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DOSSIER “ALITALIA”

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Report "Alitalia 2"

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Indice delle sezioni

Alitalia 2 (37)


Indice degli articoli

Sezione principale: Alitalia 2

Primi voli sul Panero di Alitalia Express in vista dei charter ( da "Stampa, La" del 06-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: COLLAUDI Primi voli sul Panero di Alitalia Express in vista dei charter [FIRMA]ANGELO FRESIA VILLANOVA D'ALBENGA Alitalia torna a volare sui cieli dell'aeroporto Clemente Panero, anche se solo per una serie di collaudi e per conto di un'agenzia di viaggi. Venerdì e ieri, gli aerei Atr 72/500 della società Alitalia Express sono stati impegnati nei decolli e negli atterraggi di prova,

L'autunno sarà nero ma tremonti ci salverà - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 06-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per tenere in vita Alitalia dopo averne impedito la vendita all'Air France nel marzo 2007. Il piano allo studio di Banca Intesa prevede una "nuova Alitalia" senza debiti né esuberi di personale, da cedere a investitori privati, e una "vecchia Alitalia" a carico dello Stato con dentro tutti i debiti e tutte le spese per ammortizzare le migliaia di lavoratori che saranno licenziati.

L'estate dei licenziamenti ( da "Unita, L'" del 06-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 200 del gruppo Natuzzi, i 950 della Iar Siltal di Alessandria, i 148 della Riello di Lecco, i 230 della Sogefi di Mantova, i 140 della Bossi di Cameri (No), i 1.500 della StMicroelectronics di Catania. E poi, come dimenticare, i cinque (o forse diecimila) di Alitalia. Il Corsivo.

La crisi taglia le vacanze dei milanesi ( da "Repubblica, La" del 06-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Cala invece del 30 per cento l'offerta dei last minute: attendere l'ultimo minuto non conviene più come in passato. La crisi di Alitalia non aiuta il settore turistico milanese: a Malpensa si vola decisamente meno dello scorso anno. CARRA, DE VITO, MONESTIROLI E SCANDALE ALLE PAGINE II E III.

Viaggi corti, soggiorni lampo i milanesi tagliano le vacanze - ilaria carra luca de vito ( da "Repubblica, La" del 06-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: oltre ai tagli Alitalia, sembra risentire della crisi delle vacanze. In questo weekend - il primo dei grandi esodi estivi - nello scalo transiteranno, in media, 37mila passeggeri al giorno, cioè il 20 per cento in meno dell'anno scorso. "è l'effetto delle tratte cancellate da Alitalia" spiegano alla Sea.

Alitalia, 5-6 mila esuberi e capitali per 7-800 milioni ( da "Corriere della Sera" del 06-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE Ecco il piano per la nuova compagnia aerea Alitalia, 5-6 mila esuberi e capitali per 7-800 milioni S e la nuova Alitalia nascerà - e il condizionale mai come in quest'occasione sarà d'obbligo fino all'ultimo secondo - il lieto evento avverrà subito dopo Ferragosto. Quando gli italiani inizieranno loro malgrado a fare i conti con la fine dell'estate,

Dopo Ferragosto l'ora della verità ( da "Corriere della Sera" del 06-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. E' da prevedere un decreto governativo che si prenda il compito di modificare in tempo reale la vecchia normativa e aiutare così il varo della newco. Un piano industriale realistico e un iter legislativo che renda più facile la procedura concorsuale e il commissariamento della compagnia sono le condicio sine qua non per attirare capitali e costruire una compagine azionaria

Nuove regole per il salvataggio ( da "Corriere della Sera" del 06-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che ha avuto la sua più nota applicazione nella caso Parmalat e però richiede adeguamenti rilevanti al caso Alitalia. Da un lato, come ha ricordato lo stesso Antonio Marzano, allora ministro e oggi alla guida del Cnel, la legge è stata concepita per casi in cui "il progetto industriale c'era e il problema era piuttosto finanziario", mentre Alitalia vive una situazione opposta.

Alitalia forte sul mercato interno Ecco il piano per non farla morire ( da "Corriere della Sera" del 06-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: anche perché a infastidire gli uomini che lavorano al progetto neo-Alitalia è una ridda di indiscrezioni contraddittorie tra di loro che non li aiutano ad andare avanti. Ma da dove si inizia per definire il piano industriale della compagnia tricolore? La parola chiave è "perimetro". Quanto sarà grande l'Alitalia di domani?

L'ultima trattativa possibile ( da "Corriere della Sera" del 06-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pochi giorni fa, lo stesso Berti, a commento dell'ipotesi di 5.000 esuberi diceva "E' una cifra che, se confermata, dà la misura di una compagnia fortemente ridimensionata, in contrasto con le aspettative espresse dal premier di un'Alitalia all'altezza dei altri vettori europei".

49,9% La quota di Alitalia detenuta dal ministero del Tesoro 1.108 ( da "Corriere della Sera" del 06-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La quota di Alitalia detenuta dal ministero del Tesoro 1.108 milioni di euro di debiti registrati alla fine di maggio di quest'anno 300 milioni, l'ammontare del prestito ponte erogato dal governo sotto attento esame da parte dell'Ue 388 milioni, la disponibilità di cassa a fine maggio, dopo il prestito 173 gli aerei a disposizione della compagnia a fine marzo.

Ritorno all'ex hub varesino ( da "Corriere della Sera" del 06-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Per riconquistare un ruolo di leadership sul mercato italiano, la nuova Alitalia punta a tornare su Malpensa. Dopo il sogno del doppio hub e il declassamento previsto da Maurizio Prato come dal piano industriale di Air France, Malpensa potrebbe tornare centrale, come lo è, geograficamente, all'interno del ricco bacino avionico del Nord Italia.

Antitrust e rotte domestiche ( da "Corriere della Sera" del 06-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ) La priorità della nuova Alitalia sarà ricostituire una quota di mercato domestico degna di un'azienda leader nazionale. Se Air France-Klm, sul mercato francese, supera il 90% e Lufthansa complessivamente tocca l'80%, l'attuale Alitalia, dopo l'attuazione del piano Prato, supera appena il 40%.

Mengozzi ( da "Corriere della Sera" del 06-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: A fine incarico 3 milioni di buonuscita Prato La mossa della salvezza, per Maurizio Prato, è la vendita a Air France. Quando la vede sfumare, lo scorso 2 aprile si dimette Police Presidente senza deleghe, l'avvocato gestisce la complicata fase che dovrebbe portare alla nuova Alitalia.

NEL NOSTRO PAESE ( da "Corriere della Sera" del 06-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-07-06 num: - pag: 31 categoria: BREVI NEL NOSTRO PAESE L'emergenza Un termine compare sui mass media con strisciante ma crescente frequenza, ed è "emergenza". Emergenza rifiuti, Pompei, Alitalia. Solo i responsabili dell'emergenza non emergono mai. Bruno Barolo, Piacenza.

Notizie in 2 minuti ( da "Corriere della Sera" del 06-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Un piano per Alitalia Il Corriere anticipa il piano di Corrado Passera per il salvataggio di Alitalia. Esteri G8 e incidenti Migliaia di manifestanti pacifisti e no global si sono riuniti a Sapporo, sull'isola giapponese di Hokkaido, per protestare contro le politiche del G8 alla vigilia del vertice.

Ma il pd non deve chiudere un occhio - (segue dalla prima pagina) giancarlo bosetti ( da "Repubblica, La" del 07-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia ecc.? Credo di no, non soltanto perché un moderno partito riformista, di governo, europeo, occidentale deve avere tra i valori anche qualche principio certo di cultura costituzionale, ma anche per realistiche ragioni elettorali. Nell'area di centrosinistra, quella dei votanti che prima confluivano nell'Ulivo e ora nel Pd,

Epifani: salari e pensioni, autunno di lotte Intervista a "l'Unità": Crisi pesante, ma il governo ignora le difficoltà delle famiglie Chiediamo una politica fiscale che restituisca ( da "Unita, L'" del 07-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: facendo la somma di cassa integrati, licenziati, precari, "eccedenti" previsti (basterebbero Alitalia e Telecom). Bisognerebbe pure contare morti e feriti dal momento che una delle mosse del governo è stata quella di "smontare" quanto per la sicurezza aveva costruito il governo precedente. segue a pagina 5.

Epifani: senza risposte giuste sarà un autunno di lotte ( da "Unita, L'" del 07-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Telecom, Alitalia, una miriade di piccole o medie imprese, settori interi, come quello tessile... Un disastro... "Per Alitalia siamo al buio. Telecom annuncia esuberi, ma non si capisce quale sarà il futuro. La chimica di Marghera è in sofferenza, l'indotto Fiat paga il calo delle vendite d'auto.

Interventi e Repliche ( da "Corriere della Sera" del 07-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia), il ministro dell'Università Gelmini ha recentemente presentato il suo programma. Molti virtuosi proponimenti, già fatti dai suoi predecessori e mai realizzati: più incentivi e defiscalizzazione per la ricerca nell'industria (che in Italia è anche più deficitaria di quella pubblica in termini di mezzi e di risultati)

Maresca, il consulente si allarga dopo la compagnia ecco bonelli - massimo minella ( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Maresca nel suo curriculum ha già inserito la presidenza dell'autorità portuale di Trieste e il consiglio di amministrazione di Alitalia. Oggi siede nei Cda di varie imprese private nel comparto delle infrastrutture e dei trasporti (Impregilo, Comsa, Holcim) oltre che nel Consiglio della Compagnia di San Paolo, "titolare" di uno dei due posti che l'ente torinese affida a Genova.

Alitalia, i sindacati cauti sul toto esuberi: numeri in libertà Dopo le indiscrezioni sui tagli fino a 6mila dipendenti. L'attesa è per la presentazione del piano industriale di In ( da "Unita, L'" del 08-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: quello che conta davvero è arrivare un risanamento duraturo per Alitalia. In particolare, per Giuseppe Caronia della Uilt, "non è opportuno dar retta a fughe di notizie e illazioni, certo la situazione di Alitalia è complessa, ma queste anticipazioni non si capisce da dove nascano perché formalmente non c'è ancora nessun piano".

Privatizzazione delle poste il sorpasso di parigi su roma ( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: impegno del governo è quello di completare la privatizzazione di Alitalia, poi avanti con Poste, Istituto Poligrafico, Tirrenia e Fincantieri. Insomma, al netto della drammatica urgenza di Alitalia, progetti non meglio definiti che qualsivoglia esecutivo degli ultimi anni non ha mancato di inserire nei propri programmi salvo poi lasciare intatto lo status quo.

Alitalia, stretta sulla <nuova Marzano> Police a palazzo Chigi ( da "Corriere della Sera" del 08-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: quanto in realtà necessita per il rilancio della "nuova Alitalia". Intanto ieri il presidente di Alitalia, Aristide Police, è stato a palazzo Chigi probabilmente per riferire gli ultimi sviluppi della situazione. 3 I milioni di euro che Alitalia perde ogni giorno. Potrebbero essere invece cinque o sei mila gli esuberi della compagnia Antonella Baccaro.

Che bello quando ti dicono: 'Ndo vai? Nun me spigne ( da "Giornale.it, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Settimana Enigmistica per ammazzare i canonici 50 minuti di ritardo Alitalia, andate sempre dritto verso l'area B21, passate sotto la fila dei monitor grandi (non quelli piccoli!) e non potete sbagliarvi: il giornalaio è dopo Dolce e Gabbana, accanto a Calvin Klein. Potrebbero essere dialoghi partoriti dalla mente fantasiosa di un Philip Dick, o geniali paranoie di un Aldous Huxley,

Toto-esuberi: nervosismo tra i sindacati ( da "Giornale.it, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia innervosiscono i leader delle varie sigle, che per ora si limitano a mantenere le distanze liquidando i numeri come "rumors". In effetti, far filtrare il "messaggio" di tagli nell'ordine dei 5-6 mila posti, che qualcuno ha ipotizzato possano persino arrivare a diecimila, non è altro che un modo per saggiare i lavoratori,

Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? ( da "Giornale.it, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

Girotondo attorno a Walter ( da "Giornale.it, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

L'autunno caldo di Walter. Dì la tua ( da "Giornale.it, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali ( da "Giornale.it, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

La Sapienza e il rito dell'intolleranza ( da "Giornale.it, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

Così le tecnologie ci cambiano la vita Dì la tua ( da "Giornale.it, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

Tagli alle Paraolimpics ( da "Unita, L'" del 09-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ici e il riordino di Alitalia. I finanziamenti erano di 5 milioni per il 2008, 4 milioni per il 2009 e altrettanti per il 2010, con il taglio invece si passa a 3 milioni per l'anno corrente, 3 milioni per il 2009 e 3 milioni per il 2010. Una mannaia giunta ad un mese delle Paraolimpiadi che ha generando l'inevitabile allarme rosso del Comitato Paraolimpico.

