HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli www.mauronovelli.it
|
DOSSIER “ALITALIA” |
|
T ARTICOLI DEL 9 settembre 2008
#TOP
IN EVIDENZA
Bonanni: «Firmerò per la nuova Alitalia. Bisogna evitare il fallimento»
La priorità è salvare 20 mila posti, ma la compagnia deve restare grande» Le
condizioni del leader Cisl: clausola anti-scalata e rappresentanza nel board
Enrico Marro (Il Corriere della Sera 9-9-2008)
ROMA — «Sono convinto che le
condizioni essenziali per l'accordo comunque si raggiungeranno. Per la Cisl la
priorità è evitare il fallimento di Alitalia e salvare 20 mila lavoratori. Per
garantire questo firmerò l'intesa, ma mi aspetto che il governo e gli
imprenditori coinvolti nell'operazione soddisfino le richieste che vengono da
un sindacato ragionevole come siamo noi».
Quali richieste?
«Tre — risponde il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni —. Che il vincolo a
rimanere nella nuova Alitalia per almeno 5 anni non sia solo un gentlemen's
agreement tra i soci, ma un vincolo contrattuale. Che ci sia un dispositivo che
impedisca a un eventuale partner internazionale di scalare la società ».
E il libero mercato?
«Dobbiamo difendere gli interessi nazionali. Il mercato italiano è decisivo per
gli equilibri tra le grandi compagnie aeree. Non vorrei che la sfida tra i
colossi del volo per diventare egemoni spingesse i soci privati a vendere al
miglior offerente. Infine, ho chiesto che il sindacato e i lavoratori possano
indicare un rappresentante, tra eminenti specialisti, nel consiglio di
sorveglianza, dove sarei favorevole all'ingresso anche degli enti locali
interessati».
Ma così il sindacato e la politica continuerebbero a dettar legge in
Alitalia. Con quali risultati si è visto.
«No, il management risponderebbe agli azionisti, ma non si può dimenticare che
stiamo parlando di un servizio pubblico, anche se affidato ai privati. Il
sistema duale garantirebbe equilibrio».
Lei davvero pensa che governo e imprenditori possano accettare tali
richieste?
«Ho visto grande attenzione alle nostre ragioni da parte del sottosegretario
alla Presidenza Gianni Letta. Quanto ai privati, devono mostrare più coraggio e
aumentare il numero di aerei previsti per la nuova Alitalia, che nel piano sono
meno di 140, mentre la compagnia ne ha avuti in passato anche 250. Dopo aver
respinto il progetto di Spinetta (Air France), che in sostanza voleva spostare
tutto il traffico verso Parigi, non possiamo andare di nuovo verso un
ridimensionamento dell'azienda ».
Il governo punta all'accordo entro la settimana. Ma con le richieste che
avanza lei è impossibile.
«No, è possibile. Questa è l'ultima chiamata per Alitalia».
Ma avete anche appena respinto la proposta del contratto unico per i
dipendenti della nuova compagnia.
«Per la Cisl la discussione continua, sapendo che il termine di paragone sono
le grandi compagnie, da Lufthansa ad Air France, e non certo Ryanair».
Giovedì Alitalia, venerdì l'incontro con la Confindustria sulla riforma del
modello contrattuale. Qui avete l'obiettivo di chiudere entro il 30 settembre.
Si può andare oltre, magari per aspettare che la Cgil sciolga la riserva?
«No. Dopo anni di discussione, non sarebbe comprensibile allungare il brodo.
Chiudendo entro il mese saremmo in tempo per rendere strutturali con la
Finanziaria le agevolazioni fiscali sulla contrattazione decentrata».
È vero che lei è pronto alla firma e sta solo aspettando di capire che vuol
fare Guglielmo Epifani (Cgil)?
«Nel merito non ho problemi particolari, perché condivido con Confindustria
l'esigenza di spostare il baricentro della contrattazione in azienda. E prendo
atto che il presidente Emma Marcegaglia non si è trincerata dietro
l'inflazione- fregatura del governo all' 1,7% e vuole invece pattuire con noi
un indice ragionevole».
La Cisl firmerà anche senza la Cgil?
«È complicato rispondere con la trattativa in corso. Io — e Guglielmo lo sa
bene — mi sono sempre battuto per l'unità. Ma l'unità è uno strumento. Il fine
è il miglioramento delle condizioni dei lavoratori. Di tutti i lavoratori. Non
sottovaluterei infatti che le nuove regole dovranno poi essere estese anche ai
dipendenti pubblici».
09 settembre 2008
·
Articoli
Alitalia 2 (63)
I
piloti affondanoil piano Alitalia
( da "Secolo
XIX, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Aponte
allontanala crisi dei container:<i soliti Alti e bassi>
( da "Secolo
XIX, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Dopo aver
partecipato alla cordata per Alitalia, è vero che ha acquistato anche la
compagnia aerea svizzera Fly Baboo? "Non è esatto. Ma è vero che ho spinto
la compagnia ad istituire una linea regolare con Napoli . Questo perché non
c'era un volo diretto per Ginevra e molti miei collaboratori e dipendenti
viaggiano tra la Campania e Ginevra".
Da
politico dico: politica alla larga dall'Alitalia
( da "Secolo
XIX, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
riflessioni
di Luigi Leone sulla necessità di liberare Alitalia dalle ingerenze interessate
della politica. Aggiungo la mia riflessione alla sua. Lo faccio da politico e
dico che ha ragione. Cosa c'entrano, infatti, gli interventi dei politici nella
gestione di una compagnia aerea - pur essendo quest'ultima "di
bandiera", e quindi portatrice di "valori nazionali" e di
interessi pubblici -
<Stiamo
lavorando al nuovo partito cristiano>
( da "Secolo
XIX, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
cattolici sul
caso di Alitalia e sulla cordata italiana ma c'è una visione comune sul ruolo
centrale della famiglia, sul "no" deciso alle manipolazioni
genetiche, sulla necessità di aiutare i ceti più poveri". Passando dai
valori alle strategie politiche, Pezzotta ieri ha incontrato a Bologna il
leader dell'Udc e suo alleato di centro Pier Ferdinando Casini insieme al mondo
dell'
Crisi
alitalia, è rottura piloti e hostess in rivolta
( da "Repubblica,
La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ripresa dopo
il salvataggio delle banche Usa Crisi Alitalia, è rottura piloti e hostess in
rivolta ROMA - Riparte in salita la trattativa per Alitalia. Piloti e hostess
sono sul piede di guerra e hanno abbandonato il tavolo. Cai, la Compagnia aerea
italiana guidata da Colaninno e Sabelli, ha avanzato l'ipotesi di un contratto
di categoria che includa naviganti e personale di terra,
Alitalia,
lite sul contratto piloti e hostess: irricevibile - lucio cillis
( da "Repubblica,
La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Economia
Alitalia, lite sul contratto piloti e hostess: irricevibile La Procura apre
un'inchiesta dopo l'insolvenza La società di Colaninno: l'intesa è necessaria
alla riuscita dell'intero progetto LUCIO CILLIS ROMA - Riparte in salita la
trattativa per Alitalia, mentre la procura di Roma apre un'inchiesta sugli
ultimi 10 anni di bilanci in rosso della compagnia.
Dieci
anni di profondo rosso sotto la lente dei magistrati la storia di un disastro
aziendale ( da "Repubblica, La"
del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
rosso sotto
la lente dei magistrati la storia di un disastro aziendale Per Alitalia quasi
sempre bilanci in perdita. Compa-gnia salvata dalle ricapitalizzazioni ROMA - I
bilanci degli ultimi 10 anni di vita di Alitalia entrano nel mirino della
procura della Repubblica di Roma. Un fascicolo che al momento non porta sulla
copertina alcun nome e che non contiene alcuna ipotesi di reato.
A
bordo della nuova compagnia saranno ridotti salari, ferie e riposi - luca iezzi
( da "Repubblica,
La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
La
spiegazione è che Alitalia e suoi lavoratori (specie piloti e assistenti di
volo), sono simili a quei nobili decaduti che vivono in grandi manieri, ma non
hanno i soldi per comprarsi da mangiare. La compagnia di bandiera è ormai
lontana dal club delle grandi d'Europa che garantiscono stipendi alti e status,
ma conserva una struttura di contratto simile.
Il
business del ponte si intreccia con alitalia - mario centorrino
( da "Repubblica,
La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
analisi Il
business del ponte si intreccia con Alitalia MARIO CENTORRINO C'è un
collegamento tra l'operazione Fenice, finalizzata al salvataggio dell'Alitalia,
e il progetto del Ponte sullo Stretto? Il collegamento esiste e proveremo a
individuarlo. Nello scenario politico sul tema del federalismo la Sicilia sta
giocando un ruolo di rilievo.
La
paura dei dipendenti: "peggio dell'alitalia" - antonio fraschilla
( da "Repubblica,
La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia"
Già partite le prime lettere di licenziamento "Il sistema non l'ho
inventato io" Chiesto un incontro con il governo "Offriamo servizi di
alto livello" ANTONIO FRASCHILLA (segue dalla prima di cronaca) La prima
risposta dei laboratori privati ai tagli al budget varati dalla Regione è stato
l'invio di alcune lettere di licenziamento a propri dipendenti.
Alitalia
e il business del ponte - mario centorrino
( da "Repubblica,
La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Palermo
ALITALIA E IL BUSINESS DEL PONTE MARIO CENTORRINO O ffre occupazione a più settori:
ferro, acciaio, cemento. Ha un orizzonte di completamento e un ciclo di
attuazione sufficiente a far vivere un'intera generazione di imprenditori.
Insomma, tra tutte le infrastrutture possibili, è un affare che salda
molteplici interessi,
Atitech,
nuova protesta all'aeroporto di capodichino
( da "Repubblica,
La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
i lavoratori
della Atitech, preoccupati del loro futuro nel quadro della vertenza Alitalia.
Una manifestazione di fatto in appoggio alla riunione che nel pomeriggio si è
tenuta presso il Consiglio regionale. Per iniziativa del vicepresidente
Salvatore Ronghi, erano stati convocati capigruppo, sindacati, parlamentari
campani.
Le
promesse di berlusconi alla moratti "basta attacchi, ti aiuterò per il
2015" - alessia gallione ( da "Repubblica, La"
del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ora e mezza
di faccia a faccia ad Arcore Il Cavaliere chiede di abbassare i toni su Alitalia
e assicura attenzione alla tutela di Malpensa Resta aperta la partita sulla
società dell'Esposizione universale. Lei: "Il presidente scioglierà tutti
i nodi" ALESSIA GALLIONE La tregua armata con Silvio Berlusconi sembra
arrivare dopo un'ora e mezzo di confronto ad Arcore.
Treni,
la regione contro il governo - piero ricci
( da "Repubblica,
La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
dettagli del
piano di salvataggio di Alitalia e della sostituzione del Pendolino. Per il
governo Vendola "gli effetti della ristrutturazione di Alitalia si
accompagnano anche alla incertezza sugli investimenti infrastrutturali già
sottoscritti col ministro Di Pietro, mentre nuovi provvedimenti punitivi
vengono annunciati con la scomparsa di tutti gli Eurostar nella nostra
Regione"
A
bologna l'alta velocità, a bari i ritardi - ilaria ficarella
( da "Repubblica,
La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
"Ogni
problema di tempi - afferma Riccardo Ciliberti - si traduce per ogni
imprenditore in un problema di logistica. Con Alitalia che annuncia tagli e
Trenitalia che non accenna a migliorare i servizi, né ad abbassare i prezzi, il
Sud rischia di essere messo fuori gioco rispetto al mercato europeo".
Ballarò,
floris diventa free lance ( da "Repubblica, La"
del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Sul modello
del giornalismo anglosassone Ballarò sarà "il watch dog, il cane da
guardia del potere, di tutti i poteri". Si affronteranno i temi
dell'attualità ("dai mutui all'Alitalia") ci sarà un "Viaggio in
America" di Andrea Salvatore sulle presidenziali Usa, Maurizio Crozza
firmerà la copertina satirica.
Berlusconi
si schiera con la gelmini e frena bossi sul testo del federalismo - mauro
favale ( da "Repubblica, La"
del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
nella
pubblica amministrazione e la partita Alitalia con l'appendice delle sorti
dell'aeroporto di Malpensa. E poi c'è il federalismo, cavallo di battaglia
della Lega. Il ministro dell'Interno Maroni vorrebbe che il testo venisse
approvato nella riunione del Cdm di giovedì. Venerdì sul Monviso Bossi e
Calderoli saranno alle sorgenti del Po per il tradizionale rito del prelievo
dell'
Piloti
e hostess in rivolta: È un massacro
( da "Unita,
L'" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Piloti e
hostess in rivolta: "È un massacro" Piloti e hostess di Alitalia non
ci stanno. Il contratto che propone la newcom Cai di Roberto Colaninno è troppo
punitivo. I calcoli dei sindacati parlano di un taglio salariale superiore al
30%. "Macelleria sociale" commenta il sindacato Avia. Ma non si
tratta di una vera e propria rottura.
I
precari? Si occupino di turismo L'ultima di Gelmini: Ci sto lavorando con
Brunetta e Brambilla . Intanto Bossi l'attacca: È un'incompetente
( da "Unita,
L'" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Milano
ESORDIO Se gli esuberi di Alitalia possono essere mandati alla poste, i precari
della scuola possono tranquillamente riciclarsi in servizi alberghieri e musei.
"Stiamo studiando nuove figure professionali, ci stiamo pensando con
Brunetta, Sacconi e Brambilla" ha pre- annunciato la responsabile
dell'Istruzione Mariastella Gelmini.
Napoli,
400 docenti in lutto sotto il sole cocente A cinquant'anni fuori dal lavoro per
sempre ( da "Unita, L'"
del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
si può
condividere il paragone che fa Giovanna sul presunto salvataggio degli esuberi
di Alitalia e il sostanziale taglio di migliaia di posti di lavoro a Napoli, è
sul versante formativo che il governo deve porsi il problema. Soprattutto in
queste terre. "Continuiamo a parlare di maestro unico, ma provate a
mettercelo un maestro solo in una classe di trenta alunni a Marcianise.
D'Alema-Tremonti,
duello da Floris ( da "Unita, L'"
del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
tra loro una
stagione politica segnata da Alitalia, scuola, tasse sulla case, mutui, salari,
immigrazione, bilanci familiari. Un ring. Riparte così, per il settimo anno,
Ballarò (stasera alle 21 su Raitre); in anticipo rispetto alle passate edizioni
- prima tra le trasmissioni tv d'informazione e di approfondimento - dopo
un'estate calda, in cui la politica non è andata in vacanza.
La
Procura indaga su dieci anni di gestione della compagnia Il fascicolo è stato
aperto dopo la dichiarazione di insolvenza. Per ora non ci sono ipotesi di
reato ( da "Unita, L'"
del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Roma DOSSIER
Un nuovo fascicolo si aggiunge al già fitto dossier Alitalia. La procura di
Roma ha aperto ieri un'indagine sulla gestione della società negli ultimi 10
anni. Il fascicolo processuale è partito dopo la dichiarazione di insolvenza
decretata dal tribunale civile. Non c'è né un'ipotesi di reato, né degli
indagati.
Alitalia,
il rifiuto di piloti e hostess Respinta la proposta di contratto della cordata
Cai. Questo è un massacro ( da "Unita, L'"
del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
iter del
dossier Alitalia-Cai, La commissaria responsabile dell'Antitrust europeo Neelie
Kroes ha fatto sapere di star seguendo l'evoluzione del caso. A quanto risulta
l'Antitrust Ue non ha aperto un dossier formale sul caso Alitalia dal momento
che è il responsabile dei trasporti Antonio Tajani a occuparsi del versante
aiuti di stato.
Macelleria
sociale o stop ai superprivilegi?
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
costano oggi
ad Alitalia 13,5 milioni l'anno, distante dall'1,5 milioni che si avrebbero
applicando regole generali e di mercato. Ma ecco alcune delle modifiche
proposte dalla Cai. PILOTI Le ferie vengono ridotte a trenta giorni a cui se ne
aggiungono al massimo cinque quando si sono raggiunti 25 anni di servizio;
Sfida
del Nord tra Silvio e Umberto <La Lega non pensi di muoversi da sola>
( da "Corriere
della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia sono
due questioni che avremmo dovuto risolvere quando eravamo noi al governo".
Ma paradossalmente, proprio il fatto di essere il dominus della politica con
un'opposizione in crisi, scesa al 26,6% di giudizi positivi - si sta ritorcendo
contro il premier, costretto a fronteggiare polemiche quotidiane: da quelle
estemporanee ma pesanti provocate dalle parole del sindaco di
Bonanni:
io firmerò per la nuova Alitalia ( da "Corriere della Sera"
del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
io firmerò
per la nuova Alitalia ROMA - Il contratto unico proposto dalla Cai ha spaccato
i sindacati. I piloti se ne sono andati per primi. A seguire, i sindacati degli
assistenti di volo. A fine giornata, al tavolo sul nuovo contratto dei lavoratori
Alitalia, inaugurato ieri dall'amministratore della Compagnia aerea italiana
(Cai),
Il
premier convince la Moratti Expo verso il cda ristretto
( da "Corriere
della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
premier ha
affrontato anche la questione del dopo Alitalia. "Berlusconi ha garantito
che si impegnerà in una analisi attenta - ha proseguito la Moratti - su tutte
le tematiche riguardanti il sistema aeroportuale del nord". Dovrebbe
venire così definito un progetto "che tenga conto della necessità anche di
una possibile riconfigurazione degli scali, ma in una logica di
rafforzamento"
Addio
alla carriera automatica e tagli di stipendio del 40%
( da "Corriere
della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
La
sforbiciata più severa il nuovo contratto di Alitalia, che durerà dal 1Ë?
ottobre prossimo fino al 31 dicembre 2011, la dà alle retribuzioni ma anche ai
permessi sindacali. Il sistema che oggi consente a molti lavoratori di
sospendere l'attività per ragioni sindacali e venire ugualmente retribuiti ne
esce fortemente ridimensionato.
Bonanni:
firmerò per evitare il fallimento
( da "Corriere
della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Per la Cisl
la priorità è evitare il fallimento di Alitalia e salvare 20 mila lavoratori.
Per garantire questo firmerò l'intesa, ma mi aspetto che il governo e gli
imprenditori coinvolti nell'operazione soddisfino le richieste che vengono da
un sindacato ragionevole come siamo noi". Quali richieste?
Alitalia,
lo schiaffo dei piloti <Tavolo separato solo per noi>
( da "Corriere
della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
26 categoria:
REDAZIONALE Salvataggi Inizia in salita la trattativa con i sindacati Alitalia,
lo schiaffo dei piloti "Tavolo separato solo per noi" Abbandonato il
negoziato: così ci massacrano La Procura apre un'inchiesta dopo l'insolvenza.
Contratto unico, primo sì dei confederali ROMA - I piloti se ne sono andati per
primi.
Conti
dormienti per il rimborso dei bond
( da "Corriere
della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ma
soprattutto il rimborso ai sottoscrittori dei titoli Alitalia. Il pressing ha
avuto effetto sulle banche, che proprio in queste ore stanno trasmettendo al
Tesoro i primi parzialissimi dati sui conti correnti attivi che non vengono
movimentati da almeno dieci anni e che dovranno essere acquisiti dal Fondo.
Teleraccomando
( da "Corriere
della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
per parlare
di classici problemi come mutui, conti familiari, Alitalia e politica". Un
talk show politico quello di Floris che negli anni è cresciuto diventando un
punto di riferimento per la politica, il giornalismo, il confronto delle idee.
Previsti appuntamenti speciali monografici: si partirà da quello dedicato alla
Thyssen.
L'Europa
si divide sulla mossa americana ( da "Corriere della Sera"
del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
il quotidiano
finanziario di Parigi, è arrivato a lodare l'operazione Alitalia "condotta
contro le regole del mercato". Sempre di più, Ordonez e le sue minacce di
dimissioni sembrano una stranezza fuori dal tempo. Eppure non tutti gli
economisti delle università e dei pensatoi americani sono certi che sia davvero
così.
La
proposta è irricevibile . Parte in salita la trattativa tra la Compagnia Aerea
It ( da "Stampa, La"
del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Parte in
salita la trattativa tra la Compagnia Aerea Italiana e i sindacati sul nuovo
contratto per i dipendenti Alitalia. I piloti: "Non è una rottura delle
trattative, ma così per noi diventa un massacro". Ieri le Borse mondiali,
spinte dal salvataggio dei due colossi dei mutui Usa, hanno segnato rialzi
generalizzati. Milano +3%. Barbera e Grassia ALLE PAGINE 4, 5 E 22.
ROMA
È scontro tra i piloti e il management della nuova Alitalia. I
"comandanti" chi ( da "Messaggero, Il"
del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Nuova
Alitalia, il no dei piloti ( da "Messaggero, Il"
del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
In salita la
trattativa tra compagnia e sindacati. La Procura apre un'inchiesta per
insolvenza Nuova Alitalia, il no dei piloti Rifiutata l'ipotesi di contratto
unico. Sacconi: pronti a mediare.
Alitalia,
i piloti vogliono trattare da soli
( da "Tempo,
Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
insolvenza
Alitalia, i piloti vogliono trattare da soli I sindacati bocciano il contratto
di Cai, i piloti lasciano il tavolo e la trattativa sul futuro della nuova
Alitalia sembra andare in stallo. Nonostante il no delle nove sigle che
rappresentano i lavoratori, però, il confronto proseguirà, nel tentativo di
trovare una via d'uscita,
Capitalismo
sfrenato, lo salva lo stato ( da "Manifesto, Il"
del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
vicino il
tentativo del governo italiano di tenere in vita Alitalia: dietro non c'è
nessun piano che sia di rilancio dell'edilizia pubblica o un progetto
industriale sul trasporto aereo non fa differenza. C'è solo una logica di
salvataggio accollandone i costi allo stato. Per quanto riguarda le due società
Usa le prime cifre indicano in circa 200 miliardi di dollari il costo dell'
ANTICIPAZIONI
( da "Manifesto,
Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ALITALIA |
PAGINA 8 "Proposta indecente" Piloti e hostess bocciano il piano
contrattuale CAUCASO | PAGINA 10 Mosca tranquillizza la Ue "Ritiro entro
un mese" AFGHANISTAN | PAGINA 11 Triplicate le vittime civili dei raid
occidentali Il governo Karzai traballa.
Proposta
indecente ( da "Manifesto, Il"
del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ALITALIA · La
Cai cerca di imporre contratti umilianti per piloti, assistenti di volo e
operai "Proposta indecente" Francesco Piccioni ROMA Se il "piano
industriale" fa schifo, la "proposta contrattuale" non può
essere migliore. Anzi, presi dall'ansia di risparmiare dappertutto pur di
trovare la via del profitto in un mercato -
Conseguenze
drammatiche se le posizioni non cambiano
( da "Tempo,
Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
proposto per
i dipendenti della nuova Alitalia. "Siamo disposti a sacrifici - ha detto
il segretario nazionale, Roberto Panella- proponendo un contributo sul costo
del lavoro, ma a partire dai contratti esistenti. Il contratto Cai è
un'umiliazione per tutte le categorie". "Ora - ha aggiunto Panella -
siamo noi a chiedere alla Cai di riflettere bene".
La
Procura di Roma a seguito della dichiarazione di
( da "Tempo,
Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
insolvenza
della compagnia di bandiera si concentrerà sulla gestione di Alitalia degli
ultimi dieci anni a partire dai bilanci e dai documenti contabili relativi a
questo arco di tempo. è quanto emerso dopo una riunione che si è tenuta ieri a
Piazzale Clodio dai magistrati titolari dell'inchiesta: Francesca Loi, Gustavo
de Marinis e Stefano Pesci, coordinati dal procuratore aggiunto,
Ballarò
riparte senza preconcetti ( da "Manifesto, Il"
del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
"Si va
dall'Alitalia al problema dei mutui, parlando anche di quello che sta
succedendo negli Stati uniti", anticipa il conduttore Giovanni Floris. Con
un punto di osservazione che intende essere diverso: "non quello di chi
governa, ma quello di chi è governato".
I
piloti ma anche gli assistenti di volo bocciano l'ipotesi, annunciata dalla
Cai, di contratto ( da "Messaggero, Il"
del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Unico per
tutti i dipendenti della nuova Alitalia. "Perchè - sostengono - non c'è
una compagnia al mondo dove non ci sia un contratto specifico per i
comandanti". Ma Anpac e Up sono contrarie anche e soprattutto perchè
l'operazione andrebbe a tagliare stipendi e molte altre "voci" che
oggi sono rilevanti nelle retribuzioni.
MILANO
- Cai vuole conoscere i conti di Alitalia e chiede la due diligence sui beni.
Intanto ( da "Messaggero, Il"
del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Di GIULIA
LEONI MILANO - Cai vuole conoscere i conti di Alitalia e chiede la due
diligence sui beni. Intanto con il governo, tramite qualche azionista di peso,
si appresta a studiare una soluzione per la manutenzione pesante. Attività che
sarà fuori dalla Nuova Alitalia, come ha detto giovedì scorso ai sindacati l'a.
MILANO
- La Commissione europea convoca il governo italiano sul caso Alitalia. Per
domani, s ( da "Messaggero, Il"
del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Sospensione
che figurava tra le condizioni poste alla base del piano Fenice messo nero su
bianco da Intesa Sanpaolo. E che è stata recepita dal decreto che ha modificato
la legge Marzano, consentendo l'ammissione di Alitalia alla procedura
straordinaria. E aperto la strada a tutto quello che ne conseguirà. G.Leo.
ROMA
Magari giovedì, o nelle ore successive, sindacati e azienda troveranno un
accordo ( da "Messaggero, Il"
del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
sulla nascita
della nuova Alitalia, ma certo l'avvio del confronto vero è tutto in salita.
Intanto i piloti, ieri sera, si sono alzati dal tavolo ("ma senza rompere
la trattativa") sul punto specifico dei nuovi assetti contrattuali. Perchè
il sistema immaginato e illustrato dal nuovo management della Magliana è stato
giudicato "irricevibile",
Berlusconi
ritrova la <Letizia>: nodi Expo sciolti in pochi giorni
( da "Giornale.it,
Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il piano
salva Alitalia? "C'è necessità di aeroporti in Europa. Quindi il problema
non è ridimensionare gli scali, ma un consolidamento dei vettori. Quindi più
aeroporti e meno linee aeree". Di clima molto sereno parla anche
l'onorevole Podestà. "La Moratti - il suo commento alla fine dell'incontro
- non si deve assolutamente sentire abbandonata.
