HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli (www.mauronovelli.it)
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T ARTICOLI DEL 1°-4-2008 #TOP
ROMA - Il confronto tra
Alitalia, Air France e sindacati, fissato per oggi alle 12 alla Magliana, è
slittato. La riunione è stata infatti posticipata a mezzogiorno di domani, ultimo
giorno utile fissato da Alitalia e Air France per trovare un'intesa. Intesa che
potrebbe essere ben vista anche dal Pdl: "Resto molto scettico
sull'ipotesi di andare avanti con questa trattativa. Tuttavia se questo accordo
prevede pari dignità che non faccia sparire Alitalia come compagnia di bandiera
noi siamo favorevoli", ha affermato Berlusconi, assumendo dunque una
posizione molto diversa rispetto a quella tenuta finora nel corso della
trattativa. Al tempo stesso, Berlusconi si è mostrato molto scettico sul
rischio che Alitalia possa fallire, nel caso in cui la trattativa con Air
France non dovesse andare in porto in tempi molto stretti: "Non può
fallire, questo ventilato fallimento è una bufala".
A quanto si apprende il rinvio della riunione è stato comunicato dalla
compagnia ai sindacati per "approfondimenti". Su quali possano
essere, e sulle eventuali aperture di Air France-Klm rispetto alle richieste
dei sindacati si sono susseguite nel pomeriggio di oggi anticipazioni molto
dettagliate e smentite piuttosto dure, segno di una certa tensione che
accompagna un momento sicuramente decisivo per la trattativa. Le agenzie di
stampa nel primo pomeriggio hanno diffuso dichiarazioni di anonime "fonti
sindacali" secondo le quali il presidente di Air France-Klm Jean-Cyril
Spinetta starebbe considerando in queste ore l'anticipo dal 2010 al 2009 di un
ingresso in flotta di un B-777 e la messa a terra di 13 Md-80, invece dei 16
previsti; una verifica di redditività per il cargo prima della eventuale
chiusura nel 2010; il mantenimento di Atitech. Mosse che se confermate si
convertirebbero sicuramente in un alleggerimento degli esuberi.
E che andrebbero nella direzione indicata dai sindacati, se si
rivelassero fondate, pur non costituendone un accoglimento globale delle
richieste. Si tratterebbe infatti del frutto della mediazione del presidente di
Alitalia Maurizio Prato, che stamattina ha avuto un incontro con Spinetta, nel
corso del quale si sarebbe ragionato su una riduzione dei tagli previsti per la
flotta, che porterebbero ad una diminuzione degli esuberi per piloti ed
assistenti di volo.
Peccato che siano invece i sindacati stessi, e stavolta con un comunicato ufficiale
e firmato, a smentire queste ipotesi, meno di un'ora dopo. "Sulla vicenda
Alitalia non ci risultano novità di rilievo, né formali né informali",
affermano in un comunicato congiunto i segretari generali della Filt Cgil e
della Fit Cisl, Fabrizio Solari e Claudio Claudiani. Secondo i due segretari
generali "esercitarsi su inutili limature riciclando proposte già avanzate
nei giorni scorsi non aiuta l'avanzamento della trattativa".
Affermazioni che suonano come un allarme 'sabotaggio' di una trattativa che sta
invece andando faticosamente avanti. Questo perché le novità filtrate
attraverso le agenzie di stampa, che sono naturalmente smentite anche da Air
France-Klm, non sarebbero forse risolutive per i sindacati ma sarebbero il
segnale di un'apertura vera da parte di Spinetta, se domani venissero
confermate al tavolo delle trattative. Ma, se così non fosse, si potrebbe
creare uno stato di tensione tale da provocare la rottura definitiva tra il
gruppo franco-olandese e i sindacati, vanificando così il tentativo estremo di
arrivare a un accordo. Anche se tuttavia rimane l'attesa per quanto Spinetta
proporrà domani al tavolo: delle novità rispetto all'ultima versione del piano
dovrebbero sicuramente esserci, anche se è difficile dire quali saranno realmente,
in che misura coincidano con le anticipazione diffuse tra ieri e oggi e quale
potrebbe essere il loro impatto sulla posizione dei sindacati.
Proseguono intanto le proteste dei dipendenti della compagnia. Circa 200
lavoratori ha prima bloccato per un'ora la linea ferroviaria Roma-Fiumicino e
poi ha occupato il Centro direzionale alla Magliana.
Ieri sera, nel corso della riunione ristretta con il presidente di Alitalia
Maurizio Prato e Spinetta, i sindacati avevano chiesto di rivedere i nodi
cruciali del piano presentato dal gruppo franco-olandese relativamente alla
flotta, agli investimenti, al cargo e agli esuberi. La Uil aveva
abbandonato il tavolo, sostenendo che era inutile continuare a
trattare in assenza di vere aperture da parte di Air France, e auspicando la
ripresa delle trattative con l'insediamento del prossimo governo. Oggi, dal
segretario generale Luigi Angeletti, arriva però un'apertura: "Torniamo al
tavolo solo se Air France opererà delle modifiche al piano industriale,
riguardante il numero degli esuberi e il perimetro aziendale". E che
l'attesa cresca lo dimostra anche la vivacità del titolo in Borsa, che è stato sospeso
per eccesso di rialzo e ha chiuso con un balzo del 10,42% a 0,53 euro. Con i
guadagni di oggi il titolo in due sedute è progredito del 31,8%.
Intanto, la quarta sezione del Consiglio di Stato ha
respinto il ricorso di Air One contro la trattativa in esclusiva tra Alitalia
ed Air France-Klm, confermando così la sentenza di primo grado del Tar del
Lazio.
(1 aprile 2008)
Anticipo dell'ingresso in flotta di un B-777,
verifica al 2009 per la eventuale chiusura del cargo e mantenimento di Atitech
nel perimetro aziendale. Queste, secondo quanto riferiscono fonti sindacali, le
modifiche a cui si starebbe lavorando in vista dell'incontro di domani tra Air
France-Klm, Alitalia e sindacati per tentare di raggiungere un accordo quadro.
Per quanto riguarda la flotta, le aperture dei francesi, riferiscono fonti
sindacali, starebbero nella disponibilità ad anticipare al 2009, rispetto al
Infine, per quanto riguarda il perimetro aziendale, si starebbe cercando di
ragionare sulla possibilità di tenere Atitech all'interno perché, fanno notare
le fonti sindacali, visto che l'azienda napoletana avrebbe già garantiti otto
anni di contratti sarebbe incomprensibile non tenerla dentro. Infatti, sempre
secondo le stesse fonti, ieri Spinetta ha detto esplicitamente che
"Alitalia non ha un problema di costi. Questi sarebbero inferiori del
20-40% rispetto ad Air France. Alitalia ha un problema di ricavi perché non sa
vendere". A favore di Atitech, aggiungono le fonti, c'è il fatto che l'ora
media di manutenzione costa il 40% in meno rispetto a quella effettuata in
Francia.
Domani alle 12 è previsto il nuovo round di confronto tra le parti, dopo che
stamattina l'incontro previsto per mezzogiorno è stato rinviato. Sempre in
mattinata, tuttavia, si sarebbero svolti incontri separati tra i vertici di Air
France, Alitalia e le varie aree.
Expo
2015, la buona politica ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La penosa vicenda di Alitalia, che da tempo avrebbe dovuto essere risolta con un sano fallimento, non impedirà di reinventare il ruolo di grande aeroporto internazionale di cui questo territorio non può fare a meno. Ma oggi si consenta a noi, che amiamo la bella politica, di esultare per la prova di sé che ha dato l'Italia.
Metro,
mattone e Tav un affare da 20 miliardi
( da "Stampa,
La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il brutto anatroccolo degli aeroporti italiani ha appena avuto il tempo di vedere la ritirata di Alitalia, che l'Expo in arrivo tra sette anni promette di rimetterlo al centro dei giochi con tanto di costruzione della terza pista, non foss'altro che per quei 29 milioni di visitatori che nell'arco di sei mesi dovrebbero arrivare a Milano.
Miliardi
e mattoni. E poi stand e padiglioni, metropolitane, autostrade, la resurrezione
possibile d ( da "Stampa, La"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il brutto anatroccolo degli aeroporti italiani ha appena avuto il tempo di vedere la ritirata di Alitalia, che l'Expo in arrivo tra sette anni promette di rimetterlo al centro dei giochi con tanto di costruzione della terza pista, non foss'altro che per quei 29 milioni di visitatori che nell'arco di sei mesi dovrebbero arrivare a Milano.
Chiusura
contrastata ieri a Milano, con il Mibtel che ha segnato un lieve rialzo dello
0,21% a 24.25 ( da "Stampa, La"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia è andata fortissimo con un +19,4% a 0,48 euro nel prezzo di riferimento (battuta nel "last" solo da Kaitech). Denaro su Fiat mentre l'assemblea dei soci ha approvato il bilancio 2007: il titolo ha consolidato la posizione sopra la soglia dei 14 euro a 14,63 euro (+3,14 per cento).
Cv
Alital 1067,292<TD class ( da "Stampa, La"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Cv Alital 10 67,292 69,603 cv B Ifis 09 100,190 99,760 cv Bco Popol 10 100,613 100,533 cv Beni Sta 11 93,805 93,195 cv BIM 15 89,848 90,417 cv Carige 13 112,755 112,613 cv Mi-A2a 09 115,377 115,091 cv SIAS 17 94,532 93,345 cv Snia 10 100,150 92,600 cv Vitt Ass 190,000 190,000 Telecom IT CV 10 110,259 110,
Presto
soppressi due Intercity ( da "Stampa, La"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia è diventata argomento di scontro in campagna elettorale, le Ferrovie ed il trasporto locale rischiano invece di passare nel dimenticatoio a urne chiuse con le conseguenze riassunte da Federconsumatori". Se arrivasse il finanziamento del governo, potrebbe sostenere il piano industriale 2007-2011 che prevede un aumento del 34%
Pendolari,
la protesta viaggia con le e-mail
( da "Stampa,
La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Non vogliamo fare la fine di Alitalia". Le Ferrovie vogliono farsi trovare competitive per il 2010, quando altri vettori viaggeranno sui binari in Italia, e non possono arrivarci in perdita. Da qui il taglio: "Garantiamo i convogli a lunga percorrenza notturni perché lo Stato assicura la differenza tra il costo del treno e l'incasso;
I
"tagli" di Trenitalia scatenano la protesta
( da "Stampa,
La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, citata dalle lettere, ne è un esempio tangibile. Inoltre la loro soppressione non elimina il collegamento tra località che comunque possono essere raggiunte utilizzando altri treni o altri vettori. Naturalmente - se le istituzioni, nazionali o locali che siano - ritengono che non si può rinunciare a questo servizio,
C
hissà se il Comitato per l'assegnazione dell'Expo che ha preferito Milano a
Smirne, ( da "Stampa, La"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: senza personalismi, da un governo che per tutta la sua durata ha raggiunto record di impopolarità, più Berlusconi riesce, da Alitalia a Malpensa, a rimetterlo al centro della scena. E a questo punto è chiaro che il premier uscente sarà l'obiettivo privilegiato del Pdl nel finale di questa campagna elettorale.
La
rivalutazione delle suocere Il duro Sarko si porta appresso (vacanze ed ora
anche a Win ( da "Stampa, La"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Diamo innanzitutto una dimensione reale al cosiddetto "effetto Alitalia". Con il nuovo orario estivo, la compagnia ha spostato sullo scalo romano 76 movimenti al giorno. Il traffico medio quotidiano di Fiumicino è di oltre 1000 movimenti. 2. Fra le 7 e le 8 di domenica si è creata una coda ai banchi security nella zona transiti per una carenza di macchine a raggi X.
Malpensa,
le 16 straniere pronte a riempire il vuoto
( da "Stampa,
La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Va ricordato che Air France prevede di sbaraccare il settore cargo di Alitalia nel giro di un paio d'anni, accampando ragioni di bilancio, mentre i maligni dicono che i francesi vogliono eliminare Alitalia e Malpensa come concorrenti nelle merci via aria per dirottare il traffico italiano cargo verso Parigi.
Ultimo
tentativo Continuano a negoziare otto sigle. Spinetta vuole chiudere oggi o al
massimo domani ( da "Stampa, La"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Parigi una prima intesa con i sindacati sul piano di fusione con Alitalia. Rientrato l'Aventino dei piloti, da ieri al tavolo di confronto manca però la Uil di Luigi Angeletti. Dopo pochi minuti dall'inizio del terzo confronto con il manager francese, i due delegati di categoria, Giuseppe Caronia e Marco Veneziani hanno abbandonato il tavolo: "Il contesto politico non dà garanzie".
Alitalia,lo
strappodella Uil ( da "Secolo XIX, Il"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La trattativa Il sindacato: "Lo scontro politico non consente una trattativa serena". Air France e Alitalia: "Serve un accordo in 48 ore" 01/04/2008.
Le
donne secondo Berlusconi ( da "Unita, L'"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: passando per le cordate Alitalia, per arrivare ai vertici della Chiesa contrabbandati come cosa sua), in particolare ha offeso le donne, che sono la maggioranza dell'elettorato. E speriamo sconterà l'averle trattate come poverette che nella vita possono sperare di cavarsela solo svendendosi a un giovane Berlusconi (chiaramente come seconda scelta rispetto al vecchio)
Intercity
cancellatii sindaci sui binari ( da "Secolo XIX, Il"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia". E proprio in questi giorni i dirigenti di Trenitalia hanno bussato alla porta della Regione Liguria chiedendo 27 milioni di euro, una quota aggiuntiva ai 65 milioni ordinari per poter continuare mantenere il trasporto locale ai livelli attuali e non operare tagli ai convogli oggi al centro della contestazione.
Cancelleremo
5mila leggi entro il 2008 Veltroni: il Pdl farebbe un governicchio. Vuole la
rissa, ma se non si è in due si chiama aggressione
( da "Unita,
L'" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Anche su Alitalia, Veltroni rilancia il sospetto di Bersani che aveva ipotizzato "qualcuno pronto a raccoglierla col cucchiaino una volta fallita". Se fugge Air France, attacca il segretario del Pd, "ci si assume una bella responsabilità. Non vorrei che finisse in stato di crisi e la si prendesse a pochi soldi".
Da
Berlusconi sobrio alle spigole di Speciale
( da "Unita,
L'" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia. Se nei prossimi giorni il bluff sulla cordata italiana divampa e tutti sono costretti a capire, allora forse qualche indeciso voterà Veltroni per altrui getto della spugna. Non solo. Persino le spigole del Generale Speciale, costate 32 mila euro ai contribuenti per i viaggetti del pesce speciale di Speciale da Pratica di Mare a Bolzano,
Ultimatum
francese: accordo entro domani I sindacati critici ma riconoscono: C'è stata
una parvenza di trattativa ( da "Unita, L'"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Questa la cronaca scarna del primo giorno di confronto tra i vertici AirFrance-Klm e i sindacati Alitalia. Maurizio Prato ha imposto scadenze ravvicinatissime: entro domani chiede un'intesa quadro da approfondire poi su tavoli tecnici. Ma il tutto deve chiudersi in pochi giorni per la Magliana, che punta a chedere così il prestito ponte per poter rimpinguare le casse.
La
figlia di Caronia con Lombardo ( da "Unita, L'"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Sta di fatto che poco dopo sette sigle sindacali Alitalia sparano ad alzo zero sulla decisione unilaterale" Uilt, parlando di "teatrino da campagna elettorale". Insomma, altro che spettatori: qui la politica c'entra eccome. Drammatizzare la trattativa sotto elezioni è sicuramente più utile a Berlusconi&Co.
Trenitalia
taglia sei convoglipendolari sul piede di guerra
( da "Secolo
XIX, Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La vicenda di Alitalia - si legge ancora nella nota - è un esempio tangibile di quello che potrebbe accadere". Vincenzo Galiano galiano@ilsecoloxix.it 01/04/2008 ' 01/04/2008 LA MINACCIADEI PASSEGGERISe le soppressioni previste a giugno saranno varate, non andremo a votare alle prossime elezioni ENRICO PALLAVICINIportavoce dei pendolari 01/
Inflazione
record, mai così alta dal '96 ( da "Repubblica, La"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia,
continua la trattativa con Air France ma la Uil abbandona il negoziato:
"Tanto decide il prossimo governo" Inflazione record, mai così alta
dal '96 ROMA - Inflazione record, non è mai stata così alta dal
L'orgoglio
e le gelosie - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Italia contemporanea non è soltanto quella del fallimento dell'Alitalia, una discarica intrisa di diossina, il Paese che subisce lo schiaffo delle barriere doganali innalzate per motivi igienici. Per certi versi, la conquista dell'Expo è la nuova dimostrazione da un lato che l'Italia lavora bene allorché si trova in emergenza, quando scattano meccanismi dettati dall'urgenza,
Le
compagnielow costper il rilancio ( da "Secolo XIX, Il"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il primo lunedì senza Alitalia, il cambiamento di rotta svuota lo scalo milanese e riempie di viaggiatori Fiumicino come neanche fossero i giorni dell'esodo. A Malpensa la svolta intristisce e svuota di colpo gli spazi finora "targati"Alitalia, nell'attesa che il suo posto sia presto occupato da altre compagnie.
Brevi,
schede e richiami 1 ( da "Repubblica, La"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Infine parlando molto a lungo e ripetutamente del caso Alitalia il Tg1 non ha mai trovato il modo di spiegare quali sono gli effetti sul mercato delle sortite continue del leader dell'opposizione. A queste mie critiche la direzione del Tg1 non ha risposto e perciò le mie domande restano inevase. (e.
E
berlusconi convoca in albergo le giovani leve dell'industria - (segue dalla
prima pagina) paolo griseri ( da "Repubblica, La"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ha proposto loro di entrare nella cordata per Alitalia?". Il Cavaliere torna generico: "Abbiamo parlato in generale". Ma ormai urge recarsi al Teatro Nuovo dove il motivetto elettorale ("Meno male che Silvio c'è") viene ripetuto in modo ossessivo nella speranza che diventi vero: il leader del Pdl ritarda e arriverà in sala ben oltre le 19,30.
Il
teatrino - ettore livini ( da "Repubblica, La"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia lascia la Malpensa portando via 6 milioni di passeggeri? Poco male. Già nei prossimi giorni un pezzo della voragine aperta dalla Magliana verrà riempito da British Airways. Con 15mila valigie. Gli inglesi hanno deciso di puntare su Milano per recuperare un po' della credibilità persa con il caos dei giorni scorsi al nuovo terminal 5 di Heathrow.
Decollano
i voli dell'estate dieci euro per andare a pisa - piero russo
( da "Repubblica,
La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Per quelle che sono le incertezze legate alla situazione di Alitalia - ha commentato l'assessore regionale ai trasporti Loizzo - aver consolidato i rapporti con compagnie low cost, come la Ryanair, per noi è di importanza fondamentale". Ma il periodo nero della compagnia di bandiera, per il momento, non influenzerà l'attività dell'aeroporto pugliese.
"ma
ora non sbagliamo investimenti" - maurizio bono
( da "Repubblica,
La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia e Malpensa MAURIZIO BONO MILANO - Il presidente di Pirelli Marco Tronchetti Provera il gran finale per l'assegnazione dell'Expo lo ha seguito dalla scrivania, "con un occhio alle agenzie a partire dalle 5, compresa l'emozione delle voci poi smentite sulla vittoria turca, e il sollievo finale per il vero risultato"
Torna
Alitalia? Si decide oggi ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ultima parola al cda Torna Alitalia? Si decide oggi L'incontro. L'ultima parola al cda --> Alitalia potrebbe tornare sui cieli sardi: l'ultima parola spetterà al cda della compagnia pubblica. Al termine dell'incontro piuttosto turbolento di ieri a Roma, convocato dal ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi (erano presenti anche i rappresentanti di Regione ed Ente nazionale per l'
Alitalia-Air
France, la Uil lascia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: come una soluzione al contenzioso con Sea per le scelte di Alitalia su Malpensa?", hanno chiesto i sindacalisti della Uil. Il presidente di Air France-Klm non poteva che ribadire una posizione già più volte espressa: le condizioni da soddisfare sono previste dall'accordo firmato con Alitalia (ieri in Borsa il titolo ha chiuso in rialzo del 19,4% a 0,48 euro),
Per
Berlusconi <non è certo merito di Prodi>
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: è anche chi approfitta della notizia per tornare a battere sul tasto Alitalia. Renato Brunetta (Fi) e Roberto Calderoli (Lega) sono convinti che ora sia ancora più importante che la Lombardia e Milano abbiano un aeroporto di prima classe. Il futuro di Malpensa è legato a una partita più grande, che vale moltissimi soldi e quindi tutto va rivalutato in quest'ottica.
SCATTO
D'ORGOGLIO ADESSO ( da "Corriere della Sera"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: si riaffaccia con forza sulla scena internazionale, ruba spazio al declino che aleggia sulla nazione, ai rifiuti della Campania, alle sceneggiate della politica, al naufragio dell'Alitalia e di Malpensa. Ha fatto bene a battersi come un leone Letizia Moratti. L'Expo è già una svolta. CONTINUA A PAGINA 5.
Expo,
Milano trionfa. <Ma ora inizia la vera sfida>
( da "Corriere
della Sera" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E dalla vittoria di Milano su Smirne qualcuno si aspetta la possibilità di rilanciare Malpensa dopo i tagli decisi dall'Alitalia. Per gestire l'intera operazione, assicurano da Palazzo Marino, è "già pronto il decreto per assegnare i poteri speciali al sindaco Moratti, che sarà commissario per l'Esposizione". La festa Letizia Moratti dopo l'assegnazione a Milano dell'Expo.
ANTICIPAZIONI
( da "Manifesto,
Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il Medio oriente: "Tehran e la comunità internazionale hanno interesse al dialogo" P. 8 Alitalia La Uil abbandona il tavolo Ma ora si tratta a oltranza A PAGINA 2 Ultras Dall'anti-G8 allo stadio, chi era Matteo Bagnaresi A APGINA 7 Zimbabwe I risultati del voto tardano Grave tensione a Harare A PAGINA 9.
Alitalia,
la Uil abbandona ma il confronto va avanti
( da "Liberazione"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Oggi nuovo round Alitalia, la Uil abbandona ma il confronto va avanti Fabrizio Salvatori La campagna elettorale irrompe nella trattativa tra Alitalia e i sindacati. A spargere zizzania, la Ui. Ieri a freddo ha abbandonato il tavolo del confronto con la motivazione che ad occuparsi della vicenda dovrà essere il prossimo governo.
Trattativa
ad oltranza per Alitalia sulla flotta e il perimetro aziendale
( da "Manifesto,
Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Trattativa ad oltranza per Alitalia sulla flotta e il "perimetro aziendale" Snobbata da tutti l'uscita della Uil: "sponda elettorale". La figlia del segretario è consigliere a Palermo e candidata con l'Mpa Francesco Piccioni Una provocazione a freddo, che è scivolata via come acqua sul marmo.
Per
il segretario Uilt bagno di folla al grido di venduto, venduto
( da "Manifesto,
Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia hanno organizzato anche ieri nel piazzale antistante la palazzina della direzione aveva anche questo scopo, oltre quello "normale" di far sentire il fiato sul collo alla controparte. Quando Giuseppe Caronia, segretario generale della Uil trasporti, è inaspettatamente apparso sul piazzale poche decine di minuti dopo esservi entrato,
<I
sogni sono finiti Veltroni? Un bluff C'ero quasi cascato>
( da "Corriere
della Sera" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: piano rifiuti Il Cavaliere elenca poi le tre priorità della sua agenda: l'emergenza rifiuti, la lotta all'evasione fiscale e la vendita Alitalia. In cima ai suoi pensieri c'è l'immondizia di Napoli, una "tragedia che ha calpestato la nostra dignità e distrutto l'immagine del Paese". Il leader del Pdl si dà un arco di tempo brevissimo Videochat Silvio Berlusconi e Pierluigi Battista.
Veltroni:
il Cavaliere mi aggredisce ( da "Corriere della Sera"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: bloccare Air France nasconda la volontà di far comprare a qualcun altro l'Alitalia a due soldi". Lo punzecchia sulle nuove tecnologie: "Gli hanno fatto una domanda su Internet e lui l'ha scambiata per una partita di calcio tra l'Inter e una squadra straniera". Infine, l'affondo contro le alleanze del Cavaliere: "è paradossale, ma il loro governo, prima ancora che si sia insediato,
Alitalia:
l'Arcobaleno chiede a Marrazzo un sostegno più incisivo per i lavoratori
( da "Liberazione"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ieri sit-in di protesta al centro direzionale Alitalia: l'Arcobaleno chiede a Marrazzo un sostegno più incisivo per i lavoratori Sulla vicenda Alitalia il documento presentato da Air France e Klm avrà delle ripercussioni negative soprattutto nel territorio laziale in cui risiedono la maggior parte dei dipendenti.
Indici
piatti, scivola il Banco Popolare
( da "Corriere
della Sera" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: In altalena Alitalia, esclusa da ieri dall'S&P-Mib a favore di Geox (che a sua volta ha esordito con un calo del 4,09%). Il titolo della compagnia aerea è rimasto sospeso per quasi tutta la giornata ed è poi terminato in progresso del 19,4%, mentre proseguono le trattative tra Air France e i sindacati.
È
una follia rinunciare alla compagnia di bandiera :
( da "Tempo,
Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: poi Air France ha presentato condizioni di assorbimento di Alitalia, di svendita totale della compagnia a prezzi bassi". E questo senza parlare della clausola, ha spiegato Berlusconi, che impedirebbe all'Italia di fare nuovi accordi sulle rotte aeree con altri Paesi senza il benestare di Air France e la decisione di eliminare il settore cargo.
Il
sindacalista e la figlia candidata
( da "Corriere
della Sera" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: tavolo della trattativa Alitalia, accoglie così i suoi potenziali elettori nel sito in cui lancia la propria candidatura al Consiglio regionale siciliano. Il suo partito è il Movimento per l'Autonomia di Raffaele Lombardo, di cui è commissario cittadino a Palermo. Marianna è finita ieri involontariamente nella trattativa sugli esuberi dell' Alitalia dopo il gesto di rottura del padre.
Alitalia,
ancora 48 ore per Air France ( da "Corriere della Sera"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: stanotte riflettete Alitalia, ancora 48 ore per Air France Spinetta non cambia il piano. La Uil lascia la trattativa. Cgil e Cisl: andiamo avanti Angeletti: i francesi restano l'interlocutore, ma non vogliamo false trattative viziate dalle scadenze politiche ROMA - è appesa a un filo la trattativa tra Air France-Klm e i sindacati di Alitalia,
IL
PARADOSSO DI ALITALIA COME SI SUICIDA UN'AZIENDA
( da "Corriere
della Sera" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: REDAZIONALE Risponde Sergio Romano IL PARADOSSO DI ALITALIA COME SI SUICIDA UN'AZIENDA Leggo che l'Alitalia perde 2,6 milioni di euro al giorno (circa 5 miliardi di lire). Vorrei che mi spiegasse quali siano le cause che l'hanno portata a questo punto e chi sono stati i responsabili, anche se non saranno mai perseguiti.
Notizie
in 2 minuti ( da "Corriere della Sera"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, la Uil lascia Ripreso il confronto tra Alitalia, Air France e i sindacati, con il numero uno della compagnia transalpina, Jean-Cyril Spinetta. Il tavolo è stato subito abbandonato dalla Uil che ha deciso di sospendere la trattativa fino a dopo le elezioni.
Scuola,
le cifre dell'emergenza ( da "Corriere della Sera"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ansa dell'ultimo mese i nomi dei due principali sfidanti traboccano le citazioni sull'Alitalia e la par condicio, le tasse e il comunismo, le alleanze e Ciarrapico e un mucchio di altre cose. Meno, salvo eccezioni, la scuola. Peccato: se c'è un'emergenza superiore ad ogni altra, da noi, è quella. Lo dicono i rapporti Ocse del P.
Air
France-Klm promette ritocchi al piano di salvataggio di
( da "Tempo,
Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Klm promette ritocchi al piano di salvataggio di Alitalia. Ma la Uil non crede alla proposta e abbandona il tavolo delle trattative. "Aspettiamo il nuovo governo - ha detto il segretario generale Luigi Angeletti - e poi valuteremo". Si spacca il fronte sindacale: le altre sigle vanno avanti con il confronto e oggi è previsto un nuovo vertice con i francesi.
C'è
chi mira a far fallire la trattativa con Air France per arrivare allo stato di
crisi e poi svendere Alitalia ( da "Giorno, Il (Nazionale)"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: "C'è chi mira a far fallire la trattativa con Air France per arrivare allo stato di crisi e poi svendere Alitalia" - -->.
Di
ELENA COMELLI - MILANO - SI TRATTA. Ma l'inizio del confr
( da "Giorno,
Il (Nazionale)" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: singolo euro di cash flow sarà reinvestito nello sviluppo di Alitalia". Il confronto fra Spinetta, il presidente di Alitalia Maurizio Prato e un rappresentante per ognuna delle otto sigle sindacali rimaste al tavolo dopo l'abbandono della Uilt riprende oggi alle 11. E i sindacati restano pronti a far valere le proprie ragioni: "Sarà difficile ma noi non molliamo su nessuno dei punti,
La
soglia è il 35% Nel Pd già si prepara il processo al leader
( da "Giorno,
Il (Nazionale)" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: su Alitalia Berlusconi è stato abilissimo: la sfiducia è enorme e lo dimostra il fatto che se prima si scommetteva sull'exploit del Pd ora si confida solo nella tenuta dei partiti minori", dice Caldarola. Per cui, se il Pd non arriverà ben oltre il 35%, Pasquino già prevede che "qualcuno chiederà un congresso vero".
Fiumicino
fa il pieno passeggeri più 10% caffè e giornali a ruba - maria elena vincenzi
( da "Repubblica,
La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Che si ritrova negli occhi stanchi del personale Alitalia, nell'incedere affaticato degli addetti a pulizie straordinarie e nella gioia dei commercianti. "Stamattina siamo stati costretti a sfornare il doppio dei croissant ? racconta Francesco, mentre prepara caffè al Terminal B ? c'era tantissima gente".
Spiragli
su alitalia, ma la uil lascia ( da "Repubblica, La"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
accordo e la
manleva sui rischi connessi alla richiesta di risarcimento danni chiesti dalla
Sea ad Alitalia. Tra le carte che a sorpresa il numero uno della Magliana mette
sul piatto della trattativa per salvare Alitalia, il trasporto aereo italiano e
i suoi dipendenti, ci sono delle insperate aperture: i piloti fuori dalla
cabina potrebbero ridursi da
Tutti
contro angeletti: comparsa elettorale berlusconi: se c'è l'intesa dovrò
trattare - lucio cillis claudio tito
( da "Repubblica,
La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia-Air France. Così ha deciso di lanciare sul tappeto tutte le carte per far naufragare prima del 13 aprile il battello di Jean Cyril Spinetta. "Altrimenti - avverte i suoi - saremo costretti a parlare noi con Parigi". Il Cavaliere, insomma, sa che il "pre-accordo" di cui si parla, potrebbe condizionare la politica del suo esecutivo nel caso in cui il Pdl vincerà le elezioni.
Abbiamo
vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa?
( da "Giornale.it,
Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: se Air France acquisterà Alitalia, Malpensa non potrà svilupparsi autonomamente ovvero non potrà sfruttare gli slot Alitalia inutilizzati. Abbiamo Expo 2015 ma saremo ostaggi dei francesi: saranno loro a decidere se e quando riattivare le rotte. Dunque gli interessi commerciali di Air France prevarranno su quelli strategici e commerciali del nord Italia.
<Smirne
stracciata 86 a 65> E in città esplode la festa
( da "Giornale.it,
Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Dopo la batosta di Alitalia, i rifiuti della Campania e il dimezzamento dei voli a Malpensa, Milano e l'Italia avevano bisogno di una buona notizia. Riaccende le speranze in un Paese che non se la passa bene dopo 23 mesi di governo Prodi". Ignazio La Russa, presidente dei deputati di An, fa i "complimenti a Letizia e alla giunta,
Alitalia,
sindacati spaccati ma si va avanti
( da "Giornale.it,
Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: è stato convocato un vertice della Uil per esaminare la posizione su Alitalia. Ieri, frattanto, il Consiglio di Stato ha depositato le motivazioni della sentenza con la quale ha respinto il ricorso proposto da Ap holding (Air One) contro la trattativa in esclusiva tra Alitalia e Air France-Klm: non c'è stata "alcuna discriminazione".
<Indispensabile
un vero hub internazionale> ( da "Giornale.it, Il"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia. Nonostante i progetti di sviluppo nello scalo lombardo da parte di altre compagnie, prima fra tutte l'Air One, abbiano comunque ghià segnato un trend di crescita, secondo Roberto Formigoni, governatore della Lombardia, "l'Expo 2015 sarà per Malpensa occasione per recuperare più in fretta il terreno perduto,
Berlusconi
esulta: <Grande successo Nonostante Prodi>
( da "Giornale.it,
Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ad affondare
la lama sulla gestione del caso Alitalia da parte del governo uscente. Per
tutti l'Expo
<I
valori? Li ha schiacciati il '68>
( da "Giornale.it,
Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: che manager che hanno portato verso il fallimento società come Ferrovie e Alitalia, per non dire dell'Iri, ricevano stock option sganciate da produttività e merito. Si tratta di società malgestite, che hanno rinviato continuamente decisioni urgenti o le hanno prese senza tenere conto delle regole del mercato. È importante che ci sia un'assunzione di rischio da parte dei manager,
Berlusconi
insiste: <È follia cederla a queste condizioni>
( da "Giornale.it,
Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: invece ci è stato proposto un assorbimento di Alitalia in Air France, il che non è in alcun modo accettabile". E conferma la cordata italiana. Una manifestazione di interesse da parte di un gruppo di imprenditori italiani che faccia un'offerta su Alitalia - assicura - "non può manifestarsi adesso", ma "prevedo e auspico" che "si manifesterà dopo il voto".
Ieri
più 19%: l'altalena non si ferma ( da "Giornale.it, Il"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
la notizia -
sensibile per Alitalia, visti i 30 milioni di visitatori previsti quell'anno a
Milano - è tuttavia giunta dopo le
L'Expo,
la Moratti e l'orgoglio della milanesità
( da "Giornale.it,
Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, il vertice slitta a domaniRaciti, arrestato un complice di Speziale Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna
Deboli
i bancari, bene Impregilo ( da "Giornale.it, Il"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ancora una seduta in accelerazione per Alitalia in Piazza Affari (più 19,4% a 0,48 euro), ma bene anche Fiat (più 3,14%), nel giorno dell'approvazione del bilancio, e Impregilo (più 4,76%). Segno più anche per Stm (più 1,1%) che ha completato la joint venture Numonyx. Prima ancora dell'annuncio della vittoria di Milano per l'Expo 2015, gli investitori avevano puntato su Fiera Milano (
Pd-Pdl,
tanti fuochi d'artificio e poca concretezza
( da "Campanile,
Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia o il salario minimo dei precari di veltroniana proposta; che sia il batti e ribatti su chi diminuisce di più le tasse o aumenta in misura maggiore le pensioni, la sfida per il governo dimostra una indeterminatezza impressionante. Infatti, alle proposte avanzate dai candidati più accreditati per Palazzo Chigi non corrisponde,
Alitalia,
Spinetta punta i piedi e la Uil abbandona il tavolo
( da "Campanile,
Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia", ha affermato il segretario nazionale della Fit-Cisl, Claudio Genovesi, prima di entrare alla Magliana. Intanto, la vicenda Alitalia continua ad alimentare la campagna elettorale. "E' una follia pensare di rinunciare alla compagnia di bandiera", ha ribadito Berlusconi durante un comizio in via Mercanti a Milano,
Alitalia,
lo strappo della Uil ( da "Secolo XIX, Il"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La trattativa Il sindacato: "Lo scontro politico non consente una trattativa serena". Air France e Alitalia: "Serve un accordo in 48 ore" LOMBARDI >> 2 01/04/2008.
Milano,
esulta! l'Expo e' tuo! ( da "Voce d'Italia, La"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: che si temeva potesse essere stata rovinata dalle ultime tragedie riguardanti i rifiuti di Napoli e la figuraccia dell'Alitalia. Invece è stato un ottimo lavoro di gruppo, bipartisan da parte del Governo e degli enti locali, che collaborerà con il finanziamento di oltre 1,486 miliardi di euro, mentre 851 milioni sono a carico di Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano.
Alitalia
accordo rinviato ( da "Voce d'Italia, La"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: con un governo ostile e' difficile cedere la compagnia" Alitalia: accordo rinviato La vicenda Alitalia e' terreno di scontro politico e non ci sono le condizioni di serenita' indispensabili Roma, 1 apr. - Alitalia e Air France hanno prorogato di due giorni il termine ultimo previsto per l'accordo con la compagnia francese.
E
Alitalia assume ancora ( da "Opinione, L'"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: confidenziale E Alitalia assume ancora... di Hush Hush Nella sottopancia della politica, ovvero all'Alitalia, non hanno la faccia come il culo: di più. Emblema di questa, che è tutto fuori che una metafora, è l'Anpac, il sindacato dei piloti, casta supepagata e strafottente, che ha sempre pensato ai cavoli suoi alla faccia degli altri lavoratori della compagnia fallita e delle esigenze dell'
Se
il buon senso viene dalla Uil ( da "Opinione, L'"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia Se il buon senso viene dalla Uil di Arturo Diaconale Finalmente un minimo di buon senso ha fatto capolino nella trattativa per la vendita di Alitalia ad Air France. A portarlo è stata la decisione della Uil di abbandonare il tavolo del negoziato con il presidente della compagnia di bandiera francese Spinetta in attesa del voto del 13 aprile e della formazione del governo
Il
"lento" Veltroni senza coupe de theatre
( da "Opinione,
L'" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: dalla vendita di Alitalia, cui è legato tra gli altri il problema degli esuberi, sia dell'altra fetta di cittadini stanchi di veder fare carne di porco dei beni italiani, sull'esempio della lunga catena di svendite all'estero fatte da Romano Prodi. Al Cavaliere, dunque, dopo aver tirato fuori e messo sul tavolo di una campagna elettorale fiacca e che di fatto sta passando in sordina,
Trattativa
in corso ma la Uilt si defila ( da "Opinione, L'"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ALITALIA ANCORA UNA FUMATA NERA Trattativa in corso ma la Uilt si defila di Alessandra Mieli Prosegue l'agonia di Alitalia che assomiglia sempre di più a un caso di accanimento terapeutico visto che i sindacati si sono ritrovati con l'onere, ma non l'onore, di dover decidere se prolungare il negoziato con il patròn di Air France o assumersi la responsabilità di staccare la spina,
Fini:
"Voto deciso. Ecco perché il Pdl vincerà"
( da "Giornale.it,
Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Come finirà la telenovela Alitalia? "Se il piano non cambia, io ritengo che ci si debba opporre perché il piano garantisce poco o nulla di quello che dovrebbe garantire". E la cordata italiana? "Non lo so. Ma trovo sensato che di fronte a una svendita di questo genere ci si chieda: è possibile che nessun altro intervenga?
L'Expo,
la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come
( da "Giornale.it,
Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, occupato centro alla MaglianaCaso Raciti, arrestato un complice di SpezialeGiochi, star del calcio indiano rifiuta la torciaCorte Ue: il partner gay ha diritto alla pensioneBerlusconi: "Veltroni uomo delle fantasie" Il leader del Pd: "Basta con l'antiquariato" Inflazione, il Governo pensa a un accordo con il Pdl per limare le tariffe energetiche Blog amici Il blog di Andrea
IL
CAVALIERE, PIER E LA SINDROME DEL PARRICIDIO
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: rifiuti e Alitalia, s'arricchisce a sorpresa - e grazie a Silvio nella parte di Laio, il papà che fu ucciso da Edipo - di un tocco intellettuale: mitologia greca più grande psicologia della scuola di Vienna. Che vogliamo di più? Il tono di papà Berlusconi, quando parla dell'uddiccino Pier-Edipo (un nome composto che somiglia a Pier-
Emergenza
continua ( da "Avanti!"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia. Si sapeva da anni che la compagnia di bandiera andava male e accumulava debiti su debiti. Anziché intervenire rapidamente e radicalmente, con un piano strategico industriale in grado di rilanciare l'azienda, attraverso anche opportune sinergie internazionali come hanno fatto un po' tutte le più importanti compagnie aeree,
DAZI
PER SALVARE IL NOSTRO LAVORO ( da "Padania, La"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia: "Non penso che il Cavaliere entrerà direttamente in una eventuale cordata, perché la sinistra lo accuserebbe subito di voler mettere le mani sull azienda - sostiene Bos- si -". Però, aggiunge, "il suo ruolo può essere importante perché, solo come uno come lui può riuscire nel miracolo di convincere gli certi imprenditori che hanno la caratteristica di mettersi in prima
VOLA
VIA ALITALIA ATTERRA AIR ONE ( da "Padania, La"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: giorno del sostanziale abbandono di Alitalia dallo scalo lombardo, potenzierà le rotte esistenti e ne creerà di nuove. Si parte a fine mese con Roma-Fiumicino. Dal primo aprile il volo per Palermo. Dal 2 maggio il collegamento con Berlino e Bruxelles. Dal 7 giugno Atene. Dal giorno seguente Salonnico.
Alitalia
lascia Varese, ma okkupa la pista
( da "Padania,
La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia ha sabotato l economia del Nord, ha rovinato la serenità di migliaia di famiglie, ma la sua disorganizzazione aggiunge sfregio allo sfregio. Fiumicino caput mundi secondo la compagnia di bandiera. Bene, e allora ci chiediamo che cosa ci fanno quei 5 Md-80 Alitalia neppure troppo nascosti sulla pista tradita.
BOSSI:
HO UN SOGNO NEL CUORE RESTITUIRE IL TFR AI LAVORATORI
( da "Padania,
La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Bossi lo sottolinea quando affronta il tema Alitalia-Malpensa. "Se riesce davvero a fare la cordata italiana - dice il Segretario con un ghigno che fa capire che la cosa è possibile - fa un vero miracolo perché gli imprenditori in genere investono solo dove c'è guadagno sicuro, altrimenti tagliano la corda.
Air
France non cede La Uil abbandona ( da "Padania, La"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia e la Uil Trasporti sbatte la porta. Nel motivare la decisione il segretario generale del sindacato, Giuseppe Caronia, premette che "il clima pre-elettorale che ha trasformato la vicenda Alitalia in terreno di scontro politico tra i diversi schieramenti nega di fatto le indispensabili condizioni di serenità che possano permettere di continuare il confronto con Air France-
Maroni:
chi vince governerà ma al dialogo per le riforme non chiudiamo alcuna porta
( da "Padania,
La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Infine il capitolo Alitalia. Per Maroni "Prodi è' abituato a regalare le aziende, ma mi sembra un fatto scandaloso quello di tenere ancora aperta la porta ad Air France. Lui e Padoa Schioppa - ribadisce - sono gli unici in italia a volere questa trattativa, mi chiedo cosa ci sia dietro.
Bossi:
legge Parmalat per salvare Alitalia
( da "Padania,
La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Bossi parla anche del caso Alitalia e Malpensa: "La compagnia aerea ha ancora i soldi per andare avanti. Non ci vengano a raccontare che serve un piano di salvataggio perché vorrebbe dire che i padani devono tirare fuori altri soldi. Su Alitalia si applichi la stessa legge utilizzata dalla Parmalat".
Bonomi:
<Tante compagnie interessate>
( da "Padania,
La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Tante compagnie interessate" "Il taglio del 72% dei voli Alitalia su Malpensa e la crisi occupazionale dell aeroporto sono solo l'atto conclusivo di un processo che è iniziato il 30 agosto 2007, quando la compagnia ha approvato il suo nuovo piano industriale. Noi stiamo lavorando per porre dei rimedi a questa situazione".
<Il
Nord non deve pagare l erroraccio di Prodi>
( da "Padania,
La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: un conto è l'Alitalia - sottolinea il segretario della Lega Nord -. La prima e' più facile da salvare perchè si trova in un'area dove la gente usa molto il mezzo aereo e ci potrebbe essere qualche compagnia europea interessata, mentre l'Alitalia è un problema molto più difficile e se non trova un compratore fallisce,
BATTUTI
I TURCHI, EXPO A MILANO ( da "Padania, La"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: obbliga di fatto il Governo Prodi a rivedere la trattativa con Air France per Alitalia, quanto meno nella parte relativa a Malpensa: sarebbe davvero incredibile, infatti, che la città a cui viene assegnato un evento mondiale dell importanza dell Expo venga privata del suo hub internazionale. E infatti subito dopo la decisione parigina dalla Lega Nord è partita subito la richiesta,
Transita
Napolitano, vietate le bandiere leghiste
( da "Padania,
La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ma la vergognosa svendita di Alitalia ad Air France con incluso l assassinio di Malpensa, era cosa fatta. Il governo aveva dato il neppure tacito consenso e il Romano era volato sugli allori. Ma il pressing asfissiante e la marcatura a uomo della Lega Nord hanno fatto in modo che la partita ricominciasse proprio nel momento in cui gli strozzini avevano decretato il fischio finale.
Elezioni
in tv, la vendetta del Cavaliere ( da "Padania, La"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: un conto è l'Alitalia - sottolinea il segretario della Lega Nord -. La prima e' più facile da salvare perchè si trova in un'area dove la gente usa molto il mezzo aereo e ci potrebbe essere qualche compagnia europea interessata, mentre l'Alitalia è un problema molto più difficile e se non trova un compratore fallisce,
Novarese
motore d Europa, ma solo se non ci rubano l hub
( da "Padania,
La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E poi diciamo la verità: Alitalia sta fallendo perché ha messo in atto logiche operative e occupazionali clientelari. Noi dobbiamo pensare ad una compagnia che abbia qui a Milano il suo centro strategico. Fiumicino è un hub fittizio". [Data pubblicazione: 30/03/2008].
Bonomi:
<Tante compagnie interessate>
( da "Padania,
La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: colmare le rotte lasciate libere da Alitalia senza aspettare che gli eventi mettano in ginocchio il nostro aeroporto". È l invito rivolto da Davide Boni alla compagnia di gestione degli scali milanesi. "Mentre si parla di Alitalia e di francesi - argomenta l assessore lombardo -, i nostri lavoratori sono in cassa-integrazione e la dismissione degli slot continua a ritmo serrato,
La
matematica di Prodi e Veltroni: quattro padani valgono un romano
( da "Padania,
La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ingiustizia perpetrata ai danni del Nord dal Governo Prodi nella svendita di Alitalia vi sottoponiamo un problemino facile facile, di quelli che le maestre di un tempo davano alle elementari. Pierino, che per l occasione ribattezziamo Romano, ha di fronte sé una bilancia. Su un piatto la maestra mette Alitalia, l aeroporto di Fiumicino e i 2100 disoccupati dello scalo capitolino;
Berlusconi:
<Proposta offensiva> Ma il Pd continua a tifare Air France
( da "Padania,
La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: la posizione dei sindacati dimostra che la proposta di Air France è inaccettabile". Rosy Bindi, infine, scaccia il fantasma della cordata: "O Alitalia fallisce o entra a far parte del gruppo Air France. Tutto il resto è una sorta di depistaggio elettorale. La cordata Padana non esiste". [Data pubblicazione: 30/03/2008].
