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DOSSIER “ALITALIA”

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T ARTICOLI DEL 9 settembre 2008       #TOP


IN EVIDENZA

Bonanni: «Firmerò per la nuova Alitalia. Bisogna evitare il fallimento» La priorità è salvare 20 mila posti, ma la compagnia deve restare grande» Le condizioni del leader Cisl: clausola anti-scalata e rappresentanza nel board

Enrico Marro (Il Corriere della Sera 9-9-2008)

 

ROMA — «Sono convinto che le condizioni essenziali per l'accordo comunque si raggiungeranno. Per la Cisl la priorità è evitare il fallimento di Alitalia e salvare 20 mila lavoratori. Per garantire questo firmerò l'intesa, ma mi aspetto che il governo e gli imprenditori coinvolti nell'operazione soddisfino le richieste che vengono da un sindacato ragionevole come siamo noi».

Quali richieste?
«Tre — risponde il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni —. Che il vincolo a rimanere nella nuova Alitalia per almeno 5 anni non sia solo un gentlemen's agreement tra i soci, ma un vincolo contrattuale. Che ci sia un dispositivo che impedisca a un eventuale partner internazionale di scalare la società ».

E il libero mercato?
«Dobbiamo difendere gli interessi nazionali. Il mercato italiano è decisivo per gli equilibri tra le grandi compagnie aeree. Non vorrei che la sfida tra i colossi del volo per diventare egemoni spingesse i soci privati a vendere al miglior offerente. Infine, ho chiesto che il sindacato e i lavoratori possano indicare un rappresentante, tra eminenti specialisti, nel consiglio di sorveglianza, dove sarei favorevole all'ingresso anche degli enti locali interessati».

Ma così il sindacato e la politica continuerebbero a dettar legge in Alitalia. Con quali risultati si è visto.
«No, il management risponderebbe agli azionisti, ma non si può dimenticare che stiamo parlando di un servizio pubblico, anche se affidato ai privati. Il sistema duale garantirebbe equilibrio».

Lei davvero pensa che governo e imprenditori possano accettare tali richieste?
«Ho visto grande attenzione alle nostre ragioni da parte del sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta. Quanto ai privati, devono mostrare più coraggio e aumentare il numero di aerei previsti per la nuova Alitalia, che nel piano sono meno di 140, mentre la compagnia ne ha avuti in passato anche 250. Dopo aver respinto il progetto di Spinetta (Air France), che in sostanza voleva spostare tutto il traffico verso Parigi, non possiamo andare di nuovo verso un ridimensionamento dell'azienda ».

Il governo punta all'accordo entro la settimana. Ma con le richieste che avanza lei è impossibile.
«No, è possibile. Questa è l'ultima chiamata per Alitalia».

Ma avete anche appena respinto la proposta del contratto unico per i dipendenti della nuova compagnia.
«Per la Cisl la discussione continua, sapendo che il termine di paragone sono le grandi compagnie, da Lufthansa ad Air France, e non certo Ryanair».

Giovedì Alitalia, venerdì l'incontro con la Confindustria sulla riforma del modello contrattuale. Qui avete l'obiettivo di chiudere entro il 30 settembre. Si può andare oltre, magari per aspettare che la Cgil sciolga la riserva?
«No. Dopo anni di discussione, non sarebbe comprensibile allungare il brodo. Chiudendo entro il mese saremmo in tempo per rendere strutturali con la Finanziaria le agevolazioni fiscali sulla contrattazione decentrata».

È vero che lei è pronto alla firma e sta solo aspettando di capire che vuol fare Guglielmo Epifani (Cgil)?
«Nel merito non ho problemi particolari, perché condivido con Confindustria l'esigenza di spostare il baricentro della contrattazione in azienda. E prendo atto che il presidente Emma Marcegaglia non si è trincerata dietro l'inflazione- fregatura del governo all' 1,7% e vuole invece pattuire con noi un indice ragionevole».

La Cisl firmerà anche senza la Cgil?
«È complicato rispondere con la trattativa in corso. Io — e Guglielmo lo sa bene — mi sono sempre battuto per l'unità. Ma l'unità è uno strumento. Il fine è il miglioramento delle condizioni dei lavoratori. Di tutti i lavoratori. Non sottovaluterei infatti che le nuove regole dovranno poi essere estese anche ai dipendenti pubblici».


09 settembre 2008



Report "Alitalia 2"

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Indice delle sezioni

Alitalia 2 (63)


Indice degli articoli

Sezione principale: Alitalia 2

I piloti affondanoil piano Alitalia ( da "Secolo XIX, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Aponte allontanala crisi dei container:<i soliti Alti e bassi> ( da "Secolo XIX, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Dopo aver partecipato alla cordata per Alitalia, è vero che ha acquistato anche la compagnia aerea svizzera Fly Baboo? "Non è esatto. Ma è vero che ho spinto la compagnia ad istituire una linea regolare con Napoli . Questo perché non c'era un volo diretto per Ginevra e molti miei collaboratori e dipendenti viaggiano tra la Campania e Ginevra".

Da politico dico: politica alla larga dall'Alitalia ( da "Secolo XIX, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: riflessioni di Luigi Leone sulla necessità di liberare Alitalia dalle ingerenze interessate della politica. Aggiungo la mia riflessione alla sua. Lo faccio da politico e dico che ha ragione. Cosa c'entrano, infatti, gli interventi dei politici nella gestione di una compagnia aerea - pur essendo quest'ultima "di bandiera", e quindi portatrice di "valori nazionali" e di interessi pubblici -

<Stiamo lavorando al nuovo partito cristiano> ( da "Secolo XIX, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: cattolici sul caso di Alitalia e sulla cordata italiana ma c'è una visione comune sul ruolo centrale della famiglia, sul "no" deciso alle manipolazioni genetiche, sulla necessità di aiutare i ceti più poveri". Passando dai valori alle strategie politiche, Pezzotta ieri ha incontrato a Bologna il leader dell'Udc e suo alleato di centro Pier Ferdinando Casini insieme al mondo dell'

Crisi alitalia, è rottura piloti e hostess in rivolta ( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ripresa dopo il salvataggio delle banche Usa Crisi Alitalia, è rottura piloti e hostess in rivolta ROMA - Riparte in salita la trattativa per Alitalia. Piloti e hostess sono sul piede di guerra e hanno abbandonato il tavolo. Cai, la Compagnia aerea italiana guidata da Colaninno e Sabelli, ha avanzato l'ipotesi di un contratto di categoria che includa naviganti e personale di terra,

Alitalia, lite sul contratto piloti e hostess: irricevibile - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Alitalia, lite sul contratto piloti e hostess: irricevibile La Procura apre un'inchiesta dopo l'insolvenza La società di Colaninno: l'intesa è necessaria alla riuscita dell'intero progetto LUCIO CILLIS ROMA - Riparte in salita la trattativa per Alitalia, mentre la procura di Roma apre un'inchiesta sugli ultimi 10 anni di bilanci in rosso della compagnia.

Dieci anni di profondo rosso sotto la lente dei magistrati la storia di un disastro aziendale ( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: rosso sotto la lente dei magistrati la storia di un disastro aziendale Per Alitalia quasi sempre bilanci in perdita. Compa-gnia salvata dalle ricapitalizzazioni ROMA - I bilanci degli ultimi 10 anni di vita di Alitalia entrano nel mirino della procura della Repubblica di Roma. Un fascicolo che al momento non porta sulla copertina alcun nome e che non contiene alcuna ipotesi di reato.

A bordo della nuova compagnia saranno ridotti salari, ferie e riposi - luca iezzi ( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La spiegazione è che Alitalia e suoi lavoratori (specie piloti e assistenti di volo), sono simili a quei nobili decaduti che vivono in grandi manieri, ma non hanno i soldi per comprarsi da mangiare. La compagnia di bandiera è ormai lontana dal club delle grandi d'Europa che garantiscono stipendi alti e status, ma conserva una struttura di contratto simile.

Il business del ponte si intreccia con alitalia - mario centorrino ( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: analisi Il business del ponte si intreccia con Alitalia MARIO CENTORRINO C'è un collegamento tra l'operazione Fenice, finalizzata al salvataggio dell'Alitalia, e il progetto del Ponte sullo Stretto? Il collegamento esiste e proveremo a individuarlo. Nello scenario politico sul tema del federalismo la Sicilia sta giocando un ruolo di rilievo.

La paura dei dipendenti: "peggio dell'alitalia" - antonio fraschilla ( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia" Già partite le prime lettere di licenziamento "Il sistema non l'ho inventato io" Chiesto un incontro con il governo "Offriamo servizi di alto livello" ANTONIO FRASCHILLA (segue dalla prima di cronaca) La prima risposta dei laboratori privati ai tagli al budget varati dalla Regione è stato l'invio di alcune lettere di licenziamento a propri dipendenti.

Alitalia e il business del ponte - mario centorrino ( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Palermo ALITALIA E IL BUSINESS DEL PONTE MARIO CENTORRINO O ffre occupazione a più settori: ferro, acciaio, cemento. Ha un orizzonte di completamento e un ciclo di attuazione sufficiente a far vivere un'intera generazione di imprenditori. Insomma, tra tutte le infrastrutture possibili, è un affare che salda molteplici interessi,

Atitech, nuova protesta all'aeroporto di capodichino ( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: i lavoratori della Atitech, preoccupati del loro futuro nel quadro della vertenza Alitalia. Una manifestazione di fatto in appoggio alla riunione che nel pomeriggio si è tenuta presso il Consiglio regionale. Per iniziativa del vicepresidente Salvatore Ronghi, erano stati convocati capigruppo, sindacati, parlamentari campani.

Le promesse di berlusconi alla moratti "basta attacchi, ti aiuterò per il 2015" - alessia gallione ( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ora e mezza di faccia a faccia ad Arcore Il Cavaliere chiede di abbassare i toni su Alitalia e assicura attenzione alla tutela di Malpensa Resta aperta la partita sulla società dell'Esposizione universale. Lei: "Il presidente scioglierà tutti i nodi" ALESSIA GALLIONE La tregua armata con Silvio Berlusconi sembra arrivare dopo un'ora e mezzo di confronto ad Arcore.

Treni, la regione contro il governo - piero ricci ( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dettagli del piano di salvataggio di Alitalia e della sostituzione del Pendolino. Per il governo Vendola "gli effetti della ristrutturazione di Alitalia si accompagnano anche alla incertezza sugli investimenti infrastrutturali già sottoscritti col ministro Di Pietro, mentre nuovi provvedimenti punitivi vengono annunciati con la scomparsa di tutti gli Eurostar nella nostra Regione"

A bologna l'alta velocità, a bari i ritardi - ilaria ficarella ( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "Ogni problema di tempi - afferma Riccardo Ciliberti - si traduce per ogni imprenditore in un problema di logistica. Con Alitalia che annuncia tagli e Trenitalia che non accenna a migliorare i servizi, né ad abbassare i prezzi, il Sud rischia di essere messo fuori gioco rispetto al mercato europeo".

Ballarò, floris diventa free lance ( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Sul modello del giornalismo anglosassone Ballarò sarà "il watch dog, il cane da guardia del potere, di tutti i poteri". Si affronteranno i temi dell'attualità ("dai mutui all'Alitalia") ci sarà un "Viaggio in America" di Andrea Salvatore sulle presidenziali Usa, Maurizio Crozza firmerà la copertina satirica.

Berlusconi si schiera con la gelmini e frena bossi sul testo del federalismo - mauro favale ( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: nella pubblica amministrazione e la partita Alitalia con l'appendice delle sorti dell'aeroporto di Malpensa. E poi c'è il federalismo, cavallo di battaglia della Lega. Il ministro dell'Interno Maroni vorrebbe che il testo venisse approvato nella riunione del Cdm di giovedì. Venerdì sul Monviso Bossi e Calderoli saranno alle sorgenti del Po per il tradizionale rito del prelievo dell'

Piloti e hostess in rivolta: È un massacro ( da "Unita, L'" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Piloti e hostess in rivolta: "È un massacro" Piloti e hostess di Alitalia non ci stanno. Il contratto che propone la newcom Cai di Roberto Colaninno è troppo punitivo. I calcoli dei sindacati parlano di un taglio salariale superiore al 30%. "Macelleria sociale" commenta il sindacato Avia. Ma non si tratta di una vera e propria rottura.

I precari? Si occupino di turismo L'ultima di Gelmini: Ci sto lavorando con Brunetta e Brambilla . Intanto Bossi l'attacca: È un'incompetente ( da "Unita, L'" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Milano ESORDIO Se gli esuberi di Alitalia possono essere mandati alla poste, i precari della scuola possono tranquillamente riciclarsi in servizi alberghieri e musei. "Stiamo studiando nuove figure professionali, ci stiamo pensando con Brunetta, Sacconi e Brambilla" ha pre- annunciato la responsabile dell'Istruzione Mariastella Gelmini.

Napoli, 400 docenti in lutto sotto il sole cocente A cinquant'anni fuori dal lavoro per sempre ( da "Unita, L'" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: si può condividere il paragone che fa Giovanna sul presunto salvataggio degli esuberi di Alitalia e il sostanziale taglio di migliaia di posti di lavoro a Napoli, è sul versante formativo che il governo deve porsi il problema. Soprattutto in queste terre. "Continuiamo a parlare di maestro unico, ma provate a mettercelo un maestro solo in una classe di trenta alunni a Marcianise.

D'Alema-Tremonti, duello da Floris ( da "Unita, L'" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: tra loro una stagione politica segnata da Alitalia, scuola, tasse sulla case, mutui, salari, immigrazione, bilanci familiari. Un ring. Riparte così, per il settimo anno, Ballarò (stasera alle 21 su Raitre); in anticipo rispetto alle passate edizioni - prima tra le trasmissioni tv d'informazione e di approfondimento - dopo un'estate calda, in cui la politica non è andata in vacanza.

La Procura indaga su dieci anni di gestione della compagnia Il fascicolo è stato aperto dopo la dichiarazione di insolvenza. Per ora non ci sono ipotesi di reato ( da "Unita, L'" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Roma DOSSIER Un nuovo fascicolo si aggiunge al già fitto dossier Alitalia. La procura di Roma ha aperto ieri un'indagine sulla gestione della società negli ultimi 10 anni. Il fascicolo processuale è partito dopo la dichiarazione di insolvenza decretata dal tribunale civile. Non c'è né un'ipotesi di reato, né degli indagati.

Alitalia, il rifiuto di piloti e hostess Respinta la proposta di contratto della cordata Cai. Questo è un massacro ( da "Unita, L'" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: iter del dossier Alitalia-Cai, La commissaria responsabile dell'Antitrust europeo Neelie Kroes ha fatto sapere di star seguendo l'evoluzione del caso. A quanto risulta l'Antitrust Ue non ha aperto un dossier formale sul caso Alitalia dal momento che è il responsabile dei trasporti Antonio Tajani a occuparsi del versante aiuti di stato.

Macelleria sociale o stop ai superprivilegi? ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: costano oggi ad Alitalia 13,5 milioni l'anno, distante dall'1,5 milioni che si avrebbero applicando regole generali e di mercato. Ma ecco alcune delle modifiche proposte dalla Cai. PILOTI Le ferie vengono ridotte a trenta giorni a cui se ne aggiungono al massimo cinque quando si sono raggiunti 25 anni di servizio;

Sfida del Nord tra Silvio e Umberto <La Lega non pensi di muoversi da sola> ( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia sono due questioni che avremmo dovuto risolvere quando eravamo noi al governo". Ma paradossalmente, proprio il fatto di essere il dominus della politica con un'opposizione in crisi, scesa al 26,6% di giudizi positivi - si sta ritorcendo contro il premier, costretto a fronteggiare polemiche quotidiane: da quelle estemporanee ma pesanti provocate dalle parole del sindaco di

Bonanni: io firmerò per la nuova Alitalia ( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: io firmerò per la nuova Alitalia ROMA - Il contratto unico proposto dalla Cai ha spaccato i sindacati. I piloti se ne sono andati per primi. A seguire, i sindacati degli assistenti di volo. A fine giornata, al tavolo sul nuovo contratto dei lavoratori Alitalia, inaugurato ieri dall'amministratore della Compagnia aerea italiana (Cai),

Il premier convince la Moratti Expo verso il cda ristretto ( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: premier ha affrontato anche la questione del dopo Alitalia. "Berlusconi ha garantito che si impegnerà in una analisi attenta - ha proseguito la Moratti - su tutte le tematiche riguardanti il sistema aeroportuale del nord". Dovrebbe venire così definito un progetto "che tenga conto della necessità anche di una possibile riconfigurazione degli scali, ma in una logica di rafforzamento"

Addio alla carriera automatica e tagli di stipendio del 40% ( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La sforbiciata più severa il nuovo contratto di Alitalia, che durerà dal 1Ë? ottobre prossimo fino al 31 dicembre 2011, la dà alle retribuzioni ma anche ai permessi sindacali. Il sistema che oggi consente a molti lavoratori di sospendere l'attività per ragioni sindacali e venire ugualmente retribuiti ne esce fortemente ridimensionato.

Bonanni: firmerò per evitare il fallimento ( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Per la Cisl la priorità è evitare il fallimento di Alitalia e salvare 20 mila lavoratori. Per garantire questo firmerò l'intesa, ma mi aspetto che il governo e gli imprenditori coinvolti nell'operazione soddisfino le richieste che vengono da un sindacato ragionevole come siamo noi". Quali richieste?

Alitalia, lo schiaffo dei piloti <Tavolo separato solo per noi> ( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 26 categoria: REDAZIONALE Salvataggi Inizia in salita la trattativa con i sindacati Alitalia, lo schiaffo dei piloti "Tavolo separato solo per noi" Abbandonato il negoziato: così ci massacrano La Procura apre un'inchiesta dopo l'insolvenza. Contratto unico, primo sì dei confederali ROMA - I piloti se ne sono andati per primi.

Conti dormienti per il rimborso dei bond ( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ma soprattutto il rimborso ai sottoscrittori dei titoli Alitalia. Il pressing ha avuto effetto sulle banche, che proprio in queste ore stanno trasmettendo al Tesoro i primi parzialissimi dati sui conti correnti attivi che non vengono movimentati da almeno dieci anni e che dovranno essere acquisiti dal Fondo.

Teleraccomando ( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per parlare di classici problemi come mutui, conti familiari, Alitalia e politica". Un talk show politico quello di Floris che negli anni è cresciuto diventando un punto di riferimento per la politica, il giornalismo, il confronto delle idee. Previsti appuntamenti speciali monografici: si partirà da quello dedicato alla Thyssen.

L'Europa si divide sulla mossa americana ( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il quotidiano finanziario di Parigi, è arrivato a lodare l'operazione Alitalia "condotta contro le regole del mercato". Sempre di più, Ordonez e le sue minacce di dimissioni sembrano una stranezza fuori dal tempo. Eppure non tutti gli economisti delle università e dei pensatoi americani sono certi che sia davvero così.

La proposta è irricevibile . Parte in salita la trattativa tra la Compagnia Aerea It ( da "Stampa, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Parte in salita la trattativa tra la Compagnia Aerea Italiana e i sindacati sul nuovo contratto per i dipendenti Alitalia. I piloti: "Non è una rottura delle trattative, ma così per noi diventa un massacro". Ieri le Borse mondiali, spinte dal salvataggio dei due colossi dei mutui Usa, hanno segnato rialzi generalizzati. Milano +3%. Barbera e Grassia ALLE PAGINE 4, 5 E 22.

ROMA È scontro tra i piloti e il management della nuova Alitalia. I "comandanti" chi ( da "Messaggero, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Nuova Alitalia, il no dei piloti ( da "Messaggero, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: In salita la trattativa tra compagnia e sindacati. La Procura apre un'inchiesta per insolvenza Nuova Alitalia, il no dei piloti Rifiutata l'ipotesi di contratto unico. Sacconi: pronti a mediare.

Alitalia, i piloti vogliono trattare da soli ( da "Tempo, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: insolvenza Alitalia, i piloti vogliono trattare da soli I sindacati bocciano il contratto di Cai, i piloti lasciano il tavolo e la trattativa sul futuro della nuova Alitalia sembra andare in stallo. Nonostante il no delle nove sigle che rappresentano i lavoratori, però, il confronto proseguirà, nel tentativo di trovare una via d'uscita,

Capitalismo sfrenato, lo salva lo stato ( da "Manifesto, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: vicino il tentativo del governo italiano di tenere in vita Alitalia: dietro non c'è nessun piano che sia di rilancio dell'edilizia pubblica o un progetto industriale sul trasporto aereo non fa differenza. C'è solo una logica di salvataggio accollandone i costi allo stato. Per quanto riguarda le due società Usa le prime cifre indicano in circa 200 miliardi di dollari il costo dell'

ANTICIPAZIONI ( da "Manifesto, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALITALIA | PAGINA 8 "Proposta indecente" Piloti e hostess bocciano il piano contrattuale CAUCASO | PAGINA 10 Mosca tranquillizza la Ue "Ritiro entro un mese" AFGHANISTAN | PAGINA 11 Triplicate le vittime civili dei raid occidentali Il governo Karzai traballa.

Proposta indecente ( da "Manifesto, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALITALIA · La Cai cerca di imporre contratti umilianti per piloti, assistenti di volo e operai "Proposta indecente" Francesco Piccioni ROMA Se il "piano industriale" fa schifo, la "proposta contrattuale" non può essere migliore. Anzi, presi dall'ansia di risparmiare dappertutto pur di trovare la via del profitto in un mercato -

Conseguenze drammatiche se le posizioni non cambiano ( da "Tempo, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: proposto per i dipendenti della nuova Alitalia. "Siamo disposti a sacrifici - ha detto il segretario nazionale, Roberto Panella- proponendo un contributo sul costo del lavoro, ma a partire dai contratti esistenti. Il contratto Cai è un'umiliazione per tutte le categorie". "Ora - ha aggiunto Panella - siamo noi a chiedere alla Cai di riflettere bene".

La Procura di Roma a seguito della dichiarazione di ( da "Tempo, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: insolvenza della compagnia di bandiera si concentrerà sulla gestione di Alitalia degli ultimi dieci anni a partire dai bilanci e dai documenti contabili relativi a questo arco di tempo. è quanto emerso dopo una riunione che si è tenuta ieri a Piazzale Clodio dai magistrati titolari dell'inchiesta: Francesca Loi, Gustavo de Marinis e Stefano Pesci, coordinati dal procuratore aggiunto,

Ballarò riparte senza preconcetti ( da "Manifesto, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "Si va dall'Alitalia al problema dei mutui, parlando anche di quello che sta succedendo negli Stati uniti", anticipa il conduttore Giovanni Floris. Con un punto di osservazione che intende essere diverso: "non quello di chi governa, ma quello di chi è governato".

I piloti ma anche gli assistenti di volo bocciano l'ipotesi, annunciata dalla Cai, di contratto ( da "Messaggero, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Unico per tutti i dipendenti della nuova Alitalia. "Perchè - sostengono - non c'è una compagnia al mondo dove non ci sia un contratto specifico per i comandanti". Ma Anpac e Up sono contrarie anche e soprattutto perchè l'operazione andrebbe a tagliare stipendi e molte altre "voci" che oggi sono rilevanti nelle retribuzioni.

MILANO - Cai vuole conoscere i conti di Alitalia e chiede la due diligence sui beni. Intanto ( da "Messaggero, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Di GIULIA LEONI MILANO - Cai vuole conoscere i conti di Alitalia e chiede la due diligence sui beni. Intanto con il governo, tramite qualche azionista di peso, si appresta a studiare una soluzione per la manutenzione pesante. Attività che sarà fuori dalla Nuova Alitalia, come ha detto giovedì scorso ai sindacati l'a.

MILANO - La Commissione europea convoca il governo italiano sul caso Alitalia. Per domani, s ( da "Messaggero, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Sospensione che figurava tra le condizioni poste alla base del piano Fenice messo nero su bianco da Intesa Sanpaolo. E che è stata recepita dal decreto che ha modificato la legge Marzano, consentendo l'ammissione di Alitalia alla procedura straordinaria. E aperto la strada a tutto quello che ne conseguirà. G.Leo.

ROMA Magari giovedì, o nelle ore successive, sindacati e azienda troveranno un accordo ( da "Messaggero, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sulla nascita della nuova Alitalia, ma certo l'avvio del confronto vero è tutto in salita. Intanto i piloti, ieri sera, si sono alzati dal tavolo ("ma senza rompere la trattativa") sul punto specifico dei nuovi assetti contrattuali. Perchè il sistema immaginato e illustrato dal nuovo management della Magliana è stato giudicato "irricevibile",

Berlusconi ritrova la <Letizia>: nodi Expo sciolti in pochi giorni ( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il piano salva Alitalia? "C'è necessità di aeroporti in Europa. Quindi il problema non è ridimensionare gli scali, ma un consolidamento dei vettori. Quindi più aeroporti e meno linee aeree". Di clima molto sereno parla anche l'onorevole Podestà. "La Moratti - il suo commento alla fine dell'incontro - non si deve assolutamente sentire abbandonata.

Confalonieri è ottimista: <Non faremo brutte figure> ( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Applausi dal presidente di Mediaset anche a proposito dell'operazione Alitalia. "Credo che sia una buona cosa cercare di salvare una compagnia italiana - ha commentato Confalonieri -. "Speriamo che riescano e che la cosa vada in porto. Facciamo gli auguri. Credo che quando occorre un rilievo è giusto che lo Stato intervenga: questo vale anche per Alitalia".

