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DOSSIER “ALITALIA”

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T ARTICOLI DEL   31-5-2008        #TOP



Report "Alitalia 2"

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Indice delle sezioni

Alitalia 2 (32)


Indice degli articoli

Sezione principale: Alitalia 2

Alitalia,una nuovaasta ( da "Secolo XIX, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Terza asta per Alitalia ( da "Secolo XIX, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Vendita alitalia, tremonti riscrive le regole - luca iezzi ( da "Repubblica, La" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Vendita Alitalia, Tremonti riscrive le regole Procedure più veloci. "Intesa cercherà compratori". Esame Ue per il prestito Il ministro: "Le procedure normali si sono rivelate inadatte" Bersani: "Governo cinico e poco trasparente" LUCA IEZZI ROMA - Per la terza volta in un anno e mezzo il governo prova a vendere Alitalia e si affida a Intesa-

Addio al biglietto di carta da domani decolla l'e-ticket ( da "Repubblica, La" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia un po' in ritardo sui rivali ? tutti i grandi vettori si sono adeguati tanto che già a inizio di quest'anno il 93% dei voli era servito con e-ticket. A festeggiare la nuova era non sono solo i contabili delle grandi aerolinee. Un sospiro di sollievo lo tirano infatti anche gli ambientalisti.

Alitalia, Tremonti riparte dall'inizio Finito il bluff della cordata Ermolli il ministro chiede aiuto a Intesa-San Paolo ( da "Unita, L'" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: edizione del Alitalia, Tremonti riparte dall'inizio Finito il bluff della "cordata Ermolli" il ministro chiede aiuto a Intesa-San Paolo di Laura Matteucci / Milano ZERO Per Alitalia si riparte da zero. Il ministro all'Economia Giulio Tremonti si affida ad Intesa San Paolo come advisor per la vendita, e vara un decreto di deroga alle regole delle privatizzazioni per far fronte "

E Walter diventa il "premier ombra" ( da "Giornale.it, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

Berlusconi come San Gennaro: faro' sparire l'immondizia e salvero' 'Alitalia ( da "Voce d'Italia, La" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia Perche' lo strano fenomeno delle conversioni di storici militanti di sinistra non deve ingannare sulle reali capacita' del Governo Sembra che all'improvviso anche i più accaniti oppositori di Berlusconi si siano ricreduti. I primi a spiccare pubblicamente una tratta di fiducia nei confronti del Cavaliere sono stati Celentano a De Gregori,

TRENTO - Qual è per gli imprenditori italiani l'emergenza più importante da affrontare ( da "Messaggero, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Dunque la leader degli imprenditori saluta con favore la disponibilità di centro-destra e centro-sinistra a confrontarsi in modo meno distruttivo, ed anzi invoca apertamente "uno spirito costituente con la maggioranza e l'opposizione che collaborano insieme". Mentre al governo, su Alitalia come su altri dossier aperti, chiede il coraggio di "fare scelte impopolari".

<Meglio la cura del mercato e un partner internazionale> ( da "Corriere della Sera" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: platea quando Emma Marcegaglia affronta il caso Alitalia, "tema della disfatta di un Paese". E più chiara non può essere la presidente di Confindustria, special guest da tutto esaurito ieri a Trento. Si fatica a trovare un posto in piedi, nonostante i diversi punti di ascolto allestiti dall'organizzazione, lei apprezza, ringrazia, si mostra a suo agio in questa arena aperta a tutti,

S egretucci ( da "Corriere della Sera" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-31 num: - pag: 3 autore: di LINA SOTIS categoria: REDAZIONALE Qui Lina S egretucci Parlamentari. Il Governo sfila i soldi, precedentemente assegnati agli handicappati, per darli all'Alitalia. Il paese vola basso. lsotis@corriere.it.

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-31 num: - pag: 2 Alitalia, la... ( da "Corriere della Sera" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-31 num: - pag: 2 Alitalia, la spinta del governo Corsia d'urgenza per la vendita Tremonti: unica alternativa un nuovo socio di controllo. Intesa advisor Il Tesoro: "Air France non c'è più" Via al decreto legge con poteri straordinari per l'esecutivo ROMA - "Soon is better".

Il ministro, la cordata di Ermolli e il sentiero di guerra per il salvataggio ( da "Corriere della Sera" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Per esempio, quanto costa il carburante? Rivelarlo, significa però mettere a nudo Alitalia dinnanzi alla concor La promessa elettorale Il responsabile dell'Economia: "Alitalia è una promessa fatta in campagna elettorale che dobbiamo mantenere".

Il ritorno in campo della superbanca, con una task force ( da "Corriere della Sera" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: A quel punto si potrà parlare di eventuali "cordate" e raccordi con il lavoro del consulente Bruno Ermolli. I tempi sono strettissimi: Passera dovrà assolvere al mandato e passare (se possibile) alla fase due entro l'estate. La situazione di Alitalia non consente altri ritardi. Sergio Bocconi.

Tremonti accelera su Alitalia <Banca Intesa come advisor> ( da "Corriere della Sera" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: mai così dal '96 Tremonti accelera su Alitalia "Banca Intesa come advisor" ROMA - Per l'Alitalia il governo ha deciso di passare a "mosse straordinarie, assumendo direttamente la regia dell'operazione con deroghe specifiche". Lo ha detto il ministro Tremonti. Intesa-Sanpaolo sarà advisor dell'operazione.

Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it La privatizzazione di ( da "Tempo, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: it La privatizzazione di Alitalia ritorna al punto di partenza. Diciotto mesi di trattative tra la compagnia, lo stato (azionista di maggioranza) e i vettori interessati a rilevare la compagnia tricolore non sono serviti a nulla. Si sono tirati tutti indietro. Così il dossier è ritornato da dove era partito: sul tavolo del ministro dell'Economia.

Come ti riprivatizzo l'Alitalia ( da "Manifesto, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: e forse anche altro Come ti riprivatizzo l'Alitalia Francesco Piccioni E tre. Nuovo governo, nuova procedura per la privatizzazione di Alitalia. Una storia infinita di svolte, dietrofront e furbizie italiche che non per caso ha depresso fino all'eutanasia la situazione finanziaria, patrimoniale, commerciale della compagnia di bandiera.

È importante, è giusto che una nazione sia orgogliosa di se ( da "Tempo, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Dare Alitalia "a loro" sarebbe stato come ricevere di nuovo una testata da Zidane. Visti i risultati elettorali del 13 e 14 aprile, la mossa è stata azzeccata. Aver fatto fuggire Air France senza alternativa e a fronte di un'ancora invisibile cordata italiana, è stato in realtà il vero colpo mortale per la nostra compagnia di bandiera.

Palazzo Chigi: Alitalia vive un anno con il prestito ponte da 300 milioni ( da "Tempo, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stampa Palazzo Chigi: "Alitalia vive un anno con il prestito ponte da 300 milioni" Le misure di urgenza per Alitalia, varate dal governo servono a "salvaguardare per i prossimi dodici mesi la continuità aziendale", evitando così per un anno la liquidazione della compagnia.

ROMA Tra l'individuazione del soggetto e la presentazione dell'offerta per il controllo ( da "Messaggero, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: individuazione del soggetto e la presentazione dell'offerta" per il controllo di Alitalia, in base al decreto, "non saranno dovuti gli obblighi informativi previsti dal Testo Unico della Finanza per le società quotate". Lo ha spiegato il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. "Il soggetto potrà accedere alle informazioni riservate presso la società".

ROMA - Il salvataggio di Alitalia passa da una Nuova Alitalia che Intesa Sanpaolo ( da "Messaggero, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Di ROSARIO DIMITO ROMA - Il salvataggio di Alitalia passa da una Nuova Alitalia che Intesa Sanpaolo dovrà ridisegnare. Probabilmente attraverso una scissione o qualche altra operazione societaria e che potrebbe anche prevedere il passaggio da una procedura straordinaria. Intesa vestirà il ruolo forte di Superadvisor.

ROMA Altro giro, altra corsa per Alitalia. Cambia il percorso che dovrebbe portare la compa ( da "Messaggero, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: altra corsa per Alitalia. Cambia il percorso che dovrebbe portare la compagnia al salvataggio e cambiano (potrebbero cambiare) i competitors. Il governo vara un nuovo decreto di procedura di privatizzazione, ma non è scontato che avrà il via libera di Bruxelles che dovrà valutare se il prestito di 300 milioni non rientri nella "tagliola"

CON LA MODA DEI BLOG ( da "Corriere della Sera" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: governo abbia presentato questa norma perché vuole che Autostrade metta dei soldi nel salvataggio di Alitalia. Così il titolo Autostrade vola in Borsa, Alitalia continuerà a volare e noi automobilisti voleremo sempre più basso. Andrea Tribulini antrib@tiscalinet.it IMMIGRATI I nuovi centri I nuovi centri per gli immigrati si chiameranno Cei (Centro di espulsione e identificazione).

Privatizzazione Alitalia, si cambia ( da "Liberazione" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ponte di 300 milioni ad Alitalia in patrimonio. La ricerca di un nuovo azionista per Alitalia "è l'unica alternativa" ha aggiunto Tremonti che ha indicato che "non è più procrastinabile un aumento di capitale sociale". La nomina nel ruolo di advisor dell'Istituto guidata da Corrado Passera è comunque la novità che fa pensare ci possano essere sviluppi interessanti.

Alitalia, per trovare l'acquirente Tremonti si affida a Banca Intesa ( da "Liberazione" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, per trovare l'acquirente Tremonti si affida a Banca Intesa Fabio Sebastiani "Il dissenso è l'unica arma che abbiamo per rafforzarci". Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom, dal palco della Conferenza d'organizzazione della Cgil, chiude il suo intervento scegliendo il percorso della contrapposizione.

E così il tesoriere pontificio si frega le mani... Il corpo delle donne vale meno del "mattone" Immigrazione, ecco cos'è successo a Milano ( da "Liberazione" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ici e del deficit Alitalia.l suo commento, "i fondi che chiederò di stanziare serviranno per il sussidio all'attuazione di una normativa che attualmente è allo studio dei tecnici" è veramente debole. Alla faccia delle sue parole scritte due giorni fa su questo stesso giornale: concretezza per il sostegno ai centri anti violenza.

Alitalia, Intesa entra nell'affaire ( da "Campanile, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: rilevare Alitalia, non è mai stato, Emma Marcegaglia, neo presidente degli industriali, non ha dubbi: "Per salvare Alitalia occorre un intervento di forte ristrutturazione e poi il sostegno di un partner internazionale". Secondo il presidente, "se non ci sarà una ristrutturazione seria", anche se impopolare, non si troverà "nessun partner internazionale e neanche imprenditori italiani"

A MUSO DURO ( da "Stampa, La" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia". Per 18 mesi il governo Prodi, volendosi attenere alla normativa sulle privatizzazioni, aveva cincischiato. Era nata una trattativa con Air France che poi è morta, a sentire la compagnia francese, per colpa del sindacato. Per andare avanti è stato necessario un prestito ponte che prima è finito sotto i riflettori della Ue e successivamente i sindaci di Alitalia hanno preteso

Crisi Alitalia: Banca Intesa agira' come 'advisor' ( da "Voce d'Italia, La" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: esecutivo di mettere in liquidazione Alitalia. Il prossimo 3 giugno il cda di Alitalia nominerà quindi Intesa advisor per la privatizzazione. Nel frattempo in Parlamento sono al vaglio altri due decreti su Alitalia: il prestito ponte e la norma nel decreto Ici che converte i 300 milioni in patrimonio per coprire le perdite.

Alitalia, svolta nella vendita: la regia passa al governo ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: esecutivo Alitalia, svolta nella vendita: la regia passa al governo Approvato il decreto che amplia i poteri dell'esecutivo --> Ok al decreto che dà più poteri al governo sulla vendita di Alitalia. Intesa Sanpaolo nominata advisor dell'operazione. Sarà il Consiglio dei ministri a individuare un nuovo azionista che possa salvare Alitalia.

Nord decreto per vendere la compagnia mentre la lega torna a pontida e attacca bruxelles ( da "Riformista, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Intesa per Alitalia Forse è una svolta sul caso Alitalia. Le residue speranze di vita della compagnia di bandiera sono tutte nel cilindro di Tremonti, che ha deciso di giocare la partita a colpi di decreto. Dopo quello che ha trasformato il prestito ponte in patrimonio, ieri il Consiglio dei ministri ne ha varato un altro,

Intervista l'economista pd: così si finirebbe col pagare la compagnia con le tariffe ( da "Riformista, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il governo invece pensa che Banca Intesa possa trovare un'offerta sul mercato per Alitalia. E Tremonti non esclude che Banca Intesa possa poi entrare nell'azionariato di Alitalia. "Il fatto che come advisor sia stato scelto il gruppo bancario che è stato tra i protagonisti principali della privatizzazione di Alitalia è un fatto sorprendente.

Alitalia marcegaglia chiede il partner internazionale ( da "Riformista, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia marcegaglia chiede il partner internazionale Tremonti-Passera archiviano Ermolli Le residue speranze di vita di Alitalia sono tutte nel cilindro di Tremonti. E, soprattutto, sono legate alla sua proverbiale creatività. Se Padoa-Schioppa e Prodi avevano lasciato la partita in mano alla compagnia,


Articoli

Alitalia,una nuovaasta (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 31-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Si riparte da zero, per la terza volta. Il governo incarica la banca Intesa San Paolo di trovare le offerte di nuovi azionisti 31/05/2008 mensopoli 31/05/2008 Genova, bagnasco "assolve" profiti 31/05/2008 Roma. Il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, liquida come "millantato credito" le frasi che coinvolgono il Vaticano intercettate nell'inchiesta di Genova sugli appalti per le mense. E' una piena assoluzione per Giuseppe Profiti, il presidente dell'ospedale Bambin Gesù di Roma, uomo molto vicino al cardinale Tarcisio Bertone e ora indagato dai pm genovesi. ambrogetti >> 3 31/05/2008 RECCO (GENOVA). La parrocchia si allea con la Coop per un supermercato. Con un progettista di Forza Italia e uno del Pd. E si affida al consigliere del Magistrato della Misericordia della Curia. menduni e sansa >> 4 31/05/2008.

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Terza asta per Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 31-05-2008)

Argomenti: Alitalia

A diciotto mesi dal primo tentativo Il governo mette la compagnia sul mercato. Intesa San Paolo nominata advisor ' 31/05/2008 i tempistringonoNon è più procrastinabile un aumento di capitale. Si può solo cercare un nuovo azionista giulio tremontiministro dell'Economia 31/05/2008 4 APRILE 31/05/2008 22 APRILE 31/05/2008 30 MAGGIO 31/05/2008 24 APRILE 31/05/2008.