Salvare
Alitalia per fare piangere il Nord e ridere i francesi?
( da "Padania,
La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: devo dire molto di più di quelli della sinistra radicale) stanno martellando ormai da giorni sostenendo che il problema Alitalia deve restare fuori dalla campagna elettorale. Potrei essere d accordo, se però del futuro di Alitalia non si dovesse discutere necessariamente in questo periodo, posto che i tempi per la definizione del suo futuro sono terribilmente stretti.
Se
Alitalia diventa lo specchio del Paese
( da "Padania,
La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Dalla prossima settimana al via l abbandono della compagnia dall hub lombardo Se Alitalia diventa lo specchio del Paese Roberto Cota Da domani comincerà l addio di Alitalia a Malpensa. Le vicende della compagnia di bandiera ci danno tutta la dimensione del fallimento dell idea di assistenzialismo applicata ai rami importanti della nostra economia.
Calderoli:
<Senza di noi era già AliFrance>
( da "Padania,
La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: le indiscrezioni sulla trattativa per la cessione di Alitalia e la loro possibile incidenza sulle oscillazioni del titolo. La Procura non ha comunque aperto alcun fascicolo di indagine al riguardo. Secca la replica del senatore leghista Roberto Calderoli: su Alitalia la Consob "ha attivato la sorveglianza, la Procura di Roma la propria attenzione ma se non ci fosse stata la Lega,
Se
Di Pietro denuncia Berlusconi per turbativa d asta
( da "Padania,
La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: venivano indicati come i probabili nomi italiani che dovevano prendere parte alla cordata per non far cadere Alitalia nella mani di Air France-Klm dopo che mercoledì il leader del Pdl aveva annunciato che la cordata sarebbe stata resa nota "a giorni". "Pensavo che la trattativa in cui si è impegnato il governo portasse a una fusione con Air France, tipo quello che è avvenuto con la Klm.
Calderoli:
<Air France si è comprata pure i sindacati...>
( da "Padania,
La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: " fabrizio carcano "Alitalia? Berlusconi, o chi per lui, ha contattato una serie di persone, gli imprenditori, che hanno manifestato un interesse, ma che ovviamente prima di fare altri passi voglio poter vedere le carte dei conti della compagnia esattamente come ha potuto fare Air France in questi cinque mesi".
Spinetta
vuole sacrificare lavoratori e hub lombardo
( da "Padania,
La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Cyril Spinetta parla di "visione strategica per Alitalia" prevedendo per la compagnia italiana una "strategia di crescita sostenibile e redditizia". Il gruppo guidato da Spinetta, viene ribadito, "desidera il rilancio di Alitalia". In realtà ai sindacati, a cui è stata inviata la bozza di accordo, non è arrivato granché di nuovo.
Sondaggio:
il 60% tifa per la cordata del Cav
( da "Padania,
La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E ancora: ben il 71% del campione interpellato è dell opinione che l Alitalia dovrebbe restare italiana perchè è una compagnia di bandiera, e solo il 22% ritiene che debba invece far parte di una grande compagnia europea. [Data pubblicazione: 29/03/2008].
Strade
e ferrovie: l Expo ci ridarà l hub
( da "Padania,
La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia-Malpensa. E certo, guardando al piano infrastrutturale portato a Parigi, c è da incrociare le dita perché l assegnazione dell Expo a Milano sarebbe un volano straordinario anche, e forse soprattutto, per Malpensa. Per rendersene conto basta scorrere la lista delle opere che il Governatore lombardo e il sindaco di Milano hanno programmato di realizzare proprio in vista del
<Sono
proposte irricevibili e offensive>
( da "Padania,
La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: città già scossa dalle ricadute occupazionali del dehubbing di Alitalia da Malpensa, Berlusconi ha spiegato che uno dei suoi primi impegni al governo sarà "mantenere italiana la compagnia di bandiera". Secondo il leader del Pdl "non è possibile svendere Alitalia" perché anche paesi come Grecia e Portogallo hanno una loro compagnia di bandiera che, come ha già spiegato in passato,
TUTTI
VOGLIONO MALPENSA TRANNE AIR FRANCE
( da "Padania,
La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ha contribuito anche Alitalia, con un più 4%. E mentre Alitalia Cargo, per bocca di Spinetta, annuncia l addio, a Malpensa ad aprile arriveranno altri due vettori: China Cargo e Jett8-Singapore. Ma non basta. A breve, infatti, grazie ad Eurofly, Malpensa avrà tre nuovi collegamenti internazionali: con Kiev (Ucraina), con Dakar (Senegal) e Il Cairo (
L
ALITALIA MOLLA MALPENSA MA OKKUPA LA PISTA
( da "Padania,
La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia ha sabotato l economia del Nord, ha rovinato la serenità di migliaia di famiglie, ma la sua disorganizzazione aggiunge sfregio allo sfregio. Fiumicino caput mundi secondo la compagnia di bandiera. Bene, e allora ci chiediamo che cosa ci fanno quei 5 Md-80 Alitalia neppure troppo nascosti sulla pista tradita.
<No
al piano ma siamo pronti a sederci al tavolo>
( da "Padania,
La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: fallimento di Alitalia. E questa la posizione emersa dalla riunione intersindacale e contenuta in un documento unitario sottoscritto dalle 8 sigle sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti, Ugl, Sdl, Unione Piloti, Anpav e Avia. Per il segretario della Cgil Guglielmo Epifani "ci sono molte criticità ma credo che bisogna mettere in atto ogni sforzo per evitare il fallimento di Alitalia"
Air
France non abbassa le ali E ora la Uil sbatte la porta
( da "Padania,
La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia e la Uil Trasporti sbatte la porta. Nel motivare la decisione il segretario generale del sindacato, Giuseppe Caronia, premette che "il clima pre-elettorale che ha trasformato la vicenda Alitalia in terreno di scontro politico tra i diversi schieramenti in campo nega di fatto le indispensabili condizioni di serenità che possano permettere di continuare il confronto con Air
Sulla
strada per Malpensa il Governo taglia nastri, posti di lavoro e voli
( da "Padania,
La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: con la loro Alitalia, ne facciano ciò che credono i signori della sinistra, la regalino ad Air France o la facciano fallire. Ma giù le mani dalla nostra Malpensa. PS: un segno della distanza, anche fisica, tra Di Pietro e compagni e il Nord. Nel volantino ufficiale dell inaugurazione Lonate Pozzolo diventa Lonate Bozzolo .
Malpensa,
una strada in più ma 900 lavoratori in meno
( da "Padania,
La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia stanno a significare per il futuro della nostra gente". L aspetto più grave è "che pur di salvare il salvabile per la compagnia di bandiera, Alitalia e il Governo stanno svendendo l hub del Nord: sarebbe sufficiente un anno di moratoria per impedire che lo stop imposto da Air France rallenti lo sviluppo di Malpensa attraverso il dumping che si sta realizzando sul nostro
<Nonostante
Roma non morirà mai> ( da "Padania, La"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia da quelli di Malpensa rispondiamo che i destini sono già disgiunti dal 30 agosto del 2007, dal momento in cui, cioè, Alitalia ha approvato il piano che prevedeva la dismissione della sua attività industriale da Malpensa". In ogni caso, ha proseguito Bonomi "noi andremo avanti e lo dimostrano le 70 trattative commerciali in atto così come la realizzazione di questa opera,
Candidature
operai Thyssen ( da "Padania, La"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Saranno sommersi da una marea di messaggi e si guarderanno bene dal mettere le mani su Alitalia. La sinistra e le verità negate CINZIA Gent.mo direttore, vorrrei porLe alcune domande: come mai questo governo, centrosinistra e sinistra estrema, compresi i più cocciuti comunisti, di comune accordo vorrebbero farci pagare la tassa sulla Rai anche se si possiede soltanto un computer?
La
Parola ai lettori ( da "Padania, La"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: quello in cui si accusa qualcuno di strumentalizzare la vicenda Alitalia, ma non si stigmatizza chi strumentalizza la morte altrui! L indignazione dei musulmani LUCIO DI NISIO Montesilvano La vicenda della conversione di Magdi Allam ha trovato ampio spazio sui media arabi. La stampa è critica verso il Papa per avere voluto "in prima persona" celebrare il battesimo del giornalista.
Rave
party, festini illegali ( da "Padania, La"
del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Saranno sommersi da una marea di messaggi e si guarderanno bene dal mettere le mani su Alitalia. La sinistra e le verità negate CINZIA Gent.mo direttore, vorrrei porLe alcune domande: come mai questo governo, centrosinistra e sinistra estrema, compresi i più cocciuti comunisti, di comune accordo vorrebbero farci pagare la tassa sulla Rai anche se si possiede soltanto un computer?
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
SERGIO SCALPELLI Se
avessimo perso avrei scritto della forza di Milano, della sua capacità di
farcela da sola, delle energie che ha dentro di sé. Della bontà di un progetto
che per la prima volta, dopo tre decenni di chiacchiere sulla "città
metropolitana", è stato effettivamente pensato in chiave metropolitana.
Avrei scritto che dai vituperati anni Ottanta non si vedevano, a Milano, andare
a braccetto politica ed economia. Avrei anche scritto che, nonostante il
risultato, una città che non aveva negli ultimi due decenni mostrato alcuna
voglia di partecipare neppure a una corsa dei sacchi, aveva saputo tirare fuori
le unghie. Le stesse cose le scrivo ora che la città ha vinto. Ma, aggiungo,
hanno vinto la vocazione internazionale di Milano e la capacità della politica,
quando vuole, di riconoscere, interpretare e rappresentare gli interessi del
paese. La vocazione di Milano nel mondo è quella di riconoscersi lungo l'asse
che da Lisbona arriva a Budapest e da Stoccolma scende al Mediterraneo, di
scorgere in sé una centralità geografica, economica e culturale, di c a p i t a
l e d'area, un'area ricchissima e vivacissima. Saranno scritte molte parole,
vedrete, sulla rinascita di Milano nelle prossime settimane e nei prossimi
mesi. Muterà di segno anche il destino di Malpensa. La
penosa vicenda di Alitalia,
che da tempo avrebbe dovuto essere risolta con un sano fallimento, non impedirà
di reinventare il ruolo di grande aeroporto internazionale di cui questo
territorio non può fare a meno. Ma oggi si consenta a noi, che amiamo la bella
politica, di esultare per la prova di sé che ha dato l'Italia. Città,
governo, regione, provincia, sistema della cultura, università, imprese. Eccole
qua, capaci di mostrare che esistono "gli interessi generali del paese",
capaci di conquistare rispetto e credibilità generale in una fase di debolezza
delle élite italiane. Capaci di dire a se stesse, prima ancora che al mondo,
che quando non ci lasciamo attorcigliare dalle faziosità, sappiamo vincere. È
una bella vittoria di Letizia Moratti e della sua tenacia, è una bella vittoria
di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Ed è un bel successo di una buona
politica che si è ricordata che siamo pur sempre una grande nazione.
( da "Stampa, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Analisi L'evento
porterà 70 mila posti di lavoro Metro, mattone e Tav un affare da 20 miliardi
FRANCESCO MANACORDA MILANO Miliardi e mattoni. E poi stand e padiglioni,
metropolitane, autostrade, la resurrezione possibile di Malpensa, alberghi e
ristoranti pieni, 70 mila posti di lavoro che non saranno proprio un milione
ma... Brinda Milano, ma brinda anche e soprattutto il mondo della finanza e
dell'imprenditoria meneghina per la conquista dell'Expo 2015. Festeggiano
dinastie dell'immobiliare come i Cabassi e i Ligresti, che già scaldano gru e
scavatrici nelle aree previdentemente allestite attorno alla nuova Fiera di
Rho-Pero; fanno saltare i tappi le grandi utilities del Nord - e non solo -
dall'Eni all'Enel, dall'Edison alla milanobresciana a2a, che figurano tra i
maggiori sostenitori dell'iniziativa assieme ad Alfa Romeo, Telecom e
Finmeccanica; riempie i bicchieri la Fiera di Milano, ieri scossa da un balzo
del 18% e passa in Borsa; benedice l'operazione la banca "di sistema"
per eccellenza, quella Intesa-Sanpaolo che figura tra i grandi sponsor del
2015, ma che finanzia anche tante società e imprenditori che da ieri sera hanno
messo un Expo nel motore. Se i numeri che una ricerca del Politecnico e della
Bocconi, fatta propria dal comitato organizzatore della manifestazione, si
riveleranno giusti, la scommessa è che l'Expo possa essere un successo non solo
di immagine ma pure economico. Quattro miliardi e passa sono gli investimenti
diretti che da qui al 2015 dovranno arrivare sull'area milanese in previsione
del grande appuntamento, ma se si aggiungono anche gli investimenti indiretti
si arriva alla non trascurabile cifra di 20 miliardi, anche grazie a 10
miliardi di infrastrutture per i trasporti. Dentro il maxi-investimento ci sarà
spazio - e corsie preferenziali per superare i blocchi decisionali all'italiana
- per una nuova Stazione della Tav Lione-Torino-Milano, tre nuove linee di
metropolitana di cui una che dall'aeroporto di Linate porterà fino al
Giambellino, 1,7 milioni di metri quadri a disposizione della nuova area
espositiva che vedrà otto grandi padiglioni tematici, una miriade di padiglioni
nazionali e una torre-simbolo alta
( da "Stampa, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
I Malpensa, alberghi
e ristoranti pieni, 70 mila posti di lavoro che non saranno proprio un milione ma...
Brinda Milano, ma brinda anche e soprattutto il mondo della finanza e
dell'imprenditoria meneghina per la conquista dell'Expo 2015. Festeggiano
dinastie dell'immobiliare come i Cabassi e i Ligresti, che già scaldano gru e
scavatrici nelle aree previdentemente allestite attorno alla nuova Fiera di
Rho-Pero; fanno saltare i tappi le grandi utilities del Nord - e non solo -
dall'Eni all'Enel, dall'Edison alla milanobresciana a2a, che figurano tra i
maggiori sostenitori dell'iniziativa assieme ad Alfa Romeo, Telecom e
Finmeccanica; riempie i bicchieri la Fiera di Milano, ieri scossa da un balzo
del 18% e passa in Borsa; benedice l'operazione la banca "di sistema"
per eccellenza, quella Intesa-Sanpaolo che figura tra i grandi sponsor del
2015, ma che finanzia anche tante società e imprenditori che da ieri sera hanno
messo un Expo nel motore. Se i numeri che una ricerca del Politecnico e della
Bocconi, fatta propria dal comitato organizzatore della manifestazione, si
riveleranno giusti, la scommessa è che l'Expo possa essere un successo non solo
di immagine ma pure economico. Quattro miliardi e passa sono gli investimenti
diretti che da qui al 2015 dovranno arrivare sull'area milanese in previsione
del grande appuntamento, ma se si aggiungono anche gli investimenti indiretti
si arriva alla non trascurabile cifra di 20 miliardi, anche grazie a 10
miliardi di infrastrutture per i trasporti. Dentro il maxi-investimento ci sarà
spazio - e corsie preferenziali per superare i blocchi decisionali all'italiana
- per una nuova Stazione della Tav Lione-Torino-Milano, tre nuove linee di
metropolitana di cui una che dall'aeroporto di Linate porterà fino al
Giambellino, 1,7 milioni di metri quadri a disposizione della nuova area
espositiva che vedrà otto grandi padiglioni tematici, una miriade di padiglioni
nazionali e una torre-simbolo alta
( da "Stampa, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
9 punti mentre
l'S&P/Mib ha ceduto lo 0,25% a 31.616 punti. Debole il settore del credito
soprattutto con il Banco Popolare (-9 per cento a 10,49 euro) ma anche con Bpm
(-2% a 6,99 euro), Unicredit (-1% a 4,23 euro) e Intesa Sanpaolo (-0,73 per
cento a 4,46 euro). Nell'energia ha tenuto Eni (+0,14% a 21,6 euro) al pari di
Enel (+0,06% a 6,72 euro) mentre ha fatto meglio A2A (+1,57% a 2,32 euro).
Segno positivo anche per Terna (+0,33% a 2,7 euro), invece Snam ha ceduto lo
0,86 per cento a 4 euro. Alitalia
è andata fortissimo con un +19,4% a 0,48 euro nel prezzo di riferimento
(battuta nel "last" solo da Kaitech). Denaro su Fiat mentre
l'assemblea dei soci ha approvato il bilancio 2007: il titolo ha consolidato la
posizione sopra la soglia dei 14 euro a 14,63 euro (+3,14 per cento).
Toniche anche Impregilo (+4,76 per cento a 3,43 euro), Finmeccanica (+2,28% a
21,54 euro) e Atlantia (+2,41% a 19,15 euro). Segno più anche per
StMicroelectronics (+1,1 per cento a 6,7 euro). Poco mossa Telecom (+0,23% a
1,32 euro) mentre Tiscali ha fatto +12% a 1,99 euro. Ferma Pirelli (-0,09 per cento
a 0,55 euro).
( da "Stampa, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Cv
Alital 10 67,292 69,603 cv B Ifis 09 100,190 99,760 cv Bco Popol 10 100,613
100,533 cv Beni Sta 11 93,805 93,195 cv BIM 15 89,848 90,417 cv Carige 13
112,755 112,613 cv Mi-A2a 09 115,377 115,091 cv SIAS 17 94,532 93,345 cv Snia
10 100,150 92,600 cv Vitt Ass 190,000 190,000 Telecom IT CV 10 110,259 110,132.
( da "Stampa, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
TRENI.PENDOLARI
MOBILITATI SABATO IN LUGURIA Presto soppressi due Intercity Penalizzati i
viaggiatori tortonesi e alessandrini che devono arrivare al lavoro prima delle
8 Sette aprile. La data di un nuovo cambio d'orario attesa con preoccupazione
anche dai pendolari della provincia. All'orizzonte sono previste variazioni,
cancellazioni di convogli in tutta Italia. Finora però Trenitalia non ha
fornito comunicazioni ufficiali. Si registra però intanto la presa di posizione
delle Regioni Piemonte e Liguria, attraverso gli assessori ai Trasporti,
Daniele Borioli ed Enrico Vesco, che scrivono a Ferrovie per scongiurare la
soppressione di alcuni treni Intercity sulle direttrici Milano-Genova e
Genova-Torino. Due quelli maggiormente a rischio: l'Ic 645 Milano-Genova-
Livorno, delle 6,10 con arrivo a Tortona alle 6,58 e a Genova alle 7,44, la cui
cancellazione penalizzerebbe gli utenti tortonesi a cui sarebbe tolto l'unico
collegamento per raggiungere il capoluogo ligure entro le 8, costituendo anche
per i viaggiatori liguri un utile collegamento tra Genova e la riviera di
Levante in piena fascia pendolare; e l'Ic
( da "Stampa, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
IMPERIA CONTRO LA SOPPRESSIONE
DI ALCUNI INTERCITY Una replica senza appello Pendolari, la protesta viaggia
con le e-mail Trenitalia: "Non rendono più e mancano sovvenzioni
statali" Centinaia di messaggi per lamentare il taglio ai treni
[FIRMA]DIEGO MARRESE IMPERIA Come un sasso in uno stagno. La cancellazione di
due Intercity dal 7 aprile: il 609 Cristoforo Colombo Milano-Nizza delle 13,10
(Genova 14,55, Imperia Porto Maurizio 16,31) e l'Andrea Doria
Ventimiglia-Milano delle 12,58 (Imperia Porto Maurizio 13,30, Genova 15,06) ha
sollevato la rivolta dei pendolari che ogni giorno raggiungono Savona, Albenga,
Genova usando l'Intercity, l'unico sistema per arrivare a destinazione in tempi
competitivi rispetto alle auto. Un tempo avrebbero preso carta e penna, ora si
sono armati di tastiera ed Internet e hanno mandato decine di e-mail di
protesta. Destinatari tutti i soggetti coinvolti: amministratori comunali,
provinciali, regionali, deputati, senatori e gli uffici delle relazioni esterne
di Trenitalia. "Siamo in centinaia a spostarci ogni giorno sulla linea
Ventimiglia-Genova pagando, oltre all'abbonamento, anche una card istituita
dalla Regione che ci consente di viaggiare sugli InterCity con l'abbonamento
regionale. Questo per "risarcirci" per i diretti e gli interregionali
soppressi e dei continui ritardi" spiega Eugenia Sapra dipendente
dell'acquedotto di Savona. Con lei nella protesta anche Massimo Picco che ogni
giorno raggiunge l'albenganese per lavoro: "Se non si vuole usare l'auto
le alternative sono poche: treno o bus. I pullman però subiscono ritardi per il
traffico e ad Andora bisogna cambiare con tempi di attesa e ulteriori disagi.
Il treno è l'unica alternativa, ma con continui tagli e modifiche con cosa
viaggeranno i pendolari?". Aggiunge Paola Griseri che ogni giorno da Porto
Maurizio, raggiunge l'università di Genova: "I treni sono da sempre un
mezzo stategico per i turisti che raggiungono il Ponente, così si penalizza
anche questo settore".La replica del gruppo Ferrovie dello Stato è senza
appello: "Quei due treni non rendono e li abbiamo soppressi. Non vogliamo fare la fine di Alitalia". Le Ferrovie vogliono farsi trovare competitive per il
2010, quando altri vettori viaggeranno sui binari in Italia, e non possono
arrivarci in perdita. Da qui il taglio: "Garantiamo i convogli a lunga
percorrenza notturni perché lo Stato assicura la differenza tra il costo del
treno e l'incasso; per gli Intercity di giorno, invece, i quattrini non
sono arrivati e abbiamo iniziato a tagliare. Non spariscono completamente i
collegamenti, ma non c'è più il servizio in quelle ore. Se le istituzioni
locali vogliono che venga ripristinato, devono sobbarcarsi i contributi che lo
Stato non ha più elargito".\.
( da "Stampa, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Trenitalia taglia,
ed è subito polemica. Con il nuovo orario estivo, che entrerà in vigore il
prossimo 7 aprile, i viaggiatori da e per la Liguria troveranno alcune novità
(negative): la soppressione di una coppia di Intercity sulla linea
Ventimiglia-Milano e la limitazione a Ventimiglia di un Eurocity che finora
collegava il capoluogo lombardo con Nizza e viceversa. Se quest'ultimo taglio
può avere effetti limitati per i viaggiatori e i turisti diretti in Riviera,
altrettanto non può dirsi per la cancellazione dei due Intercity Andrea Doria e
Cristoforo Colombo che, di fatto, creerà un "buco di circa quattro ore nei
collegamenti di metà giornata tra il Nord e la Liguria. Ecco nel dettaglio cosa
accadrà. Con la cancellazione dell'Ic627 Andrea Doria, che parte da Ventimiglia
alle 12,58 e arriva a Milano alle 16,50, tra le 10,58 e le 14,58 non ci saranno
più treni diretti a lunga percorrenza verso Milano. A Savona il 627 fermava
alle 14,34. Il successivo Intercity diretto per Milano il 669
"Mameli" parte infatti alle 18.34. In direzione inversa la situazione
è analoga: l'Ic609 Colombo parte da Milano alle 13,10 e arriva a Ventimiglia
alle 17,07 (passaggio a Savona alle 15,28). Con la sua soppressione, dal 7
aprile l'ultimo treno utile sarà l'Eurocity Sanremo delle 11,10 (passaggio a
Savona alle 13,25, arrivo a Ventimiglia alle 15,07) e il successivo l'Ec 159
Riviera dei Fiori, partenza alle 15,10, arrivo a Ventimiglia alle 19,07,
passaggio a Savona alle 17,35. Comunque lo si guardi, un "buco" di
quattro ore. Per la cronaca, infine, delle tre coppie di Eurocity Milano-Nizza,
quelli che fermeranno la loro corsa a Ventimiglia sono l'Ec 145 che partirà
dalla città di confine alle 14,58 diventando Intercity 693 e l'Ec 141 delle
7,10 da Milano che si fermerà a Ventimiglia alle 11,07 diventando IcPlus 691.
Sui tagli che Trenitalia ha previsto nel prossimo orario si è già scatenata, da
parte di pendolari e operatori turistici, una feroce polemica. Alle prime
lettere di viaggiatori imbufaliti ha risposto il responsabile ligure delle
relazioni esterne di Trenitalia, Fabio Zotti: "Il provvedimento deriva
essenzialmente da considerazioni di natura economica e strategica dalle quali
un'impresa, quale è Ferrovie dello Stato, non può prescindere. L'IC plus 609 è
infatti un treno il cui costo non è coperto dai ricavi dei biglietti venduti.
Nessuna azienda è disposta ad effettuare un servizio in perdita: diversamente
rischierebbe il fallimento in tempi brevi con ricadute negative non solo per
sé, ma anche per la collettività. L'Alitalia, citata dalle lettere, ne è un esempio tangibile. Inoltre la
loro soppressione non elimina il collegamento tra località che comunque possono
essere raggiunte utilizzando altri treni o altri vettori. Naturalmente - se le
istituzioni, nazionali o locali che siano - ritengono che non si può rinunciare
a questo servizio, dovranno essere in grado di garantire anche le
risorse economiche necessarie al suo mantenimento". Angelo Galtieri,
presidente degli albergatori della provincia di Savona, rilancia la
provocazione. "La nostra non è una posizione nè velleitaria nè
anacronistica, se chiediamo che Trenitalia non lasci un "buco" di
quattro ore nei collegamenti tra la Riviera e Milano e ritorno nella fascia
11-15. Ma non ci limitiamo a questo: se davvero questo sacrificio è
indispensabile per ragioni di bilancio, vogliamo vedere la controfferta in
termini di qualità. E cioè gli standard di puntualità dei treni e di pulizia
delle carrozze: non vediamo, nei piani di lavoro di Trenitalia, investimenti e
progetti che vadano in questo senso. Noi come categoria stiamo facendo grandi
sforzi per offrire alla clientela che viene in Liguria il meglio in termini di
accoglienza, ma il "biglietto da visita" costituito dal treno spesso
fa a pugni con questi sforzi. Il nostro turismo non può essere "di
quantità" ma evidentemente "di qualità" ed ecco perchè carrozze
sporche, servizi carenti, treni in ritardo sono un danno non soltanto per il
sistema turistico, ma per tutta l'economia della regione".
( da "Stampa, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Dando all'Italia una
vittoria di portata mondiale, si sarà pentito della sua scelta dopo aver visto
le reazioni politiche alla decisione. Neppure in Turchia, dove pure la
delusione è stata grandissima (incautamente i festeggiamenti erano cominciati
prima dell'annuncio ufficiale, in seguito a una voce poi smentita), s'è visto
niente del genere. "Non è merito del premier", ha sentenziato
Berlusconi. E Prodi: "Si vergogni". Così il siparietto dello scontro
tra il premier e il leader del Pdl è calato sulle più prudenti valutazioni
degli altri protagonisti. "Contenta per l'Italia e per il mondo", si
era appena dichiarata, con eleganza, il sindaco di Milano Letizia Moratti.
"Abbiamo giocato tutti dalla stessa parte", aveva ricordato il
governatore della Lombardia Formigoni. E nello stesso senso si era mosso il
ministro degli esteri D'Alema. Il Presidente della Repubblica Napolitano, per
il quale a Parigi è stata "riconosciuta l'eccellenza del sistema
Italia", si sarà preso un'ennesimo dispiacere, per una così evidente
caduta di stile. Si dirà: ha cominciato il Cavaliere. Ed è vero. Poteva
aspettare almeno un giorno per cercare di sfruttare a fini elettorali un evento
che sposta più di 20 miliardi di euro di investimenti a Milano e non solo, che
porterà nell'anno dell'Expo 27 milioni di turisti nel capoluogo lombardo, e
alla fine benefici per tutto il Paese. Ma anche Prodi forse poteva essere più
cauto. In fondo aveva partecipato con i ministri competenti alla cerimonia
francese, il palcoscenico era stato anche suo, era chiaro per tutti che
l'Italia, in una gara di portata globale, si era giocata una partita nazionale:
Milano insomma da sola non ce l'avrebbe fatta. E se la polemica di Berlusconi
fosse caduta nel silenzio, alla fine sarebbe tornata al mittente. Invece Prodi
è tornato così nel mirino di tutto il centrodestra (accanto al Cav. è arrivato
Fini). L'imbarazzo del centrosinistra, pur controllato, è crescente: più
Veltroni cerca di prendere le distanze, senza personalismi,
da un governo che per tutta la sua durata ha raggiunto record di impopolarità,
più Berlusconi riesce, da Alitalia a Malpensa, a rimetterlo al centro della scena. E a questo punto
è chiaro che il premier uscente sarà l'obiettivo privilegiato del Pdl nel
finale di questa campagna elettorale.
( da "Stampa, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Dsor!) la mamma
della sua sposa: rivalutazione completa delle suocere. Un bravo alla signora
Carla che è riuscita laddove molte mogli non possono avere... maman al seguito.
Ah, l'amour! RENATA FRANCHI Le esportazioni cinesi Dunque, da cosa si sente in
giro noi manderemmo (in Cina) la mozzarella con la diossina (se non sbaglio) e
da stasera anche la frutta con non so che di nocivo. Visto che le autorità
cinesi sono così solerti nei controlli, forse dovrebbero iniziare dai loro
prodotti che esportano in Italia (fuochi d'artificio illegali, giocattoli per
bambini con vernici al piombo e chi sa cos'altro.). Infine, rammento a quanti
non lo sapessero che per le prossime Olimpiadi sono state sfrattate, affamate
migliaia di persone dando così un altro calcio alla democrazia e se non vi
basta pensate al Tibet ma lì nessuno prende posizione per paura di perdere
commesse economiche di prodotti scadenti. DANILO ALBENGA Due squadre stanche
Secondo me il Partito del Popolo della Libertà e il Milan hanno molto in
comune. Innanzitutto lo stesso Presidente. Poi hanno entrambi una squadra
vecchia, logora, che pratica un gioco monocorde, ripetitivo, senza entusiasmo.
Sono costretti a ripetere gli stessi schemi, gli stessi slogan che ormai non
fanno più emozionare nessuno. Sono due squadre stanche, sfibrate da tanti anni
di vittorie e grandi soddisfazioni dei tempi andati. Il Partito del Popolo
della libertà ha però un enorme vantaggio, rispetto al Milan. Che il Partito
Democratico vale meno dell'Atalanta. ANTONELLO CONTE Chi presidia i seggi Credo
che per il Cavaliere sarà facile la vittoria elettorale in considerazione che
dalla Sua parte avrà circa il 40% del popolo delle telenovelas i quali credono
ancora che il grande "Proprietario Fazenderos" sposerà una delle sue
figlie. Ma quello che mi preoccupa è ora l'assoldamento di 120 mila persone che
presidieranno le sedi elettorali per il controllo che non avvengano i
cosiddetti "brogli". Questi signori saranno muniti di manganello e
avranno facoltà di entrare nell'urna con l'elettore? Perché vede io ormai sono
convinto che questo "Signore" vincerà, e l'Italia, dopo tante lotte,
riavrà il fascismo con la sua nobile casta (15% di italiani). Chi scrive
purtroppo crede ancora in quella vituperata parola Democrazia che non è
Anarchia ma un forte senso dello Stato e amore della propria Patria. ENRICO
RUSTICHELLI La tragedia Scutellà Ho letto con ritardo l'intervista da me
concessa ad Antonio Massari ("Quel disastro ha ammazzato mio figlio",
domenica 23 marzo). Comprendo l'esigenza di sintesi del giornalista ma una
risposta non rende, così com'è, il mio pensiero e necessita di una
integrazione. E' la risposta sulla politica. Bene. Confermo le poche righe
riportate. Ho detto anche però che la politica locale, specialmente il
presidente della Regione Calabria Agazio Loiero e l'assessore alla Sanità
Vincenzo Spaziante, mi hanno dato delle risposte ben chiare e precise. Tant'è
che nel prosieguo sono stati azzerati i vertici dell'assessorato. Ho detto
ancora che non bisogna scaricare sulla politica incompetenze e incapacità delle
persone. Ho detto, infine, che ho dovuto fare la voce grossa solo con la
politica nazionale per avere la relazione ministeriale sulla tragedia di mio
figlio. ALFONSO SCUTELLÀ PADRE DI FLAVIO Cosa è successo a Fiumicino Per il
rispetto della verità, ma anche per il rispetto dovuto a tutti i lavoratori che
domenica si sono impegnati per rendere "normale" una giornata
sicuramente importante per l'aeroporto della Capitale, mi vedo costretto a
confutare il titolo e il testo del servizio "Fiumicino nel caos"
pubblicato ieri. I dati a disposizione di Adr sono assai diversi da quelli
assunti, non so bene dove, dall'autore del servizio. 1. Diamo
innanzitutto una dimensione reale al cosiddetto "effetto Alitalia". Con il nuovo orario
estivo, la compagnia ha spostato sullo scalo romano 76 movimenti al giorno. Il
traffico medio quotidiano di Fiumicino è di oltre 1000 movimenti. 2. Fra le 7 e
le 8 di domenica si è creata una coda ai banchi security nella zona transiti
per una carenza di macchine a raggi X. Già ieri sera il numero delle
apparecchiature è stato raddoppiato e il deflusso è tornato regolare. 3.
"Disastro annunciato all'imbarco bagagli"? Difficile capire a cosa si
riferisca il titolo. I dati sul servizio reso dalle quattro società di handling
operanti a Fiumicino, che Adr raccoglie ed elabora, parlano di riconsegna dei
bagagli dei voli internazionali in un tempo medio prossimo ai 30 minuti e in
linea con la Carta dei servizi. 4. Il servizio induce inoltre fraintendimenti
sul tema dei nastri bagagli. Per quanto riguarda il nastro che trasporta i
bagagli in partenza, il cosiddetto Bhs, non si è verificata ieri alcuna
anomalia. Il servizio peraltro migliorerà quando, l'1 maggio, sarà a disposizione
anche il nastro di distribuzione dei bagagli del nuovo Terminal 5. 5. Il
"mezzo caos", previsto per questa mattina da un sindacalista che ha
parlato con l'autore del servizio, non si è pertanto verificato. Adr non ha mai
negato le proprie responsabilità quando qualcosa non ha funzionato. Ma parlare
di "caos" quando la situazione è unanimemente giudicata sotto
controllo e prossima alla normalità, mi pare uno sterile esercizio contro una
infrastruttura fondamentale per il sistema trasportistico nazionale. CARLO
PARMEGGIANI DIRETTORE RELAZIONI ESTERNE AEROPORTI DI ROMA Per altrettanto
rispetto della verità, ribadisco che domenica all'interno del Terminal B ho
visto lunghissime file ai varchi (mi risulta riapparse ieri mattina) e un
gruppo di piccioni. Ho raccontato ciò che fonti dei sindacati, dell'Enac e fra
le compagnie, hanno a loro volta constatato: ritardi nello smistamento bagagli,
disguidi nell'assegnazione delle piazzole. Non è mia intenzione sminuire
l'impegno di tutti a sostegno della sfida di Fiumicino come ritrovato
"hub" della compagnia di bandiera. Allo stesso tempo, il mio lavoro
impone il racconto dei fatti. Ciascun lettore è stato in grado di valutare se
la cronaca coincideva con il "mezzo caos" ipotizzato dal sindacalista
citato oppure no. \.
( da "Stampa, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Il caso Dopo la
ritirata dell'ex compagnia di bandiera Malpensa, le 16 straniere pronte a
riempire il vuoto LUIGI GRASSIA Non si vive di sola Alitalia.
Per riempire il vuoto lasciato a Malpensa dalla ex compagnia di bandiera c'è la
fila e tanto per cominciare la araba Etihad Airways presenta l'orario estivo
con due grandi novità verso altrettanti mercati emergenti: un collegamento con
Pechino da subito e uno con Calicut da giugno. Voli ottimi sia per il turismo
che per gli uomini d'affari del Nord Italia. Per Pechino non sono necessarie
presentazioni mentre Calicut, da non confondersi con Calcutta, è la città del
Kerala che in lingua locale si chiama Kozhikode. È già un inizio incoraggiante,
ma solo il primo passo di quel completo rilancio di Malpensa che il governatore
Roberto Formigoni vede possibile entro il 2010. La traversata nel deserto
potrebbe anche essere molto più breve di due anni se tutte le compagnie
straniere che si candidano a usare l'aeroporto di Milano fossero libere di
firmare gli accordi. Questo è un punto dolente perché Air France vuole impedire
a terzi di utilizzare i diritti di decollo e atterraggio ex Alitalia
per non favorire i concorrenti. Qualche giorni fa Giuseppe Bonomi,
l'amministratore delegato della Sea che gestisce Malpensa, sulla Stampa ha
invocato la liberalizzazione delle rotte internazionali che oggi sono regolate
da accordi fra Stato e Stato, cosa poco sensata visto che Alitalia
non sarà più dello Stato italiano ma di quello francese. Ma Bonomi non aveva
fatto la lista delle compagnie straniere candidate a Malpensa con più voli di
quelli che già ci sono, oppure ad arrivarci per la prima volta. Questa lista
comprende 16 vettori con un volume aggiuntivo potenziale di diverse decine di
voli, sia passeggeri sia cargo (merci) oppure misti. A presentare domande
dettagliate sono già state le compagnie Emirates (degli Emirati arabi, che vuol
raddoppiare da
( da "Stampa, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
NOZZE NEI CIELI SUL
FILO DEL RASOIO Ultimo tentativo Continuano a negoziare otto sigle. Spinetta
vuole chiudere oggi o al massimo domani Nota anti-Angeletti degli altri
sindacati: "Usate i lavoratori per un teatrino elettorale"
[FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA Una notte di riflessione. Poche ore, giusto il
tempo di capire i margini di trattativa per entrambi, e poi stamattina a
mezzogiorno un nuovo tentativo. "Non so se dormirci su basterà, ma almeno
questo dimostra che tutti vogliamo l'accordo", spiega il leader della
Filt-Cgil Fabrizio Solari. Mentre a Milano festeggiano la vittoria per l'Expo
2015 e nel centro-destra c'era già chi la vede come una ragione in più per
affossare la proposta di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta tira dritto nel
tentativo di portare a Parigi una prima intesa con i
sindacati sul piano di fusione con Alitalia. Rientrato l'Aventino dei piloti, da ieri al tavolo di confronto
manca però la Uil di Luigi Angeletti. Dopo pochi minuti dall'inizio del terzo
confronto con il manager francese, i due delegati di categoria, Giuseppe
Caronia e Marco Veneziani hanno abbandonato il tavolo: "Il contesto
politico non dà garanzie". La Uil chiede il congelamento della
trattativa perché - è la tesi di Angeletti - ogni tentativo di accordo a dieci
giorni dalle elezioni "è una farsa, prima che inutile". Insomma, la
Uil crede che il 14 aprile ci sarà una chiara maggioranza a favore del
centro-destra e che Berlusconi confermerà il suo no secco all'accordo con Air
France-Klm. Di fatto la Uil sposa le ragioni opposte a quelle che spingono le
altre sigle a tentare un accordo. Se si troverà - è il ragionamento anzitutto
di Cgil e Ugl - sarà scongiurato il commissariamento di Alitalia,
probabilmente l'unico scenario che farebbe uscire allo scoperto la cordata
tricolore targata Berlusconi. Non è un caso se, verso sera, tutte le sigle (con
l'eccezione dell'Anpac) hanno lanciato un comunicato-siluro in direzione dei
colleghi di Uil: "Hanno deciso di abdicare al proprio ruolo per
partecipare da comparse al teatrino becero della campagna elettorale.
Utilizzano i lavoratori per una campagna che non li riguarda. E' un fatto
grave". La sostanza dell'accusa la sintetizza la fonte di una sigla
confederale che vuole restare anonima: "Angeletti si vuole accreditare
come interlocutore privilegiato di Berlusconi e ritagliarsi uno spazio di
maggiore autonomia dal Partito Democratico". Che fra la Uil e il Pd ultimamente
ci sia della ruggini è cosa che negli ambienti sindacali è nota da qualche
settimana. Luigi Angeletti non avrebbe mai perdonato a Walter Veltroni di aver
tolto un posto sicuro nelle liste per Camera e Senato a due ex segretari:
Pietro Larizza e Giorgio Benvenuto. I più maliziosi hanno notato anche il fatto
che la figlia del leader Uilt, Caronia, sia candidata nelle liste della Mpa di
Raffaele Lombardo in Sicilia. Oggi la Uil si riunisce per decidere il da farsi.
Non è nemmeno escluso che, a fronte di una effettiva apertura dei francesi,
l'Aventino rientri. Il tempo a disposizione è poco: il presidente di Alitalia Maurizio Prato vuole chiudere in fretta almeno
l'accordo quadro, dopo il quale dovrebbero partire (a questo punto dopo le
elezioni) cinque tavoli separati per ciascuna categoria di lavoratori.
"Abbiamo convenuto con Air France-Klm di prorogare la trattativa al 2
aprile", recitava ieri sera un comunicato di Alitalia:
da stamattina sono meno di 48 ore. Nella sostanza le posizioni restano distanti:
ieri Spinetta ha confermato il suo piano, ma verso la fine del vertice ha
riunito in una stanza i leader di ogni sigla e i suoi tre manager di punta: il
responsabile delle fusioni Florence Parly, delle risorse umane Jean-François
Colin e il capo delle operazioni di volo Gilbert Rovetto. Oggi ci potrebbero
essere aperture sul numero di aerei a terra, sui tempi di chiusura di Cargo e
per gli investimenti nel rinnovo della flotta. Il punto più delicato per i
sindacati è il futuro di Atitech, la controllata napoletana che impiega 700
persone e fa la manutenzione ai vecchi Md-80: Air France-Klm sarebbe disposta a
mantenere il 49% della società, ma non basta agli autonomi di Sdl. I dipendenti
della società sono sempre più nervosi e minacciano per oggi il blocco di
Capodichino. La Borsa scommette su tempi lunghissimi: ieri il titolo ha
guadagnato il 19,4% e valeva 48 centesimi. L'offerta di Air France-Klm è di
nove centesimi ad azione.
( da "Secolo XIX, Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
La
trattativa Il sindacato: "Lo scontro politico non consente una trattativa
serena". Air France e Alitalia: "Serve
un accordo in 48 ore" 01/04/2008.
( da "Unita, L'" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione
del Le donne secondo Berlusconi Maria Novella Oppo BERLUSCONI, che in queste
settimane ha offeso quasi tutto e tutti (a cominciare dagli alleati, passando per le cordate Alitalia, per arrivare ai vertici della Chiesa contrabbandati come cosa
sua), in particolare ha offeso le donne, che sono la maggioranza
dell'elettorato. E speriamo sconterà l'averle trattate come poverette che nella
vita possono sperare di cavarsela solo svendendosi a un giovane Berlusconi
(chiaramente come seconda scelta rispetto al vecchio). Ha poi negato di
aver candidato solo veline, spiegando che con le veline può fare di meglio che
metterle in lista. Una tale trivialità non giustifica, ma alimenta la parallela
trivialità della Santanchè e della Mussolini. La prima ci ha fatto sapere di
"non averla mai data" per la carriera. La seconda, non paga della sua
personale volgarità, ha evocato anche quella del nonno Benito. Mentre la più
sguaiata di tutte, la Brambilla, è andata in tv a dire senza vergogna:
"Parlo a nome di Berlusconi". Ha ragione Luciana Littizzetto: di
donne così in politica possiamo anche farne a meno. FRONTE DEL VIDEO.
( da "Secolo XIX, Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
La riviera dei fiori
in rivolta Basso e Sappa: "Andiamo tutti a Roma per contestare
Trenitalia" TRENITALIA cancella due treni Intercity che collegano la
Riviera a Milano ed esplode la rivolta Accadrà già da lunedì prossimo, a poche
settimane dai ponti turistici del 25 aprile e del Primo maggio, a due mesi
dall'inizio della stagione estiva. E i sindaci del ponente sono subito scesi
sul piede di guerra: minacciano una grande manifestazione di protesta sotto le
finestre dell'ufficio dell'amministratore delegato di Trenitalia Mauro Moretti.
Gli amministratori della Riviera definiscono "inaccettabile" la
decisione delle Fs di cancellare l'ICplus 609 "Cristoforo Colombo"
con partenza da Milano (ore 13.10) transiti a Genova P.P (14.55) - Savona
(15.28) - Imperia Porto Maurizio (16.31) e arrivo a Ventimiglia (17.07) e
l'ICplus 627 "Andrea Doria" con partenza da Ventimiglia (12.58)
transiti alle
( da "Unita, L'" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del "Cancelleremo 5mila leggi entro il 2008" Veltroni: il
Pdl farebbe un governicchio. Vuole la rissa, ma se non si è in due si chiama
aggressione di Federica Fantozziinviata a Viterbo "CI MANCA SOLO che
Casini si metta l'eskimo. Tutti i giorni se la prende con il governo
Veltroni-Berlusconi... Ma se avesse avuto il coraggio, ora avremmo un governo
per le riforme. Invece è rimasto embedded finché non gli hanno chiuso la porta
in faccia. Ora ci faccia la grazia perché non ci saranno inciuci". Alla
riconquista di Viterbo, 84esima tappa del giro d'Italia veltroniano e comune in
mano al centrodestra da tre mandati, il leader del Pd insiste sui "toni
civili" della "fase nuova" ma non si risparmia un paio di
stoccate. All'amico Pier, reo di mancato coraggio "ma è come nei Promessi
Sposi (ovvero: se uno non ce l'ha non se lo può dare"). A Fini, che non
trovando pubblico al suo comizio di Palermo "si è innervosito" e ha
tagliato teste. E a Berlusconi, che chiama per nome anziché, come al solito,
"il principale esponente dello schieramento avverso": "Cerca di
trasformare la campagna elettorale in rissa - chiarisce Veltroni - ma se non si
è in due si chiama aggressione. E la gente sa come valutare chi aggredisce il
prossimo". Votare Pdl, insomma, significa riavere lo stesso
"governicchio" con gli stessi nomi. "Qualcuno peggio", urla
una voce dal fondo di piazza del Plebiscito. Altra storia dall'altra parte:
"Il Pd è l'unico che può portare l'Italia fuori da questi 15 anni e unire
il Paese sulla base di valori nuovi". Perché "si vota per aprire un
ciclo di innovazione politica, per liberare energie, contro la vecchiezza di
una politica che parla ancora di brogli e stalinismo". Invece, ed è un
vaudeville, "l'ipotetico" escutivo di centrodestra "sarebbe già
in crisi", lo ha minacciato il leghista Borghezio se passerà il decreto
sugli immigrati. Piazza del Plebiscito piena, 4mila persone secondo gli
organizzatori. Sul palco c'è un ticket di candidati rodatissimo: l'aspirante
sindaco Ugo Sposetti, già tesoriere diessino, e Beppe Fioroni, provenienza
Popolare, presentato come "il primo viterbese ministro". Sono i
capilista di Lazio 2, dopo il magistrato Donatella Ferranti. Arrivano Ignazio
Marino e il "governatore" Marrazzo. Fioroni minimizza l'uscita
indipendentista di Di Pietro: "Ha preso un impegno con il Pd per il gruppo
unico, e lo rispetterà. Continueremo a lavorare per questo". Fiducioso
Sposetti: "Vogliamo trasformare l'amarezza dei viterbesi in una
svolta". Veltroni strappa applausi promettendo la fine delle morti sul
lavoro: "Serve la responsabilità delle imprese, l'impegno dei lavoratori
con la formazione, il sostegno dello Stato". Si spende per i giovani
precari e i 50enni di nuovo senza lavoro. Annuncia interventi sul potere
d'acquisto, grazie all'extra-gettito, e sulle pensioni fino a 2mila euro.
