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DOSSIER “ALITALIA”

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T ARTICOLI DEL 8 settembre 2008       #TOP


IN EVIDENZA

Piloti e assistenti di volo bocciano la proposta illustrata dall'ad Sabelli al Ministero del Lavoro: «Irricevibile, ci massacrano»

sit-in davanti alla sede: «meglio air france o il tribunale»

Alitalia, sindacati respingono contratto Cai

ROMA - «Irricevibile». La proposta di rinnovo contrattuale illustrata dalla Compagnia aerea italiana (Cai) viene rispedita al mittente da piloti e assistenti di volo. Al tavolo della trattativa al Ministero del Lavoro, Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia e Sdl hanno detto no alla proposta illustrata dall'ad di Cai, Rocco Sabelli.

«PILOTI MASSACRATI» - Secondo l'associazione dei piloti (Anpac) la proposta «è assolutamente irricevibile perché è proprio l'impostazione a impedire di proseguire, al di là dei contenuti degli specifici pezzi di normativa». Il presidente dell'Unione piloti Massimo Notaro è dello stesso avviso: «I piloti ne uscirebbero massacrati. Serve una profonda riflessione da parte della Cai e uno sforzo serio se si vuole arrivare a una soluzione positiva che al momento appare molto lontana». Secondo il segretario Ugl ai Trasporti, Roberto Panella, «la discontinuità rispetto al passato non si può tradurre in mortificazione dei lavoratori. Cai ha diritto di disegnare da sola il piano industriale ma il contratto nazionale si negozia con il sindacato. Ci aspettiamo di poter migliorare un impianto che per ora nega specificità e professionalità».

«MEGLIO IL TRIBUNALE» - Davanti al Ministero del Lavoro è stato organizzato un sit-in in particolare di assistenti di volo di Alitalia (un'ottantina secondo la polizia), secondo i quali è «meglio Air France o portare i libri in tribunale, non bisogna firmare». Tra l'altro, si parla di mobilità territoriale per cui - secondo quanto hanno spiegato alcuni sindacalisti ai lavoratori - il personale e gli aerei verrebbero spostati dove servono, le retribuzioni sarebbero collegate a quanto si lavora, tutto sarebbe quindi basato sulla produttività.

FASCICOLO IN PROCURA - Intanto la Procura di Roma ha aperto un fascicolo dopo la dichiarazione di insolvenza dell'Alitalia decretata dal Tribunale civile. Non ci sono ipotesi di reato né indagati. Non è escluso che gli inquirenti possano sentire come testimoni il commissario di Alitalia, Augusto Fantozzi, e l'advisor dell'operazione Fenice, Corrado Passera.



Report "Alitalia 2"

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Alitalia 2 (49)


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Sezione principale: Alitalia 2

Dialogo? La priorità dei politici non è il bene comune ( da "Secolo XIX, Il" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: impegno diretto della propria presidente Emma Marcegaglia la bufala dei campioni nazionali che salvano Alitalia. Ma anche qui l'obiettivo è un altro: piatto ricco mi ci ficco. Per una parte del Paese. Per quelli che sono rimasti fuori dai giri che contano, il messaggio è totalmente diverso: non c'è trippa per gatti. Pierfranco Pellizzetti è opinionista di Micromega.

Epifani sfida Marcegaglia: <Sui contratti rifiutiamo ultimatum> ( da "Secolo XIX, Il" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Critico anche sulla crisi Alitalia: "Non c'è trasparenza sul numero degli esuberi". E' un'offensiva a tutto campo, quella della Cgil, che parte dai contratti e coinvolge le scelte del governo. Sulla riforma dei contratti pesa il diktat della Marcegaglia: "Entro la fine del mese firmiamo con chi ci sta".

Veltroni alla prova nella tana del lupo "industriali attenti, berlusconi sbaglia" - goffredo de marchis ( da "Repubblica, La" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Doveva essere la controprova di quello che Berlusconi proclama ai quattro venti e la cordata Alitalia ha dimostrato con una certa forza: popolarità ai massimi per l'esecutivo e una classe imprenditoriale ipnotizzata dalle mosse del governo. In questa cornice Veltroni si è presentato con le sue proposte, ha avuto ascolto e "attenzione".

Tremonti assicura: "l'ici non tornerà" ma an boccia le nuove tasse sulla casa - giovanni pons ( da "Repubblica, La" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che si dileguava da Villa d'Este dopo aver rilasciato dichiarazioni di fuoco su Alitalia ("il dossier sarà presto sul tavolo della magistratura"). Prima, durante il seminario a porte chiuse, Tremonti e il numero uno del Pd Walter Veltroni si sono trovati d'accordo su un tema di respiro europeo: lo sviluppo delle infrastrutture.

Pd fuori sintonia quella strana lingua che i militanti non riconoscono - vittorio coletti ( da "Repubblica, La" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: imbroglio Alitalia su tutti), a un calcolato silenzio sull'appassionante tema di che farà Tullo. E tuttavia era evidente che, nonostante la buona atmosfera, c'era ancora una certa distanza tra i due leader e i loro ascoltatori. Quando parlavano, con franchezza e passione, Pinotti o Letta, mi chiedevo che cosa induceva la signora che mi sedeva accanto a mantenere,

Meno cara e senza stop così l'alta velocità lancia la sfida all'aereo - luca iezzi ( da "Repubblica, La" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La concorrenza Alitalia e AirOne, grazie ai voli concomitanti, permette ancora di strappare una prenotazione dell'ultimo minuto (ad esempio per il volo di questa mattina alle 9,10) a soli 107 euro con Alitalia. Con AirOne si sale fino a 246 euro. Tanto più i manager di Cai terranno i biglietti nella fascia alta delle tariffe attuali (o peggio la supereranno)

Le fs: ruberemo clienti ad alitalia - sara bennewitz ( da "Repubblica, La" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è neppure trasparenza sul piano: serve un equilibrio tra il rapporto di quanto costa ai cittadini il salvataggio di Alitalia, quanto ci vuole per il rilancio e la difesa dell'occupazione. In caso contrario si dà troppo vantaggio ai privati e poco al sistema della collettività e non si lavora davvero per salvare Alitalia".

Fantozzi: niente spazio nella bad company per manutenzione pesante, call center e cargo ( da "Repubblica, La" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: In una intervista al Sole 24 Ore il commissario di Alitalia, Augusto Fantozzi, fa il punto della situazione, dicendosi ottimista sulla trattativa per gli esuberi. Fantozzi riassume l'offerta fatta dalla cordata della Compagnia Aerea Italiana e affronta il delicato nodo della nuova società pronta a prendere la cloche della Magliana: "Il perimetro che Cai intende acquistare,

Alitalia senza enti locali? Ma l'Abruzzo diventa azionista La Finanziaria di partecipazioni e servizi è tra i soci della newco. Fantozzi avverte: in cassa ci sono solo 50 milioni d ( da "Unita, L'" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia senza enti locali? Ma l'Abruzzo diventa azionista La "Finanziaria di partecipazioni e servizi" è tra i soci della newco. Fantozzi avverte: in cassa ci sono solo 50 milioni di euro / Roma Solo due giorni fa Corrado Passera aveva sbattuto la porta in faccia al governatore del Lazio Piero Marrazzo: "Nella nuova Alitalia nessun socio pubblico"

Visco: i poveri pagheranno più tasse dei ricchi ( da "Unita, L'" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Passiamo ad Alitalia: anche lei voleva fare una bad company e una newco. Come Berlusconi? "Il mio piano era diverso per un fatto fondamentale: che l'azionariato di newco e bad company rimaneva lo stesso. Il 49% restava allo stato. Era stata una proposta di Micheli che avevo appoggiato.

I privati stanno facendo un affare con Alitalia Stimo Colaninno e Sabelli, ma la proposta di Air France era migliore su tutti i fronti ( da "Unita, L'" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "I privati stanno facendo un affare con Alitalia Stimo Colaninno e Sabelli, ma la proposta di Air France era migliore su tutti i fronti".

Per Alitalia anch'io avevo pensato a una bad company e a una newco, ma con la presenza dello Stato ( da "Unita, L'" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "Per Alitalia anch'io avevo pensato a una bad company e a una newco, ma con la presenza dello Stato".

Contratti, strada tortuosa verso l'accordo Epifani: non firmiamo a qualsiasi costo. Tremonti avverte: non c'è un euro disponibile ( da "Unita, L'" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: da Alitalia a Telecom, dalle piccole crisi di una infinità di piccole medie aziende. Confindustria lo sa bene e ha solo da temere conflittualità. Epifani vorrebbe chiudere con un passo importante: una riforma contrattuale condivisa, in pace, sarebbe un bella eredità, prima di tentare l'avventura di parlamentare europeo.

La lotta su Youtube ( da "Unita, L'" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pensate a Youtube invaso da migliaia di video realizzati da piloti e hostess dell'Alitalia. Oppure a cortei del personale di volo e di terra per una volta privato non solo delle proprie divise ma anche dei propri indumenti intimi. E tra loro in prima fila i tanti precari che affollano Fiumicino e che nella trattativa in corso saranno i primi a lasciarci le penne.

Tremonti: <Prima casa senza tasse> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia". LA MANOVRA Altra misura rivendicata da Tremonti è poi quella di "avere anticipato prima dell'estate e stabilizzato per tre anni, per la prima volta in Italia e come si fa in Europa, il bilancio, cioè la legge finanziaria". Sulla manovra poi Tremonti respinge la definizione di una Finanziaria rivolta solo al rigore e non allo sviluppo.

Veltroni ci riprova e svolta. A sinistra, con moderazione ( da "Manifesto, Il" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. Immigrazione: e qui arriva la sterzata. Cita gli emigranti italiani, dice che non si deve "fare agli altri quello che non vorresti fosse stato fatto a te", attacca il suo successore al Campidoglio Gianni Alemanno "che i romani chiamano Retromanno", chiede che con chi viene in Italia sia usato "il pugno di ferro nei casi di criminalità"

DEMOCRATICI ( da "Manifesto, Il" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia e dalla parte degli immigrati. Poi si difende dalle accuse di Parisi e fissa l'ultimatum per D'Alema: "Se vuol dare una mano va bene, ma lasci perdere il tesseramento parallelo". IO ULIVISTA N.2 "Quando sento parlare gli ulivisti - si difende Veltroni - vorrei ricordare che io ho la tessera numero due dell'Ulivo,

Il banchiere è liberista ma si sceglie gli investitori ( da "Manifesto, Il" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia non entreranno soci pubblici". Corrado Passera, a.d. di IntesaSanPaolo, advisor che sta curando il piano di rilancio della compagnia di bandiera, ci ha tenuto a chiarire questo passaggio. Tutti - i presenti a Cernobbio tanto quanto gli addetti ai lavori più esotici - avrebbero dovuto capire che si riferiva alle avances proposte nei giorni scorsi dalla Regione Lazio e dalla

Passera: non passa lo straniero. E neanche la Regione Lazio ( da "Manifesto, Il" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALITALIA Passera: non passa lo straniero. E neanche la Regione Lazio Per la nuova Alitalia si vola alto e niente chiacchiere. L'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Corrado Passera ha detto due no con l'obiettivo intanto di far decollare la nuova società, per il futuro si vedrà.

CATANIA - Le 26 scuole di ballo cittadine hanno aderito ad un "Dance attack" di 4 ore cont ( da "Messaggero, Il" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Insomma il dissesto di Catania è pari ad un terzo di quello di Alitalia ed è il triplo del buco della Sanità abruzzese. "Siamo sull' orlo del baratro- ha ammesso dopo la funzione religiosa il neosindaco Stancanelli- dovremo fallire se il Governo nazionale non ci darà una mano. L'ho detto al presidente Berlusconi traendone la convinzioni che Palazzo Chigi qualcosa farà".

Dal nostro inviato CERNOBBIO - Due ore di faccia a faccia non sono bastate ad ( da "Messaggero, Il" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Epifani ieri ha voluto ribadire che il suo sindacato non intende firmare "a prescindere", sui contratti come su Alitalia. Ma non sembrano esserci molti margini per allungare la trattativa oltre la scadenza del 30 settembre. Il governo non auspica un accordo separato ma non intende nemmeno accettare veti, ha ammonito il ministro dello Sviluppo economico Scajola.

Moratti-Berlusconi Oggi vertice sull'Expo ( da "Corriere della Sera" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Sono due le emergenze che il sindaco affronterà con il premier: Expo e Alitalia. E anche un nodo politico, le esternazioni del sindaco sui giornali: "Governo distratto", "Adesso non vorrei lo scippo dell'Expo". Sulla questione Alitalia, la Moratti ribadirà la necessità che Malpensa torni ad essere un hub e ancora di più in occasione dell'Expo.

Oggi ad Arcore ( da "Corriere della Sera" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la trasformazione di Milano in città globale, secondo la Moratti Il dopo Alitalia Malpensa resti un hub. è questa la richiesta del sindaco. Pronta anche a fare delle concessioni, a partire dal recupero degli esuberi di Alitalia, ma a patto che Malpensa torni a essere un hub in grado di soddisfare la richiesta di turisti per Expo.

Berlusconi-Moratti, vertice per sbloccare l'Expo ( da "Corriere della Sera" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Milano pronta ad assorbire gli esuberi di Alitalia Oggi possibile vertice tra Silvio Berlusconi e Letizia Moratti ad Arcore. I mediatori azzurri sono al lavoro per sminare il terreno dalle polemiche di queste ultime settimane. Oggi, i vertici azzurri andranno in avanscoperta ad Arcore per sondare gli umori del premier.

OBBLIGATO ( da "Corriere della Sera" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: proporre soluzioni per rifiuti e Alitalia, dialogare sempre più fittamente con l'establishment e ne traggono la conseguenza che la risposta non può consistere nella somma tra petizione "salva l'Italia" e manifestazione del 25 ottobre. Sono maturate così negli ultimi giorni scelte importanti: Fassino ha appoggiato l'azione del ministro Franco Frattini nella crisi georgiana,

Tra Confindustria e Cgil adesso prove di disgelo ( da "Corriere della Sera" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Resta poi ancora aperto il nodo esuberi Alitalia: "Sono 3.000 o 7.000? Non c'è ancora chiarezza ", ha detto il leader Cgil. "Non c'è nessun ultimatum" ha chiarito Emma Marcegaglia alla platea del workshop Ambrosetti, ribadendo che "bisogna dare più spazio ai contratti aziendali perché gli aumenti salariali senza aumenti di produttività non sono più sostenibili "

Meglio la cordata italiana o vendere a Air France? Gli italiani preferiscono il piano Colaninno ( da "Corriere della Sera" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Gli italiani preferiscono il piano Colaninno La vicenda Alitalia costituisce un passaggio cruciale nella vita del Paese. Per almeno tre ordini di ragioni. In primo luogo, ovviamente, dal punto di vista della vita economica: il settore del trasporto aereo può rappresentare un asset fondamentale nello sviluppo di una nazione.

I <sinceri democratici> contro Sarah Palin ( da "Giornale.it, Il" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia ad Air France. Chi li capisce? Certo non gli elettori, che seguitano a darsi alla fuga. L'accusa mossa a Sarah Palin di essere al tempo stesso pro life e pro pena capitale è pura cretineria: la contraddizione, infatti, potrebbe valere anche per l'altro campo, per i "sinceri democratici" contrari alla pena di morte ma favorevoli ad uccidere una vita in grembo.

<La Moratti stia pure tranquilla il governo non trascura l'Expo> ( da "Giornale.it, Il" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: i milanesi continuano a pagare quel debito con interessi a tasso variabile e i soci della nuova Alitalia non vogliono Penati. Ma c'è ancora un dettaglio". Vada avanti. "Penati è davvero dottor Jekyll e mister Hyde. Oggi vagheggia di un posto nel cda di Alitalia, ieri denunciava che "il rilancio dello scalo milanese ha successo se lo si sgancia dai destini di Alitalia".

Tremonti: <La prima casa resta detassata> ( da "Giornale.it, Il" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pensiamo di aver messo a posto l'Alitalia. E, soprattutto, abbiamo anticipato a prima dell'estate e stabilizzato per tre anni il bilancio, cioè la finanziaria, come si fa in Europa". E in Italia, ricorda, "è la prima volta che accade". Anche per questo - insiste Tremonti - a chi sostiene che tra il governo e gli italiani sia "finita la luna di miele,

La sfida di Moretti: vuol strappare 4 milioni di passeggeri agli aerei ( da "Giornale.it, Il" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: conta di strappare ad Alitalia, Air One e alle low cost aeree nel ricco bacino di chi si muove tra Milano e Roma. Oggi la quota di mercato delle Ferrovie, su un totale stimato in 8 milioni di passeggeri, "è del 10-12%", ha detto Moretti a Cernobbio. Con il lancio dell'Alta velocità "salirà al 60 e anche oltre nel giro di un anno e mezzo,

Alitalia, da oggi confronto decisivo con i sindacati ( da "Giornale.it, Il" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 15 Alitalia, da oggi confronto decisivo con i sindacati di Redazione Giornate decisive per Alitalia: questa mattina Cai e sindacati si ritroveranno al ministero del Lavoro per riprendere il confronto che si deve chiudere entro giovedì. "Nell'incontro - spiega Claudio Genovesi (Fit-Cisl) - tratteremo con la Cai il tema delle relazioni industriali e dei contratti di lavoro mentre,

<Moratti, basta critiche al governo> ( da "Giornale.it, Il" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Podestà ribadisce di essere pronto a "sfidare Filippo Penati per la corsa a Palazzo Isimbardi": "Non ho alcun timore a misurarmi contro chi per quattro e passa anni non ha mai rispettato gli impegni presi con gli elettori". E dell'uscita di Penati su Alitalia commenta: "È l'ennesimo bluff". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Quello strano virus della Capitale ( da "Giornale.it, Il" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: nessun lombardo mostra ansia per il ritardo che si accumula sulle decisioni necessarie per far partire le opere per l'Expo: organismi operativi e ruoli di comando. Intanto l'aspetto più importante della vicenda Alitalia sembra per tutti il numero degli "esuberi", romani, trascurando (...) © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Ora la Cai è abilitata al decollo ( da "Opinione, L'" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: preliminare al commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, per l'acquisto di alcuni asset di Alitalia. A Roma intanto il commissario Fantozzi, ha reso noto che "Il tribunale ha depositato la sentenza sull'accertamento dell'insolvenza di Alitalia" e ha aggiunto "ora si va avanti" spiegando che entro la fine di questo mese si sarà sciolto anche il nodo del partner estero.

BERLUSCONI IN TV BATTE CELENTANO ( da "Opinione, L'" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Dal numero uno del Governo arrivano anche commenti sul caso Alitalia ?"Le critiche del Pd sul piano Alitalia? Si commentano da sole, sono prive di ogni fondamento"- e sul problema del tifo violento ?"Per il teppismo negli stadi ci vuole tolleranza zero, come è stato fatto in Gran Bretagna". Al secondo gradino della graduatoria del tempo di parola troviamo Adriano Celentano,

NUOVA ALITALIA , PRIMI PALETTI DEL COMMISSARIO ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ordine del giorno della no stop al ministero del Welfare sulla "nuova Alitalia" c'è il tema degli esuberi, finora solo sfiorato, o meglio evitato, dal governo, preoccupato di ottenere dai sindacati i primi sì al piano industriale. Sui numeri lo scontro appare inevitabile: ieri a Cernobbio il leader della Cgil Guglielmo Epifani chiede chiarezza.

Piloti e hostess bocciano la proposta di contratto Dichiarazione di insolvenza, aperta un'inchiesta ( da "Quotidiano.net" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Intanto la Procura ha apero un fascicolo sulla dichiarazione di insolvenza di Alitalia Roma, 8 settembre 2008 - E' di nuovo scontro sulla nuova Alitalia. E' ''irricevibile'' per i piloti e gli assistenti di volo la proposta di rinnovo contrattuale illustrata oggi dalla Compagnia aerea italiana (Cai).Al tavolo della trattativa al ministero del Lavoro, Anpac, Unione Piloti, Anpav,

Scuola, chi ha paura della Gelmini ( da "Giornale.it, Il" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: contrordine compagni - 1 Emails Ultime News Alitalia, i piloti: "Contratto irricevibile" Insolvenza, procura apre un'inchiestaScuola, Berlusconi difende la GelminiMutui, Bush nazionalizza E le Borse volanoAl Zawahiri in un video attacca Iran e HezbollahFascismo: Alemanno spiega, Veltroni si dimette La Russa: rispetto per Salò.

Alitalia: piloti e assistenti di volo "proposta irricevibile" ( da "Voce d'Italia, La" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Cronaca Articoli correlati: *Alitalia, proposta di Air France bloccata da Passera *Alitalia: "L'operazione non ha i requisiti di mercato" *Alitalia: protesta dell'Atitech Guarda tutti i correlati.

Esuberi? Più concorrenza ( da "EUROPA ON-LINE" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ultimo atto del salvataggio Alitalia. Tra leggi ad hoc, un odore intenso di conflitto di interessi e ingenti oneri per i cittadini italiani, è emersa una novità importante: la nuova Alitalia sarà una compagnia regionale concentrata sulle tratte interne più redditizie, dove avrà una posizione quasi monopolistica, e su poche rotte internazionali.

Pd, sindaci e governatori chiedono spazio al partito ( da "EUROPA ON-LINE" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il caso Alitalia segna la nuova frontiera della discussione Pd, sindaci e governatori chiedono spazio al partito Marrazzo e gli altri: fateci fare, siamo noi che presidiamo il territorio Il caso Alitalia è uno spartiacque, anche per il Pd. Lo strappo di Marrazzo e Penati, che si sono detti disponibili a entrare nel capitale della nuova compagnia,

Pd tra rigore e convenienza ( da "EUROPA ON-LINE" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Basta la televisione per questo, per Alitalia, per gli accordi libici, per la spazzatura, per tutto. La televisione in luogo del parlamento... Per chi pensa che l'accordo sia un valore in sé, indipendentemente dal tragitto per arrivarci, non resta che adeguarsi: è una riforma anche quella della giustizia, dopotutto.

Rutelli corregge "Bartali" Parisi: critichiamo il governo ( da "EUROPA ON-LINE" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Dall'economia all'Alitalia, alla "nuova Ica" ("la tassa Calderoli"), il bilancio del Cavaliere è più che negativo. E il Pd che fa? Litiga, si fa ipnotizzare, "quotidianamente alcuni si sono specializzati nell'aprire un fronte polemico". Invece si tratta di imporre "una diversa agenda".

Si tratta al buio. Il boccino in mano alle banche ( da "EUROPA ON-LINE" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALITALIA SACCONI: NESSUNA VENDITA AD AIR FRANCE. MA ENTRO FINE MESE SI DECIDE IL PARTNER INTERNAZIONALE Si tratta al buio. Il boccino in mano alle banche RAFFAELLA CASCIOLI Tra cinque giorni la nuova Alitalia atterra in parlamento. Mercoledì prossimo il ministro dell'economia, Giulio Tremonti, è infatti atteso alla camera e,

Amministratori alla carica ( da "EUROPA ON-LINE" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Proprio a cominciare dalla vicenda Alitalia, come spiega il segretario regionale lombardo, Maurizio Martina: "L'atteggiamento di Penati e una forte opposizione all'operazione Alitalia non sono due cose che viaggiano su binari differenti. Da una parte, non si può che dire tutto il male possibile del salvataggio Alitalia.

