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

NEL BELPAESE I PROBLEMI VENGONO LASCIATI MARCIRE E POI? Emergenza continua 01/04/2008 Stando ai dati di fatto, sembrerebbe che in Italia si abbia una concezione del tempo del tutto particolare. Infatti, se in un qualunque altro Paese, per risolvere un qualsiasi problema ci vuole, mettiamo, un mese di tempo, da noi, per affrontare lo stesso problema ci vogliono, bene che da vada, dai due ai tre anni. Col risultato che, mentre altrove si interviene in tempo, quando cioè le soluzioni richieste sono ancora possibili, da noi il problema viene lasciato marcire, così da rendere l'intervento tardivo del tutto inutile. E la cosa riguarda un po' tutti: le forze politiche, i sindacati, le istituzioni. Insomma, è proprio il caso di dire che si tratta di un vizio nazionale. Prendiamo per esempio la questione dell'Alitalia. Si sapeva da anni che la compagnia di bandiera andava male e accumulava debiti su debiti. Anziché intervenire rapidamente e radicalmente, con un piano strategico industriale in grado di rilanciare l'azienda, attraverso anche opportune sinergie internazionali come hanno fatto un po' tutte le più importanti compagnie aeree, si è preferito adottare la politica dei rattoppi e dei rinvii, fino ad arrivare sull'orlo del fallimento. Soltanto adesso, con la trattativa con Air France e con l'iniziativa della cordata italiana proposta da Berlusconi, si cerca di salvare il salvabile, ma ancora una volta, quanto tempo è stato perduto e, soprattutto, quanti miliardi sono stati gettati dalla finestra! Analogo discorso potrebbe essere fatto per la politica energetica. Dopo il referendum del 1987 che ha bocciato il nucleare, al termine di una campagna di demonizzazione che definire demenziale è poco, non c'è stato nessuno che si sia posto il problema: va bene, il nucleare; ma con che cosa produciamo l'energia necessaria per mandare avanti il Paese? Niente. E mentre in tutti gli altri Paesi si costruivano centrali nucleari, noi ci siamo ridotti a dipendere dall'estero per l'85 per cento del nostro fabbisogno energetico. Non solo: ma a partire da questo mese di aprile, a causa del continuo rialzo del prezzo del petrolio, ogni famiglia italiana pagherà un aumento di 60 euro sulla bolletta che certifica la fornitura di gas e di luce. Soltanto adesso, assieme all'eolico e al solare, si torna a parlare di centrali nucleari anche in Italia, ma siccome ci vogliono almeno dieci anni per costruirne una, ciò vuol dire che la presente situazione ce la tireremo dietro per un bel pezzo ancora. E continuiamo pure il discorso, parlando di ciò che sta succedendo a Napoli e in Campania, con lo scandalo dei rifiuti, che ormai ha fatto il giro del mondo con danni incalcolabili per l'immagine dell'Italia, e con le ricadute che un tal stato di cose ha avuto, per esempio, nella crisi della più tradizionale industria campana, quella delle mozzarelle, anche in questo caso con perdite miliardarie. Che dire? Sono almeno quindici anni che i rifiuti si accumulavano nelle strade di Napoli e di altri centri campani, senza che nessuno abbia provveduto a mettere in pratica una adeguata operazione di smaltimento. Quindici anni non sono una bazzecola. Eppure sono passati nell'indifferenza generale, finché la situazione è diventata esplosiva e allora, nella migliore tradizione nostrana, si è stati costretti a far ricorso all'emergenza. Che è un po' chiudere la stalla, quando i buoi sono scappati. E come succede per le centrali nucleari per quanto riguarda la politica energetica, anche nel caso dello smaltimento dei rifiuti campani si torna a parlare di termovalorizzatori, come esistono in tutte le più progredite nazioni di questo mondo, soltanto che, anche in questo caso, la loro costruzione e la loro entrata in funzione richiedono anni e, quindi, nel frattempo, si dovrà per forza continuare a far ricorso all'emergenza. In questa campagna elettorale, da una parte e dall'altra, si sono sentiti impegni nuovi in tutte queste direzioni, almeno sul piano delle intenzioni. Speriamo. Perché sarebbe proprio venuto il momento che anche in Italia il tempo tornasse ad avere il valore che merita. E, soprattutto, a partire dalle istituzioni, si imparasse a rispettarlo.

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DAZI PER SALVARE IL NOSTRO LAVORO (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

BOSSI in Ticino: "Le Leghe più forti ovunque. Basta delocalizzare, difendiamo i valori del territorio" MAURO: "Non si possono smantellare i popoli. Con noi al Governo sta per arrivare il Federalismo" DAZI PER SALVARE IL NOSTRO LAVORO Paolo Bassi "Veltroni la settimana scorsa, quando è passato da queste parti per la sua campagna elettorale, di fronte alle proteste che si sono levate per la sua visita sembra abbia detto: Ma perché Bossi può venire in Svizzera e io no? . Semplice, perché i ticinesi vogliono bene a Bossi". Il Segretario Federale, appena sceso dalla macchina che lo ha portato alla festa della Lega dei Ticinesi di Locarno, ha subito voglia di scherzare e non manca di riservare una battuta sull accoglienza freddina riservata dai cittadini elvetici al leader del Pd. Per il numero uno del Carroccio invece, in piazza Grande, è una vera e propria ovazione. Accolto calorosamente da militanti e dirigenti, Bossi intervenendo dal palco scalda subito i cuori di tutti i presenti, affrontando un tema molto sentito in... ...questo momento in Canton Ticino: la chiusura delle officine delle ferrovie svizzere di Bellinzona, che, se verrà attuata, causerà diverse centinaia di licenziamenti fra gli operai del settore. "È un problema che sto seguendo con molta attenzione - fa sapere il Senatur - . Noi siamo sempre stati contrari alla delocalizzazione, che è uno degli effetti più deteriori della globalizzazione. Un fenomeno che noi abbiamo sempre contrastato, perché è un progetto teso a scardinare l identità dei popoli. È il disegno massonico che prometteva di farci tutti ricchi e tutti uguali, e che invece ha portato solo povertà e disoccupazione". Per Bossi, la nuova età dell oro vagheggiata dai poteri forti e dalla sinistra, che voleva sostituire il "proletariato interno con quello d importazione, a cui dare la casa, il lavoro e magari anche il voto" sta però compiendo la sua parabola discendente. "Hanno fallito -sostiene - perché non si può andare contro i popoli. Il momento che abbiamo di fronte, vede il ritorno dei valori, delle radici, dell amore per il territorio. La nostra gente vuole vivere in questo modo, vuole poter lavorare, perché sa che solo in questo modo potrà esistere e proiettarsi nel futuro. È il momento delle Leghe - afferma il leader del Carroccio fra gli applausi che si fanno sempre più caldi -. È il momento di forze come le nostre, come la Lega Nord, come la Lega dei Ticinesi, che sono sempre state in prima linea per difendere certi principi. Noi - assicura - appena torneremo al Governo, faremo il possibile per impedire la delocalizzazione delle imprese padane. Quando per primo iniziai a chiedere l istituzione di dazi europei nei confronti dei Paesi che praticano concorrenza sleale, venni tacciato di dire un eresia. Oggi tutti sostengono questa ricetta, persino uno come Pannella, che di queste cose sa poco o nulla, ha chiesto provvedimenti per tutelare la produzione dei compressori fabbricati dalle aziende comasche, che sono le migliori in questo settore. Si può dialogare con tutti, anche con la Cina, ma servono patti chiari: se noi importiamo dieci, loro devono poterci far esportare dieci nei loro mercati". Secondo Bossi, stiamo dunque attraversando un momento molto favorevole. "Sto girando il territorio palmo a palmo, dal Piemonte al Veneto e ovunque - conferma - vedo piazze e teatri pieni. C è molto entusiasmo. I cittadini sentono di potersi fidare di movimenti come i nostri, perché - conclude siamo gli unici che fanno davvero gli interessi della gente". Un concetto ripreso anche da Rosi Mauro, sul palco insieme a Bossi, al segretario nazionale della Lega Lombarda Giancarlo Giorgetti, al presidente della Provincia di Como, Leonardo Carioni e all ex numero uno di Villa Recalcati, Marco Reguzzoni. Per il segretario generale del Sin.Pa., presentata da Bossi come "l unica donna che è stata capace di fondare un sindacato in Lombardia", "ovunque si voti bisogna dare forza alle Leghe, ovunque la gente sarà chiamata ad esprimersi democraticamente, deve lanciare un segnale che dica: no allo smantellamento dei popoli". Questa, secondo Mauro è la vera libertà. Non certo quella "di chi va cianciando di diritti, ma poi vuole negare la libertà di parola a chiunque non la pensi allo stesso modo". Il riferimento è a uno sparuto gruppo di autonomi del centro sociale Molinari che da un angolino della piazza ha cercato di disturbare la manifestazione con urla, petardi e lancio di uova. "I popoli - ribadisce, rispondendo alle accuse di razzismo lanciate dai contestatori - devono essere aiutati a casa loro, non aprendo le frontiere e creando nuova povertà. Non saranno due uova marce - afferma la battagliera segretaria del Sindacato Padano - a fermare le matite in cabina elettorale". Anche per la consigliera regionale lombarda del Carroccio, questa sarà dunque una nuova primavera dei popoli , che aprirà la strada ad una concreta speranza di riforme: "Per noi sostiene - la garanzia di ciò, è rappresentata dalla vittoria alle elezioni, che riporterà Umberto Bossi al ministero delle Riforme. Con lui saremo sicuri che il federalismo diventerà una realtà e finalmente i nostri soldi, le nostre risorse, il frutto del nostro lavoro potrà rimanere sul territorio a disposizione della nostra gente". Finiti gli interventi, fra foto, autografi e strette di mano e mentre la Banda Betonica intona a più riprese O mia bela Madunina e il Va pensiero , c è ancora il tempo di qualche battuta con il Senatur, che sorridente e motivatissimo, ribadisce il suo massimo impegno per il rush finale in vista del voto: "Andrò anche in tv - assicura -. I voti si conquistano sul territorio, ma ci sono ancora molti indecisi, e quindi è importante parlare anche alla televisione. Io ci sarò, magari dal buon vespone , per convincere anche gli ultimi indecisi". Infine, un commento sull annosa vicenda di Alitalia: "Non penso che il Cavaliere entrerà direttamente in una eventuale cordata, perché la sinistra lo accuserebbe subito di voler mettere le mani sull azienda - sostiene Bos- si -". Però, aggiunge, "il suo ruolo può essere importante perché, solo come uno come lui può riuscire nel miracolo di convincere gli certi imprenditori che hanno la caratteristica di mettersi in prima fila quando c è da guadagnare, ma di tagliare la corda se ci sono troppi rischi all orizzonte". [Data pubblicazione: 30/03/2008].

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VOLA VIA ALITALIA ATTERRA AIR ONE (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

La Lega Nord ha commissionato un indagine alla Swg di Trieste: i dati confermano che l unico partito che rappresenta il Veneto è il Carroccio. Il 60% dei Veneti dichiara di sentirsi tutelato nei propri interessi solo dalla Lega, spiega Franco Manzato. SIMONE GIRARDIN Malpensa fa gola. E non certo a pochi. Lo sa bene Air One, da sempre diffidente verso l hub, che dal prossimo 3 marzo, giorno del sostanziale abbandono di Alitalia dallo scalo lombardo, potenzierà le rotte esistenti e ne creerà di nuove. Si parte a fine mese con Roma-Fiumicino. Dal primo aprile il volo per Palermo. Dal 2 maggio il collegamento con Berlino e Bruxelles. Dal 7 giugno Atene. Dal giorno seguente Salonnico. A luglio tocca a Bari e Lamezia Terme. Ma non è tutto. Perché da metà giugno saranno avviati anche i primi collegamenti intercontinentali della compagnia: destinazione Boston e Chicago. Il piano è stato presentato ieri nella sala Turati della Camera di Commercio milanese alla presenza del direttore generale di Air One Lino Bergonzi e dal direttore network e marketing della compagnia Giorgio de Roni. Presenti anche il numero uno di Sea, Giuseppe Bonomi, il presidente della Camera di Commercio di Milano, Carlo Sangalli, dall assessore regionale alle Infrastrutture Raffaele Cattaneo e da Marcel Fuchs, direttore commerciale di United Airlines per l Europa e l Oriente, partner di Air One per i voli interni negli Usa. Un impegno "forte" che dimostra "l interesse delle compagnie aeree per l aeroporto del Varesotto". Lo pensa e lo dice apertamente Bonomi che rilancia l importanza strategica per il Nord di avere un hub di riferimento, ma soprattutto invita il prossimo Governo a liberalizzare il mercato perché "oggi non c è più una compagnia di bandiera da difendere". L investimento di Air One su Malpensa sarà soprattutto in termini di aeromobili, come fa capire il dg Bergonzi. "Attiviamo nuove rotte perché su Malpensa c è uno dei bacini di passeggeri tra i più significativi d Europa". Nel 2007 - ricorda Sea per bocca di Bonomi - sono passati oltre 34 milioni di clienti che fanno dell hub lombardo uno dei primi quattro in Europa per flusso di passeggeri. Per questo - aggiunge Bonomi - Sea "ha deciso di investire ancora maggiori risorse nel 2008 nonostante l abbandono di Alitalia ci penalizzi in termini economico-finanziari". Una strategia che evidenzia come su Malpensa siano in molti a credere. Sarebbero di fatto una settantina le linee aeree con cui Sea sta trattando per l aeroporto di Malpensa. "Siamo impegnati - ricorda il numero uno della società milanese che gestisce gli scali di Linate e Malpensa - in un piano di rilancio dell hub varesino - perché le sorti del futuro di Alitalia non sono una variabile trascurabile". Quanto alla causa in corso proprio con la compagnia di bandiera per 1,25 mld di euro, Bonomi conferma come non vi sia alcuna novità in merito e quindi, dice, la causa "non sarà ritirata". Problemi che non sembrano interessare più di tanto Air One ora impegnata a investire su Malpensa più che a rincorrere Alitalia. Di fatto le nuove undici tratte in partenza da Malpensa saranno un primo assaggio della volontà di investire sullo scalo lombardo da parte dei vertici di Air One che nel 2007 - ricordano - ha vinto il premio di compagnia più rispettosa dell ambiente grazie ad una riduzione del 40% delle emissioni nocive. Che sia Air One il nuovo vettore di riferimento di Malpensa? Presto per dirlo. Di sicuro dal 30 agosto 2007 - annota Bonomi - lo scalo del Varesotto non ne ha più uno. Colpa del drastico ridimensionamento delle rotte da parte di Alitalia che di fatto toglie il ruolo di hub a Malpensa per spostarlo verso Fiumicino. Con danni pesantissimi. Sangalli è fin troppo chiaro: "Il Paese perderà 10 miliardi di euro e 15mila posti di lavoro da qui al 2015. Milano rischia l Expo e soprattutto non si capisce perché si debba penalizzare un territorio che può vantare il 42% delle imprese straniere a livello nazionale". Una scelta, come l ha definita Lufthansa, "sorprendente" quella di Alitalia di ridimensionare la propria presenza su Malpensa. Non per Air One che ha colto la palla al balzo presentando a Sea un piano di investimenti sull aeroporto lombardo. Uno scalo che oggi ha anche le sue esigenze. In particolare i collegamenti infrastrutturali. Sbagliato però parlare di carenza. Lo sottolinea Cattaneo nel suo intervento: "Nel giorno in cui Alitalia lascia l hub noi inaugureremo i 18 km della bretella autostradale Malpensa-Boffalora". Novità anche per la rotaia. Da giugno verrà attivato il primo collegamento con le Ferrovie dello Stato da Busto Arsizio (fino ad oggi a Malpensa arrivano solo le Nord). E dall estate 2009 - ricorda Cattaneo - partiranno i primi collegamenti diretti con la stazione Centrale". Tradotto: basta raccontare al Paese di un aeroporto "scollegato". E chi ancora non crede nelle potenzialità di Malpensa nei prossimi mesi saranno ultimati i lavori del cosiddetto terzo terminal. Con l apertura, già nelle prossime settimane, di nuovi punti d imbarco. [Data pubblicazione: 28/03/2008].

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Alitalia lascia Varese, ma okkupa la pista (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 01-04-2008)

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Almeno abbiano il buon gusto di toglierceli dalla vista. E di liberare la pista. Alitalia ha sabotato l economia del Nord, ha rovinato la serenità di migliaia di famiglie, ma la sua disorganizzazione aggiunge sfregio allo sfregio. Fiumicino caput mundi secondo la compagnia di bandiera. Bene, e allora ci chiediamo che cosa ci fanno quei 5 Md-80 Alitalia neppure troppo nascosti sulla pista tradita. [Data pubblicazione: 01/04/2008].

