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T ARTICOLI DEL 31-5-2008 #TOP
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Articoli
Alitalia 2 (32)
Alitalia,una nuovaasta
( da "Secolo
XIX, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Terza
asta per Alitalia ( da "Secolo XIX, Il"
del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Vendita
alitalia, tremonti riscrive le regole - luca iezzi
( da "Repubblica,
La" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Vendita Alitalia, Tremonti riscrive le regole Procedure più veloci. "Intesa cercherà compratori". Esame Ue per il prestito Il ministro: "Le procedure normali si sono rivelate inadatte" Bersani: "Governo cinico e poco trasparente" LUCA IEZZI ROMA - Per la terza volta in un anno e mezzo il governo prova a vendere Alitalia e si affida a Intesa-
Addio
al biglietto di carta da domani decolla l'e-ticket
( da "Repubblica,
La" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia un po' in ritardo sui rivali ? tutti i grandi vettori si sono adeguati tanto che già a inizio di quest'anno il 93% dei voli era servito con e-ticket. A festeggiare la nuova era non sono solo i contabili delle grandi aerolinee. Un sospiro di sollievo lo tirano infatti anche gli ambientalisti.
Alitalia,
Tremonti riparte dall'inizio Finito il bluff della cordata Ermolli il ministro
chiede aiuto a Intesa-San Paolo ( da "Unita, L'"
del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: edizione del Alitalia, Tremonti riparte dall'inizio Finito il bluff della "cordata Ermolli" il ministro chiede aiuto a Intesa-San Paolo di Laura Matteucci / Milano ZERO Per Alitalia si riparte da zero. Il ministro all'Economia Giulio Tremonti si affida ad Intesa San Paolo come advisor per la vendita, e vara un decreto di deroga alle regole delle privatizzazioni per far fronte "
E
Walter diventa il "premier ombra"
( da "Giornale.it,
Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.
Berlusconi
come San Gennaro: faro' sparire l'immondizia e salvero' 'Alitalia
( da "Voce
d'Italia, La" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia Perche' lo strano fenomeno delle conversioni di storici militanti di sinistra non deve ingannare sulle reali capacita' del Governo Sembra che all'improvviso anche i più accaniti oppositori di Berlusconi si siano ricreduti. I primi a spiccare pubblicamente una tratta di fiducia nei confronti del Cavaliere sono stati Celentano a De Gregori,
TRENTO
- Qual è per gli imprenditori italiani l'emergenza più importante da affrontare
( da "Messaggero,
Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Dunque la leader degli imprenditori saluta con favore la disponibilità di centro-destra e centro-sinistra a confrontarsi in modo meno distruttivo, ed anzi invoca apertamente "uno spirito costituente con la maggioranza e l'opposizione che collaborano insieme". Mentre al governo, su Alitalia come su altri dossier aperti, chiede il coraggio di "fare scelte impopolari".
<Meglio
la cura del mercato e un partner internazionale>
( da "Corriere
della Sera" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: platea quando Emma Marcegaglia affronta il caso Alitalia, "tema della disfatta di un Paese". E più chiara non può essere la presidente di Confindustria, special guest da tutto esaurito ieri a Trento. Si fatica a trovare un posto in piedi, nonostante i diversi punti di ascolto allestiti dall'organizzazione, lei apprezza, ringrazia, si mostra a suo agio in questa arena aperta a tutti,
S
egretucci ( da "Corriere della Sera"
del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-31 num: - pag: 3 autore: di LINA SOTIS categoria: REDAZIONALE Qui Lina S egretucci Parlamentari. Il Governo sfila i soldi, precedentemente assegnati agli handicappati, per darli all'Alitalia. Il paese vola basso. lsotis@corriere.it.
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-31 num: - pag: 2
Alitalia, la... ( da "Corriere della Sera"
del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-31 num: - pag: 2 Alitalia, la spinta del governo Corsia d'urgenza per la vendita Tremonti: unica alternativa un nuovo socio di controllo. Intesa advisor Il Tesoro: "Air France non c'è più" Via al decreto legge con poteri straordinari per l'esecutivo ROMA - "Soon is better".
Il
ministro, la cordata di Ermolli e il sentiero di guerra per il salvataggio
( da "Corriere
della Sera" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Per esempio, quanto costa il carburante? Rivelarlo, significa però mettere a nudo Alitalia dinnanzi alla concor La promessa elettorale Il responsabile dell'Economia: "Alitalia è una promessa fatta in campagna elettorale che dobbiamo mantenere".
Il
ritorno in campo della superbanca, con una task force
( da "Corriere
della Sera" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: A quel punto si potrà parlare di eventuali "cordate" e raccordi con il lavoro del consulente Bruno Ermolli. I tempi sono strettissimi: Passera dovrà assolvere al mandato e passare (se possibile) alla fase due entro l'estate. La situazione di Alitalia non consente altri ritardi. Sergio Bocconi.
Tremonti
accelera su Alitalia <Banca Intesa come advisor>
( da "Corriere
della Sera" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: mai così dal '96 Tremonti accelera su Alitalia "Banca Intesa come advisor" ROMA - Per l'Alitalia il governo ha deciso di passare a "mosse straordinarie, assumendo direttamente la regia dell'operazione con deroghe specifiche". Lo ha detto il ministro Tremonti. Intesa-Sanpaolo sarà advisor dell'operazione.
Filippo
Caleri f.caleri@iltempo.it La privatizzazione di
( da "Tempo,
Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: it La privatizzazione di Alitalia ritorna al punto di partenza. Diciotto mesi di trattative tra la compagnia, lo stato (azionista di maggioranza) e i vettori interessati a rilevare la compagnia tricolore non sono serviti a nulla. Si sono tirati tutti indietro. Così il dossier è ritornato da dove era partito: sul tavolo del ministro dell'Economia.
Come
ti riprivatizzo l'Alitalia ( da "Manifesto, Il"
del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: e forse anche altro Come ti riprivatizzo l'Alitalia Francesco Piccioni E tre. Nuovo governo, nuova procedura per la privatizzazione di Alitalia. Una storia infinita di svolte, dietrofront e furbizie italiche che non per caso ha depresso fino all'eutanasia la situazione finanziaria, patrimoniale, commerciale della compagnia di bandiera.
È
importante, è giusto che una nazione sia orgogliosa di se
( da "Tempo,
Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Dare Alitalia "a loro" sarebbe stato come ricevere di nuovo una testata da Zidane. Visti i risultati elettorali del 13 e 14 aprile, la mossa è stata azzeccata. Aver fatto fuggire Air France senza alternativa e a fronte di un'ancora invisibile cordata italiana, è stato in realtà il vero colpo mortale per la nostra compagnia di bandiera.
Palazzo
Chigi: Alitalia vive un anno con il prestito ponte da 300 milioni
( da "Tempo,
Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stampa Palazzo Chigi: "Alitalia vive un anno con il prestito ponte da 300 milioni" Le misure di urgenza per Alitalia, varate dal governo servono a "salvaguardare per i prossimi dodici mesi la continuità aziendale", evitando così per un anno la liquidazione della compagnia.
ROMA
Tra l'individuazione del soggetto e la presentazione dell'offerta per il
controllo ( da "Messaggero, Il"
del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: individuazione del soggetto e la presentazione dell'offerta" per il controllo di Alitalia, in base al decreto, "non saranno dovuti gli obblighi informativi previsti dal Testo Unico della Finanza per le società quotate". Lo ha spiegato il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. "Il soggetto potrà accedere alle informazioni riservate presso la società".
ROMA
- Il salvataggio di Alitalia passa da una Nuova Alitalia che Intesa Sanpaolo
( da "Messaggero,
Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Di ROSARIO DIMITO ROMA - Il salvataggio di Alitalia passa da una Nuova Alitalia che Intesa Sanpaolo dovrà ridisegnare. Probabilmente attraverso una scissione o qualche altra operazione societaria e che potrebbe anche prevedere il passaggio da una procedura straordinaria. Intesa vestirà il ruolo forte di Superadvisor.
ROMA
Altro giro, altra corsa per Alitalia. Cambia il percorso che dovrebbe portare
la compa ( da "Messaggero, Il"
del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: altra corsa per Alitalia. Cambia il percorso che dovrebbe portare la compagnia al salvataggio e cambiano (potrebbero cambiare) i competitors. Il governo vara un nuovo decreto di procedura di privatizzazione, ma non è scontato che avrà il via libera di Bruxelles che dovrà valutare se il prestito di 300 milioni non rientri nella "tagliola"
CON
LA MODA DEI BLOG ( da "Corriere della Sera"
del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: governo abbia presentato questa norma perché vuole che Autostrade metta dei soldi nel salvataggio di Alitalia. Così il titolo Autostrade vola in Borsa, Alitalia continuerà a volare e noi automobilisti voleremo sempre più basso. Andrea Tribulini antrib@tiscalinet.it IMMIGRATI I nuovi centri I nuovi centri per gli immigrati si chiameranno Cei (Centro di espulsione e identificazione).
Privatizzazione
Alitalia, si cambia ( da "Liberazione"
del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ponte di 300 milioni ad Alitalia in patrimonio. La ricerca di un nuovo azionista per Alitalia "è l'unica alternativa" ha aggiunto Tremonti che ha indicato che "non è più procrastinabile un aumento di capitale sociale". La nomina nel ruolo di advisor dell'Istituto guidata da Corrado Passera è comunque la novità che fa pensare ci possano essere sviluppi interessanti.
Alitalia,
per trovare l'acquirente Tremonti si affida a Banca Intesa
( da "Liberazione"
del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, per trovare l'acquirente Tremonti si affida a Banca Intesa Fabio Sebastiani "Il dissenso è l'unica arma che abbiamo per rafforzarci". Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom, dal palco della Conferenza d'organizzazione della Cgil, chiude il suo intervento scegliendo il percorso della contrapposizione.
E
così il tesoriere pontificio si frega le mani... Il corpo delle donne vale meno
del "mattone" Immigrazione, ecco cos'è successo a Milano
( da "Liberazione"
del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ici e del deficit Alitalia.l suo commento, "i fondi che chiederò di stanziare serviranno per il sussidio all'attuazione di una normativa che attualmente è allo studio dei tecnici" è veramente debole. Alla faccia delle sue parole scritte due giorni fa su questo stesso giornale: concretezza per il sostegno ai centri anti violenza.
Alitalia,
Intesa entra nell'affaire ( da "Campanile, Il"
del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: rilevare Alitalia, non è mai stato, Emma Marcegaglia, neo presidente degli industriali, non ha dubbi: "Per salvare Alitalia occorre un intervento di forte ristrutturazione e poi il sostegno di un partner internazionale". Secondo il presidente, "se non ci sarà una ristrutturazione seria", anche se impopolare, non si troverà "nessun partner internazionale e neanche imprenditori italiani"
A
MUSO DURO ( da "Stampa, La"
del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia". Per 18 mesi il governo Prodi, volendosi attenere alla normativa sulle privatizzazioni, aveva cincischiato. Era nata una trattativa con Air France che poi è morta, a sentire la compagnia francese, per colpa del sindacato. Per andare avanti è stato necessario un prestito ponte che prima è finito sotto i riflettori della Ue e successivamente i sindaci di Alitalia hanno preteso
Crisi
Alitalia: Banca Intesa agira' come 'advisor'
( da "Voce
d'Italia, La" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: esecutivo di mettere in liquidazione Alitalia. Il prossimo 3 giugno il cda di Alitalia nominerà quindi Intesa advisor per la privatizzazione. Nel frattempo in Parlamento sono al vaglio altri due decreti su Alitalia: il prestito ponte e la norma nel decreto Ici che converte i 300 milioni in patrimonio per coprire le perdite.
Alitalia,
svolta nella vendita: la regia passa al governo
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: esecutivo Alitalia, svolta nella vendita: la regia passa al governo Approvato il decreto che amplia i poteri dell'esecutivo --> Ok al decreto che dà più poteri al governo sulla vendita di Alitalia. Intesa Sanpaolo nominata advisor dell'operazione. Sarà il Consiglio dei ministri a individuare un nuovo azionista che possa salvare Alitalia.
Nord
decreto per vendere la compagnia mentre la lega torna a pontida e attacca
bruxelles ( da "Riformista, Il"
del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Intesa per Alitalia Forse è una svolta sul caso Alitalia. Le residue speranze di vita della compagnia di bandiera sono tutte nel cilindro di Tremonti, che ha deciso di giocare la partita a colpi di decreto. Dopo quello che ha trasformato il prestito ponte in patrimonio, ieri il Consiglio dei ministri ne ha varato un altro,
Intervista
l'economista pd: così si finirebbe col pagare la compagnia con le tariffe
( da "Riformista,
Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il governo invece pensa che Banca Intesa possa trovare un'offerta sul mercato per Alitalia. E Tremonti non esclude che Banca Intesa possa poi entrare nell'azionariato di Alitalia. "Il fatto che come advisor sia stato scelto il gruppo bancario che è stato tra i protagonisti principali della privatizzazione di Alitalia è un fatto sorprendente.
Alitalia
marcegaglia chiede il partner internazionale
( da "Riformista,
Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia marcegaglia chiede il partner internazionale Tremonti-Passera archiviano Ermolli Le residue speranze di vita di Alitalia sono tutte nel cilindro di Tremonti. E, soprattutto, sono legate alla sua proverbiale creatività. Se Padoa-Schioppa e Prodi avevano lasciato la partita in mano alla compagnia,
( da "Secolo XIX, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Si riparte da zero,
per la terza volta. Il governo incarica la banca Intesa San Paolo di trovare le
offerte di nuovi azionisti 31/05/2008 mensopoli 31/05/2008 Genova, bagnasco
"assolve" profiti 31/05/2008 Roma. Il cardinale Angelo Bagnasco,
arcivescovo di Genova, liquida come "millantato credito" le frasi che
coinvolgono il Vaticano intercettate nell'inchiesta di Genova sugli appalti per
le mense. E' una piena assoluzione per Giuseppe Profiti, il presidente
dell'ospedale Bambin Gesù di Roma, uomo molto vicino al cardinale Tarcisio
Bertone e ora indagato dai pm genovesi. ambrogetti >> 3 31/05/2008 RECCO
(GENOVA). La parrocchia si allea con la Coop per un supermercato. Con un
progettista di Forza Italia e uno del Pd. E si affida al consigliere del
Magistrato della Misericordia della Curia. menduni e sansa >> 4
31/05/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
A diciotto mesi dal
primo tentativo Il governo mette la compagnia sul mercato. Intesa San Paolo
nominata advisor ' 31/05/2008 i tempistringonoNon è più procrastinabile un
aumento di capitale. Si può solo cercare un nuovo azionista giulio
tremontiministro dell'Economia 31/05/2008 4 APRILE 31/05/2008 22 APRILE
31/05/2008 30 MAGGIO 31/05/2008 24 APRILE 31/05/2008.