Piloti e hostess bocciano il piano Insolvenza, procura apre un'inchiesta ( da "Quotidiano.net" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Intanto la Procura ha apero un fascicolo sulla dichiarazione di insolvenza di Alitalia Roma, 8 settembre 2008 - E' di nuovo scontro sulla nuova Alitalia. E' ''irricevibile'' per i piloti e gli assistenti di volo la proposta di rinnovo contrattuale illustrata oggi dalla Compagnia aerea italiana (Cai).Al tavolo della trattativa al ministero del Lavoro, Anpac, Unione Piloti, Anpav,

I piloti lasciano le trattative e chiedono alla Cai di aprire un tavolo separato dalle altre categorie ( da "Quotidiano.net" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dichiarazione di insolvenza di Alitalia Roma, 8 settembre 2008 - I piloti di Anpac e Up hanno lasciato il tavolo tra i sindacati di Alitalia e la Compagnia aerea italiana (Cai) sulla proposta contrattuale per i dipendenti della nuova Alitalia. Le due sigle sottolineano che non si tratta di una "rottura" ma chiedono alla Cai di aprire un tavolo separato per discutere il contratto dei piloti,

CON FANNIE E FREDDIE L'ALITALIA NON C'ENTRA ( da "Stampa, La" del 08-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ma come si è arrivati alla crisi di Fannie Mae e Freddie Mac e di Alitalia? Qui sta l'unico possibile parallelo. Le perdite di Fannie Mae e Freddie Mac, come quelle di Alitalia, sono dovute alla protezione dalla concorrenza di mercato loro concessa dai rispettivi governi. La vicenda di Alitalia è tristemente nota: gestione il più possibile protetta dalla concorrenza,


Articoli

Dialogo? La priorità dei politici non è il bene comune (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 08-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pierfranco pellizzetti "Al Paese serve il dialogo", scrive Luigi Leone nel suo fondo domenicale. Ragionevole, vista la situazione abbastanza drammatica in cui ci troviamo. Pure realistico? È qui che cominciano le dolenti note. Perché il ragionamento ruota attorno a una premessa non necessariamente scontata: ossia che gli attori politici avrebbero come priorità personale il bene comune. Ne siamo cosi sicuri? Infatti, quando si ragiona in termini di comportamento razionale è buona norma domandarsi: razionale rispetto a che cosa? Altrimenti si rischiano clamorosi abbagli. Un esempio tra i tanti: da sinistra risuonano ricorrenti appelli all'unità che non partoriscono mai nulla di concreto. Irrazionale? Certamente rispetto all'obiettivo dichiarato (dare più forza alle istanze comuni), molto meno se si considera la questione dal punto di vista dei singoli attori, la cui attesa è quella di promuovere se stessi. E, per farlo, devono competere con i soggetti politicamente più vicini, che - tutto sommato- stazionano attorno ad analoghi bacini di consenso; dunque sono loro i più temibili concorrenti (i "nemici"), non i potenziali partner. Ad esempio, in Regione Liguria il Marco Nesci rifondarolo tenderà a fare le forche al comunista italiano Enrico Vesco, mica al post fascista Gianni Plinio. Le cui rispettive lontananze siderali, per quanto riguarda le aree politiche di riferimento, li rendono - di fatto - reciprocamente neutrali. Seguendo questa logica veniamo all'ipotesi di collaborazione tra governo e opposizione a livello nazionale. Qual è il vero obiettivo di Berlusconi? Quello di ogni politico: accrescere la propria forza. Operazione che si realizza consolidando una clientela elettorale la più ampia possibile. Nel suo caso, rappresentata dal blocco storico in formazione degli impauriti e dei possidenti. Agli impauriti (cioè le persone cui anni di indottrinamento a mezzo televisioni fanno vedere minacce incombenti dietro ogni angolo) si offre un po' di fiction: soldati a far ronde per le strade, l'occultamento della spazzatura napoletana sotto i tappeti, muso duro contro ogni ipotesi di voto amministrativo per gli extracomunitari ormai inseriti? Ai possidenti si garantisce che nessuno toccherà loro "la roba" e si abolisce l'Ici. Ed è qui che nasce oggi il conflitto con la Lega, il cui radicamento è un po' diverso e privilegia le reti di relazione sui territori annodate dai sindaci bossiani delle Prealpi. Cui l'abolizione dell'Ici ha recato un danno irreparabile. Se questo è il quadro, l'opposizione - per essere dialogante - dovrebbe dichiararsi disponibile ad avallare scelte che assecondino gli interessa tutelati dalla maggioranza, dal Pdl. Un po' difficile anche per un Partito democratico in stato confusionale, che non ha saputo ancora definire quali siano i gruppi sociali cui rivolgersi. Tanto per dire, l'attuale pulizia etnica in corso nella scuola italiana, se da un lato dimostra lo scarso peso in termini di influenza di quel mondo, dall'altro testimonia che - accantonate le chiacchiere di maniera - i riformisti non sono mai stati effettivamente interessati a offrire sponde politiche di sostegno all'istituzione educativa. In ogni caso - al massimo - il Pd è in grado di accettare l'idea subalterna dell'opposizione ragionevole, inculcatagli dalla potente opera di lavaggio del cervello da parte delle bocche da fuoco propagandistiche berlusconiane (l'idea - come scriveva recentemente Nadia Urbinati- che il suo compito sarebbe quello di "essere funzionale alla maggioranza, diventare un'opposizione gradita alla maggioranza"). Processo di sottomissione che - tra l'altro - ha trovato elementi rafforzativi nel buonismo ( autolesionisticamente) tattico di Valter Veltroni. Quindi, il dialogo deve limitarsi alle soglie della cerimonialità. Certo non può diventare effettive politiche di risanamento e rilancio. Che non trovano nel Paese referenti sociali significativi. A partire da Confindustria pronta ad avallare con l'impegno diretto della propria presidente Emma Marcegaglia la bufala dei campioni nazionali che salvano Alitalia. Ma anche qui l'obiettivo è un altro: piatto ricco mi ci ficco. Per una parte del Paese. Per quelli che sono rimasti fuori dai giri che contano, il messaggio è totalmente diverso: non c'è trippa per gatti. Pierfranco Pellizzetti è opinionista di Micromega. 08/09/2008.

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Epifani sfida Marcegaglia: <Sui contratti rifiutiamo ultimatum> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 08-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Epifani sfida Marcegaglia: "Sui contratti rifiutiamo ultimatum" workshop di cernobbio Vertice fra il leader Cgil e il presidente degli industriali. Il ministro Tremonti: "Il governo farà più del previsto" 08/09/2008 Roma. Alla Confindustria spiega cosa non è disposto ad accettare: "Basta con gli ultimatum. Non firmiamo un accordo a prescindere". Al governo di Silvio Berlusconi rinfaccia di non occuparsi di "salari e pensioni" e anche di mettere in ginocchio la scuola. Sbarcato a Cernobbio, fra ministri e big della finanza, il leader della Cgil Guglielmo Epifani dà fiato alle trombe e minaccia una protesta "molto estesa" se il governo con cambierà rotta. Un faccia a faccia di circa due ore con il presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia, sulla riforma dei contratti non sblocca la situazione di stallo e apre solo uno spiraglio nel confronto con gli industriali che rimane tutto in salita. Ma il bersaglio principale del sindacalista è il governo, incarnato in sala da un drappello di ministri. A Giulio Tremonti, a Claudio Scajola e a Maria Stella Gelimini consegna una dichiarazione di guerra da recapitare la Cavaliere: "Se il governo non cambia la sua politica su salari, pensioni e fisco, il sindacato, la Cgil in particolare, non potrà stare fermo ma chiederà le cose che servono al Paese". Si va verso un autunno "delicato", prevede Epifani. Critico anche sulla crisi Alitalia: "Non c'è trasparenza sul numero degli esuberi". E' un'offensiva a tutto campo, quella della Cgil, che parte dai contratti e coinvolge le scelte del governo. Sulla riforma dei contratti pesa il diktat della Marcegaglia: "Entro la fine del mese firmiamo con chi ci sta". Confindustria, Cisl e Uil vogliono rispettare la scadenza fissata a suo tempo dalle parti. La Cgil invece non considera tassativa la data del 30 settembre per chiudere la partita. E anche nel governo prevale la spinta per tagliare in fretta il traguardo. Se il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi è per la linea dura, anche il titolare dello Sviluppo economico avverte che il tempo sta per scadere pure augurandosi sotto l'intesa sui contratti ci sia la firma della Cgil: "Il governo non auspica accordi separati. Tutti devono però assumersi le loro responsabilità, senza diritti di veto", puntualizza il ministro Scajola. Ma il clima resta teso: l'accordo non sembra a portata di mano. "E' inopportuno lanciare ultimatum. Bisogna continuare a trattare perché su molti punti non c'è una visione condivisa", replica Epifani a chi gli mette fretta. Il lungo colloquio a Villa d'Este con la presidente di Confindustria è un passo avanti ma non riesce a spianare la strada del confronto e a piegare le resistenze della Cgil. Il rischio di una rottura è concreto, anche con Cisl e Uil: l'accordo separato sui contratti paventato da Scajola sarà il convitato di pietra delle prossime tre settimane di negoziato, nonostante l'esecutivo sia pronto a fare la sua parte per uscire dallo stallo. "Ci saranno interventi sia per rilanciare la crescita sia per rilanciare il potere d'acquisto. E appena le parti troveranno l'accordo sarà confermata anche la detassazione degli straordinari", dice Scajola. "Firmeremo solo se ci sono le condizioni che rispondono alle richieste dei sindacati", s'impunta Epifani. Non c'è solo il fronte caldo dei contratti. Tocca quindi a Tremonti difendere la politica del governo dagli attacchi di Epifani e dalle critiche del leader del Pd, Walter Veltroni, ospite anche lui al workshop di Cernobbio. "Il governo ha fatto quello che si poteva fare. La manovra tiene sotto controllo il deficit. E quando ci sarà del Pil da dividere, i primi a beneficiarne saranno quelli che hanno più bisogno. Da qui a cinque anni, il Paese sarà più forte di prima e degli altri", incalza il ministro. Quanto al tasto dolente dello sviluppo, su cui battono i critici, Tremonti annuncia che al prossimo Ecofin proporrà ai partner europei una Cassa depositi e prestiti formato Ue per finanziare gli investimenti. E poi: "Lo sviluppo non è fatto solo dalle lenzuolate. E' più importante la liberalizzazione di taxi e notai o fare una centrale nucleare?", si chiede Tremonti. Veltroni non condivide: "Il Paese è fermo. E' in una situazione molto difficile. Non vedo all'orizzonte un traino allo sviluppo. Ci vuole una strategia d'attacco per rimuovere questo blocco". Tremonti è convinto invece che il governo stia facendo le cose giuste. Alla Cgil che è sul piede di guerra e al Pd critico sulla ricetta anti-crisi, il ministro replica tranquillo: "La luna di miele è finita? Macchè, noi puntiamo alle nozze d'argento". Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 08/09/2008.

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Veltroni alla prova nella tana del lupo "industriali attenti, berlusconi sbaglia" - goffredo de marchis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 08-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il leader del Pd è intervenuto al forum di Cernobbio, davanti a industriali, banchieri e ministri Veltroni alla prova nella tana del lupo "Industriali attenti, Berlusconi sbaglia" Strappa l'applauso parlando della "semplificazione" della politica portata dal Pd "I sondaggi ci danno al 30%? Significa che esiste una solida base democratica" GOFFREDO DE MARCHIS DAL NOSTRO INVIATO CERNOBBIO - E' finita così: Walter Veltroni, Piero Fassino e Guglielmo Epifani si sono trovati soli a consumare un pranzo veloce nel patio di Villa d'Este affacciato sul lago di Como. Quasi la fotografia di un'opposizione alla ricerca di un ruolo nella terza era berlusconiana mentre accanto a loro l'invasione di ministri del governo Berlusconi (Tremonti, Scajola, Gelmini.) mangiava accanto a banchieri, imprenditori, economisti ospiti del primo workshop Ambrosetti dopo il ritorno del Cavaliere a Palazzo Chigi. Forse è tutta colpa del piccolo tavolo da quattro scelto dai leader del Pd e della Cgil, non c'era molto spazio per i rapporti sociali. Perché in realtà Epifani ha parlato un po' con tutti, cominciando dalla presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. Fassino idem. E Veltroni ha strappato persino un irrituale applauso durante il seminario a porte chiuse quando si è preso il merito "della semplificazione politica introdotta con la nascita del Partito democratico". Doveva essere la controprova di quello che Berlusconi proclama ai quattro venti e la cordata Alitalia ha dimostrato con una certa forza: popolarità ai massimi per l'esecutivo e una classe imprenditoriale ipnotizzata dalle mosse del governo. In questa cornice Veltroni si è presentato con le sue proposte, ha avuto ascolto e "attenzione". Ma lui pure ha ammesso: "Ho trovato molto interesse. Ma la luna di miele c'è ancora e Tremonti dice addirittura che vogliono arrivare alle nozze d'argento". Non si è nascosto dunque dietro un dito, il capo del Pd. "Siamo in una fase di attesa legittima". Resta però la certezza che i "fuochi artificiali finiranno", i nodi verranno al pettine. E in questa simbolica tana del lupo, nel luogo dove si riunisce un pezzo della classe dirigente sedotta dal centrodestra, ha provato a spiegare qual è l'alternativa. "Ho l'impressione - dice Veltroni - che i problemi del paese siano talmente acuti e seri che serve qualcosa di più di un semplice elenco di misure adottate. Non si vedono all'orizzonte quei segni di una ripresa economica e sociale". Cancellata dal programma di governo la riduzione della tasse, il grande rischio di un federalismo fiscale, dice l'ex sindaco di Roma, che può anche funzionare ma che allo stato "potrebbe creare decine di centralismi e non sappiamo ancora quanto costa", nessuna risposta sul tema ambientale "per il quale è necessario un new deal e un piano decennale per la rottamazione del petrolio": questi le note dolenti. Alla lunga si vedrà che il "paese è fermo, malato di conservatorismo". Che al ceto medio avrebbe fatto meglio una cura dei salari anziché l'abolizione dell'Ici. Alla lunga, certo. Perché c'è quella "fase di attesa legittima" e perché solo in Italia con l'opposizione si è "tanto frettolosi e bulimici". Il Pd è nato per preparare una "vera alternativa di governo" e il primo assaggio arriverà dalla manifestazione del 25 ottobre. "Sarà un evento unico nella storia, lo vedrete - annuncia Veltroni - . Non diremo solo dei no, che pure ci saranno. Faremo delle proposte concrete". A Giulio Tremonti, contraltare principe del leader Pd nell'ultima giornata del workshop, scappa un primo "sì" all'opposizione quando Veltroni insiste su un piano infrastrutturale urgente per l'Italia. "Il clima è politicamente buono", spiega il ministro dell'Economia. "Ma le ricette sono diverse", chiarisce Veltroni. Il Partito democratico pensa a tenere fuori dal deficit le spese per le grandi infrastrutture, Tremonti punta su una sorta di "cassa depositi e prestiti" europea. Si può parlare di dialogo, allora? Dipenderà anche dalla tenuta del Pd. "I sondaggi ci danno al 30 per cento? Non è male, significa che esiste una solida base riformista", osserva il segretario democratico. "E non escludo un rimbalzo - dice rimanendo nel campo economico - . Come quello del dollaro sull'euro".

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Tremonti assicura: "l'ici non tornerà" ma an boccia le nuove tasse sulla casa - giovanni pons (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 08-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Tremonti assicura: "L'Ici non tornerà" ma An boccia le nuove tasse sulla casa Il ministro del Tesoro: un fondo sovrano europeo per le infrastrutture La Russa: non c'è bisogno di alcuna semplificazione delle tasse sulla casa, si lascino così, nessuno può pensare ad alcuna furbizia GIOVANNI PONS DAL NOSTRO INVIATO CERNOBBIO - "Abbiamo detassato la prima casa e resta detassata". è cominciata così la giornata di Giulio Tremonti al Workshop Ambrosetti di Cernobbio. Con una conferma delle parole di ieri di Berlusconi. E senza ulteriori commenti sulla cosiddetta "Service Tax", la tassa sui servizi lanciata da Roberto Calderoli. "Di federalismo fiscale parlerò solo quando avremo in mano una banca dati condivisa - ha detto il ministro dell'Economia - la bozza è grosso modo quella elaborata dalle Regioni. Altrimenti non si possono fare scelte politiche". In serata è poi arrivato l'altolà di An attraverso le parole del reggente Ignazio La Russa: "No alla semplificazione delle altre tasse sulla prima casa, si potranno solo abbassare le aliquote. E il federalismo fiscale non dovrà essere un danno per nessuna delle regioni italiane". E pensare che sulle rive del Lago di Como si respirava un'aria diversa, da larghe intese. Toni moderati, discorsi pacati, molti numeri e proposte concrete. Con Tremonti che inizia la conferenza stampa sostenendo che la vera novità "è la caduta della pregiudiziale contro il governo da parte dell'establishment". L'unica nota in controtendenza la offrivano Epifani ("non firmo niente a scatola chiusa") e Antonio Di Pietro, che si dileguava da Villa d'Este dopo aver rilasciato dichiarazioni di fuoco su Alitalia ("il dossier sarà presto sul tavolo della magistratura"). Prima, durante il seminario a porte chiuse, Tremonti e il numero uno del Pd Walter Veltroni si sono trovati d'accordo su un tema di respiro europeo: lo sviluppo delle infrastrutture. Grandi corridoi, aeroporti, autostrade e quant'altro serva a dotare l'Europa di un sistema che agisca in chiave anticiclica e dunque in grado di creare sviluppo anche in una fase di congiuntura difficile come l'attuale. Un po' come è successo negli anni '30 quando si reagì alla crisi del '29 con grandi interventi pubblici nell'economia. Le modalità per realizzare l'idea sono diverse ma la più originale è arrivata come sempre dalla bocca di Tremonti: trasformare la Bei (Banca europea degli investimenti) nel Fondo sovrano dell'Unione Europea. "Sarebbe una grande occasione per uscire dalla crisi e uno straordinario simbolo per mostrare al mondo l'unità europea - spiega il ministro ai giornalisti -. è importante che l'opposizione sia d'accordo". E già al prossimo Ecofin di Nizza Tremonti chiederà di avviare uno studio per fare delle Casse Depositi e prestiti nazionali, comprese quelle francese e tedesca, un organismo sovranazionale in grado di finanziare infrastrutture ed energia. D'altronde che il ministro voleva volare alto lo si è capito fin dall'inizio delle sue esternazioni alla stampa. Il ministro ha infatti fornito i suoi riferimenti culturali e filosofici dell'attuale azione di governo non senza richiami storici ad effetto. Il clima è favorevole e così Tremonti può annunciare alla platea che "Noi non abbiamo ideologie, ma solo idee giuste o sbagliate che siano. Non è che non abbiamo letto i libri ma proprio perché li abbiamo letti non ci riconosciamo né nel fascismo, né nel comunismo, né nel socialismo, e neanche nelle due ultime ideologie di questi anni, il nullismo del '68 e il mercatismo della finanza esasperata". L'eccesso di finanza sta rovinando il mondo a partire dagli Stati Uniti e così l'unica strada percorribile rimane quella di rivalutare il ruolo dell'industria nel quale l'Italia gioca ancora un ruolo non indifferente. "C'è più moralità in un prodotto manifatturiero che in uno strumento derivato - ricorda il ministro - il vantaggio dell'Italia è rappresentato dall'export, cresciuto di 60 miliardi di euro tra il 2005 e il 2007. Il nostro Pil è fatto da manifatture, non è gonfiato da immobili e finanza". E quando l'industria, tra qualche anno, tornerà a prevalere sulla finanza, l'Italia sarà in prima fila.

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Pd fuori sintonia quella strana lingua che i militanti non riconoscono - vittorio coletti (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 08-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina I - Genova L'opinione Pd fuori sintonia Quella strana lingua che i militanti non riconoscono VITTORIO COLETTI Roberta Pinotti ed Enrico Letta ce l'hanno messa tutta, l'altra sera, alla festa dell'Unità, per rianimare il pubblico che si aggirava da giorni tra i pochi stand della Fiera del mare cercando il partito come Diogene l'uomo. Ci sono riusciti in gran parte, grazie alla loro intelligenza politica, a un'onesta analisi dello stato del Pd, a un'efficace denuncia dei trucchetti berlusconiani (l'imbroglio Alitalia su tutti), a un calcolato silenzio sull'appassionante tema di che farà Tullo. E tuttavia era evidente che, nonostante la buona atmosfera, c'era ancora una certa distanza tra i due leader e i loro ascoltatori. Quando parlavano, con franchezza e passione, Pinotti o Letta, mi chiedevo che cosa induceva la signora che mi sedeva accanto a mantenere, pur nell'applauso, una certa riserva, un implicito "altro ci vuole", che si coglievano dai suoi commenti a bassa voce? Perché, mi domandavo, i politici della destra sono in perfetta sintonia col linguaggio dei loro rappresentati, e quelli della sinistra no? Mi dicevo che quelli (di destra) parlano la stessa lingua dei loro elettori, cui restituiscono legittimata nello specchio ufficiale un'immagine che prima si sarebbero vergognati a esporre in pubblico, mentre questi (di centrosinistra) si sforzano di usare un linguaggio migliore, più meditato e profondo di quello dei loro sostenitori, che sollecitano a maturare politicamente, a non accontentarsi di essere come sono. Ma sentivo che, se poteva confortare un elettore Pd, questa riflessione non spiegava del tutto l'imperfetta sintonia tra Pinotti e Letta da una parte e il pubblico che li ascoltava attento, dall'altra. Il fatto è che la distanza di linguaggio tra i dirigenti del centrosinistra e la loro base è oggi eccessiva, come se parlassero una lingua parzialmente straniera o letteraria, che ha in comune con quella della loro gente i concetti, ma non le emozioni politiche, e non intercetta perciò il disgusto antiberlusconiano, la nostalgia di un'Italia più sobria e rispettosa delle regole, la rabbia perché questa è sbeffeggiata e non conta più niente. Insomma, si tratta della spesso ribadita questione del riconoscimento, da parte dei dirigenti del Partito democratico, del proprio elettorato, che sembrano non riuscire a mettere a fuoco, di cui non parlano mai, mentre si rivolgono a un generico Paese o addirittura a quelli che hanno votato per gli altri, nella speranza di riconquistarli. SEGUE A PAGINA V.