<Siamo alla canna del gas non possiamo più scherzare> ( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ma certe impostazioni contro i lavoratori sono troppo punitive" da Roma Claudio Claudiani, lei rappresenta la Cisl al negoziato Alitalia. Come valuta la scelta dei piloti di abbandonare il tavolo della trattativa? "Al momento in cui è giunto il confronto (osserva con un filo di voce: "Sono in una pausa della trattativa", spiega) credo che ci sia molto nervosismo e tatticismo.

Scatta l'inchiesta su dieci anni di gestione ( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia sta per essere privatizzata la procura della Repubblica di Roma ha deciso di vederci chiaro sul fiume di denaro pubblico affluito nelle casse di via della Magliana. Al vaglio i bilanci di Alitalia degli ultimi dieci anni. Il procuratore aggiunto Nello Rossi e i sostituti Stefano Pesci, Gustavo de Marinis e Francesca Loy acquisiranno nei prossimi giorni i documenti contabili

Alitalia, i piloti non mollano i privilegi ( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 09-09 pagina 1 Alitalia, i piloti non mollano i privilegi di Redazione La categoria più protetta dice no al piano: i sindacati lasciano il tavolo, ma non rompono Parte in salita il confronto tra la Compagnia Aerea Italiana e i sindacati sulla nuova impostazione contrattuale per i dipendenti Alitalia proposta dalla Newco.

Masciandaro: <Un'enorme cambiale in bianco> ( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: S'immagini in Italia, se in un caso come quello di Alitalia, fosse venuto fuori un ente pubblico, come la Cassa depositi e prestiti a dire: "Ci pensiamo noi, copriamo i debiti, non si sa quanto ci costerà e non c'è un vero piano ma mettiamo subito tanti miliardi...". Si sarebbero sentite le urla".

Alitalia, mediazione del Governo per l'intesa ( da "Voce d'Italia, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Articoli correlati: *Alitalia: piloti e assistenti di volo "proposta irricevibile" *Tremonti: "La prima casa rimane detassata", Berlusconi: "Mantengo le promesse" *Alitalia, proposta di Air France bloccata da Passera Guarda tutti i correlati.

Bossi: "Via libera al maestro unico" ( da "Quotidiano.net" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: di aerei della nuova Alitalia per aumentare il movimento. Ma le cose vanno meglio di quanto si temesse. Sono sicuro che il governo non ha intenzione di declassare Malpensa da hub a piccolo aeroporto. Io non ne ho mai sentito parlare". Eppure, secondo Moratti, Milano non riceve sufficiente attenzione dal governo di centrodestra.

<Proposta indecente> ( da "Manifesto, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALITALIA "Proposta indecente" La Cai cerca di imporre contratti umilianti per piloti, assistenti di volo e operai Francesco Piccioni ROMA Se il "piano industriale" fa schifo, la "proposta contrattuale" non può essere migliore. Anzi, presi dall'ansia di risparmiare dappertutto pur di trovare la via del profitto in un mercato -

I Tafazzi con le ali mollano le trattative ( da "Opinione, L'" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è il fallimento di Alitalia con il ritiro dell'offerta della Cai. Ecco perché le dichiarazioni attribuite ai portavoce degli assistenti di volo sembrano particolarmente anacronistiche. "Meglio Air France o portare i libri in tribunale, non bisogna firmare". Come se esistesse ancora la possibilità reale di riaprire la partita con i cugini d'

Il "modello Marche" spazzato via dalla crisi? ( da "Opinione, L'" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: le previsioni di esuberi nella nostra regione possono farci parlare di un caso Alitalia marchigiano. È crisi ed è crisi strutturale del sistema economico-produttivo regionale". Secondo i dati del sindacato, nel primo semestre 2008 "il ricorso alla cassa integrazione ordinaria e straordinaria è cresciuto del 111% rispetto allo stesso periodo del 2007.

Celentano mattatore anche nei telegiornali ( da "Opinione, L'" del 09-09-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. Secondo il segretario generale della Cisl ora bisogna trovare gli ammortizzatori necessari per i lavoratori e riprendere alcune rotte che la compagnia aveva abbandonato. Con la terza posizione saliamo invece al Quirinale, dove il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto gli atleti azzurri che hanno partecipato alle Olimpiadi.

ALITALIA, INSORGONO PILOTI E HOSTESS ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: situazione da seguire Alitalia, insorgono piloti e hostess "Con il nuovo contratto ci massacrano". Insolvenza, indaga la Procura Alitalia: hostess e piloti non ci stanno e abbandonano il tavolo. Irricevibile la proposta dell'ad della nuova compagnia di un contratto unico, uguale per tutti (personale di terra, piloti e assistenti di volo).

Alitalia: piano salvataggio all'esame Ue ( da "Voce d'Italia, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

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Strategia Air France: proposta quota minoritaria di Alitalia ( da "Voce d'Italia, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

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Alitalia, la rivolta dei piloti ( da "Stampa, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: I sindacati bocciano il nuovo contratto: "E' un massacro, meglio Air France o il tribunale". Ferie e riposi nel mirino Alitalia, la rivolta dei piloti Il salvataggio dei colossi dei mutui Usa spinge le Borse. L'Europa recupera 200 miliardi.


Articoli

I piloti affondanoil piano Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 09-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Parte male la trattativa "Proposta irricevibile". No al contratto, chiesti tavoli separati ' 09/09/2008 accordolontanoLa discontinuità rispetto al passato non si può tradurre in mortificazione dei lavoratori Roberto Panellasegretario Ugl ai Trasporti 09/09/2008 ' 09/09/2008 elementiinnovativi"Il contratto si basa su quattro assi: relazioni industriali, competitività, flessibilità e costi Rocco Sabelliamministratore unico della Cai 09/09/2008.

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Aponte allontanala crisi dei container:<i soliti Alti e bassi> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 09-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Aponte allontanala crisi dei container:"i soliti Alti e bassi" il numero uno di msc nNAPOLI. L'armatore napoletano Gianluigi Aponte, numero uno di Msc, commenta gli alti e bassi del traffico container e la presunta crisi dei crediti nel mondo dello shipping. Dottor Aponte, come giudica la mancata crescita del traffico containers? Dobbiamo pensare che ci attendono tempi difficili? "Non c'è la crescita dello scorso anno, questo è vero. Ma nel nostro settore ci sono alti e bassi non causati dall'andamento economico che marcia in modo esponenziale, né dai trasporti che rimangono sostenuti. Il nostro è un settore ciclico, che continuerà comunque ad avanzare perché ormai, con la crescita della Cina e dell'India, gli scambi commerciali sono inarrestabili". Ma intanto la Maersk licenzia, riduce le sue agenzie, dismette i cantieri... "La Maersk ha i suoi problemi ma sono stati causati dall'acquisto della P&O. Ora la società si sta ristrutturando e riorganizzando e questo è lo scotto che paga". Il credit crunch e la conseguente restrizione di credito da parte degli istituti bancari hanno costretto molti armatori a cancellare ordini. Questo significa un brusco stop al boom degli armatori e alla crescita delle flotte? "Io lo considero una fortuna. Stavamo attraversando un momento di grande inflazione. Molti armatori stavano costruendo navi esclusivamente con finanziamenti bancari per cui lo stop è un beneficio per il nostro mestiere. Tutti noi ci serviamo delle banche per finanziare la costruzione delle nostre navi e quando le banche non hanno liquidità chiudono i rubinetti o li aprono solo nei confronti di chi offre maggiori garanzie. In alcuni momenti, come questo per esempio, la restrizione del credito rappresenta un fatto positivo. Significa che fra un anno o due, dovremo ritornare a costruire perché ci sarà una minore offerta di navi rispetto alla richiesta ed allora il nostro settore tornerà a crescere". Dopo aver partecipato alla cordata per Alitalia, è vero che ha acquistato anche la compagnia aerea svizzera Fly Baboo? "Non è esatto. Ma è vero che ho spinto la compagnia ad istituire una linea regolare con Napoli . Questo perché non c'era un volo diretto per Ginevra e molti miei collaboratori e dipendenti viaggiano tra la Campania e Ginevra". Bianca d'Antonio 09/09/2008.

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Da politico dico: politica alla larga dall'Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 09-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Roberto cassinelli Ho letto con attenzione, sul Secolo XIX, le riflessioni di Luigi Leone sulla necessità di liberare Alitalia dalle ingerenze interessate della politica. Aggiungo la mia riflessione alla sua. Lo faccio da politico e dico che ha ragione. Cosa c'entrano, infatti, gli interventi dei politici nella gestione di una compagnia aerea - pur essendo quest'ultima "di bandiera", e quindi portatrice di "valori nazionali" e di interessi pubblici - con la managerialità, la concorrenza, il mercato e tutti quei valori di una moderna economia liberale che chiede alle aziende efficienza e competitività? E che garanzia danno i politici di non riportare all'interno di Alitalia quei virus che ne hanno procurato la malattia fino quasi a decretarne la morte (clientele, interessi di partito, scarsa capacità manageriale, indigestioni di personale inutile, politiche commerciali dannose)? Per questo, da politico, dico no all'intervento del presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, in Alitalia, considerando che per Regioni, Province e Comuni sarebbe più opportuno occuparsi di politiche territoriali, di servizi pubblici, di infrastrutture. Ha ragione il ministro Scajola: non ci piacciono i politici che "giocano a fare gli azionisti". E nel dirlo abbiamo la credibilità di chi da sempre sostiene la tesi "meno Stato e più impresa". Ho, poi, un altro motivo di preoccupazione: che il "modello Marrazzo" costituisca un prototipo da esportare anche in altre realtà economiche e in altre regioni. Ad esempio nelle regioni che, si spera ancora per poco, rimangono "regioni rosse". In Liguria e a Genova, ad esempio. Non vorrei che il "modello Marrazzo" potesse costituire una chiamata a raccolta per tutte le amministrazioni locali ancora nelle mani della sinistra; per spingerle a reintrodurre un modello di economia centralista e statalista che gli elettori hanno bocciato alle elezioni e che tra pochi mesi bocceranno definitivamente anche nelle elezioni regionali. Per questo vorrei dire no a questo tentativo, prima ancora che venga messo in atto. Prima ancora che a qualcun altro venga in mente di mettersi a fare il manager dell'economia ligure, già sotto stress a causa delle sue politiche inutili e dannose. Ce la vedete la sindaco di Genova che gestisce un cantiere navale? Forse non ci ha ancora pensato, impegnata com'è a fare la predicatrice del dialogo interreligioso e la press agent di Barack Obama. Roberto Cassinelli è parlamentare del Popolo della libertà. 09/09/2008.

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<Stiamo lavorando al nuovo partito cristiano> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 09-09-2008)

Argomenti: Alitalia

"Stiamo lavorando al nuovo partito cristiano" dopo l'appello del papa INTERVISTA A: SAVINO PEZZOTTA 09/09/2008 "NUOVI POLITICI cattolici che abbiano competenza e rigore morale. Vede, sul rigore morale serve molta chiarezza. Tutti i cristiani, siano imprenditori, operai o impiegati, devono avere comportamenti lineari e coerenti. Non si può dire d'essere cristiano e fare quello che ci pare". Comincia dalle parole di Papa Benedetto XVI su un rinnovamento dei cattolici in politica, l'intervista a Savino Pezzotta (parlamentare dell'Udc, segretario della Rosa Bianca, promotore del Family day nel maggio 2007 ed ex segretario generale della Cisl), a cominciare dal richiamo di domenica del Papa ai valori cristiani. "Su questo - avverte Pezzotta - non si deve tentennare. Certo, il cattolico può anche sbagliare ma deve avere un impegno, una coerenza nel mantenere un suo stile di vita essenziale, altrimenti le attestazioni di cristianesimo diventano una pura espressione verbale". Sulla necessità di una rinnovata unità dei cattolici in politica, Pezzotta traccia invece alcune distinzioni di sostanza. "Non si deve pensare - spiega - di rifare una nuova Democrazia cristiana ma è importante che vi sia una unità d'intenti su alcuni temi contemporanei ineludibili. Penso alla questione della sacralità della vita umana, dal concepimento alla morte naturale, al tema del matrimonio che pure il Papa domenica ha affrontato con parole nette, e che non si può confondere con le convivenze. Ecco, su questo ci deve essere una convergenza, un'unità di intenti dei cattolici in politica, indipendentemente dagli schieramenti". Pezzotta si ferma per un attimo, poi torna sull'argomento. "Mi spiego meglio. Non c'è una unità dei cattolici sul caso di Alitalia e sulla cordata italiana ma c'è una visione comune sul ruolo centrale della famiglia, sul "no" deciso alle manipolazioni genetiche, sulla necessità di aiutare i ceti più poveri". Passando dai valori alle strategie politiche, Pezzotta ieri ha incontrato a Bologna il leader dell'Udc e suo alleato di centro Pier Ferdinando Casini insieme al mondo dell'associazionismo e del volontariato cattolico. Pezzotta ci tiene a ribadire che l'incontro non ha avuto all'ordine del giorno eventuali accordi in vista delle elezioni amministrative e delle europee del prossimo anno, questioni tattiche insomma. Tutt'altro: al centro del confronto, ha sottolineato, c'è stato "il processo di costruzione, già avviato, di un nuovo soggetto politico che raccolga tutte le forze di ispirazione cristiana", in pratica quello che adesso è rappresentato da Udc, Liberal (la rivista-giornale dell'ex Forza Italia Ferdinando Adornato) e la Rosa Bianca di Pezzotta. "L'Udc - sottolinea Pezzotta al Secolo XIX - sta lavorando a un nuovo soggetto politico che sia autonomo rispetto al centrodestra e al centrosinistra. Vede, per noi dell'Udc e della Rosa Bianca, non è un problema l'ispirazione cristiana che rappresenta un sicuro riferimento valoriale, ma da vivere in modo laico. Non vogliamo essere un partito confessionale ma agire sotto la responsabilità del laico in politica. Quello che mi ha, ci ha turbato è che tutti ieri hanno provato a indossare la maglietta del Papa. Io, che agisco laicamente, trovo una risonanza del mio agire nelle parole del Papa e lì mi fermo". La linea sembra netta: Udc da sola e valori cristiani come guida, laicamente: l'alleato Casini è d'accordo con l'ex segretario della Cisl e immagina tempi lunghi prima di valutare eventuali alleanze future. "Qui - dice Casini - il problema non è di divieti ma è di realizzare convergenze vere, ritengo che il percorso parlamentare sarà determinante per noi, per capire al termine di questa legislatura chi è più vicino alle nostre impostazioni politiche. Lo vedremo alla fine della legislatura. Noi siamo semplicemente coerenti con la nostra storia e soprattutto con l'impegno preso con gli elettori che ci hanno mandato in Parlamento nonostante Veltroni e nonostante Berlusconi. Se fosse stato per loro - conclude Casini - probabilmente non ci saremmo". Massimiliano Lenzi 09/09/2008.

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Crisi alitalia, è rottura piloti e hostess in rivolta (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)

Argomenti: Alitalia

I sindacati: "Il piano ci massacra". Borse in ripresa dopo il salvataggio delle banche Usa Crisi Alitalia, è rottura piloti e hostess in rivolta ROMA - Riparte in salita la trattativa per Alitalia. Piloti e hostess sono sul piede di guerra e hanno abbandonato il tavolo. Cai, la Compagnia aerea italiana guidata da Colaninno e Sabelli, ha avanzato l'ipotesi di un contratto di categoria che includa naviganti e personale di terra, con tagli del 25% sulle retribuzioni e una riduzione del numero di riposi e ferie. Proposte giudicate dalle nove sigle presenti al tavolo come "mortificanti per i lavoratori e dunque irricevibili". Borse in ripresa dopo il salvataggio delle banche Usa. CILLIS, IEZZI, POLIDORI E ZAMPAGLIONE ALLE PAGINE 2, 3, 20 E 21.

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Alitalia, lite sul contratto piloti e hostess: irricevibile - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Alitalia, lite sul contratto piloti e hostess: irricevibile La Procura apre un'inchiesta dopo l'insolvenza La società di Colaninno: l'intesa è necessaria alla riuscita dell'intero progetto LUCIO CILLIS ROMA - Riparte in salita la trattativa per Alitalia, mentre la procura di Roma apre un'inchiesta sugli ultimi 10 anni di bilanci in rosso della compagnia. Nessun indagato, per ora, ma l'ipotesi alla quale lavorano i magistrati è quella del reato di bancarotta. Intanto piloti e hostess sono sul piede di guerra, hanno abbandonato il tavolo al ministero del Lavoro ma, precisano, senza arrivare ad una vera e propria rottura. Meno rigida la posizione di Cgil, Cisl, Uil e Ugl che chiudono la porta alla proposta ma non al dialogo. Potrebbe perciò slittare di alcuni giorni la data ultima del confronto, prevista per giovedì prossimo. Cai, la Compagnia aerea italiana guidata da Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, ha infatti avanzato l'ipotesi di un contratto di categoria che prevede un taglio del 25% sulle retribuzioni attuali e una riduzione del numero di riposi e ferie fin qui goduti da piloti e assistenti volo. "Il nuovo contratto Alitalia, basato su una netta discontinuità con il passato, è indispensabile per garantire la competitività e la sostenibilità del progetto", avvertono fonti della Cai, "siamo di fronte ad una piattaforma innovativa e la sua accettazione è condizione necessaria per l'efficacia stessa dell'offerta". Ma le nove sigle presenti al tavolo del ministero del Lavoro respingono la proposta giudicandola come "mortificante per i lavoratori e dunque irricevibile". I piloti, dal canto loro, non sono nemmeno entrati nel dettaglio della proposta Cai ed hanno lasciato per protesta la sede del ministero in via Flavia. Da Anpac e Unione piloti parte così un chiaro avvertimento alla controparte: "Qualsiasi altro contratto in uso in Europa è senz'altro migliore di questo", hanno tuonato all'unisono, i comandanti Fabio Berti e Massimo Notaro. "Quella dei tre tavoli separati sui cui aprire il confronto è l'unica strada percorribile" sottolineano Cgil, Cisl, Uil e Ugl, sindacati che però non rinunciano al confronto. La trattativa è infatti giunta ad un bivio e i sindacati si stanno giocando una partita per loro ben più ampia: se non si arrivasse a tavoli separati per piloti, hostess, attività di terra, e più in generale sul quadro normativo rappresentato dall'attuale contratto di lavoro, si correrebbe il rischio di un terremoto che potrebbe trasmettersi alle altre aziende italiane del settore trasporti, dall'handling alla manutenzione. Un passaggio molto delicato che a questo punto richiede l'intervento deciso del governo che ha già venduto il successo di tutta l'operazione Alitalia. Probabile, quindi, il ritorno in campo in veste di garante del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. Per oggi è atteso un nuovo round, che dovrà affrontare il nodo-contratti lasciato in sospeso ieri ma anche quello altrettanto pesante del piano industriale, del rilancio del marchio Alitalia e del futuro partner di rango. Soltanto al termine di questi due passaggi delicati si potrà giungere alla definizione del numero di esuberi.

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Dieci anni di profondo rosso sotto la lente dei magistrati la storia di un disastro aziendale (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia L'inchiesta della procura romana non toccherà il passaggio del commissariamento Dieci anni di profondo rosso sotto la lente dei magistrati la storia di un disastro aziendale Per Alitalia quasi sempre bilanci in perdita. Compa-gnia salvata dalle ricapitalizzazioni ROMA - I bilanci degli ultimi 10 anni di vita di Alitalia entrano nel mirino della procura della Repubblica di Roma. Un fascicolo che al momento non porta sulla copertina alcun nome e che non contiene alcuna ipotesi di reato. Ma l'occhio dei pm romani non potrà non guardare ai disastri precedenti l'ultimo atto, quella sofferta dichiarazione di insolvenza del 29 agosto scorso che ha messo fine ai primi 61 anni di storia di Alitalia. E non potrebbe essere altrimenti: la compagnia di bandiera dal 1998 al fallimento ha potuto attingere ad una serie di ricapitalizzazioni e prestiti concessi da diversi governi (da Prodi a Berlusconi) senza mai risollevare la testa. Per questo il dossier, aperto anche in seguito ad una denuncia del Codacons, dovrà analizzare i conti e verificare anno per anno in quali rivoli si siano disperse risorse così ingenti. Molto probabile, quindi, una chiamata a piazzale Clodio in veste di testimoni per tutti quei capi azienda che si sono succeduti in questi 10 anni di vita tormentata della Magliana. Di bilanci chiusi con perdite impressionanti ce ne sono infatti diversi. Se tra il '97 e il '99 alcuni aumenti di capitale sono riusciti a coprire i buchi, nel 2000 Alitalia è tornata in picchiata (-256 milioni). E ha perso letteralmente la bussola passando poi al "botto" registrato nel 2001, con perdite oltre quota 900 milioni di euro. Certo, ci sono quei 90 milioni col segno più del 2002, ma si è trattato di una parentesi scaturita prevalentemente dai proventi straordinari. Per il resto è stato il "rosso", più che il bianco e il verde del marchio Alitalia, a farla da padrone: nel 2003 meno 520 milioni, 850 nel 2004, 167 milioni nel 2005 e meno 625 l'anno successivo. Fino ai "soli" 495 dello scorso anno e i 500 (ufficiosi perché mai approvati) del primo semestre 2008. Totale: circa 3 miliardi di euro in cinque anni su cui puntare i fari, ovvero una media di un milione e 600 mila euro al giorno bruciati sull'altare della compagnia di bandiera. Nei prossimi giorni si avrà dunque un quadro più completo dell'inchiesta aperta a Roma. Nel fascicolo - affidato ai pm Stefano Pesci, Gustavo De Marinis e Francesca Loy, coordinati dal procuratore aggiunto Nello Rossi - è già confluita la dichiarazione di insolvenza del tribunale civile e a breve entrerà anche la relazione del commissario straordinario Augusto Fantozzi. I procuratori a stretto giro nomineranno due consulenti: un esperto contabile ed un economista del settore trasporti. In ogni caso, l'iniziativa della magistratura romana non è focalizzata sul futuro assetto di Alitalia, ma è legata esclusivamente alla dichiarazione di insolvenza ed al ruolo che compete alla magistratura in materia di tutela degli interessi dei creditori e degli azionisti. Insomma l'assetto attuale e quello futuro di Alitalia 2 (la cordata Cai) non sono sotto la lente della Procura. (lu.ci.).

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A bordo della nuova compagnia saranno ridotti salari, ferie e riposi - luca iezzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia A bordo della nuova compagnia saranno ridotti salari, ferie e riposi Proposto un taglio del 25%. Così il confronto con gli altri vettori Il dossier Sulla carta piloti e assistenti possono volare più di tutti in Europa: 850 ore l'anno, ma i valori reali rimangono bassi Più difficile anche ottenere permessi sindacali e congedi per malattia. Guerra all'assenteismo dei piloti ora al 6% LUCA IEZZI ROMA - Privilegiati o schiavizzati? Piloti e assistenti di volo hanno visto i loro stipendi bloccati da ormai 4 anni di crisi a fronte di un aumento delle ore lavorate. Ora gli viene proposto un nuovo taglio del 25% con l'alternativa di perdere il posto se la difesa delle loro prerogative contrattuali facesse fallire la trattativa. La spiegazione è che Alitalia e suoi lavoratori (specie piloti e assistenti di volo), sono simili a quei nobili decaduti che vivono in grandi manieri, ma non hanno i soldi per comprarsi da mangiare. La compagnia di bandiera è ormai lontana dal club delle grandi d'Europa che garantiscono stipendi alti e status, ma conserva una struttura di contratto simile. Il pilota medio di Alitalia, con un massimo di 121mila euro lordi annui, guadagna il 20-30% in meno rispetto a un collega francese o tedesco. Ma prendere come pietre di paragone "i nobili" veri è meno frustrante se si è un comandante: dall'alto di 24 anni o più di anzianità, i "graduati" di Alitalia sono ormai gli unici ad avere livelli retributivi simili alle grandi compagnie come, ad esempio, Air France. Il nuovo standard lo danno le altre "decadute", come Swiss, anch'essa nata sulle ceneri di un fallimento: un pilota svizzero (ora gruppo Lufthansa) guadagna infatti circa 105 mila euro lordi l'anno. Passi in avanti sulla produttività sono stati fatti anche alla Magliana: dal 2005 i piloti possono volare fino a 850 ore di volo l'anno, più di tutti in Europa, ad un passo dal limite di legge delle 900 ore. Ma nella realtà le ore effettive non arrivano ai picchi di Lufthansa e Air France, perché la compagnia non riesce ad incrociare piloti e aerei. Si pagano i tanti cambi al vertice e strategie figlie più della volontà dei governi in carica piuttosto che delle esigenze del mercato. Ma la colpa è anche di contratti ormai anacronistici che frappongono mille ostacoli: i piloti hanno 45 giorni di ferie e gli assistenti di volo 49; le hostess godono di un giorno di riposo in più al mese e, se dimostrano di dover accudire un minore, non volano mai oltre le otto di sera. I piloti vantano tassi di assenteismo del 6% rispetto all'1,5-3% dei concorrenti. Per un volo a medio raggio devono esserci almeno due capocabina quando in Air One ne basta uno. In questa giungla chi vuol lavorare poco ci riesce facilmente mentre un manager che vuole ridurre i costi è destinato al fallimento. Le spese si moltiplicano: i permessi e i distacchi per attività sindacale, costano ad Alitalia 13,5 milioni l'anno, 7 milioni l'anno si perdono per prelevare riaccompagnare a casa gli equipaggi, 13 milioni di euro andavano in fumo per prenotare stanze d'albergo a Milano per i lavoratori romani ai tempi dell'hub di Malpensa. Ai manager Cai, però, non basta riproporre il modello Air One che è riuscita ad imporre livelli salariali più bassi e più efficienza. L'ad Rocco Sabelli ha proposto una serie di tagli anche per cautelarsi dal remake degli eccessi del passato, puntando alla riduzione sia della parte fissa che di quella variabile dello stipendio. Si aggiunge l'abolizione della 14esima e per gli assistenti di volo la riduzione delle maggiorazioni salariali per il lavoro festivo, notturno e domenicale. Le ferie scendono ad un massimo di 35 giorni per i piloti e 30 per hostess e steward e le norme sulle malattie diventano più restrittive. I riposi tra i voli scendono a 30 giorni a trimestre. Per il personale di terra l'orario aumenta da 37,5 a 40 ore settimanali.