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BOSSI: HO UN SOGNO NEL CUORE RESTITUIRE IL TFR AI LAVORATORI (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Affollato comizio ad Alessandria: "La prima legge sarà il Federalismo e la firmerò da ministro" BOSSI: HO UN SOGNO NEL CUORE RESTITUIRE IL TFR AI LAVORATORI ALESSANDRO MONTANARI "Ho un sogno nel cuore: restituire il Tfr ai lavoratori". Da Alessandria, in una piazza gremita che se non fosse già dedicata alla Lega Lombarda sarebbe da rinominare, Umberto Bossi parte proprio dalle pensioni, tema che lo stesso centrosinistra che ha perpetrato lo scippo delle liquidazioni sta agitando in caccia di consensi. "Fratelli padani - dice il Segretario - non vi fiderete mica di Walter Veltroni. Quello è andato in Veneto, è entrato in un bar e ha detto: "Da bere per tutti, ...però pagate voi! ". Ma il Nord non ha più voglia di pagare da bere a nessuno, tantomeno al sindaco di Roma Ladrona. "La prima legge che dobbiamo fare - spiega il Segretario - è il Federalismo. Non è ammissibile che per fare una strada in Piemonte, in Lombardia o in Veneto dobbiamo andare a chiedere i soldi a Roma. Se si va avanti con il centralismo salta per aria il Paese. L'unica soluzione quindi è il Federalismo, ma non quello di cui parla la sinistra, che - ricorda Bossi - andò in meridione a spiegare che la nostra devolution era una secessione". E quella riforma, se il centrodestra vincerà le elezioni, porterà la firma del Senatur. "Ce l'ho già tutta in mente", ammette quando gli si chiede se farà il ministro. "Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti insistono e io non mi tirerò indietro". Per forza. C'è da spazzare via le macerie prodotte da Prodi e rimettere in sesto e in ordine il Paese. Tra le priorità in agenda, ovviamente, ci sarà il ripristino della Bossi-Fini, resa di fatto inoperativa dall'atteggiamento buonista-solidarista del Governo uscente. "La sinistra - argomenta Bossi - si era resa conto che stava perdendo il proletariato interno e così ha pensato di costruirsi un proletariato esterno, con gli immigrati. Ma questo non è più possibile. Non c'è lavoro per tutti, il potere d'acquisto degli stipendi è mangiato dal caro-vita e siamo arrivati al punto che i nostri vecchi, dopo avere lavorato per una vita intera, sono costretti a rubare il pane nei supermercati. Vergognati, Prodi!". Chi parla di egoismo e di razzismo non ha capito il messaggio di Bossi e non ha capito l'anima del Nord. "Noi - spiega il Segretario - vogliamo che ogni popolo, non solo il popolo padano, sia libero di vivere a casa propria e con i propri diritti. Ma state tranquilli, sono sicuro che vinceremo. Ce la faremo, vedo che la gente non ha più voglia di farsi ingannare". Queste elezioni, aggiunge poi rivolgendosi a una folla che espone cartelli con la scritta "Santo subito" e "Padania is not Italy", sono di enorme importanza perché cadono in un momento storico epocale: il crollo della globalizzazione economica. La globalizzazione che ha distrutto tante piccole industrie del Nord e contro cui, già anni fa, Bossi invocava i dazi. Proposta che il Segretario ha in animo di rilanciare, quantomeno se le imprese padane continueranno a essere strangolate dai giganti asiatici che fanno lavorare persino i bambini. "La Lega - promette - raccoglie le sofferenze delle vostre industrie e le porterà in Europa sbattendo i pugni sul tavolo. Per questo, però, ci vuole una Lega forte, con tanti voti, perché Berlusconi, a volte, è troppo attento alla forma...". Attento alla forma, ma anche coraggioso il Cavaliere. Bossi lo sottolinea quando affronta il tema Alitalia-Malpensa. "Se riesce davvero a fare la cordata italiana - dice il Segretario con un ghigno che fa capire che la cosa è possibile - fa un vero miracolo perché gli imprenditori in genere investono solo dove c'è guadagno sicuro, altrimenti tagliano la corda...". [Data pubblicazione: 28/03/2008].

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Air France non cede La Uil abbandona (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Jean-Cyril Spinetta conferma il piano di Air France-Klm per Alitalia e la Uil Trasporti sbatte la porta. Nel motivare la decisione il segretario generale del sindacato, Giuseppe Caronia, premette che "il clima pre-elettorale che ha trasformato la vicenda Alitalia in terreno di scontro politico tra i diversi schieramenti nega di fatto le indispensabili condizioni di serenità che possano permettere di continuare il confronto con Air France-Klm". [Data pubblicazione: 01/04/2008].

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Maroni: chi vince governerà ma al dialogo per le riforme non chiudiamo alcuna porta (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

"Non fa parte del programma, però, il Parlamento è sovrano e ognuno è libero di presentare le proposte che ritiene opportune". Taglia conrto Roberto Maroni a Porta a porta ieri in un confronto con Pier Ferdinando Casini, sulla proposta di permettere agli immigrati di votare alle elezioni amministrative, avanzata da Silvio Berlusconi e rilanciata da Gianfranco Fini. L esponente del Carroccio ribadisce il netto rifiuto del suo movimento ("non se ne parla nemmeno, il nostro programma parla semmai di piena attuazione della Bossi-Fini") e bacchetta il leader dell Udc: "É bene che siate fuori dalla coalizione, visto che siete per il voto agli immigrati". Su altri temi, come le riforme, invece, il dialogo è aperto, tanto con i centristi, quanto con il Partito democratico. Porte chiuse invece, a qualsiasi ipotesi di inciucio o governo di larghe intese. "Non vi è nessun rischio di Veltrusconi - sostiene Maroni, riferendosi alla copertina di Newsweek che fonde le facce dei due leader prefigurando un accordo di governo fra i partiti maggiori in caso nessuno dei due riuscisse a vincere con largo margine - perché chi ottiene la maggioranza deve poter governare. Ma dalla Lega non vi sarà nessun veto per un dialogo con tutte le forze politiche, in Parlamento, in materia di riforme costituzionali, e nella fattispecie anche per legge elettorale e federalismo fiscale". All accusa dell ex presidente della Camera, secondo il quale il centrodestra sarebbe condizionato dalla Lega che sarà la spina nel fianco del prossimo Esecutivo, il presidente dei deputati leghisti ha risposto in maniera secca: "Silvio Berlusconi non è mai stato prigioniero della Lega. Anzi, noi siamo stati la forza politica più fedele negli anni di governo passati insieme dentro la Cdl, e saremo i più leali anche nella prossima legislatura". Poi, scherzando (ma non troppo), rivolgendosi direttamente a Casini ha aggiunto: "Se noi siamo la spina nel fianco, voi siete stati una corona di spine per cinque anni". Infine il capitolo Alitalia. Per Maroni "Prodi è' abituato a regalare le aziende, ma mi sembra un fatto scandaloso quello di tenere ancora aperta la porta ad Air France. Lui e Padoa Schioppa - ribadisce - sono gli unici in italia a volere questa trattativa, mi chiedo cosa ci sia dietro. Voglio inoltre una inchiesta su chi ha speculato in Borsa. L esponente del Carroggio anticipa poi che "se il Pdl andrà al Governo "si troverà un compratore che compra in Italia non a condizioni così umilianti. Mi rifiuto - dice - di pensare che non ci sia qualcuno disposto a rilanciarla e non a chiudere Malpensa che è una straordinaria risorsa per il Paese". [Data pubblicazione: 01/04/2008].

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Bossi: legge Parmalat per salvare Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

NOSTRO INVIATO SIMONE GIRARDIN C è anche Seveso nel tour de force elettorale di Bossi. Il Senatur arriva alle 19.30 in punto in piazza Cardinal Confalonieri accolto da un ovazione della gente. È un Bossi in grande forma quello che sale sul palco allestito per il comizio del Carroccio. Il leader leghista parla a tutto campo: dalla globalizzazione, "dovevamo diventare tutti ricchi uguali e invece ci ritroviamo solo più poveri", al problema della casa, "bisogna darla prima alla nostra gente che ha lavorato una vita"; dalla Cina, "noi siamo stati i primi a chiedere i dazi doganali per aiutare le imprese", al caro vita, "hanno ridotto i nostri anziani a dover rubare il pane nei supermercati". Il Senatur è un fiume in piena. Giacca sbottonata nonostante l aria fredda, tuona contro Veltroni: "Lui fa come quello che invita tutti in un bar e fa finta di conoscere tutti. Poi quando c è da pagare prende e se ne va via". "Oggi siamo arrivati a un bivio - spiega Bossi - bisogna fare delle scelte e noi siamo per il cambiamento, per il federalismo fiscale, per la sicurezza della nostra gente, perché i nostri pensionati possano vivere decentemente. Siamo stanchi - affonda il leader leghista - di andare con il cappello in mano a Roma per poi avere solo degli spiccioli. Vi racconto una cosa - dice Bossi alla folla presente - Berlusconi l altro giorno mi ha chiesto i nomi dei leghisti che dovranno fare i ministri, poi mi ha detto che anch io dovrò andare a Roma a fare il ministro delle Riforme, allora io vi dico che il primo progetto che firmerò sarà quello sul federalismo fiscale". Bossi torna poi con la mente a uno dei temi cari alla Lega, la globalizzazione della Cina: "In questi anni i massoni e i comunisti ci hanno raccontato sempre la stessa storia, quella che con il mercato globale saremmo diventati tutti ricchi e uguali. Alla fine la verità e sotto gli occhi della gente, siamo solo diventati tutti più poveri". E i colpevoli hanno un nome ben preciso: quei cinesi che - spiega Bossi - "mangiano cinque volte la carne più di noi e utilizzano quantità di petrolio spaventose, è normale che poi i prezzi vadano alle stelle e che la gente non riesca più ad arrivare alla fine del mese". Non è un caso che la Lega - ricorda il Senatur - "sia stata la prima a sdoganare la parola dazi: prima hanno aperto le frontiere e poi hanno cercato di mettere delle pezze ma bisognava mettere prima le regole. La lega ha chiesto di introdurre quote e dazi e lo abbiamo fatto per difendere le nostre imprese dalla concorrenza sleale cinese. ci avevano dato dei matti, ricorda Bossi, alla fine li hanno messi su alcuni prodotti". Sotto il palco i manifesti della Lega con la scritta più soldi ai pensionati. Bossi sa bene che gli anziani del paese "non possono vivere con 500 euro al mese, dobbiamo adeguare le pensioni al caro vita". E ancora: "Bisogna riproporre le gabbie salariali con una contrattazione collettiva territoriale altrimenti non si va da nessuna parte". Poi l affondo al governo Prodi: "Hanno ridotto la nostra gente che ha lavorato una vita a rubare il pane nei supermercati". Veltroni? "L hanno cacciato pure dalla Svizzera. Ma come si fa a pensare che un brianzolo possa mai votare per un romano". Secondo il Senatur "è finita l età dell oro. Stanno tornando i valori, la terra, il federalismo". Non certo la Cina "che è un opportunità per la Ferrari ma non certo per le piccole e medie imprese del Nord". Bossi parla anche del caso Alitalia e Malpensa: "La compagnia aerea ha ancora i soldi per andare avanti. Non ci vengano a raccontare che serve un piano di salvataggio perché vorrebbe dire che i padani devono tirare fuori altri soldi. Su Alitalia si applichi la stessa legge utilizzata dalla Parmalat". C è anche il tema della sicurezza e qui Bossi è fin troppo chiaro: "Basta gente che entra nel nostro paese senza un lavoro e se volete sicurezza c è solo un modo per ottenerla: votare la Lega". Lo ricorda anche Roberto Maroni, presente anche lui sul palco di Seveso insieme ad altri big del carroccio come Giancarlo Giorgetti, Rosi Mauro, Paolo Grimoldi, Cesarino Monti. L ex ministro del Welfare sottolinea come ci sia già una buona legge sull immigrazione. Ed è quella firmata da Bossi: "Basterebbe applicarla e la situazione cambierebbe radicalmente". Anche Maroni tocca il tema di Malpensa: "Alitalia è una cosa, lo scalo lombardo un altra, il nostro aeroporto ha la forza per volare da solo". C è anche tempo per una battuta sul procuratore generale Papalia: "Sono 12 anni che Papalia prova a mettere dentro i dirigenti del Carroccio. Dice che la lega è pericolosa io gli rispondo che ha ragione. Noi siamo pericolosi per i clandestini, per il centralismo romano, per Roma ladrona". Da qui l invito di Maroni ad andare a votare in massa il 13 e 14 aprile: "Tutti i sondaggi ci danno vincenti ma noi dobbiamo essere ancora più bravi, dobbiamo stravincere, dobbiamo pensare di essere indietro e di non andare da soli in cabina elettorale ma portarci dietro tutti gli amici che magari oggi sono ancora indecisi. Perché più parlamentari della Lega ci saranno e più possibilità avremo di portare a casa il federalismo". "Anche se - chiosa Maroni - la presenza di Bossi alle Riforme è la garanzia che il federalismo finalmente si farà". [Data pubblicazione: 29/03/2008].

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Bonomi: <Tante compagnie interessate> (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Il presidente Sea: "Occorre una rapida liberalizzazione del trasporto aereo" Bonomi: "Tante compagnie interessate" "Il taglio del 72% dei voli Alitalia su Malpensa e la crisi occupazionale dell aeroporto sono solo l'atto conclusivo di un processo che è iniziato il 30 agosto 2007, quando la compagnia ha approvato il suo nuovo piano industriale. Noi stiamo lavorando per porre dei rimedi a questa situazione". Giuseppe Bonomi, presidente della SEA ha fatto un punto sulla situazione dell aeroporto milanese di Malpensa. "Ci sono molte compagnie - ha continuato Bonomi - che sono interessate a operare su Milano, da Milano e per Milano. Occorre però che si proceda a una rapida e progressiva liberalizzazione del trasporto aereo. E certamente un impegno del governo, qualunque governo sia". Quanto alla causa da 1,25 miliardi di euro intentata ad Alitalia per il taglio dei voli, Bonomi ha confermato che "è una causa che abbiamo meditato a lungo, da parte del governo un proposta chiamiamola transattiva non ci è ancora stata formulata. Se ci fosse formulata, noi la valuteremmo con grande attenzione". "Il taglio del 72% dei voli Alitalia su Malpensa e la crisi occupazionale dell aeroporto sono solo l'atto conclusivo di un processo che è iniziato il 30 agosto 2007, quando la compagnia ha approvato il suo nuovo piano industriale. Noi stiamo lavorando per porre dei rimedi a questa situazione". Giuseppe Bonomi, presidente della SEA ha fatto un punto sulla situazione dell aeroporto milanese di Malpensa. "Ci sono molte compagnie - ha continuato Bonomi - che sono interessate a operare su Milano, da Milano e per Milano. Occorre però che si proceda a una rapida e progressiva liberalizzazione del trasporto aereo. E certamente un impegno del governo, qualunque governo sia". Quanto alla causa da 1,25 miliardi di euro intentata ad Alitalia per il taglio dei voli, Bonomi ha confermato che "è una causa che abbiamo meditato a lungo, da parte del governo un proposta chiamiamola transattiva non ci è ancora stata formulata. Se ci fosse formulata, noi la valuteremmo con grande attenzione". [Data pubblicazione: 27/03/2008].

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<Il Nord non deve pagare l erroraccio di Prodi> (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Umberto Bossi: "Intere province rischiano di finire sul lastrico" "Il Nord non deve pagare l erroraccio di Prodi" "Non so bene qual è il vero progetto di Berlusconi, se lui ha degli imprenditori o lui stesso dando l'esempio potrebbe attirare altri imprenditori, però non è così semplice, perchè quando c'è da guadagnare gli imprenditori vengono, altrimenti è molto più difficile" spiega Umberto Bossi che, anche al comizio di Genova, non perde l occasione per mostrare la sua vicinanza al problema dell hub lombardo. "Un conto è Malpensa, un conto è l'Alitalia - sottolinea il segretario della Lega Nord -. La prima e' più facile da salvare perchè si trova in un'area dove la gente usa molto il mezzo aereo e ci potrebbe essere qualche compagnia europea interessata, mentre l'Alitalia è un problema molto più difficile e se non trova un compratore fallisce, questo è sicuro, oppure viene un Governo che la sostiene come in passato". "Prodi ha fatto un erroraccio, bisognerebbe che l'Air France desse un po più di tempo, come ha fatto in Olanda, altrimenti la Malpensa sarà costretta a chiudere e questo non verrà accettato dal Nord, con intere province sul lastrico - ha concluso Bossi -. Io mi auguro che Berlusconi riesca a mobilitare comunque gli imprenditori e che una volta al Governo faccia nuovi patti con la compagnia francese". "Non so bene qual è il vero progetto di Berlusconi, se lui ha degli imprenditori o lui stesso dando l'esempio potrebbe attirare altri imprenditori, però non è così semplice, perchè quando c'è da guadagnare gli imprenditori vengono, altrimenti è molto più difficile" spiega Umberto Bossi che, anche al comizio di Genova, non perde l occasione per mostrare la sua vicinanza al problema dell hub lombardo. "Un conto è Malpensa, un conto è l'Alitalia - sottolinea il segretario della Lega Nord -. La prima e' più facile da salvare perchè si trova in un'area dove la gente usa molto il mezzo aereo e ci potrebbe essere qualche compagnia europea interessata, mentre l'Alitalia è un problema molto più difficile e se non trova un compratore fallisce, questo è sicuro, oppure viene un Governo che la sostiene come in passato". "Prodi ha fatto un erroraccio, bisognerebbe che l'Air France desse un po più di tempo, come ha fatto in Olanda, altrimenti la Malpensa sarà costretta a chiudere e questo non verrà accettato dal Nord, con intere province sul lastrico - ha concluso Bossi -. Io mi auguro che Berlusconi riesca a mobilitare comunque gli imprenditori e che una volta al Governo faccia nuovi patti con la compagnia francese". [Data pubblicazione: 27/03/2008].