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Vendita alitalia, tremonti riscrive le regole - luca iezzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 31-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Vendita Alitalia, Tremonti riscrive le regole Procedure più veloci. "Intesa cercherà compratori". Esame Ue per il prestito Il ministro: "Le procedure normali si sono rivelate inadatte" Bersani: "Governo cinico e poco trasparente" LUCA IEZZI ROMA - Per la terza volta in un anno e mezzo il governo prova a vendere Alitalia e si affida a Intesa-Sanpaolo. Ieri il Consiglio dei ministri ha varato un decreto che di fatto sospende gran parte delle leggi sulla vendita di aziende pubbliche. La compagnia di bandiera "Non è privatizzabile secondo i meccanismi e le procedure che il legislatore ha previsto negli anni passati" ha dichiarato il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, spiegando che questa strada, opposta a quella tentata dal suo predecessore Tommaso Padoa-Schioppa, è giustificata da una situazione di "eccezionalità e urgenza, il progressivo deteriorarsi della situazione di Alitalia esclude la possibilità di ricorrere a procedure ordinarie". Protagonista assoluta sarà la banca guidata da Corrado Passera, già designata advisor e che riceverà il mandato ufficialmente martedì prossimo dal cda della compagnia. La nomina "ci inorgoglisce" ha commentato il dg di Intesa-Sanpaolo, Pietro Modiano. Dopo aver sostenuto AirOne nella gara che ha visto vittoriosa Air France, Intesa torna su Alitalia con un mandato ampio: esaminerà i conti e lo stato industriale e poi studiare le possibili soluzioni e stabilirà i contatti con i soggetti, italiani ed internazionali, interessati all'acquisto. Su questo fronte si registra il disinteresse di due compagnie, Air France e Aeroflot, avvicinatesi ad Alitalia ed ora convinte dell'impossibilità di un salvataggio. Valeri Okulov, direttore generale della compagnia russa, ha dichiarato: "Lo stato in cui si trovava un anno fa lasciava speranza di un recupero a costo di grande sforzo. Ora è altamente discutibile che il suo risanamento sia possibile". Interlocutore "naturale" di IntesaSanpaolo sarà Bruno Ermolli, che su indicazione del premier Silvio Berlusconi sta cercando di costruire una cordata d'imprenditori italiani per salvare la compagnia. Alla domanda se il colosso bancario sarà anche tra i finanziatori dei compratori Tremonti ha risposto: "Dipende da Intesa". Ad avere l'ultima parola sulle offerte sarà il Consiglio dei ministri. Il decreto approvato sarà utile quando la trattativa entrerà nel vivo, il governo, la società e i compratori potranno muoversi liberi dagli obblighi di informazione al mercato previsti per le società quotate in Borsa e per quelle pubbliche. Le stesse regole che avevano impedito al cda di dare il via libera alla richiesta della due diligence avanzata da Ermolli. Una deroga tanto ampia che permetterebbe ad Alitalia di smettere di dare indicazioni sui bilanci trimestrali, sugli eventi price-sensitive e appunto su le operazioni di fusione, acquisizioni o dismissioni. Tutte previste dal testo unico finanziario. Per capire l'esatta portata di questo regime privilegiato bisognerà aspettare la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Per ora la compagnia di bandiera in una situazione opposta, visto che ogni mese la Consob gli impone di rivelare le disponibilità liquide e l'indebitamento. Ieri dalla Magliana è arrivato l'aggiornamento al 30 aprile: cassa a 174 milioni e debiti a 1.358, un peggioramento dello 0,5% rispetto al mese prima. Critico Pierluigi Bersani, ministro dell'Economia del governo ombra del Pd: "Per ciniche ragioni elettorali il nuovo governo ha distrutto la soluzione Air France e gettato a mare una procedura limpida. Ora si predispone un vestito su misura per una soluzione che non c'è e che non potrebbe, in ogni caso, esserci al di fuori dell'impegno di grandi soggetti internazionali del settore". Tremonti si è detto sicuro che quest'ultimo provvedimento sia "in linea con l'Europa", mentre proprio ieri ha Bruxelles ha avviato l'esame delle argomentazioni italiane sulle circostanze che hanno portato al prestito ponte da 300 milioni. La commissione ha già espresso dubbi sull'operazione e potrebbe avviare la procedura d'infrazione per aiuto di Stato. A vagliare la posizione italiana sarà il neocommissario ai Trasporti, Antonio Tajani.

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Addio al biglietto di carta da domani decolla l'e-ticket (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 31-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia I check-in saranno più rapidi e le compagnie aeree risparmieranno 2 miliardi Addio al biglietto di carta da domani decolla l'e-ticket I vecchi tagliandi costavano 10 dollari l'uno e così sparisce il rischio smarrimento MILANO - Le compagnie aeree mandano in pensione il biglietto di carta. Da domani, infatti, i vettori aderenti alla Iata (il 94% del totale) venderanno solamente biglietti elettronici. Ogni passeggero ? che prenoti via Internet, in agenzia o per telefono ? sarà titolare "solo" di un codice di prenotazione che diventerà il suo lasciapassare per salire a bordo. La novità semplifica di molto le procedure di partenza per i viaggiatori e consentirà un bel risparmio per le compagnie aeree. I vantaggi per i clienti sono evidenti. Un codice di prenotazione, tanto per iniziare, non può essere perduto come capitava con i vecchi tagliandi di carta. Che in caso di smarrimento dovevano essere ricomprati mentre per i rimborsi ci si doveva imbarcare in un secondo tempo in bizantinissime e lunghe procedure burocratiche. Il check-in, in particolare, sarà molto più facile. Si potrà fare da casa via computer ? se non si ha bagaglio da stiva ? attraverso il sito della propria compagnia aerea, scegliendosi il posto che si desidera e stampandosi la carta d'imbarco. In questo modo non solo si evitano le code in aeroporto, ma soprattutto non si corre il rischio di rimanere a terra per l'overbooking del volo. In aeroporto, invece, basterà presentarsi con un documento d'identità valido e il numero del codice. Non serve avere la versione "cartacea" della prenotazione. Una volta arrivati allo scalo di partenza si potrà stampare la carta d'imbarco alle apposite isole self-service oppure con la tradizionale coda ai banconi del check-in, un passaggio necessario se si hanno bagagli da imbarcare. Per le compagnie, invece, l'ingresso nell'era dell'e-ticket si traduce in un risparmio di quasi due miliardi di euro (i vecchi biglietti avevano un costo di produzione di 10 dollari l'uno, contro il dollaro di quelli elettronici), soldi benedetti in un periodo in cui il caro-petrolio ha messo in ginocchio i bilanci del settore. L'addio al biglietto di carta è stato deciso quattro anni fa, quando solo il 18% dei tagliandi di viaggio aerei venivano venduti in versione elettronica. Le compagnie low cost si sono adeguate subito (Ryanair da sempre vende i suoi bilgietti solo online) e poco alla volta ? Alitalia un po' in ritardo sui rivali ? tutti i grandi vettori si sono adeguati tanto che già a inizio di quest'anno il 93% dei voli era servito con e-ticket. A festeggiare la nuova era non sono solo i contabili delle grandi aerolinee. Un sospiro di sollievo lo tirano infatti anche gli ambientalisti. Il pensionamento di 300 milioni di biglietti di carta ogni anno consentirà di evitare il taglio di 50mila albero l'anno, pari a una superficie verde pari a 5 chilometri quadrati di piante. Dopo l'introduzione dei biglietti elettronici, la Iata punta ora a semplificare ulteriormente le procedure di imbarco e di sbarco, per accorciare al massimo i tempi "morti" del viaggio. Il prossimo passo, con ogni probabilità, sarà l'imbarco "fai-da-te" dei bagagli. (e.l.).

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Alitalia, Tremonti riparte dall'inizio Finito il bluff della cordata Ermolli il ministro chiede aiuto a Intesa-San Paolo (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 31-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Alitalia, Tremonti riparte dall'inizio Finito il bluff della "cordata Ermolli" il ministro chiede aiuto a Intesa-San Paolo di Laura Matteucci / Milano ZERO Per Alitalia si riparte da zero. Il ministro all'Economia Giulio Tremonti si affida ad Intesa San Paolo come advisor per la vendita, e vara un decreto di deroga alle regole delle privatizzazioni per far fronte "all'eccezionalità della situazione". In tempi rapidi, e con un mandato ampio, Intesa partirà con una ricognizione sui conti della compagnia, in base alla quale dovrà preparare un piano di risanamento industriale, dopodichè verificherà l'esistenza di investitori industriali e finanziari disponibili a partecipare all'impresa. Per il momento almeno, non è previsto alcun intervento diretto. Nè di Banca Intesa, nè di alcun altro operatore. "Sappiamo cosa non c'è più, cioè Air France", dice Tremonti. Precipitano anche le possibilità di un ritorno in pista di Aeroflot: il direttore generale della compagnia di bandiera russa, Valeri Okulov, fa sapere che allo stato attuale sia "altamente discutibile che il risanamento di Alitalia sia possibile". Un anno fa forse, adesso proprio no. E la cordata millantanta da Berlusconi in campagna elettorale non è mai pervenuta. Come dice Pierluigi Bersani, ministro ombra dell'Economia per il Pd: "Per ciniche ragioni elettorali il nuovo governo ha distrutto la soluzione Air France e gettato a mare una procedura limpida. Con le decisioni di adesso si compie uno strappo rispetto ai tradizionali meccanismi di trasparenza e di pari condizioni nei processi di privatizzazioni". Tranchant Fabrizio Solari, segretario della Filt-Cgil: è "sconcertante" che dopo "tanti proclami siamo ancora al come si fa e non al cosa si fa". Nel frattempo, la situazione non fa che peggiorare. Al 30 aprile la liquidità di Alitalia era pari a 174 milioni, contro i 180 milioni di fine marzo, come comunica la stessa compagnia. E l'indebitamento netto, sempre a fine aprile, era di 1.358 milioni, in aumento dello 0,4% rispetto al mese precedente. Il leader Cgil Guglielmo Epifani chiede che sindacato e Parlamento vengano informati dal governo di quanto sta avvenendo. E quanto sta avvenendo, terminato il Consiglio dei ministri, è la ricerca ex novo di un azionista, "l'unica alternativa" per Alitalia, come dice Tremonti, perchè "non è più procrastinabile un aumento di capitale". Il decreto per procedere alla cessione della compagnia in deroga alla legge sulle privatizzazioni dovrebbe servire ad evitare la messa in liquidazione, e per Tremonti "è assolutamente in linea con l'Europa: l'Europa vuole più mercato, e più mercato della privatizzazione...". L'intervento del governo, che ha deciso per il prestito ponte di 300 milioni di euro, secondo Tremonti ha permesso di "disinnescare il rischio di un immediato avvio di procedura liquidatoria". Nel frattempo, ha preso il via a Bruxelles l'esame delle mosse con cui Roma intende sostenere Alitalia fino alla sua cessione. Toccherà ora ai servizi che fanno capo al nuovo commissario Ue ai Trasporti, Antonio Tajani, verificare se l'operazione è in contrasto con le norme europee sugli aiuti di Stato. Al centro del confronto tra Roma e Bruxelles c'è proprio il prestito ponte erogato per decreto dal governo Prodi, sotto pressione della nuova maggioranza. Prestito poi convertito in patrimonio netto. Il mese scorso Bruxelles ha espresso a più riprese dubbi sulla natura del prestito: un aiuto di Stato sarebbe giudicato incompatibile con le norme Ue. L'Alitalia ha già beneficiato nel 2001 di aiuti pubblici autorizzati. E non potrebbe riceverne altri prima del 2011.