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Il business del ponte si intreccia con alitalia - mario centorrino (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina I - Palermo L'analisi Il business del ponte si intreccia con Alitalia MARIO CENTORRINO C'è un collegamento tra l'operazione Fenice, finalizzata al salvataggio dell'Alitalia, e il progetto del Ponte sullo Stretto? Il collegamento esiste e proveremo a individuarlo. Nello scenario politico sul tema del federalismo la Sicilia sta giocando un ruolo di rilievo. Che però s'identifica solo con il personaggio Lombardo, fuori quindi da ideologie, accordi bipartisan, esperimenti da laboratorio. Nello scenario economico la Sicilia è pressoché assente. I progressi sul fronte della lotta al racket nei circuiti della comunicazione restano fuori dal dibattito sulla sicurezza, che ha finito col "cannibalizzare" l'attenzione prima rivolta alle organizzazioni mafiose e al pedaggio criminale che esse impongono nel Mezzogiorno a istituzioni, imprese, semplici cittadini. La Sicilia è estranea al risiko bancario in atto, vende risorse ambientali a basso prezzo senza ancora contabilizzare profitti, non riesce a produrre neppure prodotti di nicchia del Made in Italy né alcuna significativa merce Made in Sicily, con eccezione forse del vino. L'unica presenza della Sicilia nel planning dei cosiddetti poteri forti riguarda il problema delle infrastrutture, nel quale bisogni indiscussi si collegano con evidenti interessi industriali. Forse più che di problema delle infrastrutture dovremmo parlare del problema dell'infrastruttura per eccellenza: il Ponte sullo Stretto. Perché questa infrastruttura è considerata più interessante di altre? Intanto, c'è spazio per attività di progettazioni sicure e lucrose che riguardano l'opera, i suoi effetti, il suo indotto. Poi è un'opera che coinvolge tutti i segmenti delle grandi costruzioni ma riserva ampi margini anche al contorno: movimento terra, noli a caldo e a freddo, smaltimento degli inerti. SEGUE A PAGINA XV.

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La paura dei dipendenti: "peggio dell'alitalia" - antonio fraschilla (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina II - Palermo Prima riunione dcl comitato al quale aderiscono gli impiegati dei laboratori e degli studi medici: "Con le riduzioni si rischia di cancellare 6 mila posti di lavoro" La paura dei dipendenti: "Peggio dell'Alitalia" Già partite le prime lettere di licenziamento "Il sistema non l'ho inventato io" Chiesto un incontro con il governo "Offriamo servizi di alto livello" ANTONIO FRASCHILLA (segue dalla prima di cronaca) La prima risposta dei laboratori privati ai tagli al budget varati dalla Regione è stato l'invio di alcune lettere di licenziamento a propri dipendenti. Le prime sono arrivate a 15 tra biologi e amministrativi del poliambulatorio Sanicam di piazzale del Fante. Altre 10 sono partite il giorno dopo al centro di riabilitazione Mantia. Ancora 15 sono state recapitate ai dipendenti del centro psicofisico di via Villafranca. "Abbiamo iniziato ad avere paura, il tamtam tra i colleghi si è fatto sempre più forte e da qui è nata l'idea di unirsi in comitato", dice Claudia D'Anna, biologa del laboratorio Uditore che ieri ha riunito oltre 60 persone per il primo incontro del comitato, al centro analisi Andros di via Ausonia. Tra i primi ad entrare c'è il fisioterapista Vincenzo Mistretta, che da 25 anni lavora al centro di via Villafranca: "Ho appena ricevuto la lettera di licenziamento, e sono terrorizzato - dice Mistretta - Ho tre figli e un mutuo appena firmato. Rischio di perdere il lavoro, e questo sembra non importare a nessuno". I dipendenti dei convenzionati non sono sindacalizzati né, in caso di licenziamento, hanno tutele come la mobilità o la cassa integrazione: "Tutti parlano dell'Alitalia, ma qui in Sicilia ci sono 6 mila persone che stanno perdendo il lavoro", aggiunge Liliana Traina Farina, 50 anni, tecnico di laboratorio. La prima assemblea indetta dal comitato è un successo. La sala riunioni del laboratorio Andros è gremita. Tra loro c'è anche Francesca Manno, 47 anni, segretaria all'accettazione: "Sono una donna madre rimasta da sola a crescere mia figlia - dice - Potrei perdere il lavoro da un giorno all'altro e tutta per colpa di un sistema sanitario che non ho certo inventato io, e che adesso l'assessore Russo vuole smantellare senza badare alle conseguenze sociali, cioè a noi". Accanto a lei ci sono Massimo Di Carlo e Stefano Sacco, fisioterapisti alla Sanicam che in tasca hanno la lettera di licenziamento: "Mi sembra di essere piombato in un incubo, dovevo sposarmi, ma io sto perdendo il lavoro e la mia ragazza è un'insegnante precaria che potrebbe non avere confermata alcuna cattedra", dice Sacco. Una dipendente del centro Andros, Daniela Giambelluca, si dice "molto preoccupata": "Chiediamo un incontro urgente con l'assessore Russo. Noi rivendichiamo soltanto il diritto al lavoro e alla salute dei cittadini. Siamo tutti lavoratori con una grande professionalità e offriamo servizi di alto livello. Ma l'assessore lo sa che una diagnosi prenatale, che facciamo noi, a Palermo viene fatta soltanto da un'altra struttura pubblica, l'ospedale Cervello?". I lavoratori sono pronti a scendere in piazza, ad intasare di fax e mail l'assessorato con lettere di pazienti che rischiano di non potere più curarsi. "L'assessore deve incontrarci, vogliamo solo spiegargli la nostra situazione, non vogliamo per forza scendere in piazza", conclude la biologa D'Anna, che dal prossimo mese avrà lo stipendio dimezzato.

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Alitalia e il business del ponte - mario centorrino (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina XV - Palermo ALITALIA E IL BUSINESS DEL PONTE MARIO CENTORRINO O ffre occupazione a più settori: ferro, acciaio, cemento. Ha un orizzonte di completamento e un ciclo di attuazione sufficiente a far vivere un'intera generazione di imprenditori. Insomma, tra tutte le infrastrutture possibili, è un affare che salda molteplici interessi, ancor più per i significati simbolici, il consenso sociale che oggi la circonda, il lavoro che promette, il suo sovrapporsi al mito Berlusconi che incanta al momento gran parte dell'Italia. Ma torniamo alla domanda iniziale. Si è detto che molti componenti della cordata Alitalia hanno concesso la loro disponibilità in cambio di futuri vantaggi che potrebbero derivare da un buon rapporto con il governo in carica, anche a brevissima scadenza. Ora, come è noto, si è in attesa di una nuova offerta per la realizzazione del Ponte da parte dell'Impregilo, la società che tre anni fa si aggiudicò la gara per la realizzazione del Ponte mettendo in busta la cifra di 3,9 miliardi di euro. I tre soci - con quote paritetiche - di Impregilo sono Benetton, Ligresti e Gavio, ognuno con un "cip" nel piatto della cordata salva-Alitalia. Gli esperti prevedono una nuova offerta che dovrebbe aggirarsi tra i 4,3 ed i 4,4 miliardi, cioè, rivista al rialzo, di 4-500 milioni. Un rialzo giustificato del rincaro delle materie prime. Ineccepibili le osservazioni sull'aumento, giusto per un esempio, del prezzo del petrolio: all'epoca della prima offerta, quotato a 32 dollari al barile. Oggi oscillante intorno a 110 dollari. Come è stato scritto, basta fare il conto della serva per scoprire che l'aumento dell'offerta, se riconosciuto, sarà pari a più del doppio di quanto Benetton, Ligresti e Gavio hanno investito nella emergente Compagnia Aerea Italiana. Tra l'altro, i particolari finanziari dell'operazione prevedono ora un parziale finanziamento dell'opera (il 40 per cento) attraverso un aumento di capitale varato dal Ministero dell'Economia, dato che il tesoretto della Finterna, destinato alla scopo, si è ormai volatilizzato, senza lasciare la minima traccia in Sicilia e in Calabria. è casuale il "beau geste" dei capitani coraggiosi, Benetton, Ligresti e Gavio, con riferimento all'Alitalia, rispetto all'improvviso accelerazione dell'operazione Ponte, cui il silenzio del Partito Democratico assegna del resto tacito assenso? Due osservazioni finali: l'operazione Ponte sembra ormai definita nei dettagli (progettazione definitiva avviata a gennaio 2009 e apertura dei cantieri nella primavera del 2010). Ma rimane appesa a una grossa incertezza. Il mercato internazionale dei capitali dovrebbe finanziare il residuo 60 per cento del costo dell'opera. I processi di recessione in corso in Europa e la crisi del credito negli Stati uniti non incoraggiano in questo senso a meno che i famosi fondi sovrani non abbiano già intravisto nel Ponte un'occasione unica d'impiego. Che sia stata orientata a questa la misteriosa visita in Sicilia del Gran Sultano? Fuori dall'ironia. Visto che per l'eventuale completamento del Ponte occorrerà attendere, nella migliore delle ipotesi, almeno dieci anni, vogliamo aprire in Sicilia una "vertenza ferrovia"? Il divario economico che oggi ci separa dalle altre regioni italiane è ancora maggiore sul fronte delle ferrovie. Non è possibile che, in attesa del Ponte, i siciliani debbano viaggiare su treni sporchi, malfunzionanti, di vecchissima data, assolutamente inaffidabili con riferimento agli orari di arrivo. Qui non c'è alibi di mafia, di produttività, di pigrizia. è uno scandalo osceno contro il quale bisogna organizzare forme di protesta che vadano ben oltre le rivendicazioni statutarie avanzate, in ogni occasione, dal magniloquente Lombardo. Meno auto blu e un po' più di treni a lunga distanza, per i parlamentari. Forse si comprenderebbe perché, per tanti, il Ponte, con buona pace di Impregilo, dei suoi soci, della riconoscenza loro dovuta per l'etica che li ha spinti a gestire un disastro aziendale, il Ponte sullo Stretto non è oggi, per la Sicilia, una priorità.

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Atitech, nuova protesta all'aeroporto di capodichino (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)

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Pagina VI - Napoli Atitech, nuova protesta all'aeroporto di Capodichino Di nuovo in piazza ieri, nei viali di Capodichino, i lavoratori della Atitech, preoccupati del loro futuro nel quadro della vertenza Alitalia. Una manifestazione di fatto in appoggio alla riunione che nel pomeriggio si è tenuta presso il Consiglio regionale. Per iniziativa del vicepresidente Salvatore Ronghi, erano stati convocati capigruppo, sindacati, parlamentari campani. Tra questi ultimi, tre soli i presenti, Antonio Milo e Arturo Iannaccone dell'Mpa e Franco Barbato di Idv. Il che ha prodotto il "rammarico" del promotore Ronghi. C'erano però anche il vicepresidente della giunta Antonio Valiante e gli assessori Andrea Cozzolino e Corrado Gabriele. Ne è uscito un documento che incita i parlamentari a sottoporre al governo il caso-Atitech e impegna l'esecutivo "a promuovere una formulazione del piano industriale della Cai che preveda l'inclusione di Atitech nel perimetro industriale della nuova azienda ed a sostenere l'ulteriore sviluppo del polo aerospaziale campano e delle imprese ad esso collegate". Domani è in calendario una seduta congiunta delle commissioni parlamentari con il ministro Giulio Tremonti. Nel frattempo la presidente Sandra Lonardo, fuori Napoli, ha inviato un nuovo appello a Berlusconi allegandogli il documento prodotto dai capigruppo. Intanto gli assessori Cozzolino e Gabriele hanno incontrato i vertici di Cgil, Cisl, Uil e Ugl e il presidente degli industriali Gianni Lettieri per elaborare possibili iniziative. E dalla Provincia il presidente Dino Di Palma chiede di "assicurare un futuro produttivo a un'azienda di alto profilo professionale". (r. f.).

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Le promesse di berlusconi alla moratti "basta attacchi, ti aiuterò per il 2015" - alessia gallione (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)

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Pagina III - Milano Le promesse di Berlusconi alla Moratti "Basta attacchi, ti aiuterò per il 2015" Tregua armata tra il premier e il sindaco dopo un'ora e mezza di faccia a faccia ad Arcore Il Cavaliere chiede di abbassare i toni su Alitalia e assicura attenzione alla tutela di Malpensa Resta aperta la partita sulla società dell'Esposizione universale. Lei: "Il presidente scioglierà tutti i nodi" ALESSIA GALLIONE La tregua armata con Silvio Berlusconi sembra arrivare dopo un'ora e mezzo di confronto ad Arcore. Ma soprattutto, dopo giornate di bordate spedite da Palazzo Marino sul governo amico, il governo "distratto" nei confronti di Milano e dei suoi problemi. Letizia Moratti esce da villa Certosa. E sorride. Almeno in apparenza. Quei sorridi che ha imparato a indossare spesso in questi mesi in cui continua a ricevere rassicurazione. E in cui, però, la macchina Expo è ancora bloccata. Con il premier, racconta, c'è stata "grande sintonia". A cominciare da Expo: "Stiamo lavorando - assicura il sindaco - e nei prossimi giorni il presidente scioglierà tutti i nodi: partecipazione degli enti locali ed equilibrio nella governance". Al centro del faccia a faccia, anche la questione Malpensa: "Sono fiduciosa che si arriverà a una riconfigurazione del sistema aeroportuale in una logica di rafforzamento". Parole distensive che non rassicurano, però, il presidente della Provincia Filippo Penati. Che parte all'attacco su Expo: "Mi auguro che finiscano i personalismi e le lotte interne al centrodestra e si possa riprendere un lavoro di squadra". E che sulla vicenda Alitalia, dice: "Dalle dichiarazioni del sindaco, constatiamo che non sono uscite garanzie precise per gli aeroporti. Moratti chieda la convocazione urgente del tavolo Milano". Se quella tregua sarà reale si saprà nei prossimi giorni se il risiko Expo - Tremonti permettendo - si risolverà. Sono stati giorni di tensione nei rapporti tra Milano e Roma. Nonostante lei si sforzi di minimizzare: "No, nel modo più assoluto. Il presidente, un po' scherzando, ha detto di essere capace di leggere i titoli dei giornali ma anche il contenuto degli articoli". è certo che nell'ultima settimana il sindaco non ha risparmiato attacchi al governo. E il governo non ha gradito troppo i messaggi inviati a mezzo stampa. è per questo che l'appuntamento a cui ha partecipato anche il coordinatore regionale di Forza Italia Guido Podestà ha avuto un significato politico. Podestà conferma: "Il presidente si è impegnato a risolvere personalmente le ultime questioni in sospeso per Expo". Berlusconi avrebbe confermato per l'ennesima volta il suo impegno personale, dopo essersi occupato di molte vicende, avrebbe detto (dai rifiuti alla Georgia, l'elenco). Perché il decreto su cui ha lavorato il ministro Calderoli sarebbe pronto. Mancherebbe solo il via libera definitivo del ministro del Tesoro Giulio Tremonti. D'ora in poi, i toni di Letizia Moratti potrebbero essere più concilianti. In cambio di un impegno del premier a risolvere i tasselli per Expo. Un accordo che girerebbe ancora attorno a due nodi. Primo: "Partecipazione degli enti locali", ovvero quanto chiede la Lega attraverso un proprio uomo, il presidente della Provincia di Como Leonardo Carioni alla guida del Cipem, il comitato di indirizzo formato da enti locali e ministeri. Punto secondo: "Equilibrio nella governance". Letizia Moratti sarebbe disposta ad accettare un consiglio di amministrazione della Soge, la società di gestione, allargato a cinque componenti (il Tesoro, Comune, Regione, Provincia, Camera di commercio) e con Paolo Glisenti, il suo fedelissimo, come amministratore delegato. A lui, il sindaco non è mai stata disposta a rinunciare nonostante le resistenze del centrodestra che vorrebbero anche un presidente di garanzia (si fa il nome dell'ex ministro Lucio Stanca). Ma sulla gestione di Expo, Penati è critico: "Le decisioni non si possono prendere ad Arcore tra due persone. Se lì si blinderà un accordo partiamo con il piede sbagliato". Lui propone una "governance duale con un collegio di sorveglianza in cui siano rappresentati tutti gli enti interessati, a partire da tutte le province lombarde come aveva proposto Bossi, e un comitato di gestione ristretto a cinque persone". Su Alitalia, Moratti spiega che "c'è una necessità di aeroporti in Europa, quindi il problema non è quello di ridimensionare gli aeroporti ma di un consolidamento dei vettori". E da oggi il management di Sea inizierà un confronto con gli advisor, per discutere dei piani della nuova Alitalia.

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Treni, la regione contro il governo - piero ricci (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)

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Pagina II - Bari Treni, la Regione contro il governo Loizzo al ministro: "Le Ferrovie stanno penalizzando la Puglia" "I disservizi vanificano gli sforzi che il governo regionale sta compiendo" PIERO RICCI La protesta arriva per lettera. Mario Loizzo, assessore ai trasporti della Regione Puglia, non sa più a quale santo votarsi. L'ultimo episodio sull'Eurostar Lecce-Milano: oltre mille passeggeri che viaggiano senza aria condizionata perché s'è rotto l'impianto, in una delle giornate più calde dell'estate 2008, nonostante sia settembre, con 40 gradi. Il treno s'è fermato a Termoli. Per protesta. E la protesta, ieri, è scivolata sui binari istituzionali: "La grave avaria che ha interessato l'Eurostar Lecce-Milano è solo l'ultima in ordine di tempo, di una serie di disservizi", scrive Loizzo al ministro dei trasporti, Altero Matteoli. E il motivo è presto detto: Pendolini ed Eurostar e tutti i convogli che collegano la Puglia con le altre regioni, viaggiano sulla base di un contratto di servizio che Trenitalia non firma con la Regione ma direttamente con il ministero. Quindi dovrebbe essere il ministero, il contraente che ha diritto di denunciare una violazione contrattuale. La Regione può solo segnalarla. E indignarsi. "Il fatto è - racconta Loizzo - che questi disservizi da qualche tempo stanno penalizzando i collegamenti ferroviari a lunga percorrenza, che collegano la Puglia con Roma, Torino e Milano". L'avaria di domenica sul Lecce-Milano che ha fatto infuriare i mille passeggeri a bordo s'è verificata alla vigilia di un'altra decisione di Trenitalia: la cancellazione dei Pendolini da Taranto e da Lecce e la loro sostituzione con i vecchi Intercity, restaurati ma meno confortevoli. Trenitalia si giustifica dicendo che i Pendolini, potendo viaggiare a 300 km all'ora, servono per l'alta velocità che partirà fra qualche mese da Roma e da Bologna per Milano. La Puglia ha binari che consentono velocità più basse che gli Intercity possono sostenere senza che questo allunghi i tempi di percorrenza da e per la Puglia. La spiegazione, a quanto pare, non soddisfa i pugliesi. E nemmeno l'assessore Loizzo che ha sollevato nella stessa lettera al ministro il caso Pendolino: "La decisione, già in vigore, di sostituire gli Eurostar che interessano le relazioni con la Puglia con altro materiale meno confortevole, penalizzano la qualità dei servizi per i nostri viaggiatori e violano un preciso impegno delle Ferrovie dello Stato e del precedente ministro, di non procedere ad altri trasferimenti di materiale rotabile, dopo quelli effettuati nei mesi scorsi". Non si tratta più di episodi ma di una strategia. "A questo punto - spiega Loizzo - ho anche chiesto al ministro di convocare un incontro urgente per affrontare tutto il capitolo dei trasporti. Dobbiamo evitare - conclude Loizzo - che le conseguenze di tali disservizi, vanifichino gli sforzi che il governo regionale pugliese sta compiendo per il potenziamento del trasporto regionale, in termini di pulizie, materiale rotabile, puntualità e velocizzazione del traffico". L'iniziativa di Loizzo arriva a pochi giorni da una dura presa di posizione della giunta regionale sulla politica dei trasporti, sia aerei che ferroviari, appena appresi i primi dettagli del piano di salvataggio di Alitalia e della sostituzione del Pendolino. Per il governo Vendola "gli effetti della ristrutturazione di Alitalia si accompagnano anche alla incertezza sugli investimenti infrastrutturali già sottoscritti col ministro Di Pietro, mentre nuovi provvedimenti punitivi vengono annunciati con la scomparsa di tutti gli Eurostar nella nostra Regione". "Per tali ragioni e allo scopo di concorrere in maniera responsabile alla formazione dei processi decisionali in qualità di protagonisti e non di semplici destinatari di provvedimenti negativi per le comunità che rappresentiamo - si legge nella nota della giunta pugliese - chiediamo che con la massima urgenza, il governo affronti l'intera problematica nell'ambito della Conferenza Stato-Regioni".

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A bologna l'alta velocità, a bari i ritardi - ilaria ficarella (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)

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Pagina III - Bari Cos'è l'Etr 500 Ecco come si differenziano le linee da e per il Nord. E con la nuova tratta per Milano le distanze tra le due Italie dovrebbero aumentare A Bologna l'alta velocità, a Bari i ritardi ILARIA FICARELLA Cento giorni per veder partire il primo treno ad alta velocità in Italia, sulla linea Milano-Bologna. Cento giorni per verificare se è vero che Nord e Sud continuano ad avere andature sensibilmente diverse. Il treno che ridurrà di 45 minuti la percorrenza fra il capoluogo lombardo e quello emiliano partirà a dicembre, migliorando in modo netto tutta la linea, spiega Trenitalia. Significa in sostanza che tutte le tratte ferroviarie che intersecheranno quel tragitto otterranno un vantaggio sui tempi di percorrenza, che si ridurranno di 45 minuti, appunto. Ma a ben vedere non sarà proprio così; o almeno non sarà così per tutti. Se ne lamentano e non poco gli imprenditori pugliesi. "In un'economia basata sul just in time, noi siamo praticamente tagliati fuori", dice Riccardo Ciliberti, segretario regionale della Fita Cna Puglia. Lo stato attuale delle cose. Mettendo a confronto due tratte pressappoco equivalenti Nord-Sud e due tratte Nord-Centro e Sud-Centro si verifica già oggi uno scarto sui tempi d'arrivo: uno scarto lieve al momento, che però risulta moltiplicato dai ritardi che non di rado s'accumulano nei tragitti, specie verso il Mezzogiorno. Il primo confronto è fra il Torino-Napoli e il Lecce-Milano. Il tempo minimo di percorrenza della Torino-Napoli è stimato dalla stessa Trenitalia in otto ore e otto minuti; il tempo minimo sulla Lecce-Milano è di nove ore e 25 minuti. Nella ipotesi massima, comprensiva di una serie di fermate, i due treni viaggiano con uno scarto di 35 minuti. Sulle due linee dirette verso il Centro, la situazione è appena migliore: un Milano-Roma e un Bari-Roma hanno uno scarto al minimo di dieci minuti e al massimo di 32 minuti. L'evoluzione. Secondo Trenitalia, l'avvio dell'alta velocità sulla linea Milano-Bologna, che entrerà in funzione a dicembre, determinerà un miglioramento dei tempi di percorrenza su tutta la linea. Per rimanere alle tratte prese a riferimento, s'accorceranno i viaggi fra Torino e Napoli, fra Milano e Roma, fra Lecce e Milano. Ma bisogna considerare un fattore non secondario: non su tutte le tratte si viaggia a bordo degli Eurostar Etr 500, gli unici capaci di viaggiare a 300 chilometri orari e quindi di ottimizzare al massimo la nuova rete dell'alta velocità. In particolare, sulla Lecce-Milano, dopo che proprio ieri il Pendolino è stato sostituito da un Eurostar City, la velocità massima sarà di 200 chilometri orari: come dire che una riduzione dei tempi ci sarà anche sulla Lecce-Milano o sulla Taranto-Milano, ma il risparmio non sarà mai di 45 minuti, come promesso da Trenitalia. Sulla linea verso Roma, da Bari e da Lecce, invece la società insiste nel dire che modifiche non ce ne sono state e che continuano a operare come sempre gli Eurostar. Si tratta però di Etr 460 e non 500: treni che viaggiano a un massimo di 200 chilometri l'ora. Ma anche per questa tratta, fa sapere Trenitalia, da dicembre con l'introduzione del nuovo orario invernale, "ci saranno significative novità, che per il momento non possono essere anticipate". E dopo le proteste dei consumatori, le richieste di chiarimenti dei politici e le perplessità dei sindacati, si leva anche la voce degli imprenditori pugliesi. "C'è intanto da dire che ogni variazione allo stato attuale, variazione peggiorativa come quelle di cui si sta parlando - dice il segretario della Fita Cna di Puglia - interviene a gamba tesa nell'attuazione del Piano regionale dei Trasporti, varato sulla base di una situazione complessiva che si sta modificando, certo non a nostro vantaggio". Ma l'analisi degli imprenditori pugliesi va anche oltre gli aspetti burocratici. "Ogni problema di tempi - afferma Riccardo Ciliberti - si traduce per ogni imprenditore in un problema di logistica. Con Alitalia che annuncia tagli e Trenitalia che non accenna a migliorare i servizi, né ad abbassare i prezzi, il Sud rischia di essere messo fuori gioco rispetto al mercato europeo".