Confalonieri
è ottimista: <Non faremo brutte figure>
( da "Giornale.it,
Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Applausi dal
presidente di Mediaset anche a proposito dell'operazione Alitalia. "Credo
che sia una buona cosa cercare di salvare una compagnia italiana - ha
commentato Confalonieri -. "Speriamo che riescano e che la cosa vada in
porto. Facciamo gli auguri. Credo che quando occorre un rilievo è giusto che lo
Stato intervenga: questo vale anche per Alitalia".
<Siamo
alla canna del gas non possiamo più scherzare>
( da "Giornale.it,
Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Ma certe
impostazioni contro i lavoratori sono troppo punitive" da Roma Claudio
Claudiani, lei rappresenta la Cisl al negoziato Alitalia. Come valuta la scelta
dei piloti di abbandonare il tavolo della trattativa? "Al momento in cui è
giunto il confronto (osserva con un filo di voce: "Sono in una pausa della
trattativa", spiega) credo che ci sia molto nervosismo e tatticismo.
Scatta
l'inchiesta su dieci anni di gestione
( da "Giornale.it,
Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia sta
per essere privatizzata la procura della Repubblica di Roma ha deciso di
vederci chiaro sul fiume di denaro pubblico affluito nelle casse di via della
Magliana. Al vaglio i bilanci di Alitalia degli ultimi dieci anni. Il
procuratore aggiunto Nello Rossi e i sostituti Stefano Pesci, Gustavo de
Marinis e Francesca Loy acquisiranno nei prossimi giorni i documenti contabili
Alitalia,
i piloti non mollano i privilegi ( da "Giornale.it, Il"
del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
09-09 pagina
1 Alitalia, i piloti non mollano i privilegi di Redazione La categoria più
protetta dice no al piano: i sindacati lasciano il tavolo, ma non rompono Parte
in salita il confronto tra la Compagnia Aerea Italiana e i sindacati sulla
nuova impostazione contrattuale per i dipendenti Alitalia proposta dalla Newco.
Masciandaro:
<Un'enorme cambiale in bianco>
( da "Giornale.it,
Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
S'immagini in
Italia, se in un caso come quello di Alitalia, fosse venuto fuori un ente
pubblico, come la Cassa depositi e prestiti a dire: "Ci pensiamo noi,
copriamo i debiti, non si sa quanto ci costerà e non c'è un vero piano ma
mettiamo subito tanti miliardi...". Si sarebbero sentite le urla".
Alitalia,
mediazione del Governo per l'intesa
( da "Voce
d'Italia, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Economia
Articoli correlati: *Alitalia: piloti e assistenti di volo "proposta
irricevibile" *Tremonti: "La prima casa rimane detassata",
Berlusconi: "Mantengo le promesse" *Alitalia, proposta di Air France
bloccata da Passera Guarda tutti i correlati.
Bossi:
"Via libera al maestro unico"
( da "Quotidiano.net"
del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
di aerei
della nuova Alitalia per aumentare il movimento. Ma le cose vanno meglio di
quanto si temesse. Sono sicuro che il governo non ha intenzione di declassare
Malpensa da hub a piccolo aeroporto. Io non ne ho mai sentito parlare".
Eppure, secondo Moratti, Milano non riceve sufficiente attenzione dal governo
di centrodestra.
<Proposta
indecente> ( da "Manifesto, Il"
del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ALITALIA
"Proposta indecente" La Cai cerca di imporre contratti umilianti per
piloti, assistenti di volo e operai Francesco Piccioni ROMA Se il "piano
industriale" fa schifo, la "proposta contrattuale" non può
essere migliore. Anzi, presi dall'ansia di risparmiare dappertutto pur di
trovare la via del profitto in un mercato -
I
Tafazzi con le ali mollano le trattative
( da "Opinione,
L'" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
è il
fallimento di Alitalia con il ritiro dell'offerta della Cai. Ecco perché le
dichiarazioni attribuite ai portavoce degli assistenti di volo sembrano
particolarmente anacronistiche. "Meglio Air France o portare i libri in
tribunale, non bisogna firmare". Come se esistesse ancora la possibilità
reale di riaprire la partita con i cugini d'
Il
"modello Marche" spazzato via dalla crisi?
( da "Opinione,
L'" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
le previsioni
di esuberi nella nostra regione possono farci parlare di un caso Alitalia
marchigiano. È crisi ed è crisi strutturale del sistema economico-produttivo
regionale". Secondo i dati del sindacato, nel primo semestre 2008 "il
ricorso alla cassa integrazione ordinaria e straordinaria è cresciuto del 111%
rispetto allo stesso periodo del 2007.
Celentano
mattatore anche nei telegiornali ( da "Opinione, L'"
del 09-09-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia.
Secondo il segretario generale della Cisl ora bisogna trovare gli
ammortizzatori necessari per i lavoratori e riprendere alcune rotte che la
compagnia aveva abbandonato. Con la terza posizione saliamo invece al
Quirinale, dove il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto
gli atleti azzurri che hanno partecipato alle Olimpiadi.
ALITALIA,
INSORGONO PILOTI E HOSTESS ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
situazione da
seguire Alitalia, insorgono piloti e hostess "Con il nuovo contratto ci
massacrano". Insolvenza, indaga la Procura Alitalia: hostess e piloti non
ci stanno e abbandonano il tavolo. Irricevibile la proposta dell'ad della nuova
compagnia di un contratto unico, uguale per tutti (personale di terra, piloti e
assistenti di volo).
Alitalia:
piano salvataggio all'esame Ue ( da "Voce d'Italia, La"
del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Economia
Articoli correlati: *Alitalia, mediazione del Governo per l'intesa *Alitalia:
piloti e assistenti di volo "proposta irricevibile" *Alitalia,
proposta di Air France bloccata da Passera Guarda tutti i correlati.
Strategia
Air France: proposta quota minoritaria di Alitalia
( da "Voce
d'Italia, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Economia
Articoli correlati: *Alitalia: piano salvataggio all'esame Ue *Alitalia,
mediazione del Governo per l'intesa *Alitalia: piloti e assistenti di volo
"proposta irricevibile" Guarda tutti i correlati.
Alitalia,
la rivolta dei piloti ( da "Stampa, La"
del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
I sindacati
bocciano il nuovo contratto: "E' un massacro, meglio Air France o il
tribunale". Ferie e riposi nel mirino Alitalia, la rivolta dei piloti Il
salvataggio dei colossi dei mutui Usa spinge le Borse. L'Europa recupera 200
miliardi.
( da "Secolo XIX, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Parte male la
trattativa "Proposta irricevibile". No al contratto, chiesti tavoli
separati ' 09/09/2008 accordolontanoLa discontinuità rispetto al passato non si
può tradurre in mortificazione dei lavoratori Roberto Panellasegretario Ugl ai
Trasporti 09/09/2008 ' 09/09/2008 elementiinnovativi"Il contratto si basa
su quattro assi: relazioni industriali, competitività, flessibilità e costi
Rocco Sabelliamministratore unico della Cai 09/09/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Aponte allontanala
crisi dei container:"i soliti Alti e bassi" il numero uno di msc
nNAPOLI. L'armatore napoletano Gianluigi Aponte, numero uno di Msc, commenta
gli alti e bassi del traffico container e la presunta crisi dei crediti nel
mondo dello shipping. Dottor Aponte, come giudica la mancata crescita del
traffico containers? Dobbiamo pensare che ci attendono tempi difficili?
"Non c'è la crescita dello scorso anno, questo è vero. Ma nel nostro
settore ci sono alti e bassi non causati dall'andamento economico che marcia in
modo esponenziale, né dai trasporti che rimangono sostenuti. Il nostro è un
settore ciclico, che continuerà comunque ad avanzare perché ormai, con la
crescita della Cina e dell'India, gli scambi commerciali sono
inarrestabili". Ma intanto la Maersk licenzia, riduce le sue agenzie,
dismette i cantieri... "La Maersk ha i suoi problemi ma sono stati causati
dall'acquisto della P&O. Ora la società si sta ristrutturando e
riorganizzando e questo è lo scotto che paga". Il credit crunch e la conseguente
restrizione di credito da parte degli istituti bancari hanno costretto molti
armatori a cancellare ordini. Questo significa un brusco stop al boom degli
armatori e alla crescita delle flotte? "Io lo considero una fortuna.
Stavamo attraversando un momento di grande inflazione. Molti armatori stavano
costruendo navi esclusivamente con finanziamenti bancari per cui lo stop è un
beneficio per il nostro mestiere. Tutti noi ci serviamo delle banche per
finanziare la costruzione delle nostre navi e quando le banche non hanno
liquidità chiudono i rubinetti o li aprono solo nei confronti di chi offre
maggiori garanzie. In alcuni momenti, come questo per esempio, la restrizione
del credito rappresenta un fatto positivo. Significa che fra un anno o due,
dovremo ritornare a costruire perché ci sarà una minore offerta di navi
rispetto alla richiesta ed allora il nostro settore tornerà a crescere". Dopo aver partecipato alla cordata per Alitalia, è vero
che ha acquistato anche la compagnia aerea svizzera Fly Baboo? "Non è
esatto. Ma è vero che ho spinto la compagnia ad istituire una linea regolare
con Napoli . Questo perché non c'era un volo diretto per Ginevra e molti miei
collaboratori e dipendenti viaggiano tra la Campania e Ginevra".
Bianca d'Antonio 09/09/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Roberto cassinelli
Ho letto con attenzione, sul Secolo XIX, le riflessioni di
Luigi Leone sulla necessità di liberare Alitalia dalle
ingerenze interessate della politica. Aggiungo la mia riflessione alla sua. Lo
faccio da politico e dico che ha ragione. Cosa c'entrano, infatti, gli
interventi dei politici nella gestione di una compagnia aerea - pur essendo
quest'ultima "di bandiera", e quindi portatrice di "valori
nazionali" e di interessi pubblici - con la managerialità, la
concorrenza, il mercato e tutti quei valori di una moderna economia liberale
che chiede alle aziende efficienza e competitività? E che garanzia danno i
politici di non riportare all'interno di Alitalia quei
virus che ne hanno procurato la malattia fino quasi a decretarne la morte
(clientele, interessi di partito, scarsa capacità manageriale, indigestioni di
personale inutile, politiche commerciali dannose)? Per questo, da politico,
dico no all'intervento del presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, in Alitalia, considerando che per Regioni, Province e Comuni
sarebbe più opportuno occuparsi di politiche territoriali, di servizi pubblici,
di infrastrutture. Ha ragione il ministro Scajola: non ci piacciono i politici
che "giocano a fare gli azionisti". E nel dirlo abbiamo la
credibilità di chi da sempre sostiene la tesi "meno Stato e più
impresa". Ho, poi, un altro motivo di preoccupazione: che il "modello
Marrazzo" costituisca un prototipo da esportare anche in altre realtà
economiche e in altre regioni. Ad esempio nelle regioni che, si spera ancora
per poco, rimangono "regioni rosse". In Liguria e a Genova, ad
esempio. Non vorrei che il "modello Marrazzo" potesse costituire una
chiamata a raccolta per tutte le amministrazioni locali ancora nelle mani della
sinistra; per spingerle a reintrodurre un modello di economia centralista e
statalista che gli elettori hanno bocciato alle elezioni e che tra pochi mesi
bocceranno definitivamente anche nelle elezioni regionali. Per questo vorrei
dire no a questo tentativo, prima ancora che venga messo in atto. Prima ancora
che a qualcun altro venga in mente di mettersi a fare il manager dell'economia
ligure, già sotto stress a causa delle sue politiche inutili e dannose. Ce la
vedete la sindaco di Genova che gestisce un cantiere navale? Forse non ci ha
ancora pensato, impegnata com'è a fare la predicatrice del dialogo
interreligioso e la press agent di Barack Obama. Roberto Cassinelli è
parlamentare del Popolo della libertà. 09/09/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
"Stiamo
lavorando al nuovo partito cristiano" dopo l'appello del papa INTERVISTA
A: SAVINO PEZZOTTA 09/09/2008 "NUOVI POLITICI cattolici che abbiano
competenza e rigore morale. Vede, sul rigore morale serve molta chiarezza.
Tutti i cristiani, siano imprenditori, operai o impiegati, devono avere
comportamenti lineari e coerenti. Non si può dire d'essere cristiano e fare
quello che ci pare". Comincia dalle parole di Papa Benedetto XVI su un
rinnovamento dei cattolici in politica, l'intervista a Savino Pezzotta
(parlamentare dell'Udc, segretario della Rosa Bianca, promotore del Family day
nel maggio 2007 ed ex segretario generale della Cisl), a cominciare dal
richiamo di domenica del Papa ai valori cristiani. "Su questo - avverte
Pezzotta - non si deve tentennare. Certo, il cattolico può anche sbagliare ma
deve avere un impegno, una coerenza nel mantenere un suo stile di vita
essenziale, altrimenti le attestazioni di cristianesimo diventano una pura
espressione verbale". Sulla necessità di una rinnovata unità dei cattolici
in politica, Pezzotta traccia invece alcune distinzioni di sostanza. "Non
si deve pensare - spiega - di rifare una nuova Democrazia cristiana ma è
importante che vi sia una unità d'intenti su alcuni temi contemporanei
ineludibili. Penso alla questione della sacralità della vita umana, dal
concepimento alla morte naturale, al tema del matrimonio che pure il Papa
domenica ha affrontato con parole nette, e che non si può confondere con le
convivenze. Ecco, su questo ci deve essere una convergenza, un'unità di intenti
dei cattolici in politica, indipendentemente dagli schieramenti". Pezzotta
si ferma per un attimo, poi torna sull'argomento. "Mi spiego meglio. Non
c'è una unità dei cattolici sul caso di Alitalia e sulla cordata italiana ma c'è una visione comune sul ruolo
centrale della famiglia, sul "no" deciso alle manipolazioni
genetiche, sulla necessità di aiutare i ceti più poveri". Passando dai
valori alle strategie politiche, Pezzotta ieri ha incontrato a Bologna il
leader dell'Udc e suo alleato di centro Pier Ferdinando Casini insieme al mondo
dell'associazionismo e del volontariato cattolico. Pezzotta ci tiene a
ribadire che l'incontro non ha avuto all'ordine del giorno eventuali accordi in
vista delle elezioni amministrative e delle europee del prossimo anno,
questioni tattiche insomma. Tutt'altro: al centro del confronto, ha
sottolineato, c'è stato "il processo di costruzione, già avviato, di un
nuovo soggetto politico che raccolga tutte le forze di ispirazione
cristiana", in pratica quello che adesso è rappresentato da Udc, Liberal
(la rivista-giornale dell'ex Forza Italia Ferdinando Adornato) e la Rosa Bianca
di Pezzotta. "L'Udc - sottolinea Pezzotta al Secolo XIX - sta lavorando a
un nuovo soggetto politico che sia autonomo rispetto al centrodestra e al
centrosinistra. Vede, per noi dell'Udc e della Rosa Bianca, non è un problema
l'ispirazione cristiana che rappresenta un sicuro riferimento valoriale, ma da
vivere in modo laico. Non vogliamo essere un partito confessionale ma agire
sotto la responsabilità del laico in politica. Quello che mi ha, ci ha turbato
è che tutti ieri hanno provato a indossare la maglietta del Papa. Io, che
agisco laicamente, trovo una risonanza del mio agire nelle parole del Papa e lì
mi fermo". La linea sembra netta: Udc da sola e valori cristiani come
guida, laicamente: l'alleato Casini è d'accordo con l'ex segretario della Cisl
e immagina tempi lunghi prima di valutare eventuali alleanze future. "Qui
- dice Casini - il problema non è di divieti ma è di realizzare convergenze
vere, ritengo che il percorso parlamentare sarà determinante per noi, per
capire al termine di questa legislatura chi è più vicino alle nostre
impostazioni politiche. Lo vedremo alla fine della legislatura. Noi siamo
semplicemente coerenti con la nostra storia e soprattutto con l'impegno preso
con gli elettori che ci hanno mandato in Parlamento nonostante Veltroni e
nonostante Berlusconi. Se fosse stato per loro - conclude Casini -
probabilmente non ci saremmo". Massimiliano Lenzi 09/09/2008.
( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
I sindacati:
"Il piano ci massacra". Borse in ripresa dopo il
salvataggio delle banche Usa Crisi Alitalia, è rottura
piloti e hostess in rivolta ROMA - Riparte in salita la trattativa per Alitalia. Piloti e hostess sono sul piede di guerra e hanno abbandonato
il tavolo. Cai, la Compagnia aerea italiana guidata da Colaninno e Sabelli, ha
avanzato l'ipotesi di un contratto di categoria che includa naviganti e
personale di terra, con tagli del 25% sulle retribuzioni e una riduzione
del numero di riposi e ferie. Proposte giudicate dalle nove sigle presenti al
tavolo come "mortificanti per i lavoratori e dunque irricevibili".
Borse in ripresa dopo il salvataggio delle banche Usa. CILLIS, IEZZI, POLIDORI
E ZAMPAGLIONE ALLE PAGINE 2, 3, 20 E 21.
( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Alitalia, lite sul contratto piloti e
hostess: irricevibile La Procura apre un'inchiesta dopo l'insolvenza La società
di Colaninno: l'intesa è necessaria alla riuscita dell'intero progetto LUCIO
CILLIS ROMA - Riparte in salita la trattativa per Alitalia, mentre la
procura di Roma apre un'inchiesta sugli ultimi 10 anni di bilanci in rosso
della compagnia.
Nessun indagato, per ora, ma l'ipotesi alla quale lavorano i magistrati è
quella del reato di bancarotta. Intanto piloti e hostess sono sul piede di
guerra, hanno abbandonato il tavolo al ministero del Lavoro ma, precisano,
senza arrivare ad una vera e propria rottura. Meno rigida la posizione di Cgil,
Cisl, Uil e Ugl che chiudono la porta alla proposta ma non al dialogo. Potrebbe
perciò slittare di alcuni giorni la data ultima del confronto, prevista per
giovedì prossimo. Cai, la Compagnia aerea italiana guidata da Roberto Colaninno
e Rocco Sabelli, ha infatti avanzato l'ipotesi di un contratto di categoria che
prevede un taglio del 25% sulle retribuzioni attuali e una riduzione del numero
di riposi e ferie fin qui goduti da piloti e assistenti volo. "Il nuovo
contratto Alitalia, basato su una netta discontinuità
con il passato, è indispensabile per garantire la competitività e la
sostenibilità del progetto", avvertono fonti della Cai, "siamo di
fronte ad una piattaforma innovativa e la sua accettazione è condizione necessaria
per l'efficacia stessa dell'offerta". Ma le nove sigle presenti al tavolo
del ministero del Lavoro respingono la proposta giudicandola come
"mortificante per i lavoratori e dunque irricevibile". I piloti, dal
canto loro, non sono nemmeno entrati nel dettaglio della proposta Cai ed hanno
lasciato per protesta la sede del ministero in via Flavia. Da Anpac e Unione
piloti parte così un chiaro avvertimento alla controparte: "Qualsiasi
altro contratto in uso in Europa è senz'altro migliore di questo", hanno
tuonato all'unisono, i comandanti Fabio Berti e Massimo Notaro. "Quella
dei tre tavoli separati sui cui aprire il confronto è l'unica strada
percorribile" sottolineano Cgil, Cisl, Uil e Ugl, sindacati che però non
rinunciano al confronto. La trattativa è infatti giunta ad un bivio e i
sindacati si stanno giocando una partita per loro ben più ampia: se non si
arrivasse a tavoli separati per piloti, hostess, attività di terra, e più in
generale sul quadro normativo rappresentato dall'attuale contratto di lavoro, si
correrebbe il rischio di un terremoto che potrebbe trasmettersi alle altre
aziende italiane del settore trasporti, dall'handling alla manutenzione. Un
passaggio molto delicato che a questo punto richiede l'intervento deciso del
governo che ha già venduto il successo di tutta l'operazione Alitalia.
Probabile, quindi, il ritorno in campo in veste di garante del ministro del
Lavoro, Maurizio Sacconi. Per oggi è atteso un nuovo round, che dovrà
affrontare il nodo-contratti lasciato in sospeso ieri ma anche quello
altrettanto pesante del piano industriale, del rilancio del marchio Alitalia e del futuro partner di rango. Soltanto al termine
di questi due passaggi delicati si potrà giungere alla definizione del numero
di esuberi.
( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia L'inchiesta
della procura romana non toccherà il passaggio del commissariamento Dieci anni
di profondo rosso sotto la lente dei magistrati la storia
di un disastro aziendale Per Alitalia quasi sempre bilanci in
perdita. Compa-gnia salvata dalle ricapitalizzazioni ROMA - I bilanci degli
ultimi 10 anni di vita di Alitalia entrano nel mirino della
procura della Repubblica di Roma. Un fascicolo che al momento non porta sulla
copertina alcun nome e che non contiene alcuna ipotesi di reato. Ma
l'occhio dei pm romani non potrà non guardare ai disastri precedenti l'ultimo
atto, quella sofferta dichiarazione di insolvenza del 29 agosto scorso che ha
messo fine ai primi 61 anni di storia di Alitalia. E
non potrebbe essere altrimenti: la compagnia di bandiera dal 1998 al fallimento
ha potuto attingere ad una serie di ricapitalizzazioni e prestiti concessi da
diversi governi (da Prodi a Berlusconi) senza mai risollevare la testa. Per
questo il dossier, aperto anche in seguito ad una denuncia del Codacons, dovrà
analizzare i conti e verificare anno per anno in quali rivoli si siano disperse
risorse così ingenti. Molto probabile, quindi, una chiamata a piazzale Clodio
in veste di testimoni per tutti quei capi azienda che si sono succeduti in
questi 10 anni di vita tormentata della Magliana. Di bilanci chiusi con perdite
impressionanti ce ne sono infatti diversi. Se tra il '97 e il '99 alcuni
aumenti di capitale sono riusciti a coprire i buchi, nel 2000 Alitalia è tornata in picchiata (-256 milioni). E ha perso
letteralmente la bussola passando poi al "botto" registrato nel 2001,
con perdite oltre quota 900 milioni di euro. Certo, ci sono quei 90 milioni col
segno più del 2002, ma si è trattato di una parentesi scaturita prevalentemente
dai proventi straordinari. Per il resto è stato il "rosso", più che
il bianco e il verde del marchio Alitalia, a farla da
padrone: nel 2003 meno 520 milioni, 850 nel 2004, 167 milioni nel 2005 e meno
625 l'anno successivo. Fino ai "soli" 495 dello scorso anno e i 500
(ufficiosi perché mai approvati) del primo semestre 2008. Totale: circa 3
miliardi di euro in cinque anni su cui puntare i fari, ovvero una media di un
milione e 600 mila euro al giorno bruciati sull'altare della compagnia di
bandiera. Nei prossimi giorni si avrà dunque un quadro più completo
dell'inchiesta aperta a Roma. Nel fascicolo - affidato ai pm Stefano Pesci,
Gustavo De Marinis e Francesca Loy, coordinati dal procuratore aggiunto Nello
Rossi - è già confluita la dichiarazione di insolvenza del tribunale civile e a
breve entrerà anche la relazione del commissario straordinario Augusto
Fantozzi. I procuratori a stretto giro nomineranno due consulenti: un esperto
contabile ed un economista del settore trasporti. In ogni caso, l'iniziativa
della magistratura romana non è focalizzata sul futuro assetto di Alitalia, ma è legata esclusivamente alla dichiarazione di
insolvenza ed al ruolo che compete alla magistratura in materia di tutela degli
interessi dei creditori e degli azionisti. Insomma l'assetto attuale e quello
futuro di Alitalia 2 (la cordata Cai) non sono sotto
la lente della Procura. (lu.ci.).
( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia A bordo
della nuova compagnia saranno ridotti salari, ferie e riposi Proposto un taglio
del 25%. Così il confronto con gli altri vettori Il dossier Sulla carta piloti
e assistenti possono volare più di tutti in Europa: 850 ore l'anno, ma i valori
reali rimangono bassi Più difficile anche ottenere permessi sindacali e congedi
per malattia. Guerra all'assenteismo dei piloti ora al 6% LUCA IEZZI ROMA -
Privilegiati o schiavizzati? Piloti e assistenti di volo hanno visto i loro
stipendi bloccati da ormai 4 anni di crisi a fronte di un aumento delle ore
lavorate. Ora gli viene proposto un nuovo taglio del 25% con l'alternativa di
perdere il posto se la difesa delle loro prerogative contrattuali facesse
fallire la trattativa. La spiegazione è che Alitalia e suoi lavoratori (specie piloti e assistenti di volo), sono
simili a quei nobili decaduti che vivono in grandi manieri, ma non hanno i
soldi per comprarsi da mangiare. La compagnia di bandiera è ormai lontana dal
club delle grandi d'Europa che garantiscono stipendi alti e status, ma conserva
una struttura di contratto simile. Il pilota medio di Alitalia,
con un massimo di 121mila euro lordi annui, guadagna il 20-30% in meno rispetto
a un collega francese o tedesco. Ma prendere come pietre di paragone "i
nobili" veri è meno frustrante se si è un comandante: dall'alto di 24 anni
o più di anzianità, i "graduati" di Alitalia
sono ormai gli unici ad avere livelli retributivi simili alle grandi compagnie
come, ad esempio, Air France. Il nuovo standard lo danno le altre
"decadute", come Swiss, anch'essa nata sulle ceneri di un fallimento:
un pilota svizzero (ora gruppo Lufthansa) guadagna infatti circa 105 mila euro
lordi l'anno. Passi in avanti sulla produttività sono stati fatti anche alla
Magliana: dal 2005 i piloti possono volare fino a 850 ore di volo l'anno, più
di tutti in Europa, ad un passo dal limite di legge delle 900 ore. Ma nella
realtà le ore effettive non arrivano ai picchi di Lufthansa e Air France,
perché la compagnia non riesce ad incrociare piloti e aerei. Si pagano i tanti
cambi al vertice e strategie figlie più della volontà dei governi in carica
piuttosto che delle esigenze del mercato. Ma la colpa è anche di contratti
ormai anacronistici che frappongono mille ostacoli: i piloti hanno 45 giorni di
ferie e gli assistenti di volo 49; le hostess godono di un giorno di riposo in
più al mese e, se dimostrano di dover accudire un minore, non volano mai oltre
le otto di sera. I piloti vantano tassi di assenteismo del 6% rispetto
all'1,5-3% dei concorrenti. Per un volo a medio raggio devono esserci almeno
due capocabina quando in Air One ne basta uno. In questa giungla chi vuol
lavorare poco ci riesce facilmente mentre un manager che vuole ridurre i costi
è destinato al fallimento. Le spese si moltiplicano: i permessi e i distacchi
per attività sindacale, costano ad Alitalia 13,5
milioni l'anno, 7 milioni l'anno si perdono per prelevare riaccompagnare a casa
gli equipaggi, 13 milioni di euro andavano in fumo per prenotare stanze
d'albergo a Milano per i lavoratori romani ai tempi dell'hub di Malpensa. Ai
manager Cai, però, non basta riproporre il modello Air One che è riuscita ad
imporre livelli salariali più bassi e più efficienza. L'ad Rocco Sabelli ha
proposto una serie di tagli anche per cautelarsi dal remake degli eccessi del
passato, puntando alla riduzione sia della parte fissa che di quella variabile
dello stipendio. Si aggiunge l'abolizione della 14esima e per gli assistenti di
volo la riduzione delle maggiorazioni salariali per il lavoro festivo, notturno
e domenicale. Le ferie scendono ad un massimo di 35 giorni per i piloti e 30
per hostess e steward e le norme sulle malattie diventano più restrittive. I
riposi tra i voli scendono a 30 giorni a trimestre. Per il personale di terra
l'orario aumenta da 37,5 a 40 ore settimanali.
( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina I - Palermo
L'analisi Il business del ponte si intreccia con Alitalia MARIO CENTORRINO C'è un collegamento tra l'operazione Fenice,
finalizzata al salvataggio dell'Alitalia, e il
progetto del Ponte sullo Stretto? Il collegamento esiste e proveremo a
individuarlo. Nello scenario politico sul tema del federalismo la Sicilia sta
giocando un ruolo di rilievo. Che però s'identifica solo con il
personaggio Lombardo, fuori quindi da ideologie, accordi bipartisan,
esperimenti da laboratorio. Nello scenario economico la Sicilia è pressoché assente.
I progressi sul fronte della lotta al racket nei circuiti della comunicazione
restano fuori dal dibattito sulla sicurezza, che ha finito col
"cannibalizzare" l'attenzione prima rivolta alle organizzazioni
mafiose e al pedaggio criminale che esse impongono nel Mezzogiorno a
istituzioni, imprese, semplici cittadini. La Sicilia è estranea al risiko
bancario in atto, vende risorse ambientali a basso prezzo senza ancora
contabilizzare profitti, non riesce a produrre neppure prodotti di nicchia del
Made in Italy né alcuna significativa merce Made in Sicily, con eccezione forse
del vino. L'unica presenza della Sicilia nel planning dei cosiddetti poteri
forti riguarda il problema delle infrastrutture, nel quale bisogni indiscussi
si collegano con evidenti interessi industriali. Forse più che di problema
delle infrastrutture dovremmo parlare del problema dell'infrastruttura per
eccellenza: il Ponte sullo Stretto. Perché questa infrastruttura è considerata
più interessante di altre? Intanto, c'è spazio per attività di progettazioni
sicure e lucrose che riguardano l'opera, i suoi effetti, il suo indotto. Poi è
un'opera che coinvolge tutti i segmenti delle grandi costruzioni ma riserva
ampi margini anche al contorno: movimento terra, noli a caldo e a freddo, smaltimento
degli inerti. SEGUE A PAGINA XV.
( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina II - Palermo
Prima riunione dcl comitato al quale aderiscono gli impiegati dei laboratori e
degli studi medici: "Con le riduzioni si rischia di cancellare 6 mila
posti di lavoro" La paura dei dipendenti: "Peggio dell'Alitalia" Già partite le prime lettere di licenziamento "Il
sistema non l'ho inventato io" Chiesto un incontro con il governo
"Offriamo servizi di alto livello" ANTONIO FRASCHILLA (segue dalla
prima di cronaca) La prima risposta dei laboratori privati ai tagli al budget
varati dalla Regione è stato l'invio di alcune lettere di licenziamento a
propri dipendenti. Le prime sono arrivate a 15 tra biologi e
amministrativi del poliambulatorio Sanicam di piazzale del Fante. Altre 10 sono
partite il giorno dopo al centro di riabilitazione Mantia. Ancora 15 sono state
recapitate ai dipendenti del centro psicofisico di via Villafranca.
"Abbiamo iniziato ad avere paura, il tamtam tra i colleghi si è fatto
sempre più forte e da qui è nata l'idea di unirsi in comitato", dice
Claudia D'Anna, biologa del laboratorio Uditore che ieri ha riunito oltre 60
persone per il primo incontro del comitato, al centro analisi Andros di via
Ausonia. Tra i primi ad entrare c'è il fisioterapista Vincenzo Mistretta, che
da 25 anni lavora al centro di via Villafranca: "Ho appena ricevuto la
lettera di licenziamento, e sono terrorizzato - dice Mistretta - Ho tre figli e
un mutuo appena firmato. Rischio di perdere il lavoro, e questo sembra non
importare a nessuno". I dipendenti dei convenzionati non sono sindacalizzati
né, in caso di licenziamento, hanno tutele come la mobilità o la cassa
integrazione: "Tutti parlano dell'Alitalia, ma
qui in Sicilia ci sono 6 mila persone che stanno perdendo il lavoro",
aggiunge Liliana Traina Farina, 50 anni, tecnico di laboratorio. La prima
assemblea indetta dal comitato è un successo. La sala riunioni del laboratorio
Andros è gremita. Tra loro c'è anche Francesca Manno, 47 anni, segretaria
all'accettazione: "Sono una donna madre rimasta da sola a crescere mia
figlia - dice - Potrei perdere il lavoro da un giorno all'altro e tutta per
colpa di un sistema sanitario che non ho certo inventato io, e che adesso
l'assessore Russo vuole smantellare senza badare alle conseguenze sociali, cioè
a noi". Accanto a lei ci sono Massimo Di Carlo e Stefano Sacco,
fisioterapisti alla Sanicam che in tasca hanno la lettera di licenziamento:
"Mi sembra di essere piombato in un incubo, dovevo sposarmi, ma io sto
perdendo il lavoro e la mia ragazza è un'insegnante precaria che potrebbe non
avere confermata alcuna cattedra", dice Sacco. Una dipendente del centro
Andros, Daniela Giambelluca, si dice "molto preoccupata":
"Chiediamo un incontro urgente con l'assessore Russo. Noi rivendichiamo
soltanto il diritto al lavoro e alla salute dei cittadini. Siamo tutti
lavoratori con una grande professionalità e offriamo servizi di alto livello.
Ma l'assessore lo sa che una diagnosi prenatale, che facciamo noi, a Palermo
viene fatta soltanto da un'altra struttura pubblica, l'ospedale
Cervello?". I lavoratori sono pronti a scendere in piazza, ad intasare di
fax e mail l'assessorato con lettere di pazienti che rischiano di non potere
più curarsi. "L'assessore deve incontrarci, vogliamo solo spiegargli la
nostra situazione, non vogliamo per forza scendere in piazza", conclude la
biologa D'Anna, che dal prossimo mese avrà lo stipendio dimezzato.
( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina XV - Palermo ALITALIA E IL BUSINESS DEL PONTE MARIO CENTORRINO O ffre
occupazione a più settori: ferro, acciaio, cemento. Ha un orizzonte di
completamento e un ciclo di attuazione sufficiente a far vivere un'intera
generazione di imprenditori. Insomma, tra tutte le infrastrutture possibili, è
un affare che salda molteplici interessi, ancor più per i significati
simbolici, il consenso sociale che oggi la circonda, il lavoro che promette, il
suo sovrapporsi al mito Berlusconi che incanta al momento gran parte
dell'Italia. Ma torniamo alla domanda iniziale. Si è detto che molti componenti
della cordata Alitalia hanno concesso la loro
disponibilità in cambio di futuri vantaggi che potrebbero derivare da un buon
rapporto con il governo in carica, anche a brevissima scadenza. Ora, come è
noto, si è in attesa di una nuova offerta per la realizzazione del Ponte da
parte dell'Impregilo, la società che tre anni fa si aggiudicò la gara per la
realizzazione del Ponte mettendo in busta la cifra di 3,9 miliardi di euro. I
tre soci - con quote paritetiche - di Impregilo sono Benetton, Ligresti e
Gavio, ognuno con un "cip" nel piatto della cordata salva-Alitalia. Gli esperti prevedono una nuova offerta che
dovrebbe aggirarsi tra i 4,3 ed i 4,4 miliardi, cioè, rivista al rialzo, di
4-500 milioni. Un rialzo giustificato del rincaro delle materie prime.
Ineccepibili le osservazioni sull'aumento, giusto per un esempio, del prezzo
del petrolio: all'epoca della prima offerta, quotato a 32 dollari al barile.
Oggi oscillante intorno a 110 dollari. Come è stato scritto, basta fare il
conto della serva per scoprire che l'aumento dell'offerta, se riconosciuto,
sarà pari a più del doppio di quanto Benetton, Ligresti e Gavio hanno investito
nella emergente Compagnia Aerea Italiana. Tra l'altro, i particolari finanziari
dell'operazione prevedono ora un parziale finanziamento dell'opera (il 40 per
cento) attraverso un aumento di capitale varato dal Ministero dell'Economia,
dato che il tesoretto della Finterna, destinato alla scopo, si è ormai
volatilizzato, senza lasciare la minima traccia in Sicilia e in Calabria. è
casuale il "beau geste" dei capitani coraggiosi, Benetton, Ligresti e
Gavio, con riferimento all'Alitalia, rispetto
all'improvviso accelerazione dell'operazione Ponte, cui il silenzio del Partito
Democratico assegna del resto tacito assenso? Due osservazioni finali: l'operazione
Ponte sembra ormai definita nei dettagli (progettazione definitiva avviata a
gennaio 2009 e apertura dei cantieri nella primavera del 2010). Ma rimane
appesa a una grossa incertezza. Il mercato internazionale dei capitali dovrebbe
finanziare il residuo 60 per cento del costo dell'opera. I processi di
recessione in corso in Europa e la crisi del credito negli Stati uniti non
incoraggiano in questo senso a meno che i famosi fondi sovrani non abbiano già
intravisto nel Ponte un'occasione unica d'impiego. Che sia stata orientata a
questa la misteriosa visita in Sicilia del Gran Sultano? Fuori dall'ironia.
Visto che per l'eventuale completamento del Ponte occorrerà attendere, nella
migliore delle ipotesi, almeno dieci anni, vogliamo aprire in Sicilia una
"vertenza ferrovia"? Il divario economico che oggi ci separa dalle
altre regioni italiane è ancora maggiore sul fronte delle ferrovie. Non è
possibile che, in attesa del Ponte, i siciliani debbano viaggiare su treni
sporchi, malfunzionanti, di vecchissima data, assolutamente inaffidabili con
riferimento agli orari di arrivo. Qui non c'è alibi di mafia, di produttività,
di pigrizia. è uno scandalo osceno contro il quale bisogna organizzare forme di
protesta che vadano ben oltre le rivendicazioni statutarie avanzate, in ogni
occasione, dal magniloquente Lombardo. Meno auto blu e un po' più di treni a
lunga distanza, per i parlamentari. Forse si comprenderebbe perché, per tanti,
il Ponte, con buona pace di Impregilo, dei suoi soci, della riconoscenza loro dovuta
per l'etica che li ha spinti a gestire un disastro aziendale, il Ponte sullo
Stretto non è oggi, per la Sicilia, una priorità.
( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina VI - Napoli
Atitech, nuova protesta all'aeroporto di Capodichino Di nuovo in piazza ieri,
nei viali di Capodichino, i lavoratori della Atitech,
preoccupati del loro futuro nel quadro della vertenza Alitalia. Una
manifestazione di fatto in appoggio alla riunione che nel pomeriggio si è
tenuta presso il Consiglio regionale. Per iniziativa del vicepresidente
Salvatore Ronghi, erano stati convocati capigruppo, sindacati, parlamentari
campani. Tra questi ultimi, tre soli i presenti, Antonio Milo e Arturo
Iannaccone dell'Mpa e Franco Barbato di Idv. Il che ha prodotto il
"rammarico" del promotore Ronghi. C'erano però anche il vicepresidente
della giunta Antonio Valiante e gli assessori Andrea Cozzolino e Corrado
Gabriele. Ne è uscito un documento che incita i parlamentari a sottoporre al
governo il caso-Atitech e impegna l'esecutivo "a promuovere una
formulazione del piano industriale della Cai che preveda l'inclusione di
Atitech nel perimetro industriale della nuova azienda ed a sostenere
l'ulteriore sviluppo del polo aerospaziale campano e delle imprese ad esso
collegate". Domani è in calendario una seduta congiunta delle commissioni
parlamentari con il ministro Giulio Tremonti. Nel frattempo la presidente
Sandra Lonardo, fuori Napoli, ha inviato un nuovo appello a Berlusconi
allegandogli il documento prodotto dai capigruppo. Intanto gli assessori
Cozzolino e Gabriele hanno incontrato i vertici di Cgil, Cisl, Uil e Ugl e il
presidente degli industriali Gianni Lettieri per elaborare possibili
iniziative. E dalla Provincia il presidente Dino Di Palma chiede di
"assicurare un futuro produttivo a un'azienda di alto profilo professionale".
(r. f.).
( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Milano
Le promesse di Berlusconi alla Moratti "Basta attacchi, ti aiuterò per il
2015" Tregua armata tra il premier e il sindaco dopo un'ora e mezza di faccia a faccia ad Arcore Il Cavaliere chiede di
abbassare i toni su Alitalia e assicura attenzione alla tutela di Malpensa Resta aperta la
partita sulla società dell'Esposizione universale. Lei: "Il presidente
scioglierà tutti i nodi" ALESSIA GALLIONE La tregua armata con Silvio
Berlusconi sembra arrivare dopo un'ora e mezzo di confronto ad Arcore.
Ma soprattutto, dopo giornate di bordate spedite da Palazzo Marino sul governo
amico, il governo "distratto" nei confronti di Milano e dei suoi
problemi. Letizia Moratti esce da villa Certosa. E sorride. Almeno in
apparenza. Quei sorridi che ha imparato a indossare spesso in questi mesi in
cui continua a ricevere rassicurazione. E in cui, però, la macchina Expo è
ancora bloccata. Con il premier, racconta, c'è stata "grande
sintonia". A cominciare da Expo: "Stiamo lavorando - assicura il sindaco
- e nei prossimi giorni il presidente scioglierà tutti i nodi: partecipazione
degli enti locali ed equilibrio nella governance". Al centro del faccia a
faccia, anche la questione Malpensa: "Sono fiduciosa che si arriverà a una
riconfigurazione del sistema aeroportuale in una logica di rafforzamento".
Parole distensive che non rassicurano, però, il presidente della Provincia
Filippo Penati. Che parte all'attacco su Expo: "Mi auguro che finiscano i
personalismi e le lotte interne al centrodestra e si possa riprendere un lavoro
di squadra". E che sulla vicenda Alitalia, dice:
"Dalle dichiarazioni del sindaco, constatiamo che non sono uscite garanzie
precise per gli aeroporti. Moratti chieda la convocazione urgente del tavolo
Milano". Se quella tregua sarà reale si saprà nei prossimi giorni se il
risiko Expo - Tremonti permettendo - si risolverà. Sono stati giorni di
tensione nei rapporti tra Milano e Roma. Nonostante lei si sforzi di
minimizzare: "No, nel modo più assoluto. Il presidente, un po' scherzando,
ha detto di essere capace di leggere i titoli dei giornali ma anche il
contenuto degli articoli". è certo che nell'ultima settimana il sindaco
non ha risparmiato attacchi al governo. E il governo non ha gradito troppo i
messaggi inviati a mezzo stampa. è per questo che l'appuntamento a cui ha
partecipato anche il coordinatore regionale di Forza Italia Guido Podestà ha
avuto un significato politico. Podestà conferma: "Il presidente si è
impegnato a risolvere personalmente le ultime questioni in sospeso per
Expo". Berlusconi avrebbe confermato per l'ennesima volta il suo impegno
personale, dopo essersi occupato di molte vicende, avrebbe detto (dai rifiuti
alla Georgia, l'elenco). Perché il decreto su cui ha lavorato il ministro
Calderoli sarebbe pronto. Mancherebbe solo il via libera definitivo del
ministro del Tesoro Giulio Tremonti. D'ora in poi, i toni di Letizia Moratti
potrebbero essere più concilianti. In cambio di un impegno del premier a
risolvere i tasselli per Expo. Un accordo che girerebbe ancora attorno a due
nodi. Primo: "Partecipazione degli enti locali", ovvero quanto chiede
la Lega attraverso un proprio uomo, il presidente della Provincia di Como
Leonardo Carioni alla guida del Cipem, il comitato di indirizzo formato da enti
locali e ministeri. Punto secondo: "Equilibrio nella governance".
Letizia Moratti sarebbe disposta ad accettare un consiglio di amministrazione
della Soge, la società di gestione, allargato a cinque componenti (il Tesoro,
Comune, Regione, Provincia, Camera di commercio) e con Paolo Glisenti, il suo
fedelissimo, come amministratore delegato. A lui, il sindaco non è mai stata
disposta a rinunciare nonostante le resistenze del centrodestra che vorrebbero
anche un presidente di garanzia (si fa il nome dell'ex ministro Lucio Stanca).
Ma sulla gestione di Expo, Penati è critico: "Le decisioni non si possono
prendere ad Arcore tra due persone. Se lì si blinderà un accordo partiamo con
il piede sbagliato". Lui propone una "governance duale con un
collegio di sorveglianza in cui siano rappresentati tutti gli enti interessati,
a partire da tutte le province lombarde come aveva proposto Bossi, e un
comitato di gestione ristretto a cinque persone". Su Alitalia,
Moratti spiega che "c'è una necessità di aeroporti in Europa, quindi il
problema non è quello di ridimensionare gli aeroporti ma di un consolidamento
dei vettori". E da oggi il management di Sea inizierà un confronto con gli
advisor, per discutere dei piani della nuova Alitalia.
( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina II - Bari
Treni, la Regione contro il governo Loizzo al ministro: "Le Ferrovie
stanno penalizzando la Puglia" "I disservizi vanificano gli sforzi
che il governo regionale sta compiendo" PIERO RICCI La protesta arriva per
lettera. Mario Loizzo, assessore ai trasporti della Regione Puglia, non sa più
a quale santo votarsi. L'ultimo episodio sull'Eurostar Lecce-Milano: oltre
mille passeggeri che viaggiano senza aria condizionata perché s'è rotto
l'impianto, in una delle giornate più calde dell'estate 2008, nonostante sia
settembre, con 40 gradi. Il treno s'è fermato a Termoli. Per protesta. E la protesta,
ieri, è scivolata sui binari istituzionali: "La grave avaria che ha
interessato l'Eurostar Lecce-Milano è solo l'ultima in ordine di tempo, di una
serie di disservizi", scrive Loizzo al ministro dei trasporti, Altero
Matteoli. E il motivo è presto detto: Pendolini ed Eurostar e tutti i convogli
che collegano la Puglia con le altre regioni, viaggiano sulla base di un
contratto di servizio che Trenitalia non firma con la Regione ma direttamente
con il ministero. Quindi dovrebbe essere il ministero, il contraente che ha
diritto di denunciare una violazione contrattuale. La Regione può solo
segnalarla. E indignarsi. "Il fatto è - racconta Loizzo - che questi
disservizi da qualche tempo stanno penalizzando i collegamenti ferroviari a
lunga percorrenza, che collegano la Puglia con Roma, Torino e Milano".
L'avaria di domenica sul Lecce-Milano che ha fatto infuriare i mille passeggeri
a bordo s'è verificata alla vigilia di un'altra decisione di Trenitalia: la
cancellazione dei Pendolini da Taranto e da Lecce e la loro sostituzione con i
vecchi Intercity, restaurati ma meno confortevoli. Trenitalia si giustifica
dicendo che i Pendolini, potendo viaggiare a 300 km all'ora, servono per l'alta
velocità che partirà fra qualche mese da Roma e da Bologna per Milano. La
Puglia ha binari che consentono velocità più basse che gli Intercity possono
sostenere senza che questo allunghi i tempi di percorrenza da e per la Puglia.
La spiegazione, a quanto pare, non soddisfa i pugliesi. E nemmeno l'assessore
Loizzo che ha sollevato nella stessa lettera al ministro il caso Pendolino:
"La decisione, già in vigore, di sostituire gli Eurostar che interessano
le relazioni con la Puglia con altro materiale meno confortevole, penalizzano
la qualità dei servizi per i nostri viaggiatori e violano un preciso impegno
delle Ferrovie dello Stato e del precedente ministro, di non procedere ad altri
trasferimenti di materiale rotabile, dopo quelli effettuati nei mesi
scorsi". Non si tratta più di episodi ma di una strategia. "A questo
punto - spiega Loizzo - ho anche chiesto al ministro di convocare un incontro
urgente per affrontare tutto il capitolo dei trasporti. Dobbiamo evitare -
conclude Loizzo - che le conseguenze di tali disservizi, vanifichino gli sforzi
che il governo regionale pugliese sta compiendo per il potenziamento del
trasporto regionale, in termini di pulizie, materiale rotabile, puntualità e
velocizzazione del traffico". L'iniziativa di Loizzo arriva a pochi giorni
da una dura presa di posizione della giunta regionale sulla politica dei
trasporti, sia aerei che ferroviari, appena appresi i primi dettagli del piano di salvataggio di Alitalia e della
sostituzione del Pendolino. Per il governo Vendola "gli effetti della
ristrutturazione di Alitalia si accompagnano anche alla incertezza sugli investimenti
infrastrutturali già sottoscritti col ministro Di Pietro, mentre nuovi
provvedimenti punitivi vengono annunciati con la scomparsa di tutti gli
Eurostar nella nostra Regione". "Per tali ragioni e allo scopo
di concorrere in maniera responsabile alla formazione dei processi decisionali
in qualità di protagonisti e non di semplici destinatari di provvedimenti
negativi per le comunità che rappresentiamo - si legge nella nota della giunta
pugliese - chiediamo che con la massima urgenza, il governo affronti l'intera
problematica nell'ambito della Conferenza Stato-Regioni".
( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Bari
Cos'è l'Etr 500 Ecco come si differenziano le linee da e per il Nord. E con la
nuova tratta per Milano le distanze tra le due Italie dovrebbero aumentare A
Bologna l'alta velocità, a Bari i ritardi ILARIA FICARELLA Cento giorni per
veder partire il primo treno ad alta velocità in Italia, sulla linea
Milano-Bologna. Cento giorni per verificare se è vero che Nord e Sud continuano
ad avere andature sensibilmente diverse. Il treno che ridurrà di 45 minuti la
percorrenza fra il capoluogo lombardo e quello emiliano partirà a dicembre,
migliorando in modo netto tutta la linea, spiega Trenitalia. Significa in
sostanza che tutte le tratte ferroviarie che intersecheranno quel tragitto
otterranno un vantaggio sui tempi di percorrenza, che si ridurranno di 45
minuti, appunto. Ma a ben vedere non sarà proprio così; o almeno non sarà così
per tutti. Se ne lamentano e non poco gli imprenditori pugliesi. "In
un'economia basata sul just in time, noi siamo praticamente tagliati
fuori", dice Riccardo Ciliberti, segretario regionale della Fita Cna
Puglia. Lo stato attuale delle cose. Mettendo a confronto due tratte
pressappoco equivalenti Nord-Sud e due tratte Nord-Centro e Sud-Centro si
verifica già oggi uno scarto sui tempi d'arrivo: uno scarto lieve al momento,
che però risulta moltiplicato dai ritardi che non di rado s'accumulano nei
tragitti, specie verso il Mezzogiorno. Il primo confronto è fra il
Torino-Napoli e il Lecce-Milano. Il tempo minimo di percorrenza della
Torino-Napoli è stimato dalla stessa Trenitalia in otto ore e otto minuti; il
tempo minimo sulla Lecce-Milano è di nove ore e 25 minuti. Nella ipotesi
massima, comprensiva di una serie di fermate, i due treni viaggiano con uno
scarto di 35 minuti. Sulle due linee dirette verso il Centro, la situazione è
appena migliore: un Milano-Roma e un Bari-Roma hanno uno scarto al minimo di
dieci minuti e al massimo di 32 minuti. L'evoluzione. Secondo Trenitalia,
l'avvio dell'alta velocità sulla linea Milano-Bologna, che entrerà in funzione
a dicembre, determinerà un miglioramento dei tempi di percorrenza su tutta la
linea. Per rimanere alle tratte prese a riferimento, s'accorceranno i viaggi
fra Torino e Napoli, fra Milano e Roma, fra Lecce e Milano. Ma bisogna
considerare un fattore non secondario: non su tutte le tratte si viaggia a
bordo degli Eurostar Etr 500, gli unici capaci di viaggiare a 300 chilometri
orari e quindi di ottimizzare al massimo la nuova rete dell'alta velocità. In
particolare, sulla Lecce-Milano, dopo che proprio ieri il Pendolino è stato
sostituito da un Eurostar City, la velocità massima sarà di 200 chilometri
orari: come dire che una riduzione dei tempi ci sarà anche sulla Lecce-Milano o
sulla Taranto-Milano, ma il risparmio non sarà mai di 45 minuti, come promesso
da Trenitalia. Sulla linea verso Roma, da Bari e da Lecce, invece la società
insiste nel dire che modifiche non ce ne sono state e che continuano a operare
come sempre gli Eurostar. Si tratta però di Etr 460 e non 500: treni che
viaggiano a un massimo di 200 chilometri l'ora. Ma anche per questa tratta, fa
sapere Trenitalia, da dicembre con l'introduzione del nuovo orario invernale,
"ci saranno significative novità, che per il momento non possono essere
anticipate". E dopo le proteste dei consumatori, le richieste di
chiarimenti dei politici e le perplessità dei sindacati, si leva anche la voce
degli imprenditori pugliesi. "C'è intanto da dire che ogni variazione allo
stato attuale, variazione peggiorativa come quelle di cui si sta parlando -
dice il segretario della Fita Cna di Puglia - interviene a gamba tesa
nell'attuazione del Piano regionale dei Trasporti, varato sulla base di una
situazione complessiva che si sta modificando, certo non a nostro
vantaggio". Ma l'analisi degli imprenditori pugliesi va anche oltre gli
aspetti burocratici. "Ogni problema di tempi - afferma
Riccardo Ciliberti - si traduce per ogni imprenditore in un problema di
logistica. Con Alitalia che annuncia tagli e Trenitalia che non accenna a migliorare i
servizi, né ad abbassare i prezzi, il Sud rischia di essere messo fuori gioco
rispetto al mercato europeo".
( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Spettacoli Torna da
oggi il talk show su RaiTre. Ruffini: "è il più seguito della nostra
tv" Ballarò, Floris diventa free lance Settimo anno per Ballarò, che
riparte oggi su RaiTre (21.05) con il confronto tra Massimo D'Alema e Giulio
Tremonti. Il direttore Paolo Ruffini ricorda che "è il talk show che ha
più spettatori nella tv italiana", la sua formula viene confermata, anche
se Floris ha cambiato il suo contratto Rai: il giornalista non è più interno ma
ha firmato una esclusiva da esterno. "Si parlerà di politica intesa come
ricerca di soluzioni per i cittadini, con un finale aperto in ogni
puntata", promette Giovanni Floris. Sul modello del
giornalismo anglosassone Ballarò sarà "il watch dog, il cane da guardia
del potere, di tutti i poteri". Si affronteranno i temi dell'attualità
("dai mutui all'Alitalia") ci sarà un "Viaggio in America" di Andrea
Salvatore sulle presidenziali Usa, Maurizio Crozza firmerà la copertina
satirica.
( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Berlusconi si
schiera con la Gelmini e frena Bossi sul testo del federalismo Irritazione
della Lega, un vertice per risolvere il nodo Ici La Lega vuole un sì al testo
entro giovedì. Ma il Pdl non sembra della stessa idea MAURO FAVALE ROMA - In
soccorso a Mariastella Gelmini. Per dire che "il ministro si sta
impegnando a fondo per rilanciare la scuola". E una frenata sul
federalismo, perché il testo della riforma, così formulato, con "la
razionalizzazione delle imposte immobiliari", non può essere approvato dal
Consiglio dei ministri. Silvio Berlusconi si schiera nettamente dalla parte del
ministro dell'Istruzione e prova, per la seconda in tre giorni, a stoppare le
polemiche aperte dalla Lega. L'ultima, domenica sera, a Torino: "Per fare
il ministro dell'istruzione ? aveva detto Bossi ai militanti padani ? bisogna
essere stato un insegnante". Il nodo vero, però, è il federalismo, tanto
che sarà necessario un vertice, convocato tra oggi e domani, per provare a
mettere a punto un testo con il quale appianare i dissapori degli ultimi
giorni, dopo l'ipotesi di introdurre una nuova Ici o una "Service
Tax". Ieri, però, è stata la giornata del ministro Gelmini, dopo
l'ennesimo attacco del Senatur. Lei si difende, dice che "non vuole entrare
nelle polemiche, per me parla il mio lavoro. Sarebbe comunque un errore
accontentarsi di una scuola mediocre e difendere lo status quo". Ma lo
scontro è vibrante e non nasce oggi. Già in agosto Bossi aveva chiesto di
cambiare il ministro dell'Istruzione. La guerra a bassa intensità con la
Gelmini nasconde, però, un'altra partita che si gioca al Nord tra Lega e Pdl.
Italo Bocchino, vicepresidente dei deputati del Pdl, è esplicito:
"Probabilmente Bossi teme che la Gelmini da ministro conquisti troppa
visibilità e troppa autorevolezza, a tal punto da poter essere un buon
candidato addirittura per il Pirellone, dove il Senatur vorrebbe mandare un suo
uomo". La Presidenza della Regione Lombardia, dunque. Ma anche il peso dei
partiti della maggioranza, con Ignazio La Russa, ministro della Difesa e
reggente di An che afferma: "è bello e positivo che la Lega allarghi i
suoi consensi nel Settentrione ma il partito-guida, anche al Nord, resta il
Pdl". Dal Carroccio nessuna risposta ufficiale ma è forte l'irritazione.
In vista delle amministrative e delle Europee di giugno, cresce il malessere
nei confronti dei ministri del Pdl con forte radicamento al Nord. Non solo la
Gelmini ma anche Renato Brunetta, ministro della Funzione Pubblica, e Maurizio
Sacconi, ministro del Welfare che in questi mesi hanno portato avanti la loro
politica proprio su terreni cari alla Lega: gli insegnanti del sud, i
fannulloni nella pubblica amministrazione e la partita Alitalia con l'appendice delle sorti dell'aeroporto di Malpensa. E poi
c'è il federalismo, cavallo di battaglia della Lega. Il ministro dell'Interno
Maroni vorrebbe che il testo venisse approvato nella riunione del Cdm di
giovedì. Venerdì sul Monviso Bossi e Calderoli saranno alle sorgenti del Po per
il tradizionale rito del prelievo dell'acqua con l'ampolla. E vorrebbero
festeggiare l'approvazione, almeno in via preliminare, del testo della riforma.
Nel governo (sponda Pdl) non c'è l'intenzione di assecondare la fretta della
Lega. Per questo tra oggi e domani verrà convocato un vertice tra i ministri
che si stanno occupando di federalismo per provare a ricucire gli strappi.
Probabile sia necessaria la presenza anche di Berlusconi. "Sarà comunque
molto complicato ? spiega un ministro ? riuscire a costruire un testo condiviso
già per giovedì".
( da "Unita, L'" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Piloti
e hostess in rivolta: "È un massacro" Piloti e hostess di Alitalia non ci stanno.
Il contratto che propone la newcom Cai di Roberto Colaninno è troppo punitivo.
I calcoli dei sindacati parlano di un taglio salariale superiore al 30%.
"Macelleria sociale" commenta il sindacato Avia. Ma non si tratta di
una vera e propria rottura. Piloti e assistenti di volo in realtà puntano a trattare
separatamente con la Compagnia aerea italiana e chiedono al governo di farsi
mediatore fra le parti. Rossi a pagina 8 Alitalia.
( da "Unita, L'" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
"I precari? Si
occupino di turismo" L'ultima di Gelmini: "Ci sto lavorando con
Brunetta e Brambilla". Intanto Bossi l'attacca: "È
un'incompetente" di Luigina Venturelli / Milano
ESORDIO Se gli esuberi di Alitalia possono essere mandati alla
poste, i precari della scuola possono tranquillamente riciclarsi in servizi
alberghieri e musei. "Stiamo studiando nuove figure professionali, ci
stiamo pensando con Brunetta, Sacconi e Brambilla" ha pre- annunciato la responsabile
dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Allo studio della ministra c'è il
"numero impressionante di precari" accumulati dalla scuola italiana,
ovviamente "eredità dei governi precedenti", che lo Stato non è in
grado di assorbire prima di una decina d'anni. Gli ottimisti ne contano 75mila,
i soliti pessimisti di sindacato e opposizione parlano di almeno 115mila
persone impegnate nel sistema didattico senza uno stabile contratto di lavoro,
prossime alla disoccupazione. La presenza nel pensatoio della sottosegretaria
al Turismo non lascia dubbi sulla possibile soluzione al "pesante problema
sociale": il trasferimento del personale a mansioni d'assistenza e
intrattenimento turisti, come non ci fosse differenza tra insegnare la
matematica a una classe di adolescenti e spiegare la storia fiorentina a un
gruppo di giapponesi. La tutela della professionalità, del resto, non è cosa di
questo governo. La stessa Gelmini - ha fatto notare il collega d'esecutivo
Umberto Bossi - si appresta a ribaltare la scuola come un calzino senza nemmeno
aver fatto l'insegnante, forte della sua esperienza in politica e avvocatura.
Ma certe lacune si notano: al suo primo giorno di scuola, per esempio, la
ministra è arrivata con tre quarti d'ora di ritardo. I bambini dell'elementare
Enrico Fermi di Segrate, alle porte di Milano, l'aspettavano in cortile da più
di un'ora per l'inaugurazione in pompa magna dell'anno scolastico. Divertiti i
primini, che sfoggiavano le divise nuove di zecca cucite per loro dai detenuti
del carcere di San Vittore (magliette rosse, gonne e pantaloni blu): le
preferite di Mariastella Gelmini, molto riprese dai cameramen e molto ricordate
nei discorsi. Distratti gli alunni più grandi: il semplice grembiule bianco
passava inosservato, nemmeno l'onore dell'appello fatto dalla ministra e dal
sindaco è toccato loro. Infastiditi tutti i genitori: costretti a sgomitare tra
giornalisti, fotografi e carabinieri per riuscire ad immortalare il primo
giorno di scuola dei figli, salvati solo dalle polemiche politiche che hanno
infine distolto l'attenzione della ministra. C'era da difendere la scelta del
maestro unico alle elementari, "un'esigenza pedagogica" sulla quale
ha incassato anche l'appoggio di Berlusconi contro gli attacchi del leader del
Carroccio, e il relativo taglio di 87mila cattedre, "è necessario rivedere
le modalità di spesa perché oggi il 97% delle risorse sull'istruzione se ne
vanno per pagare gli stipendi". Insomma, "la scuola non è uno
stipendificio" e "l'insegnamento non è per tutti, non è un lavoro ma
una missione". Anche Mariastella Gelmini sente d'avere una missione da
compiere, quella di "assicurare una scuola di qualità ai bambini e ai
ragazzi più giovani di me" ha spiegato la responsabile dell'Istruzione.
Evidentemente si sente ragazza lei stessa.
( da "Unita, L'" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Napoli, 400 docenti
"in lutto" sotto il sole cocente "A cinquant'anni fuori dal
lavoro per sempre" di Eduardo Di Blasi inviato a Napoli Mariella,
insegnante precaria, vestito e banda nera sul braccio in segno di lutto,
abbozza alla decisione del commissario che ha chiesto di non far uscire da via
del Ponte della Maddalena, una strada semideserta che passa alle spalle di via
Marina, il corteo delle maestre di Napoli e provincia. Quando le spiegano che
possono rimanere a girare solo intorno a quel pezzo di strada conclude con
ironia: "È questo che facciamo da una vita, andare avanti e indietro senza
senso. Va bene che pure la protesta la facciamo così!". Prende la cassa da
morto di cartone che con le amiche ha costruito in questi giorni di mobilitazione,
e si avvia dall'altro lato della strada. Un corteo pacifico, come potrebbe
esserlo solo quello di un corpo docente che per vent'anni ha fatto lezione tra
Piscinola e Secondigliano, Sant'Antimo, Afragola, Barra, Gianturco. "Non
possiamo fare proteste contro le regole - dicono - Siamo educatrici, dobbiamo
dare l'esempio". Allora restano nella fetta di strada spianata dal sole.
Le buone maniere non impediscono a queste quattrocento donne (gli uomini sono
una sparuta minoranza) di spiegare con rabbia, orgoglio e frustrazione il
perché di questa manifestazione sotto l'ex provveditorato, con un sole che
spacca le pietre e l'acqua che, allo spaccio, è passata in un attimo da un euro
a un euro e venti a bottiglia. La ragione sembrerebbe assurda: quest'anno, tra
la città di Napoli e la sua provincia, non ci sarà nemmeno un maestro che avrà
un posto a tempo determinato (da settembre ad agosto) nelle scuole elementari,
nessuno che avrà la possibilità di scalare la gigantesca classifica (11mila
posti) per accedere, dopo una vita di insegnamento, ad un contratto a tempo
indeterminato, l'assunzione. Di più: dal 31 di agosto nessuna di queste persone
ha più lo stipendio. E, rimanendo così le cose, non l'avrà. Per capire cosa
voglia dire, provate a immaginare la vita di Florinda, 51 anni e quasi trenta
passati dietro una cattedra, che con un figlio all'università ha vergogna di
ritornare a casa senza un lavoro. Metteteci dentro supplenze di due giorni, poi
di settimane, mesi, fino ad arrivare a quella annuale che è l'anticamera dell'assunzione
a tempo indeterminato. Poi non metteteci più niente. Niente. Chiariamoci, le
liste venute fuori da anni di improvvisazioni in materia di politiche della
scuola non sono il massimo della coerenza. Per anni, ad esempio, le insegnanti
che da Napoli si recavano ad insegnare ad Ischia prendevano 12 punti invece di
6, quelle che da Ischia dovevano venire a insegnare a Napoli ne prendevano 6 lo
stesso, avendo, a occhio, lo stesso disagio. Stesse disparità si sono
verificate tra insegnanti della scuola pubblica e della scuola privata, con
l'assurdo corollario che a volte, nel privato, si trovano insegnanti che
prendono paghe fittizie (1500 euro invece dei 250 che gli vengono versati), ma
li barattano con il miraggio di "salire in classifica" accumulando
punti come gli altri. Così anche questa classifica non è che premi per forza
tutti i migliori. Ma esiste da anni ed è fatta con la fatica che pezzo a pezzo
queste persone ci hanno messo dentro, accettando le destinazioni scelte di anno
in anno, le incongruenze che di solito finiscono al tar, gli esami di
specializzazione, quelli ordinari e quelli specifici per insegnare l'inglese o
le scienze. Ma cosa è successo a Napoli? Perché non c'è nemmeno un posto
disponibile per la scuola primaria? La concomitanza dei tagli previsti per
quest'anno e il rientro di circa 400 insegnanti provenienti da altre regioni,
ha cancellato tutti i posti disponibili nelle liste del 2008. Gabriella Refuto,
segretaria della Flc Cgil di Napoli ha davanti un quadro che va a farsi ancora
più fosco: "Oggi saranno cinquemila in meno, ma dall'anno prossimo, ci
sarà uno tsunami di dimensioni spaventose con le medie, le superiori e il
maestro unico". Il maestro unico e la fine del tempo pieno così come
inteso fino ad oggi lascerà per strada migliaia di persone. E se si può condividere il paragone che fa Giovanna sul presunto
salvataggio degli esuberi di Alitalia e il sostanziale taglio di
migliaia di posti di lavoro a Napoli, è sul versante formativo che il governo
deve porsi il problema. Soprattutto in queste terre. "Continuiamo a
parlare di maestro unico, ma provate a mettercelo un maestro solo in una classe
di trenta alunni a Marcianise...", spiega Giovanna mentre racconta
dei suoi alunni che la accolsero sbattendo delle mazze di legno sul soffitto.
Racconta che a volte bisogna mettere la cattedra davanti alla porta per non
farli scappare. E che spesso nemmeno quello basta: "E allora ti tocca
decidere se lasciarli andare e fare lezione con gli altri o andarli a
riprendere sperando che in classe non succeda niente". E poi ci sono i
"caratteriali" che a un certo punto della lezione possono dar di
matto. Insomma quella che si prospetta davanti all'ex provveditorato campano è
una questione complessa che non si può affrontare con l'alzata di spalle che il
ministro Gelmini ostenta. La signora Mambrini, ad esempio, con i suoi 59 anni,
25 di insegnamento, perché dovrebbe tornarsene a casa a non lavorare? Come dice
Carla: "Berlusconi ha detto di aver risolto il problema della spazzatura a
Napoli, e adesso nella spazzatura butta noi". Oggi alle 8,30 un corteo si
snoderà da via del Ponte della Maddalena alla Prefettura, oltre al Comitato
autonomo che si è formato in queste ore, saranno presenti i sindacati
confederali.
( da "Unita, L'" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Di Silvia Garambois
/ Roma D'Alema vs Tremonti. E tra loro una stagione
politica segnata da Alitalia, scuola, tasse sulla case, mutui, salari, immigrazione, bilanci
familiari. Un ring. Riparte così, per il settimo anno, Ballarò (stasera alle 21
su Raitre); in anticipo rispetto alle passate edizioni - prima tra le
trasmissioni tv d'informazione e di approfondimento - dopo un'estate calda, in
cui la politica non è andata in vacanza. E a commentare il dibattito
un'altra coppia di duellanti: i direttori dell'Unità e del Giornale, Concita De
Gregorio e Mario Giordano. Anticipando sul tempo Lilli Gruber che va su La7 e
Annozero di Michele Santoro, quello di Floris è un ritorno al calor bianco. Ma
del resto Giovanni Floris e il gruppo di Raitre - Paolo Ruffini, il direttore,
tra i primi - hanno un debito aperto verso il pubblico, che ha portato Ballarò
ad essere la trasmissione di informazione politica più vista della tv, con 4
milioni di telespettatori di media. E ora devono restare all'altezza delle
attese. Tanto che Ruffini, di fronte al "gradimento" di Mediaset per
Floris, commenta tagliente: "Mediaset può anche invidiarci Ballarò. Ma io
non invidio i programmi di Mediaset". "Ballarò è e resta un programma
aperto, che si tuffa nell'attualità politica, che vuole capire quali soluzioni
la politica offre al cittadino - spiega Floris -. Io metto i punti interrogativi,
i politici le risposte". Eppure la trasmissione è stata spesso accusata di
essere partigiana. "Certo siamo noi a scegliere e proporre i temi del
confronto, e sono scelte che facciamo con la nostra cultura, la nostra
sensibilità. Ma quello che accade in studio è imprevedibile: non è possibile
immaginare chi "vincerà" i confronti. Quello che possiamo fare noi è
solo offrire cifre e sondaggi, per ancorare il dibattito ai dati veri e alle
opinioni dei cittadini". Stasera si parlerà, ancora una volta, del "problema
della quarta settimana" che attanaglia i bilanci familiari. "Quando
nel 2002 abbiamo parlato per la prima volta di questo tema con Paolo Fabris -
ricorda Floris - siamo stati accusati di "declinismo". Eppure, ogni
anno siamo tornati sul tema, al governo ci fosse Berlusconi o Prodi. Ora
nessuno solleva più critiche, l'unica cosa che è cambiata è che ormai, anziché
della quarta, si parla della terza settimana... Del resto che senso avrebbe
discutere in tv di filosofia se non si parla prima dei problemi reali del
Paese?". Se Floris è un ritorno, la novità nell'informazione politica di
approfondimento è Lilli Gruber. Dopo l'addio di Giuliano Ferrara (e di Ritanna
Armeni) quest'anno guiderà lei Otto e Mezzo su La7, in coppia con Federico
Guiglia (già direttore del Borghese e giornalista del Giornale): la Gruber ha
scelto di annunciare con una lettera aperta sul suo sito la decisione di
tornare al giornalismo, con la trasmissione di La7, dopo l'esperienza da
europarlamentare. Una scelta che, pare, le ha creato non pochi problemi con
viale Mazzini (di cui, pur in aspettativa, risulta dipendente). Pronto al
ritorno in tv anche Santoro con Anno Zero su Raidue. Con un bel po' di novità.
Cambia lo studio (lascia via Teulada per il Delle Vittorie), ma sarà soprattutto
una stagione di ritorni: confermato che Corrado Formigli - conduttore di
Controcorrente su Sky - rientrerà nella squadra di Santoro, il quale vorrebbe
di nuovo anche Riccardo Iacona (che per Raitre ha realizzato e condotto le
inchieste di W l'Italia).
( da "Unita, L'" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Bianca Di Giovanni/ Roma DOSSIER Un nuovo fascicolo si aggiunge al già fitto dossier Alitalia. La procura di Roma ha aperto ieri un'indagine sulla gestione
della società negli ultimi 10 anni. Il fascicolo processuale è partito dopo la
dichiarazione di insolvenza decretata dal tribunale civile. Non c'è né
un'ipotesi di reato, né degli indagati. Per ora. Perché un'azione di
questo titpo proprio ora? E che rapporto c'è tra l'azione dei giudici e la
procedura avviata dal governo, che ha dato vita al piano Fenice di
Intesa-Sanpaolo? L'unico contatto è il dato di cronaca della dichiarazione di
insolvenza. I giudici partono da lì, ma poi vanno a ritroso e si concentrano sulle
gestioni passate. Il decreto che modifica la Marzano, infatti, rende
"irresponsabili", e quindi non perseguibili, gli amministratori in
carica da fine luglio 2007 a fine agosto scorso. Prima di quella data nei conti
Alitalia potrebbero emergere delle irregolarità, di
cui i vecchi manager potrebbero essere chiamati a rispondere. Magari con azioni
risarcitorie. Gli accertamenti sono affidati ai pubblici ministeri Stefano
Pesci, Gustavo De Marinis e Francesca Loy, con il coordinamento del procuratore
aggiunto Nello Rossi. Il reato che si potrebbe configurare a breve è quello
della bancarotta. Nel fascicolo è già confluita la dichiarazione di insolvenza
del tribunale civile e prossimamente ci sarà anche la relazione del commissario
straordinario Fantozzi. Agli atti c'è, tra l'altro, anche l'esposto presentato
nello scorso luglio dal Codacons e nel quale si ipotizza la bancarotta della
compagnia di bandiera. Sono già in programma, in procura, una serie di riunioni
per fare il punto della situazione e per organizzare il lavoro. Il cammino a
ritroso è lungo: 10 anni. Da quel 1997 quando per l'Alitalia
cominciò l'affannosa ricerca di un partner internazionale. Ricerca iniziata con
Amsterdam e finita l'anno scorso con lo stop a Parigi. Nel frattempo tutti i
big dei cieli si sono posizionati in grandi alleanze, reti multinazionali. Roma
è rimasta a guardare "mungendo" soldi pubblici e dei privati. Un
prestito del Tesoro di 450 milioni di euro, due emissioni di obbligazioni per
circa 700 milioni. Con in perenne "rosso", e management sempre
rinnovato. Ad ogni cambio di governo. Prima Domenico Cempella, poi Francesco
Mengozzi e lo "sbarco" di Francesco Bonomi da Varese. Arriva Marco
Zanichelli, che lascia per far posto a un grand commis di lungo corso come Giancarlo
Cimoli. È lui quello superpagato, appannaggi milionari per chiudere bilanci
perennemente in perdita (anche quello delle Ferrovie da cui proveniva).
L'azienda è immobilizzata e esangue. Fino alla cronaca di oggi: da Prato con il
suo addio dopo l'abbandono di Jean-Cyril Spinettà, a Police e infine al
commissariamento di Augusto Fantozzi. L'azione dei giudici non interferisce con
il commissariamento: la procedura prosegue qualsiasi siano le conclusioni a cui
giungerà la magistratura sul passato. La procura farà la sua verifica sul fiume
di denaro pubblico affluito nelle casse di via della Magliana per controllare
se tali risorse siano state usate in maniera congrua o meno nel rispetto della
tutela dei creditori. I pm nomineranno due consulenti: un esperto contabile e
un tecnico, un economista competente di trasporti.
( da "Unita, L'" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia, il rifiuto di piloti e hostess
Respinta la proposta di contratto della cordata Cai. "Questo è un
massacro" di Roberto Rossi/ Roma SEPARATO Non sugli esuberi, ma sul
contratto per i futuri dipendenti si è consumata ieri la prima spaccatura tra
sindacati e Cai, la società di Roberto Colaninno pronta a rilanciare la nuova Alitalia. L'Anpac e l'Up, le due maggiori sigle dei piloti,
hanno la- sciato il tavolo delle trattative in corso al ministero del Lavoro.
Non si tratta di una vera e propria rottura. I piloti, ma anche gli assistenti
di volo che pure sono rimasti, vorrebbero trattare separatamente con la
Compagnia aerea italiana. Il segretario generale dell'Unione piloti, Roberto
Spinazzola, ha spiegato che "non è corretto parlare di professionalità
così diverse allo stesso tavolo" riferendosi alla distinzione tra
personale di di volo e quello di terra. "Abbiamo dato ampia disponibilità
ad un confronto serrato, non stop ma solo per parlare di piloti. Inoltre
chiediamo indicazioni sul piano e sugli esuberi, se sono previsti, come si
posizionerà la Nuova Alitalia, se sarà, come ha detto
il premier Berlusconi, una grande compagnia o un vettore regionale. I piloti -
ha proseguito - faranno la propria parte ma dicono no a una mortificazione
professionale". Ancora più duro il sindacato Avia che ha bollato la
proposta contrattuale come "macelleria sociale". "Restiamo al
tavolo - ha detto il segretario Antonio Divietri - ma arrabbiati per quelle che
possiamo definire solo provocazioni, perché questo costrutto salariale non
esiste da nessuna parte. Ci aspettiamo una convocazione del governo subito,
perché senza l'intervento del governo non è possibile continuare". Ma che
cosa propone il nuovo contratto, 112 pagine più sei allegati, redatto dai
vertici di Cai? In primo luogo una riduzione delle ferie. Che vengono ridotte a
trenta giorni a cui se ne aggiungono al massimo cinque quando si sono raggiunti
25 anni di servizio; i riposi da almeno 11 al mese vengono ridotti ad otto
giorni; il pilota deve provvedere a presentarsi in servizio con i propri mezzi;
"ove ricorrano esigenze tecniche, organizzative e produttive la compagnia
può disporre il trasferimento del pilota". Per quanto riguarda lo stipendio,
un comandante neo assunto parte da una base di 1.132,80 euro ed un pilota da
872,58 euro a cui vanno aggiunti l'indennità di volo minima garantita e
l'eventuale trattamento ad personam. Un comandante con 24 anni di anzianità,
secondo il contratto dalla Cai, ha uno stipendio mensile base di 2.050,13 euro,
mentre un pilota parte da 1.480,63. Secondo un calcolo fatto dalla categoria la
parte fissa dello stipendio ha in media una riduzione del 43% mentre le voci
variabili si riducono del 31% fino ad un massimo di 750 ore volate all'anno.