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BATTUTI I TURCHI, EXPO A MILANO (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

A parigi l ultima sfida al cardiopalma, poi i brindisi BATTUTI I TURCHI, EXPO A MILANO Il Carroccio: una vittoria per il Nord. Ora rivedere le decisioni su Malpensa Fabrizio Carcano Vittoria! L Expo 2015, il grande evento espositivo che attirerà circa 30 milioni di visitatori, e una valanga di investimenti e relativi finanziamenti, si terrà a Milano. Una grande vittoria per Milano e per il Nord, una vittoria per la Lega Nord, che ha sempre creduto fin dall inizio in questa candidatura, e per il sindaco meneghino, Letizia Moratti, che si è spesa in prima persona, rischiando di suo, e ha sempre difeso e portato avanti questa candidatura insieme al Carroccio e ai suoi uomini. E infatti una delle prime telefonate ricevute a Parigi dal primo cittadino milanese è stata proprio quella di Umberto Bossi, per scambiarsi complimenti e ringraziamenti reciproci per questa vittoria fondamentale per l economia e lo sviluppo di Milano e della Padania. A scegliere Milano come sede per l Expo 2015 è stato il Bureau des Expositions, riunitosi ieri al Palais de Congrès di Parigi, i cui membri hanno avuto poche incertezze: 86 voti a favore di Milano, contro 65 per la rivale turca, Smirne. In realtà qualche brivido la delegazione milanese lo ha corso pochi minuti prima della grande gioia, quando la prima votazione, per una serie di disguidi tecnici, è stata annullata per mancanza di una maggioranza: un errore che ha indotto, in qualche modo, la delegazione turca a credere di aver vinto il testa a testa, tanto che le agenzie di stampa turche hanno battuto immediatamente la notizia portando i cittadini di Smirne a scendere in strada per i festeggiamenti, senza alcuna ragione. Nel giro di pochi minuti il caso è rientrato e la votazione si è conclusa con uno scarto netto in favore di Milano, scatenando la festa dei milanesi, riversatisi in piazza del Duomo per fare festa come accade solitamente per i trionfi calcistici. Ed in effetto l assegnazione dell Expo rappresenta un vero e proprio colpaccio che, a questo punto, obbliga di fatto il Governo Prodi a rivedere la trattativa con Air France per Alitalia, quanto meno nella parte relativa a Malpensa: sarebbe davvero incredibile, infatti, che la città a cui viene assegnato un evento mondiale dell importanza dell Expo venga privata del suo hub internazionale. E infatti subito dopo la decisione parigina dalla Lega Nord è partita subito la richiesta, indirizzata a Palazzo Chigi, di stoppare la trattativa con Air France e rivedere i piani di ridimensionamento di Malpensa. "A questo punto o fanno retro marcia su Air France oppure mi chiedo: pensano di far arrivare i circa 29 milioni di visitatori attesi a Milano a piedi? Oppure con il pullman di Veltroni?", è la domanda sarcastica che si pone Roberto Calderoli che fa notare: "Nonostante le trionfalistiche dichiarazioni sull assegnazione dell Expo 2015 a Milano non sarei disposto a giurare che Veltroni, il Governo Prodi e l attuale maggioranza abbiano davvero lavorato per Milano, visto l atteggiamento che hanno tenuto su Malpensa. Ma Milano e il Nord, con il prossimo Governo, sapranno riprendersi dai guasti e dai mali provocati dal Governo di Prodi e di Veltroni. In ogni caso tutto il mondo ha riconosciuto il ruolo di locomotiva a Milano e al Nord del Paese dandogli questa grande possibilità". D accordo anche Roberto Maroni, che osserva: "Nonostante la cattiva fama che l'Italia ha avuto in questi ultimi tempi come l'emergenza rifiuti, la mozzarella alla diossina, la fuga di Alitalia da Malpensa e tante vicende negative come anche qualche svarione della Farnesina, le istituzioni milanesi e lombarde hanno dovuto superare questo grave handicap grazie al loro tenace lavoro. Grazie alle istituzioni milanesi e lombarde, al sindaco Moratti e al presidente Formigoni per questa scelta del Bie che rende Milano 2015 capitale non solo della Padania ma del mondo intero". Poi, una battuta sarcastica: "Ora ad Air France resta una sola cosa da fare: dato che Milano sarà la vera capitale almeno fino al 2015, abbandoni Fiumicino e trasferisca tutto a Malpensa". Un successo, quello di Milano, che porta la firma del sindaco Moratti e della Lega, come ribadisce anche Roberto Castelli: "Il trionfo di Milano è più che meritato e sono sicuro che la città saprà far valere le sue eccellenze. Per Milano e la Lombardia sarà una occasione unica di crescita e sviluppo. Grazie al sindaco Letizia Moratti e grazie alla Lega Nord, che ha sempre creduto a questo progetto che darà lustro a Milano e che dimostra ancora una volta il valore straordinario del nord". La grande protagonista di questa vittoria, Letizia Moratti, invece commenta: "Sono contenta per Milano, ma sono contenta per tutto il mondo perché sarà un'Esposizione universale per tutto il mondo. Ci ho creduto proprio". Chiusura con il Governatore lombardo, Roberto Formigoni, che chiosa: "E una grande vittoria, una grande soddisfazione perché abbiamo voluto portare a Milano l'Expo come fonte ulteriore per la città e per la Lombardia. E stato un risultato netto, frutto di un vero gioco di squadra nel quale l'Italia ha mostrato il proprio volto serio. E la dimostrazione che quando giochiamo con serietà vinciamo. Con il passare del tempo abbiamo sentito la forza del calore popolare di Milano". [Data pubblicazione: 01/04/2008].

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Transita Napolitano, vietate le bandiere leghiste (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Incredibile episodio in provincia di Udine Transita Napolitano, vietate le bandiere leghiste PAOLA PELLAI Fino a pochi giorni fa pareva già tutto imbustato e sigillato. Mancava il timbro con la ceralacca ma la vergognosa svendita di Alitalia ad Air France con incluso l assassinio di Malpensa, era cosa fatta. Il governo aveva dato il neppure tacito consenso e il Romano era volato sugli allori. Ma il pressing asfissiante e la marcatura a uomo della Lega Nord hanno fatto in modo che la partita ricominciasse proprio nel momento in cui gli strozzini avevano decretato il fischio finale. Jean-Cyril Spinetta, il presidente di Air France, oggi presenterà al suo cda una nuovo proposta che, il giorno dopo, sarà sottoposta alle nove sigle sindacali. E ieri c è stato l affondo deciso di Silvio Berlusconi: "Non vogliamo farci colonizzare dai francesi. La cordata italiana non è qualcosa di campato in aria, ci sono alcuni nomi di imprenditori importanti che tra qualche giorno verranno conosciuti da tutti. Chiederanno di avere 3-4 settimane (Air France ha avuto 6 mesi, ndr) per poter valutare la situazione e presentare una nuova offerta impegnativa. In quella cordata non ci saranno i miei figli viste le strumentalizzazioni che la sinistra ha fatto. Questo governo non puo mettere il prossimo di fronte al fatto compiuto: quando andremo al governo noi, Alitalia avrà tutto ciò che serve per normalizzare la situazione". Roberto Calderoli rilancia: "Dopo i litigi dei ministri del centrosinistra, dopo gli sproloqui degli aspiranti leader che più che Casini non fanno, finalmente qualcuno che fa qualcosa di concreto per il Paese e per il Nord. Se Berlusconi dice che c'è la cordata io credo più a lui che come imprenditore ha creato un azienda che fa miliardi di ricavi netti e dà lavoro a 55mila persone, piuttosto che ad un perito cinematografico baby pensionato". I sindacati aspettano cosa uscirà dal cilindro francese ma il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, anticipa che "se ci saranno altre cordate che offriranno di meglio, saranno le benvenute", specificando: "Noi siamo favorevoli a tutte le soluzioni che salvano anche Malpensa. Chiunque salvi Malpensa per noi va bene". Bonanni, inoltre, ammette: "Il governo ci ha lasciato soli e in più non ci ha detto a che condizione ha venduto. Stiamo trattando con l acquirente presente. E una condizione molto singolare perchè non stiamo trattando con il nuovo proprietario". Insomma una matassa ingarbugliata oltre ogni lecito, grazie a quei Prodi che hanno fatto di tutto per tagliare un aeroporto che porta lavoro e fa reddito. In attesa di capire cosa porteranno concretamente queste ore di Casini politici e di paura e timore per l economia del Nord e per il destino di tante famiglie, il Carroccio non sposta di una virgola la sua posizione. Qualsiasi soluzione arrivi, al centro di tutto deve esserci una sola certezza: la salvezza dell hub lombardo. Il Nord, questo è sicuro, non assisterà impotente all uccisione a tradimento di un patrimonio profondamente radicato sul territorio. Stacchino pure spine e Spinetta, ma giù le mani da Malpensa. Questo non è un messaggio velato, ma un urlo di battaglia. Pronti a tutto. PAOLA PELLAI Fino a pochi giorni fa pareva già tutto imbustato e sigillato. Mancava il timbro con la ceralacca ma la vergognosa svendita di Alitalia ad Air France con incluso l assassinio di Malpensa, era cosa fatta. Il governo aveva dato il neppure tacito consenso e il Romano era volato sugli allori. Ma il pressing asfissiante e la marcatura a uomo della Lega Nord hanno fatto in modo che la partita ricominciasse proprio nel momento in cui gli strozzini avevano decretato il fischio finale. Jean-Cyril Spinetta, il presidente di Air France, oggi presenterà al suo cda una nuovo proposta che, il giorno dopo, sarà sottoposta alle nove sigle sindacali. E ieri c è stato l affondo deciso di Silvio Berlusconi: "Non vogliamo farci colonizzare dai francesi. La cordata italiana non è qualcosa di campato in aria, ci sono alcuni nomi di imprenditori importanti che tra qualche giorno verranno conosciuti da tutti. Chiederanno di avere 3-4 settimane (Air France ha avuto 6 mesi, ndr) per poter valutare la situazione e presentare una nuova offerta impegnativa. In quella cordata non ci saranno i miei figli viste le strumentalizzazioni che la sinistra ha fatto. Questo governo non puo mettere il prossimo di fronte al fatto compiuto: quando andremo al governo noi, Alitalia avrà tutto ciò che serve per normalizzare la situazione". Roberto Calderoli rilancia: "Dopo i litigi dei ministri del centrosinistra, dopo gli sproloqui degli aspiranti leader che più che Casini non fanno, finalmente qualcuno che fa qualcosa di concreto per il Paese e per il Nord. Se Berlusconi dice che c'è la cordata io credo più a lui che come imprenditore ha creato un azienda che fa miliardi di ricavi netti e dà lavoro a 55mila persone, piuttosto che ad un perito cinematografico baby pensionato". I sindacati aspettano cosa uscirà dal cilindro francese ma il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, anticipa che "se ci saranno altre cordate che offriranno di meglio, saranno le benvenute", specificando: "Noi siamo favorevoli a tutte le soluzioni che salvano anche Malpensa. Chiunque salvi Malpensa per noi va bene". Bonanni, inoltre, ammette: "Il governo ci ha lasciato soli e in più non ci ha detto a che condizione ha venduto. Stiamo trattando con l acquirente presente. E una condizione molto singolare perchè non stiamo trattando con il nuovo proprietario". Insomma una matassa ingarbugliata oltre ogni lecito, grazie a quei Prodi che hanno fatto di tutto per tagliare un aeroporto che porta lavoro e fa reddito. In attesa di capire cosa porteranno concretamente queste ore di Casini politici e di paura e timore per l economia del Nord e per il destino di tante famiglie, il Carroccio non sposta di una virgola la sua posizione. Qualsiasi soluzione arrivi, al centro di tutto deve esserci una sola certezza: la salvezza dell hub lombardo. Il Nord, questo è sicuro, non assisterà impotente all uccisione a tradimento di un patrimonio profondamente radicato sul territorio. Stacchino pure spine e Spinetta, ma giù le mani da Malpensa. Questo non è un messaggio velato, ma un urlo di battaglia. Pronti a tutto. SIMONE GIRARDIN Pagnacco (Udine) - "Mi ha telefonato tutto agitato. Luca! Mi hanno portato via la bandiera e il cartellone. E adesso? ". A raccontare è Luca Mazzaro, vicesindaco leghista di Pagnacco, un piccolo paese a sette chilometri da Udine. Protagonista della vicenda Loris, un giovane padano di 22 anni che ieri a pranzo, davanti al suo bar, aveva esposto una bandiera del Carroccio - quella nuova, col simbolo elettorale - e un cartellone con la scritta Vota Lega Nord poco prima del passaggio del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. "Nulla di offensivo", ci racconta al telefono il vicesindaco del paese friulano. Solo una testimonianza "della nostra presenza sul territorio". Non l hanno pensata allo stesso modo due uomini della Digos che hanno sequestrato prima la bandiera del ragazzo, per poi far intervenire una volante a portargli via anche il manifesto. "Un atto anti-democratico e senza senso - ripete Mazzaro, candidato alle elezioni provinciali per la Lega Nord - Mi chiedo che cosa abbia fatto di male questo ragazzo. Era davanti alla sua proprietà, al suo bar. Non aveva esposto alcuna frase offensiva. Proprio non capisco. Tra l altro - continua il vice sindaco - la bandiera l avevo appena regalata a Loris per il suo compleanno. Era molto felice di poterla mostrare a tutti". Al momento non sono chiari i motivi che hanno spinto la Digos e la polizia a sequestrare la bandiera e il manifesto di Loris. "È la prima volta che accade un fatto del genere. Ho chiamato il sindaco (Paolo Trangoni di An, ndr) che mi ha mostrato tutta la propria contrarietà al comportamento delle forze dell ordine. Fossero state scritte frasi ingiuriose o altro, sarei stato il primo a dire a Loris o a chiunque altro di tirarle via. Ma così no. Così non si capisce assolutamente il perchè". "Forse - conclude non senza polemiche Mazzaro - se al posto di una bandiera della Lega ci fosse stata quella di Rifondazione, nessuno avrebbe detto niente". In tarda serata la bandiera e il cartellone non erano ancora stati riconsegnati a Loris. [Data pubblicazione: 29/03/2008].