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E Walter diventa il "premier ombra" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 31-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 55 ) " (21 votes, average: 3.24 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (108 votes, average: 1.07 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (51 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (29 votes, average: 2.79 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (47 votes, average: 2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (119 votes, average: 1.35 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (128 votes, average: 1.45 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (91 votes, average: 1.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (58 votes, average: 1.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (37) Ultime discussioni Franco R: Ringrazio il sig Taliani per aver risposto alla mia domanda. A Felice Rossi voglio far notare che se... Silvio: Tra le dichiarazioni più ridicole leggo oggi quella del pro-rettore Frati. Secondo lui il simbolo del... Paolo M: VIOLENZA una parola che non ha colore ne parte; è violenza e basta. Cercare di spacciarla, a seconda delle... Paolo: Ambrogio scusa, ma secondo te il Granma era una nave da crociera? e Guevara viaggiava per turismo? che... Alberto Taliani: caro Franco, come vede ora le cose si comprendono meglio e sono soddisfatto del dibattito sul blog:... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. 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Berlusconi come San Gennaro: faro' sparire l'immondizia e salvero' 'Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 31-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Focus Gli errori di Veltroni e i problemi del Cavaliere Berlusconi come San Gennaro: faro' sparire l'immondizia e salvero' 'Alitalia Perche' lo strano fenomeno delle conversioni di storici militanti di sinistra non deve ingannare sulle reali capacita' del Governo Sembra che all'improvviso anche i più accaniti oppositori di Berlusconi si siano ricreduti. I primi a spiccare pubblicamente una tratta di fiducia nei confronti del Cavaliere sono stati Celentano a De Gregori, seguiti a ruota da Pino Daniele. Il caso del cantautore napoletano è probabilmente il più eclatante, se no altro perché, essendo del sud, è riuscito nella funambolica impresa di lodare contemporaneamente Berlusconi e il ministro dell'Interno Maroni, nonostante sia stato querelato da Bossi e condannato per diffamazione per aver dichiarato che il leader leghista gli faceva “schifo”. Persino Antonello Venditti (uno che non ha mai nascosto le sue simpatie per il Pci, anche selle successive declinazioni in Pds-Ds) ha lodato il sindaco di Roma Gianni Alemanno (ex Msi). Manca solo Beppe Grillo, e poi l'elenco dei convertiti al berlusconismo è completo. Non stupisce, invece, il voltafaccia del Corriere della Sera, che, attraverso i suoi editorialisti, ha manifestato apertamente appoggio al pacchetto-sicurezza del Governo. Basta leggere gli editoriali di Piero Ostellino e di Ernesto Galli della Loggia per rendersene conto. Verrebbe da domandarsi se sia lo stesso Corriere che solo due anni fa, con un editoriale di Paolo Mieli, aveva invitato gli elettori ad avere fiducia nel senso di responsabilità dei partiti della sinistra radicale che comparivano nel variegato bouquet di sigle e simboli a sostegno di Romano Prodi. La fiducia, evidentemente, era mal riposta, come hanno poi dimostrato i fatti. Perché ora tutti facciano a gara per tessere le lodi di Berlusconi, è un mistero. L'ipotesi più probabile, è che in giro non c'è un'alternativa al Cavaliere (almeno per i prossimi cinque anni), per cui tanto vale crederci. Certo, tutti speriamo che questa volta il premier riesca a risollevare il Paese dal baratro nel quale sta inesorabilmente sprofondando, ma siamo così sicuri che ce la farà? Vediamo quanto è fondata questa fiducia. Il quarto Governo di Sua Emittenza è certamente cominciato sotto i migliori auspici, con la benedizione scontata di Confindustria, l'atteggiamento dialogante da parte del sindacato (Cisl e Uil), e l'apertura dell'opposizione sulle riforme necessarie e condivise. Fin qui, tutto bene. Anche i primi provvedimenti dell'Esecutivo hanno suscitato un'approvazione bipartisan, impensabile fino a pochi mesi fa: dal pacchetto-sicurezza, alla politica estera ed economica. I toni di Berlusconi sono da statista, moderati anche nei contenuti, e il leader del centrodestra centellina le dichiarazioni e le apparizioni tv. A vederlo, non ci si crederebbe. Stesso endorsement per i ministri, abbottonatissimi e intenti a lavorare a testa bassa per salvare l'Italia, l'esatto contrario della rissosa squadra di Governo che componeva l'Esecutivo di Prodi. Pure il numero dei ministri (21) e dei sottosegretari (39) è lontano anni luce dalla “carica dei 101” del Professore. Eppure, a ben guardare, i conti non tornano. Già il numero dei sottosegretari è destinato a lievitare di altre 20 unità, un po' per accontentare gli esclusi (che un chiaro segnale l'hanno mandato, facendo andare sotto il Governo alla Camera in settimana, nonostante l'ampia maggioranza che lo sostiene), un po' per necessità. Così, la compagine governativa arriverà presto a quota 80; sempre lontana dal record di Prodi, ma comunque non così esigua come promesso in campagna elettorale. Sul problema della spazzatura di Napoli, il Governo si era mosso inizialmente bene, con tanto di Consiglio dei ministri-show nella Prefettura del capoluogo partenopeo, come promesso in campagna elettorale, un po' per rassicurare gli elettori che questa è la volta buona, che questa volta Berlusconi non penserà solo alle “sue” leggi, ma che si occuperà veramente dei problemi del Paese. Poi, è piombata, come un fulmine a ciel sereno, la tegola dell'indagine sullo smaltimento dei rifiuti, e il neosottosegretario all'immondizia, Guido Bertolaso (persona serie e competente) è rimasto schiacciato dalle ecoballe (tali, in quanto avevano poco di ecologico rispetto a quanto certificato). Sul problema rifiuti, l'Esecutivo rischia l'impasse, dopo essere riuscito anche nell'impresa di dividere l'opposizione sulla scelta di usare la forza per risolvere l'emergenza, con un Di Pietro schizofrenico che, da bravo ex poliziotto ed ex magistrato, da una parte auspica uno “Stato forte” che faccia rispettare le leggi, e dall'altro attacca violentemente Berlusconi sul decreto legge “Salva-Rete4” (poi modificato dal Governo). Se il Cavaliere non riuscirà a risolvere il problema spazzatura, potrà sempre dare la colpa ai soliti magistrati, rispolverando così un collaudato refrain, al quale la gente, visti i trascorsi sull'argomento, crederà facilmente. L'altro “miracolo” promesso è la resurrezione di Alitalia che, per la verità, è attesa solo da parte dei suoi dipendenti, mentre la maggior parte degli italiani si auspica il fallimento della Compagnia, e la fine dell'agonia (e del relativo esborso dei contribuenti tramite prestiti e aumenti di capitale non-stop). Che Berlusconi riesca a far volare Alitalia, oramai, non ci crede già più nessuno, tant'è che il governatore lombardo Formigoni è intervenuto nei giorni scorsi dichiarando che, per mettere a punto il piano-salvezza, “ci vuole tempo”. In realtà, sembra che i pretendenti all'acquisto del vettore nazionale si siano squagliati. Dopo la rinuncia definitiva di Air France-Klm, anche la russa Aeroflot dell'amico Vladimir Putin si è tirata indietro. Così, il Cavaliere sta esplorando la strada domestica, con il fido Gianni Letta che cerca di mettere insieme un gruppetto di imprenditori che metta qualche soldo, ma solo per soddisfare i desiderata del premier, più che per convincimento personale. Si tratta dei Benetton (i quali potranno rientrare agevolmente della somma sborsata grazie ad un aumento delle tariffe autostradali, adesso che non c'è più Di Pietro ad impedirlo), del patron di AirOne Carlo Toto, di Tronchetti Provera, di Salvatore Ligresti, e di qualche altro immobiliarista (o giù di lì). Magari, si troverà anche una banca disposta (obtorto collo) a sostenere l'operazione solo per compiacere Berlusconi, più che per un reale convincimento. D'altronde, qualcosa il Governo deve pur fare, almeno un tentativo, prima di gettare la spugna; almeno potrà dire di averci provato, ma che per colpa dei soliti sindacati non è stato possibile accordarsi sugli esuberi necessari, e così via. Per il momento, grazie all'ennesima robusta iniezione di liquidità decisa dal precedente Governo Prodi in limine mortis, Alitalia ha carburante ancora per un anno. Intanto si guadagna tempo, poi si vedrà. Vediamo come procede la produzione legislativa d'iniziativa del Governo. Tutti i tentativi di procedere decreti legge sono abortiti ancor prima di giungere sul tavolo del Presidente della Repubblica, forse anche per il timore che Napolitano li rispedisse al mittente, a causa della mancanza dell'urgenza prevista per questo tipo di provvedimento. Così, Berlusconi è stato costretto a scegliere la via dell'iter parlamentare per il pacchetto-sicurezza e a stralciare dal decreto legge la norma già ribattezzata “Salva-Rete4”. E, dopo aver accarezzato per poche ore l'idea di un decreto sulla spazzatura (drastica riduzione delle intercettazioni, e carcere per chi consegna i brogliacci ai giornalisti, e a chi li pubblica) ha dovuto fare marcia indietro, e rispolverare il disegno di legge dell'ex guardasigilli Mastella, che necessiterà di qualche settimana per essere messo a punto, prima di imboccare la strada del Parlamento. L'unico fronte sul quale il Cavaliere registra successi, è quello del dialogo con l'opposizione. Nemmeno tutta, a dire la verità, visto che per la presidenza della Vigilanza Rai, Berlusconi ha detto ai suoi che va bene qualsiasi nome, ma non quello di Leoluca Orlando o di un altro esponente dell'Italia dei valori. Di Pietro, infatti, è l'unico a fare una vera opposizione al Governo, mentre Veltroni si è fatto irretire dalle “larghe intese” per le riforme, e, di fatto, ha ceduto la leadership della minoranza all'ex pm. Di Pietro non è l'unico a giovarsi della situazione: il Papa, intervenendo ieri, si è detto soddisfatto del nuovo clima politico, e ha auspicato "una nuova stagione per il Paese”. E, per cercare di “incassare” subito il sostegno alla scuole private e alle famiglie, Benedetto XVI riceverà in udienza Berlusconi il prossimo 6 giugno. Per rincorrere il Cavaliere sul suo terreno, e cercare di guadagnare spazio tra i moderati, Veltroni ha avuto anche la bella pensata di dichiarare che “la Chiesa ha diritto di parola”. Così, è probabile che alle europee dell'anno prossimo, gli elettori del Pd decidano di votare falce e martello (Prc, Pdci e Verdi), per mandare un chiaro segnale all'ex Sindaco di Roma, uno che cerca di spacciarsi per l'homo novus della politica, facendo finta di non avere mai avuto in tasca la tessera dal vecchio Pci. Le europee 2009 saranno anche un banco di prova per verificare il consenso attorno all'operato del primo anno dell'Esecutivo che, per questo, è costretto a portare a casa qualche risultato alla svelta. Negli scorsi mesi siamo stati i primi a denunciare l'inefficienza del Governo dell'Unione, nato già morto, e sepolto dal fallimento del primo decreto Bersani sulle liberalizzazioni, così come ora non ci uniamo al coro di coloro – da sinistra a destra – che vedono in Berlusconi un novello San Gennaro, in grado di liquefare l'immondizia di Napoli, e di risollevare Alitalia. Impresa ben più ardua è quella di salvare il Paese dal baratro in cui precipita lentamente ed inesorabilmente. Noi, naturalmente, da laici, speriamo nel miracolo. Marco Marsili direttore@voceditalia.it.

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TRENTO - Qual è per gli imprenditori italiani l'emergenza più importante da affrontare (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 31-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Dal nostro inviato LUCA CIFONI TRENTO - Qual è per gli imprenditori italiani l'emergenza più importante da affrontare? Secondo Emma Marcegaglia non si tratta del fisco. "La riduzione delle imposte è importante - spiega nel suo intervento a Festival dell'Economia di Trento - ma la la metto all'ultimo posto tra le priorità, perché in Europa ci sono Paesi in cui la pressione fiscale è anche più alta della nostra, che però riescono ad affrontare bene la globalizzazione e a dare un supporto ai loro cittadini". Sono i Paesi in cui in generale lo Stato funziona meglio, e c'è - in particolare - un buon sistema universitario e scolastico. Per questo in cima alla lista delle riforme da fare la neopresidente di Confindustria mette proprio scuola, università e ricerca. Strumenti che devono essere in grado di "dare la capacità di comprendere i cambiamenti in atto" e rappresentano quindi un antidoto ai potenziali rischi derivanti dalla globalizzazione. Fenomeno che certo non può essere affrontato con il ritorno al protezionismo. Per Marcegaglia sarebbe "una catastrofe" perché "avremmo una capacità di crescita molto inferiore, e torneremmo probabilmente anche a meno concorrenza all'interno dei vari Paesi". Accettare l'apertura dei mercati però richiede allo stesso tempo che ci siano "regole di fair market", su temi come i monopoli, la contraffazione, l'ambiente. Altrimenti si ingrosserebbe proprio l'esercito degli scontenti della globalizzazione. Al secondo posto nell'elenco delle priorità Emma Marcegaglia mette il funzionamento dello Stato: ce ne vorrebbe di più in alcuni settori, come quello della giustizia che non funziona, mentre in altri servirebbe esattamente l'opposto. L'eccesso di burocrazia, l'indebita presenza pubblica ad esempio nei servizi pubblici locali sono secondo la presidente di Confindustria fattori da rimuovere perché in quanto ostacoli alla crescita. Al terzo posto ci sono poi le infrastrutture: "Abbiamo bisogno di porti, interporti, ferrovie", strutture necessarie per un Paese esportatore come il nostro. Infine, appunto il fisco. Il momento per fare tutte queste cose, insiste Marcegaglia, è questo. Non si possono attendere anni. E il momento, a suo parere, può essere particolarmente favorevole perché sulla scena politica "sembra svanito lo spirito di odio". Dunque la leader degli imprenditori saluta con favore la disponibilità di centro-destra e centro-sinistra a confrontarsi in modo meno distruttivo, ed anzi invoca apertamente "uno spirito costituente con la maggioranza e l'opposizione che collaborano insieme". Mentre al governo, su Alitalia come su altri dossier aperti, chiede il coraggio di "fare scelte impopolari".

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<Meglio la cura del mercato e un partner internazionale> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-31 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Confindustria Con i sindacati in programma un incontro tra dieci giorni "Meglio la cura del mercato e un partner internazionale" Marcegaglia: le priorità del Paese? Scuola, giustizia e infrastrutture "Tasse importanti, ma le metto all'ultimo posto" "Intervenire sulle tariffe con le liberalizzazioni nei settori protetti" DA UNO DEI NOSTRI INVIATI TRENTO - L'unica cura è quella del mercato, un partner internazionale che ristrutturi e rilanci la compagnia, in alternativa c'è solo il fallimento. Si leva il primo battimani dalla platea quando Emma Marcegaglia affronta il caso Alitalia, "tema della disfatta di un Paese". E più chiara non può essere la presidente di Confindustria, special guest da tutto esaurito ieri a Trento. Si fatica a trovare un posto in piedi, nonostante i diversi punti di ascolto allestiti dall'organizzazione, lei apprezza, ringrazia, si mostra a suo agio in questa arena aperta a tutti, piercing e magliette oversize in libera circolazione. "Per Alitalia ci vuole una soluzione di mercato, ci vuole un partner internazionale che ristrutturi e rilanci", dice la numero uno degli industriali. Il prestito ponte "che in pochi mesi sarebbe cancellato non è il tema vero" e se si affacciasse anche una cordata italiana italiana "tanto meglio", ma la strada maestra resti quella mercato, ammonisce, "perché altrimenti alla fine non resterà che il commissariamento, cosa che naturalmente io non mi auguro ". E non si nasconde che una ristrutturazione che si annuncia come "faticosa e impopolare " incontrerebbe "forti resistenze sindacali". Già, i sindacati. La riforma del contratto è in cima all'agenda, e alle preoccupazioni, di Emma Marcegaglia, per la quale, anche in questo caso, il tempo "non è una variabile indipendente". E infatti sul confronto con Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti non vuole perdere tempo: "Stiamo programmando un incontro che si dovrebbe tenere nei prossimi dieci giorni", conferma prima di infilarsi in auto e lasciare il Festival. Sui salari, ha detto poco prima ai microfoni di Radio24, "ci sono molte cose da fare. I nuovi assetti contrattuali dovranno sposare maggiore potere d'acquisto e più produttività". E poi bisogna intervenire "sulle tariffe attraverso le liberalizzazioni di quei settori ancora protetti", mentre sulla detassazione di straordinari e premi, ribadisce "un giudizio positivo, un primo passo nella direzione". Di globalizzazione e crescita parla invece nel suo intervento pubblico, quasi un duetto con Mario Monti, che si conclude con l'auspicio che in Italia la politica si muova e imprese e sindacati e tutte le associazioni "sappiano assumersi le proprie responsabilità ". "Il ritorno al protezionismo sarebbe una catastrofe – premette Emma - , frenerebbe competitività ed esportazioni. Noi siamo europeisti, ma proprio chi crede in questa logica chiede ad alta voce regole che valgano per tutti. Abbiamo bisogno – sottolinea – di una governance ampia, di organismi multilaterali, di andare avanti gradualmente con l'apertura dei mercati". Quanto alle priorità per l'Italia, la presidente degli industriali italiani raccoglie un nuovo applauso quando indica al primo posto la scuola e la ricerca: "I nostri figli dovranno vedersela con un mercato dei talenti più forte e competitivo". Al secondo posto pone "la certezza del diritto, più stato sulle regole, poche ma rispettate da tutti, meno stato nella burocrazia". Terzo, le infrastrutture, "dove abbiamo investito poco e male". Il fisco, un po' a sorpresa, sta solo all'ultimo posto del Marcegaglia-ranking. "Le tasse sono importanti, ma le metto all'ultimo posto perché tutto dipende dai servizi. In Europa ci sono Paesi con tasse più altre ma che riescono ad affrontare meglio la globalizzazione perché ai cittadini vengono restituiti servizi che funzionano, a partire dalla scuola". Paola Pica Emma Marcegaglia, presidente della Confindustria.

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S egretucci (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-05-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-31 num: - pag: 3 autore: di LINA SOTIS categoria: REDAZIONALE Qui Lina S egretucci Parlamentari. Il Governo sfila i soldi, precedentemente assegnati agli handicappati, per darli all'Alitalia. Il paese vola basso. lsotis@corriere.it.

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-31 num: - pag: 2 Alitalia, la... (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-05-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-31 num: - pag: 2 Alitalia, la spinta del governo Corsia d'urgenza per la vendita Tremonti: unica alternativa un nuovo socio di controllo. Intesa advisor Il Tesoro: "Air France non c'è più" Via al decreto legge con poteri straordinari per l'esecutivo ROMA - "Soon is better". Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, come previsto, accelera le procedure per salvare Alitalia. E, con un decreto, il governo diventa sostanzialmente il commissario della compagnia di bandiera. "Sarà direttamente il consiglio dei ministri nella sua collegialità a scegliere il nuovo azionista che possa salvare l'azienda", ha spiegato il ministro annunciando che Intesa- San Paolo sarà l'advisor per "promuovere o ricercare una o più offerte sul mercato" e che "verranno sospesi gli obblighi informativi previsti per le società quotate per evitare un grave danno alla società e al processo di cessione". Giulio Tremonti puntualizza, anche per motivare nel merito il decreto, che Alitalia "non è privatizzabile secondo i meccanismi e le procedure che il legislatore ha previsto negli anni passati". Dunque il governo passa a mosse "straordinarie, assumendo direttamente la regia dell'operazione con deroghe specifiche". Nel testo del provvedimento si legge che "una volta individuato il potenziale acquirente potrà ottenere dalla compagnia le informazioni che ritiene necessarie". Nelle scorse settimane, infatti, il vertice Alitalia si era rifiutato di accogliere la richiesta di due diligence avanzata da Bruno Ermolli, il superconsulente ingaggiato dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per portare a termine una privatizzazione made in Italy annunciata durante la campagna elettorale. Sul prestito-ponte di 300 milioni di euro (ieri è arrivata a Bruxelles la lettera di chiarimenti), Tremonti ha affermato che "il governo difenderà in sede europea la posizione dell'Italia anche se stiamo parlando del decreto legge Prodi e non di quello di oggi né di quello di Napoli che era un modo per rendere utile il decreto di Prodi ". Messa a punto la macchina giuridica per evitare il fallimento o la procedura Marzano, ora per Alitalia parte la caccia al cavaliere bianco in grado di ricapitalizzare la società, di produrre un nuovo piano industriale e un partner internazionale che non sarà Air France perché - ha detto Tremonti - "non c'è più, non c'è mai stata". Dure le reazioni dell'opposizione. Per il ministro ombra dell'Economia Pierluigi Bersani "per ciniche ragioni elettorali il governo ha distrutto la soluzione Air France e gettato a mare una procedura limpida". Per Antonio Di Pietro "ci sono gli estremi per una turbativa di mercato". Roberto Bagnoli -495.000.