Malpensa, taxisti in agitazione <Tariffa bassa> ( da "Corriere della Sera" del 09-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La riduzione del traffico passeggeri dopo i tagli Alitalia ha ridotto gli affari, i rincari dei carburanti non vengono ricompensati...". Per Campagnolo il settore è in crisi e questa analisi verrà ribadita domani nel confronto a Roma con il governo. E comunque: la trattativa Regione-sindacati prosegue senza gli artigiani di Varese.

La ministra, il Papa e i diavoloni Lo show di Sabina spacca la piazza ( da "Corriere della Sera" del 09-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Gli esuberi dell'Alitalia non sono duemila ma ottomila! La Fiat licenzierà a piacere. Falliranno 300 mila aziende, falliranno le banche, l'esercito non presiederà i rifiuti ma l'Unicredit!". Saluto finale "a quelli del partito unico "Forza Ds": andate tutti affanculo!

ULTIM'ORA ( da "Manifesto, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Intercettazioni, Ghedini smentisce: "Quello sulla testa di Berlusconi non è il pelo pubico della Carfagna". I 5000 esuberi Telecom passano in Alitalia, i 5000 esuberi Alitalia passano in Telecom. Umberto Eco si rade la barba col rasoio di Occam.


Articoli

Primi voli sul Panero di Alitalia Express in vista dei charter (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 06-07-2008)

Argomenti: Alitalia

VILLANOVA D'ALBENGA TRE GIORNATE PER I COLLAUDI Primi voli sul Panero di Alitalia Express in vista dei charter [FIRMA]ANGELO FRESIA VILLANOVA D'ALBENGA Alitalia torna a volare sui cieli dell'aeroporto Clemente Panero, anche se solo per una serie di collaudi e per conto di un'agenzia di viaggi. Venerdì e ieri, gli aerei Atr 72/500 della società Alitalia Express sono stati impegnati nei decolli e negli atterraggi di prova, necessari ad ottenere la certificazione tecnica per effettuare scalo a Villanova. La compagnia proprietaria dei velivoli è nata in appoggio al colosso italiano del trasporto aereo, attualmente in crisi finanziaria, proprio con l'obiettivo di avviare tratte su brevi percorsi, come accadrà per il Panero. Dal 14 luglio, e fino alla seconda metà di settembre, lo scalo villanovese sarà infatti collegato con gli aeroporti di Tortolì in Sardegna, Bastia in Corsica, Roma Fiumicino e Milano Malpensa. Cinque equipaggi hanno partecipato ai due giorni di voli sui cieli delle valli ingaune. Lo "spettacolo", notato da centinaia di persone, si ripeterà martedì prossimo. Dalle 10,30 alle 17, i mezzi aerei compieranno virate, picchiate e risalite nel ponente savonese. Gli Atr 72/500 possono ospitare fino a sessantasei passeggeri e quattro membri dell'equipaggio. Il servizio di collegamento con le quattro città sarà curato dall'agenzia turistica Explora Italia di Ciro My, specializzata nell'organizzazione di vacanze. La fine dei voli è prevista per l'autunno, ma la società promotrice potrebbe decidere di proseguire per capire la validità del progetto in bassa stagione. Il prolungamento dell'iniziativa dipenderà soprattutto dal numero di clienti attratti dagli Atr durante l'estate. L'apertura dei voli charter è stata accolta con entusiasmo dagli enti locali rivieraschi. Quest'estate, però, saranno di più i turisti savonesi ed imperiesi in partenza dal Panero rispetto a quelli in arrivo dall'estero o da altre zone d'Italia.

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L'autunno sarà nero ma tremonti ci salverà - (segue dalla prima pagina) (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Commenti L'AUTUNNO SARà NERO MA TREMONTI CI SALVERà (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Questo modo di procedere è francamente incomprensibile. Non se ne comprendono le ragioni né la Bce ha fornito uno straccio di spiegazione. Egualmente abbottonati sono stati i commissari europei e il loro presidente Barroso, nonché i governatori delle Banche centrali nazionali, federate nella Bce, nel nostro caso Draghi. Tutti hanno affermato che la decisione della Bce era un atto necessario per stabilizzare l'inflazione, ma tutti hanno all'unisono ricordato che la predetta inflazione proviene dall'estero e quindi è fuori dal controllo europeo. A sentire questi ragionamenti viene in mente la Nave dei folli. L'inflazione viene da fuori Europa. Quindi è fuori dal controllo della Bce. Il problema dell'Europa è la mancata crescita. Un altro problema dell'Europa è l'eccessivo apprezzamento dell'euro rispetto al dollaro. Tuttavia era necessaria la stretta della Bce che, per unanime riconoscimento, non scalfirà l'inflazione e darà uno spunto ulteriore all'apprezzamento dell'euro. Nave dei folli, puramente e semplicemente. Aggiungo che la debolezza del dollaro è una delle cause non secondarie dell'aumento di prezzo del petrolio e delle materie prime: i produttori, pagati in dollari, aumentano i prezzi in moneta svalutata; i risparmiatori dal canto loro fuggono dal dollaro e investono in titoli petroliferi e in "commodities". è possibile che la sola vera motivazione della dissennata decisione della Banca di Francoforte sia quella di rafforzare la sua indipendenza dai governi europei. Dunque una motivazione di pura immagine. Se questo fosse il movente una decisione scriteriata sarebbe stata presa per sole ragioni d'immagine. Noi italiani non siamo nuovi, purtroppo, a politiche determinate da questioni d'immagine ma speravamo che in Europa le cose andassero diversamente. Un'altra disillusione tra tante. * * * Per fortuna il nocciolo della questione l'ha intuito Tremonti. Ha detto che l'aumento di prezzo del petrolio e delle derrate di base non proviene da una carenza di offerta né da un eccesso di domanda ma dalla speculazione. Bisogna dunque tagliare le unghie agli speculatori e lui ha scoperto il modo per farlo: utilizzare l'articolo 81 del Trattato istitutivo della Comunità europea il quale prevede che la Comunità possa usare strumenti appropriati per stroncare manovre speculative se fosse provato che alcuni operatori colludono tra di loro per manipolare il mercato. Tremonti, con ammirevole rapidità, invierà nelle prossime quarantott'ore una proposta all'Ecofin e alla Commissione europea per applicare alla speculazione internazionale l'articolo 81 del Trattato. Le autorità europee hanno giudicato interessante la proposta di Tremonti anche se di non facile attuazione. La gran parte dei "media" italiani ha applaudito all'inventiva tremontiana così apprezzata nel mondo intero. Il nostro pro-dittatore dell'economia ha incassato per quarantott'ore le prime pagine dei giornali e delle Tv. Un risultato di immagine perché altro non accadrà né può accadere. Altro non può accadere per le seguenti ragioni: 1. Non è affatto sicuro che la speculazione sia la vera causa dell'aumento dei prezzi e quindi dell'inflazione. 2. Quand'anche, non è affatto sicuro che gli speculatori siano collusi tra di loro per manipolare il mercato. 3. Quand'anche, raggiungere la prova della suddetta collusione sarebbe difficilissimo. 4. Quand'anche, l'Europa non possiede nessuno strumento per stroncare un'eventuale manipolazione del mercato che si svolge su piazze non europee. Bisognerebbe nientemeno impedire acquisti di titoli "derivati" e "futuri" che sono negoziati in dollari su piazze americane, soprattutto a Chicago e a New York. Il governo Usa ha già manifestato la propria contrarietà a intervenire su quei mercati. Di lì dunque non si passa. Tremonti naturalmente queste cose le sa benissimo. Perde tempo. Non caverà nessun ragno da nessun buco. Gli serve per consolidare la sua immagine in un circuito mediatico dominato dal conformismo e per distrarre l'opinione pubblico con lo spauracchio d'un nemico esterno che non c'è. Un untore che non esiste, indicato come autore della peste speculativa. L'ha scritto ieri Giavazzi e, una volta tanto, sono completamente d'accordo con lui. *** Le tante buone cose con le quali, dopo il pessimo governo economico di Prodi-Padoa Schioppa-Visco, il governo Berlusconi-Tremonti sta risollevando l'economia italiana. a) Una finanziaria snella, un bilancio redatto per "missioni", il taglio delle spese correnti intermedie. Tutte queste cose erano state preparate e inserite da Padoa-Schioppa nella Finanziaria 2009. L'ha ricordato la settimana scorsa l'Ufficio Studi di Confindustria che ha lodato la continuità Padoa-Tremonti. Ma nessuno ha ripreso questa non trascurabile annotazione e Tremonti meno che mai. b) Il taglio dell'Ici ha una copertura di 2.600 milioni di euro, ma gli uffici della Camera e del Senato hanno scoperto che quel provvedimento costerà molto di più. I tecnici del Senato hanno quantificato il costo del provvedimento in 3,7 miliardi, il relatore della Commissione bilancio, Gilberto Pichetto del Pdl, è arrivato a 3,5 miliardi, 900 milioni in più della copertura esistente. Dunque il Tesoro ha spedito in Parlamento un provvedimento "scoperto" per il 35-40 per cento. Incoscienza, incapacità o abilità truffaldina? Tanto, almeno in prima battuta, il taglio dell'imposta grava sui Comuni. Peggio per loro. c) Molti commentatori hanno notato che ? contrariamente a quanto affermato in campagna elettorale ? le tasse non diminuiranno affatto, fino al 2013 la pressione fiscale resterà esattamente quella attuale. In compenso una serie di segnali fa prevedere che una parte di questo peso graverà ancora di più sul lavoro dipendente e un po' meno sul lavoro autonomo, sulle partite Iva e sui professionisti. d) Per rilanciare la crescita bisognerebbe detassare i salari e le pensioni, sostenere i giovani e gli incapienti. Il Partito democratico pensa di mobilitare i suoi aderenti su questi obiettivi, ma il governo risorse non ne ha e nemmeno le cerca. e) Le cerca però per tenere in vita Alitalia dopo averne impedito la vendita all'Air France nel marzo 2007. Il piano allo studio di Banca Intesa prevede una "nuova Alitalia" senza debiti né esuberi di personale, da cedere a investitori privati, e una "vecchia Alitalia" a carico dello Stato con dentro tutti i debiti e tutte le spese per ammortizzare le migliaia di lavoratori che saranno licenziati. Il costo di queste operazioni non sarà inferiore ai 3 miliardi. Quanto alla "nuova Alitalia", sarà con ogni probabilità una piccola compagnia italiana per rotte prevalentemente italiane. Naturalmente di bandiera. f) Infine gli oneri sul bilancio dello Stato derivanti dall'aumento del tasso di interesse europeo. Sul "Sole 24 ore" di ieri l'aggravio viene stimato in 10 miliardi, da spalmare sui prossimi cinque anni, tenendo presente che il peso maggiore graverà su quest'anno e sul prossimo perché c'è una massa di Bot e Cct in scadenza, contrattati a tassi di poco superiori al 2 per cento. Solo per il 2008 l'aggravio per il Tesoro è previsto in 2,5 miliardi di euro. Questa purtroppo è la situazione. Aumento di salari? è l'ultima delle cose che occupa Tremonti. Lui pensa ad altro. Fuffa probabilmente. Oppure al suo libro-vangelo che dice tutto e il contrario di tutto. * * * Berlusconi e la giustizia. Il lodo Alfano va avanti. La maggior parte dei costituzionalisti italiani ritiene che ci siano motivi di incostituzionalità, ma questo riguarderà eventualmente la Corte. Sta di fatto che l'immunità riguarda in tutta Europa soltanto la Regina di Inghilterra, il Re di Spagna e il Presidente francese. Nessun capo di governo. Dico nessuno. L'emendamento blocca-processi è "irragionevole" come recita il parere del Csm e come sostiene tutta la dottrina giurisprudenziale italiana. Intaserà irrimediabilmente il sistema. Ma il servitorello che guarda i sigilli ha già detto che non verrà tolto. Quindi il famoso dialogo con l'opposizione non riprenderà. Ma dialogo su che cosa? La sola questione ancora in piedi riguarda la legge elettorale che però è un tema di là da venire. Altro non c'è per la semplice ragione che quel che c'era il Sultano l'ha già risolto per conto proprio in privata solitudine. Sarà dunque una legislatura di battaglia. Il collega di talento cui ho fatto cenno la scorsa settimana proponeva che l'opposizione rilasciasse al "premier" un salvacondotto giudiziario. Mi parve un'idea bizzarra e anche bislacca e l'ho scritto. Ma ora anche questa questione è stata risolta: il nostro presidente del Consiglio il salvacondotto se l'è firmato da solo. Non ha bisogno di aiuti. La sola persona che ancora lo impensierisce un po' è la moglie Veronica ma per ora su quel fronte non ci sono novità. Il resto spetta agli italiani di buona volontà. Perciò diamoci da fare.