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Elezioni in tv, la vendetta del Cavaliere (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Restituito lo sgarbo subito per Porta a Porta: Veltroni deve rinunciare a In 1/2 ora Elezioni in tv, la vendetta del Cavaliere "Non so bene qual è il vero progetto di Berlusconi, se lui ha degli imprenditori o lui stesso dando l'esempio potrebbe attirare altri imprenditori, però non è così semplice, perchè quando c'è da guadagnare gli imprenditori vengono, altrimenti è molto più difficile" spiega Umberto Bossi che, anche al comizio di Genova, non perde l occasione per mostrare la sua vicinanza al problema dell hub lombardo. "Un conto è Malpensa, un conto è l'Alitalia - sottolinea il segretario della Lega Nord -. La prima e' più facile da salvare perchè si trova in un'area dove la gente usa molto il mezzo aereo e ci potrebbe essere qualche compagnia europea interessata, mentre l'Alitalia è un problema molto più difficile e se non trova un compratore fallisce, questo è sicuro, oppure viene un Governo che la sostiene come in passato". "Prodi ha fatto un erroraccio, bisognerebbe che l'Air France desse un po più di tempo, come ha fatto in Olanda, altrimenti la Malpensa sarà costretta a chiudere e questo non verrà accettato dal Nord, con intere province sul lastrico - ha concluso Bossi -. Io mi auguro che Berlusconi riesca a mobilitare comunque gli imprenditori e che una volta al Governo faccia nuovi patti con la compagnia francese". "Non so bene qual è il vero progetto di Berlusconi, se lui ha degli imprenditori o lui stesso dando l'esempio potrebbe attirare altri imprenditori, però non è così semplice, perchè quando c'è da guadagnare gli imprenditori vengono, altrimenti è molto più difficile" spiega Umberto Bossi che, anche al comizio di Genova, non perde l occasione per mostrare la sua vicinanza al problema dell hub lombardo. "Un conto è Malpensa, un conto è l'Alitalia - sottolinea il segretario della Lega Nord -. La prima e' più facile da salvare perchè si trova in un'area dove la gente usa molto il mezzo aereo e ci potrebbe essere qualche compagnia europea interessata, mentre l'Alitalia è un problema molto più difficile e se non trova un compratore fallisce, questo è sicuro, oppure viene un Governo che la sostiene come in passato". "Prodi ha fatto un erroraccio, bisognerebbe che l'Air France desse un po più di tempo, come ha fatto in Olanda, altrimenti la Malpensa sarà costretta a chiudere e questo non verrà accettato dal Nord, con intere province sul lastrico - ha concluso Bossi -. Io mi auguro che Berlusconi riesca a mobilitare comunque gli imprenditori e che una volta al Governo faccia nuovi patti con la compagnia francese". Roma - Sbagliando si impara, e anche il Cavaliere sta imparando a declinare a proprio uso la par condicio. Quella legge bavaglio (la 28 del 2000) che nel 2006 gli impedì in pratica di fare campagna elettorale negli ultimi 15 giorni prima del voto e che ora gli ha spento le telecamere del salotto buono . Silvio Berlusconi, però, ha capito la lezione: un assenza può impedire una presenza. E dunque ha subito reso la pariglia a Walter Veltroni. Il leader del Partito democratico doveva essere ospite di Lucia Annunziata domenica (ore 14,30 su RaiTre), mentre domenica 6 aprile l onore di In 1/2 ora sarebbe toccato a Berlusconi. Memore della recente mossa di Veltroni, che disertando Porta a Porta ha impedito a Bruno Vespa di ospitarlo, del "mi alzo e me ne vado" di due anni fa proprio dall'Annunziata, e del trattamento ricevuto da Lucia, il leader del Popolo della libertà ha fatto sapere che il 6 aprile sarà in Sicilia. E a questo punto anche l agenda di Veltroni per par condicio dovrà cambiare. Come insegna Bruno Vespa, "Chi di par condicio ferisce&". Il direttore di RaiTre (Paolo Ruffini, ndr) precisa in merito una nota Rai - ha ricevuto oggi ufficiale comunicazione da parte del portavoce (Paolo Bonaiuti, ndr) del candidato premier Silvio Berlusconi dell impossibilità dell onorevole a partecipare, per impegni elettorali, alla trasmissione In 1/2 ora di domenica 6 aprile, l ultima prima delle elezioni, alla quale era stato invitato. Considerato che si è ormai nella fase finale della competizione elettorale e che la ristrettezza dei tempi impedisce un eventuale recupero nel ciclo della medesima trasmissione prima del voto, in ottemperanza al principio dell equilibrio che si deve mantenere nella informazione politica nel periodo preelettorale, l Azienda, in accordo con la direzione della Rete e con l autrice e conduttrice del programma, Lucia Annunziata, ha deciso di annullare l invito fatto al candidato premier Walter Veltroni per la puntata di In 1/2 ora di domenica 30 marzo. La revoca dell invito è stata comunicata ai collaboratori dell onorevole Veltroni . [Data pubblicazione: 29/03/2008].

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Novarese motore d Europa, ma solo se non ci rubano l hub (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 01-04-2008)

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CONVEGNO A BELLINZAGO Novarese motore d Europa, ma solo se non ci rubano l hub MICHELA BOSSI Il rilancio del Nord Ovest d Italia e d Europa deve partire da Novara: su questo punto tutti i relatori del convegno svoltosi ieri a Bellinzago sono d accordo. Tutti, però, concordano anche sul fatto che mancano le infrastrutture: corridoio 5, terzo Valico, logistica e Malpensa possono costituire l ossatura di un brillante futuro per il Novarese ma bisogna accorciare i tempi e le procedure. "A Porta a Porta -afferma Mino Giachini, presidente di Trasporto Amico - anche Berlusconi ha parlato dell importanza del Novarese per lo sviluppo del Paese. Il problema è che viviamo da tempo di rendita e non riusciamo a cogliere le necessarie opportunità di sviluppo". Nel dibattito entra anche Malpensa. Peppino Cerutti, presidente della Sitaf, ricorda che quando era assessore regionale, "una delle più importanti mete da raggiungere era entrare nella società di gestione di Malpensa": "Se ciò fosse avvenuto - dice - forse oggi non avremmo il problema delle rotte e avremmo anche potuto decidere, insieme ad altri, le strategie del territorio". Per Guido Crosetto, segretario regionale di Fi, "esistono le condizioni per creare una cordata di acquirenti della compagnia di bandiera" cossiccome "è possibile un Paese a due hub: Malpensa e Fiumicino". Roberto Cota, segretario della Lega Nord Piemonte, ricorda però "la distanza tutt ora esistente tra Torino e Novara, visto che da Torino si voleva addirittura cancellare il nodo di Novara dal piano regionale dei trasporti". Per il deputato del Carroccio l hub italiano non può che essere Malpensa: "In tutti i paesi del mondo - spiega - si costruiscono gli hub nella capitale economica e non in quella amministrativa. E poi diciamo la verità: Alitalia sta fallendo perché ha messo in atto logiche operative e occupazionali clientelari. Noi dobbiamo pensare ad una compagnia che abbia qui a Milano il suo centro strategico. Fiumicino è un hub fittizio". [Data pubblicazione: 30/03/2008].

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Bonomi: <Tante compagnie interessate> (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 01-04-2008)

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Il presidente Sea: "Occorre una rapida liberalizzazione del trasporto aereo" Bonomi: "Tante compagnie interessate" "Sea proceda e cerchi di colmare le rotte lasciate libere da Alitalia senza aspettare che gli eventi mettano in ginocchio il nostro aeroporto". È l invito rivolto da Davide Boni alla compagnia di gestione degli scali milanesi. "Mentre si parla di Alitalia e di francesi - argomenta l assessore lombardo -, i nostri lavoratori sono in cassa-integrazione e la dismissione degli slot continua a ritmo serrato, senza che nessuno abbia prestato la minima attenzione alle nostre richieste. Moratoria o meno, il risultato è che attorno al nostro hub si sta creando un vuoto più che preoccupante, che noi lombardi dobbiamo assolutamente colmare". Inutile sperare che, a Roma, qualcuno finalmente capisca la gravità della ferita che si sta infliggendo al Nord. "Solo chi ha sempre utilizzato un infrastruttura efficiente come l aeroporto di Malpensa - conclude Boni - può comprendere il disagio derivante dalla cancellazione di alcune delle rotte più importanti, necessarie per collegare la capitale economica del Paese con il resto del mondo. Chi invece pretende di impartire istruzioni dai Palazzi romani, senza neppure conoscere e amare il territorio lombardo, non capirà mai fino in fondo il valore reale del nostro hub". "Il taglio del 72% dei voli Alitalia su Malpensa e la crisi occupazionale dell aeroporto sono solo l'atto conclusivo di un processo che è iniziato il 30 agosto 2007, quando la compagnia ha approvato il suo nuovo piano industriale. Noi stiamo lavorando per porre dei rimedi a questa situazione". Giuseppe Bonomi, presidente della SEA ha fatto un punto sulla situazione dell aeroporto milanese di Malpensa. "Ci sono molte compagnie - ha continuato Bonomi - che sono interessate a operare su Milano, da Milano e per Milano. Occorre però che si proceda a una rapida e progressiva liberalizzazione del trasporto aereo. E certamente un impegno del governo, qualunque governo sia". Quanto alla causa da 1,25 miliardi di euro intentata ad Alitalia per il taglio dei voli, Bonomi ha confermato che "è una causa che abbiamo meditato a lungo, da parte del governo un proposta chiamiamola transattiva non ci è ancora stata formulata. Se ci fosse formulata, noi la valuteremmo con grande attenzione". "Il taglio del 72% dei voli Alitalia su Malpensa e la crisi occupazionale dell aeroporto sono solo l'atto conclusivo di un processo che è iniziato il 30 agosto 2007, quando la compagnia ha approvato il suo nuovo piano industriale. Noi stiamo lavorando per porre dei rimedi a questa situazione". Giuseppe Bonomi, presidente della SEA ha fatto un punto sulla situazione dell aeroporto milanese di Malpensa. "Ci sono molte compagnie - ha continuato Bonomi - che sono interessate a operare su Milano, da Milano e per Milano. Occorre però che si proceda a una rapida e progressiva liberalizzazione del trasporto aereo. E certamente un impegno del governo, qualunque governo sia". Quanto alla causa da 1,25 miliardi di euro intentata ad Alitalia per il taglio dei voli, Bonomi ha confermato che "è una causa che abbiamo meditato a lungo, da parte del governo un proposta chiamiamola transattiva non ci è ancora stata formulata. Se ci fosse formulata, noi la valuteremmo con grande attenzione". [Data pubblicazione: 29/03/2008].

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La matematica di Prodi e Veltroni: quattro padani valgono un romano (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 01-04-2008)

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2mila lavoratori di Fiumicino contano più degli 8mila di Malpensa La matematica di Prodi e Veltroni: quattro padani valgono un romano ALESSANDRO MONTANARI Per capire l ingiustizia perpetrata ai danni del Nord dal Governo Prodi nella svendita di Alitalia vi sottoponiamo un problemino facile facile, di quelli che le maestre di un tempo davano alle elementari. Pierino, che per l occasione ribattezziamo Romano, ha di fronte sé una bilancia. Su un piatto la maestra mette Alitalia, l aeroporto di Fiumicino e i 2100 disoccupati dello scalo capitolino; sull altro la maestra mette ancora Alitalia, l aeroporto di Malpensa e gli 8mila disoccupati dello scalo lombardo. Quesito: da che parte penderà la bilancia, posto che gli aeroporti di Malpensa e Fiumicino abbiano, per convenzione, lo stesso peso? Tutti noi risponderemmo che la bilancia penderà dalla parte di Malpensa, visto che 8mila disoccupati pesano quattro volte tanto i 2mila che stanno sull altro piatto. Per Pierino-Romano, invece, la bilancia pende dal lato opposto e non c è verso di spiegargli che la fisica, la matematica e la logica affermano il contrario. Il fatto è che mentre tutti suggeriscono ricette per salvare Alitalia, nessuno denuncia la clamorosa discriminazione sociale operata da un Governo che sceglie di salvare un lavoratore per lasciarne affogare 4. Non sarà che a ribaltare le leggi di natura è la provenienza geografica dei candidati alla disoccupazione? Non sarà che per il centrosinistra italiano quattro padani valgano un romano o un napoletano? Liberi tutti di dargli al leghista, ma prima di scrollare le spalle, i signori Prodi e Veltroni, provino a risolvere in maniera convincente questo problemino, perché quassù nessuno la capisce la loro matematica romana. Il Paese è sempre più diviso, è vero, ma chi sta alimentando questa secessione strisciante sono proprio le azioni di Prodi e Padoa Schioppa. Provate a immaginare cosa succederebbe a Napoli se una scelta del Governo determinasse 8mila licenziamenti. Si bloccherebbero le strade e i binari, si occuperebbero i municipi, si ribalterebbero i cassonetti e qualcuno, magari, si cospargerebbe di benzina. Poi interverrebbero i cardinali e a ruota i politici. E una soluzione, alla fine, si troverebbe. Al Nord, invece, dove l ipotesi di partenza sarà realtà a partire da domani, il traffico scorre (lento) come al solito, i treni pure, i cassonetti sono al loro posto, i cardinali tacciono e dei politici sbraitano solo i leghisti. "I padani - attacca la segretaria del Sin.Pa. Rosi Mauro - sono stanchi di sapersi contribuenti di serie A ma di sentirsi cittadini di serie B. Quando si tratta di spremerli, il Governo Prodi-Veltroni è sempre pronto. Quando invece si tratta di evitare la crisi di Malpensa che mettere su una strada 8mila famiglie del Nord non si muove una foglia. È ora di dire basta". L occasione per farlo sarà la fiaccolata organizzata martedì prossimo a Gallarate dal Carroccio. Sarà l ennesima protesta, dignitosa e civile, del Nord contro il razzismo centralista di Roma, ma possiamo già prevedere che, in mancanza di cassonetti bruciati e disordini pubblici, il Governo farà finta di non vedere l ennesimo passo del popolo padano verso quello stadio di pre-secessione che è il non sentirsi più italiani. Perché la ricetta di Prodi e Veltroni potrà forse salvare Alitalia, ma al prezzo di uccidere per sempre la possibilità stessa di sentirci tutti italiani. [Data pubblicazione: 30/03/2008].

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Berlusconi: <Proposta offensiva> Ma il Pd continua a tifare Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 01-04-2008)

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Berlusconi: "Proposta offensiva" Ma il Pd continua a tifare Air France Roma - "La trattativa con Air France vada avanti", dice Walter Veltroni. "La proposta di Spinetta è inaccettabile, irricevibile e persino offensiva" risponde Silvio Berlusconi che intanto continua a lavorare alla cordata italiana . Il tentativo di salvare la compagnia di bandiera richiamando gli imprenditori italiani a un gesto di responsabilità gli è costato addirittura una denuncia da parte di Antonio Di Pietro, che accusa il Cavaliere di essere "peggio del mago Do Nascimento". L ex premier però non demorde: "Non possiamo permettere la svendita di un interesse nazionale". Di svendita parla anche Gianfranco Fini, che sottolinea la singolare armonia, su questo giudizio, tra sindacati e Confindustria. Simile la posizione di Fausto Bertinotti secondo cui "la posizione dei sindacati dimostra che la proposta di Air France è inaccettabile". Rosy Bindi, infine, scaccia il fantasma della cordata: "O Alitalia fallisce o entra a far parte del gruppo Air France. Tutto il resto è una sorta di depistaggio elettorale. La cordata Padana non esiste". [Data pubblicazione: 30/03/2008].

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Salvare Alitalia per fare piangere il Nord e ridere i francesi? (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 01-04-2008)

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Un operazione dannosa Salvare Alitalia per fare piangere il Nord e ridere i francesi? STEFANO STEFANI Speravo che la lunga esperienza politica mi avesse vaccinato dalle sorprese di una campagna elettorale e da tutto ciò che, dentro e intorno ad essa, si agita. Speravo, perché non è stato così, visto che gli esponenti del centro-sinistra (devo dire molto di più di quelli della sinistra radicale) stanno martellando ormai da giorni sostenendo che il problema Alitalia deve restare fuori dalla campagna elettorale. Potrei essere d accordo, se però del futuro di Alitalia non si dovesse discutere necessariamente in questo periodo, posto che i tempi per la definizione del suo futuro sono terribilmente stretti. Dal Pd si sostiene che le vicende della compagnia di bandiera devono essere discusse in un tavolo diverso da quello politico, quasi che l Alitalia fosse un problema da guardare con freddo distacco. Ma non è così, non potrà mai essere così, sia per la situazione gravissima in cui la compagnia versa, sia per le difficoltà di armonizzare il piano di Spinetta con le esigenze del personale Alitalia, sia, infine, perché il potenziale acquirente è espressione di un Paese che opera in termini di supremazia su un terreno in cui il nostro Paese ha forte vocazione, quello del turismo. Partiamo da un presupposto: la salvezza di Alitalia deve essere un obiettivo primario per il Paese e quindi non solo del Governo. Un traguardo certo non facile, ma che non può essere dato solo in base ai conti economici, che pure sono vitali, ma che non possono dimostrarsi determinanti sulla scelta finale. Accettare l offerta di Air France potrebbe anche essere l unica strada per fare uscire Alitalia dalla crisi ma mi chiedo se è un prezzo che si deve necessariamente pagare visto che i costi dell operazione vengono scaricati soprattutto sul personale e su Malpensa. E qui andiamo su un altro versante che non è elettorale , come ama dire qualcuno, ma di normale rispetto del lavoro della gente, delle esigenze di una porzione importante del Paese, delle risorse che sono state spese. L acquisizione di Alitalia da parte di Air France si tradurrebbe in un declassamento di Malpensa con lo spostamento della maggior parte delle tratte realmente redditizie tra Fiumicino (ipotesi affatto metabolizzata nel Nord) e Parigi (cosa meno accettabile, ma che sta tutta nell ottica dei prossimi ipotetici nuovi padroni del vapore). Mi sembra scontato che l operazione Alitalia per Air France significa rendere più alto il numero dei voli sul De Gaulle e, comunque, sugli scali parigini. Ma soprattutto tagliare uno dei legami forti dell Italia turistica con il resto del mondo. E tutto questo orchestrato da un management - quello di Air France - che bene o male rappresenta un Paese che sul turismo poggia grandissima parte delle sue risorse economiche. Regalare Malpensa alle strategia di medio-lungo periodo di Air France significa penalizzare il Nord Italia industriale e accrescere il traffico e gli introiti degli scali francesi. Vi pare poco? [Data pubblicazione: 30/03/2008].