Superato questo tetto, diminuisce la perdita economica che, su un massimo di
900 ore l'anno portano ad un taglio del 28%. Anche per hostess e steward viene
abolita la quattordicesima e c'è l'obbligo di presentarsi in servizio con i propri
mezzi. Le qualifiche degli assistenti di volo vengono ridotte a due e cioè di
volo responsabile e assistente di volo e viene individuato il livello
retributivo intermedio dell'assistente di volo senior. Anche per le hostess ci
sono 30 giorni di ferie a cui se ne aggiunge uno ogni cinque anni di servizio
fino ad un massimo di cinque giorni aggiuntivi. Come per i piloti anche gli
assistenti di volo possono essere trasferiti a seconda delle necessità della
compagnia. Anche per il personale di terra è annullata la quattordicesima e
vengono confermati sette livelli di inquadramento. La durata normale
dell'orario di lavoro è fissata in 40 ore settimanali dalle attuali 37,5,
mentre per quanto riguarda le ferie sono corrispondenti a 26 giornate
lavorative. Le maggiorazioni dovute per straordinario, notturno e festivo
vengono ridotte in percentuale: lavoro straordinario dal 35% al 25%, il lavoro
festivo passa dal 60% al 30%, il lavoro notturno dal 55% al 25%, lo
straordinario notturno e il notturno festivo dal 55% al 35%. "È chiaro -
ha detto Danilo Parma della Up - che siamo di fronte a una provocazione. Se
fossimo stati in condizione normale l'avrei anche accettata, ma dato il tempo
ridotto oggi inviterei tutti a usare il buon senso". Ci sono "problemi
specifici sulle tre categorie - ha detto maruo Rossi della Cgil - ma c'è un
filo che lega la proposta di natura contrattuale e cioè più lavoro, più
produttività, più flessibilità, più precariato, meno salario, meno diritti e
meno tutele. Il giudizio è negativo". Il fatto è che Cai non sembra
intenzionata a cambiare il tipo di contratto. "Possiamo negoziare ma il
modello resta quello" ha detto l'amministratore Rocco Sabelli. Che oggi
sarà affiancato dal governo. Intanto a Bruxelles continua l'iter del dossier Alitalia-Cai, La commissaria
responsabile dell'Antitrust europeo Neelie Kroes ha fatto sapere di star
seguendo l'evoluzione del caso. A quanto risulta l'Antitrust Ue non ha aperto
un dossier formale sul caso Alitalia dal momento che è il
responsabile dei trasporti Antonio Tajani a occuparsi del versante aiuti di
stato.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica Italiana
Pagina 108 la polemica Macelleria sociale o stop ai superprivilegi? La polemica
--> ROMA Ferie, riposi, assenteismo: sono alcuni dei punti su cui Cai
intende intervenire per raggiungere una produttività di piloti e assistenti di
volo per renderli comparabili alle condizioni di altri Paesi, mettendo fine a
una serie di superprivilegi. Per quanto riguarda le ferie, ad esempio, oggi i
piloti hanno 45 giorni e gli assistenti di volo 49, mentre andare a prendere
gli equipaggi prima di un volo e riaccompagnarli a casa al rientro costerebbe -
secondo quanto si apprende da fonti vicine alla Cai - sette milioni l'anno,
ammontare che non si raggiungerebbe altrove. Le hostess godrebbero di un giorno
di riposo in più al mese, mentre per quanto riguarda l'assenteismo nel 2007 i
piloti avrebbero raggiunto il 6% rispetto all'1,5-3% di altri Paesi. A
proposito dell'agibilità sindacale, ovvero i permessi e i distacchi per
attività sindacale, costano oggi ad Alitalia 13,5 milioni l'anno, distante dall'1,5 milioni che si avrebbero
applicando regole generali e di mercato. Ma ecco alcune delle modifiche
proposte dalla Cai. PILOTI Le ferie vengono ridotte a trenta giorni a cui se ne
aggiungono al massimo cinque quando si sono raggiunti 25 anni di servizio;
i riposi da almeno 11 al mese vengono ridotti ad otto giorni; il pilota deve
provvedere a presentarsi in servizio con i propri mezzi; "ove ricorrano
esigenze tecniche, organizzative e produttive la compagnia può disporre il
trasferimento del pilota". Per quanto riguarda lo stipendio, un comandante
neo assunto parte da una base di 1.132,80 euro ed un pilota da 872,58 euro a
cui vanno aggiunti l'indennità di volo minima garantita e l'eventuale trattamento
ad personam. Un comandante con 24 anni di anzianità, secondo il contratto dalla
Cai, ha uno stipendio mensile base di 2.050,13 euro, mentre un pilota parte da
1.480,63. ASSISTENTI DI VOLO Secondo un calcolo fatto dalla categoria la parte
fissa dello stipendio ha in media una riduzione del 43% mentre le voci
variabili si riducono del 31% fino ad un massimo di 750 ore volate all'anno.
Superato questo tetto, diminuisce la perdita economica che, su un massimo di
900 ore l'anno portano ad un taglio del 28%. Anche per hostess e steward viene
abolita la quattordicesima.
( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-09 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Il retroscena L'offensiva lumbard sul Pdl preoccupa il Cavaliere:
intesa preliminare di ferro su giustizia e Europee Sfida del Nord tra Silvio e
Umberto "La Lega non pensi di muoversi da sola" Federalismo fiscale,
il premier a Tremonti: approvarlo subito? Devo pensarci La possibile
reintroduzione dell'Ici ha irritato il presidente del Consiglio: mi fa
inorridire l'idea che i cittadini pensino che gli metteremo le mani in tasca
SEGUE DALLA PRIMA Come vadano le cose nel centrodestra, l'ha spiegato il
ministro Scajola a Bobo Craxi durante una chiacchierata questa estate:
"Tra noi c'è chi si affatica inutilmente pensando al futuro. In realtà non
ci sono alternative a Berlusconi. La storia poi che lui pensi al Quirinale non
esiste: governerà più a lungo del re Sole". Se andrà così è da vedere.
Quanto al presente, l'ultimo sondaggio che Ipsos ha inviato al Pd testimonia
però che la "luna di miele" del Cavaliere con il Paese non è
terminata, anzi. Gli italiani che "scommettono" sulla vittoria del
centrodestra anche alle prossime elezioni sono saliti dal 48,4% di fine luglio
al 59,8% di inizio settembre. Il giudizio positivo sull'operato del governo è
passato dal 52,1% al 56,1%, con il Cavaliere che è schizzato dal 52,5% al
58,2%. E il Pdl non ha risentito per l'avanzata della Lega, progredendo nei
consensi fino al 36,7%. I dati non hanno sorpreso i dirigenti del Pd:
"Basti pensare - spiegava giorni fa il veltroniano Tonini - ai cavalli di
battaglia di Berlusconi. I rifiuti in Campania e Alitalia sono due
questioni che avremmo dovuto risolvere quando eravamo noi al governo". Ma
paradossalmente, proprio il fatto di essere il dominus della politica con
un'opposizione in crisi, scesa al 26,6% di giudizi positivi - si sta ritorcendo
contro il premier, costretto a fronteggiare polemiche quotidiane: da quelle
estemporanee ma pesanti provocate dalle parole del sindaco di Roma
Alemanno e dal ministro La Russa sul fascismo e sulla Rsi, a quelle meditate e
mirate del Carroccio. In ballo c'è il federalismo fiscale, una partita
all'ombra della quale si giocano gli equilibri della coalizione e i futuri
assetti di potere. Il Cavaliere pensava di dettare i tempi, invece la Lega ha
innescato il timer, aprendo più fronti polemici. Raccontano di un Berlusconi
per metà infastidito e per metà preoccupato, non certo per la tenuta della
coalizione quanto per l'immagine del governo e per i rapporti con il Carroccio.
Le mosse leghiste hanno fatto saltare la sua strategia comunicativa. è dovuto
intervenire per difendere il ministro dell'Istruzione Gelmini dall'ennesimo
attacco di Bossi, e ha dovuto smentire la reintroduzione dell'Ici: "Solo
l'idea che i cittadini possano pensare che noi gli metteremo le mani in tasca
mi fa inorridire". Non vuole alzare il livello dello scontro ma non può
far finta di nulla, "spero solo - ha detto ieri - che finita l'estate
siano finite anche certe esternazioni". Il punto è che non è finita, anzi
è appena iniziata la sfida per il primato al Nord. L'anno prossimo,
politicamente cioè domani, le Amministrative saranno se possibile un test
ancora più importante delle Europee, perché varranno come prova generale per le
successive elezioni Regionali. Bossi era stato esplicito con Berlusconi ancor
prima del varo del governo: allora chiedeva un governatore per il Carroccio tra
Veneto e Lombardia; oggi mette l'ipoteca sul dicastero dell'Istruzione qualora
la Gelmini venisse candidata al Pirellone. "Competition is
competition", la regola vale anche nel centrodestra. E nella competizione
la Lega si è impadronita di tre temi politici di prima grandezza, così da
usarli come moltiplica di consensi: sicurezza, immigrazione e, appunto,
federalismo fiscale. Berlusconi avverte il rischio, sostiene che "la Lega
è un alleato indispensabile ma non può pensare di muoversi in proprio ":
"Il federalismo fiscale non è solo una loro bandiera, ma un obiettivo di tutto
il centrodestra. E va fatto nell'interesse di tutto il Paese". Fino a che
punto il Cavaliere scarichi le proprie tensioni su Tremonti, elemento di
raccordo con il Carroccio, è questione per ora secondaria. E sull'invito del
titolare dell'Economia a dare il via libera presto al federalismo fiscale per
interrompere lo stillicidio, prende tempo: "Devo pensarci". Così
questa settimana il Consiglio dei ministri potrebbe al massimo avviare un
"esame preliminare " sul testo. Il Cavaliere vuol vederci chiaro sul
merito e sul metodo del progetto, e soprattutto insiste per un accordo
"preliminare e di ferro" sulle questioni che gli stanno a cuore: la
legge elettorale per le Europee "con sbarramento alto e senza
preferenze"; e la riforma della giustizia, che andrebbe approvata "insieme
al federalismo fiscale". E qui sorge il problema che è stato sottoposto
all'attenzione di Berlusconi e che non è di facile soluzione. Quanto varrebbe
l'accordo "di ferro" già a gennaio? Perché il federalismo fiscale è
un disegno di legge delega collegato alla Finanziaria: una volta licenziato dal
Parlamento, entro fine anno, spetterà al governo varare i decreti legislativi.
Insomma, l'eventuale braccio di ferro sui contenuti della riforma si
sposterebbe in Consiglio dei ministri. Da quel momento la Lega si troverebbe in
una posizione di forza, e potrebbe giocare al rilancio con Berlusconi su due
tavoli. Su quello parlamentare, per esempio, dato che è impensabile
l'approvazione della riforma della giustizia entro fine anno. Ma soprattutto
sul tavolo politico: dalle nomine ai candidati sindaci nel Nord, le richieste
del Carroccio potrebbero diventare esose per il Cavaliere, e magari Bossi
potrebbe minacciare corse solitarie in alcuni comuni. è difficile pensare che
il Senatur possa mettere in pratica la teoria delle "mani libere",
Berlusconi lo definisce sempre un "fedele alleato". Ma se vuol
"vederci chiaro" è perché fidarsi è bene... Popolarità in crescita
Per un sondaggio Ipsos il giudizio positivo sul capo del governo è salito dal
52 al 58% tra luglio e settembre. E anche il Pdl cresce Francesco Verderami.
( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-09 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE La compagnia Trattativa sul contratto, no dei piloti Bonanni: io firmerò per la nuova Alitalia ROMA - Il
contratto unico proposto dalla Cai ha spaccato i sindacati. I piloti se ne sono
andati per primi. A seguire, i sindacati degli assistenti di volo. A fine
giornata, al tavolo sul nuovo contratto dei lavoratori Alitalia, inaugurato ieri dall'amministratore della Compagnia aerea
italiana (Cai), Rocco Sabelli, sono rimasti solo i confederali e gli
autonomi di Sdl. Il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, dice al Corriere:
"Le condizioni essenziali per l'accordo comunque si raggiungeranno. Per la
Cisl la priorità è evitare il fallimento di Alitalia e
salvare 20 mila lavoratori. Per garantire questo firmerò l'intesa, ma mi
aspetto che il governo e gli imprenditori coinvolti nell'operazione soddisfino
le richieste che vengono da un sindacato ragionevole come siamo noi". ALLE
PAGINE 26 E 27 Baccaro e Marro.
( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-09 num: - pag: 9 categoria:
REDAZIONALE Il premier convince la Moratti Expo verso il cda ristretto Ad
Arcore il sindaco ricuce dopo le accuse "Soluzione a giorni anche per gli
aeroporti" Glisenti avrà poteri precisi ma dovrà rispondere a Comune,
Regione, Provincia, Camera di Commercio e Governo MILANO - Esce serena e
soddisfatta: dopo oltre un'ora di udienza in villa San Martino, il sindaco
Letizia Moratti si sente di garantire che "il presidente nei prossimi giorni
scioglierà tutti i nodi". Tocca ancora a Silvio Berlusconi, insomma, farsi
carico della questione che sta maggiormente a cuore alla Moratti, la vicenda
Expo 2015, e dipanare la matassa che è andata via via aggrovigliandosi
soprattutto attorno al nome e al ruolo di Paolo Glisenti, fedelissimo del
sindaco, per il quale lei stessa aveva sostenuto il ruolo di amministratore
unico nella società che gestirà l'evento. Durante l'incontro di Arcore,
presente anche il coordinatore lombardo di Fi, Guido Podestà, è stata ribadita
la necessità di garantire maggiore collegialità al vertice della società di
Expo, dove dovranno trovare rappresentanza anche gli altri soggetti
istituzionali coinvolti fin dall'inizio in questa avventura. Berlusconi ha
appuntato le osservazioni del sindaco, promettendo per i prossimi giorni una
soluzione sulla doppia questione: "La partecipazione degli enti locali e
l'equilibrio della governance ". Traduzione? Si va verso la nomina di un
consiglio di amministrazione ristretto, cui Glisenti, che pure avrà poteri
precisi, dovrà rispondere. Nel cda saranno rappresentati Comune, Regione,
Provincia, Camera di Commercio e Governo. Ma altri (pochi) spazi si potrebbero
aprire per garantire equilibrio politico. Intanto, su Expo è intervenuto ieri anche
il cardinale Dionigi Tettamanzi, a margine della presentazione della sua
lettera pastorale: "I primi passi sono andati finora nel segno della
distribuzione del potere". Tornando ad Arcore. Il premier ha voluto
tranquillizzare il sindaco che nei giorni scorsi lo aveva attaccato accusandolo
in sostanza di avere dimenticato le vicende milanesi, da Expo al futuro del
sistema aeroportuale. Un'uscita giudicata inopportuna anche dai vertici locali
di Pdl e Lega. L'affondo era arrivato dal filosofo Paolo Del Debbio: "La
Moratti è sindaco grazie ai voti di Berlusconi. Ne deve tenere conto quando
parla". Malgrado in questi ultimi giorni fossero dunque soffiati venti di
tempesta, l'incontro di ieri ha rasserenato i rapporti fra i due. Dopo una
lunga digressione sulle vicende della Georgia, il premier
ha affrontato anche la questione del dopo Alitalia.
"Berlusconi ha garantito che si impegnerà in una analisi attenta - ha
proseguito la Moratti - su tutte le tematiche riguardanti il sistema
aeroportuale del nord". Dovrebbe venire così definito un progetto
"che tenga conto della necessità anche di una possibile riconfigurazione
degli scali, ma in una logica di rafforzamento". Critico, su questo
tema, il presidente della Provincia Filippo Penati, che dal 26 agosto sollecita
una riunione del Tavolo Milano: "Dalle dichiarazioni rese dello stesso
sindaco Moratti, constatiamo che dall'incontro con il presidente Berlusconi non
sono uscite garanzie precise per il sistema aeroportuale milanese. Le
istituzioni tornino a chiedere unite gli impegni a salvaguardia del sistema
aeroportuale milanese ". Premier e sindaco Silvio Berlusconi e Letizia
Moratti. Nel tondo, Paolo Glisenti Elisabetta Soglio.
( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-09 num: - pag: 27 categoria:
REDAZIONALE Il negoziato Viaggio nel nuovo contratto del vettore aereo Addio
alla carriera automatica e tagli di stipendio del 40% ROMA - La sforbiciata più severa il nuovo contratto di Alitalia, che durerà dal 1Ë? ottobre prossimo fino al 31 dicembre 2011,
la dà alle retribuzioni ma anche ai permessi sindacali. Il sistema che oggi
consente a molti lavoratori di sospendere l'attività per ragioni sindacali e
venire ugualmente retribuiti ne esce fortemente ridimensionato. Prima di
tutto perché per i permessi viene abbattuto il monte ore annuo che va diviso
tra i rappresentanti e poi perché i distacchi sindacali non verranno più
retribuiti. Si tratta di una vera e propria rivoluzione in Alitalia.
Per tutte le categorie non è previsto un tetto al rinnovo dei contratti a tempo
determinato. Per il volo c'è un taglio agli stipendi ottenuto con una riduzione
della parte fissa e anche di quella variabile. Per gli assistenti di volo, per
fare un esempio, è prevista una riduzione del 43% della parte fissa e del 31%
di quella variabile. La paga minima, alla quale sommare le varie indennità,
verrebbe così a essere di 559 euro, mentre per un pilota di 872 euro. Per il
personale di terra invece c'è un ridimensionamento delle maggiorazioni notturne
o festive, a fronte di un allungamento dell'orario di lavoro da 37,5 a 40 ore
settimanali. Per tutti sparisce la quattordicesima. Altro capitolo dolente,
quello delle ferie e dei riposi: per i piloti si passerebbe dall'attuale soglia
minima di 11 giorni mensili a 8 mentre le ferie andrebbero da 42 giorni a 30,
massimo 35 con almeno 25 anni di anzianità. Le assenze anche per malattia,
infortunio e aspettativa, hanno effetto sui giorni di riposo, assorbendone uno
ogni 3 programmati. Un tentativo di abbattere l'assenteismo particolarmente
presente nella categoria degli assistenti di volo. Quanto all'organizzazione
del lavoro sono previsti grandi cambiamenti. Per i piloti l'avanzamento di
carriera non sarà più necessariamente legato all'anzianità. L'azienda infatti
riserva una quota di promozioni, pari al 25%, al proprio "insindacabile
giudizio ". Per gli assistenti di volo muta la composizione degli
equipaggi che varia a seconda dei posti in aereo e può arrivare fino a un solo
componente negli aerei con meno di 50 passeggeri. Sale a due invece il numero
di hostess straniere che può salire a bordo di un aereo ma solo sulle rotte per
il Giappone, Cina e India, o le altre che verranno individuate dall'azienda. Ma
soprattutto non sarà più possibile che l'aereo resti a terra se l'equipaggio è
improvvisamente incompleto e non c'è tempo per la sostituzione. Il contratto
poi assegna un provvigione del 5% degli importi incassati dalla società con
riferimento alle vendite a bordo direttamente effettuate dal personale
interessato. Né piloti né assistenti di volo inoltre avranno più diritto a
essere accompagnati a lavoro con un mezzo a carico dell'azienda. Resta intatto
il diritto a essere ospitati in alberghi 4 stelle qualora per l'equipaggio sia
prevista una sosta notturna. I nuovi vincoli Per il personale di terra
ridimensionate le maggiorazioni notturne o festive Orari più lunghi Previsto
l'allungamento dell'orario di lavoro da 37,5 a 40 ore. Addio alla
quattordicesima Antonella Baccaro.
( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-09 num: - pag: 27 categoria:
REDAZIONALE Intervista "Priorità del sindacato è salvare 20 mila posti, ma
la compagnia deve restare grande" Bonanni: firmerò per evitare il fallimento
Le condizioni del leader Cisl: clausola anti-scalata e rappresentanza nel board
"La riforma dei contratti? Dopo anni di discussione, non sarebbe
comprensibile allungare il brodo" ROMA - "Sono convinto che le
condizioni essenziali per l'accordo comunque si raggiungeranno. Per la Cisl la priorità è evitare il fallimento di Alitalia e salvare 20 mila lavoratori. Per garantire questo firmerò
l'intesa, ma mi aspetto che il governo e gli imprenditori coinvolti
nell'operazione soddisfino le richieste che vengono da un sindacato ragionevole
come siamo noi". Quali richieste? "Tre - risponde il
segretario della Cisl, Raffaele Bonanni -. Che il vincolo a rimanere nella
nuova Alitalia per almeno 5 anni non sia solo un
gentlemen's agreement tra i soci, ma un vincolo contrattuale. Che ci sia un
dispositivo che impedisca a un eventuale partner internazionale di scalare la
società ". E il libero mercato? "Dobbiamo difendere gli interessi
nazionali. Il mercato italiano è decisivo per gli equilibri tra le grandi
compagnie aeree. Non vorrei che la sfida tra i colossi del volo per diventare
egemoni spingesse i soci privati a vendere al miglior offerente. Infine, ho
chiesto che il sindacato e i lavoratori possano indicare un rappresentante, tra
eminenti specialisti, nel consiglio di sorveglianza, dove sarei favorevole
all'ingresso anche degli enti locali interessati". Ma così il sindacato e
la politica continuerebbero a dettar legge in Alitalia.
Con quali risultati si è visto. "No, il management risponderebbe agli
azionisti, ma non si può dimenticare che stiamo parlando di un servizio
pubblico, anche se affidato ai privati. Il sistema duale garantirebbe
equilibrio". Lei davvero pensa che governo e imprenditori possano
accettare tali richieste? "Ho visto grande attenzione alle nostre ragioni
da parte del sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta. Quanto ai privati,
devono mostrare più coraggio e aumentare il numero di aerei previsti per la
nuova Alitalia, che nel piano sono meno di 140, mentre
la compagnia ne ha avuti in passato anche 250. Dopo aver respinto il progetto
di Spinetta (Air France), che in sostanza voleva spostare tutto il traffico
verso Parigi, non possiamo andare di nuovo verso un ridimensionamento
dell'azienda ". Il governo punta all'accordo entro la settimana. Ma con le
richieste che avanza lei è impossibile. "No, è possibile. Questa è
l'ultima chiamata per Alitalia". Ma avete anche
appena respinto la proposta del contratto unico per i dipendenti della nuova
compagnia. "Per la Cisl la discussione continua, sapendo che il termine di
paragone sono le grandi compagnie, da Lufthansa ad Air France, e non certo
Ryanair". Giovedì Alitalia, venerdì l'incontro
con la Confindustria sulla riforma del modello contrattuale. Qui avete
l'obiettivo di chiudere entro il 30 settembre. Si può andare oltre, magari per
aspettare che la Cgil sciolga la riserva? "No. Dopo anni di discussione,
non sarebbe comprensibile allungare il brodo. Chiudendo entro il mese saremmo
in tempo per rendere strutturali con la Finanziaria le agevolazioni fiscali
sulla contrattazione decentrata". è vero che lei è pronto alla firma e sta
solo aspettando di capire che vuol fare Guglielmo Epifani (Cgil)? "Nel
merito non ho problemi particolari, perché condivido con Confindustria
l'esigenza di spostare il baricentro della contrattazione in azienda. E prendo
atto che il presidente Emma Marcegaglia non si è trincerata dietro
l'inflazione- fregatura del governo all' 1,7% e vuole invece pattuire con noi
un indice ragionevole ". La Cisl firmerà anche senza la Cgil? "è
complicato rispondere con la trattativa in corso. Io - e Guglielmo lo sa bene -
mi sono sempre battuto per l'unità. Ma l'unità è uno strumento. Il fine è il
miglioramento delle condizioni dei lavoratori. Di tutti i lavoratori. Non
sottovaluterei infatti che le nuove regole dovranno poi essere estese anche ai
dipendenti pubblici". \\ L'accordo separato? Mi sono sempre battuto per
l'unità sindacale ma il fine sono i lavoratori Raffaele Bonanni della Cisl
Enrico Marro.
( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-09 num: - pag: 26 categoria: REDAZIONALE Salvataggi Inizia in salita la
trattativa con i sindacati Alitalia, lo schiaffo dei piloti
"Tavolo separato solo per noi" Abbandonato il negoziato: così ci
massacrano La Procura apre un'inchiesta dopo l'insolvenza. Contratto unico,
primo sì dei confederali ROMA - I piloti se ne sono andati per primi. A
seguire, i sindacati degli assistenti di volo. A fine giornata, al tavolo sul
nuovo contratto dei lavoratori Alitalia, inaugurato
ieri dall'amministratore della Compagnia aerea italiana (Cai), Rocco Sabelli,
sono rimasti i confederali e gli autonomi di Sdl. Il contratto unico proposto
da Cai ha spaccato i sindacati per un motivo semplice: i confederali
l'appoggiano nel metodo perché il nuovo modello preserva la loro
rappresentatività in seno all'azienda a scapito delle rappresentanze minori,
presenti "a macchia di leopardo", e oggi sovraesposte. A perderci
invece sono soprattutto i piloti, costretti a condividere con assistenti di
volo e lavoratori di terra regole che, a loro parere, non trovano riscontro in
Europa. "Ne usciamo massacrati " sostiene l'Up. Per questo i piloti
hanno chiesto un tavolo tutto per loro ma soprattutto un contratto loro. Fino a
quando non l'otterranno non parleranno più di regole. Non è rottura ma c'è una
pregiudiziale da sciogliere. E per ora Cai non ha dato segno di volerla
accogliere. Anche gli assistenti di volo di Avia: "Abbiamo la nostra
specificità - osserva Antonio Di Vietri -, il contratto unico non ci sta
bene". Nel merito poi la proposta di Cai è stata considerata
"irricevibile " da un po' tutti i sindacati preoccupati per i livelli
di reddito proposti che sarebbero inferiori a quelli di Air One. Le nuove
regole su permessi e distacchi sindacali poi travolgerebbero il sistema delle
agibilità sindacali che costerebbero oggi all'azienda 13,5 milioni di euro.
"Se queste sono le proposte non riesco neanche a immaginare un
negoziato" ha detto Mauro Rossi per la Filt-Cgil. "Viene da chiedersi
- ha chiosato Claudio Claudiani (Fit-Cisl) - se si punti a costituire una low
cost o se si voglia davvero dare vita ad una grande compagnia nazionale".