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L'estate dei licenziamenti (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 06-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del L'estate dei licenziamenti g.ves. I prossimi cinquemila che rischiano di riceverla sono i dipendenti dichiarati "eccedenti" da Telecom Italia. Ma di questi tempi le temute raccomandate a/r con oggetto "Licenziamenti per riduzione del personale" viaggiano che è una bellezza. Si comincia dalla cassa integrazione. Dall'inizio dell'anno le aziende che hanno fatto appello alla cassa integrazione perché colpite dalla crisi sono 420, nel 2007 erano un centinaio di meno. Mentre quelle già fallite sono 58. E cresce anche il numero delle imprese che utilizzano la mobilità per riorganizzarsi, quasi novanta finora. Crisi congiunturale a parte, a mettersi nei panni dei lavoratori vengono i brividi. Le procedure di mobilità ti raggiungono anche all'improvviso, anche quando l'azienda non va poi così male. Perchè non è sempre la débacle industriale a imporre la chiusura di uno stabilimento, la riduzione dei dipendenti o il trasferimento in altri lidi. A volte è un puro conto economico, un banale conto economico, che indirizza l'imprenditore là dove il rapporto costi/benefici è più vantaggioso. In un angolo o nell'altro del mondo globalizzato. Il tutto, per noi, si può tradurre dalle mille statistiche in una parola sola: stagnazione. Che vuol dire immobilismo, scarsa crescita, disoccupazione. Una sfida persa. Ecco alcuni di quelli che rischiano di perdere il posto (che non se la prendano gli altri ma è impossibile contarli tutti): sono i cinquemila di Telecom, i 52 triestini della Faram, i 450 dell'Electrolux di Scandicci (Fi) e i 300 di Susegana, i 600 della Merloni, i 772 della Eutelia, i 1.200 del gruppo Natuzzi, i 950 della Iar Siltal di Alessandria, i 148 della Riello di Lecco, i 230 della Sogefi di Mantova, i 140 della Bossi di Cameri (No), i 1.500 della StMicroelectronics di Catania. E poi, come dimenticare, i cinque (o forse diecimila) di Alitalia. Il Corsivo.

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La crisi taglia le vacanze dei milanesi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Milano La crisi taglia le vacanze dei milanesi è crisi anche per le vacanze. Prenotazioni in calo almeno del dieci per cento rispetto all'anno scorso. E chi non vuole rinunciare ricorre sempre più spesso ai prestiti per pagarsi le ferie. Per chi parte, invece, il portafoglio più leggero obbliga a rivedere le abitudini di viaggio: una sola settimana invece che due, stelle d'hotel in meno e destinazione più vicina. Funziona sempre la formula del tutto compreso e cresce l'opzione del weekend lungo. Cala invece del 30 per cento l'offerta dei last minute: attendere l'ultimo minuto non conviene più come in passato. La crisi di Alitalia non aiuta il settore turistico milanese: a Malpensa si vola decisamente meno dello scorso anno. CARRA, DE VITO, MONESTIROLI E SCANDALE ALLE PAGINE II E III.

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Viaggi corti, soggiorni lampo i milanesi tagliano le vacanze - ilaria carra luca de vito (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina IV - Milano Viaggi corti, soggiorni lampo i milanesi tagliano le vacanze In un anno calo del 10% ma ci sono punte del 30 A Malpensa nel weekend un passeggero su 5 in meno rispetto al primo esodo 2007 Maderna, Fiavet "Prima era la destinazione che contava, ora solo il prezzo" ILARIA CARRA LUCA DE VITO Le distanze si riducono, le stelle dell'hotel diminuiscono, il soggiorno s'accorcia. La ricaduta del carovita sul budget vacanze si fa sentire. Quantomeno sulle finanze di una famiglia di reddito medio, quella che per concedersi le ferie estive dà più di un occhio al conto in banca. Tanto che le agenzie di viaggio della città, già alle prese con le prime stime, denunciano un calo di vendite almeno del 10 per cento. "Prima era la destinazione che attirava, ora conta solo il prezzo", spiega Luigi Maderna, presidente di Fiavet Lombardia, l'associazione delle imprese turistiche. "è ancora presto per fare bilanci - aggiunge Maderna - certo che l'anno scorso, nello stesso periodo, i viaggi venduti erano di più". Per le ferie di luglio e agosto si spende meno, dunque. E si cambia musica. Una settimana e stop, quando fino all'anno scorso la fascia media dei milanesi si concedeva almeno quindici giorni. Con una buona parte di clienti che migra dall'alta alla bassa stagione, la cosiddetta "spalla". "Lo "spendente medio" è nettamente in calo - conferma Mario Malerba, presidente di Itn Travel network che tra i partner annovera Uvet, una delle più importanti agenzie turistiche italiane - almeno il 40 per cento delle famiglie di fascia medio-bassa scelgono giugno e settembre". Se la formula "all inclusive" attrae ancora molto, il viaggiatore medio milanese non sceglie l'Italia, considerata troppo cara: visto il cambio con l'euro, anche quest'anno si prediligono i paesi dell'area dollaro. Tra le abitudini cresce l'opzione weekend lungo: partenza il giovedì e rientro il lunedì. Versione mignon di una settimana intera, rivista però alla luce dei prezzi correnti. Che, a detta degli operatori di settore, non sarebbero aumentati se non per una voce: "Con il caro-petrolio l'adeguamento carburante incide sui voli più che in passato - puntualizza Alberto Ferrini di Pandani Viaggi - venti euro di rialzo per i nazionali, oltre i 70 sulle tratte di medio-lungo raggio". E se il prezzo del greggio continuerà a salire, in agguato c'è pure un altro rischio: "Non è escluso un secondo adeguamento", paventa Ferrini. Costi di trasporto alle stelle, quindi, che per molti significa rimandare le vacanze a tempi migliori: "Se le bollette vanno pagate, viaggiare dopotutto non l'ha ordinato il medico", osserva sconsolata un'operatrice della Format di via Palermo denunciando un calo ben superiore al 10 per cento di media: "Per quanto ci riguarda potremmo dire addirittura del 30 per cento". Anche all'agenzia Pgw di via Fieno c'è pessimismo: "Il calo del 20 per cento, per noi, c'è tutto. Molti gruppi che di solito prenotano per tempo non si sono ancora fatti vivi". E, come se non bastasse, gli sconti "last minute" sono sempre più rari: "Le quote riservate dagli operatori saranno inferiori almeno del 30 per cento rispetto all'anno scorso. Vince chi prenota in anticipo". Meglio non arrivare sotto data, dunque, tanto la caccia all'affare dell'ultimo minuto lascia sempre meno chance di risparmio. E anche Malpensa, oltre ai tagli Alitalia, sembra risentire della crisi delle vacanze. In questo weekend - il primo dei grandi esodi estivi - nello scalo transiteranno, in media, 37mila passeggeri al giorno, cioè il 20 per cento in meno dell'anno scorso. "è l'effetto delle tratte cancellate da Alitalia" spiegano alla Sea. Ma una parte ce l'ha anche il calo dei turisti in partenza che in buona parte continuano a rimandare le prenotazioni. A data ancora da destinarsi.

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Alitalia, 5-6 mila esuberi e capitali per 7-800 milioni (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-07-06 num: - pag: 1 autore: di DARIO DI VICO categoria: REDAZIONALE Ecco il piano per la nuova compagnia aerea Alitalia, 5-6 mila esuberi e capitali per 7-800 milioni S e la nuova Alitalia nascerà - e il condizionale mai come in quest'occasione sarà d'obbligo fino all'ultimo secondo - il lieto evento avverrà subito dopo Ferragosto. Quando gli italiani inizieranno loro malgrado a fare i conti con la fine dell'estate, la neo-Alitalia ideata e costruita a tappe forzate negli hangar di Intesa Sanpaolo dovrebbe vedere la luce. Se tutto sarà andato come nelle speranze di Corrado Passera e Gaetano Miccichè, la nuova compagnia di bandiera avrà un piano industriale come non accadeva da anni, un azionariato nuovo di pacca e un iter legislativo in discesa. CONTINUA ALLE PAGINE 10 E 11.

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Dopo Ferragosto l'ora della verità (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-06 num: - pag: 11 categoria: BREVI Dopo Ferragosto l'ora della verità ziarie e non a quelle di carattere prettamente industriale. Del resto in Italia non esiste niente di paragonabile al famoso Chapter 11 che permette alle aziende americane di fallire e ripartire, per cui si tratterà di modificare la Marzano laddove prevede procedure troppo lente e modalità non utili a risolvere il rebus Alitalia. E' da prevedere un decreto governativo che si prenda il compito di modificare in tempo reale la vecchia normativa e aiutare così il varo della newco. Un piano industriale realistico e un iter legislativo che renda più facile la procedura concorsuale e il commissariamento della compagnia sono le condicio sine qua non per attirare capitali e costruire una compagine azionaria all'altezza dell'avventura. Carlo Toto ne farà parte ma non tirerà fuori una lira, conferirà l'asset Air One, slot e flotta (presente e opzionata). Gli altri soci saranno invece imprenditori che diversificheranno rispetto al loro business, che apporteranno la loro immagine e che tutti insieme tireranno fuori una cifra tra i 700 e gli 800 milioni di euro ma ai quali sarà garantito un investimento remunerativo. Non una photo opportunity scattata a un galà di beneficenza. Gli industriali in questione dovrebbero essere una decina, alcuni saranno pescati dal cahier di prenotazioni messo insieme da Bruno Ermolli mentre altri dovrebbero essere inediti. Per loro verrà garantita una nuova governance della società e un management indipendente. Intesa Sanpaolo entrerà anche nel capitale sottoscrivendo quote oppure no? L'impressione è che una decisione in merito sarà presa solo in zona Cesarini. Nel mentre per evitare di immobi-lizzare troppi soldi è prevedibile che si monti un lease-back, un'operazione di affitto sulle aeromobili di provenienza sia Alitalia sia Air One. I sindacati e l'incognita petrolio. Dopo Ferragosto tutto questo lavoro - piano industriale, iter legislativo, reclutamento degli azionisti e commissariamento - dovrebbe esser concluso e solo allora si discuterà degli esuberi che dovrebbero far capo a una bad company e usufruire degli strumenti già esistenti per la gestione delle crisi aziendali. Alla Bad Alitalia saranno conferiti, ovviamente, non solo dipendenti bensì anche attività giudicate non redditizie e una quota del debito della società madre. Tutto dovrà rispettare le proporzioni se non altro perché un eccessivo carico di debiti verrebbe rubricato dalle autorità di Bruxelles come aiuto di Stato in forma surrettizia. La quantificazione delle eccedenze è sempre materia ardua e incandescente e nella tradizione delle Partecipazioni statali made in Italy sottoposta alle pressioni della politica, ma mettendo insieme diversi segnali sparsi dagli advisor nel corso di queste prime settimane di lavoro si può pensare che una cifra attorno alle 5-6 mila unità non sia troppo lontana dal vero. Per avere, anche in questo caso, un termine di paragone sarà utile rammentare come sul totale dei 20 mila dipendenti Alitalia il vecchio piano Air France prevedeva - parole del leader cislino Raffaele Bonanni - 6.700 esuberi (e non i 2.100 di cui è restata memoria). E' molto probabile comunque che i sindacati almeno in una prima fase possano contestare le scelte contenute nel piano industriale e le ricadute occupazionali. Sarà il banco di prova della volontà del governo di centrodestra di dare un futuro all'Alitalia ma è fin troppo facile prevedere nelle settimane tra fine agosto e inizio settembre un braccio di ferro e momenti di tensione all'insegna del "prendere o lasciare". Chi dovrà adottare la decisione non potrà però non aver presente che solo nel 2005 l'ultimo piano industriale di Alitalia era stato formulato con un petrolio a 37 dollari il barile. Oggi siamo più di 100 dollari sopra e restare competitivi per una compagnia aerea è una fatica di Sisifo, come testimoniano le notizie (allarmanti) che giorno dopo giorno arrivano dagli headquarters delle grandi compagnie. Se poi il petrolio dovesse davvero schizzare attorno a quota 200 molti dei ragionamenti sin qui fatti andrebbero a farsi benedire. Per l'Alitalia non resterebbe che organizzare una composta cerimonia degli addii. Dario Di Vico ddivico@corriere.it.

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Nuove regole per il salvataggio (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-07-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-06 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Legge Marzano Nuove regole per il salvataggio (j. t.) In caso di crisi aziendali, negli Stati Uniti si ricorre spesso al "Chapter 11", norma della legge fallimentare che consente all'aziende in crisi di rimanere sul mercato. In Italia, per situazioni analoghe è stata concepita nel 2004 la legge Marzano, che ha avuto la sua più nota applicazione nella caso Parmalat e però richiede adeguamenti rilevanti al caso Alitalia. Da un lato, come ha ricordato lo stesso Antonio Marzano, allora ministro e oggi alla guida del Cnel, la legge è stata concepita per casi in cui "il progetto industriale c'era e il problema era piuttosto finanziario", mentre Alitalia vive una situazione opposta. Inoltre tempistica che la legge prevede a disposizione del commissario (180 giorni prorogabili di altri 90) è troppo lunga per Alitalia.