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Ballarò, floris diventa free lance (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Spettacoli Torna da oggi il talk show su RaiTre. Ruffini: "è il più seguito della nostra tv" Ballarò, Floris diventa free lance Settimo anno per Ballarò, che riparte oggi su RaiTre (21.05) con il confronto tra Massimo D'Alema e Giulio Tremonti. Il direttore Paolo Ruffini ricorda che "è il talk show che ha più spettatori nella tv italiana", la sua formula viene confermata, anche se Floris ha cambiato il suo contratto Rai: il giornalista non è più interno ma ha firmato una esclusiva da esterno. "Si parlerà di politica intesa come ricerca di soluzioni per i cittadini, con un finale aperto in ogni puntata", promette Giovanni Floris. Sul modello del giornalismo anglosassone Ballarò sarà "il watch dog, il cane da guardia del potere, di tutti i poteri". Si affronteranno i temi dell'attualità ("dai mutui all'Alitalia") ci sarà un "Viaggio in America" di Andrea Salvatore sulle presidenziali Usa, Maurizio Crozza firmerà la copertina satirica.

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Berlusconi si schiera con la gelmini e frena bossi sul testo del federalismo - mauro favale (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)

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Berlusconi si schiera con la Gelmini e frena Bossi sul testo del federalismo Irritazione della Lega, un vertice per risolvere il nodo Ici La Lega vuole un sì al testo entro giovedì. Ma il Pdl non sembra della stessa idea MAURO FAVALE ROMA - In soccorso a Mariastella Gelmini. Per dire che "il ministro si sta impegnando a fondo per rilanciare la scuola". E una frenata sul federalismo, perché il testo della riforma, così formulato, con "la razionalizzazione delle imposte immobiliari", non può essere approvato dal Consiglio dei ministri. Silvio Berlusconi si schiera nettamente dalla parte del ministro dell'Istruzione e prova, per la seconda in tre giorni, a stoppare le polemiche aperte dalla Lega. L'ultima, domenica sera, a Torino: "Per fare il ministro dell'istruzione ? aveva detto Bossi ai militanti padani ? bisogna essere stato un insegnante". Il nodo vero, però, è il federalismo, tanto che sarà necessario un vertice, convocato tra oggi e domani, per provare a mettere a punto un testo con il quale appianare i dissapori degli ultimi giorni, dopo l'ipotesi di introdurre una nuova Ici o una "Service Tax". Ieri, però, è stata la giornata del ministro Gelmini, dopo l'ennesimo attacco del Senatur. Lei si difende, dice che "non vuole entrare nelle polemiche, per me parla il mio lavoro. Sarebbe comunque un errore accontentarsi di una scuola mediocre e difendere lo status quo". Ma lo scontro è vibrante e non nasce oggi. Già in agosto Bossi aveva chiesto di cambiare il ministro dell'Istruzione. La guerra a bassa intensità con la Gelmini nasconde, però, un'altra partita che si gioca al Nord tra Lega e Pdl. Italo Bocchino, vicepresidente dei deputati del Pdl, è esplicito: "Probabilmente Bossi teme che la Gelmini da ministro conquisti troppa visibilità e troppa autorevolezza, a tal punto da poter essere un buon candidato addirittura per il Pirellone, dove il Senatur vorrebbe mandare un suo uomo". La Presidenza della Regione Lombardia, dunque. Ma anche il peso dei partiti della maggioranza, con Ignazio La Russa, ministro della Difesa e reggente di An che afferma: "è bello e positivo che la Lega allarghi i suoi consensi nel Settentrione ma il partito-guida, anche al Nord, resta il Pdl". Dal Carroccio nessuna risposta ufficiale ma è forte l'irritazione. In vista delle amministrative e delle Europee di giugno, cresce il malessere nei confronti dei ministri del Pdl con forte radicamento al Nord. Non solo la Gelmini ma anche Renato Brunetta, ministro della Funzione Pubblica, e Maurizio Sacconi, ministro del Welfare che in questi mesi hanno portato avanti la loro politica proprio su terreni cari alla Lega: gli insegnanti del sud, i fannulloni nella pubblica amministrazione e la partita Alitalia con l'appendice delle sorti dell'aeroporto di Malpensa. E poi c'è il federalismo, cavallo di battaglia della Lega. Il ministro dell'Interno Maroni vorrebbe che il testo venisse approvato nella riunione del Cdm di giovedì. Venerdì sul Monviso Bossi e Calderoli saranno alle sorgenti del Po per il tradizionale rito del prelievo dell'acqua con l'ampolla. E vorrebbero festeggiare l'approvazione, almeno in via preliminare, del testo della riforma. Nel governo (sponda Pdl) non c'è l'intenzione di assecondare la fretta della Lega. Per questo tra oggi e domani verrà convocato un vertice tra i ministri che si stanno occupando di federalismo per provare a ricucire gli strappi. Probabile sia necessaria la presenza anche di Berlusconi. "Sarà comunque molto complicato ? spiega un ministro ? riuscire a costruire un testo condiviso già per giovedì".

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Piloti e hostess in rivolta: È un massacro (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 09-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Piloti e hostess in rivolta: "È un massacro" Piloti e hostess di Alitalia non ci stanno. Il contratto che propone la newcom Cai di Roberto Colaninno è troppo punitivo. I calcoli dei sindacati parlano di un taglio salariale superiore al 30%. "Macelleria sociale" commenta il sindacato Avia. Ma non si tratta di una vera e propria rottura. Piloti e assistenti di volo in realtà puntano a trattare separatamente con la Compagnia aerea italiana e chiedono al governo di farsi mediatore fra le parti. Rossi a pagina 8 Alitalia.

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I precari? Si occupino di turismo L'ultima di Gelmini: Ci sto lavorando con Brunetta e Brambilla . Intanto Bossi l'attacca: È un'incompetente (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 09-09-2008)

Argomenti: Alitalia

"I precari? Si occupino di turismo" L'ultima di Gelmini: "Ci sto lavorando con Brunetta e Brambilla". Intanto Bossi l'attacca: "È un'incompetente" di Luigina Venturelli / Milano ESORDIO Se gli esuberi di Alitalia possono essere mandati alla poste, i precari della scuola possono tranquillamente riciclarsi in servizi alberghieri e musei. "Stiamo studiando nuove figure professionali, ci stiamo pensando con Brunetta, Sacconi e Brambilla" ha pre- annunciato la responsabile dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Allo studio della ministra c'è il "numero impressionante di precari" accumulati dalla scuola italiana, ovviamente "eredità dei governi precedenti", che lo Stato non è in grado di assorbire prima di una decina d'anni. Gli ottimisti ne contano 75mila, i soliti pessimisti di sindacato e opposizione parlano di almeno 115mila persone impegnate nel sistema didattico senza uno stabile contratto di lavoro, prossime alla disoccupazione. La presenza nel pensatoio della sottosegretaria al Turismo non lascia dubbi sulla possibile soluzione al "pesante problema sociale": il trasferimento del personale a mansioni d'assistenza e intrattenimento turisti, come non ci fosse differenza tra insegnare la matematica a una classe di adolescenti e spiegare la storia fiorentina a un gruppo di giapponesi. La tutela della professionalità, del resto, non è cosa di questo governo. La stessa Gelmini - ha fatto notare il collega d'esecutivo Umberto Bossi - si appresta a ribaltare la scuola come un calzino senza nemmeno aver fatto l'insegnante, forte della sua esperienza in politica e avvocatura. Ma certe lacune si notano: al suo primo giorno di scuola, per esempio, la ministra è arrivata con tre quarti d'ora di ritardo. I bambini dell'elementare Enrico Fermi di Segrate, alle porte di Milano, l'aspettavano in cortile da più di un'ora per l'inaugurazione in pompa magna dell'anno scolastico. Divertiti i primini, che sfoggiavano le divise nuove di zecca cucite per loro dai detenuti del carcere di San Vittore (magliette rosse, gonne e pantaloni blu): le preferite di Mariastella Gelmini, molto riprese dai cameramen e molto ricordate nei discorsi. Distratti gli alunni più grandi: il semplice grembiule bianco passava inosservato, nemmeno l'onore dell'appello fatto dalla ministra e dal sindaco è toccato loro. Infastiditi tutti i genitori: costretti a sgomitare tra giornalisti, fotografi e carabinieri per riuscire ad immortalare il primo giorno di scuola dei figli, salvati solo dalle polemiche politiche che hanno infine distolto l'attenzione della ministra. C'era da difendere la scelta del maestro unico alle elementari, "un'esigenza pedagogica" sulla quale ha incassato anche l'appoggio di Berlusconi contro gli attacchi del leader del Carroccio, e il relativo taglio di 87mila cattedre, "è necessario rivedere le modalità di spesa perché oggi il 97% delle risorse sull'istruzione se ne vanno per pagare gli stipendi". Insomma, "la scuola non è uno stipendificio" e "l'insegnamento non è per tutti, non è un lavoro ma una missione". Anche Mariastella Gelmini sente d'avere una missione da compiere, quella di "assicurare una scuola di qualità ai bambini e ai ragazzi più giovani di me" ha spiegato la responsabile dell'Istruzione. Evidentemente si sente ragazza lei stessa.

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Napoli, 400 docenti in lutto sotto il sole cocente A cinquant'anni fuori dal lavoro per sempre (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 09-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Napoli, 400 docenti "in lutto" sotto il sole cocente "A cinquant'anni fuori dal lavoro per sempre" di Eduardo Di Blasi inviato a Napoli Mariella, insegnante precaria, vestito e banda nera sul braccio in segno di lutto, abbozza alla decisione del commissario che ha chiesto di non far uscire da via del Ponte della Maddalena, una strada semideserta che passa alle spalle di via Marina, il corteo delle maestre di Napoli e provincia. Quando le spiegano che possono rimanere a girare solo intorno a quel pezzo di strada conclude con ironia: "È questo che facciamo da una vita, andare avanti e indietro senza senso. Va bene che pure la protesta la facciamo così!". Prende la cassa da morto di cartone che con le amiche ha costruito in questi giorni di mobilitazione, e si avvia dall'altro lato della strada. Un corteo pacifico, come potrebbe esserlo solo quello di un corpo docente che per vent'anni ha fatto lezione tra Piscinola e Secondigliano, Sant'Antimo, Afragola, Barra, Gianturco. "Non possiamo fare proteste contro le regole - dicono - Siamo educatrici, dobbiamo dare l'esempio". Allora restano nella fetta di strada spianata dal sole. Le buone maniere non impediscono a queste quattrocento donne (gli uomini sono una sparuta minoranza) di spiegare con rabbia, orgoglio e frustrazione il perché di questa manifestazione sotto l'ex provveditorato, con un sole che spacca le pietre e l'acqua che, allo spaccio, è passata in un attimo da un euro a un euro e venti a bottiglia. La ragione sembrerebbe assurda: quest'anno, tra la città di Napoli e la sua provincia, non ci sarà nemmeno un maestro che avrà un posto a tempo determinato (da settembre ad agosto) nelle scuole elementari, nessuno che avrà la possibilità di scalare la gigantesca classifica (11mila posti) per accedere, dopo una vita di insegnamento, ad un contratto a tempo indeterminato, l'assunzione. Di più: dal 31 di agosto nessuna di queste persone ha più lo stipendio. E, rimanendo così le cose, non l'avrà. Per capire cosa voglia dire, provate a immaginare la vita di Florinda, 51 anni e quasi trenta passati dietro una cattedra, che con un figlio all'università ha vergogna di ritornare a casa senza un lavoro. Metteteci dentro supplenze di due giorni, poi di settimane, mesi, fino ad arrivare a quella annuale che è l'anticamera dell'assunzione a tempo indeterminato. Poi non metteteci più niente. Niente. Chiariamoci, le liste venute fuori da anni di improvvisazioni in materia di politiche della scuola non sono il massimo della coerenza. Per anni, ad esempio, le insegnanti che da Napoli si recavano ad insegnare ad Ischia prendevano 12 punti invece di 6, quelle che da Ischia dovevano venire a insegnare a Napoli ne prendevano 6 lo stesso, avendo, a occhio, lo stesso disagio. Stesse disparità si sono verificate tra insegnanti della scuola pubblica e della scuola privata, con l'assurdo corollario che a volte, nel privato, si trovano insegnanti che prendono paghe fittizie (1500 euro invece dei 250 che gli vengono versati), ma li barattano con il miraggio di "salire in classifica" accumulando punti come gli altri. Così anche questa classifica non è che premi per forza tutti i migliori. Ma esiste da anni ed è fatta con la fatica che pezzo a pezzo queste persone ci hanno messo dentro, accettando le destinazioni scelte di anno in anno, le incongruenze che di solito finiscono al tar, gli esami di specializzazione, quelli ordinari e quelli specifici per insegnare l'inglese o le scienze. Ma cosa è successo a Napoli? Perché non c'è nemmeno un posto disponibile per la scuola primaria? La concomitanza dei tagli previsti per quest'anno e il rientro di circa 400 insegnanti provenienti da altre regioni, ha cancellato tutti i posti disponibili nelle liste del 2008. Gabriella Refuto, segretaria della Flc Cgil di Napoli ha davanti un quadro che va a farsi ancora più fosco: "Oggi saranno cinquemila in meno, ma dall'anno prossimo, ci sarà uno tsunami di dimensioni spaventose con le medie, le superiori e il maestro unico". Il maestro unico e la fine del tempo pieno così come inteso fino ad oggi lascerà per strada migliaia di persone. E se si può condividere il paragone che fa Giovanna sul presunto salvataggio degli esuberi di Alitalia e il sostanziale taglio di migliaia di posti di lavoro a Napoli, è sul versante formativo che il governo deve porsi il problema. Soprattutto in queste terre. "Continuiamo a parlare di maestro unico, ma provate a mettercelo un maestro solo in una classe di trenta alunni a Marcianise...", spiega Giovanna mentre racconta dei suoi alunni che la accolsero sbattendo delle mazze di legno sul soffitto. Racconta che a volte bisogna mettere la cattedra davanti alla porta per non farli scappare. E che spesso nemmeno quello basta: "E allora ti tocca decidere se lasciarli andare e fare lezione con gli altri o andarli a riprendere sperando che in classe non succeda niente". E poi ci sono i "caratteriali" che a un certo punto della lezione possono dar di matto. Insomma quella che si prospetta davanti all'ex provveditorato campano è una questione complessa che non si può affrontare con l'alzata di spalle che il ministro Gelmini ostenta. La signora Mambrini, ad esempio, con i suoi 59 anni, 25 di insegnamento, perché dovrebbe tornarsene a casa a non lavorare? Come dice Carla: "Berlusconi ha detto di aver risolto il problema della spazzatura a Napoli, e adesso nella spazzatura butta noi". Oggi alle 8,30 un corteo si snoderà da via del Ponte della Maddalena alla Prefettura, oltre al Comitato autonomo che si è formato in queste ore, saranno presenti i sindacati confederali.

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D'Alema-Tremonti, duello da Floris (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 09-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di Silvia Garambois / Roma D'Alema vs Tremonti. E tra loro una stagione politica segnata da Alitalia, scuola, tasse sulla case, mutui, salari, immigrazione, bilanci familiari. Un ring. Riparte così, per il settimo anno, Ballarò (stasera alle 21 su Raitre); in anticipo rispetto alle passate edizioni - prima tra le trasmissioni tv d'informazione e di approfondimento - dopo un'estate calda, in cui la politica non è andata in vacanza. E a commentare il dibattito un'altra coppia di duellanti: i direttori dell'Unità e del Giornale, Concita De Gregorio e Mario Giordano. Anticipando sul tempo Lilli Gruber che va su La7 e Annozero di Michele Santoro, quello di Floris è un ritorno al calor bianco. Ma del resto Giovanni Floris e il gruppo di Raitre - Paolo Ruffini, il direttore, tra i primi - hanno un debito aperto verso il pubblico, che ha portato Ballarò ad essere la trasmissione di informazione politica più vista della tv, con 4 milioni di telespettatori di media. E ora devono restare all'altezza delle attese. Tanto che Ruffini, di fronte al "gradimento" di Mediaset per Floris, commenta tagliente: "Mediaset può anche invidiarci Ballarò. Ma io non invidio i programmi di Mediaset". "Ballarò è e resta un programma aperto, che si tuffa nell'attualità politica, che vuole capire quali soluzioni la politica offre al cittadino - spiega Floris -. Io metto i punti interrogativi, i politici le risposte". Eppure la trasmissione è stata spesso accusata di essere partigiana. "Certo siamo noi a scegliere e proporre i temi del confronto, e sono scelte che facciamo con la nostra cultura, la nostra sensibilità. Ma quello che accade in studio è imprevedibile: non è possibile immaginare chi "vincerà" i confronti. Quello che possiamo fare noi è solo offrire cifre e sondaggi, per ancorare il dibattito ai dati veri e alle opinioni dei cittadini". Stasera si parlerà, ancora una volta, del "problema della quarta settimana" che attanaglia i bilanci familiari. "Quando nel 2002 abbiamo parlato per la prima volta di questo tema con Paolo Fabris - ricorda Floris - siamo stati accusati di "declinismo". Eppure, ogni anno siamo tornati sul tema, al governo ci fosse Berlusconi o Prodi. Ora nessuno solleva più critiche, l'unica cosa che è cambiata è che ormai, anziché della quarta, si parla della terza settimana... Del resto che senso avrebbe discutere in tv di filosofia se non si parla prima dei problemi reali del Paese?". Se Floris è un ritorno, la novità nell'informazione politica di approfondimento è Lilli Gruber. Dopo l'addio di Giuliano Ferrara (e di Ritanna Armeni) quest'anno guiderà lei Otto e Mezzo su La7, in coppia con Federico Guiglia (già direttore del Borghese e giornalista del Giornale): la Gruber ha scelto di annunciare con una lettera aperta sul suo sito la decisione di tornare al giornalismo, con la trasmissione di La7, dopo l'esperienza da europarlamentare. Una scelta che, pare, le ha creato non pochi problemi con viale Mazzini (di cui, pur in aspettativa, risulta dipendente). Pronto al ritorno in tv anche Santoro con Anno Zero su Raidue. Con un bel po' di novità. Cambia lo studio (lascia via Teulada per il Delle Vittorie), ma sarà soprattutto una stagione di ritorni: confermato che Corrado Formigli - conduttore di Controcorrente su Sky - rientrerà nella squadra di Santoro, il quale vorrebbe di nuovo anche Riccardo Iacona (che per Raitre ha realizzato e condotto le inchieste di W l'Italia).

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La Procura indaga su dieci anni di gestione della compagnia Il fascicolo è stato aperto dopo la dichiarazione di insolvenza. Per ora non ci sono ipotesi di reato (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 09-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Bianca Di Giovanni/ Roma DOSSIER Un nuovo fascicolo si aggiunge al già fitto dossier Alitalia. La procura di Roma ha aperto ieri un'indagine sulla gestione della società negli ultimi 10 anni. Il fascicolo processuale è partito dopo la dichiarazione di insolvenza decretata dal tribunale civile. Non c'è né un'ipotesi di reato, né degli indagati. Per ora. Perché un'azione di questo titpo proprio ora? E che rapporto c'è tra l'azione dei giudici e la procedura avviata dal governo, che ha dato vita al piano Fenice di Intesa-Sanpaolo? L'unico contatto è il dato di cronaca della dichiarazione di insolvenza. I giudici partono da lì, ma poi vanno a ritroso e si concentrano sulle gestioni passate. Il decreto che modifica la Marzano, infatti, rende "irresponsabili", e quindi non perseguibili, gli amministratori in carica da fine luglio 2007 a fine agosto scorso. Prima di quella data nei conti Alitalia potrebbero emergere delle irregolarità, di cui i vecchi manager potrebbero essere chiamati a rispondere. Magari con azioni risarcitorie. Gli accertamenti sono affidati ai pubblici ministeri Stefano Pesci, Gustavo De Marinis e Francesca Loy, con il coordinamento del procuratore aggiunto Nello Rossi. Il reato che si potrebbe configurare a breve è quello della bancarotta. Nel fascicolo è già confluita la dichiarazione di insolvenza del tribunale civile e prossimamente ci sarà anche la relazione del commissario straordinario Fantozzi. Agli atti c'è, tra l'altro, anche l'esposto presentato nello scorso luglio dal Codacons e nel quale si ipotizza la bancarotta della compagnia di bandiera. Sono già in programma, in procura, una serie di riunioni per fare il punto della situazione e per organizzare il lavoro. Il cammino a ritroso è lungo: 10 anni. Da quel 1997 quando per l'Alitalia cominciò l'affannosa ricerca di un partner internazionale. Ricerca iniziata con Amsterdam e finita l'anno scorso con lo stop a Parigi. Nel frattempo tutti i big dei cieli si sono posizionati in grandi alleanze, reti multinazionali. Roma è rimasta a guardare "mungendo" soldi pubblici e dei privati. Un prestito del Tesoro di 450 milioni di euro, due emissioni di obbligazioni per circa 700 milioni. Con in perenne "rosso", e management sempre rinnovato. Ad ogni cambio di governo. Prima Domenico Cempella, poi Francesco Mengozzi e lo "sbarco" di Francesco Bonomi da Varese. Arriva Marco Zanichelli, che lascia per far posto a un grand commis di lungo corso come Giancarlo Cimoli. È lui quello superpagato, appannaggi milionari per chiudere bilanci perennemente in perdita (anche quello delle Ferrovie da cui proveniva). L'azienda è immobilizzata e esangue. Fino alla cronaca di oggi: da Prato con il suo addio dopo l'abbandono di Jean-Cyril Spinettà, a Police e infine al commissariamento di Augusto Fantozzi. L'azione dei giudici non interferisce con il commissariamento: la procedura prosegue qualsiasi siano le conclusioni a cui giungerà la magistratura sul passato. La procura farà la sua verifica sul fiume di denaro pubblico affluito nelle casse di via della Magliana per controllare se tali risorse siano state usate in maniera congrua o meno nel rispetto della tutela dei creditori. I pm nomineranno due consulenti: un esperto contabile e un tecnico, un economista competente di trasporti.