( da "Repubblica, La" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Vendita Alitalia, Tremonti riscrive le regole
Procedure più veloci. "Intesa cercherà compratori". Esame Ue per il
prestito Il ministro: "Le procedure normali si sono rivelate
inadatte" Bersani: "Governo cinico e poco trasparente" LUCA
IEZZI ROMA - Per la terza volta in un anno e mezzo il governo prova a vendere Alitalia e si affida a
Intesa-Sanpaolo.
Ieri il Consiglio dei ministri ha varato un decreto che di fatto sospende gran
parte delle leggi sulla vendita di aziende pubbliche. La compagnia di bandiera
"Non è privatizzabile secondo i meccanismi e le procedure che il
legislatore ha previsto negli anni passati" ha dichiarato il ministro
dell'Economia Giulio Tremonti, spiegando che questa strada, opposta a quella
tentata dal suo predecessore Tommaso Padoa-Schioppa, è giustificata da una
situazione di "eccezionalità e urgenza, il progressivo deteriorarsi della
situazione di Alitalia esclude la possibilità di
ricorrere a procedure ordinarie". Protagonista assoluta sarà la banca
guidata da Corrado Passera, già designata advisor e che riceverà il mandato
ufficialmente martedì prossimo dal cda della compagnia. La nomina "ci
inorgoglisce" ha commentato il dg di Intesa-Sanpaolo, Pietro Modiano. Dopo
aver sostenuto AirOne nella gara che ha visto vittoriosa Air France, Intesa
torna su Alitalia con un mandato ampio: esaminerà i
conti e lo stato industriale e poi studiare le possibili soluzioni e stabilirà
i contatti con i soggetti, italiani ed internazionali, interessati
all'acquisto. Su questo fronte si registra il disinteresse di due compagnie,
Air France e Aeroflot, avvicinatesi ad Alitalia ed ora
convinte dell'impossibilità di un salvataggio. Valeri Okulov, direttore
generale della compagnia russa, ha dichiarato: "Lo stato in cui si trovava
un anno fa lasciava speranza di un recupero a costo di grande sforzo. Ora è
altamente discutibile che il suo risanamento sia possibile". Interlocutore
"naturale" di IntesaSanpaolo sarà Bruno Ermolli, che su indicazione
del premier Silvio Berlusconi sta cercando di costruire una cordata
d'imprenditori italiani per salvare la compagnia. Alla domanda se il colosso
bancario sarà anche tra i finanziatori dei compratori Tremonti ha risposto:
"Dipende da Intesa". Ad avere l'ultima parola sulle offerte sarà il
Consiglio dei ministri. Il decreto approvato sarà utile quando la trattativa
entrerà nel vivo, il governo, la società e i compratori potranno muoversi
liberi dagli obblighi di informazione al mercato previsti per le società
quotate in Borsa e per quelle pubbliche. Le stesse regole che avevano impedito
al cda di dare il via libera alla richiesta della due diligence avanzata da
Ermolli. Una deroga tanto ampia che permetterebbe ad Alitalia
di smettere di dare indicazioni sui bilanci trimestrali, sugli eventi
price-sensitive e appunto su le operazioni di fusione, acquisizioni o dismissioni.
Tutte previste dal testo unico finanziario. Per capire l'esatta portata di
questo regime privilegiato bisognerà aspettare la pubblicazione in Gazzetta
Ufficiale. Per ora la compagnia di bandiera in una situazione opposta, visto
che ogni mese la Consob gli impone di rivelare le disponibilità liquide e
l'indebitamento. Ieri dalla Magliana è arrivato l'aggiornamento al 30 aprile:
cassa a 174 milioni e debiti a 1.358, un peggioramento dello 0,5% rispetto al
mese prima. Critico Pierluigi Bersani, ministro dell'Economia del governo ombra
del Pd: "Per ciniche ragioni elettorali il nuovo governo ha distrutto la
soluzione Air France e gettato a mare una procedura limpida. Ora si predispone
un vestito su misura per una soluzione che non c'è e che non potrebbe, in ogni
caso, esserci al di fuori dell'impegno di grandi soggetti internazionali del
settore". Tremonti si è detto sicuro che quest'ultimo provvedimento sia
"in linea con l'Europa", mentre proprio ieri ha Bruxelles ha avviato
l'esame delle argomentazioni italiane sulle circostanze che hanno portato al
prestito ponte da 300 milioni. La commissione ha già espresso dubbi
sull'operazione e potrebbe avviare la procedura d'infrazione per aiuto di
Stato. A vagliare la posizione italiana sarà il neocommissario ai Trasporti,
Antonio Tajani.
( da "Repubblica, La" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia I check-in
saranno più rapidi e le compagnie aeree risparmieranno 2 miliardi Addio al
biglietto di carta da domani decolla l'e-ticket I vecchi tagliandi costavano 10
dollari l'uno e così sparisce il rischio smarrimento MILANO - Le compagnie
aeree mandano in pensione il biglietto di carta. Da domani, infatti, i vettori
aderenti alla Iata (il 94% del totale) venderanno solamente biglietti
elettronici. Ogni passeggero ? che prenoti via Internet, in agenzia o per
telefono ? sarà titolare "solo" di un codice di prenotazione che
diventerà il suo lasciapassare per salire a bordo. La novità semplifica di
molto le procedure di partenza per i viaggiatori e consentirà un bel risparmio
per le compagnie aeree. I vantaggi per i clienti sono evidenti. Un codice di
prenotazione, tanto per iniziare, non può essere perduto come capitava con i
vecchi tagliandi di carta. Che in caso di smarrimento dovevano essere
ricomprati mentre per i rimborsi ci si doveva imbarcare in un secondo tempo in
bizantinissime e lunghe procedure burocratiche. Il check-in, in particolare,
sarà molto più facile. Si potrà fare da casa via computer ? se non si ha
bagaglio da stiva ? attraverso il sito della propria compagnia aerea,
scegliendosi il posto che si desidera e stampandosi la carta d'imbarco. In questo
modo non solo si evitano le code in aeroporto, ma soprattutto non si corre il
rischio di rimanere a terra per l'overbooking del volo. In aeroporto, invece,
basterà presentarsi con un documento d'identità valido e il numero del codice.
Non serve avere la versione "cartacea" della prenotazione. Una volta
arrivati allo scalo di partenza si potrà stampare la carta d'imbarco alle
apposite isole self-service oppure con la tradizionale coda ai banconi del
check-in, un passaggio necessario se si hanno bagagli da imbarcare. Per le
compagnie, invece, l'ingresso nell'era dell'e-ticket si traduce in un risparmio
di quasi due miliardi di euro (i vecchi biglietti avevano un costo di
produzione di 10 dollari l'uno, contro il dollaro di quelli elettronici), soldi
benedetti in un periodo in cui il caro-petrolio ha messo in ginocchio i bilanci
del settore. L'addio al biglietto di carta è stato deciso quattro anni fa,
quando solo il 18% dei tagliandi di viaggio aerei venivano venduti in versione
elettronica. Le compagnie low cost si sono adeguate subito (Ryanair da sempre
vende i suoi bilgietti solo online) e poco alla volta ? Alitalia un po' in ritardo sui rivali ? tutti i grandi vettori si sono
adeguati tanto che già a inizio di quest'anno il 93% dei voli era servito con
e-ticket. A festeggiare la nuova era non sono solo i contabili delle grandi
aerolinee. Un sospiro di sollievo lo tirano infatti anche gli ambientalisti.
Il pensionamento di 300 milioni di biglietti di carta ogni anno consentirà di
evitare il taglio di 50mila albero l'anno, pari a una superficie verde pari a
( da "Unita, L'" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del Alitalia, Tremonti riparte dall'inizio Finito il bluff della
"cordata Ermolli" il ministro chiede aiuto a Intesa-San Paolo di
Laura Matteucci / Milano ZERO Per Alitalia si riparte da zero. Il ministro all'Economia Giulio Tremonti si
affida ad Intesa San Paolo come advisor per la vendita, e vara un decreto di
deroga alle regole delle privatizzazioni per far fronte "all'eccezionalità
della situazione". In tempi rapidi, e con un mandato ampio, Intesa partirà
con una ricognizione sui conti della compagnia, in base alla quale dovrà preparare
un piano di risanamento industriale, dopodichè verificherà l'esistenza di
investitori industriali e finanziari disponibili a partecipare all'impresa. Per
il momento almeno, non è previsto alcun intervento diretto. Nè di Banca Intesa,
nè di alcun altro operatore. "Sappiamo cosa non c'è più, cioè Air
France", dice Tremonti. Precipitano anche le possibilità di un ritorno in
pista di Aeroflot: il direttore generale della compagnia di bandiera russa,
Valeri Okulov, fa sapere che allo stato attuale sia "altamente discutibile
che il risanamento di Alitalia sia possibile". Un
anno fa forse, adesso proprio no. E la cordata millantanta da Berlusconi in
campagna elettorale non è mai pervenuta. Come dice Pierluigi Bersani, ministro
ombra dell'Economia per il Pd: "Per ciniche ragioni elettorali il nuovo
governo ha distrutto la soluzione Air France e gettato a mare una procedura
limpida. Con le decisioni di adesso si compie uno strappo rispetto ai
tradizionali meccanismi di trasparenza e di pari condizioni nei processi di
privatizzazioni". Tranchant Fabrizio Solari, segretario della Filt-Cgil: è
"sconcertante" che dopo "tanti proclami siamo ancora al come si
fa e non al cosa si fa". Nel frattempo, la situazione non fa che
peggiorare. Al 30 aprile la liquidità di Alitalia era
pari a 174 milioni, contro i 180 milioni di fine marzo, come comunica la stessa
compagnia. E l'indebitamento netto, sempre a fine aprile, era di 1.358 milioni,
in aumento dello 0,4% rispetto al mese precedente. Il leader Cgil Guglielmo
Epifani chiede che sindacato e Parlamento vengano informati dal governo di
quanto sta avvenendo. E quanto sta avvenendo, terminato il Consiglio dei
ministri, è la ricerca ex novo di un azionista, "l'unica alternativa"
per Alitalia, come dice Tremonti, perchè "non è
più procrastinabile un aumento di capitale". Il decreto per procedere alla
cessione della compagnia in deroga alla legge sulle privatizzazioni dovrebbe
servire ad evitare la messa in liquidazione, e per Tremonti "è
assolutamente in linea con l'Europa: l'Europa vuole più mercato, e più mercato
della privatizzazione...". L'intervento del governo, che ha deciso per il
prestito ponte di 300 milioni di euro, secondo Tremonti ha permesso di
"disinnescare il rischio di un immediato avvio di procedura liquidatoria".
Nel frattempo, ha preso il via a Bruxelles l'esame delle mosse con cui Roma
intende sostenere Alitalia fino alla sua cessione.
Toccherà ora ai servizi che fanno capo al nuovo commissario Ue ai Trasporti,
Antonio Tajani, verificare se l'operazione è in contrasto con le norme europee
sugli aiuti di Stato. Al centro del confronto tra Roma e Bruxelles c'è proprio
il prestito ponte erogato per decreto dal governo Prodi, sotto pressione della
nuova maggioranza. Prestito poi convertito in patrimonio netto. Il mese scorso
Bruxelles ha espresso a più riprese dubbi sulla natura del prestito: un aiuto
di Stato sarebbe giudicato incompatibile con le norme Ue. L'Alitalia
ha già beneficiato nel 2001 di aiuti pubblici autorizzati. E non potrebbe
riceverne altri prima del 2011.
( da "Giornale.it, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Prima il no dei
Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle
foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una
"tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi,
quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo
quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei
manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra,
della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire
(rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire
colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza
travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare.
E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di
tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo
schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste,
sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi.
Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo
lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al
contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo
è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi
politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le
contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone
vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni
invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le
istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale?
quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di
tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per
evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito
comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo
sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto
democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni
realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate
e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di
piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della
storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte
politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una
democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle
estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il
"giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani
hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti
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16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di
dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete
provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si
sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori
britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella
del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista.
Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico.
"Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile
("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente
da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra
quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di
comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino?
Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese,
ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un
cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha
ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un
salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era
dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in
occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della
Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le
vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda
il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (108
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08
Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi
alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo
con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd),
sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento
e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha
riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno
scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta
rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse
Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella
distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e
Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici.
E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra
massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei
giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani)
e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E'
lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a
indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro
alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del
ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia
personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio
non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto
popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico.
C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel
mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo
D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta
Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della
Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a
Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua
dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve
un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più
l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna
elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche
Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità
da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo
in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in
mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (51 votes, average: 2.9
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il
"premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci,
Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti
migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione
rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a
Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e
l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier
ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative
e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi),
tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed
entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato
lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie
finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono
buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente
Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo
è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con
D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire:
non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al
D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere"
alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è
più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla
direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce
il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che
affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di
rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra
nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti (
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08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul
governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e
stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere
che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che
contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella
chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini
nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra
31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è
riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma
molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che
potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario
alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci
sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23
giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il
presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della
Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche
perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in
Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano
stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del
sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.
Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha
sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve
un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i
primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le
responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la
sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da
Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi
problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto,
mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il
governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal
Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò
andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la
maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri),
Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà
(giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo
ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si
aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due
come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in
commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran
Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da
noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche
interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci
sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e
che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da
Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un
punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo
in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare
allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie
Commenti ( 65 ) " (47 votes, average: 2 out of 5) Loading ... Il Blog di
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un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità"
se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine
Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più
"silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per
scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta
del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e
ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa
dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo
colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra
radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a
correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali
diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo.
Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale,
fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei
leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna
carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più
pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani
libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che
sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e
furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo
sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione
di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è
da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno.
In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha
mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto
"L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il
nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare
vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra.
E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) "
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08
Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la
straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro"
di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie
(politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti
all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni
politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che
venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni.
E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da
Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni?
Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In
fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate?
Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare
il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (128 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali
sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la
conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato
sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono
scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico,
periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia
sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i
ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto
Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha
sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella
Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di
sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma
come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la
vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (91 votes, average: 1.55 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita
della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme
del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro
partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di
emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più
bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita
della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti
sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog
ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non
troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è
la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il
Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti
a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di
articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5
del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per
lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista,
ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (129
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Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera
su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia
del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang
"padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita
un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso,
pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più
attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi
democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt
, ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato,
lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti
demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"?
Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da
farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il
realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è
andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema
Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei
clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato
Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei
sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale
davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della
sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi
giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv
Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone,
assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa.
Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza
e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista"
toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa
sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con
che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia,
come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"?
GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (58
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precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano
"adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli
articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (37)
Ultime discussioni Franco R: Ringrazio il sig Taliani per aver risposto alla
mia domanda. A Felice Rossi voglio far notare che se... Silvio: Tra le
dichiarazioni più ridicole leggo oggi quella del pro-rettore Frati. Secondo lui
il simbolo del... Paolo M: VIOLENZA una parola che non ha colore ne parte; è
violenza e basta. Cercare di spacciarla, a seconda delle... Paolo: Ambrogio
scusa, ma secondo te il Granma era una nave da crociera? e Guevara viaggiava
per turismo? che... Alberto Taliani: caro Franco, come vede ora le cose si comprendono
meglio e sono soddisfatto del dibattito sul blog:... I più inviati Sayed, primo
risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la
conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3
Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il
governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra".
Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1
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( da "Voce d'Italia, La" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Focus Gli errori di
Veltroni e i problemi del Cavaliere Berlusconi come San Gennaro: faro' sparire
l'immondizia e salvero' 'Alitalia Perche'
lo strano fenomeno delle conversioni di storici militanti di sinistra non deve
ingannare sulle reali capacita' del Governo Sembra che all'improvviso anche i
più accaniti oppositori di Berlusconi si siano ricreduti. I primi a spiccare
pubblicamente una tratta di fiducia nei confronti del Cavaliere sono stati
Celentano a De Gregori, seguiti a ruota da Pino Daniele. Il caso del
cantautore napoletano è probabilmente il più eclatante, se no altro perché,
essendo del sud, è riuscito nella funambolica impresa di lodare
contemporaneamente Berlusconi e il ministro dell'Interno Maroni, nonostante sia
stato querelato da Bossi e condannato per diffamazione per aver dichiarato che
il leader leghista gli faceva “schifo”. Persino Antonello Venditti (uno che non
ha mai nascosto le sue simpatie per il Pci, anche selle successive declinazioni
in Pds-Ds) ha lodato il sindaco di Roma Gianni Alemanno (ex Msi). Manca solo
Beppe Grillo, e poi l'elenco dei convertiti al berlusconismo è completo. Non
stupisce, invece, il voltafaccia del Corriere della Sera, che, attraverso i
suoi editorialisti, ha manifestato apertamente appoggio al pacchetto-sicurezza
del Governo. Basta leggere gli editoriali di Piero Ostellino e di Ernesto Galli
della Loggia per rendersene conto. Verrebbe da domandarsi se sia lo stesso
Corriere che solo due anni fa, con un editoriale di Paolo Mieli, aveva invitato
gli elettori ad avere fiducia nel senso di responsabilità dei partiti della
sinistra radicale che comparivano nel variegato bouquet di sigle e simboli a
sostegno di Romano Prodi. La fiducia, evidentemente, era mal riposta, come
hanno poi dimostrato i fatti. Perché ora tutti facciano a gara per tessere le
lodi di Berlusconi, è un mistero. L'ipotesi più probabile, è che in giro non
c'è un'alternativa al Cavaliere (almeno per i prossimi cinque anni), per cui
tanto vale crederci. Certo, tutti speriamo che questa volta il premier riesca a
risollevare il Paese dal baratro nel quale sta inesorabilmente sprofondando, ma
siamo così sicuri che ce la farà? Vediamo quanto è fondata questa fiducia. Il
quarto Governo di Sua Emittenza è certamente cominciato sotto i migliori
auspici, con la benedizione scontata di Confindustria, l'atteggiamento
dialogante da parte del sindacato (Cisl e Uil), e l'apertura dell'opposizione
sulle riforme necessarie e condivise. Fin qui, tutto bene. Anche i primi
provvedimenti dell'Esecutivo hanno suscitato un'approvazione bipartisan,
impensabile fino a pochi mesi fa: dal pacchetto-sicurezza, alla politica estera
ed economica. I toni di Berlusconi sono da statista, moderati anche nei
contenuti, e il leader del centrodestra centellina le dichiarazioni e le
apparizioni tv. A vederlo, non ci si crederebbe. Stesso endorsement per i
ministri, abbottonatissimi e intenti a lavorare a testa bassa per salvare
l'Italia, l'esatto contrario della rissosa squadra di Governo che componeva
l'Esecutivo di Prodi. Pure il numero dei ministri (21) e dei sottosegretari
(39) è lontano anni luce dalla “carica dei
( da "Messaggero, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Dal nostro inviato
LUCA CIFONI TRENTO - Qual è per gli imprenditori italiani l'emergenza più
importante da affrontare? Secondo Emma Marcegaglia non si tratta del fisco.
"La riduzione delle imposte è importante - spiega nel suo intervento a
Festival dell'Economia di Trento - ma la la metto all'ultimo posto tra le
priorità, perché in Europa ci sono Paesi in cui la pressione fiscale è anche
più alta della nostra, che però riescono ad affrontare bene la globalizzazione
e a dare un supporto ai loro cittadini". Sono i Paesi in cui in generale
lo Stato funziona meglio, e c'è - in particolare - un buon sistema
universitario e scolastico. Per questo in cima alla lista delle riforme da fare
la neopresidente di Confindustria mette proprio scuola, università e ricerca.
Strumenti che devono essere in grado di "dare la capacità di comprendere i
cambiamenti in atto" e rappresentano quindi un antidoto ai potenziali
rischi derivanti dalla globalizzazione. Fenomeno che certo non può essere
affrontato con il ritorno al protezionismo. Per Marcegaglia sarebbe "una
catastrofe" perché "avremmo una capacità di crescita molto inferiore,
e torneremmo probabilmente anche a meno concorrenza all'interno dei vari
Paesi". Accettare l'apertura dei mercati però richiede allo stesso tempo
che ci siano "regole di fair market", su temi come i monopoli, la
contraffazione, l'ambiente. Altrimenti si ingrosserebbe proprio l'esercito
degli scontenti della globalizzazione. Al secondo posto nell'elenco delle
priorità Emma Marcegaglia mette il funzionamento dello Stato: ce ne vorrebbe di
più in alcuni settori, come quello della giustizia che non funziona, mentre in
altri servirebbe esattamente l'opposto. L'eccesso di burocrazia, l'indebita
presenza pubblica ad esempio nei servizi pubblici locali sono secondo la
presidente di Confindustria fattori da rimuovere perché in quanto ostacoli alla
crescita. Al terzo posto ci sono poi le infrastrutture: "Abbiamo bisogno
di porti, interporti, ferrovie", strutture necessarie per un Paese
esportatore come il nostro. Infine, appunto il fisco. Il momento per fare tutte
queste cose, insiste Marcegaglia, è questo. Non si possono attendere anni. E il
momento, a suo parere, può essere particolarmente favorevole perché sulla scena
politica "sembra svanito lo spirito di odio". Dunque
la leader degli imprenditori saluta con favore la disponibilità di
centro-destra e centro-sinistra a confrontarsi in modo meno distruttivo, ed
anzi invoca apertamente "uno spirito costituente con la maggioranza e
l'opposizione che collaborano insieme". Mentre al governo, su Alitalia come su altri dossier aperti,
chiede il coraggio di "fare scelte impopolari".
( da "Corriere della Sera" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-31 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Confindustria Con i sindacati in programma un incontro tra dieci
giorni "Meglio la cura del mercato e un partner internazionale"
Marcegaglia: le priorità del Paese? Scuola, giustizia e infrastrutture
"Tasse importanti, ma le metto all'ultimo posto" "Intervenire
sulle tariffe con le liberalizzazioni nei settori protetti" DA UNO DEI
NOSTRI INVIATI TRENTO - L'unica cura è quella del mercato, un partner
internazionale che ristrutturi e rilanci la compagnia, in alternativa c'è solo
il fallimento. Si leva il primo battimani dalla platea
quando Emma Marcegaglia affronta il caso Alitalia, "tema della disfatta di un Paese". E più chiara non
può essere la presidente di Confindustria, special guest da tutto esaurito ieri
a Trento. Si fatica a trovare un posto in piedi, nonostante i diversi punti di
ascolto allestiti dall'organizzazione, lei apprezza, ringrazia, si mostra a suo
agio in questa arena aperta a tutti, piercing e magliette oversize in
libera circolazione. "Per Alitalia ci vuole una
soluzione di mercato, ci vuole un partner internazionale che ristrutturi e
rilanci", dice la numero uno degli industriali. Il prestito ponte
"che in pochi mesi sarebbe cancellato non è il tema vero" e se si
affacciasse anche una cordata italiana italiana "tanto meglio", ma la
strada maestra resti quella mercato, ammonisce, "perché altrimenti alla
fine non resterà che il commissariamento, cosa che naturalmente io non mi auguro
". E non si nasconde che una ristrutturazione che si annuncia come
"faticosa e impopolare " incontrerebbe "forti resistenze
sindacali". Già, i sindacati. La riforma del contratto è in cima
all'agenda, e alle preoccupazioni, di Emma Marcegaglia, per la quale, anche in
questo caso, il tempo "non è una variabile indipendente". E infatti
sul confronto con Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti non
vuole perdere tempo: "Stiamo programmando un incontro che si dovrebbe
tenere nei prossimi dieci giorni", conferma prima di infilarsi in auto e
lasciare il Festival. Sui salari, ha detto poco prima ai microfoni di Radio24,
"ci sono molte cose da fare. I nuovi assetti contrattuali dovranno sposare
maggiore potere d'acquisto e più produttività". E poi bisogna intervenire
"sulle tariffe attraverso le liberalizzazioni di quei settori ancora
protetti", mentre sulla detassazione di straordinari e premi, ribadisce
"un giudizio positivo, un primo passo nella direzione". Di
globalizzazione e crescita parla invece nel suo intervento pubblico, quasi un
duetto con Mario Monti, che si conclude con l'auspicio che in Italia la
politica si muova e imprese e sindacati e tutte le associazioni "sappiano
assumersi le proprie responsabilità ". "Il ritorno al protezionismo
sarebbe una catastrofe – premette Emma - , frenerebbe competitività ed
esportazioni. Noi siamo europeisti, ma proprio chi crede in questa logica
chiede ad alta voce regole che valgano per tutti. Abbiamo bisogno – sottolinea
– di una governance ampia, di organismi multilaterali, di andare avanti
gradualmente con l'apertura dei mercati". Quanto alle priorità per
l'Italia, la presidente degli industriali italiani raccoglie un nuovo applauso
quando indica al primo posto la scuola e la ricerca: "I nostri figli
dovranno vedersela con un mercato dei talenti più forte e competitivo". Al
secondo posto pone "la certezza del diritto, più stato sulle regole, poche
ma rispettate da tutti, meno stato nella burocrazia". Terzo, le
infrastrutture, "dove abbiamo investito poco e male". Il fisco, un
po' a sorpresa, sta solo all'ultimo posto del Marcegaglia-ranking. "Le
tasse sono importanti, ma le metto all'ultimo posto perché tutto dipende dai
servizi. In Europa ci sono Paesi con tasse più altre ma che riescono ad
affrontare meglio la globalizzazione perché ai cittadini vengono restituiti
servizi che funzionano, a partire dalla scuola". Paola Pica Emma
Marcegaglia, presidente della Confindustria.
( da "Corriere della Sera" del 31-05-2008)
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Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-31 num: - pag: 3
autore: di LINA SOTIS categoria: REDAZIONALE Qui Lina S egretucci Parlamentari.
Il Governo sfila i soldi, precedentemente assegnati agli handicappati, per
darli all'Alitalia. Il paese vola basso.
lsotis@corriere.it.
( da "Corriere della Sera" del 31-05-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-31 num:
- pag: 2 Alitalia, la spinta
del governo Corsia d'urgenza per la vendita Tremonti: unica alternativa un
nuovo socio di controllo. Intesa advisor Il Tesoro: "Air France non c'è
più" Via al decreto legge con poteri straordinari per l'esecutivo ROMA -
"Soon is better". Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti,
come previsto, accelera le procedure per salvare Alitalia.