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Meno cara e senza stop così l'alta velocità lancia la sfida all'aereo - luca iezzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 08-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Meno cara e senza stop così l'alta velocità lancia la sfida all'aereo Per chi vola l'incognita del caro-biglietti Il dossier LUCA IEZZI ROMA -Non sarà mai come volare, ma un'alternativa sempre più valida. I treni ad alta velocità che inizieranno dal 14 dicembre a percorrere i 600 km tra Roma e Milano sono i concorrenti designati del nuovo monopolio dei cieli Alitalia-Air One. Con la messa in funzione del tratto di nuova rete sulla pianura padana gli attuali tempi di percorrenza scendono da 4 ore e 30 minuti a 3 ore e 30. Inoltre le corse ogni 15 minuti, nelle ore di punta (dalla 6 alle 9 e dalle 18 alle 21), permetteranno di ridurre al minimo i tempi di attesa. La frequenza sarà di un treno no-stop seguito poi da uno con fermate a Bologna e Firenze. Il costo del biglietto, per ora non ufficiale, dovrebbe aggirarsi intorno ai 100 euro. Dalla fine del 2009 è previsto un ulteriore miglioramento grazie al nuovo tratto Bologna-Roma: i tempi di percorrenza scenderanno a tre ore. Roma-Milano sarà il fronte più importante, ma non l'unico, del tentativo di spostare passeggeri dagli aerei ai treni: sempre per metà dicembre sono allo studio anche collegamenti diretti senza scali tra alcune città medio grandi (Genova-Milano, Bari-Roma Reggio Calabria-Roma) con le due "capitali". Una soluzione che secondo i manager delle ferrovie, può anche dimezzare gli attuali tempi di percorrenza su quelle tratte. Ma i grandi numeri si fanno conquistandosi il traffico tra le due capitali. Gli utenti vedranno rivoluzionati costo, comodità e tempi dei loro viaggi. Abbiamo immaginato un utente-tipo che vive in un quartiere residenziale di Roma (via Trionfale, nel nordovest della capitale) e che deve arrivare nel primo pomeriggio ad un appuntamento nel centro di Milano, a Piazza Duomo. Finora chi aveva poco denaro si rivolgeva ai binari, accettando un tempo di percorrenza più che doppio in cambio di un prezzo del biglietto mediamente pari ad un terzo di quello aereo. Le 4 ore e 30 di viaggio effettivo dell'Eurostar sono talmente tante che gli utilizzatori dell'aereo riuscivano persino a recuperare lo svantaggio di dover raggiungere dagli aeroporti il centro delle città di arrivo con ulteriore esborso e l'aggiunta di qualche ora di traffico. La concorrenza sul prezzo è stata da sempre l'unico canale percorribile da Trenitalia per rosicchiare quote di mercato. L'ultimo attacco, il treno T-Biz, pensato per chi si spostava tra Roma e Milano per lavoro, ha via via abbassato le tariffe fino a essere soppresso perché troppo oneroso per le stesse Fs. Il nuovo orario garantisce un'ora in meno passata sul vagone e una maggior frequenza dei treni tanto che la posizione più comoda delle stazioni diventa un fattore in grado di fa risparmiare tempo e denaro (per i taxi o per i mezzi pubblici). Ma nonostante i miglioramenti le compagnie aeree possono ancora vincere la guerra semplicemente tenendo le tariffe ai livelli attuali: la via aerea rimarrà almeno di un'ora, ma potrebbe diventare troppo più costosa. La concorrenza Alitalia e AirOne, grazie ai voli concomitanti, permette ancora di strappare una prenotazione dell'ultimo minuto (ad esempio per il volo di questa mattina alle 9,10) a soli 107 euro con Alitalia. Con AirOne si sale fino a 246 euro. Tanto più i manager di Cai terranno i biglietti nella fascia alta delle tariffe attuali (o peggio la supereranno), tanto più il treno diventerà un'alternativa irresistibile. Nella nostra simulazione con il treno Av si risparmierà, considerando il diverso costo dei trasferimenti dalla stazione o dall'aeroporto, tra i 50 e gli 89 euro.

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Le fs: ruberemo clienti ad alitalia - sara bennewitz (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 08-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Le Fs: ruberemo clienti ad Alitalia E il Pd va all'attacco di Passera: nella Cai già presenti gli enti locali L'ad di Trenitalia Moretti: in due anni il 60% di clienti sulla tratta Roma-Milano E dal 14 dicembre un treno ogni 15 minuti tra il capo-luogo lombardo e la capitale SARA BENNEWITZ DAL NOSTRO INVIATO CERNOBBIO -Trenitalia farà concorrenza ai voli interni dell'Alitalia. Con l'autunno verranno lanciati una serie di nuovi treni ad alta velocità dalle maggiori città verso Roma e Milano, oltre che sulla tratta che collega la capitale al capoluogo Lombardo, che sono destinati a rubare alle compagnie aeree una bella fetta di mercato, proprio su quei voli nazionali che sono più profittevoli. "A partire dal 14 dicembre quando sarà conclusa la tratta Milano-Bologna - ha spiegato Mauro Moretti, ad di Trenitalia durante il Workshop Ambrosetti - avremo un treno ad alta velocità tra Roma e Milano ogni 15 minuti". Attualmente la quota di mercato dei treni su questa tratta è del 10-12%, ma secondo Moretti "nel giro di due anni dovrebbe salire oltre il 60%". D'altra parte anche nel resto d'Europa l'introduzione di collegamenti ferroviari ad alta velocità ha provocato un brusco calo della quota di mercato degli aerei. "Se guardiamo cosa è successo all'estero - ha concluso l'ad di Trenitalia, che quest'anno anche grazie all'alta velocità conta di chiudere i conti in pareggio - vediamo che in Francia, sulla Parigi-Lione, l'aereo è crollato dal 21 al 7%, mentre il treno è salito 47 al 74%, e in Spagna sulla Madrid-Siviglia l'aereo è addirittura sceso dal 39% al 12% e il treno è cresciuto dal 19% al 53%". La strada della Cai per il rilancio di Alitalia si presenta tutta in salita, dato che la cordata di imprenditori dovrà combattere una guerra in casa con Trenitalia, proprio sui voli interni, che sono quelli più redditizi. E questo senza contare che anche ieri dal mondo della politica e da quello del lavoro, sono giunti nuovi segnali di perplessità sul piano Fenice che punta a rilanciare la compagnia di bandiera. "Il governo sta dando in mano un pezzo importante del paese ai soliti furbetti del quartierino - ha commentato Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei valori - . Oggi fanno i gradassi e non escluso che domani, molto probabilmente, ci troveremo davanti ad un tribunale". Una delle obiezioni del fronte politico è poi quella della presenza di alcuni enti pubblici nella società di Marcellino Gavio che partecipa alla cordata. "La decisione di Corrado Passera di negare alla Regione Lazio l'ingresso nella Cai - ha dichiarato Michele Meta, deputato del Pd - è negativa se risulterà vero che tra i fondatori della neonata compagnia destinata a rilevare Alitalia già sono presenti enti locali". Le province e i comuni dell'Acquila, Chieti, Pescara e Teramo, sarebbero infatti azioniste del veicolo con cui Gavio parteciperà alla cordata, da cui la Regione Lazio - che tra gli aeroporti e indotto ha molto interessi sul territorio- è invece rimasta esclusa. Infine, anche il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, nutre non poche perplessità sulla bontà del piano. "Non c'è trasparenza sul numero degli esuberi, si parla di 3mila o 7mila ma 3mila o 7mila sono un altro conto - ha fatto notare Epifani - . Ma non c'è neppure trasparenza sul piano: serve un equilibrio tra il rapporto di quanto costa ai cittadini il salvataggio di Alitalia, quanto ci vuole per il rilancio e la difesa dell'occupazione. In caso contrario si dà troppo vantaggio ai privati e poco al sistema della collettività e non si lavora davvero per salvare Alitalia".

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Fantozzi: niente spazio nella bad company per manutenzione pesante, call center e cargo (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 08-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il commissario Fantozzi: niente spazio nella bad company per manutenzione pesante, call center e cargo ROMA - "Sono ottimista, perché il sindacato si rende conto che è l'ultimo decollo per la compagnia. E perchè il governo è fortemente intenzionato a tutelare i lavoratori". In una intervista al Sole 24 Ore il commissario di Alitalia, Augusto Fantozzi, fa il punto della situazione, dicendosi ottimista sulla trattativa per gli esuberi. Fantozzi riassume l'offerta fatta dalla cordata della Compagnia Aerea Italiana e affronta il delicato nodo della nuova società pronta a prendere la cloche della Magliana: "Il perimetro che Cai intende acquistare, include tutto ciò che serve all'azienda di volo, compreso il personale. Ad esclusione di manutenzione pesante e cargo. Per questi e il call center, Cai sta pensando ad un outsourcing anche nei confronti della vecchia Alitalia - ha spiegato Fantozzi - ma questo per me non è possibile: il commissario pone come prima condizione che non restino going business nelle attività della bad company". Secondo alcune indiscrezioni questi settori saranno esternalizzati ad un gruppo di aziende già presenti in Cai.

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Alitalia senza enti locali? Ma l'Abruzzo diventa azionista La Finanziaria di partecipazioni e servizi è tra i soci della newco. Fantozzi avverte: in cassa ci sono solo 50 milioni d (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 08-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia senza enti locali? Ma l'Abruzzo diventa azionista La "Finanziaria di partecipazioni e servizi" è tra i soci della newco. Fantozzi avverte: in cassa ci sono solo 50 milioni di euro / Roma Solo due giorni fa Corrado Passera aveva sbattuto la porta in faccia al governatore del Lazio Piero Marrazzo: "Nella nuova Alitalia nessun socio pubblico". Ma a guardare la lunga lista di società che compongono la cordata tricolore, si scopre che gli enti pubblici ci sono eccome: c'è quasi tutto l'Abruzzo. Cosa c'entri con il traffico aereo italiano non si sa: tra il Gran Sasso e l'Adriatico non c'è certo un hub. Eppure Comune di Chieti, privincia di Teramo e di Pescara sono state (finora) ammesse nel Gotha degli "imprenditori coraggiosi" pronti a rilevare la compagnia. Insomma, Abruzzo sì e Lazio no. Un vero mistero. Per "scovare" la mano pubblica nella lista di azionisti privati bisogna entrare nell'azionariato della "Finanziaria di partecipazioni e servizi spa", una delle numerose sigle che compongono la "truppa d'assalto". Alla compagine azionaria della finanziaria partecipano, tra gli altri, il Comune e la provincia dell'Aquila, il Comune e la provincia di Teramo, Comune e provincia di Chieti e Comune di Pescara. Segue una lunga lista di Camere di commercio: di Roma, di Teramo, di Pescara e di Chieti. La notizia filtrata nel pomeriggio di ieri ha provocato già le prime reazioni. "La decisione di Corrado Passera di negare alla Regione Lazio l'ingresso nei soci della Cai è negativa, in particolare, se risulterà vero che tra i fondatori della neonata compagnia destinata a rilevare Alitalia già sono presenti enti locali", ha dichiarato il deputato del Pd Michele Meta. "Passera quando ha detto no alla Regione Lazio lo ignorava o ne era a conoscenza? - prosegue Meta - La proposta del presidente Piero Marrazzo muoveva dall' emergenza che il nuovo assetto societario può creare nel tessuto produttivo della territorio del Lazio". Secondo Meta la proposta di Marrazzo "puntava a verificare tutte le possibilità per ridurre al minimo i danni. L' operazione, per come si sta delineando infatti, avrà su Roma e il Lazio effetti devastanti perchè il grosso degli esuberi, e si parla di 10.000 persone circa tra dipendenti diretti e quelli dell'indotto graverà proprio sulla Capitale. Se le verifiche confermeranno questo quadro l'obiezione di Passera oltre che pretestuosa apparirà anche molto grave". Intanto oggi riparte la trattativa sindacale. L'operazione è tutta in salita. Le casse di Alitalia sono svuotate: non restano che 30-50 milioni a fronte di un fabbisogno mensile di 70 milioni, ha rivelato ieri al Sole 24ore Augusto Fantozzi. Entro fine settembre, quando "tutti i tasselli del puzzle devono essere andati a posto", Alitalia raggiungerà un rosso consolidato di 800 milioni di euro, dice Fantozzi. b. di g.

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Visco: i poveri pagheranno più tasse dei ricchi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 08-09-2008)

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Di Bianca Di Giovanni / Roma Il gioco sull'Ici è di quelli ad alto rischio. In un carosello di assicurazioni (non tornerà mai) e ammiccamenti (magari qualcosa con il federalismo), torna sul tavolo la tassa appena eliminata (a spese dei Comuni). Ultima "trovata": la service tax, un nome che piace anche a Tremonti, assicura il vulcanico ministro della semplificazione Roberto Calderoli. Un carosello fiscale che sembra un gioco, se non fosse che nasconde una trappola infernale e dolorosa. "La verità è che vogliono eliminare la progressività. Che significa? Detto in parole povere: che i ricchi pagheranno di meno dei poveri". È un attacco tranchant quello di Vincenzo Visco, viceministro al Tesoro nell'ultimo governo Prodi, finito più volte sotto il fuuoco di chi le tasse avrebbe voluto toglierle a tutti (meno che ai lavoratori dipendenti). Il fisco torna al centro del dibattito, ma i toni con il centrodestra sembrano pacificati. Nuove tasse, ma nessuno si straccia le vesti. Come la vede? "Solo il livello di analfabetismo a cui siamo arrivati può giustificare questo dibattito senza senso". Perché senza senso? "È ovvio che a livello locale le tasse servono per pagare i servizi. A che altro se no? Il problema è un altro. Gli esempi di imposte locali che esistino sono sostanzialmente di due tipi: sul valore del patrimonio e la quantità dei servizi. Tecnicamente si possono creare tante soluzioni diverse. La Thatcher si inventò la poll tax, sul numero di persone, e le si scaraventò contro un putiferio. La differenza tra le varie opzioni è semplice: quanto più si va verso forme di poll tax, cioè legate ai servizi, tanto più la tassa è regressiva. Cioè la pagano i poveri. Chiuso: è inutile fare tanti giri di parole". Perché quella sul patrimonio è progressiva? "Certo che è progressiva: per questo la vogliono abolire". Quindi con il passaggio da Ici a "service" pagheranno meno i ricchi e più i poveri? "A parità di gettito sì, è molto probabile. Questo è il motivo per cui in alcuni sistemi, come quello americano per esempio, c'è l'imposta sul patrimonio. È un modo per far pagare i ricchi". Invece con la nuova tassa sui servizi? "Bisogna vedere com la si costruisce: ci saranno vari riferimenti (metri quadrati, numero delle persone, quartieri). Viene fuori una tassa nuova, più complicatan e con ogni probabilità più spostata a favore di chi guadagna di più". Lei è stato preso di mira per la riforma Irpef. Oggi Tremonti l'ha confermata e nessuno ha chiesto più nulla. Come si sente? "Non mi sento in nessun modo: penso semplicemente che sia a destra che a sinistra si è persa ogni cognizione degli effetti distributivi dei sistemi fiscali. Inconsciamente passa una linea per cui le tasse devono essere pagate dai ceti medio-bassi. Io ho cercato di far pagare chi non pagava: per questo ho pagato". Nessuno scandalo per la pressione fiscale che aumenta? "È successo già nell'altra legislatura, io l'ho sempre detto. Hanno aumentato le tasse su imprese e alcune accise. La pressione complessiva non è aumentata perché si è allargata l'evasione". Passiamo ad Alitalia: anche lei voleva fare una bad company e una newco. Come Berlusconi? "Il mio piano era diverso per un fatto fondamentale: che l'azionariato di newco e bad company rimaneva lo stesso. Il 49% restava allo stato. Era stata una proposta di Micheli che avevo appoggiato. Quando siamo andati al governo la società era sostanzialmente fallita. Per capire bene bisogna partire dal 2001. All'epoca la società avrebbe potuto entrare a testa alta nel gruppo franco-olandese. Ma Berlusconi fermò tutto. Seguirono 5 anni di gestione irresponsabile. Si ricorda o no che addirittura Maroni ammise alle trattative un sindacato corporativo dei piloti che non aveva diritto. Quando siamo arrivati c'era poco da fare. La proposta che io e Padoa-Schioppa appoggiammo era quella della bad company e della newco con unico azionista il Tesoro. La newco era destinata ad aumentare valore: in questo modo si recuperava denaro per compensare il costo della bad company. Si sarebbe salvato tutto". Perché non si realizzò? "Perché bisognava riconoscere che la compagnia era sostanzialmente fallita: un passaggio molto difficile. Così si scelse la cessione in borsa e poi la gara". Cosa pensa della soluzione di oggi? "Io stimo sia Colaninno che Sabelli: sono due bravi manager. Ma il fatto è che la proposta Air France era migliore su tutti i fronti. I francesi avrebbero preso i debiti e avrebbero pagato di più e avrebbero lasciato molti meno esuberi. Era una proposta eccellente per le condizioni date. Per i privati è sicuramente un buon investimento, perché il valore patrimoniale crescerà di certo e per di più acquisteranno i cespiti della bad company a prezzi da liquidazione. Per i contribuenti il prezzo sarà alto".

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I privati stanno facendo un affare con Alitalia Stimo Colaninno e Sabelli, ma la proposta di Air France era migliore su tutti i fronti (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 08-09-2008)

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"I privati stanno facendo un affare con Alitalia Stimo Colaninno e Sabelli, ma la proposta di Air France era migliore su tutti i fronti".

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Per Alitalia anch'io avevo pensato a una bad company e a una newco, ma con la presenza dello Stato (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 08-09-2008)

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"Per Alitalia anch'io avevo pensato a una bad company e a una newco, ma con la presenza dello Stato".

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Contratti, strada tortuosa verso l'accordo Epifani: non firmiamo a qualsiasi costo. Tremonti avverte: non c'è un euro disponibile (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 08-09-2008)

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Di Oreste Pivetta inviato a Cernobbio AVANTI La trattativa sulla riforma contrattuale riprenderà in settimana ed è continuata ieri a Cernobbio, tra il giardino sul lago e i salottini di Villa d'Este, dove per il Workshop Ambrosetti s'incontrano celebrità d'ogni genere e soprattutto molte telecamere e molti microfoni. Trattativa vera, senza ultimatum, incontri separati e conferenze stampa, chiacchiere in un angolo e sintesi ufficiali dei portavoce, secondo le procedure classiche. Ieri era stata Emma Marcegaglia a introdurre l'argomento con la grazia della sua abbronzatura, ustionante quanto le sue parole: contro i salari che crescono troppo, mentre la produttività è troppo bassa, per la contrattazione aziendale che consente "una detassazione del 20 per cento sui salari". E sarebbe poi questa, la detassazione, la vera ciliegina che dovrebbe, secondo alcuni indurre Epifani ad accettare, perché, secondo gli stessi, la sua base sindacale, cioè i lavoratori in fabbrica, ne sarebbe felicissima. Roba da referendum o almeno da sondaggio. La Marcegaglia evidentemente già conosce i risultati: "La Cgil è liberissima di dire no, ci mancherebbe. Poi però dovrà anche spiegarlo ai propri iscritti nelle fabbriche". Di certo sa di avere in tasca il consenso di Cisl e Uil. Sta di fatto che Guglielmo Epifani, unico leader sindacale presente, lontani Bonanni e Angeletti, è arrivato di prima mattina a Cernobbio e ha offerto un caffè al presidente di Confindustria. Un caffè sorbito lentamente, assaporato: due ore di sguardi e di parole per trovare la via d'uscita, per spiegarsi, per capire quanto si può arretrare, quanto si può arrischiare ancora. La Marcegaglia ha insistito sulla scadenza settembrina, Epifani ha insistito sulla difesa dei salari e sulle garanzie per chi non potrà godere della famosa contrattazione di secondo livello. Poi Marcegaglia e Epifani si sono scambiati qualche opinione sul governo, il segretario soprattutto per chiarire che da lì dovrebbe partire un aggiustamento del fisco, che dia qualcosa ai redditi fissi e ridia quindi qualcosa al potere d'acquisto delle famiglie: "Se non ci saranno interventi di politica fiscale redistributiva con l'inflazione al 4 per cento, i lavoratori pagheranno più tasse, dallo 0,3 allo 0,5 per cento in più. Il governo deve ridurre il peso fiscale sugli stipendi". Argomento che ovviamente non ha lasciato indifferente Emma Marcegaglia: il rilancio dei consumi interni sarebbe tanta manna per l'imprenditoria italiana. Solo che a questo punto l'iniziativa toccherebbe al governo. Beretta, direttore generale di Confindustria, è andato subito a riferire a Tremonti: basterebbe in fondo un passettino ministeriale per rilanciare la trattativa, fino al taglio finale del nastro della riforma contrattuale. Tremonti però ha detto no, ha detto che non c'è un euro, se si vuole raggiungere l'obiettivo del risanamento del bilancio pubblico, che si è dato come priorità: "Non c'è un euro per Epifani, a meno che non indichi lui la voce della finanziaria a cui attingere". Non sarà questo il compito di Epifani. Tuttavia il problema esiste e lo avvertono anche i confidustriali, che giovedì alla ripresa della trattativa potrebbero presentare un documento incoraggiante: intanto per quanto riguarda la normativa, cioè le clausole di garanzia, poi soprattutto per quanto riguarda il tasso di inflazione, il tasso di riferimento per gli aumenti salariali, che non sarà quello programmato (un misero 2 per cento), non sarà quello reale (e neppure quello che fu proposto dai sindacati, depurato dagli incrementi dei costi dell'energia), ma una via di mezzo soddisfacente, cioè qualcosa come l'1,7 per cento in più rispetto al tasso programmato. Ovviamente Epifani non ha dato nulla per scontato. Replicando agli ultimatum dell'altro ieri, ha chiarito: "Non firmiamo un accordo a prescindere, firmeremo soltanto se ci saranno le condizioni che rispondono alle richieste del sindacato". Pronto a minacciare anche la mobilitazione più intensa, ma anche a ricordare che la trattativa continua e che una soluzione condivisa fa il bene di tutti. Come la stessa Emma Marcegaglia sa benissimo, perché un accordo che rompe il sindacato, lasciando fuori gioco quello più numeroso e importante, sarebbe una vittoria a metà, che farebbe contenta solo qualche isola industriale. Altra cosa sarebbe un'intesa che valesse con soddisfazione per l'intera penisola del lavoro. Epifani ha rimesso sul tavolo il salario spiegando che deve essere legato a tre elementi: recupero dell'inflazione, qualità della prestazione di lavoro e produttività. Due, almeno, dovrebbero piacere anche a Confindustria. Sarà un autunno particolarmente delicato, soprattutto per quel che riguarda redditi e occupazione e se il governo non invertirà la rotta sulla politica fiscale e retributiva i sindacati non potranno star fermi. Incombe di tutto: da Alitalia a Telecom, dalle piccole crisi di una infinità di piccole medie aziende. Confindustria lo sa bene e ha solo da temere conflittualità. Epifani vorrebbe chiudere con un passo importante: una riforma contrattuale condivisa, in pace, sarebbe un bella eredità, prima di tentare l'avventura di parlamentare europeo.