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Il ministro, la cordata di Ermolli e il sentiero di guerra per il salvataggio (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-05-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-31 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Settegiorni Il ministro, la cordata di Ermolli e il sentiero di guerra per il salvataggio SEGUE DALLA PRIMA Era già accaduto con il decreto sui rifiuti che venissero secretati i siti delle discariche in Campania. E non è un caso che proprio su queste due "emergenze" il Cavaliere si giochi credibilità e prestigio. Rilanciare Alitalia "è una promessa fatta in campagna elettorale che dobbiamo mantenere", ha sottolineato Tremonti. Come a giustificarsi per un'offerta a scatola chiusa che in Consiglio ha suscitato dei mugugni, a cui ha dato voce il titolare per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito. Perché se è vero che la soluzione del "caso Az" viene messo in capo all'intero governo, il governo ha il diritto e il dovere di sapere. è un problema che Gianni Letta mostra di comprendere, "e avremo modo di discutere il decreto nel dettaglio. Però dopo". Adesso c'è un sentiero da percorrere, e per quanto sia stato studiato "d'intesa con il Colle" - come sostiene il sottosegretario alla presidenza - l'esito non è scontato. Raccontano di un Berlusconi ostentamente sereno, ma era lo sguardo del ministro dell'Economia che andava scrutato. è vero che è stato il premier a metterci la faccia su Alitalia, ma è l'altro che deve portare a compimento una missione avviata dal leader del Pdl prima del voto. Quando Tremonti era favorevole alla vendita di "Az" ad Air France. Quando Berlusconi affidò a Bruno Ermolli il compito di costruire la "cordata italiana". Dopo il voto era inevitabile istituzionalizzare l'operazione, e nel passaggio di consegne erano inevitabili gli attriti che ieri il Financial Times ha evidenziato: "Tra Ermolli e Tremonti non sembra esserci una visione condivisa". La scelta poi di affidare a Banca Intesa il ruolo di advisor per la privatizzazione di Alitalia è parsa nel Palazzo come il segno che il superministro avesse voluto sconfessare il lavoro precedente, azzerandolo. Raffaele Bonanni, che segue la faccenda come fosse la ristrutturazione di casa sua, ritiene invece che siano "solo tensioni fisiologiche". "Tra chi? Tra quanti stanno nella cordata italiana, ovvio", sorride il leader della Cisl: "Perché la cordata c'è, altrimenti uno come Ligresti non si esponeva pubblicamente. Aspettano di conoscere l'esito della due-diligence sui conti di Alitalia, e intanto fanno a spallate sulle quote azionarie. è normale, mica sono dei filantropi. Troveranno un equilibrio. L'importante è che venga rilanciata la compagnia. Mi dicono sia iniziata la caccia a un manager d'acciaio, pare straniero". Insomma, le due strade quella tracciata da Tremonti e quella di Ermolli "non sono confliggenti", almeno così la pensa il sottosegretario Guido Crosetto: "Il lavoro di tessitura fatto prima delle elezioni verrà utile e si potrà saldare con il lavoro che compete al governo ". Sarà solo una coincidenza, ma le parole di Bonanni che con il Cavaliere parla spesso coincidono con un ragionamento svolto giorni fa dal premier: "Gli imprenditori ci sono. Ora non è più un problema di soldi, è un problema di progetto". è questo il nodo, e non di poco conto. L'advisor serve a detta di un autorevole ministro per verificare chi sono gli investitori e quanto sono disposti a investire. Ma serve soprattutto per individuare la partnership industriale di Az. La spiegazione coincide con la tesi del segretario della Uil: "Un conto sono i soldi degli imprenditori pronti alla cordata, altro è trovare i partner di Alitalia. Perché ormai è chiaro che non può più essere uno solo". Le difficoltà secondo Luigi Angeletti sono state finora legate al fatto che "le compagnie straniere disposte alla trattativa volevano vedere i conti di Az. Per esempio, quanto costa il carburante? Rivelarlo, significa però mettere a nudo Alitalia dinnanzi alla concor La promessa elettorale Il responsabile dell'Economia: "Alitalia è una promessa fatta in campagna elettorale che dobbiamo mantenere".

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Il ritorno in campo della superbanca, con una task force (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-31 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Il mandato Il ritorno in campo della superbanca, con una task force MILANO - Per Intesa Sanpaolo è un ritorno: l'istituto guidato da Corrado Passera è stato partner finanziario di AirOne in una candidatura sfumata con l'esclusiva ad Air France-Klm. Ma dal 3 giugno rientra in campo con un mandato "pieno" di advisor. Che non porta comunque a escludere, secondo il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, "una partecipazione diretta" della banca all'operazione. Il mandato (che, ha detto il direttore generale Pietro Modiano, "inorgoglisce l'istituto") verrà tradotto anzitutto nella costituzione di una task force dedicata al dossier, guidata da Passera e dal responsabile del "corporate" Gaetano Micciché. La task force dovrà avviare subito la ricognizione economico patrimoniale: finora solo Air France ha avuto accesso al sistema completo dei conti della compagnia aerea e anche Intesa, quando era partner finanziario di Carlo Toto, ha avuto a disposizione solo cifre "pubbliche". Passera, che pure nei giorni scorsi si è detto fiducioso sulla possibilità di riuscita di un eventuale "secondo tentativo", ha sempre sottolineato che la piena visibilità della situazione contabile è presupposto per qualsiasi ipotesi. Come del resto ha implicitamente confermato ieri Fausto Marchionni, amministratore delegato della Fonsai di Ligresti, che ha sì dato disponibilità a partecipare a una cordata, ma ieri ha premesso: "Aspetto di vedere i conti". Le cifre permetteranno di verificare la possibilità di andare avanti e la compatibilità di soluzioni industriali, oltre che finanziarie, che Intesa Sanpaolo dovrà studiare. A quel punto si potrà parlare di eventuali "cordate" e raccordi con il lavoro del consulente Bruno Ermolli. I tempi sono strettissimi: Passera dovrà assolvere al mandato e passare (se possibile) alla fase due entro l'estate. La situazione di Alitalia non consente altri ritardi. Sergio Bocconi.

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Tremonti accelera su Alitalia <Banca Intesa come advisor> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-05-31 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Poteri "straordinari" al governo. Inflazione al 3.6%, mai così dal '96 Tremonti accelera su Alitalia "Banca Intesa come advisor" ROMA - Per l'Alitalia il governo ha deciso di passare a "mosse straordinarie, assumendo direttamente la regia dell'operazione con deroghe specifiche". Lo ha detto il ministro Tremonti. Intesa-Sanpaolo sarà advisor dell'operazione. ALLE PAGINE 2, 3 e 29.

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Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it La privatizzazione di (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 31-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it La privatizzazione di ... Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it La privatizzazione di Alitalia ritorna al punto di partenza. Diciotto mesi di trattative tra la compagnia, lo stato (azionista di maggioranza) e i vettori interessati a rilevare la compagnia tricolore non sono serviti a nulla. Si sono tirati tutti indietro. Così il dossier è ritornato da dove era partito: sul tavolo del ministro dell'Economia. Che pur non essendo più Tommaso Padoa Schioppa ma Giulio Tremonti ha ereditato una patata altrettanto bollente. Così dopo l'uscita di scena di Bruno Ermolli, consulente di Silvio Berlusconi nella ricerca di una soluzione italiana, il responsabile del dicastero di via XX Settembre ieri ha illustrato la nuova strategia per tirare fuori dal pantano il vettore italiano. Sarà direttamente il Consiglio dei ministri ad individuare un nuovo azionista che possa salvare Alitalia. E Intesa Sanpaolo che per mesi ha tentato di inserirsi nel capitolo della privatizzazione spalleggiando la AirOne sarà l'advisor dell'operazione. Non si può fare altrimenti. Dopo "18 mesi di infruttuosi tentativi di cessione", ha spiegato Tremonti, Alitalia "non è privatizzabile secondo i meccanismi e le procedure che il legislatore ha previsto negli anni passati". Si riparte da un decreto che riapre il dossier privatizzazione e che dà la massima libertà di azione al governo, che assume direttamente la regia dell'operazione, con "deroghe specifiche" alle procedure imposte "da una situazione di eccezionalità e urgenza giustificate dal progressivo deteriorarsi della situazione di Alitalia, che esclude la possibilità di ricorrere a procedure ordinarie". è il secondo passo di una strategia che, con la norma che consente l'utilizzo del prestito di 300 milioni del governo per tamponare l'erosione del capitale per perdite sotto il minimo legale, ha disinnescato il rischio di liquidazione e di commissariamento. Per le deroghe inserite nel decreto, il governo potrà agire libero dagli obblighi di informazione al mercato previsti per le società quotate in Borsa. Una volta individuato, ha spiegato ancora Tremonti, il potenziale acquirente il governo potrà "acquisire le informazioni che ritiene necessarie presso la società Alitalia". Quanto ai pretendenti la AirOne resta attenta al dossier. L'ad di Fondiaria Sai, Fausto Marchionni, ha ribadito l'interesse a partecipare a una cordata: "La nostra posizione è sempre la stessa: aspetto di vedere i conti, i dati e come sarà l'opportunità". I fari sono ora puntati sui possibili candidati, e sui nomi che da settimane sono citatati sulle colonne dei giornali: Benetton, Colaninno, Riva, Fossati, Aponte, Ligresti, Radici. Ma è tornata l'attenzione anche sul ruolo di Intesa Sanpaolo che, avrà mercoledì 3 giugno, il mandato di advisor dal cda di Alitalia. Sarà anche in una cordata? "Dipende da Intesa" ha spiegato Tremonti. Intanto via della Magliana ha dato la situazione sulla liquidità ad aprile. In cassa c'erano solo 174 milioni.

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Come ti riprivatizzo l'Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 31-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Il governo Berlusconi ricomincia da tre. Banca IntesaSanPaolo advisor, e forse anche altro Come ti riprivatizzo l'Alitalia Francesco Piccioni E tre. Nuovo governo, nuova procedura per la privatizzazione di Alitalia. Una storia infinita di svolte, dietrofront e furbizie italiche che non per caso ha depresso fino all'eutanasia la situazione finanziaria, patrimoniale, commerciale della compagnia di bandiera. Giulio Tremonti ha iniziato a dar corpo all'impegno strombazzato dal gran capo in campagna elettorale con un decreto e una delibera. Il primo serve a tracciare la nuova strada per la privatizzazione, imputando allo stesso consiglio dei ministri il potere di decidere quale possa essere il possibile acquirente cui chiedere di presentare un'offerta vincolante. La seconda, invece, è servita per dare a IntesaSanPaolo l'incarico di advisor (il soggetto che operativamente si occuperà di vagliare la situazione finanziaria di Alitalia e prendere contatti con tutti i soggetti potenzialmente interessati all'acquisto). Non mancano i pasticci. Per l'incarico alla banca gestita da Corrado Passera, il governo si è ufficialmente trincerato dietro "contatti già presi autonomamente" con la banca dal cda di Alitalia nei giorni scorsi. Sulla possibilità che IntesaSanPaolo possa eventualmente partecipare anche alla cordata acquirente vera e propria (un doppio ruolo davvero inusuale, nella logica del "mercato puro"), non solo non c'è stata una smentita, ma addirittura quasi un auspicio: "Se poi ci starà dentro o no si vedrà, a noi interessa che si trovino gli investitori", ha commentato Tremonti. Anche la trasformazione in capitale sociale del prestito-ponte di 300 milioni, deciso in articulo mortis dal governo Prodi, ha fatto storcere il naso ai puristi del mercato (leggi: il Pd). Del resto, però, per una società che "al 31 marzo" aveva una "residua consistenza del netto del gruppo pari a -100 milioni", non c'era altra mossa possibile per evitare di portare i libri in tribunale. Resta da vedere se Bruxelles -­ che ha ricevuto ieri la lettera di spiegazioni a proposito del prestito-ponte - avrà obiezioni rilevanti da fare. Tremonti giura di no. Confidando forse nel fatto di aver appena fatto nominate il fido Antonio Tajani nel ruolo di commissario incaricato di studiare il caso Alitalia. Di assoluto rilievo il fatto che le procedure di privatizzazione previste avverranno "in deroga" a quanto previsto dalla legge sulle privatizzazioni. Tremonti ha spiegato la decisione con la situazione di "eccezionalità e urgenza", visto che " Alitalia non è privatizzabile secondo meccanismi e procedure previsti in passato per società in bonis". Tra le deroghe più rilevanti, quella di non dover rispettare gli obblighi di informazione al mercato previsti per le società quotate in Borsa. Restano imperscrutabili i confini della famosa "cordata italiana", anche se alcuno nomi sono stati fatti - e non smentiti - da Paolo Mieli, direttore del Corsera, alcuni giorni fa. E qualcuno ha notato, nel testo del provvedimento, un riferimento alla possibilità di "far ricorso alla legge Marzano, ove necessario". Accenno quasi pleonastico (è già una legge dello stato), a meno che non voglia fungere da segnale per possibili "arrampicatori" (non è un insulto; la metafora della "cordata" è di ambiente montanaro). La "Marzano", infatti, prevede il congelamento del debito di una società. L'investitore che si presenti per "salvarla", in altri termini, è esentato dal doversi caricare dei debiti pregressi; dovrà mettere di suo solo quanto ritenuto necessario per riavviare la normalità industriale. Solo l'investimento netto, insomma. A questo punto, come va dicendo in giro da giorni l'ex ministro leghista Roberto Castelli, i piccoli avvoltoi privati potrebbero davvero arrivare a frotte. Del resto, anche a livello europeo, una volta che un advisor della credibilità di IntesaSanPaolo avrà dato l'"ok, si può fare" al salvataggio di Alitalia, garantendo di suo una quota rilevante di capitale (magari con il concorso dell'altro "nostro" gigante bancario continentale, Unicredit), chi mai potrà dire che questo è solo "l'ennesimo pasticcio creativo di Tremonti e Berlusconi"? Anche sul piano degli "esuberi", i numeri fin qui fatti non sembrano eccessivi neppure alla più occhiuta sorveglianza sindacale. Dipenderà tutto dalla percentuale di capitale pubblico ceduto (il 49,9 o il 39,9%?) e dalle dimensioni del "perimetro aziendale" oggetto della vendita (tutto il gruppo, oppure solo Az Fly?). C'è insomma spazio per fare brutta figura con valutazioni affrettate e, paradossalmente, da "opposizione ideologica" (leggi: Di Pietro e Pd).