E, con un decreto, il governo diventa sostanzialmente il commissario della
compagnia di bandiera. "Sarà direttamente il consiglio dei ministri nella
sua collegialità a scegliere il nuovo azionista che possa salvare
l'azienda", ha spiegato il ministro annunciando che Intesa- San Paolo sarà
l'advisor per "promuovere o ricercare una o più offerte sul mercato"
e che "verranno sospesi gli obblighi informativi previsti per le società
quotate per evitare un grave danno alla società e al processo di
cessione". Giulio Tremonti puntualizza, anche per motivare nel merito il
decreto, che Alitalia "non è privatizzabile
secondo i meccanismi e le procedure che il legislatore ha previsto negli anni
passati". Dunque il governo passa a mosse "straordinarie, assumendo
direttamente la regia dell'operazione con deroghe specifiche". Nel testo
del provvedimento si legge che "una volta individuato il potenziale
acquirente potrà ottenere dalla compagnia le informazioni che ritiene
necessarie". Nelle scorse settimane, infatti, il vertice Alitalia si era rifiutato di accogliere la richiesta di due
diligence avanzata da Bruno Ermolli, il superconsulente ingaggiato dal
presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per portare a termine una
privatizzazione made in Italy annunciata durante la campagna elettorale. Sul
prestito-ponte di 300 milioni di euro (ieri è arrivata a Bruxelles la lettera
di chiarimenti), Tremonti ha affermato che "il governo difenderà in sede
europea la posizione dell'Italia anche se stiamo parlando del decreto legge
Prodi e non di quello di oggi né di quello di Napoli che era un modo per
rendere utile il decreto di Prodi ". Messa a punto la macchina giuridica
per evitare il fallimento o la procedura Marzano, ora per Alitalia
parte la caccia al cavaliere bianco in grado di ricapitalizzare la società, di
produrre un nuovo piano industriale e un partner internazionale che non sarà
Air France perché - ha detto Tremonti - "non c'è più, non c'è mai
stata". Dure le reazioni dell'opposizione. Per il ministro ombra
dell'Economia Pierluigi Bersani "per ciniche ragioni elettorali il governo
ha distrutto la soluzione Air France e gettato a mare una procedura
limpida". Per Antonio Di Pietro "ci sono gli estremi per una
turbativa di mercato". Roberto Bagnoli -495.000.
( da "Corriere della Sera" del 31-05-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-31 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Settegiorni Il ministro, la cordata di Ermolli e il sentiero di
guerra per il salvataggio SEGUE DALLA PRIMA Era già accaduto con il decreto sui
rifiuti che venissero secretati i siti delle discariche in Campania. E non è un
caso che proprio su queste due "emergenze" il Cavaliere si giochi
credibilità e prestigio. Rilanciare Alitalia "è
una promessa fatta in campagna elettorale che dobbiamo mantenere", ha
sottolineato Tremonti. Come a giustificarsi per un'offerta a scatola chiusa che
in Consiglio ha suscitato dei mugugni, a cui ha dato voce il titolare per i
Rapporti con il Parlamento Elio Vito. Perché se è vero che la soluzione del
"caso Az" viene messo in capo all'intero governo, il governo ha il
diritto e il dovere di sapere. è un problema che Gianni Letta mostra di
comprendere, "e avremo modo di discutere il decreto nel dettaglio. Però
dopo". Adesso c'è un sentiero da percorrere, e per quanto sia stato
studiato "d'intesa con il Colle" - come sostiene il sottosegretario
alla presidenza - l'esito non è scontato. Raccontano di un Berlusconi
ostentamente sereno, ma era lo sguardo del ministro dell'Economia che andava
scrutato. è vero che è stato il premier a metterci la faccia su Alitalia, ma è l'altro che deve portare a compimento una
missione avviata dal leader del Pdl prima del voto. Quando Tremonti era
favorevole alla vendita di "Az" ad Air France. Quando Berlusconi
affidò a Bruno Ermolli il compito di costruire la "cordata italiana".
Dopo il voto era inevitabile istituzionalizzare l'operazione, e nel passaggio
di consegne erano inevitabili gli attriti che ieri il Financial Times ha evidenziato:
"Tra Ermolli e Tremonti non sembra esserci una visione condivisa". La
scelta poi di affidare a Banca Intesa il ruolo di advisor per la
privatizzazione di Alitalia è parsa nel Palazzo come
il segno che il superministro avesse voluto sconfessare il lavoro precedente,
azzerandolo. Raffaele Bonanni, che segue la faccenda come fosse la
ristrutturazione di casa sua, ritiene invece che siano "solo tensioni
fisiologiche". "Tra chi? Tra quanti stanno nella cordata italiana,
ovvio", sorride il leader della Cisl: "Perché la cordata c'è,
altrimenti uno come Ligresti non si esponeva pubblicamente. Aspettano di
conoscere l'esito della due-diligence sui conti di Alitalia,
e intanto fanno a spallate sulle quote azionarie. è normale, mica sono dei
filantropi. Troveranno un equilibrio. L'importante è che venga rilanciata la
compagnia. Mi dicono sia iniziata la caccia a un manager d'acciaio, pare
straniero". Insomma, le due strade quella tracciata da Tremonti e quella
di Ermolli "non sono confliggenti", almeno così la pensa il
sottosegretario Guido Crosetto: "Il lavoro di tessitura fatto prima delle
elezioni verrà utile e si potrà saldare con il lavoro che compete al governo
". Sarà solo una coincidenza, ma le parole di Bonanni che con il Cavaliere
parla spesso coincidono con un ragionamento svolto giorni fa dal premier:
"Gli imprenditori ci sono. Ora non è più un problema di soldi, è un
problema di progetto". è questo il nodo, e non di poco conto. L'advisor
serve a detta di un autorevole ministro per verificare chi sono gli investitori
e quanto sono disposti a investire. Ma serve soprattutto per individuare la
partnership industriale di Az. La spiegazione coincide con la tesi del
segretario della Uil: "Un conto sono i soldi degli imprenditori pronti
alla cordata, altro è trovare i partner di Alitalia.
Perché ormai è chiaro che non può più essere uno solo". Le difficoltà
secondo Luigi Angeletti sono state finora legate al fatto che "le
compagnie straniere disposte alla trattativa volevano vedere i conti di Az. Per esempio, quanto costa il carburante? Rivelarlo, significa
però mettere a nudo Alitalia dinnanzi alla concor La promessa elettorale Il responsabile
dell'Economia: "Alitalia è una promessa fatta in campagna elettorale che dobbiamo
mantenere".
( da "Corriere della Sera" del 31-05-2008)
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NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-31 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Il mandato Il ritorno in campo della superbanca, con una task force
MILANO - Per Intesa Sanpaolo è un ritorno: l'istituto guidato da Corrado
Passera è stato partner finanziario di AirOne in una candidatura sfumata con
l'esclusiva ad Air France-Klm. Ma dal 3 giugno rientra in campo con un mandato
"pieno" di advisor. Che non porta comunque a escludere, secondo il
ministro dell'Economia Giulio Tremonti, "una partecipazione diretta"
della banca all'operazione. Il mandato (che, ha detto il direttore generale
Pietro Modiano, "inorgoglisce l'istituto") verrà tradotto anzitutto
nella costituzione di una task force dedicata al dossier, guidata da Passera e
dal responsabile del "corporate" Gaetano Micciché. La task force
dovrà avviare subito la ricognizione economico patrimoniale: finora solo Air
France ha avuto accesso al sistema completo dei conti della compagnia aerea e
anche Intesa, quando era partner finanziario di Carlo Toto, ha avuto a
disposizione solo cifre "pubbliche". Passera, che pure nei giorni
scorsi si è detto fiducioso sulla possibilità di riuscita di un eventuale
"secondo tentativo", ha sempre sottolineato che la piena visibilità
della situazione contabile è presupposto per qualsiasi ipotesi. Come del resto
ha implicitamente confermato ieri Fausto Marchionni, amministratore delegato
della Fonsai di Ligresti, che ha sì dato disponibilità a partecipare a una
cordata, ma ieri ha premesso: "Aspetto di vedere i conti". Le cifre
permetteranno di verificare la possibilità di andare avanti e la compatibilità
di soluzioni industriali, oltre che finanziarie, che Intesa Sanpaolo dovrà
studiare. A quel punto si potrà parlare di eventuali
"cordate" e raccordi con il lavoro del consulente Bruno Ermolli. I
tempi sono strettissimi: Passera dovrà assolvere al mandato e passare (se
possibile) alla fase due entro l'estate. La situazione di Alitalia non consente altri ritardi.
Sergio Bocconi.
( da "Corriere della Sera" del 31-05-2008)
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NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-05-31 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Poteri "straordinari" al governo. Inflazione al 3.6%, mai così dal '96 Tremonti accelera su Alitalia "Banca Intesa come advisor" ROMA - Per l'Alitalia il governo ha deciso di passare
a "mosse straordinarie, assumendo direttamente la regia dell'operazione
con deroghe specifiche". Lo ha detto il ministro Tremonti. Intesa-Sanpaolo
sarà advisor dell'operazione. ALLE PAGINE 2, 3 e 29.
( da "Tempo, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Filippo
Caleri f.caleri@iltempo.it La privatizzazione di ... Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it La privatizzazione di Alitalia ritorna al punto di partenza. Diciotto mesi di trattative tra la
compagnia, lo stato (azionista di maggioranza) e i vettori interessati a
rilevare la compagnia tricolore non sono serviti a nulla. Si sono tirati tutti
indietro. Così il dossier è ritornato da dove era partito: sul tavolo del
ministro dell'Economia. Che pur non essendo più Tommaso Padoa Schioppa
ma Giulio Tremonti ha ereditato una patata altrettanto bollente. Così dopo
l'uscita di scena di Bruno Ermolli, consulente di Silvio Berlusconi nella
ricerca di una soluzione italiana, il responsabile del dicastero di via XX
Settembre ieri ha illustrato la nuova strategia per tirare fuori dal pantano il
vettore italiano. Sarà direttamente il Consiglio dei ministri ad individuare un
nuovo azionista che possa salvare Alitalia. E Intesa
Sanpaolo che per mesi ha tentato di inserirsi nel capitolo della
privatizzazione spalleggiando la AirOne sarà l'advisor dell'operazione. Non si
può fare altrimenti. Dopo "18 mesi di infruttuosi tentativi di
cessione", ha spiegato Tremonti, Alitalia
"non è privatizzabile secondo i meccanismi e le procedure che il
legislatore ha previsto negli anni passati". Si riparte da un decreto che
riapre il dossier privatizzazione e che dà la massima libertà di azione al
governo, che assume direttamente la regia dell'operazione, con "deroghe
specifiche" alle procedure imposte "da una situazione di
eccezionalità e urgenza giustificate dal progressivo deteriorarsi della
situazione di Alitalia, che esclude la possibilità di
ricorrere a procedure ordinarie". è il secondo passo di una strategia che,
con la norma che consente l'utilizzo del prestito di 300 milioni del governo
per tamponare l'erosione del capitale per perdite sotto il minimo legale, ha disinnescato
il rischio di liquidazione e di commissariamento. Per le deroghe inserite nel
decreto, il governo potrà agire libero dagli obblighi di informazione al
mercato previsti per le società quotate in Borsa. Una volta individuato, ha
spiegato ancora Tremonti, il potenziale acquirente il governo potrà
"acquisire le informazioni che ritiene necessarie presso la società Alitalia". Quanto ai pretendenti la AirOne resta
attenta al dossier. L'ad di Fondiaria Sai, Fausto Marchionni, ha ribadito
l'interesse a partecipare a una cordata: "La nostra posizione è sempre la
stessa: aspetto di vedere i conti, i dati e come sarà l'opportunità". I
fari sono ora puntati sui possibili candidati, e sui nomi che da settimane sono
citatati sulle colonne dei giornali: Benetton, Colaninno, Riva, Fossati,
Aponte, Ligresti, Radici. Ma è tornata l'attenzione anche sul ruolo di Intesa
Sanpaolo che, avrà mercoledì 3 giugno, il mandato di advisor dal cda di Alitalia. Sarà anche in una cordata? "Dipende da
Intesa" ha spiegato Tremonti. Intanto via della Magliana ha dato la
situazione sulla liquidità ad aprile. In cassa c'erano solo 174 milioni.
( da "Manifesto, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Il governo
Berlusconi ricomincia da tre. Banca IntesaSanPaolo advisor, e forse anche altro Come ti riprivatizzo l'Alitalia Francesco Piccioni E tre. Nuovo
governo, nuova procedura per la privatizzazione di Alitalia. Una storia infinita di svolte, dietrofront e furbizie italiche
che non per caso ha depresso fino all'eutanasia la situazione finanziaria,
patrimoniale, commerciale della compagnia di bandiera. Giulio Tremonti
ha iniziato a dar corpo all'impegno strombazzato dal gran capo in campagna
elettorale con un decreto e una delibera. Il primo serve a tracciare la nuova
strada per la privatizzazione, imputando allo stesso consiglio dei ministri il
potere di decidere quale possa essere il possibile acquirente cui chiedere di
presentare un'offerta vincolante. La seconda, invece, è servita per dare a
IntesaSanPaolo l'incarico di advisor (il soggetto che operativamente si
occuperà di vagliare la situazione finanziaria di Alitalia
e prendere contatti con tutti i soggetti potenzialmente interessati
all'acquisto). Non mancano i pasticci. Per l'incarico alla banca gestita da
Corrado Passera, il governo si è ufficialmente trincerato dietro "contatti
già presi autonomamente" con la banca dal cda di Alitalia
nei giorni scorsi. Sulla possibilità che IntesaSanPaolo possa eventualmente
partecipare anche alla cordata acquirente vera e propria (un doppio ruolo
davvero inusuale, nella logica del "mercato puro"), non solo non c'è
stata una smentita, ma addirittura quasi un auspicio: "Se poi ci starà
dentro o no si vedrà, a noi interessa che si trovino gli investitori", ha
commentato Tremonti. Anche la trasformazione in capitale sociale del
prestito-ponte di 300 milioni, deciso in articulo mortis dal governo Prodi, ha
fatto storcere il naso ai puristi del mercato (leggi: il Pd). Del resto, però,
per una società che "al 31 marzo" aveva una "residua consistenza
del netto del gruppo pari a -100 milioni", non c'era altra mossa possibile
per evitare di portare i libri in tribunale. Resta da vedere se Bruxelles -
che ha ricevuto ieri la lettera di spiegazioni a proposito del prestito-ponte -
avrà obiezioni rilevanti da fare. Tremonti giura di no. Confidando forse nel
fatto di aver appena fatto nominate il fido Antonio Tajani nel ruolo di
commissario incaricato di studiare il caso Alitalia.