Rilancia la semplificazione legislativa, entro il 2008 5mila leggi abrogate,
obiettivo solo 2mila leggi nel 2010. Promette la fine della politica
clientelare: "Per i nostri figli non vogliamo il Paese del "conosco
una persona che". Garantisce, nei rapporti con l'amministrazione pubblica,
"tempi del 2000 e non ottocentschi". Insomma, l'agenda riformista per
modernizzare l'Italia. Come, dice, ha fatto con Roma: "Ora Berlusconi mi
attacca, ma prima della campana mi dipingeva come un padre della patria, come
Giolitti". Anche su Alitalia, Veltroni rilancia il sospetto di Bersani che aveva ipotizzato
"qualcuno pronto a raccoglierla col cucchiaino una volta fallita". Se
fugge Air France, attacca il segretario del Pd, "ci si assume una bella
responsabilità. Non vorrei che finisse in stato di crisi e la si prendesse a
pochi soldi". Dopo un ricordo di Luigi Petroselli, ex sindaco di
Roma sepolto a Viterbo, finale a caccia del bersaglio indecisi: "Ce ne
sono moltissimi e il grosso si sta spostando verso il Pd. Ognuno ne convinca 5,
ieri un milione e 200mila persone si è impegnato. La rimonta è in corso.
Dobbiamo dare l'ultima spinta". Il pullman verde prosegue per Terni e, in serata,
Rieti. Nella cittadina umbra, lo accompagna la vicecapogruppo alla Camera
Marina Sereni. Veltroni giura: "Il riformismo siamo noi, non si può fare
una maggioranza riformista con Dini e Caruso". L'ovazione più calorosa
segue la dichiarazione di guerra a mafia, ndrangheta e camorra: "Non
votateci perché noi vi cancelleremo, vi annienteremo".
( da "Unita, L'" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Da Berlusconi "sobrio" alle spigole di Speciale
Oliviero Beha Sì, lo so, piacerebbe anche a voi che la campagna elettorale si
giudicasse sul risparmio energetico, i danni del gas serra, i monumenti
"politicamente" oscurati, il Petito Moreno che si scioglie in
Patagonia e il Tibet che muore bruciato dal fuoco di Olimpia. E invece no.
Questa abbiamo, di campagna, e questa ci teniamo. E così ci dobbiamo domandare
come venga preso con simpatia l'aggettivo con cui "The Guardian",
giornale inglese non esattamente senza tradizione, definisce l'odierno
Berlusconi: "sobrio". Proprio così. Come se altre volte fosse stato
con il gomito alzato. E questo secondo quegli inglesi lì sarebbe il suo pregio
maggiore. È normale allora che questa campagna si giochi intorno alla
superficie, agli effetti speciali, all'Alitalia. Se nei prossimi giorni il bluff sulla cordata italiana divampa
e tutti sono costretti a capire, allora forse qualche indeciso voterà Veltroni
per altrui getto della spugna. Non solo. Persino le spigole del Generale
Speciale, costate 32 mila euro ai contribuenti per i viaggetti del pesce
speciale di Speciale da Pratica di Mare a Bolzano, magari orienteranno
gli incerti. Se quel generale faceva così in divisa, forse qualcuno penserà: da
Ministro cosa ci riserverà?.
( da "Unita, L'" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Ultimatum francese: accordo entro domani I sindacati critici ma
riconoscono: "C'è stata una parvenza di trattativa" di Bianca Di Giovanni/
Roma CONFRONTO Tempi stretti, ma trattativa avviata. Nonostante il colpo di
scena iniziale della Uilt, che ha abbandonato unilateralmente il tavolo. Una
scelta che ha provocato la reazione durissima di sette sigle sindacali (An pac
esclusa). Questa la cronaca scarna del primo giorno di
confronto tra i vertici AirFrance-Klm e i sindacati Alitalia. Maurizio Prato ha imposto scadenze ravvicinatissime: entro
domani chiede un'intesa quadro da approfondire poi su tavoli tecnici. Ma il
tutto deve chiudersi in pochi giorni per la Magliana, che punta a chedere così
il prestito ponte per poter rimpinguare le casse. Jean-Cyril Spinetta
appoggia la "fretta" di Prato. Ma al momento la partita è ancora
tutta da giocare: dopo la riunione ristretta di ieri l'unico risultato è stato
quello di imporre al tavolo quattro questioni di fondo (di cui Air France non
voleva neanche sentire parlare fino a ieri), ovvero il cargo, la flotta a lungo
raggio, il perimetro di Az servizi con l'Atitech di Napoli (che finora resta esclusa
dal perimetro aziendale, tanto che oggi i lavoratori minacciano di bloccare
Capodichino) e le attività di Malpensa (almeno il cargo). "Non sono emerse
novità sostanziali ma la nota positiva è che si continua a trattare - ha
commentato in serata Fabrizio Solari, leader Filt Cgil - per tutti c' è la
necessità di provarci". "Oggi c'è una parvenza di trattativa",
ha aggiunto Fabio Berti, presidente Anpac. Spinetta si è preso una notte di
riflessione. "Rifletterò, fatelo anche voi", ha detto al sindacato.La
riunione è stata aggiornata a oggi alle ore 11: a quel punto il numero uno di
Air France darà risposte almeno sulla rimodulazione della flotta e sul
perimetro di Az Servizi. Non è stato facile imporre i temi all'ordine del
giorno, visto che Spineta si limitava a ripetere per l'intero incontro che Air
France è pronta a investire nello sviluppo un miliardo di euro. "Ogni
singolo euro di cash flow sarà reinvestito nello sviluppo di Alitalia
- dichiara il numero uno del gruppo franco-olandese - per la prima volta c'è
chi mette un miliardo di euro e se la cosa non dovesse andare bene l'intero
gruppo ne risentirebbe". La giornata è stata dominata dallo strappo della
Uilt, inatteso e clamoroso. Appena iniziato il confronto il segretario Giuseppe
Caronia ha chiesto a Spinetta se esistessero ancora due "paletti":
l'ok del nuovo governo e la soluzione della vertenza Sea. Alla risposta
affermativa, il sindacalista ha abbandonato il tavolo, denunciando una
"trattativa finta". La Uilt chiede che il confronto si rimandi al
dopo elezioni: solo il nuovo governo potrà decidere. E l'ipotesi fallimento?
"Non si potrà certo addossare alle organizzazioni sindacali - taglia corto
Caronia - Semmai è stato il governo a escluderci dal confronto". La
replica degli altri sindacati è durissima. La Uilt "ha deciso di abdicare
al proprio ruolo per partecipare da comparsa al teatrino becero della campagna
elettorale. Utilizzare i lavoratori per una campagna che non li riguarda è un
fatto grave", scrivono Filt Cgil, Fit Cisl, Ugl, Unione piloti, Sdl, Anpav
e Avia. L'Anpac resta defilata, ma non "rompe". I piloti puntano
soprattutto a recuperare il settore cargo, su cui i franco-olandesi hanno
accettato almeno di discutere. A questo punto fuori c'è solo la Uil. Il leader
Luigi Angeletti ha confermato la posizione di Caronia con argomenti a dirla
tutta un po' funambolici. "Ad Air France non c'è alternativa - ha detto -
ma questa non è una trattativa vera. Se vogliono, continuino gli altri".
Stamane alle 9,30 la Uil farà una riunione interna: i segretari e i quadri del
trasporto incontreranno Angeletti per decidere come procedere nella vertenza
della Magliana.
( da "Unita, L'" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del CASI IL SINDACALISTA La figlia di Caronia con Lombardo Sarà una
coincidenza (sarà...) ma il dato è interessante. Il segretario Uilt Giuseppe Caronia
si sfila dalla trattativa facendo traballare un tavolo pericolante, e subito
dopo si scopre che sua figlia Marianna è candidata alle regionali siciliane
nelle file del movimento per l'autonomia di Raffaele Lombardo. "In questa
vicenda sono solo una spettatrice", dichiara intervistata dalle agenzie
stampa. "In questo momento sono molto impegnata nella campagna
elettorale", aggiunge candida la Caronia junior. Sta
di fatto che poco dopo sette sigle sindacali Alitalia sparano ad alzo zero sulla decisione unilaterale" Uilt,
parlando di "teatrino da campagna elettorale". Insomma, altro che
spettatori: qui la politica c'entra eccome. Drammatizzare la trattativa sotto
elezioni è sicuramente più utile a Berlusconi&Co. che ai
democratici. Alla faccia dei destini dei lavoratori. Che la posta in gioco sia
altissima, lo sanno per primi i sindacati. Ma sanno altrettanto bene che la
strada dell'alternativa ad Air France-Klm passa per una strettoia mortale: il
rischio di commissariamento. b. di g.
( da "Secolo XIX, Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
TRASPORTO PUBBLICO
Due Eurostar e quattro Intercity in meno per i viaggiatori della Liguria
GENOVA. Meno treni per i pendolari liguri. Trenitalia minaccia di tagliare sino
al 25 per cento dei collegamenti regionali, a partire dal prossimo luglio, se
il governo, attraverso la Regione, non metterà sul piatto 27 milioni di euro in
più all'anno, oltre ai 67 milioni già garantiti con l'attuale contratto di
servizio. E per far capire che non scherza affatto, l'amministratore delegato
delle Ferrovie, Mauro Moretti, comincia con la soppressione, solo in Liguria,
di tre coppie di treni a lunga percorrenza, a scapito delle centinaia di
lavoratori e studenti che si muovono, quotidianamente, da Genova e dalle
Riviere verso Milano e ritorno. Dal 7 aprile - informa l'azienda - saranno
soppressi due Eurostar e quattro Intercity perché considerati
"anti-economici", cioè frequentati da un numero di passeggeri non
sufficienti a garantire la copertura dei costi di esercizio. In dettaglio,
saranno cancellati l'intercity 645 Milano-Livorno (partenza alle 6,10 da
Milano, arrivo alle
( da "Repubblica, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
A marzo il carovita
sale al 3,3%. Alitalia, continua
la trattativa con Air France ma la Uil abbandona il negoziato: "Tanto
decide il prossimo governo" Inflazione record, mai così alta dal '96 ROMA
- Inflazione record, non è mai stata così alta dal
( da "Repubblica, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Commenti L'orgoglio
e le gelosie (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Perché almeno dal "nostro" punto
di vista, vale a dire da una prospettiva italiana, non c'era in ballo soltanto
l'aggiudicazione di una grande giostra internazionale, un temporaneo luna park
postmoderno. Pensiamoci solo un momento: avesse perso la partita, Milano, come
alcune voci avevano accreditato erroneamente ieri pomeriggio, adesso si
stilerebbero naturalmente referti desolati sulla decadenza italiana, sulla
incapacità della borghesia economica di mantenere la presa sui processi nuovi,
sulla perdita di peso e di ruolo nel flusso della globalizzazione, e anche
sullo smarrimento di identità di quella metropoli lombarda che fu l'epicentro
della crescita industriale e dell'innovazione produttiva nel nostro Paese.
Avrebbero avuto ragione coloro che pensano che l'Italia è un Paese drammaticamente
stanco e invecchiato: che subisce la concorrenza dei latecomer europei come la
Spagna, e si lascia impressionare dagli annunci del suo premier Zapatero a
proposito del "sorpasso" spagnolo nei nostri confronti. Anche per
questo, assume toni grotteschi il modo con cui Silvio Berlusconi ha cercato di
espropriare il governo uscente di Romano Prodi dal riconoscimento di un
successo indubbio. In questi ultimi giorni a Milano non era in gioco un
interesse politico di parte, bensì una quota significativa di un interesse
nazionale. Va da sé che un successo come quello di ieri pomeriggio non
smentisce i vizi del sistema Italia: non rimedia all'obsolescenza delle sue
infrastrutture, alla perdita di livelli di competitività, alla minore crescita
del prodotto interno rispetto alla velocità dei partner europei, alle angosce
di parte delle imprese per la concorrenza dei nuovi leader economici asiatici.
Insomma, non è una terapia, un rimedio, una panacea. Semmai è un'occasione. La
portata economica dell'Expo 2015 infatti è impressionante, se si pensa ai
quattro miliardi di investimenti, ai settantamila posti di lavoro attesi, ai 29
milioni di visitatori previsti nei sei mesi di esposizione. Quindi non risulta
difficile immaginare quale tipo di volano economico, per tutto il territorio
settentrionale, può essere questo avvenimento, quali tracce e quali nervature
può lasciare su Milano e la Lombardia, e di riflesso di quale entità potranno
essere le ricadute per l'intero territorio nazionale e per il Made in Italy. Ma
il significato più profondo della "vittoria" di ieri non è
semplicemente di tipo quantitativo. C'è un successo diplomatico, quindi
istituzionale, al termine di una maratona sfibrante, la dimostrazione che
all'occorrenza l'Italia può giocare con efficacia il suo ruolo nel nuovo
scacchiere mondiale (come peraltro aveva fatto, con una significativa
assunzione di rischio, anche con la missione di pace in Libano, e con la
richiesta all'Onu di moratoria sulla pena di morte). E c'è da trarre una
lezione politica, non meno rilevante. Il successo di Milano si registra in una
condizione politica a suo modo peculiare, grazie all'azione di un governo di
centrosinistra dimissionato dalla defezione di micropartiti marginali,
un'azione svolta in collaborazione con le amministrazioni di centrodestra del
Comune di Milano e della Regione Lombardia. Non si fa del nazionalismo fuori
stagione nel prendere atto che la vittoria contro Smirne deve molto
all'attività dei protagonisti di ogni parte politica, divenuta frenetica negli
ultimi giorni e nelle ultime ore. Di questo forcing diplomatico va riconosciuto
il merito agli attori principali, da Romano Prodi a Letizia Moratti, da Massimo
D'Alema a Roberto Formigoni, a Emma Bonino. Una pattuglia politicamente
trasversale: e proprio questa trasversalità è la dimostrazione fattuale che
esistono ambiti operativi - fatta salva la distinzione di ruolo e
responsabilità tra maggioranza e minoranza - in cui la contrapposizione
politica può lasciare il campo ad altri schemi di comportamento. Ossia
l'interesse nazionale, l'orgoglio di un ruolo da esercitare fra i Paesi
avanzati, l'eco di un prestigio non del tutto declinato, il gusto per il lavoro
ben fatto e stilisticamente apprezzabile. E anche la voglia di dimostrare che
l'Italia contemporanea non è soltanto quella del fallimento
dell'Alitalia, una
discarica intrisa di diossina, il Paese che subisce lo schiaffo delle barriere
doganali innalzate per motivi igienici. Per certi versi, la conquista dell'Expo
è la nuova dimostrazione da un lato che l'Italia lavora bene allorché si trova
in emergenza, quando scattano meccanismi dettati dall'urgenza, dalla
necessità di recuperare il terreno perduto; e dall'altro che esistono invece
ambiti di comportamento pubblico che possono essere sottratti agli infeudamenti
politici e allo spoils system più vorace. Certo, occorrerà vedere come si
svolgerà il percorso organizzativo, economico e infrastrutturale che porterà
all'Expo. Milano è una città in vertiginosa trasformazione, nel cui tessuto si
possono individuare consistenti e nuove aggregazioni di poteri. Sotto questo
profilo, il 2015 rappresenta un banco di prova per il moderno capitalismo
italiano, per le sue strutture e i suoi vertici, per le sue articolazioni
finanziarie, così come per gli apparati burocratici pubblici che avranno un
ruolo nell'organizzazione di quell'evento. Il resto, è bassa macelleria
politica, strumentalizzazione fin troppo prevedibile e strepitante per
sollecitare una condanna pubblica che c'è già nei fatti. Tanto più che non è
detto che sia la tecnica migliore per guadagnare consenso rivendicare a tutti i
costi un successo che può invece serenamente, senza sciocche gelosie politiche,
essere condiviso fra le parti.
( da "Secolo XIX, Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Malpensa nRoma. Nel
giorno del trasloco di Alitalia, che ha tagliato il 72
per cento dei voli, su Malpensa torna a soffiare il vento della speranza grazie
alla vittoria di Milano, arrivata prima nella gara per l'Expo 2015:
"Questo vittoria aiuterà anche Malpensa", dice Romano Prodi. Ironia
della sorte: il capoluogo milanese si assicura l'Expo il giorno stesso in cui
lo scalo milanese perde di fatto il suo status di hub, abbandonato dalla
compagnia di bandiera che trasferisce i suoi voli su Fiumicino per non
continuare ad aggiungere perdite a perdite. Da parte sua, la Borsa saluta con
favore la decisione di Alitalia di tagliare il cordone
ombelicale con lo scalo lombardo e premia il titolo della Magliana con un forte
rialzo che arriva sfiorare il 20 per cento. A Malpensa l'aria che si respira e
quella di un giorno da dimenticare. Il primo lunedì senza Alitalia, il cambiamento di rotta svuota
lo scalo milanese e riempie di viaggiatori Fiumicino come neanche fossero i
giorni dell'esodo. A Malpensa la svolta intristisce e svuota di colpo gli spazi
finora "targati"Alitalia, nell'attesa che il suo posto sia presto occupato da altre
compagnie. AirOne si è data già da fare aprendo quattro nuovi banchi di
check-in, che prima erano contrassegnati dal logo Alitalia.
Nei negozi e nei bar la clientela è calata. E non c'è la corsa prendere i taxi.
Questo scenario di crisi fa da sfondo alle incertezze dei lavoratori della Sea
(la società che gestisce lo scalo milanese), che ha chiesto un indennizzo di
1,2 miliardi da Alitalia ma intanto è alle prese con
il dramma dei lavoratori che sono in esubero rispetto al ruolo ridimensionato
di Malpensa. La ricaduta è di 900 persone in cassa integrazione, a fronte di 35
mila passeggeri in meno al giorno. AirOne, Easyjet, le compagnie low-cost
scommettono però su Malpensa e credono nel suo rilancio. E ci crede anche il
patron di Sea, Giuseppe Bonomi, convinto di recuperare il traffico perduto nel
giro di due-tre esercizi. 01/04/2008.
( da "Repubblica, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Anche l'Italia non è
un paese per vecchi Giuliana Barbieri Milano Ho letto la lettera di Salvatore
Gentile (del 29 marzo) nella quale mi sono immedesimata. Io, più di lui che ne
ha 37, di contributi ne ho 39 ma ahimè 57 anni di età ed ovviamente disoccupata
senza speranze. Mi piacerebbe che ci contassimo per vedere quanti siamo e se
esiste la possibilità di farci sentire da tutte le istituzioni sindacali e
politiche che sono sorde e cieche di fronte alla violazione di un diritto:
quello di un reddito, se la pensione non c'è, come previsto dal Trattato
Europeo. O forse, come nel recente film, anche l'Italia "non è un paese
per vecchi". A mia figlia tredicenne un sms, "vota per me" Luigi
Muzii Roma Oggi mia figlia, 13 anni, e una sua compagna di classe hanno
ricevuto sul loro cellulare, un messaggio dell'ing. Alemanno che la invitava a
votare per lui alle prossime elezioni amministrative per la carica di sindaco
di Roma. Come possiamo restare tranquilli sapendo che si può così facilmente
(solo da parte di alcuni potenti, ovviamente), entrare in possesso di dati così
delicati? E cosa dire del fatto di aver raggiunto due minorenni? Mia moglie,
infatti, che è l'intestataria del cellulare di mia figlia, non ha mai reso
pubblico quel numero di telefono e immagino che altrettanto abbiano fatto gli
altri genitori. Legge e ordine? Così? Se decidi di donare il cordone ombelicale
Mario Valente valente.mario@fastwebnet.it Vorrei segnalare un episodio, piccolo
ma significativo, per sensibilizzare le autorità preposte. Tra circa due mesi
mia figlia partorirà ed ha manifestato l'intenzione di donare il cordone
ombelicale da cui trarre cellule staminali, che tutti dicono essere molto
importanti per la ricerca, ma ciò al momento non risulta possibile dovunque,
soltanto in alcune strutture ospedaliere; per esempio non dove ha scelto di
partorire mia figlia. Il cordone ombelicale che potrebbe salvare vite umane
viene quindi buttato. Par condicio, sondaggi e commenti del Tg1 Pino Caserta
Segretario di Redazione del Tg1 caro direttore, su Repubblica di domenica
Eugenio Scalfari scrive che il Tg1 di venerdì 28 marzo nell'edizione delle 20
avrebbe formulato "una critica contro la legge sulla 'par condicio',
ritenuta incivile, senza spiegare perché in Italia esista una legge del genere,
dovuta ad un vergognoso conflitto di interessi che fa capo al proprietario
delle reti Mediaset". Questo è il testo letto dalla Ferrario come
controllabile nel registrato: "Da mezzanotte stop ai sondaggi elettorali.
Esperti, leader dei partiti e classe dirigente continueranno a conoscere,
giorno per giorno, gli umori dell'elettorato, ma a voi cittadini sarà invece
vietato perché si ritiene che ne rimarreste influenzati, cosa di cui ci
permettiamo di dubitare visto che siamo in democrazia. Comunque sia è la legge
e va osservata con scrupolo". Nessun riferimento dunque alla par condicio
ma una critica, che ribadiamo, allo stop dei sondaggi. Per quanto riguarda
l'Agcom in nessuno dei suoi atti l'autorità ha parlato di squilibrio tra
Partito Democratico e Popolo della Libertà nel tg1. Nel mio articolo di
domenica ho formulato alcune critiche al Tg1. In particolare ho scritto che il
tempo medio che il nostro principale telegiornale dedica ai candidati in lizza
favorisce notevolmente Silvio Berlusconi. Questa mia affermazione è documentata
dalle tabelle che autorità indipendenti hanno diffuso e che molti giornali
hanno pubblicato. Quanto all'Agenzia delle Comunicazioni, essa ha diramato un
comunicato nel quale lamenta che tutti i telegiornali, sia quelli pubblici che
quelli privati, non rispettano la par condicio e appaiono squilibrati nelle
presenze dei candidati in video. Ho anche rimarcato che la signora Ferrario nel
telegiornale delle ore 20 di venerdì scorso si era espressa in modo critico nei
confronti della legge sulla par condicio. Prendo atto della rettifica della
direzione del Tg1: la Ferrario non parlava della par condicio ma del divieto di
rendere pubblici i sondaggi elettorali negli ultimi 15 giorni della campagna.
Non è zuppa ma è pan bagnato: il divieto dei sondaggi è dovuto allo squilibrio
della potenza mediatica di uno dei concorrenti il quale è in grado sulle sue
reti televisive di utilizzarli a suo piacimento. Infine
parlando molto a lungo e ripetutamente del caso Alitalia il Tg1 non ha mai trovato il modo di spiegare quali sono gli
effetti sul mercato delle sortite continue del leader dell'opposizione. A
queste mie critiche la direzione del Tg1 non ha risposto e perciò le mie
domande restano inevase. (e. s.).
( da "Repubblica, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Torino
Mezz'ora con gli eredi Agnelli, Ferrero, Lavazza, Miroglio e Garavoglio E
Berlusconi convoca in albergo le giovani leve dell'industria Il leader del Pdl
dopo il vertice arringa la folla riunita nel Teatro Nuovo (SEGUE DALLA PRIMA
PAGINA) PAOLO GRISERI (segue dalla prima di cronaca) è un fatto che per la
prima volta Berlusconi giunge a Torino e incontra alcuni imprenditori di peso.
Per una città che non lo ha mai amato (come dimostrano gli scarsi risultati
delle ultime consultazioni elettorali), è certamente una dimostrazione di
interesse che va al di là delle previsioni. Miroglio esce dall'incontro e parla
per tutti: "Berlusconi ci ha illustrato le sue linee politiche. Era un
invito riservato, un incontro informale. Non posso dire di più". Più tardi
la versione di Berlusconi sulla stessa riunione che è durata mezz'ora: "Li
ho incontrati e ci siamo piaciuti". Qualcuno, malignamente, chiede: "Ha proposto loro di entrare nella cordata per Alitalia?". Il Cavaliere torna
generico: "Abbiamo parlato in generale". Ma ormai urge recarsi al
Teatro Nuovo dove il motivetto elettorale ("Meno male che Silvio
c'è") viene ripetuto in modo ossessivo nella speranza che diventi vero: il
leader del Pdl ritarda e arriverà in sala ben oltre le 19,30. Il destino
vuole che il milanese della provvidenza apprenda proprio a Torino di aver vinto
l'Expo del 2015 e che dunque venga portato a manifestare la propria gioia di
fronte alla platea dei torinesi, a suo tempo scippati della candidatura
italiana da Letizia Moratti. Berlusconi attacca il governo Prodi ("non è
certo merito suo se abbiamo vinto") e gioisce di fronte alle prime file
plaudenti dei vertici cittadini del suo partito. Ma prima di iniziare il
comizio, rispondendo ai cronisti, il cavaliere snocciola la sua ricetta sulla
Torino-Lione. Che si traduce essenzialmente nell'uso della forza: "Con il
nostro governo - dice - il cambio sarà assoluto. Lo stato deve usare la sua
forza e la sua autorità per far rispettare i diritti di tutti i cittadini. Non
condivido nulla di ciò che ha fatto il governo Prodi su questo punto. Non può
una minoranza organizzata bloccare un aeroporto, un'autostrada, una
ferrovia". Nella sala si ritrovano tutti i vertici del nuovo rassemblement
della destra italiana. Dai capitani di lungo corso come Ugo Martinat e Guido
Crosetto, Osvaldo Napoli e Enzo Ghigo, alla truppa dei neofiti come Vito
Bonsignore, Antonello Angeleri e Rosanna Costa. Nelle prime file non si vedono
Maria Teresa Armosino (che arriverà tardi e avrà difficoltà a entrare in sala)
e Mariangela Cotto, divise dalla guerra fratricida per la provincia di Asti.
Tutti applaudono. Lo fanno anche quando Berlusconi annuncia la guerra
"contro l'evasione fiscale" e addirittura quando difende la famiglia
tradizionale, quella una e indivisibile della tradizione cattolica. La platea
approva anche quando Berlusconi, in un impeto, annuncia "l'abolizione
delle comunità montane". Il Cavaliere conclude intorno alle 20,30. La
platea ascolta e applaude il discorso con cui l'allora imprenditore inziò nel
'94 la sua lunga carriera politica. E segue con pazientanza anche le
indicazioni elettorali su come votare e sul perché gli ex alleati dell'Udc sono
diventati complici della sinistra. Poi tende la mano verso l'alto mentre parte
la musica in sottfondo. E torna nella sua Milano che ha perso Malpensa ma ha
vinto l'Expo.
( da "Repubblica, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina XIII - Milano
IL TEATRINO LE VALIGIE DELLA RISCOSSA ETTORE LIVINI Yes we can. Inutile
fasciarsi la testa con il tradizionale autolesionismo nazionale. Alitalia lascia la Malpensa portando via
6 milioni di passeggeri? Poco male. Già nei prossimi giorni un pezzo della
voragine aperta dalla Magliana verrà riempito da British Airways. Con 15mila
valigie. Gli inglesi hanno deciso di puntare su Milano per recuperare un po'
della credibilità persa con il caos dei giorni scorsi al nuovo terminal 5 di
Heathrow. A metterci una toppa toccherà a Malpensa: Londra spedirà al
suo efficientissimo centro di smistamento meneghino i bagagli smarriti
nell'ultimo week-end. E da qui un ponte di cargo li restituirà ai proprietari.
Gli scali di Milano, se ben utilizzati, funzionano come orologi. Peccato che
per dimostracelo sia servita la British Airways.
( da "Repubblica, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina VIII - Bari
Decollano i voli dell'estate dieci euro per andare a Pisa Anche New York nelle
nuove rotte da Bari Il collegamento con la città toscana varato da Ryanair:
diecimila le prenotazioni PIERO RUSSO Puglia e Toscana non sono mai state così
vicine. Ieri mattina, poco dopo le otto, è decollato dall'aeroporto di Palese
un aereo diretto per Pisa. Un'ora prima nell'aeroporto barese erano atterrati
118 turisti provenienti dalla città della torre che pende. Quello inaugurato
ieri dalla compagnia irlandese low cost Ryanair, è il primo collegamento
diretto tra le due regioni. Un motivo di orgoglio per l'assessore regionale ai
Trasporti Mario Loizzo che da mesi indicava ai vertici dell'aeroporto questo link
permanente con la Toscana come una delle priorità per i cittadini pugliesi. Ma
anche una fondamentale opportunità per attrarre verso la nostra regione i
turisti internazionali che ogni anno visitano la terra di Dante Aligheri. Lo
confermano le cifre snocciolate ieri dalla Ryanair che, in un anno, conta di
trasportare su e giù tra Bari e Pisa 90mila persone. Questa sarà una delle
rotte più frequentate dei prossimi dodici mesi: secondo la compagnia aerea low
cost ha inserito Pisa tra le mete raggiungibili da Palese, sul suo sito
Internet sono già arrivate quasi 10mila prenotazioni. I biglietti, dal 12
aprile al 25 ottobre, saranno offerti a prezzi stracciati: dieci euro, tasse
incluse. Ma solo per chi prenota entro il 3 aprile. "Per
quelle che sono le incertezze legate alla situazione di Alitalia - ha commentato l'assessore
regionale ai trasporti Loizzo - aver consolidato i rapporti con compagnie low
cost, come la Ryanair, per noi è di importanza fondamentale". Ma il
periodo nero della compagnia di bandiera, per il momento, non influenzerà
l'attività dell'aeroporto pugliese. Il numero dei voli targati Alitalia resterà praticamente invariato. Nel nuovo
cartellone estivo l'unico cambiamento sarà il dirottamento di un volo da
Malpensa verso Fiumicino. Ma questa perdita sarà compensata da Air One. Per il
resto i nuovi orari estivi offerti dalla Seap, quest'estate presentano molte
conferme e tante gustose novità. A partire dal collegamento con New York che
sarà attivato il prossimo 15 maggio e sarà in vigore fino al 12 settembre. Ma
per i vacanzieri di Puglia una buona notizia arriva anche sul versante delle
rotte nazionali. Tre volte alla settimana da Bari e una da Brindisi, sarà
possibile decollare per la Sardegna, destinazione Olbia. Ma nel ricco carniere
dell'offerta di voli, ampio spazio sarà dedicato alle grandi città europee. La
compagnia Myair metterà a disposizione collegamenti con Amsterdam, Barcellona,
Madrid e Atene. Mentre, per la prima volta quest'anno, si potrà raggiungere
Parigi anche partendo dal Salento. Per tutta l'estate, una volta alla
settimana, sarà attivato il collegamento diretto tra Brindisi e la capitale
francese.
( da "Repubblica, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Cronaca Sistema
Paese "Ma ora non sbagliamo investimenti" Tronchetti Provera: è
un'occasione per rilanciare tutta l'Italia Le reazioni Un trionfo del gioco di
squadra, che potrà ridare credibilità al Paese dopo le crisi di Napoli, Alitalia e Malpensa MAURIZIO BONO MILANO
- Il presidente di Pirelli Marco Tronchetti Provera il gran finale per
l'assegnazione dell'Expo lo ha seguito dalla scrivania, "con un occhio
alle agenzie a partire dalle 5, compresa l'emozione delle voci poi smentite
sulla vittoria turca, e il sollievo finale per il vero risultato".
Soddisfatto? "Credo sia un risultato importante, non solo un'ottima
notizia per Milano, ma un'opportunità perché la qualità del Paese torni a
emergere" In effetti è già partita la corsa a rivendicarne il merito...
"Letizia Moratti ha svolto molto bene la sua parte, in quanto sindaco da
protagonista, ma naturalmente condivide il merito con gli altri attori, la
Provincia, la Regione, il governo e anche il mondo delle imprese, che ha messo
a disposizione delle istituzioni i propri rapporti internazionali". Che
risultati si aspetta? "Innanzitutto investimenti e infrastrutture. Poi
benefici sul commercio, sull'efficienza dei servizi e su tutto il sistema, a
partire dai 70 mila posti di lavoro che si stima l'Expo possa creare. Nella
storia degli Expo c'è anche il caso di Bruxelles, che anche grazie a questa
manifestazione è diventata capitale d'Europa". Per intanto a Milano ne
beneficerà l'edilizia. C'è il rischio di fermarsi lì? "Occorrerà
pianificare, a partire dalle infrastrutture, e coinvolgere il mondo delle
eccellenze d'impresa che a Milano significa anche tecnologie avanzate,
comunicazione, moda, design, cultura. Spero che l'Expo restituisca centralità
all'Italia dopo una lunga fase negativa... ". Pensa alla scampata paura
per le mozzarelle avvelenate? "Delle mozzarelle non voglio neppure
parlare, mi intristisce troppo. Ma basta pensare alla crisi dei rifiuti di
Napoli, a quella dell' Alitalia e di Malpensa".
Tutto superabile grazie all'Expo? "Potrebbe essere l'occasione di un
rilancio di credibilità del paese, che a volte necessita di un catalizzatore
per tirare fuori le energie migliori. Il modo un cui si sono realizzate
progettualità condivise tra le diverse forze politiche e sociali è un buon
segnale. Se si continuerà su questa strada, le probabilità di un successo pieno
aumenteranno". Alla vigilia di elezioni, non è difficile che l'idillio
continui? Non è detto. Magari le elezioni potrebbero perfino aiutare, se si
cogliessero come occasione di condivisione dei temi centrali per il futuro del
paese. Il metodo Expo permetterebbe all'Italia di imprimere una svolta".
Il resto del mondo pare che addirittura se la aspetti, Newsweek parla di
"Veltrusconi"... "Non mi riferisco a formule politiche, ma ai
temi generali di riforma che permettano di gestire il Paese con scelte
razionali e condivise. Il mio vuole essere soprattutto un invito a non perdere
questa occasione, nel pieno di una difficile congiuntura internazionale".
C'è già chi interpreta la vittoria come un successo solo del Nord "No.
Credo invece che avrà un effetto di trascinamento positivo, anzichè alimentare
fratture, perché i benefici saranno per tutta la nazione. Quando si incomincia
un ciclo virtuoso è più facile farlo proseguire. Le spinte a chiudersi e
separarsi prevalgono nei momenti più duri, non quando c'è un sogno che unisce e
una grande opportunità". Non teme neppure che tanti miliardi promessi
possano far tornare tentazioni di malaffare che Milano ha conosciuto?
"L'esperienza insegna che di errori di percorso ne sono stati fatti tanti.
Ma mi pare che oggi ce ne sia coscienza, perfino i toni della campagna
elettorale sono già il sintomo di un cambiamento. Sono certo che Milano e
l'Italia hanno gli strumenti e le persone per gestirlo bene".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Pagina
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Pagina 212
Trasporto aereo. Prorogato fino a domani il termine per la trattativa con i
rappresentanti dei lavoratori Alitalia-Air France, la
Uil lascia Trasporto aereo.. Prorogato fino a domani il termine per la
trattativa con i rappresentanti dei lavoratori Il sindacato abbandona il tavolo
della trattativa --> Il sindacato abbandona il tavolo della trattativa
"Trattativa falsa, inutile". La Uil lascia il tavolo con Air
France-Klm su Alitalia perché, attacca il segretario
generale Luigi Angeletti, il confronto con i sindacati non può portare a un
"accordo risolutivo" visto che "la parola conclusiva la dovrà
dare il prossimo governo". Si è rotto l'argine che fino a ieri aveva
lasciato scorrere le polemiche politiche lontano dai temi pratici sul tavolo
del confronto sull'offerta dei francesi. Per altre sette sigle (tutte tranne
l'Anpac) la Uil "ha deciso di abdicare al proprio ruolo per partecipare da
comparsa al teatrino becero della campagna elettorale",. IL CLIMA Pesa il
clima pre-elettorale. La UilTrasporti, lasciando il tavolo, lo ha spiegato al
presidente di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta: la coincidenza di tempi con
l'avvicinarsi delle elezioni "ha trasformato la vicenda Alitalia
in terreno di scontro politico" e questo "nega di fatto le
indispensabili condizioni di serenità che possano permettere di continuare il
confronto". Una brusca "sospensione" della trattativa annunciata
a sorpresa dopo due domande a Spinetta: "È vero che serve il via libera
del prossimo governo? Ed è vero che ci sono altre condizioni da raggiungere, come una soluzione al contenzioso con Sea per le scelte di Alitalia su Malpensa?", hanno
chiesto i sindacalisti della Uil. Il presidente di Air France-Klm non poteva
che ribadire una posizione già più volte espressa: le condizioni da soddisfare
sono previste dall'accordo firmato con Alitalia (ieri in Borsa il titolo ha chiuso in rialzo del 19,4% a 0,48
euro), e per chiudere l'operazione Air France-Klm vuole il via libera di
chi andrà al governo. Lo stesso Angeletti ha riconosciuto che "con un
governo ostile è difficile cedere la compagnia". Quindi "è una
trattativa inutile", ha aggiunto. I TEMPI Un braccio di ferro sul filo di
tempi sempre più stretti. Il rischio imminente di una crisi di liquidità non
permette di guardare lontano. Il presidente di Alitalia,
Maurizio Prato, lo ha ribadito nel riaprire il tavolo con i sindacati: è
possibile andare oltre il termine del 31 marzo. Ieri Alitalia
e Air France hanno prorogato fino a domani il termine per trattare. Un primo
accordo quadro va raggiunto, ha ammonito il presidente di Alitalia,
entro oggi, poi si può andare avanti con eventuali approfondimenti. Otto sigle
sindacali, tutte tranne la Uil, torneranno questa mattina alle 11.30 al centro
direzionale di Alitalia alla Magliana (anche ieri
presidiato dai lavoratori). Jean-Cyril Spinetta dovrà rispondere alla richiesta
di ammorbidire le condizioni previste per l'acquisizione di Alitalia,
bocciate da tutte le sigle. Sul tavolo, i tagli alla flotta, la decisione di
Air France di chiudere i voli full cargo nel 2010 con un forte impatto sugli
esuberi previsti per i piloti, e il nodo delle attività di Az Servizi ancora
non comprese nel perimetro dell'offerta.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica Italiana
Pagina 107 Reazioni Il premier: vergogna Per Berlusconi "non è certo
merito di Prodi" Reazioni. Il premier: vergogna --> ROMA Milano batte
Smirne e si aggiudica l'Expo 2015. Un "brillante risultato, che premia lo
sforzo comune e che è motivo di orgoglio per l'Italia intera", afferma il
Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ma, complice la campagna
elettorale che esaspera i toni, la buona notizia diventa subito una nuova
occasione di scontro tra Berlusconi e Prodi. "Evviva", commenta il
Cavaliere, "sono lieto. Ma non è certo merito di Prodi". Passa una
manciata di minuti e il presidente del Consiglio, che si trova a Parigi e che
aveva parlato di "successo per l'Italia e il governo", replica secco:
"Ci vuole sempre qualcuno che rovina le belle cose del Paese. La mia
risposta è: si vergogni ". Controreplica di Paolo Bonaiuti per il Pdl:
"Se c'è qualcuno che si deve vergognare è lui". Sfuma dunque
velocemente la soddisfazione bipartisan, per lasciare il posto alla contesa sul
merito. E c'è anche chi approfitta della notizia per
tornare a battere sul tasto Alitalia. Renato Brunetta (Fi) e Roberto Calderoli (Lega) sono convinti
che ora sia ancora più importante che la Lombardia e Milano abbiano un aeroporto
di prima classe. Il futuro di Malpensa è legato a una partita più grande, che
vale moltissimi soldi e quindi tutto va rivalutato in quest'ottica.
Ergo, Prodi e i suoi ministri devono fare retromarcia su Air France
"oppure pensano - ironizza Calderoli - di far arrivare i 29 milioni di
visitatori attesi a Milano a piedi o con il pullman di Veltroni?".
"Che sia positivo per il capoluogo lombardo non v'è dubbio", spiega
Berlusconi. "Questo però non autorizza a dimenticare la grave crisi".
Più o meno un ragionamento analogo a quello del leader della Sinistra
Arcobaleno Fausto Bertinotti: "Siamo in una fase di globalizzazione che
produce crisi: questa dovrebbe essere una occasione per pensare a come se ne
esce". Molti evidenziano con soddisfazione come sia stato il gioco di
squadra ad aver consentito un risultato così importante. Lo fa Luca Cordero di
Montezemolo: "È la dimostrazione -dice - che quando il nostro Paese fa
squadra ottiene risultati straordinari". Stessa linea del ministro degli
Esteri Massimo D'Alema: "È come nel calcio, tutti insieme per il
Paese". Governo e amministrazioni "si sono mossi all'unisono. Non
posso - commenta il segretario del Pd Walter Veltroni - che gioire". Ma
anche nel centrodestra c'è chi vede il lato positivo: "Sono felice che l'Expo
sia stato assegnato a Milano - dice il leader della Lega Umberto Bossi - sia
per il Nord, sia per il sindaco Moratti".
( da "Corriere della Sera" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-04-01 num: - pag: 1 autore: di
GIANGIACOMO SCHIAVI categoria: REDAZIONALE Il successo a Parigi PRESENTE E
FUTURO SCATTO D'ORGOGLIO ADESSO TOCCA A NOI Finalmente Milano. Ci siamo chiesti
tante volte dov'era finita la città solida, concreta, efficiente, solidale e
vincente, la capitale che affronta le sfide con coraggio e unisce l'Italia in
un progetto comune: ieri l'abbiamo vista esultare nella bolgia parigina
dell'Expo, non c'erano più destra e sinistra, governo e opposizione, c'era un
Paese compatto, saldato nel gioco di squadra per un obiettivo ambizioso. Così,
dopo anni di lamenti e sconfitte, di occasioni mancate e progetti irrealizzati,
dopo un'interminabile stagione di false partenze e un pessimismo sempre vicino
all'autolesionismo, Milano ritorna Milano, si riaffaccia
con forza sulla scena internazionale, ruba spazio al declino che aleggia sulla
nazione, ai rifiuti della Campania, alle sceneggiate della politica, al
naufragio dell'Alitalia e
di Malpensa. Ha fatto bene a battersi come un leone Letizia Moratti. L'Expo è
già una svolta. CONTINUA A PAGINA 5.
( da "Corriere della Sera" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-04-01 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Battuta Smirne. "Adesso ci aspettiamo il rilancio di
Malpensa". Costruttori e architetti: un'opportunità per tutti, senza
colate di cemento Expo, Milano trionfa. "Ma ora inizia la vera sfida"
Sette anni per cambiare il volto alla città. "Il governo dia i superpoteri
al sindaco" Festeggiamenti per l'assegnazione dell'Expo
( da "Manifesto, Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Sinistra al voto Che
fare dopo il 13 aprile? Parla Paul Ginsborg: "Serve un processo unitario
su basi nuove" P. 5 No Dal Molin Parla la leader dei no base di Vicenza:
perquisizioni a orologeria, l'appalto alle coop rosse non ci stupisce P. 6 IRAN
Il nucleare, l'Iraq, il Medio oriente: "Tehran e la
comunità internazionale hanno interesse al dialogo" P. 8 Alitalia La Uil abbandona il tavolo Ma
ora si tratta a oltranza A PAGINA 2 Ultras Dall'anti-G8 allo stadio, chi era
Matteo Bagnaresi A APGINA 7 Zimbabwe I risultati del voto tardano Grave
tensione a Harare A PAGINA 9.
( da "Liberazione" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
La scelta elettoralistica
di Angeletti non ferma la trattativa. Oggi nuovo round Alitalia, la Uil abbandona ma il
confronto va avanti Fabrizio Salvatori La campagna elettorale irrompe nella
trattativa tra Alitalia e i
sindacati. A spargere zizzania, la Ui. Ieri a freddo ha abbandonato il tavolo
del confronto con la motivazione che ad occuparsi della vicenda dovrà essere il
prossimo governo. Secondo il segretario generale Luigi Angeletti, la
trattativa in corso è "platonica, falsa, inutile". Ritrovata la calma
le parti si sono comunque riconvocate in una sessione "ristretta" per
poi decidere di riprendere stamattina. Dura la reazione degli altri sindacati.
La Uil-Trasporti, "ha deciso di abdicare al proprio ruolo per partecipare
da comparsa al teatrino becero della campagna elettorale", si legge in un
comunicato firmato da Filt Cgil, Fit Cisl, Ugl, Unione piloti, Sdl, Anpav e Av.
"Utilizzare i lavoratori per una campagna che non li riguarda è un fatto
grave". E i lavoratori, che intanto hanno presidiato per tutta la giornata
la sede di via della Magliana, hanno subito fatto sentire la loro voce
fischiando all'uscita i sindacalisti di Angeletti. Gli addetti di Atitech,
intanto, si preparano a bloccare l'aeroporto Capodichino di Napoli oggi stesso.
"I francesi hanno fatto ben altro e per cose meno importanti - ha detto
Michele Apuzzo, segretario di Sdl della Campania -. Siamo determinati ad andare
fino in fondo per salvare i nostri posti di lavoro". La posizione tenuta
da Air France, infatti, fino al momento dell'uscita della Uil è stata
improntata ad una certa dose di durezza. Tanto che il candidato premier della
"Sinistra l'Arcobaleno" Fausto Bertinotti ha parlato di
"arroganza" che deve "essere rifiutata dai sindacati e dal
governo". Una trattativa è tale "perchè entrambe le parti devono
considerare modificabili le proprie posizioni", ha aggiunto. Altrimenti,
"non è una trattativa vera". "Penso che l'Alitalia
dovrebbe trovare una soluzione in Italia e mi pare che l'imprenditorialità
italiana fin qui non abbia brillato. E anche l'intervento di Air France finora
non è stato all'altezza della situazione. Seguiamo con apprensione questa
trattativa in cui la prima cosa da dire - ha sottolineato ancora Bertinotti - è
che non può essere accettata l'arroganza con cui Air France la sta
conducendo". Nella ristretta sembra che i toni si siano fatti più morbidi.
I francesi sono molto interessati a portare a casa il risultato. E quindi non
si spaventeranno certo per il gesto della Uil. A parlare di cambio radicale del
piano di Af e di tenuta dei livelli occupazionali è il segretario del Prc
Franco Giordano. "L'unica possibilità di rilancio per Alitalia
- ha aggiunto - è legato al mantenimento dei livelli occupazionali, perchè i
lavoratori sono gli unici che non possono pagare la crisi del management".
A mancare dal confronto è il nodo dello sviluppo della compagnia di bandiera
italiana. Spinetta ha fatto qualche timida apertura. "Se già dal 2009 Alitalia genererà cash flow, questo sarà reinvestito nel suo
sviluppo. Comunque questo si deciderà in qualsiasi momento anche se in anticipo
rispetto ai piani previsti", ha detto il presidente e direttore generale
di Air France-Klm. Nonostante questi movimenti tellurici, ieri il titolo Alitalia ha segnato una chiusura in forte rialzo, fissando
un incremento del 19,4% a 0,48 euro. Nel corso della seduta, caratterizzata da
numerose sospensioni del titolo dagli scambi, sono passate di mano 8,3 milioni
di azioni, pari allo 0,5% del capitale. Notizie positive per la trattativa con
Af arrivano, infine, dal Consiglio di Stato. "Può escludersi con
tranquillante certezza che vi siano stati, o possano esservi in futuro, i
paventatati effetti discriminatori", si legge nelle motivazioni della
sentenza con cui ha respinto il ricorso proposto da Ap Holding (AirOne) contro
il via libera del Governo alla trattativa in esclusiva tra Alitalia
e Air France-Klm. 01/04/2008.