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Alitalia, il rifiuto di piloti e hostess Respinta la proposta di contratto della cordata Cai. Questo è un massacro (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 09-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia, il rifiuto di piloti e hostess Respinta la proposta di contratto della cordata Cai. "Questo è un massacro" di Roberto Rossi/ Roma SEPARATO Non sugli esuberi, ma sul contratto per i futuri dipendenti si è consumata ieri la prima spaccatura tra sindacati e Cai, la società di Roberto Colaninno pronta a rilanciare la nuova Alitalia. L'Anpac e l'Up, le due maggiori sigle dei piloti, hanno la- sciato il tavolo delle trattative in corso al ministero del Lavoro. Non si tratta di una vera e propria rottura. I piloti, ma anche gli assistenti di volo che pure sono rimasti, vorrebbero trattare separatamente con la Compagnia aerea italiana. Il segretario generale dell'Unione piloti, Roberto Spinazzola, ha spiegato che "non è corretto parlare di professionalità così diverse allo stesso tavolo" riferendosi alla distinzione tra personale di di volo e quello di terra. "Abbiamo dato ampia disponibilità ad un confronto serrato, non stop ma solo per parlare di piloti. Inoltre chiediamo indicazioni sul piano e sugli esuberi, se sono previsti, come si posizionerà la Nuova Alitalia, se sarà, come ha detto il premier Berlusconi, una grande compagnia o un vettore regionale. I piloti - ha proseguito - faranno la propria parte ma dicono no a una mortificazione professionale". Ancora più duro il sindacato Avia che ha bollato la proposta contrattuale come "macelleria sociale". "Restiamo al tavolo - ha detto il segretario Antonio Divietri - ma arrabbiati per quelle che possiamo definire solo provocazioni, perché questo costrutto salariale non esiste da nessuna parte. Ci aspettiamo una convocazione del governo subito, perché senza l'intervento del governo non è possibile continuare". Ma che cosa propone il nuovo contratto, 112 pagine più sei allegati, redatto dai vertici di Cai? In primo luogo una riduzione delle ferie. Che vengono ridotte a trenta giorni a cui se ne aggiungono al massimo cinque quando si sono raggiunti 25 anni di servizio; i riposi da almeno 11 al mese vengono ridotti ad otto giorni; il pilota deve provvedere a presentarsi in servizio con i propri mezzi; "ove ricorrano esigenze tecniche, organizzative e produttive la compagnia può disporre il trasferimento del pilota". Per quanto riguarda lo stipendio, un comandante neo assunto parte da una base di 1.132,80 euro ed un pilota da 872,58 euro a cui vanno aggiunti l'indennità di volo minima garantita e l'eventuale trattamento ad personam. Un comandante con 24 anni di anzianità, secondo il contratto dalla Cai, ha uno stipendio mensile base di 2.050,13 euro, mentre un pilota parte da 1.480,63. Secondo un calcolo fatto dalla categoria la parte fissa dello stipendio ha in media una riduzione del 43% mentre le voci variabili si riducono del 31% fino ad un massimo di 750 ore volate all'anno. Superato questo tetto, diminuisce la perdita economica che, su un massimo di 900 ore l'anno portano ad un taglio del 28%. Anche per hostess e steward viene abolita la quattordicesima e c'è l'obbligo di presentarsi in servizio con i propri mezzi. Le qualifiche degli assistenti di volo vengono ridotte a due e cioè di volo responsabile e assistente di volo e viene individuato il livello retributivo intermedio dell'assistente di volo senior. Anche per le hostess ci sono 30 giorni di ferie a cui se ne aggiunge uno ogni cinque anni di servizio fino ad un massimo di cinque giorni aggiuntivi. Come per i piloti anche gli assistenti di volo possono essere trasferiti a seconda delle necessità della compagnia. Anche per il personale di terra è annullata la quattordicesima e vengono confermati sette livelli di inquadramento. La durata normale dell'orario di lavoro è fissata in 40 ore settimanali dalle attuali 37,5, mentre per quanto riguarda le ferie sono corrispondenti a 26 giornate lavorative. Le maggiorazioni dovute per straordinario, notturno e festivo vengono ridotte in percentuale: lavoro straordinario dal 35% al 25%, il lavoro festivo passa dal 60% al 30%, il lavoro notturno dal 55% al 25%, lo straordinario notturno e il notturno festivo dal 55% al 35%. "È chiaro - ha detto Danilo Parma della Up - che siamo di fronte a una provocazione. Se fossimo stati in condizione normale l'avrei anche accettata, ma dato il tempo ridotto oggi inviterei tutti a usare il buon senso". Ci sono "problemi specifici sulle tre categorie - ha detto maruo Rossi della Cgil - ma c'è un filo che lega la proposta di natura contrattuale e cioè più lavoro, più produttività, più flessibilità, più precariato, meno salario, meno diritti e meno tutele. Il giudizio è negativo". Il fatto è che Cai non sembra intenzionata a cambiare il tipo di contratto. "Possiamo negoziare ma il modello resta quello" ha detto l'amministratore Rocco Sabelli. Che oggi sarà affiancato dal governo. Intanto a Bruxelles continua l'iter del dossier Alitalia-Cai, La commissaria responsabile dell'Antitrust europeo Neelie Kroes ha fatto sapere di star seguendo l'evoluzione del caso. A quanto risulta l'Antitrust Ue non ha aperto un dossier formale sul caso Alitalia dal momento che è il responsabile dei trasporti Antonio Tajani a occuparsi del versante aiuti di stato.

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Macelleria sociale o stop ai superprivilegi? (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica Italiana Pagina 108 la polemica Macelleria sociale o stop ai superprivilegi? La polemica --> ROMA Ferie, riposi, assenteismo: sono alcuni dei punti su cui Cai intende intervenire per raggiungere una produttività di piloti e assistenti di volo per renderli comparabili alle condizioni di altri Paesi, mettendo fine a una serie di superprivilegi. Per quanto riguarda le ferie, ad esempio, oggi i piloti hanno 45 giorni e gli assistenti di volo 49, mentre andare a prendere gli equipaggi prima di un volo e riaccompagnarli a casa al rientro costerebbe - secondo quanto si apprende da fonti vicine alla Cai - sette milioni l'anno, ammontare che non si raggiungerebbe altrove. Le hostess godrebbero di un giorno di riposo in più al mese, mentre per quanto riguarda l'assenteismo nel 2007 i piloti avrebbero raggiunto il 6% rispetto all'1,5-3% di altri Paesi. A proposito dell'agibilità sindacale, ovvero i permessi e i distacchi per attività sindacale, costano oggi ad Alitalia 13,5 milioni l'anno, distante dall'1,5 milioni che si avrebbero applicando regole generali e di mercato. Ma ecco alcune delle modifiche proposte dalla Cai. PILOTI Le ferie vengono ridotte a trenta giorni a cui se ne aggiungono al massimo cinque quando si sono raggiunti 25 anni di servizio; i riposi da almeno 11 al mese vengono ridotti ad otto giorni; il pilota deve provvedere a presentarsi in servizio con i propri mezzi; "ove ricorrano esigenze tecniche, organizzative e produttive la compagnia può disporre il trasferimento del pilota". Per quanto riguarda lo stipendio, un comandante neo assunto parte da una base di 1.132,80 euro ed un pilota da 872,58 euro a cui vanno aggiunti l'indennità di volo minima garantita e l'eventuale trattamento ad personam. Un comandante con 24 anni di anzianità, secondo il contratto dalla Cai, ha uno stipendio mensile base di 2.050,13 euro, mentre un pilota parte da 1.480,63. ASSISTENTI DI VOLO Secondo un calcolo fatto dalla categoria la parte fissa dello stipendio ha in media una riduzione del 43% mentre le voci variabili si riducono del 31% fino ad un massimo di 750 ore volate all'anno. Superato questo tetto, diminuisce la perdita economica che, su un massimo di 900 ore l'anno portano ad un taglio del 28%. Anche per hostess e steward viene abolita la quattordicesima.

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Sfida del Nord tra Silvio e Umberto <La Lega non pensi di muoversi da sola> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-09 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Il retroscena L'offensiva lumbard sul Pdl preoccupa il Cavaliere: intesa preliminare di ferro su giustizia e Europee Sfida del Nord tra Silvio e Umberto "La Lega non pensi di muoversi da sola" Federalismo fiscale, il premier a Tremonti: approvarlo subito? Devo pensarci La possibile reintroduzione dell'Ici ha irritato il presidente del Consiglio: mi fa inorridire l'idea che i cittadini pensino che gli metteremo le mani in tasca SEGUE DALLA PRIMA Come vadano le cose nel centrodestra, l'ha spiegato il ministro Scajola a Bobo Craxi durante una chiacchierata questa estate: "Tra noi c'è chi si affatica inutilmente pensando al futuro. In realtà non ci sono alternative a Berlusconi. La storia poi che lui pensi al Quirinale non esiste: governerà più a lungo del re Sole". Se andrà così è da vedere. Quanto al presente, l'ultimo sondaggio che Ipsos ha inviato al Pd testimonia però che la "luna di miele" del Cavaliere con il Paese non è terminata, anzi. Gli italiani che "scommettono" sulla vittoria del centrodestra anche alle prossime elezioni sono saliti dal 48,4% di fine luglio al 59,8% di inizio settembre. Il giudizio positivo sull'operato del governo è passato dal 52,1% al 56,1%, con il Cavaliere che è schizzato dal 52,5% al 58,2%. E il Pdl non ha risentito per l'avanzata della Lega, progredendo nei consensi fino al 36,7%. I dati non hanno sorpreso i dirigenti del Pd: "Basti pensare - spiegava giorni fa il veltroniano Tonini - ai cavalli di battaglia di Berlusconi. I rifiuti in Campania e Alitalia sono due questioni che avremmo dovuto risolvere quando eravamo noi al governo". Ma paradossalmente, proprio il fatto di essere il dominus della politica con un'opposizione in crisi, scesa al 26,6% di giudizi positivi - si sta ritorcendo contro il premier, costretto a fronteggiare polemiche quotidiane: da quelle estemporanee ma pesanti provocate dalle parole del sindaco di Roma Alemanno e dal ministro La Russa sul fascismo e sulla Rsi, a quelle meditate e mirate del Carroccio. In ballo c'è il federalismo fiscale, una partita all'ombra della quale si giocano gli equilibri della coalizione e i futuri assetti di potere. Il Cavaliere pensava di dettare i tempi, invece la Lega ha innescato il timer, aprendo più fronti polemici. Raccontano di un Berlusconi per metà infastidito e per metà preoccupato, non certo per la tenuta della coalizione quanto per l'immagine del governo e per i rapporti con il Carroccio. Le mosse leghiste hanno fatto saltare la sua strategia comunicativa. è dovuto intervenire per difendere il ministro dell'Istruzione Gelmini dall'ennesimo attacco di Bossi, e ha dovuto smentire la reintroduzione dell'Ici: "Solo l'idea che i cittadini possano pensare che noi gli metteremo le mani in tasca mi fa inorridire". Non vuole alzare il livello dello scontro ma non può far finta di nulla, "spero solo - ha detto ieri - che finita l'estate siano finite anche certe esternazioni". Il punto è che non è finita, anzi è appena iniziata la sfida per il primato al Nord. L'anno prossimo, politicamente cioè domani, le Amministrative saranno se possibile un test ancora più importante delle Europee, perché varranno come prova generale per le successive elezioni Regionali. Bossi era stato esplicito con Berlusconi ancor prima del varo del governo: allora chiedeva un governatore per il Carroccio tra Veneto e Lombardia; oggi mette l'ipoteca sul dicastero dell'Istruzione qualora la Gelmini venisse candidata al Pirellone. "Competition is competition", la regola vale anche nel centrodestra. E nella competizione la Lega si è impadronita di tre temi politici di prima grandezza, così da usarli come moltiplica di consensi: sicurezza, immigrazione e, appunto, federalismo fiscale. Berlusconi avverte il rischio, sostiene che "la Lega è un alleato indispensabile ma non può pensare di muoversi in proprio ": "Il federalismo fiscale non è solo una loro bandiera, ma un obiettivo di tutto il centrodestra. E va fatto nell'interesse di tutto il Paese". Fino a che punto il Cavaliere scarichi le proprie tensioni su Tremonti, elemento di raccordo con il Carroccio, è questione per ora secondaria. E sull'invito del titolare dell'Economia a dare il via libera presto al federalismo fiscale per interrompere lo stillicidio, prende tempo: "Devo pensarci". Così questa settimana il Consiglio dei ministri potrebbe al massimo avviare un "esame preliminare " sul testo. Il Cavaliere vuol vederci chiaro sul merito e sul metodo del progetto, e soprattutto insiste per un accordo "preliminare e di ferro" sulle questioni che gli stanno a cuore: la legge elettorale per le Europee "con sbarramento alto e senza preferenze"; e la riforma della giustizia, che andrebbe approvata "insieme al federalismo fiscale". E qui sorge il problema che è stato sottoposto all'attenzione di Berlusconi e che non è di facile soluzione. Quanto varrebbe l'accordo "di ferro" già a gennaio? Perché il federalismo fiscale è un disegno di legge delega collegato alla Finanziaria: una volta licenziato dal Parlamento, entro fine anno, spetterà al governo varare i decreti legislativi. Insomma, l'eventuale braccio di ferro sui contenuti della riforma si sposterebbe in Consiglio dei ministri. Da quel momento la Lega si troverebbe in una posizione di forza, e potrebbe giocare al rilancio con Berlusconi su due tavoli. Su quello parlamentare, per esempio, dato che è impensabile l'approvazione della riforma della giustizia entro fine anno. Ma soprattutto sul tavolo politico: dalle nomine ai candidati sindaci nel Nord, le richieste del Carroccio potrebbero diventare esose per il Cavaliere, e magari Bossi potrebbe minacciare corse solitarie in alcuni comuni. è difficile pensare che il Senatur possa mettere in pratica la teoria delle "mani libere", Berlusconi lo definisce sempre un "fedele alleato". Ma se vuol "vederci chiaro" è perché fidarsi è bene... Popolarità in crescita Per un sondaggio Ipsos il giudizio positivo sul capo del governo è salito dal 52 al 58% tra luglio e settembre. E anche il Pdl cresce Francesco Verderami.

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Bonanni: io firmerò per la nuova Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-09 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE La compagnia Trattativa sul contratto, no dei piloti Bonanni: io firmerò per la nuova Alitalia ROMA - Il contratto unico proposto dalla Cai ha spaccato i sindacati. I piloti se ne sono andati per primi. A seguire, i sindacati degli assistenti di volo. A fine giornata, al tavolo sul nuovo contratto dei lavoratori Alitalia, inaugurato ieri dall'amministratore della Compagnia aerea italiana (Cai), Rocco Sabelli, sono rimasti solo i confederali e gli autonomi di Sdl. Il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, dice al Corriere: "Le condizioni essenziali per l'accordo comunque si raggiungeranno. Per la Cisl la priorità è evitare il fallimento di Alitalia e salvare 20 mila lavoratori. Per garantire questo firmerò l'intesa, ma mi aspetto che il governo e gli imprenditori coinvolti nell'operazione soddisfino le richieste che vengono da un sindacato ragionevole come siamo noi". ALLE PAGINE 26 E 27 Baccaro e Marro.

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Il premier convince la Moratti Expo verso il cda ristretto (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-09 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Il premier convince la Moratti Expo verso il cda ristretto Ad Arcore il sindaco ricuce dopo le accuse "Soluzione a giorni anche per gli aeroporti" Glisenti avrà poteri precisi ma dovrà rispondere a Comune, Regione, Provincia, Camera di Commercio e Governo MILANO - Esce serena e soddisfatta: dopo oltre un'ora di udienza in villa San Martino, il sindaco Letizia Moratti si sente di garantire che "il presidente nei prossimi giorni scioglierà tutti i nodi". Tocca ancora a Silvio Berlusconi, insomma, farsi carico della questione che sta maggiormente a cuore alla Moratti, la vicenda Expo 2015, e dipanare la matassa che è andata via via aggrovigliandosi soprattutto attorno al nome e al ruolo di Paolo Glisenti, fedelissimo del sindaco, per il quale lei stessa aveva sostenuto il ruolo di amministratore unico nella società che gestirà l'evento. Durante l'incontro di Arcore, presente anche il coordinatore lombardo di Fi, Guido Podestà, è stata ribadita la necessità di garantire maggiore collegialità al vertice della società di Expo, dove dovranno trovare rappresentanza anche gli altri soggetti istituzionali coinvolti fin dall'inizio in questa avventura. Berlusconi ha appuntato le osservazioni del sindaco, promettendo per i prossimi giorni una soluzione sulla doppia questione: "La partecipazione degli enti locali e l'equilibrio della governance ". Traduzione? Si va verso la nomina di un consiglio di amministrazione ristretto, cui Glisenti, che pure avrà poteri precisi, dovrà rispondere. Nel cda saranno rappresentati Comune, Regione, Provincia, Camera di Commercio e Governo. Ma altri (pochi) spazi si potrebbero aprire per garantire equilibrio politico. Intanto, su Expo è intervenuto ieri anche il cardinale Dionigi Tettamanzi, a margine della presentazione della sua lettera pastorale: "I primi passi sono andati finora nel segno della distribuzione del potere". Tornando ad Arcore. Il premier ha voluto tranquillizzare il sindaco che nei giorni scorsi lo aveva attaccato accusandolo in sostanza di avere dimenticato le vicende milanesi, da Expo al futuro del sistema aeroportuale. Un'uscita giudicata inopportuna anche dai vertici locali di Pdl e Lega. L'affondo era arrivato dal filosofo Paolo Del Debbio: "La Moratti è sindaco grazie ai voti di Berlusconi. Ne deve tenere conto quando parla". Malgrado in questi ultimi giorni fossero dunque soffiati venti di tempesta, l'incontro di ieri ha rasserenato i rapporti fra i due. Dopo una lunga digressione sulle vicende della Georgia, il premier ha affrontato anche la questione del dopo Alitalia. "Berlusconi ha garantito che si impegnerà in una analisi attenta - ha proseguito la Moratti - su tutte le tematiche riguardanti il sistema aeroportuale del nord". Dovrebbe venire così definito un progetto "che tenga conto della necessità anche di una possibile riconfigurazione degli scali, ma in una logica di rafforzamento". Critico, su questo tema, il presidente della Provincia Filippo Penati, che dal 26 agosto sollecita una riunione del Tavolo Milano: "Dalle dichiarazioni rese dello stesso sindaco Moratti, constatiamo che dall'incontro con il presidente Berlusconi non sono uscite garanzie precise per il sistema aeroportuale milanese. Le istituzioni tornino a chiedere unite gli impegni a salvaguardia del sistema aeroportuale milanese ". Premier e sindaco Silvio Berlusconi e Letizia Moratti. Nel tondo, Paolo Glisenti Elisabetta Soglio.

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Addio alla carriera automatica e tagli di stipendio del 40% (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-09 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE Il negoziato Viaggio nel nuovo contratto del vettore aereo Addio alla carriera automatica e tagli di stipendio del 40% ROMA - La sforbiciata più severa il nuovo contratto di Alitalia, che durerà dal 1Ë? ottobre prossimo fino al 31 dicembre 2011, la dà alle retribuzioni ma anche ai permessi sindacali. Il sistema che oggi consente a molti lavoratori di sospendere l'attività per ragioni sindacali e venire ugualmente retribuiti ne esce fortemente ridimensionato. Prima di tutto perché per i permessi viene abbattuto il monte ore annuo che va diviso tra i rappresentanti e poi perché i distacchi sindacali non verranno più retribuiti. Si tratta di una vera e propria rivoluzione in Alitalia. Per tutte le categorie non è previsto un tetto al rinnovo dei contratti a tempo determinato. Per il volo c'è un taglio agli stipendi ottenuto con una riduzione della parte fissa e anche di quella variabile. Per gli assistenti di volo, per fare un esempio, è prevista una riduzione del 43% della parte fissa e del 31% di quella variabile. La paga minima, alla quale sommare le varie indennità, verrebbe così a essere di 559 euro, mentre per un pilota di 872 euro. Per il personale di terra invece c'è un ridimensionamento delle maggiorazioni notturne o festive, a fronte di un allungamento dell'orario di lavoro da 37,5 a 40 ore settimanali. Per tutti sparisce la quattordicesima. Altro capitolo dolente, quello delle ferie e dei riposi: per i piloti si passerebbe dall'attuale soglia minima di 11 giorni mensili a 8 mentre le ferie andrebbero da 42 giorni a 30, massimo 35 con almeno 25 anni di anzianità. Le assenze anche per malattia, infortunio e aspettativa, hanno effetto sui giorni di riposo, assorbendone uno ogni 3 programmati. Un tentativo di abbattere l'assenteismo particolarmente presente nella categoria degli assistenti di volo. Quanto all'organizzazione del lavoro sono previsti grandi cambiamenti. Per i piloti l'avanzamento di carriera non sarà più necessariamente legato all'anzianità. L'azienda infatti riserva una quota di promozioni, pari al 25%, al proprio "insindacabile giudizio ". Per gli assistenti di volo muta la composizione degli equipaggi che varia a seconda dei posti in aereo e può arrivare fino a un solo componente negli aerei con meno di 50 passeggeri. Sale a due invece il numero di hostess straniere che può salire a bordo di un aereo ma solo sulle rotte per il Giappone, Cina e India, o le altre che verranno individuate dall'azienda. Ma soprattutto non sarà più possibile che l'aereo resti a terra se l'equipaggio è improvvisamente incompleto e non c'è tempo per la sostituzione. Il contratto poi assegna un provvigione del 5% degli importi incassati dalla società con riferimento alle vendite a bordo direttamente effettuate dal personale interessato. Né piloti né assistenti di volo inoltre avranno più diritto a essere accompagnati a lavoro con un mezzo a carico dell'azienda. Resta intatto il diritto a essere ospitati in alberghi 4 stelle qualora per l'equipaggio sia prevista una sosta notturna. I nuovi vincoli Per il personale di terra ridimensionate le maggiorazioni notturne o festive Orari più lunghi Previsto l'allungamento dell'orario di lavoro da 37,5 a 40 ore. Addio alla quattordicesima Antonella Baccaro.

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Bonanni: firmerò per evitare il fallimento (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-09 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE Intervista "Priorità del sindacato è salvare 20 mila posti, ma la compagnia deve restare grande" Bonanni: firmerò per evitare il fallimento Le condizioni del leader Cisl: clausola anti-scalata e rappresentanza nel board "La riforma dei contratti? Dopo anni di discussione, non sarebbe comprensibile allungare il brodo" ROMA - "Sono convinto che le condizioni essenziali per l'accordo comunque si raggiungeranno. Per la Cisl la priorità è evitare il fallimento di Alitalia e salvare 20 mila lavoratori. Per garantire questo firmerò l'intesa, ma mi aspetto che il governo e gli imprenditori coinvolti nell'operazione soddisfino le richieste che vengono da un sindacato ragionevole come siamo noi". Quali richieste? "Tre - risponde il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni -. Che il vincolo a rimanere nella nuova Alitalia per almeno 5 anni non sia solo un gentlemen's agreement tra i soci, ma un vincolo contrattuale. Che ci sia un dispositivo che impedisca a un eventuale partner internazionale di scalare la società ". E il libero mercato? "Dobbiamo difendere gli interessi nazionali. Il mercato italiano è decisivo per gli equilibri tra le grandi compagnie aeree. Non vorrei che la sfida tra i colossi del volo per diventare egemoni spingesse i soci privati a vendere al miglior offerente. Infine, ho chiesto che il sindacato e i lavoratori possano indicare un rappresentante, tra eminenti specialisti, nel consiglio di sorveglianza, dove sarei favorevole all'ingresso anche degli enti locali interessati". Ma così il sindacato e la politica continuerebbero a dettar legge in Alitalia. Con quali risultati si è visto. "No, il management risponderebbe agli azionisti, ma non si può dimenticare che stiamo parlando di un servizio pubblico, anche se affidato ai privati. Il sistema duale garantirebbe equilibrio". Lei davvero pensa che governo e imprenditori possano accettare tali richieste? "Ho visto grande attenzione alle nostre ragioni da parte del sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta. Quanto ai privati, devono mostrare più coraggio e aumentare il numero di aerei previsti per la nuova Alitalia, che nel piano sono meno di 140, mentre la compagnia ne ha avuti in passato anche 250. Dopo aver respinto il progetto di Spinetta (Air France), che in sostanza voleva spostare tutto il traffico verso Parigi, non possiamo andare di nuovo verso un ridimensionamento dell'azienda ". Il governo punta all'accordo entro la settimana. Ma con le richieste che avanza lei è impossibile. "No, è possibile. Questa è l'ultima chiamata per Alitalia". Ma avete anche appena respinto la proposta del contratto unico per i dipendenti della nuova compagnia. "Per la Cisl la discussione continua, sapendo che il termine di paragone sono le grandi compagnie, da Lufthansa ad Air France, e non certo Ryanair". Giovedì Alitalia, venerdì l'incontro con la Confindustria sulla riforma del modello contrattuale. Qui avete l'obiettivo di chiudere entro il 30 settembre. Si può andare oltre, magari per aspettare che la Cgil sciolga la riserva? "No. Dopo anni di discussione, non sarebbe comprensibile allungare il brodo. Chiudendo entro il mese saremmo in tempo per rendere strutturali con la Finanziaria le agevolazioni fiscali sulla contrattazione decentrata". è vero che lei è pronto alla firma e sta solo aspettando di capire che vuol fare Guglielmo Epifani (Cgil)? "Nel merito non ho problemi particolari, perché condivido con Confindustria l'esigenza di spostare il baricentro della contrattazione in azienda. E prendo atto che il presidente Emma Marcegaglia non si è trincerata dietro l'inflazione- fregatura del governo all' 1,7% e vuole invece pattuire con noi un indice ragionevole ". La Cisl firmerà anche senza la Cgil? "è complicato rispondere con la trattativa in corso. Io - e Guglielmo lo sa bene - mi sono sempre battuto per l'unità. Ma l'unità è uno strumento. Il fine è il miglioramento delle condizioni dei lavoratori. Di tutti i lavoratori. Non sottovaluterei infatti che le nuove regole dovranno poi essere estese anche ai dipendenti pubblici". \\ L'accordo separato? Mi sono sempre battuto per l'unità sindacale ma il fine sono i lavoratori Raffaele Bonanni della Cisl Enrico Marro.