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Alitalia forte sul mercato interno Ecco il piano per non farla morire (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-06 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Alitalia forte sul mercato interno Ecco il piano per non farla morire Correzione della Marzano, capitali per 7-800 milioni ed esuberi per 5-6 mila Il business plan prevede un fatturato di 4 miliardi di euro, grazie al conferimento delle attività di AirOne. L'incognita della trattativa sindacale e del prezzo del combustibile con il petrolio alle stelle SEGUE DALLA PRIMA A quel punto mancherà solo da giocare il finale di partita, il duro negoziato con il sindacato sugli esuberi di personale. Si può scommettere sin d'ora che non si tratterà di un pranzo di gala, che come nella tradizione del grande rito sindacale si dovranno a un certo punto persino fermare gli orologi per guadagnare una notte in più e raggiungere l'accordo, ma la netta sensazione è che se i rappresentanti dei lavoratori non vorranno mangiare quella minestra rischieranno di restare a digiuno. Un impegno ansiogeno. I tempi dell'operazione sono stretti e le possibilità di dover staccare la spina sono obiettivamente alte. L'impegno che si sono presi gli advisor di Intesa S. Paolo è di quelli che in banca sono abituati a catalogare come "altamente ansiogeni", anche perché a infastidire gli uomini che lavorano al progetto neo-Alitalia è una ridda di indiscrezioni contraddittorie tra di loro che non li aiutano ad andare avanti. Ma da dove si inizia per definire il piano industriale della compagnia tricolore? La parola chiave è "perimetro". Quanto sarà grande l'Alitalia di domani? Air France di fronte allo stesso quesito aveva operato una scelta tranchant, aveva tenuto fuori dal perimetro di osservazione l'area più critica, Alitalia Servizi, a sua volta legata alla società operativa Az Fly tramite onerosissimi contratti di servizio. L'indirizzo che, a quanto si capisce, sta prendendo il lavoro degli advisor non è quello di dar vita a una compagnia di taglia small, la mini-Alitalia paventata da più parti. Si punta a creare sulla carta una compagnia fortemente radicata sul mercato domestico sommando il fatturato e la quota di mercato di AirOne con una gran parte del fatturato e della quota di mercato della vecchia Alitalia (nessuna delle rotte dovrebbe essere programmaticamente in perdita). Tanto per avere in testa qualche numero quest'operazione, per ora solo aritmetica, dovrebbe dare un fatturato ipotetico superiore ai 4 miliardi di euro, non un gigante dei cieli - dunque - ma nemmeno una Topolino. Il concetto che sta dietro questa scelta è semplice e suona così: Air France e Lufthansa saranno sicuramente delle grandi compagnie internazionali ma le loro fortune sono state costruite (e conservate) su un presidio quasi assoluto dei rispettivi mercati domestici, con percentuali che oscillano tra l'80 e il 90%. Catricalà e il sogno dell'hub. E' evidente che una newco che sommi il fatturato domestico di Alitalia e del suo concorrente AirOne può finire dritta dritta sotto i ferri dell'Antitrust per abuso di posizione dominante sulla tratta regina quella che collega Roma e Milano. Ma è anche facile pensare che, pur di rimettere in carreggiata la compagnia tricolore, lo stesso governo abbia in testa di negoziare con le autorità della concorrenza (Antonio Catricalà) accordi più o meno temporanei o nel peggiore dei casi pensare di ricorrere all'articolo 25 della legge 287 che permette all'esecutivo di chiedere per un periodo all'Antitrust di agire in regime di deroga e quindi di neutralizzare le norme pro concorrenza. Va considerato, poi, che l'avvio del servizio viaggiatori ad alta velocità tra Lazio e Lombardia - in calendario per fine 2009 - di fatto costituirà un ulteriore elemento concorrenziale nei confronti dell'aereo per raggiungere Roma da Milano e viceversa. Alcuni previsioni che circolano arrivano a sostenere che il monopolio Alitalia su quella tratta potrebbe subire un'erosione di quota di mercato pari addirittura al 40%. Un business plan fortemente imperniato sul mercato nazionale prevede giocoforza una valorizzazione di Malpensa. Nessuno può pensare di far finta che non sia successo niente e ripartire dal Sogno del Hub Padano ma l'aeroporto varesotto, nelle simulazioni degli advisor, dovrebbe ricoprire il ruolo di un polo per il Nord capace di intercettare i passeggeri delle regioni settentrionali. Se dovessimo usare una formula facile facile si può dire che Malpensa avrà tanti voli quanti sarà in grado di riempirne e quindi la neo-Alitalia punterà a riportare al Nord tutte le rotte considerate redditizie. E il partner internazionale? Può l'Alitalia riprendere il volo in chiave totalmente autarchica? Nessun manager dotato di comune buon senso può sostenerlo ma allo stato dei fatti è assai difficile che un vettore straniero di serie A entri dall'inizio nel capitale della compagnia italiana. E' molto più facile che con un grande network si negozi una partnership operativa relativa al mercato europeo e non è detto che debba essere per forza Lufthansa solo in virtù dell'accordo di code sharing attualmente in essere con AirOne. Mani libere (e dita incrociate), dunque, per l'alleato internazionale. Il restyling della Marzano. I progetti di Passera e Miccichè per avere vere chance di successo presuppongono però uno strumento legislativo diverso dalla attuale legge Marzano (ma non una legge ad hoc). E' noto che questa norma è stata scritta guardando alle crisi finan4 Sono i miliardi di euro che costituiscono l'obiettivo di fatturato della nuova Alitalia. Non una cifra comparabile con quelli dei colossi, ma certo un buon risultato per una compagnia leader in un mercato nazionale come quello italiano Nuovi soci Dovrebbero essere una decina gli industriali che entreranno come nuovi soci, alcuni pescati dal cahier di prenotazioni messo insieme da Bruno Ermolli, altri inediti.

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L'ultima trattativa possibile (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-06 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Sindacati L'ultima trattativa possibile (j. t.) Ancor prima che Silvio Berlusconi attaccasse duramente il governo Prodi sulla trattativa con Air France, a esprimere le loro perplessità erano stati i sindacati. Non solo i confederali, che hanno sempre avversato merito e metodo della trattativa, ma anche le sigle di categoria. Mentre ancora la trattativa era in corso, Fabio Berti dell'Anpac, il sindacato dei piloti, affermava: "Per noi il piano Air France è un capitolo chiuso. Il fallimento non ci piace, ma siamo pronti ad affrontarlo". Pochi giorni fa, lo stesso Berti, a commento dell'ipotesi di 5.000 esuberi diceva "E' una cifra che, se confermata, dà la misura di una compagnia fortemente ridimensionata, in contrasto con le aspettative espresse dal premier di un'Alitalia all'altezza dei altri vettori europei".

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49,9% La quota di Alitalia detenuta dal ministero del Tesoro 1.108 (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-06 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE La compagnia oggi 49,9% La quota di Alitalia detenuta dal ministero del Tesoro 1.108 milioni di euro di debiti registrati alla fine di maggio di quest'anno 300 milioni, l'ammontare del prestito ponte erogato dal governo sotto attento esame da parte dell'Ue 388 milioni, la disponibilità di cassa a fine maggio, dopo il prestito 173 gli aerei a disposizione della compagnia a fine marzo. 145 sono dedicati al breve-medio raggio e 128 al lungo raggio 3 milioni che la compagnia perderebbe quotidianamente, allo stato attuale, secondo le stime più recenti 20.000 circa i dipendenti della compagnia di bandiera.

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Ritorno all'ex hub varesino (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-06 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Malpensa Ritorno all'ex hub varesino (j. t.) Per riconquistare un ruolo di leadership sul mercato italiano, la nuova Alitalia punta a tornare su Malpensa. Dopo il sogno del doppio hub e il declassamento previsto da Maurizio Prato come dal piano industriale di Air France, Malpensa potrebbe tornare centrale, come lo è, geograficamente, all'interno del ricco bacino avionico del Nord Italia. L'areoporto gestito dalla Sea, guidata da Giuseppe Bonomi, ha lavorato per uno sviluppo autonomo dai destini della Magliana. Da questa visione è nato l'accordo strategico con Lufthansa, che ha lasciato intendere di pensare all'areoporto varesino come suo quarto hub. Resta pendente, intanto, la causa da 1,25 miliardi che Sea, controllata dal Comune di Milano, ha intentato contro Alitalia dopo il dehubbing.

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Antitrust e rotte domestiche (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-06 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Quote di mercato Antitrust e rotte domestiche (j. t.) La priorità della nuova Alitalia sarà ricostituire una quota di mercato domestico degna di un'azienda leader nazionale. Se Air France-Klm, sul mercato francese, supera il 90% e Lufthansa complessivamente tocca l'80%, l'attuale Alitalia, dopo l'attuazione del piano Prato, supera appena il 40%. Per ricostituire misure commensurabili con quelle dei due colossi europei, la via obbligata sarebbe l'incorporazione di AirOne, legata da un accordo non vincolate di code sharing con Lufthansa. Peraltro, per quanto riguarda le alleanze internazionali, Alitalia è parte di Sky Team, guidata da Air France, fin dal 2001, anno seguente alla sua fondazione.

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Mengozzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-06 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE La vicenda Mengozzi Francesco Mengozzi è amministratore delegato dal 2001 al 2004. Per primo stabilisce un legame con Air France Cimoli A Mengozzi succede Giancarlo Cimoli, che resterà in carica fino al 2007. A fine incarico 3 milioni di buonuscita Prato La mossa della salvezza, per Maurizio Prato, è la vendita a Air France. Quando la vede sfumare, lo scorso 2 aprile si dimette Police Presidente senza deleghe, l'avvocato gestisce la complicata fase che dovrebbe portare alla nuova Alitalia.

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NEL NOSTRO PAESE (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-07-06 num: - pag: 31 categoria: BREVI NEL NOSTRO PAESE L'emergenza Un termine compare sui mass media con strisciante ma crescente frequenza, ed è "emergenza". Emergenza rifiuti, Pompei, Alitalia. Solo i responsabili dell'emergenza non emergono mai. Bruno Barolo, Piacenza.

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Notizie in 2 minuti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-07-06 num: - pag: 64 categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Duello sulla giustizia * Con "Style Magazine" e 3,00; con "Corriere Enigmistica" e 2,30; con "Storie della Bibbia" e 8,90; con "La grande dinastia dei Paperi" e 8,90; solo a Milano e provincia con "Mangiar bene a Milano" e 10,90; con "L'Europeo" e 8,90; con "Il grande cinema di Alberto Sordi" e 10,99; con "Gli itinerari di Dove" e 8,99; con "I Simpson Classici" e 10,99; con "La Storia del Fascismo" e 10,99; con "Il Diritto" e 15,90; con "I Classici dell'avventura" e 7,90; con "Le avventure delle Tea Sisters" e 7,90; con "I Cesaroni" e 13,90; con "Madonna dalle origini al mito" e 10,99. In Puglia, Marche, Lazio (no Roma) e nelle province di TV, MO, PR, RE, CR e MN con La Gazzetta dello Sport e 1,00 Walter Veltroni, fischiato al congresso socialista, dice che "con il ritiro dell'emendamento per bloccare i processi si potrebbero creare le condizioni per un clima diverso". Silvio Berlusconi, in Giappone per il G8, replica: "Sono altri che soffiano sul fuoco" mentre l'esecutivo è "tranquillo" e quindi "noi continuiamo a lavorare". L'opposizione, per Berlusconi, "ormai è su una linea giustizialista, e la lasciamo lì. Sono tornati indietro di molti anni...". Un piano per Alitalia Il Corriere anticipa il piano di Corrado Passera per il salvataggio di Alitalia. Esteri G8 e incidenti Migliaia di manifestanti pacifisti e no global si sono riuniti a Sapporo, sull'isola giapponese di Hokkaido, per protestare contro le politiche del G8 alla vigilia del vertice. L'Olanda e gli iraniani Le università olandesi non consentiranno agli studenti iraniani di iscriversi a corsi avanzati di tecnologia nucleare. Fa paura il programma atomico di Teheran. Cronache La ricerca di Federica Nessuna notizia di Federica Squarise, la ragazza padovana scomparsa in Spagna. La polizia sta visionando i filmati catturati dalle telecamere di sorveglianza. Cani pericolosi, "mai più liste" "Nessuna lista di cani pericolosi sarà più attiva nel nostro Paese", l'obiettivo è invece, scommettere "sull'educazione e sulla formazione dei proprietari per l'ottimale detenzione degli animali ". E' l'annuncio di Francesca Martini, sottosegretario al Welfare. Cultura I due Stalin Due scrittori, il russo Viktor Erofeev e il britannico Martin Amis, si sono confrontati con la figura di Stalin nei loro romanzi. Franco Cordelli li mette a confronto. Viaggio in India Il capitalismo aggressivo, le caste, il mosaico di etnie e di lingue. Il viaggio in India di Claudio Magris. Spettacoli Lo sciopero a Hollywood La vertenza per il contratto degli attori fa litigare le star di Hollywood. Sean Penn fa l'ultrà, George Clooney cerca un punto di mediazione facendo arrabbiare Jack Nicholson... Sport Venus vince Wimbledon Venus Williams ha vinto per la quinta volta il torneo di Wimbledon. Venus, alla sua settima finale, si è imposta sulla sorella Serena per 7-5 6-4. Tour, prima maglia gialla Lo spagnolo Alejandro Valverde (Caisse d'Epagne) ha vinto la prima tappa del Tour de France di ciclismo, la Brest-Plumelec. Oggi il GP di Silverstone Prima fila a sorpresa a Silverstone: sarà il finlandese Heikki Kovalainen (McLaren) a partire davanti a tutti oggi, accanto a lui l'australiano Mark Webber (Red Bull). Seconda fila per la Ferrari di Raikkonen e la McLaren di Hamilton. Nono tempo per Massa. Salute La fine dei record Secondo gli scienziati, che basano il loro giudizio su analisi sportive e di laboratorio, le prestazioni atletiche hanno raggiunto ormai i limiti del possibile. E se c'è una disciplina nella quale le prestazioni delle donne potrebbero eguagliare e superare gli uomini, questa è la maratona.