Di assoluto rilievo il fatto che le procedure di privatizzazione previste
avverranno "in deroga" a quanto previsto dalla legge sulle
privatizzazioni. Tremonti ha spiegato la decisione con la situazione di
"eccezionalità e urgenza", visto che " Alitalia
non è privatizzabile secondo meccanismi e procedure previsti in passato per
società in bonis". Tra le deroghe più rilevanti, quella di non dover
rispettare gli obblighi di informazione al mercato previsti per le società
quotate in Borsa. Restano imperscrutabili i confini della famosa "cordata
italiana", anche se alcuno nomi sono stati fatti - e non smentiti - da
Paolo Mieli, direttore del Corsera, alcuni giorni fa. E qualcuno ha notato, nel
testo del provvedimento, un riferimento alla possibilità di "far ricorso
alla legge Marzano, ove necessario". Accenno quasi pleonastico (è già una
legge dello stato), a meno che non voglia fungere da segnale per possibili
"arrampicatori" (non è un insulto; la metafora della
"cordata" è di ambiente montanaro). La "Marzano", infatti,
prevede il congelamento del debito di una società. L'investitore che si
presenti per "salvarla", in altri termini, è esentato dal doversi
caricare dei debiti pregressi; dovrà mettere di suo solo quanto ritenuto
necessario per riavviare la normalità industriale. Solo l'investimento netto,
insomma. A questo punto, come va dicendo in giro da giorni l'ex ministro
leghista Roberto Castelli, i piccoli avvoltoi privati potrebbero davvero
arrivare a frotte. Del resto, anche a livello europeo, una volta che un advisor
della credibilità di IntesaSanPaolo avrà dato l'"ok, si può fare" al
salvataggio di Alitalia, garantendo di suo una quota
rilevante di capitale (magari con il concorso dell'altro "nostro" gigante
bancario continentale, Unicredit), chi mai potrà dire che questo è solo
"l'ennesimo pasticcio creativo di Tremonti e Berlusconi"? Anche sul
piano degli "esuberi", i numeri fin qui fatti non sembrano eccessivi
neppure alla più occhiuta sorveglianza sindacale. Dipenderà tutto dalla
percentuale di capitale pubblico ceduto (il 49,9 o il 39,9%?) e dalle
dimensioni del "perimetro aziendale" oggetto della vendita (tutto il
gruppo, oppure solo Az Fly?). C'è insomma spazio per fare brutta figura con
valutazioni affrettate e, paradossalmente, da "opposizione
ideologica" (leggi: Di Pietro e Pd).
( da "Tempo, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa è importante,
è giusto che una nazione sia orgogliosa di se ... è importante, è giusto che
una nazione sia orgogliosa di se stessa, ma se le ragioni che sostengono questo
sentimento sono viziate dalle necessità elettorali e riservate soltanto ai
cosiddetti "beni da vetrina", questo tipo di orgoglio allora diventa
un vero e proprio boomerang. Berlusconi, con consumata furbizia, durante la
campagna elettorale ha gettato sul tavolo del confronto politico l'asso
dell'orgoglio nazionale, affermando che un Paese come l'Italia non può cedere
la propria compagnia di bandiera ad "altri" e comunque mai e poi mai
ai cugini francesi, nostri eterni rivali nella moda, nella gastronomia, nell'arte,
nella cultura e nel calcio. Dare Alitalia "a loro" sarebbe stato come ricevere di nuovo una
testata da Zidane. Visti i risultati elettorali del 13 e 14 aprile, la mossa è
stata azzeccata. Aver fatto fuggire Air France senza alternativa e a fronte di
un'ancora invisibile cordata italiana, è stato in realtà il vero colpo mortale
per la nostra compagnia di bandiera. Aver osteggiato il processo di
privatizzazione trasparente portato avanti con coraggio dal governo Prodi ha
ridotto Alitalia ad una S.p.a. svalutata in Borsa, che
perde ogni giorno 1,3 milioni di euro. Chiunque capirebbe che in un sistema di
mercato globalizzato e nell'attuale quadro economico-industriale europeo non
può avere successo una politica protezionista e populista. Non a caso nessuno
ha sventolato il Tricolore su altri asset economici, ugualmente strategici.
Basti pensare alla vendita di Omnitel, poi di Wind, quindi Telecom e ora di
Tiscali, tutte acquisite da capitali stranieri. Né ad esempio i tedeschi hanno
mai pensato di ricostruire il "muro" per bloccare le acquisizioni di
Unicredit, e né gli americani o gli inglesi hanno deciso di chiudere le loro
ricche "vetrine" quando Luxottica ha rilevato la Ray-Ban e il gruppo
Benetton ha comprato a Londra la W. Duty Free. Il vero orgoglio nazionale non
può essere quello di facciata invocato nei comizi, ma è rappresentato dalla
capacità di garantire al Paese l'interesse della propria comunità. Invece,
Tremonti passa dalla stravagante scelta di trasformare in
"patrimonio" i 300 milioni di euro del prestito ponte, alla decisione
di adottare procedure straordinarie per Alitalia dando
vita così ad una trattativa privata che con una semplice delibera del Consiglio
dei ministri affiderà ad Intesa San Paolo il ruolo di advisor. Ma questo
prestigioso gruppo bancario non era in cordata con Air One, alternativa proprio
ad Air France? Un provvedimento che fa sorgere il pesante dubbio che sia stata
individuata una soluzione forse più utile agli interessi di alcuni, e non del
Paese. Peraltro tutto questo accade mentre si fa discutere il Parlamento - in
maniera surreale - sul vecchio prestito concesso da Padoa-Schioppa. La
soluzione Alitalia ha bisogno di un vero cambio di
passo. è necessario un Piano industriale concreto, capace di interessare i
mercati finanziari e gli imprenditori, di responsabilizzare le forze sindacali
e soprattutto di liberare le forze politiche dagli interessi di parte e dai
localismi. Il Pd, con Veltroni, ha offerto per le questioni centrali la
disponibilità al dialogo e alla collaborazione. è giunta l'ora per il governo,
dopo gli annunci e i fuochi d'artificio, di avere il coraggio della verità. Si
fermi questo anacronistico dibattito parlamentare, venga Berlusconi alle Camere
per riferire sull'esatta situazione e offra una concreta Piattaforma comune di
lavoro per Alitalia e sull'intero sistema del
trasporto aereo nazionale. L'Italia, per tornare a volare, ha bisogno di due
ali: soltanto con quella della maggioranza, è evidente che non si va lontano. *
Deputato Pd.
( da "Tempo, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa
Palazzo Chigi: "Alitalia vive un anno con il prestito ponte
da 300 milioni" Le misure di urgenza per Alitalia, varate dal
governo servono a "salvaguardare per i prossimi dodici mesi la continuità
aziendale", evitando così per un anno la liquidazione della compagnia. Lo indica il governo nella Relazione
Tecnica che accompagna il decreto fiscale. Poche righe in cui palazzo Chigi
spiega la scelta di assistere e finanziare ancora una volta la compagnia, in
barba alle raccomandazioni di Bruxelles. Il prestito, si legge ancora nella
Relazione, fornisce a Alitalia "i mezzi
finanziari e patrimoniali necessari a verficare le possibili soluzoni
alternative per il risanamento della società - prosegue al relazione - ed
escludendo sempre in tale lasso temporale, ogni ricorso a ipotesi di
liquidazione e di applicazione di procedure concorsuali". Il governo
precisa che proprio per questa eventualità, il prestito ponte stabilito dal
decreto di aprile deve essere individuato come "trasferimento in conto
capitale (apporto al capitale sociale per il ripiano di perdite) con pari
effetto sull'indebitamento della pubblica amministrazione per l'anno
2008". Le coperture sono state così individuate: 205 milioni dal fondo per
la competitività e lo sviluppo, 85 milioni dal fondo per la finanza d'impresa e
10 milioni dal fondo speciale di parte corrente del ministero dell'Economia e
delle finanze. La conversione del decreto fiscale in legge congelerà quindi il
problema Alitalia per i prossimi 12 mesi. "Ma
questa volta è veramente l'ultima" avverte Roberto Cotam, capogruppo del
Carroccio alla Camera. "Per il futuro non bisognerà mettere più soldi
pubblici" in Alitalia che d'ora in poi "deve
muoversi sul mercato". Veltroni attacca a testa bassa: "è solo
un'ulteriore dilazione della vicenda. Abbiamo già chiesto e ripetiamo: il
governo deve venire a riferire in aula per dare una spiegazione esaustiva di
quello che sta succedendo. Il silenzio, dopo gli annunci pirotecnici della
campagna elettorale, non basta più".
( da "Messaggero, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
ROMA "Tra l'individuazione del soggetto e la presentazione dell'offerta"
per il controllo di Alitalia, in base al decreto, "non saranno dovuti gli obblighi
informativi previsti dal Testo Unico della Finanza per le società
quotate". Lo ha spiegato il ministro dell'Economia Giulio Tremonti.
"Il soggetto potrà accedere alle informazioni riservate presso la
società". La sospensione degli obblighi informativi muove dalla
volontà di "evitare che dalla comunicazione al pubblico delle informazioni
relative all'operazione di vendita possa derivare un grave danno alla società e
al processo di privatizzazione". Il Testo Unico della Finanza, in
particolare con l'articolo 114, dispone un obbligo di informativa su tre
livelli: informativa periodica su bilanci, semestrali e trimestrali;
informativa continua con l'obbligo di riferire al mercato con tempestività su
eventi price-sensitive; informativa straordinaria relativa a operazioni quali
fusioni, acquisizioni o dismissioni.
( da "Messaggero, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Di
ROSARIO DIMITO ROMA - Il salvataggio di Alitalia passa da una
Nuova Alitalia che Intesa Sanpaolo dovrà ridisegnare. Probabilmente
attraverso una scissione o qualche altra operazione societaria e che potrebbe
anche prevedere il passaggio da una procedura straordinaria. Intesa vestirà il
ruolo forte di Superadvisor. L'esecutivo ieri ha aperto la fase 3 della
privatizzazione della Magliana con un decreto ad hoc in cui stabilisce
"flessibilità operativa" alla procedura, modificando la legge del '94
relativa alle modalità di vendita della partecipazione in Alitalia
e introducendo deroghe anche rispetto alla legge Draghi sugli obblighi di
comunicazione al mercato. Il nuovo padrone non dovrebbe lanciare l'opa, grazie
all'art. 49 del Regolamento Emittenti che esclude l'offerta nelle
ristrutturazioni di aziende in ginocchio. Ma nella tarda serata una riflessione
girava nel team dei manager di Corrado Passera sul provvedimento governativo:
da un primo attento esame sarebbero venuti alla luce punti di difformità
rispetto alla relazione tecnica del decreto fiscale col quale il finanziamento
ponte di 300 milioni viene imputato a patrimonio per consentire la continuità
aziendale di Alitalia per 12 mesi, imposta dal
collegio sindacale e dai revisori. Il punto cruciale sarebbe la previsione che
i 300 milioni sarebbero una posta di bilancio che diventa "un
finanziamento-soci postergato qualora la società vada in liquidazione".
Quindi la natura straordinaria del decreto predisposto dal governo ammette la
possibilità che per tenere in piedi la Magliana, possa essere necessaria una
discontinuità. C'è di più. I banchieri fregiati del doppio ruolo forte
discettavano anche sul punto in cui il decreto prevederebbe l'aumento di
capitale della Magliana - che il board della compagnia ha sollecitato in tempi
strettissimi - allo scopo di rimborsare allo Stato, il più presto possibile, il
prestito-ponte e togliersi dalle grinfie di Bruxelles. Ma questa previsione
striderebbe col diritto commerciale. Il pallino nella scelta di uno o più
acquirenti che dovranno presentare un'offerta è nelle mani del consiglio dei
ministri: in questo modo si potrà accedere alla due diligence. Il governo ha
individuato la Superbanca per svolgere, come anticipato da Il Messaggero, anche
il ruolo di advisor di Alitalia: l'incarico verrà
attribuito dal consiglio di martedì 3. Intesa dovrà esaminare la situazione del
vettore e individuare i potenziali padroni da proporre all'esecutivo. La fase
di esplorazione della banca per rendersi conto della situazione dovrebbe durare
almeno un paio di settimane. A questo proposito Passera - che ieri ha risposto
con un "no comment" a chi gli chiedeva di Alitalia
- e Gaetano Miccichè, starebbero allestendo la squadra di manager incaricata di
compiere la radiografia: il capo del team dovrebbe essere Fabio Canè, capo
dell'investment banking. A stretto giro di posta dovrà essere nominato il consulente
industriale: Passera e Miccichè sarebbero orientati su Roland Berger, società
tedesca con una branch italiana che ha già affiancato il board di Alitalia fino a dicembre scorso quando fu preferita
l'offerta di Air France a quella di Air One, appoggiata da Intesa. L'interesse
dei francesi, si legge nel decreto del governo "appare ormai
definitivamente sfumato". Ma tra le regole scolpite dal nuovo percorso
procedurale, il governo sottolinea che nella scelta del nuovo padrone bisognerà
avere "prioritario riguardo alla salvaguardia degli interessi pubblici
coinvolti". Ed è questo uno degli steccati messi apposta per rilanciare la
cordata italiana formata da Air One, da una decina di nomi del centro nord e da
una trentina del centrosud. Tra questi ultimi ci sarebbe il gruppo Aponte,
leader in Campania nei trasporti: sarebbe interessato ad Alitalia
Cargo, la società di manutenzione che appesantisce i conti del gruppo. Il
perimetro della New Alitalia potrebbe escluderla
attirando nuovi investitori, come Aponte, che invece di investire direttamente,
prenderebbero alcune attività.
( da "Messaggero, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Di LUCIANO
COSTANTINI ROMA Altro giro, altra corsa per Alitalia. Cambia il percorso che
dovrebbe portare la compagnia al salvataggio e cambiano (potrebbero cambiare) i
competitors. Il governo vara un nuovo decreto di procedura di privatizzazione,
ma non è scontato che avrà il via libera di Bruxelles che dovrà valutare se il
prestito di 300 milioni non rientri nella "tagliola" degli
aiuti di Stato. Un'eventuale bocciatura della Ue potrebbe azzerare anche
l'ennesimo tentativo di riportare in linea di volo l'aviolinea che vedrebbe
concretizzarsi la strada del commissariamento. Il tempo, evidentemente, non è
una variabile indipendente per un'azienda che nel
( da "Corriere della Sera" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-05-31 num: - pag: 37
categoria: BREVI CON LA MODA DEI BLOG Addio capannelli Caro Romano, mi ricordo
che a Milano, circa 15 anni fa, a Piazza Duomo, a fine giornata c'era sempre
gente a formare capannelli dove si discuteva di tutto e di più. Questa
abitudine si è persa ? Mario Caputo mario2459@tele2.it La tradizione cominciò
subito dopo la fine della guerra quando piazza del Duomo divenne
improvvisamente una sorta di salotto popolare o palestra della democrazia: un
fenomeno molto simile per certi aspetti a quello inglese di Hyde Park.