( da "Manifesto, Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Trattativa
ad oltranza per Alitalia sulla flotta e il "perimetro
aziendale" Snobbata da tutti l'uscita della Uil: "sponda
elettorale". La figlia del segretario è consigliere a Palermo e candidata
con l'Mpa Francesco Piccioni Una provocazione a freddo, che è scivolata via
come acqua sul marmo. La Uiltrasporti ha abbandonato il tavolo delle trattative ancora
prima che la riunione con Jean-Cyril Spinetta (presidente di Air France-Klm) e
Maurizio Prato (presidente Alitalia) iniziasse
davvero. Solo una domanda dalla risposta scontata ("mantiene le condizioni
poste relative al gradimento del nuovo governo e il rientro dell'azione legale
della Sea contro la compagnia?") e poi via, a dare alla stampa un
comunicato chiaramente stampato ore prima: "manca la serenità politica per
continuare il confronto; meglio attendere la formazione del nuovo
governo". Una mossa in qualche modo anticipata dal segretario generale
della Uil, Luigi Angeletti, addirittura a mezzogiorno (tre ore prima
dell'inizio della riunione). Facce sbigottite intorno al tavolo (soprattutto di
Cgil e Cisl), visto che solo venerdì otto sigle si erano trovate concordi
intorno a una posizione unitaria: "trattare fino in fondo". Poi la
riunione è continuata come previsto. Anche i piloti dell'Anpac - i più duri
contro Air France per via dei 500 "esuberi", al punto di dichiararsi
disposti a rischiare che la compagnia fallisca - sono rimasti al poro posto. In
men che non si dica la "rottura" è stata derubricata a mossa di pura
"sponda politica" nei confronti di Berlusconi, che in quelle stesse
ore andava dichiarando "prevedo e auspico che non si concluda la
trattativa con Air France". Due le ragioni: la Uil, in Alitalia,
è il sindacato meno rappresentativo; la figlia di Caronia, Marianna, è a sua
volta una "dirigente Uil" consigliere al Comune di Palermo e
candidata al Senato con l'Mpa (il movimento "autonomista" apparentato
con il Pdl). Tolta di mezzo la politichetta elettorale, i problemi restano
tutti in piedi. Spinetta ha chiesto le "osservazioni" dei sindacati
al piano ripresentato (senza grandi cambiamenti) venerdì scorso. Gli è stato
risposto che si vuole chiarezza sulla questione della flotta (la dimensione
dell'occupazioni dipende da questo fattore, sia per le attività di volo che di
terra) e sulla definizione del "perimetro aziendale". Per i
sindacati, infatti, non è accettabile di discutere di "esuberi" senza
aver chiarito che l'azienda - spezzettata nel 2004 - va trattata come un
intero; e solo su questa base si potrà affrontare anche la questione degli
"esuberi". La soluzione proposta dai francesi, infatti -
ammortizzatori sociali più integrazione della differenza col salario attuale -
per quanto favorevole possa sembrare (si può arrivare anche a sei anni di
stipendio "pieno") si scontra con il fatto che Alitalia
è un'azienda relativamente giovane (le ristrutturazioni degli anni scorsi hanno
già "svecchiato" molto con i prepensionamenti); è con il fatto che
gli stipendi dei piloti peseranno in modo molto rilevante sul "fondo di
solidarietà". Al tavolo è stata avvertita una certa freddezza di rapporti
tra Spinetta e Prato. Il primo, infatti, ha più volte spiegato di aver bisogno
di più tempo per concludere la trattativa; il secondo, evidentemente pressato
dal ministro dell'economia, spinge per i tempi rapidi. Anche a costo di
proporre mediazioni che spiazzano l'acquirente. Gioca negativamente anche
Tommaso Padoa Schioppa, che ha vincolato il "prestito-ponte" (300
milioni, necessari per proseguire l'attività da qui all'estate, almeno) al
raggiungimento dell'accordo con il sindacati. Il margine di mediazione tra le
parti è dunque strettissimo. Spinetta ha offerto una vaga disponibilità,
finora, solo su due punti: rivalutare le questioni relative alla flotta giù
alla fine del 2009 e in qualche misura (non quantificata) il
"perimetro" di Az Service (le attività non di volo), che rischiano la
falcidie più ampia in termini occupazionali. Ma c'è anche da parte francese
interesse ad andare avanti, anche a costo di dover spostare qualche
"paletto". Alle undici di stamattina le parti tornano a incontrarsi.
La trattativa prosegue.
( da "Manifesto, Il" del 01-04-2008)
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Per il segretario
Uilt bagno di folla al grido di "venduto, venduto" Magliana, il
presidio contesta la scelta di Caronia. "Se non tratti devi dichiarare sciopero
generale, sennò..." fr. pi. E' sempre utile ricordare a chi siede al
tavolo delle trattative che sta lì su "delega" di molta altra gente
che gli affida parte del suo destino. Il presidio che i lavoratori dell'Alitalia hanno organizzato anche ieri nel
piazzale antistante la palazzina della direzione aveva anche questo scopo,
oltre quello "normale" di far sentire il fiato sul collo alla
controparte. Quando Giuseppe Caronia, segretario generale della Uil trasporti,
è inaspettatamente apparso sul piazzale poche decine di minuti dopo esservi
entrato, la massa dei lavoratori si è spostata come un sol uomo. E'
andato subito vano il tentativo di confabulare rapidamente con poche persone
che lo attendevano. Dal megafono hanno iniziato a gridare "venite qui a parlare,
abbiamo il diritto di sapere cosa state facendo". Un sindacalista di lungo
corso non può evitare questi momenti e Caronia ha spiegato sinteticamente di
aver lasciato il tavolo, chiedendo un rinvio a dopo le elezioni. I mugugni di
diffidenza si sono concentrati nella potente voce napoletana di D'Apuzzo,
leader riconosciuto degli operai dell'Atitech: "Accà nisciuno è fesso! Hai
rotto il tavolo e l'unità sindacale , e te ne assumi la responsabilità. Solo
due domande: se andiamo al commissariamento, quando finisce la liquidità, chi
ce lo dà lo stipendio? E poi, se hai rotto il tavolo devi dichiarare anche lo
sciopero generale di tutto il trasporto aereo". La breve e farfugliante
risposta negativa ("gli scioperi bisogna pensarli bene..") di Caronia
è stata subito sovrastata dal grido corale di "venduto, venduto",
accompagnato dal gesto della mano che "spizzica" i soldi. A provocare
disgusto è soprattutto l'evidente motivazione politica della mossa Uil;
"ancora con la politica, che se la sono mangiata loro quest'azienda".
Non è generica "antipolitica", ma un sentimento che affonda in
quindici anni di parole al vento; "e anche adesso non hanno il minimo
rispetto per chi qui ci lavora, tutti a intingere il biscotto". Gira il
comunicato stampa, su regolare carta intestata del sindacato. "Era già
pronto, è venuto a far finta di trattare". In effetti non sembrano esserci
dubbi, su questo. Al megafono si susseguono interventi di delegati molto noti,
che sintetizzano la posizione condivisa in poche parole: "su stanno
dicendo a Spinetta che 'si tratta fino all'ultimo momento', sennò diventa un
problema tra noi e il sindacato; e questi signori della Uil ci devono spiegare
a che gioco stanno giocando". La parola d'ordine, al momento è "tutti
nel perimetro aziendale; poi siamo disponibili a migliorare l'efficienza".
Significa un secco "no" a discutere per "comparti", dove
tutti temono si potrebbe verificare uno "scambio" tra un settore e
un'altro da metter fuori. Il timore è fondato. " Pesa per tutti la grande
sconfitta del 2004 - spiega Roberto Bellotti, coordinatore Sdl - quando la
società fu divisa in vari pezzi e si capiva benissimo chi avrebbe potuto star
tranquillo e chi sarebbe finito fuori". Da lì originanao anche
comportamenti molto diversi tra gli stessi lavoratori. Non si spiegherebbe
altrimenti perché ci sia stato persino, ieri mattina, chi ha promosso una
raccolta di firme "per sostenere il nostro presidente, Maurizio
Prato". In tanti si raccontano la "grande fuga" di diversi
dirigenti, ormai in uscita. Altri provano a fare i conti, anche paragonando le
due compagnie sulla base dei dati ufficiali (103mila dipendenti in Air France,
( da "Corriere della Sera" del 01-04-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-01 num: - pag: 8 categoria:
REDAZIONALE A Corriere.it La videochat del Cavaliere "I sogni sono finiti
Veltroni? Un bluff C'ero quasi cascato" Incontri digitali su Silvio
Berlusconi MILANO - Per dirla in tre parole, ci vorranno "fede, coraggio e
sacrificio " perché quello che avrà di fronte sarà un "compito
durissimo". Silvio Berlusconi si immagina già dietro la scrivania di
Palazzo Chigi ("la nostra maggioranza sarà vasta e coesa"), ma la
prospettiva di reggere per la terza volta la guida del Paese ("all'età che
ho io…") lo entusiasma meno che in passato. Soprattutto per la difficile
situazione economica internazionale: "Il tempo dei sogni è finito -
commenta nel corso della videochat con i lettori di Corriere. it moderata dal
vicedirettore Pierluigi Battista -. Rimettere in piedi l'Italia sarebbe già
tanto". "Solo un bluff" Il Cavaliere però, non si tira indietro.
Per il bene del Paese e per non lasciare l'Italia al suo avversario, Veltroni,
che lui vede come rappresentante della "sinistra delle parole",
contrapposta a quella di governo di Romano Prodi, a cui rinfaccia "i 110
nuovi modi per far pagare le tasse agli italiani". E le attestazioni di
stima riservate all'ex sindaco di Roma nei mesi scorsi? Acqua passata. Per
Berlusconi, oggi, Veltroni "è solo un bluff". "Nella sua
trappola - aggiunge - c'ero caduto anch'io, gli avevo dato credito". Di
più. "A tratti, a vederlo in tv, mi sono detto: quasi quasi lo voto".
Poi però "l'illusione è svanita ". Mettendo il sigillo ufficiale
sulla fine del bon ton elettorale, l'ex premier sparge veleno su Antonio Di
Pietro ("è il peggio del peggio del peggio: prende la pensione da magistrato
da quando aveva 45 anni") e sulla mini pattuglia di imprenditori che sfila
sotto le bandiere del Pd ("Calearo e Colaninno? Cipria buttata su quella
che è invece la consistenza vera della classe dirigente del Pci"). E
oltretutto, dice ancora il Cavaliere, già si profila all'orizzonte un nuovo
patto Veltroni-Bertinotti per il dopo elezioni. No al "Veltrusconi"
Posizioni lontanissime, insomma. Altro che "larghe intese". "Il
"Veltrusconi" è una brutta parola senza contenuto - taglia corto
Berlusconi giudicando impraticabile l'ipotesi di grosse koalition all'italiana
lanciata da Newsweek -. Noi vinceremo e avremo l'onere e l'onore del
governo". Un lettore lo incalza: alle prese con alleati riottosi, rischia
di fare la fine dell'Unione? "No, perché entro l'anno nascerà il partito
unitario del centrodestra. E chi poteva essere un elemento di disturbo è
rimasto fuori: dalla Destra di Storace all'Udc di Casini". Il piano rifiuti Il Cavaliere elenca poi le tre priorità della sua
agenda: l'emergenza rifiuti, la lotta all'evasione fiscale e la vendita Alitalia. In cima ai suoi pensieri c'è
l'immondizia di Napoli, una "tragedia che ha calpestato la nostra dignità
e distrutto l'immagine del Paese". Il leader del Pdl si dà un arco di
tempo brevissimo Videochat Silvio Berlusconi e Pierluigi Battista.
( da "Corriere della Sera" del 01-04-2008)
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Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-01 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE Veltroni: il Cavaliere mi aggredisce "Cerca la rissa ma è
stanco". Poi lancia il piano antiburocrazia: taglierò 5.000 leggi
"Come sindaco mi trattava da padre della patria. Un governo pdl sul voto
agli immigrati sarebbe già in crisi" DAL NOSTRO INVIATO VITERBO - A Roma,
di mattina, lancia la rivoluzione burocratica, al grido di "meno
leggi" e "zero certificati". Poi, di pomeriggio, prende il
pullman e alza i toni, va all'attacco. Forse perché nel Lazio si sente più
sicuro o forse perché ormai siamo agli sgoccioli della campagna elettorale,
"Walter l'ecumenico " si fa "cattivo" contro Berlusconi.
Miracolo: lo cita persino per nome e cognome. Una sola volta, ma il tanto che
basta: "Si è messo a spedire lettere a tutti i romani con 60 pagine
patinate per attaccare ciò che ho fatto nella Capitale... e pensare che quando
ero sindaco e lui presidente del Consiglio mi trattava come una specie di padre
della patria". Il popolo del Pd applaude a Viterbo. Piace lo scontro duro.
Sul palco ci sono il candidato sindaco Ugo Sposetti, già tesoriere dei Ds, e
Giuseppe Fioroni, a fare da testimonial. Proprio il ministro del-l'Istruzione
lo scorta dall'arrivo fino alla partenza del pullman e lo difende da Pierluigi
Bersani che consigliava di "cambiare" passo: "è meglio dare il
buon esempio piuttosto che tanti bei consigli". Nel frattempo Walter ha
ripreso a chiamare Berlusconi "il principale esponente dello schieramento
avversario", ma continua ugualmente ad attaccarlo: "Tutti i giorni si
parla di rissa. Ma non è vero dato che io non rispondo mai alle provocazioni.
Perché sia rissa bisogna essere almeno due, altrimenti è aggressione. E la
gente sa giudicare chi aggredisce il prossimo". Ancora, sempre dal palco
di Viterbo: "Non vorrei che l'obiettivo di bloccare
Air France nasconda la volontà di far comprare a qualcun altro l'Alitalia a due soldi". Lo
punzecchia sulle nuove tecnologie: "Gli hanno fatto una domanda su
Internet e lui l'ha scambiata per una partita di calcio tra l'Inter e una
squadra straniera". Infine, l'affondo contro le alleanze del Cavaliere:
"è paradossale, ma il loro governo, prima ancora che si sia insediato,
e speriamo che ciò non avvenga, è già in crisi: a prometterla è il leghista
Borghezio contro il voto agli immigrati". Lo stesso tono, molto più deciso
e più sicuro di quando aveva cominciato il giro d'Italia in pullman, Veltroni
lo assume anche a Terni. Quando dice che "Berlusconi è come il '94, solo
che è più stanco ". E a Rieti. Insomma, parte la sfida finale a
Berlusconi, che questa sera incrocerà negli studi delle Tribune elettorali, e
il duello, anche se a distanza, è totale. Anche sulla pubblica amministrazione.
Parola d'ordine: "semplificazione". L'obiettivo del Pd è la riduzione
sensibile delle leggi, che sono circa 21.691 contro le 4.500 della Germania e
le 9.800 della Francia: 5 mila in meno entro un anno e metà di quelle regionali
entro il 2010. Ad accompagnare la riforma ci sarà un controllo rigoroso sulla produzione
di nuove leggi, per evitare il ritorno alla "giungla normativa ". Ma
la rivoluzione promessa consiste soprattutto nel fatto che verranno eliminate
le migliaia di autorizzazioni, licenze e nulla osta attualmente in vigore. E
ciò non più con l'autocertificazione, ma con una vera e propria
"decertificazione ": in assenza di cambiamenti lo Stato e gli Enti
locali non potranno più chiedere al cittadino (sarà "vietato ") di
produrre certificati. Perché ne sono già in possesso mediante
l'informatizzazione di tutte le procedure autorizzatorie e informative. E si
promette che ciò avverrà con una legge delega, da presentare al primo Consiglio
dei ministri del nuovo governo. Roberto Zuccolini.
( da "Liberazione" del 01-04-2008)
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Ieri
sit-in di protesta al centro direzionale Alitalia: l'Arcobaleno
chiede a Marrazzo un sostegno più incisivo per i lavoratori Sulla vicenda Alitalia il documento
presentato da Air France e Klm avrà delle ripercussioni negative soprattutto
nel territorio laziale in cui risiedono la maggior parte dei dipendenti. Ieri mattina centinaia di
lavoratori provenienti dal settore amministrativo hanno organizzato un sit-in
davanti il centro direzionale della Magliana mentre all'interno dell'edificio
s'incontravano i sindacati con i vertici della compagnia. "Abbiamo sempre
sostenuto - dichiara Walter Schiavella, segretario della Cgil Lazio - che nella
soluzione Alitalia bisognava considerare non solo il
patrimonio aziendale, ma anche quello produttivo e sociale sviluppato nel
contesto territoriale che coinvolge anche un considerevole numero di addetti
provenienti dall'indotto. Le grandi potenzialità che l'Alitalia
esprime sono risorse da difendere e salvaguardare. In questo quadro regionale
sono sempre stato particolarmente favorevole all'idea del distretto del volo
regionale per consolidare il sistema aeroportuale". "Il piano
proposto da Air France-Klm - afferma Andrea Cavola, del coordinamento nazionale
Sdl Intercategoriale - è inacettabile e in piena contraddizione con la proposta
di legge presentata nel dicembre scorso (Città del Volo, ndr ). I vertici
dell'Air France Klm avevano affermato di non essere operativi sul fronte della
manutenzione pesante, invece abbiamo scoperto dai sindacati francesi che questo
settore esiste ed è attivo. A rischiare particolarmente nel Lazio oltre agli
operai di questo importante settore ci sono quelli del call center e del centro
elettronico amministrativo, che rischiano di essere parcheggiati in Fintecna
con gravissime ricadute occupazionali". La Sinistra l'Arcobaleno Lazio ha
scritto al presidente Piero Marrazzo chiedendo un ruolo più diretto e incisivo
a sostegno delle richieste e delle preoccupazioni dei sindacati e dei
lavoratori. La missiva ribadisce l'impegno della Sa attraverso la proposta
Legge "Città del Volo", un progetto di politica industriale
innovativa dove lavoro, ricerca e formazione sono al primo posto. Al. Amb.
01/04/2008.
( da "Corriere della Sera" del 01-04-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2008-04-01 num: -
pag: 32 categoria: REDAZIONALE La Giornata in Borsa Indici piatti, scivola il
Banco Popolare di Giacomo Ferrari Geox Nel giorno dell'esordio sull'S&P-Mib
il titolo ha ceduto il 4,09% Piazza Affari ha cambiato passo dopo l'apertura di
Wall Street, ma senza riuscire a capovolgere completamente il trend. Così, al
termine delle contrattazioni, gli indici sono rimasti in sostanziale
equilibrio: Mibtel in leggero rialzo (+0,2%) e S&P-Mib in lieve calo
(-0,25%). Soltanto l'All Stars (titoli tecnologici a minore capitalizzazione)
ha fatto un balzo più consistente, crescendo dell'1,54%. In
altalena Alitalia, esclusa
da ieri dall'S&P-Mib a favore di Geox (che a sua volta ha esordito con un
calo del 4,09%). Il titolo della compagnia aerea è rimasto sospeso per quasi
tutta la giornata ed è poi terminato in progresso del 19,4%, mentre proseguono
le trattative tra Air France e i sindacati. Quasi ad anticipare
l'assegnazione dell'Expo a Milano (la notizia è arrivata a mercati ormai
chiusi) si sono mossi al rialzo i titoli del cemento e delle costruzioni. In
particolare Italcementi ha guadagnato il 5,01% e Impregilo il 4,76% (+18,36%
per Fieramilano). Completa il quadro dei segni positivi Fiat, che nel giorno
dell'assemblea è cresciuta del 3,14% (gli amministratori hanno confermato tutti
gli obiettivi di crescita). Sul fronte opposto, quello dei ribassi, spicca
innanzi tutto il Banco Popolare, che ha ceduto il 9,03% (il doppio di quanto
aveva guadagnato venerdì scorso) dopo la diffusione nel fine settimana dei dati
di bilancio e l'aggiornamento del piano industriale. Il titolo ha subìto
inoltre una serie di revisioni al ribasso del target- price. Sempre nell'ambito
creditizio, in calo anche Popolare Milano (-2,06%), mentre Mediobanca è scesa
dell'1,14% e Unicredit dell'1%. Prysmian, infine, ha ceduto il 2,13%.
( da "Tempo, Il" del 01-04-2008)
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Stampa "è una
follia rinunciare alla compagnia di bandiera": ... "è una follia
rinunciare alla compagnia di bandiera": Silvio Berlusconi, il leader del
Pdl, lo ha ribadito ieri durante un comizio organizzato dal Partito Pensionati
di Carlo Fatuzzo che si presenta nel Popolo della Libertà alle prossime
elezioni. Berlusconi ha spiegato che uno dei suoi primi impegni al governo sarà
"mantenere italiana la compagnia di bandiera". All'inizio - ha
aggiunto - "sono rimasto da parte credendo che si mettessero insieme tre
grandi compagnie aeree, poi Air France ha presentato
condizioni di assorbimento di Alitalia, di svendita totale della compagnia a prezzi bassi". E
questo senza parlare della clausola, ha spiegato Berlusconi, che impedirebbe
all'Italia di fare nuovi accordi sulle rotte aeree con altri Paesi senza il
benestare di Air France e la decisione di eliminare il settore cargo.
"Si tratta di condizioni - ha sottolineato Berlusconi - non solo
irricevibili ma offensive". Per questo, Berlusconi ha spiegato: "Mi
sono rivolto a colleghi imprenditori, al loro orgoglio e interesse e ho detto
loro: "signori, non è possibile accettare la svendita della compagnia di
bandiera". Pensate al disastro". Si tratta di un disastro, ad
esempio, nel settore del turismo "che si dice - ha sottolineato Berlusconi
- crescerà del 50% rispetto ad ora", e questo grazie anche ai nuovi ricchi
di paesi come Cina, India e Russia "che desiderano visitare
l'Europa". Il Cavaliere ieri ha parlato anche in videochat sul sito
internete del Corriere della Sera. "Prevedo e auspico che non si concluda
la trattativa con Air France" ha sottolineato "e poi vedrete che una
compagine si presenterà con dentro i migliori nomi". Dopo le elezioni?
"Sì, credo dopo le elezioni", ha risposto Berlusconi.
( da "Corriere della Sera" del 01-04-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-01 num: - pag: 30 categoria:
REDAZIONALE Il caso Caronia Il sindacalista e la figlia candidata ROMA -
"Dalla parte dei più deboli, sempre! Una tradizione di famiglia".
Marianna Caronia, figlia di Giuseppe ( nella foto), il segretario della Uilt
che ieri ha lasciato il tavolo della trattativa Alitalia, accoglie così i suoi
potenziali elettori nel sito in cui lancia la propria candidatura al Consiglio
regionale siciliano. Il suo partito è il Movimento per l'Autonomia di Raffaele
Lombardo, di cui è commissario cittadino a Palermo. Marianna è finita ieri
involontariamente nella trattativa sugli esuberi dell' Alitalia dopo il gesto di rottura del
padre. Qualcuno ha voluto maliziosamente vederci un sostegno alle
posizioni di Silvio Berlusconi, alleato di Lombardo in Sicilia, favorevole a un
fallimento della trattativa con i francesi. Interpellata sul tema, Marianna,
39enne dipendente della Siremar e dirigente regionale della Uilt, ha replicato:
"Mi pongo nella posizione di uno spettatore rispetto alle scelte che ha
compiuto mio padre. è una vicenda nazionale sulla quale non mi esprimo. In
questo momento - ha concluso - sono molto impegnata nella mia campagna
elettorale". A. Bac.
( da "Corriere della Sera" del 01-04-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-01 num: - pag: 30 categoria:
REDAZIONALE Il negoziato La scadenza aggiornata a domani. Sul tavolo esuberi e
tagli alla flotta. L'ultimo invito dei francesi: stanotte
riflettete Alitalia, ancora
48 ore per Air France Spinetta non cambia il piano. La Uil lascia la
trattativa. Cgil e Cisl: andiamo avanti Angeletti: i francesi restano
l'interlocutore, ma non vogliamo false trattative viziate dalle scadenze
politiche ROMA - è appesa a un filo la trattativa tra Air France-Klm e i
sindacati di Alitalia,
apertasi ieri pomeriggio alla Magliana, e abbandonata a sorpresa dalla Uilt. Le
parti si sono fronteggiate mantenendo le posizioni e aggiornandosi alle 12 di
oggi. "Io stanotte penserò, pensate anche voi" ha detto il president
e di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, congedandosi dai sindacati e
lasciando intendere che gli spazi di apertura sono scarsi. Al momento nessuno
vuole rompere ma nessuno ha una carta nuova da mettere sul tavolo per sbloccare
l'impasse. Ieri, mentre la Cub animava ai cancelli la protesta di informatici,
amministrativi e operatori del call center, insieme con i lavoratori di Atitech
arrivati da Napoli, l'amministratore delegato Maurizio Prato, ha spiegato che
ci sono "tempi contenuti " per trovare "una base
d'accordo". Un comunicato a fine giornata ha fissato il termine conclusivo
nella giornata di domani. Spinetta ha esordito riepilogando le premesse del
piano senza apportarvi modifiche. Al termine la Uilt ha abbandonato il tavolo,
annunciando che vi tornerà solo dopo le elezioni. Secondo il segretario,
Giuseppe Caronia, le condizioni cui è sottoposto il negoziato, cioè l'assenso
del prossimo governo e l'accordo con la Sea, renderebbero inutile proseguire il
negoziato. "Non vogliamo fare false trattative" ha poi spiegato il
segretario della Uil, Luigi Ange-letti, che però ha ribadito che l'unico
interlocutore resta Air France-Klm. La scelta del sindacato non è piaciuta agli
altri sindacati che (tranne l'Anpac) hanno accusato la Uilt di voler
"partecipare da comparsa al teatrino becero della campagna
elettorale". Oggi ci sarà una riunione interna della Uilt con Angeletti.
Secondo indiscrezioni, quest'ultimo non concorderebbe del tutto con la mossa
improvvisa di Caronia. La trattativa nel pomeriggio è proseguita con una
ristretta. I francesi non hanno fornito margini soprattutto sul cargo ma anche
sul rientro di Atitech nel perimetro aziendale. Una piccola apertura si è
intravista sui tempi di sostituzione degli aerei messi a terra, che potrebbero
restringersi, riducendo così il numero degli esuberi tra i piloti. "Il
negoziato continua: vuol dire che c'è la volontà di andare avanti"
commenta Fabrizio Solari per la Filt Cgil che è il sindacato che più tiene a
mantenere aperta la trattativa per sottrarla alla campagna elettorale. Oggi
sono attese risposte su perimetro e flotta. Protesta La manifestazione di ieri
davanti alla sede del centro direzionale Alitalia dove
si è svolto l'incontro tra i vertici di Air France Klm e i sindacati Antonella
Baccaro.
( da "Corriere della Sera" del 01-04-2008)
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NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-04-01 num: - pag: 37
categoria: REDAZIONALE Risponde Sergio Romano IL PARADOSSO
DI ALITALIA COME SI SUICIDA UN'AZIENDA Leggo che l'Alitalia perde 2,6 milioni di euro al giorno (circa 5 miliardi di lire).
Vorrei che mi spiegasse quali siano le cause che l'hanno portata a questo punto
e chi sono stati i responsabili, anche se non saranno mai perseguiti.
Tutto ciò in un settore (il trasporto aereo) che cresce nel mondo di circa il
10% all'anno. Paolo Gavazzi p.gavazzi@infinito.it Caro Gavazzi, L e perdite
quotidiane ammonterebbero a un milione di euro: una somma minore di quella
indicata nella sua lettera ma pur sempre insostenibile. Potrei risponderle che
su questa vicenda sono stati scritti ormai centinaia di articoli e che non
credo di potere aggiungere alcunché alle molte analisi pubblicate in questi
ultimi tempi. Ma forse è possibile parlare per l'ennesima volta di Alitalia partendo proprio dalla considerazione contenuta
nell'ultima parte della sua lettera. La storia dei disastri economici racconta
generalmente le vicende di aziende che non riescono a superare fasi di mercato
stagnante o non sanno adattarsi con sufficiente rapidità al cambiamento della
domanda. è più raro tuttavia che un'impresa fallisca proprio nel momento in cui
il mercato si allarga e la domanda dei suoi prodotti cresce considerevolmente. Alitalia muore, paradossalmente, nel momento in cui quasi
tutti gli aeroporti del mondo traboccano di passeggeri desiderosi di volare. è
vero che la crescita e la liberalizzazione del mercato hanno costretto tutte le
linee aeree a rivedere la loro organizzazione e le modalità dell'offerta. è
vero che alcune di esse (fra cui anche Air France) hanno attraversato momenti
difficili. Ed è vero infine che due linee aeree europee (Sabena e Swissair)
hanno dovuto chiudere i battenti per rinascere con altri proprietari e gestori.
Ma né la compagnia belga né quella svizzera avevano i vantaggi naturali della
compagnia di bandiera italiana. Siamo circa 60 milioni e abitiamo un territorio
dove le comunicazioni stradali e ferroviarie rendono il volo, in molti casi,
preferibile a qualsiasi altro mezzo di trasporto. Non basta. L'Italia è un
Paese turisticamente attraente, è nel mezzo del Mediterraneo, è a mezza strada tra
l'Occidente atlantico e l'Asia, tra l'Europa centro-settentrionale e l'Africa.
è possibile che una compagnia aerea provvista di tali doti naturali non sia
riuscita a superare le sue molte crisi? è possibile purtroppo quando la classe
politica, gli amministratori e i dipendenti collaborano per rendere
l'operazione impossibile. La classe politica ha trattato l'azienda come un
bacino di voti e ha rifiutato di prendere posizioni che sarebbero state, a
breve termine, impopolari. Con poche eccezioni gli amministratori si sono
appagati dei loro generosi compensi e hanno tirato avanti alla giornata nella
convinzione che i politici, prima o dopo, avrebbero ripianato i debiti e
riempito nuovamente le casse dell'azienda. I dipendenti hanno fatto battaglie
corporative per lavorare un po' di meno e guadagnare un po' di più senza mai
alzare lo sguardo per comprendere ciò che stava accadendo nel mondo. In questi
ultimi anni, caro Gavazzi, mi è accaduto più volte, volando con Alitalia, di osservare la presenza fra i passeggeri di un
pilota in uniforme che veniva verosimilmente trasferito nell'aeroporto da cui
sarebbe partito al comando del suo aereo. Viaggiava nel posto generalmente più
ambito (la prima fila della business class) ed era oggetto di cure particolari
da parte di steward e hostess. Per ragioni corporative e sindacali era lui, in
altre parole, il miglior "cliente" dell'aereo. è soltanto un piccolo
esempio della filosofia con cui Alitalia ha
amministrato se stessa in questi anni.
( da "Corriere della Sera" del 01-04-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-04-01 num: - pag: 56 categoria:
REDAZIONALE # Notizie in 2 minuti Primo piano L'Expo a Milano Milano ce l'ha
fatta. L'Expo del 2015 è stata assegnata al capoluogo lombardo, battuta con 86
voti a 65 la turca Smirne. Il presidente Napolitano: "Riconosciuta
l'eccellenza del sistema Italia ". Alitalia, la Uil lascia Ripreso il confronto tra Alitalia, Air France e i sindacati, con
il numero uno della compagnia transalpina, Jean-Cyril Spinetta. Il tavolo è
stato subito abbandonato dalla Uil che ha deciso di sospendere la trattativa
fino a dopo le elezioni. Alitalia e Air France
hanno prorogato di due giorni, a domani, il termine per raggiungere un primo
accordo quadro con i sindacati. Esteri Zimbabwe nell'ansia Ansia e tensione ad
Harare, in Zimbabwe, perché a tre giorni dalle votazioni non si conoscono i risultati,
neppure parziali delle presidenziali. Il partito d'opposizione Movement for
Democratic Change ieri mattina ha ribadito di aver "senza alcun
dubbio" vinto le elezioni. Se il presidente-dittatore Robert Mugabe
annunciasse di essere il trionfatore, si teme il caos. Cronache Il pm:
"Gea, Capello reticente" Processo sulla Gea e i fatti di Calciopoli:
Luciano Moggi viene richiamato in aula. E Fabio Capello e Antonio Giraudo
rischiano il processo per falsa testimonianza. L'allenatore, ora ct dell'Inghilterra,
sotto accusa per i "non ricordo ". "Niente grattacielo"
Referendum a Celerina, il villaggio di montagna vicino a Sankt Moritz. Bocciata
la torre che sarebbe dovuta sorgere col progetto di Mario Botta. Economia
Inflazione record Accelera ancora l'inflazione a marzo, toccando il massimo da
settembre 1996. Secondo le stime preliminari dell'Istat i prezzi sono aumentati
del 3,3% rispetto allo stesso mese del 2007 (contro il 2,9% di febbraio).
Cultura L'Africa di Lucarelli Lo scrittore (e magistrato) Giancarlo De Cataldo
legge il nuovo libro di Carlo Lucarelli, dedicato all'avventura italiana in
Eritrea, "L'ottava vibrazione". Tanti personaggi per fare i conti con
un pezzo della nostra storia. Pio XI e il "complotto" Dagli archivi
della Civiltà Cattolica documenti che scagionerebbero i gesuiti e rivelerebbero
le vere ragioni per cui non venne pubblicata l'enciclica antirazzista di Pio
XI: nessun complotto contro il Pontefice. Eventi Antiquariato a Milano Il gotha
dell'antiquariato europeo da domani a Milano. Tra passione per l'arte e
investimento. Spettacoli Vittoria Puccini a nudo Incontro con Vittoria Puccini,
che nel film "Colpo d'occhio" (con Rubini e Scamarcio) si spoglia. Ma
l'attrice rivelata dalla fiction tv "Elisa di Rivombrosa " dice:
"Adesso ho voglia di fermarmi per un po', ho voglia di dedicarmi 24 ore su
( da "Corriere della Sera" del 01-04-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Focus Vuota - data: 2008-04-01 num: - pag: 12 categoria:
REDAZIONALE Scuola, le cifre dell'emergenza Studenti che lasciano, prof anziani
Tagliato un sesto dei finanziamenti C oleotteri, astronavi, incunaboli... Si
può fare una lista di una infinità di argomenti di cui Silvio Berlusconi e
Walter Veltroni "non" hanno giustamente mai parlato in questa
campagna elettorale. Quel che proprio non si capisce è come facciano a parlare
così poco di scuola. Perché è lì, sulla scuola, che ci giochiamo tutto.
Diranno: non è vero. E accuseranno i soliti giornali, le solite televisioni e i
soliti cronisti di cogliere nei loro discorsi solo le battute del
"teatrino della politica". Può darsi. Fatto sta che a incrociare nell'archivio
dell'Ansa dell'ultimo mese i nomi dei due principali
sfidanti traboccano le citazioni sull'Alitalia e la par condicio, le tasse e il comunismo, le alleanze e
Ciarrapico e un mucchio di altre cose. Meno, salvo eccezioni, la scuola.
Peccato: se c'è un'emergenza superiore ad ogni altra, da noi, è quella. Lo
dicono i rapporti Ocse del P.i.s.a. (Programme for international student
assessment) che ogni tre anni valutano la preparazione degli studenti
quindicenni di tutto il mondo e che ci hanno visto affondare sempre di più fino
a inabissarci nelle scienze al 36Ë? posto su 57 paesi passati al setaccio, coi
ragazzi settentrionali che reggono il passo e quelli meridionali che
sprofondano sotto i livelli della Turchia o del Messico. Al punto, per fare un
solo esempio, che a una domanda banale come "perché sulla Terra c'è
un'alternanza tra il giorno e la notte?" la risposta corretta ("la
Terra ruota intorno al suo asse") è data nelle isole da poco più di un
allievo su quattro. Lo dicono i bilanci degli ultimi lustri, che rivelano come,
al di là dei volonterosi "bla, bla, bla" l'Italia abbia smesso da un
pezzo di credere nella scuola tanto da aver tagliato dal 1990 al 2006
addirittura un sesto dei finanziamenti. Soprattutto a livello locale: regioni,
province e comuni spendono oggi il 130 per cento in più che nel '90, ma se
nella sanità hanno accelerato fino al 140, sull'istruzione hanno fatto il
contrario stando al di sotto del 25 per cento rispetto all'aumento medio di cui
dicevamo. Lo dice infine un dossier che gli specialisti di
"Tuttoscuola", sconcertati dai silenzi sul tema nel dibattito
elettorale, hanno messo insieme per incendiare il confronto questa mattina alla
Camera tra la democratica Mariangela Bastico, viceministro dell'Istruzione, e
l'azzurra Valentina Aprea, già sottosegretario al ministero dell'Università e
della ricerca nel precedente governo delle destre. Dibattito organizzato e
condotto dal direttore della rivista, Giovanni Vinciguerra. Un dossier
allarmante. Che in un Paese serio non farebbe chiuder occhio agli aspiranti
premier. A partire dalla fotografia dei drammatici contrasti fra i vari pezzi
del Paese: "Più che di una scuola italiana, si deve parlare di tante
scuole, diverse da Regione a Regione, da Provincia a Provincia. Le differenze
sono rilevanti, a volte assurde, inspiegabili ". Province "con 100
computer per istituto e altre con 30". Aree "dove le graduatorie di
istituto per le supplenze sono pronte entro il 1Ë? settembre e altre dove dopo
3 mesi si assiste ancora al carosello dei docenti sulle cattedre". Zone
dove la capacità di trattenere i ragazzi che vogliono mollare è abissalmente
diversa: "A Ravenna la dispersione nel biennio iniziale degli istituti
professionali è dello 0,9%, a Crotone del 47,4%". Per non dire delle cose
minime, quelle che nei Paesi civili vengono date per scontate: "Il
certificato di conformità dei Vigili del fuoco è posseduto dal 70% degli
edifici scolastici di Forlì, solo dal 7% di quelli di Isernia". Insomma:
centoncinquanta anni "di centralismo amministrativo, fatto di migliaia di
circolari, di riforme e controriforme, hanno prodotto un sistema di istruzione
molto più disomogeneo, sul piano della qualità del servizio offerto e dei
risultati ottenuti dagli allievi, di quanto si potrebbe supporre". Di più:
alla vigilia di un cambiamento epocale, il federalismo scolastico previsto
dalla riforma costituzionale del "titolo V" voluta nel 2001 dal
centrosinistra col trasferimento di un mucchio di competenze e di poteri alle
Regioni fin dal settembre 2009, fra un anno e mezzo, la svolta si annuncia
sotto i peggiori auspici. Tanto più dopo i tagli finanziari agli enti locali di
questi anni. Tagli messi in carico al sistema scolastico: "Le Province
riescono a pagare per l'istruzione nell'esercizio di competenza solamente il 38%
degli impegni di spesa assunti con deliberazione nel medesimo anno finanziario
". Quanto ai comuni capoluogo, le cose vanno anche peggio. Le spese
"per la scuola dell'infanzia sono consistenti solo dove c'è una tradizione
che va in questa direzione, come nel caso di Reggio Emilia, ma si abbassano
fino quasi ad azzerarsi in altri casi, come quelli di Sassari e Caltanissetta,
dove gli impegni per l'infanzia sfiorano appena lo 0,1% dell'impegno
complessivo". Assurdo. Soprattutto in un Paese come il nostro che, povero
di spazi e risorse energetiche, dovrebbe puntare tutto sulle intelligenze. Su
quella che Carlo Carboni in "Elite e classi dirigenti in Italia"
chiama la "manutenzione del capitale umano". Gli studi dell'Ocse e
della Commissione europea non lasciano dubbi: occorre investire sulla testa
delle persone. "Risulta infatti che se si aumentano dell'1% gli
investimenti del settore produttivo si ottiene, sul lungo periodo, un aumento
del prodotto pro-capite dell' 1,3-1,5 per cento. Se parallelamente si innalza
di un anno il livello medio di istruzione della popolazione in età di 15-64
anni, nel medesimo periodo s'ottiene un aumento del 3,8-6,8%". Bisogna
crederci, però. Ricorda il dossier che il divario tra le abilità informatiche
di un adulto e di ragazzo, in un Paese come.
( da "Tempo, Il" del 01-04-2008)
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Stampa Air
France-Klm promette ritocchi al piano di salvataggio di ... Air France-Klm promette ritocchi al piano di salvataggio di Alitalia. Ma la Uil non crede alla
proposta e abbandona il tavolo delle trattative. "Aspettiamo il nuovo
governo - ha detto il segretario generale Luigi Angeletti - e poi
valuteremo". Si spacca il fronte sindacale: le altre sigle vanno avanti
con il confronto e oggi è previsto un nuovo vertice con i francesi. Il
presidente di Alitalia, Maurizio Prato, lancia un
appello: "I tempi sono stretti". Prorogato a domani il termine per
l'accordo. Lombardo a pag. 6.
( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 01-04-2008)
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"C'è chi mira a
far fallire la trattativa con Air France per arrivare allo stato di crisi e poi
svendere Alitalia" - -->.
( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 01-04-2008)
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Di ELENA COMELLI ?
MILANO ? SI TRATTA. Ma l'inizio del confronto è stato tutto in salita, la Uil
ha lasciato il tavolo delle trattative e i tempi per chiudere sono
strettissimi: domani o mai più. Il cda di Alitalia,
infatti, ieri sera ha convenuto con Air France-Klm di prorogare a domani, due
aprile, il termine della trattativa. Ieri il numero uno di Air France-Klm,
Jean-Cyril Spinetta, ha confermato il documento inviato venerdì scorso
invitando i sindacati "a fare le loro osservazioni" e poco dopo la
Uil ha lasciato il tavolo. "Non c'è un contesto politico sereno che possa
dare garanzie", ha spiegato il segretario generale della Uil Trasporti,
Giuseppe Caronia. Una presa di posizione per cui Spinetta si è detto
dispiaciuto, ma che non ha interrotto la trattativa con le altre sigle
sindacali. I tempi, infatti, come ha precisato lo stesso presidente del gruppo
franco-olandese, rimangono stretti. In ogni caso, ha aggiunto, "ogni singolo euro di cash flow sarà reinvestito nello sviluppo di Alitalia". Il confronto fra
Spinetta, il presidente di Alitalia Maurizio Prato e un rappresentante per ognuna delle otto sigle
sindacali rimaste al tavolo dopo l'abbandono della Uilt riprende oggi alle 11.
E i sindacati restano pronti a far valere le proprie ragioni: "Sarà
difficile ma noi non molliamo su nessuno dei punti, a cominciare dalla
flotta, il perimetro aziendale e gli investimenti perché vogliamo ottenere le
basi di un vero rilancio dell'Alitalia" ha
affermato il segretario nazionale della Fit-Cisl, Claudio Genovesi, prima di
entrare alla Magliana. Sia la Cisl che la Cgil comunque hanno assicurato che
resteranno al tavolo del confronto perché è questa la soluzione migliore. Cisl
e Cgil si dissociano comunque dalla rottura della Uil e in un comunicato
parlano di "azione unilaterale". Ma il segretario generale della Uil,
Luigi Angeletti, ha definito la trattativa "falsa e inutile", perché
il presidente di Air France-Klm ha ribadito come condizione alla fusione che
"la Sea ritiri la richiesta di risarcimento" per i tagli dei voli a
Malpensa e che "la parola conclusiva verrà comunque dal prossimo governo".
Circostanze che non rendono l'eventuale intesa con i sindacati "un accordo
risolutivo". Silvio Berlusconi, infatti, continua a sparare a zero:
"È una follia pensare di rinunciare alla compagnia di bandiera", ha
ribadito ieri, precisando che se il Pdl andrà al governo il primo impegno sarà
quello "di mantenere italiana la nostra compagnia di bandiera".
SULL'IPOTESI della Uilt di attendere il nuovo governo per concludere la
trattativa, però, l'ad di Alitalia Maurizio Prato ha
espresso la propria contrarietà a sospendere la trattativa per riprenderla dopo
le elezioni politiche del 13-14 aprile. Intanto i lavoratori dell'Atitech sono
pronti a bloccare già oggi l'aeroporto di Capodichino a Napoli: l'ha annunciato
il segretario regionale dell'Sdl Campania, Michele Apuzzo, durante l'assemblea
che si è svolta sul piazzale della Magliana, a margine della trattativa. -
-->.
( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
IL DOPO VOTO La
soglia è il 35% Nel Pd già si prepara il processo al leader di ANDREA CANGINI ?
ROMA ? E' CON FINTO stupore che l'ex veltroniano Giuseppe Caldarola osserva
"l'anomalia di un partito, il Pd, che viene detto in rimonta ma che a
dieci giorni dalla elezioni discute se e come rimuovere il proprio capo".
L'anomalia è incontestabile. Il segnale pessimo. E pensare che tutto nasce da
un'intervista dell'iperveltroniano Bettini: "Se il Pd avrà meno del 35%
dei voti" Veltroni si dimetterà, ha detto al Corriere. Perché, ha
precisato, "non esistono dirigenti per tutte le stagioni". UNA FUGA
in avanti, rettificata dallo stesso Veltroni, secondo il quale a decidere un
suo eventuale passo indietro dovranno essere gli elettori delle primarie.
"Due tesi inconciliabili che denunciano un'evidente debolezza", a
parere del politologo ex diessino Gianfranco Pasquino. Che aggiunge: "E
poi, se vogliono fare davvero il partito all'americana sappiano che in America
il candidato che perde si fa da parte. Punto e basta". A Veltroni
chiederanno di farsi da parte (a beneficio di Bersani, pare) solo se il Pd non
superarà quota 32%. Ovvero la somma dei voti di Ds e Margherita alle ultime politiche.
Ma, come dice Caldarola, "comunque vadano le elezioni, dal 15 aprile
D'Alema e Marini gli spiegheranno che non può pensare d'essere un segretario
onnipotente e lo neutralizzeranno". Di più. Secondo un prodiano
"Veltroni nel Pd farà la fine che fece Rutelli nella Margherita". Che
fine fece Rutelli? Rimase segretario, ma fu esautorato dalla coppia
Marini-Fioroni. Il quale Fioroni è stato recentemente sentito mentre sollevava
seri dubbi nientemeno che sulla tenuta futura del partito. Per ora, gli ex popolari
tacciono. Ma uno di loro già assicura che "se le cose andranno male, è
logico che a Veltroni chiederemo conto anche dell'alleanza con i
radicali". Scherzando, ma non tropppo, nel Pd c'è persino chi immagina che
"Fioroni metterà nel conto degli errori di Veltroni pure la candidatura
della sua segretaria". La sua di Fioroni. Perché tanto gli uomini di
D'Alema, quanto quelli di Marini passando per Arturo Parisi su una cosa
concordano: "Le liste elettorali sono pessime". "Candidature ad effetto
che non lasciano traccia e se spostano voti li allontanano da noi", chiosa
Pasquino. L'uomo ha il raro pregio di parlare chiaro. Ed è infatti con grande
chiarezza che giudica "banale e già vista" l'intera campagna
elettorale di Veltroni. Una gara in solitaria. Cosa che renderà più facile
l'eventuale resa dei conti. Criticandone lo slogan ("Yes, we can"),
D'Alema ha infatti voluto prendere formalmente le distanze dalle scelte del
segretario. E il dalemiano Bersani è andato anche oltre. Alla Stampa, dopo aver
riaperto l'eterna questione dell'approdo europeo, ha infatti detto che Veltroni
non ha "raggiunto il cuore" dell'elettorato moderato. E considerando
che il Pd è nato con questo obiettivo, la critica è sembrata spietata. C'è
agitazione tra i dalemiani. "E' ora di finirla col buonismo, Walter deve
decidersi a passare all'attacco", ha confidato Nicola Latorre. Chi ancora
non è uscito allo scoperto è Anna Finocchiaro, candidata dal Pd alla presidenza
della Sicilia. Dove Veltroni è accusato d'aver messo in lista ("paracadutato",
si dice) troppi candidati del Nord, lasciando senza rappresentanza le province
di Ragusa e Siracusa. Una lacuna che, sia pure in silenzio, la Finocchiaro ha
colmato con la propria lista. E VELTRONI? Non se ne cura. "E' davvero
convinto di poter vincere", stupisce un veltroniano. Uno di quei
veltroniani che, come tutti, sulla vittoria non scommetterebbero una lira.