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Se Alitalia diventa lo specchio del Paese (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 01-04-2008)

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Dalla prossima settimana al via l abbandono della compagnia dall hub lombardo Se Alitalia diventa lo specchio del Paese Roberto Cota Da domani comincerà l addio di Alitalia a Malpensa. Le vicende della compagnia di bandiera ci danno tutta la dimensione del fallimento dell idea di assistenzialismo applicata ai rami importanti della nostra economia. L Alitalia è lo specchio dello Stato che si dissolve, di un estremo tentativo di resistere ancora un po nel bunker, abbandonando le cose migliori che si hanno. Alitalia lascia Malpensa nel giorno dell inaugurazione del collegamento autostradale di Boffalora con l autostrada Torino-Milano e nel momento in cui si deve prendere la decisione per l Expo 2015. Veltroni intanto va in giro a raccontare storielle e a fare i suoi spettacoli: ma più parla e più la gente si arrabbia. E una rabbia che monta dal basso, che arriva da chi si rende conto che questo Stato non è solo inefficiente, ma è un vero e proprio nemico. Se lo Stato non ci fosse, al Nord, staremmo paradossalmente molto meglio. Tutto quello che noi siamo riusciti a realizzare qui in Padania, infatti, è stato fatto nonostante lo Stato. Ieri mattina ho partecipato a Bellinzago ad un interessante Convegno su Malpensa e sulle altre infrastrutture di comunicazione che interessano il Piemonte orientale. Si è parlato di Corridoio 5 Kiev- Lisbona e della direttrice Genova Rotterdam. Queste due grandi vie di comunicazione del futuro passano, guarda caso, proprio di fianco a Malpensa e costituiscono con essa un grande castello infrastrutturale dalle grandiose potenzialità. Ma se a questo castello togli una carta, e cioè Malpensa, o magari due, considerando i due anni persi dal Governo Prodi Veltroni sul Tav, tutto crolla. E la Padania rischia di essere condannata ad un arretratezza cha non merita. A costo di apparire ridondante, voglio continuare a ribadire che Malpensa rappresenta un simbolo per tutto il Nord e, in quanto tale, va difeso. Del resto in politica anche i simboli contano, soprattutto nei momenti più delicati. E veder candidato a premier il sindaco di Roma e sentirlo parlare di Malpensa è, per il Nord, come veder entrare il diavolo in Chiesa. Di fronte ad un disastro del genere, quello che ci aspetta è un compito duro, che ci assumiamo con la consapevolezza di chi sa di non poter sbagliare. E dobbiamo cominciare a non sbagliare proprio da Malpensa. [Data pubblicazione: 30/03/2008].

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Calderoli: <Senza di noi era già AliFrance> (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 01-04-2008)

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Si muovono perfino Consob e Procura di Roma Calderoli: "Senza di noi era già AliFrance" Le supposte affermazioni di Berlusconi sui nomi della cordata salva Alitalia hanno provocato una serie di reazioni a catena. Dopo di Pietro e Veltroni che hanno attaccato il Cavaliere anche la Consob si sarebbe mossa con un attento monitoraggio del titolo in Borsa. Con loro anche la Procura di Roma che, secondo ambienti giudiziari, starebbe seguendo con attenzione le indiscrezioni sulla trattativa per la cessione di Alitalia e la loro possibile incidenza sulle oscillazioni del titolo. La Procura non ha comunque aperto alcun fascicolo di indagine al riguardo. Secca la replica del senatore leghista Roberto Calderoli: su Alitalia la Consob "ha attivato la sorveglianza, la Procura di Roma la propria attenzione ma se non ci fosse stata la Lega, con la sua contrapposizione e con le sue manifestazioni di protesta, l affare sarebbe già concluso, Alitalia sarebbe già AliFrance e Malpensa sarebbe solo un aeroporto per voli charter". [Data pubblicazione: 28/03/2008].

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Se Di Pietro denuncia Berlusconi per turbativa d asta (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 01-04-2008)

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SVENDITE FRANCESI Se Di Pietro denuncia Berlusconi per turbativa d asta Antonio Di Pietro non aspettava che questo momento per riprendersi un po di visibilità. E così, appena è arrivata la prima smentita, l ex pm di mani Pulite ha affondato: "Sono pronto a denunciare Berlusconi per turbativa di mercato". Tutto nasce da un articolo pubblicato ieri dal quotidiano La Stampa che riportava in prima pagina un virgolettato del Cavaliere: "Ligresti, Benetton, naturalmente Mediobanca. E ce ne sono molti altri, come l Eni che ha tante risorse". Aziende e banche che venivano indicati come i probabili nomi italiani che dovevano prendere parte alla cordata per non far cadere Alitalia nella mani di Air France-Klm dopo che mercoledì il leader del Pdl aveva annunciato che la cordata sarebbe stata resa nota "a giorni". "Pensavo che la trattativa in cui si è impegnato il governo portasse a una fusione con Air France, tipo quello che è avvenuto con la Klm. Pensavo che si creasse un polo franco-italiano, ma questa è un'acquisizione e basta, e io non ci sto", ha detto il Cavaliere nell'intervista alla Stampa. "Come facciamo a dare la nostra compagnia di bandiera ai francesi che sono forti nei nostri stessi settori: dal turismo alle opere d'arte, alla moda. È una follia", aveva aggiunto Berlusconi. Berlusconi ha poi smentito la parte riguardante i nomi: "Quelli apparsi sui giornali sono indiscrezioni o supposizioni da parte giornalistica" ha spiegato il Cavaliere. Mediobanca di fatto è stata chiara: "Al momento non c'è allo studio alcuna ipotesi di cordata nè di ingresso nel capitale di Alitalia". Idem Eni. Benetton e Ligresti però non hanno commentato. Segno che qualcosa di vero sembra esserci. Ma tanto è bastato perchè l'Italia dei valori sia decisa a presentare una denuncia alla procura della Repubblica al fine di accertare se vi siano gli estremi di reato nelle dichiarazioni di Berlusconi sul caso Alitalia. S. G. [Data pubblicazione: 28/03/2008].

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Calderoli: <Air France si è comprata pure i sindacati...> (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Calderoli: "Air France si è comprata pure i sindacati..." fabrizio carcano "Alitalia? Berlusconi, o chi per lui, ha contattato una serie di persone, gli imprenditori, che hanno manifestato un interesse, ma che ovviamente prima di fare altri passi voglio poter vedere le carte dei conti della compagnia esattamente come ha potuto fare Air France in questi cinque mesi". Roberto Calderoli conferma la possibilità di una cordata di imprenditori nostrani interessati a rilevare alitalia, in alternativa ad Air France in modo da poter salvare Malpensa. Intervenendo a Treviso il coordinatore delle segreterie nazionali leghiste ha poi puntato l indice contro i sindacati la cui posizione si è già notevolmente ammorbidita, come hanno confermato le parole di Epifani durante il convegno di Brescia con veltroni. "La campagna acquisti continua: prima la Francia che acquista la cordata governo-partito democratico, che a sua volta in quattro e quattrotto si è comprata i sindacati , che non hanno resistito molto a vendere la pelle di tanti lavoratori che ingenuamente per tanti anni gli hanno mantenuti. In altri momenti storici questi sindacati sarebbero stati accusati di alto tradimento". Riguardo al voto del 13 e 14 aprile Calderoli non ha dubbi: non ci sarà nessun pareggio il distacco era di 10 punti 1 mese fa e non è cambiato nulla. Questi ultimi giorni sono stato prima in umbria e nelle marche due regioni rosse e ieri in friuli e non ho trovato nessuno ma proprio nessuno che pensi di votare ancora per la sinistra". In chiusura una replica poi alle aperture fatte da silvio Berlusconi su un possibile voto amministrativo per gli stranieri. "Abbiamo fatto un patto su quello che è il contenuto del programma e di stramberie come il voto agli immigrati non c è traccia. abbiamo una costituzione che prevede il diritto di voto rispetto ai cittadini italiani e una legge che regola l acquisizione della cittadinanza stessa. Per quanto riguarda la lega la discussione si è aperta e si è già chiusa". [Data pubblicazione: 30/03/2008].

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Spinetta vuole sacrificare lavoratori e hub lombardo (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

L ultimatum di air France Spinetta vuole sacrificare lavoratori e hub lombardo Igor Iezzi Nove pagine in tutto, 5 per la bozza di accordo e 3 di allegati più la lettera di Spinetta. Qui sta tutto il piano di Air France per l acquisto di Alitalia. Gli esuberi vengono confermati, così come il declassamento di Malpensa e la scelta di puntare su Fiumicino. Questo in sintesi il progetto- ultimatum franco olandese per la compagnia di bandiera. E pensare che in una lettera accompagnatoria il presidente di Air France-Klm Jean-Cyril Spinetta parla di "visione strategica per Alitalia" prevedendo per la compagnia italiana una "strategia di crescita sostenibile e redditizia". Il gruppo guidato da Spinetta, viene ribadito, "desidera il rilancio di Alitalia". In realtà ai sindacati, a cui è stata inviata la bozza di accordo, non è arrivato granché di nuovo. Roma, è scritto, sarà l hub in Italia, in un network di gruppo che sarà "concentrato intorno a tre principali hub intercontinentali (con Parigi e Amsterdam)". Quanto al nodo Malpensa, sarebbe comunque previsto "un importante gateway a Milano riorganizzato, in una prima fase, per ripristinare le condizioni per il suo futuro sviluppo in maniera armoniosa e finanziariamente solida". Non solo. Il nuovo piano industriale ridurrà la flotta per il trasporto passeggeri lasciando a terra 37 aeromobili e prevede la completa cessazione dell attività cargo a partire dal marzo 2010. Per quanto riguarda l attività del trasporto passeggeri, si prevede per il 2008 di mantenere 24 destinazioni nazionali servite mediamente con 44 linee con 1.265 frequenze settimanali; 45 destinazioni internazionali, servite mediamente con 77 rotte con 927 frequenze settimanali; 14 destinazioni intercontinentali servite mediamente con 17 rotte con 101 frequenze settimanali. La flotta di trasporto passeggeri verrà dunque ridotta da 174 a 137 aerei escluso Volare. Air France-Klm immetterà nell Alitalia un ammontare cash "estremamente significativo" tramite un aumento di capitale di 1 miliardo di euro. "L iniezione di un tale livello di risorse finanziarie - sottolinea il gruppo - è un segnale inconfutabile del supporto di Air France-Klm alla compagnia e della sua fiducia nel futuro di Alitalia quale una tra le principali linee aeree". Ovviamente questo non sarà a costo zero. Infatti il documento di Air France conferma i previsti 2100 esuberi annunciata da Spinetta. Si tratta delle 1600 unità (1500 persone in Italia e 100 nelle rappresentanze della compagnia nel resto del mondo) degli esuberi di personale in Az Fly e dei 500 esuberi delle attività di Az Servizi reintegrate nel perimetro del gruppo Alitalia. In particolare per gli assistenti di volo sono previsti circa 600 esuberi e 500 sono quelli dei piloti. Per quanto riguarda il personale di terra per circa 250 è previsto il pensionamento nell arco dei prossimi 7 anni e per altri 150 saranno attuate misure di riqualificazione. Per i dipendenti di Alitalia Servizi che saranno reintegrati in Alitalia sono stati stimati 500 esuberi nell area della manutenzione di cui 280 potranno accedere al pensionamento immediato o differito. E per gestire questi esuberi il gruppo franco-olandese ha predisposto un piano sociale che permetterà di "non abbandonare nessun dipendente". "Perciò - sottolinea il documento - ad ogni persona in esubero verranno offerti sia l opportunità di un pensionamento immediato o differito, sia un aiuto per riqualificarsi attraverso formazione, azioni di out placement o incentivi finanziari per la realizzazione di un progetto personale". Sul tavolo del possibile risanamento di Alitalia, quindi, si prepara il sacrificio di Malpensa e di migliaia di lavoratori. [Data pubblicazione: 29/03/2008].

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Sondaggio: il 60% tifa per la cordata del Cav (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

La maggioranza degli italiani tifa per la cordata made in Italy lanciata da Silvio Berlusconi. È quanto emerge da un sondaggio effettuato dall Istituto Piepoli, secondo cui il 40% degli italiani si è dichiarato abbastanza d accordo con la proposta del Cavaliere ed un altro 20% molto d accordo, portando così al 60% i consensi per il leader del Pdl. Contrari appena il 35%. Diverse le percentuali per quel che riguarda la posizione assunta da Walter Veltroni, il quale ha dichiarato che se c è una cordata italiana questa deve venir subito allo scoperto, altrimenti è solo un bluff elettorale. A favore del leader del Pd si è espresso il 40% degli interpellati, ai quali si aggiunge un altro 17% che si è dichiarato molto d accordo con la posizione espressa da Veltroni, portando i consensi al 57%. Contrari, invece, il 48%. In generale, tuttavia, la maggioranza degli interpellati si esprime a favore dell italianità della compagnia di bandiera. Dal sondaggio emerge che il 60% degli italiani esprime un sentimento negativo alla vendita ai francesi, sulla quale si dichiara a favore solo il 23%. E ancora: ben il 71% del campione interpellato è dell opinione che l Alitalia dovrebbe restare italiana perchè è una compagnia di bandiera, e solo il 22% ritiene che debba invece far parte di una grande compagnia europea. [Data pubblicazione: 29/03/2008].

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Strade e ferrovie: l Expo ci ridarà l hub (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Moratti e Formigoni a Parigi incrociando le dita Strade e ferrovie: l Expo ci ridarà l hub Parigi - Roberto Formigoni e Letizia Moratti sono già a Parigi in febbrile attesa del verdetto sull Expo 2015. Un occhio, però, continua ad essere rivolto a Roma, dove si gioca la partita Alitalia-Malpensa. E certo, guardando al piano infrastrutturale portato a Parigi, c è da incrociare le dita perché l assegnazione dell Expo a Milano sarebbe un volano straordinario anche, e forse soprattutto, per Malpensa. Per rendersene conto basta scorrere la lista delle opere che il Governatore lombardo e il sindaco di Milano hanno programmato di realizzare proprio in vista del grande evento fieristico. C è la già ultimata Boffalora-Malpensa (che verrà inaugurata domani), c è la BreBeMi, c è la Tem, c è l Alta velocità ferroviaria tra Milano e Bologna e Milano e Brescia, c è il collegamento diretto tra Milano Centrale e Malpensa e c è anche la tratta Lugano-Varese-Malpensa. L aeroporto, per farla breve, verrebbe finalmente allacciato al capoluogo lombardo e i tempi di raggiungimento dello scalo si ridurrebbero drasticamente. Sarebbe davvero arduo, a quel punto, negare a Malpensa il ruolo o le ambizioni di scalo-hub. "L Expo - ha spiegato il Governatore alla stampa francese - sarà un occasione straordinaria dal punto di vista economico e delle relazioni con altri operatori commerciali, turistici e con altri cittadini. Ci aspettiamo un flusso di visitatori attorno ai 30 milioni. E già da oggi, con il lavoro che abbiamo svolto in questi mesi, la nostra immagine e sostanza internazionale è cresciuta: abbiamo molti più amici nel mondo. Questo -ha concluso il Presidente - ci permetterà di crescere ulteriormente, di avere più benessere e più lavoro. E l occasione dell Expo sarà grande anche dal punto di vista infrastrutturale: Milano diventerà più bella, la Lombardia diventerà più accogliente, più integrata e più moderna. Costruiremo insieme agli amici del mondo un pezzo di futuro veramente a misura di persona". Ottimista e fiduciosa si è mostrata anche Letizia Moratti. "Il grande lavoro di questi mesi - ha detto il sindaco -ha già portato un grande risultato. Milano, la Lombardia e l Italia sono tornate stabilmente al centro della scena mondiale". E se arrivasse l Expo, anche Malpensa tornerebbe stabilmente al centro del mondo. Alla faccia di chi le vuol male. [Data pubblicazione: 29/03/2008].