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Ma il pd non deve chiudere un occhio - (segue dalla prima pagina) giancarlo bosetti (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 07-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Commenti MA IL PD NON DEVE CHIUDERE UN OCCHIO (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) GIANCARLO BOSETTI Dall'altra le pretese dei vincitori delle elezioni. Se si profila un conflitto, bisogna per forza spostare la soglia di tolleranza? Negli ultimi giorni si intensificano i consigli dei "realisti" che trattano plasticamente la materia come facilmente negoziabile: l'attacco di Berlusconi alla magistratura andrebbe assecondato, almeno un po', perché non farlo in ultima analisi finirebbe addirittura "oggettivamente" per giovargli. Ma si tratta davvero di questioni così opinabili? C'è davvero una metastasi giustizia? E per il resto tutto bene? Editorialisti con una potenza di tiro che non supera la dogana di Chiasso e che detestano l'uso di parole inglesi (anche antitrust? e authorities?) collocano ogni forma di protesta contro i conflitti di interesse, le leggi su misura, gli emendamenti salva-premier nella categoria del "giustizialismo". Evidentemente non alzano lo sguardo oltre frontiera e non incontrano mai forestieri che interrogano sul pittoresco problema italiano: esercizio che fortifica. A ricordarci che non siamo immersi nei fumi dell'hegeliano Spirito soggettivo o delle pure opinioni opinate arriva ogni tanto il richiamo degli standard internazionali (mettiamo: un commissario dell'Unione europea o una ricerca comparata della Open Society Foundation) che ci raccontano la situazione monopolistica del nostro sistema tv, la natura "fotografica" della legge Gasparri, le nomine addomesticate all'autorità delle comunicazioni, le imposizioni di un interesse privato sopra lo stato di diritto. Potrebbe il Partito democratico "chiudere un occhio" su queste magagne, come suggerito dai suddetti editorialisti, e passare così al punto due dell'agenda: economia, opere pubbliche, energia, tariffe, Alitalia ecc.? Credo di no, non soltanto perché un moderno partito riformista, di governo, europeo, occidentale deve avere tra i valori anche qualche principio certo di cultura costituzionale, ma anche per realistiche ragioni elettorali. Nell'area di centrosinistra, quella dei votanti che prima confluivano nell'Ulivo e ora nel Pd, un sentimento negativo nei confronti di Berlusconi è molto radicato e peraltro molto più forte dei sentimenti di direzione contraria, da destra verso sinistra. Lo è molto di più di quanto non lo giustifichino le ordinarie contrapposizioni politico-ideologiche. La "paura" di cui tanto si parla (sicurezza, immigrazione, globalizzazione) è per molti concittadini prima di tutto la paura di Berlusconi, in particolare la "paura per possibili esiti autoritari o non completamente democratici della sua leadership". Il fenomeno è stato messo a fuoco due anni fa dall'indagine sociologica dell'Itanes, Sinistra e destra (Il Mulino 2006), in particolare da Nicoletta Cavazza e Piergiorgio Corbetta, ed è fortemente asimmetrico, nel senso che la paura speculare per esiti autoritari della leadership della sinistra da parte della destra è nettamente inferiore (77% a 57%). Nella retorica di molti editorialisti dell'area "realistica", si cerca di solito di attribuire questa paura alla propaganda dell'"antiberlusconismo" di una sinistra che avrebbe questo come "unico cemento". Ma la propaganda di Berlusconi contro il comunismo non ha avuto un volume di fuoco minore. è vero l'opposto: l'elettorato di centrosinistra ha una paura di base di Berlusconi e chi investe su questa paura, come ora Di Pietro, non ne è la causa, ne trae profitto. Dunque se il Pd "chiudesse un occhio" premerebbe in sostanza il bottone della propria autodistruzione e aprirebbe un vasto mercato elettorale a disposizione di vari interpreti, più estremi e meno affidabili, dell'antiberlusconismo. Interpreti capaci di lucrare diversi punti di percentuale al Pd, ma destinati alla sconfitta per altre due ragioni. La prima: che la sensibilità elevata agli aspetti inquietanti del berlusconismo è più forte tra gli elettori del Pd di quella fascia che segue attivamente la vita politica, legge i giornali e guarda trasmissioni tv di approfondimento. Si tratta delle cosiddette "minoranze attive" o "cittadinanza competente". è un'area determinante, molto influente sul Pd, ma non maggioritaria. La seconda ragione è che l'elettorato attuale del Pd, 12 milioni, a causa del travaso di voti incamerati dalla sinistra radicale (almeno un milione) e delle perdite avute sulla destra (altrettanto), è un elettorato ancora più sensibile a quella paura di quanto non lo fosse l'elettorato dell'Ulivo nel 2006. Un'altra fascia molto ampia di popolazione è meno sensibile o è indifferente a queste paure, almeno fino a che non si raggiungesse un livello di allarme rosso (o nero). L'opinione pubblica italiana è dunque a due velocità: attenzione e mobilitazione diverse in aree sociali diverse, e su diversi temi di agenda. L'unica risposta capace di sottrarre il Partito democratico alla tenaglia dovrà riuscire a parlare insieme a chi chiede risposte riformiste di governo e a coloro che non sono in nessun modo disposti ad ammainare la bandiera dello stato di diritto, della separazione dei poteri, dell'uguaglianza. Non ci sono scorciatoie, di qua o di là. Il riformismo che abbandona a se stesso il nucleo dei suoi elettori indignati e preoccupati per la condotta di Berlusconi è perdente, così come è perdente chi contasse solo per questo di vincere.

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Epifani: salari e pensioni, autunno di lotte Intervista a "l'Unità": Crisi pesante, ma il governo ignora le difficoltà delle famiglie Chiediamo una politica fiscale che restituisca (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 07-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Epifani: salari e pensioni, autunno di lotte Intervista a "l'Unità": "Crisi pesante, ma il governo ignora le difficoltà delle famiglie" "Chiediamo una politica fiscale che restituisca ai lavoratori mille euro in tre anni" di Oreste Pivetta Ancora qualche settimana per capire le intenzioni del governo, e poi l'autunno: non è detto che sia un "autunno caldo", ma sarà un autunno di lotte, se si continua così. Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, rilancia il traguardo "mille euro", una politica fiscale che restituisca in tre anni mille euro ai redditi fissi e anticipa "mobilitazione" se le risposte non verranno, ripassando i nostri guai: da un'economia immobile alla caduta del potere d'acquisto delle famiglie, alla forbice che si apre tra ricchi e arricchiti, poveri e impoveriti, dalle promesse (e dalle minacce) della politica alla realtà del lavoro. Realtà nera, facendo la somma di cassa integrati, licenziati, precari, "eccedenti" previsti (basterebbero Alitalia e Telecom). Bisognerebbe pure contare morti e feriti dal momento che una delle mosse del governo è stata quella di "smontare" quanto per la sicurezza aveva costruito il governo precedente. segue a pagina 5.