L'abitudine è andata progressivamente scomparendo perché abbiamo un altro stile
di vita e i blog stanno sostituendo i capannelli. Ma qualcosa del genere accade
ancora in piazza della Scala, sia pure in misura molto più piccola, soprattutto
fra le persone anziane che vengono a sedersi intorno alla statua di Leonardo.
FRANCIA La linea Maginot Caro Romano, vantando un nonno geniere durante la
Grande guerra, mi sono più volte chiesto come la Francia abbia potuto
dissanguarsi per costruire la linea Maginot, che avrebbe dovuto proteggerla da
una invasione tedesca. Vista la facilità con cui fu aggirata, mi meraviglia che
non sia poi assurta a sinonimo di capolavoro di stupidità, nella storia del
genio militare. Adriano Ponti aponti@hotmail.it Non sarebbe giusto definire la
linea Maginot un "capolavoro di stupidità". Fu soltanto l'ennesimo
esempio di una tendenza molto diffusa negli stati maggiori: pensare che la
prossima guerra assomigli alla precedente. I generali francesi progettarono una
guerra di trincea, come quella che si era combattuta fra il 1914 e il 1918. Non
previdero che le grandi divisioni tedesche avrebbero rapidamente eliminato il
Belgio e sarebbero apparse alle spalle delle forze attestate sulla linea
Maginot. AUTOSTRADE Aumenti delle tariffe Il Parlamento ha approvato la nuova
convenzione con le Autostrade per cui gli aumenti di tariffe d'ora in poi
potranno farli senza autorizzazione del Cipe. Sembra che il governo abbia presentato questa norma perché vuole che Autostrade
metta dei soldi nel salvataggio di Alitalia. Così il titolo Autostrade vola in Borsa, Alitalia continuerà a volare e noi
automobilisti voleremo sempre più basso. Andrea Tribulini antrib@tiscalinet.it
IMMIGRATI I nuovi centri I nuovi centri per gli immigrati si chiameranno Cei
(Centro di espulsione e identificazione). Penso che sarebbe più corretto
chiamarli Cie (Centro di identificazione ed espulsione). Andrea Gabos
a.gabos@tiscali.it BOLLETTA Spese di spedizione Dalla lettura dell'ultima
bolletta rilevo l'addebito di 0,53 euro più Iva per spese spedizione del conto
e, contestualmente, l'ulteriore addebito di 0,47 più 20% Iva per conguaglio
spese spedizione del conto precedente: totale 1,20 euro. Ritengo sia un vero e
proprio abuso nei confronti del cliente e auspico che le associazioni di tutela
dei consumatori intervengano in modo deciso e con ogni mezzo, class action
inclusa, per porre fine a ogni sorta di vessazione e di arbitrio che l'utenza
quotidianamente subisce. Alfredo Savant ilsavant@libero.it NELL'ERA INFORMATICA
Controlli e truffe Nell'era dell'informatica e dei controlli
"incrociati", è semplicemente vergognoso che qualcuno riesca a
spacciarsi come cieco e invalido al 100% pur possedendo la patente di guida ed
essendo intestatario di una macchina e di una potente moto; sarebbe utile che
in galera, oltre ai truffatori, finissero anche quelle persone che con la loro
inefficienza permettono che questi scandali avvengano e restino impuniti !
Franco Milletti, Carpi (Mo) PER IL GOVERNO Inizio positivo L'inizio della
legislatura ha segnato punti a favore del nuovo governo, che ha mostrato piglio
deciso circa la gestione dei rifiuti, l'immigrazione e la bassa efficienza nel
pubblico impiego. Mi pare però di notare già una diminuzione di spinta,
sicuramente dovuta alla resistenza di molte forze che da sempre godono dello
status quo. Speriamo davvero che i nostri governanti non cedano. Amavo sentire
rinascere in me un po' di orgoglio di essere italiano. Dario Pezzoni
dariopezzoni@gmail.com ENERGIA Alternative al petrolio Sicuramente tra qualche
decennio Cina e India saranno tra i maggiori Paesi a sfruttare le risorse
petrolifere del pianeta e ciò vuol dire che ci sarà meno petrolio per tutti.
Questo dovrebbe far riflettere sulla necessità di trovare un'alternativa valida
per produrre energia. Forse il nucleare per noi italiani potrebbe essere al
momento l'unica soluzione, anche se in un Paese baciato dal sole credo che si
abbia il dovere di cercare di sfruttare l'energia solare. Angelo Bacchetta
angelo.bacchetta@tin.it.
( da "Liberazione" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Privatizzazione Alitalia, si cambia. Sarà compito della Banca Intesa
Sanpaolo trovare sul mercato un'offerta adeguata - anche dal punto di vista
industriale - per l'acquisto della quota in mano al Tesoro, mentre sarà direttamente
il Consiglio dei ministri a scegliere il nuovo azionista. Il percorso per la
soluzione della crisi della compagnia di bandiera è stato annunciato ieri dal
ministro dell'Economia Giulio Tremonti al termine del consiglio dei ministri
che ha anche varato un decreto che contiene, secondo quanto ha riferito il
ministro, "una specifica deroga per disinnescare il rischio di una
liquidazione". Si tratta di una norma che prevede la trasformazione del
prestito-ponte di 300 milioni ad Alitalia in patrimonio. La ricerca di un nuovo azionista per Alitalia "è l'unica
alternativa" ha aggiunto Tremonti che ha indicato che "non è più
procrastinabile un aumento di capitale sociale". La nomina nel ruolo di
advisor dell'Istituto guidata da Corrado Passera è comunque la novità che fa
pensare ci possano essere sviluppi interessanti. Intesa San Paolo ha
infatti già partecipato all'asta per l'Alitalia
insieme ad Ap Holding, la società del patron di Air One Carlo Toto. Tremonti
non esclude che Banca Intesa possa poi entrare nell'azionariato di Alitalia. "Dipende da Banca Intesa", ha detto il
ministro. "Il Cdm nel suo insieme, con una propria delibera, può procedere
a individuare uno o più soggetti per l'offerta finalizzata al controllo di Alitalia" ha aggiunto Tremonti. Nel periodo che
intercorre, ha aggiunto ancora il ministro dell'Economia "non sono dovuti
obblighi informativi per le società quotate in Borsa". Una volta
individuato dal governo, ha spiegato ancora Tremonti, il potenziale acquirente potrà
"acquisire le informazioni che ritiene necessarie presso la società Alitalia". Per le regole attuali, e per il fatto che il
Tesoro non aveva ancora indicato come muoversi, il Cda nelle scorse settimane
aveva risposto no alla richiesta di due diligence avanzata da Bruno Ermolli, il
superconsulente che su mandato del Presidente del Consiglio ha studiato il
progetto di cordata italiana promosso in campagna elettorale. Insomma, qualcosa
si muove anche se per il segretario generale della Filt Cgil, Fabrizio Solari "è
sconcertante che dopo tanti proclami siamo ancora al come si fa e non al cosa
si fa". I sindacati tornano a chiedere al governo l'apertura immediata di
un confronto: "Continuiamo ad essere preoccupati - commenta Fabrizio
Tomaselli, coordinatore nazionale di Sdl - ma riteniamo che con queste novità
si stiano creando le condizioni per un rilancio. Ribadiamo la necessità di un
incontro urgente con il governo al quale noi di Sdl abbiamo già inviato una
nota con le nostre proposte. E' importante - sottolinea Tomaselli - che
emergano in tempi rapidi i soggetti interessati all'acquisto con il relativo
piano industriale". Intanto è arrivata alla Commissione Europea la
documentazione del governo italiano richiesta dall'Ue per giustificare la
conformità alla normativa europea del prestito ponte per Alitalia,
quindi entro i tempi previsti nella lettera di richiesta di informazioni fatta
pervenire da Bruxelles il 24 aprile scorso. Secondo il portavoce delle
Commissione Europea, Mark English, "ora si procederà ad un esame completo
e nessun commento sarà fatto prima". 31/05/2008.
( da "Liberazione" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Al consiglio dei
ministri spetta l'ultima parola. I sindacati: "Ci convochino" Alitalia, per trovare l'acquirente
Tremonti si affida a Banca Intesa Fabio Sebastiani "Il dissenso è l'unica
arma che abbiamo per rafforzarci". Gianni Rinaldini, segretario generale
della Fiom, dal palco della Conferenza d'organizzazione della Cgil, chiude il
suo intervento scegliendo il percorso della contrapposizione. E lo fa
nei modi e con i toni che un tempo si sarebbero definiti
"dialettici"; con l'idea, cioè, di lasciare ampi spazi alla sintesi.
Ma nel periodo del "sindacato unico" e degli "accordi
difensivi" sembra che questo termine non vada più di moda. E allora il
leader della Fiom preferisce parlare con franchezza. ""Bada Guglielmo
- aggiunge - sento troppe cose in giro che guardano al riassetto dei gruppi
dirigenti perchè è cambiata la situazione e lo scenario politico. Io preferisco
dissentire politicamente e aprire una fase di trasparenza". Per Rinaldini,
nel sindacato, e quindi anche nella Cgil, di trasparenza c'è bisogno come il
pane. E' inutile nascondersi dietro il dito del numero degli iscritti o dello
slogan del "ritorno nel territorio". Se i lavoratori stanno peggio
dell'organizzione che li rappresenta, "qualcosa non va". E allora è
meglio dirsi le cose come stanno. Perché comunque ci pensano gli imprenditori a
ricordarle. "Proprio oggi (ieri, ndr) - sottolinea Rinaldini - la
Federmeccanica ci ha scritto dichiarando che tutte le piattaforme integrative
da noi presentate negli ultimi tempi sono fuori dalle regole
contrattuali". Confindustria vuole andare allo scontro duro. E vuole
andarci d'accordo con il governo. Il provvedimento sugli straordinari, che
anticipa un pezzo di accordo sui nuovi modelli, va in questa direzione. Il
rodaggio fatto attraverso Federmeccanica contro la Fiom in questi anni, poi,
non è certo venuto fuori da alcuni "pericolosi estremisti". Il
contratto nazionale era, ed è, l'obiettivo primario. E la Fiom è riuscita a
tenerlo con la ricetta dell'unità e della democrazia nel rapporto con i
lavoratori. La Cgil pensa che non va bene? A giudicare dal "filtro"
sugli emendamenti presentati dai metalmeccanici la risposta alla domanda è
affermativa. "L'altra via - dice Giorgio Cremaschi nel suo intervento - è
quella di rtirovare un punto ove piantare la tenuta dedlla Cgil, riorganizzare
una difesa e ripartire. La questione della contrattazione è il punto su cui
fermarsi". "Su un punto dissento completamente da Epifani - aggiunge
- nel giudizio sulla Marcegaglia". Insomma, la leader della Confindustria
non è quella signora ragionevole e "rispettosa" delle organizzazioni
sindacali. E' pronta non solo a fare la sua parte ma a "strafare"
cambiando l'asse delle relazioni industriali in Italia. "Resta il fatto che
al tavolo ci siederemo - ricorda infine Cremaschi - senza avere dietro un
mandato chiaro dei lavoratori, senza aver fatto nè una consultazione nè una
informativa. Così l'accordo con Confindustria diventa solo una necessità".
"In una situazione così complessa - ha affermato Gianni Durante,
segretario nazionale della Fiom in dissenso con la maggioranza - il nostro
dovere è quello di ridisegnare un nuovo sistema di relazioni industriali non
solo per resistere alla piena, ma per costruire una situazione che ci consenta
di ripartire. Ed è proprio questo ciò che stiamo facendo con l'intesa raggiunta
con Cisl e Uil per la riforma degli assetti contrattuali". Tra gli
interventi che più hanno preso di petto il nuovo profilo organizzativo della
Cgil, quello di Carlo Baldini, del Comitato direttivo nazionale della Cgil.
Baldini ha chiesto una "netta discontinuità rispetto al modello di
insediamento confederale uscito dal congresso Cgil del 2001" ed ha
sottolineato di voler uscire dalla conferenza in modo nitido "o torniamo
ad essere un soggetto di trasformazione di questa società o ne assecondiamo il
disegno dominante". Nel corso del dibattito è intervenuto, tra gli altri,
Carlo Podda, segretario generale di un'altra categoria sotto l'occhio del
ciclone, Podda ha annunciato una lettera, "unitaria", al ministro
Brunetta dopo lo strappo della Cgil al tavolo sulla riforma.
"Tranquillizzo tutti sull'unità, sono quindici anni che siamo uniti e
anche questa volta non ci saranno rotture. Ma sull'unità non prendiamo lezioni
da nessuno", dice con ironia rivolto a quanti, anche all'interno della
Cgil, hanno già pronosticato la fine del fronte unitario. Infine, per quanto
riguada gli esiti della conferenza d'organizzazione, oggi si vedrà se sul
documento politico, separato dal documento organizzativo, ci sarà il no anche
della Fiom e di Lavoro Società. La Rete 28 aprile si contrapporrà in modo
netto. In apertura dei lavori della conferenza ieri la Cgil ha reso omaggio a
Bruno Trentin consegnando la medaglia d'oro coniata per i 100 anni
dell'organizzazione sindacale alla moglie Marcelle Padovani. Guglielmo Epifani
ha ricordato "il coraggio anticipatore e le tante scelte
controcorrente" di Trentin. Riferendosi alle contestazioni che Trentin
subì, Epifani ha commentato: "Sarebbe forse il caso, prima o poi, di chiedere
scusa per quello che non abbiamo capito del suo coraggio di anticipatore".
31/05/2008.
( da "Liberazione" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
I prof statali e i
fondi alle scuole cattoliche Caro direttore, chissà cosa devono aver pensato i
docenti statali quando il Papa ha chiesto più fondi per le scuole cattoliche!
Costretti a ristrettezze salariali e a lavorare in costante carenza di risorse
umane, mezzi e strutture, gli insegnanti pubblici hanno dovuto così incassare
l'ennesimo insulto alla loro dignità di educatori e servitori di uno Stato
laico, che dice di non avere risorse per incrementare gli organici e rinnovare
i contratti ma poi sa essere di manica larga con le scuole (private) di Sacra
Romana Chiesa. Ai prof, poi, non sarà neanche sfuggita la trama dell'ordito papale,
che è un misto di furbizia politica da "carpe diem" di chi vuole
cogliere il momento propizio per battere cassa e di volontà di imprimere un
suggello al ritrovato primato culturale della chiesa cattolica in Italia.