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La lotta su Youtube (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 08-09-2008)

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Bruno Ugolini Sono undici giovani donne (35 anni in media) di Legnano, la patria che ospita la statua di Alberto da Giussano. Le loro storie hanno trovato spazi su tutti i giornali importanti, dopo aver dato vita ad una singolare forma di protesta. Con il probabile aiuto di un moderno telefonino, adoprato da una collega efficiente, si sono fatte riprendere una per una e hanno inviato il loro video a "Youtube". Ovverosia al sito che è una specie di buca delle lettere per tutti i video amatori desiderosi di far conoscere i propri prodotti. Il fatto ha fatto scalpore, creato curiosità, suscitato interesse. Non solo. Hanno proseguito nella protesta presentandosi nude, seppur alle spalle di un lenzuolo trasparente, a una conferenza stampa. Hanno dichiarato: "Tanto ci hanno già denudato dei nostri diritti". Il tutto per denunciare un provvedimento di licenziamento. Erano undici lavoratrici presso il call center dell'ospedale legnanese. Sono rimaste vittime di una circolare del ministro Brunetta. L'accusa non è quella infamante, cara all'esponente del centrodestra, di far parte delle schiere dei fannulloni. E' quella di essere in carica da oltre tre anni, lavorando sodo, con contratti a termine che andavano da tre mesi a un anno e una paga di 600-800 euro mensili. Il ministro ha creduto opportuno adottare anche nel settore pubblico il limite dei tre anni (riservato solo alle imprese private, per volontà del centrosinistra). Solo che il centrosinistra aveva adottato tale regola per combattere la precarietà non per togliere il lavoro. Brunetta avrebbe potuto e dovuto agire in modo costruttivo, impegnandosi a fare assumere con contratti a tempo indeterminato quelle donne. Con la consapevolezza che tre anni sono sufficienti per sapere se una persona vale o non vale. Invece le undici sono state spedite a casa all'alba del 31 agosto: non più precarie, ma disoccupate. Dalla padella alla brace. E loro hanno protestato adottando questa nuovissima forma di lotta sindacale, ovverosia l'uso di Youtube. Certo che se l'esempio si estendesse ne potremmo vedere delle belle. Pensate a Youtube invaso da migliaia di video realizzati da piloti e hostess dell'Alitalia. Oppure a cortei del personale di volo e di terra per una volta privato non solo delle proprie divise ma anche dei propri indumenti intimi. E tra loro in prima fila i tanti precari che affollano Fiumicino e che nella trattativa in corso saranno i primi a lasciarci le penne. A dire il vero alle spalle delle undici di Legnano qualcosa che vorrebbe essere un sindacato c'è. Sono le Rdb, le rappresentanze di base, un'organizzazione specializzata nel coltivare polemiche contro i sindacati ufficiali. Ho visto il video. Ho avuto l'impressione di un'iniziativa un po' disperata. Il segnale di una solitudine angosciante. Una per una le donne legnanesi innalzano in silenzio cartelli elementari che quasi nascondono i loro lineamenti. Uno dice "Da sei mesi precarie". L'altro: "No allo sfruttamento dei precari". Un altro ancora: "Si al reddito di cittadinanza". E "Ci mettiamo all'asta in cambio di un posto di lavoro". Infine ecco la scritta che meglio indica la paternità delle Rdb: "Riceveremo la colletta del sindacato. Vergogna!". Il riferimento, se non abbiamo capito male, è alla decisione assunta di devolvere a loro favore un'ora di lavoro effettuata dai lavoratori della zona. Un gesto di solidarietà che non risolve i problemi delle precarie ma che intende rompere la solitudine che le circonda. E' stato voluto da Cgil, Cisl e Uil, quindi le Rdb lo sbeffeggiano. La cosa curiosa è che il centralino del Call center dell'ospedale di Legnano dove le undici donne operavano è stato spostato in Sicilia, a Palermo. Ma in questo caso a Legnano, patria dell'esimio protettore della Lega, Alberto da Giussano, i colonnelli di Bossi non battono ciglio. E il ministro Brunetta dal canto suo gioca allo scaricabarile, la colpa è sempre di altri. Ovverosia i vertici dell'azienda sanitaria legnanese e il governo che lo ha preceduto. http://ugolini.blogspot.com/ Atipiciachi.

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Tremonti: <Prima casa senza tasse> (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 08-09-2008)

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Politica Italiana Pagina 111 Tremonti: "Prima casa senza tasse" Il ministro: "Fra cinque anni l'Italia più forte degli altri Paesi" --> Il ministro: "Fra cinque anni l'Italia più forte degli altri Paesi" A Cernobbio il ministro dell'economia Giulio Tremonti conferma che l'Ici non verrà riesumata e chiede misure condivise sul federalismo. CERNOBBIO La prima casa resta detassata così come gli straordinari e per il rilancio dei necessari investimenti in infrastrutture ed energia in tempi di bilanci ridotti e di crisi economica serve uno strumento nuovo, un fondo sovrano dell'Unione Europea che agisca come una Cassa Depositi e Prestiti a livello continentale. Per il federalismo invece va prima realizzata una banca dati condivisa prima di avanzare alcuna scelta politica. I RISULTATI Dal workshop di Cernobbio Tremonti rivendica i provvedimenti dei primi 100, anzi 116 giorni, di governo e lancia una proposta che presenterà al prossimo Ecofin che prevede la trasformazione della Bei in uno strumento nuovo che possa "far uscire dalla crisi e rappresentare un simbolo dell'unità dell'Europa". Tremonti non nasconde le difficoltà di trovare il consenso dei 27 paesi e ricorda come la sua proposta di Eurobond del 2003 non andò in porto. Ai colleghi europei Tremonti chiederà così l'avvio di uno studio per valutare l'ipotesi. Per il ministro comunque "non ci vengano a dire che si tratta di uno strumento non ortodosso perchè già esiste in diversi Paesi oppure che è una fabbrica di debito pubblico". Il ministro cita quindi la costruzione dell'Autostrada del Sole, che "è stata fatta tutta fuori dal bilancio pubblico ma con un intervento pubblico di regia e coordinamento". IDEE E IDEOLOGIE Poi, in platea e nell'incontro con la stampa, rivendica l'operato del governo che "non è guidato dalle ideologie" del '900 come il fascismo, il comunismo o il socialismo e nemmeno da quelle più recenti del mercatismo o del nullismo del '68 ma semmai "dalle idee" e nota come quest'anno dall'establishment riunito a Villa d'Este è caduta verso questo o altri governi "la pregiudiziale negativa". Ora - dice - "il giudizio è aperto". E Tremonti ricorda così che l'esecutivo guidato da Silvio Berlusconi ha "detassato la prima casa e resta detassata, detassato gli straordinari e sarà confermato, realizzato misure sull' ordine pubblico e la gente si accorge che c'è più polizia e più sicurezza, sistemati i mutui che per tante famiglie mangiavano via la casa, speriamo vada bene con le banche, pulito e messo a posto Napoli, messo a posto l'Alitalia". LA MANOVRA Altra misura rivendicata da Tremonti è poi quella di "avere anticipato prima dell'estate e stabilizzato per tre anni, per la prima volta in Italia e come si fa in Europa, il bilancio, cioè la legge finanziaria". Sulla manovra poi Tremonti respinge la definizione di una Finanziaria rivolta solo al rigore e non allo sviluppo. Secondo il ministro lo sviluppo "non è fatto solo dalle lenzuolate" e si chiede se per raggiungere tale scopo "sia più importante la liberalizzazione dei taxi e dei notai o fare una centrale nucleare". E ancora "la manovra tiene sotto controllo il deficit, e quando ci sarà Pil da dividere i primi a beneficiarne saranno quelli che hanno più bisogno. Adesso sarebbe come dire: da bere per tuttì, e chi paga? voi". CINQUE ANNI Per il ministro quindi il governo "ha fatto una politica di stabilità del bilancio. Non condivido le idee di deficismo nè di scala mobile". "Da qui a cinque anni il nostro Paese sarà più forte di prima e più forte degli altri" promette. Insomma, non manca certo l'ottimismo al ministro dell'economia, che conclude: "Non è vero che è finita la luna di miele tra gli italiani e il governo, tanto più che l'esecutivo punta non solo alla luna di miele ma alle nozze d'argento.

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Veltroni ci riprova e svolta. A sinistra, con moderazione (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 08-09-2008)

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Il segretario al contrattacco: "Basta privilegi, parliamo al popolo" Daniela Preziosi INVIATA A FIRENZE "Basta con questo tran tran", ora il Pd "cambia fase". Ieri Walter Veltroni è approdato a Firenze, alla Fortezza da Basso, per essere intervistato da Enrico Mentana a conclusione della prima festa democratica nazionale. E qui, come da giorni i suoi lasciavano intendere, ha annunciato la sua svolta. Più 'democratica' nei contenuti, molto meno nella ricomposizione delle differenze nel partito. E se poi non è proprio una svolta, almeno si tratta di una sterzata. A sinistra, almeno così l'hanno percepita le quindicimila persone (fra sala e schermi distribuiti in giro per la festa tanti ne hanno contati gli organizzatori) tatuate l'una sull'altra, che esplodono generosi applausi e finiranno, due ore dopo, per stringere il loro leader in un abbraccio asfissiante - autografi, strette di mano, foto al cellulare - che mette un po' di tensione agli uomini della vigilanza. Nel caldo umido e con un'aria irrespirabile, Veltroni ricambia generosamente, parla due ore, riduce al silenzio il suo intervistatore e suda sette camicie in una sola. Le suona a tutti, in quella sua maniera cordiale e buonista. Attacca senza sconti Arturo Parisi, che da questo stesso palco il giorno prima ha detto che Berlusconi è stato più bravo di lui. "Penso sia un'offesa per il popolo del Pd", replica il segretario, "chi è dirigente non ha solo i privilegi ma deve stare sul campo, incontrare il popolo, la nostra gente e non solo stare chiuso nei luoghi di decisione". Segue avvertimento: basta eletti scelti fra chi sa fare bene i discorsi, da oggi il Pd - cioè Veltroni - sceglierà i suoi rappresentanti fra quelli che "vanno fra i cittadini" e quelli che "se li metti in mezzo a un'assemblea di operai o artigiani sanno cosa dire". E poi, lui non vuole fare un partito "antiberlusconiano", neanche aver dirigenti "simpatizzanti di Berlusconi". Scroscio di applausi, ma per questa platea di fan del segretario Parisi è un po' la croce rossa, bersaglio facile. Però poi Veltroni alza il tiro, misura le parole e dice che "va bene il pluralismo interno", va persino "benissimo la proposta di Massimo di dare una mano", ma "il tesseramento deve essere uno solo, e dev'essere quello democratico". Massimo è D'Alema, l'allusione aperta è all'associazione Red. La platea applaude, le prime file restano composte. Lì sono seduti i colonnelli, parterre de roi, democraticamente parlando: Alfredo Reichlin, Ermete Realacci, Claudio Martini, Leonardo Domenici, Lapo Pistelli, Marco Follini, Luigi Zanda, Maria Pia Garavaglia, Silvia Costa, Vittoria Franco, Andrea Sarubbi, Giampaolo D'Andrea, Rosy Bindi. C'è un filino di gelo, non tutti sono così d'accordo. Veltroni non ha finito. Aggiunge che è anche vuole "uno spirito di squadra" "quando si vince e quando si perde", e invece a lui è successo che "fino al 15 aprile avevo una processione di gente dietro alla porta che mi diceva grazie, ci hai salvato. Ma il 16 aprile avevano un'altra faccia". D'Alema aveva girato al segretario una domanda ricevuta qui alla festa sul perché dell'alleanza con Di Pietro. Veltroni in una risposta sola bacchetta l'ex ministro degli esteri per non aver voluto rispondere su una decisione su cui era stato d'accordo, e poi l'ex pm per aver tradito il patto firmato in campagna elettorale. Ce n'è anche per gli ulivisti: Veltroni dice di avere la tessera dell'Ulivo numero due e di aver creduto in quel progetto quando altri erano scettici, ma per le alleanze c'è tempo: fa parte della "sindrome di Tafazzi" aprire oggi "la discussione sulle alleanze che ci saranno fra quattro anni". Con l'Udc di Casini sta adottando "la sindrome dell'attenzione", quando alla sinistra democratica di Claudio Fava, "ci siamo visti l'altro giorno", così come con Paolo Ferrero, nuovo segretario del Prc. Anche se, va detto, Veltroni attacca pesante sui presunti rapporti fra una parte del gruppo dirigente del Prc e le Farc che per sei anni hanno sequestrato Ingrid Betancourt. Ma poi, a un'ora buona dall'inizio, comincia ad attaccare il governo Berlusconi. Tasse, scuola, Alitalia. Immigrazione: e qui arriva la sterzata. Cita gli emigranti italiani, dice che non si deve "fare agli altri quello che non vorresti fosse stato fatto a te", attacca il suo successore al Campidoglio Gianni Alemanno "che i romani chiamano Retromanno", chiede che con chi viene in Italia sia usato "il pugno di ferro nei casi di criminalità" ma "una stretta di mano con chi viene a lavorare" perché "è mio fratello". Veltroni riposiziona il partito nel campo della solidarietà e dell'accoglienza. Almeno a parole. Un po' in ritardo in realtà: in prima fila, fra gli altri dirigenti, c'è l'assessore fiorentino Graziano Cioni, quello che ha condotto una specialissima battaglia contro i lavavetri e i mendicanti, considerandoli il problema principale della città. Cioni, di cui si parla persino per la successione di Domenici, in generale non è il genere dell'allegrone, ma in questo caso ha il volto scurissimo. Ma questa è la svolta: fra una settimana parte la Summer school del partito e Veltroni ci punta perché sente sì il dovere di ascoltare tutti i dirigenti ma soprattutto di "far avanzare una nuova generazione di dirigenti politici per fare il Pd del futuro, non di ieri, ma di domani" - e così sistema i vari D'Alema e Marini, data l'età -. Poi, il 14 ottobre, il lancio della tv Youdem, sul web e sul satellite. Infine la manifestazione del 25 ottobre, sul quale il partito che vuole bene a Veltroni sta lavorando pancia sotto. Si cambia fase, chi non ci sta si dovrà adeguare, sembra dire Veltroni. Ma qui stasera c'è il suo popolo, nel Pd domani è un altro giorno. Foto: FOTO ALEANDRO BIAGIANTI.

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DEMOCRATICI (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 08-09-2008)

Argomenti: Alitalia

A Firenze il leader Pd lancia la fase due del partito. Promette mobilitazioni su scuola, tasse, Alitalia e dalla parte degli immigrati. Poi si difende dalle accuse di Parisi e fissa l'ultimatum per D'Alema: "Se vuol dare una mano va bene, ma lasci perdere il tesseramento parallelo". IO ULIVISTA N.2 "Quando sento parlare gli ulivisti - si difende Veltroni - vorrei ricordare che io ho la tessera numero due dell'Ulivo, la prima è quella di Romano Prodi...". NON SOFFOCHIAMO PIER Come agganciare l'Udc? Per Veltroni creando "le condizioni di prossimità" senza "stringere Casini in un abbraccio. Più lo si stringe, più lo si fa allontanare". HO INCONTRATO LA SINISTRA "Voglio dialogare con la sinistra ho già incontrato sia Fava che Ferrero e mi augura si possa creare una convergenza. Non pretendiamo l'autosufficienza".

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Il banchiere è liberista ma si sceglie gli investitori (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 08-09-2008)

Argomenti: Alitalia

"Nell'azionariato della nuova Alitalia non entreranno soci pubblici". Corrado Passera, a.d. di IntesaSanPaolo, advisor che sta curando il piano di rilancio della compagnia di bandiera, ci ha tenuto a chiarire questo passaggio. Tutti - i presenti a Cernobbio tanto quanto gli addetti ai lavori più esotici - avrebbero dovuto capire che si riferiva alle avances proposte nei giorni scorsi dalla Regione Lazio e dalla Provincia di Milano. Il problema delle formule verbali "totalitatarie" è che - pur essendo prodotte per un certo tipo di pubblico - non prevedono eccezioni. Perciò facciamo un esempio. Mettiamo il caso che io sia il delegato italiano del fondo sovrano Temasek (Singapore, mica la Cina o la Russia!), che - ahimé - può investire soltanto soldi "pubblici", ancorché stranieri. Stai dicendomi che non potrei mai, in nessun caso, partecipare a questa operazione? Dall'alto delle mie centinaia di miliardi di euro da gestire ti risponderei: "Ci vediamo sul mercato, bamboccione". fucik.

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Passera: non passa lo straniero. E neanche la Regione Lazio (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 08-09-2008)

Argomenti: Alitalia

ALITALIA Passera: non passa lo straniero. E neanche la Regione Lazio Per la nuova Alitalia si vola alto e niente chiacchiere. L'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Corrado Passera ha detto due no con l'obiettivo intanto di far decollare la nuova società, per il futuro si vedrà. Il primo no è all'ipotesi che il partner straniero - in vantaggio è il gruppo Air France-Klm possa diventare maggioritario nel 2013, quando scadrà il vincolo di non vendere singolarmente la propria quota per gli attuali 16 soci. "Nel progetto che si sta discutendo e che speriamo di realizzare ci sarà sicuramente un'alleanza internazionale - ha detto Passera a margine del forum politico-immprenditoriale di Cernobbio - non è detto che ci sia anche un azionista internazionale: non è comunque mai stata in discussione, né è stata messa sul tavolo, e verrebbe comunque esclusa una partecipazione estera di maggioranza assoluta o relativa. Su questo punto possiamo chiudere l'argomento". E ancora: sono "voci senza fondamento", perché il piano di salvataggio non prevede partecipazioni al capitale della nuova Alitalia superiori al 10%. "Alitalia sarà indipendente e padrona del proprio destino. Non esiste alcun accordo segreto per vendere in futuro la maggioranza del capitale a un vettore internazionale". Il secondo no di Passera è stato per la proposta della Regione Lazio e del suo presidente Piero Marrazzo di entrare nella nuova società, con l'obiettivo di difendere meglio gli interessi dello scalo di Fiumicino, destinato nel piano industriale a un forte ridimensionamento a favore di Malpensa. "Questa è una vera privatizzazione e quindi i soci devono essere entità private", ha detto Passera, chiudendo alle proposte avanzate dalla Regione Lazio e anche dalla Provincia di Milano. "Si è parlato di 20-25 soci, però la questione è ancora aperta e sarà il gruppo dei soci attuali a decidere quali altri saranno ammessi". Alla domanda se nel futuro azionariato della nuova Alitalia potesse esserci anche Mediobanca, Passera ha preferito non commentare. D'accordo anche la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia: "Gli enti pubblici dovrebbero vendere le quote nelle aziende piuttosto che comprare". Critico è stato Filippo Penati, presidente della Provincia di Milano: "Il nostro obiettivo non è mai stato di diventare soci di una compagnia aerea, ma quello, attraverso la partecipazione societaria, di tutelare gli interessi della comunità del territorio. Il fatto che non ci vogliano nella compagine sociale non ci impedirà di continuare la nostra battaglia per la difesa del futuro di Malpensa e Linate". Per Marrazzo, "è sbagliata la scelta di non prevedere la presenza della Regione Lazio, non avrebbe tolto all'operazione il carattere di vera privatizzazione". E proprio per quanto riguarda gli scali di Milano, Passera ha chiarito che Malpensa "può avere un ruolo importante", ma "se si vuole avere un aeroporto di primo livello è difficile che Milano possa averne due in concorrenza". Malpensa, continua l'ad di Intesa, "ha un ruolo importante nel piano proposto. Con il sindaco Letizia Moratti stiamo analizzando tutte le implicazioni". Secondo Passera, "se non si è arrivati nel tempo ad avere un aeroporto di vera statura europea, certamente ci sono delle responsabilità da parte della compagnia di bandiera, ma altrettanto certamente la pianificazione del territorio e il proliferare di piccoli aeroporti è stata una causa". Se è un quasi sì alla Moratti, il no quasi definitivo a Roma per le sorti di Fiumicino potrebbe arrivare mercoledì quando Passera e il presidente della nuova Alitalia Roberto Colaninno incontreranno il sindaco Gianni Alemanno. Ieri preso a schiaffi dall'opposizione per il suo silenzio su Fiumicino e accusato da Francesco Rutelli di essersi "distratto". r.e.

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CATANIA - Le 26 scuole di ballo cittadine hanno aderito ad un "Dance attack" di 4 ore cont (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 08-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di LUCIO GALLUZZO CATANIA - Le 26 scuole di ballo cittadine hanno aderito ad un "Dance attack" di 4 ore contro la mafia, organizzato dal teatro Bellini e presentato da Martina Colombari. Si sono presentati 877 ragazzi tra i 14 ed i 18 anni, mentre altri 100, e cioè tutti gli allievi di una sola delle scuole, hanno disertato. I ballerini indossavano una maglietta verde con il lodo "Arte Nostra", allusivo e contrapposto a Cosa nostra. Proprio questa didascalia della manifestazione, hanno spiegato i ragazzi rimasti a casa, alcuni di quali in lacrime, ha suggerito alle famiglie di negare l'autorizzazione richiesta per l'esibizione dei figli. Così il "no" di questi genitori ha costruito un caso, evitando che la "sfida" catanese passasse inosservata, inserita tra le tante altre che avvengono in Sicilia, terra dove l'apparire a volte viene scambiato con il "fare". Ma anche dove,è bene ricordarlo, la stratificazione culturale che si annida nei proverbi recita: "La meglio parola è quella che non dice". E dentro il "caso" la lettura è molteplice, c'è chi sottolinea la "gravità" di cento defezioni e chi, come Antonio Fiumefreddo, sovrintendente del Bellini, ritiene che "la partecipazione di 877 giovani sia un successo, perché prima in piazza non scendeva nessuno a protestare contro Cosa nostra". E' arduo immaginare che il 10% delle diserzioni sia frutto di pressione mafiosa, di "rispetto" ai boss, di paura di ritorsioni. Probabilmente un ruolo ha avuto il "teatro" opportunamente scelto per l'evento e cioè quella Piazza Palestro, angolo della città degradata, supermarket di droghe e quasi una centrale operativa della più agguerrita micro-criminalità, una "scuola" di strada alla quale i boss attingono per arruolare. Né si può ignorare la preoccupazione di famiglie scarsamente informate che possono avere scambiato un ballo in piazza con un "rave" dalle conseguenze spesso drammatiche. Tante le reazioni che hanno accompagnato le defezioni, a partire da quella del presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, che ha giudicato le assenze "estremamente gravi e preoccupanti", il sindaco Raffaele Stancanelli, ne ha tratto spunto per confermare l'impegno dell'Amministrazione a "lavorare per diffondere la legalità", il suo predecessore Enzo Bianco ha voluto ricordare che "la lotta alla mafia è decisiva per il futuro della Sicilia", mentre per Anna Finocchiaro, Pd, "l'accaduto deve preoccupare la coscienza di tutti". Il "ballo" delle polemiche ha silenziato la contestuale denuncia della "grave situazione in cui versa la città" pronunciata durante l'omelia per l'anniversario di Sant'Agata dal vescovo Salvatore Gristina, accompagnata dall' invito agli amministratori locali, tutti in cattedrale, ad "adoperarsi più che mai" per risollevare le sorti della seconda città siciliana sull'orlo del "fallimento". Il debito del Comune, dopo 8 anni di gestione di Umberto Scapagnini, ha sommato cifre nuove alle vecchie, portando il "rosso" al livello di un miliardo di euro ed i mutui a 665 milioni. Insomma il dissesto di Catania è pari ad un terzo di quello di Alitalia ed è il triplo del buco della Sanità abruzzese. "Siamo sull' orlo del baratro- ha ammesso dopo la funzione religiosa il neosindaco Stancanelli- dovremo fallire se il Governo nazionale non ci darà una mano. L'ho detto al presidente Berlusconi traendone la convinzioni che Palazzo Chigi qualcosa farà".