Mentre Roberto Panella (Ugl) ha osservato che "il contratto è
un'umiliazione per tutte le categorie ". "Posso prendere atto avrebbe
replicato Sabelli - sia della pregiudiziale piloti sia del complessivo giudizio
di irricevibilità della proposta e fermarci qui", oppure, avrebbe
aggiunto, provare ad andare avanti "anche su quel poco che è emerso nel
merito: facciamo una piccola pausa e poi proseguiamo nel confronto". E
dall'opposizione arriva l'appello di Matteo Colaninno, ministro ombra del Pd:
"Ai sindacati dico: siamo tutti responsabili, non facciamo saltare anche
questa trattativa". Oggi il confronto dovrebbe riprendere sul piano,
mentre un altro tavolo sarà aperto con la Sea, società di gestione degli scali
milanesi. Ieri a Napoli i lavoratori dell'Atitech hanno di nuovo manifestato.
La Procura di Roma infine ha aperto un fascicolo processuale, per ora privo di
ipotesi di reato e di indicazione di indagati, a seguito della dichiarazione di
insolvenza di Alitalia. Non è esclusa l'audizione del
commissario Augusto Fantozzi. L'amministratore di Compagnia aerea italiana,
Rocco Sabelli A. Bac.
( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-09 num: - pag: 26 categoria:
REDAZIONALE Il Tesoro Pressing su banche e assicurazioni. Alle Poste libretti
fermi per 700 milioni Conti dormienti per il rimborso dei bond ROMA - Il pressing
del Tesoro si è fatto stringente. A Cernobbio, al Workshop Ambrosetti, lo
stesso ministro dell' Economia, Giulio Tremonti, s'è messo a marcare "a
uomo" i direttori generali dell'Assobancaria, Giuseppe Zadra, e
dell'Associazione delle imprese assicurative, Gian Paolo Galli. Infastidito dal
tempo perso dal momento del varo della legge fino ad ora, Tremonti vuole a
tutti i costi, e prima possibile, i dati sui conti e le polizze dormienti. Quel
Fondo previsto dalla Finanziaria del 2006 da alimentare con i denari "
dimenticati" dagli italiani, e che doveva servire a rimborsare i piccoli
risparmiatori rimasti scottati da Cirio, Parmalat, Tango Bond argentini, ma
anche a finanziare la "carta acquisti" per gli anziani indigenti (e
all'inizio pure la stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione,
poi saltata), è rimasto sulla carta. E al Tesoro, dove lamentano l'inerzia del
governo Prodi, hanno a che fare con almeno due problemi urgenti: il
finanziamento della carta acquisti per il 2009, ma
soprattutto il rimborso ai sottoscrittori dei titoli Alitalia. Il
pressing ha avuto effetto sulle banche, che proprio in queste ore stanno
trasmettendo al Tesoro i primi parzialissimi dati sui conti correnti attivi che
non vengono movimentati da almeno dieci anni e che dovranno essere acquisiti
dal Fondo. Difficile azzardare una previsione, ma la stima delle
associazioni dei consumatori, che parlavano di un tesoro nascosto tra i 5 e i
15 miliardi di euro, sembrano lontane dalla realtà. Alle Poste, secondo alcune
indicazioni già trasmesse informalmente al Tesoro, sempre in questi giorni,
sarebbero saltati fuori conti e libretti "dormienti" per un importo
pari a 6-700 milioni di euro. Un bel gruzzoletto, ma probabilmente più piccolo
di quanto si attendesse. Ancora peggio va con le assicurazioni: la legge e i
regolamenti sui conti dormienti si sono dimostrate in questo caso
inapplicabili. Per cui le polizze assicurative dimenticate vanno in
prescrizione e dopo un anno, invece che al Fondo, finiscono a patrimonio delle
compagnie. Tremonti, invece, ha fretta. Sta lavorando a una modifica della
legge per "catturare" il risparmio assicurativo dormiente. E continua
il pressing perché tutti gli intermediari concludano le procedure e versino,
entro metà dicembre, questi benedetti soldi al Fondo. Solo allora si capirà che
uso farne. A meno che i titolari non abbiano in cambio warrant per
sottoscrivere titoli della nuova compagnia, il Fondo servirà, oltre a Parmalat,
Cirio e Argentina, anche a rimborsare i "Mengozzi Bond", cioè le obbligazioni
Alitalia in mano ai privati (300 milioni al valore
nominale). Più difficilmente le azioni, che per definizione sono "capitale
di rischio". Mario Sensini.
( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Spettacoli TV - data: 2008-09-09 num: - pag: 52
categoria: BREVI Teleraccomando di Maria Volpe PER CAPIRE Floris riparte con la
politica Riparte anche Giovanni Floris (foto). Stasera il confronto è di quelli
intriganti: Massimo D'Alema e Giulio Tremonti. In studio anche Angeletti,
Federica Guidi per gli imprenditori, Mario Giordano e Concita De Gregorio al
suo esordio in tv come direttore de L'Unità. "Uno schieramento classico -
commenta Floris - per parlare di classici problemi come
mutui, conti familiari, Alitalia e politica". Un talk show politico quello di Floris che
negli anni è cresciuto diventando un punto di riferimento per la politica, il
giornalismo, il confronto delle idee. Previsti appuntamenti speciali monografici:
si partirà da quello dedicato alla Thyssen. Ballarò Raitre, ore 21.05.
( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-09 num: - pag: 29 categoria:
REDAZIONALE Dibattito Rajan: "Colpa della garanzia pubblica". Ora Gm
e Ford chiedono 50 miliardi L'Europa si divide sulla mossa americana Ordonez
(Banca di Spagna): dimissioni se diventa un modello MILANO - Sembrano secoli da
quando gli europei cercavano il segreto della crescita perpetua dall'altra
parte dell'Oceano: dicono che il mese scorso Miguel Fernandez Ordonez, governatore
della Banca di Spagna, abbia minacciato di dimettersi se l'America fosse
divenuta un modello a Madrid. L'avrebbe fatto quando qualcuno nel governo di
José Luis Zapatero ha preso a studiare un salvataggio dei costruttori in crisi,
a presunta immagine dell'intervento imminente per Fannie Mae e Freddie Mac. E
ora che il Tesoro di Washington ha messo davvero a disposizione 200 miliardi di
dollari per le due finanziarie immobi-liari, non manca chi chiede che l'Europa
impari ancora dagli Stati Uniti. Non però nel segno del mercato, come negli
anni '90. Piuttosto, in una sorta di interventismo che ormai fa del settore
immobiliare americano il più dipendente dallo Stato mai visto al mondo dai
tempi dell'Urss. In un'Europa al limite della recessione, quella mossa non è
passata inosservata. Un editoriale di "Le Monde" di ieri, in un raro
elogio, apprezzava il "pragmatismo" dell'amministrazione Bush. Un
commento del "Pais" contrastava l'attivismo Usa alle scelte della
Banca centrale europea, che "pratica l'inibizione quando non aggrava
goffamente le difficoltà". E "Les Echos", il
quotidiano finanziario di Parigi, è arrivato a lodare l'operazione Alitalia "condotta contro le regole del mercato". Sempre di
più, Ordonez e le sue minacce di dimissioni sembrano una stranezza fuori dal
tempo. Eppure non tutti gli economisti delle università e dei pensatoi
americani sono certi che sia davvero così. E non solo perché, come
sottolinea Morris Goldstein del Peter Peterson Institute for International
Economics, il caso di Fannie e Freddie non è come quello di un costruttore o di
una compagnia aerea: "Fossero saltate - dice Goldstein - avrebbero messo
in ginocchio il mercato immobiliare, molte banche e avrebbero provocato una
dura reazione dei governi creditori in Asia". Ma appunto, nota Eswar
Prasad della Brookings Institution e della Cornell University, il paradosso è
che Fannie e Freddie non sono la prova che il mercato non basta. Al contrario,
mostrano che stare sul mercato con un'implicita garanzia statale può portare al
disastro. "L'esistenza stessa della possibilità di un intervento pubblico
ha creato gli incentivi sbagliati - dice Prasad - perché ha provocato una
situazione fragile in cui pochi choc potevano far crollare l'intero
edificio". Aggiunge Raghuram Rajan della Chicago University, ex
capoeconomista dell'Fmi: "Fannie e Freddie erano capitalizzate così poco
perché tutti pensavano che il governo le avrebbe sostenute ". è stato
l'eccesso di fiducia per l'esistenza di quella mezza promessa pubblica, non il
mercato, a far sì che le due finanziarie private si trovassero a dover
garantire mutui per 5.300 miliardi di dollari con appena 80 miliardi di
capitale. "Quelle garanzie pubbliche hanno spinto Fannie e Freddie a
prendere sempre più rischi", riassume Rajan. Gli fa eco Prasad: "La
lezione non è che un massiccio intervento pubblico può servire ogni tanto, ma
che il coinvolgimento implicito del governo, unito a regole deboli e
inefficaci, può risultare particolarmente dannoso". Andarlo a spiegare a
Detroit è però un'altra storia. Chrysler, Ford e Gm "prima delle
presidenziali chiedono aiuti per 50 miliardi - dice Goldstein - . Ma l'Europa
non deve mica ispirarsi a tutto ciò che facciamo noi in America". Federico
Fubini.
( da "Stampa, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
"La proposta è
irricevibile". Parte in salita la trattativa tra la
Compagnia Aerea Italiana e i sindacati sul nuovo contratto per i dipendenti Alitalia. I piloti: "Non è una rottura delle trattative, ma così per
noi diventa un massacro". Ieri le Borse mondiali, spinte dal salvataggio dei
due colossi dei mutui Usa, hanno segnato rialzi generalizzati. Milano +3%.
Barbera e Grassia ALLE PAGINE 4, 5 E 22.
( da "Messaggero, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Edono un contratto
specifico per la categoria e ieri sera hanno abbandonato il tavolo delle
trattative ("Ma non rompiamo", hanno precisato) di fronte alla
proposta di contratto unico per tutti i dipendenti e di taglio di ferie,
retribuzioni e riposi. "Certe misure ci massacrano". Durissime anche
le altre organizzazioni sindacali: "Proposte irricevibili". Oggi il
confronto dovrebbe riprendere sul piano industriale. Il ministro Sacconi:
"Governo pronto a mediare". Intanto la Procura di Roma apre
un'inchiesta per insolvenza della compagnia.
( da "Messaggero, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
In
salita la trattativa tra compagnia e sindacati. La Procura apre un'inchiesta
per insolvenza Nuova Alitalia, il no dei
piloti Rifiutata l'ipotesi di contratto unico. Sacconi: pronti a mediare.
( da "Tempo, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Vertenza
Bocciato il contratto Cai. La Procura apre un'inchiesta sull'insolvenza Alitalia, i piloti vogliono trattare da soli I sindacati bocciano il
contratto di Cai, i piloti lasciano il tavolo e la trattativa sul futuro della
nuova Alitalia sembra andare in stallo. Nonostante il no delle nove sigle che
rappresentano i lavoratori, però, il confronto proseguirà, nel tentativo di
trovare una via d'uscita, giovedì 11 settembre. Intanto la Procura di
Roma ha aperto un fascicolo sui bilanci e i libri contabili degli ultimi 10
anni di Alitalia, dopo la dichiarazione dello stato di
insolvenza emessa dal tribunale civile. Caleri a pag. 11.
( da "Manifesto, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
ECONOMIA USA
Capitalismo sfrenato, lo salva lo stato Galapagos "Paulson riscrive le
regole del capitalismo", titolava ieri il sito on line della Cnn a
proposito della nazionalizzazione di Fannie Mae e Freddie Mac decisa dal
ministro dell'economia statunitense. Titolo brillante, ma non veritiero:
Paulson non ha riscritto regole nuove, ma ha solamente applicato la vecchia
regola che "impone" allo stato di intervenire quando il sistema
economico - e soprattutto finanziario - è traballante. Ma c'è un altro aspetto
preoccupante nell'intervento a favore dei due colossi dei mutui: il loro salvataggio
può spingere altre società a comportamenti ancora più "disattenti" o
più aggressivi, con la certezza che ci sarà sempre un salvatore di ultima
istanza. CONTINUA | PAGINA 12 Il salvataggio di Fannie Mae e Fredie Mac è stato
accolto con clamorosi consensi dalla comunità finanziaria internazionale e ieri
le borse sono state travolte da un'incredibile euforia che non si sa quanto
potrà durare: già questa mattina i mercati potrebbero riprendere il trend
discendente che da mesi caratterizza il loro andamento. E questo perché il
salvataggio dei due colossi dei mutui non risolve i problemi dell'economia
reale, ma allenta unicamente le tensioni sul fronte della finanza. La
nazionalizzazione di Fannie e Freddie ricorda da vicino il
tentativo del governo italiano di tenere in vita Alitalia: dietro
non c'è nessun piano che sia di rilancio dell'edilizia pubblica o un progetto
industriale sul trasporto aereo non fa differenza. C'è solo una logica di
salvataggio accollandone i costi allo stato. Per quanto riguarda le due società
Usa le prime cifre indicano in circa 200 miliardi di dollari il costo dell'intervento,
mentre per Alitalia la cifra sarà nettamente
inferiore. Ma la logica è la stessa: a pagare sarà lo stato che si accollerà
tutte le perdite pregresse e future secondo una logica di capitalismo assistito
che anche nella patria del liberismo non sembra ammettere la possibilità di un
fallimento da far pagare ai lavoratori e non a chi - nel caso di Fannie e
Freddie - puntando ai facili guadagni garantiti dagli interessi sui mutui che
erano costretti a pagare i cittadini che volevano un tetto sulla testa. Quando
fu creata sul finire degli anni '30, Fannie Mae aveva un obiettivo sociale: la
concessione di mutui a basso costo per favorire l'accesso alla proprietà della
casa. Un intervento spesso definito di "capitalismo democratico". Una
definizione impropria: sarebbe più opportuno parlare di capitalismo
"furbo" visto che l'accesso alla proprietà della casa ha costretto
decine di milioni di persone a indebitarsi a vita e a spingerle a diventare
forza lavoro estremamente flessibile e mobile per non perdere il
"privilegio" della casa. Allo stesso modo per tenere alti i consumi
(e il consumismo sfrenato) c'è stato il boom delle carte di credito che ha
fatto diventare i cittadini Usa i più indebitati del mondo, legandoli
definitivamente a un modello di accumulazione drogato e sbagliato. E le cose
sono progressivamente peggiorate a iniziare dalla metà degli anni '70 con la
privatizzazione: Fannie Mae (e successivamente Freddie Mac, creata in quegli
stessi anni) sono diventate imprese finanziarie che si limitavano a finanziare
le banche e le altre istituzioni che concedevano mutui. Neanche a dirlo a tassi
di mercato, diventati insostenibili negli ultimi anni. Insomma, la loro
attività è comprare i mutui erogati da altri. Attualmente le due società
risultano aver finanziato oltre 5,2 mila miliardi di dollari di mutui - non
subprime - una somma pari a circa un terzo del Pil Usa e della capitalizzazione
di borsa. Ovviamente anche Fannie e Freddie hanno bisogno di finanziarsi e lo
fanno emettendo obbligazioni che collocano su tutti i mercati mondiali. Per
anni le obbligazioni sono state acquistate senza problemi: anche se formalmente
le due società erano private e distribuivano lauti profitti, tutti sapevano che
implicitamente questi bond erano garantiti del governo Usa. Prossimamente
dovranno restituire 250 milioni di obbligazioni in scadenza, ma nelle casse non
c'è una lira. Insomma, Fannie e Freddie erano a rischio default , ma con loro a
rischio erano gli Stati uniti che da almeno due decenni vivono - emettendo bond
- indebitandosi con l'estero. E questo spiega la nazionalizzazione di Fannie e
Freddie: dalla patria del liberismo più sfrenato è partito un messaggio ai
mercati per garantirli che il capitale è sacro. Non è una buona notizia.
( da "Manifesto, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
ALITALIA
| PAGINA 8 "Proposta indecente" Piloti e hostess bocciano il piano
contrattuale CAUCASO | PAGINA 10 Mosca tranquillizza la Ue "Ritiro entro
un mese" AFGHANISTAN | PAGINA 11 Triplicate le vittime civili dei raid
occidentali Il governo Karzai traballa.
( da "Manifesto, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
ALITALIA
· La Cai cerca di imporre contratti umilianti per piloti, assistenti di volo e
operai "Proposta indecente" Francesco Piccioni ROMA Se il "piano
industriale" fa schifo, la "proposta contrattuale" non può
essere migliore. Anzi, presi dall'ansia di risparmiare dappertutto pur di
trovare la via del profitto in un mercato - quello del trasporto aereo -
sconosciuto a quasi tutti i componenti della "cordata italiana", i
"pianificatori" hanno messo nero su bianco condizioni salariali,
normative, di inquadramento professionale mai viste prima in Italia. E
considerate immediatamente "irricevibili" da tutte le organizzazioni
sindacali. Che il progetto della Compagnia aerea italiana (Cai) sia
assolutamente peggiore di quello a suo tempo avanzato da Air France lo dice
ormai apertamente anche IlSole24Ore , quotidiano edito da Confindustria, il cui
presidente - Emma Marcegaglia - partecipa alla cordata (avrà letto il
"suo" giornale?). Che il tipo di contratto proposto sia
"irricevibile" lo hanno spiegato tutti i sindacati presenti ieri
mattina in via Flavia. Al ministero del lavoro è infatti proseguito un finto
confronto tra aspiranti acquirenti di Alitalia e
sindacati, per una volta senza i ministri interessati. Con una
"controparte aziendale" virtuale - i soci hanno fin qui depositato
appena 160.000 euro - che espone le sue condizioni senza neppure tentare di
convincere nessuno. Prendere o lasciare. E si tratta di condizioni capestro,
"oltre i limiti della provocazione", racconta più di un sindacalista.
I piloti sono apparsi fin dall'inizio i più inferociti ("da questa
impostazione contrattuale i piloti uscirebbero massacrati", commentava
l'Up). Gli assistenti di volo non erano da meno e Anpav, Avia e Sdl si
riunivano insieme per una valutazione congiunta. Anche la Cgil alzava la voce,
con il segretario nazionale Mauro Rossi ("È pessima, impraticabile e non
percorribile, così non è materia per arrivare ad un accordo"), chiedendo
quantomeno la consegna dei documenti scritti relativi a piano e contratti. Già,
perché in questa pseudo-trattativa tutto va avanti a slide e proiezioni,
"senza ricevuta" per gli spettatori. Di certo, hostess e steward si
sono visti "offrire" stipendi più bassi degli attuali del 43% per la
parte fissa e del 28-31% di quella variabile; un "av" con 10 anni di
anzianità dovrebbe così andare a guadagnare 1.200 euro. Lordi. Tra i primi
commenti, uno dei pochi riferibili recita: "stare in cielo su un tubo di
latta per 800 euro al mese? che ci vadano loro". Non che gli stipendi
attuali siano da piccoli lord (1.700-1.800 lordi, con quell'anzianità), ma a
tutto c'è un limite. Ma non basta. Tutti dovrebbero recarsi al lavoro con i
propri mezzi, senza più "navetta" ("può andare bene a chi non
fa, con un turno, anche 16-18 ore; e magari con qualche fuso orario da
recuperare... l'ideale per montare in macchina e mettersi alla guida");
eliminazione della quattordicesima; riduzione delle ferie da 42 a 30 giorni
(per i piloti); secca diminuzione dei riposi (tre in meno al mese);
eliminazione di una delle tre qualifiche; introduzione del "criterio del
merito", che suona quasi ridicolo in un mestiere dove chi sbaglia muore.
Meno dettagliate, ma egualmente penalizzanti, le riduzioni di salario e gli
incrementi di orario per quanto riguarda il (residuo) personale di terra. Che
per "concorrere alla salvezza" dell'Alitalia
fosse necessario fare altri sacrifici, i lavoratori dell'azienda lo sapevano.
"Ma qui qualcuno fa il furbo...". Così, dopo una pausa di tre ore
concessa per "poter esaminare le proposte fatte", i piloti (Anpac e
Up) si sono alzati dal tavolo chiedendo di essere "trattati" in un
ambito separato "vista la specificità del nostro lavoro". Le posizioni
dei sindacati sono, come si usa dire, "fortemente articolate". Ma se
nessuno vuole la rottura, nessuno sembra disposto a dire "sì" alle
peggiori proposte, fatte nella presunzione che "o così o il fallimento, e
sarà responsabilità vostra". Persino i più "dialoganti", come la
Cisl, chiedono che sia "riequilibrato in modo sensibile il negoziato.
Modificate le proposte che vanno nel senso dell'azzeramento di norme tipiche
del settore, come pure dell'abbattimento insopportabile di reddito". Il
punto, in effetti, resta sempre lo stesso: la Cai vuol fare una low cost (con
stipendi, diritti e livelli di sicurezza da low cost ) da rivendere ad Air
France il prima possibile, oppure rifare una compagnia di bandiera credibile?
Piano industriale e contratti dicono che anche l'obiettivo della low cost
sembra troppo ambizioso. 1200 E' il salario mensile - lordo, naturalmente -
proposto per gli assistenti di volo. Una vera presa in giro per chi oggi, con
10 anni di anzianità, guadagna 1700 euro lordi al mese.
( da "Tempo, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Panella (Ugl
Trasporti) "Conseguenze drammatiche se le posizioni non cambiano" Ugl
Trasporti avverte la Cai sulle possibili "conseguenze drammatiche"
del contratto "umiliante" proposto per i
dipendenti della nuova Alitalia. "Siamo disposti a sacrifici - ha detto il segretario
nazionale, Roberto Panella- proponendo un contributo sul costo del lavoro, ma a
partire dai contratti esistenti. Il contratto Cai è un'umiliazione per tutte le
categorie". "Ora - ha aggiunto Panella - siamo noi a chiedere alla
Cai di riflettere bene".
( da "Tempo, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa La Procura di
Roma a seguito della dichiarazione di ... La Procura di Roma a seguito della
dichiarazione di insolvenza della compagnia di bandiera si
concentrerà sulla gestione di Alitalia degli ultimi dieci anni a
partire dai bilanci e dai documenti contabili relativi a questo arco di tempo.
è quanto emerso dopo una riunione che si è tenuta ieri a Piazzale Clodio dai
magistrati titolari dell'inchiesta: Francesca Loi, Gustavo de Marinis e Stefano
Pesci, coordinati dal procuratore aggiunto, Nello Rossi. Al momento non
rientrano nell'ambito degli accertamenti previsti dagli inquirenti, la gestione
presente e il futuro della compagnia, in relazione al suo commissariamento,
alle recenti modifiche alla legge marzano sul salvataggio delle grandi imprese,
e delle trattative per l'acquisizione degli asset della compagnia da parte
della Cai, Compagnia aerea italiana. La procura non esclude di avvalersi di due
consulenze: una di tipo contabile-finanziario, e un'altra di tipo tecnico, da
parte di un esperto di economia dei trasporti e più nello specifico del settore
aeronautico. L'obiettivo: passare al vaglio le operazioni e le scelte aziendali
della compagnia a ritroso dalla dichiarazione di insolvenza fino ad un arco di
tempo precedente di circa dieci anni. Già nei prossimi giorni il nucleo di
polizia tributaria della guardia di finanza potrebbe essere incaricato di
acquisire i primi documenti utili alle indagini. Il fascicolo, per ora privo di
indicazione di ipotesi di reato o indagati, contiene per ora solo la
dichiarazione di insolvenza della compagnia. Non è escluso che gli inquirenti
possano sentire come testimoni il commissario di Alitalia,
Augusto Fantozzi, e l'advisor dell'operazione Fenice, Corrado Passera. Il reato
che si configura per i vecchi vertici sarebbe quello di bancarotta.
( da "Manifesto, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
RAITRE · Sfida
D'Alema/Tremonti "Ballarò" riparte senza preconcetti Con un confronto
televisivo tra due protagonisti della politica italiana, Giulio Tremonti e
Massimo D'Alema, prende l'avvio la nuova edizione - la settima - di Ballarò, il
settimanale di Raitre che torna a occupare il consueto spazio del martedì alle
21.05. Non ci sono novità sostanziali rispetto al ciclo che si è concluso a
giugno, la trasmissione torna infatti ad affrontare i temi dell'attualità
politica ed economica del nostro paese. "Si va dall'Alitalia al problema dei mutui, parlando anche di quello che sta
succedendo negli Stati uniti", anticipa il conduttore Giovanni Floris. Con
un punto di osservazione che intende essere diverso: "non quello di chi
governa, ma quello di chi è governato". Il programma che va sempre
in onda dallo studio 2 di via Teulada, coinvolge anche quest'anno con la sua
speciale "copertina satirica" di Maurizio Crozza, mentre per ogni
puntata andrà in onda lo speciale Viaggio in America di Andrea Salvatore, sulle
elezioni presidenziali statunitensi. Indici di ascolto di tutto rispetto, un
successo che sempre Floris spiega dovuto al fatto che: "nel corso degli
anni, Ballarò ha saputo aggiungere alla realtà televisiva un punto di vista che
mancava, sta nel fatto che non ha pudori a parlare di nessun argomento. In
quest'edizione se ce ne sarà occasione torneremo a parlare di intercettazioni e
del caso Saccà. Nella puntata odierna, insieme a Tremonti e a D'Alema
valuteremo i primi mesi del governo Berlusconi e le azioni
dell'opposizione". Infine su alcuni degli argomenti al centro di
quest'edizione della trasmissione, Floris anticipa: "Continueremo a
parlare di tutte le notizie più attuali che riguardano il nostro paese, dal
punto di vista politico, economico e di cronaca. Stiamo già preparando
-conclude- uno speciale in occasione dell'anniversario delle morti della
Thyssen Krupp".
( da "Messaggero, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Unico
per tutti i dipendenti della nuova Alitalia. "Perchè
- sostengono - non c'è una compagnia al mondo dove non ci sia un contratto
specifico per i comandanti". Ma Anpac e Up sono contrarie anche e
soprattutto perchè l'operazione andrebbe a tagliare stipendi e molte altre
"voci" che oggi sono rilevanti nelle retribuzioni. Infatti, sarebbe intenzione del
nuovo management di Alitalia di adeguare gli stipendi
a quelli dei piloti AirOne che guadagnano mediamente il 30 per in meno dei loro
colleghi.
( da "Messaggero, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Di
GIULIA LEONI MILANO - Cai vuole conoscere i conti di Alitalia e chiede la
due diligence sui beni. Intanto con il governo, tramite qualche azionista di
peso, si appresta a studiare una soluzione per la manutenzione pesante.