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È importante, è giusto che una nazione sia orgogliosa di se (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 31-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa è importante, è giusto che una nazione sia orgogliosa di se ... è importante, è giusto che una nazione sia orgogliosa di se stessa, ma se le ragioni che sostengono questo sentimento sono viziate dalle necessità elettorali e riservate soltanto ai cosiddetti "beni da vetrina", questo tipo di orgoglio allora diventa un vero e proprio boomerang. Berlusconi, con consumata furbizia, durante la campagna elettorale ha gettato sul tavolo del confronto politico l'asso dell'orgoglio nazionale, affermando che un Paese come l'Italia non può cedere la propria compagnia di bandiera ad "altri" e comunque mai e poi mai ai cugini francesi, nostri eterni rivali nella moda, nella gastronomia, nell'arte, nella cultura e nel calcio. Dare Alitalia "a loro" sarebbe stato come ricevere di nuovo una testata da Zidane. Visti i risultati elettorali del 13 e 14 aprile, la mossa è stata azzeccata. Aver fatto fuggire Air France senza alternativa e a fronte di un'ancora invisibile cordata italiana, è stato in realtà il vero colpo mortale per la nostra compagnia di bandiera. Aver osteggiato il processo di privatizzazione trasparente portato avanti con coraggio dal governo Prodi ha ridotto Alitalia ad una S.p.a. svalutata in Borsa, che perde ogni giorno 1,3 milioni di euro. Chiunque capirebbe che in un sistema di mercato globalizzato e nell'attuale quadro economico-industriale europeo non può avere successo una politica protezionista e populista. Non a caso nessuno ha sventolato il Tricolore su altri asset economici, ugualmente strategici. Basti pensare alla vendita di Omnitel, poi di Wind, quindi Telecom e ora di Tiscali, tutte acquisite da capitali stranieri. Né ad esempio i tedeschi hanno mai pensato di ricostruire il "muro" per bloccare le acquisizioni di Unicredit, e né gli americani o gli inglesi hanno deciso di chiudere le loro ricche "vetrine" quando Luxottica ha rilevato la Ray-Ban e il gruppo Benetton ha comprato a Londra la W. Duty Free. Il vero orgoglio nazionale non può essere quello di facciata invocato nei comizi, ma è rappresentato dalla capacità di garantire al Paese l'interesse della propria comunità. Invece, Tremonti passa dalla stravagante scelta di trasformare in "patrimonio" i 300 milioni di euro del prestito ponte, alla decisione di adottare procedure straordinarie per Alitalia dando vita così ad una trattativa privata che con una semplice delibera del Consiglio dei ministri affiderà ad Intesa San Paolo il ruolo di advisor. Ma questo prestigioso gruppo bancario non era in cordata con Air One, alternativa proprio ad Air France? Un provvedimento che fa sorgere il pesante dubbio che sia stata individuata una soluzione forse più utile agli interessi di alcuni, e non del Paese. Peraltro tutto questo accade mentre si fa discutere il Parlamento - in maniera surreale - sul vecchio prestito concesso da Padoa-Schioppa. La soluzione Alitalia ha bisogno di un vero cambio di passo. è necessario un Piano industriale concreto, capace di interessare i mercati finanziari e gli imprenditori, di responsabilizzare le forze sindacali e soprattutto di liberare le forze politiche dagli interessi di parte e dai localismi. Il Pd, con Veltroni, ha offerto per le questioni centrali la disponibilità al dialogo e alla collaborazione. è giunta l'ora per il governo, dopo gli annunci e i fuochi d'artificio, di avere il coraggio della verità. Si fermi questo anacronistico dibattito parlamentare, venga Berlusconi alle Camere per riferire sull'esatta situazione e offra una concreta Piattaforma comune di lavoro per Alitalia e sull'intero sistema del trasporto aereo nazionale. L'Italia, per tornare a volare, ha bisogno di due ali: soltanto con quella della maggioranza, è evidente che non si va lontano. * Deputato Pd.

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Palazzo Chigi: Alitalia vive un anno con il prestito ponte da 300 milioni (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 31-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Palazzo Chigi: "Alitalia vive un anno con il prestito ponte da 300 milioni" Le misure di urgenza per Alitalia, varate dal governo servono a "salvaguardare per i prossimi dodici mesi la continuità aziendale", evitando così per un anno la liquidazione della compagnia. Lo indica il governo nella Relazione Tecnica che accompagna il decreto fiscale. Poche righe in cui palazzo Chigi spiega la scelta di assistere e finanziare ancora una volta la compagnia, in barba alle raccomandazioni di Bruxelles. Il prestito, si legge ancora nella Relazione, fornisce a Alitalia "i mezzi finanziari e patrimoniali necessari a verficare le possibili soluzoni alternative per il risanamento della società - prosegue al relazione - ed escludendo sempre in tale lasso temporale, ogni ricorso a ipotesi di liquidazione e di applicazione di procedure concorsuali". Il governo precisa che proprio per questa eventualità, il prestito ponte stabilito dal decreto di aprile deve essere individuato come "trasferimento in conto capitale (apporto al capitale sociale per il ripiano di perdite) con pari effetto sull'indebitamento della pubblica amministrazione per l'anno 2008". Le coperture sono state così individuate: 205 milioni dal fondo per la competitività e lo sviluppo, 85 milioni dal fondo per la finanza d'impresa e 10 milioni dal fondo speciale di parte corrente del ministero dell'Economia e delle finanze. La conversione del decreto fiscale in legge congelerà quindi il problema Alitalia per i prossimi 12 mesi. "Ma questa volta è veramente l'ultima" avverte Roberto Cotam, capogruppo del Carroccio alla Camera. "Per il futuro non bisognerà mettere più soldi pubblici" in Alitalia che d'ora in poi "deve muoversi sul mercato". Veltroni attacca a testa bassa: "è solo un'ulteriore dilazione della vicenda. Abbiamo già chiesto e ripetiamo: il governo deve venire a riferire in aula per dare una spiegazione esaustiva di quello che sta succedendo. Il silenzio, dopo gli annunci pirotecnici della campagna elettorale, non basta più".

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ROMA Tra l'individuazione del soggetto e la presentazione dell'offerta per il controllo (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 31-05-2008)

Argomenti: Alitalia

ROMA "Tra l'individuazione del soggetto e la presentazione dell'offerta" per il controllo di Alitalia, in base al decreto, "non saranno dovuti gli obblighi informativi previsti dal Testo Unico della Finanza per le società quotate". Lo ha spiegato il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. "Il soggetto potrà accedere alle informazioni riservate presso la società". La sospensione degli obblighi informativi muove dalla volontà di "evitare che dalla comunicazione al pubblico delle informazioni relative all'operazione di vendita possa derivare un grave danno alla società e al processo di privatizzazione". Il Testo Unico della Finanza, in particolare con l'articolo 114, dispone un obbligo di informativa su tre livelli: informativa periodica su bilanci, semestrali e trimestrali; informativa continua con l'obbligo di riferire al mercato con tempestività su eventi price-sensitive; informativa straordinaria relativa a operazioni quali fusioni, acquisizioni o dismissioni.

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ROMA - Il salvataggio di Alitalia passa da una Nuova Alitalia che Intesa Sanpaolo (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 31-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Di ROSARIO DIMITO ROMA - Il salvataggio di Alitalia passa da una Nuova Alitalia che Intesa Sanpaolo dovrà ridisegnare. Probabilmente attraverso una scissione o qualche altra operazione societaria e che potrebbe anche prevedere il passaggio da una procedura straordinaria. Intesa vestirà il ruolo forte di Superadvisor. L'esecutivo ieri ha aperto la fase 3 della privatizzazione della Magliana con un decreto ad hoc in cui stabilisce "flessibilità operativa" alla procedura, modificando la legge del '94 relativa alle modalità di vendita della partecipazione in Alitalia e introducendo deroghe anche rispetto alla legge Draghi sugli obblighi di comunicazione al mercato. Il nuovo padrone non dovrebbe lanciare l'opa, grazie all'art. 49 del Regolamento Emittenti che esclude l'offerta nelle ristrutturazioni di aziende in ginocchio. Ma nella tarda serata una riflessione girava nel team dei manager di Corrado Passera sul provvedimento governativo: da un primo attento esame sarebbero venuti alla luce punti di difformità rispetto alla relazione tecnica del decreto fiscale col quale il finanziamento ponte di 300 milioni viene imputato a patrimonio per consentire la continuità aziendale di Alitalia per 12 mesi, imposta dal collegio sindacale e dai revisori. Il punto cruciale sarebbe la previsione che i 300 milioni sarebbero una posta di bilancio che diventa "un finanziamento-soci postergato qualora la società vada in liquidazione". Quindi la natura straordinaria del decreto predisposto dal governo ammette la possibilità che per tenere in piedi la Magliana, possa essere necessaria una discontinuità. C'è di più. I banchieri fregiati del doppio ruolo forte discettavano anche sul punto in cui il decreto prevederebbe l'aumento di capitale della Magliana - che il board della compagnia ha sollecitato in tempi strettissimi - allo scopo di rimborsare allo Stato, il più presto possibile, il prestito-ponte e togliersi dalle grinfie di Bruxelles. Ma questa previsione striderebbe col diritto commerciale. Il pallino nella scelta di uno o più acquirenti che dovranno presentare un'offerta è nelle mani del consiglio dei ministri: in questo modo si potrà accedere alla due diligence. Il governo ha individuato la Superbanca per svolgere, come anticipato da Il Messaggero, anche il ruolo di advisor di Alitalia: l'incarico verrà attribuito dal consiglio di martedì 3. Intesa dovrà esaminare la situazione del vettore e individuare i potenziali padroni da proporre all'esecutivo. La fase di esplorazione della banca per rendersi conto della situazione dovrebbe durare almeno un paio di settimane. A questo proposito Passera - che ieri ha risposto con un "no comment" a chi gli chiedeva di Alitalia - e Gaetano Miccichè, starebbero allestendo la squadra di manager incaricata di compiere la radiografia: il capo del team dovrebbe essere Fabio Canè, capo dell'investment banking. A stretto giro di posta dovrà essere nominato il consulente industriale: Passera e Miccichè sarebbero orientati su Roland Berger, società tedesca con una branch italiana che ha già affiancato il board di Alitalia fino a dicembre scorso quando fu preferita l'offerta di Air France a quella di Air One, appoggiata da Intesa. L'interesse dei francesi, si legge nel decreto del governo "appare ormai definitivamente sfumato". Ma tra le regole scolpite dal nuovo percorso procedurale, il governo sottolinea che nella scelta del nuovo padrone bisognerà avere "prioritario riguardo alla salvaguardia degli interessi pubblici coinvolti". Ed è questo uno degli steccati messi apposta per rilanciare la cordata italiana formata da Air One, da una decina di nomi del centro nord e da una trentina del centrosud. Tra questi ultimi ci sarebbe il gruppo Aponte, leader in Campania nei trasporti: sarebbe interessato ad Alitalia Cargo, la società di manutenzione che appesantisce i conti del gruppo. Il perimetro della New Alitalia potrebbe escluderla attirando nuovi investitori, come Aponte, che invece di investire direttamente, prenderebbero alcune attività.

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ROMA Altro giro, altra corsa per Alitalia. Cambia il percorso che dovrebbe portare la compa (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 31-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Di LUCIANO COSTANTINI ROMA Altro giro, altra corsa per Alitalia. Cambia il percorso che dovrebbe portare la compagnia al salvataggio e cambiano (potrebbero cambiare) i competitors. Il governo vara un nuovo decreto di procedura di privatizzazione, ma non è scontato che avrà il via libera di Bruxelles che dovrà valutare se il prestito di 300 milioni non rientri nella "tagliola" degli aiuti di Stato. Un'eventuale bocciatura della Ue potrebbe azzerare anche l'ennesimo tentativo di riportare in linea di volo l'aviolinea che vedrebbe concretizzarsi la strada del commissariamento. Il tempo, evidentemente, non è una variabile indipendente per un'azienda che nel 2007 ha aggiunto altri 500 milioni alle pesantissime perdite accumulate negli anni. E i dati comunicati ieri dalla Magliana alla Consob sono tutt'altro che confortanti: al 30 aprile la liquidità aziendale era pari a 174 milioni (non incluso il prestito) contro i 180 di fine marzo e l'indebitamento netto del gruppo a fine aprile era pari a 1.358 milioni, in aumento dello 0,4% rispetto al mese precedente. A formalizzare il cambiamento di rotta è stato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, al termine del Consiglio dei ministri: "Abbiamo varato un decreto per evitare il rischio di procedura liquidatoria. Il prestito ponte che era stato varato dal governo Prodi serviva a tenere in piedi la società, il nostro prevede una specifica deroga per disinnescare il rischio della liquidazione". Ma le nuove regole della corsa presuppongono anche che siano individuati i corridori. In tempi rapidissimi. Il governo è pienamente consapevole e dell'"eccezionalità della situazione" e della necessità di trovare un nuovo azionista. "Non ci sono alternative", ha precisato il responsabile del dicastero di via XX Settembre. Che ha aggiunto: "Non è più procrastinabile un aumento del capitale sociale". La compagnia affiderà la regia dell'operazione (come anticipato dal Messaggero) a Intesa Sanpaolo. La banca sarà il classico advisor per la privatizzazione e dovrebbe individuare "un'offerta sul mercato" per Alitalia, ma Tremonti non ha escluso che la stessa Intesa possa entrare nell'azionariato della compagnia. Del resto il gruppo bancario guidato da Corrado Passera era già stato in corsa (insieme ad Air One) fino all'arrivo dei francesi. Il soggetto interessato a presentare un'offerta "potrà accedere alle informazioni riservate presso la società e non saranno dovuti gli obblighi informativi previsti dal Testo Unico della Finanza per le società quotate". L'ultima parola sulla cessione spetterà al Consiglio dei ministri sulla base degli "interessi pubblici coinvolti". "Adesso l'importante - ha sottolineato il ministro - è fare presto". "Soon is better". Il decreto, in effetti, è già arrivato al Quirinale; martedì prossimo si riunirà nuovamente il Cda di Alitalia. E ieri è arrivata a Bruxelles l'intera documentazione sul prestito-ponte che la Ue aveva chiesto di visionare. Il titolare dell'Economia si è mostrato fiducioso: "Il decreto è assolutamente in linea con l'Europa. L'Europa vuole le privatizzazioni e questa è una privatizzazione". Dalla Commissione europea nessun commento: "Prima dovremo completare l'analisi della documentazione". E se Lufthansa e Air France fanno sapere che la loro posizione non è cambiata, i sindacati continuano chiedono chiarezza e soprattutto che venga individuata la più presto una soluzione. "E comunque - avverte la neo presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia - una ristrutturazione anche se faticosa e impopolare è necessaria". Duro il ministro dell'Economia del governo ombra del Pd, Pierluigi Bersani: "Per ciniche ragioni elettorali il nuovo esecutivo ha distrutto la soluzione Air France e gettato a mare una procedura limpida". "Siamo di fronte a un'emergenza nazionale - rileva Pier Ferdinando Casini - e si deve passare dalle parole ai fatti".