Intendiamoci, il problema non è la sacrosanta e legittima volontà del Papa di
diffondere la dottrina cattolica anche attraverso scuole confessionali: ci
mancherebbe! Sarebbe opportuno, però, che lo facesse con le ampie disponibilità
economiche del Vaticano, che già beneficia di cospicui finanziamenti statali,
grazie ad un meccanismo di distribuzione dell'otto per mille tagliato su misura
per le esigenze della Santa Sede. Ma poiché anche questo è un film già visto,
il tesoriere pontificio sta lì a fregarsi le mani facendosi i suoi bravi conticini.
Giovanni Renella Napoli Questo è il clima politico che piace al Papa? Cara
redazione, "Gioia per il nuovo clima politico per l'Italia le sfide su
famiglie e povertà", afferma il Santo Padre. Questo è l'ultimo proclamo
effettuato dal capo spirituale di una delle più potenti e diffuse religioni del
mondo. Aggiunge inoltre che bisogna, in estrema sintesi, dare più fondi alle
scuole private ad orientamento cattolico. Con il massimo rispetto che nutro e
che ho sempre nutrito per tutte le religioni del mondo e dei loro
rappresentanti, mi chiedo davvero dove abiti e viva il Papa. Perché se questo
clima da caccia alle streghe, pardon, agli stranieri (i veri ultimi della
terra), di rigurgiti neofascisti, di violenze politiche e politicizzate
extraparlamentare (mentre al parlamento vige la Santa Pace tra gli
schieramenti!), di repressione poliziesca anti-proteste (vedi Napoli), di
ritorno al nucleare, di re-invii di soldati italiani all'Iraq, ecc, sia da
considerare gioioso, allora, come cittadino italiano, sono davvero preoccupato
per il mio futuro e quello dei nostri figli. Inoltre, per quanto attiene al
finanziamento delle scuole private, scuole che come ben sappiamo sono
frequentate non certo da poverissimi, oltre che anticostituzionale, penso che
dirottare fondi statati a tali scuole mentre quelle pubbliche cadono
letteralmente a pezzi mi spinge davvero a domandarmi se Papa Ratzinger abbia
davvero a cuore i poveri, sempre più numerosi, del nostro Paese. James
Fantauzzi Balsorano (Aq) Anche un operaio rappresenta l'Italia Perché solo le
armi? Cara direttore, come ogni anno per festeggiare la Repubblica verranno
fatti sfilare i militari ed esibite le armi....ma solo i militari rappresentano
l'Italia? Noi operai, medici, Insegnanti, elettricisti,infermieri...? Non
vogliamo sfilare,ma almeno si facciano iniziative che mettano in rilievo altre
categorie professionali! D'altronde sono in tanti a rischiare la propria vita
per il lavoro ( non retribuito con migliaia di euro al mese),basti pensare ai
tanti morti in cantieri e fabbriche solo nel 2007, ma per loro niente funerali
di stato alla presenza del Presidente della Repubblica! E le armi? E'proprio
necessario mostrarle con orgoglio? se proprio dobbiamo possederle ricordiamo
che sono strumento di morte..una sconfitta dell'umanità! Guido Lucente via
e-mail Il nucleare di nuovo. Io propongo... Cara "Liberazione", si
legge di un possibile ritorno al nucleare, mi auguro che tutte le forze
dell'Arcobaleno si impegnino, al più presto, in una raccolta di firme per un
nuovo referendum sull'argomento! Zenstation via e-mail Cara ministra sia
garante dei diritti delle donne Cara "Liberazione", vorrei che
pubblicassi questa nostra lettera alla ministra alle Pari opportunità, Mara
Carfagna. "Egregia Ministra Carfagna, la causa delle violenze degli uomini
sulle donne non risiede nella fragilità femminile. Sappiamo tutte che la
famiglia è il luogo all'interno del quale si realizzano prevalentemente le
violenze. Lei stessa, nella sua del 28 scorso su "Repubblica" a
commento dello "speciale" sulla violenza, cita dati (il 68.3 % delle
violenze avvengono in famiglia) che contrastano nettamente con il ruolo di
"ammortizzatore sociale" che lei propone come salvifico del
"sistema famiglia" e della società. Il sistema welfare di questo
Stato non provvede alla soluzione della precarietà di molte persone,
figuriamoci delle donne! Le prime a essere cancellate persino in termini di
risarcimento quando subiscono violenza sessuale. Il taglio del ministro
dell'Economia, Tremonti, di venti milioni dal fondo di prevenzione e
risarcimento per le vittime di violenza sessuale, testimonia che il nostro
corpo, violato, è meno importante del "mattone". Sulla pelle delle
donne stuprate si colma il buco finanziario dell'abbattimento dell'Ici e del deficit Alitalia.l suo commento, "i fondi che chiederò di stanziare
serviranno per il sussidio all'attuazione di una normativa che attualmente è
allo studio dei tecnici" è veramente debole. Alla faccia delle sue parole
scritte due giorni fa su questo stesso giornale: concretezza per il sostegno ai
centri anti violenza. Risultato: venti milioni di euro in meno. Questa,
la sua concretezza? La preghiamo di astenersi dall'assegnare alle separazioni,
ai divorzi e all'affidamento dei figli e delle figlie la causa delle tensioni
che determinano gravissime tragedie all'interno dei nuclei familiari. Una
simile considerazione non tiene conto dei dati che dimostrano che la maggior
parte delle violenze da ex coniugi avviene in occasione degli incontri tra padre
e madre per lo scambio del figlio, della figlia. Si faccia garante, egregia
Ministra, della concreta promozione dei diritti umani delle donne, primo fra
tutti il diritto a una vita senza violenza". Rete Nazionale Femminista e
Lesbica via e-mail Noi Rom ci prendiamo la parola Mi chiamo Mirko, sono un Rom
rudaro e vivo in italia dal 1975. Da 15 anni abito nel campo di via Salviati
( da "Campanile, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Tremonti: "Per
ora solo come advisor". E l'Ue valuta il prestito ponte Nuovo capitolo sul
fronte Alitalia. Dopo le esternazioni del leader del
Pd, Walter Veltroni che aveva chiesto al governo di fare chiarezza sul futuro
della compagnia di bandiera, ieri il Consiglio dei ministri ha varato un
decreto sulla procedura di privatizzazione, individuando anche l'istituto
bancario Intesa Sanpaolo come advisor, ovvero come soggetto incaricato di
ricercare un'offerta sul mercato da parte di uno o più soggetti interessati.
Stando a quanto spiegato dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti, appena
terminata la riunione dei ministri, il decreto riscrive le regole fissate
dall'esecutivo Prodi, rendendo possibile il ricorso all'amministrazione
controllata solo in caso di necessità. "Il provvedimento ? spiega il
ministro - disinnesca il rischio di liquidazione" e sarà il consiglio dei
ministri a individuare il soggetto candidato ad assumere il controllo.
"Nello specifico, il Cdm, con propria delibera, può procedere
all'individuazione di uno o più soggetti che ricerchino i soggetti interessati
a presentare un'offerta. Nel periodo che intercorre tra l'individuazione del
soggetto da parte del Cdm e la presentazione dell'offerta - ha spiegato ancora
- non sono dovuti gli obblighi informativi previsti per le società quotate. Il
soggetto individuato può chiedere informazioni presso la società". Ma le
novità non finiscono qui. Perché ieri il ministro dell'Economia ha anche
confermato le indiscrezioni di stampa, che spiegano come il governo abbia
avviato formalmente contatti con Intesa Sanpaolo come advisor. Il ministro,
però, esclude che l'istituto di credito possa entrare nell'azionariato della
compagnia: "Dipende da Banca Intesa". Un'ulteriore precisazione
riguarda AirFrance-Klm: "Non c'è più - ha precisato Tremonti - non c'è mai
stata". E mentre l'ex numero uno di Confindustria spiega che
"no", in contatto con Bruno Ermolli, incaricato da Berlusconi di
formare una cordata di imprenditori italiani per rilevare Alitalia, non è mai stato, Emma
Marcegaglia, neo presidente degli industriali, non ha dubbi: "Per salvare Alitalia occorre un intervento di forte
ristrutturazione e poi il sostegno di un partner internazionale". Secondo
il presidente, "se non ci sarà una ristrutturazione seria", anche se
impopolare, non si troverà "nessun partner internazionale e neanche
imprenditori italiani". Sull'ipotesi di cordata italiana, della
quale qualche tempo, fa decise di occuparsi l'imprenditore Salvatore Ligresti,
interviene l'ad del Gruppo Fondiaria-sai. Fausto Marchionni. La compagnia
aspetta "di vedere i conti, i dati e com'è l'opportunità". Marchionni
ha affrontato l'argomento in occasione della Italian Conference di Deutsche
Bank a Milano. "E' prematuro", ha spiegato Marchionni, stabilire
quale società del gruppo interverrà: "Aspettiamo che la cordata si
concretizzi, poi vedremo la mano con cui partecipare". Anche il leader
della Cgil, Guglielmo Epifani torna a farsi sentire un'altra volta. "Non
ho nulla da dire se non chiedere che il governo ci dica qualcosa, si apra un
canale di comunicazione con il sindacato, perchè si tratta di questioni
importanti. Al lavoro anche la commissione Ue che sta valutando la
documentazione del governo italiano sul prestito ponte concesso ad Alitalia, arrivata ieri. (31-05-2008).
( da "Stampa, La" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Augusto Minzolini A
MUSO DURO Se davvero il carattere principale del nuovo governo è il
"decisionismo" come strumento per modernizzare e rendere efficiente
uno Stato decadente, non bisogna meravigliarsi per le parole pronunciate ieri a
Napoli da Silvio Berlusconi. Anzi, c'è una frase del Cavaliere rivolta ai
magistrati napoletani che hanno giudicato incostituzionale il decreto sui
rifiuti che descrive in maniera lampante la nuova filosofia: "Un ordine
dello Stato non può vivere in un empireo e pensare alle leggi come ad un moloch
assoluto. Le leggi devono essere adattate per far vivere meglio i cittadini".
Può essere la rivoluzione "copernicana" per il paese degli
azzeccagarbugli, delle 100 mila leggi, leggine, codicilli, una logica di
governo che se attuata fino in fondo è di per sé una grande riforma: tutto è
subordinato alla "magia del fare", anche le leggi, se sono antiquate
e fumose, debbono essere interpretate in modo da favorire una politica
interventista che tende a risolvere le emergenze. Altrimenti il governo e il
Parlamento, cioè il potere politico, sono pronti ad esercitare fino in fondo le
proprie prerogative per cambiarle. È successo nella crisi a Napoli. Per
risolverla Berlusconi si sta comportando come se si trovasse di fronte una
calamità naturale, "l'eruzione di un vulcano - i paragoni sono suoi - o un
terremoto". In frangenti simili è evidente che tutti gli
"ordini" dello Stato debbono comportarsi in modo adeguato. Se non si
è consapevoli di questo, come hanno dimostrato alcuni pm napoletani, il governo
è pronto a prendere le misure adeguate, come la "superprocura". Ma la
filosofia dell'intervento deciso, che è legittimato nella testa del Cavaliere
dalla volontà dell'elettorato, non investe solo il caso Napoli ma tutto
l'operato del governo. Altro caso la "crisi Alitalia". Per 18 mesi il governo Prodi, volendosi attenere alla
normativa sulle privatizzazioni, aveva cincischiato. Era nata una trattativa
con Air France che poi è morta, a sentire la compagnia francese, per colpa del
sindacato. Per andare avanti è stato necessario un prestito ponte che prima è
finito sotto i riflettori della Ue e successivamente i sindaci di Alitalia hanno preteso che fosse
trasformato in capitale utilizzabile per non portare i libri in tribunale.
Messo alle strette il governo Berlusconi si è comportato proprio come su
Napoli. Giulio Tremonti con un decreto ha modificato la normativa di
privatizzazione per Alitalia e il Consiglio dei
ministri ha individuato subito in Banca Intesa l'"advisor" che
dovrebbe condurre in porto la privatizzazione: se avesse dovuto rispettare le
regole preesistenti, tra i tempi necessari per mettere in piedi una gara e
tutto il resto, Alitalia sarebbe fallita ancor prima
che Banca Intesa se ne potesse occupare. Insomma, quello che il passato governo
non aveva fatto in diciotto mesi, il governo Berlusconi prova a farlo in 18
giorni. Si dirà: passando da un'emergenza ad un'altra, il cambiamento delle
regole "scomode" per il governo del Cavaliere potrebbe diventare la
regola "comoda". Il rischio c'è e non va sottovalutato. Ma è anche
vero che nel caso dell'Italia ci troviamo di fronte ad un Paese che è in piena
"emergenza nazionale". Delle due l'una: o si metteva in piedi un
governo d'emergenza, sul tipo dei governi di solidarietà nazionale; o, visto
che dal voto è uscita fuori una maggioranza chiara, l'attuale governo non può
non usare in alcuni casi strumenti e normative straordinari per evitare il
fallimento del "sistema Italia". Del resto le garanzie contro il
rischio di una possibile "involuzione" autoritaria, Berlusconi le
offre in altri modi. Se il Cavaliere del passato si poneva di fronte all'establishment
in termini antagonistici, il "nuovo" Silvio tende ad esercitare su di
esso, grazie al consenso di cui gode nel Paese, una gramsciana egemonia. Ne
arruola pezzi su pezzi. C'è stata la conferma in blocco dei vertici dei grandi
enti pubblici che per buona parte erano stati nominati dal governo Berlusconi
del 2001, ereditati da Prodi e ora tenuti al loro posto dal Cavaliere. La
stragrande maggioranza dei capi di gabinetto dei ministri di Berlusconi hanno
collaborato in passato con i ministri di Prodi. Renato Brunetta, per dirne una,
si è scelto come primo collaboratore Filippo Patroni Griffi, già uomo di
Francesco Rutelli. E lo stesso vale per ruoli più delicati: a capo del
coordinamento dei servizi segreti (il Dis) è andato Gianni De Gennaro, che
ovviamente non è più l'amico di Luciano Violante ma l'uomo che ha ancora il
dente avvelenato con la sinistra per via del G8 di Genova. Con nomi del genere,
ovviamente, l'opposizione non ha potuto dir niente e il Cavaliere si contenta
di aver fatto proprio un celebre motto di Mao: "Non importa che il gatto
sia bianco o nero, l'importante è che acchiappi i topi".