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Alitalia, lo schiaffo dei piloti <Tavolo separato solo per noi> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-09 num: - pag: 26 categoria: REDAZIONALE Salvataggi Inizia in salita la trattativa con i sindacati Alitalia, lo schiaffo dei piloti "Tavolo separato solo per noi" Abbandonato il negoziato: così ci massacrano La Procura apre un'inchiesta dopo l'insolvenza. Contratto unico, primo sì dei confederali ROMA - I piloti se ne sono andati per primi. A seguire, i sindacati degli assistenti di volo. A fine giornata, al tavolo sul nuovo contratto dei lavoratori Alitalia, inaugurato ieri dall'amministratore della Compagnia aerea italiana (Cai), Rocco Sabelli, sono rimasti i confederali e gli autonomi di Sdl. Il contratto unico proposto da Cai ha spaccato i sindacati per un motivo semplice: i confederali l'appoggiano nel metodo perché il nuovo modello preserva la loro rappresentatività in seno all'azienda a scapito delle rappresentanze minori, presenti "a macchia di leopardo", e oggi sovraesposte. A perderci invece sono soprattutto i piloti, costretti a condividere con assistenti di volo e lavoratori di terra regole che, a loro parere, non trovano riscontro in Europa. "Ne usciamo massacrati " sostiene l'Up. Per questo i piloti hanno chiesto un tavolo tutto per loro ma soprattutto un contratto loro. Fino a quando non l'otterranno non parleranno più di regole. Non è rottura ma c'è una pregiudiziale da sciogliere. E per ora Cai non ha dato segno di volerla accogliere. Anche gli assistenti di volo di Avia: "Abbiamo la nostra specificità - osserva Antonio Di Vietri -, il contratto unico non ci sta bene". Nel merito poi la proposta di Cai è stata considerata "irricevibile " da un po' tutti i sindacati preoccupati per i livelli di reddito proposti che sarebbero inferiori a quelli di Air One. Le nuove regole su permessi e distacchi sindacali poi travolgerebbero il sistema delle agibilità sindacali che costerebbero oggi all'azienda 13,5 milioni di euro. "Se queste sono le proposte non riesco neanche a immaginare un negoziato" ha detto Mauro Rossi per la Filt-Cgil. "Viene da chiedersi - ha chiosato Claudio Claudiani (Fit-Cisl) - se si punti a costituire una low cost o se si voglia davvero dare vita ad una grande compagnia nazionale". Mentre Roberto Panella (Ugl) ha osservato che "il contratto è un'umiliazione per tutte le categorie ". "Posso prendere atto avrebbe replicato Sabelli - sia della pregiudiziale piloti sia del complessivo giudizio di irricevibilità della proposta e fermarci qui", oppure, avrebbe aggiunto, provare ad andare avanti "anche su quel poco che è emerso nel merito: facciamo una piccola pausa e poi proseguiamo nel confronto". E dall'opposizione arriva l'appello di Matteo Colaninno, ministro ombra del Pd: "Ai sindacati dico: siamo tutti responsabili, non facciamo saltare anche questa trattativa". Oggi il confronto dovrebbe riprendere sul piano, mentre un altro tavolo sarà aperto con la Sea, società di gestione degli scali milanesi. Ieri a Napoli i lavoratori dell'Atitech hanno di nuovo manifestato. La Procura di Roma infine ha aperto un fascicolo processuale, per ora privo di ipotesi di reato e di indicazione di indagati, a seguito della dichiarazione di insolvenza di Alitalia. Non è esclusa l'audizione del commissario Augusto Fantozzi. L'amministratore di Compagnia aerea italiana, Rocco Sabelli A. Bac.

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Conti dormienti per il rimborso dei bond (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-09 num: - pag: 26 categoria: REDAZIONALE Il Tesoro Pressing su banche e assicurazioni. Alle Poste libretti fermi per 700 milioni Conti dormienti per il rimborso dei bond ROMA - Il pressing del Tesoro si è fatto stringente. A Cernobbio, al Workshop Ambrosetti, lo stesso ministro dell' Economia, Giulio Tremonti, s'è messo a marcare "a uomo" i direttori generali dell'Assobancaria, Giuseppe Zadra, e dell'Associazione delle imprese assicurative, Gian Paolo Galli. Infastidito dal tempo perso dal momento del varo della legge fino ad ora, Tremonti vuole a tutti i costi, e prima possibile, i dati sui conti e le polizze dormienti. Quel Fondo previsto dalla Finanziaria del 2006 da alimentare con i denari " dimenticati" dagli italiani, e che doveva servire a rimborsare i piccoli risparmiatori rimasti scottati da Cirio, Parmalat, Tango Bond argentini, ma anche a finanziare la "carta acquisti" per gli anziani indigenti (e all'inizio pure la stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione, poi saltata), è rimasto sulla carta. E al Tesoro, dove lamentano l'inerzia del governo Prodi, hanno a che fare con almeno due problemi urgenti: il finanziamento della carta acquisti per il 2009, ma soprattutto il rimborso ai sottoscrittori dei titoli Alitalia. Il pressing ha avuto effetto sulle banche, che proprio in queste ore stanno trasmettendo al Tesoro i primi parzialissimi dati sui conti correnti attivi che non vengono movimentati da almeno dieci anni e che dovranno essere acquisiti dal Fondo. Difficile azzardare una previsione, ma la stima delle associazioni dei consumatori, che parlavano di un tesoro nascosto tra i 5 e i 15 miliardi di euro, sembrano lontane dalla realtà. Alle Poste, secondo alcune indicazioni già trasmesse informalmente al Tesoro, sempre in questi giorni, sarebbero saltati fuori conti e libretti "dormienti" per un importo pari a 6-700 milioni di euro. Un bel gruzzoletto, ma probabilmente più piccolo di quanto si attendesse. Ancora peggio va con le assicurazioni: la legge e i regolamenti sui conti dormienti si sono dimostrate in questo caso inapplicabili. Per cui le polizze assicurative dimenticate vanno in prescrizione e dopo un anno, invece che al Fondo, finiscono a patrimonio delle compagnie. Tremonti, invece, ha fretta. Sta lavorando a una modifica della legge per "catturare" il risparmio assicurativo dormiente. E continua il pressing perché tutti gli intermediari concludano le procedure e versino, entro metà dicembre, questi benedetti soldi al Fondo. Solo allora si capirà che uso farne. A meno che i titolari non abbiano in cambio warrant per sottoscrivere titoli della nuova compagnia, il Fondo servirà, oltre a Parmalat, Cirio e Argentina, anche a rimborsare i "Mengozzi Bond", cioè le obbligazioni Alitalia in mano ai privati (300 milioni al valore nominale). Più difficilmente le azioni, che per definizione sono "capitale di rischio". Mario Sensini.

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Teleraccomando (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Spettacoli TV - data: 2008-09-09 num: - pag: 52 categoria: BREVI Teleraccomando di Maria Volpe PER CAPIRE Floris riparte con la politica Riparte anche Giovanni Floris (foto). Stasera il confronto è di quelli intriganti: Massimo D'Alema e Giulio Tremonti. In studio anche Angeletti, Federica Guidi per gli imprenditori, Mario Giordano e Concita De Gregorio al suo esordio in tv come direttore de L'Unità. "Uno schieramento classico - commenta Floris - per parlare di classici problemi come mutui, conti familiari, Alitalia e politica". Un talk show politico quello di Floris che negli anni è cresciuto diventando un punto di riferimento per la politica, il giornalismo, il confronto delle idee. Previsti appuntamenti speciali monografici: si partirà da quello dedicato alla Thyssen. Ballarò Raitre, ore 21.05.

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L'Europa si divide sulla mossa americana (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-09 num: - pag: 29 categoria: REDAZIONALE Dibattito Rajan: "Colpa della garanzia pubblica". Ora Gm e Ford chiedono 50 miliardi L'Europa si divide sulla mossa americana Ordonez (Banca di Spagna): dimissioni se diventa un modello MILANO - Sembrano secoli da quando gli europei cercavano il segreto della crescita perpetua dall'altra parte dell'Oceano: dicono che il mese scorso Miguel Fernandez Ordonez, governatore della Banca di Spagna, abbia minacciato di dimettersi se l'America fosse divenuta un modello a Madrid. L'avrebbe fatto quando qualcuno nel governo di José Luis Zapatero ha preso a studiare un salvataggio dei costruttori in crisi, a presunta immagine dell'intervento imminente per Fannie Mae e Freddie Mac. E ora che il Tesoro di Washington ha messo davvero a disposizione 200 miliardi di dollari per le due finanziarie immobi-liari, non manca chi chiede che l'Europa impari ancora dagli Stati Uniti. Non però nel segno del mercato, come negli anni '90. Piuttosto, in una sorta di interventismo che ormai fa del settore immobiliare americano il più dipendente dallo Stato mai visto al mondo dai tempi dell'Urss. In un'Europa al limite della recessione, quella mossa non è passata inosservata. Un editoriale di "Le Monde" di ieri, in un raro elogio, apprezzava il "pragmatismo" dell'amministrazione Bush. Un commento del "Pais" contrastava l'attivismo Usa alle scelte della Banca centrale europea, che "pratica l'inibizione quando non aggrava goffamente le difficoltà". E "Les Echos", il quotidiano finanziario di Parigi, è arrivato a lodare l'operazione Alitalia "condotta contro le regole del mercato". Sempre di più, Ordonez e le sue minacce di dimissioni sembrano una stranezza fuori dal tempo. Eppure non tutti gli economisti delle università e dei pensatoi americani sono certi che sia davvero così. E non solo perché, come sottolinea Morris Goldstein del Peter Peterson Institute for International Economics, il caso di Fannie e Freddie non è come quello di un costruttore o di una compagnia aerea: "Fossero saltate - dice Goldstein - avrebbero messo in ginocchio il mercato immobiliare, molte banche e avrebbero provocato una dura reazione dei governi creditori in Asia". Ma appunto, nota Eswar Prasad della Brookings Institution e della Cornell University, il paradosso è che Fannie e Freddie non sono la prova che il mercato non basta. Al contrario, mostrano che stare sul mercato con un'implicita garanzia statale può portare al disastro. "L'esistenza stessa della possibilità di un intervento pubblico ha creato gli incentivi sbagliati - dice Prasad - perché ha provocato una situazione fragile in cui pochi choc potevano far crollare l'intero edificio". Aggiunge Raghuram Rajan della Chicago University, ex capoeconomista dell'Fmi: "Fannie e Freddie erano capitalizzate così poco perché tutti pensavano che il governo le avrebbe sostenute ". è stato l'eccesso di fiducia per l'esistenza di quella mezza promessa pubblica, non il mercato, a far sì che le due finanziarie private si trovassero a dover garantire mutui per 5.300 miliardi di dollari con appena 80 miliardi di capitale. "Quelle garanzie pubbliche hanno spinto Fannie e Freddie a prendere sempre più rischi", riassume Rajan. Gli fa eco Prasad: "La lezione non è che un massiccio intervento pubblico può servire ogni tanto, ma che il coinvolgimento implicito del governo, unito a regole deboli e inefficaci, può risultare particolarmente dannoso". Andarlo a spiegare a Detroit è però un'altra storia. Chrysler, Ford e Gm "prima delle presidenziali chiedono aiuti per 50 miliardi - dice Goldstein - . Ma l'Europa non deve mica ispirarsi a tutto ciò che facciamo noi in America". Federico Fubini.

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La proposta è irricevibile . Parte in salita la trattativa tra la Compagnia Aerea It (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 09-09-2008)

Argomenti: Alitalia

"La proposta è irricevibile". Parte in salita la trattativa tra la Compagnia Aerea Italiana e i sindacati sul nuovo contratto per i dipendenti Alitalia. I piloti: "Non è una rottura delle trattative, ma così per noi diventa un massacro". Ieri le Borse mondiali, spinte dal salvataggio dei due colossi dei mutui Usa, hanno segnato rialzi generalizzati. Milano +3%. Barbera e Grassia ALLE PAGINE 4, 5 E 22.

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ROMA È scontro tra i piloti e il management della nuova Alitalia. I "comandanti" chi (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 09-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Edono un contratto specifico per la categoria e ieri sera hanno abbandonato il tavolo delle trattative ("Ma non rompiamo", hanno precisato) di fronte alla proposta di contratto unico per tutti i dipendenti e di taglio di ferie, retribuzioni e riposi. "Certe misure ci massacrano". Durissime anche le altre organizzazioni sindacali: "Proposte irricevibili". Oggi il confronto dovrebbe riprendere sul piano industriale. Il ministro Sacconi: "Governo pronto a mediare". Intanto la Procura di Roma apre un'inchiesta per insolvenza della compagnia.

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Nuova Alitalia, il no dei piloti (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 09-09-2008)

Argomenti: Alitalia

In salita la trattativa tra compagnia e sindacati. La Procura apre un'inchiesta per insolvenza Nuova Alitalia, il no dei piloti Rifiutata l'ipotesi di contratto unico. Sacconi: pronti a mediare.

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Alitalia, i piloti vogliono trattare da soli (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 09-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Vertenza Bocciato il contratto Cai. La Procura apre un'inchiesta sull'insolvenza Alitalia, i piloti vogliono trattare da soli I sindacati bocciano il contratto di Cai, i piloti lasciano il tavolo e la trattativa sul futuro della nuova Alitalia sembra andare in stallo. Nonostante il no delle nove sigle che rappresentano i lavoratori, però, il confronto proseguirà, nel tentativo di trovare una via d'uscita, giovedì 11 settembre. Intanto la Procura di Roma ha aperto un fascicolo sui bilanci e i libri contabili degli ultimi 10 anni di Alitalia, dopo la dichiarazione dello stato di insolvenza emessa dal tribunale civile. Caleri a pag. 11.

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Capitalismo sfrenato, lo salva lo stato (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 09-09-2008)

Argomenti: Alitalia

ECONOMIA USA Capitalismo sfrenato, lo salva lo stato Galapagos "Paulson riscrive le regole del capitalismo", titolava ieri il sito on line della Cnn a proposito della nazionalizzazione di Fannie Mae e Freddie Mac decisa dal ministro dell'economia statunitense. Titolo brillante, ma non veritiero: Paulson non ha riscritto regole nuove, ma ha solamente applicato la vecchia regola che "impone" allo stato di intervenire quando il sistema economico - e soprattutto finanziario - è traballante. Ma c'è un altro aspetto preoccupante nell'intervento a favore dei due colossi dei mutui: il loro salvataggio può spingere altre società a comportamenti ancora più "disattenti" o più aggressivi, con la certezza che ci sarà sempre un salvatore di ultima istanza. CONTINUA | PAGINA 12 Il salvataggio di Fannie Mae e Fredie Mac è stato accolto con clamorosi consensi dalla comunità finanziaria internazionale e ieri le borse sono state travolte da un'incredibile euforia che non si sa quanto potrà durare: già questa mattina i mercati potrebbero riprendere il trend discendente che da mesi caratterizza il loro andamento. E questo perché il salvataggio dei due colossi dei mutui non risolve i problemi dell'economia reale, ma allenta unicamente le tensioni sul fronte della finanza. La nazionalizzazione di Fannie e Freddie ricorda da vicino il tentativo del governo italiano di tenere in vita Alitalia: dietro non c'è nessun piano che sia di rilancio dell'edilizia pubblica o un progetto industriale sul trasporto aereo non fa differenza. C'è solo una logica di salvataggio accollandone i costi allo stato. Per quanto riguarda le due società Usa le prime cifre indicano in circa 200 miliardi di dollari il costo dell'intervento, mentre per Alitalia la cifra sarà nettamente inferiore. Ma la logica è la stessa: a pagare sarà lo stato che si accollerà tutte le perdite pregresse e future secondo una logica di capitalismo assistito che anche nella patria del liberismo non sembra ammettere la possibilità di un fallimento da far pagare ai lavoratori e non a chi - nel caso di Fannie e Freddie - puntando ai facili guadagni garantiti dagli interessi sui mutui che erano costretti a pagare i cittadini che volevano un tetto sulla testa. Quando fu creata sul finire degli anni '30, Fannie Mae aveva un obiettivo sociale: la concessione di mutui a basso costo per favorire l'accesso alla proprietà della casa. Un intervento spesso definito di "capitalismo democratico". Una definizione impropria: sarebbe più opportuno parlare di capitalismo "furbo" visto che l'accesso alla proprietà della casa ha costretto decine di milioni di persone a indebitarsi a vita e a spingerle a diventare forza lavoro estremamente flessibile e mobile per non perdere il "privilegio" della casa. Allo stesso modo per tenere alti i consumi (e il consumismo sfrenato) c'è stato il boom delle carte di credito che ha fatto diventare i cittadini Usa i più indebitati del mondo, legandoli definitivamente a un modello di accumulazione drogato e sbagliato. E le cose sono progressivamente peggiorate a iniziare dalla metà degli anni '70 con la privatizzazione: Fannie Mae (e successivamente Freddie Mac, creata in quegli stessi anni) sono diventate imprese finanziarie che si limitavano a finanziare le banche e le altre istituzioni che concedevano mutui. Neanche a dirlo a tassi di mercato, diventati insostenibili negli ultimi anni. Insomma, la loro attività è comprare i mutui erogati da altri. Attualmente le due società risultano aver finanziato oltre 5,2 mila miliardi di dollari di mutui - non subprime - una somma pari a circa un terzo del Pil Usa e della capitalizzazione di borsa. Ovviamente anche Fannie e Freddie hanno bisogno di finanziarsi e lo fanno emettendo obbligazioni che collocano su tutti i mercati mondiali. Per anni le obbligazioni sono state acquistate senza problemi: anche se formalmente le due società erano private e distribuivano lauti profitti, tutti sapevano che implicitamente questi bond erano garantiti del governo Usa. Prossimamente dovranno restituire 250 milioni di obbligazioni in scadenza, ma nelle casse non c'è una lira. Insomma, Fannie e Freddie erano a rischio default , ma con loro a rischio erano gli Stati uniti che da almeno due decenni vivono - emettendo bond - indebitandosi con l'estero. E questo spiega la nazionalizzazione di Fannie e Freddie: dalla patria del liberismo più sfrenato è partito un messaggio ai mercati per garantirli che il capitale è sacro. Non è una buona notizia.

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ANTICIPAZIONI (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 09-09-2008)

Argomenti: Alitalia

ALITALIA | PAGINA 8 "Proposta indecente" Piloti e hostess bocciano il piano contrattuale CAUCASO | PAGINA 10 Mosca tranquillizza la Ue "Ritiro entro un mese" AFGHANISTAN | PAGINA 11 Triplicate le vittime civili dei raid occidentali Il governo Karzai traballa.

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Proposta indecente (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 09-09-2008)

Argomenti: Alitalia

ALITALIA · La Cai cerca di imporre contratti umilianti per piloti, assistenti di volo e operai "Proposta indecente" Francesco Piccioni ROMA Se il "piano industriale" fa schifo, la "proposta contrattuale" non può essere migliore. Anzi, presi dall'ansia di risparmiare dappertutto pur di trovare la via del profitto in un mercato - quello del trasporto aereo - sconosciuto a quasi tutti i componenti della "cordata italiana", i "pianificatori" hanno messo nero su bianco condizioni salariali, normative, di inquadramento professionale mai viste prima in Italia. E considerate immediatamente "irricevibili" da tutte le organizzazioni sindacali. Che il progetto della Compagnia aerea italiana (Cai) sia assolutamente peggiore di quello a suo tempo avanzato da Air France lo dice ormai apertamente anche IlSole24Ore , quotidiano edito da Confindustria, il cui presidente - Emma Marcegaglia - partecipa alla cordata (avrà letto il "suo" giornale?). Che il tipo di contratto proposto sia "irricevibile" lo hanno spiegato tutti i sindacati presenti ieri mattina in via Flavia. Al ministero del lavoro è infatti proseguito un finto confronto tra aspiranti acquirenti di Alitalia e sindacati, per una volta senza i ministri interessati. Con una "controparte aziendale" virtuale - i soci hanno fin qui depositato appena 160.000 euro - che espone le sue condizioni senza neppure tentare di convincere nessuno. Prendere o lasciare. E si tratta di condizioni capestro, "oltre i limiti della provocazione", racconta più di un sindacalista. I piloti sono apparsi fin dall'inizio i più inferociti ("da questa impostazione contrattuale i piloti uscirebbero massacrati", commentava l'Up). Gli assistenti di volo non erano da meno e Anpav, Avia e Sdl si riunivano insieme per una valutazione congiunta. Anche la Cgil alzava la voce, con il segretario nazionale Mauro Rossi ("È pessima, impraticabile e non percorribile, così non è materia per arrivare ad un accordo"), chiedendo quantomeno la consegna dei documenti scritti relativi a piano e contratti. Già, perché in questa pseudo-trattativa tutto va avanti a slide e proiezioni, "senza ricevuta" per gli spettatori. Di certo, hostess e steward si sono visti "offrire" stipendi più bassi degli attuali del 43% per la parte fissa e del 28-31% di quella variabile; un "av" con 10 anni di anzianità dovrebbe così andare a guadagnare 1.200 euro. Lordi. Tra i primi commenti, uno dei pochi riferibili recita: "stare in cielo su un tubo di latta per 800 euro al mese? che ci vadano loro". Non che gli stipendi attuali siano da piccoli lord (1.700-1.800 lordi, con quell'anzianità), ma a tutto c'è un limite. Ma non basta. Tutti dovrebbero recarsi al lavoro con i propri mezzi, senza più "navetta" ("può andare bene a chi non fa, con un turno, anche 16-18 ore; e magari con qualche fuso orario da recuperare... l'ideale per montare in macchina e mettersi alla guida"); eliminazione della quattordicesima; riduzione delle ferie da 42 a 30 giorni (per i piloti); secca diminuzione dei riposi (tre in meno al mese); eliminazione di una delle tre qualifiche; introduzione del "criterio del merito", che suona quasi ridicolo in un mestiere dove chi sbaglia muore. Meno dettagliate, ma egualmente penalizzanti, le riduzioni di salario e gli incrementi di orario per quanto riguarda il (residuo) personale di terra. Che per "concorrere alla salvezza" dell'Alitalia fosse necessario fare altri sacrifici, i lavoratori dell'azienda lo sapevano. "Ma qui qualcuno fa il furbo...". Così, dopo una pausa di tre ore concessa per "poter esaminare le proposte fatte", i piloti (Anpac e Up) si sono alzati dal tavolo chiedendo di essere "trattati" in un ambito separato "vista la specificità del nostro lavoro". Le posizioni dei sindacati sono, come si usa dire, "fortemente articolate". Ma se nessuno vuole la rottura, nessuno sembra disposto a dire "sì" alle peggiori proposte, fatte nella presunzione che "o così o il fallimento, e sarà responsabilità vostra". Persino i più "dialoganti", come la Cisl, chiedono che sia "riequilibrato in modo sensibile il negoziato. Modificate le proposte che vanno nel senso dell'azzeramento di norme tipiche del settore, come pure dell'abbattimento insopportabile di reddito". Il punto, in effetti, resta sempre lo stesso: la Cai vuol fare una low cost (con stipendi, diritti e livelli di sicurezza da low cost ) da rivendere ad Air France il prima possibile, oppure rifare una compagnia di bandiera credibile? Piano industriale e contratti dicono che anche l'obiettivo della low cost sembra troppo ambizioso. 1200 E' il salario mensile - lordo, naturalmente - proposto per gli assistenti di volo. Una vera presa in giro per chi oggi, con 10 anni di anzianità, guadagna 1700 euro lordi al mese.

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Conseguenze drammatiche se le posizioni non cambiano (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 09-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Panella (Ugl Trasporti) "Conseguenze drammatiche se le posizioni non cambiano" Ugl Trasporti avverte la Cai sulle possibili "conseguenze drammatiche" del contratto "umiliante" proposto per i dipendenti della nuova Alitalia. "Siamo disposti a sacrifici - ha detto il segretario nazionale, Roberto Panella- proponendo un contributo sul costo del lavoro, ma a partire dai contratti esistenti. Il contratto Cai è un'umiliazione per tutte le categorie". "Ora - ha aggiunto Panella - siamo noi a chiedere alla Cai di riflettere bene".

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La Procura di Roma a seguito della dichiarazione di (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 09-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa La Procura di Roma a seguito della dichiarazione di ... La Procura di Roma a seguito della dichiarazione di insolvenza della compagnia di bandiera si concentrerà sulla gestione di Alitalia degli ultimi dieci anni a partire dai bilanci e dai documenti contabili relativi a questo arco di tempo. è quanto emerso dopo una riunione che si è tenuta ieri a Piazzale Clodio dai magistrati titolari dell'inchiesta: Francesca Loi, Gustavo de Marinis e Stefano Pesci, coordinati dal procuratore aggiunto, Nello Rossi. Al momento non rientrano nell'ambito degli accertamenti previsti dagli inquirenti, la gestione presente e il futuro della compagnia, in relazione al suo commissariamento, alle recenti modifiche alla legge marzano sul salvataggio delle grandi imprese, e delle trattative per l'acquisizione degli asset della compagnia da parte della Cai, Compagnia aerea italiana. La procura non esclude di avvalersi di due consulenze: una di tipo contabile-finanziario, e un'altra di tipo tecnico, da parte di un esperto di economia dei trasporti e più nello specifico del settore aeronautico. L'obiettivo: passare al vaglio le operazioni e le scelte aziendali della compagnia a ritroso dalla dichiarazione di insolvenza fino ad un arco di tempo precedente di circa dieci anni. Già nei prossimi giorni il nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza potrebbe essere incaricato di acquisire i primi documenti utili alle indagini. Il fascicolo, per ora privo di indicazione di ipotesi di reato o indagati, contiene per ora solo la dichiarazione di insolvenza della compagnia. Non è escluso che gli inquirenti possano sentire come testimoni il commissario di Alitalia, Augusto Fantozzi, e l'advisor dell'operazione Fenice, Corrado Passera. Il reato che si configura per i vecchi vertici sarebbe quello di bancarotta.