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<Sono proposte irricevibili e offensive> (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Berlusconi riboccia il piano transalpino: "Svendita vergognosa" "Sono proposte irricevibili e offensive" Malpensa e la vicenda Alitalia continuano a tenere banco anche in campagna elettorale. Il candidato premier del Pdl, Silvio Berlusconi anche ieri, in un comizio al gazebo del Partito dei pensionati a Milano, ha bollato come "irricevibili e offensive" le condizioni proposte da Spinetta, usando per il terzo giorno gli stessi aggettivi per rigettare il piano francese. In una città già scossa dalle ricadute occupazionali del dehubbing di Alitalia da Malpensa, Berlusconi ha spiegato che uno dei suoi primi impegni al governo sarà "mantenere italiana la compagnia di bandiera". Secondo il leader del Pdl "non è possibile svendere Alitalia" perché anche paesi come Grecia e Portogallo hanno una loro compagnia di bandiera che, come ha già spiegato in passato, equivale a "un ufficio turistico all estero". E "le statistiche dicono che il turismo avrà un aumento del 50 per cento nei prossimi otto anni". Berlusconi ribadisce che Air France "ha presentato condizioni di assorbimento di Alitalia, di svendita totale della compagnia a prezzi bassi" senza parlare della clausola, ricorda il Cavaliere "che impedirebbe all'Italia di fare nuovi accordi sulle rotte aeree con altri Paesi senza il benestare di Air France e la decisione di eliminare il settore cargo". Sul fronte opposto, invece, Walter Veltroni sceglie di attaccare Berlusconi, reo, a suo dire, di non aver mai fatto nulla per la compagnia di bandiera: "Il dossier Alitalia è stato sul tavolo del governo Berlusconi per cinque anni". Secondo l ex sindaco di Roma "c è chi mira a far fallire la trattativa di Alitalia con Air France per arrivare allo stato di crisi e poi vendere la compagnia di bandiera per poche lire". Anche il candidato premier dell Udc insiste sulla vicenda invitando i sindacati a fare "una forte autocritica per i guasti che hanno causato alla compagnia di bandiera con battaglie corporative". Secondo Pier Ferdinando Casini, infatti, "la storia di Alitalia è lo specchio dei mali italiani, in cui le organizzazioni sindacali hanno gravissime responsabilità". [Data pubblicazione: 01/04/2008].

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TUTTI VOGLIONO MALPENSA TRANNE AIR FRANCE (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Mentre a Roma lo vogliono uccidere, lo scalo fa progressi TUTTI VOGLIONO MALPENSA TRANNE AIR FRANCE ALESSANDRO MONTANARI Malpensa - Capire la logica di quello che in questi giorni sta accadendo a Malpensa è veramente arduo e, forse, impossibile. Da una parte, infatti, c è Alitalia che se ne vuole andare perché ritiene le sue attività nello scalo lombardo improduttive, dall altra c è il Gruppo Eurofly che investe sull aeroporto milanese suon di quattrini. E nel mezzo c è la Sea che, malgrado la tempesta in arrivo, continua a migliorare l efficienza di quello che era, e vuole continuare ad essere, un hub. Ma andiamo con ordine. Dal prossimo primo aprile, per una curiosa coincidenza il giorno in cui partirà la cassa-integrazione per 900 dipendenti Sea, la Cargo City di Malpensa sarà in grado di garantire un operatività doganale 24 ore su 24, 7 giorni su 7. In pratica lo smistamento delle merci procederà continuativamente, senza mai interruzioni. Si potrebbe pensare che si tratti di un innovazione ordinaria o trascurabile, ma non è così. Dal primo aprile, infatti, Malpensa sarà l unico aeroporto italiano ad offrire il cosiddetto h24 agli operatori del settore. Ma c è un altro dato da evidenziare. Con lo smistamento continuativo delle merci lo scalo varesino raggiunge, nel settore Cargo, gli stessi livelli di capacità operativa degli aeroporti di Francoforte, Amsterdam, Monaco, Vienna e, udite udite, Parigi. Sarà per questo che Air France vuole chiudere il comparto cargo di Alitalia a Malpensa? La concorrenza allo Charles De Gaulle, in effetti, si sta facendo insidiosa: l anno scorso lo scalo varesino ha movimentato 471 mila tonnellate di merci, registrando un aumento complessivo del 16,2%. All aumento, per la cronaca, ha contribuito anche Alitalia, con un più 4%. E mentre Alitalia Cargo, per bocca di Spinetta, annuncia l addio, a Malpensa ad aprile arriveranno altri due vettori: China Cargo e Jett8-Singapore. Ma non basta. A breve, infatti, grazie ad Eurofly, Malpensa avrà tre nuovi collegamenti internazionali: con Kiev (Ucraina), con Dakar (Senegal) e Il Cairo (Egitto). "Le tre nuove destinazioni - spiega la compagnia - rafforzano il presidio del Gruppo Meridiana-Eurofly sull aeroporto di Malpensa e possono significativamente concorrere ad un ulteriore impegno sullo scalo lombardo che presenta ancora buone potenzialità di sviluppo verso destinazioni internazionali ed intercontinentali". Insomma, se per qualcuno Malpensa è un buco nero dal quale scappare, per altri è una gallina dalle uova d oro. Che qualcuno non la stia raccontando giusta? [Data pubblicazione: 29/03/2008].

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L ALITALIA MOLLA MALPENSA MA OKKUPA LA PISTA (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Fiumicino non ha posto, 5 Md-80 parcheggiati nell hub. I lavoratori in cassa integrazione NOSTRO INVIATO PAOLA PELLAI Malpensa - Almeno abbiano il buon gusto di toglierceli dalla vista. E di liberare la pista. Alitalia ha sabotato l economia del Nord, ha rovinato la serenità di migliaia di famiglie, ma la sua disorganizzazione aggiunge sfregio allo sfregio. Fiumicino caput mundi secondo la compagnia di bandiera. Bene, e allora ci chiediamo che cosa ci fanno quei 5 Md-80 Alitalia neppure troppo nascosti sulla pista tradita. Nella funzionale e strategica Fiumicino non c è posto per parcheggiare questi giganti del trasporto aereo evitando di sfruttare una volta di più Malpensa? Spudorati fino all ultimo. Le strategie dissanguanti del carrozzone romano hanno messo in ginocchio Malpensa, ma non riusciranno a piegarla. La volontà di rilancio è effettiva, l interesse di almeno 70 compagnie aeree non è una chimera, l apertura del satellite C rispetterà i tempi concordati. Ma è altrettanto evidente che tutto ciò non può restituire il sorriso a chi Malpensa la sta già guardando dalla poltrona di casa. Senza più un lavoro. E non toglie neppure le preoccupazioni a chi da oggi è ufficialmente in cassa integrazione. A rotazione e per tutti i dipendenti Sea, a ore o a giorni, a seconda dei settori occupati. "Ci dicono - spiega Mario, al servizio bagagli - che poteva andarci anche peggio. Noi ci abbiamo capito poco, l informazione è stata ai minimi. Dobbiamo accettare e augurarci che non sia il primo passo verso qualcosa di irreparabile". Alitalia è volata via. E non è roba da poco. Sono 127 voli giornalieri spazzati via: intorno ai 10 mila passeggeri quotidiani. Un dato: 631 voli e 57.800 passaggi nella domenica antecedente i tagli, 503 movimenti e 47.600 passaggi la scorsa. Non è poco. Prima, nell area delle partenze, Alitalia occupava i blocchi 2-3-4-5, con i banchi check in che andavano dal 201 al 514. Ieri i desk dedicati alla compagnia di bandiera andavano dal 301 al 314 e dal 201 al 207 per la classe Magnifica: neppure la metà quelli operativi. Anche le biglietterie Alitalia erano un deserto in un alveare perchè comunque la gente viaggia e non vuole smettere di farlo. Ma questo non toglie che Malpensa non è più la Malpensa . C è poco da scherzare, ma se proprio vuoi fare dell ironia ti accorgi che ora trovare un taxi libero non è più un problema. Sono lì in coda chilometrica e aspettano impazienti. Le corriere che fanno la navetta verso Milano per ora non hanno ridimensionato gli orari (uno ogni 20 minuti) e si augurano di non doverlo fare. Gli agenti della sicurezza aeroportuale sono arrabbiati: non più solo Malpensa ma anche Linate, sobbarcandosi gli oneri (in fatto di ore e di costi) della trasferta. I negozi sono cimiteri. Persino da McDonalds non c è bisogno di mettersi in fila alle casse, semplicemente perchè non esiste coda. Sul piano delle (non) partenze m imbatto nelle prime serrande abbassate. E il negozio Marco : libri, gadgets, giornali. Dentro non c è più nulla e fuori un cartello: Chiuso per rinnovo locale . Non c è ombra di operaio o imbianchino al suo interno. Proseguo. Pochi passi. L ora è quella del pranzo per i ritardatari. Sono le 14 passate da qualche minuto. Mi porto a Le Piazze d Italia , piatti veloci ma tipici. Pensavo di dovermi consolare con quanto avanzato dai famelici passeggeri, mi ritrovo con una distesa infinita. E sconsolata. C è tutto, non manca nulla. Perchè nulla è stato venduto. Il cameriere mi guarda sconsolato. Spaghetti al pomodoro, verdure grigliate, la cotoletta impanata e quell insalata di mare faranno una brutta fine. Le attività commerciali diventano una scommessa per giocatori abituati all azzardo. Con la differenza che dietro ai banchi ci sono padri e madri di famiglia. Prima lavoravano per vivere, ora si accontenterebbero di avere la certezza di sopravvivere. Non è facile trovare la quadratura del cerchio. "Ma bisogna provarci - spiega Guido Colombo, sindaco di Somma Lombardo -. Nell hub ci lavorano 1700 miei cittadini. Dobbiamo stare uniti e non mollare. Lancio una proposta alla Sea: una moratoria per le attività commerciali. Il sistema si rimetterà in moto, ma concediamo loro un po di respiro". Proposta interessante, la giriamo ai diretti interessati. E, per favore, respingete al mittente quei 5 Md-80... Ci tolgono la visuale sul futuro. [Data pubblicazione: 01/04/2008].

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<No al piano ma siamo pronti a sederci al tavolo> (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

La risposta dei sindacati "No al piano ma siamo pronti a sederci al tavolo" Il piano presentato da Air France-Klm è insufficiente ma i sindacati vogliono, comunque, andare al tavolo di trattativa per scongiurare il fallimento di Alitalia. E questa la posizione emersa dalla riunione intersindacale e contenuta in un documento unitario sottoscritto dalle 8 sigle sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti, Ugl, Sdl, Unione Piloti, Anpav e Avia. Per il segretario della Cgil Guglielmo Epifani "ci sono molte criticità ma credo che bisogna mettere in atto ogni sforzo per evitare il fallimento di Alitalia". Ieri le organizzazioni sindacali e associazioni professionali hanno ricevuto il documento altamente confidenziale di Air France-Klm accompagnato da una lettera del presidente Jean Ciryl Spinetta. "A nostro giudizio, il documento ripropone nella sostanza e nella forma quanto illustrato a sindacato nel corso della riunione del 25 marzo scorso. Pertanto - si sottolinea nel documento unitario - la posizione di insufficienza della proposta già espressa in quella sede, viene da parte nostra riconfermata". Per le organizzazioni sindacali, "occorre ripartire dalle tematiche che guardano alle prospettive strutturali industriali, proprie del ruolo che la nuova Alitalia dovrebbe esercitare all interno del gruppo Air France-Klm, con particolare riferimento ai presidi produttivi della filiera del trasporto aereo nazionale, internazionale e intercontinentale" e, prosegue il documento, "in tale contesto vi è la necessità di riconsiderare il ruolo e lo sviluppo del sistema infrastrutturale aeroportuale, a partire da Malpensa, dove già si registrano gravi crisi occupazionali o come quelle che si annunciano su Napoli e su tutti gli altri scali italiani". I sindacati, comunque, "nel rigettare qualunque percorso, interno o esterno, che prefiguri il fallimento ritengono di fondamentale importanza proseguire il confronto, per svolgere il ruolo proprio del sindacato nella tutela degli interessi di tutti i lavoratori di Alitalia". A caldo, la reazione era stata più dura, a dir il vero, tanto che il segretario nazionale della Uil Trasporti Marco Veneziani aveva parlato di "un documento brutto e inaccettabile. Se questa è la base per una trattativa, è un conto, ma se invece è la proposta finale lo rimandiamo al mittente". [Data pubblicazione: 29/03/2008].

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Air France non abbassa le ali E ora la Uil sbatte la porta (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Spinetta riconferma il piano, ma il fronte sindacale si spacca Air France non abbassa le ali E ora la Uil sbatte la porta Jean-Cyril Spinetta conferma il piano di Air France-Klm per Alitalia e la Uil Trasporti sbatte la porta. Nel motivare la decisione il segretario generale del sindacato, Giuseppe Caronia, premette che "il clima pre-elettorale che ha trasformato la vicenda Alitalia in terreno di scontro politico tra i diversi schieramenti in campo nega di fatto le indispensabili condizioni di serenità che possano permettere di continuare il confronto con Air France-Klm". Quindi ribadisce l obiezione avanzata ieri in mattinata dal numero uno della Uil, Luigi Angeletti: "Le pregiudiziali poste dal gruppo franco-olandese che vincolano la eventuale acquisizione di Alitalia alla decisione che in proposito assumerà il nuovo Governo e alla preventiva soluzione della controversia con la Sea, oggi riconfermate - chiarisce Caronia - impediscono ulteriormente il prosieguo di un confronto che, a queste condizioni, risulta inutile e non possibile indipendentemente dalle enormi distanze tra le parti". Il sindacalista, dunque, definisce "saggio e doveroso" attendere la formazione del nuovo Governo, qualunque esso sia il quale dovrà a sua volta dire con estrema chiarezza al Paese e ai lavoratori del gruppo Alitalia se e come ritiene si possa portare a termine una trattativa con Air France-Klm, se e in che modo intende sostenere questa eventualità e se intende mantenere il personale di Atitech in ambito Alitalia come da noi richiesto". Il numero uno della Magliana, Maurizio Prato, ricorda che la proroga alla scadenza del 31 marzo per proseguire la trattativa è di pochi giorni ("Abbiamo oggi e domani per trovare un accordo") e se non ci saranno le premesse per una possibile intesa, Alitalia non riuscirà ad ottenere il prestito ponte da parte del Tesoro. Su questo punto è stata chiara anche la Commissione europea spiegando che non avrebbe accettato aiuti di Stato per la Magliana. Ma la Uil non ci sta: "Non saranno certamente le due settimane che mancano alle elezioni incalza Caronia - che determineranno il fallimento di Alitalia, che sono davvero poca cosa se comparate ai lunghissimi mesi di inspiegabile e colpevole silenzio del governo Prodi, che ha sinora precluso al sindacato ogni possibilità di confronto". Proseguono nel negoziato, invece, le altre otto sigle dei dipendenti Alitalia che pure venerdì, ad eccezione dell Anpac, hanno firmato un documento congiunto in cui si definiva insufficiente la proposta francese. Dunque, in una nuova nota congiunta ma anche in questo caso si dissocia il sindacato dei piloti, Filt-Cgil, Fit-Cisl, Ugl Trasporti, Unione piloti, Anpav, Avia e Sdl dichiarano che "il rapporto con la Uil Trasporti si è oggi dissolto per scelta unilaterale non preannunciata" dalla stessa sigla sindacale. Il segretario generale Filt-Cgil, Fabrizio Solari, dichiara che "la svolta vera è cercare di capire se si trova un intesa sulle macroquestioni prima che sugli esuberi", e cioè su integrità del perimetro aziendale, investimenti in flotta, destino di Malpensa e cargo. Sulla stessa linea la Fit-Cisl secondo cui "la migliore scelta per tutelare i lavoratori è quella di stare al tavolo della trattativa anche se gli elementi del confronto sono complessi e gli ambiti piuttosto stretti". [Data pubblicazione: 01/04/2008].