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CON LA MODA DEI BLOG (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-05-31 num: - pag: 37 categoria: BREVI CON LA MODA DEI BLOG Addio capannelli Caro Romano, mi ricordo che a Milano, circa 15 anni fa, a Piazza Duomo, a fine giornata c'era sempre gente a formare capannelli dove si discuteva di tutto e di più. Questa abitudine si è persa ? Mario Caputo mario2459@tele2.it La tradizione cominciò subito dopo la fine della guerra quando piazza del Duomo divenne improvvisamente una sorta di salotto popolare o palestra della democrazia: un fenomeno molto simile per certi aspetti a quello inglese di Hyde Park. L'abitudine è andata progressivamente scomparendo perché abbiamo un altro stile di vita e i blog stanno sostituendo i capannelli. Ma qualcosa del genere accade ancora in piazza della Scala, sia pure in misura molto più piccola, soprattutto fra le persone anziane che vengono a sedersi intorno alla statua di Leonardo. FRANCIA La linea Maginot Caro Romano, vantando un nonno geniere durante la Grande guerra, mi sono più volte chiesto come la Francia abbia potuto dissanguarsi per costruire la linea Maginot, che avrebbe dovuto proteggerla da una invasione tedesca. Vista la facilità con cui fu aggirata, mi meraviglia che non sia poi assurta a sinonimo di capolavoro di stupidità, nella storia del genio militare. Adriano Ponti aponti@hotmail.it Non sarebbe giusto definire la linea Maginot un "capolavoro di stupidità". Fu soltanto l'ennesimo esempio di una tendenza molto diffusa negli stati maggiori: pensare che la prossima guerra assomigli alla precedente. I generali francesi progettarono una guerra di trincea, come quella che si era combattuta fra il 1914 e il 1918. Non previdero che le grandi divisioni tedesche avrebbero rapidamente eliminato il Belgio e sarebbero apparse alle spalle delle forze attestate sulla linea Maginot. AUTOSTRADE Aumenti delle tariffe Il Parlamento ha approvato la nuova convenzione con le Autostrade per cui gli aumenti di tariffe d'ora in poi potranno farli senza autorizzazione del Cipe. Sembra che il governo abbia presentato questa norma perché vuole che Autostrade metta dei soldi nel salvataggio di Alitalia. Così il titolo Autostrade vola in Borsa, Alitalia continuerà a volare e noi automobilisti voleremo sempre più basso. Andrea Tribulini antrib@tiscalinet.it IMMIGRATI I nuovi centri I nuovi centri per gli immigrati si chiameranno Cei (Centro di espulsione e identificazione). Penso che sarebbe più corretto chiamarli Cie (Centro di identificazione ed espulsione). Andrea Gabos a.gabos@tiscali.it BOLLETTA Spese di spedizione Dalla lettura dell'ultima bolletta rilevo l'addebito di 0,53 euro più Iva per spese spedizione del conto e, contestualmente, l'ulteriore addebito di 0,47 più 20% Iva per conguaglio spese spedizione del conto precedente: totale 1,20 euro. Ritengo sia un vero e proprio abuso nei confronti del cliente e auspico che le associazioni di tutela dei consumatori intervengano in modo deciso e con ogni mezzo, class action inclusa, per porre fine a ogni sorta di vessazione e di arbitrio che l'utenza quotidianamente subisce. Alfredo Savant ilsavant@libero.it NELL'ERA INFORMATICA Controlli e truffe Nell'era dell'informatica e dei controlli "incrociati", è semplicemente vergognoso che qualcuno riesca a spacciarsi come cieco e invalido al 100% pur possedendo la patente di guida ed essendo intestatario di una macchina e di una potente moto; sarebbe utile che in galera, oltre ai truffatori, finissero anche quelle persone che con la loro inefficienza permettono che questi scandali avvengano e restino impuniti ! Franco Milletti, Carpi (Mo) PER IL GOVERNO Inizio positivo L'inizio della legislatura ha segnato punti a favore del nuovo governo, che ha mostrato piglio deciso circa la gestione dei rifiuti, l'immigrazione e la bassa efficienza nel pubblico impiego. Mi pare però di notare già una diminuzione di spinta, sicuramente dovuta alla resistenza di molte forze che da sempre godono dello status quo. Speriamo davvero che i nostri governanti non cedano. Amavo sentire rinascere in me un po' di orgoglio di essere italiano. Dario Pezzoni dariopezzoni@gmail.com ENERGIA Alternative al petrolio Sicuramente tra qualche decennio Cina e India saranno tra i maggiori Paesi a sfruttare le risorse petrolifere del pianeta e ciò vuol dire che ci sarà meno petrolio per tutti. Questo dovrebbe far riflettere sulla necessità di trovare un'alternativa valida per produrre energia. Forse il nucleare per noi italiani potrebbe essere al momento l'unica soluzione, anche se in un Paese baciato dal sole credo che si abbia il dovere di cercare di sfruttare l'energia solare. Angelo Bacchetta angelo.bacchetta@tin.it.

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Privatizzazione Alitalia, si cambia (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 31-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Privatizzazione Alitalia, si cambia. Sarà compito della Banca Intesa Sanpaolo trovare sul mercato un'offerta adeguata - anche dal punto di vista industriale - per l'acquisto della quota in mano al Tesoro, mentre sarà direttamente il Consiglio dei ministri a scegliere il nuovo azionista. Il percorso per la soluzione della crisi della compagnia di bandiera è stato annunciato ieri dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti al termine del consiglio dei ministri che ha anche varato un decreto che contiene, secondo quanto ha riferito il ministro, "una specifica deroga per disinnescare il rischio di una liquidazione". Si tratta di una norma che prevede la trasformazione del prestito-ponte di 300 milioni ad Alitalia in patrimonio. La ricerca di un nuovo azionista per Alitalia "è l'unica alternativa" ha aggiunto Tremonti che ha indicato che "non è più procrastinabile un aumento di capitale sociale". La nomina nel ruolo di advisor dell'Istituto guidata da Corrado Passera è comunque la novità che fa pensare ci possano essere sviluppi interessanti. Intesa San Paolo ha infatti già partecipato all'asta per l'Alitalia insieme ad Ap Holding, la società del patron di Air One Carlo Toto. Tremonti non esclude che Banca Intesa possa poi entrare nell'azionariato di Alitalia. "Dipende da Banca Intesa", ha detto il ministro. "Il Cdm nel suo insieme, con una propria delibera, può procedere a individuare uno o più soggetti per l'offerta finalizzata al controllo di Alitalia" ha aggiunto Tremonti. Nel periodo che intercorre, ha aggiunto ancora il ministro dell'Economia "non sono dovuti obblighi informativi per le società quotate in Borsa". Una volta individuato dal governo, ha spiegato ancora Tremonti, il potenziale acquirente potrà "acquisire le informazioni che ritiene necessarie presso la società Alitalia". Per le regole attuali, e per il fatto che il Tesoro non aveva ancora indicato come muoversi, il Cda nelle scorse settimane aveva risposto no alla richiesta di due diligence avanzata da Bruno Ermolli, il superconsulente che su mandato del Presidente del Consiglio ha studiato il progetto di cordata italiana promosso in campagna elettorale. Insomma, qualcosa si muove anche se per il segretario generale della Filt Cgil, Fabrizio Solari "è sconcertante che dopo tanti proclami siamo ancora al come si fa e non al cosa si fa". I sindacati tornano a chiedere al governo l'apertura immediata di un confronto: "Continuiamo ad essere preoccupati - commenta Fabrizio Tomaselli, coordinatore nazionale di Sdl - ma riteniamo che con queste novità si stiano creando le condizioni per un rilancio. Ribadiamo la necessità di un incontro urgente con il governo al quale noi di Sdl abbiamo già inviato una nota con le nostre proposte. E' importante - sottolinea Tomaselli - che emergano in tempi rapidi i soggetti interessati all'acquisto con il relativo piano industriale". Intanto è arrivata alla Commissione Europea la documentazione del governo italiano richiesta dall'Ue per giustificare la conformità alla normativa europea del prestito ponte per Alitalia, quindi entro i tempi previsti nella lettera di richiesta di informazioni fatta pervenire da Bruxelles il 24 aprile scorso. Secondo il portavoce delle Commissione Europea, Mark English, "ora si procederà ad un esame completo e nessun commento sarà fatto prima". 31/05/2008.

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Alitalia, per trovare l'acquirente Tremonti si affida a Banca Intesa (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 31-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Al consiglio dei ministri spetta l'ultima parola. I sindacati: "Ci convochino" Alitalia, per trovare l'acquirente Tremonti si affida a Banca Intesa Fabio Sebastiani "Il dissenso è l'unica arma che abbiamo per rafforzarci". Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom, dal palco della Conferenza d'organizzazione della Cgil, chiude il suo intervento scegliendo il percorso della contrapposizione. E lo fa nei modi e con i toni che un tempo si sarebbero definiti "dialettici"; con l'idea, cioè, di lasciare ampi spazi alla sintesi. Ma nel periodo del "sindacato unico" e degli "accordi difensivi" sembra che questo termine non vada più di moda. E allora il leader della Fiom preferisce parlare con franchezza. ""Bada Guglielmo - aggiunge - sento troppe cose in giro che guardano al riassetto dei gruppi dirigenti perchè è cambiata la situazione e lo scenario politico. Io preferisco dissentire politicamente e aprire una fase di trasparenza". Per Rinaldini, nel sindacato, e quindi anche nella Cgil, di trasparenza c'è bisogno come il pane. E' inutile nascondersi dietro il dito del numero degli iscritti o dello slogan del "ritorno nel territorio". Se i lavoratori stanno peggio dell'organizzione che li rappresenta, "qualcosa non va". E allora è meglio dirsi le cose come stanno. Perché comunque ci pensano gli imprenditori a ricordarle. "Proprio oggi (ieri, ndr) - sottolinea Rinaldini - la Federmeccanica ci ha scritto dichiarando che tutte le piattaforme integrative da noi presentate negli ultimi tempi sono fuori dalle regole contrattuali". Confindustria vuole andare allo scontro duro. E vuole andarci d'accordo con il governo. Il provvedimento sugli straordinari, che anticipa un pezzo di accordo sui nuovi modelli, va in questa direzione. Il rodaggio fatto attraverso Federmeccanica contro la Fiom in questi anni, poi, non è certo venuto fuori da alcuni "pericolosi estremisti". Il contratto nazionale era, ed è, l'obiettivo primario. E la Fiom è riuscita a tenerlo con la ricetta dell'unità e della democrazia nel rapporto con i lavoratori. La Cgil pensa che non va bene? A giudicare dal "filtro" sugli emendamenti presentati dai metalmeccanici la risposta alla domanda è affermativa. "L'altra via - dice Giorgio Cremaschi nel suo intervento - è quella di rtirovare un punto ove piantare la tenuta dedlla Cgil, riorganizzare una difesa e ripartire. La questione della contrattazione è il punto su cui fermarsi". "Su un punto dissento completamente da Epifani - aggiunge - nel giudizio sulla Marcegaglia". Insomma, la leader della Confindustria non è quella signora ragionevole e "rispettosa" delle organizzazioni sindacali. E' pronta non solo a fare la sua parte ma a "strafare" cambiando l'asse delle relazioni industriali in Italia. "Resta il fatto che al tavolo ci siederemo - ricorda infine Cremaschi - senza avere dietro un mandato chiaro dei lavoratori, senza aver fatto nè una consultazione nè una informativa. Così l'accordo con Confindustria diventa solo una necessità". "In una situazione così complessa - ha affermato Gianni Durante, segretario nazionale della Fiom in dissenso con la maggioranza - il nostro dovere è quello di ridisegnare un nuovo sistema di relazioni industriali non solo per resistere alla piena, ma per costruire una situazione che ci consenta di ripartire. Ed è proprio questo ciò che stiamo facendo con l'intesa raggiunta con Cisl e Uil per la riforma degli assetti contrattuali". Tra gli interventi che più hanno preso di petto il nuovo profilo organizzativo della Cgil, quello di Carlo Baldini, del Comitato direttivo nazionale della Cgil. Baldini ha chiesto una "netta discontinuità rispetto al modello di insediamento confederale uscito dal congresso Cgil del 2001" ed ha sottolineato di voler uscire dalla conferenza in modo nitido "o torniamo ad essere un soggetto di trasformazione di questa società o ne assecondiamo il disegno dominante". Nel corso del dibattito è intervenuto, tra gli altri, Carlo Podda, segretario generale di un'altra categoria sotto l'occhio del ciclone, Podda ha annunciato una lettera, "unitaria", al ministro Brunetta dopo lo strappo della Cgil al tavolo sulla riforma. "Tranquillizzo tutti sull'unità, sono quindici anni che siamo uniti e anche questa volta non ci saranno rotture. Ma sull'unità non prendiamo lezioni da nessuno", dice con ironia rivolto a quanti, anche all'interno della Cgil, hanno già pronosticato la fine del fronte unitario. Infine, per quanto riguada gli esiti della conferenza d'organizzazione, oggi si vedrà se sul documento politico, separato dal documento organizzativo, ci sarà il no anche della Fiom e di Lavoro Società. La Rete 28 aprile si contrapporrà in modo netto. In apertura dei lavori della conferenza ieri la Cgil ha reso omaggio a Bruno Trentin consegnando la medaglia d'oro coniata per i 100 anni dell'organizzazione sindacale alla moglie Marcelle Padovani. Guglielmo Epifani ha ricordato "il coraggio anticipatore e le tante scelte controcorrente" di Trentin. Riferendosi alle contestazioni che Trentin subì, Epifani ha commentato: "Sarebbe forse il caso, prima o poi, di chiedere scusa per quello che non abbiamo capito del suo coraggio di anticipatore". 31/05/2008.