"Le liste si sono rivelate un bluff, su Alitalia Berlusconi è stato abilissimo:
la sfiducia è enorme e lo dimostra il fatto che se prima si scommetteva
sull'exploit del Pd ora si confida solo nella tenuta dei partiti minori",
dice Caldarola. Per cui, se il Pd non arriverà ben oltre il 35%, Pasquino già
prevede che "qualcuno chiederà un congresso vero". E ce ne
sarebbe pure bisogno, dal momento che, dice, "l'unica cosa chiara del Pd è
il nome del suo leader". - -->.
( da "Repubblica, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Lo scalo
regge l'afflusso da Malpensa Fiumicino fa il pieno passeggeri più 10% caffè e
giornali a ruba Al lavoro task force speciali alla sicurezza e alla riconsegna
bagagli MARIA ELENA VINCENZI ROMA - Numeri da grandi occasioni ieri
all'aeroporto di Roma Leonardo Da Vinci. Tutto esaurito a Fiumicino nel secondo
giorno di sbarco, sulle piste capitoline, di 76 aerei ex Malpensa. Gente,
tantissima. Voli, strapieni. Ristoranti e negozi presi d'assalto per un
afflusso che fonti aeroportuali stimano in 97 mila passeggeri. Pari al 10% in
più rispetto allo scorso lunedì, giorno in cui, pur essendo Pasquetta, il
termometro delle presenze non era salito oltre gli 87 mila viaggiatori.
Insomma, il clima nello scalo romano è quello delle grandi partenze. Ma la
struttura ha retto bene: il gestore e la compagnia di bandiera confermano che
non ci sono stati disagi oltre "l'ordinaria amministrazione". Non a
caso sono già al lavoro le task force speciali di addetti alla sicurezza e alla
riconsegna dei bagagli. Unico inconveniente: la folla. Ai varchi di controllo
come nelle strutture di ristoro. E se domenica il pienone si era registrato
alle partenze internazionali, ieri anche il terminal dei voli interni ha vissuto
un giorno di particolare afflusso. Che si ritrova negli
occhi stanchi del personale Alitalia, nell'incedere affaticato degli addetti a pulizie straordinarie
e nella gioia dei commercianti. "Stamattina siamo stati costretti a
sfornare il doppio dei croissant ? racconta Francesco, mentre prepara caffè al
Terminal B ? c'era tantissima gente". Stessa scena all'edicola dove
i quotidiani sono finiti alle 9. "Il nostro lavoro si è impennato ? dice
Daniela Lo Curto, dipendente di un'impresa di pulizie ? non facciamo in tempo a
tenere puliti i bagni. Il nostro orario è passato da
( da "Repubblica, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Spiragli su
Alitalia, ma la Uil lascia Garanzie su tagli, Atitech
e Cargo. Due giorni in più per la trattativa ROMA - Meno aerei a terra.
Chiusura "rinviata" del cargo, con esuberi ridotti rispetto al piano
francese sia tra i piloti che tra gli assistenti di volo. Otto anni nel
perimetro del nuovo gruppo per Atitech, l'azienda partenopea che si occupa
della manutenzione degli aerei Md80 e Airbus A321 e i cui dipendenti minacciano
di bloccare lo scalo di Capodichino per protestare contro i tagli. Si punta a
chiudere presto, prima del voto. Le parti hanno infatti convenuto di negoziare
fino a domani (il termine scadeva ieri) ma senza la Uil che lascia il tavolo in
polemica con due condizioni poste da Air France: il via libera del nuovo
governo all'accordo e la manleva sui rischi connessi alla
richiesta di risarcimento danni chiesti dalla Sea ad Alitalia. Tra le carte che a sorpresa il numero uno della Magliana mette
sul piatto della trattativa per salvare Alitalia, il trasporto aereo italiano e i suoi dipendenti, ci sono delle
insperate aperture: i piloti fuori dalla cabina potrebbero ridursi da
( da "Repubblica, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Gli altri
sindacati attaccano la Uil. Sospetti sul negoziatore Caronia, la cui figlia è
candidata del centrodestra. La replica: "Bassezze" Tutti contro
Angeletti: comparsa elettorale Berlusconi: se c'è l'intesa dovrò trattare Nel
confronto con Parigi, il Cavaliere punterebbe all'ingresso di un socio italiano
Ma l'obiettivo prioritario della Cdl è di far saltare da subito la trattativa
LUCIO CILLIS CLAUDIO TITO ROMA - Far fallire la trattativa subito. Oppure
"saremo costretti a trattare dopo il voto". Silvio Berlusconi sceglie
la tattica del doppio livello. Due fasi per affrontare il caso Alitalia-Air France. Così ha deciso di
lanciare sul tappeto tutte le carte per far naufragare prima del 13 aprile il
battello di Jean Cyril Spinetta. "Altrimenti - avverte i suoi - saremo
costretti a parlare noi con Parigi". Il Cavaliere, insomma, sa che il
"pre-accordo" di cui si parla, potrebbe condizionare la politica del
suo esecutivo nel caso in cui il Pdl vincerà le elezioni. Diventerebbe
molto più complicato cestinare un'intesa sottoscritta anche dai sindacati. Un
problema non da poco per uno che ha puntato la campagna elettorale sulla
"cordata italiana". E proprio in quella prospettiva, ha già messo a
punto le possibili contromosse. Alcuni paletti da piantare nella seconda fase
del negoziato: Malpensa e l'ingresso di un socio italiano nell'azionariato. Il
primo nodo gli è già stato segnalato dalla Lega. Il tramonto dell'hub lombardo
(anche in vista dell'expo 2015) viene considerato una sconfitta per il fronte
berlusconiano. Il secondo sarebbe l'escamotage per "tenere il punto",
per non essere smentito e confermare una "presenza italiana" nella
compagnia di bandiera. Per evitare questa mediazione, però, nelle ultime ore ha
contattato tutti i suoi potenziali interlocutori. Anche quei sindacati
incontrati poche settimane fa e ai quali aveva confidato di considerare Air
France l'unica soluzione. Ieri invece ha accolto con soddisfazione l'improvvisa
decisione della Uil di abbandonare il tavolo e ha abbracciato le istanze
dell'Anpac. Sede di Alitalia, ieri pomeriggio.
Giuseppe Caronia, segretario generale della Uil Trasporti fa una domanda secca
a Jean-Cyril Spinetta, presidente di Air France-Klm: "Lei conferma che ci
sono due condizioni che pesano sulla trattativa, una legata al via libera del
prossimo governo e una legata alla causa per danni con la Sea? Sì? Allora noi
ce ne andiamo e sospendiamo il nostro giudizio". La Uil ed un bel pezzo di
rapporti sindacali con le altre sigle, escono di colpo dalla sala della
trattativa. Ed irrompono le voci, le spiegazioni più o meno a mezza bocca, i
sospetti sul perché di un dietrofront sorprendente e non condiviso in un
momento così delicato. Angeletti difende Caronia: "Certe decisioni -
spiega ai suoi - sono frutto di un'analisi profonda. Gli "altri"
dicono che c'entrano le elezioni? Certe bassezze sono inaccettabili". Lo
stesso Caronia respinge al mittente i sospetti di uno stop dettato da motivi
politici: la figlia Marianna, dirigente regionale della Uil Trasporti,
consigliere comunale di Palermo del Movimento per l'autonomia di Raffaele
Lombardo, è candidata alle regionali. "Siamo caduti a dei livelli proprio
bassi - dice con amarezza Giuseppe Caronia - non voglio nemmeno commentare
certe cose, ma un attacco del genere non me l'aspettavo proprio...".
Angeletti rincara la dose: "Non si può andare dai lavoratori e dire che
Air France taglia, risana ma non rilancia, lascia a terra troppi aerei e non
apre la trattativa sugli esuberi". La ferita è aperta e difficilmente
potrà essere ricucita a breve: "Il rapporto con la Uil Trasporti si è oggi
dissolto per scelta unilaterale non preannunciata" dicono gli ex alleati
Filt Cgil, Fit Cisl, Ugl, Unione piloti, Sdl, Anpav e Avia (ma non i piloti
Anpac che si dissociano), "la Uil ha deciso di abdicare al proprio ruolo
per partecipare da comparsa al teatrino becero della campagna elettorale.
Utilizzare i lavoratori per una campagna che non li riguarda è un fatto grave".
( da "Giornale.it, Il" del 01-04-2008)
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L'Italia esulta per l'Expo
2015. Bene, però nel diluvio dei commenti di queste ore mi sembra che una
questione cruciale sia passata in secondo piano, quella di Malpensa. Ospitare
la fiera mondiale significa poter contare su un grande aeroporto internazionale
e su collegamenti con tutto il mondo. Ma proprio poche ore fa Malpensa ha perso
buona parte del traffico aereo per il trasferimento a Roma di decine di voli Alitalia. E' diventato un aeroporto marginale. Inoltre: il
Sole 24 Ore nei giorni scorsi ha scritto che Air France si è riservata i
diritti di volo su Malpensa per altri 7-8 anni, guarda caso proprio in
coincidenza con l'Expo 2015. Questo significa che, se Air
France acquisterà Alitalia,
Malpensa non potrà svilupparsi autonomamente ovvero non potrà sfruttare gli
slot Alitalia inutilizzati.
Abbiamo Expo 2015 ma saremo ostaggi dei francesi: saranno loro a decidere se e
quando riattivare le rotte. Dunque gli interessi commerciali di Air France
prevarranno su quelli strategici e commerciali del nord Italia. In
questa situazione Expo 2015 rischia di diventare un successo. a sovranità
limitata. Complimenti vivissimi al governo Prodi. Scritto in Italia 1 Commento
" (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Mar 08 Possiamo
fidarci di Obama? Istintivamente Obama mi piace: è giovane, non è invischiato
con le lobbies di Washington, che rappresentano il cancro della democrazia Usa,
è un oratore straordinario, capace di parlare per un'ora a braccio senza
sbagliare un colpo. Sa affascinare e l'America ha una gran voglia di sognare.
Ma più passa il tempo e più mi rendo conto che sappiamo ben poco delle sue
idee. Che cosa pensa davvero Obama? Quali riforme propone? Le risposte per ora
sono piuttosto vaghe, perchè, come accade sempre più frequentemente nei Paesi
occidentali, in campagna elettorale si parla di tutto tranne che dei programmi.
(anche in Italia, peraltro). I miei dubbi sono aumentati da quando siamo venuti
a conoscenza di Jeremy Wright, il suo consigliere spirituale, un estremista che
ha definito nazisti gli israeliani, che denigra gli stessi Stati Uniti e che
recentemente se l'è presa con gli italiani definendoli "nasi d'aglio"
e sostenendo che esiste "un linciaggio all'italiana". Ne ho parlato
l'altro giorno in un articolo sul Giornale in cui osservo che il senatore di
colore "lo ha mollato, sebbene a malincuore, ma per vent'anni Wright è
stato la sua fonte di ispirazione e di saggezza, l'uomo che è sempre stato al
suo fianco e gli suggerì il titolo della sua fortunata autobiografia
"L'audacia della speranza". Per vent'anni ha ascoltato le sue
prediche intrise di fanatismo contro i bianchi, contro il mondo occidentale,
contro gli stessi Stati Uniti". Da qui il dubbio: quante idee di Wright
sono state assorbite da Obama? E soprattutto: possiamo davvero fidarci di lui?
E' davvero un moderato? Ps Ecco come parla Wright: Scritto in presidenziali usa
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questo articolo a un amico 28Mar 08 Bertinotti e la guerra tra poveri in Italia
Ieri sera ho visto qualche passaggio di Anno Zero, la trasmissione di Santoro.
Riuscita, come sempre. Sarà fazioso, ma Santoro riesce a fare giornalismo in tv
senza dar voglia di cambiare canale e affrontando temi difficili, come quello
dell'attribuzione degli alloggi popolari. Ieri i due ospiti prinicipali erano
Bertinotti e la Santanché. Secondo il leader del neopartito la Destra, le case
andrebbero date prima agli italiani indigenti e solo in un secondo tempo agli
immigrati extracomunitari. E' così assurdo? Secondo me no e molti Stati
occidentali applicano senza remore questo principio. Bertinotti invece pensa
che andrebbe mantenuto l'attuale criterio per le graduatorie che, non
considerando la nazionalità, finisce per agevolare proprio gli immigrati, che
infatti sono ai primi posti nelle classifiche. Il leader di Rifondazione è
persuaso che le misure proposte dalla Santanché finirebbero per scatenare una
guerra tra poveri. Probabilmente la presidenza della Camera e i fasti della
Roma istituzionale gli hanno fatto perdere il contatto con la realtà: vada
nelle periferie della grandi città. La guerra tra poveri c'è già ed è stata provocata
dall'incapacità del governo di arginare l'immigrazione e di imporre delle
regole ci convivenza civile. Vada nelle case popolari: il 90% degli inquilini è
extracomunitario. E questo è giusto? No e a urlarlo sono proprio gli italiani
più poveri, che vedono i propri quartieri invasi da clandestini, che si sentono
traditi dallo Stato, che sono oggettivamente penalizzati e invocano giustizia.
Le statistiche lo dimostrano: in questo Paese aumenta il numero degli italiani
che vivono sotto il minimo vitale. Questa è l'urgenza numero uno e per
risolverla bisogna regolamentare l'immigrazione. Altrimenti non si farà che
propagare l'odio e l'ingiustizia, tra gli stranieri e gli italiani. E' questo
che vuole Bertinotti? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 43 ) " (6
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27Mar
( da "Giornale.it, Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 78 del 2008-04-01
pagina 3 "Smirne stracciata
( da "Giornale.it, Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 78 del 2008-04-01
pagina 0 Alitalia, sindacati spaccati ma si va avanti
di Paolo Stefanato I piloti dell'Anpac si sono presentati al tavolo, ma la Uil
rompe le trattative. Slitta a domani la nuova scadenza per la stretta finale.
Ancora molte incognite su una possibile intesa. Prato cerca le condizioni per
chiedere il prestito ponte Milano - Il 31 marzo, che doveva essere la data
decisiva, è sfumato via silenziosamente. Ancora una volta le scadenze che
riguardano Alitalia vengono posticipate: una storia
che si ripete da anni. Nuovo termine, fissato in serata: 2 aprile, domani. Ieri
per giunta è stata una giornata interlocutoria, senza brividi nè scossoni. La
trattativa sindacale, avviata nel primo pomeriggio e prolungatasi fino alla
serata con un incontro ristretto, è stata aggiornata alle 12 di questa mattina.
Qualche novità, comunque, non è mancata. Per esempio, il cambio della guardia
nella protesta. Rientrati al tavolo i piloti (l'Anpac rimane critica ma
prosegue la trattativa), sono usciti i rappresentanti della Uil: secondo i
quali un negoziato a due settimane dalle elezioni è fiato sprecato. Il loro
atteggiamento di spaccatura è stato subito fermamente criticato dagli altri
confederali, Cgil e Cisl, oltre alle sigle professionali di terra e di volo.
Jean Cyril Spinetta, che come numero uno della compagnia francese indossa i
panni dell'acquirente, ha lasciato intravedere per oggi dei segnali di
apertura: o meglio, di "timida apertura", come hanno riferito fonti
vicine al negoziato, riguardanti soprattutto la flotta (per accontentare i
piloti) e il perimetro di Atitech (per rabbonire i dipendenti napoletani di Az
Sevizi, che ieri hanno minacciato di bloccare lo scalo di Capodichino). Sul
piano procedurale, il presidente di Alitalia, Maurizio
Prato, ha spiegato che lo scopo dei colloqui di questi due giorni è quello di
trovare una "base" d'accordo, unica condizione per poter ottenere il
prestito-ponte che Air France ha posto tra le sue condizioni. Ieri, 31 marzo,
era il termine posto nel contratto (condizionato) di compravendita tra Alitalia e Air France. Le due controparti si sono trovate
d'accordo per scavalcare tale data: semplicemente gli incontri continuano fino
a domani, senza necessità di particolari formalizzazioni. L'esigenza del
prestito ponte è provocata dallo stato della liquidità in cassa: ma i 148 milioni
di euro recuperati alla fine della scorsa settimana tra crediti d'imposta e
cessione delle azioni Air France, danno un po' di ossigeno. Il cda di Alitalia sarà informato da Prato via via che sarà
necessario; allo stato, non sono state convocate riunioni di consiglio, ma
potrebbero esserlo a breve, a valle della trattativa sindacale. Sulla quale ora
pesano non una, ma due condizioni esterne; la prima è quella legata alle
elezioni politiche (anche ieri il candidato presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi ha ribadito la sua ferma opposizione alla cessione di Alitalia ad Air France), l'altra è nuova di zecca: l'Expo.
Con la prospettiva di una crescente convergenza di interessi su Milano e sulla Lombardia
da qui al 2015, anno in cui sono stimati 30milioni di arrivi, è ancora
pensabile che la compagnia nazionale venga venduta a un gruppo straniero? Certo
l'Expo irrompe nella vicenda Alitalia, e pone nuovi
interrogativi sul suo esito. In serata Spinetta, congedandosi dai sindacati, ha
detto: "Io stanotte penserò, pensate anche voi", lasciando intendere
che gli spazi per ulteriori aperture non sono molti. Durante l'incontro aveva
peraltro assicurato: "Ogni singolo euro di ricavi sarà reinvestito nello
sviluppo di Alitalia". Cauto Fabrizio Solari,
segretario generale della Filt-Cgil: "è una strada in salita che però va
percorsa fino in fondo. Oggi (ieri, ndr), nel merito, non ci sono state novità
sostanziali. Il fatto importante è che si continua: vuol dire che c'è la
volontà di andare avanti". Resta rigida la posizione dei piloti, che non
hanno intravisto alcuna apertura nel corso della riunione e che si aspettano
una riduzione dei tagli o una rimodulazione nella dismissione del cargo. Il
segretario generale della Uil - la sigla che ieri ha sbattuto la porta - ha
spiegato che è del tutto "vano trattare se a decidere sarà il prossimo
governo". Per stamattina alle 9.30, prima della ripresa della trattativa
dunque, è stato convocato un vertice della Uil per
esaminare la posizione su Alitalia. Ieri, frattanto, il Consiglio di Stato ha depositato le
motivazioni della sentenza con la quale ha respinto il ricorso proposto da Ap
holding (Air One) contro la trattativa in esclusiva tra Alitalia e Air France-Klm: non c'è stata
"alcuna discriminazione". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA -
Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 78 del 2008-04-01
pagina 4 "Indispensabile un vero hub internazionale" di Redazione
Milano vince l'Expo nei giorni del declino del suo aeroporto di riferimento,
Malpensa, abbandonato dalla compagnia di bandiera, Alitalia. Nonostante i progetti di sviluppo nello scalo lombardo da parte
di altre compagnie, prima fra tutte l'Air One, abbiano comunque ghià segnato un
trend di crescita, secondo Roberto Formigoni, governatore della Lombardia,
"l'Expo 2015 sarà per Malpensa occasione per recuperare più in fretta il
terreno perduto, anche se molto prima di quella lo scalo lombardo sarà
tornato ai volumi di prima". Roberto Calderoli (Lega) è convinto che
"ora sia ancora più importante che la Lombardia e Milano abbiano un
aeroporto di prima classe". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 78 del 2008-04-01
pagina 2 Berlusconi esulta: "Grande successo Nonostante Prodi" di
Paola Setti Il premier attribuisce subito il merito al suo governo, ma il
leader del Pdl gli rovina la festa: "Lui non c'entra niente". E il
"partito" di Malpensa affonda la lama: "Senza hub come si
fa?" da Milano Un secondo dopo l'annuncio è coro entusiasta dell'Italia
tutta, all'urlo di "siamo tutti lumbàrd". Passano meno di cinque
minuti ed è già scontro. Con botta e risposta durissimo fra Romano Prodi e
Silvio Berlusconi, il primo a rivendicare ogni merito, il secondo ad avvertire
che "certo non è merito del governo di sinistra". E con quelli che
"adesso diteci come farete a rinunciare a Malpensa" ad affondare la lama sulla gestione del caso Alitalia da parte del governo uscente.
Per tutti l'Expo
( da "Giornale.it, Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 78 del 2008-04-01
pagina 10 "I valori? Li ha schiacciati il '68" di Sabrina Cottone da
Milano "La scarsa valorizzazione del merito è una delle cause principali
della crisi del Paese. È ora di superare la cultura sessantottina del diciotto
politico". Mariastella Gelmini, avvocato, coordinatrice lombarda e giovane
parlamentare di punta di Forza Italia, nel Sessantotto non era ancora nata ma è
convinta che siano state gettate allora le basi del malcostume che oggi dilaga
a tutti i livelli, dagli impiegati ai top manager. Così due mesi fa, nel
quarantesimo anniversario dello "sfascio", ha presentato una proposta
di legge "per la promozione e l'attuazione del merito nella società".
La tesi di fondo è chiara: "Nel '68 è stata imposta una pseudocultura di
uguaglianza formale, un egualitarismo che è appiattimento verso il basso.
Occorre invece premiare il talento, la capacità di lavoro e il coraggio di
rischiare". Una legge è in grado di modificare il senso civico e cambiare
costumi consolidati? Il nostro è il Paese delle raccomandazioni... "Credo
che la legge possa essere un contributo importante per modificare la situazione
anche dal punto di vista culturale. Purtroppo è vero, il sistema non è
imperniato sul concetto di merito e così prevale la conoscenza, la raccomandazione.
Per questo promuovere il merito è un aiuto concreto a giovani e donne. La
sinistra promette loro il posto fisso ma la realtà è che la politica non può
fare queste promesse ma al massimo creare le condizioni perché i giovani
possano emergere". Quando si parla di scarsa meritocrazia, si pensa subito
al pubblico impiego. Un pregiudizio? "Nella pubblica amministrazione non
bisogna fare di tutta l'erba un fascio. Abbiamo rispetto dei funzionari
pubblici che svolgono al meglio il proprio compito, ma per questo è giusto
isolare fannulloni e assenteisti, altrimenti si danneggiano tutte le altre
persone che lavorano". La sua proposta di legge dedica ampi spazi alla
scuola. Lo ritiene un settore in cui il merito è particolarmente penalizzato? "La
scuola è una delle principali urgenze. Occorre recuperare il concetto di merito
sia per gli studenti sia per i professori, che devono avere una parte dello
stipendio legata alla produttività. Nel sistema universitario è giusto che
l'assegnazione delle risorse non sia a pioggia ma vengano agevolati gli
istituti che esprimono maggiore qualità e livello di eccellenza". Secondo
lei, gli stipendi dei top manager rispettano la meritocrazia o c'è qualcosa che
può essere rivisto? "Le retribuzioni sono decise dal mercato ma non è
giusto, non esiste che manager che hanno portato verso il
fallimento società come Ferrovie e Alitalia, per non dire dell'Iri, ricevano stock option sganciate da
produttività e merito. Si tratta di società malgestite, che hanno rinviato
continuamente decisioni urgenti o le hanno prese senza tenere conto delle
regole del mercato. È importante che ci sia un'assunzione di rischio da parte
dei manager, come avviene in Gran Bretagna e Stati Uniti. Per Alitalia, vista la situazione, è una cosa particolarmente
scandalosa". I tempi di attuazione della legge non rischiano di essere
lenti? "Al contrario. È un disegno di legge delega già presentato alla
Camera. Basta approvarlo e il prossimo governo potrà intervenire in tempi
brevissimi. Mi auguro che diventi un tema bipartisan all'indomani delle
elezioni. Ci fa piacere che anche Fassino e Veltroni adesso parlino di merito,
ma nei fatti si sono sempre appiattiti sulle posizioni oltranziste della
Cgil". Poche ore fa Berlusconi a Milano ha promesso di dimezzare parlamentari,
consiglieri regionali e comunali. Anche questa è una misura anti-privilegi?
"Stiamo soffrendo molto il tema della casta, che si è acuito negli ultimi
anni. Anche la sinistra oggi dice che vuole dimezzare la classe politica ma
dimentica che durante il governo Berlusconi fu approvata una riforma
costituzionale che prevedeva già la riduzione dei parlamentari. E Veltroni fu
tra coloro che spararono ad alzo zero contro la riforma. Se la legge non fosse
stata sottoposta a un linciaggio mediatico, oggi sarebbe già operativa". ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 01-04-2008)
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N. 78 del 2008-04-01
pagina 11 Berlusconi insiste: "È follia cederla a queste condizioni"
di Redazione "La cordata italiana si manifesterà dopo il voto". Veltroni
teme lo stato di crisi e poi una speculazione da Roma Se i sindacati - compresa
la Uil che ha lasciato il tavolo - considerano ancora quella con Air France
l'unica trattativa aperta, Silvio Berlusconi va dritto per la sua strada.
Boccia l'offerta della compagnia franco olandese: "È una follia cedere la
compagnia di bandiera, con condizioni offensive". Doveva essere "un
patto tra eguali, invece ci è stato proposto un
assorbimento di Alitalia in
Air France, il che non è in alcun modo accettabile". E conferma la cordata
italiana. Una manifestazione di interesse da parte di un gruppo di imprenditori
italiani che faccia un'offerta su Alitalia - assicura - "non può manifestarsi adesso", ma
"prevedo e auspico" che "si manifesterà dopo il voto".
In ogni caso, riconosce il candidato premier del Popolo delle libertà, il
"problema Alitalia cadrà sul mio governo: io
avrei anche potuto dire al governo Prodi "chiudete con Air France, la
colpa è vostra", ma responsabilmente ho ritenuto doveroso intervenire e mi
sono rivolto agli imprenditori italiani, ricevendo moltissime telefonate".
Per il momento in campo c'è però solo Air France. E Gianfranco Fini individua
la responsabilità nell'esecutivo uscente: "Accusiamo politicamente il
governo di aver precostituito in qualche modo le condizioni perché al termine
della trattativa ci fosse un solo interlocutore al tavolo. Prospettiva opposta
a quella del candidato premier del Partito democratico, Walter Veltroni, che si
chiede se qualcuno cerchi di "mandare via Air France, assumendosi una
bella responsabilità. Non vorrei che si arrivasse allo stato di crisi di Alitalia e poi qualcuno se la compra per poche lire. È già
successo in questo Paese". A favore dei francesi anche il resto del Pd. Il
presidente del Senato, Franco Marini, da ex sindacalista, auspica un
"confronto duro e approfondito" che però porti ad un'intesa.
Posizione, simile a quella della Cisl, mentre nelle parole del ministro del
Lavoro, Cesare Damiano, c'è in trasparenza la posizione della Cgil. "Noi
abbiamo con Air France l'unica offerta presente sul tavolo. Altre offerte sono
offerte fantasma agitate in un clima preelettorale". Ma la partita non
dipende però solo dai sindacati e dalla politica. Quindi il centrosinistra si
rivolge ad Air France: "Nessuno può dire prendere o lasciare",
avverte Damiano riferendosi al piano di Air France, che per il momento non
viene modificato. Più drastico Fausto Bertinotti, candidato premier della
Sinistra arcobaleno, secondo il quale "l'intervento di Air France finora
non è stato all'altezza della situazione". Pessimista la conclusione:
"Penso che Alitalia dovrebbe trovare una
soluzione in Italia e mi pare che l'imprenditorialità italiana fin qui non
abbia brillato". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 01-04-2008)
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N. 78 del 2008-04-01
pagina 11 Ieri più 19%: l'altalena non si ferma di Redazione Continua
l'altalena del titolo Alitalia in Borsa. Ieri ha
chiuso in forte rialzo: più 19,4% a 0,48 euro. Nel corso della seduta,
caratterizzata da numerose sospensioni del titolo dagli scambi, sono passate di
mano 8,3 milioni di azioni, pari allo 0,5% del capitale. Ieri il mercato ha
accompagnato positivamente il negoziato con i sindacati, ma il prezzo appare
del tutto virtuale se riferito alla trattativa con Air France, che offre
l'equivalente di 10 centesimi ad azione. Probabilmente il mercato ha scommesso
su una possibile vittoria di Milano contro Smirne per l'Expo del 2015: la notizia - sensibile per Alitalia, visti i 30 milioni di visitatori previsti quell'anno a Milano -
è tuttavia giunta dopo le
( da "Giornale.it, Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Milano ce l'ha
fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è
stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le
istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno
maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua
vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un
leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro
che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo
instancabilmente per la sua Milano (sempre uno staff ridottissimo, sempre con i
tempi contingentati. Ad esempio: volo per Pechino, arrivo al mattimo e via
dall'aeroporto alla sede del forum mondiale dell'economia dove doveva parlare,
poi un giorno a Tokio e da lì a Washington, poi a Milano: aeroporto e subito al
mattino in Consiglio comunale. ). Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in
quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso
in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le
"bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una
bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto:
"Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di
Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può
farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di
ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista.
Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il
difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici,
infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. Ma c'è anche un
altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per
garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e
dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene
per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai
milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è davvero sottotraccia ma che non
è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concretamente, con la
capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero
"fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è
sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno
e capacità. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no,
smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor
sindaco". Questo - l'orgoglio della milanesità - è sempre stato la forza
di Milano. E questa è l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne
pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete
dalla Milano dell'Expo? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la
città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (4
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni,
a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero
uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa
discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più
di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250
euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato
alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al
miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti"
futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni
all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà
partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto
Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile
agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari.
E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei
contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui
il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del
40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie
Commenti ( 30 ) " (8 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di
Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a
un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la
parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a
torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera
"emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno
su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto,
palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse
nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di
tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta
realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa
sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese.
Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si
"rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così
metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra
notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%.
E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un
alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr).
La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per
l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (6 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al
"piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un
piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani"
che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non
pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni
che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più
civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli
"anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo
elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e
genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato
dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un
"nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo
sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no:
in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata
Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di
un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e
del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la
questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo
Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero.
Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è
roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo
dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe
voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà
penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del
Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno
i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione,
manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani
("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma
anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il
gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E
guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre
torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 25 ) " (15
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel
programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio
Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili
che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non
piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281
pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna
elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo
la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti.
ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio
così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati
(veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la
riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma
c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del
momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre
mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a
Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a
stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da
fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico
d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero
così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta
e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi,
concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni
è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la
coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà:
ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine,
rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il
Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un
salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il
voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio.
Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li
rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada
"berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni
all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a
mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di
"nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il
mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi.
Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah!
Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e
che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo
Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord.
Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto
fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò,
aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di
Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i
lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (15 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di
Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del
Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che
forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in
quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la
certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci
sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo
candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro
sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto
che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel
Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere.
Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino
Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti (
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29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre
finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà
rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo
centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni
in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra -
ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati.
Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci
sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un
solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba
riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha
spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il
paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha
scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale
Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli
anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle
canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche
l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse
è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi
del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (14 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di
Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine
dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni"
per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl
subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa
farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli".
In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere
la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai
cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano
straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il
programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo
della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti
parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della
concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere
questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come
quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come
l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le
nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da
realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli
italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa
all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia
da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le
priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la
gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che
per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che
c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne
pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più
importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un
cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (15 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le
tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi
sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto
detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader
del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza
che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma
anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di
spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra
Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta
alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24
Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima
formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter
Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze"
per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si
può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani
una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte.
Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (16 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd,
radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del
Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non
dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle
loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi
intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello
sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il
programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento
biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono
stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può
permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta
robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi
ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a
"limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna
elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un
altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente.
La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile
negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni:
"Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio
Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta
perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del
silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor
Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in
Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne
pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti (
13 ) " (15 votes, average: 3.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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Argomenti: Alitalia
N. 78 del 2008-04-01
pagina 24 Deboli i bancari, bene Impregilo di Redazione Trimestre nero per i
mercati in calo del 16% Piazza Affari a più velocità nel primo giorno di
contrattazione della settimana. Il Mibtel ha segnato un lieve rialzo dello
0,21% a 24259 punti, mentre lo S&P/Mib ha ceduto lo 0,25% a 31616 punti.
Scambi non particolarmente elevati, per un controvalore di 3,8 miliardi di
euro. Ancora una seduta in accelerazione per Alitalia in Piazza Affari (più 19,4% a
0,48 euro), ma bene anche Fiat (più 3,14%), nel giorno dell'approvazione del
bilancio, e Impregilo (più 4,76%). Segno più anche per Stm (più 1,1%) che ha
completato la joint venture Numonyx. Prima ancora dell'annuncio della vittoria
di Milano per l'Expo 2015, gli investitori avevano puntato su Fiera Milano (più
18,36%) e sui titoli immobiliari come Risanamento (più 7,3%), Bastogi (più
8,53%) e Brioschi (più 6%) e su alcuni cementieri come Italcementi (più 5%).
Tonica Tiscali (più 12%) per le indiscrezioni che indicano possibili offerte
per il gruppo a 3-3,33 euro. Deboli i bancari: giù Bpm (meno 2%), UniCredit
(meno 1%) e Intesa SanPaolo (meno 0,73%)). Ha fatto peggio il Banco Popolare
(meno 9%) alla prova con il mercato dopo la pubblicazione dei conti di sabato.
In Europa, tonfo di Pernod Ricard (meno 5,5%) a Parigi, che ha annunciato che
il gruppo rileverà la capogruppo del marchio di vodka Absolut, la svedese
Vin&Spirits, per circa 5,86 miliardi di euro. Male SocGen (meno 3%) e Bnp
Paribas (meno 1,2%). A Francoforte giù le tlc con Deutsche Telekom (meno 1,6%),
mentre a Londra ancora in forte calo Vodafone (meno 3,7%) dopo che Morgan
Stanley ne ha abbassato drasticamente il rating. Per il Vecchio continente, è
stato comunque un trimestre nero, chiuso con perdite pari al 16%. Non accadeva
dall'87. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Campanile, Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Giuseppe Petrocelli
Pd-Pdl, tanti fuochi d'artificio e poca concretezza La campagna elettorale si
sta giocando più sugli effetti speciali che su un trasparente confronto
programmatico Da poche ore non è più possibile diffondere l'esito dei sondaggi.
I cittadini, insomma, da ora in poi non saranno più informati in merito agli
umori e agli stati d'animo di fronte a questa campagna elettorale. Né su chi
sale e chi scende nel borsino (virtuale) dei partiti. Lo stabilisce la legge.
Tuttavia ? legge o non legge - sembra facilmente prevedibile che, nonostante
l'approssimarsi dell'appuntamento elettorale, resti robusto il cosiddetto
"partito degli indecisi". Le ultime rilevazioni registravano un 15-17
per cento di elettori ancora incerti su chi e soprattutto se recarsi alle urne.
Il motivo di tanta disillusione? E' presto detto: la campagna elettorale.
Soprattutto dei due principali partiti, il Pd e il Pdl. Veltroni e Berlusconi
sembrano scontrarsi su tutto, ma in realtà a molti il loro braccio di ferro sui
programmi appare come un botta e risposta di spettacolari fuochi d'artificio.
Che siano le presunte cordate berlusconiane per l'Alitalia o il salario minimo dei precari di veltroniana proposta; che sia
il batti e ribatti su chi diminuisce di più le tasse o aumenta in misura
maggiore le pensioni, la sfida per il governo dimostra una indeterminatezza
impressionante. Infatti, alle proposte avanzate dai candidati più accreditati
per Palazzo Chigi non corrisponde, spesso e volentieri, un'adeguata e
trasparente copertura finanziaria. E quando c'è, come ha verificato il Sole24
Ore nelle scorse settimane, si tratta di cifre iperboliche, improbabili per il
precario stato economico-finanziario dello Stato. Dunque, si tratta ancora solo
di promesse che lasciano il tempo che provano? Impegni difficilmente
realizzabili? Il dubbio è lecito, se si prova a fare un bilancio di tutto ciò
che è avvenuto negli ultimi due mesi, ossia da quando i presidente della
Repubblica ha sciolto le Camere, chiamando così i cittadini alle urne. Se proprio
si deve fare questo bilancio, ci si accorge che la vera sfida fra Berlusconi e
Veltroni è sembrata giocarsi più sull'uso strumentale dei sondaggi o piuttosto
sul richiamo al voto utile che sul confronto-scontro programmatico. Più sul
gioco delle parti sulla "par condicio" e sul "duello sì, duello
no", che sulle idee per il futuro del Paese. Come non osservare i
battibecchi fra l'ex sindaco che annuncia giorno per giorno il riaggancio e il
Cavaliere che rassicura sull'inesistenza della rimonta democratica? Come
giudicare l'appello del leader del Popolo della Libertà a non votare Casini o
Storace "perché tanto non prenderanno senatori" o al limite a
esprimere loro il consenso solo nel voto per la Camera? E come commentare,
invece, la contraddizione veltroniana della corsa solitaria a metà, considerata
la scelta di inserire nelle proprie liste i Radicali e di apparentarsi a Di
Pietro? Senza contare, poi, che negli ultimi giorni, i due partiti si azzuffano
sulle regole della par condicio (con il Cavaliere che in polemica con Veltroni
non partecipa alla trasmissione in tv dalla Annunziata per pareggiare il conto
del Porta a Porta sfumato). E, di conseguenza, sulla telenovela del duello tv.
"Si deve fare", sostiene l'ex primo cittadino della capitale,
"no, non si può", risponde l'ex premier. Ma, a parte ciò,
l'impressione che i due leader destano agli occhi dei cittadini è di una
divergenza di facciata che, in realtà, nasconde un'omogeneità di fondo. I media
hanno creato il "Veltrusconi". Vero o falso? Intanto, sia il
candidato democratico che il capo del Pdl alimentano, a giorni alterni, il
"sospetto" di un accordo post-elettorale. Walter precisa che, in caso
di pareggio o di vittoria risicata, bisogna fare insieme solo la riforma delle
regole. Quanto a Silvio, la pensa più o meno così, nonostante le ripetute
smentite. Ecco perché, allo stato, il vero vincitore di una campagna elettorale
coi botti artificiali ma poco concreta è il partito dell'incertezza e della
disillusione. (01-04-2008).
( da "Campanile, Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Il presidente del
Gruppo francese, Jean Cyril Spinetta ha dichiarato che il piano presentato
venerdì ai sindacati, "verrà confermato". Un particolare che non ha
convinto la Uil, che per tutta risposta si è alzata dal tavolo, interrompendo
il confronto Giorni caldi per la trattativa su Alitalia.
All'incontro di ieri con i sindacati (sono nove le sigle impegnate nel
confronto), il presidente del Gruppo francese, Jean Cyril Spinetta, ha
dichiarato che il piano presentato venerdì ai sindacati, "verrà
confermato". Un particolare che non ha convinto la Uil, che per tutta
risposta si è alzata dal tavolo, interrompendo il confronto, con la convinzione
che sarebbe meglio attendere le elezioni e l'insediamento del nuovo governo per
proseguire. "Non c'è un contesto politico sereno che possa dare
garanzie", ha spiegato il segretario generale della Uiltrasporti, Giuseppe
Caronia. Sull'ipotesi della Uilt, l'ad di Alitalia
Maurizio Prato in sede di confronto ha fatto sapere di essere contrario
all'interruzione. Prato ha anche ricordato di aver ricevuto un mandato dal
consiglio di amministrazione di proseguire il confronto con le organizzazioni
sindacali in tempi contenuti, che verranno stabiliti di volta in volta, in
relazione allo stato della trattativa. L'ad ha poi affermato che ci sono ancora
due giorni di tempo per trovare un accordo e che "ci saranno i punti di
fondo per una scheda di accordo che verranno riferiti al Cda e poi si
deciderà". Ma i sindacati hanno manifestato tutte e loro perplessità al
piano e si sono detti pronti a far valere le proprie ragioni: "Sarà difficile
ma noi non molliamo su nessuno dei punti, a cominciare dalla flotta, il
perimetro aziendale e gli investimenti perchè vogliamo ottenere le basi di un
vero rilancio dell'Alitalia",
ha affermato il segretario nazionale della Fit-Cisl, Claudio Genovesi, prima di
entrare alla Magliana. Intanto, la vicenda Alitalia continua ad alimentare la campagna elettorale. "E' una
follia pensare di rinunciare alla compagnia di bandiera", ha ribadito
Berlusconi durante un comizio in via Mercanti a Milano, precisando che
se il Pdl andrà al governo il primo impegno sarà quello "di mantenere
italiana la nostra compagnia di bandiera". Il leader del Pd, Walter
Veltroni, ha dichiarato invece che catalizzare i titoli dei giornali non
significa essere un buon uomo di Stato. L'ex sindaco di Roma, nel corso della
registrazione di "Otto e mezzo", ha sottolineato che il leader del
Pdl "è stato al governo per cinque anni e ha avuto il dossier Alitalia sul suo tavolo, nel
( da "Secolo XIX, Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
La trattativa Il
sindacato: "Lo scontro politico non consente una trattativa serena".
Air France e Alitalia: "Serve un accordo in 48
ore" LOMBARDI >> 2 01/04/2008.
( da "Voce d'Italia, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Cronaca Cronaca di una
vittoria annunciata ma sofferta Milano, esulta!: l'Expo e' tuo! Ecco come
cambiera' la citta' per l'esposizione 2015 Parigi, 1 apr. – Era il 2 novembre
del 2006 quando Milano e Smirne eliminano le altre candidate ad ospitare l'Expo
2015 e incominciano a darsi battaglia a fase di progetti, pubblicità e ricerca
di voti in giro per il mondo. In quella data i Paesi votanti al Bureau
International des Exposition erano
( da "Voce d'Italia, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Angeletti:
"con un governo ostile e' difficile cedere la
compagnia" Alitalia:
accordo rinviato La vicenda Alitalia e' terreno di scontro politico e non ci sono le condizioni di
serenita' indispensabili Roma, 1 apr. - Alitalia e Air France hanno prorogato di due giorni il termine ultimo
previsto per l'accordo con la compagnia francese. Il termine, in
principio, era previsto ieri, 31 marzo. La Uil "ha deciso di abdicare al
proprio ruolo per partecipare da comparsa al teatrino becero della campagna
elettorale e utilizzare i lavoratori per una campagna che non li riguarda è un
fatto grave". La UilTrasporti ha spiegato a Spinetta che “l'avvicinarsi
delle elezioni, ha trasformato la vicenda Alitalia in
terreno di scontro politico e questo non permette di avere le indispensabili
condizioni di serenità che possano permettere di continuare il confronto".
Per definire la questione Alitalia servirà il via
libera del prossimo governo per questo il presidente di Air France-Klm ha
ribadito: “le condizioni da soddisfare sono previste dall'accordo firmato con Alitalia, e per chiudere l'operazione Air France-Klm vuole
il via libera di chi andrà al governo dopo le elezioni”. Il leader della Uil:
"Rinviamo a quando Air France sarà in grado di fare una trattativa vera,
anche perché è stato un errore far coincidere i tempi con la campagna
elettorale che ha portato a strumentalizzare questa vicenda". Il
presidente di Alitalia, Maurizio Prato, ha ribadito
nel riaprire il tavolo con i sindacati: “è possibile andare oltre il termine
del 31 marzo, ma i tempi restano contenuti, non più di pochi giorni. Un primo
accordo va raggiunto, entro domani". Otto sigle sindacali, tranne la Uil,
torneranno domani alle 11.30 al centro direzionale di Alitalia
alla Magliana. Sul tavolo i tagli alla flotta che per i sindacati sono troppo
severi, resta la preoccupazione per il futuro degli stabilimenti Atitech di
Napoli. Valentina Pellegrino.
( da "Opinione, L'" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mar, 01 Apr
2008 Edizione 63 del 01-04-2008 Strettamente confidenziale
E Alitalia assume ancora...
di Hush Hush Nella sottopancia della politica, ovvero all'Alitalia, non hanno la faccia come il
culo: di più. Emblema di questa, che è tutto fuori che una metafora, è l'Anpac,
il sindacato dei piloti, casta supepagata e strafottente, che ha sempre pensato
ai cavoli suoi alla faccia degli altri lavoratori della compagnia fallita e
delle esigenze dell'Italia come sistema paese. I piloti, per capirci,
sono quelli che affossarono l'accordo con Klm e che hanno affossato Malpensa,
con il rifiuto pervicace di trasferirsi nell'ex hub milanese e di farvi una
base di armamento dell'Alitalia, come capita in
Francia con Parigi e Lione, in Spagna con Madrid e Bracellona, in Germania con
Francoforte e Monaco di Baviera. Una casta intoccabile, che continua a dettare
legge, ancora adesso in via della Magliana: se Cgil,Cisl e Uil (ma Angeletti
ieri ha rotto) fanno capire di essere disposti a trattare sul piano Spinetta,
loro annunciano che metteranno gli aerei a terra. Grazie a questo strapotere, a
cascata ognuno ottiene del suo: solo quarantotto ore fa in Alitalia
sono state assunte oltre 400 persone, addetti ai servizi di terra
all'aereoporto romano di Fiumicino. Oltre 400 nuovi assunti, mentre Spinetta
parlava di licenziarne quasi ottomila e Milano Malpensa era alla vigilia
dell'inizio della cassa integrazione, partita effettivamente nella giornata di
ieri. Ma mica è finita qui; mentre i poveracci a migliaia rischiano il
licenziamento, due ex capi azienda, Giancarlo Cimoli e Francesco Mengozzi, si
godono liquidazioni d'oro, da milioni e milioni di euro, sicuri dell'impunità
perché grazie ad una manleva rilasciata loro da tutti i governi di tutti i
colori politici, delle condizioni in cui hanno messo e lasciato la compagnia
aerea italiana non saranno mai chiamati a rispondere in alcun tribunale.