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Sulla strada per Malpensa il Governo taglia nastri, posti di lavoro e voli (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Mentre Di Pietro inaugura la Boffalora-Malpensa, 900 dipendenti rimangono a casa e vengono cancellate 180 tratte MASSIMO GARAVAGLIA Incoerenza, inefficienza, balle. Questa la sintesi della vetrina che oggi si appresta a fare il ministro Di Pietro presente all inaugurazione della Boffalora - Malpensa, una fondamentale arteria di collegamento tra l Autostrada Milano-Torino e l hub lombardo. Fondamentale perché, almeno per oggi, Malpensa è hub a tutti gli effetti. Oggi Di Pietro taglierà il nastro (tricolore, ovviamente) alla nostra strada riempiendo di sorrisi gli obiettivi dei fotografi. Domani (dello stesso anno, domani!) il suo Governo taglierà anche 180 voli e 900 posti di lavoro alla nostra Malpensa. Incoerenza della sinistra di Governo. Ci ricorda il Di Pietro che col megafono gridava fuori Montecitorio contro l indulto mentre il suo Governo e la sua maggioranza, con l appoggio di tanti altri paladini della sicurezza solo sotto elezioni, l indulto invece lo approvavano. La statale che oggi inauguriamo era stata picchettata già negli anni 60. I lavori sono finalmente partiti, a passo di lumaca nel 2000, da dicembre in poi la corsa: in pochi mesi la strada è stata completata, pronta per lo show pre-elettorale. Sconsigliamo, solo per fare un esempio, il passaggio sul sovrappasso di Marcallo, ancora privo di guard-rail: si rischia un bel volo e per metà è sterrato. Non importa all Anas, e non è nemmeno chiuso al traffico, tale è la foga di fare il cinema: alla sicurezza penseranno dopo le elezioni. Il colmo? L anno scorso, da me interrogato in commissione Bilancio della Camera, il presidente dell Anas ha dovuto ammettere che gli espropri non erano ancora giunti a conclusione, cioè che privati e Comuni, dopo anni e a lavori quasi ultimati, non erano ancora stati pagati. Poi il Presidente è stato di parola e i soldi sono arrivati: peccato che per legge, per fare un opera pubblica devi pagare il terreno prima di occuparlo. Quasi 50 anni per realizzare una statale. Ecco l inefficienza dell Anas, tipico Ente dello Stato italiano. Oggi il ministro viene a farsi bello inaugurando una statale che di Stato non ha praticamente nulla perché è stata interamente realizzata con i soldi dei lombardi. Noi la Boffalora - Malpensa la stiamo pagando con le gabelle ai caselli delle tangenziali di Milano e della Mi-To. I romani sono più fortunati, la Roma-Fiumicino è stata finanziata con la fiscalità generale, cioè l abbiamo pagata ancora noi. Il Grande Raccordo Anulare, la tangenziale di Roma, è gratis. La Roma - Fiumicino è gratis. Per forza, tanto paga Pantalone& Infine veniamo a Veltroni che continua a ripeterci che di moratoria non si deve parlare, meglio dire trasferimento graduale dei voli . Fosse vero sarebbe quasi lo stesso. Ma da domani i voli sono tagliati tutti in un sol colpo, non gradualmente . Nell accordo con Air France c è una clausola che esclude espressamente il mantenimento dei voli su Malpensa: come fa il sindaco di Roma a scrivere nel suo programma che ci sarà un trasferimento graduale? Come fa a ripeterlo in televisione senza arrossire almeno un pochino? Allora eviti, il sindaco di Roma, di raccontare balle. Tagliano rotte, tutte e subito, e posti di lavoro. Poi senza vergogna vengono ad inaugurare la nostre strade. Se ne stiano a Roma, con la loro Alitalia, ne facciano ciò che credono i signori della sinistra, la regalino ad Air France o la facciano fallire. Ma giù le mani dalla nostra Malpensa. PS: un segno della distanza, anche fisica, tra Di Pietro e compagni e il Nord. Nel volantino ufficiale dell inaugurazione Lonate Pozzolo diventa Lonate Bozzolo . Caro Ministro, almeno uno sguardo alla cartina& [Data pubblicazione: 30/03/2008].

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Malpensa, una strada in più ma 900 lavoratori in meno (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Garavaglia: l Expo è una lezione al Governo. Lo scalo è il futuro NOSTRO INVIATO ALESSANDRO MORELLI Vanzaghèll - La vetrina pre-elettorale è fatta: l inaugurazione della Boffalora-Malpensa è compiuta. Da oggi la nuova statale collega direttamente l hub all autostrada Milano-Torino. C erano tutti sul palco, il Governatore Formigoni, l assessore Cattaneo e il ministro Di Pietro. Sotto, gli invitati e qualche militante con le bandiere di partito. "Lasciamo lontani i colori - spiega Di Pietro - qui non si fa campagna elettorale, si parla di un bene per l Italia". Un Italia che mentre inaugura la strada costruita con i soldi dei lombardi, fa perdere il posto di lavoro a 900 dipendenti di Malpensa e taglia il 70% dei voli allo scalo padano. Così, mentre persino il presidente di Anas, Pietro Ciucci, ribadendo l importanza dell arteria stradale, rimarca la tristezza per il momento di difficoltà dell hub, il ministro Di Pietro, in piena campagna elettorale, lancia la proposta di federalismo infrastrutturale . Il Governatore Formigoni mestamente annuncia: "Ci aspetta un periodo di quaresima, ma sarà il più breve possibile" e Filippo Penati spiega: "Alitalia se ne va ma lo scalo avrà comunque un futuro intercontinentale. Qui nessuno ha intenzione di arrendersi". Una vetrina elettorale che rischia di essere un boomerang per i partiti romani. E lo sanno bene gli organizzatori, tanto che il palco è allestito sotto un cavalcavia, ben lontano dalla gente. Sotto la galleria, ben protette, le autorità sorridono ai flash dei fotografi, fuori ci sono quelli che protestano. "È chiaro che il Governo di Roma abbia paura della gente del Nord, di chi oggi vede realizzata un arteria importante ma che non sa come arrivare alla fine del mese perché intanto ha perso il posto di lavoro" spiega l onorevole leghista Massimo Garavaglia. "Questo - afferma ancora Garavaglia - è per noi un giorno di festa per un opera importante ma nel contempo un momento di grande tristezza perché siamo gente del territorio e sappiamo quello che le scelte di Alitalia stanno a significare per il futuro della nostra gente". L aspetto più grave è "che pur di salvare il salvabile per la compagnia di bandiera, Alitalia e il Governo stanno svendendo l hub del Nord: sarebbe sufficiente un anno di moratoria per impedire che lo stop imposto da Air France rallenti lo sviluppo di Malpensa attraverso il dumping che si sta realizzando sul nostro aeroporto e sul mercato padano. Invece no, si va avanti col beneplacito di Roma". Tra le bandiere della Lega ci si appresta al taglio del nastro e il ministro Di Pietro, infastidito, chiede ai collaboratori un grande tricolore, ecco la foto di giornata: il ministro col tricolore, taglia il nastro della strada pagata coi soldi del Nord mentre il resto del suo Governo uccide l hub padano e i posti lavoro. "Non potrebbe che essere così - spiega Garavaglia - i partiti romani (al fianco di Di Pietro c è Formigoni) non possono non difendere i 20mila posti di lavoro di Fiumicino. Il dramma è che le forze politiche presenti su scala nazionale stanno facendo il male di tutti. Solo la Lega, come sempre, punta agli interessi del Nord che, in questo caso, coincidono con quelli generali". Presente all evento anche l ex presidente della Provincia di Varese e candidato alla Camera, Marco Reguzzoni, arrivato dopo una lunga camminata con alcuni militanti del Carroccio "non ci volevano far arrivare fino a qui - spiega - questa è un opera per la gente, ma i timori rispetto alle reazioni dei cittadini del nostro territorio sono così grandi che hanno deciso di fare un inaugurazione sotto un viadotto e solo tra ben determinati ospiti". Alla luce della vittoria dell Expo 2015, Garavaglia ha in seguito aggiunto: "Questa è un ulteriore lezione al Governo romano: il mercato non si può fermare. È impensabile che un manager cinese o americano passi da Roma o Parigi per raggiungere la Fiera Mondiale. Il trasporto aereo è qui e secondo uno studio del Comitato Expo, 9 milioni di passeggeri passeranno da Malpensa per andare all appuntamento internazionale. Con o senza Alitalia". [Data pubblicazione: 01/04/2008].

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<Nonostante Roma non morirà mai> (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

PARLA BONOMI "Nonostante Roma non morirà mai" Vanzaghèll - "Malpensa non morirà mai". Giuseppe Bonomi, presidente della Sea, difende l hub milanese nel giorno dell abbandono da parte di Alitalia che ha ridotto da 177 a 50 i suoi voli giornalieri. A margine della apertura al traffico della nuova bretella Malpensa-Boffalora, Bonomi ha sottolineato come l aeroporto milanese costituisca, in ogni caso "un asset industriale strategico per il Nord e per l intero Paese. Da oggi - ha aggiunto - Malpensa cambia tipologia di traffico e non ha più un vettore di riferimento, ma questa non è una novità". Secondo Bonomi, infatti "a tutti coloro che ci suggeriscono di disgiungere i destini di Alitalia da quelli di Malpensa rispondiamo che i destini sono già disgiunti dal 30 agosto del 2007, dal momento in cui, cioè, Alitalia ha approvato il piano che prevedeva la dismissione della sua attività industriale da Malpensa". In ogni caso, ha proseguito Bonomi "noi andremo avanti e lo dimostrano le 70 trattative commerciali in atto così come la realizzazione di questa opera, la Boffalora-Malpensa appunto, che rappresenta uno dei pressuposti per la rinascita di Malpensa ed alla quale stiamo lavorando da dieci anni". [Data pubblicazione: 01/04/2008].

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Candidature operai Thyssen (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Rave party, festini illegali GIULIANO CITTERIO Milano Rave party: visto che questi festini illegali avvengono nella più completa indifferenza di istituzioni locali, prefetti e questori incaricati, anzi teoricamente obbligati, a far rispettare leggi e regole, con la polizia che pattuglia a qualche chilometro di distanza (o sono ancora tutti al gazebo della Lega a fermare la donazione gratuita delle bombolette antistupro?), che almeno si provveda alla distribuzione gratuita di qualche tonnellata di droghe varie. Candidature operai Thyssen DAVIDE TIRABOSSI Parma Due partiti del centrosinistra, Pd e Sinistra Arcobaleno, hanno candidato al Parlamento due opeRai della Thyssen, e i lavoratori hanno accettato. Vergogna. Questi operai devono vergognarsi perché diventeranno ricchi sulla pelle dei loro colleghi morti in fabbrica, infatti il loro stipendio passerà da 1.000 a 20.000 euro mensili, quindi porteranno a casa in un mese ciò che guadagnavano in un anno. Se non fosse successa la tragedia, questi operai sarebbero perfetti sconosciuti, invece grazie alla morte dei loro colleghi sono andati in tutte le tv a farsi intervistare (a pagamento?) ed ora vanno in Parlamento cambiando radicalmente il loro stato sociale, da poveri operai a ricchi parlamentari senza i requisiti necessari per tale lavoro se non la morte dei loro colleghi. Anche chi li ha candidati deve vergognarsi perché cercano voti sulla pelle dei lavoratori morti. Inondiamo di fax Air France STEFANO ROVAGNATI Mariano Comense Pubblicate in prima pagina l indirizzo e-mail e un numero di fax di Air France con l invito a comunicare ai transalpini l intendimento dei lombardi, dei veneti e dei piemontesi a non utilizzare più i loro voli per il futuro. Saranno sommersi da una marea di messaggi e si guarderanno bene dal mettere le mani su Alitalia. La sinistra e le verità negate CINZIA Gent.mo direttore, vorrrei porLe alcune domande: come mai questo governo, centrosinistra e sinistra estrema, compresi i più cocciuti comunisti, di comune accordo vorrebbero farci pagare la tassa sulla Rai anche se si possiede soltanto un computer? Questa novità l'hanno fatta risorgere rispolverando il contenuto della legge del 1938. La cosa che mi giunge strana e che questo governo ha speso un sacco di soldi in commemorazioni per ricordare alla gente di non dimenticare cosa accadde durante il fascismo e poi ripescano una legge fascista? Come mai? Quando qualcosa ritorna utile la si può usare? Allora non era tutto negativo quel che accadde durante il ventennio fascista! E come mai non dovremmo ricordare anche gli scempi e le violenze commessi gratuitamente dai comunisti partigiani? La verità non dovrebbe emergere tutta e non soltanto quello che fa comodo? Stranieri? Inutili! LIVIO GIANNI MILANI Maderno (Bs) Stranieri utili ? Può darsi, ma intanto, per ogni straniero che oggi ha un lavoro qui nel mio Paese (magari in nero e con una paga da fame) ve ne sono cento (con regolare permesso di soggiorno) che non fanno un cacchio, girando per paesi e città da mane a sera. Senza calcolare poi, che ogni straniero che lavora in Italia occupa il posto di un cittadino italiano (visto che di lavoro ne abbiamo così tanto). Insomma, io personalmente, tanta utilità non ce la vedo proprio: gli stranieri saranno anche utili , ma non certo a tutti. Basta prenderci per i fondelli: siamo mica dei fessi! Il Pd è nuovo? NANDO BRANCA Vallemosso (Bi) Il Pd ha tentato di presentarsi come il nuovo proiettato nel futuro, autoproclamandosi depositario di valori ed etica. In verità è però totalmente mancato un profondo esame di coscienza, dato che da quelle parti non si è per nulla affrontato il problema inerente gli errori della cultura cattocomunista in cui affondano le radici delle forze che tale partito hanno composto (con tutto il corollario di scelte politiche, sociali ed economiche sbagliate); a questo proposito calza a pennello un passo biblico ( Proverbi 30;12): C è una generazione che è pura ai suoi propri occhi, ma che non s è lavata dai propri escrementi . Boicottare le Olimpiadi LISETTA ALBERTI Agrate Brianza La Cina con la sua spregiudicata aggressività ha ormai messo in ginocchio la nostra economia. Le fabbriche chiudono per i prezzi troppo bassi dei prodotti cinesi. Là non viene rispettato nessuno diritto umano, né civile, in nome di una sfrenata produzione industriale. Fiumi, laghi, mari e anche l aria, tutto viene inquinato, e non parliamo poi delle morti sul lavoro, ormai si è perso il conto. Ora questa situazione è diventata intollerabile per noi, ne va del nostro futuro industriale. La Cina nella sua aggressività ha raggiunto anche il Tibet. Faccio presente che il Tibet non è un piccolo territorio, ma è un territorio grande quanto l Europa intera, e i tibetani hanno diritto a conservare la loro dignità di popolo come noi padani. Ora ad agosto a Pechino ci sono le Olimpiadi una gigantesca vetrina costruita dal regime comunista per mostrarsi bello agli occhi del mondo, mentre schiaccia le giuste rivendicazioni del popolo tibetano. Non perdiamo questa grande occasione di dare una colossale stangata sui denti, boicottando le olimpiadi a questa vorace tigre cinese. Non perdiamo quest occasione, boicottiamo le Olimpia di Pechino per salvare le nostre industrie. Lancio un appello ai dirigenti della Lega, perché si facciano promotori di questo boicottaggio. Viva la Padania, abbasso la Cina, e viva il Tibet . Salvare il Tibet FERDINANDO RODELLA Bernate Ticino Mi permetto di inviarvi, come motivo di discussione, l'idea di proporre il Tibet, con i suoi abitanti, patrimonio dell'umanità e o dell'Unesco, data l'unicità del territorio e dei suoi abitanti. Questo chiaramente, sarebbe da sottoporre ai nostri politici e farsi quindi promotori di una soluzione a questo grande problema, che tocca veramente, tutta l'umanità. Ci sono parecchi altri casi di soprusi su popoli è vero. Ma credo che iniziare a partecipare a risolvere il problema Tibet, e quindi sottoporre possibili soluzioni pacifiche alla comunità internazionale, Cina compresa sarebbe meritevole e lodevole. Vi ricordo che l'invasione del Tibet è avvenuta nel lontano 1959, senza grandi prese di posizione da parte della comunità internazionale. Da allora l'inizio del genocidio culturale ed etnico, nei confronti del popolo tibetano, in questi giorni sotto gli occhi di tutti noi. È ora di dire basta all'indifferenza, proponiamo soluzioni. ma per favore non ignoriamo più questa tragedia. Rom assassino, finiamola! TEODORO LASCELLA Ancora un neocomunitario colpevole di una strage sulle strade, alla guida di un auto completamente ubriaco. L auto era di un bulgaro che aveva 500 auto intestate a se stesso, neanche il sultano del Brunei può permettersi tanto lusso. Si può tranquillamente supporre che calcolando una media di 200 euro annui di tassa di possesso abbia dovuto sborsare la bellezza di centomila euro ogni anno. Chiunque può avere intestate tutte le auto che vuole ma dovrebbe almeno avere anche una patente e questa il rom non sapeva neanche lontanamente cosa fosse. Non sarebbe difficile vietare l acquisto di un auto a chi non possiede i requisiti minimi di legge per poterla usare, così come è impossibile acquistare un arma senza esibire un regolare porto d armi. L incidente di Settimo Torinese dimostra un fatto incontestabile: la deterrenza, da sempre indicata come strumento numero uno per la prevenzione, non funziona. Non serve aumentare le sanzioni, la patente a punti o il carcere. Il nomade a quattro ore dall incidente non ricordava assolutamente nulla dell accaduto. Facile espediente per conquistare quella incapacità di intendere e di volere che gli aprirebbe le porte del carcere. Se fosse stato vero che dopo tutto quel tempo non sapeva cosa fosse successo, a maggior ragione quando si è messo alla guida dell auto non sapeva neanche se stava veramente guidando o se stava condendo l insalata. In tali condizioni pretendere che una persona prima di mettersi alla guida pensi a quali potrebbero essere le conseguenze civili e penali in caso di incidente o anche di semplice controllo, è pura utopia. Vaime, cattivo esempio VINCENZO CHIARO Ci meravigliamo dell abbruttimento di tanti nostri giovani, del rave, del nichilismo, da bravi ipocriti, poi basta aprire la tv al canale 7, ad Omnibus, e vedere l ineffabile Enrico Vaime dichiarare, a proposito del battesimo di Magdi Allam "Non si capisce tutto questo clamore... Tutto sommato è un fatto privato... (e conclude) e poi a noi che ce ne frega!". Che volete che pensino i giovani? Vaime ha l età, infatti, di un loro genitore. Ecco come sono cresciuti. A caccia di posti fissi LUIGI BRAMBILLA S. Fermo d.b. (Co) La Settimana Enigmistica dell 8 marzo 2008 riporta a pagina 24 la vignetta in cui una persona, in camice bianco e scarmigliata, in mezzo agli alambicchi, afferma: "Non so cosa sto facendo: è pura ricerca, la mia!". Si è invece in molti a pensare che la soluzione è lapalissiana... Sì, la ricerca del posto fisso, statale e, come tale, con lo stipendio vita natural durante! [Data pubblicazione: 29/03/2008].