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Dal nostro inviato CERNOBBIO - Due ore di faccia a faccia non sono bastate ad (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 08-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Dal nostro inviato CERNOBBIO - Due ore di faccia a faccia non sono bastate ad avvicinare le posizioni. Almeno non più di tanto. In riva al lago di Como Emma Marcegaglia e Gugliemo Epifani hanno ricominciato a parlare dopo il quasi ultimatum della presidente di Confindustria. Ma per il momento la firma del leader della Cgil sotto la riforma dei contratti resta tutt'altro che acquisita. I tempi sono stretti: premono gli imprenditori, premono per certi versi ancora di più Cisl e Uil. Epifani ieri ha voluto ribadire che il suo sindacato non intende firmare "a prescindere", sui contratti come su Alitalia. Ma non sembrano esserci molti margini per allungare la trattativa oltre la scadenza del 30 settembre. Il governo non auspica un accordo separato ma non intende nemmeno accettare veti, ha ammonito il ministro dello Sviluppo economico Scajola. E la stessa Marcegaglia, che ieri non ha voluto fare dichiarazioni ufficiali, ha tutta l'intenzione di procedere in tempi rapidi, pur avendo come prima opzione un'intesa che veda insieme le tre confederazioni. Nel merito, al centro del negoziato c'è sempre la questione del tasso di inflazione da assumere come riferimento per i rinnovi contrattuali. Con i prezzi che viaggiano a un ritmo di incremento superiore al 4 per cento, è la preoccupazione del segretario Cgil, la "vecchia" inflazione programmata fissata per quest'anno all'1,7 per cento si dimostra del tutto inadeguata. Su questo punto qualche progresso è stato fatto: si lavora ad un parametro che permetta di ridurre almeno in parte la distanza tra i due valori. L'altro nodo, per la Cgil, sono i lavoratori che non hanno una contrattazione di secondo livello e dunque risulterebbero sfavoriti da un depotenziamento del contratto nazionale. Si tratta dunque di trovare per loro qualche forma di garanzia. Giovedì arriverà un documento di Confindustria, che potrebbe registrare qualche progresso. Intanto Epifani si rivolge anche al governo avvertendo che se non ci sarà una risposta per lavoratori e pensionati "la Cgil non potrà stare ferma". Quasi un preavviso di mobilitazione. L. Ci.

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Moratti-Berlusconi Oggi vertice sull'Expo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 08-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-08 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Arcore Incontro sblocca-decreto solo se prima c'è intesa Moratti-Berlusconi Oggi vertice sull'Expo Un vertice per cercare di togliere le polemiche dal campo. Oggi i vertici di Forza Italia sono attesi nella villa di Arcore da Silvio Berlusconi. Alle 18, a meno di sorprese dell'ultima ora, è previsto l'ingresso di Letizia Moratti. Intanto, sulla vicenda Expo, interviene il ministro ombra degli Esteri, Piero Fassino: "Spero che il governo non rovini l'Expo per beghe di potere". Sono due le emergenze che il sindaco affronterà con il premier: Expo e Alitalia. E anche un nodo politico, le esternazioni del sindaco sui giornali: "Governo distratto", "Adesso non vorrei lo scippo dell'Expo". Sulla questione Alitalia, la Moratti ribadirà la necessità che Malpensa torni ad essere un hub e ancora di più in occasione dell'Expo. La nuova bozza del decreto è pronta, manca ancora il via libera del ministro Tremonti. A PAGINA 2 Giannattasio.

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Oggi ad Arcore (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 08-09-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-08 num: - pag: 2 categoria: BREVI Oggi ad Arcore Expo e Malpensa I nodi da sciogliere I temi in discussione al vertice Expo, direttore e Cda è il nodo da sciogliere. Si litiga sul nome di Paolo Glisenti. C'è incomprensione sull'idea di fondo che ha portato alla vittoria di Expo. Un business per la città, secondo il centrodestra; la trasformazione di Milano in città globale, secondo la Moratti Il dopo Alitalia Malpensa resti un hub. è questa la richiesta del sindaco. Pronta anche a fare delle concessioni, a partire dal recupero degli esuberi di Alitalia, ma a patto che Malpensa torni a essere un hub in grado di soddisfare la richiesta di turisti per Expo.

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Berlusconi-Moratti, vertice per sbloccare l'Expo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 08-09-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-08 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Berlusconi-Moratti, vertice per sbloccare l'Expo Premier e sindaco oggi ad Arcore. "Ma si incontrano solo se prima si trova l'accordo" Il Comune al governo: Malpensa torni ad essere un hub, Milano pronta ad assorbire gli esuberi di Alitalia Oggi possibile vertice tra Silvio Berlusconi e Letizia Moratti ad Arcore. I mediatori azzurri sono al lavoro per sminare il terreno dalle polemiche di queste ultime settimane. Oggi, i vertici azzurri andranno in avanscoperta ad Arcore per sondare gli umori del premier. Per le 18, a meno di sorprese dell'ultima ora, è previsto l'ingresso di Letizia Moratti nella villa di Berlusconi. Intanto, sulla vicenda Expo, interviene il ministro ombra degli Esteri, Piero Fassino: "Spero che il Governo non rovini l'Expo per beghe di potere". Due le emergenze che la Moratti affronterà con Silvio Berlusconi: Expo e Alitalia. E anche un nodo politico: le esternazioni del sindaco sui giornali ("Governo distratto", "Adesso non vorrei lo scippo dell'Expo ", "Nessuno ci ha ringraziato per aver smaltito i rifiuti di Napoli") hanno provocato molto nervosismo a Roma e nonostante le precisazioni della Moratti ("Non c'è nessuna contrapposizione con il governo, ma il mio dovere istituzionale è fare presente le esigenze del territorio di fronte a qualsiasi governo") hanno lasciato uno strascico pesante nei rapporti. Dunque, Alitalia, con la richiesta del sindaco che Malpensa torni ad essere un hub e ancor di più l'Expo. Perché questi sono gli ultimi giorni utili per modificare o almeno bilanciare quel "compromesso " (così lo ha chiamato il sottosegretario Roberto Castelli) che è il decreto della presidenza del Consiglio allo studio del ministro delle Riforme, Roberto Calderoli. Il testo, secondo le parole dello stesso Calderoli, è pronto. Manca solo un ultimo passaggio: il vaglio del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Un passaggio che non rassicura affatto il sindaco Moratti. Come resta ancora aperto il caso di Paolo Glisenti, fortissimamente voluto dalla Moratti ma osteggiato dal centrodestra. Ostacoli che hanno portato a un blocco di 5 mesi dell'Expo, con conseguente figuraccia internazionale. E su questo tasto batte Piero Fassino, ieri a Cernobbio per il Workshop Ambrosetti: "Mi auguro che il lavoro che ha caratterizzato i rapporti tra gli enti locali lombardi ed il governo non venga mortificato. L'Expo ha potenzialità straordinarie di successo e il Governo Prodi si è battuto con grande determinazione per far vincere Milano. Lo ha fatto con una continua concertazione con gli enti locali lombardi come il sindaco Moratti ha paura di riconoscere. Spero che il governo di centrodestra prosegua su questa strada e non mortifichi l'Expo per beghe di potere". L'altra "bega" è Malpensa. La Moratti ha messo le carte in tavola: è pronta ad assorbire gli esuberi di Alitalia, a rivedere i termini della causa intentata dalla Sea contro la ex compagnia di bandiera, anche a ridimensionare Linate. In cambio di un solo punto: "Malpensa deve restare un hub". Maurizio Giannattasio Sindaco Letizia Moratti ha manifestato più volte negli ultimi giorni la sua insofferenza verso il governo per la scarsa attenzione a Milano Premier Silvio Berlusconi ha appena varato il piano Alitalia e nella gestione dell'Expo non vorrebbe accentrare tutto nelle mani di Glisenti.

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OBBLIGATO (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 08-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-08 num: - pag: 1 autore: di DARIO DI VICO categoria: REDAZIONALE L'ACCORDO OBBLIGATO I l Pd non è contrario al raggiungimento di un accordo tra Confindustria e sindacati sulla nuova contrattazione. Anzi per quanto è andato in scena a Cernobbio si può tranquillamente affermare che Walter Veltroni, Enrico Letta e Piero Fassino, presenti in riva al lago auspicano caldamente che la Cgil non si sfili, che Guglielmo Epifani alla fine firmi l'intesa per modernizzare gli storici accordi del '93. Il segnale (criptato) di disponibilità lo ha dato Veltroni affermando davanti alla platea degli imprenditori che bisogna "rafforzare la contrattazione aziendale territoriale ". Gli esponenti del Pd sanno benissimo che, pur estraneo alla trattativa, il governo Berlusconi si avvantaggerà dal raggiungimento di un'intesa tra le parti sociali. Potrà rivendicare l'attivismo del ministro Maurizio Sacconi e sostenere che sotto il governo Prodi industriali e sindacati non erano arrivati a capo di nulla. Allora perché il Pd incoraggia (o addirittura prega) la Cgil a firmare? Veltroni & C. temono per le sorti dell'unità sindacale. Un accordo separato tra la Confindustria e le sole Cisl e Uil rappresenterebbe comunque un successo per il governo e produrrebbe a sinistra il doppio inconveniente della rincorsa alla piazza e della radicalizzazione della Cgil. Ma, diplomazia sindacale a parte, si ha l'impressione che nei gruppi dirigenti del Pd siano sopravvenuti ragionamenti di portata più ampia. Vedono il governo macinare politica, proporre soluzioni per rifiuti e Alitalia, dialogare sempre più fittamente con l'establishment e ne traggono la conseguenza che la risposta non può consistere nella somma tra petizione "salva l'Italia" e manifestazione del 25 ottobre. Sono maturate così negli ultimi giorni scelte importanti: Fassino ha appoggiato l'azione del ministro Franco Frattini nella crisi georgiana, con Luciano Violante è ripartita una vera riflessione su politica e giustizia, sul federalismo fiscale il confronto maggioranza- opposizione è diventato moneta corrente. E ora si aggiunge la contrattazione decentrata. Ma un partito d'opposizione può pensare di crescere elaborando solo (meritorie) convergenze con il governo? Certo che no. Alla disponibilità al dialogo dovrà presto o tardi affiancare un robusto pacchetto di divergenze, o meglio una piattaforma politico- culturale alternativa e competitiva. Anche chi consiglia a Veltroni di coltivare le arti del confronto non gli chiede certo di rinunciare all'anima. Ed è qui il vero punto dolente. Si può ricominciare a macinare politica applicandosi a singoli dossier, ma per ridarsi un'anima non basta la ragioneria politica. Il contributo che può venire dalle sinistre europee è vicino allo zero e i laburisti inglesi messi di fronte allo stesso problema stanno pensando addirittura di richiamare Tony Blair, il Pd non ha nemmeno questa chance. ddivico@rcs.it.

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Tra Confindustria e Cgil adesso prove di disgelo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 08-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-08 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Tra Confindustria e Cgil adesso prove di disgelo Epifani: si riprende a discutere ma non firmo accordi a prescindere La Marcegaglia: "Aumenti soltanto con più produttività" Due ore di colloquio a Cernobbio. Il leader della confederazione: tutelare il potere d'acquisto o il sindacato si mobiliterà DA UNO DEI NOSTRI INVIATI CERNOBBIO (Como) - Cgil-Confindustria: sulle regole "si riprende a discutere". Così Guglielmo Epifani sull'incontro riservato di ieri con Emma Marcegaglia e il direttore generale di Confindu-stria, Maurizio Beretta. Un colloquio di quasi due ore in una saletta di Villa d'Este che pare abbia raggiunto l'obiettivo, non solo mediatico, di ristabilire il clima all'indomani del temporale scoppiato con l'intervista al Corriere della presidente di Confindustria, pur senza sgombrare del tutto il campo dallo spettro dell'accordo separato. Il dialogo c'è e continuerà ma le posizioni, nel merito, restano distanti. Epifani avrebbe tra l'altro ricordato a Marcegaglia il "problema enorme" con i molti che una contrattazione di secondo livello non ce l'hanno. Per questo insiste sul mantenere centrale la contrattazione nazionale, e per questo chiede al governo di intervenire con una redistribuzione fiscale che restituisca ai salari il potere d'acquisto eroso dall'inflazione reale. Altrimenti, dice, "la Cgil si mobiliterà". Marcegaglia aveva esortato la Cgil a firmare l'accordo sul rinnovo del modello contrattuale, senza escludere la possibilità di un'intesa solo con Cisl e Uil. Cosa che al leader del primo sindacato italiano è suonata come "un ultimatum inopportuno, mentre è in corso una trattativa su problemi seri, che va fatta seriamente". Resta poi ancora aperto il nodo esuberi Alitalia: "Sono 3.000 o 7.000? Non c'è ancora chiarezza ", ha detto il leader Cgil. "Non c'è nessun ultimatum" ha chiarito Emma Marcegaglia alla platea del workshop Ambrosetti, ribadendo che "bisogna dare più spazio ai contratti aziendali perché gli aumenti salariali senza aumenti di produttività non sono più sostenibili ". E dunque, secondo la numero uno degli industriali, "nessuno può più sottrarsi a un accordo che serve alla crescita: da una cultura di conflitto bisogna passare a una cultura della condivisione". Preoccupazioni che Marcegaglia era tornata a esprimere pochi minuti prima anche con lo stesso Epifani. Quello di ieri non è stato certo il primo incontro riservato, l'ultimo in ordine di tempo si era svolto a Parma prima delle vacanze. Ma risalirebbe a prima dell'insediamento alla guida degli industriali la promessa fatta da Emma Marcegaglia: "Mai l'accordo sulle regole senza la firma della Cgil". La promessa non è stata rinnovata, ma l'idea resta quella di raggiungere un accordo corale, il primo grande accordo dopo quello del '93, da portare al governo entro il 30 settembre. "Siamo pronti a prorogare le detassazione di premi e straordinari non appena Confindustria e sindacati avranno raggiunto un accordo, tutti speriamo entro settembre", ha detto il ministro per lo Sviluppo, Claudio Scajola, anche lui al forum Ambrosetti. I nodi, però, sono ancora tutti lì da sciogliere, a partire dall'indicatore di riferimento dell'inflazione sul quale venerdì Confindustria presenterà una proposta, alle clausole di garanzia per quei lavoratori che non hanno accesso alla contrattazione di secondo livello. "Il salario deve essere legato a tre elementi: recupero dell'inflazione, qualità della prestazione di lavoro, produttività. Bisogna cercare un punto di equilibrio" ha detto Epifani. E nonostante il pressing che arriva non solo dal governo e dagli industriali, ma anche dai vertici del Pd, la Cgil "non firmerà un accordo "a prescindere"". Prima di lasciare Villa d'Este, Emma Marcegaglia ha salutato affettuosamente il leader sindacale, raggiunto al tavolo dove sedeva con Walter Veltroni e Piero Fassino: "Allora Guglielmo, mi raccomando, fai il bravo" gli ha detto prima di dargli un bacio. E Fassino: "E' quello che gli stiamo dicendo anche noi". Paola Pica Emma Marcegaglia, Confindustria Il colloquio Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani. Ieri due ore di colloquio con Emma Marcegaglia \\ "Più spazio ai contratti aziendali perché gli aumenti salariali senza aumenti di produttività non sono più sostenibili".

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Meglio la cordata italiana o vendere a Air France? Gli italiani preferiscono il piano Colaninno (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 08-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-08 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE L'Osservatorio di Renato Mannheimer Meglio la cordata italiana o vendere a Air France? Gli italiani preferiscono il piano Colaninno La vicenda Alitalia costituisce un passaggio cruciale nella vita del Paese. Per almeno tre ordini di ragioni. In primo luogo, ovviamente, dal punto di vista della vita economica: il settore del trasporto aereo può rappresentare un asset fondamentale nello sviluppo di una nazione. C'è poi l'aspetto sociale: sono in discussione in questo momento migliaia di posti di lavoro e altrettante famiglie rischiano di pagare in prima persona la dissennata politica aziendale (e sindacale) degli anni scorsi. Ma, al tempo stesso, la questione dell'Alitalia riveste un'importanza straordinaria per gli equilibri politici e per l'immagine e la reputazione del Presidente del Consiglio: è un vero e proprio "banco di prova " per il governo Berlusconi. Per questo, è utile analizzare lo stato dell'opinione pubblica riguardo al dibattito su Alitalia. Anche se occorre osservare che per molti non è facile districarsi tra i numerosi contenuti tecnici che caratterizzano il confronto in atto. Tanto che più di un italiano su quattro dichiara di non sapere manifestare un parere sul piano attualmente in discussione. Al tempo stesso, però, circa il 75% si sente viceversa a suo agio nell'esprimere un'opinione al riguardo. Ed è proprio questa quota maggioritaria della pubblica opinione a indicare che la vicenda Alitalia e, in particolare, la proposta attualmente in discussione incontrano il favore degli italiani. La maggioranza relativa della popolazione - con un'accentuazione tra i più giovani e i possessori di titoli di studio più elevati - dichiara di ritenere il piano predisposto da Passera e Colaninno preferibile al precedente accordo, poi naufragato, con Air France. Una minoranza consistente afferma di ritenere migliore la soluzione prospettata a suo tempo, ma al tempo stesso, non respinge il piano attuale, sostenendo la sua attuazione. Solo poco meno del 10% ritiene la nuova proposta inaccettabile. Naturalmente, queste opinioni sono, come sempre accade, in parte influenzate dall'orientamento politico: non a caso, la percentuale di sostenitori della superiorità dell'attuale progetto sale significativamente tra gli elettori del centrodestra, ove supera il 50%. Anche tra i votanti del centrosinistra, però, più di un quinto dichiara di ritenere decisamente preferibile l'iniziativa di Colaninno: anche qui, comunque, la maggioranza relativa reputa opportuno accettare questa nuova proposta, pur con qualche rimpianto per quella precedente. L'opinione pubblica è consapevole anche dei risvolti sociali della vicenda, in particolare di quelli occupazionali. In questo caso emerge una assai maggiore capacità nel formulare e nell'esprimere opinioni circostanziate, tanto che le risposte "non so" sono limitate a meno del 4%. La maggioranza assoluta degli italiani dichiara però di preferire una soluzione "pubblica" per le eccedenze di manodopera, che dovrebbero essere sistemate in altre aziende statali. Questa opinione è più diffusa tra i giovanissimi (specie gli studenti), tra le donne e tra i residenti del Centro-sud. Mostrando così, ancora una volta, l'inguaribile fascino esercitato dallo Stato assistenziale sui nostri concittadini.

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I <sinceri democratici> contro Sarah Palin (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 08-09-2008)

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N. 36 del 2008-09-08 pagina 38 I "sinceri democratici" contro Sarah Palin di Paolo Granzotto Caro Granzotto, non è certamente il caso di stupirsene, ma ancora una volta la stampa di sinistra progressista ha dato il peggio di sé nel commentare la scelta di John McCain di candidare alla vicepresidenza degli Stati Uniti Sarah Palin. Tralascio le volgarità su Trig, affetto dalla sindrome di Down, del quale è stato insinuato che sarebbe figlio di Bristol e non di Sarah. Tralascio anche le volgarità su Bristol, "colpevole" di aspettare un bambino pur essendo diciassettenne e non ancora sposata. Tralascio gli hamburger di alce e il fatto che per avere una famiglia così numerosa Palin non troverebbe il tempo per occuparsi degli affari di Stato. C'è da inorridire per questo massacro di una donna da parte dei paladini del femminismo e delle quote rosa. Ma la cosa più paradossale è l'accusa a lei mossa di essere contemporaneamente pro life, contro l'aborto indiscriminato e a favore della pena di morte. Mi dica lei, caro Granzotto, se si può essere più in malafede, più mascalzoni di così. Difficile, ma i "sinceri democratici" di quella pasta, sono. Non hanno in simpatia le basi Nato (vedi la sarabanda girotondina del Dal Molin), però attaccano Berlusconi per aver concordato con Gheddafi che non saranno usate per attacchi alla Libia. Si ergono a paladini di "Italia nostra" e poi Veltroni ti va ad appaltare lo sventramento del Pincio per farvi un mega garage. Strillano come aquile se i marchi dell'italianità cambiano bandiera e poi volevano svendere l'Alitalia ad Air France. Chi li capisce? Certo non gli elettori, che seguitano a darsi alla fuga. L'accusa mossa a Sarah Palin di essere al tempo stesso pro life e pro pena capitale è pura cretineria: la contraddizione, infatti, potrebbe valere anche per l'altro campo, per i "sinceri democratici" contrari alla pena di morte ma favorevoli ad uccidere una vita in grembo. Senza aggiungere che con quei criteri di giudizio chi non contesta le pene detentive previste dal Codice, chi non invoca l'abolizione totale del carcere, risulterebbe un patentato nemico della Libertà, valore, mi par di ricordare, condiviso e non negoziabile. Sulla vittoria di McCain io ci ho scommesso, gentile lettrice. Esattamente come, fino a qualche settimana fa, la sinistra scommetteva non sulla vittoria, ma proprio sul trionfo di Barack Hussein Obama. Sapremo presto come andrà a finire, ma è chiaro, è evidente che le certezze dei "sinceri progressisti" cominciano a scricchiolare. Lei ha ricordato la grifagna aggressione alla futura - ci conto - vicepresidente degli Stati Uniti. Ma cosa dire dei vari Michael Moore che alla notizia dell'arrivo su New Orleans dell'uragano Gustav, sicuri che avrebbe procurato i danni (e i morti) di quello che colpì la città nell'agosto del 2005 obbligando così i repubblicani ad annullare la loro convention, hanno gongolato: "È la prova che Dio esiste!"? Se ricorrono a simili volgarità significa che sentono bruciare la terra sotto i piedi e cominciano a temere che, proprio perché il ticket McCain-Palin ha tutte le caratteristiche per dispiacere ai liberal d'Oltreoceano e ai repubblicones nostrani, ne ha, con gli interessi, per piacere assai al solido elettorato americano. Quello che non si fa incantare dagli "I have a dream" e dai "We can", ma sceglie un presidente che se riceve la famosa telefonata alle tre di notte non corra a rileggersi i discorsi di Martin Luther King, ma agisca sapendo cosa fare. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<La Moratti stia pure tranquilla il governo non trascura l'Expo> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 08-09-2008)