Attività che sarà fuori dalla Nuova Alitalia, come ha detto
giovedì scorso ai sindacati l'a.d. di Cai, Rocco Sabelli. Secondo quanto risulta a Il
Messaggero oggi esponenti di spicco dell'azionariato di Cai - Intesa Sanpaolo è
il coordinatore strategico della cordata che ha dato vita alla società -
dovrebbero andare a Palazzo Chigi per parlare appunto del destino della
manutenzione pesante, ovvero di Az Servizi. Società che fa capo per il 51% a
Fintecna e per il 49% ad Alitalia. Sul tavolo
l'ipotesi di un riassetto che potrebbe prevedere un rimescolamento azionario:
accanto a Fintecna potrebbe entrare un'altra società pubblica e Cai potrebbe
intervenire. La stessa Cai, intanto, ieri, si sarebbe fatta avanti con il
commissario di Alitalia, Augusto Fantozzi e avrebbe
chiesto di poter effettuare una due diligence, cioè una verifica sui beni da
comprare della compagnia. Ma soprattutto avrebbe chiesto di poter alzare il
velo sui conti semestrali di Alitalia aggiornati e non
approvati dal vecchio consiglio, lo scorso 29 agosto. Fantozzi avrebbe ricevuto
una richiesta scritta con l'indicazione di tutte le attività sulle quali la
società intende svolgere una verifica attenta prima di formulare l'offerta
definitiva. Gli asset di Alitalia verranno poi
integrati con Air One, valutata circa 300 milioni. Oggi uomini di dovrebbero
vedere il commissario per decidere quando potrà partire la due diligence. La
data sarà necessariamente a breve - in settimana - perchè come ha detto
Fantozzi, le casse della compagnia sono quasi vuote e la Nuova Alitalia deve decollare al massimo il 1° novembre. La
verifica chiesta da Cai sarà economica, finanziaria, industriale e legale: per
questo oltre al team di Intesa guidato da Gaetano Miccichè scenderanno in campo
il gruppo Boston consulting e gli avvocati degli studi Bonelli Erede Pappalardo
e Pavesi Gitti Verzoni. Il commissario dovrà predisporre una situazione
patrimoniale al 29 agosto: numeri senza i quali è difficile poter definire
l'offerta. Ma che da soli non bastano. Sarà necessario fare un check up sugli
aerei per testarne le condizioni di salute e mettere a fuoco tutti i contratti
in essere e che verranno ereditati dalla Nuova Alitalia.
Da quelli di leasing sugli aerei, a quelli di finanziamento, a quelli siglati
con i tanti scali nei quali atterrano i velivoli. Per accertare se i contratti
sono stati stipulati a valori di mercato e capire se, nelle pieghe dei
meccanismi, ci sono spazi per una loro eventuale rinegoziazione. E ancora:
sotto la lente finiranno gli accordi tra Alitalia e le
varie società di servizi. Al termine della due diligence, Intesa e i consulenti
tireranno le somme e valuteranno se effettivamente i beni da acquistare valgono
davvero 400 milioni. Cifra, indicativa, contenuta nella proposta non vincolante
consegnata a Fantozzi lo scorso 1° settembre. Una proposta subordinata ad una
serie di condizioni, tra le quali il buon esito della trattativa con i sindacati.
Infine, bisognerà calcolare la compatibilità dell'offerta con il piano Fenice
predisposto da Intesa e che contiene alcune proiezioni future per la Nuova Alitalia. Come il pareggio entro il 2010 e il ritorno
all'utile - per 83 milioni - nel 2011.
( da "Messaggero, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Econdo quanto risulta
a Il Messaggero, gli organi tecnici della commissione trasporti europea guidata
da Antonio Tajani avrebbero invitato a Bruxelles i colleghi tecnici di palazzo
Chigi e dei ministeri delle Infrastrutture e trasporti, Sviluppo economico,
Economia, Politiche comunitarie. Al centro dell'audizione ci sarebbero alcuni
risvolti del salvataggio della compagnia di bandiera. Risvolti sui quali
l'Autorità europea ha acceso un faro alla fine della scorsa settimana.
L'incontro di domani fa seguito a quello avuto, sempre a Bruxeless da Roberto
Colaninno, presidente della Compagnia aerea italiana (Cai), solo alcuni giorni
fa. Quando, accompagnato da Fabio Canè del team di Intesa Sanpaolo e dal
professor Franco Bonelli, il manager ha incontrato gli uomini della commissione
trasporti. Che evidentemente hanno bisogno di ulteriori lumi. Non tanto sul
fronte degli acquirenti, la cordata radunata in Cai. Quanto sul fronte del
venditore, il governo appunto. Alla riunione di domani ciascun ministero
dovrebbe inviare il proprio direttore generale o, in alternativa, il proprio
capo di gabinetto. Lo staff di Tajani vuole chiarimenti su una serie di
questioni aperte. Sembra che nel dossier figuri anche il prestito ponte da 300
milioni concesso lo scorso aprile dal governo allora in carica, il governo
Prodi, d'intesa con l'attuale governo Berlusconi. Ma le richieste di lumi
andrebbero anche oltre. E riguarderebbero, tra l'altro, le modalità con le
quali alcuni asset verranno ceduti a Cai, se l'offerta andrà in porto.
Meccanismi che potrebbero configurare eventuali aiuti di stato. L'Europa, in
sostanza, intende capire in base a quali criteri il commissario Augusto
Fantozzi intende valutare l'offerta definitiva, che arriverà da Cai. Ma prima
ancora vuole sapere dal governo, che ha varato il decreto Marzano2 contenente
le norme sulla procedura straordinaria, quali misure garantiranno la
trasparenza della trattativa privata. La Commissione guidata da Tajani vuole
anche conoscere, infine, la ratio alla base della sospensione dei poteri dell'Antitrust
italiano. Sospensione che figurava tra le condizioni poste
alla base del piano Fenice messo nero su bianco da Intesa Sanpaolo. E che è
stata recepita dal decreto che ha modificato la legge Marzano, consentendo
l'ammissione di Alitalia alla procedura straordinaria. E aperto la strada a tutto quello
che ne conseguirà. G.Leo.
( da "Messaggero, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Di LUCIANO
COSTANTINI ROMA Magari giovedì, o nelle ore successive, sindacati e azienda
troveranno un accordo sul piano industriale e, più in generale, sulla nascita della nuova Alitalia, ma certo
l'avvio del confronto vero è tutto in salita. Intanto i piloti, ieri sera, si
sono alzati dal tavolo ("ma senza rompere la trattativa") sul punto
specifico dei nuovi assetti contrattuali. Perchè il sistema immaginato e
illustrato dal nuovo management della Magliana è stato giudicato
"irricevibile", perfino "punitivo" da tutte le
organizzazioni di categoria. In sostanza, Rocco Sabelli, amministratore
delegato di Cai, ha proposto di procedere a un azzeramento per definire un
contratto unico per tutti i dipendenti, cioè per piloti, assistenti di volo e
personale di terra. Ovviamente, un contratto che preveda retribuzioni più basse
e una parte degli emolumenti (si dice fino al 25%) legati alla
"variabilità". In altre parole, legati alla maggiore produttività e
redditività. I "comandanti" considerano però pregiudiziale ad ogni
discussione un contratto tutto per loro; hostess e steward hanno manifestato la
stessa esigenza. "Non c'è compagnia al mondo - hanno riaffermato - che non
mantenga contratti specifici per il personale navigante. Sui possibili accordi
di categoria siamo disposti a discutere ed anche a fare gli opportuni
sacrifici. Intervenga il governo". Poi sui contenuti della proposta Cai.
Durissima la risposta di Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl: "Ne usciremmo
massacrati", ha semplicemente sottolineato il presidente dell'Unione
Piloti, Massimo Notaro. "La discontinuità rispetto al passato - ha
affermato Roberto Panella dell'Ugl - non si può tradurre in una mortificazione
per i lavoratori". Più morbide, ma soltanto nell'atteggiamento, non sui
contenuti, Cisl e Uil che prima di formalizzare una eventuale rottura
vorrebbero studiare nel dettaglio tutte le carte ("Vanno consolidati gli
spazi della trattativa"). Carte che Sabelli, preso atto dell'empasse
negoziale, ha consegnato nel primo pomeriggio invitando i sindacati alla
riflessione. Risultato: aggiornamento del tavolo e riapertura in prima serata.
Una pausa che tuttavia non è servita ad avvicinare le posizioni. Tutt'altro.
"Proposta impraticabile", secondo Franco Nasso della Filt/Cgil.
"Pessima" per Paolo Maras dell'Sdl. "Una provocazione", a
giudizio di Massimo Muccioli dell'Anpav. In definitiva viene contestato il
taglio a retribuzioni, ferie e riposi, vogliono far partire la discussione dai
tre contratti esistenti. Ma, come in ogni trattativa che si rispetti, le
organizzazioni sindacali hanno rilanciato dichiarandosi pronte a formulare una
controproposta. Salvo i piloti che si sono tirati fuori dalla partita. Una
mossa che tuttavia potrebbe adesso provocare una frattura all'interno dell'arco
sindacale perchè Cgil, Cisl, Uil, Ugl, per esempio, non sarebbero affatto
contrarie ad un contratto unico e sulla specifica questione potrebbero non fare
da sponda ai piloti. Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ostenta un
cauto ottimismo, comunque, non dispera: "Il governo è pronto a svolgere la
sua funzione di mediazione. Sono convinto che ci siano tutte le condizioni per
poter arrivare a una conclusione positiva, occorre solo pazienza e il reciproco
ascolto". Cosa accadrà nelle prossime ore? Intanto oggi la trattativa
dovrebbe riprendere anche se la conferma arriverà solo in mattinata. Anche i
piloti torneranno al tavolo ma per discutere, più in generale, di piano
industriale ed esuberi. Anche questa una partita dura, ma intanto dovrebbe
servire a svelenire il il confronto sugli assetti contrattuali. Un capitolo che
verrebbe riaperto e discusso soltanto - se ci si arriverà - al momento del rush
finale. Una sorta di stralcio che darebbe, quanto meno, l'opportunità alle
parti di non far saltare la trattativa e con essa l'Alitalia.
Sicuramente resteranno al tavolo le altre sette sigle rappresentate in azienda.
Tuttavia, ha avvertito il presidente di Avio, Antonio Di Vietri, "in
assenza del governo non si potrà continuare". L'ipotesi, che comincia a
circolare, è che il confronto andrà avanti, magari viaggiando sempre sul
delicato crinale della rottura e che al momento cruciale (e ci sarà)
interverranno il governo e i leader delle confederazioni per dire l'ultima
parola. A conclusione della serata Sabelli ha inviato una sorta di messaggio:
"Prendo atto della pregiudiziale dei piloti e del complessivo giudizio di
irricevibilità e fermarmi qui oppure provare ad andare avanti anche su quel
poco che è emerso sul merito?".
( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 215 del
2008-09-09 pagina 3 Berlusconi ritrova la "Letizia": nodi Expo
sciolti in pochi giorni di Giannino della Frattina Disgelo dopo le polemiche.
Ieri incontro ad Arcore tra premier e sindaco che assicura: "Grande
sintonia" Sulla governance dell'Expo 2015 "stiamo lavorando e il
presidente Silvio Berlusconi scioglierà tutti i nodi nei prossimi giorni".
Mentre per il futuro di Malpensa ha promesso "più aeroporti e meno linee
aeree". E l'imposta sulla casa? "Non ci sarà un rientro dell'Ici. È
stato già chiarito, ma lo ripeto". Tempo di disgelo. E, uscendo ieri sera
da Villa San Martino ad Arcore, il sindaco Letizia Moratti può tranquillamente
parlare di "grande sintonia, sono estremamente soddisfatta". Non solo
per rispetto del galateo ma perché, presente anche il coordinatore regionale di
Fi Guido Podestà, può già elencare i primi risultati del dialogo riavviato. E
le polemiche? Ovviamente tutta colpa dei giornalisti. Alla domanda sulle
tensioni dopo le critiche di lady Letizia al governo, "il presidente -
risponde lei con un gran sorriso -, un po' scherzando mi ha detto, "sono
capace di leggere i titoli, ma anche i contenuti degli articoli"".
Un'ora e mezza di colloquio faccia a faccia, dunque, ed era un po' che non
succedeva. Non solo per le vacanze estive trascorse rispettivamente in Sardegna
e all'isola d'Elba. Ieri la tregua. A sentir la Moratti la strada tracciata
sarebbe, come nei desideri del premier, "partecipazione degli enti locali
ed equilibrio nella governance". Niente amministratore unico, dunque, ma
un amministratore delegato che potrebbe essere Paolo Glisenti, il fedelissimo
che la Moratti chiede di mettere al timone dell'organizzazione. Da decidere, le
deleghe da assegnargli e il nome del presidente di garanzia. "Il premier
Berlusconi - aggiunge la Moratti - ha garantito, come sempre, una grande
attenzione alla città di Milano e alle tematiche che la riguardano, tra cui
Malpensa, Linate ed Expo. Proseguiremo anche nei prossimi giorni". In
agenda "un'analisi attenta su tutte le tematiche del sistema aeroportuale
del Nord. Sono sicura e fiduciosa che si arriverà ad una riconsiderazione di
tale sistema che tenga conto delle necessità anche di una possibile nuova
configurazione degli aeroporti, ma in una logica di rafforzamento". Il piano salva Alitalia? "C'è necessità di
aeroporti in Europa. Quindi il problema non è ridimensionare gli scali, ma un
consolidamento dei vettori. Quindi più aeroporti e meno linee aeree". Di
clima molto sereno parla anche l'onorevole Podestà. "La Moratti - il suo
commento alla fine dell'incontro - non si deve assolutamente sentire
abbandonata. Il presidente Berlusconi le ha spiegato di essere stato
molto impegnato in questo periodo con grandi emergenze nazionali e
internazionali. I rifiuti di Napoli, il salvataggio di Alitalia,
ma anche la crisi della Georgia. Ora si è impegnato ad affrontare e a mettere a
punto anche le questioni che riguardano Milano". Parole che non convincono
Filippo Penati. "Dall'incontro con il premier Berlusconi - attacca il
presidente della Provincia - non sono uscite garanzie precise per il sistema
aeroportuale milanese. Le istituzioni tornino a chiedere unite gli impegni a
salvaguardia del sistema aeroportuale milanese, a partire dal futuro di Linate
e dalla liberalizzazione dei diritti di volo. Ho chiesto in due riprese, il 26
e 29 agosto, un incontro con il governo su questo tema, senza ricevere alcuna
risposta. A questo punto, chiedo al sindaco Moratti di inviare, a nome di tutte
le istituzioni milanesi e lombarde, una richiesta per la convocazione urgente
del Tavolo Milano che sono pronto a sottoscrivere immediatamente, perché non è
più rinviabile un momento istituzionale di confronto allargato su una questione
così strategica come il futuro del sistema aeroportuale milanese". ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 215 del
2008-09-09 pagina 2 Confalonieri è ottimista: "Non faremo brutte
figure" di Redazione "Sono ottimista, credo che sapranno trovare un
accordo. Dopo tutta la fatica che è stata fatta per portare l'Expo a Milano
credo proprio che non ci sarà una brutta figura". Così Fedele
Confalonieri, presidente di Mediaset, ieri si è dichiarato fiducioso
sull'organizzazione milanese dell'Expo 2015 malgrado il sindaco Letizia Moratti
abbia detto nei giorni scorsi a Cernobbio che c'è un momento di blocco. La
discussione verte soprattutto sulla governance della società incaricata di
gestire la preparazione dell'evento: la Moratti vorrebbe un organismo snello,
con un amministratore unico, il governo un cda allargato con un amministratore
delegato, ma anche sul nome del braccio destro della Moratti, Paolo Glisenti,
c'è scontro. "Sono ottimista, credo che si metteranno d'accordo", ha
affermato prima dell'incontro ad Arcore tra il presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi e il sindaco Moratti. Applausi dal presidente di
Mediaset anche a proposito dell'operazione Alitalia.
"Credo che sia una buona cosa cercare di salvare una compagnia italiana -
ha commentato Confalonieri -. "Speriamo che riescano e che la cosa vada in
porto. Facciamo gli auguri. Credo che quando occorre un rilievo è giusto che lo
Stato intervenga: questo vale anche per Alitalia".
© SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 215 del
2008-09-09 pagina 3 "Siamo alla canna del gas non possiamo più
scherzare" di Redazione Claudiani (Fit-Cisl): "Necessario restare a
trattare, qualche margine d'azione c'è e va verificato. Ma
certe impostazioni contro i lavoratori sono troppo punitive" da Roma
Claudio Claudiani, lei rappresenta la Cisl al negoziato Alitalia. Come valuta la scelta dei piloti di abbandonare il tavolo della
trattativa? "Al momento in cui è giunto il confronto (osserva con un filo
di voce: "Sono in una pausa della trattativa", spiega) credo che ci
sia molto nervosismo e tatticismo. Una cosa però è certa". Quale?
"Che siamo arrivati alla canna del gas. Non c'è più spazio per nessuno per
giocare. Non può giocare il governo, al quale chiedo di far sentire più forte
la sua voce. Non può giocare il sindacato: sarebbe disastroso". Insomma,
condivide l'ipotesi che se i piloti fanno saltare la trattativa, salta tutto?
"Condivido la necessità di una consapevolezza complessiva maggiore.
Soprattutto siamo arrivati ad un punto in cui serve una disponibilità ad un
confronto più ampio. Occorre rendere solido il confronto ed ancorarlo nel
merito alla tutela del lavoro, nonchè gli spazi d'intervento sul piano
industriale, soprattutto in termini di flotta, di offerta intercontinentale e
di manutenzione pesante". Cosa chiede, più soldi? "Non chiedo più
soldi. Chiedo un atto di responsabilità da parte di tutti. Il governo deve far
sentire la sua voce in modo più deciso, più forte. Chiediamo che il governo
riassuma il ruolo di garante. Solo procedendo attraverso un confronto nel
merito ad oltranza si può raggiungere il traguardo che auspichiamo. Al tempo
stesso, le altre parti devono verificare maggiori margini, anche per le
garanzie". In altre parole? "Quella che stiamo conducendo è una
trattativa che sta proseguendo in una dimensione complessiva. È sicuramente
molto articolata e complessa. E proprio per questo, non può lasciare spazio a
posizioni categoriali. L'analisi dei problemi richiede una valutazione ed un
approfondimento generali che ci obbliga ad una mutualità ed attenzione
complessiva". Pare di capire che sia contrario allo "strappo"
dei piloti... "Ripeto. Il negoziato sta vivendo un momento di nervosismo e
di tatticismo. Per queste ragioni ritengo sia necessario restare al tavolo
della trattativa. C'è da negoziare il numero di addetti. E bisogna negoziarlo
tutti insieme. I margini d'azione non sono molti, ma vanno tutti verificati. E
si verificano solo stando al tavolo. Siamo alla canna del gas. Non si può più
giocare". Ma come dovrebbe essere quindi impostata la trattativa? "Il
negoziato va riequilibrato. Vanno superate impostazioni punitive per i
lavoratori, anche in presenza di un momento così drammatico per Alitalia". Appunto... "Già, ma viene da chiedersi
se si punti a costituire una compagnia low cost o se si voglia davvero dare
vita ad una grande compagnia nazionale che si misuri su rotte internazionali ed
intercontinentali". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 215 del
2008-09-09 pagina 3 Scatta l'inchiesta su dieci anni di gestione di Redazione
La mossa dei pm romani dopo la dichiarazione d'insolvenza della compagnia
Proprio ora che l'Alitalia sta per essere privatizzata la procura della Repubblica di Roma
ha deciso di vederci chiaro sul fiume di denaro pubblico affluito nelle casse
di via della Magliana. Al vaglio i bilanci di Alitalia degli
ultimi dieci anni. Il procuratore aggiunto Nello Rossi e i sostituti Stefano
Pesci, Gustavo de Marinis e Francesca Loy acquisiranno nei prossimi giorni i
documenti contabili tramite una delega al Nucleo di polizia tributaria
della Guardia di finanza. Per ora i magistrati di piazzale Clodio hanno aperto
un fascicolo di indagine senza ipotesi di reato né indagati. L'azione è partita
dopo la dichiarazione di insolvenza della compagnia di bandiera dichiarata dal
tribunale civile, che per i magistrati è sorta di spartiacque. E ora vogliono
capire se le risorse finanziarie di Alitalia siano
state sempre usate in modo congruo o meno. Il tutto nel rispetto della tutela
dei creditori. Ad oggi il presente e il futuro di Alitalia,
le vicende legate alla Compagnia aerea italiana e alla cordata di Roberto
Colaninno non sono all'attenzione della procura. Agli atti dei magistrati
l'esposto presentato dal Codacons nel quale l'associazione ipotizzava la
bancarotta della compagnia di bandiera. "Siamo soddisfatti dell'apertura
dell'inchiesta da parte della magistratura - commenta il presidente Codacons,
Carlo Rienzi - ma non ci fermiamo qui. Stiamo infatti per presentare un ricorso
in Tribunale e uno al Tar del Lazio contro le decisioni che hanno investito Alitalia e che riteniamo illegittime. Chiederemo di
annullare la delibera del Cda che ha chiesto l'ammissione alla legge Marzano e
la nomina del commissario Fantozzi". I pm nomineranno due consulenti: un
esperto contabile e un tecnico, un economista competente di trasporti. ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 215 del 2008-09-09 pagina 1 Alitalia, i piloti non mollano i
privilegi di Redazione La categoria più protetta dice no al piano: i sindacati
lasciano il tavolo, ma non rompono Parte in salita il confronto tra la
Compagnia Aerea Italiana e i sindacati sulla nuova impostazione contrattuale
per i dipendenti Alitalia proposta dalla Newco. Così in salita al punto che si
parla di "tavolo a rischio". In serata, i piloti hanno lasciato la
trattativa chiedendo un confronto separato. Dal governo è arrivato l'invito
alla pazienza e all'ascolto reciproco. "Abbiamo dato piena disponibilità -
spiegano dall'Anpac - a patto che vengano trattate separatamente le peculiarità
dei piloti, dei dipendenti di terra e degli assistenti di volo". © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 215 del
2008-09-09 pagina 21 Masciandaro: "Un'enorme cambiale in bianco" di
Redazione da Milano "È come dare una forte dose a un drogato. Vedrà che si
riprende. Ma non è una soluzione". La metafora è di Donato Masciandaro,
ordinario di Economia della regolamentazione finanziaria alla Bocconi di
Milano. I mercati hanno festeggiato il piano di salvataggio dei colossi dei
mutui Usa. Ma l'economista invita a mettere da parte gli entusiasmi e a
guardare la realtà di un sistema viziato da pochi controlli, bassi tassi, e
alti debiti, incurante delle regole di mercato. Professore, non è una svolta il
salvataggio di Fannie e Freddie? "È soprattutto il tentativo di una classe
politica di salvare le apparenze, almeno fino alle elezioni. Il sistema
americano è vissuto al di sopra delle proprie possibilità, alimentando non due,
ma tre deficit: quello pubblico, quello commerciale e quello dei privati.
Un'economia cicala che si regge solo grazie ai capitali stranieri. Solo che gli
investitori stranieri hanno cominciato a prendere le distanze, la settimana
scorsa Bank of China ha liquidato i titoli di Freddie e Fannie". C'è la
novità del deciso intervento pubblico. "In realtà è la terza volta che
l'amministrazione interviene e sempre calpestando le regole del mercato. Prima
con Bear Stearns: non si era mai vista una banca centrale salvare una banca
d'investimento. Poi, a fine luglio, Bush ha tentato di tranquillizzare i
mercati annunciando il sostegno a Fannie e Freddie, ma con pochi risultati. Ora
questo piano, che è un'iniezione di liquidità e un'enorme cambiale in
bianco". In che senso? "Non si dicono i termini dell'operazione, ma
si dice che si è disposti a immettere centinaia di miliardi di dollari e che
dietro ai prestiti di Fannie e Freddie d'ora in poi ci sarà sempre lo Stato. In
Europa una cosa del genere non passerebbe. S'immagini in
Italia, se in un caso come quello di Alitalia, fosse
venuto fuori un ente pubblico, come la Cassa depositi e prestiti a dire:
"Ci pensiamo noi, copriamo i debiti, non si sa quanto ci costerà e non c'è
un vero piano ma mettiamo subito tanti miliardi...". Si sarebbero sentite
le urla". Insomma, in Europa come regole siamo messi meglio.
"Le regole di mercato è più facile che vengano rispettate in Europa. I
principi della concorrenza sono molto più forti, anche nel settore bancario e
della finanza. Poi c'è un controllo maggiore: quando un Paese prende
un'iniziativa non solo l'Europa vigila, ma anche gli altri Paesi, i membri Ue
si controllano a vicenda. Il problema americano invece è quello di troppa
politica in un settore fondamentale come l'economia". © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Voce d'Italia, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Articoli correlati: *Alitalia: piloti e
assistenti di volo "proposta irricevibile" *Tremonti: "La prima
casa rimane detassata", Berlusconi: "Mantengo le promesse" *Alitalia, proposta di
Air France bloccata da Passera Guarda tutti i correlati.
( da "Quotidiano.net" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Lo afferma in
un'intervista al "Resto del Carlino-La Nazione-Il giorno" il leader
del Carroccio, che riconosce: "E' difficile fare il ministro della
pubblica istruzione- e dichiara di -non aver mai pensato all'eventualità che il
ministero possa andare alla Lega"
"
/> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Politica SPORT
FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo
Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute
Tecnologia Meteo Scommesse Casa RIFORMA DELLA SCUOLA Bossi: "Via libera al
maestro unico" Lo afferma in un'intervista al "Resto del Carlino-La
Nazione-Il giorno" il leader del Carroccio, che riconosce: "E'
difficile fare il ministro della pubblica istruzione- e dichiara di -non aver
mai pensato all'eventualità che il ministero possa andare alla Lega"
MILANO - OGGI Umberto Bossi vede a Roma il presidente del Consiglio. Spera di
strappare il sì all'approvazione, nel Consiglio dei ministri di giovedì, del
testo di legge delega sul federalismo fiscale. Perché, domenica, sulla
veneziana Riva degli Schiavoni, il ministro delle Riforme vuole presentarsi ai
padani con in mano qualcosa in più della solita promessa. Altrimenti, ministro
Bossi? Ti guarda quasi con fastidio, è una domanda oziosa ti dice con gli
occhi. Poi, risponde: "Venezia è da sempre una riunione per la libertà dei
popoli padani. Il federalismo? Beh, se arriva è meglio di niente. Ma là
vogliono la libertà, perchè c'è un Nord che sa di avere la forza e i numeri per
conquistarsela. Al di là di me e della Lega". Vuol dire che lei si sta
battendo per qualcosa che non placherà tutto il Nord? "Voglio dire che il
federalismo è una mediazione. Che ai padani che vengono a Venezia non gliene
frega nulla". Eppure la Lega pone il federalismo fiscale innanzi tutto.