( da "Voce d'Italia, La" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Riaperta la
caccia ai compratori Crisi Alitalia: Banca Intesa
agira' come "advisor" Il governo ripesca l'ipotesi della cordata
italiana Roma, 31 mag. - La banca Intesa Sanpaolo diventa "advisor"
nella delicata partita della crisi Alitalia.
L'istituto di credito guidato da Carlo Passera è stato cioè individuato come
soggetto che può ricercare un'offerta sul mercato da parte di uno o più gruppi
interessati. La decisione scaturisce dal decreto legge che cambia le regole
sulle privatizzazioni e riapre la caccia ai compratori dell'Alitalia.
Scartata l'ipotesi Airfrance, in sostanza si tratta di un primo passo per
concretizzare il tentativo di organizzare una cordata italiana. Il governo
Berlusconi intende riprendere la promessa preelettorale di salvare la compagnia
di bandiera. La conferma arriva da Tremonti, che ha escluso l'intenzione dell'esecutivo di mettere in liquidazione Alitalia. Il prossimo 3 giugno il cda di Alitalia nominerà quindi Intesa advisor per la privatizzazione. Nel
frattempo in Parlamento sono al vaglio altri due decreti su Alitalia: il prestito ponte e la norma
nel decreto Ici che converte i 300 milioni in patrimonio per coprire le
perdite. Valerio Esposti.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Pagina 215 Approvato
il decreto che amplia i poteri dell'esecutivo Alitalia,
svolta nella vendita: la regia passa al governo Approvato il decreto che amplia
i poteri dell'esecutivo --> Ok al decreto che dà più poteri al governo sulla
vendita di Alitalia. Intesa Sanpaolo nominata advisor
dell'operazione. Sarà il Consiglio dei ministri a individuare un nuovo
azionista che possa salvare Alitalia. Intesa Sanpaolo
sarà l'advisor dell'operazione. In extremis, per il terzo tentativo dopo due
fallimenti di cedere la quota di controllo del Tesoro, il governo ha deciso una
svolta netta: dopo "18 mesi di infruttuosi tentativi di cessione",
spiega il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, Alitalia
"non è privatizzabile secondo i meccanismi e le procedure che il
legislatore ha previsto negli anni passati". IL DECRETO Il provvedimento
che riapre il dossier privatizzazione, approvato ieri dal Consiglio dei
ministri, dà ampia libertà di azione al governo, che assume direttamente la
regia dell'operazione, con "deroghe specifiche" alle procedure
imposte "da una situazione di eccezionalità e urgenza giustificate dal
progressivo deteriorarsi della situazione di Alitalia,
che esclude la possibilità di ricorrere a procedure ordinarie". Tremonti
lo sottolinea dopo aver spiegato che la norma inserita dal governo nel decreto
fiscale, che consente l'utilizzo del prestito di 300 milioni del governo per
tamponare l'erosione del capitale per perdite sotto il minimo legale, ha
disinnescato il rischio di liquidazione con gli amministratori già sul punto di
portare i libri in Tribunale. I VANTAGGI Una volta individuato dal governo, ha
spiegato ancora Tremonti, il potenziale acquirente potrà "acquisire le
informazioni che ritiene necessarie presso la società Alitalia".
Per le regole attuali, e per il fatto che il Tesoro non aveva ancora indicato
come muoversi, il cda nelle scorse settimane aveva risposto no alla richiesta
di due diligence avanzata da Bruno Ermolli, il superconsulente che su mandato
del presidente del Consiglio ha studiato il progetto di cordata italiana
promosso in campagna elettorale. Air One resta attenta al dossier. Mentre l'ad
di Fondiaria Sai, Fausto Marchionni, ribadisce l'interesse a partecipare ad una
cordata: "La nostra posizione è sempre la stessa: aspetto di vedere i conti,
i dati e come sarà l'opportunità". I CANDIDATI I fari sono ora ovviamente
puntati sui possibili candidati, e sui nomi da settimane al centro di una
girandola di indiscrezioni: Benetton, Colaninno, Riva, Fossati, Aponte,
Ligresti, Radici. C'è attenzione anche sul ruolo di Intesa Sanpaolo che, dopo
un primo via libera oggi ieri del Consiglio dei ministri, avrà mercoledì 3
giugno il mandato di advisor dal cda di Alitalia. Sarà
anche in una cordata? "Dipende da Intesa", dice Tremonti. Non è
esclusa una "sua partecipazione diretta", indica il sottosegretario
all'Economia Luigi Casero. La nomina come advisor "ci inorgoglisce",
commenta il dg di Intesa San Paolo Pietro Modiano. E intanto i sindacati Cgil,
Cisl, Uil e Ugl fanno pressing, chiedendo l'apertura di un confronto. BRUXELLES
Infine, ha preso il via a Bruxelles l'esame delle mosse con cui Roma intende
sostenere Alitalia fino alla sua cessione. Toccherà
ora ai servizi che fanno capo al nuovo commissario Ue ai Trasporti, Antonio
Tajani, verificare se l'operazione è o meno in contrasto con le norme europee
sugli aiuti di Stato. Al centro del confronto tra Roma e Bruxelles c'è la
concessione del prestito ponte da 300 milioni di euro erogato per decreto dal
governo Prodi. Prestito poi convertito in patrimonio netto.
( da "Riformista, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Nord decreto per
vendere la compagnia mentre la lega torna a pontida e attacca bruxelles
Tremonti trova l'Intesa per Alitalia Forse è una svolta sul caso Alitalia. Le residue speranze di vita della compagnia di bandiera sono tutte
nel cilindro di Tremonti, che ha deciso di giocare la partita a colpi di
decreto. Dopo quello che ha trasformato il prestito ponte in patrimonio, ieri
il Consiglio dei ministri ne ha varato un altro, in deroga alla
normativa in materia di privatizzazioni, che autorizza il governo
all'individuazione di un advisor. Una scelta già compiuta, che sarà
formalizzata il 3 giugno con l'incarico da parte del cda di Alitalia
a Intesa SanPaolo. Il decreto è in linea con l'Europa, ha detto Tremonti, che
ora si muove alla ricerca di un nuovo azionista. Anche perché, ha aggiunto il
ministro, "non è più procrastinabile un aumento di capitale sociale".
Nella riunione di Palazzo Chigi di ieri la Lega ha poi minacciato il referendum
sul Trattato di Lisbona, anche in vista del tradizionale raduno di domani a
Pontida. Contraria An. Servizi alle pagine 4 e 5 31/05/2008.
( da "Riformista, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Intervista
l'economista pd: così si finirebbe col pagare la compagnia con le tariffe
Rossi: spero che la cordata non c'entri con le concessioni stradali Professor
Rossi, il caso Alitalia sembra avviarsi verso una
nuova svolta. Il Consiglio dei ministri ieri ha varato un decreto che cambia la
procedura di privatizzazione di Alitalia. Il decreto
prevede "una specifica deroga" sulle modalità con le quali procedere
alle dismissioni delle partecipazione dello Stato. "Innanzi tutto vorrei
dire che sulla vicenda Alitalia si sono persi due mesi
senza battere un chiodo. Per quel che riguarda il decreto Tremonti, in tal
modo, si dà ragione a Padoa Schioppa che aveva proceduto alla gara senza
successo e poi era passato ad un'altra modalità ovvero la trattativa diretta
con Air France, segnalando così la assoluta specificità del caso Alitalia". Che vuole dire? "Che era evidente che
la gara non era la modalità ideale per gestire un'azienda in gravissima crisi
sia finanziaria ma soprattutto industriale come Alitalia.
Detto questo rimango convinto che la soluzione più appropriata a questo punto
sarebbe quella del commissariamento". Il governo
invece pensa che Banca Intesa possa trovare un'offerta sul mercato per Alitalia. E Tremonti non esclude che
Banca Intesa possa poi entrare nell'azionariato di Alitalia. "Il fatto che come advisor sia stato scelto il gruppo
bancario che è stato tra i protagonisti principali della privatizzazione di Alitalia è un fatto sorprendente.
Io sono assolutamente convinto della professionalità di Banca Intesa ma il
fatto che abbia partecipato alla cordata suggerisce modalità diverse nella
selezione dell'Advisor". Non mi pare di sentirla convinto della cordata.
"Guardi, sono sicuro che è un caso. Ma negli stessi giorni si sono
verificati due fatti che si riveleranno indipendenti, ma sono assi singolari.
Per legge sono state approvate concessioni autostradali con il parere
sfavorevole dell'autorità competente. Dall'altro si varano norme per la
privatizzazione e si procede, presumo, alla costruzione della cordata italiana
di Alitalia". Si spieghi meglio. "Sono certo
che nessuno dei titolari di concessioni approvati con legge contro il parere
dell'Autorità finirà nella cordata. Se però così fosse si concretizzerebbe ciò
che mi è capitato di scrivere: quando si fanno le cordate non si fanno mai
gratis. In questo caso si finirebbe per chiedere ai cittadini di pagare Alitalia con maggiori tariffe autostradali. Tanto valeva aumentare
il prezzo del biglietto? Ma sono certo che non sarà così. Anche se sarebbe
bello che il governo lo escludesse da subito" (de angelis) 31/05/2008.
( da "Riformista, Il" del 31-05-2008)
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Alitalia marcegaglia
chiede il partner internazionale Tremonti-Passera archiviano Ermolli Le residue
speranze di vita di Alitalia sono tutte nel cilindro di
Tremonti. E, soprattutto, sono legate alla sua proverbiale creatività. Se
Padoa-Schioppa e Prodi avevano lasciato la partita in mano alla compagnia, puntando sull'accordo con Air
France, oggi è il governo, e il ministro dell'Economia in particolare, a
giocarla in prima battuta, a colpi di decreto. Prima quello che ha trasformato
il prestito ponte in patrimonio, poi quello licenziato ieri dal consiglio dei
ministri, in deroga alla normativa in materia di privatizzazioni, che autorizza
il governo all'individuazione di un advisor. Una scelta già compiuta, che sarà
formalizzata il 3 giugno con l'incarico da parte del cda di Alitalia
a Intesa-Sanpaolo. La banca, che segue il dossier dalle fasi precedenti della
privatizzazione al fianco di Air One e ha già avuto contatti formali con Alitalia, esce così allo scoperto. E cambia pelle,
adeguandosi ai tempi che corrono. Era, nelle intenzioni di Bazoli e Prodi, la
"Banca per il Paese" e si candida oggi, con la guida di Corrado
Passera più forte che in passato, a risolvere una delle emergenze prioritarie
per il premier Silvio Berlusconi. Intanto, le luci della ribalta si sono spente
per il consigliere di fiducia Bruno Ermolli. Doveva allestire una cordata
italiana in dieci giorni, ma quella era la campagna elettorale. Oggi, con il
governo in carica e la posta in gioco ancora più alta, il Cavaliere torna a
muovere le pedine che contano. Così, sul mercato si muove Passera e Tremonti
gioca la difficile partita con Bruxelles. A chiarire lo scenario è lo stesso
ministro. Il decreto approvato dal Cdm è "assolutamente in linea con
l'Europa. L'Europa vuole il mercato, e più mercato di così...", assicura,
aggiungendo che il governo ha deciso di "dotarsi di strumenti che
assicurino in modo efficace l'individuazione di un soggetto che abbia la
possibilità di acquisire il controllo di Alitalia e le
risorse per un forte e credibile piano di rilancio". Questo, perché la
ricerca di un nuovo azionista "è l'unica alternativa": anche il
ministro non può far altro che prendere atto di una situazione ormai
compromessa, osservando che "non è più procrastinabile un aumento di
capitale sociale" e che la compagnia ormai versa in una "profonda
crisi finanziaria, patrimoniale, industriale ed economica", come
testimoniano gli ultimi dati diffusi, con una liquidità al 30 aprile di appena
174 mln. L'impegno di Intesa-Sanpaolo sembra destinato a essere più consistente
rispetto a quello di un semplice advisor. Anche se, almeno per ora, Tremonti
preferisce la cautela: la banca "avrà un ruolo di advisor, se poi ci starà
dentro o no si vedrà". Quanto alla nuova procedura di privatizzazione,
sarà avviata con l'incarico all'advisor e sarà gestita direttamente dal
Consiglio dei Ministri, per chiudere l'operazione il più presto possibile.
"Soon is better, prima è meglio", sintetizza Tremonti. A questo
punto, continua a mancare un tassello fondamentale, quello di un partner
internazionale che sia disposto a investire. A mettere l'accento su questo
aspetto è il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che indica con
chiarezza quella che sembra l'unica strada percorribile per salvare Alitalia: "occorre un intervento di forte
ristrutturazione e poi il sostegno di un partner internazionale", spiega.
Due passaggi che devono necessariamente essere consequenziali perché, avverte
il leader degli industriali, "se non ci sarà una ristrutturazione seria,
anche se impopolare, non troveremo nessun partner internazionale e neanche
imprenditori italiani". E, come logica conseguenza, "non ci sarà
altro che il commissariamento". Proprio sul fronte internazionale,
intanto, non arrivano buone notizie. Air France conferma di aver messo da parte
ogni velleità, mentre Lufthansa ribadisce la propria posizione, che lo scorso
dicembre l'aveva indotta a non presentare un'offerta non vincolante per la
compagnia di bandiera italiana perché i "contro pesavano più dei
pro". Anche la russa Aeroflot, la compagnia che Berlusconi aveva chiamato
in causa incontrando l'amico Putin, considera "inopportuna"
l'acquisizione di Alitalia ed esprime "molti
dubbi" che la compagnia possa essere risanata, ritenendo che sia "già
stato superato il punto di non ritorno". Un quadro complessivo che
autorizza il ministro ombra Pierluigi Bersani a sostenere che "la
demagogia e l'approssimazione del governo stanno definitivamente compromettendo
le prospettive di Alitalia". 31/05/2008.