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La Parola ai lettori (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Importanti i contatti con chi è lontano ROBERTO PEPE Caro Direttore, perché la Padania non appare più con il proprio sito in internet? Proprio sotto le elezioni è importante essere aggiornati. Chi non abita al Nord non ha più riferimenti immediati. Io ho la fortuna di avere mio cugino in Val Brembana che gestisce un'edicola e mi tiene aggiornato, ma ho amici che vorrebbero essere informati a Roma e, praticamente è impossibile farlo. Prego, cercate almeno di mandare in rete i titoli e le lettere dei lettori. Mantenete vivo il contatto con la gente che è lontana. È estremamente importante La prosopopea di Napolitano PINO Gentile Direttore, leggo che il presidente N , con la sua solita prosopopea, alle fosse ardeatine dichiara: Non dimenticheremo . Lui dice che non dimenticherà quei morti! Io mi chiedo come farà, visto che dei cento milioni di morti fatti dai suoi "compagni" si è dimenticato da un pezzo! Sarebbe bello poter ripetere la domanda pubblicamente finché non arriverà una chiara risposta... Che triste Paese quello in cui si accusa qualcuno di strumentalizzare la vicenda Alitalia, ma non si stigmatizza chi strumentalizza la morte altrui! L indignazione dei musulmani LUCIO DI NISIO Montesilvano La vicenda della conversione di Magdi Allam ha trovato ampio spazio sui media arabi. La stampa è critica verso il Papa per avere voluto "in prima persona" celebrare il battesimo del giornalista. Unanime la condanna sui siti web dei giornali alla scelta del giornalista, definito "apostata" e accusato di essersi "gettato nelle braccia dell Occidente per interessi economici e personali". Il quotidiano palestinese Al Quds al Arabi titola in prima pagina: "Il Papa Bendetto XVI provoca l indignazione dei musulmani per avere battezzato un ex musulmano che appoggia Israele ed è noto per la sua avversione all Islam". Dovremmo essere "indignati" noi cattolici per tali espressioni di odio, tenendo presente che i musulmani apostati sono passibili di fatwa di morte. Prodi ci ha svenduto ai francesi OMAR VALENTINI Salò (Bs) La cessione di Alitalia potrebbe rappresentare la Prodezza finale, e più eclatante, dell attuale governo dimissionario. Prodi, pur sfiduciato, prosegue imperterrito nella sua opera demolitrice. Lo potremmo chiamare il Grande Demolitore o, come Sylvester Stallone, Demolition Man , essendo stato in grado di demolire tutto ciò che ha incontrato sul suo cammino, vendendo fior di aziende statali sottocosto ai privati, peggio che nei saldi di fine stagione. Che senso ha cedere Alitalia, per di più ai nostri più agguerriti concorrenti, i francesi, ora che il suo prezzo in borsa è crollato quasi a zero? Significa regalarla: oltretutto a chi ha interessi opposti ai nostri. Il governo ha riservato una corsia preferenziale ad Air France, tenendo fuori il più possibile qualsiasi altro acquirente. Se le cose andranno come è stato deciso da Prodi, gli italiani si ritroveranno cornuti e mazziati e, quando viaggeranno in aereo, potranno solo vergognarsi del proprio Paese. Qualche domanda a Matteo Colaninno LETTERA FIRMATA Il Wangelo (Walter Vangelo) secondo Matteo. A Ballarò(ssa) c'era, accanto a Piero Fassino e, in gessato grigio scuro come Piero, Matteo Colaninno, capolista per il Pd in Lombardia, il quale ha ben chiara la sua "missione" in questa campagna elettorale. Giorni addietro lo ha rivelato: "Rappresentare il nord e i ceti produttivi" nel progetto veltroniano per la nuova Italia. Poi ha aggiunto: "Bisogna colpire chi cerca di sfuggire al fisco e premiare chi invece è sempre stato corretto". Ma quale era la missione di Colaninno senior, Roberto, quello della "razza padana" con Gnutti ed altri bresciani, quando fecero nel 1999 la scalata alla Telecom? Quella è stata fino ad oggi la più grande operazione di acquisizione a leva finanziaria (comprare Telecom con i soldi di Telecom), mai operata in Italia. L'operazione riuscì, però creò un debito di oltre 30 miliardi di euro nei conti di Telecom Italia, che dopo 10 anni si trova ancora schiacciata da quel macigno. Nel 2001 Roberto il Guiscardo vende la Telecom a Pirelli e Benetton creando una notevole plusvalenza (1,5 miliardi di euro) nelle casse di Bell, la società veicolo lussemburghese con la quale Colaninno e Gnutti ottennero il controllo di Telecom scaricando il solo debito su Telecom. Per questa plusvalenza la società è stata indagata per evasione fiscale e multata dall'Agenzia delle Entrate per 1,937 miliardi di euro. L'accertamento con adesione a cui hanno aderito i soci di Bell ha permesso la riduzione delle sanzioni ad un quarto del minimo, così la società ha dovuto versare al Fisco/Visco solamente 156 milioni. A Matteo, folgorato sulla via di Roma da Walter Veltroni (WaVe, l'Onda, lo Tsunami della politica italiana), chiedo se tutto ciò è stato, eticamente e fiscalmente, corretto. Si può avere la faccia tosta di Veltroni CARMEN ANSI Lodi Quando ho appreso la notizia dell'ultima promessa elettorale di Veltroni (l'aumento delle pensioni) mi sono detta: "No. Questa elemosina non la voglio". "Un euro al giorno? E che me ne faccio? Spera forse che ci comperi l'Unità?". Poi ho capito: non serviva rifiutarne l'idea. Tanto, non ho 65 anni, e allora sono una pensionata necessariamente ricca, tanto da non avere diritto neppure all'obolo. Fa nulla, per il nostro candidato "voltapagina": per lui "si può fare". Si può continuare a non mangiare quando ti arrivano le bollette del gas e dell'energia elettrica, che da sole ti erodono un mese di pensione, se basta. "Si può". Avere una faccia tosta senza limiti. E dimenticare il senso della misura. Gli slogan di Casini ROBERTO MANZONI Milano Tremendi gli slogan elettorali dell'Udc: Casini: L'Italia ha bisogno di una guida forte! Io scentro!!! Casini: Più sicurezza nelle città! Io dentro!!! Casini: La forza delle idee! Io t entro!!!! La Lega non si faccia fregare RENZO SORDI Come al solito, la Lega rischia di farsi fregare in campagna elettorale. Bisogna fare dei manifesti, meglio qualcuno meno ma incollato bene, in cui si evidenzia la scarsa visibilità in Tv e il furto, soprattutto da parte del partito di Veltroni, di temi e traguardi già perseguiti e raggiunti nel corso della legislatura in cui la Lega Nord era al governo. Perché non ristampare, per esempio, il manifesto in cui si diceva "175 parlamentari in meno" modificandolo solo con una scritta trasversale ben evidenziata dove si aggiunge "manifesto vecchio: noi l'avremmo già fatto se la sinistra non l'avesse bocciato al referendum". Va battuto il chiodo del richiamo alla memoria, secondo me, e alcuni manifesti della Lega Nord, ripresi oggi, sarebbero la conferma della grande lungimiranza che sta dimostrando il Movimento di Umberto Bossi. [Data pubblicazione: 27/03/2008].

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Rave party, festini illegali (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 01-04-2008)

Argomenti: Alitalia

GIULIANO CITTERIO Milano Rave party: visto che questi festini illegali avvengono nella più completa indifferenza di istituzioni locali, prefetti e questori incaricati, anzi teoricamente obbligati, a far rispettare leggi e regole, con la polizia che pattuglia a qualche chilometro di distanza (o sono ancora tutti al gazebo della Lega a fermare la donazione gratuita delle bombolette antistupro?), che almeno si provveda alla distribuzione gratuita di qualche tonnellata di droghe varie. Candidature operai Thyssen DAVIDE TIRABOSSI Parma Due partiti del centrosinistra, Pd e Sinistra Arcobaleno, hanno candidato al Parlamento due opeRai della Thyssen, e i lavoratori hanno accettato. Vergogna. Questi operai devono vergognarsi perché diventeranno ricchi sulla pelle dei loro colleghi morti in fabbrica, infatti il loro stipendio passerà da 1.000 a 20.000 euro mensili, quindi porteranno a casa in un mese ciò che guadagnavano in un anno. Se non fosse successa la tragedia, questi operai sarebbero perfetti sconosciuti, invece grazie alla morte dei loro colleghi sono andati in tutte le tv a farsi intervistare (a pagamento?) ed ora vanno in Parlamento cambiando radicalmente il loro stato sociale, da poveri operai a ricchi parlamentari senza i requisiti necessari per tale lavoro se non la morte dei loro colleghi. Anche chi li ha candidati deve vergognarsi perché cercano voti sulla pelle dei lavoratori morti. Inondiamo di fax Air France STEFANO ROVAGNATI Mariano Comense Pubblicate in prima pagina l indirizzo e-mail e un numero di fax di Air France con l invito a comunicare ai transalpini l intendimento dei lombardi, dei veneti e dei piemontesi a non utilizzare più i loro voli per il futuro. Saranno sommersi da una marea di messaggi e si guarderanno bene dal mettere le mani su Alitalia. La sinistra e le verità negate CINZIA Gent.mo direttore, vorrrei porLe alcune domande: come mai questo governo, centrosinistra e sinistra estrema, compresi i più cocciuti comunisti, di comune accordo vorrebbero farci pagare la tassa sulla Rai anche se si possiede soltanto un computer? Questa novità l'hanno fatta risorgere rispolverando il contenuto della legge del 1938. La cosa che mi giunge strana e che questo governo ha speso un sacco di soldi in commemorazioni per ricordare alla gente di non dimenticare cosa accadde durante il fascismo e poi ripescano una legge fascista? Come mai? Quando qualcosa ritorna utile la si può usare? Allora non era tutto negativo quel che accadde durante il ventennio fascista! E come mai non dovremmo ricordare anche gli scempi e le violenze commessi gratuitamente dai comunisti partigiani? La verità non dovrebbe emergere tutta e non soltanto quello che fa comodo? Stranieri? Inutili! LIVIO GIANNI MILANI Maderno (Bs) Stranieri utili ? Può darsi, ma intanto, per ogni straniero che oggi ha un lavoro qui nel mio Paese (magari in nero e con una paga da fame) ve ne sono cento (con regolare permesso di soggiorno) che non fanno un cacchio, girando per paesi e città da mane a sera. Senza calcolare poi, che ogni straniero che lavora in Italia occupa il posto di un cittadino italiano (visto che di lavoro ne abbiamo così tanto). Insomma, io personalmente, tanta utilità non ce la vedo proprio: gli stranieri saranno anche utili , ma non certo a tutti. Basta prenderci per i fondelli: siamo mica dei fessi! Il Pd è nuovo? NANDO BRANCA Vallemosso (Bi) Il Pd ha tentato di presentarsi come il nuovo proiettato nel futuro, autoproclamandosi depositario di valori ed etica. In verità è però totalmente mancato un profondo esame di coscienza, dato che da quelle parti non si è per nulla affrontato il problema inerente gli errori della cultura cattocomunista in cui affondano le radici delle forze che tale partito hanno composto (con tutto il corollario di scelte politiche, sociali ed economiche sbagliate); a questo proposito calza a pennello un passo biblico ( Proverbi 30;12): C è una generazione che è pura ai suoi propri occhi, ma che non s è lavata dai propri escrementi . Boicottare le Olimpiadi LISETTA ALBERTI Agrate Brianza La Cina con la sua spregiudicata aggressività ha ormai messo in ginocchio la nostra economia. Le fabbriche chiudono per i prezzi troppo bassi dei prodotti cinesi. Là non viene rispettato nessuno diritto umano, né civile, in nome di una sfrenata produzione industriale. Fiumi, laghi, mari e anche l aria, tutto viene inquinato, e non parliamo poi delle morti sul lavoro, ormai si è perso il conto. Ora questa situazione è diventata intollerabile per noi, ne va del nostro futuro industriale. La Cina nella sua aggressività ha raggiunto anche il Tibet. Faccio presente che il Tibet non è un piccolo territorio, ma è un territorio grande quanto l Europa intera, e i tibetani hanno diritto a conservare la loro dignità di popolo come noi padani. Ora ad agosto a Pechino ci sono le Olimpiadi una gigantesca vetrina costruita dal regime comunista per mostrarsi bello agli occhi del mondo, mentre schiaccia le giuste rivendicazioni del popolo tibetano. Non perdiamo questa grande occasione di dare una colossale stangata sui denti, boicottando le olimpiadi a questa vorace tigre cinese. Non perdiamo quest occasione, boicottiamo le Olimpia di Pechino per salvare le nostre industrie. Lancio un appello ai dirigenti della Lega, perché si facciano promotori di questo boicottaggio. Viva la Padania, abbasso la Cina, e viva il Tibet . Salvare il Tibet FERDINANDO RODELLA Bernate Ticino Mi permetto di inviarvi, come motivo di discussione, l'idea di proporre il Tibet, con i suoi abitanti, patrimonio dell'umanità e o dell'Unesco, data l'unicità del territorio e dei suoi abitanti. Questo chiaramente, sarebbe da sottoporre ai nostri politici e farsi quindi promotori di una soluzione a questo grande problema, che tocca veramente, tutta l'umanità. Ci sono parecchi altri casi di soprusi su popoli è vero. Ma credo che iniziare a partecipare a risolvere il problema Tibet, e quindi sottoporre possibili soluzioni pacifiche alla comunità internazionale, Cina compresa sarebbe meritevole e lodevole. Vi ricordo che l'invasione del Tibet è avvenuta nel lontano 1959, senza grandi prese di posizione da parte della comunità internazionale. Da allora l'inizio del genocidio culturale ed etnico, nei confronti del popolo tibetano, in questi giorni sotto gli occhi di tutti noi. È ora di dire basta all'indifferenza, proponiamo soluzioni. ma per favore non ignoriamo più questa tragedia. Rom assassino, finiamola! TEODORO LASCELLA Ancora un neocomunitario colpevole di una strage sulle strade, alla guida di un auto completamente ubriaco. L auto era di un bulgaro che aveva 500 auto intestate a se stesso, neanche il sultano del Brunei può permettersi tanto lusso. Si può tranquillamente supporre che calcolando una media di 200 euro annui di tassa di possesso abbia dovuto sborsare la bellezza di centomila euro ogni anno. Chiunque può avere intestate tutte le auto che vuole ma dovrebbe almeno avere anche una patente e questa il rom non sapeva neanche lontanamente cosa fosse. Non sarebbe difficile vietare l acquisto di un auto a chi non possiede i requisiti minimi di legge per poterla usare, così come è impossibile acquistare un arma senza esibire un regolare porto d armi. L incidente di Settimo Torinese dimostra un fatto incontestabile: la deterrenza, da sempre indicata come strumento numero uno per la prevenzione, non funziona. Non serve aumentare le sanzioni, la patente a punti o il carcere. Il nomade a quattro ore dall incidente non ricordava assolutamente nulla dell accaduto. Facile espediente per conquistare quella incapacità di intendere e di volere che gli aprirebbe le porte del carcere. Se fosse stato vero che dopo tutto quel tempo non sapeva cosa fosse successo, a maggior ragione quando si è messo alla guida dell auto non sapeva neanche se stava veramente guidando o se stava condendo l insalata. In tali condizioni pretendere che una persona prima di mettersi alla guida pensi a quali potrebbero essere le conseguenze civili e penali in caso di incidente o anche di semplice controllo, è pura utopia. Vaime, cattivo esempio VINCENZO CHIARO Ci meravigliamo dell abbruttimento di tanti nostri giovani, del rave, del nichilismo, da bravi ipocriti, poi basta aprire la tv al canale 7, ad Omnibus, e vedere l ineffabile Enrico Vaime dichiarare, a proposito del battesimo di Magdi Allam "Non si capisce tutto questo clamore... Tutto sommato è un fatto privato... (e conclude) e poi a noi che ce ne frega!". Che volete che pensino i giovani? Vaime ha l età, infatti, di un loro genitore. Ecco come sono cresciuti. A caccia di posti fissi LUIGI BRAMBILLA S. Fermo d.b. (Co) La Settimana Enigmistica dell 8 marzo 2008 riporta a pagina 24 la vignetta in cui una persona, in camice bianco e scarmigliata, in mezzo agli alambicchi, afferma: "Non so cosa sto facendo: è pura ricerca, la mia!". Si è invece in molti a pensare che la soluzione è lapalissiana... Sì, la ricerca del posto fisso, statale e, come tale, con lo stipendio vita natural durante! [Data pubblicazione: 29/03/2008].

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