Pericolo che comunque non hanno mai corso, dato che l'Alitalia,
come la Rai, gode di una franchigia giudiziaria da fare invidia. Tornando al
duo Cimoli-Mengozzi o Mengozzi-Cimoli, a proteggere il loro riposo dorato, si
fa per dire il riposo ovviamente non il dorato perché Mengozzi, ad esempio, è
il consulente italiano di Cirillo Spinetta, danno una grande mano naturalmente
i giornalisti, che dei favori di Alitalia, dagli
articoli milionari pagati per scrivere sulla rivista Ulisse ? che bello leggere
in sequenza le annate Ottanta, Novanta, Duemila: non manca nessuno all'appello,
neppure i morti sempre pronti a moralizzare gli altri coi biglietti gratuiti
per loro e le loro famiglie - hanno sempre goduto, con le tessere Freccia Alata
distribuite anche senza averne diritto, agli upgrade, ovvero i viaggi in classe
superiore rispetto al biglietto effettivamente pagato. Ma dico: qualcuno si è
chiesto perchè su Alitalia e sui suoi amministratori
nessuno ha mai detto o scritto nulla, neppure la Milena Gabanelli con il suo
Report televisivo? Ma andiamo avanti, perché almeno questo a Malpensa glielo
dobbiamo. Sempre gente come Cimoli e Mengozzi ha permesso l'apertura di
aeroporti con tratte servite da Alitalia persino a
Rocca Cannuncia; ancora nel 2000, quando la crisi aveva già cominciato a
picchiare, alla Magliana si spendevano 20 miliardi di vecchie lire in
comunicazione, attraverso consulenze, sponsorizzazioni, contratti ah hoc a nomi
famosi del giornalismo italiano. A sovrintendere a questo mercato delle vacche
tale Marco Zanichelli, l'uomo delle mille tessere di partito e non solo,
cinquecento nella prima repubblica e cinquecento nella seconda, che giunse
persino ad essere nominato amministratore delegato della compagnia, mentre
dalle consorti di qualche capataz dell'Anpac per passare dai pargoli di noti
politici, tutti hanno munto alla greppia Alitalia.
Siamo solo all'inizio: domani ne racconteremo qualche altra. Eppure non una
procura che abbia perto fascicoli e, a una Gabanelli silente, ha fatto
compagnia un Marco Travaglio non solo silente ma pure senza inchiostro. Avete
notato? Quando c'è da picchiare sui politici Travaglio è inarrestabile, insieme
al giornalista dell'Espresso Peter Gomez. Ma quando c'è da parlare di aziende o
top manager cala il silenzio. Del resto celo ricorda il saggio che un bel tacer
non fu mai scritto.
( da "Opinione, L'" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mar, 01 Apr
2008 Edizione 63 del 01-04-2008 Il caso Alitalia Se il buon senso viene dalla Uil di Arturo Diaconale Finalmente
un minimo di buon senso ha fatto capolino nella trattativa per la vendita di Alitalia ad Air France. A portarlo è
stata la decisione della Uil di abbandonare il tavolo del negoziato con il
presidente della compagnia di bandiera francese Spinetta in attesa del voto del
13 aprile e della formazione del governo che dovrà succedere a quello di
Romano Prodi. Spinetta e l'Amministratore Delegato di Alitalia
Prato avrebbero voluto realizzare entro un paio di giorni un pre-accordo. Per
mettere di fronte al fatto compiuto il prossimo esecutivo italiano e chiudere praticamente
la trattativa. Ma questa pretesa è apparsa eccessiva alla Uil. Ed il segretario
generale della confederazione Angeletti, prendendo a pretesto proprio
l'affermazione del Presidente di Air France secondo cui le condizioni per
trasformare il pre-accordo in accordo avrebbero dovuto essere il via libera del
prossimo governo e la rinuncia della Sea all'azione risarcitoria per Malpensa,
ha ritirato la delegazione e rinviato la ripresa del confronto ad elezioni
concluse e ad esecutivo insediato. Questa mossa, che segue la rottura da parte
dei piloti dell'Anpac, introduce un raggio di buon senso non perché sembra
alimentare la speranza della cordata italiana evocata e sollecitata da Silvio
Berlusconi. Ma, più semplicemente, perché costituisce una semplice presa d'atto
del congelamento della trattativa. Era bizzarra la pretesa di Spinetta di
subordinare il buon esito del negoziato alla decisione del prossimo governo
chiedendo però ai sindacati di trovare una intesa in tutta fretta per far
trovare il prossimo inquilino di Palazzo Chigi di fronte ad una vicenda già
decisa. Era allucinante la fretta dell'Aministratore delegato di Alitalia di chiudere subito la trattativa alle condizioni di
Air France senza avere però alcun potere per impegnarsi ad assolvere le due
condizioni preliminari poste da Spinetta. Cioè il placet del futuro governo ed
il marcia indietro della Sea sulla vicenda Malpensa. Ed, infine, era ridicola e
schizofrenica la posizione del governo uscente di Romano Prodi che un giorno
con un ministro premeva per l'immediata chiusura del negoziato ed il giorno
appresso, ovviamente con un ministro diverso, insisteva per rinviare a tempi
più opportuni la conclusione del colossale pasticcio. Naturalmente non è detto
che l'uscita di scena della Uil riesca a congelare del tutto la trattativa.
Serve, però, ad introdurre un importante elemento di chiarezza. Il negoziato
tra Alitalia ed Air France potrà essere pienamente
ripreso su basi e condizioni diverse non prima della fine del mese di aprile.
Questo significa che c'è speranza che nel frattempo prenda corpo l'ipotesi di
una cordata italiana. Ma, soprattutto, c'è la possibilità che la trattativa con
Air France possa essere reimpostata in maniera più corretta ed equilibrata di
quanto avvenuto in passato. Alla fine di aprile non ci saranno più i ministri
in lotta tra di loro del governo. E Spinetta avrà comunque un interlocutore più
sicuro. Logica vorrebbe, poi, che oltre oltre a questo cambio ve ne sia anche
un altro. Quello dei vertici di Alitalia che hanno premuto
per la conclusione immediata, cioè per la resa a discrezione, alla compagnia di
bandiera francese. Chi ha puntato ed ha perso non può rimanere al tavolo. Altro
giro, altra musica.
( da "Opinione, L'" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mar, 01 Apr
2008 Edizione 63 del 01-04-2008 Al leader del Pd non resta che insistere sui
nomi eccellenti Il "lento" Veltroni senza coupe de theatre di Barbara
Alessandrini Il count down che ci separa dalle elezioni politiche sta per
terminare e dei due protagonisti di questa più che sonnecchiante campagna
elettorale soltanto Silvio Berlusconi è stato capace di un colpo di teatro ad
effetto. Quello dell'appello per una cordata di imprenditori italiani che
dovrebbero salvare la compagnia di bandiera dall'acquisizione da parte di Air
France. Un colpo da maestro, demagogico e nazionalista quanto basta, utile
comunque ad accrescere i consensi sia di tutte le famiglie direttamente
investite sul piano lavorativo dalla vendita di Alitalia, cui è legato tra gli altri il
problema degli esuberi, sia dell'altra fetta di cittadini stanchi di veder fare
carne di porco dei beni italiani, sull'esempio della lunga catena di svendite
all'estero fatte da Romano Prodi. Al Cavaliere, dunque, dopo aver tirato fuori
e messo sul tavolo di una campagna elettorale fiacca e che di fatto sta
passando in sordina, un bell'asso nella manica, non resta che
snocciolare, a ridosso dell'appuntamento con le urne, i nomi che dovrebbero
partecipare alla cordata per il salvataggio della compagnia italiana e
attendere il risultato. E Walter Veltroni? Il leader del Partito democratico ha
creduto di potersi adagiare su una manciata di nomi vetrina collocati nelle
liste del Pd da lui definito "un partito del lavoro". Ma sulla strada
delle elezioni e di una possibile sconfitta elettorale, avanza a passo di
carica la resa dei conti con D'Alema e la prospettiva di dover lasciare la
segreteria del Pd. Come se non bastasse, una sberla, paternalistica ma sempre
sonora arriva a Veltroni da un altro esponente di spicco del Pd, Pierluigi
Bersani, che lo invita a "cambiare passo" nella campagna elettorale.
Eh sì, perché "la gente - continua il ministro- non ha ancora capito il
cuore di questa campagna". Anche Veltroni, insomma, deve individuare una
carta acchiappa voti da giocarsi in dirittura d'arrivo e battere su
quell"uno o due chiodi" su cui catalizzare l'attenzione dell'elettorato.
Quale potrebbe essere questa carta? Esclusa l'ipotesi di intervenire su una
questione già "occupata" da Berlusconi come quella dell'Alitalia attualmente al segretario del Pd non resta che
continuare a cavalcare l'onda delle personalità di spicco. Da inserire, in caso
di vittoria, nella squadra di governo. Un'altra manciata di nomi di richiamo
(il più gettonato sembra essere l'economista Mario Monti) per convincere gli
indecisi a votare in suo favore il 13 e 14 aprile. Ma la mossa, oltre ad essere
scontata, non appare nemmeno una grande trovata. Dato che alla vigilia di un
voto che tutti i sondaggi considerano a favore del Pdl non sarà molto facile
trovare personaggi disposti ad essere spesi per un governo che difficilmente
vedrà la luce. Oltretutto una buona parte di indecisi sembra aver già dissipato
le incertezze sul voto a favore dell'astensione. Che non premierà né Berlusconi
né Veltroni. La campagna elettorale prosegue stancamente all'insegna di un
curioso e paradossale scambio di ruoli tra i due principali contendenti.
Veltroni che imita Berlusconi promettendo una forte
"delegificazione"promettendo un taglio di 5000 leggi inutili e il
Cavaliere che annuncia il no del suo governo ai condoni e la lotta all'evasione
fiscale.
( da "Opinione, L'" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mar, 01 Apr
2008 Edizione 63 del 01-04-2008 ALITALIA ANCORA UNA FUMATA NERA
Trattativa in corso ma la Uilt si defila di Alessandra Mieli Prosegue l'agonia
di Alitalia che assomiglia
sempre di più a un caso di accanimento terapeutico visto che i sindacati si
sono ritrovati con l'onere, ma non l'onore, di dover decidere se prolungare il
negoziato con il patròn di Air France o assumersi la responsabilità di staccare
la spina, il tutto nel bel mezzo di una campagna elettorale. Qualcuno
tra i rappresentanti dei lavoratori ha in effetti già gettato la spugna: primi
i piloti e secondi, ieri, i componenti della delegazione della Uil trasporti
"Non c'è un contesto politico sereno che possa dare garanzie", ha
spiegato il segretario generale della Uilt, Giuseppe Caronia. Ma gli altri
hanno deciso di tenere duro. Sull'ipotesi della Uilt di attendere al nuovo
Governo per concludere la trattativa, l'ad di Alitalia
Maurizio Prato avrebbe espresso - proprio in sede di confronto - la propria
contrarietà a sospendere la trattativa per riprenderla dopo le elezioni
politiche del 13-14 aprile. Prato avrebbe detto di aver ricevuto un mandato dal
consiglio di amministrazione di proseguire il confronto con le organizzazioni
sindacali in tempi contenuti, che verrano stabiliti di volta in volta in
relazione all'avanzamento della trattativa. Prato avrebbe poi affermato che se
"ci saranno i punti di fondo per una scheda di accordo" questi
verranno "riferiti al Cda e poi si deciderà". I sindacati si dicono
agguerriti e pronti a far valere le proprie ragioni: "Sarà difficile ma
noi non molliamo su nessuno dei punti, a cominciare dalla flotta, il perimetro
aziendale e gli investimenti perché vogliamo ottenere le basi di un vero
rilancio dell'Alitalia" ha affermato il
segretario nazionale della Fit-Cisl, Claudio Genovesi. Così, nel tardo
pomeriggio è proseguito il confronto con una riunione ristretta fra Maurizio
Prato, Jean Cyril Spinetta, e uno dei rappresentanti per ciascuna delle otto
sigle sindacali rimaste a trattare. Peccato che i margini siano praticamente
inesistenti visto che come ha ricordato Jean Cyril Spinetta "Il dramma di Alitalia è che ha perso il mercato nazionale anche a
vantaggio di Air France". Tuttavia, magnanimamente, ha poi aggiunto che
"Ogni singolo euro di cash flow sarà reinvestito nello sviluppo di Alitalia". Il manager francese ha persino assicurato di
essere "disposto a metterlo nero su bianco". Bontà sua.
( da "Giornale.it, Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 78 del 2008-04-01
pagina 0 Fini: "Voto deciso. Ecco perché il Pdl vincerà" di Mario
Giordano "Batteremo il Pd grazie al voto del Sud. Lì il governo Prodi ha
fatto solo disastri". Poi detta le priorità di governo: "La sicurezza
dei cittadini e l'impoverimento delle famigle" "L'intervista comincia
dopo il caffè. Non abbiamo fretta, vero?". Tazzina, sigaretta. Gianfranco
Fini è rilassato e sorridente come raramente capita di vedere. Suona il
telefonino. è Tremonti. Commentano un'intervista a Maroni e le polemiche di
giornata sul voto agli immigrati. "Mi sembra bene", chiude. Per non
far capire che sto origliando mi alzo e osservo le foto dello studio. La bimba
di quattro mesi (come sta? "Benissimo", non una parola in più),
l'immersione con la tuta da sub ("La mia vera passione"), la visita
in Israele, quella a Nassirya e Giovanni Paolo II. "Lui è stato l'unico a
lasciarmi a bocca aperta, dopo mio padre", dice. E ricorda l'anno del
Giubileo. "C'erano state tre celebrazioni consecutive a Roma. Io ero
andato a tutte e tre. Alla fine dell'ultima mi avvicino al Papa, lui mi sorride
e mi dice: “Lei fa troppi giubilei”". Fini sorride e si lascia andare.
"Possiamo cominciare?", gli chiedo. Lui afferra un'altra sigaretta.
Per le due ore dell'intervista ne avrà sempre una in mano. Che clima ha trovato
in campagna elettorale? "Un clima favorevole, fotografato dai sondaggi. La
gente ha capito che bisogna rimuovere Prodi". Eppure a volte sembra già
rimosso... "Sì. Credo che Veltroni viva con l'incubo che il premier si
materializzi sul palco al suo comizio finale". Intanto il premier ha
annunciato che rinuncerà alla conferenza stampa di fine mandato. "Dice che
lo fa per non dare vantaggio al centrosinistra. è l'ultima barzelletta".
Che cosa deciderà le elezioni? "Le elezioni sono già decise".
Addirittura? "Sì. è come quelle partite di calcio in cui una squadra (la
nostra) sta chiaramente vincendo: bisogna solo aspettare il fischio finale,
cercando di non fare errori clamorosi...". E chi ha segnato il gol decisivo?
"Il Sud". Il Sud? "Ma sì: noi torneremo al governo soprattutto
per il voto al Sud. Il Nord era con Berlusconi anche nel 2006, ma allora
avevamo avuto un calo di consensi nelle regioni meridionali". Poi c'è
stato il disastro rifiuti... "Non solo quello. Il Sud è stato
completamente cancellato per 22 mesi dall'agenda di Prodi. E così le regioni
meridionali ora vogliono un cambiamento". Il cambiamento è il Ponte sullo
Stretto? "Nessuno dà valore salvifico a quell'opera. Ma il ponte
rappresenta l'idea di un Sud positivo, che si sviluppa, che cresce". Qual
è stata la novità più interessante di questa campagna elettorale? "Il
Pdl". Troppo facile. Eppure a dicembre fra lei e Berlusconi c'era stato
qualche screzio sull'argomento. "Qualche screzio? C'era stata una
durissima polemica. Non potevo accettare che si dicesse parlando da un
predellino: qui c'è un partito, chi vuole vi aderisca...". Cos'è cambiato?
"è cambiato che Berlusconi, che è persona intelligente, ci ha chiamato e
ci ha detto: c'è da costruire insieme un partito. Così è tutto diverso, non le
pare?". Ma è abbastanza diverso da superare anche gli scontri personali?
"Lo scontro politico porta anche gelo personale. Ma sono abituato a tenere
distinti i due piani". Com'è avvenuta la riappacificazione? "Ci siamo
sentiti al telefono. Era un giorno per me molto triste, quello in cui poi morì
mia madre...". Anche la mamma di Berlusconi era morta pochi giorni prima.
"Sì. In quel frangente ci trovammo a parlare anche di politica. Ci siamo
visti il giorno dopo. è stato molto più semplice di quello che si possa
immaginare. In fondo per la destra è sempre stato naturale anteporre
l'interesse generale a quello di parte". Questo significa che, secondo
lei, il progetto Pdl andrà avanti anche se doveste perdere le elezioni?
"Le elezioni non le perderemo, ma la risposta è sì. Un passo indietro
adesso sarebbe in ogni caso incomprensibile. Vede: in questi anni la politica
deve dare la risposta a inquietudini, malesseri, timori per il futuro. Ci
vogliono strumenti nuovi. Non a caso noi siamo il Popolo della libertà, non il
partito. Il partito è uno strumento del secolo scorso, inadeguato alle nuove
sfide". Ma la sua gente ha capito? "Sì. Bisogna spiegarlo, ma il
nostro è un progetto lineare, che stava già dentro ai lavori preparatori di
Fiuggi. Pensi: allora Forza Italia non era ancora nata". Ci saranno
resistenze... "Ma sì, le resistenze ci sono, spesso anche per legittime
posizioni di potere. Se a Vibo Valentia o ad Asti ci sono i rappresentanti di
due partiti diversi, bisogna sceglierne uno solo, e dunque qualcuno teme di
perdere l'incarico...". Perdere l'incarico, sì: ma qualcuno teme di
perdere anche l'identità. Lei non ha paura di passare per quello che ha spento
per sempre la fiamma? "No, perché l'identità non può stare nei musei.
Quell'idea lì di identità è romantica ma parziale, può evocare ma non guidare.
L'identità non si può imbalsamare. Vuole che le dica una cosa che non ho mai
detto?". Non sarebbe male. "Nel 2008 sono vent'anni dalla morte di
Almirante. Se io penso a che cos'era allora il mondo... C'era ancora il muro di
Berlino, l'Urss, il Pci, eravamo nel pieno dopoguerra... Da allora è cambiato
tutto. Si può pensare di concepire oggi la politica come la concepiva
Almirante? Io, che sono stato al suo fianco, so che oggi sarebbe proprio lui il
primo a dirci: ragazzi, siete fuori dal tempo...". La sento molto
accalorata sul progetto Pdl. Mi viene da chiederle: sarebbe disposto a
rinunciare a incarichi istituzionali per portare avanti la nuova formazione
politica? "Mettiamola così: quella è la missione più importante cui voglio
dare continuità nel prossimo futuro". Abbastanza chiaro. Ma se invece
entrasse nel governo quali sono i cinque provvedimenti che le piacerebbe
discutere alla prima riunione? "Non credo ai due, cinque o dieci progetti.
Credo che occorra dare subito risposte concrete ai due problemi principali
degli italiani: la sicurezza intesa come ordine pubblico e la sicurezza
sociale, intesa come problema economico delle famiglie". E i rifiuti?
"Credo che ne usciremo: grazie al lavoro del prefetto De Gennaro già
s'intravede la fine del tunnel. Inoltre daremo disposizione di lavorare 24h per
completare in tempi rapidissimi il termovalorizzatore di Acerra. Poi ho
un'altra idea, ma non ne ho ancora parlato con Berlusconi...". Di che si
tratta? "Penso che dovremmo avere nel governo una figura ad hoc che si
occupa dell'emergenza fino a quando non sarà risolta". Un viceministro
alla munnezza? "Una figura di governo. Temporanea". Ma ce la farete a
stare nei limiti previsti dalla legge: 12 ministri e 60 incarichi in tutto?
"Sarà dura, ma dobbiamo farcela, assolutamente". Lei ha in mente
qualche nome? "Sì, ma non glielo dico". Tecnici esterni? "Non
credo ce ne sia bisogno". Che altro fare per ridurre il sentimento crescente
di antipolitica? "Bisogna individuare alcuni luoghi simbolo e intervenire
duramente". Per esempio il numero dei parlamentari? "Fin troppo
facile: quello noi lo avevamo addirittura già fatto con la riforma della
Costituzione, poi la sinistra volle buttare il bambino con l'acqua
sporca". Abolire le province? "Tranne che nelle aree metropolitane,
sono d'accordo". E poi? "E poi tutto e subito non si può, tutto e
subito lo dice Grillo. Però si potrebbero cambiare alcune leggi che consentono
degenerazioni clientelari". Per esempio? "Per esempio la politica
deve discutere di come organizzare il Servizio sanitario nazionale, ma deve
restare fuori dalle nomine dei primari degli ospedali". Sembra facile.
"Basta volerlo". Lei prima, durante la pausa caffè, si definiva un
"politico di lungo corso"... "Sì, lo rivendico. E da politico di
lungo corso dico: è mai possibile che in Campania siano state create due
commissioni, una per studiare il mare e l'altra per studiare il Mediterraneo. E
che mare c'è a Napoli? Il Pacifico? E poi le pare possibile che in mezzo al
disastro dell'immondizia si spendano soldi per studiare come la gente
percepisce il problema dell'immondizia?". Siamo tornati ai rifiuti.
"Voglio dire un'altra cosa al riguardo. Di fronte a una situazione come quella,
gli amministratori dovrebbero sentire il bisogno di dimettersi. Ma se non si
dimettono, almeno, dovrebbero sentire l'obbligo morale di non far pagare la
tassa sui rifiuti. Non le pare? Far pagare le tasse sui rifiuti a Napoli è un
atteggiamento stupido e offensivo, che fa crescere il sentimento
dell'antipolitica". Se ci fosse stato il centrodestra... "Io li avrei
obbligati a sospendere il pagamento di quella tassa". Manca la
controprova. "Guardi: la controprova è l'atteggiamento della sinistra.
Loro sono presuntuosi, non ammettono mai di aver sbagliato. Lei l'ha mai
sentito uno di sinistra che dice di aver sbagliato?". Anche il
centrodestra, però, nel passato governo qualche errorino l'ha commesso.
"In effetti". Quale non ripeterebbe? "Il principale errore è
stato non dare seguito al Patto per l'Italia, che avevamo fatto sottoscrivere
alle parti sociali". E le dimissioni di Tremonti? "Ci furono
polemiche eccessive e mi prendo le mie parti di responsabilità, anche se non al
100 per cento". Ora però andate d'amore e d'accordo. "L'ha sentito,
no? Prima al telefono era lui. Ho grande stima nei suoi confronti anche se,
come me, ha un carattere difficile". Ha letto il suo ultimo libro?
"Sì. E sono stato contento di trovarci alcuni riferimenti culturali della mia
giovinezza". Ma se fosse ministro degli Esteri lei come si comporterebbe
con la Cina? "Sono contrario al boicottaggio delle Olimpiadi, ma
l'Occidente non può usare solo la carota. Anche un po' il bastone". E in
cosa consiste il bastone? "Subordinare i rapporti economici al rispetto
dei diritti umani". Come finirà la telenovela Alitalia? "Se il piano non cambia,
io ritengo che ci si debba opporre perché il piano garantisce poco o nulla di
quello che dovrebbe garantire". E la cordata italiana? "Non lo so. Ma
trovo sensato che di fronte a una svendita di questo genere ci si chieda: è
possibile che nessun altro intervenga? Possibile che Air France sia
l'unico interlocutore?". Perché nessuno si è fatto avanti finora?
"Perché Palazzo Chigi ha impostato fin dal primo momento la trattativa
scegliendo Air France come interlocutore privilegiato. E gli altri, compresi
altre compagnie aeree internazionali, si sono allontanate". E come mai
questa predilezione per i francesi? "Io non lo so. Prendo atto". La
polemica di giornata sugli immigrati. Siete di nuovo a litigare con la Lega?
"No, il problema non esiste. La Lega ha ragione a dire che il voto agli
immigrati per le amministrative non è nel programma. Ma gli amici leghisti
converranno con me che se ne può parlare. Chi è in regola, lavora, paga le
tasse perché non deve scegliere chi amministra la città in cui vive? I
cittadini romeni o lituani (cioè dell'Ue) lo fanno già. Io credo che questo
possa favorire un'integrazione più profonda e il pieno rispetto delle regole".
La sinistra attacca sulle divisioni. "Da che pulpito viene la predica. Fra
Di Pietro, radicali, cattolici, loro stanno litigando su tutto". Però
nelle ultime ore sono volate parole un po' pesanti dei lumbard nei suoi
confronti... "Appena usciti dalla campagna elettorale e deposta la
scimitarra ideologica della propaganda vedrete che ci troveremo
d'accordo". Come fa a dirlo? "Lo dicono i fatti. Nel 2001 Fini e
Bossi non fecero a cazzotti ma firmarono insieme una legge molto importante,
proprio contro l'immigrazione clandestina. E ci trovammo pure d'accordo su come
riscrivere la Costituzione". Con Casini invece l'accordo era proprio
impossibile? "Mi dispiace che Casini abbia fatto prevalere un pregiudizio
personale su un progetto politico". Pregiudizio personale? "Sì,
l'incompatibilità con Berlusconi gli ha impedito di seguirci proprio nel
momento in cui c'è la convergenza tra i valori del centrodestra italiano e
quelli del Ppe europeo". E dove va? "Lo vedremo quando si apriranno
le urne. Di sicuro, da quello che ho percepito, lui sta raccogliendo i voti dei
margheritini e degli ex Ppi che non vogliono votare Berlusconi, ma che sono
insoddisfatti del Pd, soprattutto dopo l'alleanza con i radicali. Epperò sta
perdendo una buona fetta di elettorato che resta fedele al centrodestra, con
interi gruppi di dirigenti locali che passano con noi". Quale sarà il
saldo? "Non lo so. Però so qual è il volto simbolo di questa
operazione". E cioè? "Ciriaco De Mita". Casini le rinfaccia la
sua famosa frase nei confronti di Berlusconi: "Siamo alle comiche
finali"... "Eravamo alle comiche finali perché ci chiedevano di
entrare in una formazione politica creata da altri. Ma Casini ha sicuramente
l'intelligenza e l'onesta intellettuale per ammettere che è ben diverso entrare
in una formazione politica creata da altri ed essere chiamati a costruirla
insieme, come è successo". Anche Casini fu chiamato? "Esatto. E
rispose di no. Per motivi personali. Che errore". Che cos'è il
Veltrusconi? "Un'invenzione giornalistica favorita dall'assonanza dei
cognomi". Niente di più? "No. Chi vince governa. Punto. Una cosa
diversa potrà succedere, però". Quale? "Dopo tutta una campagna
elettorale basata sul buonismo, rivendicando l'assenza di pregiudizi e la non
demonizzazione dell'avversario, voglio vedere come farà il centrosinistra, se
nel primo Consiglio dei ministri decideremo la riduzione delle aliquote Irap, a
non sostenere quel provvedimento". E perché? "Perché ce l'hanno
uguale nel loro programma". In effetti. Ma, a questo proposito, i due programmi
così simili non la imbarazzano un po'? "No, guardi. Potrei risponderle
facilmente dicendo che Veltroni copia, ma quella è la scoperta dell'acqua
calda. Secondo me il punto è un altro". E cioè? "Che la sinistra non
potrà mai realizzare quello che dice perché non ha la cultura per farlo.
Prendiamo per esempio la legalità: è inutile riempirsi la bocca di parole
d'ordine simili al centrodestra se alla base c'è la forma mentis
giustificazionista per cui la colpa, in fondo, è sempre della società". A
proposito di responsabilità individuali: perché non proviamo a dare una botta
di meritocrazia a questo Paese? "Ho letto le pagine del Giornale e me le
sono ritagliate. Sono perfettamente d'accordo. Basta col totem
dell'uguaglianza. L'uguaglianza dev'essere intesa, non come l'intende la
sinistra, cioè come uguaglianza dei punti d'arrivo, ma come uguaglianza dei
punti di partenza. Poi ognuno deve far valere i suoi meriti. Ci dev'essere una
gerarchia...". Gerarchia? Parola desueta... "Sì, ormai in Italia ci
sono solo caricature di gerarchia. Invece dobbiamo reintrodurre una gerarchia
vera per cui chi sta sopra è più bravo di chi sta sotto. Questo principio deve
valere anche nel campo dei salari". Vale a dire? "Perché due operai,
uno che lavora bene e l'altro che pensa solo a quando timbrare il cartellino,
devono guadagnare la stessa cifra a fine mese?". Proposta rivoluzionaria.
A proposito di rivoluzioni: abolirete la par condicio? "Quella è una legge
ottusa. L'altra sera mi sono trovato davanti alla Tv a scoprire che c'erano dei
candidati premier che manco sapevo esistessero, gente che si è candidata in
questa specie di Carnevale di Viareggio solo per vedere l'effetto che fa.
Eppure per la par condicio tutti hanno diritto allo stesso trattamento davanti
alle telecamere, quindi il faccia a faccia Berlusconi-Veltroni non si può fare,
salvo fare anche tutti i faccia a faccia con gli altri 15 candidati".
Qualcuno suggerisce il sorteggio. "Sì, e poi se viene fuori il confronto
fra Veltroni e il candidato del Movimento per la libera crescita dei pomodori
(ci sarà anche quello nel Carnevale), che facciamo? Dai, è una farsa". Lei
ha aperto l'intervista dicendo che è sicuro della vittoria. Ma non c'è il
rischio di un'instabilità al Senato, perdendo in alcune Regioni chiave?
"Sì, c'è. Ed è per questo che gli ultimi cinque giorni della campagna
elettorale, dal 6 all'11, li dedicherò tutti al Lazio. Ma prima vado a Genova,
poi in Friuli, in Abruzzo...". Ma lei non era un pigro? "So prendermi
i miei spazi, quando è necessario. Ma la campagna elettorale è una specie di
vitamina per i politici. Poi quest'anno la chiuderò con una novità".
Internet? "Esatto. Il 10 faremo il grande comizio conclusivo a Roma. L'11
farò una lunga chat, tre ore sul web. Io non sono molto pratico, ho imparato a
usare il computer giusto per guardare le agenzie. Ma ho una figlia di 22 anni e
vedo l'importanza che ha questo strumento per le giovani generazioni, che non
usano più enciclopedie...". ... non leggono i giornali...
"Esatto". Le sembra bello? "Bello o brutto non so. Ma è il mondo
che sta cambiando. Rapidamente. E per interpretarlo bisogna saper guardare
avanti". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Milano ce l'ha
fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata
dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni.
Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi
investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua
vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un
leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro
che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo
instancabilmente per la sua Milano (sempre uno staff ridottissimo, sempre con i
tempi contingentati. Ad esempio: volo per Pechino, arrivo al mattimo e via
dall'aeroporto alla sede del forum mondiale dell'economia dove doveva parlare,
poi un giorno a Tokio e da lì a Washington, poi a Milano: aeroporto e subito al
mattino in Consiglio comunale. ). Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in
quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso
in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le
"bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una
bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto:
"Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di
Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può
farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di
ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista.
Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il
difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici,
infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. Ma c'è anche un
altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per
garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e
dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene
per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai
milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è davvero sottotraccia ma che non
è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concretamente, con la
capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero
"fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è
sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno
e capacità. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no,
smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor
sindaco". Questo - l'orgoglio della milanesità - è sempre stato la forza
di Milano. E questa è l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne
pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa
chiedete dalla Milano dell'Expo? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come
sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 13 )
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26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro
adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello
sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i
pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro
e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo
un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura
finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a
eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva
già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al
governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche
l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una
specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento
degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e
certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno
scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale
generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne
pensate? Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (8 votes, average: 3 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10
anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del
giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in
Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro
tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono
ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti,
imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di
qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare
sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi
(leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana),
dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei
fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte
per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha
presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale
quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato
resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a
meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta
nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in
Varie Commenti ( 7 ) " (7 votes, average: 2.71 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è
lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di
alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho
fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di
come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il
centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi
deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici"
molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra
becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte.
Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi
definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo
Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto"
anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano
in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre",
arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di
riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia
diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e
anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta
e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si
trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico,
quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono
quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che
detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le
polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre
lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era
corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al
povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani
e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al
Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e
della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli
Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in
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post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla
sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli
strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra
non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama
soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni"
presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito
tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando
subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci
credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una
crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati
a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo.
per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A
seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia
altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il
programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non
sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i
sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno
fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile
governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di
281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci
(generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno
impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli
obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore)
forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni
Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla
fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare
lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento
operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui
grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui
non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica,
Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha
capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al
Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento
operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la
rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di
Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque.
L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il
centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia
campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico
produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si
doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e
la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds
del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta
sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti (
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04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò
che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste
elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino,
pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci
sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.".
Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento.
Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non
sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove
vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come
prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella
l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a
Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in
corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (14 votes, average: 1.57 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore
di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che
se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni
Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier
del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia.
"Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio
schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella
sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo
gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto
che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il
nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come
una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità
perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici"
anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni?
Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e
puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari,
degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare
al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma
anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 )
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29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola,
Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da
fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che
sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi,
insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E
aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima:
rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e
più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del
Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza
pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della
Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla
parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del
centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli
interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada,
tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello
sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra
volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre
priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare,
alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così
come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del
Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine
settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione
saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà
qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è
impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è
scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate
delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per
voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese?
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Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è
meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il
programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da
Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non
ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano
state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in
questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi
transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre
"clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di
sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle
unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La
tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando?
Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit
doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare"
per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti
sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie
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a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La
presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se
sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi
rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia
Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in
vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha
aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito
di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune
cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida
con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in
Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto
stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola
Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla
campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle
persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato
rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile,
inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a
Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di
Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti
stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando
chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche
monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una
suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa
ne pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti
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Libera TocqueVille April
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Il papà Il fondatore
di Fi nel '94 fece vincere il centrodestra Il leader Pdl si considera un buon
genitore adottivo: "Venne da me nel '93 e lo accolsi" MARIO AJELLO
Roma. Se prima erano Sofocle o Euripide a raccontare i parricidi, ora a
descriverli è di solito Paolo Crepet. Anzi, stavolta, sono Fedele Confalonieri
e addirittura Silvio Berlusconi. Chi? Anzi "de che", come si dice a
Roma? Papà Silvio, cioè il Cavaliere, ieri dialogando on-line con gli
internauti a un certo punto spiega: "Forse ha ragione Confalonieri che,
per spiegare i rapporti fra Casini e me, ha citato Freud. Pier, probabilmente,
ha bisogno di uccidere il padre...". Come Edipo. Così una campagna
elettorale finora giocata fra mozzarelle, rifiuti e Alitalia, s'arricchisce a sorpresa - e
grazie a Silvio nella parte di Laio, il papà che fu ucciso da Edipo - di un
tocco intellettuale: mitologia greca più grande psicologia della scuola di
Vienna. Che vogliamo di più? Il tono di papà Berlusconi, quando parla
dell'uddiccino Pier-Edipo (un nome composto che somiglia a Pier-Silvio)
è severo, ma mascherato di bonomia. Insomma, e giustamente, Berlusconi non
drammatizza troppo questo eventuale parricidio politico. Anche perchè insistere
troppo su se stesso come figura paterna significherebbe evocare la propria
anzianità, cioè lo spettro che più spaventa il leader del Pdl anche in questa
campagna elettorale. Dunque il Silvio on-line non sembra tanto parlare da
padre, perchè se si sentisse davvero genitore di Casini verrebbe meno la sua
immagine da eterno giovane, ma da fratello maggiore o forse minore.
"Biologicamente sono un trentacinquenne", ricorda infatto spesso il
Cavaliere. E anche ieri ha detto via web: "Io sono un giovane cui piace
conversare con i propri coetanei". E tuttavia, così come Laio fu re di
Tebe, Silvio è re di Arcore. Ma al contrario di Laio che concepì Edipo in preda
all'ebbrezza e non lo riconobbe e subito lo abbandonò, Silvio - che è molto più
buono di quel terribile monarca greco - con il "figlio" Pier è stato
un bravo papà adottivo. "Venne da me nel '93 e lo accolsi", così il
Cavaliere ha sempre raccontato l'inizio del loro sodalizio. Poi bruscamente
interrotto, al punto che il "voto utile" lanciato da Berlusconi può
anche essere soprannominato voto "anti-Edipo": che è il titolo, il
sottotitolo è "Capitalismo e schizofrenia", di un celebre saggio del
'72 del filosofo francese Gilles Deleuze e dello psicoanalista Felix Guattari.
Ma a questo punto, c'è da chiedersi: se Freud mettesse sul lettino Silvio e
Pier, che cosa direbbe? Che il primo è animato da un certo paternalismo non
coercitivo (infatti non obbliga i veri figli a entrare in Alitalia
e non costringe Pier Silvio a sposarsi una precaria). E che il secondo è
desideroso di andarsene di casa, e se n'è andato, dopo aver scoperto che la
liberalità del genitore era un modo affettuoso per paralizzarlo e tenerlo
fermamente fra le mura domestiche. Per il momento, Pier è fuori. E come
manifesto elettorale, potrebbe utilizzare il celebre saggio, di uno dei massimi
grecisti mondiali, Jean Pierre Vernant, intitolato "Edipo sans
complexe": nel quale viene smontata la teoria freudiana.
( da "Avanti!" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
NEL BELPAESE I
PROBLEMI VENGONO LASCIATI MARCIRE E POI? Emergenza continua 01/04/2008 Stando ai
dati di fatto, sembrerebbe che in Italia si abbia una concezione del tempo del
tutto particolare. Infatti, se in un qualunque altro Paese, per risolvere un
qualsiasi problema ci vuole, mettiamo, un mese di tempo, da noi, per affrontare
lo stesso problema ci vogliono, bene che da vada, dai due ai tre anni. Col
risultato che, mentre altrove si interviene in tempo, quando cioè le soluzioni
richieste sono ancora possibili, da noi il problema viene lasciato marcire,
così da rendere l'intervento tardivo del tutto inutile. E la cosa riguarda un
po' tutti: le forze politiche, i sindacati, le istituzioni. Insomma, è proprio
il caso di dire che si tratta di un vizio nazionale. Prendiamo per esempio la
questione dell'Alitalia. Si sapeva
da anni che la compagnia di bandiera andava male e accumulava debiti su debiti.
Anziché intervenire rapidamente e radicalmente, con un piano strategico
industriale in grado di rilanciare l'azienda, attraverso anche opportune
sinergie internazionali come hanno fatto un po' tutte le più importanti
compagnie aeree, si è preferito adottare la politica dei rattoppi e dei
rinvii, fino ad arrivare sull'orlo del fallimento. Soltanto adesso, con la
trattativa con Air France e con l'iniziativa della cordata italiana proposta da
Berlusconi, si cerca di salvare il salvabile, ma ancora una volta, quanto tempo
è stato perduto e, soprattutto, quanti miliardi sono stati gettati dalla
finestra! Analogo discorso potrebbe essere fatto per la politica energetica.
Dopo il referendum del 1987 che ha bocciato il nucleare, al termine di una
campagna di demonizzazione che definire demenziale è poco, non c'è stato
nessuno che si sia posto il problema: va bene, il nucleare; ma con che cosa
produciamo l'energia necessaria per mandare avanti il Paese? Niente. E mentre
in tutti gli altri Paesi si costruivano centrali nucleari, noi ci siamo ridotti
a dipendere dall'estero per l'85 per cento del nostro fabbisogno energetico.
Non solo: ma a partire da questo mese di aprile, a causa del continuo rialzo
del prezzo del petrolio, ogni famiglia italiana pagherà un aumento di 60 euro
sulla bolletta che certifica la fornitura di gas e di luce. Soltanto adesso,
assieme all'eolico e al solare, si torna a parlare di centrali nucleari anche
in Italia, ma siccome ci vogliono almeno dieci anni per costruirne una, ciò
vuol dire che la presente situazione ce la tireremo dietro per un bel pezzo
ancora. E continuiamo pure il discorso, parlando di ciò che sta succedendo a
Napoli e in Campania, con lo scandalo dei rifiuti, che ormai ha fatto il giro
del mondo con danni incalcolabili per l'immagine dell'Italia, e con le ricadute
che un tal stato di cose ha avuto, per esempio, nella crisi della più
tradizionale industria campana, quella delle mozzarelle, anche in questo caso
con perdite miliardarie. Che dire? Sono almeno quindici anni che i rifiuti si
accumulavano nelle strade di Napoli e di altri centri campani, senza che
nessuno abbia provveduto a mettere in pratica una adeguata operazione di
smaltimento. Quindici anni non sono una bazzecola. Eppure sono passati
nell'indifferenza generale, finché la situazione è diventata esplosiva e
allora, nella migliore tradizione nostrana, si è stati costretti a far ricorso
all'emergenza. Che è un po' chiudere la stalla, quando i buoi sono scappati. E
come succede per le centrali nucleari per quanto riguarda la politica
energetica, anche nel caso dello smaltimento dei rifiuti campani si torna a
parlare di termovalorizzatori, come esistono in tutte le più progredite nazioni
di questo mondo, soltanto che, anche in questo caso, la loro costruzione e la
loro entrata in funzione richiedono anni e, quindi, nel frattempo, si dovrà per
forza continuare a far ricorso all'emergenza. In questa campagna elettorale, da
una parte e dall'altra, si sono sentiti impegni nuovi in tutte queste
direzioni, almeno sul piano delle intenzioni. Speriamo. Perché sarebbe proprio
venuto il momento che anche in Italia il tempo tornasse ad avere il valore che
merita. E, soprattutto, a partire dalle istituzioni, si imparasse a rispettarlo.
( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
BOSSI in Ticino:
"Le Leghe più forti ovunque. Basta delocalizzare, difendiamo i valori del
territorio" MAURO: "Non si possono smantellare i popoli. Con noi al
Governo sta per arrivare il Federalismo" DAZI PER SALVARE IL NOSTRO LAVORO
Paolo Bassi "Veltroni la settimana scorsa, quando è passato da queste parti
per la sua campagna elettorale, di fronte alle proteste che si sono levate per
la sua visita sembra abbia detto: Ma perché Bossi può venire in Svizzera e io
no? . Semplice, perché i ticinesi vogliono bene a Bossi". Il Segretario
Federale, appena sceso dalla macchina che lo ha portato alla festa della Lega
dei Ticinesi di Locarno, ha subito voglia di scherzare e non manca di riservare
una battuta sull accoglienza freddina riservata dai cittadini elvetici al
leader del Pd. Per il numero uno del Carroccio invece, in piazza Grande, è una
vera e propria ovazione. Accolto calorosamente da militanti e dirigenti, Bossi
intervenendo dal palco scalda subito i cuori di tutti i presenti, affrontando
un tema molto sentito in... ...questo momento in Canton Ticino: la chiusura
delle officine delle ferrovie svizzere di Bellinzona, che, se verrà attuata,
causerà diverse centinaia di licenziamenti fra gli operai del settore. "È
un problema che sto seguendo con molta attenzione - fa sapere il Senatur - .
Noi siamo sempre stati contrari alla delocalizzazione, che è uno degli effetti
più deteriori della globalizzazione. Un fenomeno che noi abbiamo sempre
contrastato, perché è un progetto teso a scardinare l identità dei popoli. È il
disegno massonico che prometteva di farci tutti ricchi e tutti uguali, e che
invece ha portato solo povertà e disoccupazione". Per Bossi, la nuova età
dell oro vagheggiata dai poteri forti e dalla sinistra, che voleva sostituire
il "proletariato interno con quello d importazione, a cui dare la casa, il
lavoro e magari anche il voto" sta però compiendo la sua parabola
discendente. "Hanno fallito -sostiene - perché non si può andare contro i
popoli. Il momento che abbiamo di fronte, vede il ritorno dei valori, delle
radici, dell amore per il territorio. La nostra gente vuole vivere in questo
modo, vuole poter lavorare, perché sa che solo in questo modo potrà esistere e
proiettarsi nel futuro. È il momento delle Leghe - afferma il leader del
Carroccio fra gli applausi che si fanno sempre più caldi -. È il momento di
forze come le nostre, come la Lega Nord, come la Lega dei Ticinesi, che sono
sempre state in prima linea per difendere certi principi. Noi - assicura -
appena torneremo al Governo, faremo il possibile per impedire la
delocalizzazione delle imprese padane. Quando per primo iniziai a chiedere l
istituzione di dazi europei nei confronti dei Paesi che praticano concorrenza
sleale, venni tacciato di dire un eresia. Oggi tutti sostengono questa ricetta,
persino uno come Pannella, che di queste cose sa poco o nulla, ha chiesto
provvedimenti per tutelare la produzione dei compressori fabbricati dalle
aziende comasche, che sono le migliori in questo settore. Si può dialogare con
tutti, anche con la Cina, ma servono patti chiari: se noi importiamo dieci,
loro devono poterci far esportare dieci nei loro mercati". Secondo Bossi,
stiamo dunque attraversando un momento molto favorevole. "Sto girando il
territorio palmo a palmo, dal Piemonte al Veneto e ovunque - conferma - vedo
piazze e teatri pieni. C è molto entusiasmo. I cittadini sentono di potersi
fidare di movimenti come i nostri, perché - conclude siamo gli unici che fanno
davvero gli interessi della gente". Un concetto ripreso anche da Rosi
Mauro, sul palco insieme a Bossi, al segretario nazionale della Lega Lombarda Giancarlo
Giorgetti, al presidente della Provincia di Como, Leonardo Carioni e all ex
numero uno di Villa Recalcati, Marco Reguzzoni. Per il segretario generale del
Sin.Pa., presentata da Bossi come "l unica donna che è stata capace di
fondare un sindacato in Lombardia", "ovunque si voti bisogna dare
forza alle Leghe, ovunque la gente sarà chiamata ad esprimersi
democraticamente, deve lanciare un segnale che dica: no allo smantellamento dei
popoli". Questa, secondo Mauro è la vera libertà. Non certo quella
"di chi va cianciando di diritti, ma poi vuole negare la libertà di parola
a chiunque non la pensi allo stesso modo". Il riferimento è a uno sparuto
gruppo di autonomi del centro sociale Molinari che da un angolino della piazza
ha cercato di disturbare la manifestazione con urla, petardi e lancio di uova.
"I popoli - ribadisce, rispondendo alle accuse di razzismo lanciate dai
contestatori - devono essere aiutati a casa loro, non aprendo le frontiere e
creando nuova povertà. Non saranno due uova marce - afferma la battagliera
segretaria del Sindacato Padano - a fermare le matite in cabina
elettorale". Anche per la consigliera regionale lombarda del Carroccio,
questa sarà dunque una nuova primavera dei popoli , che aprirà la strada ad una
concreta speranza di riforme: "Per noi sostiene - la garanzia di ciò, è
rappresentata dalla vittoria alle elezioni, che riporterà Umberto Bossi al
ministero delle Riforme. Con lui saremo sicuri che il federalismo diventerà una
realtà e finalmente i nostri soldi, le nostre risorse, il frutto del nostro
lavoro potrà rimanere sul territorio a disposizione della nostra gente".