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Epifani: senza risposte giuste sarà un autunno di lotte (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 07-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Epifani: senza risposte giuste sarà un autunno di lotte Guglielmo Epifani, cominciamo da un argomento popolarissimo: i saldi. I giornali ne hanno parlato con enfasi, prima e dopo: prima della corsa e dopo dei bilanci, non proprio felici. Tanta enfasi non è anche l'indicazione della patologia grave di una sistema in crisi strutturale, che cerca di salvarsi, come in pugili, chiudendosi in angolo? "È la conferma del fatto che il potere d'acquisto delle famiglie è basso e che il livello dei consumi è fermo. È la manifestazione di un problema la cui gravità il governo fa finta di non vedere. Sta andando male per l'Italia e ne parlammo (nei parlai io stesso proprio sull'Unità) prima delle elezioni. Dissi che la condizione del paese era quella di un malato che si stava aggravando e che le forze politiche anche in campagna elettorale si sarebbero dovute confrontare con i temi concreti dell'economia e del malessere sociale. Ma se ne parlò poco e soprattutto ne parlò poco e male la coalizione che poi ha vinto e che aveva indicato a proposito di fisco progetti non proprio condivisibili e non certo utili di fronte a un problema di bassi salari e di borsa della spesa in sofferenza. Difficile credere che la stessa coalizione possa adesso cambiare strada... Difficile credere... Ma sarebbe un dramma se si continuasse a far finta di niente, lasciando salari e pensioni in balia di sè stessi, con la scusa di impedire la spirale in salita dell'inflazione sospinta dai salari. La verità è che l'inflazione si mangia salari e pensioni". Siamo al ritornello di Sacconi, che anche ieri (vedi l'intervista alla Stampa) ci raccontava di come i salari, se crescono, alimentino l'inflazione e di come, perchè crescano i salari, bisogni aspettare che cresca la produttività. Insomma i salari lasciamoli sempre per ultimi... "Non è solo l'idea di Sacconi. La cosa certa è che l'inflazione si mangia giorno dopo giorno il potere d'acquisto delle famiglie, colpendo soprattutto i giovani, gli anziani e il Mezzogiorno, dove non a caso la picchiata dei consumi è più sensibile". Contro il governo ieri si schierava anche il confindustriale Sole24ore. Nell'editoriale Guido Tabellini bocciava le eventuali invenzioni antispeculative (alla Tremonti) e chiedeva invece "una riduzione delle imposte sui redditi da lavoro", con beneficio, spiegava Tabellini, della produzione, sollievo delle famiglie, rilancio dei consumi. "Credo che anche a Confindustria sia chiaro che il problema di fondo non è la produttività ma è la perdita del potere d'acquisto e che sarebbe quindi ora che il governo si decidesse ad una conseguente azione fiscale. Mentre siamo alle promesse". E all'abolizione dell'Ici, che certo non aiuta i più deboli. Il governo, intanto, vi invita a un "patto": in cambio, vi darà qualcosa... "Sento parlare di patti, ma ho la sensazione che siano patti fondati sul nulla. Un patto si fa scrivendo con chiarezza premesse, strumenti, obiettivi. Vorrei risparmiare al paese accordi virtuali, che non servono a nulla, neppure a risollevare il morale depresso". Insomma, governo bocciato? "La situazione è difficile e molte difficoltà nascono al di là dei nostri confini. Pensiamo alla globalizzazione in questa fase, alle vicende di paesi come Cina e India, alla loro influenza nel determinare gli aumenti di valore delle materie prime, alle manovre speculative, alle instabilità politiche e ad altro ancora. Se guardo un po' più vicino, se guardo all'Europa, mi sembra poco appropriata la scelta della Bce di aumentare i tassi: un grave errore, di fronte alla strategia della Federal Reserve americana, che ha scelto la via opposta. Con il risultato che i tassi americani sono la metà di quelli dell'eurozona. Non credo che questo aiuti a frenare i prezzi: purtroppo gli italiani se ne accorgeranno. Se mai frena lo sviluppo. Ma anche il governo italiano ha le sue responsabilità. Qualcosa si poteva fare. Ripetiamo: in primo luogo una politica fiscale a sostegno di redditi fissi e pensioni. Poi si potevano evitare tagli indiscriminati alla spesa pubblica, sottraendo di fatto risorse ai consumi, si poteva liberalizzare mercati ancora troppo chiusi, si poteva investire in opere pubbliche... Non siamo contro i tagli: siamo per scegliere, evitando di deprimere scuola, ricerca, innovazione". Avete chiesto mille euro in più in tre anni nelle paghe. "Un intervento di detassazione, programmato nel corso di tre anni, obiettivo mille euro". Invece vi ritrovate a fare i conti con l'inflazione programmata... "L'inflazione programmata è stata fissata all'1,7% e questa percentuale scende all'1,16% per il drenaggio fiscale. In sostanza il livello finale è meno di un terzo dell'inflazione fissata dall'Istat e ancora meno dell'inflazione vissuta dalla gente. È evidente che non si possono firmare contratti con questi vincoli. È evidente che la questione riguarda anche le imprese. Bisogna intervenire in modo mirato perchè alcune imprese guadagnano dall'aumento dei prezzi mentre altre ci rimettono. Non si può metterle sullo stesso piano". Abbiamo citato Sacconi, tra i ministri più attivi. Anche nel metter mano alle regole del mercato del lavoro. "Interventi pesanti su un accordo raggiunto, interventi che mettono in discussione l'autonomia delle parti sociali, tagliando diritti e tutele". Un altro ministro attivissimo è Brunetta. Contro gli statali. "Prima che arrivasse Brunetta, abbiamo assistito ad una campagna mediatica che ha offerto una rappresentazione grottesca di una realtà di lavoro molto complicata e che sarebbe ingiusto e sbagliato leggere solamente sotto una certa cattiva luce...". Cioè, gli statali non sono tutti fannulloni... "S'è creata una polemica che ci riporta indietro nel tempo, mentre il traguardo poteva essere la parità pubblico-privato. È ovvio che sui ritardi e sulle storture si debba intervenire. Le possibilità non mancano. Bisogna però riformare e invece ci si limita ad annunciare provvedimenti punitivi. Siamo ai proclami. Attenti all'effetto boomerang...". Oltre la propaganda, l'economia reale ci propone numeri con tanti zero in termini di posti di lavoro, cancellati o destinati alla stessa fine. Telecom, Alitalia, una miriade di piccole o medie imprese, settori interi, come quello tessile... Un disastro... "Per Alitalia siamo al buio. Telecom annuncia esuberi, ma non si capisce quale sarà il futuro. La chimica di Marghera è in sofferenza, l'indotto Fiat paga il calo delle vendite d'auto. Alcune linee manifatturiere e alcune aree sono in crisi: dal distretto del divano agli elettrodomestici al tessile. Ma il governo non batte un colpo. L'Italia deve rimanere un grande paese industriale, il governo deve aiutare l'industria migliorando i servizi. Dobbiamo puntare sull'aumento del valore delle esportazioni più che sull'aumento della quantità di merce che vendiamo all'estero". Siamo nel bel mezzo di un altro sciopero del trasporto pubblico. Quanto ci costerà? "Ovviamente non si è deciso lo sciopero a cuor leggero. Si sa di quanti disagi ne conseguano per la gente. Non ne siamo contenti. Si raccoglie il frutto di scelte sbagliate, di riforme mancate, di contratti rinviati. Siamo ai segnali di un conflitto che si riaccende". Che succederà adesso? "Se non cambiano le scelte del governo, dovremo aprire una fase di mobilitazione... Il sindacato non può limitarsi a segnalare le cose che non vanno, cercando di indicare le scelte che ritiene giuste... Per ora ci interessa capire e aiutare i lavoratori a capire. L'appuntamento è in autunno...". Per lo sciopero generale? "Sono tante le iniziative di lotta che si possono decidere. Ci siamo scontrati con il governo Prodi, proprio per questioni di salari e di fisco. Non si capisce perchè non dovremmo scioperare contro questo governo. La nostra autonomia vale nei confronti di qualsiasi governo governo. Siamo fedeli solo a chi ci ha concesso la sua fiducia, ai lavoratori...". Come va con la Cisl e con la Uil? Si legge di qualche "dissapore"... "Ci sono opinioni divergenti. Non si è cambiato nulla di quanto, nell'unità, si è discusso e si è deciso a proposito di fisco, di confronto in Confindustria...". Come va con la nuova Confindustria? "Siamo in una fase di confronto tecnico. Non c'è dubbio che uno scenario più pesante, soprattutto in tema di inflazione, rischia di rendere tutto più difficile". Come va con i lavoratori? "Si capisce il grande disorientamento. Si capiscono la paura, l'incertezza". Il titolo, ieri, di Libero di Vittorio Feltri, invitando Berlusconi a tirarsi su il morale con le geishe, ricordava con il consueto garbo: "Non arrivano a fine mese eppure gli italiani sono già in spiaggia". Non è del tutto falso. L'Italia sembra un paese spensierato sull'orlo del baratro. "Siamo soprattutto di fronte alla prova della forbice che si allarga. Non tutti pagano allo stesso modo".

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Interventi e Repliche (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 07-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-07-07 num: - pag: 29 categoria: BREVI Interventi e Repliche Ricerca scientifica: il problema dei fondi Dopo un assordante silenzio sulla ricerca scientifica durato per tutta la campagna elettorale (sia da parte di chi ha vinto che di chi ha perso), e dopo che cospicui fondi destinati alla ricerca sono stati deviati verso più giuste cause (prima i camionisti, poi l'Alitalia), il ministro dell'Università Gelmini ha recentemente presentato il suo programma. Molti virtuosi proponimenti, già fatti dai suoi predecessori e mai realizzati: più incentivi e defiscalizzazione per la ricerca nell'industria (che in Italia è anche più deficitaria di quella pubblica in termini di mezzi e di risultati), più valutazione e meritocrazia nell'università ed enti di ricerca. Il ministro ha anche dichiarato che la ricerca è "sottofinanziata". Nel contempo, il recente Dpef prevede ulteriori tagli al finanziamento ordinario delle università (500 milioni in meno nei prossimi tre anni), che fanno iniziare "in salita" il cammino del nuovo presidente dei rettori Decleva! Ma il problema della ricerca in Italia non è solo un problema di finanziamenti, come sottolinea un appello inusuale che 1500 ricercatori hanno recentemente inviato al presidente della Repubblica. L'appello è inusuale perché è stato messo come prioritario non l'aumento dei fondi, ma i criteri con cui vengono assegnati. In tutto il mondo i progetti di ricerca vengono scelti e finanziati attraverso la loro valutazione da parte di altri ricercatori (la cosiddetta "peer review"): con criteri e meccanismi collaudati e consolidati, che permettono di compensare eventuali distorsioni legate ad amicizie, campanilismi, nepotismo. In Italia, una parte prevalente dei finanziamenti pubblici della ricerca viene assegnata senza "peer review", con attribuzione diretta "top-down" dagli erogatori (ministeri in primis) a ricercatori e progetti da loro scelti. Questo sistema scoraggia i giovani dal dedicarsi alla carriera di ricercatore. La ricerca scientifica, insieme ai beni culturali, è uno dei pochi mezzi che l'Italia ha a disposizione per risalire la china dell'attuale declino economico e strutturale. Se il ministro Gelmini (e altri ministri che erogano fondi per la ricerca) creassero un'unica Agenzia che affronti seriamente le citate distorsioni, ci sarebbe un sostanziale miglioramento pur con gli attuali scarsissimi finanziamenti. Pier M. Mannucci Presidente Gruppo 2003 Università degli Studi di Milano L'utilità del codice Iban Un lettore lamentava l'obbligo del codice Iban ( Corriere, 6 luglio). E' vero che è lungo 27 caratteri, ma evita di dover scrivere tutte le altre informazioni: nome, cognome, banca, filiale, indirizzo e conto corrente che risulterebbero ben più lunghe! Soprattutto, però, comprende caratteri di controllo che ne garantiscono la correttezza, rendendo quasi impossibile un bonifico, ad esempio, a un soggetto sbagliato. Giuliano Rescaldani, rescalda@box.enel.it Parco delle rimembranze a Chiavari A proposito di parchi delle rimembranze ( Corriere, 3 luglio) vorrei segnalare un altro commovente parco, ancora in Liguria (coincidenza?): nel cimitero di Chiavari. Cedri e cipressi ricordano i caduti di tutte le guerre. Antonio Ippolito, kadath@interfree.itom Inps: aspettando il bonus Un lettore ha fato notare che la madre non ha ancora ricevuto la quattordicesima di luglio del corrente anno ( Corriere, 3 luglio). Ritengo che si debba ritenere fortunato poiché mia moglie, nonostante la situazione reddituale consegnata all'Inps in data 17 ottobre 2007, sta ancora aspettando il bonus relativo all'ottobre stesso. Annibale Antonelli, Formia (Lt).

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Maresca, il consulente si allarga dopo la compagnia ecco bonelli - massimo minella (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina X - Genova SEGGIOLE & POLTRONE L'INCREDIBILE ASCESA DEL PROFESSORE Maresca, il consulente si allarga dopo la Compagnia ecco Bonelli MASSIMO MINELLA E Bravo Maresca. Resta solo da capire dove il professore consulente del sindaco Marta Vincenzi trovi il tempo per fare tutto quanto. Da qualche giorno Maurizio Maresca è infatti entrato come consulente della sede di Genova dello studio legale Bonelli Erede Pappalardo. Nello studio guidato da Franco Bonelli Maresca andrà a rafforzare il gruppo di lavoro che si occupa di infrastrutture, trasporti e logistica e che comprende numerosi professionisti tra i quali, oltre allo stesso Bonelli, anche Marco Arato, presidente dell'aeroporto. Ordinario all'Università di Udine, esperto di diritto europeo dei trasporti, Maresca nel suo curriculum ha già inserito la presidenza dell'autorità portuale di Trieste e il consiglio di amministrazione di Alitalia. Oggi siede nei Cda di varie imprese private nel comparto delle infrastrutture e dei trasporti (Impregilo, Comsa, Holcim) oltre che nel Consiglio della Compagnia di San Paolo, "titolare" di uno dei due posti che l'ente torinese affida a Genova. Maresca, infatti, è stato indicato dal Comune, mentre la Camera di commercio ha puntato su Stefano Delle Piane, entrato poi nel consiglio di gestione. Delle Piane, costruttore, è l'ex presidente di Assedil, l'associazione dei costruttori genovesi che nei giorni scorsi ha rinnovato il suo vertice, affidando la presidenza a Maurizio Senzioni, geometra, 51 anni, che subentra a Marcello Marzini. Nel 2002, con Enrico Stagno, Senzioni ha creato "Omnia Sport", azienda specializzata nella costruzione e gestione di impianti sportivi.

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Alitalia, i sindacati cauti sul toto esuberi: numeri in libertà Dopo le indiscrezioni sui tagli fino a 6mila dipendenti. L'attesa è per la presentazione del piano industriale di In (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 08-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Alitalia, i sindacati cauti sul toto esuberi: numeri in libertà Dopo le indiscrezioni sui tagli fino a 6mila dipendenti. L'attesa è per la presentazione del piano industriale di Intesa Sanpaolo / Milano I sindacati di categoria si mostrano cauti sul rincorrersi delle voci relative agli esuberi e sul nuovo assetto di Alitalia, e questo in attesa di conoscere il piano industriale di Intesa Sanpaolo. Per ora si limitano a definire i rumors sui futuri tagli, tra i 5 e i 6mila dipendenti, nient'altro che "numeri al lotto", anche perché - dicono - quello che conta davvero è arrivare un risanamento duraturo per Alitalia. In particolare, per Giuseppe Caronia della Uilt, "non è opportuno dar retta a fughe di notizie e illazioni, certo la situazione di Alitalia è complessa, ma queste anticipazioni non si capisce da dove nascano perché formalmente non c'è ancora nessun piano". Inoltre, secondo il sindacalista della Uilt, a smentire queste cifre sarebbero proprio le dichiarazioni dell'esecutivo in merito al futuro dell'ex compagnia di bandiera: "Se confermate, le cifre ridurrebbero Alitalia ad una compagnia regionale e questo m'induce a ritenerle non vere date le parole del governo". Sulla stessa lunghezza d'onda Claudio Genovesi della Fit-Cisl che spiega: "Da Passera a Scajola, è stato detto in più occasioni che è prematuro dare il numero degli esuberi. Noi, comunque, prima di giudicare vorremmo conoscere il piano industriale". E, poi, per Genovesi "non è rilevante il numero degli esuberi, ma capire se il Paese, il governo e il management hanno in mente un risanamento duraturo per Alitalia. Senza obiettivi - conclude - nessuno è disposto a subire tagli". Seccco il commento di Mauro Rossi della Filt-Cgil: "È assolutamente inutile commentare quelli che mi sembrano numeri al lotto se non c'è modo di vedere il vero piano industriale con perimetro e strategie". Intanto, c'è da registrare la presa di posizione di Bruno Ermolli, il consulente cui Silvio Berlusconi ha affidato la raccolta dei possibili azionisti privati per il rilancio della compagnia aerea: "Credo che in questo momento sia opportuno rivolgersi a quelli che sono i veri protagonisti e quindi dettagli sulla vicenda Alitalia non ne posso dare: potrò dare opinioni quando il percorso sarà completato". "Non amo essere sgradevole - ha proseguito Ermolli rivolgendosi ai giornalisti a margine di un incontro a Milano sullo sviluppo delle relazioni economiche tra Italia e Libia - ma non posso parlare della compagnia di bandiera". Ed alla domanda se in questi mesi ci sia stato un interessamento da parte di operatori arabi o del Golfo per Alitalia Ermolli ha infine replicato: "Mi spiace, ma non posso dire nulla".