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Ballarò riparte senza preconcetti (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 09-09-2008)

Argomenti: Alitalia

RAITRE · Sfida D'Alema/Tremonti "Ballarò" riparte senza preconcetti Con un confronto televisivo tra due protagonisti della politica italiana, Giulio Tremonti e Massimo D'Alema, prende l'avvio la nuova edizione - la settima - di Ballarò, il settimanale di Raitre che torna a occupare il consueto spazio del martedì alle 21.05. Non ci sono novità sostanziali rispetto al ciclo che si è concluso a giugno, la trasmissione torna infatti ad affrontare i temi dell'attualità politica ed economica del nostro paese. "Si va dall'Alitalia al problema dei mutui, parlando anche di quello che sta succedendo negli Stati uniti", anticipa il conduttore Giovanni Floris. Con un punto di osservazione che intende essere diverso: "non quello di chi governa, ma quello di chi è governato". Il programma che va sempre in onda dallo studio 2 di via Teulada, coinvolge anche quest'anno con la sua speciale "copertina satirica" di Maurizio Crozza, mentre per ogni puntata andrà in onda lo speciale Viaggio in America di Andrea Salvatore, sulle elezioni presidenziali statunitensi. Indici di ascolto di tutto rispetto, un successo che sempre Floris spiega dovuto al fatto che: "nel corso degli anni, Ballarò ha saputo aggiungere alla realtà televisiva un punto di vista che mancava, sta nel fatto che non ha pudori a parlare di nessun argomento. In quest'edizione se ce ne sarà occasione torneremo a parlare di intercettazioni e del caso Saccà. Nella puntata odierna, insieme a Tremonti e a D'Alema valuteremo i primi mesi del governo Berlusconi e le azioni dell'opposizione". Infine su alcuni degli argomenti al centro di quest'edizione della trasmissione, Floris anticipa: "Continueremo a parlare di tutte le notizie più attuali che riguardano il nostro paese, dal punto di vista politico, economico e di cronaca. Stiamo già preparando -conclude- uno speciale in occasione dell'anniversario delle morti della Thyssen Krupp".

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I piloti ma anche gli assistenti di volo bocciano l'ipotesi, annunciata dalla Cai, di contratto (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 09-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Unico per tutti i dipendenti della nuova Alitalia. "Perchè - sostengono - non c'è una compagnia al mondo dove non ci sia un contratto specifico per i comandanti". Ma Anpac e Up sono contrarie anche e soprattutto perchè l'operazione andrebbe a tagliare stipendi e molte altre "voci" che oggi sono rilevanti nelle retribuzioni. Infatti, sarebbe intenzione del nuovo management di Alitalia di adeguare gli stipendi a quelli dei piloti AirOne che guadagnano mediamente il 30 per in meno dei loro colleghi.

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MILANO - Cai vuole conoscere i conti di Alitalia e chiede la due diligence sui beni. Intanto (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 09-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di GIULIA LEONI MILANO - Cai vuole conoscere i conti di Alitalia e chiede la due diligence sui beni. Intanto con il governo, tramite qualche azionista di peso, si appresta a studiare una soluzione per la manutenzione pesante. Attività che sarà fuori dalla Nuova Alitalia, come ha detto giovedì scorso ai sindacati l'a.d. di Cai, Rocco Sabelli. Secondo quanto risulta a Il Messaggero oggi esponenti di spicco dell'azionariato di Cai - Intesa Sanpaolo è il coordinatore strategico della cordata che ha dato vita alla società - dovrebbero andare a Palazzo Chigi per parlare appunto del destino della manutenzione pesante, ovvero di Az Servizi. Società che fa capo per il 51% a Fintecna e per il 49% ad Alitalia. Sul tavolo l'ipotesi di un riassetto che potrebbe prevedere un rimescolamento azionario: accanto a Fintecna potrebbe entrare un'altra società pubblica e Cai potrebbe intervenire. La stessa Cai, intanto, ieri, si sarebbe fatta avanti con il commissario di Alitalia, Augusto Fantozzi e avrebbe chiesto di poter effettuare una due diligence, cioè una verifica sui beni da comprare della compagnia. Ma soprattutto avrebbe chiesto di poter alzare il velo sui conti semestrali di Alitalia aggiornati e non approvati dal vecchio consiglio, lo scorso 29 agosto. Fantozzi avrebbe ricevuto una richiesta scritta con l'indicazione di tutte le attività sulle quali la società intende svolgere una verifica attenta prima di formulare l'offerta definitiva. Gli asset di Alitalia verranno poi integrati con Air One, valutata circa 300 milioni. Oggi uomini di dovrebbero vedere il commissario per decidere quando potrà partire la due diligence. La data sarà necessariamente a breve - in settimana - perchè come ha detto Fantozzi, le casse della compagnia sono quasi vuote e la Nuova Alitalia deve decollare al massimo il 1° novembre. La verifica chiesta da Cai sarà economica, finanziaria, industriale e legale: per questo oltre al team di Intesa guidato da Gaetano Miccichè scenderanno in campo il gruppo Boston consulting e gli avvocati degli studi Bonelli Erede Pappalardo e Pavesi Gitti Verzoni. Il commissario dovrà predisporre una situazione patrimoniale al 29 agosto: numeri senza i quali è difficile poter definire l'offerta. Ma che da soli non bastano. Sarà necessario fare un check up sugli aerei per testarne le condizioni di salute e mettere a fuoco tutti i contratti in essere e che verranno ereditati dalla Nuova Alitalia. Da quelli di leasing sugli aerei, a quelli di finanziamento, a quelli siglati con i tanti scali nei quali atterrano i velivoli. Per accertare se i contratti sono stati stipulati a valori di mercato e capire se, nelle pieghe dei meccanismi, ci sono spazi per una loro eventuale rinegoziazione. E ancora: sotto la lente finiranno gli accordi tra Alitalia e le varie società di servizi. Al termine della due diligence, Intesa e i consulenti tireranno le somme e valuteranno se effettivamente i beni da acquistare valgono davvero 400 milioni. Cifra, indicativa, contenuta nella proposta non vincolante consegnata a Fantozzi lo scorso 1° settembre. Una proposta subordinata ad una serie di condizioni, tra le quali il buon esito della trattativa con i sindacati. Infine, bisognerà calcolare la compatibilità dell'offerta con il piano Fenice predisposto da Intesa e che contiene alcune proiezioni future per la Nuova Alitalia. Come il pareggio entro il 2010 e il ritorno all'utile - per 83 milioni - nel 2011.

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MILANO - La Commissione europea convoca il governo italiano sul caso Alitalia. Per domani, s (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 09-09-2008)

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Econdo quanto risulta a Il Messaggero, gli organi tecnici della commissione trasporti europea guidata da Antonio Tajani avrebbero invitato a Bruxelles i colleghi tecnici di palazzo Chigi e dei ministeri delle Infrastrutture e trasporti, Sviluppo economico, Economia, Politiche comunitarie. Al centro dell'audizione ci sarebbero alcuni risvolti del salvataggio della compagnia di bandiera. Risvolti sui quali l'Autorità europea ha acceso un faro alla fine della scorsa settimana. L'incontro di domani fa seguito a quello avuto, sempre a Bruxeless da Roberto Colaninno, presidente della Compagnia aerea italiana (Cai), solo alcuni giorni fa. Quando, accompagnato da Fabio Canè del team di Intesa Sanpaolo e dal professor Franco Bonelli, il manager ha incontrato gli uomini della commissione trasporti. Che evidentemente hanno bisogno di ulteriori lumi. Non tanto sul fronte degli acquirenti, la cordata radunata in Cai. Quanto sul fronte del venditore, il governo appunto. Alla riunione di domani ciascun ministero dovrebbe inviare il proprio direttore generale o, in alternativa, il proprio capo di gabinetto. Lo staff di Tajani vuole chiarimenti su una serie di questioni aperte. Sembra che nel dossier figuri anche il prestito ponte da 300 milioni concesso lo scorso aprile dal governo allora in carica, il governo Prodi, d'intesa con l'attuale governo Berlusconi. Ma le richieste di lumi andrebbero anche oltre. E riguarderebbero, tra l'altro, le modalità con le quali alcuni asset verranno ceduti a Cai, se l'offerta andrà in porto. Meccanismi che potrebbero configurare eventuali aiuti di stato. L'Europa, in sostanza, intende capire in base a quali criteri il commissario Augusto Fantozzi intende valutare l'offerta definitiva, che arriverà da Cai. Ma prima ancora vuole sapere dal governo, che ha varato il decreto Marzano2 contenente le norme sulla procedura straordinaria, quali misure garantiranno la trasparenza della trattativa privata. La Commissione guidata da Tajani vuole anche conoscere, infine, la ratio alla base della sospensione dei poteri dell'Antitrust italiano. Sospensione che figurava tra le condizioni poste alla base del piano Fenice messo nero su bianco da Intesa Sanpaolo. E che è stata recepita dal decreto che ha modificato la legge Marzano, consentendo l'ammissione di Alitalia alla procedura straordinaria. E aperto la strada a tutto quello che ne conseguirà. G.Leo.

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ROMA Magari giovedì, o nelle ore successive, sindacati e azienda troveranno un accordo (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 09-09-2008)

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Di LUCIANO COSTANTINI ROMA Magari giovedì, o nelle ore successive, sindacati e azienda troveranno un accordo sul piano industriale e, più in generale, sulla nascita della nuova Alitalia, ma certo l'avvio del confronto vero è tutto in salita. Intanto i piloti, ieri sera, si sono alzati dal tavolo ("ma senza rompere la trattativa") sul punto specifico dei nuovi assetti contrattuali. Perchè il sistema immaginato e illustrato dal nuovo management della Magliana è stato giudicato "irricevibile", perfino "punitivo" da tutte le organizzazioni di categoria. In sostanza, Rocco Sabelli, amministratore delegato di Cai, ha proposto di procedere a un azzeramento per definire un contratto unico per tutti i dipendenti, cioè per piloti, assistenti di volo e personale di terra. Ovviamente, un contratto che preveda retribuzioni più basse e una parte degli emolumenti (si dice fino al 25%) legati alla "variabilità". In altre parole, legati alla maggiore produttività e redditività. I "comandanti" considerano però pregiudiziale ad ogni discussione un contratto tutto per loro; hostess e steward hanno manifestato la stessa esigenza. "Non c'è compagnia al mondo - hanno riaffermato - che non mantenga contratti specifici per il personale navigante. Sui possibili accordi di categoria siamo disposti a discutere ed anche a fare gli opportuni sacrifici. Intervenga il governo". Poi sui contenuti della proposta Cai. Durissima la risposta di Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl: "Ne usciremmo massacrati", ha semplicemente sottolineato il presidente dell'Unione Piloti, Massimo Notaro. "La discontinuità rispetto al passato - ha affermato Roberto Panella dell'Ugl - non si può tradurre in una mortificazione per i lavoratori". Più morbide, ma soltanto nell'atteggiamento, non sui contenuti, Cisl e Uil che prima di formalizzare una eventuale rottura vorrebbero studiare nel dettaglio tutte le carte ("Vanno consolidati gli spazi della trattativa"). Carte che Sabelli, preso atto dell'empasse negoziale, ha consegnato nel primo pomeriggio invitando i sindacati alla riflessione. Risultato: aggiornamento del tavolo e riapertura in prima serata. Una pausa che tuttavia non è servita ad avvicinare le posizioni. Tutt'altro. "Proposta impraticabile", secondo Franco Nasso della Filt/Cgil. "Pessima" per Paolo Maras dell'Sdl. "Una provocazione", a giudizio di Massimo Muccioli dell'Anpav. In definitiva viene contestato il taglio a retribuzioni, ferie e riposi, vogliono far partire la discussione dai tre contratti esistenti. Ma, come in ogni trattativa che si rispetti, le organizzazioni sindacali hanno rilanciato dichiarandosi pronte a formulare una controproposta. Salvo i piloti che si sono tirati fuori dalla partita. Una mossa che tuttavia potrebbe adesso provocare una frattura all'interno dell'arco sindacale perchè Cgil, Cisl, Uil, Ugl, per esempio, non sarebbero affatto contrarie ad un contratto unico e sulla specifica questione potrebbero non fare da sponda ai piloti. Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ostenta un cauto ottimismo, comunque, non dispera: "Il governo è pronto a svolgere la sua funzione di mediazione. Sono convinto che ci siano tutte le condizioni per poter arrivare a una conclusione positiva, occorre solo pazienza e il reciproco ascolto". Cosa accadrà nelle prossime ore? Intanto oggi la trattativa dovrebbe riprendere anche se la conferma arriverà solo in mattinata. Anche i piloti torneranno al tavolo ma per discutere, più in generale, di piano industriale ed esuberi. Anche questa una partita dura, ma intanto dovrebbe servire a svelenire il il confronto sugli assetti contrattuali. Un capitolo che verrebbe riaperto e discusso soltanto - se ci si arriverà - al momento del rush finale. Una sorta di stralcio che darebbe, quanto meno, l'opportunità alle parti di non far saltare la trattativa e con essa l'Alitalia. Sicuramente resteranno al tavolo le altre sette sigle rappresentate in azienda. Tuttavia, ha avvertito il presidente di Avio, Antonio Di Vietri, "in assenza del governo non si potrà continuare". L'ipotesi, che comincia a circolare, è che il confronto andrà avanti, magari viaggiando sempre sul delicato crinale della rottura e che al momento cruciale (e ci sarà) interverranno il governo e i leader delle confederazioni per dire l'ultima parola. A conclusione della serata Sabelli ha inviato una sorta di messaggio: "Prendo atto della pregiudiziale dei piloti e del complessivo giudizio di irricevibilità e fermarmi qui oppure provare ad andare avanti anche su quel poco che è emerso sul merito?".

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Berlusconi ritrova la <Letizia>: nodi Expo sciolti in pochi giorni (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)

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N. 215 del 2008-09-09 pagina 3 Berlusconi ritrova la "Letizia": nodi Expo sciolti in pochi giorni di Giannino della Frattina Disgelo dopo le polemiche. Ieri incontro ad Arcore tra premier e sindaco che assicura: "Grande sintonia" Sulla governance dell'Expo 2015 "stiamo lavorando e il presidente Silvio Berlusconi scioglierà tutti i nodi nei prossimi giorni". Mentre per il futuro di Malpensa ha promesso "più aeroporti e meno linee aeree". E l'imposta sulla casa? "Non ci sarà un rientro dell'Ici. È stato già chiarito, ma lo ripeto". Tempo di disgelo. E, uscendo ieri sera da Villa San Martino ad Arcore, il sindaco Letizia Moratti può tranquillamente parlare di "grande sintonia, sono estremamente soddisfatta". Non solo per rispetto del galateo ma perché, presente anche il coordinatore regionale di Fi Guido Podestà, può già elencare i primi risultati del dialogo riavviato. E le polemiche? Ovviamente tutta colpa dei giornalisti. Alla domanda sulle tensioni dopo le critiche di lady Letizia al governo, "il presidente - risponde lei con un gran sorriso -, un po' scherzando mi ha detto, "sono capace di leggere i titoli, ma anche i contenuti degli articoli"". Un'ora e mezza di colloquio faccia a faccia, dunque, ed era un po' che non succedeva. Non solo per le vacanze estive trascorse rispettivamente in Sardegna e all'isola d'Elba. Ieri la tregua. A sentir la Moratti la strada tracciata sarebbe, come nei desideri del premier, "partecipazione degli enti locali ed equilibrio nella governance". Niente amministratore unico, dunque, ma un amministratore delegato che potrebbe essere Paolo Glisenti, il fedelissimo che la Moratti chiede di mettere al timone dell'organizzazione. Da decidere, le deleghe da assegnargli e il nome del presidente di garanzia. "Il premier Berlusconi - aggiunge la Moratti - ha garantito, come sempre, una grande attenzione alla città di Milano e alle tematiche che la riguardano, tra cui Malpensa, Linate ed Expo. Proseguiremo anche nei prossimi giorni". In agenda "un'analisi attenta su tutte le tematiche del sistema aeroportuale del Nord. Sono sicura e fiduciosa che si arriverà ad una riconsiderazione di tale sistema che tenga conto delle necessità anche di una possibile nuova configurazione degli aeroporti, ma in una logica di rafforzamento". Il piano salva Alitalia? "C'è necessità di aeroporti in Europa. Quindi il problema non è ridimensionare gli scali, ma un consolidamento dei vettori. Quindi più aeroporti e meno linee aeree". Di clima molto sereno parla anche l'onorevole Podestà. "La Moratti - il suo commento alla fine dell'incontro - non si deve assolutamente sentire abbandonata. Il presidente Berlusconi le ha spiegato di essere stato molto impegnato in questo periodo con grandi emergenze nazionali e internazionali. I rifiuti di Napoli, il salvataggio di Alitalia, ma anche la crisi della Georgia. Ora si è impegnato ad affrontare e a mettere a punto anche le questioni che riguardano Milano". Parole che non convincono Filippo Penati. "Dall'incontro con il premier Berlusconi - attacca il presidente della Provincia - non sono uscite garanzie precise per il sistema aeroportuale milanese. Le istituzioni tornino a chiedere unite gli impegni a salvaguardia del sistema aeroportuale milanese, a partire dal futuro di Linate e dalla liberalizzazione dei diritti di volo. Ho chiesto in due riprese, il 26 e 29 agosto, un incontro con il governo su questo tema, senza ricevere alcuna risposta. A questo punto, chiedo al sindaco Moratti di inviare, a nome di tutte le istituzioni milanesi e lombarde, una richiesta per la convocazione urgente del Tavolo Milano che sono pronto a sottoscrivere immediatamente, perché non è più rinviabile un momento istituzionale di confronto allargato su una questione così strategica come il futuro del sistema aeroportuale milanese". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Confalonieri è ottimista: <Non faremo brutte figure> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)

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N. 215 del 2008-09-09 pagina 2 Confalonieri è ottimista: "Non faremo brutte figure" di Redazione "Sono ottimista, credo che sapranno trovare un accordo. Dopo tutta la fatica che è stata fatta per portare l'Expo a Milano credo proprio che non ci sarà una brutta figura". Così Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, ieri si è dichiarato fiducioso sull'organizzazione milanese dell'Expo 2015 malgrado il sindaco Letizia Moratti abbia detto nei giorni scorsi a Cernobbio che c'è un momento di blocco. La discussione verte soprattutto sulla governance della società incaricata di gestire la preparazione dell'evento: la Moratti vorrebbe un organismo snello, con un amministratore unico, il governo un cda allargato con un amministratore delegato, ma anche sul nome del braccio destro della Moratti, Paolo Glisenti, c'è scontro. "Sono ottimista, credo che si metteranno d'accordo", ha affermato prima dell'incontro ad Arcore tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il sindaco Moratti. Applausi dal presidente di Mediaset anche a proposito dell'operazione Alitalia. "Credo che sia una buona cosa cercare di salvare una compagnia italiana - ha commentato Confalonieri -. "Speriamo che riescano e che la cosa vada in porto. Facciamo gli auguri. Credo che quando occorre un rilievo è giusto che lo Stato intervenga: questo vale anche per Alitalia". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<Siamo alla canna del gas non possiamo più scherzare> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)

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N. 215 del 2008-09-09 pagina 3 "Siamo alla canna del gas non possiamo più scherzare" di Redazione Claudiani (Fit-Cisl): "Necessario restare a trattare, qualche margine d'azione c'è e va verificato. Ma certe impostazioni contro i lavoratori sono troppo punitive" da Roma Claudio Claudiani, lei rappresenta la Cisl al negoziato Alitalia. Come valuta la scelta dei piloti di abbandonare il tavolo della trattativa? "Al momento in cui è giunto il confronto (osserva con un filo di voce: "Sono in una pausa della trattativa", spiega) credo che ci sia molto nervosismo e tatticismo. Una cosa però è certa". Quale? "Che siamo arrivati alla canna del gas. Non c'è più spazio per nessuno per giocare. Non può giocare il governo, al quale chiedo di far sentire più forte la sua voce. Non può giocare il sindacato: sarebbe disastroso". Insomma, condivide l'ipotesi che se i piloti fanno saltare la trattativa, salta tutto? "Condivido la necessità di una consapevolezza complessiva maggiore. Soprattutto siamo arrivati ad un punto in cui serve una disponibilità ad un confronto più ampio. Occorre rendere solido il confronto ed ancorarlo nel merito alla tutela del lavoro, nonchè gli spazi d'intervento sul piano industriale, soprattutto in termini di flotta, di offerta intercontinentale e di manutenzione pesante". Cosa chiede, più soldi? "Non chiedo più soldi. Chiedo un atto di responsabilità da parte di tutti. Il governo deve far sentire la sua voce in modo più deciso, più forte. Chiediamo che il governo riassuma il ruolo di garante. Solo procedendo attraverso un confronto nel merito ad oltranza si può raggiungere il traguardo che auspichiamo. Al tempo stesso, le altre parti devono verificare maggiori margini, anche per le garanzie". In altre parole? "Quella che stiamo conducendo è una trattativa che sta proseguendo in una dimensione complessiva. È sicuramente molto articolata e complessa. E proprio per questo, non può lasciare spazio a posizioni categoriali. L'analisi dei problemi richiede una valutazione ed un approfondimento generali che ci obbliga ad una mutualità ed attenzione complessiva". Pare di capire che sia contrario allo "strappo" dei piloti... "Ripeto. Il negoziato sta vivendo un momento di nervosismo e di tatticismo. Per queste ragioni ritengo sia necessario restare al tavolo della trattativa. C'è da negoziare il numero di addetti. E bisogna negoziarlo tutti insieme. I margini d'azione non sono molti, ma vanno tutti verificati. E si verificano solo stando al tavolo. Siamo alla canna del gas. Non si può più giocare". Ma come dovrebbe essere quindi impostata la trattativa? "Il negoziato va riequilibrato. Vanno superate impostazioni punitive per i lavoratori, anche in presenza di un momento così drammatico per Alitalia". Appunto... "Già, ma viene da chiedersi se si punti a costituire una compagnia low cost o se si voglia davvero dare vita ad una grande compagnia nazionale che si misuri su rotte internazionali ed intercontinentali". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Scatta l'inchiesta su dieci anni di gestione (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)

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N. 215 del 2008-09-09 pagina 3 Scatta l'inchiesta su dieci anni di gestione di Redazione La mossa dei pm romani dopo la dichiarazione d'insolvenza della compagnia Proprio ora che l'Alitalia sta per essere privatizzata la procura della Repubblica di Roma ha deciso di vederci chiaro sul fiume di denaro pubblico affluito nelle casse di via della Magliana. Al vaglio i bilanci di Alitalia degli ultimi dieci anni. Il procuratore aggiunto Nello Rossi e i sostituti Stefano Pesci, Gustavo de Marinis e Francesca Loy acquisiranno nei prossimi giorni i documenti contabili tramite una delega al Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza. Per ora i magistrati di piazzale Clodio hanno aperto un fascicolo di indagine senza ipotesi di reato né indagati. L'azione è partita dopo la dichiarazione di insolvenza della compagnia di bandiera dichiarata dal tribunale civile, che per i magistrati è sorta di spartiacque. E ora vogliono capire se le risorse finanziarie di Alitalia siano state sempre usate in modo congruo o meno. Il tutto nel rispetto della tutela dei creditori. Ad oggi il presente e il futuro di Alitalia, le vicende legate alla Compagnia aerea italiana e alla cordata di Roberto Colaninno non sono all'attenzione della procura. Agli atti dei magistrati l'esposto presentato dal Codacons nel quale l'associazione ipotizzava la bancarotta della compagnia di bandiera. "Siamo soddisfatti dell'apertura dell'inchiesta da parte della magistratura - commenta il presidente Codacons, Carlo Rienzi - ma non ci fermiamo qui. Stiamo infatti per presentare un ricorso in Tribunale e uno al Tar del Lazio contro le decisioni che hanno investito Alitalia e che riteniamo illegittime. Chiederemo di annullare la delibera del Cda che ha chiesto l'ammissione alla legge Marzano e la nomina del commissario Fantozzi". I pm nomineranno due consulenti: un esperto contabile e un tecnico, un economista competente di trasporti. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Alitalia, i piloti non mollano i privilegi (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)

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N. 215 del 2008-09-09 pagina 1 Alitalia, i piloti non mollano i privilegi di Redazione La categoria più protetta dice no al piano: i sindacati lasciano il tavolo, ma non rompono Parte in salita il confronto tra la Compagnia Aerea Italiana e i sindacati sulla nuova impostazione contrattuale per i dipendenti Alitalia proposta dalla Newco. Così in salita al punto che si parla di "tavolo a rischio". In serata, i piloti hanno lasciato la trattativa chiedendo un confronto separato. Dal governo è arrivato l'invito alla pazienza e all'ascolto reciproco. "Abbiamo dato piena disponibilità - spiegano dall'Anpac - a patto che vengano trattate separatamente le peculiarità dei piloti, dei dipendenti di terra e degli assistenti di volo". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Masciandaro: <Un'enorme cambiale in bianco> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)