Nella maggioranza ci sono voci divergenti, anche vicino a Berlusconi. "Non
è vero, tra gli alleati non ci sono nemici. Certo, si vedrà, soprattutto, in
commissione e poi in aula come la maggioranza voterà. Ma, attenzione, il Nord
può rivelarsi una belva, se viene ancora deluso". Lei crede che il premier
sia un convinto federalista? "Non lo so, lo chieda a lui". Poi, si
corregge: "Sono sicuro di sì, anche perchè sa bene, il presidente del
Consiglio, che l'unica alternativa al federalismo sarebbe la secessione. Il
Nord ha milioni di uomini, non ha paura di niente, certamente non di battersi.
Meglio non farlo incazzare". Minacciare ancora la secessione non è come
gridare “al lupo, al lupo”? "Il Nord è in grado di farla. Ma, certo,
sarebbe meglio poter scegliere una via democratica alla libertà". La Lega
sale nei sondaggi. C'è chi dice che il premier tenda la mano all'Udc per avere
un contrappeso. "Noi siamo bravi. Ma siamo fedeli agli alleati. E' il
generale Berlusconi che deve decidere chi deve stare nella maggioranza. Per ora
non c'è problema". Eppure, le polemiche tra i ministri leghisti e i
colleghi non mancano. Lei ha attaccato la Gelmini, per esempio. "I
giornalisti, come accade spesso, hanno capito male. A Torino, durante il mio
comizio, c'era chi diceva: mandate via la Gelmini. Ma io ho sempre avuto con
lei un buon rapporto e sono d'accordo sul maestro unico. E' difficile fare il
ministro della Pubblica istruzione". Le sarebbe piaciuto per la Lega quel
ministero? "Non ci ho mai pensato". Sua moglie Manuela è una maestra
e dirige la scuola bosina a Varese. Ed è molto preoccupata per l'andamento
dell'istruzione in Italia, vero? "Sì, lei ha una particolare sensibilità
per l'argomento. Manuela ama i ragazzi ed è una brava insegnante. In casa se ne
parla, è inevitabile che il problema m'interessi". Insomma, la Gelmini è
promossa. E Raffaele Fitto, ministro degli Affari regionali? Quando andrà a
trovarlo in Puglia? Riuscirà a convertirlo al testo Calderoli sul federalismo?
"Andrò in Puglia quando avremo l'accordo. Con Fitto va tutto bene. Ci
siamo parlati". Anche con il Partito democratico va tutto bene? "I
rapporti sembrano buoni, vedo un'attenzione positiva verso la riforma
federalista. D'altra parte, mi dica lei: se il Pd si mostrasse nemico del
federalismo, come farebbe a prendere i voti al Nord?". C'è un'altra
partita alla quale lei tiene molto: Malpensa. La Moratti, a volte, sembra in
difficoltà con il governo. Lei da che parte sta? "Prima di tutto, vorrei
far notare che Malpensa non è fallita. Certo, ci vorranno anche un po' di aerei della nuova Alitalia per
aumentare il movimento. Ma le cose vanno meglio di quanto si temesse. Sono
sicuro che il governo non ha intenzione di declassare Malpensa da hub a piccolo
aeroporto. Io non ne ho mai sentito parlare". Eppure, secondo Moratti,
Milano non riceve sufficiente attenzione dal governo di centrodestra.
"Milano è tenuta nella dovuta considerazione, tanto è vero che i soldi per
l'Expo ci sono. E' chiaro che questo successo è dovuto molto al sindaco e alla
sua famiglia. Letizia è una mia cara amica, una grande lavoratrice, l'unica
donna forte della politica". Domenica, a Venezia, accanto a lei ci sarà
suo figlio Renzo? "Non so. Ora è a Saragozza, all'Expo, a studiare il
problema delle Acque e Sviluppo sostenibile. Ma ci sarà sicuramente mia moglie
con gli altri figli". di FLAVIA BALDI Primo giorno di scuola in Lombardia.
Gelmini: "Insegnare è una missione"La prima campanella in Lombardia
Commenti Invia commento Segnala ad un amico Nessun commento presente Clicca qui
per inviare il tuo commento sei già iscritto a Club? Accedi ora! Nome: Email:
Commento: Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse
illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati
consenso allargato I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati
approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo
dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice
che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per
generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti
Sondaggi Numero verde contro i clandestini: l'iniziativa del sindaco leghista
(137 commenti) Gelmini, avvocato con l'esame 'facile' Da più parti l'invito a
dimettersi (111 commenti) Maroni: "Agli ultras del Napoli trasferte
vietate per un anno" (110 commenti) Subito la nuova Romea: firma anche tu
(94 commenti) Dicono no al matrimonio combinato Cinque donne sepolte vive (78
commenti) "Ok al diritto di voto per gli immigrati, ma non è garanzia di
integrazione" (67 commenti) Voto ai cittadini immigrati dal 2009? Arriva
il sì di Legautonomie Marche (65 commenti) Anche il premier boccia Fini
"Non è nel nostro programma" (46 commenti) 10:05:40 - Rafa è
simpatico ed umile (dote che non guasta mai), mai sopra le righe, esemplare nel
comportamento[...] 5 volte Federer!10:05:15 - Onore al merito; grande campione
Federer. Ma non scommetterei su di lui un â?¬ per gli anni a venire. [...] 5
volte Federer!10:03:27 - dedicato a chi confonde e mistifica l'intelligenza con
l'ingenuità di un bambino...(brano tratto dal[...] Murray fa fuori
Nadal10:01:40 - Quello che succede sulle strade Italiane per quanto riguarda
gli incidenti stradali corrisponde con [...] Subito la nuova Romea: firma anche
tu10:00:53 - franco, scusa, tu paragoneresti la continuità di Safin con quella
di Federer?Scusa se te lo dico, ma[...] 5 volte Federer!09:56:45 - nuovo
safin??!! sig. franco tutte le opinioni sono rispettabili ma tu l'hai detta un
po' grossa...fo[...] 5 volte Federer!09:53:16 - Primo set ultraterreno, i 2
seguenti è stato come Bolt nella finale dei 100, si è rialzato e ha lasc[...] 5
volte Federer! Aprire l'interno delle Mura Urbane per renderle fruibili (con
visite guidate) ai visitatori. Sei d'accordo?Miss Italia 2008, vota la tua preferitaPreferisci
il treno o l'aereo?Salva due bambini dalle acque, poi muore d'infarto. Giusto
dargli una medaglia d'oro al Valor Civile?Contro il caro libri pubblicità nei
testi scolastici, sei d'accordo?Rifare subito la nuova Romea, cosa ne
pensi?Spinetoli, concorso di scultura 2008/2009: vota l'opera più bellaE'
giusto multare i padroni dei cani che sporcano? Dì la tuaVietato portare a
spasso gli animali del canile in alcune ore della giornata, cosa ne pensi?Multe
a prostitute e accattoni, cosa ne pensi?E' giusto mettere on line i nomi degli
statali meritevoli?Sei d'accordo con l'iniziativa Mc Bus?La nuova
scuolaPrevisione sul palio dei rioni, chi vincerà?Chi vincerà la Giostra del
Saracino? LA FOTO DEL GIORNO 'The duchess', la storia si ripete Nel film in
uscita in Gran Bretagna Keira Knightley interpreta Georgiana Spencer, duchessa
di Devonshire nel 18esimo secolo, che ricorda in maniera sorprendente Lady
Diana: stesso cognome, stessa vita IMMAGINI KEIRA GUARDA IL VIDEO RICERCA
ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007
2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di
Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss
archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company
of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by
Softec >.
( da "Manifesto, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
ALITALIA
"Proposta indecente" La Cai cerca di imporre contratti umilianti per
piloti, assistenti di volo e operai Francesco Piccioni ROMA Se il "piano
industriale" fa schifo, la "proposta contrattuale" non può
essere migliore. Anzi, presi dall'ansia di risparmiare dappertutto pur di
trovare la via del profitto in un mercato - quello del trasporto aereo -
sconosciuto a quasi tutti i componenti della "cordata italiana", i
"pianificatori" hanno messo nero su bianco condizioni salariali,
normative, di inquadramento professionale mai viste prima in Italia. E
considerate immediatamente "irricevibili" da tutte le organizzazioni
sindacali. Che il progetto della Compagnia aerea italiana (Cai) sia
assolutamente peggiore di quello a suo tempo avanzato da Air France lo dice
ormai apertamente anche IlSole24Ore , quotidiano edito da Confindustria, il cui
presidente - Emma Marcegaglia - partecipa alla cordata (avrà letto il
"suo" giornale?). Che il tipo di contratto proposto sia
"irricevibile" lo hanno spiegato tutti i sindacati presenti ieri
mattina in via Flavia. Al ministero del lavoro è infatti proseguito un finto
confronto tra aspiranti acquirenti di Alitalia e
sindacati, per una volta senza i ministri interessati. Con una
"controparte aziendale" virtuale - i soci hanno fin qui depositato
appena 160.000 euro - che espone le sue condizioni senza neppure tentare di
convincere nessuno. Prendere o lasciare. E si tratta di condizioni capestro,
"oltre i limiti della provocazione", racconta più di un sindacalista.
I piloti sono apparsi fin dall'inizio i più inferociti ("da questa
impostazione contrattuale i piloti uscirebbero massacrati", commentava
l'Up). Gli assistenti di volo non erano da meno e Anpav, Avia e Sdl si
riunivano insieme per una valutazione congiunta. Anche la Cgil alzava la voce,
con il segretario nazionale Mauro Rossi ("È pessima, impraticabile e non
percorribile, così non è materia per arrivare ad un accordo"), chiedendo
quantomeno la consegna dei documenti scritti relativi a piano e contratti. Già,
perché in questa pseudo-trattativa tutto va avanti a slide e proiezioni,
"senza ricevuta" per gli spettatori. Di certo, hostess e steward si
sono visti "offrire" stipendi più bassi degli attuali del 43% per la
parte fissa e del 28-31% di quella variabile; un "av" con 10 anni di
anzianità dovrebbe così andare a guadagnare 1.200 euro. Lordi. Tra i primi
commenti, uno dei pochi riferibili recita: "stare in cielo su un tubo di
latta per 800 euro al mese? che ci vadano loro". Non che gli stipendi
attuali siano da piccoli lord (1.700-1.800 lordi, con quell'anzianità), ma a
tutto c'è un limite. Ma non basta. Tutti dovrebbero recarsi al lavoro con i
propri mezzi, senza più "navetta" ("può andare bene a chi non
fa, con un turno, anche 16-18 ore; e magari con qualche fuso orario da
recuperare... l'ideale per montare in macchina e mettersi alla guida");
eliminazione della quattordicesima; riduzione delle ferie da 42 a 30 giorni
(per i piloti); secca diminuzione dei riposi (tre in meno al mese); eliminazione
di una delle tre qualifiche; introduzione del "criterio del merito",
che suona quasi ridicolo in un mestiere dove chi sbaglia muore. Meno
dettagliate, ma egualmente penalizzanti, le riduzioni di salario e gli
incrementi di orario per quanto riguarda il (residuo) personale di terra. Che
per "concorrere alla salvezza" dell'Alitalia
fosse necessario fare altri sacrifici, i lavoratori dell'azienda lo sapevano.
"Ma qui qualcuno fa il furbo...". Così, dopo una pausa di tre ore
concessa per "poter esaminare le proposte fatte", i piloti (Anpac e
Up) si sono alzati dal tavolo chiedendo di essere "trattati" in un
ambito separato "vista la specificità del nostro lavoro". Le
posizioni dei sindacati sono, come si usa dire, "fortemente
articolate". Ma se nessuno vuole la rottura, nessuno sembra disposto a
dire "sì" alle peggiori proposte, fatte nella presunzione che "o
così o il fallimento, e sarà responsabilità vostra". Persino i più
"dialoganti", come la Cisl, chiedono che sia "riequilibrato in
modo sensibile il negoziato. Modificate le proposte che vanno nel senso
dell'azzeramento di norme tipiche del settore, come pure dell'abbattimento
insopportabile di reddito". Il punto, in effetti, resta sempre lo stesso:
la Cai vuol fare una low cost (con stipendi, diritti e livelli di sicurezza da
low cost ) da rivendere ad Air France il prima possibile, oppure rifare una
compagnia di bandiera credibile? Piano industriale e contratti dicono che anche
l'obiettivo della low cost sembra troppo ambizioso. 1200 E' il salario mensile
- lordo, naturalmente - proposto per gli assistenti di volo. Una vera presa in
giro per chi oggi, con 10 anni di anzianità, guadagna 1700 euro lordi al mese.
( da "Opinione, L'" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mar, 09 Set
2008 Edizione 188 del 09-09-2008 PER I PILOTI LA PROPOSTA DELLA CAI E'
IRRICEVIBILE I Tafazzi con le ali mollano le trattative di Alessandra Mieli
Nulla sarà mai più come prima. Avrebbero dovuto capirlo mesi fa i
rappresentanti dei piloti e degli assistenti di volo. Quando il numero uno di
Air France Klm, Jean Cyril Spinetta, gettò la spugna e se ne tornò a Parigi.
Fino a quel momento anche il confronto aveva seguito la dinamica tradizionale.
E, per i piloti, non era neppure la peggiore delle offerte possibili. Invece
oggi la situazione è totalmente differente e inedita. Di fronte a all'a.d.
della Cai, Rocco Sabelli, è inutile fare il muso duro: la sua è davvero
un'offerta "prendere o lasciare". Senza alternative e con margini di
manovra ridotti al minimo. L'unica alternativa possibile, ma sarebbe la
catastrofe, è il fallimento di Alitalia con il
ritiro dell'offerta della Cai. Ecco perché le dichiarazioni attribuite ai
portavoce degli assistenti di volo sembrano particolarmente anacronistiche.
"Meglio Air France o portare i libri in tribunale, non bisogna
firmare". Come se esistesse ancora la possibilità reale di riaprire la
partita con i cugini d'oltralpe, il che agli attuali prezzi del
carburante appare del tutto impraticabile. Neppure se questi signori venissero
da un altro pianeta potrebbero ragionevolmente obiettare, come hanno fatto, su
temi che, per loro informazione, sono ampiamente stati digeriti dal resto del
Paese impegnato a tentare di far quadrare i conti e tirare la caretta. Alcuni
sindacalisti hanno riferito indignati ai lavoratori della compagnia di bandiera
sull'orlo del fallimento che il personale e gli aerei verrebbero spostati dove
servono, le retribuzioni sarebbero collegate a quanto si lavora, tutto sarebbe
quindi basato sulla produttività. A loro avviso semplicemente uno scandalo. Ma
se la reazione degli assistenti di volo sfiora il ridicolo la triplice si è
letteralmente frantumata. Per la Filt Cgil, dalle indicazioni ricevute "è
difficile persino immaginare un negoziato"; la Fit Cisl non intende
allontanarsi dal tavolo e ritiene sia "troppo presto per le valutazioni su
un confronto difficilissimo e complicato"; mentre la Uil Trasporti parla
di "un momento di nervosismo fisiologico per le difficoltà che stiamo
affrontando" e chiede tre tavoli tematici dove le diverse categorie
(piloti, assistenti di volo e personale di terra) possano valutare meglio le varie
proposte. Sabelli non si è lasciato turbare e ha fatto consegnare ai sindacati
la proposta di contratto per una valutazione. Alle delegazioni delle nove sigle
sindacali è stato concesso tempo fino alle 18 per esaminarla. Al centro della
trattativa fra la Cai e sindacati ci sono "privilegi" e
"sprechi" presunti. Sono infatti le posizioni consolidate,
soprattutto sul fronte delle ferie e dei permessi sindacali, e le voci di spesa
in eccesso gli argomenti che Compagnia aerea italiana sta facendo valere nel
negoziato sulle modifiche contrattuali per piloti e assistenti di volo.
L'obiettivo dichiarato è quello di permettere alla nuova Alitalia
di raggiungere una produttività sostenibile e confrontabile con quella delle
principali compagnie concorrenti. Tra quelli che vengono considerati privilegi
"indifendibili", ci sono l'ammontare dei giorni di ferie, 42 giorni
per i piloti, che in molti casi salgono a 45 con l'anzianità acquisita, e 49
per gli assistenti di volo; i permessi sindacali, che all'Alitalia
costano 13,5 milioni contro 1,5 mln che deriverebbero dall'applicazione delle
prassi di mercato. Riflettori puntati anche sul servizio di prelievo a
domicilio dei piloti, che costa 7 milioni di euro e che le altre compagnie
hanno ormai quasi totalmente abbandonato. Tra gli argomenti citati al tavolo
della trattativa anche il giorno in più al mese di riposo concesso agli
assistenti di volo per indisposizione e le percentuali di assenteismo fra i
piloti, al 6% nel 2007 per Alitalia, contro l'1,5-3%
nel resto d'Europa. Graverebbero sulla produttività anche le norme contrattuali
che impongono due capi cabina e due assistenti di volo nei voli a medio raggio
e l'obbligo di far volare sul lungo raggio solo aerei dotati di lettino per il
riposo dei piloti. In quest'ultimo caso, il costo stimato per il mancato
utilizzo di altri aeromobili è pari a circa 7 milioni. In difesa delle
posizioni summenzionate i piloti, poco dopo la ripresa dei colloqui, hanno
deciso di lasciare il tavolo del negoziato. Anpac e Unione Piloti affermano di
non voler rompere la trattativa ma chiedono un tavolo unico solo per loro.
Intanto la procura di Roma ha aperto un fascicolo dopo la comunicazione del
tribunale civile della dichiarazione di insolvenza di Alitalia.
Nel procedimento, al momento senza indagati e senza ipotesi di reato, si
potrebbe configurare il reato di bancarotta. I magistrati acquisiranno i
bilanci e i libri contabili degli ultimi dieci anni dell'aviolinea.
( da "Opinione, L'" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mar, 09 Set
2008 Edizione 188 del 09-09-2008 Sembra in atto una crisi strutturale. Ascoli e
Fabriano i casi più eclatanti Il "modello Marche" spazzato via dalla
crisi? di Simone Casadei Sono drammatici i toni del segretario generale della
Cgil Marche, Gianni Venturi: "Fatte le debite proporzioni, le previsioni di esuberi nella nostra regione possono farci
parlare di un caso Alitalia marchigiano. È crisi ed è crisi strutturale del sistema
economico-produttivo regionale". Secondo i dati del sindacato, nel primo
semestre 2008 "il ricorso alla cassa integrazione ordinaria e
straordinaria è cresciuto del 111% rispetto allo stesso periodo del 2007.
Un dato impressionate", commenta Venturi, "se paragonato a quello
nazionale che si ferma al +7% e a quello del centro Italia che scende dello
0,6%". Proprio sul tasso di ricorso alla cassa integrazione, pesa il
+282,6% della provincia di Ascoli Piceno ed il +163,2% della provincia di
Ancona. Meno grave appare la situazione nella provincia di Pesaro-Urbino
(+57,9%) mentre solo nel maceratese si registra una decrescita (-10%). Il
fenomeno, alla fine di giugno 2008, interessava 9.109 lavoratori e 229 aziende.
Anche dove non si ricorre alla cassa integrazione si registrano incrementi tra
le domande di disoccupazione ordinaria e quelle di mobilità. "Siamo di
fronte", commenta Venturi, "all'esaurimento della spinta propulsiva
di un modello di sviluppo. Il sistema marchigiano ha prodotto tutto quello che
poteva e, in mancanza di innovazione strategica, oggi rischia solo di lasciare
un vuoto davvero incolmabile in vaste aree della regione". Due sono le
aree regionali paradigmatiche della crisi. L'intero territorio ascolano,
anzitutto, da tempo vittima di una vera desertificazione industriale. E poi il
fabrianese, dove la crisi della Antonio Merloni si è ripercossa sull'intero
assetto industriale, trattandosi di un'area monoproduttiva. Non condivide il
giudizio della Cgil Adolfo Guzzini, Presidente e Ceo della iGuzzini
illuminazione e Presidente in pectore dell'Istao (Istituto Adriano Olivetti di
studi per la gestione dell'economia e delle aziende), la scuola d'impresa che
ha portato il sistema produttivo delle Marche ad assumere il ruolo di vero e
proprio punto di riferimento per lo sviluppo economico e sociale: "La
crisi economica è a livello mondiale, naturale che si ripercuota anche a
livello locale. Ma quello marchigiano resta un modello di eccellenza".
"Certamente l'imprenditoria marchigiana, per le sue stesse
caratteristiche, è più esposta alla crisi dovuta all'aumento del costo del
petrolio e delle materie prime", prosegue Guzzini. In ogni caso, la
tendenza negativa non si invertirà nel 2008/2009 e forse neanche nel 2010. La
soluzione al problema non va ricercata, quindi, nelle consuete minacce
sindacali ma in strategie di medio e lungo termine: occorre orientare le
politiche industriali regionali verso ricerca, formazione professionale e internazionalizzazione,
individuando al contempo nuove strategie nel credito.
( da "Opinione, L'" del 09-09-2008)
Pubblicato anche in: (Opinione, L')
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mar, 09 Set
2008 Edizione 188 del 09-09-2008 Celentano mattatore anche nei telegiornali di
Claudia Bruno E' il molleggiato a ricevere la medaglia d'oro del Parlato Tv il
5 settembre 2008. Sbarcato alla Mostra del Cinema di Venezia è stato salutato
dalla platea con una standing ovation e in conferenza stampa ha tenuto il suo
show senza risparmiare frecciate a nessuno. Ad Adriano Celentano è spettato poi
l'onore di consegnare il Leone d'oro alla carriera al regista Ermanno Olmi che
ha raccontato la civiltà contadina in un capolavoro "L'albero degli
zoccoli". Olmi-Celentano, una strana coppia unita dall'impegno per
l'ecologia, le origini e lo spirito religioso. "Sono affascinato da Gesù,
questo lo sanno anche le formiche. Credo che sia l'unico riferimento per
l'uomo", spiega ai microfoni del Tg5 il cantante, non nascondendo il suo
desiderio di girare un film sulla resurrezione di Cristo, mentre sul fronte
della musica Celentano annuncia un nuovo disco con due inediti, uno dei quali
farà scoppiare molte polemiche. Dal mondo dello spettacolo a quello
dell'economia il passo è breve, appena 20 secondi distaccano Raffaele Bonanni
da Celentano; in primo piano la trattativa tra Governo e sindacati per il futuro
dell'Alitalia. Secondo il segretario generale della Cisl ora bisogna trovare
gli ammortizzatori necessari per i lavoratori e riprendere alcune rotte che la
compagnia aveva abbandonato. Con la terza posizione saliamo invece al
Quirinale, dove il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto
gli atleti azzurri che hanno partecipato alle Olimpiadi. Il capo dello
Stato ha fatto loro i complimenti, "E' stata una emozione vedere salire in
alto il tricolore", ha detto durante il suo discorso. Un ringraziamento
particolare lo ha rivolto alle atlete donne "Le nostre atlete hanno saputo
affermarsi nei giochi, le mamme hanno mostrato di saper combinare l'affetto per
i propri figli con la passione sportiva". Al quarto gradino incontriamo Luca
Telese, ospite in studio al TgLa7. Il giornalista commenta le principali news
della giornata, dalle elezioni americane al morbo di Lou Gehrig nel calcio, dal
piano di rilancio Alitalia al precariato in Italia.
Mentre solo a metà classifica è la volta del premier Silvio Berlusconi tornato
a Napoli per fare il punto sul tema rifiuti e poi a Roma per ricevere gli
atleti olimpici a Villa Madama. Dietro Berlusconi si fa sentire il
sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani, che in un collegamento in
diretta con il Tg4 parla con soddisfazione dei primi 100 giorni di Governo,
affermando che gli interventi realizzati sono stati riconosciuti e apprezzati
anche dall'opinione pubblica. Chiudono la top ten il meteorologo Daniele Izzo e
Nicoletta Mantovani. Ad un anno dalla morte di Pavarotti, la vedova ricorda con
tenerezza il tenore, "Da lui ho imparato a non giudicare mai, neanche
quando gli eventi te lo impongono". Il 16 ottobre al Vittoriano sarà
inaugurata la mostra "Luciano Pavarotti, l'uomo che emozionò il
mondo".
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Chiesto un tavolo
separato. Il commissario antitrust di Bruxelles: aiuti di Stato, situazione da seguire Alitalia,
insorgono piloti e hostess "Con il nuovo contratto ci massacrano".
Insolvenza, indaga la Procura Alitalia: hostess e piloti non ci
stanno e abbandonano il tavolo. Irricevibile la proposta dell'ad della nuova
compagnia di un contratto unico, uguale per tutti (personale di terra, piloti e
assistenti di volo). E che prevede tagli, riposi ridotti e niente
quattordicesima. Fronte giudiziario: dopo la dichiarazione di insolvenza la
Procura esamina i bilanci degli ultimi anni. FRANZESE E SANTONASTASO ALLE
PAGINE 2 E 3.
( da "Voce d'Italia, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Articoli correlati: *Alitalia, mediazione
del Governo per l'intesa *Alitalia: piloti e
assistenti di volo "proposta irricevibile" *Alitalia, proposta di
Air France bloccata da Passera Guarda tutti i correlati.
( da "Voce d'Italia, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Articoli correlati: *Alitalia: piano
salvataggio all'esame Ue *Alitalia, mediazione
del Governo per l'intesa *Alitalia: piloti e
assistenti di volo "proposta irricevibile" Guarda tutti i correlati.
( da "Stampa, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia
I
sindacati bocciano il nuovo contratto: "E' un massacro, meglio Air France
o il tribunale". Ferie e riposi nel mirino Alitalia, la rivolta
dei piloti Il salvataggio dei colossi dei mutui Usa spinge le Borse. L'Europa
recupera 200 miliardi.