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Privatizzazione delle poste il sorpasso di parigi su roma (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Global market Privatizzazione delle Poste il sorpasso di Parigi su Roma Acciona smentisce qualsiasi negoziato o discussione con Enel per vendere la sua partecipazione in Endesa e vuole continuare ad avere un ruolo guida nella gestione Farsi superare dalla Francia, uno degli ultimi bastioni mondiali dell'industria di Stato, in tema di privatizzazioni suona quasi come una beffa. Eppure, il rischio per l'Italia è reale se si parla di Poste. Continua infatti il tam-tam sul progetto di collocamento in Borsa delle Poste francesi, oggi a totale controllo pubblico: il progetto prevederebbe a breve un'Ipo da circa tre miliardi di euro per aprire il 20% del capitale dell'azienda ai privati. Il tutto, in vista della liberalizzazione del servizio postale europeo fissato dalla Commissione Ue nel 2011. Insomma, un colpo di acceleratore che fa impallidire l'ennesima dichiarazione d'intenti del governo italiano: in primo luogo - recita il Dpef varato qualche giorno fa - l'impegno del governo è quello di completare la privatizzazione di Alitalia, poi avanti con Poste, Istituto Poligrafico, Tirrenia e Fincantieri. Insomma, al netto della drammatica urgenza di Alitalia, progetti non meglio definiti che qualsivoglia esecutivo degli ultimi anni non ha mancato di inserire nei propri programmi salvo poi lasciare intatto lo status quo. Alle Poste era stato addirittura nominato un presidente, Vittorio Mincato, con la missione specifica di realizzarne la privatizzazione. Il suo mandato è trascorso senza colpo ferire, è arrivato un nuovo presidente ed ora non resta che assistere al sorpasso della Francia. Marco Patucchi [vita segreta nella city] Week-end a Ibiza su jet privato, cene con vini da migliaia di euro a bottiglia, feste nei topless-bar di lusso per i clienti più importanti. La vita segreta del "miglio quadrato", come è soprannominata l'area della City di Londra, anche se il quartiere finanziario ha ormai spostato buona parte della sua attività tra i grattacieli di Canary Wharf, è raramente finita in prima pagina. Vizi ed eccessi di broker e banchieri sono stati raccontati finora da un libro del 1988, "Liars'Poker" (Il poker dei bugiardi), e dal film "Wall Street", peraltro concentrati sulla cittadella della finanza americana, anche se le abitudini e i protagonisti sono spesso gli stessi. Adesso a Londra fa discutere un nuovo libro sull'argomento: "Cityboy, beer and loathing in the square mile" (Il ragazzo della City, birra e schifezze del miglio quadrato). L'autore, Geraint Anderson, ha lavorato per una banca d'investimenti e, pur avendo cambiato i nomi di molti personaggi per la privacy, afferma che la gran parte di ciò che descrive è vera. Sugli eccessi della City, del resto, si era pronunciata alcuni mesi fa anche un'associazione di donne d'affari britanniche, criticando il fatto che molti broker portano i maggiori clienti in esclusivi topless bar, diffondendo "una cultura di discriminazione e sfruttamento sessuale". Enrico Franceschini.

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Alitalia, stretta sulla <nuova Marzano> Police a palazzo Chigi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 08-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-07-08 num: - pag: 32 categoria: REDAZIONALE Il piano di salvataggio Alitalia, stretta sulla "nuova Marzano" Police a palazzo Chigi ROMA - Il decreto per modificare la legge Marzano e l'accordo con i sindacati. Sono queste le condizioni che il governo si prepara ad assolvere per ottenere il consenso della cordata di imprenditori all'operazione per il salvataggio di Alitalia. Cordata che potrebbe allargarsi ancora con apporti anche consistenti. Sul decreto si stanno spendendo gli advisor legali prima ancora che palazzo Chigi. Si tratta di liberare i futuri azionisti, e attuali creditori, della "nuova Alitalia" dalla "spada di Damocle" dei debiti che confluiranno nella "bad company ". Attualmente il Codice civile prevede la solidarietà tra società cedente e cessionaria. Alle odierne condizioni dunque i creditori della "bad company" potrebbero pretendere in qualsiasi momento di essere soddisfatti dalla "nuova Alitalia", mettendo a rischio l'operazione di salvataggio. Un modo per risolvere la situazione potrebbe essere quello di concludere un "accordo di ristrutturazione" con i creditori della società che andrà in liquidazione, ma è una modalità che lascia tutto all'accordo tra le parti e non assicurerebbe perciò il risultato. Il meccanismo che si sta studiando è perciò molto delicato e punta anche a garantire la continuità aziendale, un po' secondo il modello della norma americana "Chapter 11". Il secondo punto da risolvere è l'accordo con i sindacati. Il balletto di cifre sugli esuberi che li ha fatti insorgere non deve trarre in inganno: un filo diretto tra alcune delle sigle principali e gli advisor c'è. Così come c'è un'idea di massima sul punto di caduta di un'eventuale trattativa che dovrebbe attestarsi sui 5 mila esuberi con l'attivazione di tutte le misure sociali del caso. Soltanto una volta che saranno risolti questi due problemi la cordata potrà prendere veramente forma intorno al nucleo che è già composto da Intesa-Sanpaolo, Air One e le banche che già affiancavano il vettore. Quanto a Roberto Colaninno, per adesso sta a guardare: non è detto che, una volta trovato un quadro d'insieme rassicurante, non possa venir fuori anche una compagnia straniera interessata. A quel punto, e solo a quel punto, l'imprenditore potrebbe rientrare in partita prendendosi il ruolo di punta che gli era stato assegnato. In questo modo i capitali potrebbero passare dagli attuali 7-800 disponibili a 1,5-2 miliardi, quanto in realtà necessita per il rilancio della "nuova Alitalia". Intanto ieri il presidente di Alitalia, Aristide Police, è stato a palazzo Chigi probabilmente per riferire gli ultimi sviluppi della situazione. 3 I milioni di euro che Alitalia perde ogni giorno. Potrebbero essere invece cinque o sei mila gli esuberi della compagnia Antonella Baccaro.

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Che bello quando ti dicono: 'Ndo vai? Nun me spigne (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 08-07-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 161 del 2008-07-08 pagina 31 Che bello quando ti dicono: 'Ndo vai? Nun me spigne di Caterina Soffici Scusi il bagno? È sulla sinistra, giù per il corridoio, tra Intimissimi e Furla. Se invece cercate un negozio di telefonia dove comprare il carica batteria dimenticato nella presa dell'albergo, basta proseguire in direzione B11, girare alla freccia A3 verso il Terminal A e lo trovate subito dopo Gucci. Se invece vi accontentate di un giornale, una rivista o una Settimana Enigmistica per ammazzare i canonici 50 minuti di ritardo Alitalia, andate sempre dritto verso l'area B21, passate sotto la fila dei monitor grandi (non quelli piccoli!) e non potete sbagliarvi: il giornalaio è dopo Dolce e Gabbana, accanto a Calvin Klein. Potrebbero essere dialoghi partoriti dalla mente fantasiosa di un Philip Dick, o geniali paranoie di un Aldous Huxley, o ancora paradossali provocazioni di George Orwell. Avrete già indovinato: sono reali e normali stralci di conversazione che può udire chiunque bazzichi un aeroporto in questo affollato periodo estivo. I dialoghi in questione, se si vuol essere precisi, sono stati uditi nella zona transiti di Roma Fiumicino. Ma la localizzazione ha poca importanza, anzi non ne ha alcuna. Perché siamo tutti delocalizzati e ci muoviamo negli ormai celeberrimi non-luoghi (come aveva ben teorizzato il sociologo e antropologo Marc Augè, geniale osservatore del comportamento e delle aberrazioni dell'umano contemporaneo). Questo genere di "toponomastica da aeroporto" è uguale in tutto il mondo. È la stessa toponomastica che ritroviamo in un centro commerciale a Hong Kong, e nel sottopassaggio della metropolitana di New York. Il non-luogo, inoltre, spinge l'umano frequentatore a usare una non-lingua: il bagno diventa una toilette, il panino sandwich o snack, il caffè coffee e il bar coffee-shop. In fondo anche a questo siamo già abituati, ci stordiamo di termini inglesi e pensiamo di essere internazionali. Ma la nuova frontiera della non-lingua, il paradosso ultimo si raggiunge quando senti due italiani che si rivolgono uno all'altro, a Roma per di più, in un misto paneuropeo di "escuse muà ist free this place?" Alla fine fa quasi piacere quando un grugnito profondo ti aggredisce: "Aò, ndo' vai? Nun me spigne. Nun vedi che me stai a venì addosso?". Non è propriamente l'idioma dantesco del Bel paese là dove il sì suona. Ma conviene accontentarsi, sempre meglio della non-lingua... caterina.soffici@ilgiornale.it © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Toto-esuberi: nervosismo tra i sindacati (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 08-07-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 161 del 2008-07-08 pagina 24 Toto-esuberi: nervosismo tra i sindacati di Redazione da Milano I sindacati sembrano sotto scacco: le indiscrezioni che continuano a filtrare sul numero di esuberi all'Alitalia innervosiscono i leader delle varie sigle, che per ora si limitano a mantenere le distanze liquidando i numeri come "rumors". In effetti, far filtrare il "messaggio" di tagli nell'ordine dei 5-6 mila posti, che qualcuno ha ipotizzato possano persino arrivare a diecimila, non è altro che un modo per saggiare i lavoratori, che dopo Ferragosto saranno chiamati al confronto sul piano industriale. Ricordiamo che i dipendenti del gruppo Alitalia (Fly, la società quotata) sono circa 11mila e che alla deconsolidata Az Servizi ne appartengono altri 8mila: si tratta, quindi, anche di capire esattamente su che perimetri incideranno le forbici dei risanatori. Intanto per Giuseppe Caronia (Uilt) "non è opportuno dar retta a illazioni". Claudio Claudiani (Fit-Cisl) aggiunge: "Prima di giudicare vorremmo conoscere il piano industriale". Secco Mauro Rossi (Filt-Cigl): "Inutile commentare dei numeri al lotto". Cauti anche i piloti, con Fabio Berti (Anpac): "Qualunque cosa venga proposta, dovrà essere condivisa". Intanto il lavoro di Intesa Sanpaolo continua nell'intento di arrivare a fine agosto alla vera fase di confronto. L'obiettivo sembra sempre più chiaro: una compagnia snella, frutto dell'integrazione tra Alitalia-Air One, sponsorizzata da imprenditori di rango, e da rivendere al più presto a un grande vettore internazionale. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 09-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 134 ) " (31 votes, average: 3.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 79 ) " (29 votes, average: 3.52 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 48 ) " (32 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 114 ) " (31 votes, average: 3.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (33 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... 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E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (53 votes, average: 3.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (118 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (57 votes, average: 2.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (32 votes, average: 2.72 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 72 ) " (55 votes, average: 2.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. 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Girotondo attorno a Walter (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 09-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 134 ) " (31 votes, average: 3.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 79 ) " (29 votes, average: 3.52 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 48 ) " (32 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 114 ) " (31 votes, average: 3.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (33 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (53 votes, average: 3.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (118 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (57 votes, average: 2.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (32 votes, average: 2.72 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 72 ) " (55 votes, average: 2.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. 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L'autunno caldo di Walter. Dì la tua (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 09-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 134 ) " (31 votes, average: 3.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 79 ) " (29 votes, average: 3.52 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 48 ) " (32 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 114 ) " (31 votes, average: 3.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (33 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (53 votes, average: 3.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (118 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (57 votes, average: 2.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (32 votes, average: 2.72 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 72 ) " (55 votes, average: 2.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. 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Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 09-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 134 ) " (31 votes, average: 3.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 79 ) " (29 votes, average: 3.52 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 48 ) " (32 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 114 ) " (31 votes, average: 3.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (33 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (53 votes, average: 3.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (118 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (57 votes, average: 2.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (32 votes, average: 2.72 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 72 ) " (55 votes, average: 2.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. 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La Sapienza e il rito dell'intolleranza (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 09-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 134 ) " (31 votes, average: 3.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 79 ) " (29 votes, average: 3.52 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 48 ) " (32 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 114 ) " (31 votes, average: 3.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (33 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (53 votes, average: 3.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (118 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (57 votes, average: 2.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (32 votes, average: 2.72 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 72 ) " (55 votes, average: 2.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. 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Così le tecnologie ci cambiano la vita Dì la tua (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 09-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 134 ) " (31 votes, average: 3.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 79 ) " (29 votes, average: 3.52 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 48 ) " (32 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 114 ) " (31 votes, average: 3.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (33 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (53 votes, average: 3.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (118 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (57 votes, average: 2.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (32 votes, average: 2.72 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 72 ) " (55 votes, average: 2.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. 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Tagli alle Paraolimpics (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 09-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Tagli alle Paraolimpics Ileana Argentin Il Comitato Italiano Paraolimpico è finito tra la forbice del Governo nell'ambito dei tagli per l'Ici e il riordino di Alitalia. I finanziamenti erano di 5 milioni per il 2008, 4 milioni per il 2009 e altrettanti per il 2010, con il taglio invece si passa a 3 milioni per l'anno corrente, 3 milioni per il 2009 e 3 milioni per il 2010. Una mannaia giunta ad un mese delle Paraolimpiadi che ha generando l'inevitabile allarme rosso del Comitato Paraolimpico. Tuttavia su questo argomento è stato presentato un emendamento da parte dell'opposizione per il ripristino dei fondi, del quale sono la prima firmataria approvato all'unanimità dalla Camera dei Deputati; questo fa presupporre una conclusione positiva e speriamo in tempi rapidi, anche perché si è creata un'urgenza soprattutto per l'anno corrente, poiché come spiega Luca Pancalli Presidente del CIP: " Programmare una spesa sapendo che i fondi non ci sono è un conto, ma tagliare in corso d'opera è un altro, ad esempio il progetto del Tre Fontane per il quale il Cip ha avuto un'area in concessione, e sulla quale sorgerà un centro sportivo polifunzionale e polivalente, ha un costo di 16 milioni di euro che ci siamo impegnati a pagare con un mutuo attraverso l'Istituto di Credito Sportivo; ogni anno dobbiamo versare un milione di euro e senza i soldi previsti sarà dura" . Rassicurazioni in merito sono giunte da più parti politiche in modo trasversale, i soldi destinati al comitato Paraolimpico non sono mai stati molti ed era assurdo pensare che tra i tagli fossero finiti anche loro, forse un errore accidentale, ma aspettiamo che vengano ripristinati tutti i fondi per sapere se si è trattato di un errore o di altro. Handicap.