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E così il tesoriere pontificio si frega le mani... Il corpo delle donne vale meno del "mattone" Immigrazione, ecco cos'è successo a Milano (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 31-05-2008)

Argomenti: Alitalia

I prof statali e i fondi alle scuole cattoliche Caro direttore, chissà cosa devono aver pensato i docenti statali quando il Papa ha chiesto più fondi per le scuole cattoliche! Costretti a ristrettezze salariali e a lavorare in costante carenza di risorse umane, mezzi e strutture, gli insegnanti pubblici hanno dovuto così incassare l'ennesimo insulto alla loro dignità di educatori e servitori di uno Stato laico, che dice di non avere risorse per incrementare gli organici e rinnovare i contratti ma poi sa essere di manica larga con le scuole (private) di Sacra Romana Chiesa. Ai prof, poi, non sarà neanche sfuggita la trama dell'ordito papale, che è un misto di furbizia politica da "carpe diem" di chi vuole cogliere il momento propizio per battere cassa e di volontà di imprimere un suggello al ritrovato primato culturale della chiesa cattolica in Italia. Intendiamoci, il problema non è la sacrosanta e legittima volontà del Papa di diffondere la dottrina cattolica anche attraverso scuole confessionali: ci mancherebbe! Sarebbe opportuno, però, che lo facesse con le ampie disponibilità economiche del Vaticano, che già beneficia di cospicui finanziamenti statali, grazie ad un meccanismo di distribuzione dell'otto per mille tagliato su misura per le esigenze della Santa Sede. Ma poiché anche questo è un film già visto, il tesoriere pontificio sta lì a fregarsi le mani facendosi i suoi bravi conticini. Giovanni Renella Napoli Questo è il clima politico che piace al Papa? Cara redazione, "Gioia per il nuovo clima politico per l'Italia le sfide su famiglie e povertà", afferma il Santo Padre. Questo è l'ultimo proclamo effettuato dal capo spirituale di una delle più potenti e diffuse religioni del mondo. Aggiunge inoltre che bisogna, in estrema sintesi, dare più fondi alle scuole private ad orientamento cattolico. Con il massimo rispetto che nutro e che ho sempre nutrito per tutte le religioni del mondo e dei loro rappresentanti, mi chiedo davvero dove abiti e viva il Papa. Perché se questo clima da caccia alle streghe, pardon, agli stranieri (i veri ultimi della terra), di rigurgiti neofascisti, di violenze politiche e politicizzate extraparlamentare (mentre al parlamento vige la Santa Pace tra gli schieramenti!), di repressione poliziesca anti-proteste (vedi Napoli), di ritorno al nucleare, di re-invii di soldati italiani all'Iraq, ecc, sia da considerare gioioso, allora, come cittadino italiano, sono davvero preoccupato per il mio futuro e quello dei nostri figli. Inoltre, per quanto attiene al finanziamento delle scuole private, scuole che come ben sappiamo sono frequentate non certo da poverissimi, oltre che anticostituzionale, penso che dirottare fondi statati a tali scuole mentre quelle pubbliche cadono letteralmente a pezzi mi spinge davvero a domandarmi se Papa Ratzinger abbia davvero a cuore i poveri, sempre più numerosi, del nostro Paese. James Fantauzzi Balsorano (Aq) Anche un operaio rappresenta l'Italia Perché solo le armi? Cara direttore, come ogni anno per festeggiare la Repubblica verranno fatti sfilare i militari ed esibite le armi....ma solo i militari rappresentano l'Italia? Noi operai, medici, Insegnanti, elettricisti,infermieri...? Non vogliamo sfilare,ma almeno si facciano iniziative che mettano in rilievo altre categorie professionali! D'altronde sono in tanti a rischiare la propria vita per il lavoro ( non retribuito con migliaia di euro al mese),basti pensare ai tanti morti in cantieri e fabbriche solo nel 2007, ma per loro niente funerali di stato alla presenza del Presidente della Repubblica! E le armi? E'proprio necessario mostrarle con orgoglio? se proprio dobbiamo possederle ricordiamo che sono strumento di morte..una sconfitta dell'umanità! Guido Lucente via e-mail Il nucleare di nuovo. Io propongo... Cara "Liberazione", si legge di un possibile ritorno al nucleare, mi auguro che tutte le forze dell'Arcobaleno si impegnino, al più presto, in una raccolta di firme per un nuovo referendum sull'argomento! Zenstation via e-mail Cara ministra sia garante dei diritti delle donne Cara "Liberazione", vorrei che pubblicassi questa nostra lettera alla ministra alle Pari opportunità, Mara Carfagna. "Egregia Ministra Carfagna, la causa delle violenze degli uomini sulle donne non risiede nella fragilità femminile. Sappiamo tutte che la famiglia è il luogo all'interno del quale si realizzano prevalentemente le violenze. Lei stessa, nella sua del 28 scorso su "Repubblica" a commento dello "speciale" sulla violenza, cita dati (il 68.3 % delle violenze avvengono in famiglia) che contrastano nettamente con il ruolo di "ammortizzatore sociale" che lei propone come salvifico del "sistema famiglia" e della società. Il sistema welfare di questo Stato non provvede alla soluzione della precarietà di molte persone, figuriamoci delle donne! Le prime a essere cancellate persino in termini di risarcimento quando subiscono violenza sessuale. Il taglio del ministro dell'Economia, Tremonti, di venti milioni dal fondo di prevenzione e risarcimento per le vittime di violenza sessuale, testimonia che il nostro corpo, violato, è meno importante del "mattone". Sulla pelle delle donne stuprate si colma il buco finanziario dell'abbattimento dell'Ici e del deficit Alitalia.l suo commento, "i fondi che chiederò di stanziare serviranno per il sussidio all'attuazione di una normativa che attualmente è allo studio dei tecnici" è veramente debole. Alla faccia delle sue parole scritte due giorni fa su questo stesso giornale: concretezza per il sostegno ai centri anti violenza. Risultato: venti milioni di euro in meno. Questa, la sua concretezza? La preghiamo di astenersi dall'assegnare alle separazioni, ai divorzi e all'affidamento dei figli e delle figlie la causa delle tensioni che determinano gravissime tragedie all'interno dei nuclei familiari. Una simile considerazione non tiene conto dei dati che dimostrano che la maggior parte delle violenze da ex coniugi avviene in occasione degli incontri tra padre e madre per lo scambio del figlio, della figlia. Si faccia garante, egregia Ministra, della concreta promozione dei diritti umani delle donne, primo fra tutti il diritto a una vita senza violenza". Rete Nazionale Femminista e Lesbica via e-mail Noi Rom ci prendiamo la parola Mi chiamo Mirko, sono un Rom rudaro e vivo in italia dal 1975. Da 15 anni abito nel campo di via Salviati 70 a Roma con la mia famiglia. Roma ormai è casa nostra, mia figlia è nata qui e ha la cittadinanza italiana come me e mia moglie. Ma leggendo i giornali di questi giorni ho iniziato a preoccuparmi, gli zingari sono diventati pericolosi. Ho letto che siamo il problema principale di Roma e di tutta l'Italia. Ho letto anche che la soluzione è allontanarci dalle città, mandarci lontani. Mi sono preoccupato e ho anche pensato di andarmene prima di essere mandato via, ci ho pensato ma poi mi sono ricordato della mia cittadinanza, della scuola che frequenta mia figlia e del mio lavoro di mediatore. Nella mia situazione ci sono tanti rom, molti hanno la cittadinanza. Quelli che non ce l'hanno stanno qui in Italia da anni ma la legge dice che non basta essere nato in Italia per avere un permesso di soggiorno, e senza permesso niente lavoro e senza lavoro niente casa vera. Ho pensato di parlare di queste cose con gli altri rom che abitano nei quartieri vicini al mio, e quando l'ho fatto ho visto che i bisogni e le paure che avevano erano proprio le stesse. La paura di non potere abitare in una casa perché i rom devono abitare nei campi, la paura di dover pagare tutti per le cose illegali fatte da pochi. Ci siamo incontrati 3 volte tra noi rom,la cosa che molti di noi hanno detto è che queste cose,queste paure dobbiamo raccontarle a qualcuno e farci aiutare. Ma poi c'è venuto in mente che ad aiutarci dovremmo pensarci noi rom, a parlare soprattutto ora dovremmo essere noi. Per questo abbiamo deciso di vederci tutti per decidere cosa dire al Sindaco ai cittadini di Roma. Abbiamo invitato anche le associazioni che da anni lavorano nei nostri campi, e gli abbiamo chiesto di supportarci come sempre ma anche di lasciare la parola a noi. Per questo come Coordinamento dei Campi di Roma Sud Est speriamo che il Sindaco possa riceverci e insieme a noi anche i rom degli altri campi di Roma. Abbiamo bisogno di parlare e abbiamo voglia di ascoltare. Mirko Roma Poca sicurezza? La colpa è dell'immigrato Cara "Liberazione", cosa è successo il 29 maggio a Milano? Forse serve un po' di chiarezza. Non c'è in discussione la legittimità operativa in quanto la Polizia Locale ha veste giuridica per procedere alla identificazione delle persone ed alla verifica dell'eventuale permesso di soggiorno, bensì le modalità con le quali è avvenuta questa operazione. Il controllo partiva dall'accertamento del possesso del biglietto di viaggio Atm e in tal caso avrebbe dovuto riguardare tutti i passeggeri, oppure l'operazione aveva come unico scopo il controllo su generalità e permanenza legale del cittadino extracomunitario? Se così fosse, si tratterebbe di un intervento di ordine pubblico che solitamente viene svolto con l'ausilio della Polizia di Stato o dei Carabinieri. Non mi risulta la loro presenza. E allora, nessuno può essere ingenuo. Qualunque tipo di controllo può essere svolto con discrezione oppure con modalità eclatanti. Le forze in campo e l'autobus con le grate per il trasporto dei fermati non lasciano dubbi. Queste modalità hanno sempre un'altra finalità, quella di voler colpire e indirizzare l'attenzione dell'opinione pubblica su un determinato problema. Poca sicurezza? Ecco chi ne è responsabile, l'extracomunitario. Si vuole criminalizzare l'extracomunitario ritenendolo colpevole di minare la tranquilla convivenza civile. Ecco allora la necessità di lanciare messaggi forti che vadano in tale direzione. L'operazione di ieri, che appare davvero molto simile ad un rastrellamento, va in tal senso. Le dichiarazioni del vice sindaco De Corato, che promette altri controlli a tappeto, confermano che tutto ciò ha una precisa logica politica. Tutto ciò è da respingere e quello che è ancor più inaccettabile, è l'uso strumentale che in casi come questi viene fatto dei lavoratori della Polizia Locale. E' il momento che tutti i sinceri democratici facciano sentire la loro voce. Danilo Tosarelli Delegato Rsu Cgil Polizia Locale di Milano 31/05/2008.

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Alitalia, Intesa entra nell'affaire (sezione: Alitalia 2)

( da "Campanile, Il" del 31-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Tremonti: "Per ora solo come advisor". E l'Ue valuta il prestito ponte Nuovo capitolo sul fronte Alitalia. Dopo le esternazioni del leader del Pd, Walter Veltroni che aveva chiesto al governo di fare chiarezza sul futuro della compagnia di bandiera, ieri il Consiglio dei ministri ha varato un decreto sulla procedura di privatizzazione, individuando anche l'istituto bancario Intesa Sanpaolo come advisor, ovvero come soggetto incaricato di ricercare un'offerta sul mercato da parte di uno o più soggetti interessati. Stando a quanto spiegato dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti, appena terminata la riunione dei ministri, il decreto riscrive le regole fissate dall'esecutivo Prodi, rendendo possibile il ricorso all'amministrazione controllata solo in caso di necessità. "Il provvedimento ? spiega il ministro - disinnesca il rischio di liquidazione" e sarà il consiglio dei ministri a individuare il soggetto candidato ad assumere il controllo. "Nello specifico, il Cdm, con propria delibera, può procedere all'individuazione di uno o più soggetti che ricerchino i soggetti interessati a presentare un'offerta. Nel periodo che intercorre tra l'individuazione del soggetto da parte del Cdm e la presentazione dell'offerta - ha spiegato ancora - non sono dovuti gli obblighi informativi previsti per le società quotate. Il soggetto individuato può chiedere informazioni presso la società". Ma le novità non finiscono qui. Perché ieri il ministro dell'Economia ha anche confermato le indiscrezioni di stampa, che spiegano come il governo abbia avviato formalmente contatti con Intesa Sanpaolo come advisor. Il ministro, però, esclude che l'istituto di credito possa entrare nell'azionariato della compagnia: "Dipende da Banca Intesa". Un'ulteriore precisazione riguarda AirFrance-Klm: "Non c'è più - ha precisato Tremonti - non c'è mai stata". E mentre l'ex numero uno di Confindustria spiega che "no", in contatto con Bruno Ermolli, incaricato da Berlusconi di formare una cordata di imprenditori italiani per rilevare Alitalia, non è mai stato, Emma Marcegaglia, neo presidente degli industriali, non ha dubbi: "Per salvare Alitalia occorre un intervento di forte ristrutturazione e poi il sostegno di un partner internazionale". Secondo il presidente, "se non ci sarà una ristrutturazione seria", anche se impopolare, non si troverà "nessun partner internazionale e neanche imprenditori italiani". Sull'ipotesi di cordata italiana, della quale qualche tempo, fa decise di occuparsi l'imprenditore Salvatore Ligresti, interviene l'ad del Gruppo Fondiaria-sai. Fausto Marchionni. La compagnia aspetta "di vedere i conti, i dati e com'è l'opportunità". Marchionni ha affrontato l'argomento in occasione della Italian Conference di Deutsche Bank a Milano. "E' prematuro", ha spiegato Marchionni, stabilire quale società del gruppo interverrà: "Aspettiamo che la cordata si concretizzi, poi vedremo la mano con cui partecipare". Anche il leader della Cgil, Guglielmo Epifani torna a farsi sentire un'altra volta. "Non ho nulla da dire se non chiedere che il governo ci dica qualcosa, si apra un canale di comunicazione con il sindacato, perchè si tratta di questioni importanti. Al lavoro anche la commissione Ue che sta valutando la documentazione del governo italiano sul prestito ponte concesso ad Alitalia, arrivata ieri. (31-05-2008).

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A MUSO DURO (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 31-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Augusto Minzolini A MUSO DURO Se davvero il carattere principale del nuovo governo è il "decisionismo" come strumento per modernizzare e rendere efficiente uno Stato decadente, non bisogna meravigliarsi per le parole pronunciate ieri a Napoli da Silvio Berlusconi. Anzi, c'è una frase del Cavaliere rivolta ai magistrati napoletani che hanno giudicato incostituzionale il decreto sui rifiuti che descrive in maniera lampante la nuova filosofia: "Un ordine dello Stato non può vivere in un empireo e pensare alle leggi come ad un moloch assoluto. Le leggi devono essere adattate per far vivere meglio i cittadini". Può essere la rivoluzione "copernicana" per il paese degli azzeccagarbugli, delle 100 mila leggi, leggine, codicilli, una logica di governo che se attuata fino in fondo è di per sé una grande riforma: tutto è subordinato alla "magia del fare", anche le leggi, se sono antiquate e fumose, debbono essere interpretate in modo da favorire una politica interventista che tende a risolvere le emergenze. Altrimenti il governo e il Parlamento, cioè il potere politico, sono pronti ad esercitare fino in fondo le proprie prerogative per cambiarle. È successo nella crisi a Napoli. Per risolverla Berlusconi si sta comportando come se si trovasse di fronte una calamità naturale, "l'eruzione di un vulcano - i paragoni sono suoi - o un terremoto". In frangenti simili è evidente che tutti gli "ordini" dello Stato debbono comportarsi in modo adeguato. Se non si è consapevoli di questo, come hanno dimostrato alcuni pm napoletani, il governo è pronto a prendere le misure adeguate, come la "superprocura". Ma la filosofia dell'intervento deciso, che è legittimato nella testa del Cavaliere dalla volontà dell'elettorato, non investe solo il caso Napoli ma tutto l'operato del governo. Altro caso la "crisi Alitalia". Per 18 mesi il governo Prodi, volendosi attenere alla normativa sulle privatizzazioni, aveva cincischiato. Era nata una trattativa con Air France che poi è morta, a sentire la compagnia francese, per colpa del sindacato. Per andare avanti è stato necessario un prestito ponte che prima è finito sotto i riflettori della Ue e successivamente i sindaci di Alitalia hanno preteso che fosse trasformato in capitale utilizzabile per non portare i libri in tribunale. Messo alle strette il governo Berlusconi si è comportato proprio come su Napoli. Giulio Tremonti con un decreto ha modificato la normativa di privatizzazione per Alitalia e il Consiglio dei ministri ha individuato subito in Banca Intesa l'"advisor" che dovrebbe condurre in porto la privatizzazione: se avesse dovuto rispettare le regole preesistenti, tra i tempi necessari per mettere in piedi una gara e tutto il resto, Alitalia sarebbe fallita ancor prima che Banca Intesa se ne potesse occupare. Insomma, quello che il passato governo non aveva fatto in diciotto mesi, il governo Berlusconi prova a farlo in 18 giorni. Si dirà: passando da un'emergenza ad un'altra, il cambiamento delle regole "scomode" per il governo del Cavaliere potrebbe diventare la regola "comoda". Il rischio c'è e non va sottovalutato. Ma è anche vero che nel caso dell'Italia ci troviamo di fronte ad un Paese che è in piena "emergenza nazionale". Delle due l'una: o si metteva in piedi un governo d'emergenza, sul tipo dei governi di solidarietà nazionale; o, visto che dal voto è uscita fuori una maggioranza chiara, l'attuale governo non può non usare in alcuni casi strumenti e normative straordinari per evitare il fallimento del "sistema Italia". Del resto le garanzie contro il rischio di una possibile "involuzione" autoritaria, Berlusconi le offre in altri modi. Se il Cavaliere del passato si poneva di fronte all'establishment in termini antagonistici, il "nuovo" Silvio tende ad esercitare su di esso, grazie al consenso di cui gode nel Paese, una gramsciana egemonia. Ne arruola pezzi su pezzi. C'è stata la conferma in blocco dei vertici dei grandi enti pubblici che per buona parte erano stati nominati dal governo Berlusconi del 2001, ereditati da Prodi e ora tenuti al loro posto dal Cavaliere. La stragrande maggioranza dei capi di gabinetto dei ministri di Berlusconi hanno collaborato in passato con i ministri di Prodi. Renato Brunetta, per dirne una, si è scelto come primo collaboratore Filippo Patroni Griffi, già uomo di Francesco Rutelli. E lo stesso vale per ruoli più delicati: a capo del coordinamento dei servizi segreti (il Dis) è andato Gianni De Gennaro, che ovviamente non è più l'amico di Luciano Violante ma l'uomo che ha ancora il dente avvelenato con la sinistra per via del G8 di Genova. Con nomi del genere, ovviamente, l'opposizione non ha potuto dir niente e il Cavaliere si contenta di aver fatto proprio un celebre motto di Mao: "Non importa che il gatto sia bianco o nero, l'importante è che acchiappi i topi".