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N. 36 del 2008-09-08 pagina 2 "La Moratti stia pure tranquilla il governo non trascura l'Expo" di Gianandrea Zagato Intervista al coordinatore regionale di Forza Italia Guido Podestà: "Le priorità dei primi cento giorni sono state altre, ma Milano non è stata dimenticata" C'è un dossier dedicato a Expo e alle polemiche firmate da Letizia Moratti. C'è un possibile incontro con il sindaco di Milano, oggi, sull'agenda del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. E c'è un coordinatore regionale di Forza Italia, Guido Podestà, che sta lavorando. Sarà un vertice ad alta tensione, onorevole Podestà... "Il presidente del Consiglio sa bene l'importanza di Expo...". Ogni giorno ci sono però nuove accuse del sindaco al governo colpevole di aver trascurato Milano... "Letizia dovrebbe essere più disponibile, diciamo più dolce e con meno critiche. Sa bene quali sono state le priorità dei primi cento giorni del governo Berlusconi". Ce le vuole ricordare, onorevole Podestà. "I problemi erano l'emergenza rifiuti di Napoli, la questione sicurezza e tutto quanto riguardava la tenuta dell'economia. Si è fatto tantissimo e altrettanto c'è ancora da fare. Milano però non è stata mai dimenticata, sia chiaro". Be', lo dica al sindaco Moratti. "Anche lei lo sa, tranquillo. E sa di non poter affermare di essere stata trascurata dal governo Berlusconi. Che dà peso a Milano, che sempre riconosce il successo del modello milanese e lombardo che ha ottenuto l'Expo". C'è comunque un problema Expo che si declina nella gestione e che spinge il sindaco Moratti a difendere il ruolo di Paolo Glisenti. Che ne pensa di questa scelta? "Che non fosse facile gestire la questione Expo è sempre stato evidente, sia per la partecipazione degli attori - dal Tesoro agli enti di governo del territorio - che per l'unità gestionale. Lo ripeto: Silvio Berlusconi sa bene l'importanza di Expo. E, dunque, Letizia dovrebbe ancora una volta fidarsi e affidarsi al nostro presidente del Consiglio". Insomma, basta critiche al premier e al governo che, chiosa Filippo Penati, presidente della Provincia, "allontanano la gente dall'Expo". "Osservazione di troppo, mentre anche l'inquilino di Palazzo Isimbardi dovrebbe contribuire a far diventare l'Expo un patrimonio per i milanesi". In effetti, Penati, tenta già di sfruttare l'Expo nella riconquista di Palazzo Isimbardi... "Riconquista? Non credo che i milanesi vogliano riconfermare chi non sa governare. Anzi, chi non ha fatto niente di quanto ha mantenuto". Come dire: il "modello Penati" è fallito. "Modello Penati? Non scherziamo. L'ex sindaco di Sesto San Giovanni passerà alla storia per i risiko finanziari che ha messo in piedi e per la sua voglia di partecipare al grande gioco del capitalismo all'italiana. E, attenzione, lo racconta lui stesso attraverso le note stampa e le uscite sui quotidiani. Un esempio?" Prego. "Si propone come azionista della nuova compagnia di bandiera con 250 milioni di euro. Fa sapere che il suo "incesto azioniario", così lo definisce, sarebbe frutto della vendita della quota Sea detenuta dalla Provincia di Milano. Ma appena un anno fa sosteneva che con quei soldi avrebbe ripianato il debito contratto con Banca Intesa per acquistare Serravalle e per costruire autostrade. Risultato? Delle infrastrutture promesse da Penati non c'è nemmeno un centimetro, i milanesi continuano a pagare quel debito con interessi a tasso variabile e i soci della nuova Alitalia non vogliono Penati. Ma c'è ancora un dettaglio". Vada avanti. "Penati è davvero dottor Jekyll e mister Hyde. Oggi vagheggia di un posto nel cda di Alitalia, ieri denunciava che "il rilancio dello scalo milanese ha successo se lo si sgancia dai destini di Alitalia". Non sa più come conquistarsi un posticino sulle cronache locali e nazionali". Di sicuro spende più che bene i soldi per l'ufficio stampa della Provincia... "Applausi, sottoscrivo. Ma carta canta e in campagna elettorale dimostreremo tutti i bluff, le promesse mancate del presidente Penati a cominciare da quella di ridurre il ticket sanitario, dimenticandosi che è di competenza della Regione". Significa che, lei, onorevole è lo sfidante di Penati alle Provinciali 2009? "Sono il candidato indicato da Silvio Berlusconi e come già detto resto disponibile. Non ho alcun timore a misurami contro Penati, quando è accaduto in passato l'ho pure battuto. Credo che pure stavolta sia possibile. Naturalmente, occorre prima ragionare sul modello di Provincia che vogliamo alternativa a Penati, tenendo conto di un territorio che cambia e dell'Expo che avanza". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Tremonti: <La prima casa resta detassata> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 08-09-2008)

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N. 36 del 2008-09-08 pagina 8 Tremonti: "La prima casa resta detassata" di Guido Mattioni nostro inviato a Cernobbio (Como) Sbuffa e fa le facce, Giulio Tremonti, a chi lo insegue per chiedergli lumi sull'oggetto misterioso del giorno, quella "service tax" che evocata dal collega Roberto Calderoli potrebbe in futuro sostituire l'Ici. Ma che, nel presente, è un fastidioso montarozzo sulla via che mena al federalismo. "Abbiamo detassato la prima casa e resta detassata", taglia dapprima corto il ministro dell'Economia, per non lasciare più adito a dubbi. Poi spiega perché è opportuno rimandare ogni discorso politico in materia. "Realizzare il federalismo fiscale da metà settembre al 31 dicembre, come noi vorremmo - dice - non significa non avere fretta, ma pedalare da adesso. Solo che prima di parlare di federalismo fiscale, serve una banca dati condivisa. La bozza è grossomodo quella elaborata dalle Regioni, ma formulato quel testo e raccolto un consenso generale - ribadisce - il primo passo è appunto una banca dati condivisa, senza la quale non si possono compiere scelte politiche". Insomma, non si può parlare tanto per parlare. Per dirla con Luigi Einaudi, bisogna conoscere per deliberare. E dice molte altre cose, il ministro, parlando a nome della squadra di governo. Partendo dal dato che nei primi 116 giorni, agosto compreso, "abbiamo fatto quello che dovevamo e potevamo fare". Oltre alla già ricordata casa, "abbiamo detassato gli straordinari e questo sarà confermato. Sul fronte dell'ordine pubblico la gente si accorge che c'è più polizia e sicurezza. Sono stati sistemati i mutui, che per tante famiglie si mangiavano via la casa. Abbiamo pulito e messo a posto Napoli. Pensiamo di aver messo a posto l'Alitalia. E, soprattutto, abbiamo anticipato a prima dell'estate e stabilizzato per tre anni il bilancio, cioè la finanziaria, come si fa in Europa". E in Italia, ricorda, "è la prima volta che accade". Anche per questo - insiste Tremonti - a chi sostiene che tra il governo e gli italiani sia "finita la luna di miele, io dico che non è così. Cinque anni sono lunghi e faremo di più. Il problema per noi non è la luna di miele, ma sono le nozze d'argento". E allargando il concetto, parla di una assoluta novità, di un "dato politico positivo: rispetto al passato è caduta la pregiudiziale negativa contro il governo, quale che fosse. Ora gli italiani sono aperti al giudizio, ma non al pregiudizio". Atteggiamento mutato grazie anche al fatto che la gente ha scoperto che questo governo non si può incasellare. In quanto "noi forse abbiamo idee, giuste o sbagliate, ma di certo non abbiamo ideologie. Non perché non abbiamo letto i libri, ma proprio in quanto li abbiamo letti". Così, non solo non siamo fascisti o comunisti, ma nemmeno "liberali o statalisti. E non ci riconosciamo neanche nelle ultime due ideologie marginali del Novecento: il nullismo del '68 e il mercatismo". Il primo ancora incistato nella scuola, "macchina improduttiva che mangia pezzi del passato e del futuro". Il secondo divenuto pericolosa idolatria della finanza, perché "c'è molta più moralità in un prodotto industriale, in un'auto, che non in un titolo future". Ultimo capitolo del Tremonti dixit è il futuro: "A fine crisi il nostro Pese sarà più forte di prima e più forte degli altri. Il Pil di molti altri Paesi, invece, è gonfiato da immobili e finanza". Poi la proposta: il governo proporrà all'Ecofin "di trasformare la Bei in una grande Cassa depositi e prestiti europea che diventi il fondo sovrano a livello continentale". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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La sfida di Moretti: vuol strappare 4 milioni di passeggeri agli aerei (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 08-09-2008)

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N. 36 del 2008-09-08 pagina 15 La sfida di Moretti: vuol strappare 4 milioni di passeggeri agli aerei di Redazione Oggi sono 8 milioni i viaggiatori, con la tecnologia si punta al 60% in più nostro inviato a Cernobbio (Como) Quattro milioni di passeggeri. È questo il bottino che Mauro Moretti, amministratore delegato delle Ferrovie, conta di strappare ad Alitalia, Air One e alle low cost aeree nel ricco bacino di chi si muove tra Milano e Roma. Oggi la quota di mercato delle Ferrovie, su un totale stimato in 8 milioni di passeggeri, "è del 10-12%", ha detto Moretti a Cernobbio. Con il lancio dell'Alta velocità "salirà al 60 e anche oltre nel giro di un anno e mezzo, due anni". Che vuol dire passare da uno a 5 milioni di passeggeri. D'altra parte già da dicembre si potrà andare da Milano a Roma, ogni 15 minuti, in 3 ore e tre quarti. Che dall'anno prossimo diventeranno tre ore. "Ogni treno porta 600 passeggeri, sono 4-5 aerei in una botta sola", ricorda Moretti. E non aggiunge altro, anche per non voler esagerare, visto che Alitalia è un tema particolarmente delicato, proprio in queste ore. Ma d'altra parte l'ad di Fs è arrivato a Cernobbio, forse per la prima volta nella storia del gruppo, da manager che intende confrontarsi con gli altri "ceo" di grandi aziende e banche, abituali frequentatori del Workshop Ambrosetti, senza complessi di inferiorità. Senza, in altri termini, il fardello del carrozzone delle Ferrovie sulle spalle. Non che Trenitalia sia una società risanata. Tuttavia la voglia di dare un segnale di discontinuità con il passato è evidente proprio nel progetto alta velocità. Detto che il bilancio 2008 di Fs chiuderà "vicino al pareggio", Moretti va subito oltre: "Vogliamo sapere se anche l'Italia vuole avere una grande impresa che intende competere in questo settore nel mondo, oppure no. Per farlo si deve internazionalizzare, o è condannata". Le Ferrovie, in altri termini, devono guardare oltre ai propri confini, oltre la realtà cui siamo un po' tutti abituati a pensarle. Ma, soprattutto, ci vorrà la "reciprocità", perché tedeschi e francesi sono già pronti a venire a vendere i loro servizi ad alta velocità sulla rete Fs. E "bastano 2 anni di ritardo rispetto ai concorrenti e lo svantaggio competitivo diventa incolmabile. Dobbiamo poter andare anche noi all'estero a vendere i nostri servizi, con le nostre tecnologie, che sono le migliori del mondo, insieme a quelle giapponesi". Il piano Moretti poi, prevederebbe di scorporare la divisione Alta velocità da Trenitalia per trasformarla in una spa a parte: per avere un nuovo marchio da "spendere" (modello Tgv in Francia), e nella quale poter invitare, in futuro, anche nuovi soci. Trenitalia rimarrebbe la società del resto dei servizi. Nella quale aprire il capitolo delle tratte attualmente in perdita. Che, in un'ottica aziendale "vera", non potranno più rimanere così come sono. Ma questa è un'altra storia. Che in ogni caso Moretti aprirà molto presto. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Alitalia, da oggi confronto decisivo con i sindacati (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 08-09-2008)

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N. 36 del 2008-09-08 pagina 15 Alitalia, da oggi confronto decisivo con i sindacati di Redazione Giornate decisive per Alitalia: questa mattina Cai e sindacati si ritroveranno al ministero del Lavoro per riprendere il confronto che si deve chiudere entro giovedì. "Nell'incontro - spiega Claudio Genovesi (Fit-Cisl) - tratteremo con la Cai il tema delle relazioni industriali e dei contratti di lavoro mentre, con il governo, affronteremo i temi sul perimetro industriale e gli ammortizzatori sociali". In proposito il ministro Maurizio Sacconi ha confermato, in un'intervista, che ai 3.250 esuberi previsti "saranno offerte robuste garanzie, l'80% dei salari per sette anni con il diritto-dovere di accettare una nuova occupazione compatibile con la precedente, pena la perdita del beneficio". Sul fronte aziendale c'è fiducia: "Sono ottimista perché il sindacato - ha detto il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi - si rende conto che è l'ultimo decollo". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<Moratti, basta critiche al governo> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 08-09-2008)

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N. 36 del 2008-09-08 pagina 1 "Moratti, basta critiche al governo" di Letizia Moratti Il coordinatore di Forza Italia Podestà: "Letizia deve avere fiducia in Berlusconi. Non ha mai dimenticato Milano" "Letizia Moratti stia tranquilla, il governo non trascura l'Expo". Guido Podestà, coordinatore regionale di Forza Italia, ricorda al sindaco di Milano che "nei primi cento giorni di governo sono state altre le priorità" ma che "Milano non è stata dimenticata". Anzi, dice Podestà "Silvio Berlusconi sa bene l'importanza di Expo e, dunque, ancora una volta, Letizia dovrebbe fidarsi e affidarsi al nostro presidente del Consiglio". Come dire: "Stop alle critiche". Tema, Expo, che il premier e il sindaco potrebbero affrontare oggi in un vertice ad Arcore. Intanto, Podestà ribadisce di essere pronto a "sfidare Filippo Penati per la corsa a Palazzo Isimbardi": "Non ho alcun timore a misurarmi contro chi per quattro e passa anni non ha mai rispettato gli impegni presi con gli elettori". E dell'uscita di Penati su Alitalia commenta: "È l'ennesimo bluff". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Quello strano virus della Capitale (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 08-09-2008)

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N. 36 del 2008-09-08 pagina 1 Quello strano virus della Capitale di Carlo Maria Lomartire Da giorni, troppi, quotidiani e telegiornali ci affliggono con un dibattito bizantino sul parcheggio sotto il Pincio, a Roma. Faccenda, in fondo, locale, che il 95% degli italiani commenta con un sonoro "chissenefrega!". Nel frattempo, sempre a Roma, nessun lombardo mostra ansia per il ritardo che si accumula sulle decisioni necessarie per far partire le opere per l'Expo: organismi operativi e ruoli di comando. Intanto l'aspetto più importante della vicenda Alitalia sembra per tutti il numero degli "esuberi", romani, trascurando (...) © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Ora la Cai è abilitata al decollo (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 08-09-2008)

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Oggi è Lun, 08 Set 2008 Edizione 186 del 06-09-2008 FORMALIZZATA IERI A MILANO LA COSTITUZIONE DELLA NEWCO Ora la Cai è abilitata al decollo La "spennacchiata" Alitalia ha ottenuto una licenza provvisoria di 6 mesi per volare e le trattative con i sindacati vanno avanti di Alessandra Mieli Il dado è tratto. Anche da un punto di vista squisitamente formale Cai c'è. Adesso tutto deve filare liscio e ogni tassello della complessa deve andare a posto senza intralciare gli altri. E non sarà facile. Non bisogna però sottovalutare l'importanza degli atti formali. La costituzione della società destinata a subentrare a Alitalia è un efficace propulsore per il resto delle questioni sul tappeto. Sta di fatto che ieri Roberto Colaninno è arrivato a Milano presso lo studio legale Pavesi Gitti Verzoni in via Borgonuovo dove si sono ritrovati anche Marcellino Gavio e Gaetano Miccichè di Intesa SanPaolo, Salvatore Mancuso del Fondo Equinox, Corrado Passera, consigliere delegato di Intesa SanPaolo, Emilio Riva dell'omonimo gruppo dell'acciaio, Fausto Marchionni, a.d. di Fonsai e il consulente Bruno Ermolli. Il cda di Cai ha nominato presidente della società Colaninno e Sabelli a.d. Del cda fa parte Andrea Guerra (attualmente amministratore delegato di Luxottica e in precedenza di Merloni, è considerato l'enfant prodige del top management italiano), in qualità di consigliere. L'assemblea di Cai ha inoltre ratificato la sottoscrizione del Term Sheet con Toto, relativo all'acquisto da parte della società dell'intero capitale di Ap Holding, che sarà titolare, alla data dell'acquisto, dell'intero capitale sociale di AirOne. L'assemblea dei soci della Cai ha inoltre ratificato la presentazione dell'offerta preliminare al commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, per l'acquisto di alcuni asset di Alitalia. A Roma intanto il commissario Fantozzi, ha reso noto che "Il tribunale ha depositato la sentenza sull'accertamento dell'insolvenza di Alitalia" e ha aggiunto "ora si va avanti" spiegando che entro la fine di questo mese si sarà sciolto anche il nodo del partner estero. Nel frattempo però ad Alitalia è stata sospesa la licenza definitiva ed è stata assegnata una "licenza provvisoria per operare di sei mesi, rinnovabile per altri sei mesi come detta un regolamento Ue per aziende in crisi". Come ha precisato il presidente dell'Enac Vito Riggio che ha altresì spiegato che Cai "dovrà chiedere una nuova licenza definitiva" per la nuova compagnia aerea. E il profilo delle nuove ali italiane comincia a delinearsi nei contorni anche se al tavolo delle trattative con i sindacati il segretario generale della Uil Trasporto, Giuseppe Caronia, che aveva chiesto che venisse consegnato ai sindacati il piano per Alitalia, ha ricevuto un cortese ma fermo diniego dall'a.d. Sabelli, il quale ha spiegato che il piano deve rimanere riservato sotto il profilo formale. Sabelli si è però detto disponibile ad una trattativa ad oltranza e ad offrire le carte sul piano industriale per un approfondimento degli scenari ma senza gli elementi sensibili. Senza, cioè, le indicazioni relative alla flotta, al perimetro e al prezzo dell'offerta. Comunque è stato chiarito che il core business della newco è una compagnia di eccellenza per i passeggeri. Del settore cargo quindi non saprebbe che farsene anche perché, come ha spigato Sabelli "la compagnia al quindicesimo posto mondiale per il cargo è comunque il doppio di Az. Il leader mondiale per la manutenzione fa 8 mln di ore l'anno contro le 500mila di Alitalia". Il pensiero dell'a.d. di Cai sul salvataggio in articulo mortis di Alitalia si riassume così: "un'operazione come questa è un salto carpiato triplo tra un'operazione di ristrutturazione molto forte, uno start up e una integrazione tra due aziende". Per il destino della manutenzione pesante di Alitalia che fa capo ad Atitech di Capodichino (Napoli) "Finmeccanica è comunque un interlocutore" secondo, il Ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, che ha risposto - in un incontro con i giornalisti - alla domanda che ci fossero colloqui con la holding di Aerospazio e Difesa per la collocazione dei tecnici dell'azienda napoletana. "In questo momento nessuno può dire nulla - ha premesso Sacconi - Finmeccanica è presente nello stesso territorio (napoletano ndr.) con Officine Aeronavali ed è comunque un interlocutore per l'impiego di lavoratori. Non c'è alcun riferimento, però, all'assetto societario, stiamo guardando il territorio". Resta ancora da capire quale sarà l'atteggiamento di Bruxelles sull'intera faccenda.

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BERLUSCONI IN TV BATTE CELENTANO (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 08-09-2008)

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Oggi è Lun, 08 Set 2008 Edizione 186 del 06-09-2008 BERLUSCONI IN TV BATTE CELENTANO di Christian Saragoni Tornato a Napoli per fare il punto sulla situazione rifiuti in Campania, il premier Silvio Berlusconi ottiene sia la massima visibilità nei notiziari nazionali, sia il primo posto nel ranking Tv di giovedì 4 settembre. In vetta con oltre 9 minuti tra interviste e dichiarazioni, il presidente del Consiglio fa un annuncio ufficiale: "Napoli è pulita. Presto apriremo nuove discariche e il termovalorizzatore di Acerra entrerà in funzione a gennaio". Dal numero uno del Governo arrivano anche commenti sul caso Alitalia ?"Le critiche del Pd sul piano Alitalia? Si commentano da sole, sono prive di ogni fondamento"- e sul problema del tifo violento ?"Per il teppismo negli stadi ci vuole tolleranza zero, come è stato fatto in Gran Bretagna". Al secondo gradino della graduatoria del tempo di parola troviamo Adriano Celentano, ospite d'onore alla 65esima edizione della mostra del cinema di Venezia. Intervenuto alla rassegna per presentare la versione restaurata del film "Yuppi Du", il "molleggiato" è protagonista di un'affollata conferenza stampa, ripresa da tutti i telegiornali, dove esprime opinioni su diversi temi di scottante attualità: morti bianche, inquinamento, cementificazione selvaggia. Dal TgLa7, edizione della sera, prende la parola, invece, il giornalista Roberto Arditti, titolare della terza posizione nel ranking. Il direttore de "Il Tempo", intervistato dal conduttore Andrea Prandi, espone le sue riflessioni in merito alle presidenziali americane ?"Obama è in vantaggio nei sondaggi, ma McCain è più in sintonia con l'America di oggi"- e alla situazione di Napoli: "La soluzione deve essere la legalità, non solo teorica, ma anche applicata e concreta". Spazio e microfoni al Tg1 per Massimo D'Alema, quarto nella classifica del parlato Tv. L'esponente del Pd lancia prima pesanti critiche al piano Alitalia: "Non mi piace perché scarica i costi della crisi sui cittadini italiani"; poi auspica che la riforma della giustizia non sia un regolamento di conti con i magistrati. Su Berlusconi, infine, ammonisce: "Il premier gode di consenso perché fa finta di governare". Un commosso Mogol, invece, appare al Tg5 per ricordare i 10 anni della morte di Lucio Battisti. "Ciò che mi manca di più è il sorriso e l'ironia di Lucio. Io e lui non abbiamo mai litigato, siamo andati sempre d'accordo", confessa il più grande paroliere italiano di tutti i tempi. L'estate sta finendo, le scuole stanno per riaprire e il ministro dell'Istruzione Gelmini spiega al Tg2, edizione delle 20:00, le novità che attendono gli alunni al ritorno in classe. "Il 5 in condotta? Una risposta agli episodi di bullismo. Il ritorno del maestro unico? Una scelta che mette al centro le esigenze dei bambini e ci permette di risparmiare soldi. I test di ingresso alle università? Non si possono eliminare".

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NUOVA ALITALIA , PRIMI PALETTI DEL COMMISSARIO (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 08-09-2008)

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LA TRATTATIVA Le Fs puntano al 60 per cento del traffico passeggeri tra Milano e la capitale NANDO SANTONASTASO Si riparte stamani, stesso tavolo, stessi interlocutori. Ma stavolta all'ordine del giorno della no stop al ministero del Welfare sulla "nuova Alitalia" c'è il tema degli esuberi, finora solo sfiorato, o meglio evitato, dal governo, preoccupato di ottenere dai sindacati i primi sì al piano industriale. Sui numeri lo scontro appare inevitabile: ieri a Cernobbio il leader della Cgil Guglielmo Epifani chiede chiarezza. "Sono 3.000 o 7.000?" si domanda rilevando la necessità che "sia equilibrato il rapporto tra quanto il salvataggio di Alitalia costa ai cittadini, il piano di rilancio e la difesa dell'occupazione". Il governo con il ministro Maurizio Sacconi ribadisce che gli esuberi sono in tutto 3.250. "Per i 1.6000 addetti alla manutenzione pesante, del cargo e dei servizi informatici ci sarà una soluzione" assicura aggiungendo che i salari saranno variabili: il caso Alitalia, dice, "non sarà solo l'occasione per sperimentare il nuovo modello di condivisione ma anche per attuare una diversa struttura del salario che dia rilievo alla parte collegata ai risultati". Ma a frenare stavolta è il commissario straordinario Augusto Fantozzi che in un'intervista al Sole 24Ore mette i primi paletti al percorso tracciato dalla Cai (e dal governo). Di fronte alla delicatezza della situazione finanziaria (nelle casse di Alitalia restano 30-50 milioni a fronte di un fabbisogno mensile di 70 milioni), Fantozzi solecita tutti a fare presto e bene ma ricorda che entro fine settembre, quando "tutti i tasselli del puzzle devono essere andati a posto", la società raggiungerà un deficit consolidato di 800 milioni di euro. Ma rispetto a un piano industriale che definisce "ben congegnato", con un'ofefrta di acquisto di 400 milioni, Fantozzi respinge l'ipotesi che sia la bad company a dover gestire l'outsourcing di manutenzione, call center e cargo per conto della nuova società. "Non ci dovranno essere aziende attive nella bad company che va liquidata per ragioni tecniche e giuridiche", spiega il commissario. E aggiunge: "Tutte le aziende vive devono essere cedute: che poi siano vendute alla cordata o ad altre aziende, siano esse dello Stato o private, si vedrà". L'aiuto di Stato, dice Fantozzi, qualora il prestito-ponte da 300 milioni non venisse restituito, "non si configura se l'azienda è in procedura concorsuale e viene chiusa". Ma poi non esclude il rischio che il credito del Tesoro ad Alitalia, 750 milioni complessivamente tra bond e prestito-ponte, non sia rimborsato: "Ma questo lo sapremo solo quando saranno definite le masse di attivo e passivo". Comunque ha assicurato, "noi continueremo a pagare - dice - perchè non possiamo permettere che un qualsiasi fornitore blocchi l'operatività di Alitalia". Intanto, mentre fonti vicine alla Cai smentiscono la presenta di soggetti pubblici nella cordata, le Ferrovie dello Stato ribadiscono di voler essere più che competitive nella gestione del traffico passeggeri tra Roma e Milano, la dorsale più nevralgica del Paese. L'azienda da dicembre si dice pronta a mettere un treno ad alta velocità ogni 15 minuti sulla tratta e convinta di poter coprire il 60% del movimento passeggeri (attualmente su strada ferrata è al 155). Replica il presidente della Provincia di Milano Filippo Penati: "Se l'aeroporto di Linate servirà esclusivamente il traffico aeroportuale Milano-Roma, con l'arrivo dell'alta velocità si decreterà la sua chiusura. Diciamo "no" alla svendita di Linate, che si aggiungerebbe al declassamento di Malpensa". Sotto aerei Alitalia. A destra il ministro del Welfare Sacconi.