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N. 215 del 2008-09-09 pagina 21 Masciandaro: "Un'enorme cambiale in bianco" di Redazione da Milano "È come dare una forte dose a un drogato. Vedrà che si riprende. Ma non è una soluzione". La metafora è di Donato Masciandaro, ordinario di Economia della regolamentazione finanziaria alla Bocconi di Milano. I mercati hanno festeggiato il piano di salvataggio dei colossi dei mutui Usa. Ma l'economista invita a mettere da parte gli entusiasmi e a guardare la realtà di un sistema viziato da pochi controlli, bassi tassi, e alti debiti, incurante delle regole di mercato. Professore, non è una svolta il salvataggio di Fannie e Freddie? "È soprattutto il tentativo di una classe politica di salvare le apparenze, almeno fino alle elezioni. Il sistema americano è vissuto al di sopra delle proprie possibilità, alimentando non due, ma tre deficit: quello pubblico, quello commerciale e quello dei privati. Un'economia cicala che si regge solo grazie ai capitali stranieri. Solo che gli investitori stranieri hanno cominciato a prendere le distanze, la settimana scorsa Bank of China ha liquidato i titoli di Freddie e Fannie". C'è la novità del deciso intervento pubblico. "In realtà è la terza volta che l'amministrazione interviene e sempre calpestando le regole del mercato. Prima con Bear Stearns: non si era mai vista una banca centrale salvare una banca d'investimento. Poi, a fine luglio, Bush ha tentato di tranquillizzare i mercati annunciando il sostegno a Fannie e Freddie, ma con pochi risultati. Ora questo piano, che è un'iniezione di liquidità e un'enorme cambiale in bianco". In che senso? "Non si dicono i termini dell'operazione, ma si dice che si è disposti a immettere centinaia di miliardi di dollari e che dietro ai prestiti di Fannie e Freddie d'ora in poi ci sarà sempre lo Stato. In Europa una cosa del genere non passerebbe. S'immagini in Italia, se in un caso come quello di Alitalia, fosse venuto fuori un ente pubblico, come la Cassa depositi e prestiti a dire: "Ci pensiamo noi, copriamo i debiti, non si sa quanto ci costerà e non c'è un vero piano ma mettiamo subito tanti miliardi...". Si sarebbero sentite le urla". Insomma, in Europa come regole siamo messi meglio. "Le regole di mercato è più facile che vengano rispettate in Europa. I principi della concorrenza sono molto più forti, anche nel settore bancario e della finanza. Poi c'è un controllo maggiore: quando un Paese prende un'iniziativa non solo l'Europa vigila, ma anche gli altri Paesi, i membri Ue si controllano a vicenda. Il problema americano invece è quello di troppa politica in un settore fondamentale come l'economia". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Alitalia, mediazione del Governo per l'intesa (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 09-09-2008)

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Bossi: "Via libera al maestro unico" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 09-09-2008)

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Lo afferma in un'intervista al "Resto del Carlino-La Nazione-Il giorno" il leader del Carroccio, che riconosce: "E' difficile fare il ministro della pubblica istruzione- e dichiara di -non aver mai pensato all'eventualità che il ministero possa andare alla Lega"

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Ti guarda quasi con fastidio, è una domanda oziosa ti dice con gli occhi. Poi, risponde: "Venezia è da sempre una riunione per la libertà dei popoli padani. Il federalismo? Beh, se arriva è meglio di niente. Ma là vogliono la libertà, perchè c'è un Nord che sa di avere la forza e i numeri per conquistarsela. Al di là di me e della Lega". Vuol dire che lei si sta battendo per qualcosa che non placherà tutto il Nord? "Voglio dire che il federalismo è una mediazione. Che ai padani che vengono a Venezia non gliene frega nulla". Eppure la Lega pone il federalismo fiscale innanzi tutto. Nella maggioranza ci sono voci divergenti, anche vicino a Berlusconi. "Non è vero, tra gli alleati non ci sono nemici. Certo, si vedrà, soprattutto, in commissione e poi in aula come la maggioranza voterà. Ma, attenzione, il Nord può rivelarsi una belva, se viene ancora deluso". Lei crede che il premier sia un convinto federalista? "Non lo so, lo chieda a lui". Poi, si corregge: "Sono sicuro di sì, anche perchè sa bene, il presidente del Consiglio, che l'unica alternativa al federalismo sarebbe la secessione. Il Nord ha milioni di uomini, non ha paura di niente, certamente non di battersi. Meglio non farlo incazzare". Minacciare ancora la secessione non è come gridare “al lupo, al lupo”? "Il Nord è in grado di farla. Ma, certo, sarebbe meglio poter scegliere una via democratica alla libertà". La Lega sale nei sondaggi. C'è chi dice che il premier tenda la mano all'Udc per avere un contrappeso. "Noi siamo bravi. Ma siamo fedeli agli alleati. E' il generale Berlusconi che deve decidere chi deve stare nella maggioranza. Per ora non c'è problema". Eppure, le polemiche tra i ministri leghisti e i colleghi non mancano. Lei ha attaccato la Gelmini, per esempio. "I giornalisti, come accade spesso, hanno capito male. A Torino, durante il mio comizio, c'era chi diceva: mandate via la Gelmini. Ma io ho sempre avuto con lei un buon rapporto e sono d'accordo sul maestro unico. E' difficile fare il ministro della Pubblica istruzione". Le sarebbe piaciuto per la Lega quel ministero? "Non ci ho mai pensato". Sua moglie Manuela è una maestra e dirige la scuola bosina a Varese. Ed è molto preoccupata per l'andamento dell'istruzione in Italia, vero? "Sì, lei ha una particolare sensibilità per l'argomento. Manuela ama i ragazzi ed è una brava insegnante. In casa se ne parla, è inevitabile che il problema m'interessi". Insomma, la Gelmini è promossa. E Raffaele Fitto, ministro degli Affari regionali? Quando andrà a trovarlo in Puglia? Riuscirà a convertirlo al testo Calderoli sul federalismo? "Andrò in Puglia quando avremo l'accordo. Con Fitto va tutto bene. Ci siamo parlati". Anche con il Partito democratico va tutto bene? "I rapporti sembrano buoni, vedo un'attenzione positiva verso la riforma federalista. D'altra parte, mi dica lei: se il Pd si mostrasse nemico del federalismo, come farebbe a prendere i voti al Nord?". C'è un'altra partita alla quale lei tiene molto: Malpensa. La Moratti, a volte, sembra in difficoltà con il governo. Lei da che parte sta? "Prima di tutto, vorrei far notare che Malpensa non è fallita. Certo, ci vorranno anche un po' di aerei della nuova Alitalia per aumentare il movimento. Ma le cose vanno meglio di quanto si temesse. Sono sicuro che il governo non ha intenzione di declassare Malpensa da hub a piccolo aeroporto. Io non ne ho mai sentito parlare". Eppure, secondo Moratti, Milano non riceve sufficiente attenzione dal governo di centrodestra. "Milano è tenuta nella dovuta considerazione, tanto è vero che i soldi per l'Expo ci sono. E' chiaro che questo successo è dovuto molto al sindaco e alla sua famiglia. Letizia è una mia cara amica, una grande lavoratrice, l'unica donna forte della politica". Domenica, a Venezia, accanto a lei ci sarà suo figlio Renzo? "Non so. Ora è a Saragozza, all'Expo, a studiare il problema delle Acque e Sviluppo sostenibile. Ma ci sarà sicuramente mia moglie con gli altri figli". di FLAVIA BALDI Primo giorno di scuola in Lombardia. Gelmini: "Insegnare è una missione"La prima campanella in Lombardia Commenti Invia commento Segnala ad un amico Nessun commento presente Clicca qui per inviare il tuo commento sei già iscritto a Club? Accedi ora! 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Giusto dargli una medaglia d'oro al Valor Civile?Contro il caro libri pubblicità nei testi scolastici, sei d'accordo?Rifare subito la nuova Romea, cosa ne pensi?Spinetoli, concorso di scultura 2008/2009: vota l'opera più bellaE' giusto multare i padroni dei cani che sporcano? Dì la tuaVietato portare a spasso gli animali del canile in alcune ore della giornata, cosa ne pensi?Multe a prostitute e accattoni, cosa ne pensi?E' giusto mettere on line i nomi degli statali meritevoli?Sei d'accordo con l'iniziativa Mc Bus?La nuova scuolaPrevisione sul palio dei rioni, chi vincerà?Chi vincerà la Giostra del Saracino? 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<Proposta indecente> (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 09-09-2008)

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ALITALIA "Proposta indecente" La Cai cerca di imporre contratti umilianti per piloti, assistenti di volo e operai Francesco Piccioni ROMA Se il "piano industriale" fa schifo, la "proposta contrattuale" non può essere migliore. Anzi, presi dall'ansia di risparmiare dappertutto pur di trovare la via del profitto in un mercato - quello del trasporto aereo - sconosciuto a quasi tutti i componenti della "cordata italiana", i "pianificatori" hanno messo nero su bianco condizioni salariali, normative, di inquadramento professionale mai viste prima in Italia. E considerate immediatamente "irricevibili" da tutte le organizzazioni sindacali. Che il progetto della Compagnia aerea italiana (Cai) sia assolutamente peggiore di quello a suo tempo avanzato da Air France lo dice ormai apertamente anche IlSole24Ore , quotidiano edito da Confindustria, il cui presidente - Emma Marcegaglia - partecipa alla cordata (avrà letto il "suo" giornale?). Che il tipo di contratto proposto sia "irricevibile" lo hanno spiegato tutti i sindacati presenti ieri mattina in via Flavia. Al ministero del lavoro è infatti proseguito un finto confronto tra aspiranti acquirenti di Alitalia e sindacati, per una volta senza i ministri interessati. Con una "controparte aziendale" virtuale - i soci hanno fin qui depositato appena 160.000 euro - che espone le sue condizioni senza neppure tentare di convincere nessuno. Prendere o lasciare. E si tratta di condizioni capestro, "oltre i limiti della provocazione", racconta più di un sindacalista. I piloti sono apparsi fin dall'inizio i più inferociti ("da questa impostazione contrattuale i piloti uscirebbero massacrati", commentava l'Up). Gli assistenti di volo non erano da meno e Anpav, Avia e Sdl si riunivano insieme per una valutazione congiunta. Anche la Cgil alzava la voce, con il segretario nazionale Mauro Rossi ("È pessima, impraticabile e non percorribile, così non è materia per arrivare ad un accordo"), chiedendo quantomeno la consegna dei documenti scritti relativi a piano e contratti. Già, perché in questa pseudo-trattativa tutto va avanti a slide e proiezioni, "senza ricevuta" per gli spettatori. Di certo, hostess e steward si sono visti "offrire" stipendi più bassi degli attuali del 43% per la parte fissa e del 28-31% di quella variabile; un "av" con 10 anni di anzianità dovrebbe così andare a guadagnare 1.200 euro. Lordi. Tra i primi commenti, uno dei pochi riferibili recita: "stare in cielo su un tubo di latta per 800 euro al mese? che ci vadano loro". Non che gli stipendi attuali siano da piccoli lord (1.700-1.800 lordi, con quell'anzianità), ma a tutto c'è un limite. Ma non basta. Tutti dovrebbero recarsi al lavoro con i propri mezzi, senza più "navetta" ("può andare bene a chi non fa, con un turno, anche 16-18 ore; e magari con qualche fuso orario da recuperare... l'ideale per montare in macchina e mettersi alla guida"); eliminazione della quattordicesima; riduzione delle ferie da 42 a 30 giorni (per i piloti); secca diminuzione dei riposi (tre in meno al mese); eliminazione di una delle tre qualifiche; introduzione del "criterio del merito", che suona quasi ridicolo in un mestiere dove chi sbaglia muore. Meno dettagliate, ma egualmente penalizzanti, le riduzioni di salario e gli incrementi di orario per quanto riguarda il (residuo) personale di terra. Che per "concorrere alla salvezza" dell'Alitalia fosse necessario fare altri sacrifici, i lavoratori dell'azienda lo sapevano. "Ma qui qualcuno fa il furbo...". Così, dopo una pausa di tre ore concessa per "poter esaminare le proposte fatte", i piloti (Anpac e Up) si sono alzati dal tavolo chiedendo di essere "trattati" in un ambito separato "vista la specificità del nostro lavoro". Le posizioni dei sindacati sono, come si usa dire, "fortemente articolate". Ma se nessuno vuole la rottura, nessuno sembra disposto a dire "sì" alle peggiori proposte, fatte nella presunzione che "o così o il fallimento, e sarà responsabilità vostra". Persino i più "dialoganti", come la Cisl, chiedono che sia "riequilibrato in modo sensibile il negoziato. Modificate le proposte che vanno nel senso dell'azzeramento di norme tipiche del settore, come pure dell'abbattimento insopportabile di reddito". Il punto, in effetti, resta sempre lo stesso: la Cai vuol fare una low cost (con stipendi, diritti e livelli di sicurezza da low cost ) da rivendere ad Air France il prima possibile, oppure rifare una compagnia di bandiera credibile? Piano industriale e contratti dicono che anche l'obiettivo della low cost sembra troppo ambizioso. 1200 E' il salario mensile - lordo, naturalmente - proposto per gli assistenti di volo. Una vera presa in giro per chi oggi, con 10 anni di anzianità, guadagna 1700 euro lordi al mese.

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I Tafazzi con le ali mollano le trattative (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 09-09-2008)

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Oggi è Mar, 09 Set 2008 Edizione 188 del 09-09-2008 PER I PILOTI LA PROPOSTA DELLA CAI E' IRRICEVIBILE I Tafazzi con le ali mollano le trattative di Alessandra Mieli Nulla sarà mai più come prima. Avrebbero dovuto capirlo mesi fa i rappresentanti dei piloti e degli assistenti di volo. Quando il numero uno di Air France Klm, Jean Cyril Spinetta, gettò la spugna e se ne tornò a Parigi. Fino a quel momento anche il confronto aveva seguito la dinamica tradizionale. E, per i piloti, non era neppure la peggiore delle offerte possibili. Invece oggi la situazione è totalmente differente e inedita. Di fronte a all'a.d. della Cai, Rocco Sabelli, è inutile fare il muso duro: la sua è davvero un'offerta "prendere o lasciare". Senza alternative e con margini di manovra ridotti al minimo. L'unica alternativa possibile, ma sarebbe la catastrofe, è il fallimento di Alitalia con il ritiro dell'offerta della Cai. Ecco perché le dichiarazioni attribuite ai portavoce degli assistenti di volo sembrano particolarmente anacronistiche. "Meglio Air France o portare i libri in tribunale, non bisogna firmare". Come se esistesse ancora la possibilità reale di riaprire la partita con i cugini d'oltralpe, il che agli attuali prezzi del carburante appare del tutto impraticabile. Neppure se questi signori venissero da un altro pianeta potrebbero ragionevolmente obiettare, come hanno fatto, su temi che, per loro informazione, sono ampiamente stati digeriti dal resto del Paese impegnato a tentare di far quadrare i conti e tirare la caretta. Alcuni sindacalisti hanno riferito indignati ai lavoratori della compagnia di bandiera sull'orlo del fallimento che il personale e gli aerei verrebbero spostati dove servono, le retribuzioni sarebbero collegate a quanto si lavora, tutto sarebbe quindi basato sulla produttività. A loro avviso semplicemente uno scandalo. Ma se la reazione degli assistenti di volo sfiora il ridicolo la triplice si è letteralmente frantumata. Per la Filt Cgil, dalle indicazioni ricevute "è difficile persino immaginare un negoziato"; la Fit Cisl non intende allontanarsi dal tavolo e ritiene sia "troppo presto per le valutazioni su un confronto difficilissimo e complicato"; mentre la Uil Trasporti parla di "un momento di nervosismo fisiologico per le difficoltà che stiamo affrontando" e chiede tre tavoli tematici dove le diverse categorie (piloti, assistenti di volo e personale di terra) possano valutare meglio le varie proposte. Sabelli non si è lasciato turbare e ha fatto consegnare ai sindacati la proposta di contratto per una valutazione. Alle delegazioni delle nove sigle sindacali è stato concesso tempo fino alle 18 per esaminarla. Al centro della trattativa fra la Cai e sindacati ci sono "privilegi" e "sprechi" presunti. Sono infatti le posizioni consolidate, soprattutto sul fronte delle ferie e dei permessi sindacali, e le voci di spesa in eccesso gli argomenti che Compagnia aerea italiana sta facendo valere nel negoziato sulle modifiche contrattuali per piloti e assistenti di volo. L'obiettivo dichiarato è quello di permettere alla nuova Alitalia di raggiungere una produttività sostenibile e confrontabile con quella delle principali compagnie concorrenti. Tra quelli che vengono considerati privilegi "indifendibili", ci sono l'ammontare dei giorni di ferie, 42 giorni per i piloti, che in molti casi salgono a 45 con l'anzianità acquisita, e 49 per gli assistenti di volo; i permessi sindacali, che all'Alitalia costano 13,5 milioni contro 1,5 mln che deriverebbero dall'applicazione delle prassi di mercato. Riflettori puntati anche sul servizio di prelievo a domicilio dei piloti, che costa 7 milioni di euro e che le altre compagnie hanno ormai quasi totalmente abbandonato. Tra gli argomenti citati al tavolo della trattativa anche il giorno in più al mese di riposo concesso agli assistenti di volo per indisposizione e le percentuali di assenteismo fra i piloti, al 6% nel 2007 per Alitalia, contro l'1,5-3% nel resto d'Europa. Graverebbero sulla produttività anche le norme contrattuali che impongono due capi cabina e due assistenti di volo nei voli a medio raggio e l'obbligo di far volare sul lungo raggio solo aerei dotati di lettino per il riposo dei piloti. In quest'ultimo caso, il costo stimato per il mancato utilizzo di altri aeromobili è pari a circa 7 milioni. In difesa delle posizioni summenzionate i piloti, poco dopo la ripresa dei colloqui, hanno deciso di lasciare il tavolo del negoziato. Anpac e Unione Piloti affermano di non voler rompere la trattativa ma chiedono un tavolo unico solo per loro. Intanto la procura di Roma ha aperto un fascicolo dopo la comunicazione del tribunale civile della dichiarazione di insolvenza di Alitalia. Nel procedimento, al momento senza indagati e senza ipotesi di reato, si potrebbe configurare il reato di bancarotta. I magistrati acquisiranno i bilanci e i libri contabili degli ultimi dieci anni dell'aviolinea.

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Il "modello Marche" spazzato via dalla crisi? (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 09-09-2008)

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Oggi è Mar, 09 Set 2008 Edizione 188 del 09-09-2008 Sembra in atto una crisi strutturale. Ascoli e Fabriano i casi più eclatanti Il "modello Marche" spazzato via dalla crisi? di Simone Casadei Sono drammatici i toni del segretario generale della Cgil Marche, Gianni Venturi: "Fatte le debite proporzioni, le previsioni di esuberi nella nostra regione possono farci parlare di un caso Alitalia marchigiano. È crisi ed è crisi strutturale del sistema economico-produttivo regionale". Secondo i dati del sindacato, nel primo semestre 2008 "il ricorso alla cassa integrazione ordinaria e straordinaria è cresciuto del 111% rispetto allo stesso periodo del 2007. Un dato impressionate", commenta Venturi, "se paragonato a quello nazionale che si ferma al +7% e a quello del centro Italia che scende dello 0,6%". Proprio sul tasso di ricorso alla cassa integrazione, pesa il +282,6% della provincia di Ascoli Piceno ed il +163,2% della provincia di Ancona. Meno grave appare la situazione nella provincia di Pesaro-Urbino (+57,9%) mentre solo nel maceratese si registra una decrescita (-10%). Il fenomeno, alla fine di giugno 2008, interessava 9.109 lavoratori e 229 aziende. Anche dove non si ricorre alla cassa integrazione si registrano incrementi tra le domande di disoccupazione ordinaria e quelle di mobilità. "Siamo di fronte", commenta Venturi, "all'esaurimento della spinta propulsiva di un modello di sviluppo. Il sistema marchigiano ha prodotto tutto quello che poteva e, in mancanza di innovazione strategica, oggi rischia solo di lasciare un vuoto davvero incolmabile in vaste aree della regione". Due sono le aree regionali paradigmatiche della crisi. L'intero territorio ascolano, anzitutto, da tempo vittima di una vera desertificazione industriale. E poi il fabrianese, dove la crisi della Antonio Merloni si è ripercossa sull'intero assetto industriale, trattandosi di un'area monoproduttiva. Non condivide il giudizio della Cgil Adolfo Guzzini, Presidente e Ceo della iGuzzini illuminazione e Presidente in pectore dell'Istao (Istituto Adriano Olivetti di studi per la gestione dell'economia e delle aziende), la scuola d'impresa che ha portato il sistema produttivo delle Marche ad assumere il ruolo di vero e proprio punto di riferimento per lo sviluppo economico e sociale: "La crisi economica è a livello mondiale, naturale che si ripercuota anche a livello locale. Ma quello marchigiano resta un modello di eccellenza". "Certamente l'imprenditoria marchigiana, per le sue stesse caratteristiche, è più esposta alla crisi dovuta all'aumento del costo del petrolio e delle materie prime", prosegue Guzzini. In ogni caso, la tendenza negativa non si invertirà nel 2008/2009 e forse neanche nel 2010. La soluzione al problema non va ricercata, quindi, nelle consuete minacce sindacali ma in strategie di medio e lungo termine: occorre orientare le politiche industriali regionali verso ricerca, formazione professionale e internazionalizzazione, individuando al contempo nuove strategie nel credito.

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Celentano mattatore anche nei telegiornali (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 09-09-2008)
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Oggi è Mar, 09 Set 2008 Edizione 188 del 09-09-2008 Celentano mattatore anche nei telegiornali di Claudia Bruno E' il molleggiato a ricevere la medaglia d'oro del Parlato Tv il 5 settembre 2008. Sbarcato alla Mostra del Cinema di Venezia è stato salutato dalla platea con una standing ovation e in conferenza stampa ha tenuto il suo show senza risparmiare frecciate a nessuno. Ad Adriano Celentano è spettato poi l'onore di consegnare il Leone d'oro alla carriera al regista Ermanno Olmi che ha raccontato la civiltà contadina in un capolavoro "L'albero degli zoccoli". Olmi-Celentano, una strana coppia unita dall'impegno per l'ecologia, le origini e lo spirito religioso. "Sono affascinato da Gesù, questo lo sanno anche le formiche. Credo che sia l'unico riferimento per l'uomo", spiega ai microfoni del Tg5 il cantante, non nascondendo il suo desiderio di girare un film sulla resurrezione di Cristo, mentre sul fronte della musica Celentano annuncia un nuovo disco con due inediti, uno dei quali farà scoppiare molte polemiche. Dal mondo dello spettacolo a quello dell'economia il passo è breve, appena 20 secondi distaccano Raffaele Bonanni da Celentano; in primo piano la trattativa tra Governo e sindacati per il futuro dell'Alitalia. Secondo il segretario generale della Cisl ora bisogna trovare gli ammortizzatori necessari per i lavoratori e riprendere alcune rotte che la compagnia aveva abbandonato. Con la terza posizione saliamo invece al Quirinale, dove il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto gli atleti azzurri che hanno partecipato alle Olimpiadi. Il capo dello Stato ha fatto loro i complimenti, "E' stata una emozione vedere salire in alto il tricolore", ha detto durante il suo discorso. Un ringraziamento particolare lo ha rivolto alle atlete donne "Le nostre atlete hanno saputo affermarsi nei giochi, le mamme hanno mostrato di saper combinare l'affetto per i propri figli con la passione sportiva". Al quarto gradino incontriamo Luca Telese, ospite in studio al TgLa7. Il giornalista commenta le principali news della giornata, dalle elezioni americane al morbo di Lou Gehrig nel calcio, dal piano di rilancio Alitalia al precariato in Italia. Mentre solo a metà classifica è la volta del premier Silvio Berlusconi tornato a Napoli per fare il punto sul tema rifiuti e poi a Roma per ricevere gli atleti olimpici a Villa Madama. Dietro Berlusconi si fa sentire il sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani, che in un collegamento in diretta con il Tg4 parla con soddisfazione dei primi 100 giorni di Governo, affermando che gli interventi realizzati sono stati riconosciuti e apprezzati anche dall'opinione pubblica. Chiudono la top ten il meteorologo Daniele Izzo e Nicoletta Mantovani. Ad un anno dalla morte di Pavarotti, la vedova ricorda con tenerezza il tenore, "Da lui ho imparato a non giudicare mai, neanche quando gli eventi te lo impongono". Il 16 ottobre al Vittoriano sarà inaugurata la mostra "Luciano Pavarotti, l'uomo che emozionò il mondo".

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ALITALIA, INSORGONO PILOTI E HOSTESS (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 09-09-2008)

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Chiesto un tavolo separato. Il commissario antitrust di Bruxelles: aiuti di Stato, situazione da seguire Alitalia, insorgono piloti e hostess "Con il nuovo contratto ci massacrano". Insolvenza, indaga la Procura Alitalia: hostess e piloti non ci stanno e abbandonano il tavolo. Irricevibile la proposta dell'ad della nuova compagnia di un contratto unico, uguale per tutti (personale di terra, piloti e assistenti di volo). E che prevede tagli, riposi ridotti e niente quattordicesima. Fronte giudiziario: dopo la dichiarazione di insolvenza la Procura esamina i bilanci degli ultimi anni. FRANZESE E SANTONASTASO ALLE PAGINE 2 E 3.

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Alitalia: piano salvataggio all'esame Ue (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 09-09-2008)

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Strategia Air France: proposta quota minoritaria di Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 09-09-2008)

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Alitalia, la rivolta dei piloti (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 09-09-2008)

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I sindacati bocciano il nuovo contratto: "E' un massacro, meglio Air France o il tribunale". Ferie e riposi nel mirino Alitalia, la rivolta dei piloti Il salvataggio dei colossi dei mutui Usa spinge le Borse. L'Europa recupera 200 miliardi.

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