Finiti gli interventi, fra foto, autografi e strette di mano e mentre la Banda
Betonica intona a più riprese O mia bela Madunina e il Va pensiero , c è ancora
il tempo di qualche battuta con il Senatur, che sorridente e motivatissimo,
ribadisce il suo massimo impegno per il rush finale in vista del voto:
"Andrò anche in tv - assicura -. I voti si conquistano sul territorio, ma
ci sono ancora molti indecisi, e quindi è importante parlare anche alla
televisione. Io ci sarò, magari dal buon vespone , per convincere anche gli
ultimi indecisi". Infine, un commento sull annosa vicenda di Alitalia: "Non penso che il
Cavaliere entrerà direttamente in una eventuale cordata, perché la sinistra lo
accuserebbe subito di voler mettere le mani sull azienda - sostiene Bos- si
-". Però, aggiunge, "il suo ruolo può essere importante perché, solo
come uno come lui può riuscire nel miracolo di convincere gli certi imprenditori
che hanno la caratteristica di mettersi in prima fila quando c è da
guadagnare, ma di tagliare la corda se ci sono troppi rischi all
orizzonte". [Data pubblicazione: 30/03/2008].
( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
La Lega Nord ha
commissionato un indagine alla Swg di Trieste: i dati confermano che l unico partito
che rappresenta il Veneto è il Carroccio. Il 60% dei Veneti dichiara di
sentirsi tutelato nei propri interessi solo dalla Lega, spiega Franco Manzato.
SIMONE GIRARDIN Malpensa fa gola. E non certo a pochi. Lo sa bene Air One, da
sempre diffidente verso l hub, che dal prossimo 3 marzo, giorno
del sostanziale abbandono di Alitalia dallo scalo lombardo, potenzierà le rotte esistenti e ne creerà
di nuove. Si parte a fine mese con Roma-Fiumicino. Dal primo aprile il volo per
Palermo. Dal 2 maggio il collegamento con Berlino e Bruxelles. Dal 7 giugno
Atene. Dal giorno seguente Salonnico. A luglio tocca a Bari e Lamezia
Terme. Ma non è tutto. Perché da metà giugno saranno avviati anche i primi
collegamenti intercontinentali della compagnia: destinazione Boston e Chicago.
Il piano è stato presentato ieri nella sala Turati della Camera di Commercio
milanese alla presenza del direttore generale di Air One Lino Bergonzi e dal
direttore network e marketing della compagnia Giorgio de Roni. Presenti anche
il numero uno di Sea, Giuseppe Bonomi, il presidente della Camera di Commercio
di Milano, Carlo Sangalli, dall assessore regionale alle Infrastrutture
Raffaele Cattaneo e da Marcel Fuchs, direttore commerciale di United Airlines
per l Europa e l Oriente, partner di Air One per i voli interni negli Usa. Un
impegno "forte" che dimostra "l interesse delle compagnie aeree
per l aeroporto del Varesotto". Lo pensa e lo dice apertamente Bonomi che
rilancia l importanza strategica per il Nord di avere un hub di riferimento, ma
soprattutto invita il prossimo Governo a liberalizzare il mercato perché
"oggi non c è più una compagnia di bandiera da difendere". L
investimento di Air One su Malpensa sarà soprattutto in termini di aeromobili,
come fa capire il dg Bergonzi. "Attiviamo nuove rotte perché su Malpensa c
è uno dei bacini di passeggeri tra i più significativi d Europa". Nel 2007
- ricorda Sea per bocca di Bonomi - sono passati oltre 34 milioni di clienti
che fanno dell hub lombardo uno dei primi quattro in Europa per flusso di
passeggeri. Per questo - aggiunge Bonomi - Sea "ha deciso di investire
ancora maggiori risorse nel 2008 nonostante l abbandono di Alitalia
ci penalizzi in termini economico-finanziari". Una strategia che evidenzia
come su Malpensa siano in molti a credere. Sarebbero di fatto una settantina le
linee aeree con cui Sea sta trattando per l aeroporto di Malpensa. "Siamo
impegnati - ricorda il numero uno della società milanese che gestisce gli scali
di Linate e Malpensa - in un piano di rilancio dell hub varesino - perché le
sorti del futuro di Alitalia non sono una variabile
trascurabile". Quanto alla causa in corso proprio con la compagnia di
bandiera per 1,25 mld di euro, Bonomi conferma come non vi sia alcuna novità in
merito e quindi, dice, la causa "non sarà ritirata". Problemi che non
sembrano interessare più di tanto Air One ora impegnata a investire su Malpensa
più che a rincorrere Alitalia. Di fatto le nuove
undici tratte in partenza da Malpensa saranno un primo assaggio della volontà
di investire sullo scalo lombardo da parte dei vertici di Air One che nel 2007
- ricordano - ha vinto il premio di compagnia più rispettosa dell ambiente
grazie ad una riduzione del 40% delle emissioni nocive. Che sia Air One il
nuovo vettore di riferimento di Malpensa? Presto per dirlo. Di sicuro dal 30
agosto 2007 - annota Bonomi - lo scalo del Varesotto non ne ha più uno. Colpa
del drastico ridimensionamento delle rotte da parte di Alitalia
che di fatto toglie il ruolo di hub a Malpensa per spostarlo verso Fiumicino. Con
danni pesantissimi. Sangalli è fin troppo chiaro: "Il Paese perderà 10
miliardi di euro e 15mila posti di lavoro da qui al 2015. Milano rischia l Expo
e soprattutto non si capisce perché si debba penalizzare un territorio che può
vantare il 42% delle imprese straniere a livello nazionale". Una scelta,
come l ha definita Lufthansa, "sorprendente" quella di Alitalia di ridimensionare la propria presenza su Malpensa.
Non per Air One che ha colto la palla al balzo presentando a Sea un piano di
investimenti sull aeroporto lombardo. Uno scalo che oggi ha anche le sue
esigenze. In particolare i collegamenti infrastrutturali. Sbagliato però
parlare di carenza. Lo sottolinea Cattaneo nel suo intervento: "Nel giorno
in cui Alitalia lascia l hub noi inaugureremo i
( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Almeno abbiano il
buon gusto di toglierceli dalla vista. E di liberare la pista. Alitalia ha sabotato l economia del
Nord, ha rovinato la serenità di migliaia di famiglie, ma la sua
disorganizzazione aggiunge sfregio allo sfregio. Fiumicino caput mundi secondo
la compagnia di bandiera. Bene, e allora ci chiediamo che cosa ci fanno quei 5
Md-80 Alitalia neppure
troppo nascosti sulla pista tradita. [Data pubblicazione: 01/04/2008].
( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Affollato comizio ad
Alessandria: "La prima legge sarà il Federalismo e la firmerò da
ministro" BOSSI: HO UN SOGNO NEL CUORE RESTITUIRE IL TFR AI LAVORATORI
ALESSANDRO MONTANARI "Ho un sogno nel cuore: restituire il Tfr ai
lavoratori". Da Alessandria, in una piazza gremita che se non fosse già
dedicata alla Lega Lombarda sarebbe da rinominare, Umberto Bossi parte proprio
dalle pensioni, tema che lo stesso centrosinistra che ha perpetrato lo scippo
delle liquidazioni sta agitando in caccia di consensi. "Fratelli padani -
dice il Segretario - non vi fiderete mica di Walter Veltroni. Quello è andato
in Veneto, è entrato in un bar e ha detto: "Da bere per tutti, ...però
pagate voi! ". Ma il Nord non ha più voglia di pagare da bere a nessuno,
tantomeno al sindaco di Roma Ladrona. "La prima legge che dobbiamo fare -
spiega il Segretario - è il Federalismo. Non è ammissibile che per fare una
strada in Piemonte, in Lombardia o in Veneto dobbiamo andare a chiedere i soldi
a Roma. Se si va avanti con il centralismo salta per aria il Paese. L'unica soluzione
quindi è il Federalismo, ma non quello di cui parla la sinistra, che - ricorda
Bossi - andò in meridione a spiegare che la nostra devolution era una
secessione". E quella riforma, se il centrodestra vincerà le elezioni,
porterà la firma del Senatur. "Ce l'ho già tutta in mente", ammette
quando gli si chiede se farà il ministro. "Silvio Berlusconi e Giulio
Tremonti insistono e io non mi tirerò indietro". Per forza. C'è da
spazzare via le macerie prodotte da Prodi e rimettere in sesto e in ordine il
Paese. Tra le priorità in agenda, ovviamente, ci sarà il ripristino della
Bossi-Fini, resa di fatto inoperativa dall'atteggiamento buonista-solidarista
del Governo uscente. "La sinistra - argomenta Bossi - si era resa conto
che stava perdendo il proletariato interno e così ha pensato di costruirsi un
proletariato esterno, con gli immigrati. Ma questo non è più possibile. Non c'è
lavoro per tutti, il potere d'acquisto degli stipendi è mangiato dal caro-vita
e siamo arrivati al punto che i nostri vecchi, dopo avere lavorato per una vita
intera, sono costretti a rubare il pane nei supermercati. Vergognati,
Prodi!". Chi parla di egoismo e di razzismo non ha capito il messaggio di
Bossi e non ha capito l'anima del Nord. "Noi - spiega il Segretario -
vogliamo che ogni popolo, non solo il popolo padano, sia libero di vivere a
casa propria e con i propri diritti. Ma state tranquilli, sono sicuro che
vinceremo. Ce la faremo, vedo che la gente non ha più voglia di farsi
ingannare". Queste elezioni, aggiunge poi rivolgendosi a una folla che
espone cartelli con la scritta "Santo subito" e "Padania is not
Italy", sono di enorme importanza perché cadono in un momento storico
epocale: il crollo della globalizzazione economica. La globalizzazione che ha
distrutto tante piccole industrie del Nord e contro cui, già anni fa, Bossi
invocava i dazi. Proposta che il Segretario ha in animo di rilanciare,
quantomeno se le imprese padane continueranno a essere strangolate dai giganti
asiatici che fanno lavorare persino i bambini. "La Lega - promette -
raccoglie le sofferenze delle vostre industrie e le porterà in Europa sbattendo
i pugni sul tavolo. Per questo, però, ci vuole una Lega forte, con tanti voti,
perché Berlusconi, a volte, è troppo attento alla forma...". Attento alla
forma, ma anche coraggioso il Cavaliere. Bossi lo
sottolinea quando affronta il tema Alitalia-Malpensa. "Se riesce davvero a fare la cordata italiana -
dice il Segretario con un ghigno che fa capire che la cosa è possibile - fa un
vero miracolo perché gli imprenditori in genere investono solo dove c'è
guadagno sicuro, altrimenti tagliano la corda...". [Data
pubblicazione: 28/03/2008].
( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Jean-Cyril Spinetta
conferma il piano di Air France-Klm per Alitalia e la Uil Trasporti sbatte la porta. Nel motivare la decisione il
segretario generale del sindacato, Giuseppe Caronia, premette che "il
clima pre-elettorale che ha trasformato la vicenda Alitalia in terreno di scontro politico tra i diversi schieramenti nega
di fatto le indispensabili condizioni di serenità che possano permettere di
continuare il confronto con Air France-Klm". [Data pubblicazione:
01/04/2008].
( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
"Non fa parte
del programma, però, il Parlamento è sovrano e ognuno è libero di presentare le
proposte che ritiene opportune". Taglia conrto Roberto Maroni a Porta a
porta ieri in un confronto con Pier Ferdinando Casini, sulla proposta di permettere
agli immigrati di votare alle elezioni amministrative, avanzata da Silvio
Berlusconi e rilanciata da Gianfranco Fini. L esponente del Carroccio ribadisce
il netto rifiuto del suo movimento ("non se ne parla nemmeno, il nostro
programma parla semmai di piena attuazione della Bossi-Fini") e bacchetta
il leader dell Udc: "É bene che siate fuori dalla coalizione, visto che
siete per il voto agli immigrati". Su altri temi, come le riforme, invece,
il dialogo è aperto, tanto con i centristi, quanto con il Partito democratico.
Porte chiuse invece, a qualsiasi ipotesi di inciucio o governo di larghe
intese. "Non vi è nessun rischio di Veltrusconi - sostiene Maroni,
riferendosi alla copertina di Newsweek che fonde le facce dei due leader
prefigurando un accordo di governo fra i partiti maggiori in caso nessuno dei
due riuscisse a vincere con largo margine - perché chi ottiene la maggioranza
deve poter governare. Ma dalla Lega non vi sarà nessun veto per un dialogo con
tutte le forze politiche, in Parlamento, in materia di riforme costituzionali,
e nella fattispecie anche per legge elettorale e federalismo fiscale". All
accusa dell ex presidente della Camera, secondo il quale il centrodestra
sarebbe condizionato dalla Lega che sarà la spina nel fianco del prossimo Esecutivo,
il presidente dei deputati leghisti ha risposto in maniera secca: "Silvio
Berlusconi non è mai stato prigioniero della Lega. Anzi, noi siamo stati la
forza politica più fedele negli anni di governo passati insieme dentro la Cdl,
e saremo i più leali anche nella prossima legislatura". Poi, scherzando
(ma non troppo), rivolgendosi direttamente a Casini ha aggiunto: "Se noi
siamo la spina nel fianco, voi siete stati una corona di spine per cinque
anni". Infine il capitolo Alitalia. Per Maroni "Prodi è' abituato a regalare le aziende, ma mi
sembra un fatto scandaloso quello di tenere ancora aperta la porta ad Air
France. Lui e Padoa Schioppa - ribadisce - sono gli unici in italia a volere
questa trattativa, mi chiedo cosa ci sia dietro. Voglio inoltre una
inchiesta su chi ha speculato in Borsa. L esponente del Carroggio anticipa poi
che "se il Pdl andrà al Governo "si troverà un compratore che compra
in Italia non a condizioni così umilianti. Mi rifiuto - dice - di pensare che
non ci sia qualcuno disposto a rilanciarla e non a chiudere Malpensa che è una
straordinaria risorsa per il Paese". [Data pubblicazione: 01/04/2008].
( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
NOSTRO INVIATO
SIMONE GIRARDIN C è anche Seveso nel tour de force elettorale di Bossi. Il
Senatur arriva alle
( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Il presidente Sea:
"Occorre una rapida liberalizzazione del trasporto aereo" Bonomi:
"Tante compagnie interessate" "Il taglio del
72% dei voli Alitalia su
Malpensa e la crisi occupazionale dell aeroporto sono solo l'atto conclusivo di
un processo che è iniziato il 30 agosto 2007, quando la compagnia ha approvato
il suo nuovo piano industriale. Noi stiamo lavorando per porre dei rimedi a
questa situazione". Giuseppe Bonomi, presidente della SEA ha fatto
un punto sulla situazione dell aeroporto milanese di Malpensa. "Ci sono
molte compagnie - ha continuato Bonomi - che sono interessate a operare su
Milano, da Milano e per Milano. Occorre però che si proceda a una rapida e
progressiva liberalizzazione del trasporto aereo. E certamente un impegno del
governo, qualunque governo sia". Quanto alla causa da 1,25 miliardi di
euro intentata ad Alitalia per il taglio dei voli,
Bonomi ha confermato che "è una causa che abbiamo meditato a lungo, da
parte del governo un proposta chiamiamola transattiva non ci è ancora stata
formulata. Se ci fosse formulata, noi la valuteremmo con grande attenzione".
"Il taglio del 72% dei voli Alitalia su Malpensa
e la crisi occupazionale dell aeroporto sono solo l'atto conclusivo di un
processo che è iniziato il 30 agosto 2007, quando la compagnia ha approvato il
suo nuovo piano industriale. Noi stiamo lavorando per porre dei rimedi a questa
situazione". Giuseppe Bonomi, presidente della SEA ha fatto un punto sulla
situazione dell aeroporto milanese di Malpensa. "Ci sono molte compagnie -
ha continuato Bonomi - che sono interessate a operare su Milano, da Milano e
per Milano. Occorre però che si proceda a una rapida e progressiva
liberalizzazione del trasporto aereo. E certamente un impegno del governo,
qualunque governo sia". Quanto alla causa da 1,25 miliardi di euro
intentata ad Alitalia per il taglio dei voli, Bonomi
ha confermato che "è una causa che abbiamo meditato a lungo, da parte del
governo un proposta chiamiamola transattiva non ci è ancora stata formulata. Se
ci fosse formulata, noi la valuteremmo con grande attenzione". [Data
pubblicazione: 27/03/2008].
( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Umberto Bossi:
"Intere province rischiano di finire sul lastrico" "Il Nord non
deve pagare l erroraccio di Prodi" "Non so bene qual è il vero
progetto di Berlusconi, se lui ha degli imprenditori o lui stesso dando
l'esempio potrebbe attirare altri imprenditori, però non è così semplice,
perchè quando c'è da guadagnare gli imprenditori vengono, altrimenti è molto
più difficile" spiega Umberto Bossi che, anche al comizio di Genova, non
perde l occasione per mostrare la sua vicinanza al problema dell hub lombardo.
"Un conto è Malpensa, un conto è l'Alitalia - sottolinea il segretario
della Lega Nord -. La prima e' più facile da salvare perchè si trova in un'area
dove la gente usa molto il mezzo aereo e ci potrebbe essere qualche compagnia
europea interessata, mentre l'Alitalia è un problema molto più difficile e se non trova un compratore
fallisce, questo è sicuro, oppure viene un Governo che la sostiene come
in passato". "Prodi ha fatto un erroraccio, bisognerebbe che l'Air
France desse un po più di tempo, come ha fatto in Olanda, altrimenti la
Malpensa sarà costretta a chiudere e questo non verrà accettato dal Nord, con
intere province sul lastrico - ha concluso Bossi -. Io mi auguro che Berlusconi
riesca a mobilitare comunque gli imprenditori e che una volta al Governo faccia
nuovi patti con la compagnia francese". "Non so bene qual è il vero
progetto di Berlusconi, se lui ha degli imprenditori o lui stesso dando
l'esempio potrebbe attirare altri imprenditori, però non è così semplice,
perchè quando c'è da guadagnare gli imprenditori vengono, altrimenti è molto
più difficile" spiega Umberto Bossi che, anche al comizio di Genova, non
perde l occasione per mostrare la sua vicinanza al problema dell hub lombardo.
"Un conto è Malpensa, un conto è l'Alitalia - sottolinea il segretario
della Lega Nord -. La prima e' più facile da salvare perchè si trova in un'area
dove la gente usa molto il mezzo aereo e ci potrebbe essere qualche compagnia
europea interessata, mentre l'Alitalia è un problema molto più difficile e se non trova un compratore
fallisce, questo è sicuro, oppure viene un Governo che la sostiene come
in passato". "Prodi ha fatto un erroraccio, bisognerebbe che l'Air
France desse un po più di tempo, come ha fatto in Olanda, altrimenti la
Malpensa sarà costretta a chiudere e questo non verrà accettato dal Nord, con
intere province sul lastrico - ha concluso Bossi -. Io mi auguro che Berlusconi
riesca a mobilitare comunque gli imprenditori e che una volta al Governo faccia
nuovi patti con la compagnia francese". [Data pubblicazione: 27/03/2008].
( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
A parigi l ultima
sfida al cardiopalma, poi i brindisi BATTUTI I TURCHI, EXPO A MILANO Il
Carroccio: una vittoria per il Nord. Ora rivedere le decisioni su Malpensa
Fabrizio Carcano Vittoria! L Expo 2015, il grande evento espositivo che
attirerà circa 30 milioni di visitatori, e una valanga di investimenti e
relativi finanziamenti, si terrà a Milano. Una grande vittoria per Milano e per
il Nord, una vittoria per la Lega Nord, che ha sempre creduto fin dall inizio
in questa candidatura, e per il sindaco meneghino, Letizia Moratti, che si è
spesa in prima persona, rischiando di suo, e ha sempre difeso e portato avanti
questa candidatura insieme al Carroccio e ai suoi uomini. E infatti una delle
prime telefonate ricevute a Parigi dal primo cittadino milanese è stata proprio
quella di Umberto Bossi, per scambiarsi complimenti e ringraziamenti reciproci
per questa vittoria fondamentale per l economia e lo sviluppo di Milano e della
Padania. A scegliere Milano come sede per l Expo 2015 è stato il Bureau des
Expositions, riunitosi ieri al Palais de Congrès di Parigi, i cui membri hanno
avuto poche incertezze: 86 voti a favore di Milano, contro 65 per la rivale
turca, Smirne. In realtà qualche brivido la delegazione milanese lo ha corso
pochi minuti prima della grande gioia, quando la prima votazione, per una serie
di disguidi tecnici, è stata annullata per mancanza di una maggioranza: un
errore che ha indotto, in qualche modo, la delegazione turca a credere di aver
vinto il testa a testa, tanto che le agenzie di stampa turche hanno battuto
immediatamente la notizia portando i cittadini di Smirne a scendere in strada
per i festeggiamenti, senza alcuna ragione. Nel giro di pochi minuti il caso è
rientrato e la votazione si è conclusa con uno scarto netto in favore di
Milano, scatenando la festa dei milanesi, riversatisi in piazza del Duomo per
fare festa come accade solitamente per i trionfi calcistici. Ed in effetto l
assegnazione dell Expo rappresenta un vero e proprio colpaccio che, a questo
punto, obbliga di fatto il Governo Prodi a rivedere la
trattativa con Air France per Alitalia, quanto meno nella parte relativa a Malpensa: sarebbe davvero
incredibile, infatti, che la città a cui viene assegnato un evento mondiale
dell importanza dell Expo venga privata del suo hub internazionale. E infatti
subito dopo la decisione parigina dalla Lega Nord è partita subito la
richiesta, indirizzata a Palazzo Chigi, di stoppare la trattativa con
Air France e rivedere i piani di ridimensionamento di Malpensa. "A questo
punto o fanno retro marcia su Air France oppure mi chiedo: pensano di far
arrivare i circa 29 milioni di visitatori attesi a Milano a piedi? Oppure con
il pullman di Veltroni?", è la domanda sarcastica che si pone Roberto
Calderoli che fa notare: "Nonostante le trionfalistiche dichiarazioni sull
assegnazione dell Expo
( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Incredibile episodio
in provincia di Udine Transita Napolitano, vietate le bandiere leghiste PAOLA
PELLAI Fino a pochi giorni fa pareva già tutto imbustato e sigillato. Mancava
il timbro con la ceralacca ma la vergognosa svendita di Alitalia ad Air France con incluso l
assassinio di Malpensa, era cosa fatta. Il governo aveva dato il neppure tacito
consenso e il Romano era volato sugli allori. Ma il pressing asfissiante e la
marcatura a uomo della Lega Nord hanno fatto in modo che la partita
ricominciasse proprio nel momento in cui gli strozzini avevano decretato il
fischio finale. Jean-Cyril Spinetta, il presidente di Air France, oggi
presenterà al suo cda una nuovo proposta che, il giorno dopo, sarà sottoposta
alle nove sigle sindacali. E ieri c è stato l affondo deciso di Silvio
Berlusconi: "Non vogliamo farci colonizzare dai francesi. La cordata
italiana non è qualcosa di campato in aria, ci sono alcuni nomi di imprenditori
importanti che tra qualche giorno verranno conosciuti da tutti. Chiederanno di
avere 3-4 settimane (Air France ha avuto 6 mesi, ndr) per poter valutare la
situazione e presentare una nuova offerta impegnativa. In quella cordata non ci
saranno i miei figli viste le strumentalizzazioni che la sinistra ha fatto.
Questo governo non puo mettere il prossimo di fronte al fatto compiuto: quando
andremo al governo noi, Alitalia avrà tutto ciò che
serve per normalizzare la situazione". Roberto Calderoli rilancia:
"Dopo i litigi dei ministri del centrosinistra, dopo gli sproloqui degli
aspiranti leader che più che Casini non fanno, finalmente qualcuno che fa
qualcosa di concreto per il Paese e per il Nord. Se Berlusconi dice che c'è la
cordata io credo più a lui che come imprenditore ha creato un azienda che fa
miliardi di ricavi netti e dà lavoro a 55mila persone, piuttosto che ad un
perito cinematografico baby pensionato". I sindacati aspettano cosa uscirà
dal cilindro francese ma il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, anticipa che
"se ci saranno altre cordate che offriranno di meglio, saranno le
benvenute", specificando: "Noi siamo favorevoli a tutte le soluzioni
che salvano anche Malpensa. Chiunque salvi Malpensa per noi va bene".
Bonanni, inoltre, ammette: "Il governo ci ha lasciato soli e in più non ci
ha detto a che condizione ha venduto. Stiamo trattando con l acquirente
presente. E una condizione molto singolare perchè non stiamo trattando con il
nuovo proprietario". Insomma una matassa ingarbugliata oltre ogni lecito,
grazie a quei Prodi che hanno fatto di tutto per tagliare un aeroporto che
porta lavoro e fa reddito. In attesa di capire cosa porteranno concretamente
queste ore di Casini politici e di paura e timore per l economia del Nord e per
il destino di tante famiglie, il Carroccio non sposta di una virgola la sua
posizione. Qualsiasi soluzione arrivi, al centro di tutto deve esserci una sola
certezza: la salvezza dell hub lombardo. Il Nord, questo è sicuro, non
assisterà impotente all uccisione a tradimento di un patrimonio profondamente radicato
sul territorio. Stacchino pure spine e Spinetta, ma giù le mani da Malpensa.
Questo non è un messaggio velato, ma un urlo di battaglia. Pronti a tutto.
PAOLA PELLAI Fino a pochi giorni fa pareva già tutto imbustato e sigillato.
Mancava il timbro con la ceralacca ma la vergognosa
svendita di Alitalia ad Air
France con incluso l assassinio di Malpensa, era cosa fatta. Il governo aveva
dato il neppure tacito consenso e il Romano era volato sugli allori. Ma il
pressing asfissiante e la marcatura a uomo della Lega Nord hanno fatto in modo
che la partita ricominciasse proprio nel momento in cui gli strozzini avevano
decretato il fischio finale. Jean-Cyril Spinetta, il presidente di Air
France, oggi presenterà al suo cda una nuovo proposta che, il giorno dopo, sarà
sottoposta alle nove sigle sindacali. E ieri c è stato l affondo deciso di
Silvio Berlusconi: "Non vogliamo farci colonizzare dai francesi. La
cordata italiana non è qualcosa di campato in aria, ci sono alcuni nomi di
imprenditori importanti che tra qualche giorno verranno conosciuti da tutti.
Chiederanno di avere 3-4 settimane (Air France ha avuto 6 mesi, ndr) per poter
valutare la situazione e presentare una nuova offerta impegnativa. In quella
cordata non ci saranno i miei figli viste le strumentalizzazioni che la
sinistra ha fatto. Questo governo non puo mettere il prossimo di fronte al
fatto compiuto: quando andremo al governo noi, Alitalia
avrà tutto ciò che serve per normalizzare la situazione". Roberto
Calderoli rilancia: "Dopo i litigi dei ministri del centrosinistra, dopo
gli sproloqui degli aspiranti leader che più che Casini non fanno, finalmente
qualcuno che fa qualcosa di concreto per il Paese e per il Nord. Se Berlusconi
dice che c'è la cordata io credo più a lui che come imprenditore ha creato un
azienda che fa miliardi di ricavi netti e dà lavoro a 55mila persone, piuttosto
che ad un perito cinematografico baby pensionato". I sindacati aspettano
cosa uscirà dal cilindro francese ma il leader della Cisl, Raffaele Bonanni,
anticipa che "se ci saranno altre cordate che offriranno di meglio,
saranno le benvenute", specificando: "Noi siamo favorevoli a tutte le
soluzioni che salvano anche Malpensa. Chiunque salvi Malpensa per noi va
bene". Bonanni, inoltre, ammette: "Il governo ci ha lasciato soli e
in più non ci ha detto a che condizione ha venduto. Stiamo trattando con l
acquirente presente. E una condizione molto singolare perchè non stiamo
trattando con il nuovo proprietario". Insomma una matassa ingarbugliata
oltre ogni lecito, grazie a quei Prodi che hanno fatto di tutto per tagliare un
aeroporto che porta lavoro e fa reddito. In attesa di capire cosa porteranno
concretamente queste ore di Casini politici e di paura e timore per l economia
del Nord e per il destino di tante famiglie, il Carroccio non sposta di una
virgola la sua posizione. Qualsiasi soluzione arrivi, al centro di tutto deve
esserci una sola certezza: la salvezza dell hub lombardo. Il Nord, questo è
sicuro, non assisterà impotente all uccisione a tradimento di un patrimonio
profondamente radicato sul territorio. Stacchino pure spine e Spinetta, ma giù
le mani da Malpensa. Questo non è un messaggio velato, ma un urlo di battaglia.
Pronti a tutto. SIMONE GIRARDIN Pagnacco (Udine) - "Mi ha telefonato tutto
agitato. Luca! Mi hanno portato via la bandiera e il cartellone. E adesso?
". A raccontare è Luca Mazzaro, vicesindaco leghista di Pagnacco, un
piccolo paese a sette chilometri da Udine. Protagonista della vicenda Loris, un
giovane padano di 22 anni che ieri a pranzo, davanti al suo bar, aveva esposto
una bandiera del Carroccio - quella nuova, col simbolo elettorale - e un
cartellone con la scritta Vota Lega Nord poco prima del passaggio del
presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. "Nulla di
offensivo", ci racconta al telefono il vicesindaco del paese friulano.
Solo una testimonianza "della nostra presenza sul territorio". Non l
hanno pensata allo stesso modo due uomini della Digos che hanno sequestrato
prima la bandiera del ragazzo, per poi far intervenire una volante a portargli
via anche il manifesto. "Un atto anti-democratico e senza senso - ripete
Mazzaro, candidato alle elezioni provinciali per la Lega Nord - Mi chiedo che
cosa abbia fatto di male questo ragazzo. Era davanti alla sua proprietà, al suo
bar. Non aveva esposto alcuna frase offensiva. Proprio non capisco. Tra l altro
- continua il vice sindaco - la bandiera l avevo appena regalata a Loris per il
suo compleanno. Era molto felice di poterla mostrare a tutti". Al momento
non sono chiari i motivi che hanno spinto la Digos e la polizia a sequestrare
la bandiera e il manifesto di Loris. "È la prima volta che accade un fatto
del genere. Ho chiamato il sindaco (Paolo Trangoni di An, ndr) che mi ha
mostrato tutta la propria contrarietà al comportamento delle forze dell ordine.
Fossero state scritte frasi ingiuriose o altro, sarei stato il primo a dire a
Loris o a chiunque altro di tirarle via. Ma così no. Così non si capisce
assolutamente il perchè". "Forse - conclude non senza polemiche
Mazzaro - se al posto di una bandiera della Lega ci fosse stata quella di
Rifondazione, nessuno avrebbe detto niente". In tarda serata la bandiera e
il cartellone non erano ancora stati riconsegnati a Loris. [Data pubblicazione:
29/03/2008].
( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Restituito lo sgarbo
subito per Porta a Porta: Veltroni deve rinunciare a In 1/2 ora Elezioni in tv,
la vendetta del Cavaliere "Non so bene qual è il vero progetto di
Berlusconi, se lui ha degli imprenditori o lui stesso dando l'esempio potrebbe
attirare altri imprenditori, però non è così semplice, perchè quando c'è da
guadagnare gli imprenditori vengono, altrimenti è molto più difficile"
spiega Umberto Bossi che, anche al comizio di Genova, non perde l occasione per
mostrare la sua vicinanza al problema dell hub lombardo. "Un conto è
Malpensa, un conto è l'Alitalia - sottolinea il segretario della Lega Nord -. La prima e' più
facile da salvare perchè si trova in un'area dove la gente usa molto il mezzo
aereo e ci potrebbe essere qualche compagnia europea interessata, mentre l'Alitalia è un problema molto più
difficile e se non trova un compratore fallisce, questo è sicuro, oppure
viene un Governo che la sostiene come in passato". "Prodi ha fatto un
erroraccio, bisognerebbe che l'Air France desse un po più di tempo, come ha
fatto in Olanda, altrimenti la Malpensa sarà costretta a chiudere e questo non
verrà accettato dal Nord, con intere province sul lastrico - ha concluso Bossi
-. Io mi auguro che Berlusconi riesca a mobilitare comunque gli imprenditori e
che una volta al Governo faccia nuovi patti con la compagnia francese".
"Non so bene qual è il vero progetto di Berlusconi, se lui ha degli
imprenditori o lui stesso dando l'esempio potrebbe attirare altri imprenditori,
però non è così semplice, perchè quando c'è da guadagnare gli imprenditori
vengono, altrimenti è molto più difficile" spiega Umberto Bossi che, anche
al comizio di Genova, non perde l occasione per mostrare la sua vicinanza al
problema dell hub lombardo. "Un conto è Malpensa, un
conto è l'Alitalia -
sottolinea il segretario della Lega Nord -. La prima e' più facile da salvare
perchè si trova in un'area dove la gente usa molto il mezzo aereo e ci potrebbe
essere qualche compagnia europea interessata, mentre l'Alitalia è un problema molto più
difficile e se non trova un compratore fallisce, questo è sicuro, oppure
viene un Governo che la sostiene come in passato". "Prodi ha fatto un
erroraccio, bisognerebbe che l'Air France desse un po più di tempo, come ha
fatto in Olanda, altrimenti la Malpensa sarà costretta a chiudere e questo non
verrà accettato dal Nord, con intere province sul lastrico - ha concluso Bossi
-. Io mi auguro che Berlusconi riesca a mobilitare comunque gli imprenditori e
che una volta al Governo faccia nuovi patti con la compagnia francese".
Roma - Sbagliando si impara, e anche il Cavaliere sta imparando a declinare a
proprio uso la par condicio. Quella legge bavaglio (la 28 del 2000) che nel
2006 gli impedì in pratica di fare campagna elettorale negli ultimi 15 giorni
prima del voto e che ora gli ha spento le telecamere del salotto buono . Silvio
Berlusconi, però, ha capito la lezione: un assenza può impedire una presenza. E
dunque ha subito reso la pariglia a Walter Veltroni. Il leader del Partito
democratico doveva essere ospite di Lucia Annunziata domenica (ore 14,30 su
RaiTre), mentre domenica 6 aprile l onore di In 1/2 ora sarebbe toccato a
Berlusconi. Memore della recente mossa di Veltroni, che disertando Porta a
Porta ha impedito a Bruno Vespa di ospitarlo, del "mi alzo e me ne
vado" di due anni fa proprio dall'Annunziata, e del trattamento ricevuto
da Lucia, il leader del Popolo della libertà ha fatto sapere che il 6 aprile
sarà in Sicilia. E a questo punto anche l agenda di Veltroni per par condicio
dovrà cambiare. Come insegna Bruno Vespa, "Chi di par condicio
ferisce&". Il direttore di RaiTre (Paolo Ruffini, ndr) precisa in
merito una nota Rai - ha ricevuto oggi ufficiale comunicazione da parte del
portavoce (Paolo Bonaiuti, ndr) del candidato premier Silvio Berlusconi dell
impossibilità dell onorevole a partecipare, per impegni elettorali, alla
trasmissione In 1/2 ora di domenica 6 aprile, l ultima prima delle elezioni,
alla quale era stato invitato. Considerato che si è ormai nella fase finale
della competizione elettorale e che la ristrettezza dei tempi impedisce un
eventuale recupero nel ciclo della medesima trasmissione prima del voto, in
ottemperanza al principio dell equilibrio che si deve mantenere nella
informazione politica nel periodo preelettorale, l Azienda, in accordo con la
direzione della Rete e con l autrice e conduttrice del programma, Lucia
Annunziata, ha deciso di annullare l invito fatto al candidato premier Walter
Veltroni per la puntata di In 1/2 ora di domenica 30 marzo. La revoca dell
invito è stata comunicata ai collaboratori dell onorevole Veltroni . [Data
pubblicazione: 29/03/2008].
( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
CONVEGNO A
BELLINZAGO Novarese motore d Europa, ma solo se non ci rubano l hub MICHELA
BOSSI Il rilancio del Nord Ovest d Italia e d Europa deve partire da Novara: su
questo punto tutti i relatori del convegno svoltosi ieri a Bellinzago sono d
accordo. Tutti, però, concordano anche sul fatto che mancano le infrastrutture:
corridoio 5, terzo Valico, logistica e Malpensa possono costituire l ossatura
di un brillante futuro per il Novarese ma bisogna accorciare i tempi e le
procedure. "A Porta a Porta -afferma Mino Giachini, presidente di Trasporto
Amico - anche Berlusconi ha parlato dell importanza del Novarese per lo
sviluppo del Paese. Il problema è che viviamo da tempo di rendita e non
riusciamo a cogliere le necessarie opportunità di sviluppo". Nel dibattito
entra anche Malpensa. Peppino Cerutti, presidente della Sitaf, ricorda che
quando era assessore regionale, "una delle più importanti mete da
raggiungere era entrare nella società di gestione di Malpensa": "Se
ciò fosse avvenuto - dice - forse oggi non avremmo il problema delle rotte e
avremmo anche potuto decidere, insieme ad altri, le strategie del
territorio". Per Guido Crosetto, segretario regionale di Fi,
"esistono le condizioni per creare una cordata di acquirenti della
compagnia di bandiera" cossiccome "è possibile un Paese a due hub:
Malpensa e Fiumicino". Roberto Cota, segretario della Lega Nord Piemonte,
ricorda però "la distanza tutt ora esistente tra Torino e Novara, visto
che da Torino si voleva addirittura cancellare il nodo di Novara dal piano
regionale dei trasporti". Per il deputato del Carroccio l hub italiano non
può che essere Malpensa: "In tutti i paesi del mondo - spiega - si
costruiscono gli hub nella capitale economica e non in quella amministrativa. E poi diciamo la verità: Alitalia sta fallendo perché ha messo in atto logiche operative e
occupazionali clientelari. Noi dobbiamo pensare ad una compagnia che abbia qui
a Milano il suo centro strategico. Fiumicino è un hub fittizio". [Data
pubblicazione: 30/03/2008].
( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Il presidente Sea:
"Occorre una rapida liberalizzazione del trasporto aereo" Bonomi:
"Tante compagnie interessate" "Sea proceda e cerchi di colmare le rotte lasciate libere da Alitalia senza aspettare che gli eventi mettano in ginocchio il nostro
aeroporto". È l invito rivolto da Davide Boni alla compagnia di gestione
degli scali milanesi. "Mentre si parla di Alitalia e di francesi - argomenta l assessore lombardo -, i nostri
lavoratori sono in cassa-integrazione e la dismissione degli slot continua a
ritmo serrato, senza che nessuno abbia prestato la minima attenzione
alle nostre richieste. Moratoria o meno, il risultato è che attorno al nostro
hub si sta creando un vuoto più che preoccupante, che noi lombardi dobbiamo
assolutamente colmare". Inutile sperare che, a Roma, qualcuno finalmente
capisca la gravità della ferita che si sta infliggendo al Nord. "Solo chi
ha sempre utilizzato un infrastruttura efficiente come l aeroporto di Malpensa
- conclude Boni - può comprendere il disagio derivante dalla cancellazione di
alcune delle rotte più importanti, necessarie per collegare la capitale
economica del Paese con il resto del mondo. Chi invece pretende di impartire
istruzioni dai Palazzi romani, senza neppure conoscere e amare il territorio
lombardo, non capirà mai fino in fondo il valore reale del nostro hub".
"Il taglio del 72% dei voli Alitalia su Malpensa
e la crisi occupazionale dell aeroporto sono solo l'atto conclusivo di un
processo che è iniziato il 30 agosto 2007, quando la compagnia ha approvato il
suo nuovo piano industriale. Noi stiamo lavorando per porre dei rimedi a questa
situazione". Giuseppe Bonomi, presidente della SEA ha fatto un punto sulla
situazione dell aeroporto milanese di Malpensa. "Ci sono molte compagnie -
ha continuato Bonomi - che sono interessate a operare su Milano, da Milano e
per Milano. Occorre però che si proceda a una rapida e progressiva
liberalizzazione del trasporto aereo. E certamente un impegno del governo,
qualunque governo sia". Quanto alla causa da 1,25 miliardi di euro
intentata ad Alitalia per il taglio dei voli, Bonomi
ha confermato che "è una causa che abbiamo meditato a lungo, da parte del
governo un proposta chiamiamola transattiva non ci è ancora stata formulata. Se
ci fosse formulata, noi la valuteremmo con grande attenzione". "Il
taglio del 72% dei voli Alitalia su Malpensa e la
crisi occupazionale dell aeroporto sono solo l'atto conclusivo di un processo
che è iniziato il 30 agosto 2007, quando la compagnia ha approvato il suo nuovo
piano industriale. Noi stiamo lavorando per porre dei rimedi a questa
situazione". Giuseppe Bonomi, presidente della SEA ha fatto un punto sulla
situazione dell aeroporto milanese di Malpensa. "Ci sono molte compagnie -
ha continuato Bonomi - che sono interessate a operare su Milano, da Milano e
per Milano. Occorre però che si proceda a una rapida e progressiva
liberalizzazione del trasporto aereo. E certamente un impegno del governo,
qualunque governo sia". Quanto alla causa da 1,25 miliardi di euro
intentata ad Alitalia per il taglio dei voli, Bonomi
ha confermato che "è una causa che abbiamo meditato a lungo, da parte del
governo un proposta chiamiamola transattiva non ci è ancora stata formulata. Se
ci fosse formulata, noi la valuteremmo con grande attenzione". [Data
pubblicazione: 29/03/2008].
( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
2mila lavoratori di
Fiumicino contano più degli 8mila di Malpensa La matematica di Prodi e
Veltroni: quattro padani valgono un romano ALESSANDRO MONTANARI Per capire l ingiustizia perpetrata ai danni del Nord dal Governo Prodi nella
svendita di Alitalia vi
sottoponiamo un problemino facile facile, di quelli che le maestre di un tempo
davano alle elementari. Pierino, che per l occasione ribattezziamo Romano, ha
di fronte sé una bilancia. Su un piatto la maestra mette Alitalia, l aeroporto di Fiumicino e i
2100 disoccupati dello scalo capitolino; sull altro la maestra mette
ancora Alitalia, l aeroporto di Malpensa e gli 8mila
disoccupati dello scalo lombardo. Quesito: da che parte penderà la bilancia,
posto che gli aeroporti di Malpensa e Fiumicino abbiano, per convenzione, lo
stesso peso? Tutti noi risponderemmo che la bilancia penderà dalla parte di
Malpensa, visto che 8mila disoccupati pesano quattro volte tanto i 2mila che
stanno sull altro piatto. Per Pierino-Romano, invece, la bilancia pende dal
lato opposto e non c è verso di spiegargli che la fisica, la matematica e la
logica affermano il contrario. Il fatto è che mentre tutti suggeriscono ricette
per salvare Alitalia, nessuno denuncia la clamorosa
discriminazione sociale operata da un Governo che sceglie di salvare un
lavoratore per lasciarne affogare 4. Non sarà che a ribaltare le leggi di
natura è la provenienza geografica dei candidati alla disoccupazione? Non sarà
che per il centrosinistra italiano quattro padani valgano un romano o un
napoletano? Liberi tutti di dargli al leghista, ma prima di scrollare le
spalle, i signori Prodi e Veltroni, provino a risolvere in maniera convincente
questo problemino, perché quassù nessuno la capisce la loro matematica romana.
Il Paese è sempre più diviso, è vero, ma chi sta alimentando questa secessione
strisciante sono proprio le azioni di Prodi e Padoa Schioppa. Provate a
immaginare cosa succederebbe a Napoli se una scelta del Governo determinasse
8mila licenziamenti. Si bloccherebbero le strade e i binari, si occuperebbero i
municipi, si ribalterebbero i cassonetti e qualcuno, magari, si cospargerebbe
di benzina. Poi interverrebbero i cardinali e a ruota i politici. E una
soluzione, alla fine, si troverebbe. Al Nord, invece, dove l ipotesi di
partenza sarà realtà a partire da domani, il traffico scorre (lento) come al
solito, i treni pure, i cassonetti sono al loro posto, i cardinali tacciono e
dei politici sbraitano solo i leghisti. "I padani - attacca la segretaria
del Sin.Pa. Rosi Mauro - sono stanchi di sapersi contribuenti di serie A ma di
sentirsi cittadini di serie B. Quando si tratta di spremerli, il Governo
Prodi-Veltroni è sempre pronto. Quando invece si tratta di evitare la crisi di
Malpensa che mettere su una strada 8mila famiglie del Nord non si muove una
foglia. È ora di dire basta". L occasione per farlo sarà la fiaccolata
organizzata martedì prossimo a Gallarate dal Carroccio. Sarà l ennesima
protesta, dignitosa e civile, del Nord contro il razzismo centralista di Roma,
ma possiamo già prevedere che, in mancanza di cassonetti bruciati e disordini
pubblici, il Governo farà finta di non vedere l ennesimo passo del popolo
padano verso quello stadio di pre-secessione che è il non sentirsi più
italiani. Perché la ricetta di Prodi e Veltroni potrà forse salvare Alitalia, ma al prezzo di uccidere per sempre la possibilità
stessa di sentirci tutti italiani. [Data pubblicazione: 30/03/2008].
( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Berlusconi:
"Proposta offensiva" Ma il Pd continua a tifare Air France Roma -
"La trattativa con Air France vada avanti", dice Walter Veltroni.
"La proposta di Spinetta è inaccettabile, irricevibile e persino
offensiva" risponde Silvio Berlusconi che intanto continua a lavorare alla
cordata italiana . Il tentativo di salvare la compagnia di bandiera richiamando
gli imprenditori italiani a un gesto di responsabilità gli è costato
addirittura una denuncia da parte di Antonio Di Pietro, che accusa il Cavaliere
di essere "peggio del mago Do Nascimento". L ex premier però non
demorde: "Non possiamo permettere la svendita di un interesse
nazionale". Di svendita parla anche Gianfranco Fini, che sottolinea la
singolare armonia, su questo giudizio, tra sindacati e Confindustria. Simile la
posizione di Fausto Bertinotti secondo cui "la
posizione dei sindacati dimostra che la proposta di Air France è
inaccettabile". Rosy Bindi, infine, scaccia il fantasma della cordata:
"O Alitalia fallisce o
entra a far parte del gruppo Air France. Tutto il resto è una sorta di
depistaggio elettorale. La cordata Padana non esiste". [Data
pubblicazione: 30/03/2008].
( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Un operazione
dannosa Salvare Alitalia per fare piangere il Nord e
ridere i francesi? STEFANO STEFANI Speravo che la lunga esperienza politica mi
avesse vaccinato dalle sorprese di una campagna elettorale e da tutto ciò che,
dentro e intorno ad essa, si agita. Speravo, perché non è stato così, visto che
gli esponenti del centro-sinistra (devo dire molto di più
di quelli della sinistra radicale) stanno martellando ormai da giorni
sostenendo che il problema Alitalia deve restare fuori dalla campagna elettorale. Potrei essere d
accordo, se però del futuro di Alitalia non si dovesse discutere necessariamente in questo periodo,
posto che i tempi per la definizione del suo futuro sono terribilmente stretti.
Dal Pd si sostiene che le vicende della compagnia di bandiera devono essere
discusse in un tavolo diverso da quello politico, quasi che l Alitalia fosse un problema da guardare con freddo distacco.
Ma non è così, non potrà mai essere così, sia per la situazione gravissima in
cui la compagnia versa, sia per le difficoltà di armonizzare il piano di
Spinetta con le esigenze del personale Alitalia, sia,
infine, perché il potenziale acquirente è espressione di un Paese che opera in termini
di supremazia su un terreno in cui il nostro Paese ha forte vocazione, quello
del turismo. Partiamo da un presupposto: la salvezza di Alitalia
deve essere un obiettivo primario per il Paese e quindi non solo del Governo.