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Piloti e hostess bocciano la proposta di contratto Dichiarazione di insolvenza, aperta un'inchiesta (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 08-09-2008)

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La proposta di rinnovo contrattuale illustrata dalla Compagnia aerea italiana è stata giudicata "irricevibile". Intanto la Procura ha apero un fascicolo sulla dichiarazione di insolvenza di Alitalia

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Il nuovo contratto, secondo fonti presenti alla riunione, prevede l'azzeramento dei vecchi contratti Alitalia e Air One, la mobilità territoriale sia per i dipendenti sia per gli aerei (saranno spostati dove serve), la retribuzione sarà a seconda del lavoro effettuato, una quota dei piloti sarà fuori dalle liste di anzianità, i dipendenti dovranno usare solo mezzi propri e nel contratto, pur restando il criterio di anzianità, entrerà anche il criterio del merito al 25%. Sono un centinaio gli assistenti di volo precari e non, che si sono radunati in via Flavia, per ricevere notizie in tempo reale sull'andamento del confronto. E le reazioni alle prime indiscrezioni non sono state positive. "Era meglio la proposta di Air France", hanno gridato alcuni, mentre altri hanno invitato i delegati sindacali ad abbandonare il negoziato e portare i libri in Tribunale. L'INDAGINE La Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine, per il momento senza ipotesi di reato e senza indagati, sulla dichiarazione di insolvenza di Alitalia. La decisione del Tribunale civile, sulla compagnia di bandiera, è arrivata la scorsa settimana. Dopo il ricevimento degli atti a piazzale Clodio, gli inquirenti hanno avviato gli accertamenti. Responsabile dell'inchiesta è il procuratore aggiunto Nello Rossi, coadiuvato dai Pm Stefano Pesci, Gustavo De Marinis e Maria Francesca Loy. Secondo quanto si è appreso si sta valutando se ascoltare il commissario delegato Augusto Fantozzi o Corrado Passera, al vertice della banca che ha seguito come advisor il 'Progetto Fenice' varato per salvare Alitalia. Accertamenti sugli ultimi dieci anni di gestione di Alitalia. E' questo il compito che si sono dati gli inquirenti della Procura di Roma, che hanno avviato un'inchiesta dopo la dichiarazione dello stato di insolvenza decretato dal tribunale civile per la compagnia aerea. L'indagine, che rimane al momento senza ipotesi di reato e senza persone accusate, non si concentrerà, quindi, sulla gestione presente dell'azienda. Il procuratore aggiunto Nello Rossi ed i pm Gustavo De Marinis, Stefano Pesci e Maria Francesca Loy, attenderanno ancora qualche giorno per delegare alla Guardia di Finanza, nucleo di polizia tributaria, l'acquisizione dei bilanci e dei documenti inerenti le entrate e le uscite dell'Alitalia. In tal senso sono state previste una serie di acquisizioni di cui si dovranno occupare i militari. Inoltre è possibile che vengano affidate due diverse consulenze, una che si occuperà delle scelte contabili e l'altra di quelle operative, rispetto ad acquisizioni e dismissioni che sono state fatte negli ultimi anni. Per assolvere a quest'ultimo incarico sarà nominato quasi certamente un economista esperto di trasporto aereo. Il treno lancia la sfida all'aereo sulla tratta Milano-RomaQuale futuro per Alitalia? 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Tutta l'umaa pietà per i morti, ma non si può dimenticare che a Salò andò la feccia di qu[...] La Russa: Omaggio ai soldati della Rsi 12:51:52 - Mi permetto un consiglio al ministro la russa: lasci perdere!. I militari della rsi, piaccia o no, c[...] La Russa: Omaggio ai soldati della Rsi 12:46:02 - O si parla di tutti, oppure non si parla più di nessuno ! Dopo tanti anni di continui battibecchi, l[...] La Russa: Omaggio ai soldati della Rsi Preferisci il treno o l'aereo?Salva due bambini dalle acque, poi muore d'infarto. Giusto dargli una medaglia d'oro al Valor Civile?Contro il caro libri pubblicità nei testi scolastici, sei d'accordo?Rifare subito la nuova Romea, cosa ne pensi?Spinetoli, concorso di scultura 2008/2009: vota l'opera più bellaE' giusto multare i padroni dei cani che sporcano? 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Scuola, chi ha paura della Gelmini (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 08-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. Scritto in Varie Commenti ( 24 ) " (11 votes, average: 4.45 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (20 votes, average: 3.45 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (9 votes, average: 2.78 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (56 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (34 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 39 ) " (36 votes, average: 3.36 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (47) Ultime discussioni Alberto Taliani: per polloallospiedo Mi sembra che a buttarla sul piano ideologico siano soprattutto gli oppositori... polloallospiedo: L'attuale scuola primaria e tra le prime nel mondo, l'introduzione del maestro unico non... Enrico: Sono un ragazzo di 19 anni, forse più vicino di molti di quelli che hanno lasciato un commento nel blog alla... Francesca: Quello che vuole fare la Gelmini (spero che l'opinione pubblica l'abbia capito) è tagliare... amedeo cazzalini: Io non so se sia un bene tornare al maestro unico, pero' i numeri parlano chiaro: il costo... 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Alitalia: piloti e assistenti di volo "proposta irricevibile" (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 08-09-2008)

Argomenti: Alitalia

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Esuberi? Più concorrenza (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPA ON-LINE" del 08-09-2008)

Argomenti: Alitalia

EMILIO BARUCCI Con la presentazione di una bozza di piano industriale alle rappresentanze sindacali è partito l'ultimo atto del salvataggio Alitalia. Tra leggi ad hoc, un odore intenso di conflitto di interessi e ingenti oneri per i cittadini italiani, è emersa una novità importante: la nuova Alitalia sarà una compagnia regionale concentrata sulle tratte interne più redditizie, dove avrà una posizione quasi monopolistica, e su poche rotte internazionali. Gli esuberi di personale sono tra 3 e 4000. Una brutta sorpresa per coloro che si aspettavano un progetto più ambizioso. Ma veniamo all'ultimo atto: il confronto con le forze sindacali. Scontando le corresponsabilità nella gestione della vecchia Alitalia e il no ad AirFrance nello scorso febbraio, i sindacati vengono additati pubblicamente come responsabili di un eventuale fallimento. Messe da parte tutte le perplessità sull'operazione e sulla procedura adottata, cosa ci aspettiamo da un sindacato responsabile? Ci si aspetta che faccia fino in fondo la sua parte nel tutelare i vecchi e i nuovi lavoratori compatibilmente con una situazione fallimentare e un progetto senza alternative e che lo faccia senza partecipare in modo smaccato a questa girandola delle compensazioni con al centro il governo che ha coinvolto altre parti in causa. È bene ricordare che in questa operazione almeno cinque soggetti sono coinvolti: i vecchi azionisti, i nuovi azionisti, i creditori, i clienti, i lavoratori. Il governo ha favorito il progetto sui primi tre fronti. Ha disinnescato la mina dei piccoli azionisti e possessori di obbligazioni tirando fuori la compensazione tramite il fondo anticrack alimentato dai conti correnti dormienti. Per i nuovi azionisti ha cambiato la normativa mettendoli al riparo da brutte sorprese, ha sospeso la disciplina antitrust e c'è il sospetto di altre garanzie su altri fronti. I clienti, che non sono in grado di protestare, per ora sono gli unici a perderci: avranno un servizio più costoso. Cosa debbono attendersi i lavoratori? Tre sono le questioni aperte: piano industriale, condizioni del nuovo contratto, ammortizzatori sociali. Anche in presenza di una situazione fallimentare il sindacato ha titolo per mettere bocca su tutti e tre gli aspetti. Lo deve fare affrontando i primi due punti con i nuovi azionisti e il terzo con il governo. In questo tormentone nazionale in un clima da ultima spiaggia i due interlocutori spesso si confondono. I sindacati debbono "rendere la vita difficile" ai nuovi proprietari che rischiano i loro soldi ma hanno avuto dal governo più di una garanzia. Lo debbono fare ricordando che nella storia recente delle privatizzazioni italiane in settori non concorrenziali, come in questo caso, il capitale è stato remunerato assai bene mentre non sempre la stessa sorte è toccata al lavoro. Questo discorso deve essere tenuto ben distinto da quello degli ammortizzatori sociali, che riguarda il rapporto con il governo. Visto il grado di protezione di cui godono gli imprenditori, è lecito che il sindacato invochi misure di welfare ma occorre ricordare che queste sono a carico di tutta la comunità e rischiano di diventare una forma di rendita a favore dei lavoratori in esubero. Da questo punto di vista sette anni di tutela sembrano una enormità. I sindacati e il governo si debbono assumere le loro responsabilità di fronte ai cittadini su questo fronte in modo chiaro. Anche la strada della ricollocazione mascherata nella pubblica amministrazione o in altre aziende statali non sembra percorribile. Una strada potrebbe essere quella della concorrenza con la vendita di slot da parte di Alitalia a competitor stranieri: le compagnie entranti potrebbero assorbire parte del personale in esubero. Come nelle telecomunicazioni, dove gli esuberi Telecom sono stati più che compensati dalle assunzioni da parte delle nuove compagnie, un ammorbidimento delle rendite concesse sul mercato domestico potrebbe essere la soluzione puntando su nuove opportunità di lavoro nel trasporto aereo piuttosto che su tutele assai costose. A fronte di tutte le polemiche sui conflitti di interesse, questa potrebbe essere la sfida: più opportunità e meno tutele.

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Pd, sindaci e governatori chiedono spazio al partito (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPA ON-LINE" del 08-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Dopo un'estate di tensioni, il caso Alitalia segna la nuova frontiera della discussione Pd, sindaci e governatori chiedono spazio al partito Marrazzo e gli altri: fateci fare, siamo noi che presidiamo il territorio Il caso Alitalia è uno spartiacque, anche per il Pd. Lo strappo di Marrazzo e Penati, che si sono detti disponibili a entrare nel capitale della nuova compagnia, è il migliore esempio della carica degli amministratori locali. Fenomeno che già questa estate ha provocato più di una frizione fra il livello locale e quello nazionale del partito, ma che ora è emerso con tutta la sua forza. I vari Domenici, Cacciari, Zingaretti, oltre ai due presidenti già citati, rivendicano maggiore spazio e più autonomia. Non tanto, o non solo, per brama di potere ma perché tocca a loro dare risposte al territorio. "I sindaci ad esempio ? sottolinea il sindaco di Firenze ? si trovano a dover trovare soluzioni concrete in poco tempo. Proprio per questo spesso decidono di percorrere strade inedite e innovative ". Strade che alcune volte portano al dialogo con l'opposizione. È il caso di Cacciari, che davanti alla possibilità che Venezia esca dal novero delle città metropolitane ha fatto appello a tutte le forze politiche della città, "al di là di tutte le differenze", per scongiurare il malaugurato evento. A PAGINA 5.

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Pd tra rigore e convenienza (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPA ON-LINE" del 08-09-2008)

Argomenti: Alitalia

GIUSTIZIA Pd tra rigore e convenienza MONTESQUIEU La testa di lista delle riforme pare bell'e fatta: la giustizia priorità assoluta, poi il federalismo fiscale. Tra le due, elevata al rango soggettivo di riforma, una bella stretta alle intercettazioni, quelle disposte e quelle pubblicate. Per ora ci si può fermare qui, con l'elenco. E ci si risparmia l'umiliazione di vedere il posto in classifica della riforma della struttura e delle funzioni delle camera; dei poteri del governo, e del suo capo, almeno rispetto alla nomina e revoca dei ministri; delle procedure parlamentari, della legge elettorale. Se mai se ne parlerà, di legge elettorale, sarà per consolidare l'esclusione anche dal parlamento europeo di qualcuno, e per disassuefare del tutto gli elettori a scegliere qualcuno come loro rappresentante. Tutto questo ? le priorità ? senz'ombra di dialogo tra i due schieramenti, almeno i due maggiori. Non una comunicazione diretta, una telefonata, una mail: basta la televisione. Basta la televisione per questo, per Alitalia, per gli accordi libici, per la spazzatura, per tutto. La televisione in luogo del parlamento... Per chi pensa che l'accordo sia un valore in sé, indipendentemente dal tragitto per arrivarci, non resta che adeguarsi: è una riforma anche quella della giustizia, dopotutto. Poi c'è il merito, si può sempre recuperare su quello: ma qui si fa presto ad essere bollati come giustizialisti, basta scostarsi un attimo dal solco, pretracciato anch'esso. Giustizialisti, ad esempio, se si pensa che per avere la certezza della pena sia necessaria la certezza del processo. Giustizialisti quelli che vogliono pena e processo. Sono arrivati prima loro, i garantisti, a dare le carte. Comunque, ci si può rincuorare pensando che la giustizia ha anch'essa ? come tutta l'Italia ? bisogno di essere riformata, e che da qualcosa bisogna pur cominciare. Non occorre essere un esperto del settore, né essere maliziosi, per sapere che la pulsione irrefrenabile alla riforma della giustizia nasce con l'obiettivo primario, se non unico, di aggiustare i rapporti di forza, o comunque i rapporti, tra politica e giustizia. Meglio, tra politici e giudici. Meglio ancora, tra alcuni politici e alcuni giudici. L'efficienza della giustizia non appare come il primo obiettivo. Quantomeno, non sembra verosimile che si vogliano dotare i magistrati ? pubblici ministeri o giudici ? di strumenti che rendano più incisiva la loro azione, soprattutto investigativa, almeno fino a quando è in libera circolazione quella sparuta, impertinente minoranza che ha per missione la caccia al politico. Sarà interessante, d'ora in poi, vedere se l'opposizione, la maggiore, troverà nell'esame di merito l'autonomia che fin qui non ha saputo mostrare. E la compattezza, tra le avanguardie in cerca di gratificazioni dalla controparte, e il partito nel suo insieme. Per capirci, chi parla, e chi non parla, a nome dell'opposizione, in questa fase? Ad esempio, rispetto alla capacità e alla libertà d'inchiesta, quale sarà la posizione? Qualche sintomo non incoraggiante si è colto, recentemente, nella gratitudine di esponenti del centrosinistra ? con la debita eccezione dell'ex capo del governo ? per la interessatissima solidarietà profusa da ambienti governativi. Nella solidarietà pubblica ? quella privata è sempre apprezzabile ? a qualche amico o collega in difficoltà, nella quale si sono colti accenti non dissimili, anche se più misurati, da quelli tante volte sentiti in questi anni. Il silenzio sulla colpevolezza lungo il procedimento è l'altra faccia del silenzio sull'innocenza. Innocente fino a sentenza definitiva significa questo. Andrebbe ricordato che tutti gli altri italiani, anche se mostrano di non infastidirsi per la diversità di trattamento, non hanno la possibilità di criticare con qualche utilità l'operato della magistratura. Quasi sempre, rigore e convenienza si trovano ad un bivio, e conducono in direzioni opposte. Alla politica, persino a quella italiana di oggi, è lecito, almeno sui principi, chiedere rigore piuttosto che quanto conviene. Almeno sui principi: anche a non volerlo, si finisce sempre per cadere nella tematica dei conflitti di interessi.

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Rutelli corregge "Bartali" Parisi: critichiamo il governo (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPA ON-LINE" del 08-09-2008)

Argomenti: Alitalia

IL DIBATTITO   L'INVETTIVA DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA: VELTRONI NEGATIVO, BERLUSCONI UN GRANDE LEADER Rutelli corregge "Bartali" Parisi: critichiamo il governo MARIO LAVIA inviato a firenze "Non parlerò male del Pd, parlerò contro il governo": controcorrente, Francesco Rutelli. Il messaggio che ha voluto lanciare a Firenze, alla Festa democratica, in fondo è semplice: il Pd va rafforzato, aiutato da tutti (anche da quelli da che "hanno più esperienza "), sapendo che "ha molte frecce al suo arco" per risalire la china. Un messaggio positivo. Condito dalla rinnovata fiducia a Walter Veltroni. Le critiche sono tutte per Berlusconi, con una premesa politico-psicologica importante: "Dobbiamo essere molto più critici, in certi momenti scatta un meccanismo ipnotico anche nel centrosinistra. Invece il governo ha fatto molti errori, gli italiani se ne accorgeranno". Dall'economia all'Alitalia, alla "nuova Ica" ("la tassa Calderoli"), il bilancio del Cavaliere è più che negativo. E il Pd che fa? Litiga, si fa ipnotizzare, "quotidianamente alcuni si sono specializzati nell'aprire un fronte polemico". Invece si tratta di imporre "una diversa agenda". Rutelli molto dirigente di partito. Che non nega i problemi, ma si forza di superarli. Un discorso che Rutelli snocciola in serata, intervistato dal direttore del Tg3 Di Bella. Che è molto, molto diverso da quello fatto nel pomeriggio da Arturo Parisi, versione Gino Bartali: tutto sbagliato, tutto da rifare. Con 40 gradi all'ombra, c'è stato ieri poco pubblico per Arturo Parisi ma c'è stato ugualmente il pepe che l'oppositore più tosto di Veltroni ha dispiegato a piene mani. Camicia zuppa e fronte madida per l'afa delle cinque del pomeriggio ("un'ora infelice", si è lamentato, ma gli organizzatori hanno fatto sapere che è stato lui a rifiutare altre collocazioni orarie), Parisi ha sparato alzo zero. Veltroni? Non ha fatto quello che aveva detto, "non ha fatto il Pd". Il governo ombra? Già fallito. Le europee? Rischiano di essere un congresso mascherato, buono per la "conta interna ". La conferenza programmatica? Pura propaganda. Cosa chiede invece, il professore sardo? "Far funzionare quello che abbiamo: l'assemblea costituente ". Che deve essere convocata per affrontare i nodi politici che uno dopo l'altro "vengono fuori tutti i giorni", e soprattutto dev'essere ben preparata per evitare un altro flop come quello del 20 giugno, quando l'assemblea si ritrovò con troppe sedie vuote nello scenario avveniristico della Nuova fiera di Roma. Ai coraggiosi che hanno seguito l'intervista condotta da Giovanni Minoli col suo caratteristico stile, le critiche di Parisi al leader del Pd non hanno riservato novità. Dall'estate scorsa ? ha detto lui stesso ? lui bombarda il quartier generale, da quando cioè ha ritenuto che "a Torino (il Lingottondr) si è dato il primo colpo all'Ulivo ". Ma Veltroni aveva fatto molti errori anche prima, nel '98, nel 2000 (il congresso ds che respinse la provocazione parisiana di sciogliersi), poi ancora dopo, col rifiuto di scendere in campo e infine, una volta sceso, avendolo fatto nel nome della continuità. Troppo realista, questo Veltroni. Meglio "riverificare la legittimazione": l'assemblea, appunto, servirebbe a questo. La novità è sulle europee, con l'accenno a una lista "aperta", larga: non una riedizione dell'Unione, questo no. Ma almeno del suo spirito, questo sì. A sorpresa Parisi ha trovato invece parole di elogio, seppure a denti stretti, nientemeno che per Berlusconi. Se il "segno dei primi trecento giorni" di leadership ventroniana è negativo, quello dei primi cento giorni di premiership del Cavaliere ? almeno "sotto il profilo dell'immagine " ? è positivo. Sì, Berlusconi "è un grande politico, che ha saputo tenere il filo per questi quindici anni". Ed è un po' una notizia, per l'ideologo del prodismo.

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Si tratta al buio. Il boccino in mano alle banche (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPA ON-LINE" del 08-09-2008)

Argomenti: Alitalia

ALITALIA   SACCONI: NESSUNA VENDITA AD AIR FRANCE. MA ENTRO FINE MESE SI DECIDE IL PARTNER INTERNAZIONALE Si tratta al buio. Il boccino in mano alle banche RAFFAELLA CASCIOLI Tra cinque giorni la nuova Alitalia atterra in parlamento. Mercoledì prossimo il ministro dell'economia, Giulio Tremonti, è infatti atteso alla camera e, forse, in quell'occasione sarà possibile comprendere meglio i dettagli di un piano industriale finora tutt'altro che trasparente. Il piano della nuova Alitalia c'è, ma non si vede. A scatola chiusa, o quasi, lo devono accettare i sindacati che ricevono informazioni ma non possono vederle scritte nere su bianco. Più o meno al buio, per il momento, lo sta valutando la Commissione europea che in ogni caso dovrà evidenziare in un secondo momento eventuali difformità delle leggi nazionali dai trattati ed, eventualmente, sanzionare i comportamenti. In gran segreto, al momento, si starebbero svolgendo le trattative per una partnership internazionale che, a giudizio del commissario Fantozzi, dovrebbe essere nota per settembre. A lungo considerato il baricentro della battaglia dei cieli per aggiudicarsi la supremazia nelle rotte aeree comunitarie, il mercato italiano è oggi ? se possibile ? ancora più appetibile. I debiti li pagherebbero i contribuenti italiani, il settore cargo (in perdita) resterebbe fuori, mentre il boccone del re potrebbe essere tra breve alla mercé del pesce più grosso. Martedì Europa ha pubblicato le dichiarazioni dell'economista Scarpa che si è detto convinto che Alitalia sarebbe stata di Air France entro i prossimi cinque anni e proprio ieri il quotidiano economico francese La Tribune ha rivelato che a fine agosto vi sarebbe stato un incontro tra Banca Intesa e Air France che si sarebbe vista offrire una partecipazione tra il 10 e il 20% in Alitalia con la possibilità entro cinque anni di diventare azionista di maggioranza della compagnia italiana. Air France non ha né confermato né smentito la notizia, ma non c'è dubbio che se l'offerta c'è stata in queste ore ai sindacati si starebbe raccontando un'altra storia. Bisogna infatti ricordare che al momento Air France detiene il 2% del capitale Alitalia e nei giorni scorsi si era detta interessata ad assumere una partecipazione di minoranza senza tuttavia precisare la percentuale. Non c'è dubbio che Spinetta preferirebbe possedere un'opzione per una partecipazione di maggioranza nella nuova Alitalia tanto più ora che lo stato italiano è disponibile ad accollarsi i debiti. Ieri il ministro Sacconi ha smentito categoricamente che Air France diventerà azionista di maggioranza nel 2013, ma una volta venduti gli assets strategici il governo italiano di fatto non avrebbe nulla a che fare con la nuova Alitalia totalmente privatizzata. Proprio ieri l'assemblea Cai, riunita ieri a Milano, ha deciso la trasformazione della Srl in Spa e deliberato l'acquisto di AirOne. E non c'è dubbio che il boccino delle alleanze internazionali sarà ancora una volta in mano alle banche. D'altra parte proprio alcuni particolari del piano presentato ai sindacati lascerebbero intendere, accanto alla costituzione di un monopolio delle rotte nazionali (56% contro le attuali 30), anche un ridimensionamento del network a livello intercontinentale con una riduzione da 25 a 16 rotte. Di sicuro ci sarà un assottigliamento della flotta che, dagli attuali 238 aerei ,scenderà a 137 aerei il prossimo anno per risalire a 158 nel 2013. Mentre sugli esuberi tra esclusioni e inclusioni la forchetta si allarga e si restringe tra 7.000 a 3.500 unità. Per il momento comunque il futuro di Alitalia è incerto: ieri l'Enac ha sospeso la licenza ordinaria della compagnia concedendone una provvisoria per la durata di sei mesi in attesa di conoscere il nuovo assetto della compagnia. D'altra parte la mancata trasparenza dell'operazione avrebbe lasciato perplesso più di un imprenditore ? non interessati ieri si sono detti Moretti Polegato e Francesco Merloni ? mentre per Enrico Letta, ministro ombra del Pd, quella che si profila è una soluzione "provinciale" e non globale, come servirebbe.