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Crisi Alitalia: Banca Intesa agira' come 'advisor' (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 31-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Riaperta la caccia ai compratori Crisi Alitalia: Banca Intesa agira' come "advisor" Il governo ripesca l'ipotesi della cordata italiana Roma, 31 mag. - La banca Intesa Sanpaolo diventa "advisor" nella delicata partita della crisi Alitalia. L'istituto di credito guidato da Carlo Passera è stato cioè individuato come soggetto che può ricercare un'offerta sul mercato da parte di uno o più gruppi interessati. La decisione scaturisce dal decreto legge che cambia le regole sulle privatizzazioni e riapre la caccia ai compratori dell'Alitalia. Scartata l'ipotesi Airfrance, in sostanza si tratta di un primo passo per concretizzare il tentativo di organizzare una cordata italiana. Il governo Berlusconi intende riprendere la promessa preelettorale di salvare la compagnia di bandiera. La conferma arriva da Tremonti, che ha escluso l'intenzione dell'esecutivo di mettere in liquidazione Alitalia. Il prossimo 3 giugno il cda di Alitalia nominerà quindi Intesa advisor per la privatizzazione. Nel frattempo in Parlamento sono al vaglio altri due decreti su Alitalia: il prestito ponte e la norma nel decreto Ici che converte i 300 milioni in patrimonio per coprire le perdite. Valerio Esposti.

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Alitalia, svolta nella vendita: la regia passa al governo (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 31-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Pagina 215 Approvato il decreto che amplia i poteri dell'esecutivo Alitalia, svolta nella vendita: la regia passa al governo Approvato il decreto che amplia i poteri dell'esecutivo --> Ok al decreto che dà più poteri al governo sulla vendita di Alitalia. Intesa Sanpaolo nominata advisor dell'operazione. Sarà il Consiglio dei ministri a individuare un nuovo azionista che possa salvare Alitalia. Intesa Sanpaolo sarà l'advisor dell'operazione. In extremis, per il terzo tentativo dopo due fallimenti di cedere la quota di controllo del Tesoro, il governo ha deciso una svolta netta: dopo "18 mesi di infruttuosi tentativi di cessione", spiega il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, Alitalia "non è privatizzabile secondo i meccanismi e le procedure che il legislatore ha previsto negli anni passati". IL DECRETO Il provvedimento che riapre il dossier privatizzazione, approvato ieri dal Consiglio dei ministri, dà ampia libertà di azione al governo, che assume direttamente la regia dell'operazione, con "deroghe specifiche" alle procedure imposte "da una situazione di eccezionalità e urgenza giustificate dal progressivo deteriorarsi della situazione di Alitalia, che esclude la possibilità di ricorrere a procedure ordinarie". Tremonti lo sottolinea dopo aver spiegato che la norma inserita dal governo nel decreto fiscale, che consente l'utilizzo del prestito di 300 milioni del governo per tamponare l'erosione del capitale per perdite sotto il minimo legale, ha disinnescato il rischio di liquidazione con gli amministratori già sul punto di portare i libri in Tribunale. I VANTAGGI Una volta individuato dal governo, ha spiegato ancora Tremonti, il potenziale acquirente potrà "acquisire le informazioni che ritiene necessarie presso la società Alitalia". Per le regole attuali, e per il fatto che il Tesoro non aveva ancora indicato come muoversi, il cda nelle scorse settimane aveva risposto no alla richiesta di due diligence avanzata da Bruno Ermolli, il superconsulente che su mandato del presidente del Consiglio ha studiato il progetto di cordata italiana promosso in campagna elettorale. Air One resta attenta al dossier. Mentre l'ad di Fondiaria Sai, Fausto Marchionni, ribadisce l'interesse a partecipare ad una cordata: "La nostra posizione è sempre la stessa: aspetto di vedere i conti, i dati e come sarà l'opportunità". I CANDIDATI I fari sono ora ovviamente puntati sui possibili candidati, e sui nomi da settimane al centro di una girandola di indiscrezioni: Benetton, Colaninno, Riva, Fossati, Aponte, Ligresti, Radici. C'è attenzione anche sul ruolo di Intesa Sanpaolo che, dopo un primo via libera oggi ieri del Consiglio dei ministri, avrà mercoledì 3 giugno il mandato di advisor dal cda di Alitalia. Sarà anche in una cordata? "Dipende da Intesa", dice Tremonti. Non è esclusa una "sua partecipazione diretta", indica il sottosegretario all'Economia Luigi Casero. La nomina come advisor "ci inorgoglisce", commenta il dg di Intesa San Paolo Pietro Modiano. E intanto i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl fanno pressing, chiedendo l'apertura di un confronto. BRUXELLES Infine, ha preso il via a Bruxelles l'esame delle mosse con cui Roma intende sostenere Alitalia fino alla sua cessione. Toccherà ora ai servizi che fanno capo al nuovo commissario Ue ai Trasporti, Antonio Tajani, verificare se l'operazione è o meno in contrasto con le norme europee sugli aiuti di Stato. Al centro del confronto tra Roma e Bruxelles c'è la concessione del prestito ponte da 300 milioni di euro erogato per decreto dal governo Prodi. Prestito poi convertito in patrimonio netto.

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Nord decreto per vendere la compagnia mentre la lega torna a pontida e attacca bruxelles (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 31-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Nord decreto per vendere la compagnia mentre la lega torna a pontida e attacca bruxelles Tremonti trova l'Intesa per Alitalia Forse è una svolta sul caso Alitalia. Le residue speranze di vita della compagnia di bandiera sono tutte nel cilindro di Tremonti, che ha deciso di giocare la partita a colpi di decreto. Dopo quello che ha trasformato il prestito ponte in patrimonio, ieri il Consiglio dei ministri ne ha varato un altro, in deroga alla normativa in materia di privatizzazioni, che autorizza il governo all'individuazione di un advisor. Una scelta già compiuta, che sarà formalizzata il 3 giugno con l'incarico da parte del cda di Alitalia a Intesa SanPaolo. Il decreto è in linea con l'Europa, ha detto Tremonti, che ora si muove alla ricerca di un nuovo azionista. Anche perché, ha aggiunto il ministro, "non è più procrastinabile un aumento di capitale sociale". Nella riunione di Palazzo Chigi di ieri la Lega ha poi minacciato il referendum sul Trattato di Lisbona, anche in vista del tradizionale raduno di domani a Pontida. Contraria An. Servizi alle pagine 4 e 5 31/05/2008.

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Intervista l'economista pd: così si finirebbe col pagare la compagnia con le tariffe (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 31-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Intervista l'economista pd: così si finirebbe col pagare la compagnia con le tariffe Rossi: spero che la cordata non c'entri con le concessioni stradali Professor Rossi, il caso Alitalia sembra avviarsi verso una nuova svolta. Il Consiglio dei ministri ieri ha varato un decreto che cambia la procedura di privatizzazione di Alitalia. Il decreto prevede "una specifica deroga" sulle modalità con le quali procedere alle dismissioni delle partecipazione dello Stato. "Innanzi tutto vorrei dire che sulla vicenda Alitalia si sono persi due mesi senza battere un chiodo. Per quel che riguarda il decreto Tremonti, in tal modo, si dà ragione a Padoa Schioppa che aveva proceduto alla gara senza successo e poi era passato ad un'altra modalità ovvero la trattativa diretta con Air France, segnalando così la assoluta specificità del caso Alitalia". Che vuole dire? "Che era evidente che la gara non era la modalità ideale per gestire un'azienda in gravissima crisi sia finanziaria ma soprattutto industriale come Alitalia. Detto questo rimango convinto che la soluzione più appropriata a questo punto sarebbe quella del commissariamento". Il governo invece pensa che Banca Intesa possa trovare un'offerta sul mercato per Alitalia. E Tremonti non esclude che Banca Intesa possa poi entrare nell'azionariato di Alitalia. "Il fatto che come advisor sia stato scelto il gruppo bancario che è stato tra i protagonisti principali della privatizzazione di Alitalia è un fatto sorprendente. Io sono assolutamente convinto della professionalità di Banca Intesa ma il fatto che abbia partecipato alla cordata suggerisce modalità diverse nella selezione dell'Advisor". Non mi pare di sentirla convinto della cordata. "Guardi, sono sicuro che è un caso. Ma negli stessi giorni si sono verificati due fatti che si riveleranno indipendenti, ma sono assi singolari. Per legge sono state approvate concessioni autostradali con il parere sfavorevole dell'autorità competente. Dall'altro si varano norme per la privatizzazione e si procede, presumo, alla costruzione della cordata italiana di Alitalia". Si spieghi meglio. "Sono certo che nessuno dei titolari di concessioni approvati con legge contro il parere dell'Autorità finirà nella cordata. Se però così fosse si concretizzerebbe ciò che mi è capitato di scrivere: quando si fanno le cordate non si fanno mai gratis. In questo caso si finirebbe per chiedere ai cittadini di pagare Alitalia con maggiori tariffe autostradali. Tanto valeva aumentare il prezzo del biglietto? Ma sono certo che non sarà così. Anche se sarebbe bello che il governo lo escludesse da subito" (de angelis) 31/05/2008.

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Alitalia marcegaglia chiede il partner internazionale (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 31-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia marcegaglia chiede il partner internazionale Tremonti-Passera archiviano Ermolli Le residue speranze di vita di Alitalia sono tutte nel cilindro di Tremonti. E, soprattutto, sono legate alla sua proverbiale creatività. Se Padoa-Schioppa e Prodi avevano lasciato la partita in mano alla compagnia, puntando sull'accordo con Air France, oggi è il governo, e il ministro dell'Economia in particolare, a giocarla in prima battuta, a colpi di decreto. Prima quello che ha trasformato il prestito ponte in patrimonio, poi quello licenziato ieri dal consiglio dei ministri, in deroga alla normativa in materia di privatizzazioni, che autorizza il governo all'individuazione di un advisor. Una scelta già compiuta, che sarà formalizzata il 3 giugno con l'incarico da parte del cda di Alitalia a Intesa-Sanpaolo. La banca, che segue il dossier dalle fasi precedenti della privatizzazione al fianco di Air One e ha già avuto contatti formali con Alitalia, esce così allo scoperto. E cambia pelle, adeguandosi ai tempi che corrono. Era, nelle intenzioni di Bazoli e Prodi, la "Banca per il Paese" e si candida oggi, con la guida di Corrado Passera più forte che in passato, a risolvere una delle emergenze prioritarie per il premier Silvio Berlusconi. Intanto, le luci della ribalta si sono spente per il consigliere di fiducia Bruno Ermolli. Doveva allestire una cordata italiana in dieci giorni, ma quella era la campagna elettorale. Oggi, con il governo in carica e la posta in gioco ancora più alta, il Cavaliere torna a muovere le pedine che contano. Così, sul mercato si muove Passera e Tremonti gioca la difficile partita con Bruxelles. A chiarire lo scenario è lo stesso ministro. Il decreto approvato dal Cdm è "assolutamente in linea con l'Europa. L'Europa vuole il mercato, e più mercato di così...", assicura, aggiungendo che il governo ha deciso di "dotarsi di strumenti che assicurino in modo efficace l'individuazione di un soggetto che abbia la possibilità di acquisire il controllo di Alitalia e le risorse per un forte e credibile piano di rilancio". Questo, perché la ricerca di un nuovo azionista "è l'unica alternativa": anche il ministro non può far altro che prendere atto di una situazione ormai compromessa, osservando che "non è più procrastinabile un aumento di capitale sociale" e che la compagnia ormai versa in una "profonda crisi finanziaria, patrimoniale, industriale ed economica", come testimoniano gli ultimi dati diffusi, con una liquidità al 30 aprile di appena 174 mln. L'impegno di Intesa-Sanpaolo sembra destinato a essere più consistente rispetto a quello di un semplice advisor. Anche se, almeno per ora, Tremonti preferisce la cautela: la banca "avrà un ruolo di advisor, se poi ci starà dentro o no si vedrà". Quanto alla nuova procedura di privatizzazione, sarà avviata con l'incarico all'advisor e sarà gestita direttamente dal Consiglio dei Ministri, per chiudere l'operazione il più presto possibile. "Soon is better, prima è meglio", sintetizza Tremonti. A questo punto, continua a mancare un tassello fondamentale, quello di un partner internazionale che sia disposto a investire. A mettere l'accento su questo aspetto è il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che indica con chiarezza quella che sembra l'unica strada percorribile per salvare Alitalia: "occorre un intervento di forte ristrutturazione e poi il sostegno di un partner internazionale", spiega. Due passaggi che devono necessariamente essere consequenziali perché, avverte il leader degli industriali, "se non ci sarà una ristrutturazione seria, anche se impopolare, non troveremo nessun partner internazionale e neanche imprenditori italiani". E, come logica conseguenza, "non ci sarà altro che il commissariamento". Proprio sul fronte internazionale, intanto, non arrivano buone notizie. Air France conferma di aver messo da parte ogni velleità, mentre Lufthansa ribadisce la propria posizione, che lo scorso dicembre l'aveva indotta a non presentare un'offerta non vincolante per la compagnia di bandiera italiana perché i "contro pesavano più dei pro". Anche la russa Aeroflot, la compagnia che Berlusconi aveva chiamato in causa incontrando l'amico Putin, considera "inopportuna" l'acquisizione di Alitalia ed esprime "molti dubbi" che la compagnia possa essere risanata, ritenendo che sia "già stato superato il punto di non ritorno". Un quadro complessivo che autorizza il ministro ombra Pierluigi Bersani a sostenere che "la demagogia e l'approssimazione del governo stanno definitivamente compromettendo le prospettive di Alitalia". 31/05/2008.

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