Un traguardo certo non facile, ma che non può essere dato solo in base ai conti
economici, che pure sono vitali, ma che non possono dimostrarsi determinanti
sulla scelta finale. Accettare l offerta di Air France potrebbe anche essere l
unica strada per fare uscire Alitalia dalla crisi ma
mi chiedo se è un prezzo che si deve necessariamente pagare visto che i costi
dell operazione vengono scaricati soprattutto sul personale e su Malpensa. E
qui andiamo su un altro versante che non è elettorale , come ama dire qualcuno,
ma di normale rispetto del lavoro della gente, delle esigenze di una porzione
importante del Paese, delle risorse che sono state spese. L acquisizione di Alitalia da parte di Air France si tradurrebbe in un
declassamento di Malpensa con lo spostamento della maggior parte delle tratte
realmente redditizie tra Fiumicino (ipotesi affatto metabolizzata nel Nord) e
Parigi (cosa meno accettabile, ma che sta tutta nell ottica dei prossimi
ipotetici nuovi padroni del vapore). Mi sembra scontato che l operazione Alitalia per Air France significa rendere più alto il numero
dei voli sul De Gaulle e, comunque, sugli scali parigini. Ma soprattutto
tagliare uno dei legami forti dell Italia turistica con il resto del mondo. E
tutto questo orchestrato da un management - quello di Air France - che bene o
male rappresenta un Paese che sul turismo poggia grandissima parte delle sue
risorse economiche. Regalare Malpensa alle strategia di medio-lungo periodo di
Air France significa penalizzare il Nord Italia industriale e accrescere il
traffico e gli introiti degli scali francesi. Vi pare poco? [Data
pubblicazione: 30/03/2008].
( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Dalla
prossima settimana al via l abbandono della compagnia dall hub lombardo Se Alitalia diventa lo
specchio del Paese Roberto Cota Da domani comincerà l addio di Alitalia a Malpensa. Le
vicende della compagnia di bandiera ci danno tutta la dimensione del fallimento
dell idea di assistenzialismo applicata ai rami importanti della nostra
economia. L Alitalia è lo specchio dello Stato che si dissolve, di un
estremo tentativo di resistere ancora un po nel bunker, abbandonando le cose
migliori che si hanno. Alitalia lascia Malpensa nel
giorno dell inaugurazione del collegamento autostradale di Boffalora con l
autostrada Torino-Milano e nel momento in cui si deve prendere la decisione per
l Expo 2015. Veltroni intanto va in giro a raccontare storielle e a fare i suoi
spettacoli: ma più parla e più la gente si arrabbia. E una rabbia che monta dal
basso, che arriva da chi si rende conto che questo Stato non è solo
inefficiente, ma è un vero e proprio nemico. Se lo Stato non ci fosse, al Nord,
staremmo paradossalmente molto meglio. Tutto quello che noi siamo riusciti a
realizzare qui in Padania, infatti, è stato fatto nonostante lo Stato. Ieri
mattina ho partecipato a Bellinzago ad un interessante Convegno su Malpensa e
sulle altre infrastrutture di comunicazione che interessano il Piemonte
orientale. Si è parlato di Corridoio 5 Kiev- Lisbona e della direttrice Genova
Rotterdam. Queste due grandi vie di comunicazione del futuro passano, guarda
caso, proprio di fianco a Malpensa e costituiscono con essa un grande castello
infrastrutturale dalle grandiose potenzialità. Ma se a questo castello togli
una carta, e cioè Malpensa, o magari due, considerando i due anni persi dal
Governo Prodi Veltroni sul Tav, tutto crolla. E la Padania rischia di essere condannata
ad un arretratezza cha non merita. A costo di apparire ridondante, voglio
continuare a ribadire che Malpensa rappresenta un simbolo per tutto il Nord e,
in quanto tale, va difeso. Del resto in politica anche i simboli contano,
soprattutto nei momenti più delicati. E veder candidato a premier il sindaco di
Roma e sentirlo parlare di Malpensa è, per il Nord, come veder entrare il
diavolo in Chiesa. Di fronte ad un disastro del genere, quello che ci aspetta è
un compito duro, che ci assumiamo con la consapevolezza di chi sa di non poter
sbagliare. E dobbiamo cominciare a non sbagliare proprio da Malpensa. [Data
pubblicazione: 30/03/2008].
( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Si muovono perfino
Consob e Procura di Roma Calderoli: "Senza di noi era già AliFrance"
Le supposte affermazioni di Berlusconi sui nomi della cordata salva Alitalia hanno provocato una serie di reazioni a catena.
Dopo di Pietro e Veltroni che hanno attaccato il Cavaliere anche la Consob si
sarebbe mossa con un attento monitoraggio del titolo in Borsa. Con loro anche
la Procura di Roma che, secondo ambienti giudiziari, starebbe seguendo con
attenzione le indiscrezioni sulla trattativa per la
cessione di Alitalia e la
loro possibile incidenza sulle oscillazioni del titolo. La Procura non ha
comunque aperto alcun fascicolo di indagine al riguardo. Secca la replica del
senatore leghista Roberto Calderoli: su Alitalia la Consob "ha attivato la sorveglianza, la Procura di Roma
la propria attenzione ma se non ci fosse stata la Lega, con la sua
contrapposizione e con le sue manifestazioni di protesta, l affare sarebbe già
concluso, Alitalia sarebbe già AliFrance e Malpensa
sarebbe solo un aeroporto per voli charter". [Data pubblicazione:
28/03/2008].
( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
SVENDITE FRANCESI Se
Di Pietro denuncia Berlusconi per turbativa d asta Antonio Di Pietro non
aspettava che questo momento per riprendersi un po di visibilità. E così, appena
è arrivata la prima smentita, l ex pm di mani Pulite ha affondato: "Sono
pronto a denunciare Berlusconi per turbativa di mercato". Tutto nasce da
un articolo pubblicato ieri dal quotidiano La Stampa che riportava in prima
pagina un virgolettato del Cavaliere: "Ligresti, Benetton, naturalmente
Mediobanca. E ce ne sono molti altri, come l Eni che ha tante risorse".
Aziende e banche che venivano indicati come i probabili
nomi italiani che dovevano prendere parte alla cordata per non far cadere Alitalia nella mani di Air France-Klm
dopo che mercoledì il leader del Pdl aveva annunciato che la cordata sarebbe
stata resa nota "a giorni". "Pensavo che la trattativa in cui si
è impegnato il governo portasse a una fusione con Air France, tipo quello che è
avvenuto con la Klm. Pensavo che si creasse un polo franco-italiano, ma
questa è un'acquisizione e basta, e io non ci sto", ha detto il Cavaliere
nell'intervista alla Stampa. "Come facciamo a dare la nostra compagnia di
bandiera ai francesi che sono forti nei nostri stessi settori: dal turismo alle
opere d'arte, alla moda. È una follia", aveva aggiunto Berlusconi.
Berlusconi ha poi smentito la parte riguardante i nomi: "Quelli apparsi
sui giornali sono indiscrezioni o supposizioni da parte giornalistica" ha
spiegato il Cavaliere. Mediobanca di fatto è stata chiara: "Al momento non
c'è allo studio alcuna ipotesi di cordata nè di ingresso nel capitale di Alitalia". Idem Eni. Benetton e Ligresti però non hanno
commentato. Segno che qualcosa di vero sembra esserci. Ma tanto è bastato
perchè l'Italia dei valori sia decisa a presentare una denuncia alla procura
della Repubblica al fine di accertare se vi siano gli estremi di reato nelle
dichiarazioni di Berlusconi sul caso Alitalia. S. G.
[Data pubblicazione: 28/03/2008].
( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Calderoli: "Air
France si è comprata pure i sindacati..." fabrizio
carcano "Alitalia?
Berlusconi, o chi per lui, ha contattato una serie di persone, gli
imprenditori, che hanno manifestato un interesse, ma che ovviamente prima di
fare altri passi voglio poter vedere le carte dei conti della compagnia
esattamente come ha potuto fare Air France in questi cinque mesi".
Roberto Calderoli conferma la possibilità di una cordata di imprenditori
nostrani interessati a rilevare alitalia, in alternativa ad Air France in modo
da poter salvare Malpensa. Intervenendo a Treviso il coordinatore delle
segreterie nazionali leghiste ha poi puntato l indice contro i sindacati la cui
posizione si è già notevolmente ammorbidita, come hanno confermato le parole di
Epifani durante il convegno di Brescia con veltroni. "La campagna acquisti
continua: prima la Francia che acquista la cordata governo-partito democratico,
che a sua volta in quattro e quattrotto si è comprata i sindacati , che non
hanno resistito molto a vendere la pelle di tanti lavoratori che ingenuamente
per tanti anni gli hanno mantenuti. In altri momenti storici questi sindacati
sarebbero stati accusati di alto tradimento". Riguardo al voto del 13 e 14
aprile Calderoli non ha dubbi: non ci sarà nessun pareggio il distacco era di
10 punti 1 mese fa e non è cambiato nulla. Questi ultimi giorni sono stato
prima in umbria e nelle marche due regioni rosse e ieri in friuli e non ho
trovato nessuno ma proprio nessuno che pensi di votare ancora per la
sinistra". In chiusura una replica poi alle aperture fatte da silvio
Berlusconi su un possibile voto amministrativo per gli stranieri. "Abbiamo
fatto un patto su quello che è il contenuto del programma e di stramberie come
il voto agli immigrati non c è traccia. abbiamo una costituzione che prevede il
diritto di voto rispetto ai cittadini italiani e una legge che regola l
acquisizione della cittadinanza stessa. Per quanto riguarda la lega la
discussione si è aperta e si è già chiusa". [Data pubblicazione:
30/03/2008].
( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
L ultimatum di air
France Spinetta vuole sacrificare lavoratori e hub lombardo Igor Iezzi Nove
pagine in tutto, 5 per la bozza di accordo e 3 di allegati più la lettera di
Spinetta. Qui sta tutto il piano di Air France per l acquisto di Alitalia. Gli esuberi vengono confermati, così come il
declassamento di Malpensa e la scelta di puntare su Fiumicino. Questo in
sintesi il progetto- ultimatum franco olandese per la compagnia di bandiera. E
pensare che in una lettera accompagnatoria il presidente di Air France-Klm
Jean-Cyril Spinetta parla di "visione strategica per Alitalia" prevedendo per la
compagnia italiana una "strategia di crescita sostenibile e
redditizia". Il gruppo guidato da Spinetta, viene ribadito, "desidera
il rilancio di Alitalia".
In realtà ai sindacati, a cui è stata inviata la bozza di accordo, non è
arrivato granché di nuovo. Roma, è scritto, sarà l hub in Italia, in un
network di gruppo che sarà "concentrato intorno a tre principali hub
intercontinentali (con Parigi e Amsterdam)". Quanto al nodo Malpensa,
sarebbe comunque previsto "un importante gateway a Milano riorganizzato,
in una prima fase, per ripristinare le condizioni per il suo futuro sviluppo in
maniera armoniosa e finanziariamente solida". Non solo. Il nuovo piano
industriale ridurrà la flotta per il trasporto passeggeri lasciando a terra 37
aeromobili e prevede la completa cessazione dell attività cargo a partire dal
marzo 2010. Per quanto riguarda l attività del trasporto passeggeri, si prevede
per il 2008 di mantenere 24 destinazioni nazionali servite mediamente con 44
linee con 1.265 frequenze settimanali; 45 destinazioni internazionali, servite
mediamente con 77 rotte con 927 frequenze settimanali; 14 destinazioni
intercontinentali servite mediamente con 17 rotte con 101 frequenze
settimanali. La flotta di trasporto passeggeri verrà dunque ridotta da
( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
La maggioranza degli
italiani tifa per la cordata made in Italy lanciata da Silvio Berlusconi. È
quanto emerge da un sondaggio effettuato dall Istituto Piepoli, secondo cui il
40% degli italiani si è dichiarato abbastanza d accordo con la proposta del
Cavaliere ed un altro 20% molto d accordo, portando così al 60% i consensi per
il leader del Pdl. Contrari appena il 35%. Diverse le percentuali per quel che
riguarda la posizione assunta da Walter Veltroni, il quale ha dichiarato che se
c è una cordata italiana questa deve venir subito allo scoperto, altrimenti è
solo un bluff elettorale. A favore del leader del Pd si è espresso il 40% degli
interpellati, ai quali si aggiunge un altro 17% che si è dichiarato molto d
accordo con la posizione espressa da Veltroni, portando i consensi al 57%.
Contrari, invece, il 48%. In generale, tuttavia, la maggioranza degli
interpellati si esprime a favore dell italianità della compagnia di bandiera.
Dal sondaggio emerge che il 60% degli italiani esprime un sentimento negativo
alla vendita ai francesi, sulla quale si dichiara a favore solo il 23%. E ancora: ben il 71% del campione interpellato è dell opinione
che l Alitalia dovrebbe
restare italiana perchè è una compagnia di bandiera, e solo il 22% ritiene che
debba invece far parte di una grande compagnia europea. [Data pubblicazione:
29/03/2008].
( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Moratti e Formigoni
a Parigi incrociando le dita Strade e ferrovie: l Expo ci ridarà l hub Parigi -
Roberto Formigoni e Letizia Moratti sono già a Parigi in febbrile attesa del verdetto
sull Expo 2015. Un occhio, però, continua ad essere rivolto a Roma, dove si
gioca la partita Alitalia-Malpensa.
E certo, guardando al piano infrastrutturale portato a Parigi, c è da
incrociare le dita perché l assegnazione dell Expo a Milano sarebbe un volano
straordinario anche, e forse soprattutto, per Malpensa. Per rendersene conto
basta scorrere la lista delle opere che il Governatore lombardo e il sindaco di
Milano hanno programmato di realizzare proprio in vista del grande
evento fieristico. C è la già ultimata Boffalora-Malpensa (che verrà inaugurata
domani), c è la BreBeMi, c è la Tem, c è l Alta velocità ferroviaria tra Milano
e Bologna e Milano e Brescia, c è il collegamento diretto tra Milano Centrale e
Malpensa e c è anche la tratta Lugano-Varese-Malpensa. L aeroporto, per farla
breve, verrebbe finalmente allacciato al capoluogo lombardo e i tempi di
raggiungimento dello scalo si ridurrebbero drasticamente. Sarebbe davvero
arduo, a quel punto, negare a Malpensa il ruolo o le ambizioni di scalo-hub.
"L Expo - ha spiegato il Governatore alla stampa francese - sarà un
occasione straordinaria dal punto di vista economico e delle relazioni con
altri operatori commerciali, turistici e con altri cittadini. Ci aspettiamo un
flusso di visitatori attorno ai 30 milioni. E già da oggi, con il lavoro che
abbiamo svolto in questi mesi, la nostra immagine e sostanza internazionale è
cresciuta: abbiamo molti più amici nel mondo. Questo -ha concluso il Presidente
- ci permetterà di crescere ulteriormente, di avere più benessere e più lavoro.
E l occasione dell Expo sarà grande anche dal punto di vista infrastrutturale:
Milano diventerà più bella, la Lombardia diventerà più accogliente, più
integrata e più moderna. Costruiremo insieme agli amici del mondo un pezzo di
futuro veramente a misura di persona". Ottimista e fiduciosa si è mostrata
anche Letizia Moratti. "Il grande lavoro di questi mesi - ha detto il
sindaco -ha già portato un grande risultato. Milano, la Lombardia e l Italia
sono tornate stabilmente al centro della scena mondiale". E se arrivasse l
Expo, anche Malpensa tornerebbe stabilmente al centro del mondo. Alla faccia di
chi le vuol male. [Data pubblicazione: 29/03/2008].
( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Berlusconi riboccia
il piano transalpino: "Svendita vergognosa" "Sono proposte
irricevibili e offensive" Malpensa e la vicenda Alitalia
continuano a tenere banco anche in campagna elettorale. Il candidato premier
del Pdl, Silvio Berlusconi anche ieri, in un comizio al gazebo del Partito dei
pensionati a Milano, ha bollato come "irricevibili e offensive" le
condizioni proposte da Spinetta, usando per il terzo giorno gli stessi
aggettivi per rigettare il piano francese. In una città già
scossa dalle ricadute occupazionali del dehubbing di Alitalia da Malpensa, Berlusconi ha spiegato che uno dei suoi primi
impegni al governo sarà "mantenere italiana la compagnia di
bandiera". Secondo il leader del Pdl "non è possibile svendere Alitalia" perché anche paesi come
Grecia e Portogallo hanno una loro compagnia di bandiera che, come ha già
spiegato in passato, equivale a "un ufficio turistico all
estero". E "le statistiche dicono che il turismo avrà un aumento del
50 per cento nei prossimi otto anni". Berlusconi ribadisce che Air France
"ha presentato condizioni di assorbimento di Alitalia,
di svendita totale della compagnia a prezzi bassi" senza parlare della
clausola, ricorda il Cavaliere "che impedirebbe all'Italia di fare nuovi
accordi sulle rotte aeree con altri Paesi senza il benestare di Air France e la
decisione di eliminare il settore cargo". Sul fronte opposto, invece,
Walter Veltroni sceglie di attaccare Berlusconi, reo, a suo dire, di non aver
mai fatto nulla per la compagnia di bandiera: "Il dossier Alitalia è stato sul tavolo del governo Berlusconi per
cinque anni". Secondo l ex sindaco di Roma "c è chi mira a far
fallire la trattativa di Alitalia con Air France per
arrivare allo stato di crisi e poi vendere la compagnia di bandiera per poche
lire". Anche il candidato premier dell Udc insiste sulla vicenda invitando
i sindacati a fare "una forte autocritica per i guasti che hanno causato
alla compagnia di bandiera con battaglie corporative". Secondo Pier
Ferdinando Casini, infatti, "la storia di Alitalia
è lo specchio dei mali italiani, in cui le organizzazioni sindacali hanno
gravissime responsabilità". [Data pubblicazione: 01/04/2008].
( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Mentre a Roma lo vogliono
uccidere, lo scalo fa progressi TUTTI VOGLIONO MALPENSA TRANNE AIR FRANCE
ALESSANDRO MONTANARI Malpensa - Capire la logica di quello che in questi giorni
sta accadendo a Malpensa è veramente arduo e, forse, impossibile. Da una parte,
infatti, c è Alitalia che se ne vuole andare perché
ritiene le sue attività nello scalo lombardo improduttive, dall altra c è il
Gruppo Eurofly che investe sull aeroporto milanese suon di quattrini. E nel
mezzo c è la Sea che, malgrado la tempesta in arrivo, continua a migliorare l
efficienza di quello che era, e vuole continuare ad essere, un hub. Ma andiamo
con ordine. Dal prossimo primo aprile, per una curiosa coincidenza il giorno in
cui partirà la cassa-integrazione per 900 dipendenti Sea, la Cargo City di
Malpensa sarà in grado di garantire un operatività doganale 24 ore su 24, 7
giorni su
( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Fiumicino non ha
posto, 5 Md-80 parcheggiati nell hub. I lavoratori in cassa integrazione NOSTRO
INVIATO PAOLA PELLAI Malpensa - Almeno abbiano il buon gusto di toglierceli
dalla vista. E di liberare la pista. Alitalia ha sabotato l economia del Nord, ha rovinato la serenità di
migliaia di famiglie, ma la sua disorganizzazione aggiunge sfregio allo
sfregio. Fiumicino caput mundi secondo la compagnia di bandiera. Bene, e allora
ci chiediamo che cosa ci fanno quei 5 Md-80 Alitalia neppure troppo nascosti sulla pista tradita. Nella
funzionale e strategica Fiumicino non c è posto per parcheggiare questi giganti
del trasporto aereo evitando di sfruttare una volta di più Malpensa? Spudorati
fino all ultimo. Le strategie dissanguanti del carrozzone romano hanno messo in
ginocchio Malpensa, ma non riusciranno a piegarla. La volontà di rilancio è
effettiva, l interesse di almeno 70 compagnie aeree non è una chimera, l
apertura del satellite C rispetterà i tempi concordati. Ma è altrettanto
evidente che tutto ciò non può restituire il sorriso a chi Malpensa la sta già
guardando dalla poltrona di casa. Senza più un lavoro. E non toglie neppure le
preoccupazioni a chi da oggi è ufficialmente in cassa integrazione. A rotazione
e per tutti i dipendenti Sea, a ore o a giorni, a seconda dei settori occupati.
"Ci dicono - spiega Mario, al servizio bagagli - che poteva andarci anche
peggio. Noi ci abbiamo capito poco, l informazione è stata ai minimi. Dobbiamo
accettare e augurarci che non sia il primo passo verso qualcosa di irreparabile".
Alitalia è volata via. E non è roba da poco. Sono 127
voli giornalieri spazzati via: intorno ai 10 mila passeggeri quotidiani. Un
dato: 631 voli e 57.800 passaggi nella domenica antecedente i tagli, 503
movimenti e 47.600 passaggi la scorsa. Non è poco. Prima, nell area delle
partenze, Alitalia occupava i blocchi 2-3-4-5, con i
banchi check in che andavano dal 201 al 514. Ieri i desk dedicati alla
compagnia di bandiera andavano dal 301 al 314 e dal 201 al 207 per la classe
Magnifica: neppure la metà quelli operativi. Anche le biglietterie Alitalia erano un deserto in un alveare perchè comunque la
gente viaggia e non vuole smettere di farlo. Ma questo non toglie che Malpensa
non è più la Malpensa . C è poco da scherzare, ma se proprio vuoi fare dell
ironia ti accorgi che ora trovare un taxi libero non è più un problema. Sono lì
in coda chilometrica e aspettano impazienti. Le corriere che fanno la navetta
verso Milano per ora non hanno ridimensionato gli orari (uno ogni 20 minuti) e
si augurano di non doverlo fare. Gli agenti della sicurezza aeroportuale sono
arrabbiati: non più solo Malpensa ma anche Linate, sobbarcandosi gli oneri (in
fatto di ore e di costi) della trasferta. I negozi sono cimiteri. Persino da
McDonalds non c è bisogno di mettersi in fila alle casse, semplicemente perchè
non esiste coda. Sul piano delle (non) partenze m imbatto nelle prime serrande
abbassate. E il negozio Marco : libri, gadgets, giornali. Dentro non c è più
nulla e fuori un cartello: Chiuso per rinnovo locale . Non c è ombra di operaio
o imbianchino al suo interno. Proseguo. Pochi passi. L ora è quella del pranzo
per i ritardatari. Sono le 14 passate da qualche minuto. Mi porto a Le Piazze d
Italia , piatti veloci ma tipici. Pensavo di dovermi consolare con quanto
avanzato dai famelici passeggeri, mi ritrovo con una distesa infinita. E
sconsolata. C è tutto, non manca nulla. Perchè nulla è stato venduto. Il
cameriere mi guarda sconsolato. Spaghetti al pomodoro, verdure grigliate, la
cotoletta impanata e quell insalata di mare faranno una brutta fine. Le
attività commerciali diventano una scommessa per giocatori abituati all
azzardo. Con la differenza che dietro ai banchi ci sono padri e madri di
famiglia. Prima lavoravano per vivere, ora si accontenterebbero di avere la
certezza di sopravvivere. Non è facile trovare la quadratura del cerchio.
"Ma bisogna provarci - spiega Guido Colombo, sindaco di Somma Lombardo -.
Nell hub ci lavorano 1700 miei cittadini. Dobbiamo stare uniti e non mollare.
Lancio una proposta alla Sea: una moratoria per le attività commerciali. Il
sistema si rimetterà in moto, ma concediamo loro un po di respiro".
Proposta interessante, la giriamo ai diretti interessati. E, per favore,
respingete al mittente quei 5 Md-80... Ci tolgono la visuale sul futuro. [Data
pubblicazione: 01/04/2008].
( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
La risposta dei
sindacati "No al piano ma siamo pronti a sederci al tavolo" Il piano
presentato da Air France-Klm è insufficiente ma i sindacati vogliono, comunque,
andare al tavolo di trattativa per scongiurare il fallimento
di Alitalia. E questa la
posizione emersa dalla riunione intersindacale e contenuta in un documento
unitario sottoscritto dalle 8 sigle sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil
Trasporti, Ugl, Sdl, Unione Piloti, Anpav e Avia. Per il segretario della Cgil
Guglielmo Epifani "ci sono molte criticità ma credo che bisogna mettere in
atto ogni sforzo per evitare il fallimento di Alitalia". Ieri le organizzazioni sindacali e associazioni
professionali hanno ricevuto il documento altamente confidenziale di Air
France-Klm accompagnato da una lettera del presidente Jean Ciryl Spinetta.
"A nostro giudizio, il documento ripropone nella sostanza e nella forma
quanto illustrato a sindacato nel corso della riunione del 25 marzo scorso.
Pertanto - si sottolinea nel documento unitario - la posizione di insufficienza
della proposta già espressa in quella sede, viene da parte nostra
riconfermata". Per le organizzazioni sindacali, "occorre ripartire
dalle tematiche che guardano alle prospettive strutturali industriali, proprie
del ruolo che la nuova Alitalia dovrebbe esercitare
all interno del gruppo Air France-Klm, con particolare riferimento ai presidi
produttivi della filiera del trasporto aereo nazionale, internazionale e
intercontinentale" e, prosegue il documento, "in tale contesto vi è
la necessità di riconsiderare il ruolo e lo sviluppo del sistema
infrastrutturale aeroportuale, a partire da Malpensa, dove già si registrano
gravi crisi occupazionali o come quelle che si annunciano su Napoli e su tutti
gli altri scali italiani". I sindacati, comunque, "nel rigettare
qualunque percorso, interno o esterno, che prefiguri il fallimento ritengono di
fondamentale importanza proseguire il confronto, per svolgere il ruolo proprio
del sindacato nella tutela degli interessi di tutti i lavoratori di Alitalia". A caldo, la reazione era stata più dura, a
dir il vero, tanto che il segretario nazionale della Uil Trasporti Marco
Veneziani aveva parlato di "un documento brutto e inaccettabile. Se questa
è la base per una trattativa, è un conto, ma se invece è la proposta finale lo
rimandiamo al mittente". [Data pubblicazione: 29/03/2008].
( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Spinetta riconferma
il piano, ma il fronte sindacale si spacca Air France non abbassa le ali E ora
la Uil sbatte la porta Jean-Cyril Spinetta conferma il piano di Air France-Klm
per Alitalia e la Uil Trasporti
sbatte la porta. Nel motivare la decisione il segretario generale del
sindacato, Giuseppe Caronia, premette che "il clima pre-elettorale che ha
trasformato la vicenda Alitalia in terreno di scontro politico tra i diversi schieramenti in
campo nega di fatto le indispensabili condizioni di serenità che possano
permettere di continuare il confronto con Air France-Klm". Quindi
ribadisce l obiezione avanzata ieri in mattinata dal numero uno della Uil,
Luigi Angeletti: "Le pregiudiziali poste dal gruppo franco-olandese che
vincolano la eventuale acquisizione di Alitalia alla
decisione che in proposito assumerà il nuovo Governo e alla preventiva
soluzione della controversia con la Sea, oggi riconfermate - chiarisce Caronia
- impediscono ulteriormente il prosieguo di un confronto che, a queste
condizioni, risulta inutile e non possibile indipendentemente dalle enormi
distanze tra le parti". Il sindacalista, dunque, definisce "saggio e
doveroso" attendere la formazione del nuovo Governo, qualunque esso sia il
quale dovrà a sua volta dire con estrema chiarezza al Paese e ai lavoratori del
gruppo Alitalia se e come ritiene si possa portare a
termine una trattativa con Air France-Klm, se e in che modo intende sostenere
questa eventualità e se intende mantenere il personale di Atitech in ambito Alitalia come da noi richiesto". Il numero uno della
Magliana, Maurizio Prato, ricorda che la proroga alla scadenza del 31 marzo per
proseguire la trattativa è di pochi giorni ("Abbiamo oggi e domani per
trovare un accordo") e se non ci saranno le premesse per una possibile
intesa, Alitalia non riuscirà ad ottenere il prestito
ponte da parte del Tesoro. Su questo punto è stata chiara anche la Commissione
europea spiegando che non avrebbe accettato aiuti di Stato per la Magliana. Ma
la Uil non ci sta: "Non saranno certamente le due settimane che mancano
alle elezioni incalza Caronia - che determineranno il fallimento di Alitalia, che sono davvero poca cosa se comparate ai
lunghissimi mesi di inspiegabile e colpevole silenzio del governo Prodi, che ha
sinora precluso al sindacato ogni possibilità di confronto". Proseguono
nel negoziato, invece, le altre otto sigle dei dipendenti Alitalia
che pure venerdì, ad eccezione dell Anpac, hanno firmato un documento congiunto
in cui si definiva insufficiente la proposta francese. Dunque, in una nuova
nota congiunta ma anche in questo caso si dissocia il sindacato dei piloti,
Filt-Cgil, Fit-Cisl, Ugl Trasporti, Unione piloti, Anpav, Avia e Sdl dichiarano
che "il rapporto con la Uil Trasporti si è oggi dissolto per scelta
unilaterale non preannunciata" dalla stessa sigla sindacale. Il segretario
generale Filt-Cgil, Fabrizio Solari, dichiara che "la svolta vera è
cercare di capire se si trova un intesa sulle macroquestioni prima che sugli
esuberi", e cioè su integrità del perimetro aziendale, investimenti in
flotta, destino di Malpensa e cargo. Sulla stessa linea la Fit-Cisl secondo cui
"la migliore scelta per tutelare i lavoratori è quella di stare al tavolo
della trattativa anche se gli elementi del confronto sono complessi e gli
ambiti piuttosto stretti". [Data pubblicazione: 01/04/2008].
( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Mentre Di Pietro
inaugura la Boffalora-Malpensa, 900 dipendenti rimangono a casa e vengono
cancellate 180 tratte MASSIMO GARAVAGLIA Incoerenza, inefficienza, balle.
Questa la sintesi della vetrina che oggi si appresta a fare il ministro Di Pietro
presente all inaugurazione della Boffalora - Malpensa, una fondamentale arteria
di collegamento tra l Autostrada Milano-Torino e l hub lombardo. Fondamentale
perché, almeno per oggi, Malpensa è hub a tutti gli effetti. Oggi Di Pietro
taglierà il nastro (tricolore, ovviamente) alla nostra strada riempiendo di
sorrisi gli obiettivi dei fotografi. Domani (dello stesso anno, domani!) il suo
Governo taglierà anche 180 voli e 900 posti di lavoro alla nostra Malpensa.
Incoerenza della sinistra di Governo. Ci ricorda il Di Pietro che col megafono
gridava fuori Montecitorio contro l indulto mentre il suo Governo e la sua
maggioranza, con l appoggio di tanti altri paladini della sicurezza solo sotto
elezioni, l indulto invece lo approvavano. La statale che oggi inauguriamo era
stata picchettata già negli anni 60. I lavori sono finalmente partiti, a passo
di lumaca nel 2000, da dicembre in poi la corsa: in pochi mesi la strada è
stata completata, pronta per lo show pre-elettorale. Sconsigliamo, solo per
fare un esempio, il passaggio sul sovrappasso di Marcallo, ancora privo di
guard-rail: si rischia un bel volo e per metà è sterrato. Non importa all Anas,
e non è nemmeno chiuso al traffico, tale è la foga di fare il cinema: alla
sicurezza penseranno dopo le elezioni. Il colmo? L anno scorso, da me
interrogato in commissione Bilancio della Camera, il presidente dell Anas ha
dovuto ammettere che gli espropri non erano ancora giunti a conclusione, cioè
che privati e Comuni, dopo anni e a lavori quasi ultimati, non erano ancora
stati pagati. Poi il Presidente è stato di parola e i soldi sono arrivati:
peccato che per legge, per fare un opera pubblica devi pagare il terreno prima
di occuparlo. Quasi 50 anni per realizzare una statale. Ecco l inefficienza
dell Anas, tipico Ente dello Stato italiano. Oggi il ministro viene a farsi
bello inaugurando una statale che di Stato non ha praticamente nulla perché è
stata interamente realizzata con i soldi dei lombardi. Noi la Boffalora -
Malpensa la stiamo pagando con le gabelle ai caselli delle tangenziali di
Milano e della Mi-To. I romani sono più fortunati, la Roma-Fiumicino è stata
finanziata con la fiscalità generale, cioè l abbiamo pagata ancora noi. Il
Grande Raccordo Anulare, la tangenziale di Roma, è gratis. La Roma - Fiumicino
è gratis. Per forza, tanto paga Pantalone& Infine veniamo a Veltroni che
continua a ripeterci che di moratoria non si deve parlare, meglio dire
trasferimento graduale dei voli . Fosse vero sarebbe quasi lo stesso. Ma da
domani i voli sono tagliati tutti in un sol colpo, non gradualmente . Nell
accordo con Air France c è una clausola che esclude espressamente il
mantenimento dei voli su Malpensa: come fa il sindaco di Roma a scrivere nel
suo programma che ci sarà un trasferimento graduale? Come fa a ripeterlo in
televisione senza arrossire almeno un pochino? Allora eviti, il sindaco di
Roma, di raccontare balle. Tagliano rotte, tutte e subito, e posti di lavoro.
Poi senza vergogna vengono ad inaugurare la nostre strade. Se ne stiano a Roma,
con la loro Alitalia, ne facciano ciò che credono i signori della sinistra, la
regalino ad Air France o la facciano fallire. Ma giù le mani dalla nostra
Malpensa. PS: un segno della distanza, anche fisica, tra Di Pietro e compagni e
il Nord. Nel volantino ufficiale dell inaugurazione Lonate Pozzolo diventa
Lonate Bozzolo . Caro Ministro, almeno uno sguardo alla cartina&
[Data pubblicazione: 30/03/2008].
( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Garavaglia: l Expo è
una lezione al Governo. Lo scalo è il futuro NOSTRO INVIATO ALESSANDRO MORELLI
Vanzaghèll - La vetrina pre-elettorale è fatta: l inaugurazione della
Boffalora-Malpensa è compiuta. Da oggi la nuova statale collega direttamente l
hub all autostrada Milano-Torino. C erano tutti sul palco, il Governatore
Formigoni, l assessore Cattaneo e il ministro Di Pietro. Sotto, gli invitati e
qualche militante con le bandiere di partito. "Lasciamo lontani i colori -
spiega Di Pietro - qui non si fa campagna elettorale, si parla di un bene per l
Italia". Un Italia che mentre inaugura la strada costruita con i soldi dei
lombardi, fa perdere il posto di lavoro a 900 dipendenti di Malpensa e taglia
il 70% dei voli allo scalo padano. Così, mentre persino il presidente di Anas,
Pietro Ciucci, ribadendo l importanza dell arteria stradale, rimarca la
tristezza per il momento di difficoltà dell hub, il ministro Di Pietro, in
piena campagna elettorale, lancia la proposta di federalismo infrastrutturale .
Il Governatore Formigoni mestamente annuncia: "Ci aspetta un periodo di
quaresima, ma sarà il più breve possibile" e Filippo Penati spiega: "Alitalia se ne va ma lo scalo avrà comunque un futuro
intercontinentale. Qui nessuno ha intenzione di arrendersi". Una vetrina
elettorale che rischia di essere un boomerang per i partiti romani. E lo sanno
bene gli organizzatori, tanto che il palco è allestito sotto un cavalcavia, ben
lontano dalla gente. Sotto la galleria, ben protette, le autorità sorridono ai
flash dei fotografi, fuori ci sono quelli che protestano. "È chiaro che il
Governo di Roma abbia paura della gente del Nord, di chi oggi vede realizzata
un arteria importante ma che non sa come arrivare alla fine del mese perché
intanto ha perso il posto di lavoro" spiega l onorevole leghista Massimo
Garavaglia. "Questo - afferma ancora Garavaglia - è per noi un giorno di
festa per un opera importante ma nel contempo un momento di grande tristezza
perché siamo gente del territorio e sappiamo quello che le scelte di Alitalia stanno a significare per il
futuro della nostra gente". L aspetto più grave è "che pur di salvare
il salvabile per la compagnia di bandiera, Alitalia e il Governo stanno svendendo l hub del Nord: sarebbe
sufficiente un anno di moratoria per impedire che lo stop imposto da Air France
rallenti lo sviluppo di Malpensa attraverso il dumping che si sta realizzando
sul nostro aeroporto e sul mercato padano. Invece no, si va avanti col
beneplacito di Roma". Tra le bandiere della Lega ci si appresta al taglio
del nastro e il ministro Di Pietro, infastidito, chiede ai collaboratori un
grande tricolore, ecco la foto di giornata: il ministro col tricolore, taglia il
nastro della strada pagata coi soldi del Nord mentre il resto del suo Governo
uccide l hub padano e i posti lavoro. "Non potrebbe che essere così -
spiega Garavaglia - i partiti romani (al fianco di Di Pietro c è Formigoni) non
possono non difendere i 20mila posti di lavoro di Fiumicino. Il dramma è che le
forze politiche presenti su scala nazionale stanno facendo il male di tutti.
Solo la Lega, come sempre, punta agli interessi del Nord che, in questo caso,
coincidono con quelli generali". Presente all evento anche l ex presidente
della Provincia di Varese e candidato alla Camera, Marco Reguzzoni, arrivato
dopo una lunga camminata con alcuni militanti del Carroccio "non ci
volevano far arrivare fino a qui - spiega - questa è un opera per la gente, ma
i timori rispetto alle reazioni dei cittadini del nostro territorio sono così
grandi che hanno deciso di fare un inaugurazione sotto un viadotto e solo tra
ben determinati ospiti". Alla luce della vittoria dell Expo 2015,
Garavaglia ha in seguito aggiunto: "Questa è un ulteriore lezione al
Governo romano: il mercato non si può fermare. È impensabile che un manager
cinese o americano passi da Roma o Parigi per raggiungere la Fiera Mondiale. Il
trasporto aereo è qui e secondo uno studio del Comitato Expo, 9 milioni di passeggeri
passeranno da Malpensa per andare all appuntamento internazionale. Con o senza Alitalia". [Data pubblicazione: 01/04/2008].
( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
PARLA BONOMI
"Nonostante Roma non morirà mai" Vanzaghèll - "Malpensa non
morirà mai". Giuseppe Bonomi, presidente della Sea, difende l hub milanese
nel giorno dell abbandono da parte di Alitalia che ha
ridotto da
( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Rave party, festini illegali
GIULIANO CITTERIO Milano Rave party: visto che questi festini illegali
avvengono nella più completa indifferenza di istituzioni locali, prefetti e
questori incaricati, anzi teoricamente obbligati, a far rispettare leggi e
regole, con la polizia che pattuglia a qualche chilometro di distanza (o sono
ancora tutti al gazebo della Lega a fermare la donazione gratuita delle
bombolette antistupro?), che almeno si provveda alla distribuzione gratuita di
qualche tonnellata di droghe varie. Candidature operai Thyssen DAVIDE TIRABOSSI
Parma Due partiti del centrosinistra, Pd e Sinistra Arcobaleno, hanno candidato
al Parlamento due opeRai della Thyssen, e i lavoratori hanno accettato.
Vergogna. Questi operai devono vergognarsi perché diventeranno ricchi sulla pelle
dei loro colleghi morti in fabbrica, infatti il loro stipendio passerà da
( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Importanti i
contatti con chi è lontano ROBERTO PEPE Caro Direttore, perché la Padania non
appare più con il proprio sito in internet? Proprio sotto le elezioni è
importante essere aggiornati. Chi non abita al Nord non ha più riferimenti immediati.
Io ho la fortuna di avere mio cugino in Val Brembana che gestisce un'edicola e
mi tiene aggiornato, ma ho amici che vorrebbero essere informati a Roma e,
praticamente è impossibile farlo. Prego, cercate almeno di mandare in rete i
titoli e le lettere dei lettori. Mantenete vivo il contatto con la gente che è
lontana. È estremamente importante La prosopopea di Napolitano PINO Gentile
Direttore, leggo che il presidente N , con la sua solita prosopopea, alle fosse
ardeatine dichiara: Non dimenticheremo . Lui dice che non dimenticherà quei
morti! Io mi chiedo come farà, visto che dei cento milioni di morti fatti dai
suoi "compagni" si è dimenticato da un pezzo! Sarebbe bello poter
ripetere la domanda pubblicamente finché non arriverà una chiara risposta...
Che triste Paese quello in cui si accusa qualcuno di
strumentalizzare la vicenda Alitalia, ma non si stigmatizza chi strumentalizza la morte altrui! L
indignazione dei musulmani LUCIO DI NISIO Montesilvano La vicenda della
conversione di Magdi Allam ha trovato ampio spazio sui media arabi. La stampa è
critica verso il Papa per avere voluto "in prima persona" celebrare
il battesimo del giornalista. Unanime la condanna sui siti web dei
giornali alla scelta del giornalista, definito "apostata" e accusato
di essersi "gettato nelle braccia dell Occidente per interessi economici e
personali". Il quotidiano palestinese Al Quds al Arabi titola in prima
pagina: "Il Papa Bendetto XVI provoca l indignazione dei musulmani per
avere battezzato un ex musulmano che appoggia Israele ed è noto per la sua
avversione all Islam". Dovremmo essere "indignati" noi cattolici
per tali espressioni di odio, tenendo presente che i musulmani apostati sono
passibili di fatwa di morte. Prodi ci ha svenduto ai francesi OMAR VALENTINI Salò
(Bs) La cessione di Alitalia potrebbe rappresentare la
Prodezza finale, e più eclatante, dell attuale governo dimissionario. Prodi,
pur sfiduciato, prosegue imperterrito nella sua opera demolitrice. Lo potremmo
chiamare il Grande Demolitore o, come Sylvester Stallone, Demolition Man ,
essendo stato in grado di demolire tutto ciò che ha incontrato sul suo cammino,
vendendo fior di aziende statali sottocosto ai privati, peggio che nei saldi di
fine stagione. Che senso ha cedere Alitalia, per di
più ai nostri più agguerriti concorrenti, i francesi, ora che il suo prezzo in
borsa è crollato quasi a zero? Significa regalarla: oltretutto a chi ha
interessi opposti ai nostri. Il governo ha riservato una corsia preferenziale
ad Air France, tenendo fuori il più possibile qualsiasi altro acquirente. Se le
cose andranno come è stato deciso da Prodi, gli italiani si ritroveranno
cornuti e mazziati e, quando viaggeranno in aereo, potranno solo vergognarsi
del proprio Paese. Qualche domanda a Matteo Colaninno LETTERA FIRMATA Il
Wangelo (Walter Vangelo) secondo Matteo. A Ballarò(ssa) c'era, accanto a Piero
Fassino e, in gessato grigio scuro come Piero, Matteo Colaninno, capolista per
il Pd in Lombardia, il quale ha ben chiara la sua "missione" in
questa campagna elettorale. Giorni addietro lo ha rivelato: "Rappresentare
il nord e i ceti produttivi" nel progetto veltroniano per la nuova Italia.
Poi ha aggiunto: "Bisogna colpire chi cerca di sfuggire al fisco e
premiare chi invece è sempre stato corretto". Ma quale era la missione di
Colaninno senior, Roberto, quello della "razza padana" con Gnutti ed
altri bresciani, quando fecero nel 1999 la scalata alla Telecom? Quella è stata
fino ad oggi la più grande operazione di acquisizione a leva finanziaria
(comprare Telecom con i soldi di Telecom), mai operata in Italia. L'operazione
riuscì, però creò un debito di oltre 30 miliardi di euro nei conti di Telecom
Italia, che dopo 10 anni si trova ancora schiacciata da quel macigno. Nel 2001
Roberto il Guiscardo vende la Telecom a Pirelli e Benetton creando una notevole
plusvalenza (1,5 miliardi di euro) nelle casse di Bell, la società veicolo
lussemburghese con la quale Colaninno e Gnutti ottennero il controllo di
Telecom scaricando il solo debito su Telecom. Per questa plusvalenza la società
è stata indagata per evasione fiscale e multata dall'Agenzia delle Entrate per
1,937 miliardi di euro. L'accertamento con adesione a cui hanno aderito i soci
di Bell ha permesso la riduzione delle sanzioni ad un quarto del minimo, così
la società ha dovuto versare al Fisco/Visco solamente 156 milioni. A Matteo,
folgorato sulla via di Roma da Walter Veltroni (WaVe, l'Onda, lo Tsunami della
politica italiana), chiedo se tutto ciò è stato, eticamente e fiscalmente,
corretto. Si può avere la faccia tosta di Veltroni CARMEN ANSI Lodi Quando ho
appreso la notizia dell'ultima promessa elettorale di Veltroni (l'aumento delle
pensioni) mi sono detta: "No. Questa elemosina non la voglio".
"Un euro al giorno? E che me ne faccio? Spera forse che ci comperi l'Unità?".
Poi ho capito: non serviva rifiutarne l'idea. Tanto, non ho 65 anni, e allora
sono una pensionata necessariamente ricca, tanto da non avere diritto neppure
all'obolo. Fa nulla, per il nostro candidato "voltapagina": per lui
"si può fare". Si può continuare a non mangiare quando ti arrivano le
bollette del gas e dell'energia elettrica, che da sole ti erodono un mese di
pensione, se basta. "Si può". Avere una faccia tosta senza limiti. E
dimenticare il senso della misura. Gli slogan di Casini ROBERTO MANZONI Milano
Tremendi gli slogan elettorali dell'Udc: Casini: L'Italia ha bisogno di una
guida forte! Io scentro!!! Casini: Più sicurezza nelle città! Io dentro!!!
Casini: La forza delle idee! Io t entro!!!! La Lega non si faccia fregare RENZO
SORDI Come al solito, la Lega rischia di farsi fregare in campagna elettorale.
Bisogna fare dei manifesti, meglio qualcuno meno ma incollato bene, in cui si
evidenzia la scarsa visibilità in Tv e il furto, soprattutto da parte del
partito di Veltroni, di temi e traguardi già perseguiti e raggiunti nel corso
della legislatura in cui la Lega Nord era al governo. Perché non ristampare,
per esempio, il manifesto in cui si diceva "175 parlamentari in meno"
modificandolo solo con una scritta trasversale ben evidenziata dove si aggiunge
"manifesto vecchio: noi l'avremmo già fatto se la sinistra non l'avesse
bocciato al referendum". Va battuto il chiodo del richiamo alla memoria,
secondo me, e alcuni manifesti della Lega Nord, ripresi oggi, sarebbero la
conferma della grande lungimiranza che sta dimostrando il Movimento di Umberto
Bossi. [Data pubblicazione: 27/03/2008].
( da "Padania, La" del 01-04-2008)
Argomenti: Alitalia
GIULIANO CITTERIO
Milano Rave party: visto che questi festini illegali avvengono nella più
completa indifferenza di istituzioni locali, prefetti e questori incaricati,
anzi teoricamente obbligati, a far rispettare leggi e regole, con la polizia
che pattuglia a qualche chilometro di distanza (o sono ancora tutti al gazebo
della Lega a fermare la donazione gratuita delle bombolette antistupro?), che
almeno si provveda alla distribuzione gratuita di qualche tonnellata di droghe
varie. Candidature operai Thyssen DAVIDE TIRABOSSI Parma Due partiti del
centrosinistra, Pd e Sinistra Arcobaleno, hanno candidato al Parlamento due
opeRai della Thyssen, e i lavoratori hanno accettato. Vergogna. Questi operai
devono vergognarsi perché diventeranno ricchi sulla pelle dei loro colleghi
morti in fabbrica, infatti il loro stipendio passerà da