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Malpensa, taxisti in agitazione <Tariffa bassa> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 09-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-07-09 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Sciopero in vista Malpensa, taxisti in agitazione "Tariffa bassa" Nessun accordo con la Regione. Anzi: via allo stato d'agitazione in previsione dello sciopero. I tassisti di Malpensa vanno allo scontro col Pirellone: "è necessario rivedere al rialzo la tariffa fissa di 70 euro, troppo bassa ormai rispetto ai costi del servizio", attacca Massimo Campagnolo, presidente del Consorzio taxi Malpensa e delegato nazionale di Federtaxi Cisal. Non solo: il sindacato (che oggi si riunisce in assemblea nella sede di via Messina) chiede alla Regione anche la revisione del sistema della corsa a forfait: non più una cifra unica da qualsiasi strada di Milano allo scalo di Malpensa, ma l'indicazione di tratte standard, da punto a punto. Tipo: dalla Stazione Centrale all'aeroporto, oppure da Cadorna all'aeroporto, e così via. Motivi: "La riduzione del traffico passeggeri dopo i tagli Alitalia ha ridotto gli affari, i rincari dei carburanti non vengono ricompensati...". Per Campagnolo il settore è in crisi e questa analisi verrà ribadita domani nel confronto a Roma con il governo. E comunque: la trattativa Regione-sindacati prosegue senza gli artigiani di Varese. Domani, in via Pola, l'incontro che potrebbe essere decisivo: i tassisti chiedono un adeguamento delle tariffe per il recupero dell'inflazione (procedura stabilita nell'accordo firmato un anno fa) e l'intesa dovrebbe arrivare su un aumento di poco superiore al 4%. Regione e rappresentanti delle auto bianche sono fiduciosi, mentre le associazioni di consumatori protestano: "Non è il momento per ulteriori rincari...". I tassisti provano a mandare segnali di pace: bandierine del Tibet sui taxi contro la repressione cinese. Raffaele Grassi, consigliere Idv e segretario Satam, ha proposto l'iniziativa e ha avuto il via libera da Palazzo Marino. I colleghi preferirebbero i buoni-benzina. Armando Stella.

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La ministra, il Papa e i diavoloni Lo show di Sabina spacca la piazza (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 09-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-09 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Dietro le quinte L'ex pm, terreo, cerca di farla smettere. In imbarazzo Ravera e Cremaschi La ministra, il Papa e i diavoloni Lo show di Sabina spacca la piazza Furio Colombo: ho sentito volgarità e sconcezze, me ne andrei. Ma l'attrice: non ho nulla di cui pentirmi ROMA - "Questi non sono i girotondi. I girotondi non sono così. Non dicono volgarità sulle donne, non insultano il capo dello Stato, non offendono il capo dell'opposizione, non collocano il Papa all'inferno. Un regalo a Berlusconi? Peggio. è come se il copione di questa giornata l'avesse scritto lui". Furio Colombo è, parole sue, "indignato, arrabbiato, umiliato": "Tutto è cominciato quando è salito sul palco Marco Travaglio. Che ha volto la politica in comica. E ha individuato il vero bersaglio in Veltroni, nell'opposizione, e anche nel Quirinale". "Nella fattoria degli animali i più uguali degli altri erano i ma-iali, non le alte cariche dello Stato " dice Travaglio dal palco. La piazza applaude. "Ogni volta che Berlusconi sta per riposare in pace, la sinistra gli fa la respirazione bocca a bocca e lo resuscita. Dialogare con lui è come farlo con la mantide religiosa: ti avvicini, ti fai una scopatina, e lui ti divora. E' successo così ogni volta; e ogni volta loro si rifanno sotto. La Finocchiaro bacia Schifani. Veltroni apre a Casini, che è la bella faccia di Totò Cuffaro!". Ovazione. Fiorella Mannoia, già veltroniana, dice che "manifestare a ottobre è troppo tardi. Io stasera voglio andare a dormire tranquilla, con la coscienza pulita". Ma è nulla in confronto a Beppe Grillo. La voce arriva via telefono, attraverso gli altoparlanti, e quando attacca con il suo "Italiani!" il riferimento ad altre adunate è inevitabile. Grillo torna a chiamare Napolitano Morfeo: "Sonnecchia, lui. Ma ve lo immaginate Pertini che firma una legge per garantire l'immunità a sé e a Berlusconi? Ve lo immaginate Ciampi? Ve lo immaginate Oscar Luigi Scalfaro?". Nooo, grida la piazza. "Napolitano anziché andare a Napoli tra i rifiuti va a Capri, a sentire la musica, con l'inquisito Bassolino e la moglie di Mastella! ". Coro di buuu. "Il nuovo Mastella è Topo Gigio Veltroni. Non è uomo, è un avverbio. Non ha cuore, non ha polmoni, non ha cervello. E' il miglior alleato della nanoparticella tossica ", che sarebbe Berlusconi. Ogni citazione del leader Pd è accompagnata da una brezza di fischi. Grillo alimenta l'ottimismo: "L'Italia intera è fallita. Gli esuberi dell'Alitalia non sono duemila ma ottomila! La Fiat licenzierà a piacere. Falliranno 300 mila aziende, falliranno le banche, l'esercito non presiederà i rifiuti ma l'Unicredit!". Saluto finale "a quelli del partito unico "Forza Ds": andate tutti affanculo! ". Tra i promotori si scorgono le prime facce perplesse. Di Pietro è terreo. E deve ancora parlare Sabina Guzzanti, che vola subito alto: "Osteria delle ministre/ paraponziponzipo/ le ministre son maestre/ paraponziponzipo/ e se a letto sono un portento/ figurarsi in Parlamento/ dammela a me...". Il discorso è impostato sulle presunte abitudini erotiche del presidente del Consiglio, in un profluvio di cocaina, viagra, fellatio in cui alla fine viene coinvolta la ministra Carfagna per il delirio della piazza. Quando poi la Guzzanti attacca il traditore Cofferati, Veltroni- "come Emilio Fede finge di dimenticare i nomi" - e infine il Papa - "Ratzinger tra vent'anni sarà morto e finirà all'inferno, tormentato da diavoloni frocioni attivissimi e non passivissimi " -, sotto il palco succede di tutto. Di Pietro in camiciotto bianco si sbraccia, fa segno al presentatore biondo, il malcapitato Mattia Stella, di far smettere la Guzzanti, lui ci prova ma lei resiste - "ce l'hai con me?" "No no per carità" - e prosegue ": "Pensare che io ho votato Veltroni! Quello che ora vuole dialogare! Dimenticavo: l'intercettazione autentica l'ha pubblicata solo il Clarin, ci sono due ministre che discutono su come si fa sesso orale...". Travaglio e Flores attendono la Guzzanti sotto il palco per baciarla. Ma Leoluca Orlando per protesta se ne va: "Questa è una piazza libera, e io manifesto il mio dissenso lasciandola". Giorgio Cremaschi, il duro della Fiom, elogia la manifestazione ma critica la Guzzanti: "Il linguaggio violento contro le donne non mi va". Lidia Ravera, girotondina della prima ora: "Abbiamo dato una scossa, però lasciando troppo spazio a Grillo. A me i vaffa non interessano, io con queste cose non c'entro nulla". Di Pietro si inoltra in speculazioni teologiche: "Non confondiamo il diavolo con l'acqua santa, non facciamo previsioni ultraterrene ". Il diavolo sarebbe Berlusconi, l'acqua santa "il Santo Padre ": "Io non mi permetterei mai di immaginarlo all'inferno tra i diavoloni! La Guzzanti fa satira, noi facciamo politica!". Furio Colombo: "Se non fosse per rispetto al coordinatore delle comunità rom, Santino Spinelli (allibito, ndr), che ho invitato qui, me ne andrei. Ho sentito troppe sciocchezze, su Napolitano, sul Papa. Piazza Navona non sarà ricordata come il Palavobis o piazza San Giovanni, è stata altro; e non è colpa della folla, ma di chi le ha detto volgarità e sconcezze". Quando poi è il suo turno di parlare, Colombo chiede e ottiene un applauso per Napolitano. Di Pietro risale sul palco, si unisce al battimani, chiede il microfono per prendere pure lui le distanze. La folla ha portato come una madeleine i cartelli degli altri girotondi, le foto di Berlusconi al balcone di piazza Venezia, più slogan inediti contro il Guardasigilli, definito "Angelino Jolie" e "Alfano servo del caimano". Per il premier insulti anche molto elaborati, "vecchio ridicolo", "Al Pappone", "nano cattivo". Altre madeleine: Marina Astrologo, Tana de Zulueta. Rita Borsellino è caduta, si è fatta male a un ginocchio e parla pure lei al telefono come Grillo. Andrea Camilleri legge le sue "poesie incivili " e torna sul tema escatologico, collocando in un girone dantesco stavolta non il Pontefice ma più modestamente Bobo Maroni, definito "un paio di baffi sul nulla": "Sei così ipocrita/ che quando l'ipocrisia ti avrà ucciso/ finirai all'inferno/ ma ti dirai in paradiso". Alla fine, Flores d'Arcais e Travaglio si stringono ancora attorno alla Guzzanti, la ribaciano, si congratulano. Flores (applauditissimo il suo passaggio su Berlusconi "amico di Mugabe e imitatore di Putin") non è d'accordo con Colombo, rivendica la manifestazione in toto: "è un successo straordinario. Travaglio? ha detto cose sacrosante. Grillo? L'ho seguito poco, stavo rilasciando interviste. Sabina? La sua è satira. E la satira per natura è eccessiva. Purtroppo in Italia è la realtà politica a essere eccessiva, molto più della satira di Sabina ". Anche la Guzzanti riconferma: "Non ho nulla di cui pentirmi. Strano che Colombo si senta umiliato; quando sono scesa dal palco mi ha fatto i complimenti. Io rispetto la spiritualità e la religione. Ma al Vaticano interessano solo l'Ici e i privilegi fiscali; si è allargato troppo, ci voleva qualcuno che gli rispondesse. E la Carfagna non può fare la ministra delle Pari Opportunità". Nel mirino Sabina Guzzanti ha attaccato dal palco il ministro alle Pari Opportunità Mara Carfagna, che ha annunciato una querela Aldo Cazzullo.

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ULTIM'ORA (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 09-07-2008)

Argomenti: Alitalia

(DANIELE LUTTAZZI) G8, Bush: "Devasteremo l'ambiente nel rispetto dell'ambiente". Intercettazioni, Ghedini smentisce: "Quello sulla testa di Berlusconi non è il pelo pubico della Carfagna". I 5000 esuberi Telecom passano in Alitalia, i 5000 esuberi Alitalia passano in Telecom. Umberto Eco si rade la barba col rasoio di Occam.

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