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Amministratori alla carica (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPA ON-LINE" del 08-09-2008)

Argomenti: Alitalia

NON SOLO ALITALIA Dopo il caso Marrazzo il Pd del territorio chiede spazio. E agita il partito Amministratori alla carica GIANNI DEL VECCHIO Non solo Marrazzo e Penati. Ma anche Zingaretti, Cacciari e Domenici. Gli amministratori locali del Partito democratico chiedono spazio, vogliono più autonomia, rivendicano la libertà di percorrere strade nuove e originali per risolvere i problemi dei loro cittadini. Con buona pace di chi nel partito pensa ancora al centralismo democratico. L'evento rivelatore è sicuramente la decisione del governatore laziale, Piero Marrazzo, di entrare nella cordata che guiderà la nuova Alitalia. Un colpo di frusta che ha provocato più di un mal di pancia ai vertici nazionali del Pd, ma contemporaneamente ha trovato il pieno sostegno di tutti quegli altri amministratori democratici che in qualche modo sono coinvolti nella vicenda, come il presidente della provincia di Milano, Filippo Penati, e il pari ruolo romano, Nicola Zingaretti. Spetta a loro infatti tutelare i lavoratori (e le loro famiglie) che rimarranno vittima dei quasi seimila esuberi del nuovo piano industriale della compagnia di bandiera. Lo strappo del tridente Marrazzo- Penati-Zingaretti tuttavia è solo l'ultimo episodio di un'estate che ha visto più di una volta sindaci, presidenti di provincia e di regione eletti sotto il simbolo del Pd alzare la voce nei confronti dei dirigenti nazionali. Tutti uniti da una specie di idem sentire, o meglio dall'esigenza di dare risposte concrete ai propri elettori. Lo sa bene il sindaco di Firenze nonché presidente dell'Anci, Leonardo Domenici: "Sono d'accordo con Marrazzo e Penati, si sono mossi bene. Del resto bisogna capire che i sindaci, e gli amministratori locali in generale, si trovano costantemente di fronte a problemi concreti, con la necessità di dare risposte reali e quasi sempre in maniera rapida. Non deve stupire quindi che possano percorrere strade inedite e innovative". Una prerogativa che il primo cittadino fiorentino fa discendere direttamente dal mandato ricevuto dagli elettori. Anche perché ? come detto qualche giorno fa in un'intervista all'Unità ? "con questa legge elettorale, dove basta occupare un posto in lista per essere eletti, i parlamentari in che rapporto stanno col territorio?". Insomma, per chi amministra un comune, una provincia o una regione si profila sempre più un ruolo da "sindacalista del territorio". Cosa che già accade oggi ma che domani, con una struttura federale dello stato, si noterà sempre più. Basta dare un'occhiata alle dichiarazioni rese dal sindaco di Venezia. Quando Massimo Cacciari s'è accorto che secondo la nuova versione della bozza Calderoli Venezia non sarebbe finita nella lista delle città metropolitane, non s'è limitato a fare un appello ai dirigenti del proprio proprio partito. Anzi. "Sono assolutamente certo che tutte le forze politiche della città, al di là di tutte le differenze, si schiereranno con una sola voce a difesa del ruolo metropolitano della nostra città", ha detto il sindaco-filosofo. Interessi del territorio e politica nazionale: la vera sfida per il Partito democratico è quella di arrivare a una sintesi fra due forze spesso divergenti. Proprio a cominciare dalla vicenda Alitalia, come spiega il segretario regionale lombardo, Maurizio Martina: "L'atteggiamento di Penati e una forte opposizione all'operazione Alitalia non sono due cose che viaggiano su binari differenti. Da una parte, non si può che dire tutto il male possibile del salvataggio Alitalia. Si tratta di un'operazione che per la Lombardia è negativa, visto che è un passo indietro sia per Linate che Malpensa. Dall'altra capisco la provocazione fatta dal presidente della provincia di Milano". Una sintesi che Martina cerca di portare dal caso particolare a un piano più generale: "Il Pd non può prescindere dal lavoro fatto dal basso dai propri amministratori. Tuttavia tutte queste energie vanno convogliate in un progetto politico nazionale. Ad esempio la manifestazione del 25 ottobre a difesa dei salari può essere l'occasione adatta per tenere insieme le diverse spinte".

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Piloti e hostess bocciano il piano Insolvenza, procura apre un'inchiesta (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 08-09-2008)

Argomenti: Alitalia

La proposta di rinnovo contrattuale illustrata dalla Compagnia aerea italiana è stata giudicata "irricevibile". Intanto la Procura ha apero un fascicolo sulla dichiarazione di insolvenza di Alitalia

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Il nuovo contratto, secondo fonti presenti alla riunione, prevede l'azzeramento dei vecchi contratti Alitalia e Air One, la mobilità territoriale sia per i dipendenti sia per gli aerei (saranno spostati dove serve), la retribuzione sarà a seconda del lavoro effettuato, una quota dei piloti sarà fuori dalle liste di anzianità, i dipendenti dovranno usare solo mezzi propri e nel contratto, pur restando il criterio di anzianità, entrerà anche il criterio del merito al 25%. Sono un centinaio gli assistenti di volo precari e non, che si sono radunati in via Flavia, per ricevere notizie in tempo reale sull'andamento del confronto. E le reazioni alle prime indiscrezioni non sono state positive. "Era meglio la proposta di Air France", hanno gridato alcuni, mentre altri hanno invitato i delegati sindacali ad abbandonare il negoziato e portare i libri in Tribunale. L'INDAGINE La Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine, per il momento senza ipotesi di reato e senza indagati, sulla dichiarazione di insolvenza di Alitalia. La decisione del Tribunale civile, sulla compagnia di bandiera, è arrivata la scorsa settimana. Dopo il ricevimento degli atti a piazzale Clodio, gli inquirenti hanno avviato gli accertamenti. Responsabile dell'inchiesta è il procuratore aggiunto Nello Rossi, coadiuvato dai Pm Stefano Pesci, Gustavo De Marinis e Maria Francesca Loy. Secondo quanto si è appreso si sta valutando se ascoltare il commissario delegato Augusto Fantozzi o Corrado Passera, al vertice della banca che ha seguito come advisor il 'Progetto Fenice' varato per salvare Alitalia. Accertamenti sugli ultimi dieci anni di gestione di Alitalia. E' questo il compito che si sono dati gli inquirenti della Procura di Roma, che hanno avviato un'inchiesta dopo la dichiarazione dello stato di insolvenza decretato dal tribunale civile per la compagnia aerea. L'indagine, che rimane al momento senza ipotesi di reato e senza persone accusate, non si concentrerà, quindi, sulla gestione presente dell'azienda. Il procuratore aggiunto Nello Rossi ed i pm Gustavo De Marinis, Stefano Pesci e Maria Francesca Loy, attenderanno ancora qualche giorno per delegare alla Guardia di Finanza, nucleo di polizia tributaria, l'acquisizione dei bilanci e dei documenti inerenti le entrate e le uscite dell'Alitalia. In tal senso sono state previste una serie di acquisizioni di cui si dovranno occupare i militari. Inoltre è possibile che vengano affidate due diverse consulenze, una che si occuperà delle scelte contabili e l'altra di quelle operative, rispetto ad acquisizioni e dismissioni che sono state fatte negli ultimi anni. Per assolvere a quest'ultimo incarico sarà nominato quasi certamente un economista esperto di trasporto aereo. Il treno lancia la sfida all'aereo sulla tratta Milano-RomaQuale futuro per Alitalia? Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Numero verde contro i clandestini: l'iniziativa del sindaco leghista (128 commenti) Maroni: "Agli ultras del Napoli trasferte vietate per un anno" (110 commenti) Gelmini, avvocato con l'esame 'facile' Da più parti l'invito a dimettersi (108 commenti) Dicono no al matrimonio combinato Cinque donne sepolte vive (78 commenti) Subito la nuova Romea: firma anche tu (73 commenti) "Ok al diritto di voto per gli immigrati, ma non è garanzia di integrazione" (63 commenti) Voto ai cittadini immigrati dal 2009? Arriva il sì di Legautonomie Marche (61 commenti) Anche il premier boccia Fini "Non è nel nostro programma" (44 commenti) 16:56:27 - inutile dire che per le "casse" è meglio mettere autovelox che rinforzano le entrate piuttosto che m[...] Subito la nuova Romea: firma anche tu16:44:58 - X I.I. ognuno è libero di avere la propria opinione al riguardo....io sono diventata, ripeto, sono d[...] Voto ai cittadini immigrati dal 2009? Arriva il sì di Legautonomie Marche16:41:00 - Per tutti quelli che amano Hamilton...! Visto che parlate di Hamilton come fosse un dio in terra,vi [...] La stampa inglese contro Massa "Hamilton è stato derubato"16:40:25 - Leggendo le critiche al ministro dell'educazione,vorrei proporre qualcosa di costruttivo: Nominiamo [...] Gelmini, avvocato con l'esame 'facile' Da più parti l'invito a dimettersi16:36:47 - ... 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Giusto dargli una medaglia d'oro al Valor Civile?Contro il caro libri pubblicità nei testi scolastici, sei d'accordo?Rifare subito la nuova Romea, cosa ne pensi?Spinetoli, concorso di scultura 2008/2009: vota l'opera più bellaE' giusto multare i padroni dei cani che sporcano? Dì la tuaVietato portare a spasso gli animali del canile in alcune ore della giornata, cosa ne pensi?Multe a prostitute e accattoni, cosa ne pensi?E' giusto mettere on line i nomi degli statali meritevoli?Sei d'accordo con l'iniziativa Mc Bus?La nuova scuolaPrevisione sul palio dei rioni, chi vincerà?Chi vincerà la Giostra del Saracino? LA FOTO DEL GIORNO 'The duchess', la storia si ripete Nel film in uscita in Gran Bretagna Keira Knightley interpreta Georgiana Spencer, duchessa di Devonshire nel 18esimo secolo, che ricorda in maniera sorprendente Lady Diana: stesso cognome, stessa vita IMMAGINI KEIRA GUARDA IL VIDEO RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec >.

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I piloti lasciano le trattative e chiedono alla Cai di aprire un tavolo separato dalle altre categorie (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 08-09-2008)

Argomenti: Alitalia

In generale la proposta di rinnovo contrattuale illustrata dalla Compagnia aerea italiana è stata giudicata "irricevibile". Anpac e Up: "non è possibile parlare a un tavolo unico di professionalità così diverse". Intanto la Procura ha apero un fascicolo sulla dichiarazione di insolvenza di Alitalia

" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Politica SPORT FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa NUOVA ALITALIA I piloti lasciano le trattative e chiedono alla Cai di aprire un tavolo separato dalle altre categorie In generale la proposta di rinnovo contrattuale illustrata dalla Compagnia aerea italiana è stata giudicata "irricevibile". Anpac e Up: "non è possibile parlare a un tavolo unico di professionalità così diverse". Intanto la Procura ha apero un fascicolo sulla dichiarazione di insolvenza di Alitalia Roma, 8 settembre 2008 - I piloti di Anpac e Up hanno lasciato il tavolo tra i sindacati di Alitalia e la Compagnia aerea italiana (Cai) sulla proposta contrattuale per i dipendenti della nuova Alitalia. Le due sigle sottolineano che non si tratta di una "rottura" ma chiedono alla Cai di aprire un tavolo separato per discutere il contratto dei piloti, perché "non è possibile parlare a un tavolo unico di professionalità così diverse". Inoltre, chiedono di potere avere i documenti sul piano industriale presentato dalla cordata italiana. TRATTATIVA BLOCCATA E' di nuovo scontro sulla nuova Alitalia. E' ''irricevibile'' per i piloti e gli assistenti di volo la proposta di rinnovo contrattuale illustrata oggi dalla Compagnia aerea italiana (Cai).Al tavolo della trattativa al ministero del Lavoro, Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia e Sdl hanno detto no alla proposta illustrata dall'ad di Cai, Rocco Sabelli. Il nuovo contratto, secondo fonti presenti alla riunione, prevede l'azzeramento dei vecchi contratti Alitalia e Air One, la mobilità territoriale sia per i dipendenti sia per gli aerei (saranno spostati dove serve), la retribuzione sarà a seconda del lavoro effettuato, una quota dei piloti sarà fuori dalle liste di anzianità, i dipendenti dovranno usare solo mezzi propri e nel contratto, pur restando il criterio di anzianità, entrerà anche il criterio del merito al 25%. Sono un centinaio gli assistenti di volo precari e non, che si sono radunati in via Flavia, per ricevere notizie in tempo reale sull'andamento del confronto. E le reazioni alle prime indiscrezioni non sono state positive. "Era meglio la proposta di Air France", hanno gridato alcuni, mentre altri hanno invitato i delegati sindacali ad abbandonare il negoziato e portare i libri in Tribunale. L'INDAGINE La Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine, per il momento senza ipotesi di reato e senza indagati, sulla dichiarazione di insolvenza di Alitalia. La decisione del Tribunale civile, sulla compagnia di bandiera, è arrivata la scorsa settimana. Dopo il ricevimento degli atti a piazzale Clodio, gli inquirenti hanno avviato gli accertamenti. Responsabile dell'inchiesta è il procuratore aggiunto Nello Rossi, coadiuvato dai Pm Stefano Pesci, Gustavo De Marinis e Maria Francesca Loy. Secondo quanto si è appreso si sta valutando se ascoltare il commissario delegato Augusto Fantozzi o Corrado Passera, al vertice della banca che ha seguito come advisor il 'Progetto Fenice' varato per salvare Alitalia. Accertamenti sugli ultimi dieci anni di gestione di Alitalia. E' questo il compito che si sono dati gli inquirenti della Procura di Roma, che hanno avviato un'inchiesta dopo la dichiarazione dello stato di insolvenza decretato dal tribunale civile per la compagnia aerea. L'indagine, che rimane al momento senza ipotesi di reato e senza persone accusate, non si concentrerà, quindi, sulla gestione presente dell'azienda. Il procuratore aggiunto Nello Rossi ed i pm Gustavo De Marinis, Stefano Pesci e Maria Francesca Loy, attenderanno ancora qualche giorno per delegare alla Guardia di Finanza, nucleo di polizia tributaria, l'acquisizione dei bilanci e dei documenti inerenti le entrate e le uscite dell'Alitalia. In tal senso sono state previste una serie di acquisizioni di cui si dovranno occupare i militari. Inoltre è possibile che vengano affidate due diverse consulenze, una che si occuperà delle scelte contabili e l'altra di quelle operative, rispetto ad acquisizioni e dismissioni che sono state fatte negli ultimi anni. Per assolvere a quest'ultimo incarico sarà nominato quasi certamente un economista esperto di trasporto aereo. Il treno lancia la sfida all'aereo sulla tratta Milano-RomaQuale futuro per Alitalia? 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Arriva il sì di Legautonomie Marche (65 commenti) Anche il premier boccia Fini "Non è nel nostro programma" (46 commenti) 19:27:35 - Se lo merita Serena.....numero uno meritatamente...è la piu forte...spero ci rimanga a lungo![...] Serena trionfa in una splendida finale e diventa N.119:03:24 - un murray così solido e tecnico non lo si rea mai visto neanche quando vinse il torneo di cincinnati[...] Murray fa fuori Nadal19:00:00 - Murray ha di certo più talento tennistico di Nadal. Insomma fa meno fatica a colpire la palla,ha un [...] Murray fa fuori Nadal18:56:58 - io non devo permetterti niente, tu sei tu e sei libera di fare e pensare quello che vuoi .... però m[...] Voto ai cittadini immigrati dal 2009? Arriva il sì di Legautonomie Marche18:40:06 - Sto da 55 anni in Sud America:Da giovane fui presente a un incidente gravissimo sulla Romea.Che la R[...] Subito la nuova Romea: firma anche tu18:31:45 - Questa sera spero di vedere una grande finale. Non tifo per Nadal, ma complimenti allo spagnolo per [...] Murray fa fuori Nadal18:30:13 - Io capisco ciò che vuoi dire mat, purtroppo tutte le malefatte che fanno di continuo queste persone [...] Voto ai cittadini immigrati dal 2009? Arriva il sì di Legautonomie Marche Aprire l'interno delle Mura Urbane per renderle fruibili (con visite guidate) ai visitatori. Sei d'accordo?Miss Italia 2008, vota la tua preferitaPreferisci il treno o l'aereo?Salva due bambini dalle acque, poi muore d'infarto. Giusto dargli una medaglia d'oro al Valor Civile?Contro il caro libri pubblicità nei testi scolastici, sei d'accordo?Rifare subito la nuova Romea, cosa ne pensi?Spinetoli, concorso di scultura 2008/2009: vota l'opera più bellaE' giusto multare i padroni dei cani che sporcano? Dì la tuaVietato portare a spasso gli animali del canile in alcune ore della giornata, cosa ne pensi?Multe a prostitute e accattoni, cosa ne pensi?E' giusto mettere on line i nomi degli statali meritevoli?Sei d'accordo con l'iniziativa Mc Bus?La nuova scuolaPrevisione sul palio dei rioni, chi vincerà?Chi vincerà la Giostra del Saracino? LA FOTO DEL GIORNO Quante sono le intercettazioni in Italia Il consiglio dei ministri ha dato l'ok al nuovo ddl. Le intercettazioni saranno possibili per reati con pena dai 10 anni, ma anche quelli contro la pubblica amministrazione RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec.

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CON FANNIE E FREDDIE L'ALITALIA NON C'ENTRA (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 08-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Alberto Bisin CON FANNIE E FREDDIE L'ALITALIA NON C'ENTRA Ieri è stato annunciato il piano delle autorità finanziarie statunitensi per portare sotto il controllo del governo federale due importanti società finanziarie, conosciute come Fannie Mae e Freddie Mac. Il piano configura un intervento senza precedenti per dimensione e rilevanza. Queste società infatti posseggono o garantiscono quasi metà del mercato dei mutui negli Stati Uniti, un enorme mercato di circa 12 bilioni di dollari. Si stima che l'operazione costerà ai contribuenti alcune decine di miliardi di dollari. Anticipando l'intervendo del governo degli Stati Uniti, nei giorni scorsi molti commentatori in Italia non hanno lesinato commenti del tipo: mentre gli Stati Uniti, patria del liberismo, salvano dal fallimento Fannie Mae e Freddie Mac, in Italia ci si lamenta per il salvataggio di Alitalia. Oppure: il libero mercato è insostenibile, prova ne sia che anche gli Stati Uniti... e via di seguito. Il parallelo tra il salvataggio di Fannie Mae e Freddie Mac e quello di Alitalia, per quanto forse superficialmente naturale, è a ben vedere inconsistente. Più in generale, la crisi di Fannie Mae e Freddie Mac non adduce certo munizioni ai paladini dell'intervento dello Stato nell'economia. Proviamo a fare chiarezza. Prima di tutto, la crisi del mercato finanziario ed immobiliare negli Stati Uniti ha reso purtroppo inevitabile il salvataggio di Fannie Mae e Freddie Mac. Il loro fallimento avrebbe con ogni probabilità significato una riduzione dell'offerta di credito e un crollo dei valori immobiliari senza precedenti, con un associato grave inasprimento della recessione. In contrasto, Alitalia è fallita senza gravi ripercussioni macroeconomiche. Il governo italiano in effetti non ha operato alcun "salvataggio", ma ha piuttosto garantito ad una nuova compagnia privata condizioni di monopolio sulle rotte interne che sarebbero altrimenti state coperte da altre compagnie in condizioni di concorrenza. Ma come si è arrivati alla crisi di Fannie Mae e Freddie Mac e di Alitalia? Qui sta l'unico possibile parallelo. Le perdite di Fannie Mae e Freddie Mac, come quelle di Alitalia, sono dovute alla protezione dalla concorrenza di mercato loro concessa dai rispettivi governi. La vicenda di Alitalia è tristemente nota: gestione il più possibile protetta dalla concorrenza, condizioni contrattuali sopra mercato per i dipendenti, e management dipendente dalla politica hanno significato continue ed ingenti perdite regolarmente socializzate. Vale la pena di ripercorrere invece in qualche dettaglio quelle delle due società americane. Fannie Mae e Freddie Mac operavano fino a ieri come società private, quotate in Borsa. La loro origine è però pubblica. Fannie Mae è stata creata nel 1938 dal governo per rendere liquido il mercato secondario dei mutui. Ha operato in condizioni di monopolio fino alla fine degli Anni 60, quando è stata privatizzata e Freddie Mac è stata fondata dal Congresso per garantire una qualche forma di concorrenza nel mercato. Nonostante entrambe le società fossero private dagli Anni 70 in poi, la loro origine pubblica ha fatto sì che esse ricevessero notevoli vantaggi ed esenzioni fiscali, stimate in circa 6,5 miliardi di dollari l'anno. Ma soprattutto, l'origine pubblica delle due società ha fatto sì che esse godessero di una generalmente riconosciuta "implicita garanzia pubblica". Questa implicita garanzia si è manifestata nella loro capacità di indebitarsi ad interessi passivi vicini a quelli pagati dal governo federale americano sul debito pubblico; interessi quindi notevolmente inferiori a quelli pagati da qualunque altra società privata. Un esempio da manuale di quello che in Italia si chiama privatizzazione dei profitti e socializzazione delle perdite. Naturalmente, ogni società che operi in regime di socializzazione delle perdite tende a prendere rischi eccessivi e decisioni inefficienti purché avvantaggino l'azionariato di controllo e il management. Fannie Mae e Freddie Mac non sono eccezioni a questo proposito. Fino alla crisi dei mercati finanziari e immobiliari del 2007 (che non hanno saputo prevedere e che hanno sottovalutato), Fannie Mae e Freddie Mac si sono ingrandite indebitandosi enormemente, hanno arricchito un management fallimentare, hanno generosamente remunerato i propri azionisti, e hanno ripetutamente commesso falso in bilancio. Freddie Mac ha addirittura violato la legge sui finanziamento elettorale nel tentativo di guadagnarsi l'appoggio del Congresso. Le vicende di Fannie Mae e Freddie Mac e di Alitalia dimostrano solo che società cui sia garantita la socializzazione delle perdite finiscono inevitabilmente per fare grosse perdite. Questo è vero negli Stati Uniti come in Italia.

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